Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 18.05
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Pullara, Arancio e Lantieri.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono certo che
sarà sua intenzione voler dare un'accelerazione ai lavori d'Aula in
funzione della tempistica, considerato che la Ragioneria generale,
ovviamente, ha dei tempi da rispettare e che - come lei giustamente
ha detto - è invece intendimento del Parlamento andare a favore di
tutte le fasce deboli.
Così come si è fatto rispetto al tema dei forestali, dove una
parte dei 44 milioni di euro dovranno essere utilizzati per
consorzi di bonifica, ESA e forestali. Così come si è fatto
rispetto ai PIP.
Ma proprio rispetto a questi ultimi, signor Presidente, vorrei
farle presente che, purtroppo, da circa una settimana ci ritroviamo
sotto la Piazza una presenza numerosa di questi lavoratori.
Lavoratori che attendevano, così come è stato fatto attraverso la
variazione di bilancio, gli emolumenti per il mese di novembre e di
dicembre, ma che vorrebbero altresì la possibilità di porre fine ad
una condizione diciamo anche illegittima, come da alcuni è stata
definita, di lavoro nero all'interno dei siti dove sono
utilizzati.
Noi sappiamo che sono utilizzati all'interno degli ospedali,
all'interno dei comuni, di tantissimi comuni, di questure e di una
serie di altri siti. Ecco, siccome questi soggetti ci chiedono e,
insieme a loro devo dire un po' tutte le categorie, che venga
effettivamente posta fine a questa condizione di lavoro nero, e che
vengano, finalmente, ripristinati i contratti - considerato che
esiste, già, una legge che prevede il loro passaggio in Resais -
Presidente, io volevo rappresentarle la necessità che ci viene
posta di evitare, diciamo, ulteriori lungaggini, ulteriori proroghe
per poter garantire la fine di questa condizione di lavoro nero e
poter passare, finalmente dopo 18 anni, ad una condizione di
contrattualizzazione.
Indirizzo di saluto agli studenti dell'Istituto Tecnico Superiore
Fortunato Fedele di Regalbuto
PRESIDENTE. Salutiamo i ragazzi dell'Istituto Tecnico Superiore
Fortunato Fedele di Regalbuto. Grazie di essere qua. Avete
trovato una giornata in cui ci sono pochi deputati, perché abbiamo
rinviato le votazioni ad altro giorno, però ci fa piacere la vostra
presenza e vi salutiamo tutti.
Sull'ordine dei lavori
MILAZZO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è inusuale, in
genere, fare degli interventi quando si deve incardinare un testo
per stabilire il termine per gli emendamenti, ma siccome ho capito
che il senso di alcuni deputati - non è niente di personale - è
quello di portare avanti interventi, come dire, con la pancia
sulla spinta della Piazza, io lo voglio dire chiaramente:
l'Assemblea ha legiferato, ed io sono in Commissione Bilancio ,
l'onorevole Figuccia, purtroppo, non c'era. Abbiamo stanziato i
soldi per terminare, a completamento dell'anno, le due mensilità
restanti, ovviamente ora sta a Sicilia digitale e al
Dipartimento, perché l'Assemblea, l'onorevole Milazzo, il
Presidente Micciché non si può sostituire al Dipartimento. Noi non
produciamo atti di gestione. Non posso andare domani mattina io là
a fare pagare gli stipendi. Poi ognuno è pagato, e forse anche
strapagato, per garantire a questi lavoratori l'efficienza. Quindi,
noi abbiamo messo i soldini.
Per quanto riguarda la norma, non è una proroga. Il titolo, nel
testo lo leggeranno, è una norma a salvaguardia, ovvero siccome il
termine dell'1 gennaio, in seguito all'impugnativa, diventa
rischioso proprio per loro, perché rischierebbero di rimanere
fuori, sia dal bacino che da Resais, così come sta accadendo per i
lavoratori della SAS che aspettano la sentenza della Corte
Costituzionale, nel frattempo sono a casa senza un euro, noi la
norma come Regione, il Presidente della Regione, la sta difendendo
davanti alla Corte costituzionale.
Il tema è, se c'è una stragrande maggioranza che ci vuole
transitare, si faccia un incontro col Governo e i sindacati,
manifestino la volontà che ci vogliono andare, se la norma non vi
piace, onorevole Figuccia, presenti il soppressivo alla norma, la
bocci, ho capito il senso della cosa, bocciando la norma che
abbiamo approvato in Commissione Bilancio , tutto ad un tratto
questi signori saranno assunti in Resais e tutti saranno felici e
contenti. Io lo voglio dire, se si vuole fare , l'importante è che
noi come Parlamento la norma di salvaguardia l'abbiamo fatta. Ora
se qualcuno vuole distruggere, assumendosi responsabilità, a me non
interessa. In Commissione abbiamo appostato le risorse per
garantire i pagamenti a questi signori, devo dire con grande senso
di responsabilità da parte di tutti, dal Movimento Cinque Stelle al
Partito Democratico, non si è nemmeno fiatato nel garantire queste
risorse. Addirittura, gli Uffici hanno chiesto perché l'1 luglio e
non il 31? Perché l'argine sono le motivazioni o il via libera che
darà la Corte costituzionale.
Dopo 18 anni si è rischiato in Parlamento di proporre una norma
per proporre il transito dignitoso, con tutele a questi soggetti,
che nel passato sono stati prima come gli Lsu, poi associati a
Trinacria, poi ci siamo accorti che non c'era la convenzione, poi
Crocetta li ha buttati fuori, poi sono rientrati. Sono stati presi
a calci nel sedere
Questo Parlamento ha posto un tema. In questi 6 mesi il Governo
regionale deve creare l'interlocuzione con Roma dicendo: c'è
un'impugnativa davanti alla Corte costituzionale, noi cosa dobbiamo
fare? Abbiamo 2.800 padri di famiglia appesi in aria. Ho notato da
parte del Movimento Cinque Stelle, per esempio nel caso delle
province, un impegno serio. Se noi evitiamo di fare sommosse e
aizzare la Piazza e facciamo sì che la politica e le Istituzioni
dialoghino, forse questo percorso, pilotandolo con la saggezza, va
a buon fine.
BARBAGALLO. Onorevole Milazzo, mi ha convinto
MILAZZO. Perché se sbagliamo facciamo danno, e facciamo danno ai
lavoratori.
Discussione del disegno di legge «Variazioni al bilancio di
previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2018 e per il
triennio 2018-2020. Disposizioni varie» (455/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Variazioni al
bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
2018 e per il triennio 2018-2020. Disposizioni varie» (455/A),
posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, se siete tutti d'accordo, oggi incardinerei il
disegno di legge, diamo 24 ore di tempo per presentare gli
emendamenti e, quindi, andiamo a domani alle ore 18.00. Domani alle
ore 18.00 io sono disponibile, ovviamente, a fare Aula per la
discussione generale per andare poi alla settimana prossima per le
votazioni.
Mi è stato chiesto da qualche Presidente di Gruppo parlamentare di
evitare il lunedì e convocare l'Aula il martedì. Io non ho nessuna
difficoltà, basta che poi martedì velocizziamo le cose.
Quindi, se siete d'accordo, procediamo in tal senso, incardiniamo
il disegno di legge e diamo 24 ore di tempo per presentare gli
emendamenti, domani la seduta sarà alle ore 11.00 per la
discussione generale.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà domani, venerdì 7
dicembre 2018, alle ore 11.00, per la discussione generale e poi
rinviamo a martedì per la votazione.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.13 di giovedì 6 dicembre 2018, è
ripresa
alle ore 11.01 di venerdì 7 dicembre 2018)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente sarà posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato, in
assenza di osservazioni in contrario, al termine della presente
seduta.
Il preavviso di votazione elettronica non è necessario darlo in
quanto non sono previste votazioni.
Comunicazione di apposizione di firma ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che con nota del 4 dicembre 2018, pervenuta
alla Segreteria generale in pari data e protocollata al n.
8594/AulaPG del 5 dicembre successivo, l'onorevole Dipasquale ha
apposto la propria firma all'interrogazione n. 587.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, in attesa che arrivi il Governo ed il
Presidente della Commissione Bilancio , sospendo la seduta per 15
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11.02, è ripresa alle ore 11.19)
La seduta è ripresa.
Discussione del disegno di legge Variazioni al bilancio di
previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2018 e per il
triennio 2018-2020. Disposizioni varie (n. 455/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge Variazioni al
bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
2018 e per il triennio 2018-2020. Disposizioni varie (n. 455/A),
posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il disegno di legge in oggetto è predisposto al fine di
provvedere alle necessarie variazioni di bilancio discendenti da
specifiche esigenze rappresentate da varie Amministrazioni che di
seguito si rappresentano in attinenza agli articoli del medesimo
disegno di legge.
L'articolo 1 prevede una serie di interventi a favore degli enti
locali che trovano riscontro principalmente in una rimodulazione
del Fondo per le autonomie locali e delle riserve dallo stesso
previste, ma anche in un aumento degli stanziamenti di tale Fondo.
In particolare il comma 1 destina 8.000 migliaia di euro al comune
di Catania per la corresponsione degli emolumenti al personale
dello stesso e delle società partecipate, nonché, per analoghe
finalità 2.000 migliaia di euro a favore del libero Consorzio di
Siracusa e 3.000 migliaia di euro ai comuni che hanno concluso i
processi di stabilizzazione del personale a tempo indeterminato.
Il comma 2, rimodulando le riserve del Fondo per le autonomie
senza prevedere stanziamenti aggiuntivi, provvede al finanziamento
di una serie di interventi a favore di enti locali già destinatari
di riserve.
Al comma 3 si riduce da 5.000 migliaia a 4.000 migliaia di euro la
riserva premiale per i comuni che hanno intensificato la raccolta
differenziata ai sensi del comma 11 dell'articolo 14 della legge
regionale n. 8/2018 che, a tal fine, viene modificato, nella
considerazione che ad oggi, il tavolo tecnico all'uopo istituito
per la validazione dei dati sulla raccolta differenziata presso i
comuni siciliani, composto da DAR, ARPA, Liberi Consorzi ed Aree
metropolitane - giusta comunicazione prot. n. 44689 del 24.10.2018
del Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti - non ha ancora
ultimato la verifica dei requisiti.
Al comma 4 l'annualità 2018 della riserva (150 migliaia di euro)
introdotta dal comma 14 dell'articolo 15 della legge regionale 8
maggio 2018, n. 8 destinata a favorire l'esercizio delle funzioni
giudiziarie nelle sedi dei Tribunali soppressi di Mistretta,
Nicosia e Modica viene sostituita con il biennio 2019-2020
recuperando 150 migliaia di euro per il 2018. Ciò nella
considerazione che Ministero della Giustizia non si è ancora
pronunciato sulla richiesta di stipula di un'intesa ex comma 4-bis
dell'articolo 8 del D.lgs n. 155/2012 e successive modifiche ed
integrazioni.
Il comma 5 abolisce il sostegno della Regione al funzionamento
delle consulte e delle politiche giovanili con popolazione fino a
5.000 abitanti.
Il comma 6 assegna un contributo ai comuni già dichiarati in
dissesto finanziario che attivano procedure di riequilibrio
economico-finanziario.
La norma viene finanziata con parte delle risorse impegnate per il
corrente anno, in favore dei comuni già assegnatari del contributo
di cui al comma 10 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e s.m.i finalizzato ad evitare il dissesto ma che non
potranno più essere erogate in quanto i destinatari sono entrati in
una situazione di dissesto.
Il comma 7 prevede un ulteriore spesa di 1.000 migliaia di euro in
favore dei comuni in dissesto per il rimborso delle spese sostenute
per il trasporto interurbano degli alunni delle scuole medie
superiori.
Il comma 8 incrementa di 6.000 migliaia di euro l'autorizzazione
di spesa per il finanziamento degli interventi disposti dai commi
da 1 a 7.
Al comma 9 viene istituito il Fondo regionale di garanzia per gli
enti locali siciliani pari a 4.000 migliaia di euro. Tale Fondo da
ripartire in proporzione al numero di abitanti è destinato, almeno
per l'80% ai comuni. La norma prevede le modalità e le procedure
per l'attivazione del Fondo.
Il comma 10 differisce al 31 dicembre 2019 il termine di avvio
delle procedure di stabilizzazione dei lavoratori a tempo
determinato per gli enti che hanno dichiarato il dissesto.
Con l'articolo 2 si dispongono variazioni in incremento di talune
leggi di spesa.
In particolare, i commi 1, 2 e 3 contengono disposizioni volte a
garantire il pagamento dei sussidi ai lavoratori del bacino PIP
Emergenza Palermo (per i mesi di ottobre, novembre e dicembre) e
dei Lavoratori Socialmente Utili. Le variazioni di bilancio ad
incremento delle autorizzazioni indicate nei commi in oggetto si
riferiscono ai capitoli 183799 - 313318 - 313728 e 313319.
Al comma 4 si propongono le variazioni in incremento di talune
autorizzazioni di spesa di cui all'Allegato 1 dell'articolo 31,
commi 1 e 2, della L.R. n. 8/2018, in particolare:
- legge regionale 5/1999, art. 7 - euro 323.419,00 nell'esercizio
finanziario 2018 (Missione 1 Programma 11 capitolo 242523);
- legge regionale. 21/2002, art. 1 - euro 324.226,00
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 1 Programma 11 - capitolo
242525);
- legge regionale 26/2012, art. 11 - euro 441.829,42
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 14 Programma 2 - capitolo
342534;
- legge regionale 14/1968 art.11 - euro 777.000,00
nell'esercizio finanziario 2018 ed euro 823.000,00 in ciascuno
degli esercizi finanziari 2019 e 2020 (Missione 16 Programma 1 -
capitolo 147701);
- legge regionale 5/2006, art. 1 - euro 414.474,00 nell'esercizio
finanziario 2018 (Missione 5 Programma 2 - capitolo 377762);
- legge regionale 98/1981 art. 39 - 39 bis- euro 4.417.388,69
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 9 Programma 5 - capitolo
443305).
- legge regionale 88/1982 art. 5 - L.R. 13/2016, art. 1, c. 1 -
euro 130.000,00 nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16
Programma 1 - capitolo 147315);
- legge regionale 14/1968 art.11 - euro 686.960,00 nell'esercizio
finanziario 2018 (Missione 16 Programma 1 - capitolo 147704);
- legge regionale 14/1968 art. 12 - euro 202.228,00
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16 Programma 1 - capitolo
146518);
- legge regionale 15/1993 art. 14 - euro 432.583,00
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16 Programma 1 - capitolo
147306);
- legge regionale 152/1980 art.1 - euro 100.000,00
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 4 Programma 2 - capitolo
373304);
- legge regionale 14/1998, euro 47.265,01 nell'esercizio
finanziario 2018 (Missione 1 Programma 11 - capitolo 116016);
- legge regionale 14/1988, euro 1.200.000,00 nell'esercizio
finanziario 2018 (Missione 9 Programma 5 - capitolo 443302).
Al comma 5 si propongono le variazioni in incremento di talune
autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella G - articolo 102, comma
2 - della LR n. 8/2018, in particolare:
- legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 articolo 27, comma 6
"Trasporto pubblico locale" euro 4.819.944,51 nell'esercizio
finanziario 2018 (Missione 10 Programma 2 - capitolo 476521);
- rifinanziamento LR 5/2005 - LR 8/2017, giusta esigenza
rappresentata dal Dipartimento Lavoro, Impiego, Orientamento,
Servizi e Attività formative, al fine di incrementare
l'autorizzazione di spesa prevista per gli interventi per
l'occupazione dei lavoratori utilizzati nei Cantieri di servizi già
percettori del reddito minimo di inserimento di cui ai capitoli
712402 e 713303 (complessivi euro 1.281.032,97).
Il comma 6 contiene l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo
10, comma 4, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per il
finanziamento di interventi di manutenzione straordinaria, aventi
carattere di urgenza, negli Istituti scolastici pubblici è
incrementata per l'esercizio finanziario 2018 dell'importo di
400.000,00 euro (Missione 4, Programma 3, capitolo 772040).
Il comma 7 disciplina l'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 47, comma 12, della legge regionale n. 9/2015 e
successive modifiche ed integrazioni con un incremento dell'importo
di 8.506.388,41 euro per l'esercizio finanziario 2018 (Missione 16
Programma 1, capitolo 147303).
Al comma 8 per le finalità di cui all'articolo 2 della legge
regionale 1 marzo 1995, n.15, è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2018 la spesa di euro 45 migliaia di euro cui si
provvede con le disponibilità della Missione 4 - Programma 6
(capitolo 373712).
Il comma 9 prevede che il Commissario Liquidatore dell'Ente
siciliano per la promozione industriale (ESP1), entro 10 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, provvede a versare in
entrata al bilancio della Regione siciliana (capitolo 4501 - Capo
x), a titolo di acconto sul risultato della liquidazione secondo le
previsioni di cui a1 comma 2 del1'articolo 2491 del codice civile
la somma di 5.000.000,00 euro, da destinare alla RESAIS S.p.A. per
le finalità di cui alla l.r. 6 giugno 1975 n. 42, alla l.r. 20
gennaio 1999 n. 5, alla l.r. 28 novembre 2002 n. 21, alla l.r. 16
aprile 2003 n. 4 ex art. 119, alla l.r. 9 maggio 2012 n. 26 art. 11
commi 99-100-101 ed alla l.r. n. 9 maggio 2017 n. 8 art. 4 e da
iscrivere nel bilancio della Regione in un apposito capitolo da
istituire presso il Dipartimento regionale delle Attività
produttive, Missione 1, Programma 11.
Il comma 10 incrementa di 1.000 migliaia di euro il capitolo che
consente al Presidente della Regione o, in caso di attribuzione di
delega, all'Assessore delegato alla protezione civile di stipulare
apposite convenzioni con aziende o enti regionali o con aziende da
questi ultimi controllate, nonché con le strutture operative
nazionali del Servizio nazionale della protezione civile.
Il comma 11 incrementa a favore dell'ente sviluppo agricolo la
somma di 2.000 migliaia di euro.
Il comma 12 attribuisce ai comuni di Messina, Barcellona Pozzo di
Gotto la somma di 100 migliaia di euro per la realizzazione di
canili municipali. La relativa decurtazione è autorizzata sull'art.
56 della legge regionale 872018- Banco alimentare.
E' stata, inoltre, inserita la norma che autorizza 45 migliaia di
euro al fine di recuperare l'area del comune di Palermo ove sorge
la villa Deliella progettata da Basile.
Con l'articolo 3 si prevedono interventi urgenti per fronteggiare
l'emergenza derivante da eventi calamitosi
In particolare
1.Per le finalità del comma 2 dell'articolo 8 della legge
regionale 11 agosto 2017, n. 16, ovvero per l'esecuzione di opere
di salvaguardia del territorio e di prevenzione del rischio
idrogeologico è autorizzata per l'esercizio finanziario 2018
l'ulteriore spesa di 1.790 migliaia di euro a favore dei dipendenti
dei consorzi di bonifica.
2.L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 23, comma 2,
della legge regionale n. 3/2016, per attività di manutenzione del
territorio e del paesaggio rurale è incrementata, per l'esercizio
finanziario 2018, dell'importo di 1.035 migliaia di euro
3.Nelle more del perfezionamento delle procedure relative alla
rimodulazione ed alla concreta disponibilità dei fondi di cui
all'articolo 2, comma 5 della L.R. n.8/2018, per consentire la
prosecuzione delle attività per gli addetti ai lavori di
sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria - Sistema Agro-
Forestale-Ambientale-Rurale previste dal Fondo di Sviluppo e
Coesione 2014 - 2020 ed in attuazione della Deliberazione della
Giunta Regionale n. 388 del 19 ottobre 2018 il Ragioniere Generale
è autorizzato ad iscrivere nell'entrata e nella spesa del bilancio
regionale per l'esercizio finanziario 2018 la dotazione finanziaria
di euro 44.000 migliaia di euro.
Il comma 4 prevede un incremento pari a 11.720.000,00 per
interventi di somma urgenza sul demanio idrico fluviale.
Con l'articolo 4 si dispongono le riduzioni di autorizzazioni di
spesa necessarie per la quadratura complessiva della manovra di
variazioni di bilancio. In particolare, durante i lavori della
Commissione, è stata individuata una copertura sostitutiva rispetto
a quella iniziale relativa al Fondo regionale per la disabilità.
In particolare si è proceduto alla riduzione di una serie di
autorizzazioni di spesa, principalmente della rubrica famiglia a
seguito della attestazione della impossibilità a impegnare le somme
in corso di esercizio.
Con l'articolo 5 si introducono modifiche e abrogazioni di norme
in varie materie, tra cui i risparmi della rimodulazione dei mutui,
da destinarsi anche alla dismissione dei contratti derivati; la
proroga, dall'1 gennaio 2019 all'1 luglio 2019 del transito dei PIP
presso la società Resais e le erogazioni liberali a seguito di
eventi calamitosi nel territorio della Regione.
Infine, con l'articolo 6 sono introdotte le variazioni al
bilancio di cui alle annesse tabelle A e B .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Assessore, cittadini, oggi è una
giornata importante perché è quella sulla discussione generale su
queste variazioni di bilancio che sono state proposte dal Governo
regionale come indispensabili per chiudere alcune partite riguardo
il pagamento di stipendi di quelle categorie di lavoratori che
dipendono dalla Regione.
Mi pare evidente che il centrodestra - a parte il Presidente
Milazzo - diserti un'Aula così importante come quella di oggi.
Signor Presidente, non possiamo fare a meno di dirle che l'avere
contingentato i tempi e l'avere accelerato questa manovra, alla
fine, - così come le opposizioni le avevano sottolineato -, in
parte non è servito.
Soprattutto ha sancito un principio che, a nostro avviso, è
piuttosto grave, cioè il fatto che le Commissioni di merito, in
quest'Assemblea, non siano tenute affatto in considerazione dalla
Commissione Bilancio'.
Ciò che è avvenuto in Commissione Bilancio' - oltre al fatto,
Presidente Miccichè, che abbiamo dovuto aspettare più di dodici
ore, affinché il Governo riscrivesse sostanzialmente il
provvedimento che, in prima battuta, era passato per tutte le
Commissioni di merito e, successivamente, circa all'una di notte
quando si era detto di non fare così come è stato durante la fase
del bilancio alcun lavoro di notte, né per l'Aula né per le
Commissioni - in Commissione Bilancio' si è cominciato a lavorare
- rispetto alla convocazione fissata alle ore 10.00 -, dall'una di
notte fino alle 7.00 del mattino successivo, senza sosta.
In quella circostanza, poiché molti dei provvedimenti che già
erano giunti alle Commissioni di merito, già apprezzati dalle
Commissioni di merito in maniera favorevole o sfavorevole, cambiati
così come sono arrivati all'una di notte in Commissione Bilancio'
sarebbero dovuti tornare alle Commissioni di merito che su quei
provvedimenti - che sono cambiati e che quindi erano diversi da
quelli originari -, avrebbero dovuto, le Commissioni di merito,
potere esprimere il proprio parere, potere esercitare la potestà
emendativa - cosa che non hanno fatto.
Faccio, signor Presidente, un esempio per tutti.
La Commissione Sanità' che ha espresso parere sfavorevole contro
i due articoli che la riguardavano, avrebbe potuto e voluto,
successivamente, emendare quella norma che ci era stata sottoposta
e proporre un emendamento per i talassemici ai quali è stato tolto
il diritto del vitalizio, circa un milione di euro, quindi la
possibilità di continuare ad avere questo vitalizio, potrà
esercitare questo potere soltanto in Aula e soltanto perché la
Commissione, sostanzialmente all'unanimità, ha deciso di poterlo
fare - le arriverà infatti un emendamento a firma congiunta di
tutta la Commissione.
E' un'attività, signor Presidente, che faremo fuori dalla
Commissione.
E' ovvio che, conclusi i lavori della Commissione Bilancio', la
Commissione Sanità' non ha avuto la possibilità, nonostante le
rimostranze del Presidente La Rocca Ruvolo, durante le sedute della
Commissione Bilancio' stessa.
Ciò posto, che sono le precondizioni durante le quali si è svolto,
maturato questo disegno di legge di appena cinque articoli,
dobbiamo fare alcune considerazioni: questo disegno di legge ci
lascia più dubbi che certezze.
Alcune certezze le abbiamo maturate, ossia l'assoluta incapacità
da parte degli Assessori di questo Governo e del Presidente stesso
di spendere le somme allocate sui capitoli di bilancio. Ci si
presenta l'articolo 4 che riguarda le riduzioni di autorizzazioni
di spesa che sono un quadro impietoso dell'assoluta incapacità di
spendere le somme allocate in quei capitoli e la volontà di questo
Governo di azzerarli, quindi, di sottrarre il residuo rimasto per
allocarlo altrove.
Fra questi capitoli di bilancio ci sono alcune voci fondamentali
che riguardavano le IPAB, che riguardavano il fondo per le vittime
dell'usura, che riguardavano i fondi per le associazioni
antiracket, per i parenti delle vittime della mafia, per le
adozioni internazionali. Alcune cose delicate e gravissime che
riguardano, in generale, il mondo della disabilità con il patto
individualizzato di vita.
Fortunatamente il Governo ha fatto retromarcia su quei venti
milioni che rappresentavano il Fondo destinato per i disabili
gravi. Su questo ha fatto retromarcia e su questo si è basato il
parere negativo della Commissione Sanità', perché non si poteva
consentire che il Governo sottraesse ulteriori risorse alle già
esigue risorse destinate, dopo la già avvenuta riduzione di quel
famoso assegno da 1.500 euro a 1.200 euro.
E poi, signor Presidente, noi siamo assolutamente convinti che
sull'articolo 1 questa Assemblea debba maturare una riflessione. E,
quindi, noi chiederemo all'Aula che sull'articolo 1 si faccia un
altro ragionamento, perché non siamo affatto convinti per la
formulazione che è stata proposta in Commissione Bilancio' e che è
appunto poi passata a maggioranza della Commissione Bilancio, che
questa norma sia in grado di aiutare davvero tutti i Comuni in
dissesto o in pre-dissesto o lo stesso Libero Consorzio di
Siracusa. Non siamo affatto convinti che questa norma sia una norma
di equità sociale perché finisce con il rendere i comuni in
difficoltà in lotta tra di loro. Perché avremo inevitabilmente dei
comuni di serie A e dei comuni di serie B.
Il Movimento Cinque Stelle, ovviamente, non si sottrae alla
richiesta di responsabilità che è stata fatta dal Governo regionale
durante l'ultima Conferenza dei Capigruppo ma, signor Presidente,
noi le chiediamo un momento di riflessione su questo articolo 1,
che è il più corposo, che è quello che sottrae risorse a tutti gli
altri capitoli di cui avevo parlato e che pretende assolutamente
giustizia ed equità sociale. Grazie.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Trizzino ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 455/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo al 7
dicembre e nella calendarizzazione dei lavori parlamentari, questo
Parlamento, in questo periodo, si sarebbe dovuto occupare della
legge di stabilità per il 2019, non soltanto attenendosi a quelle
che sono le disposizioni del Regolamento Interno dell'Assemblea ma
stando, anche, alle dichiarazioni del Governo regionale che più
volte ha annunciato che entro il 31 dicembre si sarebbero dovuti
approvare gli atti relativi alla legge di stabilità del 31 dicembre
2019. Quindi, già in questo periodo avremmo dovuto occuparci di
altro. E invece, siamo impantanati sulle variazioni di bilancio.
Dico impantanati perché - lo voglio ricordare - il Governo,
colpevolmente, ha trasmesso gli atti all'Assemblea regionale
soltanto il 28 novembre, e siamo impantanati perché ma si evince
dagli interventi che si sono susseguiti in tutte le Commissioni di
merito, in particolare la Commissione Bilancio', e nel corso di
alcune audizioni e anche negli interventi delle forze parlamentari
non ultimo quello dell'onorevole Cappello che mi ha preceduto -
nelle variazioni di bilancio c'è una evidente parzialità. Mentre
nello spirito del Regolamento e nello spirito della legge di
contabilità pubblica le variazioni di bilancio, alla fine
dell'anno, dovrebbero servire a pagare gli stipendi, a spostare le
somme necessarie a garantire una serie di attività che si sono già
previste all'inizio dell'anno, noi ci ritroviamo delle variazioni
di bilancio che non hanno questa caratteristica, peggiorata
dall'attività che ha fatto notte-tempo la Commissione Bilancio'.
Potremmo iniziare a parlare di qualche marchetta ma preferisco
iniziare il mio intervento dalla cosa che ci fa più male. Ed è lo
stanziamento previsto all'articolo 1 per i comuni in modo
specifico.
Più volte, come Partito Democratico, abbiamo chiesto che venisse
istituito un fondo unico per i Comuni che si trovano in difficoltà.
Siamo alla fine dell'anno e non può essere che la Regione
siciliana, il Governo della Regione, pensa di premiare un figlio
che sta in difficoltà piuttosto che un altro che sta in difficoltà
ancora peggiore. Parlo dei comuni della mia provincia, così al di
fuori perché è anche il mio Collegio elettorale, quindi al di fuori
anche di qualche personale convenienza, se il comune di Palagonia
ha 5 mesi di ritardo nel pagamento degli stipendi non può essere
che c'è un altro comune della stessa provincia che viene premiato
prima dal Governo regionale.
E, soprattutto, di fronte a responsabilità oggettive e a ritardi
gravi nei pagamenti, è chiaro che chi ha responsabilità del governo
della cosa pubblica dovrebbe prima occuparsi di chi sta peggio,
degli ultimi, dei più deboli e di chi alla fine dell'anno non
riesce a percepire gli stipendi.
Per questo insistiamo ancora, signor Presidente, e annuncio la
presentazione di un emendamento in cui chiederemo l'attivazione di
un fondo, ma non come quello previsto all'articolo 1 delle
variazioni di bilancio che prevede una serie di obiettive e
oggettive complicazioni per accedere al fondo, come la delibera del
Consiglio comunale, l'individuazione di un istituto bancario, cioè
un Governo regionale e una Commissione bilancio che pensa a fare
figli e figliastri, per alcuni i soldi ci sono, cash, subito e
nominali, per altri individuiamo procedure lunghe, lunghissime e
artificiose per giungere forse al risultato, se non ci sono ricorsi
e contestazioni.
Noi chiediamo, signor Presidente, anche a lei di farsi garante e
carico di un provvedimento equo e giusto nei confronti degli enti
locali che stanno peggio.
E ancora, la parzialità emerge in altre due vicende insopportabili
perché noi crediamo che se c'è un Governo regionale il primo a
rispettare le regole deve essere quel governo.
L'abbiamo già detto nel corso delle audizioni in Commissione
Bilancio', se si impongono ai comuni che non hanno raggiunto il
55% della differenziata oneri gravissimi e pene severissime come
quella della decadenza dei sindaci da un lato, dall'altro se
raggiungono il 65% e questo Parlamento ha approvato una riserva di
5 milioni, il Governo si deve attivare subito per riconoscere
quella riserva, sono passati sei mesi e non si è mossa una foglia.
PRESIDENTE. La invito a concludere.
BARBAGALLO. Signor Presidente, io accetto il suo richiamo ma a mio
giudizio sono 15 i minuti nella discussione generale e non 5, ai
sensi del Regolamento, quindi mi appello anche alla sua clemenza.
Se da un lato chiediamo la decadenza, dall'altro lato dobbiamo
riconoscere il 65 per cento della differenziata, e in sei mesi né
l'ARPA né il Dipartimento Acque e Rifiuti hanno mosso una foglia
per liquidare i 5 milioni costringendo - ora siamo a 20 giorni
dalla chiusura dell'esercizio - a prima chiedere lo storno dei
soldi, poi alla Commissione Bilancio' ha rimesso 4 milioni di
euro, annunciamo anche un emendamento in cui chiederemo la
liquidazione, a questo punto, purtroppo nominale, facendo
riferimento o a una graduatoria ufficiale come quella dell'Agenzia
per il monitoraggio della raccolta differenziata che è in capo alla
Presidenza della Regione, insomma un dato certo per evitare queste
lungaggini di fronte a questi ostruzionismi.
E l'altra insopportabile vicenda riguarda i quasi 12 milioni di
euro del rischio idrogeologico per l'intervento di somma urgenza
nelle attività per gli interventi sui fiumi.
Io non c'ero in Commissione bilancio a tarda notte ma pare che
durante la nottata l' assessore Armao ha dichiarato che gli
affidamenti sono in corso, sono partite e quindi occorre procedere
a una sorta di regolarizzazione, dico che noi depositeremo il
nostro atto ispettivo, io invito il Governo a verificare, perché se
così fosse non si dovrebbe applicare questo intervento in sanatoria
con la procedura in corso, come tutti gli altri cittadini della
Regione siciliana e in uno stato di diritto che non è uno stato
poliziesco, si faccia riconoscimento di debito, come il disegno di
legge che è venuto in Assemblea e il prossimo che verrà, per
regolarizzare i 12 milioni, e quei 12 milioni magari li diamo ai
comuni e ai comuni che stanno peggio, istituendo un fondo di
dissesto e pre-dissesto.
ARMAO, assessore per l'economia. Ma c'è già.
BARBAGALLO. No quello non è un fondo che garantisce il pagamento
entro il 31 dicembre, facciamo
ARMAO, assessore per l'economia. Lo facciamo in finanziaria.
PRESIDENTE. Parli con la Presidenza, assessore Armao, perché
altrimenti non si capisce niente.
BARBAGALLO. Ha ragione, signor Presidente, chiudo con le ultime
due riflessioni.
Siamo alla fine dell'anno, io ho criticato alcuni parlamentari
della maggioranza quando hanno chiesto la definizione di interventi
di natura edilizia in norme che non sono quelle relative alla IV
Commissione e al passaggio alla IV Commissione. Devo pure
evidenziare che c'è una norma che riguarda i centri storici che non
ha nulla a che vedere con le variazioni di bilancio.
Più volte abbiamo evidenziato che il tema delle attività di merito
delle Commissioni va valorizzato, mi dispiace che in Aula non c'è
il Presidente Savarino ma non può essere che arriva una norma sui
centri storici in sede di variazioni di bilancio, che a mio
giudizio, peraltro, si può risolvere anche con una circolare.
E, quindi, chi è che paga il prezzo delle marchette? La marchetta
singola è quella che toglie i soldi al banco alimentare per
istituire un sedicente canile a Messina e a Barcellona Pozzo di
Gotto, non ricordo, premesso che io sono per l'esternalizzazione,
pensare di fare canili lager con le variazioni di bilancio è
singolare.
Ma è insopportabile che il turismo dopo che ha avuto 6 milioni di
euro, gli ultimi due bilanci li abbiamo fatti a 1 milione e mezzo,
in sede di variazioni di bilancio interveniamo con due ulteriori
iniezioni. Una sulla Tabella H di 47 mila euro perché evidentemente
non sono bastati gli interventi precedenti e sul Brass di 415 mila
euro prevedendo più del doppio rispetto allo stanziamento previsto
in sede di bilancio.
Chiudo, signor Presidente. Ma lo sa qual è la cosa insopportabile?
Che a pagare questo prezzo, il prezzo delle marchette, il prezzo
della parzialità delle scelte del disegno di legge governativo, a
pagare questo prezzo sono gli ultimi, i più deboli perché queste
somme le attingiamo dai capitoli della famiglia e delle politiche
sociali che sono quelle dove ci sono stati meno impegni di spesa
nel corso di tutto l'anno e, quindi, da là il Governo rastrella per
colpire le vittime dei Centri antiviolenza, le vittime delle legge
sull'antiusura, le associazioni antimafia, quelle somme relative al
contrasto alla povertà, al REI e alle famiglie bisognose.
E' veramente insopportabile. Noi su questo daremo battaglia e
spero che il Governo faccia una marcia indietro nell'interesse
della Sicilia e dei siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, ha ragione, le devo chiedere
scusa, ma il timer era diventato di colore rosso, e quindi segnalo.
Ma ha ragione lei, era un errore.
Chiedo agli uffici di rettificare i tempi di intervento, in
tabellone, che sono 15 minuti per ogni deputato, in discussione
generale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inizialmente non
volevo intervenire, anche perché intervenire in un'Aula
praticamente vuota, tranne i colleghi e qualche altro collega, non
c'è nessuno. Ringrazio l'Assessore Armao per essere presente.
Però, poi, ad un certo punto, stamattina, ho letto una notizia che
è uscita su ADNKRONOS dove c'era l'intervento del Presidente
Musumeci che dichiarava: So di essere esigente con i miei
assessori, a volte senza tolleranza umana, ma il fattore tempo è il
nostro principale nemico insieme alla Mafia e alla rassegnazione .
Ovviamente, una dichiarazione forte. Siamo stati abituati alle
dichiarazioni di Crocetta che se ne usciva con certi comunicati,
con certe sparate' salvo poi vedere quello che succedeva in Aula.
Benissimo.
Questa variazione di bilancio, riguardante la variazione che si
potrebbe dedicare quasi esclusivamente a Catania è la dimostrazione
anche di una mancanza totale di programmazione visto che siamo
dovuti andare ad impinguare dei capitoli che riguardano le spese
del personale, quindi spese ovvie e scontate, c'è una
caratteristica forte, effettivamente, che evidenzia come il
Presidente Musumeci ha un unico nemico che è la Mafia.
Perché, andando a vedere la variazione di bilancio, all'articolo
4, comma 8, vediamo che il capitolo 18.37.17. Fondo di solidarietà
per le vittime di richieste estortive , praticamente viene
diminuito del 71,8 per cento perché dai 695 mila euro vengono tolti
500 mila euro.
Sempre perché lui è contro la Mafia al comma 8 spunta fuori il
capitolo 18.37.18. Contributi alle associazioni antiracket e a
fondazioni ecc. ecc. viene diminuito del 43,5 per cento perché da
804 mila, viene diminuito di 350 mila euro. Sempre perché li è
invece per i cittadini, per le persone che hanno avuto dei problemi
con la mafia, al comma 11, capitolo 18.37.23 cosa va a diminuire?
Gli indennizzi una tantum in favore delle vittime delle azioni di
criminalità connesse al territorio siciliano. Ma anche il
contributo in favore dei giornalisti professionisti e pubblicisti
che hanno subito minacce. Sempre per fare una lotta alla mafia,
seria, perché lui è il nemico alla mafia sicuramente come nemico.
Di quanto viene diminuito questo capitolo? Del 96,89% perché
vengono tolti 250 mila euro.
Per chiudere il discorso della lotta alla mafia fatta seriamente
al comma 12, capitolo 18.37.26 va a diminuire la somma da versare
al fondo regionale per le parti civili nei processi contro la
mafia. Perché notoriamente sappiamo che oramai non ci sono più
processi per mafia dove costituirsi parte civile e lo sappiamo
tutti, quindi quel fondo non è assolutamente utile. Di quanto viene
diminuito? Del 77,45 per cento.
Quindi signor Presidente e cari colleghi. Quando uno fa
dichiarazioni alla stampa deve sapere come si fa la lotta alla
mafia. Ovvio, che i contributi non sono l'unico ed esclusivo metodo
per combattere la mafia ma sicuramente ci saremmo aspettati
qualcosa di molto più forte, ci saremmo aspettati qualche norma ad
hoc per contrastarla veramente la mafia, ma anche il Codice etico
che aveva scritto lui quando era presidente della commissione
antimafia e vedere che in questa variazione di bilancio un ex
Presidente della Commissione Antimafia' presenta questi tagli è
significativo su dove si vuole andare e sicuramente su cosa non si
vuole contrastare.
Con questo io la ringrazio e mi riservo di entrare nel merito di
quelli che sono invece articoli e commi di queste variazioni perché
anche lì ne vedremo delle belle.
Sicuramente ci sono fondi insufficienti che riguardano i comuni in
dissesto, le province, non solo quelle di Siracusa, ma so che ci
sono Enna, Ragusa che trovano in questo momento difficoltà. Volevo
fare un piccolo accenno, non vedo la presidente della Commissione
Sanità' ma so che ci dovrebbero essere problemi per le indennità
dati ai talassemici.
Quindi, chiedo maggiore attenzione e verifiche agli Uffici su
questo punto proprio per evitare che ci scordiamo anche gli ultimi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa legge di
variazione di bilancio su proposta dell'Assessore Armao porta la
firma come proponente del Presidente Musumeci. Mi permetta, signor
Presidente, di considerare cosa non opportuna che il presidente
della Regione non sia presente questa mattina perché considero
questo passaggio non una burocrazia dovuta ma scelta di priorità,
di orientamento e di spesa che questa Assemblea si dà su proposta
del Governo, e credo che sarebbe stato utile al presidente della
Regione ascoltare anche valutazioni, obiezioni, intenzioni che
questa Assemblea avrebbe voluto proporgli, anche perché questa
mattina, signor Presidente, ed è un passaggio sul quale io
chiederei la sua attenzione se il collega le permetterà di
ascoltare, se l'onorevole Di Pasquale ci permette di poterci
rivolgere al Presidente, la ringrazio.
Anche perché questa mattina, l'onorevole Presidente della Regione
ha ritenuto non di incontrare questa Assemblea ma di incontrare
giornalisti e varie categorie sociali e produttive della città, qui
a Palermo, Palazzo Branciforte, per presentare con una dotta
esposizione affidata a diverse slide l'operato del suo Governo.
Io la inviterei a rammentare al Presidente della Regione siciliana
che c'è una priorità nel proporre i risultati e nel discutere sui
risultati che si assumono realizzati.
Ed è una priorità che vede questa Assemblea come interlocutore
necessario diretto ed istituzionale, e poi avrà il diritto ed il
piacere di incontrare esponenti del mondo produttivo, del mondo
sociale, giornalisti, di proiettare slide, ma il fatto che oggi, in
questa Assemblea si discuta su una variazione di bilancio che ha
proposto il Presidente Musumeci, ad un anno dal suo insediamento,
ecco la necessità di confrontarci con lui, su una serie di
promesse, di impegni che sono stati assunti un anno fa e che noi
riteniamo, almeno io ritengo, che non siano stati portati a
compimento, io lo considero un vulnus sul piano delle buone
relazioni, della creanza istituzionale.
Detto questo. Questa variazione di bilancio certamente è un atto
dovuto e ci sono cose sulle quali, proprio perché non c'è alcun
furore ideologico, ne ansie di firma di contratti con il Presidente
Musumeci, una cosa che gli riconosciamo: il ripristino dei
finanziamenti per i soggetti portatori di disabilità è una cosa
dovuta, ed apprezziamo che l'Assessore Armao questo abbia voluto
fare, l'aiuto agli enti locali in dissesto anche se naturalmente
questo prevedrebbe un ragionamento più complessivo perché se noi
abbiamo cinquanta comuni in Sicilia in dissesto, in pre-dissesto,
forse bisogna fare un ragionamento sui tagli che sono stati
apportati a Palermo e a Roma e i trasferimenti e sulle condizioni
di grande disagio complessivo, politico ed economico in cui questi
enti locali si trovano.
Noi interveniamo per salvare il salvabile, andrebbe fatto anche
con il Governo di Roma, anche con il Governo centrale, un
ragionamento per evitare che si arrivi è una sollecitazione,
Assessore, non è una recriminazione. Dico soltanto che come
comunità politica e di governo dovremmo porci il problema di capire
perché e come il Governo centrale intende continuare a mantenere
questa politica di tagli ai trasferimenti.
L'aumento degli stanziamenti di dodici milioni per la messa in
sicurezza, cosa assolutamente dovuta, ci piacerebbe, ci sarebbe
piaciuto potere interloquire con il Presidente e con il Governo che
al completo ha seguito il Presidente a Palazzo Branciforte, escluso
l'Assessore Armao, che ringraziamo ancora di essere qui, avremmo
voluto anche discutere con lui su come sia necessario lavorare più
sulla prevenzione che sul risarcimento dei danni, perché noi
rischiamo di continuare a pagare somme assai più esose per i danni
che abbiamo subìto rispetto a una politica che deve avere nella
prevenzione e nella spesa per la prevenzione la propria priorità.
E ci sono gli stipendi e i lavoratori che andavano dati perché ci
sembra una cosa assolutamente prioritaria rispetto ad ogni altra
spesa, anche se pensiamo che ci siano ancora 900 mila euro in meno
per i lavoratori dell'Ente di Sviluppo Agricolo che aspettano il
pagamento degli ultimi tre stipendi e la tredicesima.
Detto questo, ci sono però alcuni segnali pessimi, alcuni sono
stati sollevati anche da altri colleghi: 200 mila euro in meno per
i centri antiviolenza, 100 mila euro in meno per il banco
alimentare, 1 milione e 200 mila euro in meno per tutte le spese di
contrasto sociale alla mafia.
Ora, un milione e 200 mila euro non è una cifra da capogiro, però
è un segno e se mettiamo questo segno accanto alle parole che più
volte il Presidente qui ci ha proposto, ci ha offerto, come il tema
non soltanto della lotta astratta per autocertificazione della
mafia, ma del gesto concreto di attenzione, di solidarietà, di
comunanza con chi la mafia la combatte e la subisce, e quindi, per
esempio chi subisce il racket, per esempio chi subisce
l'estorsione, per esempio i giornalisti che subiscono minacce, il
fatto che questi tagli siano intervenuti in modo così apodittico e
così immotivato, scegliendo di tagliare chi denuncia le estorsioni,
le associazioni antiracket, la costituzione di parte civile, io lo
considero non un risparmio straordinario dal punto di vista
dell'economia complessiva di bilancio, lo considero un segnale
contraddittorio rispetto a ciò che questo Governo intende voler
rappresentare, e cioè la volontà di essere un punto di riferimento
e di contrasto a livello istituzionale nei confronti della mafia e
al tempo stesso insistere su questo tipo di tagli.
E' stato ricordato dal collega da una parte noi riteniamo, e
questo Governo più volte ce l'ha ripetuto, che la raccolta
differenziata, e aumentare i livelli di raccolta differenziata,
soprattutto rispetto a tre aree metropolitane che sono a livelli
più bassi d'Europa, è la condizione necessaria anche se non
sufficiente per poi andare a un ciclo virtuoso dei rifiuti, che
eviti il conferimento di 80, 90 per cento di ciò che produciamo in
termini di rifiuti alle quattro grandi discariche private, i
quattro grandi baroni del business dei rifiuti, e quindi si ritiene
di dovere punire, penalizzare i comuni che questa cifra di dignità,
di decenza non raggiungono e non si capisce perché si debba
tagliare un milione per i comuni virtuosi che hanno portato la
raccolta differenziata oltre 65%.
Ripeto, signor Presidente, il punto non è la quantità in
discussione, ma è la qualità dei segnali, perché la qualità di una
politica è anche la somma di alcuni segnali che vengono rivolti
alle comunità, al territorio, ai soggetti istituzionali, ai propri
interlocutori e se noi diciamo ai comuni: è fondamentale la
raccolta differenziata, ma se voi sarete comuni virtuosi, questi
soldi ve li togliamo, mi sembra che ci sia un segno di
contraddizione.
Molti soldi continuano a non essere spesi, se fosse stato qui il
Presidente, gli avremmo voluto chiedere prima ancora della
condivisione delle slide, che venisse a spiegare a questa Assemblea
perché acanto a questo atto dovuto, a questa variazione di bilancio
noi in queste settimane, in questi mesi, non abbiamo ricevuto da
parte del Governo altri dovuti sul piano politico e sui quali c'era
stato un impegno preciso, puntuale, tassativo del candidato alla
Presidenza Musumeci, del Presidente Musumeci appena eletto e di cui
non c'è più traccia.
Per cui c'era la ristrutturazione in chiave smart della Pubblica
Amministrazione, riforma che non è mai partita con gli squilibri
che noi conosciamo - la distribuzione del personale -; fondi UE
entro il 2018: certificheremo 750 milioni per il FERS - la spesa è
allo zero per cento - noi rischiamo di dovere restituire 5 miliardi
di euro e siamo l'ultima regione in Europa nella capacità di
spendere i fondi messi a disposizione dall'Unione Europea; la
viabilità è una vergogna - c'era stato detto - cosa che tutti
sappiamo, tutti i cantieri tranne quello della Palermo-Catania sono
fermi; c'era stato detto che la madre di tutte le battaglie era
quella per un altro ciclo di smaltimento dei rifiuti, siamo ancora
alle quattro grandi discariche private e al rischio che altre nuove
grandi discariche private si aggiungono a quelle già utilizzabili,
ritenendo che quello debba essere l'unico modo per affrontare il
tema dello smaltimento dei rifiuti.
C'era stato l'impegno, la promessa solenne allo smantellamento di
alcuni cosiddetti carrozzoni (dell'ESA sappiamo quale è stato il
destino) mi piace, dovendone discutere adesso in I commissione,
ricordare che sullo IACP il Governo aveva costruito una propria
promessa e premessa di qualità dell'agire politico e cioè:
smantelliamo questa somma di carrozzoni che hanno soltanto
moltiplicato i posti in consiglio di amministrazione e andiamo
verso un'unica agenzia per la casa che razionalizzi le risorse, che
sappia garantire un intervento che è mirato dal punto di vista
della qualità e dell'efficienza.
Tutto questo non è avvenuto e adesso stiamo a discutere di alcune
nomine per gli uffici, per le presidenze dei consigli di
amministrazione dello IACP e ci dispiace notarlo, Signor
Presidente, nei nomi che ritroviamo molti amici sodali della
compagine di Governo tirati fuori dalle segreterie di partito e
riproposti per ricoprire un incarico di sottogoverno; quindi da una
parte abbiamo mantenuto in vita il carrozzone dello IACP,
dall'altra abbiamo ritenuto che questo mantenimento in vita non
fosse una necessità indefettibile, ma anche l'occasione per
continuare a collocare amici all'interno di questo Consiglio di
Amministrazione.
Di questo ed altro avremmo voluto parlare con il signor Presidente
della Regione siciliana, resta il nostro disagio per una manovra
che taglia alcuni interventi che hanno un forte valore simbolico;
il nostro sostegno per gli altri interventi che andavano fatti e il
nostro richiamo attraverso lei, Signor Presidente, affinché il
Presidente della Regione venga qui e dedichi una giornata a
misurarsi con questa Assemblea sugli esiti e i risultati di un anno
di Governo.
Credo che sia un passaggio di democrazia naturale e di apertura
naturale e un confronto dal quale nemmeno il signor Musumeci può
sfuggire.
PRESIDENTE. Onorevole Fava, relativamente alla presenza del
Presidente Musumeci, vorrei dire che sarebbe stato mio dovere
richiamarlo se non fosse presente il Vicepresidente che lo
sostituisce in tutti i sensi, per cui la presenza dell'Assessore
Armao per me è la rappresentanza della Presidenza del Governo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli
colleghi, innanzitutto inizio ringraziando il Presidente Savona per
il lavoro che ha fatto in Commissione, insieme a tutta la
Commissione. Io penso che chi ha partecipato, al di là dei momenti,
che a volte sono stati anche pesanti, perché la Commissione si
fermava, poi riprendeva, ci sono stati dei momenti in cui sembrava
una matassa - ricordavo ai colleghi - molto ingarbugliata, di cui
poi siamo riusciti a recidere le punte e ricongiungere il filo, al
di là di tutto questo, però, c'è stato un lavoro importante che
abbiamo fatto tutti. Ognuno per il proprio ruolo.
Ci sono posizioni contrapposte, i parlamentari di maggioranza
hanno fatto la loro parte, noi di opposizione abbiamo fatto la
nostra. Ritengo che, là dove sono state trovate sintesi su alcune
cose, chiamarle marchette appartiene a una visione della politica
che è mortificante. Non faccio riferimento agli interventi del
Movimento Cinque Stelle, faccio riferimento all'intervento
dell'onorevole Barbagallo.
Capisco gli altri, li capisco sempre, quelli del mio stesso
partito li capisco meno. Perché aver trovato sintesi sulle cose di
cui mi sono occupato io, in cui stato presente, testimoni tutti e
nessuno può smentire, aver trovato sintesi sul fatto di ampliare la
premialità per i comuni che hanno stabilizzato prima del 2010,
perché io mi sono trovato una norma che prevedeva solamente un
premio per i comuni che avevano stabilizzato dal 2010 in poi. Io
che sono stato presente, a differenza dell'onorevole Barbagallo -
perché onorevole Barbagallo io non sono in quella Commissione, ma
partecipo da sempre quando ci sono gli strumenti finanziari - per
fortuna c'ero, mi sono permesso di dire: bisogna mettere anche
2008 perché Ragusa ha stabilizzato nel 2008 . Questa è marchetta?
Sarà una marchetta, sono contento di fare questo tipo di marchette.
Se io mi sono permesso quella notte di dire: Per i soldi del
Consorzio di bonifica - che sono per tutti importanti - serve
prevedere che una parte vada al Consorzio di bonifica di Ragusa e
siccome io, a differenza di tanti che dormivano, ero là presente in
Commissione per tutta la notte, e penso che se ne siano accorti
tutti, per tutta la notte e per tutta la giornata, ho detto
prevediamo delle somme per il Consorzio di bonifica del Comune
della provincia di Ragusa . Onorevole Barbagallo, questa secondo me
non è marchetta, ma è difesa di un territorio. E, comunque, mi
assumo la responsabilità di questo tipo di marchetta.
Se mi permetto di sollevare una questione che è stata motivo di
oggetto del Parlamento siciliano, relativamente all'edilizia e alle
demolizioni e alle costruzioni, a tal punto che questo Parlamento
ne ha fatto una norma dicendo facciamolo, andiamo avanti e
prevedendo, però, un appesantimento della norma che è lo studio
previsto dal disegno di legge, se noi prevediamo di ampliarlo e io
ho la fortuna di ritrovarmi la maggioranza che condivide questo
percorso, che significa dare la possibilità ai centri storici di
poter essere recuperati, che significa alle imprese edili di poter
intervenire, che significa alle imprese artigianali di recuperare
tempo perso, sono felice che lei, onorevole Barbagallo, individui
in marchette questo lavoro che ha fatto il suo collega di partito.
Io penso che le marchette siano cose diverse. Ci sono quando uno
va in una Commissione e fa gli interessi personali, gli interessi
di piccoli gruppi, di lobby, e non se fa gli interessi di una
comunità. E, siccome, nessuno qui dentro può dire che io abbia
fatto cose diverse, rimando al mittente tutto questo. Peccato che
lei non si sia occupato, invece, bene, onorevole Barbagallo, del
turismo. Se lei avesse fatto bene l'assessore per il turismo, forse
noi non ci saremmo trovati nelle situazioni in cui ci siamo
trovati. Devo ringraziare l'attuale assessore per il turismo che,
invece, ha fatto il piano triennale del turismo, nonostante la
legge fosse del 2005.Così come ringrazio l'attuale assessore per il
turismo che ha speso quelle somme che avevamo messo per gli
aeroporti che, invece, durante il precedente Governo e durante il
suo precedente operato, purtroppo, si erano fermati.
Così come ritengo che sia aberrante parlare dei 12 milioni di euro
che - forse la non presenza in Commissione porta a questi errori -
sono serviti per dare risposte per i danni fatti dalle alluvioni
non sono debiti fuori bilancio ma sono impinguamenti dei capitoli.
E io ritengo che quando ci sono risorse spese con i rimpinguamenti
dei capitoli vengono fatti per cose non essenziali, per
spettacoli, per manifestazioni, io sono contrario ma quando vengono
fatti per ripristinare i danni, così come sono stati fatti e
rimettere in situazione di sicurezza ambienti delicati dopo le
alluvioni, perché dopo che avviene un'alluvione non è che si
risolve il problema poi, siccome, ne può avvenire un'altra e i
canali si sono bloccati, le vie di fuga dell'acqua si sono
ulteriormente intasate è chiaro che bisogna intervenire subito; è
chiaro che non si può aspettare una finanziaria; è chiaro che serve
intervenire rimpinguando le somme.
Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI
DIPASQUALE. Mi perdoni, io mi sarei aspettato questo intervento da
uno che non ha fatto un giorno di politica, uno che non ha fatto il
sindaco un giorno ma chi ha fatto il sindaco sa che per queste
caratteristiche, per queste condizioni bisogna intervenire
velocemente.
Quindi, la ringrazio pienamente Assessore per questo tipo di
intervento, perché questo è sicurezza, è civiltà e, mi permetto di
dire, evitiamo di arrivarci alla fine, cerchiamo di programmarli
gli interventi, fermo restando che interventi del genere per chi
amministra o sindaco o presidente dell'ex provincie o presidente
della regione se ne troverà sempre a dover affrontare con somme
urgenze, rimpinguamenti e debiti fuori bilancio. Questa è la storia
degli enti locali.
Secondo me le motivazioni che non ci lasciamo ovviamente contenti
sono altre, perché è chiaro dice: Ma allora va tutto bene? No,
non va tutto bene, purtroppo, e non va tutto sia nella forma che
nella sostanza.
A me dispiace che il Presidente della Regione non sia qui presente
e che stamattina sia a fare il bilancio. Vi prego, non mi serve
nessuna difesa del Presidente della Regione perché ritengo che non
è difendibile.
Stamattina lui è a fare il bilancio del suo anno di insediamento,
quindi ancora è in campagna elettorale. Non è facile intervenire,
Presidente Cancelleri, mi aiuti anche lei
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, un po' di attenzione e
lasciamo parlare l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, io mi fermo e poi continuo quando
c'è silenzio, controlli il tempo e poi veda i recuperi.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, per favore
DIPASQUALE. Signor Presidente, io ritengo che sia stato un errore
avere scelto di fare la manifestazione e partecipare alla
manifestazione proprio oggi che abbiamo il dibattito sulla
discussione generale delle variazioni di bilancio.
Le variazioni di bilancio non sono - così come tutti gli strumenti
finanziari - solamente un mero confronto tecnico e ragionieristico,
ma gli strumenti finanziari da sempre e in tutte le realtà sono
strumenti comunque politici.
Quindi, il fatto che manchi il Presidente della Regione ovviamente
a me dispiace anche perché al Presidente della Regione avrei voluto
dire che lui è il primo responsabile per aver fatto perdere tutta
una serie di risorse che avevamo allocato nella finanziaria e che
queste risorse purtroppo sono andate in economia. Cinque milioni di
euro, esattamente quattro milioni e cinquecentomila euro, che erano
destinati ai poveri, alle fasce più deboli, che noi con un
emendamento del Partito Democratico avevamo messo, facilissimo da
applicare, perché non doveva farsi una norma, la norma esisteva,
era già una norma nazionale che prevedeva l'applicazione del REI
per le fasce con ISEE fino a seimila euro. Noi avevamo detto, così
come prevede la norma nazionale, di ampliare da seimila a settemila
gli interlocutori mettendo a disposizione le risorse. Quindi non
bisognava fare una norma, bisognava fare un atto di Giunta, dare il
via a questa procedura. Tutto questo non è stato fatto. Lui è il
primo responsabile di tutta questa vicenda, per colpa sua perdiamo,
i siciliani che dovevano avere queste risorse hanno perso quattro
milioni e mezzo di euro. Questa è una cosa bruttissima. Questa è
una cosa che a me dispiace più di tutte. E lui oggi doveva venire
qui - siccome questo lo sa - ad assumersi la sua piena
responsabilità, perché non può fare come fa ogni volta che una
volta la responsabilità è di un prefetto, un'altra volta la
responsabilità è di un Presidente del Genio civile, un'altra volta
è di un dirigente, no, le responsabilità sono politiche. E lui deve
avere il coraggio e la determinazione di affrontarle e di
assumerle, perché quando sono sempre politiche sono sempre dirette,
poi lui le trasforma o le restituisce a chi ce le ha pienamente,
che non possono che essere politiche, ma oggi lui doveva venire qui
a spiegare a noi, al Parlamento ed ai siciliani perché non sono
stati impegnati quattro milioni e mezzo di euro che erano soldi
destinati ai poveri.
Questa è stata la cosa che mi ha fatto più male insieme alle
riduzioni che ci sono state per i centri antiviolenza che avevamo
finanziato sempre con un emendamento del Partito Democratico, così
come sono stati tolti i soldi per le consulte giovanili,
emendamenti nostri dei comuni sotti i cinquemila abitanti,
interventi che avevamo fatto noi insieme ad altri del Partito
Democratico che non hanno avuto riscontro e che sono andati in
economia.
Sapete, generalmente non si deve pensare mai male, ma si può anche
mettere in conto che questi soldi non sono stati impegnati e non
sono stati impegnati proprio per mandarli in economia. Mi viene
difficile davvero crederci, non tanto per gli interventi minori, ma
pensare che cinque milioni di euro, quattro milioni e mezzo non
sono andati alle famiglie bisognose per questa motivazione, diventa
ancora più grave e quindi me la ritiro subito questa riflessione,
ma rimane la responsabilità politica piena del danno che è stato
fatto in questo senso.
Io sono d'accordo che vengano aiutati i comuni bisognosi, che
hanno particolari problemi, non mi strappo i capelli per
l'intervento di Catania e non mi strappo i capelli per l'intervento
della provincia di Siracusa, però io non posso accettare che uguale
trattamento non ci sia per situazioni analoghe, perché l'ex
provincia regionale di Ragusa ha lo stesso tipo di problema,
rischia di andare in dissesto se noi non interveniamo
economicamente. Per questo motivo ho presentato una marchetta che
caso mai la condividiamo insieme in Parlamento e così per quanto
riguarda il Consorzio di bonifica di Ragusa, quelle risorse che
abbiamo messo sono poche perché purtroppo a differenza di Catania,
di Siracusa, di tutto il resto degli enti che vivono di risorse di
questa Regione si trovano da venti, da ventiquattro mensilità non
pagate. Quindi anche per questo ho presentato un'altra marchetta da
potere condividere con l'intero Parlamento, sapendo che ognuno di
noi, anche io, come sanno i colleghi, faccio la mia parte
nell'interesse del mio territorio, nell'interesse del territorio
della Sicilia senza dovermi vergognare di niente e nessuno per il
lavoro che faccio.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, Assessore Armao, onorevoli
colleghi e cittadini che ci seguono da casa, questa manovra
finanziaria che in questi giorni ho avuto modo di leggere e
studiare rappresenta come questo Governo abbia navigato a vista
fino ad oggi.
Stamattina, quando sono arrivata in Piazza Parlamento c'erano
centinaia, centinaia di persone che fino ad oggi devono ancora
prendere lo stipendio e in questa manovra finanziaria si parla
anche di loro.
Mi riferisco ai PIP, agli ISU, agli ex lavoratori degli enti
minerari, alle cooperative agricole, le cantine sociali, i consorzi
agrari, il personale dell'ente fiera in transito a Resais, i
lavoratori dell'ente parco, i gestori delle riserve naturali, del
dipartimento Istituto zootecnico, i lavoratori dei cantieri di
servizio, i lavoratori ESA, CORFILAC e i consorzi di bonifica.
Quante volte durante quest'anno abbiamo parlato di questi
lavoratori? Nella scorsa finanziaria avevamo denunciato a gran voce
che le somme non erano necessarie per pagare i loro stipendi.
C'erano persone in sofferenza da mesi, che non prendevano
stipendio prima da dieci mesi, poi da quattordici, poi sono
diventati ancora di più questi mesi.
Non si è intervenuto nella passata finanziaria.
Il CORFILAC, si rischiava di mettere in part-time dei lavoratori
per gli ultimi due mesi perché le somme non erano bastevoli per
pagare gli stipendi ed anche questa cosa l'avevamo denunciata nella
scorsa finanziaria.
Evidentemente, allora, era più importante dare seguito ad alcune
richieste particolaristiche per accontentare appetiti piuttosto che
sanare tutti i vuoti di bilancio inerenti a questi stipendi.
Oggi, come facciamo a sanare questo gap?
Semplice Grazie all'inerzia, all'inerzia della Giunta e
principalmente dell'Assessorato ai servizi sociali che in un intero
anno non è riuscito a spendere le somme.
Noi preleviamo dai più bisognosi per dare ai più poveri. E' una
cosa incredibile, signor Presidente.
E' come se avessi un cestino per la raccolta differenziata, il
cestino delle occasioni perse, e prendessi tutte queste richieste
occasioni per la nostra Sicilia e le butterei lì dentro per sanare
tutti gli stipendi dei lavoratori.
Mi sembra giusto pagare i lavoratori, ma non con questa manovra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà.
Onorevoli colleghi, preannuncio che continuiamo i lavori fino alle
ore 13.00; poi ci sarà una sospensione di un'ora e riprenderemo
alle ore 14.00.
DI CARO. Signor Presidente, cerchiamo di entrare nei dettagli per
dipanare questa matassa, vorrei dire all'onorevole Dipasquale.
Sull'articolo 4, si è parlato di tagli e vorrei provare a guardare
l'articolo 4 di questo disegno di legge sull'assestamento di
bilancio sotto un altro punto di vista. Emerge una palese e
preoccupante incapacità di spesa di questo Governo.
Non si tratta di veri e propri tagli, colleghi, si tratta di una
impossibilità, di una incapacità che ha il Governo regionale,
soprattutto in un Assessorato e - vedremo quale scendendo nei
dettagli - di potere spendere delle somme precedentemente
impegnate. Una insufficienza dal punto di vista della redazione dei
bilanci ed una totale preoccupante incapacità di spesa.
L'articolo 4, Presidente. Abbiamo avuto l'impossibilità e
l'incapacità di spendere un milione e mezzo di euro per le IPAB,
cinquecentomila euro per le vittime di usura, trecentocinquantamila
euro per le associazioni antiracket, centocinquantamila euro per le
assunzioni dei parenti vittime di mafia; 250 mila euro sempre per
le vittime di mafia; 200 mila euro, signor Presidente, erano
destinati ai Centri antiviolenza per le donne, anche questi sono
stati persi e disimpegnati. 4 milioni e 150 mila euro per la lotta
e il contrasto alla povertà; 1 milione di euro circa sempre sul
contrasto alla povertà, etc. Su tutte queste voci emerge una
preoccupante insufficienza in un preciso Assessorato di questo
Governo che, devo dire, dovrebbe essere l'Assessorato chiave del
Governo regionale, ed è l'Assessorato alla famiglia. Vorrei che su
questo aspetto si aprisse un focus, magari in sede di analisi degli
emendamenti in Aula.
Torniamo all'articolo 1 di questo disegno di legge. Io non ce l'ho
con il Comune di Catania e con i catanesi, sono persone splendide
che conosco, però il Presidente della Regione ha cercato di
risolvere - e c'è riuscito- e di politicizzare un problema che è un
problema oggettivo che è quello che hanno i Comuni di pagare i
dipendenti comunali, che non è solo un problema di Catania
Noi che cosa abbiamo proposto? Abbiamo proposto di creare un fondo
unico che vada a risolvere quanto più oggettivamente possibile i
problemi di tutti i Comuni, in particolare modo i Comuni che sono
in dissesto finanziario. Da cosa nasce questa somma riservata a
questo Comune? Nasce dal fatto che all'inizio il Comune di Catania,
nel 2012, stava cercando attraverso un piano di riequilibrio
finanziario di sistemare i propri conti. E si sono riservate delle
somme, mi pare che siano 5 milioni e 400, per cercare di evitare il
dissesto finanziario al Comune di Catania. Cosa che, purtroppo, non
è stato possibile perché la Corte dei conti, giorni fa, ha
comunicato al Comune di Catania, al Consiglio comunale del Comune
di Catania, che si deve sbrigare a dichiarare lo stato di dissesto
finanziario. Quindi questo Comune per ora non è né in dissesto né
in riequilibrio: è in un limbo. Ecco perché purtroppo questi 5
milioni e 400 che erano riservati al Comune di Catania non
spetterebbero più. A questi 5 milioni e 400 sono stati aggiunti
altri 5 milioni circa di euro che, poi, sono stati ripartiti in 8
milioni al Comune di Catania e 2 milioni all'ex provincia di
Siracusa.
Due giorni prima della Commissione Bilancio, un giorno prima se
non ricordo male, si sono riunite due Commissioni congiunte: la
Commissione Bilancio e la Commissione Lavoro, per ascoltare circa
36 sindaci di Comuni in dissesto finanziario che volevano far
sentire al Governo e alle Commissioni le loro ragioni, cioè quelle
di non essere materialmente nelle capacità di garantire gli
stipendi ai propri dipendenti. In quella Commissione, in quelle due
Commissioni congiunte, sembrava quasi che questo grido disperato
dei sindaci fosse stato recepito. Invece, poi, in Commissione, di
notte, abbiamo capito che non è così. Più volte abbiamo proposto al
Governo e alla maggioranza di cercare di rivedere questo comma
dell'articolo 1 e di inquadrare su criteri, quanto più generali
possibili, la distribuzione più equa e giusta di questi contributi
che dovrebbero essere elargiti a tutti i Comuni che hanno
manifestato difficoltà. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
quanto è triste vedere questa Aula vuota, vuota della maggioranza.
Ci sono solamente le opposizioni, a parte i tre-quattro deputati di
maggioranza. Perché la maggioranza questo Governo non è che non ce
l'ha solamente nei numeri, non ce l'ha proprio fisicamente, cioè i
banchi totalmente vuoti. E vede, signor Presidente, la memoria è
una delle armi più belle che possediamo. La memoria corta è una
delle più grandi disgrazie di questa Sicilia perché, presidente
Cancelleri, mi ricordo benissimo quando durante la campagna
elettorale l'allora candidato, presidente Musumeci, diceva Gianca,
io ho gestito 930 miliardi di euro, quando ero Presidente della
Provincia, cosa devo parlare a fare con te così come ricordo,
signor Presidente, quando l'assessore Armao, il 6 dicembre 2017,
diceva dobbiamo dimezzare i tempi della burocrazia entro un anno,
altrimenti mi dimetterò ; queste erano le dichiarazioni
dell'assessore Armao un anno fa. A un anno ed un giorno ancora lo
abbiamo qui, questa è la notizia del giorno Ma vede, signor
Presidente, due giorni fa
ARMAO, assessore per l'economia. Il disegno di legge è in
Commissione.
SUNSERI. è uscita la sentenza non definitiva della Corte dei
conti ed è bellissima, sul rendiconto 2017, Presidente: c'è stata
una totale alterazione del regolare iter del ciclo del bilancio,
scandito da importanti adempimenti da assolvere in modi e in tempi
dettati dal legislatore , ma la cosa più triste vede, presidente
Cancelleri, è quando nella sentenza si legge questa sezione ,
quindi la sezione della Corte dei Conti esaminando il contenuto
del sito internet dell'Assemblea della Regione siciliana è venuta a
conoscenza dell'approvazione da parte dell'organo legislativo -
io immagino lì già il magistrato della Corte dei Conti che cerca
sul sito dell'Assemblea i documenti che invece avrebbe dovuto avere
perché proprio attore nella fase del rendiconto -, e rileggo ancora
nonostante l'emanazione della recente circolare, con la quale
l'assessore per l'economia ha disposto l'invio alla segreteria del
Presidente della sezione di controllo della Corte dei Conti, dei
documenti contabili entro 5 giorni dalla loro approvazione, non è
stata effettuata alcuna comunicazione ufficiale da parte
dell'amministrazione regionale siciliana - e immagino sempre lì,
il magistrato della Corte dei Conti che, invece, doveva lavorare
sul rendiconto, mettersi davanti il computer a cercare i documenti
contabili di questa Regione.
Ma come se non bastasse, Presidente, quello di cui ci apprestiamo
a discutere, cioè la variazione del bilancio, è una totale deroga
al decreto legislativo 118 su cui, di fatto, si gestiscono i
bilanci di questa Regione, perché all'articolo 51, Presidente, è
fatta chiarezza nessuna variazione al bilancio può essere
approvata dopo il 30 novembre dell'anno in cui il bilancio stesso
si riferisce, fatta salva e dice quali sono le variazioni che
potevano intervenire dopo il 30 novembre.
Nessuna delle variazioni predisposte da questo Governo rientra in
questa fattispecie, nessuna Presidente.
E l'approssimazione con cui questo Governo porta questo disegno di
legge lo si vede quando ci si presenta la variazione dove,
probabilmente pensavano che noi non ce ne accorgessimo, 20 milioni
di euro tolti ai più deboli, ai disabili; chiaramente la stampa e
le opposizioni si rifanno una bella rivoluzione in Commissione e il
Presidente con un comunicato annuncia il ritiro di quell'articolo.
E cosa fa? Ripresenta totalmente una riscrittura della variazione
di bilancio, non solo, durante le Commissioni c'erano Assessori che
presentavano emendamenti ad un disegno di legge presentato 24 ore
prima, cioè la maggioranza ed il Governo che presentano emendamenti
ad un disegno di legge che lo stesso Governo ha presentato 24 ore
prima. La schizofrenia più totale, a conferma dell'incapacità
assoluta che questo Governo sta dimostrando in questo anno. E come
se non bastasse, per recuperare quei 20 milioni che avevamo tolto
ai disabili, raschiamo la pentola e continuiamo a togliere somme
agli ultimi di questa Regione, trattando tra l'altro i comuni in
maniera difforme, ma di questo poi entreremo nel metodo perché si
dà chiaramente ampio respiro al comune di Catania e tutti gli altri
comuni in dissesto vengono trattati come gli ultimi di questa
Regione.
Allora vede, Presidente, è tristissimo ed immagino che da lassù,
probabilmente, si veda ancora meglio come questa Assemblea voglia
affrontare il futuro di questa Regione in uno degli atti più
importanti che è quello della variazione di bilancio, però la cosa
che mi fa ancora vedere un briciolo di luce all'interno di questa
Regione è la presenza delle opposizioni che, con grande senso di
responsabilità, sono state in Commissione Bilancio' fino alle ore
6 del mattino e, con grande senso di responsabilità, sono qui il
venerdì, tutti presenti, a parlare di una variazione vergognosa di
questo Governo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è stato un
piccolo scambio di battute, adesso, con l'onorevole Lupo, così
anche in cordialità come è giusto che si faccia. Mi ha detto: Ti
raccomando, non attaccare il Governo .
Ho risposto: Non ho motivo di attaccare il Governo , perché con
questa manovra il Governo manifesta una chiara volontà ed una
chiara intenzione a dare risposte proprio ai soggetti più deboli,
alle frange più in crisi del nostro tessuto sociale. Sono, appunto,
gli ex PIP per i quali è prevista una proroga rispetto all'iter che
si era immaginato ma su cui c'è stata l'impugnativa del Consiglio
dei Ministri. C'è una risposta al pagamento dello stipendio per
4.000 famiglie che sono i forestali, che sono i dipendenti dei
Consorzi di bonifica, quelli della RESAIS e, mi auguro, perché così
sarà ed è impegno del Governo, che si darà anche un ristoro
economico ai dipendenti delle IPAB che, da mesi se non da anni, non
percepiscono alcuno stipendio. E sul tema voglio rassicurare anche
le parti delle opposizioni, in particolare l'onorevole Foti che su
questo tema da tempo si impegna, perché la conferma mi arriva
direttamente, anche questa mattina, dall'assessore Razza che sul
tema non farà un passo indietro.
Per quanto riguarda, poi, i comuni in dissesto non c'è dubbio che
la città metropolitana, ed è, come dire, strano - sì qualcuno ha
parlato di schizofrenia -, è schizofrenico che sulla città di
Catania si facciano tante chiacchiere proprio da parte anche di
quella sinistra che, fino a qualche mese fa, ha governato la città
e, certamente, se la città di Catania è al collasso lo si deve a
quella sinistra che ha tanto male governato non solo la città di
Catania ma anche la Regione siciliana.
E quanto abbia governato male in Regione siciliana lo sappiamo
molto bene anche noi che operiamo nella Commissione Bilancio', non
fosse altro per quei 227 milioni di euro che costituiscono il
prelievo che viene fatto a danno delle province, che sono già in
dissesto e alcune delle quali, lo annunceranno a breve, proprio
perché questa operazione non solo toglie alle province, ma la cosa
peggiore - qua mi riferisco ai deputati del Movimento Cinque Stelle
-, è che mentre lo Stato toglie 227 milioni di euro alle ex
province ne distribuisce 250 alle province italiane e questo mi
sembra che sia molto grave, molto allarmante e molto dannoso
proprio per la Sicilia ed i siciliani, anche perché le ex province
fanno i conti con servizi essenziali.
Stiamo parlando di LEA, Servizi essenziali alla persona. Mi
riferisco al trasporto degli alunni delle scuole superiori, al
trasporto ai servizi per i ragazzi in difficoltà e in disabilità,
mi riferisco a tutto quello che riguarda la manutenzione stradale,
l'illuminazione delle strade provinciali, le scuole. Lunedì
prossimo avrò un incontro con il Commissario Cerami della provincia
di Trapani e lì apprenderò chiaramente che non si possono più
pagare gli affitti.
Allora, questa manovra serve certamente a riequilibrare le sorti.
Certo non si può fare di più e non si può fare di meglio.
Sono tra coloro che stigmatizza anche l'operato di certa parte del
Governo che non è riuscita a determinare la condizione della spesa
perché se, oggi, abbiamo questa possibilità di manovra è perché c'è
qualcuno che non ha speso. Se non si spende in servizi importanti
certamente è allarmante dal punto di vista politico e faremo la
giusta osservazione che va fatta perché ci sono dirigenti che
probabilmente meritano di essere maggiormente incalzati.
Io non sono una componente della maggioranza che ha deciso di non
pensare. Nella mia vita penso che la libertà sia espressione e
frutto del pensiero libero ed è una cosa, per me irrinunciabile, ma
questo non significa che permetto che si dica una serie di bugie
perché nessuno ha tolto ai disabili, nessuno ha tolto alle frange
deboli, nessuno ha tolto a soggetti che avrebbero dovuto fare, come
dire, un impegno contro la mafia.
Vede, onorevole Zito - non è più in Aula, comunque lo dico al
Presidente a cui naturalmente mi rivolgo -, c'è una mafia,
un'antimafia di facciata. Questa antimafia che fa sventolare i
lenzuoli bianchi o che si costituisce parte civile nei processi
dove non ha titolo a determinarsi perché non ha neanche una sede
nella città in cui avvengono i processi.
Io inviterei l'onorevole Zito che su questo tema si è molto ben
speso dicendo e accusando il nostro Presidente di fare, che ha
fatto e fa quotidianamente dell'antimafia non una bandiera da
sventolare, ma una concreta realizzazione di azione amministrativa
e politica, intanto, con la sua autorevole moralità ma anche
determinando tutte quelle scelte che vanno nella direzione di
rimettere ordine in una Terra che, certamente, è martoriata dalla
mafia, dalla corruzione, da chi non sa fare il proprio lavoro, da
chi non fa il proprio dovere.
Noi credo che di questo possiamo dare atto, senza ombra di dubbio,
al nostro Presidente. Io inviterei l'onorevole Zito a venire a
Marsala o a documentarsi su certa attività antimafia fatta proprio
dalle file di un'associazione che porta e registra il marchio
Cinque Stelle e che è stata perfino diffidata dal figlio del
compianto Paolo Borsellino, ammazzato dalla mafia, che si è avvalsa
impropriamente della denominazione Antimafia Borsellino, quindi,
si è accaparrata, ha usurpato un nome.
Onorevole Cancelleri, venga a Marsala e invito anche l'onorevole
Zito a capire cosa dicono, poi, le Procure quando dopo che gli
hanno fatto intascare
PRESIDENTE. Collega, quell'associazione non è una associazione
politica, non è riconducibile al Movimento Cinque Stelle.
LO CURTO. E' riconducibile, eccome Il vostro consigliere comunale
a Marsala è il più grande sostenitore di questo, non so come si
chiami, marsalese. La prego, onorevole Cancelleri. Questo per
ristabilire ordine e verità. Siccome anch'io ho un po' di memoria,
nonostante l'età che avanza, questa memoria la voglio fare valere.
Informatevi, non a caso, diverse Procure dopo che venivano anche
pagate le spese per questa associazione antimafia che si costituiva
parte civile
PRESIDENTE. Collega, non ci sono Procure che stanno indagando su
questa associazione. Per favore si attenga alla variazione di
bilancio.
Si attenga alla variazione di bilancio perché adesso sta
diventando davvero assurdo questo intervento. Per favore
TAMAJO. Loro non sono interessati a questo argomento. Loro
scrivono solo comunicati stampa
LO CURTO. Io non ho detto che ci sono Procure che stanno
indagando.
Capisco che la verità fa male però la verità è verità Si legge
Capisco che quello che si legge sui giornali è scritto da
pennivendoli e puttane, però è pur vero
Onorevole Fava, la prego, le chiedo di intervenire nel merito e
nella qualità di Presidente della Commissione Antimafia. A lei
riconosco piena legittimazione perché si faccia chiarezza nel
merito e, poi, daremo risposta all'onorevole Cancelleri che dice
che non appartiene alla sigla dei Cinque Stelle, e invece è così.
Così come, in modo pilatesco, il Presidente della Camera non vota
il Decreto sicurezza, così come in modo pilatesco non si vede che 1
miliardo e 350 milioni di euro vengono sottratti alla Sicilia per
contribuire alla finanza nazionale. Allora, capisco...
ZAFARANA. Onorevole, deve parlare sulle variazioni di bilancio E'
fuori tema
LO CURTO. Allora, capisco onorevole Zafarana, vi brucia la verità,
la verità brucia ma la verità non è quella che dite voi, la
dobbiamo raccontare ai siciliani, la dobbiamo raccontare ai
siciliani la verità, la stessa verità è quella che mentre voi
predicate bene, razzolate tanto male, e tanto male per esempio da
avere anche bocciato un emendamento dell'onorevole Carfagna, che
lei stessa ha definito una bastardata, certo perché è una
bastardata togliere
CIANCIO. Presidente, Ma le vuole togliere la parola
(Tumulti in Aula)
LO CURTO. i soldi ai bambini vittime della violenza domestica
CAPPELLO. Non siamo al circo Non sono fenomeni da baracconi
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, fate finire l'intervento.
LO CURTO. Presidente, io la invito ad esercitare il suo ruolo che
è quello di dire ai suoi onorevoli colleghi deputati dei Cinque
Stelle di parlare al momento in cui lei darà la parola e che mi sia
consentito di esercitare il mio ruolo, le mie prerogative ed anche
l'esercizio in libertà del mio pensiero, perché vedete noi viviamo
in democrazia, ve ne dovete fare una ragione, non c'è ancora la
dittatura Cinque Stelle della Casaleggio ed associati, in Italia,
per fortuna
E, allora, diciamo la verità, e la verità è questa anche se fa
male, la verità è fatta di tanti atti che questo Governo sta
mettendo in corso per dare risposte ai comuni in dissesto, per
venire incontro alle emergenze dovute alle alluvioni che ci sono
state, al dissesto idrogeologico, agli operai dell'ESA, come quelli
della forestale, perché mi aspetto che qui arrivi la parola
dell'Assessore e del ragioniere Bologna e ci sia la possibilità che
questi dipendenti possano continuare a lavorare al di là di quello
che sono numericamente i giorni loro consentiti, Assessore
Bandiera, perché stanno facendo un prezioso lavoro, un
preziosissimo lavoro proprio per prevenire e siccome l'inverno è
appena cominciato e, ahimè, viviamo una serie di disastri climatici
che non risparmiano neanche la Sicilia, dobbiamo prevenire e,
quindi, mi aspetto che ci sia questa possibilità di fare continuare
il lavoro a queste persone, piuttosto che ricorrere sempre e solo
agli affidamenti diretti alle imprese che, per carità, hanno mezzi
per potere intervenire, quindi, è legittimo quello che il Governo
ha fatto, ma è pure giusto che si faccia prevenzione, determinando
che queste persone possano continuare a lavorare al di là del
numero di giorni previsto.
Quindi, mi sento di dare, nella qualità di Presidente del Gruppo
parlamentare dell'UDC, il mio pieno sostegno all'azione del Governo
che è sempre pronto, tra l'altro, ad ascoltare anche le
opposizioni, perché quando su alcuni temi, così come bene ha
evidenzialo l'onorevole Nello Dipasquale, c'è la necessità di
intervenire per non fare figli e figliastri, bene, dico che il
Governo insieme alla maggioranza abbiamo fatto bene a dar conto
delle giuste evidenziazioni che sono state poste alla nostra
attenzione.
D'altra parte non ci sono siciliani di serie A e di serie B, c'è
la Sicilia, ci sono le famiglie, ci sono le persone, ci sono i
momenti a cui bisogna dar seguito con azioni amministrative serie
ed io mi aspetto, dal Governo nazionale, che su questo prelievo
forzoso dei 227 milioni e sul contributo alla finanza nazionale di
1 miliardo e 350 milioni che vengono sottratti ai siciliani, si
faccia immediatamente ricorso perché, è vero che la Regione è
costretta a trasferire meno soldi ai comuni, meno risorse, è vero,
e chi potrebbe dirlo Ma è giusto che chi governa a livello
nazionale debba lasciare questa Terra al nulla, alla povertà, al
disastro economico? E' giusto che questo si faccia? No Non è
giusto E non è giusto che il Governo regionale si faccia carico di
azioni amministrative e di Governo che competono allo Stato.
Grazie.
PRESIDENTE. Ricordo all'onorevole Lo Corto ed a tutti gli
onorevoli colleghi che i soldi per le ex province delle Regioni a
Statuto ordinario sono già stati stanziati, quelle a Statuto
speciale hanno uno specifico tavolo di contrattazione e sono sicuro
che il Governo regionale farà valere il proprio peso.
E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, di solito aspetto
un pochino prima intervenire, si dice a Palermo vantaggio a
nessuno , però sento il bisogno di intervenire velocemente, perché
vorrei dare un riconoscimento a quest'Aula, ai singoli parlamentari
ed alle Commissioni, ma soprattutto a quest'Aula ed ai Gruppi
parlamentari.
Ho notato un confronto, a volte, anche aspro nelle singole
Commissioni, sono stato in Commissione Bilancio' e proprio con
lei, Presidente, a volte c'è stato un asprissimo confronto, però,
alla fine tutti abbiamo visto, preso atto, di che cosa abbiamo
parlato. Questo confronto aspro su che cosa si è costruito? Sui
metodi di sostegno alle categorie più bisognose.
Ho visto da parte di tutti Gruppi parlamentari altissimo senso di
responsabilità; ho visto da parte di tutti i Gruppi parlamentari
portare argomentazioni serie, anche quelle dell'onorevole
Barbagallo che poco fa qui ha argomentato.
Alla domanda di un giornalista, ieri, l'onorevole Lupo: Ma il
Partito Democratico dice che la maggioranza non ha rispetto del
Parlamento .
LUPO. Così è Così è
MILAZZO. Io ho detto: e io ho rispetto della visione diversa che
ha l'onorevole Lupo, proprio per smentire il fatto che dobbiamo
avere, e se non l'abbiamo avuto in qualche circostanza, dobbiamo
impegnarci perché è questo il ruolo della maggioranza. La
maggioranza non deve mai accusare nessuno, deve incassare i colpi,
assorbirli e cercare di rimediare quando ci sono questioni fondate
nei rilievi.
Fortunatamente, abbiamo alcune finestre proprio per rimediare,
stiamo utilizzando risorse libere che potrebbero andare in
economia, per evitare che
Alcuni errori magari si sono consumati, ma non è che possiamo
piangerci addosso Ecco che l'Assessore per l'economia interviene
per rimettere in circolo, in questo pochissimo e strettissimo tempo
che abbiamo a disposizione, stipendi, cose importantissime, ma a
seguire abbiamo bilancio e legge di stabilità.
Qual è la differenza rispetto agli altri anni? Spero che ci si
arrivi, onorevole Lupo - questo lo dico senza dietrologie e senza
retro pensiero -, ma se non arriverà il contributo, il soccorso, il
senso di responsabilità di tutti i Gruppi parlamentari, è ovvio che
i problemi sul percorso ci saranno e potrebbero essere, come dire,
devastanti per ottenere e per raggiungere l'obiettivo non solo
sulle variazioni ma sull'approvazione del bilancio e della legge di
stabilità.
Quindi, è importante portare a compimento questo percorso ed ecco
che l'Assessore per l'economia ha utilizzato risorse libere, non
abbiamo tagliato niente, abbiamo utilizzato risorse libere per
sopperire alle necessità più urgenti.
Le dobbiamo concretizzare in Aula - l'ho detto in Commissione
Bilancio' -, peccato che alcune risorse importanti, noi abbiamo
mantenuta viva la norma e nella legge di stabilità raddoppieremo lo
stanziamento per recuperare il tempo perso.
Per le IPAB, in questa variazione di bilancio, il Governo si è
impegnato, insieme alla Commissione Bilancio', al presidente
Savona, a rimediare con uno stanziamento - io penso che sarà
importante -, una norma che dia pari dignità rispetto a tutti gli
altri lavoratori anche ai lavoratori delle IPAB.
Abbiamo legiferato per i PIP e stiamo studiando, attraverso un
confronto continuo con i sindacati, un percorso che sia condiviso
in tempo reale. Non rimarrà inascoltato alcun suggerimento, anche
alcune critiche che arriveranno dalle opposizioni perché lo stato
politico di queste circostanze ci deve vedere tutti coinvolti
evitando di fare lanci di accuse, perché le accuse non portano
soluzioni. Le difese di apparato non portano soluzioni. L'onestà
intellettuale e l'apertura mentale, l'apertura al confronto,
portano soluzioni.
Io sono ben contento quando dico sì alla norma proposta
dall'onorevole Dipasquale che crea un effetto moltiplicatore
nell'economia e, contemporaneamente, ci aiuta a recuperare i centri
storici. Dico sì quando dobbiamo pagare gli stipendi dell'ESA,
dico sì quando, all'interno dell'appostamento per i consorzi di
bonifica, mi viene fatto rilievo dall'onorevole Dipasquale ma anche
dalla Commissione competente e dal Presidente della Commissione,
onorevole Ragusa, che il Consorzio di bonifica della provincia di
Ragusa, rispetto agli altri, è in arretrato. Dico sì , quando mi
viene fatto rilevare che la provincia di Siracusa è l'unica in
dissesto, il libero Consorzio di Siracusa. Ed ecco che ci vuole
un'attenzione particolare. Devo dire pure sì , come si è fatto in
passato, sul fatto che non è sminuire i piccoli comuni, ma
l'impatto delle difficoltà del comune di Catania rischierebbe di
avere, poi, effetti negativi su tutta l'economia, su tutta la
filiera dei comuni siciliani.
Sono felice di parlare così - non sono di Catania, questo forse mi
lascia più libertà di pensiero -; è importante parlare delle
questioni, ma abbiamo mantenuto, comunque, abbiamo potenziato il
Fondo e dato la possibilità di accedere al credito.
Tante cose sono perfettibili, certamente, ma se non si crea una
sinergia che, oggi, da un po' di tempo, percepisco nei Gruppi
parlamentari, anche quelli che sono rappresentati col Governo
romano, lo apprezzo, ci spero e sono felice, perché se non ci
arriva questo altro aiuto, ma sono certo che, e ne ho percezione e
la certezza, si sta creando questo impegno da parte di tutti perché
la Sicilia è veramente in grandissima difficoltà.
Ogni volta che si avvicinano le variazioni di bilancio o le leggi
di stabilità e l'Assemblea, gli Assessorati o la sede del
Presidente della Regione vengono assediati da tutte queste istanze,
lì mi accorgo che si è fatto tanto per creare condizioni di
svantaggio, di diseguaglianze, di disastri a volte. Ed ecco che
dobbiamo rimediare.
Queste variazioni di bilancio sono un'occasione. Lo sappiano, è
sotto gli occhi di tutti, non è una variazione di bilancio in senso
stretto, ma sono quelle norme che ci permettono di recuperare quei
venti giorni, anche disattendendo la finalità delle variazioni di
bilancio, se le possiamo mantenere per recuperare tempo e per
evitare danni, sono ben accette da parte di tutti i Gruppi
parlamentari.
E, ripeto, forse la maggioranza deve imparare ad ascoltare più i
Gruppi, non voglio dire né di opposizione, né di minoranza, i
Gruppi che non si rivedono nella maggioranza, forse è meglio
ascoltarli di più e confrontarsi di più perché mi rendo conto,
vista la mia giovane età, che poi quando nasce un confronto, poi
quello che propone la questione è disponibile a rivederla
CRACOLICI. Giovane
MILAZZO. Ho 41 anni, onorevole Cracolici, ma per un'Assemblea
regionale sono giovane. Poi, magari, quello che propone la
questione è disponibile a rivederlo a 41 anni, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Lei è giovane
MILAZZO. Sono giovane per un'Assemblea regionale Sono giovane
CRACOLICI. Ha bisogno di altri vent'anni
MILAZZO. Io lo capisco. Lei, magari, 15 annuzzi' li vorrebbe
recuperare, se fosse per me glieli regalerei, magari apporterebbe
un ulteriore contributo
Però, quando le parti politiche si confrontano poi, magari, le
soluzioni di impostazione si trovano, perché non è la risoluzione
del problema che è in gioco, perché l'ho notato in tutti i
dibattiti - anche in quelli aspri - è il metodo di arrivare alla
soluzione. Ed allora, se il metodo è in discussione il confronto è
necessario.
Ho preso la parola perché ho dato, ed è giusto
LUPO. Poteva anche evitare
MILAZZO. Dare atto ai Gruppi parlamentari e anche a lei, onorevole
Lupo, di grande senso di responsabilità.
Nessuno in questo percorso mi può accusare di niente; magari,
forse, mi pentirò di quello che ho detto ma - scherzi a parte la
battuta - qua ormai tutti siamo coscienti che non ci possiamo più
permettere di sbagliare o di ridurre tutto ad uno scontro solamente
politico.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
preliminarmente volevo rispondere all'onorevole Lo Curto che, però,
credo sia andata via perché non la vedo più in Aula.
Da componente della Commissione Antimafia mi brucia parecchio
vedere come l'antimafia di facciata abbia trasformato il volto di
una Sicilia che ha bisogno di lavorare molto su questo fronte e
devo fare il plauso a tutti i componenti della Commissione
Antimafia che stanno facendo un lavoro molto puntuale e illuminante
in questa regione. Non è questa la sede deputata a parlare
dell'antimafia di facciata; se l'onorevole Lo Curto ha cose da dire
su determinate associazioni lo faccia nelle apposite sedi, ma non
in quest'Aula.
Bene, detto questo, tornando alle variazioni di bilancio devo
esprimere, Assessore, la mia delusione ed il mio rammarico perché
ancora una volta la manovra viene fatta utilizzando l'Assessorato
alle politiche sociali come il principale bancomat di questo
disegno di legge, e questo è veramente deplorevole.
Una cosa soprattutto per quanto riguarda le donne, che sono una
categoria economicamente fragile in questa Sicilia. Noi abbiamo
avuto cinque femminicidi quest'anno, abbiamo il tasso più alto di
disoccupazione che ci fa essere all'ultimo posto in Europa per
l'occupazione femminile ed abbiamo dei centri antiviolenza che,
invece, hanno bisogno di essere supportati.
C'è una situazione, per quanto riguarda i centri di accoglienza e
antiviolenza, che è a macchia di leopardo in Sicilia; ci sono zone
completamente dimenticate. Quindi, vedere che la manovra - come
sempre - si poggia su quello che sono le politiche sociali,
l'Assessorato alla famiglia è veramente
Io mi auguro che questo Governo faccia dietrofront su determinati
settori e, soprattutto, che pensi a un altro anno a supportare
questi settori.
Poi, Assessore Armao, le volevo chiedere in qualità di
vicepresidente di questa Giunta di fare un focus su quelli che sono
i principali dipartimenti, per quale motivo non si spendono i
soldi, perché rimangono queste sopravvenienze nei capitoli di
bilancio proprio di quei dipartimenti più deboli che, invece, hanno
bisogno un supporto maggiore.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta fino alle ore
14.00 per poi riprendere con gli interventi.
Io raccoglierò le iscrizioni a parlare per la discussione entro le
ore 14.30, dopodiché riterrò chiuse le iscrizioni.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.05, è ripresa alle ore 14.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che prendo le iscrizioni
a parlare fino alle ore 15.00.
E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere un
apprezzamento sugli interventi precedenti che hanno bene analizzato
gli articoli contenuti nelle variazioni.
Mi soffermo solo su un argomento che è stato dibattuto in
Commissione Bilancio l'altra notte. Voglio stigmatizzare in senso
negativo l'andamento dei lavori, perché non ho per nulla apprezzato
il fatto che i deputati siano stati lasciati ad aspettare fino ad
oltre la mezzanotte che arrivasse un testo totalmente rimaneggiato.
Questo lo trovo un atteggiamento irrispettoso nei riguardi di
questa Assemblea, e un'azione spericolata da parte del Governo che
doveva attenersi un attimino al rispetto dei colleghi deputati
perché stare oltre dodici ore ad aspettare un testo non è per nulla
corretto, e conseguentemente fare proseguire i lavori fino all'alba
della mattina successiva.
Detto questo, uno degli argomenti che sono stati trattati, e che
poi ritroviamo nell'articolo, nelle riduzioni di spesa, sono
purtroppo l'azzeramento di un capitolo che è quello lì riguardante
i contributi alle istituzione di pubblica assistenza e
beneficienza. Come ho avuto modo di ribadire più volte in
quest'Aula, nei territori c'è una gravissima sofferenza. Se la
Commissione Bilancio avesse tenuto una audizione che è stata
richiesta con l'ARES, avrebbe avuto modo prima di trattare
l'argomento e non sarebbe stata obbligata quella notte ad
accantonare la proposta di rimpinguamento del capitolo e le
disposizioni per l'erogazione del contributo.
Bene, dopo la discussione che si è fatta quella notte si è
registrata la solenne promessa, vedremo poi negli emendamenti cosa
ne verrà fuori, di dare un sostegno agli unici lavoratori che in
questa variazione di bilancio, in tema natalizio, perché l'accorato
appello è da parte di tutti ed è quella di provvedere al pagamento
di stipendi in maniera generale tranne che per questi lavoratori,
attendo di vedere la scrittura da parte del Governo, ansiosa e
speranzosa, è questo il messaggio che ho dato alle persone che si
sono rivolte per chiedere notizie di questa terribile decurtazione
del capitolo. Questa decisione da parte della Commissione è stata
avvalorata da una nota che è pervenuta in V Commissione il
mercoledì mattina senza la presenza, né dell'Assessore Ippolito né
del direttore Giglione, che ci dicono di non avere potuto spendere
circa 10 milioni 950 mila euro tra cui questo capitolo e tanti
riguardanti le politiche sociali della Famiglia, che sono di questo
assessorato, che è parecchio latitante.
Di solito si dice che la colpa è della politica, oppure che è dei
burocrati, in questo caso sul podio abbiamo un ex aequo perché la
latitanza di queste figure, onorevole Falcone anche lei sta
constatando che i banchi della maggioranza sono vuoti? C'è molta
confusione, è vero? Questa tabella purtroppo è la cartina tornasole
di un deficit di cui nessuno può gioire neanche l'opposizione che
dovrebbe essere invitata a nozze a lanciare strali contro un
assessorato che dovrebbe occuparsi dell'enorme sofferenza e del
disagio sociale che una grande quantità di cittadini vivono.
Rabbrividisco vedendo come non si siano utilizzati i 5 milioni per
finanziare interventi contro la povertà, quasi come nella nostra
Regione non ci fosse povertà mentre sappiamo, semplicemente facendo
un giro, per i territori o nei titoli dei giornali che la povertà
ahimè è molto diffusa. Idem per altri interventi che sostengono,
che andavano da alimentare un messaggio di speranza e di aiuto come
quello per i centri antiviolenza. E' inspiegabile Io ho più volte
censurato questo atteggiamento da parte dell'Assessorato e tra i
motivi di mancata spesa, ad esempio del milione e mezzo del fondo
per gli stipendi dei dipendenti delle IPAB, il contributo previsto
dalla legge che era ridotto a lumicino e neppure il lumicino si è
riuscito a spegnere. Sembrerebbe, dato che nessuno dell'Assessorato
si è degnato di venire in Commissione a spiegare quali sono le
problematiche che impediscono di spendere, pare ci sia una
problematica legata agli accertamenti contributivi o erariali
previsti da un Decreto, da una legge nazionale, la 286 del 2006, e
l'articolo 48 bis del DPR 602/73 che dice in sostanza che le
Pubbliche Amministrazioni, prima di pagare, di emettere pagamenti,
devono verificare che ci sia una regolarità contributiva, che non
ci siano danni erariali e questa applicazione sarebbe estesa anche
agli Istituti di pubblica assistenza e beneficienza.
Fin qui si potrebbe dire: poverini, sono costretti ad applicare
una legge. Insomma ci vanno di mezzo i dipendenti, però esiste un
ampio carteggio, anche proveniente dall'Assessorato regionale alla
famiglia, e mi riferisco a una nota del ragioniere generale dottor
Emanuele del 2008, che chiarisce come l'applicazione di questa
disposizione nazionale sui pagamenti si debbano intendere non
applicabili quando i pagamenti avvengono tra pubbliche
amministrazioni, partecipate, a partecipazione prevalentemente
pubblica, e comunque appartenenti al settore pubblico allargato.
Su questa applicazione ci sono state, oltre che queste note
dell'Assessorato regionale bilancio e finanze, quindi la Circolare
n. 4 del 17 aprile 2008, anche disposizioni successive dalla parte
dell'Assessorato alla famiglia, anche note del Ministero
dell'economia e finanze del 2008, che su quesito del Comune di
Napoli ha precisato che non soggiacciono alla normativa in
questione le erogazioni effettuate in base specifiche e
disposizioni di legge per dare esecuzione ai progetti finanziati
dall'Unione europea, quindi anche in questo caso tra Pubbliche
Amministrazioni non si può permettere che non si paghino stipendi,
non si regolarizzino i DURC, sol perché si intende estesa a tutti
gli enti la Disposizione ovviamente condivisibile di accertare
prima se ci sono delle pendenze.
Ora, la prossima settimana ci riuniremo per votare gli
emendamenti, io mi auguro che. a questa terribile distrazione da
parte dell'Assessorato famiglia e da parte degli Uffici, si possa
mettere una pezza e insomma restituire un po' di dignità non solo
ai lavoratori ma anche al lavoro che viene fatto qui in Assemblea.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono contento che
in qualche modo i toni stiano incominciando a rasserenarsi in
questa seconda parte del dibattito. D'altra parte voglio ricordare
a me stesso e all'Aula che non siamo né al collegato e nemmeno alla
finanziaria, siamo alle variazioni di bilancio e siamo nella fase
in cui siamo tutti, indistintamente, chiamati ad un atto di
responsabilità verso quelle persone che lavorano all'interno della
macchina regionale e che in qualche modo aspettavano un segnale per
una cosa semplicissima che è il pagamento degli stipendi.
Quindi, se dopo cinque anni di esperienza Crocetta, se dopo una
serie di tavoli e di incontri fatti con il Governo nazionale,
qualcuno pensa che in fase di assestamento di bilancio, in fase di
variazione di bilancio si possano risolvere tutti i problemi della
Sicilia è chiaro che saremmo assolutamente fuori rotta.
Abbiamo dato un aiuto a quei precari che si trovano a lavorare, a
prestare servizio all'interno dei comuni in dissesto; abbiamo fatto
un'audizione in Commissione Bilancio' e voglio ringraziare il
Presidente Savona che insieme a tutte le Commissioni Affari
Istituzionali', la Commissione Lavoro', ha voluto sentire i
sindaci, gli amministratori di tutti quei comuni che vivono
condizioni di difficoltà e andavano aiutati. Ecco, rispetto a quei
comuni in dissesto è stata trovata una soluzione.
Si è trovata una soluzione rispetto al tema dei disabili perché,
certamente, non potevamo permettere che venissero sottratte delle
somme e così rispetto ai tanti dipendenti degli Esa, dei Consorzi
di bonifica.
Certo Poteva essere l'occasione se avessimo trovato circostanze
migliori per provare a fare qualcosa di più.
Sul tema delle province, ad esempio. La collega di Siracusa si è
trovata a dover fare una battaglia unica forse in Italia, in
considerazione del fatto che il Governo precedente, targato Partito
Democratico, aveva con una riforma eliminato il termine provincia e
si è, oggi, nelle condizioni di non poter beneficiare di quel
segnale che, a livello nazionale, lo Stato sta facendo nei
confronti di tutte le province, lasciando fuori quelle siciliane.
Oggi, se noi non avessimo fatto, grazie al Governo Crocetta,
quella riforma che eliminava le province avremmo potuto
beneficiare, nel computo complessivo, di quei 750 milioni di euro
che oggi, invece, non siamo nelle condizioni di poter utilizzare.
Questo per quanto riguarda il rapporto con il passato.
Rispetto al futuro, ecco, vedo i colleghi del Movimento Cinque
Stelle, sicuramente animati dalle migliori intenzioni, provare a
fare delle proposte. Ho visto anche questo sforzo fatto
dall'onorevole Cancelleri, oggi nelle vesti di Vicepresidente
dell'Assemblea, per proporre, per provare a fare, a riscrivere un
contratto, è stato definito un mini contratto.
Io penso che con il governatore di questa Regione, Musumeci, in
realtà - e ringrazio Dio per questo - non ci ritroveremo, per la
prima volta forse dopo troppi decenni, a fare ribaltoni. Purtroppo,
ne abbiamo visti di tanti. I ribaltoni, vedete, sono quella cosa
che la gente non ama, perché sono quella cosa che vede scritto un
programma per poi vederne applicato un altro. I ribaltoni sono quel
qualcosa che, purtroppo, poi determinano che la gente ti ha votato
per portare avanti delle iniziative che vengono invece negate.
Ecco, rispetto a quest'idea, della quale però dobbiamo cogliere
l'aspetto migliore, che è sicuramente la buona volontà di portare
avanti dei risultati, penso che giusta, legittima, buona sia stata
la risposta del Presidente della Regione di queste ore che dice non
c'è alcun contrattino da riscrivere, ma sicuramente un foglio dove
ci sono ancora tante righe disponibili dove poter continuare ad
inserire degli interventi, se buoni sono, per il bene della
Sicilia.
Il presidente Musumeci, che sicuramente è più istituzionale di me,
dice quello che io direi in questi termini: dai su, un piccolo
spazio per voi lo troviamo in quel foglio, non fate così Se ci
sono delle buone proposte, le inseriremo tra le cose da fare e,
sicuramente, lì potremo dare continuità all'azione del buon Governo
che stiamo portando avanti.
Certo, è giusto però fare anche autocritica. Mi dispiace che forse
tra i banchi del Governo ci sono gli Assessori che apprezzo di più,
l'Assessore alle Infrastrutture, l'Assessore Armao, e pure
l'assessore Bandiera anche se, ultimamente
Su alcuni temi credo che dovremmo provare ad osare di più, abbiamo
il dovere di farlo.
Ecco, inizio da questa battuta e mi scuso con l'amico Bandiera, ma
sul tema dei forestali, penso che questo tema del bosco produttivo,
questa riforma che abbiamo sognato e che tra i banchi insieme
portavamo avanti contro quel Governo insensibile rappresentato,
allora, dall'onorevole Cracolici, ecco, quella riforma, il bosco
produttivo, che consente, finalmente, di affrontare il tema delle
calamità naturali, il tema del dissesto idrogeologico, il tema
della trasformazione del cippato in energia elettrica, della
fruibilità dei boschi, dei siti che possono portare turisti in
Sicilia che vengono da ogni parte del mondo per fare della Sicilia
la California d'Europa, credo che su questo - ma sono fiducioso,
assessore - proveremo e riusciremo a fare di più.
Oggi, più che mai, sento questo dovere, non solo rispetto a quella
forza lavorativa che è rappresentata dai forestali, ma anche
rispetto a quello che è accaduto in questi giorni, in queste
settimane, in questi mesi, perché quello che è accaduto a
Casteldaccia come in una roulette russa avrebbe potuto coinvolgere
qualsiasi paese. La verità è che, purtroppo, quello che abbiamo
ereditato, in tanti anni di mal governo, rischia oggi di mettere in
ginocchio l'intero territorio regionale.
Io ho sentito diversi amici amministratori, sindaci, assessori dei
comuni e mi dicono che, purtroppo, il raccordo tra il Ministero, la
sala operativa del Genio civile della Regione siciliana e l'ultima
antenna sensibile del territorio che è legata ai comuni, non sempre
è pronto ad affrontare ed a gestire questo genere di criticità.
Ed allora, questi aspetti vanno affrontati, vanno migliorati. Io
avevo presentato - e qua ecco una nota critica - un emendamento,
insieme - voglio dirlo - ad un'organizzazione sindacale che è il
SIFUS che prevedeva che una parte di quei 44 milioni di euro
potesse essere utilizzata all'interno delle calamità naturali per
garantire qualche giornata in più ai lavoratori, perché questo era
un impegno che c'eravamo assunti. E penso che, nell'attesa di
quella riforma, che è da venire, ma prima possibile, ci si debba
mettere nelle condizioni di affrontare questo tema.
Come poteva essere fatto di più rispetto alle politiche attive del
lavoro. E qui, ancora, un richiamo al Movimento Cinque Stelle che
fa riferimento alla possibilità di intervenire attraverso i centri
per l'impiego che deve vedere realizzato in Sicilia questo
benedetto reddito di cittadinanza. Ma come dobbiamo farlo se non
mettiamo nelle condizioni i centri dell'impiego di riparlare di
politiche attive del lavoro?
Insieme a tanti colleghi di quest'Aula, nella precedente
legislatura, insieme all'onorevole Tancredi abbiamo sostenuto le
attività degli ex sportellisti delle politiche attive del lavoro.
Ecco, collega, intestiamoci nuovamente questa battaglia, perché è
una battaglia giusta, è una battaglia che deve poter portare
risorse al territorio.
Così come, oggettivamente, penso che avremmo e dovremmo fare di
più sul tema dell'ESA, delle IPAB, del trovare una soluzione alla
SAS. Ho visto l'intervento, in queste ore, del Vicepresidente della
Regione. Certo, avrei fatto a meno di qualche macchietta. Questa
cosa del canile di Barcellona Pozzo di Gotto e Messina,
sinceramente, non so, perché non fare un canile municipale allo Zen
di Palermo o a Catania, assessore Falcone. Giusto, giusto siete
andati a trovare un canale municipale a Barcellona, mentre tra il
tema degli stipendi, dei forestali, dei PIP, dei più deboli, avrei
preferito che ci fosse uno sbilanciamento in più verso i più deboli
ed una mano più leggera tesa verso queste macchiette di cui,
sinceramente, avrei fatto a meno.
I PIP. Sui PIP abbiamo messo le risorse. Questi 5 milioni e mezzo
servono, finalmente, a pagare gli stipendi di novembre e dicembre.
Non facciamola vivere come un grande traguardo Hanno lavorato, è
giusto pagarli, però siamo riusciti, grazie alla Commissione
Bilancio', a fare questo rapidamente. Ma ora? Anche qui dobbiamo
fare di più. Non possiamo andare così, semplicemente, verso una
proroga che non preveda null'altro tra il 31 dicembre e la scadenza
del 1 luglio
Probabilmente, potremmo immaginare - questa è la mia proposta - un
percorso che accorci le lungaggini, che preveda che da subito, dopo
la pubblicazione in Gazzetta si avviino le procedure, inviando
ovviamente gli elenchi degli appartenenti al bacino all'interno
della partecipata RESAIS, dando 60 giorni all'Amministrazione
regionale ed agli uffici per rendere operativo questo percorso,
creando così le condizioni - che non si parli all'esterno di una
semplice proroga - che finalmente dopo 18 anni di lavoro nero
questi soggetti possano avere un contratto.
Ecco, questa è la parte dell'impegno del Governo, l'anima del
Governo che vorrei vedere emergere in queste ore e laddove questo
non ci sarà stato, ovviamente, da parlamentare sarò chiamato ad
intervenire. Come?
Io ritengo che non sia mai un bene quando ci sono spinte in avanti
dei singoli, penso invece che un lavoro fatto nella collegialità,
all'interno magari della Commissione Bilancio', con il
coinvolgimento di tutti i parlamentari e, direi anche con il
coinvolgimento di tutte le organizzazioni sindacali, potrebbe
portare a partorire qualcosa di migliore rispetto ad una proposta
di carattere generico e generale, certamente con un paracadute,
però, su questo la mia proposta è di rinviare ad un'audizione in
Commissione Bilancio', di ascoltare, presidente Savona, in quella
sede, tutti i punti di vista e prendere atto di quella che è
l'istanza che ci viene dal territorio, andando magari a modificare
l'articolo 5 della finanziaria, creando un paracadute nel caso di
un'interruzione dovuta all'impugnativa e mettendo così in sicurezza
un percorso che ci consenta di porre fine a questi 18 anni di
lavoro nero.
Questo perché? Per dare risposte a quelle tante, troppe voci che
arrivano da uno Stato centrale e centralista che guarda sempre al
Sud e che lo ha sempre descritto come un ladro che rubava al Nord.
E, allora, io mi chiedo: se questo Sud ha rubato al Nord, come è
mai possibile che il povero Sud sia sempre più povero rispetto a
chi ha derubato?
E, allora, o questo Sud ladro - come vogliono descriverlo - non è
stato capace di rubare o, in realtà, c'è ormai dalla fine del Regno
delle Due Sicilie un atteggiamento di chi vuole continuare ad
impoverire il Sud, di chi vuole continuare a lasciarlo in quelle
condizioni e io temo che da parte del Governo nazionale, in questo
periodo storico, ci sia la voglia di continuare a sacrificare quel
Sud che loro vogliono sempre più colonia del Nord.
Le Regioni del Sud - e la Sicilia in testa - dopo la fine del
Regno delle Due Sicilie divennero le più povere d'Italia.
Io credo che, oggi, il Parlamento regionale con una spinta
autonomista sicilianista, che crede nelle proprie competenze, nelle
proprie risorse debba alzare la schiena, fare proposte chiare così
come ci siamo confrontati, Vicepresidente della Regione, assessore
Armao, provando a mettere in campo sistemi nuovi che sono
l'insularità, la fiscalità di vantaggio, che sono le zone di
economie speciale, che sono tutti quei provvedimenti, a partire
dalla defiscalizzazione della benzina che spero poter trovare in
finanziaria e che potranno dare lustri nuovi a questa Terra che lo
merita.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini, è passato oramai un anno dal nostro insediamento e,
all'inizio dell'anno, gli Uffici ci hanno consegnato dei
regolamenti che, almeno io, ma penso molti altri colleghi, con
entusiasmo, abbiamo studiato e letto.
Dopo qualche settimana ho subito capito che studiare quei
regolamenti aveva poco senso, aveva poco senso perché, poi, alla
fine, la parola che predomina all'interno di quest'Assemblea e di
tutta un po' la gestione di questo Governo, è la parola prassi'.
E' prassi non fare le dirette streaming all'interno delle
Commissioni. E' prassi svilire il lavoro dei portavoce, dei
deputati che sono qui a rappresentare i cittadini siciliani
all'interno delle Commissioni; lo vediamo anche in queste
variazioni di bilancio, molte norme non passano per le Commissioni,
non vengono studiate dalla Commissione ma, direttamente, vengono
inserite o all'interno della legge di stabilità o all'interno di
una variazione di bilancio.
E' prassi, ed è una prassi negativa, non dare atto alle norme che
vengono inserite all'interno della legge di stabilità, o meglio,
non so se questa è una prassi voluta o non voluta dal Governo, io
credo che sia voluta perché dietro c'è pure un ragionamento quasi
machiavellico da parte del Governo e di alcuni Assessori, anche
perché ero presente, da osservatore, all'interno della Commissione
Bilancio' ed ho ascoltato le parole del Ragioniere generale dottor
Bologna.
Il Ragioniere generale dice: noi ci troviamo a questo punto in
questa variazione di bilancio perché quando è stata fatta la legge
di stabilità è stato fatto un taglio del 3 per cento , un taglio
lineare, io aggiungo per accontentare tutti, ma poi non
accontentare nessuno . Tant'è che la maggior parte di quelle norme
che quest'Assemblea - io mi riferisco pure ai miei colleghi,
peccato che non c'è nessuno, i banchi sono vuoti da parte della
maggioranza, tranne il collega onorevole Compagnone - ha inserito
con un lavoro che è stato fatto, norme che sono state inserite ma
che, poi, non sono state attuate. Perché dico che c'è un
ragionamento machiavellico? Perché poi queste somme, dopo i
proclami del Governo - sono state fatte Conferenze stampa,
comunicati, dove si parlava del rilancio della Sicilia -, la
maggior parte di queste somme non sono state utilizzate e, in
variazione di bilancio, l'Assessore per l'economia le riutilizza
per gli stipendi, ma il pagamento degli stipendi poteva essere già
programmato, perché si sa quanti sono i lavoratori, sulla legge di
stabilità, invece appunto, per accontentare tutti e, poi alla fine,
non accontentare nessuno, è stato fatto questo taglio del 3 per
cento per poi, in variazione di bilancio, riprendere le somme e
ridistribuirle.
Allora dico, o c'è effettivamente una volontà machiavellica oppure
dall'altra parte ci sono degli Assessori che non riescono a gestire
la macchina pubblica e, quindi, non riescono a gestire i
dipartimenti, perché non è possibile che queste somme che vengono
inserite da un Parlamento eletto, da un'Assemblea eletta da parte
dei siciliani, non riesca ad attuare quelle norme ed a spendere
quei soldi. E mi riferisco, così come hanno fatto già altri
colleghi, all'Assessorato alla famiglia, alle politiche sociali e
al lavoro, per non parlare anche dell'Assessorato al turismo, allo
sport e allo spettacolo.
Ricordiamoci che il Gruppo parlamentare Movimento Cinque Stelle,
all'interno della V Commissione ha dato parere negativo al Piano
triennale, quindi anche se spendiamo tantissimi soldi per
rilanciare il turismo, quei soldi, non essendoci una
programmazione, perché in questo momento non si sa se ci sono i
distretti turistici, o i DMO, DMO ce ne sono sette, prima erano
tre, non c'è un coordinamento, che poi questa cosa del
coordinamento è diffusa sulla maggior parte degli Assessorati e dei
dipartimenti, quei soldi vengono spesi così e poi vengono lasciati
fuori, gli addetti al settore come alla Fiera di Rimini. Per non
parlare dell'Assessorato all'energia e ai servizi di pubblica
utilità, o anche dell'Assessorato al territorio e ambiente.
All'interno della variazione di bilancio ci troviamo 11 milioni e
mezzo per il dissesto idrogeologico su somme e su lavori che già
sono stati realizzati, poi magari l'Assessore ci spiegherà meglio,
non so chi degli Assessori, se l'Assessore per il territorio e
l'ambiente o l'Assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità, perché questo Governo sta perpetuando e sta aumentando la
confusione all'interno dei dipartimenti, perché in Commissione
Bilancio' mi ritrovo il direttore Cocina che parla del dissesto
idrogeologico, dall'altra parte mi ritrovo un Commissario che è il
Commissario Croce, sempre per il dissesto idrogeologico, dopodiché
la competenza non si sa se è dell'ambiente, adesso è stata spostata
all'energia perché abbiamo fatto l'autorità di bacino, però
l'autorità di bacino utilizza i dipendenti e il personale del
Dipartimento ambiente.
Mi sembra che la confusione, questo Governo nato - come ha detto
qualche mio collega - per sburocratizzare stia aumentando, e dico,
volutamente la confusione all'interno dei dipartimenti in modo tale
che gli Assessori e la parte di Governo, o tutto il Governo
machiavellico, riesca in qualche modo a bypassare tutta l'Assemblea
- e mi riferisco sia all'opposizione che alla maggioranza - e ad
utilizzare le somme, oramai esigue, del bilancio regionale per fare
quello che meglio crede.
Non le voglio chiamare nemmeno marchette, perché poi quelle stesse
marchette nemmeno vengono realizzate, sono soldi che vengono
ripresi e ridistribuiti in modo scientifico.
Colleghi, a questo punto dovremmo interrogarci.
Per non ritrovarci nuovamente qui, per la prossima legge di
stabilità e per la prossima variazione, a fare gli stessi
interventi dove critichiamo i singoli punti della variazione di
bilancio o della legge di stabilità, critichiamo i singoli punti
senza poi ottenere nulla, quest'Assemblea dovrebbe interrogarsi,
legiferando ovviamente, se mettere mani all'organizzazione di
questa Regione.
Soltanto mettendo ordine all'interno dei dipartimenti e
all'interno degli uffici, forse, i deputati, le 70 persone elette
dal popolo siciliano, riusciranno veramente a stabilire le norme
all'interno sia della legge di stabilità che della variazione di
bilancio per rilanciare, effettivamente, questa nostra Sicilia
oramai ridotta al baratro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non per
un gesto di arroganza intellettuale ma non credo di potere essere
annoverato fra quei deputati che esercitano l'opposizione per
ruolo, per funzione. L'ho fatto anche quando ero in maggioranza con
ruoli di un certo rilievo, quando dovevo esprimere il mio pensiero,
non mi sono mai sottratto perché mi hanno insegnato che portare il
cervello all'ammasso non fa bene soprattutto alla dignità di
ognuno.
Non sono neppure abituato a prendermi eccessivi meriti tanto che
molti colleghi di partito mi criticano per essere troppo sotto
traccia rispetto alle cose che si svolgono, da qualunque ruolo,
dalla maggioranza, dall'opposizione, da deputato, da Assessore,
eccetera, però su questo non posso sottrarmi e dando merito, con
grande onestà intellettuale, ai grandi sforzi che, onestamente,
mette in campo ogni giorno il Presidente della Commissione
Bilancio', dando merito all'Assessore che, in qualche modo, prova
a dare un profilo ai provvedimenti che arrivano in Commissione - lo
sanno tutti i colleghi, non soltanto quelli della Commissione
Bilancio' - ebbene, vediamo però che la montagna non partorisce il
topolino perché questa volta, io che amo molto la mitologia
classica, non ho capito qual è il mostro che è stato partorito
dalla nottata svolta in Commissione su un provvedimento che era
nato nelle intenzioni - e di questo ho dato merito all'Assessore -
come variazione di bilancio secondo quelli che sono i profili che
un intellettuale, un accademico come lui ci ha dato e come anche il
Presidente si è impegnato e, poi, è un coso - lo chiamo coso
perché non so come definirlo - che ha la testa di una variazione di
bilancio, il corpo di una mini finanziaria brutta, brutta,
insufficiente e soprattutto inutile e dannosa per i cittadini
siciliani e soprattutto per i più deboli, e la coda, alla fine, mi
è sembrato di vedere un pezzo di Tabella H.
Io non mi stupisco di tutto questo, mi rammarico fortemente che
parliamo di variazioni di bilancio perché correttamente l'Assessore
in carica e Vicepresidente, già prima dell'incalzare dell'estate,
aveva detto che occorrevano le variazioni di bilancio.
Siamo a fine anno, proprio a fine anno, e dovremmo fare entro il
31 dicembre -non lo dico neppure perché mi sembra così difficile -
la legge di stabilità, presidente Savona. Entro il 31. C'è un
Regolamento d'Aula? Oppure questo Regolamento è stato abrogato in
un momento di mia distrazione? Non credo. C'è un Regolamento che
intendiamo fare rispettare perché le regole valgono sempre, valgono
per tutti. E l'opposizione lo ha imposto. Nella scorsa legislatura
ho fatto per un periodo piuttosto lungo anche il Capogruppo e molto
spesso i colleghi - e su questo io non osavo intervenire - mi
ponevano di fronte gli articoli del Regolamento.
Non la faccio lunga perché poi dirà il mio Capogruppo, il
Presidente del Gruppo del Partito Democratico, onorevole Lupo, ma
dico soltanto due o tre cose, velocemente e per sintesi, che altri
colleghi peraltro hanno detto. E, quindi, chiedo scusa ai colleghi
che già hanno detto. Il mio giudizio è negativo, da pollice verso,
rispetto a questo provvedimento. Non aggiungo altro. Credo di
essere stato sufficientemente chiaro: questo non è un provvedimento
per la verità che meritava di essere discusso nel Parlamento più
antico d'Europa o del mondo. Però ci sono delle cose - qui mi
rivolgo all'assessore Armao e alla sua onestà intellettuale, come
ho detto più volte, al presidente Savona - che non riguardano la
maggioranza o l'opposizione. Ognuno di noi dalla sua idea che ha di
società, di vita, ha un modo diverso di risolvere i problemi, di
affrontare i problemi e di trovare le soluzioni ai problemi, però,
per esempio, io che nel recente passato ho svolto un ruolo di
Governo mi sono sempre messo di traverso nelle Giunte, nelle
Commissioni, nella Giunta di cui facevo parte io e, ovviamente in
Parlamento - lo sanno bene i colleghi parlamentari - perché non
bisognava toccare un centesimo di ciò che era il Fondo sanitario
regionale, perché se c'è un modo corretto di gestire queste risorse
ingenti che sono quelle del Fondo sanitario regionale e, quindi,
derivano delle economie, io mi rifiuto di chiamarle economie,
quelli sono fondi che appartengono a coloro che soffrono in questa
nostra Regione.
Ho detto: io vorrei essere l'assessore degli ammalati, una volta,
in Sicilia. E questo non va bene. Io capisco che ci sono esigenze
di bilancio, però si possono prendere, presidente Savona, soltanto
le risorse accantonate per il Piano di consolidamento e sviluppo.
Considerato che ancora qualcuno deve ricordarsi che il Piano di
rientro non è finito. Lo chiamiamo Piano di consolidamento e
sviluppo che è l'accantonamento di quei fondi di bilancio. Quelli
sì che sono del bilancio. Allora, quando abbiamo garantito lo Stato
rispetto a quello che era il nostro dovere di corrispondere la
cifra che la legge dello Stato ci imponeva, io ricordo non mi sono
assolutamente opposto, erano fondi del bilancio ed era giusto che
così fossero utilizzati. Ma se c'è una cifra che neppure menziono
perché, per esempio, riguarda i farmaci innovativi, senza alcuna
demagogia, a me dispiace moltissimo che la Giunta abbia deciso che
quei fondi non debbano essere destinati ad altro rispetto a quello
che è il Servizio Sanitario Regionale, ma possono essere
utilizzati, come qualcuno temeva quando altri erano assessori,
temeva che il fondo sanitario regionale, Assessore, diventasse il
bancomat del Parlamento regionale. Questo non è tollerabile.
Non sto dicendo che è accaduto questo, sto dicendo che c'è un
precedente in questo atto che noi ci apprestiamo a votare e che
stiamo discutendo, c'è un precedente pericolosissimo, c'è un
precedente che ci mette in difficoltà, Assessore, anche rispetto a
quelle che sono le rivendicazioni legittime che io stesso in altri
ruoli ho fatto nei confronti dello Stato, in Conferenza Stato-
Regioni e in Commissione Salute . C'è un precedente
pericolosissimo, perché se a noi i soldi avanzano rispetto a quelli
che sono le risorse del fondo sanitario regionale, ci indeboliamo
nel momento in cui andiamo a fare una trattativa in Commissione
Salute e poi in sede di Conferenza Stato-Regioni.
E poi l'altra che volevo dire, ricordo a me stesso, e lì ci sono
stati interventi anche buoni, anche importanti, al di là della
propaganda, e mi riferisco alla legge n. 328 del 2000, ogni tanto -
non vedo il collega Pasqua - ne parlavamo in legge di stabilità,
quando abbiamo fatto l'ultima legge di stabilità era il 2000, come
se facciamo cose rivoluzionarie, nel 2000 cioè 18 anni fa
praticamente, ancora c'è l'articolo 14 della legge n. 328 del 2000,
abbiamo provato e abbiamo fatto cose insieme ai colleghi del Gruppo
Movimento Cinque Stelle in questa direzione, soprattutto
sull'autismo e su tante e tante altre cose che erano stati atti
amministrativi di chi è stato Assessore nella scorsa legislatura,
ma il principio della disabilità, cioè chi mi ha fatto davvero
comprendere cosa è la disabilità non sono neppure quei 20 milioni
aggiunti eventualmente lì, perché quello è un momento di un
percorso che deve portarci ad applicare davvero il secondo comma
dell'articolo 3 della Costituzione cioè l'eguaglianza sostanziale
tra tutti i cittadini e, quindi, anche tra chi ha una difficoltà
fisica, psichica, ha una difficoltà diversa rispetto al cittadino
cosiddetto normale' e sono i progetti di vita individuale.
Questo non è un principio filosofico e io mi rifiuterò sempre di
considerarlo principio filosofico perché chi mi ha fatto capire
questo è un disabile, e mi ha fatto capire che cos'è la disabilità
e come si combatte la disabilità, non sono sufficienti le risorse
che si danno ai disabili, è necessario per ogni disabile portare
tutto ciò che è possibile, ovviamente non siamo nel mondo dei
sogni, tutto ciò che è possibile perché il progetto di vita
individuale di quel cittadino possa davvero realizzarsi, cioè quel
cittadino mi ha detto: io sarò tetraplegico ma avrò pure diritto
ad andare a mangiare la pizza con gli amici, qualcuno che mi
costruisce un disegno attorno, che mi possa consentire di vivere
nella maniera più normale , tra virgolette, è una parolaccia che
non vorrei utilizzare, non me ne viene un'altra, possibile. E in
questo provvedimento sono stati tolte risorse anche lì, cioè così
all'ultimo momento spuntano delle risorse che non ci sono più.
Io non aggiungo altro perché ho tolto fin troppo tempo a questo
Parlamento, però volevo dire alcune cose che sono princìpi,
princìpi e precedenti che poi condizionano i comportamenti non
soltanto dei governi, che comunque hanno il dovere di essere di
parte perché appunto governi di una parte politica, ma che
condizionano i comportamenti il rischio è di tutti i parlamentari
considerando cose certamente non giuste cose assolutamente normali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, sulla
variazione credo che tanti colleghi sono entrati nel merito, hanno
puntualizzato tante cose.
Devo dire che a me la cosa che ha fatto più impressione durante i
lavori d'Aula, durante il periodo della lunga attesa - perché non
so se i cittadini che ci ascoltano da casa lo hanno compreso, ma
c'è stata un'attesa di ben 14 ore e mezzo prima che il testo
definitivo arrivasse in Commissione - questa cosa mi ha lasciato
molto perplesso e mi ha fatto ricordare di un mio intervento
durante la finanziaria.
Se ben ricorda l'assessore Armao, l'avevo esortato a provare a
fare in modo che questa macchina regionale cominciasse a funzionare
un po' meglio perché è chiaro che una variazione di bilancio nella
quale noi troviamo poi, alla fine, non enormi risorse, diciamolo
chiaro, ci sono quattro spiccioli qua dentro, sono variazioni che
servono tecnicamente a completare soprattutto gli stipendi. Debbo
dire che l'intervento che ho fatto in Commissione è stata una delle
poche volte in cui ho perso un po' la calma, perché in prima
battuta avevo fatto un'analisi, forse dettata dall'attesa, dal
nervosismo, avevo immaginato che fosse un problema, diciamo, di
strategia di attesa. Ma poi mi sono reso conto che non era
strategia, era enorme difficoltà a fare quadrare quattro numeri.
E ora mi chiedo, e la domanda principale è quella che dovremmo
porci tutti, ma se per fare quadrare quattro numeri succede questo,
tanto che ad un certo punto è venuta fuori pure una simpatica gag
con il collega Dipasquale che ha cominciato a girare in Commissione
con la musichetta della matassa , rievocando una gag di questo
film.
Il problema qui è che probabilmente ancora quel processo di
normalizzazione all'interno della macchina burocratica della
Regione non è cominciato, non c'è, siamo ancora allo stesso livello
in cui eravamo ad inizio legislatura. E questa cosa mi spaventa
fortemente perché a breve dovremo affrontare la manovra e se
cominciamo ad avere questa incertezza sui numeri, su quattro
numeri, io immagino cosa potrebbe succedere nell'arco dell'analisi
di tutta la manovra complessiva che sarà, ovviamente, ben più
corposa.
Noi ne avevamo anche parlato in maniera informale, Assessore. Io
le avevo chiesto di cominciare a provare a fare una revisione di
tutti i numeri possibili perché troppa polvere c'è nei bilanci dei
vari dipartimenti, troppi numeri che non quadrano, troppi dati che
non ci sono e che, debbo dire, ogni tanto il buon Ragioniere
Bologna, l'avvocato Bologna, cerca in qualche maniera di
rubacchiare ai suoi colleghi per capire come stanno le cose e
spesso e volentieri non ci riesce.
Credo che quello sia, forse, il compito principale da provare a
mettere in atto da subito perché io in prima battuta alla base
dell'intervento che feci in Commissione, chiedendo il rinvio alla
giornata successiva per valutare bene quello che era accaduto,
avevo in parte anche detto che mi riservavo di emendarlo
pesantemente per avere la possibilità anche di fare quella che è
una pratica che l'opposizione può utilizzare anche per rallentare i
tempi parlamentari.
Ci fu a livello nazionale un deputato leghista che presentò
qualche milione in una recente finanziaria di qualche anno fa e li
ritirò completamente perché, probabilmente, avrebbero finito nel
2060 di analizzarli.
Le posso dire, Assessore, che in prima battuta durante la notte ci
ho pensato più volte anch'io. Poi, ho fatto un ragionamento che è
un ragionamento semplice: qui sono soprattutto stipendi, impedire
questa votazione e il passaggio di questa manovra avrebbe soltanto
colpito persone che aspettano di ricevere quello che dovrebbe
essere normale ricevere e, quindi, ho soprasseduto da questo
intento.
Ma non è detto che questo non possa accadere se dovessimo
nuovamente avere una compressione dei tempi normali di quelle che
sono le attività parlamentari perché è chiaro che è inaccettabile
lavorare di notte, è inaccettabile non riuscire a comprendere cosa
arriva come emendamenti, variazioni ma soprattutto, sa perché
questa cosa mi ha particolarmente infastidito? L'ho puntualizzato
anche sul fatto che i documenti contabili sono arrivati oltre il
limite massimo che ci danno che era quello del 30 novembre, perché
a differenza di quello che è, anche qualche capogruppo di
maggioranza afferma, noi del Movimento le vorremmo fare le cose e
se noi abbiamo i documenti in tempo probabilmente riusciremmo anche
a dare indicazioni che potrebbero essere anche utili per modificare
certe situazioni che, dal nostro punto di vista, potrebbero essere
fatte in maniera migliore. Ma se io devo valutare una manovra,
piccola o grande che sia, alle 3.30 di notte dopo avere aspettato
18 ore è molto difficile che io sia in grado di capire pure quello
che c'è scritto nei documenti.
Quindi, Assessore Armao, il mio intervento punta a chiederle
ufficialmente di rispettare il Parlamento e fare in modo che
soprattutto i burocrati e i funzionari dei vari dipartimenti che
debbono dare a voi, all'Assessorato al bilancio, tutti i numeri si
diano una mossa e se non se la danno questa mossa, cacciateli,
cacciateli perché evidentemente non sono in grado di fare quel
lavoro.
Mi aspetto di contro che visto che i ritardi evidentemente da più
dati, da come ci è stato detto, sono stati causati da soggetti
differenti dall'Assessorato che ha portato i documenti, io mi
aspetto di non trovare nemmeno alcun incentivo pagato a chi non ha
fatto il proprio lavoro perché fino ad oggi, fino all'anno scorso,
finora tutti i premi di funzione sono stati erogati a tutti.
Teoricamente questa Regione è quella che funziona meglio d'Italia,
quella che riesce a dare emolumenti a tutti, Quindi, teoricamente
noi abbiamo tutti i funzionari, tutti i dirigenti che sono
bravissimi, però poi non arriva un documento.
Quindi, io mi chiedo e chiedo a voi che state gestendo
amministrativamente questa Regione cosa volete fare in concreto per
evitare che questo non accada mai più.
Recentemente mi sono confrontato alcuni dipartimenti. Stiamo
definanziando misure e stiamo chiedendo a chi ha ottenuto risorse
la restituzione. Mi riferisco in particolare ad una misura relativa
all'Assessorato del buon Mimmo Turano che, praticamente, non so per
quale motivo, sui centri commerciali naturali stiamo richiedendo
indietro somme che sono state assegnate anni fa rischiando di fare
chiudere decine e decine di aziende che quei soldi li hanno spesi.
Allora, o cominciamo a mettere mano alla macchina burocratica, a
questo elefante, a questo pachiderma immobile che è la Regione
siciliana o io credo che avremo seri problemi in prospettiva.
Quindi, non entrerò nel merito di questi quattro numeri, non c'è
bisogno; l'unica cosa che mi preme sottolineare e che personalmente
sotto il profilo tecnico mi spaventa - l'ho detto ai miei colleghi
al Gruppo in riunione, lo dico anche qui - è il comma 9
dell'articolo 1 perché l'anticipazione dell'anticipazione in cui i
comuni che si troveranno in difficoltà sebbene possa servire per
pagare gli emolumenti dei dipendenti ma di fatto saranno debiti su
debiti perché il fondo di rotazione poi alla fine creerà le
condizioni per un ulteriore aggravio di spesa. Quindi, noi in
questo momento diamo sì una possibilità immediata ai comuni che
sono praticamente alla canna del gas, ma gli ritardiamo soltanto
quello che è un evento ineluttabile, lo strangolamento finanziario.
Qesto per me è un comma molto grave, molto pensante che secondo me
è pericolo. Poi, probabilmente, sbaglierò, l'Assessore mi smentirà
con i fatti; lo spero, lo spero veramente e vi chiedo veramente di
cominciare a ragionare in termini di prospettiva per fare in modo
che questa Regione, finalmente, diventi un organismo che dà
risposte e non diventi un ostacolo alla vita di questa Regione
perché non abbiamo più un giorno di tempo da perdere per fare le
cose.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha
facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ha
detto bene il collega che mi ha preceduto, l'onorevole Tancredi,
persona giudiziosa ed equilibrata. In realtà di che cosa stiamo
parlando? C'è la tentazione, c'è stata ed è chiaro, ognuno di noi
siamo qua perché vorremmo migliorare la Regione, risolvere i
problemi del mondo, di fatto però stiamo parlando di una variazione
di bilancio e stiamo parlando anche di quattro spiccioli come ha
detto benissimo il collega Tancredi, quindi questo è il motivo per
cui noi oggi siamo qui.
Certamente, affronto brevemente per lasciare entrare poi nel
merito della faccenda, veramente ci sarà bisogno, caro
Vicepresidente e so quanto lei è sensibile a questo argomento, ci
sarà bisogno - e penso che lo faremo in fase di bilancio - di
tracciare le linee programmatiche, le linee e quella che è la
visione a lungo termine, quella che è la strategia di crescita di
questa Regione siciliana che non è con la variazione di bilancio
che si determina, semmai con il bilancio, ma semmai è con le idee
di un Governo che deve guardare oltre il breve termine, ma deve
guardare invece a quella che sono le politiche di sviluppo di una
intera Regione. Non a caso una delle parole che sono state dette da
altri in questo contesto è la parola povertà.
Vedete io ho una mia idea, caro collega Gucciardi che con
attenzione mi ascolta, la mia idea è - probabilmente non sarà
condivisa da molti altri - che la povertà non si risolve facendo
assistenza, ma la povertà si risolve curando il male e il male è la
mancanza di lavoro. Tu non curi la povertà e ce lo dimostra tanti
anni di esperienza di Governo di questa Regione siciliana,
probabilmente è il cane che si morde la coda, quello che ha
costretto questa Regione a fare sempre assistenza ed oggi ci
ritroviamo a spostare questi quattro spiccioli per pagare gli
stipendi di tanta povera gente, ma non affrontiamo mai il problema
reale di come la povertà lo elimini, e lo elimini non con
l'assistenza ma creando posti di lavoro.
Io sono fermamente convinto di questo e credo che il grande vero
colpo di rene che questa Regione siciliana dovrà e noi tutti
dovremmo essere chiamati a mettere in campo è una strategia a lungo
termine per migliorare strutturalmente i grandi problemi della
Regione e dare, finalmente, lavoro ai nostri giovani; perché è
quello il problema, a partire anche dalle difficoltà che si hanno
avuto in questa manovra di bilancio, l'abbiamo visto tutti e si è
arrancati a cercare di mettere su questa variazione per fare che
cosa? Un'operazione molto semplice che è giusto che il Governo
abbia fatto e gliene va dato merito, riprendere tutti quei fondi
che non stati spesi nell'arco dell'anno e anziché accantonarli
poterli riutilizzare per fare che cosa? Per fare un'operazione
molto semplice, cioè pagare gli stipendi di persone che altrimenti
avrebbero non ricevuto il loro legittimo stipendio negli ultimi
mesi, dare un segnale alla povertà e fare alcune cose che adesso
diremo.
Lo si è fatto con grande sforzo da parte del Governo; lo si è
fatto con un grandissimo sforzo e credo che se ne debba merito al
Presidente della Commissione Bilancio , il caro onorevole Savona,
che grazie al suo equilibrio, alla sua esperienza, con molta
pazienza gli devo riconoscere, è riuscito in qualche modo, anche
questa volta, a mettere un po' tutti d'accordo e a tirare fuori il
meglio che si potesse.
Certo, se ci fossero tanti soldi, problemi non ce ne sarebbero,
perché tutti potrebbero essere più contenti. I soldi sono pochi, la
coperta è piccola e, quindi, come al solito c'è stato un lavoro
della Commissione giudizioso, devo dire, di tutta la Commissione,
opposizione e maggioranza per cui alla fine si è fatto, vogliamo
dire il meglio o il meno peggio? Però, si è fatta una variazioni di
bilancio che, di fatto, ha spostato quei fondi che erano rimasti
inutilizzati e li ha messi, dove? Nell'aiutare i comuni in
dissesto. Anche lì: abbiamo risolto i problemi dei Comuni? No
Vedete, io sono abituato a non essere, o quanto meno ci provo, non
sono un ipocrita e dico sempre le cose che penso, anche i comuni,
ho fatto il sindaco, non soddisferemo certamente le esigenze di
tutti i comuni, ma la prima cosa che devono fare i comuni è
imparare a governare seriamente.
C'è un grande tema nella politica italiana in questo momento, caro
Presidente, è la mancanza di serietà: la serietà; la serietà
nell'amministrazione. Anche i comuni devono imparare ad essere
seri, a far quadrare i conti, a far quadrare i numeri, non è
possibile che ci debba essere qualcun altro a cui noi ci riferiamo
per cui ci debba dare dei soldi.
Anche i comuni che hanno difficoltà, li ho vissuti sulla mia pelle
quando ero sindaco, che significava ritrovarsi sempre meno
trasferimenti, ma bisogna fare qualità con quello che si ha,
bisogna imparare a gestire bene, a far pagare le tasse ai
cittadini, a non sperperare denaro e così gli equilibri dei bilanci
si mantengono. Perché cosa succede? Succede una grande disparità;
la vera disparità poi dove sta? Che i comuni che sono seri e che
non spendono, che non sperperano e che sono in equilibrio di
bilancio, poi non vengono aiutati. I comuni che sperperano, come
Catania. Catania va gestita bene. L'abbiamo aiutata, per carità
Anche io ho votato favorevolmente, ed ero disponibile ad aiutarla
però il segnale deve passare. Catania non può immaginare di
continuare a perpetrare politiche di mal governo perché poi possa
chiedere aiuta alla Regione, allo Stato e quant'altro. Catania deve
imparare ad amministrare bene.
Gli si è dato un aiuto e si è fatto con tanta generosità, il
meglio che si poteva fare. E' stato fatto anche tanto dibattito, se
aiutare solo Catania o altri comuni. Alla fine è venuto fuori
un'attenzione maggiore per Catania dove c'è una nuova
amministrazione che sta provando a riemergere, a riorganizzare il
Comune e andava dato un piccolo sostegno, un segnale, ed è stato
fatto. Non risolverà tutti i problemi di Catania perché deve
partire dall'interno.
Lo stesso vale per gli altri Comuni e lo si è fatto; ma è stato
fatto anche nei confronti di tanti piccoli enti vale per i Pip,
vale per i Consorzi, vale per l'Esa, vale per tutti quegli enti che
avevano difficoltà per il pagamento degli stipendi. Quindi, la
manovra ha fatto questo: abbiamo dato un po' di soldi per pagare
gli stipendi alla gente: punto Molto semplicemente, molto
giudiziosamente, dico io.
Lo stesso è stato fatto per il dissesto idrogeologico. Anche lì,
quei famosi 12 milioni contestati. Di fatto cosa si è fatto in
questi mesi? C'è stata l'emergenza del maltempo, si è determinato
il dissesto idrogeologico, ci sono gli enti che sono intervenuti,
parlo dei consorzi di bonifica, ma come la forestale, o così come
l'Esa, sono stati utilizzati - grazie a Dio - ha fatto bene il
Governo a utilizzarli, questo ha comportato ulteriori spese, sono
state coperte queste spese. Credo che sia un fatto di assoluta
normalità e buon senso.
In questo contesto, nasce per esempio, un emendamento che io ho
firmato insieme all'onorevole Lo Curto dove diciamo al Governo - su
questa linea mi fa piacere che ci sia l'Assessore all'Agricoltura
che so, ne abbiamo parlato tante volte,- è come me convinto di
questo - utilizziamo questi fondi non più per l'emergenza, ma
utilizziamoli per la prevenzione del dissesto idrogeologico .
Probabilmente, costerebbe di meno e faremmo meno danni, come?
Utilizzando le strutture che abbiamo; abbiamo i consorzi di
bonifica dove ci sono persone, mezzi per potere fare questo lavoro;
abbiamo la Forestale, sono tante le persone che possono lavorare.
L'Esa stessa ha dei mezzi meccanici. Utilizziamo tutto questo che
già abbiamo per fare la prevenzione tutto l'anno ed evitare che poi
alle prime piogge succede quello che è successo. Questo è stata
un'indicazione al Governo e c'è un emendamento in questo senso.
Queste sono le cose che sono state fatte.
C'era un problema, il problema delle IPAB. L'unico vulnus serio
che avevamo messo in evidenza e molti deputati, compreso il
sottoscritto, il mio Presidente Roberto Di Mauro, così come la
collega Foti ed altri ancora avevano sottolineato questo problema,
questo settore che era rimasto scoperto dagli aiuti che vedeva
tante persone in sofferenza, nell'impossibilità di avere uno
stipendio.
C'è stato un notevole dibattito, c'era difficoltà a reperire le
somme, il Governo è stato sensibile, era presente l'assessore Razza
che ha preso l'impegno ben preciso nel dirsi disponibile a
risolvere questo problema. So, perché ne ho certezza e lo posso
comunicare con molta tranquillità, che l'assessore Razza, per
volontà anche del Presidente Musumeci, ha approntato un emendamento
per spostare 5 milioni di euro - penso sia questa la cifra - per
tamponare questa grave falla e poter dare serenità a tutte queste
famiglie. Anche questo vulnus che c'era è stato, in qualche modo,
riparato.
Alla fine credo sia venuta fuori una buona variazione di bilancio.
Come tutte le cose dobbiamo trarne le conseguenze, dobbiamo
acquisire dei messaggi. Dobbiamo sempre cogliere dalle criticità i
suggerimenti per evitare che le criticità si riverifichino un
domani.
Certamente, onorevole Barbagallo, non c'è dubbio che deve essere
messa mano al problema dell'urbanistica in generale, una volta per
tutte. Ci vuole una norma che riorganizzi il sistema in Sicilia,
anziché fare provvedimenti tampone. Ce n'è bisogno, è cambiato il
mondo, è cambiato il sistema, sappiamo che dobbiamo consumare meno
suolo e sappiamo anche che dobbiamo recuperare i centri storici.
Per cui, quella norma è una buona norma. Certo, se fosse stata
contestualizzata in un sistema più sarebbe stato meglio, è stata
fatta alla maniera siciliana, però sempre meglio di niente.
C'è bisogno di mettere mano alle grandi riforme. Quando si dice
che questo Governo non sta facendo nulla, non è vero, è ingiusto.
Le grandi riforme, le riforme strutturali, quelle di cui io parlo,
quelle che guardano lontano, che riguardano la strategia di una
Regione, quelle cose non si fanno in sei mesi e non si fanno e non
si possono fare. Sfido chiunque a farle, perché io credo che il
signor Cancelleri si debba ritenere fortunato di non essere
diventato Presidente della Regione, questo è il mio parere; le
grandi riforme, riaggiustare una Regione come questa, non si
possono fare in un anno. Non lo fai in un anno, soprattutto dopo
cinque anni di disastro. Lo fai in cinque, dieci, anni di buona
amministrazione, di amministrazione seria, corretta, dove ci si
mettono le regole, dove si mette mano al problema del personale,
perché non è possibile, Presidente e Vicepresidente, che si debba
affrontare il problema della variazione di bilancio con due persone
che di notte si arrampicano sugli specchi per cercare di aggiustare
una manovra.
Ci vuole una struttura con persone, persone preparate. Bisogna
fare i concorsi in questa Regione Siciliana. So che ora la gente
dice: ma come? Ancora concorsi? . Sì, bisogna fare i concorsi in
questa Regione Siciliana, bisogna assumere personale giovane,
preparato, capace di aiutare noi anziani, mettiamola così, a
migliorare le performance di questa Regione. Ce lo dobbiamo dire
che è questo pure il problema. Avviene in tutti gli assessorati,
perché non si riesce a spendere? Perché abbiamo difficoltà
nell'Assessorato dello sviluppo economico o dell'agricoltura o del
bilancio? Perché non abbiamo il personale adeguato. Perché abbiamo
un carico di migliaia di persone, di categorie A e B che noi
sosteniamo, sempre per dare risposta a quel famoso problema della
povertà, ma che sono, sostanzialmente, inutili per quello che è la
nuova, la moderna macchina che deve funzionare, che deve purtroppo
fare i conti con la tecnologia moderna, con i computer, con
internet.
Non sono preparati. Tutta brava gente che fa del suo meglio,
alcuni fanno dei lavori importanti, altri un po' meno ma è una
grande massa di lavoro che, alla fine, non è messa in condizioni di
produrre qualità per questa Regione. È il cane che si morde la
coda. Con tanta gente, poi di fatto, questa macchina appesantita
non riesce a determinare qualità. Dobbiamo porci questo problema e
lo dobbiamo fare in sede di bilancio, cercando di definire insieme
- certamente il Governo più degli altri - una strategia seria per
questa Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, mi dà la possibilità, col suo
intervento, ha toccato un tasto importante.
COMPAGNONE. Era una battuta.
PRESIDENTE. Colgo l'occasione per ringraziare gli Uffici
dell'Assemblea regionale per il lavoro che hanno svolto durante
queste variazioni di bilancio, però invito contestualmente
l'Assessore e il Governo a farsi carico di una maggiore
partecipazione da parte degli amministrativi della Regione
siciliana a questi momenti di confronto, perché non è possibile che
gli uffici dell'Assemblea che non generano una variazione o
comunque documenti finanziari poi, però, si trovino a doverli
riscrivere in funzione, appunto, delle volontà del Parlamento e del
Governo stesso.
Ci vuole, quindi, una maggiore partecipazione e io invito il
Vicepresidente della Regione, nonché Assessore per l'economia, ad
occuparsi di questa situazione.
E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, colleghi, cittadini, io farò un
intervento breve perché la situazione è quella che in Aula c'è solo
l'opposizione, questo testimonia anche il livello di interesse, mi
fa piacere che anche l'Assessore se ne stia andando. Presidente,
sospendiamo un attimo?
ARMAO, assessore per l'economia. Sto parlando al telefono.
CIANCIO. E allora, quando finisce la telefonato intervengo Ma che
modo è, mi scusi
ARMAO, assessore per l'economia. Quando parlo io lei si gira
dall'altra parte
CIANCIO. Ma quando mai Quando è successa questa cosa
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, si rivolga alla Presidenza.
CIANCIO. Io vorrei fare innanzitutto un appunto sul metodo, perché
prima ancora di parlare delle variazioni di bilancio - e forse
qualcuno dirà che saremo monotematici e parleremo sempre delle
stesse cose - io vorrei chiedere al Presidente Bologna per quale
diavolo di motivo se la Commissione era convocata alla 10.00 ed è
cominciata all'1.30 perché non ha accolto l'appello del nostro
collega Tancredi a rimandare la Commissione al giorno dopo, in modo
tale che quelle stesse ore di lavoro che si sono fatte di notte si
sarebbero benissimo potute fare l'indomani mattina visto che,
comunque, l'Aula era convocata per le 11.00 ed è stata rimandata
alle 18.00.
Quindi quello che di mattina potevano fare benissimo alla luce del
sole è stato fatto di notte e gran parte dei deputati, tra l'altro,
erano a riposarsi, giustamente, perché dopo aver fatto le 7.00 del
mattino non sono potuti arrivare in orario in Aula.
Quindi io vorrei capire quale è stato il motivo per il quale ci si
è impuntati ad andare avanti all'1.30 di notte quando si sapeva
benissimo che questa variazione di bilancio non si poteva approvare
entro oggi, perché questo era il programma. Ricordo che era questo
l'intento di tutta l'Aula: Dobbiamo assolutamente approvare questo
disegno di legge entro questa settimana non è stato fatto e
nonostante tutto si è continuato a fare quello che si è sempre
fatto, quindi lavorare di notte e mi creda, signor Presidente,
lavorare di notte io la reputo una grandissima mancanza di rispetto
nei confronti di tutti noi, nei confronti degli uffici, nei
confronti del personale dell'ARS, nei confronti di tutti quelli che
sono costretti a rimanere in questo Palazzo per i capricci di
qualcuno.
E siccome non ci credo più alla favoletta che è una necessità e
credo che sia invece una scelta, io non sono d'accordo e chiedo
all'Ufficio di Presidenza che si discuta di questo modo di
legiferare barbaro, è un modo di legiferare barbaro
Signor Presidente parlatene in Consiglio di Presidenza, perché io
chiedo ufficialmente che vengano vietate dopo la mezzanotte le
Commissioni, soprattutto quando non ce ne è motivo.
A proposito del merito, perché poi vediamo anche cosa viene fuori
dalle Commissioni notturne, non mi soffermo sull'articolo 1,
l'articolo 2 sono una serie di rifinanziamenti di spesa
condivisibili o meno questo lo lascio dire ai vari deputati e alla
coscienza di ognuno.
Abbiamo, però, questo articolo 2 che culmina in questo comma 14
che è stato inserito in finanziaria che per la Villa liberty
Deliella di Palermo - io chiedo scusa, non conosco il sito - è un
emendamento proposto dai deputati della maggioranza e questo comma
recita testualmente: L'Assessore regionale per i beni culturali e
l'identità siciliana è autorizzata ad intraprendere un'iniziativa
culturale workshop con il coinvolgimento di almeno tre studi di
progettazione di chiara fama, al fine di stabilire le linee guida e
i criteri per la predisposizione di un concorso di progettazione
per la realizzazione di un museo liberty . Bellissimo
Per carità, chi non vuole la realizzazione di un museo liberty, ma
io vorrei dire alle persone che hanno un aspettativa ed hanno
costruito magari una speranza su questo comma, che questi soldi,
quarantacinquemila euro, ridicoli tra l'altro, non verranno mai
utilizzati, sono soldi buttati Perché inserire un comma del genere
in variazione di bilancio e dire di spenderli ed utilizzarli entro
il 31 dicembre, significa prendere in giro queste persone.
Quindi io chiedo ufficialmente che venga stralciato questo comma,
perché non solo non può essere utilizzato, ma anche se per esempio
ci fossero i presupposti per utilizzarlo, questo comma è
incostituzionale, abbiamo fatto decine e decine e centinaia di
norme di questo tipo, che sono state impugnate. Ed ancora si
continua e parlano a noi di spot, dicono che noi facciamo spot, e
questo che cos'è? Vado avanti.
Articolo 4, e qui entra il ruolo del Governo. Perché io vorrei
capire, Assessore Armao, questo articolo 4 sono una serie di norme
che non sono state impegnate dal Governo. Allora delle due cose
l'una: o si dà la colpa ai burocrati o è una mancanza di volontà
politica di spendere queste somme. Ma se la colpa è dei burocrati
quali provvedimenti state prendendo nei confronti di questi
burocrati che non hanno voluto spendere queste somme? E'
importante, perché io come deputato mi sento mortificato se faccio
una legge, se metto in bilancio delle somme, stanzio delle somme
che poi non vengono utilizzate. Quindi vorrei sentire dalle parole
dell'Assessore dire che si stanno prendendo provvedimenti nei
confronti di questi dirigenti che non hanno speso e non hanno
impegnato le somme in bilancio.
Quindi poi chiudiamo con l'articolo 5, commi 9 e 10, signor
Presidente, questi commi 9 e 10 si devono stralciare. Io chiedo
ufficialmente che vengano stralciati perché non sono passati dalle
Commissioni di merito. E' una norma che è stata presentata anche
questa alle cinque e mezza del mattino, è una norma che parla di
urbanistica, che non c'entra assolutamente nulla con il tema di cui
stiamo parlando e che merita quindi di essere stralciata dalla
Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, rispetto a questa sua richiesta di
stralcio la Presidenza si è già determinata. Io le consiglio di
proporre una pregiudiziale all'inizio della prossima seduta su
quegli articoli o commi che lei ritiene debbano essere tolti dalla
legge di variazione di bilancio. Ovviamente, può proporre i normali
emendamenti soppressivi fino alle ore 18.00 di oggi.
E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, avevo
preparato un intervento che però ho deciso di non seguire perché
sono alquanto sorpresa. Sarà che è la mia prima legislatura, ma
quest'Aula, questo Parlamento e questo modo di condurre i lavori
continua sempre a sorprendermi. Mi sorprende il fatto che qualche
mese fa in periodo di finanziaria, i banchi della maggioranza che
oggi sono vuoti applaudivano ai due nuovi deputati segretari
introdotti nell'Ufficio di Presidenza perché avremo addirittura
avuto più rappresentanza e più rappresentatività per il popolo
siciliano. Quindi il popolo siciliano per essere meglio
rappresentato aveva bisogno di due deputati segretari che noi
abbiamo dato ed a cui soltanto venti deputati del Gruppo
parlamentare Movimento cinque stelle si sono opposti.
Rappresentanza e rappresentatività che oggi non c'è, maggioranza di
questo Parlamento che oggi sta mortificando il popolo siciliano.
Questa è una discussione generale, io vado nelle scuole, insegno
ai bambini, porto i bambini in Parlamento ed insegno, spiego loro
quella che è l'importanza del dialogo e del confronto e questo è il
risultato, questa è la realtà dei fatti, la realtà di una
maggioranza fatta di persone, competenti per carità, persone più
oneste, meno oneste, non entriamo qua nel merito, ma di fatto oggi
le opposizioni se la cantano, le opposizioni se la suonano, però
carissimi Assessori, fatevi portavoce con il Presidente della
Regione, oggi qui presenti ci sono soltanto i deputati di
opposizione che stanno portando avanti le ragioni dei siciliani
perché qui non siamo Elena Pagana, Movimento Cinque Stelle,
onorevole Gucciardi, onorevole Barbagallo.
Qui dentro siamo rappresentanti del popolo che oggi viene
rappresentato solo dalle opposizioni, raccontatelo al Presidente
Altra sorpresa. Non posso che accodarmi da quanto detto
dall'onorevole Ciancio perché guardavo quella che era la porta
della Presidenza della Commissione Bilancio', porta chiusa, dove
di notte, man mano i deputati entravano ad uno ad uno mentre i
componenti delle Commissioni erano fuori ad aspettare questa
riscrittura.
Non ci sto, Assessore Armao Non ci sto con i colleghi di
maggioranza - stamattina erano in sei, poco fa due, adesso soltanto
uno - non ci sto con chi dice qui stiamo parlando di pochi
spiccioli, cosa volete che siano cinquanta milioni di euro in
confronto all'intero bilancio della Regione
Questi cinquanta milioni di euro da una parte si dice che non sono
niente, dall'altra parte se ne reclama l'importanza e quanto questa
manovra sia fondamentale perché consente di pagare gli stipendi di
persone più povere.
Il paradosso qual è? Per dare ai poveri, mi riferisco ai consorzi
di bonifica, pensiamo ai dipendenti dell'ESA, pensiamo a tutte
quelle persone ormai vittime e mi riferisco ai lavoratori degli ex
cantieri di servizio che risultano lavoratori senza essere
lavoratori - con il collega Di Paola abbiamo fatto più di
un'audizione in V Commissione -, si dà ai poveri per togliere ai
poveri.
Mi chiedo da persona che è alla prima esperienza - e mi fa piacere
che l'Assessore fischietta - quando vi riunite in Giunta,
materialmente che fate?
Vi sedete e dite di dare dei soldi a queste persone? Da chi si
prendono? Fuori - non so se ve ne rendiate conto - c'è una guerra
di poveri contro poveri.
State continuando a fare questo, ad alimentare questo circolo
vizioso. Basta fare polemica, basta fare critica, ci sono persone
fuori che manifestano.
In provincia di Enna stanno occupando le diverse sedi dei consorzi
di bonifica.
Vi invito seriamente a prendere questa occasione come un'occasione
di riflessione perché io, alla prossima finanziaria, mi voglio
trovare una norma che parli di consorzi di bonifica non con i
pochissimi milioni di euro, le pochissime risorse stanziate
soltanto per sopravvivere un altro po' ma con una riforma dei
consorzi di bonifica.
Voglio vedere questo Parlamento partecipe perché è dal dialogo tra
le istituzioni che nascono le proposte migliori, voglio vedere
questo Parlamento partecipe nelle scelte che questo Governo vuole
fare perché agiamo tutti nell'interesse dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, Governo, colleghi, ma soprattutto mi
rivolgo ai cittadini siciliani che ci seguono da casa e che non
hanno ovviamente idea di come funzioni la macchina in Assemblea
regionale.
Il testo di cui stiamo discutendo oggi è il risultato di una
Commissione Bilancio' che, come già hanno detto i miei colleghi, è
stata convocata alle dieci del 5 dicembre ed iniziata dopo
mezzanotte e finita alle 7 del mattino di giorno 6 dicembre.
Sfido chiunque, qualsiasi persona, chi parlerebbe della propria
finanza, di un'azienda alla notte in condizioni di improvvisazione
continua. Penso nessuno
Sono argomenti che hanno bisogno di attenzione, hanno bisogno di
oculatezza e pianificazione ma purtroppo in Assemblea, in questa
Regione, pianificazione non esiste e si agisce sempre
improvvisando. Di cosa stiamo parlando?
Vi spiego brevemente una parte relativa a questa discussione sulle
variazioni di bilancio. La Commissione discuteva delle variazioni
del bilancio previsionale del 2018 e poi, all'interno di questa,
delle parti di spesa non impegnate. E vi elenco, cari siciliani,
alcune voci di spesa che non sono state impegnate da questo Governo
e sono, per esempio:
-4 milioni 550 mila euro per il contrasto della povertà. Siccome
giustamente in Sicilia problemi di povertà non ne abbiamo, qual è
il problema Siamo solamente la seconda Regione dopo la Calabria,
la seconda Regione d'Italia che ha il maggior numero di poveri. Ma
tanto che c'importa Non li spendiamo questi soldi e non
contrastiamo la povertà in Sicilia
-350 mila euro per le associazioni antiracket. Va beh Tanto il
pizzo non lo paga nessuno qua in Sicilia
-2 milioni e 600 mila euro per progetti individuali per le persone
disabili. Tanto i disabili sono gli ultimi e devono rimanere sempre
gli ultimi.
-200 mila euro per i centri antiviolenza e le case di accoglienza
per le donne che subiscono violenze. Ma tanto le donne che
subiscono violenza che c'importa Rimangano fuori con i loro figli
e cerchino rifugio.
-300 mila euro per la promozione dei prodotti siciliani. Non
spendiamoli tanto sono così tutelati e sono così promossi in tutto
il mondo i nostri prodotti che non ne abbiamo la necessità
E non vado avanti per questioni di tempo. Ma io chiedo a questo
Governo, di chi è la responsabilità? Lo abbiamo chiesto in
Commissione Bilancio di chi è la responsabilità e perché questo
somme non sono state spese. E la risposta dei rappresentanti del
Governo che erano in Commissione è stata quella: beh I dirigenti
non li hanno spesi . Ora, se i dirigenti sono incompetenti e non
svolgono il loro ruolo e non svolgono il ruolo per cui sono stati
pagati probabilmente dovreste prendere dei provvedimenti. A meno
che, non siano istruiti per fare questo.
Il Governo regionale, dopo un anno del suo insediamento, continua
a non prendersi la responsabilità politica che per questa Terra non
si stanno facendo chiaramente dei programmi e delle riforme
importanti per farla risollevare.
Concludo dicendo che, proprio qualche giorno fa, il Presidente
Musumeci ha dichiarato che per fare ripartire la Sicilia sono
necessari circa 5-6 anni e per renderla competitiva ci vorranno 10
anni. Se effettivamente il Presidente prevede che fra 5 anni la
Sicilia si risolleverà, probabilmente già c'è qualche riforma
strutturale in atto di cui noi non siamo a conoscenza. Quindi vi
chiedo magari di renderci partecipi di questo potenziale eventuale
progetto così almeno lo diciamo ai siciliani che ogni giorno ci
contattano, ci scrivono, ci chiamano, a tutti quei cittadini che
incontriamo ogni giorno. Perché credetemi, è snervante non potere
dare una parola di speranza alle persone disperate di questa Terra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Non essendo
presente in Aula, decade dalla facoltà di parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, credo che questa sia una occasione
anche d'altronde lo stesso Musumeci ha fatto un piccolo bilancio di
questo primo anno di Governo. E credo che questa variazione di
bilancio certifichi in maniera inequivocabile il fallimento di
questo primo anno del Governo Musumeci. Perché i dati emersi in
questa sessione di lavoro evidenziano, senza timore di smentite,
non solo l'incapacità di questo Governo di programmare il futuro di
questa Regione ma, anche, l'inconsistenza e l'incapacità di gestire
il presente.
Questo Governo ha più volte ribadito e ammesso candidamente di non
avere maggioranze in Aula e oggettivamente si vede, si vede anche
oggi che infatti non c'è. Non ha controllo dei propri uffici e si
vede nel momento in cui questi uffici non riescono a spendere i
soldi e non riescono in particolare a spendere quei soldi che sono
stati immaginati per le classi più deboli; e la cosa drammatica è
che poi gli assessori cadano dal pero quando vengono in Commissione
e ci allargano le braccia; si vede dai continui, a volte clamorosi,
passi indietro del Governo, vedi quelli sulle nomine o vedi anche
nelle scelte economiche che è stato costretto a fare, e quando dico
costretto non utilizzo il termine in maniera impropria perché noi
non dobbiamo dimenticare che questa variazione è figlia di quel
taglio orizzontale che in sede di finanziaria l'assessore Armao ha
dovuto, non ha voluto fare, l'ha dovuto fare, perché costretto
dalle marchette che questo Governo ha dovuto riconoscere ai suoi
deputati per non perdere neppure un voto che sarebbe stato fatale
all'approvazione della finanziaria.
Ed allora, questo Governo, costretto dai suoi stessi deputati
della maggioranza - che non ha - a galleggiare, si è piegato, ha
tracciato una linea orizzontale riducendo in maniera percentuale
tutte le spese e poi per come era prevedibile non è arrivato a fine
anno. Non è arrivato a fine anno, non è arrivato a luglio a portare
la variazione in Aula, non è arrivato al 30 novembre ed è arrivato
con l'acqua alla gola, quando era già tardi. Ed allora, a quel
punto che cosa ha fatto? Ha dimostrato poco rispetto per
quest'Aula, poco rispetto per i presidenti di Commissioni, poco
rispetto per i commissari, costringendoli a lavorare di fretta e
furia, spesso con documenti incompleti se non addirittura errati;
ma, cosa ancora più grave, sembra impossibile, persino con
l'assenza dei suoi stessi uffici all'interno delle Commissioni.
Allora, io credo che non si può continuare a lavorare in questa
maniera, non credo che si possa continuare a correre se non si ha
una direzione verso cui andare. E questo è ormai certificato da
questi momenti.
Entrando poi nel merito della variazione, durante l'estenuante e
inutile corsa notturna della Commissione Bilancio , il confronto è
stato in alcuni momenti aspri ma su una cosa credo che ci possa
essere unità di intenti, ed è quello di riconoscere che tutti i
Comuni siciliani, tutti gli enti locali siciliani sono in
difficoltà, non ce n'è uno che è più in difficoltà di un altro. E,
quindi, non possiamo non vedere in quel documento come se da un
lato è giusto aiutare a percepire lo stipendio i dipendenti di
Catania, non possiamo però lasciare indietro tutti gli altri
Comuni, le ex provincie, i dipendenti delle IPAB e tutti quegli
altri lavoratori che al pari - non prima e non dopo - dei
dipendenti comunali di Catania, avrebbero diritto a trascorrere un
Natale sereno con i propri cari.
Quindi, non possiamo continuare a ragionare come se Catania fosse
l'unico ente locale in difficoltà. E, a tal fine, mi appello ancora
una volta alla serietà del Governo e del Presidente della
Commissione Bilancio , l'onorevole Savona, di cui non ho motivo di
dubitare che in Aula costruiremo una norma che sia equilibrata per
tutti i Comuni, perché - ripeto - un dipendente comunale di Porto
Empedocle non vale meno di un dipendente comunale di Catania. Però,
questo messaggio deve passare. Perché in Sicilia, vede Assessore,
nessuno campa d'aria e tutti hanno gli stessi diritti, almeno sulla
carta.
Per tale motivo mi auguro, e sono fiducioso, che il Presidente
Musumeci, se vuole guardare il futuro e vuole arrivare fino in
fondo a questa legislatura, cambi un pochino rotta, perché -
ripeto - non ha senso correre quando non si ha una meta e,
soprattutto, non ha senso remare in una direzione quando quelli che
dovrebbero essere dalla tua stessa parte remano in un'altra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, a questo
punto del dibattito ovviamente il provvedimento che il Governo ha
proposto è già stato sviscerato. Molti aspetti sono stati messi in
luce in termini estremamente negativi.
Noi esprimiamo un giudizio negativo su questo disegno di legge per
le ragioni già dette dai deputati del mio Gruppo parlamentare che
sono intervenuti, in particolare mi rifaccio all'intervento che
riguarda anche i farmaci innovativi dell'onorevole Gucciardi, così
come sono state messe in luce alcune, francamente, cose
inconcepibili, in particolare mi riferisco all'intervento
dell'onorevole Barbagallo, già ottimo assessore al turismo, che ha
messo in luce il fatto che tra le pieghe del provvedimento c'è pure
un finanziamento di circa 46 mila euro e qualcosa che riguarda un
rifinanziamento dell'ex articolo 128, cioè dell'ex Tabella H,
limitatamente alla rubrica del turismo.
Non capisco. E' la prima volta che in questi anni mi ritrovo di
fronte ad una cosa del genere francamente inconcepibile.
Io voglio denunciare con chiarezza che questa manovra manca di un
requisito essenziale per avere una valutazione positiva del Partito
Democratico e che per questa ragione di fondo ha e avrà una
valutazione negativa. Ovviamente poi man mano si comincerà a
discutere dell'articolato, lo faremo in maniera più precisa e
circostanziata.
La caratteristica che non ha questa manovra è quella dell'equità.
Si colpiscono le fasce sociali più deboli. E' una manovra di circa
50 milioni di euro. Per 46 milioni sono tagli che finanziano altri
interventi di spesa.
E si interviene in maniera indiscriminata. Come ha scritto bene
l'Ufficio del Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana non si
capisce neppure con quale logica si interviene su alcuni capitoli
di spesa piuttosto che su altri.
E c'è un aspetto, Presidente Cancelleri, che voglio richiamare
nella sua qualità in questo momento di Presidente del Parlamento
regionale, alla sua attenzione, l'aspetto inaccettabile è che il
Governo non solo non attua le leggi che in questo Parlamento
vengono approvate ma a distanza di mesi, siccome non ne ha dato
attuazione, addirittura ne propone l'abrogazione e da subito il
definanziamento per stornare queste risorse finanziarie su altri
interventi di spesa.
Questo è un modo di procedere assolutamente inaccettabile.
E' una scelta di fondo che il Governo fa che questo Parlamento
deve respingere. Le leggi approvate dall'Assemblea regionale
siciliana obbligano tutti, sono leggi per tutti. E il primo che
deve dare il buon esempio è proprio il Governo della Regione che è
chiamato a farle rispettare e a rispettarle innanzitutto.
Lo dico in particolare con riferimento alla questione dei comuni.
Come ben sappiamo, nell'ambito dell'articolo 15, comma 11, della
legge n. 8 del 2018, è stato istituito un fondo di 5 milioni di
euro che rappresenta una premialità per i comuni virtuosi che hanno
superato il 65 per cento di raccolta differenziata. Ma non nel
2018, nel 2017.
Per questo è inconcepibile che fino a ieri mattina in Commissione
Bilancio si dicesse guardate che siamo stati costretti a ridurre
questo stanziamento nell'impossibilità di procedere al riparto .
Perché è stato detto così fino a due giorni fa in Commissione
Bilancio mancano i dati certificati. Non sappiamo quali sono i
comuni che hanno superato il 65 per cento di differenziata.
Questo è falso e lo dichiara oggi candidamente il Presidente della
Regione siciliana, Nello Musumeci, nell'affermare in Conferenza
Stampa che il dato rilevato nel 2017 ammontava al 22,7 per cento.
Indubbiamente è un dato regionale, ma è impossibile conoscere il
dato regionale se non si ha il dettaglio del dato della
differenziata in ognuno dei 390 comuni della nostra Regione e, a
conferma del fatto che quanto è stato dichiarato in Commissione è
falso, in data 6 dicembre, cioè in data di ieri, l'assessorato
regionale delle autonomie locali ha assunto il provvedimento, il
d.d.g., se non ricordo male, n. 366, con il quale si fa la
ripartizione di due dei cinque milioni di euro previsti nella legge
di stabilità per i cosiddetti comuni virtuosi che hanno superato il
65 per cento della differenziata.
Allora, vedete, questo è inconcepibile che mentre si dichiara in
Commissione, ieri mattina, che ancora non c'è la possibilità di
conoscere quali comuni hanno superato il 65 per cento, ed in data
di ieri, cioè contestualmente, l'assessorato regionale delle
autonomie locali ha approvato il decreto con allegata la tabella
dei comuni che hanno superato il 65 per cento. Guarda caso, per un
acconto, pari a due milioni perché nella versione originaria della
manovra di variazione che c'è stata presentata, in effetti, si
prevedeva di ridurre lo stanziamento di cinque non di un milione,
così come adesso ci viene proposto, ma di tre milioni, quindi
cinque milioni diventavano due.
Ed allora, assessore Armao, tutto questo non è accettabile, non
potete chiedere responsabilità alle opposizioni nel confronto
rispetto alle vostre proposte se poi da parte di tutti gli
assessorati, in questo caso, non mi rivolgo al suo assessorato
perché non dipendeva dal suo assessorato, non hanno una serietà di
fondo nel fare quello che fanno, rispondendo innanzitutto ad un
principio che si chiama trasparenza'.
Questo è un provvedimento inaccettabile perché è un provvedimento
che colpisce i comuni virtuosi che hanno realizzato la più alta
percentuale di differenziata in condizioni assolutamente difficili
ai quali volevate negare il 60 per cento dello stanziamento oggi è
ridotto al 20 per cento sol perché, appunto, noi siamo intervenuti
già in Commissione, per impedire la decurtazione quasi totale.
Allora, questo modo di procedere del Governo che non attua le
leggi, che nega la realtà dei fatti in Commissione, che nega un
confronto sulla verità e sulla trasparenza con i deputati in
Commissione, è un modo di fare assolutamente che noi respingiamo al
mittente.
Noi non possiamo consentire che il Governo e la Regione siciliana
non rispetti le leggi che in questo Parlamento vengono approvate.
Lo dico con riferimento alla raccolta differenziata dei comuni,
peraltro, non so come è stato fatto un piano di riparto piuttosto
opinabile che è tutto da verificare, ovviamente, lo verificheremo,
ma lo dico con riferimento anche a tutte le altre norma che sono
state introdotte in questo disegno di legge, vorrei definirlo
ibrido' non si capisce bene cos'è? E' una mezza manovra, è una
variazione, si prevedono interventi normativi, non mi pare che si
possa presentare un disegno di legge del genere il 7 di dicembre se
davvero questo Governo ha in mente di volere approvare legge di
stabilità e di bilancio entro l'anno perché francamente non avrebbe
alcun senso, poi, questo sarà tutto da vedere.
Dicevo, manca il principio dell'equità. Noi sappiamo - e lo sa
anche lei assessore, anche perché l'onorevole Savona, presidente
della Commissione Bilancio, insieme all'onorevole Sammartino, hanno
avuto la pregevole iniziativa di convocare, su loro richiesta,
tutti i sindaci dei comuni in dissesto - che i comuni versano in
condizione di estrema emergenza in particolare, ovviamente, i
comuni in dissesto ed in pre dissesto.
Noi abbiamo chiesto, a gran voce, che questo principio di equità
si traducesse nel fatto di istituire un fondo unico con un criterio
di riparto unico per tutti i comuni innanzitutto in condizione di
dissesto, pre dissesto, con un principio di trasparenza perché i
cittadini di questa Regione sono tutti cittadini di serie A, non
possono essere trattati da cittadini di serie A solo i cittadini
che abitano in alcune città magari più care a qualche politico e
vengano trattati e vengano trattati da cittadini di serie B perché
lì il comune è in dissesto e non può offrire alcuni servizi solo
perché nessuno si ricorda di quel comune. Questo è davvero un
paradosso inaccettabile per chiunque voglia fare politica
ispirandosi ai principi della nostra Costituzione, che sono
principi di uguaglianza, che sono principi di giustizia sociale e
allora noi questo vi chiediamo, invece di procedere con singoli
interventi a vantaggio di questo o quell'altro di prevedere
l'istituzione di un Fondo, adeguatamente finanziato, per far fronte
alle esigenze di tutti con dei criteri che possano rispondere a
principi di trasparenza.
Abbiamo trovato davvero inaccettabile che, perfino nella prima
stesura del disegno di legge si prevedesse la soppressione della
norma sostanziale che ha introdotto - perché in questo Parlamento è
stata approvata - il reddito di inclusione sociale. Erano cinque
milioni di reddito di inclusione sociale per le fasce più deboli
della nostra Sicilia, per le famiglie povere, per le famiglie che
davvero non riescono più ad arrivare a fine mese e questa norma è
stata approvata da tutti, non è stata approvata solo dal PD che
l'ha proposta, è stata approvata da tutti i gruppi parlamentari di
opposizione ed anche di maggioranza e la risposta che ci è stata
data è: non siamo riusciti ad ottemperare alla legge, non siamo
riusciti a dare attuazione al reddito di inclusione sociale e
quindi adesso cosa facciamo? Siccome i soldi si perdono, li
utilizzeremo per altro. Guarda caso, questa logica il Governo l'ha
seguita esclusivamente per le norme approvate da questo Parlamento
su proposta delle opposizioni perché questo riguarda la
differenziata sopra il 65 per cento, riguarda il reddito di
inclusione sociale, riguarda per esempio i tribunali di Nicosia,
Mistretta e Modica per l'anno 2018, riguarda le consulte giovanili:
un sostegno alle consulte giovanili impegnate nei comuni della
nostra Regione, norma inattuata di cui ad oggi, al comma 5
dell'articolo 1, ci viene proposta la soppressione, recuperando 500
mila euro che potevano andare a sostegno, invece, dei giovani
impegnati e che avviano un'esperienza democratica nelle loro
comunità locali.
Ecco, questo disegno di legge è pieno di norme inaccettabili, di
norme senza senso, di norme che si smentiscono un comma dopo
l'altro, che non hanno una logica ed è per questo che noi ribadiamo
il giudizio negativo del Partito Democratico rinviando, ovviamente,
alla trattazione dell'articolato e dei singoli commi di ogni
articolo, le nostre osservazioni e per questo annunciamo la
presentazione di numerosissimi, quanto ragionevoli e fondati,
emendamenti che prossimamente quest'Aula dovrà esaminare.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, ogni
documento finanziario per la propria natura, appartenente appunto
al ciclo di bilancio, di per sé dà un'immagine della situazione
economica della nostra Regione e chiaramente dà anche un'immagine
di quella che è l'azione politica e l'impulso politico. Anche una
variazione di bilancio, che vorrebbe essere chiaramente una misura
già tardivamente presentata, così come abbiamo fatto rilevare in
varie sedi, vorrebbe essere una misura di correzione, di
variazione, quindi uno si aspetterebbe chiaramente poche misure di
dettaglio, di correzione, offrono la possibilità di fare una
riflessione seria su quello che è l'ennesimo atto che rappresenta
gli effetti di una cosa che noi diciamo, e ancor più, ha senso
oggi. Qual è la cosa drammatica? Non per noi, ma per la Sicilia.
Il fatto che questo Presidente di questa Regione, l'onorevole
Musumeci, oggi gravemente assente di fronte alla trattazione di un
documento da lui stesso presentato, su proposta dell'Assessore
Armao, qui presente, non ha una coalizione. Lui dice che ha una
coalizione che si aggrega in maniera così estemporanea, e questa
estemporaneità, questa fragilità, la si vede in ogni passo, in ogni
virgola, in ogni parola di questo documento. Perché laddove, non si
ha la possibilità di imprimere con forza un disegno, un progetto,
una direzione e di portare avanti un programma, noi non sappiamo
sostanzialmente da queste righe qual è il programma del Presidente
Musumeci, e non lo possono evincere neanche i cittadini che poi lo
vivono sulla loro pelle, perché le ricadute di qualsiasi documento
finanziario poi le vivono i cittadini siciliani, al netto giusto
trattamento relativo a soddisfare quelle che sono le carenze. E
quindi andare a riempire i capitoli di bilancio che prevedono
stanziamenti per gli stipendi - e quelle per carità sono legittime
e devono essere portate avanti, come anche è stato già detto - noi
troviamo in questo intervento finanziario tutta una serie di
disparità di trattamento nei confronti dei comuni, e l'abbiamo
detto, è stato ribadito il concetto, il fatto che non è possibile
avere siciliani in comuni di serie A e siciliani in comuni di serie
B.
Addirittura, abbiamo avuto il sentore corretto, fortunatamente,
nella notte della Commissione Bilancio, che qui si volesse dire ai
comuni virtuosi, come sempre, poiché siete stati virtuosi e avete
avviato i processi di stabilizzazione, vabbè fermiamo quelli che
sono gli stanziamenti che erano previsti, la copertura dell'80 per
cento, ma fortunatamente, ripeto, è stata recuperata da un
emendamento del Movimento Cinque Stelle. Oppure altri interventi
modificativi che verranno fatti in quell'Aula, e speriamo possano
trovare accoglimento rispetto al fatto che se bisogna dare una mano
ai comuni, questa debba essere data ai comuni in dissesto, ai
comuni in pre-dissesto in maniera equa, e andando a rispettare
quelle che sono le esigenze più cogenti e quindi, non si facciano
favoritismi per nessuno. Su questa strada possiamo essere
d'accordo, sulla parità di trattamento, sulla diseguaglianza
sicuramente non ci troverete mai d'accordo
Ma quello che voglio dire ancora di più è che questa è stata
veramente la variazione dello shock, cioè io ho avuto degli shock
leggendo questo testo, ho avuto questi shock quando ho letto la
sottrazione del milione e cinque sul fondo dei lavoratori delle
Ipab, che va a finanziare quello che è un mondo, che noi dobbiamo
tutelare, dell'assistenza, dei servizi sociali, ma perché i servizi
sociali sono stati veramente in questa finanziaria, tutto ciò che
riguarda il sociale e le fragilità sono stati una mannaia, una
mannaia dovuta al fatto che c'è stato anche detto più volte non
sono tagli, sono incapacità. Noi non abbiamo saputo, non abbiamo
potuto spendere, allora, a fronte della incapacità di spendere,
questa situazione grida vendetta e soprattutto fa sì che si sommi
un puzzle in cui c'è l'incapacità di spendere per questa finalità,
e poi c'è l'incapacità di spendere - io l'ho già sentita per i
fondi comunitari - e c'è una incapacità di spendere per quanto
riguarda le allocazioni e i fondi che ricordo essere poco meno di
un miliardo per la materia generale del dissesto idrogeologico, ma
dove stiamo andando? Di che stiamo parlando?
Anche in piccolo documento di variazione di bilancio ciò che la fa
da padrone è l'incapacità di spendere, e non è possibile in una
Sicilia che grida vendetta, che ogni giorno noi vediamo che ha i
più alti tassi e indici per quel che riguarda la dispersione
scolastica, per quel che riguarda il lavoro femminile, per quel che
riguarda tutte le esigenze, la disabilità. Disabilità, altro tema,
vi era stato un taglio di venti milioni poi per fortuna una marcia
indietro e poi un'ulteriore presentazione di un copertura sulla
sanità, sui farmaci innovativi ai fini dell'acquisto di farmaci
oncologici, ma questa copertura sulla sanità non è la prima volta
che si fa. Ricordo anche nella scorsa legislatura coprimmo le
giornate dei forestali con 128 milioni sul fondo sanitario quindi,
comunque, è un'operazione che purtroppo vi si fa ricorso spesso e
volentieri.
Gli altri shock, perché nonostante le misure non hanno, quando
sono buone misure non hanno appartenenza politica, i 4 milioni 450
tolti al Rei e ancora i fondi per le convenzioni con i carabinieri
che devono andare con gli ispettori del lavoro nei cantieri a
verificare quello che succede nella nostra Sicilia. I 200.000 euro
per i centri antiviolenza E lo ribadisco, e lo ripeto, perché le
cose vanno ripetute perché si ricordino: noi piangiamo miseria per
queste strutture che fanno un servizio lodevole a situazioni di
disagio gravissimo in cui versano le donne, e noi praticamente
facciamo sì che non siamo riusciti a spenderli, non siamo riusciti
a impegnarli Questa cosa veramente non si può ascoltare
E ancora 2.600.000 euro dei piani individualizzati per
l'integrazione e il sostegno sociale: grande riforma - riforma, per
carità, con diciotto anni di ritardo - della previsione della legge
n. 328 del 2000 applicavamo fortunatamente l'articolo 14 per la
prima volta e provavamo a imprimere ai Comuni questa possibilità:
noi i piani di vita per i ragazzi disabili non li potremo fare,
perché vengono tolti 2.600.000 euro.
E allora io dico veramente questa cosa - a parte lo shock, ci
riprendiamo e poi chiaramente cominceremo nella prossima settimana
a fare le nostre proposte migliorative, sempre nel senso della
responsabilità e di dare un volto positivo anche a questa
variazione di bilancio - però una riflessione lasciatemela fare,
che è quella dell'immagine nitida che fuoriesce anche da questo
documento di bilancio: questo è un Governo tiepido. E' un Governo
senza iniziativa. E l'immagine che proprio mi è saltata alla mente
è quella della parabola dei talenti. Avete presente il servo che
con un talento, cosa fa di quell'unico talento? Mentre gli altri
spendono i propri talenti e li moltiplicano, quel servo lo va a
nascondere sotto terra. E poi quel servo verrà cacciato, perché non
ha saputo fare fruttare quello che aveva.
Ecco, rispetto alla mancanza di capacità di impiego delle risorse
che avevamo - che quindi chiaramente verranno utilizzate per
coprire altro, a seguito di disegni politici della regia di questo
Governo - fa sì che proprio noi ci si trovi oggi di fronte a una
realtà di un Governo che non sa dove andare, un Governo tirato
dalla giacchetta da tutte le parti politiche che qua dentro
costituiscono questa sgangherata maggioranza; fa sì che questa
misura sia tiepida, senza volto e senza una personalità vera.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, signor Presidente, della
parola che mi concede e che concede al Governo in relazione al
ricco dibattito che oggi ha connotato la disamina di questo testo,
che - vorrei annunciare a chi dice che si fa poco sul piano della
produzione normativa - è il quattordicesimo che il Governo
sottopone all'Assemblea.
Solo a promemoria, perché è giusto che sia così, ricordo che il 29
dicembre 2017 è stata data l'autorizzazione all'esercizio
provvisorio; poi il bilancio consolidato del 2016; poi il
rendiconto consolidato del 2016; poi il Documento di economia e
finanza del 2018; poi la proroga dell'esercizio provvisorio del
bilancio della Regione sempre del 2018; poi il bilancio di
previsione per il triennio 2018-2020; poi le disposizioni
programmatiche, ossia la legge di stabilità; poi lo stralcio alla
stabilità; poi le disposizioni relative al riconoscimento dei
debiti fuori bilancio; poi il rendiconto della Regione
all'esercizio finanziario; l'assestamento; il Documento di economia
e finanza 2019-2021; e adesso le variazioni di bilancio. Ben 14
provvedimenti amministrativi; altri 3 pendono di fronte a questa
eccellentissima Assemblea per l'approvazione, e altri 3 sono
all'esame della Giunta e saranno tra qualche giorno esitati.
Quindi si tratta di circa 20 provvedimenti normativi attinenti a
materia finanziaria che sono stati esaminati o approvati
dall'Assemblea - auspico che anche questo sia approvato - con uno
sforzo che non ha precedenti, considerato che negli ultimi tre anni
sono stati adottati 24 provvedimenti in materia finanziaria. Quindi
si tratta del lavoro svolto oltre che col recupero di due bienni,
che in molti casi erano rimasti non approvati. Un lavoro
assolutamente privo di precedenti.
Vorrei fare riferimento ad alcune critiche, ovviamente più che
legittime se provengono dall'opposizione che fa questo lavoro e
stimola, attraverso le critiche, il lavoro del Governo. Ed in
alcuni casi le critiche non sempre sono volte a stimolare, in
questo caso sono meno commendevoli, però quando sono volte a
stimolare il miglioramento, la maggiore efficacia delle decisioni
del Governo sono da salutare più che positivamente.
Nessuno, come voi sapete, intende sottrarsi dal Governo ad un
proficuo e coraggioso confronto con le opposizioni sul merito delle
questioni, non su posizioni formali ma sul merito delle questioni.
Bene, pocanzi si faceva riferimento - non senza una prosaica accusa
di immobilismo - all'incapacità di spesa. Io vorrei dire che se
vogliamo parlare di affermazioni in libertà lo possiamo far pure, è
più che legittimo, ogni opinione è valida, purché non trascini
nell'oltraggio:
Ma qui siamo di fronte ad un'affermazione totalmente priva di
fondamento, basta guardare l'entità del bilancio della Regione
siciliana, la cui spesa corrente corrisponde a circa 15 miliardi di
euro, e capire che 50 milioni di euro di spese liberate su 50
miliardi corrispondono allo 0.4 percento, per cui se rispetto alla
pianificazione di spesa le spese liberate arrivano a circa 50
milioni, e quindi risorse che non si riesce a spendere entro al
fine dell'anno e che vengono orientate verso una spesa connessa
all'esigenza di obbligazioni giuridicamente vincolanti di
lavoratori che aspettano il loro stipendio, si tratta di una mera
operazione finanziaria che nulla vuole precludere delle politiche
sottostanti.
Quando si dice avete tolto le risorse, si sta parlando alla
telecamera, lo dico ai siciliani che ci guardano e non al merito
delle cose, ma siccome i siciliani sono molto bravi e capiscono le
cose, e capiscono la declamazione quanto sia distante dall'analisi
concreta dei fatti, bene quei siciliani comprenderanno che se
quella voce non si è riuscita a spendere entro la fine dell'anno,
si può benissimo recuperare nell'anno successivo, ed i componenti
delle Commissione bilancio sanno che io ho preso personale impegno,
che là dove in alcuni segmenti non si è riusciti a spendere delle
risorse, se pur esigue rispetto al complesso della spesa corrente
della Regione, c'è l'impegno del Governo a rimpinguare per il
prossimo anno della pari entità, cioè quello che non si è riuscito
a spendere nel 2018 sarà proiettato nel 2019 per incrementare il
capitolo.
Quindi, chi attende un intervento a sostegno, non deve aver paura,
non deve aver timore che la Regione questo sostegno lo sottragga,
anzi questo sostegno sarà rafforzato, incrementato anche sul piano
finanziario, non ci si deve lasciar convincere da sirene, per
quanto piacevoli, che sembrano prospettare orizzonti neri, mentre
invece come ha dimostrato la conferenza stampa del Presidente della
Regione oggi, un anno di lavoro è stato un anno che non ha
precedenti negli ultimi anni in ordine alla mole di atti
amministrativi e di attività svolta.
Un altro riferimento vorrei fare ai comuni, ecco vedete è agevole
dire oggi che il Governo vuole distinguere i comuni di serie A, i
comuni di serie B, i siciliani di serie C, l'unica cosa che so è
che in questo momento sono i siciliani ad essere trattati da
cittadini di serie B, nel momento in cui tutte le province italiane
ricevono un contributo dallo Stato e le province siciliane non lo
ricevono. Tutte le province italiane ricevono un contributo di tre
miliari di euro fino al 2033 e le province siciliane no, ecco
questo l'unico dato di discriminazione che io evidenzio è quello
che leggo negli atti parlamentari della Camera dei deputati, che in
questo momento sta approvando il disegno di legge di bilancio dello
Stato, non leggo altri elementi di discriminazione.
Invece, lo sforzo che ha fatto il Governo, e che spero possa
essere coronato, e perché no migliorato dall'Assemblea, perché
nessuno ha la pretesa di presentare atti che sono i migliori
possibili, la democrazia si nutre del confronto tra le parti
politiche attraverso quel confronto si cresce, si incrementa la
capacità di dare risposte alle aspettative della cittadinanza,
ebbene, noi questo vogliamo fare.
Abbiamo proposto un intervento che recupera alcune riserve non più
utilizzabili o somme che nell'ambito degli stanziamenti per le
autonomie locali erano comunque previste andassero al comune di
Catania.
Accanto a queste la costituzione di un fondo che risponde alle
esigenze, da qui al 31 dicembre, dei comuni siciliani. Quaranta
milioni di euro che vengono messi a disposizione attraverso il
fondo e l'utilizzo, quindi, in termini di moltiplicatore, che
questo fondo determina a favore dei comuni in difficoltà, in
dissesto o pre dissesto che siano, mi sembra una dotazione
assolutamente appropriata se guardiamo da qui al 31 dicembre.
Non dimentichiamo che le variazioni non postulano interventi a
regime, postulano interventi da qua a fine anno. Quello che dovremo
fare per i comuni e le province, oggi liberi consorzi, in
situazione finanziaria di dissesto o pre dissesto, lo dobbiamo
prevedere nella legge di stabilità.
Quindi, è pretestuoso pretenderlo oggi in sede di variazione di
bilancio.
Va apprezzato questo sforzo, ripeto, se è possibile con la vostra
collaborazione ed il vostro confronto migliorativo, ma certamente è
uno sforzo da qua al 31 dicembre.
Auspico che questa collaborazione e questo confronto propositivo
possa stimolare il Governo nazionale ad assumersi le sue
responsabilità.
Io volutamente - e me ne assumo tutta la responsabilità - ho
parlato non di Governo Dracula di Stato Dracula , proprio perché
non ho nessuna polemica col Governo nazionale da intraprendere, ma
con alcune scelte che sono state fatte fare allo Stato e che non
sono eque, quello in base al quale il dissesto dei comuni
siciliani, la difficoltà enorme che hanno i comuni siciliani, anche
per alcune scelte sbagliate fatte a livello centrale nella
individuazione dei soggetti degli agenti della riscossione, che
sono stati scelti in modo - a mio avviso - superficiale dal Governo
nazionale precedente, non da questo - tant'è che, poi, alcuni sono
scappati con le borse piene dei soldi dei Siciliani e raccoglievano
i tributi di alcuni comuni - queste scelte, purtroppo, oggi hanno
una refluenza sugli equilibri di bilancio.
Il tema che i comuni siano in numero così cospicuo in difficoltà
finanziaria, che i liberi consorzi siano stati portati dalla scelta
dissennata di un prelievo forzoso che ha determinato circa
ottocento milioni di euro di soldi sottratti alle province, che si
aggiunge ai mancati trasferimenti alle province da parte dello
Stato, di cui vi dicevo prima, tutto questo deve finire. Lo Stato
deve dare ai Siciliani, attraverso i loro enti locali, quello che
dà agli altri Italiani.
Su questo sono certo che, indipendentemente dalle appartenenze a
movimenti, partiti, gruppi comunque essi si chiamino, ciascuno di
voi senta il dovere di rappresentare prima di tutto i Siciliani ,
e poi i Siciliani collocati politicamente.
Per cui insieme - e sono convinto che lo faremo - dobbiamo
pretendere dallo Stato che esso faccia la sua parte nei confronti
dei Siciliani.
Io ricordo con grande apprezzamento un momento - il Presidente che
era con me in quell'esperienza nel 2010, c'erano anche alcuni di
voi, onorevoli del PD, parimenti presenti - in cui, quando a
livello nazionale si cominciò a parlare di federalismo fiscale e
cominciò il tema dell'attuazione della legge n. 42/2009, e si
cominciò ad intravedere che quel federalismo, applicato in modo
distorto ed asimmetrico, avrebbe danneggiato la Sicilia,
quest'Assemblea approvò un ordine del giorno all'unanimità, senza
distinzioni di partito, movimento, maggioranza ed opposizione ed
era un momento - ricorderanno gli onorevoli che in quella vicenda
erano presenti - che vedeva la politica siciliana dilaniata da
confronti non leggeri. E comunque si votò all'unanimità un ordine
del giorno nel quale tutti i Parlamentari chiedevano allo Stato il
massimo rispetto dei diritti delle aspettative dei Siciliani.
Io credo che su questa linea bisogna procedere, proprio con
riguardo a temi così delicati che, ripeto, non sono riconducibili
Per andare alla radice del disagio dei comuni perché tanti di voi
l'hanno evocata ma c'è una radice che porta i comuni e li porterà
sempre di più verso il default.
Allora, se vogliamo prevenire, oltre che con strumenti che come
quelli - ripeto perfettibili - stiamo mettendo in campo e che
metteremo meglio in campo e raffineremo in sede di legge di
stabilità, di più dovremo fare per eliminare le cause che portano i
comuni al dissesto e le cause che portano le province al dissesto.
Concludo qui, non voglio appesantire il proficuo dibattito che si
è fatto oggi. Non c'è alcun intendimento di premiare questo o quel
comune con un intervento straordinario, vogliamo fare in modo che
queste variazioni rispondano ad alcune esigenze che, da qui alla
fine dell'anno, devono essere, certamente, corrisposte e che vedono
incapienti i capitoli rispetto a sopravvenienze che si sono
realizzate su altri capitoli.
E' la legge di stabilità, sarà il bilancio il luogo nel quale
dovremo confrontaci per costruire il nuovo anno. Il documento
economico che è stato approvato, l'ultimo, cioè il documento di
economia e finanza regionale - mi si permetta una notazione -, se
la ricchezza di dibattito che ha avuto, oggi, un atto assolutamente
marginale qual è la proposta di legge sulle variazioni, avesse
sfiorato il documento di economia e finanza che, invece, postulava
e postula una visione sugli scenari economici dei prossimi tre
anni, certamente, si sarebbe potuto arricchire di più quello che è
il confronto sui macro temi tra le forze politiche che sostengono
il Governo e quelle che, invece, lo contrastano. Purtroppo, invece
quella è stata un'occasione perduta proprio per confrontarsi sui
temi essenziali sia in Commissione, sia in Aula, perché quello è il
momento nel quale ci si confronta sui temi alti, quello è il
momento su cui ci si confronta sulle politiche economiche.
Un'occasione perduta che speriamo di potere presto recuperare.
Noi abbiamo il documento, su quella linea procederemo; l'Assemblea
lo ha approvato. Quello sarà il riferimento, quella sarà la
piattaforma sulla base della quale costruiremo il confronto sia in
Commissione Bilancio' che, poi, in Aula sulla legge di stabilità e
sul bilancio regionale.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Armao.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà martedì, 11
dicembre 2018, alle ore 11.00, per iniziare la trattazione degli
articoli e le successive votazioni.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.33 di venerdì 7 dicembre 2018, è
ripresa alle ore 11.15
di martedì 11 dicembre 2018)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lo Giudice ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sono arrivate tutte le carte
relative agli emendamenti, però ho bisogno di dieci minuti, insieme
al Governo, perché così come sono state inviate, assessore Armao,
avremo dei problemi, nel senso che è stato messo un articolo con
tutti gli incrementi di spesa ed un articolo con tutte le
diminuzioni, ma senza i riferimenti, cioè un incremento con quella
diminuzione o una diminuzione con quell'incremento. Per cui,
basterebbe che ne saltasse uno nell'articolo 2 e non sapremmo più
dove andare a prenderlo nell'articolo 4.
Per cui, ora la Commissione non c'è, chiedo perdono ai colleghi,
ma dobbiamo vederci una mezzora, anche in Commissione, per capire
come fare. Così diventa veramente difficile immaginare di poter
procedere. Non so se è chiaro: in un articolo ci sono tutti gli
incrementi di spesa, in un altro articolo vi sono tutti i
decrementi di spesa. Il totale è uguale, ma il totale è uguale con
tanti commi di un articolo e tanti commi di un altro
BARBAGALLO. Ma, intanto, possiamo avere il fascicolo?
PRESIDENTE. Lo distribuiremo quando sarò convinto che sarà quello
che dovremo votare, le chiedo scusa. Per cui è inutile distribuire
una cosa che, poi, non sarà quella.
Presidente Savona, chiedo scusa, dicevo che abbiamo gli
emendamenti; quelli presentati dal Governo prevedono un articolo
con tutti i commi di incremento di spesa ed un altro articolo con
tutti i commi di decremento. Vero è che il totale è lo stesso e se
votassimo con un voto tutti gli uni e tutti gli altri non ci
sarebbero problemi, ma dovendoli votare uno ad uno, basterebbe che
saltasse un decremento e non sapremmo più quale incremento
salterebbe. Non so se è chiaro. Per cui così com'è stato
presentato, come mi è arrivato, non riesco a fare votare questi
emendamenti.
Per cui, assessore Armao e presidente Savona, ci vediamo dieci
minuti e vediamo di capire come sistemarli, diversamente, non
possiamo andare avanti. Quindi, chiedo scusa a tutti i colleghi,
sono le 11.15 e credo che questo lavoro ci prenderà un po' di
tempo, pertanto, ci rivediamo a mezzogiorno. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.18, è ripresa alle ore 12.25)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi hanno appena comunicato che il
Governo e la Commissione Bilancio stanno facendo una riscrittura
degli articoli 2, 3 e 4. Noi possiamo votare l'articolo 1 e
l'articolo 5. E' ovvio che poi, trattandosi di riscrittura, io lo
devo consegnare e dare i tempi per la presentazione di eventuali
emendamenti. Per cui, intanto, direi, se fosse possibile, di andare
speditamente avanti con l'articolo 1 e l'articolo 5.
Onorevoli colleghi, le notizie arrivano continuamente. Neanche
l'articolo 1 possiamo votare.
Convoco immediatamente, in Sala Lettura deputati, la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per decidere sul da farsi.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.26, è ripresa alle ore 12.42)
La seduta è ripresa.
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico l'esito della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che ha appena deliberato
all'unanimità.
Gli Uffici dell'Assemblea, insieme agli Uffici del Governo, stanno
riscrivendo, di fatto, quattro sui cinque articoli previsti in
questa legge. Pertanto, fino alle ore 16.00 o 17.00, non potremo
riaprire l'Aula per esaminarli.
Avendo consapevolezza e certezza che ci saranno delle modifiche di
copertura - non saranno ammesse modifiche sostanziali, quindi
nessuna cosa in più o in meno, ma soltanto delle differenze di
copertura - darò il termine per la presentazione di eventuali
emendamenti.
La seduta, pertanto, sarà rinviata al pomeriggio di oggi, alle ore
17.00, sperando di avere le carte dagli uffici del Governo e
dell'Assemblea, così da poterle distribuire ai deputati. Gli
emendamenti potranno essere presentati fino alle ore 12.00 di
domani, 12 dicembre 2018.
L'Aula sarà quindi rinviata a domani alle ore 16.00 ed il lavori
proseguiranno ad oltranza fino anche alle 22.00, per votare, e
questa volta spero non ci siano nuovi intoppi e nuovi problemi su
questa votazione che ormai diventa molto urgente.
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ha rinviato la seduta alle ore 17.00
di oggi annunciando che gli emendamenti al nuovo testo sarà
possibile presentarli entro domani.
Abbiamo fatto già la discussione generale. Mi chiedo: ma alle
17.00 che facciamo?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, appena ricevo il documento
riscritto lo devo far distribuire e dare il tempo formale per la
presentazione degli emendamenti.
CRACOLICI. Quindi è un fatto tecnico la seduta alle ore 17.00?
PRESIDENTE. Infatti, avevo già detto che di fatto la seduta delle
17.00 è solo per me, lo dicevo proprio per questo motivo.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.45, è ripresa alle ore 17.25)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito la Commissione Bilancio a prendere posto nel
rispettivo banco. Onorevole Savona, se lei ci illumina su quello
che è stato fatto in queste ore, possiamo decidere come procedere.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, all'articolo 1 sono apportate delle
modifiche che mettono in risalto i 10 milioni che servono per
l'articolo 1, prendendo 2 milioni da un posto e 8 milioni da un
altro posto, quindi così risulta compensato; abbiamo aggiustato
l'articolo 1, che adesso è autonomo, per cui si può andare avanti.
L'altro emendamento, invece, è comprensivo dell'articolo 2, 3 e 4
assieme, comma per comma, singolarmente c'è la copertura, anche per
quanto riguarda le diminuzioni, quindi l'operazione è bilanciata.
PRESIDENTE. Quindi, l'avete fatto pezzo per pezzo, diciamo, ogni
proposta ha una spesa e una entrata.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Con una
autorizzazione specifica.
PRESIDENTE. Benissimo A questo punto, quindi il lavoro è stato
finito? E il Governo?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, penso che in questo momento stia assemblando l'intera
manovra, ma ancora sono rimasti indietro rispetto ai funzionari
dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il nuovo testo è in distribuzione,
e il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato a
domani a mezzogiorno. Ovviamente gli emendamenti sono da
presentarsi a questo nuovo testo, pertanto, tutti quelli presentati
precedentemente è come se non esistessero più Per cui se dovete
presentare emendamenti, che erano già stati presentati, li dovete
ripresentare
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei ha già
perfettamente chiarito il mio quesito in ordine agli emendamenti.
Io avevo un mio convincimento, e mi viene confermato dalle sue
parole, anche a memoria dei parlamentari che, giustamente, hanno
presentato una serie di emendamenti che quindi, se non ho capito
male, decadono.
Quindi, decaduti tutti gli emendamenti fino ad ora presentati,
alla luce di questa nuova riscrittura, bisogna attuare la procedura
e, ovviamente gli emendamenti dovranno essere ripresentati.
In questi giorni si sono dette delle cose a diversi mondi che
guardano al Palazzo, e ora, rispetto a questi mondi, che vanno dal
bacino degli ex PIP per il pagamento di novembre e dicembre, ai
forestali, all'ESA, alle partecipate, ai consorzi di bonifica e
così via dicendo, io volevo fare un altro appello, e chiaramente
non dipende da questa Presidenza.
Devo dire la verità, mi sembra che già il Presidente Musumeci sia
intervenuto sulla questione della Cassa regionale. Ovviamente se
noi dovessimo, per colpa di nessuno, continuare a dilatare i tempi
della discussione, rischieremmo col non pagare gli stipendi. E
allora io rappresento all'autorevole Presidenza di questa Assemblea
di farsi portavoce, insieme a tutti i Gruppi parlamentari, rispetto
alla Ragioneria Generale, rispetto ad una azione che deve fare il
Governo di tenere fino, se è il caso, il 27 di dicembre. Perché
siamo qui, e lei lo ha già detto Presidente, con il buon senso e
con il sacro impegno che debba essere Natale per tutti i siciliani,
per i dipendenti di tutti gli enti.
Oggi, purtroppo, si è assistito in I Commissione ad una cosa
brutta che - come dire - esprime tutte le contraddizioni di questa
coalizione o, a dire la verità, l'impostazione stessa della I
Commissione. Infatti, ci sono sette deputati dell'opposizione, con
quattro parlamentari del Movimento Cinque Stelle e tre del Partito
Democratico, con una coalizione che vede 6 parlamentari.
Ecco, oggi in capo all'opposizione, si ascrive una cosa
gravissima, quella di avere impantanato le IACP di tutta la
Sicilia. Catania, Trapani, Siracusa, Messina, ringraziano. Il voto
contrario per la bocciatura dei presidenti degli IACP di cinque
Province.
Detto, questo ora stiamo per affrontare il voto d'Aula sulle
variazioni di Bilancio, non vorrei che dovremmo procedere con lo
stesso spirito con il quale avete bocciato le nomine degli IACP.
Sappiate che di mezzo ci sono i pagamenti dei PIP, dei forestali,
dell'ESA, dei consorzi di bonifica e con queste categorie,
giustamente, insieme a me, perché verrò con loro, verremo a parlare
con voi.
Ora, per quanto riguarda alcuni di questi emendamenti, si era
trovato, diciamo, un accordo, Presidente dell'Assemblea, ad esempio
- dice: ma parla sempre dei PIP? Sì, sul bacino dei PIP - si era
trovato un accordo per cui non si andava a proroga, quindi
quell'idea di prorogarli fino al primo di luglio è saltata con un
emendamento che in realtà non è di iniziativa, diciamo, del
deputato x o del deputato y, ma è di iniziativa delle
organizzazioni sindacali le quali, riunitesi in piazza, hanno
portato un emendamento che non va nella logica della proroga, ma va
nella logica del passaggio in Resais.
Ci siamo riuniti insieme al Presidente della Commissione Savona ed
i parlamentari, per dire che in effetti quello era l'emendamento di
cui dovevamo farci portavoce. Ora, io su questa tesi voglio
insistere. Visto che si azzerano gli emendamenti che sono stati
presentati, e se ne dovranno ripresentare, io direi di trovare di
nuovo la formula, insieme, diciamo, in un assise che può essere
come quella dell'incontro dell'altro giorno: insieme a tutte le
organizzazioni sindacali, insieme al Presidente della Commissione,
per ripresentare quell'emendamento no proroga , ma passaggio
effettivamente ad una condizione in Resais, che preveda finalmente
che quei contratti vengano fatti.
Rispetto poi a tutta un'altra serie di riforme, che riguardano ad
esempio gli IACP, e qui, forse, per certi aspetti comprendo anche
l'azione del Partito Democratico. Lì c'era l'idea di una riforma, e
oggettivamente non possiamo dire nulla ai nostri amici
dell'opposizione. C'era una riforma che prevedeva l'accorpamento di
tutti gli enti, per cui alla luce di questa proposta fatta sia dal
Partito Democratico, sia dal Movimento Cinque Stelle, ma in coda
all'idea del Presidente della Regione, del Presidente Musumeci, che
aveva già proposto di accorpare gli IACP, io penso che possiamo
procedere in questa direzione.
La stessa cosa rispetto a tutte quelle riforme che, ovviamente,
ancora non sono partite, talvolta anche per atteggiamenti
strumentali da parte dell'opposizione che riguardano, per esempio,
il mondo della formazione professionale nella sua interezza, senza
distinguere tra interventi e servizi, garantendo l'applicazione
della legge n. 24 e facendo in modo che anche questo settore possa
ripartire. Solo questo signor Presidente, rispetto alla
precisazione legato al termine degli emendamenti grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono altre richieste di
intervento, ma non possiamo oggi aprire una discussione, bisogna
soltanto stabilire il termine per la presentazione degli
emendamenti, e rinviare poi a domani. Se qualcuno deve intervenire
sull'ordine dei lavori o qualche cosa di specifico, bene, ma non
posso consentire di iniziare una discussione sulla legge.
Pertanto, se ci sono interventi molto brevi che riguardano altre
informazioni va bene, ma ripeto se cominciamo a discutere sui temi
della legge io sarò costretto a togliervi la parola e comunque a
sospendere e andare a domani.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
rispondere brevemente all'onorevole Figuccia. Se gli IACP di
Trapani, Catania, Messina, Palermo e Siracusa ringraziano le
opposizioni della I Commissione per non avere votato le nomine,
tutti gli IACP e l'intera Sicilia
PRESIDENTE. Onorevole Pagana, io la devo supplicare, domani lei
può rispondere di tutto, oggi siamo qua soltanto
PAGANA. Soltanto sugli IACP signor Presidente, non sto entrando
sul merito, è stata lanciata un'accusa
PRESIDENTE. Sulle IACP va bene ma poi ripeto, siccome domani sarà
una giornata lunga, e io ho anche il dovere di salvaguardare gli
orari dei lavoratori, non possiamo prolungarci ulteriormente,
Ripeto, la discussine va fatta domani, per cui finiamo questo
intervento e poi rimandiamo l'Aula.
PAGANA. Ripeto, se gli IACP di Trapani, Catania, Messina, Palermo
e Siracusa accusano le opposizioni e ringraziano le opposizioni per
avere bloccato il mondo, tutti gli IACP e l'intero popolo siciliano
ringrazia questo Governo per la riforma degli IACP che non è
arrivata, e ringrazia questo Governo sempre per il solito modo di
fare nomine più che politiche all'interno degli enti cui è preposta
a nominare. Grazie.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli, assessore, è per fare
chiarezza perché non ho capito una cosa. Siccome gli articoli
invariati rimangono 1, 4, 5 e 6 giusto? Anche su questi
PRESIDENTE. 1 e 5.
CAPPELLO. Allora, su quelli che rimangono invariati gli
emendamenti già proposti rimangono tali o decadono?
PRESIDENTE. Assolutamente si.
CAPPELLO. Solo su quelli riscritti, si devono ripresentare ex
novo. Giusto Presidente?
PRESIDENTE. La ringrazio di essere intervenuto per chiarirlo,
onorevole Cappello. Gli emendamenti vanno ripresentati solo agli
articoli riscritti. Quindi, sull'articolo 1 e sugli articoli 5 e 6
ovviamente non ci sono problemi. Per quanto riguarda invece gli
articoli 2, 3 e 4, non esistono più quelli di prima e devono essere
ripresentati.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, le do 30 secondi perché poi
dobbiamo assolutamente chiudere. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, sarò brevissimo. Io mi permetto di
ribadire il senso di responsabilità che le minoranze hanno avuto in
merito a tutta questa vicenda, quindi anche se occupiamo qualche
minuto in più, perché c'è stato un problema non indifferente che ci
ha visto ritornare tutti di nuovo sul disegno di legge, e mi pare
che lo abbiamo accettato siamo stati in silenzio, non cercando di
strumentalizzare sulla vicenda o di scaricare responsabilità,
comprendiamo che sono cose che possono succedere e andiamo avanti.
Io intervengono velocemente in merito alle cose dette
dall'onorevole Figuccia. Io sono una delle persone che apprezza
sempre l'onorevole Figuccia nei suo interventi, e faccio
riferimento allo IACP. Mi permetto di ringraziare la delegazione
del Partito Democratico che ha bocciato le nomine dello IACP in
Commissione e non è senso di irresponsabilità. Noi riteniamo che,
così come ha detto il Presidente della Regione, si debba fare una
riforma e va fatta una riforma.
Non abbiamo condiviso il fatto che la riforma la doveva fare lui
con decreto del Presidente. Riteniamo che le riforme le fa il
Parlamento. Non ci è piaciuto il fatto che da una parte lui abbia
approfittato della bocciatura per rimettere in piedi i vecchi
comitati di gestione degli IACP, che sono quelli che hanno
distrutto gli IACP. Guardate che i Consigli di amministrazione
degli Istituti autonomi Case popolari hanno distrutto gli Istituti.
Quindi, è la strada sbagliata, nessun senso di irresponsabilità e
ringrazio.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli articoli 1, 5
e 6 non cambiano, quindi non decadono gli emendamenti, ma
considerato che il termine per gli emendamenti è dato sul disegno
di legge, si possono presentare emendamenti nuovi.
PRESIDENTE. Non faccia il furbo, onorevole De Luca.
DE LUCA. Non è questione di essere furbo, è questione di
procedura.
PRESIDENTE. Siccome gli articoli 1, 5 e 6 rimangono esattamente
quelli che sono, si riapre il termine per la presentazione degli
emendamenti sugli articoli 2, 3 e 4.
DE LUCA. Termine su una parte del disegno di legge.
PRESIDENTE. Sugli articoli 2, 3 e 4.
DE LUCA. Non è un po' atipico, signor Presidente?
PRESIDENTE. No, non è per niente atipico, è fattibilissimo e
stiamo riaprendo il termine per la presentazione degli emendamenti
solo per quelle parti del testo che sono state riscritte.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà domani,
mercoledì 12 dicembre 2018, alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.42 di martedì 11 dicembre 2018,
è ripresa alle ore 16.08 di mercoledì 12 dicembre 2018)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
BARBAGALLO. Manca il Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che giunga il Governo in
Aula e anche la documentazione, - e gli uffici mi dicono che
ancora ci vuole mezz'ora -, mi trovo costretto, mio malgrado,
perché comunque io stasera voglio chiudere in un orario decente, a
rinviare ancora di mezz'ora in attesa che la Commissione Bilancio
faccia pervenire tutta la documentazione.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.09, è ripresa alle ore 16.51)
Per fatto personale
CARONIA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
fatto personale per rendere nota a quest'Aula - onorevole Milazzo,
mi piacerebbe che mi ascoltasse ..
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, ascoltiamo un attimo l'onorevole
Caronia, per favore. Riusciamo a stare un attimo zitti ed ascoltare
l'onorevole Caronia?
CARONIA. Grazie, signor Presidente. Dicevo, intervengo per fatto
personale poiché sto valutando con i miei legali di intraprendere
un'azione risarcitoria civile e penale per i danni che sono stati
cagionati alla mia persona dalle affermazioni e dalle frasi che
sono state diffamatorie e proferite nei miei confronti dalla
collaboratrice del Movimento Cinque Stelle, La Rocca Claudia,
diffusi attraverso mezzi social ed anche attraverso diverse mail
che sono lesive della mia persone ed oltre che della verità.
Ritengo che sia stato necessario che questa comunicazione io la
dessi in Aula e ritengo che la gravità dei fatti che si sono
perpetuati pongano, diciamo, un momento di riflessione soprattutto
del Movimento Cinque Stelle, che spesso da questo banco denuncia
comportamenti scorretti soprattutto nell'uso dei social per
screditare l'attività, non soltanto screditare, infangare,
screditare e, come dire, offendere fortemente l'attività di noi
parlamentari.
Tanto dovevo. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caronia, inutile dire che mi
dispiace di questa comunicazione; posso solo essere dispiaciuto e
purtroppo non sono a conoscenza dei fatti di cui lei parla.
Realmente mi dispiace, le do intanto la mia solidarietà e quella di
tutta l'Aula.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 455/A
«Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2018 e per il triennio 2018/2020. Disposizioni varie».
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto I dell'ordine
del giorno: seguito della discussione del disegno di legge n. 455/A
«Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2018 e per il triennio 2018/2020. Disposizioni varie».
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Interventi per le autonomie locali
l. Al comma 6 dell'articolo 15 della legge regionale 8 maggio
2018, n. 8, dopo la lettera e) aggiungere le seguenti lettere:
e bis) 8.000 migliaia di euro per l'anno 2018 al Comune di
Catania, per la corresponsione degli emolumenti al personale
dipendente e del personale delle società partecipate;
e ter) 2.000 migliaia di euro per l'anno 2018 al libero Consorzio
comunale di Siracusa, per la corresponsione degli emolumenti al
personale dipendente e del personale delle società partecipata
Siracusa Risorse S.p.A.;
e quater) 3.000 migliaia di euro per l'anno 2018 quale contributo
straordinario una tantum in favore dei comuni che hanno concluso i
processi di stabilizzazione del personale titolare di contratto a
tempo determinato nel periodo compreso tra l'1 gennaio 2008 e la
data di entrata in vigore dell'articolo 3 della legge regionale 29
dicembre 2016, n. 27. Il dipartimento regionale delle autonomie
locali provvede a ripartire agli enti interessati le risorse
assegnate in proporzione al costo complessivo sostenuto ed erogato
dall'ente nel periodo 2008-2018.
2. Al comma 8 dell'articolo 15 della legge regionale n. 8/2018 le
parole 5.500 migliaia di euro sono sostituite dalle parole
18.500 migliaia di euro .
3. Al comma 11 dell'articolo 15 della legge regionale n. 8/2018,
la parola 5.000 è sostituita dalla parola 4.000 .
4. Al comma 14 dell'articolo 15 della legge regionale n. 8/2018,
le parole triennio 2018-2020 sono sostituite dalle parole
biennio 2019-2020 .
5. Il comma 19 dell'articolo 15 della legge regionale n. 8/2018 è
soppresso.
6. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 10 dell'articolo 6
della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche
ed integrazioni per l'anno 2018, riferita ai comuni che intendevano
evitare il dissesto, è ridotta di 2.000 migliaia di euro (Missione
18, Programma 1, capitolo 191313).
7. Nell'ambito delle risorse di cui all'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modifiche ed integrazioni è
autorizzata, per l'anno 2018, l'ulteriore spesa di 1.000 migliaia
di euro in favore dei comuni in dissesto per il rimborso delle
spese sostenute per il trasporto interurbano degli alunni delle
scuole medie superiori, da ripartire in proporzione alla spesa
sostenuta nell'anno precedente.
8. Per le finalità di cui ai commi da 1 a 7, l'autorizzazione di
spesa di cui all'articolo 6, comma 1, della legge regionale n.
5/2014 e successive modifiche ed integrazioni, per l'esercizio
finanziario 2018, è incrementata di 6.000 migliaia di euro.
9. E' costituito presso l'Assessorato regionale delle autonomie
locali e della funzione pubblica - dipartimento regionale delle
autonomie locali il Fondo regionale di garanzia per gli enti locali
siciliani, pari a 4.000 migliaia di euro, da destinare almeno per
l'80 per cento ai comuni, da ripartire in proporzione al numero di
abitanti. Gli enti locali, previa delibera dell'organo consiliare,
chiedono l'attivazione del Fondo attraverso un soggetto bancario
previamente individuato nelle forme di legge. La somma massima
garantita e quindi erogabile nel corso dell'esercizio finanziario
2018 non può superare 40.000 migliaia di euro ed è utilizzabile
esclusivamente per il pagamento degli stipendi, parte fissa, e
degli oneri contributivi dell'ente locale richiedente e delle
proprie partecipate. La somma erogata è rimborsata in cinque
annualità al soggetto bancario dal dipartimento regionale delle
autonomie locali, che è autorizzato a trattenere la rata annuale a
valere sui trasferimenti in favore dell'ente locale richiedente che
ha ottenuto l'erogazione delle risorse sulla base delle somme
attribuite allo stesso ai sensi dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2014 e successive modifiche ed integrazioni e
dell'articolo 2 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8. Gli
interessi rimangono a carico dell'ente locale richiedente.
10. All'articolo 26 della legge regionale n. 8/2018, dopo il comma
6 è aggiunto il seguente:
6 bis. Per gli enti che hanno dichiarato dissesto finanziario ai
sensi dell'articolo 244 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267 e successive modifiche ed integrazioni, il termine del 31
dicembre 2018 per avviare le procedure di stabilizzazione dei
lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato di cui al
comma 6 è differito al 31 dicembre 2019, fermo restando il limite
di spesa quantificata al comma 21 dell'articolo 3 della legge
regionale 29 dicembre 2016, n. 27. ».
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 1.27 del fascicolo,
degli onorevoli Lupo ed altri.
Comunico, altresì, che sono stati presenta i sub-emendamenti
1.27.1 e 1.27.2, degli onorevoli Lupo ed altri.
CANCELLERI. Signor Presidente, ne avevo presentato uno io.
PRESIDENTE. All'emendamento 1.27?
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome sono
cambiate alcune coperture, io l'ho ripresentato. Se non si può
presentare all'emendamento 1.27, lo intenda all'emendamento 1.37
allora.
PRESIDENTE. Da spostare all'emendamento 1.37.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Savona, se intanto mi fa sapere i pareri sugli
emendamenti, velocizzeremo tutto. Se potessi avere un foglio con
tutti i pareri agli emendamenti presentati sarebbe tutto più
semplice.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo per
dire che il subemendamento 1.27.1 è un emendamento tecnico, nel
senso che nell'emendamento 1.27 avevo erroneamente indicato una
copertura che non c'è perché in realtà era una riduzione. Quindi
non capisco come la Commissione possa dare parere negativo.
PRESIDENTE. Ancora la Commissione non ha dato nessun parere.
LUPO. Mi sembra una correzione dovuta.
PRESIDENTE. Non si sono espressi ancora.
Sospendiamo due minuti in attesa di avere il parere della
Commissione Bilancio .
(La seduta, sospesa alle ore 16.59, è ripresa alle ore 17.03)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'emendamento 1.27. 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.27.1, con il parere
contrario della Commissione e del Governo.
SAMMARTINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.27.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.27.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 61
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 29
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento 1.27.2 è precluso dalla votazione dell'emendamento
1.27.1, e l'emendamento 1.27 non è ammissibile.
Si passa all'emendamento 1.11, degli onorevoli Barbagallo ed
altri.
Comunico che sono stati presentati, sempre dagli onorevoli
Barbagallo ed altri, i subemendamenti 1.11. 1 e 1.11.2.
Pongo in votazione il subemendamento 1.11.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 1.11.2. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 1.11 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.37, dell'onorevole Cancelleri.
Comunico che è stata presentato, dall'onorevole Cancelleri,
l'emendamento di riscrittura 1.37.1.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il sub
emendamento tende a creare due fondi, uno da 15 milioni + 1 che già
c'è, sono 16 milioni, per i comuni in dissesto e per i liberi
consorzi già in dissesto, e un altro fondo da 8 milioni 720 che più
i quattro già presenti fanno 12 milioni e 720 e per i comuni e i
liberi consorzi che attivano invece le procedure di riequilibro
economico finanziario, con le coperture che si trovano già nel
testo, che vengono appostate direttamente su questa manovra.
Perché Presidente si presenta questo sub emendamento? Perché io
credo che nella funzione di questo Parlamento ci sia quella di
dover tutelare tutti i comuni e non soltanto uno, ma tutti i comuni
che si trovano in difficoltà e se agiamo oggi con una legge che è
quella presente oggi nel testo, soprattutto al comma 1, lettera
bis, cioè quella che si riferisce chiaramente al comune di Catania,
stiamo sancendo con legge che qui nella nostra Regione ci sono
cittadini di serie A e cittadini di serie B. Il comune di Catania
oggi al quale, ovviamente va la mia personale solidarietà e la
vicinanza di tutto il movimento Cinque Stelle, non ha la
possibilità di pagare gli stipendi dei propri dipendenti, come non
ha la possibilità di fare la stessa cosa il comune di Porto
Empedocle e tanti altri comuni che oggi si trovano in gravi
difficoltà e non capisco il motivo per il quale si debba
intervenire su un singolo comune e non su tutti gli altri comuni
che oggi stanno in quelle situazioni.
Voglio rappresentarvi i comuni che sono in difficoltà perché chi
vota quest'articolo in favore della sola città di Catania sta
dimostrando, col suo voto, che non è cittadino dei comuni in
dissesto di Acate, Aci Sant'Antonio, Augusta, Aragona, Bagheria,
Barrafranca, Bolognetta, Borgetto, Brolo, Caltagirone, Carini,
Cassaro, Casteltermini, Casteldaccia, Cefalù, Cerda, Comiso,
Favara, Giarre, Ispica, Lentini, Mazzarrà Sant'Andrea, Mirabella
Imbaccari, Milazzo, Monreale, Mussomeli, Palagonia, Partinico,
Porto Empedocle, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Scaletta
Zanclea, Scordia, Sommatino, Tortorici, Vizzini e anche il Libero
consorzio di Siracusa ma non ha a cuore neanche le sorti dei comuni
che sono in piano di riequilibrio.
Fra questi Adrano, Avola, Belmonte Mezzagno, Caccamo, Campobello
di Licata, Catania, Ficarra, Galati Mamertino, Giardini Naxos,
Itala, Leonforte, Linguaglossa, Mazzarrone, Messina, Modica,
Monterosso Almo, Motta Camastra, Pachino, Piana degli Albanesi,
Racalmuto, Randazzo, Riposto, Rosolini, San Cataldo, Sant'Alessio
Siculo, Santa Caterina Villarmosa e infine Santa Domenica Vittoria,
Scicli, Taormina, Terme di Vigliatore, Tremestieri Etneo, Ustica e
Villafranca Tirrena.
Riguardano tutte le province, cari colleghi.
Oggi col vostro voto potete determinare se a questi comuni, se ai
cittadini e ai sindaci che abitano questi comuni volete lanciare un
messaggio molto pericoloso che qui oggi l'Assemblea regionale sta
dicendo che ci sono comuni di serie A e comuni di serie B,
lanciando ancora un più pericoloso messaggio che chi ha avuto la
grande bellezza e voglia di vivere in questi territori gli state
dicendo di andarsene via perché non c'è futuro e il futuro si può
trovare solo laddove grandi città hanno governi regionali amici che
nel momento di difficoltà gli sganciano i quattrini che - per
carità - altri hanno creato.
Da legislatore regionale, da deputato regionale, non voglio stare
a queste logiche.
Chiedo a quest'Aula di determinarsi creando un fondo per i comuni
in dissesto e per i comuni in pre dissesto che dia ristoro
finalmente a tutti.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, vorrei dire una cosa all'Aula, cosa
che dico ad alta voce, di non essere stato eletto nel territorio di
Catania.
Il tema che dobbiamo risolvere non è un tema di partigianeria
Catania contro resto del mondo o resto del mondo contro Catania .
Il tema è uno
Va salvato il comune di Catania, va erogata, va riconosciuta
questa somma a completamento.
Nell'erogazione precedente a Catania, per una questione legata ad
un procedimento della Corte dei conti che si doveva definire, non è
stato possibile erogare cinque milioni e quattrocento ed un milione
e trecento.
CANCELLERI. Non gli spettano quei soldi
MILAZZO. Gli spettano eccome, onorevole Cancelleri, perché non
vanno destinati a casa Pogliese, vanno destinati ai diecimila
dipendenti.
Non parliamo del piccolo comune con dodici dipendenti che
tuteliamo comunque col Fondo.
Stiamo parlando diecimila persone che aspettano una risposta e
voi, per un fatto solo politico, per non farci incassare un
risultato che non vogliamo politicizzare, ci siamo trovati a
Catania un fardello così pesante che non auguro a nessun sindaco ma
ancor meglio a nessun dipendente.
Nessun dipendente deve subire e attraversare un momento così
pesante
Vi chiedo di riflettere attentamente, perché quando questa partita
sarà finita - e magari qualcuno rischia pure di esultare - non
incasseremo chissà quale risultato.
Può capitare che qualche comune riceverà uno zero virgola in meno
ma Catania sarà affossata definitivamente.
Questo è il tema
O un milione e trecentomila euro redistribuiti nel Fondo sono lo
0,00all'infinito per il comune X
CANCELLERI. Sono otto milioni che non gli sono dovuti.
MILAZZO. Otto milioni. I 5 milioni e 400 e il milione e 300 a
Catania sono un impegno morale che, per un disguido con la Corte
dei Conti, non è stato possibile erogare nell'anno precedente.
CANCELLERI. Ma quale disguido Abbiamo bocciato il piano di
equilibrio.
MILAZZO. Onorevole Cancelleri, siccome io in storia ho 10 e lode,
ora ne esco qua con 10 e lode, per Bagheria voi nelle scorse
finanziarie li avete presentati gli emendamenti salva Bagheria. E
per la provincia di Siracusa abbiamo assegnato17 milioni, ora di
punto in bianco su Catania siamo diventati tutti per le norme
generali ed astratte.
C'è un problema serio che riguarda i dipendenti del Comune di
Catania e noi dobbiamo essere più lungimiranti di quest'Assemblea,
perché quando consumeremo questo danno, incasserete un risultato
politico, avete affossato un Comune.
Vi vorrei ricordare che non glieli state regalando, attingono al
credito, devono restituirli con gli interessi.
CANCELLERI. Non è vero, è un mistificatore.
MILAZZO. E' vero E' vero
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, lei è anche Vicepresidente di
questa Assemblea, deve sapere alcune regole.
Ognuno nel suo intervento dice quello che ritiene giusto dire, se
poi uno vuole replicare replica, ma se iniziamo questi duetti con i
deputati che sono seduti io, di nuovo, sospendo la seduta e quando
siete più calmi ci rivediamo, ci riaggiorniamo ad un'ora. Onorevole
Milazzo la sua posizione è chiara.
MILAZZO. Signor Presidente, grazie a una parte di queste risorse,
dicevo, il Comune di Catania potrà attingere al credito, potrà
accedere al credito, quindi io chiedo all'Aula un atto di
responsabilità.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
l'intervento dell'onorevole Milazzo è veramente penoso, perché fa
una differenza netta, chiara, schifosa tra i dipendenti del Comune
di Catania e i dipendenti degli altri Comuni in dissesto.
Signor Presidente, è una cosa che non si può sentire in
quest'Aula, voi state facendo una differenziazione netta tra i
dipendenti degli altri Comuni in dissesto e i dipendenti del Comune
di Catania.
A questo punto sarebbe doveroso chiedere ai dipendenti degli altri
Comuni, come quelli di Porto Empedocle, che da quattro mesi non
prendono lo stipendio, di spostarsi a Catania, tanto quei pochi
centinaia di dipendenti degli altri Comuni si aggiungono ai
diecimila di Catania.
Questo comportamento, signor Presidente, sarebbe stato più
dignitoso da parte vostra dire semplicemente: Vogliamo fare un
favore al Comune del Presidente della Regione anziché girarci
attorno con queste dichiarazioni.
I Comuni di Tortorici, Giarre e Monreale che dovevano godere dello
stesso identico trattamento del Comune di Catania, perché
destinatari di quel fondo in pre-dissesto, sono stati totalmente
esclusi da questo ragionamento e si ritrovano a dover chiedere le
briciole con un altro comma, con un altro fondo che non riguarda
esclusivamente il Comune di Catania.
Signor Presidente, mi ascolti, quello che ha dichiarato
l'onorevole Milazzo è veramente vergognoso, non è rispettoso dei
dipendenti degli altri Comuni e non rispettoso, neanche, per tutti
gli altri Comuni siciliani che ha nominato l'onorevole Cancelleri
che sono in una situazione di dissesto che vanno trattati parimenti
al Comune di Catania.
PRESIDENTE. Io credo che le posizioni siano chiare, è inutile
continuare con questi toni, perché sennò finiamo questa notte.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, solo un
chiarimento: i soldi di cui stiamo parlando sono un contributo al
comune di Catania, non sono un prestito. Detto ciò, è il caso di
chiarire alcune cose: il comune di Catania doveva percepire delle
somme per evitare che andasse in dissesto. Era stato di
riequilibrio finanziario. La Corte dei Conti ha deliberato che il
Consiglio comunale di Catania doveva deliberare lo stato di
dissesto finanziario.
Oggi, 12 dicembre, il Consiglio comunale di Catania delibererà la
messa in dissesto finanziario del comune di Catania, quindi i
5.400.000,00 di euro che andavano sommati ai 4.600.000,00 non
spetterebbero più, purtroppo al comune di Catania, perché oggi è in
dissesto finanziario, così come sono in dissesto finanziario gli
altri 36 comuni: ecco perché c'è la palese disparità di
trattamento, ecco perché ci sono comuni, come il comune di
Lampedusa, che non possono pagare i netturbini e sono sommersi
dalla spazzatura. Il comune di Porto Empedocle deve dare cinque
mensilità ai propri dipendenti: questa è la disparità di
trattamento che state facendo
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
promesso un intervento di trenta secondi e così farò, solo per fare
un invito all'Aula. Abbiamo preso un impegno che parte dal
Presidente dell'Assemblea circa i tempi legati alla chiusura della
Cassa regionale. Se, tanto da parte delle forze della coalizione,
quanto da parte delle forze della minoranza, ci potesse essere un
senso di responsabilità per abbassare i toni, per arrivare alle ore
22.00 - come ha detto il Presidente dell'ARS - a votare questa
variazione di bilancio, faremmo la cosa più giusta. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Cracolici, onorevole Di
Caro, non è normale che ad ogni parola che dice un deputato poi ci
siano venti minuti di commenti, non è normale
Così facendo, non è che non riusciamo a chiudere entro oggi, non
ci riusciremo entro l'anno, se questo deve essere l'andazzo
dell'Aula. Da questo momento sarò rigidissimo e darò la parola
soltanto in casi di effettiva necessità, ed in casi di chiarimento.
Pongo in votazione l'emendamento 1.37.1.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per con scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.37.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.37.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 31
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento 1.37 è precluso in quanto è stato bocciato
l'emendamento 1.37.1 che era quello che aveva la copertura.
Si passa all'emendamento 1.39, a firma degli onorevoli Cancelleri
ed altri.
E' stato presentato un subemendamento 1.39.1.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione il subemendamento 1.39.1.
CANCELLERICANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 1.39.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
subemendamento 1.39.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 64
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 28
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.39.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.39
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.39.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 64
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 29
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.17, a firma degli onorevoli Cafeo ed
altri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favore si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 1.2 è inammissibile in quanto non ha copertura.
Si passa all'emendamento 1.26 a firma dell'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.32, a firma degli onorevoli Zito ed
altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, voglio intervenire proprio sul
comma e-quater perché gli emendamenti stanno passando su quello.
Signor Presidente faccio un appello a lei, all'Aula, perché poi le
norme se le dobbiamo fare le dobbiamo fare che devono funzionare
altrimenti prendiamo in giro la sopravvenuta legge del 2018 ha
dato il fondo fino al 2038 per coprire il pagamento degli stipendi
dei lavoratori precari nei comuni dell'isola, da quelli che vanno a
stabilizzare dall'approvazione della legge in poi. Le precedenti
leggi che davano questa possibilità prevedevano, invece, una
copertura dopo la stabilizzazione di 3 anni o di 5 anni.
In poche parole stiamo creando una sperequazione fra i comuni
siciliani che hanno, invece, stabilizzato prima dell'ultima legge
facendo, quindi, i cosiddetti compiti a casa, perché gli abbiamo
dato la copertura per il pagamento degli stipendi semplicemente per
3 anni o per 5 anni. Vi faccio un esempio: il comune di
Pietraperzia, ma ne prendo uno ad esempio per non replicarlo fra
tutti gli altri che lo hanno fatto, percepisce dopo la
stabilizzazione un contributo da parte della Regione di 370 mila
euro ogni anno per i 3 anni. Dopodiché, alla fine di questa
copertura legislativa, si ritrova non solo a non avere più i 370
mila euro ma a doverli sborsare dal proprio bilancio con un ammanco
che, capirete bene, è di 740 mila euro.
Con il comma 1, lettera e) quater si appostano 3 milioni di euro
per dare la possibilità anche a quei comuni che avevano
stabilizzato prima - conti fatti alla mano con l'Assessorato agli
enti locali ovviamente, quindi, i soldi sono quadrati su quella
cosa -, per i comuni che hanno stabilizzato nelle leggi fra il 2010
e il 2014.
Nella notte della Commissione Bilancio' ci si è impuntati ad
inserire addirittura quelli del 2008. Io ora vi rassegno solo
questo: che conti fatti adesso dall'Assessorato agli enti locali,
determinano che se lasciamo, invece, che 2010, 2008, vanno
all'incirca ai comuni, per ogni precario, 20 centesimi. Ora, se
vogliamo fare norme che non servono assolutamente a niente, siamo
ovviamente liberi di farlo. Io quello che le chiedo, Presidente, è
di ammettere un emendamento perché, purtroppo, non è stato
possibile presentarlo perché speravo che lo presentasse il Governo
ma il Governo non lo vuole presentare, per riportare la data dal
2008 al 2010. Grazie.
PRESIDENTE. E, allora, grazie onorevole Cancelleri. Si passa
all'emendamento 1.24. Quelli di prima sono inammissibili. L'1.26 è
stato ritirato, l'1.32 e l'1.1 sono inammissibili.
CANCELLERI. Presidente, le ho fatto una domanda. Le ho chiesto se
si può presentare un emendamento per riportare la data dal 2008 al
2010.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, chiedo scusa, non sono stato
attentissimo. Di quale emendamento stiamo parlando? Della quater
senza emendamenti. Allora, onorevole Cancelleri, scusi, siccome la
Commissione mi sembra favorevole e un emendamento ora lo può
presentare solo la Commissione, se lo presenta la Commissione lo
possiamo mettere in votazione.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Sì, però, gradisco anche l'attenzione del Presidente
della Commissione perché l'argomento è un po' più complesso.
Innanzitutto buonasera, Presidente, Presidente della Regione,
colleghi parlamentari.
L'emendamento e) quater è un emendamento, è un articolo che mette
in condizione i comuni che hanno stabilizzato e che non sono a
carico della Regione siciliana perché hanno avuto sindaci bravi nel
passato, quindi
Non c'è stata volta che abbiamo approvato una finanziaria che io
non abbia detto: è assurdo, ci sono tanti che hanno stabilizzato i
propri precari e non sono a carico della Regione e, ora, ci
dobbiamo fare carico di tutti coloro che non hanno avuto dei
sindaci, che non hanno avuto la capacità di stabilizzare e che,
invece, portano tutto questo groppone sulle spalle della Regione.
Allora, per esempio, non ho difficoltà ad ammettere che questo è
stato un articolo intelligente, cioè importante, perché riconosce
quei sindaci che nel tempo hanno stabilizzato
Presidente, è davvero difficile intervenire
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, le chiedo scusa, siccome lei sta
parlando dell'e) quater, il cui emendamento è stato ritirato, siamo
andati oltre.
DIPASQUALE. Non è stato ritirato.
PRESIDENTE. Sì, sì. E' stato ritirato. Glielo garantisco
Onorevole Dipasquale, siamo già all'emendamento 1.24. L'e) quater
è già passato. Già ne sono passati altri due che sono stati
dichiarati inammissibili.
DIPASQUALE. Signor Presidente, mi scusi, noi ancora non abbiamo
votato sull'emendamento1.32.
PRESIDENTE. E' inammissibile perché non c'è la copertura per cui
quello non lo dobbiamo votare.
Andiamo avanti, allora.
C'è un emendamento della Commissione, che credo sia quello nato a
seguito dell'intervento dell'onorevole Cancelleri, l'1.44.
DI PASQUALE. Se si pensa che Ragusa debba uscire da questa cosa
PRESIDENTE. E' stato distribuito l'emendamento 1.44? Per favore,
distribuiamolo ai deputati. L'emendamento 1.44 recita: «La parola
2008 è sostituita dalla parola 2010 .». Questo è all'articolo 1,
comma 1, lettera e) quater.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, ci siamo arrivati alla discussione
che stavo cercando di fare. La farò senza fare, ovviamente, alcuna
forma di polemica.
Io per cinque anni ho detto: ci sono comuni che hanno
stabilizzato nel passato , e chiederei l'attenzione anche del
Presidente della Regione, se fosse possibile. Questo Governo ha
fatto una cosa intelligente: mentre io nel passato mi lamentavo
solamente che avevamo stabilizzato e nessuno ci aveva riconosciuto
il fatto di avere stabilizzato, questo Governo l'ha trasformata in
azione politica, in articolo ed ha previsto un riconoscimento di
risorse.
In Commissione ho detto: bene avete fatto - era presente
l'Assessore Armao -, però, lasciando così la norma 2010 lasciate
fuori il comune di Ragusa che ha avuto la sfortuna, rispetto al
resto, di stabilizzare ancora prima, nel 2008.
Quindi, il comune di Ragusa che ha stabilizzato nel 2008 rimane
fuori da questa premialità. La ritengo una cosa assurda
E' vero quello che dice l'onorevole Cancelleri - perché non è che
l'onorevole Cancelleri è impazzito -; lui, ovviamente, con calcoli
alla mano - per questo io volevo intervenire prima sulla parte
finanziaria -, ha detto e ci dice: guardate che però se facciamo
quello che dice l'onorevole Dipasquale - proprio per essere
corretti e leali nei confronti di tutti -, e andiamo al 2008 le
risorse che abbiamo previsto saranno davvero irrisorie, non saranno
sufficienti .
Quindi, ci stiamo trovando, votando questo emendamento così a
mortificare davvero la città di Ragusa che nel 2008 aveva
stabilizzato, quindi, secondo me, dobbiamo prevedere, invece, la
possibilità di aumentare le risorse del capitolo e così ci entrano
tutti, ma togliendo solo Ragusa, secondo me, facciamo un errore.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, visto che si parla di Ragusa Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire che,
obiettivamente, per un atto anche di giustizia sociale, mettere
alla pari coloro che hanno stabilizzato prima di una certa data,
penso che sia anche equo e facciano bene la Commissione ed il
Governo a presentare questo emendamento perché dobbiamo dimostrare
che ci siamo, che pensiamo anche ai comuni virtuosi che, in
passato, hanno fatto un'opera importante, cioè la stabilizzazione,
perché il percorso politico di quest'amministrazione regionale è
quello che, piano piano, lentamente stabilizzeremo tutti coloro che
sono nelle condizioni di essere stabilizzati. Grazie, signor
Presidente.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, cittadini che ci seguono da casa, durante la
Commissione Bilancio', anche se non ne faccio parte, sono stato
presente a tutti i lavori fino alla tarda mattina. Il problema è un
altro, su questa tematica, inerente i precari. I 3 milioni non
basterebbero, comunque, neanche nell'ipotesi che venisse approvato
l'emendamento proposto dalla Commissione Bilancio'.
Qual è il problema? Il problema è che realmente, da parte del
Dipartimento autonomie locali e del Dipartimento lavoro, che sono i
due depositari, in questo momento, di tutta la materia inerente i
precari, ad oggi, non esiste un elenco puntuale, preciso che ci dia
contezza di chi ha fatto le procedure di stabilizzazione e di chi
non le ha fatte perché, in alcuni casi, prendo un esempio, il
comune di Mandanici è vero che ha avviato le procedure di
stabilizzazione, è vero che materialmente è presente all'interno di
questo elenco, ma è altrettanto vero che non ha mai concluso e,
quindi, di fatto, erogato le somme.
Allo stesso tempo, il comune di Messina ha stabilizzato 156
precari nel triennio 2015-2016-2017 con delle somme che,
attualmente, sono a carico del bilancio comunale e che, invece,
giustamente, per rendere giustezza anche al comune di Messina così
come anche a tutti gli altri comuni, non possono essere più
sostenute a carico del bilancio della Regione.
I 3 milioni sono insufficienti sia nel primo caso, quindi, nel
caso dell'inizio con l'annualità del 2008, sia nel caso
dell'annualità 2010. Sarebbe utile un impegno da parte del Governo
nella prossima finanziaria, cioè prevedere innanzitutto le somme
che, effettivamente, sono necessarie perché questo rende giustezza.
E' chiaro che il contributo una tantum che, oggi, andiamo ad
erogare, cambia poco se prevede il 2008-2010 perché parliamo di
risorse esigue ma, allo stesso tempo, all'interno di quello che è
il Fondo delle autonomie locali, stanziato con la legge del 2014,
le risorse sono presenti, quindi, mi auguro, e questo da parte del
Governo, che ci sia l'impegno, affinché questa disparità, se per il
2018 non potrà essere sanata, considerando che abbiamo solo 3
milioni, per le annualità future dovrà obbligatoriamente essere
sanata perché questo consentirà a tutti i comuni che sono stati
bravi, che hanno fatto le stabilizzazioni prima dell'entrata in
vigore della legge n. 27 del 2016 di ricevere giustamente quello
che è un contributo naturale perché non è corretto che, in questo
momento, se ne facciamo carico attraverso il bilancio comunale.
Apprezzo, comunque, lo sforzo fatto dal Governo nell'inserire
all'interno di quello che fu l'emendamento di riscrittura 1.R, se
non ricordo male, tenendo presente sia l'emendamento che presentati
io, ma anche quello che presentò l'onorevole Cancelleri e, quindi,
il Gruppo del Movimento Cinque Stelle. E' chiaro, però, che c'è
oggi una necessità di fare uno sforzo maggiore e mi auguro che il
Governo si orienti in tal senso. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Giudice.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
l'attenzione dell'onorevole Dipasquale anche se mi devo rivolgere
all'onorevole Presidente. Se dovessimo approvare questo
emendamento, onorevole Dipasquale, emendamento che io rispetto e
condivido, su risorse già esigue anche per la prima fattispecie,
andremmo a ridurre ancora di più la redistribuzione di queste
risorse.
Io per la parte che mi è di competenza, e lei sa che sono un uomo
di parola, visto che la norma deve prevedere dal 2008 al 2010, se
l'approviamo nella finanziaria e stabiliamo sempre, dal 2008 al
2010, non modifichiamo né gli effetti né i contenuti e nemmeno i
destinatari e né tantomeno le risorse.
Io assumo l'impegno, e penso anche a nome dell'onorevole Savona,
in finanziaria, cioè fra 15 giorni sulla stessa norma o una norma
riproposta come lei può meglio apprezzare, si assume l'impegno e
può ritenerla una cosa, per quanto riguarda il mio Gruppo
parlamentare, assolutamente fatta.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.44, della Commissione. Il
parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ritorniamo all'emendamento 1.24, degli onorevoli Milazzo e Lo
Curto.
Comunico che all'emendamento 1.24 è stato presentato un
subemendamento 1.24.1. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.24.
MILAZZO. Anche a nome dell'altro firmatario, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Benissimo, andiamo avanti.
Si passa all'emendamento 1.42R. E' la riscrittura della
Commissione.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Intanto, prima di dare la parola all'onorevole
Barbagallo, comunico che è stato presentato il subemendamento
1.42R.1, degli onorevoli Lo Giudice e Caronia, che non è
ammissibile perché non ha copertura.
Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi qualcuno durante la discussione generale si è
risentito perché ho utilizzato il termine marchette . Io non
vorrei, onorevole Milazzo - e mi rivolgo a lei -, beh, dico, se ci
sono gli impianti di risalita a Piano Battaglia, ci sono anche in
altre parti della Sicilia. Siamo alla fine dell'anno, abbiamo fatto
un ragionamento generale, siccome la legge deve prevedere norme
generali ed astratte, siamo alla fine dell'anno, il Governo ci ha
chiesto di intervenire per somme indifferibili, urgenti e per
pagare stipendi. Trovo irricevibile da questo Parlamento che si
stanzino 300 mila euro solo per un impianto di risalita della
Sicilia.
Le chiedo di intervenire, signor Presidente, a garanzia
dell'imparzialità di questo Parlamento.
CRACOLICI. Si possono dare soldi ad una società?
MILAZZO. Sono dati alla Provincia.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, onorevole Milazzo, non risponda a
tutte le provocazioni che le fanno perché altrimenti passa la
giornata a rispondere.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, intanto, abbiamo scoperto che l'onorevole
Milazzo, oltre a difendere Catania, ovviamente, difende anche
Palermo, perché gli altri sono tutti figli di nessuno. Poi, a tutti
gli altri che saranno senza stipendio faremo sapere come ragiona
questa Assemblea.
Volevo dire che l'emendamento 1.42 non è mai passato dalla
Commissione Bilancio', quindi questo emendamento non può essere
accettato perché non è stato mai discusso. Quindi, Commissione, che
poi non si capisce neanche che Commissione è.
Quindi, ci sono disparità di trattamento evidenti e si inseriscono
cose che non sono passate dalle Commissioni di merito. Ora, se
vogliamo fare tutto, ormai abbiamo due centri, non è stato mai
discusso nessuno aggiuntivo da questo punto di vista, quindi,
ripeto siccome voi non volete fare le cose generali ed astratte in
modo da mettere tutti sulla stessa linea, continuiamo così, perché
questa vuol dire che è la direzione che vuole prendere questo
Governo, fare sempre dei fondi che vanno verso Catania e verso
Palermo, togliere tutto quello che riguarda sviluppo e altro e
continuare a fare danni così come ha fatto Crocetta.
PRESIDENTE. Onorevole Zito, per chiarezza, quando un emendamento è
della Commissione, così come è stato per quello votato in
precedenza, su proposta anche dell'onorevole Cancelleri, è stato
presentato adesso, senza essere passato per la Commissione
Bilancio'.
ZITO. Non è passato dalla Commissione. Non mi risulta.
PRESIDENTE. Onorevole Zito, dovete imparare a parlare quando vi si
dà la parola, altrimenti non la do più a nessuno e, materialmente,
non faccio più accendere quel microfono e andiamo avanti a votare e
basta.
ZITO. Ci manca soltanto che non dia più la parola, così siamo
nell'anarchia più totale
PRESIDENTE. Onorevole Zito, la prego di accomodarsi.
Onorevole Savona, sull'obiezione dell'onorevole Zito, la
Commissione ha qualcosa da rispondere, altrimenti andiamo
direttamente in votazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. L'emendamento è
stato presentato ed era fra gli aggiuntivi; a notte fonda abbiamo
eliminato tutti gli aggiuntivi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.42R.
CIANCIO. Chiedo la votazione per scrutinio palese nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.42R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.42R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 32
Contrari 30
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.3, degli onorevoli Dipasquale,
Sammartino e Catanzaro.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.38, degli onorevoli Figuccia e Lo
Curto. Onorevole Figuccia, non è chiaro cosa chiede con questo
emendamento, quindi o lo ritira o è inammissibile. E'
inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.4, degli onorevoli Zito e altri. E'
inammissibile per mancanza di copertura.
Si passa all'emendamento 1.7, degli onorevoli Fava e Lo Giudice.
Si chiede la soppressione del comma 3.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
che ho visto che è stato presentato anche da altri colleghi
deputati prevede di eliminare, sostanzialmente quella che era la
riduzione di 1 milione e lasciare i 5 milioni originari. Ma qui la
vicenda è un po' più particolare e mi auguro di avere un attimo di
attenzione da parte di tutta l'Assemblea perché ritengo che sia
assurdo, parliamo dei comuni virtuosi, ovvero quelli che hanno
raggiunto e superato il 65 per cento di raccolta differenziata.
C'è una vicenda assurda su questa questione perché, pochi giorni
fa, ovvero il 6 dicembre, se non ricordo male, con il Decreto
assessoriale n. 362 sono state individuate le somme da ripartire ai
comuni. La norma fatta con
Signor Presidente, ho qualche difficoltà a proseguire...
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, tenga presente che stiamo
parlando di un emendamento che appena il Governo dà parere
contrario è inammissibile, per cui la prego in tempi brevi.
LO GIUDICE. Allora, io discuto non sull'emendamento in sé, anche
se non è ammissibile, ma discuto sulla norma perché, a mio avviso,
quello che è successo è un fatto abbastanza grave, al di là
dell'emendamento che, ripeto, infatti mi sembrava strano che fosse
stato considerato ammissibile, considerando che non aveva la
copertura finanziaria.
Dicevo per quanto riguarda il riparto delle somme, il 6 dicembre,
viene fatto un Decreto assessoriale, il numero 362, che prevede di
ripartire le somme.
Ritorniamo un attimo indietro. La norma cosa prevede? Ai comuni
che nell'anno precedente a quello in corso hanno superato la soglia
del 65 per cento di raccolta differenziata in materia di rifiuti
solidi urbani, in conformità eccetera, eccetera, è destinata la
somma di 5 migliaia di euro che, oggi, riduciamo a quattro, da
ripartirsi per il 50 per cento in base alla densità demografica,
quindi, il primo riferimento è la densità demografica, e per il
restante 50 per cento in base al numero dei comuni che hanno
superato detta percentuale.
Se voi vedete il Decreto di riparto, Presidente della Regione, il
decreto di riparto fa l'esatto contrario di quello che prevede la
norma. Io credo che nessun organo possa sostituirsi al Parlamento
regionale siciliano. Il Parlamento regionale siciliano, a maggio
del 2018, ha votato in maniera chiara, netta e inequivocabile un
solo parametro: densità demografica.
Se voi prendete la tabella di riparto, c'è scritto: comune,
popolazione, superfice, densità all'1 gennaio 2017, poi,
magicamente appare un altro parametro, inverso della densità
demografica, quota da attribuire in ragione inversa alla densità
demografica.
Che significa questo? Significa che un comune come Sant'Angelo
Muxaro, nulla togliere al comune di Agrigento, di mille abitanti
che presumibilmente ha un piano finanziario di 200 mila euro circa,
riceverà per l'anno in corso 118 mila euro. Morale della favola noi
a questo comune stiamo pagando per intero la TARI.
Il comune di Santa Teresa di Riva, che ho l'onore di rappresentare
nella mia qualità anche di sindaco, che ha un piano finanziario di
1 milione e 500 mila euro, riceve solo 2 mila euro Mi chiedo e vi
chiedo chi può modificare le leggi che vengono fatte dall'Assemblea
regionale se non il Parlamento regionale stesso
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
E, allora, se questo è, io chiedo che questo Decreto venga
revocato perché è chiaro che così per come è stato fatto non può
assolutamente rimanere in piedi perché va contro quella che è la
norma approvata dal Parlamento regionale siciliano e chiedo, allo
stesso tempo, che il Governo della Regione e, quindi, mi riferisco
a qualcuno degli assessori o al Presidente della Regione, ci
chiarisca in merito annunciando anche, permettetemi di dirlo, il
mio voto contrario rispetto a tutto questo. Perché? Perché è
semplicemente inammissibile che possa passare un principio, ovvero
quello che l'Assemblea regionale stabilisca una cosa e qualcun
altro, fuori dall'Assemblea regionale, non so per quale motivo e
francamente neanche mi interessa, stabilisca altro.
Ho chiesto sia al Dipartimento autonomie locali e allo stesso modo
anche al Dipartimento acque e rifiuti di avere chiarimenti in
merito. Nessuno è riuscito a darmi le risposte che cercavo.
Nessuno, ripeto, e sono convinto di quello che dico, può modificare
le leggi del Parlamento siciliano.
Mi auguro che avvenga immediatamente un chiarimento in merito e
che qualcuno mi dica che questo Decreto assessoriale verrà revocato
perché, diversamente, ripeto, ho difficoltà a continuare nella mia
azione amministrativa che vuole essere a sostegno di questa
maggioranza. Grazie Presidente.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, devo dire che non ho capito
l'intervento del collega che è firmatario - vedo - di questo
emendamento ma ha parlato contro l'emendamento.
FOTI. Ha fatto un inciso sul decreto.
CRACOLICI. Io vorrei apporre la mia firma a questo emendamento e
chiedo al Governo, anche in virtù di quello che sta avvenendo sul
tema dei rifiuti: Presidente della Regione, ma che messaggio è in
una Terra dove stiamo facendo inumani sforzi per cercare di
incentivare la differenziata, di ridurre la premialità a quei
comuni che hanno provato a raggiungere questi risultati? Passiamo
da 5 a 4
MUSUMECI, presidente della Regione. No. Un milione dalle
infrastrutture.
CRACOLICI. Presidente, non sarò aggiornato, ma sono abituato a
leggere il bilancio solo in un modo: quanto c'è e quanto ci sarà.
Col suo emendamento da 5 passiamo a 4; così è
E' un messaggio positivo ai comuni? Credo che il Governo dovrebbe
avere l'interesse - almeno su questo punto - di sostenere i comuni
virtuosi. Ecco perché appongo la firma all'emendamento, per
sopprimere quella previsione che riduce di un milione di euro la
previsione in bilancio.
Tra l'altro, ricordo che era stata fatta dall'Aula nella scorsa
legge di stabilità. Normalmente, le norme approvate dal Parlamento
in sede di approvazione di legge di stabilità, di norma il Governo
non fa proposte in variazione di bilancio di riduzione; ma anche
questa è una novità di questa legislatura.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Avuto riguardo alla questione
sollevata opportunamente, ma proprio perché il Governo è attento a
questo tema e ne ha fatto un elemento cruciale delle iniziative
assunte in questo anno nel settore dei rifiuti, in linea con questa
esigenza ampiamente avvertita e - come vedo - condivisa, ha
individuato un ulteriore milione per riportare alla dotazione
originaria che la stessa norma del Governo aveva inserito, quindi
che fosse ben avvertito dal Governo, le carte parlano. C'era stato
un aggiustamento tecnico che adesso è stato presentato.
CRACOLICI. Dov'è l'emendamento? Prima lo riduciamo e poi
l'aumentiamo? Azzeriamo la riduzione
ARMAO, assessore per l'economia. Sono aggiustamenti finanziari.
PRESIDENTE. Ho necessità che parli una persona per volta. Questi
duetti non sono più ammessi
ARMAO, assessore per l'economia. L'emendamento è in corso di
distribuzione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome questo emendamento è
appena stato presentato, io ringrazio il Governo per la
sensibilità che ha avuto, ma ho bisogno di cinque minuti perché gli
uffici lo verifichino.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta sospesa alle ore 18.04, riprende alle ore 18.24)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è qualcosa che non va
nell'emendamento?
Io ho ricevuto un emendamento. Lo abbiamo già distribuito. Se ci
sono problemi me lo dite e sospendo di nuovo. Diversamente andiamo
avanti per favore.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ha
presentato un emendamento che darebbe la copertura di un milione di
euro alla riduzione che era apportata con quell'emendamento che era
stato fatto.
Così com'è scritto, e lo dico anche alla Segreteria, il Governo
sta postdatando il limite di impegno decennale, che con la legge di
stabilità decorreva dal 2018, la sta rinviando al 2019. Ma
nell'emendamento non c'è scritto che quel milione che proviene
dallo spostamento del limite di impegno serve a coprire nel 2018 il
milione mancante, perché così com'è scritto sembra che diamo
copertura nel 2019 e non nel 2018. Non so se è chiaro.
Allora, se è chiaro l'obiettivo e l'Assessore mi dice che è
condiviso o lo aggiustate subito o si aggiusta con un emendamento
ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno, fermo restando
che questa riduzione serve a dare copertura nel 2018 ai 5 milioni
per i comuni virtuosi.
Se siamo d'accordo per me si può fare pure con il 117;
l'importante, però, è che sia chiaro.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, dagli Uffici del bilancio dicono
che non è così. Siccome non possiamo fare errori e gli Uffici
vogliono cambiare con il 117 una cosa sostanziale come questa,
sospendiamo ancora cinque minuti e chiariamo, per favore, questa
cosa e fra cinque minuti ci rivediamo.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.29, è ripresa alle ore 18.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito il Governo e i deputati a prendere posto. E' in
distribuzione l'emendamento 1.45R.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, sto osservando l'andazzo dell'Aula con tutte queste
ripetute sospensioni.
Nessuno ricorda che venerdì abbiamo allertato la Gazzetta per la
pubblicazione.
Se non si pubblicano le norme che approviamo stasera, tutto il
lavoro fatto - ci siamo massacrati la vita in questi giorni, anche
facendo nottate - servirà a nulla perché non ci sarà il tempo per
fare i mandati, le reversali ecc. Siamo fuori tempo massimo.
Se non riusciamo a chiudere, cerchiamo di stringere il più
possibile per eliminare quello che è superfluo.
Non c'è più tempo Siamo fuori tempo massimo
Mi auguro di riuscire a concludere questa sera per consentire agli
Uffici di inserire le Tabelle perché di tempo non ce n'è più.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'appello dell'onorevole Savona
credo sia rivolto ai deputati che al Governo.
Se vogliamo riuscire a chiudere entro stasera, ce la posso mettere
tutta e andare più velocemente possibile, ma ci sono tanti
emendamenti che vanno valutati.
Vorrei chiedere a tutti i colleghi se si può evitare di
intervenire su ogni emendamento.
Mi rivolgo soprattutto ai colleghi di maggioranza perché quelli
dell'opposizione ne hanno tutto il diritto e tutta la convenienza a
perdere tempo, ma ai deputati di maggioranza, se fosse possibile
evitare di intervenire, forse potremmo farcela per stasera - cosa
che sarebbe oggettivamente importante per quanto detto
dall'onorevole Savona nel suo intervento.
Ricordiamoci che questa norma tratta di stipendi per le famiglie,
per le persone.
Se non ce la facciamo entro venerdì e non potrà andare in Gazzetta
la pubblicazione di questa legge significa che ci stiamo assumendo
la responsabilità di fare passare il Natale a tantissimi nostri
concittadini in maniera negativa.
Sull'ordine dei lavori
ZITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, abbiamo avuto modo di votare
l'emendamento 1.42, a firma della Commissione, e il Presidente e
l'onorevole Milazzo hanno detto che questo emendamento era passato
come emendamento aggiuntivo in Commissione.
Siccome siamo giovani e inesperti, sono andato in Commissione
Bilancio e mi sono fatto dare l'elenco degli aggiuntivi.
Nell'elenco degli aggiuntivi - vi leggo l'elenco:
l'A1 parla di Commissione paritetica, a firma di Savona;
l'A2 è a firma di Sammartino, che parla di comuni;
l'A3 parla di Sicilia digitale, a firma di Savona;
l'A4, terremoto del Belice;
l'A5 parla delle IPAB, come l'A6;
l'A7, dell'onorevole Foti, che tratta delle IPAB, così anche l'A8;
l'A9 parla della Keller;
l'A10 dei PIP;
l'A11, dell'onorevole Dipasquale, che parla di immigrazione;
l'A12 parla del fondo di solidarietà delle vittime di richieste
estorsive;
l'A13 è un emendamento dell'onorevole Aricò;
l'A14, presentato dall'onorevole Calderone, tratta dei comuni in
riequilibrio finanziario;
idem per l'A15;
l'A16 è dell'onorevole Calderone, e tratta dei contratti rispetto
al contratto collettivo nazionale;
l'A17 tratta dei commissari straordinari;
l'A18 tratta dei trattamenti previdenziali;
l'A20 riguarda l'edilizia pubblica;
l'A20, a firma dell'onorevole Dipasquale, sempre per quanto
riguarda l'urbanistica;
l'A21 a firma dell'onorevole Aricò, trasporto pubblico urbano;
l'A22, a firma dell'onorevole Di Mauro, per la Kore di Enna;
l'A23 riguarda l'agricoltura;
l'A24 che riguarda il FERS, che è uno dei pochi dell'onorevole
Milazzo, e poi uno dell'onorevole Calderone per la manutenzione del
demanio marittimo;
l'A26 che riguarda la tutela degli animali.
Benissimo, qualcuno qua, forse, ha mentito dicendo che questo
emendamento era passato dalla Commissione Bilancio . Questo è
l'elenco degli aggiuntivi e in Commissione Bilancio non è passato
niente.
Questo è un modo di operare in Aula che non può funzionare, c'è
qualcosa che non va e lei, signor Presidente, in tutto questo non
riesce ad essere oggettivo e obiettivo, e si vede anche
dall'andamento dell'Aula, come è che va, come si vota, nella
superficialità di come si affrontano questi emendamenti prima in
Commissione e poi in Aula.
Se questo è l'andazzo che si vuole dare è ovvio che continuo a
dire che questa Regione andrà sempre peggio perché ha un modo di
lavorare assurdo, dove arrivano le cose con scritte direttamente
per Piano Battaglia, per quello e per l'altro quando, invece, ci
sono persone veramente disperate, quando veramente ci sono delle
cose più importanti, si dovrebbe parlare di sviluppo e di
efficientamento della Pubblica Amministrazione, ma non se ne parla.
Signor Presidente, la volevo mettere al corrente solo di questo.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Quello che dice
il collega Zito è parzialmente errato, perché c'è un'altra carpetta
con dei fuorisacco dove esiste l'emendamento che riguarda Piano
Battaglia.
PRESIDENTE. Vorrei dire che ormai non è più un emendamento
presentato, è stato già approvato quindi, ammesso e non concesso
che tutto quello che si dice possa essere vero, non avrei più
possibilità di fare nulla.
Riprende la discussione sul disegno di legge n. 455/A
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura che il
Governo propone l'A1.45 riporta il fondo a 5 milioni, mi riferisco
al Fondo della premialità per i comuni virtuosi che hanno raggiunto
il 65 per cento di raccolta differenziata.
Io lo considero un atto di giustizia nei confronti dei comuni che
nel corso del corrente anno si sono davvero fatti in quattro,
sindaci che si sono prodigati per ottenere risultati significativi,
brillanti, contribuendo davvero a migliorare la propria performance
sul raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata.
C'eravamo battuti già prima contro il taglio dei fondi in
Commissione Bilancio , successivamente in Aula, ero già
intervenuto su questo argomento. Che si raggiunga questa intesa
ripristinando il fondo a cinque milioni la considero una cosa
estremamente importante.
Colgo anche l'occasione, però, per cogliere un aspetto che invece
non ritengo, in generale, ammissibile e probabilmente meglio di me
poi ne parlerà anche l'onorevole Dipasquale, mi riferisco al fatto
che, comunque, si utilizzano somme che erano già state destinate
con la Legge di stabilità per rifinanziare le misure di cui
all'articolo 33 della legge n. 6 del 2009, che riguarda il recupero
dei centri storici.
Colgo l'occasione per dire, Presidente, se questo Parlamento
approva una legge il Governo è tenuto a rispettarla Non possiamo
scoprire a fine anno, Signor Presidente della Regione, onorevole
Musumeci, che a seguito di una legge approvata in Aula il Governo
non dà attuazione alle norme. In questo caso mi riferisco al fondo
per i centri storici, mi riferisco a tante altre norme che
purtroppo sono state approvate con la legge di stabilità e che non
hanno avuto seguito perché il Governo non ne ha dato attuazione.
Invito il Governo, ma anche il Presidente dell'Assemblea, al
richiamo puntuale delle leggi. Cosa c'entra il Presidente
dell'Assemblea. Io credo, e concludo, che sia opportuno che questo
Parlamento, anche a cadenza trimestrale, quadrimestrale, inviti il
Governo a riferire in Aula sullo stato di attuazione delle leggi
che vengono approvate anche per cogliere - se vi sono - delle
criticità, perché è stato detto che alcune norme non sono state
attuate perché poi gli uffici hanno riscontrato dei limiti
sull'applicazione delle norme. Bene, in questo un confronto fra
Governo e Parlamento può aiutare anche il Parlamento a superare
quegli ostacoli, quelle difficoltà che magari hanno impedito
l'attuazione delle norme stesse.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, apprendiamo con favore questa volontà rinnovata di
ripristinare il Fondo per i comuni che hanno fatto la raccolta
differenziata al 65% nuovamente a cinque milioni perché eravamo
spaventati all'idea che nella precedente versione - io leggo la
prima versione della prima stesura - al comma 11 dell'articolo 15
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 le parole 5.000 migliaia
di euro sono sostituite dalle parole 2.000 migliaia di euro ,
quindi l'intenzione di riduzione c'era e c'era tutta, poi
fortunatamente in Commissione Bilancio si era arrivati a 4.000
migliaia di euro e ora si ripristina. Bene, e siamo al 12 dicembre.
Noi abbiamo avuto modo di potere vedere il decreto, che è in data
8 dicembre, di assegnazione dei primi 2.000 migliaia di euro ai
comuni che hanno raggiunto questa cifra di raccolta differenziata.
Benissimo. Però, qua il problema è sempre questo: le modalità di
riparto e il decreto. Io vorrei avere un chiarimento da parte
dell'assessorato, il diparto è stato fatto dall'assessorato agli
enti locali, su come si intende ripartire la restante quota per
l'anno, chiaramente, che fa riferimento ai comuni che hanno
raggiunto tale cifra al 2017 e che saranno sempre quelli
individuati nell'attuale decreto che già godono dei 2.000 migliaia
di euro già assegnati e mi piacerebbe avere una risposta in Aula
proprio per, eventualmente, rassicurare se vi sono aperture da
parte del Governo Musumeci rispetto ad una ripartizione che in
questo momento è il contrario di quanto normato per legge. Anche
perché io volevo rappresentare a questo Parlamento il fatto che
recentemente sono usciti di dati ISPRA relativi al raggiungimento
della raccolta differenziata nei comuni siciliani e per una decina
di comuni questi dati non collimano e non corrispondono e abbiamo
ulteriormente il dato significativo - secondo me - che è relativo,
per esempio, al comune di Villafranca Tirrena che non è stato
inserito nel riparto da parte dell'assessorato ma invece, secondo
dato ISPRA, raggiunge il 65,42%, quindi mi pare che su questi due
temi, Presidente, debbano essere dati dei chiarimenti a quest'Aula
e a tutti i comuni che con energie e dedizione provano a portare la
nostra Sicilia alle quote segnate dall'Unione europea in questo
tema.
PRESIDENTE. Andiamo avanti
ZAFARANA. Ho chiesto la risposta dell'Assessore
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, ci sono degli emendamenti che
propongono ripartizioni e li andremo a vedere dopo. Prima si fa la
legge e poi l'Assessore deciderà come ripartire. Non credo che in
anticipo le possa rispondere.
ZAFARANA. Ma non va a modificare quello che dico io
PRESIDENTE. Se l'Assessore non vuole rispondere, io non posso
obbligare nessuno.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la finanziaria
di quest'anno prevedeva un criterio complicato, che è stato anche
un po' contestato da parte di alcuni sindaci, qua non siamo in
cerca di colpevoli. Obiettivamente era un criterio complicato dei
tre dipartimenti perché coinvolgeva l'Arpa, la funzione pubblica e
l'Assessorato all'energia. E' stato complicato tanto che per sei
mesi non si è applicato.
Ci sono alcuni emendamenti, alcuni dell'opposizione, che prevedono
di modificare quel criterio di riparto previsto in finanziario. Non
stabilendo più un criterio ma stabilendo un metodo di calcolo
preciso che è quello, in questo caso, l'1,25 che proponiamo noi,
che è quello della graduatoria dell'Ufficio per il monitoraggio e
controllo della raccolta differenziata in Sicilia. Ho capito che
qualche altra forza parlamentare vuole fare riferimento all'ISPRA.
Se c'è un criterio oggettivo che non comporta un meccanismo
complicato per gli uffici ma anche che possa vedere in maniera
discrezionale, pregiudicato l'interesse legittimo di alcuni Comuni,
a mio giudizio, con un rigo si modifica la finanziaria e troviamo
la soluzione.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa norma è stata in
qualche maniera oggetto di una diversa interpretazione. Qui si sta
ridiscutendo il metodo. Il Dipartimento enti locali si occupa solo
di fare il riparto perché non ha né i numeri né la competenza. Il
problema è che gli Uffici dell'ARPA preposti a questo ed ai rifiuti
hanno trasmesso e dato una interpretazione alla norma che si
riferiva solo alla densità della popolazione. A questa norma -
anche per una questione di chiarezza - è stata richiesta una
ulteriore interpretazione all'Ufficio statistiche, ed è oggetto di
studio.
Il Presidente, poco fa, discutendo anche con lei onorevole Lo
Giudice, per un criterio oggettivo, si era detto di stabilire la
popolazione, quindi come criterio la popolazione, che è il criterio
più oggettivo possibile. Quindi se siamo tutti d'accordo si può
utilizzare il criterio di popolazione e densità, per esempio 50 per
cento popolazione e 50 per cento densità. E diamo la possibilità
oggi di andare avanti ed evitare che questi 5 milioni di euro
vadano in economia. Fermo restando che in finanziaria, così come si
è detto, si discute in Commissione e si modifica per evitare errori
interpretativi e la norma, ascoltando anche l'ANCI.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Per favore cerchiamo di fare interventi
essenziali. Grazie.
LO GIUDICE. Signor Presidente, farò un intervento brevissimo.
Avendo condiviso con il Governo la possibilità di inserire la
popolazione, ho presentato un sub-emendamento molto semplice: al
comma 11 dell'articolo 15 della legge regionale 8 del 2018.
PRESIDENTE. Mi scusi se la interrompo, non è proponibile perché
non è un sub-emendamento, è un aggiuntivo, perché questo non è un
emendamento. Questo del Governo è una riscrittura, non è un
emendamento.
LO GIUDICE. Modifichiamo quello del Governo. Ditemi voi. Però se
non mettiamo il criterio inserendo la popolazione abbiamo discusso
del nulla.
PRESIDENTE. Come dire, lo può modificare il Governo, non lei. Se
il Governo è d'accordo e lo modifica allora per me va bene.
Diversamente non lo posso accettare, ecco.
BARBAGALLO. Lo accantoniamo Presidente.
PRESIDENTE. Si deve esprimere il Governo. Io finché il Governo non
si esprime non so che dirvi.
LO GIUDICE. Lo fa il Governo, per me non è un problema.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io non posso in questo momento
accantonare niente perché siamo sugli emendamenti quindi non posso
andare avanti perché se questo viene approvato né decadono altri.
Se non viene approvato non decadono. Per cui dev'essere risolto
adesso il problema. Però dobbiamo andare avanti. Io credo che
comunque sia troppo importante andare avanti. Al limite lo vedete
dopo perché se ci blocchiamo di nuovo su un problema di questo tipo
veramente non arriviamo da nessuna parte ah. No, accantonare non
posso perché se viene approvato questo, una serie di emendamenti
dopo decadono. Quindi non lo posso accantonare per adesso.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, io mi ero iscritta quando c'era
l'onorevole Di Mauro, forse per questo le era sfuggito. Dato che il
Governo, insomma, sta cercando di raccapezzarsi su altre rifiniture
di questo articolo non so se posso, diciamo, intanto esprimere, le
esprimo la mia solidarietà. Presidente, mi fa quasi tenerezza
vederla nelle condizioni in cui si trova perché lei giustamente
vuole dare, diciamo fare partire a strappo questo motore che non
parte e vedo che ci sono delle difficoltà oggettive perché se il
Governo
PRESIDENTE. Le garantisco che la mia condizione è ottimale. Non
faccio tenerezza, grazie
FOTI. non avesse manipolato il fondo noi non ci troveremmo qui
ora a dover fare retromarcia un po' avanti un po' indietro, più in
generale mi sento di consigliare all'Assemblea e al Governo, quando
definirà le modalità per questo fondo di riparto che noi, diciamo,
condividiamo perché infatti durante la Finanziaria e anche nella
scorsa legislatura abbiamo cercato di promuovere emendamenti che
andassero nella direzione di aiutare i comuni che affrontano
difficoltà oggettive e quindi è giusto che abbiano un premio
rispetto a coloro che non fanno nulla in fatto di raccolta
differenziata. Mi sento di suggerire all'assessore qualora
dovessero rimaneggiare il decreto dato che la distorsione inserita
nel riparto ha creato un po' delle mostruosità come spiegato dal
collega Lo Giudice, anche di dire ai comuni di investire queste
risorse ad esempio nel green procurement, ossia nei cosiddetti
acquisti verdi perché in questo caso riusciremmo veramente a
realizzare un'economia circolare che si completi migliorando il
mercato delle materie prime seconde.
Forse in questo modo riusciremmo a contrastare il triste fenomeno
degli incendi negli impianti di riciclo.
Forse è un segnale che bisogna cogliere affinché si arrivi davvero
ad una sostenibilità economica.
E nell'attesa della riscrittura mi riservo, se Lei me ne darà
l'opportunità, di intervenire nel merito della riscrittura dato che
l'intervento precedente era sul soppressivo ma, come dicevo, si è
tornati indietro quindi è superato.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, è solo per accelerare il percorso.
C'è già l'emendamento del Governo. E' l'1.43 che va nel senso che
ci siamo detti.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, quello nuovo, aggiustato dopo gli
accordi che hanno fatto è l'1.45 R.
SAVARINO. E' identico. Non c'è bisogno che venga distribuito.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, assessori, io ho sostituito il collega Sunseri in
Commissione Bilancio quindi ho visto l'esito e l'evolversi di
queste variazioni. Sicuramente ne darà testimonianza concreta anche
il Presidente Savona che reputo sempre attento ai lavori che
avvengono nella sua Commissione.
Io mi faccio delle domande però. Perché poi a volte quando
svolgiamo questo lavoro, soprattutto in Commissione, dobbiamo farlo
anche con cognizione di causa e, chiaramente, oltre all'attività
politica che facciamo e al dibattimento che avviene, a volte anche
in maniera abbastanza dura ma sempre nel solco, appunto, del
rispetto reciproco delle parti, poi ci dobbiamo affidare, cari
colleghi, a quelle che sono tutte le informazioni e le notizie che
ci vengono date ovviamente dagli uffici, quindi
dall'Amministrazione regionale, quindi dagli uffici di questa
Assemblea regionale.
E la prima domanda, ovviamente, che io posi alla dottoressa Rizza,
al dottor Bologna e anche, ovviamente agli assessori presenti fu
come mai questo fondo per la premialità per i comuni che fanno il
65 per cento ed oltre di raccolta differenziata si sta decurtando
da 5 milioni a 2 milioni?
La risposta che mi fu data dagli uffici fu in qualche modo poco
soddisfacente.
Mi dissero colleghi no, non riusciamo praticamente ad utilizzare
i fondi. E siccome non riusciamo ad avere le risposte dall'Agenzia
e dall'Assessorato competente per quanto riguarda i dati sui
rifiuti e sulla raccolta differenziata non possiamo assegnare i
fondi .
E, però, c'è un problema Presidente, perché questa risposta
avrebbe dovuto prevedere l'azzeramento del fondo e non il passaggio
da 5 milioni a 2 milioni di euro.
Quindi già c'era la prima incongruenza in cammino d'opera che
andava e l'abbiamo fatto notare sia al Presidente della Commissione
che in qualche modo annuivo ma, ovviamente, correttamente faceva le
parti della maggioranza e del Governo.
A quel punto comincia un dibattimento in Commissione che dura
parecchie ore, appunto, proprio su questo passaggio, su questo
comma.
Nel frattempo che si dibatteva qualche giorno dopo esce il decreto
della Giunta regionale, a firma del Presidente Musumeci, che dà i 2
all'assegnazione di riparto dei due milioni di euro.
Nel frattempo, il giorno dopo, quando si ritorna di nuovo in
Commissione nella notte, appunto, quella che durò fino alle prime
luci del mattino del giorno seguente, questa riscrittura di questo
comma passa, invece, da 5 a 2 milioni, la decurtazione passa da 5 a
4 milioni.
A quel punto ci cominciamo a chiedere ma come mai? Avete trovato
la possibilità di dare questo denaro e, quindi, di ripartire questo
denaro?
Il fatto però dell'aumento del fondo cozzava nel frattempo con il
Decreto a firma del Presidente Musumeci che ne ripartiva solo 2
milioni. E chiediamo nuovamente ma come mai? . Dice: Stiamo
cercando di accelerare .
Viene nel frattempo in Commissione il dottore Cocina che ci spiega
l'incapacità da parte loro di avere appunto i dati perfetti. Ma,
nel frattempo che ascoltavamo dalle vive parole del dottore Cocina
che avevano delle difficoltà ad individuare la raccolta
differenziata, usciva sui giornali freschi, freschi di stampa, un
comunicato del Presidente della Regione che diceva Stiamo facendo
bene perché in Sicilia la raccolta differenziata è al 50 per
cento. . Ora, perdonatemi, ma se dall'agenzia dell'assessorato mi
dicono che non hanno i dati come fa, Presidente della Regione, a
dirmi che siamo al 50 per cento. Il secondo corto circuito di
questa situazione.
Allora, oggi con un balletto incredibile che ci porta ad avere
perso tempo in maniera eclatante sia in Commissione che anche qui
al dibattimento d'Aula, invece, finalmente questo emendamento viene
tolto. Ora, spero che entro la fine dell'anno vengano assegnati
questi fondi. Sono convinto che questa è l'unica di quelle riserve
che abbiamo fatto al fondo degli enti locali che sia davvero
meritoria perché viene riconosciuta da un'istituzione che è la
Regione siciliana con un suo ramo che è l'assessorato e viene data
ai comuni come premialità, quindi, li incentiviamo ed è, torno a
ripetere, l'unica riserva accettabile perché le bandiere blu, le
bandiere gialle, quelle verdi, i borghi più belli d'Italia, quelli
non sono istituzioni che le assegnano, sono associazioni che le
danno e sono riconoscimenti che possono essere più o meno validi.
Però, quello che mi chiedo è: come si fa, signor Presidente, a
continuare a lavorare in questo modo quando le informazioni sono
altalenanti fra chi deve fare amministrazione regionale e ci deve
venire a dire qualche cosa e chi, invece, fa politica ed alla fine,
invece, ce ne dice delle altre.
Continuerò sempre a difendere il buon lavoro dell'Assemblea che,
fra l'altro, colgo l'occasione ancora una volta per ringraziare,
invitando ancora una volta e l'ho fatto quando l'altra volta
presiedevo quest'Aula, invitando questo Governo a rafforzare i
ranghi dei burocrati che dalla Regione vengono qui perché la
finanziaria e riscrittura e gliene darà atto anche lei, signor
Presidente, che è molto attento, l'hanno poi confezionata i nostri
Uffici, gravandosi si un lavoro che, ovviamente, non è il loro.
PRESIDENTE. Non mi tolga il mestiere.
CANCELLERI. Abbastanza inaccettabile.
PRESIDENTE. Non mi tolga il mestiere, onorevole Cancelleri, lei sa
bene che su questo onestamente, non solo concordiamo noi, ma
concorda pure la parte del Governo per cui non c'è dubbio che
questo appello al rafforzamento degli uffici regionali è un appello
che facciamo tutti e che facciamo a tutto il Governo nella speranza
che possa avvenire perché effettivamente è corretto.
Iniziamo, per favore, a votare. Si passa all'emendamento 1.45.R.1,
a firma del Governo, che è stato appena distribuito.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.45.R, nel testo risultante. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto tutti gli altri emendamenti sono inammissibili.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.46, a firma della
Commissione, che non avevo ancora visto, che però non è coperto,
che riguarda una somma di un milione di euro per gli stipendi di
dipendenti e non so che altro.
Se il Governo e la Commissione mi dicono che è accettabile perché
c'è una copertura, allora lo pongo in votazione. Dobbiamo avere la
copertura, però Pongo in votazione l'emendamento 1.46, a firma
della Commissione che, però, deve essere approvato dal Governo.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.47.
Onorevole Caronia, intanto, andiamo avanti e poi lo vediamo, a
meno che non c'è già una risposta.
Assessore e onorevole Caronia e Commissione, se mi dite che questo
è approvato ci dobbiamo rifermare per ritrovare la copertura. Ecco,
accantoniamolo un attimo e poi ne parliamo, altrimenti ci fermiamo
un'altra mezz'ora.
Quindi questo è accantonato.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi sull'emendamento
del Governo di 1 milione di euro per i Comuni che non hanno
elargito gli stipendi ai dipendenti.
PRESIDENTE. Questo nuovo della Commissione? Perché quello del
Governo lo abbiamo votato.
DI CARO. Sì, della Commissione, mi scusi. Quindi ho notato la
volontà della Commissione di istituire questa somma e nel seguito,
signor Presidente, relativamente al comma 9, ho notato che ci sono
molti emendamenti soppressivi, così come ho notato che così com'è
stato riproposto, il comma 9 non sta in piedi perché cozza con
l'articolo 249 e l'articolo 255 del TUEL.
Ora, siccome il comma 9 mette 4 milioni di euro in un fondo
moltiplicativo, io mi chiedo se è il caso di finanziare
l'emendamento della Commissione con questi fondi, visto che ci sono
diversi emendamenti soppressivi e diversi emendamenti che vanno
sulla stessa linea. Magari poi quando tocca al comma 9 lo
discutiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro siamo al comma 9. Si passa
all'emendamento 1.16 di soppressione del comma 9.
LUPO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.30, di riscrittura del comma 9,
dell'onorevole Di Caro e altri.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi la sera in cui si
sono esaminati tutti gli emendamenti delle variazioni di bilancio
noi avevamo proposto alla Commissione e al Governo questo
emendamento che vede ora scritto. La Commissione aveva preso
l'impegno, così come il Governo, di farlo proprio e portarlo in
Aula. Sarà stata una dimenticanza, non so che cosa sarà stato, però
io ho avuto la premura di ripresentarlo nel caso la Commissione se
ne fosse dimenticato, così come il Governo. È stato così, lo
ripresentato e, ripeto, l'assessore Armao era presente, l'onorevole
Milazzo pure, c'era l'impegno della Commissione di mantenerlo e
farlo proprio, però, sarà stata una dimenticanza. Mi riferisco ora
sempre all'emendamento del Governo. C'è la possibilità di
finanziare l'emendamento della Commissione relativamente agli altri
Comuni, ovviamente Catania esclusa in questo caso, signor
Presidente, perché se rientra di nuovo Catania siamo sempre là, di
rifinanziare l'emendamento della Commissione di 1 milione di euro
con i fondi del comma 9.
Quindi al comma 9 possiamo togliere 1 milione di euro o 2 milioni
di euro, questo ce lo dirà ora l'Assessore, e finanziare
l'emendamento della Commissione.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Su questo punto concernente il
comma 9 la Commissione ha presentato un emendamento.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, assessore Bandiera, altrimenti non
si capisce niente. Onorevole Milazzo, l'Assessore sta intervenendo.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, sul punto mi
risulta che la Commissione ha presentato un emendamento che dopo le
parole 80% ai Comuni introduce l'espressione opportuna in
dissesto . Quindi questa per noi è completamente satisfattiva e
supera è un emendamento sul quale ovviamente conviene il Governo
perché precisa la portata della fattispecie descritta dalla norma.
Se così è per noi non è compatibile l'emendamento 1.30.
PRESIDENTE. Assessore, ma questo emendamento è presentato, ma è
successivo a questi. C'è un emendamento a firma dell'onorevole Lupo
che va in questa direzione
ARMAO, assessore per l'economia. C'è un emendamento della
Commissione.
PRESIDENTE. C'è n'è uno dell'onorevole Lupo che chiede di
aggiungere le parole in dissesto, per cui è esattamente. Non ho
l'emendamento della Commissione. Stiamo parlando ancora
sull'emendamento che abbiamo accantonato?
Onorevole Di Caro ci può chiarire quali sono le sue intenzioni, lo
vuole modificare, ritirare, oppure lo mettiamo in votazione?
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse poco fa non
mi sono spiegato bene. Dicevo che anche con l'emendamento del
Governo, questo comma non sta in piedi. Difatti ho presentato un
subemendamento, non lo so se vi è arrivato.
L'articolo 249 e 255 del TUEL impedisce ai Comuni in dissesto di
attivare qualsiasi forma di finanziamento e maturare interessi
passivi sia come anticipazione di cassa ulteriore, sia come
finanziamenti. Quindi così com'è, questa cosa anche se la emendiamo
non sta in piedi, nessun revisore dei conti mai porterà in
consiglio comunale un finanziamento del genere.
Quindi ripeto se utilizziamo queste somme per rimpinguare
l'emendamento della Commissione, secondo me facciamo una cosa
giusta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di fare altri interventi ho
bisogno di capire qual è la posizione e come pensa di modificare
questa cosa da parte della Commissione e del Governo, perché se no
ognuno dice una cosa e io non conosco l'argomento come lo può
conoscere il Governo o la Commissione e aspettiamo che qualcuno mi
dia delle indicazioni. Diversamente lo metto in votazione.
ARMAO, assessore per l'economia. In coerenza con l'emendamento
1.28 che è analogo a quello presentato dalla Commissione è
contrario all'1.30.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.30, con il parere
contrario del Governo.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.30.1.
DE LUCA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
l'attenzione dell'intera Aula e di tutti i colleghi che sono stati
presenti la notte in cui abbiamo discusso tutti questi emendamenti
e in particolare del Presidente Savona.
Desideravo anche la sua autorevole attenzione per ricordare che la
notte in cui abbiamo discusso questi emendamenti, queste variazioni
di bilancio, c'eravamo lasciati con l'impegno comune, che ha poco
fa ricordato il mio collega Di Caro, che avremmo riscritto questo
articolo secondo il testo che noi abbiamo presentato e in
quell'occasione, c'era stato sia l'assessore Razza per conto del
Governo che la sua accondiscendenza per mantenere esattamente
questo testo, per cui io richiamerei all'onorabilità dei patti che
si stringono una volta che si decide che un testo è equilibrato e
garantisce tutti i comuni in dissesto e tutti gli enti locali in
piano di riequilibrio, diversamente sia le province che in questo
momento non vivono in buone acque che tutti gli altri enti locali
andrebbero ad avere un nocumento, quindi vi prego da questo punto
di vista di mantenere la linea che si era concordata su questo
importante articolo, senza cambiare, perché sarebbe questo, le
carte in tavola all'ultimo minuto.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Io vorrei dare un chiarimento di
serenità perché qui nessuno intanto cambia le carte in tavola. Il
Governo ha predisposto fin dall'inizio questo fondo destinato agli
enti locali in dissesto e segnalo, come mi rammentava il Presidente
che tutto questo è dovuto al fatto che nonostante la finanzia
locale non sia materia trasferita alla Regione siciliana e quindi
sia materia dello Stato, la Sicilia è chiamata, l'ordinamento
regionale attribuisce alla Regione l'ordinamento delle autonomie
locali come materia di competenza esclusiva e non quella finanza
locale, quindi noi stiamo facendo uno sforzo ulteriore, suppletivo,
rispetto a quello dello Stato.
Ovviamente, lo facciamo in sede di variazione, quindi con
efficacia da qui al 31 dicembre. La sede appropriata per interventi
di tipo strutturale come quelli opportunamente auspicati
dall'onorevole che è intervenuto, sono da collocare in sede di
legge di stabilità.
Noi stiamo intervenendo in modo straordinario per una misura che
avrà effetto da qui fino al 31 dicembre. La posizione del Governo è
quella originaria, cioè di tenersi sugli enti locali in dissesto,
pertanto conveniamo con la formulazione che ha elaborato la
Commissione bilancio, attraverso il suo Presidente, che coincide
per altro con quella proposta dall'onorevole Lupo ed altri
presidenti deputati del PD e pertanto su questo il Governo dà il
parere favorevole, mentre su quest'altro, ripeto, non dà il parere
sfavorevole alla misura, dà il parere sfavorevole a questa misura
collocata in questo strumento, nelle variazioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate. C'è poi un emendamento
dell'onorevole Lupo e della Commissione che dice quello che ha
detto ora l'Assessore.
L'emendamento 1.28 dell'onorevole Lupo che dice al comma 9 dopo
fondo di garanzia per gli enti locali sono aggiunte le parole in
dissesto .
Intanto comunico che è stato presentato dall'onorevole Di Caro il
sub emendamento 1.30.1 all'emendamento 1.30, visto che c'è poi
l'emendamento 1.28 dell'onorevole Lupo che di fatto fa quello che
dice il l'Assessore Armao, lo pongo in votazione con il parere
contrario del Governo.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale del sub emendamento 1.30.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del sub
emendamento 1.30.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 27
Contrari 30
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.30. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.28, a firma dell'onorevole
Lupo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, abbiamo presentato un subemendamento,
1.28.1, che aggiunge alle parole in dissesto o in piano di
riequilibrio pluriennale' per migliorare ulteriormente la norma, va
votato prima dell'emendamento, credo che il Governo possa
condividerlo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Presidente, insisto.
Se si inseriscono gli enti in dissesto o in piano di riequilibrio
e non si caricano gli interessi passivi sulla Regione ma restano a
carico dei comuni, questo comma è inefficace, è aria fritta.
Non andrà a finire mai in nessun consiglio comunale, neanche in
quello di Catania che oggi ha dichiarato dissesto finanziario -
questo per essere chiari.
Stiamo votando qualcosa che non avrà efficacia, quattro milioni di
euro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 1.28.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.28, a firma Lupo ed altri. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dichiaro inammissibile l'emendamento 1.21.
Si passa all'emendamento 1.9, a firma degli onorevoli Catalfamo e
Amata.
Sospendo la seduta per cinque minuti
(La seduta, sospesa alle ore 19.43, è ripresa alle ore 19.45)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.9 non è ammissibile. Onorevole
Catalfamo, mi dicono che non è ammissibile l'emendamento, perché
deroga da una normativa che non si possono permettere di fare
derogare. Non sono ammissibile anche gli emendamenti 1.13 e 1.29.
ZAFARANA. Perché no?
PRESIDENTE. Perché derogano a norme nazionali su cui non ci
possiamo pronunciare.
Si passa all'emendamento 1.40, a firma dell'onorevole Sunseri.
Onorevole Di Caro, può venire un attimo, per favore, perché non è
chiaro, l'emendamento 1.40, che significhi.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.47, è ripresa alle ore 20.16)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Eravamo all'emendamento 1.40.
Onorevole Sunseri, non si riesce a trovare una soluzione su questo
emendamento.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che è
appena accaduto ha certificato da un lato l'incapacità di
quest'Aula di non commettere errori che porteranno
all'impossibilità per i comuni e per gli enti locali in dissesto di
utilizzare questi soldi. E non solo stiamo lasciando ben 4 milioni
di euro inutilizzabili dentro questa variazione di bilancio, ma la
cosa che più mi fa indemoniare è che mentre lasciamo 4 milioni non
utilizzati ci sono i dipendenti delle IPAB che non prenderanno un
euro, una serie di dipendenti comunali che non prenderanno un euro,
i dipendenti delle province che continueranno a stare in difficoltà
e tutto questo per cosa? Perché siamo degli incapaci, tutti, siamo
incapaci di assolvere ai bisogni dei cittadini siciliani e ci
dovremmo vergognare perché siamo arrivati al 13 dicembre per
approvare delle norme che non serviranno a nessuno perché queste
norme quando andranno in Gazzetta ufficiale? Quando diventeranno
efficaci? E questi soldi non serviranno a nessuno Complimenti a
tutti noi
PRESIDENTE. Se vi sedete votiamo. Onorevole Sunseri, mantiene
l'emendamento 1.40?
SUNSERI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, apprezzando il comma 10 dell'articolo
1 che riguarda i comuni in dissesto l'idea era quella di far
rientrare quei comuni, le faccio due esempi, Piazza Armerina,
Termini Imerese, che non sono né in pre-dissesto né in dissesto, ma
che con l'assenza dei bilanci approvati, non certamente per colpa
delle amministrazioni attuali, si ritrovano a non potere avviare le
procedure di stabilizzazione. Ne abbiamo già discusso in
Commissione Bilancio', ne abbiamo discusso con i vari Capigruppo,
ritenevamo necessario inserire anche quei comuni che sono
impossibilitati, in questo momento, ad avviare le procedure. E,
quindi, concedere una deroga in questo momento ci sembrava
opportuno.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Sunseri, siccome credo che, alla
fine, l'Aula sia tutta d'accordo con quello che dice lei ma c'è un
problema che non si riesce a superare, credo che il Governo sarà
intenzionato, più di ogni altro nella prossima finanziaria, a
trovare una soluzione a questo problema che è un problema di cui ci
rendiamo tutti conto.
Onorevole Sunseri, mantiene l'emendamento?
SUNSERI. Sì, Presidente.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.40
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.40.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 66
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 51
Contrari 2
Astenuti 1
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.48, della Commissione. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.comm.R, della
Commissione per le coperture.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Scusi, onorevole Caronia, c'è soltanto un emendamento che riguarda
lei, quello sui comuni in sofferenza che sarebbe stato coperto da
una riduzione del capitolo 413374, ma gli Uffici del Bilancio ci
comunicano che non è possibile farlo perché non c'è niente.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, capisco le difficoltà oggettive che il
Governo affronta in una variazione così difficoltosa, però ritengo
che se magari diamo la possibilità di accantonare 5 minuti questo
emendamento, siccome si tratta soltanto di stipendi di quei comuni
che, da almeno tre mesi non pagano, parliamo di fattispecie di 11
mesi di comuni che non prendono neanche un euro degli stipendi,
chiaramente dei dipendenti, ritengo che si possa aspettare ancora
qualche minuto per cercare di trovare una copertura che possa dare
ristoro.
PRESIDENTE. Se sono d'accordo Commissione e Governo, va bene è
accantonato. Però, a questo punto non possiamo votare l'articolo 1.
Lo voteremo più tardi.
Si passa all'articolo 2. C'è un nuovo fascicolo, che avreste
dovuto ricevere tutti. Praticamente, non ci sono più gli articoli
2, 3, 4, ma c'è un unico articolo con 3 commi. Ne do lettura:
«1. Gli articoli 2, 3 e 4 sono così sostituiti:
Art.
Rifinanziamento e riduzioni autorizzazioni di spesa
1. Al bilancio della Regione sono apportate le seguenti variazioni
in incremento:
a) per le finalità di cui all'articolo 6 della legge regionale 29
dicembre 2016, n. 27 e successive modifiche ed integrazioni è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2018 l'ulteriore spesa di
5.500 migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183799);
b) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5, articolo 7, euro 323.419,00
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 1, Programma 11, capitolo
242523);
c) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 28 novembre 2002, n. 21, articolo 1, euro
324.226,00 nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 1, Programma
11, capitolo 242525);
d) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, articolo 11, euro 441.829,42
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 14, Programma 2, capitolo
342534);
e) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 6 giugno 1968, n. 14, articolo 11, euro 777.000,00
nell'esercizio finanziario 2018 ed euro 823.000,00 in ciascuno
degli esercizi finanziari 2019 e 2020 (Missione 16, Programma 1,
capitolo 147701);
f) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 1 febbraio 2006, n. 5, articolo 1, euro 415.000,00
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 5, Programma 2, capitolo
377762);
g) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, articoli 39 e 39 bis, euro
4.417.388,69 nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 9, Programma
5, capitolo 443305);
h) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 5 agosto 1982, n. 88, articolo 5, legge regionale
10 luglio 2016, n. 13, articolo 1, comma 1, euro 130.000,00
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16, Programma 1, capitolo
147315);
i) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 6 giugno 1968, n. 14, articolo 11, euro 686.960,00
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16, Programma 1, capitolo
147704);
j) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 6 giugno 1968, n. 14, articolo 12, euro 202.228,00
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16, Programma 1, capitolo
146518);
k) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, articolo 14, euro 432.583,00
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16, Programma 1, capitolo
147306);
l) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 30 dicembre 1980, n. 152, articolo 1, euro
100.000,00 nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 4, Programma
2, capitolo 373304);
m) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 31 agosto 1998, n. 14, euro 47.265,01
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 1, Programma 11, capitolo
116016);
n) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità della
legge regionale 9 agosto 1988, n. 14, articolo 48, euro
1.200.000,00 nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 9, Programma
5, capitolo 443302);
o) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 102, comma 2,
Tabella G, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, articolo
27, comma 6 Trasporto pubblico locale euro 4.819.944,51
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 10, Programma 2, capitolo
476521);
p) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 102, comma 2,
Tabella G, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità della legge regionale 19 maggio 2005, n. 5, legge
regionale 9 maggio 2017, n. 8, articolo 6 Interventi per
l'occupazione dei lavoratori utilizzati nei Cantieri di servizi già
percettori del reddito minimo di inserimento , euro 1.281.032,97
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 15, Programma 1, capitolo
712402 per euro 851.290,09 e capitolo 713303 per euro 429.742,88);
q) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 4,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per il finanziamento di
interventi di manutenzione straordinaria, aventi carattere di
urgenza, negli Istituti scolastici pubblici, è incrementata per
l'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 400 migliaia di euro
(Missione 4, Programma 3, capitolo 772040);
r) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 47, comma 12,
della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, è incrementata dell'importo di 8.506.388,41 euro per
l'esercizio finanziario 2018, di cui 500 migliaia di euro destinati
esclusivamente per il pagamento degli stipendi arretrati (Missione
16, Programma 1, capitolo 147303);
s) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 15 della legge
regionale 10 luglio 2018, n. 10, per le finalità di cui
all'articolo 10 della legge regionale 31 agosto 1998, n. 14, è
incrementata per l'esercizio finanziario 2018 di 1.000 migliaia di
euro (Missione 11, Programma l, capitolo 116516);
t) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 2,
Allegato 1 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità dell'articolo 33 della legge regionale 10 agosto 1965, n.
21, è incrementata nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di
2.000 migliaia di euro (Missione 16, Programma 1, capitolo 546401);
u) è autorizzata la spesa di 100 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2018 in favore dei comuni di Messina e Barcellona Pozzo
di Gotto per la costruzione di canili municipali. Agli oneri di cui
al presente comma si provvede mediante riduzione di pari importo
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 56 della legge
regionale 8 maggio 2018, n. 8 (Missione 12, Programma 4, capitolo
183728). All'articolo 56 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8
sopprimere le parole , in ragione di 100 migliaia di euro
ciascuno ;
v) Al fine di recuperare e valorizzare l'area ubicata nel Comune
di Palermo ove sorgeva la Villa liberty denominata Deliella ,
progettata da E. Basile, l'Assessore regionale per i beni culturali
e l'identità siciliana è autorizzato ad intraprendere una
iniziativa culturale workshop con il coinvolgimento di almeno tre
studi di progettazione di chiara fama, al fine di stabilire le
linee guida e i criteri per la predisposizione di un concorso di
progettazione per la realizzazione di un museo liberty. Agli oneri
di cui al presente comma, quantificati in 45 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2018, si provvede mediante riduzione di
pari importo delle disponibilità di cui alla Missione 5, Programma
1, capitolo 776016;
w) Per le finalità del comma 2 dell'articolo 8 della legge
regionale 11 agosto 2017, n. 16 è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2018 l'ulteriore spesa di 1.790 migliaia di euro
(Missione 16, Programma 1, capitolo 147320);
x) L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 23, comma 2,
della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e successive modifiche ed
integrazioni, è incrementata, per l'esercizio finanziario 2018,
dell'importo di 1.035 migliaia di euro (Missione 16, Programma 3,
capitolo 147326);
y) Per il finanziamento di interventi di somma urgenza sul demanio
idrico fluviale, l'autorizzazione di spesa di cui al comma 4,
dell'articolo 13 della legge regionale n. 8 maggio 2018, n. 8 è
incrementata dell'importo di 11.720 migliaia di euro nell'esercizio
finanziario 2018 (Missione 9, Programma 2, capitolo 442555);
z) il Commissario liquidatore dell'Ente siciliano per la
promozione industriale (ESPI), entro 10 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, provvede a versare in
entrata al bilancio della Regione siciliana (capitolo 4501, Capo
X), a titolo di acconto sul risultato della liquidazione secondo le
previsioni di cui al comma 2 dell'articolo 2491 del codice civile
la somma di 5.000 migliaia di euro, da destinare alla RESAIS S.p.A.
per le finalità di cui alla legge regionale 6 giugno 1975, n. 42,
alla legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5, alla legge regionale 28
novembre 2002, n. 21, alla legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, ex
articolo 119, alla legge regionale 9 maggio 2012, n. 26, articolo
11 commi 99, 100 e 101 ed alla legge regionale n. 9 maggio 2017, n.
8, articolo 4, e da iscrivere nel bilancio della Regione in un
apposito capitolo da istituire presso il dipartimento regionale
delle attività produttive (Missione 1, Programma 11);
aa) per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 1
marzo 1995, n. 15, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2018
la spesa di euro 45 migliaia di euro cui si provvede con le
disponibilità della Missione 4, Programma 6, capitolo 373712;
bb) nelle more del perfezionamento delle procedure relative alla
rimodulazione ed alla concreta disponibilità dei fondi di cui
all'articolo 2, comma 5, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8,
per consentire la prosecuzione delle attività per gli addetti ai
lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria,
Sistema agroforestale-ambientale-rurale, previste dal Fondo di
Sviluppo e Coesione 2014-2020 ed in attuazione della deliberazione
della Giunta regionale n. 388 del 19 ottobre 2018, il Ragioniere
generale è autorizzato ad iscrivere nell'entrata e nella spesa del
bilancio regionale per l'esercizio finanziario 2018 la dotazione
finanziaria di euro 44.000 migliaia di euro.
2. Al bilancio della Regione sono apportate le seguenti variazioni
in riduzione:
a) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4, comma 3, della
legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e successive modifiche ed
integrazioni, complessivamente è ridotta di 270 migliaia di euro
nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 15, Programma 3, capitolo
313318 per + 280.000 euro e capitolo 313728 per - 550.000 euro);
b) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3, comma 12,
della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e successive
modifiche ed integrazioni, che determina l'ammontare del Fondo di
cui all'articolo 30, comma 9, della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni (Missione 15,
Programma 3, capitolo 313319) è ridotta di 2.350 migliaia di euro
nell'esercizio finanziario 2018;
c) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 5,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per il finanziamento
degli interventi in materia di pubblica istruzione di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 1985, n. 246, è
ridotta per l'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 71.116,20
euro (Missione 4, Programma 2, capitolo 372514);
d) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 6,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per l'attuazione di
quanto previsto dall'articolo 7, comma 4, della legge 11 gennaio
1996, n. 23, è ridotta per l'esercizio finanziario 2018
dell'importo di 169.883,80 euro (Missione 4, Programma 2, capitolo
372556);
e) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 102, comma 2,
Tabella G, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, prevista per
le finalità della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15, articolo
10 (Missione 9, Programma 1, capitolo 442539) è ridotta
dell'importo di euro 65 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2018 e di 30 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi finanziari 2019 e 2020. Le risorse derivanti dal presente
comma sono destinate alle spese di funzionamento degli uffici
territoriali ambientali del Dipartimento regionale dell'ambiente,
Missione 9, Programma 1, capitolo 442503 per 30 migliaia di euro
nell'esercizio finanziario 2018, capitolo 442508 per 5 migliaia di
euro nell'esercizio finanziario 2018 e capitolo 442511 per 30
migliaia di euro in ciascuno degli esercizi finanziari 2018, 2019 e
2020;
f) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 55 della legge
regionale 8 maggio 2018, n. 8 è ridotta di 1.300 migliaia di euro
(Missione, Programma, capitolo 144139);
g) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 2,
Allegato 1 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità della legge regionale 31 agosto 1998, n. 14, è ridotta
nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di euro 47.265,01
(Missione 2, Programma 11, capitolo 116523);
h) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 2,
Allegato 1 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità dell'articolo 1 della legge regionale 26 luglio 1982, n.
71 e del comma 18 dell'articolo 10 della legge regionale 5 dicembre
2016, n. 24 è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo
di 1.500 migliaia di euro (Missione 12, Programma 7, capitolo
183307);
i) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 2,
Allegato 1 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità dell'articolo 11 della legge regionale 13 settembre 1999,
n. 20 e dell'articolo 60 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8,
è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 500
migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183717);
j) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 2,
Allegato 1 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità dell'articolo 17 della legge regionale 13 settembre 1999,
n. 20 è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 350
migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183718);
k) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 2,
Allegato 1 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità dell'articolo 4 della legge regionale 13 settembre 1999,
n. 20, è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di
150 migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183722);
l) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 2,
Allegato 1 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità dell'articolo 6 della legge regionale 13 settembre 1999,
n. 20 e dell'articolo 57 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8,
h ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 250
migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183723);
m) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 2,
Allegato 1 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità dell'articolo 9 della legge regionale 13 settembre 1999,
n. 20 è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 100
migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183726);
n) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 38 della legge
regionale 8 maggio 2018, n. 8, è ridotta nell'esercizio finanziario
2018 dell'importo di 300 migliaia di euro (Missione 12, Programma
1, capitolo 183741);
o) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 102, comma 2,
Tabella G della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità di cui agli articoli 7 e 8 della legge regionale 3 gennaio
2012, n. 3, è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo
di 200 migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo
183786);
p) l'autorizzazione di spesa di cui al comma 4 dell'articolo 30
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, è ridotta nell'esercizio
finanziario 2018 dell'importo di 2.600 migliaia di euro (Missione
12, Programma 2, capitolo 183810);
q) al comma 3 dell'articolo 52 della legge regionale 8 maggio
2018, n. 8 le parole 5.000 migliaia di euro sono sostituite con
le seguenti: 450 migliaia di euro (Missione 12, Programma 4,
capitolo 183812);
r) le risorse finanziarie di cui al comma 4 dell'articolo 3 della
legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 e successive modifiche ed
integrazioni, sono destinate, nell'esercizio finanziario 2018, per
l'importo di 1.168 migliaia di euro, alla copertura finanziaria di
quota parte degli oneri previsti dalla presente legge (Missione 1,
Programma 3, capitolo 212553);
s) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 2,
Allegato 1 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità dell'articolo 61 della legge regionale 17 marzo 2016, n.
3, è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 2.000
migliaia di euro (Missione 1, Programma 5, capitolo 216529);
t) l'autorizzazione di spesa di cui al comma 10 dell'articolo 10
della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16, come rideterminata dal
comma 12 dell'articolo 27 della legge regionale 8 maggio 2018, n.
8, Allegato 2 è ridotta nell'esercizio finanziario 2018
dell'importo di euro 668.186,00 (Missione 15, Programma 3, capitolo
314137);
u) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, comma 2,
Allegato 1 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le
finalità dell'articolo 1 della legge regionale 7 ottobre 1950, n.
75, è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 300
migliaia di euro (Missione 14, Programma 2, capitolo 342525);
v) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 47 della legge
regionale 8 maggio 2018, n. 8, è ridotta per l'esercizio
finanziario 2018 dell'importo di 582 migliaia di euro, così
suddivisi: 359 migliaia di euro per acquisto di arredi e
attrezzature (Missione 5, Programma 2, capitolo 776425) e 223
migliaia di euro per spese di avviamento e promozione (Missione 5,
Programma 2, capitolo 377352);
w) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 27, comma 1,
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le attività di
servizio pubblico da trasporto non di linea in servizio di piazza
di cui al comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 29, è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo
di 900 migliaia di euro (Missione 10, Programma 4, capitolo
478106);
x) l'articolo 84 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 è
abrogato (Missione 9, Programma 5, capitolo 150568).
3. All'elenco n. 4 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 9, sono
apportate le seguenti variazioni:
M P T A C DESCRIZIONE N Variaz Varia Varia Cassa
I RO I M RUAPI a ione zione zione
S GR T M B TOL t 2018 2019 2020
S AM O I R O u
I MA L . I r
O O N C a
N E A
E F
o
n
d
i
4 2 1 9 2 3 ONERI SOCIALI 1 - 0,00 0,00 -
720 A CARICO 199.000 199.000,00
25 DELL'AMMINISTRA ,00
ZIONE REGIONALE
PER IL
PERSONALE DEGLI
ISTITUTI
REGIONALI
PARITARI.
(SPESE
OBBLIGATORIE)
4 2 1 9 2 3 SPESE PER 1 - 0,00 0,00 -60.000,00
725 SERVIZI 60.000,
06 AUSILIARI PER 00
IL
FUNZIONAMENTO
1 1 1 6 3 3 INTERVENTI PER 1 - - - -
5 141 PROVVEDERE AL 2.370.0 2.370. 2.370. 2.370.000,0
10 PAGAMENTO DEI 00,00 000,00 000,00 0
DEBITI
CONTRATTI NEI
CONFRONTI DELLE
IMPRESE CHE
HANNO
PRESENTATO LA
DICHIARAZ. DI
CONFORMITA' DI
CUI ALL'ART. 29
DELLA L.R. 3
MAGGIO 2001, N.
6.
1 10 1 7 2 1 INDENNITA' DI 1 - 0,00 0,00 -
080 BUONUSCITA DA 1.000.0 1.000.000,0
09 EROGARE TRAMITE 00,00 0
IL FONDO
PENSIONI
SICILIA (SPESE
OBBLIGATORIE)
1 10 1 7 2 1 SOMME PER 1 - 0,00 0,00 -
081 ANTICIPAZIONI 3.000.0 3.000.000,0
67 IN CONTO 00,00 0
BUONUSCITA DA
EROGARE TRAMITE
IL FONDO
PENSIONI
SICILIA.
1 8 1 4 5 2 SPESE PER LA 1 - 0,00 0,00 -
125 GESTIONE DEI 600.000 600.000,00
14 SERVIZI ,00
INFORMATICI E
DI
TELECOMUNICAZIO
NE.
1 1 1 6 3 3 ONERI DI 1 - 0,00 0,00 -
5 125 FUNZIONAMENTO 1.000.0 1.000.000,0
17 DEL CONTINGENTE 00,00 0
DELL'ARMA DEI
CARABINIERI
IMPIEGATI AI
SENSI DELL'ART.
16 DEL D.P.R.
19 MARZO 1955,
N. 520 E
DELL'ART. 9
BIS, COMMA 14,
ULTIMO PERIODO,
DELLA LEGGE 28
NOVEMBRE 1996,
N. 608, DI
CONVERSIONE DEL
DECRETO LEGGE 1
OTTOBRE 1996,
N. 510. (EX
CAP. 33657).
(SPESE
OBBLIGATORIE).
1 1 1 1 2 4 QUOTA A CARICO 1 - 0,00 0,00 -
3 1 133 DELLA REGIONE 1.300.0 1.300.000,0
63 DELLE SPESE PER 00,00 0
IL
PERSEGUIMENTO
DI OBIETTIVI DI
CARATTERE
PRIORITARIO E
DI RILIEVO
NAZIONALE
INDICATI DAL
PIANO SANITARIO
NAZIONALE
7 1 1 1 2 4 SPESE PER - 0,00 0,00 -40.597,00
3 725 SERVIZI 40.597,
06 AUSILIARI PER 00
IL
FUNZIONAMENTO
DELL'ENTE
7 1 1 1 2 4 SPESE PER - 0,00 0,00 -1.000,00
3 725 ACCERTAMENTI 1.000,0
02 SANITARI 0
(SPESE
OBBLIGATORIE).
1 1 1 1 2 4 SPESE PER I - 0,00 0,00 -5.250,00
3 703 CONSULENTI 5.250,0
03 ESPERTI IN 0
MATERIE
GIURIDICHE,
ECONOMICHE,
SOCIALI OD
ATTINENTI AI
COMPITI
D'ISTITUTO.
1 1 1 1 2 4 COFINANZIAMENT 1 - 0,00 0,00 -
3 1 133 O REGIONALE 15.701. 15.647.967,
74 FARMACI 814,00 00
INNOVATIVI
5 1 1 4 2 2 INTERESSI E 1 - 0,00 0,00 -
0 149 SPESE 1.000.0 1.000.000,0
03 DISCENDENTI DA 00,00 0
OPERAZIONI
FINANZIARIE PER
IL
FINANZIAMENTO
DI INVESTIMENTI
COERENTI CON
L'ARTICOLO 3,
COMMA 18, DELLA
LEGGE 24
DICEMBRE 2003,
N. 350. (SPESE
OBBLIGATORIE).
1 1 1 1 1 4 SPESE PER 1 7.000, 0,00 0,00 7.000,00
1 103 MISSIONI DEL 00
02 PERSONALE IN
SERVIZIO
ALL'UFFICIO DI
GABINETTO (EX
CAP. 41210
PARTE)
5 2 1 1 2 4 SOMMA DA 46.847 0,00 0,00 46.847,00
3 737 EROGARE IN ,00
36 FAVORE DEI
SOGGETTI
BENEFICIARI DI
UN SOSTEGNO
ECONOMICO DI
CUI
ALL'ARTICOLO
128 DELLA LEGGE
REGIONALE 12
MAGGIO 2010,
N.11.
Si passa all'emendamento 2comm.74, del Governo, che è soltanto una
cosa tecnica perché era sbagliato il nome dell'articolo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2comm.14, degli onorevoli Figuccia e Lo
Curto.
E' mantenuto?
FIGUCCIA. Anche a nome dell'altro firmatario, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2comm.60, degli onorevoli Barbagallo e
Lupo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo anche se
abbiamo avuto poco tempo per esaminare il fascicolo degli
emendamenti che il 2comm.60 si riferisca al Brass Group.
PRESIDENTE. No, non è quello. Enti parco.
CANCELLERI. E' Brass Group.
BARBAGALLO. Allora, a mio giudizio, è contro il Brass Group.
Preciso per una migliore intelligenza dell'Aula che il Brass Group,
negli anni a partire dal 2012, ha avuto uno stanziamento medio
annuale previsto in tabella allegata alla finanziaria di 200, 250 a
seconda dell'annata.
Nel 2015 è stato istituito il FURST e ha sommato oltre alle somme
previste nell'allegato alla finanziaria anche quelle del FURST.
Siccome alla fine dell'anno arriva questo stanziamento di 415 mila
euro non capisco se è in ulteriore aggiunta alla norma che ha già
previsto la finanziaria e, quindi, già avrebbe a disposizione le
somme del FURST, a meno che, come qualcuno dice, non ha partecipato
al FURST e, quindi, gli stiamo integrando le somme direttamente.
Insomma, è come se ci fosse un concorso pubblico, il candidato
dimentica di partecipare e noi lo chiamiamo direttamente
assumendolo.
Io credo che ci sia una doppia violazione, non soltanto quella del
principio di trasparenza della Pubblica amministrazione perché ci
sono le somme per accedere al FURST e già c'è stato un riparto, ma
una cosa ancora più grave che se il principio è quello che abbiamo
fatto valere all'articolo 1, cioè quello di pagare gli stipendi,
ricordo dall'esame della scorsa finanziaria che il Brass Group non
ha più di dieci amministrativi, quindi, la somma già prevista
all'interno dell'allegato alla finanziaria è più che sufficiente.
Per un ente musicale che non ha più di dieci amministrativi dare a
fine anno 415 mila euro che supera di gran lunga lo stanziamento
che già diamo in sede di allegato alla finanziaria, mi sembra fuori
dalle cose. Naturalmente, chiedo il voto segreto su questo
emendamento.
MILAZZO. Signor Presidente, chiedo di parlare trenta secondi
perché è la cosa più normale che tratteremo in Aula. Questo
emendamento così come è scritto lo abbiamo poi aggiustato in
Commissione Bilancio'. Intanto, l'onorevole Barbagallo ormai è
diventato il signor no Il tema della questione è questo. Intanto,
nella norma la Commissione ha deciso di specificare chiaramente
solo per il 2018, quindi non è tabella.
BARBAGALLO. Appunto, è in aggiunta.
MILAZZO. Aspetti, il Brass Group, non certamente posso spiegare in
termini chiari, in Commissione l'abbiamo fatto, ha avuto un
problema nella figura apicale, burocratica, legato a questioni
certamente di motivazione valida e non hanno potuto fare
l'iscrizione al FURST.
Il Brass Group se non passa questo emendamento è morto e
l'emendamento è passato all'unanimità di tutti i gruppi
parlamentari in Commissione Bilancio' perché non è proprietà di
nessuno.
CIANCIO. No, no, all'unanimità no
MILAZZO. E' della Regione. Le osservazioni che sono arrivate e mi
ricordo l'onorevole Sammartino fece questo rilievo, e ha detto:
così è tabella e abbiamo specificato, allora, solo per il 2018,
cioè per dare una mano vista la giusta motivazione no la malafede e
nemmeno raggirare i percorsi. C'è stato un problema di forza
maggiore, c'è stato un problema fortemente delicato e ha impedito
all'ente di accedere al FURST. Non posso scendere nei particolari,
sarebbe poco rispettoso ma vi assicuro che se vi informate con i
componenti della Commissione vi diranno quali sono le giuste
motivazioni.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, parto dalla considerazione che,
ovviamente, non è messa in dubbio qua la valenza e la storicità di
questa fondazione, però vorrei fare notare ai colleghi, al Governo
e al Presidente che questa somma di 415 mila euro è ad incremento,
significa che stiamo incrementando di 415 mila euro la somma già
stanziata in finanziaria quindi ad aprile di questo anno.
Vi faccio notare gli stanziamenti che ci sono stati nel corso
degli anni: 2014, 184 mila euro, 2015, 300 mila euro, 2016, 300
mila euro, 2017, in previsione 250 mila poi ridotto a 178 mila
perché c'è stato l'incremento del Fondo unico o comunque la parte
che riguardava il FURS, 2018, 250 mila. Stiamo sommando a questi
250 mila 415 mila euro.
Il Governo, nel testo originario, aveva presentato ottantamila
euro e servivano a coprire quella somma che effettivamente non
hanno potuto avere - ho capito che ci sono stati dei problemi
nell'accesso al FURS, dei problemi gravi che non hanno permesso
l'accesso al FURS. Ma 80 mila euro erano più che sufficienti per
quello che serve a questa Istituzione.
Visto che già di cose - capisco che quest'Aula è molto Palermo
centrica - diverse cose sono passate che non erano proprio in linea
con il carattere generale e astratto che quest'Aula dovrebbe
seguire, chiedo che su questa norma si faccia un ragionamento di
buon senso perché questo è un emendamento presentato in
Commissione.
Ripeto, il Governo aveva presentato 80 mila e stiamo dando 415
mila euro in più.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, in realtà su questo capitolo avevo
presentato, insieme alla collega, un emendamento con il quale c'era
una decurtazione del Fondo di 200 mila euro. Rappresento, però,
all'Aula una cosa che non sapevo ovvero che è accaduto un fatto
grave.
Il collega ha detto non voglio entrare nel merito - e credo abbia
fatto bene - perché quando ci sono aspetti che riguardano la
dimensione umana e in questo caso addirittura di salute del
segretario generale di questo ente, mi risulta che molti di voi lo
sapevate, soprattutto quelli che sono in Commissione Bilancio',
persona che per una questione di salute non ha potuto presentare la
richiesta di accesso al Fondo.
Andare a speculare su questo, colleghi, anche io avevo presentato
un emendamento che toglieva 200 mila euro, ma di fronte a questa
evidenza per la quale quell'ente, il Brass Group, non è riuscito a
partecipare, a chiedere quel Fondo, mi sembra oggettivamente un
fatto - e non voglio andare oltre usando il termine sciacallaggio
perché vogliamo con le opposizioni mantenere un rapporto umano -
serio e giusto come abbiamo fatto fino a ora. Io per primo ho
chiesto di abbassare i toni.
Credo che qui abbiamo l'opportunità di aiutare un ente che
diversamente andrebbe in assoluta sofferenza, c'è stato un problema
di salute, non hanno fatto richiesta di accesso al Fondo. Credo che
questo Parlamento abbia l'opportunità e il dovere di andare
incontro a questa esigenza.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, Governo, oltre ad evidenziare il
problema tecnico relativo al problema di salute del segretario
generale, vorrei evidenziare invece lo spessore culturale e
artistico del Brass Group e l'attività che svolge in Sicilia.
Lo stanziamento - al di là delle questioni tecniche legate alla
non partecipazione al FURS - mi sembra corretto e giusto rispetto
all'elevato spessore artistico e culturale di questa Istituzione.
Per cui noi come Sicilia Futura voteremo contro; assolutamente
nessun tipo di riduzione di risorse verso il Brass Group.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2comm.60.
CAPPELLO CAPPELLOCC Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.60
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2comm.60.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 32
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2comm.44, a firma dell'onorevole Lupo ed
altri.
Onorevole Lupo lo mantiene?
LUPO. Sì.
PRESIDENTE. Con il parere contrario della Commissione e del
Governo lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2comm.22, a firma degli onorevoli
Cancelleri ed altri.
CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a differenza di
quello di prima, questo riporta lo stanziamento a quanto aveva
previsto il Governo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CIANCIO CAPPELLOCC Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.22
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2comm.22.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 31
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2comm.4.
FIGUCCIA. Lo ritiro.
BARBAGALLO. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, l'emendamento è stato ritirato.
BARBAGALLO. L'anno scorso al Furs abbiamo dato 80 mila euro Non
solo non hanno partecipato gli diamo 400 mila euro.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, è stato bocciato quello da 80
Votiamo quello da 100, che vuole che le dica
Pongo in votazione l'emendamento 2comm.4. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2comm.31, a firma dell'onorevole
Cancelleri.
Onorevole Cancelleri io, lei e l'onorevole Di Mauro domani ci
incontriamo mettiamo una somma e facciamo rifare l'impianto oppure
facciamo una somma e andiamo dall'otorino noi tre, perché una
soluzione va trovata. Pongo in votazione l'emendamento 2comm.31.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.31
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2comm.31.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .66
votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 25
Contrari 38
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2comm.59 a firma dell'onorevole Lupo ed
altri. Lo mantiene? L'emendamento sopprime la lettera m).
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, è il
capitolo della Protezione civile, relativamente al personale. Se
l'Assessore può motivare il perché di questo rifinanziamento,
peraltro per una piccola cifra ma molto precisa. Parliamo della
lettera m), giusto? Riguarda la gestione delle riserve. Se può
precisare se la destinazione è esclusivamente per il pagamento di
stipendi... ho capito che era in votazione la lettera m), ma il
concetto è lo stesso.
PRESIDENTE. Sì, m' di Milano.
LUPO. Faccio un intervento unico, sia alla lettera m) che alla
successiva lettera n) sono proposti dei rifinanziamenti e vorremmo
sapere se sono strettamente connessi al pagamento di stipendi così
come è stato detto a proposito della variazione di bilancio o se si
intendono coprire altre spese. Se fossero solo realmente pagamento
di stipendi noi siamo disponibili a ritirare l'emendamento
soppressivo.
CORDARO, assessore per il territorio e per l'ambiente. Presidente,
per quanto mi riguarda la lettera n) è certamente un capitolo
legato al pagamento degli stipendi del personale delle riserve. La
lettera m) non è competenza del mio Assessorato, l'Assessore per il
bilancio darà immediatamente una risposta.
ARMAO, assessore per l'economia. Per la lettera m) sono
straordinari della Protezione civile, quindi c'è una piccola
discrasia.
PRESIDENTE. Io non ho capito bene quello che ha detto l'Assessore.
Erano straordinari? Quindi, sono ritirati gli emendamenti 2comm.59,
2comm.58 e 2comm.57 a firma dell'onorevole Lupo ed altri.
Si passa all'emendamento 2comm.84 a firma della Commissione. Il
parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2comm.63 a firma degli onorevoli De
Domenico ed altri.
Non ha la copertura, quindi è precluso.
Si passa all'emendamento 2comm.56, a firma degli onorevoli Lupo ed
altri.
L'emendamento è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2comm.55, a firma degli onorevoli Lupo ed
altri.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'emendamento sia utile giusto per precisare che hanno priorità,
ovviamente, le scuole che versano in condizioni di inagibilità.
Penso che gli Uffici, già di norma, chiedano appunto una
attestazione con ordinanza comunale. Vorremmo introdurlo anche per
legge. Ovviamente il soppressivo è ritirato.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, vorrei rappresentare all'onorevole Lupo e
comunque agli onorevoli colleghi, che la richiesta di integrazione
del capitolo è comunque compensativa rispetto ad economie dello
stesso Assessorato. Quindi non produce maggiori e diverse entrate
rispetto alla previsione iniziale. Inoltre, si tratta di interventi
che rivestono carattere di urgenza della quali, la Regione, è
sostitutiva di interventi degli Enti locali impossibilitati a
realizzarli per la sicurezza dei locali e per l'agibilità di
singole aule. E' chiaro che, trattandosi di interventi fino ad un
massimo di 50 mila euro, non possono essere risolutivi di
situazioni di inagibilità. Ma di grave impedimento certamente sì.
Quindi chiederei se è possibile.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Lagalla,
ho ascoltato con attenzione il suo intervento. Ma non le sembrano
pochi 400 mila euro? Sono pochi per fare gli interventi di
manutenzione straordinaria
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Sono da
qui al 31 dicembre.
TAMAJO. Da qui al 31 dicembre, mi convince, grazie.
PRESIDENTE. Sono le economie che si sono verificate e quindi
vengono utilizzate per essere spese.
LUPO LULL Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2comm.55
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 2comm.55.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 23
Contrari 36
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2comm.1 a firma degli onorevoli Ragusa ed
altri.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
che riguarda il Consorzio di bonifica n. 8 della provincia di
Ragusa, sostanzialmente serve a garantire alle famiglie e agli
operatori che operano nel settore del Consorzio di bonifica, la
possibilità di avere un primo appannaggio rispetto a quelle
famiglie, a quei dipendenti che da 24 mesi non percepiscono nessun
tipo di stipendio. E' un piccolo passo avanti. Così come è stato un
piccolo passo avanti il milione di euro che noi abbiamo anticipato
nella prima stesura dell'attività finanziaria. Questi due milioni
di euro aiutano a sostenere la causa. Così come in queste
variazioni di bilancio, approfittiamo della circostanza, per
garantire, per quello che si può garantire un minimo di serenità
alle famiglie che attendono questo tipo di sostegno economico.
Ne approfitto anche del mio intervento per ricordare ai miei
colleghi, a tutti coloro che in questo momento sono collegati con
noi, per dire che anche i forestali in queste variazioni di
bilancio trovano un sostegno con 44 milioni di euro che permetterà
loro tranquillamente di completare le giornate lavorative e
riniziare un percorso di attività all'interno dei demani forestali.
Io penso che siano momenti di grande tensione perché sono due
mondi, sia i consorzi di bonifica e sia i forestali, così come
l'ESA, ma in particolare il consorzio di bonifica il quale
Presidente Musumeci ha detto più volte che molto presto
affronteremo la riforma dove potrà, e dovrà essere per forza di
cose, essere garantito un sostegno, un rimodernamento dei consorzi
di bonifica così come pure a detta del Presidente della Regione
onorevole Musumeci, il comparto dei forestali attende un
appropriato disegno di legge che permetterà loro di avere più
serenità per il futuro.
Mi permetto anche di ricordare che queste variazioni di bilancio
riguardo anche l'ESA. Anche l'ESA avrà un momento di sostegno
economica e sono tre enti che orbitano nel mondo dell'agricoltura e
che sono importanti proprio per il sostegno di questo comparto. Mi
permetto anche di dire che l'inizio dell'emendamento del consorzio
di bonifica inizia dalla terza Commissione poi lungo il percorso
abbiamo trovato sostegno e aiuto anche di altri colleghi che hanno
condiviso il percorso quale il Movimento Cinque Stelle, il Partito
Democratico, ma anche la Lega nella Commissione si è dimostrata
disponibile a questo tipo di attività.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
colleghi parlamentari, come lei vede, Presidente, ci sono tre
emendamenti sul consorzio; ci sono tre emendamenti sul consorzio di
bonifica di Ragusa che
PRESIDENTE. Onorevole Pagana, per favore. Grazie.
DIPASQUALE. due che vanno verso l'importo dei 2 milioni di euro,
un altro che è invece sui 3 milioni di euro.
Ora, io voglio dire una cosa, noi abbiamo avuto una Commissione
così come è vero, così come ha detto il Presidente Ragusa. Questa
Commissione abbiamo preso tutti atto che la situazione del
consorzio di Ragusa è una situazione particolare, diversa dal resto
degli altri consorzi. Se forse in finanziaria avessimo previsto il
contributo straordinario non arrivavamo a questo punto però
purtroppo in finanziaria l'emendamento che io avevo presentato fu
bocciato.
Comunque, al di là di tutto questo, la situazione è drammatica
perché ci sono undici mensilità, abbiamo undici mensilità da pagare
ed abbiamo preso atto tutti in Commissione e abbiamo visto che per
soddisfare le mensilità, le undici mensilità, servono circa 6
milioni di euro.
Allora, io mi permetto dire una cosa ai colleghi parlamentari,
tutti, così come abbiamo fatto interventi per pagare tutte le tre,
le quattro, le cinque mensilità di alcuni comuni anche di comuni
importanti come Catania, ma per quale motivo noi invece per quanto
riguarda il consorzio di Ragusa dobbiamo dargli un contentino dei
due milioni di euro?
Quindi, io mi permetto di dire almeno arriviamo al 50 per cento
per pagare sei mensilità e ne rimangono sei scoperte perché non mi
pare giusto che rispetto a tutti gli altri enti locali della
Sicilia stiamo quasi azzerando gli arretrati e invece per quanto
riguarda il consorzio di bonifica di Ragusa, cioè noi ci limitiamo
a dare un contentino ora.
Siccome, caro Presidente e caro Governo, io non sono geloso dei
miei colleghi e quando i colleghi mi portano un risultato sono
contento, prima il collega Lo Giudice ha messo al centro
dell'attenzione un emendamento che ha visto una spesa maggiore e ci
siamo fermarti per quanto riguardava i rifiuti, la raccolta
differenziata, ed ha fatto bene; però, non può essere che questo
Governo ascolti solo le esigenze della maggioranza.
Cioè, c'è un'esigenza della minoranza perché anche l'onorevole
Campo che ha partecipato in tante riunioni, in tanti incontri,
ritiene così come me che più soldi mettiamo più diamo possibilità
di dare maggiori
Allora, Signor Presidente, quello che dico rispetto ai 2 milioni
prospettati dagli onorevoli Assenza e Ragusa ma almeno portiamoli
Non lo vogliamo portare a tre? Ma almeno portiamolo a 2 milioni e
mezzo.
Presentiamo, quindi, un subemendamento, portiamolo a 2 milioni e
mezzo e diamo la possibilità di passarsi un Natale meno pesante.
E' questa la proposta e siccome il Governo lo ha fatto prima - ed
ha fatto bene - con qualche collega mio, che lo faccia anche su
questo emendamento.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il
Movimento Cinque Stelle non può in nessun modo votare contrario ad
una norma che aiuta i consorzi di bonifica. Questo è chiaro ma non
significa che in una condizione disperata come quella che stanno
vivendo tutti i consorzi di bonifica in questa condizione di
emergenza possiamo votare tutto.
Io invito seriamente l'onorevole Ragusa a ritirare l'emendamento
semplicemente per un motivo: perché la crisi dei consorzi di
bonifica purtroppo - e dico purtroppo - e il Presidente Ragusa lo
sa perché di audizioni in III Commissione ne abbiamo fatte, non è
solo il consorzio di bonifica di Ragusa che sta male.
Questo emendamento e la linea politica dell'onorevole Dipasquale e
di molti altri non fa altro che fomentare questa guerra ed
alimentare questo circolo vizioso di poveri contro poveri. Cioè si
sta facendo la lotta a chi è più povero, la lotta a chi ha più
mensilità arretrata.
E, Presidente, colgo questa occasione, nuovamente, per sollecitare
il Governo, per sollecitare questo Parlamento tramite anche la III
Commissione a porre ogni atto necessario alla necessaria riforma di
questi benedetti consorzi di bonifica. C'è una situazione che
rischia di degenerare in emergenza sociale.
Vi invito veramente a ritirare questo emendamento.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io personalmente
non ho nessuna intenzione di ritirare questo emendamento.
La situazione dei consorzi di bonifica la conoscete tutti ma tutti
conoscete che la situazione del consorzio di bonifica di Ragusa è,
purtroppo, assolutamente deficitaria in misura spropositata
rispetto agli altri consorzi.
Io chiedo che gli arretrati sulle mensilità, pari a 13-14 mesi,
negli altri consorzi non sono assolutamente previsti.
Questo non certo per responsabilità dell'attuale management. E'
una situazione che si trascina da anni. Anzi, io invito ancora una
volta formalmente chi di dovere a denunziare le malefatte della
precedente amministrazione del consorzio di bonifica di Ragusa agli
organi competenti, Procura della Repubblica presso la Corte dei
conti, innanzitutto.
Detto questo, i lavori in Commissione prima in Commissione III e
poi in Commissione Bilancio erano stati tutti orientati
nell'accrescere lo stanziamento previsto per i consorzi in generale
di almeno due milioni e destinare questo aumento specificatamente
al consorzio di bonifica di Ragusa.
Fino alla notte precedente alla conclusione dell'esame in
Commissione Bilancio l'emendamento era in questo senso.
Stranamente, alla fine, è stato modificato in una cifra di 500
mila euro destinata genericamente per il pagamento degli arretrati
a tutti i consorzi.
Noi non stiamo chiedendo nessuna somma aggiuntiva. Siamo
nell'ambito dello stesso capitolo di spesa ma riteniamo che questi
due milioni siano la cifra assolutamente indispensabile per
permettere ai dipendenti di quel consorzio di dimezzare, o comunque
di diminuire sensibilmente, le mensilità arretrate che nonostante
questo stanziamento specifico rimarranno sempre in misura maggiore
rispetto a quello degli altri consorzi.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Io chiedevo quanti erano i deputati di Ragusa per sapere quanti ne
dovevano ancora intervenire.
CANCELLERI. Signor Presidente, sarò rapidissimo come non è mio
solito, fra l'altro.
PRESIDENTE. Quando vuole, sa esserlo.
CANCELLERI. Volevo approfittare della presenza dell'Assessore
Bandiera che, sicuramente in maniera puntuale, vorrà in qualche
modo ragguagliare a tutti quanti, qui in questa Aula, di come sono
combinati tutti i consorzi di bonifica della Sicilia. Quanti
stipendi arretrati ci sono. Volevo avere semplicemente questi dati.
Grazie.
PRESIDENTE. Assessore Bandiera, se riesce a farlo in pochi minuti,
prego.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Signor Presidente, onorevoli deputati, devo
chiarire che, lo stanziamento previsto all'articolo in trattazione
di 8 milioni 506 mila 388 euro e 41 centesimi, sono le somme
strettamente necessarie a copertura degli emolumenti del personale
a tempo indeterminato. Chiaramente derivano da una ripartizione
equa che viene fatta a tutti consorzi, quindi, se dovessimo
vincolare 2 milioni di euro di questi 8 milioni e mezzo ad un solo
consorzio, automaticamente, dovremmo togliere al consorzio di
Catania, di Messina, di Palermo, di Siracusa, eccetera. Quindi,
chiaramente, alimenteremmo una guerra tra e fra poveri, che il
Governo non può sostenere in questi termini.
La situazione dei consorzi, la drammaticità della situazione dei
consorzi è ben nota a molti deputati, vivono una situazione
debitoria di circa 100 milioni di euro. E' chiaro che è imminente
la presentazione a questo Parlamento di una legge di riforma e di
riordino che, chiaramente, prenda anche in carico la situazione
debitoria per liberare questi organismi da questa situazione e
consentire una gestione ordinaria, in armonia con quelli che sono i
principi statutari e fondatori dei consorzi di bonifica, a
cominciare dal fatto che i consorzi di bonifica devono essere
restituiti agli agricoltori.
Questo è un tema da finanziaria, la problematica di Ragusa, ma
anche di consorzi di bonifica come quello di Enna che non è
riuscito a chiudere i bilanci per problemi anche qui di
stanziamenti. Posso ricordare al Parlamento che, nella scorsa
finanziaria, questo Parlamento volle erogare uno stanziamento
aggiuntivo al consorzio di Ragusa di un milione di euro. E' chiaro
che è un tema da legge finanziaria, assieme a quello della riforma
che ci vedrà impegnati già dalle prossime settimane.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dall'onorevole Dipasquale il sub emendamento 2comm.1.1
all'emendamento 2comm.1, che è quello di portare da 2 a 2,5 i
milioni da dare alla riserva per Ragusa.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.1.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2comm.1.1
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 7
Contrari 51
Astenuti 0
(Non è approvato)
Onorevole Foti, non ho certamente visto che lei chiedeva di
votare, altrimenti l'avrei fatta votare, lo faccio sempre.
Si passa all'emendamento 2comm.1, a firma dell'onorevole Assenza
ed altri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2comm.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 7
Contrari 53
Astenuti 0
(Non è approvato)
Gli emendamenti 2comm.66 e 2comm.60 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 2comm.3, a firma dell'onorevole Assenza
ed altri.
ASSENZA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2comm.54, a firma dell'onorevole Lupo ed
altri.
LUPO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2comm.53, a firma dell'onorevole Lupo ed
altri.
LUPO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2comm.8, a firma dell'onorevole Figuccia
ed altri.
L'emendamento 2comm.8 è inammissibile per mancanza di copertura
finanziaria.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la lettera t) e la
lettera x) riguardano, se non mi sbaglio, l'ESA. Volevo leggere
un'Ansa del 19 giugno del 2018 dove si parlava del disegno di legge
collegato alla finanziaria, e c'era una persona che diceva: Prendo
atto con assoluta serenità della volontà espressa oggi dal
Parlamento siciliano di rinviare in Commissione Bilancio il disegno
di legge sul collegato alla finanziaria, aspetto fiducioso che il
testo torni in Aula per essere seriamente valutato da tutti i
Gruppi politici, soprattutto negli articoli riguardanti la
creazione del Polo per il credito agevolato, la fusione fra CRIAS
ed IRCAC e la soppressione dell'ESA, l'ultimo carrozzone della
Prima Repubblica . Poi continua in questa dichiarazione questo
signore dicendo: Una cosa è certa: il mio Governo è il Governo del
cambiamento - e qui ci sarebbe la clap che dovrebbe partire per
l'applauso - per il quale ho chiesto ed ottenuto a novembre il
consenso del popolo siciliano. Se sulla strada delle riforme il
Parlamento dovesse già da ora mettersi di traverso, non ci sarebbe
più alcuna ragione per restare al mio posto .
Questo era il Presidente della Regione, l'onorevole Musumeci, che
il 19 giugno dichiarava che l'ESA era un carrozzone. Ora dico, per
gli stipendi - per l'amor di Dio - nessuno dice nulla, ma non sono
solo investimenti quelli che noi mettiamo qua nella lettera T e
nella lettera X, perché c'è anche la meccanizzazione.
Però noi notiamo che di riforme, caro Presidente, non ce n'è
neanche traccia. Neanche quando è stato rincorso dalle Iene, in
giro per la Sicilia, per il discorso delle IPAB è stata la collega,
poi a luglio, a intervenire sulle riforme. Ma ad oggi, questo
Parlamento una riforma sua non l'ha vista. Il carrozzone è rimasto,
come tanti altri carrozzoni e il marchettificio mi pare che stia
continuando ad esserci, senza che ci sia nessun limite. Per quanto
riguarda, poi appunto, questa strada delle riforme io penso che
sarà opportuno che il mio gruppo compri un navigatore satellitare,
perché di strade delle riforme qua mi sa che non ne vedono neanche
l'ombra.
Perché, poi, continua dicendo che in questa regione devastata, e
saccheggiata dalla più famelica partitocrazia, non c'è più tempo di
ricorrere a metodi antichi . E' caduto solo un bicchiere, non vi
allarmate. Dopo che state distruggendo la Sicilia, distruggere un
bicchiere non è niente di particolarmente complesso.
PRESIDENTE. Onorevole Zito, i suoi interventi hanno effetti
disastrosi.
ZITO. Mai quanto i suoi, signor Presidente, mai quanto i suoi
Su questo io volevo, appunto, parlare in questa Assemblea ma vedo
che è molto difficile.
PRESIDENTE. Fate finire l'onorevole Zito.
ZITO. Quindi, io volevo solo rilevare le contraddizioni
dell'onorevole Musumeci e soprattutto la mancanza di onestà nel
dire che non è in grado di presentare le riforme, e quindi di fare
l'unica cosa giusta che ha detto in questo articolo, quella di
dimettersi e andare tutti a casa.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi - una volta che
siamo d'accordo, una volta che, tra l'altro il Presidente è
d'accordo - davvero trenta secondi, qualcuno prima di me ha detto
che in storia ha 10 e lode. Ecco io vorrei ricordare i fatti a
quest'Assemblea, perché è facile venire qui e prendere parola
sull'ESA. Io avevo presentato un emendamento dove c'era una
riduzione di spesa legata alla propaganda dei prodotti siciliani,
per garantire, effettivamente, gli stipendi dell'ESA.
Quell'emendamento è stato ritirato, ma ricordatevi che il
Presidente della Regione e il Governo portò in Aula, in questa
finanziaria, la soppressione dell'ESA E questo Parlamento, ovvero
l'opposizione all'interno del Parlamento, ha dichiarato che quella
riforma non andava fatta. Quindi, sapete come io spesso ho
posizioni critiche verso le cose che, diciamo, non quadrano. Ma
questa era una riforma del Governo che il Movimento Cinque Stelle
non ha voluto
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, è ritirato l'emendamento?
FIGUCCIA. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2comm.43, degli onorevoli Fava ed altri.
Il parere del Governo sulla copertura? Se il Governo è d'accordo
alla copertura, per me non ci sono problemi.
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento 2comm.43, onorevole Arancio, è
inammissibile.
Si passa all'emendamento 2comm.28, degli onorevoli Cancelleri ed
altri, soppressivo della lettera u).
Onorevole Cancelleri, mantiene l'emendamento?
CANCELLERI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 2comm.42, degli onorevoli Fava ed altri,
è precluso.
L'emendamento 2comm.52, degli onorevoli Lupo ed altri, è precluso.
Si passa all'emendamento 2comm.51, degli onorevoli Lupo ed altri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2comm.25, degli onorevoli Cancelleri e
altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, e per l'ascolto anche se fosse
possibile, le dicevo che io credo che il liberty sia una delle
espressioni artistiche più importanti probabilmente della nostra
terra. Stiamo parlando del liberty, delle ville liberty.
Questa settimana sono stato in visita a Montecitorio, alla Camera
dei deputati, dove il liberty di natura, ovviamente, siciliana,
firmato da un grande artista siciliano campeggia anche lì. Con un
po' di campanilismo preferisco questo di Palazzo a quello, che ha
anche qualche anno di storia in più, però anche lì c'è una grande
testimonianza.
Detto questo, ovviamente nessuno vuole andare contro a quelle che
sono manifestazioni artistiche e soprattutto di tutela dei beni
monumentali che ci sono. Però, signor Presidente, mi riesce un po'
difficile pensare che una Regione debba con 45 mila euro pagare tre
studi, che sono di chiara fama. Noi facciamo anche leggi dove
scriviamo studi di chiara fama , ora in una legge, perdonatemi, ma
a me che significa di chiara fama , cioè abbiamo un indice in
Assessorato dove, praticamente, dividiamo gli studi tecnici in
chiara fama e di dubbia fama ? Ah di chiara fama significa che
sono importanti Ma non è che magari già li conoscete assessore Ah
non li conosce ancora. E com'è che allora sono di chiara fama?
FIGUCCIA. Di chiara fame
CANCELLERI. Di chiara fame, probabilmente, sì. E mi riesce
difficile pensare di potere finanziare per la costruzione di un
museo voi direte va beh 45 mila euro per andare ad adibire ad un
museo Eh no cari colleghi 45 mila euro li diamo a questi tre
studi di chiara fama per scrivere le linee per fare poi un
workshop
E quindi voi mi direte: e allora che stiamo facendo? Niente
Stiamo facendo delle linee guida affinché poi altri facciano un
workshop per fare partecipare magari dei ragazzi universitari che
gratuitamente ci regaleranno i loro progetti. Ma allora dico,
perché questi soldi non li mettiamo a premio per fare guadagnare
magari 45 mila euro a studenti universitari che si ingegnano e li
tramutiamo in borse di studio? Se volessimo andare a spendere 45
mila euro senza chiara fama, senza espressioni altisonanti, e senza
nient'altro? E invece no, accade proprio questo, ma la cosa più
bella sapete quale è? Che ci viene delineata questa cosa di villa
Deliella, solo che - colleghi - la villa non c'è più perché l'hanno
abbattuta, oggi noi stiamo parlando di una zona dove c'è un
parcheggio.
E ora vengo, signor Presidente, alla collega che in apertura
d'Aula è intervenuta. Onorevole Caronia, si vada a leggere il post
della mia onorevole collaboratrice Claudia La Rocca, perché
l'onorabilità si dà alle persone in quanto la loro esistenza è
onorabile non per il titolo che abbiamo. Io, infatti, signor
Presidente, se fosse possibile, ma purtroppo non lo è, il titolo di
onorevole lo darei alla fine del mandato di un parlamentare non
all'inizio, per vedere come veramente si è comportato nei confronti
dei cittadini. Ma per carità, questo rimane nel novero delle idee
che ognuno ha perché una legge non si può fare, però dico se lei si
va a leggere quel post onorevole Caronia noterà che la persona che
collabora nel mio staff non l'ha offesa, ha definito semplicemente
l'operazione una porcata e glielo dico anche io, questa operazione
è una porcata ma non ho nulla nei suoi confronti ovviamente, non ho
nulla nei suoi confronti e non sto dicendo nulla contro di lei. Per
cui io credo che oggi rendiamo merito a quella che è una proposta
per me legislativa di bassissimo profilo, che dovrebbe essere fatta
in un consiglio comunale e non in un Assemblea parlamentare, che è
al pari delle aiuole, al pari di canili da 100 mila euro, e al pari
di tutte quelle altre cose che ormai hanno reso questo Parlamento
l'ombra il ricordo purtroppo ridicolo di se stesso.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi rivolgerò a
lei perché così credo che debba essere, non credo di dovere
personalizzare, non voglio quello che dovevo dire in premessa sul
fatto personale l'ho già detto pertanto io mi riferisco a questa
Presidenza per precisare soltanto alcune imprecisioni, voglio
considerarle soltanto imprecisioni per non dire delle cose diciamo
che non rendono giustizia a quello che è stato il lavoro della
Commissione e personalmente da me che ho presentato l'emendamento
di cui ha parlato pocanzi l'onorevole Cancelleri.
L'emendamento innanzitutto approvato in Commissione fa sì che si
eviti di disimpegnare 45 mila euro, perché come noi tutti sappiamo
stiamo facendo una manovra finanziaria che evita il disimpegno di
somme che altresì andrebbero non spese. Queste somme erano state
destinate al restauro di alcuni beni liberty che oggi non si è
fatto in tempo a spendere, pertanto parte di questa somme io le ho
individuate come copertura a questo emendamento che riguarda non
villa Deliella perché esiste, ma perché viene definita così nei
libri di storia e d'arte. Vorrei anche ricordare all'onorevole
Cancelleri che non è una novità per il Movimento Cinque Stelle
parlare di villa Deliella, perché nel programma elettorale che ha
portato il candidato del Movimento Cinque Stelle candidato al
comune di Palermo, tra le linee strategiche, io c'ho qui
addirittura la copia a pagina 97 si parla proprio di priorità
dell'asse liberty, dando una particolare attenzione al ripristino
di quello che era quell'area che un tempo dove era costruita villa
Deliella che fu distrutta in quella notte di novembre del 1959. La
storia la conosciamo, e per chi non la conosca se la legga, quelle
non è l'area privata né mia né tantomeno di qualche altra persona
di cui io non saprei, ma è semplicemente invece l'emblema del sacco
di Palermo, una città che è stata distrutta proprio quella notte,
in una notte quella villa fu distrutta, emblema del liberty che non
è un problema, che non è una peculiarità soltanto palermitana. Io
vorrei ricordare che importanti opere che testimoniano l'impegno
del Basile le abbiamo a Catania, a Messina, a Trapani, a Enna, a
Canicattì, a Licata, a Ispica, a Marsala, a Santa Flavia,
Falconara, Pozzallo e Calatafimi, non stiamo parlando di un
problema palermitano, stiamo parlando di un'icona culturale alla
quale stiamo dando soltanto lo spessore di cosa, 45 mila euro che
verranno spesi con un incanto pubblico. Diversamente
l'Amministrazione non potrebbe fare.
Si farà ricorso al MEPA che è l'unico strumento che consente
all'Amministrazione in tempi rapidi - significa entro il 31
dicembre - di poter fare ricorso sicuramente a studi di grande
fame. Cosa si intende? Chi abbia un curriculum di valore veramente
importante perché possa mettere insieme tutti coloro i quali
avranno la voglia, la competenza, l'interesse. Perché la democrazia
partecipata è anche questo, onorevole Cancelleri. Significa mettere
insieme in un work shop cittadini, soggetti culturali, università,
tutti coloro i quali hanno in qualche modo la volontà e la voglia
di dare un'indicazione. Dopo di che verranno fuori delle linee
guida per un progetto che potrà essere, se verrà stabilito - perché
ricordiamo che 45 mila euro serviranno semplicemente per stabilire
le linee guida ma non di una progettazione che diventa esecutiva ma
soltanto le linee guida di un'importante iniziativa che può dare a
questa città un'impronta, un important che significa che dalla
distruzione di un luogo che è emblematico oggi noi diamo
ricostruzione.
Ma questo se il Governo lo vorrà, se il Parlamento lo vorrà.
Quindi, colleghi, sia chiaro, con 45 mila euro noi non stiamo
costruendo nulla di apocalittico, stiamo dando semplicemente la
possibilità, in maniera partecipata, a tutti coloro i quali
vorranno di dare il proprio contributo per la creazione di
qualcosa, ovviamente se il terreno sarà disponibile.
E vorrei anche ricordare che la destinazione d'uso di
quell'immobile che, peraltro, viene riconfermata nel luogo PRG
della città di Palermo è proprio destinazione di attrezzature
museali ed espositive. Per cui non stiamo parlando di un'area che è
individuata a caso, è un'area museale.
Quindi è proprio lì che si può fare un'attività di questo genere.
Voglio concludere dicendo soltanto una cosa, Presidente.
Di tutto questo non è che se ne parla per la prima volta. Noi
abbiamo, e mi fa veramente specie, lavorato con il Movimento cinque
stelle al comune di Palermo ad un'attività importante che ha
portato, proprio quel giorno in cui lei era a Montecitorio, quando
si celebravano i cent'anni di Montecitorio - anche il Presidente
Fico ha avuto delle parole di encomio per questo nostro esimio
esponente della nostra città - al comune di Palermo abbiamo tenuto
la seduta del Consiglio comunale presso la sala Ducreaut, dentro
l'ex cassa di risparmio, ed è stato approvato all'unanimità di
quaranta consiglieri, compreso il Movimento cinque stelle, i
quattordici punti che individuavano delle priorità che avevano a
che vedere con questo tipo di iniziative, cioè stabilire delle
linee guida di ciò che dovrà essere il liberty a partire da
Palermo.
Concludo dicendo che mi fa specie perché quando si coopera
affinchè si faccia qualcosa di positivo e le forze politiche
trovano unanimità è brutto poi doversi scontrare su questi temi in
quest'Aula dove dovrebbe, invece, prevalere il buon senso.
E, siccome io a quello mi appello, io mi auguro che a questo
momento di scontro incontro si possa arrivare comunque ad una
soluzione perché io sono sempre per l'idea che si debba trovarla
una soluzione.
E poiché la polemica sterile non mi appartiene, signor Presidente
mi consenta di concludere dicendo che, siccome questo è un impegno
di spesa che avrà la possibilità di essere fatto ovviamente in
maniera pubblica, le accuse che mi sono state rivolte rispetto al
fatto che è una porcheria io non me le sento affatto ascritte.
Per cui, colleghi, io, con grande senso di responsabilità,
propongo quest'emendamento che, peraltro, è stato già apprezzato
dalla Commissione e ritengo che non ci sia nulla di che vergognarsi
e credo che sia assolutamente onorevole quello che sto compiendo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2comm.25. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.25
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2comm.25.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 23
Contrari 23
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento 2comm50 è precluso.
Ci sono, poi, due emendamenti del Governo, 2comm73 III parte e
2comm73 IV parte che sarebbe necessario fossero ritirati.
Mi assumo la responsabilità di ritirarli.
Si passa all'emendamento 2comm.64, degli onorevoli Dipasquale e
Sammartino.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi
interveniamo il minimo indispensabile, manteniamo il numero legale,
però, almeno, sulle cose fondamentali dobbiamo intervenire.
Questo emendamento mette in condizione di bloccare i ruoli dei
consorzi di bonifica che si stanno emettendo, cioè stiamo emettendo
le cartelle di tutti i ruoli dei consorzi di bonifica che sono a
carico dei nostri agricoltori, cioè gli agricoltori siciliani che
hanno, già, tantissime difficoltà, si trovano scaricate quelle che
sono le incombenze del ruolo. Nel 2016, io le avevo bloccate, siamo
riusciti, ci siamo assunti la responsabilità di bloccarli,
dopodiché nel 2017 ci sono state le elezioni e non siamo riusciti a
mettere le risorse necessarie per continuare a bloccarle. Io chiedo
al Parlamento di votarlo. Sappiate che se non bloccate i ruoli,
arriveranno cartelle del 600 e 700%. Ognuno si assuma la propria
responsabilità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale, ma se il Governo non
approva la copertura l'emendamento è improponibile
Assessore Armao, vuole intervenire?
ARMAO, assessore per l'economia. Il parere del Governo
sull'emendamento è contrario.
PRESIDENTE. L'emendamento è, dunque, inammissibile.
Si passa all'emendamento 2comm16, degli onorevoli Cancelleri ed
altri, soppressivo della lettera y).
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.16
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2comm.16.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 66
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 31
Contrari 27
Astenuti 0
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'approvazione di questo emendamento ha
comportato degli sfasamenti nel bilancio della legge; pertanto,
sospendiamo la seduta un quarto d'ora.
(La seduta sospesa alle ore 21,35, è ripresa alle ore 21.40)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, anche se era previsto un quarto
d'ora, tenuto conto che gli uffici non ce la fanno in un quarto
d'ora, a questo punto rinviamo direttamente la seduta a domani,
alle ore 15.00, perché tanto comunque non potremmo andare avanti.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà domani,13 dicembre
2018, alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 21.41 di mercoledì 12 dicembre 2018,
è ripresa alle ore 15.06 di giovedì 13 dicembre 2018)
Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in seguito all'approvazione
dell'emendamento 2comm.16, che ha soppresso la lettera y) del
2comm, il Presidente dell'Assemblea mi chiede di convocare la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, in Sala lettura
deputati, alle ore 15.15.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 15.07, è ripresa alle ore 15.42)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si procede con l'esame dell'emendamento 2comm.18,
degli onorevoli Figuccia ed altri. Onorevole Figuccia, mi dicono
gli uffici che per consentire in economia diretta, la legge non
consente di farlo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, questo sarà uno dei miei ultimi
interventi perché, come diciamo già da giorni, dobbiamo creare le
condizioni per oggi, come lei ha detto e le riconosco il merito in
Conferenza dei Capigruppo, dobbiamo riuscire entro le 18.00, ed io
auspico che vada veramente così, a dare il voto finale alla
variazione di bilancio e a garantire che vengano dati gli stipendi
ai PIP, ai forestali e a tutti i dipendenti delle partecipate. Per
quanto riguarda questo emendamento, io semplicemente sostengo la
possibilità di svolgere lavori in economia diretta. Non è una
scelta politica, è un fatto di convenienza per la Regione
Siciliana. Anziché affidare ad altri la realizzazione di interventi
che possiamo realizzare con maestranze nostre - e mi riferisco ai
lavoratori dell'ESA, ai consorzi di bonifica, ai forestali -
abbiamo la possibilità di farli realizzare direttamente a questi
dipendenti. Ho promesso un intervento di due minuti.
Voglio dire in questo brevissimo intervento che dobbiamo evitare
di sperperare denaro pubblico. Per abbattere un albero, un'impresa
privata, si prende mille euro. Diamo questi solti alle nostre
risorse umane, parlo dei forestali rispetto ai quali si era detto
di poterli fare lavorare tutto l'anno, creiamo le condizioni del
bosco produttivo, della trasformazione del cippato in energia
elettrica, la possibilità di far lavorare i forestali
dell'antincendio, i settantottisti, i centunisti,
centocinquantunisti, perché finalmente - assessore in Aula
CORDARO. Dobbiamo votare Lei le vuole aiutare queste persone
FIGUCCIA Visto che mi dice che non va glielo devo dire, a partire
dall'assessore Cordaro allora glielo dico, perché questi forestali
devono avere la possibilità di poter lavorare di più. Oltre le
semplici giornate garantite. Detto questo avevo promesso un
intervento breve. Nelle linee programmatiche del Governo continuo a
sostenere la possibilità che questi lavoratori lavorino di più e
lavorino tutto l'anno, è una tesi della quale non mi posso
disamorare, questo rimetto all'Aula, questo rimetto al Governo, poi
gli Uffici decideranno sul da farsi.
PRESIDENTE. In ogni caso, comunque, le ho dato la parola perché
lei me l'ha chiesta, per cortesia, ma è inammissibile l'emendamento
e quindi lo cancelliamo.
Si passa all'emendamento 2comm.75, del Governo. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
CANCELLERI. Presidente è bocciato È chiaro che è bocciato
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Rifacciamo la votazione.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Calderone e Mancuso.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
455/A
MILAZZO. Chiedo di parlare.
BARBAGALLO. Siamo in votazione
PRESIDENTE. Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 15.49 è ripresa alle ore 15.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, qualsiasi rimostranza nei
confronti è legittima, ma non gridando. Io do la parola, come
sapete, a chiunque, non sono stati contingentati i tempi, non è
stato fatto niente, do la parola a chiunque anche, scusatemi se ve
lo dico, anche persino ad uno della maggioranza, così come l'ho
data ieri a tutti i voi che me l'avete chiesta ininterrottamente.
Per cui, se c'è un deputato della maggioranza che mi chiede la
parola, secondo me è sbagliato che parlino perché perdono tempo, ma
se mi chiedono la parola, io do la parola anche a loro, per cui vi
chiedo, con grande serenità, appena mi sono accorto che la
votazione, che i contrari erano tanti, ho detto rifaccio la
votazione ma, vi prego, non gridiamo
Onorevole Milazzo, non si può parlare così, metta il ditino sul
microfono e parli.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire poco
fa che, di solito, prassi vuole che lei chiede il parere alla
Commissione. La Commissione non aveva dato parere. Volevo dire solo
questo e sono stato, praticamente, linciato. Siccome sono quelli
che ogni volta fanno caso se la Commissione si esprime o meno, lo
volevo fare rilevare. Quindi, se lei ci usa la cortesia di
chiederci il parere, noi glielo diamo, o lo chiede al Governo. Lei
questo lo sa, signor Presidente.
PRESIDENTE. Trattandosi di un emendamento che si chiama 2comm.75,
a firma del Governo, come dire, mi sembrava che fosse scontato.
Chiediamo, allora, prima di votare, il parere della Commissione?
Sempre lo stesso, per quello per cui avete gridato, pensavo che
almeno sapeste perché gridavate L'emendamento 2comm.75.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2comm.75
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
dell'emendamento 2comm.75.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 26
Contrari 28
Astenuti 0
(Non è approvato)
Comunico l'emendamento 2comm.45, degli onorevoli Lupo ed altri, è
precluso.
Io chiederei, onorevole Turano, se vogliamo riuscire a finire i
lavori prima delle sei, perché io alle sei devo chiudere, chiedo,
anche da parte del Governo, di evitare confusione ed urla.
Si passa all'emendamento 2comm.83 della Commissione.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti dal 2comm.2 al 2comm.80 sono tutti preclusi.
Pongo in votazione l'emendamento 2comm.81, della Commissione. Il
parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Invito la Commissione a spiegare l'emendamento.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori, l'aumento del contributo
straordinario serve per ripianare le passività che ha la società,
altrimenti dovrebbe essere chiusa perché ha corroso il capitale
sociale.
Quindi, siamo senza capitale, deve pagare delle note degli
avvocati perché ha perso una causa di 18 milioni e novecentomila
euro.
Dal mese di luglio di quest'anno, ci vorrebbero intorno a 27
milioni. Questo è il pagamento della ricapitalizzazione per pagare
gli avvocati e le spese legali, altro non è.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2comm. 81
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
dell'emendamento 2comm.81.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 27
Contrari 27
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2comm.77, della Commissione. Il parere
del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2comm.77
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
dell'emendamento 2comm.77.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 25
Contrari 27
Astenuti 0
(Non è approvato)
Comunico che sarà inserito il voto dell'assessore Falcone.
Si passa all'emendamento 2comm.7, a firma degli onorevoli
Sammartino e Cafeo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che l'emendamento 2comm.6 è assorbito.
Si passa all'emendamento 2comm.76, a firma dell'onorevole
Cancelleri.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo arrivati al
momento di dovere discutere di questi famosi 5 milioni di euro.
Adesso, questo è il momento. Questo è un emendamento che abbiamo
presentato, proprio per poterne anche parlare un attimo prima. Ce
lo dovevamo aspettare che arrivavamo a questo punto, giusto?
Ed allora, anche se di queste somme ne farete quello che volete,
perché noi vedremo di riuscire a votarlo questo emendamento,
occorre dire alcune cose. Bisogna chiarire quello che è stato di
questi 5 milioni, dobbiamo chiarirlo, soprattutto a chi ci guarda
al di là delle telecamere.
Le mura di quest'Aula, ancora oggi, riecheggiano delle parole di
tutti i Capigruppo, in questa Aula, fra di noi 70, che si
sperticavano in bellissime parole nei confronti di quella norma,
del comma 4, dell'articolo 30 della finanziaria che abbiamo
approvato ad aprile. Era il 29 aprile, erano le 18.30, e qui, su
questo scranno si sono succeduti tutti i Capigruppo che
dichiaravano la propria disponibilità a quell'emendamento, a quel
comma che avevamo presentato. Quel comma che destinava 5 milioni
alle finalità dell'articolo 14, della legge n. 328 del 2000. Erano
tutti contenti, forse è stata l'unica norma di quella finanziaria
approvata all'unanimità vera, vera
E bisogna dirlo anche che cosa è successo. Ci sono state le
dichiarazioni in Aula di tutti quanti. Voglio passare, così
velocemente, una pagina di condivisione, una norma che inizia un
percorso mai avvenuto prima ma, voglio anche chiarire, e ricordare,
le parole del Presidente Musumeci, alla fine di tutti questi
discorsi, che disse che esprimeva soddisfazione per il risultato
in quest'Aula, su un tema che è innanzitutto di civiltà.
Ebbene, adesso, qui, ci troviamo a discutere di un comma di questo
455, di queste Variazioni di bilancio, per la quale, questa norma
proposta dal Governo toglie 2 milioni e 600 euro da quei pochi 5
milioni. Li toglie. E se, secondo le parole del Presidente, mettere
quei 5 milioni era innanzitutto una cosa di civiltà , togliere i
soldi che cosa è? Un'inciviltà, per ovvie ragioni. Ma non è solo
questo il problema. Quello che hanno dovuto affrontare i disabili
in questi mesi.
Non è solo questo, perché in questo disegno di legge che avete
presentato c'è stato il 27, il primo attentato, avete tentato di
togliere 20 milioni dal fondo per la disabilità. Noi, poi, abbiamo
protestato, le associazioni hanno protestato e vi siete rimangiati
tutto.
Che cosa era quello, un tentativo di che cosa, di togliere 20
milioni ai disabili?
E va bene, ma già i disabili gravi li state facendo soffrire, li
state facendo soffrire con ritardi abominevoli, perché ancora oggi
aspettano, settembre, ottobre, novembre, non sono ritardi Questi
sono tempi biblici, anzi sono ere geologiche e per chi ha delle
esigenze, come i disabili gravissimi non si può permettere
un'attesa così lunga.
E' ignobile un'attesa così lunga E questi sono gli attentati che
gli avete fatto, così come le menzogne, perché avete detto delle
menzogne e questo lo dobbiamo dire ai cittadini e ai nostri
colleghi che votarono quella norma, quella norma di civiltà, perché
dove sono i 40 milioni per i 35 mila disabili gravi di quest'isola
che avevate promesso e sbandierato ai quattro venti ed era il 28
aprile ed erano le 16.30, Assessore Razza quando lei dichiarava
queste cose, e c'è qui nel resoconto d'Aula, ci sono anche i video.
RAZZA, assessore per la salute. Meno male
PASQUA. E' certo Meno male Però i 40 milioni i disabili gravi
non li hanno visti E allora Non riuscite a spendere i 2 milioni e
quattro di quei cinque milioni Non riuscite a dare i 40 milioni
promessi Non riuscite a fare quello che dovete fare Fate una cosa
sola intelligente, chiedete scusa e itivinni e case
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente anche il
Gruppo del Pd esprime massima solidarietà a sostegno delle persone
disabili, quindi tutto ciò che bisogna fare per andare incontro
alle loro reali esigenze e io penso che questo Parlamento ha il
dovere di farlo.
Vorrei richiamare l'attenzione anche della Presidenza sulla
formulazione dell'emendamento, perché così scritto,
sostanzialmente, si riducono i fondi dai piani individuali per
incrementare il fondo generale, non mi pare che fosse questa
l'intenzione espressa.
Perché se è così, vorrà dire che si arriva a questa soluzione
perché ancora una volta i 2.600 mila euro stanziati per i piani
individuali non sono stati utilizzati, così come era stato
stabilito con la legge, quindi torniamo all'argomento di ieri
Presidente.
Le leggi che questo Parlamento approva, il Governo purtroppo non
riesce ad attuarle. Ribadiamo la nostra disponibilità ad una
verifica puntuale e periodica sull'attuazione delle leggi, affinché
ciò non abbia a ripetersi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2comm.76.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
Onorevoli colleghi, comunque vorrei dire che l'emendamento
2comm.80, che si riferisce alla stessa materia, è ritirato dalla
Commissione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2comm.76
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 2comm.76.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 59
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 28
Contrari 29
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2comm.82 della Commissione.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'Economia. Favorevole
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo che si ripropone
in Aula un emendamento che riguarda l'Istituto Eurispes.
Se la memoria non mi inganna, aveva giustamente stralciato dal
testo iniziale la norma che si riferiva proprio all'Eurispes.
Le norme stralciate non possono ripresentarsi in Aula.
La invito a fare una verifica e a dichiarare inammissibile
l'emendamento.
PRESIDENTE. Quello che avevo stralciato era una nuova spesa,
questo è soltanto una variazione.
Quello lo dovevo stralciare, l'hanno presentato così non posso
stralciarlo e non posso non metterlo. In variazione di bilancio non
posso mettere nuove spese ma variazioni di bilancio sì.
Onorevole Lupo, posso fare ciò che mi è consentito fare.
Questa non è una nuova spesa e quindi la devo mettere in
votazione.
Si passa all'emendamento 2Comm.82. Lo pongo in votazione.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2 comm.82
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2comm.82.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 26
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
Assessore Falcone, è stato presentato un emendamento 2comm.88, mi
pare che volesse intervenire sull'argomento.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, volevo illustrare l'emendamento 2Comm88 che riguarda
l'IVA per quanto riguarda Trenitalia, il trasporto di Trenitalia.
Da quando la Regione ha avuto assegnato, attribuito il servizio di
Trenitalia, lo Stato ha attribuito in maniera consequenziale anche
il costo del servizio che è pari a 111.500 milioni di euro.
Quando avvenne questa delega, questa attribuzione di servizio non
vi era in campo la formula dello Split payment.
Significa che l'IVA veniva trattenuta alla fonte dalla stazione
appaltante, quindi dal contraente.
Successivamente, dopo due anni invece questo sistema dell'IVA è
stato eliminato per cui la Regione siciliana deve intervenire per
fare fronte all'onere dell'IVA che ammonta al 10 per cento, quindi
undici milioni di euro l'anno.
Nel 2017 c'era stato già un ammanco di un paio di milioni che
abbiamo coperto nella finanziaria del 2018.
Quest'anno però comunque - per quanto è stato coperto il 2017 e
abbiamo pagato la prima trimestralità del 2018 e la seconda -,
mancano ancora quattro milioni e quattrocentomila euro.
Stiamo coprendo questo ammanco con un recupero che abbiamo fatto
dagli interessi sui mutui stipulati per quanto riguarda l'edilizia
residenziale pubblica.
Nel passato, la Regione siciliana era riuscita a mettere in campo
tutta una serie di attività a sostegno dell'edilizia abbattendo,
dando un contributo sugli interessi.
Ai tempi il tasso di interesse era molto alto.
Successivamente negli anni il tasso è stato rinegoziato e questo
ha comportato un grosso recupero per la Regione.
Oggi, a distanza di tanti anni, abbiamo chiuso vari mutui e oggi,
a distanza di tanti anni siamo riusciti a fare decreti in entrata
per 4.512 milioni di euro.
Con questi decreti in entrata stiamo riuscendo a coprire questo
ammanco di IVA nei confronti di Trenitalia.
Fra l'altro, Presidente, avrei portato una relazione tecnica con
la quale mettiamo in campo, con la quale abbiamo individuato in
maniera precisa e puntuale tutti i decreti con i quali abbiamo
recuperato queste risorse. E da questo recupero stiamo riuscendo,
così, a poter compensare l'ammanco dell'IVA, senza che ci sia
un'ulteriore spesa di aggravamento per il bilancio regionale. Quindi
da un lato abbiamo recuperato i soldi dalla riduzione degli
interessi sull'edilizia residenziale economica; dall'altro lato
questi soldi che abbiamo recuperato li stiamo mettendo per pagare
l'IVA che è dovuta a Trenitalia. In mancanza di questo, se non
facessimo questa variazione, purtroppo dovremmo andare a un debito
fuori bilancio nel 2019.
Io spero che l'Aula non voglia ciò e voglia, invece,
favorevolmente apprezzare questa variazione di bilancio.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2comm.88.
Se il voto segreto o il voto palese lo chiede uno allora si
capisce. Così per come gridate non si capisce nulla. Ora se non me
lo diceva il Segretario generale io già stavo mettendo in
votazione, senza dare conto a quello che mi avevate chiesto. Credo
sarebbe scorretto sia per gli uni che per gli altri. Qual è la
richiesta?
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.88
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2comm.88.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 30
Contrari 30
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2comm.47, dell'onorevole Lupo
e altri.
E' arrivato adesso un emendamento della Commissione che stiamo
distribuendo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che il
clima d'Aula si stia infuocando e siccome abbiamo anche delle
responsabilità importanti nei confronti di alcuni stipendi che
rischiano di non essere pagati, io spero che continuino ad arrivare
più emendamenti di queste dimensioni e di questi temi senza che
siano passati dalle Commissioni di merito perché ce n'è appena
arrivato uno alla Commissione bilancio di 5 milioni e 200 mila
euro.
Ieri non sono stati approvati temi importanti come la copertura
finanziaria agli interventi di somma urgenza e senza che sia
passata dalle Commissioni di merito che in questo caso III e IV,
arriviamo in Aula per impegnare questo tipo di somme.
Noi possiamo continuare per quel che ci riguarda tre notti
consecutive ma credo che la strada è quella sbagliata.
PRESIDENTE. Rispetto all'intervento dell'onorevole Barbagallo, la
Commissione o il Governo vogliono intervenire o mettiamo in
votazione?
L'intervento dell'onorevole Barbagallo non posso che ammettere che
è un intervento assolutamente corretto. Arrivano emendamenti di 5
milioni su una manovra complessiva di 20, senza che siano stati
visti dalle Commissioni
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. In Commissione
non c'era perché questo l'abbiamo approvato in finanziaria e
abbiamo nelle more che sono arrivate delle procedure esecutive per
un pignoramento nei confronti delle casse e abbiamo provveduto con
la bocciatura dell'emendamento che è stato fatto ieri sera, con la
disponibilità che si sono create cerchiamo di coprire le falle e
ripristinare alcuni capitoli che sono stati eliminati in sede di
variazione, cioè vittime antimafia, donne e quant'altro, istituto
contro violenza, quindi abbiamo cercato di ripristinare tanti
capitoli che avevamo visto che c'erano delle lamentele.
PRESIDENTE. E allora, scusatemi, io credo che se noi vogliamo
concludere l'iter di questa legge sarà il caso che non potendo
chiedere pietà alle opposizioni, la chiedo alla maggioranza nel
senso che se continuiamo a presentare emendamenti di 5 milioni
senza che sono stati visti prima, per carità, se voi volete andiamo
avanti ma credo che noi non arriviamo alle sei, non arriviamo
neanche alle 6 di domani per fare questa manovra. Facciamo una
cosa, io chiedo una sospensione di cinque minuti per convocare una
Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 20.06)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi pare che la sospensione abbia
portato il risultato di un lavoro che ha fatto la Commissione con i
deputati, i Capigruppo, ed è stato presentato dalla Commissione un
sub emendamento ad un emendamento che porta il numero 2comm.90.
Onorevole Barbagallo, questo emendamento è già un emendamento del
Governo presentato a questo disegno di legge.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, al comma 1 di questo emendamento si
modifica quello che si era detto prima sull'IRVO e si assegna al
medesimo istituto un contributo straordinario di 3 milioni di euro
per l'esercizio finanziario 2018, a fronte del quale trasferisce
alla Regione beni immobili di pari importo. Al comma 2
ripristiniamo con la lettera i) il fondo di solidarietà per le
vittime di richieste estorsive. Alla lettera h) si aggiunge alla
fine per le finalità di cui all'articolo 1 della legge regionale
14 dicembre 1953, n. 65 è autorizzata la spesa di 1.700 migliaia di
euro per la copertura della missione 12, programma 8 sussidi
straordinari ad istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza
erette in enti morali'. Il contributo è concesso alle IPAB il cui
conto consuntivo relativo all'esercizio 2017 rileva un disavanzo di
amministrazione ed è destinato al pagamento degli oneri economici
contrattuali arretrati al personale. Al comma 3, per l'anno 2018 è
autorizzata la spesa di 3.099 migliaia di euro per l'erogazione di
contributi in favore dei comuni che non hanno potuto provvedere al
pagamento di almeno due mensilità dei dipendenti di ruolo alla data
di entrata in vigore della presente legge, nonché dei comuni in
dissesto o strutturalmente deficitari ai sensi dell'articolo 242
del d.lgs n. 267/2000, ad esclusione del comune di cui al comma 1,
lettera e bis). I contributi sono assegnati in proporzione alla
popolazione nonché al numero dei dipendenti di ruolo di ciascun
Comune e sono ripartiti, previa istanza motivata del sindaco, con
provvedimento del Dipartimento regionale delle autonomie locali in
base all'ordine cronologico di presentazione e fino ad esaurimento
delle risorse. Al comma 4, il contributo di cui all'articolo 9
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, come determinato dalla
Conferenza Regioni-autonomie locali, è destinato anche al
rafforzamento della rappresentanza unitaria delle Città
Metropolitane e dei Liberi Consorzi comunali. Al comma 5,
all'articolo 9, comma 12 della legge regionale 9 maggio 2018, n. 8
e successive modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente
periodo: Le Aziende sanitarie provinciali destinano la somma di 5
mila migliaia di euro, nell'ambito dei risparmi di cui al presente
comma dell'esercizio finanziario 2018, al finanziamento dei
programmi di assistenza effettuati dalle Istituzioni Pubbliche di
Assistenza e Beneficienza (IPAB), in favore dei soggetti
individuati nel presente articolo, nel rispetto delle vigenti
disposizioni di settore . Al comma 6, ai maggiori oneri derivanti
dal presente articolo, quantificati in 8.299 migliaia di euro, si
provvede con le risorse derivanti dalla soppressione della lettera
y) del comma 1, dell'emendamento 2.comm.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, come conseguenza di questa approvazione, tutti gli
altri emendamenti vengono dichiarati decaduti.
PRESIDENTE. Quindi, gli emendamenti 2comm.47, di pag. 17, quelli
di pagina 19, 21, 23, 25, 27 sono ritirati. A pag. 29 è ritirato
l'emendamento 2comm.78, mentre si deve votare l'emendamento
2comm.87 che è un emendamento tecnico. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.comm.86, anche questo di natura
tecnica. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'altro è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 2.comm, così come è stato
modificato. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Modifica e abrogazioni di norme
1. All'articolo 3, comma 2 bis, della legge regionale 15 maggio
2013, n. 9 dopo le parole spese di investimento sono aggiunte le
parole nonché alla dismissione dei contratti derivati .
2. All'articolo 27, comma 1, della legge regionale 8 maggio 2018,
n. 8, dopo la parola discendenti le parole dal contenzioso
relativo alle sono soppresse ed è aggiunta la parola dalle .
3. Alla legge regionale 31 agosto 1998, n. 14, è aggiunto il
seguente articolo:
Art. 10 bis.
Erogazioni liberali
1. Le erogazioni liberali effettuate da enti, aziende, società e
privati cittadini a seguito di eventi calamitosi accaduti sul
territorio della Regione sono destinate alle attività di assistenza
a favore della popolazione vulnerata e alla realizzazione di
interventi emergenziali per consentire un rapido rientro alle
condizioni di normalità.
2. Le erogazioni liberali sono introitate in apposito capitolo di
entrata del bilancio della Regione e assegnate al Dipartimento
regionale della protezione civile con provvedimento del Ragioniere
generale. .
4. Al comma 1 dell'articolo 64 della legge regionale 8 maggio 18,
n. 8, le parole con decorrenza 1 gennaio 2019 sono sostituite
dalle parole con decorrenza 1 luglio 2019 .
5. Al fine di scongiurare la cessazione delle attività del Centro
regionale Helen Keller, di seguito denominato Centro , per il
triennio 2017-2019 il contributo di cui all'articolo 1 della legge
regionale n. 4/2001 è prioritariamente destinato al ripiano delle
sofferenze gestionali del Centro con riferimento al precedente
quinquennio.
6. Il Centro è onerato di rendicontare ogni singola annualità
contributiva del predetto triennio dando puntuale contezza del
ripiano di cui al comma 5, esibendo i conseguenti documenti
contabili a consuntivo.
7. A decorrere dal 2021, con riferimento al contributo stanziato
per l'anno 2020, si applica la disciplina preesistente di cui agli
articoli 1, 2 e 8 della legge regionale n. 4/2001, in combinato
disposto con l'articolo 128 della legge regionale n. 11/2010 e
s.m.i..
8. Qualora il Centro definisca in periodo antecedente il ripiano
di cui al comma 5, con eguale termine trovano applicazione le
procedure di cui al comma 7.
9. Al comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale n. 13/2015,
dopo le parole normativa vigente aggiungere le parole salvo
l'obbligo di adeguare le norme di attuazione dei suddetti strumenti
urbanistici ai contenuti della presente legge, per le parti che
dovessero risultare con essi contrastanti. .
10. All'articolo 3 della legge regionale n. 13/2015 aggiungere il
seguente comma:
5 bis. Nel caso in cui l'amministrazione non abbia ancora
adottato lo studio di dettaglio previsto dal comma 1, relativo
all'intero centro storico, è data facoltà al soggetto che intende
effettuare interventi in conformità ai contenuti della presente
legge di proporre uno studio di dettaglio stralcio relativo ad un
comparto territoriale, costituito da una o più unità edilizie, con
l'obbligo del comune di attivare il procedimento previsto dal
medesimo comma 1. .
Gli emendamenti 5.13 e 5.14 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, all'articolo 5 il Governo ha presentato un
emendamento tecnico, che risolve il problema della stabilizzazione
del personale delle ASI. In buona sostanza, con la legge
finanziaria, la legge di stabilità dell'8/05/2018, al comma 13
dell'articolo 26, è stato previsto che il personale della ASI -
chiaramente si tratta di un mero refuso - possa transitare nei
ruoli dell'IRSAP. E' di tutta evidenza che il personale che non è
di ruolo, perché appunto precario, e non può transitare nei ruoli
dell'IRSAP. Con l'emendamento presentato si sostituisce la parola
nei ruoli dell'IRSAP , con la parola all'IRSAP, mantenendo la
tipologia contrattuale . E' un fatto tecnico che permette la
stabilizzazione del personale.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento A27. Il
parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.6 che è lo stesso del 5.7. E'
l'emendamento che riguarda i PIP. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
All'emendamento 5.6 appone la firma l'intera Commissione.
Con la modifica dell'approvazione dell'emendamento 5.6, pongo in
votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Variazioni al bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata e della spesa per il
triennio 2018-2020 sono introdotte le variazioni di cui alla
annesse tabelle A e B , comprensive delle variazioni discendenti
dall'applicazione delle disposizioni della presente legge».
Essendo stati ritirati tutti gli emendamenti ritirati, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 1, così come era stato
emendato.
LUPO. Chiedo di parlare sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, una precisazione che
riguarda il comma 6 bis dell'articolo 1.
Io credo che sia opportuno meglio specificare, nelle more della
definizione delle procedure di stabilizzazione, che i rapporti di
lavoro in essere sono prorogati, perché lo diamo per sottointeso ma
per evitare poi disguidi in fase di applicazione da parte dei
Comuni, anche per esperienza, anche sua, sia opportuno precisarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, ci vuole un emendamento. Lo presenti.
LUPO. Inviterei a formalizzare un emendamento al Governo da parte
mia, tramite gli Uffici.
PRESIDENTE. Predisponiamo questo emendamento.
TRIZZINO. Signor Presidente, noi l'emendamento 5.15, che sopprime
il comma 9 dell'articolo 5, non lo ritiriamo.
PRESIDENTE. E' già ritirato. E' una discussione fuori luogo.
TRIZZINO. Signor Presidente, l'emendamento lo può ritirare chi lo
firma ed è firmato dall'onorevole Cancelleri.
PRESIDENTE. Abbiamo già votato l'articolo 5.
CANCELLERI. Chi l'ha ritirato?
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Lupo
l'emendamento 1.49 che recita: nelle more della definizione delle
procedure di stabilizzazione, gli enti sono autorizzati a prorogare
i rapporti di lavoro .
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, è in distribuzione l'emendamento 117.1,
presentato ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
455 Variazione
al bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2018
e per il triennio 2018-2020 disposizioni varie
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 455 Variazione al bilancio di previsione
della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2018 e per il
triennio 2018-2020 disposizioni varie .
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Onorevoli colleghi, non hanno votato alcuni colleghi, pertanto
procediamo di nuovo alla votazione, chiediamo la riprova perché
qualche collega non è stato messo nelle condizioni di votare.
(Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
Ci sono delle irregolarità nella votazione, pertanto si procede
nuovamente alla votazione finale del disegno di legge n. 455/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione
Presenti 59
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 31
Contrari 20
Astenuti 6
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta sarà convocata la prossima
settimana. (*)
La seduta è tolta alle ore 20.26
(*) Si riporta di seguito l'ordine del giorno della seduta
successiva, pubblicato sul sito web dell'Assemblea regionale
siciliana www.ars.sicilia.it
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
VII SESSIONE ORDINARIA
89a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 18 dicembre 2018 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme per l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e spazi
verdi da parte delle amministrazioni comunali siciliane (n. 20/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savarino
2) Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
cooperative di comunità nel territorio siciliano (n. 113/A)
(Seguito)
Relatore: on. Foti
3) Norme finalizzate alla realizzazione di parcheggi e alla
decongestione dei centri urbani (n. 119/A) (Seguito)
Relatore: on. Lo Curto
4) Interpretazione autentica dell'articolo 3 della legge regionale
24 febbraio 2000, n. 6 (n. 413/A)
Relatore: on. Sammartino
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni (n.
336/A)
IV -DISCUSSIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017
Relatore: on. Savona