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Resoconto d'Aula della Seduta n. 71 di martedì 23 ottobre 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.16

   PAPALE,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fava ha chiesto congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
     interno, di interrogazioni e di interpellanze della rubrica:
                 Famiglia, politiche sociali e lavoro

   PRESIDENTE.   Si   passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno
   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della  rubrica:
   Famiglia, politiche sociali e lavoro .
   Onorevoli colleghi, poiché non è presente in Aula l'Assessore  per
  la  famiglia, le politiche sociali e il lavoro, sospendo la  seduta
  avvertendo che riprenderà alle ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.23, è ripresa alle ore 17.03)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza n. 12   Salvaguardia  dei
  lavoratori precari compresi nel bacino di cui all'articolo 12 della
  l.r.  n.  13  del  2009  e  dei  lavoratori  della  ex  Pirelli  di
  Villafranca  e  di Siracusa , a firma degli onorevoli  Di  Caro  ed
  altri.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e il lavoro e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione pubblica, visto il comma 6 dell'articolo  3
  della  legge regionale 29 dicembre 2016 n. 27, nonché i  successivi
  commi 9 e 10;

   rilevato che:

   dalla  lettura  combinata dei tre commi dell'art. 3  summenzionati
  discende  l'obbligo per la Regione di garantire  la  copertura  del
  fabbisogno   finanziario  degli  enti  utilizzatori   (c.d.   quota
  complementare)   per  l'onere  relativo  al   personale   a   tempo
  determinato  prorogato  sino  al  31  dicembre  2018   e   inserito
  nell'elenco di cui all'articolo 30, comma 1, della legge  regionale
  n. 5/2014;

   il  comma  11, infine, estende detta proroga, di cui  al  comma  9
  anche,  ai  comuni  in  dissesto di cui all'art.  259  del  decreto
  legislativo 18 agosto 200, n. 267;

   la  c.d.  quota complementare, tuttavia, non è estesa, secondo  le
  disposizioni vigenti, ai lavoratori di cui al comma 4  dell'art.  4
  della  medesima legge, ovvero ai soggetti di cui all'art. 12  della
  legge  regionale 29 dicembre 2009, n. 13 (F.N.O.)  e  i  lavoratori
  della ex Pirelli di Villafranca e di Siracusa;

   per  tali  categorie  di lavoratori, distintamente  considerati  e
  normati,  infatti, il comma 4 dell'art. 4 si limita a sancire  che:
  'È  autorizzata,  fino  al 31 dicembre 2019,  la  prosecuzione  dei
  progetti   inizialmente  previsti  dall'articolo  12  della   legge
  regionale 29 dicembre 2009, n. 13 ... Gli oneri finanziari  di  cui
  al  presente  comma  continuano a ricadere nelle autorizzazioni  di
  spesa  a  carico  del Fondo straordinario di cui  all'articolo  30,
  commi 7 e 10, della legge regionale n. 5/2014';

   dunque,  per tali lavoratori, la disposizione citata si  limita  a
  prevedere  la  copertura  finanziaria  solo  a  carico  del   Fondo
  straordinario,  oltre  che  la  proroga  dei  relativi   contratti,
  escludendo  la  copertura  finanziaria  mediante  la  c.d.:   quota
  complementare da parte della Regione;

   considerato che:

   al  fine di rendere esplicativo quanto disposto dal comma 10 e  11
  dell'art.  3  della legge regionale n. 27/2016 in merito  alla  c.d
  quota  complementare,  il Dipartimento delle Autonomie  Locali,  in
  data  19  aprile  2017 (quindi dopo l'emanazione della  legge),  ha
  emanato  la circolare del Dirigente Generale n. 6615, con la  quale
  il  legale  rappresentante del Dipartimento ha  invitato  gli  enti
  interessati a fornire i dati circa la spesa sostenuta in favore del
  personale  cosiddetto  precario con  riferimento  ai  contratti  di
  lavoro  a  tempo  determinato  di ciascun  lavoratore  contrattista
  appartenente al bacino dei lavoratori socialmente utili di cui alle
  leggi  regionali n. 85/1995, n. 16/2006, n.21/2003 e n.  27/2007  e
  s.m.i., escludendo, dunque, i lavoratori di cui sopra;

   l'erronea  interpretazione di quanto disposto dal comma  10  e  11
  dell'art.  3 della legge regionale n. 27/2016, in merito  alla  c.d
  quota complementare, peraltro, ha indotto alcuni Comuni a prorogare
  i  contratti  dei  lavoratori appartenenti al FNO  da  quest'ultimi
  utilizzati;   circostanza   questa  che   potrebbe   portare   alla
  contestazione di un danno erariale;

   per  conoscere quali iniziative, intendano assumere per  garantire
  la  prosecuzione  dei  rapporti di lavoro  del  personale  a  tempo
  determinato  di  cui al comma 4 dell'art. 4 della  medesima  legge,
  ovvero  ai  soggetti  di cui all'art. 12 della legge  regionale  29
  dicembre  2009, n. 13 (F.N.O.) e i lavoratori della ex  Pirelli  di
  Villafranca  e di Siracusa, in servizio presso diversi enti  locali
  e,  quindi, se intendano adoperarsi al fine di consentire ai comuni
  che  fruiscono  delle prestazioni lavorative dei  soggetti  di  cui
  sopra di includere nella quantificazione della quota complementare,
  disposta  dai  commi 10 e 11 dell'art. 3 della legge  regionale  n.
  27/2016, anche il costo del predetto personale».

   DI CARO. Chiedo di parlare per illustrare l'interpellanza.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di  una
  interpellanza datata 25 gennaio 2018. Diciamo che i temi  posti  da
  questa interpellanza sono stati superati dall'articolo 26, commi 11
  e  12,  della  legge  n.  8/2018, sarebbe la  legge  di  stabilità.
  Riguardava  tematiche  legate  ai  lavoratori  dell'ex  FNO,  Fondo
  Nazionale Occupazione.
   Signor Presidente, vorrei, però, approfittare del tempo che  ho  a
  disposizione per parlare di un'altra tematica che riguarda sempre i
  lavoratori.

   PRESIDENTE.   Ne  parliamo  dopo,  per  adesso  svolgiamo   questa
  interpellanza.

   DI CARO. Diciamo che è stata superata dalla finanziaria.

   PRESIDENTE. Si passa, quindi, all'interrogazione n. 52  Interventi
  urgenti  per  la  realizzazione dell'impianto di riscaldamento  del
  centro  per  l'impiego di Caltagirone , degli  onorevoli  Cappello,
  Cancelleri, Mangiacavallo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che sono pervenute numerose
  richieste e lamentele da parte del personale dipendente del  Centro
  per  l'impiego  di  Caltagirone sulla  mancata  messa  in  funzione
  dell'impianto di riscaldamento;

   rilevato che a tutt'oggi, nonostante la stagione invernale sia  da
  tempo  iniziata, nessuna rassicurazione al riguardo è pervenuta  in
  ordine all' attivazione dell'impianto di riscaldamento;

   preso  atto che i dipendenti del suddetto Centro per l'impiego  si
  trovano a prestare il servizio in condizioni di estremo disagio;

   per  sapere  se  non  ritengano,  per  quanto  di  competenza,  di
  attivarsi  con  estrema urgenza per la risoluzione  della  suddetta
  problematica».

   CAPPELLO. Chiedo di parlare per illustrare l'interrogazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  assessore  Ippolito  io  presentati  questa  interrogazione  il  26
  gennaio  u.s.  perché  i  lavoratori del Centro  per  l'impiego  di
  Caltagirone  mi  segnalavano che, per fare incombenze  burocratiche
  tra  comune e regione, sostanzialmente vi era un'utenza  da  pagare
  per  quanto concerneva il gas e, di conseguenza, quest'edificio era
  rimasto  senza  riscaldamenti in inverno e, successivamente,  senza
  fonte di raffreddamento in estate.
   Per  cui  le  avevo  chiesto di intervenire al fine  di  sistemare
  questa vicenda.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali ed il lavoro per rispondere all'interpellanza.

   IPPOLITO,  assessore per la famiglia, le politiche sociali  ed  il
  lavoro.  Signor Presidente, onorevoli deputati, onorevole Cappello,
  in   riferimento   all'atto  parlamentare   di   cui   in   oggetto
  rappresentiamo quanto segue - ascoltatemi perché il discorso  è  un
  po'  complicato:  i  locali  in argomento  hanno  due  impianti  di
  riscaldamento, il primo è alimentato a gas metano, funzionante  con
  centrale  termica  a  servizio dell'edificio sede  del  Centro  per
  l'impiego  di via Benedetto Scillamà; il secondo con climatizzatori
  ad  alimentazione elettrica installati dentro le  stanze  di  detto
  edificio.
   Per  quanto  riguarda il primo impianto, quello alimentato  a  gas
  metano,  il  servizio 12 di Catania, da cui dipende il  centro  per
  l'impiego  in  questione, nel corso dell'anno 2016,  si  è  trovato
  nella  condizione  di  non poter proseguire con  l'affidamento  del
  servizio  della manutenzione della centrale termica di  Caltagirone
  perché  -  a  fronte di un decreto ingiuntivo per il  pagamento  di
  fatture  insolute per 2.385,00 euro, emesse dall'impresa  Climavit,
  affidataria  della manutenzione della citata centrale  termica  dal
  2013  fino  a  tutto il 2014, ad un costo annuale di circa  1500,00
  euro  -  l'assegnazione al succitato servizio, su relativo capitolo
  di  spesa, si è palesata sin da subito troppo esigua per far fronte
  a  tale  livello di costi per assicurare tale servizio obbligatorio
  per legge.
   Con  decreto  dirigenziale  3178  è  stata  assegnata,  al  citato
  servizio  12, sul capitolo 312512 di competenza per le manutenzioni
  ordinarie  e  la riparazione, la somma di 1.350,00 euro,  la  quale
  doveva  soddisfare le esigenze di ben tredici sedi dei  centri  per
  l'impiego dislocati sul territorio della provincia di Catania.
   E,   dunque,  insufficiente  anche  soltanto  all'affidamento  del
  servizio di manutenzione della centrale termica di Caltagirone,  il
  cui  costo annuo è, comunque, realisticamente superiore all'importo
  assegnato  poiché si aggira intorno a 1.500,00 euro.  Almeno  sulla
  base  dell'atto di affidamento sottoscritto sin dall'anno 2014  con
  la predetta impresa Climavit.
   A  questa  circostanza  si  è  aggiunto  un  ulteriore,  oggettivo
  impedimento  all'utilizzo dell'impianto di  riscaldamento  con  gas
  metano  giacché, in data 26 maggio 2017, il comune  di  Caltagirone
  invitava  quest'ufficio a volturare il contratto di  fornitura  con
  gas natural intestato allo stesso comune.
   Tutto   ciò,   oltre   che  per  una  regolarizzazione   contabile
  amministrativa  sull'utenza in parola, veniva  motivato  dal  fatto
  che,  sulla medesima utenza, insisteva a quella data un debito  per
  fatture  insolute  per 7.326,00 euro. Tale invito era  accompagnato
  dalla  diffida ad adempiere alla voltura di cui si tratta entro  il
  termine di quindici giorni dalla sua notifica, pena il recesso  del
  contratto  di  fornitura  con  Gas natural  disposta  dal  medesimo
  Comune.
   L'amministrazione ha chiesto, con nota protocollo n. 3541  del  24
  luglio 2017 alla Gas natural, la citata voltura, la cui procedura è
  stata  però  subordinata al buon esito del pagamento delle  fatture
  insolute;  inoltre  il  Comune stesso ha provveduto  a  cessare  il
  contratto in essere nei locali e attualmente gli stessi sono  privi
  di qualsiasi fornitura di gas metano.
   Passando al secondo impianto di riscaldamento sopra citato, quello
  ad  alimentazione elettrica, la Dirigente responsabile  del  Centro
  per  lavoro di Caltagirone, Rosa Amato, ha chiesto con nota n. 8326
  del  14  novembre 2017, un intervento specifico per  affrontare  le
  imminenti temperature della stagione invernale, i cui rigori  erano
  in  procinto di deflagrare, chiedendo la dotazione urgente  di  sei
  climatizzatori con tecnologie inverter.
   Nello  stesso tempo, con la nota soprarichiamata, la dirigente  ha
  anche  fatto  sapere  che  le stanze sprovviste  della  temperatura
  climatizzata   dai   condizionatori   elettrici,   perché    questi
  definitivamente  non più funzionanti o perché mai  installati,  non
  potevano  essere riscaldate dall'uso di stufe portatili, in  quanto
  ciò  provocava  continue  interruzioni di  energia,  con  possibili
  danneggiamenti  permanenti  anche  a  carico  dei   Pc   privi   di
  stabilizzatore per un sovraccarico dell'impianto elettrico. Quindi,
  con  nota  n.  5048  del  15 novembre 2017,  indirizzata  anche  al
  dirigente  generale  pro  tempore del  Comune  di  Caltagirone,  il
  servizio  12  a riscontro della richiesta della dott.ssa  Amato  ha
  reso  noto  la propria incompetenza in ordine all'acquisto  di  sei
  climatizzatori con tecnologia inverter, in quanto non ha titolarità
  nella gestione dei capitoli di spesa che riguardano l'acquisto  dei
  cosiddetti  beni  di  lunga durata, tra i  quali  rientrano  i  sei
  climatizzatori.
   Inoltre, nella stessa nota, il servizio 12 ha puntualizzato che il
  Comune di Caltagirone, che mette a disposizione i locali presso cui
  è  ospitato il GPL, ha l'obbligo di assicurare, ai sensi  dell'art.
  3,  comma  1,  della  legge n. 156/87 la piena  funzionalità  degli
  stessi  anche,  e  soprattutto,  riguardo  alle  condizioni   micro
  climatiche  compatibili  con gli standard  minimi  che  si  debbono
  garantire  ai  lavoratori e all'utenza alla  luce  della  normativa
  vigente sulle condizioni della sicurezza nei luoghi di lavoro.
   Il  potenziamento della rete elettrica, essendo un  intervento  di
  carattere   strutturale  sull'impianto  esistente,  è   un   lavoro
  straordinario che rientra tra gli oneri che il Comune è  tenuto  ad
  assolvere,  sempre relativamente alla funzionalità dei  locali  che
  esso  deve  garantire in quanto ente ospitante. Ciò premesso,  dopo
  quanto  esposto e su precise direttive della scrivente affinché  si
  potesse  giungere alla soluzione della problematica  in  essere,  a
  seguito   di  disdetta  del  contratto  di  fornitura  del   metano
  sottoscritto  dal Comune di Caltagirone, il dirigente dell'IACP  ha
  stipulato  nuovo contratto di fornitura. Inoltre, è stato richiesto
  ed  acquisito  dall'Ufficio tecnico del  comune  la  documentazione
  tecnica e amministrativa, la certificazione di impianto, necessaria
  per  la  stipula del nuovo contratto e obbligatoria ai  fini  della
  gara  per  la manutenzione dell'impianto, gara tra l'altro esperita
  con attuale valutazione delle offerte economiche pervenute.
   In ordine a quanto inerente le competenze del Dipartimento lavoro,
  si  assicura di avere inoltrato la scheda di debito fuori  bilancio
  relativa  alle  fatture pregresse non soddisfatte e  di  provvedere
  alla  necessaria  assegnazione delle risorse relative  al  regolare
  funzionamento del sistema di riscaldamento del centro  dell'impiego
  di Caltagirone.

   (Dal proprio scranno l'onorevole Cappello si dichiara soddisfatto
                            della risposta)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza n. 33   Mantenimento  dei
  livelli  occupazionali della società CIPI s.r.l. ,  a  firma  degli
  onorevoli Foti ed altri. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche  sociali  e  il lavoro, premesso che  l'Azienda  catanese
  CIPI,   fondata   nel   1964   dall'imprenditore   Rosario   Circo,
  rappresentava  una  delle principali realtà  italiane  nel  settore
  dell'oggettistica  promozionale,  del  regalo   aziendale   e   del
  corporate merchandising, sia in termini di fatturato che in  numero
  di  aziende  servite; negli anni essa è stata  oggetto  di  diversi
  passaggi  di  proprietà tra la Seat Pagine  Gialle  e  la  famiglia
  Circo,  quest'ultima rientrata definitivamente nel marzo del 2014 a
  seguito  di  una ristrutturazione aziendale, la quale ha comportato
  la  cassa integrazione per alcuni dipendenti e il licenziamento del
  50 per cento del personale catanese;

   considerato che:

   i  vertici della società hanno comunicato la decisione di spostare
  la  produzione dei gadget pubblicitari, di tenere attiva in  Italia
  solo   la   sede  commerciale  di  Milano,  chiudere   lo   storico
  stabilimento  produttivo di Catania e provvedere  al  licenziamento
  collettivo per le totalità dei dipendenti del sito catanese;

   a  seguito  di  tale  scelta,  ben cinquantacinque  lavoratori  si
  troveranno presto senza lavoro;

   i  circa  20  lavoratori  della sede centrale  di  Milano  avranno
  rapporti  commerciali soltanto con l'estero, dove  si  sposterà  la
  produzione;

   visto che:

   il 14 marzo 2018, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si
  è  tenuta una riunione riguardante la sede di Catania della società
  CIPI  S.r.l. Hanno partecipato Chiara Cherubini del Ministero dello
  Sviluppo Economico, Claudio Cortese della Regione Siciliana,  Ennio
  Cristetti,   consulente,   delegato  a   rappresentare   l'Azienda,
  unitamente alle segreterie nazionali e territoriali e alle  RSU  di
  FISTEL-CISL, SLC-CGIL e UGL Chimici;

   nel  verbale di riunione si legge: 'Il dott. Castano ha aperto  la
  riunione  riferendo di aver incontrato la proprietà dell'azienda  e
  di aver ricevuto una risposta negative alla richiesta di sospendere
  la   procedura  di  licenziamento  collettivo  per  valutare  altre
  possibili soluzioni di salvataggio della sede di Catania attraverso
  una riorganizzazione o attraverso l'esplorazione di altre soluzioni
  imprenditoriali';

   il  dott.  Castano ha chiesto all'azienda di voler  prendere  atto
  delle   proposta  congiunte  delle  tre  organizzazioni   sindacali
  FISTELCISL,  SLC-CGIL e UGL Chimici di ritiro  della  procedura  di
  licenziamento  per  poter valutare in alternativa  un  processo  di
  riorganizzazione   e   ottimizzazione  dei  costi   attraverso   il
  ridimensionamento    della   struttura   produttiva,    forme    di
  incentivazione  all'esodo  volontario  e  infine  la   ricerca   di
  eventuali acquirenti che possano essere interessati ad investimenti
  sul territorio;

   il  Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Sicilia  hanno
  quindi   ribadito  la  richiesta  di  ritiro  della  procedura   di
  licenziamento  collettivo da sostenere con forme di  incentivazione
  al  reddito  per  un  periodo limitato, al fine di  poter  valutare
  eventuali altre soluzioni per il prosieguo delle attività aziendali
  a Catania, anche con il supporto di altri soggetti imprenditoriali;

   il dott. Cristetti ha confermato che non ci sono i presupposti per
  il  ritiro  della procedura di licenziamento collettivo. Le  OO.SS.
  hanno  inoltre  denunciato il trasferimento di  ordini  all'esterno
  dell'azienda durante l'utilizzo dei Contratti di Solidarietà;

   la  Regione  siciliana  ha dichiarato che al  più  presto  saranno
  avviati  gli  opportuni accertamenti al riguardo alle  irregolarità
  denunciate dalle OO.SS nell'utilizzo degli ammortizzatori  sociali.
  Il  dott. Castano ha concluso la riunione sottolineando che qualora
  ci  fosse  un  ripensamento da parte della proprietà a rivedere  la
  decisione  di  procedere alla chiusura della sede di Catania  e  di
  licenziarne   tutti  gli  addetti,  il  Ministero  dello   Sviluppo
  Economico   darà  tutto  il  sostegno  necessario   ad   iniziative
  imprenditoriali  che  garantiranno  il  prosieguo  delle   attività
  utilizzando le maestranze presenti in azienda;

   appreso  che il fatturato 2017 della società è aumentato  del  40%
  rispetto al 2016;

   atteso   che   la  decisione  dei  vertici  aziendali  rappresenta
  l'ennesimo  smacco alla Sicilia, un vero e proprio schiaffo  morale
  per  i  cittadini e le sue Istituzioni e contribuisce a mettere  in
  ginocchio l'economia dell'isola, abbassando ulteriormente i livelli
  occupazionali  e rendendo sempre difficile la ripresa  economica  e
  lontano il riscatto della Sicilia;

   per conoscere se ritengano opportuno intervenire sulla questione e
  procedere alla valutazione di tutte le possibili soluzioni affinché
  non  si  addivenga alla chiusura dello stabilimento  siciliano,  si
  preservi il sito produttivo e si mantengano i livelli occupazionali
  nella nostra sempre più martoriata isola».

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  Ippolito   per
  rispondere all'interpellanza.

   IPPOLITO,  assessore per la famiglia, le politiche sociali  ed  il
  lavoro.  Signor  Presidente, onorevoli  deputati,  con  riferimento
  all'interpellanza di cui all'oggetto, si rappresenta quanto  segue.
  La  società  CIPI S.r.l., con nota del 12 gennaio  2018,  avviò  la
  procedura  di  licenziamento collettivo  prevista  dalla  legge  n.
  223/91   e   l'esame  congiunto  in  sede  aziendale  si   concluse
  negativamente  in data 26 febbraio 2018. Con nota di  Confindustria
  Catania n. 913 del 2 marzo 2018 venne richiesto al Servizio  12  di
  Catania  l'esame  congiunto ex articolo 4 e 24 legge  n.  293/91  e
  l'incontro  si  svolse il 21 marzo 2018. Nel  corso  dello  stesso,
  l'Ufficio  in  argomento e le parti ripercorsero le  fasi  salienti
  della  procedura  che riguardava i dipendenti operanti  nella  sede
  produttiva  di  Catania, ricordando che la  fattispecie  era  stata
  oggetto  di  alcuni incontri svoltisi al Ministero  dello  Sviluppo
  economico,  l'ultimo  dei quali il 14 marzo 2018  conclusi  con  la
  richiesta delle organizzazioni sindacali del ritiro della procedura
  e  l'avvio dell'esame di alcune proposte alternative alla  chiusura
  della  sede etnea richiesta di CIPI incontrando però il rifiuto  da
  parte dei rappresentanti aziendali.
   Nel   corso   dell'esame   congiunto  in  sede   istituzionale   i
  rappresentanti  dell'azienda,  pur manifestando  delle  perplessità
  sulla concreta percorribilità di un percorso di Cig per crisi della
  durata  di  dodici  mesi  manifestò la disponibilità  aziendale  ad
  accogliere  l'invito rivolto dal Mise e dalla Regione  siciliana  e
  valutare  le  possibilità  di  richiedere  ammortizzatore   sociale
  facendosi  carico dei relativi oneri ammontanti a  circa  165  mila
  euro a condizione, comunque, di non dover subire altri costi per il
  rischio  di  rigetto  e  fermo restando la  carenza  di  fondi  per
  l'anticipazione  del trattamento ai lavoratori.  Inoltre  l'azienda
  nei  dodici mesi di Cassa integrazione sarebbe stata disponibile  a
  favorire eventuali iniziative dei lavoratori per la costituzione di
  una  cooperativa di lavoro, mettendo a disposizione i macchinari  e
  ad attivarsi per la ricerca di acquirenti.
   Le  organizzazioni sindacali presenti chiesero  ancora  una  volta
  alla  società il ritiro della procedura di licenziamento collettivo
  e che durante questa sospensiva venissero congiuntamente analizzate
  le   varie   proposte  presentate.  L'azienda  ribadì   di   essere
  disponibile  a  valutare  la richiesta relativa  all'ammortizzatore
  sociale   ma   solo  alle  condizioni  dichiarate  e  di   ritenere
  indispensabile che il Ministero del Lavoro - settore ammortizzatori
  sociali  -  venisse  coinvolto  nella  problematica.  Si  dichiarò,
  quindi, disponibile ad un breve rinvio della riunione.
   Le  organizzazioni sindacali, sentiti i lavoratori  in  assemblea,
  ritennero  indispensabile un rinvio della riunione  per  consentire
  l'attivazione di tutte le procedure atte a richiedere  un  incontro
  al  Ministero  del Lavoro, ma di fronte al diniego  della  CIPI  la
  riunione si chiuse negativamente.
   In  data 6 aprile 2018 le parti vennero convocate dalla Prefettura
  di  Catania  per  un  ulteriore tentativo  di  cercare  di  trovare
  soluzioni  alternative ai licenziamenti. Al termine della  riunione
  del  tavolo  prefettizio,  dopo lunga  discussione,  anche  con  il
  fattivo  intervento del Servizio 12, essendo ancora entro i termini
  della  procedura, le parti concordarono di annullare il  precedente
  verbale   negativo   e  riaprire  la  procedura  di   licenziamento
  collettivo, raggiungendo, infine, il seguente accordo che vi  leggo
  testualmente:
   1) Le  parti  concordano di definire la procedura di licenziamento
      collettivo, avviata con comunicazione preventiva del 12 gennaio
      2018, mediante le intese raggiunte con il presente accordo;
  2) Dei 49 dipendenti, attualmente in forza nella sede di Catania,
  atteso che un lavoratore con qualifica di operaio ha rassegnato le
  dimissioni nel corso della procedura, resteranno in servizio 9
  unità, di queste, tre, trasferite a Milano sulla base delle
  esigenze tecniche organizzative e produttive aziendali. Le restanti
  40 unità saranno licenziate nel rispetto dei termini di preavviso
  contrattuale ovvero con diritto dei lavoratori al pagamento della
  relativa indennità sostitutiva;
  3) I recessi verranno comunicati entro il termine di legge di 120
  giorni decorrenti dalla data odierna, dalla data dell'accordo,
  tenuto conto delle esigenze aziendali connesse all'esaurimento
  delle commesse ancora in corso;
  4) Ai fini della scelta dei lavoratori, cui comunicare il recesso,
  nel rispetto delle normative, sul collocamento obbligatorio, tra i
  due disabili attualmente in forza, sarà mantenuto in servizio uno,
  con categoria di operaio, con maggiore punteggio sulla base della
  valorizzazione numerica dei criteri di legge dell'anzianità di
  servizio e dei carichi di famiglia.
   Saranno  licenziati tutti gli altri dipendenti  appartenenti  alla
  categoria  di  operaio  e  l'unico  dipendente  appartenente   alla
  categoria di quadro.
   Con  riferimento  ai  dipendenti appartenenti  alla  categoria  di
  impiegato saranno valorizzati, con apposito punteggio stabilito dai
  criteri  normativi relativi all'anzianità di servizio e dai carichi
  di famiglia e mantenuti in servizio, i lavoratori con punteggio più
  alto o, a parità di punteggio, con maggiore anzianità di servizio;
   Ai lavoratori licenziati e a quelli che non dovessero accettare il
  trasferimento  nella sede di Milano che mediante la  sottoscrizione
  di  un  verbale  di conciliazione, ex articolo 410 e  seguenti  del
  Codice di Procedura Civile, manifesteranno entro il termine  di  60
  giorni   dalla   comunicazione  del  provvedimento   datoriale   la
  disponibilità  a  non  impugnarlo  e  a  rinunciare   a   qualsiasi
  rivendicazione economica connessa al rapporto di lavoro intercorso,
  l'azienda  riconoscerà in aggiunta alle spettanze di fine rapporto,
  all'indennità  sostitutiva del preavviso e  al  Tfr,  un  incentivo
  economico  parametrato  a  9 mensilità  di  retribuzione  lorda  da
  corrispondersi nell'arco di 6 mesi.
   Atteso  quanto  sopra e rilevato che l'accordo è  stato  raggiunto
  entro  i  termini della procedura, l'esito del verbale del Servizio
  12 del CIPI di Catania dello scorso 21 marzo è stato annullato e la
  fase  amministrativa della procedura si è chiusa,  quindi,  con  un
  accordo.
   Dall'esame delle comunicazioni obbligatorio si rileva che, oggi la
  società  CIPI,  ha  un organico di tre unità a tempo  indeterminato
  nella  sede di Catania e una unità a tempo determinato, sino al  31
  dicembre 2018, nella sede di Milano.

    (Dal proprio scranno l'onorevole Foti si dichiara soddisfatta)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 202  Pagamento  delle
  rette  ad associazioni ed enti per i servizi di accoglienza  minori
  in situazioni di disagio , dell'onorevole Dipasquale.
   Non    essendo   l'onorevole   Dipasquale   presente   in    Aula,
  l'interrogazione  si  intende  trasformata  in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  211   Chiarimenti  sul  numero
  complessivo  delle persone con disabilità gravissima a cui  erogare
  l'assegno di cura mensile , degli onorevoli Cancelleri ed altri.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   la  Legge  Regionale  1  marzo 2017 n. 4  ha  istituito  il  Fondo
  regionale  per la disabilità al fine di garantire l'attuazione  dei
  livelli  di  assistenza domiciliare con riguardo  ai  soggetti  con
  disabilità gravissima;

   il  Fondo,  pertanto,  ha  la  funzione  di  servire  da  supporto
  economico  in  favore di soggetti che versano in una situazione  di
  compromissione   funzionale   e  che  necessitano   di   assistenza
  domiciliare;

   appreso che:

   organi  di  stampa,  nei primi giorni del mese  di  gennaio  2018,
  riportavano la notizia di un incontro fra l'Assessore Regionale  in
  indirizzo  e il movimento Noi liberi . In occasione della  riunione
  veniva reso noto che il numero delle persone con disabilità censite
  alla data di gennaio era di 15.772 unità;

   il quotidiano online Live Sicilia, in un articolo pubblicato il 26
  marzo  2018, che affrontava l'argomento della disabilità,  indicava
  in  13.000  il  numero  dei  disabili gravissimi  a  cui  garantire
  l'assegno di cura mensile;

   nel  corso di un intervento in aula, durante l'esame della manovra
  finanziaria, e  successivamente attraverso la messa in onda  di  un
  video,   il  Presidente  della  Regione  siciliana,  on.  Musumeci,
  dichiarava   'secondo  le  aziende  AA.SS.PP.   [i   soggetti   con
  disabilità] sono 12.300';

   considerato che:

   con  nota del 9 marzo 2018, prot. n. 0020493, il Dipartimento  per
  le  attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico comunicava  al
  Dipartimento Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali che
  il numero dei disabili gravissimi che avevano sottoscritto il patto
  di  cura  e  per  i quali era possibile procedere al  trasferimento
  delle somme, ammontava a 10.180 aventi diritto;

   sulla  base della consistenza numerica accertata e comunicata  con
  la  predetta nota del 9 marzo 2018, prot. n. 0020493, il  Dirigente
  Generale  del  Dipartimento  Regionale  della  Famiglia   e   delle
  Politiche Sociali, emanava il D.D.G. n. 412 del 09 marzo  2018  con
  cui  si  procedeva  a  liquidare,  conseguentemente,  la  somma  di
  45.810.000,00 del Bilancio della Regione Siciliana per  l'esercizio
  finanziario  2018  in  favore delle AA.SS.PP.  per  il  periodo  da
  01.102017  a 31.12.2017 per garantire il trasferimento delle  somme
  ai 10.180 aventi diritto;

   con  la successiva nota del Dipartimento per le attività Sanitarie
  e Osservatorio Epidemiologico del 29 maggio 2018, prot. n. 0041464,
  a  modifica  della  precedente nota del  9  marzo  2018,  prot.  n.
  0020493,  a  soli  2  mesi di distanza, veniva emendato  il  numero
  complessivo  delle  persone con disabilità gravissima  per  singola
  ASP, nella misura complessiva di 10.616 unità;

   il  Dirigente  Generale del Dipartimento della  famiglia  e  delle
  politiche  sociali,  recependo  la nuova  consistenza  numerica  di
  10.616  unità, emanava il D.D.G. n. 1057 del 04 giugno u.s. con  il
  quale  si  liquidava la somma di euro 63.696.000,00 per il  periodo
  dal 01.01.2018 al 30.04.2018 alle AA.SS.PP. per provvedere ai sensi
  di legge;

   tenuto conto che:

   come evidenziato dalla scansione temporale delle dichiarazioni dei
  rappresentanti  della Giunta Regionale, avvenute rispettivamente  a
  gennaio,  il  26 marzo e il 28 aprile del corrente  anno,  e  dalla
  successione  delle note del 9 marzo u.s. e del 29 maggio  u.s.  del
  Dipartimento    per   le   attività   Sanitarie   e    Osservatorio
  Epidemiologico  e  dei  conseguenti decreti di  liquidazione  delle
  somme  emanati  dal Dipartimento della famiglia e  delle  politiche
  sociali  in  data 9 marzo e in data 4 giugno u.s.,  si  ravvisa  un
  balletto   di   cifre  preoccupante  in  merito   alla   conoscenza
  dell'effettivo  numero  complessivo  dei  soggetti  con  disabilità
  gravissima che hanno diritto a percepire l'assegno di cura;

   i  disabili  ad oggi continuano a lamentare, attraverso  i  propri
  canali,  l'assenza  di notizie certe sul modus  operandi  posto  in
  essere   da  parte  dell'amministrazione  regionale  che   comporta
  incertezza  in  merito alla concreta assegnazione  del  contributo.
  Infatti,  a fronte delle oltre 30 mila domande di assistenza,  solo
  circa 10.000 domande sono state accettate dalle AA.SS.PP. ed ancora
  oggi  solo  un esiguo numero di beneficiari censiti ha proceduto  a
  firmare il patto di cura con le AA.SS.PP;

   per sapere:

   il  numero certo dei disabili gravissimi che hanno sottoscritto il
  patto di cura e saranno, pertanto, beneficiari dell'assegno di cura
  mensile;

   se  il  numero indicato nel D.D.G. n. 1057 del 04 giugno 2018  del
  Dirigente  Generale  del  Dipartimento  della  famiglia   e   delle
  politiche sociali sia effettivo, e se il censimento possa definirsi
  concluso;

   quali  iniziative di controllo il Governo stia ponendo in  essere,
  ovvero  intenda  porre  in  essere, sulle  richieste  pervenute  in
  autocertificazione;

   quali procedure il Governo e, per esso le AA.SS.PP., abbiano posto
  in  essere  in  ordine  all'accertamento  e  alla  valutazione  del
  possesso   dei  requisiti  in  capo  alle  persone  con  disabilità
  gravissima;

   se  il Governo sia a conoscenza delle tempistiche che le AA.SS.PP.
  stanno  osservando al fine di addivenire all'erogazione agli aventi
  diritto    dell'assegno   di   cura   relativamente   al    periodo
  dall'1.01.2018  al  30.04.2018, e se non ritenga opportuno  operare
  secondo  una  procedura più efficiente che  permetta,  al  fine  di
  rispondere  ai giustificati fabbisogni dei soggetti con disabilità,
  una erogazione con cadenza mensile dell'assegno di cura».

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  Ippolito   per
  rispondere all'interrogazione.

   IPPOLITO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, onorevoli deputati, in riferimento  al
  contenuto     dell'interrogazione    in    oggetto,    precisandoci
  preliminarmente  che l'Assessorato regionale della famiglia,  delle
  politiche  sociali e del lavoro è chiamato alla  sola  funzione  di
  trasferimento  monetario, così come nella sua  interezza,  previsto
  dall'articolo  9,  della  legge  regionale  n.  8  del  2017,  come
  modificato  dall'articolo 30 della legge regionale  n.  8/2018,  si
  rappresenta quanto segue. La suddetta modifica normativa  ingenera,
  con  l'introduzione  del comma 5 bis una gestione  transitoria  del
  Fondo  richiamando, per espresso, il precedente  regime  introdotto
  dal  D.P.  545/2017. Stante tale prescrizione  si  è  provveduto  a
  chiedere   al   dipartimento  attività  sanitarie  e   osservatorio
  epidemiologico di fornire, in forma unitaria, tutti i dati numerici
  attualizzati  dei  soggetti afferenti alle  lettere  a)  e  b)  del
  decreto presidenziale. Ciò al fine di assumere con riparto corretto
  l'impegno  finanziario per i primi quattro mesi del corrente  anno.
  Il  dipartimento  della  famiglia e  delle  politiche  sociali  ha,
  quindi, pedissequamente riportato i dati numerici acclarati in sede
  di adozione del provvedimento di impegno delle somme.
   Per  completezza di informazioni si aggiunge che in data 19 giugno
  2018,  allorquando acquisite dalle ASP le coordinate  bancarie  dei
  nuovi  conti  di  tesoreria unica in Banca d'Italia,  come  imposto
  dalla nuova disciplina di cui all'articolo 21 della legge regionale
  n.  8/2018,  si è provveduto ad erogare le prime quattro  mensilità
  nel  rispetto della disciplina transitoria e sulla base dei  numeri
  in  possesso.  Sul  punto si aggiunge che,  in  ragione  di  quanto
  registrato  a mezzo stampa su ipotizzati sensibili scostamenti  dai
  dati riportati nel citato provvedimento del dirigente generale  del
  dipartimento, la scrivente, con eguale motivazione, attraverso  gli
  uffici   competenti,  ha  provveduto  a  chiedere  al  dipartimento
  attività  sanitarie e osservatorio epidemiologico di  procedere  ad
  una verifica sui dati comunicati.
   Posto   ciò,   a   seguito  degli  accertamenti   effettuati   dal
  Dipartimento  interpellato, è pervenuto  a  questo  assessorato  il
  relativo  riscontro  finale che definisce,  in  via  unificata,  il
  numero  dei  disabili gravissimi per singola ASP per un  totale  di
  10.746  soggetti in tutta la Regione, alla data del  26  settembre,
  tengo a precisare. Tale documento presentava alcune difformità  dei
  dati    numerici    precedentemente   forniti,   cosicché    questa
  Amministrazione, sempre ai fini della ripartizione finanziaria, con
  D.D.G.  n.  1498 del 19 luglio 2018, ha provveduto ad  integrare  e
  rettificare il provvedimento in precedenza adottato.

        (Dal proprio scranno l'onorevole Cancelleri si dichiara
                      soddisfatto della risposta)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  297   Notizie  sul
  licenziamento  del  bracciante  agricolo  di  Mazzarrone   a  firma
  dell'onorevole Barbagallo. Ne do lettura:

   «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro,
  premesso che:

   il  quotidiano  'La Sicilia' lo scorso 14 luglio ha  riportato  la
  notizia  dell'avvenuto  licenziamento di  un  bracciante  agricolo,
  residente nel comune di Mazzarrone, sol perché, dopo aver  lavorato
  per  8  ore  all'interno  di  una  serra  agricola,  ricadente  nel
  territorio  di Gela, avrebbe chiesto una pausa per evitare  le  ore
  più  calde della giornata, quando dentro la struttura si registrava
  una temperatura percepita di circa 50 gradi;

   la  paga  oraria del lavoratore ammontava a poco meno  di  6  euro
  l'ora;

   tali fatti sono stati regolarmente denunciati presso il competente
  ufficio dell'Ispettorato del Lavoro;

   considerato che:

   tali  gravissimi fatti rendono ancora più attuale  il  tema  dello
  sfruttamento nei campi e nelle serre che ha già visto impegnate  le
  forze  dell'ordine con l'operazione 'Alto Impatto Freedom'  che  ha
  coinvolto circa 700 persone tra datori di lavoro e dipendenti;

   per sapere:

   quale sia stato l'esito del suindicato procedimento;

   quali azioni intenda intraprendere al fine di arginare il fenomeno
  dello sfruttamento nei campi».

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di intervenire l'assessore  Ippolito  per
  fornire risposta.

   IPPOLITO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente,  onorevoli deputati,  l'interrogazione
  riguarda  notizie  sul licenziamento di un bracciante  agricolo  di
  Mazzarrone. In riferimento al contenuto voglio rappresentare quanto
  segue.
   Con  nota  protocollo  n.  5336 del 3 agosto,  indirizzata  per  i
  profili  di  competenza al dirigente generale del dipartimento  del
  lavoro,    la   segreteria   tecnica   dell'ufficio   di    diretta
  collaborazione   della  scrivente  ha  chiesto  apposito   rapporto
  informativo,  in  merito  al  contenuto dell'atto  parlamentare  in
  oggetto.
   L'Ispettorato territoriale del lavoro di Catania, Servizio 21,  in
  quanto  ufficio  competente, con nota n. 6874 del  15  ottobre,  ha
  effettuato  le  dovute  verifiche  e  ha  relazionato   in   merito
  all'argomento dell'interrogazione. Premesso che l'oggetto dell'atto
  ispettivo   nasce  da  un  articolo  del  giornale   La   Sicilia',
  pubblicato  in  data 14 luglio 2018, riguardante la notizia  di  un
  licenziamento occorso ad un anonimo bracciante agricolo,  residente
  nel Comune di Mazzarrone, per dei fatti accaduti all'interno di una
  serra agricola ricadente nel territorio di Gela, l'ispettorato  del
  lavoro  di  Catania,  al  fine di individuare  ed  identificare  il
  lavoratore,  nonché l'eventuale richiesta di intervento presentata,
  ha  contattato  telefonicamente il signor Nino  Marino,  segretario
  generale  della  Uila  Sicilia, il sindacato  che  ha  raccolto  la
  denuncia  del lavoratore e che ha segnalato i fatti agli organi  di
  stampa.
   Lo  stesso  rappresentante sindacale ha  dichiarato,  per  le  vie
  brevi,  di aver fatto la segnalazione al giornale ma che, di fatto,
  non  è  a conoscenza del nominativo del soggetto denunciante né  se
  l'interessato  ha proposto l'opportuna segnalazione all'Ispettorato
  territoriale del lavoro competente.
   Allo stato attuale, pertanto, viene comunicato che tra le numerose
  denunce   pervenute   dall'inizio  dell'anno   all'Ispettorato   in
  questione,  non  risulta alcuna richiesta di  intervento  per  tale
  fattispecie,  fermo  restando, però, l'impegno assunto  dal  signor
  Marino,  ad oggi ancora disatteso, di comunicare il nominativo  del
  lavoratore  e  l'eventuale protocollo della richiesta  d'intervento
  presentata.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   BARBAGALLO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Perfetto.  Sono  tutti  soddisfatti  delle   risposte
  fornite dall'Assessore. Questo è un fatto importante.
   Si  passa  all'interpellanza  n.  96  «Avvio  dei  servizi  socio-
  assistenziali   del  Comune  di  Catania»  a  firma  dell'onorevole
  Galvagno.
   Per  assenza  dall'Aula  del firmatario,  all'interpellanza  verrà
  comunque fornita risposta scritta.
   Si  passa  all'interpellanza n. 82 «Procedure di selezione  per  i
  Cantieri di Servizio», a firma degli onorevoli Siragusa ed altri.

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali ed il lavoro, visto l'articolo 15, co. 1 L.R.  n.
  3/2016;

   considerato che:

   in  data 06/06/2018 l'assessorato regionale della famiglia,  delle
  politiche  sociali e del lavoro emetteva una nota,  indirizzata  ai
  comuni  dell'Isola, avente ad oggetto  Cantieri di servizio di  cui
  all'art.  15 co. 1 L.R. n. 3/2016. Chiarimenti' in cui,  a  seguito
  dei  numerosi  quesiti pervenuti, si specificavano i  requisiti  di
  accesso  con  riferimento alla problematica più  diffusa  risultata
  essere quella relativa al possesso del patrimonio mobiliare;

   la  normativa  di riferimento prevede che tutti i  componenti  del
  nucleo familiare devono essere privi di patrimonio mobiliare  sotto
  forma  di  titoli di Stato, azioni, obbligazioni,  quote  di  fondi
  comuni  di  investimento  e depositi bancari  senza  previsione  di
  soglia minima;

   in  numerosi  comuni il possesso di depositi bancari senza  soglia
  minima ha limitato enormemente l'accesso ai cantieri di servizio da
  parte  dei  cittadini  configurandosi  come  principale  causa   di
  esclusione;

   per  conoscere  se  sia  intenzione  del  Governo  considerare  il
  possesso  del semplice libretto di risparmio postale come causa  di
  esclusione  dalla  procedura di selezione ed, in caso  di  risposta
  positiva, valutare la possibilità di introdurre il correttivo della
  soglia minima».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   IPPOLITO,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Per  questa  interpellanza  la  risposta  sarà  brevissima
  perché,  in riferimento al contenuto dell'interpellanza in oggetto,
  si  rappresenta che, con direttiva assessoriale 97  del  30  agosto
  2018,  si  è  provveduto  ad ammettere a selezione  i  soggetti  in
  possesso  di depositi bancari entro il limite di 5.000  euro.  Tali
  soggetti  saranno collocati in posizione successiva ai partecipanti
  privi  di  patrimonio mobiliare ed in modo crescente al valore  del
  deposito.

   (Dal proprio scranno l'onorevole Siragusa si dichiara soddisfatto
                            della risposta)

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Intanto, Presidente Savona, siccome con
  il  III punto all'ordine del giorno iniziamo a discutere il disegno
  di legge sui revisori ed avevamo chiesto un parere alla Commissione
   Bilancio',  la  invito a sedersi al banco delle Commissioni,  così
  prima di cominciare chiederemo questo parere.

   SAVARINO.  Signor Presidente, volevo approfittare  della  presenza
  dell'assessore Ippolito per chiedere alcuni chiarimenti.
   Assessore,  volevo approfittare della sua presenza  per  chiederle
  alcune informazioni che abbiamo avuto solo per notizie di stampa.
   Come  lei sa, quest'Assemblea è stata coinvolta diverse volte  sul
  tema  degli ex sportellisti ed abbiamo votato un ordine del  giorno
  durante la finanziaria ed abbiamo votato, con il  collegato , anche
  una  norma che invitava questa Giunta a creare un piano di utilizzo
  per   potere  utilizzare,  appunto,  all'interno  dei  Centri   per
  l'impiego  gli  ex  sportellisti che,  come  sappiamo,  sono  stati
  formati proprio dalla Regione siciliana per uno scopo, che è quello
  degli  sportelli multifunzionali che, oggi, non viene adempiuto  e,
  quindi, c'è una carenza nel nostro sistema di offerta lavorativa ai
  giovani  e la Sicilia sappiamo essere, purtroppo, la prima  regione
  d'Italia ad avere i cosiddetti NEET, cioè i giovani che né lavorano
  né studiano.
   Abbiamo  appreso  da notizie di stampa che lei  ha  avuto  diversi
  incontri a Roma con il Governo nazionale su questo tema. Approfitto
  della  sua presenza per chiederle se ci sono novità ed a che  punto
  siamo.

   LUPO. È diventato un question time.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  mi  rivolgo  a  lei  ed  all'assessore
  Ippolito,  a  lei  come Presidente chiedendole  la  possibilità  di
  potere presentare un ordine del giorno - seppur, oggi in Aula,  non
  ci  sono  mozioni rivolte all'assessore Ippolito - su una  tematica
  molto  annosa che è quella degli Istituti di pubblica assistenza  e
  beneficienza.  Come lei e l'Assessore sapete, in I  Commissione  si
  sta  provando  a  trattare il tema anche se,  oggi,  purtroppo,  la
  seduta non si è potuta tenere.
   Bene,   vorrei   chiedere  rivolgendomi  al   Governo   ed   anche
  all'assessore  Armao,  se c'è la possibilità nella  finanziaria  di
  potere finalmente dare riscontro alle previsioni di legge, ossia di
  rimpinguare il capitolo che prevede per la copertura di  una  parte
  degli stipendi...
   Presidente, può richiamare l'onorevole Milazzo? Sta disturbando.

   PRESIDENTE. Lei continui, non si preoccupi.

   FOTI.  Ma  l'assessore  Ippolito mi dice  che  non  sente  niente,
  giustamente mi chiedo...

   PRESIDENTE.  Continui, l'assessore Ippolito la prossima  volta  lo
  chiede direttamente lei.

   FOTI.  Ecco,  in  queste settimane è emerso come i dipendenti  sia
  delle  strutture che hanno mandato via gli anziani, sia  di  quelli
  che  stanno  lavorando, abbiano una situazione  che  è  un  unicum,
  direi,  in tutta Italia, cioè dipendenti con un contratto di lavoro
  di  natura pubblicistica, che non percepiscono lo stipendio e  che,
  quindi, non godono di alcun genere di aiuto, né da parte dell'INPS,
  né  di  Cassa integrazione o di alcun genere di sostegno a reddito,
  perché ufficialmente hanno un posto di lavoro e che non ricevono da
  parte della Regione quello che è la previsione di legge, ossia  che
  per  la  parte dello stipendio che l'Ente non riesce a  raggiungere
  con le rette, deve intervenire la Regione.
   Allora,  è chiaro, signor Presidente, che se l'assessore  Armao  e
  l'assessore  Ippolito  nelle more del  lavoro  che  stanno  facendo
  l'Assemblea e la Commissione non intervengono, noi stiamo veramente
  condannando  ad  un  girone infernale, a  permanere  in  un  girone
  infernale, delle persone, quindi, Presidente, sottoporrò  alla  sua
  attenzione  un  ordine del giorno, la prego di volerlo  validare  e
  farlo distribuire affinché o ci rispondono o lo approvino, e si dia
  un attimo risposta perché l'iter della riforma è abbastanza lento e
  travagliato. Grazie.


        Seguito della discussione del disegno di legge n. 106/A
               «Norme in materia di revisori dei conti»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione del disegno di legge «Norme in materia di revisori  dei
  conti  (n. 106/A) (Seguito).
   Avevamo  bisogno  del  parere  della  Commissione   Bilancio'.  Se
  l'onorevole   Savona  volesse  leggerlo,  così  da  cominciare   il
  dibattito.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione   Bilancio'.  Noi  abbiamo
  preparato  una  nota  scritta, anche alla  Presidenza,  per  quanto
  riguarda questo disegno di legge sui revisori dei conti.
   Nella  seduta  n.  69  del  23 ottobre  2018,  la  Commissione  ha
  proceduto,  in  riscontro alla nota prot.  N.  159/VSG-LEG  del  16
  ottobre  2018,  all'esame, per le valutazioni di competenza,  degli
  emendamenti di riscrittura del disegno di legge n. 106/A  Norme  in
  materia di revisori dei conti , anche per il tramite dell'audizione
  dei rappresentanti delle associazioni professionali interessate,  e
  sono diverse.
   Nel  corso dell'audizione sono stati rappresentati alcuni  profili
  di  criticità  del disegno di legge. In primo luogo, è  emerso  che
  l'applicazione del metodo del sorteggio per la scelta dei  revisori
  degli  enti  locali  ha comportato l'effetto contrario  rispetto  a
  quello desiderato, e cioè la diminuzione della qualità dei collegi,
  con  il  rischio di indebolire l'intero sistema dei  controlli.  In
  questo senso la proposta di modifica dell'Anci e del Consiglio  dei
  dottori commercialisti sulla riforma dell'attuale sistema di scelta
  dei revisori dei conti negli enti locali.
   Inoltre,  è stata richiamata la normativa in materia, che  prevede
  la sussistenza dei requisiti di indipendenza e responsabilità della
  figura del revisore dei conti, a prescindere dal criterio di scelta
  utilizzato (sorteggio o designazione).
   E'  stata, altresì, evidenziata la necessità di definire  l'ambito
  di  applicazione  del disegno di legge, con riferimento  agli  enti
  coinvolti.  In particolare, il controllo nei confronti  degli  enti
  regionali e delle società partecipare ha profili diversi da  quello
  sugli  enti locali, sul cui modello è basato il disegno  di  legge.
  Occorre, infatti, distinguere il tipo di controllo in relazione  al
  sistema   di  contabilità,  finanziaria  o  economico-patrimoniale,
  adottato  dagli enti coinvolti, con evidenti conseguenze in  ordine
  ai  requisiti  e  alla  professionalità richiesta  ai  soggetti  da
  nominare.
   Tali   considerazioni  sono  state  pienamente   condivise   dalla
  maggioranza dei componenti della Commissione, mentre le opposizioni
  sono   rimaste  convinte  della  validità  del  testo   attualmente
  all'esame dell'Aula.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di intervenire, però  soltanto  l'ultimo,
  perché  poi dobbiamo iniziare la trattazione degli emendamenti.  Ne
  ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Grazie,  Presidente, per  avermi  dato  la  parola.  In
  effetti,  non  pensavo fosse necessario un ulteriore intervento  su
  questo  argomento. Tuttavia, le dichiarazioni del Presidente  della
  Commissione,  oggettivamente, aprono ad uno scenario  nuovo.  Nella
  misura in cui, tra le righe, ma neanche troppo tra le righe,  viene
  rappresentato, mi sembra abbastanza chiaramente, un orientamento ed
  una proposizione negativa rispetto al testo. Cioè, se non ho capito
  male,   il   Presidente  della  Commissione   Bilancio'  ha   detto
  chiaramente che laddove è stato applicato il sistema del sorteggio,
  non  sempre  ha  sortito gli effetti positivi anzi,  al  contrario,
  risulta  discriminante  rispetto  ad  una  serie  di  aspetti   che
  riguardano la legislazione vigente.
   Ora,  effettivamente, ritengo di poter dire che  il  Collegio,  di
  fatto,  è  un  organo  di  garanzia  che  controlla  la  regolarità
  contabile amministrativa degli enti, relaziona sulla conformità del
  bilancio  preventivo e di esercizio e la scelta  deve  passare  per
  criteri ancorati ai regimi di trasparenza e competenza.
   Ora, non credo che facciamo un buon servizio rappresentando invece
  un  modello, come si vuole fare attraverso questo disegno di legge,
  che  -  come  ha  già detto l'assessore Armao -, di fatto,  non  ha
  previsto, o addirittura, assessore Armao - come lei stesso ha detto
  -  non  ha coinvolto il Governo perché, purtroppo, quello che  oggi
  registriamo  è che abbiamo un disegno di legge che è passato  dalla
  Commissione  senza il parere del Governo, con un  parere  contrario
  della  Commissione   Bilancio' ed al  di  là  delle  considerazioni
  espresse  dall'onorevole Figuccia o da qualsiasi altro parlamentare
  di  maggioranza  o  di opposizione si ritrova senza  passaggio  del
  Governo e, quindi, senza aver ascoltato il parere dell'Assessore al
  ramo e per di più con una chiara violazione di un principio.
   Ora,  penso che dobbiamo dare un messaggio ai nostri figli  ed  ai
  siciliani. Il messaggio è quello di premiare il merito, di premiare
  le opportunità, di premiare le capacità e le competenze, non quello
  di  essere estratti a sorte come delle biglie, come per una tombola
  di fine anno.
   Ecco, penso che questo ragionamento che viene affermato attraverso
  questo   disegno   di  legge  sia  un  ragionamento   assolutamente
  incredibile.  Capisco  che  sia un ragionamento  in  linea  con  il
  pensiero  di  alcune  forze  politiche, perché  sono  quelle  forze
  politiche   che,   in   questo  momento,  vorrebbero   eleggere   i
  parlamentari  nazionali  a sorte, perché Grillo  ha  detto  che  il
  Parlamento non serve, che potremmo estrarre a sorte i parlamentari.
   Ecco,  se questa è la logica, è una logica che, ovviamente, non  è
  premiante,  perché  è  una logica che fa  pensare  ai  giovani  che
  possono  diventare parlamentari attraverso un'estrazione  a  sorte.
  Ecco,  facciamo anche i revisori contabili attraverso un'estrazione
  a sorte.
   Al  Partito  Democratico dico: se c'era questa  volontà  avrebbero
  potuto  farlo anche nella legislatura precedente. Oggi,  mi  sembra
  che  siamo di fronte ad un parere chiaro da parte della Commissione
   Bilancio'  ed  in  funzione di queste considerazioni,  Presidente,
  ritengo  che ci siano tutte le premesse perché un disegno di  legge
  deve  passare da un iter: passa dalla Commissione di merito e viene
  poi approvato dopo una discussione in Aula.
   Mi  scusi,  Presidente,  le  voglio fare  una  richiesta  formale.
  Presidente   Micciché,  c'è  una  richiesta  formale   che   volevo
  rappresentarle,  alla luce anche delle indicazioni  del  Presidente
  della  Commissione  e  considerate le dichiarazioni  dell'assessore
  Armao.  Non ci sono le condizioni perché questo testo possa  essere
  discusso in Aula, ragione per cui le chiedo formalmente di rinviare
  il  testo nella Commissione di merito e prevedere che vengano fatte
  le  audizioni,  si riapra il dibattito, Presidente,  venga  sentito
  l'Assessore  al  ramo,  previa  una  discussione  del  testo  nella
  Commissione di merito. Quindi, la richiesta formale è che il  testo
  ritorni in Commissione.


                        Sull'ordine dei lavori

   SUNSERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   CIANCIO. Ma è a favore o contro la proposta?

   PRESIDENTE.  Non  c'è  alcuna votazione,  questo  mi  deve  essere
  chiesto da un Capogruppo, per cui aspettiamo. Intanto, continuiamo,
  se  c'è  qualcuno che vuole parlare sull'ordine dei lavori,  e  poi
  chiamerò  l'onorevole Figuccia per chiedergli di farmi formalizzare
  dal Capogruppo questa sua richiesta.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Sunseri.

   SUNSERI.  Presidente,  una  precisazione,  ma  giusto  per  essere
  chiari,  non  voglio  dilungarmi. Questo  non  è  un  parere  della
  Commissione   Bilancio'. Noi, oggi, non abbiamo  votato  nulla.  E'
  sostanzialmente  un  verbale  forse stilato  dal  Presidente  sulla
  Commissione  di  oggi, ma non è un parere, non è  stato  votato  da
  nessuno.  E  non  capisco,  tra l'altro, secondo  quale  punto  del
  Regolamento  doveva  essere  redatto un  parere  dalla  Commissione
   Bilancio',   perché  lei  stesso  nell'ultima  seduta   ha   detto
  semplicemente  che  bisognava riunirsi in  Commissione   Bilancio',
  cosa  che è avvenuta oggi, e bisognava emettere un parere. Ma  cosa
  che   non  è  avvenuta.  Noi  non  abbiamo  votato  in  Commissione
   Bilancio'  questo parere. E' stata una piacevole  discussione  con
  alcune persone che sono state invitate, l'Assessore ha espresso  il
  suo parere, ma non è il parere della Commissione  Bilancio'.

   PRESIDENTE.  Onorevole, non avevamo bisogno di  alcun  parere,  io
  avevo  chiesto  un  approfondimento della questione  al  Presidente
  della Commissione, che lo ha fatto.

   FOTI. A quale titolo?

   MILAZZO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Presidente, oggi la Commissione  Bilancio' si è  riunita
  perché  c'è  stata una decisione della Presidenza, che  ha  inviato
  ufficialmente il testo in Commissione, per un approfondimento.
   Onorevole Sunseri, se vuole si mette accanto a me, se magari mi fa
  parlare, lei ha parlato, ha detto le sue cose, ho rispettato la sua
  figura, sono stato in silenzio. Se mi può fare riassumere almeno il
  mio pensiero. Il suo è difficile da riassumere

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si rivolga alla Presidenza.

   MILAZZO.  Allora, la Commissione ha audìto, e a  quale  titolo?  A
  quale  titolo,  ha  parlato pure l'onorevole  Ciancio,  quindi,  ha
  partecipato  ai  lavori della Commissione, allo  stesso  titolo  di
  tutti  gli  altri.  La Commissione ha audìto alcuni  rappresentanti
  delle  categorie dell'ordine dei revisori e il presidente Savona  è
  venuto  qua  e  non  ha  letto  il  parere  della  Commissione,  ha
  relazionato  quello  che  è  avvenuto.  Non  è  che  ha  detto   la
  Commissione è a favore o contro ", ha fatto l'analisi di quello che
  è accaduto. Non può essere smentito.
   Dopodiché,  Presidente, perché le ho chiesto la parola sull'ordine
  dei  lavori? Non per litigare se la Commissione ha stabilito  se  è
  nato  prima  l'uovo o la gallina, non mi interessa. Durante  questo
  confronto  in  Commissione, l'onorevole Ciancio, correttamente,  ha
  ulteriormente chiarito il significato della norma, ovvero la  norma
  vuole colmare un vuoto che, a normativa vigente, secondo quello che
  dice  l'onorevole Ciancio, e io l'ho condiviso, vede molti revisori
  dei   conti   contabili  non  coinvolti  in  questo   processo   di
  individuazione dei ruoli all'interno della macchina regionale e  ha
  ipotizzato l'individuazione di un meccanismo per consentire questo.
   Allora  io,  in Commissione  Bilancio', rivolgendomi all'onorevole
  Ciancio,  ho  detto  onorevole Ciancio, è possibile  ipotizzare  un
  sistema  misto,  visto che i rappresentanti della categoria,  oggi,
  hanno  fatto  emergere che, soprattutto, i ruoli di  presidenza  di
  questi  collegi  devono necessariamente essere affidati .  Intanto,
  non c'è alcun pericolo perché va rispettato un codice deontologico,
  vanno  rispettate tutta una serie di prerogative, anche di rapporti
  con la Corte dei Conti, quindi, diciamo, non c'è preoccupazione  su
  questo.
   Avevo,  allora,  proposto,  se  era  possibile,  far  sì  che   la
  Commissione  potesse scrivere una proposta con  un  sistema  misto,
  ovvero  la  guida  del  Collegio dei revisori per  nomina,  quindi,
  secondo  l'attuale normativa, il consigliere anziano con la  stessa
  cosa,  per  garantire ai giovani pari opportunità  nell'inserimento
  all'interno   di  questi  enti  regionali,  di  queste  partecipate
  regionali, il sorteggio.
   Ho  preso,  quindi, signor Presidente, la parola  sull'ordine  dei
  lavori, non sono entrato nel merito della norma per chiedere se  la
  Commissione  è disponibile a riscrivere un articolo, prevedendo  un
  sistema  misto di mediazione. Se, poi, dobbiamo andare alla  conta,
  ma  non  alla  conta  politica, signor Presidente,  perché,  vorrei
  sgombrare il campo, inizialmente, prima che arriviamo a votare.
   Voi sapete che il nostro Presidente di Commissione è stato tra gli
  artefici   della  redazione  di  questa  norma,   quindi,   non   è
  politicamente che ci dobbiamo confrontare. Ognuno vota  secondo  il
  proprio convincimento, per cui, qua non si conta né la maggioranza,
  né l'opposizione.
   Per  quanto mi riguarda, vi faccio un'affermazione, forse,  rozza,
  ma  efficace:  io  sono  stato eletto  senza  maggioranza  e  senza
  revisori. Il tema è di principi, se si può fare una norma condivisa
  e  si  può  scrivere un sistema misto, ovvero, si dia  spazio  alla
  capacità   ed  all'esperienza  ed  anche,  come  dire,  creare   le
  condizioni   per  inserire  linfa  nuova  all'interno   di   questo
  meccanismo.
   Signor   Presidente,  se  il  Presidente  della  Commissione   può
  esprimersi se è disponibile a lavorarci in questo senso, altrimenti
  si vedrà come finisce.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, sentiamo, un attimo, il  Presidente
  della  Commissione,  dopodiché lei mi deve dire  se  formalizza  la
  richiesta  di  rinvio in Commissione del disegno  di  legge  perché
  dobbiamo   votare,  diversamente,  vediamo  quello  che   dice   il
  Presidente della Commissione e poi lo chiariamo.
   Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione.

   PELLEGRINO,  presidente della Commissione. Signor  Presidente,  io
  parlo  come Presidente della Commissione, ma a titolo personale.  A
  titolo personale perché, ovviamente, non mi sono consultato,  però,
  dico  che avendo svolto un'attività in merito al disegno di  legge,
  ritengo  che  sia opportuno, quanto rappresentato e quanto  chiesto
  dall'onorevole Milazzo.
   In  particolare, dal dibattito in Aula ed anche dal  dibattito  in
  Commissione   Bilancio', si è potuto apprendere che ci  sono  delle
  possibilità  e  dei  passaggi che potrebbero, senza  colpo  ferire,
  anche   essere  mediani,  rispetto  alla  posizione  assunta  dalla
  Commissione  sul disegno di legge, nel senso che il  sistema  misto
  potrebbe,  da un lato, consentire ai giovani di potere  accedere  a
  questo   tipo  di  incarichi  e,  dall'altro,  ci  potrebbe  essere
  l'esperienza  dei designati, dei prescelti dal Governo,  di  potere
  guidare con autorevolezza i collegi sindacali.
   Ripeto, quindi, a titolo personale, ritengo, in questo momento, ma
  anche  a  nome  di  qualcuno dei componenti della Commissione,  che
  possa  essere  opportuno ed utile, soprattutto per i lavori  e  per
  evitare  inutili  discussioni in Aula,  il  rinvio  degli  atti  in
  Commissione,   perché  la  sorte  del  disegno  di  legge,   signor
  Presidente, non può essere pregiudicata dal rinvio del  disegno  di
  legge  in  Commissione, perché il nostro Regolamento  prevede  che,
  entro 15 giorni, la Commissione deve riesitare il disegno di legge,
  perché  nel  caso  in cui non viene osservato il  suddetto  termine
  perentorio, il disegno di legge viene ritrasmesso in Aula così come
  era stato rinviato alla Commissione e viene trattato.
   Per  cui noi tra quindici giorni, se la Commissione di merito  non
  si  attiverà e non riesiterà il disegno di legge, ci troveremo  qui
  ed  eventualmente  voteremo e ci sarà  il  dibattito  in  Aula  sul
  disegno  di  legge così come è stato inizialmente  e  geneticamente
  immaginato.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Milazzo,  lei  non   ha   ascoltato   con
  grandissima attenzione quello che ha detto il presidente Pellegrino
  ma mi deve dire se, ora, formalizza, da Capogruppo, la richiesta di
  rinvio in Commissione oppure no, perché devo far parlare a favore e
  contro la proposta e devo farla votare.
   Pertanto,  onorevole Milazzo, formalizzata la richiesta di  rinvio
  in Commissione del disegno di legge?

   MILAZZO. Sì, certo.

   PRESIDENTE.   Hanno  facoltà  di  intervenire   i   deputati   per
  dichiararsi a favore o contro. Uno a favore ed uno contro.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  premesso  che
  anch'io   stamattina  sono  stata  protagonista  e  testimone   del
  dibattito,  molto  vivace, interessante e  quanto  mai  oculato  ed
  opportuno,  che  abbiamo vissuto all'interno della  II  Commissione
  che, senza voler stigmatizzare l'operato della I Commissione che in
  autonomia  ed in piena libertà, come stabilito dal Regolamento,  ha
  previsto questo disegno di legge, ma già ancor prima dell'onorevole
  Milazzo, l'onorevole Figuccia l'aveva richiesto e lo formalizzo  io
  nella  qualità  di  Capogruppo, quindi, sono a  favore  del  rinvio
  chiesto dall'onorevole Figuccia proprio per l'emergere di tutte  le
  criticità,  non ultimo il fatto che il vicepresidente del  Governo,
  il   presidente  Musumeci  e  l'assessore  Armao,  oltre  ad   aver
  evidenziato  tutta una serie di perplessità, hanno  evidenziato  il
  fatto  che  non  ha espresso un relativo parere in  seno  a  quella
  Commissione.
   Peraltro, anche nella qualità di rappresentante del gruppo UDC, io
  stessa ho rilevato e fatto rilevare tante difficoltà.
   La  prima  in  assoluto  quella che, al di  là  del  principio  di
  trasparenza che si vuole introdurre, di fatto questa norma quasi  -
  e  qualcuno  l'ha  detto,  e  le  parole  pesano  come  pietra,  in
  Commissione, come pietra veramente pesantissima, come macigni, ed è
  tutto  verbalizzato - il nominato, l'indicato dalla parte  politica
  può  avere  un  atteggiamento di riverenza  che  fa  traballare  il
  principio  della trasparenza o contravviene al codice  deontologico
  che, invece, è sacro, invocato e testimoniato per chi svolge questo
  lavoro di controllo negli enti.
   Quindi,  lasciando perdere, non voglio entrare nella polemica,  mi
  fa  piacere che ci sia un clima più disteso, mi fa piacere  che  il
  presidente  Pellegrino abbia accettato di ritornare a discutere  in
  seno  alla propria Commissione il disegno di legge, faccio rilevare
  per  ultimo  ma  non  da  ultimo,  perché  è  una  questione  molto
  rilevante,  che  sia  io sia la collega Caronia abbiamo  presentato
  degli emendamenti alle norme riscritte in questo disegno di legge e
  non ce le ritroviamo.
   Già  questo  basterebbe a far nascere un serio problema  anche  in
  ordine alle procedure per la trattazione di questo disegno di legge
  in questa giornata.
   Quindi,  sono  contenta, mi associo all'idea dei  colleghi,  primo
  Figuccia, secondo Milazzo.
   Poi,  faremo le nostre opportune valutazioni entrando  nel  merito
  quando  si  discuterà nel merito della proposta così come  dovrebbe
  uscire, penso, da quella Commissione.

   PRESIDENTE.   Chi  è  contrario  alla  proposta  degli   onorevoli
  Figuccia, Milazzo e Lo Curto?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  esprimo  una
  profonda amarezza per il tenore del dibattito che c'è stato oggi ed
  anche nella scorsa seduta d'Aula.
   Crediamo  che  già  i  lavori  della Commissione  non  solo  siano
  esaustivi  ma l'emendamento che è stato formalizzato dai componenti
  della  Commissione nelle scorse sedute d'Aula, fuga ogni dubbio  in
  ordine  a quelli che potevano essere i requisiti di professionalità
  per rivestire incarichi anche di particolare complessità.
   Ed  è  insopportabile che tutti questi dubbi anche questo  sistema
  misto  che  sta  affiorando viene proposto oggi non sia  stato  poi
  proposto  nella  scorsa legislatura, quando -  e  lo  ripeto  -  il
  centrodestra  si  è quasi attaccato sui lampadari  per  imporre  ai
  comuni il sorteggio dei revisori, un sistema indiscriminato che sta
  creando  tantissime difficoltà, non ultimo quello che sta accadendo
  al  Comune  di  Palermo e, quindi, è troppo comodo  ragionare  così
  quando non si ha la responsabilità del governo delle cose.
   Quindi,  io  ritengo la proposta irricevibile;  annuncio  il  voto
  contrario  del  Gruppo  del Partito Democratico  alla  proposta  di
  rinvio in Commissione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione la richiesta di rinvio del  disegno
  di legge in Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto: chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvata)

   MILAZZO. Presidente, possiamo avere l'esito della votazione?

   PRESIDENTE. Li ho contati, erano 23 da questo lato e molto meno di
  20 da quest'altro. Non l'ho fatto con precisione, ma è evidente

                          (Proteste in Aula)

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga con sistema elettronico
  senza registrazione dei votanti

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Milazzo, non si può   La
  votazione è stata effettuata; il Presidente ha contato chi  era  in
  piedi e chi è rimasto seduto compresi i rappresentanti del Governo,
  deputati  ovviamente, non tutti, per cui credetemi  sarà  difficile
  che  io  faccia  qualcosa contrario a quella  che  è  la  mia  idea
  peraltro, che sono assolutamente contrario.

   FIGUCCIA. Quanti siamo, Presidente?

   MILAZZO. Noi siamo in 27

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, la votazione è stata effettuata  e
  vi  garantisco che i numeri erano a favore di quelli che  erano  in
  piedi.  Io  però  voglio  dire andiamo  avanti,  se  in  realtà  la
  maggioranza  era diversa basterà bocciare il primo articolo  che  è
  saltata  la legge. Per cui, intanto, andiamo avanti e vi  prego  in
  altre occasioni ho preso le difese della maggioranza in questo tipo
  di  valutazione,  oggi  vi  posso  garantire  che  la  votazione  è
  assolutamente  corretta  e, vi ripeto, mi verrebbe  difficile  fare
  qualcosa contrario a quella che è la mia idea; io sono contrario  a
  questa legge, per cui figuratevi

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo  della
  Regione,  a  seguito  di  quello che diceva l'onorevole  Lo  Curto,
  abbiamo  approfondito con gli Uffici per cui  è  stato  risolto  il
  problema  chiederei, pertanto, qualche minuto di tempo  perché  gli
  Uffici possano numerare e distribuire all'Aula i nostri emendamenti
  abrogativi.  Quindi, chiedo qualche momento di  sospensione,  dieci
  minuti di sospensione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caronia, mi scusi, io non ho capito  nulla
  Ripetiamo  piano,  piano,  perché non  ho  capito  di  cosa  stiamo
  parlando

   CARONIA.  Poc'anzi l'onorevole Lo Curto aveva fatto  presente  una
  discrasia  che si era creata nella presentazione degli  emendamenti
  poiché  la riscrittura del testo è diventato il testo base, abbiamo
  presentato   io   e   l'onorevole  Lo  Curto  un  emendamento   che
  erroneamente  non  era  stato inserito.  Adesso  gli  Uffici  hanno
  verificato,  per  dare  tempo  agli Uffici  di  potere  numerare  e
  distribuire, chiediamo qualche minuto di tempo perché l'Aula  possa
  averli.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, è tutto a posto nel senso  che  gli
  Uffici  avevano, c'era stato questo errore ma è già  stato  risolto
  nel senso che qua ci sono gli emendamenti, sono stati distribuiti?
   Pongo in votazione l'emendamento 1. R.30 soppressivo dell'articolo
  1, a firma degli onorevoli Papale ed altri.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.  Signori, chiedo scusa, vi chiedo scusa,  se  continua
  questa caciara, riprendo l'Assemblea a mezzanotte e ci vediamo qua,
  belli  con  calma  Per cui datevi tutti una calmata   Io  ci  sento
  quando  parlate ad uno ad uno. So quello che devo fare, la  caciara
  vi  garantisco che non porta a nessuna soluzione per chi la caciara
  la  crea,  porta  soltanto  danno a  chi  la  crea  per  cui  state
  tranquilli che si andrà avanti con assoluta serenità
   Si passa all'emendamento 1.R.42.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Calma  Ma non c'è bisogno che continuate  a  gridare
  Ho capito voto segreto  Non è che se lo dite dieci volte diventa più
  segreto  E' voto segreto, tranquilli, state sereni

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.R.42

   Essendo  la  richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  indìco
  la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.R.42.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco. Chi vota verde è favorevole alla soppressione.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            59
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          32
   Contrari            25
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Come vedete, con calma, si fa tutto
   A  questo  punto,  onorevoli colleghi, è stata bocciata  la  legge
  intera. Abbiamo votato l'emendamento che cancellava l'articolo 1.
   Ed  allora, facciamo una cosa, scusate, questa volta li prendo  io
  cinque minuti di sospensione per valutare quello che bisogna  fare,
  però, intanto è stato bocciato l'articolo 1. Con gli Uffici, se  ci
  sono dei problemi, meglio vederli personalmente, è inutile parlare.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, lei ha messo in votazione l'emendamento
  1.R.30  che  cancella dall'articolo 1 la parte  iniziale  che  dice
   L'articolo 1 è sostituito .

   PRESIDENTE. No, onorevole Lupo, io ho messo in votazione

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Per favore, ma la finite  Veramente siete  peggio  che
  all'asilo nido
   Ho   messo   in  votazione  l'emendamento  1.R.42  che  è   quello
  soppressivo dell'articolo 1, quindi, è tutto l'articolo, mi  dicono
  gli  Uffici,  però,  se  mi  date  cinque  minuti  me  ne  capacito
  personalmente  che  si  potrebbe votare solo l'articolo  3.  Cinque
  minuti di sospensione.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.09, è ripresa alle ore 18.21)

     La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi, è ovvio  che  la  richiesta  di
  alcuni  deputati sul rimettere in votazione il vecchio  articolo  1
  prima della riscrittura non ha alcuna logica, perché l'articolo  su
  richiesta della Presidenza è stato riscritto, proprio perché  aveva
  delle  illegittimità  di  tipo giuridico che  non  potevano  essere
  superate,  quindi dopo la discussione in Aula la stessa  Presidenza
  chiese  alla  Commissione di riscriverlo con le corrette  scritture
  giuridiche che erano previste.
   L'articolo 2 è strettamente legato all'articolo 1, per  cui  anche
  quello non può essere messo in votazione; però, è possibile mettere
  in   votazione   l'articolo  3,  il  comma  1,  che   parla   delle
  incompatibilità  tra l'incarico di revisore e  quello  di  deputati
  nazionali  e  regionali,  membri della  Giunta,  eccetera.  Quindi,
  ditemi  voi. Questo lo posso mettere in votazione perché è  valido,
  rimane   vivo   dalla  votazione  che  c'è  stata  sull'abrogazione
  dell'articolo 1, se volete, altrimenti chiudiamo la seduta e poi si
  farà un ragionamento sul come ripresentare la legge in maniera  più
  condivisa di quanto lo sia stata questa volta.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  io  non  sono  d'accordo  con  quanto
  annunciato  da  lei qualche secondo fa perché, come tante  volte  è
  accaduto  migliaia  di  volte  è accaduto,  perché  ho  un  po'  di
  esperienza  in  quest'Aula, è stata bocciata  una  riscrittura,  da
  sempre,  tutte  le  volte  in  cui si boccia  una  riscrittura,  un
  emendamento  di  riscrittura, in questo caso della Commissione,  si
  torna al testo base.
   Il  testo  base  è  sostituito  da  una  riscrittura  in  caso  di
  approvazione   della  riscrittura,  altrimenti   l'emendamento   di
  riscrittura non sarebbe un emendamento di riscrittura.
   Quindi,  io  le chiedo di tornare alla votazione sul  testo  base.
  Peraltro, una formale dichiarazione di inammissibilità poteva  aver
  luogo  nel  caso in cui l'articolo 1 fosse stato espunto dal  testo
  prima  di  essere  ammesso  in Aula,  prima  che  si  svolgesse  la
  discussione   generale,   prima  che  si   votasse   il   passaggio
  all'articolato, e così non è stato.
   Il   disegno   di   legge  approvato  dalla  Commissione    Affari
  istituzionali   è  stato  trasmesso  all'Aula  dopo  essere   stato
  calendarizzato anche dai lavori della Conferenza dei capigruppo, si
  è svolta una formale discussione generale, si è votato il passaggio
  all'articolato,  sono  stati  proposti diversi  emendamenti,  siamo
  arrivati  la  scorsa  settimana all'idea  di  proporre,  di  potere
  elaborare   una  riscrittura;  peraltro,  noi  abbiamo,  fidandoci,
  delegato per la riscrittura l'onorevole Ciancio, che ovviamente  ha
  la   nostra  fiducia,  ed  anche  il  Presidente  Pellegrino   che,
  inopinatamente, oggi, invece, addirittura ha condiviso  l'idea  del
  rinvio in Commissione esprimendosi a titolo personale.
   Bocciata  la  riscrittura si torna al testo base. Io  non  ricordo
  alcun precedente in cui, bocciato un emendamento di riscrittura, si
  sia  considerata  morta  la norma originaria.  Sarebbe  fin  troppo
  facile,  soprattutto  per le opposizioni,  su  un  testo  base  del
  Governo  presentare un emendamento di riscrittura,  farlo  bocciare
  per  fare  decadere anche il testo base. Ovviamente, è il contrario
  della democrazia.
   Io   la  invito  a  riconsiderare  la  sua  opinione  ancora   non
  formalizzata,  diversamente le chiedo  di  riunire  la  Commissione
  Regolamento anche per vedere come procedere.

   PRESIDENTE.  Allora,  onorevole  Lupo,  con  grande  serenità,  la
  ringrazio  per  la chiarezza del suo intervento. La riscrittura  di
  questo  articolo  non ha avuto una motivazione cosiddetta  politica
  ma, dopo che era stato presentato quel disegno di legge, gli Uffici
  dell'Assemblea avevano verificato delle impossibilità ad andare  al
  voto per dei difetti, chiamiamoli così, giuridici di quella norma.
   Io  le  leggo le mie dichiarazioni della seduta passata, in cui  è
  stata  richiesta la riscrittura:  Comunico che con  riferimento  al
  disegno  di legge n. 106  Norme in materia di revisori dei  conti ,
  sulla  base  dell'analisi  compiuta dagli Uffici  dell'Assemblea  è
  emersa  l'esigenza  di  effettuare  alcuni  approfondimenti   avuto
  riguardo   dei  seguenti  profili:  l'impatto  e  il  coordinamento
  necessario  della nuova normativa con la legislazione regionale  in
  vigore, nonché le refluenze sul modello procedimentale vigente  che
  prevede,  in atto, la partecipazione all'iter di nomina di  diversi
  soggetti istituzionali - Giunta regionale, Commissioni parlamentari
  e  altro  -;  l'individuazione  in  maniera  certa  e  univoca  dei
  requisiti  necessari che i professionisti devono possedere  per  la
  partecipazione  al  sistema  di  sorteggio;  la  tecnica  normativa
  utilizzata  dal  disegno  di  legge che  assume  quale  modello  di
  riferimento,   anche  attraverso  il  mero  rinvio  alle   relative
  disposizioni  nazionali, fattispecie sostanzialmente differenti  da
  quelle disciplinate nel testo che risultano, invece, caratterizzate
  da  eterogeneità  sotto il profilo della natura  e  delle  funzioni
  degli enti.
   Comunico,  pertanto   - queste furono le mie decisioni  dell'altra
  seduta  -   che il suddetto disegno di legge, pur restando iscritto
  all'ordine del giorno, necessita un rinvio informale in Commissione
  per  un  ulteriore approfondimento tecnico e giuridico da svolgersi
  acquisendo, altresì, il parere della Commissione Bilancio , su  cui
  c'è stata qualche discussione se era corretto o meno.
   Ma il rinvio in Commissione per la riscrittura dell'articolo aveva
  un valore squisitamente giuridico e non politico, tante riscritture
  di  articoli sono riscritture che avvengono, ovviamente, perché  si
  fanno  ragionamenti,  ci  si accorda tra le  parti  e,  quindi,  si
  riscrive un articolo.
   Questo   io   non  lo  posso  rimettere  in  discussione   perché,
  altrimenti, se dovessi riprendere, se io dovessi riportare le  cose
  a  come  erano  una  settimana fa, dovrei rifare  di  nuovo  questo
  intervento, dovrei ridire che con riferimento al disegno di  legge,
  non  essendo  giuridicamente  apposto,  la  dovremmo  rinviare   in
  Commissione  per una riscrittura. Quindi, come dire,  capisce  bene
  che  non è una normale riscrittura che noi abbiamo votato oggi, era
  di  fatto  il  vero  nuovo  articolo che sostituiva  un  precedente
  articolo  che  io  non  avrei potuto mettere in  votazione  e  che,
  quindi, non certamente lo potrei mettere in votazione adesso.
   Ed  allora, io vorrei soltanto, a questo punto, onorevole Lupo, la
  prego di credermi e la sua osservazione è assolutamente corretta  e
  nei  termini parlamentari da lei espressi, ha anche motivazione  di
  essere  stata  fatta,  ma  in  questa occasione  specifica  non  la
  possiamo  prendere in considerazione, quindi continuo a considerare
  valida la mia decisione di considerare abrogati gli articoli 1 e 2.
   C'è l'articolo 3, mi dovete dire, qualcuno di voi, i Capigruppo mi
  dicano  se la vogliono mettere in votazione oppure chiudiamo questa
  legge  e  si  riformula con calma una legge nuova che  andrà,  poi,
  nella  prossima sessione. Ditemi voi. Io, per me, lo posso  mettere
  in votazione.

   CRACOLICI. Presidente, ci fermiamo qua

   PRESIDENTE.  Ci fermiamo qua. Secondo me è la cosa migliore,  però
  vorrei che me lo diceste.

   CIANCIO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO,   relatore.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  chiaramente sull'articolo 3 mi sembra, appunto, inutile continuare.
  Io non posso che prendere atto della decisione dell'Assemblea.
   Penso  che  già abbiamo messo fin troppo tempo, nel  senso  che  è
  circa  un  mese e mezzo che questo disegno di legge è  in  Aula,  e
  tutte  le volte abbiamo rimandato la discussione. Sicuramente  ogni
  volta  è  stata  utile,  perché il testo si  era  arricchito  ed  è
  migliorato molto rispetto alla prima stesura.
   Tuttavia,  non  posso che prendere atto, ripeto,  della  decisione
  dell'Assemblea e della maggioranza, che era chiara  sin  dal  primo
  momento,  tant'è  che  io stessa ho detto noi:  possiamo  cambiarla
  decine e decine di volte questa legge, ma tanto ci sarà sempre  chi
  è  favorevole, chi è contrario, qualsiasi sarà la formulazione  che
  noi o gli Uffici, o chiunque altro potrà immaginare.
   L'unica cosa che mi dispiace è, insomma anche per come sono andate
  le  cose, per come è andata la Commissione stamattina - io  l'unica
  cosa  che  volevo  dire  prima, poco  fa,  Presidente  -  è  che  i
  professionisti,  che sono stati contattati ed invitati  stamattina,
  non  avevano  avuto la riscrittura. Quindi, quel parere  era  sulla
  base  di  una  riscrittura che, voglio dire, secondo noi  sistemava
  molte cose, ma tant'è che è andata come è andata.
   Ripeto, prendo atto della decisione, purtroppo non posso che  fare
  anche  una  valutazione  politica di questa  decisione,  perché  le
  nomine  continuano a fare gola, il Governo decide ancora una  volta
  di  utilizzare e dare questo tipo di incarichi, come meglio ritiene
  più  opportuno. Noi pensavamo ad un criterio più trasparente e  più
  aperto  anche alle categorie, ai giovani e a persone che in  questo
  modo  non  entreranno mai a far parte di un bacino che,  purtroppo,
  contempla sempre le stesse persone. Perché, non dimentichiamoci - e
  l'ho  detto anche oggi in Commissione - che l'idea di questo  testo
  era  ampliare  quanto  più  possibile  la  platea  di  persone  che
  potessero  partecipare alle selezioni, diciamo  così.  Così  non  è
  stato,  ne  prendo atto, la ringrazio per essere stato  imparziale,
  anche da questo punto di vista.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Ciancio e, se mi  posso  permettere
  una  mia  valutazione  sull'argomento. Probabilmente  ci  sono  dei
  momenti  in  cui  qualche mediazione serve, forse avrebbe  favorito
  l'iter   della  norma.  Il  rifiuto  di  mediazione,  sempre,   per
  principio, probabilmente è una cosa che poi, ogni tanto, si paga.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  credo  che,  a
  questo  punto,  preso atto dei suoi chiarimenti, sia  opportuno  un
  rinvio del disegno di legge in Commissione, per capire se e come si
  può  procedere, e se ha ancora senso procedere all'esame di  questo
  testo.
   Voglio  però  ravvisare,  Presidente,  prendendo  atto  della  sua
  inappellabile  decisione,  che  la  richiesta  di  riscrittura   in
  Commissione  era stata da lei formulata, sostanzialmente  condivisa
  da  tutti,  perché  il  disegno  di legge  originario  parlava  del
  sorteggio  dei revisori dei conti anche delle società  partecipate.
  Da   qui   nasce   la  riscrittura,  che  di  fatto   si   riferiva
  esclusivamente  ad  enti pubblici. La Presidenza  ha  ammesso  però
  l'emendamento  1.R.36 del Governo, che recita:  le disposizioni  di
  cui  al  comma 1 si applicano anche alle società partecipate  degli
  enti locali .
   Signor  Presidente,  se  era inammissibile  il  sorteggio  per  le
  partecipate  della  Regione, il Governo non  poteva  presentare  un
  emendamento  che  si riferiva alle partecipate,  addirittura  degli
  enti  locali.  E per coerenza, mi permetto di dire,  la  Presidenza
  dell'Assemblea  non  avrebbe dovuto accettare  questo  emendamento.
  Quindi io chiedo il rinvio in Commissione del disegno di legge  per
  approfondimenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, il tempo di verificare che - ma non ho
  dubbi  che quello che lei dice sia vero - chiedo scusa se  è  stata
  dichiarata inammissibile una cosa che non lo era, si può  sbagliare
  ogni tanto, ma non sono problemi.
   Scusate, c'è una richiesta, siccome la legge ancora è qui,  non  è
  stata  bocciata  interamente, stavamo discutendo se  era  possibile
  votare  l'articolo  3. C'è in questo momento  la  richiesta  di  un
  Capogruppo, adesso, di un rinvio - cioè si è ribaltata un attimo la
  situazione  -  che  io non possono non prendere in  considerazione.
  Avete chiesto di intervenire in trenta, a questo punto facciamo  un
  intervento a favore e uno contro il rinvio in Commissione.
   Però,  onorevole  Lupo,  gli Uffici mi dicono  che  il  rinvio  in
  Commissione di una norma che è stata bocciata non ha senso. Allora,
  la  proposta che invece questa Presidenza intende fare è il  rinvio
  di  tutte le carte in Commissione per valutare la possibilità di un
  nuovo  disegno  di  legge che, alla prossima  sessione,  ovviamente
  potrà ...

   MILAZZO. Degli articoli rimanenti?

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  pretendo  di  non  essere   più
  interrotto  mentre parlo, perché ogni volta che mi interrompete  io
  sospendo  la seduta e ce ne andiamo ad un'ora dopo. Poi così  avete
  finalmente  la  possibilità di dire che  sono  io  che  non  voglio
  lavorare, grazie.
   Allora, la proposta della Presidenza è questa, se l'onorevole Lupo
  è  favorevole,  se  gli altri sono in linea di massima  favorevoli,
  rinviamo tutte le carte in Commissione.
   Non  discutiamo  più  di  questa  norma,  non  la  rimandiamo   in
  Commissione  perché  non  si  può.  La  Commissione  la   riesamina
  interamente e la presenta alla nuova sessione.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Signor Presidente, la ringrazio per la parola. Noi siamo
  stati  in  quest'Aula  veramente una parte oggi  responsabilissima,
  interventi misurati, la collega presentatrice del disegno di  legge
  assolutamente ragionevole nel merito, quindi se le chiedo la parola
  credo  che  non ci saranno, e non ci sono, problemi. Anche  perché,
  Presidente, un altro punto, serve il rispetto del Regolamento,  nel
  senso   che   la  possibilità  di  parlare,  di  poter  intervenire
  sull'ordine dei lavori, sull'articolo 83, devono essere rispettati.
   Non  si  chiuda più l'Aula, glielo chiedo, e mi appello  alla  sua
  capacità  di  comprendere, il Regolamento è la  parola  nelle  mani
  delle opposizioni, se non abbiamo più neanche la possibilità di far
  valere il Regolamento, è meglio che ce ne andiamo a casa.
   Proprio  sul  tema,  però, dell'opposizione, mi  si  permetta  una
  riflessione.
   Io  faccio veramente i complimenti a questa maggioranza che, oggi,
  vedo   vivace,   ricompattata,  perché  ha   fatto   un'opposizione
  fantastica. C'è da imparare  Mi complimento proprio, perché  quando
  si  tratta  di  nomine, di poltrone, di evitare le  possibilità  di
  estrarre  a  sorte e dare possibilità democratica di avvicendamento
  nei posti di controllo, ecco che sono tutti presenti.
   Magari  fossero presenti così, sempre, quando si tratta di parlare
  delle  questioni  della  Sicilia e dei  problemi.  Mi  complimento
  Eppure,  e  concludo, signor Presidente, perché, ormai, ciò  che  è
  stato, è stato.
   Signor   Presidente,  lei  dovrebbe  però  richiamare   all'ordine
  quest'Aula, come lo fa sempre.

   PRESIDENTE.  L'ho  fatto più volte, anzi, metto  in  atto  la  mia
  minaccia.

   ZAFARANA.  Ed  allora dico una cosa, il voto  segreto,  il  vostro
  Presidente  Musumeci ha stigmatizzato più volte  il  voto  segreto.
  Signori, allora una mano sulla coscienza

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per un quarto d'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.41, è ripresa alle ore 18.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Invito  l'onorevole  Zafarana  a  proseguire  il  suo
  intervento, precedentemente interrotto.
   Nell'interesse  di  tutti, invito i colleghi alla  calma  ed  alla
  serenità altrimenti mi vedrò costretto a risospendere la seduta.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  è  proprio  a
  quella  calma  ed  a quella compostezza che noi abbiamo  tenuto  in
  quest'Aula che io faccio riferimento, però quando le cose si devono
  dire si devono dire.
   E  quello  che  io  voglio rappresentare è questo.  Purtroppo,  in
  questo  disegno di legge, che avuto traversie incredibili prima  di
  vedere  la luce, la Commissione in un certo modo è stata  messa  in
  discussione  nel  suo  operato,  un  Governo  che  una  volta  vota
  favorevole,  una volta vota contrario, un'opposizione che  oggi  si
  avvale del voto segreto .
   Glielo dite voi al Presidente Musumeci?
   Cioè,  la cristallina asserzione del Presidente Musumeci  il  voto
  segreto  è deplorevole  si dovrà scontrare con una maggioranza  che
  oggi  ha  affossato un testo di legge che - ripeto - forse  nessuno
  dei  testi  di  legge  fatti cambiava le sorti  della  Sicilia,  ma
  sicuramente dava un contributo.
   E,  quindi, poter procedere con i revisori dei conti per sorteggio
  e  non  per  nomina  su  una  cinquantina  di  enti  controllati  e
  partecipate dalla Regione, poteva essere un primo avvio,  un  primo
  slancio,  anche  perché - come ha ricordato l'onorevole  Lupo,  per
  esempio - non vi è la previsione degli enti controllati dei comuni.
   E  là  si  apre  un marasma. Allora, è vero sì che la  riforma  va
  fatta,  e  va fatta per tutti, senza far sì che questa diventi  una
  guerra di religione.
   Ora,  il testo viene rinviato in Commissione, però c'è da prendere
  atto   che  c'è  stata  una  ferrea  opposizione  da  parte   della
  maggioranza a voler modificare il sistema delle nomine ed a volere,
  quindi,  rimanere  nelle condizioni in cui siamo, perché  purtroppo
  stiamo parlando di poltrone, e questo va detto e ne prendo atto
   Presidente,  quindi, io rassegno a lei questa  riflessione  perché
  comunque  le riforme, sa cosa ha scritto Il Sole 24 ore  in  questi
  giorni  rispetto  a questa norma? Che la Sicilia sarebbe  stata  la
  prima  Regione ad avere un taglio del genere, ad avere  un  respiro
  del genere chiesto dall'Ordine dei commercialisti, chiesto da tutti
  coloro  che  sono  stati  auditi nelle varie  Commissioni,  abbiamo
  voluto  fare una battaglia di retroguardia, avete voluto  affossare
  la  possibilità del rinnovamento, della ossigenazione di un sistema
  che  comunque merita ossigenazione. Tant'è che noi vediamo comunque
  nei documenti che ci sono arrivati, ricordo e vado a memoria, sulle
  164  partecipate, gli enti collegati alla Regione nel perimetro dei
  25,  soltanto undici hanno presentato nel consolidato il  bilancio,
  undici  dei  quali  qualcuno ha una percentuale  di  partecipazione
  della Regione bassissima e allora di che stiamo parlando?
   Il controllo è fondamentale, assessore Armao, proprio quel tipo di
  controllo  che spesso e volentieri non si opera, non si fa,  tant'è
  che i dati ci riportano esattamente, i documenti che noi possiamo .

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo  della
  Regione,  mi rivolgerò a lei, Presidente, ricordo a lei che  almeno
  due  ore  fa,  e almeno tre giorni e almeno sette giorni  e  almeno
  quindici  giorni  fa,  e  almeno un mese fa,  il  sottoscritto,  in
  rappresentanza del Gruppo di Forza Italia, ha sempre dato  apertura
  al  dialogo  e al confronto. E oggi io con una proposta concreta  -
  quindi  non  sono venuto qua a parlare solo contro la  norma  -  ho
  fatto  una  proposta  concreta, ho detto  ci  sono  due  scuole  di
  pensiero, uno che vuole fare rimanere la legislazione invariata,  e
  un'altra che vuole portare una spinta innovativa, si può trovare un
  punto  di  incontro anche introducendo la quota rosa,  ho  detto  a
  qualche collega in giro per il Parlamento?
   Ci  voleva  un  atto di buona volontà, ci si è confrontati  con  i
  numeri,  sono voluti andare allo scontro alzandosi in piedi quindi,
  non  è  che io non ho voluto mediare e trovare la proposta?  Perché
  oggi  avremmo potuto garantire ai giovani cinquantenni, ai  giovani
  quarantenni, ai giovani trentenni iscritti all'albo un sistema,  un
  componente  nei  collegi  sorteggiato,  con  almeno  due  anni   di
  esperienza,  sto  portando per ora delle proposte così,  buttate  a
  campare, e non si è voluto fare questo
   Poi,  onorevole Zafarana, io la stimo perché è una persona  seria,
  perbene  e  ci mette impegno Detto questo, con grande convincimento
  le  dico,  mi scusi, ma Di Maio e Salvini, secondo lei a Roma,  che
  hanno  l'urna quella rotant,e e fanno il sorteggio per  i  revisori
  della Rai, dell'Eni, se li nominano. E allora, così come si è fatto
  che  tutta  la  spinta legislativa in questo paese è  arrivata  dal
  Governo  nazionale  a calare verso le Regioni,  sarebbe  stato  più
  produttivo  presentare una norma in Parlamento nazionale,  renderla
  norma  di  questo Paese e chiedere il recepimento  della  norma  in
  Sicilia  invece, che si è fatto? Là che ve li nominate  voi  niente
  sorteggio, qua il sorteggio
   Fermo  restando  che  io - le ripeto - non mi  sono  attaccato  al
  lampadario, ho fatto più di una proposta per cercare di arrivare  a
  una  soluzione che veda l'armonia in Aula, perché io  mica  gioisco
  oggi per il fatto che si è arrivato muro contro muro, perché so che
  domani, su un altro argomento, si andrà muro contro muro e  non  si
  fanno buone leggi.
   Noi  sappiamo tutti, e l'ho detto in premessa, che io non mi sarei
  confrontato  politicamente su questo tema  perché  sapete  come  la
  pensava il Presidente della I Commissione, sapevate come la pensava
  l'onorevole Assenza, quindi non c'era un fatto politico, ideologico
  della maggioranza, ognuno qua è andato in ordine sparso in base  al
  proprio  convincimento. Sarebbe stata una buona norma  se  avessimo
  fatto  un sistema misto e io lo ribadisco, ora, Presidente,  se  il
  rinvio  in  Commissione si è fatto, e si è fatto per la sola  parte
  non  respinta  dall'Aula, io mi auguro che in I  Commissione,  dove
  l'opposizione  fa valere i propri numeri contro la maggioranza,  se
  pur  noi  di maggioranza in Aula abbiamo un cartello, e abbiamo  la
  maggioranza,   eppure   abbiamo  accettato  questa   cosa.   Doppia
  preferenza di genere niente, sul terzo mandato niente -  ed  è  una
  norma  nazionale  -  la  norma sul terzo mandato  dei  sindaci  nei
  piccoli comuni è una norma nazionale.
   Ci  riempiamo  la  bocca, ma come a Roma lo fanno  e  qua  non  lo
  facciamo  eppure  in  alcuni comuni c'è  una  sola  lista.  Non  si
  presenta  nemmeno  la  lista contrapposta a  quella  del  candidato
  sindaco, perché? Perché noi abbiamo deciso che mentre là sono tutti
  professionisti,  grandi amministratori, qua  sono  amici  nostri  o
  sindaci galoppini o consigli di circoscrizione.
   Sto  girando  i  paesi, così come tutti voi ed i  consiglieri  dei
  piccoli  comuni e gli assessori guardate che ce l'hanno  con  tutti
  noi.  Un assessore che fa lo sguattero, che aggiusta lui il tubo  a
  scuola, deve prendere trenta euro al mese, e bisognerà intervenire.
  Per  i piccoli comuni bisognerà intervenire, perché non si può dire
  che  uno  si prende la responsabilità per prendere trenta  euro  di
  indennità. Dice, ma sarà una missione  Sì, ma se è una missione, ci
  sono  pure delle responsabilità. Ecco perché noi non dobbiamo avere
  due pesi e due misure.
   Per quanto mi riguarda, non sono contento di quello che è accaduto
  oggi,  perché  se la politica non avesse fatto prevalere  i  numeri
  oggi  noi  avremmo fatto un buon lavoro. Siccome  si  è  scelta  la
  strada  dei numeri, ieri è andata bene a voi, oggi è andata bene  a
  noi, e magari può essere che domani andrà di nuovo male a noi.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo,  complimenti  per  il  suo  tempo
  precisissimo.
   E'  iscritta  a  parlare l'onorevole Lo Curto, e  poi  l'onorevole
  Caronia. Onorevole Lo Curto, rinuncia?

   LO CURTO. No, sono contro la rinuncia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi do in ordine così  vediamo  se
  manca  qualcuno.  Dopo l'onorevole Lo Curto ci sono  gli  onorevoli
  Lupo, Caronia, Aricò, Pagana, Cappello e Foti.  Ce ne sono altri?

   ZAFARANA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83.

   PRESIDENTE. Ancora, di nuovo? Scusate, sull'articolo 83, non è che
  possiamo  intervenire  tutti  oppure, scusate,  facciamo  una  cosa
  d'imperio, come tanto per cambiare faccio, darò la parola  a  tutti
  quelli  che  me la chiedono sull'articolo 83 per un minuto,  dicano
  qual è il problema. Tutti quelli che sono segnati sono già iscritti
  a parlare.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  nota  la
  posizione  dell'Udc, ed è nota anche quella mia sul piano personale
  nel  merito  di  questo  disegno di  legge,  che  ho  già  definito
  veramente  insulso  e  stupido. E questa  mattina,  scusandomi  con
  l'onorevole  Ciancio, a cui riconosco, per carità,  ogni  legittima
  buona  fede nel volere sostenere che i giovani debbano essere  pure
  tenuti  nella  dovuta  considerazione, ma il metodo  del  sorteggio
  rende iniquo il principio, rende assolutamente inefficace anche  il
  principio  di responsabilità, perché chi esercita questo  ruolo  lo
  deve  esercitare  nella pienezza dei poteri conferiti  dal  proprio
  codice,  in  ossequio  al  proprio codice  deontologico,  terzietà,
  indipendenza, autonomia, rispetto delle legge e della Costituzione.
  Quindi,  noi  ci  stiamo  abbarbicando,  ovvero  l'opposizione,   e
  soprattutto  il  Movimento Cinque Stelle  si  è  abbarbicato  nella
  difesa  di  una norma che è assolutamente insussistente  oltre  che
  insulsa.
   Da  madre di un giovane certamente anch'io sono per i giovani,  ma
  ci mancherebbe altro  L'ho detto questa mattina, ma che ne facciamo
  una  contrapposizione tra vecchi e giovani  Ma di che  cosa  stiamo
  parlando,  dobbiamo  parlare  della responsabilità  che  lega  ogni
  soggetto  che  viene  nominato  a  quello  che  deve  fare  con  la
  competenza,  l'attenzione  per cui è  stato  designato  e  peraltro
  aggiungo  che  questa, ovviamente, storia del  sorteggio,  lede  il
  principio della trasparenza. Lo lede proprio nella sostanza, perché
  lede  il  principio della democrazia, ma questo, signor Presidente,
  non è nuovo anzi è un tema assolutamente caro ai Cinque Stelle che,
  secondo  il Vangelo della Casaleggio ed associati, a cui si aggrega
  anche Grillo, si può fare a meno del Parlamento, si può fare a meno
  del  Presidente della Repubblica, ignorando che questo è  un  Paese
  democratico, ignorando che questo è un Paese democratico, ignorando
  che  questo è un Paese che ha lottato con il sangue per ottenere  i
  principi  democratici che oggi danno diritto anche a  sostenere  le
  stupidità che vengono fuori e vengono dette in libertà e grazie  in
  nome  e  per  conto di quel principio democratico che  si  vorrebbe
  abbattere con la Piattaforma Rousseau che, guarda caso, è gestita e
  governata da un unico soggetto che si chiama Casaleggio.
   Lo  capisco che la verità brucia  Ma è giusto che bruci la  verità
  insieme alle stupidate che voi raccontate agli italiani.

     (Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   LO  CURTO.  Un momento, Presidente, ma io sono felice di suscitare
  tanto fuoco, perché le ennesime bugie ve le dovete risparmiare,  la
  gente  non è più così stupida  Cosa stanno facendo i vostri  uomini
  al Governo? Hanno nominato o hanno sorteggiato?
    Hanno nominato
     Ed  è giusto che lo abbiano fatto, perché chi governa deve,  con
  responsabilità, essere garante del principio di buon Governo  e  di
  buon funzionamento delle Istituzioni, delle amministrazioni e degli
  enti partecipati.
   Ho   concluso,  Presidente,  se  mai  ritornerà  in  Aula   questo
  obbrobrioso disegno di legge, già il mondo sa e tutto il mondo deve
  sapere  come  la  penso sul piano personale, che mi  ritengo  anche
  indignata per l'ordine dei professionisti, che certamente oggi si è
  visto  mettere  sul banco degli accusati di intrallazzare,  di  non
  fare bene, con responsabilità, dovere e coscienza e in autonomia il
  proprio lavoro.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non possiamo continuare a fare una
  dichiarazione di voto su una legge che è stata bocciata, vi  prego
  Perché  siamo  qui da tre ore, intervenite tutti. E  Siccome  tutti
  quelli  che siete intervenuti sino ad ora avete fatto dichiarazione
  di  voto  su  una  legge  bocciata, vi prego  di  evitarlo,  perché
  diversamente,  io  do la parola a tutti, e mi fa  piacere  darla  a
  tutti, ma se è soltanto per gridare o soltanto per litigare  con  i
  propri colleghi, lo eviterei.
   Per  cui  lo  ripeto: ai prossimi disordini, per  chiamarli  così,
  sospendo l'Aula in modo definitivo, cioè la chiudo
      Se  per  favore  possiamo  stare  calmi,  ascoltare  tutti  gli
  interventi, onorevole Caronia, la prego con serenità, più  gridiamo
  e  peggio è. Vi garantisco che sono molto stanco, ho una certa età,
  voi  siete  tutti ragazzini. La prossima volta chiudo l'Aula  e  ci
  rivediamo domani direttamente.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia, ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  semplicemente fare due considerazioni, per cui spero di  utilizzare
  anche meno dei cinque minuti che mi sono stati concessi.
   Devo dire che oggi questa abrogazione, che è avvenuta in Aula, che
  comunque  è  un  voto e ha un significato, non è  uno  scontro  tra
  opposizione e maggioranza, è semplicemente - a  mio modo di  vedere
  -  avere  ristabilito un percorso di legittimità di una norma  che,
  probabilmente,  sarebbe  stata impugnata, poiché  buona  parte  del
  disegno  di  legge  originale era destinato a enti  che  non  erano
  sottoposti  a  quel  tipo  di normativa, sarebbe  stata  impugnata,
  sarebbe   stata  resa  illegittima,  era  illegittima   perché   le
  partecipate  non soggiacciono a quel tipo di selezione  per  quanto
  riguarda i revisori.
   Ricordiamo il Decreto legislativo n. 39; vorrei riportare tutto ad
  un  alveo legislativo e normativo, perché è quello che noi  abbiamo
  discusso, altro non sono neanche disposta ad ascoltare.
   Perché  ritengo che se abbiamo fatto una buona legge, a  volte  la
  buona  legge  si fa evitando di farla, non è detto  che  per  forza
  legiferare sia la migliore strada.
   Certo, noi siamo un Parlamento, siamo qui per stabilire le regole,
  ma è pur vero che se si sono, come dire, presentate delle norme che
  non  avevano poi la possibilità di essere applicate, in realtà  poi
  c'è  stata  una  riscrittura, però l'onorevole Zafarana  -  il  cui
  intervento  ho  ascoltato  con attenzione  -  ha  detto  50  organi
  sarebbero   stati   destinatari   di   questa   norma,   riscritta.
  Personalmente, lo dico e lo ripeto, io non mi appassiono  due  mesi
  su  una  norma che riguarda 50 enti, di cui stiamo parlando, faccio
  un  esempio  per tutti, le scuole, i cui revisori che  percepiscono
  mille  euro,  per  fare  da revisore in un anno,  erano  le  scuole
  destinatarie di quell'articolo riscritto, erano le scuole
   E,  allora dico, se noi ci siamo appassionati per due mesi su  una
  legge  che  riguardava cinquanta enti, probabilmente forse  avremmo
  potuto  impiegarlo  meglio il nostro tempo. Inoltre,  vorrei  anche
  aggiungere  che l'articolo 3, Presidente, è già normato.  Se  verrà
  rimandato in Commissione, bene, ma vorrei ricordare a me stessa e a
  quest'Aula che il decreto legislativo n. 39 del 2010 norma  già  le
  cause  di  incompatibilità dei revisori, per cui a me sembra  -  lo
  devo  dire questo con franchezza - semplicemente un esercizio della
  nostra  parola  e  della  nostra capacità di  eloquenza  in  questo
  pulpito.  Perché  una norma che già esiste perché  dovrebbe  essere
  rinormata nuovamente?
   Ecco  che, ripeto, per mio modo di vedere - mi dispiace dissentire
  anche da quello che ha detto l'onorevole Milazzo - io non credo che
  era perfettibile. Se fosse stata perfettibile avremmo trovato oggi,
  in  Commissione  Bilancio - dove si è lungamente lavorato  -  delle
  soluzioni alternative. Qui non è il problema di concedere  qualcosa
  all'opposizione perché la maggioranza poi domani si troverà  con  i
  numeri  meno, io non credo a queste logiche. Io ritengo  che,  così
  come la legge n. 29 l'abbiamo votata, quel disegno di legge mandato
  dal  Senato  che  non ha convinto buona parte di  quest'Aula  e  ha
  trovato  maggioranza e opposizione che si sono miscelate, anche  in
  questo  caso,  anche  stasera,  i  deputati  hanno  scelto  secondo
  coscienza  e quindi i voti che poi sono stati dati sono stati  dati
  da  chi,  effettivamente, si è convinto,  alla  luce  delle  lunghe
  discussioni fatte in Commissione I, in Commissione II,  che  questa
  non  era una norma utile né applicabile. E la ragione per la  quale
  io   ho  votato  contro,  nonostante  il  voto  fosse  segreto,   è
  semplicemente questa: non era una legge applicabile.
   Questo  Parlamento ha anche un obbligo, noi siamo  legislatori  ma
  dobbiamo anche legiferare in maniera precisa, puntuale e le  leggi,
  spesso,  ci  viene condannato - l'altra volta anche in  Commissione
  Bilancio  -  viene  spesso ascritto alla nostra non  chiarezza  nel
  momento  in cui legiferiamo, poi la difficoltà dell'interpretazione
  da  parte degli Uffici e da parte dei dipartimenti. Allora dico, se
  vogliamo rendere semplice il nostro lavoro, perché poi possa essere
  effettivamente   tradotto  in  circolari  che   siano   di   facile
  comprensione   e  applicazione  dai  cittadini,   a   partire   dai
  Dipartimenti  che poi devono applicarle. Io credo che  noi  abbiamo
  l'obbligo anche di vigilare sul fatto che non facciamo delle  norme
  giusto  perché  veniamo qui, ma perché devono  essere  delle  norme
  attuabili,  corrette e che hanno poi un seguito. Credo che  per  un
  Parlamento   avere  delle  norme  impugnate  non   sia   un   fiore
  all'occhiello, diventa un demerito. Innanzitutto la nostra capacità
  di  legislatori e poi anche della nostra capacità di valutazione di
  quello che poi le norme comportano.
   Con  questa valutazione che credo sia, assolutamente, pacata e  di
  buon  senso,  io  mi auguro che i lavori della Commissione  tengano
  conto  delle  mie  dichiarazioni. L'articolo  3  non  è  necessario
  normarlo  perché  è  già normato. Dedichiamoci a  cose  che  ancora
  servono e ce n'è tanta materia da normare.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi non  era
  una norma importante, era una norma, però, che poteva regolamentare
  una  professione fondamentale all'interno dei meccanismi degli enti
  locali  e della Regione. Noi, come Gruppo parlamentare, avevamo  di
  fatto,  rispettando il lavoro della Commissione I,  presentato  una
  serie  di  emendamenti. Anche se non sono favorevole  al  sorteggio
  perché  lo  ritengo  una  delegittimazione del  professionista,  io
  ritengo  importante, signor Presidente, oggi fare un ringraziamento
  pubblico a tutti i revisori dei conti, alcuni dei quali pagati poco
  più di cento euro al mese, in alcuni casi, per svolgere la funzione
  di controllo e, probabilmente, ci dovremmo occupare di dare dignità
  a  questi professionisti e, invece, oggi noi non l'abbiamo fatto o,
  comunque,  oggi  la  Commissione I ha lavorato su  un  altro  tema.
  Questo ci dispiace perché è vero che ci sono alcuni professionisti,
  alcuni   enti  che  non  hanno  bilanci  ormai  da  diversi   anni,
  addirittura  l'assessore Armao ci dice che sono poco più  di  cento
  quelli  che  non hanno il bilancio. Ma cosa c'entrano  i  revisori?
  Oggi   noi   abbiamo   udito  i  revisori   o,   comunque,   alcuni
  rappresentanti di essi in Commissione Bilancio e, quindi, di  fatto
  Presidente  è  passata  in  parte la  pregiudiziale  che  io  avevo
  suggerito  all'Assemblea e lei ha accolto, giustamente, che  se  ne
  occupasse anche la Commissione Bilancio.
   E  allora  noi volevamo migliorare l'attuale legge, noi  riteniamo
  che  questa potesse essere migliorata; abbiamo proposto, e ci siamo
  confrontati anche con il vice presidente della Regione, con  delega
  all'economia, per istituire l'albo unico dei revisori.
   Oggi io vorrei ricordare all'Aula, noi abbiamo un albo, un albo di
  quei  dipendenti regionali divisi per fascia A e B,  a  secondo  la
  tipologia, che possono assumere degli incarichi di revisore  legale
  all'interno  della  Regione.  Non  abbiamo  l'albo  degli  esterni.
  L'Assessore  Armao voleva istituirlo, noi di  Diventerà Bellissima
  lo  volevamo  istituire,  volevamo evitare  il  sorteggio,  eravamo
  disponibili  pure  a  far  sì  che  ci  fosse  una  rotazione   dei
  professionisti. E allora perché dobbiamo sorteggiare  ed  affidarci
  alla dea bendata?
   Oggi in Commissione si diceva: ma tu ti affideresti nelle mani  di
  un  avvocato che viene scelto per sorteggio? Possibilmente ci  sono
  alcuni  professionisti che per la loro esperienza possono essere  i
  garanti  della  contabilità di un ente di una certa  dimensione,  e
  altri che sono alle prime armi che si devono inserire, perché  caro
  Assessore  noi dobbiamo fare in modo che i nuovi professionisti  si
  possano  inserire  nei meccanismi proprio per far  sì  che  possano
  entrare nella fascia , nella seconda fascia, per assumere incarichi
  di  primo piano ed è questo doveva essere il tentativo della legge,
  però  dobbiamo pensare signor Presidente e signori colleghi a tutti
  quei  professionisti che si alzano la mattina e vanno  ad  assumere
  responsabilità importanti, che poi è il controllo contabile.
   E  allora,  anche  con i colleghi del Gruppo  avevamo  pensato  di
  mettere  mano  con un altro emendamento al sorteggio  dei  revisori
  degli  enti  locali,  e allora, pur non condividendo  il  sorteggio
  neanche  per gli enti locali, pensavamo di restringere il sorteggio
  ai  residenti all'interno della provincia. Ma voi pensate i piccoli
  comuni?  Prima  l'onorevole Milazzo parlava dei piccoli  comuni,  i
  consiglieri comunali o gli assessori che hanno gettoni  di  qualche
  decina  di  euro,  costretti  a far fronte  alle  trasferte  di  un
  revisore dei conti residente a Siracusa che va a Trapani, ma quello
  di  Messina  non  può andare a Reggio Calabria perché  deve  essere
  sorteggiato nella stessa regione e a volte la trasferta, spesso  la
  trasferta, e l'Assessore Grasso lo sa meglio di noi, costa  di  più
  dello stesso emolumento.
   E allora volevamo fare anche chiarezza in tal senso; non c'è stato
  possibile, abbiamo tentato in tutti i modi di trovare una soluzione
  mediana,  abbiamo parlato di Albo unico regionale, abbiamo  parlato
  di  rotazione, abbiamo parlato, pur mantenendo il sorteggio per gli
  enti locali, di restringere all'interno della provincia affinché  i
  sindaci  e  le  amministrazioni dei piccoli  comuni  non  dovessero
  sborsare migliaia di euro soltanto per pagare le spese di trasferta
  ai revisori. Tutto in Commissione Bilancio, i nostri emendamenti ci
  sono, sono presenti.
   Quindi   signor  Presidente,  concludo,  noi  siamo   disponibili,
  apprezziamo  il ritorno in Commissione, ci vogliamo  mettere  mano,
  riteniamo  una  legge non tra le fondamentali in  Sicilia,  ma  una
  legge  da  affrontare, rispettiamo il lavoro fino  ad  oggi  svolto
  dalla I Commissione.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi riteniamo  e  ci
  auguriamo  che  i lavori di approfondimento in Commissione  possano
  essere  utili  in  tal  senso, che sia  necessario  introdurre  dei
  criteri  anche  innovativi di trasparenza e di oggettività  per  la
  scelta  dei  revisori  dei  conti, io  direi  anche  delle  società
  partecipate, ma almeno degli enti pubblici sottoposti al  controllo
  e   vigilanza   della  Regione.  E  quindi  sul  principio   saremo
  irremovibili. Poi, saremo aperti al confronto in Commissione perché
  questo  è  il  lavoro degli organi parlamentari,  ma  affermare  il
  principio  che un revisore dei conti iscritto all'albo, un  dottore
  commercialista iscritto all'ordine, possa far parte di un  collegio
  di  revisione a prescindere dal fatto di essere più o meno amico di
  una  maggioranza  o di un Governo, io ritengo che  è  un  fatto  di
  assoluta   civiltà.  Ed  è  questo  che  noi  intendiamo  tutelare,
  difendere  e garantire. E, ovviamente, non si può dire  che  chi  è
  scritto  all'albo  o  chi è scritto a un ordine  sia  incompetente,
  perché è una contraddizione in termini.
   Io ho ascoltato anche la relazione che correttamente il Presidente
  Savona ha svolto, ha riportato esattamente la discussione che si  è
  svolta  in Commissione Bilancio; noi l'anno scorso ci opponemmo  al
  sorteggio per quanto riguarda i Comini, poi, in realtà, ci  fu  una
  votazione  trasversale, molti di noi votarono anche a favore,  alla
  fine fu approvata la norma che oggi consente la nomina dei revisori
  dei  consigli  dei Comuni a sorteggio. Ma il Governo dell'epoca  si
  oppose.
   La  nota  del  Presidente  Savona dice, ripetendo  ciò  che  hanno
  sostenuto  alcuni  dei  soggetti  auditi  in  Commissione   a   tal
  proposito,  e  cioè sarebbe derivata dal sorteggio una  diminuzione
  della  qualità  dei  collegi con il rischio di indebolire  l'intero
  sistema  dei controlli. E' un'opinione. Chi lo dice? Dov'è scritto?
  Dov'è accertato? Da cosa risulta?
   Noi  riteniamo  che  anche  molti giovani  iscritti  all'albo  dei
  revisori  o  giovani dottori commercialisti devono, e possono,  far
  parte  dei  collegi  dei revisori dei conti,  degli  enti  e  delle
  società  partecipate; ma almeno degli enti pubblici  regionali,  se
  vogliamo  evitare  introdurre  possibili  contrasti  con  le  norme
  nazionali  di  diritto civile, societario, eccetera.  Questo  è  un
  aspetto che volevo sottolineare.
   Ma,  signor Presidente, vorrei soprattutto sottolineare, occupando
  ancora un minuto del tempo di cui dispongo, che in data 20 marzo il
  Presidente della Regione, l'onorevole Nello Musumeci, le ha scritto
  una  lettera,  lei  ricorderà.  In  quella  lettera  il  Presidente
  Musumeci  le  ha  scritto: aboliamo il voto  segreto  all'Assemblea
  regionale  siciliana, sostenendo che è una questione di  etica,  di
  trasparenza e di rispetto verso gli elettori.
   Ecco,  noi  riteniamo una grave incoerenza politica  quella  della
  maggioranza  che  qui,  oggi, su un disegno  di  legge  tecnico  ha
  proposto il voto segreto, voto segreto che è stato esercitato anche
  da deputati che sono assessori della Giunta Musumeci.
   È  una grave incoerenza politica che, sicuramente, non fa onore  a
  questo Governo e alla vostra maggioranza.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Che vuol  dire,
  Presidente? Specifichi? Sai come ho votato?

   LUPO. Puoi dichiarare come hai votato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo,  la  prego,  assessore  Cordaro   la
  supplico di evitare questi inutili dibattiti a due.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Il  tempo  per gli interventi ai sensi dell'articolo 83 è  di  due
  minuti massimo.

   FOTI.  Signor  Presidente, io rimango in attesa di sapere  se  lei
  intende distribuire l'ordine del giorno di cui parlavo prima.
   Non  le nascondo che, in particolare, un intervento mi ha turbata:
  300 secondi di logorrea da parte di una deputata che rappresenta il
  passato  che  ci ha consegnato un Paese marcio, che si permette  di
  scaricare responsabilità presunte a chi, ancora, sta mettendo piede
  nelle Istituzioni.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, l'articolo 83 del Regolamento  interno
  non prevede questo tipo di interventi. La prego.

   FOTI.  La  ringrazio che lei, a posteriori, ha un po'  ripreso  il
  tono di quell'intervento, ma lo ha fatto dopo quell'intervento.
   Lei, vede, Presidente, non può, secondo me, glielo consiglio,  che
  non dovrebbe permettere ad un'urlatrice

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti,  lei  sta  intervenendo   ai   sensi
  dell'articolo 83  ..

   FOTI.   . Che non dovrebbe permettere ad una urlatrice seriale  di
  insultare  l'attività parlamentare legittima, che è  stata  portata
  avanti  dal  mio  Gruppo  parlamentare,  utilizzando  termini  come
   stupidaggini  eccetera, eccetera, perché ad essere  insulsa  è  la
  storia di questo Paese, di come è stata ridotta dai padri fondatori
  e,  magari, da chi è che si ispira quella certa onorevole.  Se  lei
  potesse  dare  un  senso  a  questa  seduta,  rispondendoci,  se  è
  possibile discutere l'ordine del giorno, sentire l'assessore Armao,
  gliene  saremmo  grati, dato che oggi si è  fatto  un  grande  buco
  nell'acqua  e si sono offese le persone, i professionisti  iscritti
  all'albo  -  lo  ribadisco  -  e che  hanno  la  piena  titolarità.
  Evidentemente la giostra continuerà a girare sempre per  i  soliti,
  buoni  e cattivi che salgono a bordo con un ticket politico  e  non
  con la

   PRESIDENTE. Però vorrei ricordare che l'articolo 83 è un  articolo
  molto preciso.

   FOTI. Ma lei risponda, lo ammette o no?

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  se  dobbiamo  continuare   gli
  interventi  politici che abbiamo fatto fino ad ora,  vi  garantisco
  che vi tolgo la parola. Sull'ordine del giorno non le rispondo,  ma
  l'articolo  83  prevede  degli  interventi  brevi  per  motivazioni
  precise  che  riguardano la nostra Terra. Se bisogna  ricominciare,
  ogni  volta,  a  fare  sempre gli stessi  discorsi,  credetemi,  ne
  abbiamo parlato già tanto tempo.
   Dopodichè,  onorevole Foti, per quanto riguarda il suo ordine  del
  giorno,  è stato ovviamente iscritto al ruolo. Al primo disegno  di
  legge che verrà affrontato ci sarà l'ordine del giorno, perché  gli
  ordini  del giorno si devono trattare all'interno di un disegno  di
  legge, alla fine della votazione. Oggi questo non lo abbiamo  fatto
  e  per  cui  non è possibile trattare l'ordine del giorno,  ma  già
  domani  penso che si possa fare, per cui gli Uffici saranno  pronti
  in tal senso per domani.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, dividerò i miei due minuti  con  due
  temi.  Veramente,  di  cuore, le volevo  chiedere:  questa  Camera,
  quest'Aula,  la  Camera il Senato hanno dei  Regolamenti,  buoni  o
  cattivi  che  siano. Finora ci siamo trovati molto bene richiamando
  il   Regolamento,   ove   questo  non  fosse  accidentalmente   non
  rispettato.
   Se  vi è bisogno di un aggiornamento di determinate procedure, ben
  vengano. Vi è una Commissione Regolamento, prevista proprio a  tale
  scopo. Si avvia un processo democratico per cambiarlo. Siamo,  come
  dire,  tutelati  dall'utilizzo  di questo  Regolamento,  ovviamente
  facendolo  in  maniera  coerente con le prerogative,  che  noi  qua
  dentro possiamo fare. Tutti e settanta, eravamo novanta, meglio no?
  Ci  saranno  meno  interventi. Però che non si  venga,  come  dire,
  tarpati  nella  propria possibilità di svolgere  il  nostro  ruolo.
  Perché  anche  l'articolo 83 fa parte di questa possibilità,  e  la
  ringrazio se vorrà ascoltare questo mio appello accorato  anche  in
  rappresentanza di tutto il mio Gruppo.
   Intervengo  per  chiederle: ho sentito, si è  detto  dalla  stampa
  locale  messinese che l'attuale sindaco della mia  città,  Messina,
  l'onorevole  Cateno  De  Luca, avrebbe rassegnato  alla  Presidenza
  dell'Assemblea le dimissioni da deputato regionale, poiché appunto,
  è  chiara  e nota a tutti, la incompatibilità di questa carica  con
  l'attuale  carica che lui riveste dalle scorse elezioni di  sindaco
  della mia città. Ora, se questa lettera di dimissioni è formalmente
  pervenuta,  da quando eventualmente decorreranno? Perché,  sappiamo
  bene  le condizioni ostative, diciamo così - che in quest'Aula  non
  hanno  potuto,  che non hanno fatto sì che la Commissione  Verifica
  Poteri,  potesse  operare - perché il punto era chiaro  a  tutti  e
  sotto gli occhi di tutti. Chiaramente esistono delle regole, e  noi
  a queste ci rifacciamo.
   Concludo signor Presidente. Attendiamo che la Commissione Verifica
  Poteri  si possa riunire ma, nelle more, io voglio rappresentare  a
  quest'Aula che praticamente le dimissioni, o no, da sindaco, e  non
  da  deputato,  stanno  sulla città di Messina  come  la   spada  di
  Damocle   sulla testa, proprio, dei messinesi, per fare determinate
  attività politiche oppure no. Io, l'ultima

   PRESIDENTE. Allora onorevole Zafarana, le comunico

   ZAFARANA... attività politiche oppure no.

   PRESIDENTE.  Le  ho  ridato la parola, le do la  parola  solo  per
  salutare l'Aula.

   ZAFARANA.  Non  va bene, Presidente, grazie. Per salutare  l'Aula.
  Perché  la  città di Messina possa finalmente capire di  che  morte
  deve  morire, perché non può il deputato De Luca avere l'àncora  di
  salvataggio qua dentro. Dobbiamo capire se finalmente si  è  deciso
  e,  oltre a ciò, le chiedo di accelerare eventualmente, anche se so
  bene  che  lei  già si è attivato, per predisporre l'iniziativa  di
  costituzione della Verifica Poteri.

   PRESIDENTE.   Mi  permetto  di  risponderle  onorevole   Zafarana.
  Comunico a lei e a tutta l'Aula che, ad oggi, l'onorevole Cateno De
  Luca  non  ha  esercitato il prescritto diritto di opzione  tra  la
  carica di deputato regionale e quella del sindaco di Comune, cioè a
  me   non   è  arrivata  nessuna  comunicazione  formale  da   parte
  dell'onorevole  De  Luca,  il quale mi ha  recentemente  contattato
  verbalmente per dirmi che è un'operazione che farà in breve  tempo,
  ma questa è l'ultima cosa che mi ha detto.
   Dopodiché,  siccome,  per fortuna il CGA ha cominciato  a  portare
  avanti  tutti i ricorsi di quasi tutti noi deputati che, a  poco  a
  poco,  stanno  per  essere rigettati tutti, giorno  per  giorno  mi
  arrivano tre, quattro, cinque, due, per cui ormai diciamo che siamo
  nelle  possibilità,  io  sono  nella  possibilità  di  comporre  la
  Commissione Verifica Poteri.
   Vi comunico formalmente che, probabilmente anche domani, vediamo i
  numeri  che  arrivano  dal  CGA, se  non  è  domani  sarà  comunque
  assolutamente nei prossimi giorni, comporrò la Commissione Verifica
  Poteri,  la comunicherò all'Aula e lo stesso giorno la convocheremo
  per valutare questa situazione dell'onorevole De Luca.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole De Luca Cateno e l'onorevole
  Lantieri  hanno  chiesto di essere considerati in  congedo  per  la
  giornata odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Papale.  Ne  ha
  facoltà.

   PAPALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente  un
  minuto.  Io  voglio porre l'attenzione dell'Aula, l'attenzione  dei
  miei  colleghi,  sul  grave problema che  sta  attanagliando  tutti
  quanti i cittadini afflitti da queste enormi intemperie. C'è  tutta
  la  costa  ionica  che  è  flagellata, ci  sono  paesi  (Palagonia,
  Scordìa, Ramacca), paesi del siracusano, che hanno subìto dei danni
  enormi.  Io ritengo che il Parlamento si debba occupare  di  queste
  cose che, ritengo, sono molto più serie di quella dei revisori  dei
  conti.
   Ogni  cosa ha una priorità. Di fronte ad una calamità naturale  mi
  sembrava  giusto che sospendessimo tutti i lavori e ci  occupassimo
  seriamente  di  risolvere, per quanto possibile, un  problema  che,
  secondo  me, stiamo sottovalutando. Noi abbiamo i giornali, abbiamo
  visto  qualche  foto, ma io ritengo che solo  pochi  di  noi  hanno
  visitato  i  luoghi,  e vi assicuro che, facendo  una  visita  suoi
  luoghi è una cosa che non riesce ad immaginare un siciliano, perché
  non pensava mai che in Sicilia si potessero verificare dei disastri
  come quelli di questi giorni.
   Quindi,  io  inviterei  a fare un'apposita  seduta,  inviterei  le
  Commissioni  di  merito a cercare di vedere  per  quali  motivi  si
  verificano  questi  disastri. Io ho fatto una  piccola  analisi,  è
  successo  che  è  straripato il Simeto, ma perché è  straripato  il
  Simeto?  Perché per tanti vincoli imposti, alla fine non c'è  stato
  il  corretto  utilizzo  di potere sistemare le  sponde,  di  potere
  sistemare  gli  argini, di potere pulire da  tutti  i  canneti  che
  naturalmente nascono e poi per motivi ambientalisti, per motivi  di
  ordine  ambientale non vengono tagliati, non vengono  tolti.  Tutto
  questo  ha  fatto  sì  che  si verificasse  un  tappo  al  naturale
  scorrimento delle acque, causando tutti questi disastri che si sono
  verificati  nei  giorni scorsi. Attenzionando questo  problema,  io
  ritengo di fare il bene dei siciliani.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi,  nei
  giorni scorsi si è verificato un gravissimo evento alluvionale  che
  ha  riguardato  una parte della Sicilia orientale,  importante.  Il
  giorno dopo, una delegazione del Movimento Cinque Stelle, di cui io
  ho  fatto  parte, si è recata sui luoghi, ha visitato le  città  di
  Scordia, di Ramacca, le città di Carlentini, Lentini, Militello  ed
  abbiamo  constatato con mano i gravissimi danni. Ci sono milioni  e
  milioni  di  euro di danni che hanno subito le città in termini  di
  infrastrutture  e  milioni e milioni di euro  di  danni  che  hanno
  subito i nostri imprenditori agricoli.
   Siamo in una situazione, non solo, emergenziale dal punto di vista
  della  calamità naturale, perché di questo in parte si  tratta,  ma
  siamo  in  una situazione di gravissima emergenza e crisi economica
  che riguarda il settore ed il comparto agricolo, senza precedenti.
   E'  necessaria, signor Presidente, un'azione forte,  una  risposta
  immediata da parte di questo Governo.
   Ho letto dalle cronache che il Presidente della Regione si recherà
  sui  luoghi  e  che,  nel  fine settimana,  il  vicepresidente  del
  Consiglio  dei  Ministri, Luigi Di Maio, verrà qui in  Sicilia  per
  visitare  sia  i  comuni terremotati che quelli colpiti  da  questa
  grave alluvione.
   Da  questo  Governo,  al quale rivolgo un appello,  ci  aspettiamo
  delle  risposte  immediate,  degli interventi  che  scongiurino  il
  protrarsi   di   questa   situazione   che   ha   riguardato,   sì,
  l'eccezionalità delle precipitazioni, ma anche la non  manutenzione
  dell'alveo  dei  fiumi che ha interessato queste  zone,  che  hanno
  visto   straripare,  in  maniera  straordinaria,  questi  fiumi   e
  cancellare ettari, ettari ed ettari di agrumeti e di carciofeti.
   E'  giusto,  allora, come diceva il collega che mi  ha  preceduto,
  porre  l'attenzione immediata di questo Parlamento e,  soprattutto,
  del  Governo  che  ha  il potere dispositivo su  questo  gravissimo
  evento, ma è necessario anche interrogarsi sulle ragioni di  questo
  evento anche perché, signor Presidente, e concludo, gli agricoltori
  ci  hanno  riferito,  perché  abbiamo  visitato  anche  le  aziende
  agricole,  che  non è la prima volta che piove così copiosamente  e
  che  sul letto del fiume si sono depositati, oltre ciò che  è  nato
  naturalmente, anche tantissimi rifiuti.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente, Governo, per  la  verità,  i  due
  colleghi  che  mi hanno preceduto, sia il collega Cappello  che  il
  collega Papale, hanno già posto questo argomento che volevo portare
  all'attenzione dell'Assemblea.
   Credo  che  sia fortunata la presenza dell'assessore Totò  Cordaro
  che,  chiaramente, in questo caso, in rappresentanza  del  Governo,
  potrà  riferire  e, soprattutto, farsi portavoce di  quanto  stiamo
  andando a discutere.
   I  danni che sono avvenuti in questi giorni e, che abbiamo  visto,
  abbiamo  seguito,  essendo tra l'altro di  quel  territorio,  hanno
  determinato,  non  solo  danni  alle  persone  ed  alle  cose   ma,
  soprattutto,  credo che sia gravissimo il danno che  è  avvenuto  a
  carico  del  già  critico  comparto agricolo  perché  queste  gravi
  precipitazioni, non solo, hanno danneggiato le colture in atto - mi
  riferisco  soprattutto agli impianti agrumicoli e, per  esempio,  i
  carciofeti  e  quant'altro  -,  ma creeranno  problemi  anche  alle
  colture degli anni a venire.
   Il  danno,  quindi, non è solamente per il raccolto di quest'anno,
  che sarebbe certamente grave ma poca cosa, ma il danno è certamente
  per  lo sviluppo dell'economia futura di tante famiglie che, grazie
  all'agricoltura, in qualche modo, trovano il loro sostentamento.
   Danni,  per  esempio, immagino intanto, negli  agrumeti  -  alcuni
  erano  addirittura  piantati da alcuni anni -,  la  distruzione  di
  questi  agrumeti  porterà,  certamente,  al  mancato  raccolto  per
  parecchi anni a venire. I danni sono gravi ed ingenti.
   Come  ha  detto  il collega che mi ha preceduto, in  questi  casi,
  urge,  assolutamente,  fare  un  ragionamento  in  quest'Aula.  Noi
  l'abbiamo  chiesto con una mozione perché il Governo si  impegni  a
  discutere in Aula questa problematica. Perché problematica?  Perché
  non è da ascrivere solamente all'eccezionalità delle precipitazioni
  ma,  chiaramente, c'è un problema di fondo che si chiama  incuranza
  del dissesto idrogeologico.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, desidero rispondere ai colleghi che hanno sottoposto al
  Governo  l'accento preoccupato circa gli eventi che hanno provocato
  gravi  danni  sotto  il profilo del dissesto  del  territorio,  gli
  eventi  meteorologici che hanno provocato gravi danni negli  scorsi
  giorni  in  Sicilia orientale, la zona del Calatino, del  catanese,
  Lentini,  tutta  questa parte è stata, appunto,  oggetto  di  gravi
  danni.
   Devo dire che il Governo regionale si è immediatamente attivato, i
  tecnici  erano  suoi  luoghi  già  domenica,  il  Presidente  della
  Regione,    onorevole   Musumeci,   ha   convocato   una   riunione
  straordinaria  di  Giunta  per  domenica  pomeriggio,  sono   stati
  stanziati in via assolutamente urgente un milione di euro  per  gli
  interventi  di somma urgenza che verranno coordinati ed  utilizzati
  sotto la regia della Protezione civile regionale.
   Abbiamo,  inoltre, stanziato cinque milioni di euro che  verranno,
  invece,  utilizzati  attraverso i  fondi  europei  FSC  per  quanto
  riguarda le opere infrastrutturali.
   Il  Presidente della Regione si è già recato oggi e si recherà nei
  prossimi giorni nelle zone più danneggiate e, concludo dicendo  che
  ho  ascoltato  con interesse, in rappresentanza del Governo  tutto,
  l'intervento di un collega che ha preceduto queste mie parole.
   E'   chiaro  che  la  presenza  del  vicepremier  è  una  presenza
  auspicata.  L'auspicio maggiore, però, è che non sia  soltanto  una
  presenza,  ma  che la promessa di aiuto del Governo nazionale  alle
  terre   flagellate  di  Sicilia  diventi  un  fatto   politico   e,
  soprattutto, amministrativo concreto.
   E' un auspicio. Attendiamo risposte in tal senso.

   DE  LUCA  ANTONINO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo  83,
  comma 2, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  approfitto della presenza dell'assessore Grasso per rassegnare  una
  questione molto importante che riguarda il comune di Longi.
   In questo comune è stato eletto sindaco il fratello del Presidente
  del   consiglio  di  amministrazione  di  una  banca   di   credito
  cooperativo  che  ha  la sua sede centrale in Longi.  Questa  banca
  gestisce anche il servizio di tesoreria comunale.
   Il  vice  sindaco  è il nipote di un componente del  consiglio  di
  amministrazione,  l'assessore è la moglie  di  un  funzionario,  il
  Presidente  del  consiglio  comunale è dirigente  in  servizio  con
  compiti di coordinamento sempre presso la sede di Longi.
   Questa  materia  è  regolamentata, sancendo  l'incompatibilità  di
  detti  ruoli, dall'articolo 67 della legge regionale n.  16/1963  e
  dall'articolo  3  della  legge regionale  n.  7/1992  per  ciò  che
  concerne  la  posizione  del sindaco e l'articolo  10  della  legge
  regionale   n.  31/1986  per  quanto  riguarda  la  posizione   del
  Presidente del consiglio comunale.
   Su questo tipo di incompatibilità si è anche pronunciata nel 2000,
  con la sentenza n. 450, la Corte costituzionale.
   Il  capogruppo  di  minoranza, Antonino Miceli,  aveva  inviato  a
  quest'Assessorato una lettera raccomandata con ricevuta di  ritorno
  in  data 24 luglio 2017 in cui chiedeva l'intervento dell'Assessore
  per gli enti locali per porre fine a queste incompatibilità.
   Questa lettera non ha avuto seguito e ne vorrei conto e ragione.
   A  questo punto, non avendo ricevuto risposta da quello che  le  è
  stato  ampiamente riferito, il Consigliere comunale in questione  -
  che  è  stato oggetto di un provvedimento illegittimo da parte  del
  Presidente  del  Consiglio Comunale che lo  aveva  sollevato  -  ha
  proposto  un'azione popolare ai sensi dell'articolo 70 del  decreto
  legislativo n. 267 del 2000 presso il Tribunale di Patti.
   Il  Tribunale  di Patti, con Ordinanza del 19 marzo del  2018,  ha
  accolto    il    ricorso   del   Consigliere   comunale    sancendo
  l'incompatibilità  del  sindaco e dichiarandone  la  decadenza.  Il
  sindaco ha proposto gravame nei confronti di questa sentenza.
   Io  vorrei  conto  e  ragione da parte dell'Assessore,  per  quale
  motivo  non  è  intervenuto prontamente, quanto meno nei  confronti
  dell'elezione  del consigliere comunale a presidente del  consiglio
  comunale,  attivando il proprio servizio ispettivo dell'Assessorato
  ed  anche tutte le attività che riguardano l'anticorruzione, atteso
  che questa banca ha anche il servizio di tesoreria comunale per  il
  quadriennio 2015-2019.
   Io  credo  che  avrebbe non potuto ma dovuto, tra le  altre  cose,
  rimuovere  anche il presidente del consiglio comunale dalla  carica
  in  quanto  il consigliere comunale, se è eleggibile, di certo  non
  poteva assumere la carica di presidente del consiglio comunale.
   Ritengo i fatti meramente molto gravi.

   DI CARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  è  dall'inizio
  della  legislatura che il presidente Musumeci - e mi  dispiace  che
  sia  assente  l'assessore  Armao - parla della  chiusura  dell'ESA,
  della  posta  in  liquidazione sia dell'ESA  che  dei  Consorzi  di
  bonifica.
   Io  faccio eco a quello che hanno detto poco fa i miei colleghi in
  merito  ai  disagi  che hanno causato i fenomeni di  precipitazione
  delle piogge che hanno vissuto in provincia di Catania.
   Ora,  anziché parlare di liquidazione dell'ESA e dei  Consorzi  di
  bonifica,  perché non cerchiamo di utilizzare il  personale  che  è
  abbastanza formato, sono 380 operai che sono in grado di mitigare e
  contrastare  determinati tipi di fenomeni come quello, ad  esempio,
  dei disastri che hanno causato le piogge. Invece, questo personale,
  oggi, signor Presidente, si trova in sospensione, in un limbo anche
  dal punto di vista psicologico, perché queste persone non sanno che
  fine faranno.
   Il  Presidente parla di posta in liquidazione però non  dice,  non
  chiarisce, questo tipo di personale che tipo di fine farà. Sarebbe,
  per  esempio,  utile  utilizzarlo per questo tipo  di  fenomeni  in
  collaborazione con la Protezione civile e gli organi preposti.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Onorevole  De  Luca,  mi  sono confrontata proprio  adesso  con  il
  Dipartimento che ha risposto alle segnalazioni, ai quesiti  e  alle
  lettere  che ha inviato il consigliere comunale o i consiglieri  di
  opposizione  e  vi  era un ricorso pendente.  Il  sindaco  è  stato
  dichiarato  decaduto  in  primo grado ed il  Dipartimento  non  può
  intervenire  se  non  vi è una sentenza definitiva  perché  non  ha
  competenza  in tema di decadenza, non può sostituire il consigliere
  o  il  sindaco  decaduto  ma  può eseguire  le  sentenze  dopo  che
  diventano definitive.
   In  ordine  all'ispezione  c'è  una relazione  dettagliata  ed  il
  Dipartimento ha risposto ai consiglieri sulle competenze  che  sono
  proprie  del  Dipartimento e che attengono anche alla vigilanza  ma
  non sicuramente alla sostituzione, eventualmente, del sindaco o del
  consigliere.

   DE  LUCA ANTONINO. Io ho chiesto come mai non siano state attivate
  le attività ispettive e la rimozione dalla carica di Presidente del
  Consiglio comunale.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Non  è competenza del Dipartimento intervenire sulla rimozione  del
  Presidente   del   Consiglio   ma  è   competenza   del   Tribunale
  Amministrativo, per cui il Dipartimento ha fatto tutto  quello  che
  era  in  suo potere fare nel riscontrare, rispondere e spiegare  le
  ragioni  per  le  quali non poteva intervenire  a  sostituire  o  a
  rimuovere il Presidente del Consiglio.
   Ciascuno ha dei compiti ben precisi e questi spettano al Tribunale
  civile e non anche al Tribunale Amministrativo.


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  mercoledì,
  24 ottobre 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1 -  Norme in materia di Enti di area vasta  (n. 367/A)

        Relatore: on. Pellegrino

       2  -   Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 3 del
        2016,  in  merito  alle  norme  di  modifica  in  materia  di
        parcheggi di interscambio  (n. 294/A)

        Relatore: on. Lantieri

       3  -   Norme  per l'affidamento in 'Adozione' delle  aiuole  e
        spazi   verdi   da   parte  delle  amministrazioni   comunali
        siciliane  (n. 20/A)

        Relatore: on. Savarino

       4   -   Riconoscimento  della  legittimità  dei  debiti  fuori
        bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera  a)  del
        decreto  legislativo  23 giugno 2011,  n.  118  e  successive
        modifiche ed integrazioni  (n. 336/A)

        Relatore: on. Savona

    III  -  DISCUSSIONE DEL 'BILANCIO  CONSOLIDATO   DELLA   REGIONE
       SICILIANA  PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017'

        Relatore: on. Savona

                   La seduta è tolta alle ore 19.46

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

   Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le attività produttive

   N.  70  -  Mancata  erogazione  dei  fondi  europei  alle  aziende
  siciliane.
   Firmatari: Aricò Alessandro

   N. 124 - Ripristino dell'operatività delle commissioni provinciali
  per l'artigianato.
   Firmatari:  Palmeri  Valentina; Pagana Elena; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Campo  Stefania;  Sunseri  Luigi;  Foti  Angela;  Zafarana
  Valentina;  Marano  Jose; Cappello Francesco; Ciancio  Gianina;  De
  Luca  Antonino;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio;  Mangiacavallo
  Matteo;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci Roberta;  Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   -  da  parte  dell'Assessore per i beni  culturali  e  l'identità
  siciliana

   N.  250  -  Lavori di demolizione e ricostruzione delle  scalinate
  storiche del palazzo municipale di Castellana Sicula (PA).
   Firmatari: Aricò Alessandro
   -  Con  nota prot. n. 43684/IN.17 del 10 agosto 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.

   - da parte dell'Assessore per le infrastruttura e la mobilità

   N.  218  -  Precarie condizioni della strada provinciale  181  nel
  territorio di Butera (CL).
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Campo  Stefania;   Cancelleri
  Giovanni   Carlo;   Foti  Angela;  Trizzino   Giampiero;   Siragusa
  Salvatore;  Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina;
  Marano Jose; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Ciancio Gianina;  De
  Luca  Antonino;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio;  Foti  Angela;
  Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi
   -  Con  nota prot. n. 41308/IN.17 del 26 luglio 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.

   (*)  Le  risposte  alle suddette interrogazioni  sono  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

        Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato
                                 alla
                        competente Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Modifica all'articolo 2 della legge regionale 9 agosto 2018, n.
  15  recante:   Istituzione giornata regionale del ricordo  e  della
  legalità  e  del Forum permanente contro la mafia e la  criminalità
  organizzata  (n. 403).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 17 ottobre 2018.
   Inviato il 19 ottobre 2018.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                             BILANCIO (II)

   -   Approvazione  del  Rendiconto  generale  della   Regione   per
  l'esercizio  finanziario 2017 e Rendiconto consolidato  di  cui  al
  comma 8 dell'articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
  118 e successive modifiche ed integrazioni (n. 392).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 16 ottobre 2018.

   -   Assestamento  del  Bilancio  di  previsione  per   l'esercizio
  finanziario 2018 e per il triennio 2018/2020 (n. 393).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 16 ottobre 2018.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Modifica  Legge  Regionale n. 18  dell'11  agosto  2015  -  per
  interventi urgenti sull'emergenza suidi e daini in Area Parco delle
  Madonie per l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana (n. 370).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 ottobre 2018.
   Parere IV.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Rivalutazione dei centri storici mediante la cessione  gratuita
  di immobili    (n. 354)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 ottobre 2018.

   - Disposizioni Sanzionatorie inquinamento in Sicilia (n. 369).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 ottobre 2018.
   Parere VI.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Promozione e partecipazione della Regione Siciliana alla  Norman
  Zarcone orchestra  e relativa Associazione senza fine di lucro  (n.
  172).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 ottobre 2018.

   - Disciplina della figura del massofisioterapista (n. 332).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 ottobre 2018.

   - Norme per lo sviluppo del turismo nautico. Disciplina dei Marina
  Resort    (n. 381).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 ottobre 2018.
   Parere IV.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Individuazione della figura e del relativo profilo professionale
  dell'operatore   socio-sanitario  e  definizione   dell'ordinamento
  didattico dei corsi di formazione (n. 9)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 ottobre 2018.
   Parere V.

   -  Misure  per  la prevenzione degli arresti cardiaci  nei  luoghi
  pubblici (n. 371)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 ottobre 2018.

   -   Disposizioni  di  legge  contro  il  gioco  d'azzardo  per  la
  protezione dei minori e le dipendenze patologiche (n. 387).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 16 ottobre 2018.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   Si comunica che l'onorevole Elvira Amata, con note prot. n. 7085 e
  7087/SG.LEG.PG.  del  17 ottobre 2018, ha  chiesto  di  apporre  la
  propria  firma  ai disegni di legge n. 121  Sistema socio-educativo
  integrato dei servizi per la prima infanzia , n. 124  Provvedimenti
  in  materia  di affidamento dei minori rimasti orfani  per  crimini
  domestici.  Istituzione di un Fondo di solidarietà in favore  degli
  stessi , n. 126  Attuazione urgente del Quoziente familiare per  le
  famiglie  numerose siciliane  e n. 281  Disposizioni in materia  di
  clownterapia .

           Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed
                               assegnata
                      alla competente Commissione

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Programma  triennale di sviluppo turistico  2019/2021  -  Piano
  strategico regionale di sviluppo turistico 2019/2023 (n. 16/V).
   Pervenuto in data 10 ottobre 2018.
   Inviato in data 16 ottobre 2018.

       Comunicazione di parere pervenuto e reso dalla competente
                              Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   C.C.I.A.A.   di   Caltanissetta  -  Designazione   commissario
  straordinario (n. 17/I).
   Pervenuto in data 11 ottobre 2018.
   Reso in data 16 ottobre 2018.
   Inviato in data 17 ottobre 2018.

       Comunicazione di questione di legittimità costituzionale

   Si  comunica che il Consiglio di Giustizia Amministrativa  per  la
  Regione  siciliana, con ordinanza n. 556 del 15  ottobre  2018,  ha
  ritenuto  rilevante e non manifestamente infondata la questione  di
  legittimità costituzionale dell'articolo 34 della legge regionale 9
  maggio 1986, n. 22, per contrasto con gli articoli 117, lettera  e)
  e 119, primo, secondo, quinto, sesto, settimo ed ottavo comma della
  Costituzione nonché con l'articolo 15, secondo comma dello  Statuto
  regionale,  disponendo  la  trasmissione  degli  atti  alla   Corte
  costituzionale.

   Copia dell'ordinanza è consultabile presso l'archivio del Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.   393  -  Problematiche  inerenti  alla  gestione  del  demanio
  marittimo.
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Savarino Giuseppa

   N. 398 - Adesione alla piattaforma nazionale 'Nuova celiachia' per
  l'assistenza ai pazienti celiaci.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo; Cannata Rossana

   N. 400 - Gestione del contingente di cattura del tonno rosso.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Figuccia Vincenzo

   N.  401 - Attività di ricerca e sviluppo delle tecnologie avanzate
  di trasporto ad alta velocità a levitazione magnetica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Campo  Stefania;  Trizzino Giampiero; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Palmeri  Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo  Matteo;  Zafarana
  Valentina;  Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua  Giorgio;  Zito
  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa Salvatore;  Tancredi  Sergio;
  Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose

   N.  402  -  Formazione  del  personale  adibito  alla  produzione,
  preparazione,     confezionamento,    manipolazione,     trasporto,
  somministrazione e vendita di alimenti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo; Cannata Rossana

   N.   405   -  Problematiche  inerenti  il  contratto  di  servizio
  sottoscritto tra la Regione siciliana e Trenitalia.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Savarino Giuseppa
   N.  407  - Chiarimenti sullo stato dei lavori del cantiere di  via
  Sicilia a Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Figuccia Vincenzo

   N.  408  - Messa  in  sicurezza  e  tutela  dell'area archeologica
  di Kamarina (RG).
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Campo  Stefania;  Trizzino Giampiero; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Palmeri  Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo  Matteo;  Zafarana
  Valentina;  Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua  Giorgio;  Zito
  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa Salvatore;  Tancredi  Sergio;
  Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose

   N.  413  -  Chiarimenti circa i tempi di realizzazione del  'Piano
  regionale di gestione dei rifiuti'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentata:

   N.  399  -  Problematiche relative alla sottomisura  6.1  -  Aiuti
  all'avviamento di imprese per i giovani agricoltori.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Catanzaro Michele

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  394  -  Riqualificazione  e  messa  in  sicurezza  del  Centro
  direzionale di Brancaccio dell'ex  Consorzio  ASI  in liquidazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N. 395 - Applicazione del piano triennale per la prevenzione della
  corruzione  e  per  la  trasparenza  della  Regione  siciliana  con
  particolare riferimento al Parco archeologico e paesaggistico della
  Valle dei Templi di Agrigento.
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Savarino Giuseppa

   N.  396  - Miglioramento dei collegamenti con le Eolie e le  altre
  isole minori.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Schillaci  Roberta; De Luca Antonino; Zafarana Valentina;  Sunseri
  Luigi;   Campo   Stefania;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti
  Angela;  Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;  Pagana  Elena;  Pasqua
  Giorgio;  Palmeri  Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa  Salvatore;
  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N. 397 - Chiarimenti sulla gestione privata delle Aree protette in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Figuccia Vincenzo

   N.  403 - Chiarimenti sulle iniziative per rendere fruibile e  per
  valorizzare l'Osterio Magno di Cefalù.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  404  -  Mancato trasferimento delle somme di cui  al  comma  3
  dell'art. 62 della legge regionale n. 8 del 2018 per il risanamento
  cittadino del Comune di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   De  Luca  Antonino; Zafarana Valentina; Campo Stefania; Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Marano  Jose;  Palmeri  Valentina; Pagana  Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta;  Siragusa Salvatore; Sunseri  Luigi;   Tancredi
  Sergio;  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  406  - Chiarimenti in merito alla sottomisura 4.1 'Sostegno  a
  investimenti  nelle aziende agricole nell'ambito  del  PSR  Sicilia
  2014/2020'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Marano  Jose; Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Campo Stefania;
  De  Luca  Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
  Mangiacavallo  Matteo;  Pagana Elena;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Trizzino  Giampiero; Palmeri Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa
  Salvatore;   Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Sunseri   Luigi;
  Tancredi Sergio; Pasqua Giorgio

   N. 409 - Chiarimenti in ordine alla nomina dei componenti dell'OIV
  nella città metropolitana di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Di  Caro  Giovanni; De Luca Antonino; Zafarana Valentina;  Sunseri
  Luigi;  Schillaci  Roberta;  Campo  Stefania;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Paola Nunzio;  Foti
  Angela;  Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;  Pagana  Elena;  Pasqua
  Giorgio;  Palmeri  Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa  Salvatore;
  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  410  - Messa in sicurezza del viadotto Milena lungo la  strada
  statale 189 Palermo-Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Catanzaro Michele

   N.  411 - Chiarimenti in ordine alla dotazione finanziaria per  il
  risanamento delle aree degradate di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Zafarana  Valentina; Schillaci Roberta; Tancredi Sergio; Di  Paola
  Nunzio;  Di Caro Giovanni;  Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni
  Carlo;  Pasqua  Giorgio;  Marano Jose;  Cappello         Francesco;
  Mangiacavallo   Matteo;  Siragusa  Salvatore;  Palmeri   Valentina;
  Sunseri  Luigi;  Zito Stefano; De Luca Antonino;  Ciancio  Gianina;
  Pagana Elena; Campo Stefania; Foti Angela

   N.  412  -  Interventi per fornire servizi di cura  ed  assistenza
  presso il centro salute mentale di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Di  Paola  Nunzio; Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni  Carlo;
  Ciancio  Gianina;  Di  Caro Giovanni; Palmeri  Valentina;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Zito Stefano; Trizzino  Giampiero;  Campo
  Stefania;   Marano   Jose;  Pasqua  Giorgio;  De   Luca   Antonino;
  Mangiacavallo  Matteo;  Cappello  Francesco;  Siragusa   Salvatore;
  Pagana Elena; Foti Angela; Schillaci Roberta

   N. 414 - Ripristino della fruibilità del parcheggio 'Salluzzo' nel
  territorio di Giardini Naxos (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo Stefania; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  415  -  Chiarimenti  in  merito all'intervenuta  sfiducia  del
  Sindaco di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Genovese Luigi

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N.  109 - Risoluzione delle problematiche riguardanti il Consorzio
  di bonifica n. 4 di Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Cancelleri  Giovanni  Carlo; Marano Jose; Zafarana  Valentina;  De
  Luca   Antonino;  Trizzino  Giampiero;  Schillaci  Roberta;   Campo
  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di
  Paola   Nunzio;   Mangiacavallo  Matteo;  Pagana   Elena;   Palmeri
  Valentina;  Pasqua   Giorgio;  Siragusa Salvatore;  Sunseri  Luigi;
  Foti Angela; Tancredi Sergio; Zito Stefano

   N.   110   -   Verifica   della  correttezza  dell'operato   della
  Soprintendenza di Catania, in relazione ai beni storici e culturali
  presenti sul territorio del Comune di Tremestieri Etneo (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Foti  Angela; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina;
  Pagana   Elena;   Pasqua  Giorgio;  Schillaci   Roberta;   Siragusa
  Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Trizzino Giampiero;  Tancredi  Sergio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  111  -  Regolarizzazione dell'impiego  dell'agente  unico  nel
  trasporto pubblico extraurbano su gomma.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio; Trizzino Giampiero;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri Valentina; Sunseri  Luigi;  Mangiacavallo
  Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua
  Giorgio;   Zito  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose

   N.  112 - Modifica del D.A. n. 3955 del 7 settembre 2018 circa  il
  funzionamento delle Conferenze provinciali.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Lupo Giuseppe

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolte
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  168 - Iniziative riguardanti il Consorzio di bonifica n. 4  di
  Caltanissetta.
   Cancelleri Giovanni Carlo; Di Paola Nunzio; Marano Jose;  Zafarana
  Valentina; De Luca Antonino; Trizzino Giampiero; Schillaci Roberta;
  Campo  Stefania;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Di  Caro
  Giovanni;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Palmeri  Valentina;
  Pagana  Elena;  Pasqua Giorgio; Siragusa Salvatore; Sunseri  Luigi;
  Tancredi Sergio; Zito Stefano
   Presentata il 15/10/18

   N.  169 - Nomina  di  un  commissario  straordinario dell'I.P.A.B.
  'Opera Pia Cardinale Ernesto Ruffini di Palermo'.
   Zito  Stefano; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta;
  Siragusa  Salvatore; Sunseri Luigi;     Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero;  Zafarana Valentina
   Presentata il 17/10/18

   N.  170  - Celere realizzazione dei lavori di ricostruzione  della
  S.P. 24 Caltavuturo-Scillato.
   Cancelleri  Giovanni  Carlo; Campo Stefania;  Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina;  De  Luca Antonino; Di Caro  Giovanni;  Di  Paola
  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena;   Palmeri  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;
  Siragusa   Salvatore;   Sunseri  Luigi;      Trizzino    Giampiero;
  Tancredi  Sergio;  Zafarana Valentina; Zito Stefano
   Presentata il 18/10/18

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

   Allegato B