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Resoconto d'Aula della Seduta n. 8 di venerdì 29 dicembre 2017
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   visorio del bilancio della Regione per l'esercizio 2018' (n. 41/A)
   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 13.30

   PAPALE,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  n.  6  del  27  dicembre  2017 che, non sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

   PRESIDENTE.  Avverto che del verbale della  seduta  n.  7  del  29
  dicembre 2017, verrà data lettura in una seduta successiva.

    Discussione del disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio
   provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio 2018» (n.
                                 41/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al punto all'ordine del giorno:  Discussione
  del disegno di legge  «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
  bilancio della Regione per l'esercizio 2018» (n. 41/A).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Savona, per svolgere la relazione.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore.  Mi  rimetto  al
  testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
  desidero  fare  una  discussione di carattere generale  per  quanto
  riguarda  questo disegno di legge che, tecnicamente, ora  almeno  è
  diventato, una semplice autorizzazione per l'esercizio provvisorio.
   Desidero  richiamare l'attenzione del Governo su alcune  questioni
  che  già abbiamo avuto modo di sollevare in Commissione  Bilancio',
  dove era arrivato un disegno di legge molto più articolato, con una
  serie di norme che erano di competenza della legge di stabilità.
   Abbiamo posto, in Commissione  Bilancio'
   Presidente,  così non si riesce ad interloquire.  Capisco  che  il
  Governo  sia tranquillo e sereno, noi lo siamo un po'  meno  per  i
  motivi che ora affronteremo.

   PRESIDENTE.    Se   per   favore   potete   prestare    attenzione
  all'intervento  dell'onorevole De Luca, altrimenti non  riusciremo,
  entro oggi, a finire questa discussione e dovremo rimanere tutto il
  giorno ed anche domani. Quindi, per favore, un minimo di attenzione
  e di silenzio.

   DE LUCA CATENO. Grazie Presidente.
   Quindi,  per  le  questioni che abbiamo già posto  in  Commissione
   Bilancio'  e  che è giusto che questo Parlamento cominci  anche  a
  ragionare  perché  quello che è mancata, in questi  anni,  è  stata
  l'approvazione   da  parte  di  questo  Parlamento   di   documenti
  finanziari compatibili con le norme che questo Parlamento ha votato
  soprattutto   nel  2010  e  richiamo  l'attenzione   dei   colleghi
  esattamente  sulla legge n. 11 del 2010, la legge  finanziaria  del
  2010,  in  particolare sugli articoli 13, 14  e  15  che  invito  a
  leggere  perché  tutti i documenti finanziari che  avete  approvato
  successivamente sono stati approvati in violazione di queste  norme
  che  il  Parlamento, allora, ha voluto, perché nel 2010  c'è  stato
  l'onorevole  De  Luca che presentò, con l'allora  assessore  Armao,
  cinquemila   emendamenti  circa  per  arrivare  ad  un   obiettivo.
  L'obiettivo era quello di fare emergere la situazione che, poi, nel
  tempo, è stata certificata anche dalla Corte dei Conti, e cioè  che
  i  bilanci  della Regione - ho avuto modo, allora, di  dirlo  e  lo
  ribadisco  adesso - non è che non erano veritieri  ma  diciamo  che
  erano falsi.
   In quel contesto abbiamo anche spiegato quali erano le motivazioni
  tecniche ed abbiamo anche chiesto all'Aula, dopo un grande scontro,
  che  venissero  approvate  queste norme di  trasparenza  dei  conti
  pubblici.
   Fra  queste  norme, che io desidero oggi richiamare all'attenzione
  del Governo, proprio per partire col piede giusto - ed è questo  il
  vero  obiettivo - l'articolo 13 prevedeva la presentazione  di  una
  relazione annuale sulla consistenza dei residui attivi e passivi.
   Ora  il  tema  è affrontato in termini diversi perché rispetto  al
  2010 è cambiato il  sistema , ma abbiamo avuto proprio poco fa  una
  discussione  in  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  dove  si  è  posto il problema della cancellazione  di  un  residuo
  proprio perché, oggi, la norma lo impone, ma rispetto a quelle  che
  sono invece le cancellazioni complessive, allora, nel 2010 c'era un
  problema di fondo riguardante un bilancio che si reggeva su residui
  attivi  incerti  e su residui passivi, invece, certi,  che  era  la
  situazione  debitoria che esisteva nel 2010 e che, ad oggi,  ancora
  esiste.
   Bene,  questa  norma prevedeva che il Governo, entro  il  mese  di
  febbraio,  presentasse  una relazione alla  Commissione  competente
   Bilancio' riguardante lo stato dei residui attivi e passivi,  cosa
  che  -  mi  è  stato  detto  dagli Uffici anche  dalla  Commissione
   Bilancio' - non è stata fatta completamente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca, ha ancora  quaranta  secondi  di
  tempo. Lo rispetti per piacere.

   DE LUCA CATENO. Ho quaranta minuti ancora?

   PRESIDENTE. Quaranta secondi.

   DE  LUCA CATENO. Va bene Presidente, vedrò di stringere. Questa  è
  una  discussione di carattere generale, poi, interverrò sui singoli
  commi.
   L'articolo  14  prevedeva le misure relative alla trasparenza  dei
  conti  pubblici,  dove si chiedeva al Governo di presentare  quello
  che,   oggi,  viene  definito   bilancio  consolidato ,   cioè   la
  situazione  economico-finanziaria  non  solo  del  bilancio   della
  Regione,  ma  di  tutto  il  sistema  delle  partecipate  dove   si
  annidavano le situazioni debitorie.
   Poi, l'articolo 15 riguardava la capacità di indebitamento.
   Considerato  che siamo alla premessa dell'esame di questo  disegno
  di  legge, chiedo al Governo ed anche a questo Parlamento - intanto
  il  documento  che  oggi  è stato proposto  è  stato  asciugato  in
  Commissione   Bilancio' di una serie di norme che, ovviamente,  non
  riguardavano questo tema - di mettere in condizione la  Commissione
   Bilancio'  di  avere dei punti di partenza chiari, secondo  quelle
  che  sono norme che, comunque, ha approvato questo Parlamento e per
  consentire  ai  singoli parlamentari di poter  avere  prontezza  di
  quelle  che  sono  le  reali coperture, tenuto  conto  anche  della
  relazione  del procuratore della Corte dei Conti, Pino Zingale,  in
  relazione  alle criticità che sono sorte anche sui bilanci  chiusi.
  Grazie.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  stiamo
  avviando questa discussione generale sull'esercizio provvisorio.
   In  questa  breve  attività di Governo che  mi  ha  coinvolto  per
  qualche settimana avevo avanzato delle proposte che, oggi, non vedo
  in  questo  documento. Una delle proposte, lo dico  al  Governo  ma
  anche all'assessore di Trapani, onorevole Turano - Assessore se per
  favore   mi  può  ascoltare  insieme  al  Presidente  -  c'era   un
  riferimento  ad un aspetto assolutamente prioritario che  è  legato
  alla convezione con l'EAS.
   Assessore  Turano, ci sono quattordici comuni della  provincia  di
  Trapani  che il primo gennaio si trovano senz'acqua. Era  previsto,
  all'articolo  4  della  legge  17  del  2016  approvata  da  questo
  Parlamento,  che venissero poste in essere una serie  di  azioni  a
  partire  da un'attività di diffida che fu realizzata dal precedente
  Governo  che,  successivamente,  avrebbe  previsto  la  nomina  dei
  Commissari  straordinari per la gestione delle reti,  onorevole  Lo
  Curto,  e subito dopo a questa diffida doveva seguire un'iniziativa
  attraverso   la   quale  l'Assemblea  territoriale  integrata   del
  territorio trapanese, onorevole Gucciardi, avrebbe dovuto porre  in
  essere un sistema per la gestione delle reti.
   E, allora, questo Governo aveva predisposto un articolo attraverso
  il  quale  facevamo una proroga, assessore Turano, all'EAS  per  un
  periodo di 6 mesi. Ricordo che mi ero sentito con il Vicepresidente
  della  Regione,  l'assessore  per le   finanze,  Armao  ed  avevamo
  condiviso  un  articolo rispetto al quale, tra l'altro,  non  c'era
  alcuna  copertura di spesa perché avevamo indicato che  l'eventuale
  copertura  di  spesa,  mi  sembra,  pari  a  due  milioni   potesse
  intervenire in una fase successiva e, oggi, quell'articolo  non  lo
  trovo.  Ciò  significa  che  quindici  comuni  della  provincia  di
  Trapani, dal primo di gennaio, si trovano senz'acqua.
   Questo  insieme  ad  un  altro articolo  che  era  stato  previsto
  nell'esercizio  provvisorio e mi sembra predisposto  dall'Assessore
  per la famiglia e le politiche sociali che riguardava il sistema di
  erogazione dei servizi alle persone con disabilità gravi  ed  anche
  questo articolo sulle disabilità gravi non è un articolo che  trova
  spazio in questo esercizio provvisorio.
   E,  allora  Presidente, mi sembra che si stia partendo  malissimo.
  Dopo  la  vicenda  che, purtroppo, mi ha visto  protagonista  delle
  dimissioni  per  via  di  un  tema di grande  sensibilità  rispetto
  all'opinione  pubblica che è stato davvero offensivo rispetto  alla
  gente che non può mangiare in questa Terra, adesso poniamo il  tema
  della gente che non potrà neanche bere in questa Terra.
   E,  allora, Presidente la invito a rivedere quel documento, faccio
  un  appello al Parlamento, laddove non c'erano previsioni di spesa,
  assessore  Armao, cerchiamo di capire come poter recuperare  questo
  documento perché, vedete, la credibilità di questo Governo è  sotto
  la  lente di ingrandimento ed io penso che il popolo si aspetti dei
  provvedimenti semplici ma efficaci e su questi aspetti non possiamo
  prenderci gioco di alcuno.
   Quindi,  Presidente,  se possiamo rivedere questo  documento  così
  com'era  arrivato  in Commissione e capire come  affrontare  queste
  priorità  perché davvero mi sembra si stia partendo  con  il  piede
  sbagliato.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Grazie Presidente. Qua l'amplificazione è cambiata.
   Riferendomi all'intervento dell'onorevole De Luca, Presidente...

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, metta bene i microfoni  altrimenti
  non sentiamo niente.

   MILAZZO.  Presidente, il problema è che se lo  alzo  così  diventa
  troppo lungo questo microfono. Lo avete fatto troppo lungo.

   PRESIDENTE. Se lei parla così si sente.

   MILAZZO. O mi discriminate per la mia altezza

   PRESIDENTE. Se lei parla così si sente.

   MILAZZO. Lo posso mettere anche alto.

   PRESIDENTE. Va bene così.

   MILAZZO. Altrimenti devo fare un passo indietro, posso anche  fare
  così, mi adeguo.
   Allora,  Presidente,  dicevo,  faccio  riferimento  all'intervento
  dell'onorevole  De Luca per precisare quanto già  ho  espressamente
  dichiarato in Commissione  Bilancio' ovvero: i comuni a cui  si  fa
  riferimento  hanno  già  inserito nei propri  bilanci  la  spesa  a
  copertura  di questo personale in esubero. Ed è anche vero  che  le
  variazioni  di  bilancio  non  sono  tutte  precluse  entro  il  30
  novembre, ma alcune sono consentite.
   Nel  caso  specifico il tema è autorizzare la copertura,  cioè  la
  definizione  del trasferimento per questi comuni che devono  finire
  di  pagare  gli stipendi a questo personale che è di  ruolo  presso
  questi comuni.
   Quindi,  se  noi, oggi, dovessimo approvare la norma  non  sarebbe
  un'inutile  approvazione ma consentiremmo ai comuni di definire  il
  trasferimento  delle  somme  degli stipendi  a  questi  dipendenti.
  Quindi,  la  norma si rende necessaria, non ci sono  violazioni  di
  legge  o i comuni incapperebbero, poi, in un trasferimento che  non
  potrebbero   impegnare.   Si  tratta   solo   di   spesa   corrente
  obbligatoria.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, come lei ci  insegna
  in  un'Assemblea  parlamentare non c'è passaggio  tecnico  che  non
  abbia in sé una cifra, una ricaduta, un'eco politica.
   Credo  che  anche questa autorizzazione dell'esercizio provvisorio
  del  bilancio,  per  quanto sia un fatto tecnico  dovuto,  urgente,
  necessario,  proponga una lettura politica sul passato, certamente,
  ed anche sul futuro.
   In  questo  senso,  mi  permetta di  stigmatizzare  l'assenza  del
  Presidente della Regione. Questo è il primo atto politico  con  cui
  l'Assemblea  regionale viene chiamata alle proprie  responsabilità,
  il  primo atto politico di merito istituzionale con cui il  Governo
  si   rivolge  a  questa  Assemblea.  L'assenza  del  Presidente   è
  un'assenza  che rileviamo con rammarico perché credo sia importante
  che ciascuno, anche in un dibattito essenziale come sarà quello  di
  oggi, si assuma la responsabilità di ciò che andiamo a decidere  ed
  anche della lettura che diamo, dell'eredità che questo Governo, che
  questa Assemblea e la Regione stanno ricevendo.
   Nel merito soltanto un'osservazione: qui stiamo intervenendo sulla
  finanziaria  del 2017, naturalmente non è intenzione di  chi  parla
  proporre  pregiudizi nei confronti dell'attività di un Governo  che
  deve  ancora  cominciare ad operare. Questa  Finanziaria  del  2017
  offre  una  fotografia preoccupante della Sicilia, anche nei  conti
  che  abbiamo  letto  suella stampa in questi giorni,  che  immagino
  l'assessore  Armao  avrà  potuto verificare,  perché  si  parla  di
  un'ipotesi  di  introiti  ben inferiore  a  quella  che  era  stata
  prospettata dalla finanziaria 2017, 200 milioni in meno  a  cui  si
  aggiungono i rilievi della Corte di Conti con un ammanco che sfiora
  i   300   milioni,  che  è  un  buco  in  bilancio  che  ci   pare,
  particolarmente significativo.
   Tra  le  conseguenze che leggiamo c'è il rischio paventato  di  un
  blocco   dei   concorsi.  Il  blocco  dei  concorsi  è   un   fatto
  politicamente grave, non solo perché interviene contro un  naturale
  turn  over che dovrebbe esistere nella Pubblica Amministrazione  ma
  perché rischia di penalizzare alcuni settori che di questi concorsi
  hanno assolutamente bisogno, penso a quello della sanità.
   Anche per questo ci sembra abbastanza surreale la discussione  che
  si è aperta sul tetto degli stipendi dei funzionari e dei dirigenti
  di  questa  Assemblea; credo che occorrano maggiore consapevolezza,
  maggiore  senso  della  realtà  e  anche  maggiore  sobrietà  nelle
  valutazioni e nei ragionamenti che facciamo.
   Un  ultimo punto per il quale sarebbe stata utile la presenza  del
  presidente  Musumeci: noi abbiamo preso atto attraverso  la  stampa
  delle dimissioni dell'assessore Figuccia, non soltanto per una  sua
  valutazione che condividiamo sul dibattito che c'è stato su  questi
  stipendi d'oro, ma anche credo per una difficoltà complessiva nella
  gestione del settore di maggiore delicatezza e di maggiore  urgenza
  che, oggi, deve mettersi di fronte alla propria agenda di lavoro il
  Governo regionale e che riguarda la gestione delle discariche.
   Noi  abbiamo avuto una proroga che, naturalmente, è un rinvio, non
  è una soluzione. Il problema rimane attuale ed io vorrei commentare
  la  gravità della situazione con le parole che qualche giorno fa in
  un   forum  pubblico  ha  offerto  uno  di  coloro  che  dovrebbero
  diventare,  tra  la rosa dei papabili, ad assumere la  funzione  di
  direttore  generale,  il  dottor Salvo Coccena,  che  parlando  del
  sistema  dei rifiuti urbani in Sicilia spiegava che è governato  da
  forti  interessi economici, valutabili in un miliardo di  euro,  un
  miliardo  di  euro  che muove quasi tutto. Ed aggiungeva:   diversi
  operatori del settore sono a busta paga del malaffare .
   Io  penso  che l'assenza in questo momento dell'Assessore  che  su
  questo aveva responsabilità politica ed istituzionale, non soltanto
  nell'affrontare    l'emergenza   della    discarica,    ma    anche
  nell'affrontare   il  tema  strutturale  che  sta   dentro   questa
  emergenza,  è  un'assenza che pone un problema  politico  a  questo
  Governo, di cui credo l'Assemblea regionale debba potersi occupare.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  io  vorrei
  chiedere   al   Governo,  considerato  che  il   Presidente   della
  Commissione  Bilancio  ha chiesto lo stralcio dal disegno di  legge
  incardinato in Commissione di alcune norme a mio avviso importanti,
  se lo stralcio di queste norme non comporta danni irreparabili agli
  aventi  diritto,  ai  lavoratori. In particolare,  sono  norme  che
  riguardano  i Comuni, credo che ci siano dei riflessi  anche  sugli
  sportelli   multifunzionali,  la  stabilizzazione  dei   lavoratori
  precari, i disabili e il personale sanitario del penitenziario.
   Credo  che siano norme di estrema urgenza e, siccome il Presidente
  della   Commissione,  credo  previa  intesa  con  l'assessore   per
  l'economia, ha proposto lo stralcio di queste norme, io vorrei  che
  il  Governo  si pronunciasse possibilmente per bocca del Presidente
  della  Regione,  che vedo con piacere  che ci ha  raggiunto  e  che
  saluto, sul fatto che non è necessario approvare queste norme entro
  l'anno, perché la gatta frettolosa fece i gattini ciechi.
   Se  fosse  piuttosto necessario apprezzare queste norme  o  questi
  emendamenti o le norme stralciate nelle Commissioni di merito,  per
  quanto  ci riguarda siamo disponibili a farlo anche seduta  stante,
  perché  credo  che  le procedure parlamentari non possano  comunque
  essere  violate  e  che le Commissioni di merito abbiano  titolo  a
  valutare  il merito delle norme prima citate. Eventualmente,  anche
  per  aggiornare  l'Aula a breve per l'esame degli  emendamenti  ma,
  ripeto, previo parere delle Commissioni di merito.
   E'   stato   citato  anche  il  tema  dell'emergenza  idrica,   in
  particolare   lo   faceva  l'onorevole  Figuccia,  l'ex   assessore
  Figuccia,  che  parlava  di emendamenti  proposti  per  far  fronte
  all'emergenza  idrica  che riguarderebbe circa  25  Comuni,  se  ho
  capito  bene.  In  particolare, in provincia di Trapani,  ma  credo
  anche in provincia di Palermo e Catania.
   Anche  su  questo argomento vorrei chiarimenti. Siccome la  delega
  per  l'Assessorato  dell'energia è  stata  assunta  dal  Presidente
  Musumeci,  mi auguro che il Presidente Musumeci possa rispondere  a
  questa  domanda  ed  anche  chiarire le  ragioni  delle  dimissioni
  dell'assessore   Figuccia,   nonché   come   intende   far   fronte
  all'emergenza rifiuti che in questo momento interessa la Regione.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  Assessori, colleghi, voglio fare una premessa. Solo il 27  dicembre
  ci  è  stato  dato, a noi componenti della Commissione   Bilancio ,
  finalmente,  l'esercizio  provvisorio che  inizialmente  era  di  6
  articoli.
   Ieri  si è discusso in Commissione  Bilancio , quindi ieri, giorno
  28,  si  è  discusso in Commissione  Bilancio  di questi  articoli,
  stralciando  la  gran  parte  di  articoli  e  commi  proprio   per
  accelerare questo iter perché siamo a ridosso della fine  dell'anno
  e, quindi, abbiamo degli adempimenti da fare.
   Ma  il problema sostanzialmente è uno, Presidente, e lo dico anche
  al  Presidente  della  Regione. Abbiamo  iniziato  in  ritardo,  in
  estremo  ritardo  perché siamo arrivati ad insediarci  solo  il  15
  dicembre  e si poteva cominciare prima; abbiamo perso più giorni  a
  parlare di poltrone quando invece  si poteva parlare di cose  serie
  ed  importanti  perché  ci sono scadenze ora  al  31  dicembre  che
  dobbiamo  mantenere, dobbiamo prorogare alcune situazioni, dobbiamo
  parlare,  ad  esempio, e non c'è nessun riferimento  al  testo  per
  quanto  riguarda le provincie, ci sono cinque provincie  che  hanno
  dovuto  attingere  a quei famosi 21,5 milioni  di  euro  perché  si
  trovano in situazioni economiche disastrose e quindi molti di  loro
  non  prenderanno lo stipendio finché poi non si voterà il  bilancio
  vero  e proprio. Abbiamo un articolo, l'articolo 3, che riguarda  i
  Comuni  in  dissesto  ma si parla solo degli  esuberi,  quindi  per
  compensare  gli  esuberi, quindi i soldi che vanno  dati  a  questo
  personale  in esubero, però non si è capito se riuscirà  a  passare
  invece  un articolo aggiuntivo, sperando, io l'ho visto l'Assessore
  si  è premurata a farcelo vedere, ma vediamo se passerà quello  che
  riguarda  invece  i  precari e i comuni  in  dissesto,  altro  tema
  dolente.
   Poi,  dobbiamo  parlare  anche dei medici in  servizio  presso  le
  strutture  penitenziarie che vorrei ricordare  che  scade  il  loro
  contratto  il  31  dicembre ed ancora non si  è  capito  se  questa
  proroga verrà data, creando un limbo, perché questo è quello che si
  crea  alla  Regione  siciliana, sempre il limbo. Dopodiché  bisogna
  capire,  appunto,  per  i precari che cosa si  vuole  fare,  per  i
  disabili e quant'altro.
   Allora, per modus operandi di lavorare non dobbiamo ridurci sempre
  all'ultimo  minuto  perchè  questa  costa  è  vergognosa,  dobbiamo
  pensarci  prima,  ci  poteva essere il tempo tecnico  per  inserire
  qualche  articolo  in più già in questo esercizio  provvisorio  per
  cominciare  a dare piccole risposte o comunque sia per  non  creare
  ancora confusione perché si crea confusione, poi alla fine dobbiamo
  lavorare in emergenza anche per la finanziaria  vera e propria  che
  sarà  il  31  marzo o che sarà il 30 aprile, ma anche  lì  creeremo
  confusione  su  confusione e quando c'è confusione  poi  si  creano
  buchi  di  bilancio,  si creano personale che  sarà  scontento,  si
  creerà sempre confusione.
   Per  questo  io dico va bene, noi ora, oggi saremo qui,  voteremo,
  cercheremo  di  concludere questo esercizio  provvisorio,  ma  come
  modus  operandi è sbagliatissimo e questo Governo ovviamente inizia
  malissimo la propria esperienza in questo Parlamento.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, Governo tutto, io devo dire che  sono  un
  poco perplesso rispetto all'ultimo intervento dell'onorevole Zito.
   L'Aula è stata in fretta convocata giorno 15 dicembre, addirittura
  l'esercizio  provvisorio esitato il 22 o il 23 di dicembre,  quindi
  alla  vigilia di Natale, e siamo qui. Alcuni articoli di  cui  sono
  stati  attenzionati  dai colleghi che mi hanno preceduto,  come  la
  problematica  dei  12  comuni che sono oggi a rischio  di  rimanere
  senza acqua o comunque le problematiche dei precari delle strutture
  penitenziarie,  il  Governo aveva varato la sua proposta  ed  aveva
  inserito la risoluzione di queste problematiche. E' stato un lavoro
  della Commissione ad aver snellito, si è chiesto uno sforzo a tutti
  i  Gruppi  presenti all'interno della Commissione, di  snellire  la
  proposta,  quindi  ci tenevo soltanto a sottolineare  che  rispetto
  alla convocazione che è stata fatta in maniera perfetta, l'Aula  si
  è  insediata  giorno  15 e non ci sono state nessuna  problematiche
  riferite  a  perdite  di  tempo dovute a spartizione  di  poltrona,
  assolutamente no, l'Aula è in pieno regime e ringraziamo il Governo
  per  la velocità della produzione dei documenti che ci ha trasmetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Non essendoci altre richiese di intervento,  dichiaro
  chiusa  la  discussione generale e pongo in votazione il  passaggio
  all'esame  degli  articoli. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
         Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
                            della Regione.

   1.  Il Governo della Regione è autorizzato, ai sensi dell'articolo
  43  del  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118  e  successive
  modifiche ed integrazioni e delle disposizioni contenute nel  punto
  8 dell'Allegato 4/2 al medesimo decreto legislativo n. 118/2011, ad
  esercitare  provvisoriamente, fino a quando non sarà approvato  con
  legge  regionale  lo schema di bilancio annuale della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario 2018, e comunque non  oltre  il  31  marzo
  2018,  la gestione degli stanziamenti di spesa previsti per  l'anno
  2018  nel bilancio di previsione definitivamente approvato  per  il
  triennio 2017-2019, di cui alla legge regionale 9 maggio 2017, n. 9
  e successive modifiche ed integrazioni.

   2.  La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni  e
  nell'effettuazione dei pagamenti non si applica alle autorizzazioni
  di  spesa  di  cui  all'articolo 23, commi 3, 4  e  5  della  legge
  regionale 17 marzo 2016, n. 3 e all'articolo 6, comma 8 della legge
  regionale  8 maggio 2017, n. 8 Missione 20 - Programma 3  (capitolo
  215746),  Missione  16  -  Programma 1  (capitolo  156604)  e  alla
  Missione 9 - Programma 5 (capitolo 150514)».

   Comunico  che  è stato presentato, dall'onorevole De Luca  Cateno,
  l'emendamento sostitutivo 1.1.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  sono
  permesso di presentare un emendamento che avevo già chiesto ieri in
  Commissione  Bilancio  di tenere come riferimento.
   Voi  non  riuscirete, purtroppo, a fare la legge di stabilità  nei
  tempi  programmati,  non  perché non siete  capaci,  ma  perché  il
  problema di fondo che vi appartiene e che appartiene anche a questo
  Parlamento  è  che va fatta una ricognizione complessiva  generale,
  puntuale,  analitica  di  quello che abbiamo  ereditato.  Ho  anche
  apprezzato la scelta dell'Assessore per l'economia, dottore  Armao,
  di  nominare  una commissione apposita e credo che il  lavoro  stia
  diventando   abbastanza  gravoso  perché,   rispetto   anche   alla
  tempistica  che  probabilmente  si era  programmata,  i  lavori  si
  stanno, ovviamente, appesantendo per i vari nodi che in questi anni
  non sono stati affrontati.
   Allora,  dico al Governo, anche in relazione a quello che è  stato
  il  mio intervento di carattere generale, alle violazioni che anche
  questo  Parlamento,  ahimè, si è trovato a  fare  nell'approvazione
  delle  leggi precedenti e dobbiamo dirle, Assessore Armao, è logico
  che  noi  dobbiamo  partire  col piede giusto,  lo  dico  anche  al
  Presidente  dell'Assemblea, perché è fondamentale,   perché  non  è
  pensabile  che  ancora qualcuno agisca con la  logica  dell'assalto
  alla diligenza.
   Credo  che noi abbiamo il dovere di dire ai siciliani, come stanno
  le  cose;  e  dire ai siciliani come stanno le cose significa  fare
  un'operazione di trasparenza dei conti pubblici, che ho chiesto già
  nel  2010  è  che questo Governo deve fare. E lo deve fare  subito,
  anche  per  consentire al Parlamento di avere i punti  di  partenza
  chiari.
   Mi  permetto di dirvi, non perché abbia letto e riletto più  volte
  la   relazione  del  Procuratore  generale  Zingale,  che  c'è  uno
  sbilanciamento in gestione corrente di circa 500 milioni  di  euro,
  ve lo dico io ma voi lo state accertando che cosa significa questo,
  che  probabilmente  questo Parlamento sarà chiamato  a  fare  tagli
  sulla  gestione corrente, quindi da costi obbligatori e quant'altro
  per una cifra del genere.
   Presidente Miccichè, lo so che è una cifra importante,  ma  guardi
  che  se  oggi si va a fare come ormai la legge impone,  come  avevo
  chiesto nel 2010 il cosiddetto bilancio consolidato di gruppo, cioè
  il  collegato,  con  quelli che sono le società partecipate;  e  se
  qualche  collega si è chiesto come mai non sono state mai liquidate
  è semplice, signor Presidente: non si sono mi poste in liquidazione
  le società partecipate perché non si sa chi deve coprire debiti che
  risultano,  poi,  dal  piano conclusivo di liquidazione.  E'  molto
  semplice  la  risposta e noi spendiamo milioni di  euro  ancora  in
  commissariamento e quant'altro.
   Desidero  che questo Parlamento abbia prontezza di come stanno  le
  cose,  perché  qualunque scelta andremo a fare,  d'ora  in  poi  lo
  dovremo  fare in un quadro di chiarezza e di veridicità  dei  conti
  della Regione siciliana.
   Ne  approfittiamo,  lo dico e lo ribadisco al Governo,  di  questo
  momento  ora che diventa fondamentale, dove ci troviamo  anche  con
  l'applicazione del nuovo sistema di contabilità pubblica  e  a  noi
  questo mese in più serve.
   Assessore   Armao,  lei  sarà  da  noi  pungolato  in  Commissione
   Bilancio ,  ma  in  positivo,  perché  dobbiamo  ottenere   questo
  risultato. Mi appello a quella che è la mia modesta esperienza, nei
  tanti anni di Parlamento e di Commissione   Bilancio , chiedendo al
  Governo  che  accetti questo mio suggerimento.  Il  suggerimento  è
  quello  di prendersi tutto il tempo che la normativa consente;  poi
  se  lo  finirete  per  il 31 marzo saremo noi  a  farvi  un  grande
  applauso, però non fatevi stringere dal tempo, sacrificando  quello
  che  è una operazione di verità e di trasparenza dei conti pubblici
  perché,  per quanto mi riguarda, dopo le battaglie che ho fatto  in
  questo   Parlamento,  le  norme  che  ho  fatto  introdurre   sulla
  veridicità  dei bilanci e tutto quello che non si è  verificato  in
  questi  cinque anni troverete nella mia modesta persona  un  grande
  oppositore  se i punti di partenza non saranno chiari e precisi  e,
  finalmente,  anche  in  relazione  a  quello  che  il  mondo  della
  partecipate che è il vero nodo, che è la vera zona dove si annidano
  i  debiti, che è la vera zona dove in questi anni si sono fatti  10
  mila  assunzioni  in dispregio alle regole che  sono  lì  appese  e
  ovviamente poi il parlamentare sarà anche sollecitato per difendere
  l'indifendibile.
   Noi  dobbiamo essere chiari e onesti con la Sicilia ed ecco perché
  chiedo  al Parlamento e al Governo di accettare questo suggerimento
  e  di dare, quindi, la possibilità al Governo di prendersi tutto il
  tempo  possibile e immaginabile per presentarci un  quadro  chiaro,
  vero ed esaustivo della situazione economica e finanziaria.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 1.1?

   ARMAO,  assessore per l'Economia. Signor Presidente, noi,  sentito
  il  Presidente della Regione, pensiamo che la valutazione in ordine
  alla congruità del tempo per deliberare la Legge di Stabilità è del
  Parlamento.  La  proposta  del Governo è  quella  del  trimestrale,
  Seppur  posterghiamo  al 30 aprile comunque l'impegno  del  Governo
  rimane quello di rispettare i tempi che ha proposto all'Aula ma per
  questo, appunto, ci rimettiamo alla decisione dell'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

    PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento   1.1.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            35
   Votanti             30
   Maggioranza         16
   Favorevoli          30
   Contrari             0
   Astenuti             0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
          Disposizioni in materia di residui passivi perenti

   1.  Le  somme  eliminate  nei precedenti esercizi  finanziari  per
  perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative  ad
  impegni assunti fino all'esercizio 2007, non reiscritte in bilancio
  entro  la chiusura dell'esercizio finanziario 2017, sono cancellate
  dalle  scritture contabili della Regione dell'esercizio finanziario
  medesimo  salvo  comunicazione  dell'interruzione  dei  termini  di
  prescrizione da parte dell'Amministrazione competente. Con  decreto
  del Ragioniere generale della Regione sono individuate le somme  da
  eliminare  ai  sensi del presente comma. Copia di detto  decreto  è
  allegata  al  rendiconto  generale della  Regione  per  l'esercizio
  finanziario 2017.

   2.  Le  somme  eliminate  nei precedenti esercizi  finanziari  per
  perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative  ad
  impegni assunti a decorrere dall'esercizio 2008, non reiscritte  in
  bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2017, cui non
  corrispondono   obbligazioni   giuridicamente   vincolanti,    sono
  cancellate  dalle scritture contabili della Regione  dell'esercizio
  finanziario  medesimo.  Con decreto del Ragioniere  generale  della
  Regione,  su  indicazione  delle competenti  amministrazioni,  sono
  individuate  le  somme da eliminare ai sensi  del  presente  comma.
  Copia  di  detto  decreto è allegata al rendiconto  generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2017.

   3.  Le  disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si  applicano  alle
  spese  per  esecuzione  di  opere qualora  il  progetto  dell'opera
  finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
  le  deliberazioni che indicono la gara, stabilendone le modalità di
  appalto.

   4.  Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del comma  1,
  sia  successivamente  documentata  l'interruzione  dei  termini  di
  prescrizione e, a fronte delle somme eliminate ai sensi  del  comma
  2, sussista ancora l'obbligo della Regione, si provvede al relativo
  pagamento mediante iscrizione in bilancio delle relative somme,  da
  effettuarsi  con decreti del Ragioniere generale della  Regione  ai
  sensi  e  per gli effetti dell'articolo 27 della legge 31  dicembre
  2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo
  47  della  legge  regionale  7 agosto  1997,  n.  30  e  successive
  modifiche ed integrazioni».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
           Disposizioni relative al personale dei Comuni in
                               dissesto

   1.  Il  comma 9 dell'articolo 1 della legge regionale 29  dicembre
  2016, n. 27 è sostituito dal seguente:
    9. A valere sul Fondo perequativo di cui al comma 2 dell'articolo
  6  della  legge  regionale  28 gennaio  2014,  n.  5  e  successive
  modifiche ed integrazioni sono destinate, per gli anni 2017, 2018 e
  2019,  alle  finalità  dell'articolo 6, comma  8-bis,  della  legge
  regionale   7   maggio  2015,  n.  9  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  rispettivamente le somme di euro 2.424  migliaia  di
  euro, 3.476 migliaia di euro e 2.950 migliaia di euro.

   Comunico che è stato presentato, dall'onorevole De Luca Cateno,
  l'emendamento soppressivo 3.1.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
  riguardo a questo articolo, poi ci sarà anche un emendamento che ho
  proposto, desidero semplicemente dire che in Commissione  Bilancio
  ieri  abbiamo  cercato  di sviscerare quale era  la  questione  che
  portava  l'Assessore,  giustamente, a  proporre  l'approvazione  di
  questa norma.
   Sarà  stata la stanchezza, sarà stata la mia assenza da tanti anni
  al Parlamento, ma io non l'ho capita la motivazione quale era; però
  ho  capito un fatto, che ovviamente mi porta a dover presentare  un
  emendamento soppressivo di questo articolo, e il fatto è tecnico, è
  molto  semplice  e  desidero dirlo anche all'assessore  Armao,  che
  ovviamente in questo ci può dare lezioni.
   Era stato previsto per l'anno 2017 già dalla legge di stabilità  2
  milioni  950  mila euro. Questo emendamento, anzi la  proposta  del
  Governo,  mira a ridurre per il 2017 lo stanziamento originario  di
  500 mila euro.
   Bene,  allora, da un lato c'è stato detto che c'era una urgenza  e
  non  abbiamo capito il perché, dall'altro lato stiamo togliendo dei
  soldi  ai  destinatari  di queste risorse e sarebbero  i  Comuni  a
  bilancio  chiuso,  perché  è  vero che il  rispetto  a  determinate
  fattispecie come ieri ha spiegato l'assessore Armao, entro il 31 di
  dicembre  si  possono fare variazioni, ma è anche  vero,  assessore
  Armao,  che  pubblicando la norma quando la pubblichiamo ovviamente
  non  ci sono più i tempi tecnici e quando io ho insistito sul fatto
  di non esserci la possibilità facevo riferimento non alle eccezioni
  specifiche  previste dalle norme di contabilità, ma un fatto  molto
  pratico.
   Ed  allora,  il fatto pratico ora è molto semplice e,  quindi,  mi
  appello  qui  a  quella  che è la sua competenza  indiscussa.  Come
  facciamo noi a togliere a bilanci chiusi ai Comuni 500 mila euro di
  uno  stanziamento già fatto dalla legge di stabilità? Li  prendiamo
  sul  2017  e  li  mettiamo sul 2018, cioè quando in ogni  caso  gli
  stessi Comuni non potranno usufruirne perché non hanno i bilanci. I
  bilanci  del 2018 sappiamo bene che se ne parlerà, se va  bene,  ad
  aprile,  a  maggio,  a  giugno, cioè quando  noi  avremo  approvato
  comunque la legge di stabilità, se a maggior ragione rispetterete i
  tempi alla speedy Gonzales che avete proposto e cioè l'approvazione
  entro  il  31  marzo,  e a questo aggiungo e  non  so  come  farete
  considerato che il 4 marzo si vota pure tra le altre cose. Comunque
  è  uno  slalom che noi, Assessore, saremmo curiosi di vedere perché
  c'è  anche  questo  aspetto, ecco perché  mi  ero  proposto  questo
  suggerimento.
   Ed  allora, non avendo capito in Commissione  Bilancio  il  merito
  di  questo  emendamento,  a  maggior  ragione  una  cosa  è  certa:
  tecnicamente non si possono togliere i soldi da bilanci chiusi e di
  conseguenza siccome nessuna certificazione in merito è arrivata  in
  Commissione    Bilancio ,  ieri  abbiamo  chiesto,  sono   arrivate
  chiacchiere  telefoniche,  e  ovviamente  non  da  nulla   togliere
  all'Assessore, ma io la invito Assessore a  non fidarsi delle  voci
  degli   uffici  perché  questa  Commissione   Bilancio   e   questo
  Parlamento  da ora in poi pretenderà certificazioni, ed  ecco  dove
  sta  il vulnus della questione, perché i suo uffici dovevano  dirle
  già  che  stavamo togliendo dei soldi a chi comunque legittimamente
  le immaginava di ricevere.
   Lei  ha  aggiunto  che  neanche queste somme sono  sufficienti,  o
  ricordo  male?  Ed  allora, visto che neanche queste  risorse  sono
  sufficienti e che questa è comunque materia di legge di  stabilità,
  e  lo  dico in termini definitivi al Governo, tutti noi siamo stati
  tirati  dalla giacca per mille emergenze, credetemi,  e  tutti  noi
  abbiamo  detto no. Ma emergenze che se le mettiamo su un  tavolo  è
  ovvio che sono tutte importanti, sono tutti da dover approvare,  ma
  non  essendoci  oggi un quadro di riferimento tutti quanti  abbiamo
  avuto  l'onestà  intellettuale di dire no. Allora,  questo  Governo
  vuole  essere consequenziale? E quindi non comprendo perché  questa
  norma debba fare la differenza tra le emergenze delle emergenze.
   Abbiamo  detto  di  sì  in Conferenza dei  Capigruppo  alla  norma
  riguardante i disabili perché è una norma che tecnicamente riguarda
  il  2017, perché il precedente Governo ha avuto l'incapacità  anche
  di  non  spendere i soldi che aveva nel cassetto. Quindi, è  giusto
  che  questo Parlamento dia oggi una risposta chiara ad una  vicenda
  riferita al 2017.
   Invito  il  Governo,  anche  in questo  caso,  a  ritirare  questo
  articolo,  perché  questo articolo è norma di legge  di  stabilità.
  Diversamente lo mantengo, signor Presidente, e così ho chiuso anche
  sull'intervento dell'emendamento, così ho fatto una unica cosa, non
  ho  rubato altro tempo, e ovviamente chiederò all'Aula di  votarlo.
  Dopodiché mi dovrò determinare in funzione di una proposta  che  ho
  fatto  all'articolo 1 e un consiglio anche considerato le  elezioni
  che c'erano. Il Governo si è dimostrato aperto anche in relazione a
  questo  mi  trovo  costretto a non poter votare questo  disegno  di
  legge.


   Presidenza del Presidente Miccichè


                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico che gli onorevoli Di Mauro e Gennuso  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio
   2018' (n. 41/A)
   Presidenza del Presidente Miccichè


     Riprende la discussione del disegno di legge «Autorizzazione
       all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
                      l'esercizio 2018» (n. 41/A)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il mantenimento  dell'articolo  3.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Prima   di  passare  all'articolo  4,  comunico  che  sono   stati
  presentati dal Governo alcuni emendamenti.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor  Presidente, mi sono arrivati  alcuni  emendamenti
  A1.1, A2, A1. Vorrei che qualcuno li illustrasse e capire se

   PRESIDENTE. Lo stavo appena dicendo e stavo chiedendo al Governo

   TAMAIO.  E capire se è stato fatto un passaggio all'interno  delle
  Commissioni di merito per questi emendamenti e se va fatto.

   PRESIDENTE.   Sono   stati  presentati  questi   emendamenti.   La
  Conferenza  dei Capigruppo, considerata la necessità  di  approvare
  entro oggi il disegno di legge, ha ritenuto di poterli esaminare ed
  eventualmente  mettere in votazione anche senza il passaggio  nelle
  Commissioni  competenti, ma eventualmente con  l'apprezzamento  dei
  Presidenti di queste Commissioni.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, lei ha dato mandato di distribuire degli
  emendamenti. Emendamenti che,  a parte la fotocopia scolorita, sono
  privi  di  relazione e hanno le sembianze di quello  che  ieri  era
  stato  stralciato dalla Commissione  Bilancio  e,   quindi,  non  è
  stato oggetto di discussione. Si aggiungono altri emendamenti sulla
  questione disabili.
   Vorrei  rendere noto a lei e ai colleghi che ieri  è  pervenuta  a
  tutti una nota del Garante del disabile che ha raccomandato che  le
  disposizioni  in materia di disabilità siano debitamente  discusse,
  concordate, rese partecipi all'Autorità che per legge è stata  data
  a questa Regione e che vorrei capire se è stata interpellata.
   Si  tratta  di  materia molto delicata. Non  abbiamo  un  adeguato
  supporto,   non  abbiamo  la  relazione.  Quindi,  chiedo   intanto
  all'onorevole  Savona,  cosa ne pensa  che  stia  rientrando  dalla
  finestra  quello  che  è  uscito  dalla  porta,  e  poi  di   avere
  un'adeguata documentazione a supporto, perché non si può  scherzare
  su questi argomenti, e la frettolosità non aiuta nessuno.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   pongo   in   votazione    il
  subemendamento  A1.1 che, all'emendamento A1,  aggiunge  le  parole
   nei limiti dello stanziamento di bilancio .

   DE LUCA CATENO. Presidente, cosa stiamo votando?

   PRESIDENTE.  Stiamo votando l'emendamento A1  del  Governo  ed  il
  subemendamento A1.1. Pongo in votazione il subemendamento A.1.1.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  Per
  quanto   riguarda   il   subemendamento   A1.1,   lo   stesso    va
  sostanzialmente  a restringere il campo di azione  dell'emendamento
  A1.   Siamo  d'accordo  sul  contingentare  il  ragionamento  sulla
  disabilità  fino  al  2017 e poi avviare una  discussione  al  2018
  completa,dettagliata, ordinata, però quello che è in atto  dobbiamo
  farlo procedere.
   Il Gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle vuole sapere  -
  ecco perché la richiesta di una relazione di accompagnamento  -   e
  quindi  vuole anche rassicurazioni in questo senso, perché noi  non
  possiamo  votare  su  una consistenza, di fatto,  non  indicata  da
  altro.  Quindi  un  decreto  di  impegno,  un  movimento  economico
  rispetto    all'impegno   che   voi,   invece,    intendete    fare
  nell'emendamento A1.
   Perché  l'emendamento A1.1 di fatto, indicando, nei  limiti  dello
  stanziamento  di  bilancio , va a dire tutto  ed  il  contrario  di
  tutto.  Questi soldi ci sono o non ci sono? Il fondo  c'è?  Esiste?
  Qual  è  la  consistenza e soprattutto se va a coprire  le  persone
  attualmente  profilate e quelle che sono in corso di  profilazione.
  Chiediamo   chiarimenti  e  che  venga  data  informazione   reale,
  concreta, dettagliata in questa Aula per poter votare in coscienza.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
  Iniziamo  malissimo  Perché noi veniamo meno anche alle discussioni
  fatte  in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e  qui,
  ora,  mi appello a quella che è la correttezza del rapporto che  ci
  deve  essere tra di noi. Quando io mi vedo questo subemendamento  è
  chiaro  un  fatto:  che  manca  la certificazione  della  copertura
  finanziaria,  che è la questione che avevamo posto come  condizione
  affinché nessuno di noi facesse ostruzionismo.
   Ed  allora, noi ci ritroviamo che in Parlamento qualcuno cambia le
  carte in tavola, quindi, viene meno quell'accordo che abbiamo fatto
  presso  di  lei,  Presidente, e tra tutti i Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.
   Quando  mi  si scrive  nei limiti dello stanziamento di bilancio ,
  allora significa che la previsione originaria non rientra in quella
  che  dovrebbero  essere gli aventi diritto  a  queste  risorse.  Di
  conseguenza cosa succederà, e probabilmente è anche il  motivo  che
  ha portato a non emanare il decreto conclusivo, perché io credo che
  solo  un  deficiente che aveva nel cassetto un  decreto  per  poter
  erogare  delle  risorse  con la copertura finanziaria  non  lo  fa,
  soprattutto a conclusione di legislatura.
   Allora  c'è  qualche problema serio in relazione a  questo,  anche
  perché posso non condividere politicamente chi ci ha preceduto  ma,
  ovviamente,  non  penso  che siano dei deficienti.  Questo  decreto
  quindi  è  rimasto  nel  cassetto. Ci è stata  portata,  presidente
  Savona,  come una questione che riguardava un profilo tecnico,  con
  una  copertura finanziaria già consolidata nel 2017,  questo  ci  è
  stato detto.
   Abbiamo chiesto anche - perché così siamo rimasti - che ci  doveva
  essere  la  certificazione del Ragioniere generale sulla  copertura
  finanziaria  e  lì siamo rimasti. Quando io mi ritrovo  con  questo
  subemendamento allora mi chiedo: la certificazione esiste? E' stata
  fatta? La copertura finanziaria c'è? E in relazione a che cosa?  Ho
  visto  la  relazione,  Presidente, però c'è un  subemendamento  che
  smentisce  esattamente  il  contenuto dell'emendamento  A1,  perché
  qualcuno  si  è  sentito di dire  ..nei limiti dello stanziamento ,
  che  è  cosa diversa invece per quanto riguarda gli aventi  diritto
  alle provvidenze. Questo è il tema.
   Per  concludere  dico  questo: noi  abbiamo  fatto  un  patto  tra
  gentiluomini nella Conferenza dei Capi Gruppo, dove nessuno di  noi
  ha  pensato  di avvalersi di quelle che sono legittime tecniche  di
  atteggiamento di votazione che riguardano il nostro ruolo, compreso
  anche  non  chiedere ventiquattro ore di tempo per  presentare  gli
  emendamenti,  proprio  perché tutti quanti ci  rendiamo  conto  che
  dobbiamo chiudere questo esercizio provvisorio.
   Però  le  lancette  dell'orologio tornano  indietro  a  quando  ho
  provato  a fare il parlamentare, dove c'era chi faceva il  furbo  e
  chi  passava per cretino. E allora, siccome io anche quella gavetta
  l'ho   fatta,  ovviamente  quando  sento  l'odore  di  queste  cose
  reagisco,  e voglio dire oggi al Governo, proprio adesso che  siamo
  di  fronte  ad  un primo atto importante, di evitare questo  gioco,
  perché  questo  gioco  non porterà poi ad  un  risultato  positivo,
  perché quando poi scatta il gioco dei furbi o dei presunti cretini,
  ci ritroveremo con  colpi  di emendamenti non concordati, fuori dal
  tavolo  della discussione dove era stato semplicemente  chiesto  di
  farci chiarezza su come stavano le cose.
   Io  sono fermo a quel momento, Presidente, non vorrei che si  tiri
  troppo  la  corda  poiché vi sono altri emendamenti  e  quindi,  in
  conclusione,  mi  state costringendo ad avvalermi  del  diritto  di
  cominciare  a  chiedere  quelli che  sono  tempi  normali  per  gli
  emendamenti  ed  andarcene a domani o a  dopo  domani,  perché  sto
  vedendo un crescendo
   La  premessa era stata discreta, ora sto vedendo - come funzionava
   ai miei tempi  nel 2010 - che c'è un crescendo con emendamenti che
  erano stati già cancellati in Commissione  Bilancio' e che qualcuno
  ancora   si   ostina   a  ripresentare  in  Aula.   Se   questo   è
  l'atteggiamento che noi dobbiamo sopportare dico: ci sta  bene,  ci
  attrezziamo e, di conseguenza, poi i risultati saranno  quelli  che
  saranno.   Poi  che  nessuno  si  appelli,  però,   al   senso   di
  responsabilità o di non responsabilità di ognuno di noi

   PRESIDENTE.  Nella  conferenza dei Capigruppo  svoltasi  poc'anzi,
  oggettivamente,  abbiamo  dato il parere di  poter  portare  questo
  emendamento  a  prescindere dall'apprezzamento  delle  Commissioni.
  Abbiamo  chiesto se su questo c'era la copertura. Lo chiedo  adesso
  all'Assessore  per  la salute, dott. Ruggero Razza.  Perché  questo
  subemendamento  potrebbe  lasciare  dei  dubbi  pertanto,   sarebbe
  opportuno un chiarimento da parte dell'Assessore.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  parlamentari,  intervengo a chiarimento del  subemendamento  che  è
  stato presentato dal Governo con una premessa, e cioè quella che il
  Governo  è  chiamato  ad  intervenire in assenza  del  decreto  del
  Presidente  della  Regione siciliana che  la  legge  20/2017  aveva
  previsto doversi emanare entro novanta giorni.
   L'intervento  che fa il Governo, che questa mattina ha  incontrato
  anche  una  rappresentanza della famiglia dei soggetti interessati,
  com'era  giusto  e necessario che fosse, serve ad  intervenire  per
  risolvere  ad  una  manchevolezza che questo Governo  ha  ritrovato
  essere  tale  al  momento del suo insediamento.  Mi  si  chiede  la
  copertura.
   La  valutazione che abbiamo fatto con gli Uffici, ed è la  ragione
  per  cui  è stato presentato l'emendamento nei termini in cui  oggi
  voi  lo  trovate,  tiene conto del dibattito che ieri  c'era  stato
  anche  all'interno della Commissione Bilancio, ragione per la quale
  la  norma che oggi si propone è diversa rispetto a quella  che  era
  stata  originariamente proposta, e precisamente tiene conto di  due
  elementi  di riferimento e di impegni di spesa che sono  già  stati
  assunti e che hanno già avuto una copertura. Essi si riferiscono ai
  1944 disabili gravissimi della originaria formulazione del Decreto,
  che è appunto il 545 del 2017, e tiene altresì conto, essendo state
  già  le  somme  impegnate, del numero ben più  ampio  di  disabili,
  15.772  le  richieste da verificare allo Stato, con riferimento  al
  trimestre finale ottobre-dicembre 2017.
   Sostanzialmente  l'emendamento consente  di  tenere  conto,  ed  è
  chiaro che è un intervento del quale il Governo si è assunto  e  si
  assume  la responsabilità per le ragioni che ho detto, di coperture
  di  spesa che sono già state considerate e che, ragionevolmente, ci
  è  stato  correttamente spiegato dagli Uffici, sono  sovrabbondanti
  rispetto a ciò che poi verrà materialmente erogato. Questo,  perché
  a  fronte  delle 15.772 domande che ad oggi sono state  presentate,
  sicuramente da parte delle ASP ci sarà una scrematura,  perché  non
  tutti avranno diritto.
   Ovviamente  questa  è  una  norma  tampone.  Il  Presidente  della
  Regione,  che  oggi  insieme  a  me  e  all'assessore  Ippolito  ha
  incontrato,  e  anzi  noi  insieme a  lui  abbiamo  incontrato,  le
  rappresentanze  dei  disabili, ha tenuto anche a  fare  riferimento
  alle  buone  prassi e alle buone regole che dovranno  impegnare  il
  2018  secondo  i  criteri  che poi, ovviamente,  saranno  indicati,
  quelli della legge, ma anche quelli che erano stati assunti.
   Quindi, oggi noi ci troviamo conclusivamente di fronte ad un  sub-
  emendamento che consente di risolvere ad un problema che era  stato
  effettivamente verificato, avendo per altro il Governo potuto a sua
  volta  verificare  che gli Uffici, nella passata legislatura  e  di
  fronte  alle  esigenze  passate, avevano  comunque  predisposto  lo
  schema   di  decreto  che  doveva  essere  adottato  ma  che   poi,
  evidentemente, il tempo non ha consentito di adottare.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   pongo   in   votazione    il
  subemendamento A1.1.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del Presidente Miccichè


       Votazione per scrutinio nominale del subemendamento A1.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  subemendamento A1.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          32
   Contrari            18

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento A.1, così come emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  A.2. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Scusi,   onorevole  Cancelleri,   facciamo   parlare
  l'onorevole  De  Luca  poi faccia il suo  intervento  e  faccia  le
  domande  al  Governo.  Preferirei  che  restassero  a  verbale   le
  dichiarazioni  che si fanno, altrimenti non si capisce  perché  lei
  starebbe intervenendo. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cateno  De
  Luca.

   DE  LUCA  CATENO. Signor Presidente, mi posso permettere una  cosa
  provocatoria?  Mi  dica sì, non si preoccupi,  rimango  nell'ambito
  della decenza. Desidero chiedere al Governo se - abbiamo finito con
  gli emendamenti?
   Visto  che  non abbiamo finito, io faccio una cosa molto semplice,
  signor  Presidente.  Ho  capito che così non  va   Io  abbandono  i
  lavori,  perché  il  ragionamento  che  era  stato  fatto  è  stato
  totalmente stravolto.

   PRESIDENTE.  Abbiamo finito con gli emendamenti, non  ce  ne  sono
  altri.

   DE  LUCA  CATENO.  Io mi appello a lei, signor Presidente.  Lei  è
  garante  di  un  accordo che è stato violato già   Dobbiamo  essere
  chiari  in questo Parlamento. Nessuno di noi si è permesso di  fare
  ostruzionismo, nessuno di noi si è permesso di chiedere le  24  ore
  di  tempo, nessuno di noi si è permesso neanche di andare  fino  in
  fondo  a  determinate questioni, e ci troviamo ancora in  crescendo
  con emendamenti?
   Va  bene,  prendo atto oggi che è questo il debutto  del  Governo,
  ripeto, per protesta abbandono i lavori, mi attrezzo d'ora  in  poi
  per  quelli  che  saranno i provvedimenti, visto che  è  questo  il
  rapporto  di  correttezza  che ci deve  essere  tra  un  Governo  e
  un'Aula.
   Però,  Presidente  Miccichè, lei che è il  nostro  garante,  degli
  equilibri  complessivi  tra quelle che sono  anche  esigenze  sulle
  quali  noi  stessi  calpestiamo  le nostre  prerogative,  anche  in
  relazione a quella che è la prospettazione che il Governo  propone;
  dopodiché noi ci troviamo sbeffeggiati, assistiamo al sorriso anche
  di alcune posizioni di assessori che non sta bene.
   Io  concludo qui, ho capito che il debutto doveva essere in questi
  termini,  mi  appello a Lei, signor Presidente, affinché  d'ora  in
  poi,  qualora si facciano degli accordi tra gentiluomini, anche  in
  relazione a quelle che sono le agevolazioni procedurali,  che  sono
  le  uniche che noi abbiamo, le nostre prerogative e nel momento  in
  cui  noi veniamo trattati in questi termini, allora il Governo  non
  vuole,  assolutamente,  rapportarsi  in  modo  costruttivo  con  il
  Parlamento.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, invito l'onorevole
  De Luca, anche perché mi piacciono i suoi interventi, a rimanere in
  Aula  per  il rispetto della Conferenza dei Capigruppo  e,  per  il
  percorso  che si è concordato, io inviterei l'Assessore  Grasso  al
  ritiro  dell'emendamento  per  ripristinare  condizioni  di   leale
  collaborazione istituzionale.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  prima  del  ritiro,  che  ce  lo
  spieghi

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cancelleri, purtroppo  l'organizzazione  è
  questa. Se lei vuole parlare chiede la parola, io gliela do, va  lì
  e  parla.  Speriamo, al ritorno dalle vacanze, di avere un  sistema
  diverso.  Io  non ho idea di che cosa lei mi abbia detto.  Per  cui
  vada lì e me lo dica. Grazie.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,   prima   di   ritirare
  l'emendamento, e poi mi rimetto all'Aula, vi dico da cosa  nasce  e
  sicuramente non è intenzione del Governo togliere soldi a nessuno.
   Sapete  tutti  che  dopo l'approvazione della  Finanziaria  e  del
  collegato, prima di procedere al riparto, erano stati stanziati  25
  milioni  di euro per i comuni dai 5 mila abitanti in su.  I  comuni
  dai  5  mila  abitanti in su non hanno potuto chiudere  i  bilanci,
  ancora  sono  nella  condizione di non avere  chiuso  i  bilanci  e
  alcuni, addirittura, sono in pre-dissesto. Non si era proceduto  al
  riparto.
   Appena  ci  siamo  insediati, con il Presidente Musumeci,  abbiamo
  immediatamente convocato la Conferenza per l'Autonomia e  lì  c'era
  stato  rappresentato che l'ANCI non aveva dato  il  parere,  perché
  mancavano  all'appello venticinque milioni di  euro  che,  in  quel
  Collegato,  erano  stati  messi,  appostati  in  bilancio,  ma  che
  sarebbero  dovuti provenire dalla vendita di immobili di  proprietà
  della Regione, al fondo. Quindi, il fondo avrebbe dovuto acquistare
  questi   immobili,  ma  immaginate  anche  voi  che  comunque   era
  un'operazione solo fittizia, che dal punto di vista sostanziale,non
  potevano mai esserci.
   Allora  ci  hanno  chiesto, e noi abbiamo  fatto  uno  sforzo,  di
  verificare  le  riserve  che non erano  state  impegnate,  ma  solo
  previste  per  legge.  Quindi,  piuttosto  che  perderle,   abbiamo
  ritenuto  opportuno agire così, perché se non si fossero  spese  ed
  inserite  in  bilancio  entro il 2017 i  Comuni  destinatari  delle
  riserve, sarebbe stato meglio dividerle fra tutti.
   Abbiamo  fatto uno sforzo, io non ho nessuna difficoltà a ritirare
  l'emendamento, ma così come ci era stato chiesto dalla  conferenza,
  abbiamo  fatto con gli Uffici una verifica delle riserve che  erano
  state impegnate e non spese.
   Ovviamente, una cosa è una previsione di legge, quindi cinquecento
  mila  euro, due milioni e mezzo, un milione e settecento, contenuta
  nella  previsione  di  legge, altra cosa è il decreto  di  impegno.
  Rispetto a queste riserve, l'Amministrazione, il Dipartimento,  non
  aveva  fatto  alcun decreto di impegno, per cui queste erano  delle
  riserve libere.
   Quindi, ad un grido di allarme dei Comuni, e per supplire  ad  una
  negligenza  o  ad una promessa  farlocca  che era stata  fatta  dal
  Governo   precedente   abbiamo,  con   senso   di   responsabilità,
  predisposto questo emendamento.
   Insieme  a  questo  vi è pure la seconda parte dell'articolo,  che
  riguarda  i lavoratori dello Stato che prestano servizio in  alcuni
  Comuni  e  che  sono  a carico dei Comuni, e  che  prima  i  Comuni
  pagavano  con  spesa  corrente. Ma avendo poi suddiviso  fra  somme
  complementari,   fra   fondo   del  precariato   e   quindi   fondi
  complementari, i Comuni non hanno più la possibilità  economica  di
  potere provvedere al pagamento. Questo è quanto
   Io  mio  scuso  con  l'Aula,  perché  effettivamente  è  vero,  la
  Conferenza  dei  Capigruppo ha presentato un emendamento,  io  sono
  stata  sollecitata dalla Conferenza, ho chiesto anche al Presidente
  di  avallare l'emendamento, e lo ringrazio perché lo ha fatto, però
  era  un'esigenza per venire incontro ai Comuni, fermo restando  che
  l'Aula   è   sovrana  e  può  decidere.  Io  posso  anche  ritirare
  l'emendamento.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  quindi  se  non  ho  capito male dalla sua  spiegazione,  in  poche
  parole, le voci che ci sono in questa tabella sono praticamente  la
  parte  da  cui  andiamo  ad attingere per  andare  a  realizzare  i
  ventidue milioni settecentocinquanta mila euro.
   Allora,  credo  di  poter  interpretare  la  volontà  del   Gruppo
  Parlamentare  del Movimento Cinque Stelle nel chiederle,  a  questo
  punto,  proprio di ritirarlo, e le spiego il perché. Perché non  ci
  possiamo  rendere complici di chi, per dare soldi ad altri  Comuni,
  li  toglie  ad  esempio  ai Comuni di Barcellona  Pozzo  di  Gotto,
  Milazzo  e Antillo, per l'alluvione del 2015. Nessuno mai voterebbe
  una  norma  del  genere in quest'Aula. O i soldi  già  assegnati  a
  Ragusa  Ibla  per  la  legge speciale n.61 dell'84,  anche  lì,  li
  prendiamo da un Comune per darli ad altri. E varie altre cose  come
  ad esempio gli interventi di Protezione Civile.
   A questo punto forse la domanda che ci dovremmo fare, che è ancora
  più grave, è perché queste somme non sono ancora state impegnate al
  29 dicembre di quest'anno, visto che mi sembra che di interventi di
  protezione  civile  la  nostra Regione,  la  nostra  Terra,  ne  ha
  bisogno,  e  spesso  quando  parliamo  con  il  commissario   della
  protezione  civile ci allarga le braccia dicendoci  che  non  hanno
  fondi, e sono invece un milione e settecentomila euro.
   O  gli  interventi  dei  Comuni per l'alluvione  del  2015,  mezzo
  milione di euro non impegnati, e tutto il resto. Io credo che forse
  è veramente questa la domanda, quindi io prego davvero di ritirare,
  a   questo  punto,  l'emendamento,  perché  assolutamente   non   è
  rispettoso  di  quelli  che sono stati gli  impegni  della  passata
  legislatura.
   Presidente  Miccichè, spendo semplicemente due parole  rispetto  a
  quello  che doveva essere l'acquisto del fondo pensionistico  della
  Regione  siciliana.  Quella  è stata una  delle  norme  di   calcio
  champagne  della passata legislatura, del Presidente Crocetta e del
  Partito  democratico che hanno, con legge della Regione,  impegnato
  un  fondo  privato di pensionati della Regione ad acquistare  degli
  immobili che erano più simili a dei ruderi ed era ovvio, perché non
  ci  voleva  la sfera di cristallo per sapere che sarebbe  andato  a
  finire  in questo modo perché questa Regione tutto può fare  tranne
  una  cosa,  disporre  dei  soldi degli altri  con  una  legge.  Non
  potevamo obbligare nessuno a comprare degli immobili, tant'è che il
  fondo pensionistico non lo sta facendo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  vorrei  fare  una
  domanda di carattere preliminare. Siccome l'emendamento non è stato
  presentato,  quanto  meno  non  è stato  esaminato  in  Commissione
  Bilancio,  io vorrei sapere se lei intende fare esaminare all'Aula,
  comunque,   emendamenti   che  non  sono  stati   presentati   alle
  Commissioni di merito, perché se vogliamo cominciare ad  andare  in
  deroga ai regolamenti parlamentari, io sono contrario. Quindi, se è
  così, io le chiedo di convocare la Commissione Regolamento.
   L'emendamento A2 non è stato esaminato in Commissione  Bilancio  e
  non  può  essere  presentato in Aula, altrimenti è inutile  che  la
  Commissione Bilancio ieri si sia riunita, abbia portato  avanti  un
  lavoro, vanificheremmo il lavoro di tutti i colleghi al di  là  del
  fatto  che siano maggioranza ed opposizione, e questo è un tema  di
  carattere generale, ovviamente mi appello alla sua decisione.
   Secondo, c'è un tema di merito? C'è un'emergenza? C'è un'  urgenza
  che riguarda i Comuni? Io dico, è giusto che la esaminiamo, però il
  Governo ha il dovere di offrire coperture finanziarie certe  e  che
  non possono essere a detrimento di diritti fondamentali, perché  se
  pensate  di  togliere due milioni e mezzo al trasporto agli  alunni
  della   scuola   dell'obbligo  e  delle  scuole  medie   superiori,
  ovviamente  tutto ciò, per quanto mi riguarda, non  è  accettabile,
  giusto per fare un esempio.
   Quindi  c'è  un  problema procedurale, un problema di  merito,  il
  Governo  dica  se  l'intervento è necessario, offre  una  copertura
  assolutamente certa, alternativa a quella indicata, la  Commissione
  di  merito si riunisce un minuto, si dichiara, dopodiché  l'Aula  è
  sovrana.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   mi   pare  opportuno,  cogliendo   anche   lo   spirito
  dell'intervento ultimo dell'onorevole Lupo, chiarire, come  ha  già
  fatto,  peraltro  abbondantemente, l'Assessore Grasso,  che  questo
  emendamento nasceva dalla esigenza di rendere produttiva una  somma
  che  è rimasta inutilizzata e certamente non per responsabilità  di
  questo  Governo. Somme finalizzate ad interventi specifici che  non
  sono  state  utilizzate perché è mancata la iniziativa  politica  e
  l'interlocuzione presumo con gli enti locali, da una parte,  e  con
  la Regione dall'altra.
   Peraltro, non è sfuggita all'onorevole Lupo e neanche ai  colleghi
  deputati la pressione che ha esercitato l'Associazione dei  comuni,
  alcuni sindaci in modo particolare, perché queste risorse potessero
  consentire di alleviare le disastrose condizioni in cui si  trovano
  gli enti locali.
   Tuttavia,  come  ha detto l'Assessore Grasso, se  l'Aula  ritiene,
  anche  per  evitare di dovere instaurare un principio di deroga  al
  quale  invece  noi  siamo assolutamente legati,  che  è  quello  di
  seguire e di rispettare le procedure che prevedono prima l'esame  e
  la valutazione da parte delle Commissioni di merito, siamo pronti a
  ritirare l'emendamento, non c'è nessun problema e subito dopo, alla
  ripresa,   affronteremo   il   tema  anche   consentendo   un'ampia
  partecipazione da parte del Parlamento per mettere assieme tutte le
  criticità  che riguardano gli enti locali, senza la spinta  emotiva
  della  scadenza, perché vorrei dirlo all'onorevole Zito, se  stiamo
  operando  in  condizioni  di  emergenza  non  è  perché  qui  siamo
  affezionati  all'emergenza, a meno ché il collega Zito  non  voglia
  alterare il significato del calendario.
   Il  15  di  dicembre l'Assemblea si è insediata nel primo  termine
  utile,   va  detto,  perché  bisognava  aspettare  che  gli  uffici
  elettorali  potessero programmare l'ultimo dei 70 deputati.  Questa
  comunicazione  è  arrivata alla Presidenza della Regione  il  6  di
  dicembre  e  in  quella stessa giornata ho provveduto  a  convocare
  l'Aula  con i termini previsti dalla legge; non potevamo  insediare
  l'Aula prima del 15 di dicembre.
   Dopodichè, onorevole Zito e colleghi, mi pare che da quel  momento
  in  poi  le sorti del calendario non sono state affidate  più  alla
  volontà  politica  del  Governo e mi  pare  che  si  sia  proceduto
  celermente,   tanto  da  consentire  al  Governo   di   predisporre
  l'esercizio provvisorio e di poterlo adottare e approvare in giunta
  il 27 dicembre e lo stesso giorno trasmetterlo (peraltro lo abbiamo
  approvato  tre  giorni  prima evitando  la  pausa  natalizia)  alla
  Presidenza dell'Assemblea.
   Se  vogliamo  polemizzare,  possiamo farlo,  ma  il  calendario  è
  inesorabilmente   quello  che  è,  e  nessuno  può   alterarne   il
  significato.
   Colgo   l'occasione   per  comunicare  che  l'onorevole   Vincenzo
  Figuccia, con una lettera assai garbata e densa di umanità  rivolta
  al  Presidente  ha chiesto di rassegnare le dimissioni,  di  essere
  dispensato  dal  suo ruolo di assessore, la cosa mi  è  dispiaciuta
  tantissimo per il rapporto anche umano che ho col collega  Figuccia
  e  per  la  fiducia che gli ho affidato nel chiamarlo a  far  parte
  della  coalizione, credo che si tratti di una scelta assai sofferta
  e  che  merita,  da  parte  mia e se mi consentite,  da  parte  del
  Governo, massimo rispetto; è una scelta che non si può prestare  ad
  alcuna strumentalizzazione e naturalmente ho assunto ad interim  la
  guida  dell'assessorato, ma soltanto per il tempo necessario perché
  possa   procedere  alla  nomina  del  nuovo  assessore,  in   quel,
  difficilissimo, assessorato alle acque e ai rifiuti e alle energie,
  sul  cui  assessorato mi riserverò in Aula e con la stampa di  fare
  avere  anche  a  nome  del  Governo  tutte  le  osservazioni  e  le
  determinazioni che riterrò di dover adottare nelle prossime ore.
   Ringrazio l'Aula, signor Presidente, se mi consente, per il  garbo
  istituzionale  e  anche  politico, con cui ha  collaborato  fino  a
  questo momento.
   Sono  sicuro che a nessuno sfuggirà l'esigenza di dover affrontare
  uno   strumento   contabile  provvisorio  in  tempi   assolutamente
  ristretti,  48  ore,  questo è stato  il  tempo  con  il  quale  la
  Commissione prima e l'Aula dopo, sta affrontando uno strumento  che
  avrebbe  richiesto  ben  più tempo se le elezioni  non  si  fossero
  tenute il 5 novembre del 2017.
   Buon lavoro a tutti.

   PRESIDENTE.   Grazie,   Presidente   Musumeci,   anche   per    la
  comunicazione  che  mi toglie dall'imbarazzo,  perché  c'era  stato
  questo  accordo  in  Conferenza dei Capi Gruppo,  per  cui  avremmo
  accettato gli emendamenti se non fosse stato richiesto il passaggio
  in  Commissione.  Dopo  l'intervento  dell'onorevole  Lupo  che  ne
  richiedeva  il  passaggio,  sarei  stato  costretto  a  dichiararlo
  inammissibile, per cui la ringrazio molto per il suo  intervento  e
  per la disponibilità di tutto il Governo.
   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine  del
  giorno n. 1  Interventi in favore dei lavoratori di cui all'art. 64
  della legge regionale n. 21 del 2014 .
   Lo  pongo  in   votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   rizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
   l'esercizio 2018' (n. 41/A)
   Presidenza del Presidente Miccichè


        Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
          legge «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
        bilancio della Regione per l'esercizio 2018» (n. 41/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge  Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
  bilancio della Regione per l'esercizio 2018 (n. 41/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Presenti            32

   L'Assemblea non è in numero legale, pertanto la seduta è rinviata
  di un'ora.

     (la seduta, sospesa alle ore 15.06, è ripresa alle ore 16.26)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di prendere  posto  e  di
  considerare quanto importante sia esprimere il nostro voto.

   rizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
   l'esercizio 2018' (n. 41/A)
   Presidenza del Presidente Miccichè


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
                    per l'esercizio 2018» (n. 41/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio provvisorio  del
  bilancio della Regione per l'esercizio 2018» (n. 41/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
   I  presenti  sono tutti coloro che hanno la tessera  inserita.  La
  presenza in quest'Aula si verifica attraverso la tessera,  per  cui
  hanno votato 31 deputati. I presenti sono molti di più. Siccome  ci
  sono  dei  precedenti alla Camera dei Deputati,  l'Assemblea  è  in
  numero legale.

                           (Brusìo in Aula)

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Conseguentemente,  l'esito   della   votazione   per
  scrutinio nominale è il seguente:

   Presenti            60
   Votanti             31
   Maggioranza         16
   Favorevoli          31
   Contrari             0
   Astenuti             0

                         (L'Assemblea approva)

   È   bene  che  ci  siano  novità  in  questa  Assemblea,  per   il
  funzionamento dell'Assemblea. Esistendo dei precedenti, mi permetto
  di considerare approvata la legge.

                          (Proteste in Aula)

   CANCELLERI. Non è così  Non è così, Presidente

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Potete parlare per delle ore, è così, perché  è  stato
  fatto  altrove e, quindi, lo posso fare pure io. Comunque, in  ogni
  caso la legge è stata approvata.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, c'è un precedente che lei sta annunciando
  all'Aula che, per quanto mi riguarda, è assolutamente sorprendente.
  Non  credo  ci siano precedenti in questo Parlamento. Nella  prassi
  parlamentare...

   PRESIDENTE. Tante volte i precedenti guardano altri Parlamenti

   LUPO   del Parlamento regionale siciliano, che dal 1948  ad  oggi,
  non  mi  risulta abbia seguito questo tipo di orientamento.  Chiedo
  agli  uffici  di  verificare se ci sono precedenti,  ma  le  chiedo
  soprattutto di convocare immediatamente, ed è suo dovere farlo - la
  prego  di farmi finire - la Commissione per il Regolamento,  perché
  lei sta violando il Regolamento del Parlamento regionale

   PRESIDENTE.  La  presenza è un termine che è fin troppo  evidente,
  troppo  ovvio.  La presenza è un conto, il numero  di  persone  che
  votano è un altro conto. La presenza è stabilita dalle tessere  che
  vengono inserite nell'apposito congegno, per cui i presenti eravamo
  quasi 60, di conseguenza è ovvio che la votazione è regolare perché
  l'Assemblea era in numero legale.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che in
  quest'Aula abbiamo assistito, un'ora fa ad una votazione ed ora  ad
  un'altra. Un'ora fa la votazione è avvenuta con gli stessi  sistemi
  usati  adesso,  l'opposizione non ha votato ma aveva  il  tesserino
  inserito  e  lei  ha dichiarato questa Assemblea regionale  non  in
  numero legale.
   Quindi, caro Presidente dell'Assemblea, faccia pace con se stesso,
  si  legga il Regolamento, perché evidentemente è un po' asciutto di
  nozioni  in materia di norme di questo Parlamento, perché così  non
  è   Se  dobbiamo  prendere atto di questa cosa, la  prossima  volta
  tireremo fuori i tesserini, però oggi si consuma un grave  atto  di
  violazione  di  quella che è la legittimità di fare opposizione  da
  parte dei Gruppi di minoranza. Questa è una cosa veramente assurda,
  non si era neanche verificata con il Governo Crocetta, e già questo
  è un tutto dire

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto  partirei
  da una premessa. Noi abbiamo mantenuto un impegno e il sottoscritto
  ha invitato un componente del Governo a ritirare un emendamento che
  è stato ritenuto da parte di questo Capogruppo e da parte di questo
  Gruppo  parlamentare,  non coerente con la  decisione  di  tutti  i
  capigruppo. Siamo nella trattazione dell'esercizio provvisorio,  un
  esercizio  provvisorio composto da 3-4 articoli. Prima  di  entrare
  nel  merito della votazione, visto che tutti qua hanno fatto  degli
  annunci,  degli  spot elettorali, ci siamo riuniti,  abbiamo  perso
  tempo, ci potevamo riunire per il giorno dell'Immacolata, io vorrei
  dire ma veramente non proviamo vergogna a fare ostruzionismo ad  un
  esercizio  provvisorio che non alcun profilo di carattere  politico
  ed elettoralistico?
   Ci  avete chiesto di mantenere un certo profilo, è stato mantenuto
  da  parte  di  questo Gruppo parlamentare a garanzia.  Subito  dopo
  l'intervento dell'onorevole Cateno De Luca, io stesso, senza averlo
  concordato  con nessuno, ho richiamato un assessore a  ritirare  un
  emendamento.  Ma  non è vergognoso rimanere in Aula,  dov'è  questa
  pietà che avete per i siciliani, quando siete qua e non impediti  e
  non volete partecipare al voto? Ma se non è questa vergogna, cosa è
  la  vergogna?  Rimanere  qua  a fare un ostruzionismo  pur  essendo
  presenti?
   La  Presidenza dell'Assemblea, alla riapertura dei lavori,  quando
  ha  proceduto  a conteggiare i parlamentari, ha detto,  rispetto  a
  quello   che  ha  detto  l'onorevole  Cancelleri,  che  c'è   stata
  difformità di valutazione. Il Presidente ha dichiarato che ha fatto
  un approfondimento.
   Ebbene,  valuta lui, e la decisione del Presidente è inappellabile
  come quelle di Ardizzone quando costringeva i Gruppi parlamentari a
  fare  scena muta. Il Presidente ritiene, e si determina, ed  è  una
  regola che varrà per sempre d'ora in avanti per questa legislatura,
  che  chi  è  presente  e  voi del Movimento  Cinque  Stelle  e  non
   grillini , da parte mia lo sapete, perché quando avete manifestato
  la  vostra  assenza,  avete sempre tolto il tesserino.  Ebbene,  il
  Presidente vi ha, giustamente, conteggiato come presenti, perché il
  tesserino  era  inserito e quindi la votazione è  valida  perché  i
  deputati sono presenti in Aula. Quindi, io mi scandalizzo  per  ben
  altro

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Milazzo.
   Allora,  onorevoli colleghi, se io avessi dichiarato  qualcosa  di
  mendace,  sarei il primo a cambiare, ma quello che ho dichiarato  è
  l'assoluta  verità  e  cioè  che  i  presenti  in  Aula  erano  60.
  Dopodiché,  che abbiamo votato in 30, 32 è un problema che  se  noi
  continuiamo  a  mantenere  un sistema come  quello  che  c'è  stato
  finora,  in  un  momento  come questo, in cui  in  tanti  mi  hanno
  rimproverato del fatto dei tetti di spesa, bene, sappiate che è  lo
  stesso   Il  non  votare la legge sull'esercizio  provvisorio  oggi
  significa  fare  un  danno economico, non alla  Sicilia  nella  sua
  astrattezza, ma ai cittadini siciliani.
   Bene, come io sono tornato indietro sulle mie decisioni quando  ho
  capito  che queste erano sbagliate, oggi ho preso una decisione  da
  cui non credo che tornerò indietro.
   Onorevoli  colleghi, avverto che i deputati verranno  convocati  a
  domicilio.

                   La seduta è tolta alle ore 16.36

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio