Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.33
Il Presidente avverte che il verbale della seduta n. 84 del 27
novembre 2018 è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
vorranno consultarlo e sarà considerato approvato, in assenza di
osservazioni in contrario, al termine della presente seduta.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fava sarà in missione l'11 e
il 12 dicembre 2018.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
Decreto del Presidente dell'Assemblea n. 422 del 28 novembre 2018,
relativo alla nomina di componente di Commissione.
ZITO, segretario:
«Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE
SICILIANA
I L P R E S I D E N T E
CONSIDERATO che a seguito delle dimissioni dell'on.le Cateno De
Luca da deputato regionale, di cui l'Assemblea ha preso atto nella
seduta n. 74 del 30 ottobre 2018, risulta vacante il seggio da lui
ricoperto in II Commissione legislativa permanente Bilancio ;
VISTA la nota prot. n. 087/2018 del 27 novembre 2018, pervenuta
alla Segreteria generale in pari data e protocollata al n.
8233/AulaPG del 28 novembre successivo, sottoscritta dal presidente
del Gruppo parlamentare Misto on.le Maria Anna Caronia;
PRESO ATTO che con la suddetta nota il Presidente del Gruppo
parlamentare medesimo indica la propria designazione a componente
della II Commissione legislativa permanente Bilancio , comunicando
le contestuali dimissioni da componente della V Commissione
legislativa permanente Cultura, formazione e lavoro ;
CONSIDERATO che l'on. Maria Anna Caronia è presidente in carica
del Gruppo parlamentare Misto , cui l'onorevole Cateno De Luca
apparteneva;
CONSIDERATO che occorre, pertanto, procedere alla relativa
sostituzione;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Maria Anna CARONIA è nominato componente della II
Commissione legislativa permanente Bilancio , in sostituzione
dell'on.le Cateno De Luca dimessosi dalla carica di deputato
regionale.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea».
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono appena arrivate la relazione
tecnica e le variazioni di bilancio che vanno inviate alle
Commissioni di merito. Se siete d'accordo, convocherei una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari così stiliamo il
nuovo ordine dei lavori di questa settimana. Pertanto, è convocata
fra dieci minuti in Sala lettura la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
La seduta è sospesa e riprenderà immediatamente dopo la predetta
Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 16.34, è ripresa alle ore 17.18)
La seduta è ripresa.
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari ha stabilito, non all'unanimità,
ma a maggioranza, il percorso del disegno di legge di variazione di
bilancio, che stasera verrà assegnato alle Commissioni di merito,
le Commissioni di merito avranno tempo fino a lunedì 3 dicembre
2018 per esitare il parere, la Commissione Bilancio avrà tempo fino
a mercoledì 5 dicembre 2018 per esitare il disegno di legge.
Giovedì 6 dicembre 2018, mattina, si incardinerà in Aula e giovedì
pomeriggio, venerdì mattina e venerdì sera si voterà con chiusura
entro il giorno 7 dicembre 2018, questo ovviamente nel caso fosse
possibile riuscirci. Se per caso non ci si riesce, si andrà avanti
ad oltranza finché ovviamente non viene approvata o bocciata la
legge di variazione di bilancio.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per confermare il
nostro dissenso, già espresso in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari sul percorso che lei ha illustrato, perché è in
violazione del Regolamento. Le Commissioni di merito hanno diritto
ad otto giorni di tempo per esaminare il provvedimento, che si
preannuncia corposo, dico si preannuncia perché fino a questo
momento non sappiamo di cosa parliamo, perché se il provvedimento
è, per favore, nella sua disponibilità, lo distribuisca, lo faccia
avere ai Gruppi parlamentari, lo faccia pervenire alla Commissione
Bilancio, affinché possa chiedere il parere alle Commissioni di
merito, fin qui ci è dato sapere quello che abbiamo appreso dalla
stampa.
Il provvedimento si preannuncia corposo, con norme di
rifinanziamento, ma anche con norme di tagli su capitoli ben
precisi. Noi abbiamo il diritto, intanto, di poter verificare di
cosa si tratta. Dopodiché, nel rispetto del Regolamento chiediamo
gli otto giorni per le Commissioni di merito e, a seguire, tutto
quanto previsto dal Regolamento dell'Assemblea che non è derogabile
se non all'unanimità. Per quanto ci riguarda il Gruppo del Partito
democratico è contrario.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Fermo restando, onorevole Lupo, che
quello che lei ha detto è sacrosanto, nel senso che il Regolamento
prevede altro ma siamo andati in Conferenza dei Capigruppo proprio
perché soltanto la Conferenza dei Capigruppo può cambiare qualche
cosa del Regolamento e a maggioranza ha deciso di cambiarla, quindi
non stiamo venendo meno alle norme del Regolamento. Abbiamo
affrontato in Conferenza dei Capigruppo la questione e a
maggioranza la Conferenza dei Capigruppo ha così stabilito.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, io penso che davvero stiamo costruendo tutte le
condizioni affinché quest'Aula debba diventare impraticabile.
Perché pensare a colpi di maggioranza di modificare l'iter di
approvazione degli strumenti finanziari significa davvero aprire
una ferita profonda con il Parlamento. Questo non è mai accaduto
Almeno negli anni che ho vissuto io. Sulle modifiche, sui tempi
previsti dal Regolamento abbiamo condiviso maggioranze e minoranze
i percorsi. Qui stiamo davvero inquinando i pozzi, Presidente Già
la maggioranza ha i suoi problemi. Il Presidente Musumeci aggiunge
con le sue dichiarazioni benzina al fuoco. A me dispiace per quei
parlamentari che stanno dietro la sua porta invece di stare in Aula
- dichiarazioni del Presidente Musumeci, poteva evitarle queste
dichiarazioni -. E, quindi, Presidente abbiamo un clima non sereno.
Il Presidente Musumeci pensa - perché poi richiama al senso di
responsabilità le opposizioni dicendo Io mi aspetto il voto delle
opposizioni con lo stesso senso di responsabilità che deve avere un
deputato di maggioranza -, lui pretende che noi dobbiamo essere
disponibili, a disposizione, e poi la maggioranza ci deve imporre
anche di dimezzare i tempi di approvazione nelle Commissioni?
Presidente, è davvero un percorso che ci divide.
Io la prego di rivedere questa posizione. La prego di mettere noi
tutti in condizione di lavorare e di rispettare il Regolamento. Non
ci possiamo dividere. Questa non è una frattura che si sana con la
maggioranza e con la minoranza. Noi apriamo un fronte e ci fermiamo
non so quando. Apriamo gli strumenti finanziari e renderemo
impraticabili i lavori d'Aula e i lavori nelle Commissioni. Se voi
volete questo fatelo pure. Voi state utilizzando gli strumenti
della maggioranza, noi utilizzeremo quelli della minoranza.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Uno per Gruppo, non due per Gruppo.
CRACOLICI. Anche tutti e settanta.
Signor Presidente, devo dirle sinceramente che non avevo alcuna
intenzione di parlare ma ascoltandola ho sentito un dovere morale,
oltre che funzionale alla carica che svolgo da parlamentare, di
intervenire perché lei ha detto una aberrazione istituzionale che
mette in discussione - glielo dico anche per la simpatia, ci
conosciamo da molti anni - ma lei con le cose che ha detto ha
dimostrato di non essere adeguato a fare il Presidente
dell'Assemblea. Perché lei ha sostenuto la teoria che in Conferenza
di Capigruppo la maggioranza può cambiare il Regolamento.
Questo a casa sua Presidente, non in questo Parlamento. E se i
miei colleghi deputati le consentono una cosa del genere, non
occupando anche la Presidenza e chiedendo le sue dimissioni - lei
sta facendo un atto gravissimo - perché non può esistere che una
maggioranza né in Conferenza dei Capigruppo né in Aula, se non
appositamente convocata per cambiare il Regolamento e non per
interpretarlo a seconda l'esigenza di volta in volta che qualunque
maggioranza e qualunque Governo ha e il Presidente dell'Assemblea
si adegua in questo senso, considero questo un atto gravissimo.
Presidente, non può modificare i termini regolamentari, se lo
metta in testa
Questo significa che non farà neanche dopo i termini previsti del
Regolamento le leggi che vuole fare approvare.
Questi costituiscono precedenti che si possono superare quando
tutti i Deputati, non i Gruppi, anche un singolo deputato, in nome
del rispetto delle regole, può fare valere il principio formale del
rispetto delle regole e l'Aula si deve adeguare anche se soltanto
uno pone un problema formale di rispetto delle regole.
Sostiene che la maggioranza in Conferenza dei Capigruppo possa
cambiare le regole, ma dove? In quale Parlamento ha visto una cosa
del genere? Stiamo parlando dei termini procedurali che consentono
l'esame dei disegni di legge previsto e normato dal Regolamento.
La invito, Presidente, a rivedere le modalità.
In politica poi ci può essere la ragione istituzionale perché si
faccia presto, ma quello è un fatto politico non è un fatto
procedurale rispetto al quale lei introduce una modifica
sostanziale delle procedure regolamentari.
La invito pertanto a fare in modo che questo Parlamento ritrovi la
serenità delle sue procedure.
Per quanto mi riguarda, considero atto gravissimo con tutte le
conseguenze che bisogna trarre sia sul piano istituzionale che su
quello politico.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, considerato il rapporto che c'è
fra di noi - se non fosse per il rispetto che ho per la sua persona
avrei evitato una risposta che non mi compete perché non sono io a
dovere dare risposte.
Ai sensi del Regolamento, il comma 6 dell'articolo 98 quinquies
stabilisce che:
6. Per l'organizzazione della discussione dei singoli argomenti
iscritti nel calendario, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari determina, di norma, la data iniziale e finale della
discussione di ciascuno di essi e la data in cui gli argomenti
iscritti nel calendario debbono essere posti in votazione. Per i
disegni di legge inseriti nel calendario dei lavori, alla
discussione generale di cui agli articoli 119 e 120 del Regolamento
interno, si applica il comma 3 dell'articolo 73 bis, con il
consenso dei Presidenti dei Gruppi parlamentari previsto dal comma
4 del presente articolo.
7. La procedura prevista nei commi precedenti si adotta anche per
l'esame e l'approvazione di eventuali proposte di modifica al
calendario.
8. Il calendario predisposto a norma dei commi precedenti è
stampato e distribuito ed è impegnativo sia per l'Assemblea che per
le commissioni legislative. .
Al comma 5 dell'articolo 98 quinquies: 5. Qualora non si
raggiunga la maggioranza di cui al comma precedente, il Presidente,
sulla base delle indicazioni emerse nella Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari e secondo i criteri di cui ai commi 1 e 2
del presente articolo, predispone un calendario provvisorio dei
lavori per una settimana .
CRACOLICI. Non è in discussione il calendario
Mi dispiace che il Segretario le abbia dato un suggerimento
sbagliato Si devono considerare i tempi previsti per la
discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, credo che sia importante che
quanto ci diciamo si capisca.
Se lei vuole potrà intervenire nuovamente.
Le sto dicendo che certamente non sono venuto meno al Regolamento
di quest'Assemblea che in altre occasioni ho modificato perché ho
ritenuto non corretto - lo sapete già
Non mi spavento di modificare - laddove sia possibile - il
Regolamento.
In questa occasione ho applicato i poteri del Presidente
dell'Assemblea così come previsto dal Regolamento.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, voglio fare una netta distinzione tra
il Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle e il Partito
democratico. Una netta distinzione perché ci vuole anche coerenza.
Il Movimento 5 Stelle la scorsa legislatura era all'opposizione e
continua ad avere coerentemente una posizione e nulla - almeno per
il sottoscritto - si può rimproverare sul modo di vedere un
percorso d'Aula. Ma sentire qua l'onorevole Cracolici che viene a
fare il paladino del Regolamento quando lui sa che era compagno
d'avventura del Presidente Ardizzone che ha fatto in conformità al
Regolamento, quando c'è stata urgenza, anzi molto spesso durante un
percorso già prestabilito dalla Conferenza dei capigruppo, lui ed
Ardizzone si portavano la palla di nuovo in Conferenza di
capigruppo e cambiavano il percorso.
Ricordo una finanziaria quando io e Cordaro entrammo dal lato del
pubblico, aspettammo - non solo hanno tradito ogni accordo della
Conferenza dei capigruppo, fermarono il tempo, non la seduta, il
tempo e cominciarono a chiamare i deputati che dovevano arrivare da
altre province.
Ora il tema è io so - e lo ha detto il Presidente - che siamo in
difetto perché siamo in ritardo ed è stato fatto presente al
Governo da parte del Presidente dell'Assemblea che effettivamente
questa variazione di bilancio è arrivata in ritardo, perché noi non
ci nascondiamo né dietro un dito, onorevole Cracolici, né siamo
passibili di malafede. Lo abbiamo fatto presente e tutti i
capigruppo, compreso il suo, possono dire che il Presidente ha
detto che non abbia più a ripetersi questo ritardo.
Ok, onorevole Cracolici?
CRACOLICI. Non sa di che parla
MILAZZO. Quello che lei da trent'anni perpetra in quest'Aula, da
trent'anni fa la quinta colonna di tutti i disastri che ci sono in
questa Regione. Proprio lei non dovrebbe prendere parola qua,
proprio lei dovrebbe stare zitto, trent'anni di potere, trent'anni
di potere e lei qui non dovrebbe parlare.
Allora il tema è un altro, siamo in difetto l'abbiamo detto gli
stipendi delle persone . Fate le vostre proposte. Sono cinque
articoli non cinquanta e non saranno presentati emendamenti per
proliferarli questi cinque articoli.
CANCELLERI. Questo non lo potete sapere.
MILAZZO. Per Forza Italia prendo l'impegno io Non ci sarà
proliferazione di articoli.
L'argomento è alquanto serio. Se può capitare che qualcuno si
rivolgerà all'onorevole Cancelleri, come all'assessore Cordaro
purtroppo non si deve scandalizzare se quest'Aula ha sempre fatto
le cose sulla pressione della piazza. Tutti lo sappiamo
Allora il tema è: quante volte lo devo dire che il Presidente ed
io stesso sto riconoscendo che c'è stato un ritardo
Però, ricordiamo - ma questo non basta e non giustifica - che
siamo dovuti ritornare in Giunta per sistemare il rendiconto, ci
sono stati degli intoppi, colpa nostra ma noi lo diciamo al
microfono e chiediamo aiuto non per noi. Ci sono persone che devono
definire i dodici mesi di lavoro, di stipendio. Questi sono i
cinque articoli.
Se ci volete dare una mano bene, diversamente lo affronteremo.
Alcuni deputati della maggioranza non verranno, saranno pubblicati
i nomi e si prenderanno la responsabilità.
Ognuno di noi singolarmente deve rispondere alla propria coscienza
ed alle persone che l'anno fatto sedere qua.
Io starò qua, cercherò di persuadere più persone possibili
affinché questa variazione di bilancio vada in porto per i
lavoratori.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, colleghi, Governo, Presidente
Miccichè, assessore Cordaro oggi si è consumato l'ennesimo strappo
fra questo Governo ed il Parlamento della Regione siciliana perché
non è soltanto una questione procedurale - come giustamente ha
sollevato l'onorevole Cracolici - è la solita arma del ricatto che,
giorno 28 novembre questo Governo propone al Parlamento, mettendolo
con le spalle al muro.
Questo atteggiamento era uguale a quello del Governo precedente e
questo atteggiamento continua ad essere profuso dal Governo
attuale.
Non si può ricattare il Parlamento dicendo che la cassa chiude il
giorno 12 e ci sono dei pagamenti da effettuare, perché questo
Governo ha avuto tutto il tempo possibile ed immaginabile per
proporre all'Assemblea la variazione di bilancio, proporla alle
Commissioni di merito e portarla qui in Aula per la votazione. Ecco
perché noi abbiamo detto convintamente no' al dimezzamento dei
termini. Ecco perché siamo convinti che soltanto la unanimità dei
capigruppo avrebbe potuto decidere di violare questa regola, di
modificarla, di piegarla al desiderato del Governo perché in questo
momento il Parlamento si sta piegando e sta diventando complice
della volontà di un Governo che è fortemente in ritardo e che
soprattutto non vuole assumersi la responsabilità di questo
ritardo. Questa responsabilità, il Movimento 5 stelle non può
assumersela. Ecco perché noi diciamo no a questo dimezzamento dei
termini.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, assessori e colleghi, mi rivolgo
innanzitutto alla presidenza, e mi dispiace che lei ancora una
volta me lo permetta. Ha perso la possibilità di dimostrare davvero
come il suo ruolo, e questo glielo dico da vice Presidente di
questo Parlamento, ha perso la possibilità di dimostrare come il
suo ruolo sia a garanzia anche dell'ultimo dei deputati qui dentro.
Lei dovrebbe essere il cane da guardia di quel Regolamento ed
essere inflessibile e bacchettare, anche se è della sua stessa
parte politica, chi non sta rispettando i tempi. Io oggi non posso
pensare che sotto il ricatto del dobbiamo pagare gli stipendi
perché entro il 30 novembre dobbiamo approvare la manovra' oggi noi
ci pieghiamo di fronte a quella che è una anomalia del sistema. Noi
dovremmo dimezzare i tempi e ancora una volta, lei dice, per
l'ultima volta faremo questo. Ogni volta è l'ultima volta ma
l'ultima volta poi alla fine non è mai l'ultima perché c'è sempre
un nuovo caso.
Allora, Presidente, io non sono purtroppo d'accordo a quello che è
il modo che ha in questo momento di gestire le condizioni dei
lavori e mi permetta anche di dirle che quello che ha letto poco fa
nel Regolamento riguarda i lavori del calendario, non certo la
trasformazione dei tempi di durata della discussione dei singoli
atti all'interno delle Commissioni perché le ricordo che, da che
mondo è mondo, mi dispiace per l'onorevole Milazzo perché gli
riconosco comunque la possibilità di essere un deputato molto
attento, neanche Ardizzone aveva mai fatto tanto nella passata
legislatura, neanche lui. Pur con tutte le contestazioni che gli
abbiamo effettuato nei suoi confronti, ma gli otto giorni per le
discussioni all'interno delle Commissioni di merito ci sono sempre
stati tutti.
Ora mi sembra davvero paradossale, conteggiamo anche sabato e
domenica. Ma lei lo sa la I Commissione, con l'onorevole Stefano
Pellegrino quante volte si riunisce in un mese? Se non lo sa glielo
dico io. A malapena forse 4, una volta alla settimana e pensa che
l'andiamo a convocare o la convocherà alla fine anche venerdì,
sabato, domenica. Ma in quale mondo, in quale Parlamento, in quale
dimensione parallela avverrà questa cosa.
Allora, io le chiedo il rispetto dei tempi e soprattutto di
rimandare al mittente le responsabilità. Io, colleghi non ci sto al
gioco al massacro, che ogni volta la colpa è di chi non ha colpe,
che ogni volta la responsabilità è di chi non ha la responsabilità,
qui qualcuno doveva portare i documenti contabili in tempi utili e
non l'ha fatto. Oggi si presenta il 28, di pomeriggio a dirci che
dobbiamo esitarlo perché la cassa chiude giorno 12.
Assessore, mi dolgo per chi avrà dei problemi entro Natale ma la
responsabilità non è nostra. Lei si dovrebbe battere la mano sul
petto e dire la responsabilità e la colpa è solo mia e del mio
Governo. Perché se non avete portato purtroppo questi documenti vi
dovete prendere la responsabilità. Noi facciamo la nostra parte e
la facciamo in tutto e siamo sempre presenti come Gruppo
parlamentare del Movimento 5 Stelle e come facenti parte
dell'opposizione. Dovreste rivolgere lo sguardo da questa parte, e
guardare gli innumerevoli scranni vuoti quando non riuscite ad
approvare una legge, quando vi manca il numero legale. Ricordatevi
che l'ultima delle leggi che avete approvato, l'avete approvata con
i tesserini di persone che se ne erano già andate ed inseriti.
Questo è il Parlamento in cui i tesserini approvano le leggi. In
realtà, Presidente Miccichè, dovremmo dare il titolo di onorevole a
quei tesserini, agli altri dovremmo dare invece una indennità di
portaborse perché per alcuni deputati fanno i portaborse
dell'onorevole tesserino, è questa la storia Perché da quando lei
ha cambiato il regolamento, purtroppo, è andata a finire in questo
modo.
Allora, io non ci sto a questo stato di cose e la prego, la prego
di ritornare sui suoi passi, perché qui se no metteremo a nudo
quelle che sono purtroppo tutte le difficoltà di una maggioranza.
Le ricordo anche una cosa, la prima Commissione non ha neanche la
maggioranza della maggioranza all'interno di quella Commissione lì.
Come pensa di potere portare avanti? Cosa facciamo? Lo diamo per
acquisito quel parere? E anche in Commissione Bilancio e poi in
Aula, come faremo a dimostrare a queste persone? Allora, se volete
davvero che ci sia una collaborazione, che si possa finalmente
parlare dei temi e non degli scontri politici, cerchiamo di portare
di nuovo nella retta via quello che è il rispetto di questo
regolamento dell'Assemblea che fino a prova contraria poi alla fine
rimane il manuale del buon operare di tutti i deputati qui dentro e
allora troveremo finalmente la possibilità di confrontarci
politicamente e anche se in maniera aspra sui singoli temi e poi
la maggioranza o l'opposizione vedranno e vorranno far valere le
proprie ragioni.
Però dobbiamo ritornare a rispettare le regole del gioco,
altrimenti poniamo in essere un precedente molto pericoloso che qui
dentro le regole sono scritte però anche se non le rispettiamo va
bene lo stesso. A quel punto sarò io il primo a fare atti
eclatanti, tipo prendere il regolamento e a quel punto dargli anche
fuoco qui davanti al Parlamento per denunciare che quel regolamento
non serve assolutamente a nulla.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, visto che lei è il
Vicepresidente di questa Assemblea è corretto che io dica, in modo
che si sappia da casa, che alla Conferenza dei Capigruppo era
presente anche lei.
Ora, in Conferenza dei Capigruppo abbiamo fatto una proposta,
abbiamo, come dire, enfatizzato il fatto che il Governo è in
ritardo, abbiamo chiesto e comunicato al Governo che ovviamente non
potrà andare avanti questo andazzo, nel senso che il Governo deve
presentare i documenti nei tempi necessari, dopodiché la mia
proposta, che è stata quella che ho prima comunicato, ha ottenuto
la posizione contraria dei Cinque Stelle, la posizione contraria
del PD, ma non c'è stato nessun urlo contro il Regolamento che
veniva violato; non c'è stato nessun urlo contro la democrazia, le
cose da bruciare; si è finita in maniera serena una Conferenza dei
Capigruppo in cui si è detto: bene Noi non siamo favorevoli perché
la Conferenza dei Capigruppo possa scrivere a verbale che c'è una
maggioranza che ha votato una cosa e una opposizione che non l'ha
votata, ma non mi sembra che ci siano state urla, come quelle che
ho sentito adesso, da parte di nessuno, sulla democrazia stracciata
né sulle leggi violate né su cose di questo genere o sui tesserini
onorevoli.
Si è soltanto discusso quello che il Presidente, dopo avere
ascoltato tutti, ha proposto. D'altro canto, bisogna rendersi conto
che la Presidenza dell'Assemblea ha un compito che è quello sì di
garantire la imparziale conduzione dell'Aula, ma anche il dovere,
ovviamente, di far sì che le persone che stanno fuori da questo
Parlamento e che aspettano stipendi, che aspettano soluzioni,
possano in qualche maniera essere accontentate.
Di conseguenza, nel momento in cui il Governo presenta in ritardo
colpevole una legge che avrebbe dovuto essere approvata entro il 30
novembre, levatevi dalla testa che un Presidente come me possa
dire: pazienza non saranno pagati gli stipendi per colpa del
Governo che non ha presentato in tempo il documento. No Questo non
potrà succedere mai
Quello che io potrò fare è stigmatizzare il ritardo con cui il
Governo ha presentato queste carte, anche ascoltare le
giustificazioni del Governo che sono quelle di una settimana persa
per quell'inghippo successo con la Corte dei Conti, altrimenti
sarebbero stati pronti una settimana prima, ma anche lì allargo le
braccia.
Il Governo deve essere responsabile dei tempi con cui si
presentano le carte ma, colleghi cari, non c'è nessuno strappo alla
democrazia, non c'è nessuna violazione di non si sa quali
regolamenti e norme.
Io continuo a fare il mio compito, che è quello di cercare di
essere quanto più equilibrato possibile all'interno di quest'Aula,
favorendo, però, tutto quello che è necessario favorire, perché il
Governo possa portare avanti, nei limiti del possibile, il suo
programma, che è quello che è stato votato dai cittadini. Tutto
ciò, quindi, a conferma ancora della democrazia e che i cittadini
siciliani possano ottenere da questo Parlamento un minimo di
risultati. Nulla di più di tutto quello che ho appena detto.
Per cui, io riprenderei i lavori, chi vuole continuare a parlare
continui a parlare, ma si sappia che in Conferenza dei Capigruppo
non ci sono state pistolettate, non ci sono state frustate, non ci
sono state impiccagioni, c'è stata una serena discussione che si è
completata con la proposta di questo calendario che è stata, da
alcuni, votata favorevolmente e da alcuni votata non
favorevolmente.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, Governo, colleghi, sono l'onorevole
Lo Curto, sono il presidente del Gruppo parlamentare UDC, sono un
dipendente ESA, sono un PIP, sono un ASU, sono un dipendente della
Resais, sono uno dei 4.000 dipendenti che attendono che, dopo
questa sfuriata, questa levata di scudi, quest'atto d'accusa al
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, che qualcuno
vorrebbe mettere come Cristo in croce, ecco sono un siciliano ed
una siciliana che ha diritto ad avere lo stipendio.
E, quindi, le dico grazie, signor Presidente, per tutte quelle
4.000 persone che, al di là del teatrino della politica e della
rappresentazione plastica delle guerre tra maggioranze ed
opposizioni che si consuma qui, dove abbiamo una televisione che
forse ci riprende e, quindi, ciascuno può fare bene la propria
parte, non si sono consumate queste guerre, laddove si poteva anche
dibattere con la medesima veemenza.
Sono una di quelle 4.000 famiglie che aspetta, signor Presidente,
di potere pagare il mutuo, mettere la pentola, comprare le scarpe
ai miei figli, i libri. Sono una siciliana, signor Presidente, che
si sente orgogliosa di sapere che c'è un Presidente autorevole,
capace di guidare un Parlamento verso scelte responsabili.
Abbiamo tutti condiviso, e torno ad interpretare il mio ruolo di
presidente dell'UDC, in Conferenza dei Capigruppo, la necessità che
la regola di arrivare in tempo utile, nel rispetto delle
prerogative delle commissioni e di ogni singolo parlamentare, venga
garantita dal Governo.
Onorevole Cappello ricorderà che proprio in Conferenza dei
Capigruppo ho detto: Il prossimo anno sarò la prima a mettermi di
traverso contro il Governo se il Governo non presenterà gli atti in
tempo utile. Ma, in questo momento, cari colleghi, permettetemi di
dirvi che, al di là della logica della rappresentazione della
politica che fa le sue scelte, qui, l'unica scelta che va fatta, e
sono tra coloro che, certamente, stigmatizzano, come tutti gli
altri, l'operato del Governo che si è trovato alle strette. Siamo
qui, siamo uomini, il Governo non è fatto da superuomini, è fatto
da uomini, da persone che, prese anche loro da mille situazioni,
ovviamente, avranno potuto, come dire, arrivare troppo tardi
rispetto a quella che la tempistica del Regolamento prevede per le
attività delle commissioni.
Siamo, però, anche noi uomini, anche noi madri e padri di
famiglia, non lo dobbiamo dimenticare, ancora più fortunati di
questi PIP, di questi ASU, di questi forestali, di tutte quelle
4.000 persone che attendono di sapere se potranno prendere lo
stipendio a fine anno oppure no.
Faccio, allora, appello, veramente, alla responsabilità di ognuno
di noi.
Ma di che cosa stiamo accusando il Presidente dell'Assemblea? Di
avere fatto una scelta autorevole, responsabile, ferma, decisa a
favore di quattromila famiglie fragili della Sicilia?
Non stiamo parlando di rappresentanti di Confindustria, di
imprenditori a cui dobbiamo fare qualche operazione - che è pure
necessaria alla loro impresa - stiamo parlando degli ultimi di
questa Regione, stiamo parlando di persone fragili, di famiglie
deboli e credo che questo sia nostro dovere, perché è facile fare i
forti contro i deboli. E in questo momento il Presidente
dell'Assemblea rappresenta queste quattromila persone.
Io sono contenta, signor Presidente, di potere condividere con lei
questa scelta, seppure ho anch'io negativamente apprezzato e
stimato l'operato del Governo, ma non lo metto in croce il Governo
gli dico: Io sono maggioranza, sappiate che è giusto che ci sia
l'attenzione e il rispetto per il Parlamento .
Ma il Parlamento non può creare un tale problema, un ostruzionismo
tale, così veramente slegato dalla logica e dalla cultura della
solidarietà verso le fasce deboli, perché questo attiene alla
cultura umana, al nostro essere persone fatte di carne, di ossa,
fatta di bisogni e di diritti.
E quindi, signor Presidente, andiamo avanti, ai colleghi delle
opposizioni che qui con molta maestria si sono esibiti
interpretando il ruolo - a mio giudizio - esasperatamente ed
esageratamente, l'invito invece a ritrovare quel clima necessario
di responsabilità a cui tutti siamo legati, perché prima di essere
deputati di questo o quel partito, prima di appartenere a questo
schieramento politico siamo tutti siciliani e siamo tutti legati
alle persone che esprimono bisogni e che esprimono diritti.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel dibattito
odierno abbiamo sentito intervenire tutte le forze parlamentari:
dalla maggioranza alle opposizioni, la sua precisazione, non
abbiamo ancora ascoltato l'intervento del Governo e - per quel che
mi riguarda - le scuse del Governo.
Le scuse del Governo ai siciliani per aver portato le variazioni
di bilancio in Parlamento il 28 novembre, con un ritardo
consistente mettendo a repentaglio stipendi, equilibri di bilancio
degli enti sottoposti a controllo e vigilanza e credo che il clima
che si è avvelenato in quest'Aula sia dovuto anche a questa
mancanza di garbo istituzionale.
Già questa settimana è stata una settimana nefasta per il mancato
rispetto del Regolamento, ieri come Partito Democratico abbiamo
evidenziato che l'aver sottoposto l'articolo 117 all'Aula - che non
aveva nulla a che vedere con modifiche di forma ma aveva modifiche
sostanziale che prevedevano alcune specifiche cause di
incompatibilità non votate né nella Commissione di merito, né
nell'Aula - ha rotto un equilibrio anche istituzionale nell'ambito
delle forze parlamentari.
Incuranti avete messo in votazione quell'articolo 117 ed oggi, a
distanza di 24 ore, viene calpestato due volte il Regolamento,
prima ai sensi dell'articolo 74 che prevede gli otto giorni di
tempo, peraltro è un procedimento specifico quello dell'articolo 74
quindi è normato specificatamente e non ammetterebbe deroghe, poi
quello dell'articolo 98 quater e quinquies che prevedono in ogni
caso il deliberato della Conferenza dei Capi Gruppo con una
maggioranza dei due terzi.
Ognuno farà la sua parte, signor Presidente, in queste giornate
non soltanto la I Commissione ma, se serve, siamo pronti a
presentare anche 2 milioni di emendamenti al testo. Io credo che
non c'è stato, non solo nessun rispetto delle regole, ma nessun
rispetto neanche degli enti sottoposti a controllo e vigilanza
della regione perché abbiamo fatto in tempo a leggere la prima
pagina delle variazioni di bilancio, dove vengono negati i diritti
dei comuni che hanno raggiunto la differenziata fino al 65 per
cento perché vengono tagliati del 70 per cento quasi dopo che per
un anno, assessore Pierobon, gli uffici del Dipartimento acqua e
rifiuti non hanno accertato e certificato i comuni che facevano
parte dell'elenco superiore al 65 per cento, non trasmettendolo
alla Funzione pubblica. E' una vergogna
Così come è una vergogna la circostanza che a venire tutelati
nell'ultimo anno non sono tutti i Comuni in dissesto ma un solo
Comune in dissesto, in violazione di ogni rispetto delle regole.
Questo Governo chieda scusa e troveremo la forza e la lucidità per
approvare la variazione di bilancio nei termini ma è insopportabile
che vengano calpestati i diritti dei cittadini siciliani e degli
enti locali.
PRESIDENTE. Nel comunicare che il Governo ha già chiesto la
parola, sto soltanto aspettando che tutti i parlamentari finiscano
gli interventi, per poi dargli la parola, ha chiesto di parlare
l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Mi rivolgo
a tutti i colleghi ed anche a lei. Purtroppo in questa Assemblea
nelle ultime settimane c'è stata una escalation di abusi sul
regolamento a cui penso proprio che ci dovremo abituare per
rimpiangere, addirittura, le precedenti presidenze. Non ne abbia a
male, onorevole Milazzo, lei è un disturbatore seriale a cui,
purtroppo, ci dovremo abituare.
Presidenza del Vicepresidente Di MAURO
FOTI. L'ultima, la ciliegina sulla torta, di cui anche
l'opposizione si deve prendere la responsabilità, è stata la
spericolata operazione rendiconto della scorsa settimana. Una legge
cotta e mangiata, deliberata dalla giunta in una stanza, passata
con un foglietto volante al di là di ogni procedura in Commissione
ed approvata in un'Aula su cui ho forti dubbi persino sulla
presenza del numero legale. Oggi vedo una parte dell'opposizione
che si lamenta, peggio per voi che avete fornito i voti per avere
questa presidenza e peggio per voi che la scorsa volta vi siete
assentati a metà lasciando i tesserini e facendo agire questa
interpretazione del Regolamento. Quindi delle vostre proteste oggi
io mi dissocio.
Bene, tornando all'argomento, diciamo dopo l'accorato appello alla
je suis PIP, ASU, forestali dell'onorevole Lo Curto, purtroppo devo
aggiungere che c'è una enorme dimenticanza, proprio è una sindrome
questa, la sindrome di dimenticanza di altri lavoratori che, a
quello che ho sentito dire, delle carte che sembrano già essere
speditamente inviate per l'approvazione con questo cronoprogramma,
e mi chiedo se questo fine settimana rovineremo il fine settimana
magari al presidente Miccichè, la cosa di lavorare su questo
argomento proprio per fargli fare un fine settimana un pochino più
corto, perché se c'è da lavorare noi lavoriamo pure la domenica,
non ci spaventiamo. In questa bozza che sta circolando, non so se
ancora è quella ufficiale, manca, per l'ennesima volta, nonostante
i miei due interventi in aula e un ordine del giorno che ho
depositato la qualsiasi previsione per altri dipendenti che hanno
un contratto pubblico e che continuano a lavorare. Facile
immaginare che si tratta dei dipendenti delle IPAB.
Bene, io annuncio che presenterò, nonostante mi sia ripromessa di
non provarci più, presenterò un emendamento: uno con delle
coperture ed uno dove si prevede un taglio lineare per tutte le
persone per cui, giustamente, anche l'onorevole Lo Curto ha fatto
un appello alla serietà di quest'Aula, perché se sono dei poveri,
se sono dei fragili lo sono anche questi. Io mi aspetto che qualcun
altro cominci a parlare di questo tema che è una delle più grandi
vergogne, perché non c'è cosa più triste di creare delle differenze
di trattamento persino negli svantaggiati, persino nelle fasce più
deboli. Si è capaci anche di questo in quest'Aula e di perseverare
in questo terribile errore e non intendo soprassedere anche questa
volta al fatto che vengano calpestati dei diritti di dipendenti
pubblici a cui vengono sbattute le porte in faccia da tutti gli
enti perché l'INPS pretende che paghino il DURC, l'INPS non
elargisce loro nessun tipo di aiuto perché sono dipendenti pubblici
a cui il Consiglio di Stato, l'Avvocatura di Stato ha rilasciato un
parere richiesto dall'Assessorato delle Autonomie locali nel 2001
che li equipara ai dipendenti pubblici, eppure di loro ci si riesce
a dimenticare persino oltre il limite massimo.
Grazie, signor Presidente, e so che avrò anche il suo aiuto in
questa cosa. Lo avrò questo aiuto?
PRESIDENTE. Assolutamente, parlo a titolo personale, ovviamente.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, Governo,
è un tema molto sentito nonché caldo. Il Presidente Miccichè è
stato chiaro durante la Conferenza dei Capigruppo, ha anche
enunciato l'articolo del Regolamento, il comma del Regolamento e
l'articolo che prevedeva la modifica in termini di urgenza e ha
anche ammesso che c'è stata una disattenzione, ma comunque dovuta
ad una mole di lavoro ingente da parte del Governo, il richiamo
della Corte dei conti, tutto il lavoro fatto dal Dipartimento e
siamo arrivati con un leggero ritardo.
Ora sta alla responsabilità dell'Aula capire cosa fare, perché
tutte le norme che ci hanno mostrato l'assessore Armao e
l'assessore Cordaro in Conferenza dei Capigruppo parlano di
rifinanziamento di norme esistenti.
Ed allora, io capisco che lo scontro non serve a niente in
quest'Aula, capiamo perfettamente che la giustificazione che la
cassa chiude il 12 dicembre non è una giustificazione, ma è una
realtà; ed allora, il fatto di dover fare, voglio fare un appello
alle forze di opposizione affinché si possa insieme vagliare nel
più breve tempo possibile una variazione di bilancio che consenta,
come dirà ora il Governo, un rifinanziamento, voglio sottolineare,
di norme già approvate, credo che l'unica nuova norma riguardi il
fondo di garanzia degli enti locali, qualcuno ha detto anche che se
ne occuperà, dovrà occuparsene la Commissione Affari istituzionali
del tema, ed è giusto che se occuperà lì e lì ci saranno i numeri
per potere capire se la norma andrà approvata o meno, però ci sono
altre norme e la variazione di bilancio conterà di appena 5
articoli.
Questo lo dobbiamo dire a chi ci ascolta da fuori da questo
Palazzo, non c'è nessun assalto alla diligenza, c'è soltanto la
voglia di cercare di rispettare tutte le persone che oggi stanno
lavorando per la Regione, si parlerà anche degli stipendi dei
parchi e delle riserve, del completamento del fondo delle autonomie
locali, della pubblica istruzione, dei consorzi di bonifica e di
tanti altri enti che oggi, purtroppo per meccanismi di bilancio,
non trovano a fine anno la copertura.
Quindi, non vogliamo che il Parlamento debba approvare qualcosa
che non può fare, però vorrei lanciare un appello affinché ci fosse
la maturità soltanto per il primo anno. E questo è un appello che
facciamo a tutti noi, cari membri del Governo ma soprattutto al
Governo, affinché i tempi che sono, che hanno caratterizzato
l'invio della variazione di bilancio quest'anno non si debbano
ripetere per il 2019.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
Governo, mi sembra che in questa seconda fase del dibattito in Aula
si stia un attimino centrando meglio l'argomento.
E prendo spunto dagli ultimi due interventi, quello del Presidente
del Gruppo parlamentare dell'Udc e quello del Presidente del Gruppo
parlamentare DiventeràBellissima.
Allora, se si evitano - e mi sembra un ragionamento sano, leggero,
ma istituzionale e deciso - se si evitano contrapposizioni, come
quelle a cui io ho assistito, dove si prende il Regolamento, si
sfoglia l'articolo 98, il comma 1, il comma 2 e con l'ausilio,
diciamo, del bilancino si cerca di capire chi ha ragione e chi ha
torto, non andiamo da nessuna parte.
Qui non c'è una voglia di contrapporre una forza all'altra, qui
non c'è l'idea di convincere qualcuno della bontà o cattiveria
della scelta di approvare le variazioni di bilancio, mi sembra
oggettivamente, onorevole Dipasquale, che negli interventi delle
opposizioni ci sia stato, Assessore, un appello ad un maggiore
garbo istituzionale, dove non ci devono essere contrapposizioni, ma
dove giustamente le minoranze dicono - se non ho capito male,
onorevole Dipasquale - dicono coinvolgeteci in un ragionamento
istituzionale e politico che richiama all'esigenza di pagare gli
stipendi ai dipendenti, che richiama all'esigenza di correre in
aiuto a quei Comuni che sono in default e che diversamente
potrebbero non pagare quei dipendenti a rischio, che richiama
all'esigenza di non lasciare senza soldi 2500 soggetti Pip che
dovrebbero passare, che devono passare in Resais e che non possono
essere lasciati senza stipendio per il mese di novembre e di
dicembre .
Signor Presidente, mi sembra di aver colto, Assessori, Assessore
Armao, questo genere di appello negli interventi delle minoranze.
Allora, se noi andiamo incontro a questo appello che io pongo in
maniera altrettanto accorata perché non ci possono essere
contrapposizioni di sorta rispetto a quei soggetti che aspettano di
essere pagati, rispetto a quei soggetti che rischierebbero di non
percepire il reddito, talvolta, nel caso dei Pip, il sostegno al
reddito, ecco mi sembra un'azione di buon senso. Entro il 30
novembre, senza fare però appello al Regolamento, perché non
interessa a nessuno qui il Regolamento, parliamoci chiaro, qui
stiamo parlando di politica, di assetti istituzionali e della
possibilità, come ha detto l'onorevole Lo Curto, di andare incontro
alle esigenze dei dipendenti dell'Esa, dei forestali, dei Pip.
Non sfidiamo la minoranza in un terreno dove loro non vogliono
andare, tendiamo invece qui, ecco questo è l'approccio giusto del
Governatore quando dice: io mi aspetterei un coinvolgimento di
tutti ; ed io sono convinto che se questo è il tono, deciso, serio,
leale, con il quale chiediamo, senza imporre, perché è davvero una
richiesta di aiuto non certo nei confronti di questa coalizione, di
questa maggioranza, ma nei confronti di chi sta fuori dal Palazzo,
io sono certo che il Partito Democratico e, perché no, certamente
anche i colleghi del Movimento Cinque Stelle, rispetto alle
variazioni di bilancio non potranno non tener conto.
Io rimetto in maniera assolutamente dimessa e garbata questa
riflessione all'Aula, certo che comunque le persone che stanno
fuori dal Palazzo vorranno essere vissuti come amici e giammai come
qualcosa da contrastare e da tenere lontano.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a conclusione di questo
dibattito perché sento il bisogno di confrontarmi con tutti voi, a
nome del Governo, per puntualizzare alcuni passaggi che in uno
spirito assolutamente, anzi direi esclusivamente, costruttivo,
appunto credo vadano sottolineati.
Ho sentito delle esagerazioni, ho sentito parlare di 2 milioni di
emendamenti, ho sentito parlare di una improponibile, per Statuto,
mozione di sfiducia al Presidente dell'Assemblea, ho sentito anche
argomenti di pregio, che è giusto che un Governo che è consapevole
- così come ha detto stamattina - di non avere una maggioranza in
Aula, come ha detto il Presidente della Regione, ma di avere una
coalizione per un verso e, dall'altra parte, di avere una
opposizione, credo debba fare con assoluta onestà intellettuale,
facendo appello a tutto il Parlamento.
Che il Governo debba o possa chiedere scusa al Parlamento per
avere approvato, o meglio, per aver sottoposto - onorevole Cappello
glielo dico con assoluta serenità - che il Governo debba chiedere
scusa perché ha presentato il 28 novembre le variazioni di bilancio
credo sia, in qualche modo, un'esagerazione se solo si pensa - come
voi tutti sapete - che le variazioni di bilancio possono sottoporsi
all'attenzione dell'Aula soltanto una volta approvato il
rendiconto. E noi non sapevamo, come nessuno poteva sapere, che
avremmo dovuto confrontarci più volte col rendiconto, per le
ragioni che tutti conoscete.
Così come abbiamo dovuto mettere mano - e lo abbiamo fatto con
assoluta coscienza - consapevoli delle difficoltà che vi erano, ma
consapevoli del fine ultimo che come sono convinto tutti voi
abbiate condiviso con noi è quello dell'interesse dei siciliani, e
cioè quello di risolvere un problema che ci veniva da precedenti
amministrazioni e che noi ci siamo trovati ad affrontare tutto per
intero.
Ed allora, rispetto a queste argomentazioni, credo che noi
dobbiamo un ringraziamento a questo Presidente dell'Assemblea, noi
parlamentari, perché per la prima volta il Presidente
dell'Assemblea - ben facendo a mio modo di vedere - ha eliminato le
sedute notturne. Chi ha la mia anzianità di servizio o chi,
addirittura, ha una maggiore anzianità di servizio sa o di
Finanziarie approvate il 1 maggio dopo 48 ore di Aula di continuo
o di buoni propositi di chi ha presieduto in precedenza che poi
finivano sempre per portarci, comunque, ad approvare le Finanziarie
nelle ore tarde della notte.
In ogni caso, io credo che oggi, al di là delle assolute,
fondamentali emergenze che ci sono, perché quanto ha detto
l'onorevole Lo Curto è un tema, così come per la verità quanto ha
detto anche l'onorevole Figuccia, noi abbiamo la necessità di
entrare nel merito di alcune norme che trattano null'altro che il
finanziamento di capitoli già esistenti.
Ed allora, se da parte vostra - nella gran parte degli interventi
ho colto questo - viene mosso un rimprovero al Governo per un
ritardo che, in qualche modo, c'è ma in qualche modo, per le
ragioni che ho detto, non era preventivabile, come facciamo a
spiegare fuori da quest'Aula che stiamo otto giorni nelle
Commissioni di merito per valutare cinque articoli che non
istituiscono nessun nuovo capitolo ma che si occupano di concludere
il finanziamento che per ragioni meramente contabili non si era
potuto concludere fino al 31 dicembre 2018 con la Finanziaria?
Posso farvi due esempi che riguardano i capitoli dell'Assessorato
dell'ambiente. Sapete cosa riguardano le mie variazioni? Le mie
variazioni riguardano: pagare fino al 31 dicembre gli stipendi dei
dipendenti dei parchi e delle riserve e, insieme a voi, abbiamo
condotto una battaglia di civiltà e una battaglia di pianificazione
ambientale come mai era esistito prima, vogliamo riorganizzare
questo mondo ma gli stipendi fino al 31 dicembre li dobbiamo
pagare; l'integrazione di una convenzione con i Vigili del Fuoco
che dobbiamo finire di pagare e che è stata già approvata ad
aprile. Questi sono i due temi che riguardano l'Assessorato che ho
l'onore e l'onere di presiedere.
Vi faccio l'esempio proprio per dirvi che stiamo parlando di temi
che sono di assoluta semplicità e che non hanno alcun minimo
sotterfugio.
Se da parte del Governo e dei Capigruppo della coalizione di
Governo viene un appello alle opposizioni - viene un appello alle
opposizioni non un diktat o un'imposizione - di ridurre questi otto
giorni a quattro chiedendo poi alla Commissione Bilancio di
esitare, per sua parte, in due giorni queste norme che - ripeto -
sono norme già a voi tutti note per averle tutte approvate in sede
di finanziaria per fare in modo che, non potendo arrivare al 30
aprile, si arrivi ai primi giorni possibili. Non credo che questo
sia uno scandalo, soprattutto - ripeto - se il modo con cui viene
formulata questa richiesta è un modo assolutamente garbato ed è un
modo assolutamente costruttivo nei metodi e nel merito, considerato
fra l'altro che più volte il Presidente della Regione ha fatto
appello all'intero Parlamento e più volte ha chiamato tutti gli
onorevoli deputati ad un confronto costruttivo eliminando ogni tema
di strumentalità.
Presidente dell'Assemblea e signori deputati, vi chiediamo nel
pieno rispetto delle norme parlamentari che passano anche
attraverso - e sarebbe stato grave se il Presidente dell'Assemblea
lo avesse deciso senza convocare prima una Conferenza dei
Capigruppo - una Conferenza dei Capigruppo nella quale ci siamo
confrontati in maniera assolutamente civile ed avendo assunto una
decisione, vero è a maggioranza, che ha stabilito un percorso
assolutamente lineare, il Governo vi chiede, chiede a tutti i
deputati, a quelli della coalizione di Governo e ai deputati
dell'opposizione di entrare nel merito delle questioni prima
possibile, nelle Commissioni di merito, con i tempi stabiliti dalla
Conferenza dei Capigruppo, di esitarlo poi in Commissione
Bilancio .
Vi accorgerete infatti, ciascuna per la sua parte di competenza,
che non vi sono né trucchi né inganni, ma soltanto la volontà di
chiudere il capitolo 2018 che - come tutti sanno - non riguarda la
nostra Amministrazione ma ce ne siamo fatti carico perché questo
era e resta il nostro dovere istituzionale: partire con la manovra
del 2019 che, come tutti sapete, essendo la finanziaria la legge
principe di competenza dell'Assemblea non potrà che essere fatta
anche quest'anno con l'ausilio del Parlamento tutto.
Signor Presidente dell'Assemblea e signori deputati, vi invito ad
entrare nel merito delle questioni, confrontarci sul merito perché
sono convinto che, al netto di tutto quello che è la legittima
polemica politica, saremo in condizione di fare tutti insieme un
buon lavoro nell'interesse dei siciliani e garantire quello che è
giusto garantire da parlamentari di questo Parlamento regionale un
fine anno sereno a tutti coloro che aspettano risposte, queste
risposte intanto in sede di variazione da tutti noi.
PRESIDENTE. Abbiamo chiuso la discussione sull'esito della
Conferenza dei Capigruppo, passiamo agli altri argomenti iscritti
all'ordine del giorno.
DIPASQUALE. Presidente, le avevo chiesto di intervenire. Propongo
di fare una sospensione dei lavori in modo tale da trovare una
soluzione.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la discussione è chiusa.
Sull'ordine dei lavori
DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, vi
chiedo un attimo di attenzione per la delicatezza dell'argomento.
Ritengo che sia necessario un minuto di sospensione per
ripristinare la percorribilità dei lavori in Commissione e in Aula.
Ho apprezzato l'intervento del Capogruppo Aricò e dell'onorevole
Figuccia.
Onorevole Cordaro, a me non interessano le scuse del Governo, io
sono uno che ha amministrato, i ritardi ci possono essere e di
questo io non mi scandalizzo. Ne possiamo discutere poi, quando
entreremo nel merito. La questione è diversa. Noi abbiamo
denunziato un atteggiamento di non rispetto del Regolamento, nel
senso che riteniamo - ma non riteniamo , è così, è palese - la
Conferenza dei capigruppo non può sovrastare il Parlamento, il
Regolamento. Bene hanno fatto gli Assessori ed anche i parlamentari
di maggioranza a ribadire l'opportunità di anticipare ed io sono
sicuro che tutti lo comprendiamo che c'è l'esigenza di accelerare.
Però, non può passare il principio che questa accelerazione o la
riduzione dei tempi passa da un abuso, questo no, Presidente Deve
passare da una cosa ragionata.
Allora, i due minuti di sospensione ci metteranno in condizione di
condividere - ed Assessore, faccio un appello anche a lei - per
evitare che si apra davvero una querelle che non ci serve.
Noi vogliamo affrontare nel merito le questioni che ci riguardano
sugli atti finanziari, quindi, serve entrare nel merito e dimezzare
i tempi? C'è lo strumento.
Lo sapete su cosa stiamo discutendo? Di un giorno in più. Se noi
applichiamo il Regolamento e le procedure di urgenza che già
prevedono cinque giorni, noi abbiamo risolto il problema.
Allora, la prego, Presidente, nell'interesse di tutti, prima del
Governo e poi del Parlamento nella sua interezza, chiedo un attimo
di sospensione per vedere di trovare una soluzione condivisa.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.22, è ripresa alle ore 18.27)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori dell'Aula e
rispetto alle cose che sono state dette, mi pare che è venuto fuori
un percorso che è concordato, che sono un po' le cose che ci siamo
detti rispetto alle quali io mi permetto di ripetere all'Assemblea
le date: entro il 3 dicembre alle ore 16.00 si concluderà il
percorso nelle Commissioni di merito; lo stesso giorno, alle ore
17.00, la Commissione Bilancio si riunirà per incardinare il
disegno di legge, verranno assegnate le 24 ore per quanto riguarda
la presentazione degli emendamenti ed il 4 e il 5 dicembre si
discuterà nel merito del disegno di legge per essere trasmesso poi
alla fine il 6 dicembre in Aula.
Così resta stabilito.
Discussione del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR)
per gli anni 2019-2021 e della relativa nota di aggiornamento
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR)
per gli anni 2019-2021 e della relativa nota di aggiornamento .
Presidente Savona, la invito a prendere posto al banco della
Commissione per l'illustrazione del Documento di Economia e Finanza
Regionale.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.29, è ripresa alle ore 18.31)
PRESIDENTE Invito i componenti la II Commissione a prendere
posto al banco delle Commissioni.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.32, è ripresa alle ore 18.47)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e
relatore, onorevole Savona, per svolgere la relazione al DEFR 2018-
2021.
SAVONA. Presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, assessori. Il Documento di economia e finanza
regionale, sulla base della nuova normativa in materia di
contabilità, introdotta con il decreto legislativo 23 giugno 2011,
n. 118 e successive modifiche ed integrazioni, descrive gli scenari
economico-finanziari internazionali, nazionali e regionali, le
politiche da adottare, gli obiettivi della manovra di bilancio
regionale ed espone il quadro finanziario unitario regionale di
tutte le risorse disponibili per il perseguimento degli obiettivi
della programmazione unitaria regionale, esplicitandone gli
strumenti attuativi per il periodo di riferimento. I procedimenti
di formazione dei documenti contabili devono necessariamente fare
riferimento alle linee programmatiche indicate nel Documento di
economia e finanza regionale.
Il DEFR 2019-2021 è stato inizialmente approvato dalla Giunta
regionale con la deliberazione n. 243 del 28 giugno 2018
e, quindi, sostituito per intero con il documento approvato nella
seduta n. 272 del 25 luglio 2018. Con successiva deliberazione n.
406 del 24 ottobre 2018, la Giunta regionale ha approvato la Nota
di aggiornamento del DEFR al fine di garantire la necessaria
coerenza con gli aggiornamenti della finanza pubblica nazionale
contenuti nella corrispondente Nota di aggiornamento al DEF del 4
ottobre 2018.
Il Documento di economia e finanza regionale, dopo una breve
introduzione e la definizione del quadro macroeconomico di
riferimento, si compone di due parti. Nella prima, è riportata
l'analisi dei principali settori di intervento dell'economia
regionale. La seconda parte, relativa alla finanza pubblica
regionale, contiene la costruzione del quadro tendenziale di
finanza pubblica e gli indirizzi alle società controllate e
partecipate dalla Regione.
L'esame parlamentare si è, tuttavia, concentrato in special modo
sulle indicazioni contenute nella Nota di aggiornamento che
procede, in primo luogo, ad effettuare l'aggiornamento del quadro
macroeconomico e finanziario sulla mutata condizione esterne come
rappresentate nella Nota di aggiornamento al DEF nazionale.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Savona sta facendo
l'illustrazione del documento di Economia e Finanza, vi prego di
ascoltarlo.
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Di conseguenza, è
stato rivisto il contesto regionale valutando la più probabile
ricaduta sulle variazioni messe in campo dal Governo nazionale con
legge di bilancio 2019, sulla base delle informazioni statistiche
disponibili e dell'impatto di spesa di sviluppo nel medio periodo.
Nella seconda parte della Nota di aggiornamento sono illustrate le
principali iniziative intraprese nell'ambito dell'attuazione del
programma di Governo, oltre che per la revisione delle società
partecipate dalla Regione.
Da tale ultimo punto di vista, con riferimento agli interventi di
razionalizzazione ed aggregazione di società aventi finalità
similari, la Nota di aggiornamento fa riferimento a sinergie fra
SAS e Resais, anche attraverso la possibilità di fusione o di
creazione di nuova società.
A tal proposito si ritiene che la Resais - istituita con legge
regionale n. 54 del 1981 e regolamentata con l'articolo 1, comma 6,
della legge regionale n. 7 del 1986, società che gestisce Aree
speciali transitorie ad esaurimento individuate da specifiche norme
regionali, nei fatti una specie di società di lavoro interinale a
favore della Pubblica Amministrazione regionale - sia configurabile
quale società di diritto singolare ex articolo 1, comma 4, lettera
a), del decreto legislativo 175/2016. Inoltre tale società è stata
di recente investita di ulteriori compiti dall'articolo 64 della
legge regionale n. 8 del 2018 (in materia di PIP), oltre che
dall'articolo 3, comma 18, legge regionale n. 27 del 2016 (in
materia di precari degli enti locali). Infine la Resais ha un
notevole contenzioso pendente, nella quale occorrerebbe tener conto
nel caso di aggregazione in altre società.
La Nota di aggiornamento si conclude con la dichiarazione da parte
del Governo di intendere quali collegati alla manovra di bilancio
2019-2021 taluni disegni di legge ritenuti di particolare
importanza ai fini dell'attuazione del programma di Governo.
Ai sensi dell'Allegato 4/1 al decreto legislativo n. 118/2011,
paragrafo 7, nell'ambito della programmazione regionale, con gli
eventuali progetti di legge collegati, possono essere disposte
modifiche ed integrazioni a disposizioni legislative regionali
aventi riflessi nel bilancio per l'attuazione del DEFR e la
relativa Nota di aggiornamento.
Dopo aver rilevato che vari disegni di legge indicati come
collegati sono disegni di legge già all'esame delle Commissioni
di merito e, in taluni casi, dall'Aula, si ritiene che il Governo
debba fornire elementi necessari per l'individuazione dei reflussi
nel bilancio regionale. Per tali ragioni, la decisione relativa
alla possibile connessione fra uno e più tali disegni di legge e la
complessiva manovra di bilancio, potranno essere prese una volta
formalizzato il deposito dei documenti contabili per il 2019.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente, e ringrazio
anche la Commissione e il suo Presidente per la puntuale analisi
delle questioni concernenti un documento corposo che certamente
riguarda le dinamiche della nostra economia siciliana, ma
soprattutto la prospettiva di sviluppo della nostra economia
siciliana. Ecco perché nel DEFR, ma soprattutto nella Nota di
aggiornamento, viene sviluppata una prospettiva teorica ma anche
molto attuale per definire e delineare lo sviluppo della Sicilia
cioè un piano strategico per la Sicilia e con obiettivo 2030.
Volevo informare il Parlamento su questo, che è stato approvato già
un decreto che ha istituito un comitato per la analisi di un piano
strategico e la predisposizione di un piano strategico della
Sicilia 2030, quindi si tratta di una programmazione che ha un
respiro triennale ma che vuole guardare ad un orizzonte più ampio.
Per quanto concerne le misure finanziarie io vorrei dire che
quest'anno, e mi complimento devo dire con il lavoro che il
Parlamento ha fatto, abbiamo sin qui approvato ben tredici
documenti finanziari proposti dal Governo ed altri tre sono
all'esame del Parlamento in queste ore. Quindi, si tratta di uno
sforzo straordinario che non ha precedenti nell'attività
parlamentare di questo Parlamento, proprio perché si sta
riprendendo un versante, un profilo di rigore e di analisi dei
documenti finanziari che è volto a riequilibrare l'assetto
economico-finanziario della nostra Regione.
Non è un caso che quest'anno le due agenzie di rating più
importanti, cioè Moodys ed un'altra agenzia di rating che in questo
momento non mi sovviene, hanno entrambe valutato la positività
degli sforzi adottati dalla Regione nell'ultimo decennio,
soprattutto in materia finanziaria. Si tratta di documenti
importanti e di assoluto rilievo, quindi su questo intendo
prospettare quello che è stato ampiamente declinato nei documenti
come un iter, un percorso di prosecuzione nel risanamento.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
ARMAO, assessore per l'economia. Un punto vorrei analizzare che
scaturisce dalla relazione del Presidente Savona e riguarda la
necessità del collegamento di alcuni disegni di legge al documento
di economia e finanza regionale. Bene, il documento di economia e
finanza regionale individua circa sei disegni di legge come
Collegati', come ancorati al Documento di economia e finanza
regionale. Questo perché si tratta di una manovra complessiva,
perché evidentemente la riforma sull'organizzazione amministrativa
e la trasparenza, la riforma in materia di rifiuti, quella in
materia di assistenza e beneficenza, quella in materia di pesca,
quella in materia di rifiuti, quella in materia di diritto allo
studio, fanno parte di una strategia di riforma complessiva che
certamente sono volte a consolidare e rafforzare la prospettiva di
crescita che è alla base di questo documento e soprattutto della
nota di aggiornamento del 2021.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
ed è in distribuzione l'ordine del giorno n. 67 approvazione del
DEFR e della relativa Nota di aggiornamento , a firma degli
onorevoli Lo Curto, Savona, Aricò, Pullara e Milazzo.
Poiché c'è qualche problema sull'ordine del giorno, sospendo la
seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.05, è ripresa alle ore 19.08)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Savarino, Gennuso,
Gucciardi e Turano, hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del Documento di Economia e
Finanza Regionale (DEFR) per gli anni 2019-2021 e della relativa
nota di aggiornamento
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Foti ha
presentato all'ordine del giorno n. 67, l'emendamento 67.1, che è
in distribuzione. Pertanto, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.09, è ripresa alle ore 19.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 67.1, a firma
dell'onorevole Foti.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 67.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'ordine del giorno n. 67
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale dell'ordine
del giorno n. 67.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti .. 49
Votanti 40
Maggioranza 21
Favorevoli 25
Contrari 15
Astenuti 0
(E' approvato)
Votazione finale del disegno di legge Riconoscimento della
legittimità dei debiti fuori
bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto
legislativo
23 giugno 2011, n. 18 e successive modifiche ed integrazioni (n.
336/A)
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno: Votazione
finale del disegno di legge Riconoscimento della legittimità dei
debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera
a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni (n. 336/A).
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del disegno di legge n. 336/A
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del disegno
di legge n. 336/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 29
votanti 21
Maggioranza 11
Favorevoli 21
Contrari 0
Astenuti 0
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 29
novembre 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme per l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e spazi
verdi da parte delle amministrazioni comunali siciliane (n. 20/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savarino
2) Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
cooperative di comunità nel territorio siciliano (n. 113/A)
(Seguito)
Relatore: on. Foti
3) Norme finalizzate alla realizzazione di parcheggi e alla
decongestione dei centri urbani (n. 119/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
4) Interpretazione autentica dell'articolo 3 della legge regionale
24 febbraio 2000, n. 6 (n. 413/A)
Relatore: on. Sammartino
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni (n.
336/A)
IV -DISCUSSIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017
Relatore: on. Savona
La seduta è tolta alle ore 19.25
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio