Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.05
Il Presidente avverte che il verbale della seduta n. 68 del 9
ottobre 2018 è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
vorranno consultarlo e sarà considerato approvato in assenza di
osservazioni in contrario al termine della presente seduta.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Arancio ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, il Presidente della Regione è già qui e sta
per arrivare. Pertanto, in attesa che arrivi, sospendo la seduta
per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.06, è ripresa alle ore 16.14)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Marano ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazioni del Presidente della Regione sul sistema di raccolta
dei rifiuti in Sicilia
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione sul sistema di raccolta
dei rifiuti in Sicilia.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per rendere le
comunicazioni.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, signori
deputati, sono davvero contento di potere impegnare l'attenzione di
questo Parlamento su un tema che sta a tutti particolarmente a
cuore, anche perché, dopo qualche mese, siamo nelle condizioni di
potere trarre un primo provvisorio bilancio.
Sarò costretto in alcune parti a fare ricorso ad un linguaggio un
po' tecnico, ma credo sia necessario per rendere edotti anche i
cittadini che ci seguono da casa, ed ai quali va il saluto mio e
del Governo, del lavoro svolto e del lavoro che ancora rimane da
svolgere.
Lasciatemi dire che il sistema regionale di gestione dei rifiuti
urbani, da diversi decenni, versa in situazioni emergenziali, le
cui manifestazioni nei casi più gravi sono quelle della mancata
raccolta e dell'accumulo dei rifiuti per le strade, col conseguente
rischio igienico-sanitario.
Come ricorderanno i colleghi deputati, da qualche anno, la
Magistratura si occupa delle vicende legate alla gestione dei
rifiuti in Sicilia ed alle responsabilità che potrebbero ricadere
sulle passate gestioni all'interno del dipartimento rifiuti.
Una situazione che è sfuggita al controllo degli organi di
Governo, in parte per distrazione, in parte per determinata
volontà.
La causa principale dell'emergenza consiste nella scarsa, in
alcuni casi, omessa raccolta differenziata da parte dei 390 comuni
e dalle 18 società per la regolamentazione dei rifiuti. E prima
dell'entrata in vigore della legge n. 9 del 2010, dai 27 ATO che
hanno prodotto - lo ricordo - un risultato consistente:
1.850.000.000 di debiti e circa 4.000 assunzioni, molte delle quali
senza alcuna selezione pubblica.
La scarsa raccolta differenziata, attestata al 12 per cento nel
2015, al 15,60 per cento nel 2016, si tratta di un dato dell'ISPRA,
quindi, ufficiale, e, verosimilmente, al 20 per cento nel 2017, è
causa della notevole mole di rifiuti indifferenziati, dell'abnorme
ricorso allo smaltimento in discarica e della conseguente
violazione del principio cardine della gerarchia nella gestione dei
rifiuti.
Inoltre, la quantità di rifiuto indifferenziato inviato a
smaltimento nelle discariche, superiore naturalmente alle ordinarie
capacità di trattamento e di abbancamento, provoca periodiche
criticità nello smaltimento che spesso sfociano in emergenze, come
è stato detto, di carattere igienico-sanitario.
L'eccessivo quantitativo di rifiuti urbani crea il sovraccarico
degli impianti di biostabilizzazione inoltre, che spesso non
riescono a trattare in modo ottimale il sottovaglio umido; si
ricorda che in Sicilia soltanto nell'anno 2016 si è imposto il
trattamento di biostabilizzazione del sottovaglio e nell'estate
dello stesso anno si è manifestata una grande emergenza, come tutti
ricordiamo, a seguito della chiusura di alcune discariche prive di
impianto destinate a tale trattamento, penso a Siculiana (AG),
penso a Gela (CL), la Regione è riuscita a sopperire
temporaneamente con ordinanze ex art. 191 del Presidente della
Regione che autorizzavano impianti mobili e aumento delle capacità
degli impianti fissi, nelle more dell'aumento della raccolta
differenziata e della diminuzione dei flussi indifferenziati.
Il mio Governo, insediatosi alla fine del 2017, ha trovato così
una situazione emergenziale caratterizzata dalla vigenza di
numerose ordinanze ex art. 191, concepite dal decreto legislativo
152 del 2006, per la gestione degli impianti di trattamento e
smaltimento, necessitate quelle ordinanze dal persistere di una
bassissima percentuale di raccolta differenziata e da un
conseguente notevole ricorso alle discariche, con previsione di
imminente esaurimento di quelle più importanti poste a servizio del
territorio, per esempio quella di Bellolampo a Palermo e il
territorio di Trapani.
Avendo vagliato tutte le ipotesi possibili, siamo stati costretti
a rappresentare tali gravi scenari emergenziali alla autorità
statale, al Governo a guida del Partito Democratico con il
Presidente Gentiloni, personalmente ho affrontato il tema prima col
Ministro dell'Ambiente e poi col Capo del Governo rappresentandogli
la paventata, ormai imminente, saturazione delle discariche e
chiedendo di esaminare il Governo nazionale l'opportunità di
dichiarare uno stato di emergenza nominando a proprio piacimento il
Governo centrale un Commissario per l'emergenza.
Nel febbraio del 2018 il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo
stato di emergenza, ha ritenuto di dover nominare il Presidente
della Regione in carica Commissario straordinario ed ha fatto
pervenire la relativa ordinanza nel marzo dello stesso anno.
Corre l'obbligo di precisare che io mi sono sentito, continuo a
sentirmi un Commissario straordinario dimezzato , perché in
effetti i poteri speciali sono soltanto nei titoli di giornale,
perché non sono stati riconosciuti al sottoscritto poteri
derogatori rispetto al contesto emergenziale in atto derivante da
una inefficace gestione del sistema che persiste da oltre un
decennio.
Tanto perché gli onorevoli deputati possono farsi una idea, voglio
ricordare soltanto l'ordinanza precedente, quella del 2010. In
quella ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, il
Presidente della Regione, Commissario delegato per il superamento
della situazione di emergenza dei rifiuti, veniva individuato come
destinatario di specifici e straordinari poteri quali: primo, la
possibilità di predisporre entro sessanta giorni gli adeguamenti al
Piano regionale di gestione dei rifiuti anche per incrementare i
livelli di raccolta differenziata e individuare soluzioni
compatibili con le esigenze ambientali per i rifiuti trattati,
accumulati nei siti di stoccaggio provvisorio, attraverso procedure
semplificate.
Quanto all'iter di approvazione del Piano dei rifiuti,
quell'ordinanza prevedeva che il Piano fosse predisposto dal
Commissario delegato entro sessanta giorni e approvato con Decreto
del Ministro dell'Ambiente. L'ordinanza invertì le fasi
procedimentali consentendo che il Piano andasse a VAS statale, dopo
la sua approvazione con Decreto Ministeriale. Basta solo questo per
capire, rendere l'idea come cambiano in maniera radicale i tempi
procedurali.
Questo Governo è stato, invece, chiamato da subito ad intervenire
sul tema, al fine di potere adottare un adeguato Piano regionale
dei rifiuti, attraverso il ricorso ai soli poteri ordinari e con
un'Amministrazione regionale, come è noto, strutturalmente carente.
Quando mi sono insediato alla guida della Regione, il Dipartimento
dei rifiuti mancava dei dirigenti di ben quattro Servizi e l'allora
direttore generale, nominato da alcuni mesi, si presentò a me
allargando le braccia, dicendo che era rimasto solo in quegli
uffici e che non se la sentiva di poter continuare a lavorare in
quelle condizioni.
Era stata determinata nel tempo una sorta di spoliazione da parte
del Dipartimento a favore di altri uffici, proprio quel
Dipartimento che, per gli scandali che lo avevano caratterizzato
qualche anno prima, aveva bisogno più di ogni altro ufficio di un
potenziamento con funzionari e dirigenti che fossero
particolarmente preparati ad affrontare la gran mole di lavoro.
Ad ogni modo, il nostro obiettivo, per quanto di competenza, resta
sempre il 31 dicembre dell'anno in corso.
Naturalmente, dobbiamo essere tutti consapevoli del fatto che la
piena operatività del Piano - proprio oggi è stata avviata la
procedura per la VAS - del Piano regionale dei rifiuti è stata già
adottata la relazione preliminare ambientale; stiamo procedendo
celermente per arrivare puntuali alla data del 31 dicembre, ma è
chiaro che non si può adottare il Piano regionale dei rifiuti se
prima non si approva il disegno di legge sui rifiuti dal quale
discendono alcune caratterizzazioni del Piano stesso.
Ma restiamo nell'ordinanza del 2010 che consentiva al Presidente
di autorizzare, nelle more della realizzazione di alcuni impianti
speciali, forme di gestione dei rifiuti; ad esempio: nelle more del
funzionamento a regime del complessivo sistema di smaltimento dei
rifiuti nella Regione e ferma restando la necessità di adottare
misure di salvaguardia ambientale e di tutela igienico-sanitaria,
gli impianti di compostaggio e quelli destinati al trattamento
della frazione organica dei rifiuti, potevano aumentare fino alla
scadenza del periodo emergenziale la propria capacità ricettiva e
il trattamento ben oltre il 20 per cento. Altro requisito e potere
speciale che si dava a chi c'era prima di me. L'approvazione dei
progetti da parte del Commissario delegato che sostituiva ad ogni
effetto i visti, i pareri, le autorizzazioni e le concessioni di
competenza degli organi statali, regionali, provinciali e comunali
e costituiva, ove occorreva, variante allo strumento urbanistico
generale e ai Piani e ai Programmi di settore.
Altro potere dato ai Commissari per i progetti di intervento e di
opere e di messa in sicurezza e di bonifica - per cui è prevista
dalla normativa vigente la procedura di valutazione di impatto
ambientale, ovvero per progetti relativi ad opere incidenti su beni
sottoposti a tutela. Con l'approvazione del progetto si intendeva
ricompreso anche il giudizio di compatibilità ambientale, quello
previsto appunto dal Codice ambientale.
Infine, si prevedeva di implementare e completare il sistema
impiantistico previsto nel Piano regionale di gestione dei rifiuti
urbani, quel Piano provvisorio ed emergenziale lo ricordiamo, al
fine di assicurare una corretta gestione del ciclo integrato dei
rifiuti. E su questo chiedo a tutti i parlamentari che c'erano
allora - e ci sono ancora oggi - cosa è stato fatto dal 2010 visto
che stiamo partendo a programmare solo adesso questo sistema
integrato? Dico qualcosa di errato se oggi in Sicilia abbiamo un
sistema che ruota attorno alle discariche? E' questo il sistema
pensato nel passato?
Fatta questa premessa dalla quale emerge che le maggiori criticità
strutturali sono legate ad una carenza della raccolta
differenziata, mi preme evidenziare con forza che parallelamente
alla previsione degli interventi emergenziali, abbiamo già adottato
gli atti propedeutici alla realizzazione di una programmazione di
medio e lungo periodo.
Il Governo regionale sta intervenendo parallelamente su due
fronti: da una parte quello emergenziale, dall'altro quello della
programmazione ordinaria. Partendo dal dato emergenziale - come
abbiamo già evidenziato - si ricorda ancora una volta che il
riconoscimento dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti con
Ordinanza del marzo scorso, in realtà non ha conseguentemente
previsto adeguati poteri derogatori. E chiarisco subito perché. In
estrema sintesi, l'Ordinanza di Protezione civile disciplina
limitati circoscritti interventi. E' stato scritto ed è stato detto
il Presidente Musumeci è Commissario per l'emergenza dei rifiuti
in Sicilia . Nulla di più errato Mai bugia così grossa poteva
essere detta Il Presidente Musumeci è Commissario straordinario
soltanto per sei interventi, tutti circoscritti tra la provincia di
Palermo e di Trapani, con un solo intervento a Casteltermini in
provincia di Agrigento.
L'Ordinanza del marzo scorso prevede, inoltre, il trasferimento
dei rifiuti fuori Regione? Lo prevede l'Ordinanza, non è una scelta
del Governo Musumeci. Lo ribadisco - se mi posso permettere - ai
tanti cittadini che ci seguono da casa. Trasferire i rifiuti fuori
la Sicilia è una richiesta precisa del Governo Gentiloni che non è
stata negata dall'attuale Governo. Quindi noi procediamo lungo
questa linea. Naturalmente prevedere il trasferimento dei rifiuti
fuori Regione significa porre gli oneri a carico della tariffa o
della tassa di smaltimento. E su questo non è previsto alcun potere
speciale. E tuttavia siamo riusciti in questi dieci mesi ad evitare
che i cittadini e che i Comuni dovessero caricarsi di questo
ulteriore onere. Non c'è stato bisogno di trasferire un solo chilo
di rifiuti fuori Regione.
La gestione della fase emergenziale. Gli interventi previsti
nell'Ordinanza sono: realizzazione di una discarica per i rifiuti
non pericolosi, meglio conosciuta come settima vasca, da realizzare
presso la piattaforma impiantistica di Bellolampo, in provincia di
Palermo; la messa in sicurezza della terza vasca superiore e delle
relative opere di adeguamento della discarica di Castellana Sicula;
il ripristino, l'adeguamento e il potenziamento dell'impianto di
compostaggio della frazione organica ubicata presso contrada Pozzo
Bollente, a Vittoria - era questo uno degli interventi che avevo
dimenticato all'inizio -; realizzazione di una nuova vasca di
discarica per rifiuti non pericolosi in contrada Borranea di
Trapani; piattaforma per la gestione dei rifiuti nel Comune di
Trapani, progetto di discarica per rifiuti non pericolosi e la
realizzazione dell'impianto di compostaggio nella zona industriale
ASI di Casteltermini. La settima vasca di Bellolampo è stata la
nostra prima attenzione. È lì che guardano gli abitanti del Comune
di Palermo e decine e decine di comuni del palermitano. Ebbene, non
è stato possibile intervenire nella settima vasca - che era già
immaginata dal precedente Governo - perché - si è detto - era stata
rilevata una faglia e sulle faglie attive non si può,
assolutamente, intervenire. Chi poteva accertare la reale
pericolosità della faglia? L'Istituto di Fisica dell'Università di
Palermo. Ci siamo rivolti al Magnifico Rettore, in questo senso ha
operato anche la RAP che è l'azienda che gestisce quell'impianto
pubblico, son passati cinque mesi e, finalmente, abbiamo avuto
l'esito: quella faglia non è pericolosa. Ottenuto questo risultato,
ottenuta la non interferenza, quindi, della faglia abbiamo chiesto
alla RAP di produrre un progetto esecutivo da mandare in gara. La
RAP ci dice che per redigere il progetto esecutivo i progettisti
hanno bisogno di una indennità - semplifico, naturalmente, il
linguaggio - di circa 35, 40 mila euro. Noi siamo disposti a tirare
fuori quella somma pur di accelerare la realizzazione della settima
vasca di Bellolampo. E ci rivolgiamo, per essere autorizzati, alla
Protezione Civile nazionale, la quale ci dice che nell'ordinanza
non è prevista quella somma. Scriviamo al dottore Cantone, al
direttore dell'ANAC, il quale - nel frattempo è passato più di un
mese - ci dice che i 40, i 35, neanche un centesimo possiamo tirare
fuori. Nel frattempo la provvidenza e anche il Comune di Palermo
consentono di sostituire la Governance della RAP e il nuovo
Presidente chiede di incontrarci per dirci: siamo pronti a
redigere il progetto esecutivo di Bellolampo, in cambio non di 35,
40 mila euro ma di una piccola indennità che viene prevista nello
stesso incarico . E così, finalmente, riusciamo ad avere la
completa disponibilità della azienda municipalizzata alla redazione
del progetto esecutivo che dovrà essere consegnato - questa è la
nostra precisa richiesta - entro il 13 novembre. Se verranno
rispettati i termini da parte della società - tenuto conto delle
ulteriori attività tecniche da svolgere - si presume che la gara
dei lavori possa essere avviata entro la prima decade di dicembre.
Intervento n. 2 Messa in esercizio della terza vasca superiore e
relative opere di adeguamento della discarica di Castellana Sicula,
in contrada Balza di Cetta, in provincia di Palermo . Inizialmente
il soggetto responsabile, cioè la SRR ci aveva assicurato di essere
nella disponibilità di un progetto definitivo, ma il RUP, in sede
di istruttoria, ha potuto accertare l'assenza della progettazione
definitiva. Conseguentemente sono state differite le fasi previste
di elaborazione progettuale. Finalmente il 12 settembre il RUP ha
redatto il cronogramma di spesa necessario alla predisposizione del
decreto di accertamento delle somme per gli anni 18 e 19 e si è
provveduto all'accertamento delle somme sulle base del
cronoprogramma di spesa. E' in corso la procedura di affidamento
dei servizi tecnici di ingegneria e architettura per la
progettazione definitiva ed esecutiva dell'intervento. Tenuto conto
degli ulteriori atti procedimentali tra cui le attività di verifica
e validazione previste dalle norme, si presume che l'avvio delle
operazioni di gara possa avvenire entro l'ultima decade di dicembre
2018. Intervento n. 3 Ripristino adeguamento e potenziamento
dell'impianto di compostaggio della frazione organica ubicata in
territorio di Vittoria'. Gli atti del procedimento di frazionamento
del progetto esecutivo sono pervenute a più riprese a Palermo da
parte del soggetto proponente. Con decreto assessoriale del luglio
scorso, l'assessore del territorio e dell'ambiente ha escluso il
progetto presentato dalla SRR e dalla procedura di VIA nel rispetto
delle prescrizioni dettate anche a seguito del parere reso dalla
Commissione VIA il 6 giugno di quest'anno. Si è già svolta la
Conferenza dei servizi indetta dal Dipartimento acque e rifiuti, in
piena estate, per il rilascio dell'autorizzazione. I pareri degli
enti preposti sono stati rilasciati tutti in forma favorevole.
Conseguentemente, è in fase di rilascio il provvedimento
autorizzatorio del Dipartimento rifiuti. Il gruppo di progettazione
del soggetto ha in corso l'aggiornamento del progetto esecutivo
dell'intervento. E' stato già nominato il gruppo di verificatori
interni alla struttura, si presume l'avvio delle fasi di gara entro
la seconda decade di questo mese. Intervento n. 4 Realizzazione di
una nuova vasca di discarica per rifiuti non pericolosi in contrada
Borranea di Trapani'.
E' in corso la procedura per il rilascio del decreto VIA-VAS.
Definita questa fase, la società Trapani Servizi, nella qualità del
soggetto proponente, procederà a redigere con risorse proprie il
progetto esecutivo dell'intervento in tempi assolutamente stretti,
ci è stato assicurato. Successivamente si procederà alla fase di
verifica, Conferenza dei Servizi e validazione del progetto. Si
presume l'avvio delle fasi di gara entro l'ultima decade di
novembre 2018. Intervento n. 5 Piattaforma per la gestione dei
rifiuti nel comune di Trapani. Realizzazione di una nuova vasca per
rifiuti non pericolosi'. A seguito degli approfondimenti
istruttori, successivamente alla trasmissione del precedente
cronoprogramma e degli esiti del tavolo tecnico riunitosi alla fine
di giugno, è stato necessario aggiornare e adeguare il progetto
definitivo da parte del soggetto proponente che è la SRR Trapani
nord, lo stesso soggetto che curerà le procedure per il rinnovo
dell'AIA dell'intero complesso e per il compito dell'iter
espropriativo.
La necessità di rimodulare la progettazione di base disponibile,
stralciando le opere di interesse commissariale non emerse in prima
istanza, ha determinato un differimento dei termini del
cronoprogramma. Con una delibera del Consiglio di amministrazione
del soggetto attuatore, del 10 luglio scorso, sono state avviate le
procedure di esproprio dell'area perché l'area non era ancora nella
disponibilità del soggetto attuatore e la redazione degli elaborati
necessari al rinnovo dell'AIA. Il 4 settembre scorso, la stessa
società ha trasmesso istanza per il rilascio dell'autorizzazione
unica regionale. Nello scorso mese di settembre, il dirigente della
struttura commissariale ha sollecitato la SRR Trapani della
Provincia Nord, alla trasmissione del progetto definitivo che è
stato finalmente, dopo tanti solleciti, trasmesso il 25 settembre.
E' in corso l'iter istruttorio al Dipartimento dell'ambiente,
servizio via-vas, si presume - fermo restando le attività di cui
abbiamo parlato - l'avvio delle fasi di gare entro l'ultima decade
di dicembre 2018.
Intervento n. 6: Realizzazione dell'impianto di compostaggio nella
zona industriale ASI di Casteltermini. Qui è accaduto del
paradosso: in un incontro dello scorso mese di giugno la struttura
commissariale, esaminato il pano d'ambito della società di
regolamentazione dei rifiuti di Agrigento, all'interno della quale
risultava questa area dell'ASI in liquidazione per la costruzione
di un impianto della frazione organica dei rifiuti differenziati ci
si accorge che non c'era la piena disponibilità dell'area. Allora
abbiamo scritto al dipartimento delle finanze che, a seguito di
laboriose verifica sia su rilevazioni catastali, sia sugli archivi
notarili, ha accertato finalmente che le particelle individuate,
pur non essendo mai state assunte nella consistenza patrimoniale
della Regione, tuttavia risultavano essere state trasferite alla
Regione siciliana, le aree - ecco cosa era accaduto - erano rimaste
nel tempo nel possesso del consorzio ASI di Agrigento senza essere
mai assunte nella consistenza patrimoniale della Regione con
formale atto amministrativo, rimanendo pertanto la Regione
siciliana titolare del diritto di proprietà in assenza del relativo
possesso. Finalmente dopo quattro lunghi mesi è stata conseguita -
abbiamo ricevuto in questi giorni la comunicazione - la certezza
delle disponibilità degli immobili di cui stiamo parlando ed il
procedimento quindi sta proseguendo infatti stiamo avviando le
procedure per l'affidamento del progetto definitivo ed esecutivo.
Questo per quanto riguarda gli interventi relativi ai sei punti
della gestione commissariale.
Sul trasporto dei rifiuti fuori Regione appare necessario
ricordare che le azioni promosse dal mio Governo e da parte della
struttura commissariale al fine di mettere in evidenza anche le
responsabilità degli anni pregressi - non è mai inutile - è stata
una scelta del Governo nazionale. Scelta della quale tutta
l'Assemblea siciliana era d'accordo e tutti i Gruppi parlamentari,
dico tutti, se pure a muso duro - abbiamo i ritagli di stampa -
avevano accettato come ineludibili ed inesorabile quel
provvedimento di emergenza. Sin dai primi mesi di attività il
Governo che ho l'onore di presiedere ha voluto dare piena
attuazione alle richieste ministeriali, si ricorda che già più
volte, negli anni passati, il Ministero dell'Ambiente aveva
richiesto alla Regione siciliana di adottare misure finalizzate al
trasferimento dei rifiuti fuori Regione ma anche di provvedere a
redigere il piano regionale e a determinare una nuova geografia
impiantistica. In particolare, nell'ambito dei poteri ordinari, il
sottoscritto il 20 dicembre del 2017, quindi a pochi giorni
dall'insediamento del Governo, ha chiesto al Presidente della
Conferenza Stato-Regioni ed ai Presidente delle Regioni la
disponibilità ad accettare in ingresso rifiuti urbani anche
indifferenziati, prodotti nel nostro territorio regionale, inutile
dire, onorevoli deputati, che tale richiesta non ha avuto un
riscontro positivo, in quanto le Regioni che hanno risposto hanno
manifestato la propria indisponibilità. Anche l'ordinanza dell'8
marzo 2018, quella dei poteri cosiddetto speciali', ha previsto
tra le misure finalizzate al superamento dell'emergenza gli
interventi di trasferimento dei rifiuti fuori regione per la cui
attuazione però nello specifico non sono stati riconosciuti al
sottoscritto poteri speciali'.
L'11 maggio del 2018 la struttura commissariale ha provveduto a
pubblicare l'avviso pubblico esplorativo finalizzato all'indagine
di mercato per capire se ci fossero sul mercato aziende disposte a
prelevare i nostri rifiuti ed a portarli fuori della Regione.
Inoltre, anche per favorire il processo di trasferimento sempre dei
rifiuti, con ordinanza del 7 giugno, al fine di rendere più
efficace ed efficiente l'azione amministrativa, sono state previste
attività finalizzate all'incremento della raccolta differenziata,
proprio perché noi ritenevamo e riteniamo che nessuna iniziativa,
neppure il trasferimento dei rifiuti fuori dalla Sicilia, possa
essere valida se dai Comuni continuano ad arrivare nelle discariche
tonnellate e tonnellate di rifiuti. E' un'opera difficile quella di
convincere il cittadino utente a mettere da parte il vetro, la
carta, la plastica, il legno, il metallo, prima di conferire in
discarica. E, forse, è mancata la responsabilizzazione di gran
parte, non tutti, dei Comuni. Peraltro avevamo detto noi al
Ministro dell'ambiente che si è registrata una oggettiva difficoltà
ad attuare gli interventi di trasferimento fuori Regione richieste
dal Governo nazionale, dovuta, in parte, alla specifica disciplina
di settore che comporta, per competenza, il necessario
coinvolgimento dei diversi livelli di governo, tenuto conto della
forte volontà di questo Governo di addivenire, nel più breve tempo
possibile, alla risoluzione della problematica complessiva
gestione del ciclo integrato dei rifiuti', abbiamo pensato di
rinnovare l'invito al governo centrale. Ho scritto al Presidente
del Consiglio dei Ministri il 14 settembre 2018 affinché venga
svolta un'attività di coordinamento a livello nazionale per il
coinvolgimento delle regioni disponibili a ricevere i rifiuti
siciliani, perché il Governo è intervenuto quando il sindaco di
Roma ha chiesto di mandare rifiuti fuori dal Lazio, visto che Roma
moriva, e continua a morire, sommersa dai rifiuti. Ed, allora, c'è
stata l'attività del governo regionale, mi chiedo perché non
dovrebbe essere impegnato anche in questa norma contingenza. Resta
inteso che la Regione e la struttura commissariale continueranno a
svolgere senza indugio le proprie attività, al fine di poter
programmare ed attuare gli interventi di trasferimento dei rifiuti
fuori Regione. Mi preme evidenziare, inoltre, che attraverso
ordinanze contingibili ed urgenti, a differenza del passato,
utilizzate solo per far ricorso ad un sistema derogatorio, sono
state da noi previste specifiche azioni per assicurare l'incremento
della raccolta differenziata e disporre misure prescrittive nei
confronti dei Comuni inadempienti. Queste misure sono state
salutate con molto livore da parte di alcune forze politiche, i
fatti hanno dimostrato che erano le misure giuste. Persino il Tar,
che ci ha detto no, non mandare i sindaci a casa inadempienti , ha
ritenuto drastica quella misura, anche se in campagna è stato fatto
sotto la gestione di Bertolaso, però l'impianto è giusto: se i
Comuni non fanno differenziata, tu Regione puoi mandare fuori
Regione i rifiuti a carico del Comune inadempiente. La sentenza del
Tar è fin troppo nota per essere qui ripresa. Debbo dire che noi
abbiamo raccolto alcuni appelli da parte dei sindaci che ci hanno
detto di concedere più tempo per potersi organizzare. Sia detto: su
390 Comuni, soltanto una ottantina non raggiunge il venti percento
della raccolta differenziata. Alla data del 28 agosto, 93 Comune
non superano il trenta percento di differenziata. E' un dato che
non preoccupa, ma che deve invitare alla riflessione, mentre nel
giugno precedente 118 Comuni non superavano il trenta percento.
Quindi, il numero si è notevolmente ridotto.
I sindaci hanno preso consapevolezza dell'importanza di questa
battaglia di civiltà, voglio ringraziarli assieme ai cittadini,
assieme agli assessori alla nettezza urbana e all'ecologia, che
stanno profondendo ogni impegno per poter far arrivare la
percentuale della raccolta differenziata in Sicilia almeno al
cinquanta percento.
Potrebbe arrivarci entro qualche breve tempo, ma il freno è
determinato dalle tre Città Metropolitane: Palermo, Catania e
Messina. A Palermo, siamo intorno al quindici percento; a Catania,
al sette virgola cinque percento; a Messina, al quindici percento.
Siracusa, che pure sembrava indietro, ha già superato con una
coraggiosa dimostrazione di impegno il ventidue percento. Quindi,
ad oggi, il risultato a livello di raccolta differenziata in
Sicilia, medio, risultato medio, si attesta intorno al trenta
percento. Era al venti percento, ventuno percento, quando abbiamo
assunto la guida di questa Regione. Se si escludessero dalla media
regionale le tre Città Metropolitane, la media aumenterebbe
naturalmente al quaranta percento.
Nel frattempo, al di là dell'attività - mi avvio alla conclusione
- al di là dell'attività legata alla gestione commissariale,
abbiamo provveduto come è noto a sospendere ogni iniziativa
tendente, con pareri diretti o con pareri indiretti, iniziativa
tendente a definire le procedure per l'apertura di discariche che
potevano apparire e che appaiono compromettenti per l'equilibrio
ambientale. Come è noto, con mio provvedimento, ho sospeso la
procedura per la discarica di Agira, ho scritto al Governo
nazionale per esprimere il parere contrario del Governo, a seguito
di atto formale adottato in Giunta, per l'impianto della Piana del
Mela, fortemente compromessa già quell'area da oltre cinquant'anni
di criminale distrazione e complicità.
Nel frattempo, abbiamo pensato a dotare la Regione finalmente di
un piano regionale di rifiuti ordinario, non emergenziale;
esattamente quello che vuole la Commissione Europea che, come
sapete, per non avere noi un piano degno di questo nome, ha sospeso
l'erogazione di oltre cento milioni di euro. Al piano stiamo
lavorando con le poche risorse umane del Dipartimento, con la
fattiva e preziosa consulenza di un docente universitario, il
professore Aurelio Angelini, docente di sociologia ambientale
nell'Ateneo palermitano. Vogliamo mantenere l'impegno col Governo,
non tanto perché non avremmo difficoltà a dire "abbiamo bisogno di
altre sei mesi o tre mesi", ma perché come sapete prima ci doteremo
del piano regionale dei rifiuti, e prima potremo essere messi nelle
condizioni di pianificare la impiantistica nelle nove province.
Impiantistica non necessariamente da realizzare ex novo.
Come è noto proprio l'altro ieri ho avuto il piacere di andare a
visitare un impianto nel territorio di Ragusa, impianto pubblico,
realizzato ed ultimato nel 2009, impianto nel quale - dopo
l'inaugurazione - non è mai entrato un autocompattatore e
quell'impianto è pubblico.
Nel frattempo gli uffici hanno provveduto a riprenderne la
funzionalità; in questi nove mesi il dipartimento ha lavorato con
grande vigore e, finalmente, l'altro ieri abbiamo potuto visitare
l'impianto - non inaugurare, perché per noi le inaugurazioni delle
opere pubbliche si fanno una sola volta - abbiamo potuto augurare
buon lavoro. Con quell'impianto di Ragusa la provincia Iblea si
rende sostanzialmente autonoma.
Ed è quello che vorremmo fare con tutte le altre otto province.
Così prevede il nostro disegno di legge, un ciclo dei rifiuti che
nasce e muore nella stessa provincia.
Abbiamo anche pensato a poter dotarci di un piano stralcio, che è
stato presentato ed approvato all'unanimità dalla competente
commissione - lasciatemi ringraziare la presidente della
Commissione ambiente e territorio, onorevole Savarino, per la
passione che ci mette nel suo oneroso, gravoso impegno - ed adesso
stiamo lavorando per poter finalmente completare il piano
regionale.
Nel frattempo ho scoperto, non avendone mai avuto dimestichezza
per ragioni istituzionali, che in Sicilia ci sono cinquecentoundici
discariche. Non esiste - come, invece, prevede la legge - un piano
regionale delle discariche.
Sappiamo quante sono ma non sappiamo quali e quante fra queste
discariche siano compromettenti e costituiscano pregiudizio, per
esempio, per le falde acquifere. Di inquinanti o di pericolose ne
conosciamo cinque o sei su cinquecentoundici.
Anche qui abbiamo costituito un ufficio speciale per le bonifiche
delle discariche con un'apposita delibera di giunta e stiamo
lavorando, non avendo personale particolarmente competente, per
tentare una convenzione con l'INGV, l'istituto nazionale di
geofisica e vulcanologia, e con la struttura per il dissesto
idrogeologico per verificare quali e quante di queste discariche
sono inquinanti. Dobbiamo arrivare prima dell'inquinamento delle
falde o del contesto.
Nel frattempo abbiamo riattivato il piano regionale per l'amianto,
che era sospeso dal 2016, ed abbiamo istituito un tavolo tecnico
per l'attuazione della legge regionale n. 10 del 2014.
L'Assessorato alla salute ha provveduto, all'inizio di quest'anno,
a trasferire ai competenti organismi gestionali della provincia di
Siracusa un milione e cinquecentomila euro destinati all'ospedale
di Augusta, considerato da una legge regionale del 2014 - mai
attuata - l'ospedale di riferimento per le malattie oncologiche da
esposizione all'amianto.
Con un'apposita delibera di Giunta, nell'aprile scorso, abbiamo
approvato le linee-guida per la regolamentazione del sistema
tariffario per lo smaltimento dei rifiuti e degli assimilati in
discarica.
Abbiamo fornito ai comuni ed ai consumatori le prime linee-guida
Tari e sull'introduzione della Tariffa Puntuale. Abbiamo avviato la
rimodulazione del Patto per la Sicilia e del PO FESR per il
finanziamento e la realizzazione dei centri comunali di raccolta,
impianti di compostaggio di comunità e di nuovi impianti di
trattamento della frazione organica, che debbono essere finanziati
entro pochi mesi. Nel frattempo, gli uffici stanno esaminando la
compatibilità di tutti i progetti pervenuti dai comuni.
E' una priorità, quella dei centri comunali di raccolta che andrò
personalmente io ad inaugurare, assieme all'ottimo assessore
Alberto Pierobon, che non può essere con noi questa sera,
dispensato apposta per essere stato destinatario di un lieve
malessere che, per fortuna, è stato ben curato, mi suggerisce con
un pizzico di civetteria, l'assessore per la salute, nell'Ospedale
Cervello di Palermo.
Questo, in sintesi, ma se dovesse servire possiamo entrare nei
particolari, quello che avevo da dire a questo onorevole
Parlamento, signor Presidente, senza dimenticare di aggiungere che,
proprio ieri, ho voluto incontrare il ministro dell'ambiente a
Roma. Non ci conoscevamo ancora, il generale Costa, al quale ho
reso una fotografia, con gli atti, naturalmente, alla mano, della
situazione dei rifiuti ereditata dal nostro Governo nel novembre
scorso. L'incontro è durato un paio d'ore.
Abbiamo illustrato la riorganizzazione della macchina
amministrativa. Abbiamo fatto cenno al disegno di legge in esame al
Parlamento. Abbiamo parlato della volontà di procedere alle
bonifiche delle discariche che riteniamo, particolarmente,
pericolose. Ed abbiamo illustrato, in sintesi, il piano regionale
dei rifiuti.
Non sono abituato a dire: il ministro ha mostrato soddisfazione,
ha dato compiacimento, si è detto contento. Nessun apprezzamento da
parte mia. Abbiamo reso al ministro quello che ritenevamo doveroso
rendere.
Gli apprezzamenti, che sarebbero facile cosa per i comunicati
stampa, li rimettiamo a chi è aduso a mettere sulla bocca dei
rappresentanti del Governo nazionale apprezzamenti mai pronunciati
e che mettono, spesso, in difficoltà lo stesso ministro cui quegli
apprezzamenti o quelle critiche vengono attribuite.
Ecco, credo che abbiamo detto tutto quello che dovevamo dire.
A proposito, anzi, di spazzatura, c'è la vicenda legata alle
dichiarazioni dell'ex senatore Lumia.
Ecco qua, sì, sì. Come sapete, ho letto ieri su un quotidiano, un
quotidiano , delle indiscrezioni giornalistiche secondo cui l'ex
senatore Lumia avrebbe, in una secretata seduta della Commissione
regionale Antimafia', detto che Montante avrebbe finanziato, o il
sistema Montante, quel sistema, per capirci, che io ho denunciato
in quest'Aula qualche tempo fa, nell'assordante silenzio di
quest'Aula, bene avrebbe dichiarato che il sistema Montante avrebbe
sostenuto tutte e tre le campagne elettorali dei Presidenti degli
ultimi anni, Lombardo, Crocetta e Musumeci.
Come sapete non è mia abitudine intervenire sulle indiscrezioni
giornalistiche, a maggior ragione quando le stesse poi vengono
categoricamente smentite dal diretto interessato, ricordo a tutti i
presenti che i contributi ricevuti per la mia candidatura alla
Presidenza della Regione, nel corso dell'ultima campagna
elettorale, sono stati integralmente dichiarati e pubblicati nel
rispetto della normativa in vigore.
Anche nel caso del movimento cui appartengo, Diventerà Bellissima,
il bilancio è stato pubblicato ed è stato vagliato, come prescrive
la normativa, dai revisori dei conti e da una società di consulenza
esterna: lo ripeto, si tratta di atti pubblici e in quegli atti non
figura alcun finanziamento da parte del dott. Montante o della sua
organizzazione.
Il Presidente facente funzioni di Confindustria, mi risulta, di
Confindustria Sicilia, il dott. Albanese che io ho escluso dalla
presidenza della società Interporto qualche mese fa, ha dichiarato
con assoluta onestà che la sua organizzazione nella ultima campagna
elettorale non ha appoggiato nessuno dei tre principali candidati
alla Presidenza della Regione, anzi afferma di non aver fornito
alcun tipo di sostegno.
Ovviamente, signor Presidente dell'Assemblea e onorevoli colleghi,
chiederò domani, formalmente, al presidente della Commissione
regionale Antimafia' di potere ricevere copia della steno-
trascrizione dell'audizione dello scorso martedì, omissata, si
intende, nelle parti che non riguardano l'indiscrezione
giornalistica, poiché intendo valutare ogni mia possibile tutela,
mia e dell'ente che ho l'onore di rappresentare.
Lasciatemi auspicare che in futuro tutti, dico tutti, si possa
valutare con maggiore prudenza indiscrezioni che invece di
scatenare iene e sciacalli, spesso sono smentite dai fatti ma che
nell'immediato producono solo risultato di gettare discredito e
fango sulla vita delle persone, di tutte le persone, soprattutto di
quelle perbene.
Signor Presidente, io quanto a spazzatura con la prima e la
seconda parte ho completato. So che all'ordine del giorno c'è
Riscossione Sicilia, mi dirà lei come procedere nel corso dei
lavori. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Presidente, noi abbiamo pensato di
aprire il dibattito e farlo durare - visto che poi c'è la parte su
Riscossione Sicilia - un'ora e mezza.
Per ottenere che possa durare un'ora e mezza abbiamo contingentato
i tempi di intervento dei singoli Gruppi parlamentari in maniera
assolutamente proporzionale: il Movimento Cinque Stelle ha, quindi,
18 minuti a disposizione, Forza Italia ne ha 13, il PD ne ha 12,
Diventerà Bellissima e Popolari Autonomisti 9 minuti, Udc 8,
Fratelli d'Italia 7, Sicilia Futura 6 e Misto 8.
Quindi regolatevi voi. Al completare dei minuti a disposizione di
ogni Gruppo, sarò costretto a togliere la parola. E' iscritta a
parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la
tematica relativa all'emergenza dei rifiuti n Sicilia è stata
sollevata in una delle scorse Conferenze dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari proprio perché, come sappiamo, riguarda tutti noi,
riguarda i cittadini siciliani, li tocca puntualmente fino ad
arrivare nelle loro case, li tocca fino ad arrivare nel loro
portafoglio in merito alla tariffa. Quindi, non poteva che essere
oggetto di chiarimento, oggetto di richiesta di fare il quadro da
parte del Presidente Musumeci, pubblicamente, il quale ha fornito,
oggi, tutta una serie di indicazioni, siamo contenti del fatto che
lo abbia fatto, perché molte di queste informazioni ad oggi non
erano state rese pubbliche.
Quindi, la fotografia dell'iter in corso è sicuramente tutta una
serie di informazioni di cui prendiamo atto; rimangono, però, tutta
una serie di interrogativi, soprattutto sotto il profilo
procedurale e della tempistica.
Onorevole Presidente, è vero che lei ha ricevuto la possibilità di
potere avere poteri speciali, per i 6 punti individuati
nell'Ordinanza Ministeriale, un'ordinanza che si concluderà
praticamente tra due mesi e mezzo, riteniamo che però le emergenze
sul territorio siciliano siano ancora tante e ingenti al punto da
condizionare fortemente l'operato dei nostri Comuni.
Sono i Comuni i primi enti che hanno la difficoltà di dovere
rapportarsi direttamente con un problema.
Affronterò in particolar modo tre temi, sotto il profilo
procedurale, un aspetto che lei ha citato soltanto alla fine del
suo intervento, onorevole Presidente, e che forse è la leva da cui
lei dovrebbe invece partire perché l'emergenza non è una condizione
favorevole, è una condizione in cui ci piace continuare, lei
chiaramente ad amministrare e i nostri sindaci ad amministrare
nella nostra Terra, un'emergenza che abbiamo vissuto per cinque
anni.
Dell'articolo 191 si è abusato, almeno in questi ultimi cinque
anni, e nell'ultimo ventennio abbiamo parlato appunto di una
amministrazione dell'emergenza dei rifiuti incentrata sulla
discarica, lo ha detto anche lei. Bene Però, qualsiasi problema
che ha bisogno di un approccio così frammentato, così a particelle
minime, deve avere chiaramente un approccio di sistema; l'approccio
di sistema parte dal Piano dei rifiuti.
Noi oggi non abbiamo un piano dei rifiuti, da questo discende
anche, diventa condizionalità ex ante, e lei sicuramente ne è
edotto, delle misure 6.1, 6.2 e 6.3 della programmazione
comunitaria per potere avere i fondi, per interventi mirati,
localizzati, sul territorio.
Ora, a prescindere dalla risposta che politicamente si vuole dare
sui territori con l'approccio legislativo che attualmente è in atto
nella Commissione Ambiente', quindi che questi ATO debbano essere
9 o che debbano essere piuttosto e meglio e razionalmente
commisurati alla distribuzione della popolazione, per un principio
matematico, elementare però, ove noi non riusciamo ad organizzare
il sistema e ove i componenti, anche del mio Gruppo parlamentare,
non riescono ad ottenere, pur avendo fatto regolarmente richiesta
di accesso agli atti e quindi espletato il loro ruolo ispettivo
nel potere ottenere quali sono gli impianti piccoli e medi impianti
che oggi e domani e dopodomani vengono ad essere autorizzati, ci si
pone un problema Non vorremmo che poi all'indomani
dell'approvazione del Piano dei rifiuti - qualora questo possa
arrivare a VAS e completare il suo iter - , praticamente noi si
debba arrivare ad una situazione che debba invece contemperare ciò
che è stato autorizzato precedentemente e non in vigenza del
suddetto Piano, che invece, appunto essendo uno strumento di
pianificazione, vuole cristallizzare le esigenze in riferimento al
bisogno di un territorio.
Allora, questo è uno snodo fondamentale onorevole Presidente, sul
quale noi chiediamo ancora e continueremo a chiedere da parte sua e
da parte della sua Amministrazione, da parte di un Dipartimento che
a volte sembra andare anche un po' di qua e un po' di là, in
maniera sconnessa. Sembra che da qualche dichiarazione del
direttore del Dipartimento invece questo Piano sui rifiuti lo
avevamo. Quindi ci chiarisca qual è veramente la situazione.
Un altro tema fondamentale. Si vuole dare un contributo su questo
tema perché è un tema che entra, sotto il profilo della buona
politica, dentro le case di tutti noi.
Quello che noi abbiamo presentato in Commissione, il disegno di
legge di riforma, vuole essere una marcia in più, vuole dare una
Ferrari piuttosto che una 500' alla Sicilia.
Non voglio fare polemica sul tema. L'Aula aveva votato che si
procedesse incardinando il testo di legge presentato prima, che era
quello del Movimento Cinque Stelle. Non facciamo polemica, che si
vada avanti, però vi è una sorta di tendenza a volere, come dire,
anche a utilizzare un po' il Regolamento interno in maniera poco
ossequiosa, invece, di quello che è un normale rispetto tra le
parti.
Mi giunge voce dai componenti della mia Commissione che la
votazione dei singoli articoli è rimasta aperta in questo momento.
Quindi si sono trattati gli emendamenti, si sono trattati gli
articoli ma gli articoli rimangono aperti. Mi sembra che non è una
procedura prevista dal Regolamento interno. Perché questa cosa? Ci
chiediamo il perché. Che cosa ci dobbiamo attendere? Il segno, il
solco, è predisposto.
Una buona Amministrazione prevede che si approcci questo problema
attraverso delle micro e medie azioni localizzate direttamente sui
territori in base alle loro esigenze. Quindi quello che lei ha
detto, è che mi sembra di avere già sentito nella nostra mozione
dei rifiuti che presentammo qui in questa Aula. Lei ha parlato,
signor Presidente, di centri per il riuso - sono queste le azioni
sul territorio, le azioni, gli impianti - centri di raccolta per il
riciclo, la tariffa puntuale, la tassa sul vuoto a perdere,
invitare i cittadini a fare compostaggio. I cittadini se pagano di
meno la fanno la raccolta differenziata. E questo è chiaro.
Riteniamo che invece qualora vi sia un sistema premiale i
cittadini la fanno, eccome la raccolta differenziata. Gli impianti
di compostaggio domestico e collettivo: queste sono le cose che si
devono fare. Perché è un'ottica che bisogna perseguire. Questo è il
percorso, onorevole Presidente: piano rifiuti e interventi
parcellizzati sui territori, in relazione al fabbisogno del
territorio e di emergenza non si parli più.
Chiaramente sul punto terremo l'asticella assolutamente dritta,
la barra ferma, perché è un tema che non può vedere la Sicilia
ancora con queste percentuali e i nostri Comuni, a fatica, ma fare
un buon lavoro. Nonostante questo ottimo lavoro però vedere le loro
percentuali, sempre praticamente basse. E questo oggi è
assolutamente intollerabile.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Il
Movimento Cinque Stelle ricordo che ha 8 minuti e 54 secondi a
disposizione. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, sarò brevissima anche per dare spazio
agli altri.
Vorrei segnalare al Presidente Musumeci - se ho la sua attenzione,
grazie - che nel trapanese oltre una discarica c'è un progetto per
un impianto pubblico di compostaggio che giace nei vostri Uffici da
più di sei anni.
Veramente chiederei attenzione a questi impianti pubblici anche
perché, nel frattempo, ci sono delle istanze per la costruzione di
impianti a bio-metano e di altri impianti per la gassificazione dei
rifiuti che si stanno creando e si vanno a intrecciare con queste.
Inoltre, come abbiamo segnalato, le istanze per la produzione dei
rifiuti e le procedure piuttosto che essere avviate all'interno dei
dipartimento acqua e rifiuti, avvengono all'interno del
dipartimento energia.
MUSUMECI, presidente della Regione. Dove di preciso?
PALMERI. A Calatafimi Segesta. Gli Uffici conoscono già da tempo.
MUSUMECI, presidente della Regione. Devo esserne io a conoscenza.
PALMERI. Tra l'altro questo progetto era stato inserito nella
pianificazione del Patto per il Sud quindi io mi auguro che questi
fondi non siano stati persi e non siano stati utilizzati per altre
cose.
Per quanto riguarda le istanze, come le dicevo, piuttosto che
avvenire all'interno del Dipartimento Acqua e Rifiuti, avvengono
all'interno del Dipartimento Energia, questo sta facendo sì che
manca una correlazione fra il Piano stralcio che noi abbiamo
approvato e queste istanze che stanno continuando ad andare avanti.
Chiederemo al Governo di prendere posizione su queste istanze e di
verificare che, effettivamente, non ci sia una correlazione col
Piano stralcio che abbiamo approvato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà. Ha 6 minuti e 50 a disposizione.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione è un momento importante perché, se nella
passata legislatura si parlava sporadicamente di rifiuti, oggi,
quantomeno il tema è stato affrontato direttamente da lei e questo
ci conforta, nel senso che abbiamo avuto dalla più alta carica
della Regione, notizie in merito al commissariamento.
È vero, lei non è commissario di tutta la Regione ma è commissario
di ben sei interventi.
Abbiamo appreso oggi - perché l'abbiamo più volte chiesto in
Commissione - quale fosse l'iter degli interventi e apprezziamo il
fatto che entro il 31 dicembre 2018 si concluderanno praticamente
tutti. Questo ci porta a pensare che non ci saranno altre proroghe
per quanto riguarda l'articolo 191. Lei ricordava che nelle passate
legislature i precedenti amministratori regionali l'hanno richiesta
- ma l'ha richiesta anche lei - perché questi interventi li ha
fatti con l'articolo 191 del Codice dell'ambiente. E, quindi, siamo
certi che una volta che verranno conclusi questi interventi non
sarà più necessario procedere con l'articolo 191.
MUSUMECI, presidente della Regione. Se prima varano la legge.
TRIZZINO. Certo. Ho apprezzato anche il fatto che lei ha parlato
di una gestione emergenziale ma anche di una gestione ordinaria. E
se ho avuto risposte in merito alla gestione emergenziale - perché,
in effetti, Galletti ha indicato 6 procedimenti che in questo
momento stanno concludendosi - c'è anche però una gestione
ordinaria che è il Piano stralcio, che è stato votato all'unanimità
dalla Commissione Ambiente, anche dal Movimento Cinque Stelle,
proprio per accordare fiducia al Governo Musumeci verso un Piano
regionale dei rifiuti.
Io non ho sentito da lei quelli che sono gli interventi
programmati nel Piano stralcio. E, siccome il tempo non è a mio
favore, io mi limito soltanto ad un atto - perché vorrei che
intervenisse in merito a questo - lei, e non è marginale, il 24
agosto produce una manifestazione di interesse per impianti mobili
per il trattamento, attraverso il sistema del compostaggio, della
frazione umida.
I trattamenti mobili sono situazioni emergenziali che si possono
applicare solo all'interno di una procedura emergenziale, come lei
ha più volte chiarito. Però nel Piano stralcio, nella parte
relativa proprio al compostaggio, non c'è alcuna traccia di questo
aspetto.
Io vorrei che ci spiegasse se - visto che non è prevista nella
gestione ordinaria del Piano stralcio, né in quella emergenziale -
come si può conciliare questa cosa.
Questo è uno degli elementi che secondo noi è fondamentale per
capire com'è possibile rientrare nell'ordinarietà. All'interno
dell'ordinarietà, però, c'è un altro passaggio fondamentale. Lei,
più volte, con coraggio, ha citato il 31 dicembre 2018 come data
ultima di completamento del Piano regionale dei rifiuti. Sappiamo
benissimo entrambi che non è la soluzione al problema il Piano
regionale dei rifiuti.
MUSUMECI, presidente della Regione. Certo.
TRIZZINO. Non abbiamo un Piano regionale dei rifiuti da vent'anni,
nemmeno se dovessimo averlo l'1 gennaio 2019 non sarà quella la
soluzione. La soluzione del problema sono gli impianti, lo sappiamo
tutti.
È vero aumentata la raccolta differenziata, ma il punto è: quanto
vale forzare i comuni a fare la raccolta differenziata se non
sappiamo dove mettere i materiali recuperati? Perché la raccolta
differenziata ha un solo sistema per farlo funzionare, lucrare
attraverso la vendita dei materiali differenziati.
Se non abbiamo gli impianti che ci permettono di potere creare
denaro e business, automaticamente, creiamo un'economia che ci
permette di fare funzionare il sistema. Il primo passaggio è con un
Piano regionale dei rifiuti incentivare il mercato.
Ieri abbiamo letto - Lei non l'ha riferito però lo do per atto
dichiarato dal suo Governo - su un quotidiano on-line, che il Piano
regionale - vorrei essere smentito da questa cosa - verrà redatto
in forma ridotto. Redatto in forma ridotta vuol dire senza
impianti.
Ora io non vorrei, e vorrei essere smentito su questo aspetto
anche perché sono certo che l'assessore Cordaro converrà con me che
il Piano dei rifiuti deve necessariamente andare a valutazione
ambientale strategica, non ci piove perché non solo lo dice il
Codice dell'ambiente ma lo dite anche voi nel disegno di legge che
è incardinato presso la Commissione che presiede il Presidente
Savarino. Il Piano regionale dei rifiuti deve andare a valutazione
ambientale strategica. La valutazione ambientale strategica è un
atto endo-procedimentale, cioè si fa nel momento in cui si scrive e
ha bisogno di 90 giorni. L'assessore Cordaro sa che 90 giorni in un
sistema che funziona, gli altri sistemi come in Sicilia purtroppo i
tempi sono più lunghi e quindi 90 giorni sono già gennaio.
Il Piano dei rifiuti - io lo so che non è un problema suo - va,
prima di essere approvato, a VAS, deve passare secondo la legge 9
dal vaglio delle SRR, dal vaglio dei 390 comuni e dalla Commissione
ambiente. Quindi i tempi sono questi. La mia domanda è: riusciremo
entro il 31 dicembre, come lei ha più volte dichiarato, a
completare il Piano regionale dei rifiuti? Non soltanto di
adottarlo, di approvarlo e di renderlo esecutivo. E' chiaro che non
ci riusciremo. E questo è un passaggio che è chiarito.
Ma l'altro aspetto che vorrei che venisse chiarito, e cercherò di
essere il più sintetico possibile, è che lei ha detto poco fa che
ha sospeso tutti gli iter, mi corregga se sbaglio, di
autorizzazione delle discariche, e questa secondo noi è una cosa
molto positiva. Ha sospeso Agira, ne ha sospeso un altro, non so
qual è, ma questo va anche bene così. Ora il punto è: prima che lei
sospendesse questi impianti, ne ha autorizzato uno che è tra
Catania e Lentini, è uno dei più grandi ampliamenti d'Italia, 1800
metri cubi di rifiuti, quindi rifiuti solidi urbani, che
praticamente fa saltare tutta la partita, e ora le spiego perché.
Magari mi dirà che non è così ma il punto è questo, fa saltare
tutta la partita della governance che è l'impianto del suo disegno
di legge.
Noi in Commissione abbiamo contestato la governance del suo
disegno di legge perché secondo noi gestire alla vecchia maniera,
mi conceda questo termine, la gestione dei rifiuti, cioè con le 9
province, è un sistema sbagliato all'origine, perché se lei già
considera, mi permetta il ragionamento, se lei già considera che a
Enna, in contrada Cozzo Vuturo c'è un impianto che ha una capacità
per 500 mila abitanti, quando Enna ne fa meno di 150 mila, qual è
il principio di fare una divisione su base provinciale quando già
le due discariche che le ho citato sono fondamentalmente oltre la
dimensione della provincia. E attenzione, lei mi potrà dire: ma
Cozzo Vuturo non l'ho autorizzata io. E' vero, è stata autorizzata
da Crocetta al tempo di Crocetta, ma quella di Catania l'avete
autorizzata voi a gennaio.
Quindi la mia domanda è: per quale motivo non sospendete tutte le
autorizzazioni in corso, è la richiesta che le farò anche
formalmente, e non soltanto delle discariche, tutte le
autorizzazioni in corso finché il Piano dei rifiuti non sarà
approvato e adottato? Soltanto allora potrà avere una sua logica di
esistere. Prima di allora non c'è nessun motivo che una
programmazione possa essere successiva agli impianti. Questa è una
condizione che noi abbiamo chiesto in Commissione e le chiediamo
anche adesso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho provveduto a cancellare gli
interventi che mi erano stati chiesti dai deputati del Movimento
Cinque Stelle e devo dare la parola all'onorevole Lupo, ma chiedo
la cortesia di sospendere brevemente i lavori
(La seduta, sospesa alle ore 17.33, è ripresa alle ore 17.49)
La seduta è ripresa
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Mangiacavallo e Lantieri
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito di Comunicazioni del Presidente della Regione
sul
sistema di raccolta dei rifiuti in Sicilia
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, se ci sediamo ricominciamo con l'ordine che
abbiamo avuto nella prima parte di questa seduta, che è stato
inaspettato e fantastico.
LUPO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, abbiamo chiesto e ottenuto, grazie alla
disponibilità del Presidente Musumeci, questo confronto sul tema
dell'emergenza rifiuti, perché sappiamo quanto è importante e
decisivo per la nostra Sicilia, per tanti aspetti. Per questioni di
igiene, di salute, per attrattività, siamo una regione che oggi è
meta di tanti, tanti turisti che vengono a trascorrere
gradevolmente le loro vacanze ed è davvero triste vedere molto
spesso i nostri comuni ridotti davvero in condizioni pietose, con
cumuli di spazzatura che richiamano l'attenzione dei turisti,
purtroppo più che dei nostri meravigliosi palazzi, dei nostri
meravigliosi beni culturali.
Quindi, credo che su questo tema sia necessario davvero l'impegno
di tutti e la massima collaborazione istituzionale e credo che
abbia fatto bene il Governo Gentiloni, pertanto, a concedere, fra
virgolette, i poteri ancorché limitati di cui parlava il Presidente
della Regione che, comunque stanno consentendo di realizzare alcuni
interventi che sono indubbiamente significativi perché già solo
poter intervenire in termini urgenti sulla settima vasca di
Bellolampo significa intervenire a vantaggio di un ampio bacino
della nostra regione e nell'ambito di una città che, purtroppo, ha
ancora un 15 per cento di raccolta differenziata.
Purtroppo, le grandi città della nostra Sicilia vanificano gli
sforzi direi eroici di tantissimi bravi sindaci di comuni di
piccole e medie dimensioni, dove la percentuale ha raggiunto
davvero punte di eccellenza.
Quindi, è particolarmente urgenti intervenire sulle grandi città
come Palermo, Catania e Messina perché ogni passo in avanti fatto
in queste grandi città contribuisce in maniera rilevante a
migliorare il sistema rifiuti dell'intera regione.
Noi ci rendiamo conto delle difficoltà che il Governo ha
incontrato e che dipendono anche da errori del passato, dipendono
anche da lentezze burocratiche che, a volte, sono il principale
nemico anche di chi governo anche ai diversi livelli.
Sinceramente devo dire, però, che, nonostante questo, io trovo
inadeguata l'azione del Governo regionale, nel senso che incoraggio
il Governo regionale se è possibile a fare ancora più in fretta
nell'aggredire questi nodi che impediscono di trovare soluzioni in
tempi rapidi e credo che la invocata disponibilità da parte del
Governo nazionale del Presidente della Regione sia assolutamente
dovuta.
E' giusto che il Governo nazionale del passato, ovviamente anche
quello presente, si renda disponibile a collaborare con il Governo
della Regione per trovare ogni soluzione utile per uscire
dall'emergenza ed avviare una corretta programmazione ordinaria per
la nostra Regione per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti.
Credo, però, signor Presidente della Regione - e noi in tal senso
abbiamo anche formulato una specifica interrogazione parlamentare -
che stessa ricerca di corretta collaborazione istituzionale debba
esserci anche tra il Governo regionale ed i sindaci.
Io lo dico perché, molto spesso in questi mesi, è necessaria una
corretta collaborazione tra il Governo della Regione ed i sindaci.
So che avete fatto degli incontri, io credo che sia necessario che
vi parliate di più non solo con l'ANCI o con i rappresentanti
dell'ANCI ma anche con delegazioni di sindaci che, come ben
sappiamo, negli scorsi mesi sono stati costretti anche a protestare
- una cinquantina di sindaci mesi fa è venuta a piazza
Indipendenza, e ci dispiace, a manifestare la loro protesta anche
contro un'ordinanza che arrivava a prevedere perfino la loro
decadenza ed il commissariamento dei comuni.
Allora, io credo che sia necessario recuperare un clima di
maggiore collaborazione e questo i sindaci chiedono.
Chiedono maggiore ascolto anche da parte dell'assessore ma anche
da parte del Presidente della Regione ed io credo che ciò sia
dovere di tutti noi. Quindi, anche la dovuta attenzione nell'ambito
delle commissioni parlamentari.
Per quanto ci riguarda, anche come Gruppo del Partito democratico,
l'attenzione nei riguardi dei sindaci non può mancare.
Noi abbiamo formulato, in questi mesi, tredici interpellanze
parlamentari per segnalare alcune presunte disfunzioni per quello
che noi riteniamo nell'ambito della nostra Regione.
Accadono cose anche molto sgradevoli, perché un sindaco riceva,
dall'oggi al domani, la comunicazione che non può più conferire
nella discarica più vicina, ma è costretto a conferire in una
discarica a centinaia di chilometri. E, lei, ben sa che da ciò
discende anche un maggior onere dei costi di trasporto
MUSUMECI, presidente della Regione. E' il questore che lo dice
LUPO. E lo so Credo, però, per esempio, che su questo tema,
l'idea di rilanciare un fondo perequativo, per andare incontro a
quei comuni che, dall'oggi al domani, si vedono costretti ad
affrontare oneri aggiuntivi di trasporto, sia una soluzione che il
Governo della Regione siciliana può condividere con questo
Parlamento, perché se un comune vicino a Bellolampo, dall'oggi al
domani, è costretto a conferire a Lentini, deve affrontare costi
che, ovviamente, non si possono riversare nell'immediato,
esclusivamente, sulla tariffa del cittadino, diciamo, che è ignaro,
non sa neppure perché è costretto ad affrontare maggiori oneri.
Un fondo perequativo regionale, allora, per andare incontro ai
comuni che vivono momenti di particolare difficoltà, credo che sia
una proposta concreta che insieme possiamo affrontare.
Lei sa bene, perché, peraltro, abbiamo notato che, in questi mesi,
ha assunto anche una certa padronanza, rispetto al tema rifiuti, ha
maturato anche delle competenze, se non altro, per il fatto di
essere anche commissario per i sei punti di cui prima ci parlava,
che molti sindaci non riescono a fare di più per la differenziata,
perché mancano gli impianti.
La vicenda emergenza rifiuti credo abbia tre macro-ambiti.
Uno riguarda il sistema di gestione: da questo punto di vista, è
all'esame della commissione il nuovo disegno di legge.
L'altro macro-ambito è quello degli impianti, perché se mancano
gli impianti adeguati per fare differenziata, il povero sindaco non
ha soluzione da poter trovare ed il tema degli impianti, sono
d'accordo su questo col collega che mi ha preceduto, riguarda
anche, e principalmente, il piano regionale dei rifiuti.
Riteniamo che in quel contesto, la vicenda degli impianti debba
essere affrontata: se il piano rifiuti mancasse di un aspetto
fondamentale, che è quello dell'impiantistica necessaria per
realizzare la differenziata, sarebbe davvero un piano assolutamente
inadeguato.
Dico subito che io esprimo la mia perplessità sul rispetto del
cronoprogramma da lei annunciato, perché veniva detto che i
passaggi richiedono anche una tempistica, autorizzazioni che
richiedono
MUSUMECI, presidente della Regione. Al netto della VAS.
LUPO. Al netto della VAS, probabilmente, lei ha detto, al netto
della VAS sarà deliberato il piano, ma affinché possa essere
concretamente adottato, ci sono tempi più lunghi. Dico, spero di
no. E' questo, anzi, l'invito che rivolgo al Governo, possano
andare perfino oltre il febbraio del 2019. Se non ricordo male,
l'ordinanza, in base alla quale, lei è anche commissario
straordinario, mi pare prevede una scadenza del febbraio 2019. Mi
auguro che non sia necessario arrivare ad un proroga di questa
ordinanza, perché, se così fosse, avremmo un ulteriore elemento
preoccupante di discontinuità.
Se il problema non c'è, ovviamente, meglio.
Per quanto riguarda, invece, la governance del sistema e, quindi,
il disegno di legge a cui lei faceva cenno e che è, attualmente,
all'esame della commissione IV, della commissione ambiente. Ci
stiamo confrontando, apertamente ed in maniera molto schietta, in
maniera, direi, produttiva, cioè dicendo qual è il nostro punto di
vista, ovviamente, da opposizione. Chiediamo che questo Governo
rispetto alle osservazioni sensate, alle proposte corrette che
vengono dall'opposizione, dal Partito democratico, così come dal
Movimento 5 Stelle, abbia una certa attenzione, perché non sempre
c'è stata.
Chiediamo, allora, che si possa recuperare un clima di confronto,
davvero, nell'interesse di tutti i siciliani, sul merito perché ci
sono alcuni paletti, che noi riteniamo preoccupanti, che devono
essere affrontati con chiarezza.
Io sono d'accordo con la lettera c) del comma 1, dell'art. 1 del
disegno di legge che dice che la Regione si fa carico della tutela
dei lavoratori operanti nel settore dei rifiuti ; è evidente che
senza risorse umane qualsiasi sistema fallisce, ma bisogna far sì
che questa previsione possa trovare un riscontro poi concreto anche
nel resto del disegno di legge, perché se si prevede, lo porto solo
ad esempio, che le Ada hanno personalità giuridica di diritto
pubblico, bisogna capire come ciò si può conciliare con l'esigenza
di garantire continuità di rapporto di lavoro ai lavoratori che
oggi operano nel sistema e che però sono dipendenti di società di
diritto privato.
Allora questo è un tema che io credo bisogna affrontare a monte
rispetto alla discussione generale che poi si sta sviluppando in
Commissione Ambiente, altrimenti rischiamo di ritrovarci alla fine
del percorso nell'impossibilità di potere dare il via al nuovo
sistema.
Quindi, noi riteniamo che il nuovo Piano dei rifiuti debba essere
anche discusso in Commissione, io so che ovviamente non è
competenza del Parlamento però vorrei chiederle, se fosse
possibile, che ancor prima di approvarlo, a parte una discussione
in Commissione Ambiente, sia possibile affrontare almeno il tema
delle linee guida che ispirano questo piano anche in Assemblea
regionale siciliana.
PRESIDENTE. Il PD ha terminato tutti i minuti a sua disposizione.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, la seduta scorsa ho avuto il vanto di rassicurare l'Aula
sulla sua piena disponibilità, ho evidenziato e ho il piacere di
confermarlo, il fatto che lei, Presidente Musumeci, ha una grande e
potente arma che è la sua grande disponibilità e la sua
disponibilità all'ascolto.
Sul tema specifico, io l'ho ascoltata con grande attenzione e ho
constatato intanto la puntualità di tutti i passaggi che lei ha
posto in essere per quanto riguarda questi famosi sei punti, la sua
funzione di Commissario a metà . A metà, già Presidente si è
sbilanciato molto, a meno della metà , però lo ha fatto bene, c'è
una Agenda prestabilita ma l'onorevole Lupo, correttamente, ha
detto c'è anche e anche altri deputati, la fase che non sarà più
emergenziale.
Ma io ricordo bene che in questa seduta e anche in altre sedute
apposite, lei ha rimarcato un aspetto, io mi sento di
sottoscriverlo, ogni provincia dovrà assumersi la responsabilità
della gestione di quei rifiuti per non accadere più quello che
denunciava giustamente l'onorevole Lupo, perché quando c'è questo
giochino perché per tanti anni è stato un giochino di convenienza,
spostare i rifiuti in un'altra città per alimentare e moltiplicare
i costi di gestione, gestiti anche in modo pessimo e improvvisato,
questo non ci sarà più e soprattutto non ci sarà più l'attenuante
per dire chi è il responsabile? , perché ogni volta non si trova
mai un responsabile. Per anni noi siamo infognati in un'emergenza e
ne parliamo da tanto tempo e non si sa chi è il responsabile, o
perlomeno i responsabili sono stati così bravi da creare un caos
così farraginoso che è difficilissimo poi riprendere le fila della
matassa per mettere ordine.
Certamente, se dipenderà per il parere sulla valutazione
ambientale non è un'inefficienza di chi deve porre in essere gli
atti, ma non penso che mancherà per questo, se dovesse slittare il
tempo necessario, penso che la ragionevolezza dovrà sempre
prevalere.
Onorevole Presidente Musumeci, devo ancora attestarle un'altra sua
arma potentissima: la costanza. E' bastato avere il pugno fermo con
i nostri sindaci, di tutti, e la percentuale sulla raccolta
differenziata è schizzata verso l'alto, quindi è bastato dare un
segnale, cioè non solo la funzione legislativa ma anche pedagogica,
ma anche come dire di coinvolgimento, di responsabilizzare gli
amministratori che in passato sono stati abituati solo a quanto mi
costa? Quanto mi dai? Quanto posso spendere? Come posso bandire una
gara? Ognuno una gara personalizzata - quando ce n'è stata una
LUPO. Lei è stato consigliere comunale
MILAZZO. Onorevole Lupo lei è entrato dopo, lei purtroppo si è
perso il primo tempo
Ho detto i nostri sindaci che amministrano con grande generosità,
tuttavia lo ribadisco, è bastato avere dare il senso della fermezza
e la percentuale sulla raccolta differenziata è schizzata verso
l'alto, perché purtroppo bisogna dare il segnale di esistenza in
vita di un Governo regionale e noi lo abbiamo fatto, secondo me,
egregiamente.
Presidente, possiamo dire che il percorso va avanti, possiamo dire
che il Governo costantemente ci tiene informati, possiamo dire con
altrettanta certezza che il Governo dà disponibilità a costruire
insieme questo percorso per uscire dall'emergenza e successivamente
gestire una normalità, una fase normale della gestione dei rifiuti.
Io certamente devo evidenziare anche la grande responsabilità, la
grande competenza degli interventi dei precedenti Gruppi
parlamentari che con grande responsabilità, intelligenza e anche
competenza a partire anche dall'ex presidente Trizzino, hanno
lanciato un messaggio chiaro: tutti insieme dobbiamo collaborare
per fare uscire la Sicilia da questa vergogna ed evidenziare anche
infine l'ottimo lavoro, visto che si parla quotidianamente che
l'Assemblea non legifera, non lavora in questo settore, soprattutto
in questo settore, la Commissione territorio e ambiente presieduta
dall'onorevole Savarino è stata una grande punto di riferimento per
il Governo.
Dopodiché penso che - questo vale per tutti - quando uno butta
fango è convinto che lo butta sugli altri, ma alla fine il fango
arriva su tutti e i cittadini giudicano tutti male.
Quando un dibattito, un argomento, si affronta in modo serio ne
usciamo certamente tutti ingigantiti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Compagnone, poiché il Movimento Cinque Stelle mi
aveva chiesto altri due minuti, visto che l'onorevole Milazzo ha
parlato sei minuti in meno di quanto aveva la possibilità di fare,
dopo l'intervento dell'onorevole Compagnone diamo altri due minuti
all'onorevole Pagana che forse si prende altri trenta secondi da un
altro, comunque complessivamente due minuti, non di più, al
Movimento Cinque Stelle.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha
facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io cominciai a
fare la raccolta differenziata nel mio Comune nel 2004, quando di
raccolta differenziata nessuno parlava. E addirittura, mi ricordo,
che i miei consiglieri comunali mi volevano mandare a casa perché
io disturbavo le persone. E poi ho continuato ad occuparmi di
ambiente nei cinque anni al Senato.
Questo perché, cosa ho capito dopo tutti questi anni? Ho capito
una cosa. Che il sistema, poi alla fine, è abbastanza semplice. E
bisogna mettere un po' di chiarezza in tutto questo grande
dibattito che non finisce mai.
Intanto, dobbiamo fare capire alla gente - perché ancora non è
chiaro per tutti -, che noi produciamo oggi una massa di spazzatura
che una volta non si produceva, e che questa massa di prodotto che
noi facciamo dobbiamo in qualche modo smaltirla. Abbiamo anche
capito - e questo è ormai assodato in tutta Europa - che l'unico
sistema, perché ancora c'è qualcuno che fa fantasia, ragiona, fa
filosofia, sostanzialmente l'unico sistema oggi acclarato che fa
funzionare il sistema è quello della raccolta differenziata. Ormai
è acclarato
Abbiamo anche capito che siccome una quota parte notevole di
questa spazzatura, di questo rifiuto, è sostanzialmente per il 40
per cento tutto l'organico, basta intelligentemente occuparsi bene
di questo organico per avere tolto il 40 per cento di questa massa,
e la restante parte sono tutti i materiali, come lei stesso ha
detto signor Presidente, assolutamente riutilizzabili, riciclabili,
come il legno, la carta e così via. Alla fine qual è il senso di
questo ragionamento? Cosa bisogna fare? Bisogna fare gli impianti
per togliere di mezzo l'organico.
Dove si è sbagliato e io mi complimento con lei, sinceramente, per
questo cambio di passo che si sta dando e lo ha dimostrato, bisogna
fare chiarezza e puntare tutto sugli impianti. Nei cinque anni
passati questo è stato il grave danno, non si facevano gli impianti
e si favorivano le discariche. Lo si faceva per incapacità, lo si
faceva volontariamente o meno, non è il caso di dirlo qua perché,
in ogni caso, questo era. Lo abbiamo capito tutti.
Allora qual è il grande sforzo che bisogna fare signor Presidente?
E' quello che viene fuori dai tanti interventi che sono stati fatti
da molti colleghi. Dov'è la vera grande emergenza? Dove il Governo
si deve impegnare e impegnare gli Uffici. Io lo dissi dal primo
minuto questa cosa. Bisogna impegnare gli Uffici a fare un po' di
chiarezza. Vogliamo capire in questa Sicilia quanti sono? Ed è
facile farlo. Perché basta andare a vedere i procedimenti VIA, i
procedimenti VAS e i procedimenti AIA e sappiamo subito quanti sono
gli impianti che si stanno autorizzando e gli impianti esistenti.
Poi, in questa Regione siciliana, sapendo noi anche quanto sono
gli abitanti, quanto è il prodotto di spazzatura, e sappiamo quanto
è la percentuale, è facile distribuire, più o meno equamente nella
Regione siciliana, gli impianti. Quello che si vuole qua - e credo
di interpretare la volontà di tutti - è semplicemente questo. E
questo è l'impegno che bisogna chiedere al Governo e che lei può
realizzare velocemente. Almeno per avere il quadro della
situazione. Sapere quanti impianti abbiamo, quanti ne stiamo
autorizzando e se bastano o non bastano.
La vera emergenza, signor Presidente, sta nel velocizzare i tempi
per la realizzazione dell'impianto. Perché io non mi straccio le
vesti se noi perdiamo un po' di tempo in più per fare il piano dei
rifiuti che stiamo discutendo benissimo in Commissione. C'è stata
questa battuta di arresto involontaria legata purtroppo al
malessere del nostro Assessore - bravissimo tra l'altro - a cui
facciamo i nostri auguri perché si riprenda velocemente. Ma in
Commissione si sta facendo un ragionamento molto sereno, devo dire
e devo dare atto - lo farà anche penso il Presidente - sia con il
PD che con il Movimento Cinque Stelle e con la maggioranza, si sta
facendo un ragionamento sereno e stiamo dialogando su tutti i
passaggi per cercare di tirare fuori una legge quanto più
ragionevole possibile, quanto più buona possibile.
Questo lo stiamo facendo ed è l'invito che fa il collega Lupo e
che è in questa direzione.
Torno a dire, dov'è il grande problema? Se noi perderemo qualche
giorno in più o se approveremo questo piano il primo gennaio e non
il 31 dicembre, non è quello il problema. Il problema è velocizzare
l'iter di approvazione dei progetti, di fare in modo, come lei ha
fatto benissimo a Ragusa.
Io ricordo nei miei primi tempi, e fu una domanda che feci all'ex
Presidente in Commissione di inchiesta sui reati ambientali, se a
Ragusa hanno costruito un impianto di compostaggio, ma perché non
parte? Ci vuole andare con i carabinieri e vede perché non parte?
Lei lo sta facendo ed è quello che bisogna fare. Dobbiamo fare in
modo gli impianti esistenti si facciano funzionare e quelli che
sono in iter si realizzino.
In Commissione abbiamo dato un assist in più, abbiamo detto noi al
Governo diamo la priorità - e su questo siamo tutti d'accordo -
agli impianti pubblici. È semplice, se noi abbiamo un certo numero
di impianti da realizzare e abbiamo degli impianti pubblici, cioè
dove i comuni si sono messi insieme per realizzarli, bisogna
velocizzare l'iter di approvazione e di funzionamento di quegli
impianti.
Allora cosa si chiede al Governo a mio modestissimo parere? Lo
sforzo che le chiedo, che noi dobbiamo fare è di, oggi, prendere in
mano le procedure nei nostri Uffici e tirare fuori impianti, dando
la priorità agli impianti pubblici, tenendo via via conto del
fabbisogno del territorio. Perché è inutile autorizzare venti
impianti sulla provincia di Catania e nessuno su Palermo, perché
noi non dobbiamo - come lei stesso ha detto - fare camminare i
camion con questo è lo sforzo che bisogna fare. E bisogna
velocizzare lì. Se c'è una deroga e un commissariamento
straordinario è solamente per potere agevolare e velocizzare questi
procedimenti.
Stamattina sono stato all'assessorato dove i funzionari di Calat -
e lei sa che cosa è - chiedono l'autorizzazione a potere ampliare
il proprio esistente pubblico, fatto dai comuni, per dare risposte
al territorio, il Comune di Niscemi che è nei guai e non riesce a
portare la spazzatura. Ebbene, siccome nella autorizzazione della
VIA VAS e quant'altro si segue l'elenco e il protocollo, succede
che se ci sono, per esempio, centro richieste di privati fatti
prima dell'impianto di Calat, noi dobbiamo prima sbrigare e dare
risposta ai cento privati e non diamo risposta al pubblico. Ecco
dove dobbiamo avere la deroga e chiedere al Ministro una deroga in
questo senso e dare l'autorizzazione al Presidente della Regione,
veramente e seriamente di non fare - come dice lei benissimo - il
Commissario dimezzato, ma di fare il Commissario che ha la
possibilità di incidere e di dire bene questo è il programma della
Regione Siciliana. Questi sono gli impianti che vogliamo fare,
questa è la scaletta che noi determiniamo e lo facciamo sulla base
di principi che sono legati a quanto si produce, a ogni territorio
e al fatto che siano pubblici e non privati. Questo bisogna fare,
signor Presidente. Questo è quello che io mi auguro, la ringrazio e
le auguro buon lavoro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, 107 milioni 861 mila e 68 euro, questi sono i fondi
comunitari che in questo momento risultano bloccati, perché manca
il Piano rifiuti che è la condizionalità ex ante per sbloccarli. E
il tutto è condito da una grandissima confusione.
Perché lei, Presidente, ad aprile con una delibera di Giunta,
approva il Piano stralcio che arriva in Commissione e viene
approvato, a giugno si sveglia e mette un avviso pubblico per la
selezione di 25 esperti, a luglio - data di scadenza degli esperti
- arrivano 800 e passa domande, a settembre dichiara che entro fine
anno sarà pronto il Piano rifiuti che non si sa chi sta scrivendo,
a metà settembre l'assessore Pierobon, a differenza del direttore
Cocina, dichiara che a lui sarebbero bastati tre esperti anziché
25, oggi si scopre che gli ottocento e passa ragazzi che erano
persone esperte che hanno presentato domanda, probabilmente si
vedranno cancellato l'avviso che verrà ritirato per sbloccare la
condizionalità ex ante e la sensazione che adesso pervade è quella
di una confusione terribile. Oggi lei tira fuori il PON governance
del 14-20 identico a quello del 7-13 dove vuole fare una sorta di
gemellaggio insieme a Invitalia per fare il Piano rifiuti e gestire
la gestione rifiuti in Sicilia. Lo strumento assolutamente non
nuovo, già vecchio, conosciuto che però lei tira col coniglio fuori
dal cappello gli ultimi giorni di questo anno. Ma non solo, va in
giro col suo dirigente e addirittura leggiamo nella pagina facebook
del Dipartimento i complimenti del dirigente nei confronti di
questa amministrazione cose che invece non dovrebbe fare proprio
perché è un dirigente della nostra Regione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Onorevoli Presidenti, onorevoli Assessori e colleghi,
innanzitutto desidero, se mi permettete, portare il saluto
dell'assessore Alberto Pierobon che, come ha detto il nostro
Presidente, è assente per motivi di salute. E porto il suo saluto
ma anche il suo ringraziamento per le tante attestazioni di
affettuosa amicizia che sono arrivate da tutti, da tutto il mondo,
da tutti coloro che lo conoscono all'interno di questo Parlamento e
non solo.
Fatta questa doverosa ovviamente rappresentazione del saluto
dell'assessore Pierobon, che oggi sarebbe stato con noi a cui
auguriamo naturalmente di rientrare quanto prima, e so che lo farà
probabilmente a partire dalla prossima settimana, ho valutato,
Signor Presidente, con quale dovizia di particolari, con quale
esplicitazione chiara lei abbia tracciato la storia dell'emergenza,
della situazione emergenziale in Sicilia sui rifiuti e sulle sue
reali competenze.
Questo quadro, signor Presidente, ha reso possibile credo non solo
a noi deputati, ma a tutti i siciliani, finalmente, di avere la
necessaria chiarezza nel merito. E lei oggi ha potuto anche, e io
di questo sono molto compiaciuta a parte qualche nota stonata che
ovviamente attiene anche alla specificità dell'essere umano e di
qualcuno in particolare che si distingue sempre nel merito, ho
notato la pacatezza con la quale è avvenuto qui dentro il
dibattito. E se questo è avvenuto, signor Presidente devono
riconoscerne a lei il merito, all'autorevolezza morale che questo
Governo che lei guida esprime e che si realizza anche attraverso i
provvedimenti posti in essere sia nel quadro della risoluzione per
affrontare le specifiche competenze a lei conferite per
l'emergenza, sia per affrontare anche ogni altra situazione che in
Sicilia langue da tempo.
Nella qualità di deputato che appartiene alla Commissione
ambiente, ho anch'io avuto modo di affrontare tutte le criticità
che sono emerse in questi mesi di grande lavoro e ha fatto bene lei
Presidente a riconoscere merito all'onorevole Presidente della
Commissione Giusi Savarino, perché se all'interno della Commissione
sono state affrontate davvero tante criticità, sono stati accesi
tanti riflettori su elementi che, a nostro giudizio, sono apparsi,
e poi tali si sono realmente rivelati, elementi anche su cui la
Magistratura, la Magistratura contabile e non solo, sta ponendo
grande attenzione.
Bene, se all'interno di quella Commissione, di questa nostra
Commissione, c'è un clima di collaborazione, un clima di sereno
confronto, lo si deve certamente anche al modo in cui vengono
condotti i lavori dalla Presidente Savarino ed è suo merito, è
giusto riconoscerglielo, nella capacità di interpretare le esigenze
di tutti e nel dare voce ad un confronto libero ed appassionato. Un
confronto libero e appassionato che ci permette anche di essere in
sintonia con le varie forze - ancorché dell'opposizione di questo
Parlamento - quando chiedono - ed io sono convinta, onorevole
Trizzino, che sapremo insieme votare la risoluzione che è
all'attenzione della nostra Commissione e quanto prima credo la
calendarizzaremo.
Aspettiamo che torni anche l'Assessore Pierobon per questo - al
fine di evitare che non ci sia l'armonizzazione nella definizione
delle autorizzazioni per impianti che siano via e che siano anche
quelle date dall'assessorato Energia, perché ad oggi non abbiamo
chiarezza nel merito, non sappiamo quante sono queste
autorizzazioni e soprattutto - com'è giusto che sia - occorre dare
priorità all'impiantistica pubblica proprio perché ci sia la
necessaria responsabilità pubblica che deve guidare la governance
in un settore così delicato nel quale nel passato, ma credo sia
pronta anche nel futuro, ad infiltrarsi la criminalità.
Quindi, signor Presidente, la ringrazio per questa chiara
esposizione della situazione che riguarda sia la dimensione
emergenziale sia anche il prossimo futuro che dovrà riguardare
l'ordinarietà. Siamo assolutamente in linea con lei, col suo
Governo, con l'Assessore Pierobon così come recita la legge che per
ora è all'esame della nostra Commissione, che ci sia una governance
nell'ambito territoriale, perché i rifiuti non devono camminare,
perché la tassa sui rifiuti debba diminuire e sarà certamente così
nel momento in cui avremo una impiantistica efficiente ed una
governance territoriale adeguata allo scopo.
Io, come Presidente del Gruppo parlamentare UDC presente in questo
assise, in questa Assemblea, le voglio esprimere tutto il nostro
grazie per avere dato chiarezza, quella chiarezza che se manca a
noi deputati immaginiamo ai cittadini siciliani. Oggi noi usciamo
da qui, tutti quanti, anche i siciliani che possono avere sentito
questo dibattito, con le idee più chiare e con la sicurezza che
questo Governo, il suo Governo ed il nostro Governo saprà portare
fuori la Sicilia dall'emergenza, saprà regolamentare questo
difficile settore e potrà traguardare vantaggio per i siciliani ma
anche per le imprese che potranno sicuramente trarne vantaggio dal
riciclo, dal riuso e dalla differenziata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Galvagno. Ne ha
facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
ascoltato con grande attenzione le sue parole, Presidente Musumeci,
e come sempre lei riesce a contraddistinguersi per la sua
precisione, determinazione e garbo.
Mi sento di ringraziare e complimentarmi con la Presidente
Savarino e tutti i colleghi della Commissione che stanno dando un
grande contributo e stanno facendo un ottimo lavoro in questi pochi
mesi. Ho visto anche di buon grado il gesto suo di Ragusa nel non
tagliare il nastro, questo è stato un gesto importante e
significativo perché siamo stanchi degli sprechi, siamo stanchi di
opere inutilizzate ed è giusto che ci sia una certa forza da parte
delle istituzioni nel volere dare questi segnali. Vent'anni fa per
la prima volta andavo in Inghilterra e mi sono confrontato con una
civiltà completamente differente, però la cosa che mi dispiace è
che vent'anni fa in Inghilterra erano molto più avanti di noi ai
giorni nostri e questo - seppur con critica - deve essere un motivo
per fare svegliare tutte quante quelle persone che vogliono
costruire insieme a noi qualcosa. Parlano di civiltà quando
dovrebbero dare magari anche loro qualche segnale di civiltà. Lei
ha fatto un discorso bellissimo e secondo me oggi i problemi ci
sono e sono tanti ma, sicuramente, da qualche parte si deve
cominciare e lei, credo, che lo stia facendo nella maniera
migliore.
Io vengo da un paese, Paternò, dove l'ombra di un inceneritore,
nella Valle del Simeto, è stata un'ombra ingombrante e pericolosa
che ha fatto tanto preoccupare i cittadini di Paternò e non solo,
però, comunque, quando abbiamo avuto il piacere di ascoltarla nei
suoi primi interventi, lei ha parlato di soluzioni e fortunatamente
non è mai caduto in sterili polemiche, che siano inceneritori o
meno, qualche risposta siamo sicuri che dobbiamo darla e la daremo.
Io, Presidente, non voglio dilungarmi più di tanto, ma il mio
vuole essere soltanto un augurio affinché lei riesca ad eliminare
tre parole della nostra quotidianità e queste sono: l'emergenza, la
necessità e l'urgenza.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando ci siamo
insediati il 27 dicembre abbiamo trovato in Commissione una
delibera della Corte dei Conti che, testualmente, recitava, erano
delle osservazioni sull'attuazione della legge regionale n. 9 sul
tema dei rifiuti: il sistema della gestione dei rifiuti delineato
dalla normativa regionale vigente si è rilevato inattuabile, oltre
che per inadeguatezza dell'azione di impulso e di coordinamento
svolto dall'amministrazione regionale, anche per ragioni connesse
all'incoerenza ed alla contraddittorietà dell'attuale impianto
normativo che pone diverse problematiche , continuava, la Corte dei
Conti, delineando un sistema - ha usato questo termine - discarico-
centrico'.
D'accordo con i miei colleghi abbiamo deciso, da subito, quindi a
partire da gennaio, di ascoltare tutti i riferimenti territoriali,
da Trapani a Siracusa, che avevano a che fare con il sistema dei
rifiuti, siano essi pubblici che privati.
Abbiamo iniziato un ascolto importante ed abbiamo, così, scoperto
tante criticità, la collega Lo Curto, poco fa, ed anche l'onorevole
Compagnone, ma anche il collega Trizzino in altre circostanze,
hanno sottolineato quante criticità siano venute fuori da
quell'ascolto. Abbiamo scoperto, ad esempio, che nello stesso
territorio c'erano, contestualmente, un commissario liquidatore
dell'ATO, un commissario di nomina del Presidente della Regione ed
il nuovo presidente delle SRR che veniva designato, quindi,
venivano triplicati i ruoli e, ovviamente, un'azione di
deresponsabilizzazione perché nessuno sapeva bene quale fosse la
loro funzione. Gravissimo Questi costi venivano triplicati e,
ovviamente, a pagarne le conseguenze il cittadino.
Abbiamo trovato situazioni, come nell'ATO CT1, in cui 3 commissari
liquidatori, dico 3, dello stesso ATO a distanza di 8 anni dal loro
insediamento, quindi al 2018 dal 2010, non avevano ancora neanche
trasferito né il personale né i servizi alle SRR di competenza.
Abbiamo trovato 1,2 miliardi di debiti degli ex ATO. Ripeto 1,2
miliardi, ma ritengo che la somma sia approssimativa, quindi, uno
stato debitorio e di insolvenza incredibile che gravava sui comuni
partecipanti all'ATO.
Abbiamo trovato delle anomalie nelle tariffe per cui, per lo
stesso gesto di conferire in discarica, il cittadino di Gela o di
Palermo paga 70, 80 euro a tonnellata, il cittadino del catanese
120 a tonnellata, il cittadino agrigentino fino a 150 euro a
tonnellata. E quando abbiamo chiesto il perché, abbiamo scoperto
che, a monte, dalla Regione siciliana non c'era alcuna
autorizzazione formale di quelle tariffe, erano autodeterminate.
Abbiamo scoperto, proprio dalla voce viva di chi veniva in
Commissione, che molti ATO, ex ATO, oggi SRR, avevano presentato
progetti o di ampliamento di discariche pubbliche, o di impianti di
compostaggio, che erano finiti nei meandri dei cassetti della
Regione siciliana senza esito, mentre, negli stessi periodi,
contestualmente, le richieste di ampliamento di discariche private
trovavano veloci risposte, nello stesso Dipartimento.
Abbiamo, però, scoperto anche significativi casi positivi: è il
caso della Kalat Ambiente, ne ha parlato Pippo Compagnone; è il
caso di Ferla, un comune virtuoso che ha fatto delle case di
compostaggio un modo per abbattere i costi e per aiutare il
cittadino, quindi, nella raccolta differenziata e nello smaltimento
dei rifiuti.
Abbiamo approvato una risoluzione del 7 marzo quando abbiamo
concluso questo iter e chiesto nell'impegno al Governo di attivare
una serie di azioni. L'8 maggio, arriva in Commissione il piano
stralcio dei rifiuti che, in tre settimane, grazie al lavoro dei
colleghi che, in maniera unanime, è stato detto, ha approvato
questo piano stralcio, abbiamo però inserito, sempre all'unanimità,
due precisazioni: abbiamo chiesto al Governo di dare priorità agli
impianti pubblici, soprattutto nelle province che ne erano
sprovviste e di controllare la compatibilità degli impianti privati
con la pianificazione sia provinciale che regionale.
Il 26 giugno, è arrivato il DDL sui rifiuti, ed è vero, stiamo
cercando di lavorare ascoltando le istanze che arrivano anche dalle
opposizioni, onorevole Lupo. Lo facciamo, abbiamo rinviato da
luglio a settembre per fare un approfondimento giuridico su alcune
cose che sono state da voi segnalate, però, è pure vero che abbiamo
chiara l'idea che la governance provinciale deve essere una
governance in mano pubblica, perché in tutta Italia si sta andando
verso una governance pubblica.
E' pure vero che il problema del personale sarà trattato ed
attenzionato in modo tale da trovare una soluzione che dia ad un
ente provinciale la governance, il controllo, il coordinamento e,
poi, laddove, è possibile, sia per ragioni demografiche che per
efficienza del sistema, lasciare dei bracci armati che
contribuiscano all'interno del territorio a fare una gestione dei
rifiuti al meglio.
Concludo. Il principio di prossimità, onorevole Trizzino, permette
nel disegno di legge sui rifiuti di poter utilizzare impianti anche
fuori provincia qualora questi siano necessari anche ai territori
limitrofi. Non è una rigidità geografica quella delle province, è
un'organizzazione che si spera possa essere più ottimale possibile,
ma non è rigida, non è chiusa, proprio grazie al principio di
prossimità.
Stasera, abbiamo sentito il presidente Musumeci con grande
semplicità e naturalezza snocciolare alcuni dati. Ci ha parlato di
alcuni impianti pubblici che sono stati sbloccati; ebbene, era una
delle cose che avevamo chiesto e che apprezziamo che sia stato
fatto e per cui ringraziamo il governo Musumeci. Enna, Ragusa, i
sei impianti che sta seguendo come emergenza.
Abbiamo sentito il Presidente parlare delle linee guida sulle
tariffe; ebbene quello è un modo per cui ringraziamo il governo
Musumeci che toglie ad alcuni...
Per favore, sospendete il tempo a mia disposizione.
PRESIDENTE. Non è prevista la sospensione per tosse
SAVARINO. Scusate.
Dicevo, il presidente Musumeci con semplicità ha elencato due, tre
cose, quattro cose una dietro l'altra velocemente, come se fossero
cose semplici: avere sbloccato alcuni impianti pubblici che danno
ossigeno e che servono a calmierare il prezzo anche di chi, con le
discariche private, ha fatto il bello ed il cattivo tempo in questi
anni; ha parlato delle linee guida sulle tariffe, tanto attese
perché c'è stata la giungla in questi anni; ha parlato delle
bonifiche delle vecchie discariche, e sappiamo già che il
presidente Musumeci ha chiesto anche di verificare che fine abbiano
fatto i fondi per il post mortem, che le discariche sia pubbliche
che private dovevano accantonare, perché prima che noi diamo altri
soldi pubblici per bonificare quelle discariche è importante capire
che fine abbiano fatto quei fondi.
Ha parlato dei nuovi bandi per le case di compostiera di comunità.
Ecco il modello Ferla che gli avevamo chiesto.
Presidente, attendiamo il piano regionale definitivo dei rifiuti
ma, è chiaro, che se viene atteso da vent'anni, settimana più
PRESIDENTE. Avendo l'onorevole Savarino preso tutto il tempo per
il Gruppo parlamentare Diventerà Bellissima avremmo concluso tutti
gli interventi su questo punto.
Però, visto che abbiamo fatto velocemente, mi viene richiesto
ancora un minuto dal Gruppo parlamentare del Movimento Cinque
Stelle, dall'onorevole Di Paola e poi, onorevole Aricò, visto che
abbiamo fatto regali all'opposizione, se lei volesse parlare due
minuti
Allora, un minuto l'onorevole Di Paola e due minuti l'onorevole
Aricò.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola.
CIANCIO. Si è fatto perdonare, Presidente
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, non mi sono sprecato, ho fatto
qualcosa che non si potrebbe fare e che, invece, abbiamo fatto.
LO CURTO. Presidente, lei ha un debole per il Movimento Cinque
Stelle, per le donne
PRESIDENTE. No, non per le donne, hanno parlato solo uomini. Per
cui non ho alcun debole
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò telegrafico.
Ho ascoltato le parole del presidente Musumeci il quale, in un
passaggio ha detto che, con l'inaugurazione dell'impianto a Ragusa,
quel comprensorio, quella provincia sarà autosufficiente, riuscirà
a gestire tutti i rifiuti.
Allora, da qui capisco che non c'è una visione e non c'è una
programmazione sui rifiuti da parte di questo Governo regionale
perché, Presidente, deve sapere che c'è un altro impianto in
località, nella provincia di Caltanissetta, un impianto FORSU, per
cui il suo Dipartimento ha già dato le autorizzazioni che tratterà
i rifiuti sia della provincia di Caltanissetta che della provincia
di Ragusa.
Ciò significa che questo Governo non ha alcuna contezza per quanto
riguarda l'impiantistica privata e si stanno rilasciando
autorizzazioni di VIA e di AIA senza alcuna cabina di regia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Aricò. Le concedo
due minuti massimo, onorevole.
ARICO'. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Governo, signori deputati, oggi, dopo l'intervento della mia
collega di Gruppo, Giusy Savarino, che ringrazio per il lavoro
svolto in Commissione, posso ritenermi soddisfatto della relazione
del Presidente della Regione ed anche per essere venuto, ben per la
seconda volta nel giro di pochi mesi, a parlare della problematica
dei rifiuti.
Oggi, siamo tutti d'accordo a pensare che quello che si è fatto in
pochi mesi, probabilmente, non si è fatto negli ultimi dieci anni;
abbiamo raggiunto livelli di programmazione elevatissimi.
Poi, un breve accenno - visti quei pochi secondi che abbiamo a
disposizione - su quanto è accaduto nell'ultima parte
dell'intervento del Presidente della Regione rispetto alle
dichiarazioni di stampa e di alcuni colleghi deputati.
Ed io, signor Presidente ed signori colleghi, mi ritengo
orgoglioso di far parte di un Movimento, che è Diventerà
Bellissima, e di averlo fondato insieme al Presidente della Regione
e qualche altro amico, per la trasparenza amministrativa e di
bilancio di cui il Movimento si è voluto auto dotare.
Ed ho assistito, finanche, ai contributi di 10 euro certificati da
una società di certificazione per assemblare il bilancio e sono
anche andato a verificare i candidati presidenti della Regione cosa
avessero lasciato nella loro rendicontazione. L'unico dei tre che
ha fatto una dichiarazione analitica anche dei contributi ricevuti
è Nello Musumeci.
Allora, non voglio attaccare nessuno, non voglio dire che gli
altri avevano sbagliato ma non vogliamo lezioni di moralità.
Il nostro Movimento non ne vuole né tantomeno possiamo subire
degli attacchi sterili su dichiarazioni che, poi, sono state
smentite dagli stessi pochi minuti dopo.
Comunicazioni del Presidente della Regione su Riscossione Sicilia
S.p.A.
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione su Riscossione Sicilia
S.p.A. .
Sono già le ore 18.45, pertanto, appena finisce il Presidente
della Regione, iniziamo gli interventi, ovviamente, ma mi
permetterò questa volta di non fare regali ad alcuno, di essere
limitatissimi, altrimenti, si rischia di fare veramente troppo
tardi.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MUSUMECI, presidente della Regione. La ringrazio, signor
Presidente. Pochi minuti, davvero, per relazionare sulla società
Riscossione Sicilia. Le vicende sono fin troppo note per l'impegno
istituzionale dei parlamentari e per le notizie diffuse
puntualmente dalla stampa.
Com'è noto, nella scorsa estate, il 9 agosto 2017, in piena estate
dunque, alla vigilia di San Lorenzo, questo Parlamento ha
approvato, per alzata e seduta, dopo avere, col voto segreto,
bocciato un emendamento soppressivo da parte del governo Crocetta,
ha votato per mettere in liquidazione la società Riscossione
Sicilia.
Le considerazioni sono state diverse. Ho qui il testo stenografico
di quel dibattito.
Il presidente Crocetta era contrario alla soppressione ed il
Parlamento, nella sua sovranità, ha detto quello che, poi, è
consacrato nell'articolo 28 della legge n. 16 del 2017: Il Governo
della Regione è autorizzato ad avviare le procedure di liquidazione
di Riscossione Sicilia S.p.A., in attuazione delle disposizioni di
cui all'articolo 1, del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193,
convertito con modificazioni dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225,
previa stipula, entro il 31 dicembre 2018, di apposita convenzione
con il Ministero dell'economia che assicuri il mantenimento dei
livelli occupazionali del personale con contratto a tempo
indeterminato, in servizio alla data del 31 dicembre 2016 presso la
stessa società.
Il comma 2 recita: Dalla data di entrata in vigore della presente
legge, la società Riscossione Sicilia S.p.A., è gestita da un
Consiglio di amministrazione di 3 componenti, nominati dal Governo
regionale, previo parere della Commissione affari istituzionali
dell'Assemblea regionale siciliana.
L'incarico di componente del consiglio di amministrazione , dice
il comma 3, non può essere conferito a coloro i quali abbiano
svolto, nei 5 anni antecedenti, funzioni e compiti di
amministratore nella società di cui al comma 1.
La legge parla chiaro.
Quando siamo arrivati alla guida della Regione siciliana, abbiamo,
per prima cosa, normalizzato i vertici della Società, puntando su 3
figure di rilievo, anche per il loro passato professionale, in
particolare, un generale della Guardia di Finanza ed un procuratore
della Repubblica in pensione, oltre ad un'apprezzata commercialista
con anni di esperienza.
Quel Consiglio di amministrazione, nonostante la buona volontà
della vigilia, dopo qualche settimana ha rinunciato, ha rassegnato
le dimissioni. Il Consiglio di amministrazione ha avuto la cortesia
di chiedere di incontrarmi. Mi ha rassegnato le ragioni per le
quali rinunciavano. Non c'erano, è stato detto, le condizioni
ambientali per potere procedere ad un'azione di bonifica, di
risanamento e neppure di continuità almeno fino al 31 dicembre come
la legge recita.
Qualche mese prima per non restare con le mani in mano, a Roma
abbiamo incontrato sia il Direttore generale dell'Agenzia delle
Entrate, dottor Ruffini, sia il Ministro per il Mezzogiorno, siamo
ancora con il Governo a guida PD e sia i vertici del Monte Paschi
di Siena.
In quella circostanza è stato ricordato al Presidente della
Regione siciliana come quell'Istituto di credito avanzasse un
credito dalla società Riscossione Sicilia per oltre 100 milioni di
euro ed è stato ribadito dal Ministro la necessità di accelerare le
procedure per risanare la situazione finanziaria.
Il Governo era in uscita, si era già votato per le politiche, ma
non si era ancora insediato il nuovo Governo. Insediato il nuovo
Governo, abbiamo contattato, abbiamo incontrato il Ministro per
l'Economia e le Finanze per sottoporgli un elenco di priorità e fra
le priorità la vicenda di Riscossione Sicilia. Il ministro,
professore Tria, ha assicurato che avrebbe istituito un tavolo
tecnico per affrontare le questioni, ma ancora oggi non è pervenuta
alla Presidenza della Regione alcuna notizia sull'istituzione di
quel tavolo.
Naturalmente, torneremo a sollecitare la prossima settimana tenuto
conto anche delle esigenze che il Governo ha dovuto affrontare in
questi giorni con scadenze improrogabili.
Al tempo stesso, avremmo voluto parlare con il Direttore generale
dell'Agenzia delle Entrate perché il problema qui è: il Parlamento,
questo Parlamento ha deciso di affidare allo Stato la gestione
della riscossione dei tributi in Sicilia, però non si è accertato
della disponibilità dello Stato ad accettare questa proposta,
quindi, la nostra premura era quella di parlare col Direttore
generale dell'Agenzia delle Entrate che, in buona sostanza, è
l'istituzione che dovrebbe farsi carico, eventualmente, del
servizio, ma il Direttore generale dell'Agenzia delle Entrate era
dato in uscita, quindi, non potevamo assumere, da parte sua, alcun
impegno, ricevere alcun impegno.
Per fortuna, in questi giorni, la Corte dei Conti ha registrato la
nomina del nuovo Direttore generale, un generale della Guardia di
Finanza, Antonino Maggiore, peraltro di origine siciliana come il
cognome conferma e, proprio ieri e stamattina, ho ribadito la
richiesta di un incontro con il Direttore generale dell'Agenzia
delle Entrate.
Stiamo, quindi, lavorando sul piano governativo e sul piano della
struttura esattoriale. Speriamo che la prossima settimana dal
Ministero dell'Economia arrivi una possibilità di incontro e,
contemporaneamente, quello del Direttore dell'Agenzia delle
Entrate.
È evidente che l'obiettivo di questo Governo - ma crediamo che in
questo senso di interpretare il pensiero di tutta l'Assemblea, del
Presidente, di tutta l'Assemblea - è, essenzialmente quello di
salvaguardare i livelli occupazionali, la competenza del personale
acquisita in lunghi anni di servizio e, al tempo stesso, assicurare
un servizio di riscossione che sia gestito con oculatezza, con
scrupolo, con efficienza e senza usare la mano pesante - parlo
dell'agio, naturalmente -, sui contribuenti.
Attorno a questi obiettivi lavoreremo nei prossimi giorni,
obbedendo ad una legge del Parlamento alla quale non vogliamo
assolutamente sottrarci.
E' chiaro che se dal Governo nazionale non dovesse arrivare alcuna
apertura sulla disponibilità a rendere concreta la legge votata dal
Parlamento, torneremo in Aula per confrontarci tutti assieme sulle
possibili, urgenti, soluzioni.
Dico urgenti perché, in questo momento, Riscossione Sicilia non ha
una guida. Le improvvise dimissioni del Consiglio di
amministrazione e la mancata approvazione di due dei tre componenti
del Consiglio di amministrazione indicati dal Governo -
sull'operato della Commissione il Presidente non avanza alcuna
considerazione -, hanno impedito all'Ente di potere lavorare ed
assicurare un minimo di serenità all'interno stesso e fra il
personale.
Il Governo ripropone i nominativi che ritiene essere adeguati e
compatibili, per legge, a ricoprire questo carico e consentitemi di
rivolgere un appello ai componenti della I Commissione ed al suo
Presidente perché si possa procedere con la necessaria celerità,
affinché almeno in questi quattro mesi, in questi tre mesi
rimanenti, Riscossione possa avere una guida che possa anche
aiutarci a gestire la fase definitiva che dovrà decidere la sorte
della S.p.A.
E' una società tormentata da mille problemi che non sto qui a
riepilogare, perché sono a conoscenza di tutti, ma abbiamo il
dovere, anche per il danno che comporta in materia di entrate alla
stessa Regione siciliana, la quale a sua volta risulta essere in
debito con la stessa Riscossione Sicilia...
Insomma, veramente tanto caos
Noi abbiamo il dovere di assicurare, invece, una politica delle
riscossioni che sia degna di questo nome per la normale fisiologia
e funzionalità sia di Riscossione, sia della Regione che di tutti
gli altri enti che a Riscossione fanno capo.
Questo, signor Presidente, era quanto in sintesi ritenevo di
dovere e di potere dire. Non avendo altro da aggiungere,
naturalmente se durante il dibattito dovessero emergere necessità
di interventi sono pronto a farlo.
E' chiaro che la riproposizione dei due componenti del Consiglio
di amministrazione, stavolta, passerà all'esame dell'Aula.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Naturalmente, valgono le regole
precedenti sui tempi a disposizione.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, è con preoccupazione che veniamo in quest'Aula a
trattare di questo argomento e devo dire che l'intervento del
Presidente se, sotto un certo profilo, diciamo così,
nell'applicazione della legge attuale può essere la cosa più
scontata che si potesse dire, del resto tutti nella scorsa
legislatura, in questo Parlamento, a parte noi, hanno votato questo
articolo, d'altro canto non si può, chiaramente, non rappresentare
in quest'Aula ed all'esterno quella che è la preoccupazione delle
sorti di un servizio che è da rendere ai cittadini siciliani e le
sorti di una importante platea di lavoratori, più di 700, che
chiedono giustamente di sapere quale sarà il loro futuro.
Sapevamo tutti, e chiaramente tra i candidati Presidenti che si
sono candidati nella scorsa tornata elettorale, che Riscossione era
il nodo, sarebbe stato uno dei primi nodi da affrontare.
Onorevole Presidente, lei è stato eletto dalla maggioranza dei
cittadini siciliani; noi rispettiamo in questo il voto dei
cittadini. Vogliamo dare e abbiamo continuato a dare il nostro
contributo, e rappresentiamo qui dentro il fatto che, a prescindere
da un percorso che è quello previsto per legge, comunque stiamo
parlando di una Partecipata regionale, di una delle Partecipate
individuate come strategiche nel 2015; di una Partecipata che,
forse, ha subito in maniera negativa l'esito di quella
determinazione che, forse, non è stata oculata in quel momento
storico della legge, perché nel momento in cui la si pone in
liquidazione previo accordo con lo Stato - lei lo ha letto poc'anzi
- previa stipula di convenzione con il Ministero, di fatto la si
mette in liquidazione. Ma se io oggi nella I Commissione e, come
lei ha ribadito, oggi in questa Aula, domani quando torneranno, mi
torneranno delle nomine di un nuovo CDA, ditemi voi se l'Ente è in
liquidazione o non è in liquidazione.
MUSUMECI, presidente della Regione. Decide Roma.
ZAFARANA. Non decide Roma, onorevole Presidente, mi permetta di
dire che non decide Roma, ma della riscossione dei tributi, anche
in ossequio al nostro Statuto, dovrebbe decidere la Sicilia.
MUSUMECI, presidente della Regione. C'è una legge votata l'anno
scorso.
ZAFARANA. C'è una legge ma noi abbiamo secondo il rango
PRESIDENTE. Evitiamo il dibattito tra voi, per favore. Grazie.
ZAFARANA. Io sto concludendo il mio intervento, signor Presidente.
Lo Statuto ci offre una via. Ora, per carità, sappiamo quali sono
le condizioni. Certo, la condizione di liquidazione, di posta in
liquidazione, senza essere veramente in liquidazione, ha comunque
comportato il fatto che Montepaschi di Siena si sia ritirato
rispetto ai fidi e alle scoperture. Pertanto, la condizione di
stabilità e tutte le perdite di gestione si sono andate a sommare,
le perdite strutturali. A questo dobbiamo sommare una scarsissima
capacità di riscossione, una capacità di riscossione che viene
individuata al 70 per cento nel DEF, quindi il vostro documento di
programmazione, al 70 per cento rispetto a quella che è la capacità
di riscossione nazionale. Quindi, un dato che chiaramente si va a
collocare a una potenzialità bassissima. A questo aggiungiamo le
assenti economie di scala, a questo aggiungiamo scarsa tecnologia
per l'esecuzione. Per questo il Movimento Cinque Stelle nella
scorsa legislatura aveva chiesto, per esempio, la possibilità di
potere accedere con accordi tra pubbliche amministrazioni,
all'utilizzo della piattaforma Sogei.
Sono tutta una serie di cose messe in fila. Ora qui,
probabilmente, diremo chi è il responsabile? Io non sono una
sanguinaria che vuole il responsabile. Io vorrei, come una normale
cittadina siciliana, che le cose funzionassero, che le persone
potessero lavorare per le proprie competenze e per il ruolo che
devono svolgere. Se vi sono, addirittura, dei costi che noi oggi
non padroneggiamo rispetto, ad esempio, alla notifica della
comunicazione perché sono degli aggravi che non vengono scoperti,
questo sistema rimane fallimentare. Chiedere tout court a Roma di
dirci la strada da percorrere mi sembra un volere ammettere che non
si è capaci di ristrutturare un sistema e questa cosa mi allarma.
Spero vivamente, e sono sicura che è all'attenzione del Governo
centrale la situazione della riscossione in Sicilia. Perché noi
dobbiamo offrire un servizio ai cittadini, non dimentichiamocelo
mai. Però, ritengo che l'atteggiamento di questo Governo
attendista, è un anno che si è insediato, a dicembre facciamo un
anno; sono giorni che sono trascorsi inutilmente. Non voglio
pensare, non voglio ricordare che era la temperia politica che ha
portato all'approvazione di quello emendamento fosse per qualcuno o
contro qualcuno. Però, ricordo che era stato presentato un Piano di
ristrutturazione aziendale che, analizzandolo in maniera
assolutamente asettica e tecnica, probabilmente, come noi vediamo
nell'analisi degli ultimi bilanci, aveva comunque portato a un
minimo avanzo. Poi, chiaramente, siamo in avanzo anche oggi, ma
l'esito di questo avanzo - c'è addirittura un picco del 132 per
cento di Riscossione indicato - è dato soltanto dal fatto che
abbiamo applicato la legge sulla rateizzazione e sulla rottamazione
delle cartelle, parliamoci chiaramente.
Quindi, il nodo c'è. È una posizione attendista, Presidente, non
ci rassicura, anche perché riteniamo che nell'attesa si possa
prorogare una condizione di illusione anche nei confronti dei
lavoratori che attendono risposte e non possiamo continuare a
illudere le persone.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha
facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, io intervengo per raccontarle quello che in questi mesi
abbiamo visto e abbiamo vissuto in Commissione.
Come lei sa, la I Commissione è la Commissione che vede la
maggioranza dell'opposizione e, come si può notare benissimo dai
verbali delle Commissioni, la maggioranza delle opposizioni ha
sempre tenuto un comportamento all'insegna della responsabilità.
Tant'è vero che quando sono arrivate le prime nomine di Riscossione
Sicilia, visti gli alti curricula e vista la professionalità delle
persone scelte per presidenti e Consiglio di Amministrazione,
abbiamo deciso di astenerci.
Questa scelta non abbiamo potuto farla nel momento in cui sono
arrivate le seconde nomine e non abbiamo potuto farla per diversi
motivi. All'inizio abbiamo provato, studiando giuridicamente quelli
che erano i profili, ci siamo resi conto che questi profili
rasentano le cause di incompatibilità e inconferibilità che sono
previste dalla legge. Abbiamo chiesto dei chiarimenti, sono venuti
i suoi Uffici a spiegarci che così non era, ma resta, di fatto, una
forte inopportunità perché chi ha un incarico politico
materialmente deve avere il tempo di poter svolgere un altro
incarico a maggior ragione importante come quello del Consiglio di
Amministrazione di Riscossione Sicilia.
Rientrava nell'ambito dei poteri dei commissari della I
Commissione poter fare questo tipo di valutazione, l'abbiamo fatta
e l'abbiamo motivata. Mi dispiace che qui non è presente il
Presidente della I Commissione, l'onorevole Stefano Pellegrino,
perché anche l'onorevole Pellegrino avrebbe potuto affermare quante
e quante volte abbiamo convocato il Presidente della Regione ma
anche, e soprattutto, l'Assessore, il vicepresidente Gaetano Armao,
per venire a riferire anche sul perché di quelle nomine.
Sappiamo che c'è una forte componente tecnica, ma sappiamo anche
che nel momento in cui si fa una nomina c'è una componente politica
non indifferente. E siccome noi - mi dispiace dirlo, ma è un dato
di fatto - facciamo politica, volevamo sapere il perché,
politicamente, si è arrivati a quelle nomine e qual è la scelta
politica che sta alla base di quelle nomine. Abbiamo chiesto questo
chiarimento - che, per carità, non ci era dovuto, può anche essere
questo - però sta di fatto che il Governo politicamente non si è
presentato nemmeno una volta in I Commissione.
Questo intervento semplicemente per sottolineare quello che è
stato l'atteggiamento della maggioranza che è stata inesistente.
Invito anche a vedere quelli che sono stati i verbali e le
presenze all'interno della I Commissione, dove mancavano i
componenti della maggioranza e abbiamo più e più volte rinviato
nella speranza dell'assenza di qualche componente di minoranza per
non avere i sette voti contrari che permettono di bocciare la
nomina.
Presidente, io apprezzo il suo senso di responsabilità oggi qui
nel riferire la sua posizione, nel riferire la sua presenza anche
per il tema di Riscossione Sicilia e le dico la verità, pensando
alla responsabilità che la contraddistingue, sono rimasta molto, ma
molto perplessa nella scelta di riproporre quei nomi, non tenendo
conto di tutte le perplessità che ha sollevato la Commissione e che
non ha inventato la Commissione, ma si è fondata anche su
autorevoli e più pareri dell'ANAC.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
della Regione ha fatto una lettura storico-legislativa sia sui
rifiuti che sulla vicenda Riscossione Sicilia. E sulla cronaca dei
fatti è ineccepibile il percorso che è stato qui rappresentato.
E' chiaro che il Parlamento ha votato una legge per mettere in
liquidazione; io chiamo quella legge anti Fiumefreddo perché è
noto che la vicenda di quella legge fu ispirata da un sentimento di
forte avversione, della scorsa legislatura, del Parlamento
siciliano verso l'amministratore del tempo e il conflitto che si
era aperto col Parlamento. Era la strada giusta, non era la strada
giusta: il Parlamento ha votato e quella è oggi la legge che vige
in Sicilia. Rimane un dato, il dato che, noi stiamo parlando di un
ente che in una Regione autonoma è, come dire, la condizione
essenziale dell'autonomia stessa.
L'autonomia si fonda, innanzitutto, sulla capacità di riscossione
e, quindi, di esercitare una potestà sull'attività di riscossione
dei tributi dei cittadini. Noi con quella legge abbiamo deciso di
rinunciare a esercitare una funzione essenziale dell'autonomia
speciale della nostra Regione.
Questo percorso è chiaro che, non è che la legge una volta che è
stata scritta, pubblicata in Gazzetta, autonomamente il tutto
andava avanti perché in effetti, e lei ha detto anche una verità,
questa legge ha celebrato un matrimonio senza che l'altro
contraente fosse consapevole del matrimonio. Cioè, abbiamo deciso
di passare le competenze allo Stato senza chiedere allo Stato se
queste competenze era disponibile ad acquisirle.
Questo fa parte anche di una modalità legislativa un poco a volte
discutibile. Un dato è certo, noi siamo alla fine dell'anno. Siamo
quasi alla fine del 31 dicembre 2018, termine entro il quale
prevediamo il trasferimento di Riscossione e, quindi, con tutte le
conseguenze che lì erano previste. Mi pare di poter dire che alla
fine dell'anno siamo ancora all'inizio di un percorso che ancora
non si è nemmeno iniziato.
Quindi, in tutto questo è passato un altro anno, anzi più di un
anno, con una crisi gravissima di Riscossione, con un aumento della
situazione della difficoltà gestionale, con un gap sempre più grave
dal punto di vista della infrastrutturazione tecnologica della
struttura di Riscossione, e tutto questo senza una gestione, senza
un organo che gestisse questo ente. Addirittura, lei ha ricordato
che ha nominato un Consiglio di amministrazione su cui la
Commissione ha votato praticamente consentendo rapidamente
l'insediamento dei nuovi consiglieri di amministrazione; tuttavia,
dopo qualche giorno gli stessi consiglieri annunciavano che non
erano nelle condizioni di governarlo quell'ente perché la crisi era
così drammatica, motivazioni alcune delle quali sono diventate
leggende metropolitane per cui non si capisce bene che cosa hanno
trovato, il fatto che dovevano farlo a titolo gratuito e bisognava
mantenere un impegno gravoso. Di tutto e di più.
Caro Presidente, abbiamo aspettato ulteriori 4 mesi per la nomina
di un nuovo Consiglio di amministrazione. Bene, dopo 4 mesi di
attesa la montagna ha partorito il topolino; ed il topolino qual è?
Che nel consiglio di amministrazione due dei tre - lo ricordavo la
collega Pagana - sono nomine che, al di là dei requisiti formali,
ci sono dei requisiti essenziali. Cioè si va a nominare un organo
di gestione in un ente profondamente in crisi su cui bisogna aprire
un negoziato complesso e complicato con lo Stato e noi nominiamo in
quell'organo sostanzialmente due amministratori politici.
Attenzione, anche noi siamo soggetti politici, ma si pone o non si
pone un tema di compatibilità sostanziale tra la funzione di
amministratore di un ente che è appunto un ente di riscossione e
che in qualche modo interagisce anche con la vita dei comuni e due
dei tre nominati sono amministratori dei comuni stessi.
Devo dire, sinceramente, pensavo che il Governo, proprio per la
disponibilità che la Commissione ha sempre dato e non si è mai
opposta a nessuna delle nomine fin qui prodotte; ebbene, il Governo
ha insistito su questa strada, malgrado fossero evidenti i rilievi,
non solo di opportunità. Lo dico, Presidente, perché a mio avviso
ci sono anche rilievi sostanziali di illegittimità, al di là delle
opinioni sulle quali poi si discute e poi come si sa le opinioni
vengono fissate con un punto e a capo dai giudici amministrativi,
aprendo strada a contenziosi, quindi aumentando l'elemento di
conflittualità tra l'ente ed i cittadini. Bene, oggi il Governo ci
annuncia - che è una prerogativa, ci mancherebbe, è nel Regolamento
stesso dell'Assemblea - che il Governo insiste sulle sue nomine e
chiederà
MUSUMECI, presidente della Regione. No, proporremo altre due
nomine.
CRACOLICI. Altri due nomi? Allora non c'è bisogno di venire in
Aula, Presidente, forse non lo hanno informato bene sulla
procedura Ho capito male io, facciamo così
Prendo atto del suo chiarimento, però voglio dirle semplicemente
che siamo ad ottobre. Credo che qui non c'è più tempo da perdere,
la situazione è più drammatica di quello che appare, non stiamo
parlando di una società partecipata o ordinaria, stiamo parlando
della madre di tutte le battaglie che riguarda la possibilità di
Riscossione, tra l'altro alla vigilia di una annunciata pace
fiscale che non sappiamo cosa sarà e come sarà fatta e soprattutto
se sarà fatta, ma non c'è dubbio che oggi proprio in virtù del gap
che si è determinato noi rischiamo un paradosso. E' già successo
per la vicenda della rottamazione, dove ci sono stati alcuni
problemi di applicazione del principio della rottamazione
nell'ambito del territorio della Regione siciliana.
Oggi, la situazione è più grave di quella di tre anni fa, quando
si fece la prima rottamazione, noi rischiamo addirittura di avere
una condizione che impedirà, laddove si dovesse fare questo
provvedimento da parte dello Stato, di utilizzare le stesse
prerogative che utilizzeranno i cittadini da Reggio Calabria in su
nell'ambito della possibilità di rottamare, pagare a rate e tutto
quello che avverrà nei prossimi giorni.
Allora, caro Presidente, Riscossione Sicilia va governata, non è
un organo del sottobosco della politica al quale affidare un
compito per raccordare gli equilibri di una maggioranza, lo dice
uno che non si scandalizza di questo, dico però che va governata,
va assunta la responsabilità di garantire un consiglio di
amministrazione che prenda il toro per le corna - scusate
l'espressione - che affronti un negoziato sia con lo Stato sia con
Montepaschi, perché non è che dobbiamo dimenticare che la vicenda
Montepaschi è figlia di una vicenda su cui grava un conflitto ed
una lite giudiziaria che non è dato sapere ancora come si
concluderà. Lo dico perché la vicenda Montepaschi è parte di una
storia complessa, drammatica ed inquietante che ha riguardato le
mani che si sono mosse negli anni passati per controllare
l'attività di riscossione.
Montepaschi è stato socio, come dire la banca che gestiva
l'operatività della riscossione, ma era socio di minoranza della
società che controllava, prima che fosse trasformata la Serit in
Riscossione Sicilia, quindi il socio di minoranza ha ceduto le sue
quote al prezzo che ha stabilito il socio.
C'è tutta una storia anche complessa di scambi di valutazioni
finanziarie che, in qualche modo, ci obbliga a dare grande
attenzione alla questione perché stiamo parlando di uno dei grandi
scandali di questa Regione.
La vicenda che ruota attorno a Riscossione oggi, e ieri Serit, è
uno dei grandi scandali di questa Regione, dove a proposito della
legge che abbiamo fatto qualche giorno fa in questo Parlamento
sulle dichiarazioni dei politici di appartenenza o meno a logge
massoniche, posso dire, con una certa certezza, dal punto di vista
della mia esperienza politica, che non c'è dubbio che, in quel
settore, molti interessi anche di tipo massonici hanno guidato le
scelte che sono state compiute in questa Regione a danno dei
siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
voglio ricordare che i dipendenti di Riscossione Sicilia S.p.A.
sono al momento 700; quindi, 700 dipendenti di cui 42 sono quadri
direttivi.
Il collega Cracolici, nell'intervento precedente, ha detto delle
cose abbastanza sensate. L'articolo 28 della legge regionale n. 16
del 2017 ha, di fatto, stroncato Riscossione Sicilia. Perché l'ha
stroncata? Perché da quel momento in poi i fidi che Monte dei
Paschi di Siena, la banca Monte dei Paschi, dava a Riscossione
Sicilia, da quel momento, in poi su una decisione politica della
Regione siciliana, quei fidi sono stati bloccati. E da lì parte
tutto il travaglio di Riscossione Sicilia S.p.A.
Ma l'articolo 1 del decreto legge n. 193 del 2016, cioè la
disposizione in materia di soppressione di Equitalia e poi il
riferimento al nuovo ente pubblico economico denominato Agenzia
delle Entrate Riscossione, al comma 5 di questo disegno di legge a
cui fa riferimento la legge regionale che va a liquidare
Riscossione Sicilia cita la seguente cosa: Il Comitato di gestione
delibera, altresì, il piano triennale per la razionalizzazione
delle attività di riscossione e gli interventi di incremento
dell'efficienza organizzativa ed economica finalizzati alla
riduzione delle spese di gestione e di personale . Quindi, si dice
all'Agenzia delle entrate che deve ridurre le spese di gestione e
di personale.
Allora, a questo punto, questo Governo regionale che sta
scaricando completamente tutto al Governo nazionale, la mia domanda
è: ma questi 700 dipendenti che fine faranno dal momento in cui
Riscossione Sicilia S.p.A. verrà liquidata? Qual è la visione o il
disegno politico di questo Governo? Perché il dubbio è che non
vorrei che un domani, magari, dopo Riscossione Sicilia ci
trovassimo di fronte alla nascita di altre piccole riscossioni
privati, dove andare a far confluire poi non so come questi
dipendenti, visto che Agenzia delle entrate, per il decreto legge
193 del 2016 dice nel comma 5, "un incremento dell'efficienza
organizzativa ed economica finalizzate alla riduzione delle spese
di gestione e di personale". Agenzia delle Entrate, probabilmente,
se il fine è quello di liquidare Riscossione Sicilia e poi di
passare questi 700 dipendenti all'Agenzia delle Entrate, l'Agenzia
delle Entrate non li potrà assorbire questi 700 dipendenti.
Allora, la domanda che faccio a questo Governo, che faccio al
Presidente della Regione, qual è il fine politico? Cosa vuole fare
questo Governo regionale, anziché fare da scarica barile con il
Governo nazionale?
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Molto brevemente, signori Presidenti. Vorrei
semplicemente valutare quello che è accaduto in questi mesi a
questa società partecipata, e le vicende che ha rilevato il
Presidente nella sua relazione evidenziano come ci sia stata una
difficoltà oggettiva legata innanzitutto alla decisione del CDA,
nominato dal Presidente della Regione, di rassegnare le dimissioni.
Le dimissioni in attesa certamente di personalità dall'altissimo
profilo, un Generale della Guardia di Finanza, un Magistrato,
indubbiamente mettevano al riparo questa società partecipata anche
da una gestione, da una governance di tipo politico, su cui mi
sembra che invece ci sia stato un intervento, l'intervento della
collega Pagana dice che era inopportuno che secondo i due
nominativi che poi non sono passati dalla I Commissione avevano un
profilo politico.
Premettendo che non faccio parte di questa Commissione, quindi
alcune cose certamente non le conosco per non avere partecipato
direttamente ai lavori della I Commissione, ma questa motivazione
che sta alla base della bocciatura di due nomi proposti dalla
Giunta di Governo, mi sembra davvero assurda. Anzi, non solo
assurda, ma anche fuori luogo, nella misura in cui proprio la
personalità, in molti casi, la politica ha dimostrato di saper fare
e di saper fare bene.
Proprio la dimensione politica, l'abitudine, l'attitudine del
politico a valutare, ad entrare nel merito, ad essere flessibile, a
comprendere come governare i problemi che ci sono all'interno delle
varie situazioni che si possono determinare, degli enti, delle
azioni di Governo, possono essere a volte una garanzia.
Quindi, io difendo l'operato del Governo nel merito, perché
fallita la prima operazione che prevedeva persone non politiche, la
seconda operazione, che prevedeva personalità anche che avevano
svolto, non so io non li conosco, non so nemmeno che ruolo
potessero avere o svolgere politicamente, credo che fosse anche un
elemento di garanzia.
Il Governo ha esperito un tentativo, un tentativo proprio per
cercare di governare questo ente, questa Partecipata, le cui
criticità sono talmente tante che certamente oggi pongono
all'attenzione, non solo di questo Governo, ma anche del Governo
nazionale, la responsabilità di trovare una soluzione. Perché io
non c'ero in questo Parlamento, quindi non ho memoria, Presidente,
di quello è avvenuto, non so da quale parte sia venuta la proposta
e la norma, chi l'abbia votata e chi no. Non entro nemmeno nel
merito di quella scelta, ma indubbiamente ci troviamo di fronte ad
una legge che prevedeva un accordo, questo accordo non c'è stato,
adesso che cosa facciamo noi? Noi, non solo il Governo. Il Governo
ha la sua responsabilità, le sue strategie da attivare. Il
Presidente mi è sembra molto chiaro, non ce le ha annunciate, ma ha
detto ove fallisse il tentativo di trovare una soluzione ad un
tavolo che è stato già sollecitato e che dovrebbe essere
assolutamente attivato dal Ministro dell'economia del Governo
nazionale, ove questo non avvenisse noi ci troveremmo nella
condizione presto o prestissimo di trovare una soluzione .
Il Presidente è stato chiaro da questo punto di vista.
Allora, io mi aspetto, invece, anche da chi oggi siede in questo
Parlamento ma ha un riferimento chiaro nell'azione del Governo
nazionale, di sollecitare questo tavolo, di sollecitare questo
incontro istituzionale per decidere la sorte di Riscossione Sicilia
ma anche la sorte di settecento lavoratori che sono padri e madri
di famiglia che oggi vedono a rischio il loro posto di lavoro e non
hanno contezza del loro futuro.
Di questo noi ci dobbiamo occupare, signor Presidente della
Regione, e certamente io non ho alcun dubbio che lei in ogni modo è
attento, in ogni modo è scrupolosamente e doverosamente interessato
alla sorte sia della partecipata, che peraltro, è anche un settore
molto delicato quello della riscossione dei tributi - io non so
perché il Parlamento abbia fatto quella scelta - sono convinta che
riscuotere i tributi in Sicilia sia di nostra competenza e dovrebbe
restare di nostra competenza, tant'è il Parlamento precedente ha
legiferato in quel modo.
Sono certa, Presidente, che lei ci proporrà, ho capito che lei
propone altri due nomi, non più quelli che erano stati proposti
nell'ultima
Se così è io credo che sarà compito sempre della I Commissione
valutare come dare una risposta e per una volta ogni tanto mi
aspetterei anche la logica del buon senso nella commissione.
Perché è vero che lì non abbiamo una maggioranza certa.
Credo, tuttavia, che - siamo senza maggioranza mi suggerisce
l'assessore Falcone - le maggioranze si costruiscono anche sugli
atti e sui fatti, sulle responsabilità e sulla determinazione a
voler affrontare e risolvere i problemi dei Siciliani.
Quindi, io penso che questo sia un richiamo alla responsabilità
che non può vedere contrapposte forze politiche per un fatto
strumentale o meramente strumentale.
Dobbiamo dare delle risposte ai Siciliani, le dobbiamo anche a
queste settecento famiglie che oggi si sentono come coloro i quali
sono sospesi sul un filo nel quale come una lama di rasoio non
possono stare fermi ma se vanno avanti rischiano sempre di farsi
male e di tagliarsi i piedi.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
Poi parleranno l'onorevole Aricò e l'onorevole Milazzo. Se non ci
sono altre richieste di intervento, chiudo le iscrizioni a parlare.
CARONIA. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, devo dire che oggi il Presidente della Regione
ci sta dando l'opportunità di confrontarci su temi importanti e non
soltanto tra di noi ma anche grazie perché i cittadini che ci
ascoltano oggi hanno la possibilità probabilmente di avere risposte
su una serie di quesiti che vengono poste anche dalla stampa e
lasciano dei punti di sospensione.
Io credo che su questo tema di Riscossione la genesi di questa
norma sia andare a cercare in quello che è stato il fallimentare
Governo Crocetta, perché la rappresentazione classica di quella
norma non è stata altro - a mio modo di vedere - l'esasperazione,
l'esacerbazione di un comportamento ostinato da parte di quel
Governo che poi ha prodotto una norma. Una norma che poi voleva
dire basta ad un comportamento che non era certamente in linea con
un Parlamento che si è ribellato ed ha detto bene, se questo ente
deve essere condotto in questa maniera, è forse bene che diamo uno
stop e che si riguardi al modo di riscuotere e di accertare le
tasse ed i tributi in Sicilia .
Forse non so se sia stata la scelta migliore, Presidente, questo
devo dire onestamente. Io non facevo parte di quest'Assemblea per
cui, da cittadina e da spettatore, ho assistito a quella seduta in
cui fu fatto. Ebbene, il parlamento ha deciso e le leggi sono fatte
e devono anche essere applicate.
Apprezzo il fatto che stasera, con grande correttezza, lei ci ha
dato una disponibilità ad un confronto, che sarà il frutto di
quello che sarà anche il dialogo con questo Governo, perché il
Governo nazionale ha, comunque, l'obbligo ed il dovere di
confrontarsi con la Regione rispetto a quello che può essere,
innanzitutto, la destinazione di questo personale, di cui ciascuno
di noi, giustamente, si fa carico. E' ovvio che, qui, c'è un
problema occupazionale serio ed importante. Non vorrei, però, che
tra problematiche legate alle nomine che vengono, magari, non
gradite in commissione, per carità, legittima opzione che va
esercitata da ciascuno parlamentare, come dire, ci incartassimo su
qualcosa che, invece, ci distrae da quello che è l'obiettivo
principale.
L'ente ha una funzione importante: l'accertamento e la riscossione
dei tributi.
Oggi, questo problema, in Sicilia, dobbiamo dire la verità, grava
sulle spalle dei comuni. E, molto spesso, le difficoltà che i
comuni hanno ad interfacciarsi con Riscossione, fa sì che
l'accertamento, per prima, sia veramente complicato e difficile.
Direi, allora, piuttosto che guardare, come dire, con estrema
enfatizzazione, alle ragioni per le quali questo ente non ha
funzionato, o, come diceva anche l'onorevole Zafarana, non
cerchiamo a tutti i costi i colpevoli, perché sarebbe talmente
complesso, la materia è talmente spalmata negli anni che sarebbe
difficile trovare un responsabile. Credo, però, che, oggi, la
soluzione sia quella di trovare il modo, invece, di accertare e di
riscuotere i tributi in Sicilia.
Che questo possa avvenire, credo possa avvenire anche in maniera
più semplice di come avviene oggi, credo che sia proprio questa la
mission di questo Governo.
A questo proposito, signor Presidente, io ritengo che fatto ed
insediato un consiglio di amministrazione, perché è chiaro che,
comunque, anche se fosse soltanto per tre mesi, una governance, a
uno strumento così importante, ad una partecipata così importante
dobbiamo darlo. Credo che, poi, il Governo, probabilmente, si
confronterà nuovamente su quella che può essere l'idea di
riscossione in una Regione come questa, perché non dimentichiamo
che molti comuni sono in sofferenza proprio perché, a partire
dall'accertamento e dalla liquidazione, poi, dei tributi, le
difficoltà sono spalmate sulla quasi totalità dei comuni siciliani.
Direi allora di non accanirci su posizioni preconcette da parte di
alcuno. L'onorevole Di Paola, poc'anzi, diceva Non vorrei che, per
caso, si immaginassero percorsi alternativi. Io penso che, invece,
noi dobbiamo pensare ad un'alternativa, perché se la liquidazione
che questo Parlamento ha legiferato, dovrà avere, chiaramente, una
tempistica e non sappiamo di preciso, perché il Governo nazionale
dovrà esprimersi, comunque, dobbiamo immaginare e ripensare ad un
modello. E questo lo faremo in maniera condivisa.
Ritengo, quindi, che l'appello di stasera del Presidente sia da
accogliere nel senso che ciascuno di noi possa essere utile nel
dibattito che ci porterà ad un nuovo modello di riscossione, perché
a quello noi dobbiamo approdare.
Direi, pertanto, non incartiamoci su sterili esacerbazioni sui
nomi. Ritengo che i nomi che verranno presentati, sicuramente, la
commissione avrà il compito di vagliarli e lo farà in maniera
legittima, perché ciascuno di noi, dice bene l'onorevole Cracolici,
ha il dovere, non soltanto, ecco, giusto per parlare ma anche per
entrare nel merito di quello che si approva, però, è pur giusto che
dobbiamo procedere rapidamente ad una soluzione. Pensiamo piuttosto
alla funzione di questo ente, piuttosto che alla governance che,
poi, alla fine diventa importante solo se l'ente funziona.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Governo, colleghi. L'argomento attuale, quello di Riscossione
Sicilia, da mesi ne dibattiamo, oggi, approda in Aula con le parole
del Presidente della Regione che ci indica che, comunque, i quasi
700 lavoratori di Riscossione Sicilia saranno salvaguardati e le
loro professionalità acquisite in questi anni.
Questa è già una notizia importante.
Dobbiamo, anche, capire la genesi di quello che è successo nei
mesi passati.
Ricordo, e ho verificato la data, il 9 agosto 2017, quando in
quest'Aula, noi non c'eravamo, il Gruppo di Diventerà Bellissima
non c'era, si approvava una legge chiamata anti Fiumefreddo .
Quella legge, probabilmente, serviva, non per dare un'indicazione
al Governo su cosa fare su Riscossione Sicilia, ma serviva per
colpire qualcuno. Qualcuno che, forse, aveva utilizzato lo
strumento e la governance che aveva su quell'azienda, forse, per
fare politica.
Ricordo, ancora, signor Presidente, e signor Presidente della
Regione, quando arrivarono telecamere ad intervistare membri di
questo Parlamento per dire se avevano una cartella esattoriale da
rottamare o se era rateizzato o altro. Probabilmente nel corso
degli anni passati e lì ha ragione l'onorevole Cracolici,
Riscossione Sicilia è servita per fare politica e non sempre una
buona politica
Ora arriviamo ai giorni nostri, una legge che ha visto Riscossione
Sicilia venir meno probabilmente con un matrimonio che il Governo
nazionale, vuole o non vuole, ancora non lo sapremo, ha detto bene
il Presidente Musumeci stiamo aspettando notizie dal nuovo
Direttore generale perché ricordiamoci una cosa, Equitalia che era
il soggetto in cui doveva confluire Riscossione Sicilia in quei
mesi non esiste più dal 1 luglio 2017 perché Renzi fece questo
grande annuncio elimineremo Equitalia , sempre che passare tutte
le competenze di Equitalia all'Agenzia delle Entrate, quindi di
fatto non eliminò un ben nulla tant'è che se andiamo a vedere
ancora le aziende collegate di Equitalia, esiste una azienda che si
chiama Equitalia Giustizia che continua ad operare e viene
fomentata e alimentata con i beni confiscati alla mafia, di questa
ancora non se ne parla
E, allora, quello che è successo politicamente in queste settimane
è notizia di tutti, tre membri nominati dal Governo regionale che
sono approdati in I Commissione, qualcuno ha detto la maggioranza,
lo sapevamo, quando siamo arrivati nella prima seduta di questa
nuova legislatura abbiamo detto che maggioranza non ce n'era,
eravamo di fatto pari, e quello che è successo in I Commissione è
anche un fatto strano quello di non avere probabilmente constatato
le professionalità dei candidati e al di là di avere fatto passare
la nomina del Presidente Vito Branca, si è bocciato il curriculum
di un grande professionista, operatore del settore, un assessore al
Bilancio del comune di Caltagirone che ha risanato e ha fatto sì
che il comune di Caltagirone non andasse in dissesto, probabilmente
perché negli anni passati non aveva avuto la tessera del Pd, come
il Presidente passato.
E allora qua la voglia di sottolineare che le tre nomine non sono
state oggetto di divisione o spartizione politica ma di scelte
sulle specifiche tecniche dei tre soggetti, ora apprendiamo in Aula
che i due nomi verranno sostituiti, un nome verrà sostituito, io mi
auguro che uno dei due nomi bocciati, con le grandi
professionalità, possa riapprodare in I Commissione e, allora,
questo stallo in I Commissione che alcune volte viene utilizzato
più per ripicche politiche che per essere propositivi nell'azione
politica.
E, allora, l'onorevole Zafarana parlava di attendismo, è vero
stiamo attendendo quello che Roma ci indicherà, a volte e mi
rivolgo ai colleghi del Movimento Cinque Stelle quando parlano dei
rapporti con il Governo nazionale, io voglio con l'occasione
lanciare un messaggio perché qualcuno di voi ha parlato dei
rapporti col Governo centrale, qualcuno di voi ha parlato di
autonomia, l'onorevole Cracolici ha parlato che Riscossione Sicilia
oggi rappresenta l'ultimo baluardo per cercare di portare avanti la
propria autonomia e invece ancora la Commissione paritetica Stato-
Regione aspetta da Roma le due indicazioni che dovrebbe fare il
Governo Conte, causando dei danni economici importanti alle casse
erariali perché ricordiamoci che tutto il demanio statale
riguardante i beni culturali deve essere trasferito alla Regione e
a volte potrebbe essere venduto per fare casse e invece lì che sta
a volte avendo difficoltà e sta causando perdite all'Erario, quindi
io, Presidente, sono contento che ci sarà una interlocuzione, c'è
una interlocuzione fitta con Roma, mi auguro che a breve si possa
decidere cosa fare di Riscossione Sicilia perché a questo punto
l'Aula - il Parlamento -dovrebbe essere investito per prorogare i
tempi di liquidazione della società, qualora si dovesse liquidare,
qualora Roma non dovesse accettare questo matrimonio, però quello
che è sicuro è che questo Parlamento e questo Governo non accetterà
mai di mandare allo sbando i lavoratori di Riscossioni Sicilia e
tutto quello che hanno fatto ad oggi e sono sicuro che questo
Governo non utilizzerà mai per scopi politici la governance di
Riscossione Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha
facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo il
puntualissimo intervento dell'onorevole Cracolici ho sentito il
bisogno di dire qualcosina perché un intervento molto lungo e
soprattutto molto confuso.
Io vorrei citare qualche dato, Presidente, perché è sembrato più
che il dibattito sulla Riscossione, la prima parte, il dibattito
sulle nomine, perché dovremmo fare come il tempo effettivo nelle
partite di calcio.
A Riscossione abbiamo dedicato, forse il 5 per cento, veramente,
sul significato e anche sul confronto, su che tipo di riscossione
vogliamo in Sicilia.
Partiamo dal fatto che l'ultimo bilancio approvato in Riscossione
ha avuto un attivo di sette milioni nel 2016.
Altro dato: tutte le Riscossione di Italia, ad eccezione delle
tre Regioni più ricche, perdono tutte
Perché faccio questo tipo di premessa, Presidente? Perché ho una
consapevolezza e oggi un timore. Questo Governo nazionale non è
nostro amico e prenderanno la scusa che la Riscossione ha dei
debiti, perché non è in perdita.
Ho sentito fare confusione ad alcuni colleghi, fra una situazione
debitoria e anche di contenzioso aperto con Monte dei Paschi, che
non è perdita E la perdita, che deve intanto accertarsi: e non c'è
perdita
Nell'ultimo bilancio del 2016 la società non è in perdita,
dobbiamo solo capire: onorevole Presidente della Regione, il tema è
capire che tipo di situazione e di soluzione dobbiamo trovare,
ovvero, siccome il Governo non ci aiuterà (io ho questa certezza,
con Riscossione) secondo me, ma è il parere di Forza Italia,
diciamo estemporaneamente oggi pensato, da sottoporre a lei
Presidente, è nell'ipotesi, per me è una certezza, per altri una
speranza, il Governo nazionale ci dovesse aiutare, ma il Governo
nazionale non ci aiuterà, perché diranno che perdiamo, ma noi
ricorderemo che tutte le riscossioni di tutte le Regioni di Italia
sono tutte in perdita ad eccezione delle tre grandi Regioni, quindi
prenderanno questa scusa.
L'unica soluzione è l'Ente pubblico economico regionale, cioè
lasciando alle spalle l'attuale Ente, quindi con le criticità che
ha, liquidandolo, facendo scattare attraverso norme e accordi, un
meccanismo sulla salvaguardia istituzionale, cioè in parole povere
riprendere, creare un Ente nuovo, non appesantito dalla situazione
debitoria, lasciare il personale all'interno, (che dimostra con
l'ultimo bilancio che è nelle condizioni di portare avanti la
società) e avrai riattivato la Riscossione in Sicilia, avrai
garantito la salvaguardia occupazionale e purtroppo ci dobbiamo
scrollare di una cattiva gestione, perché la volta scorsa abbiamo
fatto passare il messaggio - il vecchio Governo, quello dove c'era
l'onorevole Cracolici - che bastava dichiarare alla stampa che
c'era un deputato che non aveva pagato una rateizzazione e questa
era la soluzione di Riscossione Sicilia
E tutti siete andati dietro questo a populismo
Questo è stato
Non ci siamo occupati di Riscossione perché eravamo troppi
impegnati ad andare dietro ai giornalisti, a invitare il vecchio
amministratore che diceva che facendo queste quattro letterine la
riscossione in Sicilia era salva. E poi cosa abbiamo fatto? Abbiamo
legiferato in modo io lo dissi ai sindacati. Aprire una finestra
quando eravamo piccoli che c'era signor Presidente, sono fidanzato
però lei non lo sa . Abbiamo fatto così. Abbiamo approvato una
norma unilateralmente, che è una norma che non trova efficacia.
Quindi, signor Presidente della Regione, i due meccanismi da
garantire sono: la salvaguardia occupazionale e un soggetto che sia
leggero e non appesantito a causa della cattiva politica che ha
fatto diventare quell'ente che a tutt'oggi, secondo la norma
regionale, è società strategica, farla diventare società strategica
nei fatti e non con le parole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Presidente della
Regione per la replica. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie, signor Presidente.
Desidero in pochi minuti rispondere ad alcune considerazioni
intelligenti e altre un po' meno, mi si consentirà, lo dico senza
spirito di polemica
PRESIDENTE. Lei risponda solo a quelle intelligenti.
MUSUMECI, presidente della Regione. No, rispondo anche a quelle
non intelligenti perché ho rispetto per il Parlamento. Ma credo,
signor Presidente, che il Parlamento dovrebbe avere un po' più di
rispetto verso se stesso. Perché oggi una parte di questo
Parlamento mette in discussione una propria legge. E questo mi pare
davvero grave. E invece il Presidente della Regione ha il dovere di
dare esecuzioni alle leggi di questo Parlamento. Non si tratta di
una legge votata con approssimazione. Si tratta di una legge non
con un ristretto margine di voti ma nella prima votazione, quella
che ha messo fuori gioco l'emendamento soppressivo del Presidente
Crocetta, cioè il voto che ha consacrato la liquidazione di
Riscossione Sicilia ha riportato 34 voti favorevoli contro 21.
Quindi, è una legge che nasce su una ampia maggioranza trasversale
di questa Aula. 34 contro 21 si sono pronunciati per la
liquidazione di Riscossione Sicilia. E se non ricordo male, in quei
giorni, in quelle settimane, anche alcune organizzazioni sindacali
interpreti della volontà di larga parte dei dipendenti, si erano
espressi favorevolmente al passaggio ad un ente statale. Mentre il
Movimento Cinque Stelle aveva detto di essere per la soppressione
di Riscossione Sicilia, ce l'ho qui il verbale di quegli
interventi, aggiungendo però che era per la nascita di un nuovo
ente più funzionale. In buona sostanza, cambiamo la denominazione
ma nella sostanza invece di chiamarlo Riscossione Sicilia creiamo
un nuovo soggetto e lo chiamiamo in un altro modo. Rispetto quella
volontà.
Allora, sono convinto che il Governo nazionale dovrà dirci sì o
no. Nessuno vuole scaricare la palla sul campo di gioco
dell'avversario. Nessun scarica barile. Con il Governo Conti noi
vogliamo aprire un serio confronto su Riscossione Sicilia. E alla
osservazione di qualche deputato improntata ad imprudenza, vorrei
ricordare che anche uno studente di primo anno di legge sa che se
non c'è la stipula della Convenzione la liquidazione di Riscossione
Sicilia non avviene. Lo sa anche un ragazzino. Che senso ha creare
terrorismo.
Il problema, semmai, è quale Riscossione Sicilia vogliamo portare
avanti se il Governo nazionale dovesse dire no. Quindi lo voglio
dire ai dipendenti di Riscossione Sicilia. Siccome la legge è
chiara, dice: il Governo è autorizzato a mettere in liquidazione
Riscossione Sicilia previa Convenzione con il Ministero
dell'Economia . Se non c'è la Convenzione, se il Governo Conte dice
no è chiaro che non va in liquidazione. Mi pare assolutamente
giusto.
Noi col Governo Conte vogliamo ragionare serenamente. Ci dovrà
dire quello che vuole fare su Riscossione e ci dovrà dire quello
che vuole fare sulla defiscalizzazione dei prodotti petroliferi in
Sicilia; ci dovrà dire che cosa vogliamo fare sulla continuità
territoriale; ci dovrà dire cosa vuole fare sul prelievo forzoso
sulle province, un furto con destrezza di 200 milioni l'anno, a
queste province già anemiche; ci dovrà dire cosa vuole fare per i
centri per l'impiego e per l'albo degli sportellisti - nonostante
le nostre reiterate lettere di invito ai vari Ministri a Roma - ;
ci dovrà dire cosa vorrà fare del contributo della Regione allo
Stato per il risanamento della Finanza pubblica che, quest'anno, ha
toccato il tetto di un miliardo e trecentocinquanta milioni.
Quindi, altro che scaricabarile sul Governo Conte e ci siamo
divertiti a scaricare le responsabilità sul Governo Renzi. Una
volta ciascuno. Io spero che non ci sia bisogno di scaricare la
responsabilità sul Governo Conte, spero che ci sia la
consapevolezza di metterci attorno ad un tavolo e di ragionare
serenamente su temi sui quali, peraltro, le forze che sostengono il
Governo Conte, in quest'Aula e non da ieri, hanno sempre
manifestato condivisione rispetto ai temi cui ho fatto appena
cenno.
Onorevole Cracolici, lei è un veterano di quest'Aula e conosce la
storia delle vicende che hanno caratterizzato la vita regionale
degli ultimi decenni almeno. Lei dice che la vicenda di Riscossione
Sicilia costituisce uno dei più grandi scandali di questa Regione.
Sono d'accordo con lei. Vorrà convenire con me che la funzione di
controllo e di vigilanza della Regione, per evitare che quello
scandalo degenerasse e assumesse particolari contorni, non c'è
stata.
CRACOLICI. Chi doveva controllare era parte dello scandalo.
MUSUMECI, presidente della Regione. Bravo. Perché chi doveva
controllare era parte dello scandalo. Siamo in perfetta sintonia,
io quindi affermo la volontà del Governo di proporre due nominativi
mancanti, uno è riproposto ed è l'avvocato Massimo Giaconia, uno
dei più apprezzati tributaristi di Milano, siciliano, assessore per
le finanze di una delle più importanti città dell'Isola,
Caltagirone, era sull'orlo del default e quella città ha potuto
risanare il proprio bilancio. L'avvocato Giaconia, indicato come
assessore tecnico, non ha mai fatto politica, ha rimosso la
presunta causa di incompatibilità, si è dimesso da assessore del
Comune di Caltagirone. L'altro componente proposto da questo
Governo, apprezzato avvocato, peraltro una signora, continua a
mantenere il proprio ruolo di consigliere comunale a Enna, causa di
grande incompatibilità, immaginate, con il ruolo cui potrebbe
essere chiamata. Stiamo proponendo di nuovo i due nominativi che
riteniamo possano essere compatibili; uno l'abbiamo già detto, e
sono sicuro che la Commissione sulla quale, ripeto, non esprimo
giudizi, farà come ha fatto con la prima nomina, in tempo per
potere dare un assetto. Peraltro, come l'Aula sa, l'avvocato Vito
Branca è noto per il suo passato di dirigente comunista, anzi di
estrema sinistra - ed io ne conosco la storia, onorevole Cracolici,
provengo da quella città - ma è stato proposto dal Governo non per
il suo passato politico, come tutte le altre nomine, ma per la
competenza che riesce ad esprimere in questa particolare
contingenza.
Questo era quanto il Governo intendeva dire su Riscossione
Sicilia. E' chiaro che prima avremo la risposta da Roma e prima
saremo nelle condizioni di potere, tutti assieme, il Governo per la
sua parte e il Parlamento per la propria, dare finalmente serenità
ai lavoratori e funzione sociale, economica, finanziaria e pubblica
alla gestione della riscossione dei tributi in questa nostra terra.
Grazie signor Presidente e perdoni se ho abusato del tempo.
PRESIDENTE. Grazie a lei Presidente, non ha abusato proprio, anzi
la ringraziamo per essere stato qui tutte queste ore con grande
pazienza e grande responsabilità.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
CAMPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, onorevole Campo, gli ultimi minuti di
questa lunga ma proficua giornata.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, cittadini
che ci seguono da casa, il mio intervento è su ARPA Sicilia che,
come sappiamo, è l'ente che tutela la salute di noi cittadini e dei
nostri territori.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Campo, la interrompo un attimo.
Presidente Musumeci, onorevole Cracolici, onorevole Milazzo, la
seduta è di fatto finita, se volete andare a discutere fuori, io
devo sentire quello che deve dire l'onorevole Campo.
CAMPO. Grazie, Presidente.
Come dicevo, questo intervento è per accendere un riflettore su
ARPA Sicilia, l'ente che ci tutela, che tutela la nostra salute,
quella dei cittadini e dei territori e che ad oggi è sotto organico
del 33 per cento del fabbisogno attuale. In pratica abbiamo il 70
per cento e meno di personale. Alcuni numeri: servirebbero 957
unità a fronte delle 316 che abbiamo di cui ben 54 sono dirigenti.
Questo ovviamente ha un'enorme ricaduta negativa per i nostri
territori. Come siamo andati avanti fino ad oggi? Siamo andati
avanti grazie alle 91 unità assunte nel 2016 con la procedura
concorsuale e che con la loro competenza, formazione ed esperienza
matura negli anni sui territori hanno tutelato la nostra salute ma
anche ci hanno protetto da eventuali diciamo norme che si potevano
infrangere dato che la Comunità europea, appunto, ha un regolamento
molto rigido anche in materia ambientale.
Purtroppo, dal 28 settembre queste 91 unità sono a casa perché
sono scaduti i loro contratti. Noi abbiamo fatto una interrogazione
parlamentare al riguardo e il tempo ci ha dato ragione; infatti a
fine settembre mi sono posta il problema di capire con quali somme
e se c'era la sostenibilità ambientale di poter ripetere la
procedura e di poter nuovamente assumere queste persone e di fatto
in questi giorni la stessa ARPA ha dovuto ritirare il bando che
aveva emanato il 30 agosto proprio perché intanto c'è il pesante
aggravio della Regione siciliana riguardo alla mancata
approvazione, da parte dei revisori dei conti, del piano di
utilizzo del personale 2018-2020. Quindi, non abbiamo più queste
persone e non abbiamo trovato una soluzione per rimpiazzarle e, ad
oggi, l'ente non può controllare il territorio, non può andare
avanti, non può appunto monitorare il nostro ambiente, il nostro
paesaggio e la cosa ancora più grave è che non si è proposta una
soluzione alternativa e che c'è un assordante silenzio a riguardo e
un assoluto disinteresse.
Io spero che in breve tempo si possa rimpinguare il personale di
A.R.P.A. Sicilia e si possa continuare a lavorare per la tutela del
nostro ambiente.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Volevo
rispondere molto brevemente alla collega, onorevole Campo.
Io non so da dove ha tratto questi argomenti, io mi fermo a
risponderle che delle 91 unità, sessantasette sono del progetto
Marinari' che è scaduto alla fine di settembre. La Corte dei Conti
ci ha già detto che non possono essere rinnovati; gli altri
ventisette sono altrettanti soggetti assolutamente apprezzabili -
ed in questo sono d'accordo con lei - a tempo determinato che hanno
partecipato a dei progetti che si sono conclusi e che non possono
essere rinnovati.
Quindi confermo - e mi confronterò con la Commissione parlamentare
Ambiente' - il progetto di ampliamento dell'organico dell'A.R.P.A.
che nelle prossime settimane metteremo nero su bianco, ci
confronteremo con i sindacati e poi lo sottoporremo all'attenzione
del Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro deputato
chiesto di parlare, la seduta è rinviata a martedì 16 ottobre 2018,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Famiglia, politiche sociali e lavoro (v. allegato)
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme in materia di revisori dei conti (n. 106/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
La seduta è tolta alle ore 20.07
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio