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Resoconto d'Aula della Seduta n. 80 di mercoledì 14 novembre 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.26

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, avverto che  del  verbale  della
  seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.

   Onorevoli  colleghi,  intanto invito i componenti  la  Commissione
   Bilancio   a prendere posto nell'apposito banco perché  indicherei
  all'Aula, se non sorgono osservazioni, di cominciare ad esaminare i
  primi tre disegni di legge all'ordine del giorno dando il tempo per
  la  presentazione  degli emendamenti e rinviando la  discussione  a
  martedì prossimo.


   Discussione del disegno di legge  Disposizioni contabili ai  sensi
  del  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118  -  Allegato  4/2,
  paragrafo 6.3  (n. 254/A)

   PRESIDENTE. Si passa al I punto all'ordine del giorno: Discussione
  dei disegni di legge.
   Si  procede  con la discussione del disegno di legge  Disposizioni
  contabili ai sensi del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 -
  Allegato 4/2, paragrafo 6.3  (n. 254/A), posto al n. 1.
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   In  attesa  che  giunga in Aula il Presidente della Commissione  e
  relatore, onorevole Savona, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.28, è ripresa alle ore 16.30)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Savona, abbiamo  inserito  all'ordine  del
  giorno i disegni di legge che sono stati adottati dalla Commissione
   Bilancio .
   Avrei  proposto al Parlamento di procedere con la relazione e  poi
  fare  in modo che gli emendamenti vengano presentati venerdì  entro
  le ore 13.00 per rinviare poi a martedì la discussione generale.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Sono  d'accordo,
  ma  anche  a  spostare  la  relazione  perché  dobbiamo  aggiungere
  ulteriori notizie, direi di svolgere la relazione all'articolo 1.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni resta così stabilito
   Ribadisco che il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato per venerdì 16 novembre 2018, alle ore 13.00.


   Discussione  del  disegno  di legge  Approvazione  del  Rendiconto
  generale   della  Regione  per  l'esercizio  finanziario   2017   e
  Rendiconto  consolidato  di cui al comma  8  dell'articolo  11  del
  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive  modifiche
  ed integrazioni  (n. 392/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  discussione  del  disegno  di  legge
   Approvazione del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio
  finanziario  2017  e  Rendiconto consolidato  di  cui  al  comma  8
  dell'articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.  118  e
  successive modifiche ed integrazioni  (n. 392/A), posto  al  numero
  2).
   Onorevole Savona è in condizione di svolgere la relazione?

   SAVONA,  presidente  della Commissione e  relatore.  La  rinvierei
  all'articolo 1, insieme all'altra relazione.

   PRESIDENTE.  Resta così stabilito.
   Pertanto, anche questa relazione come del resto anche per  l'altro
  disegno di legge che riguarda il bilancio è rinviata.
   Onorevoli   colleghi  anche  per  questo  disegno  di   legge   la
  discussione generale è rinviata a martedì prossimo e il termine per
  la presentazione degli emendamenti è fissato a venerdì, 16 novembre
  2018, alle ore 13.00.


   Discussione  del  disegno di legge  Assestamento del  bilancio  di
  previsione per l'esercizio finanziario 2018 e per il triennio 2018-
  2020  (393/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla discussione  del  disegno  di  legge:
   Assestamento   del   bilancio   di  previsione   per   l'esercizio
  finanziario 2018 e per il triennio 2018-2020  (n. 393/A) , posto al
  numero 3).
   Onorevoli   colleghi,  anche  su  questo  disegno  di   legge   la
  Commissione  rinvia  la sua relazione e la discussione  generale  a
  martedì   prossimo   e  il  termine  per  la  presentazione   degli
  emendamenti è fissato a venerdì 16 novembre 2018, alle ore 13.00.


   Seguito  della  discussione del disegno  di  legge   Modifiche  ed
  integrazioni  alla legge regionale n. 3 del 2016,  in  merito  alle
  norme  di  modifica  in materia di parcheggi di  interscambio   (n.
  294/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge:   Modifiche ed integrazioni alla legge regionale  n.  3  del
  2016,  in merito alle norme di modifica in materia di parcheggi  di
  interscambio  (n. 294/A), posto al numero 4) .
   Invito   i   componenti  la  IV  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO. Signor Presidente visto che la Commissione  Bilancio  è già
  insediata  già e sarebbe pronta ad affrontare il disegno  di  legge
  sui debiti fuori bilancio

   PRESIDENTE. Ma c'è un ordine del giorno.

   ARICO'. Possiamo chiedere un'inversione?

   PRESIDENTE. Onorevole Savona, anche su questo disegno di legge  mi
  dicono  gli  uffici che manca un emendamento tecnico da  parte  del
  Governo, quindi non si può affrontare.
   Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              Articolo 1.
      Modifiche al comma 2 dell'articolo 47 della legge regionale
                          17 marzo 2016, n. 3

   1.  Il  comma 2, dell'articolo 47, della legge regionale 17  marzo
  2016, n. 3 è così sostituito:
    2.  I  parcheggi di interscambio sono finalizzati a  favorire  il
  decongestionamento dei centri urbani e l'interscambio con i sistemi
  di  trasporto collettivo, urbano ed extraurbano, e sono  dotati  di
  aree  attrezzate per la sosta dei veicoli a due ruote. Almeno il  3
  per   cento  dell'intera  superficie  dell'area  di  parcheggio   è
  destinata  all'installazione di impianti di  ricarica  dei  veicoli
  alimentati  ad  energia  elettrica ad uso collettivo   car  sharing
  elettrico' .

   Comunico che all'articolo 1 è stato presentato l'emendamento 1.2 a
  firma dell'onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.3 a firma dell'onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, il disegno di legge è di iniziativa
  parlamentare  dell'onorevole Lantieri. Volevo far notare  all'Aula,
  però,  che  il  10  luglio 2018 e il 25 luglio  2018  l'Assessorato
  regionale delle infrastrutture ha pubblicato due bandi pubblici.
   La  nuova  previsione  dell'articolo 2 comporta perché  si  tratta
  sempre  dello  stesso stanziamento dei 103 milioni di  euro  per  i
  parcheggi  di  interscambio,  però, vorrei che il Presidente  della
  Commissione mi ascoltasse - grazie, onorevole Savarino - perché  se
  passa il testo dell'articolo 2 il Governo è chiamato a ritirare  il
  bando,  quindi l'Assessore Falcone dovrebbe esprimere il parere  al
  Governo  che,  invece,  in  Commissione  mi  pare  sia  stato  dato
  dall'Assessore Cordaro e, quindi, il Governo dovrebbe  ritirare  il
  bando perché ci sarebbe una incongruenza tra la previsione di legge
  e il bando.
   Siccome  a naso, alla luce dei tempi tecnici la legge se approvata
  diventerebbe esecutiva poco dopo la scadenza dei termini del bando,
  a mio giudizio è un dettaglio non indifferente sul quale il Governo
  si dovrebbe esprimere.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  proporrei  di  sospendere   la
  trattazione di questo disegno di legge.
   Non sorgendo osservazioni, la trattazione del disegno di legge  n.
  294/A  è  accantonata,  in attesa che giunga  in  Aula  l'Assessore
  Falcone.


   Seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge   Norme   per
  l'affidamento  in  Adozione' delle aiuole e spazi  verdi  da  parte
  delle amministrazioni comunali siciliane  (n. 20/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge:  Norme per l'affidamento in  Adozione' delle aiuole e  spazi
  verdi  da  parte  delle  amministrazioni comunali  siciliane ,  (n.
  20/A), posto al numero 5).
   La commissione è già insediata.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo agli onorevoli colleghi che  la
  discussione è già stata svolta.

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. La discussione
  è  stata  svolta  e  volevo solo dire, perché ci sono  state  nella
  precedente  seduta  alcune note polemiche, e volevo  stemperare  il
  clima  e inquadrare storicamente questo disegno di legge, nel senso
  che  come  voi  sapete la nostra Commissione è stata impegnata,  in
  questi  ultimi  due mesi, nella trattazione del  disegno  di  legge
  organico  sui  rifiuti che è tema prioritario e urgente.  Purtroppo
  durante  questa  trattazione del disegno di legge  in  Commissione,
  l'Assessore  al  ramo  ha avuto problemi di salute,  a  seguito  di
  questo noi abbiamo dovuto sospendere l'esame del disegno di   legge
  sui  rifiuti in attesa che l'Assessore Pierobon rientrasse a lavoro
  e  abbiamo  utilizzato - scelta fatta insieme  al  mio  Ufficio  di
  Presidenza - questo tempo, che era di poche settimane, per  avviare
  discussione e approvazione di alcuni disegni di legge che avessero:
  Primo,   poco  bisogno di istruttoria, perché avevamo  poco  tempo,
  secondo,  non  avessero bisogno di copertura di spesa,  terzo,  non
  avessero  bisogno  dell'Assessore Pierobon, e, quindi,  trattassero
  tematiche di altri rami dell'Amministrazione.
   Ecco  spiegata  quindi l'approvazione dei disegni legge  che  oggi
  trattiamo.

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
                              Articolo 1.
                        Affidamento in Adozione

   1. I cittadini residenti nei comuni siciliani, enti ed istituzioni
  pubbliche o private, anche ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n.
  10, possono fare richiesta alle amministrazioni locali di residenza
  per  l'affidamento  in  adozione' di aiuole o piccole  aree  verdi,
  presenti  all'interno del territorio comunale nonché di  quelle  di
  pertinenza delle ex province.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi comunico che sono stati  presentati
  degli  emendamenti di identico contenuto. Si passa  all'emendamento
  1.1.


   CAPPELLO.  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori. Non  sappiamo
  se è stata fatta la discussione generale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi invito all'attenzione,  stiamo
  trattando un disegno di legge.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico all'Aula che hanno chiesto congedo,  per  la
  seduta odierna, gli onorevoli   Genovese e Cafeo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                        Sull'ordine dei lavori

   CAPPELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente,  si  tratta  di  una  richiesta   di
  chiarimento perché non ricordiamo che su questo disegno di legge sia
  stata   fatta  la  discussione  generale.  Per  cui  se  ci  potesse
  rispondere  in merito. Stiamo passando direttamente all'esame  degli
  articoli e degli emendamenti.

   PRESIDENTE.  Non  è  stato  probabilmente  granché  impegnativa   e
  pertanto l'ha dimenticato, onorevole Cappello.


         Riprende la discussione del disegno di legge n. 20/A

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento soppressivo  1.1,  a  firma
  dell'onorevole Lupo.

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MILAZZO.  Dichiaro  di ritirare gli emendamenti all'articolo  1,  a
  mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole  resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Preciso  che  l'articolo  è approvato con  il  voto  contrario  del
  Movimento Cinque Stelle.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                Art. 2.
             Oneri di manutenzione e stipula convenzioni e
                             disciplinari

   1.  In  caso  di autorizzazione da parte degli uffici  preposti,  i
  richiedenti  si  assumono gli oneri di manutenzione ed  abbellimento
  delle aiuole. Tutte le spese di manutenzione ed allestimento sono  a
  carico  dell'adottante compresa l'irrigazione. L'ente locale  ha  la
  facoltà   di   controllare  che  la  manutenzione   venga   eseguita
  correttamente secondo apposite convenzioni e disciplinari  stipulati
  tra le parti che ne stabiliscono anche la durata.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento soppressivo  2.1,  a  firma
  dell'onorevole Lupo.

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MILAZZO.  Dichiaro  di ritirare gli emendamenti  da  me  presentati
  all'articolo 2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   SUNSERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 2

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  27

   L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è  rinviata
  di un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.43, è ripresa alle ore 17.48)

                  Presidenza del Presidente Micciché

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Calderone.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 20/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione
  dell'articolo 2. Poco fa è mancato il numero legale. Lo rimetto in
  votazione.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'articolo 2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  51
   Votanti 37
   Maggioranza 19
   Favorevoli  20
   Contrari  17
   Astenuti    0

                            (E' approvato)

   (L'onorevole Dipasquale, dal proprio scranno, fa presente  di  non
  avere potuto esprimere il proprio voto a causa del malfunzionamento
  del sistema elettronico di votazione)

   PRESIDENTE.   Prego   gli  Uffici  di  tenere   conto   del   voto
  dell'onorevole Dipasquale.

   (Si  dà  atto, pertanto, che l'onorevole Dipasquale non ha  potuto
  esprimere il proprio voto che, dichiara, sarebbe stato favorevole)

   Si passa dell'articolo 3. Ne do lettura:

                               Articolo 3
                              Pubblicità

   1. I  soggetti  autorizzati  hanno  la  facoltà  di  pubblicizzare
      l'adozione dell'aiuola o dello spazio verde tramite la collocazione
      di un cartello informativo, di dimensioni secondo quanto stabilito
      dalle  convenzioni e disciplinari di cui all'articolo 2,  posto
      direttamente sul posto loro assegnato, in ottemperanza alle vigenti
      norme  del  regolamento comunale in materia  di  segnaletica  e
      pubblicità.

   Si passa agli emendamenti soppressivi dell'articolo. L'emendamento
  3.1 a firma dell'onorevoli Lupo è mantenuto?

   LUPO.  Si Presidente, lo mantengo e chiedo la verifica del  numero
  legale.

                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti  35

   L'Assemblea è in numero legale, per cui si vota l'emendamento  3.1
  dell'onorevole Lupo.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente   della   Commissione   relatore.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, scusate, volevo solo ricordare  che
  questo disegno di legge, insieme ad altri tre è stato approvato  in
  IV  Commissione, come ho già detto durante la discussione generale,
  ma credo che sia opportuno ribadirlo in questa sede.
   Noi  siamo  assolutamente  consapevoli che  la  Sicilia  ha  altre
  urgenze  e altre priorità, tanto che la priorità e l'urgenza  della
  nostra  Commissione era e rimaneva il disegno di legge  di  riforma
  del  settore rifiuti. Una legge organica che oggi, grazie anche  al
  contributo   fattivo  delle  opposizioni,  è  stato  approvato   in
  Commissione.   Volevo   ricordarvi  che,  durante   i   lavori   di
  Commissione, l'assessore Pierobon ha avuto un problema di salute  e
  abbiamo dovuto sospendere il lavoro di studio e di discussione  del
  disegno  di legge sui rifiuti, proprio a causa di questo  malessere
  dell'Assessore.
   Ho  riunito  il  consiglio di presidenza della mia Commissione  e,
  insieme  alle colleghe, abbiamo valutato l'opportunità di  riempire
  queste due, tre settimane, in cui l'Assessore ci aveva fatto sapere
  via  mail  che sarebbe mancato per motivi di salute, piuttosto  che
  solo con audizioni, con l'esame di alcuni disegni di legge che  non
  avessero  bisogno  di copertura di spesa, che  avessero  una  breve
  istruttoria  e  competenza di dipartimenti  e  assessorati  diversi
  dall'Assessore Pierobon.
   E  insieme  abbiamo  deciso, esaminando i  disegni  di  legge  che
  avevamo   incardinato,  che  potevamo  dare  esito  a  quello   sul
  parcheggio e l'interscambio, che è stato sollecitato dall'onorevole
  Lantieri,   a   quello   sui  parcheggi  sollecitato   dal   Gruppo
  parlamentare  di  Fratelli  d'Italia, a  quello  dell'adozione  del
  decoro  urbano, che si occupa appunto dell'adozione delle aiuole  e
  degli spazi verdi e a quello di recupero delle acque reflue per uso
  irriguo.
   Lo  dico  perché  non capisco quale pretestuosa opposizione  possa
  essere fatta dei disegni di legge che servono soltanto a migliorare
  i servizi ai cittadini siciliani coprendo delle lacune legislative,
  ovviamente non cambieranno, non daranno una svolta alla Sicilia, lo
  sapevamo,  lo sappiamo, migliorano i servizi ai siciliani  e  hanno
  evitato   un   vuoto   in   quelle   tre   settimane   dell'assenza
  dell'Assessore Pierobon.
   Questo è quanto debbo, per chiarire i lavori della mia Commissione
  oggi qui in Aula. Grazie.

   PRESIDENTE.  Perfetto, siamo già in votazione. Pongo in  votazione
  il mantenimento dell'articolo 3.

   LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   Votazione per scrutinio nominale del mantenimento dell'articolo 3

    (La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se togliete le schede io che  cosa
  posso  fare?  Se  vi  mettete d'accordo  e  quelli  che  richiedono
  lasciano la scheda, può essere che arriviamo a concludere qualcosa.
  Rifacciamolo, dopodiché non verrà più ripetuto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Essendo  la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  indìco
  la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea non è in numero legale.
   È  ovvio  che  è inutile che ci rivediamo fra un'ora,  considerato
  l'andazzo.  Onorevoli colleghi, purtroppo ci sono delle regole,  da
  cambiare, ma ci sono in questo momento

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Prima la richiesta di numero legale c'è, poi  il  voto
  stabilisce che non c'è il numero legale.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Scusate, il numero legale c'è, perché hanno votato  in
  27,  ma ci sono gli 8 richiedenti che vengono considerati presenti,
  quindi l'articolo 3 è approvato.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                              Articolo 4.
                              Definizioni

   1. Ai fini della presente legge, l''adozione' consiste in:

     a)  manutenzione delle aree pubbliche già sistemate a verde  dal
  comune;

     b) sistemazione di nuove aree pubbliche da destinare a verde con
  relativa manutenzione;

     c)  sistemazione  di  aree pubbliche da  destinare  ad  aree  di
  sgambature per animali.

     2.  Ai  fini della presente legge, per  aree destinate  a  verde
  pubblico' si intendono:

    a) aree destinate a verde dal PRG;

    b) aiuole;

    c) rotatorie abbellite da spazi a verde;

    d) piccoli giardini e aree di pertinenza delle scuole;

    e) aree ludiche attrezzate per l'infanzia.

   Comunico che sono stati presentati una serie di emendamenti.
   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  4.2,  a  firma
  dell'onorevole Lupo.
   Onorevole Lupo, è mantenuto?

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Ho capito che questa non è serata
   Scusate,  siccome qua c'è un inghippo tra i numeri che sono  stati
  dati,  allora, direi, anche su consiglio degli Uffici, di  ripetere
  la  votazione perché in alcuni fogli risulta il numero legale ed in
  altri no, per cui è una grande confusione; pertanto, noi rivotiamo.
  Quindi, questa votazione che abbiamo fatto è annullata.
   Pongo nuovamente in votazione l'articolo 3.
   Ripetiamo  anche  la  verifica del numero legale  se  continua  ad
  essere richiesta.

              (Si procede alla verifica dei richiedenti)

   PRESIDENTE.  Non  c'è  il quorum, non può essere  fatta.  Il  voto
  segreto può essere richiesto.

                          (Proteste in Aula)

   Scusate,  onorevoli  Milazzo  e Figuccia,  non  voglio  minacciare
  nessuno, ma giuro che riprendiamo tra un'ora  O fate capire  quello
  che succede o ce ne andiamo e ritorniamo tra un'ora  Così non è più
  possibile   Onorevole  Figuccia, può  prendere  il  suo  posto  per
  favore?   Onorevole  Milazzo,  può  stare  seduto  e  non  gridare?
  Onorevole  Lupo,  per  favore  vi  potete  sedere  e  stare   tutti
  tranquilli. Onorevole Barbagallo, si siede per favore?

   LUPO. Non si sente bene, quindi qualche equivoco dipende anche  da
  questo

   PRESIDENTE. Non si sente quello che dico, ora? Continua a rimanere
  questo problema dei microfoni. Su questo, sinceramente, non so  che
  farvi.  Posso farvi una e-mail  Se ricominciamo con calma  e  state
  tutti  buoni,  anche se si sente male, e provvederemo spero  quanto
  prima a sistemare questo problema, si sente lo stesso.
   Onorevole  Sammartino,  la prego, non  si  danno  le  spalle  alla
  Presidenza, quindi, si volti. Grazie.
   Pongo in votazione l'articolo 3.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

   Presenti   . 32
   Votanti    . 28
   Maggioranza . 15
   Favorevoli    27
   Contrari     1
   Astenuti     0

                            (E' approvato)

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, chiedo
  di  fare verificare agli assistenti e fare ritirare i tesserini dei
  deputati che non sono presenti perché 27 votanti e 32 presenti vuol
  dire  che  ci  sono  5 deputati che non sono presenti  in  Aula  ma
  risultano presenti perché il tesserino è inserito

   PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, ci sono; al numero dei  votanti,
  si aggiungono

   CANCELLERI. Chi è seduto là? Perché c'è un tesserino e non c'è  il
  deputato?

   PRESIDENTE. Non lo so  Al numero

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Scusatemi, posso rispondere io? Onorevole Cancelleri e
  tutti i deputati
   Onorevole Milazzo, basta  Stia seduto, per favore  Sennò la faccio
  accompagnare  fuori   Abbiamo stabilito fin  dal  primo  giorno  di
  votazione che i presenti sono quelli con il tesserino inserito.

   CANCELLERI. Ma se non c'è nessuno  Non c'è  in Aula

   PRESIDENTE.  Il  tesserino  è inserito,  se  è  in  piedi  non  ha
  importanza;  se c'è il tesserino vuol dire che c'è il deputato,  di
  conseguenza

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Ma  di  chi  parliamo   Allora,  scusate  io  non  ho
  intenzione  di proseguire una seduta con questo andazzo;  per  cui,
  approvato l'articolo 3, sospendo la seduta per trenta minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.07, è ripresa alle ore 18.41)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE Spero che si prosegua con un clima diverso rispetto  al
  momento della sospensione.

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              Articolo 4
                              Definizioni

   1. Ai fini della presente legge, l''adozione' consiste in:

   a)  manutenzione delle aree pubbliche già sistemate  a  verde  dal
  comune;

   b)  sistemazione di nuove aree pubbliche da destinare a verde  con
  relativa manutenzione;

   c)  sistemazione  di  aree  pubbliche  da  destinare  ad  aree  di
  sgambature per animali.

   2.  Ai  fini  della  presente legge, per  aree destinate  a  verde
  pubblico' si intendono:

   a) aree destinate a verde dal PRG;

   b) aiuole;

   c) rotatorie abbellite da spazi a verde;

   d) piccoli giardini e aree di pertinenza delle scuole;

   e) aree ludiche attrezzate per l'infanzia.

   Comunico che sono stati presentati emendamenti all'articolo 4.  Si
  passa all'emendamento 4.2, a firma dell'onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, vorrei invitare l'Aula ad avere, al di
  là  dell'opinione che si può avere su un disegno di legge, ad avere
  più  rispetto sulle proposte che i singoli deputati presentano. Uno
  può condividere o non condividere. Può votare contro, può votare  a
  favore,  ma la prerogativa di un deputato lo mette nelle condizioni
  di  proporre  disegni di legge, e la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari ha stabilito che questo disegno di legge doveva
  essere trattato.
   E' il disegno di legge peggiore del mondo? Io le posso dire, senza
  alcuna vena polemica, che in questa legislatura, proprio in questa,
  disegni  di  legge  di questo calibro ne abbiamo  fatti  e  abbiamo
  votato  anche  urgenze su disegni di legge sulle  quali  si  poteva
  anche soprassedere. Eppure, da questa parte politica non è arrivata
  alcuna critica, né nel merito ma, soprattutto...

   CIANCIO. No, non è vero.

   MILAZZO. Onorevole Ciancio, io no.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, si rivolga alla Presidenza.

   MILAZZO. Sì, le chiedo di richiamare l'onorevole Ciancio.
   Dicevo,  almeno dalla mia parte politica questo non è  arrivato  e
  non  è arrivato nemmeno alcun apprezzamento di carattere personale,
  cosa  che  su questo disegno di legge, da parte di alcuni  deputati
  che  hanno  ruoli  di  prestigio all'interno  di  quest'Aula,  sono
  arrivati.
   Allora  io  dico, ognuno di noi ha un ruolo, ci sono i  capigruppo
  per fare questi tipi di osservazione. I garanti dell'Aula, ovvero i
  rappresentanti  dell'Ufficio di Presidenza, che si astenessero,  si
  occupassero delle questioni e delle prerogative che gli sono  state
  assegnate  e  che gli sono assegnate attraverso il  Regolamento,  e
  questo  lo  facciano  i  Capigruppo e i singoli  deputati,  ma  con
  assoluta  serenità, signor  Presidente, con assoluta  serenità.  Se
  poi  deve  essere  approvato, sarà approvato. Se  non  ci  sono  le
  condizioni, non sarà approvato.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Però, stiamo aprendo un  dibattito  su
  quello  che è successo prima? Spero di no, e poi si torni a  votare
  perché altrimenti rischiamo veramente di fare notte.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signori  assessori,   colleghi
  parlamentari, io assicuro che intervengo, ma intervengo poi non con
  tantissima voglia nel merito della questione, perché, mi creda, non
  mi  entusiasma molto l'argomento. E neanche voglio che  rimanga  la
  sensazione,  fuori  dall'Aula,  che  le  minoranze  stiano  facendo
  un'opposizione nel merito di un argomento che vale  due  minuti  di
  discussione e non più.
   Signor Presidente, la verità è che quando, - è vero quello che  ha
  detto  l'onorevole Milazzo -, ci sono argomenti che si condividono,
  ci sono cose che si possono fare subito, ci sono regole, ma c'è una
  regola fondamentale: che serve una maggioranza per governare e  per
  governare anche un'Aula.
     E  la verità è che questa maggioranza, purtroppo, non esiste, la
  verità  è  che  questa  maggioranza anche per mantenere  il  numero
  legale  deve conteggiare i tesserini di alcuni deputati che io  non
  ho  visto  per  tutta la durata della seduta, e  sfido  chiunque  a
  dimostrarmi  che non è vero, non mi mettete in condizione  di  fare
  nomi e cognomi.
   Qui dentro, in quest'Aula, ci sono tesserini che sono stati calati
  all'inizio,  forse,  dell'Aula e questi  deputati  non  li  abbiamo
  visti.  La  verità  è che questa maggioranza  non  è  in  grado  di
  garantire  il  numero  legale  e lo deve  fare  utilizzando  questi
  sotterfugi.
   Io  non mi preoccupo delle aiuole. Il consiglio che le posso dare,
  signor  Presidente, che posso dare al Governo, è di  rimandarlo  in
  Commissione e togliere, intanto, questa difficoltà in Aula,  perché
  mi aspetto che la prossima strategia delle minoranze sarà quella di
  intervenire tutti, non lo so, cioè non li forziamo i rapporti,  già
  li abbiamo i rapporti di forza, presidente Di Mauro, già li abbiamo
  forzato  troppe  volte i rapporti di forza e  siccome,  e  concludo
  signor  Presidente, siamo alle porte di assestamento  di  bilancio,
  siamo  alle  porte di finanziaria, se voi pensate di  arrivare  con
  questo clima a discutere degli strumenti finanziari, io non  lo  so
  come e quando ne usciremo. La verità è che quando non risolviamo le
  questioni, signor Presidente, - mi scusi signor Presidente, io  sto
  parlando  con  lei e gradirei che l'Assessore non la disturbasse  -
  perché  quando non risolviamo le questioni politiche, le  questioni
  fondamentali,  quando  un presidente della  Regione  non  riesce  a
  garantire  una maggioranza deve fare due cose, l'ho  già  detto:  o
  trova   soluzione   o  si  dimette   Perché  altrimenti   significa
  galleggiare
   E  quando  invece un presidente della Regione pensa di maltrattare
  le  minoranze, di avere un atteggiamento di sfottò o  di  avere  un
  atteggiamento  prevaricatore,  i conti  vengono  tutti  e  arrivano
  tutti,  è  questione solo di tempo. Questa è la mia preoccupazione,
  signor  Presidente. La mia preoccupazione è di uno  che  non  vuole
  galleggiare  e  che vuole capire che cosa fare, perché  se  io  non
  posso essere utile preferisco andarmene a casa, preferisco andare a
  votare  e  dare  un  governo  che  abbia  una  maggioranza,  signor
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.
   Però,  ripeto,  io vorrei evitare che si apra un dibattito  su  un
  argomento  che  non  è  previsto, come  dire,  per  cui,  onorevole
  Cappello, la invito a essere breve.
   Intanto,  onorevole  Dipasquale, le vorrei dire  che  imbrogli  in
  quest'Aula non se ne fanno, per cui se

   DIPASQUALE. Ci sono deputati che hanno messo il tesserino e io non
  li vedo

   PRESIDENTE. Piano, piano. Che se c'era un tesserino, anche facendo
  nomi  e  cognomi,  inserito, lo aveva inserito il  deputato  che  è
  titolare  di  quel  tesserino,  cose  diverse  da  queste  non   ne
  avvengono.

   DIPASQUALE. E teniamo la maggioranza così.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  intervengo
  semplicemente per rispondere all'onorevole Milazzo che ha invocato,
  diciamo,  il  senso di responsabilità di quest'Aula  rispetto  alla
  proposizione  di  un  disegno  di  legge  che  proviene,   appunto,
  dall'iniziativa   parlamentare   di   un   deputato,   per   dirgli
  semplicemente che quest'Aula non manca di rispetto a  nessuno,  che
  le  opposizioni e i Gruppi di minoranza, come quello che in  questo
  momento io rappresento per farne parte, non manca di rispetto né  a
  colui  che  ha presentato questo disegno di legge, né al Parlamento
  intero.
   E' ovvio, signor Presidente, che il Gruppo di minoranza, qual è il
  Movimento   Cinque   Stelle,   conduce   la   sua   battaglia    in
  contrapposizione a questo disegno di legge, utilizzando  tutti  gli
  strumenti che il Regolamento gli dà, né più e né meno.
   E'  ovvio, però, che il presidente Milazzo dovrebbe fare  i  conti
  piuttosto con una maggioranza che non c'è, e non può pretendere  di
  fare  affidamento  sulle  opposizioni che  non  condividono  questo
  disegno di legge.
   Questo,  signor Presidente, lo dico per fare chiarezza  sul  ruolo
  dell'opposizione, sul ruolo del Gruppo parlamentare che rappresento
  e su ciò che sta avvenendo oggi in quest'Aula.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggettivamente mi
  viene  un  po'  da  sorridere. Vedo già i titoli  dei  giornali  di
  domani.  Il Partito Democratico:  Musumeci si dimetta  Giù le  mani
  dalle  aiuole  . Il Movimento Cinque Stelle:  Lasciate in  pace  le
  nostre aiuole  . I comitati di tutta Italia che scendono in Sicilia
  contro  le  aiuole. Ma smettetela, colleghi  Abbiamo la possibilità
  di  approvare  una  norma, una norma di una semplicità  enorme  che
  consente di intervenire sul piano dell'arredo urbano in città dove,
  purtroppo,  per colpa di amministratori come Orlando  a  Palermo  e
  così in giro per la Sicilia, l'arredo è massacrato.
   Abbiamo  la  possibilità di approvare una legge di una  semplicità
  estrema  e ci venite a parlare dei cartellini, ci venite a  parlare
  delle  cose  che  non vanno, di  ammuini'. Il vero  ammuino'  siete
  voi   Smettetela,  uscite da questo corpo che vi siete  regalati  e
  datevi  una  condizione  di serenità perché  ci  si  possa  mettere
  veramente a lavorare.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  meravigliosamente qui a discutere di aiuole, meravigliosamente  qui
  a discutere di aiuole.
   Signor  Presidente, ho ascoltato gli interventi che ci sono  stati
  qui  di chi mi ha preceduto, l'ultimo di Figuccia che ci diceva che
  noi  siamo contro. Il problema qui non è essere contro o a  favore,
  qua  il  tema  è  un  altro: cioè, qui noi stiamo dibattendo  della
  possibilità davvero di fare leggi.
   C'è   un  passaggio  di  Figuccia  che  io  sottoscrivo  e  voglio
  sottolineare  perché è davvero rappresentativo di  quello  che  sta
  avvenendo  oggi. Lui dice:  Per una volta che abbiamo  portato  una
  legge    perché,  signor  Presidente,  questa  maggioranza,  questo
  Governo è la legge sulle aiuole, è proprio questo.
   Oggi  sono  convinto che, anzi, ed invito anche i  miei  colleghi,
  approviamola questa legge, perché questo è il manifesto  di  questa
  legislatura,  è proprio questo il manifesto di questa  legislatura.
  Voi  siete la legge sulle aiuole, voi siete ogni singola parola che
  è  scritta in quel testo lì ed ogni singola parola ed ogni  singolo
  senso  di  questa  legge, è proprio questo  Ed  io  domani,  signor
  Presidente,  se questa legge verrà approvata, terrò una  Conferenza
  Stampa  non  contro  questa legge, ma a  favore  di  questa  legge,
  ringraziando questo Governo, ringraziando questa maggioranza che ha
  portato qui alla luce di tutti quella che è la verità dei fatti. E'
  la  vostra maschera, è il vostro viso, è il vostro volto e non  c'è
  nulla  di  cui  vergognarsi. E' una legge, la state sostenendo   Ma
  siete questo  Siete questo di fronte alle innumerevoli disgrazie di
  una  Terra  che  non  ha  nulla; la legge  sulle  aiuole  è  quella
  determinante  e non arriva qui perché c'è una volontà specifica  da
  parte  del  Governo o da parte della maggioranza, arriva  in  Aula,
  signor  Presidente,  come tutte le altre  leggi  inutili  che  sono
  arrivate,  perché  non c'è nient'altro di più impegnativo,  di  più
  importante di cui discutere, perché mancano i documenti finanziari,
  perché  si aspettava all'indomani dell'approvazione del bilancio  e
  all'indomani  di  tutte le discussioni, di fare un assestamento  di
  bilancio che ancora non c'è.
   Si sta aspettando di discutere documenti finanziari in Commissione
   Bilancio   che  ancora non ci sono e ci giriamo  i  pollici,  però
  vediamo  nei  rotocalchi,  vediamo nei  giornali  le  dichiarazioni
  dell'assessore Armao che, ad esempio, ci dice:  Per la prima volta,
  dopo tanti anni, approveremo il bilancio entro i termini di legge .
  Ma dov'è il bilancio? Ma dov'è il bilancio?
   Se  tecnicamente  dovremmo avere 45 giorni  di  tempo  per  potere
  discutere,  prima  nelle  Commissioni e  poi  in  Aula,  di  questo
  bilancio  che  ancora non c'è  Visto che i 45 giorni cominciano  da
  domani  signor  Presidente, da domani  Allora  non  prendiamoci  in
  giro, io vi ringrazio per questo disegno di legge, e vi assicuro  -
  e  lo  dico  anche  ai miei colleghi, forse anche in  qualche  modo
  sorprendendoli- io ve la voto questa legge  la voto  La voto perché
  sono  convinto  che questa legge vi rappresenta,  siete  voi  e  la
  vostra  carta  di  identità e la migliore  identificazione  che  la
  Sicilia  finalmente  avrà di voi, di questo  Governo  e  di  questa
  maggioranza

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  voglio ribadire una cosa che è stata più volte detta, e vorrei  che
  il banco del Governo mi ascoltasse.
   Il  Presidente Musumeci ha detto in Aula una cosa semplice, il suo
  Governo non ha una maggioranza, ha una coalizione che lo sostiene e
  il  Presidente Musumeci non va alla ricerca di deputati, questo per
  essere  chiari.  Dopo  di  che, stasera noi  stiamo  esaminando  un
  disegno  di legge che è stato condiviso in Commissione -mi dice  il
  Presidente  Savarino- anche dai colleghi del  Movimento  5  Stelle,
  dico  la  verità,  dico la verità  Noi stasera, la  coalizione  che
  sostiene il Presidente Musumeci è composta di 30 presenze, manca il
  Presidente  Musumeci  per  impegni, ovviamente  del  suo  ruolo,  e
  qualche  collega  che ha avuto impedimenti; noi non  chiederemo  il
  voto segreto, la coalizione che sostiene il Presidente Musumeci non
  chiede  il voto segreto, se lo chiedete voi i vostri numeri saranno
  computati unitamente ai nostri.
   Allora  vi  voglio dire una cosa, noi siamo qui per rispettare  un
  ordine del giorno che è stato condiviso da tutto il Parlamento,  ci
  sono circa 9 disegni di legge, chi più chi meno importante, c'è  la
  votazione  finale  sul disegno di legge che  prevede  il  voto  per
  quanto  riguarda le elezioni dei Liberi Consorzi e se mi permettete
  ci  sono  anche  tre  norme che riguardano  il  bilancio  che  sono
  propedeutiche  al  bilancio  di previsione  che  il  Governo  dovrà
  preparare.
   Lo dico questo perché il Presidente Cancelleri non può pensare che
  si  cominci  a lavorare sul bilancio di previsione se  non  abbiamo
  approvato il rendiconto, l'assestamento e le variazioni, sono  cose
  che  vanno  di pari passo. Allora, cerchiamo di lavorare, cerchiamo
  di essere, come posso dire, responsabili dinnanzi alla gente che ci
  guarda  perché fare mancare il numero legale non credo che  sia  un
  atto responsabile di chi è qui a fare il ruolo di parlamentare,  ed
  è pagato.
   Questa sera, anche se chiedete il voto segreto, state attenti  che
  tutto  sarà  regolarmente approvato. Quindi rivolgo un  appello  ai
  colleghi affinché possiamo lavorare serenamente, approvare le  cose
  che  condividiamo, votare contro, ma approvare i disegni  di  legge
  che sono all'ordine del giorno.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  non
  intendevo  intervenire  in  questo  dibattito  che  non  trovo   né
  conducente  né utile in nessun senso, però, veramente fanno  specie
  le  parole del Vice Presidente Cancelleri che ancora una volta  non
  perde  l'occasione  di tacere difronte alla parole  che  aveva  già
  pronunciato  la Presidente della IV Commissione onorevole  Savarino
  spiegando  innanzitutto le ragioni per le quali questi  disegni  di
  legge  arrivano in Aula, con certamente non la priorità rispetto  a
  importanti  riforme,  ma  semplicemente  per  riempire   un   vuoto
  determinatosi per l'assenza per malattia dell'assessore Pierobon,
     Allora, quando non ci si ferma difronte a fatti come questi, che
  sono  sul  piano umano da valutare come importanti, credo  che  sia
  perso il valore anche del rispetto umano, ed è questo che veramente
  va stigmatizzato.
   Che poi domani faccia una conferenza stampa nel merito dicendo che
  la  maggioranza e il Governo Musumeci e il Parlamento sa fare  solo
  leggi di minore importanza, vorrei ricordare che non va né sminuito
  né  minimamente svalorizzato il lavoro fatto dai singoli  deputati,
  questo  è  veramente  inaccettabile, come se  qualcuno  qua  dentro
  avesse  la  patente di serie A per fare bene e  per  fare  bene  le
  leggi.
   Quando  governerete anche la Sicilia - penso che non ci riuscirete
  - farete meglio di noi.
   Intanto,   Presidente,  adesso  -  e  l'abbiamo   già   annunciato
  attraverso i nostri comunicati stampa - possiamo dire non  soltanto
  che  abbiamo un iter già incardinato di importanti disegni di legge
  che  sono  propedeutici  al bilancio, che non  può  essere  appunto
  incardinato   neanche  in  Commissione  se  non  ci   sono   questi
  provvedimenti  approvati dall'Aula, ma oggi è arrivato,  al  di  là
  delle cornacchie che possano strombazzare e potevano strombazzare e
  gufavano  anche contro, anche il disegno di legge sui  rifiuti.  Si
  tratta  di  una importante riforma che questo Governo  ha  avviato,
  perché  c'è un Governo del cambiamento che non cambia nulla,  e  se
  cambia qualcosa in negativo, poi c'è anche il Governo delle riforme
  e il Governo Musumeci.
   Lo  dico con orgoglio, è il Governo delle riforme, il Governo  che
  renderà normale la nostra Sicilia, fuori dagli agguati, quindi.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  riprendiamo   l'esame   degli
  articoli.  Eravamo  all'articolo 4, al  quale  è  stato  presentato
  dall'onorevole  Lupo  l'emendamento il 4.2 soppressivo  dell'intero
  articolo. Onorevole Lupo lo mantiene?

   LUPO. Sì, Presidente, con richiesta di voto segreto.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 4.2
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso;
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti         .59
   Votanti            55
   Maggioranza        28
   Favorevoli         29
   Contrari           26

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  a  questo  punto,  essendo  stato   bocciato
  l'articolo 4, ci dobbiamo fermare per forza per capire come  andare
  avanti, quindi aspettiamo un attimo che gli Uffici stanno valutando
  cosa potere fare, ma mi sa che dobbiamo rinviare.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'attesa che  gli
  Uffici  definiscano se questo disegno di legge senza  l'articolo  4
  può  andare  bene,  articolo che comunque parla delle  definizioni,
  quindi,  volendo,  se ne può anche fare a meno,  e  valuteranno  se
  possiamo  andare avanti, vorrei intanto ribadire che non  ho  nulla
  contro  la  protezione del patrimonio arboreo e  delle  aiuole,  ci
  mancherebbe.
   Rimango un po' perplessa sulla necessità della legge però,  se  la
  Commissione,  i  colleghi  e  la Conferenza  dei  Capigruppo  hanno
  valutato,   ben   venga.  Ben  venga  perché  in   questi   giorni,
  personalmente, sto aderendo ad una iniziativa che si chiama  Alberi
  per il futuro , quindi anche noi vogliamo puntare sul miglioramento
  del   patrimonio   arboreo,   perché  crediamo   che   i   fenomeni
  climalteranti  di  cui siamo succubi in questo periodo,  purtroppo,
  addivengono da una scarsa attenzione del verde, ed anche del  verde
  all'interno delle città.
   Oggi  possiamo  fare entrare a pieno titolo queste  iniziative  di
  adozione e le vediamo anche sui social.
   Signor Presidente, io poco più di due anni fa, a titolo personale,
  in rappresentanza di una associazione, ho adottato un'ampia area di
  perequazione urbana abbandonata che era ridotta a poco più che  una
  discarica,  con  l'aiuto di alcuni volontari abbiamo  riqualificato
  questa  area, se qualcuno la vuole cercare su Facebook,  si  chiama
  Parco  giochi  Iqbal Masih, e abbiamo operato  in  un  comune,  con
  un'Amministrazione che non era politicamente legata al  mio  Gruppo
  parlamentare, dove abbiamo trovato un regolamento del tutto  simile
  a  questa  norma  che,  se  serve ad  estenderla  ad  altri  comuni
  inadempienti, ben venga.
   Ora mi chiedo, dato che gli Uffici si occuperanno di verificare se
  si  possa  proseguire  con i lavori, chiedo che  verifichino  pure,
  qualora la norma dovesse essere approvata, se avrebbe degli effetti
  retroattivi.  A  questo  punto mi chiedo se  chi  ha  già  adottato
  un'area di perequazione urbana, una rotonda con un contratto, e  ha
  già  fatto  degli investimenti, debba andare a fare delle modifiche
  sulla base di quello che decideremo, e se lo riterrete opportuno di
  riportare in Commissione la proposta di legge per andare a definire
  questo  aspetto,  che  è di non poca rilevanza  dato  che,  ripeto,
  almeno  nel  territorio  catanese ci sono  centinaia  di  aree  già
  adottate, con dei contratti biennali che vengono rinnovati ogni due
  anni  con  il silenzio-assenso, e già regolamentate. Quindi,  se  i
  regolamenti già esistenti devono essere modificati, atteso che  già
  ne  esistono  e  sono  del  tutto  simili  alla  norma  che  stiamo
  trattando.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Rapidamente,  onorevole  Barbagallo,
  perché,  comunque,  dobbiamo  chiudere  l'Aula.  Ci  aggiorniamo  a
  martedì  prossimo,  così  gli  Uffici  e  la  Presidente  della  IV
  Commissione  possano  valutare quello che  è  stato  fatto,  e  poi
  martedì  mattina riprendiamo tutto. Non do più la parola,  soltanto
  all'onorevole Barbagallo. Solo se per motivi personali, se è per la
  legge non lo possiamo più fare.

   BARBAGALLO. Signor Presidente io prendo atto della decisione della
  Presidenza  dell'Assemblea.  Il  mio  intervento  vuole  essere  di
  supporto a questa decisione.
   Stasera  c'è  stato  un  dibattito in Aula che  ha  riguardato  le
  procedure.  Io volevo fare un intervento nel merito.  Questa  legge
  entra  nel  merito  di  evidenti funzioni amministrative  assegnate
  dall'articolo  118  della  Costituzione  ai  comuni.   Siccome   la
  Presidenza  dell'Assemblea  valuterà  se  rimandare  il  testo   in
  Commissione, io vorrei far notare che ci sono palesemente parti  di
  articoli che ancora si devono votare, che ledono le prerogative dei
  comuni ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione.
   Come   lei   sa,   Presidente,  con  la   modifica   della   legge
  costituzionale n. 3 del 2001, il principio del parallelismo è stato
  sostituito dal principio di sussidiarietà. Prima l'ente  che  aveva
  la potestà legislativa - assessore Grasso - aveva anche la funzione
  legislativa. Oggi le funzioni legislative sono assegnate ai comuni,
  quindi  una  legge,  assessore Grasso, non può mai  prevedere  come
  prevede  questo disegno di legge all'articolo 5 che sia il  settore
  urbanistico  al  comma  1,  piuttosto  che  il  settore  ai  lavori
  pubblici,   perché   la  competenza  è  propria   del   sindaco   e
  dell'organizzazione comunale. Così come il comma 1 dell'articolo  6
  obbliga  il Comune ad adottare, a seguito del pagamento o  meno,  è
  una  competenza del Comune decidere se la titolarità deve essere  a
  titolo  oneroso oppure gratuito. Io pregherei anche gli  Uffici  di
  fare una verifica sotto questo profilo, perché ho l'impressione che
  da questo punto di vista sia totalmente sballato.


                          Per fatto personale

   SUNSERI. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Soltanto  un  intervento  su  motivi
  personali, sul disegno di legge non do più la parola.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo sul
  disegno  di legge, anche perché non è di mio interesse, ne  abbiamo
  già  discusso.  Volevo  raccontarle un aneddoto,  una  cosa  che  è
  successa   nelle  scorse  settimane  -  le  richiedo  l'attenzione,
  Presidente.
   Premesso che il Gruppo del Movimento Cinque Stelle è assolutamente
  a  favore delle dirette in streaming all'interno delle Commissioni,
  cosa  più volte esplicitata, e premesso che lei passerà alla storia
  per  chi  ha  negato le dirette streaming in quest'Assemblea  nelle
  Commissioni,  voglio  denunciare un fatto  che  ho  scoperto  nelle
  settimane passate.
   Sono  andato  a  richiedere  un audio  di  un  mio  intervento  in
  Commissione, pensando di poterlo ottenere, e mi è stato negato.  Ho
  scoperto  invece che l'onorevole Lo Curto ha condiviso l'audio  del
  proprio intervento in modo strumentale, politico e denigratorio nei
  confronti  di  una  nostra collega preso da una delle  Commissioni,
  precisamente dalla Commissione V - non so se l'onorevole  Lo  Curto
  si  è registrata da sola e lo ha condiviso, o l'audio proviene  dal
  sistema della Commissione.
   Presidente, se questa cosa è consentita me lo dirà lei,  e  allora
  sarà ovvio che dobbiamo avere accesso agli audio delle Commissioni.
   Se  questa  cosa  invece non è consentita,  la  prego  di  vietare
  un'azione del genere.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sunseri, mi  spiace  molto  quello  che  è
  successo,  è  ovvio che ognuno può andare a chiedere i resoconti  o
  l'audio  dei  propri  interventi,  per  cui  verificheremo  cosa  è
  accaduto.  Mi  dispiace per questo episodio e tutta l'Assemblea  le
  chiede scusa.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  volevo raccontare a tutti una storia molto bella, affascinante, una
  storia  da  bambini, una storia puerile perché ha tratti grotteschi
  di  una storia che non dovrebbe appartenere qui dentro, né a uomini
  e  donne  di  una certa età, e per la quale ringrazio il Presidente
  della V Commissione, Luca Sammartino, che è stato uno di quelli che
  invece  ha  difeso  l'opportunità parlamentare  di  potere  portare
  avanti questo disegno di legge.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   CANCELLERI.   Mi  riferisco  al  disegno  di  legge  sui   parchi,
  Presidente.
   Il  Movimento Cinque Stelle, primo firmatario il sottoscritto, con
  il  disegno di legge n. 256 ha iniziato l'iter per portare i Parchi
  archeologici siciliani ad avere la stessa natura giuridica  che  ha
  il Parco di Agrigento.
   Il Parco di Agrigento, finalmente, è ripartito perché non è più  a
  finanza derivata, non deve più allattata da  mamma Regione , con un
  manager che in qualche modo riesce ad avviare le giuste pratiche  è
  riuscito  finalmente a diventare un punto di riferimento, non  solo
  per  l'arte  e  per i turisti, che trovano i posti ben  curati  con
  prodotti  siciliani  a  chilometro zero, e  dunque  non  invasi  da
  merchandising  di  dubbia  qualità  e  di  dubbia  provenienza,  ma
  soprattutto  riesce  anche a fare attività di affitto  dei  luoghi,
  come  ad esempio il più rinomato  Google camp  - appuntamento ormai
  annuale - che frutta parecchi soldi al parco, e altre cose,  mentre
  gli  altri  purtroppo  vivono  una  situazione  di  disagio  e   di
  disgrazia.
   L'anno  scorso,  durante la campagna elettorale  delle  regionali,
  proprio con l'allora Vicepremier Luigi Di Maio, andammo a Selinunte
  e  trovammo, il 15 di Agosto, l'erba alta che copriva le pietre dei
  reperti  archeologici.  Abbiamo  fatto  una  denuncia  sui   social
  network, e il Direttore il giorno dopo mi ha risposto dicendomi che
  loro stavano provvedendo a tagliarla. Ecco, una risposta che sa più
  di beffa rispetto a tutto il resto.
   Ma  dove  vogliamo  arrivare Presidente?  Vogliamo  arrivare  qui
  Perché  la  settimana scorsa vedo  sbandierare  in pompa magna  sui
  giornali che il Governo Musumeci ha varato un disegno di legge  per
  l'autonomia  dei  parchi  in  Sicilia,  con  una  intervista  anche
  all'assessore  Tusa  -  al  quale  io  riconosco  grandi   capacità
  collaborative  -  e  con  lui  abbiamo  fatto  tanto  e  spero  che
  continueremo a fare tanto, e quel disegno di legge che è già  stato
  approvato   in  V  Commissione,  che  adesso  è  al  vaglio   della
  Commissione  Bilancio, è nato grazie anche ai suoi di  emendamenti.
  Invece  lui cosa fa? Prende questo emendamento, fanno una  delibera
  di  Giunta,  approvano  in Giunta questo  disegno  di  legge  e  lo
  presentano con il numero 421.
   Presidente,  non  le dico che è assolutamente identico  perché  le
  parole  ovviamente  sono state cambiate, ma il senso  giuridico  di
  quella  norma  è assolutamente uguale, per questo le parlo  di  una
  storia da bambini, perché non si può andare a copiare un disegno di
  legge, fra l'altro concordato già con un Assessore, che continuo  a
  ringraziare  per  le  capacità di collaborare quando,  invece,  già
  quell'iter  era  avviato.  Cosa succede dall'altra  parte?  Che  in
  Commissione   Bilancio   non   arrivano   le   relazioni   tecniche
  dell'Assessorato  e li, visto che ogni tanto si  parla  di  manine,
  vorrei  capire  la manina che blocca queste relazioni,  perché,  se
  andassimo ad approvare quel disegno di legge diventerebbe già legge
  di  questa  Regione.  Invece non si sta  facendo,  perché  dobbiamo
  confezionare per forza il disegno di legge del Governo.
   Ora,  io qui entro nel campo delle considerazioni personali  e  le
  lascio   a  voi.  Qualcuno  si  arrabbierà,  qualcuno  sarà  invece
  d'accordo  con me, però le dico una cosa - lo ripeto per  la  terza
  volta - ho troppa stima dell'Assessore Tusa per potere pensare  che
  sia  lui  l'artefice di una situazione del genere,  che  lui  abbia
  voluto fortemente presentare il disegno di legge. Sono convinto che
  non  è stato lui e glielo riconosco. Non vorrei fosse il Presidente
  della  Regione  però  a volere pensare invece  che  qualunque  cosa
  proviene  dalle  opposizioni,  che  qualunque  cosa  proviene   dal
  Movimento  Cinque Stelle non sia buona a diventare legge di  questa
  Regione,  perché  qui  saremmo davvero  di  fronte  ad  un  insulto
  istituzionale e politico, ma soprattutto ad un grave  fatto  che  è
  quello di ledere i bisogni e gli interessi dei siciliani. Io questo
  in tal caso non lo potrei accettare. Grazie.

   LO CURTO Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo mi fa anche
  piacere  essere citata con tale veemenza e in tale circostanza  dal
  collega  di  cui  non  ricordo  il nome  del  Movimento  5  Stelle.
  Evidentemente significa che ciò che io discuto, anche attraverso  i
  social,  con  chi ha diritto ad essere informato dell'attività  dei
  parlamentari,  è oggetto di attenzione da parte di costoro  che  si
  permettono  di stigmatizzare perché sono abituati a pensare  invece
  che  tutte  le persone che hanno il dovere dell'informazione  siano
   puttane  e pennivendole'. Ne consegue che da costoro non  può  che
  venire  a me una grande ondata di orgoglio nella misura in  cui  si
  riferisce  di  un intervento che io ho pubblicato sul  mio  profilo
  Facebook,  e  certamente fa capo all'attività  che  i  parlamentari
  della  V  Commissione,  quelli  del  Movimento  Cinque  Stelle   in
  particolare,  si  sono  astenuti di  fronte  al  parere  che  la  V
  Commissione  doveva rendere sul piano di sviluppo territoriale,  ed
  era   propedeutico  alla  stesura  del  bando  per  la   promozione
  territoriale che serviva a fare il bando per Birgi e per Comiso. Ne
  consegue - io in quella circostanza ho detto la verità - che questi
  deputati,  anche della provincia di Trapani, anche della  provincia
  di Ragusa, presenti in Commissione, si sono astenuti. Ciò significa
  che  hanno  buttato la maschera. Perché, piuttosto che  pensare  al
  bene del proprio Territorio, a salvare la più grande infrastruttura
  del  proprio Territorio, si sono avvalsi della facoltà di astenersi
  per principio, per fatto strumentale, politico.
   Ritengo  che questo atteggiamento sia da condannare, lo ribadisco,
  che  è censurabile sotto il profilo morale, del compito e del ruolo
  e  delle  funzioni  che  sono proprie del deputato  e,  certamente,
  questa  verità  fa  tanto  male da avere  chiamato  in  causa  oggi
  l'onorevole  Lo  Curto  che nulla ha fatto  se  non  registrare  il
  proprio  intervento,  dare  conto  ai  propri  elettori,  con   una
  differenza, che io sono quella che dico la verità, cioè  mi  sforzo
  con  tutto il cuore, con tutta l'anima e in piena coscienza di fare
  il  mio  dovere. Perché nei lavori di Commissione mi capita,  anche
  oggi  l'ho  fatto  in IV Commissione, di apprezzare  favorevolmente
  emendamenti   proposti   dall'onorevole  Palmeri,   piuttosto   che
  dall'onorevole Trizzino, perché io faccio il mio dovere,  è  questa
  la  sostanziale differenza tra l'onorevole Lo Curto e colui che dai
  banchi del Cinque Stelle mi ha citata.
   Ne  ho  tanto  onore  di questa citazione, mi  fa  molto  piacere,
  significa  che faccio bene, e continuerò a farlo il mio dovere  con
  lealtà  e  convinzione nei confronti del popolo siciliano al  quale
  sono  assolutamente  e doverosamente legata da un  profondo  valore
  morale.   E'   questo  il  senso  dell'impegno  con   cui   intendo
  rappresentare la mia azione politica in questi anni, e l'ho  sempre
  fatto,  ne  consegue che - ripeto - nell'era dei  social,  dove  la
  piattaforma  Rousseau dovrebbe esautorare i compiti del Parlamento,
  e  quindi mettere ko ogni forma di democrazia sostanziale, si  vede
  male  invece  l'opinione di un deputato che ha il coraggio  di  non
  fermarsi  mai, se non di fronte a ciò che ritiene che debba  essere
  posto  a ostacolo della propria coscienza. Ed io sono una di quelle
  che  va  sempre  avanti, vado avanti sapendo che non  ho  scheletri
  negli  armadi, che faccio il mio dovere, che sono presente in Aula,
  che  sono  presente nelle Commissioni, che presidio i  rapporti  di
  democrazia,  di  libertà  e i diritti di libertà  e  di  democrazia
  all'informazione,  a  ciò  che è giusto  che  i  cittadini  debbano
  sapere.
   Può  darsi che io sia scomoda a voi, ma se sono scomoda a  voi  ho
  fatto  anche di più di quello che è il mio dovere, perché  comunque
  voi non siete una forza politica democratica, voi siete espressione
  del  nulla  politico  che  nasce dalla  pancia  di  un  Paese  che,
  probabilmente,  una  classe politica che c'è stata  non  ha  saputo
  adeguatamente promuovere e governare in modo corretto, ma voi siete
  della  politica  la  peggiore espressione sul piano  proprio  delle
  azioni  moralmente  e politicamente in grado di  rappresentare  gli
  interessi del popolo siciliano.


                        Sull'ordine dei lavori

   SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  noi
  abbiamo esaminato già velocemente il testo, ma è giusto e comprendo
  che  gli Uffici lo vogliano fare in maniera più puntuale, e  questo
  approfondimento  può essere utile a tutti, se il disegno  di  legge
  rimane in piedi con l'abrogazione dell'articolo 4 - e noi riteniamo
  di  sì - ritengo che da martedì si possa continuare, perché era  un
  articolo  che  dava delle definizioni e poi nel merito l'articolato
  ci entrava.
   Ribadisco  che  è  un  disegno di legge  parlamentare  e  non  del
  Governo,  che  questo disegno di legge ha avuto il  contributo  dei
  colleghi dell'opposizione e che quindi può solo migliorare, con  il
  contributo ulteriore in Aula e, ripeto, serve per il decoro urbano.
  Per  cui  ritengo  che  sia utile trovare una breve  parentesi  per
  approvare  un  disegno  di legge parlamentare,  in  attesa  che  le
  priorità, che peraltro anche nella Commissione che mi compete  oggi
  hanno  avuto  spazio,  come veniva ricordato dai  colleghi  con  il
  disegno  di legge sui rifiuti approvato, che è una legge  organica,
  arrivino in questa Aula.
   Se  fosse possibile, signor Presidente, le chiedo questa cortesia,
  siccome prima del disegno di legge sull'adozione degli spazi  verdi
  c'era   all'ordine   del  giorno  il  disegno  di   legge,   sempre
  parlamentare, sui parcheggi di interscambio, ed era stato richiesto
  il   parere  in  Aula  dell'assessore  al  ramo,  essendo  presente
  l'assessore  Falcone, se lei è d'accordo acquisirei il  suo  parere
  per poi continuare nel voto la prossima settimana.

   PRESIDENTE. Presidente Savarino, il Presidente Micciché  ha  detto
  in  Aula,  e non ci sono stati in questo senso pareri contrari,  di
  rinviare  l'Aula a martedì prossimo, si è data la parola ad  alcuni
  colleghi  per  un fatto personale, quindi la votazione  è  rinviata
  alla prossima settimana.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ARICO'. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  a  noi  dispiace
  l'epilogo di questa sera, era una legge che sembrava semplice, come
  ha  detto  bene  il Presidente Savarino, però, il Governo  si  deve
  misurare  su  altro. L'abbiamo ripetuto con forza, da  oggi  questo
  Parlamento  avrà  la possibilità di approvare il disegno  di  legge
  governativo sul riordino dei rifiuti.
   Seconda  cosa:  dalla prossima settimana già le Commissioni  hanno
  calendarizzato il disegno di legge governativo, dopo  i  fatti  che
  hanno  contraddistinto due settimane fa, eravamo qui,  per  parlare
  dell'abusivismo edilizio, del dissesto idrogeologico,  e  purtroppo
  ancora  oggi non ne parla nessuno. Quei dodici morti sono diventati
  tredici   in  queste  due  settimane,  perché  il  medico  disperso
  purtroppo  non  ce l'ha fatta ed oggi invece, per fare  un  po'  di
  chiarezza politica e di verità politica, noi leggiamo su  tutte  le
  testate  nazionali, leggo la stampa, naturalmente quella  nazionale
   Maggioranza battuta su Ischia, il Movimento Cinque Stelle caccia i
  senatori  ribelli .  Quindi, mentre la  Sicilia  vuole  cercare  di
  riorganizzare  e  di dare un segno tangibile, il  Governo  Musumeci
  sull'abusivismo,  contro  l'abusivismo, per  salvare  le  vite,  in
  Parlamento  nazionale i Cinque Stelle fanno sì che si  vada  avanti
  contro  l'abusivismo.  Andiamo avanti, Il Messaggero:   Il  ribelle
  Movimento  Cinque  Stelle affossa il condono per  Ischia.  Ira  dei
  vertici. Via in due.  Eccetera, eccetera,  I gialloverdi battuti al
  Senato sul condono. Fronda  eccetera, eccetera.
   E  allora,  signor Presidente, non possiamo noi essere  giudicati,
  lei  ha  detto  bene  anche nell'intervento,  l'abbiamo  detto  fin
  dall'inizio,  credo di essere stato il primo ad  averlo  detto  che
  questa  Aula non ha una maggioranza, ha una coalizione che sostiene
  il  Governo  e non ne cerchiamo altri, dopo di che presentiamo  dei
  disegni di legge che riteniamo possano migliorare la vivibilità dei
  siciliani,  ma  questa  è la verità. Il Governo,  naturalmente,  si
  confronterà  su disegni di legge ben più importanti, abbiamo  detto
  quello sui rifiuti, abbiamo al palo quello sull'abusivismo edilizio
  e  sul  dissesto idrogeologico, dopo di che potevamo oggi approvare
  tre  leggine, come ha detto bene l'onorevole Savarino, che potevano
  anche  dare un miglioramento alla vivibilità dei territori, non  ce
  l'abbiamo fatta.
   Forse  siamo entrati in uno scontro politico che queste leggi  non
  meritavano, proprio per la semplicità delle norme che andavamo  per
  approvare, lo rivedremo martedì, ma speriamo di continuare non solo
  con  la  legge che abbiamo sospeso, ma già con la legge sui rifiuti
  che riteniamo sia di fondamentale importanza per la Sicilia.

   DE LUCA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Ricordo   all'Aula  che  per  le  comunicazioni  rese   ai   sensi
  dell'articolo  83,  comma  2,  del  Regolamento  interno,  si   può
  intervenire per trenta minuti.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  grazie  per  la
  parola   concessami.   Beh,   io   volevo   semplicemente   portare
  all'attenzione di quest'Aula e del Governo, che oggi,  per  carità,
  ha  discusso  di  una legge, ma non ha di certo,  indipendentemente
  dall'esito, centrato uno dei grandi problemi di questa Regione,  ed
  ha  perso l'ennesima occasione di indirizzare la propria attenzione
  a  problemi importanti in un giorno in cui la stampa ci comunica la
  pubblicazione del nono atlante dell'infanzia a rischio, uno  studio
  pubblicato e commissionato da Save the Children, che ci rassegna un
  dato allarmante, che non avrei mai immaginato di dover leggere.
   Questo  studio certifica che il 42 percento dei bambini che vivono
  in Sicilia, versano in condizioni di povertà relativa. Io credo che
  questo sia un dato assolutamente allarmante, certifica anche che il
  36,6  percento  di questi bambini vivono nelle aree  metropolitane,
  quindi stiamo parlando di Messina, di Catania e di Palermo,  e  che
  questi bambini non hanno nemmeno l'accesso ad Internet.
   Il  divario  è  abissale all'interno delle stesse  periferie,  per
  esempio, a Palermo abbiamo zone in cui questa incidenza è  del  2,2
  percento,  e  quartieri in cui invece questa  incidenza  è  del  23
  percento. Per cui, nel lanciare questo grido d'allarme, che  poi  è
  stato certificato, appunto, da un organismo internazionale, e che è
  stato   pubblicato  direttamente  a  cura  della  Treccani,  vorrei
  invitare  questo Governo ad occuparsi direttamente  di  misure  che
  siano volte - se riteniamo che i bambini siciliani siano il futuro,
  e  se  non  vogliamo  continuare a lamentarci  che  superata  l'età
  adolescenziale,  questi  debbano rivolgere  la  propria  attenzione
  all'illegalità o a dover andare via da questa Terra - di iniziare a
  concentrare   le  nostre  forze,  le  nostre  energie,   sia   come
  Parlamento,  che  come Governo, per cercare di  dare  un  futuro  a
  questi ragazzi perché il presente già gliel'abbiamo bruciato.

   LUPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli colleghi.
  Intervengo perché più volte in quest'Aula, in questi mesi,  abbiamo
  sentito rappresentanti del Governo dire "questo Governo non ha  una
  maggioranza e quindi in qualche modo non si può andare avanti".
   Voglio   chiarire  l'opposizione  del  Partito  Democratico.   Noi
  chiediamo  che  quest'Aula, intanto, metta  all'ordine  del  giorno
  leggi  davvero prioritarie ed importanti per la Sicilia.  Dopodiché
  si  attivi nelle sedi istituzionali un confronto serio per  trovare
  la  condivisione attorno a temi davvero strategici per lo  sviluppo
  di questa Terra.
   Per  esempio,  noi  abbiamo da mesi, giacente in  Commissione,  un
  disegno  di legge che riguarda la riforma del settore del  turismo.
  E'   un  disegno  di  legge  presentato  dal  Partito  Democratico,
  chiediamo  che  questo disegno di legge possa essere  quanto  prima
  esaminato  e,  ovviamente, saremmo anche ben  contenti  di  poterlo
  affrontare  insieme  per un esame attento  in  quest'Aula,  ma  per
  approvare  una  legge davvero utile di cui la  Sicilia  ha  bisogno
  considerato  che,  avendo autonomia speciale, le leggi  di  riforma
  nazionale  non  sono  state  recepite,  e  abbiamo  un  ordinamento
  regionale che è fermo all'anno zero.
   Rispetto alle leggine che, invece, sono all'ordine del giorno,  io
  proporrei  una Conferenza dei Capigruppo per un esame  attento  dei
  disegni di legge che davvero meritano una priorità. Perdere  tempo,
  uso questa espressione, per esaminare un disegno di legge che parla
  di  norme per l'affidamento in adozione delle aiuole e spazi  verdi
  da   parte  della  amministrazioni  comunali  siciliane,  lo  trovo
  sbagliato,  quando ci sono altri disegni di legge che  invece  sono
  davvero   importanti   per  i  contenuti  che  rappresentano,   per
  migliorare  le  condizioni  di  vita  dei  cittadini  della  nostra
  Regione.
   Perché questo disegno di legge è inutile, perché quello che qui  è
  scritto, i Comuni possono già farlo, non è che c'è un divieto posto
  in  capo  ai  Comuni di emanare un regolamento per  poter  affidare
  delle  aree  verdi ai cittadini che se ne vogliono  prendere  cura.
  Qual   è  l'utilità  di  fare  una  legge  regionale  per  ribadire
  l'ovvietà, le cose che già si possono fare, che per di più sono  di
  competenza   delle  amministrazioni  comunali,   e   noi   dobbiamo
  necessariamente intervenire per normare inutilmente un settore  che
  non ne ha assolutamente bisogno.
   Allora, il nostro atteggiamento è quello di un Gruppo parlamentare
  che  vuole  lavorare, costruire, approvare buone leggi  per  questa
  Sicilia. Non ci troverete mai d'accordo invece, signori di Governo,
  tutte  le volte in cui ci proporrete leggi inutili o leggi,  peggio
  ancora,  dannose  per la nostra Regione. Dopodiché,  il  Presidente
  della  Regione  ne  tragga le conseguenze. Deve  dirci  se  e  come
  intende  andare avanti e proseguire questa legislatura, perché  non
  si  può  più  ascoltare il Governo dire "eh, ma noi non abbiamo  la
  maggioranza".
   Si  apra  un confronto reale per il bene della Regione, oppure  ne
  tragga  davvero  le  conseguenze, ma  soprattutto  il  Governo  non
  ritenga  prioritarie  leggi inutili o peggio dannose,  come  questa
  sulle  aiuole di cui questo Parlamento oggi si è occupato  perdendo
  un pomeriggio.
   Grazie signor Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, io credo che all'ordine del giorno  ci
  sono   disegni   di  legge  importanti,  come  l'assestamento,   il
  rendiconto, le variazioni di bilancio e questo disegno di legge  di
  cui tanto stasera si è polemizzato, non è certamente un disegno  di
  legge  dannoso. È un disegno di legge che la Commissione,  compreso
  il  Movimento  Cinque Stelle, ha voluto approvare  e  proporre  per
  l'Aula  e  che, se approvato, certamente non sconvolge,  ma  da  un
  indirizzo alle amministrazioni comunali.
   Si è voluta fare una polemica esagerata, la riproporremo nel corso
  della  prossima seduta di martedì, ma certamente le cose importanti
  ci sono all'ordine del giorno. Anche lo stesso disegno di legge sui
  rifiuti che è stato approvato, credo che sia un disegno di legge di
  svolta.
   Però dobbiamo essere consapevoli che se si chiede continuamente il
  numero legale, il Parlamento non può lavorare. Noi sappiamo che non
  siamo  in  maggioranza assoluta, lo abbiamo detto più volte,  e  ci
  appelliamo al vostro buon senso, di lavorare e di votare. Ma se  su
  un disegno di legge come le aiuole si fa tutta questa confusione  e
  critica,  evidentemente,  non c'è voglia di  lavorare.  Questo,  mi
  permetto  di  dirle,  onorevole Lupo, è un tema  che  dobbiamo  con
  coscienza  affrontare  perché c'è qualcuno  che  ci  guarda  mentre
  lavoriamo.

   SAVARINO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in IV Commissione
  l'Anci  è venuta a dirci che questo disegno di legge era utile,  ci
  ha  dato anche delle sollecitazioni che noi abbiamo recepito. Ci  è
  stato segnalato che molti comuni non hanno neanche i dipendenti per
  potere fare un regolamento comunale necessario per l'adozione delle
  aiuole,  e  molti dirigenti non sono, anzi negano l'adozione  delle
  aiuole e degli spazi verdi che restano incoltivati. È un disegno di
  legge  che aiuta, abbiamo messo anche gli orti condivisi,  e  tante
  altre sollecitazioni che sono arrivate anche dall'Anci.
   Vorrei dire, sommessamente, e non mi sono permessa di criticare la
  priorità  del Partito Democratico quando l'ha messa sul disegno  di
  legge   dell'operazione  Husky,  che  quest'Aula   ha   votato   su
  sollecitazione del PD, e non abbiamo alzato le barricate  ritenendo
  che  fosse non assolutamente emergenziale e urgente per quest'Aula.
  È  chiaro  che ci sono disegni di legge parlamentari che rispondono
  ad  alcune  sensibilità,  che coprono dei  vuoti  legislativi,  che
  semplificano  l'amministrazione,  che  aiutano  il  cittadino,  che
  aiutano  in  questo  caso il decoro urbano, e questo  tasto  va  in
  questo senso.
   Ripeto  e ribadisco per l'ultima volta - e non lo dirò più  -  che
  abbiamo  riempito  anche un vuoto organizzativo della  Commissione,
  perché  abbiamo avuto due settimane di sospensione  a  causa  della
  malattia dell'Assessore Pierobon su un tema che, invece, è  urgente
  ed  emergenziale e che oggi abbiamo approvato, il disegno di  legge
  sui  rifiuti.  Abbiamo colmato queste due settimane,  non  potevamo
  inserire un'altra, che sappiamo essere una nostra priorità,  che  è
  la  legge  sulla  modifica degli appalti che  aiuta  le  imprese  a
  lavorare  meglio, non potevamo inserire la legge sulle riserve  sui
  parchi,  che  aveva  bisogno  di  un'istruttoria  lunghissima,  non
  potevamo inserire la legge sull'urbanistica in due settimane

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Savarino.

   SAVARINO.  Potevamo  inserire leggi che avevano  bisogno  di  poca
  istruttoria  e che non erano aggravate da costi aggiuntivi.  Questo
  lo  dico  perché  voglio tutelare, non il mio lavoro,  perché  poco
  conta,  ma  voglio  tutelare il rispetto e il lavoro  di  un'intera
  Commissione  che anche su questo disegno di legge  ha  lavorato  in
  maniera  coesa  e  collaborando  per  migliorare  il  servizio  dei
  cittadini siciliani.

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  apprezzato  le
  parole  con  cui lei ha concluso il suo breve intervento  poco  fa,
  dove  ha detto ai deputati di fare attenzione perché la Sicilia  ci
  guarda e si aspetta delle cose da noi.
   Mentre noi discutiamo di questa cosa e magari vengono fuori anche
  qualcuno  si toglie qualche sassolino dalle scarpe e si  straparla,
  ci  sono  degli argomenti davvero drammatici e cioè quello che  lei
  conosce  molto  bene. Io la ringrazio per avere  seguito  i  lavori
  della  I  Commissione dove, veramente, con una fatica  enorme  -  e
  ringrazio  i  pochi  colleghi che sono sempre  presenti  -  si  sta
  portando avanti una questione che non è un tappa buchi, che  non  è
  una  richiesta  così  a  caso,  che è quella  della  riforma  degli
  Istituti  di  pubblica assistenza e beneficenza. Dico,  lentamente,
  perché  lei  collega  -  mi rivolgo non come  Presidente,  ma  come
  collega  - sa che non si riesce ad andare avanti se non per qualche
  articolo  a settimana, siamo arrivati quasi alla fine e  adesso  ci
  sarà un passaggio in Commissione Bilancio.
   Oggi,  dopo  la  Commissione, con l'onorevole Pellegrino,  abbiamo
  ricevuto  una piccola delegazione rappresentativa di una sofferenza
  immane  che  alcune persone, i dipendenti di queste  strutture  che
  continuano, alcune ad operare con gli anziani ed inabili, altri  ad
  aspettare  e  capire  cosa succederà del loro futuro,  perché  sono
  veramente  allo  stremo e li abbiamo, e mi assumo la responsabilità
  nonostante  abbia  perorato  la causa,  di  un  cul-de-sac  davvero
  terrificante.
   Abbiamo  circa 800 persone con un contratto pubblico, enti  locali
  che  non possono ricevere alcun genere di sussidio perché risultano
  essere  dipendenti pubblici e, quindi, l'Inps non gli riconosce  né
  la  Naspi,  la disoccupazione, nessun aiuto, che non hanno  diritto
  all'ISEE,  che  non  hanno diritto agli aiuti che  eventualmente  i
  comuni  possono dare e che sono alla canna del gas. Oggi  ci  hanno
  implorati,  non solo di andare avanti nella riforma,  ma  anche  di
  trovare  una misura che nella finanziaria possa essere un  sussidio
  immediato.
   Qui,  signor  Presidente,  parliamo di persone  che  non  ricevono
  stipendi  da  decine di mesi, che si fanno aiutare dai loro  figli,
  dai  parenti, per portare una busta di spesa a casa, sono i  poveri
  più poveri che non hanno neppure riferimenti pubblici a cui potersi
  rivolgere,  perché non possono godere di alcun diritto e  che  sono
  stati incastrati da leggi regionali. Paradossalmente avrebbero  gli
  stessi diritti che tanti dipendenti pubblici in Sicilia hanno, come
  i  dipendenti comunali, come i precari, come i Pip, come quelli che
  sono  alla Resais, eppure, signor Presidente, non hanno davvero  di
  che vivere e purtroppo, devo dire, in assessorato alla famiglia  si
  continua a parlare di tutto tranne che di questo argomento.  Tant'è
  che  ci hanno rappresentato che neppure il misero contributo di  un
  milione  e  seicento  mila  euro che  abbiamo  messo  nella  scorsa
  legislatura  può essere goduto da questi enti, come previsto  dalla
  legge '71, perché nessuno degli enti o quasi ha i bilanci approvati
  e  quando  vengono  inviati  per  l'approvazione,  validazione  del
  procedimento, il Servizio 7 li restituisce perché oramai i  bilanci
  sono, diciamo così,  decotti , andiamo per sintesi.
   Ora,   signor  Presidente,  l'altro  giorno  avevo  provato,   con
  un'azione un po' spericolata, ad infilare un ordine del giorno  per
  gli assessori Armao ed Ippolito affinchè - in queste ore, in questi
  giorni,  so  che stanno mettendo insieme la finanziaria  -  possono
  introdurre  un  provvedimento straordinario,  nelle  more  che,  mi
  auguro,  al  più  presto  il testo arrivi  in  Aula,  per  dare  un
  sostegno,  un  assegno, un sussidio a queste persone  che,  ripeto,
  sono incastrate in un dedalo di norme che in linea di principio gli
  darebbero le certezze e le sicurezze del famoso posto pubblico,  ma
  che  sono dei morti di fame, li abbiamo ridotti ad essere dei morti
  di  fame, persone che con dignità vengono qui a parlare civilmente,
  ma che potrebbero davvero andare verso gesti inconsulti.
   Mi  chiedo  come  facciano a resistere, come  facciano  ancora  ad
  interfacciarsi  con  le  istituzioni  con  parole  garbate,  perché
  veramente meriteremmo di essere presi a pesci in faccia per  quello
  che  gli stiamo facendo. Quindi, signor Presidente, e concludo,  la
  legge  a  stentoni la stiamo portando avanti, le chiedo un  impegno
  affinchè  lei  si  interfacci con il Governo ed ufficializziamo  in
  qualsiasi  modo,  o  facciamo una seduta qui in Aula,  affinché  si
  parli del Welfare siciliano e di queste persone che prima erogavano
  servizi, ma che oggi hanno bisogno di noi perché non hanno  davvero
  dove  sbattere  la testa. Mi auguro che qualcuno dica  qualcosa  in
  questi  giorni,  che  ci  sia una risposta in  finanziaria,  perché
  andiamo  veramente a sbattere con un fallimento immane che  non  ci
  potremmo perdonare.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  io
  cercherò  di essere brevissimo in questa comunicazione,  anche  per
  rispetto a lei e all'assessore Falcone e ai pochi deputati che sono
  rimasti qui e che io innanzitutto ringrazio anche per questi minuti
  che mi stanno dedicando.
   Io  accolgo  lo  spirito  dell'intervento  del  collega  Aricò   -
  l'abbiamo detto, allora abbiamo avuto anche una polemica e  non  ci
  voglio  ritornare,  perché meno ne faccio meglio  è  -  è  vero  la
  maggioranza c'era e non c'è più però, credetemi, così non  possiamo
  continuare,  non si può galleggiare. E siccome siamo un Parlamento,
  è  necessario  capire  e che ce lo dica il  Presidente,  che  è  la
  massima  espressione  di  questo Parlamento,  come  intende  andare
  avanti,  perché  altrimenti se noi pensiamo  tutti  di  galleggiare
  faremo  altri cinque anni di danno alla Sicilia, e ve lo  dice  uno
  che ha responsabilità per quella passata, non ne vorrebbe avere per
  questi altri cinque anni, onorevole Aricò.
   Detto  questo, io sono stato sindaco di Ragusa, e sono stato  vice
  sindaco,  e  sono  stato assessore, e sono stato quello  che  si  è
  inventato le adozioni delle aiuole, le adozioni delle rotatorie, ho
  fatto di tutto, questo senza nessuna norma, quindi, attenzione  non
  stiamo  compromettendo  nulla,  perché  là  dove  gli  enti  locali
  vogliono  intervenire intervengono. Votiamo per la norma,  che  ben
  venga, però poi quando entreremo nel merito, su questo magari  darò
  un contributo.
   Voglio   invece  approfittare  della  presenza  e  della  pazienza
  dell'assessore  Falcone, che è rimasto in Aula a  differenza  degli
  altri colleghi che alla prima occasione se ne sono andati, per  una
  questione che riguarda gli Istituti Autonomi Case Popolari. Noi qui
  siamo  arrivati  al  paradosso, e io  ringrazio  i  componenti  del
  Movimento  Cinque  Stelle che, insieme a noi, fanno  la  minoranza,
  svolgono questo ruolo di minoranza, di prestare anche attenzione  a
  questa vicenda.
   Il  presidente della Regione aveva detto:  voglio riformare tutto,
  voglio  riformare gli IACP e lo voglio fare attraverso un decreto .
  Noi  non lo abbiamo condiviso, perché riteniamo che debbano  essere
  riformati  gli IACP - e allora su questo anche l'assessore  Falcone
  comunque  aveva dato la disponibilità a discuterla -  ma  riteniamo
  che  lo  strumento non sia quello lì del decreto, ma  che  sia  una
  norma,  che sia una norma fatta da tutti noi, ecco queste  sono  le
  cose che ci possono coinvolgere e portare in Aula.
   Cosa  apprendo signor Presidente? Cosa apprendo assessore Falcone?
  Che  in  queste  ore  si  sta  avviando  il  procedimento  verso  i
  commissariamenti dello IACP. Che significa? Che il Presidente della
  Regione,  dopo quello che è successo, che noi abbiamo detto  no  al
  decreto, forse sta pensando di ritornare di nuovo a quella che  era
  una  impostazione  arcaica  degli IACP,  cioè  quando  la  politica
  gestiva gli Istituti Autonomi Case Popolari. E avevamo distrutto la
  politica,  avevamo  distrutto  gli IACP  perché  era  una  gestione
  politica degli istituti. Poi per fortuna la politica se ne è andata
  con  i  commissari, e gli IACP sono ritornati quasi tutti ad essere
  in attivo, quasi tutti. Ora si è avviata la procedura delle nomine.
  Cioè tre commissari per ogni IACP.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Consiglieri.

   DIPASQUALE. Consiglieri, sì, scusi. Tre consiglieri al  posto  del
  commissario. Tre consiglieri per 10, 30; 30 per circa 20 mila,  600
  mila.  Ma  pensiamo che possiamo permetterci di spendere  600  mila
  euro  per  fare  i  tre  commissari? E  allora  io  invito  davvero
  l'onorevole Aricò, lo invito a parlare con il Presidente e a dirgli
  che noi la vogliamo la riforma, discutiamola, che blocchi subito  i
  commissari  perché non possiamo nominare tre commissari ogni  IACP,
  cioè non possiamo utilizzare anche gli IACP per farlo. Lo so che  è
  antipatico  per  fare  ulteriore posti di  sottogoverno,  e  allora
  fermiamoci  con  questa procedura, vi prego, prego  l'Assessore  di
  parlarne  con il Presidente, di fermare questa procedura e studiare
  invece insieme una riforma.
   La  riforma - l'abbiamo detto - vogliamo che sia una norma,  anche
  perché   nel  frattempo,  e  concludo  veramente  Presidente,   nel
  frattempo  che noi come oggi abbiamo parlato un pomeriggio  davvero
  di  molto poco, me compreso, nel frattempo, ci troviamo situazioni,
  come  diceva  l'onorevole Foti, drammatiche, che non  prendiamo  in
  considerazione e su questo mi dispiace che non c'è l'Assessore,  ma
  lascio  il  messaggio agli assessori presenti, ancora i  dipendenti
  del  Consorzio di bonifica di Ragusa è da dodici mesi, tredici mesi
  che non prendono stipendi quindi, vi prego anche su questo di poter
  sollecitare  e  di  vedere se ci sono soluzioni  nell'attesa  della
  finanziaria. Grazie.

   PRESIDENTE.   Abbiamo   concluso  i   lavori,   volevo   rivolgere
  all'Assessore  Falcone  la  richiesta della  sua  presenza  martedì
  prossimo,  perché  abbiamo  interrotto  nel  corso  dei  lavori  la
  discussione  sul disegno di legge 294/A. Un intervento del  collega
  Barbagallo sollevava una questione su un emendamento che era  stato
  presentato, che prevedeva la modifica di un articolo della legge  3
  del 2016, indicando da parte sua un bando che era stato pubblicato,
  quindi  vorrei pregarla di essere presente il prossimo martedì  per
  dare il suo contributo alla discussione e la sua considerazione  di
  carattere tecnico.


   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  20  novembre
  2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Disposizioni contabili ai sensi del decreto legislativo 23
         giugno 2011, n. 118 - Allegato 4/2, paragrafo 6.3  (n. 254/A)
         (Seguito)

                Relatore: on. Savona

       2)   Approvazione del Rendiconto generale della  Regione  per
         l'esercizio finanziario 2017 e Rendiconto consolidato di cui al
         comma 8 dell'articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
         118 e successive modifiche ed integrazioni  (n. 392/A) (Seguito)

                Relatore: on. Savona

       3)   Assestamento del bilancio di previsione per  l'esercizio
         finanziario 2018 e per il triennio 2018-2020  (n. 393/A) (Seguito)

                Relatore: on. Savona

       4)  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 3 del 2016,
         in merito alle norme di modifica in materia di parcheggi di
         interscambio  (n. 294/A) (Seguito)

                Relatore: on. Lantieri

       5)  Norme per l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e spazi
         verdi da parte delle amministrazioni comunali siciliane  (n. 20/A)
         (Seguito)

                Relatore: on. Savarino

       6)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni  (n.
         336/A) (Seguito)

                Relatore: on. Savona

       7)   Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
         cooperative di comunità nel territorio siciliano  (n. 113/A)
         (Seguito)

                Relatore: on. Foti

       8)   Norme finalizzate alla realizzazione di parcheggi e alla
         decongestione dei centri urbani  (n. 119/A) (Seguito)

                Relatore: on. Lo Curto

    III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       -  Norme in materia di Enti di area vasta  (n. 367/A)

    IV -DISCUSSIONE DEL  BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
       PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017

                Relatore: on. Savona

                   La seduta è tolta alle ore 19.53