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Resoconto d'Aula della Seduta n. 76 di martedì 06 novembre 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.05

   Il Presidente avverte che i verbali delle sedute n. 74 e n. 75 del
  30  ottobre 2018 sono posti a disposizione degli onorevoli deputati
  che vorranno consultarli e saranno considerati approvati in assenza
  di osservazioni in contrario al termine della presente seduta.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Gucciardi, Cafeo, Tamajo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Danilo Lo Giudice,  insediato
  nella  carica di deputato regionale nella seduta d'Assemblea n.  75
  del  30 ottobre 2018, ai sensi dell'art. 23, commi 1 e 4 Reg.  int.
  Ars,  è  da considerarsi iscritto di diritto al Gruppo parlamentare
   Misto  a far data dal 5 novembre 2018, iscrizione confermata dallo
  stesso  parlamentare con nota del 6 novembre 2018, assunta in  pari
  data  al  bollo d'ingresso della Segreteria generale e protocollata
  al n. 7496/AulaPG del 6 novembre 2018.
   Formulo  all'onorevole Lo Giudice i miei personali auguri di  buon
  lavoro  e  di  buona esperienza. Spero che sia una  buona  e  bella
  esperienza.

   L'Assemblea ne prende atto.

              Comunicazione di svolgimento in Commissione
                      dell'interrogazione n. 418
   PRESIDENTE.  Comunico che nella seduta n. 50 del 31  ottobre  2018
  della   I   Commissione   legislativa  permanente   si   è   svolta
  l'interrogazione n. 418, a firma dell'onorevole Barbagallo,  e  che
  lo  stesso deputato, firmatario del suddetto atto ispettivo,  si  è
  dichiarato   soddisfatto  della  risposta  fornita   dall'Assessore
  regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione relativa a decadenza dalla carica di componente di
   Commissione, di atti ispettivi e di indirizzo politico nonché di
    firma da atti di indirizzo politico a seguito delle dimissioni
   dell'onorevole Cateno De Luca dalla carica di deputato regionale

   PRESIDENTE.    Comunico   che,   a   seguito   delle    dimissioni
  dell'onorevole  Cateno De Luca dalla carica di deputato  regionale,
  di  cui  l'Assemblea  ha  preso atto  nella seduta  n.  74  del  30
  ottobre    2018,   lo  stesso  deputato  decade  dalla  carica   di
  componente della II Commissione legislativa permanente  Bilancio .
   Decadono,  altresì,  i  seguenti atti ispettivi  ed  di  indirizzo
  politico:
   interrogazioni con richiesta di risposta scritta nn. 63 e 205;
   mozioni  nn. 47 - 48 - 71 - 83 - 86  e 95, per il venir  meno  del
  numero minimo di firme prescritto dal Regolamento Interno dell'ARS;
   Inoltre,  decade la firma dello stesso deputato dai seguenti  atti
  di indirizzo politico:
   mozioni: nn. 45  e 91.

   L'Assemblea ne prende atto.

          Comunicazione di ritiro dell'interrogazione n. 448
   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Antonio De  Luca,  con  nota
  mail  del 5 novembre 2018, protocollata al n. 7472/AulaPG  di  pari
  data,   ha   ritirato  -  nella  qualità  di  primo  firmatario   -
  l'interrogazione   n.   448,  in  quanto  di   identico   contenuto
  all'interrogazione n. 464.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  poiché ho appena  incontrato  il  Presidente
  della  Regione,  onorevole  Musumeci,  che  mi  ha  dato  una   sua
  disponibilità a intervenire oggi stesso sull'argomento dei disastri
  avvenuti  a  Casteldaccia e in altri comuni siciliani, comunico  ai
  Presidenti dei Gruppi parlamentari una immediata Conferenza in Sala
  lettura   deputati per decidere insieme l'ordine del  giorno  della
  odierna seduta oggi.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.08, è ripresa alle ore 16.37)

   La seduta è ripresa.

   fenomeni meteorologici

            Commemorazione delle vittime dei tragici eventi
                             verificatisi
              a causa dei recenti fenomeni meteorologici

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare il Presidente  della  Regione,
  onorevole Nello Musumeci. Però, permettetemi, prima dell'intervento
  dell'onorevole  Musumeci, di chiedere a tutta  l'Aula  di  fare  un
  minuto  di  raccoglimento per le vittime di  questi  giorni  per  i
  problemi idrogeologici che ci sono stati qui in Sicilia e non  solo
  qui in Sicilia.

        (I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

   PRESIDENTE. Grazie.

   verificatisi in Sicilia in seguito a fenomeni meteorologici

      Sui tragici fatti accaduti in Sicilia a seguito dei recenti
                        fenomeni meteorologici

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è proprio  su  questi  drammatici
  avvenimenti di queste ultime ore che il Presidente della Regione ha
  chiesto di parlare.  Ne ha facoltà.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie, signor Presidente.
   Onorevoli  deputati,  il Presidente dell'Assemblea  mi  ha  appena
  comunicato della richiesta da parte dei signori capigruppo  di  una
  relazione sui fatti tragici accaduti in questi ultimi giorni  nella
  nostra  Isola. Ho aderito prontamente e, al tempo stesso, vi chiedo
  scusa se non sarò particolarmente analitico nei dettagli perché non
  ero  preparato a questo incontro in Aula ed è inutile dire  che  mi
  riservo in sede di replica se dovesse essere necessario, ma le cose
  essenziali credo di poterle rassegnare a questo Parlamento.
   Intanto,  consentitemi  di  associarmi,  assieme  al  Governo,  al
  commosso  pensiero verso le dodici vittime e al  cordoglio  per  le
  rispettive famiglie.
   E'  una  tragedia immane e voglio augurarmi che il  sacrificio  di
  quelle  vittime  innocenti possa servire a far sì  che  nel  futuro
  analoghe  calamità  possano essere evitate, almeno  a  causa  della
  negligenza o della colpa o del dolo dell'uomo.
   Le  responsabilità  ci sono e sono a tutti i  livelli:  a  livello
  regionale,   provinciale  e  comunale.  Sono   responsabilità   che
  attengono  la condotta degli enti pubblici e dei privati cittadini;
  sono  responsabilità fatte di omissioni o di interventi mal  fatti;
  sono responsabilità innanzitutto morali e poi legate ai compiti  ed
  alle funzioni di ciascuno di noi.
   Se  mi  consentite,  credo di poter dire che il  territorio  della
  nostra   regione   abbia   subìto,   negli   ultimi   settant'anni,
  devastazioni  impressionanti,  non soltanto  nelle  prossimità  dei
  centri abitati. Conosco bene la mia città capoluogo, Catania,  ed i
  colleghi di quella provincia sanno quanto l'area conurbata,  l'area
  dell'interland  sia  stata  negli anni '50,  '60  e  '70  aggredita
  selvaggiamente  da ignobili speculatori, da mezzi mastri  diventati
  qualcuno  cavalieri'.
   Credo  che  quel  fenomeno  di  speculazione  edilizia  non  abbia
  risparmiato, e certamente non ha risparmiato, la città di  Palermo,
  dove  alla  spregiudicatezza del privato imprenditore si aggiungeva
  la  complicità  della politica ed il condizionamento  ed  il  lucro
  della  mafia, ma credo che non abbia risparmiato neanche  decine  e
  decine di altri comuni in Sicilia.
   Il  risultato  adesso  è sotto gli occhi di tutti.  In  Sicilia  è
  mancata una corretta gestione del territorio.
   La  testimonianza  più vera consiste nel fatto che  l'autorità  di
  bacino,   lo  strumento  interdipartimentale  che  avrebbe   dovuto
  programmare e gestire gli interventi sul territorio in  materia  di
  corsi  d'acqua, di reticolo idrico, di polizia idrica, di  dissesto
  idrogeologico,  contemplato da una legge del 1989 e  rilanciato  da
  una norma del 2006, è stato istituito soltanto nel maggio scorso su
  iniziativa di questo Governo e con un voto responsabile  di  questo
  Parlamento, dopo 29 anni
   Questo  dà l'idea concreta di come il territorio dovesse diventare
  soltanto  un  allucinante  palcoscenico  sul  quale  ognuno  doveva
  giocare con cinismo il proprio ruolo.
   Anche  i  cosiddetti  parchi eolici  che tra il 2008 ed  il  2012,
  2013  hanno  devastato  migliaia e migliaia di  ettari  di  terreno
  suscettibili di tutela paesaggistica, sono la conferma - di  fronte
  all'assenza  di  uno  strumento di pianificazione  da  parte  della
  Regione  -  di come molte volte le responsabilità si accavallassero
  l'una sull'altra, quella pubblica e quella privata.
   Adesso contiamo i morti perché arrivano le bombe d'acqua che hanno
  bisogno di strada e quella che cento anni fa, duecento anni fa  era
  la strada un corso d'acqua oggi è diventata una strada provinciale,
  una  strada comunale, antropizzata, abitata e l'acqua può  arrivare
  anche dopo duecento anni.
   Dico banalità che sono note a tutti, ma le dico per richiamare  il
  senso  dell'assurdità di quanto accaduto, ma l'acqua quando arriva,
  dopo  un secolo, due secoli, la strada la vuole ritrovare; e se  la
  trova occupata, se la fa da sola e sono danni e arrivano i morti
   Noi   abbiamo  immaginato,  come  Governo,  col  voto  di   questo
  Parlamento  alla  finanziaria, la pulizia di  26  fiumi.  L'abbiamo
  deciso  nel  mese di maggio. Abbiamo destinato circa 7  milioni  di
  euro, convinti, com'eravamo e come siamo, che pulire gli alvei  dei
  fiumi  costituisca  un  primo,  necessario  tentativo  per  evitare
  l'imbuto  che  l'acqua  non  deve  mai  incontrare  quando   arriva
  abbondante ed in poco tempo.
   L'altro  ieri,  abbiamo avuto, nel palermitano, 90  millimetri  di
  acqua in meno di un'ora.
   Possiamo  dire,  allora,  e lasciatemelo dire  con  orgoglio,  che
  voglio  intestare a questo Governo ed a questo Parlamento, a  tutto
  il  Parlamento, che la tragedia di Casteldaccia non ha  aggiunto  e
  non  ha tolto nulla alla sensibilità politica che questo Parlamento
  e  questa  Regione  hanno mostrato già nel mese di  maggio.  Siamo,
  però,  soltanto all'inizio e dobbiamo recuperare anni e decenni  di
  incuria.
   La  Giunta, ieri sera, ha deliberato interventi su altri 70 fiumi,
  secondo  le  priorità che ci assegna l'ufficio  del  Genio  civile.
  Alcuni  progetti,  per  fare  presto,  li  abbiamo  affidati   alla
  struttura del dissesto idrogeologico, gli altri progetti li  stanno
  redigendo gli uffici del Genio civile.
   Non  abbiamo  risorse nel bilancio e se volessimo  attingere  alle
  risorse  extraregionali, come sapete, ci vorrebbero 6, 7,  8  mesi.
  Non ci possiamo permettere questo lusso.
   Stiamo,  intanto, procedendo, poi vedremo, tra 15 giorni,  tra  un
  mese,  come  sarà  necessario  regolarizzare  questo  impulso  che,
  intanto,  abbiamo dato agli uffici del Genio civile, perché  almeno
  alcuni interventi essenziali possano essere realizzati.
   Gli  uffici  del  Genio  civile ci  dicono  che  almeno  altri  22
  interventi  vanno  fatti  in somma urgenza,  tra  questi  il  fiume
  Gornalunga,  nella  piana di Catania, il più grosso  affluente  del
  Simeto.
   Qualche  mese  fa,  l'ufficio del Genio civile  di  Catania  aveva
  scritto  che  in quella provincia non si ravvisavano  necessità  di
  somma urgenza. Stessa cosa è avvenuta col Genio civile di Palermo.
   Abbiamo deliberato, quindi, la pulizia di altri 70 e più fiumi  e,
  nel  frattempo,  stiamo dando corpo all'autorità di  bacino.  C'era
  bisogno di un Regolamento e lo abbiamo deliberato, c'era bisogno di
  un   comitato   tecnico-scientifico   e   lo   stiamo   istituendo,
  coinvolgendo le quattro università e tutti gli ordini professionali
  e,  in  più,  abbiamo voluto mettere i sindaci nelle condizioni  di
  intervenire anche subito.
   Credo  che  questo  Parlamento,  signor  Presidente  ed  onorevoli
  deputati,  sappia già che gli uffici della Regione,  nel  mese  tra
  maggio   e  giugno,  avevano  scritto  ai  sindaci  della   Sicilia
  invitandoli a comunicare le densità, le cubature abusive  ricadenti
  sui loro territori.
   Hanno  risposto,  soltanto, alcune decine di  sindaci.  Gli  altri
  primi  cittadini hanno risposto col silenzio, avendo  noi  dato  90
  giorni di tempo.
   Alla scadenza dei 90 giorni, quindi ai primi di settembre, abbiamo
  di   nuovo   scritto  ai  sindaci  dicendo  che  venivano  nominati
  altrettanti ispettori per sostituirsi al sindaco per raccogliere la
  documentazione  necessaria affinché gli uffici  centrali  potessero
  rilevare e censire le densità abusive.
   Il  Sindaco di Casteldaccia è stato fra i destinatari della nostra
  lettera  nel  mese  di  maggio. Non avendo  risposto,  a  settembre
  abbiamo  inviato un ispettore al quale abbiamo dato  90  giorni  di
  tempo per raccogliere il materiale.
   Dobbiamo mettere i sindaci nelle condizioni di potere operare.  In
  una  Terra  difficile come la nostra in alcune aree  a  particolare
  densità di criminalità organizzata è difficile fare il sindaco ed è
  difficile  farlo,  perché nessuno vuole essere  eroe,  è  difficile
  farlo  se  la  Regione si mostra lontana, se  lo  Stato  si  mostra
  lontano.
   Molti  sindaci,  come sapete, dichiarano di non  potere  procedere
  alla  demolizione  delle case abusive, quando già  sono  all'ultimo
  stadio  della  procedura, perché non hanno le  risorse  per  potere
  pagare  le ruspe. Sembra un paradosso, può sembrare anche un alibi,
  ma è così.
   Allora,  questo  Governo ha deciso oggi stesso,  e  ci  piacerebbe
  poterlo  fare  con  la  complicità di  questo  Parlamento,  con  la
  condivisione di questo Parlamento, di proporre al Governo  centrale
  l'istituzione  di  un fondo speciale al quale potere  attingere  il
  sindaco  che  si  trova nella necessità di dovere  dare  esecuzione
  all'ordinanza di demolizione.
   Il  fondo può essere istituito presso il Ministero dell'Interno  o
  presso  il  Ministero  delle Infrastrutture o presso  il  Ministero
  dell'Ambiente, lo deciderà il Governo centrale, però io  credo  sia
  utile stare accanto ai sindaci; e, se il sindaco in bilancio non ha
  un  centesimo per pagare le imprese di demolizioni, lo Stato ha  il
  diritto  e  il  dovere di consentire al sindaco di compiere  questo
  atto responsabile, significativo, sul piano morale prima ancora che
  sul piano giuridico.
   Lo  stesso problema si è posto per i sindaci che si trovano  nella
  condizione  di  sapere  esistere sul proprio  territorio  una  casa
  abusiva  occupata. Non posso intervenire con la demolizione  perché
  non c'è ancora l'ordinanza di demolizione. Mettiamo caso che ci sia
  in  corso  una pratica di sanatoria, mettiamo caso che  ci  sia  un
  ricorso  pendente dinanzi alla Magistratura amministrativa,  ma  la
  casa  vulnerabile e pericolosa c'è: è sul greto del fiume, è a  due
  passi  dall'alveo del fiume, è a due passi dal mare ed  è  abitata.
  Noi  dobbiamo mettere i sindaci nelle condizioni di potere  rendere
  libere  quelle  case  che  potrebbero,  da  un  momento  all'altro,
  trasformarsi  in  una tomba, come è accaduto  per  la  villetta  di
  Casteldaccia.
   Per  fare  questo  abbiamo, ieri sera, deliberato  un  disegno  di
  legge,  breve,  soltanto due articoli, che  debba  far  sentire  la
  vicinanza  della  Regione ai primi cittadini, ma  che  debba  anche
  richiamarli alle loro responsabilità.
   Questo   disegno  di  legge,  che  adesso  vi  leggerò  perché   è
  assolutamente  sintetico, può essere il primo  concreto  passo  per
  evitare  tragedie come quelle di Casteldaccia, ma può essere  anche
  il  primo  concreto passo perché ogni sindaco si  convinca  che  su
  questo tema non si può più far finta di niente.
   Non  esiste  l'abusivismo per necessità. Lo  abbiamo  detto  e  lo
  continueremo  a  ripetere. L'abusivismo è  un  reato.  Poi,  esiste
  l'abusivismo,  esiste  la  necessità,  ma  non  esiste  il  binomio
  abusivismo di necessità.
    Articolo  1. Con ordinanza contingibile ed urgente,  al  fine  di
  garantire la pubblica e privata incolumità, il sindaco dispone, nel
  rispetto della vigente normativa in materia, l'immediato sgombero e
  l'interdizione   all'uso   di   tutti   gli   immobili   realizzati
  abusivamente:
   a) Nelle  aree a pericolosità elevata e molto elevata, individuate
      dal piano per l'assetto idrogeologico cioè dal PAI;
  b) Nelle aree sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta che
  implichino rischi per la sicurezza e per la incolumità.
      Tale norma si applica agli immobili di cui al precedente comma
      1, ancorché risulti presentata istanza di sanatoria non esitata
      alla data di entrata in vigore della presente legge .

   Quindi, quando l'abitante di quella casa dice:  Sindaco, tu non mi
  puoi  sfrattare perché ho presentato una pratica per la sanatoria ,
  il  sindaco  risponde:   Me ne frego  Tu, intanto,  lasci  la  casa
  libera, quando poi si sarà definita la procedura, sapremo se la tua
  casa  deve  essere demolita o se deve essere restituita alla  piena
  fruizione .
    La  mancata  adozione  ed  esecuzione dell'ordinanza  di  cui  al
  presente  articolo costituisce per il sindaco grave  e  persistente
  violazione di legge ai fini della rimozione di cui all'articolo  40
  delle legge n. 142 del 1990, come recepita dalla legge regionale n.
  48  del 1991 e successive modifiche ed integrazioni .
   Articolo  2. Il sindaco emette l'ordinanza. Il capofamiglia  dice:
   Sindaco  io  sono disposto ad andarmene da questa casa  pericolosa
  anche  domani, ma dove me ne vado? Mi dia il tempo di cercarmi  una
  casa .  Vada in albergo .  Ma non ho i soldi per pagarmi l'albergo.
  Siamo in cinque, in sei in famiglia  . Bene, ci pensa il Comune. Ci
  pensa il Comune attraverso la Regione.
    Articolo 2. E' costituito un fondo di rotazione di mille migliaia
  di  euro  presso l'Assessorato regionale delle autonomie  locali  e
  della  funzione  pubblica per i comuni che  facciano  richiesta  di
  anticipazione finanziaria a favore delle famiglie destinatarie  dei
  provvedimenti   di  cui  all'articolo  precedente  per   soddisfare
  l'urgente  necessità  abitativa per  un  periodo  non  superiore  a
  sessanta   giorni  susseguenti  allo  sgombero  e  all'interdizione
  all'uso degli immobili di cui alla presente legge.
   Agli  oneri  derivanti dall'applicazione del presente articolo  si
  provvede   a   valere  sulle  assegnazioni  di  cui  al   comma   1
  dell'articolo 6 della legge regionale n. 5 del 2014, cioè sul fondo
  per  le  autonomie, ma specificatamente dedicato a questo  tipo  di
  intervento.
   E'  fatto obbligo al comune di recuperare l'anticipazione entro il
  primo esercizio successivo a quello della erogazione.
   Entro  il  medesimo  termine il Comune è,  comunque,  obbligato  a
  versare  in  entrata al bilancio della Regione siciliana  le  somme
  anticipate per essere destinate alle medesime finalità .
   Onorevoli  deputati, questo disegno di legge che, ovviamente,  non
  scopre l'acqua calda, è uno strumento prezioso, così come concepito
  perché,  da  un  lato  offre al sindaco uno strumento  in  più  per
  intervenire  per  sgomberare la casa, dall'altro  lato  non  lo  fa
  sentire  solo,  perché  la  mancanza di  risorse  per  fare  fronte
  all'emergenza dello sgombero immediato entro otto giorni può essere
  un alibi qualora non dovesse avere le risorse necessarie.
   Sgomberare   un   immobile  pericoloso  significa  evitare   altre
  sciagure.
   Una  casa  può  essere abusiva e non pericolosa,  per  esempio  un
  villino  realizzato abusivamente, ma in una ridente zona. Una  casa
  può essere abusiva e pericolosa se esposta alla piena di un fiume.
   Per  la  prima  si procede secondo le norme previste  dalla  legge
  vigente,  per  la  seconda  si  procede  con  interventi  immediati
  improntati alla prevenzione e alla previsione del rischio.
   Questo  è  quello che intendevo illustrare all'Assemblea,  tenendo
  conto  che  i nostri tecnici in questi giorni sono in giro  per  la
  Sicilia, per mettersi a disposizione dei comuni.
   Abbiamo già deliberato tre settimane fa un primo intervento di sei
  milioni di euro, cinque milioni per interventi sulle infrastrutture
  ed  un milione per le somme urgenze. Gli interventi sono coordinati
  dalla Protezione civile. Appena i sindaci presenteranno la relativa
  documentazione dei loro primi interventi si provvederà al rimborso.
   Nel  frattempo  la  Giunta  ha proclamato  lo  stato  di  calamità
  naturale e ha chiesto al Governo centrale, già venti giorni fa,  la
  dichiarazione dello stato di emergenza.
   Alla  prima  dichiarazione abbiamo integrato  altra  dichiarazione
  comprendendo  i territori che fino a quel momento non  erano  stati
  interessati alla calamità.
   Il sottoscritto, per quello che può servire, è in giro per parlare
  ai  sindaci,  agli  imprenditori, raccogliere  proposte,  proteste,
  suggerimenti, inviti a fare presto.
   Siamo  in  una condizione di obiettiva difficoltà perché  potremmo
  utilizzare i fondi FSC, ma non li possiamo utilizzare in condizione
  di  emergenza  perché  servono i progetti  e  serve  una  procedura
  ordinaria  che  stiamo seguendo per gli altri corsi d'acqua  e  che
  seguiremo  per  alcune  infrastrutture - ma  ci  vorranno  quattro,
  cinque,  sei  mesi  -  nel frattempo potrebbe venirci  in  soccorso
  l'Unione europea.
   Esiste  infatti  una  norma comunitaria in base  alla  quale,  nei
  territori   colpiti  da  calamità  naturale,  si  può   intervenire
  attingendo  ai  fondi  strutturali in  co-finanziamento,  a  carico
  nostro, di appena la quota del 5 per cento.
   Su   questo   terreno  già  i  nostri  Uffici   extraregionale   e
  programmazione  stanno lavorando, hanno preso già contatti  con  la
  Direzione generale dell'Unione Europea.
   Se  dovesse essere confermata questa possibilità, che ci  è  stata
  segnalata dallo stesso Presidente del Parlamento europeo, onorevole
  Antonio Tajani, - che voglio ringraziare anche a nome di tutti  noi
  per  la vicinanza che ha mostrato anche in questa circostanza -  se
  dovesse   essere   confermata  quindi  tale   possibilità,   alcuni
  interventi  urgenti potremmo predisporli attingendo  ad  abbondanti
  risorse a disposizione della Unione europea.
   Signori  Deputati, questo è quello che desideravo rassegnare  alla
  vostra  attenzione  in  tempi  assolutamente  ristretti.  Se  avete
  bisogno  di dati, di particolari dettagli, mi riservo di  farlo  la
  prossima settimana.
   Sono  venuto  in Aula solo perché era mio intendimento  -  e  l'ho
  chiesto al Presidente del Parlamento - illustrare questo breve,  ma
  spero  significativo, disegno di legge per il quale vorrei chiedere
  al  Presidente  dell'Assemblea  di  volere  concedere  a  norma  di
  Regolamento una priorità, una corsia di emergenza, come si dice  in
  questi  casi,  in  modo  che  così i nostri  Sindaci  potranno  già
  lavorare e prendere piena coscienza del ruolo importante che  anche
  su  questo  fronte  ognuno,  ogni  primo  cittadino  è  chiamato  a
  svolgere.
  Sono   a   vostra  disposizione  se  dovessero  rendersi  necessari
  ulteriori contributi e ulteriori chiarimenti.
  Vi ringrazio.

   PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, per potere mettere
  in  votazione l'urgenza del disegno di legge, lo stesso deve essere
  formalmente  presentato.  Per  cui appena  questo  viene  fatto  lo
  metteremo in votazione.
   Risulta presentato? Ora gli uffici verificheranno se è formalmente
  presentato in modo da farlo votare immediatamente.
   La   Conferenza   dei  Capigruppo,  che  abbiamo   riunito   prima
  dell'intervento del Presidente, ha stabilito il dibattito su questo
  argomento  oggi stesso, quindi do la parola a chiunque  la  volesse
  chiedere però contingentando i tempi.
   Comunico   che   abbiamo  stabilito,  d'accordo   con   i   Gruppi
  parlamentari,  così  come  abbiamo  fatto  l'altra  volta,  per  il
  Movimento Cinque Stelle 30 minuti, per Forza Italia 22, per  il  PD
  20,  Diventerà  Bellissima 15, Popolari  Autonomisti  15,  UDC  14,
  Fratelli d'Italia 12, Sicilia Futura 10, Misto 13.
   E'  ovvio che, siccome il meccanismo di conteggio dei minuti  crea
  qualche  piccola ingiustizia, chiamiamola così - ne abbiamo parlato
  prima  -  lasciamo  nei miei poteri quello di  essere  più  o  meno
  flessibile  nei  confronti di qualche Gruppo che  avrebbe  meritato
  qualche minuto in più.
   Intanto, iniziamo il dibattito.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, abbiamo apprezzato intanto la sua  pronta
  risposta   alla  richiesta  della  Conferenza  dei  Capigruppo   di
  intervenire  in  Aula,  e  abbiamo apprezzato  anche  i  toni  e  i
  contenuti del Suo intervento.
   Io  credo  che in un momento così difficile e drammatico tutte  le
  forze   parlamentari  devono  sforzarsi  di  dare   un   contributo
  perentorio, e ciascuno è chiamato a fare la propria parte.
   Diamo  atto al Governo, ma anche al Parlamento, dello sforzo fatto
  in  seno  alla finanziaria definendo per la prima volta  una  norma
  anche   con   il  contributo  delle  opposizioni,  che   è   quella
  dell'Autorità di bacino.
   Rivendichiamo in quella sede anche un altro risultato,  frutto  di
  iniziativa parlamentare, c'è l'onorevole Catanzaro che si  è  fatto
  carico, prima in Commissione e poi in Aula, di spingere insieme con
  tutto  il Parlamento l'articolo 43 nella bozza parlamentare, poi  è
  diventato  40,  so  che  è all'esame della  Giunta  di  Governo  il
  Regolamento per l'assunzione dei geologi nei comuni per censire  il
  rischio  idrogeologico, per dare una mano ai Sindaci che, come  lei
  ha detto, non vanno lasciati da soli.
   Allora, noi come Partito Democratico siamo pronti a fare la nostra
  parte  anche proponendo da subito l'impinguamento di quel  capitolo
  relativo  al  fondo.  L'Assessore Cordaro  ricorderà  che  è  stata
  inserita  una  cifra irrisoria, pronta per partire, il  Regolamento
  arriverà  all'esame della Giunta di Governo, quindi ci saranno  gli
  atti consequenziali, quindi abbiamo fatto i calcoli bene.
   Il  primo  anno serviva per disporre gli adempimenti propedeutici,
  quest'anno  potrebbe concretamente entrare in vigore  la  norma,  e
  siamo pronti a fare la nostra parte anche da questo punto di vista.
   Con  la stessa solerzia con cui abbiamo definito, su proposta  del
  Governo,  l'Autorità di bacino, Signor Presidente,  ci  auspichiamo
  che  anche altri interventi normativi prendano finalmente la strada
  giusta  per vedere la luce. Mi riferisco in particolare alla  norma
  sul  governo  del  territorio, alla nuova legge urbanistica  che  è
  frutto  e  va  inquadrata nell'ambito delle emergenze  legislative,
  chiamiamole così, che rivestono una priorità assoluta. Come lei  sa
  nella  quarta  conferenza dei Capigruppo di questa legislatura,  il
  Partito democratico ha chiesto che venisse incardinata la norma sul
  governo del territorio e il disegno di legge dell'urbanistica.
   Noi  abbiamo una proposta, so che ce ne sono anche altre in questo
  Parlamento.  Credo che il Governo sta facendo le sue verifiche,  ma
  non  possiamo più aspettare. Se ci dev'essere una coerenza  tra  le
  cose  che  diciamo e quelle che facciamo, allora, sulla  legge  del
  governo  del territorio non possiamo più aspettare. E  se  ci  deve
  essere una coerenza tra le cose che diciamo e le cose che facciamo,
  non  può  esserci oggi, in questo momento così difficile, all'esame
  dell'Aula  una  norma di iniziativa parlamentare  e  sostenuta  dai
  parlamentari del centro destra che prevede la deroga agli  standard
  del 1444 del '68, è una cosa che in Sicilia non si è mai fatta, che
  prevede  la  deroga alle altezze, quindi l'altezza è  limitata  nei
  centri storici e nella zona b.
   Io  spero - ho avuto modo anche di approfondire la questione anche
  fuori   dal  Parlamento  -  che  si  intervenga  urgentemente   per
  modificare   questa  legge  che,  per  quel  che  ci  riguarda,   è
  irricevibile. Ho ascoltato con attenzione il suo intervento anche a
  proposito  del  disegno di legge che, ovviamente, ci riserviamo  di
  approfondire   e  migliorare  nelle  Commissioni  di   merito.   La
  sensazione è che occorre intervenire nel più breve tempo possibile,
  nel  modo  più veloce possibile, lei lo sa, ho fatto il sindaco  da
  piccolino  e  i  sindaci vanno aiutati, accompagnati  dandogli  gli
  strumenti giusti.
   Vorremmo  approfondire il disegno di legge, anche alla luce  della
  riforma della legge costituzionale 3 del 2001 che attribuisce,  non
  c'è più il principio del parallelismo vecchio che ha accompagnato i
  padri  costituenti,  ora  c'è il principio della  sussidiarietà,  a
  nostro  giudizio  queste competenze che già, come dire,  illustrate
  nel  disegno di legge, molte di queste competenze già sono in  capo
  ai  sindaci. Se serve accompagnarle, specificarne e prevedere anche
  le  sanzioni  come  ho  sentito, noi  siamo  pronti  a  farlo  e  a
  migliorarlo.
   Che dire Signor Presidente, credo che vadano anche accompagnati  i
  processi   individuando  delle  priorità.   Noi   suggeriamo   che,
  nell'ambito  delle  priorità,  nell'ambito  di  questi  interventi,
  occorre poi distinguere tra abuso e abuso, tra rischio e rischio. E
  io  credo  che negli anni lo studio che si è fatto e che parte  dal
  rischio  R4,  ecco, dovremmo forse mantenere quella  priorità,  non
  solo  nel  disegno di legge, ma anche nelle azioni  del  Governo  e
  auspichiamo  che  si inizi prima dalle emergenze che  sono  censite
  come più urgenti e come più gravi.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo.
   Ricordo  ai colleghi che il dibattito non è sul disegno di  legge,
  che deve ancora essere presentato dal Governo, ma è su quello che è
  successo  in  questi giorni, sulla risposta e sulla  relazione  del
  Presidente della Regione. Quindi, non anticipiamo un dibattito  che
  sarà  fatto al momento opportuno, quando discuteremo il disegno  di
  legge.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Presidente della Regione, ringrazio il Presidente Musumeci che oggi
  ci  ha  tolto,  almeno mi ha tolto, un compito gravoso:  quello  di
  parlare di quello che il Governo ha fatto in questi mesi.
   In  realtà  io  non  ho  grande voglia di parlare,  perché  questa
  vicenda  è  una  vicenda  che mi ha colpito  particolarmente,  sarà
  perché quando ho appreso la notizia mi trovavo in un contesto molto
  intimo,  molto familiare e mi sono sentito  violato  in un  momento
  in  cui  mi  sono  particolarmente immedesimato  in  quello  che  è
  successo, di cui tutti sappiamo e ne conosciamo la drammaticità.
   Avevo  qua  tutta una serie di dati: 230 millimetri piuttosto  che
  200 di pioggia caduti in questi giorni nei vari paesi, ma credo che
  lascia il tempo che trova. Credo che, in questo momento, ricordando
  quanto è stato importante l'impegno del Governo in questi mesi  per
  gli  interventi che sono stati fatti e quelli che sono in cantiere,
  questo  disegno di legge è il maggiore contatto con  i  sindaci,  e
  credo che in questo momento sia solo giusto raccogliersi attorno ai
  familiari  delle  vittime e cercare di far  sì  che  questa  triste
  pagina  rappresenti,  per  tutti e con l'impegno  di  tutti,  nelle
  rispettive  competenze,  lo  spunto  per  una  rinascita  morale  e
  materiale della nostra Terra. Grazie.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  chiaramente  in
  questo  momento  il primo pensiero va alle famiglie  delle  persone
  decedute,  sia  a  Casteldaccia che a Cammarata e, chiaramente,  il
  nostro  cordoglio  e la nostra vicinanza staglia il  nostro  cuore,
  quello che è un ricordo alimenta un ricordo.
   Personalmente  io  riporto in quest'Aula, in  questo  momento,  il
  ricordo di quello che è avvenuto nel 2009 nel messinese, e poi  nel
  2011,  perché penso che di questo stiamo parlando. E questa  è  una
  grave  tragedia per la nostra Terra, e tutto questo non può passare
  in  silenzio una volta superate le discussioni di questi  giorni  e
  dei funerali di oggi, ma lascia un solco, una traccia dentro di noi
  che  attiva il senso delle responsabilità. Lo ha attivato  fino  ad
  oggi. Il senso della conoscenza di qual è la situazione.
   Presidente, noi abbiamo una Terra bellissima: la Sicilia,  e  come
  una cosa bella che tutti noi amiamo la dobbiamo curare, questa cura
  vuole  interventi  mirati, ad hoc, in ogni sua parte  che  come  un
  corpo,  un  corpo che vive, un corpo che naturalmente  ha  una  sua
  vita,  ha  degli  aspetti  di  decadimento  naturale,  penso   alla
  morfologia  del territorio, penso ai terreni argillosi, penso  però
  alle aggressioni che al territorio vengono offerte dall'abusivismo,
  con le impermeabilizzazioni del territorio conseguenti e, pertanto,
  tutto  quello che noi chiamiamo  mal tempo , tutto quello  che  noi
  chiamiamo  bomba d'acqua  riduce probabilmente la portata di queste
  manifestazioni, di questi eventi climatici forti. Parliamo anche di
  cambiamento  climatico,  per carità, ma tutto  questo  deve  essere
  contestualizzato all'interno di una Terra che oggi è deturpata ed è
  un'azione   costante,  giorno  dopo  giorno,  passo   dopo   passo,
  conduciamo delle battaglie qua dentro contro l'abusivismo.
   Personalmente  ho  passato cinque anni qua dentro  a  tutelare  il
  nostro  territorio,  a tutelare ogni volta i vincoli,  a  tutelarlo
  dalle  deroghe,  che  si  infilano, anche probabilmente  per  caso,
  passano  nelle norme di legge. Ecco, questo non deve  avvenire  mai
  più
   E'  vero,  gli interventi conseguenti, il suo disegno di legge,  i
  disegni  di  legge  che anche altri colleghi  hanno  presentato  in
  questa  Assemblea,  li abbiamo presentati perché siamo  interrogati
  puntualmente e ogni giorno dalle condizioni del nostro  territorio,
  e  non possiamo pensare di avere paura a camminare per strada.  Non
  posso  pensare che dal 2009 nel messinese, perché è la  realtà  che
  vivo  maggiormente, è la mia realtà, ma anche in altre realtà, oggi
  nell'agrigentino, e abbiamo visto il 17 ottobre nel  ragusano,  nel
  catanese  e nel siracusano e ancora nel trapanese, nel palermitano,
  le  imprese  che  oggi piangono in ginocchio, i  terreni  devastati
  dall'alluvione. Non è possibile
   E'  una  riflessione che oggi vuole essere in questi termini  così
  pacata,  ma  che non può da domani continuare un'azione  di  sprone
  verso  chi deve fare le cose, verso chi è preposto a fare le  cose.
  Perché  dico questo Presidente. Da due anni, sul Patto per il  Sud,
  abbiamo  la  possibilità  di  spendere  263  milioni,  leggendo  la
  relazione  del Commissario di Governo, che ha il ruolo  di  portare
  avanti  questi  progetti  - relazione del Commissario,  non  è  uno
  studio mio -, un solo progetto portato a termine su 237. E' un dato
  che  io  non  posso  ascoltare, che non  posso  dire  e  non  posso
  ascoltare. E abbiamo complessivamente  .

   MUSUMECI, presidente della Regione. Ma quale?

   ZAFARANA.  Patto  per il Sud, Presidente. Poi  se  vuole  le  darò
  anche, eventualmente, la relazione.
   Un intervento soltanto, lo 0,48 per cento completato.
   Poi  non  possiamo dire che non ci sono risorse  per  il  dissesto
  geologico  in  Sicilia,  perché se andiamo a  vedere  la  relazione
  dell'Agenzia per la coesione territoriale, maggio 2018, la  Sicilia
  è  la  Regione che ha più risorse ammontanti a 939 milioni su  vari
  assi  e  linee di finanziamento, tutte spendibili nelle tempistiche
  opportune, si intende, ma se io vado a vedere oggi sul sito  che  è
  accessibile  a tutti, molti di questi progetti attendono,  sono  in
  fase di aggiudicazione da un anno? Non è possibile un anno per  una
  aggiudicazione,   Presidente.   Vuol   dire   che   una   struttura
  commissariale non sta svolgendo bene il suo lavoro, perché se è una
  struttura commissariale deve muoversi e fare in fretta.
   So  che  in  altre  Regioni, per esempio, si bandiscono  gare  per
  interventi mirati, misurati, a cinquanta a cinquanta, poi ognuno si
  può  aggiudicare  una  gara, benissimo, c'è  la  libertà  anche  di
  partecipazione per le aziende, perché ricordiamoci che nel  momento
  in cui si fanno interventi sul territorio per la messa in sicurezza
  del   territorio  stesso,  contro  l'erosione  costiera,   per   le
  infrastrutture,  lavorano  persone, è un  indotto  che  cresce,  si
  mettono in moto le aziende, la piccola edilizia, che oggi ci chiede
  a  gran  voce la relazione dell'ANCE dei primi giorni di settembre,
  dice abbiamo speso solo il 10 per cento delle somme.
   Queste  cifre e questi dati interrogano me, e spero che interroghi
  pure  lei  Presidente e pure noi tutti quanti  qua  dentro,  perché
  questa   sia  la  priorità,  altrimenti  la  bellezza  del   nostro
  paesaggio,  tutelato  dall'articolo 9  della  Costituzione,  ce  la
  possiamo  dimenticare  e guai a chi ancora farà  comizi  in  piazza
  dicendo che dobbiamo tutelare la nostra Terra e valorizzarla.
   La  valorizzazione  va  fatta giorno dopo giorno,  con  interventi
  mirati  e  facendo sì che la gente si senta sicura  a  stare  nelle
  strade,  nelle  piazze, nelle loro attività  e  possano  godere  di
  quella  libertà di potere dire sono nella mia Terra, in  condizioni
  di sicurezza.
   Non  è  pensabile  che  ancora  si continui  così.  Questa  è  una
  battaglia,  Presidente,  che conduco in modo  personale  perché  ho
  scritto nella mente il ricordo di quello che successe a Giampilieri
  e  a  Saponara  nel 2009 e nel 2011, ma la conduciamo tutti  quanti
  insieme perché è di una sensibilità profonda su questo tema. E'  il
  tema  dei  temi  e  non è possibile tollerare la lentezza  con  cui
  vengono  fatti  gli  interventi, perché solo quello  bisogna  fare,
  programmazione, pianificazione, non aggressione del  territorio,  e
  allora  forse  riusciremo a dare sicurezza e bellezza  alla  nostra
  Terra.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Signor
  Presidente  della  Regione, Assessori,  sicuramente  quello  che  è
  successo nei giorni scorsi ha toccato tutti. A chi non può  toccare
  una cosa del genere, una catastrofe, vedere i propri concittadini o
  vedere amministrati, perché noi li amministriamo con ruoli diversi,
  perdere  la vita. Su questo non ci sono dubbi, che il sentimento  è
  un  sentimento da una parte di dispiacere, dall'altra di assunzione
  di  responsabilità, ché caro Presidente, lei ha per  primo.  Perché
  non  è  sufficiente dire che ci sono stati decenni di  incuria  per
  sentirsi  la  coscienza a posto, perché purtroppo qui,  tranne  gli
  amici del Movimento 5 Stelle, ci siamo stati tutti noi.
   A  lei  ogni tanto capita questo, pensa di parlare come  se  fosse
  alla  prima  esperienza  politica, come  se  non  avesse  sostenuto
  insieme a me Governi di questa Regione. Ne abbiamo sostenuti tutti,
  insieme  all'amico Cordaro, sì, sì, insieme eravamo. E  li  abbiamo
  sostenuti tutti questi decenni di incuria, Presidente, a cui lei fa
  riferimento,  sono decenni di incuria che abbiamo determinato  noi,
  lei  compreso. Ecco perché mi sarei aspettato un intervento di tipo
  diverso, mi sarei aspettato un intervento di assunzione massima  di
  responsabilità. Cioè la presenza in quest'Aula per dire   mi  sento
  il primo responsabile per quello che è successo .
   Io ricordo quando ero Sindaco della città di Ragusa, purtroppo, ne
  sono  capitati eventi antipatici, fatti brutti, non per fortuna  di
  questo  livello,  ma  la  prima cosa che facevo  era  assumermi  le
  responsabilità in maniera totale perché, l'essere Presidente  della
  Regione o l'essere Sindaco non è solamente l'esercizio di un potere
  che  va utilizzato nelle cose piacevoli, nelle cose più comode.  Ci
  sono  anche  le  cose,  gli  aspetti  più  scomodi,  così  come  le
  assunzioni di responsabilità totali in una questione del genere,  e
  mi  è sembrato davvero fuori luogo l'intervento e i riferimenti  ai
  sindaci che lei ha citato più volte.
   I Sindaci sono poveri disgraziati, lasciati davvero in trincea, lo
  ha  detto  due o tre volte nel suo intervento: sindaci inadempienti
  di  tutta la Sicilia sono intervenuti, sindaci inadempienti per  la
  demolizione e anche questo, io lo capisco, perché lei se  lo  sente
  il  peso sulla coscienza, e se lo sente tutto, perché non è  da  un
  giorno  che  governa oramai questa Regione. Un  anno  fa  ci  siamo
  insediati. E' passato un anno. Per fare questo disegno di legge che
  ora  vedrò, io penso che poteva essere fatto anche in due mesi. Non
  penso  che  per questo disegno di legge servivano sei, sette,  otto
  mesi  o  chissà quali risorse. Era un disegno di legge  che  poteva
  essere fatto anche a maggio, giugno, luglio se non aprile.
   Quindi,  purtroppo  le responsabilità le abbiamo;  presidente,  le
  abbiamo  in  pieno  e  le abbiamo tutti noi che  abbiamo  governato
  questa Sicilia, dove non solo non siamo riusciti a far costruire  e
  -  cosa  più  grave  -  a  far demolire. L'abbiamo  fatto  insieme,
  Presidente. Queste responsabilità sono tutte nostre, Presidente.
   Noi non ci siamo riusciti negli ultimi vent'anni, hanno fallito  i
  governi  di  centro-destra,  hanno fallito  i  governi  di  centro-
  sinistra  ed hanno fallito su questo i sindaci, lasciati soli,  sia
  di centro-destra che di centro-sinistra.
   Ma  l'ultima cosa che possiamo fare è prendercela con  i  sindaci,
  dobbiamo  capire come li possiamo aiutare, cosa possiamo  fare  per
  loro,  perché  non  ci  possiamo limitare a chiedere  l'aiuto  allo
  Stato,  alla  Comunità  Europea, lo faremo,  lo  dobbiamo  fare,  e
  sicuramente  non mancherà questo intervento. Ma la prima  cosa  che
  lei deve fare, Presidente, è vedere quante risorse mettere, qual  è
  l'intervento della Regione, qual è la politica della Regione.
   Purtroppo, Presidente, anche su questo manca un progetto di tutela
  del territorio, manca un progetto di valorizzazione del territorio,
  così come ne mancano altri.
   Ma  io su questo non mi voglio dilungare perché l'ultima cosa  che
  voglio  fare  è speculare su una questione del genere, però  sconti
  non  gliene  posso fare su questa cosa, proprio per  l'impostazione
  che  ha  dato  al suo intervento. E quando lei dichiara   i  nostri
  tecnici  sono in moto, sono in giro , i tecnici dovevano essere  in
  moto  ed in giro già da un anno perché è da un anno che lei  è  già
  Presidente della Regione.
   E concludo, lei ha chiamato il Parlamento a ringraziare Tajani. Lo
  ringrazieremo Tajani quando farà avere le risorse. Se  Tajani,  che
  si  è  messo  a  disposizione, dovesse  far  arrivare  risorse  per
  risolvere  le  questioni importanti che abbiamo io per  primo  dirò
  bravo  a  Tajani.  Ma  oggi non mi può venire a  dire  in  anticipo
   intanto grazie, poi vediamo .
   Rimango  deluso e, purtroppo, negli ultimi tempi questo sentimento
  lo provo più di una volta. Spero di poterlo cambiare, spero che sia
  soltanto  questo primo anno, che sia un anno di avvio e  che  possa
  rivedere questo mio giudizio.
   Ma,  davvero,  rimango  deluso ed ho visto questo  intervento  non
  all'altezza  di un uomo che ho conosciuto in diverse occasioni,  in
  diverse  circostanze  ma da cui, davvero,  mi  sarei  aspettato  un
  intervento totalmente diverso in una circostanza come questa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione,  assessori,  in  una circostanza  talmente  dolorosa  come
  quella  che,  sotto gli occhi di tutti, si è consumata  nei  giorni
  scorsi, ogni parola è superflua, probabilmente anche inutile perché
  la  compostezza della commozione per tanto dolore meriterebbe forse
  il silenzio di tutti noi.

                Presidenza del Vicepresidente Di Mauro

   Ma,  altresì,  signor  Presidente, ho  compreso  perfettamente  lo
  spirito  con  cui lei oggi ha voluto incontrare il  Parlamento  non
  sottraendosi alla responsabilità di capo del Governo della  Regione
  siciliana  di  fronte  ad una tragedia tanto  incredibile,  proprio
  perché,  tra virgolette,   non è una catastrofe naturale ma  è  ciò
  che  consegue a danni  - come ha detto lei nella sua relazione, che
  ho seguito con estremo interesse e per la quale la ringrazio molto,
  per il piglio anche con cui lei è intervenuto, col decisionismo che
  le compete e con l'autorevolezza che sa mettere in campo.
   E dico che, di fronte ad una circostanza di questo genere, noi non
  ci   troviamo  nella  eventualità,  nell'evenienza  di   un   fatto
  imponderabile,  perché  anche  queste  bombe  d'acqua,  che   ormai
  accadono,  sono,   probabilmente, la risposta  che  l'atmosfera  ci
  restituisce per i danni ambientali, per i danni dalle emissioni  in
  atmosfera  che, con incuria, nel tempo è stata prodotta. L'incuria,
  appunto,   di   chi  con  le  industrie  altamente  inquinanti   ha
  determinato che, oggi, anche la natura, che sta sopra  di  noi,  si
  ribella. Si ribella nell'unico modo che conosce, facendo venire giù
  queste  precipitazioni improvvise ma che, poi, si riversano  su  un
  territorio  sul  quale  già  l'uomo è intervenuto  negativamente  a
  violentare  con  tutti quegli abusi che sono stati commessi  e  sui
  quali,  io  sono  certa, signor Presidente,  questo  Governo  saprà
  intervenire,  come lei ha già annunciato, naturalmente  con  piglio
  molto  deciso,  perché  non debba mai più  accadere  quello  che  è
  accaduto oggi.
   Noi  non  dobbiamo più seppellire morti in questa  Regione  perché
  qualcuno non ha fatto il proprio dovere, sia esso il cittadino che,
  incurante  delle  norme, viola queste norme, commettendo  reato  di
  abuso  edilizio e, comunque, spera nella complicità, anche silente,
  delle   amministrazioni   o  di  coloro  che   devono   intervenire
  tempestivamente ed anche della politica che negli anni ha prodotto,
  appunto, questo complice silenzio. Perché 15, 16 mila case  abusive
  che  sono  state costruite in Sicilia, negli ultimi  due  anni,  la
  dicono lunga sulla speranza che i cittadini nutrono rispetto ad una
  politica che si fa i fatti propri.
   Quando  qualcuno, però, si è fatto i fatti propri, senza dire  con
  certezza  da quale parte sta ed io la voglio dire, a nome dell'UDC,
  signor  Presidente, la mia voce in questo momento è la voce  di  un
  partito che, senza se e senza ma, si saprà schierare per la difesa,
  innanzitutto, del suolo, dell'aria, della terra, dell'acqua, perché
  è  a  difesa  dell'uomo.  Ed è a difesa  dell'impresa,  di  chi  fa
  economia  perché il nostro territorio è il bene più  importante  su
  cui possiamo realmente investire e dobbiamo farlo con coraggio, con
  severità, con rigore morale nell'adempimento di quei doveri che  ci
  competono.
   E  noi,  senza  batter  ciglio, quando  l'assessore,  a  nome  del
  Governo,   ha   proposto  l'autorità  di  bacino,  la  costituzione
  dell'autorità  di bacino, non abbiamo esitato, in  IV  commissione,
  sapendo che era una cosa che andava fatta da più di 20 anni.  Ed  è
  drammatico  che  la Sicilia, da oltre 20 anni, non avesse  recepito
  una norma nazionale.
   Colpa  di chi? Di chi ci ha preceduti, probabilmente sì  Ma non  è
  il  momento qui dell'accusa, non è il momento di fare polemica, non
  è  il momento di puntare l'indice contro qualcuno. E' il momento di
  rimboccarci le maniche, signor Presidente, di dirci, con franchezza
  e con determinazione, ciò che è nostro dovere fare, perché, oggi, i
  cittadini  si attendono da noi delle risposte e queste risposte  la
  politica responsabile ed il nostro Governo, questo Governo  da  lei
  autorevolmente  presieduto,  ha la  responsabilità,  e  se  la  sta
  assumendo tutta, di dare delle risposte, senza se e senza ma.
   Noi  sappiamo da quale parte stare, signor Presidente e stiamo con
  lei,  nel  momento in cui vuole adottare la linea dura, che  è  una
  linea  di  garanzia, non è una linea di vendetta, contro  qualcuno,
  però,  è  anche una linea di attenzione e di monito per il  futuro,
  signor  Presidente,  perché anche dagli  interventi  che  mi  hanno
  preceduta, che hanno preceduto il mio, ho potuto rilevare  che  c'è
  quest'accorato, come dire, senso di responsabilità che,  al  di  là
  dell'essere  maggioranza  ed  opposizione,  oggi,  ci  vede  essere
  siciliani tutti, in lacrime.
   Tutti noi siamo la famiglia di quell'unico superstite, che non  so
  proprio come potrà fare a vivere, ogni giorno della sua vita, visto
  che la furia dell'acqua gli ha portato via tutti i suoi affetti.
   Allora,  è questo il senso del mio intervento. Per essere famiglia
  dobbiamo  essere  capaci  di  andare  incontro  alle  esigenze  dei
  cittadini  che  sono fragili, dei cittadini che sono accorati,  che
  sono addolorati e, per fare questo, signor Presidente, la linea che
  lei  ha adottato è quella che ci vede consapevolmente al suo fianco
  ma,  altresì,  dobbiamo  anche adottare un altro  atteggiamento  di
  responsabilità  che  va  nella direzione  di  chi  è  inadempiente;
  inadempiente  nel non dare le risposte, quando si presentano  delle
  istanze nei Comuni o alla Sovraintendenza, dipende dall'Organo  che
  deve essere interpellato.
   Molto spesso i cittadini sono esausti per la mancanza di risposte,
  c'è  una  burocrazia che lei ha definito criminale, una  burocrazia
  che  non  ha saputo fare e spesso non fa il proprio dovere,  che  è
  inadempiente,  che  è lenta e che noi riteniamo  invece  che  debba
  essere  all'altezza delle sfide, che questa Terra merita di  potere
  vincere.
   Signor  Presidente, qualcuno l'ha detto prima di me, la  nostra  è
  veramente una Terra bellissima che deve diventare ancora più bella,
  proprio  perché  deve  crescere nel  rispetto  delle  leggi,  nella
  capacità  che  le  Istituzioni  e le  Amministrazioni  facciano  il
  proprio  dovere,  che i cittadini condividano  questo  progetto  di
  difesa  della propria Terra che è difesa della vita, della  salute,
  dell'attenzione naturalmente che tutti dobbiamo a questa  terra  di
  Sicilia.
   E  io  confido  che  l'opera responsabile di questo  Governo,  che
  l'opera  di questo Parlamento, altrettanto responsabile, perché  ho
  notato davvero che c'è una consapevole attenzione ai drammi  di  un
  territorio  troppe  volte ferito, troppe volte  violentato,  troppe
  volte  derubato  di  vite  umane che meritavano  invece  di  essere
  salvate e di potere essere salvate.
   Noi abbiamo questo dovere, Signor Presidente, di evitare che tutto
  questo  possa  ancora ripetersi, lo faremo insieme, lo  faremo  con
  rigore  morale,  con attenzione a quello che è  il  nostro  compito
  sapendo  di  dovere contare e di dovere istruire anche i  cittadini
  nel condividere questo percorso virtuoso e questo processo faticoso
  che  impone  a  tutti  noi  di doverci  sedere  con  attenzione  ed
  ascoltare anche i cittadini e lo dico anche consapevole di una cosa
  che mi ha lasciato molto a pensare.
   Nella  città di Castelvetrano, che è la città, giusto per fare  un
  nome  a  caso, di Matteo Messina Denaro, il grande latitante oramai
  il  mafioso  dei mafiosi rimasto in Sicilia, purtroppo  ancora  non
  catturato e non consegnato alla giustizia, in quella città  il  cui
  consiglio comunale è stato sciolto per le infiltrazioni mafiose, in
  cui  l'Amministrazione è stata sostituita da Commissari Prefettizi,
  ebbene  In questa città dove le ruspe si pensava non potessero  mai
  arrivare  perché  nessuno avrebbe partecipato  alla  gara  indetta,
  appunto  a  seguito  delle  ordinanze di  demolizioni  di  immobili
  abusivi,  ebbene  Invece c'è stata qualche impresa che  ha  -  come
  dire - fatto il proprio dovere ed esercitato il proprio diritto  di
  presentarsi e di vincere e aggiudicarsi una gara.
   Quindi,  io  dico che questa cosa, che mi ha fatto molto  pensare,
  perché? Perché non è vero che la Sicilia è fatta di gente omertosa,
  di  gente che ha paura, di gente che non sa fare il proprio dovere,
  di  gente che non sa assumersi le proprie responsabilità, di  gente
  che  si china alla mafia perché la mafia è invincibile. Non è vero,
  Signor  Presidente,  questa Terra è fatta da uomini,  donne  serie,
  oneste,  da  cittadini  che vivono con senso di  responsabilità  il
  dovere e il diritto di lasciare ai propri figli una Terra migliore,
  una  Terra in cui giustizia ed equità si coniugano con il principio
  di  responsabilità e con il principio della legalità che non  è  un
  fatto  che  appartiene a qualcuno, alle Forze  dell'Ordine  o  alla
  Magistratura, no  O al politico bravo, intelligente, appartengono a
  tutti
   Noi  questa  sfida dobbiamo vincere insieme, signor  Presidente  e
  credo  che  sapremo  fare in questi anni e bene il  nostro  dovere,
  cercheremo  di farlo al meglio, ciascuno per la propria  parte,  da
  maggioranza  e da opposizione. Ma credo che alla fine  consegneremo
  una terra che diventerà bellissima. Anzi sarà bellissima davvero

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, Governo e onorevoli colleghi, oggi le
  volevo  portare una mia esperienza che penso sia un'esperienza  che
  riguarda  un po' tutti i colleghi perché ognuno di noi  nel  nostro
  territorio ha un fiume o un torrente vicino alle città, vicino alle
  abitazioni.
   Appena insediato la mia comunità mi ha investito sulla pulizia  di
  un  torrente, il torrente Gattano, dell'alveo del torrente Gattano,
  alveo che ormai è completamente scomparso per via dei detriti e per
  via che negli anni non è stata fatta nessuna manutenzione.
   Ebbene,  appena insediato ho iniziato a fare un accesso agli  atti
  per  capire  un  po'  la storia degli interventi  fatti  in  questo
  torrente.  Ebbene questo torrente risulta all'interno di una  lista
  individuata  dal Genio civile nel 2015, nel luglio 2015.  E  questo
  torrente  risulta essere come prioritario negli interventi  assieme
  ad  altri e tanti interventi che dovevano essere fatti in giro  per
  la Sicilia. Nel novembre 2015 viene approvato questo elenco, quindi
  un  elenco  con  tutti gli interventi pure con delle priorità,  con
  delle somme stanziate, prese dai fondi PAC.
   Ebbene,  ad  aprile 2016 viene chiesto da parte della  Giunta,  da
  parte del Governo e del Dipartimento di quel periodo, viene chiesto
  un  aggiornamento  al comune. Il comune risponde con  un  ulteriore
  aggiornamento perché questo elenco ulteriormente viene aggiornato.
   Al momento del mio insediamento che è avvenuto quasi tre anni dopo
  la  stesura  di  questo elenco, l'intervento non era  ancora  stato
  fatto.
   Allora  chiedo  subito  al dipartimento e al  commissario  per  il
  dissesto idrogeologico perché la Sicilia ha un commissario  per  il
  dissesto  idrogeologico  che dovrebbe accelerare  l'iter  per  fare
  questi interventi.
   Chiedo, grazie anche ad un'audizione in Commissione  Ambiente'  il
  perché  l'intervento  a questo torrente, ma  così  come  per  altri
  torrenti   e  fiumi  siciliani  non  era  stato  fatto  perché   di
  quell'elenco solo quattro interventi sono stati fatti nell'arco dei
  tre  anni,  chiedo al commissario per il dissesto idrogeologico  il
  perché l'intervento non era stato fatto.
   La  risposta  del commissario è stata un problema  di  burocrazia.
  Burocrazia  perché  negli anni i vari enti  che  dovevano  fare  la
  progettazione e poi l'esecuzione degli interventi, tra di loro,  in
  questi anni, si sono rimbalzate le responsabilità. Mi riferisco  ai
  consorzi  di  bonifica perché non vi è il personale, non  vi  è  la
  strumentazione. Fatto sta che negli anni questi interventi non sono
  mai stati fatti.
   E  non riesco ad accettare, come rappresentante dei cittadini, che
  mi  si risponda che il problema è la burocrazia. Perché oggi allora
  questo Governo regionale e questa Assemblea devono interrogarsi sul
  fatto  che non servono i fondi, non è un problema di fondi,  perché
  poi  noi  possiamo  stanziare  sei milioni,  dieci  milioni,  venti
  milioni,  un  miliardo  di euro per il dissesto  idrogeologico,  il
  problema è che negli anni gli interventi non vengono fatti.
   Accolgo con piacere il fatto che nell'aprile 2018 è stato fatto un
  ulteriore nuovo elenco. Poi i sindaci non rispondono perché  ad  un
  certo punto si sentono anche presi in giro perché se gli interventi
  sono  sempre  quelli e le priorità non penso che  negli  anni  sono
  diminuite, al più aumentano le priorità per quegli interventi.
   Non  riesco  a  capire perché oggi questo Governo,  ma  anche  noi
  colleghi,  siamo  impotenti sul fatto che poi i  dipartimenti,  gli
  uffici,  gli  enti, ci rispondono che per via della burocrazia  non
  vengono  fatti i progetti e gli interventi per pulire semplicemente
  gli alvei dei torrenti o dei fiumi.
   L'impegno  che  le  chiedo,  Presidente,  da  rappresentante   dei
  cittadini, è non tanto di trovare chissà quali somme, l'impegno che
  le chiedo è quello di togliere questa parola burocrazia.
   Non deve essere un problema di burocrazia.
   Se  c'è un commissario e questo commissario doveva in qualche modo
  accelerare  gli interventi, se questo non è avvenuto credo  che  il
  Governo  debba  interrogarsi su questo e debba prendere  poi  delle
  soluzioni adeguate che non possono essere solo ed esclusivamente la
  ricerca di fondi.
   La Sicilia ha bisogno di progetti e di interventi.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gennuso ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Sui tragici fatti accaduti in Sicilia a seguito dei violenti
                         fenomeni atmosferici

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Pasqua.  Ne  ha
  facoltà.

   PASQUA.  Signor  Presidente, Presidente della  Regione,  onorevoli
  colleghi,  questi eventi degli ultimi dieci giorni  hanno  mostrato
  nella loro estrema drammaticità quanti decenni di incuria.
   Questa  parola  forse,  Presidente, è un  eufemismo  per  indicare
  strafottenza dei passati governi e forse un giocare alla scommessa,
  se mi va bene mi va bene, dei passati governi.
   Chiamiamola incuria
   Questi  decenni  di incuria hanno determinato una Sicilia  con  un
  territorio   molto  fragile  e  l'hanno  mostrato  con   tutta   la
  drammaticità  queste  dieci, dodici vittime  col  disperso.  Questi
  eventi  hanno  mostrato  un'ulteriore situazione  di  drammaticità,
  quella  che adesso vivranno - e parlo anche al futuro, non che  già
  stanno solo vivendo - gli agricoltori, gli agrumicoltori.
   Non  più  di  dieci  giorni  fa, il  19  ottobre,  una  precedente
  alluvione  aveva  colpito  le  zone  del  catanese,  le  zone   del
  siracusano  e  aveva determinato situazioni pesanti  -  l'Assessore
  Bandiera ne è al corrente.
   Il  sabato successivo a quell'evento siamo andati in giro  per  le
  zone terremotate, zone alluvionate insieme al Vice Ministro Di Maio
  e  lì  ha  voluto constatare di persona e valutare  di  persona  la
  drammaticità dell'evento.
   Abbiamo constatato quanto adesso sia drammatico per quelle persone
  che  vivono in quelle zone e che hanno investito l'intera loro vita
  nelle attività agricole - sto pensando a chi produceva i carciofi a
  Ramacca   e   gli  agrumicoltori  di  quel  triangolo  meraviglioso
  riconosciuto dal mondo intero come il triangolo delle arance.
   Non  è  un  problema  soltanto di quelle  zone  perché  adesso  le
  alluvioni  nell'agrigentino avranno colpito anche gli agrumicoltori
  di  Ribera  e  di altri posti. Abbiamo appurato che  la  situazione
  diventa  drammatica  per gli anni seguenti. Dobbiamo  andare  fuori
  dalle  polemiche,  dobbiamo estraniarci dalle parti  e  uscire  dai
  clichè, dalle nostre posizioni, e intervenire tutti. Il dramma  sta
  diventando oltre che economico anche sociale.
   Userò degli esempi per farlo.
   Andando  in  giro  nelle  zone  più vicine  al  mio  collegio,  il
  siracusano,  nelle  zone  del lentinese, Francofonte  dove  abbiamo
  appurato quanto questo dramma possa essere invasivo nella  vita  di
  un'intera comunità.
   Cosa succede ad una pianta di agrumi quando viene investita da una
  quantità  di acqua che allaga i campi e rimane stabilmente  lì  per
  giorni e giorni.
   Quegli  agrumi già indeboliti, da anni, dal virus della  tristezza
  vengono  adesso attaccati da un fungo dell'allupatura che determina
  dei  danni,  Assessore, al frutto e non solo ma  anche  danni  alla
  pianta.
   Nell'immediato,  infatti, quel 50 per cento  di  frutti  che  sono
  rimasti  sulla  pianta  rischiano di essere non  commercializzabili
  proprio perché attaccati da questo fungo.
   E  si  manifesterà  questo problema quando già quel  frutto  sarà,
  semmai è possibile raccoglierlo, già sulla tavola delle persone che
  troveranno anche dei frutti sgradevoli.
   La pianta viene indebolita, la pianta dovrà essere estirpata al 50
  per  cento  delle piante, ci hanno detto da prime stime  dei  campi
  alluvionati, dovevano essere estirpate.
   Chi  potrà estirparle? Quale agrumicoltore potrà riuscire  con  le
  proprie  forze ad andare a espiantare e ripiantare i propri agrumi?
  Chi  potrà  essere? Perché chi ha 10 euro conservate ha davanti  un
  dubbio: che devo fare? Devo ripiantare e rischiare di nuovo  oppure
  fare altro? Continuare a fare mangiare i miei figli?
   E   questo   diventa  una  drammaticità  che  non   è   solo   per
  l'agrumicoltore. E' il dramma di chi raccoglieva quegli agrumi,  di
  chi  li  trasportava, di chi li trasformava, del grossista.  E'  un
  dramma di una intera filiera.
   Se metà degli alberi devono essere espiantati, i successivi alberi
  rimpiantati,   qualora   sarà  possibile  reimpiantarli,   vedranno
  fruttificare  fra 5/7 anni e in questi 5/7 anni le  popolazioni  di
  quel  territorio, di una economia che si fonda su  questo  tipo  di
  colture cosa faranno?
   Qui ci dobbiamo pensare. Ci dobbiamo pensare tutti.
   Noi  per parte nostra abbiamo immediatamente investito della  cosa
  il  Governo  che  si è mostrato immediatamente disponibile  con  il
  Vicepresidente  Di  Maio. Però qua sta anche a Lei  Presidente,  La
  invito  ad  intervenire nella maniera più immediata  e  programmata
  possibile  perché  non possiamo pensare soltanto  all'immediato  ma
  dobbiamo  pensare  anche al resto del periodo  che  questo  persone
  dovranno passare senza alcun reddito.
   C'è un altro problema. Lo butto lì come un suggerimento perché c'è
  stato segnalato.
   Nel   paese   di   Francofonte  gli  agrumicoltori  che   vogliono
  partecipare  ai  bandi  PSR. Non può partecipare  quasi  nessuno  a
  questi bandi perché il limite minimo di territorio che devono avere
  a disposizione per potere partecipare è 3 ettari.
   Mentre  quel  territorio, quella zona, la zona  di  Francofonte  è
  caratterizzata da fondi non più grandi di mezzo ettaro, un  ettaro,
  due  ettari. Quindi tutto quel territorio di Francofonte non  potrà
  accedere ai fondi PSR.
   Dovete  trovare  una  soluzione  immediata,  dovete  trovare   una
  soluzione  che tolga questo limite, assessore, dovete  togliere  al
  più  presto  possibile  questo limite  perché  già  così  a  quelle
  popolazione  possiamo dare un immeditato ristoro  e  una  immediata
  possibilità di ripartire.
   Dobbiamo farlo, dobbiamo farlo per tutta quella gente che fonda la
  propria vita sull'attività dell'agrumicoltura.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, Presidente, Giunta,  colleghi  tutti,
  solitamente quando accadono questi eventi in Italia si scatenano le
  polemiche,  si  vanno a ricercare le responsabilità  di  chi  c'era
  prima  e  di  chi  ha governato e io penso che sia  un  metodo  che
  bisogna tralasciare, un metodo che appartiene alla vecchia politica
  superata.
   Io,  caro  Presidente Musumeci, ho apprezzato il  suo  intervento.
  Anche  nei momenti della finanziaria ho apprezzato che è stata  una
  finanziaria  solidale che ha pensato, prima di ogni  cosa,  ai  più
  deboli  e  non  mi accadeva da anni vedere una finanziaria  che  si
  rivolgeva ad intercettare questi disagi.
   Oggi Lei, con la Sua umiltà e con la Sua fermezza e semplicità,  è
  venuto  in Aula ed ha presentato un disegno di legge che  cerca  di
  aiutare  e  sostenere  il  collante  socio-politico  siciliano,   i
  Sindaci,  perché non si può partire che da questi,  perché  se  non
  partiamo dai sindaci molliamo il territorio ed anche se c'è qualche
  sindaco  che  è  riluttante,  che non apprezza  e  non  approva  la
  mediazione  politica,  sbaglia, deve cambiare atteggiamento  perché
  se,  oggi, con l'umiltà di Musumeci Presidente si raccoglie  questo
  disagio  e si corre incontro, in modo creativo, fattivo, lei  oggi,
  dal  mio  punto  di vista, ha interpretato al meglio  il  ruolo  di
  Presidente  della  Regione  siciliana  perché  questo  evento   che
  colpisce  la Sicilia che ha, come dire, inferto una ferita profonda
  in  tutte le famiglie siciliane perché ognuno di noi si è commosso,
  si  è  sentito disperato, così guardando la Sicilia, così guardando
  il  Veneto  e  se questa politica, la sua politica, la politica  di
  questo  Governo  non  fa questo, corriamo il rischio  di  incorrere
  nell'errore di quella politica fredda, distaccata e che  non  sente
  il bisogno di aiutare il territorio.
   Un  altro  atteggiamento  che  ho approvato  è  la  sua  sobrietà,
  Presidente, la sua sobrietà nell'andare sui territori e lo  fa  con
  semplicità e, sa una cosa, chiedendo anche scusa.
   Io  ho ascoltato, con le mie orecchie, quando lei ha chiesto scusa
  per i ritardi perché le infrastrutture non venissero aperte prime e
  faccio l'esempio pratico dell'ospedale di Ragusa che si è aperto  e
  lei  si è scusato con la collettività ragusana, così come ho  colto
  nelle  sue  parole, il fatto che lei ha detto: sono stati stanziati
  800 mila euro per la cultura degli alvei dei fiumi. Ora dico se non
  è prontezza questa, se non è, come dire, la capacità di comprendere
  il  grido  del territorio, cos'altro bisogna fare? Io sono convinto
  che siamo in tema, stiamo andando bene, stiamo lavorando bene.
   Certo,  oggi, c'è bisogno di comprensione, di ascolto,  perché  il
  disagio  che  pervade la Sicilia è talmente forte che  la  politica
  tutta,  nonostante  il suo impegno, la sua Giunta,  la  maggioranza
  tutta,  forse  non  riusciremo  a  coprire  tutti  i  bisogni   ma,
  quantomeno,  daremo risposta alla nostra coscienza  che  ci  stiamo
  provando. Io sono qui insieme a lei, alla Giunta, ai miei  colleghi
  tutti,  per dare quello che noi oggi possiamo dare perché,  guardi,
  dopo  tanti anni di esperienza si sente il bisogno proprio di dare,
  di  dare alla nostra Terra un momento diverso e non far considerare
  la Sicilia sempre come un serbatoio elettorale.
   La  Sicilia, oggi, e io spero che lo faccia lei, deve far  sentire
  la  sua  voce anche nel dare al nostro territorio le infrastrutture
  che  servono.  Approfitto della presenza dell'assessore  Falcone  e
  prendo   atto  che  la  Siracusa-Gela  riparte.  E  quale  migliore
  risposta?
   Vorrei  approfittare dell'assessore Falcone,  in  senso  positivo,
  dicendole assessore Falcone che nella nostra storia ragusana c'è la
  Ragusa-Catania. E' inconcepibile  So che il suo impegno è  talmente
  alto  ed importante ma dobbiamo portare questa risposta a tutta  la
  Sicilia  ed  in  particolare alla provincia di  Ragusa  perché  noi
  componenti    della   politica   ragusana   ci   siamo   impegnati,
  ufficialmente,  nel far ripartire il modello 2 del  modello  Ragusa
  antico  dove  si  lavorava, dove si partecipava. Adesso,  ci  siamo
  impegnati per questo.
   Abbiamo  tre  obiettivi  importanti, la Siracusa-Gela  che  è  già
  partita,  la  Ragusa-Catania - spero che  lei  ce  la  faccia  -  e
  l'aeroporto di Comiso. Quando riusciremo a completare il cerchio di
  queste  infrastrutture, quantomeno potremo avere la coscienza  meno
  responsabile del passato e non voglio accusare alcuno,  perché  chi
  accusa  qualcuno  del  passato, chi fa polemica  su  questi  eventi
  odierni  sbaglia,  è una politica vecchia; l'approccio  positivo  è
  andare  avanti  e  vincere contro tutti coloro che vogliono  essere
  oppositori  della nostra azione politica. Per cui, caro  presidente
  Musumeci, la invito ad andare avanti in questo modo, come  sa  fare
  lei,  sapendo  sempre che ha, da parte nostra, il nostro  appoggio.
  Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. A  seguire
  hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Aricò, Di Caro, Milazzo,
  Lo  Giudice, Campo, Caronia, Savarino. Non essendoci altri iscritti
  a parlare dichiaro chiuse le iscrizioni.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Figuccia.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intanto  vorrei
  ringraziare  il Presidente della Regione, onorevole  Musumeci,  che
  anche  in  questa  occasione, come è nel suo  stile,  ha  avuto  un
  approccio   assolutamente  istituzionale,  ha  avuto  un  approccio
  difficile  anche,  probabilmente, da mantenere rispetto  ad  alcuni
  fatti  che  sono  accaduti,  non solo  rispetto  alla  tragedia  ma
  rispetto anche agli incidenti forse non del tutto casuali che,  sul
  piano  istituzionale, si sono verificati a far data dalla  presenza
  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri  in  Sicilia  che  ha,
  assolutamente,  ignorato  ogni  protocollo,  che  ha  assolutamente
  ignorato  le  specificità statutarie e che ha, persino, dimenticato
  quali  sono gli attori di un sistema non appena ci si rivede in  un
  territorio  e  ci si approccia ad un territorio com'è quello  della
  Regione siciliana da Presidente del Consiglio dei Ministri.
   Con  grande  eleganza e volendo ignorare quello che è accaduto  il
  presidente Musumeci, com'è nel suo stile, è andato avanti e  lo  ha
  fatto  -  e  credo  che  questo  sia elemento  di  riflessione  per
  quest'Aula - con un approccio che non soltanto come sempre è serio,
  ma soprattutto è un approccio di chi porta avanti la proposta.
   Noi oggi siamo qui a discutere, non siamo ancora nel merito, di un
  disegno di legge del Governo, rispetto al quale si chiede, a  norma
  del  Regolamento,  la procedura d'urgenza, che verrà  trattato  non
  facendo  riferimento a polemiche o a brutte storie del passato,  ma
  che viene presentato per porre finalmente soluzione ad una serie di
  questioni  che  sono  andate  avanti nei  decenni  nell'incuria  di
  governi che si sono succeduti, governi che hanno coinvolto tutte le
  parti  politiche  del  centro destra e del centro  sinistra  perché
  alcuni  fatti, a partire da queste tragedie, non possono ovviamente
  avere  un  colore  politico. Solo negli  ultimi  sette  anni:  2009
  Giampilieri, Scaletta Zanclea il numero di vittime era 38.

   PRESIDENTE.  Onorevole Figuccia, le comunico che il  tempo  a  sua
  disposizione è scaduto. Si avvii alla conclusione.

   FIGUCCIA.  L'onorevole Lo Curto ha preso tutto  il  tempo.  Signor
  Presidente,  lei terrà conto, come aveva annunciato  il  presidente
  Micciché  di  voler equilibrare i tempi e, quindi, avendo  iniziato
  adesso l'intervento, vorrà darmi certamente qualche minuto in più.
   17  settembre  2015: Lipari ed Eolie; 10 ottobre 2015:  Barcellona
  Pozzo  di  Gotto e Milazzo; 25 novembre 2016: maltempo in  Sicilia,
  alluvione tra Sciacca e Ribera; 23 gennaio 2017: maltempo  violento
  all'estremo sud, un morto a Castronovo di Sicilia; fino ad arrivare
  ai fatti di Casteldaccia, fino ad arrivare a quel medico che lascia
  la propria residenza per recarsi all'ospedale di Corleone e trovare
  quella condizione che, oggi, lo vede disperso.
   Oggi,   credo   che  occorra  partire  dalle  linee  guida   della
  pianificazione  della Protezione civile per affrontare  in  maniera
  seria  il  problema  e  scoprire come, solo  rispetto  al  dissesto
  idraulico,  abbiamo  234  comuni  che  vivono  una  condizione   di
  inadempienza, con qualcosa come 315 località, solo rispetto a  quel
  rischio; se poi passiamo al rischio mareggiate ci troviamo  con  96
  comuni e con 181 località.
   Il vero dramma, come il Presidente della Regione ha rappresentato,
  è  che abbiamo oltre 6 mila ordinanze di abbattimento di immobili e
  di questi solo il 16 per centp è stato messo in esecuzione.
   Ma  da  qui  ecco  che  passiamo alla considerazione  opposta,  al
  contraltare, di fronte a 6 mila ordinanze di abbattimento  abbiamo,
  dagli anni  80 ad oggi, accumulate qualcosa come 700 mila richieste
  di  sanatoria,  quindi, ecco che come diceva  il  Presidente  della
  Regione,  da  una  parte  abbiamo le ordinanze  di  abbattimento  e
  dall'altra, Presidente, 700 mila richieste di sanatoria.
   In questi anni, ovviamente, ci sono state tante denunce, ma in che
  cosa si sono risolte?
   Parliamoci  chiaro,  così  com'è oggi  la  situazione  che  questo
  Governo  eredita, ahimè, quella di Casteldaccia è una  vicenda  che
  può  essere  ascritta quasi ad una questione della roulette  russa,
  perché  ciascuno dei rappresentati di questo Parlamento che  chiama
  ad  intervenire o ad avere un parere di un proprio amico sindaco  o
  di  un  proprio amico assessore, in qualsiasi comune della Sicilia,
  scoprirà con grande serenità e con estrema chiarezza che quello che
  è  accaduto a Casteldaccia poteva accadere, per come sono  oggi  le
  situazioni e per quella che è la condizione delle inadempienze  dei
  comuni,  assolutamente  in  qualsiasi  comune.  D'altra  parte  nel
  novembre del 2011 e da allora i sindaci che si sono succeduti, alla
  guida  del comune dovevano seguire atti che non sono stati  portati
  avanti.
   Nessuna pianificazione, quindi, sul piano della protezione per  il
  rischio  idrogeologico così come doveva essere mantenuta  e  nessun
  rispetto  degli  atti  da  parte di molte  amministrazioni,  perché
  quelle stesse amministrazioni, di fatto, non hanno

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, la invito a concludere.

   FIGUCCIA   organizzato  i loro uffici per  poter  rispondere  alle
  emergenze.
   Per   cui,   credo  che  questo  disegno  di  legge,  e  concludo,
  considerato   i   tempi,   fosse   assolutamente   necessario    ed
  indispensabile.  E'  giusto  che  ciascuno  si  assuma  le  proprie
  responsabilità,  chi  è inadempiente deve  andare  a  casa  e  quei
  sindaci  che avranno la capacità di armarsi di coraggio, al  di  là
  delle  situazioni  locali,  mettendosi contro  chicchessia  pur  di
  andare avanti, siano quelli che devono effettivamente adempiere.
     Questa  è  una  norma, a mio avviso, che crea  giustizia  perché
  finalmente   non   se   la  prende  con  quei  poveri   costruttori
  dell'immobile,  con  i  proprietari  dell'immobile  che  non   sono
  decisamente   quelli   che,  a  tutti  i  costi,   l'hanno   creato
  quell'immobile,  talvolta quell'immobile è  stato  definito  da  un
  legittimo proprietario, finalmente questa norma non va contro  quel
  proprietario, anzi lo accompagna attraverso una procedura  che  gli
  dà  la  possibilità, se non ho capito male, di chiedere aiuto  alla
  Regione,  per  il  tramite  del Comune, aiuto  che  certamente  non
  mancherà  da  parte del Governo e del Parlamento e che determinerà,
  quindi,  la possibilità di ripristinare una situazione di  serenità
  nei territori siciliani che hanno davvero bisogno.

   PRESIDENTE. Comunico all'Aula che è pervenuto il disegno di  legge
  n.  428  avente per oggetto: «Provvedimenti urgenti dei sindaci  in
  materia di abusivismo edilizio», di iniziativa governativa.
   Alla  fine,  prima che terminerà la seduta, proporrò all'Assemblea
  di  votare la procedura d'urgenza e, quindi, inserire gli argomenti
  all'ordine del giorno.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, signor Presidente della Regione, membri
  del  Governo,  signori colleghi, oggi, con un pizzico di  tristezza
  accompagnata dalla rabbia, mi accingo ad intervenire in questo  che
  non  ritengo  un dibattito, signor Presidente, ma una  costatazione
  dell'impegno del Governo.
   Oggi,  prontamente,  chiamato  dai  Capigruppo  ad  affrontare  la
  questione, il Presidente della Regione insieme al suo Governo, si è
  presentato in Aula per rappresentarci tutti gli interventi posti in
  essere per migliorare la vivibilità di questa nostra Terra.
   Cari  colleghi,  quanti  di  noi ci  siamo  immedesimati  in  quel
  racconto di quella famiglia che stava festeggiando il compleanno di
  una  bambina. Quante volte abbiamo fatto delle scampagnate  andando
  al  villino  di campagna per passare una domenica o  un  giorno  di
  festività che potesse essere un giorno di gioia per quella famiglia
  stessa.
   Io  voglio legge quei nomi. E' giusto che l'Aula abbia segnato  un
  minuto  di silenzio. Voglio iniziare dalla prima: Rachele Giordano,
  un  anno; Francesco Rugò, 3 anni. Ci sono altri 7 membri di  questa
  famiglia, non voglio andare oltre, c'è anche un decesso avvenuto  a
  Vicari, Alessandro Scavone, due turisti tedeschi, un medico  di  40
  anni  che si recava a lavoro che è ancora disperso e ancora non  si
  hanno  notizie,  si  è trovato un giubbotto. E'  un  bollettino  di
  guerra
   Allora, l'impegno che possiamo chiedere al Governo è quello che ci
  ha  dimostrato oggi e in queste giornate, perché la nostra Terra  è
  stata  martoriata. Ci sono responsabilità ed omissioni da parte  di
  chi ci ha preceduto.
   Io  ho  sentito, con molta attenzione, l'intervento dell'onorevole
  Dipasquale, il quale parla di responsabilità oggettiva di tanti  di
  noi.  Io mi sono confrontato con i colleghi del Gruppo parlamentare
   Diventerà Bellissima' e non ci sentiamo assolutamente responsabili
  di  ciò  che  è  accaduto. Ci sentiamo carichi di responsabilità  a
  fianco  del  governo  Musumeci per affrontare  al  più  presto  una
  proposta  di  legge  quale,  siamo certi,  verrà  data  priorità  e
  dobbiamo stare a fianco anche dei sindaci perché la proposta che ci
  viene,  oggi,  così rappresentata porrà delle gravi  difficoltà  ai
  sindaci  soprattutto  nelle  piccole  comunità,  quando  i  sindaci
  saranno  chiamati ad emettere ordinanze di sgombero, probabilmente,
  a  parenti  affini,  di grado ristretto, ma dovranno  farlo  perché
  questa legge lo imporrà.

                  Presidenza del Presidente Miccichè

   E,   allora,  tanti  sono  i  fiumi  che  sono  stati  usati  come
  discariche,  addirittura, come parcheggi ai lati  del  fiume  e  ci
  dispiace che i Geni civili, in questi anni, abbiano lavorato poco.
   Il  presidente  Musumeci  ci  ha indicato  due,  soprattutto,  che
  avrebbero  dovuto  fare un lavoro migliore,  quello  di  Catania  e
  quello  di  Palermo.  Oggi, probabilmente  la  burocrazia  è  stata
  costretta a scegliere due nuovi soggetti alla guida di questi  Geni
  civili.
   Allora, la svolta già c'è stata. Abbiamo sentito, la tragedia  non
  cambia  la  sensibilità di questo Governo e non  deve  cambiare  la
  sensibilità   dell'Aula   perché   già   nell'approvazione    della
  finanziaria è stata ribadita l'istituzione della Autorità di bacino
  che mancava dal 1989.
   E  parliamo,  successivamente, della pulizia di 26  fiumi  con  lo
  stanziamento  di 7 milioni di euro, altri 70 fiumi individuati  dai
  Geni  civili  approvati dalla delibera di Giunta di domenica  e  ci
  sono  i  comuni  che, purtroppo, non hanno risposto  alle  continue
  sollecitudini  della  Regione  per  avere  indicato   la   densità,
  comunque, le costruzioni abusive che ricadevano nel proprio comune.
   Si è parlato del fiume Torrelunga, io parlerei anche a Palermo del
  fiume Eleuterio accanto a dove è accaduta la tragedia, che sfocia a
  Ficarazzi  dove  ci  sono  diverse  case  abusive.  Dobbiamo  stare
  attenti.
   Allora,  sono  convinto  che il pugno  duro  della  Regione,  caro
  Presidente, contro chi ha demolito, anzi, ha costruito abusivamente
  ed ha massacrato il nostro territorio, sia la linea giusta.
   E'   giusto  non  parlare  più  di  sanatoria,  è  giusto  parlare
  soprattutto  di  salvaguardia della vita umana,  è  giusto  parlare
  soprattutto della salvaguardia del nostro territorio.
   Ed  anche  i  costruttori  ce lo indicano. L'abusivismo  danneggia
  l'associazione  dei costruttori, sono tanti i piccoli  costruttori.
  Presidente,  c'è stato un passaggio in cui parlava di mezzi  mastri
  diventati grandi costruttori se non anche cavalieri.
   Questo  è  un  passaggio importante che rievoca una  storia  della
  Sicilia brutta, una pagina brutta, una pagine di intrecci, spesso e
  volentieri con un'amministrazione connivente con la mafia, e questo
  lo possiamo dire, però oggi ci porta dei morti.
   Allora, è giusto che Roma dichiari lo stato di emergenza, è giusto
  che  la  Regione non si trovi impreparata con i progetti pronti,  è
  giusto che quasi un centinaio di progetti per ripulire i fiumi ed i
  torrenti venga redatto affinché i Ministeri o lo Stato italiano  o,
  comunque,  la  Comunità  europea potrà intervenire  finanziando  le
  pulizie degli alvei dei fiumi.
   Presidente,  a me farebbe piacere parlare anche delle  cause,  non
  soltanto delle dodici morti e del tredicesimo disperso per il quale
  ci  stringiamo  tutti  attorno alla sua famiglia  affinché  possano
  ritrovare il medico, ma parlare anche degli effetti disastrosi  che
  sta  avendo  per il comune di Palermo, perché, signori,  domani  le
  scuole di Palermo saranno chiuse per mancanza d'acqua, perché tutti
  i  detriti che sono andati all'interno delle condutture hanno fatto
  sì che l'acqua non potesse essere potabilizzata.
   Pensiamo  anche  a tutte le problematiche che saranno  causate  da
  domani.
   Vorrei  fare una proposta, non so se il Presidente e gli Assessori
  al   ramo  potranno  condividerla:  concessioni  gratuite  per   la
  rimozione di materiali inerti negli alvei dei fiumi.
   Mi  rivolgo  all'assessore Cordaro: ritengo che se  riuscissimo  a
  dare  centinaia di concessioni gratuite, in tutta la  Sicilia,  per
  quei materiali inerti, in alcuni casi legnosi, che sono all'interno
  dei  fiumi, che potrebbero essere gratuitamente presi dalle società
  edili,  potremmo fare una bella operazione di pulizia  degli  alvei
  dei fiumi quasi gratuitamente.
   Questo è un appunto che vorrei che il Governo potesse prendere.
   Noi  ci  stringiamo ancora attorno ai superstiti degli  scomparsi,
  siamo  a  fianco del governo Musumeci e speriamo che questo disegno
  di legge possa trovare immediatamente luce.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  CARO.  Signor Presidente, colleghi, Presidente della  Regione,
  Assessori, domenica scorsa con i colleghi Sunseri, Mangiacavallo  e
  l'europarlamentare Corrao abbiamo girato un po', dove  ci  è  stato
  possibile,  perché c'erano delle strade completamente devastate,  i
  territori della provincia di Agrigento.
   E'    una    provincia   letteralmente   devastata,   con    danni
  all'agricoltura, due morti a Cammarata, da Burgio a  Calamonaci  un
  inferno, Casteltermini, Agrigento, Favara, Sciacca, Ribera tutta la
  provincia in ginocchio.
   Abbiamo  raggiunto il comune di Santa Margherita Belice. Ci  siamo
  addentrati  in  una  chiesa, in un museo veramente  ed  ho  notato,
  signor  Presidente, una foto del 1968, una foto di 50 anni  fa.  In
  questa   foto  c'era  scritto:   La  burocrazia  uccide   più   del
  terremoto .
   Bene,  ancora  oggi, dopo 50 anni, dobbiamo avere la tristezza  di
  dovere  affermare  che  la burocrazia uccide più  delle  alluvioni,
  della   pioggia,   delle  frane  e  quant'altro,   perché,   signor
  Presidente,  non  c'è  alcun disegno di  legge  che  tenga  se  non
  dichiariamo guerra alla burocrazia, non c'è alcun disegno di  legge
  che  tenga  se  per  spostare  un chiodo  abbiamo  bisogno  di  una
  tonnellata di carte.
   A proposito, una piccola parentesi, ho ascoltato il suo disegno di
  legge,  più che venire incontro ai sindaci mi sembra che  crei  dei
  martiri, ma questo, magari, lo approfondiremo in Aula.
   A  proposito di burocrazia, signor Presidente, mi farebbe  piacere
  sapere  cosa ha fatto, fino ad oggi, il Commissario della struttura
  di governo per il dissesto idrogeologico, perché abbiamo bisogno di
  presidi territoriali per il monitoraggio del dissesto idrogeologico
  nei  comuni,  alla pari delle guardie mediche; abbiamo bisogno  dei
  geologi   all'interno  dei  comuni  che  sono  enti  di  frontiera,
  letteralmente,  in  ginocchio. Ed a proposito di  geologi,  proprio
  domenica, parlavo con un geologo e gli dicevo:  Guarda, in giro,  è
  stato  un  disastro, per le strade è stato un inferno.  Noi  stessi
  abbiamo  avuto delle serie difficoltà in strada ed abbiamo  trovato
  riparo nel comune di Calamonaci . Gli dicevo:  Guarda il clima  sta
  cambiando .  Questo geologo mi ha detto:  Guarda il clima  non  sta
  cambiando, il clima è già cambiato. E noi dobbiamo agire in fretta,
  oggi .

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice, al quale
  facciamo  ancora  una  volta gli auguri.  Questo  è  il  suo  primo
  intervento, onorevole Lo Giudice, mi raccomando. No, mi dicono  che
  h  il  secondo,  allora,  non c'ero per il  primo   Ha  facoltà  di
  parlare.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,
  Presidente  della  Regione e cittadini che ci  ascoltano  da  casa,
  anch'io  desideravo unirmi al sentimento di cordoglio  espresso  da
  chi  mi ha preceduto per quella che è stata l'ennesima tragedia che
  la nostra Sicilia si è trovata ad affrontare.
   Ho apprezzato, in maniera positiva, l'intervento, qui in Aula, del
  Presidente della Regione, onorevole Musumeci, che, con grande senso
  di  responsabilità e con la grande sensibilità che ha sempre  avuto
  verso  queste  problematiche, è venuto qui a riferirci  quelli  che
  sono  gli  intendimenti  che il Governo vuole  porre  in  essere  e
  mettere in atto nell'immediato.
   E'  chiaro  che il problema è più complesso, come lei ha  già  ben
  espresso  in  precedenza. E, sicuramente, l'aspetto dell'abusivismo
  rappresenta una parte ma, credo che nell'80 per cento dei  casi  il
  nostro   territorio  siciliano,  al  di  là  dell'aspetto  inerente
  l'abusivismo,  sia caratterizzato da dei torrenti  che,  purtroppo,
  sono  sovralluvionati  e  presentano un quantitativo  di  materiale
  enorme.
   Questo è un problema più complesso che, ovviamente, non può essere
  affrontato  con il disegno di legge che il Governo intende  mettere
  in  atto,  in  questo  momento, benché  anche  questo  può  essere,
  sicuramente, utile.
   Le  dico  quello che spesso mi succede da sindaco  del  comune  di
  Santa  Teresa  di Riva. Incontro la semplice persona,  il  semplice
  contadino che mi racconta quello che avveniva un tempo. E mi  dice:
   Ma,   una  volta,  i  torrenti  li  svuotavamo  noi.  Avevamo   la
  possibilità  con  pala  e  carriola,  mi  permetta  di  dirlo,   di
  raccogliere  la sabbia. Lo facevamo noi, lo facevano le  imprese  e
  tutto avveniva in maniera naturale.
   Oggi, le norme non lo consentono più ma, signor Presidente, c'è di
  peggio.  La maggior parte degli interventi che sono in elenco  -  e
  qui,  poi, secondo me, la gente non ci capisce più -, che hanno  in
  parte  anche la copertura finanziaria, prevedono spesso il semplice
  svuotamento  dell'alveo  torrentizio e, quindi,  la  rimozione  del
  materiale.
   Questi  interventi, dal Dipartimento ambiente, hanno la  necessità
  di  essere  spesso  e volentieri assoggettati alla  Valutazione  di
  Impatto Ambientale, una tempistica che richiede, Presidente,  circa
  otto  mesi  e, quindi, è chiaro che ci ritroviamo in una situazione
  che  porta  il tempo a passare, a passare con progetti che  vengono
  presentati, aggiornati, con somme che vengono rimodulate da tutti i
  dipartimenti ma con interventi che tardano ad arrivare.
   La gente a quel punto non riesce più a comprendere quella che è la
  nostra  buona  volontà di dare risposte;  e quindi un suggerimento,
  credo  che  possa essere positivo: quegli interventi che richiedono
  soltanto lo svuotamento e quindi non richiedono delle opere  in  sé
  vere  e  proprie,  delle  opere,  delle  modifiche  idrauliche  dei
  torrenti,  con  una direttiva assessoriale, con una direttiva  sua,
  potrebbero  essere escluse dalla Valutazione di Impatto Ambientale,
  questo  metterebbe in condizioni di snellire notevolmente  i  tempi
  della burocrazia.
   Io  oggi,  per il torrente Savoca, che riguarda il mio territorio,
  ho  presentato il progetto definitivo alla struttura commissariale,
  se tutto va bene, fra due anni, fra un anno e mezzo, concretamente,
  mi  auguro meno, ma questi sono i tempi che purtroppo spesso  siamo
  costretti,  e  la gente non li comprende e non li può  comprendere,
  perché  ad  oggi, se guardo il mio torrente ha una  distanza  dalla
  ferrovia  piuttosto che dall'autostrada di circa un metro e  questa
  aumenta di anno in anno.
   Ecco,  in  questa  direzione,  secondo  me,  possiamo  e  dobbiamo
  impegnarci,   nel   riuscire  con  tutti  i  mezzi   possibili   ed
  immaginabili, con tutti gli strumenti che abbiamo a risolvere  e  a
  snellire,  quanto  più  possibile queste procedure  che  richiedono
  degli interventi immediati e delle risposte immediate.
   La   provincia   di   Messina,  che  ancora  piange   le   vittime
  dell'alluvione  del  2009,  è  caratterizzata  dalla  presenza   di
  numerosi  torrenti;  108 comuni ognuno dei  quali,  nella  migliore
  delle  ipotesi, è attraversato da 1, 2, 3, 4 torrenti di piccoli  e
  di   grandi  dimensioni  e  se  anche  il  sindaco,  con  ordinanza
  sindacale, decide di prelevare un granello di sabbia, il rischio di
  un  avviso  di  garanzia è dietro l'angolo perché la legge  non  lo
  consente, e io da sindaco sono totalmente inerme di fronte a questa
  situazione e non so realmente quali risposte concrete posso dare.
   Ecco,  mi  auguro e sono convinto che questo Governo  ci  dia  gli
  strumenti giusti a noi sindaci, non solo di potere intervenire,  ma
  tutti   insieme  di  agire  sinergicamente  per  poter   finalmente
  risolvere  questo  problema  che  riguarda  le  nostre  comunità  e
  riguarda il nostro territorio, affinché la salvaguardia delle  vite
  umane,  che  credo sia prioritaria rispetto a tutto,  possa  essere
  realmente garantita con quelle azioni che la nostra Sicilia  merita
  per tornare e diventare effettivamente ad essere bellissima.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi  e
  cittadini  che ci seguono da casa, ho sentito parlare di  stato  di
  emergenza,  di  lavori in somma urgenza, di incendi all'improvviso,
  strade e ponti che cedono e crollano all'improvviso. Di esondazioni
  di fiumi all'improvviso.
   Ecco,    in    politica   all'improvviso   non   esiste     Esiste
  l'improvvisazione  E, purtroppo, questo Governo visto che porta  un
  documento,  un  disegno  di  legge  che  dovrebbe  prevenire  certi
  disastri,  solo stasera, forse sta andando proprio nella  direzione
  dell'improvvisazione.
   La  politica  deve essere progettualità, programmazione,  visione,
  visione del futuro e purtroppo

   MUSUMECI. Presidente della Regione.  Si vergogni  Si vergogni

   CAMPO.  Presidente,  io  non  mi vergogno,  io  sto  semplicemente
  esprimendo il mio parere.
   Noi,  di tutto questo ne abbiamo parlato in IV Commissione,  nella
  Commissione  Ambiente  e Territorio, abbiamo  parlato  di  dissesto
  idrogeologico, abbiamo parlato di desertificazione, di  prevenzione
  incedi, abbiamo parlato di tutela del patrimonio arboreo, un  sacco
  di  temi che purtroppo non sono mai arrivati in quest'Aula, stasera
  si  sarebbe discusso, se non ci fosse stato il drammatico  episodio
  degli  scorsi  giorni, insieme alle altre cose, di  un  disegno  di
  legge  sulle aiuole che, fra l'altro, penso che sia una  competenza
  prettamente dei comuni.
   Spero  che  in  quest'Aula possano arrivare  temi  importanti  che
  possano veramente risolvere i problemi dei siciliani.
   Ho  presentato, già fin dall'inizio del mio insediamento, ben  tre
  atti  parlamentari all'assessore Cordaro che riguardavano il  fiume
  Dirillo e anche un disegno di legge sul fiume Dirillo, per la grave
  condizione in cui versa, costeggiato da chilometri di serre che  si
  estendono  lungo  la  costa per altri quindici  chilometri  e  dove
  vivono  quattromila persone censite e altrettante  non  censite  in
  condizioni precarie.
   Ecco  questo  posto che è il più grande fenomeno  di  inquinamento
  ambientale della nostra Isola, insieme ai siti SIN, non ha avuto la
  benché  minima attenzione da parte di questo Governo.  Non  se  n'è
  discusso,  e  i  provvedimenti che sono stati presi  per  il  fiume
  Dirillo  non  hanno riguardato la foce che è proprio quella  che  è
  invasa  da  detriti, da plastica, da tutti gli scarti  possibili  e
  immaginabili delle serre che vengono sversati proprio nel fiume.
   Purtroppo stasera, fra l'altro, abbiamo appreso in Commissione, di
  una profonda decurtazione al trasporto pubblico locale.
   In  questa situazione, dove le strade si inondano e cedono, almeno
  avere la sicurezza di poter viaggiare con i mezzi pubblici, sarebbe
  stata una gran cosa. Neanche quella.
   Noi abbiamo aspettato un anno e possiamo ancora aspettare. Ma come
  vedete  il  fiume non aspetta. Il fiume si è trascinato  via  delle
  vite  umane  e  sono  scomparse anche delle  giovanissime  vite  ed
  esprimo il mio più profondo cordoglio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   il
  Presidente della Regione ascolterà probabilmente quello  che  è  il
  mio intervento che sarà piuttosto breve, cercherò di utilizzare  al
  meglio questi sei minuti che ho condiviso con il collega, perché in
  realtà quasi tutto è stato detto.
   Mi  fermerei  semplicemente ad un monito che  quest'Aula  potrebbe
  accogliere  perché  a breve vareremo un documento  finanziario  che
  sarà il prossimo bilancio della Regione siciliana.
   Ricordo  che  nella precedente sessione di bilancio  alcune  norme
  importanti,  tra  cui  quelle  che hanno  istituito  l'autorità  di
  bacino,  effettivamente,  hanno marcato  una  linea  importante  di
  demarcazione rispetto al passato.
   Ventinove anni di assenza di una norma che dà una risposta precisa
  a  quello che è la gestione del territorio, ma soprattutto a quello
  che  riguarda i fiumi, in effetti l'abbiamo varata. Per cui  questo
  Parlamento non è rimasto inerme.
   Devo   dire   che  però,  di  contro,  una  serie  di   iniziative
  parlamentari  e  anche  governative non hanno trovato  accoglimento
  poiché  la  difficoltà  economica di  trovare  una  quadratura  del
  cerchio, di questo cerchio così complicato, assessore Armao,  oggi,
  peraltro,   le  vicende  che  riguardano  l'attività  del   Governo
  nazionale  rispetto ai tagli che si prevedono, ci  preoccupano  non
  poco.
   Stamattina si parlava di TPL, ma voglio dire, un taglio del 3  per
  cento quanto potrà incidere ogni anno su tematiche come quelle  che
  stiamo  affrontando. Ovviamente tutto quello che si  può  fare,  le
  migliori  idee  poi  finiscono per  strada  se  poi  non  hanno  la
  possibilità di essere finanziate.
   Allora,  ricordo bene quando l'assessore Cordaro, in  Commissione,
  ha   presentato,  così  come  l'assessore  Falcone,  rispetto  alla
  Commissione  Ambiente' degli appostamenti cospicui per il fondo  di
  progettazione che serve a dare una pianificazione del territorio ed
  evitare  eventi come quelli che purtroppo sono avvenuti  nelle  ore
  scorse,  chiaramente sono stati stoppati dalla necessità di  dovere
  in qualche modo fare quadrare i conti.
   Allora  chiedo  in  questa fase in cui stiamo per  affrontare  una
  sessione  di  bilancio,  a breve avremo un bilancio,  un  documento
  finanziario, che il Governo tenga come punto di riferimento  quello
  di appostare delle risorse ad alcuni capitoli che sono determinanti
  perché  il  dissesto idrogeologico, così come il  rischio  sismico,
  l'erosione   costiera  non  sono  interventi  che  possono   essere
  tamponati dai duecento, trecento mila euro che vengono messi giusto
  per  affrontare  qualche emergenza, vanno appostate  delle  risorse
  importanti.
   A  questo  proposito vorrei, anche, sottolineando la nostra,  come
  dire,  mission che, secondo me, è quella di essere forieri  di  una
  politica che ci veda come Regione Siciliana destinatari di maggiori
  risorse,  ritengo che il Ministero dell'ambiente che  ha  stanziato
  venti  milioni di euro a settembre destinati per Calabria,  Umbria,
  Sicilia  e non ricordo la quarta Regione, alla Sicilia sono  andate
  soltanto  trentadue opere finanziate per importi che  non  arrivano
  oltre i cinque milioni di Euro.
   E' chiaro che stiamo parlando di importi assolutamente esigui.
   Ebbene,  nelle  prossime interlocuzioni con il  Governo  nazionale
  questi  20  milioni  piuttosto  che essere  ripartiti  fra  quattro
  Regioni  vengano destinate ad una Regione come la nostra che  è  ad
  alto  potenziale  di  rischio sismico, idrogeologico  ed  anche  di
  erosione costiera, in maniera più mirata.
   Secondo  me  venti milioni servirebbero soltanto per le  emergenze
  che oggi la Sicilia affronta.
   Inoltre  vorrei dire che rispetto all'abusivismo - tema  che  sarà
  oggetto  del  nostro  intervento  in  quest'Aula  e  si  aprirà  un
  dibattito  che vedrà le più disparate affermazioni, chiunque  potrà
  dire  tutto  e  l'opposto  di  tutto  -  bisogna  avere  una  certa
  attenzione.
   Il Presidente della Regione ha fatto un distinguo.  Bisognerà fare
  un  distinguo fra coloro i quali hanno inopinatamente  infranto  le
  leggi  e  hanno  costruito dove non si poteva, sugli  R4,  su  dove
  c'erano  delle prescrizioni assolute e coloro i quali invece  hanno
  fatto  degli abusi che in realtà potrebbero oggi essere sanati  con
  la conseguenza di rimpinguare le casse dei comuni.
   Bisogna dare la possibilità ai sindaci di potere attuare una reale
  pianificazione del territorio e di contro dare a chi  ha  costruito
  la  propria casa per viverci, e non per speculare, la serenità  che
  quella  casa possa essere messa in sicurezza e comunque sanata,  in
  regola. I siciliani, in tanti, vorrebbero essere in regola.
   Purtroppo la burocrazia, la difficoltà ad esperire quelle che sono
  tutte  le  enormi  quantità di istanze di sanatoria  che  giacciono
  ancora  dentro  i  comuni o sulle scrivanie degli  uffici  comunali
  della Sicilia.
   Vorrei  anche ricordare a me stessa e a questo Parlamento  che  la
  nostra Regione, Assessore Grasso lo ricorderà con me, ancora ha una
  quantità  imponente  di  comuni  che  non  sono  dotati  di   piano
  regolatore,  ma  ancora di piani costruttivi. Questo  è  gravissimo
  perché la pianificazione del territorio passa da un PRG.
   Nel  momento  in cui non abbiamo una pianificazione è  chiaro  che
  eventi  drammatici  come quelli avvenuti nelle  ore  scorse  che  -
  permettetemi  di dire da madre, da donna - colpiscono fortemente  i
  nostri cuori oltre che la nostra mente, anche la responsabilità  di
  soggetti  politici,  non  possono che imporci  una  valutazione  di
  ordine economico. Mi soffermerei su questo.
   Dobbiamo  appostare delle somme che servano ai comuni affinché  si
  possa  effettuare  la progettazione e si possano rivedere  i  piani
  regolatori dove ci sono e dove sono in fase di revisione e dove  si
  possono approvare nel caso in cui non ci sono.
   Ultimo elemento, credo sia importante tenere in considerazione che
  il clima è cambiato.
   La  tropicalizzazione,  la desertificazione  hanno  comportato  un
  cambiamento radicale per cui se oggi il P.A.I. fotografa una realtà
  piuttosto  recente, probabilmente in un tempo  molto  rapido  si  è
  modificato.  Quelle  zone classificate a basso  rischio  oggi  sono
  diventate molto pericolose.
   Prova ne sia che a Palermo abbiamo avuto una casa distrutta da  un
  masso  caduto  in  prossimità  di un centro  abitato,  Mondello,  e
  purtroppo ha perso la vita una donna mentre si trovava a letto  che
  dormiva. Potrei portare un'infinità di esempi. La città di  Palermo
  in questo momento è a forte rischio.
   Gli  elementi  di pianificazione sono fondamentali ma  perché  una
  pianificazione  possa essere fatta dobbiamo avere  il  coraggio  di
  appostare delle risorse perché si possa dare aiuto ai comuni per la
  progettazione.
   Diversamente  tutto  quello detto oggi, con grande  puntualità  da
  parte  del  Presidente  che  si è tempestivamente  confrontato  con
  l'Aula, sarà difficilissimo da rendere applicabile.
   Il   mio  monito  al  Governo  è  quello  di  aiutare  anche   noi
  Parlamentari nel cercare di appostare quante più risorse  possibili
  su questi capitoli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, volevo  ringraziare  il  Presidente
  della  Regione, onorevole Musumeci, per la sua compostezza, per  la
  sua  serietà, per come è riuscito in questi giorni di  grave  lutto
  che ha colpito tutti noi siciliani in maniera forte, è riuscito  ad
  essere  presente  in  quel momento di dolore  ma  ad  essere  anche
  riferimento.  Quindi  non solo consolatorio ma  anche  riferimento,
  come istituzione, che sa lavorare in silenzio e approntare per  noi
  siciliani quelle risposte che i siciliani si attendono.
   E'  arrivato nei luoghi dei disastri, ha incontrato la  gente,  ha
  incontrato le aziende, i titolari delle aziende che sono in  grande
  difficoltà.
   Ha  fatto bene il mio collega Di Caro e l'onorevole Pasqua,  prima
  ancora,  a  elencare una serie di tematiche che sono  gravi  e  una
  serie di aziende che sono in ginocchio, che in questo momento hanno
  bisogno  e  gridano  aiuto, da Trapani ad  Agrigento  passando  per
  Catania, Caltanissetta, Ragusa.
   Il  Presidente della Regione aveva già affrontato nei mesi  scorsi
  temi  delicati come quelli che noi abbiamo approvato in finanziaria
  per  la  pulizia dell'alveo dei fiumi. E con fermezza, che è quello
  che  poi  ci  aspettiamo da chi ci governa,  è  riuscito  anche  ad
  individuare  quelle situazioni di mala burocrazia che  non  avevano
  permesso

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Savarino parla con  il
  Governo, se lo coprite interamente non c'è nessuno che le può  dare
  conto. Grazie tante.
   Prego, onorevole Savarino.

   SAVARINO.  Aveva già affrontato, dicevo, il Governo  Musumeci,  in
  questi mesi una serie di progetti, aveva anche individuato laddove,
  invece,  questi progetti sono stati bloccati e laddove, appunto,  i
  burocrati sono stati prontamente rimossi, perché non hanno permesso
  che il lavoro venisse svolto con compiutezza fino in fondo.
   Noi siamo qui, oggi, a ricordare e a commemorare dei morti. Nove a
  Casteldaccia, li ricordavano i miei colleghi, dove c'era la  villa,
  la  casa  abusiva di cui si chiede lo sgombero con  il  disegno  di
  legge   che   poi  esamineremo  con  calma  e  con  attenzione   in
  Commissione.
   Ma  voglio ricordare che ci sono stati anche due morti a Cammarata
  e un morto a Vicari e, tutt'oggi, è disperso un medico, solo per la
  calamità naturale.
   Vorrei  evitare che si concentrasse sulla Sicilia l'idea,  che  ho
  già  visto più volte nei TG e nelle trasmissioni nazionali,  che  i
  danni da noi sono causati soltanto da abusivismo edilizio.
   Noi  abbiamo avuto una caduta di acqua incredibile che ha superato
  i 200 millilitri di quantità, addirittura in alcuni casi 250, che è
  stata  talmente grave da comportare dei danni e purtroppo dei morti
  a  prescindere  da  quello  che  è un  male  atavico  che  colpisce
  soprattutto il Sud Italia che è l'abusivismo.
   Non cerchiamo risposta ad un problema più grande, una risposta che
  è  solo  parziale,  che  dovremo affrontare, che  affronteremo  con
  attenzione  ma  che  non è l'unico problema perché  altrimenti  non
  piangeremmo  a  Cammarata  i  due  morti,  come  a  Vicari  e   non
  cercheremmo,  come  stanno cercando, il medico disperso  che  stava
  andando  a  Corleone. Noi abbiamo una situazione tale, di  calamità
  naturale tale, per cui è chiaro che va affrontata pensando a  tutte
  le tematiche.
   L'avere,  oggi, l'Autorità di bacino, l'avere oggi i progetti  che
  sono  stati  già finanziati e quelli che adesso sta approntando  il
  Governo  Musumeci per la pulizia dei fiumi è una risposta  concreta
  ad  un  problema  che è, appunto, più generale rispetto  alla  casa
  abusiva  di Casteldaccia che farà anche notizia ma che non  è  solo
  quel problema.
   Giovedì  avremo in audizione, -  oggi è stato richiamato in  molti
  interventi  dei  miei colleghi - sul tema della calamità  naturale,
  tra  gli  altri, anche il soggetto attuatore il dottore Croce.  Per
  cui  chiederemo a lui maggiore contezza dei progetti  che  sono  in
  essere,  di  quelli  che  si stanno affrontando  e  segnaleremo  le
  criticità che ognuno di noi sa esserci stato nel nostro territorio,
  come  a Sciacca, o il fiume Akragas ad Agrigento; non è stato detto
  ma  ci  sono  persone che hanno perso tutto in quella  esondazione,
  come  a Palma, a Siculiana, a Cattolica, nella zona della Piana  di
  Licata, per cui giovedì affronteremo tutto questo in Commissione.
   Mi  perdonerete se giustifico il lavoro della mia Commissione.  E'
  chiaro, onorevole Campo, che il decoro urbano contenuto nel disegno
  di  legge per l'adozione delle aiuole e degli spazi verdi non è una
  priorità  di quest'Aula, ma lei sa, perché abbiamo deciso  l'ordine
  dei  lavori insieme, che noi abbiamo coperto uno spazio che si era,
  di  tempo,  in  attesa  che  l'Assessore  ai  rifiuti,  l'Assessore
  Pierobon, che per un motivo di salute non poteva essere presente in
  Commissione,  abbiamo  sospeso l'esame del  disegno  di  legge  sui
  rifiuti  ed  è una priorità e che contiamo di esitare a  giorni,  e
  abbiamo  coperto  quello spazio con disegni di  legge  che  avevano
  bisogno di poca istruttoria e senza costi aggiuntivi.
   E, quindi è chiaro che dall'esame dei disegni di legge che avevamo
  in  Commissione c'era quello del decoro urbano, c'era quello  della
  decongestione  dei  parcheggi,  c'era  quello  dei   parcheggi   di
  interscambio, c'era quello sul recupero delle acque  reflue  e  noi
  abbiamo occupato questo spazio in maniera proficua adottando questi
  disegni  di  legge che invece non saranno prioritari  ma  danno  ai
  siciliani il senso della vicinanza e comunque dei servizi  e  degli
  aiuti in più. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire dopo avere
  ascoltato,  e in parte condiviso, tutti i colleghi per  trasmettere
  un mio messaggio all'Aula e soprattutto al Governo.
   Oggi  ho  letto  i  quotidiani  e il  vicepresidente  del  Governo
  nazionale,  l'onorevole Salvini, ha detto   un  miliardo'.  E'  una
  cifra  ridicola. Occorrono almeno 40 miliardi, e perché dico questo
  e  ripiglio  un  intervento, ecco, dell'onorevole Savarino,  è  una
  circostanza che sistematicamente ogni anno si verifica in tutte  le
  regioni  d'Italia  a  causa del maltempo ma spesso  oltre  che  del
  sistema  di  costruzione  abusive,  me  lo  lasci  dire  Presidente
  Musumeci, mi preoccupo di più laddove ci sono le licenze,  dico  le
  licenze  edilizie  perché spesso anche questo  tema  delle  licenze
  edilizie   è  frutto  di  un'attività  compiuta  dalle  commissioni
  edilizie e dagli stessi ingegneri capo che,  - lasciamo perdere - ,
  comunque  lasciano a desiderare, e mettendo in atto  una  serie  di
  attività istruttorie sul piano tecnico, hanno consentito nel  tempo
  un'azione  di degrado che non riguarda soltanto la Sicilia,  questo
  dobbiamo  saperlo cari colleghi, ma riguarda l'intera Italia  basta
  ricordare ciò che è successo a Genova, ciò che è successo in  altri
  territori,  ecco,  nazionali perché il  tema  del  dissesto,  delle
  costruzioni abusive, delle costruzioni della licenza edilizia,  dei
  piani  particolareggiati, di tutto ciò che si  è  verificato  dagli
  anni  '60 fino agli anni '90 ha costituito un fardello che  tuttora
  ci  portiamo dietro e che non basta un miliardo, perché  Presidente
  Musumeci,  lei  deve sapere che questo miliardo è  sistematicamente
  una  cifra  che  si ripete ogni anno a proposito del dissesto,  che
  viene  assegnato, che è il Fondo per l'Italia non per  la  Sicilia,
  Presidente.  Dopo  che lei avrà assegnate, come Regione  siciliana,
  una  serie di somme, lei farà il suo programma, lo porterà a  Roma,
  le  somme non so quanto saranno, quest'anno date le circostanze,  -
  fu  la  stessa cosa quando io fui assessore -, ma sono somme sempre
  che  sono  inserite  nel bilancio ordinario dello  Stato,  non  c'è
  nessun  intervento straordinario. E dice bene l'onorevole  Salvini,
  occorrerebbero   almeno  40  miliardi,  forse  anche   più   perché
  ripristinare  i  luoghi,  rimettere in un sistema  accettabile  sul
  piano  urbanistico  e  geologico  il  territorio  italiano  occorre
  ovviamente  un  grande intervento, un grande piano infrastrutturale
  che  non  lo  vogliamo  chiamare un piano  Marshall  ma  certamente
  qualcosa di significativo in cui la Regione siciliana può fare poco
  perché  le  voglio indicare una cosa Presidente, le  avevo  parlato
  tempo  fa della situazione di Menfi, del sistema fognante  che  non
  esiste  nella fascia costiera e che nonostante Menfi sia  zona  che
  batte  bandiera  blu,  in  realtà ha un sistema  fognante  che  non
  funziona.
   Bene,  nonostante il territorio sia pianeggiante, il danno  che  è
  emerso in questo territorio a seguito dell'alluvione che c'è  stata
  l'altro giorno ha creato non solo danni all'agricoltura in una zona
  ad  alto  interesse  economico, ma ha creato anche  un  danno  alle
  famiglie,  alle abitazioni, non ci sono stati morti ma comunque  il
  danno è stato molto evidente.
   E  allora,  onorevole  Presidente, credo che non  bisogna  battere
  cassa nemmeno al Governo nazionale, ma in Europa, perché invece  di
  andare a chiedere le risorse e derogare al deficit nostro per  cose
  che  possono invece riguardare la spesa corrente, credo che bisogna
  pensare  ad  uno straordinario piano di intervento da  un  lato  di
  manutenzione, dall'altro di ripristino di un territorio  che  possa
  avere  compatibilità con quelli che sono i requisiti ambientali  e,
  mi  permetto  di  dire,  del territorio in se stesso  ripristinando
  quello  che  era  un tempo per consentire alle nostre  popolazioni,
  compresa  ovviamente  la  Sicilia,  un  ripristino  di  luogo,  una
  serenità ed evitare che possano succedere morti di questo tipo.
   Lei,  onorevole Presidente, per quanto di sua competenza, ha  dato
  con  urgenza e ha chiesto la priorità - e ha fatto bene - credo che
  il  Presidente  dell'Assemblea lo metta subito ai  voti  perché  le
  Commissioni di pertinenza lo possano esaminare, perché  ci  sia  un
  disegno di legge che stabilisca tempi e modalità affinché i sindaci
  non  possano  più omettere i propri comportamenti e  dare  risposte
  precise   ed  esaustive  al  territorio,  assumendosi  la   propria
  responsabilità.
   Credo che il tema dell'abusivismo non sia un tema che possa essere
  affrontato dai sindaci solamente, né tantomeno dal Presidente della
  Regione perché c'è una forma di responsabilità che alla fine  se  i
  sindaci non intervengono può intervenire anche la Regione.
   Credo che sia un tema che debba riguardare il Governo centrale con
  le  autorità decentrate che sono il Prefetto e l'esercito perché  è
  molto   difficile  che  un  sindaco,  al  di  là  delle  situazioni
  economiche,  abbia  la forza di potere agire. Credo  che  lo  Stato
  debba  fare  un intervento serie se vuole mettere in condizioni  il
  territorio di riprendere quella serenità ambientale che  serve  per
  fare stare famiglie intere in una certa tranquillità.
   Onorevole  Presidente,  noi  la ringraziamo  per  quello  che  lei
  prontamente sta facendo: le visite, i sopralluoghi, i contatti  con
  il  territorio, la sua sensibilità con cui manifesta l'interesse  e
  per   quelle   risorse,   poche,  ma   credo   saranno   utilizzate
  adeguatamente per dare ristoro al territorio ed alle famiglie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Milazzo.  Ne  ha
  facoltà.

   MILAZZO.  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole  Presidente
  della  Regione, questo mio intervento, con la massima cautela,  col
  massimo rispetto di tutti coloro i quali hanno dato un contributo a
  questo  dibattito  ma  anche con la chiarezza  che  la  circostanza
  impone.
   Certamente bisogna stringersi attorno ad una tragedia come  quella
  che  è avvenuta a Casteldaccia. Un'intera famiglia è stata travolta
  e  noi  tutti  dobbiamo  fare  un'analisi  con  la  massima  onestà
  intellettuale, senza cercare colpevoli, ma che serva  da  monito  a
  tutti  perché personalmente, onorevole Presidente della Regione  ed
  onorevoli  colleghi, io starei molto attento a valutare quello  che
  purtroppo è accaduto con superficialità.
   Certamente  ci sono dei responsabili, certamente c'è un territorio
  trascurato  e  mi  dispiace che nessuno lo  abbia  evidenziato  nel
  dibattito.  C'è  una  politica  che  è  colpevole,  ci  sono  delle
  istituzioni  deficitarie, però ci sono anche delle cose  che  hanno
  funzionato.
   A  Palermo  era  stato  dichiarato allarme rosso,  il  sindaco  di
  Palermo  aveva  invitato  tutti a non usare  la  macchina,  se  non
  veramente, strettamente necessario, a non muoversi da casa.
   Ecco,  l'uomo a volte con leggerezza prende sia il proprio dovere,
  sia  i richiami che le istituzioni a volte fanno, perché mi ricordo
  in  passato,  onorevole Presidente della Regione,  si  è  fatto  il
  processo  al mancato allarme. L'allarme c'è stato e tutti  dovremmo
  avere  l'onestà  intellettuale con  pacatezza,  con  dolore  e  con
  rabbia, di ricordare anche questa cosa.
    Ma, Presidente, con rammarico da giorni anche io seguo come tutti
  con  interesse, con curiosità quello che accade nel Paese, oltre  a
  quello che accade nella regione della quale io sono deputato: è  la
  fotocopia del dibattito che molti oggi qua hanno insinuato.
   A  Casteldaccia c'è stato un episodio di abusivismo, una tragedia.
  Tutto  il  resto in Sicilia è una fattispecie concreta ed eguale  a
  quella che c'è stata in Trentino Alto Adige. Anche noi siamo  stati
  presi  alla sprovvista da un evento meteorico, un evento che  negli
  anni non è mai avvenuto, e le cose andranno a peggiorare, ma questo
  non per una politica locale, ma per una politica globale che prende
  alla  leggera i cambiamenti climatici e ve lo dice uno che abita  a
  Palermo città.
   A   Palermo  città  la  rete  fognaria  tantissimi  anni  fa   era
  sufficiente,  oggi  non  lo  è più e  l'uomo  e  gli  uomini  delle
  istituzioni  devono su questo riflettere, ma non gli  uomini  delle
  istituzioni  che  stanno da questa parte, tutti  gli  uomini  delle
  istituzioni,   senza  fare  atti  di  slogan;  non  voglio   essere
  offensivo, ma la parola slogan penso che sia la più mite, ma  anche
  la più appropriata.
   Io vorrei elencare alcune cose: il Calatino è stato colpito, tutta
  la zona della Pianotta di Vicari, nel Corleonese, è stata travolta,
  non  ce  n'è  abusivismo là, finiamola  C'è stato  un  episodio  di
  abusivismo, una cosa che deve essere certamente verificata ed anche
  i responsabili dovranno rispondere.
   Vi prego di unirci tutti insieme nell'evidenziare davanti ai media
  perché  ci  massacreranno e non ci sarà un vincente o un  perdente,
  tutti  saremo travolti perché il dibattito nazionale è che qua  noi
  siamo dei pazzi scatenati che costruiamo a destra e a sinistra e in
  passato,  purtroppo,  si è fatto; ma questo territorio,  oggi,  nei
  giorni scorsi è martoriato alle stesse condizioni del Trentino, non
  c'è  differenza  e  noi ci aspettiamo, onorevole  Presidente  della
  Regione, lo stesso aiuto, visto che il Presidente Conte si è  fatto
  il giro con l'elicottero con il sindaco di Palermo.
   Ecco,  mi  è  dispiaciuto non vedere in quel elicottero  anche  il
  Presidente  della  Regione. Avrei voluto più  garbo  istituzionale,
  avrei  voluto  più  garbo istituzionale  E questo  non  l'ha  detto
  nessuno   Oggi,  però, tutti presentiamo il conto  alla  Giunta  di
  Governo  regionale, però il giro con l'elicottero se lo sono  fatti
  gli altri  Questa è una cosa che è vergognosa  Che è vergognosa
   Ed  allora,  inviteremo Conte con l'elicottero a  lanciare  almeno
  cento  milioni,  ci vorranno almeno cento milioni  perché  ci  sono
  agricoltori,  commercianti,  imprenditori  che  sono  in  ginocchio
  perché  ci  sono  le infrastrutture e ci lavoreremo   e  ci  stiamo
  lavorando.
   Io  le  chiederò, signor Presidente, di sospendere  cinque  minuti
  perché anche io proporrò il mio ordine del giorno, per invitare  la
  Giunta  a proseguire quel percorso virtuoso che è iniziato a  marzo
  quando  c'era il sole in questa bellissima regione, quando  abbiamo
  fatto  e  istituito per legge l'autorità di bacino, quando  abbiamo
  messo 6 milioni e sono pronti altri 6 milioni.
   Sono  pochi, onorevole Barbagallo? Pazienza  Lo sa come dicono  al
  mio paese?  La povertà non è una vergogna  ; si vede che il Governo
  farà  arrivare più soldi e noi ne metteremo di più, o qualcuno  qua
  abbia gli attributi di prendere la parola e dire:  il Governo ce li
  ha  e  gode  a vedere la gente travolta dai fiumi o in ginocchio  o
  sommersa dalle macerie  . Forse, qualcuno può dire questo  Io penso
  che nessuno lo può dire.
   L'onorevole Zafarana ha fatto un intervento importante che  io  in
  gran  parte condivido. Tutti dobbiamo disperarci di fronte a  delle
  tragedie, ma lei ha citato un biennio in quella programmazione.  Le
  ricordo  che  questo Governo compie un anno esattamente  in  questi
  giorni, un anno. E in un anno, già a marzo, cioè già da 8 mesi, noi
  siamo  con  gli  stivali in giro per la Sicilia a vedere  lo  stato
  delle cose, l'incuria che da anni viene perpetrata.
   E  non  voglio parlare di abusivismo. Tutti ci riempiamo la bocca,
  tutti  luoghi  comuni, dobbiamo buttare a terra le  case,  tanto  i
  Sindaci   sono   di   centrodestra,  dei  Cinque   Stelle   e   del
  centrosinistra e sappiamo tutti oggettivamente che  sono  tutti  in
  difficoltà.
   E'  facile dire:  vai là e fagli buttare la casa a terra  .  Tutti
  lo  vogliamo, però se la squadra non funzione, le istituzioni  cioè
  il  Sindaco  ma  anche  coloro i quali devono tutelare  il  sindaco
  perché  questi poveri Sindaci non sono più tutelati da  nessuno,  i
  cittadini  quando li aggrediscono non hanno tutela,  la  Corte  dei
  conti quando emana delle Ordinanze e le devono applicare altrimenti
  non  hanno tutela, gli abusi d'ufficio sappiamo sono all'ordine del
  giorno per chi fa l'amministratore.
   Ed  allora,  Presidente, il tema fondamentale è tutto  ciò  che  è
  stato evidenziato è tutto corretto. Allora, cosa bisogna fare?  Una
  cosa   la   riconosco   a   questo   Governo:   pianificazione    e
  programmazione,  perché mentre il fiume va e  va  al  di  là  delle
  proprie  sponde  quindi  scende una china  non  puoi  fare  più  né
  programmazione  e  né pianificazione. Puoi fare il   si  salvi  chi
  può  .
   Questo  Governo ha fatto pianificazione e programmazione in  tempi
  non  sospetti ecco perché, Presidente della Regione, do a lei  e  a
  questo  Governo questo riconoscimento e sono certo che  il  Governo
  nazionale,  visto che noi abbiamo chiesto di avere riconosciuto  lo
  stato  di  calamità, ci darà una mano e sono convinto che in  prima
  fila  per difendere questo riconoscimento ci saranno i nostri amici
  e  colleghi del Movimento Cinque Stelle, Presidente, o ci sarà  una
  collaborazione  sinergica  e ci saranno gli  attori  principali,  i
  parlamentari del Movimento Cinque Stelle che svolgono, al di là del
  ruolo  di minoranza, perché poi sappiamo che in Assemblea non  sono
  nemmeno  minoranza, da collegamento istituzionale  tra  il  Governo
  romano  e  il  Governo regionale, io certamente non mi strapperò  i
  capelli   perché,  alla  fine,  il  fine  ultimo  deve  essere   il
  miglioramento, la riqualificazione totale del nostro territorio.
   Vorrei dire che quando i paesini dell'entroterra si svuotano è  il
  territorio  che  viene  abbandonato e quando  il  territorio  viene
  abbandonato  non  è più controllato. Non sottovalutiamo  l'attività
  che   svolgono  gli  stessi  agricoltori  quando  con  il   proprio
  escavatore creano quella insenatura dell'acqua  per far sì che  poi
  convoglino tutto e creino disastri. Ecco, l'incentivazione anche  a
  mantenere vivi i terreni agricoli, in piena attività.
   Ecco  perché la scommessa è una grande sinergia fra le istituzioni
  affinché quelle risorse siano messe in mano a questo Governo e  poi
  sì,  quando  tutto sarà pianificato, certamente poi  la  parola  al
  Governo che, per quanto mi riguarda, sono certo che porrà in essere
  e  continuerà a porre in essere gli atti indispensabili per evitare
  queste tragedie e poi il Governo ne risponderà certamente prima  al
  Parlamento e poi ai siciliani.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il Presidente della Regione  per
  la replica. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sarò  davvero breve per non approfittare della  pazienza
  del  Parlamento, in rispetto del quale io replico solo  per  alcune
  puntualizzazioni in un dibattito che è stato assai  responsabile  e
  sereno,  a  parte  qualche sbavatura ma è  normale  per  i  neofiti
  deputati e per chi, naturalmente, non riesce ad avere un equilibrio
  anche in momenti difficili. Però, io credo di poter dire

   DIPASQUALE.  Lei  non  può offendere il  Parlamento   Non  ci  può
  prendere  per  squilibrati  Presidente, non si deve permettere   La
  possiamo  pensare diversamente, ma non siamo squilibrati  Vergogna
  La deve smettere  Ormai l'abbiamo finita di conoscere

   MUSUMECI,  presidente  della  Regione.  Deputato  Dipasquale,   il
  riferimento non era a lei

   DIPASQUALE. E' lo stesso

   MUSUMECI,  presidente  della  Regione.   Il  riferimento  era   al
  deputato Campo alla quale ho detto pubblicamente  .

             (Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)

   MUSUMECI,  presidente  della  Regione.  Il  riferimento  era  alla
  signora deputato Campo alla quale ho detto da questo banco, davanti
  a  tutti che mi sembrava inappropriato quel tipo di intervento  che
  ha  fatto  perché tendente ad accreditare l'intervento del  Governo
  soltanto  dopo  la  morte di dodici persone. E'  davvero  grave  ed
  inaudito questo riferimento
   Quanto al suo intervento, conoscendola da tempo, da quando lei era
  esponente  di  Forza  Italia ed avendo con lei avuto  dimestichezza
  nelle  campagne condotte contro il Partito democratico naturalmente
  non avevo motivo di dover intervenire e fare apprezzamenti. Conosco
  il suo codice genetico e non ho bisogno

   DIPASQUALE. Ed io conosco il suo e sono contento di essere lontano
  da persone come lei, da un politico come lei

   MUSUMECI, presidente della Regione. Deputato Dipasquale, io non ho
  motivo di replicare a lei perché la conosco fin troppo bene

             (Proteste da parte dell'onorevole Dipasquale)

   MUSUMECI,  presidente  della Regione.  Signor  Presidente,  se  il
  deputato  Dipasquale  non mi lascia parlare  io  non  posso  andare
  avanti

   PRESIDENTE.  Se  posso  pregarla, faccia la  replica  senza  altri
  commenti così evitiamo questo tipo di dibattito.

   MUSUMECI,  presidente  della  Regione.  Parlavo  di  un  dibattito
  assolutamente  serio  e  responsabile, a  parte  alcune  sbavature,
  proprio perché mi sembra

                          (Proteste in Aula)

   MUSUMECI,  presidente  della  Regione.  Signori,  fino   a   prova
  contraria  in quest'Aula il Presidente della Regione ha il  diritto
  di  fare  considerazioni di carattere politico, se mi è consentito
  Grazie, grazie
   Dopodichè,  è  chiaro  che  quando  ci  si  riferisce  alle  norme
  sull'urbanistica  bisogna  davvero  -  ed  ha  ragione  l'onorevole
  Barbagallo  -  dare  una nuova legge sull'urbanistica  in  Sicilia,
  nella   quale  comprendere  tutte  quelle  norme  che  ci   possono
  consentire  di  aiutare i comuni e gli enti  locali  a  gestire  il
  territorio  in maniera assai corretta, come purtroppo  nel  passato
  recente e remoto non è accaduto.
   Inevitabilmente, noi abbiamo la necessità di dover predisporre una
  programmazione  vasta,  articolata e lo faremo  con  l'autorità  di
  bacino che è mancata per quasi trent'anni. Lo faremo con l'autorità
  di bacino che ha competenze assai articolate.
   Il programma di interventi presuppone la ricognizione del reticolo
  idrico, presuppone la ricognizione dei bacini in cui è suddiviso il
  nostro territorio e poi una programmazione di interventi sulla base
  anche delle risorse di cui disponiamo.
   Perché  sia chiaro, signori parlamentari, non sono le risorse  che
  mancano,   manca  la  programmazione.  E'  mancata  per   quaranta,
  cinquant'anni la programmazione degli interventi sul territorio,  e
  chi  ha  governato questa Regione, supportando i governi, votandoli
  qualche  volta  o  governando  direttamente,  ne  è  moralmente   e
  politicamente responsabile.
   Ho  detto,  però,  con  chiarezza,  che  dobbiamo  sentirci  tutti
  moralmente responsabili. Non possiamo giocare a scarica barile.
   E,   proprio   per  questo  richiamo  collettivo   al   senso   di
  responsabilità,  io  mi  aspetto  che  questo  disegno  di   legge,
  modificato  se  si  ritiene, è chiaro, emendato,  possa  essere  il
  segnale  concreto  di  una vicinanza ai sindaci,  molti  dei  quali
  governano con grande senso di responsabilità, qualche altro  appare
  distratto  ma,  noi  abbiamo  il dovere,  come  invitano  le  Sacre
  Scritture, a richiamare le pecorelle smarrite al senso del  dovere.
  Ecco perché io credo che, da questo dibattito, sia emerso un quadro
  assolutamente  chiaro,  anche quando alcuni  deputati  hanno  fatto
  riferimento ai danni alle aziende agricole. E certo, sono  migliaia
  gli imprenditori agricoli che piangono in questi giorni.
   I  deputati  sanno  che  questo Governo e  questo  Parlamento  non
  possono fare nulla per intervenire a favore delle aziende agricole,
  se  non  per  alcuni interventi infrastrutturali  che  abbiamo  già
  predisposto e per i quali abbiamo anche chiesto l'intervento  degli
  operai dell'ESA, dei consorzi di bonifica e della forestale.
   E'  il  Governo centrale, è sempre stato così, che con un'apposita
  norma   deve   intervenire   a   favore   delle   aziende   colpite
  dall'alluvione, e noi siamo fiduciosi. I colleghi sanno che  questo
  Governo  non  ha  mai espresso apprezzamenti negativi  sul  Governo
  centrale,  non  perché  non  ne meriti,  ma  perché  i  Governi  si
  giudicano  alla scadenza, non alla partenza. E quando  mi  è  stato
  chiesto  un  giudizio sul Governo centrale, ho sempre  detto:   Non
  esprimo giudizi, ho rispetto per le Istituzioni.
   A  questo  Governo centrale noi abbiamo inoltrato la dichiarazione
  dello  stato  di  calamità  nostra e la richiesta  dello  stato  di
  emergenza.  Stiamo  quantificando e la  Protezione  civile  ha  già
  trasmesso  una prima quantificazione dei danni; stiamo  aspettando,
  non  è  stato fatto neanche per le altre Regioni, di sapere  quanta
  somma  verrà  stanziata a favore della Sicilia e con quali  criteri
  potrà  essere gestita. Soltanto in questo modo le aziende  agricole
  potranno  essere  parzialmente  ristorate  da  una  calamità   che,
  certamente, lascerà il segno.
   Concordo  col  deputato del Movimento Cinque Stelle  quando  dice:
   Dobbiamo  dichiarare guerra alla burocrazia . Sarei  un  po'  meno
  bellicoso,  io direi a certa burocrazia, perché c'è una  burocrazia
  che  lavora  con  senso di responsabilità, c'è  un'altra  parte  di
  burocrazia  che, invece, è convinta che siamo ancora  ai  tempi  di
   quando Berta filava .
   No,  la  burocrazia deve essere consapevole del momento di  grande
  responsabilità che tutti viviamo e credo che questo Governo qualche
  segnale l'abbia già dato.
   Merita  una  particolare risposta l'osservazione del deputato  del
  Movimento  Cinque  Stelle, onorevole Zafarana, quando  accusava  il
  commissario, in verità, il soggetto attuatore dello strumento della
  struttura  per il dissesto idrogeologico:  237 opere  inserite  nel
  Patto  per il Sud, sotto Maurizio Croce, uno solo è andato in porto
  negli ultimi due anni.
   Vorrei,  soltanto,  precisare  che,  forse,  c'è  qualche  leggera
  confusione, nel senso che il dottore Croce si è insediato nel 2017,
  quindi, nell'ultimo anno, non negli ultimi due anni.
   Il  sottoscritto  è  il commissario dello Stato  per  il  dissesto
  idrogeologico e lo è da 11 mesi. Bene  Io la ringrazio  per  avermi
  offerto, io non parlo, naturalmente, della gestione precedente, non
  ne  posso  parlare, lei ha parlato degli ultimi due anni. Togliendo
  un  anno, che non appartiene né a me né a Croce, dell'ultimo  anno,
  io la ringrazio per offrirmi questa opportunità, posso dirle che la
  struttura  della  quale io sono Commissario  ha  potuto  varare  40
  interventi  per  110  milioni di euro; dei 40 interventi,  20  sono
  stati già aggiudicati e 3 addirittura realizzati e completati.
   Il  Commissario e il soggetto attuatore agiscono - com'è  noto  al
  deputato  Zafarana  -  con poteri ordinari,  nel  senso  che  è  un
  commissariamento che non prevede poteri straordinari, quindi  anche
  noi,  come  dice il collega del suo Gruppo, siamo nelle  maglie  di
  questa burocrazia contro la quale bisogna dichiarare guerra.
   Quindi, 110 milioni di opere pubbliche negli ultimi 11 mesi; entro
  dicembre saranno varati altri 15 interventi per 48 milioni di  euro
  e  saranno  aggiudicate  altre 15 gare d'appalto.  Questo  lo  dico
  perché  la  struttura  per  il  dissesto  idrogeologico,  dice   la
  struttura centrale di Roma, non ha mai lavorato con tanta intensità
  e con un così copioso fatturato.
   Ci  sediamo  sugli  allori? Certamente no   C'è  tanto,  tanto  da
  lavorare, e dobbiamo fare i conti con questa burocrazia  che  -  mi
  consentite  -  non  possiamo mandare a casa, non  per  mancanza  di
  volontà,  ma  perché non ci sono gli strumenti  per  farlo,  se  ci
  fossero  gli strumenti i lavativi, gli irresponsabili li metteremmo
  davvero alla porta e sarebbe un gaudio per gran parte dell'opinione
  pubblica siciliana.
   Invece,  vogliamo  apprezzare e valorizzare i  dipendenti  che  ci
  mettono il cuore, e sono tanti, credetemi, lo hanno dimostrato e lo
  stanno  dimostrando  anche  in queste  settimane.  Ed  è  a  questi
  dipendenti che va l'apprezzamento mio, del Governo e sono certo  di
  gran parte di questo Parlamento.
   Ecco,  ed allora, lavoriamo per dare una pianificazione al  nostro
  territorio   dopo   settant'anni;   lavoriamo   per   creare    una
  programmazione seria dopo settant'anni; lavoriamo per pulire i 300-
  400  fiumi  che  si snodano lungo il nostro territorio  dopo  30-35
  anni.  Siamo sulla buona strada, abbiamo già iniziato prima che  la
  tragedia di Casteldaccia potesse costringerci a contare i morti, lo
  continueremo a fare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi  e
  sono  sicuro  che  lo faremo con la condivisione  di  tutto  questo
  Parlamento  al  di là delle posizioni politiche,  al  di  là  delle
  passioni,  al  di  là delle irritazioni personali,  al  di  là  dei
  commenti  legittimi e leciti, finché si muovano  nel  contesto  del
  lecito, che ognuno di noi è chiamato a potere esprimere.
   Ringrazio  tutti anche per l'impegno che vorranno  profondere  per
  questo  disegno  di  legge, che non ha  la  pretesa  di  essere  un
  capolavoro,  ma  soltanto uno strumento utile, per quanto  semplice
  possa essere, per stare più vicini ai sindaci e farli sentire  meno
  soli.


  Votazione di richiesta di procedura d'urgenza del disegno di legge
  n. 428  Provvedimenti urgenti dei Sindaci in materia di abusivismo
                               edilizio

      PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare  la   parola
  all'onorevole  Campo  per fatto personale,  comunico  che  è  stato
  presentato,  in maniera formale, il disegno di legge  del  Governo.
  Per  cui,  se  siete  d'accordo, pongo in  votazione  la  procedura
  d'urgenza  del disegno di legge n. 428  Provvedimenti  urgenti  dei
  Sindaci in materia di abusivismo edilizio .
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


    Presentazione e votazione degli ordini del giorno n. 64 e n. 65

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono stati presentati  gli  ordini  del
  giorno n. 64 e n. 65;  uno è del Movimento Cinque Stelle, l'altro è
  unificato

   DIPASQUALE.  Qualcuno del PD lo ha firmato. Quello  del  Movimento
  Cinque Stelle io l'ho firmato.

   PRESIDENTE. Benissimo, lo ha firmato a nome del PD?

   DIPASQUALE. Quello del Movimento Cinque Stelle io l'ho firmato.

     PRESIDENTE.  Quindi, il Movimento Cinque Stelle e  il  PD  hanno
  presentato  un  ordine  del  giorno, gli  altri  partiti  ne  hanno
  presentato  un  altro.  Io  li  ho  letti,  mi  sembrano  pressoché
  identici, volevo soltanto fare una segnalazione: in uno dei due  si
  impegna  il  Governo  a riconoscere lo stato  di  calamità.  Non  è
  possibile, perché non è il Governo regionale che può riconoscere lo
  stato  di  calamità, ma è quello nazionale; quindi,  si  impegna  a
  richiedere , se siete d'accordo. Dopodiché sono pressoché identici.
   Se   volete  facciamo  una  votazione  per  entrambi,  oppure   li
  unifichiamo e ne presentiamo uno soltanto.
   Pongo  in  votazione gli ordini del giorno  n.  64  e  n.  65  sul
  dibattito  di oggi. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                           (Sono approvati)

   Mi  sono  permesso,  Presidente della  Regione,  di  non  chiedere
  neanche  il  parere del Governo perché, comunque, sono  ordini  del
  giorno che vanno nella direzione.
   Abbiamo  completato il dibattito estemporaneo che è nato oggi  sui
  fatti calamitosi e tragici di ieri.
   Per quanto ci riguarda, la seduta sarebbe terminata se non per una
  richiesta di intervento dell'onorevole Campo per fatto personale  e
  dopo  la seduta sarà rinviata a domani con l'ordine del giorno  che
  era previsto per quella di oggi.


                          Per fatto personale

   CAMPO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente,  Governo, onorevoli  colleghi,  vorrei
  precisare  che prima ho fatto un intervento educato senza offendere
  nessuno  esprimendo  semplicemente il mio  personale  parere.  Allo
  stesso modo pretendo che non venga offesa la mia persona e che  non
  posso  essere  censurata  perché sono una deputata  di  quest'Aula,
  esattamente come lo è il Presidente, sebbene con ruoli  diversi,  e
  questo  non  tanto  per  rispetto alla mia  persona,  all'onorevole
  Campo,  ma  per rispetto di tutti quei cittadini che io rappresento
  dentro quest'Aula.


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì  7 novembre 2018, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER IL DISEGNO DI LEGGE:

       -   Modifica Legge Regionale n. 18 dell'11 agosto 2015  -  per
        interventi  urgenti  sull'emergenza suidi  e  daini  in  Area
        Parco  delle Madonie per l'incolumità pubblica e la sicurezza
        urbana  (n. 370)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  -  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 3 del
        2016,  in  merito  alle  norme  di  modifica  in  materia  di
        parcheggi di interscambio  (n. 294/A) (Seguito)

                Relatore: on. Lantieri

       2)  -   Norme per l'affidamento in 'Adozione' delle  aiuole  e
        spazi   verdi   da   parte  delle  amministrazioni   comunali
        siciliane  (n. 20/A) (Seguito)

                Relatore: on. Savarino

       3)  -   Riconoscimento  della  legittimità  dei  debiti  fuori
        bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera  a)  del
        decreto  legislativo  23 giugno 2011,  n.  118  e  successive
        modifiche ed integrazioni  (n. 336/A) (Seguito)

                Relatore: on. Savona

       4) -  Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
        cooperative di comunità nel territorio siciliano  (n.  113/A)
        (Seguito)

                Relatore: on. Foti

       5) -  Norme finalizzate alla realizzazione di parcheggi e alla
        decongestione dei centri urbani  (n. 119/A) (seguito)

                Relatore: on. Lo Curto

    IV -VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       -  Norme in materia di Enti di area vasta  (n. 367/A)

    V -DISCUSSIONE DEL  BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
       PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017

                Relatore: on. Savona

                   La seduta è tolta alle ore 19.27

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)

   - Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:

   -  da  parte  dell'Assessore per i Beni  culturali  e  l'Identità
  siciliana

   N.  201  -  Trasferimento dei beni e musealizzazione del Complesso
  Santa  Margherita per  l'apertura  del  Museo regionale di  Sciacca
  (AG).
   Firmatari:  Mangiacavallo  Matteo;  Siragusa  Salvatore;  Cappello
  Francesco;  Campo  Stefania; Tancredi Sergio;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Palmeri  Valentina; Marano Jose; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano;  Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Foti Angela; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci
  Roberta; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero

   (*)   La   risposta  alla  suddetta  interrogazione  è  pubblicata
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -  Interpretazione autentica dell'articolo 3 della legge regionale
  24 febbraio 2000, n. 6 (n. 413).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Sammartino il
  31 ottobre 2018.

   - Normativa in materia di sport (n. 414).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Schillaci il
  31 ottobre 2018.

   -   Modifiche  alla  disciplina  della  clausola  sociale  di  cui
  all'articolo  50  del decreto legislativo 18  aprile  2016,  n.  50
  (Codice  dei  contratti pubblici) in tema di infiltrazioni  mafiose
  (n. 415).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
  Cancelleri,   Ciancio,   Cappello,   Sunseri,   Foti,   Di    Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Pagana,  A.  De  Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci  il  31
  ottobre 2018.

   - Norme in favore del ripopolamento demografico dei piccoli centri
  urbani  per  la  tutela  delle  specificità  territoriali,  per  la
  promozione  a fini turistici delle aree interne della  Sicilia  (n.
  416).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo il
  31 ottobre 2018.

   -  Interventi  per  la promozione di attività fisica  adattata  ed
  istituzione delle palestre della salute (n. 417).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Cafeo,
  Catanzaro, Dipasquale, Barbagallo e Lantieri il 31 ottobre 2018.

   -  Modifiche e integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1997,
  n.  33   Norme  per  la protezione, la tutela e l'incremento  della
  fauna  selvatica e per la regolamentazione del prelievo  venatorio.
  Disposizioni  per  il  settore agricolo e  forestale',  alla  legge
  regionale   6   maggio  1981,  n.  98  e  successive  modifiche   e
  integrazioni   Norme per l'istituzione nella Regione  siciliana  di
  parchi e riserve naturali' e alla legge regionale 14 novembre 2008,
  n.  12  Norme di controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica
  o inselvatichita in aree naturali protette' (n. 418).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Galluzzo,
  Aricò, Assenza, Savarino e Zitelli il 31 ottobre 2018.

   -  Individuazione  degli  interventi  esclusi  dall'autorizzazione
  paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria  semplificata
  (n. 419).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci),  su  proposta  dell'assessore  regionale  per  i   beni
  culturali (Tusa) il 31 ottobre 2018.

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Ente  per  il  diritto allo studio universitario (E.R.S.U.)  di
  Catania. Designazione Commissario straordinario (n. 19/I).
   Pervenuto in data 25 ottobre 2018.
   Inviato in data 29 ottobre 2018.

                             BILANCIO (II)

   -  Articolo 13, comma 1, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8
  - Centro direzionale del Consorzio Asi di Palermo in liquidazione -
  Assegnazione (n. 20/II).
   Pervenuto in data 25 ottobre 2018.
   Inviato in data 29 ottobre 2018.

    Comunicazione di invio della nota di aggiornamento relativa al
     Documento di economia e finanza regionale (DEFR) per gli anni
                               2019/2021

   Si  comunica che il Presidente della Regione ha inviato in data 31
  ottobre  2018  la nota di aggiornamento relativa al   Documento  di
  economia e finanza regionale (DEFR) per gli anni 2019/2021'.

   Comunico altresì che il predetto Documento è stato trasmesso  alle
  Commissioni  permanenti il 5 novembre 2018, ai sensi  dell'articolo
  73 bis.1, comma 1 del Regolamento interno.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   Si comunico che la Commissione  Salute, Servizi sociali e sanitari
  (VI)'  nella  seduta  n. 62 del 23 ottobre  2018  ha  approvato  la
  risoluzione   Atto  di indirizzo in ordine al  riconoscimento  come
  Centro  Hub  della  Fondazione istituto G. Giglio  di  Cefalù'  (n.
  10/VI).

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  476  -  Ripristino del transito del viadotto lungo la  S.P.  9
  Ravanusa - Butera.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Catanzaro Michele

   N.    477   -   Chiarimenti   sull'adempimento   dell'obbligo   di
  preinformazione  relativo  ai  servizi  pubblici  di  trasporto  di
  passeggeri su strada.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Campo  Stefania;  Trizzino Giampiero; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Palmeri  Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo  Matteo;  Zafarana
  Valentina;  Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua  Giorgio;  Zito
  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa Salvatore;  Tancredi  Sergio;
  Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose

   N.  482  -  Manutenzione della strada provinciale 30 Grisì  -  San
  Cipirrello - Partinico (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Figuccia Vincenzo

   N.  484 - Bonifica e messa in sicurezza dell'ex fabbrica OLIS sita
  nel Comune di Termini Imerese.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Sunseri  Luigi;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Zito  Stefano; Tancredi Sergio; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  485 - Misure per lo snellimento burocratico nell'ambito  degli
  aiuti alle imprese.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Cannata  Rossana;  Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo;  Genovese
  Luigi

   N.  487 - Chiarimenti sugli effetti relativi all'attuazione  delle
  disposizioni in materia di concorrenza introdotte dalla l.  n.  124
  del 2017.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Figuccia Vincenzo

   N.   491  -  Iniziative  per  assicurare  gli  investimenti  nelle
  infrastrutture ferroviarie dell'Isola.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Lupo  Giuseppe;  Arancio  Giuseppe  Concetto;  Barbagallo  Anthony
  Emanuele;  Cafeo Giovanni; Catanzaro Michele; Cracolici  Antonello;
  De  Domenico  Francesco; Dipasquale Emanuele; Gucciardi Baldassare;
  Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca

   N.  497 -  Chiarimenti  in  ordine  ai  programmi  di eradicazione
  della brucellosi e di altre malattie di bovini, ovini e caprini nel
  messinese.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   De  Luca  Antonino; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio

   N. 499 - Chiarimenti circa la selezione di tirocinanti post laurea
  da impiegare negli uffici della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Catanzaro Michele; Dipasquale
  Emanuele; De Domenico Francesco

   N.  500  -  Gravi  criticità  dell'Unità  operativa  complessa  di
  ortopedia e traumatologia del P.O. Gravina di Caltagirone.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciancio  Gianina;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentata:

   N.  490  -  Chiarimenti in merito al progetto di  ampliamento  del
  Museo archeologico regionale di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Di  Paola  Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro  Giovanni; Campo Stefania; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  478 - Ripristino,  adeguamento  e  potenziamento dell'impianto
  di  compostaggio della frazione organica ubicato presso C.da  Pozzo
  Bollente in Vittoria (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Campo  Stefania;  Trizzino Giampiero; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Palmeri  Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo  Matteo;  Zafarana
  Valentina;  Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua  Giorgio;  Zito
  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa Salvatore;  Tancredi  Sergio;
  Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose

   N.  479  - Chiarimenti sulle linee guida da seguire per esercitare
  l'attività onicotecnica nel territorio della Regione.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Campo  Stefania;  Trizzino Giampiero; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Palmeri  Valentina; Sunseri Luigi; Mangiacavallo  Matteo;  Zafarana
  Valentina;  Cappello Francesco; Foti Angela; Pasqua  Giorgio;  Zito
  Stefano;  Ciancio  Gianina;  Siragusa Salvatore;  Tancredi  Sergio;
  Schillaci Roberta; Di Paola Nunzio; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose

   N.  480  -  Mancata  autorizzazione  alla  richiesta  di  attivare
  provvedimento       in   autotutela   avanzata   dalla    dirigente
  scolastica del Liceo classico 'La Farina' di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Galluzzo Giuseppe

   N.  481  - Notizie in merito all'autorizzazione rilasciata per  la
  realizzazione e gestione di un impianto di produzione di compost di
  qualità  e stoccaggio di rifiuti in contrada Paterna nel territorio
  di Terrasini (PA).
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Fava Claudio

   N.  483 - Rappresentanza  studentesca  in  seno  alla composizione
  degli organi collegiali di ateneo delle università in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Galvagno Gaetano

   N. 486 - Chiarimenti sulle gravi affermazioni del Presidente della
  Regione in occasione della manifestazione Panorama d'Italia.
   - Presidente Regione
   Di  Caro  Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  488  -  Malfunzionamento  del sistema  telefonico  all'interno
  dell'Azienda   ospedaliera    universitaria   Policlinico    'Paolo
  Giaccone' di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Schillaci  Roberta; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Di  Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  489  -  Chiarimenti  sull'esclusione del  fiume  Ippari  dagli
  interventi di ripulitura e ripristino  della funzionalità idraulica
  di fiumi e torrenti del ragusano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Campo  Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   N.  492  -  Interventi in merito alle proroghe  dei  contratti  di
  lavoro a tempo determinato negli Enti locali in Sicilia.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Economia
   Catalfamo Antonio

   N.  493 - Chiarimenti in merito all'attività svolta dal tavolo  di
  concertazione previsto dall'articolo 8, comma 2, della l.r.  n.  25
  del 2011.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Galvagno Gaetano

   N. 494 - Trasferimenti previsti per il Comune di Merì dal piano di
  riparto  provvisorio dei trasferimenti regionali di parte  corrente
  per l'anno 2018.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   De  Domenico Francesco; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe  Concetto;
  Dipasquale Emanuele

   N.  495  -  Affidamento  quinquennale del servizio  di  pulizia  e
  servizi aggiuntivi diversi per i presìdi dell'ASP 7 Ragusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Campo Stefania;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  496  -  Chiarimenti  sulla procedura  di  stabilizzazione  dei
  dipendenti dei ruoli amministrativi dell'ASP 7 di Ragusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Campo  Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N. 498 - Tabelle di equiparazione tra il trattamento economico dei
  dipendenti IRCAC e i dipendenti regionali.
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Fava Claudio

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N.   116  -  Notizie  in  merito  all'attivazione  della  stazione
  ferroviaria   di  Aci  Castello  nel  passante  ferroviario   'Nodo
  Catania'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Ciancio    Gianina;   Cancelleri    Giovanni    Carlo;    Cappello
  Francesco;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  117  - Trasmissione, da parte di enti e società a vario titolo
  partecipate o controllate dalla Regione, della documentazione utile
  alla redazione del bilancio consolidato 2017 della Regione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio

   N. 118 - Problematiche riguardanti il personale inserito nell'Albo
  dei dipendenti delle società in liquidazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Foti   Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio

   N.  119 - Gravi disservizi del trasporto extraurbano, tratta Motta
  Sant'Anastasia - Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  173  - Riconoscimento dello stato di calamità naturale per  le
  aree colpite dagli eventi calamitosi verificatisi tra il 31 ottobre
  e il 2 novembre 2018.
   Catanzaro  Michele; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo  Anthony
  Emanuele; Cafeo Giovanni; Sammartino Luca; Cracolici Antonello;  De
  Domenico  Francesco;  Dipasquale  Emanuele;  Gucciardi  Baldassare;
  Lantieri Annunziata Luisa; Lupo Giuseppe
   Presentata il 2/11/18

   N. 174 - Iniziative a seguito del nubifragio che si è abbattuto in
  Sicilia il 31 ottobre ed il 1  novembre 2018.
   Aricò  Alessandro;  Savarino Giuseppa;  Assenza  Giorgio;  Zitelli
  Giuseppe; Galluzzo Giuseppe
   Presentata il 2/11/18

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  risposta scritta ad interrogazione