Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 17.25
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del verbale della
seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Cateno De Luca dalla carica di deputato regionale
per motivi di incompatibilità
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno:
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Cateno De Luca dalla carica di deputato regionale
per motivi di incompatibilità .
Do lettura della nota pervenuta alla Presidenza da parte del
Presidente delegato ad hoc della Commissione per la Verifica dei
poteri:
«On. Presidente
ARS
- Gabinetto -
S E D E
Onorevole Presidente,
nella qualità di Presidente delegato ad hoc, comunico che - ai
fini dell'attribuzione del seggio resosi vacante a seguito
delle dimissioni, per incompatibilità, dalla carica di
deputato regionale dell'on.le Cateno De Luca - proclamato
eletto nel collegio circoscrizionale di Messina per la lista
avente la denominazione Musumeci Presidente Sicilia Vera
Libertas Rete democratica Unione di Centro (dimissioni di cui
l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 74 del 30 ottobre
2018) - la Commissione per la verifica dei poteri, ai sensi
del combinato disposto dell'art. 4, parte seconda, dello
Statuto della Regione e della sezione IV del Capo V del Titolo
II del Regolamento interno dell'Assemblea, nella riunione del
30 ottobre 2018 - in conformità a quanto comunicato dalla
Presidenza dell'Assemblea nella seduta n. 11 del 23 gennaio
2018 - dopo aver proceduto ai necessari accertamenti, ha
deliberato, all'unanimità, ai sensi dell'articolo 60 della
legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modifiche ed
integrazioni (legge elettorale siciliana), di attribuire il
seggio lasciato vacante dall'onorevole Cateno De Luca al
candidato Danilo Lo Giudice, che, primo dei non eletti della
medesima lista provinciale e nel medesimo collegio elettorale
in cui era stato eletto l'on. Cateno De Luca, segue
immediatamente - con voti 4.291 - l'unico dei proclamati
eletti, on. De Luca Cateno.
Tanto si comunica per gli adempimenti di competenza.
Il Presidente delegato
(On. Eleonora Lo
Curto)»
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la Verifica dei poteri.
Proclamo, quindi, eletto deputato dell'Assemblea regionale
siciliana il candidato Danilo Lo Giudice, salva la sussistenza di
motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non
conosciuti fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di 20 giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 e successive modificazioni ed integrazioni.
(L'on. Danilo Lo Giudice entra in Aula)
Poiché l'onorevole Danilo Lo Giudice è presente in Aula, lo invito
a prestare il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 6
delle Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana».
(L'on. Danilo Lo Giudice pronuncia a voce alta le parole: Lo
giuro )
Dichiaro immesso l'on. Lo Giudice nelle funzioni di deputato
all'Assemblea regionale siciliana.
(Applausi)
Seguito della discussione del disegno di legge
«Norme in materia di Enti di area vasta» (367/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Norme in materia di Enti di area vasta» (367/A), posto al numero
1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Richiesta di procedura d'urgenza del disegno di legge n. 370
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, ho formalizzato una richiesta che,
però, ovviamente, devo confermare in Aula. Se lei potesse inserire
all'ordine del giorno, per la trattazione d'urgenza, il disegno di
legge n. 370 riguardante la modifica della legge n. 18 del 2015
sull'emergenza suidi e daini. Se la poteva fare inserire per la
votazione sulla trattazione d'urgenza.
PRESIDENTE. Noi possiamo prendere atto della richiesta d'urgenza.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
La richiesta di procedura d'urgenza per il disegno di legge n. 370
sarà inserita all'ordine del giorno della prossima seduta.
MILAZZO. E poi, se mi permette, signor Presidente, le volevo
chiedere, visto la mole di emendamenti che sono stati presentati ai
disegno di legge all'ordine del giorno, portando nella serata più
avanti possibile il lavoro, se lei poteva dare ancora più tempo ai
Gruppi parlamentari la possibilità di analizzarli.
PRESIDENTE. Va bene, andiamo avanti e poi faremo in modo di
sentire l'Aula e di prendere eventualmente in considerazione la sua
proposta.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
367/A
PRESIDENTE. Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
al banco delle Commissioni.
Poiché il Presidente della Commissione e relatore, onorevole
Pellegrino, ha già svolto la relazione, dichiaro aperta la
discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale. Si passa all'esame dell'articolato.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 4 agosto 2015, n.
15
1. All'articolo 1 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni, al comma 1 le parole "liberi
Consorzi comunali di" sono sostituite dalle parole liberi Consorzi
comunali denominati Province regionali di"».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio non è un
intervento politico. Io chiedo ancora una volta al Governo, l'ho
detto in Commissione, noi rischiamo di rendere complicato ciò che
vogliamo semplificare. Il fatto che torniamo a definire i liberi
Consorzi Province regionali, vorrei ricordare che a seguito di
questa semplice modifica saranno tutti gli enti costretti a mutare
le proprie denominazioni, quindi con gli effetti giuridici,
notarili, le società partecipate, dico banalmente, persino lo
stemma di ogni singolo libero Consorzio dovrà modificare a seguito
della nuova dizione che la legge qui prevede.
Ora io lo dico, mi sembra veramente un atto di ideologia pura, in
un momento in cui da 7 anni non riusciamo a far partire l'ordinaria
attività. Io chiederei al Governo di farlo motu proprio, di
limitare la dizione liberi Consorzi così come oggi sono, senza
l'aggravamento di una procedura, ripeto, la cui modifica ha effetti
sia di natura finanziaria, perché dovranno farsi una serie di atti
conseguenti, sia di natura giuridica.
Quindi, se il Governo intende procedere in tal senso bene,
altrimenti io personalmente comunque, pur condividendo l'articolo
1, sono costretto a votare contro una cosa che mi sembra persino
banale votare contro.
Faccio ancora una volta un appello al Governo perché ne prenda
atto.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, sostanzialmente, dopo un approfondimento che è
stato fatto dal dipartimento, non risulta che ci siano state
modifiche o cambiamenti o stemmi da parte dei liberi Consorzi o
carte intestate diverse e quindi che ci siano problemi di natura
giuridica. È solo una questione di denominazione.
Onorevole Cracolici, l'articolo 15 prevedeva ed era fatto, la
legge 15 nasceva in un contesto diverso dove i liberi Consorzi
avevano una libertà, i Comuni, di riunirsi in liberi Consorzi non
sempre, poi nel corso della stesura della norma, quando poi vi sono
sorti i problemi, sono stati delimitati i Comuni che facevano parte
delle ex Province, delle Province e si è detto vabbè, allora i
liberi consorzi coincidono con i comuni che facevano parte delle
province . C'era quindi, non c'è un problema di andare, oggi, a
sovvertire o a creare problemi ai liberi consorzi.
Noi che cosa abbiamo fatto? Un ragionamento molto semplice:
l'articolo 15 dello Statuto dice L'ordinamento degli enti locali
si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi
comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e
finanziaria , noi diciamo, riportiamo, e poi viene tutto alla legge
n. 9 del 1986, diciamo che i comuni articolati ai sensi
dell'articolo 15 dello Statuto in comuni e liberi consorzi di
comuni denominati province regionali. È solo una dizione che non
cambia assolutamente nulla in tutte le parti del resto d'Italia si
chiamano province.
Quindi, da qui nasce, è proprio per dare l'esatta denominazione ai
liberi consorzi che erano denominati province, non ci sono stati
atti stipulati dai liberi consorzi che stravolgono o che vanno a
creare problemi.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, intervengo per un dubbio, vista anche
la presenza dell'assessore Armao.
Nella passata legislatura si era data la possibilità ai comuni,
ovviamente con una legge che poi è stata modificata, di poter
cambiare la collocazione dell'inizialmente Consorzio, adesso
Provincia, con il recepimento, poi, della legge Delrio si è fatta
varia confusione. Fatto sta che la città di Gela, così come altri
tre comuni, hanno fatto tutto un iter per modificare il Consorzio
di appartenenza, tra l'altro l'assessore Armao, se non ricordo
male, ha seguito un po' la vicenda di questi comitati.
Ora, volevo capire, il fatto che non si sia rispettata la volontà
popolare, questo può in qualche modo creare delle difficoltà dal
momento in cui il Presidente Musumeci indìce, poi, le elezioni di
secondo livello? Cioè nel senso che, può in qualche modo questo,
andare a vanificare il fatto che si vuole andare a votare - ho
visto qui che si vuole votare nel febbraio del 2019 - questo può
creare, poi, dei problemi dal momento in cui il Presidente Musumeci
indìce le elezioni non avendo rispettato la volontà popolare di
questi comuni che hanno seguito tutto un iter e poi, alla fine,
questo iter, per varie motivazioni, è stato non rispettato.
Ecco, volevo un parere su questa vicenda.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Mi perdoni Presidente, non sul tema, semplicemente come
da noi richiesto è stato messo all'ordine del giorno anche il
disegno di legge esitato dalla IV Commissione Norme finalizzate
alla realizzazione di parcheggi e alla decongestione dei centri
urbani , le volevo chiedere di assegnare un termine per gli
emendamenti così i colleghi potevano organizzarsi. Grazie.
GUCCIARDI. chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io ho
ascoltato con attenzione le ragioni esposte dall'Assessore per
quanto riguarda la dizione province regionali e mi permetto di
sottolineare che non è soltanto un problema lessicale, dopo 72 anni
dall'approvazione dello Statuto si tratta di applicare in pieno
l'articolo 15 dello Statuto medesimo che non costa soltanto del
secondo comma, Assessore, il primo comma recita testualmente che
Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne
derivano, sono soppressi nell'ambito della Regione siciliana , e
continua al secondo comma l'ordinamento degli enti locali si basa
nella Regione stessa sui comuni e sui liberi consorzi comunali ,
come conseguenza di ciò che nel primo comma c'è, cioè la
soppressione delle circoscrizioni provinciali, quindi come dire
voler ridurre il problema di cui all'articolo 1 del disegno di
legge in discussione ad un problema lessicale, mi sembra
assolutamente inaccettabile.
Se è un problema ideologico è qualcosa che noi contestiamo, se
problema ideologico non è dobbiamo dar seguito a quella che è
l'attuazione dello Statuto; e quindi noi riteniamo che il
Parlamento regionale debba pretendere che venga applicato dopo 72
anni lo Statuto della Regione siciliana esattamente così come è
descritto, e come è enucleato l'articolo 15 della stessa
Costituzione a partire dal primo comma.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 57
Votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 19
Contrari 25
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Elezione del Presidente del libero Consorzio comunale
1. L'articolo 6 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
"Art. 6 Elezione del Presidente del libero Consorzio comunale - 1.
L'elezione del Presidente del libero Consorzio comunale è indetta
con decreto del Presidente uscente, da emanarsi non oltre il
sessantesimo giorno antecedente quello della votazione. In sede di
prima applicazione della presente legge, l'elezione del Presidente
del libero Consorzio comunale è indetta dal Presidente della
Regione, su proposta dell'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica, con decreto da emanarsi non oltre il
quarantacinquesimo giorno antecedente quello della votazione.
2. La data dell'elezione, da svolgersi in una domenica compresa
tra il 15 aprile e il 30 giugno successiva alla data di indizione
dei comizi del turno ordinario annuale delle elezioni
amministrative, è fissata preventivamente con delibera del
Consiglio del libero Consorzio comunale. In sede di prima
applicazione della presente legge l'elezione si svolge in una
domenica compresa tra l'1 ed il 28 febbraio 2019.
3. Il decreto di indizione delle elezioni del Presidente del
libero Consorzio comunale è notificato alla Prefettura
territorialmente competente, al Presidente del Tribunale ove ha
sede il libero Consorzio comunale, al Dipartimento regionale delle
autonomie locali, ai segretari dei comuni che compongono il libero
Consorzio comunale ed è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana nonché, anche online, negli albi pretori del
libero Consorzio comunale e dei comuni che ne fanno parte entro il
quarantacinquesimo giorno antecedente quello della votazione.
4. Il Presidente del libero Consorzio comunale è eletto dai
sindaci e dai consiglieri comunali in carica dei comuni del libero
Consorzio comunale. Non sono elettori i sindaci ed i consiglieri
comunali sospesi di diritto dalla carica, ai sensi dell'articolo 11
del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.
5. Sono candidabili a Presidente del libero Consorzio comunale i
sindaci dei comuni appartenenti allo stesso libero Consorzio
comunale il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla data
di svolgimento delle elezioni. Non sono candidabili i sindaci
sospesi di diritto dalla carica, ai sensi dell'articolo 11 del
decreto legislativo n. 235/2012. In sede di prima applicazione
della presente legge sono candidabili a Presidente del libero
Consorzio comunale i sindaci il cui mandato scada non prima di
dodici mesi dalla data di svolgimento delle elezioni.
6. Il Presidente del libero Consorzio comunale è eletto con voto
diretto, libero e segreto. Risulta eletto il candidato che abbia
riportato il maggior numero di voti, calcolato con i criteri di
ponderazione di cui ai commi 32, 33 e 34 dell'articolo 1 della
legge 7 aprile 2014, n. 56. A parità di voti è proclamato eletto il
candidato più anziano di età. L'elezione avviene con le modalità di
cui all'articolo 18.».
Si passa all'emendamento 2.1, degli onorevoli Assenza ed Aricò.
ASSENZA. Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti 2.1 e
2.2.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono due
emendamenti il primo è evidentemente un emendamento che, tenendo
conto del dibattito che attualmente vi è al livello nazionale, per
cui pare esserci una resipiscenza dei due partiti attualmente al
Governo nazionale circa la opportunità di reintrodurre il voto
popolare per l'elezione della Presidente del libero consorzio della
provincia regionale, fissare le elezioni nel prossimo febbraio
credo che potrebbe poi costringerci a una sospensione in corso
d'opera qualora intervenisse questa modifica; per cui, a livello
prudenziale, chiediamo che vengano spostate le indicazioni del
periodo elettorale dal febbraio al giugno del prossimo anno.
Il secondo emendamento credo che sia un emendamento di assoluto
buon senso. La legge Delrio fa riferimento per quanto riguarda il
calcolo della popolazione residente ai dati legali, cioè si
riferisce ai dati dell'ultimo censimento. Siccome l'ultimo
censimento risale a circa dieci anni fa, noi abbiamo delle profonde
modifiche anagrafiche e demografiche per quanto riguarda diversi
comuni, per cui alcuni comuni che erano sotto le soglie, per
esempio, dei 30 mila, adesso le hanno superate o viceversa, e
quant'altro.
Credo che, quindi, il criterio indicato secondo il rilievo
determinato come risultante dalla popolazione annuale, della
popolazione residente, effettuata sempre dall'Istituto Nazionale di
Statistica, però con riferimento al 31 dicembre dell'anno
precedente a quello in cui si svolge l'elezione, credo che sia un
criterio che tenga conto della attualità della popolazione
residente nel singolo ente che sia maggiormente aderente alla
realtà di quanto non possa essere un criterio risalente ad una
rilevazione, sia pure attraverso il censimento, ma risalente a
dieci anni fa.
Chiedo che anche su questo l'Aula si pronunci favorevolmente.
PRESIDENTE. Presidente Pellegrino, in ordine all'emendamento 2.1,
qual è il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. La Commissione si rimette all'Aula. Il parere del
Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il parere del Governo è contrario, perché anche questo è stato un
oggetto di approfondimento. Noi, la sentenza della Corte
Costituzionale e la Delrio, e quindi la sentenza della Corte
Costituzionale ci chiede l'adeguamento alla Delrio, parla di
popolazione in base all'ultimo censimento, quindi popolazione
legale. Se noi dobbiamo fare riferimento alla popolazione...
PRESIDENTE. Assessore, mi scusi, stiamo parlando dell'emendamento
2.1, che trattasi lo spostamento delle elezioni.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Ah, non ci sono problemi. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 2.1 il Governo si rimette all'Aula.
Lo pongo in votazione.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 17
Contrari 24
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.2, a firma degli onorevoli Assenza e
Aricò. Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Avevo già espresso parere contrario per le ragioni che ho detto
poc'anzi.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo, pongo in
votazione l'emendamento 2.2.
Il presidente della Commissione ribadisce che si rimette all'Aula.
Il Governo è contrario.
MILAZZO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, io mi permetto di ricordare all'Aula
che questo non è un disegno di legge che presenta un singolo.
Signor Presidente, vorrei l'attenzione da parte del Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lasci lavorare.
MILAZZO. Onorevole Presidente Pellegrino, io vorrei ricordare a me
stesso, non stiamo trattando un disegno di legge che presenta un
singolo deputato. Stiamo scrivendo, bensì, le regole per l'elezione
di organismi che appartengono a tutti.
Direi, dopo questo voto, di fermarci, perché ne viene fuori un
altro strafalcione perché qua a colpi di maggioranza, opposizione,
maggioranza trasversale, stiamo facendo un pessimo lavoro. Lo dico
perché qua non ci si misura, non è il disegno di legge della
maggioranza o delle minoranze. Se ci fermiamo e mettiamo ordine
perché ne verrà un pastrocchio, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il Governo mi pare che è stato
abbastanza chiaro nel senso che questo emendamento si discosta
dalla Delrio, quindi è un fatto squisitamente tecnico. Stiamo
parlando dell'emendamento 2.2.
CRACOLICI. Ma non l'avevamo approvato?
PRESIDENTE. No, quale approvato Onorevole Cracolici, dov'è stato
lei
Allora, su questo emendamento che è un fatto tecnico e che come è
impostato il disegno di legge ricalca la Delrio, quindi, onorevole
Assenza la invito a ritirare questo emendamento per un fatto
tecnico. Se lei è d'accordo al ritiro.
ASSENZA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa alla votazione dell'articolo 2.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei anche un
attimo di attenzione da parte del Governo su questa questione.
Presidente Di Mauro mi ascolti un secondo perché è un passaggio
delicato su cui, per essere chiari, dobbiamo essere d'accordo
tutti.
Siamo in un momento nel quale c'era un emendamento che spostava i
termini di elezione che è stato bocciato dall'Aula. C'è, però, un
problema ed io raccolgo l'appello di Milazzo, dov'è Milazzo.
Attenzione a non fare una legge che ci ricomplichiamo la vita.
Credo che, se siamo d'accordo tutti, ho parlato anche con il
colleghi del Movimento Cinque Stelle, potremmo togliere dal testo
la frase In sede di prima applicazione cioè lasciamo dal 15
aprile al 30 giugno con il Governo che, con decreto fisserà in una
giornata in questo range in maniera tale che non facciamo una sede
di prima applicazione ma lasciamo al decreto del Governo la data,
diciamo ragionevole, nella quale si possa votare, tenuto conto che
febbraio significa che a Natale si devono incominciare ad elaborare
adempimenti amministrativi, quindi, la Commissione, signor
Presidente, se condivide il senso, si tratta di togliere al secondo
comma l'ultimo capoverso In sede di prima applicazione della
presente legge fino a 2019 e rimane quel range fissato nel primo
rigo. Non so se sono stato chiaro, signor Presidente.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Governo esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Ed allora, l'emendamento lo può presentare
direttamente il Governo.
Il Governo presenta l'emendamento soppressivo dell'ultimo
capoverso. Lo presentate e lo passate all'attenzione dell'Aula,
soppressivo.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, in luogo del secondo punto In sede di prima
applicazione che venga, invece, indicato sentita la I
Commissione e la data delle elezioni. Si chiede un sospensione.
PRESIDENTE. Ci sono delle regole, se noi togliamo l'ultimo
capoverso, il compito ritorna al Governo ed il Governo stabilisce
una data tra il 15 aprile e giugno. Cosa c'entra la I Commissione,
Presidente? Non c'entra la I Commissione. E' un emendamento
inammissibile, mi consenta.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Va bene.
PRESIDENTE. Presentate, come Commissione, questo emendamento.
Onorevole Milazzo, la prego, presenti l'emendamento soppressivo,
lei è componente della I Commissione. Presentatelo
Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 18.31)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Invito i componenti la I
Commissione a prendere posto al banco delle Commissioni.
Eravamo sul punto di avere concluso gli emendamenti all'articolo
2. L'emendamento 2.1 è stato bocciato ed il 2.2 è stato ritirato.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, c'è una riscrittura del comma 2, dell'articolo 2, che è
sostituito così - leggo testualmente -: la data dell'elezione da
svolgersi in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 30 giugno
successiva alla data di indizione dei comizi del turno ordinario
annuale delle elezioni amministrative, è fissata preventivamente e
con delibera del Consiglio del libero consorzio comunale. In sede
di prima applicazione della presente legge la data dell'elezione
compresa tra il 15 aprile ed il 30 giugno è fissata dal Presidente
della Regione con il decreto di cui al comma 1 , perché al comma 1
è già previsto che in prima applicazione
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, così come emendato
dall'emendamento 2.10.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che questo è un articolo
fondamentale, la bocciatura di questo articolo fa cadere la legge,
sono stato chiaro.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indìco
la votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 60
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 27
Contrari 21
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Cessazione del Presidente del libero Consorzio comunale
1. L'articolo 7, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015, n.
15 e successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal
seguente:
1. Nel caso in cui il Presidente del libero Consorzio comunale si
sia dimesso ovvero sia cessato per qualsiasi causa dalla carica di
sindaco nel comune di appartenenza, si procede, entro sessanta
giorni dalle dimissioni o dalla cessazione, all'elezione del nuovo
Presidente del libero Consorzio comunale .».
Non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Elezione del Consiglio del libero Consorzio comunale
1. All'articolo 7-bis della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni i commi 5 e 6 sono sostituiti
dai seguenti:
5. Il Consiglio del libero Consorzio comunale è composto dal
Presidente del libero Consorzio comunale e da:
a) dieci componenti, nei liberi Consorzi con popolazione residente
fino a 300.000 abitanti;
b) dodici componenti, nei liberi Consorzi con popolazione
residente superiore a 300.000 ed inferiore a 700.000 abitanti;
c) sedici componenti, nei liberi Consorzi con popolazione
residente pari o superiore a 700.000 abitanti.
6. Il Consiglio del libero Consorzio comunale è eletto dai sindaci
e dai consiglieri comunali in carica dei comuni appartenenti al
libero Consorzio comunale. Sono eleggibili i sindaci ed i
consiglieri comunali in carica. Non sono candidabili i sindaci e i
consiglieri comunali sospesi di diritto dalla carica, ai sensi
dell'articolo 11 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.
L'elezione avviene con le modalità di cui all'articolo 18.
7. Non sono elettori i sindaci ed i consiglieri comunali sospesi
di diritto dalla carica, ai sensi dell'articolo 11 del decreto
legislativo n. 235/2012.
8. L'elezione del Consiglio del libero Consorzio comunale è
indetta con decreto del Presidente del libero Consorzio comunale,
da emanarsi non oltre il sessantesimo giorno antecedente quello
della votazione. Si applicano i commi 1, 2 e 3 dell'articolo 6 .».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Articolo 5
«Sindaco metropolitano
1. L'articolo 13 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Art. 13 Sindaco metropolitano - 1. Il Sindaco metropolitano è di
diritto il sindaco del comune capoluogo.
2. Trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 22
dell'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56. .
2. L'articolo 14 della legge regionale n. 15/2015 e successive
modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Art. 14 Cessazione dalla carica di Sindaco metropolitano - 1.
Qualora il Sindaco metropolitano cessi dalla carica per cessazione
dalla carica di sindaco del comune capoluogo della Città
metropolitana, il vicesindaco rimane in carica fino
all'insediamento del nuovo sindaco metropolitano. .».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Elezione del Consiglio metropolitano
1. All'articolo 14 - bis della legge regionale 4 agosto 2015, n.
15 e successive modifiche ed integrazioni i commi 5, 6, 7, 8 e 9
sono sostituiti dai seguenti:
5. Il Consiglio metropolitano è composto dal Sindaco
metropolitano e da:
a) quattordici componenti, nelle Città metropolitane con
popolazione residente fino a 800.000 abitanti:
b) diciotto componenti, nelle Città metropolitane con popolazione
residente superiore a 800.000 abitanti.
6. Il Consiglio metropolitano è eletto dai sindaci e dai
consiglieri comunali in carica dei comuni appartenenti alla Città
metropolitana. Sono eleggibili i sindaci ed i consiglieri comunali
in carica. L'elezione si svolge con le modalità di cui all'articolo
18.
7. Non sono elettori i sindaci ed i consiglieri sospesi di diritto
dalla carica, ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo 31
dicembre 2012, n. 235.
8. L'elezione del Consiglio metropolitano è indetta con decreto
del Sindaco metropolitano, da emanarsi non oltre il sessantesimo
giorno antecedente quello della votazione. L'elezione si svolge di
norma in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 30 giugno
successiva alla data di indizione dei comizi del turno ordinario
annuale di elezioni amministrative. In sede di prima applicazione
della presente legge l'elezione si svolge in una domenica compresa
tra l'1 ed il 28 febbraio 2019.
9. Il decreto di indizione delle elezioni del Consiglio
metropolitano è notificato alla Prefettura territorialmente
competente, al Presidente del Tribunale ove ha sede la Città
metropolitana, al Dipartimento regionale delle autonomie locali, ai
segretari dei comuni che compongono la Città metropolitana ed è
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana nonché,
anche online, negli albi pretori della Città metropolitana e dei
comuni che ne fanno parte entro il quarantacinquesimo giorno
antecedente quello della votazione. .».
CRACOLICI. Bisogna sempre coordinare la data delle elezioni.
PRESIDENTE. Certo, c'è l'emendamento apposito già presentato dal
collega Aricò. Il collega Aricò aveva presentato l'emendamento
credo all'articolo 8, in cui spostava la data al 31 luglio.
Si passa all'emendamento 6.4, della Commissione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, l'emendamento che lei citava
dell'onorevole Aricò recita in sede di prima applicazione della
presente legge, l'elezione si svolge in una domenica compresa tra
l'1 ed il 28 febbraio 2019 , sono sostituiti dalle parole in sede
di prima applicazione della presente legge, l'elezione si svolge in
una domenica compresa tra l'1 ed il 30 giugno . Io credo che noi
dobbiamo coordinare il comma 8 dell'articolo 6, con il comma 2
dell'articolo 2. Devono camminare insieme, non possono avere date
diverse.
PRESIDENTE. Lo correggiamo: 31 luglio.
Il parere del Governo sull'emendamento 6.4?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.1, a firma degli onorevoli Assenza e
Aricò.
Questo è precluso a causa del cambio del comma 2.
Sospendo la seduta per cinque minuti perché dobbiamo correggere la
data delle votazioni: 15 aprile - 30 giugno.
(La seduta, sospesa alle ore 18.38, è ripresa alle ore 18.44)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Presidente Pellegrino, vuole illustrare l'emendamento
6.5 di riscrittura?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il comma 8 dell'articolo 6 è così
sostituito: L'elezione del Consiglio metropolitano, è indetta con
decreto del sindaco metropolitano, da emanarsi non oltre il
sessantesimo . Per adeguarlo alla norma precedente, all'articolo
precedente l'elezione si svolge in una domenica compresa tra il 15
aprile ed il 30 giugno 2019.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Disciplina delle operazioni elettorali per l'elezione
degli organi dei liberi Consorzi comunali e delle Città
metropolitane
1. L'articolo 18 della legge regionale 4 agosto 2015. n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Art. 18 Disciplina delle operazioni elettorali per l'elezione
degli organi del libero Consorzio comunale e della Città
metropolitana - 1. Per l'elezione del Presidente del libero
Consorzio comunale nonché del Consiglio del libero Consorzio
comunale e del Consiglio metropolitano, entro cinque giorni dalla
pubblicazione del decreto di indizione delle elezioni, l'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, con
decreto istituisce l'ufficio elettorale composto da tre iscritti
all'Albo nazionale dei segretari comunali e provinciali di cui
all'articolo 98 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, di
cui uno con funzioni di presidente. Un dirigente, con competenze
amministrative, di uno dei comuni appartenente all'ente di area
vasta è designato, con il medesimo decreto, ad esercitare le
funzioni di segretario. L'ufficio elettorale si insedia presso la
sede dell'ente di area vasta.
2. Sulla base delle comunicazioni trasmesse dai comuni
appartenenti all'ente di area vasta, sottoscritte congiuntamente
dal sindaco e dal segretario, entro il trentesimo giorno
antecedente la votazione, l'ufficio elettorale forma l'elenco degli
elettori e ne dispone la pubblicazione, anche online, negli albi
pretori dello stesso ente di area vasta e dei comuni che ne fanno
parte. Eventuali variazioni dell'elenco degli elettori, da
pubblicare con le stesse modalità, possono essere disposte
dall'ufficio elettorale entro il secondo giorno antecedente quello
della votazione.
3. Le candidature per l'elezione del Presidente del libero
Consorzio comunale, sotto-scritte da almeno il 15 per cento degli
aventi diritto al voto, sono presentate dalle ore 8,00 del
ventunesimo giorno alle ore 12,00 del ventesimo giorno antecedente
quello della vota-zione, anche se festivo, presso l'ufficio
elettorale.
4. Entro il diciottesimo giorno antecedente quello della
votazione, l'ufficio elettorale assegna, mediante sorteggio, un
numero progressivo a ciascun candidato alla carica di Presidente
del libero Consorzio comunale. Tale numero rappresenta l'ordine con
il quale i no-minativi dei candidati a Presidente del libero
Consorzio comunale sono scritti nelle schede di votazione.
5. L'elezione del Consiglio del libero Consorzio comunale e del
Consiglio metropoli-tano avviene sulla base di liste, composte da
un numero di candidati non superiore al nu-mero dei consiglieri da
eleggere e non inferiore alla metà degli stessi, sottoscritte da
almeno il 5 per cento degli aventi diritto al voto. Le liste sono
presentate presso l'ufficio elettorale dalle ore 8,00 del
ventunesimo giorno alle ore 12,00 del ventesimo giorno antecedente
la votazione.
6. Nelle liste nessuno dei due sessi può essere rappresentato in
misura superiore al 60 per cento del numero dei candidati, con
arrotondamento all'unità superiore qualora il nu-mero dei candidati
del sesso meno rappresentato contenga una cifra decimale inferiore
a cinquanta centesimi. In caso contrario, l'ufficio elettorale
riduce la lista, cancellando i no-mi dei candidati appartenenti al
sesso più rappresentato, procedendo dall'ultimo della li-sta, in
modo da assicurare il rispetto delle disposizioni di cui al primo
periodo. La lista che, all'esito della cancellazione delle
candidature eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore a
quello minimo prescritto dal comma 5 è inammissibile.
7. Il Consiglio del libero Consorzio comunale ed il Consiglio
metropolitano sono eletti con voto diretto, libero e segreto,
attribuito a liste di candidati concorrenti, in un unico collegio
elettorale corrispondente al territorio del libero Consorzio
comunale o della Città metropolitana. Ciascun elettore esprime un
voto che viene ponderato sulla base di un indi-ce determinato in
relazione alla popolazione complessiva della fascia demografica del
comune di cui è sindaco o consigliere, determinata ai sensi
dell'articolo 1, commi 33 e 34, della legge 7 aprile 2014, n. 56 e
successive modifiche ed integrazioni. Ciascun elettore può
esprimere, inoltre, nell'apposita riga della scheda, un voto di
preferenza per un candidato alla carica di consigliere compreso
nella lista, scrivendo il cognome o, in caso di omonimia, il nome e
il cognome, il cui valore è ponderato ai sensi dell'articolo 1,
comma 34, della legge n. 56/2014 e successive modifiche ed
integrazioni. La cifra elettorale di ciascuna lista è costituita
dalla somma dei voti ponderati validi riportati da ciascuna di
esse. Per l'assegnazione del numero dei consiglieri a ciascuna
lista si divide la cifra elettorale di ciascuna lista
successivamente per 1, 2, 3, 4... fino a concorrenza del numero dei
consiglieri da eleggere, quindi si scelgono, tra i quozienti così
ottenuti, quelli più alti, in numero uguale a quello dei
consiglieri da eleggere, disponendoli in una graduatoria
decrescente. Ciascuna lista consegue tanti rappresentanti eletti
quanti sono i quozienti ad essa appartenenti compresi nella
graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere e decimali,
il posto è attribuito alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra
elettorale e, a parità di quest'ultima, per sorteggio.
8. In via transitoria, per i comuni nei quali si è proceduto al
rinnovo degli organi con riduzione del numero dei consiglieri in
applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma l,
della legge regionale 26 giugno 2015, n. 11, l'indice di
ponderazione, ai fini dell'elezione del Presidente e del Consiglio
del libero Consorzio comunale nonché dell'e-lezione del Consiglio
metropolitano, è incrementato, utilizzando un coefficiente
correttivo stabilito con decreto dell'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica, in misura tale da
garantire parità di trattamento tra i comuni appartenenti alla
medesima fascia demografica all'interno dell'ente di area vasta di
appartenenza in relazione al valore del voto ponderato.
9. La stampa delle schede di votazione è effettuata a cura
dell'ente di area vasta dal diciassettesimo al secondo giorno
antecedente quello della votazione. Le schede sono predisposte con
le modalità previste dal comma 31 dell'articolo 1 della legge n.
56/2014 e successive modifiche ed integrazioni.
10. Per le operazioni di voto è costituito presso l'ufficio
elettorale un unico seggio elettorale, composto da un presidente,
da quattro scrutatori scelti tra gli elettori dall'ufficio
elettorale mediante sorteggio da effettuarsi entro il decimo giorno
antecedente quello della votazione e da un segretario scelto dal
presidente del seggio elettorale tra gli stessi elettori. In caso
di rinuncia o impedimento del presidente e degli scrutatori
l'ufficio elettorale provvede alla sostituzione. In caso di
rinuncia o impedimento del segretario, il presi-dente provvede alla
sostituzione.
11. Il seggio elettorale si insedia alle ore 6,00 del giorno della
votazione per le opera-zioni preliminari di competenza. Le
operazioni di voto si svolgono dalle ore 8,00 alle ore 22,00.
12. Ultimate le operazioni di voto e dichiarata chiusa la
votazione, il presidente del seggio elettorale:
a) procede alla sigillatura dell'urna contenente le schede votate;
b) forma un plico sigillato contenente le schede autenticate e non
utilizzate;
c) forma un ulteriore plico sigillato contenente le eventuali
schede non autenticate e quelle deteriorate;
d) richiude in un apposito plico tutte le carte, gli atti ed i
documenti riguardanti la votazione nonché il bollo del seggio e le
matite utilizzate per l'espressione del voto;
e) procede alla chiusura della sala ed alla sua custodia.
13. L'urna, i plichi ed i mezzi precauzionali apposti agli accessi
della sala devono esse-re firmati sui lembi di chiusura dal
presidente del seggio, dal segretario e da due scrutatori.
14. Lo scrutinio ha inizio alle ore 8,00 del giorno successivo a
quello della votazione e continua fino alla sua conclusione.
Ultimate le operazioni di scrutinio, il seggio elettorale trasmette
il relativo esito all'ufficio elettorale per la verifica dei dati e
la proclamazione degli eletti.
15. Per le elezioni del Consiglio del libero Consorzio comunale e
del Consiglio metropolitano, l'ufficio elettorale, terminate le
operazioni di scrutinio:
a) determina la cifra elettorale ponderata di ciascuna lista;
b) determina la cifra individuale ponderata dei singoli candidati
sulla base dei voti di preferenza ponderati;
c) procede al riparto dei seggi tra le liste ed alle relative
proclamazioni.
16. I seggi che rimangono vacanti per qualunque causa, ivi
compresa la cessazione dalla carica di sindaco o di consigliere di
un comune del libero Consorzio comunale o del-la Città
metropolitana sono attribuiti ai candidati che, nella medesima
lista, hanno ottenuto la maggiore cifra individuale ponderata. Non
si considera cessato dalla carica il componente del Consiglio del
libero Consorzio comunale o del Consiglio metropolitano che sia
stato eletto o rieletto sindaco o consigliere in un comune del
libero Consorzio comunale o della Città metropolitana.
17. Tutti i termini che regolano il procedimento elettorale degli
organi degli enti di area vasta sono perentori.
18. Nei casi di omessa indizione delle elezioni, provvede in via
sostitutiva l'Assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica, a mezzo di commissario straordinario nominato ai
sensi della normativa vigente. .».
Comunico che all'articolo 7 è stato presentato l'emendamento 7.1,
che è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Durata delle cariche
1. L'articolo 19, comma 1, della legge regionale 4 agosto 2015, n.
15 e successive modifiche ed integrazioni è sostituito dai
seguenti:
1. Il Presidente del libero Consorzio comunale, il Consiglio del
libero Consorzio comunale ed il Consiglio metropolitano durano in
carica cinque anni. In caso di rinnovo del consiglio del comune
capoluogo della Città metropolitana, si procede a nuove elezioni
del Consiglio metropolitano entro sessanta giorni dalla
proclamazione del sindaco del comune capoluogo. La cessazione, per
qualsiasi causa, dalla carica di sindaco o di consigliere comunale
comporta la decadenza dalla carica di componente del Consiglio del
libero Consorzio comunale o del Consiglio metropolitano.
2. I componenti degli organi dei liberi Consorzi comunali e delle
Città metropolitane decadono dalla carica in caso di sospensione di
diritto dalla carica ricoperta nel comune di appartenenza, ai sensi
dell'articolo 11 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n.
235. .».>
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Gratuità delle cariche
1. L'articolo 20 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni è sostituito dal seguente:
Art. 20 Gratuità delle cariche - 1. Gli incarichi di Presidente
del libero Consorzio comunale, Sindaco metropolitano, componente
del Consiglio del libero Consorzio comunale e componente del
Consiglio metropolitano sono tutti esercitati a titolo gratuito. Re-
stano a carico dei rispettivi enti di area vasta gli oneri connessi
con le attività in materia di status degli amministratori, relativi
ai permessi retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali ed
assicurativi previsti dalla normativa vigente. .».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Proroga della gestione commissariale
1. All'articolo 51 della legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni le parole 31 dicembre 2018
sono sostituite dalle parole 31 marzo 2019. .».
Comunico che all'articolo 10 è stato presentato l'emendamento
10.1, a firma degli onorevoli Assenza ed Aricò che è in indirizzo
rispetto alle modifiche che abbiamo approvato a proposito dei
termini di indizione delle elezioni. Significa che il termine di
scadenza dei commissari è traslato al 31 luglio 2019, che mi pare
un termine tecnico di assoluto buonsenso. Il parere della
Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11
Abrogazione di legge
1. La legge regionale 11 agosto 2017, n. 17 è abrogata».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Prima di passare alla votazione finale del disegno di legge
dobbiamo fare una verifica con il 117.
Sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 18.46, è ripresa alle ore 18.47)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli Uffici mi dicono che vogliono
fare un approfondimento sull'incandidabilità, quindi, proporrei
all'Aula di rinviare la votazione finale del disegno di legge alla
seduta che terremo martedì prossimo alle ore 16.00. Martedì
prossimo, se siete d'accordo, continueremo con i lavori che sono
inseriti all'ordine del giorno di oggi.
Indirizzo di saluto all'Aula da parte dell'onorevole Lo Giudice
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
desideravo intervenire più che altro per dire poche parole,
semplicemente un intervento di saluto. Per voi, ovviamente, è una
giornata normale, per me è una giornata particolare, forse la più
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, aspetti un attimo che entrano i
suoi familiari, mi sembra una cosa graziosa, e il suo sponsor,
onorevole De Luca, che presto non vedremo più in Aula e già questo
è un fatto estremamente positivo per i lavori complessivi del
Parlamento
LO GIUDICE. Signor Presidente, non ne sarei così sicuro, lei
conosce bene l'onorevole De Luca e sa che è capace di tutto ed
anche di più.
Come dicevo, per voi è una giornata normale, per me è una giornata
sicuramente particolare perché dopo la nascita di mio figlio, credo
che sia, forse, la giornata più importante della mia vita.
Desideravo ringraziare, ovviamente, tutti i concittadini che mi
hanno sostenuto e che mi hanno dato la possibilità e l'onore di
essere presente all'interno di quello che è il Parlamento più
antico d'Europa.
Per me è un onore, cercherò ovviamente di svolgere questo ruolo
con l'impegno e la dedizione che ho sempre avuto in tutti i ruoli
di Governo che, in questi dodici anni, a discapito della mia
giovane età, mi hanno dato la possibilità di svolgere.
Permettetemi ovviamente di ringraziare la mia famiglia che è qui
presente, anche i tanti concittadini che, oggi, mi onorano qui con
la loro presenza, ma soprattutto permettetemi di ringraziare
l'onorevole De Luca che ha accesso in me la passione per la
politica - De Luca Cateno, ovviamente, non me ne voglio il collega
Antonio - io non avevo questo grande interesse come tanti altri
giovani ma, mi sono reso conto che, purtroppo, la politica o la fai
o ritrovi altri a farla al posto tuo e, quindi, questo sicuramente
può essere importante.
L'onorevole De Luca, dicevo, ha acceso in me questa passione. E'
chiaro che raccolgo un'eredità importante perché voi conoscete
meglio di me quelle che sono state le battaglie, le iniziative che
lui ha sempre portato in Aula e cercherò di fare del mio meglio,
ovviamente, per essere all'altezza del ruolo. Ringrazio,
ovviamente, anche i colleghi deputati che ho avuto modo di
conoscere e che sicuramente avrò modo di conoscere anche nelle
prossime sedute.
Credo di non dover aggiungere altro. In bocca al lupo a tutti ma,
soprattutto, in bocca al lupo alla nostra Sicilia che ha tanto
bisogno, veramente, di risposte concrete.
Ho avuto, sono sincero, una brutta sensazione entrando qui, in
queste poche ore, lo dico con il cuore in mano, la stessa
sensazione l'ho provata in un'occasione in cui mi trovai in
Tribunale per un'udienza dell'onorevole De Luca in cui il tempo
passava e non si capiva perché passava e soprattutto cosa stessimo
aspettando
Mi auguro, ovviamente, che riusciremo tutti insieme ad essere
quanto più concreti possibili perché la Sicilia merita delle
risposte importanti ed avere una classe dirigente, anche tra questi
banchi giovani, credo che possa essere un valore aggiunto.
(Applausi)
Discussione del disegno di legge «Norme finalizzate alla
realizzazione di parcheggi e alla decongestione dei centri urbani
(n. 119/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge posto al numero 6) del II
punto dell'ordine del giorno: Norme finalizzate alla realizzazione
di parcheggi e alla decongestione dei centri urbani (119/A).
Lo incardiniamo e diamo i tempi per presentare gli emendamenti
fino a venerdì alle ore 12.00.
Credo che non ci siano obiezioni, siamo tutti d'accordo sul rinvio
della discussione a martedì prossimo.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
DI PAOLA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo in merito ad un'ulteriore discarica che si sta
realizzando nel comune di Serradifalco, una discarica per rifiuti
non pericolosi e la ditta di Caltanissetta, TMB srl.com con sede
legale a Melilli ha depositato presso l'Assessorato per l'Energia e
i Servizi di pubblica utilità una richiesta di Aia relativa ad un
impianto di trattamento meccanico biologico con annessa discarica
per rifiuti non pericolosi da realizzare in contrada Martino
Rabione nel territorio del comune di Serradifalco.
Ora, considerando che nel vigente Prg del comune di Serradifalco
la stessa sia classificata come zona agricola ed all'interno c'è
una fascia di rispetto di aree boscate, mi chiedo e chiedo al
Governo se non è il caso di evitare di realizzare la discarica lì a
Serradifalco, perché il Prg dice che è una zona agricola, tra
l'altro mi dicono che pure lì c'è il fiume Platani che, comunque,
attraversa quella zona, realizzare una discarica lì, in quel
territorio, rischia di compromettere le falde e le acque di quel
territorio.
Il punto è sempre lì. Chiedo al Governo, ovviamente, qual è
l'intenzione da qui ai prossimi anni per risolvere la problematica
rifiuti. Se questo Governo ha una idea discarico centrica e,
quindi, si vogliono realizzare discariche in giro per la Sicilia,
oppure si ha un'altra soluzione al problema, però, ripeto, il Prg
di quel comune individua quella zona come zona agricola, quindi,
chiedo al Governo se non è il caso di intervenire tempestivamente
per evitare di modificare le zone agricole previste dal Prg e le
facciamo diventare discariche. Dico, non è una bella immagine che
diamo per la nostra Sicilia.
DE LUCA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, il mio intervento oggi ha funzione anche di richiesta,
di risposte e di intervento immediato, perché da circa 10 anni la
zona sud della città di Messina è assolutamente devastata a causa
di diversi interventi dell'uomo e, in buona parte, anche pubblici,
da eventi disastrosi che hanno visto il mare distruggere la
spiaggia e, in questo momento, sta distruggendo anche la strada
statale e le case.
In questo momento, a Messina, i cittadini sono in rivolta, non
abbiamo ancora finito di sistemare i danni del 2014 e si sono viste
solo passerelle di diversi ex deputati, vedi quante volte sono
venuti l'ex assessore Croce, l'ex collega Giuseppe Picciolo,
dirigenti di questo Assessorato, sono venuti a Galati, a Santa
Margherita, decine di volte, avete fatto un manicomio di riunioni e
ancora un problema non è stato risolto e le persone a Messina, in
questo momento, ci stanno perdendo la casa.
Allora, Assessore, vorrei capire: 1) a che punto siamo con i
finanziamenti; 2) quando questo Assessorato, caro Cordaro, quello
da lei guidato si deciderà a fare le pulizie dei torrenti e anziché
accumulare i detriti sui lati del torrente scenderli a mare così
facciamo un po' di ripascimento, a costituire dei pennelli,
dopodiché a programmare seriamente il ripascimento di queste
spiagge e, in secondo luogo, vorrei chiederle gentilmente se domani
pomeriggio può venire a Messina perché non possiamo aspettare una
settimana, perché fra una settimana Galati, se continua così ,non
c'è più e quel punto ci risparmiamo i soldi perché abbiamo tolto la
zona, quindi, domani dopodomani, però non è che possiamo aspettare
un altro mese perché fra un mese la zona sud di Messina non ci sarà
più.
Allora, gentilmente, c'è bisogno di un intervento serio e
immediato con i caratteri dell'urgenza e dell'emergenza per porre
in essere azioni a tutela del litorale, ma non fra sei mesi o dopo
la prossima estate, perché si sta distruggendo tutto ed i
cittadini, in questo momento, sono nel vero senso della parola in
mezzo alla strada a protestare, quindi, non è un atto di accusa ma
è una richiesta di intervento immediato, Assessore.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, è chiaro che quanto esposto dai colleghi Pasqua e De
Luca è oggetto di assoluta attenzione
DI PAOLA. Mi chiamo Di Paola.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Di Paola e De
Luca. Onorevole Di Paola, resta di assoluta attenzione anche se non
è Pasqua. A poco a poco vi prometto che imparerò tutti, prima i
cognomi ed anche i nomi, però siamo già quasi a buon punto.
Onorevole Di Paola, quanto lei ha sottoposto all'attenzione del
Governo, ripeto, è assolutamente oggetto di monitoraggio, desidero
rappresentarle nel merito che siamo in corso di redazione e di
definizione del piano regionale per i rifiuti e che, quindi, in
questa fase, nessuna nuova autorizzazione verrà rilasciata. E'
chiaro che una volta sottoposto all'attenzione della Commissione
competente prima e poi dell'Aula il piano regionale per i rifiuti,
ci confronteremo. Sono convinto che se le cose stanno come lei le
ha rappresentate - non ho motivo di dubitarne -, però mi dia anche
il mio dovere-diritto di andarle a confrontare. Credo che sarà un
po' complicato immaginare che su una zona prevista da un piano
regolatore generale come verde agricolo sia possibile, appunto,
realizzare ciò che lei ha detto.
All'onorevole De Luca desidero ricordare che, anche grazie al
supporto ed al contributo di questo Parlamento, in sede di legge
finanziaria, per la prima volta in Sicilia siamo riusciti a dare
alla Regione quegli strumenti che, finalmente, potranno essere
sotto il profilo della pianificazione ambientale e, intanto, utili
ad una reale tutela del territorio. Mi riferisco a tre azioni che
abbiamo inserito in quella finanziaria e che sono adesso oggetto di
attuazione per un verso di utilizzazione, per un altro verso e cioè
all'autorità di bacino che è il vero e unico oggetto per la
pianificazione della tutela del territorio; mi riferisco a un piano
delle alluvioni che, per la prima volta, è stato prodotto
dall'Assessorato che ho l'onore e l'onere di guidare in questo
momento e, poi, ai 6 milioni e mezzo che sono stati stanziati in
finanziaria per la pulizia degli alvei e dei fiumi.
E' chiaro che questa misura deve essere reiterata. Ci sono già dei
lavori in corso sulle somme urgenze in 6 o 7 province delle 9
siciliane per evitare che disastri come quello che è accaduto
qualche settimana fa a Catania, nel catanese, nel calatino per la
verità per essere precisi, debba ripetersi.
Per quanto riguarda poi la consequenzialità che riguarda il
rifacimento delle spiagge è stata per la prima volta utilizzata una
formula che è quella del contratto di costa. Evidentemente questo
va legato anche alla rimodulazione della spesa comunitaria. Non
credo, conoscendo il Commissario per il dissesto idrogeologico, che
si sia trattato di passarelle, certamente, non lo voglio credere.
Ritengo, invece, che sia utile - in questo senso accolgo il suo
appello - velocizzare l'azione decisoria del Governo e, quindi, al
più presto, anche sotto questo profilo, ci faremo parte diligente
per dare risposte concrete ai territori che attendono.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 6
novembre 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER IL DISEGNO DI LEGGE:
- Modifica Legge Regionale n. 18 dell'11 agosto 2015 - per
interventi urgenti sull'emergenza suidi e daini in Area
Parco delle Madonie per l'incolumità pubblica e la sicurezza
urbana (n. 370)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 3 del
2016, in merito alle norme di modifica in materia di
parcheggi di interscambio (n. 294/A) (Seguito)
Relatore: on. Lantieri
2) - Norme per l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e
spazi verdi da parte delle amministrazioni comunali
siciliane (n. 20/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
3) - Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni (n. 336/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
4) - Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
cooperative di comunità nel territorio siciliano (n. 113/A)
(Seguito)
Relatore: on. Foti
5) - Norme finalizzate alla realizzazione di parcheggi e alla
decongestione dei centri urbani (n. 119/A) (seguito)
Relatore: on. Lo Curto
IV -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme in materia di Enti di area vasta (n. 367/A)
V -DISCUSSIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017
Relatore: on. Savona
La seduta è tolta alle ore 19.02
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio