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Resoconto d'Aula della Seduta n. 75 di martedì 30 ottobre 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 17.25

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, avverto che  del  verbale  della
  seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle  dimissioni
  dell'onorevole  Cateno De Luca dalla carica di  deputato  regionale
  per motivi di incompatibilità

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  I  punto  dell'ordine   del   giorno:
   Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle  dimissioni
  dell'onorevole  Cateno De Luca dalla carica di  deputato  regionale
  per motivi di incompatibilità .
   Do  lettura  della  nota pervenuta alla Presidenza  da  parte  del
  Presidente  delegato ad hoc della Commissione per la  Verifica  dei
  poteri:

                                                  «On.     Presidente
                                                 ARS
                                                   -  Gabinetto -

                                                  S E D E

      Onorevole Presidente,

      nella qualità di Presidente delegato ad hoc, comunico che -  ai
      fini  dell'attribuzione  del seggio resosi  vacante  a  seguito
      delle   dimissioni,  per  incompatibilità,   dalla  carica   di
      deputato  regionale  dell'on.le Cateno De  Luca  -   proclamato
      eletto  nel collegio circoscrizionale di Messina per  la  lista
      avente  la  denominazione   Musumeci  Presidente  Sicilia  Vera
      Libertas Rete democratica Unione di Centro  (dimissioni di  cui
      l'Assemblea  ha  preso atto nella seduta n. 74 del  30  ottobre
      2018)  -  la Commissione per la verifica dei poteri,  ai  sensi
      del  combinato  disposto  dell'art.  4,  parte  seconda,  dello
      Statuto della Regione e della sezione IV del Capo V del  Titolo
      II  del Regolamento interno dell'Assemblea, nella riunione  del
      30  ottobre  2018  -  in conformità a quanto  comunicato  dalla
      Presidenza  dell'Assemblea nella seduta n. 11  del  23  gennaio
      2018  -   dopo  aver  proceduto ai necessari  accertamenti,  ha
      deliberato,  all'unanimità, ai sensi  dell'articolo  60   della
      legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modifiche  ed
      integrazioni  (legge elettorale siciliana),  di  attribuire  il
      seggio  lasciato  vacante  dall'onorevole  Cateno  De  Luca  al
      candidato  Danilo Lo Giudice, che, primo dei non  eletti  della
      medesima  lista provinciale e nel medesimo collegio  elettorale
      in   cui   era  stato  eletto  l'on.  Cateno  De  Luca,   segue
      immediatamente  -  con  voti 4.291  -  l'unico  dei  proclamati
      eletti, on. De Luca Cateno.
      Tanto si comunica per gli adempimenti di competenza.

                        Il Presidente delegato
                            (On. Eleonora Lo
                                Curto)»
   Non   sorgendo   osservazioni,  l'Assemblea  prende   atto   delle
  conclusioni della Commissione per la Verifica dei poteri.
   Proclamo,   quindi,   eletto  deputato  dell'Assemblea   regionale
  siciliana  il candidato Danilo Lo Giudice, salva la sussistenza  di
  motivi  di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti  e  non
  conosciuti fino a questo momento.
   Avverto  che  da  oggi  decorre il termine di  20  giorni  per  la
  presentazione   di   eventuali  proteste  o   reclami,   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951,  n.
  29 e successive modificazioni ed integrazioni.

                (L'on. Danilo Lo Giudice entra in Aula)

   Poiché l'onorevole Danilo Lo Giudice è presente in Aula, lo invito
  a prestare il giuramento di rito.
   Do  lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo  6
  delle  Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:
   «Giuro  di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo  Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione  e  di
  esercitare  con  coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene  inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana».

     (L'on. Danilo Lo Giudice pronuncia a voce alta le parole:  Lo
                                giuro )

   Dichiaro  immesso  l'on.  Lo Giudice nelle  funzioni  di  deputato
  all'Assemblea regionale siciliana.

                              (Applausi)


            Seguito della discussione del disegno di legge
           «Norme in materia di Enti di area vasta» (367/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Norme  in materia di Enti di area vasta» (367/A), posto al  numero
  1).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.


     Richiesta di procedura d'urgenza del disegno di legge n. 370

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, ho formalizzato una  richiesta  che,
  però,  ovviamente, devo confermare in Aula. Se lei potesse inserire
  all'ordine del giorno, per la trattazione d'urgenza, il disegno  di
  legge  n.  370 riguardante la modifica della legge n. 18  del  2015
  sull'emergenza  suidi e daini. Se la poteva fare  inserire  per  la
  votazione sulla trattazione d'urgenza.

   PRESIDENTE. Noi possiamo prendere atto della richiesta d'urgenza.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   La richiesta di procedura d'urgenza per il disegno di legge n. 370
  sarà inserita all'ordine del giorno della prossima seduta.

   MILAZZO.  E  poi,  se  mi permette, signor Presidente,  le  volevo
  chiedere, visto la mole di emendamenti che sono stati presentati ai
  disegno  di legge all'ordine del giorno, portando nella serata  più
  avanti possibile il lavoro, se lei poteva dare ancora più tempo  ai
  Gruppi parlamentari la possibilità di analizzarli.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  andiamo avanti e poi  faremo  in  modo  di
  sentire l'Aula e di prendere eventualmente in considerazione la sua
  proposta.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 367/A

   PRESIDENTE. Invito i componenti la I Commissione a prendere  posto
  al banco delle Commissioni.
   Poiché  il  Presidente  della Commissione  e  relatore,  onorevole
  Pellegrino,   ha  già  svolto  la  relazione,  dichiaro  aperta  la
  discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione generale.  Si passa all'esame dell'articolato.

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
   Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 4 agosto 2015, n.
                                  15

   1.  All'articolo 1 della legge regionale 4 agosto 2015,  n.  15  e
  successive modifiche ed integrazioni, al comma 1 le parole  "liberi
  Consorzi comunali di" sono sostituite dalle parole  liberi Consorzi
  comunali denominati Province regionali di"».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio non è  un
  intervento   politico. Io chiedo ancora una volta al Governo,  l'ho
  detto  in Commissione, noi rischiamo di rendere complicato ciò  che
  vogliamo  semplificare. Il fatto che torniamo a definire  i  liberi
  Consorzi  Province regionali, vorrei ricordare  che  a  seguito  di
  questa  semplice modifica saranno tutti gli enti costretti a mutare
  le   proprie  denominazioni,  quindi  con  gli  effetti  giuridici,
  notarili,  le  società  partecipate, dico  banalmente,  persino  lo
  stemma  di ogni singolo libero Consorzio dovrà modificare a seguito
  della nuova dizione che la legge qui prevede.
   Ora io lo dico, mi sembra veramente un atto di ideologia pura,  in
  un momento in cui da 7 anni non riusciamo a far partire l'ordinaria
  attività.  Io  chiederei  al  Governo di  farlo  motu  proprio,  di
  limitare  la  dizione liberi Consorzi così come  oggi  sono,  senza
  l'aggravamento di una procedura, ripeto, la cui modifica ha effetti
  sia  di natura finanziaria, perché dovranno farsi una serie di atti
  conseguenti, sia di natura giuridica.
   Quindi,  se  il  Governo  intende procedere  in  tal  senso  bene,
  altrimenti  io personalmente comunque, pur condividendo  l'articolo
  1,  sono  costretto a votare contro una cosa che mi sembra  persino
  banale votare contro.
   Faccio  ancora  una volta un appello al Governo perché  ne  prenda
  atto.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, sostanzialmente, dopo un approfondimento  che  è
  stato  fatto  dal  dipartimento, non risulta  che  ci  siano  state
  modifiche  o  cambiamenti o stemmi da parte dei liberi  Consorzi  o
  carte  intestate diverse e quindi che ci siano problemi  di  natura
  giuridica. È solo una questione di denominazione.
   Onorevole  Cracolici, l'articolo 15 prevedeva  ed  era  fatto,  la
  legge  15  nasceva  in un contesto diverso dove i  liberi  Consorzi
  avevano  una libertà, i Comuni, di riunirsi in liberi Consorzi  non
  sempre, poi nel corso della stesura della norma, quando poi vi sono
  sorti i problemi, sono stati delimitati i Comuni che facevano parte
  delle  ex  Province, delle Province e si è detto   vabbè, allora  i
  liberi  consorzi coincidono con i comuni che facevano  parte  delle
  province .  C'era quindi, non c'è un problema di  andare,  oggi,  a
  sovvertire o a creare problemi ai liberi consorzi.
   Noi  che  cosa  abbiamo  fatto?  Un ragionamento  molto  semplice:
  l'articolo  15 dello Statuto dice  L'ordinamento degli enti  locali
  si  basa  nella  Regione stessa sui Comuni e  sui  liberi  Consorzi
  comunali,  dotati  della  più  ampia  autonomia  amministrativa   e
  finanziaria , noi diciamo, riportiamo, e poi viene tutto alla legge
  n.   9   del  1986,  diciamo  che  i  comuni  articolati  ai  sensi
  dell'articolo  15  dello Statuto in comuni  e  liberi  consorzi  di
  comuni  denominati province regionali. È solo una dizione  che  non
  cambia assolutamente nulla in tutte le parti del resto d'Italia  si
  chiamano province.
   Quindi, da qui nasce, è proprio per dare l'esatta denominazione ai
  liberi  consorzi che erano denominati province, non ci  sono  stati
  atti  stipulati dai liberi consorzi che stravolgono o che  vanno  a
  creare problemi.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, intervengo per un dubbio, vista anche
  la presenza dell'assessore Armao.
   Nella  passata legislatura si era data la possibilità  ai  comuni,
  ovviamente  con  una  legge che poi è stata  modificata,  di  poter
  cambiare   la  collocazione  dell'inizialmente  Consorzio,   adesso
  Provincia, con il recepimento, poi, della legge Delrio si  è  fatta
  varia  confusione. Fatto sta che la città di Gela, così come  altri
  tre  comuni, hanno fatto tutto un iter per modificare il  Consorzio
  di  appartenenza,  tra l'altro l'assessore Armao,  se  non  ricordo
  male, ha seguito un po' la vicenda di questi comitati.
   Ora,  volevo capire, il fatto che non si sia rispettata la volontà
  popolare,  questo può in qualche modo creare delle  difficoltà  dal
  momento  in cui il Presidente Musumeci indìce, poi, le elezioni  di
  secondo  livello? Cioè nel senso che, può in qualche  modo  questo,
  andare  a  vanificare il fatto che si vuole andare a  votare  -  ho
  visto  qui  che si vuole votare nel febbraio del 2019 - questo  può
  creare, poi, dei problemi dal momento in cui il Presidente Musumeci
  indìce  le  elezioni non avendo rispettato la volontà  popolare  di
  questi  comuni  che hanno seguito tutto un iter e poi,  alla  fine,
  questo iter, per varie motivazioni, è stato non rispettato.
   Ecco, volevo un parere su questa vicenda.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Mi perdoni Presidente, non sul tema, semplicemente  come
  da  noi  richiesto  è stato messo all'ordine del  giorno  anche  il
  disegno  di  legge esitato dalla IV Commissione  Norme  finalizzate
  alla  realizzazione  di parcheggi e alla decongestione  dei  centri
  urbani ,  le  volevo  chiedere  di assegnare  un  termine  per  gli
  emendamenti così i colleghi potevano organizzarsi. Grazie.

   GUCCIARDI. chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  ho
  ascoltato  con  attenzione  le ragioni esposte  dall'Assessore  per
  quanto  riguarda la dizione  province regionali  e mi  permetto  di
  sottolineare che non è soltanto un problema lessicale, dopo 72 anni
  dall'approvazione  dello Statuto si tratta di  applicare  in  pieno
  l'articolo  15  dello Statuto medesimo che non costa  soltanto  del
  secondo  comma,  Assessore, il primo comma recita testualmente  che
   Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne
  derivano,  sono soppressi nell'ambito della Regione  siciliana ,  e
  continua al secondo comma  l'ordinamento degli enti locali si  basa
  nella  Regione  stessa sui comuni e sui liberi consorzi  comunali ,
  come  conseguenza  di  ciò  che  nel  primo  comma  c'è,  cioè   la
  soppressione  delle circoscrizioni provinciali,  quindi  come  dire
  voler  ridurre  il problema di cui all'articolo 1  del  disegno  di
  legge   in   discussione  ad  un  problema  lessicale,  mi   sembra
  assolutamente inaccettabile.
   Se  è  un  problema ideologico è qualcosa che noi contestiamo,  se
  problema  ideologico  non è dobbiamo dar seguito  a  quella  che  è
  l'attuazione  dello  Statuto;  e  quindi  noi  riteniamo   che   il
  Parlamento regionale debba pretendere che venga applicato  dopo  72
  anni  lo  Statuto della Regione siciliana esattamente così  come  è
  descritto,   e   come  è  enucleato  l'articolo  15  della   stessa
  Costituzione a partire dal primo comma.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1.

   LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti             57
   Votanti             44
   Maggioranza         23
   Favorevoli          19
   Contrari            25
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
         Elezione del Presidente del libero Consorzio comunale

   1.  L'articolo  6 della legge regionale 4 agosto  2015,  n.  15  e
  successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

   "Art. 6 Elezione del Presidente del libero Consorzio comunale - 1.
  L'elezione del Presidente del libero Consorzio comunale  è  indetta
  con  decreto  del  Presidente uscente, da  emanarsi  non  oltre  il
  sessantesimo giorno antecedente quello della votazione. In sede  di
  prima  applicazione della presente legge, l'elezione del Presidente
  del  libero  Consorzio  comunale è  indetta  dal  Presidente  della
  Regione,  su  proposta dell'Assessore regionale  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, con decreto da emanarsi non oltre il
  quarantacinquesimo giorno antecedente quello della votazione.

   2.  La  data dell'elezione, da svolgersi in una domenica  compresa
  tra  il  15 aprile e il 30 giugno successiva alla data di indizione
  dei   comizi   del   turno   ordinario   annuale   delle   elezioni
  amministrative,   è  fissata  preventivamente  con   delibera   del
  Consiglio  del  libero  Consorzio  comunale.  In  sede   di   prima
  applicazione  della  presente legge l'elezione  si  svolge  in  una
  domenica compresa tra l'1 ed il 28 febbraio 2019.

   3.  Il  decreto  di  indizione delle elezioni del  Presidente  del
  libero    Consorzio   comunale   è   notificato   alla   Prefettura
  territorialmente  competente, al Presidente del  Tribunale  ove  ha
  sede  il libero Consorzio comunale, al Dipartimento regionale delle
  autonomie locali, ai segretari dei comuni che compongono il  libero
  Consorzio  comunale ed è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  della
  Regione  siciliana  nonché, anche online, negli  albi  pretori  del
  libero Consorzio comunale e dei comuni che ne fanno parte entro  il
  quarantacinquesimo giorno antecedente quello della votazione.

   4.  Il  Presidente  del  libero Consorzio comunale  è  eletto  dai
  sindaci e dai consiglieri comunali in carica dei comuni del  libero
  Consorzio  comunale. Non sono elettori i sindaci ed  i  consiglieri
  comunali sospesi di diritto dalla carica, ai sensi dell'articolo 11
  del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.

   5.  Sono candidabili a Presidente del libero Consorzio comunale  i
  sindaci  dei  comuni  appartenenti  allo  stesso  libero  Consorzio
  comunale il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla data
  di  svolgimento  delle  elezioni. Non sono  candidabili  i  sindaci
  sospesi  di  diritto  dalla carica, ai sensi dell'articolo  11  del
  decreto  legislativo  n. 235/2012. In sede  di  prima  applicazione
  della  presente  legge  sono candidabili a  Presidente  del  libero
  Consorzio  comunale  i sindaci il cui mandato scada  non  prima  di
  dodici mesi dalla data di svolgimento delle elezioni.

   6.  Il Presidente del libero Consorzio comunale è eletto con  voto
  diretto,  libero e segreto. Risulta eletto il candidato  che  abbia
  riportato  il  maggior numero di voti, calcolato con i  criteri  di
  ponderazione  di  cui  ai commi 32, 33 e 34 dell'articolo  1  della
  legge 7 aprile 2014, n. 56. A parità di voti è proclamato eletto il
  candidato più anziano di età. L'elezione avviene con le modalità di
  cui all'articolo 18.».

   Si passa all'emendamento 2.1, degli onorevoli Assenza ed Aricò.

   ASSENZA.  Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti  2.1  e
  2.2.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   sono   due
  emendamenti  il primo è evidentemente un emendamento  che,  tenendo
  conto del dibattito che attualmente vi è al livello nazionale,  per
  cui  pare  esserci una resipiscenza dei due partiti attualmente  al
  Governo  nazionale  circa la opportunità di  reintrodurre  il  voto
  popolare per l'elezione della Presidente del libero consorzio della
  provincia  regionale,  fissare le elezioni  nel  prossimo  febbraio
  credo  che  potrebbe  poi costringerci a una sospensione  in  corso
  d'opera  qualora intervenisse questa modifica; per cui,  a  livello
  prudenziale,  chiediamo  che vengano spostate  le  indicazioni  del
  periodo elettorale dal febbraio al giugno del prossimo anno.
   Il  secondo  emendamento credo che sia un emendamento di  assoluto
  buon  senso. La legge Delrio fa riferimento per quanto riguarda  il
  calcolo  della  popolazione  residente  ai  dati  legali,  cioè  si
  riferisce   ai   dati  dell'ultimo  censimento.  Siccome   l'ultimo
  censimento risale a circa dieci anni fa, noi abbiamo delle profonde
  modifiche  anagrafiche e demografiche per quanto  riguarda  diversi
  comuni,  per  cui  alcuni comuni che erano  sotto  le  soglie,  per
  esempio,  dei  30  mila, adesso le hanno superate  o  viceversa,  e
  quant'altro.
   Credo  che,  quindi,  il  criterio  indicato  secondo  il  rilievo
  determinato  come  risultante  dalla  popolazione  annuale,   della
  popolazione residente, effettuata sempre dall'Istituto Nazionale di
  Statistica,   però   con  riferimento  al  31  dicembre   dell'anno
  precedente a quello in cui si svolge l'elezione, credo che  sia  un
  criterio   che  tenga  conto  della  attualità  della   popolazione
  residente  nel  singolo  ente  che sia maggiormente  aderente  alla
  realtà  di  quanto  non possa essere un criterio risalente  ad  una
  rilevazione,  sia  pure attraverso il censimento,  ma  risalente  a
  dieci anni fa.
   Chiedo che anche su questo l'Aula si pronunci favorevolmente.

   PRESIDENTE. Presidente Pellegrino, in ordine all'emendamento  2.1,
  qual è il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore.   Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  La  Commissione si rimette all'Aula.  Il  parere  del
  Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il  parere del Governo è contrario, perché anche questo è stato  un
  oggetto   di   approfondimento.  Noi,  la  sentenza   della   Corte
  Costituzionale  e  la  Delrio, e quindi  la  sentenza  della  Corte
  Costituzionale  ci  chiede  l'adeguamento  alla  Delrio,  parla  di
  popolazione  in  base  all'ultimo  censimento,  quindi  popolazione
  legale. Se noi dobbiamo fare riferimento alla popolazione...

   PRESIDENTE.  Assessore, mi scusi, stiamo parlando dell'emendamento
  2.1, che trattasi lo spostamento delle elezioni.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Ah, non ci sono problemi. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Sull'emendamento 2.1 il Governo si rimette  all'Aula.
  Lo pongo in votazione.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti             58
   Votanti             41
   Maggioranza          21
   Favorevoli           17
   Contrari             24
   Astenuti             1

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.2, a firma degli onorevoli Assenza  e
  Aricò. Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore.   Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Avevo  già  espresso parere contrario per le ragioni che  ho  detto
  poc'anzi.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  contrario  del  Governo,  pongo   in
  votazione l'emendamento 2.2.
   Il presidente della Commissione ribadisce che si rimette all'Aula.
  Il Governo è contrario.

   MILAZZO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor Presidente, io mi permetto di ricordare  all'Aula
  che   questo  non  è un disegno di legge che presenta  un  singolo.
  Signor Presidente, vorrei l'attenzione da parte del Governo.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lasci lavorare.

   MILAZZO. Onorevole Presidente Pellegrino, io vorrei ricordare a me
  stesso,  non  stiamo trattando un disegno di legge che presenta  un
  singolo deputato. Stiamo scrivendo, bensì, le regole per l'elezione
  di organismi che appartengono a tutti.
   Direi,  dopo  questo voto, di fermarci, perché ne viene  fuori  un
  altro  strafalcione perché qua a colpi di maggioranza, opposizione,
  maggioranza trasversale, stiamo facendo un pessimo lavoro. Lo  dico
  perché  qua  non  ci  si misura, non è il disegno  di  legge  della
  maggioranza  o  delle minoranze. Se ci fermiamo e  mettiamo  ordine
  perché ne verrà un pastrocchio, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, il Governo mi pare che  è  stato
  abbastanza  chiaro  nel  senso che questo emendamento  si  discosta
  dalla  Delrio,  quindi  è  un fatto squisitamente  tecnico.  Stiamo
  parlando dell'emendamento 2.2.

   CRACOLICI. Ma non l'avevamo approvato?

   PRESIDENTE. No, quale approvato  Onorevole Cracolici, dov'è  stato
  lei
   Allora, su questo emendamento che è un fatto tecnico e che come  è
  impostato  il disegno di legge ricalca la Delrio, quindi, onorevole
  Assenza  la  invito  a  ritirare questo emendamento  per  un  fatto
  tecnico. Se lei è d'accordo al ritiro.

   ASSENZA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa alla votazione dell'articolo 2.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei anche  un
  attimo  di  attenzione  da parte del Governo su  questa  questione.
  Presidente  Di  Mauro mi ascolti un secondo perché è  un  passaggio
  delicato  su  cui,  per  essere chiari, dobbiamo  essere  d'accordo
  tutti.
   Siamo in un momento nel quale c'era un emendamento che spostava  i
  termini  di elezione che è stato bocciato dall'Aula. C'è, però,  un
  problema  ed  io  raccolgo  l'appello di  Milazzo,  dov'è  Milazzo.
  Attenzione a non fare una legge che ci ricomplichiamo la vita.
   Credo  che,  se  siamo d'accordo tutti, ho parlato  anche  con  il
  colleghi  del Movimento Cinque Stelle, potremmo togliere dal  testo
  la  frase   In  sede di prima applicazione  cioè  lasciamo  dal  15
  aprile al 30 giugno con il Governo che, con decreto fisserà in  una
  giornata in questo range in maniera tale che non facciamo una  sede
  di  prima applicazione ma lasciamo al decreto del Governo la  data,
  diciamo ragionevole, nella quale si possa votare, tenuto conto  che
  febbraio significa che a Natale si devono incominciare ad elaborare
  adempimenti   amministrativi,  quindi,   la   Commissione,   signor
  Presidente, se condivide il senso, si tratta di togliere al secondo
  comma  l'ultimo  capoverso   In sede di  prima  applicazione  della
  presente legge  fino a  2019  e rimane quel range fissato nel primo
  rigo. Non so se sono stato chiaro, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il Governo esprime parere favorevole.

   PRESIDENTE.   Ed   allora,   l'emendamento   lo   può   presentare
  direttamente il Governo.
   Il   Governo   presenta   l'emendamento  soppressivo   dell'ultimo
  capoverso.  Lo  presentate  e lo passate all'attenzione  dell'Aula,
  soppressivo.

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  in  luogo  del  secondo  punto   In  sede   di   prima
  applicazione    che   venga,  invece,  indicato    sentita   la   I
  Commissione  e la data delle elezioni. Si chiede un sospensione.

   PRESIDENTE.  Ci  sono  delle  regole,  se  noi  togliamo  l'ultimo
  capoverso,  il compito ritorna al Governo ed il Governo  stabilisce
  una  data tra il 15 aprile e giugno. Cosa c'entra la I Commissione,
  Presidente?  Non  c'entra  la  I  Commissione.  E'  un  emendamento
  inammissibile, mi consenta.

   PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Va bene.

   PRESIDENTE.  Presentate,  come  Commissione,  questo  emendamento.
  Onorevole  Milazzo,  la prego, presenti l'emendamento  soppressivo,
  lei è componente della I Commissione. Presentatelo
   Sospendo la seduta per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 18.31)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Riprendiamo  i  lavori.  Invito  i  componenti  la  I
  Commissione a prendere posto al banco delle Commissioni.
   Eravamo  sul  punto di avere concluso gli emendamenti all'articolo
  2. L'emendamento 2.1 è stato bocciato ed il 2.2 è stato ritirato.

   PELLEGRINO,  presidente della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, c'è una riscrittura del comma 2, dell'articolo 2, che è
  sostituito  così - leggo testualmente -:  la data dell'elezione  da
  svolgersi in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 30 giugno
  successiva  alla  data di indizione dei comizi del turno  ordinario
  annuale delle elezioni amministrative, è fissata preventivamente  e
  con  delibera del Consiglio del libero consorzio comunale. In  sede
  di  prima  applicazione della presente legge la data  dell'elezione
  compresa  tra il 15 aprile ed il 30 giugno è fissata dal Presidente
  della Regione con il decreto di cui al comma 1 , perché al comma  1
  è già previsto che in prima applicazione

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo    in   votazione   l'articolo   2,   così   come   emendato
  dall'emendamento 2.10.

   ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2

   PRESIDENTE.   Ricordo  ai  colleghi  che  questo  è  un   articolo
  fondamentale, la bocciatura di questo articolo fa cadere la  legge,
  sono stato chiaro.
    Essendo  la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  indìco
  la votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti             60
   Votanti             48
   Maggioranza          25
   Favorevoli           27
   Contrari             21
   Astenuti             0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
        Cessazione del Presidente del libero Consorzio comunale

   1.  L'articolo 7, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015, n.
  15   e  successive  modifiche  ed  integrazioni  è  sostituito  dal
  seguente:

    1. Nel caso in cui il Presidente del libero Consorzio comunale si
  sia dimesso ovvero sia cessato per qualsiasi causa dalla carica  di
  sindaco  nel  comune  di appartenenza, si procede,  entro  sessanta
  giorni dalle dimissioni o dalla cessazione, all'elezione del  nuovo
  Presidente del libero Consorzio comunale .».

   Non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
         Elezione del Consiglio del libero Consorzio comunale

   1. All'articolo 7-bis della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e
  successive  modifiche ed integrazioni i commi 5 e 6 sono sostituiti
  dai seguenti:

    5.  Il  Consiglio del libero Consorzio comunale  è  composto  dal
  Presidente del libero Consorzio comunale e da:

   a) dieci componenti, nei liberi Consorzi con popolazione residente
  fino a 300.000 abitanti;

   b)   dodici   componenti,  nei  liberi  Consorzi  con  popolazione
  residente superiore a 300.000 ed inferiore a 700.000 abitanti;

   c)   sedici   componenti,  nei  liberi  Consorzi  con  popolazione
  residente pari o superiore a 700.000 abitanti.

   6. Il Consiglio del libero Consorzio comunale è eletto dai sindaci
  e  dai  consiglieri comunali in carica dei comuni  appartenenti  al
  libero  Consorzio  comunale.  Sono  eleggibili  i  sindaci   ed   i
  consiglieri comunali in carica. Non sono candidabili i sindaci e  i
  consiglieri  comunali  sospesi di diritto dalla  carica,  ai  sensi
  dell'articolo 11 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n.  235.
  L'elezione avviene con le modalità di cui all'articolo 18.

   7.  Non  sono elettori i sindaci ed i consiglieri comunali sospesi
  di  diritto  dalla carica, ai sensi dell'articolo  11  del  decreto
  legislativo n. 235/2012.

   8.  L'elezione  del  Consiglio  del libero  Consorzio  comunale  è
  indetta  con decreto del Presidente del libero Consorzio  comunale,
  da  emanarsi  non  oltre il sessantesimo giorno antecedente  quello
  della votazione. Si applicano i commi 1, 2 e 3 dell'articolo 6 .».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              Articolo 5
                        «Sindaco metropolitano

   1.  L'articolo  13 della legge regionale 4 agosto 2015,  n.  15  e
  successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

    Art. 13 Sindaco metropolitano - 1. Il Sindaco metropolitano è  di
  diritto il sindaco del comune capoluogo.

   2.  Trovano  applicazione  le disposizioni  di  cui  al  comma  22
  dell'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56. .

   2.  L'articolo  14 della legge regionale n. 15/2015  e  successive
  modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

    Art.  14  Cessazione dalla carica di Sindaco metropolitano  -  1.
  Qualora  il Sindaco metropolitano cessi dalla carica per cessazione
  dalla   carica  di  sindaco  del  comune  capoluogo   della   Città
  metropolitana,    il   vicesindaco   rimane    in    carica    fino
  all'insediamento del nuovo sindaco metropolitano. .».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
                 Elezione del Consiglio metropolitano

   1.  All'articolo 14 - bis della legge regionale 4 agosto 2015,  n.
  15  e successive modifiche ed integrazioni i commi 5, 6, 7, 8  e  9
  sono sostituiti dai seguenti:

    5.   Il   Consiglio   metropolitano  è   composto   dal   Sindaco
  metropolitano e da:

   a)   quattordici   componenti,  nelle  Città   metropolitane   con
  popolazione residente fino a 800.000 abitanti:

   b)  diciotto componenti, nelle Città metropolitane con popolazione
  residente superiore a 800.000 abitanti.

   6.   Il  Consiglio  metropolitano  è  eletto  dai  sindaci  e  dai
  consiglieri comunali in carica dei comuni appartenenti  alla  Città
  metropolitana. Sono eleggibili i sindaci ed i consiglieri  comunali
  in carica. L'elezione si svolge con le modalità di cui all'articolo
  18.

   7. Non sono elettori i sindaci ed i consiglieri sospesi di diritto
  dalla carica, ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo  31
  dicembre 2012, n. 235.

   8.  L'elezione del Consiglio metropolitano è indetta  con  decreto
  del  Sindaco  metropolitano, da emanarsi non oltre il  sessantesimo
  giorno antecedente quello della votazione. L'elezione si svolge  di
  norma  in  una domenica compresa tra il 15 aprile ed il  30  giugno
  successiva  alla  data di indizione dei comizi del turno  ordinario
  annuale  di  elezioni amministrative. In sede di prima applicazione
  della  presente legge l'elezione si svolge in una domenica compresa
  tra l'1 ed il 28 febbraio 2019.

   9.   Il   decreto  di  indizione  delle  elezioni  del   Consiglio
  metropolitano   è   notificato  alla  Prefettura   territorialmente
  competente,  al  Presidente del Tribunale  ove  ha  sede  la  Città
  metropolitana, al Dipartimento regionale delle autonomie locali, ai
  segretari  dei  comuni che compongono la Città metropolitana  ed  è
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana nonché,
  anche  online, negli albi pretori della Città metropolitana  e  dei
  comuni  che  ne  fanno  parte  entro il  quarantacinquesimo  giorno
  antecedente quello della votazione. .».

   CRACOLICI. Bisogna sempre coordinare la data delle elezioni.

   PRESIDENTE.  Certo, c'è l'emendamento apposito già presentato  dal
  collega  Aricò.  Il  collega Aricò aveva  presentato  l'emendamento
  credo all'articolo 8, in cui spostava la data al 31 luglio.
   Si passa all'emendamento 6.4, della Commissione.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.    Signor   Presidente,   l'emendamento   che   lei   citava
  dell'onorevole  Aricò recita  in sede di prima  applicazione  della
  presente  legge, l'elezione si svolge in una domenica compresa  tra
  l'1  ed il 28 febbraio 2019 , sono sostituiti dalle parole  in sede
  di prima applicazione della presente legge, l'elezione si svolge in
  una  domenica compresa tra l'1 ed il 30 giugno . Io credo  che  noi
  dobbiamo  coordinare il comma 8 dell'articolo 6,  con  il  comma  2
  dell'articolo 2. Devono camminare insieme, non possono  avere  date
  diverse.

   PRESIDENTE. Lo correggiamo: 31 luglio.
   Il parere del Governo sull'emendamento 6.4?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 6.1, a firma degli onorevoli Assenza  e
  Aricò.
   Questo è precluso a causa del cambio del comma 2.
   Sospendo la seduta per cinque minuti perché dobbiamo correggere la
  data delle votazioni: 15 aprile - 30 giugno.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.38, è ripresa alle ore 18.44)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Presidente Pellegrino, vuole illustrare l'emendamento
  6.5 di riscrittura?

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il comma 8 dell'articolo 6  è  così
  sostituito:  L'elezione del Consiglio metropolitano, è indetta  con
  decreto  del  sindaco  metropolitano,  da  emanarsi  non  oltre  il
  sessantesimo  .  Per adeguarlo alla norma precedente,  all'articolo
  precedente l'elezione si svolge in una domenica compresa tra il  15
  aprile ed il 30 giugno 2019.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 6,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
         Disciplina delle operazioni elettorali per l'elezione
        degli organi dei liberi Consorzi comunali e delle Città
                             metropolitane

   1.  L'articolo  18 della legge regionale 4 agosto 2015.  n.  15  e
  successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

    Art.  18  Disciplina delle operazioni elettorali  per  l'elezione
  degli   organi  del  libero  Consorzio  comunale  e   della   Città
  metropolitana  -  1.  Per  l'elezione  del  Presidente  del  libero
  Consorzio  comunale  nonché  del  Consiglio  del  libero  Consorzio
  comunale  e del Consiglio metropolitano, entro cinque giorni  dalla
  pubblicazione del decreto di indizione delle elezioni,  l'Assessore
  regionale  per  le  autonomie locali e la  funzione  pubblica,  con
  decreto  istituisce l'ufficio elettorale composto da  tre  iscritti
  all'Albo  nazionale  dei segretari comunali e  provinciali  di  cui
  all'articolo 98 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,  di
  cui  uno  con funzioni di presidente. Un dirigente, con  competenze
  amministrative,  di uno dei comuni appartenente  all'ente  di  area
  vasta  è  designato,  con  il medesimo decreto,  ad  esercitare  le
  funzioni  di segretario. L'ufficio elettorale si insedia presso  la
  sede dell'ente di area vasta.

   2.   Sulla   base   delle  comunicazioni  trasmesse   dai   comuni
  appartenenti  all'ente  di area vasta, sottoscritte  congiuntamente
  dal   sindaco   e  dal  segretario,  entro  il  trentesimo   giorno
  antecedente la votazione, l'ufficio elettorale forma l'elenco degli
  elettori  e  ne dispone la pubblicazione, anche online, negli  albi
  pretori  dello stesso ente di area vasta e dei comuni che ne  fanno
  parte.   Eventuali  variazioni  dell'elenco  degli   elettori,   da
  pubblicare   con  le  stesse  modalità,  possono  essere   disposte
  dall'ufficio elettorale entro il secondo giorno antecedente  quello
  della votazione.

   3.  Le  candidature  per  l'elezione  del  Presidente  del  libero
  Consorzio  comunale, sotto-scritte da almeno il 15 per cento  degli
  aventi  diritto  al  voto,  sono  presentate  dalle  ore  8,00  del
  ventunesimo  giorno alle ore 12,00 del ventesimo giorno antecedente
  quello   della  vota-zione,  anche  se  festivo,  presso  l'ufficio
  elettorale.

   4.   Entro   il  diciottesimo  giorno  antecedente  quello   della
  votazione,  l'ufficio  elettorale assegna, mediante  sorteggio,  un
  numero  progressivo a ciascun candidato alla carica  di  Presidente
  del libero Consorzio comunale. Tale numero rappresenta l'ordine con
  il  quale  i  no-minativi  dei candidati a  Presidente  del  libero
  Consorzio comunale sono scritti nelle schede di votazione.

   5.  L'elezione del Consiglio del libero Consorzio comunale  e  del
  Consiglio  metropoli-tano avviene sulla base di liste, composte  da
  un  numero di candidati non superiore al nu-mero dei consiglieri da
  eleggere  e  non inferiore alla metà degli stessi, sottoscritte  da
  almeno  il 5 per cento degli aventi diritto al voto. Le liste  sono
  presentate   presso  l'ufficio  elettorale  dalle  ore   8,00   del
  ventunesimo  giorno alle ore 12,00 del ventesimo giorno antecedente
  la votazione.

   6.  Nelle liste nessuno dei due sessi può essere rappresentato  in
  misura  superiore  al 60 per cento del numero  dei  candidati,  con
  arrotondamento all'unità superiore qualora il nu-mero dei candidati
  del  sesso meno rappresentato contenga una cifra decimale inferiore
  a  cinquanta  centesimi.  In caso contrario,  l'ufficio  elettorale
  riduce la lista, cancellando i no-mi dei candidati appartenenti  al
  sesso  più  rappresentato, procedendo dall'ultimo della li-sta,  in
  modo  da assicurare il rispetto delle disposizioni di cui al  primo
  periodo.   La  lista  che,  all'esito  della  cancellazione   delle
  candidature eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore  a
  quello minimo prescritto dal comma 5 è inammissibile.

   7.  Il  Consiglio  del libero Consorzio comunale ed  il  Consiglio
  metropolitano  sono  eletti  con voto diretto,  libero  e  segreto,
  attribuito  a liste di candidati concorrenti, in un unico  collegio
  elettorale  corrispondente  al  territorio  del  libero   Consorzio
  comunale  o della Città metropolitana. Ciascun elettore esprime  un
  voto  che  viene ponderato sulla base di un indi-ce determinato  in
  relazione alla popolazione complessiva della fascia demografica del
  comune  di  cui  è  sindaco  o consigliere,  determinata  ai  sensi
  dell'articolo 1, commi 33 e 34, della legge 7 aprile 2014, n. 56  e
  successive   modifiche  ed  integrazioni.  Ciascun   elettore   può
  esprimere,  inoltre, nell'apposita riga della scheda,  un  voto  di
  preferenza  per  un  candidato alla carica di consigliere  compreso
  nella lista, scrivendo il cognome o, in caso di omonimia, il nome e
  il  cognome,  il  cui valore è ponderato ai sensi dell'articolo  1,
  comma  34,  della  legge  n.  56/2014  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.  La cifra elettorale di ciascuna lista  è  costituita
  dalla  somma  dei voti ponderati validi riportati  da  ciascuna  di
  esse.  Per  l'assegnazione del numero dei  consiglieri  a  ciascuna
  lista   si   divide   la  cifra  elettorale   di   ciascuna   lista
  successivamente per 1, 2, 3, 4... fino a concorrenza del numero dei
  consiglieri  da eleggere, quindi si scelgono, tra i quozienti  così
  ottenuti,   quelli  più  alti,  in  numero  uguale  a  quello   dei
  consiglieri   da   eleggere,  disponendoli   in   una   graduatoria
  decrescente.  Ciascuna  lista consegue tanti rappresentanti  eletti
  quanti  sono  i  quozienti  ad  essa  appartenenti  compresi  nella
  graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere e  decimali,
  il  posto è attribuito alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra
  elettorale e, a parità di quest'ultima, per sorteggio.

   8.  In  via transitoria, per i comuni nei quali si è proceduto  al
  rinnovo  degli  organi con riduzione del numero dei consiglieri  in
  applicazione  delle disposizioni di cui all'articolo  1,  comma  l,
  della   legge  regionale  26  giugno  2015,  n.  11,  l'indice   di
  ponderazione, ai fini dell'elezione del Presidente e del  Consiglio
  del  libero Consorzio comunale nonché dell'e-lezione del  Consiglio
  metropolitano,   è   incrementato,  utilizzando   un   coefficiente
  correttivo  stabilito con decreto dell'Assessore regionale  per  le
  autonomie  locali  e  la  funzione  pubblica,  in  misura  tale  da
  garantire  parità  di  trattamento tra i comuni  appartenenti  alla
  medesima fascia demografica all'interno dell'ente di area vasta  di
  appartenenza in relazione al valore del voto ponderato.

   9.  La  stampa  delle  schede di votazione  è  effettuata  a  cura
  dell'ente  di  area  vasta dal diciassettesimo  al  secondo  giorno
  antecedente quello della votazione. Le schede sono predisposte  con
  le  modalità previste dal comma 31 dell'articolo 1 della  legge  n.
  56/2014 e successive modifiche ed integrazioni.

   10.  Per  le  operazioni  di  voto è costituito  presso  l'ufficio
  elettorale  un unico seggio elettorale, composto da un  presidente,
  da   quattro   scrutatori  scelti  tra  gli  elettori  dall'ufficio
  elettorale mediante sorteggio da effettuarsi entro il decimo giorno
  antecedente  quello della votazione e da un segretario  scelto  dal
  presidente del seggio elettorale tra gli stessi elettori.  In  caso
  di  rinuncia  o  impedimento  del  presidente  e  degli  scrutatori
  l'ufficio  elettorale  provvede  alla  sostituzione.  In  caso   di
  rinuncia o impedimento del segretario, il presi-dente provvede alla
  sostituzione.

   11. Il seggio elettorale si insedia alle ore 6,00 del giorno della
  votazione   per  le  opera-zioni  preliminari  di  competenza.   Le
  operazioni di voto si svolgono dalle ore 8,00 alle ore 22,00.

   12.  Ultimate  le  operazioni  di  voto  e  dichiarata  chiusa  la
  votazione, il presidente del seggio elettorale:

   a) procede alla sigillatura dell'urna contenente le schede votate;

   b) forma un plico sigillato contenente le schede autenticate e non
  utilizzate;

   c)  forma  un  ulteriore plico sigillato contenente  le  eventuali
  schede non autenticate e quelle deteriorate;

   d)  richiude in un apposito plico tutte le carte, gli  atti  ed  i
  documenti riguardanti la votazione nonché il bollo del seggio e  le
  matite utilizzate per l'espressione del voto;

   e) procede alla chiusura della sala ed alla sua custodia.

   13. L'urna, i plichi ed i mezzi precauzionali apposti agli accessi
  della  sala  devono  esse-re  firmati sui  lembi  di  chiusura  dal
  presidente del seggio, dal segretario e da due scrutatori.

   14.  Lo scrutinio ha inizio alle ore 8,00 del giorno successivo  a
  quello  della  votazione  e  continua fino  alla  sua  conclusione.
  Ultimate le operazioni di scrutinio, il seggio elettorale trasmette
  il relativo esito all'ufficio elettorale per la verifica dei dati e
  la proclamazione degli eletti.

   15. Per le elezioni del Consiglio del libero Consorzio comunale  e
  del  Consiglio  metropolitano, l'ufficio elettorale,  terminate  le
  operazioni di scrutinio:

   a) determina la cifra elettorale ponderata di ciascuna lista;

   b)  determina la cifra individuale ponderata dei singoli candidati
  sulla base dei voti di preferenza ponderati;

   c)  procede  al  riparto dei seggi tra le liste ed  alle  relative
  proclamazioni.

   16.  I  seggi  che  rimangono vacanti  per  qualunque  causa,  ivi
  compresa la cessazione dalla carica di sindaco o di consigliere  di
  un   comune   del   libero  Consorzio  comunale  o   del-la   Città
  metropolitana  sono  attribuiti ai candidati  che,  nella  medesima
  lista, hanno ottenuto la maggiore cifra individuale ponderata.  Non
  si  considera cessato dalla carica il componente del Consiglio  del
  libero  Consorzio  comunale o del Consiglio metropolitano  che  sia
  stato  eletto  o rieletto sindaco o consigliere in  un  comune  del
  libero Consorzio comunale o della Città metropolitana.

   17.  Tutti i termini che regolano il procedimento elettorale degli
  organi degli enti di area vasta sono perentori.

   18.  Nei casi di omessa indizione delle elezioni, provvede in  via
  sostitutiva  l'Assessore regionale per le  autonomie  locali  e  la
  funzione pubblica, a mezzo di commissario straordinario nominato ai
  sensi della normativa vigente. .».

   Comunico che all'articolo 7 è stato presentato l'emendamento  7.1,
  che è precluso.
   Pongo  in  votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
                         Durata delle cariche

   1. L'articolo 19, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015, n.
  15   e  successive  modifiche  ed  integrazioni  è  sostituito  dai
  seguenti:

    1.  Il Presidente del libero Consorzio comunale, il Consiglio del
  libero  Consorzio comunale ed il Consiglio metropolitano durano  in
  carica  cinque  anni. In caso di rinnovo del consiglio  del  comune
  capoluogo  della Città metropolitana, si procede a  nuove  elezioni
  del   Consiglio   metropolitano   entro   sessanta   giorni   dalla
  proclamazione del sindaco del comune capoluogo. La cessazione,  per
  qualsiasi causa, dalla carica di sindaco o di consigliere  comunale
  comporta la decadenza dalla carica di componente del Consiglio  del
  libero Consorzio comunale o del Consiglio metropolitano.

   2.  I componenti degli organi dei liberi Consorzi comunali e delle
  Città metropolitane decadono dalla carica in caso di sospensione di
  diritto dalla carica ricoperta nel comune di appartenenza, ai sensi
  dell'articolo  11  del  decreto legislativo 31  dicembre  2012,  n.
  235. .».>

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
                        Gratuità delle cariche

   1.  L'articolo  20 della legge regionale 4 agosto 2015,  n.  15  e
  successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:

    Art.  20  Gratuità delle cariche - 1. Gli incarichi di Presidente
  del  libero  Consorzio comunale, Sindaco metropolitano,  componente
  del  Consiglio  del  libero  Consorzio comunale  e  componente  del
  Consiglio metropolitano sono tutti esercitati a titolo gratuito. Re-
  stano a carico dei rispettivi enti di area vasta gli oneri connessi
  con le attività in materia di status degli amministratori, relativi
  ai  permessi retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali ed
  assicurativi previsti dalla normativa vigente. .».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10
                 Proroga della gestione commissariale

   1.  All'articolo 51 della legge regionale 4 agosto 2015, n.  15  e
  successive  modifiche ed integrazioni le parole  31 dicembre  2018
  sono sostituite dalle parole  31 marzo 2019. .».

   Comunico  che  all'articolo  10 è stato  presentato  l'emendamento
  10.1,  a  firma degli onorevoli Assenza ed Aricò che è in indirizzo
  rispetto  alle  modifiche  che abbiamo approvato  a  proposito  dei
  termini  di  indizione delle elezioni. Significa che il termine  di
  scadenza dei commissari è traslato al 31 luglio 2019, che  mi  pare
  un   termine  tecnico  di  assoluto  buonsenso.  Il  parere   della
  Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 10, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11
                         Abrogazione di legge

   1. La legge regionale 11 agosto 2017, n. 17 è abrogata».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                             «Articolo 12
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione  l'articolo 12. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Prima  di  passare  alla votazione finale  del  disegno  di  legge
  dobbiamo fare una verifica con il 117.
   Sospendo la seduta per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.46, è ripresa alle ore 18.47)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli Uffici mi dicono che  vogliono
  fare  un  approfondimento sull'incandidabilità,  quindi,  proporrei
  all'Aula di rinviare la votazione finale del disegno di legge  alla
  seduta  che  terremo  martedì prossimo   alle  ore  16.00.  Martedì
  prossimo,  se siete d'accordo, continueremo con i lavori  che  sono
  inseriti all'ordine del giorno di oggi.

    Indirizzo di saluto all'Aula da parte dell'onorevole Lo Giudice

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente, Assessori,  onorevoli  colleghi,
  desideravo  intervenire  più  che  altro  per  dire  poche  parole,
  semplicemente un intervento di saluto. Per voi, ovviamente,  è  una
  giornata normale, per me è una giornata particolare, forse la più

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, aspetti un attimo che entrano  i
  suoi  familiari,  mi sembra una cosa graziosa, e  il  suo  sponsor,
  onorevole De Luca, che presto non vedremo più in Aula e già  questo
  è  un  fatto  estremamente positivo per i  lavori  complessivi  del
  Parlamento

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente, non ne sarei  così  sicuro,  lei
  conosce  bene  l'onorevole De Luca e sa che è capace  di  tutto  ed
  anche di più.
   Come dicevo, per voi è una giornata normale, per me è una giornata
  sicuramente particolare perché dopo la nascita di mio figlio, credo
  che  sia,  forse,  la  giornata  più  importante  della  mia  vita.
  Desideravo  ringraziare, ovviamente, tutti i  concittadini  che  mi
  hanno  sostenuto e che mi hanno dato la possibilità  e  l'onore  di
  essere  presente  all'interno di quello che  è  il  Parlamento  più
  antico d'Europa.
   Per  me  è un onore, cercherò ovviamente di svolgere questo  ruolo
  con  l'impegno e la dedizione che ho sempre avuto in tutti i  ruoli
  di  Governo  che,  in  questi dodici anni, a  discapito  della  mia
  giovane età, mi hanno dato la possibilità di svolgere.
   Permettetemi ovviamente di ringraziare la mia famiglia che  è  qui
  presente, anche i tanti concittadini che, oggi, mi onorano qui  con
  la  loro  presenza,  ma  soprattutto  permettetemi  di  ringraziare
  l'onorevole  De  Luca  che ha accesso in  me  la  passione  per  la
  politica - De Luca Cateno, ovviamente, non me ne voglio il  collega
  Antonio  -  io non avevo questo grande interesse come  tanti  altri
  giovani ma, mi sono reso conto che, purtroppo, la politica o la fai
  o  ritrovi altri a farla al posto tuo e, quindi, questo sicuramente
  può essere importante.
   L'onorevole  De Luca, dicevo, ha acceso in me questa passione.  E'
  chiaro  che  raccolgo  un'eredità importante perché  voi  conoscete
  meglio di me quelle che sono state le battaglie, le iniziative  che
  lui  ha  sempre portato in Aula e cercherò di fare del mio  meglio,
  ovviamente,   per   essere  all'altezza   del   ruolo.   Ringrazio,
  ovviamente,  anche  i  colleghi  deputati  che  ho  avuto  modo  di
  conoscere  e  che  sicuramente avrò modo di conoscere  anche  nelle
  prossime sedute.
   Credo di non dover aggiungere altro. In bocca al lupo a tutti  ma,
  soprattutto,  in  bocca al lupo alla nostra Sicilia  che  ha  tanto
  bisogno, veramente, di risposte concrete.
   Ho  avuto,  sono sincero, una brutta sensazione entrando  qui,  in
  queste  poche  ore,  lo  dico  con il  cuore  in  mano,  la  stessa
  sensazione  l'ho  provata  in un'occasione  in  cui  mi  trovai  in
  Tribunale  per un'udienza dell'onorevole De Luca in  cui  il  tempo
  passava  e non si capiva perché passava e soprattutto cosa stessimo
  aspettando
   Mi  auguro,  ovviamente, che riusciremo tutti  insieme  ad  essere
  quanto  più  concreti  possibili perché  la  Sicilia  merita  delle
  risposte importanti ed avere una classe dirigente, anche tra questi
  banchi giovani, credo che possa essere un valore aggiunto.

                              (Applausi)


   Discussione   del   disegno  di  legge  «Norme  finalizzate   alla
  realizzazione  di parcheggi e alla decongestione dei centri  urbani
  (n. 119/A)

   PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge posto al numero 6) del II
  punto dell'ordine del giorno:  Norme finalizzate alla realizzazione
  di parcheggi e alla decongestione dei centri urbani (119/A).
   Lo  incardiniamo  e diamo i tempi per presentare  gli  emendamenti
  fino a venerdì alle ore 12.00.
   Credo che non ci siano obiezioni, siamo tutti d'accordo sul rinvio
  della discussione a martedì prossimo.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   DI  PAOLA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  intervengo  in  merito  ad  un'ulteriore  discarica  che   si   sta
  realizzando  nel comune di Serradifalco, una discarica per  rifiuti
  non  pericolosi e la ditta di Caltanissetta, TMB srl.com  con  sede
  legale a Melilli ha depositato presso l'Assessorato per l'Energia e
  i  Servizi di pubblica utilità una richiesta di Aia relativa ad  un
  impianto  di trattamento meccanico biologico con annessa  discarica
  per  rifiuti  non  pericolosi  da realizzare  in  contrada  Martino
  Rabione nel territorio del comune di Serradifalco.
   Ora,  considerando che nel vigente Prg del comune di  Serradifalco
  la  stessa  sia classificata come zona agricola ed all'interno  c'è
  una  fascia  di  rispetto di aree boscate, mi chiedo  e  chiedo  al
  Governo se non è il caso di evitare di realizzare la discarica lì a
  Serradifalco,  perché  il Prg dice che è  una  zona  agricola,  tra
  l'altro  mi dicono che pure lì c'è il fiume Platani che,  comunque,
  attraversa  quella  zona,  realizzare una  discarica  lì,  in  quel
  territorio,  rischia di compromettere le falde e le acque  di  quel
  territorio.
     Il  punto  è  sempre lì. Chiedo al Governo, ovviamente,  qual  è
  l'intenzione  da qui ai prossimi anni per risolvere la problematica
  rifiuti.  Se  questo  Governo  ha una idea  discarico  centrica  e,
  quindi,  si vogliono realizzare discariche in giro per la  Sicilia,
  oppure  si ha un'altra soluzione al problema, però, ripeto, il  Prg
  di  quel  comune individua quella zona come zona agricola,  quindi,
  chiedo  al  Governo se non è il caso di intervenire tempestivamente
  per  evitare di modificare le zone agricole previste dal Prg  e  le
  facciamo  diventare discariche. Dico, non è una bella immagine  che
  diamo per la nostra Sicilia.

   DE LUCA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  cittadini,  il mio intervento oggi ha funzione anche di  richiesta,
  di  risposte e di intervento immediato, perché da circa 10 anni  la
  zona  sud della città di Messina è assolutamente devastata a  causa
  di  diversi interventi dell'uomo e, in buona parte, anche pubblici,
  da  eventi  disastrosi  che  hanno visto  il  mare  distruggere  la
  spiaggia  e,  in questo momento, sta distruggendo anche  la  strada
  statale e le case.
   In  questo  momento, a Messina, i cittadini sono in  rivolta,  non
  abbiamo ancora finito di sistemare i danni del 2014 e si sono viste
  solo  passerelle  di diversi ex deputati, vedi  quante  volte  sono
  venuti  l'ex  assessore  Croce,  l'ex  collega  Giuseppe  Picciolo,
  dirigenti  di  questo Assessorato, sono venuti a  Galati,  a  Santa
  Margherita, decine di volte, avete fatto un manicomio di riunioni e
  ancora  un problema non è stato risolto e le persone a Messina,  in
  questo momento, ci stanno perdendo la casa.
   Allora,  Assessore,  vorrei capire: 1) a che  punto  siamo  con  i
  finanziamenti;  2) quando questo Assessorato, caro Cordaro,  quello
  da lei guidato si deciderà a fare le pulizie dei torrenti e anziché
  accumulare  i detriti sui lati del torrente scenderli a  mare  così
  facciamo  un  po'  di  ripascimento,  a  costituire  dei  pennelli,
  dopodiché  a  programmare  seriamente  il  ripascimento  di  queste
  spiagge e, in secondo luogo, vorrei chiederle gentilmente se domani
  pomeriggio  può venire a Messina perché non possiamo aspettare  una
  settimana, perché fra una settimana Galati, se continua  così  ,non
  c'è più e quel punto ci risparmiamo i soldi perché abbiamo tolto la
  zona,  quindi, domani dopodomani, però non è che possiamo aspettare
  un altro mese perché fra un mese la zona sud di Messina non ci sarà
  più.
   Allora,  gentilmente,  c'è  bisogno  di  un  intervento  serio   e
  immediato  con i caratteri dell'urgenza e dell'emergenza per  porre
  in  essere azioni a tutela del litorale, ma non fra sei mesi o dopo
  la  prossima  estate,  perché  si  sta  distruggendo  tutto  ed   i
  cittadini, in questo momento, sono nel vero senso della  parola  in
  mezzo alla strada a protestare, quindi, non è un atto di accusa  ma
  è una richiesta di intervento immediato, Assessore.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  è chiaro che quanto esposto dai colleghi Pasqua  e  De
  Luca è oggetto di assoluta attenzione

   DI PAOLA. Mi chiamo Di Paola.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Di Paola  e  De
  Luca. Onorevole Di Paola, resta di assoluta attenzione anche se non
  è  Pasqua.  A poco a poco vi prometto che imparerò tutti,  prima  i
  cognomi ed anche i nomi, però siamo già quasi a buon punto.
   Onorevole  Di  Paola, quanto lei ha sottoposto all'attenzione  del
  Governo,  ripeto, è assolutamente oggetto di monitoraggio, desidero
  rappresentarle  nel merito che siamo in corso  di  redazione  e  di
  definizione  del  piano regionale per i rifiuti e che,  quindi,  in
  questa  fase,  nessuna  nuova autorizzazione verrà  rilasciata.  E'
  chiaro  che  una volta sottoposto all'attenzione della  Commissione
  competente prima e poi dell'Aula il piano regionale per i  rifiuti,
  ci  confronteremo. Sono convinto che se le cose stanno come lei  le
  ha  rappresentate - non ho motivo di dubitarne -, però mi dia anche
  il  mio dovere-diritto di andarle a confrontare. Credo che sarà  un
  po'  complicato  immaginare che su una zona prevista  da  un  piano
  regolatore  generale  come verde agricolo sia  possibile,  appunto,
  realizzare ciò che lei ha detto.
   All'onorevole  De  Luca desidero ricordare che,  anche  grazie  al
  supporto  ed al contributo di questo Parlamento, in sede  di  legge
  finanziaria,  per la prima volta in Sicilia siamo riusciti  a  dare
  alla  Regione  quegli  strumenti che, finalmente,  potranno  essere
  sotto  il profilo della pianificazione ambientale e, intanto, utili
  ad  una reale tutela del territorio. Mi riferisco a tre azioni  che
  abbiamo inserito in quella finanziaria e che sono adesso oggetto di
  attuazione per un verso di utilizzazione, per un altro verso e cioè
  all'autorità  di  bacino  che è il vero  e  unico  oggetto  per  la
  pianificazione della tutela del territorio; mi riferisco a un piano
  delle   alluvioni  che,  per  la  prima  volta,  è  stato  prodotto
  dall'Assessorato  che  ho l'onore e l'onere di  guidare  in  questo
  momento  e,  poi, ai 6 milioni e mezzo che sono stati stanziati  in
  finanziaria per la pulizia degli alvei e dei fiumi.
   E' chiaro che questa misura deve essere reiterata. Ci sono già dei
  lavori  in  corso  sulle somme urgenze in 6 o 7  province  delle  9
  siciliane  per  evitare  che disastri come quello  che  è  accaduto
  qualche settimana fa a Catania, nel catanese, nel calatino  per  la
  verità per essere precisi, debba ripetersi.
   Per  quanto  riguarda  poi  la consequenzialità  che  riguarda  il
  rifacimento delle spiagge è stata per la prima volta utilizzata una
  formula  che è quella del contratto di costa. Evidentemente  questo
  va  legato  anche  alla rimodulazione della spesa comunitaria.  Non
  credo, conoscendo il Commissario per il dissesto idrogeologico, che
  si  sia  trattato di passarelle, certamente, non lo voglio credere.
  Ritengo,  invece, che sia utile - in questo senso  accolgo  il  suo
  appello - velocizzare l'azione decisoria del Governo e, quindi,  al
  più  presto, anche sotto questo profilo, ci faremo parte  diligente
  per dare risposte concrete ai territori che attendono.


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  6
  novembre 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER IL DISEGNO DI LEGGE:

       -   Modifica Legge Regionale n. 18 dell'11 agosto 2015  -  per
        interventi  urgenti  sull'emergenza suidi  e  daini  in  Area
        Parco  delle Madonie per l'incolumità pubblica e la sicurezza
        urbana  (n. 370)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  -  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 3 del
        2016,  in  merito  alle  norme  di  modifica  in  materia  di
        parcheggi di interscambio  (n. 294/A) (Seguito)

                Relatore: on. Lantieri

       2)  -   Norme per l'affidamento in 'Adozione' delle  aiuole  e
        spazi   verdi   da   parte  delle  amministrazioni   comunali
        siciliane  (n. 20/A) (Seguito)

                Relatore: on. Savarino

       3)  -   Riconoscimento  della  legittimità  dei  debiti  fuori
        bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera  a)  del
        decreto  legislativo  23 giugno 2011,  n.  118  e  successive
        modifiche ed integrazioni  (n. 336/A) (Seguito)

                Relatore: on. Savona

       4) -  Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
        cooperative di comunità nel territorio siciliano  (n.  113/A)
        (Seguito)

                Relatore: on. Foti

       5) -  Norme finalizzate alla realizzazione di parcheggi e alla
        decongestione dei centri urbani  (n. 119/A) (seguito)

                Relatore: on. Lo Curto

    IV -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       -  Norme in materia di Enti di area vasta  (n. 367/A)

    V -DISCUSSIONE DEL  BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
       PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017

                Relatore: on. Savona

                   La seduta è tolta alle ore 19.02

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio