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Resoconto d'Aula della Seduta n. 88 di giovedì 06 dicembre 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 18.05

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Pullara, Arancio e Lantieri.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  certo  che
  sarà sua intenzione voler dare un'accelerazione ai lavori d'Aula in
  funzione  della tempistica, considerato che la Ragioneria generale,
  ovviamente, ha dei tempi da rispettare e che - come lei giustamente
  ha  detto - è invece intendimento del Parlamento andare a favore di
  tutte le fasce deboli.
   Così  come  si  è fatto rispetto al tema dei forestali,  dove  una
  parte  dei  44  milioni  di  euro dovranno  essere  utilizzati  per
  consorzi  di  bonifica,  ESA e forestali.  Così  come  si  è  fatto
  rispetto ai PIP.
   Ma  proprio  rispetto a questi ultimi, signor  Presidente,  vorrei
  farle presente che, purtroppo, da circa una settimana ci ritroviamo
  sotto  la  Piazza  una  presenza  numerosa  di  questi  lavoratori.
  Lavoratori  che attendevano, così come è stato fatto attraverso  la
  variazione di bilancio, gli emolumenti per il mese di novembre e di
  dicembre, ma che vorrebbero altresì la possibilità di porre fine ad
  una  condizione diciamo anche illegittima, come da alcuni  è  stata
  definita,   di   lavoro  nero   all'interno  dei  siti  dove   sono
  utilizzati.
   Noi  sappiamo  che  sono  utilizzati all'interno  degli  ospedali,
  all'interno dei comuni, di tantissimi comuni, di questure e di  una
  serie  di altri siti. Ecco, siccome questi soggetti ci chiedono  e,
  insieme  a  loro  devo  dire un po' tutte le categorie,  che  venga
  effettivamente posta fine a questa condizione di lavoro nero, e che
  vengano,  finalmente, ripristinati i contratti  -  considerato  che
  esiste,  già, una legge che prevede il loro passaggio in  Resais  -
  Presidente,  io  volevo rappresentarle la necessità  che  ci  viene
  posta di evitare, diciamo, ulteriori lungaggini, ulteriori proroghe
  per  poter garantire la fine di questa condizione di lavoro nero  e
  poter  passare,  finalmente  dopo 18 anni,  ad  una  condizione  di
  contrattualizzazione.


   Indirizzo di saluto agli studenti dell'Istituto Tecnico Superiore
                     Fortunato Fedele  di Regalbuto

   PRESIDENTE.  Salutiamo i ragazzi dell'Istituto  Tecnico  Superiore
   Fortunato  Fedele   di  Regalbuto. Grazie  di  essere  qua.  Avete
  trovato  una giornata in cui ci sono pochi deputati, perché abbiamo
  rinviato le votazioni ad altro giorno, però ci fa piacere la vostra
  presenza e vi salutiamo tutti.


                        Sull'ordine dei lavori

   MILAZZO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  è  inusuale,  in
  genere,  fare degli interventi quando si deve incardinare un  testo
  per  stabilire il termine per gli emendamenti, ma siccome ho capito
  che  il  senso di alcuni deputati - non è niente di personale  -  è
  quello  di  portare avanti interventi, come dire,  con  la  pancia
  sulla   spinta   della  Piazza,  io  lo  voglio  dire  chiaramente:
  l'Assemblea  ha  legiferato, ed io sono in Commissione   Bilancio ,
  l'onorevole  Figuccia, purtroppo, non c'era.  Abbiamo  stanziato  i
  soldi  per  terminare, a completamento dell'anno, le due  mensilità
  restanti,   ovviamente   ora  sta  a   Sicilia   digitale    e   al
  Dipartimento,   perché   l'Assemblea,   l'onorevole   Milazzo,   il
  Presidente Micciché non si può sostituire al Dipartimento. Noi  non
  produciamo atti di gestione. Non posso andare domani mattina io  là
  a  fare  pagare  gli stipendi. Poi ognuno è pagato, e  forse  anche
  strapagato, per garantire a questi lavoratori l'efficienza. Quindi,
  noi abbiamo messo i soldini.
   Per  quanto  riguarda la norma, non è una proroga. Il titolo,  nel
  testo lo leggeranno, è una norma a salvaguardia, ovvero siccome  il
  termine   dell'1  gennaio,  in  seguito  all'impugnativa,   diventa
  rischioso  proprio  per  loro, perché  rischierebbero  di  rimanere
  fuori, sia dal bacino che da Resais, così come sta accadendo per  i
  lavoratori  della  SAS  che  aspettano  la  sentenza  della   Corte
  Costituzionale,  nel frattempo sono a casa senza un  euro,  noi  la
  norma  come Regione, il Presidente della Regione, la sta difendendo
  davanti alla Corte costituzionale.
   Il  tema  è,  se  c'è  una  stragrande maggioranza  che  ci  vuole
  transitare,  si  faccia  un incontro col  Governo  e  i  sindacati,
  manifestino la volontà che ci vogliono andare, se la norma  non  vi
  piace,  onorevole Figuccia, presenti il soppressivo alla norma,  la
  bocci,  ho  capito  il  senso della cosa, bocciando  la  norma  che
  abbiamo  approvato in Commissione  Bilancio , tutto  ad  un  tratto
  questi  signori saranno assunti in Resais e tutti saranno felici  e
  contenti. Io lo voglio dire, se si vuole fare , l'importante è  che
  noi  come Parlamento la norma di salvaguardia l'abbiamo fatta.  Ora
  se qualcuno vuole distruggere, assumendosi responsabilità, a me non
  interessa.   In  Commissione  abbiamo  appostato  le  risorse   per
  garantire i pagamenti a questi signori, devo dire con grande  senso
  di responsabilità da parte di tutti, dal Movimento Cinque Stelle al
  Partito Democratico, non si è nemmeno fiatato nel garantire  queste
  risorse. Addirittura, gli Uffici hanno chiesto perché l'1 luglio  e
  non  il 31? Perché l'argine sono le motivazioni o il via libera che
  darà la Corte costituzionale.
   Dopo  18  anni si è rischiato in Parlamento di proporre una  norma
  per  proporre il transito dignitoso, con tutele a questi  soggetti,
  che  nel  passato  sono stati prima come gli Lsu, poi  associati  a
  Trinacria,  poi ci siamo accorti che non c'era la convenzione,  poi
  Crocetta li ha buttati fuori, poi sono rientrati. Sono stati  presi
  a calci nel sedere
   Questo  Parlamento ha posto un tema. In questi 6 mesi  il  Governo
  regionale  deve  creare  l'interlocuzione  con  Roma  dicendo:  c'è
  un'impugnativa davanti alla Corte costituzionale, noi cosa dobbiamo
  fare? Abbiamo 2.800 padri di famiglia appesi in aria. Ho notato  da
  parte  del  Movimento  Cinque Stelle, per esempio  nel  caso  delle
  province,  un  impegno serio. Se noi evitiamo di  fare  sommosse  e
  aizzare  la  Piazza e facciamo sì che la politica e le  Istituzioni
  dialoghino, forse questo percorso, pilotandolo con la saggezza,  va
  a buon fine.

   BARBAGALLO. Onorevole Milazzo, mi ha convinto

   MILAZZO.  Perché se sbagliamo facciamo danno, e facciamo danno  ai
  lavoratori.


      Discussione del disegno di legge «Variazioni al bilancio di
  previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2018 e per il
            triennio 2018-2020. Disposizioni varie» (455/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con la discussione del disegno di legge «Variazioni al
  bilancio  di  previsione della Regione per l'esercizio  finanziario
  2018  e  per  il  triennio 2018-2020. Disposizioni varie»  (455/A),
  posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli colleghi, se siete tutti d'accordo, oggi incardinerei il
  disegno  di  legge,  diamo  24  ore di  tempo  per  presentare  gli
  emendamenti e, quindi, andiamo a domani alle ore 18.00. Domani alle
  ore  18.00  io  sono disponibile, ovviamente, a fare  Aula  per  la
  discussione generale per andare poi alla settimana prossima per  le
  votazioni.
   Mi è stato chiesto da qualche Presidente di Gruppo parlamentare di
  evitare  il lunedì e convocare l'Aula il martedì. Io non ho nessuna
  difficoltà, basta che poi martedì velocizziamo le cose.
   Quindi,  se siete d'accordo, procediamo in tal senso, incardiniamo
  il  disegno  di  legge e diamo 24 ore di tempo per  presentare  gli
  emendamenti,  domani  la  seduta  sarà  alle  ore  11.00   per   la
  discussione generale.
   Pertanto,  la  seduta  è sospesa e riprenderà  domani,  venerdì  7
  dicembre  2018, alle ore 11.00, per la discussione generale  e  poi
  rinviamo a martedì per la votazione.
   La seduta è sospesa.

   (La seduta, sospesa alle ore 18.13 di giovedì 6 dicembre 2018, è
                                ripresa
              alle ore 11.01 di venerdì 7 dicembre 2018)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  sarà posto a disposizione degli onorevoli deputati  che
  intendano  prenderne  visione  e  sarà  considerato  approvato,  in
  assenza  di  osservazioni in contrario, al termine  della  presente
  seduta.

   Il  preavviso di votazione elettronica non è necessario  darlo  in
  quanto non sono previste votazioni.


        Comunicazione di apposizione di firma ad interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico che con nota del 4 dicembre 2018,  pervenuta
  alla  Segreteria  generale  in  pari  data  e  protocollata  al  n.
  8594/AulaPG  del 5 dicembre successivo, l'onorevole  Dipasquale  ha
  apposto la propria firma all'interrogazione n. 587.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  in  attesa  che  arrivi  il  Governo  ed  il
  Presidente della Commissione  Bilancio , sospendo la seduta per  15
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.02, è ripresa alle ore 11.19)

   La seduta è ripresa.


      Discussione del disegno di legge  Variazioni al bilancio di
  previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2018 e per il
          triennio 2018-2020. Disposizioni varie  (n. 455/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con la discussione del disegno di legge  Variazioni al
  bilancio  di  previsione della Regione per l'esercizio  finanziario
  2018  e  per il triennio 2018-2020. Disposizioni varie  (n. 455/A),
  posto al numero 1).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Savona, per svolgere la relazione.

   SAVONA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Onorevoli
  colleghi, il disegno di legge in oggetto è predisposto al  fine  di
  provvedere  alle necessarie variazioni di bilancio  discendenti  da
  specifiche esigenze rappresentate da varie Amministrazioni  che  di
  seguito  si  rappresentano in attinenza agli articoli del  medesimo
  disegno di legge.
   L'articolo  1 prevede una serie di interventi a favore degli  enti
  locali  che  trovano riscontro principalmente in una  rimodulazione
  del  Fondo  per  le autonomie locali e delle riserve  dallo  stesso
  previste, ma anche in un aumento degli stanziamenti di tale Fondo.
   In particolare il comma 1 destina 8.000 migliaia di euro al comune
  di  Catania  per  la corresponsione degli emolumenti  al  personale
  dello  stesso  e  delle società partecipate, nonché,  per  analoghe
  finalità  2.000 migliaia di euro a favore del libero  Consorzio  di
  Siracusa  e  3.000 migliaia di euro ai comuni che hanno concluso  i
  processi di stabilizzazione del personale a tempo indeterminato.
   Il  comma  2,  rimodulando le riserve del Fondo per  le  autonomie
  senza  prevedere stanziamenti aggiuntivi, provvede al finanziamento
  di  una serie di interventi a favore di enti locali già destinatari
  di riserve.
   Al comma 3 si riduce da 5.000 migliaia a 4.000 migliaia di euro la
  riserva  premiale per i comuni che hanno intensificato la  raccolta
  differenziata  ai sensi del comma 11 dell'articolo 14  della  legge
  regionale  n.  8/2018  che,  a tal fine,  viene  modificato,  nella
  considerazione  che  ad oggi, il tavolo tecnico all'uopo  istituito
  per  la validazione dei dati sulla raccolta differenziata presso  i
  comuni  siciliani, composto da DAR, ARPA, Liberi Consorzi  ed  Aree
  metropolitane - giusta comunicazione prot. n. 44689 del  24.10.2018
  del Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti - non ha ancora
  ultimato la verifica dei requisiti.
   Al  comma 4 l'annualità 2018 della riserva (150 migliaia di  euro)
  introdotta  dal comma 14 dell'articolo 15 della legge  regionale  8
  maggio  2018, n. 8 destinata a favorire l'esercizio delle  funzioni
  giudiziarie  nelle  sedi  dei  Tribunali  soppressi  di  Mistretta,
  Nicosia   e  Modica  viene  sostituita  con  il  biennio  2019-2020
  recuperando   150  migliaia  di  euro  per  il  2018.   Ciò   nella
  considerazione  che  Ministero della  Giustizia  non  si  è  ancora
  pronunciato sulla richiesta di stipula di un'intesa ex comma  4-bis
  dell'articolo  8  del D.lgs n. 155/2012 e successive  modifiche  ed
  integrazioni.
   Il  comma  5  abolisce il sostegno della Regione al  funzionamento
  delle  consulte e delle politiche giovanili con popolazione fino  a
  5.000 abitanti.
   Il  comma  6  assegna un contributo ai comuni  già  dichiarati  in
  dissesto   finanziario  che  attivano  procedure  di   riequilibrio
  economico-finanziario.
   La norma viene finanziata con parte delle risorse impegnate per il
  corrente  anno, in favore dei comuni già assegnatari del contributo
  di cui al comma 10 dell'articolo 6 della legge regionale 28 gennaio
  2014,  n. 5 e s.m.i finalizzato ad evitare il dissesto ma  che  non
  potranno più essere erogate in quanto i destinatari sono entrati in
  una situazione di dissesto.
   Il comma 7 prevede un ulteriore spesa di 1.000 migliaia di euro in
  favore dei comuni in dissesto per il rimborso delle spese sostenute
  per  il  trasporto  interurbano degli  alunni  delle  scuole  medie
  superiori.
   Il  comma  8 incrementa di 6.000 migliaia di euro l'autorizzazione
  di  spesa per il finanziamento degli interventi disposti dai  commi
  da 1 a 7.
   Al  comma 9 viene istituito il Fondo regionale di garanzia per gli
  enti locali siciliani pari a 4.000 migliaia di euro. Tale Fondo  da
  ripartire in proporzione al numero di abitanti è destinato,  almeno
  per  l'80%  ai comuni. La norma prevede le modalità e le  procedure
  per l'attivazione del Fondo.
   Il  comma  10 differisce al 31 dicembre 2019 il termine  di  avvio
  delle   procedure  di  stabilizzazione  dei  lavoratori   a   tempo
  determinato per gli enti che hanno dichiarato il dissesto.
   Con  l'articolo 2 si dispongono variazioni in incremento di talune
  leggi di spesa.
   In  particolare, i commi 1, 2 e 3 contengono disposizioni volte  a
  garantire  il  pagamento dei sussidi ai lavoratori del  bacino  PIP
   Emergenza Palermo  (per i mesi di ottobre, novembre e dicembre)  e
  dei  Lavoratori  Socialmente Utili. Le variazioni  di  bilancio  ad
  incremento  delle autorizzazioni indicate nei commi in  oggetto  si
  riferiscono ai capitoli 183799 - 313318 - 313728 e 313319.
   Al  comma  4 si propongono le variazioni in incremento  di  talune
  autorizzazioni  di  spesa di cui all'Allegato 1  dell'articolo  31,
  commi 1 e 2, della L.R. n. 8/2018, in particolare:
   -  legge regionale 5/1999, art. 7 - euro 323.419,00 nell'esercizio
  finanziario 2018 (Missione 1 Programma 11 capitolo 242523);
   -    legge   regionale.  21/2002,  art.  1   -   euro   324.226,00
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 1 Programma 11 - capitolo
  242525);
   -    legge   regionale   26/2012,  art.  11  -   euro   441.829,42
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 14 Programma 2 - capitolo
  342534;
   -     legge   regionale   14/1968   art.11   -   euro   777.000,00
  nell'esercizio  finanziario  2018 ed euro  823.000,00  in  ciascuno
  degli  esercizi finanziari 2019 e 2020 (Missione 16 Programma  1  -
  capitolo 147701);
   -  legge regionale 5/2006, art. 1 - euro 414.474,00 nell'esercizio
  finanziario 2018 (Missione 5 Programma 2 - capitolo 377762);
   -  legge  regionale  98/1981 art. 39 - 39 bis-  euro  4.417.388,69
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 9 Programma 5 -  capitolo
  443305).
     - legge regionale 88/1982 art. 5 - L.R. 13/2016, art. 1, c. 1  -
  euro  130.000,00  nell'esercizio  finanziario  2018  (Missione   16
  Programma 1 - capitolo 147315);
   -  legge regionale 14/1968 art.11 - euro 686.960,00 nell'esercizio
  finanziario 2018 (Missione 16 Programma 1 - capitolo 147704);
   -   legge   regionale   14/1968  art.   12   -   euro   202.228,00
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16 Programma 1 - capitolo
  146518);
   -   legge   regionale   15/1993  art.   14   -   euro   432.583,00
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16 Programma 1 - capitolo
  147306);
   -   legge   regionale   152/1980   art.1     -   euro   100.000,00
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 4 Programma 2 -  capitolo
  373304);
   -   legge   regionale   14/1998,  euro  47.265,01   nell'esercizio
  finanziario 2018 (Missione 1 Programma 11 - capitolo 116016);
   -   legge  regionale  14/1988,  euro  1.200.000,00  nell'esercizio
  finanziario 2018 (Missione 9 Programma 5 - capitolo 443302).
   Al  comma  5 si propongono le variazioni in incremento  di  talune
  autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella G - articolo 102, comma
  2 - della LR n. 8/2018, in particolare:
   -  legge  regionale 22 dicembre 2005, n. 19 articolo 27,  comma  6
  "Trasporto   pubblico  locale"  euro  4.819.944,51   nell'esercizio
  finanziario 2018 (Missione 10 Programma 2 - capitolo 476521);
   -   rifinanziamento  LR  5/2005  -  LR  8/2017,  giusta   esigenza
  rappresentata   dal  Dipartimento  Lavoro,  Impiego,  Orientamento,
  Servizi   e   Attività   formative,   al   fine   di   incrementare
  l'autorizzazione   di  spesa  prevista  per  gli   interventi   per
  l'occupazione dei lavoratori utilizzati nei Cantieri di servizi già
  percettori  del  reddito minimo di inserimento di cui  ai  capitoli
  712402 e 713303 (complessivi euro 1.281.032,97).
   Il  comma 6 contiene l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo
  10,  comma  4, della legge regionale 8 maggio 2018, n.  8,  per  il
  finanziamento  di interventi di manutenzione straordinaria,  aventi
  carattere   di  urgenza,  negli  Istituti  scolastici  pubblici   è
  incrementata  per  l'esercizio  finanziario  2018  dell'importo  di
  400.000,00 euro (Missione 4, Programma 3, capitolo 772040).
   Il   comma   7  disciplina  l'autorizzazione  di  spesa   di   cui
  all'articolo  47,  comma  12, della legge  regionale  n.  9/2015  e
  successive modifiche ed integrazioni con un incremento dell'importo
  di  8.506.388,41 euro per l'esercizio finanziario 2018 (Missione 16
  Programma 1, capitolo 147303).
   Al  comma  8  per le finalità di cui all'articolo  2  della  legge
  regionale  1  marzo  1995,  n.15,  è  autorizzata  per  l'esercizio
  finanziario  2018  la  spesa di euro 45 migliaia  di  euro  cui  si
  provvede  con  le  disponibilità della Missione  4  -  Programma  6
  (capitolo 373712).
   Il  comma  9  prevede  che  il Commissario  Liquidatore  dell'Ente
  siciliano  per  la promozione industriale (ESP1), entro  10  giorni
  dall'entrata in vigore della presente legge, provvede a versare  in
  entrata al bilancio della Regione siciliana (capitolo 4501  -  Capo
  x), a titolo di acconto sul risultato della liquidazione secondo le
  previsioni  di cui a1 comma 2 del1'articolo 2491 del codice  civile
  la  somma di 5.000.000,00 euro, da destinare alla RESAIS S.p.A. per
  le  finalità  di cui alla l.r. 6 giugno 1975 n. 42,  alla  l.r.  20
  gennaio  1999 n. 5, alla l.r. 28 novembre 2002 n. 21, alla l.r.  16
  aprile 2003 n. 4 ex art. 119, alla l.r. 9 maggio 2012 n. 26 art. 11
  commi  99-100-101 ed alla l.r. n. 9 maggio 2017 n. 8 art.  4  e  da
  iscrivere  nel  bilancio della Regione in un apposito  capitolo  da
  istituire   presso   il  Dipartimento  regionale   delle   Attività
  produttive, Missione 1, Programma 11.
   Il  comma 10 incrementa di 1.000 migliaia di euro il capitolo  che
  consente al Presidente della Regione o, in caso di attribuzione  di
  delega,  all'Assessore delegato alla protezione civile di stipulare
  apposite convenzioni con aziende o enti regionali o con aziende  da
  questi  ultimi  controllate,  nonché  con  le  strutture  operative
  nazionali del Servizio nazionale della protezione civile.
   Il  comma  11  incrementa a favore dell'ente sviluppo agricolo  la
  somma di 2.000 migliaia di euro.
   Il  comma 12 attribuisce ai comuni di Messina, Barcellona Pozzo di
  Gotto  la  somma  di 100 migliaia di euro per la  realizzazione  di
  canili municipali. La relativa decurtazione è autorizzata sull'art.
  56 della legge regionale 872018- Banco alimentare.
   E'  stata, inoltre, inserita la norma che autorizza 45 migliaia di
  euro  al fine di recuperare l'area del comune di Palermo ove  sorge
  la villa Deliella progettata da Basile.
   Con  l'articolo 3 si prevedono interventi urgenti per fronteggiare
  l'emergenza derivante da eventi calamitosi
   In particolare
   1.Per  le  finalità  del  comma  2  dell'articolo  8  della  legge
  regionale 11 agosto 2017, n. 16, ovvero per l'esecuzione  di  opere
  di  salvaguardia  del  territorio  e  di  prevenzione  del  rischio
  idrogeologico  è  autorizzata  per  l'esercizio  finanziario   2018
  l'ulteriore spesa di 1.790 migliaia di euro a favore dei dipendenti
  dei consorzi di bonifica.
   2.L'autorizzazione  di  spesa di cui  all'articolo  23,  comma  2,
  della  legge regionale n. 3/2016, per attività di manutenzione  del
  territorio  e del paesaggio rurale è incrementata, per  l'esercizio
  finanziario 2018, dell'importo di 1.035 migliaia di euro
   3.Nelle  more  del perfezionamento delle procedure  relative  alla
  rimodulazione  ed  alla concreta disponibilità  dei  fondi  di  cui
  all'articolo  2, comma 5 della L.R. n.8/2018, per    consentire  la
  prosecuzione   delle  attività  per  gli  addetti  ai   lavori   di
  sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria - Sistema Agro-
  Forestale-Ambientale-Rurale  previste  dal  Fondo  di  Sviluppo   e
  Coesione  2014  -  2020 ed in attuazione della Deliberazione  della
  Giunta Regionale n. 388 del 19 ottobre 2018  il Ragioniere Generale
  è  autorizzato ad iscrivere nell'entrata e nella spesa del bilancio
  regionale per l'esercizio finanziario 2018 la dotazione finanziaria
  di euro 44.000 migliaia di euro.
   Il  comma  4  prevede  un  incremento  pari  a  11.720.000,00  per
  interventi di somma urgenza sul demanio idrico fluviale.
   Con  l'articolo 4 si dispongono le riduzioni di autorizzazioni  di
  spesa  necessarie  per la quadratura complessiva della  manovra  di
  variazioni  di  bilancio. In particolare, durante  i  lavori  della
  Commissione, è stata individuata una copertura sostitutiva rispetto
  a quella iniziale relativa al Fondo regionale per la disabilità.
   In  particolare  si è proceduto alla riduzione  di  una  serie  di
  autorizzazioni di spesa, principalmente della rubrica  famiglia   a
  seguito della attestazione della impossibilità a impegnare le somme
  in corso di esercizio.
   Con  l'articolo 5 si introducono modifiche e abrogazioni di  norme
  in varie materie, tra cui i risparmi della rimodulazione dei mutui,
  da  destinarsi  anche alla dismissione dei contratti  derivati;  la
  proroga, dall'1 gennaio 2019 all'1 luglio 2019 del transito dei PIP
  presso  la  società Resais e le erogazioni liberali  a  seguito  di
  eventi calamitosi nel territorio della Regione.
   Infine,  con  l'articolo  6  sono  introdotte  le  variazioni   al
  bilancio di cui alle annesse tabelle  A  e  B .

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, Assessore, cittadini,  oggi  è  una
  giornata  importante perché è quella sulla discussione generale  su
  queste  variazioni di bilancio che sono state proposte dal  Governo
  regionale come indispensabili per chiudere alcune partite  riguardo
  il  pagamento  di  stipendi di quelle categorie di  lavoratori  che
  dipendono dalla Regione.
   Mi  pare  evidente  che il centrodestra - a  parte  il  Presidente
  Milazzo - diserti un'Aula così importante come quella di oggi.
   Signor  Presidente, non possiamo fare a meno di dirle che  l'avere
  contingentato  i  tempi e l'avere accelerato questa  manovra,  alla
  fine,  -   così come le opposizioni le avevano sottolineato  -,  in
  parte non è servito.
   Soprattutto  ha  sancito  un principio che,  a  nostro  avviso,  è
  piuttosto  grave, cioè il fatto che le Commissioni  di  merito,  in
  quest'Assemblea,  non siano tenute affatto in considerazione  dalla
  Commissione  Bilancio'.
   Ciò  che  è  avvenuto in Commissione  Bilancio' - oltre al  fatto,
  Presidente  Miccichè, che abbiamo dovuto aspettare  più  di  dodici
  ore,   affinché   il   Governo   riscrivesse   sostanzialmente   il
  provvedimento  che,  in prima battuta, era  passato  per  tutte  le
  Commissioni di merito e, successivamente,  circa all'una  di  notte
  quando  si era detto di non fare così come è stato durante la  fase
  del  bilancio  alcun  lavoro di notte, né  per  l'Aula  né  per  le
  Commissioni - in Commissione  Bilancio' si è cominciato a  lavorare
  -  rispetto alla convocazione fissata alle ore 10.00 -, dall'una di
  notte fino alle 7.00 del mattino successivo, senza sosta.
   In  quella  circostanza, poiché molti dei  provvedimenti  che  già
  erano  giunti  alle  Commissioni di merito,  già  apprezzati  dalle
  Commissioni di merito in maniera favorevole o sfavorevole, cambiati
  così  come sono arrivati all'una di notte in Commissione  Bilancio'
  sarebbero  dovuti tornare alle Commissioni di merito  che  su  quei
  provvedimenti  - che sono cambiati  e che quindi erano  diversi  da
  quelli  originari  -, avrebbero dovuto, le Commissioni  di  merito,
  potere  esprimere il proprio parere, potere esercitare  la  potestà
  emendativa - cosa che non hanno fatto.
   Faccio, signor Presidente, un esempio per tutti.
   La  Commissione  Sanità' che ha espresso parere sfavorevole contro
  i  due  articoli  che  la riguardavano, avrebbe  potuto  e  voluto,
  successivamente, emendare quella norma che ci era stata  sottoposta
  e  proporre un emendamento per i talassemici ai quali è stato tolto
  il  diritto  del  vitalizio, circa un milione di  euro,  quindi  la
  possibilità   di  continuare  ad  avere  questo  vitalizio,   potrà
  esercitare  questo  potere soltanto in Aula e  soltanto  perché  la
  Commissione,  sostanzialmente all'unanimità, ha deciso  di  poterlo
  fare  -  le  arriverà infatti un emendamento a firma  congiunta  di
  tutta la Commissione.
   E'   un'attività,  signor  Presidente,  che  faremo  fuori   dalla
  Commissione.
   E'  ovvio che, conclusi i lavori della Commissione  Bilancio',  la
  Commissione   Sanità'  non ha avuto la possibilità,  nonostante  le
  rimostranze del Presidente La Rocca Ruvolo, durante le sedute della
  Commissione  Bilancio' stessa.
   Ciò posto, che sono le precondizioni durante le quali si è svolto,
  maturato  questo  disegno  di  legge  di  appena  cinque  articoli,
  dobbiamo  fare alcune considerazioni: questo disegno  di  legge  ci
  lascia più dubbi che certezze.
   Alcune  certezze le abbiamo maturate, ossia l'assoluta  incapacità
  da  parte degli Assessori di questo Governo e del Presidente stesso
  di  spendere  le  somme allocate sui capitoli di  bilancio.  Ci  si
  presenta  l'articolo 4 che riguarda le riduzioni di  autorizzazioni
  di  spesa che sono un quadro impietoso dell'assoluta incapacità  di
  spendere le somme allocate in quei capitoli e la volontà di  questo
  Governo  di azzerarli, quindi, di sottrarre il residuo rimasto  per
  allocarlo altrove.
   Fra  questi  capitoli di bilancio ci sono alcune voci fondamentali
  che  riguardavano le IPAB, che riguardavano il fondo per le vittime
  dell'usura,   che   riguardavano  i  fondi  per   le   associazioni
  antiracket,  per  i  parenti  delle vittime  della  mafia,  per  le
  adozioni  internazionali.  Alcune cose delicate  e  gravissime  che
  riguardano,  in generale, il mondo della disabilità  con  il  patto
  individualizzato di vita.
   Fortunatamente  il  Governo  ha fatto retromarcia  su  quei  venti
  milioni  che  rappresentavano il Fondo  destinato  per  i  disabili
  gravi.  Su  questo ha fatto retromarcia e su questo si è basato  il
  parere  negativo della Commissione  Sanità', perché non  si  poteva
  consentire  che  il Governo sottraesse ulteriori risorse  alle  già
  esigue  risorse destinate, dopo la già avvenuta riduzione  di  quel
  famoso assegno da 1.500 euro a 1.200 euro.
   E  poi,  signor Presidente, noi siamo assolutamente  convinti  che
  sull'articolo 1 questa Assemblea debba maturare una riflessione. E,
  quindi,  noi chiederemo all'Aula che sull'articolo 1 si  faccia  un
  altro  ragionamento,  perché  non siamo  affatto  convinti  per  la
  formulazione che è stata proposta in Commissione  Bilancio' e che è
  appunto  poi passata a maggioranza della Commissione Bilancio,  che
  questa  norma  sia in grado di aiutare davvero tutti  i  Comuni  in
  dissesto  o  in  pre-dissesto  o  lo  stesso  Libero  Consorzio  di
  Siracusa. Non siamo affatto convinti che questa norma sia una norma
  di  equità  sociale  perché finisce con  il  rendere  i  comuni  in
  difficoltà in lotta tra di loro. Perché avremo inevitabilmente  dei
  comuni di serie A e dei comuni di serie B.
   Il  Movimento  Cinque  Stelle, ovviamente,  non  si  sottrae  alla
  richiesta di responsabilità che è stata fatta dal Governo regionale
  durante  l'ultima Conferenza dei Capigruppo ma, signor  Presidente,
  noi  le  chiediamo un momento di riflessione su questo articolo  1,
  che  è il più corposo, che è quello che sottrae risorse a tutti gli
  altri  capitoli  di cui avevo parlato e che pretende  assolutamente
  giustizia ed equità sociale. Grazie.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Trizzino ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

         Riprende la discussione del disegno di legge n. 455/A

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  siamo  al  7
  dicembre e nella calendarizzazione dei lavori parlamentari,  questo
  Parlamento,  in  questo periodo, si sarebbe dovuto  occupare  della
  legge  di stabilità per il 2019, non soltanto attenendosi a  quelle
  che sono le disposizioni del Regolamento Interno dell'Assemblea  ma
  stando,  anche,  alle dichiarazioni del Governo regionale  che  più
  volte  ha  annunciato che entro il 31 dicembre si sarebbero  dovuti
  approvare gli atti relativi alla legge di stabilità del 31 dicembre
  2019.  Quindi,  già in questo periodo avremmo dovuto  occuparci  di
  altro.  E  invece, siamo impantanati sulle variazioni di  bilancio.
  Dico  impantanati  perché  -  lo voglio  ricordare  -  il  Governo,
  colpevolmente,  ha  trasmesso  gli  atti  all'Assemblea   regionale
  soltanto  il 28 novembre, e siamo impantanati perché  ma si  evince
  dagli interventi che si sono susseguiti in tutte le Commissioni  di
  merito,  in particolare la Commissione  Bilancio', e nel  corso  di
  alcune  audizioni e anche negli interventi delle forze parlamentari
  non  ultimo  quello dell'onorevole Cappello che mi ha  preceduto  -
  nelle  variazioni  di bilancio c'è una evidente parzialità.  Mentre
  nello  spirito  del  Regolamento e nello  spirito  della  legge  di
  contabilità   pubblica  le  variazioni  di  bilancio,   alla   fine
  dell'anno, dovrebbero servire a pagare gli stipendi, a spostare  le
  somme necessarie a garantire una serie di attività che si sono  già
  previste  all'inizio dell'anno, noi ci ritroviamo delle  variazioni
  di   bilancio  che  non  hanno  questa  caratteristica,  peggiorata
  dall'attività che ha fatto notte-tempo la Commissione  Bilancio'.
   Potremmo  iniziare a parlare di qualche  marchetta  ma  preferisco
  iniziare il mio intervento dalla cosa che ci fa più male. Ed  è  lo
  stanziamento  previsto  all'articolo  1  per  i  comuni   in   modo
  specifico.
   Più  volte, come Partito Democratico, abbiamo chiesto che  venisse
  istituito un fondo unico per i Comuni che si trovano in difficoltà.
  Siamo  alla  fine  dell'anno  e  non  può  essere  che  la  Regione
  siciliana,  il Governo della Regione, pensa di premiare  un  figlio
  che  sta in difficoltà piuttosto che un altro che sta in difficoltà
  ancora peggiore. Parlo dei comuni della mia provincia, così  al  di
  fuori perché è anche il mio Collegio elettorale, quindi al di fuori
  anche  di  qualche personale convenienza, se il comune di Palagonia
  ha  5  mesi di ritardo nel pagamento degli stipendi non può  essere
  che  c'è  un altro comune della stessa provincia che viene premiato
  prima dal Governo regionale.
   E,  soprattutto, di fronte a responsabilità oggettive e a  ritardi
  gravi nei pagamenti, è chiaro che chi ha responsabilità del governo
  della  cosa  pubblica dovrebbe prima occuparsi di chi  sta  peggio,
  degli  ultimi,  dei  più deboli e di chi alla  fine  dell'anno  non
  riesce a percepire gli stipendi.
   Per  questo  insistiamo ancora, signor Presidente, e  annuncio  la
  presentazione di un emendamento in cui chiederemo l'attivazione  di
  un  fondo,  ma  non  come  quello  previsto  all'articolo  1  delle
  variazioni  di  bilancio  che prevede  una  serie  di  obiettive  e
  oggettive complicazioni per accedere al fondo, come la delibera del
  Consiglio comunale, l'individuazione di un istituto bancario,  cioè
  un  Governo regionale e una Commissione bilancio che pensa  a  fare
  figli  e  figliastri, per alcuni i soldi ci sono,  cash,  subito  e
  nominali,  per  altri individuiamo procedure lunghe, lunghissime  e
  artificiose per giungere forse al risultato, se non ci sono ricorsi
  e contestazioni.
   Noi  chiediamo, signor Presidente, anche a lei di farsi garante  e
  carico  di un provvedimento equo e giusto nei confronti degli  enti
  locali che stanno peggio.
   E ancora, la parzialità emerge in altre due vicende insopportabili
  perché  noi  crediamo che se c'è un Governo regionale  il  primo  a
  rispettare le regole deve essere quel governo.
   L'abbiamo  già  detto  nel  corso delle audizioni  in  Commissione
   Bilancio',  se si impongono ai comuni che non hanno  raggiunto  il
  55%  della  differenziata oneri gravissimi e pene severissime  come
  quella  della  decadenza  dei sindaci da  un  lato,  dall'altro  se
  raggiungono il 65% e questo Parlamento ha approvato una riserva  di
  5  milioni,  il  Governo  si deve attivare subito  per  riconoscere
  quella riserva, sono passati sei mesi e non si è mossa una foglia.

   PRESIDENTE. La invito a concludere.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, io accetto il suo richiamo ma a mio
  giudizio  sono 15 i minuti nella discussione generale e non  5,  ai
  sensi del Regolamento, quindi mi appello anche alla sua clemenza.
   Se  da  un  lato chiediamo la decadenza, dall'altro lato  dobbiamo
  riconoscere il 65 per cento della differenziata, e in sei  mesi  né
  l'ARPA  né il  Dipartimento Acque e Rifiuti  hanno mosso una foglia
  per  liquidare  i 5 milioni costringendo - ora siamo  a  20  giorni
  dalla  chiusura  dell'esercizio - a prima chiedere  lo  storno  dei
  soldi,  poi  alla Commissione  Bilancio' ha rimesso  4  milioni  di
  euro,  annunciamo  anche  un  emendamento  in  cui  chiederemo   la
  liquidazione,   a   questo  punto,  purtroppo   nominale,   facendo
  riferimento  o a una graduatoria ufficiale come quella dell'Agenzia
  per il monitoraggio della raccolta differenziata che è in capo alla
  Presidenza della Regione, insomma un dato certo per evitare  queste
  lungaggini di fronte a questi ostruzionismi.
   E  l'altra  insopportabile vicenda riguarda i quasi 12 milioni  di
  euro  del  rischio idrogeologico per l'intervento di somma  urgenza
  nelle attività per gli interventi sui fiumi.
   Io  non  c'ero in Commissione bilancio a tarda notte ma  pare  che
  durante  la  nottata  l'  assessore Armao  ha  dichiarato  che  gli
  affidamenti sono in corso, sono partite e quindi occorre  procedere
  a  una  sorta  di  regolarizzazione, dico che noi  depositeremo  il
  nostro atto ispettivo, io invito il Governo a verificare, perché se
  così fosse non si dovrebbe applicare questo intervento in sanatoria
  con  la  procedura in corso, come tutti gli altri  cittadini  della
  Regione  siciliana  e in uno stato di diritto che non è  uno  stato
  poliziesco, si faccia riconoscimento di debito, come il disegno  di
  legge  che  è  venuto  in Assemblea e il prossimo  che  verrà,  per
  regolarizzare i 12 milioni, e quei 12 milioni magari  li  diamo  ai
  comuni  e  ai  comuni  che stanno peggio, istituendo  un  fondo  di
  dissesto e pre-dissesto.

   ARMAO, assessore per l'economia. Ma c'è già.

   BARBAGALLO.  No quello non è un fondo che garantisce il  pagamento
  entro il 31 dicembre, facciamo

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo facciamo in finanziaria.

   PRESIDENTE.  Parli  con  la Presidenza,  assessore  Armao,  perché
  altrimenti non si capisce niente.

   BARBAGALLO.  Ha ragione, signor Presidente, chiudo con  le  ultime
  due riflessioni.
   Siamo  alla  fine  dell'anno, io ho criticato alcuni  parlamentari
  della maggioranza quando hanno chiesto la definizione di interventi
  di  natura edilizia in norme che non sono quelle relative  alla  IV
  Commissione  e  al  passaggio  alla  IV  Commissione.   Devo   pure
  evidenziare che c'è una norma che riguarda i centri storici che non
  ha nulla a che vedere con le variazioni di bilancio.
   Più volte abbiamo evidenziato che il tema delle attività di merito
  delle  Commissioni va valorizzato, mi dispiace che in Aula non  c'è
  il  Presidente Savarino ma non può essere che arriva una norma  sui
  centri  storici  in  sede  di variazioni di  bilancio,  che  a  mio
  giudizio, peraltro, si può risolvere anche con una circolare.
   E,  quindi, chi è che paga il prezzo delle marchette? La marchetta
  singola  è  quella  che  toglie i soldi  al  banco  alimentare  per
  istituire  un  sedicente canile a Messina e a Barcellona  Pozzo  di
  Gotto,  non  ricordo, premesso che io sono per l'esternalizzazione,
  pensare  di  fare  canili  lager con le variazioni  di  bilancio  è
  singolare.
   Ma  è insopportabile che il turismo dopo che ha avuto 6 milioni di
  euro,  gli ultimi due bilanci li abbiamo fatti a 1 milione e mezzo,
  in  sede  di variazioni di bilancio interveniamo con due  ulteriori
  iniezioni. Una sulla Tabella H di 47 mila euro perché evidentemente
  non  sono bastati gli interventi precedenti e sul Brass di 415 mila
  euro  prevedendo più del doppio rispetto allo stanziamento previsto
  in sede di bilancio.
   Chiudo, signor Presidente. Ma lo sa qual è la cosa insopportabile?
  Che  a  pagare questo prezzo, il prezzo delle marchette, il  prezzo
  della  parzialità delle scelte del disegno di legge governativo,  a
  pagare  questo  prezzo sono gli ultimi, i più deboli perché  queste
  somme  le  attingiamo dai capitoli della famiglia e delle politiche
  sociali  che sono quelle dove ci sono stati meno impegni  di  spesa
  nel corso di tutto l'anno e, quindi, da là il Governo rastrella per
  colpire le vittime dei Centri antiviolenza, le vittime delle  legge
  sull'antiusura, le associazioni antimafia, quelle somme relative al
  contrasto alla povertà, al REI e alle famiglie bisognose.
   E'  veramente  insopportabile. Noi su questo  daremo  battaglia  e
  spero  che  il  Governo  faccia una marcia indietro  nell'interesse
  della Sicilia e dei siciliani.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, ha ragione,  le  devo  chiedere
  scusa, ma il timer era diventato di colore rosso, e quindi segnalo.
  Ma ha ragione lei, era un errore.
   Chiedo  agli  uffici  di  rettificare i tempi  di  intervento,  in
  tabellone,  che  sono 15 minuti per ogni deputato,  in  discussione
  generale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  inizialmente  non
  volevo   intervenire,   anche   perché   intervenire   in   un'Aula
  praticamente vuota, tranne i colleghi e qualche altro collega,  non
  c'è nessuno. Ringrazio l'Assessore Armao per essere presente.
   Però, poi, ad un certo punto, stamattina, ho letto una notizia che
  è  uscita  su  ADNKRONOS  dove  c'era l'intervento  del  Presidente
  Musumeci  che  dichiarava:   So  di  essere  esigente  con  i  miei
  assessori, a volte senza tolleranza umana, ma il fattore tempo è il
  nostro principale nemico insieme alla Mafia e alla rassegnazione .
   Ovviamente,  una  dichiarazione forte. Siamo stati  abituati  alle
  dichiarazioni  di  Crocetta che se ne usciva con certi  comunicati,
  con  certe  sparate' salvo poi vedere quello che succedeva in Aula.
  Benissimo.
   Questa  variazione di bilancio, riguardante la variazione  che  si
  potrebbe dedicare quasi esclusivamente a Catania è la dimostrazione
  anche  di  una  mancanza totale di programmazione visto  che  siamo
  dovuti  andare ad impinguare dei capitoli che riguardano  le  spese
  del   personale,   quindi  spese  ovvie   e   scontate,   c'è   una
  caratteristica  forte,  effettivamente,  che  evidenzia   come   il
  Presidente Musumeci ha un unico nemico che è la Mafia.
   Perché,  andando a vedere la variazione di bilancio,  all'articolo
  4, comma 8, vediamo che il capitolo 18.37.17.  Fondo di solidarietà
  per   le  vittime  di  richieste  estortive ,  praticamente   viene
  diminuito del 71,8 per cento perché dai 695 mila euro vengono tolti
  500 mila euro.
   Sempre  perché  lui è contro la Mafia al comma 8 spunta  fuori  il
  capitolo  18.37.18.  Contributi alle associazioni  antiracket  e  a
  fondazioni ecc. ecc.  viene diminuito del 43,5 per cento perché  da
  804  mila,  viene diminuito di 350 mila euro. Sempre  perché  li  è
  invece per i cittadini, per le persone che hanno avuto dei problemi
  con  la  mafia, al comma 11, capitolo 18.37.23 cosa va a diminuire?
  Gli  indennizzi una tantum in favore delle vittime delle azioni  di
  criminalità   connesse  al  territorio  siciliano.  Ma   anche   il
  contributo  in favore dei giornalisti professionisti e  pubblicisti
  che  hanno  subito minacce. Sempre per fare una lotta  alla  mafia,
  seria,  perché lui è il nemico alla mafia sicuramente come  nemico.
  Di  quanto  viene  diminuito  questo capitolo?  Del  96,89%  perché
  vengono tolti 250 mila euro.
   Per  chiudere il discorso della lotta alla mafia fatta  seriamente
  al  comma 12, capitolo 18.37.26 va a diminuire la somma da  versare
  al  fondo  regionale  per le parti civili nei  processi  contro  la
  mafia.  Perché  notoriamente sappiamo che oramai non  ci  sono  più
  processi  per  mafia dove costituirsi parte civile  e  lo  sappiamo
  tutti, quindi quel fondo non è assolutamente utile. Di quanto viene
  diminuito? Del 77,45 per cento.
   Quindi   signor  Presidente  e  cari  colleghi.  Quando   uno   fa
  dichiarazioni  alla stampa deve sapere come si  fa  la  lotta  alla
  mafia. Ovvio, che i contributi non sono l'unico ed esclusivo metodo
  per  combattere  la  mafia  ma  sicuramente  ci  saremmo  aspettati
  qualcosa di molto più forte, ci saremmo aspettati qualche norma  ad
  hoc  per contrastarla veramente la mafia, ma anche il Codice  etico
  che  aveva  scritto  lui  quando era presidente  della  commissione
  antimafia  e  vedere che in questa variazione  di  bilancio  un  ex
  Presidente  della Commissione  Antimafia' presenta questi  tagli  è
  significativo su dove si vuole andare e sicuramente su cosa non  si
  vuole contrastare.
   Con  questo io la ringrazio e mi riservo di entrare nel merito  di
  quelli che sono invece articoli e commi di queste variazioni perché
  anche lì ne vedremo delle belle.
   Sicuramente ci sono fondi insufficienti che riguardano i comuni in
  dissesto,  le province, non solo quelle di Siracusa, ma so  che  ci
  sono  Enna, Ragusa che trovano in questo momento difficoltà. Volevo
  fare  un  piccolo accenno, non vedo la presidente della Commissione
   Sanità'  ma so che ci dovrebbero essere problemi per le  indennità
  dati ai talassemici.
   Quindi,  chiedo  maggiore attenzione e verifiche  agli  Uffici  su
  questo punto proprio per evitare che ci scordiamo anche gli ultimi.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  questa  legge  di
  variazione  di bilancio su proposta dell'Assessore Armao  porta  la
  firma  come proponente del Presidente Musumeci. Mi permetta, signor
  Presidente,  di  considerare cosa non opportuna che  il  presidente
  della  Regione  non  sia presente questa mattina  perché  considero
  questo  passaggio non una burocrazia dovuta ma scelta di  priorità,
  di  orientamento e di spesa che questa Assemblea si dà su  proposta
  del  Governo,  e credo che sarebbe stato utile al presidente  della
  Regione  ascoltare  anche  valutazioni, obiezioni,  intenzioni  che
  questa  Assemblea  avrebbe voluto proporgli,  anche  perché  questa
  mattina,  signor  Presidente,  ed  è  un  passaggio  sul  quale  io
  chiederei  la  sua  attenzione  se  il  collega  le  permetterà  di
  ascoltare,  se  l'onorevole  Di Pasquale  ci  permette  di  poterci
  rivolgere al Presidente, la ringrazio.
   Anche  perché questa mattina, l'onorevole Presidente della Regione
  ha  ritenuto  non di incontrare questa Assemblea ma  di  incontrare
  giornalisti e varie categorie sociali e produttive della città, qui
  a  Palermo,  Palazzo  Branciforte, per  presentare  con  una  dotta
  esposizione affidata a diverse slide l'operato del suo Governo.
   Io la inviterei a rammentare al Presidente della Regione siciliana
  che  c'è una priorità nel proporre i risultati e nel discutere  sui
  risultati che si assumono realizzati.
   Ed  è  una  priorità che vede questa Assemblea come  interlocutore
  necessario  diretto ed istituzionale, e poi avrà il diritto  ed  il
  piacere  di  incontrare esponenti del mondo produttivo,  del  mondo
  sociale, giornalisti, di proiettare slide, ma il fatto che oggi, in
  questa  Assemblea si discuta su una variazione di bilancio  che  ha
  proposto  il  Presidente Musumeci, ad un anno dal suo insediamento,
  ecco  la  necessità  di  confrontarci con  lui,  su  una  serie  di
  promesse,  di impegni che sono stati assunti un anno fa e  che  noi
  riteniamo,  almeno  io  ritengo, che  non  siano  stati  portati  a
  compimento,  io  lo  considero  un vulnus  sul  piano  delle  buone
  relazioni, della creanza istituzionale.
   Detto  questo. Questa variazione di bilancio certamente è un  atto
  dovuto  e  ci sono cose sulle quali, proprio perché non  c'è  alcun
  furore ideologico, ne ansie di firma di contratti con il Presidente
  Musumeci,  una  cosa  che  gli  riconosciamo:  il  ripristino   dei
  finanziamenti  per i soggetti portatori di disabilità  è  una  cosa
  dovuta,  ed  apprezziamo che l'Assessore Armao questo abbia  voluto
  fare,  l'aiuto  agli enti locali in dissesto anche se  naturalmente
  questo  prevedrebbe un ragionamento più complessivo perché  se  noi
  abbiamo  cinquanta comuni in Sicilia in dissesto, in  pre-dissesto,
  forse  bisogna  fare  un  ragionamento sui  tagli  che  sono  stati
  apportati  a Palermo e a Roma e i trasferimenti e sulle  condizioni
  di  grande disagio complessivo, politico ed economico in cui questi
  enti locali si trovano.
   Noi  interveniamo per salvare il salvabile, andrebbe  fatto  anche
  con  il  Governo  di  Roma,  anche  con  il  Governo  centrale,  un
  ragionamento  per  evitare  che  si  arrivi è  una  sollecitazione,
  Assessore,  non  è  una  recriminazione.  Dico  soltanto  che  come
  comunità politica e di governo dovremmo porci il problema di capire
  perché  e  come il Governo centrale intende continuare a  mantenere
  questa politica di tagli ai trasferimenti.
   L'aumento  degli stanziamenti di dodici milioni per  la  messa  in
  sicurezza,  cosa  assolutamente dovuta, ci piacerebbe,  ci  sarebbe
  piaciuto potere interloquire con il Presidente e con il Governo che
  al completo ha seguito il Presidente a Palazzo Branciforte, escluso
  l'Assessore  Armao, che ringraziamo ancora di essere  qui,  avremmo
  voluto anche discutere con lui su come sia necessario lavorare  più
  sulla  prevenzione  che  sul risarcimento  dei  danni,  perché  noi
  rischiamo di continuare a pagare somme assai più esose per i  danni
  che  abbiamo  subìto rispetto a una politica che deve  avere  nella
  prevenzione e nella spesa per la prevenzione la propria priorità.
   E  ci sono gli stipendi e i lavoratori che andavano dati perché ci
  sembra  una  cosa assolutamente prioritaria rispetto ad ogni  altra
  spesa, anche se pensiamo che ci siano ancora 900 mila euro in  meno
  per  i  lavoratori dell'Ente di Sviluppo Agricolo che aspettano  il
  pagamento degli ultimi tre stipendi e la tredicesima.
   Detto  questo,  ci sono però alcuni segnali pessimi,  alcuni  sono
  stati sollevati anche da altri colleghi: 200 mila euro in meno  per
  i  centri  antiviolenza,  100  mila  euro  in  meno  per  il  banco
  alimentare, 1 milione e 200 mila euro in meno per tutte le spese di
  contrasto sociale alla mafia.
   Ora,  un milione e 200 mila euro non è una cifra da capogiro, però
  è  un segno e se mettiamo questo segno accanto alle parole che  più
  volte il Presidente qui ci ha proposto, ci ha offerto, come il tema
  non  soltanto  della  lotta  astratta per autocertificazione  della
  mafia,  ma  del  gesto concreto di attenzione, di  solidarietà,  di
  comunanza con chi la mafia la combatte e la subisce, e quindi,  per
  esempio   chi   subisce   il  racket,  per  esempio   chi   subisce
  l'estorsione, per esempio i giornalisti che subiscono  minacce,  il
  fatto che questi tagli siano intervenuti in modo così apodittico  e
  così immotivato, scegliendo di tagliare chi denuncia le estorsioni,
  le  associazioni antiracket, la costituzione di parte civile, io lo
  considero  non  un  risparmio  straordinario  dal  punto  di  vista
  dell'economia  complessiva di bilancio,  lo  considero  un  segnale
  contraddittorio  rispetto a ciò che questo  Governo  intende  voler
  rappresentare, e cioè la volontà di essere un punto di  riferimento
  e  di contrasto a livello istituzionale nei confronti della mafia e
  al tempo stesso insistere su questo tipo di tagli.
   E'  stato  ricordato  dal collega da una parte  noi  riteniamo,  e
  questo  Governo  più  volte  ce  l'ha  ripetuto,  che  la  raccolta
  differenziata,  e  aumentare i livelli di  raccolta  differenziata,
  soprattutto  rispetto a tre aree metropolitane che sono  a  livelli
  più  bassi  d'Europa,  è  la condizione  necessaria  anche  se  non
  sufficiente  per  poi andare a un ciclo virtuoso dei  rifiuti,  che
  eviti il conferimento di 80, 90 per cento di ciò che produciamo  in
  termini  di  rifiuti  alle  quattro grandi  discariche  private,  i
  quattro grandi baroni del business dei rifiuti, e quindi si ritiene
  di dovere punire, penalizzare i comuni che questa cifra di dignità,
  di  decenza  non  raggiungono  e non si  capisce  perché  si  debba
  tagliare  un  milione per i comuni virtuosi che  hanno  portato  la
  raccolta differenziata oltre 65%.
   Ripeto,  signor  Presidente,  il  punto  non  è  la  quantità   in
  discussione, ma è la qualità dei segnali, perché la qualità di  una
  politica  è  anche la somma di alcuni segnali che  vengono  rivolti
  alle  comunità, al territorio, ai soggetti istituzionali, ai propri
  interlocutori  e  se  noi  diciamo ai  comuni:  è  fondamentale  la
  raccolta  differenziata, ma se voi sarete comuni  virtuosi,  questi
  soldi   ve  li  togliamo,  mi  sembra  che  ci  sia  un  segno   di
  contraddizione.
   Molti  soldi continuano a non essere spesi, se fosse stato qui  il
  Presidente,   gli  avremmo  voluto  chiedere  prima  ancora   della
  condivisione delle slide, che venisse a spiegare a questa Assemblea
  perché acanto a questo atto dovuto, a questa variazione di bilancio
  noi  in  queste settimane, in questi mesi, non abbiamo ricevuto  da
  parte del Governo altri dovuti sul piano politico e sui quali c'era
  stato  un  impegno preciso, puntuale, tassativo del candidato  alla
  Presidenza Musumeci, del Presidente Musumeci appena eletto e di cui
  non c'è più traccia.
   Per  cui  c'era la ristrutturazione in chiave smart della Pubblica
  Amministrazione,  riforma che non è mai partita con  gli  squilibri
  che  noi  conosciamo - la distribuzione del personale -;  fondi  UE
  entro il 2018: certificheremo 750 milioni per il FERS - la spesa  è
  allo zero per cento - noi rischiamo di dovere restituire 5 miliardi
  di  euro  e  siamo  l'ultima regione in Europa  nella  capacità  di
  spendere  i  fondi  messi  a disposizione dall'Unione  Europea;  la
  viabilità  è  una  vergogna - c'era stato detto -  cosa  che  tutti
  sappiamo, tutti i cantieri tranne quello della Palermo-Catania sono
  fermi;  c'era  stato detto che la madre di tutte le  battaglie  era
  quella  per un altro ciclo di smaltimento dei rifiuti, siamo ancora
  alle quattro grandi discariche private e al rischio che altre nuove
  grandi  discariche private si aggiungono a quelle già utilizzabili,
  ritenendo  che  quello debba essere l'unico modo per affrontare  il
  tema dello smaltimento dei rifiuti.
   C'era stato l'impegno, la promessa solenne allo smantellamento  di
  alcuni  cosiddetti carrozzoni (dell'ESA sappiamo quale è  stato  il
  destino)  mi  piace, dovendone discutere adesso in  I  commissione,
  ricordare  che  sullo IACP il Governo aveva costruito  una  propria
  promessa  e  premessa  di  qualità  dell'agire  politico  e   cioè:
  smantelliamo   questa  somma  di  carrozzoni  che  hanno   soltanto
  moltiplicato  i  posti  in consiglio di amministrazione  e  andiamo
  verso un'unica agenzia per la casa che razionalizzi le risorse, che
  sappia  garantire  un intervento che è mirato dal  punto  di  vista
  della qualità e dell'efficienza.
   Tutto  questo non è avvenuto e adesso stiamo a discutere di alcune
  nomine   per  gli  uffici,  per  le  presidenze  dei  consigli   di
  amministrazione   dello   IACP  e  ci  dispiace   notarlo,   Signor
  Presidente,  nei  nomi  che  ritroviamo molti  amici  sodali  della
  compagine  di  Governo tirati fuori dalle segreterie di  partito  e
  riproposti per ricoprire un incarico di sottogoverno; quindi da una
  parte   abbiamo  mantenuto  in  vita  il  carrozzone  dello   IACP,
  dall'altra  abbiamo ritenuto che questo mantenimento  in  vita  non
  fosse  una  necessità  indefettibile,  ma  anche  l'occasione   per
  continuare  a  collocare amici all'interno di questo  Consiglio  di
  Amministrazione.
   Di questo ed altro avremmo voluto parlare con il signor Presidente
  della  Regione siciliana, resta il nostro disagio per  una  manovra
  che  taglia  alcuni interventi che hanno un forte valore simbolico;
  il nostro sostegno per gli altri interventi che andavano fatti e il
  nostro  richiamo  attraverso lei, Signor  Presidente,  affinché  il
  Presidente  della  Regione  venga qui  e  dedichi  una  giornata  a
  misurarsi con questa Assemblea sugli esiti e i risultati di un anno
  di Governo.
   Credo  che  sia un passaggio di democrazia naturale e di  apertura
  naturale  e  un confronto dal quale nemmeno il signor Musumeci  può
  sfuggire.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Fava,  relativamente  alla  presenza   del
  Presidente  Musumeci,  vorrei dire che  sarebbe  stato  mio  dovere
  richiamarlo  se  non  fosse  presente  il  Vicepresidente  che   lo
  sostituisce  in  tutti i sensi, per cui la presenza  dell'Assessore
  Armao per me è la rappresentanza della Presidenza del Governo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signor  Assessore,   onorevoli
  colleghi, innanzitutto inizio ringraziando il Presidente Savona per
  il  lavoro  che  ha  fatto  in  Commissione,  insieme  a  tutta  la
  Commissione. Io penso che chi ha partecipato, al di là dei momenti,
  che  a  volte  sono stati anche pesanti, perché la  Commissione  si
  fermava,  poi riprendeva, ci sono stati dei momenti in cui sembrava
  una  matassa - ricordavo ai colleghi - molto ingarbugliata, di  cui
  poi siamo riusciti a recidere le punte e ricongiungere il filo,  al
  di  là  di  tutto questo, però, c'è stato un lavoro importante  che
  abbiamo fatto tutti. Ognuno per il proprio ruolo.
   Ci  sono  posizioni  contrapposte, i parlamentari  di  maggioranza
  hanno  fatto  la  loro parte, noi di opposizione abbiamo  fatto  la
  nostra.  Ritengo che, là dove sono state trovate sintesi su  alcune
  cose,  chiamarle marchette appartiene a una visione della  politica
  che  è  mortificante.  Non faccio riferimento agli  interventi  del
  Movimento   Cinque   Stelle,   faccio  riferimento   all'intervento
  dell'onorevole Barbagallo.
   Capisco  gli  altri,  li  capisco sempre, quelli  del  mio  stesso
  partito li capisco meno. Perché aver trovato sintesi sulle cose  di
  cui  mi sono occupato io, in cui stato presente, testimoni tutti  e
  nessuno può smentire, aver trovato sintesi sul fatto di ampliare la
  premialità  per  i comuni che hanno stabilizzato  prima  del  2010,
  perché  io  mi  sono trovato una norma che prevedeva  solamente  un
  premio  per i comuni che avevano stabilizzato dal 2010 in  poi.  Io
  che  sono stato presente, a differenza dell'onorevole Barbagallo  -
  perché  onorevole Barbagallo io non sono in quella Commissione,  ma
  partecipo da sempre quando ci sono gli strumenti finanziari  -  per
  fortuna  c'ero,  mi sono permesso di dire:  bisogna  mettere  anche
  2008  perché Ragusa ha stabilizzato nel 2008 . Questa è  marchetta?
  Sarà una marchetta, sono contento di fare questo tipo di marchette.
   Se  io  mi  sono permesso quella notte di dire:  Per i  soldi  del
  Consorzio  di  bonifica  - che sono per tutti  importanti  -  serve
  prevedere che una parte vada al Consorzio di bonifica di Ragusa   e
  siccome io, a differenza di tanti che dormivano, ero là presente in
  Commissione  per  tutta la notte, e penso che se ne  siano  accorti
  tutti,  per  tutta  la  notte e per tutta  la  giornata,  ho  detto
   prevediamo  delle  somme per il Consorzio di bonifica  del  Comune
  della provincia di Ragusa . Onorevole Barbagallo, questa secondo me
  non  è  marchetta, ma è difesa di un territorio.  E,  comunque,  mi
  assumo la responsabilità di questo tipo di marchetta.
   Se  mi  permetto di sollevare una questione che è stata motivo  di
  oggetto del Parlamento siciliano, relativamente all'edilizia e alle
  demolizioni  e alle costruzioni, a tal punto che questo  Parlamento
  ne  ha  fatto  una  norma dicendo  facciamolo,  andiamo  avanti   e
  prevedendo,  però, un appesantimento della norma che  è  lo  studio
  previsto dal disegno di legge, se noi prevediamo di ampliarlo e  io
  ho  la  fortuna  di ritrovarmi la maggioranza che condivide  questo
  percorso,  che significa dare la possibilità ai centri  storici  di
  poter  essere recuperati, che significa alle imprese edili di poter
  intervenire,  che significa alle imprese artigianali di  recuperare
  tempo  perso, sono felice che lei, onorevole Barbagallo,  individui
  in marchette questo lavoro che ha fatto il suo collega di partito.
   Io  penso che le marchette siano cose diverse. Ci sono quando  uno
  va  in  una Commissione e fa gli interessi personali, gli interessi
  di  piccoli  gruppi,  di lobby, e non se fa gli  interessi  di  una
  comunità.  E,  siccome, nessuno qui dentro può dire  che  io  abbia
  fatto  cose diverse, rimando al mittente tutto questo. Peccato  che
  lei  non  si sia occupato, invece, bene, onorevole Barbagallo,  del
  turismo. Se lei avesse fatto bene l'assessore per il turismo, forse
  noi  non  ci  saremmo  trovati nelle situazioni  in  cui  ci  siamo
  trovati.  Devo ringraziare l'attuale assessore per il turismo  che,
  invece,  ha  fatto  il piano triennale del turismo,  nonostante  la
  legge fosse del 2005.Così come ringrazio l'attuale assessore per il
  turismo  che  ha  speso  quelle somme che  avevamo  messo  per  gli
  aeroporti  che, invece, durante il precedente Governo e durante  il
  suo precedente operato, purtroppo, si erano fermati.
   Così come ritengo che sia aberrante parlare dei 12 milioni di euro
  che - forse la non presenza in Commissione porta a questi errori  -
  sono  serviti  per dare risposte per i danni fatti dalle  alluvioni
  non sono debiti fuori bilancio ma sono impinguamenti dei capitoli.
   E io ritengo che quando ci sono risorse spese con i rimpinguamenti
  dei   capitoli    vengono  fatti  per  cose  non  essenziali,   per
  spettacoli, per manifestazioni, io sono contrario ma quando vengono
  fatti  per  ripristinare  i danni, così come  sono  stati  fatti  e
  rimettere  in  situazione di sicurezza ambienti  delicati  dopo  le
  alluvioni,  perché  dopo  che avviene un'alluvione  non  è  che  si
  risolve  il  problema poi, siccome, ne può avvenire  un'altra  e  i
  canali  si  sono  bloccati,  le vie  di  fuga  dell'acqua  si  sono
  ulteriormente intasate è chiaro che bisogna intervenire  subito;  è
  chiaro che non si può aspettare una finanziaria; è chiaro che serve
  intervenire rimpinguando le somme.

               Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI

   DIPASQUALE. Mi perdoni, io mi sarei aspettato questo intervento da
  uno che non ha fatto un giorno di politica, uno che non ha fatto il
  sindaco  un  giorno ma chi ha fatto il sindaco sa  che  per  queste
  caratteristiche,   per   queste  condizioni   bisogna   intervenire
  velocemente.
   Quindi,  la  ringrazio pienamente Assessore  per  questo  tipo  di
  intervento, perché questo è sicurezza, è civiltà e, mi permetto  di
  dire,  evitiamo  di arrivarci alla fine, cerchiamo di  programmarli
  gli  interventi, fermo restando che interventi del genere  per  chi
  amministra  o  sindaco o presidente dell'ex provincie o  presidente
  della  regione se ne troverà sempre a dover affrontare   con  somme
  urgenze, rimpinguamenti e debiti fuori bilancio. Questa è la storia
  degli enti locali.
   Secondo  me le motivazioni che non ci lasciamo ovviamente contenti
  sono  altre, perché è chiaro dice:  Ma allora va tutto  bene?   No,
  non  va  tutto bene, purtroppo, e non va tutto sia nella forma  che
  nella sostanza.
   A me dispiace che il Presidente della Regione non sia qui presente
  e  che  stamattina sia a fare il bilancio. Vi prego, non  mi  serve
  nessuna difesa del Presidente della Regione perché ritengo che  non
  è difendibile.
   Stamattina  lui è a fare il bilancio del suo anno di insediamento,
  quindi  ancora è in campagna elettorale. Non è facile  intervenire,
  Presidente Cancelleri, mi aiuti anche lei

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, un po' di attenzione e
  lasciamo parlare l'onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, io mi fermo e poi continuo  quando
  c'è silenzio, controlli il tempo e poi veda i recuperi.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, per favore

   DIPASQUALE. Signor Presidente, io ritengo che sia stato un  errore
  avere   scelto  di  fare  la  manifestazione  e  partecipare   alla
  manifestazione   proprio  oggi  che  abbiamo  il  dibattito   sulla
  discussione generale delle variazioni di bilancio.
   Le variazioni di bilancio non sono - così come tutti gli strumenti
  finanziari - solamente un mero confronto tecnico e ragionieristico,
  ma  gli  strumenti finanziari da sempre e in tutte le  realtà  sono
  strumenti comunque politici.
   Quindi, il fatto che manchi il Presidente della Regione ovviamente
  a me dispiace anche perché al Presidente della Regione avrei voluto
  dire  che lui è il primo responsabile per aver fatto perdere  tutta
  una  serie di risorse che avevamo allocato nella finanziaria e  che
  queste risorse purtroppo sono andate in economia. Cinque milioni di
  euro, esattamente quattro milioni e cinquecentomila euro, che erano
  destinati  ai  poveri,  alle  fasce più  deboli,  che  noi  con  un
  emendamento  del Partito Democratico avevamo messo, facilissimo  da
  applicare,  perché non doveva farsi una norma, la  norma  esisteva,
  era  già  una norma nazionale che prevedeva l'applicazione del  REI
  per  le fasce con ISEE fino a seimila euro. Noi avevamo detto, così
  come prevede la norma nazionale, di ampliare da seimila a settemila
  gli  interlocutori mettendo a disposizione le risorse.  Quindi  non
  bisognava fare una norma, bisognava fare un atto di Giunta, dare il
  via  a questa procedura. Tutto questo non è stato fatto. Lui  è  il
  primo responsabile di tutta questa vicenda, per colpa sua perdiamo,
  i  siciliani che dovevano avere queste risorse hanno perso  quattro
  milioni  e mezzo di euro. Questa è una cosa bruttissima.  Questa  è
  una  cosa che a me dispiace più di tutte. E lui oggi doveva  venire
  qui   -   siccome  questo  lo  sa  -  ad  assumersi  la  sua  piena
  responsabilità,  perché non può fare come fa  ogni  volta  che  una
  volta  la  responsabilità  è  di un  prefetto,  un'altra  volta  la
  responsabilità è di un Presidente del Genio civile, un'altra  volta
  è di un dirigente, no, le responsabilità sono politiche. E lui deve
  avere  il  coraggio  e  la  determinazione  di  affrontarle  e   di
  assumerle, perché quando sono sempre politiche sono sempre dirette,
  poi  lui  le  trasforma o le restituisce a chi ce le ha pienamente,
  che non possono che essere politiche, ma oggi lui doveva venire qui
  a  spiegare  a noi, al Parlamento ed ai siciliani perché  non  sono
  stati  impegnati  quattro milioni e mezzo di euro che  erano  soldi
  destinati ai poveri.
   Questa  è  stata  la  cosa che mi ha fatto più male  insieme  alle
  riduzioni  che ci sono state per i centri antiviolenza che  avevamo
  finanziato sempre con un emendamento del Partito Democratico,  così
  come   sono   stati  tolti  i  soldi  per  le  consulte  giovanili,
  emendamenti   nostri  dei  comuni  sotti  i  cinquemila   abitanti,
  interventi  che  avevamo fatto noi insieme  ad  altri  del  Partito
  Democratico  che  non hanno avuto riscontro e che  sono  andati  in
  economia.
   Sapete, generalmente non si deve pensare mai male, ma si può anche
  mettere  in conto che questi soldi non sono stati impegnati  e  non
  sono  stati  impegnati proprio per mandarli in economia.  Mi  viene
  difficile davvero crederci, non tanto per gli interventi minori, ma
  pensare  che  cinque milioni di euro, quattro milioni e  mezzo  non
  sono andati alle famiglie bisognose per questa motivazione, diventa
  ancora  più  grave e quindi me la ritiro subito questa riflessione,
  ma  rimane la responsabilità politica piena del danno che  è  stato
  fatto in questo senso.
   Io  sono  d'accordo  che vengano aiutati i comuni  bisognosi,  che
  hanno   particolari  problemi,  non  mi  strappo  i   capelli   per
  l'intervento di Catania e non mi strappo i capelli per l'intervento
  della provincia di Siracusa, però io non posso accettare che uguale
  trattamento  non  ci  sia  per  situazioni  analoghe,  perché  l'ex
  provincia  regionale  di  Ragusa ha lo  stesso  tipo  di  problema,
  rischia   di   andare   in   dissesto  se  noi   non   interveniamo
  economicamente. Per questo motivo ho presentato una  marchetta  che
  caso  mai  la condividiamo insieme in Parlamento e così per  quanto
  riguarda  il  Consorzio di bonifica di Ragusa, quelle  risorse  che
  abbiamo  messo sono poche perché purtroppo a differenza di Catania,
  di  Siracusa, di tutto il resto degli enti che vivono di risorse di
  questa  Regione si trovano da venti, da ventiquattro mensilità  non
  pagate. Quindi anche per questo ho presentato un'altra marchetta da
  potere  condividere con l'intero Parlamento, sapendo che ognuno  di
  noi,  anche  io,  come  sanno  i  colleghi,  faccio  la  mia  parte
  nell'interesse  del mio territorio, nell'interesse  del  territorio
  della  Sicilia senza dovermi vergognare di niente e nessuno per  il
  lavoro che faccio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente,  Governo, Assessore  Armao,  onorevoli
  colleghi  e  cittadini  che  ci seguono  da  casa,  questa  manovra
  finanziaria  che  in  questi giorni ho  avuto  modo  di  leggere  e
  studiare  rappresenta come questo Governo abbia  navigato  a  vista
  fino ad oggi.
   Stamattina,  quando  sono  arrivata in Piazza  Parlamento  c'erano
  centinaia,  centinaia  di persone che fino ad  oggi  devono  ancora
  prendere  lo  stipendio e in questa manovra  finanziaria  si  parla
  anche di loro.
   Mi  riferisco  ai  PIP,  agli ISU, agli ex lavoratori  degli  enti
  minerari, alle cooperative agricole, le cantine sociali, i consorzi
  agrari,  il  personale  dell'ente fiera in  transito  a  Resais,  i
  lavoratori  dell'ente parco, i gestori delle riserve naturali,  del
  dipartimento  Istituto  zootecnico, i lavoratori  dei  cantieri  di
  servizio, i lavoratori ESA, CORFILAC e i consorzi di bonifica.
   Quante   volte  durante  quest'anno  abbiamo  parlato  di   questi
  lavoratori? Nella scorsa finanziaria avevamo denunciato a gran voce
  che le somme non erano necessarie per pagare i loro stipendi.
   C'erano   persone  in  sofferenza  da  mesi,  che  non  prendevano
  stipendio  prima  da  dieci  mesi, poi  da  quattordici,  poi  sono
  diventati ancora di più questi mesi.
   Non si è intervenuto nella passata finanziaria.
   Il  CORFILAC, si rischiava di mettere in part-time dei  lavoratori
  per  gli  ultimi due mesi perché le somme non erano  bastevoli  per
  pagare gli stipendi ed anche questa cosa l'avevamo denunciata nella
  scorsa finanziaria.
   Evidentemente, allora, era più importante dare seguito  ad  alcune
  richieste particolaristiche per accontentare appetiti piuttosto che
  sanare tutti i vuoti di bilancio inerenti a questi stipendi.
   Oggi, come facciamo a sanare questo gap?
   Semplice    Grazie  all'inerzia,  all'inerzia   della   Giunta   e
  principalmente dell'Assessorato ai servizi sociali che in un intero
  anno non è riuscito a spendere le somme.
   Noi  preleviamo dai più bisognosi per dare ai più poveri.  E'  una
  cosa incredibile, signor Presidente.
   E'  come  se  avessi un cestino per la raccolta differenziata,  il
  cestino  delle occasioni perse, e prendessi tutte queste  richieste
  occasioni per la nostra Sicilia e le butterei lì dentro per  sanare
  tutti gli stipendi dei lavoratori.
   Mi sembra giusto pagare i lavoratori, ma non con questa manovra.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevoli colleghi, preannuncio che continuiamo i lavori fino alle
  ore  13.00;  poi  ci sarà una sospensione di un'ora e  riprenderemo
  alle ore 14.00.

   DI  CARO. Signor Presidente, cerchiamo di entrare nei dettagli per
  dipanare questa matassa, vorrei dire all'onorevole Dipasquale.
   Sull'articolo 4, si è parlato di tagli e vorrei provare a guardare
  l'articolo  4  di  questo  disegno di  legge  sull'assestamento  di
  bilancio  sotto  un  altro  punto di vista.  Emerge  una  palese  e
  preoccupante incapacità di spesa di questo Governo.
   Non  si tratta di veri e propri tagli, colleghi, si tratta di  una
  impossibilità,  di  una  incapacità che ha  il  Governo  regionale,
  soprattutto  in  un  Assessorato e - vedremo  quale  scendendo  nei
  dettagli   -   di   potere  spendere  delle  somme  precedentemente
  impegnate. Una insufficienza dal punto di vista della redazione dei
  bilanci ed una totale preoccupante incapacità di spesa.
   L'articolo   4,   Presidente.  Abbiamo  avuto  l'impossibilità   e
  l'incapacità  di spendere un milione e mezzo di euro per  le  IPAB,
  cinquecentomila euro per le vittime di usura, trecentocinquantamila
  euro per le associazioni antiracket, centocinquantamila euro per le
  assunzioni  dei parenti vittime di mafia; 250 mila euro sempre  per
  le  vittime  di  mafia;  200  mila euro, signor  Presidente,  erano
  destinati  ai Centri antiviolenza per le donne, anche  questi  sono
  stati  persi e disimpegnati. 4 milioni e 150 mila euro per la lotta
  e  il  contrasto alla povertà; 1 milione di euro circa  sempre  sul
  contrasto  alla  povertà,  etc. Su tutte  queste  voci  emerge  una
  preoccupante  insufficienza  in un preciso  Assessorato  di  questo
  Governo  che, devo dire, dovrebbe essere l'Assessorato  chiave  del
  Governo regionale, ed è l'Assessorato alla famiglia. Vorrei che  su
  questo aspetto si aprisse un focus, magari in sede di analisi degli
  emendamenti in Aula.
   Torniamo all'articolo 1 di questo disegno di legge. Io non ce l'ho
  con  il  Comune di Catania e con i catanesi, sono persone splendide
  che  conosco,  però  il  Presidente della  Regione  ha  cercato  di
  risolvere - e c'è riuscito- e di politicizzare un problema che è un
  problema  oggettivo  che è quello che hanno i Comuni  di  pagare  i
  dipendenti comunali, che non è solo un problema di Catania
   Noi che cosa abbiamo proposto? Abbiamo proposto di creare un fondo
  unico  che  vada a risolvere quanto più oggettivamente possibile  i
  problemi  di tutti i Comuni, in particolare modo i Comuni che  sono
  in  dissesto  finanziario. Da cosa nasce questa somma  riservata  a
  questo Comune? Nasce dal fatto che all'inizio il Comune di Catania,
  nel  2012,  stava  cercando  attraverso un  piano  di  riequilibrio
  finanziario di sistemare i propri conti. E si sono riservate  delle
  somme, mi pare che siano 5 milioni e 400, per cercare di evitare il
  dissesto finanziario al Comune di Catania. Cosa che, purtroppo, non
  è  stato  possibile  perché  la Corte  dei  conti,  giorni  fa,  ha
  comunicato  al Comune di Catania, al Consiglio comunale del  Comune
  di  Catania, che si deve sbrigare a dichiarare lo stato di dissesto
  finanziario. Quindi questo Comune per ora non è né in  dissesto  né
  in  riequilibrio:  è  in un limbo. Ecco perché purtroppo  questi  5
  milioni  e  400  che  erano  riservati al  Comune  di  Catania  non
  spetterebbero  più.  A questi 5 milioni e 400 sono  stati  aggiunti
  altri 5 milioni circa di euro che, poi, sono stati ripartiti  in  8
  milioni  al  Comune  di  Catania e 2 milioni  all'ex  provincia  di
  Siracusa.
   Due  giorni prima della Commissione Bilancio, un giorno  prima  se
  non  ricordo  male, si sono riunite due Commissioni  congiunte:  la
  Commissione  Bilancio e la Commissione Lavoro, per ascoltare  circa
  36  sindaci  di  Comuni in dissesto finanziario  che  volevano  far
  sentire al Governo e alle Commissioni le loro ragioni, cioè  quelle
  di  non  essere  materialmente  nelle  capacità  di  garantire  gli
  stipendi ai propri dipendenti. In quella Commissione, in quelle due
  Commissioni  congiunte, sembrava quasi che questo  grido  disperato
  dei  sindaci fosse stato recepito. Invece, poi, in Commissione,  di
  notte, abbiamo capito che non è così. Più volte abbiamo proposto al
  Governo  e  alla  maggioranza di cercare di rivedere  questo  comma
  dell'articolo  1  e di inquadrare su criteri, quanto  più  generali
  possibili,  la distribuzione più equa e giusta di questi contributi
  che   dovrebbero  essere  elargiti  a  tutti  i  Comuni  che  hanno
  manifestato difficoltà. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
  quanto  è triste vedere questa Aula vuota, vuota della maggioranza.
  Ci sono solamente le opposizioni, a parte i tre-quattro deputati di
  maggioranza. Perché la maggioranza questo Governo non è che non  ce
  l'ha solamente nei numeri, non ce l'ha proprio fisicamente, cioè  i
  banchi  totalmente vuoti. E vede, signor Presidente, la  memoria  è
  una  delle  armi più belle che possediamo. La memoria corta  è  una
  delle  più  grandi  disgrazie di questa Sicilia perché,  presidente
  Cancelleri,  mi  ricordo  benissimo  quando  durante  la   campagna
  elettorale l'allora candidato, presidente Musumeci, diceva  Gianca,
  io  ho  gestito  930 miliardi di euro, quando ero Presidente  della
  Provincia,  cosa  devo parlare a fare con te  così   come  ricordo,
  signor  Presidente, quando l'assessore Armao, il 6  dicembre  2017,
  diceva  dobbiamo dimezzare i tempi della burocrazia entro un  anno,
  altrimenti   mi   dimetterò ;   queste   erano   le   dichiarazioni
  dell'assessore Armao un anno fa. A un anno ed un giorno  ancora  lo
  abbiamo  qui,  questa  è  la notizia del giorno   Ma  vede,  signor
  Presidente, due giorni fa

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Il  disegno  di  legge  è  in
  Commissione.

   SUNSERI.   è  uscita la sentenza non definitiva  della  Corte  dei
  conti  ed è bellissima, sul rendiconto 2017, Presidente:  c'è stata
  una  totale  alterazione del regolare iter del ciclo del  bilancio,
  scandito da importanti adempimenti da assolvere in modi e in  tempi
  dettati  dal  legislatore , ma la cosa più triste vede,  presidente
  Cancelleri,  è  quando  nella sentenza si legge   questa  sezione ,
  quindi  la  sezione della Corte dei Conti  esaminando il  contenuto
  del sito internet dell'Assemblea della Regione siciliana è venuta a
  conoscenza  dell'approvazione da parte dell'organo  legislativo   -
  io  immagino lì già il magistrato della Corte dei Conti  che  cerca
  sul sito dell'Assemblea i documenti che invece avrebbe dovuto avere
  perché proprio attore nella fase del rendiconto -, e rileggo ancora
   nonostante  l'emanazione della recente  circolare,  con  la  quale
  l'assessore per l'economia ha disposto l'invio alla segreteria  del
  Presidente  della sezione di controllo della Corte dei  Conti,  dei
  documenti contabili entro 5 giorni dalla loro approvazione,  non  è
  stata   effettuata   alcuna  comunicazione   ufficiale   da   parte
  dell'amministrazione regionale siciliana  - e immagino  sempre  lì,
  il  magistrato  della Corte dei Conti che, invece, doveva  lavorare
  sul  rendiconto, mettersi davanti il computer a cercare i documenti
  contabili di questa Regione.
   Ma  come se non bastasse, Presidente, quello di cui ci apprestiamo
  a  discutere, cioè la variazione del bilancio, è una totale  deroga
  al  decreto  legislativo  118 su cui, di  fatto,  si  gestiscono  i
  bilanci  di  questa Regione, perché all'articolo 51, Presidente,  è
  fatta   chiarezza   nessuna  variazione  al  bilancio  può   essere
  approvata  dopo il 30 novembre dell'anno in cui il bilancio  stesso
  si  riferisce,  fatta salva   e dice quali sono le  variazioni  che
  potevano intervenire dopo il 30 novembre.
   Nessuna delle variazioni predisposte da questo Governo rientra  in
  questa fattispecie, nessuna Presidente.
   E l'approssimazione con cui questo Governo porta questo disegno di
  legge  lo  si  vede  quando  ci  si presenta  la  variazione  dove,
  probabilmente pensavano che noi non ce ne accorgessimo, 20  milioni
  di  euro tolti ai più deboli, ai disabili; chiaramente la stampa  e
  le opposizioni si rifanno una bella rivoluzione in Commissione e il
  Presidente  con un comunicato annuncia il ritiro di quell'articolo.
  E  cosa  fa? Ripresenta totalmente una riscrittura della variazione
  di bilancio, non solo, durante le Commissioni c'erano Assessori che
  presentavano emendamenti ad un disegno di legge presentato  24  ore
  prima, cioè la maggioranza ed il Governo che presentano emendamenti
  ad  un disegno di legge che lo stesso Governo ha presentato 24  ore
  prima.  La  schizofrenia  più  totale, a  conferma  dell'incapacità
  assoluta che questo Governo sta dimostrando in questo anno. E  come
  se  non bastasse, per recuperare quei 20 milioni che avevamo  tolto
  ai  disabili,  raschiamo la pentola e continuiamo a togliere  somme
  agli  ultimi di questa Regione, trattando tra l'altro i  comuni  in
  maniera  difforme, ma di questo poi entreremo nel metodo perché  si
  dà chiaramente ampio respiro al comune di Catania e tutti gli altri
  comuni  in  dissesto  vengono trattati come gli  ultimi  di  questa
  Regione.
   Allora  vede, Presidente, è tristissimo ed immagino che da  lassù,
  probabilmente,  si veda ancora meglio come questa Assemblea  voglia
  affrontare  il  futuro  di questa Regione in  uno  degli  atti  più
  importanti che è quello della variazione di bilancio, però la  cosa
  che  mi  fa ancora vedere un briciolo di luce all'interno di questa
  Regione  è la presenza delle opposizioni che, con grande  senso  di
  responsabilità, sono state in Commissione  Bilancio' fino alle  ore
  6  del  mattino e, con grande senso di responsabilità, sono qui  il
  venerdì, tutti presenti, a parlare di una variazione vergognosa  di
  questo Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  c'è  stato  un
  piccolo  scambio  di  battute, adesso, con l'onorevole  Lupo,  così
  anche  in cordialità come è giusto che si faccia. Mi ha detto:   Ti
  raccomando, non attaccare il Governo .
   Ho  risposto:  Non ho motivo di attaccare il Governo , perché  con
  questa  manovra  il  Governo manifesta una chiara  volontà  ed  una
  chiara  intenzione a dare risposte proprio ai soggetti più  deboli,
  alle frange più in crisi del nostro tessuto sociale. Sono, appunto,
  gli ex PIP per i quali è prevista una proroga rispetto all'iter che
  si  era  immaginato ma su cui c'è stata l'impugnativa del Consiglio
  dei  Ministri.  C'è una risposta al pagamento dello  stipendio  per
  4.000  famiglie  che sono i forestali, che sono  i  dipendenti  dei
  Consorzi di bonifica, quelli della RESAIS e, mi auguro, perché così
  sarà  ed  è  impegno  del  Governo, che si darà  anche  un  ristoro
  economico ai dipendenti delle IPAB che, da mesi se non da anni, non
  percepiscono alcuno stipendio. E sul tema voglio rassicurare  anche
  le  parti delle opposizioni, in particolare l'onorevole Foti che su
  questo  tema  da  tempo si impegna, perché la  conferma  mi  arriva
  direttamente,  anche questa mattina, dall'assessore Razza  che  sul
  tema non farà un passo indietro.
   Per  quanto riguarda, poi, i comuni in dissesto non c'è dubbio che
  la  città  metropolitana, ed è, come dire, strano - sì qualcuno  ha
  parlato  di  schizofrenia -, è schizofrenico  che  sulla  città  di
  Catania  si  facciano tante chiacchiere proprio da parte  anche  di
  quella sinistra che, fino a qualche mese fa, ha governato la  città
  e,  certamente, se la città di Catania è al collasso lo si  deve  a
  quella  sinistra che ha tanto male governato non solo la  città  di
  Catania ma anche la Regione siciliana.
   E  quanto  abbia governato male in Regione siciliana  lo  sappiamo
  molto bene anche noi che operiamo nella Commissione  Bilancio', non
  fosse  altro  per  quei  227 milioni di euro che  costituiscono  il
  prelievo  che viene fatto a danno delle province, che sono  già  in
  dissesto  e  alcune delle quali, lo annunceranno a  breve,  proprio
  perché questa operazione non solo toglie alle province, ma la  cosa
  peggiore - qua mi riferisco ai deputati del Movimento Cinque Stelle
  -,  è  che  mentre  lo Stato toglie 227 milioni  di  euro  alle  ex
  province  ne  distribuisce 250 alle province italiane e  questo  mi
  sembra  che  sia  molto  grave, molto allarmante  e  molto  dannoso
  proprio  per la Sicilia ed i siciliani, anche perché le ex province
  fanno i conti con servizi essenziali.
   Stiamo  parlando  di  LEA,  Servizi essenziali  alla  persona.  Mi
  riferisco  al  trasporto degli alunni delle  scuole  superiori,  al
  trasporto  ai servizi per i ragazzi in difficoltà e in  disabilità,
  mi  riferisco a tutto quello che riguarda la manutenzione stradale,
  l'illuminazione  delle  strade  provinciali,  le   scuole.   Lunedì
  prossimo avrò un incontro con il Commissario Cerami della provincia
  di  Trapani  e  lì apprenderò chiaramente che non  si  possono  più
  pagare gli affitti.
   Allora, questa manovra serve certamente a riequilibrare le  sorti.
  Certo non si può fare di più e non si può fare di meglio.
   Sono tra coloro che stigmatizza anche l'operato di certa parte del
  Governo che non è riuscita a determinare la condizione della  spesa
  perché se, oggi, abbiamo questa possibilità di manovra è perché c'è
  qualcuno  che non ha speso. Se non si spende in servizi  importanti
  certamente  è allarmante dal punto di vista politico  e  faremo  la
  giusta  osservazione  che va fatta perché  ci  sono  dirigenti  che
  probabilmente meritano di essere maggiormente incalzati.
   Io  non sono una componente della maggioranza che ha deciso di non
  pensare.  Nella  mia vita penso che la libertà  sia  espressione  e
  frutto del pensiero libero ed è una cosa, per me irrinunciabile, ma
  questo  non significa che permetto che si dica una serie  di  bugie
  perché  nessuno ha tolto ai disabili, nessuno ha tolto alle  frange
  deboli, nessuno ha tolto a soggetti che avrebbero dovuto fare, come
  dire, un impegno contro la mafia.
   Vede,  onorevole  Zito - non è più in Aula, comunque  lo  dico  al
  Presidente  a  cui  naturalmente  mi  rivolgo  -,  c'è  una  mafia,
  un'antimafia  di  facciata. Questa antimafia che  fa  sventolare  i
  lenzuoli  bianchi  o che si costituisce parte civile  nei  processi
  dove  non  ha titolo a determinarsi perché non ha neanche una  sede
  nella città in cui avvengono i processi.
   Io  inviterei l'onorevole Zito che su questo tema si è  molto  ben
  speso  dicendo  e accusando il nostro Presidente di  fare,  che  ha
  fatto  e  fa  quotidianamente dell'antimafia non  una  bandiera  da
  sventolare,  ma una concreta realizzazione di azione amministrativa
  e  politica,  intanto,  con  la sua autorevole  moralità  ma  anche
  determinando  tutte  quelle scelte che  vanno  nella  direzione  di
  rimettere  ordine in una Terra che, certamente, è martoriata  dalla
  mafia,  dalla corruzione, da chi non sa fare il proprio lavoro,  da
  chi non fa il proprio dovere.
   Noi credo che di questo possiamo dare atto, senza ombra di dubbio,
  al  nostro  Presidente. Io inviterei l'onorevole Zito  a  venire  a
  Marsala  o a documentarsi su certa attività antimafia fatta proprio
  dalle  file  di  un'associazione che porta e  registra  il  marchio
  Cinque  Stelle  e  che  è stata perfino diffidata  dal  figlio  del
  compianto Paolo Borsellino, ammazzato dalla mafia, che si è avvalsa
  impropriamente  della denominazione  Antimafia Borsellino,  quindi,
  si è accaparrata, ha usurpato un nome.
   Onorevole  Cancelleri, venga a Marsala e invito anche  l'onorevole
  Zito  a  capire cosa dicono, poi, le Procure quando  dopo  che  gli
  hanno fatto intascare

   PRESIDENTE.  Collega, quell'associazione non  è  una  associazione
  politica, non è riconducibile al Movimento Cinque Stelle.

   LO CURTO. E' riconducibile, eccome  Il vostro consigliere comunale
  a  Marsala  è il più grande sostenitore di questo, non so  come  si
  chiami,  marsalese.  La  prego, onorevole  Cancelleri.  Questo  per
  ristabilire ordine e verità. Siccome anch'io ho un po' di  memoria,
  nonostante l'età che avanza, questa memoria la voglio fare  valere.
  Informatevi,  non a caso, diverse Procure dopo che  venivano  anche
  pagate le spese per questa associazione antimafia che si costituiva
  parte civile

   PRESIDENTE.  Collega, non ci sono Procure che stanno indagando  su
  questa  associazione.  Per  favore si attenga  alla  variazione  di
  bilancio.
   Si   attenga  alla  variazione  di  bilancio  perché  adesso   sta
  diventando davvero assurdo questo intervento. Per favore

   TAMAJO.  Loro  non  sono  interessati  a  questo  argomento.  Loro
  scrivono solo comunicati stampa

   LO  CURTO.  Io  non  ho  detto  che ci  sono  Procure  che  stanno
  indagando.
   Capisco  che la verità fa male però la verità è verità  Si  legge
  Capisco  che  quello  che  si  legge  sui  giornali  è  scritto  da
  pennivendoli e puttane, però è pur vero
   Onorevole  Fava, la prego, le chiedo di intervenire nel  merito  e
  nella  qualità  di  Presidente della Commissione Antimafia.  A  lei
  riconosco  piena  legittimazione perché  si  faccia  chiarezza  nel
  merito  e, poi, daremo risposta all'onorevole Cancelleri  che  dice
  che  non appartiene alla sigla dei Cinque Stelle, e invece è  così.
  Così  come, in modo pilatesco, il Presidente della Camera non  vota
  il Decreto sicurezza, così come in modo pilatesco non si vede che 1
  miliardo  e 350 milioni di euro vengono sottratti alla Sicilia  per
  contribuire alla finanza nazionale. Allora, capisco...

   ZAFARANA. Onorevole, deve parlare sulle variazioni di bilancio  E'
  fuori tema

   LO CURTO. Allora, capisco onorevole Zafarana, vi brucia la verità,
  la  verità  brucia  ma  la verità non è quella  che  dite  voi,  la
  dobbiamo  raccontare  ai  siciliani,  la  dobbiamo  raccontare   ai
  siciliani  la  verità,  la stessa verità è quella  che  mentre  voi
  predicate  bene, razzolate tanto male, e tanto male per esempio  da
  avere  anche  bocciato un emendamento dell'onorevole Carfagna,  che
  lei   stessa  ha  definito  una  bastardata,  certo  perché  è  una
  bastardata togliere

   CIANCIO. Presidente, Ma le vuole togliere la parola

                           (Tumulti in Aula)

   LO CURTO.  i soldi ai bambini vittime della violenza domestica

   CAPPELLO. Non siamo al circo  Non sono fenomeni da baracconi

   PRESIDENTE. Colleghi, per favore, fate finire l'intervento.

   LO  CURTO. Presidente, io la invito ad esercitare il suo ruolo che
  è  quello  di dire ai suoi onorevoli colleghi deputati  dei  Cinque
  Stelle di parlare al momento in cui lei darà la parola e che mi sia
  consentito di esercitare il mio ruolo, le mie prerogative ed  anche
  l'esercizio in libertà del mio pensiero, perché vedete noi  viviamo
  in  democrazia, ve ne dovete fare una ragione, non  c'è  ancora  la
  dittatura  Cinque Stelle della Casaleggio ed associati, in  Italia,
  per fortuna
   E,  allora, diciamo la verità,  e la verità è questa anche  se  fa
  male,  la  verità  è  fatta di tanti atti che  questo  Governo  sta
  mettendo  in  corso per dare risposte ai comuni  in  dissesto,  per
  venire  incontro alle emergenze dovute alle alluvioni che  ci  sono
  state, al dissesto idrogeologico, agli operai dell'ESA, come quelli
  della  forestale,  perché  mi aspetto  che  qui  arrivi  la  parola
  dell'Assessore e del ragioniere Bologna e ci sia la possibilità che
  questi  dipendenti possano continuare a lavorare al di là di quello
  che   sono   numericamente  i  giorni  loro  consentiti,  Assessore
  Bandiera,   perché   stanno  facendo   un   prezioso   lavoro,   un
  preziosissimo  lavoro proprio per prevenire e siccome  l'inverno  è
  appena cominciato e, ahimè, viviamo una serie di disastri climatici
  che  non  risparmiano  neanche la Sicilia,  dobbiamo  prevenire  e,
  quindi, mi aspetto che ci sia questa possibilità di fare continuare
  il  lavoro a queste persone, piuttosto che ricorrere sempre e  solo
  agli  affidamenti diretti alle imprese che, per carità, hanno mezzi
  per  potere intervenire, quindi, è legittimo quello che il  Governo
  ha  fatto, ma è pure giusto che si faccia prevenzione, determinando
  che  queste  persone possano continuare a lavorare  al  di  là  del
  numero di giorni previsto.
   Quindi,  mi sento di dare, nella qualità di Presidente del  Gruppo
  parlamentare dell'UDC, il mio pieno sostegno all'azione del Governo
  che   è   sempre  pronto,  tra  l'altro,  ad  ascoltare  anche   le
  opposizioni,  perché  quando su alcuni  temi,  così  come  bene  ha
  evidenzialo  l'onorevole  Nello Dipasquale,  c'è  la  necessità  di
  intervenire  per  non fare figli e figliastri, bene,  dico  che  il
  Governo  insieme alla maggioranza abbiamo fatto bene  a  dar  conto
  delle  giuste  evidenziazioni  che sono  state  poste  alla  nostra
  attenzione.
   D'altra parte non ci sono siciliani di serie A e di serie  B,  c'è
  la  Sicilia,  ci sono le famiglie, ci sono le persone,  ci  sono  i
  momenti  a cui bisogna dar seguito con azioni amministrative  serie
  ed  io  mi  aspetto, dal Governo nazionale, che su questo  prelievo
  forzoso dei 227 milioni e sul contributo alla finanza nazionale  di
  1  miliardo  e  350 milioni che vengono sottratti ai siciliani,  si
  faccia  immediatamente  ricorso perché, è vero  che  la  Regione  è
  costretta a trasferire meno soldi ai comuni, meno risorse, è  vero,
  e  chi  potrebbe  dirlo   Ma è giusto che  chi  governa  a  livello
  nazionale  debba lasciare questa Terra al nulla, alla  povertà,  al
  disastro  economico?  E' giusto che questo si  faccia?  No   Non  è
  giusto  E non è giusto che il Governo regionale si faccia carico di
  azioni  amministrative  e  di Governo  che  competono  allo  Stato.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Ricordo  all'onorevole  Lo  Corto  ed  a  tutti   gli
  onorevoli  colleghi che i soldi per le ex province delle Regioni  a
  Statuto  ordinario  sono  già  stati stanziati,  quelle  a  Statuto
  speciale hanno uno specifico tavolo di contrattazione e sono sicuro
  che il Governo regionale farà valere il proprio peso.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, di solito  aspetto
  un  pochino  prima  intervenire, si dice  a  Palermo   vantaggio  a
  nessuno , però sento il bisogno di intervenire velocemente,  perché
  vorrei dare un riconoscimento a quest'Aula, ai singoli parlamentari
  ed  alle  Commissioni,  ma soprattutto a quest'Aula  ed  ai  Gruppi
  parlamentari.
   Ho  notato  un  confronto,  a  volte, anche  aspro  nelle  singole
  Commissioni,  sono stato in Commissione  Bilancio'  e  proprio  con
  lei,  Presidente, a volte c'è stato un asprissimo confronto,  però,
  alla  fine  tutti  abbiamo visto, preso atto, di che  cosa  abbiamo
  parlato.  Questo  confronto aspro su che cosa si è  costruito?  Sui
  metodi di sostegno alle categorie più bisognose.
   Ho  visto da parte di tutti Gruppi parlamentari altissimo senso di
  responsabilità;  ho  visto da parte di tutti i Gruppi  parlamentari
  portare   argomentazioni   serie,   anche   quelle   dell'onorevole
  Barbagallo che poco fa qui ha argomentato.
   Alla  domanda  di un giornalista, ieri, l'onorevole Lupo:   Ma  il
  Partito  Democratico dice che la maggioranza non  ha  rispetto  del
  Parlamento  .

   LUPO. Così è  Così è

     MILAZZO. Io ho detto: e io ho rispetto della visione diversa che
  ha  l'onorevole  Lupo, proprio per smentire il fatto  che  dobbiamo
  avere,  e  se non l'abbiamo avuto in qualche circostanza,  dobbiamo
  impegnarci   perché  è  questo  il  ruolo  della  maggioranza.   La
  maggioranza non deve mai accusare nessuno, deve incassare i  colpi,
  assorbirli e cercare di rimediare quando ci sono questioni  fondate
  nei rilievi.
   Fortunatamente,  abbiamo alcune finestre  proprio  per  rimediare,
  stiamo   utilizzando  risorse  libere  che  potrebbero  andare   in
  economia, per evitare che
   Alcuni  errori  magari si sono consumati, ma non  è  che  possiamo
  piangerci  addosso  Ecco che l'Assessore per l'economia  interviene
  per rimettere in circolo, in questo pochissimo e strettissimo tempo
  che  abbiamo a disposizione, stipendi, cose importantissime,  ma  a
  seguire abbiamo bilancio e legge di stabilità.
   Qual  è  la differenza rispetto agli altri anni? Spero che  ci  si
  arrivi,  onorevole Lupo - questo lo dico senza dietrologie e  senza
  retro pensiero -, ma se non arriverà il contributo, il soccorso, il
  senso di responsabilità di tutti i Gruppi parlamentari, è ovvio che
  i  problemi sul percorso ci saranno e potrebbero essere, come dire,
  devastanti  per  ottenere e per raggiungere  l'obiettivo  non  solo
  sulle variazioni ma sull'approvazione del bilancio e della legge di
  stabilità.
   Quindi, è importante portare a compimento questo percorso ed  ecco
  che  l'Assessore per l'economia ha utilizzato risorse  libere,  non
  abbiamo  tagliato  niente, abbiamo utilizzato  risorse  libere  per
  sopperire alle necessità più urgenti.
   Le  dobbiamo  concretizzare in Aula - l'ho  detto  in  Commissione
   Bilancio'  -, peccato che alcune risorse importanti,  noi  abbiamo
  mantenuta viva la norma e nella legge di stabilità raddoppieremo lo
  stanziamento per recuperare il tempo perso.
   Per  le  IPAB, in questa variazione di bilancio, il Governo  si  è
  impegnato,  insieme  alla  Commissione   Bilancio',  al  presidente
  Savona,  a  rimediare  con uno stanziamento -  io  penso  che  sarà
  importante -, una norma che dia pari dignità rispetto a  tutti  gli
  altri lavoratori anche ai lavoratori delle IPAB.
   Abbiamo  legiferato  per i PIP e stiamo studiando,  attraverso  un
  confronto  continuo con i sindacati, un percorso che sia  condiviso
  in  tempo reale. Non rimarrà inascoltato alcun suggerimento,  anche
  alcune  critiche che arriveranno dalle opposizioni perché lo  stato
  politico  di  queste  circostanze ci deve  vedere  tutti  coinvolti
  evitando  di  fare  lanci di accuse, perché le accuse  non  portano
  soluzioni.  Le  difese di apparato non portano soluzioni.  L'onestà
  intellettuale  e  l'apertura  mentale,  l'apertura  al   confronto,
  portano soluzioni.
   Io  sono  ben  contento  quando  dico   sì   alla  norma  proposta
  dall'onorevole   Dipasquale  che  crea  un  effetto  moltiplicatore
  nell'economia e, contemporaneamente, ci aiuta a recuperare i centri
  storici.  Dico   sì  quando dobbiamo pagare gli stipendi  dell'ESA,
  dico   sì  quando, all'interno dell'appostamento per i consorzi  di
  bonifica, mi viene fatto rilievo dall'onorevole Dipasquale ma anche
  dalla  Commissione  competente e dal Presidente della  Commissione,
  onorevole  Ragusa, che il Consorzio di bonifica della provincia  di
  Ragusa,  rispetto agli altri, è in arretrato. Dico  sì , quando  mi
  viene  fatto  rilevare che la provincia di Siracusa  è  l'unica  in
  dissesto,  il  libero Consorzio di Siracusa. Ed ecco che  ci  vuole
  un'attenzione particolare. Devo dire pure  sì , come si è fatto  in
  passato,  sul  fatto  che  non  è sminuire  i  piccoli  comuni,  ma
  l'impatto  delle  difficoltà del comune di Catania rischierebbe  di
  avere,  poi,  effetti  negativi su tutta l'economia,  su  tutta  la
  filiera dei comuni siciliani.
   Sono felice di parlare così - non sono di Catania, questo forse mi
  lascia  più  libertà  di  pensiero -; è  importante  parlare  delle
  questioni,  ma  abbiamo mantenuto, comunque, abbiamo potenziato  il
  Fondo e dato la possibilità di accedere al credito.
   Tante  cose sono perfettibili, certamente, ma se non si  crea  una
  sinergia  che,  oggi,  da un po' di tempo,  percepisco  nei  Gruppi
  parlamentari,  anche  quelli  che sono  rappresentati  col  Governo
  romano,  lo  apprezzo, ci spero e sono felice,  perché  se  non  ci
  arriva questo altro aiuto, ma sono certo che, e ne ho percezione  e
  la certezza, si sta creando questo impegno da parte di tutti perché
  la Sicilia è veramente in grandissima difficoltà.
   Ogni  volta che si avvicinano le variazioni di bilancio o le leggi
  di   stabilità  e  l'Assemblea,  gli  Assessorati  o  la  sede  del
  Presidente della Regione vengono assediati da tutte queste istanze,
  lì  mi  accorgo  che  si  è fatto tanto per  creare  condizioni  di
  svantaggio,  di diseguaglianze, di disastri a volte.  Ed  ecco  che
  dobbiamo rimediare.
   Queste  variazioni di bilancio sono un'occasione. Lo  sappiano,  è
  sotto gli occhi di tutti, non è una variazione di bilancio in senso
  stretto, ma sono quelle norme che ci permettono di recuperare  quei
  venti  giorni, anche disattendendo la finalità delle variazioni  di
  bilancio,  se  le  possiamo mantenere per recuperare  tempo  e  per
  evitare  danni,  sono  ben  accette da  parte  di  tutti  i  Gruppi
  parlamentari.
   E,  ripeto, forse la maggioranza deve imparare ad ascoltare più  i
  Gruppi,  non  voglio  dire né di opposizione, né  di  minoranza,  i
  Gruppi  che  non  si  rivedono nella maggioranza,  forse  è  meglio
  ascoltarli  di  più e confrontarsi di più perché  mi  rendo  conto,
  vista  la  mia giovane età, che poi quando nasce un confronto,  poi
  quello che propone la questione è disponibile a rivederla

   CRACOLICI. Giovane

   MILAZZO.  Ho  41  anni, onorevole Cracolici, ma  per  un'Assemblea
  regionale  sono  giovane.  Poi,  magari,  quello  che  propone   la
  questione è disponibile a rivederlo a 41 anni, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Lei è giovane

   MILAZZO. Sono giovane per un'Assemblea regionale  Sono giovane

   CRACOLICI. Ha bisogno di altri vent'anni

   MILAZZO.  Io  lo  capisco. Lei, magari, 15  annuzzi'  li  vorrebbe
  recuperare,  se fosse per me glieli regalerei, magari  apporterebbe
  un ulteriore contributo
   Però,  quando  le parti politiche si confrontano poi,  magari,  le
  soluzioni  di impostazione si trovano, perché non è la  risoluzione
  del  problema  che  è  in  gioco, perché l'ho  notato  in  tutti  i
  dibattiti  - anche in quelli aspri -  è il metodo di arrivare  alla
  soluzione. Ed allora, se il metodo è in discussione il confronto  è
  necessario.
   Ho preso la parola perché ho dato, ed è giusto

   LUPO. Poteva anche evitare

   MILAZZO. Dare atto ai Gruppi parlamentari e anche a lei, onorevole
  Lupo, di grande senso di responsabilità.
   Nessuno  in  questo  percorso mi può accusare di  niente;  magari,
  forse,  mi pentirò di quello che ho detto ma - scherzi a  parte  la
  battuta  - qua ormai tutti siamo coscienti che non ci possiamo  più
  permettere di sbagliare o di ridurre tutto ad uno scontro solamente
  politico.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  preliminarmente volevo rispondere all'onorevole Lo Curto che, però,
  credo sia andata via perché non la vedo più in Aula.
   Da  componente  della  Commissione Antimafia mi  brucia  parecchio
  vedere  come l'antimafia di facciata abbia trasformato il volto  di
  una  Sicilia  che ha bisogno di lavorare molto su questo  fronte  e
  devo  fare  il  plauso  a  tutti  i  componenti  della  Commissione
  Antimafia che stanno facendo un lavoro molto puntuale e illuminante
  in  questa  regione.  Non  è  questa la  sede  deputata  a  parlare
  dell'antimafia di facciata; se l'onorevole Lo Curto ha cose da dire
  su  determinate associazioni lo faccia nelle apposite sedi, ma  non
  in quest'Aula.
   Bene,  detto  questo, tornando alle variazioni  di  bilancio  devo
  esprimere,  Assessore, la mia delusione ed il mio rammarico  perché
  ancora  una  volta la manovra viene fatta utilizzando l'Assessorato
  alle  politiche  sociali  come  il principale  bancomat  di  questo
  disegno di legge, e questo è veramente deplorevole.
   Una  cosa  soprattutto per quanto riguarda le donne, che sono  una
  categoria  economicamente fragile in questa  Sicilia.  Noi  abbiamo
  avuto  cinque femminicidi quest'anno, abbiamo il tasso più alto  di
  disoccupazione  che  ci fa essere all'ultimo posto  in  Europa  per
  l'occupazione  femminile  ed abbiamo dei centri  antiviolenza  che,
  invece, hanno bisogno di essere supportati.
   C'è una situazione, per quanto riguarda i centri di accoglienza  e
  antiviolenza, che è a macchia di leopardo in Sicilia; ci sono  zone
  completamente  dimenticate. Quindi, vedere che la  manovra  -  come
  sempre  -  si  poggia  su  quello che sono  le  politiche  sociali,
  l'Assessorato alla famiglia è veramente
   Io  mi auguro che questo Governo faccia dietrofront su determinati
  settori  e,  soprattutto, che pensi a un altro  anno  a  supportare
  questi settori.
   Poi,   Assessore  Armao,  le  volevo  chiedere   in   qualità   di
  vicepresidente di questa Giunta di fare un focus su quelli che sono
  i  principali  dipartimenti, per quale motivo  non  si  spendono  i
  soldi,  perché  rimangono  queste sopravvenienze  nei  capitoli  di
  bilancio proprio di quei dipartimenti più deboli che, invece, hanno
  bisogno un supporto maggiore.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta fino  alle  ore
  14.00 per poi riprendere con gli interventi.
   Io raccoglierò le iscrizioni a parlare per la discussione entro le
  ore 14.30, dopodiché riterrò chiuse le iscrizioni.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.05, è ripresa alle ore 14.18)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che prendo le  iscrizioni
  a parlare fino alle ore 15.00.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere  un
  apprezzamento sugli interventi precedenti che hanno bene analizzato
  gli articoli contenuti nelle variazioni.
   Mi  soffermo  solo  su  un  argomento che  è  stato  dibattuto  in
  Commissione Bilancio l'altra notte. Voglio stigmatizzare  in  senso
  negativo l'andamento dei lavori, perché non ho per nulla apprezzato
  il  fatto che i deputati siano stati lasciati ad aspettare fino  ad
  oltre la mezzanotte che arrivasse un testo totalmente rimaneggiato.
   Questo  lo  trovo  un atteggiamento irrispettoso nei  riguardi  di
  questa Assemblea, e un'azione spericolata da parte del Governo  che
  doveva  attenersi  un  attimino al rispetto dei  colleghi  deputati
  perché stare oltre dodici ore ad aspettare un testo non è per nulla
  corretto, e conseguentemente fare proseguire i lavori fino all'alba
  della mattina successiva.
   Detto  questo, uno degli argomenti che sono stati trattati, e  che
  poi  ritroviamo  nell'articolo,  nelle  riduzioni  di  spesa,  sono
  purtroppo  l'azzeramento di un capitolo che è quello lì riguardante
  i   contributi   alle   istituzione  di   pubblica   assistenza   e
  beneficienza.  Come  ho  avuto  modo  di  ribadire  più  volte   in
  quest'Aula,  nei  territori c'è una gravissima  sofferenza.  Se  la
  Commissione  Bilancio  avesse tenuto  una  audizione  che  è  stata
  richiesta  con  l'ARES,  avrebbe  avuto  modo  prima  di   trattare
  l'argomento  e  non  sarebbe  stata  obbligata  quella   notte   ad
  accantonare  la  proposta  di  rimpinguamento  del  capitolo  e  le
  disposizioni per l'erogazione del contributo.
   Bene,  dopo  la  discussione che si è  fatta  quella  notte  si  è
  registrata la solenne promessa, vedremo poi negli emendamenti  cosa
  ne  verrà fuori, di dare un sostegno agli unici lavoratori  che  in
  questa variazione di bilancio, in tema natalizio, perché l'accorato
  appello  è da parte di tutti ed è quella di provvedere al pagamento
  di  stipendi  in maniera generale tranne che per questi lavoratori,
  attendo  di  vedere  la scrittura da parte del Governo,  ansiosa  e
  speranzosa, è questo il messaggio che ho dato alle persone  che  si
  sono  rivolte per chiedere notizie di questa terribile decurtazione
  del  capitolo. Questa decisione da parte della Commissione è  stata
  avvalorata  da  una  nota  che  è pervenuta  in  V  Commissione  il
  mercoledì mattina senza la presenza, né dell'Assessore Ippolito  né
  del  direttore Giglione, che ci dicono di non avere potuto spendere
  circa  10  milioni  950 mila euro tra cui questo capitolo  e  tanti
  riguardanti le politiche sociali della Famiglia, che sono di questo
  assessorato, che è parecchio latitante.
   Di  solito si dice che la colpa è della politica, oppure che è dei
  burocrati, in questo caso sul podio abbiamo un ex aequo  perché  la
  latitanza  di  queste  figure,  onorevole  Falcone  anche  lei  sta
  constatando  che i banchi della maggioranza sono vuoti?  C'è  molta
  confusione, è vero? Questa tabella purtroppo è la cartina tornasole
  di  un deficit di cui nessuno può gioire neanche l'opposizione  che
  dovrebbe  essere  invitata  a nozze a  lanciare  strali  contro  un
  assessorato  che  dovrebbe occuparsi dell'enorme sofferenza  e  del
  disagio sociale che una grande quantità di cittadini vivono.
   Rabbrividisco vedendo come non si siano utilizzati i 5 milioni per
  finanziare  interventi contro la povertà, quasi come  nella  nostra
  Regione non ci fosse povertà mentre sappiamo, semplicemente facendo
  un  giro, per i territori o nei titoli dei giornali che la  povertà
  ahimè  è  molto diffusa. Idem per altri interventi che  sostengono,
  che andavano da alimentare un messaggio di speranza e di aiuto come
  quello per i centri antiviolenza. E' inspiegabile  Io ho più  volte
  censurato questo atteggiamento da parte dell'Assessorato  e  tra  i
  motivi  di mancata spesa, ad esempio del milione e mezzo del  fondo
  per  gli stipendi dei dipendenti delle IPAB, il contributo previsto
  dalla legge che era ridotto a lumicino e neppure il lumicino  si  è
  riuscito a spegnere. Sembrerebbe, dato che nessuno dell'Assessorato
  si  è  degnato  di venire in Commissione a spiegare quali  sono  le
  problematiche  che  impediscono  di  spendere,  pare  ci  sia   una
  problematica  legata  agli  accertamenti  contributivi  o  erariali
  previsti da un Decreto, da una legge nazionale, la 286 del 2006,  e
  l'articolo  48  bis  del DPR 602/73 che dice  in  sostanza  che  le
  Pubbliche  Amministrazioni, prima di pagare, di emettere pagamenti,
  devono  verificare che ci sia una regolarità contributiva, che  non
  ci  siano danni erariali e questa applicazione sarebbe estesa anche
  agli Istituti di pubblica assistenza e beneficienza.
   Fin  qui  si potrebbe dire: poverini, sono costretti ad  applicare
  una  legge. Insomma ci vanno di mezzo i dipendenti, però esiste  un
  ampio carteggio, anche proveniente dall'Assessorato regionale  alla
  famiglia, e mi riferisco a una nota del ragioniere generale  dottor
  Emanuele  del  2008,  che chiarisce come l'applicazione  di  questa
  disposizione  nazionale  sui pagamenti  si  debbano  intendere  non
  applicabili   quando   i   pagamenti   avvengono   tra    pubbliche
  amministrazioni,  partecipate,  a  partecipazione   prevalentemente
  pubblica, e comunque appartenenti al settore pubblico allargato.
   Su  questa  applicazione  ci sono state,  oltre  che  queste  note
  dell'Assessorato regionale bilancio e finanze, quindi la  Circolare
  n.  4 del 17 aprile 2008, anche disposizioni successive dalla parte
  dell'Assessorato   alla   famiglia,  anche   note   del   Ministero
  dell'economia  e  finanze del 2008, che su quesito  del  Comune  di
  Napoli  ha  precisato  che  non  soggiacciono  alla  normativa   in
  questione   le   erogazioni  effettuate  in   base   specifiche   e
  disposizioni  di  legge per dare esecuzione ai progetti  finanziati
  dall'Unione  europea,  quindi anche in questo  caso  tra  Pubbliche
  Amministrazioni non si può permettere che non si paghino  stipendi,
  non  si regolarizzino i DURC, sol perché si intende estesa a  tutti
  gli  enti  la  Disposizione ovviamente condivisibile  di  accertare
  prima se ci sono delle pendenze.
   Ora,   la   prossima  settimana  ci  riuniremo  per   votare   gli
  emendamenti,  io mi auguro che. a questa terribile  distrazione  da
  parte  dell'Assessorato famiglia e da parte degli Uffici, si  possa
  mettere  una pezza e insomma restituire un po' di dignità non  solo
  ai  lavoratori ma anche al lavoro che viene fatto qui in Assemblea.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono contento che
  in  qualche  modo  i  toni stiano incominciando a  rasserenarsi  in
  questa  seconda parte del dibattito. D'altra parte voglio ricordare
  a me stesso e all'Aula che non siamo né al collegato e nemmeno alla
  finanziaria, siamo alle variazioni di bilancio e siamo  nella  fase
  in  cui  siamo  tutti,  indistintamente, chiamati  ad  un  atto  di
  responsabilità verso quelle persone che lavorano all'interno  della
  macchina regionale e che in qualche modo aspettavano un segnale per
  una cosa semplicissima che è il pagamento degli stipendi.
   Quindi,  se dopo cinque anni di esperienza Crocetta, se  dopo  una
  serie  di  tavoli  e  di incontri fatti con il  Governo  nazionale,
  qualcuno pensa che in fase di assestamento di bilancio, in fase  di
  variazione di bilancio si possano risolvere tutti i problemi  della
  Sicilia è chiaro che saremmo assolutamente fuori rotta.
   Abbiamo dato un aiuto a quei precari che si trovano a lavorare,  a
  prestare servizio all'interno dei comuni in dissesto; abbiamo fatto
  un'audizione  in  Commissione  Bilancio' e  voglio  ringraziare  il
  Presidente  Savona  che  insieme a  tutte  le  Commissioni   Affari
  Istituzionali',  la  Commissione   Lavoro',  ha  voluto  sentire  i
  sindaci,  gli  amministratori  di  tutti  quei  comuni  che  vivono
  condizioni di difficoltà e andavano aiutati. Ecco, rispetto a  quei
  comuni in dissesto è stata trovata una soluzione.
   Si  è  trovata una soluzione rispetto al tema dei disabili perché,
  certamente,  non potevamo permettere che venissero sottratte  delle
  somme  e  così rispetto ai tanti dipendenti degli Esa, dei Consorzi
  di bonifica.
   Certo   Poteva essere l'occasione se avessimo trovato  circostanze
  migliori per provare a fare qualcosa di più.
   Sul  tema delle province, ad esempio. La collega di Siracusa si  è
  trovata  a  dover  fare una battaglia unica  forse  in  Italia,  in
  considerazione del fatto che il Governo precedente, targato Partito
  Democratico, aveva con una riforma eliminato il termine provincia e
  si  è,  oggi,  nelle  condizioni di non poter beneficiare  di  quel
  segnale  che,  a  livello  nazionale,  lo  Stato  sta  facendo  nei
  confronti di tutte le province, lasciando fuori quelle siciliane.
   Oggi,  se  noi  non  avessimo fatto, grazie al  Governo  Crocetta,
  quella   riforma   che   eliminava  le  province   avremmo   potuto
  beneficiare, nel computo complessivo, di quei 750 milioni  di  euro
  che  oggi,  invece, non siamo nelle condizioni di poter utilizzare.
  Questo per quanto riguarda il rapporto con il passato.
   Rispetto  al  futuro, ecco, vedo i colleghi del  Movimento  Cinque
  Stelle,  sicuramente animati dalle migliori intenzioni,  provare  a
  fare   delle   proposte.  Ho  visto  anche  questo   sforzo   fatto
  dall'onorevole  Cancelleri,  oggi  nelle  vesti  di  Vicepresidente
  dell'Assemblea, per proporre, per provare a fare, a  riscrivere  un
  contratto, è stato definito un mini contratto.
   Io  penso  che con il governatore di questa Regione, Musumeci,  in
  realtà  - e ringrazio Dio per questo - non ci ritroveremo,  per  la
  prima volta forse dopo troppi decenni, a fare ribaltoni. Purtroppo,
  ne  abbiamo  visti di tanti. I ribaltoni, vedete, sono quella  cosa
  che  la gente non ama, perché sono quella cosa che vede scritto  un
  programma per poi vederne applicato un altro. I ribaltoni sono quel
  qualcosa che, purtroppo, poi determinano che la gente ti ha  votato
  per portare avanti delle iniziative che vengono invece negate.
   Ecco,  rispetto  a quest'idea, della quale però dobbiamo  cogliere
  l'aspetto  migliore, che è sicuramente la buona volontà di  portare
  avanti dei risultati, penso che giusta, legittima, buona sia  stata
  la risposta del Presidente della Regione di queste ore che dice non
  c'è  alcun contrattino da riscrivere, ma sicuramente un foglio dove
  ci  sono  ancora tante righe disponibili dove poter  continuare  ad
  inserire  degli  interventi,  se buoni  sono,  per  il  bene  della
  Sicilia.
   Il presidente Musumeci, che sicuramente è più istituzionale di me,
  dice  quello  che io direi in questi termini: dai  su,  un  piccolo
  spazio  per  voi lo troviamo in quel foglio, non fate così   Se  ci
  sono  delle  buone proposte, le inseriremo tra le cose da  fare  e,
  sicuramente, lì potremo dare continuità all'azione del buon Governo
  che stiamo portando avanti.
   Certo, è giusto però fare anche autocritica. Mi dispiace che forse
  tra i banchi del Governo ci sono gli Assessori che apprezzo di più,
  l'Assessore   alle  Infrastrutture,  l'Assessore  Armao,   e   pure
  l'assessore Bandiera anche se, ultimamente
   Su alcuni temi credo che dovremmo provare ad osare di più, abbiamo
  il dovere di farlo.
   Ecco, inizio da questa battuta e mi scuso con l'amico Bandiera, ma
  sul tema dei forestali, penso che questo tema del bosco produttivo,
  questa  riforma  che  abbiamo sognato e che tra  i  banchi  insieme
  portavamo  avanti  contro  quel Governo insensibile  rappresentato,
  allora,  dall'onorevole Cracolici, ecco, quella riforma,  il  bosco
  produttivo, che consente, finalmente, di affrontare il  tema  delle
  calamità  naturali,  il  tema del dissesto idrogeologico,  il  tema
  della  trasformazione  del  cippato  in  energia  elettrica,  della
  fruibilità  dei  boschi, dei siti che possono  portare  turisti  in
  Sicilia  che vengono da ogni parte del mondo per fare della Sicilia
  la  California  d'Europa, credo che su questo - ma sono  fiducioso,
  assessore - proveremo e riusciremo a fare di più.
   Oggi, più che mai, sento questo dovere, non solo rispetto a quella
  forza  lavorativa  che  è  rappresentata dai  forestali,  ma  anche
  rispetto  a  quello  che  è accaduto in questi  giorni,  in  queste
  settimane,  in  questi  mesi,  perché  quello  che  è  accaduto   a
  Casteldaccia come in una roulette russa avrebbe potuto  coinvolgere
  qualsiasi  paese.  La verità è che, purtroppo, quello  che  abbiamo
  ereditato, in tanti anni di mal governo, rischia oggi di mettere in
  ginocchio l'intero territorio regionale.
   Io ho sentito diversi amici amministratori, sindaci, assessori dei
  comuni e mi dicono che, purtroppo, il raccordo tra il Ministero, la
  sala  operativa del Genio civile della Regione siciliana e l'ultima
  antenna sensibile del territorio che è legata ai comuni, non sempre
  è pronto ad affrontare ed a gestire questo genere di criticità.
   Ed  allora, questi aspetti vanno affrontati, vanno migliorati.  Io
  avevo  presentato - e qua ecco una nota critica -  un  emendamento,
  insieme  - voglio dirlo - ad un'organizzazione sindacale che  è  il
  SIFUS  che  prevedeva  che una parte di quei  44  milioni  di  euro
  potesse  essere utilizzata all'interno delle calamità naturali  per
  garantire qualche giornata in più ai lavoratori, perché questo  era
  un  impegno  che  c'eravamo assunti. E penso  che,  nell'attesa  di
  quella  riforma, che è da venire, ma prima possibile, ci  si  debba
  mettere nelle condizioni di affrontare questo tema.
   Come poteva essere fatto di più rispetto alle politiche attive del
  lavoro.  E qui, ancora, un richiamo al Movimento Cinque Stelle  che
  fa  riferimento alla possibilità di intervenire attraverso i centri
  per   l'impiego  che  deve  vedere  realizzato  in  Sicilia  questo
  benedetto  reddito di cittadinanza. Ma come dobbiamo farlo  se  non
  mettiamo  nelle  condizioni i centri dell'impiego di  riparlare  di
  politiche attive del lavoro?
   Insieme   a   tanti  colleghi  di  quest'Aula,  nella   precedente
  legislatura,  insieme all'onorevole Tancredi abbiamo  sostenuto  le
  attività  degli ex sportellisti delle politiche attive del  lavoro.
  Ecco,  collega, intestiamoci nuovamente questa battaglia, perché  è
  una  battaglia  giusta,  è una battaglia  che  deve  poter  portare
  risorse al territorio.
   Così  come, oggettivamente, penso che avremmo e dovremmo  fare  di
  più  sul tema dell'ESA, delle IPAB, del trovare una soluzione  alla
  SAS. Ho visto l'intervento, in queste ore, del Vicepresidente della
  Regione.  Certo,  avrei fatto a meno di qualche macchietta.  Questa
  cosa   del   canile  di  Barcellona  Pozzo  di  Gotto  e   Messina,
  sinceramente, non so, perché non fare un canile municipale allo Zen
  di  Palermo  o  a Catania, assessore Falcone. Giusto, giusto  siete
  andati  a trovare un canale municipale a Barcellona, mentre tra  il
  tema  degli stipendi, dei forestali, dei PIP, dei più deboli, avrei
  preferito che ci fosse uno sbilanciamento in più verso i più deboli
  ed  una  mano  più  leggera tesa verso queste  macchiette  di  cui,
  sinceramente, avrei fatto a meno.
   I  PIP. Sui PIP abbiamo messo le risorse. Questi 5 milioni e mezzo
  servono,  finalmente, a pagare gli stipendi di novembre e dicembre.
  Non  facciamola vivere come un grande traguardo  Hanno lavorato,  è
  giusto  pagarli,  però  siamo  riusciti,  grazie  alla  Commissione
   Bilancio',  a fare questo rapidamente. Ma ora? Anche qui  dobbiamo
  fare  di  più. Non possiamo andare così, semplicemente,  verso  una
  proroga che non preveda null'altro tra il 31 dicembre e la scadenza
  del 1  luglio
   Probabilmente, potremmo immaginare - questa è la mia proposta - un
  percorso che accorci le lungaggini, che preveda che da subito, dopo
  la  pubblicazione  in  Gazzetta si avviino le  procedure,  inviando
  ovviamente  gli  elenchi degli appartenenti al  bacino  all'interno
  della  partecipata  RESAIS,  dando  60  giorni  all'Amministrazione
  regionale  ed  agli uffici per rendere operativo  questo  percorso,
  creando  così le condizioni - che non si parli all'esterno  di  una
  semplice  proroga  -  che finalmente dopo 18 anni  di  lavoro  nero
  questi soggetti possano avere un contratto.
   Ecco,  questa  è  la parte dell'impegno del Governo,  l'anima  del
  Governo  che vorrei vedere emergere in queste ore e laddove  questo
  non  ci  sarà  stato, ovviamente, da parlamentare sarò chiamato  ad
  intervenire. Come?
   Io ritengo che non sia mai un bene quando ci sono spinte in avanti
  dei  singoli,  penso invece che un lavoro fatto nella collegialità,
  all'interno   magari   della   Commissione    Bilancio',   con   il
  coinvolgimento  di  tutti i parlamentari  e,  direi  anche  con  il
  coinvolgimento  di  tutte  le  organizzazioni  sindacali,  potrebbe
  portare  a partorire qualcosa di migliore rispetto ad una  proposta
  di  carattere  generico e generale, certamente con  un  paracadute,
  però,  su  questo la mia proposta è di rinviare ad un'audizione  in
  Commissione  Bilancio', di ascoltare, presidente Savona, in  quella
  sede,  tutti  i  punti di vista e prendere atto  di  quella  che  è
  l'istanza  che ci viene dal territorio, andando magari a modificare
  l'articolo 5 della finanziaria, creando un paracadute nel  caso  di
  un'interruzione dovuta all'impugnativa e mettendo così in sicurezza
  un  percorso  che  ci consenta di porre fine a questi  18  anni  di
  lavoro nero.
   Questo  perché? Per dare risposte a quelle tante, troppe voci  che
  arrivano  da uno Stato centrale e centralista che guarda sempre  al
  Sud e che lo ha sempre descritto come un ladro che rubava al Nord.
   E,  allora, io mi chiedo: se questo Sud ha rubato al Nord, come  è
  mai  possibile che il povero Sud sia sempre più povero  rispetto  a
  chi ha derubato?
   E, allora, o questo Sud ladro - come vogliono descriverlo - non  è
  stato capace di rubare o, in realtà, c'è ormai dalla fine del Regno
  delle  Due  Sicilie  un atteggiamento di chi  vuole  continuare  ad
  impoverire  il Sud, di chi vuole continuare a lasciarlo  in  quelle
  condizioni e io temo che da parte del Governo nazionale, in  questo
  periodo storico, ci sia la voglia di continuare a sacrificare  quel
  Sud che loro vogliono sempre più colonia del Nord.
   Le  Regioni  del Sud - e la Sicilia in testa - dopo  la  fine  del
  Regno delle Due Sicilie divennero le più povere d'Italia.
   Io  credo  che,  oggi,  il  Parlamento regionale  con  una  spinta
  autonomista sicilianista, che crede nelle proprie competenze, nelle
  proprie risorse debba alzare la schiena, fare proposte chiare  così
  come  ci siamo confrontati, Vicepresidente della Regione, assessore
  Armao,  provando  a  mettere  in  campo  sistemi  nuovi  che   sono
  l'insularità,  la  fiscalità di vantaggio,  che  sono  le  zone  di
  economie  speciale,  che sono tutti quei provvedimenti,  a  partire
  dalla  defiscalizzazione della benzina che spero poter  trovare  in
  finanziaria e che potranno dare lustri nuovi a questa Terra che  lo
  merita.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  cittadini,  è  passato  oramai un anno dal nostro  insediamento  e,
  all'inizio   dell'anno,  gli  Uffici  ci   hanno   consegnato   dei
  regolamenti  che,  almeno io, ma penso molti  altri  colleghi,  con
  entusiasmo, abbiamo studiato e letto.
   Dopo   qualche  settimana  ho  subito  capito  che  studiare  quei
  regolamenti  aveva poco senso, aveva poco senso perché,  poi,  alla
  fine, la parola che predomina all'interno di quest'Assemblea  e  di
  tutta un po' la gestione di questo Governo, è la parola  prassi'.
   E'   prassi  non  fare  le  dirette  streaming  all'interno  delle
  Commissioni.  E'  prassi  svilire  il  lavoro  dei  portavoce,  dei
  deputati  che  sono  qui  a  rappresentare  i  cittadini  siciliani
  all'interno   delle  Commissioni;  lo  vediamo  anche   in   queste
  variazioni di bilancio, molte norme non passano per le Commissioni,
  non  vengono  studiate dalla Commissione ma, direttamente,  vengono
  inserite  o  all'interno della legge di stabilità o all'interno  di
  una variazione di bilancio.
   E'  prassi, ed è una prassi negativa, non dare atto alle norme che
  vengono  inserite all'interno della legge di stabilità,  o  meglio,
  non  so se questa è una prassi voluta o non voluta dal Governo,  io
  credo  che sia voluta perché dietro c'è pure un ragionamento  quasi
  machiavellico  da  parte del Governo e di alcuni  Assessori,  anche
  perché  ero presente, da osservatore, all'interno della Commissione
   Bilancio' ed ho ascoltato le parole del Ragioniere generale dottor
  Bologna.
   Il  Ragioniere generale dice:  noi ci troviamo a questo  punto  in
  questa variazione di bilancio perché quando è stata fatta la  legge
  di  stabilità è stato fatto un taglio del 3 per cento ,  un  taglio
  lineare,   io  aggiungo   per  accontentare  tutti,  ma   poi   non
  accontentare nessuno . Tant'è che la maggior parte di quelle  norme
  che  quest'Assemblea  -  io mi riferisco  pure  ai  miei  colleghi,
  peccato  che  non c'è nessuno, i banchi sono vuoti da  parte  della
  maggioranza, tranne il collega onorevole Compagnone -  ha  inserito
  con  un lavoro che è stato fatto, norme che sono state inserite  ma
  che,  poi,  non  sono  state  attuate.  Perché  dico  che  c'è   un
  ragionamento  machiavellico?  Perché  poi  queste  somme,  dopo   i
  proclami  del  Governo  -  sono  state  fatte  Conferenze   stampa,
  comunicati,  dove  si  parlava del rilancio  della  Sicilia  -,  la
  maggior  parte  di  queste somme non sono state  utilizzate  e,  in
  variazione  di  bilancio, l'Assessore per l'economia le  riutilizza
  per  gli stipendi, ma il pagamento degli stipendi poteva essere già
  programmato, perché si sa quanti sono i lavoratori, sulla legge  di
  stabilità, invece appunto, per accontentare tutti e, poi alla fine,
  non  accontentare nessuno, è stato fatto questo taglio  del  3  per
  cento  per  poi, in variazione di bilancio, riprendere le  somme  e
  ridistribuirle.
   Allora dico, o c'è effettivamente una volontà machiavellica oppure
  dall'altra parte ci sono degli Assessori che non riescono a gestire
  la   macchina  pubblica  e,  quindi,  non  riescono  a  gestire   i
  dipartimenti, perché non è possibile che queste somme  che  vengono
  inserite  da un Parlamento eletto, da un'Assemblea eletta da  parte
  dei  siciliani, non riesca ad attuare quelle norme  ed  a  spendere
  quei  soldi.  E  mi  riferisco, così come  hanno  fatto  già  altri
  colleghi,  all'Assessorato alla famiglia, alle politiche sociali  e
  al  lavoro, per non parlare anche dell'Assessorato al turismo, allo
  sport e allo spettacolo.
   Ricordiamoci  che il Gruppo parlamentare Movimento Cinque  Stelle,
  all'interno  della V Commissione ha dato parere negativo  al  Piano
  triennale,   quindi  anche  se  spendiamo  tantissimi   soldi   per
  rilanciare   il   turismo,   quei   soldi,   non   essendoci    una
  programmazione, perché in questo momento non si sa  se  ci  sono  i
  distretti  turistici, o i DMO, DMO ce ne sono  sette,  prima  erano
  tre,   non   c'è  un  coordinamento,  che  poi  questa   cosa   del
  coordinamento è diffusa sulla maggior parte degli Assessorati e dei
  dipartimenti, quei soldi vengono spesi così e poi vengono  lasciati
  fuori,  gli addetti al settore come alla Fiera di Rimini.  Per  non
  parlare  dell'Assessorato  all'energia e  ai  servizi  di  pubblica
  utilità, o anche dell'Assessorato al territorio e ambiente.
   All'interno della variazione di bilancio ci troviamo 11 milioni  e
  mezzo  per il dissesto idrogeologico su somme e su lavori  che  già
  sono  stati realizzati, poi magari l'Assessore ci spiegherà meglio,
  non  so  chi  degli Assessori, se l'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  o  l'Assessore per l'energia ed i servizi  di  pubblica
  utilità, perché questo Governo sta perpetuando e sta aumentando  la
  confusione  all'interno  dei dipartimenti,  perché  in  Commissione
   Bilancio'  mi ritrovo il direttore Cocina che parla  del  dissesto
  idrogeologico, dall'altra parte mi ritrovo un Commissario che è  il
  Commissario Croce, sempre per il dissesto idrogeologico,  dopodiché
  la competenza non si sa se è dell'ambiente, adesso è stata spostata
  all'energia  perché  abbiamo  fatto  l'autorità  di  bacino,   però
  l'autorità  di  bacino utilizza i dipendenti  e  il  personale  del
  Dipartimento ambiente.
   Mi  sembra che la confusione, questo Governo nato - come ha  detto
  qualche mio collega - per sburocratizzare stia aumentando, e  dico,
  volutamente la confusione all'interno dei dipartimenti in modo tale
  che  gli  Assessori  e  la parte di Governo,  o  tutto  il  Governo
  machiavellico, riesca in qualche modo a bypassare tutta l'Assemblea
  -  e  mi riferisco sia all'opposizione che alla maggioranza - e  ad
  utilizzare le somme, oramai esigue, del bilancio regionale per fare
  quello che meglio crede.
   Non le voglio chiamare nemmeno marchette, perché poi quelle stesse
  marchette  nemmeno  vengono  realizzate,  sono  soldi  che  vengono
  ripresi e ridistribuiti in modo scientifico.
   Colleghi, a questo punto dovremmo interrogarci.
   Per  non  ritrovarci  nuovamente qui, per  la  prossima  legge  di
  stabilità  e  per  la  prossima  variazione,  a  fare  gli   stessi
  interventi  dove  critichiamo i singoli punti della  variazione  di
  bilancio  o  della legge di stabilità, critichiamo i singoli  punti
  senza  poi  ottenere nulla, quest'Assemblea dovrebbe  interrogarsi,
  legiferando  ovviamente,  se  mettere  mani  all'organizzazione  di
  questa Regione.
   Soltanto   mettendo   ordine  all'interno   dei   dipartimenti   e
  all'interno  degli uffici, forse, i deputati, le 70 persone  elette
  dal  popolo siciliano, riusciranno veramente a stabilire  le  norme
  all'interno  sia della legge di stabilità che della  variazione  di
  bilancio  per  rilanciare, effettivamente,  questa  nostra  Sicilia
  oramai ridotta al baratro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non per
  un  gesto di arroganza intellettuale ma non credo di potere  essere
  annoverato  fra  quei  deputati  che esercitano  l'opposizione  per
  ruolo, per funzione. L'ho fatto anche quando ero in maggioranza con
  ruoli di un certo rilievo, quando dovevo esprimere il mio pensiero,
  non mi sono mai sottratto perché mi hanno insegnato che portare  il
  cervello  all'ammasso  non  fa  bene soprattutto  alla  dignità  di
  ognuno.
   Non  sono neppure abituato a prendermi eccessivi meriti tanto  che
  molti  colleghi  di  partito mi criticano per essere  troppo  sotto
  traccia  rispetto  alle cose che si svolgono, da  qualunque  ruolo,
  dalla  maggioranza,  dall'opposizione, da deputato,  da  Assessore,
  eccetera,  però su questo non posso sottrarmi e dando  merito,  con
  grande  onestà  intellettuale, ai grandi sforzi  che,  onestamente,
  mette   in  campo  ogni  giorno  il  Presidente  della  Commissione
   Bilancio', dando merito all'Assessore che, in qualche modo,  prova
  a dare un profilo ai provvedimenti che arrivano in Commissione - lo
  sanno  tutti  i  colleghi,  non soltanto quelli  della  Commissione
   Bilancio' - ebbene, vediamo però che la montagna non partorisce il
  topolino  perché  questa  volta, io  che  amo  molto  la  mitologia
  classica,  non  ho  capito qual è il mostro che è  stato  partorito
  dalla  nottata  svolta in Commissione su un provvedimento  che  era
  nato nelle intenzioni - e di questo ho dato merito all'Assessore  -
  come  variazione di bilancio secondo quelli che sono i profili  che
  un intellettuale, un accademico come lui ci ha dato e come anche il
  Presidente  si  è impegnato e, poi, è un  coso  -  lo  chiamo  coso
  perché non so come definirlo - che ha la testa di una variazione di
  bilancio,  il  corpo  di  una  mini  finanziaria  brutta,   brutta,
  insufficiente  e  soprattutto inutile e  dannosa  per  i  cittadini
  siciliani e soprattutto per i più deboli, e la coda, alla fine,  mi
  è sembrato di vedere un pezzo di Tabella H.
   Io  non  mi stupisco di tutto questo, mi rammarico fortemente  che
  parliamo di variazioni di bilancio perché correttamente l'Assessore
  in  carica  e Vicepresidente, già prima dell'incalzare dell'estate,
  aveva detto che occorrevano le variazioni di bilancio.
   Siamo  a fine anno, proprio a fine anno, e dovremmo fare entro  il
  31 dicembre -non lo dico neppure perché mi sembra così difficile  -
  la  legge  di  stabilità, presidente Savona. Entro il  31.  C'è  un
  Regolamento  d'Aula? Oppure questo Regolamento è stato abrogato  in
  un  momento  di mia distrazione? Non credo. C'è un Regolamento  che
  intendiamo fare rispettare perché le regole valgono sempre, valgono
  per  tutti. E l'opposizione lo ha imposto. Nella scorsa legislatura
  ho fatto per un periodo piuttosto lungo anche il Capogruppo e molto
  spesso  i  colleghi  - e su questo io non osavo  intervenire  -  mi
  ponevano di fronte gli articoli del Regolamento.
   Non  la  faccio  lunga  perché  poi dirà  il  mio  Capogruppo,  il
  Presidente del Gruppo del Partito Democratico, onorevole  Lupo,  ma
  dico  soltanto due o tre cose, velocemente e per sintesi, che altri
  colleghi  peraltro hanno detto. E, quindi, chiedo scusa ai colleghi
  che  già hanno detto. Il mio giudizio è negativo, da pollice verso,
  rispetto  a  questo  provvedimento. Non aggiungo  altro.  Credo  di
  essere stato sufficientemente chiaro: questo non è un provvedimento
  per  la  verità che meritava di essere discusso nel Parlamento  più
  antico  d'Europa  o del mondo. Però ci sono delle  cose  -  qui  mi
  rivolgo  all'assessore Armao e alla sua onestà intellettuale,  come
  ho  detto  più volte, al presidente Savona - che non riguardano  la
  maggioranza o l'opposizione. Ognuno di noi dalla sua idea che ha di
  società,  di  vita, ha un modo diverso di risolvere i problemi,  di
  affrontare i problemi e di trovare le soluzioni ai problemi,  però,
  per  esempio,  io  che nel recente passato ho svolto  un  ruolo  di
  Governo  mi  sono  sempre  messo di traverso  nelle  Giunte,  nelle
  Commissioni,  nella Giunta di cui facevo parte io e, ovviamente  in
  Parlamento  -  lo sanno bene i colleghi parlamentari -  perché  non
  bisognava  toccare un centesimo di ciò che era il  Fondo  sanitario
  regionale, perché se c'è un modo corretto di gestire queste risorse
  ingenti  che sono quelle del Fondo sanitario regionale  e,  quindi,
  derivano  delle  economie,  io mi rifiuto  di  chiamarle  economie,
  quelli  sono fondi che appartengono a coloro che soffrono in questa
  nostra Regione.
   Ho  detto: io vorrei essere l'assessore degli ammalati, una volta,
  in  Sicilia. E questo non va bene. Io capisco che ci sono  esigenze
  di  bilancio, però si possono prendere, presidente Savona, soltanto
  le  risorse accantonate per il Piano di consolidamento e  sviluppo.
  Considerato  che ancora qualcuno deve ricordarsi che  il  Piano  di
  rientro  non  è  finito.  Lo chiamiamo Piano  di  consolidamento  e
  sviluppo  che è l'accantonamento di quei fondi di bilancio.  Quelli
  sì che sono del bilancio. Allora, quando abbiamo garantito lo Stato
  rispetto  a  quello  che era il nostro dovere di  corrispondere  la
  cifra che la legge dello Stato ci imponeva, io ricordo non mi  sono
  assolutamente opposto, erano fondi del bilancio ed era  giusto  che
  così  fossero utilizzati. Ma se c'è una cifra che neppure  menziono
  perché,  per  esempio, riguarda i farmaci innovativi, senza  alcuna
  demagogia, a me dispiace moltissimo che la Giunta abbia deciso  che
  quei  fondi non debbano essere destinati ad altro rispetto a quello
  che   è   il  Servizio  Sanitario  Regionale,  ma  possono   essere
  utilizzati,  come  qualcuno temeva quando  altri  erano  assessori,
  temeva  che il fondo sanitario regionale, Assessore, diventasse  il
  bancomat del Parlamento regionale. Questo non è tollerabile.
   Non  sto  dicendo che è accaduto questo, sto dicendo  che  c'è  un
  precedente  in questo atto che noi ci apprestiamo a  votare  e  che
  stiamo  discutendo,  c'è  un  precedente  pericolosissimo,  c'è  un
  precedente che ci mette in difficoltà, Assessore, anche rispetto  a
  quelle che sono le rivendicazioni legittime che io stesso in  altri
  ruoli  ho  fatto  nei confronti dello Stato, in  Conferenza  Stato-
  Regioni    e   in   Commissione    Salute .   C'è   un   precedente
  pericolosissimo, perché se a noi i soldi avanzano rispetto a quelli
  che  sono  le risorse del fondo sanitario regionale, ci indeboliamo
  nel  momento  in  cui andiamo a fare una trattativa in  Commissione
   Salute  e poi in sede di Conferenza Stato-Regioni.
   E  poi l'altra che volevo dire, ricordo a me stesso, e lì ci  sono
  stati  interventi anche buoni, anche importanti,  al  di  là  della
  propaganda, e mi riferisco alla legge n. 328 del 2000, ogni tanto -
  non  vedo  il collega Pasqua - ne parlavamo in legge di  stabilità,
  quando abbiamo fatto l'ultima legge di stabilità era il 2000,  come
  se   facciamo  cose  rivoluzionarie,  nel  2000  cioè  18  anni  fa
  praticamente, ancora c'è l'articolo 14 della legge n. 328 del 2000,
  abbiamo provato e abbiamo fatto cose insieme ai colleghi del Gruppo
  Movimento   Cinque   Stelle   in  questa   direzione,   soprattutto
  sull'autismo  e  su tante e tante altre cose che erano  stati  atti
  amministrativi  di chi è stato Assessore nella scorsa  legislatura,
  ma  il  principio  della disabilità, cioè chi mi ha  fatto  davvero
  comprendere cosa è la disabilità non sono neppure quei  20  milioni
  aggiunti  eventualmente  lì, perché  quello  è  un  momento  di  un
  percorso  che  deve portarci ad applicare davvero il secondo  comma
  dell'articolo  3 della Costituzione cioè l'eguaglianza  sostanziale
  tra  tutti  i cittadini e, quindi, anche tra chi ha una  difficoltà
  fisica,  psichica, ha una difficoltà diversa rispetto al  cittadino
  cosiddetto  normale' e sono i progetti di vita individuale.
   Questo  non è un principio filosofico e io mi rifiuterò sempre  di
  considerarlo  principio filosofico perché chi mi  ha  fatto  capire
  questo  è un disabile, e mi ha fatto capire che cos'è la disabilità
  e  come  si combatte la disabilità, non sono sufficienti le risorse
  che  si  danno ai disabili, è necessario per ogni disabile  portare
  tutto  ciò  che  è possibile, ovviamente non siamo  nel  mondo  dei
  sogni,  tutto  ciò  che  è possibile perché  il  progetto  di  vita
  individuale di quel cittadino possa davvero realizzarsi, cioè  quel
  cittadino  mi ha detto:  io sarò tetraplegico ma avrò pure  diritto
  ad  andare  a  mangiare  la pizza con gli amici,  qualcuno  che  mi
  costruisce un disegno attorno, che mi  possa consentire  di  vivere
  nella  maniera  più normale , tra virgolette, è una parolaccia  che
  non  vorrei utilizzare, non me ne viene un'altra, possibile.  E  in
  questo  provvedimento sono stati tolte risorse anche lì, cioè  così
  all'ultimo momento spuntano delle risorse che non ci sono più.
   Io  non  aggiungo altro perché ho tolto fin troppo tempo a  questo
  Parlamento,  però  volevo  dire  alcune  cose  che  sono  princìpi,
  princìpi  e  precedenti che poi condizionano  i  comportamenti  non
  soltanto  dei  governi, che comunque hanno il dovere di  essere  di
  parte  perché  appunto  governi  di  una  parte  politica,  ma  che
  condizionano  i comportamenti il rischio è di tutti i  parlamentari
  considerando cose certamente non giuste cose assolutamente normali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  sulla
  variazione credo che tanti colleghi sono entrati nel merito,  hanno
  puntualizzato tante cose.
   Devo dire che a me la cosa che ha fatto più impressione durante  i
  lavori d'Aula, durante il periodo della lunga attesa -  perché  non
  so  se  i cittadini che ci ascoltano da casa lo hanno compreso,  ma
  c'è  stata  un'attesa  di ben 14 ore e mezzo  prima  che  il  testo
  definitivo  arrivasse in Commissione - questa cosa mi  ha  lasciato
  molto  perplesso  e  mi  ha fatto ricordare di  un  mio  intervento
  durante la finanziaria.
   Se  ben  ricorda l'assessore Armao, l'avevo esortato a  provare  a
  fare in modo che questa macchina regionale cominciasse a funzionare
  un  po' meglio perché è chiaro che una variazione di bilancio nella
  quale  noi  troviamo poi, alla fine, non enormi risorse,  diciamolo
  chiaro,  ci sono quattro spiccioli qua dentro, sono variazioni  che
  servono  tecnicamente a completare soprattutto gli stipendi.  Debbo
  dire che l'intervento che ho fatto in Commissione è stata una delle
  poche  volte  in  cui  ho perso un po' la calma,  perché  in  prima
  battuta  avevo  fatto  un'analisi, forse dettata  dall'attesa,  dal
  nervosismo,  avevo  immaginato che fosse un problema,  diciamo,  di
  strategia  di  attesa.  Ma  poi mi sono  reso  conto  che  non  era
  strategia, era enorme difficoltà a fare quadrare quattro numeri.
   E  ora  mi  chiedo, e la domanda principale è quella che  dovremmo
  porci tutti, ma se per fare quadrare quattro numeri succede questo,
  tanto  che ad un certo punto è venuta fuori pure una simpatica  gag
  con il collega Dipasquale che ha cominciato a girare in Commissione
  con  la  musichetta della  matassa , rievocando una gag  di  questo
  film.
   Il  problema  qui  è  che probabilmente ancora  quel  processo  di
  normalizzazione   all'interno  della  macchina  burocratica   della
  Regione non è cominciato, non c'è, siamo ancora allo stesso livello
  in  cui  eravamo ad inizio legislatura. E questa cosa  mi  spaventa
  fortemente  perché  a  breve dovremo affrontare  la  manovra  e  se
  cominciamo  ad  avere  questa incertezza  sui  numeri,  su  quattro
  numeri,  io immagino cosa potrebbe succedere nell'arco dell'analisi
  di  tutta  la  manovra  complessiva che sarà, ovviamente,  ben  più
  corposa.
   Noi  ne avevamo anche parlato in maniera informale, Assessore.  Io
  le  avevo  chiesto di cominciare a provare a fare una revisione  di
  tutti i numeri possibili perché troppa polvere c'è nei bilanci  dei
  vari dipartimenti, troppi numeri che non quadrano, troppi dati  che
  non  ci  sono  e  che,  debbo dire, ogni tanto il  buon  Ragioniere
  Bologna,   l'avvocato  Bologna,  cerca  in   qualche   maniera   di
  rubacchiare  ai  suoi colleghi per capire come  stanno  le  cose  e
  spesso e volentieri non ci riesce.
   Credo  che  quello sia, forse, il compito principale da provare  a
  mettere  in  atto  da subito perché io in prima battuta  alla  base
  dell'intervento che feci in Commissione, chiedendo il  rinvio  alla
  giornata  successiva  per valutare bene quello  che  era  accaduto,
  avevo   in   parte  anche  detto  che  mi  riservavo  di  emendarlo
  pesantemente  per avere la possibilità anche di fare quella  che  è
  una pratica che l'opposizione può utilizzare anche per rallentare i
  tempi parlamentari.
   Ci  fu   a  livello  nazionale un deputato leghista  che  presentò
  qualche milione in una recente finanziaria di qualche anno fa e  li
  ritirò  completamente perché, probabilmente, avrebbero  finito  nel
  2060 di analizzarli.
   Le posso dire, Assessore, che in prima battuta durante la notte ci
  ho  pensato più volte anch'io. Poi, ho fatto un ragionamento che  è
  un  ragionamento semplice: qui sono soprattutto stipendi,  impedire
  questa  votazione e il passaggio di questa manovra avrebbe soltanto
  colpito  persone  che  aspettano di ricevere  quello  che  dovrebbe
  essere  normale  ricevere  e, quindi,  ho  soprasseduto  da  questo
  intento.
   Ma  non  è  detto  che  questo  non possa  accadere  se  dovessimo
  nuovamente  avere una compressione dei tempi normali di quelle  che
  sono  le  attività parlamentari perché è chiaro che è inaccettabile
  lavorare di notte, è inaccettabile non riuscire a comprendere  cosa
  arriva  come  emendamenti,  variazioni ma  soprattutto,  sa  perché
  questa  cosa  mi ha particolarmente infastidito? L'ho puntualizzato
  anche  sul fatto che i documenti contabili sono arrivati  oltre  il
  limite  massimo che ci danno che era quello del 30 novembre, perché
  a   differenza  di  quello  che  è,  anche  qualche  capogruppo  di
  maggioranza afferma, noi del Movimento le vorremmo fare le  cose  e
  se noi abbiamo i documenti in tempo probabilmente riusciremmo anche
  a dare indicazioni che potrebbero essere anche utili per modificare
  certe  situazioni che, dal nostro punto di vista, potrebbero essere
  fatte  in  maniera  migliore. Ma se io devo valutare  una  manovra,
  piccola  o  grande che sia, alle 3.30 di notte dopo avere aspettato
  18  ore è molto difficile che io sia in grado di capire pure quello
  che c'è scritto nei documenti.
   Quindi,  Assessore  Armao,  il mio intervento  punta  a  chiederle
  ufficialmente  di  rispettare il Parlamento  e  fare  in  modo  che
  soprattutto  i  burocrati e i funzionari dei vari dipartimenti  che
  debbono dare a voi, all'Assessorato al bilancio, tutti i numeri  si
  diano  una  mossa  e  se non se la danno questa mossa,  cacciateli,
  cacciateli  perché  evidentemente non sono in grado  di  fare  quel
  lavoro.
   Mi  aspetto di contro che visto che i ritardi evidentemente da più
  dati,  da  come  ci è stato detto, sono stati causati  da  soggetti
  differenti  dall'Assessorato che ha  portato  i  documenti,  io  mi
  aspetto di non trovare nemmeno alcun incentivo pagato a chi non  ha
  fatto  il proprio lavoro perché fino ad oggi, fino all'anno scorso,
  finora tutti i premi di funzione sono stati erogati a tutti.
   Teoricamente questa Regione è quella che funziona meglio d'Italia,
  quella  che  riesce a dare emolumenti a tutti, Quindi, teoricamente
  noi  abbiamo  tutti  i  funzionari,  tutti  i  dirigenti  che  sono
  bravissimi, però poi non arriva un documento.
   Quindi,   io  mi  chiedo  e  chiedo  a  voi  che  state   gestendo
  amministrativamente questa Regione cosa volete fare in concreto per
  evitare che questo non accada mai più.
   Recentemente  mi  sono  confrontato  alcuni  dipartimenti.  Stiamo
  definanziando  misure e stiamo chiedendo a chi ha ottenuto  risorse
  la restituzione. Mi riferisco in particolare ad una misura relativa
  all'Assessorato del buon Mimmo Turano che, praticamente, non so per
  quale  motivo,  sui centri commerciali naturali stiamo  richiedendo
  indietro somme che sono state assegnate anni fa rischiando di  fare
  chiudere decine e decine di aziende che quei soldi li hanno spesi.
   Allora,  o cominciamo a mettere mano alla macchina burocratica,  a
  questo  elefante,  a questo pachiderma immobile che  è  la  Regione
  siciliana o io credo che avremo seri problemi in prospettiva.
   Quindi,  non entrerò nel merito di questi quattro numeri, non  c'è
  bisogno; l'unica cosa che mi preme sottolineare e che personalmente
  sotto  il profilo tecnico mi spaventa - l'ho detto ai miei colleghi
  al  Gruppo  in  riunione,  lo  dico  anche  qui  -  è  il  comma  9
  dell'articolo 1 perché l'anticipazione dell'anticipazione in cui  i
  comuni  che  si troveranno in difficoltà sebbene possa servire  per
  pagare gli emolumenti dei dipendenti ma di fatto saranno debiti  su
  debiti  perché  il  fondo  di rotazione poi  alla  fine  creerà  le
  condizioni  per  un  ulteriore aggravio di spesa.  Quindi,  noi  in
  questo  momento diamo sì una possibilità immediata  ai  comuni  che
  sono  praticamente  alla canna del gas, ma gli ritardiamo  soltanto
  quello che è un evento ineluttabile, lo strangolamento finanziario.
   Qesto per me è un comma molto grave, molto pensante che secondo me
  è  pericolo. Poi, probabilmente, sbaglierò, l'Assessore mi smentirà
  con i fatti; lo spero, lo spero veramente e vi chiedo veramente  di
  cominciare a ragionare in termini di prospettiva per fare  in  modo
  che  questa  Regione,  finalmente,  diventi  un  organismo  che  dà
  risposte  e  non  diventi un ostacolo alla vita di  questa  Regione
  perché  non abbiamo più un giorno di tempo da perdere per  fare  le
  cose.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone.  Ne  ha
  facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  ha
  detto  bene  il collega che mi ha preceduto, l'onorevole  Tancredi,
  persona  giudiziosa ed equilibrata. In realtà di  che  cosa  stiamo
  parlando? C'è la tentazione, c'è stata ed è chiaro, ognuno  di  noi
  siamo  qua  perché  vorremmo migliorare  la  Regione,  risolvere  i
  problemi del mondo, di fatto però stiamo parlando di una variazione
  di  bilancio e stiamo parlando anche di quattro spiccioli  come  ha
  detto benissimo il collega Tancredi, quindi questo è il motivo  per
  cui noi oggi siamo qui.
   Certamente,  affronto  brevemente per  lasciare  entrare  poi  nel
  merito   della   faccenda,  veramente   ci   sarà   bisogno,   caro
  Vicepresidente e so quanto lei è sensibile a questo  argomento,  ci
  sarà  bisogno  -  e penso che lo faremo in fase di  bilancio  -  di
  tracciare  le  linee programmatiche, le linee e  quella  che  è  la
  visione  a lungo termine, quella che è la strategia di crescita  di
  questa  Regione siciliana che non è con la variazione  di  bilancio
  che  si determina, semmai con il bilancio, ma semmai è con le  idee
  di  un  Governo che deve guardare oltre il breve termine,  ma  deve
  guardare invece a quella che sono le politiche di sviluppo  di  una
  intera Regione. Non a caso una delle parole che sono state dette da
  altri in questo contesto è la parola povertà.
   Vedete  io  ho  una  mia  idea, caro  collega  Gucciardi  che  con
  attenzione  mi  ascolta,  la mia idea è -  probabilmente  non  sarà
  condivisa  da  molti altri - che la povertà non si risolve  facendo
  assistenza, ma la povertà si risolve curando il male e il male è la
  mancanza  di lavoro. Tu non curi la povertà e ce lo dimostra  tanti
  anni   di  esperienza  di  Governo  di  questa  Regione  siciliana,
  probabilmente  è  il  cane che si morde  la  coda,  quello  che  ha
  costretto  questa  Regione  a fare sempre  assistenza  ed  oggi  ci
  ritroviamo  a  spostare  questi quattro spiccioli  per  pagare  gli
  stipendi  di tanta povera gente, ma non affrontiamo mai il problema
  reale  di  come  la  povertà  lo elimini,  e  lo  elimini  non  con
  l'assistenza ma creando posti di lavoro.
   Io  sono fermamente convinto di questo e credo che il grande  vero
  colpo  di  rene  che  questa Regione siciliana dovrà  e  noi  tutti
  dovremmo essere chiamati a mettere in campo è una strategia a lungo
  termine  per  migliorare strutturalmente i  grandi  problemi  della
  Regione  e  dare,  finalmente, lavoro ai nostri giovani;  perché  è
  quello  il problema, a partire anche dalle difficoltà che si  hanno
  avuto in questa manovra di bilancio, l'abbiamo visto tutti e  si  è
  arrancati  a cercare di mettere su questa variazione per  fare  che
  cosa?  Un'operazione  molto semplice che è giusto  che  il  Governo
  abbia  fatto e gliene va dato merito, riprendere tutti  quei  fondi
  che  non  stati  spesi  nell'arco dell'anno e anziché  accantonarli
  poterli  riutilizzare  per fare che cosa?  Per  fare  un'operazione
  molto  semplice, cioè pagare gli stipendi di persone che altrimenti
  avrebbero  non  ricevuto il loro legittimo stipendio  negli  ultimi
  mesi,  dare  un segnale alla povertà e fare alcune cose che  adesso
  diremo.
   Lo  si  è  fatto con grande sforzo da parte del Governo; lo  si  è
  fatto  con un grandissimo sforzo e credo che se ne debba merito  al
  Presidente della Commissione  Bilancio , il caro onorevole  Savona,
  che  grazie  al  suo  equilibrio, alla sua  esperienza,  con  molta
  pazienza  gli devo riconoscere, è riuscito in qualche  modo,  anche
  questa volta, a mettere un po' tutti d'accordo e a tirare fuori  il
  meglio che si potesse.
   Certo,  se  ci fossero tanti soldi, problemi non ce ne  sarebbero,
  perché tutti potrebbero essere più contenti. I soldi sono pochi, la
  coperta  è  piccola e, quindi, come al solito c'è stato  un  lavoro
  della  Commissione giudizioso, devo dire, di tutta la  Commissione,
  opposizione  e  maggioranza per cui alla fine si è fatto,  vogliamo
  dire il meglio o il meno peggio? Però, si è fatta una variazioni di
  bilancio  che,  di fatto, ha spostato quei fondi che erano  rimasti
  inutilizzati  e  li  ha  messi,  dove?  Nell'aiutare  i  comuni  in
  dissesto.  Anche  lì: abbiamo risolto i problemi  dei  Comuni?  No
  Vedete, io sono abituato a non essere, o quanto meno ci provo,  non
  sono  un  ipocrita e dico sempre le cose che penso, anche i comuni,
  ho  fatto  il  sindaco, non soddisferemo certamente le esigenze  di
  tutti  i  comuni,  ma  la prima cosa che devono  fare  i  comuni  è
  imparare a governare seriamente.
   C'è un grande tema nella politica italiana in questo momento, caro
  Presidente,  è  la  mancanza di serietà:  la  serietà;  la  serietà
  nell'amministrazione.  Anche i comuni  devono  imparare  ad  essere
  seri,  a  far  quadrare i conti, a far quadrare  i  numeri,  non  è
  possibile  che ci debba essere qualcun altro a cui noi ci riferiamo
  per cui ci debba dare dei soldi.
   Anche i comuni che hanno difficoltà, li ho vissuti sulla mia pelle
  quando   ero  sindaco,  che  significava  ritrovarsi  sempre   meno
  trasferimenti,  ma  bisogna fare qualità  con  quello  che  si  ha,
  bisogna  imparare  a  gestire  bene,  a  far  pagare  le  tasse  ai
  cittadini, a non sperperare denaro e così gli equilibri dei bilanci
  si  mantengono. Perché cosa succede? Succede una grande  disparità;
  la  vera disparità poi dove sta? Che i comuni che sono seri  e  che
  non  spendono,  che  non  sperperano e che sono  in  equilibrio  di
  bilancio,  poi  non vengono aiutati. I comuni che sperperano,  come
  Catania.  Catania va gestita bene. L'abbiamo aiutata,  per  carità
  Anche  io  ho votato favorevolmente, ed ero disponibile ad aiutarla
  però  il  segnale  deve  passare. Catania  non  può  immaginare  di
  continuare a perpetrare politiche di mal governo perché  poi  possa
  chiedere aiuta alla Regione, allo Stato e quant'altro. Catania deve
  imparare ad amministrare bene.
   Gli  si  è  dato  un aiuto e si è fatto con tanta  generosità,  il
  meglio che si poteva fare. E' stato fatto anche tanto dibattito, se
  aiutare  solo  Catania o altri comuni. Alla  fine  è  venuto  fuori
  un'attenzione   maggiore   per   Catania   dove   c'è   una   nuova
  amministrazione  che sta provando a riemergere, a riorganizzare  il
  Comune  e andava dato un piccolo sostegno, un segnale, ed  è  stato
  fatto.  Non  risolverà  tutti i problemi  di  Catania  perché  deve
  partire dall'interno.
   Lo  stesso vale per gli altri Comuni e lo si è fatto; ma  è  stato
  fatto  anche nei confronti di tanti piccoli enti vale  per  i  Pip,
  vale per i Consorzi, vale per l'Esa, vale per tutti quegli enti che
  avevano  difficoltà  per il pagamento degli  stipendi.  Quindi,  la
  manovra  ha  fatto questo: abbiamo dato un po' di soldi per  pagare
  gli   stipendi  alla  gente:  punto   Molto  semplicemente,   molto
  giudiziosamente, dico io.
   Lo  stesso è stato fatto per il dissesto idrogeologico. Anche  lì,
  quei  famosi  12 milioni contestati. Di fatto cosa si  è  fatto  in
  questi  mesi? C'è stata l'emergenza del maltempo, si è  determinato
  il  dissesto  idrogeologico, ci sono gli enti che sono intervenuti,
  parlo  dei consorzi di bonifica, ma come la forestale, o così  come
  l'Esa,  sono  stati utilizzati - grazie a Dio  - ha fatto  bene  il
  Governo  a utilizzarli, questo ha comportato ulteriori spese,  sono
  state  coperte  queste spese. Credo che sia un  fatto  di  assoluta
  normalità e buon senso.
   In  questo contesto, nasce per esempio, un emendamento che  io  ho
  firmato insieme all'onorevole Lo Curto dove diciamo al Governo - su
  questa  linea  mi fa piacere che ci sia l'Assessore all'Agricoltura
  che  so,  ne  abbiamo parlato tante volte,- è come me  convinto  di
  questo  -   utilizziamo questi fondi non più  per  l'emergenza,  ma
  utilizziamoli  per  la  prevenzione  del  dissesto  idrogeologico .
  Probabilmente,  costerebbe  di meno e  faremmo  meno  danni,  come?
  Utilizzando  le  strutture  che  abbiamo;  abbiamo  i  consorzi  di
  bonifica dove ci sono persone, mezzi per potere fare questo lavoro;
  abbiamo  la Forestale, sono tante le  persone che possono lavorare.
  L'Esa  stessa ha dei mezzi meccanici. Utilizziamo tutto questo  che
  già abbiamo per fare la prevenzione tutto l'anno ed evitare che poi
  alle  prime  piogge succede quello che è successo. Questo  è  stata
  un'indicazione  al Governo e c'è un emendamento  in  questo  senso.
  Queste sono le cose che sono state fatte.
   C'era  un  problema, il problema delle IPAB. L'unico vulnus  serio
  che  avevamo  messo  in  evidenza e  molti  deputati,  compreso  il
  sottoscritto,  il  mio Presidente Roberto Di Mauro,  così  come  la
  collega  Foti ed altri ancora avevano sottolineato questo problema,
  questo  settore  che era rimasto scoperto dagli  aiuti  che  vedeva
  tante  persone  in  sofferenza,  nell'impossibilità  di  avere  uno
  stipendio.
   C'è  stato  un notevole dibattito, c'era difficoltà a reperire  le
  somme, il Governo è stato sensibile, era presente l'assessore Razza
  che  ha  preso  l'impegno  ben  preciso  nel  dirsi  disponibile  a
  risolvere  questo problema. So, perché ne ho certezza  e  lo  posso
  comunicare  con  molta  tranquillità, che  l'assessore  Razza,  per
  volontà anche del Presidente Musumeci, ha approntato un emendamento
  per  spostare 5 milioni di euro - penso sia questa la cifra  -  per
  tamponare  questa grave falla e poter dare serenità a tutte  queste
  famiglie.  Anche questo vulnus che c'era è stato, in qualche  modo,
  riparato.
   Alla fine credo sia venuta fuori una buona variazione di bilancio.
  Come  tutte  le  cose  dobbiamo  trarne  le  conseguenze,  dobbiamo
  acquisire dei messaggi. Dobbiamo sempre cogliere dalle criticità  i
  suggerimenti  per  evitare  che le criticità  si  riverifichino  un
  domani.
   Certamente,  onorevole Barbagallo, non c'è dubbio che deve  essere
  messa mano al problema dell'urbanistica in generale, una volta  per
  tutte.  Ci  vuole una norma che riorganizzi il sistema in  Sicilia,
  anziché  fare provvedimenti tampone. Ce n'è bisogno, è cambiato  il
  mondo, è cambiato il sistema, sappiamo che dobbiamo consumare  meno
  suolo  e  sappiamo anche che dobbiamo recuperare i centri  storici.
  Per  cui,  quella norma è una buona norma.  Certo, se  fosse  stata
  contestualizzata in un sistema più  sarebbe stato meglio,  è  stata
  fatta alla maniera siciliana, però sempre meglio di niente.
   C'è  bisogno di mettere mano alle grandi riforme. Quando  si  dice
  che  questo Governo non sta facendo nulla, non è vero, è  ingiusto.
  Le  grandi riforme, le riforme strutturali, quelle di cui io parlo,
  quelle  che  guardano lontano, che riguardano la strategia  di  una
  Regione, quelle cose non si fanno in sei mesi e non si fanno e  non
  si  possono  fare. Sfido chiunque a farle, perché io credo  che  il
  signor  Cancelleri  si  debba  ritenere  fortunato  di  non  essere
  diventato  Presidente della Regione, questo è  il  mio  parere;  le
  grandi  riforme,  riaggiustare una  Regione  come  questa,  non  si
  possono  fare  in un anno. Non lo fai in un anno, soprattutto  dopo
  cinque  anni  di disastro. Lo fai in cinque, dieci, anni  di  buona
  amministrazione,  di amministrazione seria, corretta,  dove  ci  si
  mettono  le  regole, dove si mette mano al problema del  personale,
  perché  non è possibile, Presidente e Vicepresidente, che si  debba
  affrontare il problema della variazione di bilancio con due persone
  che di notte si arrampicano sugli specchi per cercare di aggiustare
  una manovra.
   Ci  vuole  una  struttura con persone, persone preparate.  Bisogna
  fare  i  concorsi in questa Regione Siciliana. So che ora la  gente
  dice:   ma come? Ancora concorsi? . Sì, bisogna fare i concorsi  in
  questa  Regione  Siciliana,  bisogna  assumere  personale  giovane,
  preparato,  capace  di  aiutare noi  anziani,  mettiamola  così,  a
  migliorare  le  performance di questa Regione. Ce lo dobbiamo  dire
  che  è  questo  pure il problema. Avviene in tutti gli assessorati,
  perché   non  si  riesce  a  spendere?  Perché  abbiamo  difficoltà
  nell'Assessorato dello sviluppo economico o dell'agricoltura o  del
  bilancio? Perché non abbiamo il personale adeguato. Perché  abbiamo
  un  carico  di  migliaia di persone, di categorie A  e  B  che  noi
  sosteniamo,  sempre per dare risposta a quel famoso problema  della
  povertà, ma che sono, sostanzialmente, inutili per quello che è  la
  nuova,  la moderna macchina che deve funzionare, che deve purtroppo
  fare  i  conti  con  la  tecnologia moderna, con  i  computer,  con
  internet.
   Non  sono  preparati. Tutta brava gente che  fa  del  suo  meglio,
  alcuni  fanno  dei lavori importanti, altri un po' meno  ma  è  una
  grande massa di lavoro che, alla fine, non è messa in condizioni di
  produrre  qualità per questa Regione. È il cane  che  si  morde  la
  coda.  Con  tanta gente, poi di fatto, questa macchina  appesantita
  non riesce a determinare qualità. Dobbiamo porci questo problema  e
  lo  dobbiamo fare in sede di bilancio, cercando di definire insieme
  -  certamente il Governo più degli altri - una strategia seria  per
  questa Regione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Compagnone, mi dà la possibilità,  col  suo
  intervento, ha toccato un tasto importante.

   COMPAGNONE. Era una battuta.

   PRESIDENTE.   Colgo   l'occasione  per  ringraziare   gli   Uffici
  dell'Assemblea  regionale per il lavoro che  hanno  svolto  durante
  queste   variazioni   di  bilancio,  però  invito   contestualmente
  l'Assessore   e  il  Governo  a  farsi  carico  di   una   maggiore
  partecipazione   da  parte  degli  amministrativi   della   Regione
  siciliana a questi momenti di confronto, perché non è possibile che
  gli  uffici  dell'Assemblea  che  non  generano  una  variazione  o
  comunque  documenti  finanziari poi, però,  si  trovino  a  doverli
  riscrivere in funzione, appunto, delle volontà del Parlamento e del
  Governo stesso.
   Ci  vuole,  quindi, una maggiore partecipazione  e  io  invito  il
  Vicepresidente  della Regione, nonché Assessore per l'economia,  ad
  occuparsi di questa situazione.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente,  colleghi,  cittadini,  io  farò  un
  intervento breve perché la situazione è quella che in Aula c'è solo
  l'opposizione, questo testimonia anche il livello di interesse,  mi
  fa  piacere  che anche l'Assessore se ne stia andando.  Presidente,
  sospendiamo un attimo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Sto parlando al telefono.

   CIANCIO. E allora, quando finisce la telefonato intervengo  Ma che
  modo è, mi scusi

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Quando parlo  io  lei  si  gira
  dall'altra parte

   CIANCIO. Ma quando mai  Quando è successa questa cosa

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, si rivolga alla Presidenza.

   CIANCIO. Io vorrei fare innanzitutto un appunto sul metodo, perché
  prima  ancora  di parlare delle variazioni di bilancio  -  e  forse
  qualcuno  dirà  che  saremo monotematici e parleremo  sempre  delle
  stesse  cose - io vorrei chiedere al Presidente Bologna  per  quale
  diavolo di motivo se la Commissione era convocata alla 10.00  ed  è
  cominciata  all'1.30  perché non ha accolto  l'appello  del  nostro
  collega Tancredi a rimandare la Commissione al giorno dopo, in modo
  tale che quelle stesse ore di lavoro che si sono fatte di notte  si
  sarebbero  benissimo  potute  fare l'indomani  mattina  visto  che,
  comunque,  l'Aula era convocata per le 11.00 ed è  stata  rimandata
  alle 18.00.
   Quindi quello che di mattina potevano fare benissimo alla luce del
  sole è stato fatto di notte e gran parte dei deputati, tra l'altro,
  erano a riposarsi, giustamente, perché dopo aver fatto le 7.00  del
  mattino non sono potuti arrivare in orario in Aula.
   Quindi io vorrei capire quale è stato il motivo per il quale ci si
  è  impuntati  ad andare avanti all'1.30 di notte quando  si  sapeva
  benissimo che questa variazione di bilancio non si poteva approvare
  entro  oggi, perché questo era il programma. Ricordo che era questo
  l'intento di tutta l'Aula:  Dobbiamo assolutamente approvare questo
  disegno  di  legge  entro questa settimana  non  è  stato  fatto  e
  nonostante  tutto si è continuato a fare quello  che  si  è  sempre
  fatto,  quindi  lavorare  di notte e mi creda,  signor  Presidente,
  lavorare di notte io la reputo una grandissima mancanza di rispetto
  nei  confronti  di  tutti  noi,  nei confronti  degli  uffici,  nei
  confronti del personale dell'ARS, nei confronti di tutti quelli che
  sono  costretti   a rimanere in questo Palazzo per  i  capricci  di
  qualcuno.
   E  siccome  non ci credo più alla favoletta che è una necessità  e
  credo  che  sia invece una scelta, io non sono d'accordo  e  chiedo
  all'Ufficio  di  Presidenza  che  si  discuta  di  questo  modo  di
  legiferare barbaro, è un modo di legiferare barbaro
   Signor Presidente parlatene in Consiglio di Presidenza, perché  io
  chiedo  ufficialmente  che vengano vietate dopo  la  mezzanotte  le
  Commissioni, soprattutto quando non ce ne è motivo.
   A  proposito del merito, perché poi vediamo anche cosa viene fuori
  dalle  Commissioni  notturne,  non  mi  soffermo  sull'articolo  1,
  l'articolo   2   sono  una  serie  di  rifinanziamenti   di   spesa
  condivisibili o meno questo lo lascio dire ai vari deputati e  alla
  coscienza di ognuno.
   Abbiamo,  però, questo articolo 2 che culmina in questo  comma  14
  che  è  stato  inserito  in finanziaria che per  la  Villa  liberty
  Deliella di Palermo - io chiedo scusa, non conosco il sito -  è  un
  emendamento proposto dai deputati della maggioranza e questo  comma
  recita testualmente:  L'Assessore regionale per i beni culturali  e
  l'identità  siciliana è  autorizzata ad intraprendere un'iniziativa
  culturale  workshop con il coinvolgimento di almeno  tre  studi  di
  progettazione di chiara fama, al fine di stabilire le linee guida e
  i  criteri  per  la predisposizione di un concorso di progettazione
  per la realizzazione di un museo liberty . Bellissimo
   Per carità, chi non vuole la realizzazione di un museo liberty, ma
  io  vorrei  dire  alle  persone che hanno un aspettativa  ed  hanno
  costruito  magari una speranza su questo comma, che  questi  soldi,
  quarantacinquemila  euro, ridicoli tra l'altro,  non  verranno  mai
  utilizzati, sono soldi buttati  Perché inserire un comma del genere
  in  variazione di bilancio e dire di spenderli ed utilizzarli entro
  il 31 dicembre, significa prendere in giro queste persone.
   Quindi  io chiedo ufficialmente che venga stralciato questo comma,
  perché  non solo non può essere utilizzato, ma anche se per esempio
  ci   fossero  i  presupposti  per  utilizzarlo,  questo   comma   è
  incostituzionale,  abbiamo fatto decine e  decine  e  centinaia  di
  norme  di  questo  tipo,  che sono state impugnate.  Ed  ancora  si
  continua e parlano a noi di spot, dicono che noi facciamo  spot,  e
  questo che cos'è? Vado avanti.
   Articolo  4,  e qui entra il ruolo del Governo. Perché  io  vorrei
  capire, Assessore Armao, questo articolo 4 sono una serie di  norme
  che  non  sono state impegnate dal Governo. Allora delle  due  cose
  l'una:  o  si dà la colpa ai burocrati o è una mancanza di  volontà
  politica  di spendere queste somme. Ma se la colpa è dei  burocrati
  quali   provvedimenti  state  prendendo  nei  confronti  di  questi
  burocrati   che  non  hanno  voluto  spendere  queste   somme?   E'
  importante, perché io come deputato mi sento mortificato se  faccio
  una  legge,  se metto in bilancio delle somme, stanzio delle  somme
  che  poi non vengono utilizzate. Quindi vorrei sentire dalle parole
  dell'Assessore  dire  che  si  stanno prendendo  provvedimenti  nei
  confronti  di  questi dirigenti che non hanno  speso  e  non  hanno
  impegnato le somme in bilancio.
   Quindi  poi  chiudiamo  con l'articolo 5, commi  9  e  10,  signor
  Presidente,  questi  commi 9 e 10 si devono stralciare.  Io  chiedo
  ufficialmente che vengano stralciati perché non sono passati  dalle
  Commissioni  di  merito. E' una norma che è stata presentata  anche
  questa  alle cinque e mezza del mattino, è una norma che  parla  di
  urbanistica, che non c'entra assolutamente nulla con il tema di cui
  stiamo  parlando  e  che merita quindi di essere  stralciata  dalla
  Presidenza.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, rispetto a questa sua richiesta  di
  stralcio  la  Presidenza si è già determinata. Io le  consiglio  di
  proporre  una  pregiudiziale all'inizio della  prossima  seduta  su
  quegli articoli o commi che lei ritiene debbano essere tolti  dalla
  legge di variazione di bilancio. Ovviamente, può proporre i normali
  emendamenti soppressivi fino alle ore 18.00 di oggi.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  avevo
  preparato  un  intervento che però ho deciso di non seguire  perché
  sono  alquanto  sorpresa. Sarà che è la mia prima  legislatura,  ma
  quest'Aula,  questo Parlamento e questo modo di condurre  i  lavori
  continua  sempre a sorprendermi. Mi sorprende il fatto che  qualche
  mese  fa in periodo di finanziaria, i banchi della maggioranza  che
  oggi  sono  vuoti  applaudivano  ai due  nuovi  deputati  segretari
  introdotti  nell'Ufficio  di Presidenza perché  avremo  addirittura
  avuto  più  rappresentanza e più rappresentatività  per  il  popolo
  siciliano.   Quindi   il  popolo  siciliano   per   essere   meglio
  rappresentato  aveva  bisogno di due  deputati  segretari  che  noi
  abbiamo   dato  ed  a  cui  soltanto  venti  deputati  del   Gruppo
  parlamentare    Movimento   cinque   stelle   si   sono    opposti.
  Rappresentanza e rappresentatività che oggi non c'è, maggioranza di
  questo Parlamento che oggi sta mortificando il popolo siciliano.
   Questa  è una discussione generale, io vado nelle scuole,  insegno
  ai  bambini, porto i bambini in Parlamento ed insegno, spiego  loro
  quella che è l'importanza del dialogo e del confronto e questo è il
  risultato,  questa  è  la  realtà  dei  fatti,  la  realtà  di  una
  maggioranza  fatta di persone, competenti per carità,  persone  più
  oneste, meno oneste, non entriamo qua nel merito, ma di fatto  oggi
  le  opposizioni se la cantano, le opposizioni se la  suonano,  però
  carissimi  Assessori,  fatevi portavoce  con  il  Presidente  della
  Regione,  oggi  qui  presenti  ci  sono  soltanto  i  deputati   di
  opposizione  che  stanno portando avanti le ragioni  dei  siciliani
  perché  qui  non  siamo  Elena  Pagana,  Movimento  Cinque  Stelle,
  onorevole Gucciardi, onorevole Barbagallo.
   Qui   dentro  siamo  rappresentanti  del  popolo  che  oggi  viene
  rappresentato solo dalle opposizioni, raccontatelo al Presidente
   Altra   sorpresa.  Non  posso  che  accodarmi  da   quanto   detto
  dall'onorevole  Ciancio perché guardavo quella  che  era  la  porta
  della  Presidenza della Commissione  Bilancio', porta chiusa,  dove
  di  notte,  man mano i deputati entravano ad uno ad  uno  mentre  i
  componenti  delle  Commissioni  erano  fuori  ad  aspettare  questa
  riscrittura.
   Non  ci  sto,  Assessore  Armao  Non ci  sto  con  i  colleghi  di
  maggioranza - stamattina erano in sei, poco fa due, adesso soltanto
  uno  -  non  ci  sto  con  chi dice qui stiamo  parlando  di  pochi
  spiccioli,  cosa  volete che siano cinquanta  milioni  di  euro  in
  confronto all'intero bilancio della Regione
   Questi cinquanta milioni di euro da una parte si dice che non sono
  niente, dall'altra parte se ne reclama l'importanza e quanto questa
  manovra sia fondamentale perché consente di pagare gli stipendi  di
  persone più povere.
   Il  paradosso qual è? Per dare ai poveri, mi riferisco ai consorzi
  di  bonifica,  pensiamo ai dipendenti dell'ESA,  pensiamo  a  tutte
  quelle persone ormai vittime e mi riferisco ai lavoratori degli  ex
  cantieri   di  servizio  che  risultano  lavoratori  senza   essere
  lavoratori  -  con  il  collega  Di  Paola  abbiamo  fatto  più  di
  un'audizione  in V Commissione -, si dà ai poveri per  togliere  ai
  poveri.
   Mi chiedo da persona che è alla prima esperienza - e mi fa piacere
  che   l'Assessore  fischietta  -  quando  vi  riunite  in   Giunta,
  materialmente che fate?
   Vi  sedete  e dite di dare dei soldi a queste persone? Da  chi  si
  prendono?  Fuori - non so se ve ne rendiate conto - c'è una  guerra
  di poveri contro poveri.
   State  continuando  a  fare questo, ad alimentare  questo  circolo
  vizioso.  Basta fare polemica, basta fare critica, ci sono  persone
  fuori che manifestano.
   In provincia di Enna stanno occupando le diverse sedi dei consorzi
  di bonifica.
   Vi invito seriamente a prendere questa occasione come un'occasione
  di  riflessione  perché  io, alla prossima finanziaria,  mi  voglio
  trovare  una  norma  che parli di consorzi di bonifica  non  con  i
  pochissimi  milioni  di  euro,  le  pochissime  risorse   stanziate
  soltanto  per  sopravvivere un altro po' ma  con  una  riforma  dei
  consorzi di bonifica.
   Voglio vedere questo Parlamento partecipe perché è dal dialogo tra
  le  istituzioni  che  nascono le proposte migliori,  voglio  vedere
  questo  Parlamento partecipe nelle scelte che questo Governo  vuole
  fare perché agiamo tutti nell'interesse dei siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, Governo, colleghi, ma soprattutto  mi
  rivolgo  ai cittadini siciliani che ci seguono da casa  e  che  non
  hanno  ovviamente  idea di come funzioni la macchina  in  Assemblea
  regionale.
   Il  testo  di  cui  stiamo discutendo oggi è il risultato  di  una
  Commissione  Bilancio' che, come già hanno detto i miei colleghi, è
  stata  convocata  alle  dieci  del  5  dicembre  ed  iniziata  dopo
  mezzanotte e finita alle 7 del mattino di giorno 6 dicembre.
   Sfido  chiunque, qualsiasi persona, chi parlerebbe  della  propria
  finanza,  di un'azienda alla notte in condizioni di improvvisazione
  continua. Penso nessuno
   Sono  argomenti che hanno bisogno di attenzione, hanno bisogno  di
  oculatezza  e pianificazione ma purtroppo in Assemblea,  in  questa
  Regione,   pianificazione   non   esiste   e   si   agisce   sempre
  improvvisando. Di cosa stiamo parlando?
   Vi spiego brevemente una parte relativa a questa discussione sulle
  variazioni  di bilancio. La Commissione discuteva delle  variazioni
  del  bilancio previsionale del 2018 e poi, all'interno  di  questa,
  delle  parti  di spesa non impegnate. E vi elenco, cari  siciliani,
  alcune voci di spesa che non sono state impegnate da questo Governo
  e sono, per esempio:
   -4 milioni  550 mila euro per il contrasto della povertà.  Siccome
      giustamente in Sicilia problemi di povertà non ne abbiamo, qual è
      il problema  Siamo solamente la seconda Regione dopo la Calabria,
      la seconda Regione d'Italia che ha il maggior numero di poveri. Ma
      tanto  che  c'importa   Non li spendiamo  questi  soldi  e  non
      contrastiamo la povertà in Sicilia
  -350 mila euro per le associazioni antiracket. Va beh  Tanto il
  pizzo non lo paga nessuno qua in Sicilia
  -2 milioni e 600 mila euro per progetti individuali per le persone
  disabili. Tanto i disabili sono gli ultimi e devono rimanere sempre
  gli ultimi.
  -200 mila euro per i centri antiviolenza e le case di accoglienza
  per le donne che subiscono violenze. Ma tanto le donne che
  subiscono violenza che c'importa  Rimangano fuori con i loro figli
  e cerchino rifugio.
  -300 mila euro per la promozione dei prodotti siciliani. Non
  spendiamoli tanto sono così tutelati e sono così promossi in tutto
  il mondo i nostri prodotti che non ne abbiamo la necessità
   E  non  vado avanti per questioni di tempo. Ma io chiedo a  questo
  Governo,  di  chi  è  la  responsabilità?  Lo  abbiamo  chiesto  in
  Commissione  Bilancio di chi è la responsabilità  e  perché  questo
  somme  non  sono state spese. E la risposta dei rappresentanti  del
  Governo  che erano in Commissione è stata quella:  beh  I dirigenti
  non  li hanno spesi . Ora, se i dirigenti sono incompetenti  e  non
  svolgono  il loro ruolo e non svolgono il ruolo per cui sono  stati
  pagati  probabilmente dovreste prendere dei provvedimenti.  A  meno
  che, non siano istruiti per fare questo.
   Il  Governo regionale, dopo un anno del suo insediamento, continua
  a non prendersi la responsabilità politica che per questa Terra non
  si  stanno  facendo  chiaramente  dei  programmi  e  delle  riforme
  importanti per farla risollevare.
   Concludo  dicendo  che, proprio qualche giorno fa,  il  Presidente
  Musumeci  ha  dichiarato  che per fare ripartire  la  Sicilia  sono
  necessari circa 5-6 anni e per renderla competitiva ci vorranno  10
  anni.  Se  effettivamente il Presidente prevede che fra 5  anni  la
  Sicilia  si  risolleverà,  probabilmente già  c'è  qualche  riforma
  strutturale  in atto di cui noi non siamo a conoscenza.  Quindi  vi
  chiedo  magari di renderci partecipi di questo potenziale eventuale
  progetto  così  almeno lo diciamo ai siciliani che ogni  giorno  ci
  contattano,  ci scrivono, ci chiamano, a tutti quei  cittadini  che
  incontriamo ogni giorno. Perché credetemi, è snervante  non  potere
  dare una parola di speranza alle persone disperate di questa Terra.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Non  essendo
  presente in Aula, decade dalla facoltà di parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, credo che questa sia  una  occasione
  anche d'altronde lo stesso Musumeci ha fatto un piccolo bilancio di
  questo  primo  anno  di Governo. E credo che questa  variazione  di
  bilancio  certifichi  in maniera inequivocabile  il  fallimento  di
  questo  primo  anno del Governo Musumeci. Perché i dati  emersi  in
  questa  sessione di lavoro evidenziano, senza timore  di  smentite,
  non solo l'incapacità di questo Governo di programmare il futuro di
  questa Regione ma, anche, l'inconsistenza e l'incapacità di gestire
  il presente.
   Questo Governo ha più volte ribadito e ammesso candidamente di non
  avere  maggioranze in Aula e oggettivamente si vede, si vede  anche
  oggi  che infatti non c'è. Non ha controllo dei propri uffici e  si
  vede  nel  momento in cui questi uffici non riescono a  spendere  i
  soldi e non riescono in particolare a spendere quei soldi che  sono
  stati  immaginati per le classi più deboli; e la cosa drammatica  è
  che poi gli assessori cadano dal pero quando vengono in Commissione
  e ci allargano le braccia; si vede dai continui, a volte clamorosi,
  passi  indietro del Governo, vedi quelli sulle nomine o vedi  anche
  nelle scelte economiche che è stato costretto a fare, e quando dico
  costretto  non utilizzo il termine in maniera impropria perché  noi
  non  dobbiamo  dimenticare che questa variazione è figlia  di  quel
  taglio orizzontale che in sede di finanziaria l'assessore Armao  ha
  dovuto,  non  ha  voluto fare, l'ha dovuto fare,  perché  costretto
  dalle  marchette che questo Governo ha dovuto riconoscere  ai  suoi
  deputati  per non perdere neppure un voto che sarebbe stato  fatale
  all'approvazione della finanziaria.
   Ed  allora,  questo  Governo, costretto dai suoi  stessi  deputati
  della  maggioranza - che non ha - a galleggiare, si è  piegato,  ha
  tracciato  una  linea orizzontale riducendo in maniera  percentuale
  tutte le spese e poi per come era prevedibile non è arrivato a fine
  anno. Non è arrivato a fine anno, non è arrivato a luglio a portare
  la  variazione in Aula, non è arrivato al 30 novembre ed è arrivato
  con  l'acqua  alla gola, quando era già tardi. Ed  allora,  a  quel
  punto   che  cosa  ha  fatto?  Ha  dimostrato  poco  rispetto   per
  quest'Aula,  poco  rispetto per i presidenti di  Commissioni,  poco
  rispetto  per i commissari, costringendoli a lavorare di  fretta  e
  furia,  spesso con documenti incompleti se non addirittura  errati;
  ma,   cosa  ancora  più  grave,  sembra  impossibile,  persino  con
  l'assenza dei suoi stessi uffici all'interno delle Commissioni.
   Allora,  io credo che non si può continuare a lavorare  in  questa
  maniera, non credo che si possa continuare a correre se non  si  ha
  una  direzione  verso cui andare. E questo è ormai  certificato  da
  questi momenti.
   Entrando  poi nel merito della variazione, durante l'estenuante  e
  inutile corsa notturna della Commissione  Bilancio , il confronto è
  stato  in  alcuni momenti aspri ma su una cosa credo che  ci  possa
  essere  unità di intenti, ed è quello di riconoscere  che  tutti  i
  Comuni   siciliani,  tutti  gli  enti  locali  siciliani  sono   in
  difficoltà, non ce n'è uno che è più in difficoltà di un altro.  E,
  quindi,  non possiamo non vedere in quel documento come  se  da  un
  lato  è  giusto  aiutare a percepire lo stipendio i  dipendenti  di
  Catania,  non  possiamo  però lasciare  indietro  tutti  gli  altri
  Comuni,  le  ex provincie, i dipendenti delle IPAB e  tutti  quegli
  altri  lavoratori  che  al  pari - non  prima  e  non  dopo  -  dei
  dipendenti comunali di Catania, avrebbero diritto a trascorrere  un
  Natale sereno con i propri cari.
   Quindi, non possiamo continuare a ragionare come se Catania  fosse
  l'unico ente locale in difficoltà. E, a tal fine, mi appello ancora
  una   volta  alla  serietà  del  Governo  e  del  Presidente  della
  Commissione  Bilancio , l'onorevole Savona, di cui non ho motivo di
  dubitare che in Aula costruiremo una norma che sia equilibrata  per
  tutti  i Comuni, perché - ripeto - un dipendente comunale di  Porto
  Empedocle non vale meno di un dipendente comunale di Catania. Però,
  questo  messaggio deve passare. Perché in Sicilia, vede  Assessore,
  nessuno campa d'aria e tutti hanno gli stessi diritti, almeno sulla
  carta.
   Per  tale  motivo mi auguro, e sono fiducioso, che  il  Presidente
  Musumeci,  se  vuole guardare il futuro e vuole  arrivare  fino  in
  fondo  a  questa  legislatura, cambi un pochino  rotta,  perché   -
  ripeto  -  non  ha  senso correre quando non  si  ha  una  meta  e,
  soprattutto, non ha senso remare in una direzione quando quelli che
  dovrebbero essere dalla tua stessa parte remano in un'altra.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, a  questo
  punto  del dibattito ovviamente il provvedimento che il Governo  ha
  proposto è già stato sviscerato. Molti aspetti sono stati messi  in
  luce in termini estremamente negativi.
   Noi esprimiamo un giudizio negativo su questo disegno di legge per
  le  ragioni già dette dai deputati del mio Gruppo parlamentare  che
  sono  intervenuti,  in particolare mi rifaccio  all'intervento  che
  riguarda anche i farmaci innovativi dell'onorevole Gucciardi,  così
  come   sono   state   messe  in  luce  alcune,  francamente,   cose
  inconcepibili,   in   particolare   mi   riferisco   all'intervento
  dell'onorevole Barbagallo, già ottimo assessore al turismo, che  ha
  messo in luce il fatto che tra le pieghe del provvedimento c'è pure
  un  finanziamento di circa 46 mila euro e qualcosa che riguarda  un
  rifinanziamento  dell'ex  articolo 128,  cioè  dell'ex  Tabella  H,
  limitatamente alla rubrica del turismo.
   Non  capisco. E' la prima volta che in questi anni mi  ritrovo  di
  fronte ad una cosa del genere francamente inconcepibile.
   Io  voglio denunciare con chiarezza che questa manovra manca di un
  requisito essenziale per avere una valutazione positiva del Partito
  Democratico  e  che  per questa ragione di  fondo  ha  e  avrà  una
  valutazione  negativa.  Ovviamente poi  man  mano  si  comincerà  a
  discutere  dell'articolato, lo faremo  in  maniera  più  precisa  e
  circostanziata.
   La  caratteristica che non ha questa manovra è quella dell'equità.
  Si  colpiscono le fasce sociali più deboli. E' una manovra di circa
  50  milioni di euro. Per 46 milioni sono tagli che finanziano altri
  interventi di spesa.
   E  si  interviene in maniera indiscriminata. Come ha scritto  bene
  l'Ufficio  del Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana  non  si
  capisce  neppure con quale logica si interviene su alcuni  capitoli
  di spesa piuttosto che su altri.
   E  c'è  un  aspetto, Presidente Cancelleri, che voglio  richiamare
  nella  sua  qualità in questo momento di Presidente del  Parlamento
  regionale, alla sua attenzione, l'aspetto inaccettabile  è  che  il
  Governo  non  solo  non  attua le leggi che  in  questo  Parlamento
  vengono  approvate ma a distanza di mesi, siccome non  ne  ha  dato
  attuazione,  addirittura ne propone l'abrogazione e  da  subito  il
  definanziamento  per stornare queste risorse finanziarie  su  altri
  interventi di spesa.
   Questo è un modo di procedere assolutamente inaccettabile.
   E'  una  scelta  di fondo che il Governo fa che questo  Parlamento
  deve   respingere.  Le  leggi  approvate  dall'Assemblea  regionale
  siciliana  obbligano tutti, sono leggi per tutti. E  il  primo  che
  deve dare il buon esempio è proprio il Governo della Regione che  è
  chiamato a farle rispettare e a rispettarle innanzitutto.
   Lo dico in particolare con riferimento alla questione dei comuni.
   Come  ben sappiamo, nell'ambito dell'articolo 15, comma 11,  della
  legge  n.  8  del 2018, è stato istituito un fondo di 5 milioni  di
  euro che rappresenta una premialità per i comuni virtuosi che hanno
  superato  il  65 per cento di raccolta differenziata.  Ma  non  nel
  2018, nel 2017.
   Per  questo è inconcepibile che fino a ieri mattina in Commissione
  Bilancio  si dicesse  guardate che siamo stati costretti a  ridurre
  questo stanziamento nell'impossibilità di procedere al riparto .
   Perché  è  stato  detto così fino a due giorni fa  in  Commissione
  Bilancio  mancano  i dati certificati. Non sappiamo  quali  sono  i
  comuni che hanno superato il 65 per cento di differenziata.
   Questo è falso e lo dichiara oggi candidamente il Presidente della
  Regione  siciliana,  Nello Musumeci, nell'affermare  in  Conferenza
  Stampa che il dato rilevato nel 2017 ammontava al 22,7 per cento.
   Indubbiamente è un dato regionale, ma è impossibile  conoscere  il
  dato   regionale  se  non  si  ha  il  dettaglio  del  dato   della
  differenziata in ognuno dei 390 comuni della nostra  Regione  e,  a
  conferma  del fatto che quanto è stato dichiarato in Commissione  è
  falso,  in  data  6  dicembre, cioè in data di ieri,  l'assessorato
  regionale   delle autonomie locali ha assunto il provvedimento,  il
  d.d.g.,  se  non  ricordo male, n. 366,  con  il  quale  si  fa  la
  ripartizione di due dei cinque milioni di euro previsti nella legge
  di stabilità per i cosiddetti comuni virtuosi che hanno superato il
  65 per cento della differenziata.
   Allora,  vedete, questo è inconcepibile che mentre si dichiara  in
  Commissione,  ieri  mattina, che ancora non c'è la  possibilità  di
  conoscere quali comuni hanno superato il 65 per cento, ed  in  data
  di   ieri,  cioè  contestualmente,  l'assessorato  regionale  delle
  autonomie  locali ha approvato il decreto con allegata  la  tabella
  dei comuni che hanno superato il 65 per cento. Guarda caso, per  un
  acconto, pari a due milioni perché nella versione originaria  della
  manovra  di  variazione che c'è stata presentata,  in  effetti,  si
  prevedeva  di ridurre lo stanziamento di cinque non di un  milione,
  così  come  adesso  ci  viene proposto, ma di tre  milioni,  quindi
  cinque milioni diventavano due.
     Ed  allora, assessore Armao, tutto questo non è accettabile, non
  potete  chiedere  responsabilità  alle  opposizioni  nel  confronto
  rispetto  alle  vostre  proposte se  poi  da  parte  di  tutti  gli
  assessorati,  in  questo caso, non mi rivolgo  al  suo  assessorato
  perché non dipendeva dal suo assessorato, non hanno una serietà  di
  fondo  nel  fare quello che fanno, rispondendo innanzitutto  ad  un
  principio che si chiama  trasparenza'.
   Questo  è un provvedimento inaccettabile perché è un provvedimento
  che  colpisce i comuni virtuosi che hanno realizzato  la  più  alta
  percentuale di differenziata in condizioni assolutamente  difficili
  ai quali volevate negare il 60 per cento dello stanziamento oggi  è
  ridotto  al 20 per cento sol perché, appunto, noi siamo intervenuti
  già in Commissione, per impedire la decurtazione quasi totale.
   Allora,  questo  modo di procedere del Governo che  non  attua  le
  leggi,  che  nega la realtà dei fatti in Commissione, che  nega  un
  confronto  sulla  verità  e sulla trasparenza  con  i  deputati  in
  Commissione, è un modo di fare assolutamente che noi respingiamo al
  mittente.
   Noi  non possiamo consentire che il Governo e la Regione siciliana
  non  rispetti le leggi che in questo Parlamento vengono  approvate.
  Lo  dico  con  riferimento alla raccolta differenziata dei  comuni,
  peraltro,  non so come è stato fatto un piano di riparto  piuttosto
  opinabile  che è tutto da verificare, ovviamente, lo verificheremo,
  ma  lo  dico con riferimento anche a tutte le altre norma che  sono
  state  introdotte  in  questo disegno di  legge,  vorrei  definirlo
   ibrido'  non  si capisce bene cos'è? E' una mezza manovra,  è  una
  variazione, si prevedono interventi normativi, non mi pare  che  si
  possa presentare un disegno di legge del genere il 7 di dicembre se
  davvero  questo  Governo ha in mente di volere approvare  legge  di
  stabilità e di bilancio entro l'anno perché francamente non avrebbe
  alcun senso, poi, questo sarà tutto da vedere.
   Dicevo,  manca il principio dell'equità. Noi sappiamo -  e  lo  sa
  anche  lei  assessore, anche perché l'onorevole Savona,  presidente
  della Commissione Bilancio, insieme all'onorevole Sammartino, hanno
  avuto  la  pregevole  iniziativa di convocare, su  loro  richiesta,
  tutti  i  sindaci dei comuni in dissesto - che i comuni versano  in
  condizione  di  estrema  emergenza in  particolare,  ovviamente,  i
  comuni in dissesto ed in pre dissesto.
   Noi  abbiamo chiesto, a gran voce, che questo principio di  equità
  si traducesse nel fatto di istituire un fondo unico con un criterio
  di  riparto unico per tutti i comuni innanzitutto in condizione  di
  dissesto,  pre dissesto, con un principio di trasparenza  perché  i
  cittadini  di questa Regione sono tutti cittadini di serie  A,  non
  possono  essere trattati da cittadini di serie A solo  i  cittadini
  che  abitano in alcune città magari più care a qualche  politico  e
  vengano trattati e vengano trattati da cittadini di serie B  perché
  lì  il  comune è in dissesto e non può offrire alcuni servizi  solo
  perché  nessuno  si  ricorda di quel comune. Questo  è  davvero  un
  paradosso   inaccettabile  per  chiunque   voglia   fare   politica
  ispirandosi  ai  principi  della  nostra  Costituzione,  che   sono
  principi  di uguaglianza, che sono principi di giustizia sociale  e
  allora  noi  questo vi chiediamo, invece di procedere  con  singoli
  interventi  a  vantaggio  di  questo  o  quell'altro  di  prevedere
  l'istituzione di un Fondo, adeguatamente finanziato, per far fronte
  alle  esigenze  di tutti con dei criteri che possano  rispondere  a
  principi di trasparenza.
   Abbiamo  trovato  davvero inaccettabile che, perfino  nella  prima
  stesura  del  disegno di legge si prevedesse la soppressione  della
  norma sostanziale che ha introdotto - perché in questo Parlamento è
  stata  approvata - il reddito di inclusione sociale.  Erano  cinque
  milioni  di  reddito di inclusione sociale per le fasce più  deboli
  della  nostra Sicilia, per le famiglie povere, per le famiglie  che
  davvero  non riescono più ad arrivare a fine mese e questa norma  è
  stata  approvata da tutti, non è stata approvata solo  dal  PD  che
  l'ha proposta, è stata approvata da tutti i gruppi parlamentari  di
  opposizione ed anche di maggioranza e la risposta che  ci  è  stata
  data  è:  non siamo riusciti ad ottemperare alla legge,  non  siamo
  riusciti  a  dare  attuazione al reddito di  inclusione  sociale  e
  quindi  adesso  cosa  facciamo? Siccome  i  soldi  si  perdono,  li
  utilizzeremo per altro. Guarda caso, questa logica il Governo  l'ha
  seguita  esclusivamente per le norme approvate da questo Parlamento
  su   proposta   delle   opposizioni  perché  questo   riguarda   la
  differenziata  sopra  il  65  per cento,  riguarda  il  reddito  di
  inclusione  sociale, riguarda per esempio i tribunali  di  Nicosia,
  Mistretta e Modica per l'anno 2018, riguarda le consulte giovanili:
  un  sostegno  alle  consulte giovanili impegnate nei  comuni  della
  nostra  Regione,  norma  inattuata di  cui  ad  oggi,  al  comma  5
  dell'articolo 1, ci viene proposta la soppressione, recuperando 500
  mila  euro  che  potevano andare a sostegno,  invece,  dei  giovani
  impegnati  e  che  avviano  un'esperienza  democratica  nelle  loro
  comunità locali.
   Ecco,  questo disegno di legge è pieno di norme inaccettabili,  di
  norme  senza  senso,  di  norme che si smentiscono  un  comma  dopo
  l'altro, che non hanno una logica ed è per questo che noi ribadiamo
  il giudizio negativo del Partito Democratico rinviando, ovviamente,
  alla  trattazione  dell'articolato e  dei  singoli  commi  di  ogni
  articolo,  le  nostre  osservazioni  e  per  questo  annunciamo  la
  presentazione  di  numerosissimi,  quanto  ragionevoli  e  fondati,
  emendamenti che prossimamente quest'Aula dovrà esaminare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  ogni
  documento  finanziario per la propria natura, appartenente  appunto
  al  ciclo  di  bilancio, di per sé dà un'immagine della  situazione
  economica  della nostra Regione e chiaramente dà anche  un'immagine
  di  quella che è l'azione politica e l'impulso politico. Anche  una
  variazione di bilancio, che vorrebbe essere chiaramente una  misura
  già  tardivamente presentata, così come abbiamo fatto  rilevare  in
  varie   sedi,   vorrebbe  essere  una  misura  di  correzione,   di
  variazione, quindi uno si aspetterebbe chiaramente poche misure  di
  dettaglio,  di  correzione,  offrono la  possibilità  di  fare  una
  riflessione  seria su quello che è l'ennesimo atto che  rappresenta
  gli  effetti  di una cosa che noi diciamo, e ancor  più,  ha  senso
  oggi. Qual è la cosa drammatica? Non per noi, ma per la Sicilia.
   Il  fatto  che  questo  Presidente di questa Regione,  l'onorevole
  Musumeci, oggi gravemente assente di fronte alla trattazione di  un
  documento  da  lui  stesso  presentato, su proposta  dell'Assessore
  Armao,  qui  presente, non ha una coalizione. Lui dice che  ha  una
  coalizione  che si aggrega in maniera così estemporanea,  e  questa
  estemporaneità, questa fragilità, la si vede in ogni passo, in ogni
  virgola, in ogni parola di questo documento. Perché laddove, non si
  ha  la  possibilità di imprimere con forza un disegno, un progetto,
  una  direzione e di portare avanti un programma, noi  non  sappiamo
  sostanzialmente da queste righe qual è il programma del  Presidente
  Musumeci, e non lo possono evincere neanche i cittadini che poi  lo
  vivono  sulla loro pelle, perché le ricadute di qualsiasi documento
  finanziario  poi le vivono i cittadini siciliani, al  netto  giusto
  trattamento  relativo a soddisfare quelle che sono  le  carenze.  E
  quindi  andare  a  riempire i capitoli di  bilancio  che  prevedono
  stanziamenti per gli stipendi - e quelle per carità sono  legittime
  e  devono essere portate avanti, come anche è stato già detto - noi
  troviamo  in  questo  intervento finanziario  tutta  una  serie  di
  disparità  di  trattamento nei confronti dei  comuni,  e  l'abbiamo
  detto,  è  stato ribadito il concetto, il fatto che non è possibile
  avere siciliani in comuni di serie A e siciliani in comuni di serie
  B.
   Addirittura,  abbiamo  avuto il sentore corretto,  fortunatamente,
  nella notte della Commissione Bilancio, che qui si volesse dire  ai
  comuni  virtuosi, come sempre, poiché siete stati virtuosi e  avete
  avviato  i  processi di stabilizzazione, vabbè fermiamo quelli  che
  sono gli stanziamenti che erano previsti, la copertura dell'80  per
  cento,  ma  fortunatamente,  ripeto,  è  stata  recuperata  da   un
  emendamento  del  Movimento Cinque Stelle. Oppure altri  interventi
  modificativi  che verranno fatti in quell'Aula, e speriamo  possano
  trovare accoglimento rispetto al fatto che se bisogna dare una mano
  ai  comuni,  questa  debba essere data ai comuni  in  dissesto,  ai
  comuni  in  pre-dissesto in maniera equa, e  andando  a  rispettare
  quelle  che sono le esigenze più cogenti e quindi, non si  facciano
  favoritismi   per   nessuno.  Su  questa  strada  possiamo   essere
  d'accordo,   sulla  parità  di  trattamento,  sulla  diseguaglianza
  sicuramente non ci troverete mai d'accordo
   Ma  quello  che  voglio dire ancora di più è che  questa  è  stata
  veramente  la variazione dello shock, cioè io ho avuto degli  shock
  leggendo  questo testo, ho avuto questi shock quando  ho  letto  la
  sottrazione  del  milione e cinque sul fondo dei  lavoratori  delle
  Ipab,  che va a finanziare quello che è un mondo, che noi  dobbiamo
  tutelare, dell'assistenza, dei servizi sociali, ma perché i servizi
  sociali  sono stati veramente in questa finanziaria, tutto ciò  che
  riguarda  il  sociale e le fragilità sono stati  una  mannaia,  una
  mannaia  dovuta al fatto che c'è stato anche detto  più  volte  non
  sono  tagli,  sono incapacità. Noi non abbiamo saputo, non  abbiamo
  potuto  spendere,  allora, a fronte della incapacità  di  spendere,
  questa  situazione grida vendetta e soprattutto fa sì che si  sommi
  un  puzzle in cui c'è l'incapacità di spendere per questa finalità,
  e  poi  c'è  l'incapacità di spendere - io l'ho già sentita  per  i
  fondi  comunitari  -  e c'è una incapacità di spendere  per  quanto
  riguarda le allocazioni e i fondi che ricordo essere poco  meno  di
  un  miliardo per la materia generale del dissesto idrogeologico, ma
  dove stiamo andando? Di che stiamo parlando?
   Anche in piccolo documento di variazione di bilancio ciò che la fa
  da  padrone  è l'incapacità di spendere, e non è possibile  in  una
  Sicilia  che grida vendetta, che ogni giorno noi vediamo che  ha  i
  più  alti  tassi  e  indici  per quel che riguarda  la  dispersione
  scolastica, per quel che riguarda il lavoro femminile, per quel che
  riguarda tutte le esigenze, la disabilità. Disabilità, altro  tema,
  vi  era stato un taglio di venti milioni poi per fortuna una marcia
  indietro  e  poi  un'ulteriore presentazione di un copertura  sulla
  sanità,  sui  farmaci innovativi ai fini dell'acquisto  di  farmaci
  oncologici,  ma questa copertura sulla sanità non è la prima  volta
  che  si  fa.  Ricordo  anche nella scorsa legislatura  coprimmo  le
  giornate dei forestali con 128 milioni sul fondo sanitario  quindi,
  comunque, è un'operazione che purtroppo vi si fa ricorso  spesso  e
  volentieri.
   Gli  altri  shock, perché nonostante le misure non  hanno,  quando
  sono buone misure non hanno appartenenza politica, i 4 milioni  450
  tolti  al Rei e ancora i fondi per le convenzioni con i carabinieri
  che  devono  andare  con gli ispettori del lavoro  nei  cantieri  a
  verificare quello che succede nella nostra Sicilia. I 200.000  euro
  per  i centri antiviolenza  E lo ribadisco, e lo ripeto, perché  le
  cose vanno ripetute perché si ricordino: noi piangiamo miseria  per
  queste  strutture che fanno un servizio lodevole  a  situazioni  di
  disagio  gravissimo  in cui versano le donne,  e  noi  praticamente
  facciamo  sì che non siamo riusciti a spenderli, non siamo riusciti
  a impegnarli  Questa cosa veramente non si può ascoltare
   E   ancora   2.600.000   euro  dei  piani   individualizzati   per
  l'integrazione e il sostegno sociale: grande riforma - riforma, per
  carità, con diciotto anni di ritardo - della previsione della legge
  n.  328  del 2000 applicavamo fortunatamente l'articolo 14  per  la
  prima  volta  e provavamo a imprimere ai Comuni questa possibilità:
  noi  i  piani  di vita per i ragazzi disabili non li potremo  fare,
  perché vengono tolti 2.600.000 euro.
   E  allora  io  dico veramente questa cosa - a parte lo  shock,  ci
  riprendiamo e poi chiaramente cominceremo nella prossima  settimana
  a  fare  le  nostre proposte migliorative, sempre nel  senso  della
  responsabilità  e  di  dare  un  volto  positivo  anche  a   questa
  variazione  di  bilancio - però una riflessione lasciatemela  fare,
  che  è  quella dell'immagine nitida che fuoriesce anche  da  questo
  documento  di bilancio: questo è un Governo tiepido. E' un  Governo
  senza  iniziativa. E l'immagine che proprio mi è saltata alla mente
  è  quella  della parabola dei talenti. Avete presente il servo  che
  con  un  talento, cosa fa di quell'unico talento? Mentre gli  altri
  spendono  i propri talenti e li moltiplicano, quel servo  lo  va  a
  nascondere sotto terra. E poi quel servo verrà cacciato, perché non
  ha saputo fare fruttare quello che aveva.
   Ecco,  rispetto alla mancanza di capacità di impiego delle risorse
  che  avevamo  -  che  quindi chiaramente  verranno  utilizzate  per
  coprire altro, a seguito di disegni politici della regia di  questo
  Governo  - fa sì che proprio noi ci si trovi oggi di fronte  a  una
  realtà  di  un  Governo che non sa dove andare, un  Governo  tirato
  dalla  giacchetta  da  tutte  le parti  politiche  che  qua  dentro
  costituiscono  questa sgangherata maggioranza;  fa  sì  che  questa
  misura sia tiepida, senza volto e senza una personalità vera.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, signor Presidente,  della
  parola  che  mi  concede e che concede al Governo in  relazione  al
  ricco  dibattito che oggi ha connotato la disamina di questo testo,
  che  -  vorrei annunciare a chi dice che si fa poco sul piano della
  produzione  normativa  -  è  il  quattordicesimo  che  il   Governo
  sottopone all'Assemblea.
   Solo a promemoria, perché è giusto che sia così, ricordo che il 29
  dicembre   2017   è   stata  data  l'autorizzazione   all'esercizio
  provvisorio;  poi  il  bilancio  consolidato  del  2016;   poi   il
  rendiconto  consolidato del 2016; poi il Documento  di  economia  e
  finanza  del  2018; poi la proroga dell'esercizio  provvisorio  del
  bilancio  della  Regione  sempre  del  2018;  poi  il  bilancio  di
  previsione   per   il  triennio  2018-2020;  poi  le   disposizioni
  programmatiche, ossia la legge di stabilità; poi lo  stralcio  alla
  stabilità;  poi  le  disposizioni relative  al  riconoscimento  dei
  debiti   fuori   bilancio;   poi  il   rendiconto   della   Regione
  all'esercizio finanziario; l'assestamento; il Documento di economia
  e  finanza  2019-2021; e adesso le variazioni di bilancio.  Ben  14
  provvedimenti  amministrativi; altri 3 pendono di fronte  a  questa
  eccellentissima  Assemblea  per  l'approvazione,  e  altri  3  sono
  all'esame della Giunta e saranno tra qualche giorno esitati.
   Quindi  si tratta di circa 20 provvedimenti normativi attinenti  a
  materia   finanziaria   che  sono  stati  esaminati   o   approvati
  dall'Assemblea - auspico che anche questo sia approvato -  con  uno
  sforzo che non ha precedenti, considerato che negli ultimi tre anni
  sono stati adottati 24 provvedimenti in materia finanziaria. Quindi
  si  tratta del lavoro svolto oltre che col recupero di due  bienni,
  che   in   molti  casi  erano  rimasti  non  approvati.  Un  lavoro
  assolutamente privo di precedenti.
   Vorrei  fare  riferimento ad alcune critiche, ovviamente  più  che
  legittime  se  provengono dall'opposizione che fa questo  lavoro  e
  stimola,  attraverso  le critiche, il lavoro  del  Governo.  Ed  in
  alcuni  casi  le  critiche non sempre sono volte  a  stimolare,  in
  questo  caso  sono  meno commendevoli, però  quando  sono  volte  a
  stimolare  il miglioramento, la maggiore efficacia delle  decisioni
  del Governo sono da salutare più che positivamente.
   Nessuno,  come  voi sapete, intende sottrarsi dal  Governo  ad  un
  proficuo e coraggioso confronto con le opposizioni sul merito delle
  questioni,  non su posizioni formali ma sul merito delle questioni.
  Bene, pocanzi si faceva riferimento - non senza una prosaica accusa
  di  immobilismo - all'incapacità di spesa. Io vorrei  dire  che  se
  vogliamo parlare di affermazioni in libertà lo possiamo far pure, è
  più  che  legittimo,  ogni opinione è valida, purché  non  trascini
  nell'oltraggio:
   Ma  qui  siamo  di fronte ad un'affermazione totalmente  priva  di
  fondamento,  basta  guardare l'entità del  bilancio  della  Regione
  siciliana, la cui spesa corrente corrisponde a circa 15 miliardi di
  euro,  e  capire  che 50 milioni di euro di spese  liberate  su  50
  miliardi corrispondono allo 0.4 percento, per cui se rispetto  alla
  pianificazione  di  spesa le spese liberate  arrivano  a  circa  50
  milioni,  e  quindi risorse che non si riesce a spendere  entro  al
  fine  dell'anno  e che vengono orientate verso una  spesa  connessa
  all'esigenza   di   obbligazioni   giuridicamente   vincolanti   di
  lavoratori che aspettano il loro stipendio, si tratta di  una  mera
  operazione  finanziaria che nulla vuole precludere delle  politiche
  sottostanti.
   Quando  si  dice  avete  tolto le risorse, si  sta  parlando  alla
  telecamera,  lo dico ai siciliani che ci guardano e non  al  merito
  delle cose, ma siccome i siciliani sono molto bravi e capiscono  le
  cose,  e capiscono la declamazione quanto sia distante dall'analisi
  concreta  dei  fatti,  bene quei siciliani  comprenderanno  che  se
  quella  voce non si è riuscita a spendere entro la fine  dell'anno,
  si  può  benissimo recuperare nell'anno successivo, ed i componenti
  delle Commissione bilancio sanno che io ho preso personale impegno,
  che  là dove in alcuni segmenti non si è riusciti a spendere  delle
  risorse,  se pur esigue rispetto al complesso della spesa  corrente
  della  Regione,  c'è  l'impegno del Governo a  rimpinguare  per  il
  prossimo  anno della pari entità, cioè quello che non si è riuscito
  a  spendere  nel 2018 sarà proiettato nel 2019 per incrementare  il
  capitolo.
   Quindi, chi attende un intervento a sostegno, non deve aver paura,
  non  deve  aver timore che la Regione questo sostegno lo sottragga,
  anzi  questo sostegno sarà rafforzato, incrementato anche sul piano
  finanziario,  non  ci  si deve lasciar convincere  da  sirene,  per
  quanto  piacevoli, che sembrano prospettare orizzonti neri,  mentre
  invece come ha dimostrato la conferenza stampa del Presidente della
  Regione  oggi,  un  anno  di lavoro è stato  un  anno  che  non  ha
  precedenti  negli  ultimi  anni  in  ordine  alla  mole   di   atti
  amministrativi e di attività svolta.
   Un  altro riferimento vorrei fare ai comuni, ecco vedete è agevole
  dire  oggi che il Governo vuole distinguere i comuni di serie A,  i
  comuni  di serie B, i siciliani di serie C, l'unica cosa che  so  è
  che  in  questo  momento  sono i siciliani ad  essere  trattati  da
  cittadini di serie B, nel momento in cui tutte le province italiane
  ricevono un contributo dallo Stato e le province siciliane  non  lo
  ricevono. Tutte le province italiane ricevono un contributo di  tre
  miliari  di  euro  fino al 2033 e le province  siciliane  no,  ecco
  questo  l'unico dato di discriminazione che io evidenzio  è  quello
  che leggo negli atti parlamentari della Camera dei deputati, che in
  questo momento sta approvando il disegno di legge di bilancio dello
  Stato, non leggo altri elementi di discriminazione.
   Invece,  lo  sforzo  che ha fatto il Governo, e  che  spero  possa
  essere  coronato,  e  perché no migliorato  dall'Assemblea,  perché
  nessuno  ha  la  pretesa di presentare atti  che  sono  i  migliori
  possibili,  la  democrazia  si nutre del  confronto  tra  le  parti
  politiche  attraverso quel confronto si cresce,  si  incrementa  la
  capacità  di  dare  risposte alle aspettative  della  cittadinanza,
  ebbene, noi questo vogliamo fare.
   Abbiamo proposto un intervento che recupera alcune riserve non più
  utilizzabili  o  somme che nell'ambito degli  stanziamenti  per  le
  autonomie  locali erano comunque previste andassero  al  comune  di
  Catania.
   Accanto  a  queste la costituzione di un fondo che  risponde  alle
  esigenze,  da  qui  al 31 dicembre, dei comuni siciliani.  Quaranta
  milioni  di  euro  che vengono messi a disposizione  attraverso  il
  fondo  e  l'utilizzo,  quindi, in termini  di  moltiplicatore,  che
  questo  fondo  determina  a  favore dei comuni  in  difficoltà,  in
  dissesto  o  pre  dissesto  che  siano,  mi  sembra  una  dotazione
  assolutamente appropriata se guardiamo da qui al 31 dicembre.
   Non  dimentichiamo  che le variazioni non postulano  interventi  a
  regime, postulano interventi da qua a fine anno. Quello che dovremo
  fare  per  i  comuni  e  le  province,  oggi  liberi  consorzi,  in
  situazione  finanziaria  di dissesto o pre  dissesto,  lo  dobbiamo
  prevedere nella legge di stabilità.
   Quindi,  è  pretestuoso pretenderlo oggi in sede di variazione  di
  bilancio.
   Va  apprezzato questo sforzo, ripeto, se è possibile con la vostra
  collaborazione ed il vostro confronto migliorativo, ma certamente è
  uno sforzo da qua al 31 dicembre.
   Auspico  che  questa collaborazione e questo confronto propositivo
  possa   stimolare  il  Governo  nazionale  ad  assumersi   le   sue
  responsabilità.
   Io  volutamente  -  e  me ne assumo tutta la responsabilità  -  ho
  parlato non di  Governo Dracula  di  Stato Dracula , proprio perché
  non ho nessuna polemica col Governo nazionale da intraprendere,  ma
  con  alcune scelte che sono state fatte fare allo Stato e  che  non
  sono  eque,  quello  in  base  al  quale  il  dissesto  dei  comuni
  siciliani, la difficoltà enorme che hanno i comuni siciliani, anche
  per   alcune  scelte  sbagliate  fatte  a  livello  centrale  nella
  individuazione  dei  soggetti degli agenti della  riscossione,  che
  sono stati scelti in modo - a mio avviso - superficiale dal Governo
  nazionale precedente, non da questo - tant'è che, poi, alcuni  sono
  scappati con le borse piene dei soldi dei Siciliani e raccoglievano
  i  tributi di alcuni comuni - queste scelte, purtroppo, oggi  hanno
  una refluenza sugli equilibri di bilancio.
   Il  tema  che i comuni siano in numero così cospicuo in difficoltà
  finanziaria, che i liberi consorzi siano stati portati dalla scelta
  dissennata  di  un  prelievo  forzoso  che  ha  determinato   circa
  ottocento milioni di euro di soldi sottratti alle province, che  si
  aggiunge  ai  mancati trasferimenti alle province  da  parte  dello
  Stato,  di cui vi dicevo prima, tutto questo deve finire. Lo  Stato
  deve  dare ai Siciliani, attraverso i loro enti locali, quello  che
  dà agli altri Italiani.
   Su  questo sono certo che, indipendentemente dalle appartenenze  a
  movimenti,  partiti, gruppi comunque essi si chiamino, ciascuno  di
  voi  senta il dovere di rappresentare prima di tutto  i Siciliani ,
  e poi i Siciliani collocati politicamente.
   Per  cui  insieme  -  e  sono convinto che lo  faremo  -  dobbiamo
  pretendere  dallo Stato che esso faccia la sua parte nei  confronti
  dei Siciliani.
   Io ricordo con grande apprezzamento un momento - il Presidente che
  era  con  me in quell'esperienza nel 2010, c'erano anche alcuni  di
  voi,  onorevoli  del  PD, parimenti presenti -  in  cui,  quando  a
  livello  nazionale si cominciò a parlare di federalismo  fiscale  e
  cominciò  il  tema  dell'attuazione della legge n.  42/2009,  e  si
  cominciò  ad  intravedere che quel federalismo, applicato  in  modo
  distorto   ed   asimmetrico,  avrebbe   danneggiato   la   Sicilia,
  quest'Assemblea  approvò un ordine del giorno all'unanimità,  senza
  distinzioni  di  partito, movimento, maggioranza ed opposizione  ed
  era  un  momento - ricorderanno gli onorevoli che in quella vicenda
  erano  presenti  -  che vedeva la politica siciliana  dilaniata  da
  confronti  non leggeri. E comunque si votò all'unanimità un  ordine
  del giorno nel quale tutti i Parlamentari chiedevano allo Stato  il
  massimo rispetto dei diritti delle aspettative dei Siciliani.
   Io  credo  che  su  questa  linea bisogna procedere,  proprio  con
  riguardo  a temi così delicati che, ripeto, non sono riconducibili
  Per  andare alla radice del disagio dei comuni perché tanti di  voi
  l'hanno  evocata ma c'è una radice che porta i comuni e li  porterà
  sempre di più verso il default.
   Allora,  se vogliamo prevenire, oltre che con strumenti  che  come
  quelli  -  ripeto perfettibili - stiamo mettendo  in  campo  e  che
  metteremo  meglio  in  campo e raffineremo  in  sede  di  legge  di
  stabilità, di più dovremo fare per eliminare le cause che portano i
  comuni al dissesto e le cause che portano le province al dissesto.
   Concludo qui, non voglio appesantire il proficuo dibattito che  si
  è  fatto oggi. Non c'è alcun intendimento di premiare questo o quel
  comune  con un intervento straordinario, vogliamo fare in modo  che
  queste  variazioni rispondano ad alcune esigenze che, da  qui  alla
  fine dell'anno, devono essere, certamente, corrisposte e che vedono
  incapienti  i  capitoli  rispetto  a  sopravvenienze  che  si  sono
  realizzate su altri capitoli.
   E'  la  legge  di stabilità, sarà il bilancio il luogo  nel  quale
  dovremo  confrontaci  per  costruire il nuovo  anno.  Il  documento
  economico  che  è stato approvato, l'ultimo, cioè il  documento  di
  economia e finanza regionale - mi si permetta una notazione  -,  se
  la ricchezza di dibattito che ha avuto, oggi, un atto assolutamente
  marginale  qual  è  la proposta di legge sulle  variazioni,  avesse
  sfiorato  il documento di economia e finanza che, invece, postulava
  e  postula  una  visione sugli scenari economici dei  prossimi  tre
  anni, certamente, si sarebbe potuto arricchire di più quello che  è
  il  confronto sui macro temi tra le forze politiche che  sostengono
  il  Governo e quelle che, invece, lo contrastano. Purtroppo, invece
  quella  è  stata un'occasione perduta proprio per confrontarsi  sui
  temi essenziali sia in Commissione, sia in Aula, perché quello è il
  momento  nel  quale  ci si confronta sui temi  alti,  quello  è  il
  momento   su  cui  ci  si  confronta  sulle  politiche  economiche.
  Un'occasione perduta che speriamo di potere presto recuperare.
   Noi abbiamo il documento, su quella linea procederemo; l'Assemblea
  lo  ha  approvato.  Quello  sarà il  riferimento,  quella  sarà  la
  piattaforma sulla base della quale costruiremo il confronto sia  in
  Commissione  Bilancio' che, poi, in Aula sulla legge di stabilità e
  sul bilancio regionale.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore Armao.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà martedì,  11
  dicembre  2018,  alle ore 11.00, per iniziare la trattazione  degli
  articoli e le successive votazioni.
   La seduta è sospesa.

   (La seduta, sospesa alle ore 16.33 di venerdì 7 dicembre 2018, è
                        ripresa alle ore 11.15
                     di martedì 11 dicembre 2018)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Lo  Giudice  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, mi sono arrivate tutte  le  carte
  relative agli emendamenti, però ho bisogno di dieci minuti, insieme
  al  Governo, perché così come sono state inviate, assessore  Armao,
  avremo  dei  problemi, nel senso che è stato messo un articolo  con
  tutti  gli  incrementi  di  spesa  ed  un  articolo  con  tutte  le
  diminuzioni, ma senza i riferimenti, cioè un incremento con  quella
  diminuzione  o  una  diminuzione  con  quell'incremento.  Per  cui,
  basterebbe  che ne saltasse uno nell'articolo 2 e non sapremmo  più
  dove andare a prenderlo nell'articolo 4.
   Per  cui,  ora la Commissione non c'è, chiedo perdono ai colleghi,
  ma  dobbiamo vederci una mezzora, anche in Commissione, per  capire
  come  fare.  Così diventa veramente difficile immaginare  di  poter
  procedere.  Non  so se è chiaro: in un articolo ci sono  tutti  gli
  incrementi  di  spesa,  in  un  altro  articolo  vi  sono  tutti  i
  decrementi di spesa. Il totale è uguale, ma il totale è uguale  con
  tanti commi di un articolo e tanti commi di un altro

   BARBAGALLO. Ma, intanto, possiamo avere il fascicolo?

   PRESIDENTE. Lo distribuiremo quando sarò convinto che sarà  quello
  che  dovremo votare, le chiedo scusa. Per cui è inutile distribuire
  una cosa che, poi, non sarà quella.
   Presidente   Savona,  chiedo  scusa,  dicevo   che   abbiamo   gli
  emendamenti;  quelli presentati dal Governo prevedono  un  articolo
  con  tutti i commi di incremento di spesa ed un altro articolo  con
  tutti i commi di decremento. Vero è che il totale è lo stesso e  se
  votassimo  con  un  voto tutti gli uni e tutti  gli  altri  non  ci
  sarebbero problemi, ma dovendoli votare uno ad uno, basterebbe  che
  saltasse   un  decremento  e  non  sapremmo  più  quale  incremento
  salterebbe.  Non  so  se  è  chiaro.  Per  cui  così  com'è   stato
  presentato,  come  mi è arrivato, non riesco a fare  votare  questi
  emendamenti.
   Per  cui,  assessore Armao e presidente Savona, ci  vediamo  dieci
  minuti  e  vediamo  di  capire come sistemarli,  diversamente,  non
  possiamo  andare avanti. Quindi, chiedo scusa a tutti  i  colleghi,
  sono  le  11.15  e credo che questo lavoro ci prenderà  un  po'  di
  tempo, pertanto, ci rivediamo a mezzogiorno. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.18, è ripresa alle ore 12.25)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi hanno appena comunicato che  il
  Governo  e la Commissione  Bilancio  stanno facendo una riscrittura
  degli  articoli  2,  3  e  4. Noi possiamo votare  l'articolo  1  e
  l'articolo 5. E' ovvio che poi, trattandosi di riscrittura,  io  lo
  devo  consegnare e dare i tempi per la presentazione  di  eventuali
  emendamenti. Per cui, intanto, direi, se fosse possibile, di andare
  speditamente avanti con l'articolo 1 e l'articolo 5.
   Onorevoli  colleghi,  le  notizie arrivano continuamente.  Neanche
  l'articolo 1 possiamo votare.
   Convoco  immediatamente, in Sala Lettura deputati,  la  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per decidere sul da farsi.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.26, è ripresa alle ore 12.42)

   La seduta è ripresa.


       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico l'esito della  Conferenza
  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari che ha  appena  deliberato
  all'unanimità.
   Gli Uffici dell'Assemblea, insieme agli Uffici del Governo, stanno
  riscrivendo,  di  fatto, quattro sui cinque  articoli  previsti  in
  questa  legge. Pertanto, fino alle ore 16.00 o 17.00,  non  potremo
  riaprire l'Aula per esaminarli.
   Avendo consapevolezza e certezza che ci saranno delle modifiche di
  copertura  -  non  saranno  ammesse modifiche  sostanziali,  quindi
  nessuna  cosa  in  più o in meno, ma soltanto delle  differenze  di
  copertura  -  darò  il  termine per la presentazione  di  eventuali
  emendamenti.
   La seduta, pertanto, sarà rinviata al pomeriggio di oggi, alle ore
  17.00,  sperando  di  avere le carte dagli  uffici  del  Governo  e
  dell'Assemblea,  così  da  poterle  distribuire  ai  deputati.  Gli
  emendamenti  potranno  essere presentati fino  alle  ore  12.00  di
  domani, 12 dicembre 2018.
   L'Aula  sarà quindi rinviata a domani alle ore 16.00 ed il  lavori
  proseguiranno  ad  oltranza fino anche alle 22.00,  per  votare,  e
  questa  volta spero non ci siano nuovi intoppi e nuovi problemi  su
  questa votazione che ormai diventa molto urgente.


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, ha rinviato la seduta alle ore 17.00
  di  oggi  annunciando  che  gli emendamenti  al  nuovo  testo  sarà
  possibile presentarli entro domani.
   Abbiamo  fatto  già la discussione generale. Mi  chiedo:  ma  alle
  17.00 che facciamo?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  appena  ricevo  il   documento
  riscritto  lo devo far distribuire e dare il tempo formale  per  la
  presentazione degli emendamenti.

   CRACOLICI. Quindi è un fatto tecnico la seduta alle ore 17.00?

   PRESIDENTE. Infatti, avevo già detto che di fatto la seduta  delle
  17.00 è solo per me, lo dicevo proprio per questo motivo.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.45, è ripresa alle ore 17.25)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Invito la Commissione Bilancio a prendere  posto  nel
  rispettivo  banco. Onorevole Savona, se lei ci illumina  su  quello
  che è stato fatto in queste ore, possiamo decidere come procedere.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, all'articolo 1 sono apportate delle
  modifiche  che  mettono  in risalto i 10 milioni  che  servono  per
  l'articolo  1,  prendendo 2 milioni da un posto e 8 milioni  da  un
  altro  posto,  quindi così risulta compensato;  abbiamo  aggiustato
  l'articolo 1, che adesso è autonomo, per cui si può andare avanti.
   L'altro emendamento, invece, è comprensivo dell'articolo 2, 3 e  4
  assieme, comma per comma, singolarmente c'è la copertura, anche per
  quanto riguarda le diminuzioni, quindi l'operazione è bilanciata.

   PRESIDENTE.  Quindi, l'avete fatto pezzo per pezzo, diciamo,  ogni
  proposta ha una spesa e una entrata.

   SAVONA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Con   una
  autorizzazione specifica.

   PRESIDENTE.  Benissimo  A questo punto, quindi il lavoro  è  stato
  finito? E il Governo?

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  penso che in questo momento stia assemblando  l'intera
  manovra,  ma  ancora sono rimasti indietro rispetto  ai  funzionari
  dell'Assemblea.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il nuovo testo è in distribuzione,
  e  il  termine per la presentazione degli emendamenti è  fissato  a
  domani   a   mezzogiorno.  Ovviamente  gli  emendamenti   sono   da
  presentarsi a questo nuovo testo, pertanto, tutti quelli presentati
  precedentemente è come se non esistessero più  Per  cui  se  dovete
  presentare emendamenti, che erano già stati presentati,  li  dovete
  ripresentare

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  lei  ha  già
  perfettamente  chiarito il mio quesito in ordine agli  emendamenti.
  Io  avevo  un  mio convincimento, e mi viene confermato  dalle  sue
  parole,  anche  a memoria dei parlamentari che, giustamente,  hanno
  presentato  una serie di emendamenti che quindi, se non  ho  capito
  male, decadono.
   Quindi,  decaduti  tutti gli emendamenti fino ad  ora  presentati,
  alla luce di questa nuova riscrittura, bisogna attuare la procedura
  e, ovviamente gli emendamenti dovranno essere ripresentati.
   In  questi  giorni  si sono dette delle cose a diversi  mondi  che
  guardano al Palazzo, e ora, rispetto a questi mondi, che vanno  dal
  bacino  degli  ex PIP per il pagamento di novembre e  dicembre,  ai
  forestali,  all'ESA, alle partecipate, ai consorzi  di  bonifica  e
  così  via  dicendo, io volevo fare un altro appello, e  chiaramente
  non dipende da questa Presidenza.
   Devo dire la verità, mi sembra che già il Presidente Musumeci  sia
  intervenuto  sulla questione della Cassa regionale.  Ovviamente  se
  noi  dovessimo, per colpa di nessuno, continuare a dilatare i tempi
  della  discussione,  rischieremmo col non pagare  gli  stipendi.  E
  allora io rappresento all'autorevole Presidenza di questa Assemblea
  di farsi portavoce, insieme a tutti i Gruppi parlamentari, rispetto
  alla  Ragioneria Generale, rispetto ad una azione che deve fare  il
  Governo  di  tenere fino, se è il caso, il 27 di  dicembre.  Perché
  siamo  qui, e lei lo ha già detto Presidente, con il buon  senso  e
  con il sacro impegno che debba essere Natale per tutti i siciliani,
  per i dipendenti di tutti gli enti.
   Oggi,  purtroppo,  si  è assistito in I Commissione  ad  una  cosa
  brutta  che - come dire - esprime tutte le contraddizioni di questa
  coalizione  o,  a  dire la verità, l'impostazione  stessa  della  I
  Commissione. Infatti, ci sono sette deputati dell'opposizione,  con
  quattro  parlamentari del Movimento Cinque Stelle e tre del Partito
  Democratico, con una coalizione che vede 6 parlamentari.
   Ecco,   oggi  in  capo  all'opposizione,  si  ascrive   una   cosa
  gravissima,  quella  di  avere impantanato  le  IACP  di  tutta  la
  Sicilia. Catania, Trapani, Siracusa, Messina, ringraziano. Il  voto
  contrario  per  la bocciatura dei presidenti degli IACP  di  cinque
  Province.
   Detto,  questo  ora  stiamo per affrontare il  voto  d'Aula  sulle
  variazioni  di Bilancio, non vorrei che dovremmo procedere  con  lo
  stesso  spirito con il quale avete bocciato le nomine  degli  IACP.
  Sappiate  che di mezzo ci sono i pagamenti dei PIP, dei  forestali,
  dell'ESA,   dei  consorzi  di  bonifica  e  con  queste  categorie,
  giustamente, insieme a me, perché verrò con loro, verremo a parlare
  con voi.
   Ora,  per  quanto  riguarda alcuni di questi emendamenti,  si  era
  trovato, diciamo, un accordo, Presidente dell'Assemblea, ad esempio
  -  dice: ma parla sempre dei PIP? Sì, sul bacino dei PIP -  si  era
  trovato  un  accordo  per  cui  non si  andava  a  proroga,  quindi
  quell'idea di prorogarli fino al primo di luglio è saltata  con  un
  emendamento  che  in  realtà  non è  di  iniziativa,  diciamo,  del
  deputato   x   o   del  deputato  y,  ma  è  di  iniziativa   delle
  organizzazioni  sindacali  le quali,  riunitesi  in  piazza,  hanno
  portato un emendamento che non va nella logica della proroga, ma va
  nella logica del passaggio in Resais.
   Ci siamo riuniti insieme al Presidente della Commissione Savona ed
  i parlamentari, per dire che in effetti quello era l'emendamento di
  cui  dovevamo  farci  portavoce. Ora,  io  su  questa  tesi  voglio
  insistere.  Visto che si azzerano gli emendamenti  che  sono  stati
  presentati, e se ne dovranno ripresentare, io direi di  trovare  di
  nuovo  la  formula, insieme, diciamo, in un assise che  può  essere
  come  quella dell'incontro dell'altro giorno: insieme  a  tutte  le
  organizzazioni sindacali, insieme al Presidente della  Commissione,
  per  ripresentare  quell'emendamento   no  proroga ,  ma  passaggio
  effettivamente ad una condizione in Resais, che preveda  finalmente
  che quei contratti vengano fatti.
   Rispetto poi a tutta un'altra serie di riforme, che riguardano  ad
  esempio  gli IACP, e qui, forse, per certi aspetti comprendo  anche
  l'azione del Partito Democratico. Lì c'era l'idea di una riforma, e
  oggettivamente   non   possiamo  dire   nulla   ai   nostri   amici
  dell'opposizione. C'era una riforma che prevedeva l'accorpamento di
  tutti gli enti, per cui alla luce di questa proposta fatta sia  dal
  Partito  Democratico, sia dal Movimento Cinque Stelle, ma  in  coda
  all'idea del Presidente della Regione, del Presidente Musumeci, che
  aveva  già  proposto di accorpare gli IACP, io penso  che  possiamo
  procedere in questa direzione.
   La  stessa  cosa rispetto a tutte quelle riforme che,  ovviamente,
  ancora   non   sono  partite,  talvolta  anche  per   atteggiamenti
  strumentali da parte dell'opposizione che riguardano, per  esempio,
  il  mondo della formazione professionale nella sua interezza, senza
  distinguere  tra  interventi e servizi,  garantendo  l'applicazione
  della  legge n. 24 e facendo in modo che anche questo settore possa
  ripartire.   Solo   questo   signor   Presidente,   rispetto   alla
  precisazione legato al termine degli emendamenti grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ci  sono  altre  richieste   di
  intervento,  ma  non possiamo oggi aprire una discussione,  bisogna
  soltanto   stabilire   il  termine  per  la   presentazione   degli
  emendamenti, e rinviare poi a domani. Se qualcuno deve  intervenire
  sull'ordine  dei lavori o qualche cosa di specifico, bene,  ma  non
  posso consentire di iniziare una discussione sulla legge.
   Pertanto,  se ci sono interventi molto brevi che riguardano  altre
  informazioni va bene, ma ripeto se cominciamo a discutere sui  temi
  della  legge io sarò costretto a togliervi la parola e  comunque  a
  sospendere e andare a domani.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  per
  rispondere  brevemente  all'onorevole  Figuccia.  Se  gli  IACP  di
  Trapani,  Catania,  Messina,  Palermo  e  Siracusa  ringraziano  le
  opposizioni  della  I Commissione per non avere votato  le  nomine,
  tutti gli IACP  e l'intera Sicilia

   PRESIDENTE.  Onorevole Pagana, io la devo supplicare,  domani  lei
  può rispondere di tutto, oggi siamo qua soltanto

   PAGANA.  Soltanto sugli IACP signor Presidente, non  sto  entrando
  sul merito, è stata lanciata un'accusa

   PRESIDENTE. Sulle IACP va bene ma poi ripeto, siccome domani  sarà
  una  giornata  lunga, e io ho anche il dovere di salvaguardare  gli
  orari  dei  lavoratori,  non  possiamo  prolungarci  ulteriormente,
  Ripeto,  la  discussine  va fatta domani, per  cui  finiamo  questo
  intervento e poi rimandiamo l'Aula.

   PAGANA.  Ripeto, se gli IACP di Trapani, Catania, Messina, Palermo
  e Siracusa accusano le opposizioni e ringraziano le opposizioni per
  avere bloccato il mondo, tutti gli IACP e l'intero popolo siciliano
  ringrazia  questo  Governo per la riforma  degli  IACP  che  non  è
  arrivata, e ringrazia questo Governo sempre per il solito  modo  di
  fare nomine più che politiche all'interno degli enti cui è preposta
  a nominare. Grazie.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, onorevoli, assessore,  è  per  fare
  chiarezza  perché  non  ho capito una cosa.  Siccome  gli  articoli
  invariati rimangono 1, 4, 5 e 6 giusto? Anche su questi

   PRESIDENTE. 1 e 5.

   CAPPELLO.   Allora,   su  quelli  che  rimangono   invariati   gli
  emendamenti già proposti rimangono tali o decadono?

   PRESIDENTE. Assolutamente si.

   CAPPELLO.  Solo  su  quelli riscritti, si devono  ripresentare  ex
  novo. Giusto Presidente?

   PRESIDENTE.  La  ringrazio  di essere intervenuto  per  chiarirlo,
  onorevole  Cappello. Gli emendamenti vanno ripresentati  solo  agli
  articoli riscritti. Quindi, sull'articolo 1 e sugli articoli 5 e  6
  ovviamente  non  ci sono problemi. Per quanto riguarda  invece  gli
  articoli 2, 3 e 4, non esistono più quelli di prima e devono essere
  ripresentati.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale, le do 30  secondi  perché  poi
  dobbiamo assolutamente chiudere. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, sarò brevissimo. Io mi permetto  di
  ribadire il senso di responsabilità che le minoranze hanno avuto in
  merito  a  tutta questa vicenda, quindi anche se occupiamo  qualche
  minuto in più, perché c'è stato un problema non indifferente che ci
  ha  visto ritornare tutti di nuovo sul disegno di legge, e mi  pare
  che  lo abbiamo accettato siamo stati in silenzio, non cercando  di
  strumentalizzare  sulla  vicenda  o  di  scaricare  responsabilità,
  comprendiamo che sono cose che possono succedere e andiamo avanti.
   Io   intervengono   velocemente  in   merito   alle   cose   dette
  dall'onorevole  Figuccia. Io sono una delle  persone  che  apprezza
  sempre   l'onorevole   Figuccia  nei  suo  interventi,   e   faccio
  riferimento  allo IACP. Mi permetto di ringraziare  la  delegazione
  del  Partito  Democratico che ha bocciato le nomine dello  IACP  in
  Commissione  e non è senso di irresponsabilità. Noi riteniamo  che,
  così  come ha detto il Presidente della Regione, si debba fare  una
  riforma e va fatta una riforma.
   Non  abbiamo condiviso il fatto che la riforma la doveva fare  lui
  con  decreto  del  Presidente. Riteniamo che le riforme  le  fa  il
  Parlamento. Non ci è piaciuto il fatto che da una parte  lui  abbia
  approfittato  della  bocciatura per rimettere  in  piedi  i  vecchi
  comitati  di  gestione  degli  IACP,  che  sono  quelli  che  hanno
  distrutto  gli  IACP.  Guardate che i Consigli  di  amministrazione
  degli Istituti autonomi Case popolari hanno distrutto gli Istituti.
  Quindi,  è la strada sbagliata, nessun senso di irresponsabilità  e
  ringrazio.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli articoli 1,  5
  e   6  non  cambiano,  quindi  non  decadono  gli  emendamenti,  ma
  considerato  che il termine per gli emendamenti è dato sul  disegno
  di  legge, si possono presentare emendamenti nuovi.

   PRESIDENTE. Non faccia il furbo, onorevole De Luca.

   DE  LUCA.  Non  è  questione  di  essere  furbo,  è  questione  di
  procedura.

   PRESIDENTE.  Siccome  gli articoli 1, 5 e 6 rimangono  esattamente
  quelli  che  sono, si riapre il termine per la presentazione  degli
  emendamenti sugli articoli 2, 3 e 4.

   DE LUCA. Termine su una parte del disegno di legge.

   PRESIDENTE. Sugli articoli 2, 3 e 4.

   DE LUCA. Non è un po' atipico, signor Presidente?

   PRESIDENTE.  No,  non  è per niente atipico,  è  fattibilissimo  e
  stiamo  riaprendo il termine per la presentazione degli emendamenti
  solo per quelle parti del testo che sono state riscritte.
   Onorevoli  colleghi,  la  seduta è sospesa  e  riprenderà  domani,
  mercoledì 12 dicembre 2018, alle ore 16.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.42 di martedì 11 dicembre 2018,
        è ripresa alle ore 16.08 di mercoledì 12 dicembre 2018)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   BARBAGALLO. Manca il Governo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che giunga il Governo in
  Aula  e  anche  la  documentazione, -  e gli uffici mi  dicono  che
  ancora  ci  vuole  mezz'ora  -, mi trovo costretto,  mio  malgrado,
  perché comunque io stasera voglio chiudere in un orario decente,  a
  rinviare ancora di mezz'ora in attesa che la Commissione  Bilancio
  faccia pervenire tutta la documentazione.

   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.09, è ripresa alle ore 16.51)


                          Per fatto personale

   CARONIA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  fatto  personale per rendere nota a quest'Aula - onorevole Milazzo,
  mi piacerebbe che mi ascoltasse ..

   PRESIDENTE.  Assessore Cordaro, ascoltiamo un  attimo  l'onorevole
  Caronia, per favore. Riusciamo a stare un attimo zitti ed ascoltare
  l'onorevole Caronia?

   CARONIA.  Grazie, signor Presidente. Dicevo, intervengo per  fatto
  personale  poiché sto valutando con i miei legali di  intraprendere
  un'azione  risarcitoria civile e penale per i danni che sono  stati
  cagionati  alla  mia persona dalle affermazioni e dalle  frasi  che
  sono  state  diffamatorie  e proferite  nei  miei  confronti  dalla
  collaboratrice  del  Movimento Cinque  Stelle,  La  Rocca  Claudia,
  diffusi  attraverso mezzi social ed anche attraverso  diverse  mail
  che sono lesive della mia persone ed oltre che della verità.
   Ritengo  che sia stato necessario che questa comunicazione  io  la
  dessi  in  Aula  e  ritengo che la gravità dei fatti  che  si  sono
  perpetuati  pongano, diciamo, un momento di riflessione soprattutto
  del  Movimento  Cinque Stelle, che spesso da questo banco  denuncia
  comportamenti  scorretti  soprattutto  nell'uso  dei   social   per
  screditare   l'attività,   non  soltanto   screditare,   infangare,
  screditare  e,  come dire, offendere fortemente l'attività  di  noi
  parlamentari.
   Tanto dovevo. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Caronia,  inutile  dire  che   mi
  dispiace  di questa comunicazione; posso solo essere dispiaciuto  e
  purtroppo  non  sono  a  conoscenza dei fatti  di  cui  lei  parla.
  Realmente mi dispiace, le do intanto la mia solidarietà e quella di
  tutta l'Aula.


   Seguito   della  discussione  del  disegno  di  legge   n.   455/A
  «Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
  finanziario 2018 e per il triennio 2018/2020. Disposizioni varie».

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al punto  I  dell'ordine
  del giorno: seguito della discussione del disegno di legge n. 455/A
  «Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
  finanziario 2018 e per il triennio 2018/2020. Disposizioni varie».
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
                  Interventi per le autonomie locali

   l.  Al  comma  6 dell'articolo 15 della legge regionale  8  maggio
  2018, n. 8, dopo la lettera e) aggiungere le seguenti lettere:

   e  bis)  8.000  migliaia  di euro per l'anno  2018  al  Comune  di
  Catania,  per  la  corresponsione  degli  emolumenti  al  personale
  dipendente e del personale delle società partecipate;

   e  ter) 2.000 migliaia di euro per l'anno 2018 al libero Consorzio
  comunale  di  Siracusa, per la corresponsione degli  emolumenti  al
  personale  dipendente  e  del personale delle  società  partecipata
  Siracusa Risorse S.p.A.;

   e  quater) 3.000 migliaia di euro per l'anno 2018 quale contributo
  straordinario una tantum in favore dei comuni che hanno concluso  i
  processi  di stabilizzazione del personale titolare di contratto  a
  tempo  determinato nel periodo compreso tra l'1 gennaio 2008  e  la
  data di entrata in vigore dell'articolo 3 della legge regionale  29
  dicembre  2016,  n. 27. Il dipartimento regionale  delle  autonomie
  locali  provvede  a  ripartire  agli enti  interessati  le  risorse
  assegnate in proporzione al costo complessivo sostenuto ed  erogato
  dall'ente nel periodo 2008-2018.

   2.  Al comma 8 dell'articolo 15 della legge regionale n. 8/2018 le
  parole   5.500  migliaia  di  euro  sono  sostituite  dalle  parole
   18.500 migliaia di euro .

   3.  Al  comma 11 dell'articolo 15 della legge regionale n. 8/2018,
  la parola  5.000  è sostituita dalla parola  4.000 .

   4.  Al  comma 14 dell'articolo 15 della legge regionale n. 8/2018,
  le   parole   triennio  2018-2020   sono  sostituite  dalle  parole
   biennio 2019-2020 .

   5. Il comma 19 dell'articolo 15 della legge regionale n. 8/2018  è
  soppresso.

   6.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma 10  dell'articolo  6
  della  legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche
  ed integrazioni per l'anno 2018, riferita ai comuni che intendevano
  evitare  il dissesto, è ridotta di 2.000 migliaia di euro (Missione
  18, Programma 1, capitolo 191313).

   7.  Nell'ambito delle risorse di cui all'articolo  6  della  legge
  regionale  n.  5/2014  e  successive modifiche  ed  integrazioni  è
  autorizzata,  per l'anno 2018, l'ulteriore spesa di 1.000  migliaia
  di  euro  in  favore dei comuni in dissesto per il  rimborso  delle
  spese  sostenute  per il trasporto interurbano degli  alunni  delle
  scuole  medie  superiori, da ripartire in  proporzione  alla  spesa
  sostenuta nell'anno precedente.

   8.  Per le finalità di cui ai commi da 1 a 7, l'autorizzazione  di
  spesa  di  cui  all'articolo 6, comma 1, della legge  regionale  n.
  5/2014  e  successive  modifiche ed integrazioni,  per  l'esercizio
  finanziario 2018, è incrementata di 6.000 migliaia di euro.

   9.  E'  costituito presso l'Assessorato regionale delle  autonomie
  locali  e  della  funzione pubblica - dipartimento regionale  delle
  autonomie locali il Fondo regionale di garanzia per gli enti locali
  siciliani,  pari a 4.000 migliaia di euro, da destinare almeno  per
  l'80 per cento ai comuni, da ripartire in proporzione al numero  di
  abitanti.  Gli enti locali, previa delibera dell'organo consiliare,
  chiedono  l'attivazione del Fondo attraverso un  soggetto  bancario
  previamente  individuato  nelle forme di legge.  La  somma  massima
  garantita  e  quindi erogabile nel corso dell'esercizio finanziario
  2018  non  può  superare 40.000 migliaia di euro ed è  utilizzabile
  esclusivamente  per  il pagamento degli stipendi,  parte  fissa,  e
  degli  oneri  contributivi  dell'ente locale  richiedente  e  delle
  proprie  partecipate.  La  somma erogata  è  rimborsata  in  cinque
  annualità  al  soggetto bancario dal dipartimento  regionale  delle
  autonomie locali, che è autorizzato a trattenere la rata annuale  a
  valere sui trasferimenti in favore dell'ente locale richiedente che
  ha  ottenuto  l'erogazione delle risorse  sulla  base  delle  somme
  attribuite  allo  stesso  ai  sensi  dell'articolo  6  della  legge
  regionale  n.  5/2014  e  successive modifiche  ed  integrazioni  e
  dell'articolo  2 della legge regionale 9 maggio 2017,  n.  8.   Gli
  interessi rimangono a carico dell'ente locale richiedente.

   10. All'articolo 26 della legge regionale n. 8/2018, dopo il comma
  6 è aggiunto il seguente:

    6  bis. Per gli enti che hanno dichiarato dissesto finanziario ai
  sensi dell'articolo 244 del decreto legislativo 18 agosto 2000,  n.
  267  e  successive  modifiche ed integrazioni, il  termine  del  31
  dicembre  2018  per  avviare le procedure  di  stabilizzazione  dei
  lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato  di  cui  al
  comma  6 è differito al 31 dicembre 2019, fermo restando il  limite
  di  spesa  quantificata  al comma 21 dell'articolo  3  della  legge
  regionale 29 dicembre 2016, n. 27. ».

   Onorevoli  colleghi, si passa all'emendamento 1.27 del  fascicolo,
  degli onorevoli Lupo ed altri.
   Comunico,  altresì,  che  sono stati  presenta  i  sub-emendamenti
  1.27.1 e 1.27.2, degli onorevoli Lupo ed altri.

   CANCELLERI. Signor Presidente, ne avevo presentato uno io.

   PRESIDENTE. All'emendamento 1.27?

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  siccome  sono
  cambiate  alcune coperture, io l'ho ripresentato.  Se  non  si  può
  presentare  all'emendamento 1.27, lo intenda  all'emendamento  1.37
  allora.

   PRESIDENTE. Da spostare all'emendamento 1.37.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole  Savona,  se  intanto  mi  fa  sapere  i  pareri   sugli
  emendamenti,  velocizzeremo tutto. Se potessi avere un  foglio  con
  tutti  i  pareri  agli  emendamenti presentati  sarebbe  tutto  più
  semplice.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo  per
  dire  che  il  subemendamento 1.27.1 è un emendamento tecnico,  nel
  senso  che  nell'emendamento 1.27 avevo erroneamente  indicato  una
  copertura  che  non c'è perché in realtà era una riduzione.  Quindi
  non capisco come la Commissione possa dare parere negativo.

   PRESIDENTE. Ancora la Commissione non ha dato nessun parere.

   LUPO. Mi sembra una correzione dovuta.

   PRESIDENTE. Non si sono espressi ancora.
   Sospendiamo  due  minuti  in  attesa  di  avere  il  parere  della
  Commissione  Bilancio .

     (La seduta, sospesa alle ore 16.59, è ripresa alle ore 17.03)

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'emendamento 1.27. 1.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.27.1, con il parere
  contrario della Commissione e del Governo.

   SAMMARTINO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.27.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.27.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti             61
   Votanti              60
   Maggioranza          31
   Favorevoli          29
   Contrari             31
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  1.27.2 è precluso dalla votazione  dell'emendamento
  1.27.1, e l'emendamento 1.27 non è ammissibile.
   Si  passa  all'emendamento  1.11, degli  onorevoli  Barbagallo  ed
  altri.
   Comunico   che  sono  stati  presentati,  sempre  dagli  onorevoli
  Barbagallo ed altri, i subemendamenti 1.11. 1 e 1.11.2.
   Pongo  in  votazione  il subemendamento 1.11.1.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  il subemendamento 1.11.2.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.11 è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 1.37, dell'onorevole Cancelleri.
   Comunico   che  è  stata  presentato,  dall'onorevole  Cancelleri,
  l'emendamento di riscrittura 1.37.1.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il sub
  emendamento tende a creare due fondi, uno da 15 milioni + 1 che già
  c'è,  sono  16  milioni, per i comuni in dissesto e  per  i  liberi
  consorzi già in dissesto, e un altro fondo da 8 milioni 720 che più
  i  quattro già presenti fanno 12 milioni e 720 e per i comuni  e  i
  liberi  consorzi  che attivano invece le procedure  di  riequilibro
  economico  finanziario, con le coperture che  si  trovano  già  nel
  testo, che vengono appostate direttamente su questa manovra.
   Perché  Presidente si presenta questo sub emendamento?  Perché  io
  credo  che  nella funzione di questo Parlamento ci  sia  quella  di
  dover tutelare tutti i comuni e non soltanto uno, ma tutti i comuni
  che  si trovano in difficoltà e se agiamo oggi con una legge che  è
  quella  presente  oggi nel testo, soprattutto al comma  1,  lettera
  bis, cioè quella che si riferisce chiaramente al comune di Catania,
  stiamo  sancendo  con legge che qui nella nostra  Regione  ci  sono
  cittadini  di serie A e cittadini di serie B. Il comune di  Catania
  oggi  al  quale,  ovviamente va la mia personale solidarietà  e  la
  vicinanza  di  tutto  il  movimento  Cinque  Stelle,  non   ha   la
  possibilità di pagare gli stipendi dei propri dipendenti, come  non
  ha  la  possibilità  di  fare la stessa cosa  il  comune  di  Porto
  Empedocle  e  tanti  altri  comuni che oggi  si  trovano  in  gravi
  difficoltà  e  non  capisco  il  motivo  per  il  quale  si   debba
  intervenire  su un singolo comune e non su tutti gli  altri  comuni
  che oggi stanno in quelle situazioni.
   Voglio  rappresentarvi i comuni che sono in difficoltà perché  chi
  vota  quest'articolo  in favore della sola  città  di  Catania  sta
  dimostrando,  col  suo  voto, che non è  cittadino  dei  comuni  in
  dissesto  di  Acate, Aci Sant'Antonio, Augusta, Aragona,  Bagheria,
  Barrafranca,  Bolognetta,  Borgetto,  Brolo,  Caltagirone,  Carini,
  Cassaro,   Casteltermini,  Casteldaccia,  Cefalù,  Cerda,   Comiso,
  Favara,  Giarre,  Ispica, Lentini, Mazzarrà Sant'Andrea,  Mirabella
  Imbaccari,  Milazzo,  Monreale,  Mussomeli,  Palagonia,  Partinico,
  Porto  Empedocle, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina,  Scaletta
  Zanclea,  Scordia, Sommatino, Tortorici, Vizzini e anche il  Libero
  consorzio di Siracusa ma non ha a cuore neanche le sorti dei comuni
  che sono in piano di riequilibrio.
   Fra  questi  Adrano, Avola, Belmonte Mezzagno, Caccamo, Campobello
  di  Licata,  Catania,  Ficarra, Galati Mamertino,  Giardini  Naxos,
  Itala,   Leonforte,  Linguaglossa,  Mazzarrone,  Messina,   Modica,
  Monterosso  Almo,  Motta Camastra, Pachino, Piana  degli  Albanesi,
  Racalmuto,  Randazzo, Riposto, Rosolini, San Cataldo,  Sant'Alessio
  Siculo, Santa Caterina Villarmosa e infine Santa Domenica Vittoria,
  Scicli, Taormina, Terme di Vigliatore, Tremestieri Etneo, Ustica  e
  Villafranca Tirrena.
   Riguardano tutte le province, cari colleghi.
   Oggi col vostro voto potete determinare se a questi comuni, se  ai
  cittadini e ai sindaci che abitano questi comuni volete lanciare un
  messaggio  molto pericoloso che qui oggi l'Assemblea regionale  sta
  dicendo  che  ci  sono  comuni di serie A  e  comuni  di  serie  B,
  lanciando  ancora un più pericoloso messaggio che chi ha  avuto  la
  grande  bellezza e voglia di vivere in questi territori  gli  state
  dicendo di andarsene via perché non c'è futuro e il futuro  si  può
  trovare solo laddove grandi città hanno governi regionali amici che
  nel  momento  di  difficoltà gli sganciano i quattrini  che  -  per
  carità  - altri hanno creato.
   Da  legislatore regionale, da deputato regionale, non voglio stare
  a queste logiche.
   Chiedo  a quest'Aula di determinarsi creando un fondo per i comuni
  in  dissesto  e  per  i  comuni in pre  dissesto  che  dia  ristoro
  finalmente a tutti.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor Presidente, vorrei dire una cosa  all'Aula,  cosa
  che dico ad alta voce, di non essere stato eletto nel territorio di
  Catania.
   Il  tema  che  dobbiamo risolvere non è un tema  di  partigianeria
   Catania contro resto del mondo o resto del mondo contro Catania .
   Il tema è uno
   Va  salvato  il  comune  di Catania, va erogata,  va  riconosciuta
  questa somma a completamento.
   Nell'erogazione precedente a Catania, per una questione legata  ad
  un procedimento della Corte dei conti che si doveva definire, non è
  stato possibile erogare cinque milioni e quattrocento ed un milione
  e trecento.

   CANCELLERI. Non gli spettano quei soldi

   MILAZZO.  Gli  spettano eccome, onorevole Cancelleri,  perché  non
  vanno  destinati  a  casa  Pogliese, vanno destinati  ai  diecimila
  dipendenti.
   Non   parliamo  del  piccolo  comune  con  dodici  dipendenti  che
  tuteliamo comunque col Fondo.
   Stiamo  parlando diecimila persone che aspettano  una  risposta  e
  voi,  per  un  fatto  solo  politico, per non  farci  incassare  un
  risultato  che  non  vogliamo politicizzare,  ci  siamo  trovati  a
  Catania un fardello così pesante che non auguro a nessun sindaco ma
  ancor meglio a nessun dipendente.
   Nessun  dipendente  deve  subire e attraversare  un  momento  così
  pesante
   Vi chiedo di riflettere attentamente, perché quando questa partita
  sarà  finita  -  e magari qualcuno rischia pure di esultare  -  non
  incasseremo chissà quale risultato.
   Può  capitare che qualche comune riceverà uno zero virgola in meno
  ma Catania sarà affossata definitivamente.
   Questo è il tema
   O  un milione e trecentomila euro redistribuiti nel Fondo sono  lo
  0,00all'infinito per il comune X

   CANCELLERI. Sono otto milioni che non gli sono dovuti.

   MILAZZO.  Otto  milioni. I 5 milioni e 400 e il milione  e  300  a
  Catania  sono un impegno morale che, per un disguido con  la  Corte
  dei Conti, non è stato possibile erogare nell'anno precedente.

   CANCELLERI.  Ma  quale  disguido  Abbiamo  bocciato  il  piano  di
  equilibrio.

   MILAZZO. Onorevole Cancelleri, siccome io in storia ho 10 e  lode,
  ora  ne  esco  qua  con 10 e lode, per Bagheria  voi  nelle  scorse
  finanziarie  li avete presentati gli emendamenti salva Bagheria.  E
  per  la  provincia di Siracusa abbiamo assegnato17 milioni, ora  di
  punto  in  bianco  su Catania siamo diventati tutti  per  le  norme
  generali ed astratte.
   C'è  un  problema serio che riguarda i dipendenti  del  Comune  di
  Catania  e noi dobbiamo essere più lungimiranti di quest'Assemblea,
  perché  quando consumeremo questo danno, incasserete  un  risultato
  politico, avete affossato un Comune.
   Vi  vorrei ricordare che non glieli state regalando, attingono  al
  credito, devono restituirli con gli interessi.

   CANCELLERI. Non è vero, è un mistificatore.

   MILAZZO. E' vero  E' vero

   PRESIDENTE.  Onorevole Cancelleri, lei è anche  Vicepresidente  di
  questa Assemblea, deve sapere alcune regole.
   Ognuno nel suo intervento dice quello che ritiene giusto dire,  se
  poi uno vuole replicare replica, ma se iniziamo questi duetti con i
  deputati che sono seduti io, di nuovo, sospendo la seduta e  quando
  siete più calmi ci rivediamo, ci riaggiorniamo ad un'ora. Onorevole
  Milazzo la sua posizione è chiara.

   MILAZZO.  Signor Presidente, grazie a una parte di queste risorse,
  dicevo,  il  Comune  di Catania potrà attingere al  credito,  potrà
  accedere  al  credito,  quindi  io  chiedo  all'Aula  un  atto   di
  responsabilità.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Signor   Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  l'intervento dell'onorevole Milazzo è veramente penoso,  perché  fa
  una  differenza netta, chiara, schifosa tra i dipendenti del Comune
  di Catania e i dipendenti degli altri Comuni in dissesto.
   Signor  Presidente,  è  una  cosa  che  non  si  può  sentire   in
  quest'Aula,  voi  state facendo una differenziazione  netta  tra  i
  dipendenti degli altri Comuni in dissesto e i dipendenti del Comune
  di Catania.
   A questo punto sarebbe doveroso chiedere ai dipendenti degli altri
  Comuni,  come  quelli di Porto Empedocle, che da quattro  mesi  non
  prendono  lo  stipendio, di spostarsi a Catania, tanto  quei  pochi
  centinaia  di  dipendenti  degli  altri  Comuni  si  aggiungono  ai
  diecimila di Catania.
   Questo   comportamento,  signor  Presidente,  sarebbe  stato   più
  dignitoso  da  parte vostra dire semplicemente:  Vogliamo  fare  un
  favore  al  Comune  del Presidente della Regione   anziché  girarci
  attorno con queste dichiarazioni.
   I Comuni di Tortorici, Giarre e Monreale che dovevano godere dello
  stesso   identico   trattamento  del  Comune  di  Catania,   perché
  destinatari  di  quel fondo in pre-dissesto, sono stati  totalmente
  esclusi  da questo ragionamento e si ritrovano a dover chiedere  le
  briciole  con  un altro comma, con un altro fondo che non  riguarda
  esclusivamente il Comune di Catania.
   Signor   Presidente,  mi  ascolti,  quello   che   ha   dichiarato
  l'onorevole  Milazzo è veramente vergognoso, non è  rispettoso  dei
  dipendenti degli altri Comuni e non rispettoso, neanche, per  tutti
  gli  altri  Comuni siciliani che ha nominato l'onorevole Cancelleri
  che sono in una situazione di dissesto che vanno trattati parimenti
  al Comune di Catania.

   PRESIDENTE.  Io  credo che le posizioni siano  chiare,  è  inutile
  continuare con questi toni, perché sennò finiamo questa notte.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, solo  un
  chiarimento:  i soldi di cui stiamo parlando sono un contributo  al
  comune  di Catania, non sono un prestito. Detto ciò, è il  caso  di
  chiarire  alcune cose: il comune di Catania doveva percepire  delle
  somme   per  evitare  che  andasse  in  dissesto.  Era   stato   di
  riequilibrio finanziario. La Corte dei Conti ha deliberato  che  il
  Consiglio  comunale  di  Catania  doveva  deliberare  lo  stato  di
  dissesto finanziario.
   Oggi, 12 dicembre, il Consiglio comunale di Catania delibererà  la
  messa  in  dissesto  finanziario del comune di  Catania,  quindi  i
  5.400.000,00  di  euro  che andavano sommati  ai  4.600.000,00  non
  spetterebbero più, purtroppo al comune di Catania, perché oggi è in
  dissesto  finanziario, così come sono in dissesto  finanziario  gli
  altri   36   comuni:  ecco  perché  c'è  la  palese  disparità   di
  trattamento,  ecco  perché  ci  sono  comuni,  come  il  comune  di
  Lampedusa,  che  non possono pagare i netturbini  e  sono  sommersi
  dalla  spazzatura. Il comune di Porto Empedocle  deve  dare  cinque
  mensilità   ai   propri  dipendenti:  questa  è  la  disparità   di
  trattamento che state facendo

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  ho
  promesso un intervento di trenta secondi e così farò, solo per fare
  un  invito  all'Aula.  Abbiamo  preso  un  impegno  che  parte  dal
  Presidente dell'Assemblea circa i tempi legati alla chiusura  della
  Cassa  regionale. Se, tanto da parte delle forze della  coalizione,
  quanto  da parte delle forze della minoranza, ci potesse essere  un
  senso di responsabilità per abbassare i toni, per arrivare alle ore
  22.00  -  come  ha detto il Presidente dell'ARS - a  votare  questa
  variazione di bilancio, faremmo la cosa più giusta. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Cracolici, onorevole  Di
  Caro, non è normale che ad ogni parola che dice un deputato poi  ci
  siano venti minuti di commenti, non è normale
   Così  facendo, non è che non riusciamo a chiudere entro oggi,  non
  ci  riusciremo  entro  l'anno,  se  questo  deve  essere  l'andazzo
  dell'Aula.  Da  questo momento sarò rigidissimo e  darò  la  parola
  soltanto in casi di effettiva necessità, ed in casi di chiarimento.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.37.1.

   CAPPELLO.  Chiedo  che  la  votazione avvenga  per  con  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.37.1
   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.37.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            64
   Votanti             63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          31
   Contrari            32
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento   1.37  è  precluso  in  quanto  è  stato   bocciato
  l'emendamento 1.37.1 che era quello che aveva la copertura.
   Si  passa all'emendamento 1.39, a firma degli onorevoli Cancelleri
  ed altri.
   E' stato presentato un subemendamento 1.39.1.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Metto in votazione il subemendamento 1.39.1.

   CANCELLERICANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione   avvenga   per
  scrutinio nominale.

      Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 1.39.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  subemendamento 1.39.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            64
   Votanti             61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          28
   Contrari            33
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.39.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.39

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.39.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            64
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          29
   Contrari            31
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.17, a firma degli onorevoli Cafeo  ed
  altri.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favore si  alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.2 è inammissibile in quanto non ha copertura.
   Si passa all'emendamento 1.26 a firma dell'onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.32, a firma degli onorevoli  Zito  ed
  altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, voglio  intervenire  proprio  sul
  comma  e-quater perché gli emendamenti stanno passando  su  quello.
  Signor Presidente faccio un appello a lei, all'Aula, perché poi  le
  norme  se  le dobbiamo fare le dobbiamo fare che devono  funzionare
  altrimenti  prendiamo in giro  la sopravvenuta legge  del  2018  ha
  dato  il fondo fino al 2038 per coprire il pagamento degli stipendi
  dei lavoratori precari nei comuni dell'isola, da quelli che vanno a
  stabilizzare  dall'approvazione della legge in poi.  Le  precedenti
  leggi  che  davano  questa  possibilità  prevedevano,  invece,  una
  copertura dopo la stabilizzazione di 3 anni o di 5 anni.
   In  poche  parole stiamo creando una sperequazione  fra  i  comuni
  siciliani  che hanno, invece, stabilizzato prima dell'ultima  legge
  facendo,  quindi, i cosiddetti compiti a casa, perché  gli  abbiamo
  dato la copertura per il pagamento degli stipendi semplicemente per
  3  anni  o  per  5  anni.  Vi  faccio  un  esempio:  il  comune  di
  Pietraperzia,  ma ne prendo uno ad esempio per non  replicarlo  fra
  tutti   gli   altri  che  lo  hanno  fatto,  percepisce   dopo   la
  stabilizzazione un contributo da parte della Regione  di  370  mila
  euro  ogni  anno  per  i 3 anni. Dopodiché,  alla  fine  di  questa
  copertura  legislativa, si ritrova non solo a non avere più  i  370
  mila euro ma a doverli sborsare dal proprio bilancio con un ammanco
  che, capirete bene, è di 740 mila euro.
   Con  il comma 1, lettera e) quater si appostano 3 milioni di  euro
  per   dare   la  possibilità  anche  a  quei  comuni  che   avevano
  stabilizzato  prima - conti fatti alla mano con l'Assessorato  agli
  enti  locali  ovviamente, quindi, i soldi sono quadrati  su  quella
  cosa -, per i comuni che hanno stabilizzato nelle leggi fra il 2010
  e il 2014.
   Nella  notte  della Commissione  Bilancio' ci si  è  impuntati  ad
  inserire  addirittura  quelli del 2008. Io  ora  vi  rassegno  solo
  questo:  che conti fatti adesso dall'Assessorato agli enti  locali,
  determinano  che  se  lasciamo,  invece,  che  2010,  2008,   vanno
  all'incirca  ai  comuni, per ogni precario, 20 centesimi.  Ora,  se
  vogliamo  fare norme che non servono assolutamente a niente,  siamo
  ovviamente liberi di farlo. Io quello che le chiedo, Presidente,  è
  di   ammettere  un  emendamento  perché,  purtroppo,  non  è  stato
  possibile presentarlo perché speravo che lo presentasse il  Governo
  ma  il  Governo non lo vuole presentare, per riportare la data  dal
  2008 al 2010. Grazie.

   PRESIDENTE.  E,  allora,  grazie onorevole  Cancelleri.  Si  passa
  all'emendamento 1.24. Quelli di prima sono inammissibili. L'1.26  è
  stato ritirato, l'1.32 e l'1.1 sono inammissibili.

   CANCELLERI. Presidente, le ho fatto una domanda. Le ho chiesto  se
  si  può presentare un emendamento per riportare la data dal 2008 al
  2010.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cancelleri, chiedo scusa,  non  sono  stato
  attentissimo.  Di quale emendamento stiamo parlando?  Della  quater
  senza emendamenti. Allora, onorevole Cancelleri, scusi, siccome  la
  Commissione  mi  sembra  favorevole e un  emendamento  ora  lo  può
  presentare  solo la Commissione, se lo presenta la  Commissione  lo
  possiamo mettere in votazione.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Sì, però, gradisco anche l'attenzione del  Presidente
  della  Commissione  perché l'argomento  è  un  po'  più  complesso.
  Innanzitutto  buonasera,  Presidente,  Presidente  della   Regione,
  colleghi parlamentari.
   L'emendamento e) quater è un emendamento, è un articolo che  mette
  in  condizione  i comuni che hanno stabilizzato e che  non  sono  a
  carico della Regione siciliana perché hanno avuto sindaci bravi nel
  passato, quindi
   Non  c'è stata volta che abbiamo approvato una finanziaria che  io
  non abbia detto: è assurdo, ci sono tanti che hanno stabilizzato  i
  propri  precari  e  non  sono a carico della  Regione  e,  ora,  ci
  dobbiamo  fare  carico  di tutti coloro che  non  hanno  avuto  dei
  sindaci,  che  non hanno avuto la capacità di stabilizzare  e  che,
  invece, portano tutto questo groppone sulle spalle della Regione.
   Allora,  per esempio, non ho difficoltà ad ammettere che questo  è
  stato  un  articolo intelligente, cioè importante, perché riconosce
  quei sindaci che nel tempo hanno stabilizzato
   Presidente, è davvero difficile intervenire

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, le chiedo scusa, siccome lei sta
  parlando dell'e) quater, il cui emendamento è stato ritirato, siamo
  andati oltre.

   DIPASQUALE. Non è stato ritirato.

   PRESIDENTE. Sì, sì. E' stato ritirato. Glielo garantisco
   Onorevole Dipasquale, siamo già all'emendamento 1.24. L'e)  quater
  è  già  passato.  Già  ne sono passati altri  due  che  sono  stati
  dichiarati inammissibili.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, mi scusi, noi ancora  non  abbiamo
  votato sull'emendamento1.32.

   PRESIDENTE. E' inammissibile perché non c'è la copertura  per  cui
  quello non lo dobbiamo votare.
   Andiamo avanti, allora.
   C'è un emendamento della Commissione, che credo sia quello nato  a
  seguito dell'intervento dell'onorevole Cancelleri, l'1.44.

   DI PASQUALE. Se si pensa che Ragusa debba uscire da questa cosa

   PRESIDENTE.  E' stato distribuito l'emendamento 1.44? Per  favore,
  distribuiamolo ai deputati. L'emendamento 1.44 recita:  «La  parola
   2008  è sostituita dalla parola  2010 .». Questo è all'articolo 1,
  comma 1, lettera e) quater.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, ci siamo arrivati alla discussione
  che  stavo cercando di fare. La farò senza fare, ovviamente, alcuna
  forma di polemica.
   Io   per  cinque  anni  ho  detto:   ci  sono  comuni  che   hanno
  stabilizzato  nel  passato ,  e chiederei  l'attenzione  anche  del
  Presidente  della  Regione, se fosse possibile. Questo  Governo  ha
  fatto  una  cosa intelligente: mentre io nel passato  mi  lamentavo
  solamente  che avevamo stabilizzato e nessuno ci aveva riconosciuto
  il  fatto di avere stabilizzato, questo Governo l'ha trasformata in
  azione  politica,  in articolo ed ha previsto un riconoscimento  di
  risorse.
   In  Commissione  ho  detto:   bene avete  fatto   -  era  presente
  l'Assessore Armao -, però, lasciando così la norma  2010   lasciate
  fuori  il  comune di Ragusa che ha avuto la sfortuna,  rispetto  al
  resto, di stabilizzare ancora prima, nel 2008.
   Quindi,  il  comune di Ragusa che ha stabilizzato nel 2008  rimane
  fuori da questa premialità. La ritengo una cosa assurda
   E'  vero quello che dice l'onorevole Cancelleri - perché non è che
  l'onorevole Cancelleri è impazzito -; lui, ovviamente, con  calcoli
  alla  mano  -  per questo io volevo intervenire prima  sulla  parte
  finanziaria  -, ha detto e ci dice:  guardate che però se  facciamo
  quello  che  dice  l'onorevole Dipasquale   -  proprio  per  essere
  corretti e leali nei confronti di tutti -,   e andiamo al  2008  le
  risorse che abbiamo previsto saranno davvero irrisorie, non saranno
  sufficienti .
   Quindi,  ci  stiamo  trovando, votando questo emendamento  così  a
  mortificare  davvero  la  città  di  Ragusa  che  nel  2008   aveva
  stabilizzato,  quindi, secondo me, dobbiamo prevedere,  invece,  la
  possibilità di aumentare le risorse del capitolo e così ci  entrano
  tutti, ma togliendo solo Ragusa, secondo me, facciamo un errore.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Ragusa, visto che si parla di Ragusa  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire  che,
  obiettivamente,  per  un atto anche di giustizia  sociale,  mettere
  alla  pari  coloro che hanno stabilizzato prima di una certa  data,
  penso  che  sia  anche equo e facciano bene la  Commissione  ed  il
  Governo  a presentare questo emendamento perché dobbiamo dimostrare
  che  ci  siamo,  che  pensiamo anche ai  comuni  virtuosi  che,  in
  passato,  hanno fatto un'opera importante, cioè la stabilizzazione,
  perché  il  percorso politico di quest'amministrazione regionale  è
  quello che, piano piano, lentamente stabilizzeremo tutti coloro che
  sono  nelle  condizioni  di  essere  stabilizzati.  Grazie,  signor
  Presidente.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Presidente
  della  Regione,  cittadini  che ci  seguono  da  casa,  durante  la
  Commissione   Bilancio', anche se non ne faccio parte,  sono  stato
  presente a tutti i lavori fino alla tarda mattina. Il problema è un
  altro,  su  questa tematica, inerente i precari. I  3  milioni  non
  basterebbero, comunque, neanche nell'ipotesi che venisse  approvato
  l'emendamento proposto dalla Commissione  Bilancio'.
   Qual  è  il  problema? Il problema è che realmente, da  parte  del
  Dipartimento autonomie locali e del Dipartimento lavoro, che sono i
  due  depositari, in questo momento, di tutta la materia inerente  i
  precari, ad oggi, non esiste un elenco puntuale, preciso che ci dia
  contezza di chi ha fatto le procedure di stabilizzazione e  di  chi
  non  le  ha  fatte perché, in alcuni casi, prendo  un  esempio,  il
  comune  di  Mandanici  è  vero  che  ha  avviato  le  procedure  di
  stabilizzazione, è vero che materialmente è presente all'interno di
  questo  elenco,  ma è altrettanto vero che non ha mai  concluso  e,
  quindi, di fatto, erogato le somme.
   Allo  stesso  tempo,  il  comune di Messina  ha  stabilizzato  156
  precari   nel   triennio  2015-2016-2017  con  delle   somme   che,
  attualmente,  sono a carico del bilancio comunale  e  che,  invece,
  giustamente, per rendere giustezza anche al comune di Messina  così
  come  anche  a  tutti  gli  altri comuni, non  possono  essere  più
  sostenute a carico del bilancio della Regione.
   I  3  milioni  sono insufficienti sia nel primo caso, quindi,  nel
  caso   dell'inizio  con  l'annualità  del  2008,   sia   nel   caso
  dell'annualità 2010. Sarebbe utile un impegno da parte del  Governo
  nella  prossima finanziaria, cioè prevedere innanzitutto  le  somme
  che, effettivamente, sono necessarie perché questo rende giustezza.
   E'  chiaro  che  il  contributo una tantum che, oggi,  andiamo  ad
  erogare,  cambia  poco se prevede il 2008-2010 perché  parliamo  di
  risorse esigue ma, allo stesso tempo, all'interno di quello  che  è
  il  Fondo delle autonomie locali, stanziato con la legge del  2014,
  le  risorse sono presenti, quindi, mi auguro, e questo da parte del
  Governo, che ci sia l'impegno, affinché questa disparità, se per il
  2018  non  potrà  essere sanata, considerando che  abbiamo  solo  3
  milioni,  per  le  annualità future dovrà obbligatoriamente  essere
  sanata  perché  questo consentirà a tutti i comuni che  sono  stati
  bravi,  che  hanno fatto le stabilizzazioni prima  dell'entrata  in
  vigore  della  legge n. 27 del 2016 di ricevere giustamente  quello
  che  è  un contributo naturale perché non è corretto che, in questo
  momento, se ne facciamo carico attraverso il bilancio comunale.
   Apprezzo,  comunque,  lo  sforzo fatto dal  Governo  nell'inserire
  all'interno di quello che fu l'emendamento di riscrittura  1.R,  se
  non ricordo male, tenendo presente sia l'emendamento che presentati
  io,  ma anche quello che presentò l'onorevole Cancelleri e, quindi,
  il  Gruppo  del Movimento Cinque Stelle. E' chiaro, però,  che  c'è
  oggi  una necessità di fare uno sforzo maggiore e mi auguro che  il
  Governo si orienti in tal senso. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Giudice.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    vorrei
  l'attenzione  dell'onorevole Dipasquale anche se mi devo  rivolgere
  all'onorevole    Presidente.   Se   dovessimo   approvare    questo
  emendamento,  onorevole Dipasquale, emendamento che io  rispetto  e
  condivido,  su  risorse già esigue anche per la prima  fattispecie,
  andremmo  a  ridurre  ancora  di più la redistribuzione  di  queste
  risorse.
   Io  per la parte che mi è di competenza, e lei sa che sono un uomo
  di  parola, visto che la norma deve prevedere dal 2008 al 2010,  se
  l'approviamo  nella finanziaria e stabiliamo sempre,  dal  2008  al
  2010,  non  modifichiamo né gli effetti né i contenuti e nemmeno  i
  destinatari e né tantomeno le risorse.
   Io  assumo l'impegno, e penso anche a nome dell'onorevole  Savona,
  in  finanziaria, cioè fra 15 giorni sulla stessa norma o una  norma
  riproposta  come lei può meglio apprezzare, si assume  l'impegno  e
  può   ritenerla  una  cosa,  per  quanto  riguarda  il  mio  Gruppo
  parlamentare, assolutamente fatta.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 1.44, della Commissione.  Il
  parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Ritorniamo  all'emendamento 1.24, degli  onorevoli  Milazzo  e  Lo
  Curto.
   Comunico   che   all'emendamento  1.24  è  stato   presentato   un
  subemendamento 1.24.1. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.24.

   MILAZZO.   Anche  a  nome  dell'altro  firmatario,   dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Benissimo, andiamo avanti.
   Si   passa   all'emendamento  1.42R.  E'  la   riscrittura   della
  Commissione.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Intanto,  prima  di  dare  la  parola  all'onorevole
  Barbagallo,  comunico  che  è  stato presentato  il  subemendamento
  1.42R.1,  degli  onorevoli  Lo  Giudice  e  Caronia,  che   non   è
  ammissibile perché non ha copertura.
   Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli  colleghi qualcuno durante la discussione generale  si  è
  risentito  perché  ho  utilizzato il termine   marchette .  Io  non
  vorrei, onorevole Milazzo - e mi rivolgo a lei -, beh, dico, se  ci
  sono  gli impianti di risalita a Piano Battaglia, ci sono anche  in
  altre parti della Sicilia. Siamo alla fine dell'anno, abbiamo fatto
  un  ragionamento  generale, siccome la legge deve  prevedere  norme
  generali ed astratte, siamo alla fine dell'anno, il Governo  ci  ha
  chiesto  di  intervenire  per somme indifferibili,  urgenti  e  per
  pagare  stipendi.  Trovo irricevibile da questo Parlamento  che  si
  stanzino  300  mila  euro solo per un impianto  di  risalita  della
  Sicilia.
   Le   chiedo   di  intervenire,  signor  Presidente,   a   garanzia
  dell'imparzialità di questo Parlamento.

   CRACOLICI. Si possono dare soldi ad una società?

   MILAZZO. Sono dati alla Provincia.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, onorevole Milazzo, non  risponda  a
  tutte  le  provocazioni  che le fanno perché  altrimenti  passa  la
  giornata a rispondere.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, intanto, abbiamo scoperto che l'onorevole
  Milazzo,  oltre  a  difendere Catania,  ovviamente,  difende  anche
  Palermo, perché gli altri sono tutti figli di nessuno. Poi, a tutti
  gli  altri  che saranno senza stipendio faremo sapere come  ragiona
  questa Assemblea.
   Volevo  dire  che  l'emendamento 1.42  non  è  mai  passato  dalla
  Commissione   Bilancio', quindi questo emendamento non  può  essere
  accettato perché non è stato mai discusso. Quindi, Commissione, che
  poi non si capisce neanche che Commissione è.
   Quindi, ci sono disparità di trattamento evidenti e si inseriscono
  cose  che  non  sono passate dalle Commissioni di merito.  Ora,  se
  vogliamo  fare  tutto, ormai abbiamo due centri, non  è  stato  mai
  discusso  nessuno  aggiuntivo da questo  punto  di  vista,  quindi,
  ripeto siccome voi non volete fare le cose generali ed astratte  in
  modo  da mettere tutti sulla stessa linea, continuiamo così, perché
  questa  vuol  dire  che  è la direzione che vuole  prendere  questo
  Governo,  fare  sempre dei fondi che vanno verso  Catania  e  verso
  Palermo,  togliere  tutto quello che riguarda sviluppo  e  altro  e
  continuare a fare danni così come ha fatto Crocetta.

   PRESIDENTE. Onorevole Zito, per chiarezza, quando un emendamento è
  della  Commissione,  così  come  è  stato  per  quello  votato   in
  precedenza,  su proposta anche dell'onorevole Cancelleri,  è  stato
  presentato   adesso,  senza  essere  passato  per  la   Commissione
   Bilancio'.

   ZITO. Non è passato dalla Commissione. Non mi risulta.

   PRESIDENTE. Onorevole Zito, dovete imparare a parlare quando vi si
  dà  la parola, altrimenti non la do più a nessuno e, materialmente,
  non faccio più accendere quel microfono e andiamo avanti a votare e
  basta.

   ZITO.  Ci  manca  soltanto che non dia più la parola,  così  siamo
  nell'anarchia più totale

   PRESIDENTE. Onorevole Zito, la prego di accomodarsi.
   Onorevole   Savona,   sull'obiezione   dell'onorevole   Zito,   la
  Commissione   ha   qualcosa  da  rispondere,   altrimenti   andiamo
  direttamente in votazione.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. L'emendamento  è
  stato  presentato ed era fra gli aggiuntivi; a notte fonda  abbiamo
  eliminato tutti gli aggiuntivi.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.42R.

   CIANCIO. Chiedo la votazione per scrutinio palese nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.42R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.42R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            66
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          32
   Contrari            30
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  1.3,  degli  onorevoli   Dipasquale,
  Sammartino e Catanzaro.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.38, degli  onorevoli  Figuccia  e  Lo
  Curto.  Onorevole  Figuccia, non è chiaro cosa  chiede  con  questo
  emendamento,   quindi   o   lo  ritira  o   è   inammissibile.   E'
  inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 1.4, degli onorevoli Zito e  altri.  E'
  inammissibile per mancanza di copertura.
   Si  passa  all'emendamento 1.7, degli onorevoli Fava e Lo Giudice.
  Si chiede la soppressione del comma 3.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
  che  ho  visto  che  è  stato presentato anche  da  altri  colleghi
  deputati  prevede di eliminare, sostanzialmente quella che  era  la
  riduzione di 1 milione e lasciare i 5 milioni originari. Ma qui  la
  vicenda è un po' più particolare e mi auguro di avere un attimo  di
  attenzione  da  parte di tutta l'Assemblea perché ritengo  che  sia
  assurdo,  parliamo  dei comuni virtuosi, ovvero  quelli  che  hanno
  raggiunto  e  superato  il 65 per cento di raccolta  differenziata.
  C'è  una  vicenda assurda su questa questione perché, pochi  giorni
  fa,  ovvero  il  6 dicembre, se non ricordo male,  con  il  Decreto
  assessoriale n. 362 sono state individuate le somme da ripartire ai
  comuni. La norma fatta con
   Signor Presidente, ho qualche difficoltà a proseguire...

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lo  Giudice,  tenga  presente  che  stiamo
  parlando  di  un  emendamento  che  appena  il  Governo  dà  parere
  contrario è inammissibile, per cui la prego in tempi brevi.

   LO  GIUDICE. Allora, io discuto non sull'emendamento in sé,  anche
  se  non è ammissibile, ma discuto sulla norma perché, a mio avviso,
  quello  che  è  successo  è un fatto abbastanza  grave,  al  di  là
  dell'emendamento che, ripeto, infatti mi sembrava strano che  fosse
  stato  considerato  ammissibile,  considerando  che  non  aveva  la
  copertura finanziaria.
   Dicevo  per quanto riguarda il riparto delle somme, il 6 dicembre,
  viene fatto un Decreto assessoriale, il numero 362, che prevede  di
  ripartire le somme.
   Ritorniamo  un attimo indietro. La norma cosa prevede?  Ai  comuni
  che nell'anno precedente a quello in corso hanno superato la soglia
  del  65  per cento di raccolta differenziata in materia di  rifiuti
  solidi  urbani,  in conformità eccetera, eccetera, è  destinata  la
  somma  di  5  migliaia di euro che, oggi, riduciamo a  quattro,  da
  ripartirsi  per  il 50 per cento in base alla densità  demografica,
  quindi,  il primo riferimento è la densità demografica,  e  per  il
  restante  50  per  cento in base al numero  dei  comuni  che  hanno
  superato detta percentuale.
   Se  voi vedete il Decreto di riparto, Presidente della Regione, il
  decreto  di riparto fa l'esatto contrario di quello che prevede  la
  norma.  Io  credo che nessun organo possa sostituirsi al Parlamento
  regionale  siciliano. Il Parlamento regionale siciliano,  a  maggio
  del  2018,  ha votato in maniera chiara, netta e inequivocabile  un
  solo parametro: densità demografica.
   Se  voi  prendete  la  tabella di riparto,  c'è  scritto:  comune,
  popolazione,   superfice,   densità  all'1   gennaio   2017,   poi,
  magicamente  appare  un  altro  parametro,  inverso  della  densità
  demografica,  quota da attribuire in ragione inversa  alla  densità
  demografica.
   Che  significa  questo? Significa che un comune  come  Sant'Angelo
  Muxaro,  nulla  togliere al comune di Agrigento, di mille  abitanti
  che presumibilmente ha un piano finanziario di 200 mila euro circa,
  riceverà per l'anno in corso 118 mila euro. Morale della favola noi
  a questo comune stiamo pagando per intero la TARI.
   Il comune di Santa Teresa di Riva, che ho l'onore di rappresentare
  nella mia qualità anche di sindaco, che ha un piano finanziario  di
  1  milione e 500 mila euro, riceve solo 2 mila euro  Mi chiedo e vi
  chiedo chi può modificare le leggi che vengono fatte dall'Assemblea
  regionale se non il Parlamento regionale stesso

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   E,  allora,  se  questo  è,  io chiedo che  questo  Decreto  venga
  revocato  perché è chiaro che così per come è stato fatto  non  può
  assolutamente rimanere in piedi perché va contro quella  che  è  la
  norma  approvata dal Parlamento regionale siciliano e chiedo,  allo
  stesso  tempo, che il Governo della Regione e, quindi, mi riferisco
  a  qualcuno  degli  assessori  o al Presidente  della  Regione,  ci
  chiarisca  in merito annunciando anche, permettetemi di  dirlo,  il
  mio  voto  contrario  rispetto a tutto  questo.  Perché?  Perché  è
  semplicemente inammissibile che possa passare un principio,  ovvero
  quello  che  l'Assemblea regionale stabilisca una  cosa  e  qualcun
  altro,  fuori dall'Assemblea regionale, non so per quale  motivo  e
  francamente neanche mi interessa, stabilisca altro.
   Ho chiesto sia al Dipartimento autonomie locali e allo stesso modo
  anche  al  Dipartimento  acque e rifiuti di  avere  chiarimenti  in
  merito.  Nessuno  è  riuscito  a darmi  le  risposte  che  cercavo.
  Nessuno, ripeto, e sono convinto di quello che dico, può modificare
  le leggi del Parlamento siciliano.
   Mi  auguro che avvenga immediatamente un chiarimento in  merito  e
  che qualcuno mi dica che questo Decreto assessoriale verrà revocato
  perché, diversamente, ripeto, ho difficoltà a continuare nella  mia
  azione  amministrativa  che  vuole  essere  a  sostegno  di  questa
  maggioranza. Grazie Presidente.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  devo  dire  che  non  ho   capito
  l'intervento  del  collega che è firmatario -   vedo  -  di  questo
  emendamento ma ha parlato contro l'emendamento.

   FOTI. Ha fatto un inciso sul decreto.

   CRACOLICI.  Io vorrei apporre la mia firma a questo emendamento  e
  chiedo  al Governo, anche in virtù di quello che sta avvenendo  sul
  tema  dei rifiuti: Presidente della Regione, ma che messaggio è  in
  una  Terra  dove  stiamo  facendo inumani  sforzi  per  cercare  di
  incentivare  la  differenziata, di ridurre  la  premialità  a  quei
  comuni  che hanno provato a raggiungere questi risultati?  Passiamo
  da 5 a 4

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  No.  Un   milione   dalle
  infrastrutture.

   CRACOLICI.  Presidente, non sarò aggiornato, ma  sono  abituato  a
  leggere  il bilancio solo in un modo: quanto c'è e quanto ci  sarà.
  Col suo emendamento da 5 passiamo a 4; così è
   E'  un messaggio positivo ai comuni? Credo che il Governo dovrebbe
  avere  l'interesse - almeno su questo punto - di sostenere i comuni
  virtuosi.  Ecco  perché  appongo  la  firma  all'emendamento,   per
  sopprimere  quella previsione che riduce di un milione di  euro  la
  previsione in bilancio.
   Tra  l'altro,  ricordo che era stata fatta dall'Aula nella  scorsa
  legge  di stabilità. Normalmente, le norme approvate dal Parlamento
  in  sede di approvazione di legge di stabilità, di norma il Governo
  non  fa  proposte in variazione di bilancio di riduzione; ma  anche
  questa è una novità di questa legislatura.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Avuto riguardo  alla  questione
  sollevata opportunamente, ma proprio perché il Governo è attento  a
  questo  tema  e  ne ha fatto un elemento cruciale delle  iniziative
  assunte in questo anno nel settore dei rifiuti, in linea con questa
  esigenza  ampiamente  avvertita e  -  come  vedo  -  condivisa,  ha
  individuato  un  ulteriore  milione per  riportare  alla  dotazione
  originaria  che la stessa norma del Governo aveva inserito,  quindi
  che  fosse ben avvertito dal Governo, le carte parlano. C'era stato
  un aggiustamento tecnico che adesso è stato presentato.

   CRACOLICI.   Dov'è  l'emendamento?  Prima  lo  riduciamo   e   poi
  l'aumentiamo? Azzeriamo la riduzione

   ARMAO, assessore per l'economia. Sono aggiustamenti finanziari.

   PRESIDENTE.  Ho necessità che parli una persona per volta.  Questi
  duetti non sono più ammessi

   ARMAO,  assessore  per l'economia. L'emendamento  è  in  corso  di
  distribuzione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  siccome  questo  emendamento  è
  appena   stato  presentato,  io   ringrazio  il  Governo   per   la
  sensibilità che ha avuto, ma ho bisogno di cinque minuti perché gli
  uffici lo verifichino.
   Sospendo la seduta per cinque minuti.

      (La seduta sospesa alle ore 18.04, riprende alle ore 18.24)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  c'è  qualcosa   che   non   va
  nell'emendamento?
   Io  ho ricevuto un emendamento. Lo abbiamo già distribuito. Se  ci
  sono  problemi me lo dite e sospendo di nuovo. Diversamente andiamo
  avanti per favore.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  Governo  ha
  presentato un emendamento che darebbe la copertura di un milione di
  euro alla riduzione che era apportata con quell'emendamento che era
  stato fatto.
   Così  com'è  scritto, e lo dico anche alla Segreteria, il  Governo
  sta postdatando il limite di impegno decennale, che con la legge di
  stabilità  decorreva  dal  2018,  la  sta  rinviando  al  2019.  Ma
  nell'emendamento  non  c'è scritto che quel  milione  che  proviene
  dallo spostamento del limite di impegno serve a coprire nel 2018 il
  milione  mancante,  perché  così com'è  scritto  sembra  che  diamo
  copertura nel 2019 e non nel 2018. Non so se è chiaro.
   Allora,  se  è  chiaro l'obiettivo e l'Assessore  mi  dice  che  è
  condiviso  o  lo aggiustate subito o si aggiusta con un emendamento
  ai  sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno, fermo restando
  che  questa riduzione serve a dare copertura nel 2018 ai 5  milioni
  per i comuni virtuosi.
   Se   siamo  d'accordo  per  me  si  può  fare  pure  con  il  117;
  l'importante, però, è che sia chiaro.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, dagli Uffici del bilancio  dicono
  che  non  è  così. Siccome non possiamo fare errori  e  gli  Uffici
  vogliono  cambiare con il  117  una cosa sostanziale  come  questa,
  sospendiamo  ancora cinque minuti e chiariamo, per  favore,  questa
  cosa e fra cinque minuti ci rivediamo.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.29, è ripresa alle ore 18.50)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Invito il Governo e i deputati a prendere posto. E' in
  distribuzione l'emendamento 1.45R.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  sto  osservando l'andazzo dell'Aula con  tutte  queste
  ripetute sospensioni.
   Nessuno ricorda che venerdì abbiamo allertato la Gazzetta  per  la
  pubblicazione.
   Se  non  si pubblicano le norme che approviamo stasera,  tutto  il
  lavoro fatto - ci siamo massacrati la vita in questi giorni,  anche
  facendo  nottate - servirà a nulla perché non ci sarà il tempo  per
  fare i mandati, le reversali ecc. Siamo fuori tempo massimo.
   Se  non  riusciamo  a  chiudere, cerchiamo  di  stringere  il  più
  possibile per eliminare quello che è superfluo.
   Non c'è più tempo  Siamo fuori tempo massimo
   Mi auguro di riuscire a concludere questa sera per consentire agli
  Uffici di inserire le Tabelle perché di tempo non ce n'è più.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, l'appello dell'onorevole  Savona
  credo sia rivolto ai deputati che al Governo.
   Se vogliamo riuscire a chiudere entro stasera, ce la posso mettere
  tutta  e  andare  più  velocemente  possibile,  ma  ci  sono  tanti
  emendamenti che vanno valutati.
   Vorrei  chiedere  a  tutti  i  colleghi  se  si  può  evitare   di
  intervenire su ogni emendamento.
   Mi  rivolgo  soprattutto ai colleghi di maggioranza perché  quelli
  dell'opposizione ne hanno tutto il diritto e tutta la convenienza a
  perdere  tempo,  ma ai deputati di maggioranza, se fosse  possibile
  evitare di intervenire, forse potremmo farcela per stasera  -  cosa
  che    sarebbe   oggettivamente   importante   per   quanto   detto
  dall'onorevole Savona nel suo intervento.
   Ricordiamoci che questa norma tratta di stipendi per le  famiglie,
  per le persone.
   Se non ce la facciamo entro venerdì e non potrà andare in Gazzetta
  la  pubblicazione di questa legge significa che ci stiamo assumendo
  la  responsabilità  di fare passare il Natale a  tantissimi  nostri
  concittadini in maniera negativa.


                        Sull'ordine dei lavori

   ZITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.   Signor   Presidente,  abbiamo   avuto   modo   di   votare
  l'emendamento  1.42, a firma della Commissione, e il  Presidente  e
  l'onorevole Milazzo hanno detto che questo emendamento era  passato
  come emendamento aggiuntivo in Commissione.
   Siccome  siamo  giovani  e inesperti, sono andato  in  Commissione
   Bilancio  e mi sono fatto dare l'elenco degli aggiuntivi.
   Nell'elenco degli aggiuntivi - vi leggo l'elenco:
   l'A1 parla di Commissione paritetica, a firma di Savona;
   l'A2 è a firma di Sammartino, che parla di comuni;
   l'A3 parla di Sicilia digitale, a firma di Savona;
   l'A4, terremoto del Belice;
   l'A5 parla delle IPAB, come l'A6;
   l'A7, dell'onorevole Foti, che tratta delle IPAB, così anche l'A8;
   l'A9 parla della Keller;
   l'A10 dei PIP;
   l'A11, dell'onorevole Dipasquale, che parla di immigrazione;
   l'A12  parla  del fondo di solidarietà delle vittime di  richieste
  estorsive;
   l'A13 è un emendamento dell'onorevole Aricò;
   l'A14,  presentato dall'onorevole Calderone, tratta dei comuni  in
  riequilibrio finanziario;
   idem per l'A15;
   l'A16  è dell'onorevole Calderone, e tratta dei contratti rispetto
  al contratto collettivo nazionale;
   l'A17 tratta dei commissari straordinari;
   l'A18 tratta dei trattamenti previdenziali;
   l'A20 riguarda l'edilizia pubblica;
   l'A20,  a  firma  dell'onorevole  Dipasquale,  sempre  per  quanto
  riguarda l'urbanistica;
   l'A21 a firma dell'onorevole Aricò, trasporto pubblico urbano;
   l'A22, a firma dell'onorevole Di Mauro, per la Kore di Enna;
   l'A23 riguarda l'agricoltura;
   l'A24  che  riguarda  il FERS, che è uno dei pochi  dell'onorevole
  Milazzo, e poi uno dell'onorevole Calderone per la manutenzione del
  demanio marittimo;
   l'A26 che riguarda la tutela degli animali.
   Benissimo,  qualcuno  qua, forse, ha mentito  dicendo  che  questo
  emendamento  era  passato dalla Commissione   Bilancio .  Questo  è
  l'elenco degli aggiuntivi e in Commissione  Bilancio  non è passato
  niente.
   Questo  è  un modo di operare in Aula che non può funzionare,  c'è
  qualcosa  che non va e lei, signor Presidente, in tutto questo  non
  riesce   ad   essere  oggettivo  e  obiettivo,  e  si  vede   anche
  dall'andamento  dell'Aula,  come è che  va,  come  si  vota,  nella
  superficialità  di come si affrontano questi emendamenti  prima  in
  Commissione e poi in Aula.
   Se  questo  è l'andazzo che si vuole dare è ovvio che  continuo  a
  dire  che questa Regione andrà sempre peggio perché ha un  modo  di
  lavorare  assurdo,  dove arrivano le cose con scritte  direttamente
  per  Piano  Battaglia, per quello e per l'altro quando, invece,  ci
  sono  persone veramente disperate, quando veramente ci  sono  delle
  cose  più  importanti,  si  dovrebbe  parlare  di  sviluppo  e   di
  efficientamento della Pubblica Amministrazione, ma non se ne parla.
   Signor Presidente,  la volevo mettere al corrente solo di questo.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore. Quello che  dice
  il collega Zito è parzialmente errato, perché c'è un'altra carpetta
  con  dei  fuorisacco dove esiste l'emendamento che  riguarda  Piano
  Battaglia.

   PRESIDENTE.  Vorrei  dire  che ormai  non  è  più  un  emendamento
  presentato,  è stato già approvato quindi, ammesso e  non  concesso
  che  tutto  quello  che si dice possa essere vero,  non  avrei  più
  possibilità di fare nulla.


         Riprende la discussione sul disegno di legge n. 455/A

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura che il
  Governo  propone l'A1.45 riporta il fondo a 5 milioni, mi riferisco
  al Fondo della premialità per i comuni virtuosi che hanno raggiunto
  il 65 per cento di raccolta differenziata.
   Io  lo considero un atto di giustizia nei confronti dei comuni che
  nel  corso  del  corrente anno si sono davvero  fatti  in  quattro,
  sindaci che si sono prodigati per ottenere risultati significativi,
  brillanti, contribuendo davvero a migliorare la propria performance
  sul raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata.
   C'eravamo  battuti  già  prima  contro  il  taglio  dei  fondi  in
  Commissione    Bilancio ,  successivamente   in   Aula,   ero   già
  intervenuto  su  questo argomento. Che si raggiunga  questa  intesa
  ripristinando  il  fondo a cinque milioni  la  considero  una  cosa
  estremamente importante.
   Colgo  anche l'occasione, però, per cogliere un aspetto che invece
  non ritengo, in generale, ammissibile e probabilmente meglio di  me
  poi  ne parlerà anche l'onorevole Dipasquale, mi riferisco al fatto
  che,  comunque,  si utilizzano somme che erano già state  destinate
  con  la  Legge  di  stabilità per rifinanziare  le  misure  di  cui
  all'articolo 33 della legge n. 6 del 2009, che riguarda il recupero
  dei centri storici.
   Colgo  l'occasione  per  dire, Presidente,  se  questo  Parlamento
  approva  una legge il Governo è tenuto a rispettarla  Non  possiamo
  scoprire  a  fine anno, Signor Presidente della Regione,  onorevole
  Musumeci,  che a seguito di una legge approvata in Aula il  Governo
  non  dà attuazione alle norme. In questo caso mi riferisco al fondo
  per  i  centri  storici,  mi riferisco  a  tante  altre  norme  che
  purtroppo sono state approvate con la legge di stabilità e che  non
  hanno  avuto  seguito perché il Governo non ne ha dato  attuazione.
  Invito  il  Governo,  ma  anche  il Presidente  dell'Assemblea,  al
  richiamo   puntuale  delle  leggi.  Cosa  c'entra   il   Presidente
  dell'Assemblea. Io credo, e concludo, che sia opportuno che  questo
  Parlamento, anche a cadenza trimestrale, quadrimestrale, inviti  il
  Governo  a  riferire in Aula sullo stato di attuazione delle  leggi
  che  vengono  approvate anche per cogliere - se  vi  sono  -  delle
  criticità,  perché è stato detto che alcune norme  non  sono  state
  attuate  perché  poi  gli  uffici  hanno  riscontrato  dei   limiti
  sull'applicazione  delle norme. Bene, in questo  un  confronto  fra
  Governo  e  Parlamento può aiutare anche il Parlamento  a  superare
  quegli  ostacoli,  quelle  difficoltà  che  magari  hanno  impedito
  l'attuazione delle norme stesse.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  cittadini,  apprendiamo  con  favore questa  volontà  rinnovata  di
  ripristinare  il  Fondo per i comuni che hanno  fatto  la  raccolta
  differenziata  al  65% nuovamente a cinque milioni  perché  eravamo
  spaventati  all'idea che nella precedente versione -  io  leggo  la
  prima  versione della prima stesura - al comma 11 dell'articolo  15
  della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 le parole  5.000 migliaia
  di  euro   sono sostituite dalle parole  2.000 migliaia  di  euro ,
  quindi   l'intenzione  di  riduzione  c'era  e  c'era  tutta,   poi
  fortunatamente  in  Commissione Bilancio si era  arrivati  a  4.000
  migliaia di euro e ora si ripristina. Bene, e siamo al 12 dicembre.
   Noi  abbiamo avuto modo di potere vedere il decreto, che è in data
  8  dicembre, di assegnazione dei primi 2.000 migliaia  di  euro  ai
  comuni  che hanno raggiunto questa cifra di raccolta differenziata.
  Benissimo.  Però, qua il problema è sempre questo: le  modalità  di
  riparto  e  il  decreto. Io vorrei avere un  chiarimento  da  parte
  dell'assessorato,  il  diparto è stato fatto dall'assessorato  agli
  enti  locali,  su come si intende ripartire la restante  quota  per
  l'anno,  chiaramente,  che  fa  riferimento  ai  comuni  che  hanno
  raggiunto   tale  cifra  al  2017  e  che  saranno  sempre   quelli
  individuati nell'attuale decreto che già godono dei 2.000  migliaia
  di  euro  già assegnati e mi piacerebbe avere una risposta in  Aula
  proprio  per, eventualmente,  rassicurare  se vi sono  aperture  da
  parte  del  Governo  Musumeci rispetto ad una ripartizione  che  in
  questo  momento è il contrario di quanto normato per  legge.  Anche
  perché  io  volevo rappresentare a questo Parlamento il  fatto  che
  recentemente  sono usciti di dati ISPRA relativi al  raggiungimento
  della  raccolta differenziata nei comuni siciliani e per una decina
  di  comuni questi dati non collimano e non corrispondono e  abbiamo
  ulteriormente il dato significativo - secondo me - che è  relativo,
  per  esempio,  al  comune di Villafranca Tirrena che  non  è  stato
  inserito  nel riparto da parte dell'assessorato ma invece,  secondo
  dato  ISPRA, raggiunge il 65,42%, quindi mi pare che su questi  due
  temi,  Presidente, debbano essere dati dei chiarimenti a quest'Aula
  e a tutti i comuni che con energie e dedizione provano a portare la
  nostra  Sicilia  alle quote segnate dall'Unione europea  in  questo
  tema.

   PRESIDENTE. Andiamo avanti

   ZAFARANA. Ho chiesto la risposta dell'Assessore

   PRESIDENTE.  Onorevole  Zafarana, ci sono  degli  emendamenti  che
  propongono ripartizioni e li andremo a vedere dopo. Prima si fa  la
  legge  e poi l'Assessore deciderà come ripartire. Non credo che  in
  anticipo le possa rispondere.

   ZAFARANA. Ma non va a modificare quello che dico io

   PRESIDENTE.  Se  l'Assessore non vuole rispondere,  io  non  posso
  obbligare nessuno.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la finanziaria
  di  quest'anno prevedeva un criterio complicato, che è stato  anche
  un  po'  contestato da parte di alcuni sindaci, qua  non  siamo  in
  cerca  di colpevoli. Obiettivamente era un criterio complicato  dei
  tre dipartimenti perché coinvolgeva l'Arpa, la funzione pubblica  e
  l'Assessorato all'energia. E' stato complicato tanto  che  per  sei
  mesi non si è applicato.
   Ci sono alcuni emendamenti, alcuni dell'opposizione, che prevedono
  di modificare quel criterio di riparto previsto in finanziario. Non
  stabilendo  più  un  criterio ma stabilendo un  metodo  di  calcolo
  preciso  che  è quello, in questo caso, l'1,25 che proponiamo  noi,
  che  è quello della graduatoria dell'Ufficio per il monitoraggio  e
  controllo  della raccolta differenziata in Sicilia. Ho  capito  che
  qualche  altra forza parlamentare vuole fare riferimento all'ISPRA.
  Se  c'è  un  criterio  oggettivo che  non  comporta  un  meccanismo
  complicato  per  gli uffici ma anche che possa  vedere  in  maniera
  discrezionale, pregiudicato l'interesse legittimo di alcuni Comuni,
  a  mio  giudizio, con un rigo si modifica la finanziaria e troviamo
  la soluzione.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, questa  norma  è  stata  in
  qualche maniera oggetto di una diversa interpretazione. Qui si  sta
  ridiscutendo il metodo. Il Dipartimento enti locali si occupa  solo
  di  fare il riparto perché non ha né i numeri né la competenza.  Il
  problema è che gli Uffici dell'ARPA preposti a questo ed ai rifiuti
  hanno  trasmesso  e  dato una interpretazione  alla  norma  che  si
  riferiva  solo  alla densità della popolazione. A  questa  norma  -
  anche  per  una  questione di chiarezza -  è  stata  richiesta  una
  ulteriore interpretazione all'Ufficio statistiche, ed è oggetto  di
  studio.
   Il  Presidente,  poco fa, discutendo anche con  lei  onorevole  Lo
  Giudice,  per  un criterio oggettivo, si era detto di stabilire  la
  popolazione, quindi come criterio la popolazione, che è il criterio
  più  oggettivo  possibile. Quindi se siamo tutti d'accordo  si  può
  utilizzare il criterio di popolazione e densità, per esempio 50 per
  cento  popolazione e 50 per cento densità. E diamo  la  possibilità
  oggi  di  andare  avanti ed evitare che questi 5  milioni  di  euro
  vadano in economia. Fermo restando che in finanziaria, così come si
  è detto, si discute in Commissione e si modifica per evitare errori
  interpretativi e la norma, ascoltando anche l'ANCI.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Per favore cerchiamo di fare interventi
  essenziali. Grazie.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente, farò un  intervento  brevissimo.
  Avendo  condiviso  con  il Governo la possibilità  di  inserire  la
  popolazione,  ho presentato un sub-emendamento molto  semplice:  al
  comma 11 dell'articolo 15 della legge regionale 8 del 2018.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi se la interrompo, non è proponibile  perché
  non  è un sub-emendamento, è un aggiuntivo, perché questo non è  un
  emendamento.  Questo  del  Governo è  una  riscrittura,  non  è  un
  emendamento.

   LO  GIUDICE. Modifichiamo quello del Governo. Ditemi voi. Però  se
  non  mettiamo il criterio inserendo la popolazione abbiamo discusso
  del nulla.

   PRESIDENTE. Come dire, lo può modificare il Governo, non  lei.  Se
  il  Governo  è  d'accordo  e lo modifica allora  per  me  va  bene.
  Diversamente non lo posso accettare, ecco.

   BARBAGALLO. Lo accantoniamo Presidente.

   PRESIDENTE. Si deve esprimere il Governo. Io finché il Governo non
  si esprime non so che dirvi.

   LO GIUDICE. Lo fa il Governo, per me non è un problema.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, io non posso  in  questo  momento
  accantonare niente perché siamo sugli emendamenti quindi non  posso
  andare  avanti perché se questo viene approvato né decadono  altri.
  Se  non  viene  approvato non decadono. Per cui dev'essere  risolto
  adesso  il  problema.  Però dobbiamo andare avanti.  Io  credo  che
  comunque  sia troppo importante andare avanti. Al limite lo  vedete
  dopo perché se ci blocchiamo di nuovo su un problema di questo tipo
  veramente  non  arriviamo da nessuna parte ah. No, accantonare  non
  posso  perché  se viene approvato questo, una serie di  emendamenti
  dopo decadono. Quindi non lo posso accantonare per adesso.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor  Presidente,  io  mi  ero  iscritta  quando   c'era
  l'onorevole Di Mauro, forse per questo le era sfuggito. Dato che il
  Governo, insomma, sta cercando di raccapezzarsi su altre rifiniture
  di  questo articolo non so se posso, diciamo, intanto esprimere, le
  esprimo  la  mia  solidarietà. Presidente, mi  fa  quasi  tenerezza
  vederla  nelle  condizioni in cui si trova perché  lei  giustamente
  vuole  dare, diciamo fare partire a strappo questo motore  che  non
  parte  e vedo che ci sono delle difficoltà oggettive perché  se  il
  Governo

   PRESIDENTE.  Le garantisco che la mia condizione è  ottimale.  Non
  faccio tenerezza, grazie

   FOTI.   non  avesse manipolato il fondo noi non ci troveremmo  qui
  ora a dover fare retromarcia un po' avanti un po' indietro, più  in
  generale mi sento di consigliare all'Assemblea e al Governo, quando
  definirà  le modalità per questo fondo di riparto che noi, diciamo,
  condividiamo  perché infatti durante la Finanziaria e  anche  nella
  scorsa  legislatura abbiamo cercato di promuovere  emendamenti  che
  andassero  nella  direzione  di aiutare  i  comuni  che  affrontano
  difficoltà  oggettive  e  quindi è giusto  che  abbiano  un  premio
  rispetto  a  coloro  che  non  fanno nulla  in  fatto  di  raccolta
  differenziata.   Mi   sento  di  suggerire  all'assessore   qualora
  dovessero rimaneggiare il decreto dato che la distorsione  inserita
  nel  riparto  ha creato un po' delle mostruosità come spiegato  dal
  collega  Lo  Giudice, anche di dire ai comuni di  investire  queste
  risorse  ad  esempio  nel green procurement, ossia  nei  cosiddetti
  acquisti  verdi  perché  in  questo caso  riusciremmo  veramente  a
  realizzare  un'economia  circolare che si completi  migliorando  il
  mercato delle materie prime seconde.
   Forse  in questo modo riusciremmo a contrastare il triste fenomeno
  degli incendi negli impianti di riciclo.
   Forse è un segnale che bisogna cogliere affinché si arrivi davvero
  ad una sostenibilità economica.
   E  nell'attesa  della riscrittura mi riservo, se Lei  me  ne  darà
  l'opportunità, di intervenire nel merito della riscrittura dato che
  l'intervento precedente era sul soppressivo ma, come dicevo,  si  è
  tornati indietro quindi è superato.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, è solo per accelerare  il  percorso.
  C'è  già l'emendamento del Governo. E' l'1.43 che va nel senso  che
  ci siamo detti.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, quello nuovo, aggiustato dopo  gli
  accordi che hanno fatto è l'1.45 R.

   SAVARINO. E' identico. Non c'è bisogno che venga distribuito.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  della  Regione, assessori, io ho sostituito il collega  Sunseri  in
  Commissione  Bilancio  quindi ho visto  l'esito  e  l'evolversi  di
  queste variazioni. Sicuramente ne darà testimonianza concreta anche
  il  Presidente  Savona  che reputo sempre  attento  ai  lavori  che
  avvengono nella sua Commissione.
   Io  mi  faccio  delle  domande però. Perché  poi  a  volte  quando
  svolgiamo questo lavoro, soprattutto in Commissione, dobbiamo farlo
  anche  con  cognizione di causa e, chiaramente, oltre  all'attività
  politica che facciamo e al dibattimento che avviene, a volte  anche
  in  maniera  abbastanza  dura ma sempre  nel  solco,  appunto,  del
  rispetto  reciproco  delle parti, poi ci  dobbiamo  affidare,  cari
  colleghi, a quelle che sono tutte le informazioni e le notizie  che
  ci     vengono    date    ovviamente    dagli    uffici,     quindi
  dall'Amministrazione  regionale,  quindi  dagli  uffici  di  questa
  Assemblea regionale.
   E la prima domanda, ovviamente, che io posi alla dottoressa Rizza,
  al  dottor  Bologna e anche, ovviamente agli assessori presenti  fu
   come mai questo fondo per la premialità per i comuni che fanno  il
  65  per  cento ed oltre di raccolta differenziata si sta decurtando
  da 5 milioni a 2 milioni?
   La  risposta che mi fu data dagli uffici fu in qualche  modo  poco
  soddisfacente.
   Mi  dissero colleghi  no, non riusciamo praticamente ad utilizzare
  i  fondi. E siccome non riusciamo ad avere le risposte dall'Agenzia
  e  dall'Assessorato  competente per  quanto  riguarda  i  dati  sui
  rifiuti  e  sulla raccolta differenziata non possiamo  assegnare  i
  fondi .
   E,  però,  c'è  un  problema Presidente,  perché  questa  risposta
  avrebbe dovuto prevedere l'azzeramento del fondo e non il passaggio
  da 5 milioni a 2 milioni di euro.
   Quindi  già  c'era  la prima incongruenza in cammino  d'opera  che
  andava e l'abbiamo fatto notare sia al Presidente della Commissione
  che in qualche modo annuivo ma, ovviamente, correttamente faceva le
  parti della maggioranza e del Governo.
   A  quel  punto  comincia un dibattimento in Commissione  che  dura
  parecchie  ore,  appunto, proprio su questo  passaggio,  su  questo
  comma.
   Nel frattempo che si dibatteva qualche giorno dopo esce il decreto
  della Giunta regionale, a firma del Presidente Musumeci, che dà i 2
  all'assegnazione di riparto dei due milioni di euro.
   Nel  frattempo,  il  giorno dopo, quando si ritorna  di  nuovo  in
  Commissione nella notte, appunto, quella che durò fino  alle  prime
  luci  del mattino del giorno seguente, questa riscrittura di questo
  comma passa, invece, da 5 a 2 milioni, la decurtazione passa da 5 a
  4 milioni.
   A  quel punto ci cominciamo a chiedere  ma come mai? Avete trovato
  la possibilità di dare questo denaro e, quindi, di ripartire questo
  denaro?
   Il  fatto però dell'aumento del fondo cozzava nel frattempo con il
  Decreto  a  firma del Presidente Musumeci che ne ripartiva  solo  2
  milioni.  E  chiediamo  nuovamente  ma come  mai? .  Dice:   Stiamo
  cercando di accelerare .
   Viene nel frattempo in Commissione il dottore Cocina che ci spiega
  l'incapacità  da parte loro di avere appunto i dati  perfetti.  Ma,
  nel  frattempo che ascoltavamo dalle vive parole del dottore Cocina
  che   avevano   delle   difficoltà  ad  individuare   la   raccolta
  differenziata, usciva sui giornali freschi, freschi di  stampa,  un
  comunicato del Presidente della Regione che diceva  Stiamo  facendo
  bene  perché  in  Sicilia la raccolta differenziata  è  al  50  per
  cento. .  Ora, perdonatemi, ma se dall'agenzia dell'assessorato  mi
  dicono  che  non hanno i dati come fa, Presidente della Regione,  a
  dirmi  che  siamo  al 50 per cento. Il secondo  corto  circuito  di
  questa situazione.
   Allora,  oggi  con un balletto incredibile che ci porta  ad  avere
  perso  tempo in maniera eclatante sia in Commissione che anche  qui
  al dibattimento d'Aula, invece, finalmente questo emendamento viene
  tolto.  Ora,  spero  che entro la fine dell'anno vengano  assegnati
  questi  fondi. Sono convinto che questa è l'unica di quelle riserve
  che  abbiamo  fatto  al  fondo degli enti locali  che  sia  davvero
  meritoria  perché  viene riconosciuta da un'istituzione  che  è  la
  Regione siciliana con un suo ramo che è l'assessorato e viene  data
  ai  comuni come premialità, quindi, li incentiviamo ed è,  torno  a
  ripetere,  l'unica riserva accettabile perché le bandiere  blu,  le
  bandiere gialle, quelle verdi, i borghi più belli d'Italia,  quelli
  non  sono  istituzioni che le assegnano, sono associazioni  che  le
  danno  e  sono riconoscimenti che possono essere più o meno validi.
  Però,  quello  che  mi chiedo è: come si fa, signor  Presidente,  a
  continuare  a  lavorare in questo modo quando le informazioni  sono
  altalenanti fra chi deve fare amministrazione regionale e  ci  deve
  venire a dire qualche cosa e chi, invece, fa politica ed alla fine,
  invece, ce ne dice delle altre.
   Continuerò  sempre a difendere il buon lavoro dell'Assemblea  che,
  fra  l'altro,  colgo l'occasione ancora una volta per  ringraziare,
  invitando  ancora  una  volta  e l'ho fatto  quando  l'altra  volta
  presiedevo  quest'Aula,  invitando questo Governo  a  rafforzare  i
  ranghi  dei  burocrati  che dalla Regione  vengono  qui  perché  la
  finanziaria  e   riscrittura e gliene darà atto anche  lei,  signor
  Presidente, che è molto attento, l'hanno poi confezionata i  nostri
  Uffici, gravandosi si un lavoro che, ovviamente, non è il loro.

   PRESIDENTE. Non mi tolga il mestiere.

   CANCELLERI. Abbastanza inaccettabile.

   PRESIDENTE. Non mi tolga il mestiere, onorevole Cancelleri, lei sa
  bene  che  su  questo  onestamente, non solo  concordiamo  noi,  ma
  concorda  pure  la  parte del Governo per cui non  c'è  dubbio  che
  questo appello al rafforzamento degli uffici regionali è un appello
  che facciamo tutti e che facciamo a tutto il Governo nella speranza
  che possa avvenire perché effettivamente è corretto.
   Iniziamo, per favore, a votare. Si passa all'emendamento 1.45.R.1,
  a firma del Governo, che è stato appena distribuito.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.45.R, nel testo risultante. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A questo punto tutti gli altri emendamenti sono inammissibili.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.46, a firma  della
  Commissione,  che non avevo ancora visto, che però non  è  coperto,
  che  riguarda una somma di un milione di euro per gli  stipendi  di
  dipendenti e non so che altro.
   Se  il Governo e la Commissione mi dicono che è accettabile perché
  c'è una copertura, allora lo pongo in votazione. Dobbiamo avere  la
  copertura,  però  Pongo in votazione l'emendamento  1.46,  a  firma
  della Commissione che, però, deve essere approvato dal Governo.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.47.
   Onorevole  Caronia, intanto, andiamo avanti e poi  lo  vediamo,  a
  meno che non c'è già una risposta.
   Assessore e onorevole Caronia e Commissione, se mi dite che questo
  è approvato ci dobbiamo rifermare per ritrovare la copertura. Ecco,
  accantoniamolo un attimo e poi ne parliamo, altrimenti ci  fermiamo
  un'altra mezz'ora.
   Quindi questo è accantonato.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi sull'emendamento
  del  Governo  di  1  milione di euro per i  Comuni  che  non  hanno
  elargito gli stipendi ai dipendenti.

   PRESIDENTE.  Questo  nuovo della Commissione?  Perché  quello  del
  Governo lo abbiamo votato.

   DI  CARO.  Sì,  della Commissione, mi scusi. Quindi ho  notato  la
  volontà  della Commissione di istituire questa somma e nel seguito,
  signor Presidente, relativamente al comma 9, ho notato che ci  sono
  molti  emendamenti soppressivi, così come ho notato che così  com'è
  stato  riproposto,  il comma 9 non sta in piedi  perché  cozza  con
  l'articolo 249 e l'articolo 255 del TUEL.
   Ora,  siccome  il  comma 9 mette 4 milioni di  euro  in  un  fondo
  moltiplicativo,   io  mi  chiedo  se  è  il  caso   di   finanziare
  l'emendamento della Commissione con questi fondi, visto che ci sono
  diversi  emendamenti  soppressivi e diversi emendamenti  che  vanno
  sulla  stessa  linea.  Magari  poi  quando  tocca  al  comma  9  lo
  discutiamo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Caro  siamo  al  comma  9.  Si   passa
  all'emendamento 1.16 di soppressione del comma 9.

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  1.30,  di  riscrittura  del  comma  9,
  dell'onorevole Di Caro e altri.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi la sera in cui  si
  sono  esaminati tutti gli emendamenti delle variazioni di  bilancio
  noi   avevamo  proposto  alla  Commissione  e  al  Governo   questo
  emendamento  che  vede  ora  scritto. La  Commissione  aveva  preso
  l'impegno,  così come il Governo, di farlo proprio  e  portarlo  in
  Aula. Sarà stata una dimenticanza, non so che cosa sarà stato, però
  io  ho avuto la premura di ripresentarlo nel caso la Commissione se
  ne  fosse  dimenticato,  così come il Governo.  È  stato  così,  lo
  ripresentato e, ripeto, l'assessore Armao era presente, l'onorevole
  Milazzo  pure,  c'era l'impegno della Commissione di  mantenerlo  e
  farlo proprio, però, sarà stata una dimenticanza. Mi riferisco  ora
  sempre   all'emendamento  del  Governo.  C'è  la   possibilità   di
  finanziare l'emendamento della Commissione relativamente agli altri
  Comuni,   ovviamente  Catania  esclusa  in  questo   caso,   signor
  Presidente, perché se rientra di nuovo Catania siamo sempre là,  di
  rifinanziare l'emendamento della Commissione di 1 milione  di  euro
  con i fondi del comma 9.
   Quindi  al comma 9 possiamo togliere 1 milione di euro o 2 milioni
  di   euro,   questo  ce  lo  dirà  ora  l'Assessore,  e  finanziare
  l'emendamento della Commissione.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Su questo punto  concernente  il
  comma 9 la Commissione ha presentato un emendamento.

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, assessore Bandiera, altrimenti  non
  si capisce niente. Onorevole Milazzo, l'Assessore sta intervenendo.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, sul punto  mi
  risulta che la Commissione ha presentato un emendamento che dopo le
  parole   80%  ai  Comuni   introduce  l'espressione  opportuna   in
  dissesto .  Quindi  questa per noi è completamente  satisfattiva  e
  supera   è un emendamento sul quale ovviamente conviene il  Governo
  perché  precisa la portata della fattispecie descritta dalla norma.
  Se così è per noi non è compatibile l'emendamento 1.30.

   PRESIDENTE.  Assessore, ma questo emendamento è presentato,  ma  è
  successivo a questi. C'è un emendamento a firma dell'onorevole Lupo
  che va in questa direzione

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  C'è  un  emendamento   della
  Commissione.

   PRESIDENTE.  C'è  n'è  uno  dell'onorevole  Lupo  che  chiede   di
  aggiungere  le  parole in dissesto, per cui è esattamente.  Non  ho
  l'emendamento    della   Commissione.   Stiamo   parlando    ancora
  sull'emendamento che abbiamo accantonato?
   Onorevole Di Caro ci può chiarire quali sono le sue intenzioni, lo
  vuole modificare, ritirare, oppure lo mettiamo in votazione?

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse poco fa non
  mi  sono  spiegato  bene. Dicevo che anche  con  l'emendamento  del
  Governo,  questo comma non sta in piedi. Difatti ho  presentato  un
  subemendamento, non lo so se vi è arrivato.
   L'articolo  249 e 255 del TUEL impedisce ai Comuni in dissesto  di
  attivare  qualsiasi  forma di finanziamento  e  maturare  interessi
  passivi  sia  come  anticipazione  di  cassa  ulteriore,  sia  come
  finanziamenti. Quindi così com'è, questa cosa anche se la emendiamo
  non  sta  in  piedi,  nessun  revisore dei  conti  mai  porterà  in
  consiglio comunale un finanziamento del genere.
   Quindi   ripeto  se  utilizziamo  queste  somme  per   rimpinguare
  l'emendamento  della  Commissione, secondo  me  facciamo  una  cosa
  giusta.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di fare altri interventi  ho
  bisogno  di  capire qual è la posizione e come pensa di  modificare
  questa cosa da parte della Commissione e del Governo, perché se  no
  ognuno  dice  una  cosa e io non conosco l'argomento  come  lo  può
  conoscere il Governo o la Commissione e aspettiamo che qualcuno  mi
  dia delle indicazioni. Diversamente lo metto in votazione.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. In coerenza  con  l'emendamento
  1.28  che  è  analogo  a  quello  presentato  dalla  Commissione  è
  contrario all'1.30.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.30, con  il  parere
  contrario del Governo.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.30.1.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei richiamare
  l'attenzione dell'intera Aula e di tutti i colleghi che sono  stati
  presenti  la notte in cui abbiamo discusso tutti questi emendamenti
  e in particolare del Presidente Savona.
   Desideravo anche la sua autorevole attenzione per ricordare che la
  notte in cui abbiamo discusso questi emendamenti, queste variazioni
  di  bilancio, c'eravamo lasciati con l'impegno comune, che ha  poco
  fa  ricordato il mio collega Di Caro, che avremmo riscritto  questo
  articolo  secondo  il  testo  che  noi  abbiamo  presentato  e   in
  quell'occasione, c'era stato sia l'assessore Razza  per  conto  del
  Governo  che  la  sua  accondiscendenza per  mantenere  esattamente
  questo testo, per cui io richiamerei all'onorabilità dei patti  che
  si  stringono una volta che si decide che un testo è equilibrato  e
  garantisce  tutti i comuni in dissesto e tutti gli enti  locali  in
  piano  di riequilibrio, diversamente sia le province che in  questo
  momento  non vivono in buone acque che tutti gli altri enti  locali
  andrebbero  ad avere un nocumento, quindi vi prego da questo  punto
  di  vista  di  mantenere la linea che si era concordata  su  questo
  importante  articolo,  senza cambiare, perché  sarebbe  questo,  le
  carte in tavola all'ultimo minuto.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Io vorrei dare un chiarimento  di
  serenità  perché qui nessuno intanto cambia le carte in tavola.  Il
  Governo ha predisposto fin dall'inizio questo fondo destinato  agli
  enti locali in dissesto e segnalo, come mi rammentava il Presidente
  che  tutto  questo  è  dovuto al fatto che nonostante  la  finanzia
  locale  non sia materia trasferita alla Regione siciliana e  quindi
  sia  materia  dello  Stato,  la Sicilia è  chiamata,  l'ordinamento
  regionale  attribuisce alla Regione l'ordinamento  delle  autonomie
  locali  come  materia di competenza esclusiva e non quella  finanza
  locale, quindi noi stiamo facendo uno sforzo ulteriore, suppletivo,
  rispetto a quello dello Stato.
   Ovviamente,  lo  facciamo  in  sede  di  variazione,  quindi   con
  efficacia da qui al 31 dicembre. La sede appropriata per interventi
  di   tipo   strutturale   come   quelli  opportunamente   auspicati
  dall'onorevole  che  è intervenuto, sono da collocare  in  sede  di
  legge di stabilità.
   Noi  stiamo intervenendo in modo straordinario per una misura  che
  avrà effetto da qui fino al 31 dicembre. La posizione del Governo è
  quella  originaria, cioè di tenersi sugli enti locali in  dissesto,
  pertanto  conveniamo  con  la  formulazione  che  ha  elaborato  la
  Commissione  bilancio, attraverso il suo Presidente,  che  coincide
  per   altro  con  quella  proposta  dall'onorevole  Lupo  ed  altri
  presidenti  deputati del PD e pertanto su questo il Governo  dà  il
  parere  favorevole, mentre su quest'altro, ripeto, non dà il parere
  sfavorevole  alla misura, dà il parere sfavorevole a questa  misura
  collocata in questo strumento, nelle variazioni.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, scusate. C'è poi  un  emendamento
  dell'onorevole  Lupo e della Commissione che  dice  quello  che  ha
  detto ora l'Assessore.
   L'emendamento 1.28 dell'onorevole Lupo che dice al  comma  9  dopo
  fondo di garanzia per gli enti locali  sono aggiunte le parole   in
  dissesto .
   Intanto comunico che è stato presentato dall'onorevole Di Caro  il
  sub  emendamento  1.30.1 all'emendamento 1.30, visto  che  c'è  poi
  l'emendamento 1.28 dell'onorevole Lupo che di fatto fa  quello  che
  dice  il  l'Assessore Armao, lo pongo in votazione  con  il  parere
  contrario del Governo.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

      Votazione per scrutinio nominale del sub emendamento 1.30.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco la votazione per scrutinio  nominale  del  sub
  emendamento 1.30.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            66
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          27
   Contrari            30
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.30. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 1.28, a firma dell'onorevole
  Lupo.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, abbiamo presentato  un  subemendamento,
  1.28.1,  che  aggiunge  alle parole  in  dissesto  o  in  piano  di
  riequilibrio pluriennale' per migliorare ulteriormente la norma, va
  votato   prima   dell'emendamento,  credo  che  il  Governo   possa
  condividerlo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI CARO. Presidente, insisto.
   Se  si inseriscono gli enti in dissesto o in piano di riequilibrio
  e  non si caricano gli interessi passivi sulla Regione ma restano a
  carico dei comuni, questo comma è inefficace, è aria fritta.
   Non  andrà  a finire mai in nessun consiglio comunale, neanche  in
  quello  di  Catania che oggi ha dichiarato dissesto  finanziario  -
  questo per essere chiari.
   Stiamo votando qualcosa che non avrà efficacia, quattro milioni di
  euro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento  1.28.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.28, a firma Lupo ed altri. Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Dichiaro inammissibile l'emendamento 1.21.
   Si passa all'emendamento 1.9, a firma degli onorevoli Catalfamo  e
  Amata.
   Sospendo la seduta per cinque minuti

     (La seduta, sospesa alle ore 19.43, è ripresa alle ore 19.45)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   L'emendamento  1.9  non  è  ammissibile.   Onorevole
  Catalfamo,  mi  dicono che non è ammissibile l'emendamento,  perché
  deroga  da  una  normativa che non si possono  permettere  di  fare
  derogare. Non sono ammissibile anche gli emendamenti 1.13 e 1.29.

   ZAFARANA. Perché no?

   PRESIDENTE.  Perché  derogano a norme  nazionali  su  cui  non  ci
  possiamo pronunciare.
   Si  passa  all'emendamento 1.40, a firma  dell'onorevole  Sunseri.
  Onorevole Di Caro, può venire un attimo, per favore, perché  non  è
  chiaro, l'emendamento 1.40, che significhi.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.47, è ripresa alle ore 20.16)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Eravamo all'emendamento 1.40.
   Onorevole Sunseri, non si riesce a trovare una soluzione su questo
  emendamento.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  quello  che  è
  appena   accaduto  ha  certificato  da  un  lato  l'incapacità   di
  quest'Aula    di    non    commettere   errori    che    porteranno
  all'impossibilità per i comuni e per gli enti locali in dissesto di
  utilizzare questi soldi. E non solo stiamo lasciando ben 4  milioni
  di  euro inutilizzabili dentro questa variazione di bilancio, ma la
  cosa che più mi fa indemoniare è che mentre lasciamo 4 milioni  non
  utilizzati  ci sono i dipendenti delle IPAB che non prenderanno  un
  euro, una serie di dipendenti comunali che non prenderanno un euro,
  i dipendenti delle province che continueranno a stare in difficoltà
  e  tutto questo per cosa? Perché siamo degli incapaci, tutti, siamo
  incapaci  di  assolvere  ai bisogni dei cittadini  siciliani  e  ci
  dovremmo  vergognare  perché  siamo arrivati  al  13  dicembre  per
  approvare  delle norme che non serviranno a nessuno  perché  queste
  norme  quando  andranno in Gazzetta ufficiale? Quando  diventeranno
  efficaci?  E  questi soldi non serviranno a nessuno  Complimenti  a
  tutti noi

   PRESIDENTE.  Se  vi  sedete votiamo. Onorevole  Sunseri,  mantiene
  l'emendamento 1.40?

   SUNSERI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, apprezzando il comma 10 dell'articolo
  1  che  riguarda  i  comuni in dissesto l'idea era  quella  di  far
  rientrare  quei  comuni,  le faccio due  esempi,  Piazza  Armerina,
  Termini Imerese, che non sono né in pre-dissesto né in dissesto, ma
  che  con l'assenza dei bilanci approvati, non certamente per  colpa
  delle amministrazioni attuali, si ritrovano a non potere avviare le
  procedure   di   stabilizzazione.  Ne  abbiamo  già   discusso   in
  Commissione   Bilancio', ne abbiamo discusso con i vari Capigruppo,
  ritenevamo   necessario  inserire  anche  quei  comuni   che   sono
  impossibilitati,  in questo momento, ad avviare  le  procedure.  E,
  quindi,   concedere  una  deroga  in  questo  momento  ci  sembrava
  opportuno.

   PRESIDENTE.  Allora, onorevole Sunseri, siccome  credo  che,  alla
  fine, l'Aula sia tutta d'accordo con quello che dice lei ma c'è  un
  problema  che  non si riesce a superare, credo che il Governo  sarà
  intenzionato,  più  di  ogni altro nella  prossima  finanziaria,  a
  trovare una soluzione a questo problema che è un problema di cui ci
  rendiamo tutti conto.
   Onorevole Sunseri, mantiene l'emendamento?

   SUNSERI. Sì, Presidente.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

       (La richiesta risulta appoggiata termini di Regolamento)

        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.40

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.40.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            66
   Votanti             53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          51
   Contrari            2
   Astenuti            1

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.48, della Commissione.  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento  1.comm.R,  della
  Commissione per le coperture.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Scusi, onorevole Caronia, c'è soltanto un emendamento che riguarda
  lei,  quello sui comuni in sofferenza che sarebbe stato coperto  da
  una  riduzione del capitolo 413374, ma gli Uffici del  Bilancio  ci
  comunicano che non è possibile farlo perché non c'è niente.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, capisco le difficoltà oggettive che il
  Governo  affronta in una variazione così difficoltosa, però ritengo
  che  se  magari diamo la possibilità di accantonare 5 minuti questo
  emendamento, siccome si tratta soltanto di stipendi di quei  comuni
  che,  da almeno tre mesi non pagano, parliamo di fattispecie di  11
  mesi  di  comuni  che non prendono neanche un euro degli  stipendi,
  chiaramente  dei dipendenti, ritengo che si possa aspettare  ancora
  qualche minuto per cercare di trovare una copertura che possa  dare
  ristoro.

   PRESIDENTE.  Se sono d'accordo Commissione e Governo,  va  bene  è
  accantonato. Però, a questo punto non possiamo votare l'articolo 1.
  Lo voteremo più tardi.
   Si  passa  all'articolo  2. C'è un nuovo  fascicolo,  che  avreste
  dovuto  ricevere tutti. Praticamente, non ci sono più gli  articoli
  2, 3, 4, ma c'è un unico articolo con 3 commi. Ne do lettura:

   «1. Gli articoli 2, 3 e 4 sono così sostituiti:

                                 Art.
          Rifinanziamento e riduzioni autorizzazioni di spesa

   1. Al bilancio della Regione sono apportate le seguenti variazioni
  in incremento:

   a)  per le finalità di cui all'articolo 6 della legge regionale 29
  dicembre  2016,  n.  27 e successive modifiche  ed  integrazioni  è
  autorizzata per l'esercizio finanziario 2018 l'ulteriore  spesa  di
  5.500 migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183799);

   b)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge  regionale 20 gennaio 1999, n. 5, articolo 7, euro 323.419,00
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 1, Programma 11, capitolo
  242523);

   c)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge  regionale  28  novembre  2002,  n.  21,  articolo  1,   euro
  324.226,00  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 1,  Programma
  11, capitolo 242525);

   d)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge  regionale 9 maggio 2012, n. 26, articolo 11, euro 441.829,42
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 14, Programma 2, capitolo
  342534);

   e)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge  regionale 6 giugno 1968, n. 14, articolo 11, euro 777.000,00
  nell'esercizio  finanziario  2018 ed euro  823.000,00  in  ciascuno
  degli  esercizi finanziari 2019 e 2020 (Missione 16,  Programma  1,
  capitolo 147701);

   f)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge  regionale 1 febbraio 2006, n. 5, articolo 1, euro 415.000,00
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 5, Programma 2,  capitolo
  377762);

   g)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge  regionale 6 maggio 1981, n. 98, articoli 39 e 39  bis,  euro
  4.417.388,69 nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 9, Programma
  5, capitolo 443305);

   h)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge  regionale 5 agosto 1982, n. 88, articolo 5, legge  regionale
  10  luglio  2016,  n.  13,  articolo 1, comma  1,  euro  130.000,00
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16, Programma 1, capitolo
  147315);

   i)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge  regionale 6 giugno 1968, n. 14, articolo 11, euro 686.960,00
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16, Programma 1, capitolo
  147704);

   j)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge  regionale 6 giugno 1968, n. 14, articolo 12, euro 202.228,00
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16, Programma 1, capitolo
  146518);

   k)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge regionale 11 maggio 1993, n. 15, articolo 14, euro 432.583,00
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 16, Programma 1, capitolo
  147306);

   l)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge  regionale  30  dicembre  1980,  n.  152,  articolo  1,  euro
  100.000,00  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 4,  Programma
  2, capitolo 373304);

   m)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge   regionale   31   agosto  1998,  n.   14,   euro   47.265,01
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 1, Programma 11, capitolo
  116016);

   n)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 31, Allegato  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per le finalità  della
  legge   regionale  9  agosto  1988,  n.  14,  articolo   48,   euro
  1.200.000,00 nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 9, Programma
  5, capitolo 443302);

   o)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  102,  comma  2,
  Tabella  G,  della  legge regionale 8 maggio 2018,  n.  8,  per  le
  finalità  della legge regionale 22 dicembre 2005, n.  19,  articolo
  27,   comma   6    Trasporto  pubblico  locale   euro  4.819.944,51
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 10, Programma 2, capitolo
  476521);

   p)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  102,  comma  2,
  Tabella  G,  della  legge regionale 8 maggio 2018,  n.  8,  per  le
  finalità  della  legge  regionale  19  maggio  2005,  n.  5,  legge
  regionale  9  maggio  2017,  n.  8,  articolo  6   Interventi   per
  l'occupazione dei lavoratori utilizzati nei Cantieri di servizi già
  percettori  del  reddito minimo di inserimento , euro  1.281.032,97
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 15, Programma 1, capitolo
  712402 per euro 851.290,09 e capitolo 713303 per euro 429.742,88);

   q)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  10,  comma  4,
  della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, per il finanziamento  di
  interventi  di  manutenzione  straordinaria,  aventi  carattere  di
  urgenza,  negli  Istituti scolastici pubblici, è  incrementata  per
  l'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 400 migliaia  di  euro
  (Missione 4, Programma 3, capitolo 772040);

   r)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  47,  comma  12,
  della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e successive modifiche ed
  integrazioni, è incrementata dell'importo di 8.506.388,41 euro  per
  l'esercizio finanziario 2018, di cui 500 migliaia di euro destinati
  esclusivamente per il pagamento degli stipendi arretrati  (Missione
  16, Programma 1, capitolo 147303);

   s)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 15  della  legge
  regionale  10  luglio  2018,  n.  10,  per  le  finalità   di   cui
  all'articolo  10 della legge regionale 31 agosto  1998,  n.  14,  è
  incrementata per l'esercizio finanziario 2018 di 1.000 migliaia  di
  euro (Missione 11, Programma l, capitolo 116516);

   t)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  31,  comma  2,
  Allegato  1  della  legge regionale 8 maggio 2018,  n.  8,  per  le
  finalità dell'articolo 33 della legge regionale 10 agosto 1965,  n.
  21, è incrementata nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo  di
  2.000 migliaia di euro (Missione 16, Programma 1, capitolo 546401);

   u)  è autorizzata la spesa di 100 migliaia di euro per l'esercizio
  finanziario 2018 in favore dei comuni di Messina e Barcellona Pozzo
  di Gotto per la costruzione di canili municipali. Agli oneri di cui
  al  presente  comma si provvede mediante riduzione di pari  importo
  dell'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  56  della  legge
  regionale  8 maggio 2018, n. 8 (Missione 12, Programma 4,  capitolo
  183728). All'articolo 56 della legge regionale 8 maggio 2018, n.  8
  sopprimere  le  parole   ,  in ragione  di  100  migliaia  di  euro
  ciascuno ;

   v)  Al  fine di recuperare e valorizzare l'area ubicata nel Comune
  di  Palermo  ove  sorgeva  la Villa liberty denominata   Deliella ,
  progettata da E. Basile, l'Assessore regionale per i beni culturali
  e   l'identità   siciliana  è  autorizzato  ad  intraprendere   una
  iniziativa culturale  workshop  con il coinvolgimento di almeno tre
  studi  di  progettazione di chiara fama, al fine  di  stabilire  le
  linee  guida  e i criteri per la predisposizione di un concorso  di
  progettazione per la realizzazione di un museo liberty. Agli  oneri
  di  cui al presente comma, quantificati in 45 migliaia di euro  per
  l'esercizio  finanziario 2018, si provvede  mediante  riduzione  di
  pari  importo delle disponibilità di cui alla Missione 5, Programma
  1, capitolo 776016;

   w)  Per  le  finalità  del  comma 2 dell'articolo  8  della  legge
  regionale  11  agosto  2017,  n. 16 è autorizzata  per  l'esercizio
  finanziario  2018  l'ulteriore spesa  di  1.790  migliaia  di  euro
  (Missione 16, Programma 1, capitolo 147320);

   x)  L'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  23,  comma  2,
  della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 e successive modifiche ed
  integrazioni,  è  incrementata, per l'esercizio  finanziario  2018,
  dell'importo  di 1.035 migliaia di euro (Missione 16, Programma  3,
  capitolo 147326);

   y) Per il finanziamento di interventi di somma urgenza sul demanio
  idrico  fluviale,  l'autorizzazione di spesa di  cui  al  comma  4,
  dell'articolo 13 della legge regionale n. 8 maggio  2018,  n.  8  è
  incrementata dell'importo di 11.720 migliaia di euro nell'esercizio
  finanziario 2018 (Missione 9, Programma 2, capitolo 442555);

   z)   il   Commissario  liquidatore  dell'Ente  siciliano  per   la
  promozione  industriale  (ESPI), entro  10  giorni  dalla  data  di
  entrata  in  vigore  della presente legge, provvede  a  versare  in
  entrata  al  bilancio della Regione siciliana (capitolo 4501,  Capo
  X), a titolo di acconto sul risultato della liquidazione secondo le
  previsioni  di cui al comma 2 dell'articolo 2491 del codice  civile
  la somma di 5.000 migliaia di euro, da destinare alla RESAIS S.p.A.
  per  le finalità di cui alla legge regionale 6 giugno 1975, n.  42,
  alla legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5, alla legge regionale 28
  novembre 2002, n. 21, alla legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, ex
  articolo  119, alla legge regionale 9 maggio 2012, n. 26,  articolo
  11 commi 99, 100 e 101 ed alla legge regionale n. 9 maggio 2017, n.
  8,  articolo  4, e da iscrivere nel bilancio della  Regione  in  un
  apposito  capitolo  da  istituire presso il dipartimento  regionale
  delle attività produttive (Missione 1, Programma 11);

   aa) per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale  1
  marzo  1995, n. 15, è autorizzata per l'esercizio finanziario  2018
  la  spesa  di  euro  45 migliaia di euro cui  si  provvede  con  le
  disponibilità della Missione 4, Programma 6, capitolo 373712;

   bb)  nelle more del perfezionamento delle procedure relative  alla
  rimodulazione  ed  alla concreta disponibilità  dei  fondi  di  cui
  all'articolo 2, comma 5, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8,
  per  consentire la prosecuzione delle attività per gli  addetti  ai
  lavori  di  sistemazione idraulico-forestale  e  idraulico-agraria,
  Sistema  agroforestale-ambientale-rurale,  previste  dal  Fondo  di
  Sviluppo  e Coesione 2014-2020 ed in attuazione della deliberazione
  della  Giunta  regionale n. 388 del 19 ottobre 2018, il  Ragioniere
  generale è autorizzato ad iscrivere nell'entrata e nella spesa  del
  bilancio  regionale per l'esercizio finanziario 2018  la  dotazione
  finanziaria di euro 44.000 migliaia di euro.

   2. Al bilancio della Regione sono apportate le seguenti variazioni
  in riduzione:

   a) l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4, comma 3, della
  legge  regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e successive modifiche  ed
  integrazioni,  complessivamente è ridotta di 270 migliaia  di  euro
  nell'esercizio finanziario 2018 (Missione 15, Programma 3, capitolo
  313318 per + 280.000 euro e capitolo 313728 per - 550.000 euro);

   b)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  3,  comma  12,
  della  legge  regionale  29  dicembre  2016,  n.  27  e  successive
  modifiche ed integrazioni, che determina l'ammontare del  Fondo  di
  cui  all'articolo  30,  comma 9, della legge regionale  28  gennaio
  2014,  n.  5  e successive modifiche ed integrazioni (Missione  15,
  Programma 3, capitolo 313319) è ridotta di 2.350 migliaia  di  euro
  nell'esercizio finanziario 2018;

   c)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  10,  comma  5,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8, per  il  finanziamento
  degli  interventi  in  materia di pubblica  istruzione  di  cui  al
  decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 1985, n.  246,  è
  ridotta  per l'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 71.116,20
  euro (Missione 4, Programma 2, capitolo 372514);

   d)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  10,  comma  6,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8,  per  l'attuazione  di
  quanto  previsto dall'articolo 7, comma 4, della legge  11  gennaio
  1996,   n.   23,   è  ridotta  per  l'esercizio  finanziario   2018
  dell'importo di 169.883,80 euro (Missione 4, Programma 2,  capitolo
  372556);

   e)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  102,  comma  2,
  Tabella G, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, prevista  per
  le finalità della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15, articolo
  10   (Missione   9,  Programma  1,  capitolo  442539)   è   ridotta
  dell'importo   di   euro  65  migliaia  di  euro  per   l'esercizio
  finanziario  2018  e  di  30 migliaia di euro  per  ciascuno  degli
  esercizi  finanziari 2019 e 2020. Le risorse derivanti dal presente
  comma  sono  destinate  alle  spese di funzionamento  degli  uffici
  territoriali  ambientali del Dipartimento regionale  dell'ambiente,
  Missione  9, Programma 1, capitolo 442503 per 30 migliaia  di  euro
  nell'esercizio finanziario 2018, capitolo 442508 per 5 migliaia  di
  euro  nell'esercizio  finanziario 2018 e  capitolo  442511  per  30
  migliaia di euro in ciascuno degli esercizi finanziari 2018, 2019 e
  2020;

   f)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 55  della  legge
  regionale 8 maggio 2018, n. 8 è ridotta di 1.300 migliaia  di  euro
  (Missione, Programma, capitolo 144139);

   g)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  31,  comma  2,
  Allegato  1  della  legge regionale 8 maggio 2018,  n.  8,  per  le
  finalità  della legge regionale 31 agosto 1998, n.  14,  è  ridotta
  nell'esercizio  finanziario  2018 dell'importo  di  euro  47.265,01
  (Missione 2, Programma 11, capitolo 116523);

   h)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  31,  comma  2,
  Allegato  1  della  legge regionale 8 maggio 2018,  n.  8,  per  le
  finalità  dell'articolo 1 della legge regionale 26 luglio 1982,  n.
  71 e del comma 18 dell'articolo 10 della legge regionale 5 dicembre
  2016,  n. 24 è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo
  di  1.500  migliaia  di  euro (Missione 12, Programma  7,  capitolo
  183307);

   i)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  31,  comma  2,
  Allegato  1  della  legge regionale 8 maggio 2018,  n.  8,  per  le
  finalità dell'articolo 11 della legge regionale 13 settembre  1999,
  n. 20 e dell'articolo 60 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8,
  è  ridotta  nell'esercizio  finanziario 2018  dell'importo  di  500
  migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183717);

   j)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  31,  comma  2,
  Allegato  1  della  legge regionale 8 maggio 2018,  n.  8,  per  le
  finalità dell'articolo 17 della legge regionale 13 settembre  1999,
  n. 20 è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 350
  migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183718);

   k)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  31,  comma  2,
  Allegato  1  della  legge regionale 8 maggio 2018,  n.  8,  per  le
  finalità  dell'articolo 4 della legge regionale 13 settembre  1999,
  n.  20,  è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo  di
  150 migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183722);

   l)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  31,  comma  2,
  Allegato  1  della  legge regionale 8 maggio 2018,  n.  8,  per  le
  finalità  dell'articolo 6 della legge regionale 13 settembre  1999,
  n. 20 e dell'articolo 57 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8,
  h  ridotta  nell'esercizio  finanziario 2018  dell'importo  di  250
  migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183723);

   m)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  31,  comma  2,
  Allegato  1  della  legge regionale 8 maggio 2018,  n.  8,  per  le
  finalità  dell'articolo 9 della legge regionale 13 settembre  1999,
  n. 20 è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 100
  migliaia di euro (Missione 12, Programma 4, capitolo 183726);

   n)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 38  della  legge
  regionale 8 maggio 2018, n. 8, è ridotta nell'esercizio finanziario
  2018  dell'importo di 300 migliaia di euro (Missione 12,  Programma
  1, capitolo 183741);

   o)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  102,  comma  2,
  Tabella  G  della  legge regionale 8 maggio  2018,  n.  8,  per  le
  finalità di cui agli articoli 7 e 8 della legge regionale 3 gennaio
  2012,  n. 3, è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo
  di  200  migliaia  di  euro  (Missione 12,  Programma  4,  capitolo
  183786);

   p)  l'autorizzazione di spesa di cui al comma 4  dell'articolo  30
  della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, è ridotta nell'esercizio
  finanziario  2018 dell'importo di 2.600 migliaia di euro  (Missione
  12, Programma 2, capitolo 183810);

   q)  al  comma  3 dell'articolo 52 della legge regionale  8  maggio
  2018,  n. 8 le parole  5.000 migliaia di euro  sono sostituite  con
  le  seguenti:   450 migliaia di euro  (Missione  12,  Programma  4,
  capitolo 183812);

   r)  le risorse finanziarie di cui al comma 4 dell'articolo 3 della
  legge  regionale  9  maggio 2017, n. 8 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, sono destinate, nell'esercizio finanziario 2018,  per
  l'importo di 1.168 migliaia di euro, alla copertura finanziaria  di
  quota parte degli oneri previsti dalla presente legge (Missione  1,
  Programma 3, capitolo 212553);

   s)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  31,  comma  2,
  Allegato  1  della  legge regionale 8 maggio 2018,  n.  8,  per  le
  finalità  dell'articolo 61 della legge regionale 17 marzo 2016,  n.
  3,  è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di 2.000
  migliaia di euro (Missione 1, Programma 5, capitolo 216529);

   t)  l'autorizzazione di spesa di cui al comma 10 dell'articolo  10
  della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16, come rideterminata dal
  comma  12 dell'articolo 27 della legge regionale 8 maggio 2018,  n.
  8,   Allegato   2   è   ridotta  nell'esercizio  finanziario   2018
  dell'importo di euro 668.186,00 (Missione 15, Programma 3, capitolo
  314137);

   u)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  31,  comma  2,
  Allegato  1  della  legge regionale 8 maggio 2018,  n.  8,  per  le
  finalità  dell'articolo 1 della legge regionale 7 ottobre 1950,  n.
  75,  è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo di  300
  migliaia di euro (Missione 14, Programma 2, capitolo 342525);

   v)  l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 47  della  legge
  regionale   8   maggio  2018,  n.  8,  è  ridotta  per  l'esercizio
  finanziario  2018  dell'importo  di  582  migliaia  di  euro,  così
  suddivisi:  359  migliaia  di  euro  per  acquisto  di   arredi   e
  attrezzature  (Missione  5, Programma 2,  capitolo  776425)  e  223
  migliaia di euro per spese di avviamento e promozione (Missione  5,
  Programma 2, capitolo 377352);

   w)  l'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo  27,  comma  1,
  della  legge  regionale 8 maggio 2018, n. 8,  per  le  attività  di
  servizio  pubblico da trasporto non di linea in servizio di  piazza
  di  cui  al comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 6  aprile
  1996, n. 29, è ridotta nell'esercizio finanziario 2018 dell'importo
  di  900  migliaia  di  euro  (Missione 10,  Programma  4,  capitolo
  478106);

   x)  l'articolo  84 della legge regionale 8 maggio  2018,  n.  8  è
  abrogato (Missione 9, Programma 5, capitolo 150568).

   3. All'elenco n. 4 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 9, sono
  apportate le seguenti variazioni:

  M  P  T A    C     DESCRIZIONE   N   Variaz   Varia   Varia    Cassa
  I RO  I M RUAPI                  a    ione    zione   zione
  S GR  T M B TOL                  t    2018    2019    2020
  S AM  O I R  O                   u
  I MA  L . I                      r
  O     O N C                      a
  N       E A
  E                                F
                                   o
                                   n
                                   d
                                   i
  4  2  1 9 2  3    ONERI  SOCIALI 1         -    0,00    0,00   -
              720  A        CARICO     199.000                 199.000,00
               25  DELL'AMMINISTRA         ,00
                   ZIONE REGIONALE
                   PER          IL
                   PERSONALE DEGLI
                   ISTITUTI
                   REGIONALI
                   PARITARI.
                   (SPESE
                   OBBLIGATORIE)
  4  2  1 9 2  3    SPESE      PER 1         -    0,00    0,00   -60.000,00
              725  SERVIZI             60.000,
               06  AUSILIARI   PER          00
                   IL
                   FUNZIONAMENTO
  1  1  1 6 3  3    INTERVENTI PER 1         -       -       -   -
  5           141  PROVVEDERE   AL     2.370.0  2.370.  2.370. 2.370.000,0
               10  PAGAMENTO   DEI       00,00  000,00  000,00 0
                   DEBITI
                   CONTRATTI   NEI
                   CONFRONTI DELLE
                   IMPRESE     CHE
                   HANNO
                   PRESENTATO   LA
                   DICHIARAZ.   DI
                   CONFORMITA'  DI
                   CUI ALL'ART. 29
                   DELLA  L.R.   3
                   MAGGIO 2001, N.
                   6.
  1 10  1 7 2  1    INDENNITA'  DI 1         -    0,00    0,00   -
              080  BUONUSCITA   DA     1.000.0                 1.000.000,0
               09  EROGARE TRAMITE       00,00                 0
                   IL        FONDO
                   PENSIONI
                   SICILIA  (SPESE
                   OBBLIGATORIE)
  1 10  1 7 2  1    SOMME      PER 1         -    0,00    0,00   -
              081  ANTICIPAZIONI       3.000.0                 3.000.000,0
               67  IN        CONTO       00,00                 0
                   BUONUSCITA   DA
                   EROGARE TRAMITE
                   IL        FONDO
                   PENSIONI
                   SICILIA.
  1  8  1 4 5  2    SPESE  PER  LA 1         -    0,00    0,00   -
              125  GESTIONE    DEI     600.000                 600.000,00
               14  SERVIZI                 ,00
                   INFORMATICI   E
                   DI
                   TELECOMUNICAZIO
                   NE.
  1  1  1 6 3  3    ONERI       DI 1         -    0,00    0,00   -
  5           125  FUNZIONAMENTO       1.000.0                 1.000.000,0
               17  DEL CONTINGENTE       00,00                 0
                   DELL'ARMA   DEI
                   CARABINIERI
                   IMPIEGATI    AI
                   SENSI DELL'ART.
                   16  DEL  D.P.R.
                   19  MARZO 1955,
                   N.    520     E
                   DELL'ART.     9
                   BIS, COMMA  14,
                   ULTIMO PERIODO,
                   DELLA LEGGE  28
                   NOVEMBRE  1996,
                   N.    608,   DI
                   CONVERSIONE DEL
                   DECRETO LEGGE 1
                   OTTOBRE   1996,
                   N.   510.   (EX
                   CAP.    33657).
                   (SPESE
                   OBBLIGATORIE).
  1  1  1 1 2  4    QUOTA A CARICO 1         -    0,00    0,00   -
  3       1   133  DELLA   REGIONE     1.300.0                 1.300.000,0
               63  DELLE SPESE PER       00,00                 0
                   IL
                   PERSEGUIMENTO
                   DI OBIETTIVI DI
                   CARATTERE
                   PRIORITARIO   E
                   DI      RILIEVO
                   NAZIONALE
                   INDICATI    DAL
                   PIANO SANITARIO
                   NAZIONALE
  7  1  1 1 2  4    SPESE      PER           -    0,00    0,00   -40.597,00
          3   725  SERVIZI             40.597,
               06  AUSILIARI   PER          00
                   IL
                   FUNZIONAMENTO
                   DELL'ENTE
  7  1  1 1 2  4    SPESE      PER           -    0,00    0,00   -1.000,00
          3   725  ACCERTAMENTI        1.000,0
               02  SANITARI                  0
                   (SPESE
                   OBBLIGATORIE).
  1  1  1 1 2  4    SPESE  PER   I           -    0,00    0,00   -5.250,00
          3   703  CONSULENTI          5.250,0
               03  ESPERTI      IN           0
                   MATERIE
                   GIURIDICHE,
                   ECONOMICHE,
                   SOCIALI      OD
                   ATTINENTI    AI
                   COMPITI
                   D'ISTITUTO.
  1  1  1 1 2  4    COFINANZIAMENT 1         -    0,00    0,00   -
  3       1   133  O     REGIONALE     15.701.                 15.647.967,
               74  FARMACI              814,00                 00
                   INNOVATIVI
  5  1  1 4 2  2    INTERESSI    E 1         -    0,00    0,00   -
  0           149  SPESE               1.000.0                 1.000.000,0
               03  DISCENDENTI  DA       00,00                 0
                   OPERAZIONI
                   FINANZIARIE PER
                   IL
                   FINANZIAMENTO
                   DI INVESTIMENTI
                   COERENTI    CON
                   L'ARTICOLO   3,
                   COMMA 18, DELLA
                   LEGGE        24
                   DICEMBRE  2003,
                   N.  350. (SPESE
                   OBBLIGATORIE).
  1  1  1 1 1  4    SPESE      PER 1    7.000,    0,00    0,00   7.000,00
          1   103  MISSIONI    DEL          00
               02  PERSONALE    IN
                   SERVIZIO
                   ALL'UFFICIO  DI
                   GABINETTO   (EX
                   CAP.      41210
                   PARTE)
  5  2  1 1 2  4    SOMMA       DA      46.847    0,00    0,00   46.847,00
          3   737  EROGARE      IN         ,00
               36  FAVORE      DEI
                   SOGGETTI
                   BENEFICIARI  DI
                   UN     SOSTEGNO
                   ECONOMICO    DI
                   CUI
                   ALL'ARTICOLO
                   128 DELLA LEGGE
                   REGIONALE    12
                   MAGGIO    2010,
                   N.11.

   Si passa all'emendamento 2comm.74, del Governo, che è soltanto una
  cosa tecnica perché era sbagliato il nome dell'articolo.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 2comm.14, degli onorevoli Figuccia e  Lo
  Curto.
   E' mantenuto?

   FIGUCCIA.   Anche  a  nome  dell'altro  firmatario,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 2comm.60, degli onorevoli Barbagallo  e
  Lupo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo anche  se
  abbiamo   avuto  poco  tempo  per  esaminare  il  fascicolo   degli
  emendamenti che il 2comm.60 si riferisca al Brass Group.

   PRESIDENTE. No, non è quello. Enti parco.

   CANCELLERI. E' Brass Group.

   BARBAGALLO.  Allora,  a  mio giudizio, è contro  il  Brass  Group.
  Preciso per una migliore intelligenza dell'Aula che il Brass Group,
  negli  anni  a  partire dal 2012, ha avuto uno  stanziamento  medio
  annuale previsto in tabella allegata alla finanziaria di 200, 250 a
  seconda dell'annata.
   Nel  2015 è stato istituito il FURST e ha sommato oltre alle somme
  previste  nell'allegato alla finanziaria anche  quelle  del  FURST.
  Siccome alla fine dell'anno arriva questo stanziamento di 415  mila
  euro  non capisco se è in ulteriore aggiunta alla norma che ha  già
  previsto  la  finanziaria e, quindi, già avrebbe a disposizione  le
  somme del FURST, a meno che, come qualcuno dice, non ha partecipato
  al  FURST  e,  quindi, gli stiamo integrando le somme direttamente.
  Insomma,  è  come  se ci fosse un concorso pubblico,  il  candidato
  dimentica   di   partecipare  e  noi  lo   chiamiamo   direttamente
  assumendolo.
   Io credo che ci sia una doppia violazione, non soltanto quella del
  principio  di trasparenza della Pubblica amministrazione perché  ci
  sono le somme per accedere al FURST e già c'è stato un riparto,  ma
  una  cosa ancora più grave che se il principio è quello che abbiamo
  fatto  valere  all'articolo 1, cioè quello di pagare gli  stipendi,
  ricordo dall'esame della scorsa finanziaria che il Brass Group  non
  ha  più  di  dieci  amministrativi, quindi, la somma  già  prevista
  all'interno  dell'allegato alla finanziaria è più che  sufficiente.
  Per un ente musicale che non ha più di dieci amministrativi dare  a
  fine  anno  415 mila euro che supera di gran lunga lo  stanziamento
  che già diamo in sede di allegato alla finanziaria, mi sembra fuori
  dalle   cose.  Naturalmente,  chiedo  il  voto  segreto  su  questo
  emendamento.

   MILAZZO.  Signor  Presidente, chiedo  di  parlare  trenta  secondi
  perché  è  la  cosa  più  normale che tratteremo  in  Aula.  Questo
  emendamento  così  come  è  scritto lo abbiamo  poi  aggiustato  in
  Commissione   Bilancio'. Intanto, l'onorevole  Barbagallo  ormai  è
  diventato il signor no  Il tema della questione è questo.  Intanto,
  nella  norma  la  Commissione ha deciso di specificare  chiaramente
  solo per il 2018, quindi non è tabella.

   BARBAGALLO. Appunto, è in aggiunta.

   MILAZZO. Aspetti, il Brass Group, non certamente posso spiegare in
  termini  chiari,  in  Commissione  l'abbiamo  fatto,  ha  avuto  un
  problema  nella  figura apicale, burocratica,  legato  a  questioni
  certamente   di  motivazione  valida  e  non  hanno   potuto   fare
  l'iscrizione al FURST.
   Il  Brass  Group  se  non  passa  questo  emendamento  è  morto  e
  l'emendamento   è   passato  all'unanimità  di   tutti   i   gruppi
  parlamentari  in Commissione  Bilancio' perché non è  proprietà  di
  nessuno.

   CIANCIO. No, no, all'unanimità no

   MILAZZO. E' della Regione. Le osservazioni che sono arrivate e  mi
  ricordo  l'onorevole Sammartino fece questo rilievo,  e  ha  detto:
   così  è tabella  e abbiamo specificato, allora, solo per il  2018,
  cioè per dare una mano vista la giusta motivazione no la malafede e
  nemmeno  raggirare  i  percorsi. C'è stato  un  problema  di  forza
  maggiore,  c'è stato un problema fortemente delicato e ha  impedito
  all'ente  di accedere al FURST. Non posso scendere nei particolari,
  sarebbe  poco rispettoso ma vi assicuro che se vi informate  con  i
  componenti  della  Commissione  vi diranno  quali  sono  le  giuste
  motivazioni.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor  Presidente,  parto  dalla  considerazione  che,
  ovviamente, non è messa in dubbio qua la valenza e la storicità  di
  questa  fondazione, però vorrei fare notare ai colleghi, al Governo
  e  al Presidente che questa somma di 415 mila euro è ad incremento,
  significa  che stiamo incrementando di 415 mila euro la  somma  già
  stanziata in finanziaria quindi ad aprile di questo anno.
   Vi  faccio  notare gli stanziamenti che ci sono  stati  nel  corso
  degli  anni:  2014, 184 mila euro, 2015, 300 mila euro,  2016,  300
  mila  euro,  2017, in previsione 250 mila poi ridotto  a  178  mila
  perché  c'è stato l'incremento del Fondo unico o comunque la  parte
  che  riguardava il FURS, 2018, 250 mila. Stiamo sommando  a  questi
  250 mila 415 mila euro.
   Il  Governo,  nel  testo originario, aveva presentato  ottantamila
  euro  e  servivano  a  coprire quella somma che effettivamente  non
  hanno  potuto  avere  - ho capito che ci sono  stati  dei  problemi
  nell'accesso  al  FURS, dei problemi gravi che non  hanno  permesso
  l'accesso  al  FURS. Ma 80 mila euro erano più che sufficienti  per
  quello che serve a questa Istituzione.
   Visto  che  già  di cose - capisco che quest'Aula è molto  Palermo
  centrica - diverse cose sono passate che non erano proprio in linea
  con  il  carattere  generale  e astratto  che  quest'Aula  dovrebbe
  seguire,  chiedo  che su questa norma si faccia un ragionamento  di
  buon   senso   perché  questo  è  un  emendamento   presentato   in
  Commissione.
   Ripeto,  il  Governo aveva presentato 80 mila e stiamo  dando  415
  mila euro in più.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, in realtà su questo  capitolo  avevo
  presentato, insieme alla collega, un emendamento con il quale c'era
  una  decurtazione  del Fondo di 200 mila euro.  Rappresento,  però,
  all'Aula  una  cosa che non sapevo ovvero che è accaduto  un  fatto
  grave.
   Il collega ha detto non voglio entrare nel merito  - e credo abbia
  fatto  bene  -  perché  quando ci sono aspetti  che  riguardano  la
  dimensione  umana  e  in  questo caso  addirittura  di  salute  del
  segretario generale di questo ente, mi risulta che molti di voi  lo
  sapevate,  soprattutto  quelli che sono in Commissione   Bilancio',
  persona che per una questione di salute non ha potuto presentare la
  richiesta di accesso al Fondo.
   Andare  a speculare su questo, colleghi, anche io avevo presentato
  un  emendamento che toglieva 200 mila euro, ma di fronte  a  questa
  evidenza per la quale quell'ente,  il Brass Group, non è riuscito a
  partecipare,  a  chiedere quel Fondo, mi sembra  oggettivamente  un
  fatto  -  e non voglio andare oltre usando il termine sciacallaggio
  perché  vogliamo con le opposizioni mantenere un rapporto  umano  -
  serio  e  giusto  come abbiamo fatto fino a ora. Io  per  primo  ho
  chiesto di abbassare i toni.
   Credo  che  qui  abbiamo  l'opportunità di  aiutare  un  ente  che
  diversamente andrebbe in assoluta sofferenza, c'è stato un problema
  di salute, non hanno fatto richiesta di accesso al Fondo. Credo che
  questo  Parlamento  abbia  l'opportunità  e  il  dovere  di  andare
  incontro a questa esigenza.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor  Presidente,  Governo,  oltre  ad  evidenziare  il
  problema  tecnico  relativo al problema di  salute  del  segretario
  generale,  vorrei  evidenziare  invece  lo  spessore  culturale   e
  artistico del Brass Group e l'attività che svolge in Sicilia.
   Lo  stanziamento - al di là delle questioni tecniche  legate  alla
  non  partecipazione al FURS - mi sembra corretto e giusto  rispetto
  all'elevato  spessore artistico e culturale di questa  Istituzione.
  Per  cui  noi  come  Sicilia Futura voteremo contro;  assolutamente
  nessun tipo di riduzione di risorse verso il Brass Group.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2comm.60.

   CAPPELLO CAPPELLOCC  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.60

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2comm.60.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           66
   Votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          32
   Contrari            32
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 2comm.44, a firma dell'onorevole Lupo ed
  altri.
   Onorevole Lupo lo mantiene?

   LUPO. Sì.

     PRESIDENTE.  Con  il parere contrario della  Commissione  e  del
  Governo lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2comm.22,  a  firma  degli  onorevoli
  Cancelleri ed altri.

   CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor Presidente, onorevoli colleghi, a differenza  di
  quello  di  prima, questo riporta lo stanziamento  a  quanto  aveva
  previsto il Governo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CIANCIO CAPPELLOCC  Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.22

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2comm.22.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           66
   Votanti             62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          31
   Contrari            31
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 2comm.4.

   FIGUCCIA. Lo ritiro.

   BARBAGALLO. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, l'emendamento è stato ritirato.

   BARBAGALLO. L'anno scorso al Furs abbiamo dato 80 mila  euro   Non
  solo non hanno partecipato gli diamo 400 mila euro.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, è stato bocciato quello  da  80
  Votiamo quello da 100, che vuole che le dica
   Pongo  in  votazione l'emendamento 2comm.4. Chi  è  favorevole  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  2comm.31,  a  firma   dell'onorevole
  Cancelleri.
       Onorevole Cancelleri io, lei e l'onorevole Di Mauro domani  ci
  incontriamo mettiamo una somma e facciamo rifare l'impianto  oppure
  facciamo  una  somma  e andiamo dall'otorino noi  tre,  perché  una
  soluzione va trovata. Pongo in votazione l'emendamento 2comm.31.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.31

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2comm.31.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione   per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            .66
   votanti                 63
   Maggioranza             32
   Favorevoli              25
   Contrari                38
   Astenuti                0

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 2comm.59 a firma dell'onorevole Lupo  ed
  altri. Lo mantiene? L'emendamento sopprime la lettera m).

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  è   il
  capitolo  della Protezione civile, relativamente al  personale.  Se
  l'Assessore  può  motivare  il perché  di  questo  rifinanziamento,
  peraltro  per  una piccola cifra ma molto precisa.  Parliamo  della
  lettera  m),  giusto? Riguarda la gestione delle  riserve.  Se  può
  precisare  se la destinazione è esclusivamente per il pagamento  di
  stipendi...  ho capito che era in votazione la lettera  m),  ma  il
  concetto è lo stesso.

   PRESIDENTE. Sì,  m' di Milano.

   LUPO.  Faccio un intervento unico, sia alla lettera  m)  che  alla
  successiva lettera n) sono proposti dei rifinanziamenti e  vorremmo
  sapere se sono strettamente connessi al pagamento di stipendi  così
  come è stato detto a proposito della variazione di bilancio o se si
  intendono  coprire altre spese. Se fossero solo realmente pagamento
  di   stipendi   noi  siamo  disponibili  a  ritirare  l'emendamento
  soppressivo.

   CORDARO, assessore per il territorio e per l'ambiente. Presidente,
  per  quanto  mi  riguarda  la lettera n) è certamente  un  capitolo
  legato al pagamento degli stipendi del personale delle riserve.  La
  lettera m) non è competenza del mio Assessorato, l'Assessore per il
  bilancio darà immediatamente una risposta.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Per  la  lettera   m)   sono
  straordinari  della  Protezione  civile,  quindi  c'è  una  piccola
  discrasia.

   PRESIDENTE. Io non ho capito bene quello che ha detto l'Assessore.
  Erano straordinari? Quindi, sono ritirati gli emendamenti 2comm.59,
  2comm.58 e 2comm.57 a firma dell'onorevole Lupo ed altri.
   Si  passa  all'emendamento 2comm.84 a firma della Commissione.  Il
  parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2comm.63 a firma  degli  onorevoli  De
  Domenico ed altri.
   Non ha la copertura, quindi è precluso.
   Si passa all'emendamento 2comm.56, a firma degli onorevoli Lupo ed
  altri.
   L'emendamento è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2comm.55, a firma degli onorevoli Lupo ed
  altri.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   credo   che
  l'emendamento  sia utile giusto per precisare che  hanno  priorità,
  ovviamente,  le  scuole che versano in condizioni  di  inagibilità.
  Penso   che  gli  Uffici,  già  di  norma,  chiedano  appunto   una
  attestazione con ordinanza comunale. Vorremmo introdurlo anche  per
  legge. Ovviamente il soppressivo è ritirato.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente,  vorrei  rappresentare  all'onorevole  Lupo   e
  comunque  agli onorevoli colleghi, che la richiesta di integrazione
  del  capitolo  è  comunque compensativa rispetto ad economie  dello
  stesso  Assessorato. Quindi non produce maggiori e diverse  entrate
  rispetto alla previsione iniziale. Inoltre, si tratta di interventi
  che  rivestono  carattere di urgenza della  quali,  la  Regione,  è
  sostitutiva  di  interventi  degli Enti  locali  impossibilitati  a
  realizzarli  per  la  sicurezza dei locali  e  per  l'agibilità  di
  singole aule. E' chiaro che, trattandosi di interventi fino  ad  un
  massimo  di  50  mila  euro,  non  possono  essere  risolutivi   di
  situazioni  di inagibilità. Ma di grave impedimento certamente  sì.
  Quindi chiederei   se è possibile.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Lagalla,
  ho  ascoltato con attenzione il suo intervento. Ma non le  sembrano
  pochi  400  mila  euro?  Sono  pochi per  fare  gli  interventi  di
  manutenzione straordinaria

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Sono  da
  qui al 31 dicembre.

   TAMAJO. Da qui al 31 dicembre, mi convince, grazie.

   PRESIDENTE.  Sono  le  economie che si sono  verificate  e  quindi
  vengono utilizzate per essere spese.

   LUPO LULL  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2comm.55

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 2comm.55.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . .   66
   Votanti              59
   Maggioranza          30
   Favorevoli           23
   Contrari             36
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2comm.1 a firma degli onorevoli Ragusa ed
  altri.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
  che  riguarda  il  Consorzio di bonifica n. 8  della  provincia  di
  Ragusa,  sostanzialmente serve a garantire  alle  famiglie  e  agli
  operatori  che  operano nel settore del Consorzio di  bonifica,  la
  possibilità  di  avere  un  primo  appannaggio  rispetto  a  quelle
  famiglie, a quei dipendenti che da 24 mesi non percepiscono  nessun
  tipo di stipendio. E' un piccolo passo avanti. Così come è stato un
  piccolo  passo avanti il milione di euro che noi abbiamo anticipato
  nella  prima stesura dell'attività finanziaria. Questi due  milioni
  di  euro  aiutano  a  sostenere  la  causa.  Così  come  in  queste
  variazioni  di  bilancio,  approfittiamo  della  circostanza,   per
  garantire,  per quello che si può garantire un minimo  di  serenità
  alle famiglie che attendono questo tipo di sostegno economico.
   Ne  approfitto  anche  del mio intervento per  ricordare  ai  miei
  colleghi,  a tutti coloro che in questo momento sono collegati  con
  noi,  per  dire  che  anche i forestali  in  queste  variazioni  di
  bilancio  trovano un sostegno con 44 milioni di euro che permetterà
  loro  tranquillamente  di  completare  le  giornate  lavorative   e
  riniziare un percorso di attività all'interno dei demani forestali.
   Io  penso  che  siano momenti di grande tensione perché  sono  due
  mondi,  sia  i  consorzi di bonifica e sia i forestali,  così  come
  l'ESA,  ma  in  particolare  il  consorzio  di  bonifica  il  quale
  Presidente   Musumeci  ha  detto  più  volte   che   molto   presto
  affronteremo  la riforma dove potrà, e dovrà essere  per  forza  di
  cose,  essere garantito un sostegno, un rimodernamento dei consorzi
  di  bonifica  così come pure a detta del Presidente  della  Regione
  onorevole   Musumeci,   il  comparto  dei  forestali   attende   un
  appropriato  disegno  di legge che permetterà  loro  di  avere  più
  serenità per il futuro.
   Mi  permetto anche di ricordare che queste variazioni di  bilancio
  riguardo  anche  l'ESA.  Anche l'ESA avrà un  momento  di  sostegno
  economica e sono tre enti che orbitano nel mondo dell'agricoltura e
  che sono importanti proprio per il sostegno di questo comparto.  Mi
  permetto  anche di dire che l'inizio dell'emendamento del consorzio
  di  bonifica  inizia dalla terza Commissione poi lungo il  percorso
  abbiamo trovato sostegno e aiuto anche di altri colleghi che  hanno
  condiviso il percorso quale il Movimento Cinque Stelle, il  Partito
  Democratico,  ma  anche la Lega nella Commissione si  è  dimostrata
  disponibile a questo tipo di attività.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  colleghi  parlamentari,  come lei vede,  Presidente,  ci  sono  tre
  emendamenti sul consorzio; ci sono tre emendamenti sul consorzio di
  bonifica di Ragusa che

   PRESIDENTE. Onorevole Pagana, per favore. Grazie.

   DIPASQUALE.  due che vanno verso l'importo dei 2 milioni di  euro,
  un altro che è invece sui 3 milioni di euro.
   Ora,  io  voglio dire una cosa, noi abbiamo avuto una  Commissione
  così  come è vero, così come ha detto il Presidente Ragusa.  Questa
  Commissione  abbiamo  preso  tutti  atto  che  la  situazione   del
  consorzio di Ragusa è una situazione particolare, diversa dal resto
  degli altri consorzi. Se forse in finanziaria avessimo previsto  il
  contributo  straordinario  non  arrivavamo  a  questo  punto   però
  purtroppo  in finanziaria l'emendamento che io avevo presentato  fu
  bocciato.
   Comunque,  al  di là di tutto questo, la situazione  è  drammatica
  perché ci sono undici mensilità, abbiamo undici mensilità da pagare
  ed  abbiamo preso atto tutti in Commissione e abbiamo visto che per
  soddisfare  le  mensilità,  le undici mensilità,  servono  circa  6
  milioni di euro.
   Allora,  io  mi  permetto dire una cosa ai colleghi  parlamentari,
  tutti, così come abbiamo fatto interventi per pagare tutte le  tre,
  le  quattro, le cinque mensilità di alcuni comuni anche  di  comuni
  importanti come Catania, ma per quale motivo noi invece per  quanto
  riguarda  il consorzio di Ragusa dobbiamo dargli un contentino  dei
  due milioni di euro?
   Quindi,  io mi permetto di dire almeno arriviamo al 50  per  cento
  per pagare sei mensilità e ne rimangono sei scoperte perché non  mi
  pare  giusto  che  rispetto a tutti gli  altri  enti  locali  della
  Sicilia  stiamo quasi azzerando gli arretrati e invece  per  quanto
  riguarda  il consorzio di bonifica di Ragusa, cioè noi ci limitiamo
  a dare un contentino ora.
   Siccome,  caro Presidente e caro Governo, io non sono  geloso  dei
  miei  colleghi  e  quando i colleghi mi portano un  risultato  sono
  contento,   prima  il  collega  Lo  Giudice  ha  messo  al   centro
  dell'attenzione un emendamento che ha visto una spesa maggiore e ci
  siamo  fermarti  per  quanto  riguardava  i  rifiuti,  la  raccolta
  differenziata,  ed ha fatto bene; però, non può essere  che  questo
  Governo ascolti solo le esigenze della maggioranza.
   Cioè,  c'è  un'esigenza della minoranza perché  anche  l'onorevole
  Campo  che  ha  partecipato in tante riunioni, in  tanti  incontri,
  ritiene  così come me che più soldi mettiamo più diamo  possibilità
  di dare maggiori
   Allora,  Signor Presidente, quello che dico rispetto ai 2  milioni
  prospettati dagli onorevoli Assenza e Ragusa ma almeno portiamoli
  Non  lo vogliamo portare a tre? Ma almeno portiamolo a 2 milioni  e
  mezzo.
   Presentiamo, quindi, un subemendamento, portiamolo a 2  milioni  e
  mezzo e diamo la possibilità di passarsi un Natale meno pesante.
   E'  questa la proposta e siccome il Governo lo ha fatto prima - ed
  ha  fatto  bene - con qualche collega mio, che lo faccia  anche  su
  questo emendamento.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   il
  Movimento Cinque Stelle non può in nessun modo votare contrario  ad
  una  norma che aiuta i consorzi di bonifica. Questo è chiaro ma non
  significa  che in una condizione disperata come quella  che  stanno
  vivendo  tutti  i  consorzi di bonifica  in  questa  condizione  di
  emergenza possiamo votare tutto.
   Io  invito  seriamente l'onorevole Ragusa a ritirare l'emendamento
  semplicemente  per  un  motivo: perché la  crisi  dei  consorzi  di
  bonifica  purtroppo - e dico purtroppo - e il Presidente Ragusa  lo
  sa  perché di audizioni in III Commissione ne abbiamo fatte, non  è
  solo il consorzio di bonifica di Ragusa che sta male.
   Questo emendamento e la linea politica dell'onorevole Dipasquale e
  di  molti  altri  non  fa  altro che  fomentare  questa  guerra  ed
  alimentare questo circolo vizioso di poveri contro poveri. Cioè  si
  sta  facendo  la lotta a chi è più povero, la lotta a  chi  ha  più
  mensilità arretrata.
   E, Presidente, colgo questa occasione, nuovamente, per sollecitare
  il  Governo, per sollecitare questo Parlamento tramite anche la III
  Commissione a porre ogni atto necessario alla necessaria riforma di
  questi  benedetti  consorzi di bonifica.  C'è  una  situazione  che
  rischia di degenerare in emergenza sociale.
   Vi invito veramente a ritirare questo emendamento.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  personalmente
  non ho nessuna intenzione di ritirare questo emendamento.
   La situazione dei consorzi di bonifica la conoscete tutti ma tutti
  conoscete che la situazione del consorzio di bonifica di Ragusa  è,
  purtroppo,   assolutamente  deficitaria  in   misura   spropositata
  rispetto agli altri consorzi.
   Io  chiedo  che gli arretrati sulle mensilità, pari a 13-14  mesi,
  negli altri consorzi non sono assolutamente previsti.
   Questo  non  certo per responsabilità dell'attuale management.  E'
  una  situazione che si trascina da anni. Anzi, io invito ancora una
  volta  formalmente  chi di dovere a denunziare le  malefatte  della
  precedente amministrazione del consorzio di bonifica di Ragusa agli
  organi  competenti, Procura della Repubblica presso  la  Corte  dei
  conti, innanzitutto.
   Detto  questo, i lavori in Commissione prima in Commissione III  e
  poi   in   Commissione   Bilancio  erano  stati   tutti   orientati
  nell'accrescere lo stanziamento previsto per i consorzi in generale
  di  almeno  due milioni e destinare questo aumento specificatamente
  al consorzio di bonifica di Ragusa.
   Fino   alla  notte  precedente  alla  conclusione  dell'esame   in
  Commissione Bilancio l'emendamento era in questo senso.
   Stranamente,  alla fine, è stato modificato in una  cifra  di  500
  mila  euro destinata genericamente per il pagamento degli arretrati
  a tutti i consorzi.
   Noi   non   stiamo  chiedendo  nessuna  somma  aggiuntiva.   Siamo
  nell'ambito dello stesso capitolo di spesa ma riteniamo che  questi
  due   milioni  siano  la  cifra  assolutamente  indispensabile  per
  permettere ai dipendenti di quel consorzio di dimezzare, o comunque
  di  diminuire sensibilmente, le mensilità arretrate che  nonostante
  questo  stanziamento specifico rimarranno sempre in misura maggiore
  rispetto a quello degli altri consorzi.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Io chiedevo quanti erano i deputati di Ragusa per sapere quanti ne
  dovevano ancora intervenire.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, sarò rapidissimo come  non  è  mio
  solito, fra l'altro.

   PRESIDENTE. Quando vuole, sa esserlo.

   CANCELLERI.  Volevo  approfittare  della  presenza  dell'Assessore
  Bandiera  che,  sicuramente in maniera puntuale, vorrà  in  qualche
  modo  ragguagliare a tutti quanti, qui in questa Aula, di come sono
  combinati  tutti  i  consorzi  di bonifica  della  Sicilia.  Quanti
  stipendi arretrati ci sono. Volevo avere semplicemente questi dati.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Assessore Bandiera, se riesce a farlo in pochi minuti,
  prego.

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca  mediterranea.  Signor Presidente, onorevoli  deputati,  devo
  chiarire  che, lo stanziamento previsto all'articolo in trattazione
  di  8  milioni  506  mila 388 euro e 41 centesimi,  sono  le  somme
  strettamente necessarie a copertura degli emolumenti del  personale
  a  tempo  indeterminato. Chiaramente derivano da  una  ripartizione
  equa  che  viene  fatta  a  tutti consorzi,  quindi,  se  dovessimo
  vincolare 2 milioni di euro di questi 8 milioni e mezzo ad un  solo
  consorzio,  automaticamente,  dovremmo  togliere  al  consorzio  di
  Catania,  di  Messina, di Palermo, di Siracusa,  eccetera.  Quindi,
  chiaramente,  alimenteremmo una guerra tra e  fra  poveri,  che  il
  Governo non può sostenere in questi termini.
   La  situazione dei consorzi, la drammaticità della situazione  dei
  consorzi  è  ben  nota  a  molti deputati,  vivono  una  situazione
  debitoria  di circa 100 milioni di euro. E' chiaro che è  imminente
  la  presentazione a questo Parlamento di una legge di riforma e  di
  riordino  che,  chiaramente, prenda anche in carico  la  situazione
  debitoria  per  liberare questi organismi da  questa  situazione  e
  consentire una gestione ordinaria, in armonia con quelli che sono i
  principi  statutari  e  fondatori  dei  consorzi  di  bonifica,   a
  cominciare  dal  fatto  che i consorzi di  bonifica  devono  essere
  restituiti agli agricoltori.
   Questo  è  un tema da finanziaria, la problematica di  Ragusa,  ma
  anche  di  consorzi  di bonifica come quello  di  Enna  che  non  è
  riuscito   a  chiudere  i  bilanci  per  problemi  anche   qui   di
  stanziamenti.  Posso  ricordare al  Parlamento  che,  nella  scorsa
  finanziaria,  questo  Parlamento  volle  erogare  uno  stanziamento
  aggiuntivo al consorzio di Ragusa di un milione di euro. E'  chiaro
  che  è un tema da legge finanziaria, assieme a quello della riforma
  che ci vedrà impegnati già dalle prossime settimane.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dall'onorevole    Dipasquale   il   sub    emendamento    2comm.1.1
  all'emendamento  2comm.1, che è quello di portare  da  2  a  2,5  i
  milioni da dare alla riserva per Ragusa.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.1.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2comm.1.1
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            66
   Votanti             58
   Maggioranza         30
   Favorevoli            7
   Contrari            51
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Onorevole  Foti,  non  ho certamente visto  che  lei  chiedeva  di
  votare, altrimenti l'avrei fatta votare, lo faccio sempre.
   Si  passa all'emendamento 2comm.1, a firma dell'onorevole  Assenza
  ed altri.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   CANCELLERI.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2comm.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            66
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli            7
   Contrari            53
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 2comm.66 e 2comm.60 sono inammissibili.
   Si  passa all'emendamento 2comm.3, a firma dell'onorevole  Assenza
  ed altri.

   ASSENZA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 2comm.54, a firma dell'onorevole Lupo ed
  altri.

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 2comm.53, a firma dell'onorevole Lupo ed
  altri.

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 2comm.8, a firma dell'onorevole Figuccia
  ed altri.
   L'emendamento  2comm.8 è inammissibile per mancanza  di  copertura
  finanziaria.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la lettera t)  e  la
  lettera  x)  riguardano, se non mi sbaglio, l'ESA.  Volevo  leggere
  un'Ansa del 19 giugno del 2018 dove si parlava del disegno di legge
  collegato alla finanziaria, e c'era una persona che diceva:  Prendo
  atto  con  assoluta  serenità  della  volontà  espressa  oggi   dal
  Parlamento siciliano di rinviare in Commissione Bilancio il disegno
  di  legge sul collegato alla finanziaria, aspetto fiducioso che  il
  testo  torni  in  Aula per essere seriamente valutato  da  tutti  i
  Gruppi   politici,  soprattutto  negli  articoli   riguardanti   la
  creazione  del Polo per il credito agevolato, la fusione fra  CRIAS
  ed  IRCAC  e  la  soppressione dell'ESA, l'ultimo carrozzone  della
  Prima  Repubblica .  Poi  continua in questa  dichiarazione  questo
  signore dicendo:  Una cosa è certa: il mio Governo è il Governo del
  cambiamento   - e qui ci sarebbe la clap che dovrebbe  partire  per
  l'applauso  -   per il quale ho chiesto ed ottenuto a  novembre  il
  consenso  del  popolo siciliano. Se sulla strada delle  riforme  il
  Parlamento dovesse già da ora mettersi di traverso, non ci  sarebbe
  più alcuna ragione per restare al mio posto .
   Questo era il Presidente della Regione, l'onorevole Musumeci,  che
  il  19 giugno dichiarava che l'ESA era un carrozzone. Ora dico, per
  gli  stipendi - per l'amor di Dio - nessuno dice nulla, ma non sono
  solo  investimenti quelli che noi mettiamo qua nella  lettera  T  e
  nella lettera X, perché c'è anche la meccanizzazione.
   Però  noi  notiamo  che di riforme, caro Presidente,  non  ce  n'è
  neanche  traccia. Neanche quando è stato rincorso  dalle  Iene,  in
  giro per la Sicilia, per il discorso delle IPAB è stata la collega,
  poi  a  luglio,  a  intervenire sulle riforme. Ma ad  oggi,  questo
  Parlamento una riforma sua non l'ha vista. Il carrozzone è rimasto,
  come  tanti altri carrozzoni e il marchettificio mi pare  che  stia
  continuando ad esserci, senza che ci sia nessun limite. Per  quanto
  riguarda,  poi appunto, questa strada delle riforme  io  penso  che
  sarà  opportuno che il mio gruppo compri un navigatore satellitare,
  perché  di strade delle riforme qua mi sa che non ne vedono neanche
  l'ombra.
   Perché, poi, continua dicendo che  in questa regione devastata,  e
  saccheggiata dalla più famelica partitocrazia, non c'è più tempo di
  ricorrere  a metodi antichi . E' caduto solo un bicchiere,  non  vi
  allarmate.  Dopo che state distruggendo la Sicilia, distruggere  un
  bicchiere non è niente di particolarmente complesso.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Zito,  i  suoi  interventi  hanno  effetti
  disastrosi.

   ZITO. Mai quanto i suoi, signor Presidente, mai quanto i suoi
   Su  questo io volevo, appunto, parlare in questa Assemblea ma vedo
  che è molto difficile.

   PRESIDENTE. Fate finire l'onorevole Zito.

   ZITO.   Quindi,   io   volevo  solo  rilevare  le   contraddizioni
  dell'onorevole  Musumeci e soprattutto la mancanza  di  onestà  nel
  dire  che non è in grado di presentare le riforme, e quindi di fare
  l'unica  cosa  giusta  che ha detto in questo articolo,  quella  di
  dimettersi e andare tutti a casa.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi - una  volta  che
  siamo  d'accordo,  una  volta  che, tra  l'altro  il  Presidente  è
  d'accordo - davvero trenta secondi, qualcuno prima di me  ha  detto
  che  in  storia ha 10 e lode. Ecco io vorrei ricordare  i  fatti  a
  quest'Assemblea,  perché  è facile venire  qui  e  prendere  parola
  sull'ESA.  Io  avevo  presentato  un  emendamento  dove  c'era  una
  riduzione  di spesa legata alla propaganda dei prodotti  siciliani,
  per    garantire,    effettivamente,   gli    stipendi    dell'ESA.
  Quell'emendamento   è  stato  ritirato,  ma  ricordatevi   che   il
  Presidente  della  Regione e il Governo portò in  Aula,  in  questa
  finanziaria, la soppressione dell'ESA  E questo Parlamento,  ovvero
  l'opposizione all'interno del Parlamento, ha dichiarato che  quella
  riforma  non  andava  fatta.  Quindi,  sapete  come  io  spesso  ho
  posizioni  critiche verso le cose che, diciamo,  non  quadrano.  Ma
  questa  era una riforma del Governo che il Movimento Cinque  Stelle
  non ha voluto

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, è ritirato l'emendamento?

   FIGUCCIA. E' ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2comm.43, degli onorevoli Fava ed altri.
   Il  parere  del Governo sulla copertura? Se il Governo è d'accordo
  alla copertura, per me non ci sono problemi.

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Quindi l'emendamento 2comm.43, onorevole  Arancio,  è
  inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 2comm.28, degli onorevoli Cancelleri  ed
  altri, soppressivo della lettera u).
   Onorevole Cancelleri, mantiene l'emendamento?

   CANCELLERI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. L'emendamento 2comm.42, degli onorevoli Fava ed altri,
  è precluso.
   L'emendamento 2comm.52, degli onorevoli Lupo ed altri, è precluso.
   Si  passa all'emendamento 2comm.51, degli onorevoli Lupo ed altri.
  Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2comm.25, degli onorevoli Cancelleri  e
  altri.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, e per l'ascolto  anche  se  fosse
  possibile,  le  dicevo che io credo che il liberty  sia  una  delle
  espressioni  artistiche più importanti probabilmente  della  nostra
  terra. Stiamo parlando del liberty, delle ville liberty.
   Questa  settimana sono stato in visita a Montecitorio, alla Camera
  dei  deputati,  dove  il liberty di natura, ovviamente,  siciliana,
  firmato da un grande artista siciliano campeggia anche lì.  Con  un
  po'  di campanilismo preferisco questo di Palazzo a quello, che  ha
  anche  qualche anno di storia in più, però anche lì c'è una  grande
  testimonianza.
   Detto questo, ovviamente nessuno vuole andare contro a quelle  che
  sono  manifestazioni artistiche e soprattutto di  tutela  dei  beni
  monumentali che ci sono. Però, signor Presidente, mi riesce un  po'
  difficile pensare che una Regione debba con 45 mila euro pagare tre
  studi,  che  sono  di chiara fama. Noi facciamo  anche  leggi  dove
  scriviamo  studi di chiara fama , ora in una legge, perdonatemi, ma
  a  me  che  significa di  chiara fama , cioè abbiamo un  indice  in
  Assessorato  dove,  praticamente, dividiamo gli  studi  tecnici  in
   chiara fama  e di  dubbia fama ? Ah  di chiara fama  significa che
  sono importanti  Ma non è che magari già li conoscete assessore  Ah
  non li conosce ancora. E com'è che allora sono di chiara fama?

   FIGUCCIA. Di chiara fame

   CANCELLERI.  Di  chiara  fame,  probabilmente,  sì.  E  mi  riesce
  difficile  pensare  di potere finanziare per la costruzione  di  un
  museo   voi direte va beh 45 mila euro per andare ad adibire ad  un
  museo   Eh  no  cari colleghi  45 mila euro li diamo a  questi  tre
  studi  di  chiara  fama  per scrivere le  linee  per  fare  poi  un
  workshop
   E  quindi  voi  mi  direte: e allora che stiamo  facendo?  Niente
  Stiamo  facendo  delle linee guida affinché poi altri  facciano  un
  workshop  per fare partecipare magari dei ragazzi universitari  che
  gratuitamente  ci  regaleranno i loro  progetti.  Ma  allora  dico,
  perché  questi  soldi non li mettiamo a premio per fare  guadagnare
  magari 45 mila euro a studenti universitari che si ingegnano  e  li
  tramutiamo  in borse di studio? Se volessimo andare a  spendere  45
  mila euro senza chiara fama, senza espressioni altisonanti, e senza
  nient'altro?  E invece no, accade proprio questo, ma  la  cosa  più
  bella  sapete quale è? Che ci viene delineata questa cosa di  villa
  Deliella, solo che - colleghi - la villa non c'è più perché l'hanno
  abbattuta,  oggi  noi  stiamo parlando di  una  zona  dove  c'è  un
  parcheggio.
   E  ora  vengo,  signor Presidente, alla collega  che  in  apertura
  d'Aula è intervenuta. Onorevole Caronia, si vada a leggere il  post
  della   mia  onorevole  collaboratrice  Claudia  La  Rocca,  perché
  l'onorabilità  si  dà alle persone in quanto la  loro  esistenza  è
  onorabile  non  per  il  titolo che abbiamo.  Io,  infatti,  signor
  Presidente, se fosse possibile, ma purtroppo non lo è, il titolo di
  onorevole  lo  darei alla fine del mandato di un  parlamentare  non
  all'inizio, per vedere come veramente si è comportato nei confronti
  dei  cittadini. Ma per carità, questo rimane nel novero delle  idee
  che ognuno ha perché una legge non si può fare, però dico se lei si
  va  a leggere quel post onorevole Caronia noterà che la persona che
  collabora  nel mio staff non l'ha offesa, ha definito semplicemente
  l'operazione una porcata e glielo dico anche io, questa  operazione
  è una porcata ma non ho nulla nei suoi confronti ovviamente, non ho
  nulla nei suoi confronti e non sto dicendo nulla contro di lei. Per
  cui  io  credo che oggi rendiamo merito a quella che è una proposta
  per me legislativa di bassissimo profilo, che dovrebbe essere fatta
  in un consiglio comunale e non in un Assemblea parlamentare, che  è
  al pari delle aiuole, al pari di canili da 100 mila euro, e al pari
  di  tutte  quelle altre cose che ormai hanno reso questo Parlamento
  l'ombra il ricordo purtroppo ridicolo di se stesso.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi rivolgerò  a
  lei  perché  così  credo  che debba essere,  non  credo  di  dovere
  personalizzare, non voglio quello che dovevo dire in  premessa  sul
  fatto  personale l'ho già detto pertanto io mi riferisco  a  questa
  Presidenza  per  precisare  soltanto  alcune  imprecisioni,  voglio
  considerarle soltanto imprecisioni per non dire delle cose  diciamo
  che  non  rendono  giustizia a quello che è stato il  lavoro  della
  Commissione  e  personalmente da me che ho presentato l'emendamento
  di cui ha parlato pocanzi l'onorevole Cancelleri.
   L'emendamento innanzitutto approvato in Commissione fa sì  che  si
  eviti  di disimpegnare 45 mila euro, perché come noi tutti sappiamo
  stiamo  facendo una manovra finanziaria che evita il disimpegno  di
  somme  che  altresì andrebbero non spese. Queste somme erano  state
  destinate  al  restauro di alcuni beni liberty che oggi  non  si  è
  fatto in tempo a spendere, pertanto parte di questa somme io le  ho
  individuate  come copertura a questo emendamento che  riguarda  non
  villa  Deliella  perché esiste, ma perché viene definita  così  nei
  libri  di  storia  e  d'arte. Vorrei anche ricordare  all'onorevole
  Cancelleri  che  non  è una novità per il Movimento  Cinque  Stelle
  parlare di villa Deliella, perché nel programma elettorale  che  ha
  portato  il  candidato  del Movimento Cinque  Stelle  candidato  al
  comune   di  Palermo,  tra  le  linee  strategiche,  io  c'ho   qui
  addirittura  la  copia  a pagina 97 si parla  proprio  di  priorità
  dell'asse  liberty, dando una particolare attenzione al  ripristino
  di  quello che era quell'area che un tempo dove era costruita villa
  Deliella che fu distrutta in quella notte di novembre del 1959.  La
  storia  la conosciamo, e per chi non la conosca se la legga, quelle
  non  è  l'area privata né mia né tantomeno di qualche altra persona
  di cui io non saprei, ma è semplicemente invece l'emblema del sacco
  di  Palermo, una città che è stata distrutta proprio quella  notte,
  in una notte quella villa fu distrutta, emblema del liberty che non
  è  un problema, che non è una peculiarità soltanto palermitana.  Io
  vorrei  ricordare  che importanti opere che testimoniano  l'impegno
  del  Basile le abbiamo a Catania, a Messina, a Trapani, a  Enna,  a
  Canicattì,  a  Licata,  a  Ispica,  a  Marsala,  a  Santa   Flavia,
  Falconara,  Pozzallo  e  Calatafimi,  non  stiamo  parlando  di  un
  problema  palermitano, stiamo parlando di un'icona  culturale  alla
  quale  stiamo dando soltanto lo spessore di cosa, 45 mila euro  che
  verranno    spesi    con   un   incanto   pubblico.    Diversamente
  l'Amministrazione non potrebbe fare.
   Si  farà  ricorso  al  MEPA che è l'unico strumento  che  consente
  all'Amministrazione  in  tempi  rapidi  -  significa  entro  il  31
  dicembre  -  di  poter fare ricorso sicuramente a studi  di  grande
  fame.  Cosa si intende? Chi abbia un curriculum di valore veramente
  importante  perché  possa  mettere insieme  tutti  coloro  i  quali
  avranno la voglia, la competenza, l'interesse. Perché la democrazia
  partecipata è anche questo, onorevole Cancelleri. Significa mettere
  insieme  in un work shop cittadini, soggetti culturali, università,
  tutti  coloro i quali hanno in qualche modo la volontà e la  voglia
  di  dare  un'indicazione. Dopo di che verranno  fuori  delle  linee
  guida per un progetto che potrà essere, se verrà stabilito - perché
  ricordiamo che 45 mila euro serviranno semplicemente per  stabilire
  le linee guida ma non di una progettazione che diventa esecutiva ma
  soltanto le linee guida di un'importante iniziativa che può dare  a
  questa  città  un'impronta, un important che  significa  che  dalla
  distruzione  di  un  luogo  che  è  emblematico  oggi   noi   diamo
  ricostruzione.
   Ma questo se il Governo lo vorrà, se il Parlamento lo vorrà.
   Quindi,  colleghi,  sia chiaro, con 45 mila euro  noi  non  stiamo
  costruendo  nulla  di apocalittico, stiamo dando  semplicemente  la
  possibilità,  in  maniera  partecipata,  a  tutti  coloro  i  quali
  vorranno  di  dare  il  proprio  contributo  per  la  creazione  di
  qualcosa, ovviamente se il terreno sarà disponibile.
   E   vorrei   anche   ricordare  che  la  destinazione   d'uso   di
  quell'immobile  che,  peraltro, viene riconfermata  nel  luogo  PRG
  della  città  di  Palermo  è proprio destinazione  di  attrezzature
  museali ed espositive. Per cui non stiamo parlando di un'area che è
  individuata a caso, è un'area museale.
   Quindi è proprio lì che si può fare un'attività di questo genere.
   Voglio concludere dicendo soltanto una cosa, Presidente.
   Di  tutto  questo  non è che se ne parla per la prima  volta.  Noi
  abbiamo, e mi fa veramente specie, lavorato con il Movimento cinque
  stelle  al  comune  di  Palermo ad un'attività  importante  che  ha
  portato, proprio quel giorno in cui lei era a Montecitorio,  quando
  si  celebravano i cent'anni di Montecitorio - anche  il  Presidente
  Fico  ha  avuto  delle parole di encomio per questo  nostro  esimio
  esponente della nostra città - al comune di Palermo abbiamo  tenuto
  la  seduta  del Consiglio comunale presso la sala Ducreaut,  dentro
  l'ex  cassa  di  risparmio, ed è stato approvato  all'unanimità  di
  quaranta  consiglieri,  compreso  il  Movimento  cinque  stelle,  i
  quattordici  punti che individuavano delle priorità che  avevano  a
  che  vedere  con  questo tipo di iniziative, cioè  stabilire  delle
  linee  guida  di  ciò  che dovrà essere il  liberty  a  partire  da
  Palermo.
   Concludo  dicendo  che  mi  fa specie  perché  quando  si  coopera
  affinchè  si  faccia  qualcosa di positivo  e  le  forze  politiche
  trovano unanimità è brutto poi doversi scontrare su questi temi  in
  quest'Aula dove dovrebbe, invece, prevalere il buon senso.
   E,  siccome  io  a quello mi appello, io mi auguro  che  a  questo
  momento  di  scontro  incontro si possa arrivare  comunque  ad  una
  soluzione  perché io sono sempre per l'idea che si  debba  trovarla
  una soluzione.
   E  poiché la polemica sterile non mi appartiene, signor Presidente
  mi  consenta di concludere dicendo che, siccome questo è un impegno
  di  spesa  che  avrà la possibilità di essere fatto  ovviamente  in
  maniera  pubblica, le accuse che mi sono state rivolte rispetto  al
  fatto che è una porcheria io non me le sento affatto ascritte.
   Per  cui,  colleghi,  io,  con  grande  senso  di  responsabilità,
  propongo  quest'emendamento che, peraltro, è stato  già  apprezzato
  dalla Commissione e ritengo che non ci sia nulla di che vergognarsi
  e credo che sia assolutamente onorevole quello che sto compiendo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2comm.25.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.25

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2comm.25.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           66
   Votanti             46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          23
   Contrari            23
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 2comm50 è precluso.
   Ci  sono,  poi, due emendamenti del Governo, 2comm73 III  parte  e
  2comm73 IV parte che sarebbe necessario fossero ritirati.
   Mi assumo la responsabilità di ritirarli.
   Si  passa  all'emendamento 2comm.64, degli onorevoli Dipasquale  e
  Sammartino.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    noi
  interveniamo il minimo indispensabile, manteniamo il numero legale,
  però, almeno, sulle cose fondamentali dobbiamo intervenire.
   Questo  emendamento mette in condizione di bloccare  i  ruoli  dei
  consorzi di bonifica che si stanno emettendo, cioè stiamo emettendo
  le  cartelle di tutti i ruoli dei consorzi di bonifica che  sono  a
  carico  dei nostri agricoltori, cioè gli agricoltori siciliani  che
  hanno, già, tantissime difficoltà, si trovano scaricate quelle  che
  sono le incombenze del ruolo. Nel 2016, io le avevo bloccate, siamo
  riusciti,   ci  siamo  assunti  la  responsabilità  di   bloccarli,
  dopodiché nel 2017 ci sono state le elezioni e non siamo riusciti a
  mettere le risorse necessarie per continuare a bloccarle. Io chiedo
  al  Parlamento  di votarlo. Sappiate che se non bloccate  i  ruoli,
  arriveranno  cartelle del 600 e 700%. Ognuno si assuma  la  propria
  responsabilità.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale, ma se  il  Governo  non
  approva la copertura l'emendamento è improponibile
   Assessore Armao, vuole intervenire?

   ARMAO,   assessore   per  l'economia.  Il   parere   del   Governo
  sull'emendamento è contrario.

   PRESIDENTE. L'emendamento è, dunque, inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 2comm16, degli onorevoli Cancelleri  ed
  altri, soppressivo della lettera y).

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.16

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2comm.16.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            66
   Votanti             58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          31
   Contrari            27
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  l'approvazione  di  questo  emendamento   ha
  comportato  degli  sfasamenti nel bilancio della  legge;  pertanto,
  sospendiamo la seduta un quarto d'ora.

     (La seduta sospesa alle ore 21,35, è ripresa alle ore 21.40)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, anche se era previsto  un  quarto
  d'ora,  tenuto conto che gli uffici non ce la fanno  in  un  quarto
  d'ora,  a  questo punto rinviamo direttamente la seduta  a  domani,
  alle ore 15.00, perché tanto comunque non potremmo andare avanti.
   Pertanto,  la  seduta  è sospesa e riprenderà  domani,13  dicembre
  2018, alle ore 15.00.

   (La seduta, sospesa alle ore 21.41 di mercoledì 12 dicembre 2018,
         è ripresa alle ore 15.06 di giovedì 13 dicembre 2018)

               Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  in  seguito   all'approvazione
  dell'emendamento  2comm.16,  che ha soppresso  la  lettera  y)  del
  2comm,  il  Presidente  dell'Assemblea mi chiede  di  convocare  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, in Sala  lettura
  deputati, alle ore 15.15.
   Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.07, è ripresa alle ore 15.42)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  l'esame dell'emendamento  2comm.18,
  degli  onorevoli Figuccia ed altri. Onorevole Figuccia,  mi  dicono
  gli  uffici  che per consentire in economia diretta, la  legge  non
  consente di farlo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, questo sarà  uno  dei  miei  ultimi
  interventi perché, come diciamo già da giorni, dobbiamo  creare  le
  condizioni per oggi, come lei ha detto e le riconosco il merito  in
  Conferenza dei Capigruppo, dobbiamo riuscire entro le 18.00, ed  io
  auspico  che  vada  veramente così, a  dare  il  voto  finale  alla
  variazione di bilancio e a garantire che vengano dati gli  stipendi
  ai  PIP, ai forestali e a tutti i dipendenti delle partecipate. Per
  quanto  riguarda questo emendamento, io semplicemente  sostengo  la
  possibilità  di  svolgere lavori in economia  diretta.  Non  è  una
  scelta   politica,  è  un  fatto  di  convenienza  per  la  Regione
  Siciliana. Anziché affidare ad altri la realizzazione di interventi
  che  possiamo realizzare con maestranze nostre - e mi riferisco  ai
  lavoratori  dell'ESA,  ai  consorzi di  bonifica,  ai  forestali  -
  abbiamo  la possibilità di farli realizzare direttamente  a  questi
  dipendenti. Ho promesso un intervento di due minuti.
   Voglio  dire in questo brevissimo intervento che dobbiamo  evitare
  di  sperperare denaro pubblico. Per abbattere un albero, un'impresa
  privata,  si  prende  mille euro. Diamo questi  solti  alle  nostre
  risorse  umane, parlo dei forestali rispetto ai quali si era  detto
  di  poterli  fare lavorare tutto l'anno, creiamo le condizioni  del
  bosco  produttivo,  della trasformazione  del  cippato  in  energia
  elettrica,   la   possibilità   di   far   lavorare   i   forestali
  dell'antincendio,     i     settantottisti,      i      centunisti,
  centocinquantunisti, perché finalmente - assessore in Aula

   CORDARO. Dobbiamo votare  Lei le vuole aiutare queste persone

   FIGUCCIA Visto che mi dice che non va glielo devo dire, a  partire
  dall'assessore Cordaro allora glielo dico, perché questi  forestali
  devono  avere  la possibilità di poter lavorare di  più.  Oltre  le
  semplici  giornate  garantite.  Detto  questo  avevo  promesso   un
  intervento breve. Nelle linee programmatiche del Governo continuo a
  sostenere la possibilità che questi lavoratori lavorino  di  più  e
  lavorino  tutto  l'anno,  è  una tesi  della  quale  non  mi  posso
  disamorare, questo rimetto all'Aula, questo rimetto al Governo, poi
  gli Uffici decideranno sul da farsi.

   PRESIDENTE.  In ogni caso, comunque, le ho dato la  parola  perché
  lei me l'ha chiesta, per cortesia, ma è inammissibile l'emendamento
  e quindi lo cancelliamo.
   Si  passa  all'emendamento  2comm.75, del  Governo.  Lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   CANCELLERI. Presidente è bocciato  È chiaro che è bocciato

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. Rifacciamo la votazione.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Calderone e Mancuso.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 455/A

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   BARBAGALLO. Siamo in votazione

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.49 è ripresa alle ore 15.50)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  qualsiasi   rimostranza   nei
  confronti  è  legittima, ma non gridando. Io  do  la  parola,  come
  sapete,  a  chiunque, non sono stati contingentati i tempi,  non  è
  stato fatto niente, do la parola a chiunque anche, scusatemi se  ve
  lo  dico,  anche persino ad uno della maggioranza, così  come  l'ho
  data  ieri  a tutti i voi che me l'avete chiesta ininterrottamente.
  Per  cui,  se  c'è un deputato della maggioranza che mi  chiede  la
  parola, secondo me è sbagliato che parlino perché perdono tempo, ma
  se  mi chiedono la parola, io do la parola anche a loro, per cui vi
  chiedo,  con  grande  serenità,  appena  mi  sono  accorto  che  la
  votazione,  che  i  contrari  erano tanti,  ho  detto  rifaccio  la
  votazione ma, vi prego, non gridiamo
   Onorevole  Milazzo, non si può parlare così, metta il  ditino  sul
  microfono e parli.

   MILAZZO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire  poco
  fa  che,  di  solito, prassi vuole che lei chiede  il  parere  alla
  Commissione. La Commissione non aveva dato parere. Volevo dire solo
  questo  e  sono stato, praticamente, linciato. Siccome sono  quelli
  che  ogni volta fanno caso se la Commissione si esprime o meno,  lo
  volevo  fare  rilevare.  Quindi, se  lei  ci  usa  la  cortesia  di
  chiederci il parere, noi glielo diamo, o lo chiede al Governo.  Lei
  questo lo sa, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Trattandosi di un emendamento che si chiama  2comm.75,
  a  firma  del  Governo, come dire, mi sembrava che fosse  scontato.
  Chiediamo,  allora,  prima di votare, il parere della  Commissione?
  Sempre  lo  stesso, per quello per cui avete gridato,  pensavo  che
  almeno sapeste perché gridavate  L'emendamento 2comm.75.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2comm.75

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  dell'emendamento 2comm.75.
     Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          26
   Contrari            28
   Astenuti              0
                           (Non è approvato)

   Comunico l'emendamento 2comm.45, degli onorevoli Lupo ed altri,  è
  precluso.
   Io  chiederei, onorevole Turano, se vogliamo riuscire a  finire  i
  lavori  prima delle sei, perché io alle sei devo chiudere,  chiedo,
  anche da parte del Governo, di evitare confusione ed urla.
   Si passa all'emendamento 2comm.83 della Commissione.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti dal 2comm.2 al 2comm.80 sono tutti preclusi.
   Pongo  in votazione l'emendamento 2comm.81, della Commissione.  Il
  parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Invito la Commissione a spiegare l'emendamento.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, assessori, l'aumento del contributo
  straordinario serve per ripianare le passività che ha  la  società,
  altrimenti  dovrebbe  essere chiusa perché ha corroso  il  capitale
  sociale.
   Quindi,  siamo  senza  capitale,  deve  pagare  delle  note  degli
  avvocati  perché  ha perso una causa di 18 milioni e  novecentomila
  euro.
   Dal  mese  di  luglio di quest'anno, ci vorrebbero  intorno  a  27
  milioni. Questo è il pagamento della ricapitalizzazione per  pagare
  gli avvocati e le spese legali, altro non è.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2comm. 81

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  dell'emendamento 2comm.81.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            56
   Votanti             54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          27
   Contrari            27
   Astenuti              0
                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2comm.77, della Commissione. Il  parere
  del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2comm.77

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  dell'emendamento 2comm.77.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            56
   Votanti             52
   Maggioranza         27
   Favorevoli          25
   Contrari            27
   Astenuti              0
                           (Non è approvato)

   Comunico che sarà inserito il voto dell'assessore Falcone.
   Si   passa   all'emendamento  2comm.7,  a  firma  degli  onorevoli
  Sammartino e Cafeo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che l'emendamento 2comm.6 è assorbito.
   Si   passa   all'emendamento  2comm.76,  a  firma   dell'onorevole
  Cancelleri.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo arrivati  al
  momento  di  dovere discutere di questi famosi 5 milioni  di  euro.
  Adesso,  questo è il momento. Questo è un emendamento  che  abbiamo
  presentato, proprio per poterne anche parlare un attimo  prima.  Ce
  lo dovevamo aspettare che arrivavamo a questo punto, giusto?
   Ed  allora, anche se di queste somme ne farete quello che  volete,
  perché  noi  vedremo  di  riuscire a  votarlo  questo  emendamento,
  occorre  dire alcune cose. Bisogna chiarire quello che è  stato  di
  questi  5 milioni, dobbiamo chiarirlo, soprattutto a chi ci  guarda
  al di là delle telecamere.
   Le  mura di quest'Aula, ancora oggi, riecheggiano delle parole  di
  tutti  i  Capigruppo,  in  questa Aula,  fra  di  noi  70,  che  si
  sperticavano  in bellissime parole nei confronti di  quella  norma,
  del  comma  4,  dell'articolo  30  della  finanziaria  che  abbiamo
  approvato  ad aprile. Era il 29 aprile, erano le 18.30, e  qui,  su
  questo   scranno   si  sono  succeduti  tutti  i   Capigruppo   che
  dichiaravano la propria disponibilità a quell'emendamento,  a  quel
  comma  che  avevamo presentato. Quel comma che destinava 5  milioni
  alle  finalità dell'articolo 14, della legge n. 328 del 2000. Erano
  tutti  contenti, forse è stata l'unica norma di quella  finanziaria
  approvata all'unanimità vera, vera
   E  bisogna  dirlo  anche che cosa è successo.  Ci  sono  state  le
  dichiarazioni  in  Aula  di  tutti  quanti.  Voglio  passare,  così
  velocemente,  una pagina di condivisione, una norma che  inizia  un
  percorso mai avvenuto prima ma, voglio anche chiarire, e ricordare,
  le  parole  del  Presidente Musumeci, alla  fine  di  tutti  questi
  discorsi,  che disse che  esprimeva soddisfazione per il  risultato
  in quest'Aula, su un tema che è innanzitutto di civiltà.
   Ebbene, adesso, qui, ci troviamo a discutere di un comma di questo
  455,  di queste Variazioni di bilancio, per la quale, questa  norma
  proposta  dal Governo toglie 2 milioni e 600 euro da quei  pochi  5
  milioni. Li toglie. E se, secondo le parole del Presidente, mettere
  quei  5 milioni era  innanzitutto una cosa di civiltà , togliere  i
  soldi  che cosa è? Un'inciviltà, per ovvie ragioni. Ma non  è  solo
  questo  il problema. Quello che hanno dovuto affrontare i  disabili
  in questi mesi.
   Non  è  solo questo, perché in questo disegno di legge  che  avete
  presentato  c'è stato il 27, il primo attentato, avete  tentato  di
  togliere 20 milioni dal fondo per la disabilità. Noi, poi,  abbiamo
  protestato, le associazioni hanno protestato e vi siete  rimangiati
  tutto.
   Che  cosa  era  quello, un tentativo di che cosa, di  togliere  20
  milioni ai disabili?
   E  va bene, ma già i disabili gravi li state facendo soffrire,  li
  state facendo soffrire con ritardi abominevoli, perché ancora  oggi
  aspettano,  settembre, ottobre, novembre, non sono ritardi   Questi
  sono  tempi  biblici, anzi sono ere geologiche e per chi  ha  delle
  esigenze,   come  i  disabili  gravissimi  non  si  può  permettere
  un'attesa così lunga.
   E'  ignobile un'attesa così lunga  E questi sono gli attentati che
  gli  avete  fatto, così come le menzogne, perché avete detto  delle
  menzogne  e  questo  lo  dobbiamo dire ai  cittadini  e  ai  nostri
  colleghi che votarono quella norma, quella norma di civiltà, perché
  dove  sono i 40 milioni per i 35 mila disabili gravi di quest'isola
  che  avevate promesso e sbandierato ai quattro venti ed era  il  28
  aprile  ed  erano le 16.30, Assessore Razza quando  lei  dichiarava
  queste cose, e c'è qui nel resoconto d'Aula, ci sono anche i video.

   RAZZA, assessore per la salute. Meno male

   PASQUA.  E'  certo  Meno male  Però i 40 milioni i disabili  gravi
  non li hanno visti  E allora  Non riuscite a spendere i 2 milioni e
  quattro  di  quei cinque milioni  Non riuscite a dare i 40  milioni
  promessi  Non riuscite a fare quello che dovete fare  Fate una cosa
  sola intelligente, chiedete scusa e itivinni e case

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente anche  il
  Gruppo  del Pd esprime massima solidarietà a sostegno delle persone
  disabili,  quindi  tutto ciò che bisogna fare per  andare  incontro
  alle  loro  reali esigenze e io penso che questo Parlamento  ha  il
  dovere di farlo.
   Vorrei  richiamare  l'attenzione  anche  della  Presidenza   sulla
  formulazione     dell'emendamento,     perché     così     scritto,
  sostanzialmente,  si  riducono i fondi dai  piani  individuali  per
  incrementare  il  fondo  generale, non mi  pare  che  fosse  questa
  l'intenzione espressa.
   Perché  se  è  così, vorrà dire che si arriva a  questa  soluzione
  perché  ancora una volta i 2.600 mila euro stanziati  per  i  piani
  individuali  non  sono  stati  utilizzati,  così  come  era   stato
  stabilito  con  la  legge, quindi torniamo  all'argomento  di  ieri
  Presidente.
   Le  leggi che questo Parlamento approva, il Governo purtroppo  non
  riesce  ad  attuarle.  Ribadiamo la  nostra  disponibilità  ad  una
  verifica puntuale e periodica sull'attuazione delle leggi, affinché
  ciò non abbia a ripetersi.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2comm.76.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
   Onorevoli   colleghi,  comunque  vorrei  dire  che   l'emendamento
  2comm.80,  che  si riferisce alla stessa materia, è ritirato  dalla
  Commissione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2comm.76

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 2comm.76.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            59
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          28
   Contrari            29
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 2comm.82 della Commissione.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'Economia. Favorevole

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo che si ripropone
  in Aula un emendamento che riguarda l'Istituto Eurispes.
   Se  la  memoria  non mi inganna, aveva giustamente stralciato  dal
  testo iniziale la norma che si riferiva proprio all'Eurispes.
   Le norme stralciate non possono ripresentarsi in Aula.
   La  invito  a  fare  una  verifica e  a  dichiarare  inammissibile
  l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Quello  che avevo stralciato  era  una  nuova  spesa,
  questo è soltanto una variazione.
   Quello  lo  dovevo stralciare, l'hanno presentato così  non  posso
  stralciarlo e non posso non metterlo. In variazione di bilancio non
  posso mettere nuove spese ma variazioni di bilancio sì.
   Onorevole Lupo, posso fare ciò che mi è consentito fare.
   Questa  non  è  una  nuova  spesa e  quindi  la  devo  mettere  in
  votazione.
   Si passa all'emendamento 2Comm.82. Lo pongo in votazione.

   LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

      Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2 comm.82

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2comm.82.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            59
   Votanti             58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          26
   Contrari            32
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   Assessore  Falcone, è stato presentato un emendamento 2comm.88,  mi
  pare che volesse intervenire sull'argomento.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e  la  mobilità.  Signor
  Presidente,  volevo  illustrare l'emendamento 2Comm88  che  riguarda
  l'IVA per quanto riguarda Trenitalia, il trasporto di Trenitalia.
   Da  quando la Regione ha avuto assegnato, attribuito il servizio di
  Trenitalia,  lo Stato ha attribuito in maniera consequenziale  anche
  il costo del servizio che è pari a 111.500 milioni di euro.
   Quando  avvenne questa delega, questa attribuzione di servizio  non
  vi era in campo la formula dello Split payment.
   Significa  che  l'IVA veniva trattenuta alla fonte  dalla  stazione
  appaltante, quindi dal contraente.
   Successivamente,  dopo due anni invece questo  sistema  dell'IVA  è
  stato  eliminato  per cui la Regione siciliana deve intervenire  per
  fare  fronte all'onere dell'IVA che ammonta al 10 per cento,  quindi
  undici milioni di euro l'anno.
   Nel  2017  c'era  stato già un ammanco di un paio  di  milioni  che
  abbiamo coperto nella finanziaria del 2018.
   Quest'anno  però comunque - per quanto è stato coperto  il  2017  e
  abbiamo  pagato  la prima trimestralità del 2018  e  la  seconda  -,
  mancano ancora quattro milioni e quattrocentomila euro.
   Stiamo  coprendo questo ammanco con un recupero che  abbiamo  fatto
  dagli  interessi sui mutui stipulati per quanto riguarda  l'edilizia
  residenziale pubblica.
   Nel  passato, la Regione siciliana era riuscita a mettere in  campo
  tutta  una  serie  di attività a sostegno dell'edilizia  abbattendo,
  dando un contributo sugli interessi.
   Ai tempi il tasso di interesse era molto alto.
   Successivamente  negli anni il tasso è stato rinegoziato  e  questo
  ha comportato un grosso recupero per la Regione.
   Oggi,  a distanza di tanti anni, abbiamo chiuso vari mutui e  oggi,
  a  distanza  di tanti anni siamo riusciti a fare decreti in  entrata
  per 4.512 milioni di euro.
   Con  questi  decreti in entrata stiamo riuscendo a  coprire  questo
  ammanco di IVA nei confronti di Trenitalia.
   Fra  l'altro, Presidente, avrei portato una relazione  tecnica  con
  la  quale  mettiamo  in campo, con la quale abbiamo  individuato  in
  maniera  precisa  e  puntuale tutti i decreti con  i  quali  abbiamo
  recuperato  queste  risorse. E da questo recupero stiamo  riuscendo,
  così,  a  poter  compensare l'ammanco dell'IVA,  senza  che  ci  sia
  un'ulteriore spesa di aggravamento per il bilancio regionale. Quindi
  da  un  lato  abbiamo  recuperato  i  soldi  dalla  riduzione  degli
  interessi  sull'edilizia  residenziale  economica;  dall'altro  lato
  questi  soldi che abbiamo recuperato li stiamo mettendo  per  pagare
  l'IVA  che  è  dovuta a Trenitalia. In mancanza di  questo,  se  non
  facessimo  questa variazione, purtroppo dovremmo andare a un  debito
  fuori bilancio nel 2019.
   Io   spero   che   l'Aula  non  voglia  ciò   e   voglia,   invece,
  favorevolmente apprezzare questa variazione di bilancio.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2comm.88.
   Se  il  voto  segreto  o il voto palese lo chiede  uno  allora  si
  capisce. Così per come gridate non si capisce nulla. Ora se non  me
  lo   diceva  il  Segretario  generale  io  già  stavo  mettendo  in
  votazione, senza dare conto a quello che mi avevate chiesto.  Credo
  sarebbe  scorretto sia per gli uni che per gli  altri.  Qual  è  la
  richiesta?

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2comm.88

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2comm.88.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          30
   Contrari            30
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2comm.47, dell'onorevole Lupo
  e altri.
   E'  arrivato  adesso un emendamento della Commissione  che  stiamo
  distribuendo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che il
  clima  d'Aula  si  stia infuocando e siccome  abbiamo  anche  delle
  responsabilità  importanti nei confronti  di  alcuni  stipendi  che
  rischiano di non essere pagati, io spero che continuino ad arrivare
  più  emendamenti di queste dimensioni e di questi  temi  senza  che
  siano  passati  dalle Commissioni di merito perché  ce  n'è  appena
  arrivato  uno  alla Commissione bilancio di 5 milioni  e  200  mila
  euro.
   Ieri  non  sono stati approvati temi importanti come la  copertura
  finanziaria  agli  interventi di somma  urgenza  e  senza  che  sia
  passata  dalle Commissioni di merito che in questo caso III  e  IV,
  arriviamo in Aula per impegnare questo tipo di somme.
   Noi  possiamo  continuare  per quel  che  ci  riguarda  tre  notti
  consecutive ma credo che la strada è quella sbagliata.

   PRESIDENTE. Rispetto all'intervento dell'onorevole Barbagallo,  la
  Commissione  o  il  Governo  vogliono  intervenire  o  mettiamo  in
  votazione?
   L'intervento dell'onorevole Barbagallo non posso che ammettere che
  è  un intervento assolutamente corretto. Arrivano emendamenti di  5
  milioni  su  una manovra complessiva di 20, senza che  siano  stati
  visti dalle Commissioni

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore.  In  Commissione
  non  c'era  perché  questo  l'abbiamo approvato  in  finanziaria  e
  abbiamo nelle more che sono arrivate delle procedure esecutive  per
  un  pignoramento nei confronti delle casse e abbiamo provveduto con
  la  bocciatura dell'emendamento che è stato fatto ieri sera, con la
  disponibilità che si sono create cerchiamo di coprire  le  falle  e
  ripristinare alcuni capitoli che sono stati eliminati  in  sede  di
  variazione,  cioè vittime antimafia, donne e quant'altro,  istituto
  contro  violenza,  quindi  abbiamo cercato  di  ripristinare  tanti
  capitoli che avevamo visto che c'erano delle lamentele.

   PRESIDENTE.  E  allora, scusatemi, io credo che  se  noi  vogliamo
  concludere  l'iter  di questa legge sarà il caso  che  non  potendo
  chiedere  pietà  alle opposizioni, la chiedo alla  maggioranza  nel
  senso  che  se  continuiamo a presentare emendamenti di  5  milioni
  senza che sono stati visti prima, per carità, se voi volete andiamo
  avanti  ma  credo  che noi non arriviamo alle  sei,  non  arriviamo
  neanche  alle  6  di domani per fare questa manovra.  Facciamo  una
  cosa, io chiedo una sospensione di cinque minuti per convocare  una
  Conferenza dei Capigruppo.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 20.06)

   La seduta è ripresa.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, mi pare che la sospensione  abbia
  portato il risultato di un lavoro che ha fatto la Commissione con i
  deputati, i Capigruppo, ed è stato presentato dalla Commissione  un
  sub emendamento ad un emendamento che porta il numero 2comm.90.
   Onorevole Barbagallo, questo emendamento è già un emendamento  del
  Governo presentato a questo disegno di legge.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, al comma 1 di questo emendamento si
  modifica  quello che si era detto prima sull'IRVO e si  assegna  al
  medesimo istituto un contributo straordinario di 3 milioni di  euro
  per  l'esercizio  finanziario 2018, a fronte del quale  trasferisce
  alla   Regione  beni  immobili  di  pari  importo.   Al   comma   2
  ripristiniamo  con  la lettera i) il fondo di  solidarietà  per  le
  vittime  di  richieste estorsive. Alla lettera h) si aggiunge  alla
  fine   per  le finalità di cui all'articolo 1 della legge regionale
  14 dicembre 1953, n. 65 è autorizzata la spesa di 1.700 migliaia di
  euro  per  la  copertura della missione 12,  programma  8   sussidi
  straordinari  ad istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza
  erette  in enti morali'. Il contributo è concesso alle IPAB il  cui
  conto consuntivo relativo all'esercizio 2017 rileva un disavanzo di
  amministrazione  ed è destinato al pagamento degli oneri  economici
  contrattuali arretrati al personale. Al comma 3, per l'anno 2018  è
  autorizzata la spesa di 3.099 migliaia di euro per l'erogazione  di
  contributi in favore dei comuni che non hanno potuto provvedere  al
  pagamento di almeno due mensilità dei dipendenti di ruolo alla data
  di  entrata  in vigore della presente legge, nonché dei  comuni  in
  dissesto  o  strutturalmente deficitari ai sensi dell'articolo  242
  del d.lgs n. 267/2000, ad esclusione del comune di cui al comma  1,
  lettera  e  bis).  I contributi sono assegnati in proporzione  alla
  popolazione  nonché al numero dei dipendenti di  ruolo  di  ciascun
  Comune  e sono ripartiti, previa istanza motivata del sindaco,  con
  provvedimento del Dipartimento regionale delle autonomie locali  in
  base  all'ordine cronologico di presentazione e fino ad esaurimento
  delle  risorse.  Al  comma 4, il contributo di cui  all'articolo  9
  della  legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, come determinato  dalla
  Conferenza   Regioni-autonomie  locali,  è   destinato   anche   al
  rafforzamento   della   rappresentanza   unitaria    delle    Città
  Metropolitane  e  dei  Liberi  Consorzi  comunali.  Al   comma   5,
  all'articolo 9, comma 12 della legge regionale 9 maggio 2018, n.  8
  e  successive  modifiche  ed integrazioni è  aggiunto  il  seguente
  periodo:  Le Aziende sanitarie provinciali destinano la somma di  5
  mila  migliaia di euro, nell'ambito dei risparmi di cui al presente
  comma   dell'esercizio  finanziario  2018,  al  finanziamento   dei
  programmi  di assistenza effettuati dalle Istituzioni Pubbliche  di
  Assistenza   e   Beneficienza  (IPAB),  in  favore   dei   soggetti
  individuati  nel  presente  articolo, nel  rispetto  delle  vigenti
  disposizioni  di settore . Al comma 6, ai maggiori oneri  derivanti
  dal  presente articolo, quantificati in 8.299 migliaia di euro,  si
  provvede con le risorse derivanti dalla soppressione della  lettera
  y) del comma 1, dell'emendamento 2.comm.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  come  conseguenza di questa  approvazione,  tutti  gli
  altri emendamenti vengono dichiarati decaduti.

   PRESIDENTE. Quindi, gli emendamenti 2comm.47, di pag.  17,  quelli
  di  pagina  19, 21, 23, 25, 27 sono ritirati. A pag. 29 è  ritirato
  l'emendamento   2comm.78,  mentre  si  deve  votare   l'emendamento
  2comm.87 che è un emendamento tecnico. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  2.comm.86,  anche  questo  di  natura
  tecnica. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'altro è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.comm,  così  come  è  stato
  modificato. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
                    Modifica e abrogazioni di norme

   1.  All'articolo 3, comma 2 bis, della legge regionale  15  maggio
  2013, n. 9 dopo le parole  spese di investimento  sono aggiunte  le
  parole  nonché alla dismissione dei contratti derivati .
   2.  All'articolo 27, comma 1, della legge regionale 8 maggio 2018,
  n.  8,  dopo  la  parola  discendenti  le parole   dal  contenzioso
  relativo alle  sono soppresse ed è aggiunta la parola  dalle .
   3.  Alla  legge  regionale 31 agosto 1998, n. 14,  è  aggiunto  il
  seguente articolo:

                              Art. 10 bis.
                          Erogazioni liberali

   1.  Le erogazioni liberali effettuate da enti, aziende, società  e
  privati  cittadini  a  seguito di eventi  calamitosi  accaduti  sul
  territorio della Regione sono destinate alle attività di assistenza
  a  favore  della  popolazione vulnerata  e  alla  realizzazione  di
  interventi  emergenziali  per consentire  un  rapido  rientro  alle
  condizioni di normalità.
   2.  Le erogazioni liberali sono introitate in apposito capitolo di
  entrata  del  bilancio  della Regione e assegnate  al  Dipartimento
  regionale  della protezione civile con provvedimento del Ragioniere
  generale. .
   4.  Al comma 1 dell'articolo 64 della legge regionale 8 maggio 18,
  n.  8,  le  parole  con decorrenza 1 gennaio 2019  sono  sostituite
  dalle parole  con decorrenza 1 luglio 2019 .
   5.  Al fine di scongiurare la cessazione delle attività del Centro
  regionale  Helen  Keller, di seguito denominato   Centro ,  per  il
  triennio 2017-2019 il contributo di cui all'articolo 1 della  legge
  regionale  n. 4/2001 è prioritariamente destinato al ripiano  delle
  sofferenze  gestionali  del  Centro con riferimento  al  precedente
  quinquennio.
   6.  Il  Centro  è  onerato di rendicontare ogni singola  annualità
  contributiva  del  predetto triennio dando  puntuale  contezza  del
  ripiano  di  cui  al  comma  5, esibendo  i  conseguenti  documenti
  contabili a consuntivo.
   7.  A  decorrere dal 2021, con riferimento al contributo stanziato
  per  l'anno 2020, si applica la disciplina preesistente di cui agli
  articoli  1,  2 e 8 della legge regionale n. 4/2001,  in  combinato
  disposto  con  l'articolo 128 della legge regionale  n.  11/2010  e
  s.m.i..
   8.  Qualora il Centro definisca in periodo antecedente il  ripiano
  di  cui  al  comma  5, con eguale termine trovano  applicazione  le
  procedure di cui al comma 7.
   9.  Al  comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale n.  13/2015,
  dopo  le  parole   normativa vigente  aggiungere le  parole   salvo
  l'obbligo di adeguare le norme di attuazione dei suddetti strumenti
  urbanistici  ai contenuti della presente legge, per  le  parti  che
  dovessero risultare con essi contrastanti. .
   10. All'articolo 3 della legge regionale n. 13/2015 aggiungere  il
  seguente comma:
    5  bis.  Nel  caso  in  cui l'amministrazione  non  abbia  ancora
  adottato  lo  studio di dettaglio previsto dal  comma  1,  relativo
  all'intero  centro storico, è data facoltà al soggetto che  intende
  effettuare  interventi  in conformità ai contenuti  della  presente
  legge  di proporre uno studio di dettaglio stralcio relativo ad  un
  comparto territoriale, costituito da una o più unità edilizie,  con
  l'obbligo  del  comune  di  attivare il procedimento  previsto  dal
  medesimo comma 1. .

   Gli emendamenti 5.13 e 5.14 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  all'articolo 5 il Governo  ha  presentato  un
  emendamento  tecnico, che risolve il problema della stabilizzazione
  del   personale  delle  ASI.  In  buona  sostanza,  con  la   legge
  finanziaria,  la  legge di stabilità dell'8/05/2018,  al  comma  13
  dell'articolo  26, è stato previsto che il personale  della  ASI  -
  chiaramente  si  tratta di un mero refuso -  possa  transitare  nei
  ruoli  dell'IRSAP. E' di tutta evidenza che il personale che non  è
  di  ruolo, perché appunto precario, e non può transitare nei  ruoli
  dell'IRSAP. Con l'emendamento presentato si sostituisce  la  parola
   nei  ruoli  dell'IRSAP , con la parola  all'IRSAP,  mantenendo  la
  tipologia  contrattuale .  E'  un fatto  tecnico  che  permette  la
  stabilizzazione del personale.

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento A27.  Il
  parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  5.6  che  è  lo  stesso  del  5.7.  E'
  l'emendamento che riguarda i PIP. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   All'emendamento 5.6 appone la firma l'intera Commissione.
   Con  la modifica dell'approvazione dell'emendamento 5.6, pongo  in
  votazione  l'articolo  5.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
                 Variazioni al bilancio della Regione

   1.  Nello  stato di previsione dell'entrata e della spesa  per  il
  triennio  2018-2020  sono  introdotte le  variazioni  di  cui  alla
  annesse tabelle  A  e  B , comprensive delle variazioni discendenti
  dall'applicazione delle disposizioni della presente legge».

   Essendo stati ritirati tutti gli emendamenti ritirati, lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla  votazione dell'articolo 1, così  come  era  stato
  emendato.

   LUPO. Chiedo di parlare sull'articolo 1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, una precisazione  che
  riguarda il comma 6 bis dell'articolo 1.
   Io  credo  che sia opportuno meglio specificare, nelle more  della
  definizione  delle procedure di stabilizzazione, che i rapporti  di
  lavoro in essere sono prorogati, perché lo diamo per sottointeso ma
  per  evitare  poi  disguidi in fase di applicazione  da  parte  dei
  Comuni, anche per esperienza, anche sua, sia opportuno precisarlo.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, ci vuole un emendamento. Lo presenti.

   LUPO.  Inviterei a formalizzare un emendamento al Governo da parte
  mia, tramite gli Uffici.

   PRESIDENTE. Predisponiamo questo emendamento.

   TRIZZINO. Signor Presidente, noi l'emendamento 5.15, che  sopprime
  il comma 9 dell'articolo 5, non lo ritiriamo.

   PRESIDENTE. E' già ritirato. E' una discussione fuori luogo.

   TRIZZINO. Signor Presidente, l'emendamento lo può ritirare chi  lo
  firma ed è firmato dall'onorevole Cancelleri.

   PRESIDENTE. Abbiamo già votato l'articolo 5.

   CANCELLERI. Chi l'ha ritirato?

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato  dall'onorevole  Lupo
  l'emendamento 1.49 che recita:  nelle more della definizione  delle
  procedure di stabilizzazione, gli enti sono autorizzati a prorogare
  i rapporti di lavoro .
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  è  in  distribuzione  l'emendamento   117.1,
  presentato ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di  legge n.
                            455  Variazione
   al bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
                           finanziario 2018
            e per il triennio 2018-2020 disposizioni varie

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge n. 455  Variazione al bilancio di  previsione
  della  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2018 e per  il
  triennio 2018-2020 disposizioni varie .
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Onorevoli  colleghi,  non hanno votato alcuni  colleghi,  pertanto
  procediamo  di  nuovo alla votazione, chiediamo la  riprova  perché
  qualche collega non è stato messo nelle condizioni di votare.

     (Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   Ci  sono  delle irregolarità nella votazione, pertanto si  procede
  nuovamente alla votazione finale del disegno di legge n. 455/A.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione

   Presenti          59
   Votanti            51
   Maggioranza        26
   Favorevoli         31
   Contrari           20
   Astenuti            6

                         (L'Assemblea approva)


   Onorevoli   colleghi,  la  seduta  sarà  convocata   la   prossima
  settimana. (*)

                   La seduta è tolta alle ore 20.26

  (*)  Si  riporta  di  seguito  l'ordine  del  giorno  della  seduta
  successiva,  pubblicato  sul  sito  web  dell'Assemblea   regionale
  siciliana www.ars.sicilia.it

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        VII SESSIONE ORDINARIA


                          89a SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 18 dicembre 2018 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI
  II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Norme per l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e spazi
         verdi da parte delle amministrazioni comunali siciliane  (n. 20/A)
         (Seguito)

                Relatore: on. Savarino

       2)   Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
         cooperative di comunità nel territorio siciliano  (n. 113/A)
         (Seguito)

                Relatore: on. Foti

       3)   Norme finalizzate alla realizzazione di parcheggi e alla
         decongestione dei centri urbani  (n. 119/A) (Seguito)

                Relatore: on. Lo Curto

       4)  Interpretazione autentica dell'articolo 3 della legge regionale
         24 febbraio 2000, n. 6  (n. 413/A)

                Relatore: on. Sammartino

    III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

      - Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
       sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
       23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni  (n.
       336/A)

    IV -DISCUSSIONE DEL  BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
       PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017

                Relatore: on. Savona