Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 16.07
PAPALE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Mauro è in missione il 16
ottobre 2018.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Rinvio dello svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di
interrogazioni e di interpellanze della rubrica Famiglia,
politiche sociali e lavoro
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricevo una nota da parte
dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro,
dott.ssa Maria Ippolito, nella quale comunica che, per
improrogabili impegni istituzionali, sarà a Roma il 16 e il 17 di
questo mese; pertanto, non potrà partecipare ai lavori d'Aula, che
erano previsti per la giornata odierna. Per cui, se non sorgono
osservazioni, rimanderei questi lavori, con l'assessore Ippolito,
alla seduta di martedì prossimo.
Così resta stabilito.
Onorevoli colleghi, in attesa che giunga in Aula il Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana, onorevole Micciché, rinvio la
seduta di mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 16.12, è ripresa alle ore 16.57)
Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Arancio e Rizzotto hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa a richiesta di convocazione della
Commissione Verifica dei Poteri
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che in data 20 settembre
2018 è pervenuta a questa Presidenza istanza dell'onorevole
Francesco De Domenico, con la quale si chiede la convocazione della
Commissione Verifica dei Poteri per contestare l'incompatibilità
sopravvenuta dell'onorevole Cateno De Luca e mantenere
contemporaneamente le due cariche di deputato e di sindaco del
comune di Messina.
Nella stessa istanza, si conclude, chiedendo al Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana, in alternativa, di attivarsi
nella sua qualità di Presidente e, quindi, di garantire
l'istituzione parlamentare, eccetera, eccetera.
Allora, come voi sapete, abbiamo un Regolamento che prevede la
Commissione Verifica dei Poteri ma, allo stesso tempo, prevede che
in questa Commissione non possano andare deputati sottoposti a
ricorso elettorale, proprio per evitare conflitti di interesse.
In questo momento, i deputati sottoposti a ricorso elettorale sono
moltissimi ma, fondamentalmente, tutto il Gruppo parlamentare del
Movimento Cinque Stelle, il Presidente dell'Assemblea pure - tanto
per saperlo - insieme a tutti coloro che facevano parte del listino
Musumeci.
Pertanto, mi posso attivare o a nominare la Commissione Verifica
dei Poteri, ma dobbiamo sapere che se la nomino non ci possono
essere deputati del Movimento Cinque Stelle, oppure posso aspettare
il giorno in cui il CGA - e pare che sia a breve scadenza -,
comunicherà il risultato finale di questo ricorso, pertanto,
qualora questo ricorso venisse respinto torneremmo ad essere tutti
legittimati e, quindi, potrei immediatamente comporre la
Commissione Verifica dei Poteri e, immediatamente, decidere su
questa vicenda.
Per cui, vi comunico che, in questi giorni, convocherò un
Consiglio di Presidenza e discuterò con i miei colleghi
dell'Ufficio di Presidenza sul da farsi.
Spero che, avendo parlato anche oggi con il Presidente del CGA, in
tempi brevissimi ci possa dare questa risposta così da risolvere il
problema, diversamente, comunque dovremo mettere in piedi una
Commissione Verifica dei Poteri che non potrà avere le persone che
sono sottoposte a ricorso in questo momento.
TURANO, assessore per le attività produttive. A me è arrivato. Io
ho già presentato il ricorso
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, all'Assemblea non è arrivata
nessuna informazione di questo tipo. Io spero che arrivi presto in
modo da potere, in qualche maniera, creare questa Commissione,
importante per decidere su questo caso di incompatibilità che è
assolutamente reale, onorevole De Domenico, ma che in questo
momento mi trovo nell'impossibilità di risolvere.
Sul rinvio dello svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3,
del Regolamento interno, di
interrogazioni e di interpellanze della rubrica Famiglia,
politiche sociali e lavoro
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo già rinviato il II punto
all'ordine del giorno a causa dell'assenza dell'assessore per la
Famiglia, però vorrei dire a tutti, compreso all'assessore Armao in
rappresentanza del Governo, che esiste una norma per la quale gli
assessori che, invitati a discutere, non si presentano, vengono
sanzionati. Io chiederò, purtroppo - non mi fa piacere farlo, ma
sono costretto a chiederlo - alla Presidenza della Regione di
applicare questa norma perché, quanto meno, gli Assessori che non
vengono sanno che qualcosa ci perdono.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, conosciamo questa norma. Io mi devo limitare a illustrare
al Parlamento che l'Assessore mi ha comunicato che si trova a Roma
per impegni istituzionali; però, è mio dovere dare questa
precisazione.
PRESIDENTE. La ringrazio, Assessore, però nell'organizzazione dei
lavori, siccome si sa da tempo che c'è questo impegno - ma ora non
vorrei che fosse il caso di quest'oggi e che quindi fosse sotto
imputazione l'assessore Ippolito, perchè non è certamente così, è
un fatto abbastanza generalizzato - quando si organizzano i lavori
nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, è giusto
che ci si informi, e se uno può venire lo deve sapere prima
altrimenti, almeno la sanzione ci deve essere, perché noi deputati
veniamo sanzionati, se non siamo presenti in Aula a votare. E'
corretto che, a questo punto, essendoci una norma che lo prevede,
anche gli assessori vengano sanzionati.
Seguito della discussione del disegno di legge Norme in materia
dei revisori dei conti (n. 106/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno: seguito
della discussione del disegno di legge Norme in materia dei
revisori dei conti (n. 106/A).
Invito la I Commissione a prendere posto al banco assegnato.
Comunico che la Commissione ha presentato una riscrittura della
legge in materia dei revisori dei conti, per cui pregherei intanto
l'onorevole Pellegrino a comunicare all'Aula che tipo di
riscrittura è stata fatta.
CIANCIO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche a
seguito delle sue parole, l'ultima volta che in Aula si è rimandato
questo disegno di legge dicendo che gli Uffici avevano fatto
emergere delle criticità, mi sono permessa di chiedere, sia agli
Uffici che a lei, una nota con cui si specificasse meglio dove
stavano queste difficoltà. Mi è stato risposto con un documento
che, stamattina, ci siamo premurati di attenzionare e di
trasformare, poi, in una proposta, che è questa riscrittura della
Commissione.
Per quanto riguarda i problemi legati all'iter di nomina, perché
gli Uffici ci dicevano che c'era un problema di coordinamento di
norme regionali - perché, come sapete le nomine prevedono un
passaggio anche dalla Commissione di merito. E' chiaro, però, che
qualora dovesse passare il criterio del sorteggio, e quindi
trattasi solo di valutazione tecnica di possesso di requisiti e non
più di valutazione politica, le valutazioni e le nomine non
dovrebbero più passare dalla Commissione di merito.
Quindi, abbiamo inserito un comma in cui diciamo che per le nomine
dei revisori di cui al presente articolo non deve essere acquisito
il parere della Commissione parlamentare di cui all'articolo 1,
della Legge regionale 3576, etc. etc. E questa era la prima
criticità.
Per quanto riguarda i requisiti, li abbiamo specificati ancora
meglio, e abbiamo tra l'altro aggiunto anche la possibilità di
partecipare, così come tra l'altro avviene anche oggi perché i
revisori vengono nominati sulla base di un albo regionale; ecco,
siccome non tutti quelli che sono iscritti nell'albo regionale sono
iscritti anche nell'albo nazionale, noi abbiamo dato anche la
possibilità ai revisori iscritti nell'albo regionale di partecipare
al sorteggio come tutti gli altri, quindi non più di essere anche
qua nominati direttamente, ma di partecipare a una procedura
trasparente come tutti gli altri.
Per quanto riguarda il rimando alle disposizioni nazionali, noi
facciamo riferimento al registro dei revisori legali istituito con
il decreto del Ministero dell'Interno 15 febbraio 2012, numero 23,
e abbiamo messo come requisito per partecipare al sorteggio il
comma 3 dell'articolo 3, significa l'iscrizione da almeno cinque
anni e avere svolto un numero di incarichi all'interno degli enti
locali. Poi abbiamo eliminato il rimando al Decreto legislativo
138, proprio perché quello si applica ai Comuni, e abbiamo quindi
tolto la possibilità di creare incomprensione tra materie
sostanzialmente diverse.
Io volevo rassicurare sia i colleghi che l'Assessore che ho
capito, insomma, che ha un po' di resistenze su questo testo,
volevo rassicurare circa l'ambito di applicazione, perché noi con
la riscrittura abbiamo specificato chiaramente che lì dove esistono
norme nazionali di riferimento che disciplinano in maniera diversa
la nomina del revisore, anche per enti regionali, noi non
interveniamo, noi interveniamo solamente dove c'è la nomina diretta
dell'Assessore o del Presidente della Regione. Abbiamo infatti
inserito, fatti salvi i casi disciplinati dalla normativa
nazionale.
Anche lì dove c'è la nomina da parte di più enti, magari uno del
Ministero, uno dell'Assessorato e un altro ancora, rimane il fatto
che la nomina dell'Assessore deve essere fatta secondo queste
modalità, quindi noi non cambiamo chi deve nominare o come lo deve
nominare, ma inseriamo un criterio diverso di nomina.
Per il resto, signor Presidente, ci sono tante piccole correzioni
più tecniche, poi a parte queste nel merito, che potrei illustrare,
magari man mano che andiamo avanti con l'articolato le
illustreremo.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, soltanto un chiarimento. Lei poco
fa ha detto una cosa che io non trovo scritta qua e vorrei capire.
Il sorteggio viene fatto da chi è iscritto da almeno cinque anni?
E' revisore dei conti da almeno cinque anni? E abbia già avuto
altri incarichi di questo tipo?
CIANCIO, relatore. Questo è un requisito che è presente per
l'iscrizione a registro nazionale, noi abbiamo fatto il rimando
volontariamente per non inserire criteri diversi. L'articolo 3,
comma 3, prevede che chi partecipa e chi è iscritto al registro
deve essere iscritto da almeno cinque anni e deve avere svolto, ora
non mi ricordo esattamente il numero di incarichi, ma credo che sia
un incarico, mentre per quanto riguarda il comma quattro, che è
incluso nel comma tre, deve essere iscritto da almeno dieci anni ed
avere svolto almeno due incarichi.
PRESIDENTE. Se non capisco male, chi si laurea oggi non potrà mai
più fare il revisore dei conti.
CIANCIO, relatore.. No, questo è previsto, ecco man mano che lei
me lo chiede, io lo spiego.
Questo è previsto nel caso di una terna di revisori, quindi nel
caso della nomina di un collegio noi mettiamo che due componenti
devono avere i requisiti di cui abbiamo parlato prima, uno deve
essere semplicemente iscritto al Registro. Comunque l'iscrizione al
Registro significa che devono avere fatto due anni di praticantato
e una serie di cose. Quindi in un Collegio di Revisori uno può
essere un giovane che magari si affaccia alla carriera, ma solo nel
caso di una terna, della nomina di una terna di revisori non nel
caso di una nomina singola.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io vorrei ricordarvi solo che in
Italia gli architetti appena laureati non possono partecipare ai
bandi di gara nazionali, perché devono avere almeno fatto una volta
una progettazione per lo Stato.
Se non ne hanno mai fatto non lo potranno fare mai perché come
regola ma non ha importanza deciderà l'Aula onorevole Ciancio.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo in presenza
di una riscrittura che è interamente sostitutiva del disegno di
legge che noi stiamo trattando.
Signor Presidente, nessuna preclusione solo, però, che da
Regolamento, ovviamente, dobbiamo fare decorrere i termini per sub
emendare e metterci nelle condizioni, quanto meno, di confrontarci
sulla nuova riscrittura.
Pertanto, signor Presidente, io chiederei a lei di stabile il
termine per la presentazione degli emendamenti fino a venerdì, e
martedì prossimo ritornare in Aula per trattare il disegno di
legge, così da avere il tempo di studiare le carte, anche perché io
qualche dubbio ce l'ho nel merito - e poi mi taccio - quando c'è
una nomina di un collegio che non è interamente nominato dalla
Regione, ma c'è un sistema misto Corte dei Conti o Ministero, ecco
vorrei approfondire questa normativa.
Non ho nessuna preclusione a trattare il disegno di legge e la
riscrittura, però se lei ci mette in condizione di potere
approfondire, ovviamente coinvolgendo la Commissione bilancio,
perché è vero che le nomine sono di competenza della I Commissione,
ma le società partecipate, signor Segretario Generale e signor
Presidente, sono di competenza della II Commissione.
Quindi se si può, così come si è fatto per il disegno di legge sui
prodotti agricoli, un maggiore coinvolgimento da parte del
Parlamento per arrivare all'approvazione della norma.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire che,
onestamente, da settimane quest'Aula è impegnata in un andirivieni
che riguardano la norma che, secondo me, interessa una quantità
talmente residuale della popolazione dei siciliani che ci stanno
ascoltando che mi sembra quantomeno incredibile che siamo ancora
una volta a parlare di questo disegno di legge come se dovesse
cambiare le sorti della vita dei siciliani.
Per cui credo che, per carità rispetto per i colleghi che stanno
proponendo la riscrittura, però ricordo che questa norma al netto
dell'affermazioni che se ho ben sentito - purtroppo l'audio in
quest'Aula non è dei migliori - credo che sia comunque così
residuale che da quella percentuale iniziale di cui parlavo
dobbiamo stornare almeno il 90 per cento.
Mi spiego meglio: se a questa norma noi togliamo gli enti che sono
vigilati dalla Regione, gli enti privati controllati e le società
partecipate, il numero degli enti per cui noi stiamo facendo una
norma è talmente residuale che io credo che non meriti così tanto
tempo e tutto questo approfondimento.
Ritengo che sia qualcosa che può essere benissimo approfondito in
maniera molto rapida dalla Commissione, ma che non penso debba
tenere bloccati i lavori di un'Aula per così tanto tempo.
Ribadisco che le ragioni per le quali io mi sono opposta a questo
tipo di impostazione sono legate a una valutazione della
legittimità di questa norma, perché se così fosse, per quello che
era l'intento, è una norma inapplicabile, poiché le norme che
regolamentano la nomina dei revisori continuano ad essere per le
società partecipate, per gli enti pubblici controllati e per gli
enti privati che sono sottoposti al controllo della Regione normati
dal Codice Civile.
Non lo dico io, ma lo dice la Corte dei Conti che si è espressa
per diverse annualità nella sezione delle autonomie locali, nonché
dal decreto legislativo n. 39 del 2010. Per gli enti locali la
norma nazionale ha previsto, e poi il Parlamento regionale nella
precedente legislatura ha applicato la norma nazionale, ma è una
norma che attiene agli enti locali, per cui confondere i due piani
sarebbe un grande errore.
Ma continuo a ribadire, se la riscrittura dei colleghi dovesse
essere accolta, stiamo parlando di una quantità di soggetti che la
Regione nomina che è davvero residuale, per cui io ritengo che
stiamo soltanto perdendo del tempo, perché questa è una norma che
può essere esitata già oggi, e credo che gli Uffici faranno
rapidamente una valutazione sulla legittimità di quella che è la
norma in oggetto, ad ogni modo se fosse accolta la riscrittura
ritengo che noi abbiamo necessità di riemendarla, i tempi degli
emendamenti sicuramente non possono che essere chiaramente
concessi, perché si tratta di un testo nuovo, per cui Presidente
oltre ad aggiungermi alla richiesta anche di una valutazione della
Commissione bilancio, perché se pure non comporta onere ovviamente
anche una valutazione da parte della Commissione bilancio secondo
me è opportuna, è necessario che comunque ci vengano dati i termini
per gli emendamenti.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
cittadini, io credo che invece questo disegno di legge si
un'occasione per questa Assemblea, perché ci consente di eliminare
quell'odiosa distanza che si è creata negli anni tra le istituzioni
ed i cittadini, quei cittadini che ormai da tempo e da anni
rivendicano trasparenza ed efficienza della Pubblica
amministrazione.
Dunque il problema che ha sollevato la collega Caronia secondo me
non si pone, perché non sono così tanto pochi soggetti interessati,
assolutamente no, sono tanti gli enti che sono di nomina
semplicemente della Presidenza regionale o degli assessorati, e
comunque le grandi società partecipate i cui statuti già delineano
il metodo della nomina dei revisori non verranno assolutamente
intaccate da questo disegno di legge.
Questa Assemblea ha una responsabilità politica di dire ai
cittadini che ci guardano da casa che non vogliamo diminuire questa
odiosa distanza, quindi vi chiedo di apprezzare questo disegno di
legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stata presentata una
pregiudiziale firmata dall'onorevole Aricò ed altri, ai sensi
dell'articolo 101 del Regolamento interno dell'Assemblea, allora la
pregiudiziale non può essere esattamente su quello che è stato
richiesto, perché non può essere l'Assemblea a decidere se un
disegno di legge deve andare in Commissione bilancio o no, ma è una
scelta esclusiva del Presidente, quindi questo non lo possiamo
mettere in votazione alla pregiudiziale.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, diciamo una
pregiudiziale a maggior ragione rispetto ad una riscrittura che il
Presidente della Commissione ha presentato, di fatto si è stravolta
la norma, e secondo me abbiamo l'obbligo, a me farebbe piacere pure
sentire il vice Presidente della Regione in merito, dal quale poi
dipende il controllo degli enti economici regionali, se questa
norma non andrebbe approfondita nella Commissione bilancio.
La Commissione Bilancio per il Regolamento interno è la
Commissione che dovrebbe verificare il controllo ed il buon
andamento economico di tutti gli enti, il fatto che in questo caso
ci sia stata una proposta autorevole della I Commissione, da dove
ovviamente è partita l'iniziativa legislativa, va bene, ma ritengo
imprescindibile che questa legge non debba passare, a maggior
ragione che c'è stata oggi presentata per la prima volta una
riscrittura, ed abbiamo sentito le motivazioni dell'onorevole
Ciancio illustrate a questo consesso, che possa ritornare in
Commissione bilancio che riteniamo la Commissione che è più adatta
ad approfondire .
PRESIDENTE. Onorevole Aricò se il contenuto della pregiudiziale è
questo io non lo posso mettere neanche in votazione, ripeto non è
dell'Assemblea la decisione sul passaggio alle Commissioni. Se
riterrò di chiedere un parere, che comunque non può essere
vincolante, alla Commissione Bilancio' lo farò.
La pregiudiziale non può essere su questo punto.
Se c'è una motivazione di tipo tecnico sulla legge, come motivo
della pregiudiziale, la metto in votazione. Se è soltanto per la
scelta del passaggio in Commissione Bilancio' non la posso mettere
in votazione perché è una scelta mia.
Avevo già pensato comunque di avere un parere, non determinante,
da parte della Commissione Bilancio' ma si deve intendere come
scelta del Presidente, onorevole Aricò.
ARICO'. Signor Presidente, la pregiudiziale poteva anche non
essere discussa in tal senso. E' sua decisione valutare il meglio
per quest'Assemblea, e visto che il Governo è presente mi farebbe
piacere pure ascoltare cosa ne pensa il Vice Presidente della
Regione, al di là che sia sua prerogativa scegliere a chi affidare
il testo.
PRESIDENTE. Sto ascoltando con interesse tutto per poi prendere
una decisione. Non è una cosa che posso fare votare all'Aula,
ribadisco.
Ha chiesto di parlare contro, l'onorevole Cracolici e l'onorevole
Cappello mentre a favore l'onorevole Lo Curto.
CRACOLICI. Signor Presidente, come sa non sono tra i deputati che
l'hanno votato come Presidente dell'Assemblea. Mi stupisce, dopo
circa dieci mesi, dovere intervenire quasi a difenderla.
Questa pregiudiziale altro non è che una mozione di sfiducia alla
gestione del Presidente dell'Assemblea sui disegni di legge, non al
Presidente dell'Assemblea perché può disporre, semplicemente perché
deve applicare il Regolamento.
Il Regolamento dice chiaramente che i disegni di legge vanno
assegnati alla Commissione di merito, non c'è un'interpretazione
che può fare il Presidente su quale sia la Commissione di merito.
E' stabilito dal Regolamento d'Aula.
La Commissione potrebbe, laddove ci sono aspetti di natura
finanziaria, sottoporre per le coperture finanziarie la competenza
alla Commissione Bilancio' ma non per il resto perché la
Commissione di merito è la I Commissione.
Se così è, e lei ha redarguito questa mozione o questa
pregiudiziale, mi stupisce che allo stesso tempo la faccia votare.
Delle due, l'una
O questa pregiudiziale è illegittima perché non ha fondamento sul
piano
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ho già comunicato che se la
pregiudiziale ha questo come tema non la farò votare.
CRACOLICI. Ci mancherebbe La ringrazio per avermi concesso la
parola
Rimane il fatto che nella pregiudiziale è questa la motivazione,
non ci possono essere altri motiv per non trattare questo disegno
di legge in questo momento, non può farla votare.
Si può chiedere di non votare per mille altre ragioni.
Devo dire che la storia si ripete e viene in faccia ai
protagonisti.
Ricordo che nella scorsa legislatura, il recepimento della
disposizione nazionale che prevedeva il sorteggio per i revisori
nei comuni fu fatta con una battaglia di principio da alcuni
colleghi - e qui c'è un protagonista in prima fila - che fu
impegnato insieme al Gruppo di Forza Italia per recepire in Sicilia
il sorteggio nelle modalità di scelta dei revisori.
Non è che a seconda uno dove si colloca al momento cambia i
principi. Se quella volta Forza Italia si è battuta per la coerenza
della disciplina giuridica nazionale anche nella nostra Regione ora
non può, allo stesso tempo, sentirsi offesa perché questa norma
incide sulle nomine che invece dovrebbe fare la Regione sulle sue
società e sui suoi enti.
Ritengo che bisogna avere un po' di coerenza nella vita Non ci
trovo nulla di strano - e lo dico con grande onestà.
Sentendo anche gli ordini professionali da più parti, l'idea di
liberare i professionisti della revisione che sono professionisti
iscritti ad un albo nazionale, dal mercimonio dello scambio
politico credo che serva la politica per molte cose, ma anche
professionisti che in qualche modo, poi alla fine parliamo di
professionisti che per quattro soldi devono sempre dire grazie a
qualcuno. Io credo che sia corretto stabilire il principio che
laddove si nominano revisori si faccia un sorteggio tra chi lo
vuole fare, perché non è un sorteggio tra tutti i revisori del
mondo, ma tra tutti quelli che partecipano ad un bando e hanno
alcune caratteristiche, sono residenti in Sicilia, eccetera.
Pertanto, io ritengo, come dire, singolare che la maggioranza
presenti una pregiudiziale nei confronti di un atto che ha gestito
la Presidenza dell'Assemblea.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Così, mi sa, che chiudiamo la
discussione.
ARICO'. Signor Presidente, ritiriamo la pregiudiziale, però
riteniamo giusto, anche in vista della riscrittura che si debba
approfondire un argomento e ci farebbe piacere anche sapere cosa ne
pensa la Presidenza.
PRESIDENTE. Non avevo dubbi sul fatto che la sua non era una
sfiducia nei confronti del Presidente dell'Assemblea.
Allora scusate, intanto la pregiudiziale è quindi decaduta, perché
è stata ritirata. Io invece devo rispondere prima di dare la parola
per la discussione generale della nuova riscrittura all'onorevole
Ciancio, alla proposta dell'onorevole Milazzo.
Intanto iniziamo il dibattito sulla legge, ma certamente dobbiamo
darci dei tempi per i sub emendamenti o se la consideriamo una
nuova riscrittura della legge sugli emendamenti. Un attimo. Il
tempo solo di accertarmi su questo argomento con gli Uffici. Quindi
comunque oggi non si vota certamente. Si vota da domani in poi ed
eventuale richiesta di un parere alla Commissione Bilancio non è
condizionante rispetto al fatto che in Aula comunque a questo punto
va votata.
CIANCIO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO, relatore. Signor Presidente, volevo soltanto dire che è
sacrosanta la richiesta di avere del tempo per i sub emendamenti,
perché mi rendo conto che la riscrittura è imponente. Tra l'altro
ci abbiamo perso anche parecchio tempo, vi prego anche, ai
colleghi, di credere insomma nell'impegno che ci abbiamo messo con
gli Uffici per cercare di venire incontro alle posizioni di tutti.
Sull'ambito di applicazione, ora capisco che si è ristretto molto,
si parla di questo argomento da non so quanto tempo però
Presidente, non è colpa nostra né dell'Assemblea, né della
Commissione. Presidente, se discutiamo di questa cosa da un mese
non è colpa di questo Parlamento. Una volta avevamo altre leggi,
una volta si è parlato di altro, una volta non c'era l'Assessore,
oggi forse ne stiamo parlando per la seconda volta. Abbiamo avuto
una prima discussione e adesso una seconda.
L'ambito di applicazione sono tutte quegli enti controllati Arpa,
Ersu, IACP, Corfilac, Istituto Zootecnico, ESA, Consorzi di
Bonifica, insomma, enti che non brillano per efficienza ed
economicità. Quindi comunque il fatto che la situazione di oggi, di
questi enti, sia abbastanza drammatica è indice che qualcosa nel
criterio, anche magari di selezione, non va. Quindi è necessario
cercare di immaginare nuove soluzioni per fare funzionare questi
enti e, secondo me, la trasparenza e l'indipendenza dell'organo di
revisione è legittimo.
Ripeto, è sacrosanto il diritto dei deputati di chiedere il tempo
per i sub emendamenti, magari una settimana è troppo. Cerchiamo di
accelerare però ripeto, non cambierà una settimana o meno il fatto
di vedere applicata questa legge.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio. Ha chiesto di parlare per
la discussione generale, a questo punto rientriamo nella
discussione generale, l'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intanto io parto
con una premessa, le chiedo formalmente se dobbiamo trattare questo
disegno di legge, dobbiamo però garantire le prerogative del
Governo. Ovvero, noi abbiamo bisogno non di fare quattro salti in
padella' revisori, ma di fare una norma. Noi dobbiamo essere messi
nelle condizioni di potere affrontare la norma in modo serio.
Se ci fosse stata la volontà di fare ostruzionismo - i colleghi mi
conoscono - avremmo avuto mille modi per farlo.
Il tema è, ragionevolezza vuole, perché del Governo, purtroppo
alcuni componenti votano e devono anche governare, le chiedo
formalmente di stabilire il termine per venerdì, e passare alla
votazione dei singoli articoli a partire da martedì. Nessuno non
vuole trattare la norma, la vogliamo trattare, però metteteci nelle
condizioni, secondo una leale collaborazione istituzionale, perché
alcuni componenti del Governo domani non ci potranno essere, signor
Presidente, quindi mettiamo nelle condizioni il Governo di poter
esercitare le proprie prerogative.
Nel merito, l'onorevole Cracolici, che dalla prossima settimana vi
porterà il suo - come si chiama quando c'è il sorteggio con la
tombola, lui l'aveva in assessorato, lui già lo faceva, quando era
assessore già faceva il sorteggio - ma onorevole Cracolici, ma dopo
cinque anni che vi siete presi tutti i revisori dei conti,
legittimamente, secondo la mia visione, la mercificazione dei
revisori', come ha detto lei, testuali parole, lei ha fatto la
mercificazione dei revisori' perché lei è reo confesso, lei ha
detto noi non ne abbiamo nominato nemmeno uno per correttezza
istituzionale sapendo che si tratta la norma, non abbiamo nominato
un solo revisore'.
La volta scorsa abbiamo dovuto fare interventi normativi perché
Crocetta era già sparato' su tutte le cose e si sono commessi
degli errori, ma lei che ha detto che questo sistema normativo
attuale attiva la mercificazione, io le dico che chi rispetta un
codice deontologico, cioè chi fa parte di un - mi sfugge il termine
- chi fa parte dell'ordine dei revisori e quindi deve rispettare un
codice deontologico io lo scelgo non perché mi deve fare imbrogli,
perché lei sa che per legge i revisori dei conti si relazionano con
la Corte dei Conti, non con l'onorevole Milazzo, l'onorevole
Cracolici. Io posso designarlo, non favorirlo, perché ne conosco le
attitudini e la capacità. Gli errori normativi che sono stati
consumati, per esempio al Comune di Palermo, una nomina tre
revisori e bocciano per spirito di contraddizione un bilancio
perché non c'è quel legame di fiducia, non quel consociativismo. E
abbiamo sbagliato
SAMMARTINO. Ed allora, dillo
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la prego di rivolgersi alla
Presidenza.
MILAZZO. Siccome l'onorevole Cracolici e la maggioranza per cinque
anni hanno nominato revisori dei conti, ora viene qua e fa il puro
al microfono. Ma lei lo doveva fare quattro anni fa, non ora ad
otto mesi che è all'opposizione ed è destinato a rimanerci, penso,
per molto tempo, a meno che lei - il governo Lombardo ce lo
ricordiamo - ogni tanto cambia opinione e qualche lavoretto in Aula
lo sa fare. Però le voglio dire, lei che è stato la quinta colonna
della vecchia politica in quest'Aula, la invito ad essere più
coerente.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, entri nel merito della norma, non è
un dibattito tra lei e l'onorevole Cracolici.
MILAZZO. Vogliamo fare questo pastrocchio? Lei sa una cosa, però?
Io ho fatto il deputato di opposizione, ma mai sfascista'. Poco fa
ho ricordato all'onorevole assessore emerito Gucciardi, che quando
c'è stata la questione dell'ospedale Papardo, io non mi sono tirato
indietro a mantenere il numero legale, ora il tema è: governeremo
tutti, c'è il sistema dell'alternanza, la volta scorsa mi ricordo
quando volevamo ridurre i componenti degli Uffici di gabinetto e
lei si attaccò al lampadario per nominare i suoi amici, ma con
quale coraggio prende parola qua?
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
semplicemente rispondere all'onorevole collega Milazzo, che se non
fosse stato per il sorteggio, lei pensa davvero che il rendiconto
del Comune di Palermo non sarebbe stato approvato? Non è stato
approvato proprio perché i revisori sono un organo esterno ed hanno
fatto il loro dovere.
Poi volevo evidenziare che in tutta Italia il sistema dei
controlli ha fallito, soprattutto i sistemi di controlli interni:
il controllo strategico, il controllo gestionale, almeno lasciamo
il controllo esterno a un organo terzo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
Onorevole Lo Curto il suo intervento era stato chiesto a favore
della pregiudiziale che è stata eliminata. Ora l'ho iscritta a
parlare.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella scorsa
legislatura, nella seduta d'Aula n. 318, in data 22 febbraio, il
centrodestra si è reso protagonista di una battaglia d'Aula
all'ultimo sangue per ottenere, in particolare, l'approvazione
dell'emendamento 11.1 a firma dell'onorevole Falcone, che ha reso
particolarmente vivace il dibattito d'Aula. L'emendamento poi venne
approvato e a noi oggi risulta singolare che la stessa coalizione,
che nella scorsa legislatura ha insistito per l'approvazione in
modo così vigoroso dell'emendamento 11.1, che ha costretto - a
nostro modo giustamente - i Comuni a procedere al sorteggio come
nel resto d'Italia, a distanza di pochi mesi dall'inizio della
nuova legislatura, improvvisamente, cambia idea e ritiene, invece,
che si debba procedere nuovamente alla nomina. Esattamente poi nel
momento in cui si dovrebbe procedere a cospicue nomine, a centinaia
di nomine in carico alla Giunta di Governo, per nominare i revisori
dei conti degli enti sottoposti a vigilanza e controllo.
Io credo che non occorra aggiungere altro. Il punto si centra da
sé. Io credo che occorra coerenza, rispetto nei confronti degli
amministratori locali e degli ordini professionali, perché io non
credo che un revisore faccia più o meno il suo dovere se è nominato
oppure se è sorteggiato. C'è una pari dignità degli ordini
professionali e dei professionisti che va difesa. E credo che se
c'è un minimo di coerenza anche tra colleghi, se si è tenuta una
linea politica nella scorsa legislatura, credo che lo stesso
dovrebbe farsi in questa.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, sa, su questo tema del cambiare
idea tra una legislatura e l'altra, non posso dimenticare una delle
prime cose che mi colpì molto quando diventai parlamentare
nazionale. Si votò col Governo Berlusconi l'ingresso in guerra.
Quello che successe lei non ha idea. Le bandiere arcobaleno
giravano alla Camera, salvo che poi cadde Berlusconi, arrivò Prodi
che propose l'ingresso in guerra e fummo invece noi a non volerlo
fare. Per cui purtroppo questa logica della politica è una logica
che difficilmente potremo eliminare.
E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente. Visto che stiamo entrando nella
discussione generale, io ritengo che a me sembra piuttosto
ingeneroso quello che stiamo facendo nei confronti della categoria
dei dottori commercialisti iscritti all'ordine dei revisori, perché
ho sentito delle affermazioni che, personalmente, mi convincono
pochissimo.
Io non credo che questa norma noi la stiamo facendo perché in
questo momento questa maggioranza ha vinto le elezioni piuttosto
che un'altra. Né tantomeno credo che al Comune di Palermo i
revisori che oggi sono lì a giudicare i bilanci del Comune abbiano
fatto una nota sfavorevole solo perché sono stati sorteggiati.
Io personalmente credo che sia molto offensivo nei confronti dei
professionisti che, voglio ricordare, siccome sono inseriti in un
ordine dei revisori che passa al vaglio del MiF e che - non
dimentichiamo - sono sottoposti a un controllo della legge, sia
penale, sia amministrativo e civile, io credo che stiamo parlando
in maniera, come dire, forse non appropriata di una norma che
dovrebbe avere una ratio un po' diversa.
Innanzitutto dobbiamo partire a priori dal fatto che chi è
chiamato a fare un controllo su un organo debba svolgere il proprio
lavoro secondo legge. E questo lo dobbiamo dare per assodato,
perché se mettiamo in discussione questo, allora veramente
probabilmente ci stiamo arrogando un diritto che non credo che ci
appartenga.
In seconda battuta continuo a ripetere che rispetto a questa
norma, così come quella degli enti locali, personalmente e
politicamente non credo che la selezione a sorteggio abbia
favorito, così com'è stato più volte detto anche durante degli
incontri che i sindaci hanno sollecitato, non soltanto al Governo
ma anche alla forze di opposizione poiché spesso la discontinuità
della presenza di un revisore che viene sorteggiato, magari perché
la richiesta è stata fatta due anni prima, poi si ritrova ad essere
sorteggiato due anni dopo in un piccolo comune e fa sì che magari
che poi viene risorteggiato poiché oggi sono otto gli incarichi che
possono essere contemporaneamente assunti da un revisore dei conti,
fa sì che quel compito non si porti a termine. Già al comune di
Palermo abbiamo assistito alle prime, per esempio c'è stata una
dimissione; insomma, in tanti comuni avviene spesso questo.
Allora, ritengo che se pure il Parlamento abbia - io nella
precedente legislatura non c'ero - ad ogni modo una legge votata
dal Parlamento è una legge - ritengo che il legislatore può anche
ravvedersi sull'utilità di una norma qualora veda che
effettivamente questa non abbia portato un beneficio alla
collettività e, se questo viene stigmatizzato da parte dei sindaci
e dagli amministratori locali, oggi ancor di più davanti ad una
palese illegittimità di alcuni passaggi di questa norma, ritengo
che l'Aula debba fare una riflessione sul merito e non
sull'appartenenza a forze di opposizione o di maggioranza perché
altrimenti diventa veramente un gioco squallido al quale io mi
sottraggo.
Per cui, signor Presidente, ribadendo ancora una volta che,
ovviamente, alla luce di un nuovo dettato legislativo che la
Commissione propone, ampiamente riveduto e corretto, è chiaro che
ciascuno di noi vuole dare un apporto competente e compiuto, è
ovvio che dobbiamo avere tempo per potere valutare il testo, però
ritengo che questa norma sta, come dire, mettendo i buoni contro i
cattivi, i cattivi contro i buoni. Qui, se la battaglia la mettiamo
in questi termini abbiamo perso tutti perché stiamo mettendo in
gioco la credibilità e la legittimità di soggetti che svolgono in
maniera legittima il loro compito, per cui dire ne ho nominato
prima uno e questo diventa di parte, mi sembra un gioco veramente
puerile e addirittura anche poco rispettoso di questi
professionisti.
Ecco, l'invito da parte mia, signor Presidente, è quello di
avviarci rapidamente all'indicazione di un termine per gli
emendamenti che ci consenta di emendare questo testo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, la
sensazione che mi suscita questo dibattito, entrando nel merito
delle questioni poste dalla norma, è una sensazione un po' strana.
Mi sembra che qui si voglia consumare una sorta di vendetta che
attiene alla cultura dell'alternanza, chi viene prima fa le cose
prima, chi ha fatto contro, chi aveva votato precedentemente contro
chi governava prima.
Credo che, entrando nel merito di questa norma, la cosa
fondamentale da ravvisare è cosa vuole promuovere questa norma. Un
principio di trasparenza? E' una domanda. Un principio di, come
dire, corretta applicazione della possibilità di offrire alla
possibilità a giovani o meno giovani commercialisti che dotati dei
requisiti previsti dalla norma possano essere sorteggiati? Si vuole
mettere fine, così come ho sentito dire, ad un mercimonio di queste
nomine? Si vuole mettere fine ad un sistema di clientele di
lottizzazione delle nomine?
Bene, io ho sempre pensato alla politica in maniera differente. Ho
sempre pensato che chi viene eletto e chi governa lo debba fare
secondo un principio etico fondamentale che è quello di assumersi
la responsabilità di fare bene e di fare il bene comune. Ne
consegue che sulla base e sulla scorta di questo principio di
responsabilità - signor Presidente, signor onorevole Cracolici
gradirei anche il suo ascolto perché anche lei dovrà votare questa
norma - ebbene ho sempre pensato che sulla scorta del principio di
responsabilità. Io mi fermo, signor Presidente, perché desidero che
lei mi ascolti e desidero che l'onorevole Cracolici mi ascolti e
che vengano interrotti anche i termini per me.
PRESIDENTE. Non c'è problema.
LO CURTO. La verità è che sono molto scarsa e interrompendomi, poi
non trovo più il filo del discorso.
PRESIDENTE. Per farsi dire che non è vero. Va bene, non è vero.
LO CURTO. A parte la battuta, signor Presidente, ci tengo davvero
all'ascolto perché credo sia fondamentale chiarire anche ai
cittadini che ci ascoltano che questa norma, quando invoca questi
principi, della fine del mercimonio, della fine delle clientele,
della fine dell'attribuzione, magari ad amici e parenti, non tiene
conto che chi viene eletto e chi governa, nel momento in cui,
esperisce una nomina, conferisce una nomina, lo fa perché
quell'organo debba funzionare al meglio, a tutela anche della
pubblica amministrazione.
Chi viene nominato deve avere il compito fondamentale di fare bene
il proprio lavoro. Lo ha detto bene anche l'onorevole Caronia,
prima.
Chiaramente, invece, se noi facciamo riferimento al nostro
passato, non mi stupisco né mi scandalizzo, anzi invoco per certi
aspetti una logica che non è clientelare, perché quando venivano
nominati secondo il principio dell'appartenenza a maggioranza e
opposizione all'interno di un Comune, ebbene si faceva riferimento
ai soggetti che si erano assunti una responsabilità nei confronti
dei propri elettori e quindi dovevano, costoro, messi a governare e
a vigilare, un organo del comune l'ente comune, per esempio,
dovevano farlo secondo questo principio ne rispetto delle parti e
della democrazia vera e sostanziale.
Qui di tutto questo, in questa norma, non c'è niente. Si invoca un
principio di trasparenza, di non divisione clientelare, ma guardate
che nominare un revisore dei conti non è una cortesia che si fa ad
un amico, assolutamente; perché molto spesso queste persone, non
vorrebbero nemmeno essere nominate, perché è tale e tanto il carico
di responsabilità e di lavoro che, non è un premio a fronte del
magro guadagno e del corrispettivo economico.
Quindi cerchiamo di dare il taglio giusto a questo dibattito, che
è giusto che venga fatto, visto che c'è questo disegno di legge,
che secondo me, non avrebbe neanche motivo di esistere, ma
soprattutto, va bene ed è giusto ed è corretto, signor Presidente,
lo avevo invocato in un mio precedente intervento che la
Commissione Bilancio che non è soltanto per sfiduciare o dare meno
valore alla Commissione che in atto ha questo disegno di legge ma
sulle partecipate deve potersi esprimere, per competenza e per
Regolamento.
Quindi mi auguro ci sia un dibattito, adeguato, coerente e sereno
e che non si invochino certi termini giusto per dequalificare,
quanto in passato accaduto.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per un
chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi scusi il tono dell'intervento ma la discussione, sotto
il profilo tecnico, assume connotati surreali perché devo dare atto
all'onorevole Ciancio di avere avuto la capacità di instradare
l'Assemblea in un percorso di analisi e di confronto del tutto
scevro e distante dall'effettiva questione giuridica delle
questioni.
Illustro richiamando proprio il suo intervento della seduta del 26
settembre scorso, essa disse: Dobbiamo evitare attraverso la
formula del sorteggio che equipara la Regione alle autonomie locali
il conflitto di interessi tra controllore e controllato , le
riporto quello che è trascritto e non voglio fare polemiche, sto
dicendo quanto è stata brava ad impostare un ragionamento sul
Parlamento di tipo giuridico che non ha nulla a che vedere con i
connotati della vicenda, perché noi dobbiamo distinguere due
fattispecie: quella degli enti locali, dove vi è un rapporto tra
controllore e controllato - ecco perché il Ministero degli Interni,
nel 2011, è intervenuto per evitare che i Comuni scegliessero
revisori che, in qualche modo, potessero assecondare scelte che il
Comune faceva e, quindi, lì sì che era necessario recidere il
rapporto tra controllore e controllato.
Qui ci troviamo in una condizione totalmente opposta, nella quale
è necessario rafforzare il rapporto tra ente partecipante e
struttura (ente o società che sia) attraverso forme più pervasive
di controllo, più puntuali di controllo.
La Corte dei Conti, in sede di parifica, ha detto, ha chiesto - ne
parlavamo oggi, in Commissione bilancio, e per questo abbiamo
approvato il decreto sul controllo analogo - che ci sia un
esercizio più attento delle prerogative di socio e di ente
controllante. Quindi, è vero assolutamente il contrario.
Continuare a scambiare la questione di Comuni con quella della
Regione è una fictio giuridica che nulla ha a che vedere
CIANCIO, relatore. Ma, mica l'ho fatto io?
ARMAO, assessore per l'economia. Onorevole, mi scusi, non è una
polemica personale. Ho solo tratto spunto dal suo riferimento, che
ho pure datato 26 settembre scorso, basta vedere i verbali. Non le
leggo il suo intervento, perché sarebbe superfluo.
Un'ultima cosa, e la ringrazio Presidente della parola, riguarda
la questione sempre degli enti locali. Io non facevo parte neanche
come assessore della precedente legislatura e, pertanto, ho
assistito a questa equiparazione che mi è sembrata tardiva ma,
comunque, apprezzabile.
Su un punto volevo richiamare, ed è la presa di posizione
dell'ANCI. C'è un articolo sul Sole24Ore del 28 giugno 2016, della
Dott.ssa Veronica Nicotra, Segretario generale dell'ANCI, che
riporta una presa di posizione dei commercialisti italiani che dice
sul punto: Occorre una tempestiva controriforma della nomina dei
revisori dei conti dei comuni per queste tre ragioni: Uno; la
distanza territoriale che vi è tra il revisore selezionato e il
comune, con aggravio di costi del tutto irragionevoli (cosa che,
evidentemente, la normativa ripete); la seconda questione - ed è
molto importante - attiene alla verifica dell'esperienza
professionale relativa allo svolgimento di tale importante
funzione, che non può essere legata ad un rapporto proporzionale
tra l'anzianità di iscrizione in albi e la popolazione al comune.
Anzi il quadro della finanza locale, e quella regionale, impone
scelte che siano più appropriate sul piano della competenza
specifica, cosa che si può fare solo con la nomina intuitu
personae, e non con la nomina per estrazione; tre; l'opportunità di
un rapporto comunque fiduciario con l'amministrazione comunale.
Quindi i commercialisti italiani - il Sole24Ore del 28 giugno 2016
- e l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, chiedono di cambiare
la disposizione. Noi ci stiamo spostando verso un'assimilazione,
del tutto impropria, tra controllore e controllato degli enti
comunali.
Diceva Einaudi, quando vide lo statuto siciliano: Dategli la
possibilità di battere moneta, e ne avete fatto uno Stato .
Credo che, oggi, di fronte a queste iniziative, potrebbe dire:
Toglietele la bandiera, e ne avete fatto un comune .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente
mi associo alla richiesta fatta da qualche collega che mi ha
preceduto, di conferire un congruo termine per gli emendamenti,
vista anche l'importanza della riscrittura della legge così come
oggi c'è stata presentata.
Successivamente, entro un attimo nel merito sulla legge, legge che
io, nel corso delle ultime settimane, ho cercato di approfondire
cercando, come sempre, di capire quello che è il messaggio sotteso
all'articolato. Ebbene, io credo che in questo disegno di legge vi
sia, strisciante, un significato di fondo che è veramente
devastante ed inaccettabile, perché - ricordo a me stesso - ogni
norma è generale ed astratta. Per cui, questa norma non può essere
riferita soltanto a chi sta amministrando in questo momento, ma
anche a chi aspira ad amministrare e a chi, nella normale logica
dell'alternanza democratica, andrà ad amministrare prossimamente.
Quindi è riferita anche ai colleghi del Movimento Cinque Stelle, è
riferita anche ai colleghi del Centro sinistra e il messaggio che
passa è che la politica tout court, non soltanto chi amministra
adesso, non è in grado di compiere delle scelte in materia di
revisori, in maniera scevra da logiche, appunto di mercimonio, di
cariche come qualcuno che mi ha preceduto ha asserito.
Presidenza del Vicepresidente Cancelleri
Ebbene io credo che questo messaggio non possa essere avallato da
questa Aula e contrariamente a quanto magari qualcuno possa
credere, io ritengo che i colleghi del Movimento Cinque Stelle
laddove dovesse andare a governare o i colleghi del Centro
Sinistra, e ovviamente anche il Centro Destra, è in grado di fare
delle scelte responsabili.
Io credo che noi non possiamo esimerci dall'assunzione di
responsabilità nelle scelte che riguardano l'amministrazione, noi
chiediamo la fiducia ai cittadini nel momento delle elezioni ma
successivamente una volta ottenuta la fiducia dobbiamo operare
delle scelte perché i cittadini, in questo caso a questo Governo,
hanno dato questa fiducia, quindi da questo punto di vista ritengo
che bisogna stare molto attenti e sono scettico circa il messaggio
che lancia questa legge, circa il sistema del sorteggio, anche
perché poi a ben vedere sulla base della normativa che è una
normativa importante quella nazionale che recepisce importanti
principi europei, la figura del revisore per sua stessa natura
presenta tutta una serie di stringenti requisiti di equidistanza e
di autorevolezza, vi è una deontologia che va autocertificata, che
si basa soprattutto sul principio dello scetticismo, vi sono tutta
una serie, ripeto, di autocertificazioni e di controlli interni
all'interno delle società di revisione, di controlli esterni
esercitati da organi giurisprudenziali ed esercitati anche a
livello ministeriale.
Direi quindi che diventa veramente difficile poter apprezzare
positivamente questa legge.
Faccio una ultima considerazione: il sorteggio. Molto spesso il
sorteggio può dare esiti peggiori di qualsiasi scelta, anche la più
scellerata che potrebbe fare la politica perché se nello stesso
collegio di revisori per sorteggio abbiamo più soggetti dello
stesso studio professionale o se ci sono dei soggetti che hanno dei
requisiti che tra loro li rendono in attrito, è chiaro che possiamo
creare dei risultati davvero deleteri. Comunque io mi prendo
l'ulteriore termine per approfondire il nuovo testo, però esprimo
particolari perplessità in merito alla legge.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Di Paola, ha
chiesto di intervenire il presidente della Commissione, onorevole
Pellegrino. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, solo
questione di un momento. Non entro nel merito, poi mi riserverò
all'esito della discussione degli emendamenti. Solo per una
precisazione e per difendere soprattutto l'operato e la procedura e
l'attività che è stata svolta in Commissione.
E' stato detto in maniera impropria quest'oggi che non sono stati
ascoltati o comunque gli ordini dei professionisti hanno dato un
parere negativo sul disegno di legge.
Io debbo dire che in Commissione sono stati ascoltati il dottore
Salvatore Dilena che è coordinatore regionale dei dottori
commercialisti della Sicilia, sono stati invitati ed ascoltati il
ragioniere Stefano Maggiore, vice presidente dell'ordine dei
Commercialisti di Palermo e Paola Giacalone, vice coordinatore
della conferenza degli ordini dei Commercialisti della Sicilia. E'
stato ascoltato il capo gabinetto dell'Assessore per l'economia,
dottor Chiaro.
Noi abbiamo lavorato e abbiamo preparato il disegno di legge sulla
base anche dei contributi favorevoli dell'ordine dei commercialisti
di Palermo, dell'ordine dei commercialisti della Sicilia e degli
stessi rappresentanti dell'Assessorato per l'Economia.
PRESIDENTE. Grazie, presidente Pellegrino. Fra l'altro, essendo io
stesso membro della I Commissione di cui lei è Presidente non posso
che dire e dichiarare che quanto ha testé dichiarato lei è
assolutamente vero. Ci sono state le audizioni e tutto quello che
si doveva fare è stato fatto nei termini del nostro Regolamento e
con rispetto, appunto, di tutte le parti in causa.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, voglio
guardare le cose con occhio un po' diverso e per questo cito la
delibera n. 363 del 3 ottobre 2018, Assessore Armao, cioè
l'approvazione del bilancio consolidato.
All'interno del consolidato si fa riferimento ai gruppi di
amministrazione e, quindi, alle partecipate che sono in totale 164,
quindi 164 partecipate.
Di queste 164 partecipate 25 rappresentano il cosiddetto perimetro
del consolidato, a queste 25 viene chiesta la trasmissione di
bilanci e documenti. Di questi 25 in quanti hanno trasmesso il
bilancio e i documenti? Solamente 11 partecipate. E dico meno male
che la finanziaria del 2018 diceva di eliminare tutti i CdA che poi
erano inadempienti.
Ora, il punto guardandolo da quest'ottica, è che qui ci stiamo
soffermando su un disegno di legge che, comunque, dà la possibilità
ai revisori dei conti - che sono un organo di controllo - di
modificare questo organo di controllo e di vedere le cose in modo
differente, perché ad oggi le cose non hanno funzionato ed è chiaro
e lampante.
Io ho ascoltato vari interventi; si diceva che comunque questo
disegno di legge non è un disegno di legge che salverà le sorti
della Regione siciliana.
Per ovvio è che è importante perché ad oggi le partecipate non
presentano i bilanci, quindi cerchiamo di vedere le cose da
un'ottica diversa e diamo la possibilità di modificare gli organi
di controllo che ad oggi poco hanno funzionato.
Però si è parlato della professionalità, dell'alta
professionalità dei revisori; ho ascoltato il Presidente della
Commissione che ha detto che comunque ha fatto audizioni con tutti
gli ordini preposti e nessuno ha dato un parere negativo. Nulla
osta a mio modo di vedere di poter modificare le cose e,
finalmente, dare la possibilità a giovani siciliani professionisti
di poter entrare in un organo di controllo che, a mio modo di
vedere, dobbiamo iniziare a far funzionare.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo alcune
precisazioni. Se il tema, la ratio di questo disegno di legge è
quello di sottrarre - come ho sentito in quest'Aula - al mercimonio
delle nomine i revisori contabili, ho da fare alcune precisazioni.
La prima, ricordo a me stessa, che il Presidente Musumeci da
Presidente della Provincia - e stiamo parlando del 1994, in cui
ancora i grillini non erano entrati ad aprire come una scatoletta i
Parlamenti e i Consigli - il Presidente Musumeci già dal 1994
istituì gli albi per i professionisti e la rotazione degli
incarichi anche per gli avvocati, per gli ingegneri, cosa che nelle
provincie non era mai successa, innescando un meccanismo positivo
che ha permesso a molti professionisti - al di là e a prescindere
dalla fiducia e dal colore politico - di avere incarichi importanti
in quella che divenne la prima stazione appaltante del Sud Italia.
Quindi, il tema non ci spaventa; anzi, non solo noi veniamo da
anni di opposizione, per cui non abbiamo neanche da dover tutelare
posizioni già acquisite anzi. Per cui non è un tema se quella è la
ratio della legge che - ripeto - ci spaventa, ma vorrei fare notare
ai colleghi io sono un avvocato e mi è capitato di rendere parere
legale pro veritate, per enti che mi hanno dato l'incarico, enti
pubblici, e di esprimere dei pareri che erano anche contro
l'andazzo o le scelte di Governo fatte dall'ente che mi aveva dato
l'incarico, e questo per un motivo semplice ed al di là e a
prescindere dall'incarico che mi venisse dato da quel soggetto
politico che rappresentava quell'ente pubblico, io da libero
professionista rispondo del mio operato secondo il principio di
deontologia, che è l'abc della nostra professione. Io ritengo che
sia anche semplicemente offensivo immaginare che dei revisori
contabili si muovano, perché lì diventa anche un reato, non pro
veritate, non secondo deontologia, non secondo coscienza, ma
secondo le indicazioni che gli arriva da chi li ha nominati, questo
è di una gravità inaudita che io dal libero professionista non
accetto.
Terzo, ci sono dei profili che ha già sollevato l'assessore Armao
e lo ringrazio per questo, perché citando il suo articolo del Sole
24 ore e quindi le parole dell'Anci ha ripreso quello che noi da
deputati regionali ci siamo sentiti dire soltanto un mese fa in una
riunione che abbiamo tenuto con i sindaci, molti sindaci siciliani,
che ci hanno detto proprio della difficoltà a sostenere i costi di
revisori contabili che non sono della zona, e addirittura - e
questo è l'invito che faccio al Presidente della Commissione -
magari in futuro di risentire l'Anci e di pensare ad una modifica
di quella legge, loro dicevano pensate anche a mettere insieme i
comuni minori, promuove l'unione dei comuni anche sulla nomina dei
revisori contabili. Tanto era il loro disinteresse rispetto
all'affezione alla nomina, che dicevano condividiamola con altri
comuni, ma noi così come è non riusciamo a sostenerne i costi, e
quindi un approfondimento anche alla luce delle sollecitazioni
venute qui dal Governo e dagli illustri colleghi, non da ultimo
dall'onorevole Caronia che l'ha sostenuta con grande passione ed
anche puntualità, io ritengo che sia assolutamente necessaria.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non mi
stupisco di nulla, d'altra parte se è vero che nel dibattito della
politica nazionale Grillo dice che vuole i parlamentari a sorteggio
figuriamoci i revisori dei conti Ecco, eliminiamoli gli spazi di
partecipazione alla vita politica.
Certo, mi stupisce che il Partito Democratico che per cinque anni
ha avuto la possibilità di fare leggi di ogni tipo che facessero
riferimento a quello spirito di trasparenza a cui oggi fanno
riferimento, non lo ha fatto per cinque anni e ci venga a dare oggi
lezioni di estrazione a sorte. Però io dico agli amici del
Movimento Cinque Stelle, ve lo immaginate un paese in cui la
politica non esiste più?
Io ho molta stima di tanti di loro perché ci sono tanti bravissimi
ragazzi, però li invito a fare una riflessione. Io ho un figlio di
dodici anni ed a mio figlio voglio dare un messaggio, che è un
messaggio che guarda al merito, che guarda alle competenze, che
guarda allo studio, agli approfondimenti. Mio figlio con i vostri
figli devono sognare di poter studiare e di potersi specializzare
per arrivare a degli obiettivi importanti, non devono sognare che a
21 anni si trovano così estratti a sorte per andare a fare i
parlamentari, o per andare a fare i revisori dei conti
Io credo che il professore Armao, il Vicepresidente della Regione,
abbia centrato il cuore della questione, ha focalizzato
perfettamente il cuore della questione.
Una vicenda è quella che attiene i comuni, dove lì davvero c'è un
rischio che è quello della contrapposizione del ruolo fra
controllore e controllato, altra vicenda assolutamente diversa è
quella di cui stiamo parlando, che richiede invece un potenziamento
del ruolo di controllo, in assenza del quale possono venire a
verificare delle situazioni sconvenienti.
La collega del Movimento Cinque Stelle, onorevole Schillaci -
anche nei suoi confronti ho grande stima ed affetto - ha citato
l'esempio del Comune di Palermo.
Al Comune di Palermo abbiamo assistito allo spettacolo che la
stampa ha rappresentato nel migliore dei modi e che si è concluso
con delle dichiarazioni terrificanti da parte del sindaco Orlando,
il quale ha addirittura minacciato di denunciare alla Procura della
Repubblica i revisori che hanno dato voto contrario a meno che -
lui ha detto - quegli stessi soggetti non dovessero ritirare e
rivedere la propria posizione.
Ma è questa la politica che vogliamo? Ci ritroviamo con un sindaco
della città di Palermo, Orlando, che addirittura arriva a
minacciare alla Procura della Repubblica il comportamento dei
revisori dei conti perché quello non ha dato voce alla sua
rappresentazione.
Credo, Presidente, che abbiamo il dovere di ristabilire il senso
della politica. La politica deve assumersi le proprie
responsabilità e garantire che quei profili che dovranno essere
premiati per merito, per rapporto fiduciario attraverso la
legittima individuazione che avviene da parte del mondo della
politica possano essere fatti. Anche alla luce del fatto che le
leggi si fanno e valgono per tutti.
Valevano tre anni fa quando il Partito democratico era al Governo,
poteva fare questa legge e non l'ha fatta Varranno quando fra
centocinquant'anni il Movimento Cinque Stelle - forse - sarà al
Governo della Regione siciliana.
Invito tutti ad essere cauti in questo genere di considerazione.
Speriamo ed auspichiamo che per i nostri figli valga il merito e
non il principio dell'estrazione a sorte. Quando ci saremo ridotti
a quel livello significherà che la politica è finita, significherà
che questo Parlamento regionale non avrà ragione di esistere,
significherà che tutti gli organi della rappresentanza politica non
hanno ragione di esistere.
Dobbiamo eliminare - giusto - la cattiva politica. Dobbiamo
eliminare in assoluto chi ha degli atteggiamenti clientelari, ma
non dobbiamo mai dimenticare di mettere al centro il pensiero della
politica, quella buona, quella che vogliamo portare nelle sedi
attraverso il sistema di nomina dei revisori dei conti che nulla o
poco c'entra con questo sorteggio che, francamente, fa sorridere e
sarebbe una negazione della democrazia.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, credo che questa riscrittura non
abbia risolto un problema fondamentale di questo provvedimento
perché c'è un tema sul quale bisogna porre l'accento in maniera
importante: il tema tecnico della qualificazione professionale dei
soggetti che vanno a fare i controlli.
Se da un lato è vero il richiamo alla Corte dei conti che faceva
l'Assessore Armao per quanto riguarda la questione del controllo,
il controllo analogo è un altro istituto che attiene alle società
partecipate laddove il soggetto pubblico che detiene il controllo
della partecipata esercita attraverso altri soggetti, cioè un suo
dirigente, un controllo analogo a quello che eserciterebbe sui suoi
dipendenti.
Quindi, parliamo di due cose completamente diverse. Il controllo
analogo è il controllo che esercita in virtù del possesso di una
quota di controllo ed è esercitato, è previsto dalla legge e deve
essere regolamentato in maniera tale che gli atti più importanti di
gestione di una società per azioni controllata da un ente pubblico
siano sottoposti ad un controllo preventivo da parte dell'organo
che esercita il controllo attraverso un soggetto che esprimerà un
parere che, ancorché non è vincolante, deve essere tenuto conto
dall'organo gestore. Quello, invece, dei revisori dei conti è un
controllo esterno, autonomo ed ha bisogno di indipendenza. Quindi,
a mio avviso, quello che noi dobbiamo fare, è individuare un
correttivo che alzi l'asticella.
Io non sono soddisfatto della riscrittura perché, sostanzialmente,
si individuano due categorie di revisori. Uno, sono i dipendenti
dell'Assessorato iscritti nell'apposito albo, e a me personalmente
non garantiscono una correttezza della revisione perché non tutti
hanno le qualità tecniche per potere verificare società che
gestiscono svariati milioni di euro. L'altro, invece, attiene ad un
requisito minimo rispetto alla legge che ha previsto il controllo
dei conti sui Comuni che, come ben sapete, è suddiviso in tre
classi. E' stato individuato il requisito minimo che a mio avviso
non garantisce sufficientemente un controllo qualitativamente
adeguato.
Allora, io annuncio che proporrò un emendamento in cui metterò
come parametro, chiederò che siano ristabilite tre classi, così
come previsto per i Comuni, solo che il parametro piuttosto che
essere quello del numero di abitanti sarà il volume dei ricavi
della società che è soggetto a controllo.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, per fare un po' di chiarezza sulle
affermazioni che faceva poco fa l'Assessore Armao sul parallelismo
che c'è tra gli enti locali e gli enti pubblici sottoposti a
controllo, vigilanza della Regione. Prima di procedere al sorteggio
dei revisori dei conti, questi erano votati in seno al Consiglio
comunale, che, come lei sa, è un organo politico di indirizzo e
controllo. Quindi cosa succedeva? Che i consiglieri comunali di
maggioranza eleggevano quell'organo che doveva essere di controllo
nei confronti dell'Amministrazione comunale.
Quindi, l'Amministrazione sceglieva di fatto chi doveva essere
l'organo preposto al controllo. Ecco perché poi si è scelto di
procedere al sorteggio.
Quando il Presidente Musumeci era Presidente della Provincia, il
Presidente della Provincia Musumeci attraverso la sua maggioranza
votava i revisori dei conti così si creava un vero e proprio
conflitto tra controllore e controllato. Ecco perché il sorteggio.
A maggior ragione negli atti pubblici, sui quali la Regione ha il
controllo i revisori dei conti devono, non è il metodo migliore per
carità, essere scelti con il metodo del sorteggio.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente io credo si stia facendo molta
confusione nel definire questa discussione su questa legge. La
prima, mi sarei aspettato dall'Assessore Armao, che il suo punto di
vista lo avesse espresso anche per il tramite dei suoi delegati in
Commissione di merito.
ARMAO, assessore per l'economia. Assolutamente inesistente
CRACOLICI. Non ho capito? Nel senso che il Governo è invitato in
Commissione?
ARMAO, assessore per l'economia. Assolutamente inesistente
CRACOLICI. Ha partecipato - sento il Presidente della Commissione
- il Capo di Gabinetto.
ARMAO, assessore per l'economia. Non è conforme al vero.
CRACOLICI. Non è conforme al vero che vuol dire, che ha detto il
falso? E' molto grave quello che sta dicendo l'Assessore
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, si rivolga alla Presidenza, per
favore. Invito l'Assessore Armao ad ascoltare.
CRACOLICI. A lei mi stavo rivolgendo, perché a questo punto
abbiamo bisogno di acquisire i verbali della Commissione, perché
l'Assessore Armao sta dichiarando in Aula, ancorché non lo fa al
microfono, che non risulta a verità il fatto che il capo di
gabinetto abbia partecipato ai lavori della Commissione esprimendo
un punto di vista di assenso sostanzialmente al testo che è
all'esame del Parlamento.
Quindi, delle due l'una: o dice il falso il Presidente o dice il
falso l'Assessore. Quindi, siccome noi non siamo un giurì d'onore,
bisogna acquisire solo il verbale. Vediamo di capire - ho capito
che si rinvia la seduta a martedì - vediamo di capire per bene
questa questione, anche perché c'è un altro equivoco che qui va
sciolto. Qui non stiamo parlando del Codice Civile, onorevole
Caronia, il Codice Civile regola le nomine nelle società e questo
non è messo in discussione da questa legge, qui stiamo parlando
degli enti pubblici della Regione, che non sono le società, nelle
società è l'assemblea dei soci che nomina anche i revisori e,
quindi, è nella qualità di socio che eventualmente il Presidente
della Regione nomina, non in quanto Regione, cioè designato dalla
Giunta di Governo, quindi stiamo attenti di ciò di cui stiamo
parlando, stiamo facendo confusione assoluta.
Aggiungo, io ricordo che nella scorsa legislatura, al di là delle
sceneggiate dell'onorevole Milazzo, il dramma non era che la
Regione poteva nominare chi voleva, gli amici, i non nemici, noi
abbiamo avuto gli enti di questa Regione - e l'Assessore Armao ne
dovrebbe spero essere testimone senza reticenza o senza, diciamo,
diversificazione di giudizio - noi abbiamo avuto per anni gli enti
pubblici regionali senza consigli di amministrazione e senza
revisori, altro che nomine fatte chissà come. Noi abbiamo avuto per
anni enti la cui attività di vigilanza veniva fatta dagli
Assessorati attraverso i propri Uffici e abbiamo avuto per anni
bilanci non approvati da parte dell'amministrazione regionale su
suoi enti, proprio perché non c'era il collegio dei revisori.
Quindi, ma di cosa state parlando? Di cosa stiamo parlando?
Il problema dei revisori è una condizione di essenzialità per la
funzione degli enti, sono necessari, tanto più che oggi abbiamo il
tema del bilancio consolidato, dove in qualche modo
l'amministrazione regionale è chiamata a conoscere la situazione
effettiva dal punto di vista contabile dei propri enti.
Io non solo condivido questo testo, non vedo nulla di drammatico,
ma penso che, a differenza di quello che dice l'Assessore Armao,
non perché dice il falso, perché ha espresso solo un'opinione, che
proprio l'ordine dei commercialisti, e lo ricorderà l'onorevole che
nella scorsa legislatura è stato protagonista e ricorderà che qui
c'era un capogruppo, che era il capogruppo del partito di Alfano
che essendo anche lui commercialista, ha spinto assieme ai
commercialisti per introdurre il principio del sorteggio.
Cos'è che ci ha differenziato rispetto al resto d'Italia,
onorevole Caronia? Che mentre in Italia nei comuni il collegio dei
revisori è fatto da un revisore, a secondo il numero di abitanti,
noi abbiamo stabilito che non ce n'è uno, ce ne sono tre. Chiaro?
Quindi la differenziazione della legislazione regionale riguarda la
quantità dei revisori, non la modalità di nomina.
Ecco perché - ripeto - anche i commercialisti in Sicilia, che per
legge per fare il revisore devono avere i crediti formativi
aggiornati anno per anno, come dire, hanno espresso il loro
consenso ad un sistema di sorteggio, fermo restando dei paletti:
primo la residenza nel territorio siciliano, per evitare quei costi
eccessivi che possono determinarsi su nomine fatte fuori dal
territorio regionale. Quindi, io non ci vedo nulla di strano.
Penso che sia una legge di buon senso, che riguarda gli enti e non
anche le società, perché questa legge non prevede che possano
nominarsi col sorteggio nelle società. Lo dico a scanso di equivoci
rispetto a chi non ha, probabilmente, letto bene la stessa legge.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Le parole dell'onorevole
Cracolici sono, anch'esse, espressione di un'opinione del tutto
rispettabile. Mi sono premurato di mandare alla sua mail le
precisazioni dell'ANCI che riguardano non solo la Regione,
riguardano distanze, poiché la gran parte degli enti sono a Palermo
se nominiamo una persona che dista 400 km, andata e ritorno;
quindi, ci sono costi ulteriori per la pubblica amministrazione che
non sono risolti dalla - devo dire del tutto opinabile - questione,
ché se si apre un invito ai professionisti non si può limitare ai
siciliani. Perché non vedo perché giuridicamente, essendoci la
libera prestazione delle professioni, si possa precludere a un
revisore toscano di partecipare a una bando della Sicilia. Questo
poi sarà oggetto di approfondimento.
Di una questione vorrei dire e mi rincresce per molti motivi, per
i rapporti personali, per i rapporti professionali, per la lunga
interlocuzione, dover ribattere a muso duro - non è mio stile -
alle affermazioni del presidente della Commissione, che sono
agevolmente confutabili dalla semplice lettura del verbale del 24
luglio 2018, dove il dott. Migliorisi Giancarlo, vicecapo di
gabinetto vicario dell'Assessorato, ha espresso - e sono riportate
per tabulas, non le richiamo perché questi richiami sarebbero
certamente poco acconci richiamano puntualmente la posizione
contraria dell'Assessorato a questa cosa. Come oggi si possa
ribaltare un documento dicendo che c'era l'assenso degli assessori
lo lascio alla vostra valutazione e non esprimo le mie per
prudenza.
Un'ultima cosa - anche qui sulla completezza delle audizioni -
onorevole Cracolici lei che è uomo di esperienza e mi affido alla
sua competenza ed esperienza, sa bene che nel registro dei revisori
non ci sono solo i commercialisti; ci sono anche gli avvocati,
perché prima dell'entrata in vigore della riforma della revisione
CRACOLICI. Non li sapete fare i conti. Non sapete contare
ARMAO, assessore per l'economia. Non è così. Io insegno
contabilità pubblica, qualche conto penso di saperlo fare, anche
perché lei me ne ha approvati tanti bilanci, quindi ho la sua
fiducia.
Sotto questo profilo non avere ascoltato gli avvocati da parte di
una Presidenza assunta da un avvocato è cosa estremamente grave.
Estremamente grave. E quindi da parte mia non posso che evidenziare
che non è stata ascoltata una fetta significativa di professionisti
che, nell'ambito dei revisori contabili, svolgono la professione
non da commercialisti ma da avvocati. Grazie.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio sarà e
vuole essere un intervento fuor da ipocrisie. Perché ho sentito
tanti colleghi che, per carità, in maniera articolata e anche
competente hanno espresso le loro valutazioni. Però io per mia
natura e anche perché all'esordio di questo mio mandato
parlamentare mi sono promesso e ripromesso di dire quanto più
possibile quello che penso, ho il dovere di fare un distinguo.
C'è una parte di quest'Aula che evidenzia una finalità della legge
che, alla fine dei conti, visto il momento storico e politico che
caratterizza il nostro tempo, è una finalità del tutto nobile. Si
vuole evitare con una legge - di cui dico subito non condivido
nulla - che la politica metta mano sempre, come sempre, per sempre
in tutto ed in tutte le attività parlamentari. E questa è una
finalità, signori che portate avanti con veemenza e con competenza,
per carità, ci mancherebbe altro, questa idea legislativa del tutto
encomiabile che io condivido, però, e vi invito a riflettere su
questo credo che il rimedio sia peggiore del male perché un
legislatore, mi è stato insegnato, non si deve occupare della
patologia sociale del tempo in cui vive, perché diventa sennò una
legge, - come tante volte accade, come troppe volte accade - che
viene varata sull'onda emotiva. C'è un furto con scasso in
un'abitazione? Aumentiamo la pena; c'è una ragazza che viene
palpeggiata? Aumentiamo la pena. Noi non siamo la gente comune, noi
dobbiamo rappresentare il sentire della gente comune. Una norma
rappresenta, culturalmente, giuridicamente e socialmente la
rappresentazione plastica della società e, allora, io dico, ma come
può essere una belle legge quella che prevede il professionista a
sorteggio, signor Presidente? Io ho studiato, abbiamo studiato,
abbiamo caratterizzato la nostra vita per uno studio, e
disperatissimo, per cercare di affermare le nostre peculiarità
professionali ed, invece, un giorno applicando e varando questa
legge, studieremo per essere sorteggiati, non per essere i più
bravi, i più competenti, i più volenterosi, quelli che più si
applicano. Insegneremo alle future generazioni, signor Presidente,
il sorteggio: tu studia e vai a conseguire la laurea siccome c'è
stata una politica che non andava bene, che metteva in campo i
raccomandati, gli amici degli amici, quelli di destra, quelli di
sinistra e, allora, non diamo più spazio ai più bravi, diamo spazio
ai sorteggiati
E, allora, dico a tutti i colleghi che come me in quest'Aula hanno
conseguito un titolo di studio, che hanno studiato, che si sono
sacrificati, che non si sono risparmiati, che i sabati, le
domeniche si sono curvati la schiena, abbiamo fatto questo per
essere i più bravi, i più competenti non per essere sorteggiati,
signor Presidente.
E, allora, io con convinzione, pur capendo le ragioni per le quali
si vuole varare questa legge, però, una legge che brucia
biblioteche' è una legge che ci porta indietro e che non premia i
più bravi. No, non sono d'accordo, signor Presidente, non sarò mai
d'accordo per il professionista sorteggiato.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, anche se io le devo dire che per
me i più bravi, o la meritocrazia, vincono un concorso, non vengono
scelti da un amico politico.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
semplicemente leggere alcune parole che vengono fuori da una
delibera della Corte dei conti che l'organo di revisione, non è
solo in merito al fatto che deve avere determinati requisiti ma dà
per scontato l'indipendenza dall'ente controllato, è la delibera
del 2012. Cioè la Corte dei conti, la dà come cosa scontata
l'indipendenza dall'ente controllato ed in più detta le linee guida
per i requisiti che devono avere.
Per questo motivo si rifà al D.L. n. 138 che, si rifà a sua volta
alle direttive europee in termini di audit che i revisori dei conti
devono avere e devono avere un'esperienza maturata ed essere
iscritti in determinati albi. Questo che vuol dire? Che dal momento
in cui sono in determinati albi già devono avere maturato delle
competenze e delle professionalità che vengono rinnovate anno per
ano con la formazione dei crediti, altro discorso è quello del
collega De Domenico, che condivido, e, quindi, sono favorevole a
presentare un emendamento in tal senso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
questa discussione - e mi associo alle considerazioni
dell'assessore Armao - sta assumendo delle pieghe un po' surreali,
perché questa battaglia di religione che si sta svolgendo tra
queste due parti per essere per la prima volta - come Assemblea
Regionale siciliana - i primi in Italia introdurre un principio
che nelle altre parti d'Italia e quindi nelle altre regioni non
vale, mi sembra eccessivo e credo che sia una contrapposizione
quasi, forzata, voluta
Trovo questo disegno di legge innovativo e ringrazio la collega
che l'ha proposta e la Commissione che l'ha portata in Aula, ma la
considero anche un modo per potere riparare ai tanti danni che la
politica, ahimè, come ha detto il collega che mi ha preceduto, ha
messo le mani sempre dappertutto, ha prodotto. E poi è vero,
sicuramente il sorteggio non potrà premiare il merito, ma,
onorevole Calderone, lei mi insegna che in Italia, in Sicilia, nei
comuni, quasi sempre i meritevoli sono sempre gli stessi e questa
cosa non penso possa funzionare perché, anche quella, mi consenta,
è un'assoluta distorsione del sistema.
L'introduzione del sorteggio, la possibilità a giovani revisori
dei conti di assumere una funzione terza rispetto all'organo, che
poi dovranno sottoporre a controllo, penso che sia semplicemente
un'opportunità, ma non un'opportunità di lavoro, per chi
sostanzialmente non ha mai avuto accesso a questa possibilità, ma
un'opportunità all'ente stesso di essere controllato da un organo
terzo che possa essere sintomo di trasparenza e garanzia di
correttezza.
Pertanto, questa norma, non solo la condivido ma invito, signor
Presidente, e volevo dirlo a nome del Gruppo, noi non siamo
d'accordo alla concessione di una settimana di tempo per la
presentazione degli emendamenti, credo che una settimana per
emendare due articoli si eccessiva e credo che i lavori d'Aula,
possano continuare, tranquillamente anche domani e che il termine
per gli emendamenti possa essere assegnato ad un'ora congrua che la
Presidenza vorrà dare, nella stessa giornata di domani.
Non voglio proseguire più il mio intervento perché, ripeto, la
questione è assolutamente semplice, poi si può condividere, si può
non condividere, si può votare a favore o votare contro, però -
ripeto - fare una guerra di religione per la semplice introduzione
di un meccanismo che già vale per gli enti locali, mi sembra
davvero eccessiva o citare i grillini' che aprono come una
scatoletta di tonno il Parlamento mi sembra abbastanza risibile
come affermazione.
E' un principio che si vuole introdurre, lo si è fatto per gli
enti locali, lo si è fatto la scorsa legislatura, questa è una
legislatura nuova e quindi per la prima volta la Sicilia si porrà
come pioniere per l'introduzione di questa norma per quanto
concerne le partecipate della Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha
facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
ribadire, anche da componente della I Commissione, la regolarità
dell'iter parlamentare del disegno di legge in I Commissione.
Abbiamo fatto gli approfondimenti del caso, abbiamo fatto delle
audizioni. Avremmo avuto, anche, il piacere di ascoltare
l'assessore Armao in Commissione.
Vorrei chiedere, in questo momento mi rivolgo al presidente della
I Commissione, onorevole Pellegrino forse è il caso che, prima di
audire qualcuno in nome e per conto degli assessorati, da ora in
poi verifichiamo fino in fondo se, realmente, rappresenta
l'espressione dell'assessore o meno?
ARMAO, assessore per l'economia E' stato detto il contrario
Presidenza del Presidente Miccichè
LUPO. Perché, francamente, è inutile, con tutto il rispetto per i
funzionari e i dirigenti, che ascoltiamo in Commissione.
Diversamente, francamente, non è neanche rispettoso per chi viene
in Commissione. E' chiaro che questa maggioranza è in crisi, signor
Presidente dell'Assemblea, onorevole Micciché, mi rivolgo a lei. La
maggioranza del Governo è in crisi Ma i problemi della crisi della
maggioranza non si risolveranno rinviando di seduta in seduta,
perché ogni volta che si rinvia la seduta io guardo tra i banchi
della maggioranza e vedo meno deputati della volta precedente.
Ora, in questo caso, stiamo parlando di un disegno di legge che
nel merito, forse, si potrà migliorare. Io lo condivido, noi lo
voteremo. Troviamo di buon senso che venga mutuato il sistema di
nomina dei revisori dei comuni, anche per gli enti regionali. Non
ci sembra neanche una grande rivoluzione. Può introdurre degli
elementi in più di trasparenza, sul controllo della spesa regionale
in questo caso degli enti.
E' chiaro che hanno i requisiti professionali perché, comunque,
parliamo di professionisti iscritti all'albo e che hanno tutti i
requisiti previsti dalla legge. Ma esprimo, anche, grande
preoccupazione perché, in tutto questo, oggi siamo arrivati al 16
di ottobre e quest'Aula avrebbe già dovuto approvare il Documento
Economico Finanziario, il rendiconto, il consolidato, discusso
l'assestamento di bilancio che, in teoria, il Governo aveva
annunciato di presentare già prima della pausa estiva. E, per
tenere fede all'impegno del Governo, ha annunciato di presentare
anche la legge di stabilità e di bilancio da approvare entro
l'anno.
Tra poco dovremmo cominciare a discutere in quest'Aula di legge di
stabilità e di bilancio. Di tutto ciò, non c'è traccia se non oggi,
in Commissione Bilancio', sono stati incardinati rendiconto e
consolidato.
Allora, esprimo davvero preoccupazione. Io, Signor Presidente, la
invito a tenere fede all'impegno che ci siamo reciprocamente dati,
all'affidamento che ci siamo reciprocamente dati in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari: portiamo avanti l'attività
parlamentare. Questo Parlamento non può più accettare di lasciarsi
paralizzare dalla maggioranza di un Governo che, ormai, è
profondamente in crisi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha
facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
esprimo disagio rispetto ad una discussione su una norma di questo
tipo, perché a me non pare una norma che tenda a fare qualcosa di
buono. Da quando sono stato eletto, ho ritenuto che quello che si
venisse a fare fosse qualcosa di importante, di interessante e,
comunque, della collettività.
Ho l'impressione che, invece, l'indirizzo che sottende
all'approvazione di una norma di questo genere, è solo l'indirizzo
contro e non un indirizzo per . E questo lo voglio spiegare in
due battute: una sul piano tecnico, e l'altra sul piano politico.
Sul piano tecnico: vero che non ci deve essere commistione tra chi
nomina e chi viene controllato. Ma nelle società partecipate è
perfettamente una cosa diversa, rispetto al Comune. Le società
partecipate, - chi viene controllato - è una cosa diversa dal
Governo che nomina i propri rappresentanti come revisori contabili.
E, quindi, da un punto di vista, come dire, di controllore e
controllato, mi pare che siamo di fronte ad un'antitesi rispetto ad
una tesi che viene portata avanti.
Sulla bontà, invece, del metodo di estrazione io troverei più di
buon senso, - piuttosto che fare una cosa del genere -, dire:
Troviamo un sistema di rotazione. Troviamo un sistema di limi ti
di incarico, rispetto a coloro i quali lo hanno già espletato .
Allora quella può essere una norma di buon senso. Ma l'estrazione,
tipo Enalotto, è una cosa veramente fuori dalla logica, tra
l'altro, guardate quello che avviene nei Comuni. Nei comuni la
spesa, in alcuni casi è schizzata, perché vengono eletti componenti
dei collegi sindacali, dei soggetti che sono distanti chilometri e
chilometri, a cui bisogna rimborsare queste trasferte, in tutti i
termini, e quindi un aumento di costi. Quindi il concetto è che
sotto la ratio di questa norma c'è solo un intento contro.
Io mi aspetto da un Parlamento, mi aspetto da colleghi deputati
che si faccia qualcosa che vada all'indirizzo per: si vuole provare
a rinnovare una classe che può essere sempre la stessa, fatta dagli
stessi revisori? Bene, facciamo una norma con i limiti di incarico,
facciamo una norma che tenga conto di quella che è la
professionalità, in alcuni casi facciamo una norma che consenta
anche a coloro i quali hanno pochi anni di iscrizione di potere
fare la loro esperienza, ma non una norma che tende a tutti i costi
di bloccare qualcosa per chissà quali fini.
Questa è una norma che secondo me non può essere approvata perché
la ratio che sottende non è un interesse, ripeto, pro cittadinanza,
pro gente, pro categoria, o qualcosa di questo genere. E'
assolutamente una norma che va contro qualcosa che in questo
momento può essere il Governo Musumeci, domani può essere il
Governo di tizio o di Caio.
Quindi, sono completamente contrario rispetto a una ratio che vede
affidate le scelte non alla meritocrazia ma a una estrazione, e
allora se meritocrazia vogliamo scegliamo la meritocrazia e
facciamo assumere a chi ne ha la responsabilità, la responsabilità
delle scelte, per i quali un giorno a scadenza verrà chiamato
davanti agli elettori a risponderne. Allora la responsabilità
completa rispetto alle scelte piuttosto che una
deresponsabilizzazione attraverso una norma contro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
rassegnare alcune semplici considerazioni a questa Aula.
Innanzitutto le partecipate sono sicuramente degli enti
importanti, però non è che gli enti locali, comuni, le città
metropolitane lo sono da meno, sono sicuramente delle entità
differenti però non c'è motivo di non ritenere applicabile il
medesimo metodo nella selezione dei revisori contabili.
In particolare, signor Presidente e signor Assessore, è un
pregiudizio perché non esiste nulla né in fatto e né in diritto che
certifichi che un revisore, un commercialista, un revisore
contabile sorteggiato sia migliore o peggiore, sia più o meno
preparato di un revisore scelto dalla politica, anche perché, non
dimentichiamo che le società partecipate regionali gestiscono
servizi e soldi pubblici, conseguentemente, credo, anzi sono certo,
che dovrebbe essere una nostra precipua necessità, un nostro
obiettivo quello di garantire l'imparzialità del collegio dei
revisori, poi nulla osta che noi possiamo anche inserire un
eventuale emendamento che se un revisore si dovesse, come può
succedere anche tra quelli nominati, rivelare incapace di svolgere
il proprio compito, possa anche essere revocato.
Però quello che noi non possiamo rinunciare è il principio di
imparzialità di questo organo fondamentale, perché mentre il
Consiglio di Amministrazione è un organo politico e giustamente
deve essere scelto da chi guida l'Assessorato, insistere sulla
linea che anche chi controlla i conti della partecipata debba
essere nominato da chi nomina già il Consiglio d'Amministrazione
significa voler proseguire sulla linea che ci ha portato ad oggi, e
non possiamo dire che questa abbia prodotto buoni risultati.
Questo disegno di legge, e su questo non c'è dubbio signor
Presidente Miccichè, non produce, non comporta per il nostro
bilancio regionale alcun genere di impegno di spesa per cui la
competenza, mi permetto senza volermi sostituire a lei, appare
evidente che sia interamente della I Commissione, la quale non può
essere accusata da noi colleghi di non avere svolto in maniera
caparbia e precisa il suo ruolo e il suo mandato perché i soggetti
che teoricamente potrebbero essere ascoltati: l'Ordine dei
Commercialisti di Trento, quello fiorentino, quello toscano,
intendo dire che sono centinaia quindi noi non è che dobbiamo
ascoltare tutti se no questa Commissione non può andare a esitare
questo disegno di legge.
Io credo che sia anche offensivo da parte nostra andare a svilire
il ruolo di questa Commissione, del Presidente Pellegrino, del
relatore, onorevole Ciancio, dopo tanti mesi di lavoro e andare a
dire che questo disegno di legge non ha raggiunto tutti i pareri
necessari e non ha ascoltato, non ha audito tutti i soggetti
interessati.
Credo che dobbiamo, semplicemente, prenderci la responsabilità
politica di discuterlo, di discuterlo immediatamente senza
attendere martedì prossimo - come ha detto prima il collega
Cappello - e iniziare a discutere del merito, diversamente
qualunque altra volontà sarà l'ennesima dimostrazione ai cittadini
siciliani che quest'Aula, questo Parlamento non ha voglia di
innovare, non vuole trattare questo argomento, poi se una parte di
questi articoli, se qualche aspetto vuole essere modificato,
quest'Aula ha le competenze e la capacità per farlo ma rifiutarsi
di discuterlo o rimandare questo, significa procrastinare ancora
una piccola riforma che comunque caratterizzerebbe questo percorso
nella direzione della trasparenza, nella direzione
dell'indipendenza dal Governo e degli Assessorati.
Per cui, signor Presidente, assessore, cerchiamo di raccogliere
questa sfida e se c'è qualche aspetto che dobbiamo approfondire
approfondiamolo in questa sede.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, rifiutarsi di discuterlo non si può
dire visto che è da tre ore che ne stiamo discutendo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha
facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io in
qualità di componente della I Commissione ci tenevo a precisare
alcune cose, una fra tutte, Assessore Armao, capisco che questo
disegno di legge non le stia particolarmente simpatico, però, sono
state fatte delle affermazioni nei confronti della I Commissione
del tutto irrispettose.
PRESIDENTE. Onorevole Pagana, si rivolga anche lei alla
Presidenza.
PAGANA. Signor Presidente, io volevo semplicemente informare che
l'Assemblea e chi giustamente ci segue, che l'assessore Armao è
stato convocato più volte in I Commissione per sentire il parere
del Governo.
Abbiamo letto i verbali dell'Assemblea, è venuto il Vicecapo di
Gabinetto Vicario il quale ha fatto delle affermazioni sulla
proposta del disegno di legge, affermazioni che da tecnici sono
servite a migliorare la proposta. La proposta che qui abbiamo - e
mi collego a quanto affermato dai colleghi del mio Gruppo
-totalmente innovativa, è una proposta che permette finalmente di
far diventare la Sicilia la prima a inserire un po' di trasparenza
all'interno delle nomine per i revisori dei conti delle società
partecipate.
Però, visto che qua la Sicilia deve essere bellissima, la Sicilia
deve essere la Regione numero uno, la Sicilia dei siciliani devono
di nuovo tornare a splendere, ancora non abbiamo capito come.
C'è una proposta di legge giovane, c'è una proposta di legge
totalmente innovativa che può essere pioniera all'interno del
panorama legislativo che abbiamo in Italia.
Questo ostruzionismo dei colleghi, questo a cui stiamo assistendo,
questo continuo ostruzionismo è anche il rispetto che quest'Aula
riesce a riservare a quanto di buono sempre quest'Aula potrebbe
produrre.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, solo
per una specificazione, visto che è presente l'Assessore Armao.
La Commissione ha ascoltato Di Chiara e Migliorisi; è venuto il
rappresentante dell'Assessorato per l'Economia e ci ha
rappresentato tre questioni, ha dato tre contributi al disegno di
legge: un primo contributo che riguardava, diceva il dott.
Migliorisi il privilegio, comunque la preferenza, che potessero
essere privilegiati, o comunque dare una priorità, i dipendenti
dell'amministrazione, considerato che - parole testuali del
Migliorisi - hanno una migliore conoscenza della macchina
amministrativa regionale, cosa che è stata fatta nel corso e nel
corpo del disegno di legge.
Ha sostenuto inoltre, perché tre erano i concetti del dottor
Migliorisi per conto dell'assessorato, che il meccanismo del
sorteggio potesse determinare e creare una disparità di trattamento
negli enti nei quali alcuni dei revisori erano nominati da autorità
statali, anche questo è stato preso in considerazione ed è stato
introdotto nel corpo del disegno di legge.
Infine è stato ritenuto - sempre da Migliorisi - che era
necessario garantire un'adeguata professionalità soprattutto in
materia di sanità, rilevando che il sorteggio potesse non essere la
soluzione più idonea.
Noi abbiamo individuato ed abbiamo - nel disegno di legge -
fatte salve tutte le nomine che sono di competenza nazionale, come
le Asp ovviamente della sanità.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Non entro in questa querelle
perché veramente sta assumendo connotati davvero singolari, il
presidente delle I Commissione aveva prima parlato del Capo di
gabinetto, che mi ha testé mandato una nota con la quale dichiara
di non avere mai partecipato alla I Commissione, dopo di ché ora
esce come io ho sollecitato, evidenziato, la presa di posizione del
mio vice Capo di gabinetto che non ha mai dato nessun assenso, come
si esprime non siamo in un processo penale dove si possono cambiare
le cose caro Presidente, siamo di fronte a verbali che dicono
chiaramente che la posizione dell'assessorato è contraria. La
Commissione è libera di fare quello che vuole, ma non certamente di
stravolgere la posizione dell'assessorato, la posizione
dell'assessorato che sono state espresse in Commissione sono
contrarie, poi se la Commissione vuole andare avanti lo faccia con
la forza dei numeri, ma non certamente stravolgendo il contenuto
dei verbali.
PRESIDENTE. Io direi che diamo il tempo ai colleghi, entro domani
sera, di presentare gli emendamenti a questo nuovo disegno di
legge, e poi a questo punto ci riuniamo e domani chiederei alla
Commissione Bilancio' di riunirsi per un parere ovviamente non
vincolante, perché la Commissione di merito è quella che vincola
l'Assemblea, ma un parere della Commissione Bilancio' secondo me è
fondamentale, primo per capire se ci sono risvolti particolari
sulle partecipate, secondo anche per verificare questi eventuali
costi maggiori che avrebbero i comuni nelle trasferte degli
eventuali revisori dei conti che venissero da fuori. Per cui diamo
tempo a domani
CRACOLICI. Stiamo rimandando il testo in Commissione?
PRESIDENTE. Diamo tempo a domani fino alle ore 18.00 per i nuovi
emendamenti, e l'Aula poi sarà invece martedì prossimo alle ore
16.00.
Per un richiamo al Regolamento
CRACOLICI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi scusi io non ho capito cosa ha
proposto lei, sta rinviando il testo in Commissione? E allora
nessun parere di nessuno. L'Aula ha un testo, c'è un emendamento e
ci saranno i subemendamenti punto. Cioè lei per fare quello che
vorrebbe fare lei deve rinviare il testo in Commissione alla I - la
I - non capisco a che serve il parere, perché è un parere di che?
Perché o la Segreteria nell'assegnare il testo l'assegna ad una
Commissione e chiede anche che venga dato il parere, eventuale, da
altra Commissione, ma c'è una commissione titolare; oppure questa
procedura è una procedura insolita.
Quindi se lei la sta rinviando motu proprio, e diciamo sarebbe
oggetto di discussione, il testo in Commissione, il testo che è in
Aula è quello là, si presentano i subemendamenti e poi martedì si
voterà articolo 1, comma 1, comma 2, eccetera, eccetera, ma pareri,
con tutto il rispetto
PRESIDENTE. La ringrazio molto, onorevole Cracolici, ma sa in
quest'Aula stiamo facendo tante cose innovative, pertanto, innova
anche il Presidente dell'Assemblea che vuole un parere della
Commissione Bilancio', così, per motivi personali.
La seduta è rinviata a martedì, 23 ottobre 2018, alle ore 16.00,
con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Famiglia, politiche sociali e lavoro (V. allegato)
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme in materia di revisori dei conti (n. 106/A)
(Seguito)
Relatore: on. Ciancio
La seduta è tolta alle ore 19.01
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Energia e i servizi di pubblica
utilità
N. 313 - Ripristino e conversione della piena funzionalità del
canale demaniale 'Galermi'.
Firmatari:Cafeo Giovanni
- Con nota prot. n. 44189/IN.17 del 20 agosto 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.
- da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la mobilità:
N. 6 - Interventi per la messa in sicurezza della S.P.119.
Firmatari:Fava Giovanni
N. 85 - Messa in sicurezza della Galleria 'Segesta' lungo la A29.
Firmatari:Gucciardi Baldassare
N. 140 - Iniziative urgenti sulla linea Palermo - Sciacca operata
dalla ditta Gallo s.r.l.
Firmatari:Catanzaro Michele
N. 279 - Precarie condizioni di sicurezza della strada
provinciale 17-B Raffadali-Siculiana (AG).
Firmatari:Catanzaro Michele
- Con nota prot. n. 43686/IN.17 del 10 agosto 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni sono pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Modifiche e integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1997,
n. 33 Norme per la protezione, la tutela e l'incremento della
fauna selvatica e per la regolamentazione del prelievo venatorio.
Disposizioni per il settore agricolo e forestale', alla legge
regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche e
integrazioni Norme per l'istituzione nella Regione siciliana di
parchi e riserve naturali' e alla legge regionale 14 novembre 2008,
n. 12 Norme di controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica
o inselvatichita in aree naturali protette' (n. 391).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pullara,
Milazzo, Aricò, Catalfamo, Lo Curto il 9 ottobre 2018.
- Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2017 e Rendiconto consolidato di cui al
comma 8 dell'articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118 e successive modifiche ed integrazioni (n. 392).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su
proposta dell'Assessore regionale per l'economia (Armao) l'11
ottobre 2018.
- Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2018 e per il triennio 2018/2020 (n. 393).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
(Armao) l'11 ottobre 2018.
- Disposizioni per la promozione, diffusione e ricerche di
tecniche per l'agricoltura di precisione ed uso sostenibile delle
risorse in agricoltura (n. 394).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Catanzaro,
Dipasquale, Cafeo, Arancio e Sammartino l'11 ottobre 2018.
- Promozione della mobilità condivisa e sostenibile nei comuni
siciliani (n. 395).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci l'11
ottobre 2018.
- Disposizioni per il recupero del patrimonio edilizio esistente
situato nei territori e nei borghi rurali (n. 396).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci l'11
ottobre 2018.
- Valorizzazione del patrimonio immobiliare dei centri storici
attraverso cooperative di autorecupero e autoriparazione (n. 397).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci l'11
ottobre 2018.
- Norme per la tutela dei diritti e la non discriminazione dei
minori (n. 398).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Curto e
Bulla l'11 ottobre 2018.
- Norme per agevolare la realizzazione di nuovi stadi nelle città
di Palermo e Catania (n. 399).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo
l'11 ottobre 2018.
- Istituzione del Fondo di rotazione per il sostegno ai cittadini
esecutati finalizzato al mantenimento dell'unica abitazione (n.
400).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza l'11
ottobre 2018.
- Disposizioni relative alle spettanze dovute ai professionisti
per le procedure di rilascio dei titoli abilitativi edilizi e/o di
ogni altro provvedimento propedeutico (n. 401).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Campo, Palmeri, Di Paola, Sunseri, Mangiacavallo, Zafarana,
Cappello, Foti, Pasqua, Zito, Ciancio, Siragusa, Tancredi,
Schillaci, De Luca, Pagana, Di Caro, Marano e Cancelleri l'11
ottobre 2018.
- Norme per la riqualificazione e l'innovazione del trasporto
pubblico e creazione di una rete wi-fi per l'utilizzo gratuito su
mezzi di trasporto urbani ed extraurbani in Sicilia (n. 402).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Catalfamo
l'11 ottobre 2018.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
BILANCIO (II)
- Modifiche della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di
stabilità regionale (n. 350)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 ottobre 2018.
Parere IV.
- Disposizioni per il rifinanziamento delle zone franche urbane di
cui all'articolo 67 del Capo III del Titolo V della legge regionale
12 maggio 2010 n. 1 (n. 361)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 ottobre 2018.
Parere III e UE.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Incentivi ad impianti fotovoltaici per uso agricolo (n. 347)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 ottobre 2018.
- Riordino dei Consorzi di bonifica (n. 349)
Inviato il 10 ottobre 2018.
Parere I.
- Disposizioni in materia di agricoltura sociale (n. 351)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 ottobre 2018.
Parere VI.
- Norme in materia di contrasto alle delocalizzazioni produttive
al fine di salvaguardare i livelli produttivi ed occupazionali (n.
363)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 ottobre 2018.
Parere IV e V.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Interventi per l'autonomia abitativa dei giovani (n. 348)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 ottobre 2018.
Parere VI.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme a sostegno del riconoscimento e della valorizzazione del
patrimonio culturale immateriale siciliano (n. 360)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 ottobre 2018.
- Istituzione della Casa - Museo "Basile" a Palermo (n. 362)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 ottobre 2018.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme per la prevenzione e tutela della salute dei soggetti
affetti da celiachia (n. 364)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 ottobre 2018.
Parere V.
COMMISSIONE PARLAMENTARE SPECIALE
STATUTO E MATERIA STATUTARIA
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo 41ter dello
Statuto speciale della Regione siciliana, recante Revisione dello
Statuto speciale della Regione siciliana (n. 353)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 ottobre 2018.
Comunicazione di proroga di parere
Si comunica che ai sensi dell'articolo 70 bis, comma 3, del
Regolamento interno è stato prorogato di dieci giorni il termine
previsto per l'espressione del parere n. 14/II Schema di decreto
dell'Assessore regionale per l'economia recante Controlli sulle
società in house e controllate della Regione' .
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
BILANCIO (II) - UNIONE EUROPEA
- P.O. FESR Sicilia 2014/2020 - Modifiche (n. 15/II-UE).
Reso dalla Commissione Unione europea in data 3 ottobre 2018.
Reso dalla Commissione Bilancio in data 9 ottobre 2018.
Inviato in data 11 ottobre 2018.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
Si comunica che la Commissione Salute, Servizi sociali e sanitari
(VI)' nella seduta n. 56 del 2 ottobre 2018 ha approvato la
risoluzione Atto di indirizzo in ordine al servizio MSA (mezzo di
soccorso avanzato) del 118, con particolare riferimento alla
postazione di Saponara' (n. 8/VI).
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
Si comunica che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 363 del 3 ottobre 2018 relativa a Decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
Articoli dall'11 bis all'11 quinquies - Bilancio consolidato della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2017 .
La predetta delibera è stata trasmessa alla II Commissione
legislativa.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentata:
N. 392 - Chiarimenti sull'affidamento dei servizi di trasporto
pubblico extraurbano su gomma.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Campo Stefania; Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;
Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua Giorgio; Zito
Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio;
Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 418 - Provvedimenti concernenti lo scioglimento del consiglio
comunale di Mascali (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Barbagallo Anthony Emanuele
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 388 - Iniziative da assumere sull'inquinamento del fiume
Alcantara.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
De Luca Antonino; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 389 - Chiarimenti sulla regolarità delle procedure di revoca di
amministratore di società 'in house' da parte del sindaco del
Comune di Priolo Gargallo (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 390 - Chiarimenti sulla procedura concorsuale indetta dal
Comune di Mazara del Vallo (TP) per 1 posto di dirigente di polizia
municipale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Tancredi Sergio; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 391 - Chiarimenti sull'esclusione del Comune di Mazara del
Vallo dal PO FESR 2014/2020 Asse 5, azione 5.1.1.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Tancredi Sergio; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 106 - Chiarimenti sul trasporto extraurbano gratuito degli
alunni.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo
Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua
Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
N. 107 - Notizie circa il trasferimento di 68 unità di personale
dall'Assessorato Beni culturali all'Assessorato Attività
produttive.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony
Emanuele; Cafeo Giovanni; Catanzaro Michele; Cracolici Antonello;
De Domenico Francesco; Dipasquale Emanuele; Gucciardi Baldassare;
Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca
N. 108 - Dichiarazione dello stato di calamità per fronteggiare i
danni causati dall'evento sismico dello scorso 6 ottobre di
magnitudo 4.6 nel catanese.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Bulla Giovanni
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolte
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 157 - Iniziative al seguito del servizio giornalistico
intitolato 'Agrigentini disonesti'.
Di Mauro Giovanni; Gennuso Giuseppe; Pullara Carmelo;
Compagnone Giuseppe
Presentata il 3/10/18
N. 164 - Riduzione dei tempi di attesa per le prestazioni
sanitarie.
Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Presentata il 9/10/18
N. 165 - Dismissione della partecipazione di Ast
Aeroservizi S.p.A.
Cancelleri Giovanni Carlo; Di Paola Nunzio; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Campo Stefania; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Pasqua Giorgio; Sunseri
Luigi; Di Caro Giovanni; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Schillaci Roberta
Presentata il 9/10/18
N. 166 - Dematerializzazione delle istanze per l'assegnazione
dei prodotti petroliferi da ammettere all'impiego agevolato in
agricoltura.
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano Presentata il 10/10/18
N. 167 - Istituzione della figura professionale della Guida di
media montagna.
Barbagallo Anthony Emanuele
Presentata il 10/10/18
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.