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Resoconto d'Aula della Seduta n. 70 di martedì 16 ottobre 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 16.07

   PAPALE,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Mauro è in missione il  16
  ottobre 2018.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


  Rinvio dello svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
                        Regolamento interno, di
      interrogazioni e di interpellanze della rubrica  Famiglia,
                      politiche sociali e lavoro

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ricevo  una  nota   da   parte
  dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il  lavoro,
  dott.ssa   Maria   Ippolito,   nella  quale   comunica   che,   per
  improrogabili impegni istituzionali, sarà a Roma il 16 e il  17  di
  questo mese; pertanto, non potrà partecipare ai lavori d'Aula,  che
  erano  previsti  per la giornata odierna. Per cui, se  non  sorgono
  osservazioni,  rimanderei questi lavori, con l'assessore  Ippolito,
  alla seduta di martedì prossimo.
   Così resta stabilito.

   Onorevoli  colleghi, in attesa che giunga in  Aula  il  Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana, onorevole Micciché,  rinvio  la
  seduta di mezz'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.12, è ripresa alle ore 16.57)

                  Presidenza del Presidente Miccichè

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Arancio e Rizzotto  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


       Comunicazione relativa a richiesta di convocazione della
                    Commissione Verifica dei Poteri

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che in data 20  settembre
  2018   è  pervenuta  a  questa  Presidenza  istanza  dell'onorevole
  Francesco De Domenico, con la quale si chiede la convocazione della
  Commissione  Verifica  dei Poteri per contestare  l'incompatibilità
  sopravvenuta   dell'onorevole   Cateno   De   Luca   e    mantenere
  contemporaneamente  le due cariche di deputato  e  di  sindaco  del
  comune di Messina.
   Nella   stessa  istanza,  si  conclude,  chiedendo  al  Presidente
  dell'Assemblea  regionale siciliana, in alternativa,  di  attivarsi
  nella   sua   qualità  di  Presidente  e,  quindi,   di   garantire
  l'istituzione parlamentare, eccetera, eccetera.
   Allora,  come  voi sapete, abbiamo un Regolamento che  prevede  la
  Commissione Verifica dei Poteri ma, allo stesso tempo, prevede  che
  in  questa  Commissione  non possano andare deputati  sottoposti  a
  ricorso elettorale, proprio per evitare conflitti di interesse.
   In questo momento, i deputati sottoposti a ricorso elettorale sono
  moltissimi  ma, fondamentalmente, tutto il Gruppo parlamentare  del
  Movimento Cinque Stelle, il Presidente dell'Assemblea pure -  tanto
  per saperlo - insieme a tutti coloro che facevano parte del listino
  Musumeci.
   Pertanto,  mi posso attivare o a nominare la Commissione  Verifica
  dei  Poteri,  ma  dobbiamo sapere che se la nomino non  ci  possono
  essere deputati del Movimento Cinque Stelle, oppure posso aspettare
  il  giorno  in  cui  il CGA - e pare che sia a  breve  scadenza  -,
  comunicherà  il  risultato  finale  di  questo  ricorso,  pertanto,
  qualora questo ricorso venisse respinto torneremmo ad essere  tutti
  legittimati   e,   quindi,   potrei  immediatamente   comporre   la
  Commissione  Verifica  dei  Poteri e, immediatamente,  decidere  su
  questa vicenda.
   Per  cui,  vi  comunico  che,  in  questi  giorni,  convocherò  un
  Consiglio   di   Presidenza  e  discuterò  con  i   miei   colleghi
  dell'Ufficio di Presidenza sul da farsi.
   Spero che, avendo parlato anche oggi con il Presidente del CGA, in
  tempi brevissimi ci possa dare questa risposta così da risolvere il
  problema,  diversamente,  comunque dovremo  mettere  in  piedi  una
  Commissione Verifica dei Poteri che non potrà avere le persone  che
  sono sottoposte a ricorso in questo momento.

   TURANO, assessore per le attività produttive. A me è arrivato.  Io
  ho già presentato il ricorso

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assessore, all'Assemblea  non  è  arrivata
  nessuna informazione di questo tipo. Io spero che arrivi presto  in
  modo  da  potere,  in  qualche maniera, creare questa  Commissione,
  importante  per  decidere su questo caso di incompatibilità  che  è
  assolutamente  reale,  onorevole De  Domenico,  ma  che  in  questo
  momento mi trovo nell'impossibilità di risolvere.


  Sul rinvio dello svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3,
                      del Regolamento interno, di
      interrogazioni e di interpellanze della rubrica  Famiglia,
                      politiche sociali e lavoro

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo già rinviato il  II  punto
  all'ordine  del giorno a causa dell'assenza dell'assessore  per  la
  Famiglia, però vorrei dire a tutti, compreso all'assessore Armao in
  rappresentanza del Governo, che esiste una norma per la  quale  gli
  assessori  che,  invitati a discutere, non si  presentano,  vengono
  sanzionati.  Io chiederò, purtroppo - non mi fa piacere  farlo,  ma
  sono  costretto  a  chiederlo - alla Presidenza  della  Regione  di
  applicare questa norma perché, quanto meno, gli Assessori  che  non
  vengono sanno che qualcosa ci perdono.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, conosciamo questa norma. Io mi devo limitare a illustrare
  al  Parlamento che l'Assessore mi ha comunicato che si trova a Roma
  per   impegni  istituzionali;  però,  è  mio  dovere  dare   questa
  precisazione.

   PRESIDENTE. La ringrazio, Assessore, però nell'organizzazione  dei
  lavori, siccome si sa da tempo che c'è questo impegno - ma ora  non
  vorrei  che  fosse il caso di quest'oggi e che quindi  fosse  sotto
  imputazione l'assessore Ippolito, perchè non è certamente  così,  è
  un  fatto abbastanza generalizzato - quando si organizzano i lavori
  nella  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, è  giusto
  che  ci  si  informi,  e  se uno può venire lo  deve  sapere  prima
  altrimenti, almeno la sanzione ci deve essere, perché noi  deputati
  veniamo  sanzionati, se non siamo presenti in  Aula  a  votare.  E'
  corretto  che, a questo punto, essendoci una norma che lo  prevede,
  anche gli assessori vengano sanzionati.


   Seguito della discussione del disegno di legge  Norme in materia
                  dei revisori dei conti (n. 106/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al III punto all'ordine del giorno:  seguito
  della  discussione  del  disegno di legge   Norme  in  materia  dei
  revisori dei conti  (n. 106/A).
   Invito  la  I  Commissione a prendere posto  al  banco  assegnato.
  Comunico  che  la  Commissione ha presentato una riscrittura  della
  legge  in materia dei revisori dei conti, per cui pregherei intanto
  l'onorevole   Pellegrino  a  comunicare  all'Aula   che   tipo   di
  riscrittura è stata fatta.

   CIANCIO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche  a
  seguito delle sue parole, l'ultima volta che in Aula si è rimandato
  questo  disegno  di  legge  dicendo che gli  Uffici  avevano  fatto
  emergere  delle criticità, mi sono permessa di chiedere,  sia  agli
  Uffici  che  a  lei, una nota con cui si specificasse  meglio  dove
  stavano  queste  difficoltà. Mi è stato risposto con  un  documento
  che,   stamattina,  ci  siamo  premurati  di  attenzionare   e   di
  trasformare,  poi, in una proposta, che è questa riscrittura  della
  Commissione.
   Per  quanto riguarda i problemi legati all'iter di nomina,  perché
  gli  Uffici  ci dicevano che c'era un problema di coordinamento  di
  norme  regionali  -  perché, come sapete  le  nomine  prevedono  un
  passaggio  anche dalla Commissione di merito. E' chiaro, però,  che
  qualora  dovesse  passare  il  criterio  del  sorteggio,  e  quindi
  trattasi solo di valutazione tecnica di possesso di requisiti e non
  più  di  valutazione  politica, le  valutazioni  e  le  nomine  non
  dovrebbero più passare dalla Commissione di merito.
   Quindi, abbiamo inserito un comma in cui diciamo che per le nomine
  dei  revisori di cui al presente articolo non deve essere acquisito
  il  parere  della  Commissione parlamentare di cui all'articolo  1,
  della  Legge  regionale  3576, etc. etc.  E  questa  era  la  prima
  criticità.
   Per  quanto  riguarda i requisiti, li abbiamo  specificati  ancora
  meglio,  e  abbiamo  tra l'altro aggiunto anche la  possibilità  di
  partecipare,  così  come tra l'altro avviene anche  oggi  perché  i
  revisori  vengono  nominati sulla base di un albo regionale;  ecco,
  siccome non tutti quelli che sono iscritti nell'albo regionale sono
  iscritti  anche  nell'albo nazionale, noi  abbiamo  dato  anche  la
  possibilità ai revisori iscritti nell'albo regionale di partecipare
  al  sorteggio come tutti gli altri, quindi non più di essere  anche
  qua  nominati  direttamente,  ma di  partecipare  a  una  procedura
  trasparente come tutti gli altri.
   Per  quanto  riguarda il rimando alle disposizioni nazionali,  noi
  facciamo riferimento al registro dei revisori legali istituito  con
  il  decreto del Ministero dell'Interno 15 febbraio 2012, numero 23,
  e  abbiamo  messo  come requisito per partecipare al  sorteggio  il
  comma  3  dell'articolo 3, significa l'iscrizione da almeno  cinque
  anni  e avere svolto un numero di incarichi all'interno degli  enti
  locali.  Poi  abbiamo  eliminato il rimando al Decreto  legislativo
  138,  proprio perché quello si applica ai Comuni, e abbiamo  quindi
  tolto   la   possibilità  di  creare  incomprensione  tra   materie
  sostanzialmente diverse.
   Io  volevo  rassicurare  sia i colleghi  che  l'Assessore  che  ho
  capito,  insomma,  che  ha un po' di resistenze  su  questo  testo,
  volevo  rassicurare circa l'ambito di applicazione, perché noi  con
  la riscrittura abbiamo specificato chiaramente che lì dove esistono
  norme  nazionali di riferimento che disciplinano in maniera diversa
  la   nomina  del  revisore,  anche  per  enti  regionali,  noi  non
  interveniamo, noi interveniamo solamente dove c'è la nomina diretta
  dell'Assessore  o  del  Presidente della Regione.  Abbiamo  infatti
  inserito,   fatti   salvi  i  casi  disciplinati  dalla   normativa
  nazionale.
   Anche  lì dove c'è la nomina da parte di più enti, magari uno  del
  Ministero, uno dell'Assessorato e un altro ancora, rimane il  fatto
  che  la  nomina  dell'Assessore deve essere  fatta  secondo  queste
  modalità, quindi noi non cambiamo chi deve nominare o come lo  deve
  nominare, ma inseriamo un criterio diverso di nomina.
   Per  il resto, signor Presidente, ci sono tante piccole correzioni
  più tecniche, poi a parte queste nel merito, che potrei illustrare,
  magari   man   mano   che  andiamo  avanti  con   l'articolato   le
  illustreremo.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, soltanto un chiarimento.  Lei  poco
  fa  ha detto una cosa che io non trovo scritta qua e vorrei capire.
  Il  sorteggio viene fatto da chi è iscritto da almeno cinque  anni?
  E'  revisore  dei  conti da almeno cinque anni? E abbia  già  avuto
  altri incarichi di questo tipo?

   CIANCIO,  relatore.  Questo  è un requisito  che  è  presente  per
  l'iscrizione  a  registro nazionale, noi abbiamo fatto  il  rimando
  volontariamente  per  non inserire criteri diversi.  L'articolo  3,
  comma  3,  prevede che chi partecipa e chi è iscritto  al  registro
  deve essere iscritto da almeno cinque anni e deve avere svolto, ora
  non mi ricordo esattamente il numero di incarichi, ma credo che sia
  un  incarico,  mentre per quanto riguarda il comma quattro,  che  è
  incluso nel comma tre, deve essere iscritto da almeno dieci anni ed
  avere svolto almeno due incarichi.

   PRESIDENTE. Se non capisco male, chi si laurea oggi non potrà  mai
  più fare il revisore dei conti.

   CIANCIO, relatore.. No, questo è previsto, ecco man mano  che  lei
  me lo chiede, io lo spiego.
   Questo  è  previsto nel caso di una terna di revisori, quindi  nel
  caso  della  nomina di un collegio noi mettiamo che due  componenti
  devono  avere i requisiti  di cui abbiamo parlato prima,  uno  deve
  essere semplicemente iscritto al Registro. Comunque l'iscrizione al
  Registro  significa che devono avere fatto due anni di praticantato
  e  una  serie  di cose. Quindi in un Collegio di Revisori  uno  può
  essere un giovane che magari si affaccia alla carriera, ma solo nel
  caso  di  una terna, della nomina di una terna di revisori non  nel
  caso di una nomina singola.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io vorrei ricordarvi solo  che  in
  Italia  gli  architetti appena laureati non possono partecipare  ai
  bandi di gara nazionali, perché devono avere almeno fatto una volta
  una progettazione per lo Stato.
   Se  non  ne  hanno mai fatto non lo potranno fare mai perché  come
  regola   ma non ha importanza deciderà l'Aula onorevole Ciancio.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo in presenza
  di  una  riscrittura che è interamente sostitutiva del  disegno  di
  legge che noi stiamo trattando.
   Signor   Presidente,  nessuna  preclusione  solo,  però,  che   da
  Regolamento, ovviamente, dobbiamo fare decorrere i termini per  sub
  emendare  e metterci nelle condizioni, quanto meno, di confrontarci
  sulla nuova riscrittura.
   Pertanto,  signor  Presidente, io chiederei a lei  di  stabile  il
  termine  per la presentazione degli emendamenti fino a  venerdì,  e
  martedì  prossimo  ritornare in Aula per  trattare  il  disegno  di
  legge, così da avere il tempo di studiare le carte, anche perché io
  qualche  dubbio ce l'ho nel merito - e poi mi taccio -  quando  c'è
  una  nomina  di  un collegio che non è interamente  nominato  dalla
  Regione, ma c'è un sistema misto Corte dei Conti o Ministero,  ecco
  vorrei approfondire questa normativa.
   Non  ho  nessuna preclusione a trattare il disegno di legge  e  la
  riscrittura,  però  se  lei  ci  mette  in  condizione  di   potere
  approfondire,  ovviamente  coinvolgendo  la  Commissione  bilancio,
  perché è vero che le nomine sono di competenza della I Commissione,
  ma  le  società  partecipate, signor Segretario Generale  e  signor
  Presidente, sono di competenza della II Commissione.
   Quindi se si può, così come si è fatto per il disegno di legge sui
  prodotti   agricoli,  un  maggiore  coinvolgimento  da  parte   del
  Parlamento per arrivare all'approvazione della norma.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire  che,
  onestamente, da settimane quest'Aula è impegnata in un  andirivieni
  che  riguardano  la norma che, secondo me, interessa  una  quantità
  talmente  residuale della popolazione dei siciliani che  ci  stanno
  ascoltando  che mi sembra quantomeno incredibile che  siamo  ancora
  una  volta  a  parlare di questo disegno di legge come  se  dovesse
  cambiare le sorti della vita dei siciliani.
   Per  cui credo che, per carità rispetto per i colleghi che  stanno
  proponendo la riscrittura, però ricordo che questa norma  al  netto
  dell'affermazioni  che  se ho ben sentito -  purtroppo  l'audio  in
  quest'Aula  non  è  dei  migliori - credo  che  sia  comunque  così
  residuale  che  da  quella  percentuale  iniziale  di  cui  parlavo
  dobbiamo stornare almeno il 90 per cento.
   Mi spiego meglio: se a questa norma noi togliamo gli enti che sono
  vigilati  dalla Regione, gli enti privati controllati e le  società
  partecipate,  il numero degli enti per cui noi stiamo  facendo  una
  norma  è talmente residuale che io credo che non meriti così  tanto
  tempo e tutto questo approfondimento.
   Ritengo che sia qualcosa che può essere benissimo approfondito  in
  maniera  molto  rapida dalla Commissione, ma che  non  penso  debba
  tenere bloccati i lavori di un'Aula per così tanto tempo.
   Ribadisco che le ragioni per le quali io mi sono opposta a  questo
  tipo   di   impostazione  sono  legate  a  una  valutazione   della
  legittimità di questa norma, perché se così fosse, per  quello  che
  era  l'intento,  è  una norma inapplicabile, poiché  le  norme  che
  regolamentano  la nomina dei revisori continuano ad essere  per  le
  società  partecipate, per gli enti pubblici controllati e  per  gli
  enti privati che sono sottoposti al controllo della Regione normati
  dal Codice Civile.
   Non  lo  dico io, ma lo dice la Corte dei Conti che si è  espressa
  per  diverse annualità nella sezione delle autonomie locali, nonché
  dal  decreto  legislativo n. 39 del 2010. Per gli  enti  locali  la
  norma  nazionale  ha previsto, e poi il Parlamento regionale  nella
  precedente legislatura ha applicato la norma nazionale,  ma  è  una
  norma  che attiene agli enti locali, per cui confondere i due piani
  sarebbe un grande errore.
   Ma  continuo  a  ribadire, se la riscrittura dei colleghi  dovesse
  essere accolta, stiamo parlando di una quantità di soggetti che  la
  Regione  nomina  che è davvero residuale, per cui  io  ritengo  che
  stiamo  soltanto perdendo del tempo, perché questa è una norma  che
  può  essere  esitata  già  oggi, e credo  che  gli  Uffici  faranno
  rapidamente una valutazione sulla legittimità di quella  che  è  la
  norma  in  oggetto,  ad ogni modo se fosse accolta  la  riscrittura
  ritengo  che  noi abbiamo necessità di riemendarla, i  tempi  degli
  emendamenti   sicuramente  non  possono  che   essere   chiaramente
  concessi,  perché si tratta di un testo nuovo, per  cui  Presidente
  oltre  ad aggiungermi alla richiesta anche di una valutazione della
  Commissione bilancio, perché se pure non comporta onere  ovviamente
  anche  una valutazione da parte della Commissione bilancio  secondo
  me è opportuna, è necessario che comunque ci vengano dati i termini
  per gli emendamenti.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  cittadini,  io  credo  che  invece  questo  disegno  di  legge   si
  un'occasione per questa Assemblea, perché ci consente di  eliminare
  quell'odiosa distanza che si è creata negli anni tra le istituzioni
  ed  i  cittadini,  quei cittadini che ormai  da  tempo  e  da  anni
  rivendicano    trasparenza    ed    efficienza    della    Pubblica
  amministrazione.
   Dunque il problema che ha sollevato la collega Caronia secondo  me
  non si pone, perché non sono così tanto pochi soggetti interessati,
  assolutamente  no,  sono  tanti  gli  enti  che  sono   di   nomina
  semplicemente  della  Presidenza regionale o degli  assessorati,  e
  comunque  le grandi società partecipate i cui statuti già delineano
  il  metodo  della  nomina  dei revisori non verranno  assolutamente
  intaccate da questo disegno di legge.
   Questa  Assemblea  ha  una  responsabilità  politica  di  dire  ai
  cittadini che ci guardano da casa che non vogliamo diminuire questa
  odiosa  distanza, quindi vi chiedo di apprezzare questo disegno  di
  legge.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   è   stata   presentata   una
  pregiudiziale  firmata  dall'onorevole Aricò  ed  altri,  ai  sensi
  dell'articolo 101 del Regolamento interno dell'Assemblea, allora la
  pregiudiziale  non  può essere esattamente su quello  che  è  stato
  richiesto,  perché  non può essere l'Assemblea  a  decidere  se  un
  disegno di legge deve andare in Commissione bilancio o no, ma è una
  scelta  esclusiva  del Presidente, quindi questo  non  lo  possiamo
  mettere in votazione alla pregiudiziale.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  diciamo   una
  pregiudiziale a maggior ragione rispetto ad una riscrittura che  il
  Presidente della Commissione ha presentato, di fatto si è stravolta
  la norma, e secondo me abbiamo l'obbligo, a me farebbe piacere pure
  sentire  il vice Presidente della Regione in merito, dal quale  poi
  dipende  il  controllo  degli enti economici regionali,  se  questa
  norma non andrebbe approfondita nella Commissione bilancio.
   La   Commissione  Bilancio  per  il  Regolamento  interno   è   la
  Commissione  che  dovrebbe  verificare  il  controllo  ed  il  buon
  andamento economico di tutti gli enti, il fatto che in questo  caso
  ci  sia stata una proposta autorevole della I Commissione, da  dove
  ovviamente è partita l'iniziativa legislativa, va bene, ma  ritengo
  imprescindibile  che  questa legge non  debba  passare,  a  maggior
  ragione  che  c'è  stata oggi presentata per  la  prima  volta  una
  riscrittura,  ed  abbiamo  sentito  le  motivazioni  dell'onorevole
  Ciancio  illustrate  a  questo consesso,  che  possa  ritornare  in
  Commissione bilancio che riteniamo la Commissione che è più  adatta
  ad approfondire .

   PRESIDENTE. Onorevole Aricò se il contenuto della pregiudiziale  è
  questo io non lo posso mettere neanche in votazione, ripeto  non  è
  dell'Assemblea  la  decisione sul passaggio  alle  Commissioni.  Se
  riterrò  di  chiedere  un  parere,  che  comunque  non  può  essere
  vincolante, alla Commissione  Bilancio' lo farò.
   La pregiudiziale non può essere su questo punto.
   Se  c'è  una motivazione di tipo tecnico sulla legge, come  motivo
  della  pregiudiziale, la metto in votazione. Se è soltanto  per  la
  scelta del passaggio in Commissione  Bilancio' non la posso mettere
  in votazione perché è una scelta mia.
   Avevo  già  pensato comunque di avere un parere, non determinante,
  da  parte  della  Commissione  Bilancio' ma si deve intendere  come
  scelta del Presidente, onorevole Aricò.

   ARICO'.  Signor  Presidente,  la pregiudiziale  poteva  anche  non
  essere  discussa in tal senso. E' sua decisione valutare il  meglio
  per  quest'Assemblea, e visto che il Governo è presente mi  farebbe
  piacere  pure  ascoltare  cosa ne pensa il  Vice  Presidente  della
  Regione,  al di là che sia sua prerogativa scegliere a chi affidare
  il testo.

   PRESIDENTE.  Sto ascoltando con interesse tutto per  poi  prendere
  una  decisione.  Non  è  una cosa che posso fare  votare  all'Aula,
  ribadisco.
   Ha  chiesto di parlare contro, l'onorevole Cracolici e l'onorevole
  Cappello mentre a favore l'onorevole Lo Curto.

   CRACOLICI. Signor Presidente, come sa non sono tra i deputati  che
  l'hanno  votato  come Presidente dell'Assemblea. Mi stupisce,  dopo
  circa dieci mesi, dovere intervenire quasi a difenderla.
   Questa pregiudiziale altro non è che una mozione di sfiducia  alla
  gestione del Presidente dell'Assemblea sui disegni di legge, non al
  Presidente dell'Assemblea perché può disporre, semplicemente perché
  deve applicare il Regolamento.
   Il  Regolamento  dice  chiaramente che i disegni  di  legge  vanno
  assegnati  alla  Commissione di merito, non c'è  un'interpretazione
  che può fare il Presidente su quale sia la Commissione di merito.
   E' stabilito dal Regolamento d'Aula.
   La  Commissione  potrebbe,  laddove  ci  sono  aspetti  di  natura
  finanziaria, sottoporre per le coperture finanziarie la  competenza
  alla  Commissione   Bilancio'  ma  non  per  il  resto  perché   la
  Commissione di merito è la I Commissione.
   Se   così  è,  e  lei  ha  redarguito  questa  mozione  o   questa
  pregiudiziale, mi stupisce che allo stesso tempo la faccia  votare.
  Delle due, l'una
   O  questa pregiudiziale è illegittima perché non ha fondamento sul
  piano

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, ho già  comunicato  che  se  la
  pregiudiziale ha questo come tema non la farò votare.

   CRACOLICI.  Ci  mancherebbe  La ringrazio per avermi  concesso  la
  parola
   Rimane  il  fatto che nella pregiudiziale è questa la motivazione,
  non  ci  possono essere altri motiv per non trattare questo disegno
  di legge in questo momento, non può farla votare.
   Si può chiedere di non votare per mille altre ragioni.
   Devo  dire  che  la  storia  si  ripete  e  viene  in  faccia   ai
  protagonisti.
   Ricordo  che  nella  scorsa  legislatura,  il  recepimento   della
  disposizione  nazionale che prevedeva il sorteggio per  i  revisori
  nei  comuni  fu  fatta  con una battaglia di  principio  da  alcuni
  colleghi  -  e  qui  c'è un protagonista in prima  fila  -  che  fu
  impegnato insieme al Gruppo di Forza Italia per recepire in Sicilia
  il sorteggio nelle modalità di scelta dei revisori.
   Non  è  che  a  seconda uno dove si colloca al  momento  cambia  i
  principi. Se quella volta Forza Italia si è battuta per la coerenza
  della disciplina giuridica nazionale anche nella nostra Regione ora
  non  può,  allo stesso tempo, sentirsi offesa perché  questa  norma
  incide  sulle nomine che invece dovrebbe fare la Regione sulle  sue
  società e sui suoi enti.
   Ritengo  che bisogna avere un po' di coerenza nella vita   Non  ci
  trovo nulla di strano - e lo dico con grande onestà.
   Sentendo  anche gli ordini professionali da più parti,  l'idea  di
  liberare  i  professionisti della revisione che sono professionisti
  iscritti  ad  un  albo  nazionale,  dal  mercimonio  dello  scambio
  politico  credo  che  serva la politica per molte  cose,  ma  anche
  professionisti  che  in  qualche modo, poi alla  fine  parliamo  di
  professionisti che per quattro soldi devono sempre  dire  grazie  a
  qualcuno.  Io  credo che sia corretto stabilire  il  principio  che
  laddove  si  nominano revisori si faccia un sorteggio  tra  chi  lo
  vuole  fare,  perché non è un sorteggio tra tutti  i  revisori  del
  mondo,  ma  tra  tutti quelli che partecipano ad un bando  e  hanno
  alcune caratteristiche, sono residenti in Sicilia, eccetera.
   Pertanto,  io  ritengo, come dire, singolare  che  la  maggioranza
  presenti una pregiudiziale nei confronti di un atto che ha  gestito
  la Presidenza dell'Assemblea.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Così,  mi  sa,  che  chiudiamo   la
  discussione.

   ARICO'.  Signor  Presidente,  ritiriamo  la  pregiudiziale,   però
  riteniamo  giusto, anche in vista della riscrittura  che  si  debba
  approfondire un argomento e ci farebbe piacere anche sapere cosa ne
  pensa la Presidenza.

   PRESIDENTE.  Non  avevo dubbi sul fatto che la  sua  non  era  una
  sfiducia nei confronti del Presidente dell'Assemblea.
   Allora scusate, intanto la pregiudiziale è quindi decaduta, perché
  è stata ritirata. Io invece devo rispondere prima di dare la parola
  per  la  discussione generale della nuova riscrittura all'onorevole
  Ciancio, alla proposta dell'onorevole Milazzo.
   Intanto  iniziamo il dibattito sulla legge, ma certamente dobbiamo
  darci  dei  tempi  per i sub emendamenti o se la  consideriamo  una
  nuova  riscrittura  della legge sugli emendamenti.  Un  attimo.  Il
  tempo solo di accertarmi su questo argomento con gli Uffici. Quindi
  comunque oggi non si vota certamente. Si vota da domani in  poi  ed
  eventuale  richiesta di un parere alla Commissione Bilancio  non  è
  condizionante rispetto al fatto che in Aula comunque a questo punto
  va votata.

   CIANCIO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO, relatore. Signor Presidente, volevo soltanto dire  che  è
  sacrosanta  la richiesta di avere del tempo per i sub  emendamenti,
  perché  mi rendo conto che la riscrittura è imponente. Tra  l'altro
  ci  abbiamo  perso  anche  parecchio  tempo,  vi  prego  anche,  ai
  colleghi, di credere insomma nell'impegno che ci abbiamo messo  con
  gli Uffici per cercare di venire incontro alle posizioni di tutti.
   Sull'ambito di applicazione, ora capisco che si è ristretto molto,
  si   parla  di  questo  argomento  da  non  so  quanto  tempo  però
  Presidente,  non  è  colpa  nostra  né  dell'Assemblea,  né   della
  Commissione. Presidente, se discutiamo di questa cosa  da  un  mese
  non  è  colpa di questo Parlamento. Una volta avevamo altre  leggi,
  una  volta  si è parlato di altro, una volta non c'era l'Assessore,
  oggi  forse ne stiamo parlando per la seconda volta. Abbiamo  avuto
  una prima discussione e adesso una seconda.
   L'ambito di applicazione sono tutte quegli enti controllati  Arpa,
  Ersu,  IACP,  Corfilac,  Istituto  Zootecnico,  ESA,  Consorzi   di
  Bonifica,  insomma,  enti  che  non  brillano  per  efficienza   ed
  economicità. Quindi comunque il fatto che la situazione di oggi, di
  questi  enti,  sia abbastanza drammatica è indice che qualcosa  nel
  criterio,  anche magari di selezione, non va. Quindi  è  necessario
  cercare  di  immaginare nuove soluzioni per fare funzionare  questi
  enti e, secondo me, la trasparenza e l'indipendenza dell'organo  di
  revisione è legittimo.
   Ripeto, è sacrosanto il diritto dei deputati di chiedere il  tempo
  per i sub emendamenti, magari una settimana è troppo. Cerchiamo  di
  accelerare però ripeto, non cambierà una settimana o meno il  fatto
  di vedere applicata questa legge.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Ciancio. Ha chiesto di parlare  per
  la   discussione   generale,  a  questo  punto   rientriamo   nella
  discussione generale, l'onorevole Milazzo.

   MILAZZO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi intanto  io  parto
  con una premessa, le chiedo formalmente se dobbiamo trattare questo
  disegno  di  legge,  dobbiamo  però garantire  le  prerogative  del
  Governo. Ovvero, noi abbiamo bisogno non di fare  quattro salti  in
  padella' revisori, ma di fare una norma. Noi dobbiamo essere  messi
  nelle condizioni di potere affrontare la norma in modo serio.
   Se ci fosse stata la volontà di fare ostruzionismo - i colleghi mi
  conoscono - avremmo avuto mille modi per farlo.
   Il  tema  è,  ragionevolezza vuole, perché del Governo,  purtroppo
  alcuni  componenti  votano  e  devono anche  governare,  le  chiedo
  formalmente  di  stabilire il termine per venerdì, e  passare  alla
  votazione  dei singoli articoli a partire da martedì.  Nessuno  non
  vuole trattare la norma, la vogliamo trattare, però metteteci nelle
  condizioni, secondo una leale collaborazione istituzionale,  perché
  alcuni componenti del Governo domani non ci potranno essere, signor
  Presidente,  quindi mettiamo nelle condizioni il Governo  di  poter
  esercitare le proprie prerogative.
   Nel merito, l'onorevole Cracolici, che dalla prossima settimana vi
  porterà  il  suo  - come si chiama quando c'è il sorteggio  con  la
  tombola, lui l'aveva in assessorato, lui già lo faceva, quando  era
  assessore già faceva il sorteggio - ma onorevole Cracolici, ma dopo
  cinque  anni  che  vi  siete  presi tutti  i  revisori  dei  conti,
  legittimamente,  secondo  la mia visione,  la   mercificazione  dei
  revisori',  come  ha detto lei, testuali parole, lei  ha  fatto  la
   mercificazione  dei revisori' perché lei è reo  confesso,  lei  ha
  detto   noi  non  ne abbiamo nominato nemmeno uno  per  correttezza
  istituzionale sapendo che si tratta la norma, non abbiamo  nominato
  un solo revisore'.
   La  volta  scorsa abbiamo dovuto fare interventi normativi  perché
  Crocetta  era  già   sparato' su tutte le cose e si  sono  commessi
  degli  errori,  ma  lei che ha detto che questo  sistema  normativo
  attuale  attiva la mercificazione, io le dico che chi  rispetta  un
  codice deontologico, cioè chi fa parte di un - mi sfugge il termine
  - chi fa parte dell'ordine dei revisori e quindi deve rispettare un
  codice  deontologico io lo scelgo non perché mi deve fare imbrogli,
  perché lei sa che per legge i revisori dei conti si relazionano con
  la  Corte  dei  Conti,  non  con l'onorevole  Milazzo,  l'onorevole
  Cracolici. Io posso designarlo, non favorirlo, perché ne conosco le
  attitudini  e  la  capacità. Gli errori normativi  che  sono  stati
  consumati,  per  esempio  al  Comune di  Palermo,  una  nomina  tre
  revisori  e  bocciano  per  spirito di contraddizione  un  bilancio
  perché non c'è quel legame di fiducia, non quel consociativismo.  E
  abbiamo sbagliato

   SAMMARTINO. Ed allora, dillo

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo,  la  prego  di  rivolgersi   alla
  Presidenza.

   MILAZZO. Siccome l'onorevole Cracolici e la maggioranza per cinque
  anni  hanno nominato revisori dei conti, ora viene qua e fa il puro
  al  microfono. Ma lei lo doveva fare quattro anni fa,  non  ora  ad
  otto  mesi che è all'opposizione ed è destinato a rimanerci, penso,
  per  molto  tempo,  a  meno che lei - il  governo  Lombardo  ce  lo
  ricordiamo - ogni tanto cambia opinione e qualche lavoretto in Aula
  lo  sa fare. Però le voglio dire, lei che è stato la quinta colonna
  della  vecchia  politica in quest'Aula, la  invito  ad  essere  più
  coerente.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, entri nel merito della norma, non è
  un dibattito tra lei e l'onorevole Cracolici.

   MILAZZO. Vogliamo fare questo pastrocchio? Lei sa una cosa,  però?
  Io ho fatto il deputato di opposizione, ma mai  sfascista'. Poco fa
  ho  ricordato all'onorevole assessore emerito Gucciardi, che quando
  c'è stata la questione dell'ospedale Papardo, io non mi sono tirato
  indietro  a  mantenere il numero legale, ora il tema è: governeremo
  tutti,  c'è il sistema dell'alternanza, la volta scorsa mi  ricordo
  quando  volevamo ridurre i componenti degli Uffici di  gabinetto  e
  lei  si  attaccò al lampadario per nominare i suoi  amici,  ma  con
  quale coraggio prende parola qua?

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   volevo
  semplicemente rispondere all'onorevole collega Milazzo, che se  non
  fosse  stato per il sorteggio, lei pensa davvero che il  rendiconto
  del  Comune  di Palermo non sarebbe stato approvato?  Non  è  stato
  approvato proprio perché i revisori sono un organo esterno ed hanno
  fatto il loro dovere.
   Poi  volevo  evidenziare  che  in  tutta  Italia  il  sistema  dei
  controlli  ha fallito, soprattutto i sistemi di controlli  interni:
  il  controllo strategico, il controllo gestionale, almeno  lasciamo
  il controllo esterno a un organo terzo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevole  Lo Curto il suo intervento era stato chiesto  a  favore
  della  pregiudiziale  che è stata eliminata. Ora  l'ho  iscritta  a
  parlare.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  nella  scorsa
  legislatura,  nella seduta d'Aula n. 318, in data 22  febbraio,  il
  centrodestra  si  è  reso  protagonista  di  una  battaglia  d'Aula
  all'ultimo  sangue  per  ottenere, in  particolare,  l'approvazione
  dell'emendamento 11.1 a firma dell'onorevole Falcone, che  ha  reso
  particolarmente vivace il dibattito d'Aula. L'emendamento poi venne
  approvato  e a noi oggi risulta singolare che la stessa coalizione,
  che  nella  scorsa  legislatura ha insistito per l'approvazione  in
  modo  così  vigoroso dell'emendamento 11.1, che ha  costretto  -  a
  nostro  modo  giustamente - i Comuni a procedere al sorteggio  come
  nel  resto  d'Italia,  a distanza di pochi mesi  dall'inizio  della
  nuova  legislatura, improvvisamente, cambia idea e ritiene, invece,
  che  si debba procedere nuovamente alla nomina. Esattamente poi nel
  momento in cui si dovrebbe procedere a cospicue nomine, a centinaia
  di nomine in carico alla Giunta di Governo, per nominare i revisori
  dei conti degli enti sottoposti a vigilanza e controllo.
   Io  credo che non occorra aggiungere altro. Il punto si centra  da
  sé.  Io  credo  che occorra coerenza, rispetto nei confronti  degli
  amministratori locali e degli ordini professionali, perché  io  non
  credo che un revisore faccia più o meno il suo dovere se è nominato
  oppure  se  è  sorteggiato.  C'è  una  pari  dignità  degli  ordini
  professionali e dei professionisti che va difesa. E  credo  che  se
  c'è  un  minimo di coerenza anche tra colleghi, se si è tenuta  una
  linea  politica  nella  scorsa legislatura,  credo  che  lo  stesso
  dovrebbe farsi in questa.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, sa, su questo tema del  cambiare
  idea tra una legislatura e l'altra, non posso dimenticare una delle
  prime   cose  che  mi  colpì  molto  quando  diventai  parlamentare
  nazionale.  Si  votò col Governo Berlusconi l'ingresso  in  guerra.
  Quello  che  successe  lei  non  ha idea.  Le  bandiere  arcobaleno
  giravano alla Camera, salvo che poi cadde Berlusconi, arrivò  Prodi
  che  propose l'ingresso in guerra e fummo invece noi a non  volerlo
  fare.  Per cui purtroppo questa logica della politica è una  logica
  che difficilmente potremo eliminare.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente.  Visto  che  stiamo  entrando  nella
  discussione  generale,  io  ritengo  che  a  me  sembra   piuttosto
  ingeneroso quello che stiamo facendo nei confronti della  categoria
  dei dottori commercialisti iscritti all'ordine dei revisori, perché
  ho  sentito  delle affermazioni che, personalmente,  mi  convincono
  pochissimo.
   Io  non  credo  che questa norma noi la stiamo facendo  perché  in
  questo  momento  questa maggioranza ha vinto le elezioni  piuttosto
  che  un'altra.  Né  tantomeno credo che  al  Comune  di  Palermo  i
  revisori che oggi sono lì a giudicare i bilanci del Comune  abbiano
  fatto una nota sfavorevole solo perché sono stati sorteggiati.
   Io  personalmente credo che sia molto offensivo nei confronti  dei
  professionisti che, voglio ricordare, siccome sono inseriti  in  un
  ordine  dei  revisori  che passa al vaglio del  MiF  e  che  -  non
  dimentichiamo  -  sono sottoposti a un controllo della  legge,  sia
  penale,  sia amministrativo e civile, io credo che stiamo  parlando
  in  maniera,  come  dire, forse non appropriata di  una  norma  che
  dovrebbe avere una ratio un po' diversa.
   Innanzitutto  dobbiamo  partire a  priori  dal  fatto  che  chi  è
  chiamato a fare un controllo su un organo debba svolgere il proprio
  lavoro  secondo  legge.  E questo lo dobbiamo  dare  per  assodato,
  perché   se   mettiamo  in  discussione  questo,  allora  veramente
  probabilmente ci stiamo arrogando un diritto che non credo  che  ci
  appartenga.
   In  seconda  battuta  continuo a ripetere che  rispetto  a  questa
  norma,  così  come  quella  degli  enti  locali,  personalmente   e
  politicamente  non  credo  che  la  selezione  a  sorteggio   abbia
  favorito,  così  com'è stato più volte detto  anche  durante  degli
  incontri  che i sindaci hanno sollecitato, non soltanto al  Governo
  ma  anche alla forze di opposizione poiché spesso la  discontinuità
  della  presenza di un revisore che viene sorteggiato, magari perché
  la richiesta è stata fatta due anni prima, poi si ritrova ad essere
  sorteggiato due anni dopo in un piccolo comune e fa sì  che  magari
  che poi viene risorteggiato poiché oggi sono otto gli incarichi che
  possono essere contemporaneamente assunti da un revisore dei conti,
  fa  sì  che  quel compito non si porti a termine. Già al comune  di
  Palermo  abbiamo assistito alle prime, per esempio  c'è  stata  una
  dimissione; insomma, in tanti comuni avviene spesso questo.
   Allora,  ritengo  che  se  pure il Parlamento  abbia  -  io  nella
  precedente  legislatura non c'ero - ad ogni modo una  legge  votata
  dal  Parlamento è una legge - ritengo che il legislatore può  anche
  ravvedersi   sull'utilità   di   una   norma   qualora   veda   che
  effettivamente   questa  non  abbia  portato  un   beneficio   alla
  collettività e, se questo viene stigmatizzato da parte dei  sindaci
  e  dagli  amministratori locali, oggi ancor di più davanti  ad  una
  palese  illegittimità di alcuni passaggi di questa  norma,  ritengo
  che   l'Aula   debba  fare  una  riflessione  sul  merito   e   non
  sull'appartenenza  a forze di opposizione o di  maggioranza  perché
  altrimenti  diventa veramente un gioco squallido  al  quale  io  mi
  sottraggo.
   Per  cui,  signor  Presidente, ribadendo  ancora  una  volta  che,
  ovviamente,  alla  luce  di  un nuovo dettato  legislativo  che  la
  Commissione propone, ampiamente riveduto e corretto, è  chiaro  che
  ciascuno  di  noi vuole dare un apporto competente  e  compiuto,  è
  ovvio  che dobbiamo avere tempo per potere valutare il testo,  però
  ritengo che questa norma sta, come dire, mettendo i buoni contro  i
  cattivi, i cattivi contro i buoni. Qui, se la battaglia la mettiamo
  in  questi  termini abbiamo perso tutti perché stiamo  mettendo  in
  gioco  la credibilità e la legittimità di soggetti che svolgono  in
  maniera  legittima  il loro compito, per cui dire  ne  ho  nominato
  prima  uno  e questo diventa di parte, mi sembra un gioco veramente
  puerile   e   addirittura   anche   poco   rispettoso   di   questi
  professionisti.
   Ecco,  l'invito  da  parte  mia, signor Presidente,  è  quello  di
  avviarci  rapidamente  all'indicazione  di  un  termine   per   gli
  emendamenti che ci consenta di emendare questo testo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  la
  sensazione  che  mi suscita questo dibattito, entrando  nel  merito
  delle  questioni poste dalla norma, è una sensazione un po' strana.
  Mi  sembra  che qui si voglia consumare una sorta di  vendetta  che
  attiene  alla cultura dell'alternanza, chi viene prima fa  le  cose
  prima, chi ha fatto contro, chi aveva votato precedentemente contro
  chi governava prima.
   Credo   che,  entrando  nel  merito  di  questa  norma,  la   cosa
  fondamentale da ravvisare è cosa vuole promuovere questa norma.  Un
  principio  di  trasparenza? E' una domanda. Un principio  di,  come
  dire,  corretta  applicazione  della possibilità  di  offrire  alla
  possibilità a giovani o meno giovani commercialisti che dotati  dei
  requisiti previsti dalla norma possano essere sorteggiati? Si vuole
  mettere fine, così come ho sentito dire, ad un mercimonio di queste
  nomine?  Si  vuole  mettere  fine ad un  sistema  di  clientele  di
  lottizzazione delle nomine?
   Bene, io ho sempre pensato alla politica in maniera differente. Ho
  sempre  pensato che chi viene eletto e chi governa  lo  debba  fare
  secondo  un principio etico fondamentale che è quello di  assumersi
  la  responsabilità  di  fare bene e di  fare  il  bene  comune.  Ne
  consegue  che  sulla  base e sulla scorta di  questo  principio  di
  responsabilità  -  signor  Presidente, signor  onorevole  Cracolici
  gradirei anche il suo ascolto perché anche lei dovrà votare  questa
  norma - ebbene ho sempre pensato che sulla scorta del principio  di
  responsabilità. Io mi fermo, signor Presidente, perché desidero che
  lei  mi  ascolti e desidero che l'onorevole Cracolici mi ascolti  e
  che vengano interrotti anche i termini per me.

   PRESIDENTE. Non c'è problema.

   LO CURTO. La verità è che sono molto scarsa e interrompendomi, poi
  non trovo più il filo del discorso.

   PRESIDENTE. Per farsi dire che non è vero. Va bene, non è vero.

   LO  CURTO. A parte la battuta, signor Presidente, ci tengo davvero
  all'ascolto  perché  credo  sia  fondamentale  chiarire  anche   ai
  cittadini  che ci ascoltano che questa norma, quando invoca  questi
  principi,  della  fine del mercimonio, della fine delle  clientele,
  della  fine dell'attribuzione, magari ad amici e parenti, non tiene
  conto  che  chi  viene eletto e chi governa, nel  momento  in  cui,
  esperisce   una  nomina,  conferisce  una  nomina,  lo  fa   perché
  quell'organo  debba  funzionare al meglio,  a  tutela  anche  della
  pubblica amministrazione.
   Chi viene nominato deve avere il compito fondamentale di fare bene
  il  proprio  lavoro.  Lo ha detto bene anche  l'onorevole  Caronia,
  prima.
   Chiaramente,  invece,  se  noi  facciamo  riferimento  al   nostro
  passato,  non mi stupisco né mi scandalizzo, anzi invoco per  certi
  aspetti  una  logica che non è clientelare, perché quando  venivano
  nominati  secondo il principio dell'appartenenza  a  maggioranza  e
  opposizione  all'interno di un Comune, ebbene si faceva riferimento
  ai  soggetti che si erano assunti una responsabilità nei  confronti
  dei propri elettori e quindi dovevano, costoro, messi a governare e
  a  vigilare,  un  organo  del comune l'ente  comune,  per  esempio,
  dovevano farlo secondo questo principio ne rispetto delle  parti  e
  della democrazia vera e sostanziale.
   Qui di tutto questo, in questa norma, non c'è niente. Si invoca un
  principio di trasparenza, di non divisione clientelare, ma guardate
  che nominare un revisore dei conti non è una cortesia che si fa  ad
  un  amico,  assolutamente; perché molto spesso queste persone,  non
  vorrebbero nemmeno essere nominate, perché è tale e tanto il carico
  di  responsabilità e di lavoro che, non è un premio  a  fronte  del
  magro guadagno e del corrispettivo economico.
   Quindi cerchiamo di dare  il taglio giusto a questo dibattito, che
  è  giusto  che venga fatto, visto che c'è questo disegno di  legge,
  che  secondo  me,  non  avrebbe  neanche  motivo  di  esistere,  ma
  soprattutto, va bene ed è giusto ed è corretto, signor  Presidente,
  lo   avevo  invocato  in  un  mio  precedente  intervento  che   la
  Commissione Bilancio che non è soltanto per sfiduciare o dare  meno
  valore  alla Commissione che in atto ha questo disegno di legge  ma
  sulle  partecipate  deve potersi esprimere, per  competenza  e  per
  Regolamento.
   Quindi  mi auguro ci sia un dibattito, adeguato, coerente e sereno
  e  che  non  si  invochino certi termini giusto per  dequalificare,
  quanto in passato accaduto.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Chiedo  di  parlare  per   un
  chiarimento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, mi scusi il tono dell'intervento ma la discussione, sotto
  il profilo tecnico, assume connotati surreali perché devo dare atto
  all'onorevole  Ciancio  di avere avuto la  capacità  di  instradare
  l'Assemblea  in  un  percorso di analisi e di confronto  del  tutto
  scevro   e   distante  dall'effettiva  questione  giuridica   delle
  questioni.
   Illustro richiamando proprio il suo intervento della seduta del 26
  settembre  scorso,  essa  disse:  Dobbiamo  evitare  attraverso  la
  formula del sorteggio che equipara la Regione alle autonomie locali
  il  conflitto  di  interessi  tra controllore  e  controllato ,  le
  riporto  quello  che è trascritto e non voglio fare polemiche,  sto
  dicendo  quanto  è  stata brava ad impostare  un  ragionamento  sul
  Parlamento  di tipo giuridico che non ha nulla a che vedere  con  i
  connotati  della  vicenda,  perché  noi  dobbiamo  distinguere  due
  fattispecie:  quella degli enti locali, dove vi è un  rapporto  tra
  controllore e controllato - ecco perché il Ministero degli Interni,
  nel  2011,  è  intervenuto per evitare che  i  Comuni  scegliessero
  revisori che, in qualche modo, potessero assecondare scelte che  il
  Comune  faceva  e,  quindi, lì sì che era  necessario  recidere  il
  rapporto tra controllore e controllato.
   Qui  ci troviamo in una condizione totalmente opposta, nella quale
  è  necessario  rafforzare  il  rapporto  tra  ente  partecipante  e
  struttura  (ente o società che sia) attraverso forme più  pervasive
  di controllo, più puntuali di controllo.
   La Corte dei Conti, in sede di parifica, ha detto, ha chiesto - ne
  parlavamo  oggi,  in  Commissione bilancio, e  per  questo  abbiamo
  approvato  il  decreto  sul controllo  analogo  -  che  ci  sia  un
  esercizio  più  attento  delle  prerogative  di  socio  e  di  ente
  controllante. Quindi, è vero assolutamente il contrario.
   Continuare  a  scambiare la questione di Comuni con  quella  della
  Regione è una fictio giuridica che nulla ha a che vedere

   CIANCIO, relatore. Ma, mica l'ho fatto io?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Onorevole, mi scusi, non  è  una
  polemica personale. Ho solo tratto spunto dal suo riferimento,  che
  ho  pure datato 26 settembre scorso, basta vedere i verbali. Non le
  leggo il suo intervento, perché sarebbe superfluo.
   Un'ultima  cosa, e la ringrazio Presidente della parola,  riguarda
  la  questione sempre degli enti locali. Io non facevo parte neanche
  come  assessore  della  precedente  legislatura  e,  pertanto,   ho
  assistito  a  questa  equiparazione che mi è sembrata  tardiva  ma,
  comunque, apprezzabile.
   Su  un  punto  volevo  richiamare, ed  è  la  presa  di  posizione
  dell'ANCI. C'è un articolo sul Sole24Ore del 28 giugno 2016,  della
  Dott.ssa  Veronica  Nicotra,  Segretario  generale  dell'ANCI,  che
  riporta una presa di posizione dei commercialisti italiani che dice
  sul  punto:  Occorre una tempestiva controriforma della nomina  dei
  revisori  dei  conti  dei comuni per queste tre  ragioni:  Uno;  la
  distanza  territoriale che vi è tra il revisore  selezionato  e  il
  comune,  con aggravio di costi del tutto irragionevoli  (cosa  che,
  evidentemente, la normativa ripete); la seconda questione  -  ed  è
  molto   importante   -   attiene  alla   verifica   dell'esperienza
  professionale   relativa  allo  svolgimento  di   tale   importante
  funzione,  che  non può essere legata ad un rapporto  proporzionale
  tra  l'anzianità di iscrizione in albi e la popolazione al  comune.
  Anzi  il  quadro  della finanza locale, e quella regionale,  impone
  scelte  che  siano  più  appropriate  sul  piano  della  competenza
  specifica,  cosa  che  si  può  fare solo  con  la  nomina  intuitu
  personae, e non con la nomina per estrazione; tre; l'opportunità di
  un rapporto comunque fiduciario con l'amministrazione comunale.
   Quindi i commercialisti italiani - il Sole24Ore del 28 giugno 2016
  -  e l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, chiedono di cambiare
  la  disposizione.  Noi ci stiamo spostando verso  un'assimilazione,
  del  tutto  impropria,  tra controllore e  controllato  degli  enti
  comunali.
   Diceva  Einaudi,  quando  vide lo statuto siciliano:   Dategli  la
  possibilità di battere moneta, e ne avete fatto uno Stato  .
   Credo  che,  oggi, di fronte a queste iniziative,  potrebbe  dire:
   Toglietele la bandiera, e ne avete fatto un comune  .

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.  Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente
  mi  associo  alla  richiesta fatta da qualche  collega  che  mi  ha
  preceduto,  di  conferire un congruo termine per  gli  emendamenti,
  vista  anche l'importanza della riscrittura della legge  così  come
  oggi c'è stata presentata.
   Successivamente, entro un attimo nel merito sulla legge, legge che
  io,  nel  corso delle ultime settimane, ho cercato di  approfondire
  cercando, come sempre, di capire quello che è il messaggio  sotteso
  all'articolato. Ebbene, io credo che in questo disegno di legge  vi
  sia,   strisciante,  un  significato  di  fondo  che  è   veramente
  devastante  ed inaccettabile, perché - ricordo a me stesso  -  ogni
  norma  è generale ed astratta. Per cui, questa norma non può essere
  riferita  soltanto  a chi sta amministrando in questo  momento,  ma
  anche  a  chi aspira ad amministrare e a chi, nella normale  logica
  dell'alternanza  democratica, andrà ad amministrare  prossimamente.
  Quindi è riferita anche ai colleghi del Movimento Cinque Stelle,  è
  riferita  anche ai colleghi del Centro sinistra e il messaggio  che
  passa  è  che  la politica tout court, non soltanto chi  amministra
  adesso,  non  è  in grado di compiere delle scelte  in  materia  di
  revisori,  in maniera scevra da logiche, appunto di mercimonio,  di
  cariche come qualcuno che mi ha preceduto ha asserito.

               Presidenza del Vicepresidente Cancelleri

   Ebbene io credo che questo messaggio non possa essere avallato  da
  questa  Aula  e  contrariamente  a  quanto  magari  qualcuno  possa
  credere,  io  ritengo  che i colleghi del Movimento  Cinque  Stelle
  laddove  dovesse  andare  a  governare  o  i  colleghi  del  Centro
  Sinistra, e ovviamente anche il Centro Destra, è in grado  di  fare
  delle scelte responsabili.
   Io   credo  che  noi  non  possiamo  esimerci  dall'assunzione  di
  responsabilità  nelle scelte che riguardano l'amministrazione,  noi
  chiediamo  la  fiducia ai cittadini nel momento delle  elezioni  ma
  successivamente  una  volta ottenuta la  fiducia  dobbiamo  operare
  delle  scelte perché i cittadini, in questo caso a questo  Governo,
  hanno  dato questa fiducia, quindi da questo punto di vista ritengo
  che  bisogna stare molto attenti e sono scettico circa il messaggio
  che  lancia  questa  legge, circa il sistema del  sorteggio,  anche
  perché  poi  a  ben  vedere sulla base della normativa  che  è  una
  normativa  importante  quella nazionale  che  recepisce  importanti
  principi  europei,  la figura del revisore per  sua  stessa  natura
  presenta tutta una serie di stringenti requisiti di equidistanza  e
  di  autorevolezza, vi è una deontologia che va autocertificata, che
  si  basa soprattutto sul principio dello scetticismo, vi sono tutta
  una  serie,  ripeto, di autocertificazioni e di  controlli  interni
  all'interno  delle  società  di  revisione,  di  controlli  esterni
  esercitati  da  organi  giurisprudenziali  ed  esercitati  anche  a
  livello ministeriale.
   Direi  quindi  che  diventa veramente difficile  poter  apprezzare
  positivamente questa legge.
   Faccio  una ultima considerazione: il sorteggio. Molto  spesso  il
  sorteggio può dare esiti peggiori di qualsiasi scelta, anche la più
  scellerata  che  potrebbe fare la politica perché se  nello  stesso
  collegio  di  revisori  per sorteggio abbiamo  più  soggetti  dello
  stesso studio professionale o se ci sono dei soggetti che hanno dei
  requisiti che tra loro li rendono in attrito, è chiaro che possiamo
  creare  dei  risultati  davvero deleteri.  Comunque  io  mi  prendo
  l'ulteriore  termine per approfondire il nuovo testo, però  esprimo
  particolari perplessità in merito alla legge.

   PRESIDENTE.  Prima di dare la parola all'onorevole  Di  Paola,  ha
  chiesto  di intervenire il presidente della Commissione,  onorevole
  Pellegrino. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,  solo
  questione  di  un momento. Non entro nel merito, poi  mi  riserverò
  all'esito  della  discussione  degli  emendamenti.  Solo  per   una
  precisazione e per difendere soprattutto l'operato e la procedura e
  l'attività che è stata svolta in Commissione.
   E'  stato detto in maniera impropria quest'oggi che non sono stati
  ascoltati  o comunque gli ordini dei professionisti hanno  dato  un
  parere negativo sul disegno di legge.
   Io  debbo dire che in Commissione sono stati ascoltati il  dottore
  Salvatore   Dilena  che  è  coordinatore  regionale   dei   dottori
  commercialisti della Sicilia, sono stati invitati ed  ascoltati  il
  ragioniere  Stefano  Maggiore,  vice  presidente  dell'ordine   dei
  Commercialisti  di  Palermo  e Paola Giacalone,  vice  coordinatore
  della conferenza degli ordini dei Commercialisti della Sicilia.  E'
  stato  ascoltato  il capo gabinetto dell'Assessore per  l'economia,
  dottor Chiaro.
   Noi abbiamo lavorato e abbiamo preparato il disegno di legge sulla
  base anche dei contributi favorevoli dell'ordine dei commercialisti
  di  Palermo, dell'ordine dei commercialisti della Sicilia  e  degli
  stessi rappresentanti dell'Assessorato per l'Economia.

   PRESIDENTE. Grazie, presidente Pellegrino. Fra l'altro, essendo io
  stesso membro della I Commissione di cui lei è Presidente non posso
  che  dire  e  dichiarare  che  quanto ha  testé  dichiarato  lei  è
  assolutamente vero. Ci sono state le audizioni e tutto  quello  che
  si  doveva fare è stato fatto nei termini del nostro Regolamento  e
  con rispetto, appunto, di tutte le parti in causa.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, voglio
  guardare  le  cose con occhio un po' diverso e per questo  cito  la
  delibera  n.  363  del  3  ottobre  2018,  Assessore  Armao,   cioè
  l'approvazione del bilancio consolidato.
   All'interno  del  consolidato  si  fa  riferimento  ai  gruppi  di
  amministrazione e, quindi, alle partecipate che sono in totale 164,
  quindi 164 partecipate.
   Di queste 164 partecipate 25 rappresentano il cosiddetto perimetro
  del  consolidato,  a  queste 25 viene chiesta  la  trasmissione  di
  bilanci  e  documenti. Di questi 25 in quanti  hanno  trasmesso  il
  bilancio e i documenti? Solamente 11 partecipate. E dico meno  male
  che la finanziaria del 2018 diceva di eliminare tutti i CdA che poi
  erano inadempienti.
   Ora,  il  punto guardandolo da quest'ottica, è che qui  ci  stiamo
  soffermando su un disegno di legge che, comunque, dà la possibilità
  ai  revisori  dei  conti - che sono un organo  di  controllo  -  di
  modificare questo organo di controllo e di vedere le cose  in  modo
  differente, perché ad oggi le cose non hanno funzionato ed è chiaro
  e lampante.
   Io  ho  ascoltato  vari interventi; si diceva che comunque  questo
  disegno  di legge non è un disegno di legge  che salverà  le  sorti
  della Regione siciliana.
   Per  ovvio  è  che è importante perché ad oggi le partecipate  non
  presentano  i  bilanci,  quindi cerchiamo  di  vedere  le  cose  da
  un'ottica  diversa e diamo la possibilità di modificare gli  organi
  di controllo che ad oggi poco hanno funzionato.
   Però    si     è    parlato   della   professionalità,   dell'alta
  professionalità  dei  revisori; ho ascoltato  il  Presidente  della
  Commissione che ha detto che comunque ha fatto audizioni con  tutti
  gli  ordini  preposti e nessuno ha dato un parere  negativo.  Nulla
  osta  a  mio  modo  di  vedere  di  poter  modificare  le  cose  e,
  finalmente,  dare la possibilità a giovani siciliani professionisti
  di  poter  entrare in un organo di controllo che,  a  mio  modo  di
  vedere,  dobbiamo iniziare a far funzionare.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo  alcune
  precisazioni.  Se il tema, la ratio di questo disegno  di  legge  è
  quello di sottrarre - come ho sentito in quest'Aula - al mercimonio
  delle nomine i revisori contabili, ho da fare alcune precisazioni.
   La  prima,  ricordo  a  me stessa, che il Presidente  Musumeci  da
  Presidente  della Provincia - e stiamo parlando del  1994,  in  cui
  ancora i grillini non erano entrati ad aprire come una scatoletta i
  Parlamenti  e  i  Consigli - il Presidente Musumeci  già  dal  1994
  istituì  gli  albi  per  i  professionisti  e  la  rotazione  degli
  incarichi anche per gli avvocati, per gli ingegneri, cosa che nelle
  provincie  non era mai successa, innescando un meccanismo  positivo
  che  ha permesso a molti professionisti  - al di là e a prescindere
  dalla fiducia e dal colore politico - di avere incarichi importanti
  in quella che divenne la prima stazione appaltante del Sud Italia.
   Quindi,  il  tema non ci spaventa; anzi, non solo noi  veniamo  da
  anni  di opposizione, per cui non abbiamo neanche da dover tutelare
  posizioni già acquisite anzi. Per cui non è un tema se quella è  la
  ratio della legge che - ripeto - ci spaventa, ma vorrei fare notare
  ai  colleghi io sono un avvocato e mi è capitato di rendere  parere
  legale  pro  veritate, per enti che mi hanno dato l'incarico,  enti
  pubblici,  e  di  esprimere  dei  pareri  che  erano  anche  contro
  l'andazzo o le scelte di Governo fatte dall'ente che mi aveva  dato
  l'incarico,  e  questo per un motivo semplice  ed  al  di  là  e  a
  prescindere  dall'incarico che mi venisse  dato  da  quel  soggetto
  politico  che  rappresentava  quell'ente  pubblico,  io  da  libero
  professionista  rispondo del mio operato secondo  il  principio  di
  deontologia, che è l'abc della nostra professione. Io  ritengo  che
  sia  anche  semplicemente  offensivo immaginare  che  dei  revisori
  contabili  si  muovano, perché lì diventa anche un reato,  non  pro
  veritate,  non  secondo  deontologia,  non  secondo  coscienza,  ma
  secondo le indicazioni che gli arriva da chi li ha nominati, questo
  è  di  una  gravità  inaudita che io dal libero professionista  non
  accetto.
   Terzo, ci sono dei profili che ha già sollevato l'assessore  Armao
  e lo ringrazio per questo, perché citando il suo articolo del  Sole
  24  ore  e quindi le parole dell'Anci ha ripreso quello che noi  da
  deputati regionali ci siamo sentiti dire soltanto un mese fa in una
  riunione che abbiamo tenuto con i sindaci, molti sindaci siciliani,
  che ci hanno detto proprio della difficoltà a sostenere i costi  di
  revisori  contabili  che non sono della zona,  e  addirittura  -  e
  questo  è  l'invito  che faccio al Presidente della  Commissione  -
  magari  in futuro di risentire l'Anci e di pensare ad una  modifica
  di  quella  legge, loro dicevano pensate anche a mettere insieme  i
  comuni minori, promuove l'unione dei comuni anche sulla nomina  dei
  revisori   contabili.  Tanto  era  il  loro  disinteresse  rispetto
  all'affezione  alla nomina, che dicevano condividiamola  con  altri
  comuni,  ma noi così come è non riusciamo a sostenerne i  costi,  e
  quindi  un  approfondimento  anche alla luce  delle  sollecitazioni
  venute  qui  dal Governo e dagli illustri colleghi, non  da  ultimo
  dall'onorevole  Caronia che l'ha sostenuta con grande  passione  ed
  anche puntualità, io ritengo che sia assolutamente necessaria.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  non   mi
  stupisco di nulla, d'altra parte se è vero che nel dibattito  della
  politica nazionale Grillo dice che vuole i parlamentari a sorteggio
  figuriamoci i revisori dei conti  Ecco, eliminiamoli gli  spazi  di
  partecipazione alla vita politica.
   Certo, mi stupisce che il Partito Democratico che per cinque  anni
  ha  avuto  la possibilità di fare leggi di ogni tipo che  facessero
  riferimento  a  quello  spirito di trasparenza  a  cui  oggi  fanno
  riferimento, non lo ha fatto per cinque anni e ci venga a dare oggi
  lezioni  di  estrazione  a  sorte. Però  io  dico  agli  amici  del
  Movimento  Cinque  Stelle, ve lo immaginate  un  paese  in  cui  la
  politica non esiste più?
   Io ho molta stima di tanti di loro perché ci sono tanti bravissimi
  ragazzi, però li invito a fare una riflessione. Io ho un figlio  di
  dodici  anni  ed a mio figlio voglio dare un messaggio,  che  è  un
  messaggio  che  guarda al merito, che guarda alle  competenze,  che
  guarda  allo studio, agli approfondimenti. Mio figlio con i  vostri
  figli  devono  sognare di poter studiare e di potersi specializzare
  per arrivare a degli obiettivi importanti, non devono sognare che a
  21  anni  si  trovano così estratti a sorte per  andare  a  fare  i
  parlamentari, o per andare a fare i revisori dei conti
   Io credo che il professore Armao, il Vicepresidente della Regione,
  abbia   centrato   il   cuore  della  questione,   ha   focalizzato
  perfettamente il cuore della questione.
   Una vicenda è quella che attiene i comuni, dove lì davvero c'è  un
  rischio   che  è  quello  della  contrapposizione  del  ruolo   fra
  controllore  e controllato, altra vicenda assolutamente  diversa  è
  quella di cui stiamo parlando, che richiede invece un potenziamento
  del  ruolo  di  controllo, in assenza del quale  possono  venire  a
  verificare delle situazioni sconvenienti.
   La  collega  del  Movimento Cinque Stelle, onorevole  Schillaci  -
  anche  nei  suoi confronti ho grande stima ed affetto -  ha  citato
  l'esempio del Comune di Palermo.
   Al  Comune  di  Palermo abbiamo assistito allo spettacolo  che  la
  stampa  ha rappresentato nel migliore dei modi e che si è  concluso
  con  delle dichiarazioni terrificanti da parte del sindaco Orlando,
  il quale ha addirittura minacciato di denunciare alla Procura della
  Repubblica  i revisori che hanno dato voto contrario a meno  che  -
  lui  ha  detto  - quegli stessi soggetti non dovessero  ritirare  e
  rivedere la propria posizione.
   Ma è questa la politica che vogliamo? Ci ritroviamo con un sindaco
  della   città  di  Palermo,  Orlando,  che  addirittura  arriva   a
  minacciare  alla  Procura  della Repubblica  il  comportamento  dei
  revisori  dei  conti  perché  quello non  ha  dato  voce  alla  sua
  rappresentazione.
   Credo,  Presidente, che abbiamo il dovere di ristabilire il  senso
  della   politica.   La   politica   deve   assumersi   le   proprie
  responsabilità  e  garantire che quei profili che  dovranno  essere
  premiati   per  merito,  per  rapporto  fiduciario  attraverso   la
  legittima  individuazione  che avviene da  parte  del  mondo  della
  politica  possano essere fatti. Anche alla luce del  fatto  che  le
  leggi si fanno e valgono per tutti.
   Valevano tre anni fa quando il Partito democratico era al Governo,
  poteva  fare  questa  legge e non l'ha fatta  Varranno  quando  fra
  centocinquant'anni il Movimento Cinque Stelle -  forse  -  sarà  al
  Governo della Regione siciliana.
   Invito  tutti  ad essere cauti in questo genere di considerazione.
  Speriamo  ed auspichiamo che per i nostri figli valga il  merito  e
  non  il principio dell'estrazione a sorte. Quando ci saremo ridotti
  a  quel livello significherà che la politica è finita, significherà
  che  questo  Parlamento  regionale non avrà  ragione  di  esistere,
  significherà che tutti gli organi della rappresentanza politica non
  hanno ragione di esistere.
   Dobbiamo  eliminare  -  giusto  - la  cattiva  politica.  Dobbiamo
  eliminare  in  assoluto chi ha degli atteggiamenti clientelari,  ma
  non dobbiamo mai dimenticare di mettere al centro il pensiero della
  politica,  quella  buona, quella che vogliamo  portare  nelle  sedi
  attraverso il sistema di nomina dei revisori dei conti che nulla  o
  poco c'entra con questo sorteggio che, francamente, fa sorridere  e
  sarebbe una negazione della democrazia.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  DOMENICO. Signor Presidente, credo che questa riscrittura  non
  abbia  risolto  un  problema fondamentale di  questo  provvedimento
  perché  c'è  un tema sul quale bisogna porre l'accento  in  maniera
  importante:  il tema tecnico della qualificazione professionale dei
  soggetti che vanno a fare i controlli.
   Se  da  un lato è vero il richiamo alla Corte dei conti che faceva
  l'Assessore  Armao per quanto riguarda la questione del  controllo,
  il  controllo analogo è un altro istituto che attiene alle  società
  partecipate  laddove il soggetto pubblico che detiene il  controllo
  della  partecipata esercita attraverso altri soggetti, cioè un  suo
  dirigente, un controllo analogo a quello che eserciterebbe sui suoi
  dipendenti.
   Quindi,  parliamo di due cose completamente diverse. Il  controllo
  analogo  è il controllo che esercita in virtù del possesso  di  una
  quota  di controllo ed è esercitato, è previsto dalla legge e  deve
  essere regolamentato in maniera tale che gli atti più importanti di
  gestione  di una società per azioni controllata da un ente pubblico
  siano  sottoposti  ad un controllo preventivo da parte  dell'organo
  che  esercita il controllo attraverso un soggetto che esprimerà  un
  parere  che,  ancorché non è vincolante,  deve essere tenuto  conto
  dall'organo gestore. Quello, invece, dei revisori dei  conti  è  un
  controllo esterno, autonomo ed ha bisogno di indipendenza.  Quindi,
  a  mio  avviso,  quello  che noi dobbiamo fare,  è  individuare  un
  correttivo che alzi l'asticella.
   Io non sono soddisfatto della riscrittura perché, sostanzialmente,
  si  individuano due categorie di revisori. Uno, sono  i  dipendenti
  dell'Assessorato iscritti nell'apposito albo, e a me  personalmente
  non  garantiscono una correttezza della revisione perché non  tutti
  hanno  le  qualità  tecniche  per  potere  verificare  società  che
  gestiscono svariati milioni di euro. L'altro, invece, attiene ad un
  requisito  minimo rispetto alla legge che ha previsto il  controllo
  dei  conti  sui  Comuni che, come ben sapete, è  suddiviso  in  tre
  classi.  E' stato individuato il requisito minimo che a mio  avviso
  non   garantisce  sufficientemente  un  controllo  qualitativamente
  adeguato.
   Allora,  io  annuncio che proporrò un emendamento in  cui  metterò
  come  parametro,  chiederò che siano ristabilite tre  classi,  così
  come  previsto  per i Comuni, solo che il parametro  piuttosto  che
  essere  quello  del  numero di abitanti sarà il volume  dei  ricavi
  della società che è soggetto a controllo.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, per fare un po' di chiarezza  sulle
  affermazioni  che faceva poco fa l'Assessore Armao sul parallelismo
  che  c'è  tra  gli  enti  locali e gli enti pubblici  sottoposti  a
  controllo, vigilanza della Regione. Prima di procedere al sorteggio
  dei  revisori  dei conti, questi erano votati in seno al  Consiglio
  comunale,  che,  come lei sa, è un organo politico di  indirizzo  e
  controllo.   Quindi cosa succedeva? Che i consiglieri  comunali  di
  maggioranza eleggevano quell'organo che doveva essere di  controllo
  nei confronti dell'Amministrazione comunale.
   Quindi,  l'Amministrazione sceglieva di fatto  chi  doveva  essere
  l'organo  preposto al controllo. Ecco perché poi  si  è  scelto  di
  procedere al sorteggio.
   Quando  il Presidente Musumeci era Presidente della Provincia,  il
  Presidente  della Provincia Musumeci attraverso la sua  maggioranza
  votava  i  revisori  dei conti così si creava  un  vero  e  proprio
  conflitto  tra controllore e controllato. Ecco perché il sorteggio.
  A  maggior ragione negli atti pubblici, sui quali la Regione ha  il
  controllo i revisori dei conti devono, non è il metodo migliore per
  carità, essere scelti con il metodo del sorteggio.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente io  credo  si  stia  facendo  molta
  confusione  nel  definire questa discussione su  questa  legge.  La
  prima, mi sarei aspettato dall'Assessore Armao, che il suo punto di
  vista lo avesse espresso anche per il tramite dei suoi delegati  in
  Commissione di merito.

   ARMAO, assessore per l'economia. Assolutamente inesistente

   CRACOLICI. Non ho capito? Nel senso che il Governo è invitato   in
  Commissione?

   ARMAO, assessore per l'economia. Assolutamente inesistente

   CRACOLICI.  Ha partecipato - sento il Presidente della Commissione
  - il Capo di Gabinetto.

   ARMAO, assessore per l'economia. Non è conforme al vero.

   CRACOLICI. Non è conforme al vero che vuol dire, che ha  detto  il
  falso? E' molto grave quello che sta dicendo l'Assessore

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, si rivolga alla Presidenza,  per
  favore. Invito l'Assessore Armao ad ascoltare.

   CRACOLICI.  A  lei  mi  stavo rivolgendo, perché  a  questo  punto
  abbiamo  bisogno  di acquisire i verbali della Commissione,  perché
  l'Assessore Armao sta dichiarando in Aula, ancorché non  lo  fa  al
  microfono,  che  non  risulta a verità il  fatto  che  il  capo  di
  gabinetto  abbia partecipato ai lavori della Commissione esprimendo
  un  punto  di  vista  di assenso sostanzialmente  al  testo  che  è
  all'esame del Parlamento.
   Quindi,  delle due l'una: o dice il falso il Presidente o dice  il
  falso  l'Assessore. Quindi, siccome noi non siamo un giurì d'onore,
  bisogna  acquisire solo il verbale. Vediamo di capire -  ho  capito
  che  si  rinvia  la seduta a martedì - vediamo di capire  per  bene
  questa  questione, anche perché c'è un altro equivoco  che  qui  va
  sciolto.  Qui  non  stiamo  parlando del Codice  Civile,  onorevole
  Caronia,  il Codice Civile regola le nomine nelle società e  questo
  non  è  messo  in discussione da questa legge, qui stiamo  parlando
  degli  enti pubblici della Regione, che non sono le società,  nelle
  società  è  l'assemblea dei soci che nomina  anche  i  revisori  e,
  quindi,  è  nella qualità di socio che eventualmente il  Presidente
  della  Regione nomina, non in quanto Regione, cioè designato  dalla
  Giunta  di  Governo, quindi stiamo attenti di  ciò  di  cui  stiamo
  parlando, stiamo facendo confusione assoluta.
   Aggiungo, io ricordo che nella scorsa legislatura, al di là  delle
  sceneggiate  dell'onorevole Milazzo,  il  dramma  non  era  che  la
  Regione  poteva nominare chi voleva, gli amici, i non  nemici,  noi
  abbiamo  avuto gli enti di questa Regione - e l'Assessore Armao  ne
  dovrebbe  spero essere testimone senza reticenza o senza,  diciamo,
  diversificazione di giudizio - noi abbiamo avuto per anni gli  enti
  pubblici  regionali  senza  consigli  di  amministrazione  e  senza
  revisori, altro che nomine fatte chissà come. Noi abbiamo avuto per
  anni   enti  la  cui  attività  di  vigilanza  veniva  fatta  dagli
  Assessorati  attraverso i propri Uffici e abbiamo  avuto  per  anni
  bilanci  non  approvati da parte dell'amministrazione regionale  su
  suoi  enti,  proprio  perché non c'era il  collegio  dei  revisori.
  Quindi, ma di cosa state parlando? Di cosa stiamo parlando?
   Il  problema dei revisori è una condizione di essenzialità per  la
  funzione degli enti, sono necessari, tanto più che oggi abbiamo  il
  tema    del   bilancio   consolidato,   dove   in   qualche    modo
  l'amministrazione  regionale è chiamata a conoscere  la  situazione
  effettiva dal punto di vista contabile dei propri enti.
   Io  non solo condivido questo testo, non vedo nulla di drammatico,
  ma  penso  che, a differenza di quello che dice l'Assessore  Armao,
  non  perché dice il falso, perché ha espresso solo un'opinione, che
  proprio l'ordine dei commercialisti, e lo ricorderà l'onorevole che
  nella  scorsa legislatura è stato protagonista e ricorderà che  qui
  c'era  un  capogruppo, che era il capogruppo del partito di  Alfano
  che  essendo  anche  lui  commercialista,  ha  spinto  assieme   ai
  commercialisti per introdurre il principio del sorteggio.
   Cos'è   che  ci  ha  differenziato  rispetto  al  resto  d'Italia,
  onorevole Caronia? Che mentre in Italia nei comuni il collegio  dei
  revisori  è fatto da un revisore, a secondo il numero di  abitanti,
  noi  abbiamo stabilito che non ce n'è uno, ce ne sono tre.  Chiaro?
  Quindi la differenziazione della legislazione regionale riguarda la
  quantità dei revisori, non la modalità di nomina.
   Ecco perché - ripeto - anche i commercialisti in Sicilia, che  per
  legge  per  fare  il  revisore devono  avere  i  crediti  formativi
  aggiornati  anno  per  anno,  come dire,  hanno  espresso  il  loro
  consenso  ad  un sistema di sorteggio, fermo restando dei  paletti:
  primo la residenza nel territorio siciliano, per evitare quei costi
  eccessivi  che  possono  determinarsi su  nomine  fatte  fuori  dal
  territorio regionale. Quindi, io non ci vedo nulla di strano.
   Penso che sia una legge di buon senso, che riguarda gli enti e non
  anche  le  società,  perché questa legge non  prevede  che  possano
  nominarsi col sorteggio nelle società. Lo dico a scanso di equivoci
  rispetto a chi non ha, probabilmente, letto bene la stessa legge.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore   per  l'economia.  Le  parole   dell'onorevole
  Cracolici  sono,  anch'esse, espressione di un'opinione  del  tutto
  rispettabile.  Mi  sono  premurato di  mandare  alla  sua  mail  le
  precisazioni  dell'ANCI  che  riguardano  non  solo   la   Regione,
  riguardano distanze, poiché la gran parte degli enti sono a Palermo
  se  nominiamo  una  persona che dista 400  km,  andata  e  ritorno;
  quindi, ci sono costi ulteriori per la pubblica amministrazione che
  non sono risolti dalla - devo dire del tutto opinabile - questione,
  ché  se si apre un invito ai professionisti non si può limitare  ai
  siciliani.  Perché  non  vedo perché giuridicamente,  essendoci  la
  libera  prestazione  delle professioni, si possa  precludere  a  un
  revisore  toscano di partecipare a una bando della Sicilia.  Questo
  poi sarà oggetto di approfondimento.
   Di  una questione vorrei dire e mi rincresce per molti motivi, per
  i  rapporti personali, per i rapporti professionali, per  la  lunga
  interlocuzione, dover ribattere a muso duro - non  è  mio  stile  -
  alle  affermazioni  del  presidente  della  Commissione,  che  sono
  agevolmente confutabili dalla semplice lettura del verbale  del  24
  luglio  2018,  dove  il  dott. Migliorisi  Giancarlo,  vicecapo  di
  gabinetto  vicario dell'Assessorato, ha espresso - e sono riportate
  per  tabulas,  non  le  richiamo perché questi  richiami  sarebbero
  certamente  poco  acconci    richiamano puntualmente  la  posizione
  contraria  dell'Assessorato  a questa  cosa.  Come  oggi  si  possa
  ribaltare  un documento dicendo che c'era l'assenso degli assessori
  lo  lascio  alla  vostra  valutazione e  non  esprimo  le  mie  per
  prudenza.
   Un'ultima  cosa  - anche qui sulla completezza delle  audizioni  -
  onorevole  Cracolici lei che è uomo di esperienza e mi affido  alla
  sua competenza ed esperienza, sa bene che nel registro dei revisori
  non  ci  sono  solo i commercialisti; ci sono anche  gli  avvocati,
  perché prima dell'entrata in vigore della riforma della revisione

   CRACOLICI. Non li sapete fare i conti. Non sapete contare

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Non  è  così.   Io   insegno
  contabilità  pubblica, qualche conto penso di saperlo  fare,  anche
  perché  lei  me  ne ha approvati tanti bilanci, quindi  ho  la  sua
  fiducia.
   Sotto questo profilo non avere ascoltato gli avvocati da parte  di
  una  Presidenza  assunta da un avvocato è cosa estremamente  grave.
  Estremamente grave. E quindi da parte mia non posso che evidenziare
  che non è stata ascoltata una fetta significativa di professionisti
  che,  nell'ambito dei revisori contabili, svolgono  la  professione
  non da commercialisti ma da avvocati. Grazie.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio  sarà  e
  vuole  essere  un intervento fuor da ipocrisie. Perché  ho  sentito
  tanti  colleghi  che,  per carità, in maniera  articolata  e  anche
  competente  hanno espresso le loro valutazioni.  Però  io  per  mia
  natura   e   anche  perché  all'esordio  di  questo   mio   mandato
  parlamentare  mi  sono promesso e ripromesso  di  dire  quanto  più
  possibile quello che penso, ho il dovere di fare un distinguo.
   C'è una parte di quest'Aula che evidenzia una finalità della legge
  che,  alla fine dei conti, visto il momento storico e politico  che
  caratterizza il nostro tempo, è una finalità del tutto  nobile.  Si
  vuole  evitare  con una legge -  di cui dico subito  non  condivido
  nulla -  che la politica metta mano sempre, come sempre, per sempre
  in  tutto  ed  in tutte le attività parlamentari. E  questa  è  una
  finalità, signori che portate avanti con veemenza e con competenza,
  per carità, ci mancherebbe altro, questa idea legislativa del tutto
  encomiabile  che  io condivido, però, e vi invito a  riflettere  su
  questo  credo  che  il  rimedio sia peggiore  del  male  perché  un
  legislatore,  mi  è  stato insegnato, non si  deve  occupare  della
  patologia  sociale del tempo in cui vive, perché diventa sennò  una
  legge,  - come tante volte accade, come troppe volte accade  -  che
  viene  varata  sull'onda  emotiva.  C'è  un  furto  con  scasso  in
  un'abitazione?  Aumentiamo  la pena;  c'è  una  ragazza  che  viene
  palpeggiata? Aumentiamo la pena. Noi non siamo la gente comune, noi
  dobbiamo  rappresentare il sentire della gente  comune.  Una  norma
  rappresenta,   culturalmente,  giuridicamente  e   socialmente   la
  rappresentazione plastica della società e, allora, io dico, ma come
  può  essere una belle legge quella che prevede il professionista  a
  sorteggio,  signor  Presidente? Io ho studiato,  abbiamo  studiato,
  abbiamo   caratterizzato  la  nostra  vita  per   uno   studio,   e
  disperatissimo,  per  cercare di affermare  le  nostre  peculiarità
  professionali  ed, invece, un giorno applicando  e  varando  questa
  legge,  studieremo per essere sorteggiati, non  per  essere  i  più
  bravi,  i  più  competenti, i più volenterosi, quelli  che  più  si
  applicano.  Insegneremo alle future generazioni, signor Presidente,
  il  sorteggio: tu studia e vai a conseguire la laurea  siccome  c'è
  stata  una  politica che non andava bene, che metteva  in  campo  i
  raccomandati,  gli amici degli amici, quelli di destra,  quelli  di
  sinistra e, allora, non diamo più spazio ai più bravi, diamo spazio
  ai sorteggiati
   E, allora, dico a tutti i colleghi che come me in quest'Aula hanno
  conseguito  un titolo di studio, che hanno studiato,  che  si  sono
  sacrificati,  che  non  si  sono  risparmiati,  che  i  sabati,  le
  domeniche  si  sono curvati la schiena, abbiamo  fatto  questo  per
  essere  i  più  bravi, i più competenti non per essere sorteggiati,
  signor Presidente.
   E, allora, io con convinzione, pur capendo le ragioni per le quali
  si   vuole  varare  questa  legge,  però,  una  legge  che   brucia
  biblioteche' è una legge che ci porta indietro e che non  premia  i
  più  bravi. No, non sono d'accordo, signor Presidente, non sarò mai
  d'accordo per il professionista sorteggiato.

   PRESIDENTE. Onorevole Calderone, anche se io le devo dire che  per
  me i più bravi, o la meritocrazia, vincono un concorso, non vengono
  scelti da un amico politico.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   volevo
  semplicemente  leggere  alcune parole  che  vengono  fuori  da  una
  delibera  della  Corte dei conti che l'organo di revisione,  non  è
  solo in merito al fatto che deve avere determinati requisiti ma  dà
  per  scontato l'indipendenza dall'ente controllato, è  la  delibera
  del  2012.  Cioè  la  Corte dei conti, la  dà  come  cosa  scontata
  l'indipendenza dall'ente controllato ed in più detta le linee guida
  per i requisiti che devono avere.
   Per  questo motivo si rifà al D.L. n. 138 che, si rifà a sua volta
  alle direttive europee in termini di audit che i revisori dei conti
  devono  avere  e  devono  avere un'esperienza  maturata  ed  essere
  iscritti in determinati albi. Questo che vuol dire? Che dal momento
  in  cui  sono  in determinati albi già devono avere maturato  delle
  competenze e delle professionalità che vengono rinnovate  anno  per
  ano  con  la  formazione dei crediti, altro discorso è  quello  del
  collega  De  Domenico, che condivido, e, quindi, sono favorevole  a
  presentare un emendamento in tal senso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  penso   che
  questa   discussione    -   e   mi  associo   alle   considerazioni
  dell'assessore Armao - sta assumendo delle pieghe un po'  surreali,
  perché  questa  battaglia di religione che  si  sta  svolgendo  tra
  queste  due  parti per essere per la prima volta -  come  Assemblea
  Regionale  siciliana  - i primi in Italia introdurre  un  principio
  che  nelle  altre parti d'Italia e quindi nelle altre  regioni  non
  vale,  mi  sembra  eccessivo e credo che sia  una  contrapposizione
  quasi, forzata, voluta
   Trovo  questo disegno di legge innovativo e ringrazio  la  collega
  che l'ha proposta e la Commissione che l'ha portata in Aula, ma  la
  considero anche un modo per potere riparare ai tanti danni  che  la
  politica,  ahimè, come ha detto il collega che mi ha preceduto,  ha
  messo  le  mani  sempre dappertutto, ha prodotto.  E  poi  è  vero,
  sicuramente  il  sorteggio  non  potrà  premiare  il  merito,   ma,
  onorevole Calderone, lei mi insegna che in Italia, in Sicilia,  nei
  comuni,  quasi sempre i meritevoli sono sempre gli stessi e  questa
  cosa  non penso possa funzionare perché, anche quella, mi consenta,
  è un'assoluta distorsione del sistema.
   L'introduzione  del sorteggio, la possibilità a  giovani  revisori
  dei  conti di assumere una funzione terza rispetto all'organo,  che
  poi  dovranno  sottoporre a controllo, penso che sia  semplicemente
  un'opportunità,   ma  non  un'opportunità  di   lavoro,   per   chi
  sostanzialmente  non ha mai avuto accesso a questa possibilità,  ma
  un'opportunità all'ente stesso di essere controllato da  un  organo
  terzo  che  possa  essere  sintomo di  trasparenza  e  garanzia  di
  correttezza.
   Pertanto,  questa norma, non solo la condivido ma  invito,  signor
  Presidente,  e  volevo  dirlo a nome  del  Gruppo,  noi  non  siamo
  d'accordo  alla  concessione  di una  settimana  di  tempo  per  la
  presentazione  degli  emendamenti,  credo  che  una  settimana  per
  emendare  due  articoli si eccessiva e credo che i  lavori  d'Aula,
  possano  continuare, tranquillamente anche domani e che il  termine
  per gli emendamenti possa essere assegnato ad un'ora congrua che la
  Presidenza vorrà dare, nella stessa giornata di domani.
   Non  voglio  proseguire più il mio intervento perché,  ripeto,  la
  questione è assolutamente semplice, poi si può condividere, si  può
  non  condividere, si può votare a favore o votare  contro,  però  -
  ripeto  - fare una guerra di religione per la semplice introduzione
  di  un  meccanismo  che  già vale per gli enti  locali,  mi  sembra
  davvero  eccessiva  o  citare  i  grillini'  che  aprono  come  una
  scatoletta  di  tonno  il Parlamento mi sembra abbastanza  risibile
  come affermazione.
   E'  un  principio che si vuole introdurre, lo si è fatto  per  gli
  enti  locali,  lo si è fatto la scorsa legislatura,  questa  è  una
  legislatura nuova e quindi per la prima volta la Sicilia  si  porrà
  come  pioniere  per  l'introduzione  di  questa  norma  per  quanto
  concerne le partecipate della Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Lupo.  Ne   ha
  facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo   per
  ribadire,  anche da componente della I Commissione,  la  regolarità
  dell'iter parlamentare del disegno di legge in I Commissione.
   Abbiamo  fatto gli approfondimenti del caso, abbiamo  fatto  delle
  audizioni.   Avremmo   avuto,  anche,  il  piacere   di   ascoltare
  l'assessore Armao in Commissione.
   Vorrei chiedere, in questo momento mi rivolgo al presidente  della
  I  Commissione, onorevole Pellegrino forse è il caso che, prima  di
  audire  qualcuno in nome e per conto degli assessorati, da  ora  in
  poi   verifichiamo   fino  in  fondo  se,  realmente,   rappresenta
  l'espressione dell'assessore o meno?

   ARMAO, assessore per l'economia E' stato detto il contrario

                  Presidenza del Presidente Miccichè

   LUPO. Perché, francamente, è inutile, con tutto il rispetto per  i
  funzionari   e   i   dirigenti,  che  ascoltiamo  in   Commissione.
  Diversamente, francamente, non è neanche rispettoso per  chi  viene
  in Commissione. E' chiaro che questa maggioranza è in crisi, signor
  Presidente dell'Assemblea, onorevole Micciché, mi rivolgo a lei. La
  maggioranza del Governo è in crisi  Ma i problemi della crisi della
  maggioranza  non  si risolveranno rinviando di  seduta  in  seduta,
  perché  ogni volta che si rinvia la seduta io guardo tra  i  banchi
  della maggioranza e vedo meno deputati della volta precedente.
     Ora, in questo caso, stiamo parlando di un disegno di legge  che
  nel  merito,  forse, si potrà migliorare. Io lo condivido,  noi  lo
  voteremo.  Troviamo di buon senso che venga mutuato il  sistema  di
  nomina  dei revisori dei comuni, anche per gli enti regionali.  Non
  ci  sembra  neanche  una grande rivoluzione. Può  introdurre  degli
  elementi in più di trasparenza, sul controllo della spesa regionale
  in questo caso degli enti.
   E'  chiaro  che hanno i requisiti professionali perché,  comunque,
  parliamo  di professionisti iscritti all'albo e che hanno  tutti  i
  requisiti   previsti  dalla  legge.  Ma  esprimo,   anche,   grande
  preoccupazione perché, in tutto questo, oggi siamo arrivati  al  16
  di  ottobre e quest'Aula avrebbe già dovuto approvare il  Documento
  Economico  Finanziario,  il rendiconto,  il  consolidato,  discusso
  l'assestamento  di  bilancio  che, in  teoria,   il  Governo  aveva
  annunciato  di  presentare già prima della  pausa  estiva.  E,  per
  tenere  fede  all'impegno del Governo, ha annunciato di  presentare
  anche  la  legge  di  stabilità e di bilancio  da  approvare  entro
  l'anno.
   Tra poco dovremmo cominciare a discutere in quest'Aula di legge di
  stabilità e di bilancio. Di tutto ciò, non c'è traccia se non oggi,
  in  Commissione   Bilancio', sono stati  incardinati  rendiconto  e
  consolidato.
   Allora, esprimo davvero preoccupazione. Io, Signor Presidente,  la
  invito a tenere fede all'impegno che ci siamo reciprocamente  dati,
  all'affidamento che ci siamo reciprocamente dati in Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari: portiamo  avanti  l'attività
  parlamentare. Questo Parlamento non può più accettare di  lasciarsi
  paralizzare  dalla  maggioranza  di  un  Governo  che,   ormai,   è
  profondamente in crisi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Pullara.  Ne  ha
  facoltà.

   PULLARA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  esprimo disagio rispetto ad una discussione su una norma di  questo
  tipo,  perché a me non pare una norma che tenda a fare qualcosa  di
  buono.  Da quando sono stato eletto, ho ritenuto che quello che  si
  venisse  a  fare  fosse qualcosa di importante, di interessante  e,
  comunque, della collettività.
   Ho   l'impressione   che,   invece,   l'indirizzo   che   sottende
  all'approvazione di una norma di questo genere, è solo  l'indirizzo
   contro   e non un indirizzo  per . E questo lo voglio spiegare  in
  due battute: una sul piano tecnico, e l'altra sul piano politico.
   Sul piano tecnico: vero che non ci deve essere commistione tra chi
  nomina  e  chi  viene controllato. Ma nelle società  partecipate  è
  perfettamente  una  cosa diversa, rispetto al  Comune.  Le  società
  partecipate,  -  chi  viene controllato - è una  cosa  diversa  dal
  Governo che nomina i propri rappresentanti come revisori contabili.
  E,  quindi,  da  un  punto di vista, come dire,  di  controllore  e
  controllato, mi pare che siamo di fronte ad un'antitesi rispetto ad
  una tesi che viene portata avanti.
   Sulla  bontà, invece, del metodo di estrazione io troverei più  di
  buon  senso,  -  piuttosto che fare una cosa del  genere  -,  dire:
   Troviamo un sistema di rotazione. Troviamo un sistema di  limi  ti
  di  incarico,  rispetto a coloro i quali lo hanno già  espletato  .
  Allora  quella può essere una norma di buon senso. Ma l'estrazione,
  tipo  Enalotto,  è  una  cosa veramente  fuori  dalla  logica,  tra
  l'altro,  guardate  quello che avviene nei Comuni.  Nei  comuni  la
  spesa, in alcuni casi è schizzata, perché vengono eletti componenti
  dei collegi sindacali, dei soggetti che sono distanti chilometri  e
  chilometri, a cui bisogna rimborsare queste trasferte, in  tutti  i
  termini,  e  quindi un aumento di costi. Quindi il concetto  è  che
  sotto la ratio di questa norma c'è solo un intento contro.
   Io  mi  aspetto da un Parlamento, mi aspetto da colleghi  deputati
  che si faccia qualcosa che vada all'indirizzo per: si vuole provare
  a rinnovare una classe che può essere sempre la stessa, fatta dagli
  stessi revisori? Bene, facciamo una norma con i limiti di incarico,
  facciamo   una  norma  che  tenga  conto  di  quella   che   è   la
  professionalità,  in alcuni casi facciamo una  norma  che  consenta
  anche  a  coloro i quali hanno pochi anni di iscrizione  di  potere
  fare la loro esperienza, ma non una norma che tende a tutti i costi
  di bloccare qualcosa per chissà quali fini.
   Questa  è una norma che secondo me non può essere approvata perché
  la ratio che sottende non è un interesse, ripeto, pro cittadinanza,
  pro  gente,  pro  categoria,  o  qualcosa  di  questo  genere.   E'
  assolutamente  una  norma  che va contro  qualcosa  che  in  questo
  momento  può  essere  il Governo Musumeci,  domani  può  essere  il
  Governo di tizio o di Caio.
   Quindi, sono completamente contrario rispetto a una ratio che vede
  affidate  le  scelte non alla meritocrazia ma a una  estrazione,  e
  allora  se  meritocrazia  vogliamo  scegliamo  la  meritocrazia   e
  facciamo  assumere a chi ne ha la responsabilità, la responsabilità
  delle  scelte,  per  i  quali un giorno a scadenza  verrà  chiamato
  davanti  agli  elettori  a  risponderne. Allora  la  responsabilità
  completa    rispetto    alle    scelte    piuttosto     che     una
  deresponsabilizzazione attraverso una norma contro.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA  ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  volevo
  rassegnare alcune semplici considerazioni a questa Aula.
   Innanzitutto   le   partecipate  sono   sicuramente   degli   enti
  importanti,  però  non  è  che gli enti locali,  comuni,  le  città
  metropolitane  lo  sono  da  meno, sono  sicuramente  delle  entità
  differenti  però  non  c'è  motivo di non ritenere  applicabile  il
  medesimo metodo nella selezione dei revisori contabili.
   In  particolare,  signor  Presidente  e  signor  Assessore,  è  un
  pregiudizio perché non esiste nulla né in fatto e né in diritto che
  certifichi   che  un  revisore,  un  commercialista,  un   revisore
  contabile  sorteggiato  sia migliore o peggiore,  sia  più  o  meno
  preparato  di un revisore scelto dalla politica, anche perché,  non
  dimentichiamo  che  le  società  partecipate  regionali  gestiscono
  servizi e soldi pubblici, conseguentemente, credo, anzi sono certo,
  che  dovrebbe  essere  una  nostra precipua  necessità,  un  nostro
  obiettivo  quello  di  garantire l'imparzialità  del  collegio  dei
  revisori,  poi  nulla  osta  che noi  possiamo  anche  inserire  un
  eventuale  emendamento  che se un revisore  si  dovesse,  come  può
  succedere anche tra quelli nominati, rivelare incapace di  svolgere
  il proprio compito, possa anche essere revocato.
   Però  quello  che  noi non possiamo rinunciare è il  principio  di
  imparzialità  di  questo  organo  fondamentale,  perché  mentre  il
  Consiglio  di  Amministrazione è un organo politico  e  giustamente
  deve  essere  scelto  da chi guida l'Assessorato,  insistere  sulla
  linea  che  anche  chi  controlla i conti della  partecipata  debba
  essere  nominato  da chi nomina già il Consiglio  d'Amministrazione
  significa voler proseguire sulla linea che ci ha portato ad oggi, e
  non possiamo dire che questa abbia prodotto buoni risultati.
   Questo  disegno  di  legge,  e su questo  non  c'è  dubbio  signor
  Presidente  Miccichè,  non  produce, non  comporta  per  il  nostro
  bilancio  regionale alcun genere di impegno di  spesa  per  cui  la
  competenza,  mi  permetto senza volermi sostituire  a  lei,  appare
  evidente che sia interamente della I Commissione, la quale non  può
  essere  accusata  da noi colleghi di non avere  svolto  in  maniera
  caparbia  e precisa il suo ruolo e il suo mandato perché i soggetti
  che   teoricamente  potrebbero  essere  ascoltati:   l'Ordine   dei
  Commercialisti  di  Trento,  quello  fiorentino,  quello   toscano,
  intendo  dire  che  sono centinaia quindi noi non  è  che  dobbiamo
  ascoltare  tutti se no questa Commissione non può andare a  esitare
  questo disegno di legge.
   Io  credo che sia anche offensivo da parte nostra andare a svilire
  il  ruolo  di  questa Commissione, del Presidente  Pellegrino,  del
  relatore, onorevole Ciancio, dopo tanti mesi di lavoro e  andare  a
  dire  che  questo disegno di legge non ha raggiunto tutti i  pareri
  necessari  e  non  ha  ascoltato, non ha audito  tutti  i  soggetti
  interessati.
     Credo  che  dobbiamo, semplicemente, prenderci la responsabilità
  politica   di   discuterlo,  di  discuterlo  immediatamente   senza
  attendere  martedì  prossimo  - come  ha  detto  prima  il  collega
  Cappello   -  e  iniziare  a  discutere  del  merito,  diversamente
  qualunque  altra volontà sarà l'ennesima dimostrazione ai cittadini
  siciliani  che  quest'Aula,  questo Parlamento  non  ha  voglia  di
  innovare, non vuole trattare questo argomento, poi se una parte  di
  questi  articoli,  se  qualche  aspetto  vuole  essere  modificato,
  quest'Aula  ha le competenze e la capacità per farlo ma  rifiutarsi
  di  discuterlo  o rimandare questo, significa procrastinare  ancora
  una  piccola riforma che comunque caratterizzerebbe questo percorso
  nella     direzione    della    trasparenza,    nella     direzione
  dell'indipendenza dal Governo e degli Assessorati.
   Per  cui,  signor Presidente, assessore, cerchiamo di  raccogliere
  questa  sfida  e  se c'è qualche aspetto che dobbiamo  approfondire
  approfondiamolo in questa sede.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, rifiutarsi di discuterlo non si può
  dire visto che è da tre ore che ne stiamo discutendo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Pagana.  Ne  ha
  facoltà.

   PAGANA.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  io  in
  qualità  di  componente della I Commissione ci tenevo  a  precisare
  alcune  cose,  una fra tutte, Assessore Armao, capisco  che  questo
  disegno di legge non le stia particolarmente simpatico, però,  sono
  state  fatte  delle affermazioni nei confronti della I  Commissione
  del tutto irrispettose.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Pagana,  si  rivolga   anche   lei   alla
  Presidenza.

   PAGANA.  Signor Presidente, io volevo semplicemente informare  che
  l'Assemblea  e  chi giustamente ci segue, che l'assessore  Armao  è
  stato  convocato più volte in I Commissione per sentire  il  parere
  del Governo.
   Abbiamo  letto i verbali dell'Assemblea, è venuto il  Vicecapo  di
  Gabinetto  Vicario  il  quale  ha fatto  delle  affermazioni  sulla
  proposta  del  disegno di legge, affermazioni che da  tecnici  sono
  servite a migliorare la proposta.  La proposta che qui abbiamo -  e
  mi   collego  a  quanto  affermato  dai  colleghi  del  mio  Gruppo
  -totalmente  innovativa, è una proposta che permette finalmente  di
  far  diventare la Sicilia la prima a inserire un po' di trasparenza
  all'interno  delle  nomine per i revisori dei conti  delle  società
  partecipate.
   Però,  visto che qua la Sicilia deve essere bellissima, la Sicilia
  deve  essere la Regione numero uno, la Sicilia dei siciliani devono
  di nuovo tornare a splendere, ancora non abbiamo capito come.
   C'è  una  proposta  di legge giovane, c'è una  proposta  di  legge
  totalmente  innovativa  che  può essere  pioniera  all'interno  del
  panorama legislativo che abbiamo in Italia.
   Questo ostruzionismo dei colleghi, questo a cui stiamo assistendo,
  questo  continuo ostruzionismo è anche il rispetto  che  quest'Aula
  riesce  a  riservare  a quanto di buono sempre quest'Aula  potrebbe
  produrre.

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Signor Presidente,  solo
  per una specificazione, visto che è presente l'Assessore Armao.
     La Commissione ha ascoltato Di Chiara e Migliorisi; è venuto  il
  rappresentante   dell'Assessorato   per   l'Economia   e   ci    ha
  rappresentato tre questioni, ha dato tre contributi al  disegno  di
  legge:  un  primo  contributo  che  riguardava,  diceva  il   dott.
  Migliorisi  il  privilegio, comunque la preferenza,  che  potessero
  essere  privilegiati,  o comunque dare una priorità,  i  dipendenti
  dell'amministrazione,  considerato  che  -   parole  testuali   del
  Migliorisi   -   hanno  una  migliore  conoscenza  della   macchina
  amministrativa regionale, cosa che è stata fatta nel  corso  e  nel
  corpo del disegno di legge.
   Ha  sostenuto  inoltre,  perché tre erano i  concetti  del  dottor
  Migliorisi  per  conto  dell'assessorato,  che  il  meccanismo  del
  sorteggio potesse determinare e creare una disparità di trattamento
  negli enti nei quali alcuni dei revisori erano nominati da autorità
  statali,  anche questo è stato preso in considerazione ed  è  stato
  introdotto nel corpo del disegno di legge.
   Infine  è  stato  ritenuto  -  sempre  da  Migliorisi  -  che  era
  necessario  garantire  un'adeguata professionalità  soprattutto  in
  materia di sanità, rilevando che il sorteggio potesse non essere la
  soluzione più idonea.
   Noi  abbiamo  individuato ed abbiamo -  nel  disegno  di  legge  -
  fatte salve tutte le nomine che sono di competenza nazionale,  come
  le Asp ovviamente della sanità.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Non entro  in  questa  querelle
  perché  veramente  sta  assumendo connotati davvero  singolari,  il
  presidente  delle  I Commissione aveva prima parlato  del  Capo  di
  gabinetto,  che mi ha testé mandato una nota con la quale  dichiara
  di  non  avere mai partecipato alla I Commissione, dopo di ché  ora
  esce come io ho sollecitato, evidenziato, la presa di posizione del
  mio vice Capo di gabinetto che non ha mai dato nessun assenso, come
  si esprime non siamo in un processo penale dove si possono cambiare
  le  cose  caro  Presidente, siamo di fronte a  verbali  che  dicono
  chiaramente  che  la  posizione dell'assessorato  è  contraria.  La
  Commissione è libera di fare quello che vuole, ma non certamente di
  stravolgere    la   posizione   dell'assessorato,   la    posizione
  dell'assessorato  che  sono  state  espresse  in  Commissione  sono
  contrarie, poi se la Commissione vuole andare avanti lo faccia  con
  la  forza  dei numeri, ma non certamente stravolgendo il  contenuto
  dei verbali.

   PRESIDENTE. Io direi che diamo il tempo ai colleghi, entro  domani
  sera,  di  presentare  gli emendamenti a questo  nuovo  disegno  di
  legge,  e  poi  a questo punto ci riuniamo e domani chiederei  alla
  Commissione   Bilancio' di riunirsi per un  parere  ovviamente  non
  vincolante,  perché la Commissione di merito è quella  che  vincola
  l'Assemblea, ma un parere della Commissione  Bilancio' secondo me è
  fondamentale,  primo  per  capire se ci sono  risvolti  particolari
  sulle  partecipate, secondo anche per verificare  questi  eventuali
  costi  maggiori  che  avrebbero  i  comuni  nelle  trasferte  degli
  eventuali revisori dei conti che venissero da fuori. Per cui  diamo
  tempo a domani

   CRACOLICI. Stiamo rimandando il testo in Commissione?

   PRESIDENTE. Diamo tempo a domani fino alle ore 18.00 per  i  nuovi
  emendamenti,  e  l'Aula poi sarà invece martedì prossimo  alle  ore
  16.00.


                    Per un richiamo al Regolamento

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, mi scusi io non ho capito  cosa  ha
  proposto  lei,  sta  rinviando il testo in  Commissione?  E  allora
  nessun parere di nessuno.  L'Aula ha un testo, c'è un emendamento e
  ci  saranno  i subemendamenti punto. Cioè lei per fare  quello  che
  vorrebbe fare lei deve rinviare il testo in Commissione alla I - la
  I  -  non capisco a che serve il parere, perché è un parere di che?
  Perché  o  la Segreteria nell'assegnare il testo l'assegna  ad  una
  Commissione e chiede anche che venga dato il parere, eventuale,  da
  altra  Commissione, ma c'è una commissione titolare; oppure  questa
  procedura è una procedura insolita.
   Quindi  se  lei  la sta rinviando motu proprio, e diciamo  sarebbe
  oggetto di discussione, il testo in Commissione, il testo che è  in
  Aula  è quello là, si presentano i subemendamenti e poi martedì  si
  voterà articolo 1, comma 1, comma 2, eccetera, eccetera, ma pareri,
  con tutto il rispetto


   PRESIDENTE.  La  ringrazio molto, onorevole Cracolici,  ma  sa  in
  quest'Aula  stiamo facendo tante cose innovative, pertanto,  innova
  anche  il  Presidente  dell'Assemblea che  vuole  un  parere  della
  Commissione  Bilancio', così, per motivi personali.
   La  seduta è rinviata a martedì, 23 ottobre 2018, alle ore  16.00,
  con il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
  REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
  RUBRICA:  Famiglia, politiche sociali e lavoro  (V. allegato)
  III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       -   Norme  in  materia  di  revisori  dei  conti   (n.  106/A)
        (Seguito)

                Relatore: on. Ciancio

                   La seduta è tolta alle ore 19.01

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

   Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per l'Energia e i servizi di pubblica
  utilità

   N.  313  - Ripristino e conversione della piena funzionalità  del
  canale demaniale 'Galermi'.
   Firmatari:Cafeo Giovanni
   -  Con nota prot. n. 44189/IN.17 del 20 agosto 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.

   - da parte dell'Assessore per le  Infrastrutture e la mobilità:

   N. 6 - Interventi per la messa in sicurezza della S.P.119.
   Firmatari:Fava Giovanni

   N. 85 - Messa in sicurezza della Galleria 'Segesta' lungo la A29.
   Firmatari:Gucciardi Baldassare

   N. 140 - Iniziative urgenti sulla linea Palermo - Sciacca operata
  dalla ditta Gallo s.r.l.
   Firmatari:Catanzaro Michele

   N.   279   -  Precarie  condizioni  di  sicurezza  della   strada
  provinciale 17-B Raffadali-Siculiana (AG).
   Firmatari:Catanzaro Michele
   -  Con nota prot. n. 43686/IN.17 del 10 agosto 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.

   (*)  Le  risposte  alle  suddette interrogazioni  sono  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -  Modifiche e integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1997,
  n.  33   Norme  per  la protezione, la tutela e l'incremento  della
  fauna  selvatica e per la regolamentazione del prelievo  venatorio.
  Disposizioni  per  il  settore agricolo e  forestale',  alla  legge
  regionale   6   maggio  1981,  n.  98  e  successive  modifiche   e
  integrazioni   Norme per l'istituzione nella Regione  siciliana  di
  parchi e riserve naturali' e alla legge regionale 14 novembre 2008,
  n.  12  Norme di controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica
  o inselvatichita in aree naturali protette' (n. 391).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Pullara,
  Milazzo, Aricò, Catalfamo, Lo Curto il 9 ottobre 2018.

   -   Approvazione  del  Rendiconto  generale  della   Regione   per
  l'esercizio  finanziario 2017 e Rendiconto consolidato  di  cui  al
  comma 8 dell'articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
  118 e successive modifiche ed integrazioni (n. 392).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci) su
   proposta  dell'Assessore  regionale per  l'economia  (Armao)  l'11
  ottobre 2018.

   -   Assestamento  del  Bilancio  di  previsione  per   l'esercizio
  finanziario 2018 e per il triennio 2018/2020 (n. 393).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci)  su  proposta  dell'Assessore regionale  per  l'economia
  (Armao) l'11 ottobre 2018.

   -  Disposizioni  per  la  promozione,  diffusione  e  ricerche  di
  tecniche  per l'agricoltura di precisione ed uso sostenibile  delle
  risorse in agricoltura (n. 394).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Catanzaro,
  Dipasquale, Cafeo, Arancio e Sammartino l'11 ottobre 2018.

   -  Promozione  della mobilità condivisa e sostenibile  nei  comuni
  siciliani (n. 395).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Campo,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Sunseri,   Foti,   Di    Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci l'11
  ottobre 2018.

   -  Disposizioni per il recupero del patrimonio edilizio  esistente
  situato nei territori e nei borghi rurali (n. 396).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Campo,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Sunseri,   Foti,   Di    Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci l'11
  ottobre 2018.

   -  Valorizzazione  del patrimonio immobiliare dei  centri  storici
  attraverso cooperative di autorecupero e autoriparazione (n. 397).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Campo,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Sunseri,   Foti,   Di    Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci l'11
  ottobre 2018.

   -  Norme  per  la tutela dei diritti e la non discriminazione  dei
  minori (n. 398).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Curto  e
  Bulla l'11 ottobre 2018.

   -  Norme per agevolare la realizzazione di nuovi stadi nelle città
  di Palermo e Catania (n. 399).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dall'onorevole  Barbagallo
  l'11 ottobre 2018.

   - Istituzione del  Fondo di rotazione per il sostegno ai cittadini
  esecutati   finalizzato al mantenimento dell'unica  abitazione  (n.
  400).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza l'11
  ottobre 2018.

   -  Disposizioni  relative alle spettanze dovute ai  professionisti
  per le procedure di rilascio dei titoli abilitativi edilizi e/o  di
  ogni altro provvedimento propedeutico      (n. 401).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Campo,   Palmeri,  Di  Paola,  Sunseri,  Mangiacavallo,   Zafarana,
  Cappello,   Foti,   Pasqua,  Zito,  Ciancio,  Siragusa,   Tancredi,
  Schillaci,  De  Luca,  Pagana, Di Caro, Marano  e  Cancelleri  l'11
  ottobre 2018.

   -  Norme  per  la riqualificazione e l'innovazione  del  trasporto
  pubblico  e creazione di una rete wi-fi per l'utilizzo gratuito  su
  mezzi di trasporto urbani ed extraurbani in Sicilia (n. 402).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  Catalfamo
  l'11 ottobre 2018.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                             BILANCIO (II)

   -   Modifiche  della  legge  regionale  7  maggio   2015,   n.   9
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2015. Legge di
  stabilità regionale  (n. 350)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 ottobre 2018.
   Parere IV.

   - Disposizioni per il rifinanziamento delle zone franche urbane di
  cui all'articolo 67 del Capo III del Titolo V della legge regionale
  12 maggio 2010 n. 1 (n. 361)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 ottobre 2018.
   Parere III e UE.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Incentivi ad impianti fotovoltaici per uso agricolo (n. 347)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 ottobre 2018.

   - Riordino dei Consorzi di bonifica (n. 349)
   Inviato il 10 ottobre 2018.
   Parere I.

   - Disposizioni in materia di agricoltura sociale (n. 351)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 ottobre 2018.
   Parere VI.

   -  Norme  in materia di contrasto alle delocalizzazioni produttive
  al  fine di salvaguardare i livelli produttivi ed occupazionali (n.
  363)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 ottobre 2018.
   Parere IV e V.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   - Interventi per l'autonomia abitativa dei giovani (n. 348)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 ottobre 2018.
   Parere VI.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Norme a sostegno del riconoscimento e della valorizzazione  del
  patrimonio culturale immateriale siciliano (n. 360)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 ottobre 2018.

   - Istituzione della Casa - Museo "Basile" a Palermo (n. 362)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 ottobre 2018.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Norme  per  la prevenzione e tutela della salute  dei  soggetti
  affetti da celiachia (n. 364)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 ottobre 2018.
   Parere V.

                   COMMISSIONE PARLAMENTARE SPECIALE
                     STATUTO E MATERIA STATUTARIA

   -  Schema  di  progetto  di legge costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento  della  Repubblica, ai sensi dell'articolo  41ter  dello
  Statuto speciale della Regione siciliana, recante  Revisione  dello
  Statuto speciale della Regione siciliana  (n. 353)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 ottobre 2018.

                  Comunicazione di proroga di parere

   Si  comunica  che  ai sensi dell'articolo 70  bis,  comma  3,  del
  Regolamento  interno è stato prorogato di dieci giorni  il  termine
  previsto  per l'espressione del parere n. 14/II  Schema di  decreto
  dell'Assessore  regionale per l'economia recante   Controlli  sulle
  società in house e controllate della Regione' .

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                    BILANCIO (II) - UNIONE EUROPEA

   - P.O. FESR Sicilia 2014/2020 - Modifiche (n. 15/II-UE).
   Reso dalla Commissione Unione europea in data 3 ottobre 2018.
   Reso dalla Commissione Bilancio in data 9 ottobre 2018.
   Inviato in data 11 ottobre 2018.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   Si comunica che la Commissione  Salute, Servizi sociali e sanitari
  (VI)'  nella  seduta  n.  56 del 2 ottobre  2018  ha  approvato  la
  risoluzione  Atto di indirizzo in ordine al servizio MSA (mezzo  di
  soccorso  avanzato)  del  118,  con  particolare  riferimento  alla
  postazione di Saponara' (n. 8/VI).

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   Si   comunica  che  è  pervenuta  la  deliberazione  della  Giunta
  regionale n. 363 del 3 ottobre 2018 relativa a  Decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  Articoli dall'11 bis all'11 quinquies - Bilancio consolidato  della
  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2017 .
   La  predetta  delibera  è  stata  trasmessa  alla  II  Commissione
  legislativa.

   Copia  della  stessa è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentata:

   N.  392  -  Chiarimenti sull'affidamento dei servizi di  trasporto
  pubblico extraurbano su gomma.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Campo  Stefania;  Trizzino Giampiero; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Palmeri  Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo  Matteo;  Zafarana
  Valentina;  Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua  Giorgio;  Zito
  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa Salvatore;  Tancredi  Sergio;
  Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentata:

   N.  418  - Provvedimenti concernenti lo scioglimento del consiglio
  comunale di Mascali (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Barbagallo Anthony Emanuele

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  388  -  Iniziative  da  assumere sull'inquinamento  del  fiume
  Alcantara.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   De  Luca  Antonino;  Campo  Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa   Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N. 389 - Chiarimenti sulla regolarità delle procedure di revoca di
  amministratore  di  società 'in house' da  parte  del  sindaco  del
  Comune di Priolo Gargallo (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina;  De  Luca Antonino; Di Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa  Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi   Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  390  -  Chiarimenti  sulla procedura concorsuale  indetta  dal
  Comune di Mazara del Vallo (TP) per 1 posto di dirigente di polizia
  municipale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Tancredi  Sergio;  Campo  Stefania;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciancio Gianina; De Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  Palmeri Valentina;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Siragusa Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  391  -  Chiarimenti sull'esclusione del Comune di  Mazara  del
  Vallo dal PO FESR 2014/2020 Asse 5, azione 5.1.1.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Tancredi  Sergio;  Campo  Stefania;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciancio Gianina; De Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  Palmeri Valentina;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Siragusa Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Trizzino
  Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N.  106  -  Chiarimenti sul trasporto extraurbano  gratuito  degli
  alunni.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio; Trizzino Giampiero;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri Valentina; Sunseri  Luigi;  Mangiacavallo
  Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua
  Giorgio;   Zito  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose

   N.  107  - Notizie circa il trasferimento di 68 unità di personale
  dall'Assessorato    Beni    culturali   all'Assessorato    Attività
  produttive.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Lupo  Giuseppe;  Arancio  Giuseppe  Concetto;  Barbagallo  Anthony
  Emanuele;  Cafeo Giovanni; Catanzaro Michele; Cracolici  Antonello;
  De  Domenico  Francesco; Dipasquale Emanuele; Gucciardi Baldassare;
  Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca

   N. 108 - Dichiarazione dello stato di calamità per fronteggiare  i
  danni  causati  dall'evento  sismico  dello  scorso  6  ottobre  di
  magnitudo 4.6 nel catanese.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Bulla Giovanni

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolte
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.   157  -  Iniziative  al  seguito  del  servizio  giornalistico
  intitolato 'Agrigentini disonesti'.
   Di Mauro Giovanni; Gennuso Giuseppe; Pullara Carmelo;
   Compagnone Giuseppe
   Presentata il 3/10/18

   N.  164  -  Riduzione  dei  tempi di  attesa  per  le  prestazioni
  sanitarie.
   Cancelleri  Giovanni  Carlo; Campo Stefania;  Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina;  De  Luca Antonino; Di Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa  Salvatore;  Sunseri Luigi; Trizzino  Giampiero;  Tancredi
  Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
   Presentata il 9/10/18

   N.    165    -   Dismissione   della   partecipazione    di    Ast
  Aeroservizi S.p.A.
   Cancelleri  Giovanni  Carlo; Di Paola Nunzio; Cappello  Francesco;
  Ciancio Gianina; Campo Stefania; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi
  Sergio;  Zafarana Valentina; Zito Stefano; Pasqua Giorgio;  Sunseri
  Luigi;  Di  Caro  Giovanni;  Marano Jose;  Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Schillaci Roberta
   Presentata il 9/10/18

   N.  166  - Dematerializzazione  delle  istanze  per l'assegnazione
  dei  prodotti  petroliferi  da  ammettere all'impiego agevolato  in
  agricoltura.
   Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano Presentata il 10/10/18

   N.  167  -  Istituzione della figura professionale della Guida  di
  media montagna.
   Barbagallo Anthony Emanuele
   Presentata il 10/10/18

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.