Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.06
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione sul provvedimento riguardante i debiti fuori
bilancio
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, su incarico e comunicazione
dell'Assessore per l'economia, comunico all'Aula che sono spirati i
sessanta giorni necessari per rendere esecutivo il provvedimento
che riguarda i debiti fuori bilancio.
Fermo restando che l'Aula potrà eventualmente determinarsi nel
merito è stata data, in pari data odierna, esecutività alla
procedura e si può, a questo punto, andare avanti con la
valutazione e l'approvazione del relativo bilancio consolidato.
PRESIDENTE. Approfitto della presenza dell'Assessore Lagalla per
chiedergli se ci può dare qualche informazione, giusto per poter
fare un ordine dei lavori, da qui a fine anno, più corretto. Oggi è
stata approvata in Giunta la finanziaria?
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Sì. La Giunta regionale di Governo ha appena approvato il testo ed
i contenuti - leggo testualmente - del disegno di legge sul
bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio 2019-
2021, insieme alle disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2019 - legge di stabilità regionale.
PRESIDENTE. Lei, Assessore, sa, più o meno, quando potranno
arrivare qui in Assemblea?
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
La previsione dell'onorevole Presidente e dell'Assessore per
l'economia è che i documenti possano essere trasferiti a
quest'Assemblea nella giornata di giovedì.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, assistiamo
alla irrituale comunicazione da parte dell'Assessore - non me ne
voglia l'Assessore Lagalla, peraltro è un collega alla pubblica
istruzione - di comunicazioni per conto del Governo o meglio
dell'Assessore per l'economia.
Non ricordo che ciò sia mai accaduto, francamente lo trovo molto
singolare. Non so per quali ragioni il Governo, nella persona
dell'Assessore Armao non è presente in Aula, ma ne chiederei la
presenza perché stiamo parlando di documenti che sono di stretta
competenza dell'Assessore.
Con riferimento alla prima comunicazione, che io ricordi è la
prima volta che prendiamo atto di tale procedura a proposito dei
debiti fuori bilancio. Ciò rappresenta anche, se non ricordo male -
chiedo agli uffici - un precedente significativo per l'Assemblea.
PRESIDENTE. Siccome oggi non è all'ordine del giorno una
discussione né sui debiti fuori bilancio né sulla finanziaria, ma
abbiamo un altro ordine del giorno, l'Assessore ha voluto fare una
comunicazione che noi abbiamo ascoltato attentamente e, poi,
immagino che l'Assessore per l'economia sarà presente, quando
cominceremo a parlare di questi argomenti.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, per precisazione, il Vicepresidente della
Regione, Assessore per l'economia, si è premurato di delegarmi
questa comunicazione, pregandomi di renderla all'Aula, perché è
attualmente impegnato in un incontro, insieme al Presidente della
Regione, con le organizzazioni sindacali. Sarà, quindi, poi, sua
cura, evidentemente, rispondere in termini di approfondimento
tecnico eventuale, a richiesta di informazioni da parte dell'Aula;
ma, trattasi, al momento, di semplice comunicazione.
Sull'ordine dei lavori
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, quello
che ho in mano è il Regolamento dell'Assemblea regionale siciliana,
Regolamento che è stato, di fatto, stuprato durante l'ultima
votazione delle Variazioni di bilancio. L'articolo 133 recita:
Quando si verifichino irregolarità, il Presidente, apprezzate le
circostanze, può annullare la votazione e disporre che si ripeta.
Lei, signor Presidente, non era presente. Le assicuro, però, che
quello che è avvenuto in Aula, è un atto che non deve o non dovrà
mai più succedere all'interno di quest'Aula.
Il Presidente Di Mauro, il suo vice, non accertate le irregolarità
ma, semplicemente, accertato un voto contrario a quello che la sua
maggioranza riteneva non regolare, ha fatto rivotare l'Aula che si
era già espressa con voto palese.
Quello che è successo, signor Presidente, noi abbiamo provato a
divulgarlo ed è venuta fuori un'immagine di quest'Assemblea, di
questa Regione e di noi deputati e della nostra Sicilia, pessima.
Abbiamo lanciato un bruttissimo segnale all'intera Italia. Milioni
di visualizzazioni di un video, che riprendeva il voto finché la
legge non veniva approvata.
Questo Regolamento, signor Presidente, è la prima cosa che,
personalmente, ho studiato, quando sono diventato deputato di
quest'Assemblea ed è la prima cosa che le chiedo di rispettare e
tutelare affinché i lavori di quest'Aula ed i lavori di questa
Regione possano andare avanti in maniera seria e concreta.
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per
l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e spazi verdi da parte
delle amministrazioni comunali siciliane» (20/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Norme per l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e spazi verdi
da parte delle amministrazioni comunali siciliane» (n. 20/A), posto
al numero 1).
BARBAGALLO. Dobbiamo fare quello sulle aiuole?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo questo periodo finale
dell'anno, abbiamo da fare, certamente, la finanziaria. Fino a che
la finanziaria non arriva in questo Parlamento, all'Assemblea,
dobbiamo, spero che vogliate continuare a lavorare sulle cose che
c'erano precedentemente. Questo è un disegno di legge che è stato
presentato dai nostri colleghi deputati e che va esaminato,
dopodiché non capisco questo improvviso motivo di stupore perché
stiamo cercando di esaminare un disegno di legge. Se voi volete
aspettare la Finanziaria, se volete ci vediamo l'anno prossimo ed
andiamo tutti in vacanza di Natale. Secondo me, non è così che
bisogna fare, bisogna continuare a lavorare. Ci sono delle leggi da
portare avanti e, per quanto mi riguarda, il mio compito è portarle
avanti.
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine di lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, noi abbiamo iscritto all'ordine del
giorno, al punto III, Votazione finale del disegno di legge n. 336
Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio, ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a), decreto legislativo n.
118/2011' .
Vorrei capire che fine ha fatto questo disegno di legge. Siccome è
iscritto all'ordine del giorno dell'Aula, chiedo che venga messo ai
voti, perché per il voto finale è già incardinato, per il voto
finale ed è all'ordine del giorno. Non ho capito, pertanto, la
comunicazione che ha fatto il Governo. Chiedo all'Assessore per
l'economia di venire per meglio motivarla. Al di là della
comunicazione che garbatamente, ha reso l'assessore Lagalla, ma
credo che, essendo la prima volta - che io ricordi - che ciò
accade, il tema meriti un'attenzione seria anche da parte della
Presidenza che lei rappresenta.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, la cosa merita tanta attenzione e
stiamo ovviamente provvedendo cercando di capire qual è
l'intenzione del Governo, intanto andiamo avanti. Appena
arriveranno le informazioni su quello che il Governo vuole fare, le
comunicheremo e vedremo come continuare l'ordine. Però, per adesso
io ritengo che si debba andare avanti con l'ordine del giorno.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
su una questione che riguarda la pubblicazione della Gazzetta
Ufficiale, mi rivolgo a lei, Presidente, e anche al Segretario
Generale perché bisogna verificare se è stato corretto l'iter
procedurale della trascrizione dell'emendamento 5.6 che noi abbiamo
approvato in tema di Variazioni di bilancio che riguarda i Pip,
perché c'è un problema, forse è stato scambiato l'emendamento, per
cui l'asse temporale si sposta nuovamente a luglio mentre noi
avevamo chiesto che i termini della fase istruttoria dovevano
essere fatti entro il 28 marzo.
Quindi, Presidente e Segretario generale, la prego di approfondire
questo tema perché eventualmente bisogna modificare e fare una
errata corrige della Gazzetta Ufficiale per provvedere alla
legittima votazione che noi abbiamo effettuato.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, gli Uffici hanno chiesto di portare
l'emendamento per capire se è stato corretto quello che è stato
fatto; se ci dovessero essere delle cose che non vanno chiederemo
la rettifica, non si preoccupi.
TAMAJO. Volevo ribadire che è stato approvato l'emendamento, lo
ricordo perfettamente, 5.6 che era l'emendamento che avevamo
proposto noi concertato con i sindacati, per cui Presidente non
possiamo sbagliare da questo punto di vista.
PRESIDENTE. Fatemi vedere materialmente l'emendamento, se dovesse
essere così non ci sarebbe nessun problema a chiedere la rettifica.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto una
precisazione sul quel voto relativo alle Variazioni di bilancio.
Io credo che più volte è accaduto che qualche deputato possa aver
chiesto di rivotare perché, magari, semplicemente non risultava che
quel voto era stato espresso, per cui di fronte ad una richiesta di
un deputato, il Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Di Mauro, ha
giustamente chiesto che venisse fatto di nuovo il voto, perché se
non ricordo male c'era stata la richiesta da parte di più
parlamentari che effettivamente, semplicemente il pulsante non era
stato pigiato.
Per cui, dico, al di là delle sterili polemiche, tra l'altro
stiamo parlando delle risorse finanziarie da erogarsi per pagare
gli stipendi, solo di questo stiamo parlando, quindi se c'è qualche
movimento che ritiene che gli stipendi non dovessero essere pagati
per i mesi di novembre e di dicembre e che ci sono dei dipendenti
che non hanno diritto a farsi il Natale come tutti gli altri, quel
Movimento, in questo caso mi pare di capire il Movimento Cinque
Stelle, è padrone di farlo assumendosene le responsabilità.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Per quanto riguarda invece un aspetto legato alla pubblicazione in
Gazzetta, Presidente, io credo che ci sia stato un mero errore sul
quale bisogna intervenire con una errata corrige perché in quella
seduta, in tarda serata, in cui abbiamo votato le Variazioni di
bilancio, l'emendamento prevedeva - mi sembra il 5.6 - che venivano
dati 60 giorni all'Amministrazione per istruire le pratiche e
subito dopo quei 60 giorni potevano avviarsi le procedure per il
passaggio in Resais.
Ora, il ritornare al 1 di luglio non mi sembra che era scritto da
nessuna parte rispetto agli emendamenti che sono stati presentati
in Aula. Quindi, io chiedo che si vada a verificare
quell'emendamento 5.6, che - ricordo perfettamente - prevedeva che
dopo tre giorni dall'entrata in vigore della legge si poteva
procedere con l'invio degli elenchi degli operatori inseriti
all'interno del bacino ex PIP.
Si fa, quindi, semplicemente questa modifica per mettere a tacere
polemiche e si rettifica e si pone rimedio ad un problema che,
effettivamente, è stato creato per mera distrazione.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, considerato che non è presente
l'Assessore al ramo sul disegno di legge della mia Commissione, le
chiederei - se fosse possibile - anticipare la discussione del
disegno di legge posto al numero 2) Norme per la promozione, il
sostegno e lo sviluppo delle cooperative di comunità nel territorio
siciliano (n. 113/A).
Vista la presenza dell'Assessore Turano e del Presidente della III
Commissione, onorevole Ragusa, potremmo invertire i punti
all'ordine del giorno e procedere col secondo punto.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, sta chiedendo di posticipare il
punto 1) e proseguire; manca l'Assessore è questa la motivazione.
BARBAGALLO. L'Assessore alle aiuole chi è?
PRESIDENTE. L'Assessore per il territorio e l'ambiente.
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
La richiesta dell'onorevole Savarino è quella di posticipare la
trattazione del disegno di legge Norme per l'affidamento in
'Adozione' delle aiuole e spazi verdi da parte delle
amministrazioni comunali siciliane (n. 20/A), posto al numero 1)
del punto II all'ordine del giorno.
Sulla proposta dell'onorevole Savarino invito ad intervenire un
oratore a favore ed uno contro.
Ribadisco la richiesta dell'onorevole Savarino, relatore e
presidente della Commissione, di posticipare questa trattazione.
Rispetto a questa proposta parla uno a favore e uno contro.
BARBAGALLO. Rinunciamo ad intervenire.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di posticipare il
disegno di legge n. 20/A.
Chi è favorevole alla trattazione del disegno di legge n. 20/A
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvata)
Onorevole Savarino, si deve passare alla discussione del disegno
di legge n. 20/A.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, non si tratta di un capriccio, manca l'Assessore al
ramo per dare pareri del Governo sugli emendamenti presentati; è un
motivo formale.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 20/A
PRESIDENTE. Abbiamo esaminato gli articoli 1, 2 e 3 del disegno di
legge che sono stati approvati. L'articolo 4 è stato bocciato.
Si riprende dalla trattazione dell'articolo 5.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Catalfamo ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, io ritengo di poter riprendere
l'intervento fatto dall'onorevole Presidente, onorevole Savarino,
la quale fa una richiesta specifica di passare al disegno di legge
successivo perché in questo istante non è presente l'Assessore.
BARBAGALLO. L'abbiamo votata la richiesta Questo dura due minuti
(Proteste in Aula)
RAGUSA. Anche perché abbiamo l'opportunità di avere qui
l'Assessore al ramo e, quindi, mi pare veramente antitetico e
inopportuno andare avanti sul disegno di legge. Tra l'altro, manca
l'Assessore al ramo e ritengo superato questo momento perché se
l'Aula veramente ha voglia di lavorare può approfittare della
circostanza che c'è un disegno di legge già pronto e c'è la III
Commissione pronta ad intraprendere il lavoro sulla cooperativa di
comunità.
PRESIDENTE. Presidente Savarino, è il caso di continuare questo
disegno di legge o chiediamo il rinvio? Noi abbiamo votato per la
trattazione e mi pare che il voto è stato quasi unanime per
continuare la trattazione. Lei ritiene che questo disegno di legge
si debba inviare in Commissione per un approfondimento?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, le stavo proprio chiedendo, siccome a maggior ragione
manca l'Assessore al ramo, sugli emendamenti io non conosco
l'opinione del Governo, quindi riterrei di portare in Commissione
il disegno di legge, esaminare gli emendamenti con il Governo anche
in Commissione e poi tornare con un esame più approfondito sugli
emendamenti che restano.
PRESIDENTE. C'è la proposta del relatore di riportare il disegno
di legge in Commissione.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvata)
Onorevoli colleghi, devo sospendere due minuti perché vorrei
aggiornarmi sull'iter del disegno di legge perché poc'anzi, mi
ricordava un collega, che all'articolo 4, che era stato bocciato,
c'era una rivisitazione in ordine alla prosecuzione di questo
disegno di legge. Mi è stato detto poco fa che l'articolo 4 era
importante e determinante per la prosecuzione. Voglio, con gli
Uffici, fare un approfondimento.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.27, è ripresa alle 16.28)
La seduta è ripresa.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 20/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli Uffici mi dicono che rispetto
all'articolo 4, che è stato bocciato, sono stati presentati degli
emendamenti che hanno sistemato, se l'Aula è d'accordo, il disegno
di legge. Quindi, noi possiamo proseguire.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Elenchi
1. Presso il settore urbanistica degli enti locali è possibile
consultare gli elenchi delle aree a verde pubblico disponibili per
la sola manutenzione e delle nuove aree da destinare a verde
pubblico da sistemare e sulle quali realizzare la manutenzione. E',
inoltre, messo a disposizione degli adottanti per la consultazione
l'elenco delle specie botaniche.
2. Gli elenchi di cui al comma 1 non sono tassativi. Il soggetto
interessato può proporre l'adozione di aree destinate a verde non
comprese nei suddetti elenchi, così come può utilizzare ulteriori
specie botaniche rispetto a quelle indicate nell'elenco. In caso di
affidamento di aree verdi da piantumare con nuove specie arboree,
la piantumazione è subordinata alla presentazione di un progetto
redatto da un esperto botanico ovvero agronomo da allegare al
disciplinare di cui all'articolo 2.
3. L'affidatario del verde pubblico può, ai sensi del comma 2,
provvedere alla creazione dei cosiddetti orti condivisi con le
modalità previste dalla normativa vigente».
Si procede all'esame dell'emendamento 5.4, a firma dell'onorevole
Lupo.
Onorevole Lupo, lo mantiene?
LUPO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 5.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 5.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 42
Votanti 28
Maggioranza 15
Favorevoli 28
Contrari 0
Astenuti 0
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti per
alcune verifiche sulla procedibilità.
(La seduta, sospesa alle ore 16.30, è ripresa alle ore 16.34)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, possiamo riprendere perché la
bocciatura, prima dell'articolo 4, e poi dell'articolo 5, non
determina sconvolgimenti rispetto al disegno di legge. Del resto si
trattava di un elenco delle aree, che poi fra l'altro al comma 2
c'era scritto gli elenchi di cui al comma 1 non sono tassativi .
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Programma di manutenzione
1. Gli adottanti sono tenuti al rispetto di un programma di
manutenzione secondo quanto stabilito nella convenzione e nel
disciplinare di cui all'articolo 2 redatto dall'ufficio
incaricato della gestione del verde pubblico o del decoro
urbano. Tale programma può essere adattato e differenziato a
seconda delle necessità delle aree e può essere integrato.
2. Nell'ipotesi in cui più soggetti richiedano l'adozione
della medesima area e nel caso di aree di grande estensione, il
comune può provvedere all'assegnazione mediante apposito bando
pubblico indicante, tra l'altro, gli elementi della convenzione
che ne disciplina l'uso e la manutenzione.
3. L'area a verde oggetto di adozione è conservata e
mantenuta con la massima diligenza, evitando di arrecare danni
alle alberature ed alle strutture già esistenti.
4. Gli interventi di potatura degli alberi, abbattimento di
alberi morti ed eventuale loro sostituzione sono effettuati
dall'adottante a sue cure e spese, previa comunicazione ai
competenti uffici comunali.
5. Il soggetto adottante consente l'effettuazione di
interventi di sistemazione di impianti o servizi a cura del
comune, di società a partecipazione comunale o di altri enti
interessati a lavori di interesse pubblico. Gli stessi
provvedono, a conclusione degli interventi, al ripristino dei
luoghi interessati.
6. Al momento della consegna dell'area, è redatto apposito
verbale di consegna con dettagliata descrizione dello stato dei
luoghi.»
Onorevoli colleghi, all'articolo 6 sono stati presentati una
serie di emendamenti soppressivi. Si passa all'emendamento 6.7
a firma dell'onorevole Lupo. Lo mantiene?
LUPO. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.7, a firma
dell'onorevole Lupo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, abbiamo soppresso l'articolo 6. A questo
punto accantoniamo questo disegno di legge, non è il caso di
continuare. Il disegno di legge lo rinviamo in Commissione.
(Proteste in Aula)
È già bocciato il disegno di legge. Non c'è più. Vorrei
indurvi alla ragionevolezza rispetto a un disegno di legge che
non era una materia complessa, era una materia molto semplice
che - come la collega Savarino ha spiegato più volte - era
stato adottato dalla Commissione per un periodo in cui la
Commissione era in difficoltà a lavorare causa l'assenza
dell'Assessore per i rifiuti, che era l'uomo del Governo
delegato a trattare tutta la materia di cui ho detto pocanzi.
Allora la Commissione ha deciso di portare avanti questo
disegno di legge.
Sospenderei l'Aula qualche minuto, per ragionare su questo
disegno di legge, che già mi pare non abbia una importanza
determinante per l'Aula, affinchè possa essere accantonato.
La seduta è, pertanto, sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.37, è ripresa alle ore 16.45)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
per la seduta odierna gli onorevoli Amata e Caronia.
Comunico, altresì, che erroneamente, poc'anzi avevo indicato come
in congedo l'onorevole Antonio Catalfamo.
L'Assemblea ne prende atto.
Rimozione dall'ordine del giorno della seduta odierna del disegno
di legge Norme per l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e
spazi verdi da parte delle amministrazioni comunali siciliane (n.
20/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico all'Aula che la
soppressione degli articoli 4, 5 e 6 del disegno di legge n. 20/A,
in considerazione del loro contenuto comportano l'impossibilità di
procedere all'esame del testo che viene pertanto rimosso
dall'ordine del giorno.
Seguito della discussione del disegno di legge Norme per la
promozione, il sostegno e lo sviluppo delle cooperative di comunità
nel territorio siciliano (n. 113/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge n. 113/A Norme per la
promozione, il sostegno e lo sviluppo delle cooperative di comunità
nel territorio siciliano , posto al n. 2.
Sull'ordine dei lavori
SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente io volevo, prima di andare avanti,
dire che nella qualità di Presidente della Commissione sono tenuta
a sostenere in Aula i disegni di legge che la mia Commissione
approva, siano essi parlamentari che governativi.
E' successo così per il disegno di legge che abbiamo approvato che
era di iniziativa parlamentare dell'onorevole Lantieri che
addirittura ho difeso e sostenuto pure quando l'onorevole Lantieri
non era presente per motivi personali.
E' successo oggi col disegno di legge dell'onorevole Aricò che in
Commissione è stato approvato col voto di tutti e l'astensione
delle opposizioni. Né l'uno né l'altro sono disegni di legge di
riforma del sistema Sicilia perché sappiamo che sono altri i
disegni di legge importanti. E per fortuna la Commissione che
presiedo, e ringrazio i colleghi per il lavoro fatto tutti insieme,
chi più, chi meno, abbiamo anche approvato una legge di riforma
importante - di quaranta articoli - sul sistema dei rifiuti.
Ora, con questo non voglio dire che ci sono disegni di legge di
serie A o di serie B ma, certamente voglio dire ai colleghi,
onorevole Cancelleri, che non può essere motivo di derisione il
lavoro che altri hanno fatto, perché chiaramente quest'Aula e i
deputati che sono in quest'Aula sanno bene quali sono le priorità e
le cose più importanti per i siciliani, alcune di queste le abbiamo
già affrontate e altre le affronteremo, ma sappiamo pure che ci
possono essere sensibilità di alcuni colleghi parlamentari. Io,
per domani ho messo all'ordine del giorno il disegno di legge su
plastic free' che non rientra proprio nelle mie sensibilità, nelle
mie corde, - avendo già tra l'altro avuto segnalazioni di aziende
siciliane che rischiano di mandare a casa cinquecento padri di
famiglia - ma che io ho messo all'ordine del giorno e che domani
esamineremo.
Quindi, voglio dire, e torno, neanche questo cambierà le sorti,
questo disegno di legge del PD, e come anche quello dei grillini'
su plastic free', cambierà le sorti di questa Regione siciliana ma
h un disegno di legge di iniziativa parlamentare, che mi è stato
sottolineato all'attenzione, che io ho il dovere di esaminare
insieme ai colleghi.
Altre saranno le priorità e le sappiamo e quest'Aula mi auguro che
possa avere quel senso di responsabilità, che è nel ruolo, per dare
ai siciliani le risposte importanti che si aspettano, le risposte
alle grandi esigenze dei siciliani, come anche le piccole soluzioni
come il disegno di legge che ora stiamo andando a esaminare sulle
cooperative di comunità che non cambierà le sorti dell'economia
siciliana ma darà sicuramente una mano e un sostegno a parte dei
siciliani, per cui il nostro impegno al di là che non sia di
valore epocale, deve essere tutto e pieno, con serietà, serietà
che si richiede al ruolo che ognuno di noi rappresentiamo in
quest'Aula.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Su questo disegno di legge? Onorevole
Barbagallo, sì, non vorrei che si aprisse un dibattito però,
onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. No, no, Presidente, intanto la ringrazio di avermi
dato la parola. Io credo che bisogna centrare quello che è
accaduto. Il presidente Savarino, ha, come dire, inquadrato il
ruolo della IV Commissione, il ruolo del Presidente, i disegni di
legge che sono stati incardinati e, così come ci sono stati disegni
di legge di iniziativa governativa, ci sono naturalmente quelli di
iniziativa parlamentare, quindi, io credo che il ruolo del
Presidente della IV Commissione, come il ruolo degli altri
presidenti di Commissione sia quello di sostenere le attività di
merito di quella Commissione e questo è accaduto, signor
Presidente, in questo anno.
Sul disegno di legge della aiuole il Partito democratico, sin
dall'inizio e per questo ci siamo astenuti dalla votazione, ha
posto un problema più profondo che non è solo quello politico, a
cui lei ha fatto riferimento e lo abbiamo posto, questo per fare
chiarezza, anche nei confronti dell'Aula, lo abbiamo posto anche
agli Uffici, dicendo, affermando e sostenendo che questo disegno di
legge, che oggi lei non ha più ritenuto procedibile, signor
Presidente, vìoli il principio di sussidiarietà dei comuni
affermato con la legge costituzionale n. 3/2001.
Noi riteniamo - la prego di farmi finire l'intervento -che questo
disegno di legge vìoli competenze specifiche dei comuni perché
appartiene alla titolarità specifica dell'ente locale decidere o
meno se affidare l'aiuola
PRESIDENTE. L'argomento è già chiuso. Parliamo del nulla.
BARBAGALLO ad un privato e a quale settore o servizio del proprio
ente locale assegnare la pratica.
Certo non può essere l'Assemblea regionale a dire che deve essere
assegnato al settore urbanistica quando il sindaco, legittimamente,
lo può assegnare ad un settore verde pubblico' o quale che esso
sia.
Quindi, non è solo un'argomentazione di merito, ma è
un'argomentazione giuridica e saremo molto attenti, Presidente Di
Mauro, anche nel prosieguo della legislatura a tutelare competenze
dei comuni affinché queste non vengano violate.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'ordine del giorno abbiamo
questo disegno di legge che è il 113/A.
La discussione sul disegno di legge precedente è terminata -
onorevole Milazzo, la pregherei di non accentuare la polemica su un
disegno di legge in cui sia l'onorevole Savarino, sia anche
l'onorevole Barbagallo, hanno fatto delle precisazioni - ma non
esiste più questo disegno di legge L'onorevole Savarino ha voluto
fare delle precisazioni che mi sono sembrate anche corrette perché
ad un certo punto questo disegno di legge - che noi abbiamo
discusso - sembrava come se fosse il fiore all'occhiello
dell'attività dell'onorevole Savarino.
L'onorevole Savarino lo ha presentato, lo ha portato avanti in
qualità di relatore, ha fatto il suo dovere di parlamentare, ha
fatto, scusate, questa precisazione, ora invito l'Aula a proseguire
i lavori secondo l'ordine del giorno.
Volete intervenire sull'ordine dei lavori? Però, onorevole
Milazzo, ordine dei lavori vuol dire ordine dei lavori non vuol
dire continuare la polemica di un disegno di legge, e mi sembra
anche irriguardoso - nei confronti del Presidente e relatore della
IV Commissione, per essere chiari - insistere ancora su questo
argomento. C'è un limite a tutto.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, raccolgo il suo sfogo però ha
sbagliato indirizzo, a meno che non abbia la sfera di cristallo E
la ringrazio per il corso di formazione sull'ordine dei lavori. Ha
fatto bene perché io stavo facendo tutt'altro intervento.
E' sotto gli occhi di tutti, non sfuggirà a questa Presidenza che
l'Aula, in Aula non c'è sintonia su niente Mi sembra più che
opportuno, signor Presidente, senza entrare nel merito del disegno
di legge, convocare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, per riorganizzare l'ordine dei lavori e per mettere
ordine. Lei potrà determinarsi di andare avanti, ma lo spettacolo
che stiamo dando non mi sembra edificante, glielo dico, poi lei può
fare quello che vuole, io la sosterrò e cercherò di fare la mia
parte ma la ritengo necessaria per mettere ordine perché ogni
Gruppo parlamentare - ho capito - si sente in questo momento
autorizzato a portare avanti la propria questione. Seppur c'era un
vecchio calendario, ritengo che non è più attuale. Io penso questo,
signor Presidente.
CAPPELLO. Signor Presidente, posso intervenire?
PRESIDENTE. Un attimo.
Onorevole Milazzo, noi abbiamo un ordine del giorno, abbiamo
poc'anzi rimosso un disegno di legge e dovremmo proseguire, se lei
insiste, onorevole Milazzo, sulla proposta di convocare la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, non so su quale
tema fra l'altro, se lei insiste su un'ipotesi di rinvio della
seduta e formula una richiesta di rinviare l'Aula a giovedì alle
ore 16.00, il tempo perché il disegno di legge sulla finanziaria
arrivi agli uffici, gli uffici la inviino presso le Commissioni e
si incardina non so in quale giorno - comunque, giovedì potremmo
riunirci per capire se siamo in condizione di discuterlo - è una
proposta che, se lei la formula, verrà messa ai voti.
MILAZZO. Formulata.
PRESIDENTE. L'onorevole Milazzo ha formulato una proposta di
rinvio.
CAPPELLO. Avevo chiesto di parlare per alcune precisazioni, prima
del suo intervento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, colleghi, premesso che non ho ben
inteso quale sia la proposta dell'onorevole Milazzo, ma è ovvio che
il M5S, che è qui al completo in Aula, intende andare avanti
nell'ordine dei lavori ritenendo la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari in questo momento storico assolutamente
inopportuna.
Non so di cosa i capigruppo dovremmo discutere, tanto più che sono
più i capigruppo dell'opposizione che quelli della maggioranza.
Signor Presidente io ho ascoltato con molta attenzione ed
interesse le parole del Presidente della IV Commissione e volevo
rassicurarla dicendole che non c'è stato nessun atteggiamento
denigratorio da parte di nessuno nei confronti di questo disegno di
legge che è stato appena ritenuto improcedibile.
E' ovvio che spetta al Parlamento, e solo al Parlamento, stabilire
l'ordine delle priorità nella trattazione delle materie che ci
vengono sottoposte e ci ha stupito parecchio che la Commissione IV
anziché trattare immediatamente quel disegno di legge dal quale lei
si sente distante, che è il plastic free , che è un tema oggi così
attuale, che è quello della lotta ed allo smaltimento della
plastica, si impegni su un tema che, invece, è di natura
prettamente comunale. Ma, Presidente, questo lo abbiamo già
trattato ed è inutile ripeterlo.
Tuttavia, signor Presidente, ricordo soltanto a me stesso, che
qualcuno da questo scranno, quando si trattò del disegno di legge
della collega Ciancio sui revisori dei conti, ebbe la faccia tosta
di dire che quello era un disegno di legge stupido ed insulso.
Noi rimandammo al mittente queste affermazioni ed oggi non
tolleriamo da parte di nessuno, meno che meno dal presidente della
IV commissione, che ci venga a dire di aver tenuto noi del M5S un
atteggiamento denigratorio nei confronti di questo disegno di
legge.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Genovese, Cannata e Galluzzo.
L'Assemblea ne prende atto.
Proposta di rinvio dei lavori d'Aula
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una proposta dell'onorevole
Milazzo di rinvio dei lavori a giovedì 20 dicembre alle ore 16.00.
Su questa proposta potete intervenire per dichiararvi a favore o
contrari.
ARICO'. Chiedo di parlare a favore della proposta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Aricò che interviene
a favore della proposta dell'onorevole Milazzo di rinvio dei lavori
a giovedì prossimo alle ore 16.00
ARICO'. Signor Presidente, Assessore, colleghi, io naturalmente
sono a favore della proposta dell'onorevole Milazzo perché
l'andazzo di oggi in quest'Aula non è dei migliori.
Oggi non abbiamo dato un bello spettacolo, poi tutte le leggi sono
importanti e nessuna legge è indispensabile.
SAMMARTINO. Manca la volontà dell'Aula. Questo è lo sbaglio.
ARICO'. Non è un problema, non ha importanza. Stiamo dando
battaglia su un disegno di legge sul quale la IV Commissione ha
lavorato parecchio, sul quale la IV Commissione ha chiesto pure il
parere all'Associazione Nazionale Comuni d'Italia di dare i propri
emendamenti, che gli sono stati consegnati, sono stati approvati,
ed oggi mi viene a dire qualche collega che questo disegno di
legge è incostituzionale. Niente di più falso.
E se questa vuol essere una ripicca perché qualcuno - non io né
nessun altro del mio Gruppo parlamentare - sul disegno di legge
proposto dei revisori contabili - io ho detto in ogni mio
intervento, che rispettavo il lavoro della Commissione e di chi
aveva proposto il disegno di legge - deve essere una ripicca, non
lo possiamo accettare, perché questo è stato detto dal Capogruppo
del Movimento Cinque Stelle.
Ed allora, noi abbiamo un problema: la finanziaria nazionale che
non arriva, signor Presidente. La finanziaria nazionale, Governo
del Movimento Cinque Stelle, Presidente del Consiglio Conte, il
vice Presidente Di Maio, che ancora parlano dello 0,1, 0,2, 0,3.
La finanziaria regionale sta per essere esitata dalla Giunta
regionale di Governo. Noi abbiamo l'esigenza di fare lavorare, con
serenità, il Governo regionale, ma ci sono delle responsabilità a
livello nazionale, perché vorrei capire come dobbiamo fare la
finanziaria a livello regionale se non arriva quella nazionale,
signor Presidente.
Oggi è stata approvata la finanziaria regionale, per la prima
volta dopo anni, oggi la Giunta vara un testo di finanziaria nel
mese dicembre.
Ed allora, signor Presidente, se dobbiamo dare priorità a leggi
più importanti, così come la finanziaria regionale varata, propongo
di appoggiare la proposta dell'onorevole Milazzo, per far sì che si
possano rinviare i lavori e, vorrei, signor Presidente che, visto
il clima che si respira in Aula, possa essere una decisione che,
così come previsto dal Regolamento, sia anche una sua prerogativa
ed una scelta a farsi.
Signor Presidente, se questo deve diventare il luogo di scontro,
ricordiamoci sempre che ognuno di voi anzi, ognuno di noi, è membro
del più antico Parlamento d'Europa e questo spettacolo noi, forse,
non dovremmo darlo ai siciliani.
Signor Presidente, naturalmente, sono per dare priorità a disegni
di legge più importanti, come quello della finanziaria, approvato
dalla Giunta di Governo qualche ora fa.
Mi dispiace e sono mortificato, da parlamentare di quest'Aula, per
quello che è successo qui, qualche minuto fa, perché ore ed ore di
lavoro, della IV commissione, sono state buttate nel cestino dopo
che il presidente Savarino, insieme a tutti i membri della
Commissione, avevano lavorato con solerzia e impegno, ed avevano
fatto sì che venisse redatto un disegno di legge intelligente, che
potesse migliorare le condizioni delle autonomie locali,
considerato che oggi noi viviamo in città in cui manca il decoro
urbano, e volevamo che i cittadini si potessero sostituire, a loro
spese, alle inadempienze di alcune amministrazioni.
Cosa avevamo chiesto? Colleghi, cosa avevamo chiesto? Se non
questo Far sì che i cittadini si potessero sostituire, e voi ne
avete fatto una questione di guerriglia politica in quest'Aula.
Signor Presidente, spero che la sua esperienza possa dare e
trovare una soluzione ai lavori di oggi e delle successive
giornate.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la proposta
dell'onorevole Milazzo, che è quella di rinviare i lavori a giovedì
20 dicembre 2018, alle ore 16.00.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvata)
Seguito della discussione del disegno di legge Norme per la
promozione, il sostegno e lo sviluppo delle cooperative di comunità
nel territorio siciliano (n. 113/A)
PRESIDENTE. Invito i componenti la III Commissione a prendere
posto al banco delle Commissioni.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Finalità
1. La Regione, in attuazione dell'articolo 14 dello Statuto, al
fine di sostenere lo sviluppo economico, la coesione e la
solidarietà sociale nei territori e nelle aree urbane
particolarmente esposte a rischio spopolamento e a disagio sociale,
con la presente legge definisce i criteri ed i requisiti per il
riconoscimento delle Cooperative di comunità' al fine di
valorizzarne il ruolo».
Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati dall'onorevole
Milazzo gli emendamenti 1.1 e 1.2, soppressivi rispettivamente
dell'intero articolo e del comma 1. Onorevole Milazzo li mantiene?
MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
ho chiesto soltanto se si è svolta la discussione generale.
PRESIDENTE. Sì, Assessore, si è già svolta.
Pongo in votazione l'articolo 1. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Scopo mutualistico e oggetto
1. Sono cooperative di comunità' le società cooperative
costituite ai sensi degli articoli 2511 e ss. del codice civile e
iscritte all'albo delle cooperative di cui all'articolo 2512 cod.
civ. e all'articolo 223 sexiesdecies disp. att. cod. civ. che
valorizzando le competenze della popolazione residente, le
tradizioni culturali e le risorse territoriali, perseguono lo scopo
di soddisfare i bisogni della comunità locale migliorandone le
qualità sociali ed economiche di vita, attraverso lo svolgimento di
attività economiche per lo sviluppo sostenibile, come definito
dall'articolo 3 quater del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, finalizzate alla produzione di beni e servizi, al recupero di
beni ambientali e monumentali ed alla creazione di opportunità di
lavoro per la comunità stessa».
Comunico che all'articolo 2 è stato presentato l'emendamento
soppressivo 2.1, dell'onorevole Aricò, Lo mantiene?
ARICO'. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto
Si passa all'emendamento 2.2 a firma dell'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Ritiro gli emendamenti 2.2 e 2.3 a mia firma.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Scambio mutualistico e categorie di soci
1. Possono essere soci di una cooperativa di comunità' le persone
fisiche o giuridiche che abbiano la residenza, o il domicilio, o la
sede legale o effettiva nel territorio in cui è costituita la
cooperativa stessa. Tale requisito non è richiesto ai soci
sovventori.
2. La cooperativa di comunità' nel proprio atto costitutivo
stabilisce i requisiti per l'ammissione dei nuovi soci ai sensi
dell'art. 2525 e ss. del codice civile».
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, sull'articolo 3 non è indicato qual è il
parametro per la costituzione della cooperativa di comunità in
relazione al posto dove sorge. Voglio dire, ci sarà un parametro da
tenere in considerazione se il comune fa più o meno abitanti per
costituire una cooperativa di comunità, e credo che la Commissione
avrebbe dovuto indicarlo meglio. Così facendo la cooperativa di
comunità può nascere soltanto se una persona vuole istituire la
cooperativa stessa.
Siccome poi gli effetti dell'articolo 6 sono molto rilevanti,
allora vorrei che se ne definisse meglio il contenuto. Ma
sull'articolo 6, signor Presidente, mi riservo di intervenire
successivamente perché, secondo me, onestamente si riconosce, bontà
della Commissione, all'assessore per le attività produttive
protempore, una serie di poteri molto vasti.
Ripeto, sulla formulazione dell'articolo 3 non sono indicati i
parametri per la definizione dell'esistenza della cooperativa di
comunità, né per la soppressione in caso vengano meno i requisiti.
Però, voglio dire, poi il Parlamento è sovrano.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi dobbiamo
legiferare non con l'auspicio che qualcuno ponga rimedio a quello
che fa il Governo. Se il Governo pone una questione motivata,
l'Aula si ferma, la Commissione o il Governo stesso scrive un
emendamento e si supera il problema. Non è che il Governo parla,
noi ce ne freghiamo e andiamo avanti e vediamo come finisce .
Stiamo facendo una norma, quindi l'Aula ha l'obbligo di fermarsi,
o il Governo riscrive, o la Commissione pone rimedio e si richiama
alle osservazioni del Governo.
Non è che possiamo andare avanti così. E' vero che stiamo facendo
oggi quattro salti in padella , come norme di legge, però un poco
di criterio ci vuole. Ci si ferma per approfondire la questione per
portarla avanti e superarla. Penso che funzioni così
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono componente
della III Commissione, di cui mi onoro di fare parte, che ha preso
una decisione che su molti - speriamo su tutti i disegni di legge -
a prescindere da chi lo presenti, come in questo caso l'onorevole
Foti, che ha il giusto merito di relazionarlo in Aula, diventino
disegni di legge di tutta la Commissione, come lo è anche questo
testo in discussione oggi.
Volevo precisare e volevo spiegare che non c'è bisogno di
fermarsi, perché la particolarità in sé della cooperativa di
comunità, ricordo all'Aula che è un'esperienza normativa nata sulla
base di un'autoregolamentazione da parte delle comunità stesse. Le
cooperative di comunità stiamo provando oggi a regolamentarle, ma
nascono in quanto esigenza intrinseca della comunità stessa.
Questa sua caratteristica già determina il fatto che non c'è una
distinzione tra comunità e comunità in base al numero degli
abitanti, per cui si debba stabilire e fare una differenziazione in
base al numero degli abitanti delle comunità, fermo restando che
poi, per i comuni di una certa dimensione che volessero suddividere
la loro comunità intera, in base ad esigenze specifiche, il testo
stesso della legge rimanda alla promozione per i singoli consigli
comunali di un regolamento.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
così facendo, come indicato dall'onorevole Cafeo, per costituire
una cooperativa di comunità basta un socio sovventore che è slegato
da quella comunità e due soggetti di quel posto.
Siccome lo spirito della cooperativa di comunità è rilanciare una
serie di servizi, e anche di opportunità, che peraltro sono
declinati nell'articolo 6, sul quale farò evidenziare alcuni
aspetti molto rilevanti, credo che introdurre il principio -
ragione per la quale ne chiedo l'accantonamento per la riscrittura
- secondo il quale la cooperativa di comunità viene scritta
nell'apposito albo soltanto quando, in relazione al posto dove
nasce, assorbe la volontà di un pezzo di quella popolazione che si
riconosce in quei principi, mi sembra un elemento di buona ragione.
Se passa questo principio, deve passare pure il principio inverso
che, in caso di venuta meno dei requisiti e non reintegro dei
requisiti stessi entro un anno, la cooperativa venga cancellata
dall'elenco.
Se l'Aula avesse letto bene l'articolo 6, alle cooperative di
comunità si riconoscono una serie di vantaggi e benefici su cui,
personalmente, esterno delle riserve. Poi l'Aula è sovrana
CRACOLICI. L'Aula è sovrana di che? Sono d'accordo con le sue
riserve.
TURANO, assessore per le attività produttive. Se passa questo
principio, ci esponiamo a che una persona qualunque, senza nessun
legame col territorio, possa incidere profondamente in quel
territorio anche al fine di avere garantiti alcuni servizi che poi
vengono declinati dall'articolo 6.
Pertanto, signor Presidente, chiedo l'accantonamento dell'articolo
3 al fine di permettere una riscrittura.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io ho
dato una lettura a questo testo e capisco il senso, cioè mi pare ha
un intendimento generoso, uso quest'espressione.
Mi chiedo, però, se esistono i fondamenti giuridici per potere
disciplinare un soggetto economico, perché tale è al di fuori di
quanto previsto dal codice civile. Infatti il codice civile prevede
che per fare una cooperativa ci siano dei requisiti, non dei
requisiti di residenza, la cooperativa è una società di capitali
ancorché atipica, fatta da un numero di persone che sottoscrivono
un capitale secondo un regime mutualistico, ma non è connessa alla
dimensione residenziale, per cui non c'è una cooperativa che
dipende dal luogo di residenza dei soci.
Inoltre, la cooperativa che qui si vorrebbe costituire dovrebbe
avere come finalità la gestione anche di servizi con funzione
pubblica e come? A sorteggio o per amicizia?
Perché, stiamo attenti Ciò che regola l'affidamento della
gestione dei servizi pubblici in Italia e in Europa è il regime
delle gare pubbliche, secondo un principio sotto soglia e sopra
soglia, con regime del libero incanto oppure con l'affidamento
diretto, ma secondo delle regole che sono definite.
Ora, al di là dell'articolo 3, dell'articolo 6 ripeto, il senso lo
capisco perché tenta di dare una risposta a livello
municipalistico ad una dimensione di gestione di alcuni problemi,
ma mi pare che l'obiettivo è sfasato rispetto alle competenze.
Aggiungo, in ogni caso può la Regione siciliana nell'ambito delle
proprie competenze statutarie definire le caratteristiche di
impresa? Perché l'impresa è regolata, oltre che da ordinamenti
contabili comunitari, dal codice civile che stabilisce la tipologia
di impresa di capitale, individuale, sotto forma Spa, sotto forma
Srl e le cooperative che sono una atipica società a responsabilità
limitata.
Però, ripeto, la domanda è: ma possiamo noi disciplinare? Signor
Presidente, mi permetto di dire che un testo di legge arriva in
Aula ci sta, ma il disegno di legge ha una relazione tecnica e una
relazione giuridica che supporta la fattibilità di questo testo?
Perché se no rischiamo di andare tutti al buio, io pure vorrei
andare sulla Luna, ma è possibile che la Regione disciplini con
legge che costruiamo, finanziamo, una astronave tutta siciliana?
Credo di no Mi piacerebbe Ma se lo presento, gli Uffici me lo
fanno arrivare in Aula un testo che mi consente di andare sulla
Luna direttamente dalla Sicilia?
FOTI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
in merito alle osservazioni fatte dall'assessore Turano e
dall'onorevole Cracolici rispondo, niente Luna, onorevole Cracolici
e nulla di straordinario sotto il sole dell'Assemblea regionale,
perché la cooperazione di comunità è normata nelle Regioni, è
normata in Liguria, Emilia-Romagna, Campania, Basilicata, Puglia,
Calabria e Sardegna.
È stata fatta una norma appositamente denominata sulla
cooperazione di comunità, nel nostro caso è sviluppo delle
cooperazioni di comunità.
Per quanto riguarda la non aderenza al codice civile mi permetto
di fare notare, e forse è sfuggito perché è stato approvato
abbastanza velocemente, che all'articolo 2 si fa riferimento agli
articoli del Codice Civile a cui la cooperativa di comunità si deve
attenere, come tutte le altre cooperative, quindi non c'è una
difformità, non è una creatura atipica nel panorama della
cooperazione.
La caratteristica che permette di identificarle, e qui mi collego
a quello che mi sembra di avere capito sia la preoccupazione
dell'Assessore, è all'articolo 3, al comma 1, dove si indica la
prima vera caratteristica che tipicizza la cooperazione di
comunità, che è quella secondo la quale i soci appartengono,
solitamente si intende ad un territorio comunale e solo in quello
possono operare, anche i soci lavoratori, chiaramente, perché
questa è una norma di innovazione sociale che ha come scopo quello
di migliorare l'uomo attraverso il lavoro, alla scopo di preservare
tradizioni, identità e rigenerazione urbana tipiche di quei
territori che caratterizzano anche la Sicilia, ossia piccoli
comuni, spesso di montagna, con pochi abitanti o con grandi
sperequazioni abitative tra le stagioni turistiche e le stagioni,
diciamo, quelle lì, tutto il resto dell'anno, dove purtroppo
parecchi servizi rimangono non espletati, proprio per queste
sperequazioni.
Quando l'Assessore fa notare che a proposito della quantità di
soci della cooperazione, penso che faccia riferimento a quello che
noi prevediamo, sarà proprio una sua prerogativa nel decreto
assessoriale di stabilire che in particolari eccezioni, ossia
quando noi dovremmo provare la situazione in cui il 50 per cento
della popolazione di una piccola comunità di montagna, magari, su
mille abitanti, 500 decidano di aderire alla cooperativa, in quel
caso si avranno delle particolarità che lei detterà nel suo decreto
assessoriale andando a specificare le caratteristiche dello schema
della convenzione tipo.
Diversamente, noi non possiamo impedire che una cooperativa nasca
imponendo il numero dei soci, possiamo garantire alla cooperativa
particolari convenzioni tipo con in comuni che l'Assessorato stesso
prevedrà nel suo decreto.
TURANO, assessore per le attività produttive. Non si possono
legare all'assessore queste attività.
FOTI, relatore. Voglio ripetere, la legge sulla cooperazione di
comunità c'è praticamente in metà delle Regioni italiane, e quindi
non è nulla di così straordinario, è uno strumento di cui poi ci si
potrà avvalere specialmente nelle periferie, come diceva
l'onorevole Cafeo. Nei grandi comuni si potrà fare all'interno
delle circoscrizioni, proprio per identificare con la peculiarità
di un territorio la possibilità di fare la cooperazione di
comunità.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
nessuno disconosce la funzione sociale, che credo sia una cosa
apprezzata e spero sarà apprezzata unanimemente dall'Aula, qua il
problema è la regolamentazione.
Ora io lo dico perché - e potrei chiaramente evitare di ritornare
sul punto - non credo che si possa demandare al potere del Governo,
che con un decreto indica i parametri e poi non sa quali parametri
scegliere, ma dovrebbe essere il legislatore a definire meglio. E'
vero che in altre Regioni è previsto il principio della
cooperazione di solidarietà, cosa che onestamente trova il
riscontro favorevole anche da parte del Governo, ma è regolamentata
in maniera molto diversa.
Ci sono alcuni parametri che sono oggettivi, e ci sono alcuni
parametri che non possono essere imputati alla discrezionalità,
secondo me, dell'Assessore alle attività produttive.
Detto questo, in sintesi, il cuore della legge sta nell'articolo
6. Io vorrei invitare i colleghi a leggere attentamente l'articolo
6, perché qualora, per esempio, viene definito il principio che
l'assessore Presidente, se dobbiamo andare in ordine io chiederei
alla Commissione di riportare il testo in Commissione per
riscrivere l'articolo 3. Diversamente, di accantonare l'articolo 3
e sospendere la seduta per dieci minuti. Il Governo si farà carico
di riscrivere l'articolo 3.
È chiaro, onorevole Lupo, faccio un ragionamento di buon senso che
va oltre, e contro forse, le competenze dell'assessorato stesso. Ma
lasciare alla discrezionalità dell'assessore il parametro per la
costituzione della cooperativa, poi, addirittura, per il suo
mantenimento o per la sua soppressione è una cosa che, secondo me,
espone l'assessore a delle valutazioni che non gli competono, e il
Parlamento alla delega di un potere oltremisura.
Quando io parlo di rinviare il testo in Commissione per definire
l'articolo 3, onorevole Ragusa, ho fatto una proposta. Detto
questo, credo che sia indispensabile sull'articolo 3 riflettere. E,
siccome, l'articolo 3 è fortemente connesso all'articolo 6 e i
riflessi dell'articolo 6 sono molto importanti, io credo che un
momento di riflessione sia utile per tutti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tenete conto che c'è questa
richiesta del Governo di accantonare l'articolo 3 in attesa di una
riscrittura, per cui intanto andremmo avanti con gli articoli 4, 5
e 6.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
non è una riscrittura di due minuti. Bisogna individuare i
parametri per la validità della costituzione della cooperativa e
definire i parametri per la sua eventuale soppressione.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
intanto volevo fugare ogni dubbio rispetto alle relazioni a cui
faceva cenno l'onorevole Cracolici. Le relazioni ci sono, gli
Uffici hanno fatto esattamente il loro lavoro.
Per quanto riguarda, invece, la richiesta dell'assessore Turano,
penso che lo possiamo accantonare e al Governo, visto che non si
vuole assumere la responsabilità di indicare poi con un decreto
successivo la compilazione e la formazione di questa cooperativa di
comunità, diamo la possibilità di riscriverlo, perché siamo sicuri
e convinti della bontà di questa legge. Riguarda più un aspetto
sociale che altro, perché i piccoli centri si stanno sempre più
svuotando nelle zone montane.
Questa norma serve esattamente a dare la possibilità di
autodeterminarsi proprio in quelle zone dove si possono dare dei
servizi sociali ed extrasociali alla comunità intera. Per cui direi
di proseguire accantonando l'articolo 3 e andare avanti mentre il
Governo si accinge alla sua riscrittura.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rispetto alle cose che sono state
dette, nell'articolo 2 c'è l'indicazione del Codice civile, quindi
l'indicazione del Codice civile è abbastanza esplicita, faceva
riferimento poco fa l'onorevole Foti a una disciplina che, nel
rispetto del Codice civile, le altre Regioni si sono pronunciate.
Noi l'articolo lo accantoniamo perché lo chiede il Governo, ma
l'organizzazione è disciplinata dal Codice civile, assessore
Turano. Non è che lei può modificare i parametri. Questo sia
chiaro.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sollecitata anche
dalle riflessioni che faceva l'assessore Turano - al di là del
fatto che condivido il senso e la ratio di questo disegno di legge
approvato in Commissione -ritengo però che alcune cose non possano
essere demandate al regolamento che farà l'assessore, ma le
dovremmo disciplinare per legge. Perché? L'articolo 3, si collega
poi all'articolo 6, che è quello che ne detta le funzioni, dà a
queste comunità delle funzioni che sono anche di una certa
importanza perché potrebbero esercitare funzioni pubbliche.
Ora, siccome noi in Commissione - i colleghi lo sanno - abbiamo
recepito diverse lamentele da quando è stata approvata la
possibilità che i Comuni, faccio un esempio, avessero in ARO la
gestione dei rifiuti e in molti si sono venuti a lamentare che
queste società che hanno poi in ARO avuto il compito della gestione
dei rifiuti di quella comunità non avevano quella solidità
economica per potere mantenere il servizio, noi, nel nostro disegno
di legge, in accordo con tutte le forze politiche, abbiamo messo
l'obbligo di una seconda fideiussione a garanzia dei lavoratori.
Io ritengo bisogna stare attenti che poi ci possa essere il
rischio che, al di là della bontà dell'intenzione spiegata
dall'onorevole Foti che nelle piccole comunità possa essere di
respiro e di aiuto il fatto che alcune cose possano essere gestite
dalle cooperative di comunità, in altre realtà potrebbe diventare
uno strumento per fare gestire a queste cooperative funzioni che
invece in realtà è importante e giusto che vengano gestite da
imprese solide. Perché abbiamo già appurato che se l'impresa non è
solida economicamente, non è in grado di sostenere quel servizio.
Per cui la riflessione a cui ci spinge l'onorevole assessore
Turano è una riflessione che io posso dire, nella mia esperienza
proprio di ascolto e di audizione in questi giorni in tema di una
funzione pubblica, importante come quella della gestione dei
rifiuti, che ho avvertito e devo quindi riferire a quest'Aula.
Un'attenzione particolare sulla qualifica e sulla qualità e sulla
importanza delle imprese che poi, che siano a titolo di
cooperativa, vadano a gestire funzioni pubbliche come è previsto
dall'articolo 6.
Ecco, questa attenzione deve essere data e non credo che il
regolamento dell'Assessore sia sufficiente. Ritengo che debba
essere fatta proprio dall'Aula in questa sede.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 3 è accantonato.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Comunità di riferimento
1. Per comunità, ai sensi della presente legge, si intendono i
territori di uno o più comuni, o circoscrizioni comunali, o anche
parti di essi, affini per caratteristiche geografiche, culturali o
economiche».
Gli emendamenti 4.1 e 4.2, dell'onorevole Milazzo, sono decaduti
per assenza dall'Aula del firmatario.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Registro regionale
1. La Regione istituisce presso l'assessorato regionale delle
attività produttive il registro regionale delle cooperative di
comunità a cui gli enti cooperativi in possesso dei requisiti di
cui alla presente legge si iscrivono per ottenere il riconoscimento
di cooperativa di comunità. I requisiti per l'iscrizione al
registro regionale delle cooperative sono definiti con decreto
dell'Assessore regionale per le attività produttive da emanarsi
entro i 60 giorni successivi alla pubblicazione della presente
legge sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana».
Gli emendamenti 5.1 e 5.2, dell'onorevole Milazzo, sono decaduti
per assenza dall'Aula del firmatario.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Strumenti e modalità di raccordo
1. L'Assessore regionale per le attività produttive, riconoscendo
il rilevante valore sociale e la finalità pubblica della
cooperazione in generale e delle cooperative di comunità in
particolare, adotta le seguenti azioni:
a) disciplina, con il medesimo decreto di cui all'articolo 5 della
presente legge, le modalità di raccordo tra le attività delle
cooperative di comunità e quelle delle pubbliche amministrazioni
mediante appositi schemi di convenzione-tipo;
b) favorisce, anche attraverso gli enti locali, la partecipazione
delle cooperative di comunità all'esercizio delle funzioni
pubbliche. A tal fine utilizza e promuove le capacità progettuali e
imprenditoriali delle cooperative di comunità, coinvolgendo le
stesse nel sistema di produzione di beni e servizi, compresi i
servizi pubblici di rilevanza economica;
c) riconosce nelle cooperative di comunità un soggetto
privilegiato per l'attuazione di politiche attive del lavoro
finalizzate alla creazione di nuova occupazione».
BARBAGALLO. Signor Presidente, se abbiamo accantonato l'articolo
3, dobbiamo accantonare pure l'articolo 6.
PRESIDENTE. Sì, avete ragione. L'articolo 6 è accantonato.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Norma di salvaguardia comunitaria
1. Le misure agevolative in favore delle cooperative regolate
dalla presente legge sono concesse nel rispetto dei limiti del
Regolamento (CE) 18 dicembre 2013, n. 1407/2013/UE (c.d. de
minimis ) tempo per tempo vigente».
Gli emendamenti 7.1 e 7.2, dell'onorevole Milazzo, sono decaduti
per assenza dall'Aula del firmatario.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Invarianza finanziaria
1. Dall'attuazione delle disposizioni della presente legge non
derivano nuovi o maggiori oneri per il bilancio della Regione. Le
amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti
dalla presente legge con le risorse umane, finanziarie e
strumentali disponibili a legislazione vigente».
Gli emendamenti 8.1 e 8.2, dell'onorevole Milazzo, sono decaduti
per assenza dall'Aula del firmatario.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, a questo punto l'esame del disegno di legge n.
113/A è rinviato a domani.
Assessore Turano, siamo in condizione di presentare l'emendamento
entro domani pomeriggio?
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
io chiedo di rinviare la seduta alla giornata di domani, se è
possibile di pomeriggio, perché così domani mattina la Commissione
può lavorare con il Governo per riscrivere l'articolo 3 e
l'articolo 6.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non sorgono osservazioni,
l'esame del disegno di legge n. 113/A riprenderà domani, alle ore
16.00, perché di mattina deve lavorare la Commissione.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 119/A Norme
finalizzate
alla realizzazione di parcheggi e alla decongestione dei centri
urbani
PRESIDENTE. Si procede col seguito della discussione del disegno
di legge n. 119/A Norme finalizzate alla realizzazione di
parcheggi e alla decongestione dei centri urbani posto al III
punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, prendiamo atto che manca l'Assessore
competente.
LO CURTO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, la invito su questo disegno di
legge a fare una valutazione; trattasi di un disegno di legge
complesso, manca l'Assessore all'urbanistica e vorrei che da parte
sua ci fosse un intervento responsabile. Ha facoltà di intervenire.
LO CURTO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché
questo disegno di legge mira a disciplinare un settore molto
delicato e davvero può dare una serie di risposte anche in merito a
questioni che riguardano la tutela dell'ambiente, la qualità della
vita delle persone, il decongestionamento del traffico, allora,
insistendo all'interno di una riflessione comune che è stata anche
oggetto di tanta attenzione all'interno della Commissione, e
persistendo alcune criticità che certamente l'onorevole Barbagallo
avrebbe adesso rappresentato, ritengo che sia opportuno, ancorché
queste perplessità devono essere frutto di una meditazione che
renda possibile la disciplina seria di questo settore, rinviarlo
nuovamente in Commissione, perché la Commissione operi con la
dovuta attenzione a questi elementi che sono emersi nel dibattito.
Quindi chiedo il rinvio in Commissione.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, il disegno di legge n.
119/A è rinviato alla Commissione competente.
Discussione del disegno di legge n. 413/A Interpretazione
autentica dell'articolo 3
della legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge n.
413/A Interpretazione autentica dell'articolo 3 della legge
regionale 24 febbraio 2000, n. 6 , posto al IV punto dell'ordine
del giorno.
Preciso che si tratta di un disegno di legge di grande valore,
giuridico e di salvaguardia per la Sicilia.
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di intervenire l'onorevole Sammartino, presidente della
Commissione e relatore, per svolgere la relazione.
Il disegno di legge verrà quindi incardinato e si darà tempo per
la presentazione degli emendamenti fino a domani alle ore 12.00.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questo disegno di legge
non sarà un testo che cambierà le sorti della Sicilia.
Io mi rimetto al testo della relazione scirtta, volevo
semplicemente sottolineare che mi sarei augurato che non ci fosse
stato bisogno, dopo tanti anni dall'entrata in vigore della legge 6
del 2000, da Presidente di Commissione, su sollecitazione anche
dell'ANCI, di dovere fare un'interpretazione autentica in materia
delle conferenze provinciali scolastiche.
Quindi, la ringrazio per averlo incardinato e mi auguro che nel
più breve tempo possibile si possa esaminare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato chiesto
di parlare, pongo in votazione il massaggio all'esame degli
articoli, con la precisazione che la discussione del disegno di
legge si terrà in fase di esame dell'articolo 1.
(E' approvato)
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato
domani, mercoledì 19 dicembre 2018, alle ore 12,00.
Votazione finale del disegno di legge n. 336/A Riconoscimento
della legittimità
dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1,
lettera a) del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni .
PRESIDENTE. Si passa al III all'ordine del giorno: votazione
finale del disegno di legge n. 336/A Riconoscimento della
legittimità dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73,
comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
e successive modifiche ed integrazioni .
Preciso che su questo disegno di legge l'assessore Lagalla ha dato
alcune comunicazioni, rinviando ovviamente la discussione a quando
ci sarà l'assessore per l'economia.
Rinvio della discussione del Bilancio consolidato della Regione
siciliana
per l'esercizio finanziario 2017
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il IV all'ordine del giorno:
discussione del Bilancio consolidato della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2017 , è rinviato per assenza dall'Aula
dell'Assessore per l'economia.
Avendo esaurito i punti all'ordine del giorno, e non avendo alcun
deputato chiesto di parlare, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 19 dicembre 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
cooperative di comunità nel territorio siciliano (n. 113/A)
(Seguito)
Relatore: on. Foti
2) Interpretazione autentica dell'articolo 3 della legge regionale
24 febbraio 2000, n. 6 (n. 413/A) (Seguito)
Relatore: on. Sammartino
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni (n.
336/A)
IV -DISCUSSIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017
Relatore: on. Savona
La seduta è tolta alle ore 17.41
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana
N. 377 - Salvaguardia dell'anfiteatro romano di Piazza Stesicoro a
Catania.
Firmatari: Galvagno Gaetano
- Con nota prot. n. 55438/IN.17 del 5 novembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.
N. 403 - Chiarimenti sulle iniziative per rendere fruibile e per
valorizzare l'Osterio Magno di Cefalù.
Firmatari: Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo
Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di
Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 56935/IN.17 del 13 novembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.
N. 436 - Manutenzione straordinaria dell'immobile storico
denominato 'Osterio Magno' di proprietà della Regione siciliana,
sito in Cefalù (PA).
Firmatari: Lupo Giuseppe
- da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:
N. 12 - Chiarimenti in merito alla pericolosa condizione in cui
versa il porto di Selinunte.
Firmatari: Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio
Gianina; Cappello Francesco; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina;
Mangiacavallo Matteo; Foti Angela; Campo Stefania; De Luca
Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore;
Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 36 - Chiarimenti in merito alla pericolosa condizione in cui
versa il porto di Selinunte (TP).
Firmatari: Tancredi Sergio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Campo
Stefania; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Pasqua Giorgio; De
Luca Antonino; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Pagana Elena;
Marano Jose; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Cappello
Francesco; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina
N. 134 - Messa in sicurezza del cavalcavia dell'autostrada A20 nel
tratto tra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo (ME).
Firmatari: De Luca Antonino; Zito Stefano; Trizzino Giampiero;
Palmeri Valentina; Pagana Elena; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo
Stefania; Sunseri Luigi; Foti Angela; Zafarana Valentina; Marano
Jose; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Mangiacavallo Matteo; Pasqua Giorgio; Schillaci
Roberta; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio
N. 330 - Potenziamento del servizio ferroviario di collegamento
Palermo - Messina e viceversa.
Firmatari: Figuccia Vincenzo
- Con nota prot. n. 43770/IN.17 del 10 agosto 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.
N. 404 - Mancato trasferimento delle somme di cui al comma 3
dell'art. 62 della legge regionale n. 8 del 2018 per il risanamento
cittadino del Comune di Messina.
Firmatari: De Luca Antonino; Zafarana Valentina; Campo Stefania;
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di
Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo
Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina; Pagana Elena; Pasqua
Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 56937/IN.17 del 13 novembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Contributo, per il miglioramento della qualità della vita, a
sostegno dell'acquisto di parrucche a favore di pazienti
oncologici sottoposti a chemioterapia ed affetti da alopecia (n.
456).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Curto,
Bulla, Figuccia, La Rocca Ruvolo, Savona, Tamajo e Savarino il 7
novembre 2018.
- Istituzione di un Osservatorio regionale sulla sicurezza degli
operatori sanitari (n. 457).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli De
Domenico, Arancio, Cafeo e Dipasquale il 7 novembre 2018.
- Norme per il riconoscimento di un contributo economico ai
pazienti affetti da malattie rare (n. 458).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli La Rocca
Ruvolo e Lo Curto il 7 novembre 2018.
- Giovani Formazione e mobilità comunitaria (n. 459).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cannata il 7
novembre 2018.
- Linee di primo intervento per la salvaguardia del territorio
(n. 460).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cannata il 7
novembre 2018.
- Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato
(n. 461).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci il
7 novembre 2018.
- Modifica all'articolo 14 della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 16 (n. 462).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito,
Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola,
Foti, Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana il 7 novembre
2018.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Istituzione e promozione delle comunità energetiche (n. 446)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 7 dicembre 2018.
Parere III.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Istituzione delle Strade degli Scrittori di Sicilia (n. 444)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 7 dicembre 2018.
Parere III.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
Si comunica che l'onorevole Emanuele Dipasquale, con nota prot. n.
8595/SG.LEG.PG. del 5 dicembre 2018, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 400 Istituzione del Fondo di
rotazione per il sostegno ai cittadini esecutati' finalizzato al
mantenimento dell'unica abitazione .
Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana
- Sezione consultiva - Articolo 6, comma 2 del decreto legislativo
n. 373/2003. Designazione componente (n. 26/I).
Reso in data 11 dicembre 2018.
Inviato in data 12 dicembre 2018.
- Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana
- Sezione giurisdizionale - Articolo 6, comma 2 del decreto
legislativo n. 373/2003. Designazione componente (n. 27/I).
Reso in data 11 dicembre 2018.
Inviato in data 12 dicembre 2018.
- Istituto autonomo case popolari di Trapani - Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 28/I).
Reso in data 11 dicembre 2018.
Inviato in data 12 dicembre 2018.
- Istituto autonomo case popolari di Catania - Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 29/I).
Reso in data 11 dicembre 2018.
Inviato in data 12 dicembre 2018.
- Istituto autonomo case popolari di Messina - Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 30/I).
Reso in data 11 dicembre 2018.
Inviato in data 12 dicembre 2018.
- Istituto autonomo case popolari di Palermo - Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 31/I).
Reso in data 11 dicembre 2018.
Inviato in data 12 dicembre 2018.
- Istituto autonomo case popolari di Siracusa - Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 32/I).
Reso in data 11 dicembre 2018.
Inviato in data 12 dicembre 2018.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Attuazione articolo 53 della legge regionale 8 maggio 2018, n.
8 (n. 25/V).
Reso in data 12 dicembre 2018.
Inviato in data 12 dicembre 2018.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 594 - Chiarimenti in merito all'impianto di compostaggio
di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Di Paola Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 596 - Cessazione della gestione residua degli impianti e delle
reti idriche in capo ad EAS in liquidazione.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 601 - Chiarimenti sugli incarichi di co.co.co per assistente
tecnico per le attività legate alla conduzione e gestione delle
unità navali oceanografiche a disposizione dell'ARPA Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 602 - Degrado della Palazzina Cinese nel Comune di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Territorio e Ambiente
Schillaci Roberta; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 604 - Messa in sicurezza e riapertura del teatro comunale di
Vittoria (RG).
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Territorio e Ambiente
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio
N. 606 - Gestione del ciclo dei rifiuti nei comuni dell'ex ATO
Palermo 2.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Fava Claudio; Trizzino Giampiero
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentate:
N. 593 - Chiarimenti in ordine alla variazione territoriale
per l'adesione del Comune di Gela alla Città metropolitana di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Di Paola Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 597 - Riduzione delle corse di autobus di linea nell'area
compresa tra la Città di Messina e quella di Milazzo.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
De Domenico Francesco; Arancio Giuseppe Concetto; Dipasquale
Emanuele
Le interrogazioni saranno inviate al Governo ed alle competenti
Commissioni.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 595 - Riconoscimento, sostegno e promozione dei distretti
produttivi in Sicilia.
- Assessore Attività produttive
De Domenico Francesco; Arancio Giuseppe Concetto; Dipasquale
Emanuele; Sammartino Luca
N. 598 - Gestione del servizio idrico nel catanese.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Fava Claudio
N. 599 - Mancata emissione dei provvedimenti repressivi e
sanzionatori in materia di abusivismo edilizio nel comune di Motta
Sant'Anastasia (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 600 - Rapporti giuridici tra 'Ersu Catania' e l'Istituto per
ciechi 'Ardizzone Gioeni'.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Istruzione e Formazione
Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 603 - Messa in sicurezza della strada provinciale 45.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Pasqua Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino
N. 605 - Regolamento di attuazione dell'Istituto Regionale per il
Credito Agevolato (IRCA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo; De Domenico Francesco
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 133 - Verifica di congruità delle spese sostenute dall'Ersu
Catania per i canoni di locazione delle residenze universitarie.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 134 - Interventi in merito alla gestione dei rifiuti nel Comune
di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
----------------
N. 135 - Iniziative con riferimento al bando-PSR Sicilia 2014/2020
- misura 6.4a.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 196 - Trasferimento di due opere di Antonello da Messina
nell'ambito delle iniziative legate all'evento 'Palermo capitale
della cultura'.
De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni; Dipasquale Emanuele
Presentata il 11/12/18
N. 197 - Trasferimento di un'opera di Antonello da Messina
nell'ambito delle iniziative legate all'evento 'Palermo capitale
della cultura'.
Cafeo Giovanni; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco;
Dipasquale Emanuele
Presentata il 12/12/18
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni