visorio del bilancio della Regione per l'esercizio 2018' (n. 41/A)
Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 13.30
PAPALE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
n. 6 del 27 dicembre 2017 che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE. Avverto che del verbale della seduta n. 7 del 29
dicembre 2017, verrà data lettura in una seduta successiva.
Discussione del disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio
provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio 2018» (n.
41/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto all'ordine del giorno: Discussione
del disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
bilancio della Regione per l'esercizio 2018» (n. 41/A).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
desidero fare una discussione di carattere generale per quanto
riguarda questo disegno di legge che, tecnicamente, ora almeno è
diventato, una semplice autorizzazione per l'esercizio provvisorio.
Desidero richiamare l'attenzione del Governo su alcune questioni
che già abbiamo avuto modo di sollevare in Commissione Bilancio',
dove era arrivato un disegno di legge molto più articolato, con una
serie di norme che erano di competenza della legge di stabilità.
Abbiamo posto, in Commissione Bilancio'
Presidente, così non si riesce ad interloquire. Capisco che il
Governo sia tranquillo e sereno, noi lo siamo un po' meno per i
motivi che ora affronteremo.
PRESIDENTE. Se per favore potete prestare attenzione
all'intervento dell'onorevole De Luca, altrimenti non riusciremo,
entro oggi, a finire questa discussione e dovremo rimanere tutto il
giorno ed anche domani. Quindi, per favore, un minimo di attenzione
e di silenzio.
DE LUCA CATENO. Grazie Presidente.
Quindi, per le questioni che abbiamo già posto in Commissione
Bilancio' e che è giusto che questo Parlamento cominci anche a
ragionare perché quello che è mancata, in questi anni, è stata
l'approvazione da parte di questo Parlamento di documenti
finanziari compatibili con le norme che questo Parlamento ha votato
soprattutto nel 2010 e richiamo l'attenzione dei colleghi
esattamente sulla legge n. 11 del 2010, la legge finanziaria del
2010, in particolare sugli articoli 13, 14 e 15 che invito a
leggere perché tutti i documenti finanziari che avete approvato
successivamente sono stati approvati in violazione di queste norme
che il Parlamento, allora, ha voluto, perché nel 2010 c'è stato
l'onorevole De Luca che presentò, con l'allora assessore Armao,
cinquemila emendamenti circa per arrivare ad un obiettivo.
L'obiettivo era quello di fare emergere la situazione che, poi, nel
tempo, è stata certificata anche dalla Corte dei Conti, e cioè che
i bilanci della Regione - ho avuto modo, allora, di dirlo e lo
ribadisco adesso - non è che non erano veritieri ma diciamo che
erano falsi.
In quel contesto abbiamo anche spiegato quali erano le motivazioni
tecniche ed abbiamo anche chiesto all'Aula, dopo un grande scontro,
che venissero approvate queste norme di trasparenza dei conti
pubblici.
Fra queste norme, che io desidero oggi richiamare all'attenzione
del Governo, proprio per partire col piede giusto - ed è questo il
vero obiettivo - l'articolo 13 prevedeva la presentazione di una
relazione annuale sulla consistenza dei residui attivi e passivi.
Ora il tema è affrontato in termini diversi perché rispetto al
2010 è cambiato il sistema , ma abbiamo avuto proprio poco fa una
discussione in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
dove si è posto il problema della cancellazione di un residuo
proprio perché, oggi, la norma lo impone, ma rispetto a quelle che
sono invece le cancellazioni complessive, allora, nel 2010 c'era un
problema di fondo riguardante un bilancio che si reggeva su residui
attivi incerti e su residui passivi, invece, certi, che era la
situazione debitoria che esisteva nel 2010 e che, ad oggi, ancora
esiste.
Bene, questa norma prevedeva che il Governo, entro il mese di
febbraio, presentasse una relazione alla Commissione competente
Bilancio' riguardante lo stato dei residui attivi e passivi, cosa
che - mi è stato detto dagli Uffici anche dalla Commissione
Bilancio' - non è stata fatta completamente.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, ha ancora quaranta secondi di
tempo. Lo rispetti per piacere.
DE LUCA CATENO. Ho quaranta minuti ancora?
PRESIDENTE. Quaranta secondi.
DE LUCA CATENO. Va bene Presidente, vedrò di stringere. Questa è
una discussione di carattere generale, poi, interverrò sui singoli
commi.
L'articolo 14 prevedeva le misure relative alla trasparenza dei
conti pubblici, dove si chiedeva al Governo di presentare quello
che, oggi, viene definito bilancio consolidato , cioè la
situazione economico-finanziaria non solo del bilancio della
Regione, ma di tutto il sistema delle partecipate dove si
annidavano le situazioni debitorie.
Poi, l'articolo 15 riguardava la capacità di indebitamento.
Considerato che siamo alla premessa dell'esame di questo disegno
di legge, chiedo al Governo ed anche a questo Parlamento - intanto
il documento che oggi è stato proposto è stato asciugato in
Commissione Bilancio' di una serie di norme che, ovviamente, non
riguardavano questo tema - di mettere in condizione la Commissione
Bilancio' di avere dei punti di partenza chiari, secondo quelle
che sono norme che, comunque, ha approvato questo Parlamento e per
consentire ai singoli parlamentari di poter avere prontezza di
quelle che sono le reali coperture, tenuto conto anche della
relazione del procuratore della Corte dei Conti, Pino Zingale, in
relazione alle criticità che sono sorte anche sui bilanci chiusi.
Grazie.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, stiamo
avviando questa discussione generale sull'esercizio provvisorio.
In questa breve attività di Governo che mi ha coinvolto per
qualche settimana avevo avanzato delle proposte che, oggi, non vedo
in questo documento. Una delle proposte, lo dico al Governo ma
anche all'assessore di Trapani, onorevole Turano - Assessore se per
favore mi può ascoltare insieme al Presidente - c'era un
riferimento ad un aspetto assolutamente prioritario che è legato
alla convezione con l'EAS.
Assessore Turano, ci sono quattordici comuni della provincia di
Trapani che il primo gennaio si trovano senz'acqua. Era previsto,
all'articolo 4 della legge 17 del 2016 approvata da questo
Parlamento, che venissero poste in essere una serie di azioni a
partire da un'attività di diffida che fu realizzata dal precedente
Governo che, successivamente, avrebbe previsto la nomina dei
Commissari straordinari per la gestione delle reti, onorevole Lo
Curto, e subito dopo a questa diffida doveva seguire un'iniziativa
attraverso la quale l'Assemblea territoriale integrata del
territorio trapanese, onorevole Gucciardi, avrebbe dovuto porre in
essere un sistema per la gestione delle reti.
E, allora, questo Governo aveva predisposto un articolo attraverso
il quale facevamo una proroga, assessore Turano, all'EAS per un
periodo di 6 mesi. Ricordo che mi ero sentito con il Vicepresidente
della Regione, l'assessore per le finanze, Armao ed avevamo
condiviso un articolo rispetto al quale, tra l'altro, non c'era
alcuna copertura di spesa perché avevamo indicato che l'eventuale
copertura di spesa, mi sembra, pari a due milioni potesse
intervenire in una fase successiva e, oggi, quell'articolo non lo
trovo. Ciò significa che quindici comuni della provincia di
Trapani, dal primo di gennaio, si trovano senz'acqua.
Questo insieme ad un altro articolo che era stato previsto
nell'esercizio provvisorio e mi sembra predisposto dall'Assessore
per la famiglia e le politiche sociali che riguardava il sistema di
erogazione dei servizi alle persone con disabilità gravi ed anche
questo articolo sulle disabilità gravi non è un articolo che trova
spazio in questo esercizio provvisorio.
E, allora Presidente, mi sembra che si stia partendo malissimo.
Dopo la vicenda che, purtroppo, mi ha visto protagonista delle
dimissioni per via di un tema di grande sensibilità rispetto
all'opinione pubblica che è stato davvero offensivo rispetto alla
gente che non può mangiare in questa Terra, adesso poniamo il tema
della gente che non potrà neanche bere in questa Terra.
E, allora, Presidente la invito a rivedere quel documento, faccio
un appello al Parlamento, laddove non c'erano previsioni di spesa,
assessore Armao, cerchiamo di capire come poter recuperare questo
documento perché, vedete, la credibilità di questo Governo è sotto
la lente di ingrandimento ed io penso che il popolo si aspetti dei
provvedimenti semplici ma efficaci e su questi aspetti non possiamo
prenderci gioco di alcuno.
Quindi, Presidente, se possiamo rivedere questo documento così
com'era arrivato in Commissione e capire come affrontare queste
priorità perché davvero mi sembra si stia partendo con il piede
sbagliato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Grazie Presidente. Qua l'amplificazione è cambiata.
Riferendomi all'intervento dell'onorevole De Luca, Presidente...
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, metta bene i microfoni altrimenti
non sentiamo niente.
MILAZZO. Presidente, il problema è che se lo alzo così diventa
troppo lungo questo microfono. Lo avete fatto troppo lungo.
PRESIDENTE. Se lei parla così si sente.
MILAZZO. O mi discriminate per la mia altezza
PRESIDENTE. Se lei parla così si sente.
MILAZZO. Lo posso mettere anche alto.
PRESIDENTE. Va bene così.
MILAZZO. Altrimenti devo fare un passo indietro, posso anche fare
così, mi adeguo.
Allora, Presidente, dicevo, faccio riferimento all'intervento
dell'onorevole De Luca per precisare quanto già ho espressamente
dichiarato in Commissione Bilancio' ovvero: i comuni a cui si fa
riferimento hanno già inserito nei propri bilanci la spesa a
copertura di questo personale in esubero. Ed è anche vero che le
variazioni di bilancio non sono tutte precluse entro il 30
novembre, ma alcune sono consentite.
Nel caso specifico il tema è autorizzare la copertura, cioè la
definizione del trasferimento per questi comuni che devono finire
di pagare gli stipendi a questo personale che è di ruolo presso
questi comuni.
Quindi, se noi, oggi, dovessimo approvare la norma non sarebbe
un'inutile approvazione ma consentiremmo ai comuni di definire il
trasferimento delle somme degli stipendi a questi dipendenti.
Quindi, la norma si rende necessaria, non ci sono violazioni di
legge o i comuni incapperebbero, poi, in un trasferimento che non
potrebbero impegnare. Si tratta solo di spesa corrente
obbligatoria.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come lei ci insegna
in un'Assemblea parlamentare non c'è passaggio tecnico che non
abbia in sé una cifra, una ricaduta, un'eco politica.
Credo che anche questa autorizzazione dell'esercizio provvisorio
del bilancio, per quanto sia un fatto tecnico dovuto, urgente,
necessario, proponga una lettura politica sul passato, certamente,
ed anche sul futuro.
In questo senso, mi permetta di stigmatizzare l'assenza del
Presidente della Regione. Questo è il primo atto politico con cui
l'Assemblea regionale viene chiamata alle proprie responsabilità,
il primo atto politico di merito istituzionale con cui il Governo
si rivolge a questa Assemblea. L'assenza del Presidente è
un'assenza che rileviamo con rammarico perché credo sia importante
che ciascuno, anche in un dibattito essenziale come sarà quello di
oggi, si assuma la responsabilità di ciò che andiamo a decidere ed
anche della lettura che diamo, dell'eredità che questo Governo, che
questa Assemblea e la Regione stanno ricevendo.
Nel merito soltanto un'osservazione: qui stiamo intervenendo sulla
finanziaria del 2017, naturalmente non è intenzione di chi parla
proporre pregiudizi nei confronti dell'attività di un Governo che
deve ancora cominciare ad operare. Questa Finanziaria del 2017
offre una fotografia preoccupante della Sicilia, anche nei conti
che abbiamo letto suella stampa in questi giorni, che immagino
l'assessore Armao avrà potuto verificare, perché si parla di
un'ipotesi di introiti ben inferiore a quella che era stata
prospettata dalla finanziaria 2017, 200 milioni in meno a cui si
aggiungono i rilievi della Corte di Conti con un ammanco che sfiora
i 300 milioni, che è un buco in bilancio che ci pare,
particolarmente significativo.
Tra le conseguenze che leggiamo c'è il rischio paventato di un
blocco dei concorsi. Il blocco dei concorsi è un fatto
politicamente grave, non solo perché interviene contro un naturale
turn over che dovrebbe esistere nella Pubblica Amministrazione ma
perché rischia di penalizzare alcuni settori che di questi concorsi
hanno assolutamente bisogno, penso a quello della sanità.
Anche per questo ci sembra abbastanza surreale la discussione che
si è aperta sul tetto degli stipendi dei funzionari e dei dirigenti
di questa Assemblea; credo che occorrano maggiore consapevolezza,
maggiore senso della realtà e anche maggiore sobrietà nelle
valutazioni e nei ragionamenti che facciamo.
Un ultimo punto per il quale sarebbe stata utile la presenza del
presidente Musumeci: noi abbiamo preso atto attraverso la stampa
delle dimissioni dell'assessore Figuccia, non soltanto per una sua
valutazione che condividiamo sul dibattito che c'è stato su questi
stipendi d'oro, ma anche credo per una difficoltà complessiva nella
gestione del settore di maggiore delicatezza e di maggiore urgenza
che, oggi, deve mettersi di fronte alla propria agenda di lavoro il
Governo regionale e che riguarda la gestione delle discariche.
Noi abbiamo avuto una proroga che, naturalmente, è un rinvio, non
è una soluzione. Il problema rimane attuale ed io vorrei commentare
la gravità della situazione con le parole che qualche giorno fa in
un forum pubblico ha offerto uno di coloro che dovrebbero
diventare, tra la rosa dei papabili, ad assumere la funzione di
direttore generale, il dottor Salvo Coccena, che parlando del
sistema dei rifiuti urbani in Sicilia spiegava che è governato da
forti interessi economici, valutabili in un miliardo di euro, un
miliardo di euro che muove quasi tutto. Ed aggiungeva: diversi
operatori del settore sono a busta paga del malaffare .
Io penso che l'assenza in questo momento dell'Assessore che su
questo aveva responsabilità politica ed istituzionale, non soltanto
nell'affrontare l'emergenza della discarica, ma anche
nell'affrontare il tema strutturale che sta dentro questa
emergenza, è un'assenza che pone un problema politico a questo
Governo, di cui credo l'Assemblea regionale debba potersi occupare.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io vorrei
chiedere al Governo, considerato che il Presidente della
Commissione Bilancio ha chiesto lo stralcio dal disegno di legge
incardinato in Commissione di alcune norme a mio avviso importanti,
se lo stralcio di queste norme non comporta danni irreparabili agli
aventi diritto, ai lavoratori. In particolare, sono norme che
riguardano i Comuni, credo che ci siano dei riflessi anche sugli
sportelli multifunzionali, la stabilizzazione dei lavoratori
precari, i disabili e il personale sanitario del penitenziario.
Credo che siano norme di estrema urgenza e, siccome il Presidente
della Commissione, credo previa intesa con l'assessore per
l'economia, ha proposto lo stralcio di queste norme, io vorrei che
il Governo si pronunciasse possibilmente per bocca del Presidente
della Regione, che vedo con piacere che ci ha raggiunto e che
saluto, sul fatto che non è necessario approvare queste norme entro
l'anno, perché la gatta frettolosa fece i gattini ciechi.
Se fosse piuttosto necessario apprezzare queste norme o questi
emendamenti o le norme stralciate nelle Commissioni di merito, per
quanto ci riguarda siamo disponibili a farlo anche seduta stante,
perché credo che le procedure parlamentari non possano comunque
essere violate e che le Commissioni di merito abbiano titolo a
valutare il merito delle norme prima citate. Eventualmente, anche
per aggiornare l'Aula a breve per l'esame degli emendamenti ma,
ripeto, previo parere delle Commissioni di merito.
E' stato citato anche il tema dell'emergenza idrica, in
particolare lo faceva l'onorevole Figuccia, l'ex assessore
Figuccia, che parlava di emendamenti proposti per far fronte
all'emergenza idrica che riguarderebbe circa 25 Comuni, se ho
capito bene. In particolare, in provincia di Trapani, ma credo
anche in provincia di Palermo e Catania.
Anche su questo argomento vorrei chiarimenti. Siccome la delega
per l'Assessorato dell'energia è stata assunta dal Presidente
Musumeci, mi auguro che il Presidente Musumeci possa rispondere a
questa domanda ed anche chiarire le ragioni delle dimissioni
dell'assessore Figuccia, nonché come intende far fronte
all'emergenza rifiuti che in questo momento interessa la Regione.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, colleghi, voglio fare una premessa. Solo il 27 dicembre
ci è stato dato, a noi componenti della Commissione Bilancio ,
finalmente, l'esercizio provvisorio che inizialmente era di 6
articoli.
Ieri si è discusso in Commissione Bilancio , quindi ieri, giorno
28, si è discusso in Commissione Bilancio di questi articoli,
stralciando la gran parte di articoli e commi proprio per
accelerare questo iter perché siamo a ridosso della fine dell'anno
e, quindi, abbiamo degli adempimenti da fare.
Ma il problema sostanzialmente è uno, Presidente, e lo dico anche
al Presidente della Regione. Abbiamo iniziato in ritardo, in
estremo ritardo perché siamo arrivati ad insediarci solo il 15
dicembre e si poteva cominciare prima; abbiamo perso più giorni a
parlare di poltrone quando invece si poteva parlare di cose serie
ed importanti perché ci sono scadenze ora al 31 dicembre che
dobbiamo mantenere, dobbiamo prorogare alcune situazioni, dobbiamo
parlare, ad esempio, e non c'è nessun riferimento al testo per
quanto riguarda le provincie, ci sono cinque provincie che hanno
dovuto attingere a quei famosi 21,5 milioni di euro perché si
trovano in situazioni economiche disastrose e quindi molti di loro
non prenderanno lo stipendio finché poi non si voterà il bilancio
vero e proprio. Abbiamo un articolo, l'articolo 3, che riguarda i
Comuni in dissesto ma si parla solo degli esuberi, quindi per
compensare gli esuberi, quindi i soldi che vanno dati a questo
personale in esubero, però non si è capito se riuscirà a passare
invece un articolo aggiuntivo, sperando, io l'ho visto l'Assessore
si è premurata a farcelo vedere, ma vediamo se passerà quello che
riguarda invece i precari e i comuni in dissesto, altro tema
dolente.
Poi, dobbiamo parlare anche dei medici in servizio presso le
strutture penitenziarie che vorrei ricordare che scade il loro
contratto il 31 dicembre ed ancora non si è capito se questa
proroga verrà data, creando un limbo, perché questo è quello che si
crea alla Regione siciliana, sempre il limbo. Dopodiché bisogna
capire, appunto, per i precari che cosa si vuole fare, per i
disabili e quant'altro.
Allora, per modus operandi di lavorare non dobbiamo ridurci sempre
all'ultimo minuto perchè questa costa è vergognosa, dobbiamo
pensarci prima, ci poteva essere il tempo tecnico per inserire
qualche articolo in più già in questo esercizio provvisorio per
cominciare a dare piccole risposte o comunque sia per non creare
ancora confusione perché si crea confusione, poi alla fine dobbiamo
lavorare in emergenza anche per la finanziaria vera e propria che
sarà il 31 marzo o che sarà il 30 aprile, ma anche lì creeremo
confusione su confusione e quando c'è confusione poi si creano
buchi di bilancio, si creano personale che sarà scontento, si
creerà sempre confusione.
Per questo io dico va bene, noi ora, oggi saremo qui, voteremo,
cercheremo di concludere questo esercizio provvisorio, ma come
modus operandi è sbagliatissimo e questo Governo ovviamente inizia
malissimo la propria esperienza in questo Parlamento.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, Governo tutto, io devo dire che sono un
poco perplesso rispetto all'ultimo intervento dell'onorevole Zito.
L'Aula è stata in fretta convocata giorno 15 dicembre, addirittura
l'esercizio provvisorio esitato il 22 o il 23 di dicembre, quindi
alla vigilia di Natale, e siamo qui. Alcuni articoli di cui sono
stati attenzionati dai colleghi che mi hanno preceduto, come la
problematica dei 12 comuni che sono oggi a rischio di rimanere
senza acqua o comunque le problematiche dei precari delle strutture
penitenziarie, il Governo aveva varato la sua proposta ed aveva
inserito la risoluzione di queste problematiche. E' stato un lavoro
della Commissione ad aver snellito, si è chiesto uno sforzo a tutti
i Gruppi presenti all'interno della Commissione, di snellire la
proposta, quindi ci tenevo soltanto a sottolineare che rispetto
alla convocazione che è stata fatta in maniera perfetta, l'Aula si
è insediata giorno 15 e non ci sono state nessuna problematiche
riferite a perdite di tempo dovute a spartizione di poltrona,
assolutamente no, l'Aula è in pieno regime e ringraziamo il Governo
per la velocità della produzione dei documenti che ci ha trasmetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Non essendoci altre richiese di intervento, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
della Regione.
1. Il Governo della Regione è autorizzato, ai sensi dell'articolo
43 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni e delle disposizioni contenute nel punto
8 dell'Allegato 4/2 al medesimo decreto legislativo n. 118/2011, ad
esercitare provvisoriamente, fino a quando non sarà approvato con
legge regionale lo schema di bilancio annuale della Regione per
l'esercizio finanziario 2018, e comunque non oltre il 31 marzo
2018, la gestione degli stanziamenti di spesa previsti per l'anno
2018 nel bilancio di previsione definitivamente approvato per il
triennio 2017-2019, di cui alla legge regionale 9 maggio 2017, n. 9
e successive modifiche ed integrazioni.
2. La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni e
nell'effettuazione dei pagamenti non si applica alle autorizzazioni
di spesa di cui all'articolo 23, commi 3, 4 e 5 della legge
regionale 17 marzo 2016, n. 3 e all'articolo 6, comma 8 della legge
regionale 8 maggio 2017, n. 8 Missione 20 - Programma 3 (capitolo
215746), Missione 16 - Programma 1 (capitolo 156604) e alla
Missione 9 - Programma 5 (capitolo 150514)».
Comunico che è stato presentato, dall'onorevole De Luca Cateno,
l'emendamento sostitutivo 1.1.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sono
permesso di presentare un emendamento che avevo già chiesto ieri in
Commissione Bilancio di tenere come riferimento.
Voi non riuscirete, purtroppo, a fare la legge di stabilità nei
tempi programmati, non perché non siete capaci, ma perché il
problema di fondo che vi appartiene e che appartiene anche a questo
Parlamento è che va fatta una ricognizione complessiva generale,
puntuale, analitica di quello che abbiamo ereditato. Ho anche
apprezzato la scelta dell'Assessore per l'economia, dottore Armao,
di nominare una commissione apposita e credo che il lavoro stia
diventando abbastanza gravoso perché, rispetto anche alla
tempistica che probabilmente si era programmata, i lavori si
stanno, ovviamente, appesantendo per i vari nodi che in questi anni
non sono stati affrontati.
Allora, dico al Governo, anche in relazione a quello che è stato
il mio intervento di carattere generale, alle violazioni che anche
questo Parlamento, ahimè, si è trovato a fare nell'approvazione
delle leggi precedenti e dobbiamo dirle, Assessore Armao, è logico
che noi dobbiamo partire col piede giusto, lo dico anche al
Presidente dell'Assemblea, perché è fondamentale, perché non è
pensabile che ancora qualcuno agisca con la logica dell'assalto
alla diligenza.
Credo che noi abbiamo il dovere di dire ai siciliani, come stanno
le cose; e dire ai siciliani come stanno le cose significa fare
un'operazione di trasparenza dei conti pubblici, che ho chiesto già
nel 2010 è che questo Governo deve fare. E lo deve fare subito,
anche per consentire al Parlamento di avere i punti di partenza
chiari.
Mi permetto di dirvi, non perché abbia letto e riletto più volte
la relazione del Procuratore generale Zingale, che c'è uno
sbilanciamento in gestione corrente di circa 500 milioni di euro,
ve lo dico io ma voi lo state accertando che cosa significa questo,
che probabilmente questo Parlamento sarà chiamato a fare tagli
sulla gestione corrente, quindi da costi obbligatori e quant'altro
per una cifra del genere.
Presidente Miccichè, lo so che è una cifra importante, ma guardi
che se oggi si va a fare come ormai la legge impone, come avevo
chiesto nel 2010 il cosiddetto bilancio consolidato di gruppo, cioè
il collegato, con quelli che sono le società partecipate; e se
qualche collega si è chiesto come mai non sono state mai liquidate
è semplice, signor Presidente: non si sono mi poste in liquidazione
le società partecipate perché non si sa chi deve coprire debiti che
risultano, poi, dal piano conclusivo di liquidazione. E' molto
semplice la risposta e noi spendiamo milioni di euro ancora in
commissariamento e quant'altro.
Desidero che questo Parlamento abbia prontezza di come stanno le
cose, perché qualunque scelta andremo a fare, d'ora in poi lo
dovremo fare in un quadro di chiarezza e di veridicità dei conti
della Regione siciliana.
Ne approfittiamo, lo dico e lo ribadisco al Governo, di questo
momento ora che diventa fondamentale, dove ci troviamo anche con
l'applicazione del nuovo sistema di contabilità pubblica e a noi
questo mese in più serve.
Assessore Armao, lei sarà da noi pungolato in Commissione
Bilancio , ma in positivo, perché dobbiamo ottenere questo
risultato. Mi appello a quella che è la mia modesta esperienza, nei
tanti anni di Parlamento e di Commissione Bilancio , chiedendo al
Governo che accetti questo mio suggerimento. Il suggerimento è
quello di prendersi tutto il tempo che la normativa consente; poi
se lo finirete per il 31 marzo saremo noi a farvi un grande
applauso, però non fatevi stringere dal tempo, sacrificando quello
che è una operazione di verità e di trasparenza dei conti pubblici
perché, per quanto mi riguarda, dopo le battaglie che ho fatto in
questo Parlamento, le norme che ho fatto introdurre sulla
veridicità dei bilanci e tutto quello che non si è verificato in
questi cinque anni troverete nella mia modesta persona un grande
oppositore se i punti di partenza non saranno chiari e precisi e,
finalmente, anche in relazione a quello che il mondo della
partecipate che è il vero nodo, che è la vera zona dove si annidano
i debiti, che è la vera zona dove in questi anni si sono fatti 10
mila assunzioni in dispregio alle regole che sono lì appese e
ovviamente poi il parlamentare sarà anche sollecitato per difendere
l'indifendibile.
Noi dobbiamo essere chiari e onesti con la Sicilia ed ecco perché
chiedo al Parlamento e al Governo di accettare questo suggerimento
e di dare, quindi, la possibilità al Governo di prendersi tutto il
tempo possibile e immaginabile per presentarci un quadro chiaro,
vero ed esaustivo della situazione economica e finanziaria.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 1.1?
ARMAO, assessore per l'Economia. Signor Presidente, noi, sentito
il Presidente della Regione, pensiamo che la valutazione in ordine
alla congruità del tempo per deliberare la Legge di Stabilità è del
Parlamento. La proposta del Governo è quella del trimestrale,
Seppur posterghiamo al 30 aprile comunque l'impegno del Governo
rimane quello di rispettare i tempi che ha proposto all'Aula ma per
questo, appunto, ci rimettiamo alla decisione dell'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 35
Votanti 30
Maggioranza 16
Favorevoli 30
Contrari 0
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Disposizioni in materia di residui passivi perenti
1. Le somme eliminate nei precedenti esercizi finanziari per
perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative ad
impegni assunti fino all'esercizio 2007, non reiscritte in bilancio
entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2017, sono cancellate
dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio finanziario
medesimo salvo comunicazione dell'interruzione dei termini di
prescrizione da parte dell'Amministrazione competente. Con decreto
del Ragioniere generale della Regione sono individuate le somme da
eliminare ai sensi del presente comma. Copia di detto decreto è
allegata al rendiconto generale della Regione per l'esercizio
finanziario 2017.
2. Le somme eliminate nei precedenti esercizi finanziari per
perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative ad
impegni assunti a decorrere dall'esercizio 2008, non reiscritte in
bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2017, cui non
corrispondono obbligazioni giuridicamente vincolanti, sono
cancellate dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio
finanziario medesimo. Con decreto del Ragioniere generale della
Regione, su indicazione delle competenti amministrazioni, sono
individuate le somme da eliminare ai sensi del presente comma.
Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2017.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alle
spese per esecuzione di opere qualora il progetto dell'opera
finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
le deliberazioni che indicono la gara, stabilendone le modalità di
appalto.
4. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del comma 1,
sia successivamente documentata l'interruzione dei termini di
prescrizione e, a fronte delle somme eliminate ai sensi del comma
2, sussista ancora l'obbligo della Regione, si provvede al relativo
pagamento mediante iscrizione in bilancio delle relative somme, da
effettuarsi con decreti del Ragioniere generale della Regione ai
sensi e per gli effetti dell'articolo 27 della legge 31 dicembre
2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo
47 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 e successive
modifiche ed integrazioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Disposizioni relative al personale dei Comuni in
dissesto
1. Il comma 9 dell'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre
2016, n. 27 è sostituito dal seguente:
9. A valere sul Fondo perequativo di cui al comma 2 dell'articolo
6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive
modifiche ed integrazioni sono destinate, per gli anni 2017, 2018 e
2019, alle finalità dell'articolo 6, comma 8-bis, della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, rispettivamente le somme di euro 2.424 migliaia di
euro, 3.476 migliaia di euro e 2.950 migliaia di euro.
Comunico che è stato presentato, dall'onorevole De Luca Cateno,
l'emendamento soppressivo 3.1.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
riguardo a questo articolo, poi ci sarà anche un emendamento che ho
proposto, desidero semplicemente dire che in Commissione Bilancio
ieri abbiamo cercato di sviscerare quale era la questione che
portava l'Assessore, giustamente, a proporre l'approvazione di
questa norma.
Sarà stata la stanchezza, sarà stata la mia assenza da tanti anni
al Parlamento, ma io non l'ho capita la motivazione quale era; però
ho capito un fatto, che ovviamente mi porta a dover presentare un
emendamento soppressivo di questo articolo, e il fatto è tecnico, è
molto semplice e desidero dirlo anche all'assessore Armao, che
ovviamente in questo ci può dare lezioni.
Era stato previsto per l'anno 2017 già dalla legge di stabilità 2
milioni 950 mila euro. Questo emendamento, anzi la proposta del
Governo, mira a ridurre per il 2017 lo stanziamento originario di
500 mila euro.
Bene, allora, da un lato c'è stato detto che c'era una urgenza e
non abbiamo capito il perché, dall'altro lato stiamo togliendo dei
soldi ai destinatari di queste risorse e sarebbero i Comuni a
bilancio chiuso, perché è vero che il rispetto a determinate
fattispecie come ieri ha spiegato l'assessore Armao, entro il 31 di
dicembre si possono fare variazioni, ma è anche vero, assessore
Armao, che pubblicando la norma quando la pubblichiamo ovviamente
non ci sono più i tempi tecnici e quando io ho insistito sul fatto
di non esserci la possibilità facevo riferimento non alle eccezioni
specifiche previste dalle norme di contabilità, ma un fatto molto
pratico.
Ed allora, il fatto pratico ora è molto semplice e, quindi, mi
appello qui a quella che è la sua competenza indiscussa. Come
facciamo noi a togliere a bilanci chiusi ai Comuni 500 mila euro di
uno stanziamento già fatto dalla legge di stabilità? Li prendiamo
sul 2017 e li mettiamo sul 2018, cioè quando in ogni caso gli
stessi Comuni non potranno usufruirne perché non hanno i bilanci. I
bilanci del 2018 sappiamo bene che se ne parlerà, se va bene, ad
aprile, a maggio, a giugno, cioè quando noi avremo approvato
comunque la legge di stabilità, se a maggior ragione rispetterete i
tempi alla speedy Gonzales che avete proposto e cioè l'approvazione
entro il 31 marzo, e a questo aggiungo e non so come farete
considerato che il 4 marzo si vota pure tra le altre cose. Comunque
è uno slalom che noi, Assessore, saremmo curiosi di vedere perché
c'è anche questo aspetto, ecco perché mi ero proposto questo
suggerimento.
Ed allora, non avendo capito in Commissione Bilancio il merito
di questo emendamento, a maggior ragione una cosa è certa:
tecnicamente non si possono togliere i soldi da bilanci chiusi e di
conseguenza siccome nessuna certificazione in merito è arrivata in
Commissione Bilancio , ieri abbiamo chiesto, sono arrivate
chiacchiere telefoniche, e ovviamente non da nulla togliere
all'Assessore, ma io la invito Assessore a non fidarsi delle voci
degli uffici perché questa Commissione Bilancio e questo
Parlamento da ora in poi pretenderà certificazioni, ed ecco dove
sta il vulnus della questione, perché i suo uffici dovevano dirle
già che stavamo togliendo dei soldi a chi comunque legittimamente
le immaginava di ricevere.
Lei ha aggiunto che neanche queste somme sono sufficienti, o
ricordo male? Ed allora, visto che neanche queste risorse sono
sufficienti e che questa è comunque materia di legge di stabilità,
e lo dico in termini definitivi al Governo, tutti noi siamo stati
tirati dalla giacca per mille emergenze, credetemi, e tutti noi
abbiamo detto no. Ma emergenze che se le mettiamo su un tavolo è
ovvio che sono tutte importanti, sono tutti da dover approvare, ma
non essendoci oggi un quadro di riferimento tutti quanti abbiamo
avuto l'onestà intellettuale di dire no. Allora, questo Governo
vuole essere consequenziale? E quindi non comprendo perché questa
norma debba fare la differenza tra le emergenze delle emergenze.
Abbiamo detto di sì in Conferenza dei Capigruppo alla norma
riguardante i disabili perché è una norma che tecnicamente riguarda
il 2017, perché il precedente Governo ha avuto l'incapacità anche
di non spendere i soldi che aveva nel cassetto. Quindi, è giusto
che questo Parlamento dia oggi una risposta chiara ad una vicenda
riferita al 2017.
Invito il Governo, anche in questo caso, a ritirare questo
articolo, perché questo articolo è norma di legge di stabilità.
Diversamente lo mantengo, signor Presidente, e così ho chiuso anche
sull'intervento dell'emendamento, così ho fatto una unica cosa, non
ho rubato altro tempo, e ovviamente chiederò all'Aula di votarlo.
Dopodiché mi dovrò determinare in funzione di una proposta che ho
fatto all'articolo 1 e un consiglio anche considerato le elezioni
che c'erano. Il Governo si è dimostrato aperto anche in relazione a
questo mi trovo costretto a non poter votare questo disegno di
legge.
Presidenza del Presidente Miccichè
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Di Mauro e Gennuso hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio
2018' (n. 41/A)
Presidenza del Presidente Miccichè
Riprende la discussione del disegno di legge «Autorizzazione
all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
l'esercizio 2018» (n. 41/A)
PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 3.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Prima di passare all'articolo 4, comunico che sono stati
presentati dal Governo alcuni emendamenti.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, mi sono arrivati alcuni emendamenti
A1.1, A2, A1. Vorrei che qualcuno li illustrasse e capire se
PRESIDENTE. Lo stavo appena dicendo e stavo chiedendo al Governo
TAMAIO. E capire se è stato fatto un passaggio all'interno delle
Commissioni di merito per questi emendamenti e se va fatto.
PRESIDENTE. Sono stati presentati questi emendamenti. La
Conferenza dei Capigruppo, considerata la necessità di approvare
entro oggi il disegno di legge, ha ritenuto di poterli esaminare ed
eventualmente mettere in votazione anche senza il passaggio nelle
Commissioni competenti, ma eventualmente con l'apprezzamento dei
Presidenti di queste Commissioni.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, lei ha dato mandato di distribuire degli
emendamenti. Emendamenti che, a parte la fotocopia scolorita, sono
privi di relazione e hanno le sembianze di quello che ieri era
stato stralciato dalla Commissione Bilancio e, quindi, non è
stato oggetto di discussione. Si aggiungono altri emendamenti sulla
questione disabili.
Vorrei rendere noto a lei e ai colleghi che ieri è pervenuta a
tutti una nota del Garante del disabile che ha raccomandato che le
disposizioni in materia di disabilità siano debitamente discusse,
concordate, rese partecipi all'Autorità che per legge è stata data
a questa Regione e che vorrei capire se è stata interpellata.
Si tratta di materia molto delicata. Non abbiamo un adeguato
supporto, non abbiamo la relazione. Quindi, chiedo intanto
all'onorevole Savona, cosa ne pensa che stia rientrando dalla
finestra quello che è uscito dalla porta, e poi di avere
un'adeguata documentazione a supporto, perché non si può scherzare
su questi argomenti, e la frettolosità non aiuta nessuno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione il
subemendamento A1.1 che, all'emendamento A1, aggiunge le parole
nei limiti dello stanziamento di bilancio .
DE LUCA CATENO. Presidente, cosa stiamo votando?
PRESIDENTE. Stiamo votando l'emendamento A1 del Governo ed il
subemendamento A1.1. Pongo in votazione il subemendamento A.1.1.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Per
quanto riguarda il subemendamento A1.1, lo stesso va
sostanzialmente a restringere il campo di azione dell'emendamento
A1. Siamo d'accordo sul contingentare il ragionamento sulla
disabilità fino al 2017 e poi avviare una discussione al 2018
completa,dettagliata, ordinata, però quello che è in atto dobbiamo
farlo procedere.
Il Gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle vuole sapere -
ecco perché la richiesta di una relazione di accompagnamento - e
quindi vuole anche rassicurazioni in questo senso, perché noi non
possiamo votare su una consistenza, di fatto, non indicata da
altro. Quindi un decreto di impegno, un movimento economico
rispetto all'impegno che voi, invece, intendete fare
nell'emendamento A1.
Perché l'emendamento A1.1 di fatto, indicando, nei limiti dello
stanziamento di bilancio , va a dire tutto ed il contrario di
tutto. Questi soldi ci sono o non ci sono? Il fondo c'è? Esiste?
Qual è la consistenza e soprattutto se va a coprire le persone
attualmente profilate e quelle che sono in corso di profilazione.
Chiediamo chiarimenti e che venga data informazione reale,
concreta, dettagliata in questa Aula per poter votare in coscienza.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Iniziamo malissimo Perché noi veniamo meno anche alle discussioni
fatte in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e qui,
ora, mi appello a quella che è la correttezza del rapporto che ci
deve essere tra di noi. Quando io mi vedo questo subemendamento è
chiaro un fatto: che manca la certificazione della copertura
finanziaria, che è la questione che avevamo posto come condizione
affinché nessuno di noi facesse ostruzionismo.
Ed allora, noi ci ritroviamo che in Parlamento qualcuno cambia le
carte in tavola, quindi, viene meno quell'accordo che abbiamo fatto
presso di lei, Presidente, e tra tutti i Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Quando mi si scrive nei limiti dello stanziamento di bilancio ,
allora significa che la previsione originaria non rientra in quella
che dovrebbero essere gli aventi diritto a queste risorse. Di
conseguenza cosa succederà, e probabilmente è anche il motivo che
ha portato a non emanare il decreto conclusivo, perché io credo che
solo un deficiente che aveva nel cassetto un decreto per poter
erogare delle risorse con la copertura finanziaria non lo fa,
soprattutto a conclusione di legislatura.
Allora c'è qualche problema serio in relazione a questo, anche
perché posso non condividere politicamente chi ci ha preceduto ma,
ovviamente, non penso che siano dei deficienti. Questo decreto
quindi è rimasto nel cassetto. Ci è stata portata, presidente
Savona, come una questione che riguardava un profilo tecnico, con
una copertura finanziaria già consolidata nel 2017, questo ci è
stato detto.
Abbiamo chiesto anche - perché così siamo rimasti - che ci doveva
essere la certificazione del Ragioniere generale sulla copertura
finanziaria e lì siamo rimasti. Quando io mi ritrovo con questo
subemendamento allora mi chiedo: la certificazione esiste? E' stata
fatta? La copertura finanziaria c'è? E in relazione a che cosa? Ho
visto la relazione, Presidente, però c'è un subemendamento che
smentisce esattamente il contenuto dell'emendamento A1, perché
qualcuno si è sentito di dire ..nei limiti dello stanziamento ,
che è cosa diversa invece per quanto riguarda gli aventi diritto
alle provvidenze. Questo è il tema.
Per concludere dico questo: noi abbiamo fatto un patto tra
gentiluomini nella Conferenza dei Capi Gruppo, dove nessuno di noi
ha pensato di avvalersi di quelle che sono legittime tecniche di
atteggiamento di votazione che riguardano il nostro ruolo, compreso
anche non chiedere ventiquattro ore di tempo per presentare gli
emendamenti, proprio perché tutti quanti ci rendiamo conto che
dobbiamo chiudere questo esercizio provvisorio.
Però le lancette dell'orologio tornano indietro a quando ho
provato a fare il parlamentare, dove c'era chi faceva il furbo e
chi passava per cretino. E allora, siccome io anche quella gavetta
l'ho fatta, ovviamente quando sento l'odore di queste cose
reagisco, e voglio dire oggi al Governo, proprio adesso che siamo
di fronte ad un primo atto importante, di evitare questo gioco,
perché questo gioco non porterà poi ad un risultato positivo,
perché quando poi scatta il gioco dei furbi o dei presunti cretini,
ci ritroveremo con colpi di emendamenti non concordati, fuori dal
tavolo della discussione dove era stato semplicemente chiesto di
farci chiarezza su come stavano le cose.
Io sono fermo a quel momento, Presidente, non vorrei che si tiri
troppo la corda poiché vi sono altri emendamenti e quindi, in
conclusione, mi state costringendo ad avvalermi del diritto di
cominciare a chiedere quelli che sono tempi normali per gli
emendamenti ed andarcene a domani o a dopo domani, perché sto
vedendo un crescendo
La premessa era stata discreta, ora sto vedendo - come funzionava
ai miei tempi nel 2010 - che c'è un crescendo con emendamenti che
erano stati già cancellati in Commissione Bilancio' e che qualcuno
ancora si ostina a ripresentare in Aula. Se questo è
l'atteggiamento che noi dobbiamo sopportare dico: ci sta bene, ci
attrezziamo e, di conseguenza, poi i risultati saranno quelli che
saranno. Poi che nessuno si appelli, però, al senso di
responsabilità o di non responsabilità di ognuno di noi
PRESIDENTE. Nella conferenza dei Capigruppo svoltasi poc'anzi,
oggettivamente, abbiamo dato il parere di poter portare questo
emendamento a prescindere dall'apprezzamento delle Commissioni.
Abbiamo chiesto se su questo c'era la copertura. Lo chiedo adesso
all'Assessore per la salute, dott. Ruggero Razza. Perché questo
subemendamento potrebbe lasciare dei dubbi pertanto, sarebbe
opportuno un chiarimento da parte dell'Assessore.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
parlamentari, intervengo a chiarimento del subemendamento che è
stato presentato dal Governo con una premessa, e cioè quella che il
Governo è chiamato ad intervenire in assenza del decreto del
Presidente della Regione siciliana che la legge 20/2017 aveva
previsto doversi emanare entro novanta giorni.
L'intervento che fa il Governo, che questa mattina ha incontrato
anche una rappresentanza della famiglia dei soggetti interessati,
com'era giusto e necessario che fosse, serve ad intervenire per
risolvere ad una manchevolezza che questo Governo ha ritrovato
essere tale al momento del suo insediamento. Mi si chiede la
copertura.
La valutazione che abbiamo fatto con gli Uffici, ed è la ragione
per cui è stato presentato l'emendamento nei termini in cui oggi
voi lo trovate, tiene conto del dibattito che ieri c'era stato
anche all'interno della Commissione Bilancio, ragione per la quale
la norma che oggi si propone è diversa rispetto a quella che era
stata originariamente proposta, e precisamente tiene conto di due
elementi di riferimento e di impegni di spesa che sono già stati
assunti e che hanno già avuto una copertura. Essi si riferiscono ai
1944 disabili gravissimi della originaria formulazione del Decreto,
che è appunto il 545 del 2017, e tiene altresì conto, essendo state
già le somme impegnate, del numero ben più ampio di disabili,
15.772 le richieste da verificare allo Stato, con riferimento al
trimestre finale ottobre-dicembre 2017.
Sostanzialmente l'emendamento consente di tenere conto, ed è
chiaro che è un intervento del quale il Governo si è assunto e si
assume la responsabilità per le ragioni che ho detto, di coperture
di spesa che sono già state considerate e che, ragionevolmente, ci
è stato correttamente spiegato dagli Uffici, sono sovrabbondanti
rispetto a ciò che poi verrà materialmente erogato. Questo, perché
a fronte delle 15.772 domande che ad oggi sono state presentate,
sicuramente da parte delle ASP ci sarà una scrematura, perché non
tutti avranno diritto.
Ovviamente questa è una norma tampone. Il Presidente della
Regione, che oggi insieme a me e all'assessore Ippolito ha
incontrato, e anzi noi insieme a lui abbiamo incontrato, le
rappresentanze dei disabili, ha tenuto anche a fare riferimento
alle buone prassi e alle buone regole che dovranno impegnare il
2018 secondo i criteri che poi, ovviamente, saranno indicati,
quelli della legge, ma anche quelli che erano stati assunti.
Quindi, oggi noi ci troviamo conclusivamente di fronte ad un sub-
emendamento che consente di risolvere ad un problema che era stato
effettivamente verificato, avendo per altro il Governo potuto a sua
volta verificare che gli Uffici, nella passata legislatura e di
fronte alle esigenze passate, avevano comunque predisposto lo
schema di decreto che doveva essere adottato ma che poi,
evidentemente, il tempo non ha consentito di adottare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione il
subemendamento A1.1.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del Presidente Miccichè
Votazione per scrutinio nominale del subemendamento A1.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
subemendamento A1.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 32
Contrari 18
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.1, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.2. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cancelleri, facciamo parlare
l'onorevole De Luca poi faccia il suo intervento e faccia le
domande al Governo. Preferirei che restassero a verbale le
dichiarazioni che si fanno, altrimenti non si capisce perché lei
starebbe intervenendo. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cateno De
Luca.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, mi posso permettere una cosa
provocatoria? Mi dica sì, non si preoccupi, rimango nell'ambito
della decenza. Desidero chiedere al Governo se - abbiamo finito con
gli emendamenti?
Visto che non abbiamo finito, io faccio una cosa molto semplice,
signor Presidente. Ho capito che così non va Io abbandono i
lavori, perché il ragionamento che era stato fatto è stato
totalmente stravolto.
PRESIDENTE. Abbiamo finito con gli emendamenti, non ce ne sono
altri.
DE LUCA CATENO. Io mi appello a lei, signor Presidente. Lei è
garante di un accordo che è stato violato già Dobbiamo essere
chiari in questo Parlamento. Nessuno di noi si è permesso di fare
ostruzionismo, nessuno di noi si è permesso di chiedere le 24 ore
di tempo, nessuno di noi si è permesso neanche di andare fino in
fondo a determinate questioni, e ci troviamo ancora in crescendo
con emendamenti?
Va bene, prendo atto oggi che è questo il debutto del Governo,
ripeto, per protesta abbandono i lavori, mi attrezzo d'ora in poi
per quelli che saranno i provvedimenti, visto che è questo il
rapporto di correttezza che ci deve essere tra un Governo e
un'Aula.
Però, Presidente Miccichè, lei che è il nostro garante, degli
equilibri complessivi tra quelle che sono anche esigenze sulle
quali noi stessi calpestiamo le nostre prerogative, anche in
relazione a quella che è la prospettazione che il Governo propone;
dopodiché noi ci troviamo sbeffeggiati, assistiamo al sorriso anche
di alcune posizioni di assessori che non sta bene.
Io concludo qui, ho capito che il debutto doveva essere in questi
termini, mi appello a Lei, signor Presidente, affinché d'ora in
poi, qualora si facciano degli accordi tra gentiluomini, anche in
relazione a quelle che sono le agevolazioni procedurali, che sono
le uniche che noi abbiamo, le nostre prerogative e nel momento in
cui noi veniamo trattati in questi termini, allora il Governo non
vuole, assolutamente, rapportarsi in modo costruttivo con il
Parlamento.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, invito l'onorevole
De Luca, anche perché mi piacciono i suoi interventi, a rimanere in
Aula per il rispetto della Conferenza dei Capigruppo e, per il
percorso che si è concordato, io inviterei l'Assessore Grasso al
ritiro dell'emendamento per ripristinare condizioni di leale
collaborazione istituzionale.
CANCELLERI. Signor Presidente, prima del ritiro, che ce lo
spieghi
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, purtroppo l'organizzazione è
questa. Se lei vuole parlare chiede la parola, io gliela do, va lì
e parla. Speriamo, al ritorno dalle vacanze, di avere un sistema
diverso. Io non ho idea di che cosa lei mi abbia detto. Per cui
vada lì e me lo dica. Grazie.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di ritirare
l'emendamento, e poi mi rimetto all'Aula, vi dico da cosa nasce e
sicuramente non è intenzione del Governo togliere soldi a nessuno.
Sapete tutti che dopo l'approvazione della Finanziaria e del
collegato, prima di procedere al riparto, erano stati stanziati 25
milioni di euro per i comuni dai 5 mila abitanti in su. I comuni
dai 5 mila abitanti in su non hanno potuto chiudere i bilanci,
ancora sono nella condizione di non avere chiuso i bilanci e
alcuni, addirittura, sono in pre-dissesto. Non si era proceduto al
riparto.
Appena ci siamo insediati, con il Presidente Musumeci, abbiamo
immediatamente convocato la Conferenza per l'Autonomia e lì c'era
stato rappresentato che l'ANCI non aveva dato il parere, perché
mancavano all'appello venticinque milioni di euro che, in quel
Collegato, erano stati messi, appostati in bilancio, ma che
sarebbero dovuti provenire dalla vendita di immobili di proprietà
della Regione, al fondo. Quindi, il fondo avrebbe dovuto acquistare
questi immobili, ma immaginate anche voi che comunque era
un'operazione solo fittizia, che dal punto di vista sostanziale,non
potevano mai esserci.
Allora ci hanno chiesto, e noi abbiamo fatto uno sforzo, di
verificare le riserve che non erano state impegnate, ma solo
previste per legge. Quindi, piuttosto che perderle, abbiamo
ritenuto opportuno agire così, perché se non si fossero spese ed
inserite in bilancio entro il 2017 i Comuni destinatari delle
riserve, sarebbe stato meglio dividerle fra tutti.
Abbiamo fatto uno sforzo, io non ho nessuna difficoltà a ritirare
l'emendamento, ma così come ci era stato chiesto dalla conferenza,
abbiamo fatto con gli Uffici una verifica delle riserve che erano
state impegnate e non spese.
Ovviamente, una cosa è una previsione di legge, quindi cinquecento
mila euro, due milioni e mezzo, un milione e settecento, contenuta
nella previsione di legge, altra cosa è il decreto di impegno.
Rispetto a queste riserve, l'Amministrazione, il Dipartimento, non
aveva fatto alcun decreto di impegno, per cui queste erano delle
riserve libere.
Quindi, ad un grido di allarme dei Comuni, e per supplire ad una
negligenza o ad una promessa farlocca che era stata fatta dal
Governo precedente abbiamo, con senso di responsabilità,
predisposto questo emendamento.
Insieme a questo vi è pure la seconda parte dell'articolo, che
riguarda i lavoratori dello Stato che prestano servizio in alcuni
Comuni e che sono a carico dei Comuni, e che prima i Comuni
pagavano con spesa corrente. Ma avendo poi suddiviso fra somme
complementari, fra fondo del precariato e quindi fondi
complementari, i Comuni non hanno più la possibilità economica di
potere provvedere al pagamento. Questo è quanto
Io mio scuso con l'Aula, perché effettivamente è vero, la
Conferenza dei Capigruppo ha presentato un emendamento, io sono
stata sollecitata dalla Conferenza, ho chiesto anche al Presidente
di avallare l'emendamento, e lo ringrazio perché lo ha fatto, però
era un'esigenza per venire incontro ai Comuni, fermo restando che
l'Aula è sovrana e può decidere. Io posso anche ritirare
l'emendamento.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
quindi se non ho capito male dalla sua spiegazione, in poche
parole, le voci che ci sono in questa tabella sono praticamente la
parte da cui andiamo ad attingere per andare a realizzare i
ventidue milioni settecentocinquanta mila euro.
Allora, credo di poter interpretare la volontà del Gruppo
Parlamentare del Movimento Cinque Stelle nel chiederle, a questo
punto, proprio di ritirarlo, e le spiego il perché. Perché non ci
possiamo rendere complici di chi, per dare soldi ad altri Comuni,
li toglie ad esempio ai Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto,
Milazzo e Antillo, per l'alluvione del 2015. Nessuno mai voterebbe
una norma del genere in quest'Aula. O i soldi già assegnati a
Ragusa Ibla per la legge speciale n.61 dell'84, anche lì, li
prendiamo da un Comune per darli ad altri. E varie altre cose come
ad esempio gli interventi di Protezione Civile.
A questo punto forse la domanda che ci dovremmo fare, che è ancora
più grave, è perché queste somme non sono ancora state impegnate al
29 dicembre di quest'anno, visto che mi sembra che di interventi di
protezione civile la nostra Regione, la nostra Terra, ne ha
bisogno, e spesso quando parliamo con il commissario della
protezione civile ci allarga le braccia dicendoci che non hanno
fondi, e sono invece un milione e settecentomila euro.
O gli interventi dei Comuni per l'alluvione del 2015, mezzo
milione di euro non impegnati, e tutto il resto. Io credo che forse
è veramente questa la domanda, quindi io prego davvero di ritirare,
a questo punto, l'emendamento, perché assolutamente non è
rispettoso di quelli che sono stati gli impegni della passata
legislatura.
Presidente Miccichè, spendo semplicemente due parole rispetto a
quello che doveva essere l'acquisto del fondo pensionistico della
Regione siciliana. Quella è stata una delle norme di calcio
champagne della passata legislatura, del Presidente Crocetta e del
Partito democratico che hanno, con legge della Regione, impegnato
un fondo privato di pensionati della Regione ad acquistare degli
immobili che erano più simili a dei ruderi ed era ovvio, perché non
ci voleva la sfera di cristallo per sapere che sarebbe andato a
finire in questo modo perché questa Regione tutto può fare tranne
una cosa, disporre dei soldi degli altri con una legge. Non
potevamo obbligare nessuno a comprare degli immobili, tant'è che il
fondo pensionistico non lo sta facendo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare una
domanda di carattere preliminare. Siccome l'emendamento non è stato
presentato, quanto meno non è stato esaminato in Commissione
Bilancio, io vorrei sapere se lei intende fare esaminare all'Aula,
comunque, emendamenti che non sono stati presentati alle
Commissioni di merito, perché se vogliamo cominciare ad andare in
deroga ai regolamenti parlamentari, io sono contrario. Quindi, se è
così, io le chiedo di convocare la Commissione Regolamento.
L'emendamento A2 non è stato esaminato in Commissione Bilancio e
non può essere presentato in Aula, altrimenti è inutile che la
Commissione Bilancio ieri si sia riunita, abbia portato avanti un
lavoro, vanificheremmo il lavoro di tutti i colleghi al di là del
fatto che siano maggioranza ed opposizione, e questo è un tema di
carattere generale, ovviamente mi appello alla sua decisione.
Secondo, c'è un tema di merito? C'è un'emergenza? C'è un' urgenza
che riguarda i Comuni? Io dico, è giusto che la esaminiamo, però il
Governo ha il dovere di offrire coperture finanziarie certe e che
non possono essere a detrimento di diritti fondamentali, perché se
pensate di togliere due milioni e mezzo al trasporto agli alunni
della scuola dell'obbligo e delle scuole medie superiori,
ovviamente tutto ciò, per quanto mi riguarda, non è accettabile,
giusto per fare un esempio.
Quindi c'è un problema procedurale, un problema di merito, il
Governo dica se l'intervento è necessario, offre una copertura
assolutamente certa, alternativa a quella indicata, la Commissione
di merito si riunisce un minuto, si dichiara, dopodiché l'Aula è
sovrana.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi pare opportuno, cogliendo anche lo spirito
dell'intervento ultimo dell'onorevole Lupo, chiarire, come ha già
fatto, peraltro abbondantemente, l'Assessore Grasso, che questo
emendamento nasceva dalla esigenza di rendere produttiva una somma
che è rimasta inutilizzata e certamente non per responsabilità di
questo Governo. Somme finalizzate ad interventi specifici che non
sono state utilizzate perché è mancata la iniziativa politica e
l'interlocuzione presumo con gli enti locali, da una parte, e con
la Regione dall'altra.
Peraltro, non è sfuggita all'onorevole Lupo e neanche ai colleghi
deputati la pressione che ha esercitato l'Associazione dei comuni,
alcuni sindaci in modo particolare, perché queste risorse potessero
consentire di alleviare le disastrose condizioni in cui si trovano
gli enti locali.
Tuttavia, come ha detto l'Assessore Grasso, se l'Aula ritiene,
anche per evitare di dovere instaurare un principio di deroga al
quale invece noi siamo assolutamente legati, che è quello di
seguire e di rispettare le procedure che prevedono prima l'esame e
la valutazione da parte delle Commissioni di merito, siamo pronti a
ritirare l'emendamento, non c'è nessun problema e subito dopo, alla
ripresa, affronteremo il tema anche consentendo un'ampia
partecipazione da parte del Parlamento per mettere assieme tutte le
criticità che riguardano gli enti locali, senza la spinta emotiva
della scadenza, perché vorrei dirlo all'onorevole Zito, se stiamo
operando in condizioni di emergenza non è perché qui siamo
affezionati all'emergenza, a meno ché il collega Zito non voglia
alterare il significato del calendario.
Il 15 di dicembre l'Assemblea si è insediata nel primo termine
utile, va detto, perché bisognava aspettare che gli uffici
elettorali potessero programmare l'ultimo dei 70 deputati. Questa
comunicazione è arrivata alla Presidenza della Regione il 6 di
dicembre e in quella stessa giornata ho provveduto a convocare
l'Aula con i termini previsti dalla legge; non potevamo insediare
l'Aula prima del 15 di dicembre.
Dopodichè, onorevole Zito e colleghi, mi pare che da quel momento
in poi le sorti del calendario non sono state affidate più alla
volontà politica del Governo e mi pare che si sia proceduto
celermente, tanto da consentire al Governo di predisporre
l'esercizio provvisorio e di poterlo adottare e approvare in giunta
il 27 dicembre e lo stesso giorno trasmetterlo (peraltro lo abbiamo
approvato tre giorni prima evitando la pausa natalizia) alla
Presidenza dell'Assemblea.
Se vogliamo polemizzare, possiamo farlo, ma il calendario è
inesorabilmente quello che è, e nessuno può alterarne il
significato.
Colgo l'occasione per comunicare che l'onorevole Vincenzo
Figuccia, con una lettera assai garbata e densa di umanità rivolta
al Presidente ha chiesto di rassegnare le dimissioni, di essere
dispensato dal suo ruolo di assessore, la cosa mi è dispiaciuta
tantissimo per il rapporto anche umano che ho col collega Figuccia
e per la fiducia che gli ho affidato nel chiamarlo a far parte
della coalizione, credo che si tratti di una scelta assai sofferta
e che merita, da parte mia e se mi consentite, da parte del
Governo, massimo rispetto; è una scelta che non si può prestare ad
alcuna strumentalizzazione e naturalmente ho assunto ad interim la
guida dell'assessorato, ma soltanto per il tempo necessario perché
possa procedere alla nomina del nuovo assessore, in quel,
difficilissimo, assessorato alle acque e ai rifiuti e alle energie,
sul cui assessorato mi riserverò in Aula e con la stampa di fare
avere anche a nome del Governo tutte le osservazioni e le
determinazioni che riterrò di dover adottare nelle prossime ore.
Ringrazio l'Aula, signor Presidente, se mi consente, per il garbo
istituzionale e anche politico, con cui ha collaborato fino a
questo momento.
Sono sicuro che a nessuno sfuggirà l'esigenza di dover affrontare
uno strumento contabile provvisorio in tempi assolutamente
ristretti, 48 ore, questo è stato il tempo con il quale la
Commissione prima e l'Aula dopo, sta affrontando uno strumento che
avrebbe richiesto ben più tempo se le elezioni non si fossero
tenute il 5 novembre del 2017.
Buon lavoro a tutti.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Musumeci, anche per la
comunicazione che mi toglie dall'imbarazzo, perché c'era stato
questo accordo in Conferenza dei Capi Gruppo, per cui avremmo
accettato gli emendamenti se non fosse stato richiesto il passaggio
in Commissione. Dopo l'intervento dell'onorevole Lupo che ne
richiedeva il passaggio, sarei stato costretto a dichiararlo
inammissibile, per cui la ringrazio molto per il suo intervento e
per la disponibilità di tutto il Governo.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 1 Interventi in favore dei lavoratori di cui all'art. 64
della legge regionale n. 21 del 2014 .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
rizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
l'esercizio 2018' (n. 41/A)
Presidenza del Presidente Miccichè
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
bilancio della Regione per l'esercizio 2018» (n. 41/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
bilancio della Regione per l'esercizio 2018 (n. 41/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 32
L'Assemblea non è in numero legale, pertanto la seduta è rinviata
di un'ora.
(la seduta, sospesa alle ore 15.06, è ripresa alle ore 16.26)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di prendere posto e di
considerare quanto importante sia esprimere il nostro voto.
rizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
l'esercizio 2018' (n. 41/A)
Presidenza del Presidente Miccichè
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione
per l'esercizio 2018» (n. 41/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
bilancio della Regione per l'esercizio 2018» (n. 41/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
I presenti sono tutti coloro che hanno la tessera inserita. La
presenza in quest'Aula si verifica attraverso la tessera, per cui
hanno votato 31 deputati. I presenti sono molti di più. Siccome ci
sono dei precedenti alla Camera dei Deputati, l'Assemblea è in
numero legale.
(Brusìo in Aula)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Conseguentemente, l'esito della votazione per
scrutinio nominale è il seguente:
Presenti 60
Votanti 31
Maggioranza 16
Favorevoli 31
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
È bene che ci siano novità in questa Assemblea, per il
funzionamento dell'Assemblea. Esistendo dei precedenti, mi permetto
di considerare approvata la legge.
(Proteste in Aula)
CANCELLERI. Non è così Non è così, Presidente
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Potete parlare per delle ore, è così, perché è stato
fatto altrove e, quindi, lo posso fare pure io. Comunque, in ogni
caso la legge è stata approvata.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, c'è un precedente che lei sta annunciando
all'Aula che, per quanto mi riguarda, è assolutamente sorprendente.
Non credo ci siano precedenti in questo Parlamento. Nella prassi
parlamentare...
PRESIDENTE. Tante volte i precedenti guardano altri Parlamenti
LUPO del Parlamento regionale siciliano, che dal 1948 ad oggi,
non mi risulta abbia seguito questo tipo di orientamento. Chiedo
agli uffici di verificare se ci sono precedenti, ma le chiedo
soprattutto di convocare immediatamente, ed è suo dovere farlo - la
prego di farmi finire - la Commissione per il Regolamento, perché
lei sta violando il Regolamento del Parlamento regionale
PRESIDENTE. La presenza è un termine che è fin troppo evidente,
troppo ovvio. La presenza è un conto, il numero di persone che
votano è un altro conto. La presenza è stabilita dalle tessere che
vengono inserite nell'apposito congegno, per cui i presenti eravamo
quasi 60, di conseguenza è ovvio che la votazione è regolare perché
l'Assemblea era in numero legale.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che in
quest'Aula abbiamo assistito, un'ora fa ad una votazione ed ora ad
un'altra. Un'ora fa la votazione è avvenuta con gli stessi sistemi
usati adesso, l'opposizione non ha votato ma aveva il tesserino
inserito e lei ha dichiarato questa Assemblea regionale non in
numero legale.
Quindi, caro Presidente dell'Assemblea, faccia pace con se stesso,
si legga il Regolamento, perché evidentemente è un po' asciutto di
nozioni in materia di norme di questo Parlamento, perché così non
è Se dobbiamo prendere atto di questa cosa, la prossima volta
tireremo fuori i tesserini, però oggi si consuma un grave atto di
violazione di quella che è la legittimità di fare opposizione da
parte dei Gruppi di minoranza. Questa è una cosa veramente assurda,
non si era neanche verificata con il Governo Crocetta, e già questo
è un tutto dire
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto partirei
da una premessa. Noi abbiamo mantenuto un impegno e il sottoscritto
ha invitato un componente del Governo a ritirare un emendamento che
è stato ritenuto da parte di questo Capogruppo e da parte di questo
Gruppo parlamentare, non coerente con la decisione di tutti i
capigruppo. Siamo nella trattazione dell'esercizio provvisorio, un
esercizio provvisorio composto da 3-4 articoli. Prima di entrare
nel merito della votazione, visto che tutti qua hanno fatto degli
annunci, degli spot elettorali, ci siamo riuniti, abbiamo perso
tempo, ci potevamo riunire per il giorno dell'Immacolata, io vorrei
dire ma veramente non proviamo vergogna a fare ostruzionismo ad un
esercizio provvisorio che non alcun profilo di carattere politico
ed elettoralistico?
Ci avete chiesto di mantenere un certo profilo, è stato mantenuto
da parte di questo Gruppo parlamentare a garanzia. Subito dopo
l'intervento dell'onorevole Cateno De Luca, io stesso, senza averlo
concordato con nessuno, ho richiamato un assessore a ritirare un
emendamento. Ma non è vergognoso rimanere in Aula, dov'è questa
pietà che avete per i siciliani, quando siete qua e non impediti e
non volete partecipare al voto? Ma se non è questa vergogna, cosa è
la vergogna? Rimanere qua a fare un ostruzionismo pur essendo
presenti?
La Presidenza dell'Assemblea, alla riapertura dei lavori, quando
ha proceduto a conteggiare i parlamentari, ha detto, rispetto a
quello che ha detto l'onorevole Cancelleri, che c'è stata
difformità di valutazione. Il Presidente ha dichiarato che ha fatto
un approfondimento.
Ebbene, valuta lui, e la decisione del Presidente è inappellabile
come quelle di Ardizzone quando costringeva i Gruppi parlamentari a
fare scena muta. Il Presidente ritiene, e si determina, ed è una
regola che varrà per sempre d'ora in avanti per questa legislatura,
che chi è presente e voi del Movimento Cinque Stelle e non
grillini , da parte mia lo sapete, perché quando avete manifestato
la vostra assenza, avete sempre tolto il tesserino. Ebbene, il
Presidente vi ha, giustamente, conteggiato come presenti, perché il
tesserino era inserito e quindi la votazione è valida perché i
deputati sono presenti in Aula. Quindi, io mi scandalizzo per ben
altro
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Milazzo.
Allora, onorevoli colleghi, se io avessi dichiarato qualcosa di
mendace, sarei il primo a cambiare, ma quello che ho dichiarato è
l'assoluta verità e cioè che i presenti in Aula erano 60.
Dopodiché, che abbiamo votato in 30, 32 è un problema che se noi
continuiamo a mantenere un sistema come quello che c'è stato
finora, in un momento come questo, in cui in tanti mi hanno
rimproverato del fatto dei tetti di spesa, bene, sappiate che è lo
stesso Il non votare la legge sull'esercizio provvisorio oggi
significa fare un danno economico, non alla Sicilia nella sua
astrattezza, ma ai cittadini siciliani.
Bene, come io sono tornato indietro sulle mie decisioni quando ho
capito che queste erano sbagliate, oggi ho preso una decisione da
cui non credo che tornerò indietro.
Onorevoli colleghi, avverto che i deputati verranno convocati a
domicilio.
La seduta è tolta alle ore 16.36
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio