Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.05
Il Presidente avverte che i verbali delle sedute n. 74 e n. 75 del
30 ottobre 2018 sono posti a disposizione degli onorevoli deputati
che vorranno consultarli e saranno considerati approvati in assenza
di osservazioni in contrario al termine della presente seduta.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Gucciardi, Cafeo, Tamajo.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Danilo Lo Giudice, insediato
nella carica di deputato regionale nella seduta d'Assemblea n. 75
del 30 ottobre 2018, ai sensi dell'art. 23, commi 1 e 4 Reg. int.
Ars, è da considerarsi iscritto di diritto al Gruppo parlamentare
Misto a far data dal 5 novembre 2018, iscrizione confermata dallo
stesso parlamentare con nota del 6 novembre 2018, assunta in pari
data al bollo d'ingresso della Segreteria generale e protocollata
al n. 7496/AulaPG del 6 novembre 2018.
Formulo all'onorevole Lo Giudice i miei personali auguri di buon
lavoro e di buona esperienza. Spero che sia una buona e bella
esperienza.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di svolgimento in Commissione
dell'interrogazione n. 418
PRESIDENTE. Comunico che nella seduta n. 50 del 31 ottobre 2018
della I Commissione legislativa permanente si è svolta
l'interrogazione n. 418, a firma dell'onorevole Barbagallo, e che
lo stesso deputato, firmatario del suddetto atto ispettivo, si è
dichiarato soddisfatto della risposta fornita dall'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa a decadenza dalla carica di componente di
Commissione, di atti ispettivi e di indirizzo politico nonché di
firma da atti di indirizzo politico a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Cateno De Luca dalla carica di deputato regionale
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Cateno De Luca dalla carica di deputato regionale,
di cui l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 74 del 30
ottobre 2018, lo stesso deputato decade dalla carica di
componente della II Commissione legislativa permanente Bilancio .
Decadono, altresì, i seguenti atti ispettivi ed di indirizzo
politico:
interrogazioni con richiesta di risposta scritta nn. 63 e 205;
mozioni nn. 47 - 48 - 71 - 83 - 86 e 95, per il venir meno del
numero minimo di firme prescritto dal Regolamento Interno dell'ARS;
Inoltre, decade la firma dello stesso deputato dai seguenti atti
di indirizzo politico:
mozioni: nn. 45 e 91.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro dell'interrogazione n. 448
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Antonio De Luca, con nota
mail del 5 novembre 2018, protocollata al n. 7472/AulaPG di pari
data, ha ritirato - nella qualità di primo firmatario -
l'interrogazione n. 448, in quanto di identico contenuto
all'interrogazione n. 464.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, poiché ho appena incontrato il Presidente
della Regione, onorevole Musumeci, che mi ha dato una sua
disponibilità a intervenire oggi stesso sull'argomento dei disastri
avvenuti a Casteldaccia e in altri comuni siciliani, comunico ai
Presidenti dei Gruppi parlamentari una immediata Conferenza in Sala
lettura deputati per decidere insieme l'ordine del giorno della
odierna seduta oggi.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.08, è ripresa alle ore 16.37)
La seduta è ripresa.
fenomeni meteorologici
Commemorazione delle vittime dei tragici eventi
verificatisi
a causa dei recenti fenomeni meteorologici
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione,
onorevole Nello Musumeci. Però, permettetemi, prima dell'intervento
dell'onorevole Musumeci, di chiedere a tutta l'Aula di fare un
minuto di raccoglimento per le vittime di questi giorni per i
problemi idrogeologici che ci sono stati qui in Sicilia e non solo
qui in Sicilia.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
PRESIDENTE. Grazie.
verificatisi in Sicilia in seguito a fenomeni meteorologici
Sui tragici fatti accaduti in Sicilia a seguito dei recenti
fenomeni meteorologici
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è proprio su questi drammatici
avvenimenti di queste ultime ore che il Presidente della Regione ha
chiesto di parlare. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie, signor Presidente.
Onorevoli deputati, il Presidente dell'Assemblea mi ha appena
comunicato della richiesta da parte dei signori capigruppo di una
relazione sui fatti tragici accaduti in questi ultimi giorni nella
nostra Isola. Ho aderito prontamente e, al tempo stesso, vi chiedo
scusa se non sarò particolarmente analitico nei dettagli perché non
ero preparato a questo incontro in Aula ed è inutile dire che mi
riservo in sede di replica se dovesse essere necessario, ma le cose
essenziali credo di poterle rassegnare a questo Parlamento.
Intanto, consentitemi di associarmi, assieme al Governo, al
commosso pensiero verso le dodici vittime e al cordoglio per le
rispettive famiglie.
E' una tragedia immane e voglio augurarmi che il sacrificio di
quelle vittime innocenti possa servire a far sì che nel futuro
analoghe calamità possano essere evitate, almeno a causa della
negligenza o della colpa o del dolo dell'uomo.
Le responsabilità ci sono e sono a tutti i livelli: a livello
regionale, provinciale e comunale. Sono responsabilità che
attengono la condotta degli enti pubblici e dei privati cittadini;
sono responsabilità fatte di omissioni o di interventi mal fatti;
sono responsabilità innanzitutto morali e poi legate ai compiti ed
alle funzioni di ciascuno di noi.
Se mi consentite, credo di poter dire che il territorio della
nostra regione abbia subìto, negli ultimi settant'anni,
devastazioni impressionanti, non soltanto nelle prossimità dei
centri abitati. Conosco bene la mia città capoluogo, Catania, ed i
colleghi di quella provincia sanno quanto l'area conurbata, l'area
dell'interland sia stata negli anni '50, '60 e '70 aggredita
selvaggiamente da ignobili speculatori, da mezzi mastri diventati
qualcuno cavalieri'.
Credo che quel fenomeno di speculazione edilizia non abbia
risparmiato, e certamente non ha risparmiato, la città di Palermo,
dove alla spregiudicatezza del privato imprenditore si aggiungeva
la complicità della politica ed il condizionamento ed il lucro
della mafia, ma credo che non abbia risparmiato neanche decine e
decine di altri comuni in Sicilia.
Il risultato adesso è sotto gli occhi di tutti. In Sicilia è
mancata una corretta gestione del territorio.
La testimonianza più vera consiste nel fatto che l'autorità di
bacino, lo strumento interdipartimentale che avrebbe dovuto
programmare e gestire gli interventi sul territorio in materia di
corsi d'acqua, di reticolo idrico, di polizia idrica, di dissesto
idrogeologico, contemplato da una legge del 1989 e rilanciato da
una norma del 2006, è stato istituito soltanto nel maggio scorso su
iniziativa di questo Governo e con un voto responsabile di questo
Parlamento, dopo 29 anni
Questo dà l'idea concreta di come il territorio dovesse diventare
soltanto un allucinante palcoscenico sul quale ognuno doveva
giocare con cinismo il proprio ruolo.
Anche i cosiddetti parchi eolici che tra il 2008 ed il 2012,
2013 hanno devastato migliaia e migliaia di ettari di terreno
suscettibili di tutela paesaggistica, sono la conferma - di fronte
all'assenza di uno strumento di pianificazione da parte della
Regione - di come molte volte le responsabilità si accavallassero
l'una sull'altra, quella pubblica e quella privata.
Adesso contiamo i morti perché arrivano le bombe d'acqua che hanno
bisogno di strada e quella che cento anni fa, duecento anni fa era
la strada un corso d'acqua oggi è diventata una strada provinciale,
una strada comunale, antropizzata, abitata e l'acqua può arrivare
anche dopo duecento anni.
Dico banalità che sono note a tutti, ma le dico per richiamare il
senso dell'assurdità di quanto accaduto, ma l'acqua quando arriva,
dopo un secolo, due secoli, la strada la vuole ritrovare; e se la
trova occupata, se la fa da sola e sono danni e arrivano i morti
Noi abbiamo immaginato, come Governo, col voto di questo
Parlamento alla finanziaria, la pulizia di 26 fiumi. L'abbiamo
deciso nel mese di maggio. Abbiamo destinato circa 7 milioni di
euro, convinti, com'eravamo e come siamo, che pulire gli alvei dei
fiumi costituisca un primo, necessario tentativo per evitare
l'imbuto che l'acqua non deve mai incontrare quando arriva
abbondante ed in poco tempo.
L'altro ieri, abbiamo avuto, nel palermitano, 90 millimetri di
acqua in meno di un'ora.
Possiamo dire, allora, e lasciatemelo dire con orgoglio, che
voglio intestare a questo Governo ed a questo Parlamento, a tutto
il Parlamento, che la tragedia di Casteldaccia non ha aggiunto e
non ha tolto nulla alla sensibilità politica che questo Parlamento
e questa Regione hanno mostrato già nel mese di maggio. Siamo,
però, soltanto all'inizio e dobbiamo recuperare anni e decenni di
incuria.
La Giunta, ieri sera, ha deliberato interventi su altri 70 fiumi,
secondo le priorità che ci assegna l'ufficio del Genio civile.
Alcuni progetti, per fare presto, li abbiamo affidati alla
struttura del dissesto idrogeologico, gli altri progetti li stanno
redigendo gli uffici del Genio civile.
Non abbiamo risorse nel bilancio e se volessimo attingere alle
risorse extraregionali, come sapete, ci vorrebbero 6, 7, 8 mesi.
Non ci possiamo permettere questo lusso.
Stiamo, intanto, procedendo, poi vedremo, tra 15 giorni, tra un
mese, come sarà necessario regolarizzare questo impulso che,
intanto, abbiamo dato agli uffici del Genio civile, perché almeno
alcuni interventi essenziali possano essere realizzati.
Gli uffici del Genio civile ci dicono che almeno altri 22
interventi vanno fatti in somma urgenza, tra questi il fiume
Gornalunga, nella piana di Catania, il più grosso affluente del
Simeto.
Qualche mese fa, l'ufficio del Genio civile di Catania aveva
scritto che in quella provincia non si ravvisavano necessità di
somma urgenza. Stessa cosa è avvenuta col Genio civile di Palermo.
Abbiamo deliberato, quindi, la pulizia di altri 70 e più fiumi e,
nel frattempo, stiamo dando corpo all'autorità di bacino. C'era
bisogno di un Regolamento e lo abbiamo deliberato, c'era bisogno di
un comitato tecnico-scientifico e lo stiamo istituendo,
coinvolgendo le quattro università e tutti gli ordini professionali
e, in più, abbiamo voluto mettere i sindaci nelle condizioni di
intervenire anche subito.
Credo che questo Parlamento, signor Presidente ed onorevoli
deputati, sappia già che gli uffici della Regione, nel mese tra
maggio e giugno, avevano scritto ai sindaci della Sicilia
invitandoli a comunicare le densità, le cubature abusive ricadenti
sui loro territori.
Hanno risposto, soltanto, alcune decine di sindaci. Gli altri
primi cittadini hanno risposto col silenzio, avendo noi dato 90
giorni di tempo.
Alla scadenza dei 90 giorni, quindi ai primi di settembre, abbiamo
di nuovo scritto ai sindaci dicendo che venivano nominati
altrettanti ispettori per sostituirsi al sindaco per raccogliere la
documentazione necessaria affinché gli uffici centrali potessero
rilevare e censire le densità abusive.
Il Sindaco di Casteldaccia è stato fra i destinatari della nostra
lettera nel mese di maggio. Non avendo risposto, a settembre
abbiamo inviato un ispettore al quale abbiamo dato 90 giorni di
tempo per raccogliere il materiale.
Dobbiamo mettere i sindaci nelle condizioni di potere operare. In
una Terra difficile come la nostra in alcune aree a particolare
densità di criminalità organizzata è difficile fare il sindaco ed è
difficile farlo, perché nessuno vuole essere eroe, è difficile
farlo se la Regione si mostra lontana, se lo Stato si mostra
lontano.
Molti sindaci, come sapete, dichiarano di non potere procedere
alla demolizione delle case abusive, quando già sono all'ultimo
stadio della procedura, perché non hanno le risorse per potere
pagare le ruspe. Sembra un paradosso, può sembrare anche un alibi,
ma è così.
Allora, questo Governo ha deciso oggi stesso, e ci piacerebbe
poterlo fare con la complicità di questo Parlamento, con la
condivisione di questo Parlamento, di proporre al Governo centrale
l'istituzione di un fondo speciale al quale potere attingere il
sindaco che si trova nella necessità di dovere dare esecuzione
all'ordinanza di demolizione.
Il fondo può essere istituito presso il Ministero dell'Interno o
presso il Ministero delle Infrastrutture o presso il Ministero
dell'Ambiente, lo deciderà il Governo centrale, però io credo sia
utile stare accanto ai sindaci; e, se il sindaco in bilancio non ha
un centesimo per pagare le imprese di demolizioni, lo Stato ha il
diritto e il dovere di consentire al sindaco di compiere questo
atto responsabile, significativo, sul piano morale prima ancora che
sul piano giuridico.
Lo stesso problema si è posto per i sindaci che si trovano nella
condizione di sapere esistere sul proprio territorio una casa
abusiva occupata. Non posso intervenire con la demolizione perché
non c'è ancora l'ordinanza di demolizione. Mettiamo caso che ci sia
in corso una pratica di sanatoria, mettiamo caso che ci sia un
ricorso pendente dinanzi alla Magistratura amministrativa, ma la
casa vulnerabile e pericolosa c'è: è sul greto del fiume, è a due
passi dall'alveo del fiume, è a due passi dal mare ed è abitata.
Noi dobbiamo mettere i sindaci nelle condizioni di potere rendere
libere quelle case che potrebbero, da un momento all'altro,
trasformarsi in una tomba, come è accaduto per la villetta di
Casteldaccia.
Per fare questo abbiamo, ieri sera, deliberato un disegno di
legge, breve, soltanto due articoli, che debba far sentire la
vicinanza della Regione ai primi cittadini, ma che debba anche
richiamarli alle loro responsabilità.
Questo disegno di legge, che adesso vi leggerò perché è
assolutamente sintetico, può essere il primo concreto passo per
evitare tragedie come quelle di Casteldaccia, ma può essere anche
il primo concreto passo perché ogni sindaco si convinca che su
questo tema non si può più far finta di niente.
Non esiste l'abusivismo per necessità. Lo abbiamo detto e lo
continueremo a ripetere. L'abusivismo è un reato. Poi, esiste
l'abusivismo, esiste la necessità, ma non esiste il binomio
abusivismo di necessità.
Articolo 1. Con ordinanza contingibile ed urgente, al fine di
garantire la pubblica e privata incolumità, il sindaco dispone, nel
rispetto della vigente normativa in materia, l'immediato sgombero e
l'interdizione all'uso di tutti gli immobili realizzati
abusivamente:
a) Nelle aree a pericolosità elevata e molto elevata, individuate
dal piano per l'assetto idrogeologico cioè dal PAI;
b) Nelle aree sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta che
implichino rischi per la sicurezza e per la incolumità.
Tale norma si applica agli immobili di cui al precedente comma
1, ancorché risulti presentata istanza di sanatoria non esitata
alla data di entrata in vigore della presente legge .
Quindi, quando l'abitante di quella casa dice: Sindaco, tu non mi
puoi sfrattare perché ho presentato una pratica per la sanatoria ,
il sindaco risponde: Me ne frego Tu, intanto, lasci la casa
libera, quando poi si sarà definita la procedura, sapremo se la tua
casa deve essere demolita o se deve essere restituita alla piena
fruizione .
La mancata adozione ed esecuzione dell'ordinanza di cui al
presente articolo costituisce per il sindaco grave e persistente
violazione di legge ai fini della rimozione di cui all'articolo 40
delle legge n. 142 del 1990, come recepita dalla legge regionale n.
48 del 1991 e successive modifiche ed integrazioni .
Articolo 2. Il sindaco emette l'ordinanza. Il capofamiglia dice:
Sindaco io sono disposto ad andarmene da questa casa pericolosa
anche domani, ma dove me ne vado? Mi dia il tempo di cercarmi una
casa . Vada in albergo . Ma non ho i soldi per pagarmi l'albergo.
Siamo in cinque, in sei in famiglia . Bene, ci pensa il Comune. Ci
pensa il Comune attraverso la Regione.
Articolo 2. E' costituito un fondo di rotazione di mille migliaia
di euro presso l'Assessorato regionale delle autonomie locali e
della funzione pubblica per i comuni che facciano richiesta di
anticipazione finanziaria a favore delle famiglie destinatarie dei
provvedimenti di cui all'articolo precedente per soddisfare
l'urgente necessità abitativa per un periodo non superiore a
sessanta giorni susseguenti allo sgombero e all'interdizione
all'uso degli immobili di cui alla presente legge.
Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo si
provvede a valere sulle assegnazioni di cui al comma 1
dell'articolo 6 della legge regionale n. 5 del 2014, cioè sul fondo
per le autonomie, ma specificatamente dedicato a questo tipo di
intervento.
E' fatto obbligo al comune di recuperare l'anticipazione entro il
primo esercizio successivo a quello della erogazione.
Entro il medesimo termine il Comune è, comunque, obbligato a
versare in entrata al bilancio della Regione siciliana le somme
anticipate per essere destinate alle medesime finalità .
Onorevoli deputati, questo disegno di legge che, ovviamente, non
scopre l'acqua calda, è uno strumento prezioso, così come concepito
perché, da un lato offre al sindaco uno strumento in più per
intervenire per sgomberare la casa, dall'altro lato non lo fa
sentire solo, perché la mancanza di risorse per fare fronte
all'emergenza dello sgombero immediato entro otto giorni può essere
un alibi qualora non dovesse avere le risorse necessarie.
Sgomberare un immobile pericoloso significa evitare altre
sciagure.
Una casa può essere abusiva e non pericolosa, per esempio un
villino realizzato abusivamente, ma in una ridente zona. Una casa
può essere abusiva e pericolosa se esposta alla piena di un fiume.
Per la prima si procede secondo le norme previste dalla legge
vigente, per la seconda si procede con interventi immediati
improntati alla prevenzione e alla previsione del rischio.
Questo è quello che intendevo illustrare all'Assemblea, tenendo
conto che i nostri tecnici in questi giorni sono in giro per la
Sicilia, per mettersi a disposizione dei comuni.
Abbiamo già deliberato tre settimane fa un primo intervento di sei
milioni di euro, cinque milioni per interventi sulle infrastrutture
ed un milione per le somme urgenze. Gli interventi sono coordinati
dalla Protezione civile. Appena i sindaci presenteranno la relativa
documentazione dei loro primi interventi si provvederà al rimborso.
Nel frattempo la Giunta ha proclamato lo stato di calamità
naturale e ha chiesto al Governo centrale, già venti giorni fa, la
dichiarazione dello stato di emergenza.
Alla prima dichiarazione abbiamo integrato altra dichiarazione
comprendendo i territori che fino a quel momento non erano stati
interessati alla calamità.
Il sottoscritto, per quello che può servire, è in giro per parlare
ai sindaci, agli imprenditori, raccogliere proposte, proteste,
suggerimenti, inviti a fare presto.
Siamo in una condizione di obiettiva difficoltà perché potremmo
utilizzare i fondi FSC, ma non li possiamo utilizzare in condizione
di emergenza perché servono i progetti e serve una procedura
ordinaria che stiamo seguendo per gli altri corsi d'acqua e che
seguiremo per alcune infrastrutture - ma ci vorranno quattro,
cinque, sei mesi - nel frattempo potrebbe venirci in soccorso
l'Unione europea.
Esiste infatti una norma comunitaria in base alla quale, nei
territori colpiti da calamità naturale, si può intervenire
attingendo ai fondi strutturali in co-finanziamento, a carico
nostro, di appena la quota del 5 per cento.
Su questo terreno già i nostri Uffici extraregionale e
programmazione stanno lavorando, hanno preso già contatti con la
Direzione generale dell'Unione Europea.
Se dovesse essere confermata questa possibilità, che ci è stata
segnalata dallo stesso Presidente del Parlamento europeo, onorevole
Antonio Tajani, - che voglio ringraziare anche a nome di tutti noi
per la vicinanza che ha mostrato anche in questa circostanza - se
dovesse essere confermata quindi tale possibilità, alcuni
interventi urgenti potremmo predisporli attingendo ad abbondanti
risorse a disposizione della Unione europea.
Signori Deputati, questo è quello che desideravo rassegnare alla
vostra attenzione in tempi assolutamente ristretti. Se avete
bisogno di dati, di particolari dettagli, mi riservo di farlo la
prossima settimana.
Sono venuto in Aula solo perché era mio intendimento - e l'ho
chiesto al Presidente del Parlamento - illustrare questo breve, ma
spero significativo, disegno di legge per il quale vorrei chiedere
al Presidente dell'Assemblea di volere concedere a norma di
Regolamento una priorità, una corsia di emergenza, come si dice in
questi casi, in modo che così i nostri Sindaci potranno già
lavorare e prendere piena coscienza del ruolo importante che anche
su questo fronte ognuno, ogni primo cittadino è chiamato a
svolgere.
Sono a vostra disposizione se dovessero rendersi necessari
ulteriori contributi e ulteriori chiarimenti.
Vi ringrazio.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, per potere mettere
in votazione l'urgenza del disegno di legge, lo stesso deve essere
formalmente presentato. Per cui appena questo viene fatto lo
metteremo in votazione.
Risulta presentato? Ora gli uffici verificheranno se è formalmente
presentato in modo da farlo votare immediatamente.
La Conferenza dei Capigruppo, che abbiamo riunito prima
dell'intervento del Presidente, ha stabilito il dibattito su questo
argomento oggi stesso, quindi do la parola a chiunque la volesse
chiedere però contingentando i tempi.
Comunico che abbiamo stabilito, d'accordo con i Gruppi
parlamentari, così come abbiamo fatto l'altra volta, per il
Movimento Cinque Stelle 30 minuti, per Forza Italia 22, per il PD
20, Diventerà Bellissima 15, Popolari Autonomisti 15, UDC 14,
Fratelli d'Italia 12, Sicilia Futura 10, Misto 13.
E' ovvio che, siccome il meccanismo di conteggio dei minuti crea
qualche piccola ingiustizia, chiamiamola così - ne abbiamo parlato
prima - lasciamo nei miei poteri quello di essere più o meno
flessibile nei confronti di qualche Gruppo che avrebbe meritato
qualche minuto in più.
Intanto, iniziamo il dibattito.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, abbiamo apprezzato intanto la sua pronta
risposta alla richiesta della Conferenza dei Capigruppo di
intervenire in Aula, e abbiamo apprezzato anche i toni e i
contenuti del Suo intervento.
Io credo che in un momento così difficile e drammatico tutte le
forze parlamentari devono sforzarsi di dare un contributo
perentorio, e ciascuno è chiamato a fare la propria parte.
Diamo atto al Governo, ma anche al Parlamento, dello sforzo fatto
in seno alla finanziaria definendo per la prima volta una norma
anche con il contributo delle opposizioni, che è quella
dell'Autorità di bacino.
Rivendichiamo in quella sede anche un altro risultato, frutto di
iniziativa parlamentare, c'è l'onorevole Catanzaro che si è fatto
carico, prima in Commissione e poi in Aula, di spingere insieme con
tutto il Parlamento l'articolo 43 nella bozza parlamentare, poi è
diventato 40, so che è all'esame della Giunta di Governo il
Regolamento per l'assunzione dei geologi nei comuni per censire il
rischio idrogeologico, per dare una mano ai Sindaci che, come lei
ha detto, non vanno lasciati da soli.
Allora, noi come Partito Democratico siamo pronti a fare la nostra
parte anche proponendo da subito l'impinguamento di quel capitolo
relativo al fondo. L'Assessore Cordaro ricorderà che è stata
inserita una cifra irrisoria, pronta per partire, il Regolamento
arriverà all'esame della Giunta di Governo, quindi ci saranno gli
atti consequenziali, quindi abbiamo fatto i calcoli bene.
Il primo anno serviva per disporre gli adempimenti propedeutici,
quest'anno potrebbe concretamente entrare in vigore la norma, e
siamo pronti a fare la nostra parte anche da questo punto di vista.
Con la stessa solerzia con cui abbiamo definito, su proposta del
Governo, l'Autorità di bacino, Signor Presidente, ci auspichiamo
che anche altri interventi normativi prendano finalmente la strada
giusta per vedere la luce. Mi riferisco in particolare alla norma
sul governo del territorio, alla nuova legge urbanistica che è
frutto e va inquadrata nell'ambito delle emergenze legislative,
chiamiamole così, che rivestono una priorità assoluta. Come lei sa
nella quarta conferenza dei Capigruppo di questa legislatura, il
Partito democratico ha chiesto che venisse incardinata la norma sul
governo del territorio e il disegno di legge dell'urbanistica.
Noi abbiamo una proposta, so che ce ne sono anche altre in questo
Parlamento. Credo che il Governo sta facendo le sue verifiche, ma
non possiamo più aspettare. Se ci dev'essere una coerenza tra le
cose che diciamo e quelle che facciamo, allora, sulla legge del
governo del territorio non possiamo più aspettare. E se ci deve
essere una coerenza tra le cose che diciamo e le cose che facciamo,
non può esserci oggi, in questo momento così difficile, all'esame
dell'Aula una norma di iniziativa parlamentare e sostenuta dai
parlamentari del centro destra che prevede la deroga agli standard
del 1444 del '68, è una cosa che in Sicilia non si è mai fatta, che
prevede la deroga alle altezze, quindi l'altezza è limitata nei
centri storici e nella zona b.
Io spero - ho avuto modo anche di approfondire la questione anche
fuori dal Parlamento - che si intervenga urgentemente per
modificare questa legge che, per quel che ci riguarda, è
irricevibile. Ho ascoltato con attenzione il suo intervento anche a
proposito del disegno di legge che, ovviamente, ci riserviamo di
approfondire e migliorare nelle Commissioni di merito. La
sensazione è che occorre intervenire nel più breve tempo possibile,
nel modo più veloce possibile, lei lo sa, ho fatto il sindaco da
piccolino e i sindaci vanno aiutati, accompagnati dandogli gli
strumenti giusti.
Vorremmo approfondire il disegno di legge, anche alla luce della
riforma della legge costituzionale 3 del 2001 che attribuisce, non
c'è più il principio del parallelismo vecchio che ha accompagnato i
padri costituenti, ora c'è il principio della sussidiarietà, a
nostro giudizio queste competenze che già, come dire, illustrate
nel disegno di legge, molte di queste competenze già sono in capo
ai sindaci. Se serve accompagnarle, specificarne e prevedere anche
le sanzioni come ho sentito, noi siamo pronti a farlo e a
migliorarlo.
Che dire Signor Presidente, credo che vadano anche accompagnati i
processi individuando delle priorità. Noi suggeriamo che,
nell'ambito delle priorità, nell'ambito di questi interventi,
occorre poi distinguere tra abuso e abuso, tra rischio e rischio. E
io credo che negli anni lo studio che si è fatto e che parte dal
rischio R4, ecco, dovremmo forse mantenere quella priorità, non
solo nel disegno di legge, ma anche nelle azioni del Governo e
auspichiamo che si inizi prima dalle emergenze che sono censite
come più urgenti e come più gravi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
Ricordo ai colleghi che il dibattito non è sul disegno di legge,
che deve ancora essere presentato dal Governo, ma è su quello che è
successo in questi giorni, sulla risposta e sulla relazione del
Presidente della Regione. Quindi, non anticipiamo un dibattito che
sarà fatto al momento opportuno, quando discuteremo il disegno di
legge.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, ringrazio il Presidente Musumeci che oggi
ci ha tolto, almeno mi ha tolto, un compito gravoso: quello di
parlare di quello che il Governo ha fatto in questi mesi.
In realtà io non ho grande voglia di parlare, perché questa
vicenda è una vicenda che mi ha colpito particolarmente, sarà
perché quando ho appreso la notizia mi trovavo in un contesto molto
intimo, molto familiare e mi sono sentito violato in un momento
in cui mi sono particolarmente immedesimato in quello che è
successo, di cui tutti sappiamo e ne conosciamo la drammaticità.
Avevo qua tutta una serie di dati: 230 millimetri piuttosto che
200 di pioggia caduti in questi giorni nei vari paesi, ma credo che
lascia il tempo che trova. Credo che, in questo momento, ricordando
quanto è stato importante l'impegno del Governo in questi mesi per
gli interventi che sono stati fatti e quelli che sono in cantiere,
questo disegno di legge è il maggiore contatto con i sindaci, e
credo che in questo momento sia solo giusto raccogliersi attorno ai
familiari delle vittime e cercare di far sì che questa triste
pagina rappresenti, per tutti e con l'impegno di tutti, nelle
rispettive competenze, lo spunto per una rinascita morale e
materiale della nostra Terra. Grazie.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiaramente in
questo momento il primo pensiero va alle famiglie delle persone
decedute, sia a Casteldaccia che a Cammarata e, chiaramente, il
nostro cordoglio e la nostra vicinanza staglia il nostro cuore,
quello che è un ricordo alimenta un ricordo.
Personalmente io riporto in quest'Aula, in questo momento, il
ricordo di quello che è avvenuto nel 2009 nel messinese, e poi nel
2011, perché penso che di questo stiamo parlando. E questa è una
grave tragedia per la nostra Terra, e tutto questo non può passare
in silenzio una volta superate le discussioni di questi giorni e
dei funerali di oggi, ma lascia un solco, una traccia dentro di noi
che attiva il senso delle responsabilità. Lo ha attivato fino ad
oggi. Il senso della conoscenza di qual è la situazione.
Presidente, noi abbiamo una Terra bellissima: la Sicilia, e come
una cosa bella che tutti noi amiamo la dobbiamo curare, questa cura
vuole interventi mirati, ad hoc, in ogni sua parte che come un
corpo, un corpo che vive, un corpo che naturalmente ha una sua
vita, ha degli aspetti di decadimento naturale, penso alla
morfologia del territorio, penso ai terreni argillosi, penso però
alle aggressioni che al territorio vengono offerte dall'abusivismo,
con le impermeabilizzazioni del territorio conseguenti e, pertanto,
tutto quello che noi chiamiamo mal tempo , tutto quello che noi
chiamiamo bomba d'acqua riduce probabilmente la portata di queste
manifestazioni, di questi eventi climatici forti. Parliamo anche di
cambiamento climatico, per carità, ma tutto questo deve essere
contestualizzato all'interno di una Terra che oggi è deturpata ed è
un'azione costante, giorno dopo giorno, passo dopo passo,
conduciamo delle battaglie qua dentro contro l'abusivismo.
Personalmente ho passato cinque anni qua dentro a tutelare il
nostro territorio, a tutelare ogni volta i vincoli, a tutelarlo
dalle deroghe, che si infilano, anche probabilmente per caso,
passano nelle norme di legge. Ecco, questo non deve avvenire mai
più
E' vero, gli interventi conseguenti, il suo disegno di legge, i
disegni di legge che anche altri colleghi hanno presentato in
questa Assemblea, li abbiamo presentati perché siamo interrogati
puntualmente e ogni giorno dalle condizioni del nostro territorio,
e non possiamo pensare di avere paura a camminare per strada. Non
posso pensare che dal 2009 nel messinese, perché è la realtà che
vivo maggiormente, è la mia realtà, ma anche in altre realtà, oggi
nell'agrigentino, e abbiamo visto il 17 ottobre nel ragusano, nel
catanese e nel siracusano e ancora nel trapanese, nel palermitano,
le imprese che oggi piangono in ginocchio, i terreni devastati
dall'alluvione. Non è possibile
E' una riflessione che oggi vuole essere in questi termini così
pacata, ma che non può da domani continuare un'azione di sprone
verso chi deve fare le cose, verso chi è preposto a fare le cose.
Perché dico questo Presidente. Da due anni, sul Patto per il Sud,
abbiamo la possibilità di spendere 263 milioni, leggendo la
relazione del Commissario di Governo, che ha il ruolo di portare
avanti questi progetti - relazione del Commissario, non è uno
studio mio -, un solo progetto portato a termine su 237. E' un dato
che io non posso ascoltare, che non posso dire e non posso
ascoltare. E abbiamo complessivamente .
MUSUMECI, presidente della Regione. Ma quale?
ZAFARANA. Patto per il Sud, Presidente. Poi se vuole le darò
anche, eventualmente, la relazione.
Un intervento soltanto, lo 0,48 per cento completato.
Poi non possiamo dire che non ci sono risorse per il dissesto
geologico in Sicilia, perché se andiamo a vedere la relazione
dell'Agenzia per la coesione territoriale, maggio 2018, la Sicilia
è la Regione che ha più risorse ammontanti a 939 milioni su vari
assi e linee di finanziamento, tutte spendibili nelle tempistiche
opportune, si intende, ma se io vado a vedere oggi sul sito che è
accessibile a tutti, molti di questi progetti attendono, sono in
fase di aggiudicazione da un anno? Non è possibile un anno per una
aggiudicazione, Presidente. Vuol dire che una struttura
commissariale non sta svolgendo bene il suo lavoro, perché se è una
struttura commissariale deve muoversi e fare in fretta.
So che in altre Regioni, per esempio, si bandiscono gare per
interventi mirati, misurati, a cinquanta a cinquanta, poi ognuno si
può aggiudicare una gara, benissimo, c'è la libertà anche di
partecipazione per le aziende, perché ricordiamoci che nel momento
in cui si fanno interventi sul territorio per la messa in sicurezza
del territorio stesso, contro l'erosione costiera, per le
infrastrutture, lavorano persone, è un indotto che cresce, si
mettono in moto le aziende, la piccola edilizia, che oggi ci chiede
a gran voce la relazione dell'ANCE dei primi giorni di settembre,
dice abbiamo speso solo il 10 per cento delle somme.
Queste cifre e questi dati interrogano me, e spero che interroghi
pure lei Presidente e pure noi tutti quanti qua dentro, perché
questa sia la priorità, altrimenti la bellezza del nostro
paesaggio, tutelato dall'articolo 9 della Costituzione, ce la
possiamo dimenticare e guai a chi ancora farà comizi in piazza
dicendo che dobbiamo tutelare la nostra Terra e valorizzarla.
La valorizzazione va fatta giorno dopo giorno, con interventi
mirati e facendo sì che la gente si senta sicura a stare nelle
strade, nelle piazze, nelle loro attività e possano godere di
quella libertà di potere dire sono nella mia Terra, in condizioni
di sicurezza.
Non è pensabile che ancora si continui così. Questa è una
battaglia, Presidente, che conduco in modo personale perché ho
scritto nella mente il ricordo di quello che successe a Giampilieri
e a Saponara nel 2009 e nel 2011, ma la conduciamo tutti quanti
insieme perché è di una sensibilità profonda su questo tema. E' il
tema dei temi e non è possibile tollerare la lentezza con cui
vengono fatti gli interventi, perché solo quello bisogna fare,
programmazione, pianificazione, non aggressione del territorio, e
allora forse riusciremo a dare sicurezza e bellezza alla nostra
Terra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Signor
Presidente della Regione, Assessori, sicuramente quello che è
successo nei giorni scorsi ha toccato tutti. A chi non può toccare
una cosa del genere, una catastrofe, vedere i propri concittadini o
vedere amministrati, perché noi li amministriamo con ruoli diversi,
perdere la vita. Su questo non ci sono dubbi, che il sentimento è
un sentimento da una parte di dispiacere, dall'altra di assunzione
di responsabilità, ché caro Presidente, lei ha per primo. Perché
non è sufficiente dire che ci sono stati decenni di incuria per
sentirsi la coscienza a posto, perché purtroppo qui, tranne gli
amici del Movimento 5 Stelle, ci siamo stati tutti noi.
A lei ogni tanto capita questo, pensa di parlare come se fosse
alla prima esperienza politica, come se non avesse sostenuto
insieme a me Governi di questa Regione. Ne abbiamo sostenuti tutti,
insieme all'amico Cordaro, sì, sì, insieme eravamo. E li abbiamo
sostenuti tutti questi decenni di incuria, Presidente, a cui lei fa
riferimento, sono decenni di incuria che abbiamo determinato noi,
lei compreso. Ecco perché mi sarei aspettato un intervento di tipo
diverso, mi sarei aspettato un intervento di assunzione massima di
responsabilità. Cioè la presenza in quest'Aula per dire mi sento
il primo responsabile per quello che è successo .
Io ricordo quando ero Sindaco della città di Ragusa, purtroppo, ne
sono capitati eventi antipatici, fatti brutti, non per fortuna di
questo livello, ma la prima cosa che facevo era assumermi le
responsabilità in maniera totale perché, l'essere Presidente della
Regione o l'essere Sindaco non è solamente l'esercizio di un potere
che va utilizzato nelle cose piacevoli, nelle cose più comode. Ci
sono anche le cose, gli aspetti più scomodi, così come le
assunzioni di responsabilità totali in una questione del genere, e
mi è sembrato davvero fuori luogo l'intervento e i riferimenti ai
sindaci che lei ha citato più volte.
I Sindaci sono poveri disgraziati, lasciati davvero in trincea, lo
ha detto due o tre volte nel suo intervento: sindaci inadempienti
di tutta la Sicilia sono intervenuti, sindaci inadempienti per la
demolizione e anche questo, io lo capisco, perché lei se lo sente
il peso sulla coscienza, e se lo sente tutto, perché non è da un
giorno che governa oramai questa Regione. Un anno fa ci siamo
insediati. E' passato un anno. Per fare questo disegno di legge che
ora vedrò, io penso che poteva essere fatto anche in due mesi. Non
penso che per questo disegno di legge servivano sei, sette, otto
mesi o chissà quali risorse. Era un disegno di legge che poteva
essere fatto anche a maggio, giugno, luglio se non aprile.
Quindi, purtroppo le responsabilità le abbiamo; presidente, le
abbiamo in pieno e le abbiamo tutti noi che abbiamo governato
questa Sicilia, dove non solo non siamo riusciti a far costruire e
- cosa più grave - a far demolire. L'abbiamo fatto insieme,
Presidente. Queste responsabilità sono tutte nostre, Presidente.
Noi non ci siamo riusciti negli ultimi vent'anni, hanno fallito i
governi di centro-destra, hanno fallito i governi di centro-
sinistra ed hanno fallito su questo i sindaci, lasciati soli, sia
di centro-destra che di centro-sinistra.
Ma l'ultima cosa che possiamo fare è prendercela con i sindaci,
dobbiamo capire come li possiamo aiutare, cosa possiamo fare per
loro, perché non ci possiamo limitare a chiedere l'aiuto allo
Stato, alla Comunità Europea, lo faremo, lo dobbiamo fare, e
sicuramente non mancherà questo intervento. Ma la prima cosa che
lei deve fare, Presidente, è vedere quante risorse mettere, qual è
l'intervento della Regione, qual è la politica della Regione.
Purtroppo, Presidente, anche su questo manca un progetto di tutela
del territorio, manca un progetto di valorizzazione del territorio,
così come ne mancano altri.
Ma io su questo non mi voglio dilungare perché l'ultima cosa che
voglio fare è speculare su una questione del genere, però sconti
non gliene posso fare su questa cosa, proprio per l'impostazione
che ha dato al suo intervento. E quando lei dichiara i nostri
tecnici sono in moto, sono in giro , i tecnici dovevano essere in
moto ed in giro già da un anno perché è da un anno che lei è già
Presidente della Regione.
E concludo, lei ha chiamato il Parlamento a ringraziare Tajani. Lo
ringrazieremo Tajani quando farà avere le risorse. Se Tajani, che
si è messo a disposizione, dovesse far arrivare risorse per
risolvere le questioni importanti che abbiamo io per primo dirò
bravo a Tajani. Ma oggi non mi può venire a dire in anticipo
intanto grazie, poi vediamo .
Rimango deluso e, purtroppo, negli ultimi tempi questo sentimento
lo provo più di una volta. Spero di poterlo cambiare, spero che sia
soltanto questo primo anno, che sia un anno di avvio e che possa
rivedere questo mio giudizio.
Ma, davvero, rimango deluso ed ho visto questo intervento non
all'altezza di un uomo che ho conosciuto in diverse occasioni, in
diverse circostanze ma da cui, davvero, mi sarei aspettato un
intervento totalmente diverso in una circostanza come questa.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, assessori, in una circostanza talmente dolorosa come
quella che, sotto gli occhi di tutti, si è consumata nei giorni
scorsi, ogni parola è superflua, probabilmente anche inutile perché
la compostezza della commozione per tanto dolore meriterebbe forse
il silenzio di tutti noi.
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
Ma, altresì, signor Presidente, ho compreso perfettamente lo
spirito con cui lei oggi ha voluto incontrare il Parlamento non
sottraendosi alla responsabilità di capo del Governo della Regione
siciliana di fronte ad una tragedia tanto incredibile, proprio
perché, tra virgolette, non è una catastrofe naturale ma è ciò
che consegue a danni - come ha detto lei nella sua relazione, che
ho seguito con estremo interesse e per la quale la ringrazio molto,
per il piglio anche con cui lei è intervenuto, col decisionismo che
le compete e con l'autorevolezza che sa mettere in campo.
E dico che, di fronte ad una circostanza di questo genere, noi non
ci troviamo nella eventualità, nell'evenienza di un fatto
imponderabile, perché anche queste bombe d'acqua, che ormai
accadono, sono, probabilmente, la risposta che l'atmosfera ci
restituisce per i danni ambientali, per i danni dalle emissioni in
atmosfera che, con incuria, nel tempo è stata prodotta. L'incuria,
appunto, di chi con le industrie altamente inquinanti ha
determinato che, oggi, anche la natura, che sta sopra di noi, si
ribella. Si ribella nell'unico modo che conosce, facendo venire giù
queste precipitazioni improvvise ma che, poi, si riversano su un
territorio sul quale già l'uomo è intervenuto negativamente a
violentare con tutti quegli abusi che sono stati commessi e sui
quali, io sono certa, signor Presidente, questo Governo saprà
intervenire, come lei ha già annunciato, naturalmente con piglio
molto deciso, perché non debba mai più accadere quello che è
accaduto oggi.
Noi non dobbiamo più seppellire morti in questa Regione perché
qualcuno non ha fatto il proprio dovere, sia esso il cittadino che,
incurante delle norme, viola queste norme, commettendo reato di
abuso edilizio e, comunque, spera nella complicità, anche silente,
delle amministrazioni o di coloro che devono intervenire
tempestivamente ed anche della politica che negli anni ha prodotto,
appunto, questo complice silenzio. Perché 15, 16 mila case abusive
che sono state costruite in Sicilia, negli ultimi due anni, la
dicono lunga sulla speranza che i cittadini nutrono rispetto ad una
politica che si fa i fatti propri.
Quando qualcuno, però, si è fatto i fatti propri, senza dire con
certezza da quale parte sta ed io la voglio dire, a nome dell'UDC,
signor Presidente, la mia voce in questo momento è la voce di un
partito che, senza se e senza ma, si saprà schierare per la difesa,
innanzitutto, del suolo, dell'aria, della terra, dell'acqua, perché
è a difesa dell'uomo. Ed è a difesa dell'impresa, di chi fa
economia perché il nostro territorio è il bene più importante su
cui possiamo realmente investire e dobbiamo farlo con coraggio, con
severità, con rigore morale nell'adempimento di quei doveri che ci
competono.
E noi, senza batter ciglio, quando l'assessore, a nome del
Governo, ha proposto l'autorità di bacino, la costituzione
dell'autorità di bacino, non abbiamo esitato, in IV commissione,
sapendo che era una cosa che andava fatta da più di 20 anni. Ed è
drammatico che la Sicilia, da oltre 20 anni, non avesse recepito
una norma nazionale.
Colpa di chi? Di chi ci ha preceduti, probabilmente sì Ma non è
il momento qui dell'accusa, non è il momento di fare polemica, non
è il momento di puntare l'indice contro qualcuno. E' il momento di
rimboccarci le maniche, signor Presidente, di dirci, con franchezza
e con determinazione, ciò che è nostro dovere fare, perché, oggi, i
cittadini si attendono da noi delle risposte e queste risposte la
politica responsabile ed il nostro Governo, questo Governo da lei
autorevolmente presieduto, ha la responsabilità, e se la sta
assumendo tutta, di dare delle risposte, senza se e senza ma.
Noi sappiamo da quale parte stare, signor Presidente e stiamo con
lei, nel momento in cui vuole adottare la linea dura, che è una
linea di garanzia, non è una linea di vendetta, contro qualcuno,
però, è anche una linea di attenzione e di monito per il futuro,
signor Presidente, perché anche dagli interventi che mi hanno
preceduta, che hanno preceduto il mio, ho potuto rilevare che c'è
quest'accorato, come dire, senso di responsabilità che, al di là
dell'essere maggioranza ed opposizione, oggi, ci vede essere
siciliani tutti, in lacrime.
Tutti noi siamo la famiglia di quell'unico superstite, che non so
proprio come potrà fare a vivere, ogni giorno della sua vita, visto
che la furia dell'acqua gli ha portato via tutti i suoi affetti.
Allora, è questo il senso del mio intervento. Per essere famiglia
dobbiamo essere capaci di andare incontro alle esigenze dei
cittadini che sono fragili, dei cittadini che sono accorati, che
sono addolorati e, per fare questo, signor Presidente, la linea che
lei ha adottato è quella che ci vede consapevolmente al suo fianco
ma, altresì, dobbiamo anche adottare un altro atteggiamento di
responsabilità che va nella direzione di chi è inadempiente;
inadempiente nel non dare le risposte, quando si presentano delle
istanze nei Comuni o alla Sovraintendenza, dipende dall'Organo che
deve essere interpellato.
Molto spesso i cittadini sono esausti per la mancanza di risposte,
c'è una burocrazia che lei ha definito criminale, una burocrazia
che non ha saputo fare e spesso non fa il proprio dovere, che è
inadempiente, che è lenta e che noi riteniamo invece che debba
essere all'altezza delle sfide, che questa Terra merita di potere
vincere.
Signor Presidente, qualcuno l'ha detto prima di me, la nostra è
veramente una Terra bellissima che deve diventare ancora più bella,
proprio perché deve crescere nel rispetto delle leggi, nella
capacità che le Istituzioni e le Amministrazioni facciano il
proprio dovere, che i cittadini condividano questo progetto di
difesa della propria Terra che è difesa della vita, della salute,
dell'attenzione naturalmente che tutti dobbiamo a questa terra di
Sicilia.
E io confido che l'opera responsabile di questo Governo, che
l'opera di questo Parlamento, altrettanto responsabile, perché ho
notato davvero che c'è una consapevole attenzione ai drammi di un
territorio troppe volte ferito, troppe volte violentato, troppe
volte derubato di vite umane che meritavano invece di essere
salvate e di potere essere salvate.
Noi abbiamo questo dovere, Signor Presidente, di evitare che tutto
questo possa ancora ripetersi, lo faremo insieme, lo faremo con
rigore morale, con attenzione a quello che è il nostro compito
sapendo di dovere contare e di dovere istruire anche i cittadini
nel condividere questo percorso virtuoso e questo processo faticoso
che impone a tutti noi di doverci sedere con attenzione ed
ascoltare anche i cittadini e lo dico anche consapevole di una cosa
che mi ha lasciato molto a pensare.
Nella città di Castelvetrano, che è la città, giusto per fare un
nome a caso, di Matteo Messina Denaro, il grande latitante oramai
il mafioso dei mafiosi rimasto in Sicilia, purtroppo ancora non
catturato e non consegnato alla giustizia, in quella città il cui
consiglio comunale è stato sciolto per le infiltrazioni mafiose, in
cui l'Amministrazione è stata sostituita da Commissari Prefettizi,
ebbene In questa città dove le ruspe si pensava non potessero mai
arrivare perché nessuno avrebbe partecipato alla gara indetta,
appunto a seguito delle ordinanze di demolizioni di immobili
abusivi, ebbene Invece c'è stata qualche impresa che ha - come
dire - fatto il proprio dovere ed esercitato il proprio diritto di
presentarsi e di vincere e aggiudicarsi una gara.
Quindi, io dico che questa cosa, che mi ha fatto molto pensare,
perché? Perché non è vero che la Sicilia è fatta di gente omertosa,
di gente che ha paura, di gente che non sa fare il proprio dovere,
di gente che non sa assumersi le proprie responsabilità, di gente
che si china alla mafia perché la mafia è invincibile. Non è vero,
Signor Presidente, questa Terra è fatta da uomini, donne serie,
oneste, da cittadini che vivono con senso di responsabilità il
dovere e il diritto di lasciare ai propri figli una Terra migliore,
una Terra in cui giustizia ed equità si coniugano con il principio
di responsabilità e con il principio della legalità che non è un
fatto che appartiene a qualcuno, alle Forze dell'Ordine o alla
Magistratura, no O al politico bravo, intelligente, appartengono a
tutti
Noi questa sfida dobbiamo vincere insieme, signor Presidente e
credo che sapremo fare in questi anni e bene il nostro dovere,
cercheremo di farlo al meglio, ciascuno per la propria parte, da
maggioranza e da opposizione. Ma credo che alla fine consegneremo
una terra che diventerà bellissima. Anzi sarà bellissima davvero
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo e onorevoli colleghi, oggi le
volevo portare una mia esperienza che penso sia un'esperienza che
riguarda un po' tutti i colleghi perché ognuno di noi nel nostro
territorio ha un fiume o un torrente vicino alle città, vicino alle
abitazioni.
Appena insediato la mia comunità mi ha investito sulla pulizia di
un torrente, il torrente Gattano, dell'alveo del torrente Gattano,
alveo che ormai è completamente scomparso per via dei detriti e per
via che negli anni non è stata fatta nessuna manutenzione.
Ebbene, appena insediato ho iniziato a fare un accesso agli atti
per capire un po' la storia degli interventi fatti in questo
torrente. Ebbene questo torrente risulta all'interno di una lista
individuata dal Genio civile nel 2015, nel luglio 2015. E questo
torrente risulta essere come prioritario negli interventi assieme
ad altri e tanti interventi che dovevano essere fatti in giro per
la Sicilia. Nel novembre 2015 viene approvato questo elenco, quindi
un elenco con tutti gli interventi pure con delle priorità, con
delle somme stanziate, prese dai fondi PAC.
Ebbene, ad aprile 2016 viene chiesto da parte della Giunta, da
parte del Governo e del Dipartimento di quel periodo, viene chiesto
un aggiornamento al comune. Il comune risponde con un ulteriore
aggiornamento perché questo elenco ulteriormente viene aggiornato.
Al momento del mio insediamento che è avvenuto quasi tre anni dopo
la stesura di questo elenco, l'intervento non era ancora stato
fatto.
Allora chiedo subito al dipartimento e al commissario per il
dissesto idrogeologico perché la Sicilia ha un commissario per il
dissesto idrogeologico che dovrebbe accelerare l'iter per fare
questi interventi.
Chiedo, grazie anche ad un'audizione in Commissione Ambiente' il
perché l'intervento a questo torrente, ma così come per altri
torrenti e fiumi siciliani non era stato fatto perché di
quell'elenco solo quattro interventi sono stati fatti nell'arco dei
tre anni, chiedo al commissario per il dissesto idrogeologico il
perché l'intervento non era stato fatto.
La risposta del commissario è stata un problema di burocrazia.
Burocrazia perché negli anni i vari enti che dovevano fare la
progettazione e poi l'esecuzione degli interventi, tra di loro, in
questi anni, si sono rimbalzate le responsabilità. Mi riferisco ai
consorzi di bonifica perché non vi è il personale, non vi è la
strumentazione. Fatto sta che negli anni questi interventi non sono
mai stati fatti.
E non riesco ad accettare, come rappresentante dei cittadini, che
mi si risponda che il problema è la burocrazia. Perché oggi allora
questo Governo regionale e questa Assemblea devono interrogarsi sul
fatto che non servono i fondi, non è un problema di fondi, perché
poi noi possiamo stanziare sei milioni, dieci milioni, venti
milioni, un miliardo di euro per il dissesto idrogeologico, il
problema è che negli anni gli interventi non vengono fatti.
Accolgo con piacere il fatto che nell'aprile 2018 è stato fatto un
ulteriore nuovo elenco. Poi i sindaci non rispondono perché ad un
certo punto si sentono anche presi in giro perché se gli interventi
sono sempre quelli e le priorità non penso che negli anni sono
diminuite, al più aumentano le priorità per quegli interventi.
Non riesco a capire perché oggi questo Governo, ma anche noi
colleghi, siamo impotenti sul fatto che poi i dipartimenti, gli
uffici, gli enti, ci rispondono che per via della burocrazia non
vengono fatti i progetti e gli interventi per pulire semplicemente
gli alvei dei torrenti o dei fiumi.
L'impegno che le chiedo, Presidente, da rappresentante dei
cittadini, è non tanto di trovare chissà quali somme, l'impegno che
le chiedo è quello di togliere questa parola burocrazia.
Non deve essere un problema di burocrazia.
Se c'è un commissario e questo commissario doveva in qualche modo
accelerare gli interventi, se questo non è avvenuto credo che il
Governo debba interrogarsi su questo e debba prendere poi delle
soluzioni adeguate che non possono essere solo ed esclusivamente la
ricerca di fondi.
La Sicilia ha bisogno di progetti e di interventi.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sui tragici fatti accaduti in Sicilia a seguito dei violenti
fenomeni atmosferici
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha
facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, questi eventi degli ultimi dieci giorni hanno mostrato
nella loro estrema drammaticità quanti decenni di incuria.
Questa parola forse, Presidente, è un eufemismo per indicare
strafottenza dei passati governi e forse un giocare alla scommessa,
se mi va bene mi va bene, dei passati governi.
Chiamiamola incuria
Questi decenni di incuria hanno determinato una Sicilia con un
territorio molto fragile e l'hanno mostrato con tutta la
drammaticità queste dieci, dodici vittime col disperso. Questi
eventi hanno mostrato un'ulteriore situazione di drammaticità,
quella che adesso vivranno - e parlo anche al futuro, non che già
stanno solo vivendo - gli agricoltori, gli agrumicoltori.
Non più di dieci giorni fa, il 19 ottobre, una precedente
alluvione aveva colpito le zone del catanese, le zone del
siracusano e aveva determinato situazioni pesanti - l'Assessore
Bandiera ne è al corrente.
Il sabato successivo a quell'evento siamo andati in giro per le
zone terremotate, zone alluvionate insieme al Vice Ministro Di Maio
e lì ha voluto constatare di persona e valutare di persona la
drammaticità dell'evento.
Abbiamo constatato quanto adesso sia drammatico per quelle persone
che vivono in quelle zone e che hanno investito l'intera loro vita
nelle attività agricole - sto pensando a chi produceva i carciofi a
Ramacca e gli agrumicoltori di quel triangolo meraviglioso
riconosciuto dal mondo intero come il triangolo delle arance.
Non è un problema soltanto di quelle zone perché adesso le
alluvioni nell'agrigentino avranno colpito anche gli agrumicoltori
di Ribera e di altri posti. Abbiamo appurato che la situazione
diventa drammatica per gli anni seguenti. Dobbiamo andare fuori
dalle polemiche, dobbiamo estraniarci dalle parti e uscire dai
clichè, dalle nostre posizioni, e intervenire tutti. Il dramma sta
diventando oltre che economico anche sociale.
Userò degli esempi per farlo.
Andando in giro nelle zone più vicine al mio collegio, il
siracusano, nelle zone del lentinese, Francofonte dove abbiamo
appurato quanto questo dramma possa essere invasivo nella vita di
un'intera comunità.
Cosa succede ad una pianta di agrumi quando viene investita da una
quantità di acqua che allaga i campi e rimane stabilmente lì per
giorni e giorni.
Quegli agrumi già indeboliti, da anni, dal virus della tristezza
vengono adesso attaccati da un fungo dell'allupatura che determina
dei danni, Assessore, al frutto e non solo ma anche danni alla
pianta.
Nell'immediato, infatti, quel 50 per cento di frutti che sono
rimasti sulla pianta rischiano di essere non commercializzabili
proprio perché attaccati da questo fungo.
E si manifesterà questo problema quando già quel frutto sarà,
semmai è possibile raccoglierlo, già sulla tavola delle persone che
troveranno anche dei frutti sgradevoli.
La pianta viene indebolita, la pianta dovrà essere estirpata al 50
per cento delle piante, ci hanno detto da prime stime dei campi
alluvionati, dovevano essere estirpate.
Chi potrà estirparle? Quale agrumicoltore potrà riuscire con le
proprie forze ad andare a espiantare e ripiantare i propri agrumi?
Chi potrà essere? Perché chi ha 10 euro conservate ha davanti un
dubbio: che devo fare? Devo ripiantare e rischiare di nuovo oppure
fare altro? Continuare a fare mangiare i miei figli?
E questo diventa una drammaticità che non è solo per
l'agrumicoltore. E' il dramma di chi raccoglieva quegli agrumi, di
chi li trasportava, di chi li trasformava, del grossista. E' un
dramma di una intera filiera.
Se metà degli alberi devono essere espiantati, i successivi alberi
rimpiantati, qualora sarà possibile reimpiantarli, vedranno
fruttificare fra 5/7 anni e in questi 5/7 anni le popolazioni di
quel territorio, di una economia che si fonda su questo tipo di
colture cosa faranno?
Qui ci dobbiamo pensare. Ci dobbiamo pensare tutti.
Noi per parte nostra abbiamo immediatamente investito della cosa
il Governo che si è mostrato immediatamente disponibile con il
Vicepresidente Di Maio. Però qua sta anche a Lei Presidente, La
invito ad intervenire nella maniera più immediata e programmata
possibile perché non possiamo pensare soltanto all'immediato ma
dobbiamo pensare anche al resto del periodo che questo persone
dovranno passare senza alcun reddito.
C'è un altro problema. Lo butto lì come un suggerimento perché c'è
stato segnalato.
Nel paese di Francofonte gli agrumicoltori che vogliono
partecipare ai bandi PSR. Non può partecipare quasi nessuno a
questi bandi perché il limite minimo di territorio che devono avere
a disposizione per potere partecipare è 3 ettari.
Mentre quel territorio, quella zona, la zona di Francofonte è
caratterizzata da fondi non più grandi di mezzo ettaro, un ettaro,
due ettari. Quindi tutto quel territorio di Francofonte non potrà
accedere ai fondi PSR.
Dovete trovare una soluzione immediata, dovete trovare una
soluzione che tolga questo limite, assessore, dovete togliere al
più presto possibile questo limite perché già così a quelle
popolazione possiamo dare un immeditato ristoro e una immediata
possibilità di ripartire.
Dobbiamo farlo, dobbiamo farlo per tutta quella gente che fonda la
propria vita sull'attività dell'agrumicoltura.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, Presidente, Giunta, colleghi tutti,
solitamente quando accadono questi eventi in Italia si scatenano le
polemiche, si vanno a ricercare le responsabilità di chi c'era
prima e di chi ha governato e io penso che sia un metodo che
bisogna tralasciare, un metodo che appartiene alla vecchia politica
superata.
Io, caro Presidente Musumeci, ho apprezzato il suo intervento.
Anche nei momenti della finanziaria ho apprezzato che è stata una
finanziaria solidale che ha pensato, prima di ogni cosa, ai più
deboli e non mi accadeva da anni vedere una finanziaria che si
rivolgeva ad intercettare questi disagi.
Oggi Lei, con la Sua umiltà e con la Sua fermezza e semplicità, è
venuto in Aula ed ha presentato un disegno di legge che cerca di
aiutare e sostenere il collante socio-politico siciliano, i
Sindaci, perché non si può partire che da questi, perché se non
partiamo dai sindaci molliamo il territorio ed anche se c'è qualche
sindaco che è riluttante, che non apprezza e non approva la
mediazione politica, sbaglia, deve cambiare atteggiamento perché
se, oggi, con l'umiltà di Musumeci Presidente si raccoglie questo
disagio e si corre incontro, in modo creativo, fattivo, lei oggi,
dal mio punto di vista, ha interpretato al meglio il ruolo di
Presidente della Regione siciliana perché questo evento che
colpisce la Sicilia che ha, come dire, inferto una ferita profonda
in tutte le famiglie siciliane perché ognuno di noi si è commosso,
si è sentito disperato, così guardando la Sicilia, così guardando
il Veneto e se questa politica, la sua politica, la politica di
questo Governo non fa questo, corriamo il rischio di incorrere
nell'errore di quella politica fredda, distaccata e che non sente
il bisogno di aiutare il territorio.
Un altro atteggiamento che ho approvato è la sua sobrietà,
Presidente, la sua sobrietà nell'andare sui territori e lo fa con
semplicità e, sa una cosa, chiedendo anche scusa.
Io ho ascoltato, con le mie orecchie, quando lei ha chiesto scusa
per i ritardi perché le infrastrutture non venissero aperte prime e
faccio l'esempio pratico dell'ospedale di Ragusa che si è aperto e
lei si è scusato con la collettività ragusana, così come ho colto
nelle sue parole, il fatto che lei ha detto: sono stati stanziati
800 mila euro per la cultura degli alvei dei fiumi. Ora dico se non
è prontezza questa, se non è, come dire, la capacità di comprendere
il grido del territorio, cos'altro bisogna fare? Io sono convinto
che siamo in tema, stiamo andando bene, stiamo lavorando bene.
Certo, oggi, c'è bisogno di comprensione, di ascolto, perché il
disagio che pervade la Sicilia è talmente forte che la politica
tutta, nonostante il suo impegno, la sua Giunta, la maggioranza
tutta, forse non riusciremo a coprire tutti i bisogni ma,
quantomeno, daremo risposta alla nostra coscienza che ci stiamo
provando. Io sono qui insieme a lei, alla Giunta, ai miei colleghi
tutti, per dare quello che noi oggi possiamo dare perché, guardi,
dopo tanti anni di esperienza si sente il bisogno proprio di dare,
di dare alla nostra Terra un momento diverso e non far considerare
la Sicilia sempre come un serbatoio elettorale.
La Sicilia, oggi, e io spero che lo faccia lei, deve far sentire
la sua voce anche nel dare al nostro territorio le infrastrutture
che servono. Approfitto della presenza dell'assessore Falcone e
prendo atto che la Siracusa-Gela riparte. E quale migliore
risposta?
Vorrei approfittare dell'assessore Falcone, in senso positivo,
dicendole assessore Falcone che nella nostra storia ragusana c'è la
Ragusa-Catania. E' inconcepibile So che il suo impegno è talmente
alto ed importante ma dobbiamo portare questa risposta a tutta la
Sicilia ed in particolare alla provincia di Ragusa perché noi
componenti della politica ragusana ci siamo impegnati,
ufficialmente, nel far ripartire il modello 2 del modello Ragusa
antico dove si lavorava, dove si partecipava. Adesso, ci siamo
impegnati per questo.
Abbiamo tre obiettivi importanti, la Siracusa-Gela che è già
partita, la Ragusa-Catania - spero che lei ce la faccia - e
l'aeroporto di Comiso. Quando riusciremo a completare il cerchio di
queste infrastrutture, quantomeno potremo avere la coscienza meno
responsabile del passato e non voglio accusare alcuno, perché chi
accusa qualcuno del passato, chi fa polemica su questi eventi
odierni sbaglia, è una politica vecchia; l'approccio positivo è
andare avanti e vincere contro tutti coloro che vogliono essere
oppositori della nostra azione politica. Per cui, caro presidente
Musumeci, la invito ad andare avanti in questo modo, come sa fare
lei, sapendo sempre che ha, da parte nostra, il nostro appoggio.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. A seguire
hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Aricò, Di Caro, Milazzo,
Lo Giudice, Campo, Caronia, Savarino. Non essendoci altri iscritti
a parlare dichiaro chiuse le iscrizioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Figuccia.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto vorrei
ringraziare il Presidente della Regione, onorevole Musumeci, che
anche in questa occasione, come è nel suo stile, ha avuto un
approccio assolutamente istituzionale, ha avuto un approccio
difficile anche, probabilmente, da mantenere rispetto ad alcuni
fatti che sono accaduti, non solo rispetto alla tragedia ma
rispetto anche agli incidenti forse non del tutto casuali che, sul
piano istituzionale, si sono verificati a far data dalla presenza
del Presidente del Consiglio dei Ministri in Sicilia che ha,
assolutamente, ignorato ogni protocollo, che ha assolutamente
ignorato le specificità statutarie e che ha, persino, dimenticato
quali sono gli attori di un sistema non appena ci si rivede in un
territorio e ci si approccia ad un territorio com'è quello della
Regione siciliana da Presidente del Consiglio dei Ministri.
Con grande eleganza e volendo ignorare quello che è accaduto il
presidente Musumeci, com'è nel suo stile, è andato avanti e lo ha
fatto - e credo che questo sia elemento di riflessione per
quest'Aula - con un approccio che non soltanto come sempre è serio,
ma soprattutto è un approccio di chi porta avanti la proposta.
Noi oggi siamo qui a discutere, non siamo ancora nel merito, di un
disegno di legge del Governo, rispetto al quale si chiede, a norma
del Regolamento, la procedura d'urgenza, che verrà trattato non
facendo riferimento a polemiche o a brutte storie del passato, ma
che viene presentato per porre finalmente soluzione ad una serie di
questioni che sono andate avanti nei decenni nell'incuria di
governi che si sono succeduti, governi che hanno coinvolto tutte le
parti politiche del centro destra e del centro sinistra perché
alcuni fatti, a partire da queste tragedie, non possono ovviamente
avere un colore politico. Solo negli ultimi sette anni: 2009
Giampilieri, Scaletta Zanclea il numero di vittime era 38.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, le comunico che il tempo a sua
disposizione è scaduto. Si avvii alla conclusione.
FIGUCCIA. L'onorevole Lo Curto ha preso tutto il tempo. Signor
Presidente, lei terrà conto, come aveva annunciato il presidente
Micciché di voler equilibrare i tempi e, quindi, avendo iniziato
adesso l'intervento, vorrà darmi certamente qualche minuto in più.
17 settembre 2015: Lipari ed Eolie; 10 ottobre 2015: Barcellona
Pozzo di Gotto e Milazzo; 25 novembre 2016: maltempo in Sicilia,
alluvione tra Sciacca e Ribera; 23 gennaio 2017: maltempo violento
all'estremo sud, un morto a Castronovo di Sicilia; fino ad arrivare
ai fatti di Casteldaccia, fino ad arrivare a quel medico che lascia
la propria residenza per recarsi all'ospedale di Corleone e trovare
quella condizione che, oggi, lo vede disperso.
Oggi, credo che occorra partire dalle linee guida della
pianificazione della Protezione civile per affrontare in maniera
seria il problema e scoprire come, solo rispetto al dissesto
idraulico, abbiamo 234 comuni che vivono una condizione di
inadempienza, con qualcosa come 315 località, solo rispetto a quel
rischio; se poi passiamo al rischio mareggiate ci troviamo con 96
comuni e con 181 località.
Il vero dramma, come il Presidente della Regione ha rappresentato,
è che abbiamo oltre 6 mila ordinanze di abbattimento di immobili e
di questi solo il 16 per centp è stato messo in esecuzione.
Ma da qui ecco che passiamo alla considerazione opposta, al
contraltare, di fronte a 6 mila ordinanze di abbattimento abbiamo,
dagli anni 80 ad oggi, accumulate qualcosa come 700 mila richieste
di sanatoria, quindi, ecco che come diceva il Presidente della
Regione, da una parte abbiamo le ordinanze di abbattimento e
dall'altra, Presidente, 700 mila richieste di sanatoria.
In questi anni, ovviamente, ci sono state tante denunce, ma in che
cosa si sono risolte?
Parliamoci chiaro, così com'è oggi la situazione che questo
Governo eredita, ahimè, quella di Casteldaccia è una vicenda che
può essere ascritta quasi ad una questione della roulette russa,
perché ciascuno dei rappresentati di questo Parlamento che chiama
ad intervenire o ad avere un parere di un proprio amico sindaco o
di un proprio amico assessore, in qualsiasi comune della Sicilia,
scoprirà con grande serenità e con estrema chiarezza che quello che
è accaduto a Casteldaccia poteva accadere, per come sono oggi le
situazioni e per quella che è la condizione delle inadempienze dei
comuni, assolutamente in qualsiasi comune. D'altra parte nel
novembre del 2011 e da allora i sindaci che si sono succeduti, alla
guida del comune dovevano seguire atti che non sono stati portati
avanti.
Nessuna pianificazione, quindi, sul piano della protezione per il
rischio idrogeologico così come doveva essere mantenuta e nessun
rispetto degli atti da parte di molte amministrazioni, perché
quelle stesse amministrazioni, di fatto, non hanno
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, la invito a concludere.
FIGUCCIA organizzato i loro uffici per poter rispondere alle
emergenze.
Per cui, credo che questo disegno di legge, e concludo,
considerato i tempi, fosse assolutamente necessario ed
indispensabile. E' giusto che ciascuno si assuma le proprie
responsabilità, chi è inadempiente deve andare a casa e quei
sindaci che avranno la capacità di armarsi di coraggio, al di là
delle situazioni locali, mettendosi contro chicchessia pur di
andare avanti, siano quelli che devono effettivamente adempiere.
Questa è una norma, a mio avviso, che crea giustizia perché
finalmente non se la prende con quei poveri costruttori
dell'immobile, con i proprietari dell'immobile che non sono
decisamente quelli che, a tutti i costi, l'hanno creato
quell'immobile, talvolta quell'immobile è stato definito da un
legittimo proprietario, finalmente questa norma non va contro quel
proprietario, anzi lo accompagna attraverso una procedura che gli
dà la possibilità, se non ho capito male, di chiedere aiuto alla
Regione, per il tramite del Comune, aiuto che certamente non
mancherà da parte del Governo e del Parlamento e che determinerà,
quindi, la possibilità di ripristinare una situazione di serenità
nei territori siciliani che hanno davvero bisogno.
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che è pervenuto il disegno di legge
n. 428 avente per oggetto: «Provvedimenti urgenti dei sindaci in
materia di abusivismo edilizio», di iniziativa governativa.
Alla fine, prima che terminerà la seduta, proporrò all'Assemblea
di votare la procedura d'urgenza e, quindi, inserire gli argomenti
all'ordine del giorno.
E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, signor Presidente della Regione, membri
del Governo, signori colleghi, oggi, con un pizzico di tristezza
accompagnata dalla rabbia, mi accingo ad intervenire in questo che
non ritengo un dibattito, signor Presidente, ma una costatazione
dell'impegno del Governo.
Oggi, prontamente, chiamato dai Capigruppo ad affrontare la
questione, il Presidente della Regione insieme al suo Governo, si è
presentato in Aula per rappresentarci tutti gli interventi posti in
essere per migliorare la vivibilità di questa nostra Terra.
Cari colleghi, quanti di noi ci siamo immedesimati in quel
racconto di quella famiglia che stava festeggiando il compleanno di
una bambina. Quante volte abbiamo fatto delle scampagnate andando
al villino di campagna per passare una domenica o un giorno di
festività che potesse essere un giorno di gioia per quella famiglia
stessa.
Io voglio legge quei nomi. E' giusto che l'Aula abbia segnato un
minuto di silenzio. Voglio iniziare dalla prima: Rachele Giordano,
un anno; Francesco Rugò, 3 anni. Ci sono altri 7 membri di questa
famiglia, non voglio andare oltre, c'è anche un decesso avvenuto a
Vicari, Alessandro Scavone, due turisti tedeschi, un medico di 40
anni che si recava a lavoro che è ancora disperso e ancora non si
hanno notizie, si è trovato un giubbotto. E' un bollettino di
guerra
Allora, l'impegno che possiamo chiedere al Governo è quello che ci
ha dimostrato oggi e in queste giornate, perché la nostra Terra è
stata martoriata. Ci sono responsabilità ed omissioni da parte di
chi ci ha preceduto.
Io ho sentito, con molta attenzione, l'intervento dell'onorevole
Dipasquale, il quale parla di responsabilità oggettiva di tanti di
noi. Io mi sono confrontato con i colleghi del Gruppo parlamentare
Diventerà Bellissima' e non ci sentiamo assolutamente responsabili
di ciò che è accaduto. Ci sentiamo carichi di responsabilità a
fianco del governo Musumeci per affrontare al più presto una
proposta di legge quale, siamo certi, verrà data priorità e
dobbiamo stare a fianco anche dei sindaci perché la proposta che ci
viene, oggi, così rappresentata porrà delle gravi difficoltà ai
sindaci soprattutto nelle piccole comunità, quando i sindaci
saranno chiamati ad emettere ordinanze di sgombero, probabilmente,
a parenti affini, di grado ristretto, ma dovranno farlo perché
questa legge lo imporrà.
Presidenza del Presidente Miccichè
E, allora, tanti sono i fiumi che sono stati usati come
discariche, addirittura, come parcheggi ai lati del fiume e ci
dispiace che i Geni civili, in questi anni, abbiano lavorato poco.
Il presidente Musumeci ci ha indicato due, soprattutto, che
avrebbero dovuto fare un lavoro migliore, quello di Catania e
quello di Palermo. Oggi, probabilmente la burocrazia è stata
costretta a scegliere due nuovi soggetti alla guida di questi Geni
civili.
Allora, la svolta già c'è stata. Abbiamo sentito, la tragedia non
cambia la sensibilità di questo Governo e non deve cambiare la
sensibilità dell'Aula perché già nell'approvazione della
finanziaria è stata ribadita l'istituzione della Autorità di bacino
che mancava dal 1989.
E parliamo, successivamente, della pulizia di 26 fiumi con lo
stanziamento di 7 milioni di euro, altri 70 fiumi individuati dai
Geni civili approvati dalla delibera di Giunta di domenica e ci
sono i comuni che, purtroppo, non hanno risposto alle continue
sollecitudini della Regione per avere indicato la densità,
comunque, le costruzioni abusive che ricadevano nel proprio comune.
Si è parlato del fiume Torrelunga, io parlerei anche a Palermo del
fiume Eleuterio accanto a dove è accaduta la tragedia, che sfocia a
Ficarazzi dove ci sono diverse case abusive. Dobbiamo stare
attenti.
Allora, sono convinto che il pugno duro della Regione, caro
Presidente, contro chi ha demolito, anzi, ha costruito abusivamente
ed ha massacrato il nostro territorio, sia la linea giusta.
E' giusto non parlare più di sanatoria, è giusto parlare
soprattutto di salvaguardia della vita umana, è giusto parlare
soprattutto della salvaguardia del nostro territorio.
Ed anche i costruttori ce lo indicano. L'abusivismo danneggia
l'associazione dei costruttori, sono tanti i piccoli costruttori.
Presidente, c'è stato un passaggio in cui parlava di mezzi mastri
diventati grandi costruttori se non anche cavalieri.
Questo è un passaggio importante che rievoca una storia della
Sicilia brutta, una pagina brutta, una pagine di intrecci, spesso e
volentieri con un'amministrazione connivente con la mafia, e questo
lo possiamo dire, però oggi ci porta dei morti.
Allora, è giusto che Roma dichiari lo stato di emergenza, è giusto
che la Regione non si trovi impreparata con i progetti pronti, è
giusto che quasi un centinaio di progetti per ripulire i fiumi ed i
torrenti venga redatto affinché i Ministeri o lo Stato italiano o,
comunque, la Comunità europea potrà intervenire finanziando le
pulizie degli alvei dei fiumi.
Presidente, a me farebbe piacere parlare anche delle cause, non
soltanto delle dodici morti e del tredicesimo disperso per il quale
ci stringiamo tutti attorno alla sua famiglia affinché possano
ritrovare il medico, ma parlare anche degli effetti disastrosi che
sta avendo per il comune di Palermo, perché, signori, domani le
scuole di Palermo saranno chiuse per mancanza d'acqua, perché tutti
i detriti che sono andati all'interno delle condutture hanno fatto
sì che l'acqua non potesse essere potabilizzata.
Pensiamo anche a tutte le problematiche che saranno causate da
domani.
Vorrei fare una proposta, non so se il Presidente e gli Assessori
al ramo potranno condividerla: concessioni gratuite per la
rimozione di materiali inerti negli alvei dei fiumi.
Mi rivolgo all'assessore Cordaro: ritengo che se riuscissimo a
dare centinaia di concessioni gratuite, in tutta la Sicilia, per
quei materiali inerti, in alcuni casi legnosi, che sono all'interno
dei fiumi, che potrebbero essere gratuitamente presi dalle società
edili, potremmo fare una bella operazione di pulizia degli alvei
dei fiumi quasi gratuitamente.
Questo è un appunto che vorrei che il Governo potesse prendere.
Noi ci stringiamo ancora attorno ai superstiti degli scomparsi,
siamo a fianco del governo Musumeci e speriamo che questo disegno
di legge possa trovare immediatamente luce.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, colleghi, Presidente della Regione,
Assessori, domenica scorsa con i colleghi Sunseri, Mangiacavallo e
l'europarlamentare Corrao abbiamo girato un po', dove ci è stato
possibile, perché c'erano delle strade completamente devastate, i
territori della provincia di Agrigento.
E' una provincia letteralmente devastata, con danni
all'agricoltura, due morti a Cammarata, da Burgio a Calamonaci un
inferno, Casteltermini, Agrigento, Favara, Sciacca, Ribera tutta la
provincia in ginocchio.
Abbiamo raggiunto il comune di Santa Margherita Belice. Ci siamo
addentrati in una chiesa, in un museo veramente ed ho notato,
signor Presidente, una foto del 1968, una foto di 50 anni fa. In
questa foto c'era scritto: La burocrazia uccide più del
terremoto .
Bene, ancora oggi, dopo 50 anni, dobbiamo avere la tristezza di
dovere affermare che la burocrazia uccide più delle alluvioni,
della pioggia, delle frane e quant'altro, perché, signor
Presidente, non c'è alcun disegno di legge che tenga se non
dichiariamo guerra alla burocrazia, non c'è alcun disegno di legge
che tenga se per spostare un chiodo abbiamo bisogno di una
tonnellata di carte.
A proposito, una piccola parentesi, ho ascoltato il suo disegno di
legge, più che venire incontro ai sindaci mi sembra che crei dei
martiri, ma questo, magari, lo approfondiremo in Aula.
A proposito di burocrazia, signor Presidente, mi farebbe piacere
sapere cosa ha fatto, fino ad oggi, il Commissario della struttura
di governo per il dissesto idrogeologico, perché abbiamo bisogno di
presidi territoriali per il monitoraggio del dissesto idrogeologico
nei comuni, alla pari delle guardie mediche; abbiamo bisogno dei
geologi all'interno dei comuni che sono enti di frontiera,
letteralmente, in ginocchio. Ed a proposito di geologi, proprio
domenica, parlavo con un geologo e gli dicevo: Guarda, in giro, è
stato un disastro, per le strade è stato un inferno. Noi stessi
abbiamo avuto delle serie difficoltà in strada ed abbiamo trovato
riparo nel comune di Calamonaci . Gli dicevo: Guarda il clima sta
cambiando . Questo geologo mi ha detto: Guarda il clima non sta
cambiando, il clima è già cambiato. E noi dobbiamo agire in fretta,
oggi .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice, al quale
facciamo ancora una volta gli auguri. Questo è il suo primo
intervento, onorevole Lo Giudice, mi raccomando. No, mi dicono che
h il secondo, allora, non c'ero per il primo Ha facoltà di
parlare.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
Presidente della Regione e cittadini che ci ascoltano da casa,
anch'io desideravo unirmi al sentimento di cordoglio espresso da
chi mi ha preceduto per quella che è stata l'ennesima tragedia che
la nostra Sicilia si è trovata ad affrontare.
Ho apprezzato, in maniera positiva, l'intervento, qui in Aula, del
Presidente della Regione, onorevole Musumeci, che, con grande senso
di responsabilità e con la grande sensibilità che ha sempre avuto
verso queste problematiche, è venuto qui a riferirci quelli che
sono gli intendimenti che il Governo vuole porre in essere e
mettere in atto nell'immediato.
E' chiaro che il problema è più complesso, come lei ha già ben
espresso in precedenza. E, sicuramente, l'aspetto dell'abusivismo
rappresenta una parte ma, credo che nell'80 per cento dei casi il
nostro territorio siciliano, al di là dell'aspetto inerente
l'abusivismo, sia caratterizzato da dei torrenti che, purtroppo,
sono sovralluvionati e presentano un quantitativo di materiale
enorme.
Questo è un problema più complesso che, ovviamente, non può essere
affrontato con il disegno di legge che il Governo intende mettere
in atto, in questo momento, benché anche questo può essere,
sicuramente, utile.
Le dico quello che spesso mi succede da sindaco del comune di
Santa Teresa di Riva. Incontro la semplice persona, il semplice
contadino che mi racconta quello che avveniva un tempo. E mi dice:
Ma, una volta, i torrenti li svuotavamo noi. Avevamo la
possibilità con pala e carriola, mi permetta di dirlo, di
raccogliere la sabbia. Lo facevamo noi, lo facevano le imprese e
tutto avveniva in maniera naturale.
Oggi, le norme non lo consentono più ma, signor Presidente, c'è di
peggio. La maggior parte degli interventi che sono in elenco - e
qui, poi, secondo me, la gente non ci capisce più -, che hanno in
parte anche la copertura finanziaria, prevedono spesso il semplice
svuotamento dell'alveo torrentizio e, quindi, la rimozione del
materiale.
Questi interventi, dal Dipartimento ambiente, hanno la necessità
di essere spesso e volentieri assoggettati alla Valutazione di
Impatto Ambientale, una tempistica che richiede, Presidente, circa
otto mesi e, quindi, è chiaro che ci ritroviamo in una situazione
che porta il tempo a passare, a passare con progetti che vengono
presentati, aggiornati, con somme che vengono rimodulate da tutti i
dipartimenti ma con interventi che tardano ad arrivare.
La gente a quel punto non riesce più a comprendere quella che è la
nostra buona volontà di dare risposte; e quindi un suggerimento,
credo che possa essere positivo: quegli interventi che richiedono
soltanto lo svuotamento e quindi non richiedono delle opere in sé
vere e proprie, delle opere, delle modifiche idrauliche dei
torrenti, con una direttiva assessoriale, con una direttiva sua,
potrebbero essere escluse dalla Valutazione di Impatto Ambientale,
questo metterebbe in condizioni di snellire notevolmente i tempi
della burocrazia.
Io oggi, per il torrente Savoca, che riguarda il mio territorio,
ho presentato il progetto definitivo alla struttura commissariale,
se tutto va bene, fra due anni, fra un anno e mezzo, concretamente,
mi auguro meno, ma questi sono i tempi che purtroppo spesso siamo
costretti, e la gente non li comprende e non li può comprendere,
perché ad oggi, se guardo il mio torrente ha una distanza dalla
ferrovia piuttosto che dall'autostrada di circa un metro e questa
aumenta di anno in anno.
Ecco, in questa direzione, secondo me, possiamo e dobbiamo
impegnarci, nel riuscire con tutti i mezzi possibili ed
immaginabili, con tutti gli strumenti che abbiamo a risolvere e a
snellire, quanto più possibile queste procedure che richiedono
degli interventi immediati e delle risposte immediate.
La provincia di Messina, che ancora piange le vittime
dell'alluvione del 2009, è caratterizzata dalla presenza di
numerosi torrenti; 108 comuni ognuno dei quali, nella migliore
delle ipotesi, è attraversato da 1, 2, 3, 4 torrenti di piccoli e
di grandi dimensioni e se anche il sindaco, con ordinanza
sindacale, decide di prelevare un granello di sabbia, il rischio di
un avviso di garanzia è dietro l'angolo perché la legge non lo
consente, e io da sindaco sono totalmente inerme di fronte a questa
situazione e non so realmente quali risposte concrete posso dare.
Ecco, mi auguro e sono convinto che questo Governo ci dia gli
strumenti giusti a noi sindaci, non solo di potere intervenire, ma
tutti insieme di agire sinergicamente per poter finalmente
risolvere questo problema che riguarda le nostre comunità e
riguarda il nostro territorio, affinché la salvaguardia delle vite
umane, che credo sia prioritaria rispetto a tutto, possa essere
realmente garantita con quelle azioni che la nostra Sicilia merita
per tornare e diventare effettivamente ad essere bellissima.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi e
cittadini che ci seguono da casa, ho sentito parlare di stato di
emergenza, di lavori in somma urgenza, di incendi all'improvviso,
strade e ponti che cedono e crollano all'improvviso. Di esondazioni
di fiumi all'improvviso.
Ecco, in politica all'improvviso non esiste Esiste
l'improvvisazione E, purtroppo, questo Governo visto che porta un
documento, un disegno di legge che dovrebbe prevenire certi
disastri, solo stasera, forse sta andando proprio nella direzione
dell'improvvisazione.
La politica deve essere progettualità, programmazione, visione,
visione del futuro e purtroppo
MUSUMECI. Presidente della Regione. Si vergogni Si vergogni
CAMPO. Presidente, io non mi vergogno, io sto semplicemente
esprimendo il mio parere.
Noi, di tutto questo ne abbiamo parlato in IV Commissione, nella
Commissione Ambiente e Territorio, abbiamo parlato di dissesto
idrogeologico, abbiamo parlato di desertificazione, di prevenzione
incedi, abbiamo parlato di tutela del patrimonio arboreo, un sacco
di temi che purtroppo non sono mai arrivati in quest'Aula, stasera
si sarebbe discusso, se non ci fosse stato il drammatico episodio
degli scorsi giorni, insieme alle altre cose, di un disegno di
legge sulle aiuole che, fra l'altro, penso che sia una competenza
prettamente dei comuni.
Spero che in quest'Aula possano arrivare temi importanti che
possano veramente risolvere i problemi dei siciliani.
Ho presentato, già fin dall'inizio del mio insediamento, ben tre
atti parlamentari all'assessore Cordaro che riguardavano il fiume
Dirillo e anche un disegno di legge sul fiume Dirillo, per la grave
condizione in cui versa, costeggiato da chilometri di serre che si
estendono lungo la costa per altri quindici chilometri e dove
vivono quattromila persone censite e altrettante non censite in
condizioni precarie.
Ecco questo posto che è il più grande fenomeno di inquinamento
ambientale della nostra Isola, insieme ai siti SIN, non ha avuto la
benché minima attenzione da parte di questo Governo. Non se n'è
discusso, e i provvedimenti che sono stati presi per il fiume
Dirillo non hanno riguardato la foce che è proprio quella che è
invasa da detriti, da plastica, da tutti gli scarti possibili e
immaginabili delle serre che vengono sversati proprio nel fiume.
Purtroppo stasera, fra l'altro, abbiamo appreso in Commissione, di
una profonda decurtazione al trasporto pubblico locale.
In questa situazione, dove le strade si inondano e cedono, almeno
avere la sicurezza di poter viaggiare con i mezzi pubblici, sarebbe
stata una gran cosa. Neanche quella.
Noi abbiamo aspettato un anno e possiamo ancora aspettare. Ma come
vedete il fiume non aspetta. Il fiume si è trascinato via delle
vite umane e sono scomparse anche delle giovanissime vite ed
esprimo il mio più profondo cordoglio.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, il
Presidente della Regione ascolterà probabilmente quello che è il
mio intervento che sarà piuttosto breve, cercherò di utilizzare al
meglio questi sei minuti che ho condiviso con il collega, perché in
realtà quasi tutto è stato detto.
Mi fermerei semplicemente ad un monito che quest'Aula potrebbe
accogliere perché a breve vareremo un documento finanziario che
sarà il prossimo bilancio della Regione siciliana.
Ricordo che nella precedente sessione di bilancio alcune norme
importanti, tra cui quelle che hanno istituito l'autorità di
bacino, effettivamente, hanno marcato una linea importante di
demarcazione rispetto al passato.
Ventinove anni di assenza di una norma che dà una risposta precisa
a quello che è la gestione del territorio, ma soprattutto a quello
che riguarda i fiumi, in effetti l'abbiamo varata. Per cui questo
Parlamento non è rimasto inerme.
Devo dire che però, di contro, una serie di iniziative
parlamentari e anche governative non hanno trovato accoglimento
poiché la difficoltà economica di trovare una quadratura del
cerchio, di questo cerchio così complicato, assessore Armao, oggi,
peraltro, le vicende che riguardano l'attività del Governo
nazionale rispetto ai tagli che si prevedono, ci preoccupano non
poco.
Stamattina si parlava di TPL, ma voglio dire, un taglio del 3 per
cento quanto potrà incidere ogni anno su tematiche come quelle che
stiamo affrontando. Ovviamente tutto quello che si può fare, le
migliori idee poi finiscono per strada se poi non hanno la
possibilità di essere finanziate.
Allora, ricordo bene quando l'assessore Cordaro, in Commissione,
ha presentato, così come l'assessore Falcone, rispetto alla
Commissione Ambiente' degli appostamenti cospicui per il fondo di
progettazione che serve a dare una pianificazione del territorio ed
evitare eventi come quelli che purtroppo sono avvenuti nelle ore
scorse, chiaramente sono stati stoppati dalla necessità di dovere
in qualche modo fare quadrare i conti.
Allora chiedo in questa fase in cui stiamo per affrontare una
sessione di bilancio, a breve avremo un bilancio, un documento
finanziario, che il Governo tenga come punto di riferimento quello
di appostare delle risorse ad alcuni capitoli che sono determinanti
perché il dissesto idrogeologico, così come il rischio sismico,
l'erosione costiera non sono interventi che possono essere
tamponati dai duecento, trecento mila euro che vengono messi giusto
per affrontare qualche emergenza, vanno appostate delle risorse
importanti.
A questo proposito vorrei, anche, sottolineando la nostra, come
dire, mission che, secondo me, è quella di essere forieri di una
politica che ci veda come Regione Siciliana destinatari di maggiori
risorse, ritengo che il Ministero dell'ambiente che ha stanziato
venti milioni di euro a settembre destinati per Calabria, Umbria,
Sicilia e non ricordo la quarta Regione, alla Sicilia sono andate
soltanto trentadue opere finanziate per importi che non arrivano
oltre i cinque milioni di Euro.
E' chiaro che stiamo parlando di importi assolutamente esigui.
Ebbene, nelle prossime interlocuzioni con il Governo nazionale
questi 20 milioni piuttosto che essere ripartiti fra quattro
Regioni vengano destinate ad una Regione come la nostra che è ad
alto potenziale di rischio sismico, idrogeologico ed anche di
erosione costiera, in maniera più mirata.
Secondo me venti milioni servirebbero soltanto per le emergenze
che oggi la Sicilia affronta.
Inoltre vorrei dire che rispetto all'abusivismo - tema che sarà
oggetto del nostro intervento in quest'Aula e si aprirà un
dibattito che vedrà le più disparate affermazioni, chiunque potrà
dire tutto e l'opposto di tutto - bisogna avere una certa
attenzione.
Il Presidente della Regione ha fatto un distinguo. Bisognerà fare
un distinguo fra coloro i quali hanno inopinatamente infranto le
leggi e hanno costruito dove non si poteva, sugli R4, su dove
c'erano delle prescrizioni assolute e coloro i quali invece hanno
fatto degli abusi che in realtà potrebbero oggi essere sanati con
la conseguenza di rimpinguare le casse dei comuni.
Bisogna dare la possibilità ai sindaci di potere attuare una reale
pianificazione del territorio e di contro dare a chi ha costruito
la propria casa per viverci, e non per speculare, la serenità che
quella casa possa essere messa in sicurezza e comunque sanata, in
regola. I siciliani, in tanti, vorrebbero essere in regola.
Purtroppo la burocrazia, la difficoltà ad esperire quelle che sono
tutte le enormi quantità di istanze di sanatoria che giacciono
ancora dentro i comuni o sulle scrivanie degli uffici comunali
della Sicilia.
Vorrei anche ricordare a me stessa e a questo Parlamento che la
nostra Regione, Assessore Grasso lo ricorderà con me, ancora ha una
quantità imponente di comuni che non sono dotati di piano
regolatore, ma ancora di piani costruttivi. Questo è gravissimo
perché la pianificazione del territorio passa da un PRG.
Nel momento in cui non abbiamo una pianificazione è chiaro che
eventi drammatici come quelli avvenuti nelle ore scorse che -
permettetemi di dire da madre, da donna - colpiscono fortemente i
nostri cuori oltre che la nostra mente, anche la responsabilità di
soggetti politici, non possono che imporci una valutazione di
ordine economico. Mi soffermerei su questo.
Dobbiamo appostare delle somme che servano ai comuni affinché si
possa effettuare la progettazione e si possano rivedere i piani
regolatori dove ci sono e dove sono in fase di revisione e dove si
possono approvare nel caso in cui non ci sono.
Ultimo elemento, credo sia importante tenere in considerazione che
il clima è cambiato.
La tropicalizzazione, la desertificazione hanno comportato un
cambiamento radicale per cui se oggi il P.A.I. fotografa una realtà
piuttosto recente, probabilmente in un tempo molto rapido si è
modificato. Quelle zone classificate a basso rischio oggi sono
diventate molto pericolose.
Prova ne sia che a Palermo abbiamo avuto una casa distrutta da un
masso caduto in prossimità di un centro abitato, Mondello, e
purtroppo ha perso la vita una donna mentre si trovava a letto che
dormiva. Potrei portare un'infinità di esempi. La città di Palermo
in questo momento è a forte rischio.
Gli elementi di pianificazione sono fondamentali ma perché una
pianificazione possa essere fatta dobbiamo avere il coraggio di
appostare delle risorse perché si possa dare aiuto ai comuni per la
progettazione.
Diversamente tutto quello detto oggi, con grande puntualità da
parte del Presidente che si è tempestivamente confrontato con
l'Aula, sarà difficilissimo da rendere applicabile.
Il mio monito al Governo è quello di aiutare anche noi
Parlamentari nel cercare di appostare quante più risorse possibili
su questi capitoli.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, volevo ringraziare il Presidente
della Regione, onorevole Musumeci, per la sua compostezza, per la
sua serietà, per come è riuscito in questi giorni di grave lutto
che ha colpito tutti noi siciliani in maniera forte, è riuscito ad
essere presente in quel momento di dolore ma ad essere anche
riferimento. Quindi non solo consolatorio ma anche riferimento,
come istituzione, che sa lavorare in silenzio e approntare per noi
siciliani quelle risposte che i siciliani si attendono.
E' arrivato nei luoghi dei disastri, ha incontrato la gente, ha
incontrato le aziende, i titolari delle aziende che sono in grande
difficoltà.
Ha fatto bene il mio collega Di Caro e l'onorevole Pasqua, prima
ancora, a elencare una serie di tematiche che sono gravi e una
serie di aziende che sono in ginocchio, che in questo momento hanno
bisogno e gridano aiuto, da Trapani ad Agrigento passando per
Catania, Caltanissetta, Ragusa.
Il Presidente della Regione aveva già affrontato nei mesi scorsi
temi delicati come quelli che noi abbiamo approvato in finanziaria
per la pulizia dell'alveo dei fiumi. E con fermezza, che è quello
che poi ci aspettiamo da chi ci governa, è riuscito anche ad
individuare quelle situazioni di mala burocrazia che non avevano
permesso
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Savarino parla con il
Governo, se lo coprite interamente non c'è nessuno che le può dare
conto. Grazie tante.
Prego, onorevole Savarino.
SAVARINO. Aveva già affrontato, dicevo, il Governo Musumeci, in
questi mesi una serie di progetti, aveva anche individuato laddove,
invece, questi progetti sono stati bloccati e laddove, appunto, i
burocrati sono stati prontamente rimossi, perché non hanno permesso
che il lavoro venisse svolto con compiutezza fino in fondo.
Noi siamo qui, oggi, a ricordare e a commemorare dei morti. Nove a
Casteldaccia, li ricordavano i miei colleghi, dove c'era la villa,
la casa abusiva di cui si chiede lo sgombero con il disegno di
legge che poi esamineremo con calma e con attenzione in
Commissione.
Ma voglio ricordare che ci sono stati anche due morti a Cammarata
e un morto a Vicari e, tutt'oggi, è disperso un medico, solo per la
calamità naturale.
Vorrei evitare che si concentrasse sulla Sicilia l'idea, che ho
già visto più volte nei TG e nelle trasmissioni nazionali, che i
danni da noi sono causati soltanto da abusivismo edilizio.
Noi abbiamo avuto una caduta di acqua incredibile che ha superato
i 200 millilitri di quantità, addirittura in alcuni casi 250, che è
stata talmente grave da comportare dei danni e purtroppo dei morti
a prescindere da quello che è un male atavico che colpisce
soprattutto il Sud Italia che è l'abusivismo.
Non cerchiamo risposta ad un problema più grande, una risposta che
è solo parziale, che dovremo affrontare, che affronteremo con
attenzione ma che non è l'unico problema perché altrimenti non
piangeremmo a Cammarata i due morti, come a Vicari e non
cercheremmo, come stanno cercando, il medico disperso che stava
andando a Corleone. Noi abbiamo una situazione tale, di calamità
naturale tale, per cui è chiaro che va affrontata pensando a tutte
le tematiche.
L'avere, oggi, l'Autorità di bacino, l'avere oggi i progetti che
sono stati già finanziati e quelli che adesso sta approntando il
Governo Musumeci per la pulizia dei fiumi è una risposta concreta
ad un problema che è, appunto, più generale rispetto alla casa
abusiva di Casteldaccia che farà anche notizia ma che non è solo
quel problema.
Giovedì avremo in audizione, - oggi è stato richiamato in molti
interventi dei miei colleghi - sul tema della calamità naturale,
tra gli altri, anche il soggetto attuatore il dottore Croce. Per
cui chiederemo a lui maggiore contezza dei progetti che sono in
essere, di quelli che si stanno affrontando e segnaleremo le
criticità che ognuno di noi sa esserci stato nel nostro territorio,
come a Sciacca, o il fiume Akragas ad Agrigento; non è stato detto
ma ci sono persone che hanno perso tutto in quella esondazione,
come a Palma, a Siculiana, a Cattolica, nella zona della Piana di
Licata, per cui giovedì affronteremo tutto questo in Commissione.
Mi perdonerete se giustifico il lavoro della mia Commissione. E'
chiaro, onorevole Campo, che il decoro urbano contenuto nel disegno
di legge per l'adozione delle aiuole e degli spazi verdi non è una
priorità di quest'Aula, ma lei sa, perché abbiamo deciso l'ordine
dei lavori insieme, che noi abbiamo coperto uno spazio che si era,
di tempo, in attesa che l'Assessore ai rifiuti, l'Assessore
Pierobon, che per un motivo di salute non poteva essere presente in
Commissione, abbiamo sospeso l'esame del disegno di legge sui
rifiuti ed è una priorità e che contiamo di esitare a giorni, e
abbiamo coperto quello spazio con disegni di legge che avevano
bisogno di poca istruttoria e senza costi aggiuntivi.
E, quindi è chiaro che dall'esame dei disegni di legge che avevamo
in Commissione c'era quello del decoro urbano, c'era quello della
decongestione dei parcheggi, c'era quello dei parcheggi di
interscambio, c'era quello sul recupero delle acque reflue e noi
abbiamo occupato questo spazio in maniera proficua adottando questi
disegni di legge che invece non saranno prioritari ma danno ai
siciliani il senso della vicinanza e comunque dei servizi e degli
aiuti in più. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire dopo avere
ascoltato, e in parte condiviso, tutti i colleghi per trasmettere
un mio messaggio all'Aula e soprattutto al Governo.
Oggi ho letto i quotidiani e il vicepresidente del Governo
nazionale, l'onorevole Salvini, ha detto un miliardo'. E' una
cifra ridicola. Occorrono almeno 40 miliardi, e perché dico questo
e ripiglio un intervento, ecco, dell'onorevole Savarino, è una
circostanza che sistematicamente ogni anno si verifica in tutte le
regioni d'Italia a causa del maltempo ma spesso oltre che del
sistema di costruzione abusive, me lo lasci dire Presidente
Musumeci, mi preoccupo di più laddove ci sono le licenze, dico le
licenze edilizie perché spesso anche questo tema delle licenze
edilizie è frutto di un'attività compiuta dalle commissioni
edilizie e dagli stessi ingegneri capo che, - lasciamo perdere - ,
comunque lasciano a desiderare, e mettendo in atto una serie di
attività istruttorie sul piano tecnico, hanno consentito nel tempo
un'azione di degrado che non riguarda soltanto la Sicilia, questo
dobbiamo saperlo cari colleghi, ma riguarda l'intera Italia basta
ricordare ciò che è successo a Genova, ciò che è successo in altri
territori, ecco, nazionali perché il tema del dissesto, delle
costruzioni abusive, delle costruzioni della licenza edilizia, dei
piani particolareggiati, di tutto ciò che si è verificato dagli
anni '60 fino agli anni '90 ha costituito un fardello che tuttora
ci portiamo dietro e che non basta un miliardo, perché Presidente
Musumeci, lei deve sapere che questo miliardo è sistematicamente
una cifra che si ripete ogni anno a proposito del dissesto, che
viene assegnato, che è il Fondo per l'Italia non per la Sicilia,
Presidente. Dopo che lei avrà assegnate, come Regione siciliana,
una serie di somme, lei farà il suo programma, lo porterà a Roma,
le somme non so quanto saranno, quest'anno date le circostanze, -
fu la stessa cosa quando io fui assessore -, ma sono somme sempre
che sono inserite nel bilancio ordinario dello Stato, non c'è
nessun intervento straordinario. E dice bene l'onorevole Salvini,
occorrerebbero almeno 40 miliardi, forse anche più perché
ripristinare i luoghi, rimettere in un sistema accettabile sul
piano urbanistico e geologico il territorio italiano occorre
ovviamente un grande intervento, un grande piano infrastrutturale
che non lo vogliamo chiamare un piano Marshall ma certamente
qualcosa di significativo in cui la Regione siciliana può fare poco
perché le voglio indicare una cosa Presidente, le avevo parlato
tempo fa della situazione di Menfi, del sistema fognante che non
esiste nella fascia costiera e che nonostante Menfi sia zona che
batte bandiera blu, in realtà ha un sistema fognante che non
funziona.
Bene, nonostante il territorio sia pianeggiante, il danno che è
emerso in questo territorio a seguito dell'alluvione che c'è stata
l'altro giorno ha creato non solo danni all'agricoltura in una zona
ad alto interesse economico, ma ha creato anche un danno alle
famiglie, alle abitazioni, non ci sono stati morti ma comunque il
danno è stato molto evidente.
E allora, onorevole Presidente, credo che non bisogna battere
cassa nemmeno al Governo nazionale, ma in Europa, perché invece di
andare a chiedere le risorse e derogare al deficit nostro per cose
che possono invece riguardare la spesa corrente, credo che bisogna
pensare ad uno straordinario piano di intervento da un lato di
manutenzione, dall'altro di ripristino di un territorio che possa
avere compatibilità con quelli che sono i requisiti ambientali e,
mi permetto di dire, del territorio in se stesso ripristinando
quello che era un tempo per consentire alle nostre popolazioni,
compresa ovviamente la Sicilia, un ripristino di luogo, una
serenità ed evitare che possano succedere morti di questo tipo.
Lei, onorevole Presidente, per quanto di sua competenza, ha dato
con urgenza e ha chiesto la priorità - e ha fatto bene - credo che
il Presidente dell'Assemblea lo metta subito ai voti perché le
Commissioni di pertinenza lo possano esaminare, perché ci sia un
disegno di legge che stabilisca tempi e modalità affinché i sindaci
non possano più omettere i propri comportamenti e dare risposte
precise ed esaustive al territorio, assumendosi la propria
responsabilità.
Credo che il tema dell'abusivismo non sia un tema che possa essere
affrontato dai sindaci solamente, né tantomeno dal Presidente della
Regione perché c'è una forma di responsabilità che alla fine se i
sindaci non intervengono può intervenire anche la Regione.
Credo che sia un tema che debba riguardare il Governo centrale con
le autorità decentrate che sono il Prefetto e l'esercito perché è
molto difficile che un sindaco, al di là delle situazioni
economiche, abbia la forza di potere agire. Credo che lo Stato
debba fare un intervento serie se vuole mettere in condizioni il
territorio di riprendere quella serenità ambientale che serve per
fare stare famiglie intere in una certa tranquillità.
Onorevole Presidente, noi la ringraziamo per quello che lei
prontamente sta facendo: le visite, i sopralluoghi, i contatti con
il territorio, la sua sensibilità con cui manifesta l'interesse e
per quelle risorse, poche, ma credo saranno utilizzate
adeguatamente per dare ristoro al territorio ed alle famiglie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha
facoltà.
MILAZZO. Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente
della Regione, questo mio intervento, con la massima cautela, col
massimo rispetto di tutti coloro i quali hanno dato un contributo a
questo dibattito ma anche con la chiarezza che la circostanza
impone.
Certamente bisogna stringersi attorno ad una tragedia come quella
che è avvenuta a Casteldaccia. Un'intera famiglia è stata travolta
e noi tutti dobbiamo fare un'analisi con la massima onestà
intellettuale, senza cercare colpevoli, ma che serva da monito a
tutti perché personalmente, onorevole Presidente della Regione ed
onorevoli colleghi, io starei molto attento a valutare quello che
purtroppo è accaduto con superficialità.
Certamente ci sono dei responsabili, certamente c'è un territorio
trascurato e mi dispiace che nessuno lo abbia evidenziato nel
dibattito. C'è una politica che è colpevole, ci sono delle
istituzioni deficitarie, però ci sono anche delle cose che hanno
funzionato.
A Palermo era stato dichiarato allarme rosso, il sindaco di
Palermo aveva invitato tutti a non usare la macchina, se non
veramente, strettamente necessario, a non muoversi da casa.
Ecco, l'uomo a volte con leggerezza prende sia il proprio dovere,
sia i richiami che le istituzioni a volte fanno, perché mi ricordo
in passato, onorevole Presidente della Regione, si è fatto il
processo al mancato allarme. L'allarme c'è stato e tutti dovremmo
avere l'onestà intellettuale con pacatezza, con dolore e con
rabbia, di ricordare anche questa cosa.
Ma, Presidente, con rammarico da giorni anche io seguo come tutti
con interesse, con curiosità quello che accade nel Paese, oltre a
quello che accade nella regione della quale io sono deputato: è la
fotocopia del dibattito che molti oggi qua hanno insinuato.
A Casteldaccia c'è stato un episodio di abusivismo, una tragedia.
Tutto il resto in Sicilia è una fattispecie concreta ed eguale a
quella che c'è stata in Trentino Alto Adige. Anche noi siamo stati
presi alla sprovvista da un evento meteorico, un evento che negli
anni non è mai avvenuto, e le cose andranno a peggiorare, ma questo
non per una politica locale, ma per una politica globale che prende
alla leggera i cambiamenti climatici e ve lo dice uno che abita a
Palermo città.
A Palermo città la rete fognaria tantissimi anni fa era
sufficiente, oggi non lo è più e l'uomo e gli uomini delle
istituzioni devono su questo riflettere, ma non gli uomini delle
istituzioni che stanno da questa parte, tutti gli uomini delle
istituzioni, senza fare atti di slogan; non voglio essere
offensivo, ma la parola slogan penso che sia la più mite, ma anche
la più appropriata.
Io vorrei elencare alcune cose: il Calatino è stato colpito, tutta
la zona della Pianotta di Vicari, nel Corleonese, è stata travolta,
non ce n'è abusivismo là, finiamola C'è stato un episodio di
abusivismo, una cosa che deve essere certamente verificata ed anche
i responsabili dovranno rispondere.
Vi prego di unirci tutti insieme nell'evidenziare davanti ai media
perché ci massacreranno e non ci sarà un vincente o un perdente,
tutti saremo travolti perché il dibattito nazionale è che qua noi
siamo dei pazzi scatenati che costruiamo a destra e a sinistra e in
passato, purtroppo, si è fatto; ma questo territorio, oggi, nei
giorni scorsi è martoriato alle stesse condizioni del Trentino, non
c'è differenza e noi ci aspettiamo, onorevole Presidente della
Regione, lo stesso aiuto, visto che il Presidente Conte si è fatto
il giro con l'elicottero con il sindaco di Palermo.
Ecco, mi è dispiaciuto non vedere in quel elicottero anche il
Presidente della Regione. Avrei voluto più garbo istituzionale,
avrei voluto più garbo istituzionale E questo non l'ha detto
nessuno Oggi, però, tutti presentiamo il conto alla Giunta di
Governo regionale, però il giro con l'elicottero se lo sono fatti
gli altri Questa è una cosa che è vergognosa Che è vergognosa
Ed allora, inviteremo Conte con l'elicottero a lanciare almeno
cento milioni, ci vorranno almeno cento milioni perché ci sono
agricoltori, commercianti, imprenditori che sono in ginocchio
perché ci sono le infrastrutture e ci lavoreremo e ci stiamo
lavorando.
Io le chiederò, signor Presidente, di sospendere cinque minuti
perché anche io proporrò il mio ordine del giorno, per invitare la
Giunta a proseguire quel percorso virtuoso che è iniziato a marzo
quando c'era il sole in questa bellissima regione, quando abbiamo
fatto e istituito per legge l'autorità di bacino, quando abbiamo
messo 6 milioni e sono pronti altri 6 milioni.
Sono pochi, onorevole Barbagallo? Pazienza Lo sa come dicono al
mio paese? La povertà non è una vergogna ; si vede che il Governo
farà arrivare più soldi e noi ne metteremo di più, o qualcuno qua
abbia gli attributi di prendere la parola e dire: il Governo ce li
ha e gode a vedere la gente travolta dai fiumi o in ginocchio o
sommersa dalle macerie . Forse, qualcuno può dire questo Io penso
che nessuno lo può dire.
L'onorevole Zafarana ha fatto un intervento importante che io in
gran parte condivido. Tutti dobbiamo disperarci di fronte a delle
tragedie, ma lei ha citato un biennio in quella programmazione. Le
ricordo che questo Governo compie un anno esattamente in questi
giorni, un anno. E in un anno, già a marzo, cioè già da 8 mesi, noi
siamo con gli stivali in giro per la Sicilia a vedere lo stato
delle cose, l'incuria che da anni viene perpetrata.
E non voglio parlare di abusivismo. Tutti ci riempiamo la bocca,
tutti luoghi comuni, dobbiamo buttare a terra le case, tanto i
Sindaci sono di centrodestra, dei Cinque Stelle e del
centrosinistra e sappiamo tutti oggettivamente che sono tutti in
difficoltà.
E' facile dire: vai là e fagli buttare la casa a terra . Tutti
lo vogliamo, però se la squadra non funzione, le istituzioni cioè
il Sindaco ma anche coloro i quali devono tutelare il sindaco
perché questi poveri Sindaci non sono più tutelati da nessuno, i
cittadini quando li aggrediscono non hanno tutela, la Corte dei
conti quando emana delle Ordinanze e le devono applicare altrimenti
non hanno tutela, gli abusi d'ufficio sappiamo sono all'ordine del
giorno per chi fa l'amministratore.
Ed allora, Presidente, il tema fondamentale è tutto ciò che è
stato evidenziato è tutto corretto. Allora, cosa bisogna fare? Una
cosa la riconosco a questo Governo: pianificazione e
programmazione, perché mentre il fiume va e va al di là delle
proprie sponde quindi scende una china non puoi fare più né
programmazione e né pianificazione. Puoi fare il si salvi chi
può .
Questo Governo ha fatto pianificazione e programmazione in tempi
non sospetti ecco perché, Presidente della Regione, do a lei e a
questo Governo questo riconoscimento e sono certo che il Governo
nazionale, visto che noi abbiamo chiesto di avere riconosciuto lo
stato di calamità, ci darà una mano e sono convinto che in prima
fila per difendere questo riconoscimento ci saranno i nostri amici
e colleghi del Movimento Cinque Stelle, Presidente, o ci sarà una
collaborazione sinergica e ci saranno gli attori principali, i
parlamentari del Movimento Cinque Stelle che svolgono, al di là del
ruolo di minoranza, perché poi sappiamo che in Assemblea non sono
nemmeno minoranza, da collegamento istituzionale tra il Governo
romano e il Governo regionale, io certamente non mi strapperò i
capelli perché, alla fine, il fine ultimo deve essere il
miglioramento, la riqualificazione totale del nostro territorio.
Vorrei dire che quando i paesini dell'entroterra si svuotano è il
territorio che viene abbandonato e quando il territorio viene
abbandonato non è più controllato. Non sottovalutiamo l'attività
che svolgono gli stessi agricoltori quando con il proprio
escavatore creano quella insenatura dell'acqua per far sì che poi
convoglino tutto e creino disastri. Ecco, l'incentivazione anche a
mantenere vivi i terreni agricoli, in piena attività.
Ecco perché la scommessa è una grande sinergia fra le istituzioni
affinché quelle risorse siano messe in mano a questo Governo e poi
sì, quando tutto sarà pianificato, certamente poi la parola al
Governo che, per quanto mi riguarda, sono certo che porrà in essere
e continuerà a porre in essere gli atti indispensabili per evitare
queste tragedie e poi il Governo ne risponderà certamente prima al
Parlamento e poi ai siciliani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il Presidente della Regione per
la replica. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sarò davvero breve per non approfittare della pazienza
del Parlamento, in rispetto del quale io replico solo per alcune
puntualizzazioni in un dibattito che è stato assai responsabile e
sereno, a parte qualche sbavatura ma è normale per i neofiti
deputati e per chi, naturalmente, non riesce ad avere un equilibrio
anche in momenti difficili. Però, io credo di poter dire
DIPASQUALE. Lei non può offendere il Parlamento Non ci può
prendere per squilibrati Presidente, non si deve permettere La
possiamo pensare diversamente, ma non siamo squilibrati Vergogna
La deve smettere Ormai l'abbiamo finita di conoscere
MUSUMECI, presidente della Regione. Deputato Dipasquale, il
riferimento non era a lei
DIPASQUALE. E' lo stesso
MUSUMECI, presidente della Regione. Il riferimento era al
deputato Campo alla quale ho detto pubblicamente .
(Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)
MUSUMECI, presidente della Regione. Il riferimento era alla
signora deputato Campo alla quale ho detto da questo banco, davanti
a tutti che mi sembrava inappropriato quel tipo di intervento che
ha fatto perché tendente ad accreditare l'intervento del Governo
soltanto dopo la morte di dodici persone. E' davvero grave ed
inaudito questo riferimento
Quanto al suo intervento, conoscendola da tempo, da quando lei era
esponente di Forza Italia ed avendo con lei avuto dimestichezza
nelle campagne condotte contro il Partito democratico naturalmente
non avevo motivo di dover intervenire e fare apprezzamenti. Conosco
il suo codice genetico e non ho bisogno
DIPASQUALE. Ed io conosco il suo e sono contento di essere lontano
da persone come lei, da un politico come lei
MUSUMECI, presidente della Regione. Deputato Dipasquale, io non ho
motivo di replicare a lei perché la conosco fin troppo bene
(Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, se il
deputato Dipasquale non mi lascia parlare io non posso andare
avanti
PRESIDENTE. Se posso pregarla, faccia la replica senza altri
commenti così evitiamo questo tipo di dibattito.
MUSUMECI, presidente della Regione. Parlavo di un dibattito
assolutamente serio e responsabile, a parte alcune sbavature,
proprio perché mi sembra
(Proteste in Aula)
MUSUMECI, presidente della Regione. Signori, fino a prova
contraria in quest'Aula il Presidente della Regione ha il diritto
di fare considerazioni di carattere politico, se mi è consentito
Grazie, grazie
Dopodichè, è chiaro che quando ci si riferisce alle norme
sull'urbanistica bisogna davvero - ed ha ragione l'onorevole
Barbagallo - dare una nuova legge sull'urbanistica in Sicilia,
nella quale comprendere tutte quelle norme che ci possono
consentire di aiutare i comuni e gli enti locali a gestire il
territorio in maniera assai corretta, come purtroppo nel passato
recente e remoto non è accaduto.
Inevitabilmente, noi abbiamo la necessità di dover predisporre una
programmazione vasta, articolata e lo faremo con l'autorità di
bacino che è mancata per quasi trent'anni. Lo faremo con l'autorità
di bacino che ha competenze assai articolate.
Il programma di interventi presuppone la ricognizione del reticolo
idrico, presuppone la ricognizione dei bacini in cui è suddiviso il
nostro territorio e poi una programmazione di interventi sulla base
anche delle risorse di cui disponiamo.
Perché sia chiaro, signori parlamentari, non sono le risorse che
mancano, manca la programmazione. E' mancata per quaranta,
cinquant'anni la programmazione degli interventi sul territorio, e
chi ha governato questa Regione, supportando i governi, votandoli
qualche volta o governando direttamente, ne è moralmente e
politicamente responsabile.
Ho detto, però, con chiarezza, che dobbiamo sentirci tutti
moralmente responsabili. Non possiamo giocare a scarica barile.
E, proprio per questo richiamo collettivo al senso di
responsabilità, io mi aspetto che questo disegno di legge,
modificato se si ritiene, è chiaro, emendato, possa essere il
segnale concreto di una vicinanza ai sindaci, molti dei quali
governano con grande senso di responsabilità, qualche altro appare
distratto ma, noi abbiamo il dovere, come invitano le Sacre
Scritture, a richiamare le pecorelle smarrite al senso del dovere.
Ecco perché io credo che, da questo dibattito, sia emerso un quadro
assolutamente chiaro, anche quando alcuni deputati hanno fatto
riferimento ai danni alle aziende agricole. E certo, sono migliaia
gli imprenditori agricoli che piangono in questi giorni.
I deputati sanno che questo Governo e questo Parlamento non
possono fare nulla per intervenire a favore delle aziende agricole,
se non per alcuni interventi infrastrutturali che abbiamo già
predisposto e per i quali abbiamo anche chiesto l'intervento degli
operai dell'ESA, dei consorzi di bonifica e della forestale.
E' il Governo centrale, è sempre stato così, che con un'apposita
norma deve intervenire a favore delle aziende colpite
dall'alluvione, e noi siamo fiduciosi. I colleghi sanno che questo
Governo non ha mai espresso apprezzamenti negativi sul Governo
centrale, non perché non ne meriti, ma perché i Governi si
giudicano alla scadenza, non alla partenza. E quando mi è stato
chiesto un giudizio sul Governo centrale, ho sempre detto: Non
esprimo giudizi, ho rispetto per le Istituzioni.
A questo Governo centrale noi abbiamo inoltrato la dichiarazione
dello stato di calamità nostra e la richiesta dello stato di
emergenza. Stiamo quantificando e la Protezione civile ha già
trasmesso una prima quantificazione dei danni; stiamo aspettando,
non è stato fatto neanche per le altre Regioni, di sapere quanta
somma verrà stanziata a favore della Sicilia e con quali criteri
potrà essere gestita. Soltanto in questo modo le aziende agricole
potranno essere parzialmente ristorate da una calamità che,
certamente, lascerà il segno.
Concordo col deputato del Movimento Cinque Stelle quando dice:
Dobbiamo dichiarare guerra alla burocrazia . Sarei un po' meno
bellicoso, io direi a certa burocrazia, perché c'è una burocrazia
che lavora con senso di responsabilità, c'è un'altra parte di
burocrazia che, invece, è convinta che siamo ancora ai tempi di
quando Berta filava .
No, la burocrazia deve essere consapevole del momento di grande
responsabilità che tutti viviamo e credo che questo Governo qualche
segnale l'abbia già dato.
Merita una particolare risposta l'osservazione del deputato del
Movimento Cinque Stelle, onorevole Zafarana, quando accusava il
commissario, in verità, il soggetto attuatore dello strumento della
struttura per il dissesto idrogeologico: 237 opere inserite nel
Patto per il Sud, sotto Maurizio Croce, uno solo è andato in porto
negli ultimi due anni.
Vorrei, soltanto, precisare che, forse, c'è qualche leggera
confusione, nel senso che il dottore Croce si è insediato nel 2017,
quindi, nell'ultimo anno, non negli ultimi due anni.
Il sottoscritto è il commissario dello Stato per il dissesto
idrogeologico e lo è da 11 mesi. Bene Io la ringrazio per avermi
offerto, io non parlo, naturalmente, della gestione precedente, non
ne posso parlare, lei ha parlato degli ultimi due anni. Togliendo
un anno, che non appartiene né a me né a Croce, dell'ultimo anno,
io la ringrazio per offrirmi questa opportunità, posso dirle che la
struttura della quale io sono Commissario ha potuto varare 40
interventi per 110 milioni di euro; dei 40 interventi, 20 sono
stati già aggiudicati e 3 addirittura realizzati e completati.
Il Commissario e il soggetto attuatore agiscono - com'è noto al
deputato Zafarana - con poteri ordinari, nel senso che è un
commissariamento che non prevede poteri straordinari, quindi anche
noi, come dice il collega del suo Gruppo, siamo nelle maglie di
questa burocrazia contro la quale bisogna dichiarare guerra.
Quindi, 110 milioni di opere pubbliche negli ultimi 11 mesi; entro
dicembre saranno varati altri 15 interventi per 48 milioni di euro
e saranno aggiudicate altre 15 gare d'appalto. Questo lo dico
perché la struttura per il dissesto idrogeologico, dice la
struttura centrale di Roma, non ha mai lavorato con tanta intensità
e con un così copioso fatturato.
Ci sediamo sugli allori? Certamente no C'è tanto, tanto da
lavorare, e dobbiamo fare i conti con questa burocrazia che - mi
consentite - non possiamo mandare a casa, non per mancanza di
volontà, ma perché non ci sono gli strumenti per farlo, se ci
fossero gli strumenti i lavativi, gli irresponsabili li metteremmo
davvero alla porta e sarebbe un gaudio per gran parte dell'opinione
pubblica siciliana.
Invece, vogliamo apprezzare e valorizzare i dipendenti che ci
mettono il cuore, e sono tanti, credetemi, lo hanno dimostrato e lo
stanno dimostrando anche in queste settimane. Ed è a questi
dipendenti che va l'apprezzamento mio, del Governo e sono certo di
gran parte di questo Parlamento.
Ecco, ed allora, lavoriamo per dare una pianificazione al nostro
territorio dopo settant'anni; lavoriamo per creare una
programmazione seria dopo settant'anni; lavoriamo per pulire i 300-
400 fiumi che si snodano lungo il nostro territorio dopo 30-35
anni. Siamo sulla buona strada, abbiamo già iniziato prima che la
tragedia di Casteldaccia potesse costringerci a contare i morti, lo
continueremo a fare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi e
sono sicuro che lo faremo con la condivisione di tutto questo
Parlamento al di là delle posizioni politiche, al di là delle
passioni, al di là delle irritazioni personali, al di là dei
commenti legittimi e leciti, finché si muovano nel contesto del
lecito, che ognuno di noi è chiamato a potere esprimere.
Ringrazio tutti anche per l'impegno che vorranno profondere per
questo disegno di legge, che non ha la pretesa di essere un
capolavoro, ma soltanto uno strumento utile, per quanto semplice
possa essere, per stare più vicini ai sindaci e farli sentire meno
soli.
Votazione di richiesta di procedura d'urgenza del disegno di legge
n. 428 Provvedimenti urgenti dei Sindaci in materia di abusivismo
edilizio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Campo per fatto personale, comunico che è stato
presentato, in maniera formale, il disegno di legge del Governo.
Per cui, se siete d'accordo, pongo in votazione la procedura
d'urgenza del disegno di legge n. 428 Provvedimenti urgenti dei
Sindaci in materia di abusivismo edilizio .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presentazione e votazione degli ordini del giorno n. 64 e n. 65
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati gli ordini del
giorno n. 64 e n. 65; uno è del Movimento Cinque Stelle, l'altro è
unificato
DIPASQUALE. Qualcuno del PD lo ha firmato. Quello del Movimento
Cinque Stelle io l'ho firmato.
PRESIDENTE. Benissimo, lo ha firmato a nome del PD?
DIPASQUALE. Quello del Movimento Cinque Stelle io l'ho firmato.
PRESIDENTE. Quindi, il Movimento Cinque Stelle e il PD hanno
presentato un ordine del giorno, gli altri partiti ne hanno
presentato un altro. Io li ho letti, mi sembrano pressoché
identici, volevo soltanto fare una segnalazione: in uno dei due si
impegna il Governo a riconoscere lo stato di calamità. Non è
possibile, perché non è il Governo regionale che può riconoscere lo
stato di calamità, ma è quello nazionale; quindi, si impegna a
richiedere , se siete d'accordo. Dopodiché sono pressoché identici.
Se volete facciamo una votazione per entrambi, oppure li
unifichiamo e ne presentiamo uno soltanto.
Pongo in votazione gli ordini del giorno n. 64 e n. 65 sul
dibattito di oggi. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Sono approvati)
Mi sono permesso, Presidente della Regione, di non chiedere
neanche il parere del Governo perché, comunque, sono ordini del
giorno che vanno nella direzione.
Abbiamo completato il dibattito estemporaneo che è nato oggi sui
fatti calamitosi e tragici di ieri.
Per quanto ci riguarda, la seduta sarebbe terminata se non per una
richiesta di intervento dell'onorevole Campo per fatto personale e
dopo la seduta sarà rinviata a domani con l'ordine del giorno che
era previsto per quella di oggi.
Per fatto personale
CAMPO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, vorrei
precisare che prima ho fatto un intervento educato senza offendere
nessuno esprimendo semplicemente il mio personale parere. Allo
stesso modo pretendo che non venga offesa la mia persona e che non
posso essere censurata perché sono una deputata di quest'Aula,
esattamente come lo è il Presidente, sebbene con ruoli diversi, e
questo non tanto per rispetto alla mia persona, all'onorevole
Campo, ma per rispetto di tutti quei cittadini che io rappresento
dentro quest'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 7 novembre 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER IL DISEGNO DI LEGGE:
- Modifica Legge Regionale n. 18 dell'11 agosto 2015 - per
interventi urgenti sull'emergenza suidi e daini in Area
Parco delle Madonie per l'incolumità pubblica e la sicurezza
urbana (n. 370)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 3 del
2016, in merito alle norme di modifica in materia di
parcheggi di interscambio (n. 294/A) (Seguito)
Relatore: on. Lantieri
2) - Norme per l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e
spazi verdi da parte delle amministrazioni comunali
siciliane (n. 20/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
3) - Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori
bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni (n. 336/A) (Seguito)
Relatore: on. Savona
4) - Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
cooperative di comunità nel territorio siciliano (n. 113/A)
(Seguito)
Relatore: on. Foti
5) - Norme finalizzate alla realizzazione di parcheggi e alla
decongestione dei centri urbani (n. 119/A) (seguito)
Relatore: on. Lo Curto
IV -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme in materia di Enti di area vasta (n. 367/A)
V -DISCUSSIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017
Relatore: on. Savona
La seduta è tolta alle ore 19.27
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)
- Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per i Beni culturali e l'Identità
siciliana
N. 201 - Trasferimento dei beni e musealizzazione del Complesso
Santa Margherita per l'apertura del Museo regionale di Sciacca
(AG).
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Cappello
Francesco; Campo Stefania; Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni
Carlo; Palmeri Valentina; Marano Jose; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci
Roberta; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero
(*) La risposta alla suddetta interrogazione è pubblicata
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Interpretazione autentica dell'articolo 3 della legge regionale
24 febbraio 2000, n. 6 (n. 413).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Sammartino il
31 ottobre 2018.
- Normativa in materia di sport (n. 414).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Schillaci il
31 ottobre 2018.
- Modifiche alla disciplina della clausola sociale di cui
all'articolo 50 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50
(Codice dei contratti pubblici) in tema di infiltrazioni mafiose
(n. 415).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
Cancelleri, Ciancio, Cappello, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci il 31
ottobre 2018.
- Norme in favore del ripopolamento demografico dei piccoli centri
urbani per la tutela delle specificità territoriali, per la
promozione a fini turistici delle aree interne della Sicilia (n.
416).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo il
31 ottobre 2018.
- Interventi per la promozione di attività fisica adattata ed
istituzione delle palestre della salute (n. 417).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cafeo,
Catanzaro, Dipasquale, Barbagallo e Lantieri il 31 ottobre 2018.
- Modifiche e integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1997,
n. 33 Norme per la protezione, la tutela e l'incremento della
fauna selvatica e per la regolamentazione del prelievo venatorio.
Disposizioni per il settore agricolo e forestale', alla legge
regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche e
integrazioni Norme per l'istituzione nella Regione siciliana di
parchi e riserve naturali' e alla legge regionale 14 novembre 2008,
n. 12 Norme di controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica
o inselvatichita in aree naturali protette' (n. 418).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Galluzzo,
Aricò, Assenza, Savarino e Zitelli il 31 ottobre 2018.
- Individuazione degli interventi esclusi dall'autorizzazione
paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata
(n. 419).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci), su proposta dell'assessore regionale per i beni
culturali (Tusa) il 31 ottobre 2018.
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ente per il diritto allo studio universitario (E.R.S.U.) di
Catania. Designazione Commissario straordinario (n. 19/I).
Pervenuto in data 25 ottobre 2018.
Inviato in data 29 ottobre 2018.
BILANCIO (II)
- Articolo 13, comma 1, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8
- Centro direzionale del Consorzio Asi di Palermo in liquidazione -
Assegnazione (n. 20/II).
Pervenuto in data 25 ottobre 2018.
Inviato in data 29 ottobre 2018.
Comunicazione di invio della nota di aggiornamento relativa al
Documento di economia e finanza regionale (DEFR) per gli anni
2019/2021
Si comunica che il Presidente della Regione ha inviato in data 31
ottobre 2018 la nota di aggiornamento relativa al Documento di
economia e finanza regionale (DEFR) per gli anni 2019/2021'.
Comunico altresì che il predetto Documento è stato trasmesso alle
Commissioni permanenti il 5 novembre 2018, ai sensi dell'articolo
73 bis.1, comma 1 del Regolamento interno.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
Si comunico che la Commissione Salute, Servizi sociali e sanitari
(VI)' nella seduta n. 62 del 23 ottobre 2018 ha approvato la
risoluzione Atto di indirizzo in ordine al riconoscimento come
Centro Hub della Fondazione istituto G. Giglio di Cefalù' (n.
10/VI).
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 476 - Ripristino del transito del viadotto lungo la S.P. 9
Ravanusa - Butera.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Catanzaro Michele
N. 477 - Chiarimenti sull'adempimento dell'obbligo di
preinformazione relativo ai servizi pubblici di trasporto di
passeggeri su strada.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Campo Stefania; Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;
Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua Giorgio; Zito
Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio;
Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
N. 482 - Manutenzione della strada provinciale 30 Grisì - San
Cipirrello - Partinico (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Figuccia Vincenzo
N. 484 - Bonifica e messa in sicurezza dell'ex fabbrica OLIS sita
nel Comune di Termini Imerese.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 485 - Misure per lo snellimento burocratico nell'ambito degli
aiuti alle imprese.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Cannata Rossana; Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo; Genovese
Luigi
N. 487 - Chiarimenti sugli effetti relativi all'attuazione delle
disposizioni in materia di concorrenza introdotte dalla l. n. 124
del 2017.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Figuccia Vincenzo
N. 491 - Iniziative per assicurare gli investimenti nelle
infrastrutture ferroviarie dell'Isola.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony
Emanuele; Cafeo Giovanni; Catanzaro Michele; Cracolici Antonello;
De Domenico Francesco; Dipasquale Emanuele; Gucciardi Baldassare;
Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca
N. 497 - Chiarimenti in ordine ai programmi di eradicazione
della brucellosi e di altre malattie di bovini, ovini e caprini nel
messinese.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
De Luca Antonino; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio
N. 499 - Chiarimenti circa la selezione di tirocinanti post laurea
da impiegare negli uffici della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Catanzaro Michele; Dipasquale
Emanuele; De Domenico Francesco
N. 500 - Gravi criticità dell'Unità operativa complessa di
ortopedia e traumatologia del P.O. Gravina di Caltagirone.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 490 - Chiarimenti in merito al progetto di ampliamento del
Museo archeologico regionale di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Di Paola Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 478 - Ripristino, adeguamento e potenziamento dell'impianto
di compostaggio della frazione organica ubicato presso C.da Pozzo
Bollente in Vittoria (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Campo Stefania; Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;
Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua Giorgio; Zito
Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio;
Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
N. 479 - Chiarimenti sulle linee guida da seguire per esercitare
l'attività onicotecnica nel territorio della Regione.
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Campo Stefania; Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;
Palmeri Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua Giorgio; Zito
Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio;
Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
N. 480 - Mancata autorizzazione alla richiesta di attivare
provvedimento in autotutela avanzata dalla dirigente
scolastica del Liceo classico 'La Farina' di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Galluzzo Giuseppe
N. 481 - Notizie in merito all'autorizzazione rilasciata per la
realizzazione e gestione di un impianto di produzione di compost di
qualità e stoccaggio di rifiuti in contrada Paterna nel territorio
di Terrasini (PA).
- Assessore Attività produttive
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Fava Claudio
N. 483 - Rappresentanza studentesca in seno alla composizione
degli organi collegiali di ateneo delle università in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Galvagno Gaetano
N. 486 - Chiarimenti sulle gravi affermazioni del Presidente della
Regione in occasione della manifestazione Panorama d'Italia.
- Presidente Regione
Di Caro Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 488 - Malfunzionamento del sistema telefonico all'interno
dell'Azienda ospedaliera universitaria Policlinico 'Paolo
Giaccone' di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Schillaci Roberta; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 489 - Chiarimenti sull'esclusione del fiume Ippari dagli
interventi di ripulitura e ripristino della funzionalità idraulica
di fiumi e torrenti del ragusano.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 492 - Interventi in merito alle proroghe dei contratti di
lavoro a tempo determinato negli Enti locali in Sicilia.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Economia
Catalfamo Antonio
N. 493 - Chiarimenti in merito all'attività svolta dal tavolo di
concertazione previsto dall'articolo 8, comma 2, della l.r. n. 25
del 2011.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Galvagno Gaetano
N. 494 - Trasferimenti previsti per il Comune di Merì dal piano di
riparto provvisorio dei trasferimenti regionali di parte corrente
per l'anno 2018.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
De Domenico Francesco; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto;
Dipasquale Emanuele
N. 495 - Affidamento quinquennale del servizio di pulizia e
servizi aggiuntivi diversi per i presìdi dell'ASP 7 Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 496 - Chiarimenti sulla procedura di stabilizzazione dei
dipendenti dei ruoli amministrativi dell'ASP 7 di Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 498 - Tabelle di equiparazione tra il trattamento economico dei
dipendenti IRCAC e i dipendenti regionali.
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Fava Claudio
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 116 - Notizie in merito all'attivazione della stazione
ferroviaria di Aci Castello nel passante ferroviario 'Nodo
Catania'.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 117 - Trasmissione, da parte di enti e società a vario titolo
partecipate o controllate dalla Regione, della documentazione utile
alla redazione del bilancio consolidato 2017 della Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio
N. 118 - Problematiche riguardanti il personale inserito nell'Albo
dei dipendenti delle società in liquidazione.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio
N. 119 - Gravi disservizi del trasporto extraurbano, tratta Motta
Sant'Anastasia - Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 173 - Riconoscimento dello stato di calamità naturale per le
aree colpite dagli eventi calamitosi verificatisi tra il 31 ottobre
e il 2 novembre 2018.
Catanzaro Michele; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony
Emanuele; Cafeo Giovanni; Sammartino Luca; Cracolici Antonello; De
Domenico Francesco; Dipasquale Emanuele; Gucciardi Baldassare;
Lantieri Annunziata Luisa; Lupo Giuseppe
Presentata il 2/11/18
N. 174 - Iniziative a seguito del nubifragio che si è abbattuto in
Sicilia il 31 ottobre ed il 1 novembre 2018.
Aricò Alessandro; Savarino Giuseppa; Assenza Giorgio; Zitelli
Giuseppe; Galluzzo Giuseppe
Presentata il 2/11/18
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
risposta scritta ad interrogazione