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Resoconto d'Aula della Seduta n. 89 di martedì 18 dicembre 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.06

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


      Comunicazione sul provvedimento riguardante i debiti fuori
                               bilancio

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, su incarico e comunicazione
  dell'Assessore per l'economia, comunico all'Aula che sono spirati i
  sessanta  giorni  necessari per rendere esecutivo il  provvedimento
  che riguarda i debiti fuori bilancio.
   Fermo  restando  che l'Aula potrà eventualmente  determinarsi  nel
  merito  è  stata  data,  in  pari data  odierna,  esecutività  alla
  procedura  e  si  può,  a  questo  punto,  andare  avanti  con   la
  valutazione e l'approvazione del relativo bilancio consolidato.

   PRESIDENTE.  Approfitto della presenza dell'Assessore Lagalla  per
  chiedergli  se ci può dare qualche informazione, giusto  per  poter
  fare un ordine dei lavori, da qui a fine anno, più corretto. Oggi è
  stata approvata in Giunta la finanziaria?

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Sì. La Giunta regionale di Governo ha appena approvato il testo  ed
  i  contenuti  -  leggo  testualmente - del  disegno  di  legge  sul
  bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio 2019-
  2021,  insieme  alle disposizioni programmatiche e  correttive  per
  l'anno 2019 - legge di stabilità regionale.

   PRESIDENTE.  Lei,  Assessore,  sa, più  o  meno,  quando  potranno
  arrivare qui in Assemblea?

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  La   previsione  dell'onorevole  Presidente  e  dell'Assessore  per
  l'economia   è   che  i  documenti  possano  essere  trasferiti   a
  quest'Assemblea nella giornata di giovedì.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  assistiamo
  alla  irrituale comunicazione da parte dell'Assessore - non  me  ne
  voglia  l'Assessore  Lagalla, peraltro è un collega  alla  pubblica
  istruzione  -  di  comunicazioni per conto  del  Governo  o  meglio
  dell'Assessore per l'economia.
   Non  ricordo che ciò sia mai accaduto, francamente lo trovo  molto
  singolare.  Non  so  per  quali ragioni il Governo,  nella  persona
  dell'Assessore  Armao non è presente in Aula, ma  ne  chiederei  la
  presenza  perché stiamo parlando di documenti che sono  di  stretta
  competenza dell'Assessore.
   Con  riferimento  alla prima comunicazione, che io  ricordi  è  la
  prima  volta  che prendiamo atto di tale procedura a proposito  dei
  debiti fuori bilancio. Ciò rappresenta anche, se non ricordo male -
  chiedo agli uffici - un precedente significativo per l'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Siccome  oggi  non  è  all'ordine  del   giorno   una
  discussione  né sui debiti fuori bilancio né sulla finanziaria,  ma
  abbiamo un altro ordine del giorno, l'Assessore ha voluto fare  una
  comunicazione  che  noi  abbiamo  ascoltato  attentamente  e,  poi,
  immagino  che  l'Assessore  per l'economia  sarà  presente,  quando
  cominceremo a parlare di questi argomenti.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente,  per  precisazione,  il  Vicepresidente   della
  Regione,  Assessore  per  l'economia, si è premurato  di  delegarmi
  questa  comunicazione, pregandomi di renderla  all'Aula,  perché  è
  attualmente  impegnato in un incontro, insieme al Presidente  della
  Regione,  con le organizzazioni sindacali. Sarà, quindi,  poi,  sua
  cura,  evidentemente,  rispondere  in  termini  di  approfondimento
  tecnico  eventuale, a richiesta di informazioni da parte dell'Aula;
  ma, trattasi, al momento, di semplice comunicazione.


                        Sull'ordine dei lavori

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  quello
  che ho in mano è il Regolamento dell'Assemblea regionale siciliana,
  Regolamento  che  è  stato, di fatto,  stuprato   durante  l'ultima
  votazione  delle  Variazioni di bilancio.  L'articolo  133  recita:
   Quando  si verifichino irregolarità, il Presidente, apprezzate  le
  circostanze, può annullare la votazione e disporre che si ripeta.
   Lei,  signor Presidente, non era presente. Le assicuro, però,  che
  quello  che è avvenuto in Aula, è un atto che non deve o non  dovrà
  mai più succedere all'interno di quest'Aula.
   Il Presidente Di Mauro, il suo vice, non accertate le irregolarità
  ma,  semplicemente, accertato un voto contrario a quello che la sua
  maggioranza riteneva non regolare, ha fatto rivotare l'Aula che  si
  era già espressa con voto palese.
   Quello  che è successo, signor Presidente, noi abbiamo  provato  a
  divulgarlo  ed  è  venuta fuori un'immagine di quest'Assemblea,  di
  questa  Regione e di noi deputati e della nostra Sicilia,  pessima.
  Abbiamo  lanciato un bruttissimo segnale all'intera Italia. Milioni
  di  visualizzazioni di un video, che riprendeva il voto  finché  la
  legge non veniva approvata.
   Questo  Regolamento,  signor Presidente,  è  la  prima  cosa  che,
  personalmente,  ho  studiato, quando  sono  diventato  deputato  di
  quest'Assemblea  ed è la prima cosa che le chiedo di  rispettare  e
  tutelare  affinché  i lavori di quest'Aula ed i  lavori  di  questa
  Regione possano andare avanti in maniera seria e concreta.


       Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per
    l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e spazi verdi da parte
           delle amministrazioni comunali siciliane» (20/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Norme  per l'affidamento in 'Adozione' delle aiuole e spazi  verdi
  da parte delle amministrazioni comunali siciliane» (n. 20/A), posto
  al numero 1).

   BARBAGALLO. Dobbiamo fare quello sulle aiuole?

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, abbiamo  questo  periodo  finale
  dell'anno, abbiamo da fare, certamente, la finanziaria. Fino a  che
  la  finanziaria  non  arriva  in questo Parlamento,  all'Assemblea,
  dobbiamo, spero che vogliate continuare a lavorare sulle  cose  che
  c'erano  precedentemente. Questo è un disegno di legge che è  stato
  presentato  dai  nostri  colleghi  deputati  e  che  va  esaminato,
  dopodiché  non  capisco questo improvviso motivo di stupore  perché
  stiamo  cercando di esaminare un disegno di legge.  Se  voi  volete
  aspettare  la Finanziaria, se volete ci vediamo l'anno prossimo  ed
  andiamo  tutti  in vacanza di Natale. Secondo me, non  è  così  che
  bisogna fare, bisogna continuare a lavorare. Ci sono delle leggi da
  portare avanti e, per quanto mi riguarda, il mio compito è portarle
  avanti.


                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine di lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  noi abbiamo  iscritto  all'ordine  del
  giorno, al punto III,  Votazione finale del disegno di legge n. 336
   Riconoscimento  della legittimità dei debiti  fuori  bilancio,  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a), decreto legislativo n.
  118/2011' .
   Vorrei capire che fine ha fatto questo disegno di legge. Siccome è
  iscritto all'ordine del giorno dell'Aula, chiedo che venga messo ai
  voti,  perché  per il voto finale è già incardinato,  per  il  voto
  finale  ed  è  all'ordine del giorno. Non ho capito,  pertanto,  la
  comunicazione  che  ha fatto il Governo. Chiedo  all'Assessore  per
  l'economia  di  venire  per  meglio  motivarla.  Al  di  là   della
  comunicazione  che  garbatamente, ha reso l'assessore  Lagalla,  ma
  credo  che,  essendo  la prima volta - che io  ricordi  -  che  ciò
  accade,  il  tema meriti un'attenzione seria anche da  parte  della
  Presidenza che lei rappresenta.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo, la cosa merita  tanta  attenzione  e
  stiamo   ovviamente  provvedendo  cercando   di   capire   qual   è
  l'intenzione   del   Governo,  intanto   andiamo   avanti.   Appena
  arriveranno le informazioni su quello che il Governo vuole fare, le
  comunicheremo e vedremo come continuare l'ordine. Però, per  adesso
  io ritengo che si debba andare avanti con l'ordine del giorno.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
  su  una  questione  che  riguarda la pubblicazione  della  Gazzetta
  Ufficiale,  mi  rivolgo a lei, Presidente, e  anche  al  Segretario
  Generale  perché  bisogna  verificare se è  stato  corretto  l'iter
  procedurale della trascrizione dell'emendamento 5.6 che noi abbiamo
  approvato  in  tema di Variazioni di bilancio che riguarda  i  Pip,
  perché c'è un problema, forse è stato scambiato l'emendamento,  per
  cui  l'asse  temporale si sposta nuovamente  a  luglio  mentre  noi
  avevamo  chiesto  che  i  termini della fase  istruttoria  dovevano
  essere fatti entro il 28 marzo.
   Quindi, Presidente e Segretario generale, la prego di approfondire
  questo  tema  perché eventualmente bisogna modificare  e  fare  una
  errata  corrige  della  Gazzetta  Ufficiale  per  provvedere   alla
  legittima votazione che noi abbiamo effettuato.

   PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, gli Uffici hanno chiesto di  portare
  l'emendamento  per capire se è stato corretto quello  che  è  stato
  fatto;  se  ci dovessero essere delle cose che non vanno chiederemo
  la rettifica, non si preoccupi.

   TAMAJO.  Volevo  ribadire che è stato approvato l'emendamento,  lo
  ricordo  perfettamente,  5.6  che  era  l'emendamento  che  avevamo
  proposto  noi  concertato con i sindacati, per cui  Presidente  non
  possiamo sbagliare da questo punto di vista.

   PRESIDENTE. Fatemi vedere materialmente l'emendamento, se  dovesse
  essere così non ci sarebbe nessun problema a chiedere la rettifica.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intanto  una
  precisazione sul quel voto relativo alle Variazioni di bilancio.
   Io  credo che più volte è accaduto che qualche deputato possa aver
  chiesto di rivotare perché, magari, semplicemente non risultava che
  quel voto era stato espresso, per cui di fronte ad una richiesta di
  un deputato, il Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Di Mauro, ha
  giustamente chiesto che venisse fatto di nuovo il voto,  perché  se
  non  ricordo  male  c'era  stata  la  richiesta  da  parte  di  più
  parlamentari che effettivamente, semplicemente il pulsante non  era
  stato pigiato.
   Per  cui,  dico,  al  di là delle sterili polemiche,  tra  l'altro
  stiamo  parlando delle risorse finanziarie da erogarsi  per  pagare
  gli stipendi, solo di questo stiamo parlando, quindi se c'è qualche
  movimento che ritiene che gli stipendi non dovessero essere  pagati
  per  i  mesi di novembre e di dicembre e che ci sono dei dipendenti
  che non hanno diritto a farsi il Natale come  tutti gli altri, quel
  Movimento,  in  questo caso mi pare di capire il  Movimento  Cinque
  Stelle, è padrone di farlo assumendosene le responsabilità.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   Per quanto riguarda invece un aspetto legato alla pubblicazione in
  Gazzetta, Presidente, io credo che ci sia stato un mero errore  sul
  quale  bisogna intervenire con una errata corrige perché in  quella
  seduta,  in  tarda serata, in cui abbiamo votato le  Variazioni  di
  bilancio, l'emendamento prevedeva - mi sembra il 5.6 - che venivano
  dati  60  giorni  all'Amministrazione per istruire  le  pratiche  e
  subito  dopo quei 60 giorni potevano avviarsi le procedure  per  il
  passaggio in Resais.
   Ora, il ritornare al 1  di luglio non mi sembra che era scritto da
  nessuna  parte rispetto agli emendamenti che sono stati  presentati
  in   Aula.   Quindi,   io   chiedo  che  si   vada   a   verificare
  quell'emendamento 5.6, che - ricordo perfettamente - prevedeva  che
  dopo  tre  giorni  dall'entrata in vigore  della  legge  si  poteva
  procedere  con  l'invio  degli  elenchi  degli  operatori  inseriti
  all'interno del bacino ex PIP.
   Si  fa, quindi, semplicemente questa modifica per mettere a tacere
  polemiche  e  si  rettifica e si pone rimedio ad un  problema  che,
  effettivamente, è stato creato per mera distrazione.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente,  considerato  che  non  è  presente
  l'Assessore al ramo sul disegno di legge della mia Commissione,  le
  chiederei   -  se  fosse possibile - anticipare la discussione  del
  disegno  di  legge posto al numero 2)  Norme per la promozione,  il
  sostegno e lo sviluppo delle cooperative di comunità nel territorio
  siciliano  (n. 113/A).
   Vista la presenza dell'Assessore Turano e del Presidente della III
  Commissione,   onorevole  Ragusa,  potremmo   invertire   i   punti
  all'ordine del giorno e procedere col secondo punto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Savarino, sta chiedendo di  posticipare  il
  punto 1) e proseguire; manca l'Assessore è questa la motivazione.

   BARBAGALLO. L'Assessore  alle aiuole  chi è?

   PRESIDENTE. L'Assessore per il territorio e l'ambiente.
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   La  richiesta  dell'onorevole Savarino è quella di posticipare  la
  trattazione  del  disegno  di  legge  Norme  per  l'affidamento  in
  'Adozione'   delle   aiuole   e  spazi   verdi   da   parte   delle
  amministrazioni comunali siciliane  (n. 20/A), posto al  numero  1)
  del punto II all'ordine del giorno.
   Sulla  proposta  dell'onorevole Savarino invito ad intervenire  un
  oratore a favore ed uno contro.
   Ribadisco   la  richiesta  dell'onorevole  Savarino,  relatore   e
  presidente  della  Commissione, di posticipare questa  trattazione.
  Rispetto a questa proposta parla uno a favore e uno contro.

   BARBAGALLO. Rinunciamo ad intervenire.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione la proposta  di  posticipare  il
  disegno di legge n. 20/A.
   Chi  è  favorevole alla trattazione del disegno di legge  n.  20/A
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvata)

   Onorevole  Savarino, si deve passare alla discussione del  disegno
  di legge n. 20/A.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  non  si tratta di un capriccio, manca  l'Assessore  al
  ramo per dare pareri del Governo sugli emendamenti presentati; è un
  motivo formale.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 20/A

   PRESIDENTE. Abbiamo esaminato gli articoli 1, 2 e 3 del disegno di
  legge che sono stati approvati. L'articolo 4 è stato bocciato.
   Si riprende dalla trattazione dell'articolo 5.

                                Congedo

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Catalfamo ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                        Sull'ordine dei lavori

   RAGUSA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.   Signor  Presidente,  io  ritengo  di  poter   riprendere
  l'intervento  fatto dall'onorevole Presidente, onorevole  Savarino,
  la  quale fa una richiesta specifica di passare al disegno di legge
  successivo perché in questo istante non è presente l'Assessore.

   BARBAGALLO. L'abbiamo votata la richiesta  Questo dura due minuti

                          (Proteste in Aula)

   RAGUSA.   Anche  perché  abbiamo  l'opportunità   di   avere   qui
  l'Assessore  al  ramo  e,  quindi, mi pare veramente  antitetico  e
  inopportuno andare avanti sul disegno di legge. Tra l'altro,  manca
  l'Assessore  al  ramo e ritengo superato questo momento  perché  se
  l'Aula  veramente  ha  voglia di lavorare  può  approfittare  della
  circostanza  che c'è un disegno di legge già pronto e  c'è  la  III
  Commissione pronta ad intraprendere il lavoro sulla cooperativa  di
  comunità.

   PRESIDENTE.  Presidente Savarino, è il caso di  continuare  questo
  disegno di legge o chiediamo il rinvio? Noi abbiamo votato  per  la
  trattazione  e  mi  pare  che il voto è  stato  quasi  unanime  per
  continuare la trattazione. Lei ritiene che questo disegno di  legge
  si debba inviare in Commissione per un approfondimento?

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  le stavo proprio chiedendo, siccome a maggior  ragione
  manca  l'Assessore  al  ramo,  sugli  emendamenti  io  non  conosco
  l'opinione  del Governo, quindi riterrei di portare in  Commissione
  il disegno di legge, esaminare gli emendamenti con il Governo anche
  in  Commissione  e poi tornare con un esame più approfondito  sugli
  emendamenti che restano.

   PRESIDENTE. C'è la proposta del relatore di riportare  il  disegno
  di legge in Commissione.
   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (Non è approvata)

   Onorevoli  colleghi,  devo  sospendere due  minuti  perché  vorrei
  aggiornarmi  sull'iter  del disegno di legge  perché  poc'anzi,  mi
  ricordava  un collega, che all'articolo 4, che era stato  bocciato,
  c'era  una  rivisitazione  in ordine alla  prosecuzione  di  questo
  disegno  di  legge. Mi è stato detto poco fa che l'articolo  4  era
  importante  e  determinante per la prosecuzione.  Voglio,  con  gli
  Uffici, fare un approfondimento.
   La seduta è sospesa.

       (La seduta, sospesa alle ore 16.27, è ripresa alle 16.28)

   La seduta è ripresa.


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 20/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli Uffici mi dicono che  rispetto
  all'articolo  4, che è stato bocciato, sono stati presentati  degli
  emendamenti che hanno sistemato, se l'Aula è d'accordo, il  disegno
  di legge. Quindi, noi possiamo proseguire.

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
                             «Articolo 5.
                                Elenchi

   1.  Presso  il settore urbanistica degli enti locali  è  possibile
  consultare gli elenchi delle aree a verde pubblico disponibili  per
  la  sola  manutenzione  e delle nuove aree  da  destinare  a  verde
  pubblico da sistemare e sulle quali realizzare la manutenzione. E',
  inoltre,  messo a disposizione degli adottanti per la consultazione
  l'elenco delle specie botaniche.

     2. Gli elenchi di cui al comma 1 non sono tassativi. Il soggetto
  interessato può proporre l'adozione di aree destinate a  verde  non
  comprese  nei suddetti elenchi, così come può utilizzare  ulteriori
  specie botaniche rispetto a quelle indicate nell'elenco. In caso di
  affidamento  di aree verdi da piantumare con nuove specie  arboree,
  la  piantumazione è subordinata alla presentazione di  un  progetto
  redatto  da  un  esperto botanico ovvero agronomo  da  allegare  al
  disciplinare di cui all'articolo 2.

   3.  L'affidatario del verde pubblico può, ai sensi  del  comma  2,
  provvedere  alla creazione dei cosiddetti  orti condivisi   con  le
  modalità previste dalla normativa vigente».

   Si  procede all'esame dell'emendamento 5.4, a firma dell'onorevole
  Lupo.
   Onorevole Lupo, lo mantiene?

   LUPO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 5.4

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 5.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            42
   Votanti             28
   Maggioranza         15
   Favorevoli          28
   Contrari            0
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  sospendo la seduta  per  cinque  minuti  per
  alcune verifiche sulla procedibilità.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.30, è ripresa alle ore 16.34)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, possiamo  riprendere  perché  la
  bocciatura,  prima  dell'articolo 4, e  poi  dell'articolo  5,  non
  determina sconvolgimenti rispetto al disegno di legge. Del resto si
  trattava  di un elenco delle aree, che poi fra l'altro al  comma  2
  c'era scritto  gli elenchi di cui al comma 1 non sono tassativi .
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
                       Programma di manutenzione

   1.  Gli  adottanti sono tenuti al rispetto di un programma  di
  manutenzione secondo quanto stabilito nella convenzione  e  nel
  disciplinare   di  cui  all'articolo  2  redatto   dall'ufficio
  incaricato  della  gestione del verde  pubblico  o  del  decoro
  urbano.  Tale  programma può essere adattato e differenziato  a
  seconda delle necessità delle aree e può essere integrato.
   2.  Nell'ipotesi  in  cui più soggetti  richiedano  l'adozione
  della medesima area e nel caso di aree di grande estensione, il
  comune può provvedere all'assegnazione mediante apposito  bando
  pubblico indicante, tra l'altro, gli elementi della convenzione
  che ne disciplina l'uso e la manutenzione.
   3.  L'area  a  verde  oggetto  di  adozione  è  conservata   e
  mantenuta con la massima diligenza, evitando di arrecare  danni
  alle alberature ed alle strutture già esistenti.
   4.  Gli  interventi di potatura degli alberi, abbattimento  di
  alberi  morti  ed  eventuale loro sostituzione sono  effettuati
  dall'adottante  a  sue  cure e spese, previa  comunicazione  ai
  competenti uffici comunali.
      5.  Il  soggetto  adottante  consente  l'effettuazione   di
  interventi  di sistemazione di impianti o servizi  a  cura  del
  comune,  di  società a partecipazione comunale o di altri  enti
  interessati  a  lavori  di  interesse  pubblico.   Gli   stessi
  provvedono,  a conclusione degli interventi, al ripristino  dei
  luoghi interessati.
     6.  Al  momento della consegna dell'area, è redatto apposito
  verbale di consegna con dettagliata descrizione dello stato dei
  luoghi.»

   Onorevoli  colleghi, all'articolo 6 sono stati presentati  una
  serie di emendamenti soppressivi. Si passa all'emendamento  6.7
  a firma dell'onorevole Lupo. Lo mantiene?

   LUPO. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  6.7,  a  firma
  dell'onorevole  Lupo.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli colleghi, abbiamo soppresso l'articolo 6.  A  questo
  punto  accantoniamo questo disegno di legge, non è il  caso  di
  continuare. Il disegno di legge lo rinviamo in Commissione.

                          (Proteste in Aula)

   È  già  bocciato  il  disegno di legge. Non  c'è  più.  Vorrei
  indurvi alla ragionevolezza rispetto a un disegno di legge  che
  non  era  una materia complessa, era una materia molto semplice
  che  -  come  la collega Savarino ha spiegato più volte  -  era
  stato  adottato  dalla Commissione per un  periodo  in  cui  la
  Commissione  era  in  difficoltà  a  lavorare  causa  l'assenza
  dell'Assessore  per  i  rifiuti, che  era  l'uomo  del  Governo
  delegato a trattare tutta la materia di cui ho detto pocanzi.
     Allora  la  Commissione ha deciso di portare  avanti  questo
  disegno di legge.
   Sospenderei  l'Aula  qualche minuto, per ragionare  su  questo
  disegno  di  legge,  che già mi pare non abbia  una  importanza
  determinante per l'Aula, affinchè possa essere accantonato.
   La seduta è, pertanto, sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.37, è ripresa alle ore 16.45)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
  per la seduta odierna gli onorevoli Amata e Caronia.
   Comunico, altresì, che erroneamente, poc'anzi avevo indicato  come
  in congedo l'onorevole Antonio Catalfamo.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Rimozione dall'ordine del giorno della seduta odierna del  disegno
  di  legge   Norme per l'affidamento in 'Adozione'  delle  aiuole  e
  spazi verdi da parte delle amministrazioni comunali siciliane   (n.
  20/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  comunico   all'Aula   che   la
  soppressione degli articoli 4, 5 e 6 del disegno di legge n.  20/A,
  in  considerazione del loro contenuto comportano l'impossibilità di
  procedere   all'esame   del  testo  che  viene   pertanto   rimosso
  dall'ordine del giorno.


   Seguito  della  discussione del disegno di  legge   Norme  per  la
  promozione, il sostegno e lo sviluppo delle cooperative di comunità
  nel territorio siciliano  (n. 113/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al disegno di legge n. 113/A  Norme  per  la
  promozione, il sostegno e lo sviluppo delle cooperative di comunità
  nel territorio siciliano , posto al n. 2.


                        Sull'ordine dei lavori

   SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente io volevo, prima di  andare  avanti,
  dire  che nella qualità di Presidente della Commissione sono tenuta
  a  sostenere  in  Aula i disegni di legge che  la  mia  Commissione
  approva, siano essi parlamentari che governativi.
   E' successo così per il disegno di legge che abbiamo approvato che
  era   di   iniziativa  parlamentare  dell'onorevole  Lantieri   che
  addirittura ho difeso e sostenuto pure quando l'onorevole  Lantieri
  non era presente per motivi personali.
   E'  successo oggi col disegno di legge dell'onorevole Aricò che in
  Commissione  è  stato  approvato col voto di tutti  e  l'astensione
  delle  opposizioni. Né l'uno né l'altro sono disegni  di  legge  di
  riforma  del  sistema  Sicilia perché sappiamo  che  sono  altri  i
  disegni  di  legge  importanti. E per fortuna  la  Commissione  che
  presiedo, e ringrazio i colleghi per il lavoro fatto tutti insieme,
  chi  più,  chi meno, abbiamo anche approvato una legge  di  riforma
  importante -  di quaranta articoli - sul sistema dei rifiuti.
   Ora,  con  questo non voglio dire che ci sono disegni di legge  di
  serie  A  o  di  serie B ma, certamente voglio  dire  ai  colleghi,
  onorevole  Cancelleri, che non può essere motivo  di  derisione  il
  lavoro  che  altri hanno fatto, perché chiaramente quest'Aula  e  i
  deputati che sono in quest'Aula sanno bene quali sono le priorità e
  le cose più importanti per i siciliani, alcune di queste le abbiamo
  già  affrontate e altre le affronteremo, ma sappiamo  pure  che  ci
  possono  essere  sensibilità di alcuni colleghi parlamentari.   Io,
  per  domani ho messo all'ordine del giorno il disegno di  legge  su
   plastic free' che non rientra proprio nelle mie sensibilità, nelle
  mie  corde, -  avendo già tra l'altro avuto segnalazioni di aziende
  siciliane  che  rischiano di mandare a casa  cinquecento  padri  di
  famiglia  -  ma che io ho messo all'ordine del giorno e che  domani
  esamineremo.
   Quindi,  voglio dire, e torno, neanche questo cambierà  le  sorti,
  questo  disegno di legge del PD, e come anche quello dei  grillini'
  su  plastic free', cambierà le sorti di questa Regione siciliana ma
  h  un  disegno di legge di iniziativa parlamentare, che mi è  stato
  sottolineato  all'attenzione, che io  ho  il  dovere  di  esaminare
  insieme ai colleghi.
   Altre saranno le priorità e le sappiamo e quest'Aula mi auguro che
  possa avere quel senso di responsabilità, che è nel ruolo, per dare
  ai  siciliani le risposte importanti che si aspettano, le  risposte
  alle grandi esigenze dei siciliani, come anche le piccole soluzioni
  come  il disegno di legge che ora stiamo andando a esaminare  sulle
  cooperative  di  comunità che non cambierà le  sorti  dell'economia
  siciliana  ma darà sicuramente una mano e un sostegno a  parte  dei
  siciliani,  per  cui il  nostro impegno al di là  che  non  sia  di
  valore  epocale, deve essere tutto e pieno, con serietà, serietà
  che  si  richiede  al  ruolo che ognuno di  noi  rappresentiamo  in
  quest'Aula.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Su questo disegno di legge?  Onorevole
  Barbagallo,  sì,  non  vorrei  che si aprisse  un  dibattito  però,
  onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.  No,  no, Presidente, intanto la ringrazio  di  avermi
  dato  la  parola.  Io  credo  che bisogna  centrare  quello  che  è
  accaduto.  Il  presidente Savarino,  ha, come dire,  inquadrato  il
  ruolo  della IV Commissione, il ruolo del Presidente, i disegni  di
  legge che sono stati incardinati e, così come ci sono stati disegni
  di  legge di iniziativa governativa, ci sono naturalmente quelli di
  iniziativa  parlamentare,  quindi,  io  credo  che  il  ruolo   del
  Presidente  della  IV  Commissione,  come  il  ruolo  degli   altri
  presidenti  di Commissione sia quello di sostenere le  attività  di
  merito   di   quella  Commissione  e  questo  è  accaduto,   signor
  Presidente, in questo anno.
   Sul  disegno  di  legge della aiuole il Partito  democratico,  sin
  dall'inizio  e  per  questo ci siamo astenuti dalla  votazione,  ha
  posto  un  problema più profondo che non è solo quello politico,  a
  cui  lei  ha fatto riferimento e lo abbiamo posto, questo per  fare
  chiarezza,  anche nei confronti dell'Aula, lo abbiamo  posto  anche
  agli Uffici, dicendo, affermando e sostenendo che questo disegno di
  legge,  che  oggi  lei  non  ha  più ritenuto  procedibile,  signor
  Presidente,  vìoli  il  principio  di  sussidiarietà   dei   comuni
  affermato con la legge costituzionale n. 3/2001.
   Noi  riteniamo - la prego di farmi finire l'intervento -che questo
  disegno  di  legge  vìoli competenze specifiche dei  comuni  perché
  appartiene  alla titolarità specifica dell'ente locale  decidere  o
  meno se affidare l'aiuola

   PRESIDENTE. L'argomento è già chiuso. Parliamo del nulla.

   BARBAGALLO ad un privato e a quale settore o servizio del  proprio
  ente locale assegnare la pratica.
   Certo  non può essere l'Assemblea regionale a dire che deve essere
  assegnato al settore urbanistica quando il sindaco, legittimamente,
  lo  può  assegnare ad un settore  verde pubblico' o quale che  esso
  sia.
   Quindi,   non   è   solo  un'argomentazione  di   merito,   ma   è
  un'argomentazione giuridica e saremo molto attenti,  Presidente  Di
  Mauro,  anche nel prosieguo della legislatura a tutelare competenze
  dei comuni affinché queste non vengano violate.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, all'ordine  del  giorno  abbiamo
  questo disegno di legge che è il 113/A.
   La  discussione  sul  disegno di legge precedente  è  terminata  -
  onorevole Milazzo, la pregherei di non accentuare la polemica su un
  disegno  di  legge  in  cui  sia l'onorevole  Savarino,  sia  anche
  l'onorevole  Barbagallo, hanno fatto delle precisazioni  -  ma  non
  esiste più questo disegno di legge   L'onorevole Savarino ha voluto
  fare  delle precisazioni che mi sono sembrate anche corrette perché
  ad  un  certo  punto  questo disegno di legge -   che  noi  abbiamo
  discusso   -   sembrava  come  se  fosse  il  fiore   all'occhiello
  dell'attività dell'onorevole Savarino.
   L'onorevole  Savarino lo ha presentato, lo ha  portato  avanti  in
  qualità  di  relatore, ha fatto il suo dovere di  parlamentare,  ha
  fatto, scusate, questa precisazione, ora invito l'Aula a proseguire
  i lavori secondo l'ordine del giorno.
   Volete   intervenire  sull'ordine  dei  lavori?  Però,   onorevole
  Milazzo,  ordine  dei lavori vuol dire ordine dei lavori  non  vuol
  dire  continuare la polemica di un disegno di legge,  e  mi  sembra
  anche irriguardoso -  nei confronti del Presidente e relatore della
  IV  Commissione,  per essere chiari -  insistere ancora  su  questo
  argomento. C'è un limite a tutto.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente,  raccolgo  il  suo  sfogo  però   ha
  sbagliato indirizzo, a meno che non abbia la sfera di cristallo   E
  la  ringrazio per il corso di formazione sull'ordine dei lavori. Ha
  fatto bene perché io stavo facendo tutt'altro intervento.
   E'  sotto gli occhi di tutti, non sfuggirà a questa Presidenza che
  l'Aula,  in  Aula  non c'è sintonia su niente  Mi  sembra  più  che
  opportuno, signor Presidente, senza entrare nel merito del  disegno
  di  legge,  convocare  una  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, per riorganizzare l'ordine dei lavori e  per  mettere
  ordine.  Lei potrà determinarsi di andare avanti, ma lo  spettacolo
  che stiamo dando non mi sembra edificante, glielo dico, poi lei può
  fare  quello  che vuole, io la sosterrò e cercherò di fare  la  mia
  parte  ma  la  ritengo necessaria per mettere  ordine  perché  ogni
  Gruppo  parlamentare  -  ho capito -  si sente  in  questo  momento
  autorizzato a portare avanti la propria questione. Seppur c'era  un
  vecchio calendario, ritengo che non è più attuale. Io penso questo,
  signor Presidente.

   CAPPELLO. Signor Presidente, posso intervenire?

   PRESIDENTE. Un attimo.
   Onorevole  Milazzo,  noi  abbiamo un ordine  del  giorno,  abbiamo
  poc'anzi rimosso un disegno di legge e dovremmo proseguire, se  lei
  insiste,   onorevole  Milazzo,  sulla  proposta  di  convocare   la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, non so su  quale
  tema  fra  l'altro, se lei insiste su un'ipotesi  di  rinvio  della
  seduta  e  formula una richiesta di rinviare l'Aula a giovedì  alle
  ore  16.00,  il tempo perché il disegno di legge sulla  finanziaria
  arrivi agli uffici, gli uffici la inviino  presso le Commissioni  e
  si  incardina  non so in quale giorno - comunque, giovedì  potremmo
  riunirci per capire se siamo in condizione di discuterlo  -  è  una
  proposta che, se lei la formula, verrà messa ai voti.

   MILAZZO. Formulata.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Milazzo ha  formulato  una  proposta  di
  rinvio.

   CAPPELLO. Avevo chiesto di parlare per alcune precisazioni,  prima
  del suo intervento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, colleghi, premesso che  non  ho  ben
  inteso quale sia la proposta dell'onorevole Milazzo, ma è ovvio che
  il  M5S,  che  è  qui  al completo in Aula, intende  andare  avanti
  nell'ordine  dei lavori ritenendo la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi   parlamentari  in  questo  momento  storico   assolutamente
  inopportuna.
   Non so di cosa i capigruppo dovremmo discutere, tanto più che sono
  più i capigruppo dell'opposizione che quelli della maggioranza.
   Signor  Presidente  io  ho  ascoltato  con  molta  attenzione   ed
  interesse  le parole del Presidente della IV Commissione  e  volevo
  rassicurarla  dicendole  che  non c'è  stato  nessun  atteggiamento
  denigratorio da parte di nessuno nei confronti di questo disegno di
  legge che è stato appena ritenuto improcedibile.
   E' ovvio che spetta al Parlamento, e solo al Parlamento, stabilire
  l'ordine  delle  priorità nella trattazione delle  materie  che  ci
  vengono sottoposte e ci ha stupito parecchio che la Commissione  IV
  anziché trattare immediatamente quel disegno di legge dal quale lei
  si sente distante, che è il  plastic free , che è un tema oggi così
  attuale,  che  è  quello  della lotta  ed  allo  smaltimento  della
  plastica,  si  impegni  su  un  tema  che,  invece,  è  di   natura
  prettamente  comunale.  Ma,  Presidente,  questo  lo  abbiamo   già
  trattato ed è inutile ripeterlo.
   Tuttavia,  signor Presidente, ricordo soltanto a  me  stesso,  che
  qualcuno  da questo scranno, quando si trattò del disegno di  legge
  della  collega Ciancio sui revisori dei conti, ebbe la faccia tosta
  di dire che quello era un disegno di legge stupido ed insulso.
   Noi  rimandammo  al  mittente  queste  affermazioni  ed  oggi  non
  tolleriamo da parte di nessuno, meno che meno dal presidente  della
  IV  commissione, che ci venga a dire di aver tenuto noi del M5S  un
  atteggiamento  denigratorio  nei confronti  di  questo  disegno  di
  legge.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Genovese, Cannata e Galluzzo.

   L'Assemblea ne prende atto.


                 Proposta di rinvio dei lavori d'Aula

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, c'è una proposta  dell'onorevole
  Milazzo di rinvio dei lavori a giovedì 20 dicembre alle ore 16.00.
   Su  questa proposta potete intervenire per dichiararvi a favore  o
  contrari.

   ARICO'. Chiedo di parlare a favore della proposta.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Aricò che interviene
  a favore della proposta dell'onorevole Milazzo di rinvio dei lavori
  a giovedì prossimo alle ore 16.00

   ARICO'.  Signor  Presidente, Assessore, colleghi, io  naturalmente
  sono   a   favore  della  proposta  dell'onorevole  Milazzo  perché
  l'andazzo di oggi in quest'Aula non è dei migliori.
   Oggi non abbiamo dato un bello spettacolo, poi tutte le leggi sono
  importanti e nessuna legge è indispensabile.

   SAMMARTINO. Manca la volontà dell'Aula. Questo è lo sbaglio.

   ARICO'.  Non  è  un  problema,  non ha  importanza.  Stiamo  dando
  battaglia  su  un disegno di legge sul quale la IV  Commissione  ha
  lavorato parecchio, sul quale la IV Commissione ha chiesto pure  il
  parere  all'Associazione Nazionale Comuni d'Italia di dare i propri
  emendamenti,  che gli sono stati consegnati, sono stati  approvati,
  ed  oggi  mi  viene  a dire qualche collega che questo  disegno  di
  legge è incostituzionale. Niente di più falso.
   E  se  questa vuol essere una ripicca perché qualcuno - non io  né
  nessun  altro  del mio Gruppo parlamentare - sul disegno  di  legge
  proposto   dei  revisori  contabili  - io  ho  detto  in  ogni  mio
  intervento,  che rispettavo il lavoro della Commissione  e  di  chi
  aveva  proposto il disegno di legge - deve essere una ripicca,  non
  lo  possiamo accettare, perché questo è stato detto dal  Capogruppo
  del Movimento Cinque Stelle.
   Ed  allora, noi abbiamo un problema: la finanziaria nazionale  che
  non  arriva,  signor Presidente. La finanziaria nazionale,  Governo
  del  Movimento  Cinque Stelle, Presidente del Consiglio  Conte,  il
  vice Presidente Di Maio, che ancora parlano dello 0,1, 0,2, 0,3.
   La  finanziaria  regionale  sta per essere  esitata  dalla  Giunta
  regionale di Governo. Noi abbiamo l'esigenza di fare lavorare,  con
  serenità,  il Governo regionale, ma ci sono delle responsabilità  a
  livello  nazionale,  perché vorrei capire  come  dobbiamo  fare  la
  finanziaria  a  livello regionale se non arriva  quella  nazionale,
  signor Presidente.
   Oggi  è  stata  approvata la finanziaria regionale, per  la  prima
  volta  dopo  anni, oggi la Giunta vara un testo di finanziaria  nel
  mese dicembre.
   Ed  allora, signor Presidente, se dobbiamo dare priorità  a  leggi
  più importanti, così come la finanziaria regionale varata, propongo
  di appoggiare la proposta dell'onorevole Milazzo, per far sì che si
  possano  rinviare i lavori e, vorrei, signor Presidente che,  visto
  il  clima  che si respira in Aula, possa essere una decisione  che,
  così  come  previsto dal Regolamento, sia anche una sua prerogativa
  ed una scelta a farsi.
   Signor  Presidente, se questo deve diventare il luogo di  scontro,
  ricordiamoci sempre che ognuno di voi anzi, ognuno di noi, è membro
  del  più antico Parlamento d'Europa e questo spettacolo noi, forse,
  non dovremmo darlo ai siciliani.
   Signor  Presidente, naturalmente, sono per dare priorità a disegni
  di  legge  più importanti, come quello della finanziaria, approvato
  dalla Giunta di Governo qualche ora fa.
   Mi dispiace e sono mortificato, da parlamentare di quest'Aula, per
  quello che è successo qui, qualche minuto fa, perché ore ed ore  di
  lavoro,  della IV commissione, sono state buttate nel cestino  dopo
  che  il  presidente  Savarino,  insieme  a  tutti  i  membri  della
  Commissione,  avevano lavorato con solerzia e impegno,  ed  avevano
  fatto sì che venisse redatto un disegno di legge intelligente,  che
  potesse   migliorare   le   condizioni  delle   autonomie   locali,
  considerato  che oggi noi viviamo in città in cui manca  il  decoro
  urbano, e volevamo che i cittadini si potessero sostituire, a  loro
  spese, alle inadempienze di alcune amministrazioni.
   Cosa  avevamo  chiesto?  Colleghi, cosa avevamo  chiesto?  Se  non
  questo   Far sì che i cittadini si potessero sostituire, e  voi  ne
  avete fatto una questione di guerriglia politica in quest'Aula.
   Signor  Presidente,  spero  che la sua  esperienza  possa  dare  e
  trovare  una  soluzione  ai  lavori  di  oggi  e  delle  successive
  giornate.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, pongo in votazione  la  proposta
  dell'onorevole Milazzo, che è quella di rinviare i lavori a giovedì
  20 dicembre 2018, alle ore 16.00.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvata)


   Seguito  della  discussione del disegno di  legge   Norme  per  la
  promozione, il sostegno e lo sviluppo delle cooperative di comunità
  nel territorio siciliano  (n. 113/A)

   PRESIDENTE.  Invito  i  componenti la III Commissione  a  prendere
  posto al banco delle Commissioni.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
                               Finalità

   1.  La  Regione, in attuazione dell'articolo 14 dello Statuto,  al
  fine  di  sostenere  lo  sviluppo  economico,  la  coesione  e   la
  solidarietà   sociale   nei   territori   e   nelle   aree   urbane
  particolarmente esposte a rischio spopolamento e a disagio sociale,
  con  la  presente legge definisce i criteri ed i requisiti  per  il
  riconoscimento  delle   Cooperative  di  comunità'   al   fine   di
  valorizzarne il ruolo».

   Comunico  che  all'articolo 1 sono stati presentati dall'onorevole
  Milazzo  gli  emendamenti  1.1  e 1.2, soppressivi  rispettivamente
  dell'intero articolo e del comma 1. Onorevole Milazzo li mantiene?

   MILAZZO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  ho chiesto soltanto se si è svolta la discussione generale.

   PRESIDENTE. Sì, Assessore, si è già svolta.
   Pongo in votazione l'articolo 1. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
                             «Articolo 2.
                     Scopo mutualistico e oggetto

   1.   Sono    cooperative  di  comunità'  le  società   cooperative
  costituite ai sensi degli articoli 2511 e ss. del codice  civile  e
  iscritte  all'albo delle cooperative di cui all'articolo 2512  cod.
  civ.  e  all'articolo 223 sexiesdecies disp.  att.  cod.  civ.  che
  valorizzando   le  competenze  della  popolazione   residente,   le
  tradizioni culturali e le risorse territoriali, perseguono lo scopo
  di  soddisfare  i  bisogni della comunità locale  migliorandone  le
  qualità sociali ed economiche di vita, attraverso lo svolgimento di
  attività  economiche  per  lo sviluppo sostenibile,  come  definito
  dall'articolo  3 quater del decreto legislativo 3 aprile  2006,  n.
  152, finalizzate alla produzione di beni e servizi, al recupero  di
  beni  ambientali e monumentali ed alla creazione di opportunità  di
  lavoro per la comunità stessa».

   Comunico  che  all'articolo  2  è stato  presentato  l'emendamento
  soppressivo 2.1, dell'onorevole Aricò, Lo mantiene?

   ARICO'. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto
   Si passa all'emendamento 2.2 a firma dell'onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Ritiro gli emendamenti 2.2 e 2.3 a mia firma.

   PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                             «Articolo 3.
               Scambio mutualistico e categorie di soci

   1. Possono essere soci di una  cooperativa di comunità' le persone
  fisiche o giuridiche che abbiano la residenza, o il domicilio, o la
  sede  legale  o  effettiva nel territorio in cui  è  costituita  la
  cooperativa  stessa.  Tale  requisito  non  è  richiesto  ai   soci
  sovventori.

   2.  La   cooperativa  di  comunità' nel proprio  atto  costitutivo
  stabilisce  i  requisiti per l'ammissione dei nuovi soci  ai  sensi
  dell'art. 2525 e ss. del codice civile».

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  sull'articolo 3 non  è  indicato  qual  è  il
  parametro  per  la costituzione della cooperativa  di  comunità  in
  relazione al posto dove sorge. Voglio dire, ci sarà un parametro da
  tenere  in  considerazione se il comune fa più o meno abitanti  per
  costituire  una cooperativa di comunità, e credo che la Commissione
  avrebbe  dovuto  indicarlo meglio. Così facendo la  cooperativa  di
  comunità  può  nascere soltanto se una persona vuole  istituire  la
  cooperativa stessa.
   Siccome  poi  gli  effetti dell'articolo 6 sono  molto  rilevanti,
  allora  vorrei  che  se  ne  definisse  meglio  il  contenuto.   Ma
  sull'articolo  6,  signor  Presidente, mi  riservo  di  intervenire
  successivamente perché, secondo me, onestamente si riconosce, bontà
  della   Commissione,  all'assessore  per  le  attività   produttive
  protempore, una serie di poteri molto vasti.
   Ripeto,  sulla  formulazione dell'articolo 3 non sono  indicati  i
  parametri  per  la definizione dell'esistenza della cooperativa  di
  comunità,  né per la soppressione in caso vengano meno i requisiti.
  Però, voglio dire, poi il Parlamento è sovrano.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi  dobbiamo
  legiferare non con l'auspicio che qualcuno ponga rimedio  a  quello
  che  fa  il  Governo.  Se il Governo pone una  questione  motivata,
  l'Aula  si  ferma,  la Commissione o il Governo  stesso  scrive  un
  emendamento  e  si supera il problema. Non è che il Governo  parla,
  noi ce ne freghiamo e andiamo avanti e  vediamo come finisce .
   Stiamo  facendo una norma, quindi l'Aula ha l'obbligo di fermarsi,
  o  il Governo riscrive, o la Commissione pone rimedio e si richiama
  alle osservazioni del Governo.
   Non  è che possiamo andare avanti così. E' vero che stiamo facendo
  oggi   quattro salti in padella , come norme di legge, però un poco
  di criterio ci vuole. Ci si ferma per approfondire la questione per
  portarla avanti e superarla. Penso che funzioni così

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  sono  componente
  della  III Commissione, di cui mi onoro di fare parte, che ha preso
  una decisione che su molti - speriamo su tutti i disegni di legge -
  a  prescindere da chi lo presenti, come in questo caso  l'onorevole
  Foti,  che  ha il giusto merito di relazionarlo in Aula,  diventino
  disegni  di  legge di tutta la Commissione, come lo è anche  questo
  testo in discussione oggi.
   Volevo  precisare  e  volevo  spiegare  che  non  c'è  bisogno  di
  fermarsi,  perché  la  particolarità in  sé  della  cooperativa  di
  comunità, ricordo all'Aula che è un'esperienza normativa nata sulla
  base di un'autoregolamentazione da parte delle comunità stesse.  Le
  cooperative  di comunità stiamo provando oggi a regolamentarle,  ma
  nascono in quanto esigenza intrinseca della comunità stessa.
   Questa  sua caratteristica già determina il fatto che non c'è  una
  distinzione  tra  comunità  e comunità  in  base  al  numero  degli
  abitanti, per cui si debba stabilire e fare una differenziazione in
  base  al  numero degli abitanti delle comunità, fermo restando  che
  poi, per i comuni di una certa dimensione che volessero suddividere
  la  loro comunità intera, in base ad esigenze specifiche, il  testo
  stesso  della legge rimanda alla promozione per i singoli  consigli
  comunali di un regolamento.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  così  facendo,  come indicato dall'onorevole Cafeo, per  costituire
  una cooperativa di comunità basta un socio sovventore che è slegato
  da quella comunità e due soggetti di quel posto.
   Siccome lo spirito della cooperativa di comunità è rilanciare  una
  serie  di  servizi,  e  anche  di opportunità,  che  peraltro  sono
  declinati  nell'articolo  6,  sul  quale  farò  evidenziare  alcuni
  aspetti  molto  rilevanti,  credo che  introdurre  il  principio  -
  ragione  per la quale ne chiedo l'accantonamento per la riscrittura
  -  secondo  il  quale  la  cooperativa di  comunità  viene  scritta
  nell'apposito  albo  soltanto quando, in relazione  al  posto  dove
  nasce, assorbe la volontà di un pezzo di quella popolazione che  si
  riconosce in quei principi, mi sembra un elemento di buona ragione.
   Se  passa questo principio, deve passare pure il principio inverso
  che,  in  caso  di  venuta meno dei requisiti e non  reintegro  dei
  requisiti  stessi  entro un anno, la cooperativa  venga  cancellata
  dall'elenco.
   Se  l'Aula  avesse  letto bene l'articolo 6, alle  cooperative  di
  comunità  si riconoscono una serie di vantaggi e benefici  su  cui,
  personalmente, esterno delle riserve. Poi l'Aula è sovrana

   CRACOLICI.  L'Aula  è sovrana di che? Sono d'accordo  con  le  sue
  riserve.

   TURANO,  assessore  per le attività produttive.  Se  passa  questo
  principio,  ci esponiamo a che una persona qualunque, senza  nessun
  legame  col  territorio,  possa  incidere  profondamente  in   quel
  territorio anche al fine di avere garantiti alcuni servizi che  poi
  vengono declinati dall'articolo 6.
   Pertanto, signor Presidente, chiedo l'accantonamento dell'articolo
  3 al fine di permettere una riscrittura.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io ho
  dato una lettura a questo testo e capisco il senso, cioè mi pare ha
  un intendimento generoso, uso quest'espressione.
   Mi  chiedo,  però, se esistono i fondamenti giuridici  per  potere
  disciplinare un soggetto economico, perché tale è al  di  fuori  di
  quanto previsto dal codice civile. Infatti il codice civile prevede
  che  per  fare  una  cooperativa ci siano dei  requisiti,  non  dei
  requisiti  di residenza, la cooperativa è una società  di  capitali
  ancorché  atipica, fatta da un numero di persone che  sottoscrivono
  un  capitale secondo un regime mutualistico, ma non è connessa alla
  dimensione  residenziale,  per cui  non  c'è  una  cooperativa  che
  dipende dal luogo di residenza dei soci.
   Inoltre,  la  cooperativa che qui si vorrebbe costituire  dovrebbe
  avere  come  finalità  la gestione anche di  servizi  con  funzione
  pubblica e come? A sorteggio o per amicizia?
   Perché,  stiamo  attenti   Ciò  che  regola  l'affidamento   della
  gestione  dei servizi pubblici in Italia e in Europa  è  il  regime
  delle  gare  pubbliche, secondo un principio sotto soglia  e  sopra
  soglia,  con  regime  del libero incanto oppure  con  l'affidamento
  diretto, ma secondo delle regole che sono definite.
   Ora, al di là dell'articolo 3, dell'articolo 6 ripeto, il senso lo
  capisco   perché   tenta   di   dare   una   risposta   a   livello
   municipalistico  ad una dimensione di gestione di alcuni problemi,
  ma mi pare che l'obiettivo è sfasato rispetto alle competenze.
   Aggiungo, in ogni caso può la Regione siciliana nell'ambito  delle
  proprie  competenze  statutarie  definire  le  caratteristiche   di
  impresa?  Perché  l'impresa è regolata, oltre  che  da  ordinamenti
  contabili comunitari, dal codice civile che stabilisce la tipologia
  di  impresa di capitale, individuale, sotto forma Spa, sotto  forma
  Srl  e le cooperative che sono una atipica società a responsabilità
  limitata.
   Però,  ripeto, la domanda è: ma possiamo noi disciplinare?  Signor
  Presidente,  mi  permetto di dire che un testo di legge  arriva  in
  Aula ci sta, ma il disegno di legge ha una relazione tecnica e  una
  relazione  giuridica che supporta la fattibilità di  questo  testo?
  Perché  se  no  rischiamo di andare tutti al buio, io  pure  vorrei
  andare  sulla  Luna, ma è possibile che la Regione  disciplini  con
  legge  che  costruiamo, finanziamo, una astronave tutta  siciliana?
  Credo  di  no  Mi piacerebbe  Ma se lo presento, gli Uffici  me  lo
  fanno  arrivare  in Aula un testo che mi consente di  andare  sulla
  Luna direttamente dalla Sicilia?

   FOTI, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
  in   merito  alle  osservazioni  fatte  dall'assessore   Turano   e
  dall'onorevole Cracolici rispondo, niente Luna, onorevole Cracolici
  e  nulla  di  straordinario sotto il sole dell'Assemblea regionale,
  perché  la  cooperazione  di comunità è normata  nelle  Regioni,  è
  normata  in Liguria, Emilia-Romagna, Campania, Basilicata,  Puglia,
  Calabria e Sardegna.
   È   stata   fatta   una  norma  appositamente   denominata   sulla
  cooperazione  di  comunità,  nel  nostro  caso  è  sviluppo   delle
  cooperazioni di comunità.
   Per  quanto riguarda la non aderenza al codice civile mi  permetto
  di  fare  notare,  e  forse  è sfuggito perché  è  stato  approvato
  abbastanza  velocemente, che all'articolo 2 si fa riferimento  agli
  articoli del Codice Civile a cui la cooperativa di comunità si deve
  attenere,  come  tutte le altre cooperative,  quindi  non  c'è  una
  difformità,   non  è  una  creatura  atipica  nel  panorama   della
  cooperazione.
   La  caratteristica che permette di identificarle, e qui mi collego
  a  quello  che  mi  sembra di avere capito  sia  la  preoccupazione
  dell'Assessore,  è all'articolo 3, al comma 1, dove  si  indica  la
  prima   vera  caratteristica  che  tipicizza  la  cooperazione   di
  comunità,  che  è  quella  secondo la quale  i  soci  appartengono,
  solitamente si intende ad un territorio comunale e solo  in  quello
  possono  operare,  anche  i  soci lavoratori,  chiaramente,  perché
  questa  è una norma di innovazione sociale che ha come scopo quello
  di migliorare l'uomo attraverso il lavoro, alla scopo di preservare
  tradizioni,  identità  e  rigenerazione  urbana  tipiche  di   quei
  territori  che  caratterizzano  anche  la  Sicilia,  ossia  piccoli
  comuni,  spesso  di  montagna,  con pochi  abitanti  o  con  grandi
  sperequazioni abitative tra le stagioni turistiche e  le  stagioni,
  diciamo,  quelle  lì,  tutto  il resto  dell'anno,  dove  purtroppo
  parecchi  servizi  rimangono  non  espletati,  proprio  per  queste
  sperequazioni.
   Quando  l'Assessore fa notare che a proposito  della  quantità  di
  soci della cooperazione, penso che faccia riferimento a quello  che
  noi  prevediamo,  sarà  proprio una  sua  prerogativa  nel  decreto
  assessoriale  di  stabilire  che in  particolari  eccezioni,  ossia
  quando  noi dovremmo provare la situazione in cui il 50  per  cento
  della  popolazione di una piccola comunità di montagna, magari,  su
  mille  abitanti, 500 decidano di aderire alla cooperativa, in  quel
  caso si avranno delle particolarità che lei detterà nel suo decreto
  assessoriale andando a specificare le caratteristiche dello  schema
  della convenzione tipo.
   Diversamente, noi non possiamo impedire che una cooperativa  nasca
  imponendo  il numero dei soci, possiamo garantire alla  cooperativa
  particolari convenzioni tipo con in comuni che l'Assessorato stesso
  prevedrà nel suo decreto.

   TURANO,  assessore  per  le attività produttive.  Non  si  possono
  legare all'assessore queste attività.

   FOTI,  relatore.  Voglio ripetere, la legge sulla cooperazione  di
  comunità c'è praticamente in metà delle Regioni italiane, e  quindi
  non è nulla di così straordinario, è uno strumento di cui poi ci si
  potrà   avvalere   specialmente  nelle   periferie,   come   diceva
  l'onorevole  Cafeo.  Nei  grandi comuni si potrà  fare  all'interno
  delle  circoscrizioni, proprio per identificare con la  peculiarità
  di  un  territorio  la  possibilità  di  fare  la  cooperazione  di
  comunità.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  nessuno  disconosce  la funzione sociale, che credo  sia  una  cosa
  apprezzata e spero sarà apprezzata unanimemente dall'Aula,  qua  il
  problema è la regolamentazione.
   Ora  io lo dico perché - e potrei chiaramente evitare di ritornare
  sul punto - non credo che si possa demandare al potere del Governo,
  che  con un decreto indica i parametri e poi non sa quali parametri
  scegliere, ma dovrebbe essere il legislatore a definire meglio.  E'
  vero   che   in  altre  Regioni  è  previsto  il  principio   della
  cooperazione  di  solidarietà,  cosa  che  onestamente   trova   il
  riscontro favorevole anche da parte del Governo, ma è regolamentata
  in maniera molto diversa.
   Ci  sono  alcuni  parametri che sono oggettivi, e ci  sono  alcuni
  parametri  che  non  possono essere imputati alla  discrezionalità,
  secondo me, dell'Assessore alle attività produttive.
   Detto  questo,  in sintesi, il cuore della legge sta nell'articolo
  6.  Io vorrei invitare i colleghi a leggere attentamente l'articolo
  6,  perché  qualora, per esempio, viene definito il  principio  che
  l'assessore  Presidente, se dobbiamo andare in ordine io  chiederei
  alla   Commissione  di  riportare  il  testo  in  Commissione   per
  riscrivere l'articolo 3. Diversamente, di accantonare l'articolo  3
  e  sospendere la seduta per dieci minuti. Il Governo si farà carico
  di riscrivere l'articolo 3.
   È chiaro, onorevole Lupo, faccio un ragionamento di buon senso che
  va oltre, e contro forse, le competenze dell'assessorato stesso. Ma
  lasciare  alla discrezionalità dell'assessore il parametro  per  la
  costituzione  della  cooperativa,  poi,  addirittura,  per  il  suo
  mantenimento o per la sua soppressione è una cosa che, secondo  me,
  espone l'assessore a delle valutazioni che non gli competono, e  il
  Parlamento alla delega di un potere oltremisura.
   Quando  io parlo di rinviare il testo in Commissione per  definire
  l'articolo  3,  onorevole  Ragusa, ho  fatto  una  proposta.  Detto
  questo, credo che sia indispensabile sull'articolo 3 riflettere. E,
  siccome,  l'articolo 3 è fortemente connesso  all'articolo  6  e  i
  riflessi  dell'articolo 6 sono molto importanti, io  credo  che  un
  momento di riflessione sia utile per tutti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  tenete  conto  che  c'è  questa
  richiesta del Governo di accantonare l'articolo 3 in attesa di  una
  riscrittura, per cui intanto andremmo avanti con gli articoli 4,  5
  e 6.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  non  è  una  riscrittura  di  due  minuti.  Bisogna  individuare  i
  parametri  per  la validità della costituzione della cooperativa  e
  definire i parametri per la sua eventuale soppressione.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  intanto  volevo  fugare ogni dubbio rispetto alle relazioni  a  cui
  faceva  cenno  l'onorevole Cracolici. Le  relazioni  ci  sono,  gli
  Uffici hanno fatto esattamente il loro lavoro.
   Per  quanto riguarda, invece, la richiesta dell'assessore  Turano,
  penso  che lo possiamo accantonare e al Governo, visto che  non  si
  vuole  assumere  la responsabilità di indicare poi con  un  decreto
  successivo la compilazione e la formazione di questa cooperativa di
  comunità, diamo la possibilità di riscriverlo, perché siamo  sicuri
  e  convinti  della bontà di questa legge. Riguarda più  un  aspetto
  sociale  che  altro, perché i piccoli centri si stanno  sempre  più
  svuotando nelle zone montane.
   Questa   norma   serve  esattamente  a  dare  la  possibilità   di
  autodeterminarsi  proprio in quelle zone dove si possono  dare  dei
  servizi sociali ed extrasociali alla comunità intera. Per cui direi
  di  proseguire accantonando l'articolo 3 e andare avanti mentre  il
  Governo si accinge alla sua riscrittura.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rispetto alle cose che sono  state
  dette,  nell'articolo 2 c'è l'indicazione del Codice civile, quindi
  l'indicazione  del  Codice  civile è abbastanza  esplicita,  faceva
  riferimento  poco  fa  l'onorevole Foti a una disciplina  che,  nel
  rispetto  del  Codice civile, le altre Regioni si sono pronunciate.
  Noi  l'articolo  lo accantoniamo perché lo chiede  il  Governo,  ma
  l'organizzazione  è  disciplinata  dal  Codice  civile,   assessore
  Turano.  Non  è  che  lei  può modificare i parametri.  Questo  sia
  chiaro.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sollecitata anche
  dalle  riflessioni che faceva l'assessore Turano -  al  di  là  del
  fatto  che condivido il senso e la ratio di questo disegno di legge
  approvato in Commissione -ritengo però che alcune cose non  possano
  essere  demandate  al  regolamento  che  farà  l'assessore,  ma  le
  dovremmo  disciplinare per legge. Perché? L'articolo 3, si  collega
  poi  all'articolo 6, che è quello che ne detta le  funzioni,  dà  a
  queste  comunità  delle  funzioni  che  sono  anche  di  una  certa
  importanza perché potrebbero esercitare funzioni pubbliche.
   Ora,  siccome noi in Commissione - i colleghi lo sanno  -  abbiamo
  recepito   diverse  lamentele  da  quando  è  stata  approvata   la
  possibilità  che i Comuni, faccio un esempio, avessero  in  ARO  la
  gestione  dei  rifiuti e in molti si sono venuti  a  lamentare  che
  queste società che hanno poi in ARO avuto il compito della gestione
  dei   rifiuti  di  quella  comunità  non  avevano  quella  solidità
  economica per potere mantenere il servizio, noi, nel nostro disegno
  di  legge,  in accordo con tutte le forze politiche, abbiamo  messo
  l'obbligo di una seconda fideiussione a garanzia dei lavoratori.
   Io  ritengo  bisogna  stare attenti che poi  ci  possa  essere  il
  rischio   che,  al  di  là  della  bontà  dell'intenzione  spiegata
  dall'onorevole  Foti  che nelle piccole comunità  possa  essere  di
  respiro  e di aiuto il fatto che alcune cose possano essere gestite
  dalle  cooperative di comunità, in altre realtà potrebbe  diventare
  uno  strumento per fare gestire a queste cooperative  funzioni  che
  invece  in  realtà  è  importante e giusto che vengano  gestite  da
  imprese solide. Perché abbiamo già appurato che se l'impresa non  è
  solida economicamente, non è in grado di sostenere quel servizio.
   Per  cui  la  riflessione  a cui ci spinge  l'onorevole  assessore
  Turano  è  una riflessione che io posso dire, nella mia  esperienza
  proprio di ascolto e di audizione in questi giorni in tema  di  una
  funzione  pubblica,  importante  come  quella  della  gestione  dei
  rifiuti,  che  ho  avvertito e devo quindi riferire  a  quest'Aula.
  Un'attenzione particolare sulla qualifica e sulla qualità  e  sulla
  importanza   delle  imprese  che  poi,  che  siano  a   titolo   di
  cooperativa,  vadano a gestire funzioni pubbliche come  è  previsto
  dall'articolo 6.
   Ecco,  questa  attenzione deve essere data  e  non  credo  che  il
  regolamento  dell'Assessore  sia  sufficiente.  Ritengo  che  debba
  essere fatta proprio dall'Aula in questa sede.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 3 è accantonato.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                             «Articolo 4.
                        Comunità di riferimento

   1.  Per  comunità, ai sensi della presente legge, si  intendono  i
  territori di uno o più comuni, o circoscrizioni comunali,  o  anche
  parti di essi, affini per caratteristiche geografiche, culturali  o
  economiche».

   Gli  emendamenti 4.1 e 4.2, dell'onorevole Milazzo, sono  decaduti
  per assenza dall'Aula del firmatario.
   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
                             «Articolo 5.
                          Registro regionale

   1.  La  Regione  istituisce presso l'assessorato  regionale  delle
  attività  produttive  il registro regionale  delle  cooperative  di
  comunità  a  cui gli enti cooperativi in possesso dei requisiti  di
  cui alla presente legge si iscrivono per ottenere il riconoscimento
  di  cooperativa  di  comunità.  I  requisiti  per  l'iscrizione  al
  registro  regionale  delle cooperative sono  definiti  con  decreto
  dell'Assessore  regionale per le attività  produttive  da  emanarsi
  entro  i  60  giorni successivi alla pubblicazione  della  presente
  legge sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana».

   Gli  emendamenti 5.1 e 5.2, dell'onorevole Milazzo, sono  decaduti
  per assenza dall'Aula del firmatario.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
                             «Articolo 6.
                   Strumenti e modalità di raccordo

   1.  L'Assessore regionale per le attività produttive, riconoscendo
  il   rilevante   valore  sociale  e  la  finalità  pubblica   della
  cooperazione  in  generale  e  delle  cooperative  di  comunità  in
  particolare, adotta le seguenti azioni:

   a) disciplina, con il medesimo decreto di cui all'articolo 5 della
  presente  legge,  le  modalità di raccordo tra  le  attività  delle
  cooperative  di  comunità e quelle delle pubbliche  amministrazioni
  mediante appositi schemi di convenzione-tipo;

   b)  favorisce, anche attraverso gli enti locali, la partecipazione
  delle   cooperative  di  comunità  all'esercizio   delle   funzioni
  pubbliche. A tal fine utilizza e promuove le capacità progettuali e
  imprenditoriali  delle  cooperative di  comunità,  coinvolgendo  le
  stesse  nel  sistema  di produzione di beni e servizi,  compresi  i
  servizi pubblici di rilevanza economica;

   c)   riconosce   nelle   cooperative  di  comunità   un   soggetto
  privilegiato  per  l'attuazione  di  politiche  attive  del  lavoro
  finalizzate alla creazione di nuova occupazione».

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, se abbiamo accantonato  l'articolo
  3, dobbiamo accantonare pure l'articolo 6.

   PRESIDENTE. Sì, avete ragione. L'articolo 6 è accantonato.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7.
                   Norma di salvaguardia comunitaria

   1.  Le  misure  agevolative in favore delle  cooperative  regolate
  dalla  presente  legge sono concesse nel rispetto  dei  limiti  del
  Regolamento  (CE)  18  dicembre 2013,  n.  1407/2013/UE  (c.d.   de
  minimis ) tempo per tempo vigente».

   Gli  emendamenti 7.1 e 7.2, dell'onorevole Milazzo, sono  decaduti
  per assenza dall'Aula del firmatario.
   Pongo  in  votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                             «Articolo 8.
                        Invarianza finanziaria

   1.  Dall'attuazione  delle disposizioni della presente  legge  non
  derivano  nuovi o maggiori oneri per il bilancio della Regione.  Le
  amministrazioni  interessate provvedono agli  adempimenti  previsti
  dalla   presente  legge  con  le  risorse  umane,   finanziarie   e
  strumentali disponibili a legislazione vigente».

   Gli  emendamenti 8.1 e 8.2, dell'onorevole Milazzo, sono  decaduti
  per assenza dall'Aula del firmatario.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, a questo punto l'esame del disegno di legge n.
  113/A è rinviato a domani.
   Assessore  Turano, siamo in condizione di presentare l'emendamento
  entro domani pomeriggio?

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  io  chiedo  di  rinviare la seduta alla giornata di  domani,  se  è
  possibile  di pomeriggio, perché così domani mattina la Commissione
  può  lavorare  con  il  Governo  per  riscrivere  l'articolo  3   e
  l'articolo 6.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  se  non  sorgono  osservazioni,
  l'esame  del disegno di legge n. 113/A riprenderà domani, alle  ore
  16.00, perché di mattina deve lavorare la Commissione.

    Seguito della discussione del disegno di legge n. 119/A  Norme
                              finalizzate
    alla realizzazione di parcheggi e alla decongestione dei centri
                                urbani

   PRESIDENTE.  Si procede col seguito della discussione del  disegno
  di   legge  n.  119/A   Norme  finalizzate  alla  realizzazione  di
  parcheggi  e  alla decongestione dei centri urbani   posto  al  III
  punto dell'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli   colleghi,   prendiamo  atto  che   manca   l'Assessore
  competente.

   LO CURTO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Curto, la invito su  questo  disegno  di
  legge  a  fare  una  valutazione; trattasi di un disegno  di  legge
  complesso, manca l'Assessore all'urbanistica e vorrei che da  parte
  sua ci fosse un intervento responsabile. Ha facoltà di intervenire.

   LO  CURTO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché
  questo  disegno  di  legge  mira a disciplinare  un  settore  molto
  delicato e davvero può dare una serie di risposte anche in merito a
  questioni che riguardano la tutela dell'ambiente, la qualità  della
  vita  delle  persone, il decongestionamento del  traffico,  allora,
  insistendo all'interno di una riflessione comune che è stata  anche
  oggetto  di  tanta  attenzione  all'interno  della  Commissione,  e
  persistendo alcune criticità che certamente l'onorevole  Barbagallo
  avrebbe  adesso rappresentato, ritengo che sia opportuno,  ancorché
  queste  perplessità  devono essere frutto di  una  meditazione  che
  renda  possibile  la disciplina seria di questo settore,  rinviarlo
  nuovamente  in  Commissione, perché la  Commissione  operi  con  la
  dovuta attenzione a questi elementi che sono emersi nel dibattito.
   Quindi chiedo il rinvio in Commissione.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni, il disegno  di  legge  n.
  119/A è rinviato alla Commissione competente.


      Discussione del disegno di legge n. 413/A  Interpretazione
                       autentica dell'articolo 3
             della legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6

   PRESIDENTE.  Si  passa alla discussione del disegno  di  legge  n.
  413/A    Interpretazione  autentica  dell'articolo  3  della  legge
  regionale  24  febbraio 2000, n. 6 , posto al IV punto  dell'ordine
  del giorno.
   Preciso  che  si  tratta di un disegno di legge di grande  valore,
  giuridico e di salvaguardia per la Sicilia.
   Invito  i  componenti la V Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Ha facoltà di intervenire l'onorevole Sammartino, presidente della
  Commissione e relatore, per svolgere la relazione.
   Il  disegno di legge verrà quindi incardinato e si darà tempo  per
  la presentazione degli emendamenti fino a domani alle ore 12.00.

   SAMMARTINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, Governo, questo disegno  di  legge
  non sarà un testo che cambierà le sorti della Sicilia.
   Io   mi   rimetto   al  testo  della  relazione  scirtta,   volevo
  semplicemente sottolineare che mi sarei augurato che non  ci  fosse
  stato bisogno, dopo tanti anni dall'entrata in vigore della legge 6
  del  2000,  da  Presidente di Commissione, su sollecitazione  anche
  dell'ANCI,  di dovere fare un'interpretazione autentica in  materia
  delle conferenze provinciali scolastiche.
   Quindi,  la ringrazio per averlo incardinato e mi auguro  che  nel
  più breve tempo possibile si possa esaminare.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato  chiesto
  di  parlare,  pongo  in  votazione  il  massaggio  all'esame  degli
  articoli,  con  la precisazione che la discussione del  disegno  di
  legge si terrà in fase di esame dell'articolo 1.

                            (E' approvato)

   Il  termine  per  la  presentazione degli  emendamenti  è  fissato
  domani, mercoledì 19 dicembre 2018, alle ore 12,00.


    Votazione finale del disegno di legge n. 336/A  Riconoscimento
                           della legittimità
     dei debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1,
                        lettera a) del decreto
     legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
                            integrazioni .

   PRESIDENTE.  Si  passa  al III all'ordine  del  giorno:  votazione
  finale  del  disegno  di  legge  n.  336/A   Riconoscimento   della
  legittimità  dei  debiti fuori bilancio ai sensi dell'articolo  73,
  comma 1, lettera a) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.  118
  e successive modifiche ed integrazioni .
   Preciso che su questo disegno di legge l'assessore Lagalla ha dato
  alcune  comunicazioni, rinviando ovviamente la discussione a quando
  ci sarà l'assessore per l'economia.


   Rinvio della discussione del  Bilancio consolidato della Regione
                               siciliana
                   per l'esercizio finanziario 2017


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, il  IV  all'ordine  del  giorno:
  discussione  del  Bilancio consolidato della Regione siciliana  per
  l'esercizio  finanziario 2017 , è rinviato  per  assenza  dall'Aula
  dell'Assessore per l'economia.
   Avendo esaurito i punti all'ordine del giorno, e non avendo  alcun
  deputato  chiesto  di  parlare, la  seduta  è  rinviata  a  domani,
  mercoledì 19 dicembre 2018, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
         cooperative di comunità nel territorio siciliano  (n. 113/A)
         (Seguito)

                Relatore: on. Foti

       2)  Interpretazione autentica dell'articolo 3 della legge regionale
         24 febbraio 2000, n. 6  (n. 413/A) (Seguito)

                Relatore: on. Sammartino

    III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

      - Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
       sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
       23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni  (n.
       336/A)

    IV -DISCUSSIONE DEL  BILANCIO CONSOLIDATO DELLA REGIONE SICILIANA
       PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017

                Relatore: on. Savona

                   La seduta è tolta alle ore 17.41

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore per i beni  culturali  e  l'identità
  siciliana

   N. 377 - Salvaguardia dell'anfiteatro romano di Piazza Stesicoro a
  Catania.
   Firmatari: Galvagno Gaetano
   -  Con nota prot. n. 55438/IN.17 del 5 novembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.

   N.  403 - Chiarimenti sulle iniziative per rendere fruibile e  per
  valorizzare l'Osterio Magno di Cefalù.
   Firmatari:   Sunseri  Luigi;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Campo
  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di
  Caro  Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
  Marano  Jose;  Palmeri  Valentina; Pagana  Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi
  Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
   - Con nota prot. n. 56935/IN.17 del 13 novembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per i beni culturali.

   N.   436   -  Manutenzione  straordinaria  dell'immobile   storico
  denominato  'Osterio Magno' di proprietà della  Regione  siciliana,
  sito in Cefalù (PA).
   Firmatari: Lupo Giuseppe

   - da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:

   N.  12  - Chiarimenti in merito alla pericolosa condizione in  cui
  versa il porto di Selinunte.
   Firmatari:  Tancredi  Sergio; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Ciancio
  Gianina; Cappello Francesco; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina;
  Mangiacavallo  Matteo;  Foti  Angela;  Campo  Stefania;   De   Luca
  Antonino;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose;  Pagana
  Elena;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci Roberta;  Siragusa   Salvatore;
  Sunseri  Luigi; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  36  - Chiarimenti in merito alla pericolosa condizione in  cui
  versa il porto di Selinunte (TP).
   Firmatari:  Tancredi Sergio; Zito Stefano; Ciancio Gianina;  Campo
  Stefania;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Pasqua  Giorgio;  De
  Luca  Antonino;  Schillaci Roberta; Sunseri  Luigi;  Pagana  Elena;
  Marano Jose; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Cappello
  Francesco; Foti Angela; Trizzino Giampiero;  Mangiacavallo  Matteo;
  Siragusa  Salvatore; Zafarana Valentina

   N. 134 - Messa in sicurezza del cavalcavia dell'autostrada A20 nel
  tratto tra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo (ME).
   Firmatari:  De  Luca  Antonino; Zito Stefano; Trizzino  Giampiero;
  Palmeri  Valentina; Pagana Elena; Cancelleri Giovanni Carlo;  Campo
  Stefania;  Sunseri  Luigi; Foti Angela; Zafarana Valentina;  Marano
  Jose;  Cappello  Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Mangiacavallo  Matteo;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci
  Roberta;  Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio

   N.  330  -  Potenziamento del servizio ferroviario di collegamento
  Palermo - Messina e viceversa.
   Firmatari: Figuccia Vincenzo
   -  Con  nota prot. n. 43770/IN.17 del 10 agosto 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.

   N.  404  -  Mancato trasferimento delle somme di cui  al  comma  3
  dell'art. 62 della legge regionale n. 8 del 2018 per il risanamento
  cittadino del Comune di Messina.
   Firmatari:  De Luca Antonino; Zafarana Valentina; Campo  Stefania;
  Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Di
  Caro  Giovanni;  Di Paola Nunzio; Foti Angela;        Mangiacavallo
  Matteo;   Marano   Jose;  Palmeri Valentina; Pagana  Elena;  Pasqua
  Giorgio;  Schillaci  Roberta; Siragusa  Salvatore;  Sunseri  Luigi;
  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
   - Con nota prot. n. 56937/IN.17 del 13 novembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -  Contributo, per il miglioramento della qualità della  vita,  a
  sostegno   dell'acquisto  di  parrucche  a  favore   di   pazienti
  oncologici  sottoposti a chemioterapia ed affetti da alopecia  (n.
  456).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo  Curto,
  Bulla, Figuccia, La Rocca Ruvolo, Savona, Tamajo e Savarino  il  7
  novembre 2018.

   -  Istituzione di un Osservatorio regionale sulla sicurezza degli
  operatori sanitari (n. 457).
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli   onorevoli   De
  Domenico, Arancio, Cafeo e Dipasquale il 7 novembre 2018.

   -  Norme  per  il  riconoscimento di un contributo  economico  ai
  pazienti affetti da malattie rare (n. 458).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  La  Rocca
  Ruvolo e Lo Curto il 7 novembre 2018.

   - Giovani Formazione e mobilità comunitaria (n. 459).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cannata il 7
  novembre 2018.

   -  Linee  di  primo intervento per la salvaguardia del territorio
  (n. 460).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cannata il 7
  novembre 2018.

   - Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato
  (n. 461).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Campo,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Sunseri,   Foti,   Di   Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci  il
  7 novembre 2018.

   -  Modifica all'articolo 14 della legge regionale 6 aprile  1996,
  n. 16 (n. 462).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Campo,  Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola,
  Foti,  Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua,  Schillaci,
  Siragusa,  Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana  il  7  novembre
  2018.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   - Istituzione e promozione delle comunità energetiche (n. 446)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 7 dicembre 2018.
   Parere III.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Istituzione delle  Strade degli Scrittori di Sicilia  (n. 444)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 7 dicembre 2018.
   Parere III.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   Si comunica che l'onorevole Emanuele Dipasquale, con nota prot. n.
  8595/SG.LEG.PG.  del  5  dicembre 2018, ha chiesto  di  apporre  la
  propria firma al disegno di legge n. 400  Istituzione del  Fondo di
  rotazione  per  il sostegno ai cittadini esecutati' finalizzato  al
  mantenimento dell'unica abitazione .

       Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana
  - Sezione consultiva - Articolo 6, comma 2 del decreto legislativo
  n. 373/2003. Designazione componente (n. 26/I).
   Reso in data 11 dicembre 2018.
   Inviato in data 12 dicembre 2018.

   -  Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana
  -  Sezione  giurisdizionale - Articolo  6,  comma  2  del  decreto
  legislativo n. 373/2003. Designazione componente (n. 27/I).
   Reso in data 11 dicembre 2018.
   Inviato in data 12 dicembre 2018.

   -  Istituto  autonomo  case popolari di  Trapani  -  Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 28/I).
   Reso in data 11 dicembre 2018.
   Inviato in data 12 dicembre 2018.

   -  Istituto  autonomo  case popolari di  Catania  -  Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 29/I).
   Reso in data 11 dicembre 2018.
   Inviato in data 12 dicembre 2018.

   -  Istituto  autonomo  case popolari di  Messina  -  Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 30/I).
   Reso in data 11 dicembre 2018.
   Inviato in data 12 dicembre 2018.

   -  Istituto  autonomo  case popolari di  Palermo  -  Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 31/I).
   Reso in data 11 dicembre 2018.
   Inviato in data 12 dicembre 2018.

   -  Istituto  autonomo  case popolari di Siracusa  -  Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 32/I).
   Reso in data 11 dicembre 2018.
   Inviato in data 12 dicembre 2018.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Attuazione articolo 53 della legge regionale 8 maggio 2018, n.
  8 (n. 25/V).
   Reso in data 12 dicembre 2018.
   Inviato in data 12 dicembre 2018.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  594  - Chiarimenti  in  merito  all'impianto  di compostaggio
  di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Di  Paola  Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;   Siragusa  Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo Stefania; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N. 596 - Cessazione della gestione residua degli impianti e delle
  reti idriche in capo ad EAS in liquidazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  601  - Chiarimenti sugli incarichi di co.co.co per assistente
  tecnico  per  le attività legate alla conduzione e gestione  delle
  unità navali oceanografiche a disposizione dell'ARPA Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;   Siragusa  Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N. 602 - Degrado della Palazzina Cinese nel Comune di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Schillaci Roberta; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;   Siragusa  Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Di  Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  604 - Messa in sicurezza e riapertura del teatro comunale  di
  Vittoria (RG).
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;   Siragusa  Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose;  De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  606  - Gestione del ciclo dei rifiuti nei comuni dell'ex  ATO
  Palermo 2.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Fava Claudio; Trizzino Giampiero

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentate:

   N.  593  -  Chiarimenti  in  ordine  alla  variazione territoriale
  per  l'adesione  del  Comune di Gela alla  Città  metropolitana  di
  Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Di  Paola  Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro  Giovanni; Campo Stefania; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  597  -  Riduzione  delle corse di autobus di  linea  nell'area
  compresa tra la Città di Messina e quella di Milazzo.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   De  Domenico  Francesco;  Arancio  Giuseppe  Concetto;  Dipasquale
  Emanuele

   Le  interrogazioni saranno inviate al Governo ed  alle  competenti
  Commissioni.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  595  -  Riconoscimento,  sostegno e promozione  dei  distretti
  produttivi in Sicilia.
   - Assessore Attività produttive
   De  Domenico  Francesco;  Arancio  Giuseppe  Concetto;  Dipasquale
  Emanuele; Sammartino Luca

   N. 598 - Gestione del servizio idrico nel catanese.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Fava Claudio

   N.  599  -  Mancata  emissione  dei  provvedimenti  repressivi   e
  sanzionatori in materia di abusivismo edilizio nel comune di  Motta
  Sant'Anastasia (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  600  - Rapporti giuridici tra 'Ersu Catania' e l'Istituto  per
  ciechi 'Ardizzone Gioeni'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Ciancio  Gianina;  Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N. 603 - Messa in sicurezza della strada provinciale 45.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Pasqua  Giorgio;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino

   N.  605 - Regolamento di attuazione dell'Istituto Regionale per il
  Credito Agevolato (IRCA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo; De Domenico Francesco

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N.  133  -  Verifica di congruità delle spese sostenute  dall'Ersu
  Catania per i canoni di locazione delle residenze universitarie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Ciancio  Gianina;  Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N. 134 - Interventi in merito alla gestione dei rifiuti nel Comune
  di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   ----------------
   N. 135 - Iniziative con riferimento al bando-PSR Sicilia 2014/2020
  - misura 6.4a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  196  -  Trasferimento  di due opere di  Antonello  da  Messina
  nell'ambito  delle  iniziative legate all'evento 'Palermo  capitale
  della cultura'.
   De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni; Dipasquale Emanuele
   Presentata il 11/12/18

   N.  197  -  Trasferimento  di un'opera  di  Antonello  da  Messina
  nell'ambito  delle  iniziative legate all'evento 'Palermo  capitale
  della cultura'.
   Cafeo   Giovanni;   Catanzaro  Michele;  De  Domenico   Francesco;
  Dipasquale Emanuele
   Presentata il 12/12/18

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni