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Resoconto d'Aula della Seduta n. 85 di mercoledì 28 novembre 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.33

   Il  Presidente avverte che il verbale della seduta n.  84  del  27
  novembre  2018 è posto a disposizione degli onorevoli deputati  che
  vorranno  consultarlo e sarà considerato approvato, in  assenza  di
  osservazioni in contrario, al termine della presente seduta.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fava sarà in missione l'11  e
  il 12 dicembre 2018.

    L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  Decreto del Presidente dell'Assemblea n. 422 del 28 novembre  2018,
  relativo alla nomina di componente di Commissione.

   ZITO, segretario:

                                                «Repubblica  Italiana

                                     ASSEMBLEA      REGIONALE
  SICILIANA


   I L    P R E S I D E N T E

   CONSIDERATO  che a seguito delle dimissioni dell'on.le  Cateno  De
  Luca  da deputato regionale, di cui l'Assemblea ha preso atto nella
  seduta n. 74 del 30 ottobre 2018, risulta vacante il seggio da  lui
  ricoperto in II Commissione legislativa permanente  Bilancio ;

   VISTA  la  nota prot. n. 087/2018 del 27 novembre 2018,  pervenuta
  alla  Segreteria  generale  in  pari  data  e  protocollata  al  n.
  8233/AulaPG del 28 novembre successivo, sottoscritta dal presidente
  del Gruppo parlamentare  Misto  on.le Maria Anna Caronia;

   PRESO  ATTO  che  con  la suddetta nota il Presidente  del  Gruppo
  parlamentare  medesimo indica la propria designazione a  componente
  della II Commissione legislativa permanente  Bilancio , comunicando
  le  contestuali   dimissioni  da  componente  della  V  Commissione
  legislativa permanente  Cultura, formazione e lavoro ;

   CONSIDERATO  che l'on. Maria Anna Caronia è presidente  in  carica
  del   Gruppo parlamentare  Misto , cui l'onorevole Cateno  De  Luca
  apparteneva;

   CONSIDERATO   che  occorre,  pertanto,  procedere  alla   relativa
  sostituzione;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Maria  Anna CARONIA è nominato  componente  della  II
  Commissione  legislativa  permanente   Bilancio ,  in  sostituzione
  dell'on.le  Cateno  De  Luca dimessosi  dalla  carica  di  deputato
  regionale.

   Il  presente decreto sarà comunicato all'Assemblea».

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono appena arrivate la  relazione
  tecnica  e  le  variazioni  di  bilancio  che  vanno  inviate  alle
  Commissioni   di  merito.  Se  siete  d'accordo,  convocherei   una
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari così stiliamo  il
  nuovo  ordine dei lavori di questa settimana. Pertanto, è convocata
  fra  dieci minuti in Sala lettura la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.
   La  seduta è sospesa e riprenderà immediatamente dopo la  predetta
  Conferenza dei Capigruppo.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.34, è ripresa alle ore 17.18)

   La seduta è ripresa.


       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari ha stabilito, non all'unanimità,
  ma a maggioranza, il percorso del disegno di legge di variazione di
  bilancio,  che stasera verrà assegnato alle Commissioni di  merito,
  le  Commissioni  di merito avranno tempo fino a lunedì  3  dicembre
  2018 per esitare il parere, la Commissione Bilancio avrà tempo fino
  a  mercoledì  5  dicembre 2018 per esitare  il  disegno  di  legge.
  Giovedì  6 dicembre 2018, mattina, si incardinerà in Aula e giovedì
  pomeriggio,  venerdì mattina e venerdì sera si voterà con  chiusura
  entro  il giorno 7 dicembre 2018, questo ovviamente nel caso  fosse
  possibile riuscirci. Se per caso non ci si riesce, si andrà  avanti
  ad  oltranza  finché ovviamente non viene approvata o  bocciata  la
  legge di variazione di bilancio.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, per  confermare  il
  nostro  dissenso,  già espresso in Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari sul percorso che lei ha illustrato, perché è in
  violazione del Regolamento. Le Commissioni di merito hanno  diritto
  ad  otto  giorni  di tempo per esaminare il provvedimento,  che  si
  preannuncia  corposo,  dico si preannuncia  perché  fino  a  questo
  momento  non  sappiamo di cosa parliamo, perché se il provvedimento
  è,  per favore, nella sua disponibilità, lo distribuisca, lo faccia
  avere  ai Gruppi parlamentari, lo faccia pervenire alla Commissione
  Bilancio,  affinché  possa chiedere il parere alle  Commissioni  di
  merito,  fin qui ci è dato sapere quello che abbiamo appreso  dalla
  stampa.
   Il   provvedimento   si   preannuncia  corposo,   con   norme   di
  rifinanziamento,  ma  anche con norme  di  tagli  su  capitoli  ben
  precisi.  Noi  abbiamo il diritto, intanto, di poter verificare  di
  cosa  si  tratta. Dopodiché, nel rispetto del Regolamento chiediamo
  gli  otto  giorni per le Commissioni di merito e, a seguire,  tutto
  quanto previsto dal Regolamento dell'Assemblea che non è derogabile
  se  non all'unanimità. Per quanto ci riguarda il Gruppo del Partito
  democratico è contrario.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Fermo restando, onorevole  Lupo,  che
  quello  che lei ha detto è sacrosanto, nel senso che il Regolamento
  prevede  altro ma siamo andati in Conferenza dei Capigruppo proprio
  perché  soltanto la Conferenza dei Capigruppo può cambiare  qualche
  cosa del Regolamento e a maggioranza ha deciso di cambiarla, quindi
  non  stiamo  venendo  meno  alle  norme  del  Regolamento.  Abbiamo
  affrontato   in  Conferenza  dei  Capigruppo  la  questione   e   a
  maggioranza la Conferenza dei Capigruppo ha così stabilito.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  io  penso  che  davvero  stiamo  costruendo  tutte   le
  condizioni   affinché  quest'Aula  debba  diventare  impraticabile.
  Perché  pensare  a  colpi di maggioranza di  modificare  l'iter  di
  approvazione  degli strumenti finanziari significa  davvero  aprire
  una  ferita profonda con il Parlamento. Questo non è mai  accaduto
  Almeno  negli  anni che ho vissuto io. Sulle modifiche,  sui  tempi
  previsti  dal Regolamento abbiamo condiviso maggioranze e minoranze
  i  percorsi. Qui stiamo davvero inquinando i pozzi, Presidente  Già
  la  maggioranza ha i suoi problemi. Il Presidente Musumeci aggiunge
  con  le sue dichiarazioni benzina al fuoco. A me dispiace per  quei
  parlamentari che stanno dietro la sua porta invece di stare in Aula
  -  dichiarazioni  del Presidente Musumeci, poteva  evitarle  queste
  dichiarazioni -. E, quindi, Presidente abbiamo un clima non sereno.
   Il  Presidente Musumeci pensa - perché poi richiama  al  senso  di
  responsabilità le opposizioni dicendo  Io mi aspetto il voto  delle
  opposizioni con lo stesso senso di responsabilità che deve avere un
  deputato  di  maggioranza  -, lui pretende che noi dobbiamo  essere
  disponibili,  a disposizione, e poi la maggioranza ci deve  imporre
  anche  di  dimezzare  i  tempi di approvazione  nelle  Commissioni?
  Presidente, è davvero un percorso che ci divide.
   Io  la prego di rivedere questa posizione. La prego di mettere noi
  tutti in condizione di lavorare e di rispettare il Regolamento. Non
  ci  possiamo dividere. Questa non è una frattura che si sana con la
  maggioranza e con la minoranza. Noi apriamo un fronte e ci fermiamo
  non  so  quando.  Apriamo  gli  strumenti  finanziari  e  renderemo
  impraticabili i lavori d'Aula e i lavori nelle Commissioni. Se  voi
  volete  questo  fatelo  pure. Voi state utilizzando  gli  strumenti
  della maggioranza, noi utilizzeremo quelli della minoranza.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Uno per Gruppo, non due per Gruppo.

   CRACOLICI. Anche tutti e settanta.
   Signor  Presidente, devo dirle sinceramente che non  avevo  alcuna
  intenzione di parlare ma ascoltandola ho sentito un dovere  morale,
  oltre  che  funzionale alla carica che svolgo da  parlamentare,  di
  intervenire  perché lei ha detto una aberrazione istituzionale  che
  mette  in  discussione  - glielo dico anche  per  la  simpatia,  ci
  conosciamo  da  molti anni - ma lei con le cose  che  ha  detto  ha
  dimostrato   di   non   essere  adeguato  a  fare   il   Presidente
  dell'Assemblea. Perché lei ha sostenuto la teoria che in Conferenza
  di Capigruppo la maggioranza può cambiare il Regolamento.
   Questo  a casa sua Presidente, non in questo Parlamento.  E  se  i
  miei  colleghi  deputati le consentono una  cosa  del  genere,  non
  occupando anche la Presidenza e chiedendo le sue dimissioni  -  lei
  sta  facendo un atto gravissimo - perché non può esistere  che  una
  maggioranza  né  in Conferenza dei Capigruppo né in  Aula,  se  non
  appositamente  convocata  per cambiare il  Regolamento  e  non  per
  interpretarlo a seconda l'esigenza di volta in volta che  qualunque
  maggioranza  e  qualunque Governo ha e il Presidente dell'Assemblea
  si adegua in questo senso, considero questo un atto gravissimo.
   Presidente,  non  può  modificare i termini regolamentari,  se  lo
  metta in testa
   Questo significa che non farà neanche dopo i termini previsti  del
  Regolamento le leggi che vuole fare approvare.
   Questi  costituiscono  precedenti che si possono  superare  quando
  tutti i Deputati, non i Gruppi, anche un singolo deputato, in  nome
  del rispetto delle regole, può fare valere il principio formale del
  rispetto  delle regole e l'Aula si deve adeguare anche se  soltanto
  uno pone un problema formale di rispetto delle regole.
   Sostiene  che  la  maggioranza in Conferenza dei Capigruppo  possa
  cambiare le regole, ma dove? In quale Parlamento ha visto una  cosa
  del  genere? Stiamo parlando dei termini procedurali che consentono
  l'esame dei disegni di legge previsto e normato dal Regolamento.
   La invito, Presidente, a rivedere le modalità.
   In  politica poi ci può essere la ragione istituzionale perché  si
  faccia  presto,  ma  quello è un fatto  politico  non  è  un  fatto
  procedurale   rispetto   al  quale  lei  introduce   una   modifica
  sostanziale delle procedure regolamentari.
   La invito pertanto a fare in modo che questo Parlamento ritrovi la
  serenità delle sue procedure.
   Per  quanto  mi riguarda, considero atto gravissimo con  tutte  le
  conseguenze che bisogna trarre sia sul piano istituzionale  che  su
  quello politico.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, considerato il rapporto  che  c'è
  fra di noi - se non fosse per il rispetto che ho per la sua persona
  avrei evitato una risposta che non mi compete perché non sono io  a
  dovere dare risposte.
   Ai  sensi  del Regolamento, il comma 6 dell'articolo 98  quinquies
  stabilisce che:
    6.  Per  l'organizzazione della discussione dei singoli argomenti
  iscritti  nel calendario, la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  determina, di norma, la data iniziale e finale  della
  discussione  di  ciascuno di essi e la data in  cui  gli  argomenti
  iscritti  nel calendario debbono essere posti in votazione.  Per  i
  disegni   di  legge  inseriti  nel  calendario  dei  lavori,   alla
  discussione generale di cui agli articoli 119 e 120 del Regolamento
  interno,  si  applica  il  comma 3 dell'articolo  73  bis,  con  il
  consenso dei Presidenti dei Gruppi parlamentari previsto dal  comma
  4 del presente articolo.
   7.  La procedura prevista nei commi precedenti si adotta anche per
  l'esame  e  l'approvazione di eventuali  proposte  di  modifica  al
  calendario.
   8.  Il  calendario  predisposto a norma  dei  commi  precedenti  è
  stampato e distribuito ed è impegnativo sia per l'Assemblea che per
  le commissioni legislative. .
   Al  comma  5  dell'articolo  98  quinquies:   5.  Qualora  non  si
  raggiunga la maggioranza di cui al comma precedente, il Presidente,
  sulla base delle indicazioni emerse nella Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari e secondo i criteri di cui ai commi 1 e  2
  del  presente  articolo, predispone un calendario  provvisorio  dei
  lavori per una settimana .

   CRACOLICI. Non è in discussione il calendario
   Mi  dispiace  che  il  Segretario le abbia  dato  un  suggerimento
  sbagliato    Si  devono  considerare  i  tempi  previsti   per   la
  discussione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, credo che  sia  importante  che
  quanto ci diciamo si capisca.
   Se lei vuole potrà intervenire nuovamente.
   Le  sto dicendo che certamente non sono venuto meno al Regolamento
  di  quest'Assemblea che in altre occasioni ho modificato perché  ho
  ritenuto non corretto - lo sapete già
   Non  mi  spavento  di  modificare - laddove  sia  possibile  -  il
  Regolamento.
   In   questa   occasione  ho  applicato  i  poteri  del  Presidente
  dell'Assemblea così come previsto dal Regolamento.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, voglio fare una netta distinzione  tra
  il  Gruppo  parlamentare  Movimento  Cinque  Stelle  e  il  Partito
  democratico. Una netta distinzione perché ci vuole anche  coerenza.
  Il  Movimento 5 Stelle la scorsa legislatura era all'opposizione  e
  continua ad avere coerentemente una posizione e nulla - almeno  per
  il  sottoscritto  -  si  può rimproverare sul  modo  di  vedere  un
  percorso d'Aula. Ma sentire qua l'onorevole Cracolici che  viene  a
  fare  il   paladino del Regolamento  quando lui sa che era compagno
  d'avventura del Presidente Ardizzone che ha fatto in conformità  al
  Regolamento, quando c'è stata urgenza, anzi molto spesso durante un
  percorso già prestabilito dalla Conferenza dei capigruppo,  lui  ed
  Ardizzone  si  portavano  la  palla  di  nuovo  in  Conferenza   di
  capigruppo e cambiavano il percorso.
   Ricordo una finanziaria quando io e Cordaro entrammo dal lato  del
  pubblico,  aspettammo - non solo hanno tradito ogni  accordo  della
  Conferenza  dei capigruppo, fermarono il tempo, non la  seduta,  il
  tempo e cominciarono a chiamare i deputati che dovevano arrivare da
  altre province.
   Ora il tema è  io so - e lo ha detto il Presidente - che siamo  in
  difetto  perché  siamo  in  ritardo ed è stato  fatto  presente  al
  Governo  da  parte del Presidente dell'Assemblea che effettivamente
  questa variazione di bilancio è arrivata in ritardo, perché noi non
  ci  nascondiamo  né dietro un dito, onorevole Cracolici,  né  siamo
  passibili  di  malafede.  Lo  abbiamo  fatto  presente  e  tutti  i
  capigruppo,  compreso  il suo, possono dire che  il  Presidente  ha
  detto che non abbia più a ripetersi questo ritardo.
   Ok, onorevole Cracolici?

   CRACOLICI. Non sa di che parla

   MILAZZO.  Quello che lei da trent'anni perpetra in quest'Aula,  da
  trent'anni fa la quinta colonna di tutti i disastri che ci sono  in
  questa  Regione.  Proprio  lei non dovrebbe  prendere  parola  qua,
  proprio  lei dovrebbe stare zitto, trent'anni di potere, trent'anni
  di potere e lei qui non dovrebbe parlare.
   Allora  il tema è un altro, siamo in difetto l'abbiamo detto   gli
  stipendi  delle  persone .  Fate le vostre  proposte.  Sono  cinque
  articoli  non  cinquanta e non saranno presentati  emendamenti  per
  proliferarli questi cinque articoli.

   CANCELLERI. Questo non lo potete sapere.

   MILAZZO.  Per  Forza  Italia  prendo l'impegno  io   Non  ci  sarà
  proliferazione di articoli.
   L'argomento  è  alquanto serio. Se può capitare  che  qualcuno  si
  rivolgerà  all'onorevole  Cancelleri,  come  all'assessore  Cordaro
  purtroppo  non si deve scandalizzare se quest'Aula ha sempre  fatto
  le cose sulla pressione della piazza. Tutti lo sappiamo
   Allora  il tema è: quante volte lo devo dire che il Presidente  ed
  io stesso sto riconoscendo che c'è stato un ritardo
   Però,  ricordiamo  - ma questo non basta e non  giustifica  -  che
  siamo  dovuti  ritornare in Giunta per sistemare il rendiconto,  ci
  sono  stati  degli  intoppi, colpa nostra  ma  noi  lo  diciamo  al
  microfono e chiediamo aiuto non per noi. Ci sono persone che devono
  definire  i  dodici  mesi di lavoro, di stipendio.  Questi  sono  i
  cinque articoli.
   Se  ci  volete  dare una mano bene, diversamente lo  affronteremo.
  Alcuni  deputati della maggioranza non verranno, saranno pubblicati
  i nomi e si prenderanno la responsabilità.
   Ognuno di noi singolarmente deve rispondere alla propria coscienza
  ed alle persone che l'anno fatto sedere qua.
   Io  starò  qua,  cercherò  di  persuadere  più  persone  possibili
  affinché  questa  variazione  di  bilancio  vada  in  porto  per  i
  lavoratori.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  colleghi,  Governo,   Presidente
  Miccichè, assessore Cordaro oggi si è consumato l'ennesimo  strappo
  fra  questo Governo ed il Parlamento della Regione siciliana perché
  non  è  soltanto  una questione procedurale - come  giustamente  ha
  sollevato l'onorevole Cracolici - è la solita arma del ricatto che,
  giorno 28 novembre questo Governo propone al Parlamento, mettendolo
  con le spalle al muro.
   Questo atteggiamento era uguale a quello del Governo precedente  e
  questo   atteggiamento  continua  ad  essere  profuso  dal  Governo
  attuale.
   Non si può ricattare il Parlamento dicendo che la cassa chiude  il
  giorno  12  e  ci sono dei pagamenti da effettuare,  perché  questo
  Governo  ha  avuto  tutto il tempo possibile  ed  immaginabile  per
  proporre  all'Assemblea  la variazione di bilancio,  proporla  alle
  Commissioni di merito e portarla qui in Aula per la votazione. Ecco
  perché  noi  abbiamo detto convintamente  no' al  dimezzamento  dei
  termini.  Ecco perché siamo convinti che soltanto la unanimità  dei
  capigruppo  avrebbe potuto decidere di violare  questa  regola,  di
  modificarla, di piegarla al desiderato del Governo perché in questo
  momento  il  Parlamento si sta piegando e sta  diventando  complice
  della  volontà  di  un Governo che è fortemente in  ritardo  e  che
  soprattutto  non  vuole  assumersi  la  responsabilità  di   questo
  ritardo.  Questa  responsabilità, il Movimento  5  stelle  non  può
  assumersela.  Ecco perché noi diciamo no a questo dimezzamento  dei
  termini.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, assessori e colleghi,  mi  rivolgo
  innanzitutto  alla  presidenza, e mi dispiace che  lei  ancora  una
  volta me lo permetta. Ha perso la possibilità di dimostrare davvero
  come  il  suo  ruolo,  e questo glielo dico da vice  Presidente  di
  questo  Parlamento, ha perso la possibilità di dimostrare  come  il
  suo ruolo sia a garanzia anche dell'ultimo dei deputati qui dentro.
   Lei  dovrebbe  essere  il cane da guardia di quel  Regolamento  ed
  essere  inflessibile e bacchettare, anche se  è  della  sua  stessa
  parte  politica, chi non sta rispettando i tempi. Io oggi non posso
  pensare  che  sotto  il ricatto del  dobbiamo pagare  gli  stipendi
  perché entro il 30 novembre dobbiamo approvare la manovra' oggi noi
  ci pieghiamo di fronte a quella che è una anomalia del sistema. Noi
  dovremmo  dimezzare  i  tempi e ancora una  volta,  lei  dice,  per
  l'ultima  volta  faremo  questo. Ogni volta  è  l'ultima  volta  ma
  l'ultima  volta poi alla fine non è mai l'ultima perché c'è  sempre
  un nuovo caso.
   Allora, Presidente, io non sono purtroppo d'accordo a quello che è
  il  modo  che  ha  in questo momento di gestire le  condizioni  dei
  lavori e mi permetta anche di dirle che quello che ha letto poco fa
  nel  Regolamento  riguarda i lavori del calendario,  non  certo  la
  trasformazione  dei tempi di durata della discussione  dei  singoli
  atti  all'interno delle Commissioni perché le ricordo che,  da  che
  mondo  è  mondo,  mi  dispiace per l'onorevole Milazzo  perché  gli
  riconosco  comunque  la  possibilità di essere  un  deputato  molto
  attento,  neanche  Ardizzone aveva mai fatto  tanto  nella  passata
  legislatura,  neanche lui. Pur con tutte le contestazioni  che  gli
  abbiamo  effettuato nei suoi confronti, ma gli otto giorni  per  le
  discussioni all'interno delle Commissioni di merito ci sono  sempre
  stati tutti.
   Ora  mi  sembra  davvero paradossale, conteggiamo anche  sabato  e
  domenica.  Ma  lei lo sa la I Commissione, con l'onorevole  Stefano
  Pellegrino quante volte si riunisce in un mese? Se non lo sa glielo
  dico  io. A malapena forse 4, una volta alla settimana e pensa  che
  l'andiamo  a  convocare o la convocherà alla  fine  anche  venerdì,
  sabato, domenica. Ma in quale mondo, in quale Parlamento, in  quale
  dimensione parallela avverrà questa cosa.
   Allora,  io  le  chiedo  il rispetto dei tempi  e  soprattutto  di
  rimandare al mittente le responsabilità. Io, colleghi non ci sto al
  gioco  al massacro, che ogni volta la colpa è di chi non ha  colpe,
  che ogni volta la responsabilità è di chi non ha la responsabilità,
  qui qualcuno doveva portare i documenti contabili in tempi utili  e
  non  l'ha fatto. Oggi si presenta il 28, di pomeriggio a dirci  che
  dobbiamo esitarlo perché la cassa chiude giorno 12.
   Assessore, mi dolgo per chi avrà dei problemi entro Natale  ma  la
  responsabilità non è nostra. Lei si dovrebbe battere  la  mano  sul
  petto  e  dire la responsabilità e la colpa è solo mia  e  del  mio
  Governo. Perché se non avete portato purtroppo questi documenti  vi
  dovete  prendere la responsabilità. Noi facciamo la nostra parte  e
  la   facciamo  in  tutto  e  siamo  sempre  presenti  come   Gruppo
  parlamentare   del  Movimento  5  Stelle  e  come   facenti   parte
  dell'opposizione. Dovreste rivolgere lo sguardo da questa parte,  e
  guardare  gli  innumerevoli scranni vuoti quando  non  riuscite  ad
  approvare  una legge, quando vi manca il numero legale. Ricordatevi
  che l'ultima delle leggi che avete approvato, l'avete approvata con
  i  tesserini  di  persone che se ne erano già andate  ed  inseriti.
  Questo  è  il Parlamento in cui i tesserini approvano le leggi.  In
  realtà, Presidente Miccichè, dovremmo dare il titolo di onorevole a
  quei  tesserini, agli altri dovremmo dare invece una  indennità  di
  portaborse   perché   per  alcuni  deputati  fanno   i   portaborse
  dell'onorevole tesserino, è questa la storia  Perché da quando  lei
  ha  cambiato il regolamento, purtroppo, è andata a finire in questo
  modo.
   Allora, io non ci sto a questo stato di cose e la prego, la  prego
  di  ritornare  sui  suoi passi, perché qui se no metteremo  a  nudo
  quelle che sono purtroppo tutte le difficoltà di una maggioranza.
   Le  ricordo anche una cosa, la prima Commissione non ha neanche la
  maggioranza della maggioranza all'interno di quella Commissione lì.
  Come  pensa di potere portare avanti? Cosa facciamo? Lo  diamo  per
  acquisito  quel parere? E anche in Commissione Bilancio  e  poi  in
  Aula,  come faremo a dimostrare a queste persone? Allora, se volete
  davvero  che  ci  sia una collaborazione, che si  possa  finalmente
  parlare dei temi e non degli scontri politici, cerchiamo di portare
  di  nuovo  nella  retta  via quello che è  il  rispetto  di  questo
  regolamento dell'Assemblea che fino a prova contraria poi alla fine
  rimane il manuale del buon operare di tutti i deputati qui dentro e
  allora   troveremo  finalmente  la  possibilità   di   confrontarci
  politicamente e anche se in maniera aspra sui  singoli temi  e  poi
  la  maggioranza o l'opposizione vedranno e vorranno far  valere  le
  proprie ragioni.
   Però   dobbiamo  ritornare  a  rispettare  le  regole  del  gioco,
  altrimenti poniamo in essere un precedente molto pericoloso che qui
  dentro  le regole sono scritte però anche se non le rispettiamo  va
  bene  lo  stesso.  A  quel  punto sarò io  il  primo  a  fare  atti
  eclatanti, tipo prendere il regolamento e a quel punto dargli anche
  fuoco qui davanti al Parlamento per denunciare che quel regolamento
  non serve assolutamente a nulla.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Cancelleri,   visto   che   lei   è   il
  Vicepresidente di questa Assemblea è corretto che io dica, in  modo
  che  si  sappia  da  casa, che alla Conferenza dei  Capigruppo  era
  presente anche lei.
   Ora,  in  Conferenza  dei Capigruppo abbiamo fatto  una  proposta,
  abbiamo,  come  dire,  enfatizzato il fatto che  il  Governo  è  in
  ritardo, abbiamo chiesto e comunicato al Governo che ovviamente non
  potrà  andare avanti questo andazzo, nel senso che il Governo  deve
  presentare  i  documenti  nei  tempi necessari,  dopodiché  la  mia
  proposta,  che è stata quella che ho prima comunicato, ha  ottenuto
  la  posizione  contraria dei Cinque Stelle, la posizione  contraria
  del  PD,  ma  non  c'è stato nessun urlo contro il Regolamento  che
  veniva violato; non  c'è stato nessun urlo contro la democrazia, le
  cose da bruciare; si è finita in maniera serena una Conferenza  dei
  Capigruppo in cui si è detto: bene  Noi non siamo favorevoli perché
  la  Conferenza dei Capigruppo possa scrivere a verbale che c'è  una
  maggioranza che ha votato una cosa e una opposizione che  non  l'ha
  votata,  ma non mi sembra che ci siano state urla, come quelle  che
  ho sentito adesso, da parte di nessuno, sulla democrazia stracciata
  né  sulle leggi violate né su cose di questo genere o sui tesserini
  onorevoli.
   Si  è  soltanto  discusso  quello che il  Presidente,  dopo  avere
  ascoltato tutti, ha proposto. D'altro canto, bisogna rendersi conto
  che  la Presidenza dell'Assemblea ha un compito che è quello sì  di
  garantire  la imparziale conduzione dell'Aula, ma anche il  dovere,
  ovviamente,  di  far sì che le persone che stanno fuori  da  questo
  Parlamento  e  che  aspettano stipendi,  che  aspettano  soluzioni,
  possano in qualche maniera essere accontentate.
   Di  conseguenza, nel momento in cui il Governo presenta in ritardo
  colpevole una legge che avrebbe dovuto essere approvata entro il 30
  novembre,  levatevi  dalla testa che un Presidente  come  me  possa
  dire:  pazienza  non  saranno pagati gli  stipendi  per  colpa  del
  Governo che non ha presentato in tempo il documento. No  Questo non
  potrà succedere mai
   Quello  che  io potrò fare è stigmatizzare il ritardo con  cui  il
  Governo   ha   presentato   queste  carte,   anche   ascoltare   le
  giustificazioni del Governo che sono quelle di una settimana  persa
  per  quell'inghippo  successo con la Corte  dei  Conti,  altrimenti
  sarebbero stati pronti una settimana prima, ma anche lì allargo  le
  braccia.
   Il   Governo  deve  essere  responsabile  dei  tempi  con  cui  si
  presentano le carte ma, colleghi cari, non c'è nessuno strappo alla
  democrazia,  non  c'è  nessuna  violazione  di  non  si  sa   quali
  regolamenti e norme.
   Io  continuo  a  fare il mio compito, che è quello di  cercare  di
  essere  quanto più equilibrato possibile all'interno di quest'Aula,
  favorendo, però, tutto quello che è necessario favorire, perché  il
  Governo  possa  portare avanti, nei limiti del  possibile,  il  suo
  programma,  che  è  quello che è stato votato dai cittadini.  Tutto
  ciò,  quindi, a conferma ancora della democrazia e che i  cittadini
  siciliani  possano  ottenere  da questo  Parlamento  un  minimo  di
  risultati. Nulla di più di tutto quello che ho appena detto.
   Per  cui, io riprenderei i lavori, chi vuole continuare a  parlare
  continui  a  parlare, ma si sappia che in Conferenza dei Capigruppo
  non ci sono state pistolettate, non ci sono state frustate, non  ci
  sono state impiccagioni, c'è stata una serena discussione che si  è
  completata  con la proposta di questo calendario che  è  stata,  da
  alcuni,   votata   favorevolmente   e   da   alcuni   votata    non
  favorevolmente.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, Governo, colleghi, sono l'onorevole
  Lo  Curto, sono il presidente del Gruppo parlamentare UDC, sono  un
  dipendente ESA, sono un PIP, sono un ASU, sono un dipendente  della
  Resais,  sono  uno  dei 4.000 dipendenti che  attendono  che,  dopo
  questa  sfuriata,  questa levata di scudi, quest'atto  d'accusa  al
  Presidente   dell'Assemblea  regionale  siciliana,   che   qualcuno
  vorrebbe  mettere come Cristo in croce, ecco sono un  siciliano  ed
  una siciliana che ha diritto ad avere lo stipendio.
   E,  quindi,  le dico grazie, signor Presidente, per  tutte  quelle
  4.000  persone  che, al di là del teatrino della politica  e  della
  rappresentazione   plastica  delle  guerre   tra   maggioranze   ed
  opposizioni  che  si consuma qui, dove abbiamo una televisione  che
  forse  ci  riprende e, quindi, ciascuno può fare  bene  la  propria
  parte, non si sono consumate queste guerre, laddove si poteva anche
  dibattere con la medesima veemenza.
   Sono  una di quelle 4.000 famiglie che aspetta, signor Presidente,
  di  potere pagare il mutuo, mettere la pentola, comprare le  scarpe
  ai  miei figli, i libri. Sono una siciliana, signor Presidente, che
  si  sente  orgogliosa  di sapere che c'è un Presidente  autorevole,
  capace di guidare un Parlamento verso scelte responsabili.
   Abbiamo  tutti condiviso, e torno ad interpretare il mio ruolo  di
  presidente dell'UDC, in Conferenza dei Capigruppo, la necessità che
  la   regola  di  arrivare  in  tempo  utile,  nel  rispetto   delle
  prerogative delle commissioni e di ogni singolo parlamentare, venga
  garantita dal Governo.
   Onorevole  Cappello  ricorderà  che  proprio  in  Conferenza   dei
  Capigruppo ho detto:  Il prossimo anno sarò la prima a mettermi  di
  traverso contro il Governo se il Governo non presenterà gli atti in
  tempo utile.  Ma, in questo momento, cari colleghi, permettetemi di
  dirvi  che,  al  di  là  della logica della rappresentazione  della
  politica che fa le sue scelte, qui, l'unica scelta che va fatta,  e
  sono  tra  coloro che, certamente, stigmatizzano,  come  tutti  gli
  altri,  l'operato del Governo che si è trovato alle strette.  Siamo
  qui,  siamo uomini, il Governo non è fatto da superuomini, è  fatto
  da  uomini,  da persone che, prese anche loro da mille  situazioni,
  ovviamente,  avranno  potuto,  come  dire,  arrivare  troppo  tardi
  rispetto a quella che la tempistica del Regolamento prevede per  le
  attività delle commissioni.
   Siamo,  però,  anche  noi  uomini, anche  noi  madri  e  padri  di
  famiglia,  non  lo  dobbiamo dimenticare, ancora più  fortunati  di
  questi  PIP,  di questi ASU, di questi forestali, di  tutte  quelle
  4.000  persone  che  attendono di sapere se  potranno  prendere  lo
  stipendio a fine anno oppure no.
   Faccio, allora, appello, veramente, alla responsabilità di  ognuno
  di noi.
   Ma  di che cosa stiamo accusando il Presidente dell'Assemblea?  Di
  avere  fatto una scelta autorevole, responsabile, ferma,  decisa  a
  favore di quattromila famiglie fragili della Sicilia?
   Non  stiamo  parlando  di  rappresentanti  di  Confindustria,   di
  imprenditori a cui dobbiamo fare qualche operazione -  che  è  pure
  necessaria  alla  loro impresa - stiamo parlando  degli  ultimi  di
  questa  Regione,  stiamo parlando di persone fragili,  di  famiglie
  deboli e credo che questo sia nostro dovere, perché è facile fare i
  forti   contro  i  deboli.   E  in  questo  momento  il  Presidente
  dell'Assemblea rappresenta queste quattromila persone.
   Io sono contenta, signor Presidente, di potere condividere con lei
  questa  scelta,  seppure  ho  anch'io  negativamente  apprezzato  e
  stimato  l'operato del Governo, ma non lo metto in croce il Governo
  gli  dico:  Io sono maggioranza, sappiate che è giusto che  ci  sia
  l'attenzione e il rispetto per il Parlamento .
   Ma il Parlamento non può creare un tale problema, un ostruzionismo
  tale,  così  veramente slegato dalla logica e dalla  cultura  della
  solidarietà  verso  le  fasce deboli, perché  questo  attiene  alla
  cultura  umana, al nostro essere persone fatte di carne,  di  ossa,
  fatta di bisogni e di diritti.
   E  quindi,  signor Presidente, andiamo avanti, ai  colleghi  delle
  opposizioni   che   qui  con  molta  maestria   si   sono   esibiti
  interpretando  il  ruolo  - a  mio giudizio  -  esasperatamente  ed
  esageratamente,  l'invito invece a ritrovare quel clima  necessario
  di  responsabilità a cui tutti siamo legati, perché prima di essere
  deputati  di questo o quel partito, prima di appartenere  a  questo
  schieramento  politico siamo tutti siciliani e siamo  tutti  legati
  alle persone che esprimono bisogni e che esprimono diritti.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel  dibattito
  odierno  abbiamo  sentito intervenire tutte le forze  parlamentari:
  dalla  maggioranza  alle  opposizioni,  la  sua  precisazione,  non
  abbiamo ancora ascoltato l'intervento del Governo e - per quel  che
  mi riguarda - le scuse del Governo.
   Le  scuse  del Governo ai siciliani per aver portato le variazioni
  di   bilancio  in  Parlamento  il  28  novembre,  con  un   ritardo
  consistente mettendo a repentaglio stipendi, equilibri di  bilancio
  degli  enti sottoposti a controllo e vigilanza e credo che il clima
  che  si  è  avvelenato  in quest'Aula sia  dovuto  anche  a  questa
  mancanza di garbo istituzionale.
   Già  questa settimana è stata una settimana nefasta per il mancato
  rispetto  del  Regolamento, ieri come Partito  Democratico  abbiamo
  evidenziato che l'aver sottoposto l'articolo 117 all'Aula - che non
  aveva  nulla a che vedere con modifiche di forma ma aveva modifiche
  sostanziale   che   prevedevano   alcune   specifiche   cause    di
  incompatibilità  non  votate né nella  Commissione  di  merito,  né
  nell'Aula  - ha rotto un equilibrio anche istituzionale nell'ambito
  delle forze parlamentari.
   Incuranti avete messo in votazione quell'articolo 117 ed  oggi,  a
  distanza  di  24  ore, viene calpestato due volte  il  Regolamento,
  prima  ai  sensi  dell'articolo 74 che prevede gli otto  giorni  di
  tempo, peraltro è un procedimento specifico quello dell'articolo 74
  quindi  è normato specificatamente e non ammetterebbe deroghe,  poi
  quello  dell'articolo 98 quater e quinquies che prevedono  in  ogni
  caso  il  deliberato  della Conferenza  dei  Capi  Gruppo  con  una
  maggioranza dei due terzi.
   Ognuno  farà  la sua parte, signor Presidente, in queste  giornate
  non  soltanto  la  I  Commissione ma,  se  serve,  siamo  pronti  a
  presentare  anche 2 milioni di emendamenti al testo. Io  credo  che
  non  c'è  stato, non solo nessun rispetto delle regole,  ma  nessun
  rispetto  neanche  degli enti sottoposti a  controllo  e  vigilanza
  della  regione  perché abbiamo fatto in tempo a  leggere  la  prima
  pagina  delle variazioni di bilancio, dove vengono negati i diritti
  dei  comuni  che hanno raggiunto la differenziata fino  al  65  per
  cento  perché vengono tagliati del 70 per cento quasi dopo che  per
  un  anno, assessore Pierobon, gli uffici del Dipartimento  acqua  e
  rifiuti  non  hanno accertato e certificato i comuni  che  facevano
  parte  dell'elenco  superiore al 65 per cento,  non  trasmettendolo
  alla Funzione pubblica. E' una vergogna
   Così  come  è  una  vergogna la circostanza che a venire  tutelati
  nell'ultimo  anno non sono tutti i Comuni in dissesto  ma  un  solo
  Comune  in  dissesto, in violazione di ogni rispetto delle  regole.
  Questo Governo chieda scusa e troveremo la forza e la lucidità  per
  approvare la variazione di bilancio nei termini ma è insopportabile
  che  vengano calpestati i diritti dei cittadini siciliani  e  degli
  enti locali.

   PRESIDENTE.  Nel  comunicare che il  Governo  ha  già  chiesto  la
  parola,  sto soltanto aspettando che tutti i parlamentari finiscano
  gli  interventi,  per poi dargli la parola, ha chiesto  di  parlare
  l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Mi rivolgo
  a  tutti  i  colleghi ed anche a lei. Purtroppo in questa Assemblea
  nelle  ultime  settimane  c'è stata una  escalation  di  abusi  sul
  regolamento  a  cui  penso  proprio che  ci  dovremo  abituare  per
  rimpiangere, addirittura, le precedenti presidenze. Non ne abbia  a
  male,  onorevole  Milazzo,  lei è un disturbatore  seriale  a  cui,
  purtroppo, ci dovremo abituare.

                Presidenza del Vicepresidente Di MAURO

   FOTI.   L'ultima,  la  ciliegina  sulla  torta,   di   cui   anche
  l'opposizione  si  deve  prendere la  responsabilità,  è  stata  la
  spericolata operazione rendiconto della scorsa settimana. Una legge
  cotta  e  mangiata, deliberata dalla giunta in una stanza,  passata
  con  un foglietto volante al di là di ogni procedura in Commissione
  ed  approvata  in  un'Aula  su cui ho  forti  dubbi  persino  sulla
  presenza  del  numero legale. Oggi vedo una parte  dell'opposizione
  che  si lamenta, peggio per voi che avete fornito i voti per  avere
  questa  presidenza e peggio per voi che la scorsa  volta  vi  siete
  assentati  a  metà  lasciando i tesserini e  facendo  agire  questa
  interpretazione del Regolamento. Quindi delle vostre proteste  oggi
  io mi dissocio.
   Bene, tornando all'argomento, diciamo dopo l'accorato appello alla
  je suis PIP, ASU, forestali dell'onorevole Lo Curto, purtroppo devo
  aggiungere che c'è una enorme dimenticanza, proprio è una  sindrome
  questa,  la  sindrome di dimenticanza di altri  lavoratori  che,  a
  quello  che  ho sentito dire, delle carte che sembrano  già  essere
  speditamente  inviate per l'approvazione con questo cronoprogramma,
  e  mi  chiedo se questo fine settimana rovineremo il fine settimana
  magari  al  presidente  Miccichè, la cosa  di  lavorare  su  questo
  argomento proprio per fargli fare un fine settimana un pochino  più
  corto,  perché se c'è da lavorare noi lavoriamo pure  la  domenica,
  non  ci spaventiamo. In questa bozza che sta circolando, non so  se
  ancora  è quella ufficiale, manca, per l'ennesima volta, nonostante
  i  miei  due  interventi  in aula e un ordine  del  giorno  che  ho
  depositato la qualsiasi previsione per altri dipendenti  che  hanno
  un   contratto  pubblico  e  che  continuano  a  lavorare.   Facile
  immaginare che si tratta dei dipendenti delle IPAB.
   Bene, io annuncio che presenterò, nonostante mi sia ripromessa  di
  non   provarci  più,  presenterò  un  emendamento:  uno  con  delle
  coperture  ed  uno dove si prevede un taglio lineare per  tutte  le
  persone  per cui, giustamente, anche l'onorevole Lo Curto ha  fatto
  un  appello alla serietà di quest'Aula, perché se sono dei  poveri,
  se sono dei fragili lo sono anche questi. Io mi aspetto che qualcun
  altro  cominci a parlare di questo tema che è una delle più  grandi
  vergogne, perché non c'è cosa più triste di creare delle differenze
  di  trattamento persino negli svantaggiati, persino nelle fasce più
  deboli.  Si è capaci anche di questo in quest'Aula e di perseverare
  in  questo terribile errore e non intendo soprassedere anche questa
  volta  al  fatto che vengano calpestati dei diritti  di  dipendenti
  pubblici  a  cui vengono sbattute le porte in faccia da  tutti  gli
  enti  perché  l'INPS  pretende  che paghino  il  DURC,  l'INPS  non
  elargisce loro nessun tipo di aiuto perché sono dipendenti pubblici
  a cui il Consiglio di Stato, l'Avvocatura di Stato ha rilasciato un
  parere  richiesto dall'Assessorato delle Autonomie locali nel  2001
  che li equipara ai dipendenti pubblici, eppure di loro ci si riesce
  a dimenticare persino oltre il limite massimo.
   Grazie,  signor Presidente, e so che avrò anche il  suo  aiuto  in
  questa cosa. Lo avrò questo aiuto?

   PRESIDENTE. Assolutamente, parlo a titolo personale, ovviamente.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, Governo,
  è  un  tema  molto sentito nonché caldo. Il Presidente  Miccichè  è
  stato  chiaro  durante  la  Conferenza  dei  Capigruppo,  ha  anche
  enunciato  l'articolo del Regolamento, il comma del  Regolamento  e
  l'articolo  che prevedeva la modifica in termini di  urgenza  e  ha
  anche  ammesso che c'è stata una disattenzione, ma comunque  dovuta
  ad  una  mole  di lavoro ingente da parte del Governo, il  richiamo
  della  Corte  dei conti, tutto il lavoro fatto dal  Dipartimento  e
  siamo arrivati con un leggero ritardo.
   Ora  sta  alla responsabilità dell'Aula  capire cosa fare,  perché
  tutte   le  norme  che  ci  hanno  mostrato  l'assessore  Armao   e
  l'assessore  Cordaro  in  Conferenza  dei  Capigruppo  parlano   di
  rifinanziamento di norme esistenti.
   Ed  allora,  io  capisco  che lo scontro non  serve  a  niente  in
  quest'Aula,  capiamo  perfettamente che la giustificazione  che  la
  cassa  chiude il 12 dicembre non è una giustificazione,  ma  è  una
  realtà;  ed allora, il fatto di dover fare, voglio fare un  appello
  alle  forze  di opposizione affinché si possa insieme vagliare  nel
  più  breve tempo possibile una variazione di bilancio che consenta,
  come  dirà ora il Governo, un rifinanziamento, voglio sottolineare,
  di  norme già approvate, credo che l'unica nuova norma riguardi  il
  fondo di garanzia degli enti locali, qualcuno ha detto anche che se
  ne  occuperà, dovrà occuparsene la Commissione Affari istituzionali
  del  tema, ed è giusto che se occuperà lì e  lì ci saranno i numeri
  per  potere capire se la norma andrà approvata o meno, però ci sono
  altre  norme  e  la  variazione di bilancio  conterà  di  appena  5
  articoli.
   Questo  lo  dobbiamo  dire a chi ci ascolta  da  fuori  da  questo
  Palazzo,  non  c'è nessun assalto alla diligenza, c'è  soltanto  la
  voglia  di  cercare di rispettare tutte le persone che oggi  stanno
  lavorando  per  la  Regione, si parlerà anche  degli  stipendi  dei
  parchi e delle riserve, del completamento del fondo delle autonomie
  locali,  della pubblica istruzione, dei consorzi di bonifica  e  di
  tanti  altri  enti che oggi, purtroppo per meccanismi di  bilancio,
  non trovano a fine anno la copertura.
   Quindi,  non  vogliamo che il Parlamento debba approvare  qualcosa
  che non può fare, però vorrei lanciare un appello affinché ci fosse
  la  maturità soltanto per il primo anno. E questo è un appello  che
  facciamo  a  tutti noi, cari membri del Governo ma  soprattutto  al
  Governo,  affinché  i  tempi  che sono,  che  hanno  caratterizzato
  l'invio  della  variazione di bilancio quest'anno  non  si  debbano
  ripetere per il 2019.

  FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FIGUCCIA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  Governo, mi sembra che in questa seconda fase del dibattito in Aula
  si stia un attimino centrando meglio l'argomento.
   E prendo spunto dagli ultimi due interventi, quello del Presidente
  del Gruppo parlamentare dell'Udc e quello del Presidente del Gruppo
  parlamentare DiventeràBellissima.
   Allora, se si evitano - e mi sembra un ragionamento sano, leggero,
  ma  istituzionale  e deciso - se si evitano contrapposizioni,  come
  quelle  a  cui  io ho assistito, dove si prende il Regolamento,  si
  sfoglia  l'articolo  98, il comma 1, il comma 2  e  con  l'ausilio,
  diciamo, del bilancino si cerca di capire chi ha ragione e  chi  ha
  torto, non andiamo da nessuna parte.
   Qui  non  c'è una voglia di contrapporre una forza all'altra,  qui
  non  c'è  l'idea  di convincere qualcuno della bontà  o  cattiveria
  della  scelta  di  approvare le variazioni di bilancio,  mi  sembra
  oggettivamente,  onorevole Dipasquale, che negli  interventi  delle
  opposizioni  ci  sia stato, Assessore, un appello  ad  un  maggiore
  garbo istituzionale, dove non ci devono essere contrapposizioni, ma
  dove  giustamente  le  minoranze dicono - se non  ho  capito  male,
  onorevole  Dipasquale - dicono  coinvolgeteci  in  un  ragionamento
  istituzionale  e politico che richiama all'esigenza di  pagare  gli
  stipendi  ai  dipendenti, che richiama all'esigenza di  correre  in
  aiuto  a  quei  Comuni  che  sono in  default  e  che  diversamente
  potrebbero  non  pagare  quei dipendenti a  rischio,  che  richiama
  all'esigenza  di  non lasciare senza soldi 2500  soggetti  Pip  che
  dovrebbero passare, che devono passare in Resais e che non  possono
  essere  lasciati  senza  stipendio per il mese  di  novembre  e  di
  dicembre .
   Signor  Presidente, mi sembra di aver colto, Assessori,  Assessore
  Armao,  questo genere di appello negli interventi delle  minoranze.
  Allora,  se noi andiamo incontro a questo appello che io  pongo  in
  maniera   altrettanto  accorata  perché  non  ci   possono   essere
  contrapposizioni di sorta rispetto a quei soggetti che aspettano di
  essere  pagati, rispetto a quei soggetti che rischierebbero di  non
  percepire  il reddito, talvolta, nel caso dei Pip, il  sostegno  al
  reddito,  ecco  mi  sembra un'azione di buon  senso.  Entro  il  30
  novembre,  senza  fare  però  appello al  Regolamento,  perché  non
  interessa  a  nessuno  qui il Regolamento, parliamoci  chiaro,  qui
  stiamo  parlando  di  politica, di assetti  istituzionali  e  della
  possibilità, come ha detto l'onorevole Lo Curto, di andare incontro
  alle esigenze dei dipendenti dell'Esa, dei forestali, dei Pip.
   Non  sfidiamo  la minoranza in un terreno dove loro  non  vogliono
  andare,  tendiamo invece qui, ecco questo è l'approccio giusto  del
  Governatore  quando  dice:  io mi aspetterei un  coinvolgimento  di
  tutti ; ed io sono convinto che se questo è il tono, deciso, serio,
  leale, con il quale chiediamo, senza imporre, perché è davvero  una
  richiesta di aiuto non certo nei confronti di questa coalizione, di
  questa  maggioranza, ma nei confronti di chi sta fuori dal Palazzo,
  io  sono  certo che il Partito Democratico e, perché no, certamente
  anche  i  colleghi  del  Movimento  Cinque  Stelle,  rispetto  alle
  variazioni di bilancio non potranno non tener conto.
   Io  rimetto  in  maniera assolutamente dimessa  e  garbata  questa
  riflessione  all'Aula,  certo che comunque le  persone  che  stanno
  fuori dal Palazzo vorranno essere vissuti come amici e giammai come
  qualcosa da contrastare e da tenere lontano.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a conclusione di  questo
  dibattito perché sento il bisogno di confrontarmi con tutti voi,  a
  nome  del  Governo, per puntualizzare alcuni passaggi  che  in  uno
  spirito  assolutamente,  anzi  direi  esclusivamente,  costruttivo,
  appunto credo vadano sottolineati.
   Ho  sentito delle esagerazioni, ho sentito parlare di 2 milioni di
  emendamenti, ho sentito parlare di una improponibile, per  Statuto,
  mozione di sfiducia al Presidente dell'Assemblea, ho sentito  anche
  argomenti  di pregio, che è giusto che un Governo che è consapevole
  -  così come ha detto stamattina - di non avere una maggioranza  in
  Aula,  come ha detto il Presidente della Regione, ma di  avere  una
  coalizione  per  un  verso  e,  dall'altra  parte,  di  avere   una
  opposizione,  credo  debba fare con assoluta onestà  intellettuale,
  facendo appello a tutto il Parlamento.
   Che  il  Governo  debba o possa chiedere scusa al  Parlamento  per
  avere approvato, o meglio, per aver sottoposto - onorevole Cappello
  glielo  dico con assoluta serenità - che il Governo debba  chiedere
  scusa perché ha presentato il 28 novembre le variazioni di bilancio
  credo sia, in qualche modo, un'esagerazione se solo si pensa - come
  voi tutti sapete - che le variazioni di bilancio possono sottoporsi
  all'attenzione   dell'Aula  soltanto   una   volta   approvato   il
  rendiconto.  E  noi non sapevamo, come nessuno poteva  sapere,  che
  avremmo  dovuto  confrontarci  più volte  col  rendiconto,  per  le
  ragioni che tutti conoscete.
   Così  come  abbiamo dovuto mettere mano - e lo abbiamo  fatto  con
  assoluta coscienza - consapevoli delle difficoltà che vi erano,  ma
  consapevoli  del  fine  ultimo che come  sono  convinto  tutti  voi
  abbiate condiviso con noi è quello dell'interesse dei siciliani,  e
  cioè  quello  di risolvere un problema che ci veniva da  precedenti
  amministrazioni e che noi ci siamo trovati ad affrontare tutto  per
  intero.
   Ed  allora,  rispetto  a  queste  argomentazioni,  credo  che  noi
  dobbiamo un ringraziamento a questo Presidente dell'Assemblea,  noi
  parlamentari,   perché   per   la   prima   volta   il   Presidente
  dell'Assemblea - ben facendo a mio modo di vedere - ha eliminato le
  sedute  notturne.  Chi  ha  la mia anzianità  di  servizio  o  chi,
  addirittura,  ha  una  maggiore  anzianità  di  servizio  sa  o  di
  Finanziarie approvate il 1  maggio dopo 48 ore di Aula di  continuo
  o  di  buoni propositi di chi ha presieduto in precedenza  che  poi
  finivano sempre per portarci, comunque, ad approvare le Finanziarie
  nelle ore tarde della notte.
   In  ogni  caso,  io  credo  che oggi, al  di  là  delle  assolute,
  fondamentali  emergenze  che  ci  sono,  perché  quanto  ha   detto
  l'onorevole Lo Curto è un tema, così come per la verità  quanto  ha
  detto  anche  l'onorevole  Figuccia, noi abbiamo  la  necessità  di
  entrare nel merito di alcune norme che trattano null'altro  che  il
  finanziamento di capitoli già esistenti.
   Ed  allora, se da parte vostra - nella gran parte degli interventi
  ho  colto  questo  - viene mosso un rimprovero al  Governo  per  un
  ritardo  che,  in  qualche modo, c'è ma in  qualche  modo,  per  le
  ragioni  che  ho  detto, non era preventivabile,  come  facciamo  a
  spiegare   fuori  da  quest'Aula  che  stiamo  otto  giorni   nelle
  Commissioni  di  merito  per  valutare  cinque  articoli  che   non
  istituiscono nessun nuovo capitolo ma che si occupano di concludere
  il  finanziamento che per ragioni meramente contabili  non  si  era
  potuto concludere fino al 31 dicembre 2018 con la Finanziaria?
   Posso  farvi due esempi che riguardano i capitoli dell'Assessorato
  dell'ambiente.  Sapete cosa riguardano le mie  variazioni?  Le  mie
  variazioni riguardano: pagare fino al 31 dicembre gli stipendi  dei
  dipendenti  dei  parchi e delle riserve e, insieme a  voi,  abbiamo
  condotto una battaglia di civiltà e una battaglia di pianificazione
  ambientale  come  mai  era esistito prima,  vogliamo  riorganizzare
  questo  mondo  ma  gli  stipendi fino al 31  dicembre  li  dobbiamo
  pagare;  l'integrazione di una convenzione con i Vigili  del  Fuoco
  che  dobbiamo  finire  di  pagare e che è stata  già  approvata  ad
  aprile. Questi sono i due temi che riguardano l'Assessorato che  ho
  l'onore e l'onere di presiedere.
   Vi  faccio l'esempio proprio per dirvi che stiamo parlando di temi
  che  sono  di  assoluta  semplicità e che non  hanno  alcun  minimo
  sotterfugio.
   Se  da  parte  del  Governo e dei Capigruppo della  coalizione  di
  Governo  viene un appello alle opposizioni - viene un appello  alle
  opposizioni non un diktat o un'imposizione - di ridurre questi otto
  giorni  a  quattro  chiedendo poi alla  Commissione   Bilancio   di
  esitare,  per sua parte, in due giorni queste norme che - ripeto  -
  sono  norme già a voi tutti note per averle tutte approvate in sede
  di  finanziaria  per fare in modo che, non potendo arrivare  al  30
  aprile,  si arrivi ai primi giorni possibili. Non credo che  questo
  sia  uno scandalo, soprattutto - ripeto - se il modo con cui  viene
  formulata questa richiesta è un modo assolutamente garbato ed è  un
  modo assolutamente costruttivo nei metodi e nel merito, considerato
  fra  l'altro  che  più volte il Presidente della Regione  ha  fatto
  appello  all'intero  Parlamento e più volte ha chiamato  tutti  gli
  onorevoli deputati ad un confronto costruttivo eliminando ogni tema
  di strumentalità.
   Presidente  dell'Assemblea e signori deputati,  vi  chiediamo  nel
  pieno   rispetto  delle  norme  parlamentari  che   passano   anche
  attraverso  - e sarebbe stato grave se il Presidente dell'Assemblea
  lo   avesse  deciso  senza  convocare  prima  una  Conferenza   dei
  Capigruppo  -  una Conferenza dei Capigruppo nella quale  ci  siamo
  confrontati  in maniera assolutamente civile ed avendo assunto  una
  decisione,  vero  è  a  maggioranza, che ha stabilito  un  percorso
  assolutamente  lineare,  il Governo vi chiede,  chiede  a  tutti  i
  deputati,  a  quelli  della coalizione di  Governo  e  ai  deputati
  dell'opposizione  di  entrare  nel  merito  delle  questioni  prima
  possibile, nelle Commissioni di merito, con i tempi stabiliti dalla
  Conferenza   dei   Capigruppo,  di  esitarlo  poi  in   Commissione
   Bilancio .
   Vi  accorgerete infatti, ciascuna per la sua parte di  competenza,
  che  non  vi sono né trucchi né inganni, ma soltanto la volontà  di
  chiudere il capitolo 2018 che - come tutti sanno - non riguarda  la
  nostra  Amministrazione ma ce ne siamo fatti carico  perché  questo
  era  e resta il nostro dovere istituzionale: partire con la manovra
  del  2019  che, come tutti sapete, essendo la finanziaria la  legge
  principe  di  competenza dell'Assemblea non potrà che essere  fatta
  anche quest'anno con l'ausilio del Parlamento tutto.
   Signor Presidente dell'Assemblea e signori deputati, vi invito  ad
  entrare nel merito delle questioni, confrontarci sul merito  perché
  sono  convinto  che, al netto di tutto quello che  è  la  legittima
  polemica  politica, saremo in condizione di fare tutti  insieme  un
  buon  lavoro nell'interesse dei siciliani e garantire quello che  è
  giusto garantire da parlamentari di questo Parlamento regionale  un
  fine  anno  sereno  a tutti coloro che aspettano  risposte,  queste
  risposte intanto in sede di variazione da tutti noi.

   PRESIDENTE.   Abbiamo  chiuso  la  discussione  sull'esito   della
  Conferenza  dei Capigruppo, passiamo agli altri argomenti  iscritti
  all'ordine del giorno.

   DIPASQUALE. Presidente, le avevo chiesto di intervenire.  Propongo
  di  fare  una  sospensione dei lavori in modo tale da  trovare  una
  soluzione.

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la discussione è chiusa.


                        Sull'ordine dei lavori

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  vi
  chiedo un attimo di attenzione per la delicatezza dell'argomento.
   Ritengo   che   sia  necessario  un  minuto  di  sospensione   per
  ripristinare la percorribilità dei lavori in Commissione e in Aula.
   Ho  apprezzato  l'intervento del Capogruppo Aricò e dell'onorevole
  Figuccia.
   Onorevole  Cordaro, a me non interessano le scuse del Governo,  io
  sono  uno  che ha amministrato, i ritardi ci possono  essere  e  di
  questo  io  non mi scandalizzo. Ne possiamo discutere  poi,  quando
  entreremo   nel  merito.  La  questione  è  diversa.  Noi   abbiamo
  denunziato  un  atteggiamento di non rispetto del Regolamento,  nel
  senso  che  riteniamo - ma non  riteniamo , è così, è palese  -  la
  Conferenza  dei  capigruppo non può sovrastare  il  Parlamento,  il
  Regolamento. Bene hanno fatto gli Assessori ed anche i parlamentari
  di  maggioranza a ribadire l'opportunità di anticipare ed  io  sono
  sicuro  che tutti lo comprendiamo che c'è l'esigenza di accelerare.
  Però,  non può passare il principio che questa accelerazione  o  la
  riduzione dei tempi passa da un abuso, questo no, Presidente   Deve
  passare da una cosa ragionata.
   Allora, i due minuti di sospensione ci metteranno in condizione di
  condividere  - ed Assessore, faccio un appello anche a  lei  -  per
  evitare che si apra davvero una querelle che non ci serve.
   Noi  vogliamo affrontare nel merito le questioni che ci riguardano
  sugli atti finanziari, quindi, serve entrare nel merito e dimezzare
  i tempi? C'è lo strumento.
   Lo  sapete su cosa stiamo discutendo? Di un giorno in più. Se  noi
  applichiamo  il  Regolamento  e le procedure  di  urgenza  che  già
  prevedono cinque giorni, noi abbiamo risolto il problema.
   Allora,  la prego, Presidente, nell'interesse di tutti, prima  del
  Governo e poi del Parlamento nella sua interezza, chiedo un  attimo
  di sospensione per vedere di trovare una soluzione condivisa.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.22, è ripresa alle ore 18.27)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori dell'Aula  e
  rispetto alle cose che sono state dette, mi pare che è venuto fuori
  un  percorso che è concordato, che sono un po' le cose che ci siamo
  detti  rispetto alle quali io mi permetto di ripetere all'Assemblea
  le  date:  entro  il  3 dicembre alle ore 16.00  si  concluderà  il
  percorso  nelle Commissioni di merito; lo stesso giorno,  alle  ore
  17.00,  la  Commissione  Bilancio  si riunirà  per  incardinare  il
  disegno  di legge, verranno assegnate le 24 ore per quanto riguarda
  la  presentazione  degli emendamenti ed il 4 e  il  5  dicembre  si
  discuterà nel merito del disegno di legge per essere trasmesso  poi
  alla fine il 6 dicembre in Aula.
   Così resta stabilito.


   Discussione del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR)
     per gli anni 2019-2021 e della relativa nota di aggiornamento

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
   Discussione  del Documento di Economia e Finanza Regionale  (DEFR)
  per gli anni 2019-2021 e della relativa nota di aggiornamento .
   Presidente  Savona,  la invito a prendere  posto  al  banco  della
  Commissione per l'illustrazione del Documento di Economia e Finanza
  Regionale.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.29, è ripresa alle ore 18.31)

    PRESIDENTE   Invito  i  componenti la II Commissione  a  prendere
  posto al banco delle Commissioni.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.32, è ripresa  alle ore 18.47)

   La seduta è ripresa.

  PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e
  relatore, onorevole Savona, per svolgere la relazione al DEFR 2018-
  2021.

  SAVONA. Presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, assessori. Il Documento di economia e  finanza
  regionale,   sulla  base  della  nuova  normativa  in  materia   di
  contabilità, introdotta con il decreto legislativo 23 giugno  2011,
  n. 118 e successive modifiche ed integrazioni, descrive gli scenari
  economico-finanziari  internazionali,  nazionali  e  regionali,  le
  politiche  da  adottare, gli obiettivi della  manovra  di  bilancio
  regionale  ed  espone il quadro finanziario unitario  regionale  di
  tutte  le  risorse disponibili per il perseguimento degli obiettivi
  della   programmazione  unitaria  regionale,   esplicitandone   gli
  strumenti  attuativi per il periodo di riferimento. I  procedimenti
  di  formazione dei documenti contabili devono necessariamente  fare
  riferimento  alle  linee programmatiche indicate nel  Documento  di
  economia e finanza regionale.
  Il  DEFR  2019-2021  è  stato inizialmente approvato  dalla  Giunta
  regionale con la deliberazione           n. 243 del 28 giugno  2018
  e,  quindi, sostituito per intero con il documento approvato  nella
  seduta  n. 272 del 25 luglio 2018. Con successiva deliberazione  n.
  406  del 24 ottobre 2018, la Giunta regionale ha approvato la  Nota
  di  aggiornamento  del  DEFR  al fine di  garantire  la  necessaria
  coerenza  con  gli  aggiornamenti della finanza pubblica  nazionale
  contenuti nella corrispondente Nota di aggiornamento al DEF  del  4
  ottobre 2018.
  Il  Documento  di  economia  e finanza regionale,  dopo  una  breve
  introduzione   e  la  definizione  del  quadro  macroeconomico   di
  riferimento,  si  compone di due parti. Nella  prima,  è  riportata
  l'analisi   dei  principali  settori  di  intervento  dell'economia
  regionale.  La  seconda  parte,  relativa  alla  finanza   pubblica
  regionale,  contiene  la  costruzione  del  quadro  tendenziale  di
  finanza  pubblica  e  gli  indirizzi  alle  società  controllate  e
  partecipate dalla Regione.
  L'esame  parlamentare si è, tuttavia, concentrato in  special  modo
  sulle  indicazioni  contenute  nella  Nota  di  aggiornamento   che
  procede,  in primo luogo, ad effettuare l'aggiornamento del  quadro
  macroeconomico e finanziario sulla mutata condizione  esterne  come
  rappresentate nella Nota di aggiornamento al DEF nazionale.

                           (Brusìo in Aula)

  PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, l'onorevole  Savona  sta  facendo
  l'illustrazione del documento di Economia e Finanza,  vi  prego  di
  ascoltarlo.

  SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Di conseguenza,  è
  stato  rivisto  il  contesto regionale valutando la  più  probabile
  ricaduta sulle variazioni messe in campo dal Governo nazionale  con
  legge  di  bilancio 2019, sulla base delle informazioni statistiche
  disponibili e dell'impatto di spesa di sviluppo nel medio periodo.
  Nella seconda parte della Nota di aggiornamento sono illustrate  le
  principali  iniziative intraprese nell'ambito  dell'attuazione  del
  programma  di  Governo,  oltre che per la revisione  delle  società
  partecipate dalla Regione.
  Da  tale ultimo punto di vista, con riferimento agli interventi  di
  razionalizzazione  ed  aggregazione  di  società  aventi   finalità
  similari,  la  Nota di aggiornamento fa riferimento a sinergie  fra
  SAS  e  Resais,  anche attraverso la possibilità di  fusione  o  di
  creazione di nuova società.
  A  tal  proposito  si ritiene che la Resais - istituita  con  legge
  regionale n. 54 del 1981 e regolamentata con l'articolo 1, comma 6,
  della  legge  regionale n. 7 del 1986, società  che  gestisce  Aree
  speciali transitorie ad esaurimento individuate da specifiche norme
  regionali, nei fatti una specie di società di  lavoro interinale  a
  favore della Pubblica Amministrazione regionale - sia configurabile
  quale  società di diritto singolare ex articolo 1, comma 4, lettera
  a),  del decreto legislativo 175/2016. Inoltre tale società è stata
  di  recente investita di ulteriori compiti dall'articolo  64  della
  legge  regionale  n.  8 del 2018 (in materia  di  PIP),  oltre  che
  dall'articolo  3,  comma 18, legge regionale n.  27  del  2016  (in
  materia  di  precari degli enti locali). Infine  la  Resais  ha  un
  notevole contenzioso pendente, nella quale occorrerebbe tener conto
  nel caso di aggregazione in altre società.
  La  Nota di aggiornamento si conclude con la dichiarazione da parte
  del  Governo di intendere quali collegati alla manovra di  bilancio
  2019-2021   taluni  disegni  di  legge  ritenuti   di   particolare
  importanza ai fini dell'attuazione del programma di Governo.
  Ai  sensi  dell'Allegato  4/1 al decreto legislativo  n.  118/2011,
  paragrafo  7, nell'ambito della programmazione regionale,  con  gli
  eventuali  progetti  di  legge collegati, possono  essere  disposte
  modifiche  ed  integrazioni  a disposizioni  legislative  regionali
  aventi  riflessi  nel  bilancio per  l'attuazione  del  DEFR  e  la
  relativa Nota di aggiornamento.
  Dopo  aver  rilevato  che  vari  disegni  di  legge  indicati  come
   collegati   sono disegni di legge già all'esame delle  Commissioni
  di  merito e, in taluni casi, dall'Aula, si ritiene che il  Governo
  debba  fornire elementi necessari per l'individuazione dei reflussi
  nel  bilancio  regionale. Per tali ragioni, la  decisione  relativa
  alla possibile connessione fra uno e più tali disegni di legge e la
  complessiva  manovra di bilancio, potranno essere prese  una  volta
  formalizzato il deposito dei documenti contabili per il 2019.

  ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ARMAO,  assessore per l'economia. Grazie, Presidente,  e  ringrazio
  anche  la  Commissione e il suo Presidente per la puntuale  analisi
  delle  questioni  concernenti un documento corposo  che  certamente
  riguarda   le   dinamiche  della  nostra  economia  siciliana,   ma
  soprattutto  la  prospettiva  di  sviluppo  della  nostra  economia
  siciliana.  Ecco  perché  nel DEFR, ma soprattutto  nella  Nota  di
  aggiornamento,  viene sviluppata una prospettiva teorica  ma  anche
  molto  attuale  per definire e delineare lo sviluppo della  Sicilia
  cioè  un  piano  strategico per la Sicilia e  con  obiettivo  2030.
  Volevo informare il Parlamento su questo, che è stato approvato già
  un  decreto che ha istituito un comitato per la analisi di un piano
  strategico  e  la  predisposizione di  un  piano  strategico  della
  Sicilia  2030,  quindi si tratta di una programmazione  che  ha  un
  respiro triennale ma che vuole guardare ad un orizzonte più ampio.
  Per  quanto  concerne  le misure finanziarie  io  vorrei  dire  che
  quest'anno,  e  mi  complimento devo dire  con  il  lavoro  che  il
  Parlamento  ha  fatto,  abbiamo  sin  qui  approvato  ben   tredici
  documenti  finanziari  proposti  dal  Governo  ed  altri  tre  sono
  all'esame  del Parlamento in queste ore. Quindi, si tratta  di  uno
  sforzo   straordinario   che   non  ha   precedenti   nell'attività
  parlamentare   di  questo  Parlamento,  proprio   perché   si   sta
  riprendendo  un  versante, un profilo di rigore e  di  analisi  dei
  documenti   finanziari  che  è  volto  a  riequilibrare   l'assetto
  economico-finanziario della nostra Regione.
   Non  è  un  caso  che  quest'anno le due  agenzie  di  rating  più
  importanti, cioè Moodys ed un'altra agenzia di rating che in questo
  momento  non  mi  sovviene, hanno entrambe valutato  la  positività
  degli   sforzi   adottati   dalla  Regione  nell'ultimo   decennio,
  soprattutto   in  materia  finanziaria.  Si  tratta  di   documenti
  importanti  e  di  assoluto  rilievo,  quindi  su  questo   intendo
  prospettare  quello che è stato ampiamente declinato nei  documenti
  come un iter, un percorso di prosecuzione nel risanamento.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   ARMAO,  assessore per l'economia. Un punto vorrei  analizzare  che
  scaturisce  dalla  relazione del Presidente Savona  e  riguarda  la
  necessità  del collegamento di alcuni disegni di legge al documento
  di  economia e finanza regionale. Bene, il documento di economia  e
  finanza  regionale  individua  circa  sei  disegni  di  legge  come
   Collegati',  come  ancorati al Documento  di  economia  e  finanza
  regionale.  Questo  perché  si tratta di una  manovra  complessiva,
  perché  evidentemente la riforma sull'organizzazione amministrativa
  e  la  trasparenza,  la riforma in materia di  rifiuti,  quella  in
  materia  di assistenza e beneficenza, quella in materia  di  pesca,
  quella  in  materia di rifiuti, quella in materia di  diritto  allo
  studio,  fanno  parte di una strategia di riforma  complessiva  che
  certamente sono volte a consolidare e rafforzare la prospettiva  di
  crescita  che  è alla base di questo documento e soprattutto  della
  nota di aggiornamento del 2021.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  ed  è in distribuzione l'ordine del giorno n. 67  approvazione  del
  DEFR  e  della  relativa  Nota  di aggiornamento ,  a  firma  degli
  onorevoli Lo Curto, Savona, Aricò, Pullara e Milazzo.
   Poiché  c'è  qualche problema sull'ordine del giorno, sospendo  la
  seduta  per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.05, è ripresa alle ore 19.08)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli   Savarino,   Gennuso,
  Gucciardi e Turano, hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il seguito della discussione del Documento di Economia e
   Finanza Regionale (DEFR) per gli anni 2019-2021 e della relativa
                         nota di aggiornamento

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole  Foti  ha
  presentato all'ordine del giorno n. 67, l'emendamento 67.1,  che  è
  in distribuzione. Pertanto, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.09, è ripresa alle ore 19.18)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  67.1,  a   firma
  dell'onorevole Foti.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 67.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio nominale dell'ordine del giorno n. 67

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale  dell'ordine
  del giorno n. 67.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti        ..  49
   Votanti             40
   Maggioranza         21
   Favorevoli          25
   Contrari            15
   Astenuti            0

                            (E' approvato)


      Votazione finale del disegno di legge  Riconoscimento della
                     legittimità dei debiti fuori
  bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto
                              legislativo
  23 giugno 2011, n. 18 e successive modifiche  ed integrazioni  (n.
                                336/A)

   PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno: Votazione
  finale  del disegno di legge  Riconoscimento della legittimità  dei
  debiti  fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1,  lettera
  a)  del  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118  e  successive
  modifiche ed integrazioni  (n. 336/A).

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio segreto del disegno di legge n. 336/A

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto  del  disegno
  di legge n. 336/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            29
   votanti             21
   Maggioranza         11
   Favorevoli          21
   Contrari            0
   Astenuti            0

   L'Assemblea non è in numero legale.


   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  29
  novembre 2018,  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Norme per l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e spazi
         verdi da parte delle amministrazioni comunali siciliane  (n. 20/A)
         (Seguito)

                Relatore: on. Savarino

       2)   Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
         cooperative di comunità nel territorio siciliano  (n. 113/A)
         (Seguito)

                Relatore: on. Foti

       3)   Norme finalizzate alla realizzazione di parcheggi e alla
         decongestione dei centri urbani  (n. 119/A) (Seguito)

                Relatore: on. Lo Curto

       4)  Interpretazione autentica dell'articolo 3 della legge regionale
         24 febbraio 2000, n. 6  (n. 413/A)

                Relatore: on. Sammartino

    III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

      - Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
       sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
       23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni  (n.
       336/A)

    IV -DISCUSSIONE DEL  BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
       PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017

                Relatore: on. Savona

                   La seduta è tolta alle ore 19.25

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio