Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.16
PAPALE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fava ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della rubrica:
Famiglia, politiche sociali e lavoro
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della rubrica:
Famiglia, politiche sociali e lavoro .
Onorevoli colleghi, poiché non è presente in Aula l'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, sospendo la seduta
avvertendo che riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.23, è ripresa alle ore 17.03)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 12 Salvaguardia dei
lavoratori precari compresi nel bacino di cui all'articolo 12 della
l.r. n. 13 del 2009 e dei lavoratori della ex Pirelli di
Villafranca e di Siracusa , a firma degli onorevoli Di Caro ed
altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, visto il comma 6 dell'articolo 3
della legge regionale 29 dicembre 2016 n. 27, nonché i successivi
commi 9 e 10;
rilevato che:
dalla lettura combinata dei tre commi dell'art. 3 summenzionati
discende l'obbligo per la Regione di garantire la copertura del
fabbisogno finanziario degli enti utilizzatori (c.d. quota
complementare) per l'onere relativo al personale a tempo
determinato prorogato sino al 31 dicembre 2018 e inserito
nell'elenco di cui all'articolo 30, comma 1, della legge regionale
n. 5/2014;
il comma 11, infine, estende detta proroga, di cui al comma 9
anche, ai comuni in dissesto di cui all'art. 259 del decreto
legislativo 18 agosto 200, n. 267;
la c.d. quota complementare, tuttavia, non è estesa, secondo le
disposizioni vigenti, ai lavoratori di cui al comma 4 dell'art. 4
della medesima legge, ovvero ai soggetti di cui all'art. 12 della
legge regionale 29 dicembre 2009, n. 13 (F.N.O.) e i lavoratori
della ex Pirelli di Villafranca e di Siracusa;
per tali categorie di lavoratori, distintamente considerati e
normati, infatti, il comma 4 dell'art. 4 si limita a sancire che:
'È autorizzata, fino al 31 dicembre 2019, la prosecuzione dei
progetti inizialmente previsti dall'articolo 12 della legge
regionale 29 dicembre 2009, n. 13 ... Gli oneri finanziari di cui
al presente comma continuano a ricadere nelle autorizzazioni di
spesa a carico del Fondo straordinario di cui all'articolo 30,
commi 7 e 10, della legge regionale n. 5/2014';
dunque, per tali lavoratori, la disposizione citata si limita a
prevedere la copertura finanziaria solo a carico del Fondo
straordinario, oltre che la proroga dei relativi contratti,
escludendo la copertura finanziaria mediante la c.d.: quota
complementare da parte della Regione;
considerato che:
al fine di rendere esplicativo quanto disposto dal comma 10 e 11
dell'art. 3 della legge regionale n. 27/2016 in merito alla c.d
quota complementare, il Dipartimento delle Autonomie Locali, in
data 19 aprile 2017 (quindi dopo l'emanazione della legge), ha
emanato la circolare del Dirigente Generale n. 6615, con la quale
il legale rappresentante del Dipartimento ha invitato gli enti
interessati a fornire i dati circa la spesa sostenuta in favore del
personale cosiddetto precario con riferimento ai contratti di
lavoro a tempo determinato di ciascun lavoratore contrattista
appartenente al bacino dei lavoratori socialmente utili di cui alle
leggi regionali n. 85/1995, n. 16/2006, n.21/2003 e n. 27/2007 e
s.m.i., escludendo, dunque, i lavoratori di cui sopra;
l'erronea interpretazione di quanto disposto dal comma 10 e 11
dell'art. 3 della legge regionale n. 27/2016, in merito alla c.d
quota complementare, peraltro, ha indotto alcuni Comuni a prorogare
i contratti dei lavoratori appartenenti al FNO da quest'ultimi
utilizzati; circostanza questa che potrebbe portare alla
contestazione di un danno erariale;
per conoscere quali iniziative, intendano assumere per garantire
la prosecuzione dei rapporti di lavoro del personale a tempo
determinato di cui al comma 4 dell'art. 4 della medesima legge,
ovvero ai soggetti di cui all'art. 12 della legge regionale 29
dicembre 2009, n. 13 (F.N.O.) e i lavoratori della ex Pirelli di
Villafranca e di Siracusa, in servizio presso diversi enti locali
e, quindi, se intendano adoperarsi al fine di consentire ai comuni
che fruiscono delle prestazioni lavorative dei soggetti di cui
sopra di includere nella quantificazione della quota complementare,
disposta dai commi 10 e 11 dell'art. 3 della legge regionale n.
27/2016, anche il costo del predetto personale».
DI CARO. Chiedo di parlare per illustrare l'interpellanza.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di una
interpellanza datata 25 gennaio 2018. Diciamo che i temi posti da
questa interpellanza sono stati superati dall'articolo 26, commi 11
e 12, della legge n. 8/2018, sarebbe la legge di stabilità.
Riguardava tematiche legate ai lavoratori dell'ex FNO, Fondo
Nazionale Occupazione.
Signor Presidente, vorrei, però, approfittare del tempo che ho a
disposizione per parlare di un'altra tematica che riguarda sempre i
lavoratori.
PRESIDENTE. Ne parliamo dopo, per adesso svolgiamo questa
interpellanza.
DI CARO. Diciamo che è stata superata dalla finanziaria.
PRESIDENTE. Si passa, quindi, all'interrogazione n. 52 Interventi
urgenti per la realizzazione dell'impianto di riscaldamento del
centro per l'impiego di Caltagirone , degli onorevoli Cappello,
Cancelleri, Mangiacavallo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che sono pervenute numerose
richieste e lamentele da parte del personale dipendente del Centro
per l'impiego di Caltagirone sulla mancata messa in funzione
dell'impianto di riscaldamento;
rilevato che a tutt'oggi, nonostante la stagione invernale sia da
tempo iniziata, nessuna rassicurazione al riguardo è pervenuta in
ordine all' attivazione dell'impianto di riscaldamento;
preso atto che i dipendenti del suddetto Centro per l'impiego si
trovano a prestare il servizio in condizioni di estremo disagio;
per sapere se non ritengano, per quanto di competenza, di
attivarsi con estrema urgenza per la risoluzione della suddetta
problematica».
CAPPELLO. Chiedo di parlare per illustrare l'interrogazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
assessore Ippolito io presentati questa interrogazione il 26
gennaio u.s. perché i lavoratori del Centro per l'impiego di
Caltagirone mi segnalavano che, per fare incombenze burocratiche
tra comune e regione, sostanzialmente vi era un'utenza da pagare
per quanto concerneva il gas e, di conseguenza, quest'edificio era
rimasto senza riscaldamenti in inverno e, successivamente, senza
fonte di raffreddamento in estate.
Per cui le avevo chiesto di intervenire al fine di sistemare
questa vicenda.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali ed il lavoro per rispondere all'interpellanza.
IPPOLITO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, onorevole Cappello,
in riferimento all'atto parlamentare di cui in oggetto
rappresentiamo quanto segue - ascoltatemi perché il discorso è un
po' complicato: i locali in argomento hanno due impianti di
riscaldamento, il primo è alimentato a gas metano, funzionante con
centrale termica a servizio dell'edificio sede del Centro per
l'impiego di via Benedetto Scillamà; il secondo con climatizzatori
ad alimentazione elettrica installati dentro le stanze di detto
edificio.
Per quanto riguarda il primo impianto, quello alimentato a gas
metano, il servizio 12 di Catania, da cui dipende il centro per
l'impiego in questione, nel corso dell'anno 2016, si è trovato
nella condizione di non poter proseguire con l'affidamento del
servizio della manutenzione della centrale termica di Caltagirone
perché - a fronte di un decreto ingiuntivo per il pagamento di
fatture insolute per 2.385,00 euro, emesse dall'impresa Climavit,
affidataria della manutenzione della citata centrale termica dal
2013 fino a tutto il 2014, ad un costo annuale di circa 1500,00
euro - l'assegnazione al succitato servizio, su relativo capitolo
di spesa, si è palesata sin da subito troppo esigua per far fronte
a tale livello di costi per assicurare tale servizio obbligatorio
per legge.
Con decreto dirigenziale 3178 è stata assegnata, al citato
servizio 12, sul capitolo 312512 di competenza per le manutenzioni
ordinarie e la riparazione, la somma di 1.350,00 euro, la quale
doveva soddisfare le esigenze di ben tredici sedi dei centri per
l'impiego dislocati sul territorio della provincia di Catania.
E, dunque, insufficiente anche soltanto all'affidamento del
servizio di manutenzione della centrale termica di Caltagirone, il
cui costo annuo è, comunque, realisticamente superiore all'importo
assegnato poiché si aggira intorno a 1.500,00 euro. Almeno sulla
base dell'atto di affidamento sottoscritto sin dall'anno 2014 con
la predetta impresa Climavit.
A questa circostanza si è aggiunto un ulteriore, oggettivo
impedimento all'utilizzo dell'impianto di riscaldamento con gas
metano giacché, in data 26 maggio 2017, il comune di Caltagirone
invitava quest'ufficio a volturare il contratto di fornitura con
gas natural intestato allo stesso comune.
Tutto ciò, oltre che per una regolarizzazione contabile
amministrativa sull'utenza in parola, veniva motivato dal fatto
che, sulla medesima utenza, insisteva a quella data un debito per
fatture insolute per 7.326,00 euro. Tale invito era accompagnato
dalla diffida ad adempiere alla voltura di cui si tratta entro il
termine di quindici giorni dalla sua notifica, pena il recesso del
contratto di fornitura con Gas natural disposta dal medesimo
Comune.
L'amministrazione ha chiesto, con nota protocollo n. 3541 del 24
luglio 2017 alla Gas natural, la citata voltura, la cui procedura è
stata però subordinata al buon esito del pagamento delle fatture
insolute; inoltre il Comune stesso ha provveduto a cessare il
contratto in essere nei locali e attualmente gli stessi sono privi
di qualsiasi fornitura di gas metano.
Passando al secondo impianto di riscaldamento sopra citato, quello
ad alimentazione elettrica, la Dirigente responsabile del Centro
per lavoro di Caltagirone, Rosa Amato, ha chiesto con nota n. 8326
del 14 novembre 2017, un intervento specifico per affrontare le
imminenti temperature della stagione invernale, i cui rigori erano
in procinto di deflagrare, chiedendo la dotazione urgente di sei
climatizzatori con tecnologie inverter.
Nello stesso tempo, con la nota soprarichiamata, la dirigente ha
anche fatto sapere che le stanze sprovviste della temperatura
climatizzata dai condizionatori elettrici, perché questi
definitivamente non più funzionanti o perché mai installati, non
potevano essere riscaldate dall'uso di stufe portatili, in quanto
ciò provocava continue interruzioni di energia, con possibili
danneggiamenti permanenti anche a carico dei Pc privi di
stabilizzatore per un sovraccarico dell'impianto elettrico. Quindi,
con nota n. 5048 del 15 novembre 2017, indirizzata anche al
dirigente generale pro tempore del Comune di Caltagirone, il
servizio 12 a riscontro della richiesta della dott.ssa Amato ha
reso noto la propria incompetenza in ordine all'acquisto di sei
climatizzatori con tecnologia inverter, in quanto non ha titolarità
nella gestione dei capitoli di spesa che riguardano l'acquisto dei
cosiddetti beni di lunga durata, tra i quali rientrano i sei
climatizzatori.
Inoltre, nella stessa nota, il servizio 12 ha puntualizzato che il
Comune di Caltagirone, che mette a disposizione i locali presso cui
è ospitato il GPL, ha l'obbligo di assicurare, ai sensi dell'art.
3, comma 1, della legge n. 156/87 la piena funzionalità degli
stessi anche, e soprattutto, riguardo alle condizioni micro
climatiche compatibili con gli standard minimi che si debbono
garantire ai lavoratori e all'utenza alla luce della normativa
vigente sulle condizioni della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il potenziamento della rete elettrica, essendo un intervento di
carattere strutturale sull'impianto esistente, è un lavoro
straordinario che rientra tra gli oneri che il Comune è tenuto ad
assolvere, sempre relativamente alla funzionalità dei locali che
esso deve garantire in quanto ente ospitante. Ciò premesso, dopo
quanto esposto e su precise direttive della scrivente affinché si
potesse giungere alla soluzione della problematica in essere, a
seguito di disdetta del contratto di fornitura del metano
sottoscritto dal Comune di Caltagirone, il dirigente dell'IACP ha
stipulato nuovo contratto di fornitura. Inoltre, è stato richiesto
ed acquisito dall'Ufficio tecnico del comune la documentazione
tecnica e amministrativa, la certificazione di impianto, necessaria
per la stipula del nuovo contratto e obbligatoria ai fini della
gara per la manutenzione dell'impianto, gara tra l'altro esperita
con attuale valutazione delle offerte economiche pervenute.
In ordine a quanto inerente le competenze del Dipartimento lavoro,
si assicura di avere inoltrato la scheda di debito fuori bilancio
relativa alle fatture pregresse non soddisfatte e di provvedere
alla necessaria assegnazione delle risorse relative al regolare
funzionamento del sistema di riscaldamento del centro dell'impiego
di Caltagirone.
(Dal proprio scranno l'onorevole Cappello si dichiara soddisfatto
della risposta)
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 33 Mantenimento dei
livelli occupazionali della società CIPI s.r.l. , a firma degli
onorevoli Foti ed altri. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che l'Azienda catanese
CIPI, fondata nel 1964 dall'imprenditore Rosario Circo,
rappresentava una delle principali realtà italiane nel settore
dell'oggettistica promozionale, del regalo aziendale e del
corporate merchandising, sia in termini di fatturato che in numero
di aziende servite; negli anni essa è stata oggetto di diversi
passaggi di proprietà tra la Seat Pagine Gialle e la famiglia
Circo, quest'ultima rientrata definitivamente nel marzo del 2014 a
seguito di una ristrutturazione aziendale, la quale ha comportato
la cassa integrazione per alcuni dipendenti e il licenziamento del
50 per cento del personale catanese;
considerato che:
i vertici della società hanno comunicato la decisione di spostare
la produzione dei gadget pubblicitari, di tenere attiva in Italia
solo la sede commerciale di Milano, chiudere lo storico
stabilimento produttivo di Catania e provvedere al licenziamento
collettivo per le totalità dei dipendenti del sito catanese;
a seguito di tale scelta, ben cinquantacinque lavoratori si
troveranno presto senza lavoro;
i circa 20 lavoratori della sede centrale di Milano avranno
rapporti commerciali soltanto con l'estero, dove si sposterà la
produzione;
visto che:
il 14 marzo 2018, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si
è tenuta una riunione riguardante la sede di Catania della società
CIPI S.r.l. Hanno partecipato Chiara Cherubini del Ministero dello
Sviluppo Economico, Claudio Cortese della Regione Siciliana, Ennio
Cristetti, consulente, delegato a rappresentare l'Azienda,
unitamente alle segreterie nazionali e territoriali e alle RSU di
FISTEL-CISL, SLC-CGIL e UGL Chimici;
nel verbale di riunione si legge: 'Il dott. Castano ha aperto la
riunione riferendo di aver incontrato la proprietà dell'azienda e
di aver ricevuto una risposta negative alla richiesta di sospendere
la procedura di licenziamento collettivo per valutare altre
possibili soluzioni di salvataggio della sede di Catania attraverso
una riorganizzazione o attraverso l'esplorazione di altre soluzioni
imprenditoriali';
il dott. Castano ha chiesto all'azienda di voler prendere atto
delle proposta congiunte delle tre organizzazioni sindacali
FISTELCISL, SLC-CGIL e UGL Chimici di ritiro della procedura di
licenziamento per poter valutare in alternativa un processo di
riorganizzazione e ottimizzazione dei costi attraverso il
ridimensionamento della struttura produttiva, forme di
incentivazione all'esodo volontario e infine la ricerca di
eventuali acquirenti che possano essere interessati ad investimenti
sul territorio;
il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Sicilia hanno
quindi ribadito la richiesta di ritiro della procedura di
licenziamento collettivo da sostenere con forme di incentivazione
al reddito per un periodo limitato, al fine di poter valutare
eventuali altre soluzioni per il prosieguo delle attività aziendali
a Catania, anche con il supporto di altri soggetti imprenditoriali;
il dott. Cristetti ha confermato che non ci sono i presupposti per
il ritiro della procedura di licenziamento collettivo. Le OO.SS.
hanno inoltre denunciato il trasferimento di ordini all'esterno
dell'azienda durante l'utilizzo dei Contratti di Solidarietà;
la Regione siciliana ha dichiarato che al più presto saranno
avviati gli opportuni accertamenti al riguardo alle irregolarità
denunciate dalle OO.SS nell'utilizzo degli ammortizzatori sociali.
Il dott. Castano ha concluso la riunione sottolineando che qualora
ci fosse un ripensamento da parte della proprietà a rivedere la
decisione di procedere alla chiusura della sede di Catania e di
licenziarne tutti gli addetti, il Ministero dello Sviluppo
Economico darà tutto il sostegno necessario ad iniziative
imprenditoriali che garantiranno il prosieguo delle attività
utilizzando le maestranze presenti in azienda;
appreso che il fatturato 2017 della società è aumentato del 40%
rispetto al 2016;
atteso che la decisione dei vertici aziendali rappresenta
l'ennesimo smacco alla Sicilia, un vero e proprio schiaffo morale
per i cittadini e le sue Istituzioni e contribuisce a mettere in
ginocchio l'economia dell'isola, abbassando ulteriormente i livelli
occupazionali e rendendo sempre difficile la ripresa economica e
lontano il riscatto della Sicilia;
per conoscere se ritengano opportuno intervenire sulla questione e
procedere alla valutazione di tutte le possibili soluzioni affinché
non si addivenga alla chiusura dello stabilimento siciliano, si
preservi il sito produttivo e si mantengano i livelli occupazionali
nella nostra sempre più martoriata isola».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Ippolito per
rispondere all'interpellanza.
IPPOLITO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, con riferimento
all'interpellanza di cui all'oggetto, si rappresenta quanto segue.
La società CIPI S.r.l., con nota del 12 gennaio 2018, avviò la
procedura di licenziamento collettivo prevista dalla legge n.
223/91 e l'esame congiunto in sede aziendale si concluse
negativamente in data 26 febbraio 2018. Con nota di Confindustria
Catania n. 913 del 2 marzo 2018 venne richiesto al Servizio 12 di
Catania l'esame congiunto ex articolo 4 e 24 legge n. 293/91 e
l'incontro si svolse il 21 marzo 2018. Nel corso dello stesso,
l'Ufficio in argomento e le parti ripercorsero le fasi salienti
della procedura che riguardava i dipendenti operanti nella sede
produttiva di Catania, ricordando che la fattispecie era stata
oggetto di alcuni incontri svoltisi al Ministero dello Sviluppo
economico, l'ultimo dei quali il 14 marzo 2018 conclusi con la
richiesta delle organizzazioni sindacali del ritiro della procedura
e l'avvio dell'esame di alcune proposte alternative alla chiusura
della sede etnea richiesta di CIPI incontrando però il rifiuto da
parte dei rappresentanti aziendali.
Nel corso dell'esame congiunto in sede istituzionale i
rappresentanti dell'azienda, pur manifestando delle perplessità
sulla concreta percorribilità di un percorso di Cig per crisi della
durata di dodici mesi manifestò la disponibilità aziendale ad
accogliere l'invito rivolto dal Mise e dalla Regione siciliana e
valutare le possibilità di richiedere ammortizzatore sociale
facendosi carico dei relativi oneri ammontanti a circa 165 mila
euro a condizione, comunque, di non dover subire altri costi per il
rischio di rigetto e fermo restando la carenza di fondi per
l'anticipazione del trattamento ai lavoratori. Inoltre l'azienda
nei dodici mesi di Cassa integrazione sarebbe stata disponibile a
favorire eventuali iniziative dei lavoratori per la costituzione di
una cooperativa di lavoro, mettendo a disposizione i macchinari e
ad attivarsi per la ricerca di acquirenti.
Le organizzazioni sindacali presenti chiesero ancora una volta
alla società il ritiro della procedura di licenziamento collettivo
e che durante questa sospensiva venissero congiuntamente analizzate
le varie proposte presentate. L'azienda ribadì di essere
disponibile a valutare la richiesta relativa all'ammortizzatore
sociale ma solo alle condizioni dichiarate e di ritenere
indispensabile che il Ministero del Lavoro - settore ammortizzatori
sociali - venisse coinvolto nella problematica. Si dichiarò,
quindi, disponibile ad un breve rinvio della riunione.
Le organizzazioni sindacali, sentiti i lavoratori in assemblea,
ritennero indispensabile un rinvio della riunione per consentire
l'attivazione di tutte le procedure atte a richiedere un incontro
al Ministero del Lavoro, ma di fronte al diniego della CIPI la
riunione si chiuse negativamente.
In data 6 aprile 2018 le parti vennero convocate dalla Prefettura
di Catania per un ulteriore tentativo di cercare di trovare
soluzioni alternative ai licenziamenti. Al termine della riunione
del tavolo prefettizio, dopo lunga discussione, anche con il
fattivo intervento del Servizio 12, essendo ancora entro i termini
della procedura, le parti concordarono di annullare il precedente
verbale negativo e riaprire la procedura di licenziamento
collettivo, raggiungendo, infine, il seguente accordo che vi leggo
testualmente:
1) Le parti concordano di definire la procedura di licenziamento
collettivo, avviata con comunicazione preventiva del 12 gennaio
2018, mediante le intese raggiunte con il presente accordo;
2) Dei 49 dipendenti, attualmente in forza nella sede di Catania,
atteso che un lavoratore con qualifica di operaio ha rassegnato le
dimissioni nel corso della procedura, resteranno in servizio 9
unità, di queste, tre, trasferite a Milano sulla base delle
esigenze tecniche organizzative e produttive aziendali. Le restanti
40 unità saranno licenziate nel rispetto dei termini di preavviso
contrattuale ovvero con diritto dei lavoratori al pagamento della
relativa indennità sostitutiva;
3) I recessi verranno comunicati entro il termine di legge di 120
giorni decorrenti dalla data odierna, dalla data dell'accordo,
tenuto conto delle esigenze aziendali connesse all'esaurimento
delle commesse ancora in corso;
4) Ai fini della scelta dei lavoratori, cui comunicare il recesso,
nel rispetto delle normative, sul collocamento obbligatorio, tra i
due disabili attualmente in forza, sarà mantenuto in servizio uno,
con categoria di operaio, con maggiore punteggio sulla base della
valorizzazione numerica dei criteri di legge dell'anzianità di
servizio e dei carichi di famiglia.
Saranno licenziati tutti gli altri dipendenti appartenenti alla
categoria di operaio e l'unico dipendente appartenente alla
categoria di quadro.
Con riferimento ai dipendenti appartenenti alla categoria di
impiegato saranno valorizzati, con apposito punteggio stabilito dai
criteri normativi relativi all'anzianità di servizio e dai carichi
di famiglia e mantenuti in servizio, i lavoratori con punteggio più
alto o, a parità di punteggio, con maggiore anzianità di servizio;
Ai lavoratori licenziati e a quelli che non dovessero accettare il
trasferimento nella sede di Milano che mediante la sottoscrizione
di un verbale di conciliazione, ex articolo 410 e seguenti del
Codice di Procedura Civile, manifesteranno entro il termine di 60
giorni dalla comunicazione del provvedimento datoriale la
disponibilità a non impugnarlo e a rinunciare a qualsiasi
rivendicazione economica connessa al rapporto di lavoro intercorso,
l'azienda riconoscerà in aggiunta alle spettanze di fine rapporto,
all'indennità sostitutiva del preavviso e al Tfr, un incentivo
economico parametrato a 9 mensilità di retribuzione lorda da
corrispondersi nell'arco di 6 mesi.
Atteso quanto sopra e rilevato che l'accordo è stato raggiunto
entro i termini della procedura, l'esito del verbale del Servizio
12 del CIPI di Catania dello scorso 21 marzo è stato annullato e la
fase amministrativa della procedura si è chiusa, quindi, con un
accordo.
Dall'esame delle comunicazioni obbligatorio si rileva che, oggi la
società CIPI, ha un organico di tre unità a tempo indeterminato
nella sede di Catania e una unità a tempo determinato, sino al 31
dicembre 2018, nella sede di Milano.
(Dal proprio scranno l'onorevole Foti si dichiara soddisfatta)
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 202 Pagamento delle
rette ad associazioni ed enti per i servizi di accoglienza minori
in situazioni di disagio , dell'onorevole Dipasquale.
Non essendo l'onorevole Dipasquale presente in Aula,
l'interrogazione si intende trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 211 Chiarimenti sul numero
complessivo delle persone con disabilità gravissima a cui erogare
l'assegno di cura mensile , degli onorevoli Cancelleri ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
la Legge Regionale 1 marzo 2017 n. 4 ha istituito il Fondo
regionale per la disabilità al fine di garantire l'attuazione dei
livelli di assistenza domiciliare con riguardo ai soggetti con
disabilità gravissima;
il Fondo, pertanto, ha la funzione di servire da supporto
economico in favore di soggetti che versano in una situazione di
compromissione funzionale e che necessitano di assistenza
domiciliare;
appreso che:
organi di stampa, nei primi giorni del mese di gennaio 2018,
riportavano la notizia di un incontro fra l'Assessore Regionale in
indirizzo e il movimento Noi liberi . In occasione della riunione
veniva reso noto che il numero delle persone con disabilità censite
alla data di gennaio era di 15.772 unità;
il quotidiano online Live Sicilia, in un articolo pubblicato il 26
marzo 2018, che affrontava l'argomento della disabilità, indicava
in 13.000 il numero dei disabili gravissimi a cui garantire
l'assegno di cura mensile;
nel corso di un intervento in aula, durante l'esame della manovra
finanziaria, e successivamente attraverso la messa in onda di un
video, il Presidente della Regione siciliana, on. Musumeci,
dichiarava 'secondo le aziende AA.SS.PP. [i soggetti con
disabilità] sono 12.300';
considerato che:
con nota del 9 marzo 2018, prot. n. 0020493, il Dipartimento per
le attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico comunicava al
Dipartimento Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali che
il numero dei disabili gravissimi che avevano sottoscritto il patto
di cura e per i quali era possibile procedere al trasferimento
delle somme, ammontava a 10.180 aventi diritto;
sulla base della consistenza numerica accertata e comunicata con
la predetta nota del 9 marzo 2018, prot. n. 0020493, il Dirigente
Generale del Dipartimento Regionale della Famiglia e delle
Politiche Sociali, emanava il D.D.G. n. 412 del 09 marzo 2018 con
cui si procedeva a liquidare, conseguentemente, la somma di
45.810.000,00 del Bilancio della Regione Siciliana per l'esercizio
finanziario 2018 in favore delle AA.SS.PP. per il periodo da
01.102017 a 31.12.2017 per garantire il trasferimento delle somme
ai 10.180 aventi diritto;
con la successiva nota del Dipartimento per le attività Sanitarie
e Osservatorio Epidemiologico del 29 maggio 2018, prot. n. 0041464,
a modifica della precedente nota del 9 marzo 2018, prot. n.
0020493, a soli 2 mesi di distanza, veniva emendato il numero
complessivo delle persone con disabilità gravissima per singola
ASP, nella misura complessiva di 10.616 unità;
il Dirigente Generale del Dipartimento della famiglia e delle
politiche sociali, recependo la nuova consistenza numerica di
10.616 unità, emanava il D.D.G. n. 1057 del 04 giugno u.s. con il
quale si liquidava la somma di euro 63.696.000,00 per il periodo
dal 01.01.2018 al 30.04.2018 alle AA.SS.PP. per provvedere ai sensi
di legge;
tenuto conto che:
come evidenziato dalla scansione temporale delle dichiarazioni dei
rappresentanti della Giunta Regionale, avvenute rispettivamente a
gennaio, il 26 marzo e il 28 aprile del corrente anno, e dalla
successione delle note del 9 marzo u.s. e del 29 maggio u.s. del
Dipartimento per le attività Sanitarie e Osservatorio
Epidemiologico e dei conseguenti decreti di liquidazione delle
somme emanati dal Dipartimento della famiglia e delle politiche
sociali in data 9 marzo e in data 4 giugno u.s., si ravvisa un
balletto di cifre preoccupante in merito alla conoscenza
dell'effettivo numero complessivo dei soggetti con disabilità
gravissima che hanno diritto a percepire l'assegno di cura;
i disabili ad oggi continuano a lamentare, attraverso i propri
canali, l'assenza di notizie certe sul modus operandi posto in
essere da parte dell'amministrazione regionale che comporta
incertezza in merito alla concreta assegnazione del contributo.
Infatti, a fronte delle oltre 30 mila domande di assistenza, solo
circa 10.000 domande sono state accettate dalle AA.SS.PP. ed ancora
oggi solo un esiguo numero di beneficiari censiti ha proceduto a
firmare il patto di cura con le AA.SS.PP;
per sapere:
il numero certo dei disabili gravissimi che hanno sottoscritto il
patto di cura e saranno, pertanto, beneficiari dell'assegno di cura
mensile;
se il numero indicato nel D.D.G. n. 1057 del 04 giugno 2018 del
Dirigente Generale del Dipartimento della famiglia e delle
politiche sociali sia effettivo, e se il censimento possa definirsi
concluso;
quali iniziative di controllo il Governo stia ponendo in essere,
ovvero intenda porre in essere, sulle richieste pervenute in
autocertificazione;
quali procedure il Governo e, per esso le AA.SS.PP., abbiano posto
in essere in ordine all'accertamento e alla valutazione del
possesso dei requisiti in capo alle persone con disabilità
gravissima;
se il Governo sia a conoscenza delle tempistiche che le AA.SS.PP.
stanno osservando al fine di addivenire all'erogazione agli aventi
diritto dell'assegno di cura relativamente al periodo
dall'1.01.2018 al 30.04.2018, e se non ritenga opportuno operare
secondo una procedura più efficiente che permetta, al fine di
rispondere ai giustificati fabbisogni dei soggetti con disabilità,
una erogazione con cadenza mensile dell'assegno di cura».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Ippolito per
rispondere all'interrogazione.
IPPOLITO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, in riferimento al
contenuto dell'interrogazione in oggetto, precisandoci
preliminarmente che l'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro è chiamato alla sola funzione di
trasferimento monetario, così come nella sua interezza, previsto
dall'articolo 9, della legge regionale n. 8 del 2017, come
modificato dall'articolo 30 della legge regionale n. 8/2018, si
rappresenta quanto segue. La suddetta modifica normativa ingenera,
con l'introduzione del comma 5 bis una gestione transitoria del
Fondo richiamando, per espresso, il precedente regime introdotto
dal D.P. 545/2017. Stante tale prescrizione si è provveduto a
chiedere al dipartimento attività sanitarie e osservatorio
epidemiologico di fornire, in forma unitaria, tutti i dati numerici
attualizzati dei soggetti afferenti alle lettere a) e b) del
decreto presidenziale. Ciò al fine di assumere con riparto corretto
l'impegno finanziario per i primi quattro mesi del corrente anno.
Il dipartimento della famiglia e delle politiche sociali ha,
quindi, pedissequamente riportato i dati numerici acclarati in sede
di adozione del provvedimento di impegno delle somme.
Per completezza di informazioni si aggiunge che in data 19 giugno
2018, allorquando acquisite dalle ASP le coordinate bancarie dei
nuovi conti di tesoreria unica in Banca d'Italia, come imposto
dalla nuova disciplina di cui all'articolo 21 della legge regionale
n. 8/2018, si è provveduto ad erogare le prime quattro mensilità
nel rispetto della disciplina transitoria e sulla base dei numeri
in possesso. Sul punto si aggiunge che, in ragione di quanto
registrato a mezzo stampa su ipotizzati sensibili scostamenti dai
dati riportati nel citato provvedimento del dirigente generale del
dipartimento, la scrivente, con eguale motivazione, attraverso gli
uffici competenti, ha provveduto a chiedere al dipartimento
attività sanitarie e osservatorio epidemiologico di procedere ad
una verifica sui dati comunicati.
Posto ciò, a seguito degli accertamenti effettuati dal
Dipartimento interpellato, è pervenuto a questo assessorato il
relativo riscontro finale che definisce, in via unificata, il
numero dei disabili gravissimi per singola ASP per un totale di
10.746 soggetti in tutta la Regione, alla data del 26 settembre,
tengo a precisare. Tale documento presentava alcune difformità dei
dati numerici precedentemente forniti, cosicché questa
Amministrazione, sempre ai fini della ripartizione finanziaria, con
D.D.G. n. 1498 del 19 luglio 2018, ha provveduto ad integrare e
rettificare il provvedimento in precedenza adottato.
(Dal proprio scranno l'onorevole Cancelleri si dichiara
soddisfatto della risposta)
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 297 Notizie sul
licenziamento del bracciante agricolo di Mazzarrone a firma
dell'onorevole Barbagallo. Ne do lettura:
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
il quotidiano 'La Sicilia' lo scorso 14 luglio ha riportato la
notizia dell'avvenuto licenziamento di un bracciante agricolo,
residente nel comune di Mazzarrone, sol perché, dopo aver lavorato
per 8 ore all'interno di una serra agricola, ricadente nel
territorio di Gela, avrebbe chiesto una pausa per evitare le ore
più calde della giornata, quando dentro la struttura si registrava
una temperatura percepita di circa 50 gradi;
la paga oraria del lavoratore ammontava a poco meno di 6 euro
l'ora;
tali fatti sono stati regolarmente denunciati presso il competente
ufficio dell'Ispettorato del Lavoro;
considerato che:
tali gravissimi fatti rendono ancora più attuale il tema dello
sfruttamento nei campi e nelle serre che ha già visto impegnate le
forze dell'ordine con l'operazione 'Alto Impatto Freedom' che ha
coinvolto circa 700 persone tra datori di lavoro e dipendenti;
per sapere:
quale sia stato l'esito del suindicato procedimento;
quali azioni intenda intraprendere al fine di arginare il fenomeno
dello sfruttamento nei campi».
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'assessore Ippolito per
fornire risposta.
IPPOLITO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione
riguarda notizie sul licenziamento di un bracciante agricolo di
Mazzarrone. In riferimento al contenuto voglio rappresentare quanto
segue.
Con nota protocollo n. 5336 del 3 agosto, indirizzata per i
profili di competenza al dirigente generale del dipartimento del
lavoro, la segreteria tecnica dell'ufficio di diretta
collaborazione della scrivente ha chiesto apposito rapporto
informativo, in merito al contenuto dell'atto parlamentare in
oggetto.
L'Ispettorato territoriale del lavoro di Catania, Servizio 21, in
quanto ufficio competente, con nota n. 6874 del 15 ottobre, ha
effettuato le dovute verifiche e ha relazionato in merito
all'argomento dell'interrogazione. Premesso che l'oggetto dell'atto
ispettivo nasce da un articolo del giornale La Sicilia',
pubblicato in data 14 luglio 2018, riguardante la notizia di un
licenziamento occorso ad un anonimo bracciante agricolo, residente
nel Comune di Mazzarrone, per dei fatti accaduti all'interno di una
serra agricola ricadente nel territorio di Gela, l'ispettorato del
lavoro di Catania, al fine di individuare ed identificare il
lavoratore, nonché l'eventuale richiesta di intervento presentata,
ha contattato telefonicamente il signor Nino Marino, segretario
generale della Uila Sicilia, il sindacato che ha raccolto la
denuncia del lavoratore e che ha segnalato i fatti agli organi di
stampa.
Lo stesso rappresentante sindacale ha dichiarato, per le vie
brevi, di aver fatto la segnalazione al giornale ma che, di fatto,
non è a conoscenza del nominativo del soggetto denunciante né se
l'interessato ha proposto l'opportuna segnalazione all'Ispettorato
territoriale del lavoro competente.
Allo stato attuale, pertanto, viene comunicato che tra le numerose
denunce pervenute dall'inizio dell'anno all'Ispettorato in
questione, non risulta alcuna richiesta di intervento per tale
fattispecie, fermo restando, però, l'impegno assunto dal signor
Marino, ad oggi ancora disatteso, di comunicare il nominativo del
lavoratore e l'eventuale protocollo della richiesta d'intervento
presentata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
BARBAGALLO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Perfetto. Sono tutti soddisfatti delle risposte
fornite dall'Assessore. Questo è un fatto importante.
Si passa all'interpellanza n. 96 «Avvio dei servizi socio-
assistenziali del Comune di Catania» a firma dell'onorevole
Galvagno.
Per assenza dall'Aula del firmatario, all'interpellanza verrà
comunque fornita risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 82 «Procedure di selezione per i
Cantieri di Servizio», a firma degli onorevoli Siragusa ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali ed il lavoro, visto l'articolo 15, co. 1 L.R. n.
3/2016;
considerato che:
in data 06/06/2018 l'assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro emetteva una nota, indirizzata ai
comuni dell'Isola, avente ad oggetto Cantieri di servizio di cui
all'art. 15 co. 1 L.R. n. 3/2016. Chiarimenti' in cui, a seguito
dei numerosi quesiti pervenuti, si specificavano i requisiti di
accesso con riferimento alla problematica più diffusa risultata
essere quella relativa al possesso del patrimonio mobiliare;
la normativa di riferimento prevede che tutti i componenti del
nucleo familiare devono essere privi di patrimonio mobiliare sotto
forma di titoli di Stato, azioni, obbligazioni, quote di fondi
comuni di investimento e depositi bancari senza previsione di
soglia minima;
in numerosi comuni il possesso di depositi bancari senza soglia
minima ha limitato enormemente l'accesso ai cantieri di servizio da
parte dei cittadini configurandosi come principale causa di
esclusione;
per conoscere se sia intenzione del Governo considerare il
possesso del semplice libretto di risparmio postale come causa di
esclusione dalla procedura di selezione ed, in caso di risposta
positiva, valutare la possibilità di introdurre il correttivo della
soglia minima».
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
IPPOLITO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Per questa interpellanza la risposta sarà brevissima
perché, in riferimento al contenuto dell'interpellanza in oggetto,
si rappresenta che, con direttiva assessoriale 97 del 30 agosto
2018, si è provveduto ad ammettere a selezione i soggetti in
possesso di depositi bancari entro il limite di 5.000 euro. Tali
soggetti saranno collocati in posizione successiva ai partecipanti
privi di patrimonio mobiliare ed in modo crescente al valore del
deposito.
(Dal proprio scranno l'onorevole Siragusa si dichiara soddisfatto
della risposta)
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Intanto, Presidente Savona, siccome con
il III punto all'ordine del giorno iniziamo a discutere il disegno
di legge sui revisori ed avevamo chiesto un parere alla Commissione
Bilancio', la invito a sedersi al banco delle Commissioni, così
prima di cominciare chiederemo questo parere.
SAVARINO. Signor Presidente, volevo approfittare della presenza
dell'assessore Ippolito per chiedere alcuni chiarimenti.
Assessore, volevo approfittare della sua presenza per chiederle
alcune informazioni che abbiamo avuto solo per notizie di stampa.
Come lei sa, quest'Assemblea è stata coinvolta diverse volte sul
tema degli ex sportellisti ed abbiamo votato un ordine del giorno
durante la finanziaria ed abbiamo votato, con il collegato , anche
una norma che invitava questa Giunta a creare un piano di utilizzo
per potere utilizzare, appunto, all'interno dei Centri per
l'impiego gli ex sportellisti che, come sappiamo, sono stati
formati proprio dalla Regione siciliana per uno scopo, che è quello
degli sportelli multifunzionali che, oggi, non viene adempiuto e,
quindi, c'è una carenza nel nostro sistema di offerta lavorativa ai
giovani e la Sicilia sappiamo essere, purtroppo, la prima regione
d'Italia ad avere i cosiddetti NEET, cioè i giovani che né lavorano
né studiano.
Abbiamo appreso da notizie di stampa che lei ha avuto diversi
incontri a Roma con il Governo nazionale su questo tema. Approfitto
della sua presenza per chiederle se ci sono novità ed a che punto
siamo.
LUPO. È diventato un question time.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, mi rivolgo a lei ed all'assessore
Ippolito, a lei come Presidente chiedendole la possibilità di
potere presentare un ordine del giorno - seppur, oggi in Aula, non
ci sono mozioni rivolte all'assessore Ippolito - su una tematica
molto annosa che è quella degli Istituti di pubblica assistenza e
beneficienza. Come lei e l'Assessore sapete, in I Commissione si
sta provando a trattare il tema anche se, oggi, purtroppo, la
seduta non si è potuta tenere.
Bene, vorrei chiedere rivolgendomi al Governo ed anche
all'assessore Armao, se c'è la possibilità nella finanziaria di
potere finalmente dare riscontro alle previsioni di legge, ossia di
rimpinguare il capitolo che prevede per la copertura di una parte
degli stipendi...
Presidente, può richiamare l'onorevole Milazzo? Sta disturbando.
PRESIDENTE. Lei continui, non si preoccupi.
FOTI. Ma l'assessore Ippolito mi dice che non sente niente,
giustamente mi chiedo...
PRESIDENTE. Continui, l'assessore Ippolito la prossima volta lo
chiede direttamente lei.
FOTI. Ecco, in queste settimane è emerso come i dipendenti sia
delle strutture che hanno mandato via gli anziani, sia di quelli
che stanno lavorando, abbiano una situazione che è un unicum,
direi, in tutta Italia, cioè dipendenti con un contratto di lavoro
di natura pubblicistica, che non percepiscono lo stipendio e che,
quindi, non godono di alcun genere di aiuto, né da parte dell'INPS,
né di Cassa integrazione o di alcun genere di sostegno a reddito,
perché ufficialmente hanno un posto di lavoro e che non ricevono da
parte della Regione quello che è la previsione di legge, ossia che
per la parte dello stipendio che l'Ente non riesce a raggiungere
con le rette, deve intervenire la Regione.
Allora, è chiaro, signor Presidente, che se l'assessore Armao e
l'assessore Ippolito nelle more del lavoro che stanno facendo
l'Assemblea e la Commissione non intervengono, noi stiamo veramente
condannando ad un girone infernale, a permanere in un girone
infernale, delle persone, quindi, Presidente, sottoporrò alla sua
attenzione un ordine del giorno, la prego di volerlo validare e
farlo distribuire affinché o ci rispondono o lo approvino, e si dia
un attimo risposta perché l'iter della riforma è abbastanza lento e
travagliato. Grazie.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 106/A
«Norme in materia di revisori dei conti»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge «Norme in materia di revisori dei
conti (n. 106/A) (Seguito).
Avevamo bisogno del parere della Commissione Bilancio'. Se
l'onorevole Savona volesse leggerlo, così da cominciare il
dibattito.
SAVONA, presidente della Commissione Bilancio'. Noi abbiamo
preparato una nota scritta, anche alla Presidenza, per quanto
riguarda questo disegno di legge sui revisori dei conti.
Nella seduta n. 69 del 23 ottobre 2018, la Commissione ha
proceduto, in riscontro alla nota prot. N. 159/VSG-LEG del 16
ottobre 2018, all'esame, per le valutazioni di competenza, degli
emendamenti di riscrittura del disegno di legge n. 106/A Norme in
materia di revisori dei conti , anche per il tramite dell'audizione
dei rappresentanti delle associazioni professionali interessate, e
sono diverse.
Nel corso dell'audizione sono stati rappresentati alcuni profili
di criticità del disegno di legge. In primo luogo, è emerso che
l'applicazione del metodo del sorteggio per la scelta dei revisori
degli enti locali ha comportato l'effetto contrario rispetto a
quello desiderato, e cioè la diminuzione della qualità dei collegi,
con il rischio di indebolire l'intero sistema dei controlli. In
questo senso la proposta di modifica dell'Anci e del Consiglio dei
dottori commercialisti sulla riforma dell'attuale sistema di scelta
dei revisori dei conti negli enti locali.
Inoltre, è stata richiamata la normativa in materia, che prevede
la sussistenza dei requisiti di indipendenza e responsabilità della
figura del revisore dei conti, a prescindere dal criterio di scelta
utilizzato (sorteggio o designazione).
E' stata, altresì, evidenziata la necessità di definire l'ambito
di applicazione del disegno di legge, con riferimento agli enti
coinvolti. In particolare, il controllo nei confronti degli enti
regionali e delle società partecipare ha profili diversi da quello
sugli enti locali, sul cui modello è basato il disegno di legge.
Occorre, infatti, distinguere il tipo di controllo in relazione al
sistema di contabilità, finanziaria o economico-patrimoniale,
adottato dagli enti coinvolti, con evidenti conseguenze in ordine
ai requisiti e alla professionalità richiesta ai soggetti da
nominare.
Tali considerazioni sono state pienamente condivise dalla
maggioranza dei componenti della Commissione, mentre le opposizioni
sono rimaste convinte della validità del testo attualmente
all'esame dell'Aula.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire, però soltanto l'ultimo,
perché poi dobbiamo iniziare la trattazione degli emendamenti. Ne
ha facoltà.
FIGUCCIA. Grazie, Presidente, per avermi dato la parola. In
effetti, non pensavo fosse necessario un ulteriore intervento su
questo argomento. Tuttavia, le dichiarazioni del Presidente della
Commissione, oggettivamente, aprono ad uno scenario nuovo. Nella
misura in cui, tra le righe, ma neanche troppo tra le righe, viene
rappresentato, mi sembra abbastanza chiaramente, un orientamento ed
una proposizione negativa rispetto al testo. Cioè, se non ho capito
male, il Presidente della Commissione Bilancio' ha detto
chiaramente che laddove è stato applicato il sistema del sorteggio,
non sempre ha sortito gli effetti positivi anzi, al contrario,
risulta discriminante rispetto ad una serie di aspetti che
riguardano la legislazione vigente.
Ora, effettivamente, ritengo di poter dire che il Collegio, di
fatto, è un organo di garanzia che controlla la regolarità
contabile amministrativa degli enti, relaziona sulla conformità del
bilancio preventivo e di esercizio e la scelta deve passare per
criteri ancorati ai regimi di trasparenza e competenza.
Ora, non credo che facciamo un buon servizio rappresentando invece
un modello, come si vuole fare attraverso questo disegno di legge,
che - come ha già detto l'assessore Armao -, di fatto, non ha
previsto, o addirittura, assessore Armao - come lei stesso ha detto
- non ha coinvolto il Governo perché, purtroppo, quello che oggi
registriamo è che abbiamo un disegno di legge che è passato dalla
Commissione senza il parere del Governo, con un parere contrario
della Commissione Bilancio' ed al di là delle considerazioni
espresse dall'onorevole Figuccia o da qualsiasi altro parlamentare
di maggioranza o di opposizione si ritrova senza passaggio del
Governo e, quindi, senza aver ascoltato il parere dell'Assessore al
ramo e per di più con una chiara violazione di un principio.
Ora, penso che dobbiamo dare un messaggio ai nostri figli ed ai
siciliani. Il messaggio è quello di premiare il merito, di premiare
le opportunità, di premiare le capacità e le competenze, non quello
di essere estratti a sorte come delle biglie, come per una tombola
di fine anno.
Ecco, penso che questo ragionamento che viene affermato attraverso
questo disegno di legge sia un ragionamento assolutamente
incredibile. Capisco che sia un ragionamento in linea con il
pensiero di alcune forze politiche, perché sono quelle forze
politiche che, in questo momento, vorrebbero eleggere i
parlamentari nazionali a sorte, perché Grillo ha detto che il
Parlamento non serve, che potremmo estrarre a sorte i parlamentari.
Ecco, se questa è la logica, è una logica che, ovviamente, non è
premiante, perché è una logica che fa pensare ai giovani che
possono diventare parlamentari attraverso un'estrazione a sorte.
Ecco, facciamo anche i revisori contabili attraverso un'estrazione
a sorte.
Al Partito Democratico dico: se c'era questa volontà avrebbero
potuto farlo anche nella legislatura precedente. Oggi, mi sembra
che siamo di fronte ad un parere chiaro da parte della Commissione
Bilancio' ed in funzione di queste considerazioni, Presidente,
ritengo che ci siano tutte le premesse perché un disegno di legge
deve passare da un iter: passa dalla Commissione di merito e viene
poi approvato dopo una discussione in Aula.
Mi scusi, Presidente, le voglio fare una richiesta formale.
Presidente Micciché, c'è una richiesta formale che volevo
rappresentarle, alla luce anche delle indicazioni del Presidente
della Commissione e considerate le dichiarazioni dell'assessore
Armao. Non ci sono le condizioni perché questo testo possa essere
discusso in Aula, ragione per cui le chiedo formalmente di rinviare
il testo nella Commissione di merito e prevedere che vengano fatte
le audizioni, si riapra il dibattito, Presidente, venga sentito
l'Assessore al ramo, previa una discussione del testo nella
Commissione di merito. Quindi, la richiesta formale è che il testo
ritorni in Commissione.
Sull'ordine dei lavori
SUNSERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
CIANCIO. Ma è a favore o contro la proposta?
PRESIDENTE. Non c'è alcuna votazione, questo mi deve essere
chiesto da un Capogruppo, per cui aspettiamo. Intanto, continuiamo,
se c'è qualcuno che vuole parlare sull'ordine dei lavori, e poi
chiamerò l'onorevole Figuccia per chiedergli di farmi formalizzare
dal Capogruppo questa sua richiesta.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.
SUNSERI. Presidente, una precisazione, ma giusto per essere
chiari, non voglio dilungarmi. Questo non è un parere della
Commissione Bilancio'. Noi, oggi, non abbiamo votato nulla. E'
sostanzialmente un verbale forse stilato dal Presidente sulla
Commissione di oggi, ma non è un parere, non è stato votato da
nessuno. E non capisco, tra l'altro, secondo quale punto del
Regolamento doveva essere redatto un parere dalla Commissione
Bilancio', perché lei stesso nell'ultima seduta ha detto
semplicemente che bisognava riunirsi in Commissione Bilancio',
cosa che è avvenuta oggi, e bisognava emettere un parere. Ma cosa
che non è avvenuta. Noi non abbiamo votato in Commissione
Bilancio' questo parere. E' stata una piacevole discussione con
alcune persone che sono state invitate, l'Assessore ha espresso il
suo parere, ma non è il parere della Commissione Bilancio'.
PRESIDENTE. Onorevole, non avevamo bisogno di alcun parere, io
avevo chiesto un approfondimento della questione al Presidente
della Commissione, che lo ha fatto.
FOTI. A quale titolo?
MILAZZO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Presidente, oggi la Commissione Bilancio' si è riunita
perché c'è stata una decisione della Presidenza, che ha inviato
ufficialmente il testo in Commissione, per un approfondimento.
Onorevole Sunseri, se vuole si mette accanto a me, se magari mi fa
parlare, lei ha parlato, ha detto le sue cose, ho rispettato la sua
figura, sono stato in silenzio. Se mi può fare riassumere almeno il
mio pensiero. Il suo è difficile da riassumere
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si rivolga alla Presidenza.
MILAZZO. Allora, la Commissione ha audìto, e a quale titolo? A
quale titolo, ha parlato pure l'onorevole Ciancio, quindi, ha
partecipato ai lavori della Commissione, allo stesso titolo di
tutti gli altri. La Commissione ha audìto alcuni rappresentanti
delle categorie dell'ordine dei revisori e il presidente Savona è
venuto qua e non ha letto il parere della Commissione, ha
relazionato quello che è avvenuto. Non è che ha detto la
Commissione è a favore o contro ", ha fatto l'analisi di quello che
è accaduto. Non può essere smentito.
Dopodiché, Presidente, perché le ho chiesto la parola sull'ordine
dei lavori? Non per litigare se la Commissione ha stabilito se è
nato prima l'uovo o la gallina, non mi interessa. Durante questo
confronto in Commissione, l'onorevole Ciancio, correttamente, ha
ulteriormente chiarito il significato della norma, ovvero la norma
vuole colmare un vuoto che, a normativa vigente, secondo quello che
dice l'onorevole Ciancio, e io l'ho condiviso, vede molti revisori
dei conti contabili non coinvolti in questo processo di
individuazione dei ruoli all'interno della macchina regionale e ha
ipotizzato l'individuazione di un meccanismo per consentire questo.
Allora io, in Commissione Bilancio', rivolgendomi all'onorevole
Ciancio, ho detto onorevole Ciancio, è possibile ipotizzare un
sistema misto, visto che i rappresentanti della categoria, oggi,
hanno fatto emergere che, soprattutto, i ruoli di presidenza di
questi collegi devono necessariamente essere affidati . Intanto,
non c'è alcun pericolo perché va rispettato un codice deontologico,
vanno rispettate tutta una serie di prerogative, anche di rapporti
con la Corte dei Conti, quindi, diciamo, non c'è preoccupazione su
questo.
Avevo, allora, proposto, se era possibile, far sì che la
Commissione potesse scrivere una proposta con un sistema misto,
ovvero la guida del Collegio dei revisori per nomina, quindi,
secondo l'attuale normativa, il consigliere anziano con la stessa
cosa, per garantire ai giovani pari opportunità nell'inserimento
all'interno di questi enti regionali, di queste partecipate
regionali, il sorteggio.
Ho preso, quindi, signor Presidente, la parola sull'ordine dei
lavori, non sono entrato nel merito della norma per chiedere se la
Commissione è disponibile a riscrivere un articolo, prevedendo un
sistema misto di mediazione. Se, poi, dobbiamo andare alla conta,
ma non alla conta politica, signor Presidente, perché, vorrei
sgombrare il campo, inizialmente, prima che arriviamo a votare.
Voi sapete che il nostro Presidente di Commissione è stato tra gli
artefici della redazione di questa norma, quindi, non è
politicamente che ci dobbiamo confrontare. Ognuno vota secondo il
proprio convincimento, per cui, qua non si conta né la maggioranza,
né l'opposizione.
Per quanto mi riguarda, vi faccio un'affermazione, forse, rozza,
ma efficace: io sono stato eletto senza maggioranza e senza
revisori. Il tema è di principi, se si può fare una norma condivisa
e si può scrivere un sistema misto, ovvero, si dia spazio alla
capacità ed all'esperienza ed anche, come dire, creare le
condizioni per inserire linfa nuova all'interno di questo
meccanismo.
Signor Presidente, se il Presidente della Commissione può
esprimersi se è disponibile a lavorarci in questo senso, altrimenti
si vedrà come finisce.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, sentiamo, un attimo, il Presidente
della Commissione, dopodiché lei mi deve dire se formalizza la
richiesta di rinvio in Commissione del disegno di legge perché
dobbiamo votare, diversamente, vediamo quello che dice il
Presidente della Commissione e poi lo chiariamo.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, io
parlo come Presidente della Commissione, ma a titolo personale. A
titolo personale perché, ovviamente, non mi sono consultato, però,
dico che avendo svolto un'attività in merito al disegno di legge,
ritengo che sia opportuno, quanto rappresentato e quanto chiesto
dall'onorevole Milazzo.
In particolare, dal dibattito in Aula ed anche dal dibattito in
Commissione Bilancio', si è potuto apprendere che ci sono delle
possibilità e dei passaggi che potrebbero, senza colpo ferire,
anche essere mediani, rispetto alla posizione assunta dalla
Commissione sul disegno di legge, nel senso che il sistema misto
potrebbe, da un lato, consentire ai giovani di potere accedere a
questo tipo di incarichi e, dall'altro, ci potrebbe essere
l'esperienza dei designati, dei prescelti dal Governo, di potere
guidare con autorevolezza i collegi sindacali.
Ripeto, quindi, a titolo personale, ritengo, in questo momento, ma
anche a nome di qualcuno dei componenti della Commissione, che
possa essere opportuno ed utile, soprattutto per i lavori e per
evitare inutili discussioni in Aula, il rinvio degli atti in
Commissione, perché la sorte del disegno di legge, signor
Presidente, non può essere pregiudicata dal rinvio del disegno di
legge in Commissione, perché il nostro Regolamento prevede che,
entro 15 giorni, la Commissione deve riesitare il disegno di legge,
perché nel caso in cui non viene osservato il suddetto termine
perentorio, il disegno di legge viene ritrasmesso in Aula così come
era stato rinviato alla Commissione e viene trattato.
Per cui noi tra quindici giorni, se la Commissione di merito non
si attiverà e non riesiterà il disegno di legge, ci troveremo qui
ed eventualmente voteremo e ci sarà il dibattito in Aula sul
disegno di legge così come è stato inizialmente e geneticamente
immaginato.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei non ha ascoltato con
grandissima attenzione quello che ha detto il presidente Pellegrino
ma mi deve dire se, ora, formalizza, da Capogruppo, la richiesta di
rinvio in Commissione oppure no, perché devo far parlare a favore e
contro la proposta e devo farla votare.
Pertanto, onorevole Milazzo, formalizzata la richiesta di rinvio
in Commissione del disegno di legge?
MILAZZO. Sì, certo.
PRESIDENTE. Hanno facoltà di intervenire i deputati per
dichiararsi a favore o contro. Uno a favore ed uno contro.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che
anch'io stamattina sono stata protagonista e testimone del
dibattito, molto vivace, interessante e quanto mai oculato ed
opportuno, che abbiamo vissuto all'interno della II Commissione
che, senza voler stigmatizzare l'operato della I Commissione che in
autonomia ed in piena libertà, come stabilito dal Regolamento, ha
previsto questo disegno di legge, ma già ancor prima dell'onorevole
Milazzo, l'onorevole Figuccia l'aveva richiesto e lo formalizzo io
nella qualità di Capogruppo, quindi, sono a favore del rinvio
chiesto dall'onorevole Figuccia proprio per l'emergere di tutte le
criticità, non ultimo il fatto che il vicepresidente del Governo,
il presidente Musumeci e l'assessore Armao, oltre ad aver
evidenziato tutta una serie di perplessità, hanno evidenziato il
fatto che non ha espresso un relativo parere in seno a quella
Commissione.
Peraltro, anche nella qualità di rappresentante del gruppo UDC, io
stessa ho rilevato e fatto rilevare tante difficoltà.
La prima in assoluto quella che, al di là del principio di
trasparenza che si vuole introdurre, di fatto questa norma quasi -
e qualcuno l'ha detto, e le parole pesano come pietra, in
Commissione, come pietra veramente pesantissima, come macigni, ed è
tutto verbalizzato - il nominato, l'indicato dalla parte politica
può avere un atteggiamento di riverenza che fa traballare il
principio della trasparenza o contravviene al codice deontologico
che, invece, è sacro, invocato e testimoniato per chi svolge questo
lavoro di controllo negli enti.
Quindi, lasciando perdere, non voglio entrare nella polemica, mi
fa piacere che ci sia un clima più disteso, mi fa piacere che il
presidente Pellegrino abbia accettato di ritornare a discutere in
seno alla propria Commissione il disegno di legge, faccio rilevare
per ultimo ma non da ultimo, perché è una questione molto
rilevante, che sia io sia la collega Caronia abbiamo presentato
degli emendamenti alle norme riscritte in questo disegno di legge e
non ce le ritroviamo.
Già questo basterebbe a far nascere un serio problema anche in
ordine alle procedure per la trattazione di questo disegno di legge
in questa giornata.
Quindi, sono contenta, mi associo all'idea dei colleghi, primo
Figuccia, secondo Milazzo.
Poi, faremo le nostre opportune valutazioni entrando nel merito
quando si discuterà nel merito della proposta così come dovrebbe
uscire, penso, da quella Commissione.
PRESIDENTE. Chi è contrario alla proposta degli onorevoli
Figuccia, Milazzo e Lo Curto?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo una
profonda amarezza per il tenore del dibattito che c'è stato oggi ed
anche nella scorsa seduta d'Aula.
Crediamo che già i lavori della Commissione non solo siano
esaustivi ma l'emendamento che è stato formalizzato dai componenti
della Commissione nelle scorse sedute d'Aula, fuga ogni dubbio in
ordine a quelli che potevano essere i requisiti di professionalità
per rivestire incarichi anche di particolare complessità.
Ed è insopportabile che tutti questi dubbi anche questo sistema
misto che sta affiorando viene proposto oggi non sia stato poi
proposto nella scorsa legislatura, quando - e lo ripeto - il
centrodestra si è quasi attaccato sui lampadari per imporre ai
comuni il sorteggio dei revisori, un sistema indiscriminato che sta
creando tantissime difficoltà, non ultimo quello che sta accadendo
al Comune di Palermo e, quindi, è troppo comodo ragionare così
quando non si ha la responsabilità del governo delle cose.
Quindi, io ritengo la proposta irricevibile; annuncio il voto
contrario del Gruppo del Partito Democratico alla proposta di
rinvio in Commissione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la richiesta di rinvio del disegno
di legge in Commissione.
Chi è favorevole resti seduto: chi è contrario si alzi.
(Non è approvata)
MILAZZO. Presidente, possiamo avere l'esito della votazione?
PRESIDENTE. Li ho contati, erano 23 da questo lato e molto meno di
20 da quest'altro. Non l'ho fatto con precisione, ma è evidente
(Proteste in Aula)
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga con sistema elettronico
senza registrazione dei votanti
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Milazzo, non si può La
votazione è stata effettuata; il Presidente ha contato chi era in
piedi e chi è rimasto seduto compresi i rappresentanti del Governo,
deputati ovviamente, non tutti, per cui credetemi sarà difficile
che io faccia qualcosa contrario a quella che è la mia idea
peraltro, che sono assolutamente contrario.
FIGUCCIA. Quanti siamo, Presidente?
MILAZZO. Noi siamo in 27
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la votazione è stata effettuata e
vi garantisco che i numeri erano a favore di quelli che erano in
piedi. Io però voglio dire andiamo avanti, se in realtà la
maggioranza era diversa basterà bocciare il primo articolo che è
saltata la legge. Per cui, intanto, andiamo avanti e vi prego in
altre occasioni ho preso le difese della maggioranza in questo tipo
di valutazione, oggi vi posso garantire che la votazione è
assolutamente corretta e, vi ripeto, mi verrebbe difficile fare
qualcosa contrario a quella che è la mia idea; io sono contrario a
questa legge, per cui figuratevi
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, a seguito di quello che diceva l'onorevole Lo Curto,
abbiamo approfondito con gli Uffici per cui è stato risolto il
problema chiederei, pertanto, qualche minuto di tempo perché gli
Uffici possano numerare e distribuire all'Aula i nostri emendamenti
abrogativi. Quindi, chiedo qualche momento di sospensione, dieci
minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, mi scusi, io non ho capito nulla
Ripetiamo piano, piano, perché non ho capito di cosa stiamo
parlando
CARONIA. Poc'anzi l'onorevole Lo Curto aveva fatto presente una
discrasia che si era creata nella presentazione degli emendamenti
poiché la riscrittura del testo è diventato il testo base, abbiamo
presentato io e l'onorevole Lo Curto un emendamento che
erroneamente non era stato inserito. Adesso gli Uffici hanno
verificato, per dare tempo agli Uffici di potere numerare e
distribuire, chiediamo qualche minuto di tempo perché l'Aula possa
averli.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, è tutto a posto nel senso che gli
Uffici avevano, c'era stato questo errore ma è già stato risolto
nel senso che qua ci sono gli emendamenti, sono stati distribuiti?
Pongo in votazione l'emendamento 1. R.30 soppressivo dell'articolo
1, a firma degli onorevoli Papale ed altri.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Signori, chiedo scusa, vi chiedo scusa, se continua
questa caciara, riprendo l'Assemblea a mezzanotte e ci vediamo qua,
belli con calma Per cui datevi tutti una calmata Io ci sento
quando parlate ad uno ad uno. So quello che devo fare, la caciara
vi garantisco che non porta a nessuna soluzione per chi la caciara
la crea, porta soltanto danno a chi la crea per cui state
tranquilli che si andrà avanti con assoluta serenità
Si passa all'emendamento 1.R.42.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Calma Ma non c'è bisogno che continuate a gridare
Ho capito voto segreto Non è che se lo dite dieci volte diventa più
segreto E' voto segreto, tranquilli, state sereni
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.R.42
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indìco
la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.R.42.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco. Chi vota verde è favorevole alla soppressione.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 32
Contrari 25
Astenuti 0
(E' approvato)
Come vedete, con calma, si fa tutto
A questo punto, onorevoli colleghi, è stata bocciata la legge
intera. Abbiamo votato l'emendamento che cancellava l'articolo 1.
Ed allora, facciamo una cosa, scusate, questa volta li prendo io
cinque minuti di sospensione per valutare quello che bisogna fare,
però, intanto è stato bocciato l'articolo 1. Con gli Uffici, se ci
sono dei problemi, meglio vederli personalmente, è inutile parlare.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, lei ha messo in votazione l'emendamento
1.R.30 che cancella dall'articolo 1 la parte iniziale che dice
L'articolo 1 è sostituito .
PRESIDENTE. No, onorevole Lupo, io ho messo in votazione
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Per favore, ma la finite Veramente siete peggio che
all'asilo nido
Ho messo in votazione l'emendamento 1.R.42 che è quello
soppressivo dell'articolo 1, quindi, è tutto l'articolo, mi dicono
gli Uffici, però, se mi date cinque minuti me ne capacito
personalmente che si potrebbe votare solo l'articolo 3. Cinque
minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 18.09, è ripresa alle ore 18.21)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è ovvio che la richiesta di
alcuni deputati sul rimettere in votazione il vecchio articolo 1
prima della riscrittura non ha alcuna logica, perché l'articolo su
richiesta della Presidenza è stato riscritto, proprio perché aveva
delle illegittimità di tipo giuridico che non potevano essere
superate, quindi dopo la discussione in Aula la stessa Presidenza
chiese alla Commissione di riscriverlo con le corrette scritture
giuridiche che erano previste.
L'articolo 2 è strettamente legato all'articolo 1, per cui anche
quello non può essere messo in votazione; però, è possibile mettere
in votazione l'articolo 3, il comma 1, che parla delle
incompatibilità tra l'incarico di revisore e quello di deputati
nazionali e regionali, membri della Giunta, eccetera. Quindi,
ditemi voi. Questo lo posso mettere in votazione perché è valido,
rimane vivo dalla votazione che c'è stata sull'abrogazione
dell'articolo 1, se volete, altrimenti chiudiamo la seduta e poi si
farà un ragionamento sul come ripresentare la legge in maniera più
condivisa di quanto lo sia stata questa volta.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, io non sono d'accordo con quanto
annunciato da lei qualche secondo fa perché, come tante volte è
accaduto migliaia di volte è accaduto, perché ho un po' di
esperienza in quest'Aula, è stata bocciata una riscrittura, da
sempre, tutte le volte in cui si boccia una riscrittura, un
emendamento di riscrittura, in questo caso della Commissione, si
torna al testo base.
Il testo base è sostituito da una riscrittura in caso di
approvazione della riscrittura, altrimenti l'emendamento di
riscrittura non sarebbe un emendamento di riscrittura.
Quindi, io le chiedo di tornare alla votazione sul testo base.
Peraltro, una formale dichiarazione di inammissibilità poteva aver
luogo nel caso in cui l'articolo 1 fosse stato espunto dal testo
prima di essere ammesso in Aula, prima che si svolgesse la
discussione generale, prima che si votasse il passaggio
all'articolato, e così non è stato.
Il disegno di legge approvato dalla Commissione Affari
istituzionali è stato trasmesso all'Aula dopo essere stato
calendarizzato anche dai lavori della Conferenza dei capigruppo, si
è svolta una formale discussione generale, si è votato il passaggio
all'articolato, sono stati proposti diversi emendamenti, siamo
arrivati la scorsa settimana all'idea di proporre, di potere
elaborare una riscrittura; peraltro, noi abbiamo, fidandoci,
delegato per la riscrittura l'onorevole Ciancio, che ovviamente ha
la nostra fiducia, ed anche il Presidente Pellegrino che,
inopinatamente, oggi, invece, addirittura ha condiviso l'idea del
rinvio in Commissione esprimendosi a titolo personale.
Bocciata la riscrittura si torna al testo base. Io non ricordo
alcun precedente in cui, bocciato un emendamento di riscrittura, si
sia considerata morta la norma originaria. Sarebbe fin troppo
facile, soprattutto per le opposizioni, su un testo base del
Governo presentare un emendamento di riscrittura, farlo bocciare
per fare decadere anche il testo base. Ovviamente, è il contrario
della democrazia.
Io la invito a riconsiderare la sua opinione ancora non
formalizzata, diversamente le chiedo di riunire la Commissione
Regolamento anche per vedere come procedere.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Lupo, con grande serenità, la
ringrazio per la chiarezza del suo intervento. La riscrittura di
questo articolo non ha avuto una motivazione cosiddetta politica
ma, dopo che era stato presentato quel disegno di legge, gli Uffici
dell'Assemblea avevano verificato delle impossibilità ad andare al
voto per dei difetti, chiamiamoli così, giuridici di quella norma.
Io le leggo le mie dichiarazioni della seduta passata, in cui è
stata richiesta la riscrittura: Comunico che con riferimento al
disegno di legge n. 106 Norme in materia di revisori dei conti ,
sulla base dell'analisi compiuta dagli Uffici dell'Assemblea è
emersa l'esigenza di effettuare alcuni approfondimenti avuto
riguardo dei seguenti profili: l'impatto e il coordinamento
necessario della nuova normativa con la legislazione regionale in
vigore, nonché le refluenze sul modello procedimentale vigente che
prevede, in atto, la partecipazione all'iter di nomina di diversi
soggetti istituzionali - Giunta regionale, Commissioni parlamentari
e altro -; l'individuazione in maniera certa e univoca dei
requisiti necessari che i professionisti devono possedere per la
partecipazione al sistema di sorteggio; la tecnica normativa
utilizzata dal disegno di legge che assume quale modello di
riferimento, anche attraverso il mero rinvio alle relative
disposizioni nazionali, fattispecie sostanzialmente differenti da
quelle disciplinate nel testo che risultano, invece, caratterizzate
da eterogeneità sotto il profilo della natura e delle funzioni
degli enti.
Comunico, pertanto - queste furono le mie decisioni dell'altra
seduta - che il suddetto disegno di legge, pur restando iscritto
all'ordine del giorno, necessita un rinvio informale in Commissione
per un ulteriore approfondimento tecnico e giuridico da svolgersi
acquisendo, altresì, il parere della Commissione Bilancio , su cui
c'è stata qualche discussione se era corretto o meno.
Ma il rinvio in Commissione per la riscrittura dell'articolo aveva
un valore squisitamente giuridico e non politico, tante riscritture
di articoli sono riscritture che avvengono, ovviamente, perché si
fanno ragionamenti, ci si accorda tra le parti e, quindi, si
riscrive un articolo.
Questo io non lo posso rimettere in discussione perché,
altrimenti, se dovessi riprendere, se io dovessi riportare le cose
a come erano una settimana fa, dovrei rifare di nuovo questo
intervento, dovrei ridire che con riferimento al disegno di legge,
non essendo giuridicamente apposto, la dovremmo rinviare in
Commissione per una riscrittura. Quindi, come dire, capisce bene
che non è una normale riscrittura che noi abbiamo votato oggi, era
di fatto il vero nuovo articolo che sostituiva un precedente
articolo che io non avrei potuto mettere in votazione e che,
quindi, non certamente lo potrei mettere in votazione adesso.
Ed allora, io vorrei soltanto, a questo punto, onorevole Lupo, la
prego di credermi e la sua osservazione è assolutamente corretta e
nei termini parlamentari da lei espressi, ha anche motivazione di
essere stata fatta, ma in questa occasione specifica non la
possiamo prendere in considerazione, quindi continuo a considerare
valida la mia decisione di considerare abrogati gli articoli 1 e 2.
C'è l'articolo 3, mi dovete dire, qualcuno di voi, i Capigruppo mi
dicano se la vogliono mettere in votazione oppure chiudiamo questa
legge e si riformula con calma una legge nuova che andrà, poi,
nella prossima sessione. Ditemi voi. Io, per me, lo posso mettere
in votazione.
CRACOLICI. Presidente, ci fermiamo qua
PRESIDENTE. Ci fermiamo qua. Secondo me è la cosa migliore, però
vorrei che me lo diceste.
CIANCIO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
chiaramente sull'articolo 3 mi sembra, appunto, inutile continuare.
Io non posso che prendere atto della decisione dell'Assemblea.
Penso che già abbiamo messo fin troppo tempo, nel senso che è
circa un mese e mezzo che questo disegno di legge è in Aula, e
tutte le volte abbiamo rimandato la discussione. Sicuramente ogni
volta è stata utile, perché il testo si era arricchito ed è
migliorato molto rispetto alla prima stesura.
Tuttavia, non posso che prendere atto, ripeto, della decisione
dell'Assemblea e della maggioranza, che era chiara sin dal primo
momento, tant'è che io stessa ho detto noi: possiamo cambiarla
decine e decine di volte questa legge, ma tanto ci sarà sempre chi
è favorevole, chi è contrario, qualsiasi sarà la formulazione che
noi o gli Uffici, o chiunque altro potrà immaginare.
L'unica cosa che mi dispiace è, insomma anche per come sono andate
le cose, per come è andata la Commissione stamattina - io l'unica
cosa che volevo dire prima, poco fa, Presidente - è che i
professionisti, che sono stati contattati ed invitati stamattina,
non avevano avuto la riscrittura. Quindi, quel parere era sulla
base di una riscrittura che, voglio dire, secondo noi sistemava
molte cose, ma tant'è che è andata come è andata.
Ripeto, prendo atto della decisione, purtroppo non posso che fare
anche una valutazione politica di questa decisione, perché le
nomine continuano a fare gola, il Governo decide ancora una volta
di utilizzare e dare questo tipo di incarichi, come meglio ritiene
più opportuno. Noi pensavamo ad un criterio più trasparente e più
aperto anche alle categorie, ai giovani e a persone che in questo
modo non entreranno mai a far parte di un bacino che, purtroppo,
contempla sempre le stesse persone. Perché, non dimentichiamoci - e
l'ho detto anche oggi in Commissione - che l'idea di questo testo
era ampliare quanto più possibile la platea di persone che
potessero partecipare alle selezioni, diciamo così. Così non è
stato, ne prendo atto, la ringrazio per essere stato imparziale,
anche da questo punto di vista.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio e, se mi posso permettere
una mia valutazione sull'argomento. Probabilmente ci sono dei
momenti in cui qualche mediazione serve, forse avrebbe favorito
l'iter della norma. Il rifiuto di mediazione, sempre, per
principio, probabilmente è una cosa che poi, ogni tanto, si paga.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che, a
questo punto, preso atto dei suoi chiarimenti, sia opportuno un
rinvio del disegno di legge in Commissione, per capire se e come si
può procedere, e se ha ancora senso procedere all'esame di questo
testo.
Voglio però ravvisare, Presidente, prendendo atto della sua
inappellabile decisione, che la richiesta di riscrittura in
Commissione era stata da lei formulata, sostanzialmente condivisa
da tutti, perché il disegno di legge originario parlava del
sorteggio dei revisori dei conti anche delle società partecipate.
Da qui nasce la riscrittura, che di fatto si riferiva
esclusivamente ad enti pubblici. La Presidenza ha ammesso però
l'emendamento 1.R.36 del Governo, che recita: le disposizioni di
cui al comma 1 si applicano anche alle società partecipate degli
enti locali .
Signor Presidente, se era inammissibile il sorteggio per le
partecipate della Regione, il Governo non poteva presentare un
emendamento che si riferiva alle partecipate, addirittura degli
enti locali. E per coerenza, mi permetto di dire, la Presidenza
dell'Assemblea non avrebbe dovuto accettare questo emendamento.
Quindi io chiedo il rinvio in Commissione del disegno di legge per
approfondimenti.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, il tempo di verificare che - ma non ho
dubbi che quello che lei dice sia vero - chiedo scusa se è stata
dichiarata inammissibile una cosa che non lo era, si può sbagliare
ogni tanto, ma non sono problemi.
Scusate, c'è una richiesta, siccome la legge ancora è qui, non è
stata bocciata interamente, stavamo discutendo se era possibile
votare l'articolo 3. C'è in questo momento la richiesta di un
Capogruppo, adesso, di un rinvio - cioè si è ribaltata un attimo la
situazione - che io non possono non prendere in considerazione.
Avete chiesto di intervenire in trenta, a questo punto facciamo un
intervento a favore e uno contro il rinvio in Commissione.
Però, onorevole Lupo, gli Uffici mi dicono che il rinvio in
Commissione di una norma che è stata bocciata non ha senso. Allora,
la proposta che invece questa Presidenza intende fare è il rinvio
di tutte le carte in Commissione per valutare la possibilità di un
nuovo disegno di legge che, alla prossima sessione, ovviamente
potrà ...
MILAZZO. Degli articoli rimanenti?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pretendo di non essere più
interrotto mentre parlo, perché ogni volta che mi interrompete io
sospendo la seduta e ce ne andiamo ad un'ora dopo. Poi così avete
finalmente la possibilità di dire che sono io che non voglio
lavorare, grazie.
Allora, la proposta della Presidenza è questa, se l'onorevole Lupo
è favorevole, se gli altri sono in linea di massima favorevoli,
rinviamo tutte le carte in Commissione.
Non discutiamo più di questa norma, non la rimandiamo in
Commissione perché non si può. La Commissione la riesamina
interamente e la presenta alla nuova sessione.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, la ringrazio per la parola. Noi siamo
stati in quest'Aula veramente una parte oggi responsabilissima,
interventi misurati, la collega presentatrice del disegno di legge
assolutamente ragionevole nel merito, quindi se le chiedo la parola
credo che non ci saranno, e non ci sono, problemi. Anche perché,
Presidente, un altro punto, serve il rispetto del Regolamento, nel
senso che la possibilità di parlare, di poter intervenire
sull'ordine dei lavori, sull'articolo 83, devono essere rispettati.
Non si chiuda più l'Aula, glielo chiedo, e mi appello alla sua
capacità di comprendere, il Regolamento è la parola nelle mani
delle opposizioni, se non abbiamo più neanche la possibilità di far
valere il Regolamento, è meglio che ce ne andiamo a casa.
Proprio sul tema, però, dell'opposizione, mi si permetta una
riflessione.
Io faccio veramente i complimenti a questa maggioranza che, oggi,
vedo vivace, ricompattata, perché ha fatto un'opposizione
fantastica. C'è da imparare Mi complimento proprio, perché quando
si tratta di nomine, di poltrone, di evitare le possibilità di
estrarre a sorte e dare possibilità democratica di avvicendamento
nei posti di controllo, ecco che sono tutti presenti.
Magari fossero presenti così, sempre, quando si tratta di parlare
delle questioni della Sicilia e dei problemi. Mi complimento
Eppure, e concludo, signor Presidente, perché, ormai, ciò che è
stato, è stato.
Signor Presidente, lei dovrebbe però richiamare all'ordine
quest'Aula, come lo fa sempre.
PRESIDENTE. L'ho fatto più volte, anzi, metto in atto la mia
minaccia.
ZAFARANA. Ed allora dico una cosa, il voto segreto, il vostro
Presidente Musumeci ha stigmatizzato più volte il voto segreto.
Signori, allora una mano sulla coscienza
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per un quarto d'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 18.41, è ripresa alle ore 18.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito l'onorevole Zafarana a proseguire il suo
intervento, precedentemente interrotto.
Nell'interesse di tutti, invito i colleghi alla calma ed alla
serenità altrimenti mi vedrò costretto a risospendere la seduta.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è proprio a
quella calma ed a quella compostezza che noi abbiamo tenuto in
quest'Aula che io faccio riferimento, però quando le cose si devono
dire si devono dire.
E quello che io voglio rappresentare è questo. Purtroppo, in
questo disegno di legge, che avuto traversie incredibili prima di
vedere la luce, la Commissione in un certo modo è stata messa in
discussione nel suo operato, un Governo che una volta vota
favorevole, una volta vota contrario, un'opposizione che oggi si
avvale del voto segreto .
Glielo dite voi al Presidente Musumeci?
Cioè, la cristallina asserzione del Presidente Musumeci il voto
segreto è deplorevole si dovrà scontrare con una maggioranza che
oggi ha affossato un testo di legge che - ripeto - forse nessuno
dei testi di legge fatti cambiava le sorti della Sicilia, ma
sicuramente dava un contributo.
E, quindi, poter procedere con i revisori dei conti per sorteggio
e non per nomina su una cinquantina di enti controllati e
partecipate dalla Regione, poteva essere un primo avvio, un primo
slancio, anche perché - come ha ricordato l'onorevole Lupo, per
esempio - non vi è la previsione degli enti controllati dei comuni.
E là si apre un marasma. Allora, è vero sì che la riforma va
fatta, e va fatta per tutti, senza far sì che questa diventi una
guerra di religione.
Ora, il testo viene rinviato in Commissione, però c'è da prendere
atto che c'è stata una ferrea opposizione da parte della
maggioranza a voler modificare il sistema delle nomine ed a volere,
quindi, rimanere nelle condizioni in cui siamo, perché purtroppo
stiamo parlando di poltrone, e questo va detto e ne prendo atto
Presidente, quindi, io rassegno a lei questa riflessione perché
comunque le riforme, sa cosa ha scritto Il Sole 24 ore in questi
giorni rispetto a questa norma? Che la Sicilia sarebbe stata la
prima Regione ad avere un taglio del genere, ad avere un respiro
del genere chiesto dall'Ordine dei commercialisti, chiesto da tutti
coloro che sono stati auditi nelle varie Commissioni, abbiamo
voluto fare una battaglia di retroguardia, avete voluto affossare
la possibilità del rinnovamento, della ossigenazione di un sistema
che comunque merita ossigenazione. Tant'è che noi vediamo comunque
nei documenti che ci sono arrivati, ricordo e vado a memoria, sulle
164 partecipate, gli enti collegati alla Regione nel perimetro dei
25, soltanto undici hanno presentato nel consolidato il bilancio,
undici dei quali qualcuno ha una percentuale di partecipazione
della Regione bassissima e allora di che stiamo parlando?
Il controllo è fondamentale, assessore Armao, proprio quel tipo di
controllo che spesso e volentieri non si opera, non si fa, tant'è
che i dati ci riportano esattamente, i documenti che noi possiamo .
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, mi rivolgerò a lei, Presidente, ricordo a lei che almeno
due ore fa, e almeno tre giorni e almeno sette giorni e almeno
quindici giorni fa, e almeno un mese fa, il sottoscritto, in
rappresentanza del Gruppo di Forza Italia, ha sempre dato apertura
al dialogo e al confronto. E oggi io con una proposta concreta -
quindi non sono venuto qua a parlare solo contro la norma - ho
fatto una proposta concreta, ho detto ci sono due scuole di
pensiero, uno che vuole fare rimanere la legislazione invariata, e
un'altra che vuole portare una spinta innovativa, si può trovare un
punto di incontro anche introducendo la quota rosa, ho detto a
qualche collega in giro per il Parlamento?
Ci voleva un atto di buona volontà, ci si è confrontati con i
numeri, sono voluti andare allo scontro alzandosi in piedi quindi,
non è che io non ho voluto mediare e trovare la proposta? Perché
oggi avremmo potuto garantire ai giovani cinquantenni, ai giovani
quarantenni, ai giovani trentenni iscritti all'albo un sistema, un
componente nei collegi sorteggiato, con almeno due anni di
esperienza, sto portando per ora delle proposte così, buttate a
campare, e non si è voluto fare questo
Poi, onorevole Zafarana, io la stimo perché è una persona seria,
perbene e ci mette impegno Detto questo, con grande convincimento
le dico, mi scusi, ma Di Maio e Salvini, secondo lei a Roma, che
hanno l'urna quella rotant,e e fanno il sorteggio per i revisori
della Rai, dell'Eni, se li nominano. E allora, così come si è fatto
che tutta la spinta legislativa in questo paese è arrivata dal
Governo nazionale a calare verso le Regioni, sarebbe stato più
produttivo presentare una norma in Parlamento nazionale, renderla
norma di questo Paese e chiedere il recepimento della norma in
Sicilia invece, che si è fatto? Là che ve li nominate voi niente
sorteggio, qua il sorteggio
Fermo restando che io - le ripeto - non mi sono attaccato al
lampadario, ho fatto più di una proposta per cercare di arrivare a
una soluzione che veda l'armonia in Aula, perché io mica gioisco
oggi per il fatto che si è arrivato muro contro muro, perché so che
domani, su un altro argomento, si andrà muro contro muro e non si
fanno buone leggi.
Noi sappiamo tutti, e l'ho detto in premessa, che io non mi sarei
confrontato politicamente su questo tema perché sapete come la
pensava il Presidente della I Commissione, sapevate come la pensava
l'onorevole Assenza, quindi non c'era un fatto politico, ideologico
della maggioranza, ognuno qua è andato in ordine sparso in base al
proprio convincimento. Sarebbe stata una buona norma se avessimo
fatto un sistema misto e io lo ribadisco, ora, Presidente, se il
rinvio in Commissione si è fatto, e si è fatto per la sola parte
non respinta dall'Aula, io mi auguro che in I Commissione, dove
l'opposizione fa valere i propri numeri contro la maggioranza, se
pur noi di maggioranza in Aula abbiamo un cartello, e abbiamo la
maggioranza, eppure abbiamo accettato questa cosa. Doppia
preferenza di genere niente, sul terzo mandato niente - ed è una
norma nazionale - la norma sul terzo mandato dei sindaci nei
piccoli comuni è una norma nazionale.
Ci riempiamo la bocca, ma come a Roma lo fanno e qua non lo
facciamo eppure in alcuni comuni c'è una sola lista. Non si
presenta nemmeno la lista contrapposta a quella del candidato
sindaco, perché? Perché noi abbiamo deciso che mentre là sono tutti
professionisti, grandi amministratori, qua sono amici nostri o
sindaci galoppini o consigli di circoscrizione.
Sto girando i paesi, così come tutti voi ed i consiglieri dei
piccoli comuni e gli assessori guardate che ce l'hanno con tutti
noi. Un assessore che fa lo sguattero, che aggiusta lui il tubo a
scuola, deve prendere trenta euro al mese, e bisognerà intervenire.
Per i piccoli comuni bisognerà intervenire, perché non si può dire
che uno si prende la responsabilità per prendere trenta euro di
indennità. Dice, ma sarà una missione Sì, ma se è una missione, ci
sono pure delle responsabilità. Ecco perché noi non dobbiamo avere
due pesi e due misure.
Per quanto mi riguarda, non sono contento di quello che è accaduto
oggi, perché se la politica non avesse fatto prevalere i numeri
oggi noi avremmo fatto un buon lavoro. Siccome si è scelta la
strada dei numeri, ieri è andata bene a voi, oggi è andata bene a
noi, e magari può essere che domani andrà di nuovo male a noi.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, complimenti per il suo tempo
precisissimo.
E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto, e poi l'onorevole
Caronia. Onorevole Lo Curto, rinuncia?
LO CURTO. No, sono contro la rinuncia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi do in ordine così vediamo se
manca qualcuno. Dopo l'onorevole Lo Curto ci sono gli onorevoli
Lupo, Caronia, Aricò, Pagana, Cappello e Foti. Ce ne sono altri?
ZAFARANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83.
PRESIDENTE. Ancora, di nuovo? Scusate, sull'articolo 83, non è che
possiamo intervenire tutti oppure, scusate, facciamo una cosa
d'imperio, come tanto per cambiare faccio, darò la parola a tutti
quelli che me la chiedono sull'articolo 83 per un minuto, dicano
qual è il problema. Tutti quelli che sono segnati sono già iscritti
a parlare.
E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è nota la
posizione dell'Udc, ed è nota anche quella mia sul piano personale
nel merito di questo disegno di legge, che ho già definito
veramente insulso e stupido. E questa mattina, scusandomi con
l'onorevole Ciancio, a cui riconosco, per carità, ogni legittima
buona fede nel volere sostenere che i giovani debbano essere pure
tenuti nella dovuta considerazione, ma il metodo del sorteggio
rende iniquo il principio, rende assolutamente inefficace anche il
principio di responsabilità, perché chi esercita questo ruolo lo
deve esercitare nella pienezza dei poteri conferiti dal proprio
codice, in ossequio al proprio codice deontologico, terzietà,
indipendenza, autonomia, rispetto delle legge e della Costituzione.
Quindi, noi ci stiamo abbarbicando, ovvero l'opposizione, e
soprattutto il Movimento Cinque Stelle si è abbarbicato nella
difesa di una norma che è assolutamente insussistente oltre che
insulsa.
Da madre di un giovane certamente anch'io sono per i giovani, ma
ci mancherebbe altro L'ho detto questa mattina, ma che ne facciamo
una contrapposizione tra vecchi e giovani Ma di che cosa stiamo
parlando, dobbiamo parlare della responsabilità che lega ogni
soggetto che viene nominato a quello che deve fare con la
competenza, l'attenzione per cui è stato designato e peraltro
aggiungo che questa, ovviamente, storia del sorteggio, lede il
principio della trasparenza. Lo lede proprio nella sostanza, perché
lede il principio della democrazia, ma questo, signor Presidente,
non è nuovo anzi è un tema assolutamente caro ai Cinque Stelle che,
secondo il Vangelo della Casaleggio ed associati, a cui si aggrega
anche Grillo, si può fare a meno del Parlamento, si può fare a meno
del Presidente della Repubblica, ignorando che questo è un Paese
democratico, ignorando che questo è un Paese democratico, ignorando
che questo è un Paese che ha lottato con il sangue per ottenere i
principi democratici che oggi danno diritto anche a sostenere le
stupidità che vengono fuori e vengono dette in libertà e grazie in
nome e per conto di quel principio democratico che si vorrebbe
abbattere con la Piattaforma Rousseau che, guarda caso, è gestita e
governata da un unico soggetto che si chiama Casaleggio.
Lo capisco che la verità brucia Ma è giusto che bruci la verità
insieme alle stupidate che voi raccontate agli italiani.
(Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
LO CURTO. Un momento, Presidente, ma io sono felice di suscitare
tanto fuoco, perché le ennesime bugie ve le dovete risparmiare, la
gente non è più così stupida Cosa stanno facendo i vostri uomini
al Governo? Hanno nominato o hanno sorteggiato?
Hanno nominato
Ed è giusto che lo abbiano fatto, perché chi governa deve, con
responsabilità, essere garante del principio di buon Governo e di
buon funzionamento delle Istituzioni, delle amministrazioni e degli
enti partecipati.
Ho concluso, Presidente, se mai ritornerà in Aula questo
obbrobrioso disegno di legge, già il mondo sa e tutto il mondo deve
sapere come la penso sul piano personale, che mi ritengo anche
indignata per l'ordine dei professionisti, che certamente oggi si è
visto mettere sul banco degli accusati di intrallazzare, di non
fare bene, con responsabilità, dovere e coscienza e in autonomia il
proprio lavoro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non possiamo continuare a fare una
dichiarazione di voto su una legge che è stata bocciata, vi prego
Perché siamo qui da tre ore, intervenite tutti. E Siccome tutti
quelli che siete intervenuti sino ad ora avete fatto dichiarazione
di voto su una legge bocciata, vi prego di evitarlo, perché
diversamente, io do la parola a tutti, e mi fa piacere darla a
tutti, ma se è soltanto per gridare o soltanto per litigare con i
propri colleghi, lo eviterei.
Per cui lo ripeto: ai prossimi disordini, per chiamarli così,
sospendo l'Aula in modo definitivo, cioè la chiudo
Se per favore possiamo stare calmi, ascoltare tutti gli
interventi, onorevole Caronia, la prego con serenità, più gridiamo
e peggio è. Vi garantisco che sono molto stanco, ho una certa età,
voi siete tutti ragazzini. La prossima volta chiudo l'Aula e ci
rivediamo domani direttamente.
E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia, ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
semplicemente fare due considerazioni, per cui spero di utilizzare
anche meno dei cinque minuti che mi sono stati concessi.
Devo dire che oggi questa abrogazione, che è avvenuta in Aula, che
comunque è un voto e ha un significato, non è uno scontro tra
opposizione e maggioranza, è semplicemente - a mio modo di vedere
- avere ristabilito un percorso di legittimità di una norma che,
probabilmente, sarebbe stata impugnata, poiché buona parte del
disegno di legge originale era destinato a enti che non erano
sottoposti a quel tipo di normativa, sarebbe stata impugnata,
sarebbe stata resa illegittima, era illegittima perché le
partecipate non soggiacciono a quel tipo di selezione per quanto
riguarda i revisori.
Ricordiamo il Decreto legislativo n. 39; vorrei riportare tutto ad
un alveo legislativo e normativo, perché è quello che noi abbiamo
discusso, altro non sono neanche disposta ad ascoltare.
Perché ritengo che se abbiamo fatto una buona legge, a volte la
buona legge si fa evitando di farla, non è detto che per forza
legiferare sia la migliore strada.
Certo, noi siamo un Parlamento, siamo qui per stabilire le regole,
ma è pur vero che se si sono, come dire, presentate delle norme che
non avevano poi la possibilità di essere applicate, in realtà poi
c'è stata una riscrittura, però l'onorevole Zafarana - il cui
intervento ho ascoltato con attenzione - ha detto 50 organi
sarebbero stati destinatari di questa norma, riscritta.
Personalmente, lo dico e lo ripeto, io non mi appassiono due mesi
su una norma che riguarda 50 enti, di cui stiamo parlando, faccio
un esempio per tutti, le scuole, i cui revisori che percepiscono
mille euro, per fare da revisore in un anno, erano le scuole
destinatarie di quell'articolo riscritto, erano le scuole
E, allora dico, se noi ci siamo appassionati per due mesi su una
legge che riguardava cinquanta enti, probabilmente forse avremmo
potuto impiegarlo meglio il nostro tempo. Inoltre, vorrei anche
aggiungere che l'articolo 3, Presidente, è già normato. Se verrà
rimandato in Commissione, bene, ma vorrei ricordare a me stessa e a
quest'Aula che il decreto legislativo n. 39 del 2010 norma già le
cause di incompatibilità dei revisori, per cui a me sembra - lo
devo dire questo con franchezza - semplicemente un esercizio della
nostra parola e della nostra capacità di eloquenza in questo
pulpito. Perché una norma che già esiste perché dovrebbe essere
rinormata nuovamente?
Ecco che, ripeto, per mio modo di vedere - mi dispiace dissentire
anche da quello che ha detto l'onorevole Milazzo - io non credo che
era perfettibile. Se fosse stata perfettibile avremmo trovato oggi,
in Commissione Bilancio - dove si è lungamente lavorato - delle
soluzioni alternative. Qui non è il problema di concedere qualcosa
all'opposizione perché la maggioranza poi domani si troverà con i
numeri meno, io non credo a queste logiche. Io ritengo che, così
come la legge n. 29 l'abbiamo votata, quel disegno di legge mandato
dal Senato che non ha convinto buona parte di quest'Aula e ha
trovato maggioranza e opposizione che si sono miscelate, anche in
questo caso, anche stasera, i deputati hanno scelto secondo
coscienza e quindi i voti che poi sono stati dati sono stati dati
da chi, effettivamente, si è convinto, alla luce delle lunghe
discussioni fatte in Commissione I, in Commissione II, che questa
non era una norma utile né applicabile. E la ragione per la quale
io ho votato contro, nonostante il voto fosse segreto, è
semplicemente questa: non era una legge applicabile.
Questo Parlamento ha anche un obbligo, noi siamo legislatori ma
dobbiamo anche legiferare in maniera precisa, puntuale e le leggi,
spesso, ci viene condannato - l'altra volta anche in Commissione
Bilancio - viene spesso ascritto alla nostra non chiarezza nel
momento in cui legiferiamo, poi la difficoltà dell'interpretazione
da parte degli Uffici e da parte dei dipartimenti. Allora dico, se
vogliamo rendere semplice il nostro lavoro, perché poi possa essere
effettivamente tradotto in circolari che siano di facile
comprensione e applicazione dai cittadini, a partire dai
Dipartimenti che poi devono applicarle. Io credo che noi abbiamo
l'obbligo anche di vigilare sul fatto che non facciamo delle norme
giusto perché veniamo qui, ma perché devono essere delle norme
attuabili, corrette e che hanno poi un seguito. Credo che per un
Parlamento avere delle norme impugnate non sia un fiore
all'occhiello, diventa un demerito. Innanzitutto la nostra capacità
di legislatori e poi anche della nostra capacità di valutazione di
quello che poi le norme comportano.
Con questa valutazione che credo sia, assolutamente, pacata e di
buon senso, io mi auguro che i lavori della Commissione tengano
conto delle mie dichiarazioni. L'articolo 3 non è necessario
normarlo perché è già normato. Dedichiamoci a cose che ancora
servono e ce n'è tanta materia da normare.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi non era
una norma importante, era una norma, però, che poteva regolamentare
una professione fondamentale all'interno dei meccanismi degli enti
locali e della Regione. Noi, come Gruppo parlamentare, avevamo di
fatto, rispettando il lavoro della Commissione I, presentato una
serie di emendamenti. Anche se non sono favorevole al sorteggio
perché lo ritengo una delegittimazione del professionista, io
ritengo importante, signor Presidente, oggi fare un ringraziamento
pubblico a tutti i revisori dei conti, alcuni dei quali pagati poco
più di cento euro al mese, in alcuni casi, per svolgere la funzione
di controllo e, probabilmente, ci dovremmo occupare di dare dignità
a questi professionisti e, invece, oggi noi non l'abbiamo fatto o,
comunque, oggi la Commissione I ha lavorato su un altro tema.
Questo ci dispiace perché è vero che ci sono alcuni professionisti,
alcuni enti che non hanno bilanci ormai da diversi anni,
addirittura l'assessore Armao ci dice che sono poco più di cento
quelli che non hanno il bilancio. Ma cosa c'entrano i revisori?
Oggi noi abbiamo udito i revisori o, comunque, alcuni
rappresentanti di essi in Commissione Bilancio e, quindi, di fatto
Presidente è passata in parte la pregiudiziale che io avevo
suggerito all'Assemblea e lei ha accolto, giustamente, che se ne
occupasse anche la Commissione Bilancio.
E allora noi volevamo migliorare l'attuale legge, noi riteniamo
che questa potesse essere migliorata; abbiamo proposto, e ci siamo
confrontati anche con il vice presidente della Regione, con delega
all'economia, per istituire l'albo unico dei revisori.
Oggi io vorrei ricordare all'Aula, noi abbiamo un albo, un albo di
quei dipendenti regionali divisi per fascia A e B, a secondo la
tipologia, che possono assumere degli incarichi di revisore legale
all'interno della Regione. Non abbiamo l'albo degli esterni.
L'Assessore Armao voleva istituirlo, noi di Diventerà Bellissima
lo volevamo istituire, volevamo evitare il sorteggio, eravamo
disponibili pure a far sì che ci fosse una rotazione dei
professionisti. E allora perché dobbiamo sorteggiare ed affidarci
alla dea bendata?
Oggi in Commissione si diceva: ma tu ti affideresti nelle mani di
un avvocato che viene scelto per sorteggio? Possibilmente ci sono
alcuni professionisti che per la loro esperienza possono essere i
garanti della contabilità di un ente di una certa dimensione, e
altri che sono alle prime armi che si devono inserire, perché caro
Assessore noi dobbiamo fare in modo che i nuovi professionisti si
possano inserire nei meccanismi proprio per far sì che possano
entrare nella fascia , nella seconda fascia, per assumere incarichi
di primo piano ed è questo doveva essere il tentativo della legge,
però dobbiamo pensare signor Presidente e signori colleghi a tutti
quei professionisti che si alzano la mattina e vanno ad assumere
responsabilità importanti, che poi è il controllo contabile.
E allora, anche con i colleghi del Gruppo avevamo pensato di
mettere mano con un altro emendamento al sorteggio dei revisori
degli enti locali, e allora, pur non condividendo il sorteggio
neanche per gli enti locali, pensavamo di restringere il sorteggio
ai residenti all'interno della provincia. Ma voi pensate i piccoli
comuni? Prima l'onorevole Milazzo parlava dei piccoli comuni, i
consiglieri comunali o gli assessori che hanno gettoni di qualche
decina di euro, costretti a far fronte alle trasferte di un
revisore dei conti residente a Siracusa che va a Trapani, ma quello
di Messina non può andare a Reggio Calabria perché deve essere
sorteggiato nella stessa regione e a volte la trasferta, spesso la
trasferta, e l'Assessore Grasso lo sa meglio di noi, costa di più
dello stesso emolumento.
E allora volevamo fare anche chiarezza in tal senso; non c'è stato
possibile, abbiamo tentato in tutti i modi di trovare una soluzione
mediana, abbiamo parlato di Albo unico regionale, abbiamo parlato
di rotazione, abbiamo parlato, pur mantenendo il sorteggio per gli
enti locali, di restringere all'interno della provincia affinché i
sindaci e le amministrazioni dei piccoli comuni non dovessero
sborsare migliaia di euro soltanto per pagare le spese di trasferta
ai revisori. Tutto in Commissione Bilancio, i nostri emendamenti ci
sono, sono presenti.
Quindi signor Presidente, concludo, noi siamo disponibili,
apprezziamo il ritorno in Commissione, ci vogliamo mettere mano,
riteniamo una legge non tra le fondamentali in Sicilia, ma una
legge da affrontare, rispettiamo il lavoro fino ad oggi svolto
dalla I Commissione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi riteniamo e ci
auguriamo che i lavori di approfondimento in Commissione possano
essere utili in tal senso, che sia necessario introdurre dei
criteri anche innovativi di trasparenza e di oggettività per la
scelta dei revisori dei conti, io direi anche delle società
partecipate, ma almeno degli enti pubblici sottoposti al controllo
e vigilanza della Regione. E quindi sul principio saremo
irremovibili. Poi, saremo aperti al confronto in Commissione perché
questo è il lavoro degli organi parlamentari, ma affermare il
principio che un revisore dei conti iscritto all'albo, un dottore
commercialista iscritto all'ordine, possa far parte di un collegio
di revisione a prescindere dal fatto di essere più o meno amico di
una maggioranza o di un Governo, io ritengo che è un fatto di
assoluta civiltà. Ed è questo che noi intendiamo tutelare,
difendere e garantire. E, ovviamente, non si può dire che chi è
scritto all'albo o chi è scritto a un ordine sia incompetente,
perché è una contraddizione in termini.
Io ho ascoltato anche la relazione che correttamente il Presidente
Savona ha svolto, ha riportato esattamente la discussione che si è
svolta in Commissione Bilancio; noi l'anno scorso ci opponemmo al
sorteggio per quanto riguarda i Comini, poi, in realtà, ci fu una
votazione trasversale, molti di noi votarono anche a favore, alla
fine fu approvata la norma che oggi consente la nomina dei revisori
dei consigli dei Comuni a sorteggio. Ma il Governo dell'epoca si
oppose.
La nota del Presidente Savona dice, ripetendo ciò che hanno
sostenuto alcuni dei soggetti auditi in Commissione a tal
proposito, e cioè sarebbe derivata dal sorteggio una diminuzione
della qualità dei collegi con il rischio di indebolire l'intero
sistema dei controlli. E' un'opinione. Chi lo dice? Dov'è scritto?
Dov'è accertato? Da cosa risulta?
Noi riteniamo che anche molti giovani iscritti all'albo dei
revisori o giovani dottori commercialisti devono, e possono, far
parte dei collegi dei revisori dei conti, degli enti e delle
società partecipate; ma almeno degli enti pubblici regionali, se
vogliamo evitare introdurre possibili contrasti con le norme
nazionali di diritto civile, societario, eccetera. Questo è un
aspetto che volevo sottolineare.
Ma, signor Presidente, vorrei soprattutto sottolineare, occupando
ancora un minuto del tempo di cui dispongo, che in data 20 marzo il
Presidente della Regione, l'onorevole Nello Musumeci, le ha scritto
una lettera, lei ricorderà. In quella lettera il Presidente
Musumeci le ha scritto: aboliamo il voto segreto all'Assemblea
regionale siciliana, sostenendo che è una questione di etica, di
trasparenza e di rispetto verso gli elettori.
Ecco, noi riteniamo una grave incoerenza politica quella della
maggioranza che qui, oggi, su un disegno di legge tecnico ha
proposto il voto segreto, voto segreto che è stato esercitato anche
da deputati che sono assessori della Giunta Musumeci.
È una grave incoerenza politica che, sicuramente, non fa onore a
questo Governo e alla vostra maggioranza.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Che vuol dire,
Presidente? Specifichi? Sai come ho votato?
LUPO. Puoi dichiarare come hai votato.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, la prego, assessore Cordaro la
supplico di evitare questi inutili dibattiti a due.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
FOTI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Il tempo per gli interventi ai sensi dell'articolo 83 è di due
minuti massimo.
FOTI. Signor Presidente, io rimango in attesa di sapere se lei
intende distribuire l'ordine del giorno di cui parlavo prima.
Non le nascondo che, in particolare, un intervento mi ha turbata:
300 secondi di logorrea da parte di una deputata che rappresenta il
passato che ci ha consegnato un Paese marcio, che si permette di
scaricare responsabilità presunte a chi, ancora, sta mettendo piede
nelle Istituzioni.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, l'articolo 83 del Regolamento interno
non prevede questo tipo di interventi. La prego.
FOTI. La ringrazio che lei, a posteriori, ha un po' ripreso il
tono di quell'intervento, ma lo ha fatto dopo quell'intervento.
Lei, vede, Presidente, non può, secondo me, glielo consiglio, che
non dovrebbe permettere ad un'urlatrice
PRESIDENTE. Onorevole Foti, lei sta intervenendo ai sensi
dell'articolo 83 ..
FOTI. . Che non dovrebbe permettere ad una urlatrice seriale di
insultare l'attività parlamentare legittima, che è stata portata
avanti dal mio Gruppo parlamentare, utilizzando termini come
stupidaggini eccetera, eccetera, perché ad essere insulsa è la
storia di questo Paese, di come è stata ridotta dai padri fondatori
e, magari, da chi è che si ispira quella certa onorevole. Se lei
potesse dare un senso a questa seduta, rispondendoci, se è
possibile discutere l'ordine del giorno, sentire l'assessore Armao,
gliene saremmo grati, dato che oggi si è fatto un grande buco
nell'acqua e si sono offese le persone, i professionisti iscritti
all'albo - lo ribadisco - e che hanno la piena titolarità.
Evidentemente la giostra continuerà a girare sempre per i soliti,
buoni e cattivi che salgono a bordo con un ticket politico e non
con la
PRESIDENTE. Però vorrei ricordare che l'articolo 83 è un articolo
molto preciso.
FOTI. Ma lei risponda, lo ammette o no?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se dobbiamo continuare gli
interventi politici che abbiamo fatto fino ad ora, vi garantisco
che vi tolgo la parola. Sull'ordine del giorno non le rispondo, ma
l'articolo 83 prevede degli interventi brevi per motivazioni
precise che riguardano la nostra Terra. Se bisogna ricominciare,
ogni volta, a fare sempre gli stessi discorsi, credetemi, ne
abbiamo parlato già tanto tempo.
Dopodichè, onorevole Foti, per quanto riguarda il suo ordine del
giorno, è stato ovviamente iscritto al ruolo. Al primo disegno di
legge che verrà affrontato ci sarà l'ordine del giorno, perché gli
ordini del giorno si devono trattare all'interno di un disegno di
legge, alla fine della votazione. Oggi questo non lo abbiamo fatto
e per cui non è possibile trattare l'ordine del giorno, ma già
domani penso che si possa fare, per cui gli Uffici saranno pronti
in tal senso per domani.
E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, dividerò i miei due minuti con due
temi. Veramente, di cuore, le volevo chiedere: questa Camera,
quest'Aula, la Camera il Senato hanno dei Regolamenti, buoni o
cattivi che siano. Finora ci siamo trovati molto bene richiamando
il Regolamento, ove questo non fosse accidentalmente non
rispettato.
Se vi è bisogno di un aggiornamento di determinate procedure, ben
vengano. Vi è una Commissione Regolamento, prevista proprio a tale
scopo. Si avvia un processo democratico per cambiarlo. Siamo, come
dire, tutelati dall'utilizzo di questo Regolamento, ovviamente
facendolo in maniera coerente con le prerogative, che noi qua
dentro possiamo fare. Tutti e settanta, eravamo novanta, meglio no?
Ci saranno meno interventi. Però che non si venga, come dire,
tarpati nella propria possibilità di svolgere il nostro ruolo.
Perché anche l'articolo 83 fa parte di questa possibilità, e la
ringrazio se vorrà ascoltare questo mio appello accorato anche in
rappresentanza di tutto il mio Gruppo.
Intervengo per chiederle: ho sentito, si è detto dalla stampa
locale messinese che l'attuale sindaco della mia città, Messina,
l'onorevole Cateno De Luca, avrebbe rassegnato alla Presidenza
dell'Assemblea le dimissioni da deputato regionale, poiché appunto,
è chiara e nota a tutti, la incompatibilità di questa carica con
l'attuale carica che lui riveste dalle scorse elezioni di sindaco
della mia città. Ora, se questa lettera di dimissioni è formalmente
pervenuta, da quando eventualmente decorreranno? Perché, sappiamo
bene le condizioni ostative, diciamo così - che in quest'Aula non
hanno potuto, che non hanno fatto sì che la Commissione Verifica
Poteri, potesse operare - perché il punto era chiaro a tutti e
sotto gli occhi di tutti. Chiaramente esistono delle regole, e noi
a queste ci rifacciamo.
Concludo signor Presidente. Attendiamo che la Commissione Verifica
Poteri si possa riunire ma, nelle more, io voglio rappresentare a
quest'Aula che praticamente le dimissioni, o no, da sindaco, e non
da deputato, stanno sulla città di Messina come la spada di
Damocle sulla testa, proprio, dei messinesi, per fare determinate
attività politiche oppure no. Io, l'ultima
PRESIDENTE. Allora onorevole Zafarana, le comunico
ZAFARANA... attività politiche oppure no.
PRESIDENTE. Le ho ridato la parola, le do la parola solo per
salutare l'Aula.
ZAFARANA. Non va bene, Presidente, grazie. Per salutare l'Aula.
Perché la città di Messina possa finalmente capire di che morte
deve morire, perché non può il deputato De Luca avere l'àncora di
salvataggio qua dentro. Dobbiamo capire se finalmente si è deciso
e, oltre a ciò, le chiedo di accelerare eventualmente, anche se so
bene che lei già si è attivato, per predisporre l'iniziativa di
costituzione della Verifica Poteri.
PRESIDENTE. Mi permetto di risponderle onorevole Zafarana.
Comunico a lei e a tutta l'Aula che, ad oggi, l'onorevole Cateno De
Luca non ha esercitato il prescritto diritto di opzione tra la
carica di deputato regionale e quella del sindaco di Comune, cioè a
me non è arrivata nessuna comunicazione formale da parte
dell'onorevole De Luca, il quale mi ha recentemente contattato
verbalmente per dirmi che è un'operazione che farà in breve tempo,
ma questa è l'ultima cosa che mi ha detto.
Dopodiché, siccome, per fortuna il CGA ha cominciato a portare
avanti tutti i ricorsi di quasi tutti noi deputati che, a poco a
poco, stanno per essere rigettati tutti, giorno per giorno mi
arrivano tre, quattro, cinque, due, per cui ormai diciamo che siamo
nelle possibilità, io sono nella possibilità di comporre la
Commissione Verifica Poteri.
Vi comunico formalmente che, probabilmente anche domani, vediamo i
numeri che arrivano dal CGA, se non è domani sarà comunque
assolutamente nei prossimi giorni, comporrò la Commissione Verifica
Poteri, la comunicherò all'Aula e lo stesso giorno la convocheremo
per valutare questa situazione dell'onorevole De Luca.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole De Luca Cateno e l'onorevole
Lantieri hanno chiesto di essere considerati in congedo per la
giornata odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Papale. Ne ha
facoltà.
PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente un
minuto. Io voglio porre l'attenzione dell'Aula, l'attenzione dei
miei colleghi, sul grave problema che sta attanagliando tutti
quanti i cittadini afflitti da queste enormi intemperie. C'è tutta
la costa ionica che è flagellata, ci sono paesi (Palagonia,
Scordìa, Ramacca), paesi del siracusano, che hanno subìto dei danni
enormi. Io ritengo che il Parlamento si debba occupare di queste
cose che, ritengo, sono molto più serie di quella dei revisori dei
conti.
Ogni cosa ha una priorità. Di fronte ad una calamità naturale mi
sembrava giusto che sospendessimo tutti i lavori e ci occupassimo
seriamente di risolvere, per quanto possibile, un problema che,
secondo me, stiamo sottovalutando. Noi abbiamo i giornali, abbiamo
visto qualche foto, ma io ritengo che solo pochi di noi hanno
visitato i luoghi, e vi assicuro che, facendo una visita suoi
luoghi è una cosa che non riesce ad immaginare un siciliano, perché
non pensava mai che in Sicilia si potessero verificare dei disastri
come quelli di questi giorni.
Quindi, io inviterei a fare un'apposita seduta, inviterei le
Commissioni di merito a cercare di vedere per quali motivi si
verificano questi disastri. Io ho fatto una piccola analisi, è
successo che è straripato il Simeto, ma perché è straripato il
Simeto? Perché per tanti vincoli imposti, alla fine non c'è stato
il corretto utilizzo di potere sistemare le sponde, di potere
sistemare gli argini, di potere pulire da tutti i canneti che
naturalmente nascono e poi per motivi ambientalisti, per motivi di
ordine ambientale non vengono tagliati, non vengono tolti. Tutto
questo ha fatto sì che si verificasse un tappo al naturale
scorrimento delle acque, causando tutti questi disastri che si sono
verificati nei giorni scorsi. Attenzionando questo problema, io
ritengo di fare il bene dei siciliani.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, nei
giorni scorsi si è verificato un gravissimo evento alluvionale che
ha riguardato una parte della Sicilia orientale, importante. Il
giorno dopo, una delegazione del Movimento Cinque Stelle, di cui io
ho fatto parte, si è recata sui luoghi, ha visitato le città di
Scordia, di Ramacca, le città di Carlentini, Lentini, Militello ed
abbiamo constatato con mano i gravissimi danni. Ci sono milioni e
milioni di euro di danni che hanno subito le città in termini di
infrastrutture e milioni e milioni di euro di danni che hanno
subito i nostri imprenditori agricoli.
Siamo in una situazione, non solo, emergenziale dal punto di vista
della calamità naturale, perché di questo in parte si tratta, ma
siamo in una situazione di gravissima emergenza e crisi economica
che riguarda il settore ed il comparto agricolo, senza precedenti.
E' necessaria, signor Presidente, un'azione forte, una risposta
immediata da parte di questo Governo.
Ho letto dalle cronache che il Presidente della Regione si recherà
sui luoghi e che, nel fine settimana, il vicepresidente del
Consiglio dei Ministri, Luigi Di Maio, verrà qui in Sicilia per
visitare sia i comuni terremotati che quelli colpiti da questa
grave alluvione.
Da questo Governo, al quale rivolgo un appello, ci aspettiamo
delle risposte immediate, degli interventi che scongiurino il
protrarsi di questa situazione che ha riguardato, sì,
l'eccezionalità delle precipitazioni, ma anche la non manutenzione
dell'alveo dei fiumi che ha interessato queste zone, che hanno
visto straripare, in maniera straordinaria, questi fiumi e
cancellare ettari, ettari ed ettari di agrumeti e di carciofeti.
E' giusto, allora, come diceva il collega che mi ha preceduto,
porre l'attenzione immediata di questo Parlamento e, soprattutto,
del Governo che ha il potere dispositivo su questo gravissimo
evento, ma è necessario anche interrogarsi sulle ragioni di questo
evento anche perché, signor Presidente, e concludo, gli agricoltori
ci hanno riferito, perché abbiamo visitato anche le aziende
agricole, che non è la prima volta che piove così copiosamente e
che sul letto del fiume si sono depositati, oltre ciò che è nato
naturalmente, anche tantissimi rifiuti.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, Governo, per la verità, i due
colleghi che mi hanno preceduto, sia il collega Cappello che il
collega Papale, hanno già posto questo argomento che volevo portare
all'attenzione dell'Assemblea.
Credo che sia fortunata la presenza dell'assessore Totò Cordaro
che, chiaramente, in questo caso, in rappresentanza del Governo,
potrà riferire e, soprattutto, farsi portavoce di quanto stiamo
andando a discutere.
I danni che sono avvenuti in questi giorni e, che abbiamo visto,
abbiamo seguito, essendo tra l'altro di quel territorio, hanno
determinato, non solo danni alle persone ed alle cose ma,
soprattutto, credo che sia gravissimo il danno che è avvenuto a
carico del già critico comparto agricolo perché queste gravi
precipitazioni, non solo, hanno danneggiato le colture in atto - mi
riferisco soprattutto agli impianti agrumicoli e, per esempio, i
carciofeti e quant'altro -, ma creeranno problemi anche alle
colture degli anni a venire.
Il danno, quindi, non è solamente per il raccolto di quest'anno,
che sarebbe certamente grave ma poca cosa, ma il danno è certamente
per lo sviluppo dell'economia futura di tante famiglie che, grazie
all'agricoltura, in qualche modo, trovano il loro sostentamento.
Danni, per esempio, immagino intanto, negli agrumeti - alcuni
erano addirittura piantati da alcuni anni -, la distruzione di
questi agrumeti porterà, certamente, al mancato raccolto per
parecchi anni a venire. I danni sono gravi ed ingenti.
Come ha detto il collega che mi ha preceduto, in questi casi,
urge, assolutamente, fare un ragionamento in quest'Aula. Noi
l'abbiamo chiesto con una mozione perché il Governo si impegni a
discutere in Aula questa problematica. Perché problematica? Perché
non è da ascrivere solamente all'eccezionalità delle precipitazioni
ma, chiaramente, c'è un problema di fondo che si chiama incuranza
del dissesto idrogeologico.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, desidero rispondere ai colleghi che hanno sottoposto al
Governo l'accento preoccupato circa gli eventi che hanno provocato
gravi danni sotto il profilo del dissesto del territorio, gli
eventi meteorologici che hanno provocato gravi danni negli scorsi
giorni in Sicilia orientale, la zona del Calatino, del catanese,
Lentini, tutta questa parte è stata, appunto, oggetto di gravi
danni.
Devo dire che il Governo regionale si è immediatamente attivato, i
tecnici erano suoi luoghi già domenica, il Presidente della
Regione, onorevole Musumeci, ha convocato una riunione
straordinaria di Giunta per domenica pomeriggio, sono stati
stanziati in via assolutamente urgente un milione di euro per gli
interventi di somma urgenza che verranno coordinati ed utilizzati
sotto la regia della Protezione civile regionale.
Abbiamo, inoltre, stanziato cinque milioni di euro che verranno,
invece, utilizzati attraverso i fondi europei FSC per quanto
riguarda le opere infrastrutturali.
Il Presidente della Regione si è già recato oggi e si recherà nei
prossimi giorni nelle zone più danneggiate e, concludo dicendo che
ho ascoltato con interesse, in rappresentanza del Governo tutto,
l'intervento di un collega che ha preceduto queste mie parole.
E' chiaro che la presenza del vicepremier è una presenza
auspicata. L'auspicio maggiore, però, è che non sia soltanto una
presenza, ma che la promessa di aiuto del Governo nazionale alle
terre flagellate di Sicilia diventi un fatto politico e,
soprattutto, amministrativo concreto.
E' un auspicio. Attendiamo risposte in tal senso.
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,
comma 2, del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
approfitto della presenza dell'assessore Grasso per rassegnare una
questione molto importante che riguarda il comune di Longi.
In questo comune è stato eletto sindaco il fratello del Presidente
del consiglio di amministrazione di una banca di credito
cooperativo che ha la sua sede centrale in Longi. Questa banca
gestisce anche il servizio di tesoreria comunale.
Il vice sindaco è il nipote di un componente del consiglio di
amministrazione, l'assessore è la moglie di un funzionario, il
Presidente del consiglio comunale è dirigente in servizio con
compiti di coordinamento sempre presso la sede di Longi.
Questa materia è regolamentata, sancendo l'incompatibilità di
detti ruoli, dall'articolo 67 della legge regionale n. 16/1963 e
dall'articolo 3 della legge regionale n. 7/1992 per ciò che
concerne la posizione del sindaco e l'articolo 10 della legge
regionale n. 31/1986 per quanto riguarda la posizione del
Presidente del consiglio comunale.
Su questo tipo di incompatibilità si è anche pronunciata nel 2000,
con la sentenza n. 450, la Corte costituzionale.
Il capogruppo di minoranza, Antonino Miceli, aveva inviato a
quest'Assessorato una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno
in data 24 luglio 2017 in cui chiedeva l'intervento dell'Assessore
per gli enti locali per porre fine a queste incompatibilità.
Questa lettera non ha avuto seguito e ne vorrei conto e ragione.
A questo punto, non avendo ricevuto risposta da quello che le è
stato ampiamente riferito, il Consigliere comunale in questione -
che è stato oggetto di un provvedimento illegittimo da parte del
Presidente del Consiglio Comunale che lo aveva sollevato - ha
proposto un'azione popolare ai sensi dell'articolo 70 del decreto
legislativo n. 267 del 2000 presso il Tribunale di Patti.
Il Tribunale di Patti, con Ordinanza del 19 marzo del 2018, ha
accolto il ricorso del Consigliere comunale sancendo
l'incompatibilità del sindaco e dichiarandone la decadenza. Il
sindaco ha proposto gravame nei confronti di questa sentenza.
Io vorrei conto e ragione da parte dell'Assessore, per quale
motivo non è intervenuto prontamente, quanto meno nei confronti
dell'elezione del consigliere comunale a presidente del consiglio
comunale, attivando il proprio servizio ispettivo dell'Assessorato
ed anche tutte le attività che riguardano l'anticorruzione, atteso
che questa banca ha anche il servizio di tesoreria comunale per il
quadriennio 2015-2019.
Io credo che avrebbe non potuto ma dovuto, tra le altre cose,
rimuovere anche il presidente del consiglio comunale dalla carica
in quanto il consigliere comunale, se è eleggibile, di certo non
poteva assumere la carica di presidente del consiglio comunale.
Ritengo i fatti meramente molto gravi.
DI CARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è dall'inizio
della legislatura che il presidente Musumeci - e mi dispiace che
sia assente l'assessore Armao - parla della chiusura dell'ESA,
della posta in liquidazione sia dell'ESA che dei Consorzi di
bonifica.
Io faccio eco a quello che hanno detto poco fa i miei colleghi in
merito ai disagi che hanno causato i fenomeni di precipitazione
delle piogge che hanno vissuto in provincia di Catania.
Ora, anziché parlare di liquidazione dell'ESA e dei Consorzi di
bonifica, perché non cerchiamo di utilizzare il personale che è
abbastanza formato, sono 380 operai che sono in grado di mitigare e
contrastare determinati tipi di fenomeni come quello, ad esempio,
dei disastri che hanno causato le piogge. Invece, questo personale,
oggi, signor Presidente, si trova in sospensione, in un limbo anche
dal punto di vista psicologico, perché queste persone non sanno che
fine faranno.
Il Presidente parla di posta in liquidazione però non dice, non
chiarisce, questo tipo di personale che tipo di fine farà. Sarebbe,
per esempio, utile utilizzarlo per questo tipo di fenomeni in
collaborazione con la Protezione civile e gli organi preposti.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Onorevole De Luca, mi sono confrontata proprio adesso con il
Dipartimento che ha risposto alle segnalazioni, ai quesiti e alle
lettere che ha inviato il consigliere comunale o i consiglieri di
opposizione e vi era un ricorso pendente. Il sindaco è stato
dichiarato decaduto in primo grado ed il Dipartimento non può
intervenire se non vi è una sentenza definitiva perché non ha
competenza in tema di decadenza, non può sostituire il consigliere
o il sindaco decaduto ma può eseguire le sentenze dopo che
diventano definitive.
In ordine all'ispezione c'è una relazione dettagliata ed il
Dipartimento ha risposto ai consiglieri sulle competenze che sono
proprie del Dipartimento e che attengono anche alla vigilanza ma
non sicuramente alla sostituzione, eventualmente, del sindaco o del
consigliere.
DE LUCA ANTONINO. Io ho chiesto come mai non siano state attivate
le attività ispettive e la rimozione dalla carica di Presidente del
Consiglio comunale.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Non è competenza del Dipartimento intervenire sulla rimozione del
Presidente del Consiglio ma è competenza del Tribunale
Amministrativo, per cui il Dipartimento ha fatto tutto quello che
era in suo potere fare nel riscontrare, rispondere e spiegare le
ragioni per le quali non poteva intervenire a sostituire o a
rimuovere il Presidente del Consiglio.
Ciascuno ha dei compiti ben precisi e questi spettano al Tribunale
civile e non anche al Tribunale Amministrativo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì,
24 ottobre 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1 - Norme in materia di Enti di area vasta (n. 367/A)
Relatore: on. Pellegrino
2 - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 3 del
2016, in merito alle norme di modifica in materia di
parcheggi di interscambio (n. 294/A)
Relatore: on. Lantieri
3 - Norme per l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e
spazi verdi da parte delle amministrazioni comunali
siciliane (n. 20/A)
Relatore: on. Savarino
4 - Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni (n. 336/A)
Relatore: on. Savona
III - DISCUSSIONE DEL 'BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE
SICILIANA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017'
Relatore: on. Savona
La seduta è tolta alle ore 19.46
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le attività produttive
N. 70 - Mancata erogazione dei fondi europei alle aziende
siciliane.
Firmatari: Aricò Alessandro
N. 124 - Ripristino dell'operatività delle commissioni provinciali
per l'artigianato.
Firmatari: Palmeri Valentina; Pagana Elena; Cancelleri Giovanni
Carlo; Campo Stefania; Sunseri Luigi; Foti Angela; Zafarana
Valentina; Marano Jose; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De
Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo
Matteo; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
- da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana
N. 250 - Lavori di demolizione e ricostruzione delle scalinate
storiche del palazzo municipale di Castellana Sicula (PA).
Firmatari: Aricò Alessandro
- Con nota prot. n. 43684/IN.17 del 10 agosto 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.
- da parte dell'Assessore per le infrastruttura e la mobilità
N. 218 - Precarie condizioni della strada provinciale 181 nel
territorio di Butera (CL).
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Campo Stefania; Cancelleri
Giovanni Carlo; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Siragusa
Salvatore; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina;
Marano Jose; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Ciancio Gianina; De
Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi
- Con nota prot. n. 41308/IN.17 del 26 luglio 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni sono pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato
alla
competente Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifica all'articolo 2 della legge regionale 9 agosto 2018, n.
15 recante: Istituzione giornata regionale del ricordo e della
legalità e del Forum permanente contro la mafia e la criminalità
organizzata (n. 403).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 17 ottobre 2018.
Inviato il 19 ottobre 2018.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
BILANCIO (II)
- Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2017 e Rendiconto consolidato di cui al
comma 8 dell'articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118 e successive modifiche ed integrazioni (n. 392).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 16 ottobre 2018.
- Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2018 e per il triennio 2018/2020 (n. 393).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 16 ottobre 2018.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Modifica Legge Regionale n. 18 dell'11 agosto 2015 - per
interventi urgenti sull'emergenza suidi e daini in Area Parco delle
Madonie per l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana (n. 370).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 ottobre 2018.
Parere IV.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Rivalutazione dei centri storici mediante la cessione gratuita
di immobili (n. 354)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 ottobre 2018.
- Disposizioni Sanzionatorie inquinamento in Sicilia (n. 369).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 ottobre 2018.
Parere VI.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Promozione e partecipazione della Regione Siciliana alla Norman
Zarcone orchestra e relativa Associazione senza fine di lucro (n.
172).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 ottobre 2018.
- Disciplina della figura del massofisioterapista (n. 332).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 ottobre 2018.
- Norme per lo sviluppo del turismo nautico. Disciplina dei Marina
Resort (n. 381).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 ottobre 2018.
Parere IV.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Individuazione della figura e del relativo profilo professionale
dell'operatore socio-sanitario e definizione dell'ordinamento
didattico dei corsi di formazione (n. 9)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 ottobre 2018.
Parere V.
- Misure per la prevenzione degli arresti cardiaci nei luoghi
pubblici (n. 371)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 ottobre 2018.
- Disposizioni di legge contro il gioco d'azzardo per la
protezione dei minori e le dipendenze patologiche (n. 387).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 16 ottobre 2018.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
Si comunica che l'onorevole Elvira Amata, con note prot. n. 7085 e
7087/SG.LEG.PG. del 17 ottobre 2018, ha chiesto di apporre la
propria firma ai disegni di legge n. 121 Sistema socio-educativo
integrato dei servizi per la prima infanzia , n. 124 Provvedimenti
in materia di affidamento dei minori rimasti orfani per crimini
domestici. Istituzione di un Fondo di solidarietà in favore degli
stessi , n. 126 Attuazione urgente del Quoziente familiare per le
famiglie numerose siciliane e n. 281 Disposizioni in materia di
clownterapia .
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed
assegnata
alla competente Commissione
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Programma triennale di sviluppo turistico 2019/2021 - Piano
strategico regionale di sviluppo turistico 2019/2023 (n. 16/V).
Pervenuto in data 10 ottobre 2018.
Inviato in data 16 ottobre 2018.
Comunicazione di parere pervenuto e reso dalla competente
Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- C.C.I.A.A. di Caltanissetta - Designazione commissario
straordinario (n. 17/I).
Pervenuto in data 11 ottobre 2018.
Reso in data 16 ottobre 2018.
Inviato in data 17 ottobre 2018.
Comunicazione di questione di legittimità costituzionale
Si comunica che il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la
Regione siciliana, con ordinanza n. 556 del 15 ottobre 2018, ha
ritenuto rilevante e non manifestamente infondata la questione di
legittimità costituzionale dell'articolo 34 della legge regionale 9
maggio 1986, n. 22, per contrasto con gli articoli 117, lettera e)
e 119, primo, secondo, quinto, sesto, settimo ed ottavo comma della
Costituzione nonché con l'articolo 15, secondo comma dello Statuto
regionale, disponendo la trasmissione degli atti alla Corte
costituzionale.
Copia dell'ordinanza è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 393 - Problematiche inerenti alla gestione del demanio
marittimo.
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Savarino Giuseppa
N. 398 - Adesione alla piattaforma nazionale 'Nuova celiachia' per
l'assistenza ai pazienti celiaci.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo; Cannata Rossana
N. 400 - Gestione del contingente di cattura del tonno rosso.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Figuccia Vincenzo
N. 401 - Attività di ricerca e sviluppo delle tecnologie avanzate
di trasporto ad alta velocità a levitazione magnetica.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Campo Stefania; Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;
Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua Giorgio; Zito
Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio;
Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
N. 402 - Formazione del personale adibito alla produzione,
preparazione, confezionamento, manipolazione, trasporto,
somministrazione e vendita di alimenti.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo; Cannata Rossana
N. 405 - Problematiche inerenti il contratto di servizio
sottoscritto tra la Regione siciliana e Trenitalia.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Savarino Giuseppa
N. 407 - Chiarimenti sullo stato dei lavori del cantiere di via
Sicilia a Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Figuccia Vincenzo
N. 408 - Messa in sicurezza e tutela dell'area archeologica
di Kamarina (RG).
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Campo Stefania; Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;
Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua Giorgio; Zito
Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio;
Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
N. 413 - Chiarimenti circa i tempi di realizzazione del 'Piano
regionale di gestione dei rifiuti'.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 399 - Problematiche relative alla sottomisura 6.1 - Aiuti
all'avviamento di imprese per i giovani agricoltori.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Catanzaro Michele
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 394 - Riqualificazione e messa in sicurezza del Centro
direzionale di Brancaccio dell'ex Consorzio ASI in liquidazione.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 395 - Applicazione del piano triennale per la prevenzione della
corruzione e per la trasparenza della Regione siciliana con
particolare riferimento al Parco archeologico e paesaggistico della
Valle dei Templi di Agrigento.
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Savarino Giuseppa
N. 396 - Miglioramento dei collegamenti con le Eolie e le altre
isole minori.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Zafarana Valentina; Sunseri
Luigi; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua
Giorgio; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 397 - Chiarimenti sulla gestione privata delle Aree protette in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Figuccia Vincenzo
N. 403 - Chiarimenti sulle iniziative per rendere fruibile e per
valorizzare l'Osterio Magno di Cefalù.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 404 - Mancato trasferimento delle somme di cui al comma 3
dell'art. 62 della legge regionale n. 8 del 2018 per il risanamento
cittadino del Comune di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
De Luca Antonino; Zafarana Valentina; Campo Stefania; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi
Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 406 - Chiarimenti in merito alla sottomisura 4.1 'Sostegno a
investimenti nelle aziende agricole nell'ambito del PSR Sicilia
2014/2020'.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Marano Jose; Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Campo Stefania;
De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Cancelleri Giovanni Carlo;
Trizzino Giampiero; Palmeri Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi;
Tancredi Sergio; Pasqua Giorgio
N. 409 - Chiarimenti in ordine alla nomina dei componenti dell'OIV
nella città metropolitana di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Di Caro Giovanni; De Luca Antonino; Zafarana Valentina; Sunseri
Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Paola Nunzio; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua
Giorgio; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 410 - Messa in sicurezza del viadotto Milena lungo la strada
statale 189 Palermo-Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Catanzaro Michele
N. 411 - Chiarimenti in ordine alla dotazione finanziaria per il
risanamento delle aree degradate di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Zafarana Valentina; Schillaci Roberta; Tancredi Sergio; Di Paola
Nunzio; Di Caro Giovanni; Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni
Carlo; Pasqua Giorgio; Marano Jose; Cappello Francesco;
Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Palmeri Valentina;
Sunseri Luigi; Zito Stefano; De Luca Antonino; Ciancio Gianina;
Pagana Elena; Campo Stefania; Foti Angela
N. 412 - Interventi per fornire servizi di cura ed assistenza
presso il centro salute mentale di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Di Paola Nunzio; Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Palmeri Valentina; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Zito Stefano; Trizzino Giampiero; Campo
Stefania; Marano Jose; Pasqua Giorgio; De Luca Antonino;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Siragusa Salvatore;
Pagana Elena; Foti Angela; Schillaci Roberta
N. 414 - Ripristino della fruibilità del parcheggio 'Salluzzo' nel
territorio di Giardini Naxos (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 415 - Chiarimenti in merito all'intervenuta sfiducia del
Sindaco di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Genovese Luigi
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 109 - Risoluzione delle problematiche riguardanti il Consorzio
di bonifica n. 4 di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Cancelleri Giovanni Carlo; Marano Jose; Zafarana Valentina; De
Luca Antonino; Trizzino Giampiero; Schillaci Roberta; Campo
Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Palmeri
Valentina; Pasqua Giorgio; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi;
Foti Angela; Tancredi Sergio; Zito Stefano
N. 110 - Verifica della correttezza dell'operato della
Soprintendenza di Catania, in relazione ai beni storici e culturali
presenti sul territorio del Comune di Tremestieri Etneo (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Foti Angela; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina;
Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 111 - Regolarizzazione dell'impiego dell'agente unico nel
trasporto pubblico extraurbano su gomma.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo
Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua
Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
N. 112 - Modifica del D.A. n. 3955 del 7 settembre 2018 circa il
funzionamento delle Conferenze provinciali.
- Assessore Istruzione e Formazione
Lupo Giuseppe
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolte
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 168 - Iniziative riguardanti il Consorzio di bonifica n. 4 di
Caltanissetta.
Cancelleri Giovanni Carlo; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Zafarana
Valentina; De Luca Antonino; Trizzino Giampiero; Schillaci Roberta;
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro
Giovanni; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi;
Tancredi Sergio; Zito Stefano
Presentata il 15/10/18
N. 169 - Nomina di un commissario straordinario dell'I.P.A.B.
'Opera Pia Cardinale Ernesto Ruffini di Palermo'.
Zito Stefano; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina
Presentata il 17/10/18
N. 170 - Celere realizzazione dei lavori di ricostruzione della
S.P. 24 Caltavuturo-Scillato.
Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola
Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana
Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero;
Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Presentata il 18/10/18
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B