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Resoconto d'Aula della Seduta n. 69 di giovedì 11 ottobre 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.05

   Il  Presidente avverte che il verbale della seduta  n.  68  del  9
  ottobre  2018  è posto a disposizione degli onorevoli deputati  che
  vorranno  consultarlo e sarà considerato approvato  in  assenza  di
  osservazioni in contrario al termine della presente seduta.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Arancio ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, il Presidente della Regione è già qui  e  sta
  per  arrivare. Pertanto, in attesa che arrivi, sospendo  la  seduta
  per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.06, è ripresa alle ore  16.14)

   La seduta è ripresa.

                                Congedo

   PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Marano ha chiesto congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


  Comunicazioni del Presidente della Regione sul sistema di raccolta
                        dei rifiuti in Sicilia

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni del Presidente della Regione sul sistema di  raccolta
  dei rifiuti in Sicilia.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Regione per rendere  le
  comunicazioni.

   MUSUMECI,  Presidente  della Regione. Signor  Presidente,  signori
  deputati, sono davvero contento di potere impegnare l'attenzione di
  questo  Parlamento  su  un tema che sta a tutti  particolarmente  a
  cuore,  anche perché, dopo qualche mese, siamo nelle condizioni  di
  potere trarre un primo provvisorio bilancio.
   Sarò costretto in alcune parti a fare ricorso ad un linguaggio  un
  po'  tecnico,  ma credo sia necessario per rendere edotti  anche  i
  cittadini  che ci seguono da casa, ed ai quali va il saluto  mio  e
  del  Governo, del lavoro svolto e del lavoro che ancora  rimane  da
  svolgere.
   Lasciatemi  dire che il sistema regionale di gestione dei  rifiuti
  urbani,  da  diversi decenni, versa in situazioni emergenziali,  le
  cui  manifestazioni  nei casi più gravi sono quelle  della  mancata
  raccolta e dell'accumulo dei rifiuti per le strade, col conseguente
  rischio igienico-sanitario.
   Come  ricorderanno  i  colleghi  deputati,  da  qualche  anno,  la
  Magistratura  si  occupa  delle vicende legate  alla  gestione  dei
  rifiuti  in Sicilia ed alle responsabilità che potrebbero  ricadere
  sulle passate gestioni all'interno del dipartimento rifiuti.
   Una  situazione  che  è  sfuggita al  controllo  degli  organi  di
  Governo,  in  parte  per  distrazione,  in  parte  per  determinata
  volontà.
   La  causa  principale  dell'emergenza consiste  nella  scarsa,  in
  alcuni  casi, omessa raccolta differenziata da parte dei 390 comuni
  e  dalle  18 società per la regolamentazione dei rifiuti.  E  prima
  dell'entrata in vigore della legge n. 9 del 2010, dai  27  ATO  che
  hanno   prodotto   -   lo  ricordo  -  un  risultato   consistente:
  1.850.000.000 di debiti e circa 4.000 assunzioni, molte delle quali
  senza alcuna selezione pubblica.
   La  scarsa  raccolta differenziata, attestata al 12 per cento  nel
  2015, al 15,60 per cento nel 2016, si tratta di un dato dell'ISPRA,
  quindi,  ufficiale, e, verosimilmente, al 20 per cento nel 2017,  è
  causa  della notevole mole di rifiuti indifferenziati, dell'abnorme
  ricorso   allo   smaltimento  in  discarica  e  della   conseguente
  violazione del principio cardine della gerarchia nella gestione dei
  rifiuti.
   Inoltre,   la  quantità  di  rifiuto  indifferenziato  inviato   a
  smaltimento nelle discariche, superiore naturalmente alle ordinarie
  capacità  di  trattamento  e  di abbancamento,  provoca  periodiche
  criticità nello smaltimento che spesso sfociano in emergenze,  come
  è stato detto, di carattere igienico-sanitario.
   L'eccessivo  quantitativo di rifiuti urbani crea  il  sovraccarico
  degli  impianti  di  biostabilizzazione  inoltre,  che  spesso  non
  riescono  a  trattare  in modo ottimale il  sottovaglio  umido;  si
  ricorda  che  in Sicilia soltanto nell'anno 2016 si  è  imposto  il
  trattamento  di  biostabilizzazione del sottovaglio  e  nell'estate
  dello stesso anno si è manifestata una grande emergenza, come tutti
  ricordiamo, a seguito della chiusura di alcune discariche prive  di
  impianto  destinate  a tale trattamento, penso  a  Siculiana  (AG),
  penso   a   Gela   (CL),   la  Regione  è  riuscita   a   sopperire
  temporaneamente  con  ordinanze ex art. 191  del  Presidente  della
  Regione  che autorizzavano impianti mobili e aumento delle capacità
  degli  impianti  fissi,  nelle  more  dell'aumento  della  raccolta
  differenziata e della diminuzione dei flussi indifferenziati.
   Il  mio  Governo, insediatosi alla fine del 2017, ha trovato  così
  una   situazione  emergenziale  caratterizzata  dalla  vigenza   di
  numerose  ordinanze ex art. 191, concepite dal decreto  legislativo
  152  del  2006,  per la gestione degli impianti  di  trattamento  e
  smaltimento,  necessitate quelle ordinanze dal  persistere  di  una
  bassissima   percentuale  di  raccolta  differenziata   e   da   un
  conseguente  notevole ricorso alle discariche,  con  previsione  di
  imminente esaurimento di quelle più importanti poste a servizio del
  territorio,  per  esempio  quella di  Bellolampo  a  Palermo  e  il
  territorio di Trapani.
   Avendo  vagliato tutte le ipotesi possibili, siamo stati costretti
  a  rappresentare  tali  gravi  scenari emergenziali  alla  autorità
  statale,  al  Governo  a  guida  del  Partito  Democratico  con  il
  Presidente Gentiloni, personalmente ho affrontato il tema prima col
  Ministro dell'Ambiente e poi col Capo del Governo rappresentandogli
  la  paventata,  ormai  imminente, saturazione  delle  discariche  e
  chiedendo  di  esaminare  il  Governo  nazionale  l'opportunità  di
  dichiarare uno stato di emergenza nominando a proprio piacimento il
  Governo centrale un Commissario per l'emergenza.
   Nel  febbraio del 2018 il Consiglio dei Ministri ha dichiarato  lo
  stato  di  emergenza, ha ritenuto di dover nominare  il  Presidente
  della  Regione  in  carica Commissario straordinario  ed  ha  fatto
  pervenire la relativa ordinanza nel marzo dello stesso anno.
   Corre  l'obbligo di precisare che io mi sono sentito,  continuo  a
  sentirmi  un  Commissario  straordinario   dimezzato ,  perché   in
  effetti  i  poteri speciali sono soltanto nei titoli  di  giornale,
  perché   non   sono  stati  riconosciuti  al  sottoscritto   poteri
  derogatori  rispetto al contesto emergenziale in atto derivante  da
  una  inefficace  gestione  del sistema che  persiste  da  oltre  un
  decennio.
   Tanto perché gli onorevoli deputati possono farsi una idea, voglio
  ricordare  soltanto  l'ordinanza precedente, quella  del  2010.  In
  quella  ordinanza  del Presidente del Consiglio  dei  Ministri,  il
  Presidente  della Regione, Commissario delegato per il  superamento
  della situazione di emergenza dei rifiuti, veniva individuato  come
  destinatario  di specifici e straordinari poteri quali:  primo,  la
  possibilità di predisporre entro sessanta giorni gli adeguamenti al
  Piano  regionale di gestione dei rifiuti anche per  incrementare  i
  livelli   di   raccolta   differenziata  e  individuare   soluzioni
  compatibili  con  le  esigenze ambientali per i  rifiuti  trattati,
  accumulati nei siti di stoccaggio provvisorio, attraverso procedure
  semplificate.
   Quanto   all'iter   di   approvazione  del  Piano   dei   rifiuti,
  quell'ordinanza  prevedeva  che  il  Piano  fosse  predisposto  dal
  Commissario delegato entro sessanta giorni e approvato con  Decreto
  del   Ministro   dell'Ambiente.   L'ordinanza   invertì   le   fasi
  procedimentali consentendo che il Piano andasse a VAS statale, dopo
  la sua approvazione con Decreto Ministeriale. Basta solo questo per
  capire,  rendere l'idea come cambiano in maniera radicale  i  tempi
  procedurali.
    Questo Governo è stato, invece, chiamato da subito ad intervenire
  sul  tema,  al fine di potere adottare un adeguato Piano  regionale
  dei  rifiuti, attraverso il ricorso ai soli poteri ordinari  e  con
  un'Amministrazione regionale, come è noto, strutturalmente carente.
   Quando mi sono insediato alla guida della Regione, il Dipartimento
  dei rifiuti mancava dei dirigenti di ben quattro Servizi e l'allora
  direttore  generale,  nominato da alcuni mesi,  si  presentò  a  me
  allargando  le  braccia,  dicendo che era rimasto  solo  in  quegli
  uffici  e  che non se la sentiva di poter continuare a lavorare  in
  quelle condizioni.
   Era  stata determinata nel tempo una sorta di spoliazione da parte
  del   Dipartimento   a  favore  di  altri  uffici,   proprio   quel
  Dipartimento  che,  per gli scandali che lo avevano  caratterizzato
  qualche anno prima, aveva bisogno più di ogni altro ufficio  di  un
  potenziamento    con   funzionari   e   dirigenti    che    fossero
  particolarmente preparati ad affrontare la gran mole di lavoro.
   Ad ogni modo, il nostro obiettivo, per quanto di competenza, resta
  sempre il 31 dicembre dell'anno in corso.
     Naturalmente, dobbiamo essere tutti consapevoli del fatto che la
  piena  operatività  del Piano - proprio oggi  è  stata  avviata  la
  procedura per la VAS - del Piano regionale dei rifiuti è stata  già
  adottata  la  relazione preliminare ambientale;  stiamo  procedendo
  celermente  per arrivare puntuali alla data del 31 dicembre,  ma  è
  chiaro  che  non si può adottare il Piano regionale dei rifiuti  se
  prima  non  si  approva il disegno di legge sui rifiuti  dal  quale
  discendono alcune caratterizzazioni del Piano stesso.
   Ma  restiamo nell'ordinanza del 2010 che consentiva al  Presidente
  di  autorizzare, nelle more della realizzazione di alcuni  impianti
  speciali, forme di gestione dei rifiuti; ad esempio: nelle more del
  funzionamento  a regime del complessivo sistema di smaltimento  dei
  rifiuti  nella  Regione e ferma restando la necessità  di  adottare
  misure  di  salvaguardia ambientale e di tutela igienico-sanitaria,
  gli  impianti  di  compostaggio e quelli destinati  al  trattamento
  della  frazione organica dei rifiuti, potevano aumentare fino  alla
  scadenza  del periodo emergenziale la propria capacità ricettiva  e
  il  trattamento ben oltre il 20 per cento. Altro requisito e potere
  speciale  che  si dava a chi c'era prima di me. L'approvazione  dei
  progetti da parte del Commissario delegato che sostituiva  ad  ogni
  effetto  i  visti, i pareri, le autorizzazioni e le concessioni  di
  competenza degli organi statali, regionali, provinciali e  comunali
  e  costituiva,  ove occorreva, variante allo strumento  urbanistico
  generale e ai Piani e ai Programmi di settore.
   Altro potere dato ai Commissari per i progetti di intervento e  di
  opere  e  di messa in sicurezza e di bonifica - per cui è  prevista
  dalla  normativa  vigente la procedura di  valutazione  di  impatto
  ambientale, ovvero per progetti relativi ad opere incidenti su beni
  sottoposti  a tutela. Con l'approvazione del progetto si  intendeva
  ricompreso  anche  il giudizio di compatibilità ambientale,  quello
  previsto appunto dal Codice ambientale.
   Infine,  si  prevedeva  di implementare e  completare  il  sistema
  impiantistico previsto nel Piano regionale di gestione dei  rifiuti
  urbani,  quel  Piano provvisorio ed emergenziale lo ricordiamo,  al
  fine  di  assicurare una corretta gestione del ciclo integrato  dei
  rifiuti.  E  su  questo chiedo a tutti i parlamentari  che  c'erano
  allora - e ci sono ancora oggi - cosa è stato fatto dal 2010  visto
  che  stiamo  partendo  a  programmare solo  adesso  questo  sistema
  integrato?  Dico qualcosa di errato se oggi in Sicilia  abbiamo  un
  sistema  che  ruota attorno alle discariche? E' questo  il  sistema
  pensato nel passato?
   Fatta questa premessa dalla quale emerge che le maggiori criticità
  strutturali   sono   legate   ad   una   carenza   della   raccolta
  differenziata,  mi  preme evidenziare con forza che  parallelamente
  alla previsione degli interventi emergenziali, abbiamo già adottato
  gli  atti propedeutici alla realizzazione di una programmazione  di
  medio e lungo periodo.
   Il  Governo  regionale  sta  intervenendo  parallelamente  su  due
  fronti:  da una parte quello emergenziale, dall'altro quello  della
  programmazione  ordinaria. Partendo dal dato  emergenziale  -  come
  abbiamo  già  evidenziato  - si ricorda ancora  una  volta  che  il
  riconoscimento dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti con
  Ordinanza  del  marzo  scorso, in realtà  non  ha  conseguentemente
  previsto adeguati poteri derogatori. E chiarisco subito perché.  In
  estrema   sintesi,  l'Ordinanza  di  Protezione  civile  disciplina
  limitati circoscritti interventi. E' stato scritto ed è stato detto
   il  Presidente Musumeci è Commissario per l'emergenza dei  rifiuti
  in  Sicilia .  Nulla  di più errato  Mai bugia così  grossa  poteva
  essere  detta   Il Presidente Musumeci è Commissario  straordinario
  soltanto per sei interventi, tutti circoscritti tra la provincia di
  Palermo  e  di  Trapani, con un solo intervento a Casteltermini  in
  provincia di Agrigento.
   L'Ordinanza  del  marzo scorso prevede, inoltre, il  trasferimento
  dei rifiuti fuori Regione? Lo prevede l'Ordinanza, non è una scelta
  del  Governo Musumeci. Lo ribadisco - se mi posso permettere  -  ai
  tanti  cittadini che ci seguono da casa. Trasferire i rifiuti fuori
  la Sicilia è una richiesta precisa del Governo Gentiloni che non  è
  stata  negata  dall'attuale Governo. Quindi  noi  procediamo  lungo
  questa  linea. Naturalmente prevedere il trasferimento dei  rifiuti
  fuori  Regione significa porre gli oneri a carico della  tariffa  o
  della tassa di smaltimento. E su questo non è previsto alcun potere
  speciale. E tuttavia siamo riusciti in questi dieci mesi ad evitare
  che  i  cittadini  e  che i Comuni dovessero  caricarsi  di  questo
  ulteriore onere. Non c'è stato bisogno di trasferire un solo  chilo
  di rifiuti fuori Regione.
   La  gestione  della  fase  emergenziale. Gli  interventi  previsti
  nell'Ordinanza sono: realizzazione di una discarica per  i  rifiuti
  non pericolosi, meglio conosciuta come settima vasca, da realizzare
  presso la piattaforma impiantistica di Bellolampo, in provincia  di
  Palermo; la messa in sicurezza della terza vasca superiore e  delle
  relative opere di adeguamento della discarica di Castellana Sicula;
  il  ripristino,  l'adeguamento e il potenziamento dell'impianto  di
  compostaggio della frazione organica ubicata presso contrada  Pozzo
  Bollente,  a Vittoria - era questo uno degli interventi  che  avevo
  dimenticato  all'inizio -; realizzazione  di  una  nuova  vasca  di
  discarica  per  rifiuti  non pericolosi  in  contrada  Borranea  di
  Trapani;  piattaforma  per la gestione dei rifiuti  nel  Comune  di
  Trapani,  progetto  di discarica per rifiuti non  pericolosi  e  la
  realizzazione dell'impianto di compostaggio nella zona  industriale
  ASI  di  Casteltermini. La settima vasca di Bellolampo è  stata  la
  nostra  prima attenzione. È lì che guardano gli abitanti del Comune
  di Palermo e decine e decine di comuni del palermitano. Ebbene, non
  è  stato  possibile intervenire nella settima vasca - che  era  già
  immaginata dal precedente Governo - perché - si è detto - era stata
  rilevata   una   faglia  e  sulle  faglie  attive   non   si   può,
  assolutamente,   intervenire.  Chi  poteva   accertare   la   reale
  pericolosità della faglia? L'Istituto di Fisica dell'Università  di
  Palermo. Ci siamo rivolti al Magnifico Rettore, in questo senso  ha
  operato  anche  la RAP che è l'azienda che gestisce  quell'impianto
  pubblico,  son  passati  cinque mesi e, finalmente,  abbiamo  avuto
  l'esito: quella faglia non è pericolosa. Ottenuto questo risultato,
  ottenuta la non interferenza, quindi, della faglia abbiamo  chiesto
  alla  RAP di produrre un progetto esecutivo da mandare in gara.  La
  RAP  ci  dice  che per redigere il progetto esecutivo i progettisti
  hanno  bisogno  di  una  indennità - semplifico,  naturalmente,  il
  linguaggio - di circa 35, 40 mila euro. Noi siamo disposti a tirare
  fuori quella somma pur di accelerare la realizzazione della settima
  vasca di Bellolampo. E ci rivolgiamo, per essere autorizzati,  alla
  Protezione  Civile  nazionale, la quale ci dice che  nell'ordinanza
  non  è  prevista  quella somma. Scriviamo al  dottore  Cantone,  al
  direttore dell'ANAC, il quale - nel frattempo è passato più  di  un
  mese - ci dice che i 40, i 35, neanche un centesimo possiamo tirare
  fuori.  Nel  frattempo la provvidenza e anche il Comune di  Palermo
  consentono  di  sostituire  la Governance  della  RAP  e  il  nuovo
  Presidente  chiede  di  incontrarci  per  dirci:   siamo  pronti  a
  redigere il progetto esecutivo di Bellolampo, in cambio non di  35,
  40  mila euro ma di una piccola indennità che viene prevista  nello
  stesso  incarico .  E  così,  finalmente,  riusciamo  ad  avere  la
  completa disponibilità della azienda municipalizzata alla redazione
  del  progetto esecutivo che dovrà essere consegnato - questa  è  la
  nostra  precisa  richiesta  - entro il  13  novembre.  Se  verranno
  rispettati  i termini da parte della società - tenuto  conto  delle
  ulteriori  attività tecniche da svolgere - si presume che  la  gara
  dei lavori possa essere avviata entro la prima decade di dicembre.
   Intervento n. 2  Messa in esercizio della terza vasca superiore  e
  relative opere di adeguamento della discarica di Castellana Sicula,
  in  contrada Balza di Cetta, in provincia di Palermo . Inizialmente
  il soggetto responsabile, cioè la SRR ci aveva assicurato di essere
  nella  disponibilità di un progetto definitivo, ma il RUP, in  sede
  di  istruttoria, ha potuto accertare l'assenza della  progettazione
  definitiva. Conseguentemente sono state differite le fasi  previste
  di  elaborazione progettuale. Finalmente il 12 settembre il RUP  ha
  redatto il cronogramma di spesa necessario alla predisposizione del
  decreto  di accertamento delle somme per gli anni 18 e 19  e  si  è
  provveduto   all'accertamento   delle   somme   sulle   base    del
  cronoprogramma  di spesa. E' in corso la procedura  di  affidamento
  dei   servizi   tecnici  di  ingegneria  e  architettura   per   la
  progettazione definitiva ed esecutiva dell'intervento. Tenuto conto
  degli ulteriori atti procedimentali tra cui le attività di verifica
  e  validazione  previste dalle norme, si presume che l'avvio  delle
  operazioni di gara possa avvenire entro l'ultima decade di dicembre
  2018.  Intervento  n.  3   Ripristino adeguamento  e  potenziamento
  dell'impianto  di compostaggio della frazione organica  ubicata  in
  territorio di Vittoria'. Gli atti del procedimento di frazionamento
  del  progetto esecutivo sono pervenute a più riprese a  Palermo  da
  parte  del soggetto proponente. Con decreto assessoriale del luglio
  scorso,  l'assessore del territorio e dell'ambiente ha  escluso  il
  progetto presentato dalla SRR e dalla procedura di VIA nel rispetto
  delle  prescrizioni dettate anche a seguito del parere  reso  dalla
  Commissione  VIA  il 6 giugno di quest'anno. Si  è  già  svolta  la
  Conferenza dei servizi indetta dal Dipartimento acque e rifiuti, in
  piena  estate, per il rilascio dell'autorizzazione. I pareri  degli
  enti  preposti  sono  stati rilasciati tutti in  forma  favorevole.
  Conseguentemente,   è   in  fase  di  rilascio   il   provvedimento
  autorizzatorio del Dipartimento rifiuti. Il gruppo di progettazione
  del  soggetto  ha  in corso l'aggiornamento del progetto  esecutivo
  dell'intervento.  E' stato già nominato il gruppo  di  verificatori
  interni alla struttura, si presume l'avvio delle fasi di gara entro
  la seconda decade di questo mese. Intervento n. 4  Realizzazione di
  una nuova vasca di discarica per rifiuti non pericolosi in contrada
  Borranea di Trapani'.
   E'  in  corso  la  procedura per il rilascio del decreto  VIA-VAS.
  Definita questa fase, la società Trapani Servizi, nella qualità del
  soggetto  proponente, procederà a redigere con risorse  proprie  il
  progetto  esecutivo dell'intervento in tempi assolutamente stretti,
  ci  è  stato assicurato. Successivamente si procederà alla fase  di
  verifica,  Conferenza dei Servizi e validazione  del  progetto.  Si
  presume  l'avvio  delle  fasi  di gara  entro  l'ultima  decade  di
  novembre  2018.  Intervento n. 5  Piattaforma per la  gestione  dei
  rifiuti nel comune di Trapani. Realizzazione di una nuova vasca per
  rifiuti   non   pericolosi'.   A  seguito   degli   approfondimenti
  istruttori,   successivamente  alla  trasmissione  del   precedente
  cronoprogramma e degli esiti del tavolo tecnico riunitosi alla fine
  di  giugno,  è stato necessario aggiornare e adeguare  il  progetto
  definitivo  da parte del soggetto proponente che è la  SRR  Trapani
  nord,  lo  stesso soggetto che curerà le procedure per  il  rinnovo
  dell'AIA   dell'intero  complesso  e  per  il   compito   dell'iter
  espropriativo.
   La  necessità  di rimodulare la progettazione di base disponibile,
  stralciando le opere di interesse commissariale non emerse in prima
  istanza,   ha   determinato  un  differimento   dei   termini   del
  cronoprogramma.  Con una delibera del Consiglio di  amministrazione
  del soggetto attuatore, del 10 luglio scorso, sono state avviate le
  procedure di esproprio dell'area perché l'area non era ancora nella
  disponibilità del soggetto attuatore e la redazione degli elaborati
  necessari  al  rinnovo dell'AIA. Il 4 settembre scorso,  la  stessa
  società  ha  trasmesso istanza per il rilascio  dell'autorizzazione
  unica regionale. Nello scorso mese di settembre, il dirigente della
  struttura  commissariale  ha  sollecitato  la  SRR  Trapani   della
  Provincia  Nord,  alla trasmissione del progetto definitivo  che  è
  stato  finalmente, dopo tanti solleciti, trasmesso il 25 settembre.
  E'  in  corso  l'iter  istruttorio al  Dipartimento  dell'ambiente,
  servizio  via-vas, si presume - fermo restando le attività  di  cui
  abbiamo parlato - l'avvio delle fasi di gare entro l'ultima  decade
  di dicembre 2018.
   Intervento n. 6: Realizzazione dell'impianto di compostaggio nella
  zona   industriale  ASI  di  Casteltermini.  Qui  è  accaduto   del
  paradosso: in un incontro dello scorso mese di giugno la  struttura
  commissariale,  esaminato  il  pano  d'ambito  della   società   di
  regolamentazione dei rifiuti di Agrigento, all'interno della  quale
  risultava  questa area dell'ASI in liquidazione per la  costruzione
  di un impianto della frazione organica dei rifiuti differenziati ci
  si  accorge che non c'era la piena disponibilità dell'area.  Allora
  abbiamo  scritto al dipartimento delle finanze che,  a  seguito  di
  laboriose verifica sia su rilevazioni catastali, sia sugli  archivi
  notarili,  ha  accertato finalmente che le particelle  individuate,
  pur  non  essendo mai state assunte nella consistenza  patrimoniale
  della  Regione,  tuttavia risultavano essere state trasferite  alla
  Regione siciliana, le aree - ecco cosa era accaduto - erano rimaste
  nel  tempo nel possesso del consorzio ASI di Agrigento senza essere
  mai  assunte  nella  consistenza  patrimoniale  della  Regione  con
  formale   atto  amministrativo,  rimanendo  pertanto   la   Regione
  siciliana titolare del diritto di proprietà in assenza del relativo
  possesso. Finalmente dopo quattro lunghi mesi è stata conseguita  -
  abbiamo  ricevuto in questi giorni la comunicazione -  la  certezza
  delle  disponibilità degli immobili di cui stiamo  parlando  ed  il
  procedimento  quindi  sta proseguendo infatti  stiamo  avviando  le
  procedure  per l'affidamento del progetto definitivo ed  esecutivo.
  Questo  per  quanto riguarda gli interventi relativi ai  sei  punti
  della gestione commissariale.
   Sul   trasporto  dei  rifiuti  fuori  Regione  appare   necessario
  ricordare  che le azioni promosse dal mio Governo e da parte  della
  struttura  commissariale al fine di mettere in  evidenza  anche  le
  responsabilità degli anni pregressi - non è mai inutile -  è  stata
  una   scelta  del  Governo  nazionale.  Scelta  della  quale  tutta
  l'Assemblea  siciliana era d'accordo e tutti i Gruppi parlamentari,
  dico  tutti,  se pure a muso duro - abbiamo i ritagli di  stampa  -
  avevano   accettato   come   ineludibili   ed   inesorabile    quel
  provvedimento  di  emergenza. Sin dai primi  mesi  di  attività  il
  Governo  che  ho  l'onore  di  presiedere  ha  voluto  dare   piena
  attuazione  alle  richieste ministeriali, si ricorda  che  già  più
  volte,  negli  anni  passati,  il  Ministero  dell'Ambiente   aveva
  richiesto alla Regione siciliana di adottare misure finalizzate  al
  trasferimento  dei rifiuti fuori Regione ma anche di  provvedere  a
  redigere  il  piano regionale e a determinare una  nuova  geografia
  impiantistica. In particolare, nell'ambito dei poteri ordinari,  il
  sottoscritto  il  20  dicembre  del 2017,  quindi  a  pochi  giorni
  dall'insediamento  del  Governo, ha  chiesto  al  Presidente  della
  Conferenza   Stato-Regioni  ed  ai  Presidente  delle  Regioni   la
  disponibilità  ad  accettare  in  ingresso  rifiuti  urbani   anche
  indifferenziati, prodotti nel nostro territorio regionale,  inutile
  dire,  onorevoli  deputati,  che tale richiesta  non  ha  avuto  un
  riscontro  positivo, in quanto le Regioni che hanno risposto  hanno
  manifestato  la  propria indisponibilità. Anche l'ordinanza  dell'8
  marzo  2018,  quella dei poteri cosiddetto  speciali', ha  previsto
  tra   le  misure  finalizzate  al  superamento  dell'emergenza  gli
  interventi  di trasferimento dei rifiuti fuori regione per  la  cui
  attuazione  però  nello  specifico non sono stati  riconosciuti  al
  sottoscritto poteri  speciali'.
   L'11  maggio  del 2018 la struttura commissariale ha provveduto  a
  pubblicare  l'avviso pubblico esplorativo finalizzato  all'indagine
  di mercato per capire se ci fossero sul mercato aziende disposte  a
  prelevare  i  nostri  rifiuti ed a portarli  fuori  della  Regione.
  Inoltre, anche per favorire il processo di trasferimento sempre dei
  rifiuti,  con  ordinanza  del 7 giugno,  al  fine  di  rendere  più
  efficace ed efficiente l'azione amministrativa, sono state previste
  attività  finalizzate all'incremento della raccolta  differenziata,
  proprio  perché noi ritenevamo e riteniamo che nessuna  iniziativa,
  neppure  il  trasferimento dei rifiuti fuori dalla  Sicilia,  possa
  essere valida se dai Comuni continuano ad arrivare nelle discariche
  tonnellate e tonnellate di rifiuti. E' un'opera difficile quella di
  convincere  il  cittadino utente a mettere da parte  il  vetro,  la
  carta,  la  plastica, il legno, il metallo, prima di  conferire  in
  discarica.  E,  forse,  è mancata la responsabilizzazione  di  gran
  parte,  non  tutti,  dei  Comuni. Peraltro  avevamo  detto  noi  al
  Ministro dell'ambiente che si è registrata una oggettiva difficoltà
  ad  attuare gli interventi di trasferimento fuori Regione richieste
  dal  Governo nazionale, dovuta, in parte, alla specifica disciplina
  di   settore   che   comporta,   per  competenza,   il   necessario
  coinvolgimento dei diversi livelli di governo, tenuto  conto  della
  forte  volontà di questo Governo di addivenire, nel più breve tempo
  possibile,   alla   risoluzione  della   problematica   complessiva
   gestione  del  ciclo integrato dei rifiuti',  abbiamo  pensato  di
  rinnovare  l'invito al governo centrale. Ho scritto  al  Presidente
  del  Consiglio  dei  Ministri il 14 settembre 2018  affinché  venga
  svolta  un'attività  di coordinamento a livello  nazionale  per  il
  coinvolgimento  delle  regioni disponibili  a  ricevere  i  rifiuti
  siciliani,  perché il Governo è intervenuto quando  il  sindaco  di
  Roma  ha chiesto di mandare rifiuti fuori dal Lazio, visto che Roma
  moriva, e continua a morire, sommersa dai rifiuti. Ed, allora,  c'è
  stata  l'attività  del  governo regionale,  mi  chiedo  perché  non
  dovrebbe essere impegnato anche in questa norma contingenza.  Resta
  inteso che la Regione e la struttura commissariale continueranno  a
  svolgere  senza  indugio  le proprie attività,  al  fine  di  poter
  programmare ed attuare gli interventi di trasferimento dei  rifiuti
  fuori  Regione.  Mi  preme  evidenziare,  inoltre,  che  attraverso
  ordinanze  contingibili  ed  urgenti,  a  differenza  del  passato,
  utilizzate  solo  per far ricorso ad un sistema  derogatorio,  sono
  state da noi previste specifiche azioni per assicurare l'incremento
  della  raccolta  differenziata e disporre misure  prescrittive  nei
  confronti  dei  Comuni  inadempienti.  Queste  misure  sono   state
  salutate  con  molto livore da parte di alcune forze  politiche,  i
  fatti hanno dimostrato che erano le misure giuste. Persino il  Tar,
  che ci ha detto  no, non mandare i sindaci a casa inadempienti , ha
  ritenuto drastica quella misura, anche se in campagna è stato fatto
  sotto  la  gestione di Bertolaso, però l'impianto è  giusto:  se  i
  Comuni  non  fanno  differenziata, tu Regione  puoi  mandare  fuori
  Regione i rifiuti a carico del Comune inadempiente. La sentenza del
  Tar  è  fin troppo nota per essere qui ripresa. Debbo dire che  noi
  abbiamo  raccolto alcuni appelli da parte dei sindaci che ci  hanno
  detto di concedere più tempo per potersi organizzare. Sia detto: su
  390  Comuni, soltanto una ottantina non raggiunge il venti percento
  della  raccolta differenziata. Alla data del 28 agosto,  93  Comune
  non  superano il trenta percento di differenziata. E' un  dato  che
  non  preoccupa, ma che deve invitare alla riflessione,  mentre  nel
  giugno  precedente  118 Comuni non superavano il  trenta  percento.
  Quindi, il numero si è notevolmente ridotto.
   I  sindaci  hanno preso consapevolezza dell'importanza  di  questa
  battaglia  di  civiltà, voglio ringraziarli assieme  ai  cittadini,
  assieme  agli  assessori alla nettezza urbana e  all'ecologia,  che
  stanno   profondendo  ogni  impegno  per  poter  far  arrivare   la
  percentuale  della  raccolta differenziata  in  Sicilia  almeno  al
  cinquanta percento.
   Potrebbe  arrivarci  entro qualche breve  tempo,  ma  il  freno  è
  determinato  dalle  tre  Città Metropolitane:  Palermo,  Catania  e
  Messina.  A Palermo, siamo intorno al quindici percento; a Catania,
  al  sette virgola cinque percento; a Messina, al quindici percento.
  Siracusa,  che  pure  sembrava indietro, ha già  superato  con  una
  coraggiosa  dimostrazione di impegno il ventidue percento.  Quindi,
  ad  oggi,  il  risultato  a  livello di raccolta  differenziata  in
  Sicilia,  medio,  risultato  medio, si attesta  intorno  al  trenta
  percento.  Era al venti percento, ventuno percento, quando  abbiamo
  assunto la guida di questa Regione. Se si escludessero dalla  media
  regionale   le  tre  Città  Metropolitane,  la  media  aumenterebbe
  naturalmente al quaranta percento.
   Nel  frattempo, al di là dell'attività - mi avvio alla conclusione
  -  al  di  là  dell'attività  legata alla  gestione  commissariale,
  abbiamo  provveduto  come  è  noto  a  sospendere  ogni  iniziativa
  tendente,  con  pareri  diretti o con pareri indiretti,  iniziativa
  tendente  a definire le procedure per l'apertura di discariche  che
  potevano  apparire e che appaiono compromettenti  per  l'equilibrio
  ambientale.  Come  è  noto, con mio provvedimento,  ho  sospeso  la
  procedura  per  la  discarica  di  Agira,  ho  scritto  al  Governo
  nazionale per esprimere il parere contrario del Governo, a  seguito
  di  atto formale adottato in Giunta, per l'impianto della Piana del
  Mela,  fortemente compromessa già quell'area da oltre cinquant'anni
  di criminale distrazione e complicità.
   Nel  frattempo, abbiamo pensato a dotare la Regione finalmente  di
  un   piano   regionale  di  rifiuti  ordinario,  non  emergenziale;
  esattamente  quello  che  vuole la Commissione  Europea  che,  come
  sapete, per non avere noi un piano degno di questo nome, ha sospeso
  l'erogazione  di  oltre  cento milioni di  euro.  Al  piano  stiamo
  lavorando  con  le  poche risorse umane del  Dipartimento,  con  la
  fattiva  e  preziosa  consulenza di un  docente  universitario,  il
  professore  Aurelio  Angelini,  docente  di  sociologia  ambientale
  nell'Ateneo palermitano. Vogliamo mantenere l'impegno col  Governo,
  non tanto perché non avremmo difficoltà a dire "abbiamo bisogno  di
  altre sei mesi o tre mesi", ma perché come sapete prima ci doteremo
  del piano regionale dei rifiuti, e prima potremo essere messi nelle
  condizioni  di  pianificare la impiantistica nelle  nove  province.
  Impiantistica non necessariamente da realizzare ex novo.
   Come  è noto proprio l'altro ieri ho avuto il piacere di andare  a
  visitare  un impianto nel territorio di Ragusa, impianto  pubblico,
  realizzato  ed  ultimato  nel  2009,  impianto  nel  quale  -  dopo
  l'inaugurazione   -  non  è  mai  entrato  un  autocompattatore   e
  quell'impianto è pubblico.
   Nel  frattempo  gli  uffici  hanno  provveduto  a  riprenderne  la
  funzionalità; in questi nove mesi il dipartimento ha  lavorato  con
  grande  vigore e, finalmente, l'altro ieri abbiamo potuto  visitare
  l'impianto - non inaugurare, perché per noi le inaugurazioni  delle
  opere  pubbliche si fanno una sola volta -  abbiamo potuto augurare
  buon  lavoro.  Con quell'impianto di Ragusa la provincia  Iblea  si
  rende sostanzialmente autonoma.
   Ed  è  quello che vorremmo fare con tutte le altre otto  province.
  Così  prevede il nostro disegno di legge, un ciclo dei rifiuti  che
  nasce e muore nella stessa provincia.
   Abbiamo anche pensato a poter dotarci di un piano stralcio, che  è
  stato   presentato  ed  approvato  all'unanimità  dalla  competente
  commissione   -   lasciatemi  ringraziare   la   presidente   della
  Commissione  ambiente  e  territorio, onorevole  Savarino,  per  la
  passione che ci mette nel suo oneroso, gravoso impegno - ed  adesso
  stiamo   lavorando  per  poter  finalmente  completare   il   piano
  regionale.
   Nel  frattempo  ho scoperto, non avendone mai avuto  dimestichezza
  per ragioni istituzionali, che in Sicilia ci sono cinquecentoundici
  discariche. Non esiste - come, invece, prevede la legge - un  piano
  regionale delle discariche.
   Sappiamo  quante  sono ma non sappiamo quali e quante  fra  queste
  discariche  siano  compromettenti e costituiscano pregiudizio,  per
  esempio,  per le falde acquifere. Di inquinanti o di pericolose  ne
  conosciamo cinque o sei su cinquecentoundici.
   Anche  qui abbiamo costituito un ufficio speciale per le bonifiche
  delle  discariche  con  un'apposita delibera  di  giunta  e  stiamo
  lavorando,  non  avendo personale particolarmente  competente,  per
  tentare  una  convenzione  con  l'INGV,  l'istituto  nazionale   di
  geofisica  e  vulcanologia,  e con la  struttura  per  il  dissesto
  idrogeologico  per  verificare quali e quante di queste  discariche
  sono  inquinanti.  Dobbiamo arrivare prima dell'inquinamento  delle
  falde o del contesto.
   Nel frattempo abbiamo riattivato il piano regionale per l'amianto,
  che  era  sospeso dal 2016, ed abbiamo istituito un tavolo  tecnico
  per l'attuazione della legge regionale n. 10 del 2014.
   L'Assessorato alla salute ha provveduto, all'inizio di quest'anno,
  a  trasferire ai competenti organismi gestionali della provincia di
  Siracusa  un  milione e cinquecentomila euro destinati all'ospedale
  di  Augusta,  considerato da una legge regionale del  2014  -   mai
  attuata -  l'ospedale di riferimento per le malattie oncologiche da
  esposizione all'amianto.
   Con  un'apposita  delibera di Giunta, nell'aprile scorso,  abbiamo
  approvato  le  linee-guida  per  la  regolamentazione  del  sistema
  tariffario  per  lo smaltimento dei rifiuti e degli  assimilati  in
  discarica.
   Abbiamo  fornito ai comuni ed ai consumatori le prime  linee-guida
  Tari e sull'introduzione della Tariffa Puntuale. Abbiamo avviato la
  rimodulazione  del   Patto per la Sicilia  e del  PO  FESR  per  il
  finanziamento e la realizzazione dei centri comunali  di  raccolta,
  impianti  di  compostaggio  di comunità  e  di  nuovi  impianti  di
  trattamento della frazione organica, che debbono essere  finanziati
  entro  pochi  mesi. Nel frattempo, gli uffici stanno esaminando  la
  compatibilità di tutti i progetti pervenuti dai comuni.
   E'  una priorità, quella dei centri comunali di raccolta che andrò
  personalmente  io  ad  inaugurare,  assieme  all'ottimo   assessore
  Alberto  Pierobon,  che  non  può  essere  con  noi  questa   sera,
  dispensato  apposta  per  essere stato  destinatario  di  un  lieve
  malessere  che, per fortuna, è stato ben curato, mi suggerisce  con
  un  pizzico di civetteria, l'assessore per la salute, nell'Ospedale
  Cervello di Palermo.
   Questo,  in  sintesi, ma se dovesse servire possiamo  entrare  nei
  particolari,   quello  che  avevo  da  dire  a   questo   onorevole
  Parlamento, signor Presidente, senza dimenticare di aggiungere che,
  proprio  ieri,  ho  voluto incontrare il ministro  dell'ambiente  a
  Roma.  Non  ci conoscevamo ancora, il generale Costa, al  quale  ho
  reso  una fotografia, con gli atti, naturalmente, alla mano,  della
  situazione  dei rifiuti ereditata dal nostro Governo  nel  novembre
  scorso. L'incontro è durato un paio d'ore.
   Abbiamo    illustrato   la   riorganizzazione    della    macchina
  amministrativa. Abbiamo fatto cenno al disegno di legge in esame al
  Parlamento.  Abbiamo  parlato  della  volontà  di  procedere   alle
  bonifiche   delle   discariche   che  riteniamo,   particolarmente,
  pericolose.  Ed abbiamo illustrato, in sintesi, il piano  regionale
  dei rifiuti.
   Non  sono  abituato a dire: il ministro ha mostrato soddisfazione,
  ha dato compiacimento, si è detto contento. Nessun apprezzamento da
  parte  mia. Abbiamo reso al ministro quello che ritenevamo doveroso
  rendere.
   Gli  apprezzamenti,  che sarebbero facile cosa  per  i  comunicati
  stampa,  li  rimettiamo  a chi è aduso a mettere  sulla  bocca  dei
  rappresentanti del Governo nazionale apprezzamenti mai  pronunciati
  e  che mettono, spesso, in difficoltà lo stesso ministro cui quegli
  apprezzamenti o quelle critiche vengono attribuite.
   Ecco, credo che abbiamo detto tutto quello che dovevamo dire.
   A  proposito,  anzi,  di spazzatura, c'è la  vicenda  legata  alle
  dichiarazioni dell'ex senatore Lumia.
   Ecco qua, sì, sì. Come sapete, ho letto ieri su un quotidiano,  un
  quotidiano ,  delle indiscrezioni giornalistiche secondo  cui  l'ex
  senatore  Lumia avrebbe, in una secretata seduta della  Commissione
  regionale  Antimafia', detto che Montante avrebbe finanziato, o  il
  sistema  Montante, quel sistema, per capirci, che io ho  denunciato
  in   quest'Aula  qualche  tempo  fa,  nell'assordante  silenzio  di
  quest'Aula, bene avrebbe dichiarato che il sistema Montante avrebbe
  sostenuto  tutte e tre le campagne elettorali dei Presidenti  degli
  ultimi anni, Lombardo, Crocetta e Musumeci.
   Come  sapete  non è mia abitudine intervenire sulle  indiscrezioni
  giornalistiche,  a  maggior ragione quando le  stesse  poi  vengono
  categoricamente smentite dal diretto interessato, ricordo a tutti i
  presenti  che  i  contributi ricevuti per la mia  candidatura  alla
  Presidenza   della   Regione,   nel  corso   dell'ultima   campagna
  elettorale,  sono stati integralmente dichiarati e  pubblicati  nel
  rispetto della normativa in vigore.
   Anche nel caso del movimento cui appartengo, Diventerà Bellissima,
  il  bilancio è stato pubblicato ed è stato vagliato, come prescrive
  la normativa, dai revisori dei conti e da una società di consulenza
  esterna: lo ripeto, si tratta di atti pubblici e in quegli atti non
  figura alcun finanziamento da parte del dott. Montante o della  sua
  organizzazione.
   Il  Presidente facente funzioni di Confindustria, mi  risulta,  di
  Confindustria  Sicilia, il dott. Albanese che io ho  escluso  dalla
  presidenza  della società Interporto qualche mese fa, ha dichiarato
  con assoluta onestà che la sua organizzazione nella ultima campagna
  elettorale  non ha appoggiato nessuno dei tre principali  candidati
  alla  Presidenza  della Regione, anzi afferma di non  aver  fornito
  alcun tipo di sostegno.
   Ovviamente, signor Presidente dell'Assemblea e onorevoli colleghi,
  chiederò  domani,  formalmente,  al  presidente  della  Commissione
  regionale   Antimafia'  di  potere  ricevere  copia  della   steno-
  trascrizione  dell'audizione  dello scorso  martedì,  omissata,  si
  intende,   nelle   parti   che   non   riguardano   l'indiscrezione
  giornalistica,  poiché intendo valutare ogni mia possibile  tutela,
  mia e dell'ente che ho l'onore di rappresentare.
   Lasciatemi  auspicare che in futuro tutti, dico  tutti,  si  possa
  valutare   con  maggiore  prudenza  indiscrezioni  che  invece   di
  scatenare iene e sciacalli, spesso sono smentite dai fatti  ma  che
  nell'immediato  producono solo risultato di  gettare  discredito  e
  fango sulla vita delle persone, di tutte le persone, soprattutto di
  quelle perbene.
   Signor  Presidente,  io quanto a spazzatura  con  la  prima  e  la
  seconda  parte  ho  completato. So che all'ordine  del  giorno  c'è
  Riscossione  Sicilia,  mi  dirà lei come procedere  nel  corso  dei
  lavori. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Presidente, noi abbiamo  pensato  di
  aprire il dibattito e farlo durare - visto che poi c'è la parte  su
  Riscossione Sicilia - un'ora e mezza.
   Per ottenere che possa durare un'ora e mezza abbiamo contingentato
  i  tempi  di intervento dei singoli Gruppi parlamentari in  maniera
  assolutamente proporzionale: il Movimento Cinque Stelle ha, quindi,
  18  minuti a disposizione, Forza Italia ne ha 13, il PD ne  ha  12,
  Diventerà  Bellissima  e  Popolari Autonomisti  9  minuti,  Udc  8,
  Fratelli d'Italia 7, Sicilia Futura 6 e Misto 8.
   Quindi regolatevi voi. Al completare dei minuti a disposizione  di
  ogni  Gruppo,  sarò costretto a togliere la parola. E'  iscritta  a
  parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  la
  tematica  relativa  all'emergenza dei rifiuti  n  Sicilia  è  stata
  sollevata in una delle scorse Conferenze dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari  proprio perché, come sappiamo,  riguarda  tutti  noi,
  riguarda  i  cittadini  siciliani, li tocca  puntualmente  fino  ad
  arrivare  nelle  loro  case, li tocca fino  ad  arrivare  nel  loro
  portafoglio in merito alla tariffa. Quindi, non poteva  che  essere
  oggetto  di chiarimento, oggetto di richiesta di fare il quadro  da
  parte  del Presidente Musumeci, pubblicamente, il quale ha fornito,
  oggi, tutta una serie di indicazioni, siamo contenti del fatto  che
  lo  abbia  fatto, perché molte di queste informazioni ad  oggi  non
  erano state rese pubbliche.
   Quindi,  la fotografia dell'iter in corso è sicuramente tutta  una
  serie di informazioni di cui prendiamo atto; rimangono, però, tutta
  una   serie   di  interrogativi,  soprattutto  sotto   il   profilo
  procedurale e della tempistica.
   Onorevole Presidente, è vero che lei ha ricevuto la possibilità di
  potere   avere   poteri  speciali,  per  i  6   punti   individuati
  nell'Ordinanza   Ministeriale,  un'ordinanza  che   si   concluderà
  praticamente tra due mesi e mezzo, riteniamo che però le  emergenze
  sul  territorio siciliano siano ancora tante e ingenti al punto  da
  condizionare fortemente l'operato dei nostri Comuni.
   Sono  i  Comuni  i  primi enti che hanno la difficoltà  di  dovere
  rapportarsi direttamente con un problema.
   Affronterò   in  particolar  modo  tre  temi,  sotto  il   profilo
  procedurale,  un aspetto che lei ha citato soltanto alla  fine  del
  suo  intervento, onorevole Presidente, e che forse è la leva da cui
  lei dovrebbe invece partire perché l'emergenza non è una condizione
  favorevole,  è  una  condizione in cui  ci  piace  continuare,  lei
  chiaramente  ad  amministrare e i nostri  sindaci  ad  amministrare
  nella  nostra  Terra, un'emergenza che abbiamo vissuto  per  cinque
  anni.
   Dell'articolo  191  si è abusato, almeno in questi  ultimi  cinque
  anni,  e  nell'ultimo  ventennio abbiamo  parlato  appunto  di  una
  amministrazione   dell'emergenza  dei  rifiuti   incentrata   sulla
  discarica,  lo  ha detto anche lei. Bene  Però, qualsiasi  problema
  che  ha bisogno di un approccio così frammentato, così a particelle
  minime, deve avere chiaramente un approccio di sistema; l'approccio
  di sistema parte dal Piano dei rifiuti.
   Noi  oggi  non  abbiamo un piano dei rifiuti, da  questo  discende
  anche,  diventa  condizionalità ex ante, e  lei  sicuramente  ne  è
  edotto,   delle   misure  6.1,  6.2  e  6.3  della   programmazione
  comunitaria  per  potere  avere  i fondi,  per  interventi  mirati,
  localizzati, sul territorio.
   Ora,  a prescindere dalla risposta che politicamente si vuole dare
  sui territori con l'approccio legislativo che attualmente è in atto
  nella  Commissione  Ambiente', quindi che questi ATO debbano essere
  9   o  che  debbano  essere  piuttosto  e  meglio  e  razionalmente
  commisurati alla distribuzione della popolazione, per un  principio
  matematico,  elementare però, ove noi non riusciamo ad  organizzare
  il  sistema  e ove i componenti, anche del mio Gruppo parlamentare,
  non  riescono ad ottenere, pur avendo fatto regolarmente  richiesta
  di   accesso  agli atti e quindi espletato il loro ruolo  ispettivo
  nel potere ottenere quali sono gli impianti piccoli e medi impianti
  che oggi e domani e dopodomani vengono ad essere autorizzati, ci si
  pone    un    problema    Non   vorremmo   che   poi   all'indomani
  dell'approvazione  del Piano dei rifiuti  -  qualora  questo  possa
  arrivare  a  VAS e completare il suo iter - , praticamente  noi  si
  debba arrivare ad una situazione che debba invece contemperare  ciò
  che  è  stato  autorizzato precedentemente e  non  in  vigenza  del
  suddetto  Piano,  che  invece, appunto  essendo  uno  strumento  di
  pianificazione, vuole cristallizzare le esigenze in riferimento  al
  bisogno di un territorio.
   Allora, questo è uno snodo fondamentale onorevole Presidente,  sul
  quale noi chiediamo ancora e continueremo a chiedere da parte sua e
  da parte della sua Amministrazione, da parte di un Dipartimento che
  a  volte  sembra  andare anche un po' di qua e un  po'  di  là,  in
  maniera   sconnessa.  Sembra  che  da  qualche  dichiarazione   del
  direttore  del  Dipartimento invece questo  Piano  sui  rifiuti  lo
  avevamo. Quindi ci chiarisca qual è veramente la situazione.
   Un  altro tema fondamentale. Si vuole dare un contributo su questo
  tema  perché  è  un  tema che entra, sotto il profilo  della  buona
  politica, dentro le case di tutti noi.
   Quello  che  noi abbiamo presentato in Commissione, il disegno  di
  legge  di  riforma, vuole essere una marcia in più, vuole dare  una
  Ferrari piuttosto che una  500' alla Sicilia.
   Non  voglio  fare polemica sul tema. L'Aula aveva  votato  che  si
  procedesse incardinando il testo di legge presentato prima, che era
  quello  del Movimento Cinque Stelle. Non facciamo polemica, che  si
  vada  avanti, però vi è una sorta di tendenza a volere, come  dire,
  anche  a  utilizzare un po' il Regolamento interno in maniera  poco
  ossequiosa,  invece,  di quello che è un normale  rispetto  tra  le
  parti.
   Mi  giunge  voce  dai  componenti della  mia  Commissione  che  la
  votazione dei singoli articoli è rimasta aperta in questo  momento.
  Quindi  si  sono  trattati gli emendamenti, si  sono  trattati  gli
  articoli ma gli articoli rimangono aperti. Mi sembra che non è  una
  procedura prevista dal Regolamento interno. Perché questa cosa?  Ci
  chiediamo  il perché. Che cosa ci dobbiamo attendere? Il segno,  il
  solco, è predisposto.
   Una  buona Amministrazione prevede che si approcci questo problema
  attraverso delle micro e medie azioni localizzate direttamente  sui
  territori  in  base alle loro esigenze. Quindi quello  che  lei  ha
  detto,  è  che mi sembra di avere già sentito nella nostra  mozione
  dei  rifiuti  che presentammo qui in questa Aula. Lei  ha  parlato,
  signor  Presidente, di centri per il riuso - sono queste le  azioni
  sul territorio, le azioni, gli impianti - centri di raccolta per il
  riciclo,  la  tariffa  puntuale, la  tassa  sul  vuoto  a  perdere,
  invitare i cittadini a fare compostaggio. I cittadini se pagano  di
  meno la fanno la raccolta differenziata. E questo è chiaro.
   Riteniamo  che  invece  qualora  vi  sia  un  sistema  premiale  i
  cittadini la fanno, eccome  la raccolta differenziata. Gli impianti
  di  compostaggio domestico e collettivo: queste sono le cose che si
  devono fare. Perché è un'ottica che bisogna perseguire. Questo è il
  percorso,   onorevole  Presidente:  piano  rifiuti   e   interventi
  parcellizzati  sui  territori,  in  relazione  al  fabbisogno   del
  territorio e di emergenza non si parli più.
     Chiaramente sul punto terremo l'asticella assolutamente  dritta,
  la  barra  ferma,  perché è un tema che non può vedere  la  Sicilia
  ancora con queste percentuali e i nostri Comuni, a fatica, ma  fare
  un buon lavoro. Nonostante questo ottimo lavoro però vedere le loro
  percentuali,   sempre  praticamente  basse.   E   questo   oggi   è
  assolutamente intollerabile.

   PRESIDENTE.   E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Palmeri.   Il
  Movimento  Cinque Stelle ricordo che ha 8 minuti  e  54  secondi  a
  disposizione. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, sarò brevissima anche per dare  spazio
  agli altri.
   Vorrei segnalare al Presidente Musumeci - se ho la sua attenzione,
  grazie - che nel trapanese oltre una discarica c'è un progetto  per
  un impianto pubblico di compostaggio che giace nei vostri Uffici da
  più di sei anni.
   Veramente  chiederei attenzione a questi impianti  pubblici  anche
  perché, nel frattempo, ci sono delle istanze per la costruzione  di
  impianti a bio-metano e di altri impianti per la gassificazione dei
  rifiuti che si stanno creando e si vanno a intrecciare con queste.
   Inoltre, come abbiamo segnalato, le istanze per la produzione  dei
  rifiuti e le procedure piuttosto che essere avviate all'interno dei
  dipartimento   acqua   e   rifiuti,   avvengono   all'interno   del
  dipartimento energia.

   MUSUMECI, presidente della Regione.  Dove di preciso?

   PALMERI. A Calatafimi Segesta. Gli Uffici conoscono già da tempo.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Devo esserne io a conoscenza.

   PALMERI.  Tra  l'altro  questo progetto era stato  inserito  nella
  pianificazione del Patto per il Sud quindi io mi auguro che  questi
  fondi  non siano stati persi e non siano stati utilizzati per altre
  cose.
   Per  quanto  riguarda  le istanze, come le dicevo,  piuttosto  che
  avvenire  all'interno del Dipartimento Acqua e  Rifiuti,  avvengono
  all'interno  del Dipartimento Energia, questo sta  facendo  sì  che
  manca  una  correlazione  fra il Piano  stralcio  che  noi  abbiamo
  approvato e queste istanze che stanno continuando ad andare avanti.
   Chiederemo al Governo di prendere posizione su queste istanze e di
  verificare  che,  effettivamente, non ci sia una  correlazione  col
  Piano stralcio che abbiamo approvato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà. Ha 6 minuti e 50 a disposizione.

   TRIZZINO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione è un momento importante perché,  se  nella
  passata  legislatura si parlava sporadicamente  di  rifiuti,  oggi,
  quantomeno il tema è stato affrontato direttamente da lei e  questo
  ci  conforta,  nel senso che abbiamo avuto dalla  più  alta  carica
  della Regione, notizie in merito al commissariamento.
   È vero, lei non è commissario di tutta la Regione ma è commissario
  di ben sei interventi.
   Abbiamo  appreso  oggi  - perché l'abbiamo più  volte  chiesto  in
  Commissione - quale fosse l'iter degli interventi e apprezziamo  il
  fatto  che  entro il 31 dicembre 2018 si concluderanno praticamente
  tutti.  Questo ci porta a pensare che non ci saranno altre proroghe
  per quanto riguarda l'articolo 191. Lei ricordava che nelle passate
  legislature i precedenti amministratori regionali l'hanno richiesta
  -  ma  l'ha  richiesta anche lei - perché questi interventi  li  ha
  fatti con l'articolo 191 del Codice dell'ambiente. E, quindi, siamo
  certi  che  una  volta che verranno conclusi questi interventi  non
  sarà più necessario procedere con l'articolo 191.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Se prima varano la legge.

   TRIZZINO.  Certo. Ho apprezzato anche il fatto che lei ha  parlato
  di una gestione emergenziale ma anche di una gestione ordinaria.  E
  se ho avuto risposte in merito alla gestione emergenziale - perché,
  in  effetti,  Galletti  ha indicato 6 procedimenti  che  in  questo
  momento   stanno  concludendosi  -  c'è  anche  però  una  gestione
  ordinaria che è il Piano stralcio, che è stato votato all'unanimità
  dalla  Commissione  Ambiente, anche dal  Movimento  Cinque  Stelle,
  proprio  per accordare fiducia al Governo Musumeci verso  un  Piano
  regionale dei rifiuti.
   Io   non  ho  sentito  da  lei  quelli  che  sono  gli  interventi
  programmati  nel Piano stralcio. E, siccome il tempo non  è  a  mio
  favore,  io  mi  limito soltanto ad un atto  -  perché  vorrei  che
  intervenisse  in  merito a questo - lei, e non è marginale,  il  24
  agosto  produce una manifestazione di interesse per impianti mobili
  per  il trattamento, attraverso il sistema del compostaggio,  della
  frazione umida.
   I  trattamenti mobili sono situazioni emergenziali che si  possono
  applicare solo all'interno di una procedura emergenziale, come  lei
  ha  più  volte  chiarito.  Però  nel Piano  stralcio,  nella  parte
  relativa proprio al compostaggio, non c'è alcuna traccia di  questo
  aspetto.
   Io  vorrei  che  ci spiegasse se - visto che non è prevista  nella
  gestione ordinaria del Piano stralcio, né in quella emergenziale  -
  come si può conciliare questa cosa.
   Questo  è  uno  degli elementi che secondo noi è fondamentale  per
  capire  com'è  possibile  rientrare  nell'ordinarietà.  All'interno
  dell'ordinarietà,  però, c'è un altro passaggio fondamentale.  Lei,
  più  volte, con coraggio, ha citato il 31 dicembre 2018  come  data
  ultima  di completamento del Piano regionale dei rifiuti.  Sappiamo
  benissimo  entrambi  che non è la soluzione al  problema  il  Piano
  regionale dei rifiuti.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Certo.

   TRIZZINO. Non abbiamo un Piano regionale dei rifiuti da vent'anni,
  nemmeno  se  dovessimo averlo l'1 gennaio 2019 non sarà  quella  la
  soluzione. La soluzione del problema sono gli impianti, lo sappiamo
  tutti.
   È  vero aumentata la raccolta differenziata, ma il punto è: quanto
  vale  forzare  i  comuni a fare la raccolta  differenziata  se  non
  sappiamo  dove mettere i materiali recuperati? Perché  la  raccolta
  differenziata  ha  un  solo sistema per farlo  funzionare,  lucrare
  attraverso la vendita dei materiali differenziati.
   Se  non  abbiamo gli impianti che ci permettono di  potere  creare
  denaro  e  business,  automaticamente, creiamo un'economia  che  ci
  permette di fare funzionare il sistema. Il primo passaggio è con un
  Piano regionale dei rifiuti incentivare il mercato.
   Ieri  abbiamo letto - Lei non l'ha riferito però lo  do  per  atto
  dichiarato dal suo Governo - su un quotidiano on-line, che il Piano
  regionale  - vorrei essere smentito da questa cosa - verrà  redatto
  in  forma  ridotto.  Redatto  in  forma  ridotta  vuol  dire  senza
  impianti.
   Ora  io  non  vorrei, e vorrei essere smentito su  questo  aspetto
  anche perché sono certo che l'assessore Cordaro converrà con me che
  il  Piano  dei  rifiuti deve necessariamente andare  a  valutazione
  ambientale  strategica, non ci piove perché non  solo  lo  dice  il
  Codice dell'ambiente ma lo dite anche voi nel disegno di legge  che
  è  incardinato  presso  la Commissione che presiede  il  Presidente
  Savarino.  Il Piano regionale dei rifiuti deve andare a valutazione
  ambientale  strategica. La valutazione ambientale strategica  è  un
  atto endo-procedimentale, cioè si fa nel momento in cui si scrive e
  ha bisogno di 90 giorni. L'assessore Cordaro sa che 90 giorni in un
  sistema che funziona, gli altri sistemi come in Sicilia purtroppo i
  tempi sono più lunghi e quindi 90 giorni sono già gennaio.
   Il  Piano dei rifiuti - io lo so che non è un problema suo  -  va,
  prima  di essere approvato, a VAS, deve passare secondo la legge  9
  dal vaglio delle SRR, dal vaglio dei 390 comuni e dalla Commissione
  ambiente.  Quindi i tempi sono questi. La mia domanda è: riusciremo
  entro  il  31  dicembre,  come  lei  ha  più  volte  dichiarato,  a
  completare  il  Piano  regionale  dei  rifiuti?  Non  soltanto   di
  adottarlo, di approvarlo e di renderlo esecutivo. E' chiaro che non
  ci riusciremo. E questo è un passaggio che è chiarito.
   Ma  l'altro aspetto che vorrei che venisse chiarito, e cercherò di
  essere  il più sintetico possibile, è che lei ha detto poco fa  che
  ha   sospeso   tutti  gli  iter,  mi  corregga   se   sbaglio,   di
  autorizzazione delle discariche, e questa secondo noi  è  una  cosa
  molto  positiva. Ha sospeso Agira, ne ha sospeso un altro,  non  so
  qual è, ma questo va anche bene così. Ora il punto è: prima che lei
  sospendesse  questi  impianti, ne ha  autorizzato  uno  che  è  tra
  Catania e Lentini, è uno dei più grandi ampliamenti d'Italia,  1800
  metri   cubi   di  rifiuti,  quindi  rifiuti  solidi  urbani,   che
  praticamente  fa saltare tutta la partita, e ora le spiego  perché.
  Magari  mi  dirà  che non è così ma il punto è questo,  fa  saltare
  tutta  la partita della governance che è l'impianto del suo disegno
  di legge.
   Noi  in  Commissione  abbiamo contestato  la  governance  del  suo
  disegno  di legge perché secondo noi gestire alla vecchia  maniera,
  mi  conceda questo termine, la gestione dei rifiuti, cioè con le  9
  province,  è un sistema sbagliato all'origine, perché  se  lei  già
  considera, mi permetta il ragionamento, se lei già considera che  a
  Enna,  in contrada Cozzo Vuturo c'è un impianto che ha una capacità
  per  500 mila abitanti, quando Enna ne fa meno di 150 mila, qual  è
  il  principio di fare una divisione su base provinciale quando  già
  le  due discariche che le ho citato sono fondamentalmente oltre  la
  dimensione  della provincia. E attenzione, lei mi  potrà  dire:  ma
  Cozzo  Vuturo non l'ho autorizzata io. E' vero, è stata autorizzata
  da  Crocetta  al  tempo di Crocetta, ma quella di  Catania  l'avete
  autorizzata voi a gennaio.
   Quindi la mia domanda è: per quale motivo non sospendete tutte  le
  autorizzazioni  in  corso,  è  la  richiesta  che  le  farò   anche
  formalmente,   e   non   soltanto  delle   discariche,   tutte   le
  autorizzazioni  in  corso  finché il Piano  dei  rifiuti  non  sarà
  approvato e adottato? Soltanto allora potrà avere una sua logica di
  esistere.   Prima  di  allora  non  c'è  nessun  motivo   che   una
  programmazione possa essere successiva agli impianti. Questa è  una
  condizione  che noi abbiamo chiesto in Commissione e  le  chiediamo
  anche adesso.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ho provveduto  a  cancellare  gli
  interventi  che mi erano stati chiesti dai deputati  del  Movimento
  Cinque  Stelle e devo dare la parola all'onorevole Lupo, ma  chiedo
  la cortesia di sospendere brevemente i lavori

     (La seduta, sospesa alle ore 17.33, è ripresa alle ore 17.49)

   La seduta è ripresa

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Mangiacavallo  e  Lantieri
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il seguito di Comunicazioni del Presidente della Regione
                                  sul
              sistema di raccolta dei rifiuti in Sicilia

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
   Onorevoli  colleghi, se ci sediamo ricominciamo con  l'ordine  che
  abbiamo  avuto  nella  prima parte di questa seduta,  che  è  stato
  inaspettato e fantastico.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  abbiamo  chiesto  e  ottenuto,  grazie   alla
  disponibilità  del Presidente Musumeci, questo confronto  sul  tema
  dell'emergenza  rifiuti,  perché sappiamo  quanto  è  importante  e
  decisivo per la nostra Sicilia, per tanti aspetti. Per questioni di
  igiene, di salute, per attrattività, siamo una regione che  oggi  è
  meta   di   tanti,   tanti  turisti  che  vengono   a   trascorrere
  gradevolmente  le  loro vacanze ed è davvero  triste  vedere  molto
  spesso  i nostri comuni ridotti davvero in condizioni pietose,  con
  cumuli  di  spazzatura  che  richiamano l'attenzione  dei  turisti,
  purtroppo  più  che  dei nostri meravigliosi  palazzi,  dei  nostri
  meravigliosi beni culturali.
   Quindi,  credo che su questo tema sia necessario davvero l'impegno
  di  tutti  e  la massima collaborazione istituzionale e  credo  che
  abbia  fatto bene il Governo Gentiloni, pertanto, a concedere,  fra
  virgolette, i poteri ancorché limitati di cui parlava il Presidente
  della Regione che, comunque stanno consentendo di realizzare alcuni
  interventi  che  sono indubbiamente significativi perché  già  solo
  poter  intervenire  in  termini  urgenti  sulla  settima  vasca  di
  Bellolampo  significa intervenire a vantaggio di  un  ampio  bacino
  della nostra regione e nell'ambito di una città che, purtroppo,  ha
  ancora un 15 per cento di raccolta differenziata.
   Purtroppo,  le  grandi città della nostra Sicilia  vanificano  gli
  sforzi  direi  eroici  di tantissimi bravi  sindaci  di  comuni  di
  piccole  e  medie  dimensioni,  dove la  percentuale  ha  raggiunto
  davvero punte di eccellenza.
   Quindi,  è particolarmente urgenti intervenire sulle grandi  città
  come  Palermo, Catania e Messina perché ogni passo in avanti  fatto
  in  queste  grandi  città  contribuisce  in  maniera  rilevante   a
  migliorare il sistema rifiuti dell'intera regione.
   Noi  ci  rendiamo  conto  delle  difficoltà  che  il  Governo   ha
  incontrato  e che dipendono anche da errori del passato,  dipendono
  anche  da  lentezze burocratiche che, a volte, sono  il  principale
  nemico anche di chi governo anche ai diversi livelli.
   Sinceramente  devo dire, però, che, nonostante  questo,  io  trovo
  inadeguata l'azione del Governo regionale, nel senso che incoraggio
  il  Governo  regionale se è possibile a fare ancora più  in  fretta
  nell'aggredire questi nodi che impediscono di trovare soluzioni  in
  tempi  rapidi  e credo che la invocata disponibilità da  parte  del
  Governo  nazionale  del Presidente della Regione sia  assolutamente
  dovuta.
   E'  giusto che il Governo nazionale del passato, ovviamente  anche
  quello  presente, si renda disponibile a collaborare con il Governo
  della   Regione  per  trovare  ogni  soluzione  utile  per   uscire
  dall'emergenza ed avviare una corretta programmazione ordinaria per
  la nostra Regione per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti.
   Credo, però, signor Presidente della Regione - e noi in tal  senso
  abbiamo anche formulato una specifica interrogazione parlamentare -
  che  stessa ricerca di corretta collaborazione istituzionale  debba
  esserci anche tra il Governo regionale ed i sindaci.
   Io  lo dico perché, molto spesso in questi mesi, è necessaria  una
  corretta collaborazione tra il Governo della Regione ed i sindaci.
   So che avete fatto degli incontri, io credo che sia necessario che
  vi  parliate  di  più  non solo con l'ANCI o con  i  rappresentanti
  dell'ANCI  ma  anche  con  delegazioni di  sindaci  che,  come  ben
  sappiamo, negli scorsi mesi sono stati costretti anche a protestare
  -   una   cinquantina  di  sindaci  mesi  fa  è  venuta  a   piazza
  Indipendenza,  e ci dispiace, a manifestare la loro protesta  anche
  contro  un'ordinanza  che  arrivava a  prevedere  perfino  la  loro
  decadenza ed il commissariamento dei comuni.
   Allora,  io  credo  che  sia necessario  recuperare  un  clima  di
  maggiore collaborazione e questo i sindaci chiedono.
   Chiedono  maggiore ascolto anche da parte dell'assessore ma  anche
  da  parte  del  Presidente della Regione ed io credo  che  ciò  sia
  dovere di tutti noi. Quindi, anche la dovuta attenzione nell'ambito
  delle commissioni parlamentari.
   Per quanto ci riguarda, anche come Gruppo del Partito democratico,
  l'attenzione nei riguardi dei sindaci non può mancare.
   Noi  abbiamo  formulato,  in  questi mesi,  tredici  interpellanze
  parlamentari per segnalare alcune presunte disfunzioni  per  quello
  che noi riteniamo nell'ambito della nostra Regione.
   Accadono  cose  anche molto sgradevoli, perché un sindaco  riceva,
  dall'oggi  al  domani, la comunicazione che non può  più  conferire
  nella  discarica  più vicina, ma è costretto  a  conferire  in  una
  discarica  a  centinaia di chilometri. E, lei, ben sa  che  da  ciò
  discende anche un maggior onere dei costi di trasporto

   MUSUMECI, presidente della Regione. E' il questore che lo dice

   LUPO.  E  lo  so   Credo, però, per esempio, che su  questo  tema,
  l'idea  di  rilanciare un fondo perequativo, per andare incontro  a
  quei  comuni  che,  dall'oggi al domani,  si  vedono  costretti  ad
  affrontare oneri aggiuntivi di trasporto, sia una soluzione che  il
  Governo   della  Regione  siciliana  può  condividere  con   questo
  Parlamento,  perché se un comune vicino a Bellolampo, dall'oggi  al
  domani,  è  costretto a conferire a Lentini, deve affrontare  costi
  che,   ovviamente,   non   si  possono  riversare   nell'immediato,
  esclusivamente, sulla tariffa del cittadino, diciamo, che è ignaro,
  non sa neppure perché è costretto ad affrontare maggiori oneri.
   Un  fondo  perequativo regionale, allora, per andare  incontro  ai
  comuni che vivono momenti di particolare difficoltà, credo che  sia
  una proposta concreta che insieme possiamo affrontare.
   Lei sa bene, perché, peraltro, abbiamo notato che, in questi mesi,
  ha assunto anche una certa padronanza, rispetto al tema rifiuti, ha
  maturato  anche  delle competenze, se non altro, per  il  fatto  di
  essere  anche commissario per i sei punti di cui prima ci  parlava,
  che  molti sindaci non riescono a fare di più per la differenziata,
  perché mancano gli impianti.
   La vicenda  emergenza rifiuti  credo abbia tre macro-ambiti.
   Uno  riguarda il sistema di gestione: da questo punto di vista,  è
  all'esame della commissione il nuovo disegno di legge.
   L'altro  macro-ambito è quello degli impianti, perché  se  mancano
  gli impianti adeguati per fare differenziata, il povero sindaco non
  ha  soluzione  da  poter trovare ed il tema  degli  impianti,  sono
  d'accordo  su  questo  col collega che mi  ha  preceduto,  riguarda
  anche, e principalmente, il piano regionale dei rifiuti.
   Riteniamo  che  in quel contesto, la vicenda degli impianti  debba
  essere  affrontata:  se  il piano rifiuti mancasse  di  un  aspetto
  fondamentale,  che  è  quello  dell'impiantistica  necessaria   per
  realizzare la differenziata, sarebbe davvero un piano assolutamente
  inadeguato.
   Dico  subito  che io esprimo la mia perplessità sul  rispetto  del
  cronoprogramma  da  lei  annunciato,  perché  veniva  detto  che  i
  passaggi  richiedono  anche  una  tempistica,  autorizzazioni   che
  richiedono

   MUSUMECI, presidente della Regione. Al netto della VAS.

   LUPO.  Al  netto della VAS, probabilmente, lei ha detto, al  netto
  della  VAS  sarà  deliberato il piano,  ma  affinché  possa  essere
  concretamente  adottato, ci sono tempi più lunghi. Dico,  spero  di
  no.  E'  questo,  anzi, l'invito che rivolgo  al  Governo,  possano
  andare  perfino  oltre il febbraio del 2019. Se non  ricordo  male,
  l'ordinanza,   in   base  alla  quale,  lei  è  anche   commissario
  straordinario, mi pare prevede una scadenza del febbraio  2019.  Mi
  auguro  che  non  sia necessario arrivare ad un proroga  di  questa
  ordinanza,  perché,  se così fosse, avremmo un  ulteriore  elemento
  preoccupante di discontinuità.
   Se il problema non c'è, ovviamente, meglio.
   Per  quanto riguarda, invece, la governance del sistema e, quindi,
  il  disegno  di legge a cui lei faceva cenno e che è,  attualmente,
  all'esame  della  commissione IV, della  commissione  ambiente.  Ci
  stiamo  confrontando, apertamente ed in maniera molto schietta,  in
  maniera, direi, produttiva, cioè dicendo qual è il nostro punto  di
  vista,  ovviamente,  da opposizione. Chiediamo che  questo  Governo
  rispetto  alle  osservazioni sensate, alle  proposte  corrette  che
  vengono  dall'opposizione, dal Partito democratico, così  come  dal
  Movimento  5 Stelle, abbia una certa attenzione, perché non  sempre
  c'è stata.
   Chiediamo,  allora, che si possa recuperare un clima di confronto,
  davvero, nell'interesse di tutti i siciliani, sul merito perché  ci
  sono  alcuni  paletti, che noi riteniamo preoccupanti,  che  devono
  essere affrontati con chiarezza.
   Io  sono d'accordo con la lettera c) del comma 1, dell'art. 1  del
  disegno di legge che dice che  la Regione si fa carico della tutela
  dei  lavoratori operanti nel settore dei rifiuti ; è  evidente  che
  senza  risorse umane qualsiasi sistema fallisce, ma bisogna far  sì
  che questa previsione possa trovare un riscontro poi concreto anche
  nel resto del disegno di legge, perché se si prevede, lo porto solo
  ad  esempio,  che  le  Ada hanno personalità giuridica  di  diritto
  pubblico,  bisogna capire come ciò si può conciliare con l'esigenza
  di  garantire  continuità di rapporto di lavoro ai  lavoratori  che
  oggi  operano nel sistema e che però sono dipendenti di società  di
  diritto privato.
   Allora  questo è un tema che io credo bisogna affrontare  a  monte
  rispetto  alla  discussione generale che poi si sta sviluppando  in
  Commissione Ambiente, altrimenti rischiamo di ritrovarci alla  fine
  del  percorso  nell'impossibilità di potere dare il  via  al  nuovo
  sistema.
   Quindi, noi riteniamo che il nuovo Piano dei rifiuti debba  essere
  anche  discusso  in  Commissione,  io  so  che  ovviamente  non   è
  competenza   del  Parlamento  però  vorrei  chiederle,   se   fosse
  possibile,  che ancor prima di approvarlo, a parte una  discussione
  in  Commissione Ambiente, sia possibile affrontare almeno  il  tema
  delle  linee  guida  che ispirano questo piano anche  in  Assemblea
  regionale siciliana.

   PRESIDENTE. Il PD ha terminato tutti i minuti a sua disposizione.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo  della
  Regione,  la seduta scorsa ho avuto il vanto di rassicurare  l'Aula
  sulla  sua  piena disponibilità, ho evidenziato e ho il piacere  di
  confermarlo, il fatto che lei, Presidente Musumeci, ha una grande e
  potente  arma  che  è  la  sua  grande  disponibilità  e   la   sua
  disponibilità all'ascolto.
   Sul  tema specifico, io l'ho ascoltata con grande attenzione e  ho
  constatato  intanto la puntualità di tutti i passaggi  che  lei  ha
  posto in essere per quanto riguarda questi famosi sei punti, la sua
  funzione  di  Commissario  a metà . A metà,  già  Presidente  si  è
  sbilanciato molto,  a meno della metà , però lo ha fatto bene,  c'è
  una  Agenda  prestabilita  ma l'onorevole Lupo,  correttamente,  ha
  detto  c'è anche e anche altri deputati, la fase che non  sarà  più
  emergenziale.
   Ma  io  ricordo bene che in questa seduta e anche in altre  sedute
  apposite,   lei   ha  rimarcato  un  aspetto,  io   mi   sento   di
  sottoscriverlo,  ogni provincia dovrà assumersi  la  responsabilità
  della  gestione  di quei rifiuti per non accadere  più  quello  che
  denunciava  giustamente l'onorevole Lupo, perché quando c'è  questo
  giochino  perché per tanti anni è stato un giochino di convenienza,
  spostare  i rifiuti in un'altra città per alimentare e moltiplicare
  i  costi di gestione, gestiti anche in modo pessimo e improvvisato,
  questo  non  ci sarà più e soprattutto non ci sarà più l'attenuante
  per  dire  chi è il responsabile? , perché ogni volta non si  trova
  mai un responsabile. Per anni noi siamo infognati in un'emergenza e
  ne  parliamo  da  tanto tempo e non si sa chi è il responsabile,  o
  perlomeno  i responsabili sono stati così bravi da creare  un  caos
  così  farraginoso che è difficilissimo poi riprendere le fila della
  matassa per mettere ordine.
   Certamente,   se   dipenderà  per  il  parere  sulla   valutazione
  ambientale  non è un'inefficienza di chi deve porre in  essere  gli
  atti, ma non penso che mancherà per questo, se dovesse slittare  il
  tempo   necessario,  penso  che  la  ragionevolezza  dovrà   sempre
  prevalere.
   Onorevole Presidente Musumeci, devo ancora attestarle un'altra sua
  arma potentissima: la costanza. E' bastato avere il pugno fermo con
  i  nostri  sindaci,  di  tutti,  e la  percentuale  sulla  raccolta
  differenziata  è schizzata verso l'alto, quindi è bastato  dare  un
  segnale, cioè non solo la funzione legislativa ma anche pedagogica,
  ma  anche  come  dire  di coinvolgimento, di responsabilizzare  gli
  amministratori che in passato sono stati abituati solo a quanto  mi
  costa? Quanto mi dai? Quanto posso spendere? Come posso bandire una
  gara? Ognuno una gara personalizzata - quando ce n'è stata una

   LUPO. Lei è stato consigliere comunale

   MILAZZO.  Onorevole Lupo lei è entrato dopo, lei  purtroppo  si  è
  perso il primo tempo
   Ho  detto i nostri sindaci che amministrano con grande generosità,
  tuttavia lo ribadisco, è bastato avere dare il senso della fermezza
  e  la  percentuale sulla raccolta differenziata è  schizzata  verso
  l'alto,  perché purtroppo bisogna dare il segnale di  esistenza  in
  vita  di  un Governo regionale e noi lo abbiamo fatto, secondo  me,
  egregiamente.
   Presidente, possiamo dire che il percorso va avanti, possiamo dire
  che  il Governo costantemente ci tiene informati, possiamo dire con
  altrettanta  certezza che il Governo dà disponibilità  a  costruire
  insieme questo percorso per uscire dall'emergenza e successivamente
  gestire una normalità, una fase normale della gestione dei rifiuti.
   Io  certamente devo evidenziare anche la grande responsabilità, la
  grande   competenza   degli  interventi   dei   precedenti   Gruppi
  parlamentari  che con grande responsabilità, intelligenza  e  anche
  competenza  a  partire  anche  dall'ex presidente  Trizzino,  hanno
  lanciato  un  messaggio chiaro: tutti insieme dobbiamo  collaborare
  per  fare uscire la Sicilia da questa vergogna ed evidenziare anche
  infine  l'ottimo  lavoro,  visto che si parla  quotidianamente  che
  l'Assemblea non legifera, non lavora in questo settore, soprattutto
  in  questo settore, la Commissione territorio e ambiente presieduta
  dall'onorevole Savarino è stata una grande punto di riferimento per
  il Governo.
   Dopodiché  penso  che - questo vale per tutti - quando  uno  butta
  fango  è  convinto che lo butta sugli altri, ma alla fine il  fango
  arriva su tutti e i cittadini giudicano tutti male.
   Quando  un dibattito, un argomento, si affronta in modo  serio  ne
  usciamo certamente tutti ingigantiti.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole  Compagnone,  poiché il Movimento  Cinque  Stelle  mi
  aveva  chiesto altri due minuti, visto che l'onorevole  Milazzo  ha
  parlato sei minuti in meno di quanto aveva la possibilità di  fare,
  dopo  l'intervento dell'onorevole Compagnone diamo altri due minuti
  all'onorevole Pagana che forse si prende altri trenta secondi da un
  altro,  comunque  complessivamente  due  minuti,  non  di  più,  al
  Movimento Cinque Stelle.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone.  Ne  ha
  facoltà.

   COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io cominciai  a
  fare  la raccolta differenziata nel mio Comune nel 2004, quando  di
  raccolta  differenziata nessuno parlava. E addirittura, mi ricordo,
  che  i  miei consiglieri comunali mi volevano mandare a casa perché
  io  disturbavo  le  persone. E poi ho continuato  ad  occuparmi  di
  ambiente nei cinque anni al Senato.
   Questo  perché, cosa ho capito dopo tutti questi anni?  Ho  capito
  una  cosa. Che il sistema, poi alla fine, è abbastanza semplice.  E
  bisogna  mettere  un  po'  di  chiarezza  in  tutto  questo  grande
  dibattito che non finisce mai.
   Intanto,  dobbiamo fare capire alla gente - perché  ancora  non  è
  chiaro per tutti -, che noi produciamo oggi una massa di spazzatura
  che  una volta non si produceva, e che questa massa di prodotto che
  noi  facciamo  dobbiamo  in qualche modo smaltirla.  Abbiamo  anche
  capito  -  e questo è ormai assodato in tutta Europa - che  l'unico
  sistema,  perché ancora c'è qualcuno che fa fantasia,  ragiona,  fa
  filosofia,  sostanzialmente l'unico sistema oggi acclarato  che  fa
  funzionare il sistema è quello della raccolta differenziata.  Ormai
  è acclarato
   Abbiamo  anche  capito  che siccome una quota  parte  notevole  di
  questa spazzatura, di questo rifiuto, è sostanzialmente per  il  40
  per  cento tutto l'organico, basta intelligentemente occuparsi bene
  di questo organico per avere tolto il 40 per cento di questa massa,
  e  la  restante  parte sono tutti i materiali, come lei  stesso  ha
  detto signor Presidente, assolutamente riutilizzabili, riciclabili,
  come  il  legno, la carta e così via. Alla fine qual è il senso  di
  questo  ragionamento? Cosa bisogna fare? Bisogna fare gli  impianti
  per togliere di mezzo l'organico.
   Dove si è sbagliato e io mi complimento con lei, sinceramente, per
  questo cambio di passo che si sta dando e lo ha dimostrato, bisogna
  fare  chiarezza  e puntare tutto sugli impianti.  Nei  cinque  anni
  passati questo è stato il grave danno, non si facevano gli impianti
  e  si favorivano le discariche. Lo si faceva per incapacità, lo  si
  faceva  volontariamente o meno, non è il caso di dirlo qua  perché,
  in ogni caso, questo era. Lo abbiamo capito tutti.
   Allora qual è il grande sforzo che bisogna fare signor Presidente?
  E' quello che viene fuori dai tanti interventi che sono stati fatti
  da  molti colleghi. Dov'è la vera grande emergenza? Dove il Governo
  si  deve  impegnare e impegnare gli Uffici. Io lo dissi  dal  primo
  minuto  questa cosa. Bisogna impegnare gli Uffici a fare un po'  di
  chiarezza.  Vogliamo capire in questa Sicilia  quanti  sono?  Ed  è
  facile  farlo. Perché basta andare a vedere i procedimenti  VIA,  i
  procedimenti VAS e i procedimenti AIA e sappiamo subito quanti sono
  gli impianti che si stanno autorizzando e gli impianti esistenti.
   Poi,  in  questa Regione siciliana, sapendo noi anche quanto  sono
  gli abitanti, quanto è il prodotto di spazzatura, e sappiamo quanto
  è  la percentuale, è facile distribuire, più o meno equamente nella
  Regione siciliana, gli impianti. Quello che si vuole qua - e  credo
  di  interpretare  la volontà di tutti - è semplicemente  questo.  E
  questo  è l'impegno che bisogna chiedere al Governo e che  lei  può
  realizzare   velocemente.  Almeno  per  avere   il   quadro   della
  situazione.  Sapere  quanti  impianti  abbiamo,  quanti  ne  stiamo
  autorizzando e se bastano o non bastano.
   La  vera emergenza, signor Presidente, sta nel velocizzare i tempi
  per  la  realizzazione dell'impianto. Perché io non mi straccio  le
  vesti se noi perdiamo un po' di tempo in più per fare il piano  dei
  rifiuti  che stiamo discutendo benissimo in Commissione. C'è  stata
  questa   battuta  di  arresto  involontaria  legata  purtroppo   al
  malessere  del nostro Assessore - bravissimo tra l'altro  -  a  cui
  facciamo  i  nostri  auguri perché si riprenda velocemente.  Ma  in
  Commissione si sta facendo un ragionamento molto sereno, devo  dire
  e  devo dare atto - lo farà anche penso il Presidente - sia con  il
  PD  che con il Movimento Cinque Stelle e con la maggioranza, si sta
  facendo  un  ragionamento sereno e stiamo  dialogando  su  tutti  i
  passaggi  per  cercare  di  tirare  fuori  una  legge  quanto   più
  ragionevole possibile, quanto più buona possibile.
   Questo  lo stiamo facendo ed è l'invito che fa il collega  Lupo  e
  che è in questa direzione.
   Torno  a  dire, dov'è il grande problema? Se noi perderemo qualche
  giorno in più o se approveremo questo piano il primo gennaio e  non
  il 31 dicembre, non è quello il problema. Il problema è velocizzare
  l'iter  di approvazione dei progetti, di fare in modo, come lei  ha
  fatto benissimo a Ragusa.
   Io  ricordo nei miei primi tempi, e fu una domanda che feci all'ex
  Presidente in Commissione di inchiesta sui reati ambientali,  se  a
  Ragusa  hanno costruito un impianto di compostaggio, ma perché  non
  parte?  Ci vuole andare con i carabinieri e vede perché non  parte?
  Lei  lo sta facendo ed è quello che bisogna fare. Dobbiamo fare  in
  modo  gli  impianti esistenti si facciano funzionare e  quelli  che
  sono in iter si realizzino.
   In Commissione abbiamo dato un assist in più, abbiamo detto noi al
  Governo  diamo  la priorità - e su questo siamo tutti  d'accordo  -
  agli  impianti pubblici. È semplice, se noi abbiamo un certo numero
  di  impianti da realizzare e abbiamo degli impianti pubblici,  cioè
  dove  i  comuni  si  sono  messi insieme per  realizzarli,  bisogna
  velocizzare  l'iter  di approvazione e di funzionamento  di  quegli
  impianti.
   Allora  cosa  si chiede al Governo a mio modestissimo  parere?  Lo
  sforzo che le chiedo, che noi dobbiamo fare è di, oggi, prendere in
  mano  le procedure nei nostri Uffici e tirare fuori impianti, dando
  la  priorità  agli  impianti pubblici, tenendo via  via  conto  del
  fabbisogno  del  territorio.  Perché è  inutile  autorizzare  venti
  impianti  sulla  provincia di Catania e nessuno su Palermo,  perché
  noi  non  dobbiamo  - come lei stesso ha detto - fare  camminare  i
  camion  con   questo  è  lo  sforzo che  bisogna  fare.  E  bisogna
  velocizzare   lì.   Se   c'è  una  deroga  e  un   commissariamento
  straordinario è solamente per potere agevolare e velocizzare questi
  procedimenti.
   Stamattina sono stato all'assessorato dove i funzionari di Calat -
  e  lei  sa che cosa è - chiedono l'autorizzazione a potere ampliare
  il  proprio esistente pubblico, fatto dai comuni, per dare risposte
  al  territorio, il Comune di Niscemi che è nei guai e non riesce  a
  portare  la spazzatura. Ebbene, siccome nella autorizzazione  della
  VIA  VAS  e quant'altro si segue l'elenco e il protocollo,  succede
  che  se  ci  sono, per esempio, centro richieste di  privati  fatti
  prima  dell'impianto di Calat, noi dobbiamo prima sbrigare  e  dare
  risposta  ai  cento privati e non diamo risposta al pubblico.  Ecco
  dove dobbiamo avere la deroga e chiedere al Ministro una deroga  in
  questo  senso e dare l'autorizzazione al Presidente della  Regione,
  veramente e seriamente di non fare -  come dice lei benissimo -  il
  Commissario  dimezzato,  ma  di  fare  il  Commissario  che  ha  la
  possibilità di incidere e di dire bene questo è il programma  della
  Regione  Siciliana.  Questi sono gli impianti  che  vogliamo  fare,
  questa è la scaletta che noi determiniamo e lo facciamo sulla  base
  di  principi che sono legati a quanto si produce, a ogni territorio
  e  al  fatto che siano pubblici e non privati. Questo bisogna fare,
  signor Presidente. Questo è quello che io mi auguro, la ringrazio e
  le auguro buon lavoro.

   PRESIDENTE.  E'   iscritto a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  107  milioni  861 mila e 68 euro,  questi  sono  i  fondi
  comunitari  che in questo momento risultano bloccati, perché  manca
  il Piano rifiuti che è la condizionalità ex ante per sbloccarli.  E
  il tutto è condito da una grandissima confusione.
   Perché  lei,  Presidente, ad aprile con una  delibera  di  Giunta,
  approva  il  Piano  stralcio  che arriva  in  Commissione  e  viene
  approvato,  a giugno si sveglia e mette un avviso pubblico  per  la
  selezione di 25 esperti, a luglio - data di scadenza degli  esperti
  - arrivano 800 e passa domande, a settembre dichiara che entro fine
  anno  sarà pronto il Piano rifiuti che non si sa chi sta scrivendo,
  a  metà  settembre l'assessore Pierobon, a differenza del direttore
  Cocina,  dichiara che a lui sarebbero bastati tre  esperti  anziché
  25,  oggi  si  scopre che gli ottocento e passa ragazzi  che  erano
  persone  esperte  che  hanno presentato domanda,  probabilmente  si
  vedranno  cancellato l'avviso che verrà ritirato per  sbloccare  la
  condizionalità ex ante e la sensazione che adesso pervade è  quella
  di  una confusione terribile. Oggi lei tira fuori il PON governance
  del  14-20 identico a quello del 7-13 dove vuole fare una sorta  di
  gemellaggio insieme a Invitalia per fare il Piano rifiuti e gestire
  la  gestione  rifiuti  in Sicilia. Lo strumento  assolutamente  non
  nuovo, già vecchio, conosciuto che però lei tira col coniglio fuori
  dal  cappello gli ultimi giorni di questo anno. Ma non solo, va  in
  giro col suo dirigente e addirittura leggiamo nella pagina facebook
  del  Dipartimento  i  complimenti del dirigente  nei  confronti  di
  questa  amministrazione cose che invece non dovrebbe  fare  proprio
  perché è un dirigente della nostra Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO.  Onorevoli Presidenti, onorevoli Assessori e  colleghi,
  innanzitutto  desidero,  se  mi  permettete,  portare   il   saluto
  dell'assessore  Alberto  Pierobon che,  come  ha  detto  il  nostro
  Presidente, è assente per motivi di salute. E porto il  suo  saluto
  ma  anche  il  suo  ringraziamento per  le  tante  attestazioni  di
  affettuosa amicizia che sono arrivate da tutti, da tutto il  mondo,
  da tutti coloro che lo conoscono all'interno di questo Parlamento e
  non solo.
   Fatta  questa  doverosa  ovviamente  rappresentazione  del  saluto
  dell'assessore  Pierobon, che oggi sarebbe  stato  con  noi  a  cui
  auguriamo naturalmente di rientrare quanto prima, e so che lo  farà
  probabilmente  a  partire  dalla prossima settimana,  ho  valutato,
  Signor  Presidente,  con  quale dovizia di particolari,  con  quale
  esplicitazione chiara lei abbia tracciato la storia dell'emergenza,
  della  situazione emergenziale in Sicilia sui rifiuti e  sulle  sue
  reali competenze.
   Questo quadro, signor Presidente, ha reso possibile credo non solo
  a  noi  deputati, ma a tutti i siciliani, finalmente, di  avere  la
  necessaria chiarezza nel merito. E lei oggi ha potuto anche,  e  io
  di  questo sono molto compiaciuta a parte qualche nota stonata  che
  ovviamente  attiene anche alla specificità dell'essere umano  e  di
  qualcuno  in  particolare che si distingue sempre  nel  merito,  ho
  notato  la  pacatezza  con  la  quale  è  avvenuto  qui  dentro  il
  dibattito.  E  se  questo  è  avvenuto,  signor  Presidente  devono
  riconoscerne a lei il merito, all'autorevolezza morale  che  questo
  Governo che lei guida esprime e che si realizza anche attraverso  i
  provvedimenti posti in essere sia nel quadro della risoluzione  per
  affrontare   le   specifiche  competenze  a   lei   conferite   per
  l'emergenza, sia per affrontare anche ogni altra situazione che  in
  Sicilia langue da tempo.
   Nella   qualità  di  deputato  che  appartiene  alla   Commissione
  ambiente,  ho  anch'io avuto modo di affrontare tutte le  criticità
  che sono emerse in questi mesi di grande lavoro e ha fatto bene lei
  Presidente  a  riconoscere  merito all'onorevole  Presidente  della
  Commissione Giusi Savarino, perché se all'interno della Commissione
  sono  state  affrontate davvero tante criticità, sono stati  accesi
  tanti  riflettori su elementi che, a nostro giudizio, sono apparsi,
  e  poi  tali si sono realmente rivelati, elementi anche su  cui  la
  Magistratura,  la  Magistratura contabile e non solo,  sta  ponendo
  grande attenzione.
   Bene,  se  all'interno  di quella Commissione,  di  questa  nostra
  Commissione,  c'è un clima di collaborazione, un  clima  di  sereno
  confronto,  lo  si  deve certamente anche al modo  in  cui  vengono
  condotti  i  lavori dalla Presidente Savarino ed è  suo  merito,  è
  giusto riconoscerglielo, nella capacità di interpretare le esigenze
  di tutti e nel dare voce ad un confronto libero ed appassionato. Un
  confronto libero e appassionato che ci permette anche di essere  in
  sintonia  con le varie forze - ancorché dell'opposizione di  questo
  Parlamento  -  quando  chiedono - ed io  sono  convinta,  onorevole
  Trizzino,  che  sapremo  insieme  votare  la  risoluzione   che   è
  all'attenzione  della nostra Commissione e quanto  prima  credo  la
  calendarizzaremo.
   Aspettiamo  che torni anche l'Assessore Pierobon per questo  -  al
  fine  di  evitare che non ci sia l'armonizzazione nella definizione
  delle  autorizzazioni per impianti che siano via e che siano  anche
  quelle  date  dall'assessorato Energia, perché ad oggi non  abbiamo
  chiarezza   nel   merito,   non   sappiamo   quante   sono   queste
  autorizzazioni e soprattutto - com'è giusto che sia - occorre  dare
  priorità  all'impiantistica  pubblica  proprio  perché  ci  sia  la
  necessaria  responsabilità pubblica che deve guidare la  governance
  in  un  settore così delicato nel quale nel passato, ma  credo  sia
  pronta anche nel futuro, ad infiltrarsi la criminalità.
   Quindi,   signor  Presidente,  la  ringrazio  per  questa   chiara
  esposizione  della  situazione  che  riguarda  sia  la   dimensione
  emergenziale  sia  anche il prossimo futuro  che  dovrà  riguardare
  l'ordinarietà.  Siamo  assolutamente in  linea  con  lei,  col  suo
  Governo, con l'Assessore Pierobon così come recita la legge che per
  ora è all'esame della nostra Commissione, che ci sia una governance
  nell'ambito  territoriale, perché i rifiuti non  devono  camminare,
  perché la tassa sui rifiuti debba diminuire e sarà certamente  così
  nel  momento  in  cui avremo una impiantistica  efficiente  ed  una
  governance territoriale adeguata allo scopo.
   Io, come Presidente del Gruppo parlamentare UDC presente in questo
  assise,  in questa Assemblea, le voglio esprimere tutto  il  nostro
  grazie  per avere dato chiarezza, quella chiarezza che se  manca  a
  noi  deputati immaginiamo ai cittadini siciliani. Oggi noi  usciamo
  da  qui,  tutti quanti, anche i siciliani che possono avere sentito
  questo  dibattito, con le idee più chiare e con  la  sicurezza  che
  questo  Governo, il suo Governo ed il nostro Governo saprà  portare
  fuori   la  Sicilia  dall'emergenza,  saprà  regolamentare   questo
  difficile settore e potrà traguardare vantaggio per i siciliani  ma
  anche per le imprese che potranno sicuramente trarne vantaggio  dal
  riciclo, dal riuso e dalla differenziata.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Galvagno.  Ne  ha
  facoltà.

   GALVAGNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  ho
  ascoltato con grande attenzione le sue parole, Presidente Musumeci,
  e   come  sempre  lei  riesce  a  contraddistinguersi  per  la  sua
  precisione, determinazione e garbo.
   Mi  sento  di  ringraziare  e  complimentarmi  con  la  Presidente
  Savarino  e tutti i colleghi della Commissione che stanno dando  un
  grande contributo e stanno facendo un ottimo lavoro in questi pochi
  mesi.  Ho visto anche di buon grado il gesto suo di Ragusa nel  non
  tagliare   il  nastro,  questo  è  stato  un  gesto  importante   e
  significativo perché siamo stanchi degli sprechi, siamo stanchi  di
  opere  inutilizzate ed è giusto che ci sia una certa forza da parte
  delle istituzioni nel volere dare questi segnali. Vent'anni fa  per
  la  prima volta andavo in Inghilterra e mi sono confrontato con una
  civiltà  completamente differente, però la cosa che mi  dispiace  è
  che  vent'anni fa in Inghilterra erano molto più avanti di  noi  ai
  giorni nostri e questo - seppur con critica - deve essere un motivo
  per  fare  svegliare  tutte  quante  quelle  persone  che  vogliono
  costruire  insieme  a  noi  qualcosa.  Parlano  di  civiltà  quando
  dovrebbero  dare magari anche loro qualche segnale di civiltà.  Lei
  ha  fatto  un  discorso bellissimo e secondo me oggi i problemi  ci
  sono  e  sono  tanti  ma,  sicuramente, da qualche  parte  si  deve
  cominciare  e  lei,  credo,  che  lo  stia  facendo  nella  maniera
  migliore.
   Io  vengo  da  un paese, Paternò, dove l'ombra di un inceneritore,
  nella  Valle del Simeto, è stata un'ombra ingombrante e  pericolosa
  che  ha fatto tanto preoccupare i cittadini di Paternò e non  solo,
  però,  comunque, quando abbiamo avuto il piacere di ascoltarla  nei
  suoi primi interventi, lei ha parlato di soluzioni e fortunatamente
  non  è  mai  caduto in sterili polemiche, che siano inceneritori  o
  meno, qualche risposta siamo sicuri che dobbiamo darla e la daremo.
   Io,  Presidente,  non voglio dilungarmi più di tanto,  ma  il  mio
  vuole  essere soltanto un augurio affinché lei riesca ad  eliminare
  tre parole della nostra quotidianità e queste sono: l'emergenza, la
  necessità e l'urgenza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando  ci  siamo
  insediati  il  27  dicembre  abbiamo  trovato  in  Commissione  una
  delibera  della Corte dei Conti che, testualmente, recitava,  erano
  delle  osservazioni sull'attuazione della legge regionale n. 9  sul
  tema  dei rifiuti:  il sistema della gestione dei rifiuti delineato
  dalla  normativa regionale vigente si è rilevato inattuabile, oltre
  che  per  inadeguatezza dell'azione di impulso e  di  coordinamento
  svolto  dall'amministrazione regionale, anche per ragioni  connesse
  all'incoerenza  ed  alla  contraddittorietà  dell'attuale  impianto
  normativo che pone diverse problematiche , continuava, la Corte dei
  Conti, delineando un sistema - ha usato questo termine -  discarico-
  centrico'.
   D'accordo con i miei colleghi abbiamo deciso, da subito, quindi  a
  partire  da gennaio, di ascoltare tutti i riferimenti territoriali,
  da  Trapani  a Siracusa, che avevano a che fare con il sistema  dei
  rifiuti, siano essi pubblici che privati.
   Abbiamo  iniziato un ascolto importante ed abbiamo, così, scoperto
  tante criticità, la collega Lo Curto, poco fa, ed anche l'onorevole
  Compagnone,  ma  anche  il collega Trizzino in  altre  circostanze,
  hanno   sottolineato  quante  criticità  siano  venute   fuori   da
  quell'ascolto.  Abbiamo  scoperto, ad  esempio,  che  nello  stesso
  territorio  c'erano,  contestualmente, un  commissario  liquidatore
  dell'ATO, un commissario di nomina del Presidente della Regione  ed
  il  nuovo  presidente  delle  SRR  che  veniva  designato,  quindi,
  venivano   triplicati   i   ruoli  e,  ovviamente,   un'azione   di
  deresponsabilizzazione perché nessuno sapeva bene  quale  fosse  la
  loro  funzione.  Gravissimo  Questi costi  venivano  triplicati  e,
  ovviamente, a pagarne le conseguenze il cittadino.
   Abbiamo trovato situazioni, come nell'ATO CT1, in cui 3 commissari
  liquidatori, dico 3, dello stesso ATO a distanza di 8 anni dal loro
  insediamento,  quindi al 2018 dal 2010, non avevano ancora  neanche
  trasferito né il personale né i servizi alle SRR di competenza.
   Abbiamo  trovato 1,2 miliardi di debiti degli ex ATO.  Ripeto  1,2
  miliardi,  ma ritengo che la somma sia approssimativa, quindi,  uno
  stato  debitorio e di insolvenza incredibile che gravava sui comuni
  partecipanti all'ATO.
   Abbiamo  trovato  delle anomalie nelle tariffe  per  cui,  per  lo
  stesso gesto di conferire in discarica, il cittadino di Gela  o  di
  Palermo  paga  70, 80 euro a tonnellata, il cittadino del  catanese
  120  a  tonnellata,  il cittadino agrigentino fino  a  150  euro  a
  tonnellata.  E  quando abbiamo chiesto il perché, abbiamo  scoperto
  che,   a   monte,   dalla  Regione  siciliana  non   c'era   alcuna
  autorizzazione formale di quelle tariffe, erano autodeterminate.
   Abbiamo  scoperto,  proprio  dalla voce  viva  di  chi  veniva  in
  Commissione,  che  molti ATO, ex ATO, oggi SRR, avevano  presentato
  progetti o di ampliamento di discariche pubbliche, o di impianti di
  compostaggio,  che  erano  finiti nei meandri  dei  cassetti  della
  Regione  siciliana  senza  esito,  mentre,  negli  stessi  periodi,
  contestualmente, le richieste di ampliamento di discariche  private
  trovavano veloci risposte, nello stesso Dipartimento.
   Abbiamo,  però, scoperto anche significativi casi positivi:  è  il
  caso  della  Kalat Ambiente, ne ha parlato Pippo Compagnone;  è  il
  caso  di  Ferla,  un  comune virtuoso che ha fatto  delle  case  di
  compostaggio  un  modo  per abbattere i  costi  e  per  aiutare  il
  cittadino, quindi, nella raccolta differenziata e nello smaltimento
  dei rifiuti.
   Abbiamo  approvato  una  risoluzione del 7  marzo  quando  abbiamo
  concluso  questo iter e chiesto nell'impegno al Governo di attivare
  una  serie  di azioni. L'8 maggio, arriva in Commissione  il  piano
  stralcio  dei rifiuti che, in tre settimane, grazie al  lavoro  dei
  colleghi  che,  in  maniera unanime, è stato  detto,  ha  approvato
  questo piano stralcio, abbiamo però inserito, sempre all'unanimità,
  due  precisazioni: abbiamo chiesto al Governo di dare priorità agli
  impianti   pubblici,  soprattutto  nelle  province  che  ne   erano
  sprovviste e di controllare la compatibilità degli impianti privati
  con la pianificazione sia provinciale che regionale.
   Il  26  giugno, è arrivato il DDL sui rifiuti, ed è  vero,  stiamo
  cercando di lavorare ascoltando le istanze che arrivano anche dalle
  opposizioni,  onorevole  Lupo.  Lo facciamo,  abbiamo  rinviato  da
  luglio  a settembre per fare un approfondimento giuridico su alcune
  cose che sono state da voi segnalate, però, è pure vero che abbiamo
  chiara  l'idea  che  la  governance  provinciale  deve  essere  una
  governance in mano pubblica, perché in tutta Italia si sta  andando
  verso una governance pubblica.
   E'  pure  vero  che  il problema del personale  sarà  trattato  ed
  attenzionato in modo tale da trovare una soluzione che  dia  ad  un
  ente  provinciale la governance, il controllo, il coordinamento  e,
  poi,  laddove,  è possibile, sia per ragioni demografiche  che  per
  efficienza   del   sistema,  lasciare   dei   bracci   armati   che
  contribuiscano all'interno del territorio a fare una  gestione  dei
  rifiuti al meglio.
   Concludo. Il principio di prossimità, onorevole Trizzino, permette
  nel disegno di legge sui rifiuti di poter utilizzare impianti anche
  fuori  provincia qualora questi siano necessari anche ai  territori
  limitrofi.  Non è una rigidità geografica quella delle province,  è
  un'organizzazione che si spera possa essere più ottimale possibile,
  ma  non  è  rigida, non è chiusa, proprio grazie  al  principio  di
  prossimità.
   Stasera,  abbiamo  sentito  il  presidente  Musumeci  con   grande
  semplicità e naturalezza snocciolare alcuni dati. Ci ha parlato  di
  alcuni impianti pubblici che sono stati sbloccati; ebbene, era  una
  delle  cose  che avevamo chiesto e che apprezziamo  che  sia  stato
  fatto  e  per cui ringraziamo il governo Musumeci. Enna, Ragusa,  i
  sei impianti che sta seguendo come emergenza.
   Abbiamo  sentito  il Presidente parlare delle  linee  guida  sulle
  tariffe;  ebbene  quello è un modo per cui ringraziamo  il  governo
  Musumeci che toglie ad alcuni...
   Per favore, sospendete il tempo a mia disposizione.

   PRESIDENTE. Non è prevista la sospensione per tosse

   SAVARINO. Scusate.
   Dicevo, il presidente Musumeci con semplicità ha elencato due, tre
  cose,  quattro cose una dietro l'altra velocemente, come se fossero
  cose  semplici: avere sbloccato alcuni impianti pubblici che  danno
  ossigeno e che servono a calmierare il prezzo anche di chi, con  le
  discariche private, ha fatto il bello ed il cattivo tempo in questi
  anni;  ha  parlato  delle linee guida sulle tariffe,  tanto  attese
  perché  c'è  stata  la  giungla in questi anni;  ha  parlato  delle
  bonifiche  delle  vecchie  discariche,  e  sappiamo  già   che   il
  presidente Musumeci ha chiesto anche di verificare che fine abbiano
  fatto  i  fondi per il post mortem, che le discariche sia pubbliche
  che  private dovevano accantonare, perché prima che noi diamo altri
  soldi pubblici per bonificare quelle discariche è importante capire
  che fine abbiano fatto quei fondi.
   Ha parlato dei nuovi bandi per le case di compostiera di comunità.
  Ecco il modello Ferla che gli avevamo chiesto.
   Presidente,  attendiamo il piano regionale definitivo dei  rifiuti
  ma, è chiaro, che se viene atteso da vent'anni, settimana più

   PRESIDENTE. Avendo l'onorevole Savarino preso tutto il  tempo  per
  il  Gruppo parlamentare Diventerà Bellissima avremmo concluso tutti
  gli interventi su questo punto.
   Però,  visto  che  abbiamo fatto velocemente, mi  viene  richiesto
  ancora  un  minuto  dal  Gruppo parlamentare del  Movimento  Cinque
  Stelle,  dall'onorevole Di Paola e poi, onorevole Aricò, visto  che
  abbiamo  fatto regali all'opposizione, se lei volesse  parlare  due
  minuti
   Allora,  un  minuto l'onorevole Di Paola e due minuti  l'onorevole
  Aricò.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola.

   CIANCIO. Si è fatto perdonare, Presidente

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ciancio, non mi sono  sprecato,  ho  fatto
  qualcosa che non si potrebbe fare e che, invece, abbiamo fatto.

   LO  CURTO.  Presidente, lei ha un debole per il  Movimento  Cinque
  Stelle, per le donne

   PRESIDENTE.  No, non per le donne, hanno parlato solo uomini.  Per
  cui non ho alcun debole

   DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò telegrafico.
  Ho  ascoltato  le parole del presidente Musumeci il  quale,  in  un
  passaggio ha detto che, con l'inaugurazione dell'impianto a Ragusa,
  quel  comprensorio, quella provincia sarà autosufficiente, riuscirà
  a gestire tutti i rifiuti.
   Allora,  da  qui capisco che non c'è una visione  e  non  c'è  una
  programmazione  sui  rifiuti da parte di questo  Governo  regionale
  perché,  Presidente,  deve  sapere che c'è  un  altro  impianto  in
  località, nella provincia di Caltanissetta, un impianto FORSU,  per
  cui  il suo Dipartimento ha già dato le autorizzazioni che tratterà
  i  rifiuti sia della provincia di Caltanissetta che della provincia
  di Ragusa.
   Ciò significa che questo Governo non ha alcuna contezza per quanto
  riguarda   l'impiantistica  privata   e   si   stanno   rilasciando
  autorizzazioni di VIA e di AIA senza alcuna cabina di regia.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'onorevole Aricò.  Le  concedo
  due minuti massimo, onorevole.

   ARICO'.   Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  Governo,  signori  deputati,  oggi,  dopo  l'intervento  della  mia
  collega  di  Gruppo, Giusy Savarino, che ringrazio  per  il  lavoro
  svolto  in Commissione, posso ritenermi soddisfatto della relazione
  del Presidente della Regione ed anche per essere venuto, ben per la
  seconda  volta nel giro di pochi mesi, a parlare della problematica
  dei rifiuti.
   Oggi, siamo tutti d'accordo a pensare che quello che si è fatto in
  pochi  mesi, probabilmente, non si è fatto negli ultimi dieci anni;
  abbiamo raggiunto livelli di programmazione elevatissimi.
   Poi,  un  breve accenno - visti quei pochi secondi che  abbiamo  a
  disposizione   -   su   quanto   è   accaduto   nell'ultima   parte
  dell'intervento   del  Presidente  della  Regione   rispetto   alle
  dichiarazioni di stampa e di alcuni colleghi deputati.
   Ed   io,   signor  Presidente  ed  signori  colleghi,  mi  ritengo
  orgoglioso   di  far  parte  di  un  Movimento,  che  è   Diventerà
  Bellissima, e di averlo fondato insieme al Presidente della Regione
  e  qualche  altro  amico, per la trasparenza  amministrativa  e  di
  bilancio di cui il Movimento si è voluto auto dotare.
   Ed ho assistito, finanche, ai contributi di 10 euro certificati da
  una  società  di certificazione per assemblare il bilancio  e  sono
  anche andato a verificare i candidati presidenti della Regione cosa
  avessero lasciato nella loro rendicontazione. L'unico dei  tre  che
  ha  fatto una dichiarazione analitica anche dei contributi ricevuti
  è Nello Musumeci.
   Allora,  non  voglio attaccare nessuno, non voglio  dire  che  gli
  altri avevano sbagliato ma non vogliamo lezioni di moralità.
   Il  nostro  Movimento  non ne vuole né tantomeno  possiamo  subire
  degli  attacchi  sterili  su dichiarazioni  che,  poi,  sono  state
  smentite dagli stessi pochi minuti dopo.


   Comunicazioni del Presidente della Regione su Riscossione Sicilia
                                S.p.A.

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
   Comunicazioni del Presidente della Regione su Riscossione  Sicilia
  S.p.A. .
   Sono  già  le  ore 18.45, pertanto, appena finisce  il  Presidente
  della   Regione,  iniziamo  gli  interventi,  ovviamente,   ma   mi
  permetterò  questa  volta di non fare regali ad alcuno,  di  essere
  limitatissimi,  altrimenti, si rischia  di  fare  veramente  troppo
  tardi.
   Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   MUSUMECI,   presidente   della  Regione.  La   ringrazio,   signor
  Presidente.  Pochi minuti, davvero, per relazionare  sulla  società
  Riscossione Sicilia. Le vicende sono fin troppo note per  l'impegno
  istituzionale   dei   parlamentari  e  per   le   notizie   diffuse
  puntualmente dalla stampa.
   Com'è noto, nella scorsa estate, il 9 agosto 2017, in piena estate
  dunque,   alla  vigilia  di  San  Lorenzo,  questo  Parlamento   ha
  approvato,  per  alzata  e seduta, dopo avere,  col  voto  segreto,
  bocciato  un emendamento soppressivo da parte del governo Crocetta,
  ha  votato  per  mettere  in liquidazione  la  società  Riscossione
  Sicilia.
   Le considerazioni sono state diverse. Ho qui il testo stenografico
  di quel dibattito.
   Il  presidente  Crocetta  era contrario alla  soppressione  ed  il
  Parlamento,  nella  sua  sovranità, ha detto  quello  che,  poi,  è
  consacrato nell'articolo 28 della legge n. 16 del 2017:  Il Governo
  della Regione è autorizzato ad avviare le procedure di liquidazione
  di  Riscossione Sicilia S.p.A., in attuazione delle disposizioni di
  cui  all'articolo  1, del decreto legge 22 ottobre  2016,  n.  193,
  convertito con modificazioni dalla legge 1 dicembre 2016,  n.  225,
  previa  stipula, entro il 31 dicembre 2018, di apposita convenzione
  con  il  Ministero  dell'economia che assicuri il mantenimento  dei
  livelli   occupazionali  del  personale  con  contratto   a   tempo
  indeterminato, in servizio alla data del 31 dicembre 2016 presso la
  stessa società.
   Il comma 2 recita:  Dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  la  società Riscossione Sicilia S.p.A.,  è  gestita  da  un
  Consiglio di amministrazione di 3 componenti, nominati dal  Governo
  regionale,  previo  parere della Commissione  affari  istituzionali
  dell'Assemblea regionale siciliana.
    L'incarico di componente del consiglio di amministrazione ,  dice
  il  comma  3,   non può essere conferito a coloro i  quali  abbiano
  svolto,   nei   5   anni  antecedenti,  funzioni   e   compiti   di
  amministratore nella società di cui al comma 1.
   La legge parla chiaro.
   Quando siamo arrivati alla guida della Regione siciliana, abbiamo,
  per prima cosa, normalizzato i vertici della Società, puntando su 3
  figure  di  rilievo,  anche per il loro passato  professionale,  in
  particolare, un generale della Guardia di Finanza ed un procuratore
  della Repubblica in pensione, oltre ad un'apprezzata commercialista
  con anni di esperienza.
   Quel  Consiglio  di amministrazione, nonostante la  buona  volontà
  della  vigilia, dopo qualche settimana ha rinunciato, ha rassegnato
  le dimissioni. Il Consiglio di amministrazione ha avuto la cortesia
  di  chiedere  di  incontrarmi. Mi ha rassegnato le ragioni  per  le
  quali  rinunciavano.  Non  c'erano, è stato  detto,  le  condizioni
  ambientali  per  potere  procedere ad  un'azione  di  bonifica,  di
  risanamento e neppure di continuità almeno fino al 31 dicembre come
  la legge recita.
   Qualche  mese  prima per non restare con le mani in mano,  a  Roma
  abbiamo  incontrato  sia il Direttore generale  dell'Agenzia  delle
  Entrate, dottor Ruffini, sia il Ministro per il Mezzogiorno,  siamo
  ancora  con il Governo a guida PD e sia i vertici del Monte  Paschi
  di Siena.
   In  quella  circostanza  è  stato ricordato  al  Presidente  della
  Regione  siciliana  come  quell'Istituto di  credito  avanzasse  un
  credito dalla società Riscossione Sicilia per oltre 100 milioni  di
  euro ed è stato ribadito dal Ministro la necessità di accelerare le
  procedure per risanare la situazione finanziaria.
   Il  Governo era in uscita, si era già votato per le politiche,  ma
  non  si  era ancora insediato il nuovo Governo. Insediato il  nuovo
  Governo,  abbiamo contattato, abbiamo incontrato  il  Ministro  per
  l'Economia e le Finanze per sottoporgli un elenco di priorità e fra
  le  priorità  la  vicenda  di  Riscossione  Sicilia.  Il  ministro,
  professore  Tria,  ha  assicurato che avrebbe istituito  un  tavolo
  tecnico per affrontare le questioni, ma ancora oggi non è pervenuta
  alla  Presidenza  della Regione alcuna notizia sull'istituzione  di
  quel tavolo.
   Naturalmente, torneremo a sollecitare la prossima settimana tenuto
  conto  anche delle esigenze che il Governo ha dovuto affrontare  in
  questi giorni con scadenze improrogabili.
   Al  tempo stesso, avremmo voluto parlare con il Direttore generale
  dell'Agenzia delle Entrate perché il problema qui è: il Parlamento,
  questo  Parlamento  ha deciso di affidare allo  Stato  la  gestione
  della  riscossione dei tributi in Sicilia, però non si è  accertato
  della  disponibilità  dello  Stato ad  accettare  questa  proposta,
  quindi,  la  nostra  premura era quella di  parlare  col  Direttore
  generale  dell'Agenzia  delle Entrate che,  in  buona  sostanza,  è
  l'istituzione   che  dovrebbe  farsi  carico,  eventualmente,   del
  servizio,  ma il Direttore generale dell'Agenzia delle Entrate  era
  dato  in uscita, quindi, non potevamo assumere, da parte sua, alcun
  impegno, ricevere alcun impegno.
   Per fortuna, in questi giorni, la Corte dei Conti ha registrato la
  nomina  del nuovo Direttore generale, un generale della Guardia  di
  Finanza, Antonino Maggiore, peraltro di origine siciliana  come  il
  cognome  conferma  e,  proprio ieri e stamattina,  ho  ribadito  la
  richiesta  di  un  incontro con il Direttore generale  dell'Agenzia
  delle Entrate.
   Stiamo, quindi, lavorando sul piano governativo e sul piano  della
  struttura  esattoriale.  Speriamo che  la  prossima  settimana  dal
  Ministero  dell'Economia  arrivi una  possibilità  di  incontro  e,
  contemporaneamente,   quello  del  Direttore   dell'Agenzia   delle
  Entrate.
   È  evidente che l'obiettivo di questo Governo - ma crediamo che in
  questo senso di interpretare il pensiero di tutta l'Assemblea,  del
  Presidente,  di  tutta  l'Assemblea - è, essenzialmente  quello  di
  salvaguardare i livelli occupazionali, la competenza del  personale
  acquisita in lunghi anni di servizio e, al tempo stesso, assicurare
  un  servizio  di  riscossione che sia gestito con  oculatezza,  con
  scrupolo,  con  efficienza e senza usare la mano  pesante  -  parlo
  dell'agio,  naturalmente -, sui contribuenti.
   Attorno   a  questi  obiettivi  lavoreremo  nei  prossimi  giorni,
  obbedendo  ad  una  legge del Parlamento alla  quale  non  vogliamo
  assolutamente sottrarci.
   E' chiaro che se dal Governo nazionale non dovesse arrivare alcuna
  apertura sulla disponibilità a rendere concreta la legge votata dal
  Parlamento, torneremo in Aula per confrontarci tutti assieme  sulle
  possibili, urgenti, soluzioni.
   Dico urgenti perché, in questo momento, Riscossione Sicilia non ha
  una   guida.   Le   improvvise   dimissioni   del   Consiglio    di
  amministrazione e la mancata approvazione di due dei tre componenti
  del   Consiglio   di  amministrazione  indicati   dal   Governo   -
  sull'operato  della  Commissione il Presidente  non  avanza  alcuna
  considerazione  -,  hanno impedito all'Ente di potere  lavorare  ed
  assicurare  un  minimo  di serenità all'interno  stesso  e  fra  il
  personale.
   Il  Governo  ripropone i nominativi che ritiene essere adeguati  e
  compatibili, per legge, a ricoprire questo carico e consentitemi di
  rivolgere  un appello ai componenti della I Commissione ed  al  suo
  Presidente  perché  si possa procedere con la necessaria  celerità,
  affinché  almeno  in  questi  quattro  mesi,  in  questi  tre  mesi
  rimanenti,  Riscossione  possa avere  una  guida  che  possa  anche
  aiutarci  a gestire la fase definitiva che dovrà decidere la  sorte
  della S.p.A.
   E'  una  società tormentata da mille problemi che non  sto  qui  a
  riepilogare,  perché  sono a conoscenza di  tutti,  ma  abbiamo  il
  dovere, anche per il danno che comporta in materia di entrate  alla
  stessa  Regione siciliana, la quale a sua volta risulta  essere  in
  debito con la stessa Riscossione Sicilia...
   Insomma, veramente tanto caos
   Noi  abbiamo  il dovere di assicurare, invece, una politica  delle
  riscossioni che sia degna di questo nome per la normale  fisiologia
  e  funzionalità sia di Riscossione, sia della Regione che di  tutti
  gli altri enti che a Riscossione fanno capo.
   Questo,  signor  Presidente, era quanto  in  sintesi  ritenevo  di
  dovere   e   di  potere  dire.  Non  avendo  altro  da  aggiungere,
  naturalmente  se durante il dibattito dovessero emergere  necessità
  di interventi sono pronto a farlo.
   E'  chiaro  che la riproposizione dei due componenti del Consiglio
  di amministrazione, stavolta, passerà all'esame dell'Aula.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Naturalmente,  valgono  le   regole
  precedenti sui tempi a disposizione.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  cittadini,  è  con  preoccupazione  che  veniamo  in  quest'Aula  a
  trattare  di  questo  argomento e devo dire  che  l'intervento  del
  Presidente   se,   sotto   un   certo   profilo,   diciamo    così,
  nell'applicazione  della  legge attuale  può  essere  la  cosa  più
  scontata  che  si  potesse  dire,  del  resto  tutti  nella  scorsa
  legislatura, in questo Parlamento, a parte noi, hanno votato questo
  articolo,  d'altro canto non si può, chiaramente, non rappresentare
  in  quest'Aula ed all'esterno quella che è la preoccupazione  delle
  sorti di un servizio che è da rendere ai cittadini siciliani  e  le
  sorti  di  una  importante platea di lavoratori, più  di  700,  che
  chiedono giustamente di sapere quale sarà il loro futuro.
   Sapevamo  tutti, e chiaramente tra i candidati Presidenti  che  si
  sono candidati nella scorsa tornata elettorale, che Riscossione era
  il nodo, sarebbe stato uno dei primi nodi da affrontare.
   Onorevole  Presidente,  lei è stato eletto dalla  maggioranza  dei
  cittadini  siciliani;  noi  rispettiamo  in  questo  il  voto   dei
  cittadini.  Vogliamo dare e abbiamo continuato  a  dare  il  nostro
  contributo, e rappresentiamo qui dentro il fatto che, a prescindere
  da  un  percorso  che è quello previsto per legge, comunque  stiamo
  parlando  di  una  Partecipata regionale, di una delle  Partecipate
  individuate  come  strategiche nel 2015; di  una  Partecipata  che,
  forse,   ha   subito   in  maniera  negativa  l'esito   di   quella
  determinazione  che,  forse, non è stata oculata  in  quel  momento
  storico  della  legge, perché nel momento in  cui  la  si  pone  in
  liquidazione previo accordo con lo Stato - lei lo ha letto poc'anzi
  -  previa stipula di convenzione con il Ministero, di fatto  la  si
  mette  in liquidazione.  Ma se io oggi nella I Commissione e,  come
  lei ha ribadito, oggi in questa Aula, domani quando torneranno,  mi
  torneranno delle nomine di un nuovo CDA, ditemi voi se l'Ente è  in
  liquidazione o non è in liquidazione.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Decide Roma.

   ZAFARANA.  Non decide Roma, onorevole Presidente, mi  permetta  di
  dire  che non decide Roma, ma della riscossione dei tributi,  anche
  in ossequio al nostro Statuto, dovrebbe decidere la Sicilia.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. C'è una legge  votata  l'anno
  scorso.

   ZAFARANA. C'è una legge ma noi abbiamo secondo il rango

   PRESIDENTE. Evitiamo il dibattito tra voi, per favore. Grazie.

   ZAFARANA. Io sto concludendo il mio intervento, signor Presidente.
   Lo  Statuto ci offre una via. Ora, per carità, sappiamo quali sono
  le  condizioni. Certo, la condizione di liquidazione, di  posta  in
  liquidazione, senza essere veramente in liquidazione,  ha  comunque
  comportato  il  fatto  che Montepaschi di  Siena  si  sia  ritirato
  rispetto  ai  fidi  e alle scoperture. Pertanto, la  condizione  di
  stabilità e tutte le perdite di gestione si sono andate a  sommare,
  le  perdite  strutturali. A questo dobbiamo sommare una scarsissima
  capacità  di  riscossione, una capacità di  riscossione  che  viene
  individuata al 70 per cento nel DEF, quindi il vostro documento  di
  programmazione, al 70 per cento rispetto a quella che è la capacità
  di  riscossione nazionale. Quindi, un dato che chiaramente si va  a
  collocare  a  una potenzialità bassissima. A questo aggiungiamo  le
  assenti  economie di scala, a questo aggiungiamo scarsa  tecnologia
  per  l'esecuzione.  Per  questo il Movimento  Cinque  Stelle  nella
  scorsa  legislatura aveva chiesto, per esempio, la  possibilità  di
  potere   accedere   con  accordi  tra  pubbliche   amministrazioni,
  all'utilizzo della piattaforma Sogei.
   Sono   tutta   una  serie  di  cose  messe  in  fila.   Ora   qui,
  probabilmente,  diremo  chi  è il responsabile?  Io  non  sono  una
  sanguinaria che vuole il responsabile. Io vorrei, come una  normale
  cittadina  siciliana,  che le cose funzionassero,  che  le  persone
  potessero  lavorare per le proprie competenze e per  il  ruolo  che
  devono  svolgere. Se vi sono, addirittura, dei costi che  noi  oggi
  non   padroneggiamo  rispetto,  ad  esempio,  alla  notifica  della
  comunicazione  perché sono degli aggravi che non vengono  scoperti,
  questo  sistema rimane fallimentare. Chiedere tout court a Roma  di
  dirci la strada da percorrere mi sembra un volere ammettere che non
  si è capaci di ristrutturare un sistema e questa cosa mi allarma.
   Spero  vivamente, e sono sicura che è all'attenzione  del  Governo
  centrale  la  situazione della riscossione in Sicilia.  Perché  noi
  dobbiamo  offrire  un servizio ai cittadini, non  dimentichiamocelo
  mai.   Però,   ritengo  che  l'atteggiamento  di   questo   Governo
  attendista,  è un anno che si è insediato, a dicembre  facciamo  un
  anno;  sono  giorni  che  sono trascorsi  inutilmente.  Non  voglio
  pensare, non voglio ricordare che era la temperia politica  che  ha
  portato all'approvazione di quello emendamento fosse per qualcuno o
  contro qualcuno. Però, ricordo che era stato presentato un Piano di
  ristrutturazione   aziendale   che,   analizzandolo   in    maniera
  assolutamente asettica e tecnica, probabilmente, come  noi  vediamo
  nell'analisi  degli  ultimi bilanci, aveva comunque  portato  a  un
  minimo  avanzo.  Poi, chiaramente, siamo in avanzo anche  oggi,  ma
  l'esito  di  questo avanzo - c'è addirittura un picco del  132  per
  cento  di  Riscossione  indicato - è dato soltanto  dal  fatto  che
  abbiamo applicato la legge sulla rateizzazione e sulla rottamazione
  delle cartelle, parliamoci chiaramente.
   Quindi,  il nodo c'è. È una posizione attendista, Presidente,  non
  ci  rassicura,  anche  perché riteniamo che  nell'attesa  si  possa
  prorogare  una  condizione di illusione  anche  nei  confronti  dei
  lavoratori  che  attendono  risposte e non  possiamo  continuare  a
  illudere le persone.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Pagana.  Ne  ha
  facoltà.

   PAGANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  io  intervengo per raccontarle quello che in questi  mesi
  abbiamo visto e abbiamo vissuto in Commissione.
   Come  lei  sa,  la  I  Commissione è la Commissione  che  vede  la
  maggioranza  dell'opposizione e, come si può notare  benissimo  dai
  verbali  delle  Commissioni, la maggioranza  delle  opposizioni  ha
  sempre  tenuto  un comportamento all'insegna della  responsabilità.
  Tant'è vero che quando sono arrivate le prime nomine di Riscossione
  Sicilia, visti gli alti curricula e vista la professionalità  delle
  persone  scelte  per  presidenti  e Consiglio  di  Amministrazione,
  abbiamo deciso di astenerci.
   Questa  scelta non abbiamo potuto farla nel momento  in  cui  sono
  arrivate  le seconde nomine e non abbiamo potuto farla per  diversi
  motivi. All'inizio abbiamo provato, studiando giuridicamente quelli
  che  erano  i  profili,  ci  siamo resi conto  che  questi  profili
  rasentano  le cause di incompatibilità e inconferibilità  che  sono
  previste dalla legge. Abbiamo chiesto dei chiarimenti, sono  venuti
  i suoi Uffici a spiegarci che così non era, ma resta, di fatto, una
  forte   inopportunità   perché  chi   ha   un   incarico   politico
  materialmente  deve  avere  il tempo di  poter  svolgere  un  altro
  incarico a maggior ragione importante come quello del Consiglio  di
  Amministrazione di Riscossione Sicilia.
   Rientrava   nell'ambito  dei  poteri  dei   commissari   della   I
  Commissione poter fare questo tipo di valutazione, l'abbiamo  fatta
  e  l'abbiamo  motivata.  Mi dispiace che  qui  non  è  presente  il
  Presidente  della  I  Commissione, l'onorevole Stefano  Pellegrino,
  perché anche l'onorevole Pellegrino avrebbe potuto affermare quante
  e  quante  volte abbiamo convocato il Presidente della  Regione  ma
  anche, e soprattutto, l'Assessore, il vicepresidente Gaetano Armao,
  per venire a riferire anche sul perché di quelle nomine.
   Sappiamo  che c'è una forte componente tecnica, ma sappiamo  anche
  che nel momento in cui si fa una nomina c'è una componente politica
  non  indifferente. E siccome noi - mi dispiace dirlo, ma è un  dato
  di   fatto   -  facciamo  politica,  volevamo  sapere  il   perché,
  politicamente,  si è arrivati a quelle nomine e qual  è  la  scelta
  politica che sta alla base di quelle nomine. Abbiamo chiesto questo
  chiarimento - che, per carità, non ci era dovuto, può anche  essere
  questo  - però sta di fatto che il Governo politicamente non  si  è
  presentato nemmeno una volta in I Commissione.
   Questo  intervento  semplicemente per sottolineare  quello  che  è
  stato l'atteggiamento della maggioranza che è stata inesistente.
   Invito  anche  a  vedere quelli che sono  stati  i  verbali  e  le
  presenze   all'interno  della  I  Commissione,  dove  mancavano   i
  componenti  della  maggioranza e abbiamo più e più  volte  rinviato
  nella speranza dell'assenza di qualche componente di minoranza  per
  non  avere  i  sette voti contrari che permettono  di  bocciare  la
  nomina.
   Presidente,  io apprezzo il suo senso di responsabilità  oggi  qui
  nel  riferire la sua posizione, nel riferire la sua presenza  anche
  per  il  tema di Riscossione Sicilia e le dico la verità,  pensando
  alla responsabilità che la contraddistingue, sono rimasta molto, ma
  molto  perplessa nella scelta di riproporre quei nomi, non  tenendo
  conto di tutte le perplessità che ha sollevato la Commissione e che
  non  ha  inventato  la  Commissione,  ma  si  è  fondata  anche  su
  autorevoli e più pareri dell'ANAC.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  Presidente
  della  Regione  ha  fatto una lettura storico-legislativa  sia  sui
  rifiuti che sulla vicenda Riscossione Sicilia. E sulla cronaca  dei
  fatti è ineccepibile il percorso che è stato qui rappresentato.
   E'  chiaro  che il Parlamento ha votato una legge per  mettere  in
  liquidazione;  io chiamo quella legge  anti Fiumefreddo   perché  è
  noto che la vicenda di quella legge fu ispirata da un sentimento di
  forte   avversione,  della  scorsa  legislatura,   del   Parlamento
  siciliano  verso l'amministratore del tempo e il conflitto  che  si
  era  aperto col Parlamento. Era la strada giusta, non era la strada
  giusta:  il Parlamento ha votato e quella è oggi la legge che  vige
  in  Sicilia. Rimane un dato, il dato che, noi stiamo parlando di un
  ente  che  in  una  Regione autonoma è, come  dire,  la  condizione
  essenziale dell'autonomia stessa.
   L'autonomia  si fonda, innanzitutto, sulla capacità di riscossione
  e,  quindi,  di esercitare una potestà sull'attività di riscossione
  dei  tributi dei cittadini. Noi con quella legge abbiamo deciso  di
  rinunciare  a  esercitare  una funzione  essenziale  dell'autonomia
  speciale della nostra Regione.
   Questo percorso è chiaro che, non è che la legge una volta  che  è
  stata  scritta,  pubblicata  in Gazzetta,  autonomamente  il  tutto
  andava  avanti perché in effetti, e lei ha detto anche una  verità,
  questa   legge  ha  celebrato  un  matrimonio  senza  che   l'altro
  contraente  fosse consapevole del matrimonio. Cioè, abbiamo  deciso
  di  passare le competenze allo Stato senza chiedere allo  Stato  se
  queste competenze era disponibile ad acquisirle.
   Questo fa parte anche di una modalità legislativa un poco a  volte
  discutibile. Un dato è certo, noi siamo alla fine dell'anno.  Siamo
  quasi  alla  fine  del  31 dicembre 2018, termine  entro  il  quale
  prevediamo il trasferimento di Riscossione e, quindi, con tutte  le
  conseguenze che lì erano previste. Mi pare di poter dire  che  alla
  fine  dell'anno siamo ancora all'inizio di un percorso  che  ancora
  non si è nemmeno iniziato.
   Quindi,  in tutto questo è passato un altro anno, anzi più  di  un
  anno, con una crisi gravissima di Riscossione, con un aumento della
  situazione della difficoltà gestionale, con un gap sempre più grave
  dal  punto  di  vista della infrastrutturazione  tecnologica  della
  struttura di Riscossione, e tutto questo senza una gestione,  senza
  un  organo  che gestisse questo ente. Addirittura, lei ha ricordato
  che  ha  nominato  un  Consiglio  di  amministrazione  su  cui   la
  Commissione   ha   votato   praticamente  consentendo   rapidamente
  l'insediamento dei nuovi consiglieri di amministrazione;  tuttavia,
  dopo  qualche  giorno gli stessi consiglieri annunciavano  che  non
  erano nelle condizioni di governarlo quell'ente perché la crisi era
  così  drammatica,  motivazioni alcune delle  quali  sono  diventate
  leggende  metropolitane per cui non si capisce bene che cosa  hanno
  trovato,  il fatto che dovevano farlo a titolo gratuito e bisognava
  mantenere un impegno gravoso. Di tutto e di più.
   Caro  Presidente, abbiamo aspettato ulteriori 4 mesi per la nomina
  di  un  nuovo Consiglio di amministrazione. Bene, dopo  4  mesi  di
  attesa la montagna ha partorito il topolino; ed il topolino qual è?
  Che nel consiglio di amministrazione due dei tre - lo ricordavo  la
  collega  Pagana - sono nomine che, al di là dei requisiti  formali,
  ci  sono dei requisiti essenziali. Cioè si va a nominare un  organo
  di gestione in un ente profondamente in crisi su cui bisogna aprire
  un negoziato complesso e complicato con lo Stato e noi nominiamo in
  quell'organo    sostanzialmente   due   amministratori    politici.
  Attenzione, anche noi siamo soggetti politici, ma si pone o non  si
  pone  un  tema  di  compatibilità sostanziale tra  la  funzione  di
  amministratore  di un ente che è appunto un ente di  riscossione  e
  che  in qualche modo interagisce anche con la vita dei comuni e due
  dei tre nominati sono amministratori dei comuni stessi.
   Devo  dire, sinceramente, pensavo che il Governo, proprio  per  la
  disponibilità  che la Commissione ha sempre dato e  non  si  è  mai
  opposta a nessuna delle nomine fin qui prodotte; ebbene, il Governo
  ha insistito su questa strada, malgrado fossero evidenti i rilievi,
  non  solo di opportunità. Lo dico, Presidente, perché a mio  avviso
  ci  sono anche rilievi sostanziali di illegittimità, al di là delle
  opinioni  sulle quali poi si discute e poi come si sa  le  opinioni
  vengono  fissate  con un punto e a capo dai giudici amministrativi,
  aprendo  strada  a  contenziosi, quindi  aumentando  l'elemento  di
  conflittualità tra l'ente ed i cittadini. Bene, oggi il Governo  ci
  annuncia - che è una prerogativa, ci mancherebbe, è nel Regolamento
  stesso dell'Assemblea - che il Governo insiste sulle sue  nomine  e
  chiederà

   MUSUMECI,  presidente  della Regione.  No,  proporremo  altre  due
  nomine.

   CRACOLICI.  Altri due nomi? Allora non c'è bisogno  di  venire  in
  Aula,   Presidente,  forse  non  lo  hanno  informato  bene   sulla
  procedura  Ho capito male io, facciamo così
   Prendo  atto  del suo chiarimento, però voglio dirle semplicemente
  che  siamo ad ottobre. Credo che qui non c'è più tempo da  perdere,
  la  situazione  è più drammatica di quello che appare,  non  stiamo
  parlando  di  una società partecipata o ordinaria, stiamo  parlando
  della  madre  di tutte le battaglie che riguarda la possibilità  di
  Riscossione,   tra  l'altro alla vigilia  di  una  annunciata  pace
  fiscale  che non sappiamo cosa sarà e come sarà fatta e soprattutto
  se  sarà fatta, ma non c'è dubbio che oggi proprio in virtù del gap
  che  si  è  determinato noi rischiamo un paradosso. E' già successo
  per  la  vicenda  della  rottamazione, dove ci  sono  stati  alcuni
  problemi   di   applicazione  del  principio   della   rottamazione
  nell'ambito del territorio della Regione siciliana.
   Oggi,  la situazione è più grave di quella di tre anni fa,  quando
  si  fece la prima rottamazione, noi rischiamo addirittura di  avere
  una  condizione  che  impedirà,  laddove  si  dovesse  fare  questo
  provvedimento  da  parte  dello  Stato,  di  utilizzare  le  stesse
  prerogative che utilizzeranno i cittadini da Reggio Calabria in  su
  nell'ambito della possibilità di rottamare, pagare a rate  e  tutto
  quello che avverrà nei prossimi giorni.
   Allora, caro Presidente, Riscossione Sicilia va governata,  non  è
  un  organo  del  sottobosco della politica  al  quale  affidare  un
  compito  per raccordare gli equilibri di una maggioranza,  lo  dice
  uno  che  non si scandalizza di questo, dico però che va governata,
  va   assunta  la  responsabilità  di  garantire  un  consiglio   di
  amministrazione  che  prenda  il  toro  per  le  corna  -   scusate
  l'espressione - che affronti un negoziato sia con lo Stato sia  con
  Montepaschi, perché non è che dobbiamo dimenticare che  la  vicenda
  Montepaschi  è figlia di una vicenda su cui grava un  conflitto  ed
  una  lite  giudiziaria  che  non  è  dato  sapere  ancora  come  si
  concluderà.  Lo dico perché la vicenda Montepaschi è parte  di  una
  storia  complessa, drammatica ed inquietante che ha  riguardato  le
  mani   che  si  sono  mosse  negli  anni  passati  per  controllare
  l'attività di riscossione.
   Montepaschi  è  stato  socio,  come  dire  la  banca  che  gestiva
  l'operatività  della riscossione, ma era socio di  minoranza  della
  società  che controllava, prima che fosse trasformata la  Serit  in
  Riscossione Sicilia, quindi il socio di minoranza ha ceduto le  sue
  quote al prezzo che ha stabilito il socio.
   C'è  tutta  una  storia anche complessa di scambi  di  valutazioni
  finanziarie  che,  in  qualche  modo,  ci  obbliga  a  dare  grande
  attenzione alla questione perché stiamo parlando di uno dei  grandi
  scandali di questa Regione.
   La  vicenda che ruota attorno a Riscossione oggi, e ieri Serit,  è
  uno  dei grandi scandali di questa Regione, dove a proposito  della
  legge  che  abbiamo  fatto qualche giorno fa in  questo  Parlamento
  sulle  dichiarazioni dei politici di appartenenza o  meno  a  logge
  massoniche, posso dire, con una certa certezza, dal punto di  vista
  della  mia  esperienza politica, che non c'è dubbio  che,  in  quel
  settore,  molti interessi anche di tipo massonici hanno guidato  le
  scelte  che  sono  state compiute in questa  Regione  a  danno  dei
  siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  io
  voglio  ricordare  che i dipendenti di Riscossione  Sicilia  S.p.A.
  sono  al momento 700; quindi, 700 dipendenti di cui 42 sono  quadri
  direttivi.
   Il  collega Cracolici, nell'intervento precedente, ha detto  delle
  cose abbastanza sensate. L'articolo 28 della legge regionale n.  16
  del  2017 ha, di fatto, stroncato Riscossione Sicilia. Perché  l'ha
  stroncata?  Perché  da quel momento in poi i  fidi  che  Monte  dei
  Paschi  di  Siena,  la banca Monte dei Paschi, dava  a  Riscossione
  Sicilia,  da  quel momento, in poi su una decisione politica  della
  Regione  siciliana, quei fidi sono stati bloccati. E  da  lì  parte
  tutto il travaglio di Riscossione Sicilia S.p.A.
   Ma  l'articolo  1  del  decreto legge n. 193  del  2016,  cioè  la
  disposizione  in  materia di soppressione di  Equitalia  e  poi  il
  riferimento  al  nuovo ente pubblico economico  denominato  Agenzia
  delle Entrate Riscossione, al comma 5 di questo disegno di legge  a
  cui   fa   riferimento  la  legge  regionale  che  va  a  liquidare
  Riscossione Sicilia cita la seguente cosa:  Il Comitato di gestione
  delibera,  altresì,  il  piano triennale per  la  razionalizzazione
  delle  attività  di  riscossione e  gli  interventi  di  incremento
  dell'efficienza   organizzativa  ed  economica   finalizzati   alla
  riduzione delle spese di gestione e di personale . Quindi, si  dice
  all'Agenzia delle entrate che deve ridurre le spese di  gestione  e
  di personale.
   Allora,   a  questo  punto,  questo  Governo  regionale  che   sta
  scaricando completamente tutto al Governo nazionale, la mia domanda
  è:  ma  questi 700 dipendenti che fine faranno dal momento  in  cui
  Riscossione Sicilia S.p.A. verrà liquidata? Qual è la visione o  il
  disegno  politico  di questo Governo? Perché il dubbio  è  che  non
  vorrei   che  un  domani,  magari,  dopo  Riscossione  Sicilia   ci
  trovassimo  di  fronte  alla nascita di altre  piccole  riscossioni
  privati,  dove  andare  a  far confluire poi  non  so  come  questi
  dipendenti,  visto che Agenzia delle entrate, per il decreto  legge
  193  del  2016  dice  nel  comma 5, "un incremento  dell'efficienza
  organizzativa ed economica finalizzate alla riduzione  delle  spese
  di  gestione e di personale". Agenzia delle Entrate, probabilmente,
  se  il  fine  è quello di liquidare Riscossione Sicilia  e  poi  di
  passare  questi 700 dipendenti all'Agenzia delle Entrate, l'Agenzia
  delle Entrate non li potrà assorbire questi 700 dipendenti.
   Allora,  la  domanda che faccio a questo Governo,  che  faccio  al
  Presidente della Regione, qual è il fine politico? Cosa vuole  fare
  questo  Governo regionale, anziché fare da scarica  barile  con  il
  Governo nazionale?

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO   CURTO.   Molto   brevemente,   signori   Presidenti.   Vorrei
  semplicemente  valutare  quello che è accaduto  in  questi  mesi  a
  questa  società  partecipata,  e le  vicende  che  ha  rilevato  il
  Presidente  nella sua relazione evidenziano come ci sia  stata  una
  difficoltà  oggettiva legata innanzitutto alla decisione  del  CDA,
  nominato dal Presidente della Regione, di rassegnare le dimissioni.
  Le  dimissioni  in attesa certamente di personalità  dall'altissimo
  profilo,  un  Generale  della Guardia di  Finanza,  un  Magistrato,
  indubbiamente mettevano al riparo questa società partecipata  anche
  da  una  gestione, da una governance di tipo politico,  su  cui  mi
  sembra  che  invece ci sia stato un intervento, l'intervento  della
  collega  Pagana  dice  che  era  inopportuno  che  secondo  i   due
  nominativi che poi non sono passati dalla I Commissione avevano  un
  profilo politico.
   Premettendo  che  non  faccio parte di questa Commissione,  quindi
  alcune  cose  certamente non le conosco per non  avere  partecipato
  direttamente  ai lavori della I Commissione, ma questa  motivazione
  che  sta  alla  base  della bocciatura di due nomi  proposti  dalla
  Giunta  di  Governo,  mi  sembra davvero assurda.  Anzi,  non  solo
  assurda,  ma  anche  fuori luogo, nella misura in  cui  proprio  la
  personalità, in molti casi, la politica ha dimostrato di saper fare
  e di saper fare bene.
   Proprio  la  dimensione  politica, l'abitudine,  l'attitudine  del
  politico a valutare, ad entrare nel merito, ad essere flessibile, a
  comprendere come governare i problemi che ci sono all'interno delle
  varie  situazioni  che si possono determinare,  degli  enti,  delle
  azioni di Governo, possono essere a volte una garanzia.
   Quindi,  io  difendo  l'operato del  Governo  nel  merito,  perché
  fallita la prima operazione che prevedeva persone non politiche, la
  seconda  operazione, che prevedeva personalità  anche  che  avevano
  svolto,  non  so  io  non  li conosco, non  so  nemmeno  che  ruolo
  potessero avere o svolgere politicamente, credo che fosse anche  un
  elemento di garanzia.
   Il  Governo  ha  esperito un tentativo, un tentativo  proprio  per
  cercare  di  governare  questo ente,  questa  Partecipata,  le  cui
  criticità   sono  talmente  tante  che  certamente   oggi   pongono
  all'attenzione,  non solo di questo Governo, ma anche  del  Governo
  nazionale,  la responsabilità di trovare una soluzione.  Perché  io
  non  c'ero in questo Parlamento, quindi non ho memoria, Presidente,
  di  quello è avvenuto, non so da quale parte sia venuta la proposta
  e  la  norma,  chi l'abbia votata e chi no. Non entro  nemmeno  nel
  merito di quella scelta, ma indubbiamente ci troviamo di fronte  ad
  una  legge che prevedeva un accordo, questo accordo non c'è  stato,
  adesso  che cosa facciamo noi? Noi, non solo il Governo. Il Governo
  ha  la  sua  responsabilità,  le  sue  strategie  da  attivare.  Il
  Presidente mi è sembra molto chiaro, non ce le ha annunciate, ma ha
  detto   ove  fallisse il tentativo di trovare una soluzione  ad  un
  tavolo   che  è  stato  già  sollecitato  e  che  dovrebbe   essere
  assolutamente  attivato  dal  Ministro  dell'economia  del  Governo
  nazionale,  ove  questo  non  avvenisse  noi  ci  troveremmo  nella
  condizione presto o prestissimo di trovare una soluzione .
   Il Presidente è stato chiaro da questo punto di vista.
   Allora,  io mi aspetto, invece, anche da chi oggi siede in  questo
  Parlamento  ma  ha  un riferimento chiaro nell'azione  del  Governo
  nazionale,  di  sollecitare questo tavolo,  di  sollecitare  questo
  incontro istituzionale per decidere la sorte di Riscossione Sicilia
  ma  anche la sorte di settecento lavoratori che sono padri e  madri
  di famiglia che oggi vedono a rischio il loro posto di lavoro e non
  hanno contezza del loro futuro.
   Di  questo  noi  ci  dobbiamo occupare,  signor  Presidente  della
  Regione, e certamente io non ho alcun dubbio che lei in ogni modo è
  attento, in ogni modo è scrupolosamente e doverosamente interessato
  alla  sorte sia della partecipata, che peraltro, è anche un settore
  molto  delicato quello della riscossione dei tributi -  io  non  so
  perché il Parlamento abbia fatto quella scelta - sono convinta  che
  riscuotere i tributi in Sicilia sia di nostra competenza e dovrebbe
  restare  di  nostra competenza, tant'è il Parlamento precedente  ha
  legiferato in quel modo.
   Sono  certa,  Presidente, che lei ci proporrà, ho capito  che  lei
  propone  altri  due nomi, non più quelli che erano  stati  proposti
  nell'ultima
   Se  così  è  io credo che sarà compito sempre della I  Commissione
  valutare  come  dare  una risposta e per una volta  ogni  tanto  mi
  aspetterei anche la logica del buon senso nella commissione.
   Perché è vero che lì non abbiamo una maggioranza certa.
   Credo,  tuttavia,  che  -  siamo senza maggioranza  mi  suggerisce
  l'assessore  Falcone - le maggioranze si costruiscono  anche  sugli
  atti  e  sui  fatti, sulle responsabilità e sulla determinazione  a
  voler affrontare e risolvere i problemi dei Siciliani.
   Quindi,  io  penso che questo sia un richiamo alla  responsabilità
  che  non  può  vedere  contrapposte forze politiche  per  un  fatto
  strumentale o meramente strumentale.
   Dobbiamo  dare  delle risposte ai Siciliani, le dobbiamo  anche  a
  queste settecento famiglie che oggi si sentono come coloro i  quali
  sono  sospesi  sul un filo nel quale come una lama  di  rasoio  non
  possono  stare fermi ma se vanno avanti rischiano sempre  di  farsi
  male e di tagliarsi i piedi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.
   Poi parleranno l'onorevole Aricò e l'onorevole Milazzo. Se non  ci
  sono altre richieste di intervento, chiudo le iscrizioni a parlare.

   CARONIA.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, devo dire che oggi il Presidente della  Regione
  ci sta dando l'opportunità di confrontarci su temi importanti e non
  soltanto  tra  di  noi ma anche grazie perché i  cittadini  che  ci
  ascoltano oggi hanno la possibilità probabilmente di avere risposte
  su  una  serie  di quesiti che vengono poste anche dalla  stampa  e
  lasciano dei punti di sospensione.
   Io  credo  che su questo tema di Riscossione la genesi  di  questa
  norma  sia  andare a cercare in quello che è stato il  fallimentare
  Governo  Crocetta,  perché la rappresentazione classica  di  quella
  norma  non  è stata altro - a mio modo di vedere - l'esasperazione,
  l'esacerbazione  di  un comportamento ostinato  da  parte  di  quel
  Governo  che  poi ha prodotto una norma. Una norma che  poi  voleva
  dire basta ad un comportamento che non era certamente in linea  con
  un  Parlamento che si è ribellato ed ha detto  bene, se questo ente
  deve essere condotto in questa maniera, è forse bene che diamo  uno
  stop  e  che  si riguardi al modo di riscuotere e di  accertare  le
  tasse ed i tributi in Sicilia .
   Forse  non so se sia stata la scelta migliore, Presidente,  questo
  devo  dire onestamente. Io non facevo parte di quest'Assemblea  per
  cui, da cittadina e da spettatore, ho assistito a quella seduta  in
  cui fu fatto. Ebbene, il parlamento ha deciso e le leggi sono fatte
  e devono anche essere applicate.
   Apprezzo il fatto che stasera, con grande correttezza, lei  ci  ha
  dato  una  disponibilità ad un confronto, che  sarà  il  frutto  di
  quello  che  sarà  anche il dialogo con questo Governo,  perché  il
  Governo   nazionale  ha,  comunque,  l'obbligo  ed  il  dovere   di
  confrontarsi  con  la  Regione rispetto a quello  che  può  essere,
  innanzitutto, la destinazione di questo personale, di cui  ciascuno
  di  noi,  giustamente,  si fa carico. E' ovvio  che,  qui,  c'è  un
  problema  occupazionale serio ed importante. Non vorrei, però,  che
  tra  problematiche  legate  alle nomine che  vengono,  magari,  non
  gradite  in  commissione,  per carità,  legittima  opzione  che  va
  esercitata da ciascuno parlamentare, come dire, ci incartassimo  su
  qualcosa  che,  invece,  ci  distrae da quello  che  è  l'obiettivo
  principale.
   L'ente ha una funzione importante: l'accertamento e la riscossione
  dei tributi.
   Oggi,  questo problema, in Sicilia, dobbiamo dire la verità, grava
  sulle  spalle  dei  comuni. E, molto spesso, le  difficoltà  che  i
  comuni   hanno  ad  interfacciarsi  con  Riscossione,  fa  sì   che
  l'accertamento, per prima, sia veramente complicato e difficile.
   Direi,  allora,  piuttosto che guardare, come  dire,  con  estrema
  enfatizzazione,  alle  ragioni per le  quali  questo  ente  non  ha
  funzionato,   o,  come  diceva  anche  l'onorevole  Zafarana,   non
  cerchiamo  a  tutti  i costi i colpevoli, perché  sarebbe  talmente
  complesso,  la materia è talmente spalmata negli anni  che  sarebbe
  difficile  trovare  un responsabile. Credo,  però,  che,  oggi,  la
  soluzione sia quella di trovare il modo, invece, di accertare e  di
  riscuotere i tributi in Sicilia.
   Che  questo possa avvenire, credo possa avvenire anche in  maniera
  più semplice di come avviene oggi, credo che sia proprio questa  la
  mission di questo Governo.
   A  questo  proposito, signor Presidente, io ritengo che  fatto  ed
  insediato  un  consiglio di amministrazione, perché è  chiaro  che,
  comunque,  anche se fosse soltanto per tre mesi, una governance,  a
  uno  strumento così importante, ad una partecipata così  importante
  dobbiamo  darlo.  Credo  che,  poi, il Governo,  probabilmente,  si
  confronterà  nuovamente  su  quella  che  può  essere   l'idea   di
  riscossione  in  una Regione come questa, perché non  dimentichiamo
  che  molti  comuni  sono in sofferenza proprio  perché,  a  partire
  dall'accertamento  e  dalla  liquidazione,  poi,  dei  tributi,  le
  difficoltà sono spalmate sulla quasi totalità dei comuni siciliani.
   Direi allora di non accanirci su posizioni preconcette da parte di
  alcuno. L'onorevole Di Paola, poc'anzi, diceva  Non vorrei che, per
  caso, si immaginassero percorsi alternativi.  Io penso che, invece,
  noi  dobbiamo  pensare ad un'alternativa, perché se la liquidazione
  che  questo Parlamento ha legiferato, dovrà avere, chiaramente, una
  tempistica  e non sappiamo di preciso, perché il Governo  nazionale
  dovrà  esprimersi, comunque, dobbiamo immaginare e ripensare ad  un
  modello. E questo lo faremo in maniera condivisa.
   Ritengo,  quindi, che l'appello di stasera del Presidente  sia  da
  accogliere  nel  senso che ciascuno di noi possa essere  utile  nel
  dibattito che ci porterà ad un nuovo modello di riscossione, perché
  a quello noi dobbiamo approdare.
   Direi,  pertanto,  non incartiamoci su sterili  esacerbazioni  sui
  nomi.  Ritengo che i nomi che verranno presentati, sicuramente,  la
  commissione  avrà  il compito di vagliarli e  lo  farà  in  maniera
  legittima, perché ciascuno di noi, dice bene l'onorevole Cracolici,
  ha  il dovere, non soltanto, ecco, giusto per parlare ma anche  per
  entrare nel merito di quello che si approva, però, è pur giusto che
  dobbiamo procedere rapidamente ad una soluzione. Pensiamo piuttosto
  alla  funzione  di questo ente, piuttosto che alla governance  che,
  poi, alla fine diventa importante solo se l'ente funziona.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.   Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  Governo,  colleghi.  L'argomento  attuale,  quello  di  Riscossione
  Sicilia, da mesi ne dibattiamo, oggi, approda in Aula con le parole
  del  Presidente della Regione che ci indica che, comunque, i  quasi
  700  lavoratori di Riscossione Sicilia saranno salvaguardati  e  le
  loro professionalità acquisite in questi anni.
   Questa è già una notizia importante.
   Dobbiamo,  anche, capire la genesi di quello che  è  successo  nei
  mesi passati.
   Ricordo,  e  ho  verificato la data, il 9 agosto 2017,  quando  in
  quest'Aula,  noi  non c'eravamo, il Gruppo di Diventerà  Bellissima
  non  c'era,  si  approvava una legge chiamata   anti  Fiumefreddo .
  Quella  legge,  probabilmente, serviva, non per dare un'indicazione
  al  Governo  su  cosa fare su Riscossione Sicilia, ma  serviva  per
  colpire   qualcuno.  Qualcuno  che,  forse,  aveva  utilizzato   lo
  strumento  e la governance che aveva su quell'azienda,  forse,  per
  fare politica.
   Ricordo,  ancora,  signor  Presidente, e signor  Presidente  della
  Regione,  quando  arrivarono telecamere ad intervistare  membri  di
  questo  Parlamento per dire se avevano una cartella esattoriale  da
  rottamare  o  se  era rateizzato o altro. Probabilmente  nel  corso
  degli   anni   passati  e  lì  ha  ragione  l'onorevole  Cracolici,
  Riscossione  Sicilia è servita per fare politica e non  sempre  una
  buona politica
   Ora arriviamo ai giorni nostri, una legge che ha visto Riscossione
  Sicilia  venir meno probabilmente con un matrimonio che il  Governo
  nazionale, vuole o non vuole, ancora non lo sapremo, ha detto  bene
  il   Presidente  Musumeci  stiamo  aspettando  notizie  dal   nuovo
  Direttore generale perché ricordiamoci una cosa, Equitalia che  era
  il  soggetto  in cui doveva confluire Riscossione Sicilia  in  quei
  mesi  non  esiste più dal 1  luglio 2017 perché Renzi  fece  questo
  grande  annuncio  elimineremo Equitalia , sempre che passare  tutte
  le  competenze  di Equitalia all'Agenzia delle Entrate,  quindi  di
  fatto  non  eliminò  un ben nulla tant'è che se  andiamo  a  vedere
  ancora le aziende collegate di Equitalia, esiste una azienda che si
  chiama  Equitalia  Giustizia  che  continua  ad  operare  e   viene
  fomentata e alimentata con i beni confiscati alla mafia, di  questa
  ancora non se ne parla
   E, allora, quello che è successo politicamente in queste settimane
  è  notizia di tutti, tre membri nominati dal Governo regionale  che
  sono  approdati in I Commissione, qualcuno ha detto la maggioranza,
  lo  sapevamo,  quando siamo arrivati nella prima seduta  di  questa
  nuova  legislatura  abbiamo  detto che maggioranza  non  ce  n'era,
  eravamo  di fatto pari, e quello che è successo in I Commissione  è
  anche  un fatto strano quello di non avere probabilmente constatato
  le  professionalità dei candidati e al di là di avere fatto passare
  la  nomina  del Presidente Vito Branca, si è bocciato il curriculum
  di un grande professionista, operatore del settore, un assessore al
  Bilancio  del comune di Caltagirone che ha risanato e ha  fatto  sì
  che il comune di Caltagirone non andasse in dissesto, probabilmente
  perché  negli anni passati non aveva avuto la tessera del Pd,  come
  il Presidente passato.
   E  allora qua la voglia di sottolineare che le tre nomine non sono
  state  oggetto  di divisione o spartizione politica  ma  di  scelte
  sulle specifiche tecniche dei tre soggetti, ora apprendiamo in Aula
  che i due nomi verranno sostituiti, un nome verrà sostituito, io mi
  auguro   che   uno   dei   due  nomi  bocciati,   con   le   grandi
  professionalità,  possa  riapprodare in I  Commissione  e,  allora,
  questo  stallo  in I Commissione che alcune volte viene  utilizzato
  più  per  ripicche politiche che per essere propositivi nell'azione
  politica.
   E,  allora,  l'onorevole Zafarana parlava di  attendismo,  è  vero
  stiamo  attendendo  quello che Roma ci  indicherà,  a  volte  e  mi
  rivolgo ai colleghi del Movimento Cinque Stelle quando parlano  dei
  rapporti  con  il  Governo  nazionale, io  voglio  con  l'occasione
  lanciare  un  messaggio  perché qualcuno  di  voi  ha  parlato  dei
  rapporti  col  Governo  centrale, qualcuno di  voi  ha  parlato  di
  autonomia, l'onorevole Cracolici ha parlato che Riscossione Sicilia
  oggi rappresenta l'ultimo baluardo per cercare di portare avanti la
  propria autonomia e invece ancora la Commissione paritetica  Stato-
  Regione  aspetta  da Roma le due indicazioni che dovrebbe  fare  il
  Governo  Conte, causando dei danni economici importanti alle  casse
  erariali   perché   ricordiamoci  che  tutto  il  demanio   statale
  riguardante i beni culturali deve essere trasferito alla Regione  e
  a  volte potrebbe essere venduto per fare casse e invece lì che sta
  a volte avendo difficoltà e sta causando perdite all'Erario, quindi
  io,  Presidente, sono contento che ci sarà una interlocuzione,  c'è
  una  interlocuzione fitta con Roma, mi auguro che a breve si  possa
  decidere  cosa  fare di Riscossione Sicilia perché a  questo  punto
  l'Aula  - il Parlamento -dovrebbe essere investito per prorogare  i
  tempi  di liquidazione della società, qualora si dovesse liquidare,
  qualora  Roma non dovesse accettare questo matrimonio, però  quello
  che è sicuro è che questo Parlamento e questo Governo non accetterà
  mai  di  mandare allo sbando i lavoratori di Riscossioni Sicilia  e
  tutto  quello  che  hanno fatto ad oggi e sono  sicuro  che  questo
  Governo  non  utilizzerà mai per scopi politici  la  governance  di
  Riscossione Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Milazzo.  Ne  ha
  facoltà.

   MILAZZO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   dopo   il
  puntualissimo  intervento dell'onorevole Cracolici  ho  sentito  il
  bisogno  di  dire  qualcosina perché un intervento  molto  lungo  e
  soprattutto molto confuso.
   Io  vorrei citare qualche dato, Presidente, perché è sembrato  più
  che  il  dibattito sulla Riscossione, la prima parte, il  dibattito
  sulle  nomine,  perché dovremmo fare come il tempo effettivo  nelle
  partite di calcio.
   A  Riscossione abbiamo dedicato, forse il 5 per cento,  veramente,
  sul  significato e anche sul confronto, su che tipo di  riscossione
  vogliamo in Sicilia.
   Partiamo  dal fatto che l'ultimo bilancio approvato in Riscossione
  ha avuto un attivo di sette milioni nel 2016.
     Altro  dato: tutte le Riscossione di Italia, ad eccezione  delle
  tre Regioni più ricche, perdono tutte
   Perché  faccio questo tipo di premessa, Presidente? Perché ho  una
  consapevolezza  e oggi un timore. Questo Governo  nazionale  non  è
  nostro  amico  e  prenderanno la scusa che la  Riscossione  ha  dei
  debiti, perché non è in perdita.
   Ho  sentito fare confusione ad alcuni colleghi, fra una situazione
  debitoria  e anche di contenzioso aperto con Monte dei Paschi,  che
  non è perdita  E la perdita, che deve intanto accertarsi: e non c'è
  perdita
     Nell'ultimo  bilancio  del 2016 la società  non  è  in  perdita,
  dobbiamo solo capire: onorevole Presidente della Regione, il tema è
  capire  che  tipo  di situazione e di soluzione  dobbiamo  trovare,
  ovvero,  siccome il Governo non ci aiuterà (io ho questa  certezza,
  con  Riscossione)  secondo  me, ma è il  parere  di  Forza  Italia,
  diciamo  estemporaneamente  oggi  pensato,  da  sottoporre  a   lei
  Presidente,  è nell'ipotesi, per me è una certezza, per  altri  una
  speranza,  il Governo nazionale ci dovesse aiutare, ma  il  Governo
  nazionale  non  ci  aiuterà, perché diranno che  perdiamo,  ma  noi
  ricorderemo che tutte le riscossioni di tutte le Regioni di  Italia
  sono tutte in perdita ad eccezione delle tre grandi Regioni, quindi
  prenderanno questa scusa.
   L'unica  soluzione  è  l'Ente pubblico economico  regionale,  cioè
  lasciando  alle spalle l'attuale Ente, quindi con le criticità  che
  ha,  liquidandolo, facendo scattare attraverso norme e accordi,  un
  meccanismo sulla salvaguardia istituzionale, cioè in parole  povere
  riprendere, creare un Ente nuovo, non appesantito dalla  situazione
  debitoria,  lasciare il personale all'interno,  (che  dimostra  con
  l'ultimo  bilancio  che è nelle condizioni  di  portare  avanti  la
  società)  e  avrai  riattivato  la Riscossione  in  Sicilia,  avrai
  garantito  la salvaguardia occupazionale  e purtroppo  ci  dobbiamo
  scrollare  di una cattiva gestione, perché la volta scorsa  abbiamo
  fatto  passare il messaggio - il vecchio Governo, quello dove c'era
  l'onorevole  Cracolici  - che bastava dichiarare  alla  stampa  che
  c'era  un deputato che non aveva pagato una rateizzazione e  questa
  era la soluzione di Riscossione Sicilia
   E tutti siete andati dietro questo a populismo
   Questo è stato
   Non  ci  siamo  occupati  di  Riscossione  perché  eravamo  troppi
  impegnati  ad andare dietro ai giornalisti, a invitare  il  vecchio
  amministratore che diceva che facendo queste quattro  letterine  la
  riscossione in Sicilia era salva. E poi cosa abbiamo fatto? Abbiamo
  legiferato in modo  io lo dissi ai sindacati. Aprire una finestra
  quando eravamo piccoli che c'era signor Presidente,  sono fidanzato
  però  lei  non  lo sa . Abbiamo fatto così. Abbiamo  approvato  una
  norma  unilateralmente, che è una norma che  non  trova  efficacia.
  Quindi,  signor  Presidente  della Regione,  i  due  meccanismi  da
  garantire sono: la salvaguardia occupazionale e un soggetto che sia
  leggero  e  non appesantito a causa della cattiva politica  che  ha
  fatto  diventare  quell'ente  che a  tutt'oggi,  secondo  la  norma
  regionale, è società strategica, farla diventare società strategica
  nei fatti e non con le parole.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Presidente  della
  Regione per la replica. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente  della Regione. Grazie,  signor  Presidente.
  Desidero  in  pochi  minuti  rispondere  ad  alcune  considerazioni
  intelligenti e altre un po' meno, mi si consentirà, lo  dico  senza
  spirito di polemica

   PRESIDENTE. Lei risponda solo a quelle intelligenti.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. No, rispondo anche  a  quelle
  non  intelligenti perché ho rispetto per il Parlamento.  Ma  credo,
  signor  Presidente, che il Parlamento dovrebbe avere un po' più  di
  rispetto  verso  se  stesso.  Perché  oggi  una  parte  di   questo
  Parlamento mette in discussione una propria legge. E questo mi pare
  davvero grave. E invece il Presidente della Regione ha il dovere di
  dare  esecuzioni alle leggi di questo Parlamento. Non si tratta  di
  una  legge  votata con approssimazione. Si tratta di una legge  non
  con  un  ristretto margine di voti ma nella prima votazione, quella
  che  ha  messo fuori gioco l'emendamento soppressivo del Presidente
  Crocetta,  cioè  il  voto  che  ha consacrato  la  liquidazione  di
  Riscossione Sicilia ha riportato 34 voti favorevoli contro 21.
   Quindi, è una legge che nasce su una ampia maggioranza trasversale
  di   questa  Aula.  34  contro  21  si  sono  pronunciati  per   la
  liquidazione di Riscossione Sicilia. E se non ricordo male, in quei
  giorni,  in quelle settimane, anche alcune organizzazioni sindacali
  interpreti  della volontà di larga parte dei dipendenti,  si  erano
  espressi favorevolmente al passaggio ad un ente statale. Mentre  il
  Movimento  Cinque Stelle aveva detto di essere per la  soppressione
  di   Riscossione  Sicilia,  ce  l'ho  qui  il  verbale  di   quegli
  interventi,  aggiungendo però che era per la nascita  di  un  nuovo
  ente  più  funzionale. In buona sostanza, cambiamo la denominazione
  ma  nella sostanza invece di chiamarlo Riscossione Sicilia  creiamo
  un  nuovo soggetto e lo chiamiamo in un altro modo. Rispetto quella
  volontà.
   Allora,  sono convinto che il Governo nazionale dovrà dirci  sì  o
  no.   Nessuno  vuole  scaricare  la  palla  sul  campo   di   gioco
  dell'avversario.  Nessun scarica barile. Con il Governo  Conti  noi
  vogliamo aprire un serio confronto su Riscossione Sicilia.  E  alla
  osservazione  di qualche deputato improntata ad imprudenza,  vorrei
  ricordare che anche uno studente di primo anno di legge sa  che  se
  non c'è la stipula della Convenzione la liquidazione di Riscossione
  Sicilia non avviene. Lo sa anche un ragazzino. Che senso ha  creare
  terrorismo.
   Il  problema, semmai, è quale Riscossione Sicilia vogliamo portare
  avanti  se  il Governo nazionale dovesse dire no. Quindi lo  voglio
  dire  ai  dipendenti  di Riscossione Sicilia. Siccome  la  legge  è
  chiara,  dice:  il Governo è autorizzato a mettere in  liquidazione
  Riscossione   Sicilia   previa   Convenzione   con   il   Ministero
  dell'Economia . Se non c'è la Convenzione, se il Governo Conte dice
  no  è  chiaro  che  non va in liquidazione. Mi  pare  assolutamente
  giusto.
   Noi  col  Governo Conte vogliamo ragionare serenamente.  Ci  dovrà
  dire  quello  che vuole fare su Riscossione e ci dovrà dire  quello
  che vuole fare sulla defiscalizzazione dei prodotti petroliferi  in
  Sicilia;  ci  dovrà  dire che cosa vogliamo fare  sulla  continuità
  territoriale;  ci  dovrà dire cosa vuole fare sul prelievo  forzoso
  sulle  province,  un furto con destrezza di 200 milioni  l'anno,  a
  queste province già anemiche; ci dovrà dire cosa vuole fare  per  i
  centri  per  l'impiego e per l'albo degli sportellisti - nonostante
  le  nostre reiterate lettere di invito ai vari Ministri a Roma -  ;
  ci  dovrà  dire cosa vorrà fare del contributo della  Regione  allo
  Stato per il risanamento della Finanza pubblica che, quest'anno, ha
  toccato  il  tetto  di  un  miliardo e  trecentocinquanta  milioni.
  Quindi,  altro  che  scaricabarile sul Governo  Conte  e  ci  siamo
  divertiti  a  scaricare le responsabilità sul  Governo  Renzi.  Una
  volta  ciascuno.  Io spero che non ci sia bisogno di  scaricare  la
  responsabilità   sul   Governo  Conte,  spero   che   ci   sia   la
  consapevolezza  di  metterci attorno ad un tavolo  e  di  ragionare
  serenamente su temi sui quali, peraltro, le forze che sostengono il
  Governo   Conte,  in  quest'Aula  e  non  da  ieri,  hanno   sempre
  manifestato  condivisione  rispetto ai temi  cui  ho  fatto  appena
  cenno.
   Onorevole Cracolici, lei è un veterano di quest'Aula e conosce  la
  storia  delle  vicende che hanno caratterizzato la  vita  regionale
  degli ultimi decenni almeno. Lei dice che la vicenda di Riscossione
  Sicilia  costituisce uno dei più grandi scandali di questa Regione.
  Sono  d'accordo con lei. Vorrà convenire con me che la funzione  di
  controllo  e  di  vigilanza della Regione, per evitare  che  quello
  scandalo  degenerasse  e assumesse particolari  contorni,  non  c'è
  stata.

   CRACOLICI. Chi doveva controllare era parte dello scandalo.

   MUSUMECI,  presidente  della Regione.  Bravo.  Perché  chi  doveva
  controllare  era parte dello scandalo. Siamo in perfetta  sintonia,
  io quindi affermo la volontà del Governo di proporre due nominativi
  mancanti,  uno  è riproposto ed è l'avvocato Massimo Giaconia,  uno
  dei più apprezzati tributaristi di Milano, siciliano, assessore per
  le   finanze   di  una  delle  più  importanti  città   dell'Isola,
  Caltagirone,  era sull'orlo del default e quella  città  ha  potuto
  risanare  il  proprio bilancio. L'avvocato Giaconia, indicato  come
  assessore  tecnico,  non  ha  mai fatto  politica,  ha  rimosso  la
  presunta  causa di incompatibilità, si è dimesso da  assessore  del
  Comune  di  Caltagirone.  L'altro  componente  proposto  da  questo
  Governo,  apprezzato  avvocato, peraltro una  signora,  continua  a
  mantenere il proprio ruolo di consigliere comunale a Enna, causa di
  grande  incompatibilità,  immaginate, con  il  ruolo  cui  potrebbe
  essere  chiamata. Stiamo proponendo di nuovo i due  nominativi  che
  riteniamo  possano essere compatibili; uno l'abbiamo già  detto,  e
  sono  sicuro  che la Commissione sulla quale, ripeto,  non  esprimo
  giudizi,  farà  come  ha fatto con la prima nomina,  in  tempo  per
  potere  dare un assetto. Peraltro, come l'Aula sa, l'avvocato  Vito
  Branca  è noto per il suo passato di dirigente comunista,  anzi  di
  estrema sinistra - ed io ne conosco la storia, onorevole Cracolici,
  provengo da quella città - ma è stato proposto dal Governo non  per
  il  suo  passato politico, come tutte le altre nomine,  ma  per  la
  competenza   che   riesce  ad  esprimere  in   questa   particolare
  contingenza.
   Questo  era  quanto  il  Governo  intendeva  dire  su  Riscossione
  Sicilia.  E'  chiaro che prima avremo la risposta da Roma  e  prima
  saremo nelle condizioni di potere, tutti assieme, il Governo per la
  sua  parte e il Parlamento per la propria, dare finalmente serenità
  ai lavoratori e funzione sociale, economica, finanziaria e pubblica
  alla gestione della riscossione dei tributi in questa nostra terra.
  Grazie signor Presidente e perdoni se ho abusato del tempo.

   PRESIDENTE. Grazie a lei Presidente, non ha abusato proprio,  anzi
  la  ringraziamo  per essere stato qui tutte queste ore  con  grande
  pazienza e grande responsabilità.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno

   CAMPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, onorevole Campo, gli ultimi  minuti  di
  questa lunga ma proficua giornata.

   CAMPO.  Signor  Presidente, Governo, colleghi deputati,  cittadini
  che  ci  seguono da casa, il mio intervento è su ARPA Sicilia  che,
  come sappiamo, è l'ente che tutela la salute di noi cittadini e dei
  nostri territori.

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Campo, la interrompo un attimo.
   Presidente  Musumeci, onorevole Cracolici, onorevole  Milazzo,  la
  seduta  è  di fatto finita, se volete andare a discutere fuori,  io
  devo sentire quello che deve dire l'onorevole Campo.

   CAMPO. Grazie, Presidente.
   Come  dicevo,  questo intervento è per accendere un riflettore  su
  ARPA  Sicilia,  l'ente che ci tutela, che tutela la nostra  salute,
  quella dei cittadini e dei territori e che ad oggi è sotto organico
  del  33 per cento del fabbisogno attuale. In pratica abbiamo il  70
  per  cento  e  meno  di personale. Alcuni numeri: servirebbero  957
  unità a fronte delle 316 che abbiamo di cui ben 54 sono dirigenti.
   Questo  ovviamente  ha un'enorme ricaduta negativa  per  i  nostri
  territori.  Come  siamo andati avanti fino ad  oggi?  Siamo  andati
  avanti  grazie  alle  91 unità assunte nel 2016  con  la  procedura
  concorsuale e che con la loro competenza, formazione ed  esperienza
  matura negli anni sui territori hanno tutelato la nostra salute  ma
  anche  ci hanno protetto da eventuali diciamo norme che si potevano
  infrangere dato che la Comunità europea, appunto, ha un regolamento
  molto rigido anche in materia ambientale.
   Purtroppo,  dal 28 settembre queste 91 unità sono  a  casa  perché
  sono scaduti i loro contratti. Noi abbiamo fatto una interrogazione
  parlamentare al riguardo e il tempo ci ha dato ragione;  infatti  a
  fine  settembre mi sono posta il problema di capire con quali somme
  e  se  c'era  la  sostenibilità ambientale  di  poter  ripetere  la
  procedura e di poter nuovamente assumere queste persone e di  fatto
  in  questi  giorni la stessa ARPA ha dovuto ritirare il  bando  che
  aveva  emanato il 30 agosto proprio perché intanto c'è  il  pesante
  aggravio   della   Regione   siciliana   riguardo   alla    mancata
  approvazione,  da  parte  dei revisori  dei  conti,  del  piano  di
  utilizzo  del personale 2018-2020. Quindi, non abbiamo  più  queste
  persone e non abbiamo trovato una soluzione per rimpiazzarle e,  ad
  oggi,  l'ente  non può controllare il territorio,  non  può  andare
  avanti,  non può appunto monitorare il nostro ambiente,  il  nostro
  paesaggio  e  la cosa ancora più grave è che non si è proposta  una
  soluzione alternativa e che c'è un assordante silenzio a riguardo e
  un assoluto disinteresse.
   Io  spero che in breve tempo si possa rimpinguare il personale  di
  A.R.P.A. Sicilia e si possa continuare a lavorare per la tutela del
  nostro ambiente.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Volevo
  rispondere molto brevemente alla collega, onorevole Campo.
   Io  non  so  da  dove ha tratto questi argomenti, io  mi  fermo  a
  risponderle  che  delle 91 unità, sessantasette sono  del  progetto
   Marinari' che è scaduto alla fine di settembre. La Corte dei Conti
  ci  ha  già  detto  che  non possono essere  rinnovati;  gli  altri
  ventisette  sono altrettanti soggetti assolutamente apprezzabili  -
  ed in questo sono d'accordo con lei - a tempo determinato che hanno
  partecipato  a dei progetti che si sono conclusi e che non  possono
  essere rinnovati.
   Quindi confermo - e mi confronterò con la Commissione parlamentare
   Ambiente' - il progetto di ampliamento dell'organico dell'A.R.P.A.
  che   nelle  prossime  settimane  metteremo  nero  su  bianco,   ci
  confronteremo  con i sindacati e poi lo sottoporremo all'attenzione
  del Parlamento.


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non avendo alcun  altro  deputato
  chiesto di parlare, la seduta è rinviata a martedì 16 ottobre 2018,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
  REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
  RUBRICA:  Famiglia, politiche sociali e lavoro  (v. allegato)
  III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       - Norme in materia di revisori dei conti (n. 106/A) (Seguito)

               Relatore: on. Ciancio

                   La seduta è tolta alle ore 20.07

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio