Presidenza del Vipresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.21
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'avviso di convocazione in sessione ordinaria dell'Assemblea
regionale siciliana.
ZITO, segretario. In esecuzione del combinato disposto
dell'articolo 11 dello Statuto della Regione siciliana e
dell'articolo 75 del Regolamento interno dell'Assemblea regionale
siciliana, l'Assemblea è convocata in sessione ordinaria per
martedì, 9 gennaio 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
giorno: Dichiarazioni programmatiche del Presidente della
Regione' .
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
processo verbale delle sedute n. 7 e n. 8 del 29 dicembre 2017.
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute n.
7 e n. 8 del 29 dicembre 2017 che, non sorgendo osservazioni, si
intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
Saluto agli studenti del Liceo Classico Meli di Palermo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare all'ordine del
giorno, diamo il benvenuto ai ragazzi del Liceo Meli di Palermo,
terza classe IS, che sono accompagnati dalla prof.ssa Barraco.
Oggi i ragazzi assisteranno ad una seduta importante, che avrà
come oggetto le Comunicazioni programmatiche del Presidente della
Regione .
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
Comunicazioni programmatiche del Presidente della Regione
PRESIDENE. Si passa al primo punto all'ordine del giorno:
Comunicazioni programmatiche del Presidente della Regione .
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione, onorevole
Musumeci, per relazionare al Parlamento.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è con particolare emozione che mi accingo ad illustrare
le linee programmatiche del Governo che ho l'onore di presiedere.
Governo che ho avuto il piacere di presentare formalmente all'Aula
già nella seduta inaugurale di questa XVII legislatura.
Mi sia, innanzitutto, consentito in questa particolare circostanza
di rivolgere un sincero saluto alle siciliane e ai siciliani,
ovunque si trovino, in Patria o all'estero, e a tutti quei
cittadini che per qualunque ragione vivono nella nostra Isola
condividendone, quindi, le sorti.
Ed entro subito nel vivo del tema.
Don Luigi Sturzo diceva che un programma politico non si inventa,
si vive giorno dopo giorno .
Per noi il programma è una guida in continuo aggiornamento, un
progetto dinamico. Non è un arido elenco di cose da fare o non
fare, di problemi e soluzioni. Ma uno strumento che indica le linee
lungo le quali i problemi vanno affrontati e indicare la
metodologia di lavoro che verrà adottata nel corso dei prossimi
cinque anni.
L'obiettivo finale è quello di riconsegnare ai siciliani una
Regione normale . Restituire dignità e fiducia ai cittadini
facendo lievitare una fiera consapevolezza che diventi nel contempo
argine contro i fenomeni criminali, contro la rassegnazione e la
disperazione.
Non ci soffermeremo in maniera dettagliata su tutti i settori
dell'Amministrazione regionale. Ma alcuni aspetti riteniamo
meritevoli di attenzione.
Tanto nel contesto interno, quanto in quello internazionale, i più
recenti dati socio-economici ci offrono inesorabilmente un quadro
allarmante della Sicilia, relegata all'ultimo posto tra le regioni
italiane e tra gli ultimi nell'area comunitaria.
Credo che sia sufficiente questa drammatica situazione per mettere
in moto ogni energia umana presente nella comunità siciliana e
risalire la china. E' anche una questione di orgoglio - se volete -
che dovrebbe alimentare un civile movimento di opinione pubblica,
per riscattare l'immagine di un'isola ancora prigioniera di antichi
pregiudizi e appesantita da luoghi comuni esaltati da un certo
giornalismo spazzatura, prodotto da operatori spregiudicati e
lautamente pagati.
Siamo ben consapevoli delle responsabilità, delle connivenze,
delle opacità recenti e remote che pesano sulle classi dirigenti
siciliane in generale, e su parte della cosiddetta società civile,
complice e vittima al tempo stesso. Ma una cosa è l'azione di
denuncia e di stimolo del giornalismo, altra cosa è l'accanimento,
l'ostilità, il pregiudizio condito con falsità, solo per il gusto
di fare audience, di fare ascolto.
Già negli anni Settanta, in quest'Aula, i Presidenti della Regione
parlavano di un complesso problema Sicilia e della necessità di
affrontarlo - dico testualmente - e rilanciarlo in stretto raccordo
con il più vasto problema meridionale. Ebbene, sono trascorsi
quarant'anni e si continua a parlare ancora della Sicilia come di
un problema.
Ci pare legittimo chiederci: ma quando questa nostra isola cesserà
di essere un problema per diventare, invece, una risorsa per i suoi
abitanti, per il Mezzogiorno, per il sistema Italia? Certo non
dipenderà solo dalla politica siciliana. Ma noi per primi, Governo
regionale, Assemblea, enti locali, operatori economici, e la parte
migliore della società, abbiamo il dovere anzitutto morale di
lavorare per ridare energia, prospettiva, smalto a questa nostra
terra, a cominciare dall'area mediterranea, dove la Sicilia può
assumere un protagonismo nell'ottica europea.
La nostra Sicilia deve darsi un ruolo politico attivo, magari
d'intesa con le altre regioni del Sud, in una economia europea
proiettata verso i paesi dell'area afroasiatica. Per questo sin da
subito vogliamo dedicare particolare attenzione ai rapporti della
Regione con l'Unione europea e con i paesi extra europei
rivieraschi del Mediterraneo, per tornare ad una felice intuizione
che negli anni Settanta ebbe il Presidente Bonfiglio, alla ricerca
di interessanti sbocchi di mercato e di impiego di capitali da
investire nell'isola.
Nei confronti dell'Amministrazione centrale dello Stato intendiamo
assumere una linea di collaborazione leale, di serrato confronto e
dialogo, senza sciocco rivendicazionismo lamentoso, ma anche senza
alcun vergognoso ed irresponsabile atteggiamento remissivo.
Chiederemo a Roma la piena e corretta applicazione dello Statuto
siciliano, nelle sue prerogative e in una cornice di responsabilità
e non di privilegi, ponendo sempre l'accento sulla particolare
condizione di degrado socioeconomico in cui si trova la nostra
isola.
Ma siamo anche consapevoli della inderogabile necessità di dovere
portare a compimento la revisione dello Statuto stesso, alla luce
del nuovo contesto normativo, nazionale e comunitario. L'augurio,
perciò, è che questo Parlamento possa completare finalmente il
lavoro dell'apposita Commissione, già avviato anni fa sotto la
presidenza del compianto Vincenzino Leanza e riproposto invano in
ogni legislatura.
E tuttavia l'auspicata piena attuazione del nostro Statuto non può
essere un comodo alibi per impedire a ciascuno di noi di mettersi
subito a lavorare con gli strumenti di cui dispone, pochi e
peraltro male utilizzati, ed invertire la tendenza che ha portato
la nostra Isola ad essere la Cenerentola del Continente europeo'.
Per fare questo, riteniamo bisogna agire su due piani. Il primo
per bloccare la deriva economica e sociale mira a fornire
immediatamente ogni strumento che incentivi le imprese e tuteli i
giovani e più in generale le fasce deboli della società isolana,
coloro che si sentono emarginati, non garantiti. L'obiettivo più
sentito, onorevoli colleghi, in queste nostre dichiarazioni è il
lavoro. E al servizio di questo obiettivo vogliamo mettere ogni
possibile risorsa umana, finanziaria e organizzativa.
Il secondo piano sul quale agire è volto a realizzare un programma
di riforme che consenta di strutturare la macchina economica e
burocratica affinché l'ente Regione non rimanga un problema tra i
problemi ma divenga il motore di crescita e di sviluppo del
territorio e realizzi uno standard di benessere diffuso. Nell'uno e
nell'altro caso serve il pre-requisito essenziale che deve animare
ogni classe dirigente. Una decisa azione di contrasto alla mafia,
comunque si manifesti, e ad ogni forma di illegalità.
Il Presidente Piersanti Mattarella ripeteva che la mafia va
combattuta con provvedimenti che abbiano di mira l'eliminazione di
zone di parassitismo, di sprechi e di favoritismi, che rendano
l'Amministrazione impermeabile, diceva, ad infiltrazione di stampo
mafioso o clientelare e denunciava il fatto che nella società
siciliana, a diversi livelli, nella classe dirigente, non solo
politica ma pure economica e finanziaria si affermano comportamenti
individuali e collettivi che favoriscono la mafia. Bisogna
intervenire, avvertiva, poco prima di essere ucciso per eliminare
quanto a livello pubblico con intermediazione e parassitismi ha
fatto e fa proliferare la mafia.
A distanza di 40 anni, l'analisi di quel Presidente, che voleva
una Regione con le carte in regola, appare ancora di estrema
attualità. I mafiosi - lo dico soprattutto ai giovani - prima di
cercare morti cercano alleati; li cercano nella società civile, li
cercano nelle istituzioni pubbliche. Bisogna perciò lavorare, da un
lato per creare una maggiore coscienza civile che faccia mura
contro le organizzazioni criminali e dall'altro affinché le
istituzioni siano resistenti ad ogni sorta di sollecitazione. A
tale proposito, ci sia consentito qui di ricordare il sacrificio di
Giovanni Bonsignore e di Filippo Basile, i due dipendenti della
Regione siciliana assassinati negli anni 90 da mani mafiose per
essersi rifiutati di venire meno ai loro doveri improntati a
scrupolo e a correttezza.
Signor Presidente, onorevoli deputati, non sarà sfuggito a nessuno
l'allarmante denuncia nei giorni scorsi dell'ufficio statistico
della nostra Regione che fa emergere dal dossier sulla corruzione e
sui reati contro la pubblica amministrazione dati assai
preoccupanti, se è vero che le percentuali superano la media
nazionale. C'è dunque tanto da lavorare in questa direzione. E
molto lavoro può ancora fare la Commissione regionale Antimafia,
pur nei limiti degli strumenti normativi di cui dispone, non avendo
poteri di polizia giudiziaria che la Costituzione invece riconosce
alle Commissioni parlamentari nazionali d'indagine e d'inchiesta.
Riteniamo che la stessa legge istitutiva della Commissione
risalente al 1991 vada oramai rivisitata in alcune sue parti.
Vogliamo sperare che questo Parlamento sappia trovare la volontà ed
il tempo per farlo. Lo stesso auspicio ci piace formulare per il
disegno di legge sul Codice etico per il ceto politico e
burocratico della Regione. L'articolato, proposto ed approvato
all'unanimità dalla Commissione Antimafia - che avevo l'onore di
presiedere nella passata legislatura - è stato licenziato dalla I
Commissione ed iscritto all'ordine del giorno dell'Aula due anni fa
ma mai discusso.
Prima di passare ai singoli settori, mi sia consentito qualche
accenno alla situazione economico-finanziaria nella quale si trova
la Regione che definiremmo complessa e difficile.
Sappiamo bene che molte responsabilità hanno radici profonde nel
tempo ma la condizione è resa più pesante da recenti accordi con lo
Stato che vanno necessariamente riconsiderati, se vogliamo
rilanciare investimenti e crescita.
Le pure inevitabili misure di contenimento della spesa sin qui
adottate hanno offerto risultati assai parziali mentre ha prevalso
la prospettiva congiunturale di breve periodo, a discapito di una
coerente programmazione incentrata sulla valorizzazione delle
prerogative autonomistiche e delle potenzialità del contesto socio-
economico territoriale.
Le forti criticità che sono emerse nei giorni scorsi dall'esame
dei conti effettuato dal nostro Governo impongono una determinata
azione politica di negoziazione con lo Stato, rispettosa
dell'autonomia finanziaria scaturente dallo Statuto, accompagnata
da una intensificazione delle misure di risanamento economico-
finanziario.
Tale grave situazione ha imposto a questo Governo, appena
insediatosi, di correre ai ripari attivando un serrato e proficuo
confronto con Roma che ha consentito di concordare la prima
revisione degli accordi conclusi nella scorsa legislatura, già
inseriti nell'ultima legge di bilancio dello Stato.
Dobbiamo puntare ad una complessiva rinegoziazione dell'autonomia
finanziaria riconosciuta dallo Statuto - peraltro già avviata nel
confronto col Governo - con le carte in regola e con i conti in
regola la Sicilia potrà non solo rivendicare le proprie prerogative
autonomistiche, in quella che si prepara ad essere una nuova
stagione del regionalismo italiano dopo le iniziative assunte dalle
Regioni del Nord, ma soprattutto potrà sostenere lo sviluppo,
l'attrazione degli investimenti, la crescita e l'innovazione.
Come stiamo sul Territorio. Il Governo delle istituzioni. Gli enti
locali. Appare ormai non più rinviabile un complessivo riordino del
sistema di Governo tra Regione, enti intermedi e comuni, che ne
valorizzi le funzioni anche alla luce del principio di
sussidiarietà verticale, aumentando l'efficacia e l'efficienza
dell'azione amministrativa.
Servono azioni di sostegno e azioni di sistema per la
valorizzazione delle funzioni di governo del territorio da parte
degli enti locali. Bisogna favorire la cooperazione e le sinergie
tra gli enti attraverso iniziative che mirino a riqualificare il
personale e a recuperare il gap generazionale.
Si rende necessaria una migliore destinazione delle risorse e
delle funzioni attraverso il potenziamento della Conferenza Regione
- Autonomie locali dove - dispiace dirlo - la presenza della
Regione, negli anni più recenti, è stata assai rara e poco
incisiva.
Guardiamo con particolare attenzione alla possibilità di definire
il processo di stabilizzazione del precariato nella Pubblica
Amministrazione. Vogliamo provare a superare le pesanti eredità del
passato e sanare gli abusi in materia di ricorso ai contratti di
lavoro a termine con piani pluriennali di stabilizzazione.
Certo, non dipenderà soltanto da noi, ma la nostra parte su questo
fronte vorremmo farla per intero.
Restiamo convinti della necessità di potenziare le ex province,
decentrando competenze finora gestite dalla Regione.
Per noi la Regione deve essere l'arbitro non il giocatore. La
Regione deve occuparsi di pianificazione, di controllo e di
legiferare e deve intervenire solo quando lo impongono situazioni
di particolare necessità. I giocatori sul territorio devono essere
gli enti locali, le ex province, i comuni, i soggetti privati
comunque organizzati nel rispetto della legge.
Quindi, noi riteniamo che alle province vadano date maggiori
competenze - altro che smantellarle - rispetto a quelle previste
dalla legge 9 del 1986, e difendiamo l'elezione diretta del
presidente della città metropolitana, che non può essere il sindaco
della città capoluogo, e il presidente del libero consorzio dei
comuni, come una conquista della democrazia alla quale non si può e
non si deve rinunciare.
E intanto, in attesa di conoscere l'esito del ricorso che in tal
senso abbiamo presentato, dopo l'impugnativa del Consiglio dei
Ministri, riteniamo che il Parlamento possa comunque accelerare la
modifica delle legge vigente in materie almeno di competenze
dell'ente intermedio.
Ma non è possibile immaginare una Regione efficiente, senza una
macchina amministrativa altrettanto efficiente.
Lo specchio è rappresentato - può sembrare un paradosso, ma non lo
è - dalla realtà economica; le ultime statistiche dell'ISTAT
disponibili confermano che il PIL della Sicilia ammonta a 84
miliardi di euro, pari ad appena il 5,4 per cento del PIL
nazionale.
Il sistema economico della Sicilia si basa, purtroppo,
prevalentemente sui servizi forniti dalla Pubblica Amministrazione
che deve fungere da moltiplicatore e facilitatore dello sviluppo
economico.
Serve verificare lo stato di salute, quindi, della macchina
burocratica, serve semplificazione, serve razionalizzazione, serve
informatizzazione, serve il sistema digitale per supportare
l'azione di cambiamento dei processi della struttura regionale.
Lasciatemi soffermare un po' di più sull'efficienza della macchina
regionale, un tema che torna ricorrente negli interventi degli
onorevoli deputati in quest'Aula, ma anche nel mondo della
imprenditoria.
La scommessa di una Sicilia migliore nella quale i nostri figli
potranno restare e vivere in un contesto di benessere diffuso,
passa dal rendere competitivo il settore delle imprese piccole,
medie e grandi è l'azienda Lo abbiamo detto e lo ripetiamo, è
l'azienda l'unica vera fonte di ricchezza non il denaro pubblico
E' l'azienda quella che crea occupazione, produzione, quindi
crescita, quindi sviluppo.
Eppure, nel mondo imprenditoriale appare sempre più radicata la
convinzione che le istituzioni debbano essere considerate come una
controparte. Quante volte il monto imprenditoriale ha consolidato
la radicata convinzione che le istituzioni debbono essere
considerato una sorta di nemico; quante volte gli imprenditori che
avrebbero voluto investire non hanno avutole dovute autorizzazioni?
Quanti procedimenti amministrativi autorizzativi per l'apertura di
una nuova attività vengono perfezionati nei tempi previsti dalle
norme? Quanti sono i giovani che avendo un'idea imprenditoriale
sono riusciti a realizzarla in tempo breve in Sicilia? Quali sono
le aree industriali che prontamente assegnano spazi alle imprese
che fanno richiesta di insediarsi? Quali infrastrutture a supporto
dell'attività di impresa possono vantare le aree e i distretti
industriali? Quali infrastrutture a supporto dell'attività di
impresa possono vantare una amministrazione celere e vicina alle
loro esigenze? E ancora, quante imprese sono fallite nelle more di
ricevere un'autorizzazione, la cui richiesta giace immotivatamente
nei cassetti degli uffici regionali? Si può mai pretendere che le
imprese debbano interamente anticipare le somme - parlo di aiuti
alle imprese, come nella misura 1.1.2 - con il rischio di fallire,
solo perché la Regione non rispetta i tempi di erogazione delle
risorse?
Sono tutte domande che hanno una sola risposta. Senza fare
naturalmente sciocche generalizzazioni, è fuor di dubbio che nella
nostra Regione il rapporto impresa-politica-burocrazia, sia
diventato negli ultimi decenni sempre più difficile e controverso.
Le cause sono molteplici e vanno brevemente analizzate senza
facili demonizzazioni ma, anche, senza irresponsabili
sottovalutazioni.
Su un concetto siamo tutti d'accordo, onorevoli deputati, una
burocrazia efficace deve incoraggiare gli investimenti e non
scoraggiarli.
Del resto, ci siamo mai chiesti perché la Sicilia continua ad
essere poco attraente sul piano degli investimenti? E' solo una
nostra percezione o è una dolorosa realtà?
A parte le ataviche diseconomie, cioè la percezione di insicurezza
e la diffusa illegalità, le carenze infrastrutturali, che pesano
eccome. Le cause che scoraggiano gli investitori stranieri sono
essenzialmente le incertezze legislative, le incertezze
amministrative e la lentezza della Pubblica Amministrazione.
E' di questi giorni una lucida analisi di Ernesto Galli Della
Loggia, apparsa su un quotidiano nazionale, secondo cui chi lavora
nelle istituzioni mostra di aver perso la consapevolezza del
proprio ruolo pubblico.
Il problema esiste. Eccome
Si avverte una sorta di deresponsabilizzazione della Pubblica
amministrazione regionale. E lo si nota nel frequente ricorso che
si fa ad un parere dell'Avvocatura o persino dell'ANAC, l'Autorità
anticorruzione, pur di mettersi il dipendente pubblico a riparo da
rischi penali o da danni erariali.
Siamo, insomma, per usare un gergo molto diffuso nella sanità,
all' amministrazione difensiva , potremmo dire. Questo modo di
procedere - è inutile dirlo - rallenta i tempi del procedimento,
mentre agli imprenditori serve una Pubblica amministrazione che
acceleri le pratiche, invece di bloccarle, che acceleri i processi
economici. Serve crescita ed occupazione e, quindi, una burocrazia
efficiente, coraggiosa e trasparente.
Il fattore tempo è un elemento essenziale nelle dinamiche dello
sviluppo economico. Ed è fin troppo noto come i tempi della
politica, con le sue estenuanti mediazioni ed i tavoli negoziali
per non decidere mai, non sempre coincidano con i tempi
dell'imprenditore.
Lo stesso concetto vale per i tempi della burocrazia.
Non possiamo, tuttavia, disconoscere la difficoltà in cui si muove
il dipendente pubblico nel rapportarsi quotidianamente con una
qualità della normazione, assai spesso, pessima ed in continua
evoluzione? Per usare un eufemismo
Leggi difficili da interpretare, con continui ed innumerevoli
richiami a norme precedenti, un lessico disarmante, senza parlare,
poi, della giungla legislativa, con norme contraddittorie, qualche
volta mai applicate, visto che è mancata una seria verifica
dell'efficacia di ogni legge, anche a distanza di anni.
Teniamo, anche, conto che il dipendente pubblico regionale è
chiamato a confrontarsi con l'incessante e magmatica complessità ed
evoluzione normativa della disciplina della Pubblica
Amministrazione, con l'evoluzione della disciplina ed i servizi
settori di azione, con l'incessante introduzione di nuovi doveri
d'ufficio, con l'incessante riscrittura della normativa del
complesso regime giuridico che attiene alle responsabilità del
pubblico dipendente.
E, poi, non è una difesa d'ufficio, naturalmente, del pubblico
dipendente, c'è un aspetto legato al merito ed alle competenze.
Un dipendente pubblico, non solo il dirigente, rende di più se
sufficientemente motivato.
E, qui, lasciatemi dire che l'organismo indipendente di
valutazione della Regione è stato introdotto dalla riforma del
2009, ma quella riforma non ha trovato nella Regione siciliana
un'organica e tempestiva attuazione.
Pensate che l'organismo si è insediato soltanto nel novembre 2016,
cioè 7 anni dopo l'introduzione della riforma nazionale.
E cosa assai più grave, la funzione del controllo interno, nelle
more, è stata centralizzata ed affidata agli uffici di diretta
collaborazione del Presidente della Regione, violando i principi di
indipendenza ed imparzialità dei soggetti valutatori, peraltro
prescritta dalla disciplina nazionale.
Si rende, dunque, necessario avviare un processo innovativo che
richiede la condivisione, da parte del dipendente, degli obiettivi
di miglioramento dell'Amministrazione, un processo che passi
attraverso il necessario rafforzamento e la diffusione della
cultura del bene comune e del servizio al cittadino e che richiede
mirate iniziative formative indirizzate a diffondere la cultura del
merito e del risultato.
Il principale obiettivo della politica economica di questo Governo
è quello di aumentare l'occupazione e, quindi, la base produttiva
dell'Isola.
Non si tratta per noi solo di partecipare doverosamente alla
creazione del PIL nazionale ma di ridurre la dipendenza della
Sicilia dalle imprese del Nord, almeno per quanto riguarda le
produzioni dell'agroalimentare e quelle legate allo sfruttamento
delle nostre risorse.
Da troppo tempo, orami, la nostra Isola è diventata solo un
mercato di consumatori, quasi sempre, di prodotti non locali.
E, invece - e non è sciocco protezionismo - dobbiamo lavorare per
invertire questa tendenza che appesantisce la nostra bilancia
commerciale regionale, dobbiamo incoraggiare e sostenere il Made
in Sicily ; significa non solo dare ossigeno alle nostre piccole e
medie imprese ma esportare nel mondo un marchio tradizionalmente
apprezzato.
Per sostenere le imprese piccole, medie e grandi serve fare
ricorso, in maniera sapiente, razionale e tempestiva, ai fondi
comunitari e questo è un tasto dolente se si tiene conto che,
nonostante il quadro complessivo europeo sia stato avviato nel 2014
e scadrà nel 2020, ancora oggi il tasso di somme impegnate e spese
è quasi pari all'1 per cento. Moriamo di sete mentre davanti a noi
scorre un copioso fiume di acqua potabile
Serve rimodulare i Fondi europei, serve accelerare la spesa,
qualificare il parco progetti, serve, per esempio, pensare - parlo
per l'agricoltura - a dei bandi europei che siano accessibili non
soltanto alle grandi aziende, qualche volta amiche del giaguaro ,
ma anche alle piccole e medie aziende. Questo serve fare e dobbiamo
fare e l'agricoltura è quella che, più di ogni altro settore, grida
vendetta da questo punto di vista.
L'agricoltura non garantisce più, oggi, un reddito soddisfacente
agli operatori del comparto. Molte aziende, pur producendo, non
riescono a far fronte alle spese essenziali. Serve, quindi, una
politica di rilancio dell'intero settore agricolo.
Vero è, alcuni problemi agricoli vanno affrontati in Europa, altri
a Roma ma molti in Sicilia e la tutela di tutto il settore agricolo
deve per forza passare dalla redditività che le aziende debbono
avere.
Io non mi soffermo nei particolari sui singoli settori, ma col
consenso dell'Aula e della Presidenza, alla fine, vorrei consegnare
il testo integrale ad ogni Capogruppo per facilitare l'ascolto
dell'Assemblea e non abusare della cortese attenzione di ciascuno
di voi, onorevoli colleghi.
Serve una seria riforma dei consorzi di bonifica, enti ormai
appesantiti e superati, non hanno più nulla da bonificare.
Bisogna salvaguardare, comunque, il personale contrattualizzato e
coinvolgere nella gestione del nuovo ente, che assieme Governo e
Parlamento dobbiamo varare, gli imprenditori agricoli.
L'Ente di sviluppo agricolo va soppresso. E' ormai superato dai
tempi ed il personale, le competenze e le strutture dovranno
passare al Dipartimento agricoltura.
Sui lavoratori forestali serve un confronto serrato, serio col
Governo nazionale, per garantire loro almeno una continuità di
lavoro che vada oltre l'umiliante condizione di lavoratori
stagionali. Si tratta peraltro di personale che ha acquisito
competenze e che può essere destinato anche ad altre attività,
oltre a quelle abituali: penso alla pulizia dei corsi d'acqua
interni, dei laghi, penso alla pulizia delle spiagge, alle aree a
verde, quelle comunali e quelle extra comunali.
Sul commercio, l'artigianato, l'industria e la pesca credo che
serva avviare un confronto con le organizzazioni di categoria per
discutere del difficile accesso al credito, e qui lasciatemi dire
che è intenzione del Governo ripensare alla sorte dell'IRFIS che è
venuta meno alla propria funzione istituzionale.
Pensare alla sorte della CRIAS, alla sorte dell'IRCAC ed
ipotizzare, perché no, la creazione di una sola struttura per il
credito alle piccole ed alle medie imprese siciliane.
Serve riflettere sul fallimento dell'IRSAP, che avrebbe dovuto
sostituire le altrettanto fallimentari aree di sviluppo industriali
ed invece ha lasciato quelle aree in una condizione di assoluto
abbandono e non è riuscita a promuovere, l'IRSAP, alcuna concreta
azione a sostegno delle imprese industriali.
Serve un processo per facilitare l'nternazionalizzazione delle
imprese; serve un incentivo all'apprendistato e dobbiamo smetterla
di demonizzare il lavoro manuale.
Un giovane che aspira a conseguire la laurea deve essere
incoraggiato e sostenuto in questa sua legittima ambizione. Ma chi
a sedici anni, a diciotto anni, non volendo proseguire negli studi,
voglia imparare un mestiere per entrare nel ciclo produttivo deve
essere sostenuto dalle istituzioni.
Dobbiamo spiegare ai giovani che la tuta sporca di un meccanico ha
la stessa dignità del camice bianco, pulito, di un primario
ospedaliero, perché è il lavoro che dà dignità al cittadino, non il
titolo di studio. E, invece, in Sicilia da decenni il lavoro
manuale è stato delegittimato, demonizzato, mentre i dati dicono
che il mercato del lavoro, assieme a laureati competenti, quindi
ingegneri, quindi elettronici, cerca vetrai, cerca carpentieri,
cerca muri-fabbri, cerca fabbro-ferraio. Sono queste le abilità
professionali di cui ha bisogno il mercato del lavoro.
Il turismo è e rimane uno dei settori portanti della nostra
economia. Abbiamo bisogno di coordinare tutti gli attori che si
muovono in questo settore, pubblici e privati. Troppi protagonisti
per fare rete.
Non è possibile assistere all'attivismo, a volte anche generoso
degli Assessorati al turismo provinciali, degli Assessorati al
turismo comunali, delle associazioni pro loco e, poi, di tanti
soggetti che si muovono sul territorio. E, invece, abbiamo il
dovere di coordinare i tour operator, gli agenti di viaggio, i
soggetti gestori di spazi museali. In Sicilia sono almeno cinque i
proprietari dei musei, fateci caso colleghi: la Regione, le
Province, i Comuni, le diocesi ed i privati.
E come si fa a realizzare un chiaro e concreto sistema di
promozione di queste realtà se non si crea una rete fra i soggetti
che si muovono sul territorio? La promozione arriva dopo il
coordinamento e la promozione non può essere limitata soltanto
nella provincia accanto. La promozione deve conquistare spazi di
mercato stranieri. Siamo ancora convinti che il turista va
aspettato a casa nostra. No, il turista va cercato a casa sua.
E' all'estero che dobbiamo promuovere il prodotto Sicilia e
dobbiamo farlo partecipando seriamente alle fiere, alle bit, alle
borse internazionali, promuovendo il meglio della nostra realtà, ma
puntando a casa nostra sulla qualità dei servizi, sulla formazione
del personale che si muove nelle strutture ricettive, dobbiamo
adottare una politica tariffaria che incoraggi la venuta in
Sicilia, dobbiamo incoraggiare la qualità del prodotto finale.
Lo spettacolo non può diventare soltanto l'occasione alla quale
tutti ci accostiamo, per primo chi vi parla, quando si tratta di
dover offrire alla propria comunità un'occasione di
intrattenimento. Esiste lo spettacolo di intrattenimento, ma esiste
anche lo spettacolo di richiamo. I grandi eventi spettacolari di
richiamo vanno organizzati e promossi almeno un anno prima e vanno
incoraggiati tutti i soggetti che si muovono nell'ambito dello
spettacolo: le piccole compagnie amatoriali, le compagnie formate
da professionisti; ognuno deve trovare nell'istituzione un punto di
riferimento, pur nella drammatica difficoltà e penuria di risorse
finanziarie.
Dobbiamo incoraggiare e valorizzare i giovani talenti che si
muovono nel settore dello spettacolo, del teatro, del cinema.
Dobbiamo procedere ad una ricognizione delle sale teatrali
disseminate in Sicilia - le piccole, le medie e le grandi -, per
capire se possiamo creare un circuito per razionalizzare i costi e
per offrire prodotti di media ed alta qualità.
E finalmente, cari colleghi, dobbiamo affrontare, con un'apposita
legge, la crisi dei grandi teatri: penso al Vittorio Emanuele di
Messina, ma penso anche ai teatri lirici di Catania, Palermo, penso
ai teatri che hanno scritto e fatto la storia dell'attività della
recitazione in Sicilia.
Evitiamo che i teatri diventino strumento di manomissione
politica. Se mi consentite: meno politica nel teatro e meno teatro
nella politica . Credo che tutti ne ricaveremmo qualcosa.
Io ho governato una provincia importante come quella di Catania.
Abbiamo realizzato opere concrete e sostanziose perché quando si
governa non c'è tempo per fare teatro perché senti il fiato della
gente sulla nuca e le risposte non le puoi rinviare all'infinito.
La cultura ha bisogno di interventi concreti coniugati ad un
sistema di innovazione che passi anche attraverso la nuova e più
avanzata tecnologia. Per noi la cultura è innanzitutto identità di
un popolo nella sua stratificazione e nella sua plurisecolare
vicenda umana. Solo dopo la cultura diventa anche strumento di
crescita, non può essere oggetto di mercato.
Ed è per questo che abbiamo il dovere di puntare, innanzitutto,
alla tutela del patrimonio culturale, quello materiale e quello
immateriale. La manutenzione dei monumenti e delle opere d'arte è
un intervento prioritario al quale bisogna pensare attraverso
soprattutto l'utilizzo dei Fondi europei e, poi, la fruizione,
certo, la valorizzazione.
La Sicilia ha il più vasto giacimento di beni archeologici del
mondo. Potremmo fare del turismo culturale un segmento della nostra
economia dal primo gennaio al 31 dicembre.
Eppure, non siamo ancora riusciti in questa impresa. E pensare che
qui non dobbiamo inseguire i miracoli. Abbiamo già la materia
prima. Palermo, capitale della cultura 2018, è la conferma più
autorevole di quello che stiamo dicendo, un prestigioso
riconoscimento ed una straordinaria opportunità che deve essere
colta, non soltanto a Palermo, ma in tutta la Sicilia, in termini
di promozione e di crescita.
Il territorio rivendica il diritto alla tutela ed alla
salvaguardia. Abbiamo il dovere di garantire, intanto, la sicurezza
sul territorio. Abbiamo il dovere di potenziare il corpo delle
guardie forestali, più che dimezzate, e bisogna lavorare, magari,
attraverso l'aggregazione della polizia provinciale che può passare
a far parte del corpo delle guardie forestali.
Dobbiamo rivedere i servizi anti incendio, dobbiamo ridare
prestigio agli uomini in divisa, dobbiamo ampliare e svecchiare la
nuova pianta organica.
La politica delle autorizzazioni, la politica della valutazione di
impatto ambientale, la politica del VAS deve essere rivista con
organismi snelli, agili e fortemente motivati. Non è possibile che
per poter avere un'autorizzazione, a volte, bisogna aspettare anche
più di un anno. E' una vergogna per la Pubblica amministrazione.
E noi, con l'Assessore al ramo, stiamo verificando che tipo di
lavoro è stato svolto, finora, dalle apposite Commissioni.
Il piano per l'utilizzo del demanio marittimo ed una strategica e
ordinata concessione delle spiagge, delle adiacenze al mare diventa
per noi un obiettivo primario.
I parchi e le riserve, bisogna valorizzare il paesaggio siciliano.
In alcuni casi lo abbiamo detto e lo ripetiamo: Parco sì, ma non
così .
La valorizzazione e la tutela di un territorio non passa
attraverso la sua mummificazione. Un territorio va vissuto perché
nessuno più dell'uomo che lo vive sa garantirlo e sa tutelarlo.
E, poi, l'ARPA, l'agenzia per l'ambiente. Occorre creare una
sinergia con le Procure della Repubblica per evitare e prevenire
disastri ecologici come è avvenuto nel passato, mentre ci stiamo
affrettando a capire perché il registro per i tumori non sia mai
stato seriamente attivato nelle tre aree petrolchimiche di Gela,
Siracusa e Milazzo.
La lotta all'abusivismo non è uno slogan da campagna elettorale,
ma le coste ed i luoghi d'attrazione turistica vanno preservate
dalla invadenza e dalla mancanza di rispetto da parte dell'uomo.
Non esiste l'abusivismo di necessità Non esiste Esiste
l'abusivismo.
L'abusivismo di necessità è quello di una famiglia che
ritrovandosi all'aperto nottetempo occupa un immobile o un
appartamento che sa essere libero. E quando lo fa commette,
comunque, un reato.
Ma se un cittadino, in assenza di strumenti urbanistici, realizza
un immobile impiegando decine di migliaia di euro e lo fa in un
mese, due mesi, tre mesi, non è un abusivismo di necessità. E' un
abusivismo e basta.
Eppure, sarebbe da sprovveduti generalizzare su questo fronte e
pensare che tutte le case abusive siano da abbattere. Lo dico con
grande serenità. Bisogna valutare, caso per caso, senza mai
legittimare il ricorso ad un abusivismo di serie A e ad un
abusivismo di serie B.
Per quanto riguarda la pubblica istruzione e la formazione
professionale, il Governo guarda al comparto allo scopo di favorire
lo sviluppo competitivo della Sicilia attraverso un progressivo
ribaltamento dell'attuale modello, spostando l'asse dell'intervento
regionale dall'offerta alla domanda di formazione e tutto
finalizzato all'integrazione con l'occupazione.
Nel breve periodo l'obiettivo sarà quello di individuare un
rinnovato catalogo formativo e approvare tempestivamente un avviso
a sportello attraverso il quale fornire una prima risposta per la
ripresa delle attività da troppo tempo in una condizione di stallo.
E' intendimento del Governo avviare contestualmente l'analisi dei
dispositivi di accreditamento degli stessi enti di formazione
mirando ad un nuovo patto di collaborazione capace di garantire una
maggiore qualità del sistema formativo regionale in favore di tutti
i cittadini.
Nel nuovo patto con gli enti ci assumeremo l'impegno di assicurare
la continuità operativa anche con l'inserimento di misure premiali
sulla base dei risultati raggiunti, attivando circuiti dinamici e
virtuosi, circuiti di vigilanza e di controllo e pervenendo alla
definizione di nuovi standard di servizio.
Quello che ci interessa è integrare la domanda con il mercato del
lavoro. Basta con la formazione di abilità professionali che le
imprese non chiedono.
La formazione non può essere avulsa dal mercato del lavoro e, in
tal senso, stiamo operando ad un censimento degli iscritti all'albo
dei formatori per trovare soluzioni mirate per le diverse
condizioni anagrafiche e professionali, utilizzando tutti gli
strumenti che si renderanno disponibili anche nelle negoziazioni
con il Ministero del Lavoro e con l'ANPAL.
Lo stesso percorso di censimento sarà avviato per gli operatori
degli sportelli multifunzionali al fine di prospettare, per
entrambe le fattispecie, la costituzione di un'unica agenzia
regionale in cui fare confluire sia il personale addetto alle
funzioni di politica attiva del lavoro e sia i dipendenti a tempo
indeterminato dei centri pubblici per l'impiego secondo la
previsione dell'ultima legge di bilancio, la n. 205 del 2017.
L'agenzia alla quale pensiamo dovrà garantire l'integrazione
amministrativa e funzionale delle politiche della formazione del
lavoro svolgendo un ruolo di regia e coordinamento anche degli enti
accreditati alla formazione ed ai servizi del lavoro.
L'impegno del Governo è anche orientato ad un raccordo sempre più
stretto con il mondo della scuola e con l'università.
Dobbiamo lavorare contro la dispersione scolastica. Dobbiamo
pensare ad una legge sul diritto allo studio che abbia un occhio
particolare alle fasce deboli, alle fasce meno abbienti.
Dobbiamo assecondare le richieste della società della conoscenza
voluta dall'Agenda di Lisbona che impone un forte impulso alla
collaborazione con il sistema universitario e della ricerca.
Proprio ieri ho voluto incontrare nella sede della Presidenza
della Regione i rettori delle quattro università siciliane, le tre
pubbliche e quella privata, per avviare un rapporto nuovo tra la
Regione e il sistema accademico dell'Isola, un rapporto che finora
è stato caratterizzato da un ente erogatore di risorse, cioè noi, e
da atenei beneficiari di denaro ma mai coinvolti in processi di
collaborazione istituzionale.
Assieme, ieri, abbiamo deciso di avviare un metodo nuovo, di
costante confronto, di analisi delle priorità, della valorizzazione
del capitale umano e dei saperi di cui dispone il mondo accademico,
ma soprattutto di rendere più facile il diritto allo studio degli
studenti: borse di studio, edilizia residenziale, per porre fine
all'ignobile speculazione del caro affitto, peraltro spesso in
nero, ed i servizi per i trasporti degli studenti pendolari.
La scommessa che vogliamo vincere, Regione e rettori, è quella di
riuscire ad arrestare la fuga degli studenti siciliani verso le
università del Centro Nord. I numeri, colleghi, sono allarmanti: su
157.000 universitari siciliani, ben 51.000 hanno scelto di studiare
fuori dalla Sicilia. Un terzo del totale
Certo non si tratta solo di rendere più attraente e competitivo
l'ateneo siciliano, ma anche il contesto socio-economico nel quale
lo studente vorrà mettere, poi, a profitto il proprio titolo di
studi. In questo senso dobbiamo avere l'ambizione di non
rassegnarci ad essere fanalino di coda nel sistema universitario
italiano, ma di diventare, invece, riferimento anche per migliaia
di studenti stranieri, africani, asiatici, mediorientali che
sceglieranno di formarsi in Europa e che potrebbero trovare nella
nostra Isola un più facile, comodo approdo.
Mi riprometto di chiudere in tempi ragionevolmente brevi e,
quindi, passerò soltanto agli accenni essenziali.
Sulla politica dei rifiuti e del terzo settore va detto che la
scarsa attenzione, fino ad oggi, riservata ai soggetti deboli e
svantaggiati della nostra società costituisce una vergogna non più
tollerabile. Ciò ha inciso negativamente sulla qualità di vita di
moltissimi siciliani, sia gli aventi diritto che i loro familiari.
Per questo è intendimento del Governo destinare alle politiche per
la famiglia e per l'infanzia, per le persone più fragili e non
autosufficienti, per i giovani, per tutti i soggetti ai quali nei
momenti più difficili dell'esistenza deve essere data la
possibilità di contare su un aiuto, l'obiettivo - dicevo - è quello
di curarsi, di avere un'assistenza decorosa e di essere
accompagnati all'autonomia.
Il Governo intende lavorare sulla riorganizzazione del welfare
regionale, dell'integrazione sociosanitaria, della riorganizzazione
degli uffici regionali a supporto del terzo settore, della riforma
delle IPAB, dell'adozione di nuovi criteri di accreditamento degli
organismi del terzo settore, dell'integrazione del diritto alla
vita indipendente ed al dopo di noi dei diversamente abili, la
promozione e la qualificazione del volontariato e del servizio
civile universale, l'adozione di una vera e propria politica a
supporto della famiglia, dell'invecchiamento attivo e della
solidarietà fra le generazioni.
Nell'ambito delle politiche per la salute il Governo, fin dai
primi giorni del suo insediamento, ha ritenuto di procedere a passo
spedito ed ha già approvato una delibera di indirizzo sulla rete
ospedaliera. E' noto, infatti, che il tema è stato oggetto di una
revisione anche da parte del governo Crocetta che, sul finire della
legislatura, ha votato una delibera per la correzione di numerosi
refusi riscontrati nelle tabelle della rete approvata. Quell'iter -
è noto a tutti - si è interrotto perché il documento nella scadenza
imminente della legislatura non è stato assegnato alla VI
Commissione, ed è questa la principale ragione per la quale, non
essendo insediate le Commissioni legislative fino al 27 dicembre
scorso, il nostro Governo ha interloquito con il Ministero della
salute e ottenuto la possibilità di accorpare la prima scadenza,
che era prevista per il 31 dicembre 2017, con quella del 30 giugno
2018.
In questi mesi, pertanto, si provvederà ad una parziale revisione
della rete che terrà conto del buon lavoro già svolto
dall'Assessore Gucciardi, al quale pubblicamente voglio dare atto,
e delle sollecitazioni provenienti dalle diverse aree territoriali.
Non dobbiamo ripartire da zero, dunque, ma soltanto operare
velocemente per assicurare al sistema sanitario una omogenea ed
efficace presenza in tutta l'Isola nell'ambito dei parametri posti
dalla stringente normativa nazionale.
Intanto, il Governo ha già indicato quali sono le sue priorità:
sicurezza per i medici, motivare la medicina di base e renderla
filtro tra le famiglie e le strutture ospedaliere per evitare gli
accessi impropri ai pronto soccorsi; interventi per migliorare le
aree di emergenza-urgenza; programmare gli investimenti strutturali
lungamente attesi; qualificare la spesa attraverso una consapevole
gestione delle risorse a disposizione.
Siamo consci della necessità di favorire una riduzione programmata
della mobilità passiva cioè dei cosiddetti viaggi della speranza
dei malati siciliani verso le strutture del Nord che pesa per quasi
300 milioni di euro sul bilancio della Regione, ma pesa soprattutto
sul piano morale per i disagi che crea al malato e a chi deve ogni
volta accompagnarlo. In questo senso raccogliamo l'invito che
proviene dai numerosi settori della società siciliana, non ultimo
da quello indirizzatoci da Don Scordato, parroco palermitano di
frontiera. Ai nuovi direttori generali, quando potranno essere
nominati, chiederemo competenza manageriale e fisseremo obiettivi
chiari a partire dalla migliore gestione delle unità di Pronto
Soccorso. Chiederemo di rendere efficiente il sistema e, se penso
alle liste di attesa, sono certo darà un aiuto concreto la celere
attuazione delle misure contenute nell' agenda digitale sanitaria a
partire dal centro unico di prenotazione regionale lungamente
atteso e oramai di prossimo affidamento.
Quello dei rifiuti è il primo grave problema che questo Governo è
stato chiamato ad affrontare sin dal primo giorno del suo
insediamento.
Altro che luna di miele, onorevole Cracolici Questo Governo non
ha avuto il diritto neppure alla luna di miele La cosa non è che
ci dispiaccia più di tanto; sapevamo che avremmo trovato strade in
salita ma non sapevamo di dovere scalare montagne, perché
l'emergenza, anche se è difficile parlare di emergenza visto che il
problema rifiuti in Sicilia si trascina dal 1998: vent'anni. Se
potessimo utilizzare uno scivolo potremmo parlare di una emergenza
strutturata. Sette Governi regionali si sono alternati da allora;
cinque Commissari nominati da Roma a seguito di altrettante
emergenze ambientali, un Prefetto e due Magistrati per guidare via
via l'Assessorato dei Rifiuti, ma il problema in Sicilia è rimasto
per ragioni varie ed è rimasto insoluto e sempre più gravoso.
Piuttosto che valorizzare il rifiuto trasformandolo in risorse si è
preferito negli anni alimentare il sistema delle discariche.
Un sistema spesso clientelare, qualche volta contiguo alle
organizzazioni mafiose, oligarchico, talvolta assolutamente
ingovernabile. Un sistema che ha solo prodotto un aumento
indiscriminato dei costi di smaltimento a vantaggio di pochi e a
discapito dei più.
Le discariche pubbliche e private sono ormai sull'orlo del
collasso, abbiamo sette, otto mesi di autonomia e in quella di
Bellolampo neppure questo.
Mancano i centri di compostaggio, siamo l'ultima Regione italiana
nella percentuale di raccolta differenziata. Siamo arrivati ad un
punto di non ritorno Ecco perché abbiamo detto, con estrema
chiarezza, che serve, intanto, ridurre la quantità di rifiuti da
conferire nelle discariche: ogni giorno arrivano cinquemila
tonnellate di rifiuti.
Per guadagnare almeno un anno di tempo e non i 6-7 mesi che ci
restano dobbiamo fare in modo che alle discariche arrivi la metà
dei rifiuti, 2.500 tonnellate e che arrivi già pretrattata, ma non
può arrivare pretrattata perché mancano gli impianti di
compostaggio per realizzare i quali ci vuole almeno un anno, un
anno e mezzo.
Intanto, i comuni non fanno la differenziata come richiede la
legge - o meglio - non tutti i comuni. Cento comuni siciliani
operano la raccolta differenziata superando il 50 per cento, va a
merito e a vanto delle Amministrazioni locali e dei cittadini per
il grande senso di responsabilità che dimostrano, ma 290 comuni la
differenziata non la praticano o quando viene praticata lambisce,
il 10-15 per cento, la legge dice almeno il 65 per cento.
Allora cosa fare? Stiamo predisponendo un piano organico dei
rifiuti in Sicilia, perché manca un piano ordinario, stiamo
disponendo un piano per la bonifica delle discariche perché nessuna
è stata mai bonificata nonostante le decine e decine di milioni di
denaro europeo investito in questo settore.
Vogliamo programmare la realizzazione, almeno dieci impianti di
compostaggio in diverse parti dell'Isola ma ci vuole un anno, un
anno e mezzo, e nel frattempo - dice il Ministero dell'Ambiente -
mandate i rifiuti fuori dalla Sicilia.
Certo, non può essere e non vogliamo che sia una soluzione
strutturata, ma metà dei rifiuti prodotti ogni giorno non può più
andare nelle discariche siciliane. Dove la mandiamo? Le Regioni
italiane non sono più disponibili a ricevere rifiuti se non per
qualche giorno o qualche settimana, a noi servirebbe per qualche
mese. Dobbiamo provare la strada dei Paesi esteri. Diventa
difficile perché bisogna utilizzare le navi e non sempre nei porti
di Palermo, Catania, Messina o Augusta c'è la possibilità
strutturale di potere procedere a questo particolare tipo di
imbarco; questo per rendere evidente la difficoltà nella quale
tutti ci troviamo.
E' una battaglia di civiltà. E mentre l'Assessorato si preoccupa
di trovare una soluzione, speriamo d'intesa con tutti i sindaci,
perché il problema dei rifiuti non è né di centrosinistra né di
centrodestra né dei Cinque Stelle ma è un problema di civiltà - lo
ripeto - nel frattempo questo Parlamento deve modificare la legge.
Oggi, sono trentatre i soggetti che si occupano di rifiuti in
Sicilia fra ex ATO e SRR, delle trentatre strutture ne funzionano
soltanto quattro.
Il Governo ritiene che bisogna procedere ad una riforma immediata
e affidare alle nove province il compito di gestire i rifiuti.
Le province sono l'assemblea dei sindaci, le province sono la
sintesi delle realtà istituzioni del territorio ed accelerare il
processo di liquidazione degli ATO e delle SRR diventate, qualche
volta, luoghi di stallo per riabilitare la mediocrità di qualche
trombato .
Sul piano delle infrastrutture e dei trasporti sarò assai breve.
La Regione siciliana è titolare di deleghe, come sapete, dei poteri
in materie infrastrutturali, oltreché dei contratti di servizio
ferroviario con Trenitalia all'interno del territorio. Inoltre,
siamo proprietari al cento per cento dell'Azienda Siciliana
Trasporti e di quote di altre sette società anche di trasporto
turistico.
La Regione dovrà assorbire per legge la ferrovia circumetnea di
Catania inclusa la metropolitana e dovrà regolare i rapporti con le
tranvie di Palermo e Messina e, infine, eroga per il trasporto
pubblico locale notevoli contributi, il cosiddetto corrispettivo
chilometrico sia alle proprie società, sia ai comuni e ai privati.
L'impegno del Governo è quello di aprire immediatamente una ferma
trattativa col Governo nazionale mirata a migliorare la
competitività del sistema economico e produttivo siciliano con la
drastica riduzione dei costi di insularità.
Completare la parte sud del corridoio Scandinavo Mediterraneo,
compreso il Ponte sullo Stretto; trasformare i porti siciliani e
renderli strategici; rendere la Sicilia parte integrante del
sistema trasportistico del Paese; migliorare il sistema
aeroportuale siciliano; promuovere e potenziare il trasporto
ferroviario e rendere efficienti i trasporti interni di autolinea
su gomma, anche attraverso la messa a sistema di competenze e asset
trasportistici esistenti in un'unica holding regionale.
Per alcuni di questi obiettivi abbiamo già avviato nei giorni
scorsi un confronto serio con il Ministero delle Infrastrutture e
con l'Anas, evidenziando innanzitutto come si renda urgente e
necessaria alla nostra Isola una robusta cura del ferro. Sì, cura
del ferro
Il trasporto sui binari è stato dalla Regione irresponsabilmente
penalizzato sin dal dopoguerra e rese improduttive le tratte
ferroviarie esistenti, quelle ordinarie e quelle a scartamento
ridotto. Ai vertici di Trenitalia abbiamo appena detto con
chiarezza di non essere per nulla soddisfatti della qualità del
servizio fornito all'utenza siciliana. E per questa ragione stiamo
remorando nel firmare il contratto di servizio decennale ponendo a
Trenitalia una serie di clausole ad esclusiva tutela dei
passeggeri; clausole che proprio in questi giorni abbiamo
sottoposto preliminarmente alla valutazione dei comitati dei
pendolari, delle associazioni dei consumatori di alcuni docenti
trasportisti universitari per raccoglierne contributi e
suggerimenti.
Anche ai vertici nazionali dell'Anas abbiamo rassegnato la
insoddisfazione di questo Governo per gli interventi, in termini di
quantità e di qualità, operati nell'ammodernamento e nella
manutenzione della rete stradale isolana.
L'intesa raggiunta, anche se non ancora formalizzata, ci assicura
per i prossimi tre anni una maggiore quota di investimenti e,
finalmente, la celere chiusura di alcuni importanti cantieri, da
troppo tempo aperti, ne cito uno per tutti: quello sull'Agrigento-
Caltanissetta.
Onorevoli colleghi, sono certo che a nessuno di voi sfugga il
fatto che intervenire sulle infrastrutture non significhi solo
modernizzare l'Isola e renderla competitiva, significa anche ridare
ossigeno e rivitalizzare al comparto dell'edilizia e delle
costruzioni. Un comparto che negli ultimi anni ha dovuto registrare
in Sicilia la perdita di decina di migliaia di posti di lavoro.
Eppure in Sicilia si contano 120 opere pubbliche finanziate
iniziate e rimaste incomplete da anni e ben 437 progetti di
infrastrutturazione civile, immediatamente cantierabili. Secondo
l'ANCE Sicilia se andassero in appalto queste opere libererebbero
risorse finanziare pari a 3 miliardi e 836 milioni di euro, con una
ricaduta sul piano occupazionale ed economico di vaste proporzioni.
La Regione siciliana, il Parlamento, il Governo non possono
restare inerti ed inermi di fronte ad una denuncia così clamorosa.
Ed è per questo che abbiamo voluto convocare, proprio per
dopodomani, in Presidenza, tutti gli ingegneri capo degli uffici
del Genio civile dell'Isola. Vogliamo creare, con il loro aiuto,
una cabina di regia atta a monitorare le opere incompiute e quelle
cantierabili e, al tempo stesso, capire quali sono i reali ostacoli
che ne hanno impedito la realizzazione. Una sorte di unità di crisi
che dovrà lavorare acquisendo a tutte le competenze professionali
di cui l'amministrazione regionale può disporre.
Il diritto alla continuità territoriale, anche per rendere più
sociali le tariffe aeree lungo le rotte maggiormente affollate,
sarà dal nostro Governo ribadito nel corso dell'ormai prossimo
incontro che avremo a Bruxelles con la Commissione europea e con il
Presidente del Parlamento, ed abbiamo la certezza che in questa
sacrosanta battaglia di giustizia troveremo condivisione e sostegno
anche nella deputazione europea espressa dal collegio insulare.
Per quanto riguarda gli enti vigilati, giudichiamo ormai non più
rinviabile una trasformazione degli Istituti autonomi per le case
popolari, incapaci di dare risposta all'emergenza abitativa che,
ormai, denuncia il territorio. Mentre il CAS riteniamo debba essere
riavviato al centro di un ragionamento che si era tentato di
iniziare nella scorsa legislatura, valutando anche la creazione di
un nuovo ente con la partecipazione dell'ANAS.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo, nelle linee
generali, il programma che il Governo si ripromette di realizzare.
La coalizione governativa si regge sulla corresponsabilità dei
Gruppi parlamentari del centrodestra che la compongono: Forza
Italia, UDC, Autonomisti popolari della Sicilia, Fratelli d'Italia
- Noi con Salvini ed il Movimento DiventeràBellissima .
Questa coalizione è ben consapevole dei propri limitati numeri in
Aula, a causa di una legge elettorale che, a nostro avviso, va
cambiata, ed anche presto, per superare le vistose distorsioni di
un sistema elettorale che, nel tempo in cui tre poli si confrontano
nella geografia nazionale e regionale, avrebbe dovuto prevedere un
pur minimo premio di maggioranza e, quindi, di governabilità.
Lo dico con estrema chiarezza: il Governo non cerca in questa
Assemblea supporti numerici clandestini. Noi confidiamo di trovare
nelle opposizioni convergenze programmatiche alla luce del sole,
apertamente, sui singoli punti, sulle singole questioni che saranno
poste all'attenzione del Parlamento nel corso dei prossimi cinque
anni.
E' su questo terreno di leale confronto, di chiarezza e di
correttezza istituzionale e politica che deve caratterizzarsi il
rapporto tra la coalizione di Governo e le forze di opposizione.
Ognuno dei settanta componenti di questo Parlamento si assuma per
intero la responsabilità delle proprie scelte dinanzi ai Siciliani.
Non ci sono alibi, non ci sono attenuanti nel momento più
drammatico per la nostra Isola. Il frequente ricorso al voto
segreto o alla verifica del numero legale, per quanto legittimi
strumenti spesso adoperati dalle opposizioni, con questa geografia
parlamentare qui non avrebbero nulla da dimostrare.
In Sicilia la legge consente che ci sia un Presidente eletto dal
popolo, ma non consente di dare a quel Presidente una maggioranza
sufficiente per governare. Il problema non è di onorabilità
politica, il problema è solo nella insidia e nella incongruenza di
una norma assai importante.
Abbiamo promesso agli elettori di volerla cambiare questa Sicilia
e noi profonderemo ogni nostra energia affinché questo avvenga
senza mai deflettere dai propositi iniziali. E questo cambiamento,
che ormai non è più rinviabile, vogliamo avviarlo con voi,
onorevoli deputati, con tutti voi, secondo le linee programmatiche
che noi abbiamo esposto e per le quali abbiamo chiesto ed ottenuto
il consenso popolare.
Ma non è il nostro un programma rigido, chiuso ad ogni contributo
esterno e, soprattutto - lasciatemelo dire - non è il vademecum
delle certezze, anzi rivendichiamo il diritto al dubbio. Sì, perché
il dubbio ci induce sulla strada del confronto politico, ci invita
all'ascolto dell'altro, ci salva dal contagio della presuntuosità
che alcune volte diventa arroganza. Ma se il dubbio è un diritto,
la scelta è un dovere Confrontiamoci quanto vogliamo, ma alla fine
dobbiamo decidere
Del resto, l'arte del governo è fatta di idee che diventano
azioni. Ce lo impone il giuramento che alcuni giorni fa tutti noi
abbiamo prestato in quest'Aula; ognuno nel proprio ruolo, ma tutti
protesi a rendere redimibile questa nostra Isola che deve,
finalmente, liberarsi del suo più antico nemico: la rassegnazione.
Sì, onorevoli colleghi, la rassegnazione La rassegnazione in
Sicilia è nata dopo Dio, reiterata nei millenni e noi siamo
recidivi permanenti.
Vorremmo tanto che la comunità siciliana trovasse la capacità di
realizzare e mettere a profitto le proprie potenzialità, il
coraggio di trasformare il proprio dinamismo individuale in
benessere collettivo.
Eppure, se ci fate caso, la Sicilia ha qualcosa di più rispetto
alle altre regioni italiane. Nelle sue ombre e nelle sue luci, nei
suoi contrasti e nelle sue dissimmetrie quest'Isola è la metafora
stessa dell'Italia, è l'esagerazione dell'Italia nel bene e nel
male. Per il futuro lavoriamo affinché lo sia soltanto nel bene.
Grazie.
(Applausi provenienti dai banchi del Governo e dai banchi di
destra)
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Cracolici, Rizzotto e Lantieri.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge presentati:
PAPALE, segretario:
- Obbligo dichiarativo dei parlamentari dell'Assemblea Regionale
Siciliana in tema di affiliazione a logge massoniche o similari (n.
16)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fava in data
27 dicembre 2017
- Sicilia solidale. Misure di sostegno alle famiglie in difficoltà
(n. 22)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
Arancio, Barbagallo, Cafeo, Catanzaro, Cracolici, De Domenico,
Gucciardi, Lantieri, Lupo e Sammartino in data 27 dicembre 2017.
- Norme per interventi di ristrutturazione, conservazione e
promozione dei centri storici dei Comuni al cui interno insistono i
monumenti oggetti del riconoscimento Unesco nel Val di Noto (n. 23)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
Arancio, Barbagallo, Cafeo, Catanzaro, Cracolici, De Domenico,
Gucciardi, Lantieri, Lupo e Sammartino in data 27 dicembre 2017.
- Iniziative a sostegno dei giovani siciliani (n. 24)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Nuove norme in materia di contenimento della fauna selvatica (n.
25)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Interventi a sostegno della filiera dei prodotti agro-zootecnici
selvatica (n. 26)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Iniziative a sostegno delle persone non udenti (n. 27)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Iniziative a sostegno della popolazione anziana (n. 28)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Norme per il censimento e la catalogazione dei beni immobili di
proprietà delle pubbliche amministrazioni siciliane (n. 29)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Nuove disposizioni sulle commissioni edilizie comunali (n. 30)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Norme in sostegno delle famiglie siciliane e istituzione del
fondo regionale di sostegno alla maternità (n. 31)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Norme sulla incentivazione delle nuove imprese (n. 32)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Istituzione del comitato regionale delle autonomie (n. 33)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Norme per l'istituzione dell'albo regionale dei direttori
musicali (n. 34)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Modifica alla legge regionale 8 giugno 2005, n. 8, in materia di
circolazione gratuita sui mezzi di trasporto pubblico locale da
parte degli appartenenti alle forze dell'ordine (n. 35)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Disciplina in materia di piccole utilizzazioni locali di calore
geotermico (n. 36)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Cappello, Mangiacavallo, Palmeri, Ciancio, Zito, Cancelleri,
Siragusa, Trizzino, Tancredi, Zafarana, Di Paola, Pasqua, Pagana,
Sunseri, De Luca, Schillaci, Marano, Campo e Di Caro in data 27
dicembre 2017.
- Istituzione del garante degli emigrati siciliani residenti
all'estero (n. 38)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
27 dicembre 2017.
- Disposizioni in materia di impiego di organismi geneticamente
modificati (OGM) in agricoltura sul territorio della Regione
Sicilia (n. 39)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Cappello, Mangiacavallo, Palmeri, Ciancio, Zito, Cancelleri,
Siragusa, Trizzino, Tancredi, Zafarana, Di Paola, Pasqua, Pagana,
Sunseri, De Luca, Schillaci, Marano, Campo e Di Caro in data 27
dicembre 2017.
- Nuove disposizioni per il contrasto e la prevenzione del
randagismo (n. 40)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Cappello, Mangiacavallo, Palmeri, Ciancio, Zito, Cancelleri,
Siragusa, Trizzino, Tancredi, Zafarana, Di Paola, Pasqua, Pagana,
Sunseri, De Luca, Schillaci, Marano, Campo e Di Caro in data 27
dicembre 2017.
- Misure volte a garantire l'attivazione del Centro di riferimento
regionale per la cura e la diagnosi delle patologie derivanti
dall'amianto, nonché il funzionamento delle unità operative
complesse in discipline oncologiche e radioterapiche nei distretti
ospedalieri e nelle Aziende ospedaliere ricadenti nelle zone
classificate ad alto rischio ambientale (n. 42)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana in data 4 gennaio
2018.
- Modifiche all'articolo 25, comma 8 della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19 Misure volte al potenziamento dei servizi di
tipo diagnostico/riabilitativo di soggetti affetti da Disturbi
dello Spettro Autistico (n. 43)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana in data 4 gennaio
2018.
- Aiuto tecnico-amministrativo e creazione di un fondo di
investimenti per i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose (n. 44)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana in data 4 gennaio
2018.
- Riconoscimento del titolo di Maestro artigiano e Bottega scuola
alle imprese artigiane siciliane (n. 45)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Palmeri,
Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola,
Foti, Mangiacavallo, Marano, Pagana, Pasqua, Schillaci, Siragusa,
Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 4 gennaio
2018.
- Norme stralciate dall'esercizio provvisorio del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2018 (n. 46)
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
(Armao) in data 4 gennaio 2018.
- Riordino e trasformazione delle Istituzioni Pubbliche di
Assistenza e Beneficenza (IPAB e disciplina delle Aziende Pubbliche
di Servizi alla Persona (ASeP) (n. 47)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Cappello, Mangiacavallo, Palmeri, Ciancio, Zito, Cancelleri,
Siragusa, Trizzino, Tancredi, Zafarana, Di Paola, Pasqua, Pagana,
Sunseri, De Luca, Schillaci, Marano, Campo e Di Caro in data 4
gennaio 2018.
- Norme a favore di soggetti incontinenti e stomizzati della
Regione Siciliana (n. 48)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza in
data 4 gennaio 2018.
- Modifica dell'articolo 17 comma 3 della legge regionale 8 aprile
2010 n 9 e successive modifiche ed integrazioni (n. 49)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza in
data 4 gennaio 2018.
- Riperimetrazione della riserva naturale Pino D'Aleppo (n. 50)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza in
data 4 gennaio 2018.
- Applicazione del 'Principio di Precauzione' nell'Ordinamento
della Regione Siciliana ai fini della tutela della biodiversità nel
territorio siciliano (n. 51)
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Palmeri,
Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola,
Foti, Mangiacavallo, Marano, Pagana , Pasqua, Schillaci, Siragusa,
Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 4 gennaio
2018.
- Reddito di dignità (n. 52)
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia in
data 4 gennaio 2018.
Annunzio di presentazione e contestuale invio di
disegni di legge alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato e inviato alla
competente Commissione il seguente disegno di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituzione dell'Assessorato regionale della funzione pubblica,
delle autonomie locali e delle isole minori. (n. 1).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
- Ordinamento del Governo e dell'Amministrazione della Regione.
Modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e s.m.i..
Istituzione dell'Assessorato alla Programmazione. (n. 2).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
Parere V e UE.
- Istituzione del difensore civico regionale per l'infanzia e
l'adolescenza. (n. 8).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
Parere VI.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Legge sulla montagna. Istituzione delle Zone Franche Montane.
(n. 3).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
Parere I, IV, V, e VI.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Nuova legge urbanistica. (n. 5).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
- Nuova definizione di bosco. Modifiche agli articoli 4 e 10 della
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16. (n. 6).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
- Norme per la sicurezza del patrimonio edilizio nel territorio
regionale e istituzione del fascicolo del fabbricato. (n. 10).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
- Norme per la valorizzazione e la tutela degli alberi monumentali
in Sicilia. (n. 18).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
Parere III e V.
- Norme per l'affidamento in Adozione' delle aiuole e spazi verdi
Da parte delle amministrazioni comunali siciliane. (n. 20).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
Parere I.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Disciplina organica delle attività produttive del settore
turismo. (n. 4).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
Parere I e III.
- Norme per la formazione di una cultura di cittadinanza europea e
per la promozione di servizi informativi per l'accesso ai fondi
comunitari. (n. 12).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
Parere I e UE.
- Integrazione al reddito contro la povertà assoluta. (n. 13).
Inviato il 5 gennaio 2018.
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Parere VI.
- Norme per la garanzia del diritto allo studio e dell'accesso al
sapere di ogni cittadino. (n. 14).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
- Norme per la tutela e la valorizzazione delle botteghe storiche
di interesse artistico e degli antichi mestieri. (n. 17).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
Parere III.
- Istituzione di borse di studio per favorire gli studi
comparatistici della giustizia della comunità europea. (n. 19).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
Parere UE.
- Norme per interventi di ristrutturazione, conservazione e
promozione dei centri storici dei Comuni al cui interno insistono i
monumenti oggetti del riconoscimento Unesco nel Val di Noto (n. 23)
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
Parere IV.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Interventi a sostegno delle famiglie numerose. (n. 7).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
Parere I, III, IV e V.
- Disciplina delle terapie non convenzionali esercitate da
personale in possesso di apposito titolo di studio legalmente
riconosciuto. (n. 11).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 27 dicembre 2017.
Inviato il 5 gennaio 2018.
Comunicazione di sentenza della Corte dei conti
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta da parte delle Sezioni
riunite in sede giurisdizionale, deliberante e consultiva della
Corte dei conti per la Regione siciliana, la sentenza n. 44/2017/EL
relativa al giudizio n. 574/SR/EL sul ricorso ex art. 11, comma 6,
lettera e), del Codice di giustizia contabile.
Comunico, altresì, che la stessa è disponibile presso l'archivio
del Servizio Commissioni.
Comunicazione di deliberazione della Corte dei conti
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione n.
223/2017/GEST, approvata nell'adunanza del 20 dicembre 2017 dalla
Sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione
siciliana.
Comunico, altresì, che la stessa è disponibile presso l'archivio
del Servizio Commissioni.
Comunicazione di decisioni della Corte costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che la Corte costituzionale con decisione n.
232 del 26 settembre 2017, ha dichiarato:
- l'illegittimità costituzionale dell'articolo 3, comma 2, lettera
f), dell'articolo 14, commi 1 e 3 e dell'articolo 16, commi 1 e 3
della legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 Recepimento del testo
unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
edilizia approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6
giugno 2001, n. 380 .
- inammissibile la questione di legittimità costituzionale
dell'articolo 11, comma 4 della legge regionale n. 16/2016, in
riferimento all'articolo 117, secondo comma, lettera a) della
Costituzione;
- non fondata la questione di legittimità costituzionale
dell'articolo 11, comma 4 della legge regionale n. 16/2016, in
riferimento all'articolo 117, primo e secondo comma, lettera s)
della Costituzione, in relazione all'articolo 6 della direttiva
92/43/CEE.
Comunico, altresì, che la Corte Costituzionale con decisione n.
229 del 10 ottobre 2017, ha dichiarato:
- l'illegittimità costituzionale dell'articolo 19 della legge
regionale 29 settembre 2016, n. 20 Disposizioni per favorire
l'economia. Disposizioni varie .
Copie della predette decisioni sono disponibili presso l'Archivio
del Servizio Commissioni.
Comunicazione di decreto di dimissioni da Assessore regionale
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 68045 del 29 dicembre
2017, pervenuta in pari data e protocollata al n. 35/AulaPG del 3
gennaio 2018, la Segreteria generale della Presidenza della Regione
ha trasmesso copia del decreto presidenziale n. 716/Area 1 /S.G.
del 29 dicembre 2017, di accoglimento delle dimissioni dell'on.le
Vincenzo Figuccia da Assessore regionale preposto all'Assessorato
dell'energia e i servizi di pubblica utilità e contestuale
assunzione temporanea da parte del Presidente della Regione delle
funzioni di Assessore regionale al predetto ramo di
Amministrazione.
Ne do lettura:
«REGIONE SICILIANA
IL PRESIDENTE
D.P. n. 716/Area 1 /S.G.
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1,
comma 1, lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio
2001, n. 2, che, nel prevedere l'elezione a suffragio
universale e diretto del Presidente della Regione, gli
attribuisce il potere di nominare e revocare gli Assessori
da preporre ai singoli rami dell'Amministrazione regionale,
tra cui un Vicepresidente che lo sostituisce in caso di
assenza o impedimento;
VISTA la Legge Regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la Legge Regionale 15 maggio 2000, n. 10, e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la Legge Regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e
successive modifiche ed integrazioni, ed in particolare le
disposizioni di cui al Titolo II che rimodulano l'apparato
ordinamentale e organizzativo della Regione siciliana;
VISTA la Legge Costituzionale 7 febbraio 2013, n. 2 Modifiche
all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana, in
materia di riduzione dei deputati dell'Assemblea Regionale
Siciliana. Disposizioni transitorie ;
VISTO il Decreto Presidenziale 14 giugno 2016, n. 12
Regolamento di attuazione del Titolo II della Legge
regionale 16 dicembre 2008, n. 19. Rimodulazione degli
assetti organizzativi dei Dipartimenti regionali di cui
all'articolo 49, comma 1, della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9. Modifica del decreto del Presidente della
Regione 18 gennaio 2013, n. 6 e successive modifiche e
integrazioni ;
VISTO il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 444/Serv.
4-S.G. concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea
Regionale Siciliana ai collegi provinciali in base alla
popolazione residente;
VISTO il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 445/Serv. 4-
S.G. concernente la convocazione dei comizi per l'elezione
del Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea
Regionale Siciliana per la XVII legislatura;
VISTO l'atto del 18 novembre 2017 della Corte di Appello di
Palermo - Ufficio Centrale Regionale per l'Elezione del
Presidente della Regione e dell'Assemblea Regionale
Siciliana (elezioni del 5 novembre 2017) con il quale
l'On. Sebastiano Musumeci è stato proclamato eletto alle
cariche di Presidente della Regione Siciliana e di
Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana;
VISTO il decreto presidenziale n. 643 del 29 novembre 2017,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
del 5 dicembre 2017 - Parte I - n. 53, di costituzione del
Governo della Regione Siciliana - XVII Legislatura, di
nomina degli Assessori regionali con le relative
preposizioni ai vari rami dell'Amministrazione regionale e
di rinvio ad ulteriore provvedimento per la nomina
dell'Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente;
VISTO il decreto presidenziale n. 645 del 30 novembre 2017,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
del 5 dicembre 2017 - Parte I - n. 53, di nomina
dell'Assessore regionale con la preposizione
all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente;
VISTA la lettera prot. 8584/GAB datata 27 dicembre 2017 con la
quale l'Assessore regionale per la Energia ed i servizi di
pubblica utilità, On.le Vincenzo Figuccia, rassegna le
proprie dimissioni dall'incarico assessoriale con
preposizione al predetto ramo dell'Amministrazione,
lettera, questa, acquisita il 28 dicembre 2017;
RITENUTO nell'accogliere tali dimissioni, che, al fine di garantire
continuità all'esercizio delle funzioni politico-
amministrative del predetto ramo dell'Amministrazione
regionale siciliana, il Presidente della Regione Siciliana
assuma temporaneamente le funzioni di Assessore Regionale
per l'Energia ed i servizi di pubblica utilità;
D E C R E T A
ART. 1
Per quanto in premessa specificato l'On.le Vincenzo Figuccia, a
seguito delle dimissioni di cui sopra - che vengono accolte -
cessa dalla carica di Assessore regionale preposto all'Energia ed
i servizi di pubblica utilità.
ART. 2
Al fine di assicurare continuità all'esercizio delle funzioni
politico-amministrative, il Presidente della Regione,
contestualmente alla cessazione di cui al superiore art. 1, assume
temporaneamente le funzioni di Assessore regionale per l'Energia
ed i servizi di pubblica utilità.
ART. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana e nel sito internet della Regione
siciliana ai sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale
12 agosto 2014, n. 21.
Palermo, lì 29 dicembre 2017
IL PRESIDENTE
Musumeci»
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo ascoltato le dichiarazioni
del Presidente Musumeci. Chiedo al Presidente se è stato
distribuito, così come aveva annunciato, il documento ai Presidenti
dei Gruppi parlamentari.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, il
documento è stato oggetto di correzioni, tagli, appunti. Sarebbe di
cattivo gusto, per me, offrire ai Presidenti dei Gruppi
parlamentari un documento che, per alcune parti, appare anche
illeggibile. Del resto il grosso che doveva essere detto è stato
già rassegnato all'Aula.
Se mi si consente, stasera vorrei lavorare per un paio d'ore al
Documento e domani lascerei alla Segreteria generale il testo
integrale ma assicuro che le linee generali sono state già
rassegnate nel mio intervento. Ho saltato solo le parti che
ritenevo secondarie, comunque marginali.
PRESIDENTE. Diversi Presidenti dei Gruppi parlamentari hanno
chiesto di intervenire. Considerato che manca la lettura adeguata
di questo documento chiedo se intendete proseguire nei lavori
stasera o rinviare a martedì prossimo. Lo decidono i Capigruppo,
non ho nessun problema a proseguire.
Allora, si prosegue nei lavori nell'odierna seduta. E' iscritto a
parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
Regione
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
FAVA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, non ho difficoltà a sottolineare che nelle
parole del Presidente ci sono accenti di sobrietà ai quali non
eravamo più abituati.
E mi sembra importante anche questa valutazione sul dubbio, mi
permetta signor Presidente dell'Assemblea, leggo nel comma 2,
dell'articolo 103 del nostro Regolamento, che abbiamo a
disposizione quindici minuti per la discussione generale. Vedo che
il cronometro è partito a cinque minuti. Magari sarò anche più
breve, però le chiederei di ripristinare ciò che è previsto dal
Regolamento interno. La ringrazio.
Ho apprezzato, lo dico subito, anche il riferimento esplicito
soltanto ad un Presidente della Regione siciliana, l'onorevole
Mattarella, anche citando una espressione impegnativa e
significativa, non soltanto per ciò che poi è accaduto nella
vicenda umana del Presidente Mattarella, quando ci ha ricordato che
i mafiosi cercano alleati. Li cercano nella società, li cercano nel
mondo dell'impresa, li cercano anche nella politica. Li hanno
cercati anche qui dentro.
Io credo che in questo senso occorra tenere alto il senso della
responsabilità della vigilanza.
Lei signor Presidente si è anche riferito ad un giornalismo
straccione riferendosi ad una Sicilia spesso considerata paradosso,
ossimoro, calembour in conseguenza di questo giornalismo
straccione.
Sarà pur vero. Io però vorrei ricordare che noi siamo vittima
anche di un altro giornalismo straccione. Quello che nel corso
degli anni ha finto di non vedere, che ha voltato lo sguardo
dall'altra parte. Un giornalismo compiacente che ha accompagnato,
spesso tenendo per mano, coloro che hanno considerato la Regione,
le sue attività economiche, bottino di guerra e terreno di
saccheggio.
Ci saremmo aspettati, mi sarei aspettato, un accenno, nella sua
corposa relazione, a quello che è accaduto il giorno dell'Epifania
a decine, centinaia di persone che sono morte.
Io so che la pietas non è una categoria né giuridica, né
normativa, che non compete a questo Governo, né questo Governo ha
gli strumenti normativi per impedire che il Mediterraneo continui
ad essere un grande cimitero a cielo aperto. Però, penso che il
Presidente della Regione siciliana, per il modo in cui questa
Regione rappresenta nel tempo e nel luogo il centro dolente di ciò
che è diventato il Mediterraneo - 8.400 morti negli ultimi due
anni - un accenno al fatto che molte di quelle persone sono venute
a morire a casa nostra ed essere sepolte a casa nostra.
Anche se sul piano istituzionale non richiede, né prevede alcuna
competenza, sul piano personale credo che questa Assemblea e anche
questo Governo debba avere un pensiero preoccupato, solidale,
attento, umanamente attento, alle cose che stanno accadendo.
Lei si è molto concentrato sul tema dei rifiuti. Io vorrei su
questo appuntare qualche parola e qualche preoccupazione e poi
andare alla conclusione, perché credo che il tema dei rifiuti, il
modo in cui, lei ha parlato bene dell'esigenza della richiesta
dell'obiettivo della normalità in una Regione che è stata piegata
alle emergenze e piagata nelle emergenze.
Credo che il tema dei rifiuti sia archetipo del modo in cui
l'emergenza è stata la bussola della politica della Regione
siciliana, durante vent'anni, e un presente che dietro di sé ha un
passato assai ampio che attraversa la storia di almeno quattro
Governo regionali. Con venti miliardi che sono stati bruciati e con
un esito, che è stato ricordato dal Ministro Galletti ma che ci
viene ricordato ogni giorno dall'Unione Europea, dalla Commissione
Europea, il novanta per cento viene conferito, spesso in modo
indifferenziato, nelle discariche, un livello di raccolta
differenziata che sfiora e non supera il quindici per cento.
Lei dice, assumendo giustamente il tema delle emergenze intanto
come un tema di salute pubblica, oggi la soluzione nella emergenza
è trasferire i rifiuti all'estero.
Io su questo le chiedo un punto di precisione. Lei parlava oggi di
qualche mese, mentre ho sentito parlare in questi giorni anche di
un bando triennale. Il bando triennale non è emergenza. Un bando
triennale è una soluzione strutturale, io penso che le soluzioni
strutturali ad un ciclo di rifiuti così poco virtuoso, come quello
siciliano, non possono essere cercate in una soluzione di
emergenza, che è anche una soluzione molto costosa. A conti fatti
ci costerà il doppio di quanto costa oggi conferire i rifiuti nelle
discariche e il tema di chi debba assumersi il costo, il pagamento
di questo costo supplementare, è un tema di assoluta attualità.
La soluzione è una soluzione strutturale: la costruzione di nuovi
impianti. E la costruzione di nuovi impianti - lei dice - richiede
molto tempo. Io vorrei ricordare che dieci impianti dovrebbero
essere già aperti. Impianti di compostaggio. Se questo non è
accaduto lo dobbiamo, come dire, raccontando il sistema di
compiacenze, di corruttele, di distrazioni, che molti Governi in
Sicilia hanno coltivato su questo tema.
E vorrei anche ricordare quanto contributo ha dato un certo modo
di gestire il ciclo di rifiuti alle voragini di bilancio. Vorrei
ricordare la scelta dei ventisette ATO nella riforma del Presidente
Cuffaro: non tanto gli ATO e la loro gestione fallimentare, quanto
l'apertura a tredicimila assunzioni dirette di addetti al servizio,
che hanno provocato un crollo vertiginoso delle finanze degli enti
locali.
Io credo, signor Presidente, che occorra investire sugli impianti.
E credo che occorra una parola chiara anche sulle responsabilità
che la Regione nel suo complesso, non soltanto i Governi, ha avuto
in questo atteggiamento molto sufficiente, molto distratto, spesso
arrogante anche con Bruxelles e con l'Unione europea. Perché i
soldi ci sono. Sono soldi che c'erano e che non abbiamo speso.
Erano disponibili 365 milioni da investire in nuovi impianti di
compostaggio e ne abbiamo restituiti 216. Servivano per investire
sulla raccolta differenziata, servivano per bonificare le
discariche, servivano per impianti di bio-trattamento.
Lei ha ricordato come il tema di riattivare un canale virtuoso con
l'Unione europea e con i finanziamenti dell'Unione europea è un
tema centrale. Ci sarebbe piaciuta una parola più precisa sul fatto
che se questo canale si è molto offuscato dipende anche dal fatto
che noi abbiamo contribuito a costruire bandi non soltanto per le
grandi imprese, ma anche bandi che erano abiti di sartoria
costruiti per le imprese che avrebbero dovuto vincere, quelle e
soltanto quelle, il bando che era stato previsto e ottenere il
finanziamento europeo. E questo richiede, come dire, un lavoro di
attenzione e di vigilanza non soltanto tra i banchi del Governo, ma
anche nel modo in cui la burocrazia regionale, una parte di essa,
spesso ha acconsentito che le velleità e le vocazioni del Governo
venissero sempre rispettate e accompagnate.
Però, manca un punto, signor Presidente, nella sua lettura di
questa emergenza ed è quello che ci ha preoccupato nei giorni
scorsi e ci preoccupa oggi. Perché siamo in queste condizioni?
Perché i Siciliani non sono stati capaci? Perché gli enti locali
non hanno avuto sufficiente tensione morale? Perché il nostro
processo di costruzione di impianti di compostaggio è stato
avviluppato da lacci e lacciuoli burocratici? O anche perché -
forse va detto - c'è stato un monopolio dei privati nella gestione
delle discariche, che ha determinato e condizionato la politica
regionale.
Lei ha detto, glielo riconosco, che ci sono state oligarchie . Io
avrei detto di più. Io avrei usato le parole che ha usato la
Commissione Ecomafie quando ha licenziato, qui a Palermo, una
relazione di 365 pagine che lei ha ricevuto come Commissione
antimafia' regionale, che abbiamo ricevuto come Commissione
antimafia' nazionale e che è stata approvata all'unanimità da
tutti i partiti e che dice parole assai preoccupanti. Che non parla
soltanto di ipotetiche oligarchie. Dice, leggo testualmente, pare
esservi un sistema che obbliga in Sicilia a conferire i rifiuti in
discarica ed è talmente ben ramificato e gode di tali e tante
sponde all'interno della Regione, da essere capace di orchestrare
sistematicamente il sabotaggio di qualunque iniziativa che possa
incidere sui gruppi di potere creati attorno al ciclo dei rifiuti .
E' una fotografia assai impietosa e che sviluppa il tema
dell'oligarchia, sul quale noi potremmo anche allegare nomi e
cognomi di coloro che hanno rappresentato i padroni delle
discariche e che hanno determinato le politiche della Regione su
questo punto.
Aggiunge la Commissione Ecomafie : si può ragionevolmente
presumere una permanente deviazione delle funzioni pubbliche in
favore di imprese private. Il quadro di corruttela venuto alla luce
è caratterizzato da estremi di devastante gravità. Le innumerevoli
carenze nella gestione del ciclo dei rifiuti costituiscono
altrettanto opportunità per la criminalità di stampo mafioso di
infiltrarsi in questo settore. .
Vorrei ricordare anche gli oltre trecento stazioni appaltanti a
cui i Comuni spesso, in regime di emergenza, senza gara di appalto,
hanno affidato ad imprese, spesso prestanome di gruppi mafiosi, il
compito di raccogliere i rifiuti. Sono vicende che hanno bisogno di
un punto di attenzione maggiore. Il tema non è solo l'emergenza del
presente, il modo in cui riusciremo a fare fronte a queste
emergenze, ma capire la metastasi dove si colloca. La metastasi si
colloca anche in forti interessi privati. Sono duecentosessanta
milioni l'anno che vanno ad arricchire le tasche di alcuni padroni
di alcune grandi discariche private. Noi abbiamo le più grandi
discariche d'Europa che sono totalmente fuori legge. La Commissione
Europea, da anni, ci spiega che le discariche come quella di Motta
con cinquemilioni e mezzo di metri cubi a disposizione da sola
potrebbe raccogliere l'intera popolazione siciliana se la volessimo
interrare in questa buca ed è totalmente fuori legge. Su questo,
credo, che occorra un intervento sul piano della funzione politica
che è soltanto la soluzione delle emergenze. Vado a chiudere,
signor Presidente.
C'è soltanto un punto che mi interessava condividere con lei dal
mio punto di vista. Lei ha parlato di beni culturali, un grande
giacimento, il più grande giacimento che esista in questo Paese.
C'è bisogno di interventi concreti, lo dico con assoluta
franchezza, sapendo di mettere il dito in una piaga politica del
suo Governo: c'è bisogno di un assessore. Dal momento in cui lei
parla di interventi di assoluta e urgente concretezza nella
gestione e nella valorizzazione dei beni culturali, l'Assessore ai
Beni culturali, la Regione siciliana sta raccogliendo le firme per
presentarsi Presidente della Regione Lombardia immaginando che
questo possa essere semplicemente un utile palcoscenico per
proiettare la propria immagine su altri palcoscenici. La considero
una offesa a lei, a questo Governo e all'Assemblea regionale
siciliana, e credo che proprio per l'urgenza che lei assume e abbia
questo tema, la prego di chiedere all'Assessore Sgarbi di
presentare le sue dimissioni affinché si possa fare serenamente una
campagna elettorale come pensa di volere fare nella Regione
Lombardia.
(Applausi del Movimento Cinque Stelle)
FAVA. Un ultimo punto, signor Presidente, perché questo è un punto
cruciale. La cultura è l'identità di un popolo. Attenzione, la
cultura è l'identità di tutti non solo di un popolo. Io mi
riconosco nella cultura espressa dalle Piramidi in Egitto anche se
non sono egiziano e il patrimonio culturale che abbiamo in Sicilia
oggi è una risorsa di identità per tutto il mondo e non soltanto
per i siciliani e se questo non riusciamo a farlo capire, non solo
con una valutazione mercantile, sul piano del commercio, sul piano
del mercato, le nostre opere pubbliche, ma come un patrimonio di
bellezza e di qualità dell'esistenza che mettiamo a disposizione di
tutti, io credo che facciamo una operazione culturale importante.
Lei ha parlato a lungo, Signor Presidente, di normalità. La
normalità, in una Regione che ha vissuto soltanto nell'onda delle
emergenze è una grande ambizione, è una straordinaria rivoluzione.
Qui uso la parola rivoluzione. Se non è vissuta con il giusto
slancio rischia di essere semplicemente piombo nelle ali' e noi
abbiamo bisogno di perdere per strada molto del piombo che ci ha
tarpato le ali in questi anni. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne
ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo
che la campagna elettorale sia finita e sia finita già da qualche
mese.
Mi attendo da questo Governo e mi sarei atteso dalle dichiarazioni
del Presidente Musumeci una riflessione operativa, perché le
dichiarazioni programmatiche non sono semplicemente un j'accuse su
ciò che avete trovato e mi permetto di dire che eravate in
quest'Aula in questi anni, quindi, non ci può essere meraviglia
come se foste Alice nel paese delle meraviglie'. Questo desidero
sottolinearlo perché è fondamentale.
Le consegno, in premessa, signor Presidente tre detti siciliani,
e lei è un cultore come me, dai quali articoleremo questo mio
breve intervento.
Senza soddi non si canta missa , primo detto. Secondo detto: U
pisci feti dà testa .
Per quanto riguarda il terzo detto che ora le consegnerò
nell'articolazione dell'intervento chiude una sana riflessione, che
ora le consegno.
Prima riflessione, nel suo intervento ha fatto un cenno generico a
quella che è la situazione finanziaria ed è invece la cosa più
urgente, signor Presidente.
Soprattutto quello che non ho colto è la puntualità degli
interventi che volete fare, perché non possiamo immaginare di
accelerare la spesa dei fondi europei se non abbiamo la liquidità
per attivarla. Parliamoci chiaramente, la Regione non ha liquidità,
chiamiamo le cose con nome e cognome, c'è un problema di fondo.
Questi quindici miliardi e mezzo di cui tutti quanti parliamo come
se fosse la panacea di tutti i mali ereditati per la Sicilia e per
i siciliani, ha un piccolo problema di fondo che allo stato attuale
esattamente 66.693.264,00 milioni pari allo 0,4 per cento risulta
speso per la programmazione 2014-2020.
La questione che le pongo - ne parlavo prima con qualche Assessore
- risulta anche un dato anche delicato, pericoloso che riguarda
gli impegni. Risultano impegnati cinque miliardi e mezzo, ma non
vorrei che questi impegni fossero assegni double face, perché gli
impegni che vanno puntualmente verificati e che devono portare oggi
il Governo a valutare se revocare una serie di bandi in autotutela
è proprio questo. A quanto pare ci sono molti bandi che hanno
costruito anche l'interesse degli imprenditori per i quali non c'è
la liquidità concreta per renderli operativi. E anche questo
aspetto nella Commissione dei Saggi che ha nominato il nostro
Assessore Armao ritenevo che venisse evidenziato.
Questo perché è fondamentale? Mi riallaccio al suo intervento,
Presidente, perché in Sicilia ormai il soggetto più inaffidabile
per il mondo delle imprese è il sistema pubblico allargato. La
Regione in testa, i comuni e il sistema delle partecipate: perché?
Per un motivo molto semplice, Presidente. Perché la Regione
giocando in continuazione con i trasferimenti alle autonomie
locali, con la traslazione delle rate, nasconde anche - lo voglio
dire all'Assessore - un ulteriore indebitamento che è stato giocato
fra il momento della previsione e l'erogazione delle risorse -
guarda caso - sempre traslate di mesi e mesi mettendo in ginocchio
un intero sistema e facendo fallire le imprese. In Sicilia
paradossalmente la maggior parte delle imprese sta fallendo per
credito non riscosso.
Anche rispetto a questo non possiamo pensare a fare una sola
discussione generale.
Vogliamo delle misure puntuali su questo, onorevole Presidente.
Il suo intervento programmatico noi desideriamo che sia un insieme
di azioni operative.
Noi sappiamo come stanno le cose e lei lo sa meglio di me perché
in questi cinque anni è stato in questo Parlamento, io non c'ero
Io faccio riferimento al 2012, faccio riferimento alle battaglie
fatte in questo Parlamento per impedire - e lo sanno tanti
Assessore qui presenti - di ritrovarci a distanza di anni ad avere
una Regione con bilanci falsi che sono stati approvati da
quest'Aula; bilanci falsi perché è venuta meno, lo dico io perché
fautore delle norme regionali, la trasparenza dei conti pubblici.
L'ho sempre sostenuto e lo sostengo ancora in quest'Aula.
Un Parlamento che approva i bilanci violando le norme che lo
disciplinano soprattutto quelle volute da questo Parlamento
ovviamente agisce in dispregio alle regole.
Ma lasciando stare anche questo aspetto il quale, francamente,
ormai appartiene alla storia, se ci sarà un tribunale della storia,
oltre a quello che riguarda altri aspetti e che riguardano anche
alcuni di noi, signor Presidente - e qua le introduco anche un
altro ragionamento - non ho capito perché lei stasera ha dichiarato
di essere in minoranza. Questo a me sfugge.
MUSUMECI, Presidente della Regione, Non ho dichiarato questo Mai
detto
DE LUCA lo sa perché sfugge, signor Presidente? Perché lei ha
citato dei Gruppi parlamentari ben precisi. Se noi facciamo la
somma dei componenti di questi Gruppi parlamentari, scusatemi,
siete trentaquattro Allora, Presidente, dobbiamo chiarirci una
volte per tutte Perché, veda, io sono al Gruppo Misto per
questioni riguardanti all'interno il Gruppo UDC da un lato, ma
dall'altro le devo esprimere anche quello che è comunque il
dissapore di mio figlio, che ha 14 anni e si chiama Gabriele, il
quale mi ha chiesto: papà, perché dopo che ti hanno arrestato il
Presidente Musumeci ha detto quasi che non ti conosce? Ma, c'ero
pure io quando hai organizzato la manifestazione al San Paolo
Hotel Lo stesso mia figlia di 14 anni
Be', ho cercato di spiegare a mio figlio che, purtroppo, la
politica è fatta così e che la coerenza spesso non si compra al
supermercato.
Veda, signor Presidente, noi finora ci siamo gentilmente ignorati,
ed è arrivato anche il momento - ed aspettavo esattamente che lei
parlasse al Parlamento - di chiarirci su questo aspetto, perché lei
ha toccato un argomento importante e delicato: il codice etico Ed
ha toccato anche quello che è l'aspetto della spettacolarizzazione
della politica, cioè fare meno spettacolo in politica.
Ha ragione, Presidente
Ma io dico anche che bisogna fare meno giustizialismo in politica,
perché lei ha citato una parte del problema, e cioè burocrati che
oggi hanno timore di agire, ma si è chiesto perché hanno paura di
agire? Si è chiesto perché tanti sindaci oggi non agiscono più? Lei
lo sa che io esco da un'esperienza da sindaco di Santa Teresa, dove
in tre anni ho ereditato la differenziata all'8 per cento, ora è
all'80 per cento Basta guardare le statistiche, ma non voglio
parlare di me e di quello che ho fatto da sindaco stando in
trincea, subendo le angherie proprio di quello che l'apparato
burocratico regionale.
Non ha utilizzato un termine nel suo intervento, anche
collegandoci a questo: decentramento
Veda, il valore della sussidiarietà, parallelamente, richiede
delle scelte nette; decentramento che cosa significa? E devo per
forza richiamare alcuni mie interventi del 2010.
Significa, intanto, non solo sburocratizzare, ma fare delle azioni
che costruiscono un sistema al territorio, verso il territorio, in
termini di risorse e in termini di uomini Perché quando sento
parlare di sussidiarietà, con i comuni come lei sa bene, Assessore,
che dal 2010 ad ora il fondo delle autonomie locali è stato ridotto
da 900 milioni di euro, A circa 3,50; ma noi rischiamo poi di
passare per ipocriti quando interveniamo sul tema della
sussidiarietà non ponendoci il problema parallelo del decentramento
e delle risorse.
Ecco qual è la questione E anche su questo abbiamo fatto tante
proposte. Io gliele riproporrò, lei deve comprendere lo spirito
costruttivo del mio intervento, perché pur se formalmente non sono
stato considerato in questa maggioranza perché il Gruppo Misto non
è stato citato da lei, io Presidente sono stato eletto non per fare
processi, mi bastano già quelli che ho subito, io sono qui perché
devo contribuire con il mio apporto, il mio bagaglio anche di
esperienza di amministratore nel fare proposte concrete.
Li lascio fare ad altri certi spettacoli Io ho voluto suonare la
zampogna in quest'Aula, autorizzato dal Presidente, ma anche per
richiamare quelle che sono le nostre tradizioni. E mi è dispiaciuto
non sentire alcun intervento. Le scuole degli antichi mestieri e
delle tradizioni popolari, le scuole, perché è vergognoso che
esistano, che sono state istituite solo a Torino ed a San Marino.
Signor Presidente, tornando a noi, il concetto e le consegno
esattamente il terzo, il terzo detto siciliano, molto caro. I
siciliani, ormai, sono disincantati, sanno che a sciarra è pa
cutra . Signor Presidente, i siciliani sono disincantati ed è
inutile che noi cerchiamo, anche con tanta retorica, nel voler dare
un altro tipo di messaggio.
Oggi, direi che il suo intervento, e lo dico, guardi senza spirito
di polemica, pur sapendo se lei, ancora non so se vorrà il mio voto
o meno, considerato quello che è stato il mio status e stato, ma,
gradirei anche su questo, sa, una parola, perché noi credo che
dobbiamo anche occuparci, come politici, meno di vicende
giudiziarie, se poi pretendiamo che la giustizia non si occupi di
politica. Sa, anche questo fa male Sa, anche la
spettacolarizzazione di qualunque tipo di incidente, fa male, lede
dignità, crea problemi nelle famiglie e non si riesce, poi, a
spiegare ai bambini, ai figli cosa realmente è successo, signor
Presidente.
Ed allora, noi dovremmo imparare a distinguere anche quelle che
sono realmente le nostre competenze, e quindi a concentrarci in
quello che ho detto in premessa, le azioni.
Lei, oggi, è il mio Presidente. Lei, oggi, è il Presidente della
Regione siciliana. Onorevole Musumeci, lei non è più il Presidente
dell'antimafia. Io, oggi, non la voglio più vedere in quella veste,
perché la Sicilia ha bisogno di un Presidente e di un Governo
operativo. Vuole dimenticare Crocetta ed il crocettismo.
Questo è il tema, signor Presidente. Ed io su questo l'incalzerò,
fino a sembrarle più antipatico di quanto magari le sarò, ma, se
anche il Presidente del Parlamento, ci metterà nelle condizioni di
lavorare, ci assegnerà finalmente anche questi locali, lei vedrà da
parte mia proposte concrete, mi permetto di dire. Non perché le
altre non siano concrete. Io prima di proporre un disegno di legge,
mi preoccupo della copertura finanziaria, non faccio parte di
quelli che presentano disegni di legge per fare la conferenza
stampa, perché la mia cultura è di amministratore, non di politico.
Ed un amministratore è proprio quello che, minuto per minuto, come
lei ha ben detto, deve dare conto delle proprie azioni, non ha
spazio per lo spettacolo e non ha spazio, neanche, per poter fare
annunci perché chi governa viene travolto dagli annunci.
Ecco qual è il cambio di rotta che è indispensabile e che chiedo a
questo Governo.
Sul resto, le dico questo. Ogni Governo a cui ho assistito, signor
Presidente, ha posto il tema di rimodulare la spesa della Comunità
europea, cioè dei fondi europei, dei fondi strutturali.
Non faccia questo errore.
Lo sa perché glielo dico? Non perché alcune cose sono giuste o
sbagliate, o perché lei non ha diritto di poter rivedere secondo
una certa visione la spesa.
Si ponga prima il problema di farla partire la spesa. Non faccia
l'errore di inserirsi nell'imbuto delle modifiche perché, sto
concludendo signor Presidente, perché veda che lei perderà almeno
un altro anno e nel frattempo il sistema delle imprese non può
aspettare.
E' solo un suggerimento che le do, come le ho dato quello di prima
nel verificare tutti i bandi che si ritengono chiusi.
Si occupi e si preoccupi subito, intanto, di porsi il problema di
avviare un minimo di spesa e parallelamente, potrà, perché è giusto
che lei lo faccia, anche rivedere quelle che sono alcune parti
della spesa, ma non faccia l'errore che hanno fatto tutti i
Presidenti dei governi ai quali ho assistito in questo Parlamento,
di pensare di mettere le mani a modificare tutto e di più,
rischiando di diventare prigioniero delle sue stesse modifiche.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo,
io devo preliminarmente ribadire la richiesta alla Presidenza
dell'Assemblea regionale siciliana di convocare la Commissione per
il Regolamento, così come avevo già fatto in occasione dell'ultima
seduta, perché io credo che non si possono cambiare le regole in
corso di partita.
Quindi, è doveroso che il Presidente Miccichè convochi la
Commissione per il Regolamento per affrontare e chiarire quanto
accaduto nel corso dell'ultima seduta, che riguardava l'esercizio
provvisorio di bilancio.
Onorevole Presidente Musumeci, ho ascoltato con attenzione il suo
intervento sulle linee programmatiche del Governo di questa
legislatura, una legislatura importante, una legislatura che nasce
per prima con settanta deputati regionali, non novanta, e penso che
questo Parlamento abbia dato prova anche di sapersi autoriformare
nel corso della XV legislatura approvando una legge importante di
riduzione del numero dei parlamentari.
Abbiamo ascoltato il suo intervento, abbiamo anche appreso che ci
farà avere l'intervento completo che riguarda le linee
programmatiche che, ovviamente, avremo modo di leggere.
Io voglio formulare la proposta che il documento programmatico
possa essere approfondito dalle commissioni parlamentari
competenti, perché è chiaro che questa non può essere la sede per
affrontare un programma di governo dei cinque anni, è un primo
scambio di idee, un confronto.
Esprimeremo le nostre prime valutazioni ma credo che, anche grazie
all'impegno degli assessori, nelle diverse commissioni parlamentari
sarà il caso di entrare subito nel merito delle proposte che sono
state avanzate, perché sono convinto che questo legislatura possa
essere estremamente importante nella misura in cui anche il Governo
saprà riconoscere al parlamento un ruolo fondamentale.
Un ruolo fondamentale che, io credo, non sia sostituibile da parte
del Governo perché questo è un Parlamento che ha una lunga
tradizione, che ha delle competenze importanti, che può e deve
svolgere un ruolo significativo anche per lo sviluppo, la crescita
del nostro territorio, della nostra amata Regione.
Abbiamo apprezzato anche alcuni spunti, abbiamo apprezzato - lo
dico subito - il riferimento positivo, l'apprezzamento rivolto
all'assessore Gucciardi per l'attività svolta nel corso della
passata legislatura, e questo le fa onore, un'operazione verità che
deve riguardare non solo il bilancio della Regione ma tutti i rami
dell'Amministrazione regionale e, quindi, spero possa portare il
Governo attuale anche ad apprezzare quanto di buono si è fatto in
passato nei diversi rami dell'Amministrazione ma, ovviamente, anche
coerentemente con il programma con il quale lei ha vinto le
elezioni, affrontare i prossimi cinque anni.
Non mi sorprende l'apprezzamento rivolto all'assessore Gucciardi,
anche perché il lavoro svolto dall'assessore Gucciardi nella scorsa
legislatura è stato un lavoro aperto al confronto con tutte le
forze parlamentari, è stato un confronto aperto con il territorio,
con le amministrazioni locali che ha portato a risultati
importanti, risultati che ci hanno consentito di centrare
l'obiettivo del piano di rientro della sanità e anche di avviare,
per esempio, una riduzione della pressione fiscale - che lei non ha
citato - che io valuto assolutamente positiva per la crescita, per
lo sviluppo, per il lavoro produttivo, per l'attrazione degli
investimenti.
Il fatto che il risanamento del bilancio nella legislatura
trascorsa, unitamente al risanamento portato avanti nel settore
della sanità, ci abbia consentito di ridurre l'IRPEF, cioè la
tassazione sui redditi delle persone, ed anche l'IRAP, per i
redditi d'impresa, penso significhi che sia un punto che noi
dobbiamo valorizzare per attrarre nuovi investimenti, per
incoraggiare gli investimenti produttivi per il lavoro produttivo
che - sono d'accordo con lei - rimane la priorità delle priorità.
Noi saremo propositivi, impegnati, attivi, pronti a confrontarci
col Governo su tutti i provvedimenti che riguarderanno lo sviluppo
ed il lavoro produttivi perché crediamo che questo sia il punto
fondamentale che dobbiamo affrontare.
Certamente servono riforme.
Dico subito che anche noi chiediamo che si costituisca la
Commissione Statuto, per una revisione del nostro Statuto
regionale, ovviamente chiediamo, ed invitiamo la Presidenza ad
esperire le procedure necessarie nel più breve tempo possibile, che
si costituisca rapidamente anche la Commissione antimafia, per
potere anche arrivare a discutere di una revisione della legge del
91 che possa rendere ancora più efficace l'azione della Commissione
antimafia nella lotta alla criminalità organizzata ed ad ogni forma
di corruzione e di illegalità.
Su tutti i temi che riguarderanno esigenze di riforma vere per la
crescita della nostra Regione, il Partito Democratico sarà pronto a
confrontarsi certamente sulla base delle proprie idee, del proprio
programma che diverge a volte, anche profondamente, dal programma
con il quale lei ha vinto le elezioni.
Noi riteniamo che se vogliamo davvero fare il punto in maniera
concreta sulla situazione economico finanziaria della Regione, la
prima cosa che il Governo regionale deve fare è presentare il
Documento di Economia e Finanza, presentare il disegno di legge sul
Bilancio 2018-19-20, presentare il disegno di legge sulla Legge di
stabilità per il nuovo anno. Siamo in esercizio provvisorio,
purtroppo molte delle proposte che lei ha avanzato non potranno
trovare un riscontro in termini legislativi prima della fine di
marzo, perché l'esercizio provvisorio di bilancio di fatto congela
l'attività legislativa ordinaria fino a fine marzo. Crediamo però
che quanto prima il Documento di Economia e Finanza, il bilancio
del nuovo anno, così come la Legge di stabilità debbano essere
approvati dal Governo e presentati all'Assemblea Regionale
Siciliana affinché le Commissioni competenti possano cominciare a
lavorare. Per approvare il Bilancio e la Finanziaria il Parlamento
ha diritto ad avere almeno 45 giorni di tempo, per un esame attento
dei documenti contabili ed ancor più urgente che il Governo
presenti quanto prima il nuovo Documento di Economia e Finanza,
appunto, preliminare all'inizio dell'esame dei documenti contabili
che prima citavo.
Noi vi sfidiamo a rinegoziare migliorandone i contenuti, l'intesa
Regione-Stato. Non ci preoccupa, anzi, ci auguriamo che possa
essere possibile una revisione, una rinegoziazione dell'intesa
raggiunta dallo scorso Governo con lo Stato, che possa essere
migliorativa. Però credo che su questo ci sono stati troppi
proclami che ancora non hanno trovato riscontro. Sono trascorsi,
lei mi dirà, pochi giorni, ma io credo che i Siciliani vogliano
sentire parlare più di fatti. Siamo già in piena campagna
elettorale per le nazionali.
Ecco, io credo che dobbiamo limitare qualsiasi intervento di
natura propagandistica ed invece concentrarci con serietà rispetto
ad impegni urgenti che devono vedere questo Parlamento pronto ad
affrontare le principali emergenze, alcune delle quali lei ha
citato, appunto, astenendoci dal fare propaganda a danno della
nostra Regione, ma anzi sfidandoci reciprocamente nell'avanzare
proposte che possano essere migliorative per affrontare le diverse
politiche di settore, mi riferisco all'agricoltura, come al
turismo, come al settore dei beni culturali, come alla pubblica
amministrazione.
Noi avanzeremo le nostre proposte di legge, avanzeremo atti
parlamentari, mozioni, ordini del giorno, che potranno anche
indirizzare l'azione del Governo. Vogliamo svolgere un ruolo attivo
e propositivo. Saremo assolutamente intransigenti sui temi che per
noi sono parte essenziale penso dell'impegno politico del Partito
Democratico certamente, ma di ogni parlamentare eletto in questa
Assemblea.
I temi della legalità, che lei prima ha citato. Noi siamo pronti a
confrontarci ovviamente sul codice etico che era già stato
incardinato in quest'Aula nella precedente legislatura.
Condividiamo l'esigenza di migliorare anche l'assetto della
pubblica amministrazione. La pubblica amministrazione, nelle sue
diverse articolazioni, in Sicilia statale per la presenza dello
Stato, regionale che riguarda le aree di zona vasta come le ex
Province, che riguarda quindi le Città metropolitane o i singoli
comuni, deve essere una pubblica amministrazione al servizio del
cittadino, dello sviluppo, dei diritti, delle imprese.
Noi abbiamo colto nel sul intervento anche un riferimento
all'esigenza di migliorare la pubblica amministrazione regionale.
Siamo pronti a confrontarci, ma riteniamo che le risorse umane
siano fondamentali. Noi riteniamo che sia doveroso procedere al
rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti regionali che
aspettano da oltre dieci anni. La novità qual è? La novità è che lo
Stato si è impegnato a rinnovare il contratto di lavoro ai
dipendenti pubblici statali, è giusto che il Governo della Regione
avvii rapidamente un confronto con le organizzazioni sindacali per
muoversi parallelamente, né un passo avanti né un passo indietro,
ma per riconoscere anche ai dipendenti regionali i giusti diritti
dopo troppi anni di attesa.
Riteniamo che vada fatto uno sforzo aggiuntivo sul tema
fondamentale, che prima citavo, che ho definito lavoro produttivo
sviluppo produttivo. Mi piacerebbe che questo Parlamento dedicasse
qualche seduta di appassionato dibattito ai temi del modello di
sviluppo che noi vogliamo per la Sicilia. Su cosa vogliamo puntare?
Vogliamo puntare davvero sul turismo, sul turismo culturale, sulla
piccola e media impresa, sull'artigianato? Come vogliamo affrontare
le principali crisi delle aree industriali della nostra Sicilia?
Penso a Termini Imerese, penso a Gela, penso all'area industriale
di Siracusa o di Catania. Io penso che su questo dobbiamo
concentrare gran parte della nostra attenzione e riportare ad un
dibattito parlamentare anche il tema dei fondi europei. Noi
chiediamo che questo Parlamento possa anche esprimersi sulla
programmazione dei fondi comunitari, possa attivare un monitoraggio
attento della spesa comunitaria. Non ci piace una programmazione
comunitaria eccessivamente o esclusivamente burocratica. Vogliamo
che i rappresentanti del popolo eletti dai siciliani in questa
Assemblea regionale possano davvero entrare nel merito e tra tutti,
maggioranza e opposizione, direi quasi fare a gara per avanzare le
proposte più efficaci per migliorare anche l'utilizzo dei fondi
europei e rilanciare gli investimenti e mi riferisco anche ai fondi
del patto per il sud che sono estremamente importanti per le
infrastrutture, in particolare per le strade, per migliorare la
viabilità soprattutto delle aree interne della nostra Sicilia,
direi precondizione anche per lo sviluppo di quei territori sia sul
piano del turismo che dell'agricoltura ma anche di tutte le altre
attività produttive a parte che fondamentali per garantire il
diritto alla mobilità dei cittadini in questo territorio.
Abbiamo colto anche un riferimento al tema del credito che noi
valutiamo assolutamente fondamentale e credo che questo è un
argomento che dobbiamo affrontare anche guardando ai grandi
istituti di credito che devono mettere a disposizione della Sicilia
fondi importanti per gli investimenti. La Sicilia non può essere
solo una rete di raccolta degli sportelli bancari dei principali
istituti di credito nazionali, ma ha diritto anche ad avere una
quota di investimenti e di credito significativo al servizio delle
imprese e dello sviluppo.
Abbiamo anche colto un certo ridimensionamento nelle linee guida
da lei illustrate rispetto al programma presentato in campagna
elettorale, ma ci ripromettiamo di leggere con maggiore attenzione
il documento che lei ha annunciato per poterlo meglio approfondire,
ma che non sia un alibi la condizione del bilancio della Regione
per un ridimensionamento degli impegni che vi attendono in questa
legislatura, perché in quest'Aula anche lei è stato presente nella
scorsa Legislatura e quindi non può dire che non sapeva perché è
stato partecipe, sapevamo quali fossero le criticità dei conti
pubblici, in parte o in gran parte abbiamo avviato un'azione di
risanamento, siamo consapevoli che quest'azione di risanamento,
così come anche ci ha indicato la Corte dei Conti, deve proseguire.
Ma è chiaro che a questa azione di risanamento dobbiamo anche
coniugare un'azione forte di crescita economica, sociale, di
sviluppo, di investimenti.
Dobbiamo attivare questo secondo binario che è fondamentale anche
per aumentare il gettito fiscale e quindi venir fuori dalla crisi
vissuta negli ultimi anni che è stata una crisi internazionale e
sicuramente anche la più grave crisi economica che ha interessato
il nostro Paese nel dopoguerra.
PRESIDENTE. Presidente, il tempo è trascorso.
LUPO. Concludo, aderendo all'invito del Presidente dell'Assemblea,
credo che un'attenzione maggiore meritino i comuni. Penso che va
fatto un approfondimento serio sul tema dell'emergenza rifiuti. Mi
lascia perplessa l'ipotesi di affidare alle province, come lei le
chiama, anche le competenze in materia di rifiuti. Vorrei ricordare
a tutti noi che sulle province aspettiamo ancora che la Corte
costituzionale si pronunci e quindi probabilmente parlare di un
potenziamento delle competenze e delle funzioni delle province può
essere fatto un momento dopo che venga confermato l'assetto
istituzionale. Però aspettiamo di conoscere la proposta del
Governo, aspettiamo di leggere il disegno di legge che lei
presenterà e sul quale noi siamo pronti a confrontarci.
E vorrei rivolgere una parola in maniera conclusiva agli elettori,
ai cittadini della nostra Regione. Il Partito Democratico, in
quest'Aula, porterà avanti la propria azione parlamentare in un
raccordo continuo e costante con i territori, con gli
amministratori locali, con i cittadini svolgendo assemblee,
incontri che ci coinvolgeranno e ci impegneranno nel corso già
delle prossime settimane, ma nel corso dell'intera legislatura
perché vogliamo essere qui in quest'Aula la voce dei cittadini
siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini, mi sia consentito dire senza piglio polemico oggi che a
tratti, le linee programmatiche da lei espresse hanno avuto il
piglio del comizio elettorale. Questo, se vogliamo veramente
prenderci tutta la responsabilità del nostro ruolo, non deve più
succedere. Basta campagna elettorale in Sicilia con i temi di
questa bistrattata Sicilia
Presidente, le ho sentito dire, parlare del problema Sicilia. E'
brutta questa espressione. Parliamo dei problemi della Sicilia,
perché distinguendo, separando, analizzando, individuando i vari
settori di intervento, in maniera programmatica e con risolutezza e
velocità si deve finalmente intervenire. Finalmente, perché,
Presidente, come lei anche noi siamo stati qui nella scorsa
legislatura. Tante parole sono state dette, tanti proclami, e non
siamo stanchi noi, sono stanchi i siciliani di sentire parole al
vento. Noi abbiamo il dovere, l'onere - e io lo sento fortemente e
lo sente il mio gruppo fortemente sulle proprie spalle e nella
propria coscienza - e la responsabilità di fare ritornare
l'entusiasmo del dirsi siciliani, l'entusiasmo del vivere in
Sicilia, del lavorare, dell'operare in Sicilia, per non doverci
sempre lamentare, per non dovere sempre noi stessi definirci
piagnoni e soprattutto essere definiti dall'esterno in Italia,
nell'Europa e nel mondo, sempre l'isola fanalino di coda. Questo è
intollerabile
Questo tipo di analisi ci deve condurre all'analisi anche di ciò
che è avvenuto finora. L'unico dato che ci è dato rilevare in
questo momento è la lentezza con cui questo Governo sta procedendo.
E' un Governo che chiaramente non può dirsi non collegato rispetto
a quello che è il rapporto con la propria maggioranza parlamentare
all'interno di questo Parlamento perché si vive di una simbiosi,
chiaramente, perché questo vogliono le istituzioni, è così che vive
il Parlamento nel rapporto con il Governo.
Signor Presidente, da questo momento in poi, non abbiamo alcun
motivo per non dirci forza di proposizione. Saremo propositivi,
come lo siamo sempre stati. Il Movimento Cinque Stelle sarà attento
rispetto a ciò che succede e che verrà fuori come atto
amministrativo dalla vostra penna, dalle decisioni collegiali del
Governo; sarà attento rispetto a ciò che avverrà qui dentro; sarà
solerte nella proposta, come lo è sempre stato; inflessibile
rispetto, però, a qualsiasi atto che non rispetti il solco della
legge.
E questo è un richiamo rispetto, appunto, ad un operato che spero
sia da tutti condiviso e posto in essere per i siciliani.
Le dicevo, signor Presidente, lentezza. Questa lentezza non ce la
possiamo più permettere, è già tardi. Io non voglio attaccarmi alle
sue prime azioni, ma i primi atti che abbiamo visto, l'aver
ritirato la delibera sull'Agenda digitale. Capisco che ci voglia un
momento di riflessione ma dobbiamo andare avanti, dobbiamo correte.
Delle ferite della Sicilia che lei ha enunciato, per molte non è
stata data alcuna proposta sul come risolverle perché,
effettivamente, le va dato atto, le ha enunciate tutte; solo di
alcune, probabilmente, si è dimenticato ma siamo qui proprio per
ricordargliele.
Queste ferite bruciano E, allora, anche quando lei dice: la
Regione deve essere arbitro . No. La Regione deve essere giocatore
di punta, deve trainare, deve trainare i processi e deve fare in
modo che non ci si senta più dire, noi che stiamo sul territorio
giorno dopo giorno, parlando e interfacciandoci con i cittadini,
voglio fare impresa in Sicilia, voglio lavorare, voglio avviare il
mio piccolo percorso, piccola o media impresa che sia, ma la
Regione è il primo ed unico ostacolo. Questo non è più tollerabile
E, allora, signor Presidente, mettiamo da parte, le chiedo di
mettere da parte il Manuale Cencelli. La velocità dei processi
amministrativi viene anche prodotta dal non guardare a chi va, in
termini di ricaduta politica, l'uno o l'altro intervento, ad
esempio, del dissesto idrogeologico che non mi pare sia stato
trattato oggi.
Andiamo, individuiamo le emergenze e si proceda a fare perché la
Sicilia ha bisogno di dignità ed è una parola che poco è stata
espressa quest'oggi. La dignità.
Per esempio, le parlo della dignità di un disabile di potere
vivere in Sicilia senza dovere chiedere niente a nessuno se non i
propri diritti.
Le politiche di tutela delle fragilità. Sto dicendo un po' quello
che non è stato detto perché è importante ricordarlo e per questo
abbiamo lavorato cinque anni e continueremo a lavorare.
La tutela ed il sostegno della maternità anche dopo la nascita. La
madre si trova in gravissime difficoltà sia lavorative, sia perché
essa è il centro della vita familiare.
La dignità che deriva dalla vivibilità delle nostre città. E,
ancora, le politiche giovanili. E ancora, la spesa dei fondi
comunitari, il micro credito, il sostegno a coloro che non hanno un
reddito.
Questo, signor Presidente, vuole essere un contributo, vuole
essere un voler dire: via la lentezza, via il Manuale Cencelli, è
già tardi, dobbiamo cominciare a lavorare, anzi, molti dei punti
del nostro programma sono già applicabili, oggi, rispetto alle
politiche dei rifiuti che, come sappiamo, sono la pietra al collo
della Sicilia, il cappio al collo.
Noi abbiamo già un piano operativo da applicare. Lo doniamo, non
abbiamo problemi di mettere il cappello su alcuna delle iniziative
perché sono idee dei cittadini siciliani e, pertanto, siamo in
questa veste, Presidente; basta più proclami e velocizziamo perché
i siciliani hanno bisogno non più di politiche di restaurazione,
qualche vento di restaurazione è stato possibile sentirlo nei
giorni precedenti anche in quest'Aula. Basta Chiediamo ai
siciliani qual è il volto della Sicilia che vogliono dipingere e
che lo si metta in atto. Ciascuno, chiaramente, per le proprie
parti e per il ruolo che riveste in questo Parlamento. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha
facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
presidente della Regione, ho ascoltato il suo intervento ed è stato
un intervento che, comunque, lo hanno già notato altri colleghi, ha
riportato uno stile in quest'Assemblea e questo è già un fatto
estremamente positivo.
Ma è stato un intervento in cui in un'ora e mezza sono stati
elencati tanti problemi della Sicilia. Questo non a dimostrazione,
evidentemente, perché chiunque al suo posto si sarebbe trovato
nella stessa necessità, cioè di dover elencare una serie di annosi
problemi che, negli anni e nel tempo, non sono stati né affrontati
né quanto meno risolti.
Ed è difficile non condividere con lei, Presidente, e quindi con
l'azione di governo che lei vorrà esercitare, quest'elenco di
problemi, perché sono problemi che, evidentemente, conosciamo
tutti, sono risaputi e sono questioni lasciate ed abbandonate
spesso alle lungaggini non solo della burocrazia, ma anche
dell'inerzia politica, da tanti anni, da tanto tempo e che, quindi,
sono problemi di tutti e sono, oggi, purtroppo, ahimè per lei, i
suoi problemi e le questioni che lei dovrà affrontare.
Però, lei ha detto una cosa, ha detto che c'è una differenza
sostanziale fra le idee e l'azione. Ecco, su questo mi permetto,
signor Presidente, di fare qualche annotazione perché dietro questa
elencazione - forse non era questa la seduta, forse poi lei
pretenderà, come è giusto che sia, di intervenire anche con disegni
di legge che affrontino le questioni e pongano le soluzioni - non
abbiamo capito, su questioni molto importanti, come poi si
intenderà agire.
Mi permetto, qui, in una fase che deve essere assolutamente
costruttiva nella dialettica e nel rapporto che lei si è auspicato
che ci sia in questo Parlamento, di proporle su alcuni temi, alcune
questioni particolari, anche la possibilità di focalizzare e di
centrare queste questioni in maniera un po' più puntuale.
Mi riferisco, innanzitutto, al tema principe, che condivido perché
lei sa bene qual è la mia sensibilità, qual è la mia storia, qual è
il mio modo di vedere alcune questioni, che è quello del lavoro.
Lei l'ha detto come la priorità delle priorità e su questo non si
può che essere assolutamente d'accordo e su questo non possiamo che
essere tutti assolutamente d'accordo. Mi è piaciuto pure quando ha
declinato la necessità di recuperare la dimensione e la dignità del
lavoro in questa Regione attraverso l'investimento e la
focalizzazione su quella che è la vera natura del lavoro che è data
dall'impresa privata. Ecco, questa è una dimensione che a questa
Assemblea è molto mancata negli ultimi anni e che credo abbia anche
impoverito ed immiserito l'azione politica di chi l'ha preceduta.
Però, qui bisogna capire cosa vuol dire puntare sull'impresa
privata e, come ha detto lei, rimodulare i Fondi europei. Queste,
infattti, sono due cose che possono anche rappresentare, come dire,
la straordinarietà di un'azione di governo che intende partire col
passo giusto. E questa straordinarietà, che significa la
rimodulazione di chi negli anni scorsi ha standardizzato la spesa
dei Fondi europei a vecchi vizi ed antiche abitudini che nulla
hanno prodotto a questa Terra, significherebbe davvero il punto di
svolta.
Allora, puntare sulle imprese. Rimodulare i fondi europei, per
farne cosa? Per affidarli alle imprese private? E, quindi, lavoro
come conseguenza dello sviluppo imprenditoriale che viene affidato,
oggi, a chi ha il coraggio di intervenire, di investire, di far
fruttare anche attraverso il lavoro delle proprie aziende, nel
proprio territorio, la propria storia e far sì che questo lavoro,
che questo aumento del nostro PIL, non del PIL soltanto italiano -
come ha ben detto lei -, possa passare da una ritrovata intesa tra
politica e tessuto imprenditoriale, quello sano chiaramente, che
possa metterci nelle condizioni di passare da terra di consumatori,
come lei ha ben detto, a terra di produzione. E, allora, qui
bisogna intervenire secondo due direttrici, signor Presidente. Mi
permetto di indicargliele e parlo anche all'assessore Lagalla,
perché potrebbe essere interessato.
La prima direttrice è quella dell'industrializzazione di questa
Sicilia. Senza le industrie non c'è sviluppo, non c'è sviluppo che
possa sostenere l'enorme cifra della disoccupazione che, oggi,
registriamo in Sicilia.
L'industrializzazione altro non è che il completamento e, parlo
anche con l'assessore Bandiera, della filiera agricola, quella
filiera agricola che, oggi, è allo stato arcaico perché siamo
produttori di beni agricoli e l'agricoltura rappresenta il 23 per
cento del nostro PIL, ma la nostra agricoltura non è mai
un'agricoltura che riesce a diventare prodotto industriale vero.
Noi siamo 5 milioni di consumatori in Sicilia capaci di reggere
un'intera economia industriale, capace di avere un'economia
industriale in condizione di potere invadere i mercati che non sono
siciliani e, quindi, italiani ed europei. Non l'abbiamo mai fatto.
Io non voglio passare dalla parte dei vittimisti perché ce lo hanno
impedito. Forse ce lo hanno pure impedito ma, certamente, non
l'abbiamo mai voluto.
Allora, far sì che tutti i Fondi europei, la stragrande parte di
questi Fondi europei siano destinati allo sviluppo industriale di
questa Terra, alla possibilità di far sì che dal pomodoro si passi
alla salsa, dalla produzione di frutta si passi ai succhi di
frutta. Ecco, se lei riuscisse veramente ad invertire la rotta ed
a far sì che questo avvenga, allora lì siamo veramente al punto di
svolta.
Anche lo strumento, se lo ricorda l'assessore Armao perché è lo
strumento che abbiamo inventato 7, 8 anni fa in Commissione
Bilancio' e che divenne un disegno di legge che fruttò veramente
per la Sicilia grandi investimenti e grandi opportunità e che è la
famosa legge sul credito d'imposta che consente all'imprenditoria
privata di utilizzare i Fondi europei in maniera celere,
trasparente ed assolutamente non condizionata dalla burocrazia. E'
una legge che già c'è, va soltanto finanziata con i Fondi europei.
Come si lega, assessore Lagalla, al suo Assessorato? Si lega
facilmente, perché lo ha detto il Presidente, basta con questa
formazione, basta con questi interventi sulla formazione
stereotipati, datati e che non producono nulla ma soltanto spese
inutili.
Allora, le imprese che dovessero aderire ad un Fondo europeo dove
il dimensionamento di una impresa privata può crescere e si può
passare ad una fase di industrializzazione di questa stessa azienda
che ancora è rimasta ad un livello di semplice produzione agricola,
potrebbe adoperare i Fondi per la formazione attraverso il sistema
della work experience', fuori dalle cosiddette aule e dentro gli
stessi impianti di produzione.
Questo sarebbe un doppio vantaggio per l'impresa siciliana; non
solo i fondi di investimento per linee di produzione che mettono a
sistema la nostra economia, ma anche aiuto, assolutamente
estendibile dalle leggi e dai regolamenti comunitari, a favore
dell'abbassamento del costo del lavoro in una prima fase, inserendo
i giovani nel sistema produttivo e facendo esperienza all'interno
dell'azienda.
Ecco, questa sarebbe la rivoluzione, questo sarebbe il vero
cambiamento, questo significa rimoduliamo i Fondi europei ,
iniziamo a produrre.
Lei deve sapere, signor Presidente, che per ogni milione di euro
che viene investito in attività produttive e, quindi, in questo
caso, industriali o semi industriali si generano da 5 a 7, 8 posti
di lavoro fissi e duraturi nel tempo. Immagini cosa voglia dire
prendere 4, 5 miliardi e metterli a disposizione del sistema
produttivo siciliano.
Secondo punto, che è un altro tema fondamentale, quello del
turismo. Io qui non entrerò nel merito perché è troppo facile dire
cose condivisibili e scadere nella banalità. Dico soltanto che non
bisogna continuare a fare le cose che hanno fatto maldestramente
gli altri. Non bisogna più ripetere gli errori del passato, che
l'Assessore ed il Presidente focalizzino veramente quali sono le
iniziative che creano investimenti strutturali nel turismo al di là
delle strutture alberghiere, al di là delle strutture di servizio,
anche quelle che possono essere le cosiddette manifestazioni più
importanti.
Facciamo prevalere, signor Assessore, il merito e l'efficienza che
già ci sono e non vengono premiati e lei già se ne sta rendendo
conto dalle prime cose che si è ritrovato in mano che non vanno a
premiare i risultati, ma tutta una serie di casistiche che dico
sono patologie del sistema burocratico della Regione siciliana e
che finiscono col dare risorse esagerate a chi non le merita e non
dare risorse importanti a chi, invece, le merita.
I beni culturali. Ho sentito il Presidente dire che ci sono tanti
proprietari di patrimonio culturale in Sicilia. Vero, non ci
avevamo fatto caso.
Signor Presidente, però non è soltanto il problema di mettere
d'accordo tutti perché dopo avere messo d'accordo tutti - la
Regione, i comuni, le curie, eccetera -, non abbiamo risolto il
problema.
Nell'offerta turistica siciliana, oggi, rispetto ai nostri grandi
competitors mondiali abbiamo un grande difetto. Abbiamo,
probabilmente, il più ingente patrimonio di opere pubbliche del
mondo, soltanto che ce lo abbiamo tutto sparpagliata sul territorio
ed è inservibile dal punto di vista turistico.
Non si può dare ad un singolo Paese, non voglio scomodare alcun
nome né citare alcuna opera d'arte per andare a vedere una cosa.
Il coraggio qui è superare i campanili, fare una guerra contro
tanti piccoli campanili e piccoli amministratori che difendono il
proprio patrimonio come se fosse la salvezza del proprio
territorio.
Immagini cosa vuole dire, signor Presidente, avere un grande museo
siciliano dove dentro c'è tutto. Significherebbe che nessun Paese
al mondo potrebbe competere con questo museo, significherebbe
essere dei grandissimi attrattori di turismo culturale.
Chiudo con la questione dei rifiuti. Lei ha detto delle cose
giuste tra cui l'impossibilità di conferire nelle discariche;
questo è un dato di fatto obiettivo. Per portare questa immondizia,
questi rifiuti fuori dalla Sicilia chi paga? Bisogna andare anche a
premiare chi è stato virtuoso in questo momento perché se poi paga
la Regione o pagano tutti i cittadini, non è giusto.
Dico ciò perché ci sono tanti modi per aiutare le famiglie
siciliane. Uno degli obblighi che dovrebbero avere gli
amministratori pubblici e locali sarebbe quello di fare la
differenziata non solo perché lo dice la legge e la Comunità
europea. La differenziata va fatta perché può comportare risparmi
alle famiglie del 40, 50, 60 per cento rispetto a tariffe che sono
diventate esose, talvolta improponibili per famiglie medie
siciliane.
Ci deve essere un modo per sconfiggere la corruzione che sta
dietro l'impossibilità di fare la raccolta differenziata in alcuni
comuni e la complicità, di cui si diceva prima, che c'è anche nella
Regione siciliana di impedire che il sistema delle discariche venga
bloccato.
Ci deve essere un modo Questo modo sono i sindaci, signor
Presidente.
Bisogna rompere questa compiacenza, incoraggiando, o meglio,
costringendo i sindaci a farla. Come? Se non la fanno, li
commissariamo, sciogliamo i consigli comunali, commissariamo i
comuni ed imponiamo che si faccia la differenziata.
Le faccio un esempio della mia città: l'anno scorso di questi
tempi non aveva ancora la raccolta differenziata, fatto clamoroso,
gravissimo, figlio di una storia politica sbagliata che non aveva
avuto mai il coraggio di osare. Eppure, Acireale è una fra le città
più grandi della Sicilia, non è un paesino dove è più facile
realizzare il servizio di raccolta differenziata. In sette, otto
mesi siamo arrivati al 75 per cento di raccolta differenziata
abbattendo la tariffa del 30, 40 per cento già da quest'anno.
Ciò significa che se le cose si vogliono fare, si possono fare
anche dove nessuno pensi sia possibile.
E' necessario anche un livello di imposizione e coercizione che,
in questo momento, è nelle sue mani, Presidente, non solo in
qualità di Presidente della Regione ma anche di Assessore pro
tempore.
Noi di Sicilia Futura tifiamo per la Sicilia e davanti allo stato
di emergenza che ci troviamo a vivere - non possiamo non notarlo -
non ci tireremo indietro rispetto alle nostre responsabilità. Lei
le ha richiamate e noi ce le assumiamo.
Saremo lì ad assumercele ed a garantire il nostro sostegno laddove
ci troveremo davanti a fatti concreti, iniziative precise che
cambiano le cose, creano le condizioni di differenziazione rispetto
allo status quo e questo lo faremo solo se troveremo reciproco
ascolto, troveremo riscontro anche alle nostre iniziative e
troveremo la capacità di una civiltà delle politica che deve andare
oltre le parti perché credo che, in questo momento, in Sicilia,
tutto serva tranne la partigianeria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
Abbiamo deciso, tacitamente, di discutere le dichiarazioni del
presidente Musumeci facendo parlare un deputato per Gruppo.
L'onorevole Cancelleri, come voi ricorderete, è stato candidato
Presidente, è il non vincitore della campagna elettorale, è
arrivato secondo, ha diritto ad essere eletto deputato regionale,
per lui deroghiamo alla regola di uno per Gruppo e gli diamo la
facoltà di parlare.
CANCELLERI. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi e cittadini che ci ascoltano dalla diretta.
Ho ascoltato con estremo interesse il discorso del presidente
Musumeci e, devo dire con grande onestà, mi sarei aspettato una
capillarità di argomenti non tanto nella mera enunciazione di
tutti quelli che sono i problemi della nostra Terra, ma
raccontandoci anche come questi problemi dovrebbero essere risolti.
Evidentemente, sarà una mia deformazione, Presidente, perché veda
con molta probabilità sono diventato, durante questa campagna
elettorale, il geometra più famoso della nostra Regione, visto che
sono stato più volte indicato come persona non capace di potere
ambire al ruolo di Presidente della Regione proprio perché non
possedevo una laurea, proprio come la persona che siede, oggi,
sulla poltrona del Presidente della Regione.
Ma mi ha fatto specie ascoltare, proprio da quello che, oggi, è
il nostro Presidente della Regione che, invece, il titolo di studio
non conta nulla. Quindi, quello che abbiamo ascoltato in campagna
elettorale, oggi, però, si ribalta.
Forse dovrebbe raccontarlo meglio a qualche Assessore della sua
Giunta che ancora, oggi, invece, continua non ad attaccarmi, perché
veda c'è una differenza fra un attacco politico e, invece, il
dileggio, l'insulto, l'infamia ed è quello di entrare nel merito di
qualcosa e di criticarne l'operato ed il contenuto. L'insulto è
invece qualcosa che non riguarda né la politica né tutto il resto:
è solo maleducazione E mi riferisco all'assessore Sgarbi che,
spesso e volentieri, si rivolge a me con toni che non sono
assolutamente né di questo mondo né del mondo del buon senso e
delle persone di buona volontà e di buona educazione.
Abbiamo sentito parlare di bilancio, di rinegoziazione. Ho letto
sui giornali, in questi giorni, che si sta cercando attraverso la
commissione di saggi, si è fatta un'operazione verità, si è fatta
una conferenza stampa per raccontarci quali erano i disagi ed i
problemi della nostra Regione: 5 miliardi di euro di deficit, 8
miliardi di euro di disavanzo e tutta una serie di debiti e tutta
una serie di altre situazioni.
Ma, presidente Di Mauro, se avessimo potuto leggere la relazione
della Corte dei Conti per scoprire che quei numeri già erano stati
iscritti durante il giudizio di parifica dell'allora presidente
Crocetta e, invece, abbiamo avuto bisogno di una commissione di
saggi. Noi indicavamo ma lo auspicava anche il Presidente della
Corte dei Conti, Maurizio Graffeo, che il prossimo Governo, cioè
questo Governo, appena insediatosi, potesse invece avviare una due
diligence direttamente con la Corte dei Conti per andare a
verificare, punto per punto, non solo le entrate e le uscite e la
loro veridicità, ma se era vero o meno che quelle entrate fossero
realmente corrispondenti a quelle uscite.
Operazione che non viene fatta, non è stato attivato un canale con
la Corte dei Conti, forse perché - ma questo lo dico io e magari
sarò un mal pensante, colleghi -, però, magari mi viene pure da
pensare che non è che se la Corte dei Conti mette mani a quel
bilancio della Regione trova delle responsabilità anche antecedenti
all'ultimo quinquennio del Partito Democratico del governo Crocetta
e che, magari, cominciamo ad uscire fuori con dei responsabili che,
oggi, sono di nuovo dentro quest'Aula.
Magari è così, o magari mi sbaglio
Ho, poi, sentito parlare di territori, delle ex provincie, della
possibilità di fare rinascere questo nuovo ente territoriale di
medio livello, per dare la possibilità ai lavoratori di rientrare
di nuovo all'interno di una grande istituzione, riempiendoli,
ancora una volta, ancora di più di competenze e dandogli la
responsabilità di gestire interi settori che riguardano i rifiuti,
che riguardano l'acqua, le strade, la manutenzione delle scuole e
rimettendo anche la classe politica all'interno e, quindi,
ricreando le poltrone.
E' mancata solo una cosa in questa storia: i soldi, perché durante
la campagna elettorale, non io soltanto, perché sicuramente anche
il presidente Musumeci, in qualità di candidato alla Presidenza
l'avrà fatto, ne sono certo, perché gli riconosco questa
sensibilità, avrà parlato con le centinaia di lavoratori
asserragliati sulle gru e, ringrazio il collega Stefano Zito che,
in maniera eroica, ne ha fatto scendere qualcuno dalla gru di
Siracusa, perché era veramente molto pericoloso ed in tante altre
provincie della Sicilia.
Non mi pare che chiedessero di nuovo la reintroduzione delle
poltrone della politica e non mi pare che chiedessero, ancora una
volta, di reintrodurre nuove competenze; stavano, semplicemente,
chiedendo i denari per potere avere, ancora una volta, lo stipendio
pagato e la possibilità, ancora una volta, di guardare al loro
posto di lavoro con dignità. E non mi pare che queste cose abbiano
a che fare né con nuove competenze, perché se non gli diamo i
denari queste competenze non potranno essere, assolutamente,
sviluppate, né tantomeno che chiedessero, ancora una volta, di
reintrodurre la politica all'interno della nuova macchina delle ex
provincie.
Imprese: le imprese siciliane vanno valorizzate. Questo è un
mantra Da 15 anni che lavoro, perché oltre al geometra, caro
Presidente, io prima facevo anche il magazziniere, per cui ero
davvero una persona che della manualità ha fatto il suo lavoro, in
buona sostanza.
E' da 15 anni, da quando lavoravo in quell'azienda che sento dire
che le imprese sono il volano della nostra Sicilia, che le dobbiamo
valorizzare, che le dobbiamo spingere. L'accesso al credito, le
possibilità di finanziamento, una Regione che si mette al fianco di
queste imprese per l'internazionalizzazione, per la possibilità di
fare sempre e nuovi contratti lavorativi, le esportazioni,
Bruxelles, questo ufficio straordinario e la possibilità di fare
diventare la Sicilia il luogo di incontro di quelle grandi culture,
dell'asiatica e dell'americana, che da mercati che si possono
scontrare nel Pacifico, invece, si vengono ad incontrare al centro
del Mediterraneo.
Che meraviglia E' un'idea meravigliosa
Solo che sono parole Sono rimaste sempre parole E continueranno,
ancora oggi, ad essere parole se non verranno messe accanto a delle
operazioni tangibili. Quali sono i fatti reali affinché queste
parole possano diventare davvero realtà?
Io, allora, le voglio semplicemente raccontare una cosa che,
probabilmente, lei saprà benissimo, è una piccola goccia in un
grande mare che è quello della grande disoccupazione siciliana. Una
piccola goccia E riguarda i giovani: nei cinque anni passati, il
Gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle, composto da 14
deputati, ha tagliato i propri stipendi, di una parte, di circa la
metà, un po' meno della metà ed ha raccolto oltre 3 milioni di euro
che ha restituito ai cittadini. Ha costruito una trazzera che
qualche componente di questo nuovo Governo ha definito una strada
inutile. E' stata per tre mesi l'unica strada che i siciliani hanno
potuto percorrere per andare, da qua a là, percorrendo la A19 e,
oggi, è l'unica strada che le comunità di Caltavuturo, Valledolmo,
Vallelunga e tutti i paesi limitrofi hanno ancora per salire
dall'autostrada al loro paese.
Inutilità, quindi, è quando qualcosa è superflua, non è inutile
perché superflua non è Esiste, è reale, funziona ed è utilizzata,
perché è l'unica.
Una parte di quei denari, 1 milione e 300 mila euro, sono andati a
finanziare la nascita di 70 piccole imprese, dando la possibilità a
130 cittadini siciliani giovani di crearsi un posto di lavoro. Ora,
dico, qui, in prima battuta, immediatamente e subito: è la proposta
di legge che abbiamo portato nella passata legislatura e che
riproponiamo immediatamente adesso.
Un taglio lineare degli stipendi dei 70 deputati dell'Assemblea
regionale siciliana, da 11.100 euro lordi a 7.000 euro lordi, per
arrivare a recuperare 4.100 euro al mese, per tutti e 70 fanno 3
milioni e mezzo di euro ogni anno. Stiamo parlando di oltre 17
milioni di euro nei 5 anni di legislatura che potrebbero dare, ogni
anno, 70 nuove disponibilità e 70 nuovi posti di lavoro a cittadini
siciliani attraverso un micro credito che potrebbe realizzare la
Regione con tagli da 5 a 25 mila euro. Abbiamo risolto il problema
disoccupazione? No, ma per una volta ci saremo presentati
all'esterno con un biglietto da visita diverso: la politica che
mette le mani nelle proprie tasche per dare il denaro ai cittadini
ai quali, finalmente, non vengono messe le mani della politica
nelle loro di tasche.
E continuo perché si è parlato di amministrazione, di Made in
Sicily. Che bello Finalmente si parla di Made in Sicily e della
possibilità di tutelare i nostri prodotti.
Francesco Cappello, ti ricordi come definimmo quel disegno di
legge della qualità sicura Sicilia , era il mantra che portavamo
avanti.
Assessore Bandiera, c'è un disegno di legge del Movimento Cinque
Stelle Qualità sicura Sicilia , l'istituzione di un marchio
regionale già presentato l'anno scorso. Il marchio è già registrato
ad Alicante, presso la Commissione europea. Deve semplicemente
dotare di una legge per non farlo svilire, per non farlo utilizzare
da chi vuole contraffare quel marchio lì.
Basta una legge. Il disegno di legge è già scritto, lo presentiamo
in questi giorni perché era già stato depositato e lei lo potrà
utilizzare. E la ringrazio di questo. Come vede è un ragionamento
il mio fatto di grande collaborazione.
In questo discorso c'è stata ovviamente la grande riforma, quella
dei consorzi di bonifica, poi capiremo, oltre ai proclami, quale
sarà la realtà delle cose.
Si è parlato di turismo. Il turismo è sempre decantato come la
panacea dei nostri mali. Tutti sappiamo che dovremmo costruire
sedie a sdraio ed ombrelloni, che dovremmo vivere dei nostri beni
culturali, che dovremmo vivere del nostro cibo, della nostra terra,
delle nostre bellezze naturali, delle nostre bellezze artistiche,
che dovremmo andare a prendere i turisti dove sono e farli venire
qui.
Proclami che hanno un certo effetto, poi si sono rivolti ogni
volta - e non me ne voglia l'assessore Pappalardo, che ho avuto il
grande piacere di conoscere e di chiacchierare con lui - ma gli
assessori per il turismo della Regione siciliana se non danni loro
i denari rimangono assolutamente degli assessori di serie B .
Sulla cultura la frase mi ha colpito molto: Meno politica nel
teatro, meno teatro nella politica .
E sono anche lì d'accordo. Ma il teatro si consuma qui dentro.
Presidente Di Mauro, lo dica al Presidente Miccichè - io gli
scriverò una lettera ufficiale - il teatro lo eliminiamo da qui
dentro e dalla politica quando da quella porta faremo entrare di
nuovo i giornalisti e daremo loro la possibilità di far vedere qui
dentro cosa succede, perché fino a quando daremo loro la
possibilità di guardare da quell'occhio soltanto quello che la
Presidenza vuole che vedano, qui dentro non si consumerà mai il
teatro che c'è stato in questi anni, che non è quello di chi sta
parlando o sta ascoltando è quello che avviene lì.
Ed allora, questo è l'impegno che dovremmo prenderci, fare
rientrare di nuovo i giornalisti da quella porta e dar loro la
possibilità di raccontare ai Siciliani di raccontare tutto quello
che avviene in quest'Aula, quante persone ci sono, di una
maggioranza sguarnita che non ascolta neanche il discorso del
proprio Presidente, di questo dovremmo parlare
L'ultima cosa che riguarda un tema a me caro perché in campagna
elettorale mi sono speso: l'abusivismo di necessità. Non esiste
l'abusivismo di necessità - ha detto il Presidente della Regione
poco fa - salvo dire che dobbiamo distinguere caso per caso.
Io evidentemente sono un geometra e sarò limitato nella mia
capacità di ragionamento e di comprensione, però non riesco ancora
a capire la differenza che c'è tra il ragionare caso per caso e
dire che c'è un abusivismo ed un abusivismo di necessità. Perché se
ragionare caso per caso significa che c'è il disgraziato, il
poveretto, la persona che non aveva la possibilità di avere una
casa, che magari ha alzato un piano in più per farci stare il
figlio, che è una persona indigente che aveva semplicemente l'arte
nelle mani di mettere due blocchi l'uno sopra l'altro, quello è da
analizzare caso per caso? E non ha costruito - come dicevo io in
campagna elettorale, perché sono stato l'unico a spendermi - nei
150 metri dalla riva del mare, che non era costruita in zone di in
edificabilità assoluta, che non era costruita in zone dove c'erano
vincoli paesaggistici e tutto quanto ma all'interno - come ad
esempio alcune costruzioni di Palma di Montechiaro?
E' quello il caso per caso ? Perché se è quello, caro Presidente
della Regione, stiamo semplicemente parlando della stessa cosa,
quindi, diventa una questione semantica.
Concludo, Presidente, dicendo che su università, sanità, sui
rifiuti, abbiamo semplicemente fatto un mero elenco, un mero elenco
di quelli che sono stati i dati.
Problemi che riguardano i rifiuti già questo Governo abbiamo visto
come li ha affrontati, il primo Assessore se n'è già scappato.
Perché la storia del tetto e di tutte le situazioni, insomma,
possiamo darle a bere a giornali, a Giletti, alle televisioni, alle
trasmissioni, a tutto quanto, però l'assoluta incapacità della
scelta, probabilmente non solo di quel membro, ma anche di altri
membri di questo Governo è chiaramente mi pare sotto gli occhi di
tutti.
Ed anche sulle infrastrutture torna un grande mito che è quello
del ponte sullo Stretto. Magari, un giorno avremo anche la gomma
del ponte sullo Stretto, chi lo sa Dopo il Ponte di Brooklyn, la
gomma di Messina
Dico una cosa sulla legge elettorale. A me fa paura quando
qualcuno in quest'Aula parla di legge elettorale, concludo
Presidente e grazie per il tempo dedicato e concesso.
Le regole del gioco io dico che si scrivono tutte insieme ed a
guardare quello che è accaduto a Roma col Rosatellum, io spero che
si tenga conto davvero di quelle che sono le situazioni, perché
qui i tre poli, come vengono chiamati, hanno natura e virtù
diverse. Alcuni nascono da coalizioni, da assembramenti o da
accordi elettorali che il giorno dopo già si cominciano a
liquefare, altri invece riguardano semplicemente singoli movimenti
e non è la stessa cosa.
Allora, io spero che queste regole vengano scritte guardando anche
queste che sono le peculiarità. E sono d'accordo con lei,
Presidente della Regione, sul numero legale, e sa che le dico? Non
dobbiamo avere più la necessità di chiedere la verifica del numero
legale, aboliamo il numero legale presunto. Ci deve essere il
numero legale sempre in quest'Aula, così costringiamo chi è
parlamentare ed eletto dai cittadini a venire qui, a lavorare,
perché è giusto che sia così. Ed io sono convinto che lei, con la
grande saggezza e la grande intelligenza che le riconosco saprà
anche apprezzare questa cosa.
Che dire? Dopo 65 giorni dalla data delle elezioni io,
onestamente, mi aspettavo di più. Rassegno però la nostra, o quanto
meno la mia - il mio capogruppo ha già parlato - la mia
disponibilità a portare temi, a collaborare con gli Assessori, per
portare quanto di buono in questi cinque anni noi pensiamo, diciamo
con grande umiltà, di avere proposto.
Chiudo con una frase dello stesso discorso del Presidente della
Regione: La Regione deve essere l'arbitro, non il giocatore . Il
problema, Presidente Musumeci, è che la Regione fino ad ora è
stata invece solo uno spettatore di questo gioco e che, purtroppo,
alla luce del suo discorso mi pare che ci siano tutti i presupposti
affinché continui a rimanere tale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia.
L'onorevole Figuccia non è presente in Aula. Erano due i deputati
che chiedevano di parlare per conto dell'UDC: l'onorevole Figuccia
e l'onorevole La Rocca Ruvolo.
MILAZZO. No Presidente, c'è l'onorevole Ragusa che è iscritto a
parlare.
PRESIDENTE. No.
MILAZZO. No, Presidente, mi sono iscritto io a parlare.
PRESIDENTE. Non c'entra L'onorevole Ragusa è Forza Italia. E'
Forza Italia o ha cambiato partito? Ha cambiato partito? Tutto è
possibile
E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, Assessori, colleghi deputati, intanto mi viene spontaneo
rispondere al collega Cancelleri circa il deserto dell'Aula su cui
credo lei abbia un po' ragione, però ricordo a me stessa, prima
ancora di ricordarlo a lei ed ai presenti, a chi c'era nella
legislatura passata, che va dato merito oggi per il garbo, per il
modo, per il profilo con cui - e non siamo, almeno io non sono
stata abituata in passato - con cui, il Presidente della Regione
sta ascoltando ognuno di noi, sta mantenendo un profilo di
attenzione, malgrado continui l'Aula ad essere rumorosa.
Questo credo, Presidente, sia un segno di buon auspicio per chi
l'ha conosciuta nella precedente legislatura; questo è un suo modo
di essere che le fa onore e credo che abbiamo iniziato così e sono
certa continueremo secondo questo tracciato.
Ringrazio anche gli Assessori per la compostezza e per le modalità
durante lo svolgimento dell'Aula; anche questo per me, deputato di
seconda Legislatura, è successo poche volte in passato.
Questo l'ho voluto dire perché è vero che abbiamo un solo occhio,
come dice l'onorevole Cancelleri, ma è anche vero che da
quell'occhio i siciliani oggi hanno avuto modo di ascoltare il loro
Presidente, di carpire le linee programmatiche. Si chiamano linee
programmatiche perché tracciano un sentiero che devi mano mano
approfondire, non puoi ovviamente sviscerare e approfondire ogni
questione.
Dico questo perché anche oggi in Commissione Sanità , sulla falsa
riga di quello che è accaduto in Aula questo pomeriggio, è accaduto
nella Commissione Sanità , l'Assessore è venuto, ha tracciato le
linee programmatiche, ha fatto un percorso dettagliato di quello
che vuole essere il lavoro da svolgersi nel periodo e per il suo
Assessorato, lo ha condiviso con una Commissione e mi pare che la
Commissione all'unanimità, anche lì mostrando senso di
responsabilità, eravamo presenti tutti e 13 i commissari, abbiamo
condiviso, aggiunto, aggiornato eccetera.
Allora, se questo è il modo di procedere, di iniziare un lavoro a
me pare che sia oggi in Aula per le linee programmatiche del
Presidente, sia questa mattina nella Commissione, che io mi onoro
di presiedere, si è svolto un lavoro che è un lavoro di
responsabilità, un lavoro di condivisione, di compartecipazione e
di salvaguardia dei diritti e dei doveri dei cittadini di questa
Terra. Lo dico perché tra le cose che sono venute fuori sia nella
relazione del Presidente, sia nella relazione dell'Assessore oggi
in Commissione al primo posto c'è stato quello di dare ai cittadini
dei servizi che in fondo non fanno altro che chiederci questo.
E allora, è vero che quest'Isola e il Presidente e il Governo
attuale ha ereditato una serie di macerie su cui non voglio
assolutamente tornare, ma è anche vero che i cittadini stanno a
guardare se da queste linee programmatiche escono soluzioni o se
rimangono carta morta. È questo il punto secondo il mio modesto
modo di vedere.
Cosa volevo dire al Presidente della Regione e ai cittadini che ci
stanno seguendo e ai colleghi deputati e agli Assessori? Sono
tantissimi i problemi, li hanno già detti i miei colleghi e non
voglio tornarci, però mi premeva, onorevole Presidente della
Regione, sottolineare a lei la soluzione ad alcune cose che sono
rimaste lettera morta nel precedente Governo.
Dico, per esempio, se è possibile fare il punto sull'attuazione
della legge sulla dismissione dell'amianto che noi abbiamo portato
avanti in questo Parlamento nel 2014 e che è rimasta lettera morta.
Questo è un problema serio, è un problema che attanaglia i nostri
territori, è un problema che attanaglia la salute dei cittadini ed
è un problema di competenza dell'Assessorati del territorio e
l'ambiente e della salute. Questo è un punto su cui credo bisogna
nuovamente porre i riflettori.
L'altro problema, glielo ha ricordato qualcuno, è tornare sul
codice etico. Io mi ricordo, ero la relatrice del disegno di legge
presentato e non è stato portato avanti. E allora, io credo che
l'impegno ci debba essere da parte del Governo e l'impegno ci debba
essere da parte dell'Aula.
Un altro tema rimasto, lo ha citato l'onorevole Zafarana, è il
reddito minimo di sostegno. Non è appannaggio di una parte della
politica, ma era stato appannaggio di varie parti della politica e
della società civile. Su questo dobbiamo nuovamente ritornare, non
sarà la risposta e la panacea a tutti i problemi dei siciliani, ma
sicuramente è una risposta forte che in questo momento di crisi, di
povertà assoluta possiamo dare. E su questo io la pregherei
caldamente di volere, diciamo così, tornare sull'argomento e
poterlo attenzionare non solo noi da un punto di vista
parlamentare, ma lei come capo e come Presidente.
Un'altra cosa che passa per la tutela del territorio o meglio due
cose: acqua e rifiuti. Se n'è parlato prima, lo diceva l'onorevole
D'Agostino, io da sindaco mi sono rivista in quello che il collega
ha sottolineato. Ci sono comuni virtuosi che fanno una
differenziata seria. Non capisco perché debbano essere penalizzati.
Ci sono comuni come il mio che da un anno e mezzo fa il porta a
porta. Ha raggiunto il 70 per cento, ha ricevuto premi. Cosa me ne
faccio del premio se poi i miei cittadini per le manchevolezze di
altri sindaci, di altre comunità o di città più grosse perché il
problema della differenziata non lo crea il piccolo comune, il
problema della differenziata nasce dalla metropoli, dalle città
metropolitane, dalle città più ampie.
Allora, se le città metropolitane non fanno la differenziata
questo penalizza fortemente il piccolo comune che fa sforzi immani
per riuscirci ed è riuscito anche ad abbassare la Tari ai propri
concittadini che non sarà del 50 per cento, come diceva l'onorevole
D'Agostino, ma tocca il 20 per cento che, comunque, è un segnale in
un momento di crisi per le famiglie più disagiate.
L'altro problema è l'Eas, qui se n'è parlato più volte, l'acqua.
Su questa questione dell'acqua, non so nel trapanese cosa sta
succedendo, vedo dalle notizie giornalistiche le autobotti che
cercano di rimpinguare i serbatoi e le riserve dei cittadini, ma so
cosa succede nella mia provincia, nella provincia di Agrigento:
reti colabrodo e gestore privati che speculano fortemente.
Allora, su questi due punti credo che un'attenzione maggiore si
debba avere perché nel momento in cui tuteliamo i cittadini con dei
servizi che è dato dall'acqua, dai rifiuti, dalla sanità, dal
randagismo.
Oggi, si parlava del riassetto dell'ambito veterinario, puntare
anche sul tema del randagismo, anche questa è una piaga atroce per
i comuni che non hanno disponibilità economica per evitare che
accada quello che in ogni comune vediamo cani randagi dappertutto.
Questi sono temi con cui il cittadino ogni giorno si confronta e
valuta se è una buona o una cattiva amministrazione, se ha un buon
o un cattivo sindaco, se ha un buon o un cattivo Presidente della
Regione.
Un'ultima cosa che volevo sottolineare. Oggi, per esempio, si è
accennato ad un disegno di legge governativo e su questo bisogna
che ogni parte punti attenzione, il ddl governativo su sanità
penitenziaria e disabilità. Anche questa è un'altra, in base a cosa
e a come legiferiamo, diamo risposte a due settori che sono
fortemente in crisi per le gestioni, per le modalità, per i
problemi che hanno e a cui non hanno trovato soluzioni. Da come
legiferiamo diamo anche e tracciamo anche una linea su cosa il
Governo Musumeci vuole portare avanti.
Queste che le ho rappresentato, Presidente della Regione, sono
alcune delle linee su cui oggi mi sono interrogata in Commissione,
mi sono interrogata in Aula, sentendo e credo che da questo unico
occhio i cittadini siciliani si siano oggi confrontati e abbiano
avuto modo di sentire dal loro Presidente qual è il programma, il
futuro, lo sviluppo di quest'Isola.
Sono certa che questo programma e questa linea programmatica sarà
da lei portata avanti fino in fondo per il senso e con il senso di
responsabilità che la caratterizza e per questo auguro a lei e al
suo Governo buon lavoro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini che ci ascoltate da casa, oggi inizia il percorso
politico di questa legislatura e per quanto riguarda il Gruppo che
mi onoro di rappresentare, unitamente agli altri Gruppi di
maggioranza, inizia anche questo percorso di governo con il Governo
per i siciliani.
Ribadiamo, come Fratelli d'Italia', quello che abbiamo già
asserito prima di qualsiasi altra forza politica in campagna
elettorale, ossia il nostro sostegno all'azione di questo Governo.
Ed è un vanto, consentiteci dire, mentre altri ancora disquisivano
su quali fossero le decisioni migliori da prendere, Fratelli
d'Italia' era già pronto a sostenere questa azione di Governo.
Chiaramente, noi siamo il Gruppo anagraficamente più giovane
all'interno di questa Assemblea. E' un grande onore potere essere
il Gruppo più giovane all'interno di questa Assemblea e rappresenta
anche un ulteriore fardello sulle nostre spalle perché dobbiamo
superare quello che è, ovviamente, lo scotto del noviziato.
Da un lato, cercheremo di mettere l'entusiasmo e la carica per
superare quelle che sono state le lacune dell'azione
amministrazione passata pur non avendo partecipato a quell'azione
amministrativa; dall'altro lato siamo consapevoli del fatto che lo
scotto del noviziato si farà sentire; ma siamo convinti,
Presidente, che potremo superare questa eventuale empasse iniziale,
accogliendo quello che era l'invito che lei poc'anzi ha fatto. Lei
più volte ha utilizzato una parola che io ritengo sia stata quella
più importante all'interno del discorso. La parola
responsabilità .
Credo che all'insegna della responsabilità, all'insegna della
dignità, all'insegna del rispetto per questa Istituzione si possa
davvero fare un lavoro proficuo per i siciliani.
Noi dobbiamo essere consapevoli del fatto che questo non è un
inizio perché ogni inizio ha delle difficoltà. Ad ogni inizio si
parte da zero. Noi partiamo da meno di zero, perché questo è un
bellissimo Palazzo ma ci sono tantissime macerie all'interno di
questo Palazzo lasciate dallo scorso Governo in complicità con il
Governo nazionale. Quindi, è ovvio ed è giusto che quest'Aula si
fondi su un patto di grande trasparenza e di grande responsabilità.
Credo che si sia partiti, per lo meno parlo delle forze di
maggioranza, con il piglio giusto da questo punto di vista perché
nella scorsa seduta, nell'approvazione dell'esercizio provvisorio
si è dimostrata, ripeto, per quanto riguarda la maggioranza, grande
responsabilità nell'utilizzare i regolamenti a favore di quelli che
sono gli interessi dei siciliani.
Noi saremo sempre per una interpretazione delle regole che vada a
favore degli interessi dei cittadini e mai per porre in essere
delle speculazioni o per lanciare dei messaggi politici.
Dobbiamo essere latori e forieri di un messaggio di
responsabilità, dobbiamo essere sempre pronti ad agire con senso
del dovere per lanciare alle nuove generazioni il messaggio che un
contesto politico diverso esiste, un contesto politico dove c'è
voglia e spazio di fare bene.
Non entro nel merito di quelle che sono state le linee
programmatiche da lei esposte. Sono linee programmatiche che
personalmente conosco perfettamente perché sono i contenuti della
campagna elettorale che abbiamo portato avanti per, oserei dire,
due anni.
Vorrei solo dire che nell'intraprendere questa strada che abbiamo
tracciato inizialmente, noi opereremo sia all'interno dell'Aula,
come Gruppo Fratelli d'Italia , con gli strumenti che il
Regolamento ci consente, sia extra moenia, quindi cercando di fare
da collettore con i territori, vigilare e monitorare sui territori.
Oggi, da questo punto di vista sono orgoglioso di avere depositato
all'assessore Razza una raccolta firme che nel 2016 avevo
provveduto da semplice cittadino a mandare non soltanto al
Presidente della Regione, allora Crocetta, non soltanto
all'Assessorato competente, è una raccolta firme per la
salvaguardia dei livelli di emergenza-urgenza minimi nel
comprensorio da cui vengo, da Barcellona.
Non entro nei vari temi, entro forse solo nel tema della sanità.
Presidente, la prego di credere che l'aver fatto una riforma della
rete sanitaria sulla base dei freddi numeri in Sicilia ha
comportato che in molti comprensori si è messa fortemente a rischio
la vita stessa dei cittadini.
Barcellona, Milazzo sono due comuni importanti dove gli Ospedali
Riuniti hanno messo a repentaglio la salute dei cittadini perché si
sono abbassati in maniera preoccupante i livelli minimi di offerta
dell'emergenza-urgenza.
Io so che l'assessore Razza da questo punto di vista è molto
recettivo. Il Decreto assessoriale di sospensione della vecchia
rete è stato accolto con grande favore da tutti. Vi prego veramente
di valutare con grande attenzione quella che deve essere la
rivisitazione della rete ospedaliera anche alla luce delle
richieste che ci vengono da 9000 cittadini. In questo caso la
petizione era firmata da 9000 cittadini, perché se non ascoltiamo i
cittadini non ha senso il nostro essere qui.
Nel solco della responsabilità Fratelli d'Italia c'è; Nel solco
della responsabilità Fratelli d'Italia ci sarà. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Grazie, signor Presidente. Volevo ringraziarla, Presidente
Musumeci, per alcuni ordini di motivi e ho il piacere di farlo
stasera, qui, dopo che lei ha spiegato il suo programma di governo.
Vorrei ringraziare anche il mio capogruppo che mi dà questa
opportunità e ringraziare anche il Presidente Micciché e ringrazio
gli Assessori.
Dopo un po' di anni di esperienza ti rendi conto se è la solita
cosa. Ed invece, io ho una sensazione nuova; una sensazione di aria
fresca, di attività positiva; una sensazione di quell'entusiasmo
delicato, che poi si chiama anche stile.
Lo stile non è un qualcosa che ci viene regalato. Lo stile è
qualcosa che ognuno di noi si porta dietro e lo manifesta agli
altri. Il suo stile a me piace, ai Siciliani piace, a Forza Italia
piace, perché è rispettoso, perché è franco, perché stasera, lei,
nello spiegare la sua attività di programma, ha utilizzato un
lessico chiaro, semplice, comprensibile. Questo si chiama parlare
direttamente al cuore, con la solita franchezza degli uomini veri.
Perché la ringrazio? Per la sua tenacia; per la sua testardaggine.
Perché se lei non avesse avuto coraggio, forza e tenacia, forse
stasera molti di noi non sarebbero qui e forse qualcuno avrebbe
ascoltato un altro programma di un altro Gruppo politico. Per
questo io sento il bisogno di ringraziarla.
Siamo stati assieme in un'azienda ragusana che ha avuto una
grossissima difficoltà. Dopo le macerie io ho ascoltato quella
sera: si riparte . Ripartiamo. Si riparte. Questa è l'aria che io
oggi sento in quest'atmosfera siciliana. Si riparte con le
difficoltà che offre la nostra terra, la Sicilia, ma con la
consapevolezza di avere le idee chiare per affrontare gli argomenti
più pesanti e importanti che per tanti anni sono stati irrisolti in
questa nostra Terra e che sono diventati difficoltà immense.
La sua squadra è fatta di ottime persone, di persone che, devo
dirle, anche loro si portano dietro uno stile. E sa perché? Mi
capita di chiamarne qualcuno. Rispondono tutti. E' educato. E'
rispettoso nei confronti del popolo, della gente che ha da
rappresentare delle esigenze che noi portiamo qui, per il piacere
di completare insieme al Governo regionale di questa Terra il
programma che lei ha appena detto.
Lo sa, la sanità è una cosa delicata in questa Terra. E' molto
delicata perché ci sono i viaggi della speranza, perché ci sono i
Pronto soccorso pieni di gente che aspettano ore.
La nostra scommessa, caro Presidente, è questa: dare servizi più
importanti di qualità nel mondo della sanità, perché per noi è
essenziale che i nostri cittadini si sentano sicuri nelle strutture
ospedaliere. E' essenziale che questo Governo pensi con quella
sensibilità che lei ha e che i suoi Assessori avranno nel pensare
alle disabilità, alla fragilità che c'è in questa Terra che il
passato Governo ha martoriato, mortificando e calpestando la
dignità di persone che oggi hanno un gran bisogno di sentirsi
aiutati, coccolati. Stare vicino, perché la politica del futuro io
penso sia quella di abbracciare il cittadino, amarlo, come sappiamo
fare noi, con generosità, con amore, anche con i nostri limiti, ma
con una cosa ben precisa: con la coscienza a posto di portare fino
in fondo il nostro dovere di eletti del popolo.
Lo sa, l'onorevole Cancelleri parlava di un marchio di qualità
invitando l'assessore Bandiera. Ma c'è già un marchio di qualità;
c'è il born in Sicily. Quindi, quando lei vorrà, Assessore, ne
potrà fare patrimonio. Anzi, la invito a fare questo, perché veda,
lei Presidente ha detto una cosa importante: andiamo fuori a farci
conoscere, a conquistare il turista da portare in Sicilia. Io, come
metafora, le dico: andiamo fuori con il nostro Born in Sicily' e
conquistiamo i cittadini dell'Europa ad acquistare i nostri
prodotti.
C'è l'IRFIS, una banca meravigliosa che dovrebbe essere messa al
servizio delle piccole e medie imprese. La sa una cosa, Presidente?
Anche questa è una scommessa, una scommessa in cui io credo
fermamente. Poi c'è la CRIAS, che fa i bandi, che aiuta
l'agricoltura. L'agricoltura è fondamentale in questa terra, come
le piccole e medie imprese, come tutto quello che ruota intorno
alle infrastrutture.
Signor Presidente, l'altro giorno è venuto in provincia di Ragusa
l'Assessore Falcone e anche lì quest'uomo è stato chiaro e ha detto
che l'autostrada Siracusa-Gela dovrà essere portata a termine nei
tempi e nei modi dovuti. Quando un uomo parla in modo così chiaro,
dobbiamo essere solo consequenziali, chiari e attenti nel portare
avanti il nostro lavoro.
Presidente, lei parlava di forestali, di consorzi di bonifica, sa
una cosa? Per me era ed è stato deprimente una stagione televisiva
dove la mia terra, la mia Sicilia veniva offesa continuamente
perché chi andava a rappresentare la mia terra parlava di numeri
che forse non conosceva. Una volta erano milioni di euro, una volta
erano migliaia, non si capiva. I forestali sono 22 mila e, ha detto
bene lei, sono operai specializzati in quel settore che noi
possiamo utilizzare anche in altre attività, dipende dalla nostra
intelligenza e dal nuovo volto di questo Governo. Perché sa, i
cigli stradali delle strade provinciali. Io le dico una cosa, è
stata fatta una piccola esperienza con fondi provinciali, fondi
regionali e fondi europei. Hanno pulito i cigli stradali delle
province e i cittadini erano contenti perché vedevano i cigli
stradali puliti, perché si chiama decoro, perché si chiama stile,
perché si chiama Sicilia e sicurezza.
Allora, caro Presidente, io sono convinto che noi insieme faremo
solo bene. Certo, c'è un problema che si chiama rifiuti solidi
urbani. Poco fa il mio amico Nicola diceva sciogliamo i consigli,
penalizziamo', ma io non la penso così. Io dico un'altra cosa.
Premiamo, premiamo chi fa differenziata, aiutiamo chi fa la
differenziata e come dice la mia collega Ruvolo, Sindaco di quella
piccola città, il sacrificio dei piccoli viene vanificato dai
grandi e questo Governo equo e solidale, equo e solidale dovrà
pensare a questa terra in modo armonioso e uguale per tutti i
cittadini.
Caro Presidente, le voglio augurare un ottimo Governo e sappia
sempre una cosa, che mi piace essere siciliano di un tempo, come si
faceva una volta. Bastava stringersi la mano e l'accordo era
chiuso. Lei può contare sul gruppo di Forza Italia in modo attento,
preciso e soprattutto leale e onesto. Buon lavoro e in bocca al
lupo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Musumeci, non le nascondo che mi ha fatto piacere sentire nel suo
intervento, tra gli altri, soprattutto alcuni riferimenti a Don
Sturzo, a Mattarella che per me sono stati i riferimenti con cui io
sono cresciuta, e quindi chiaramente mi emoziona sapere che questa
guida della Regione siciliana risponderà a quei principi che hanno
spinto me, a 15 anni, a iniziare un'attività politica che mi porta
oggi a onorare la mia voglia, la mia storia, con la presenza qui in
ARS.
Sono contenta che questo programma, lungo, che ha voluto oggi
raccontarci nelle sue linee abbia parlato del quadro che andremo ad
affrontare nei prossimi cinque anni.
Siamo qui da tre settimane appena, le nostre Commissioni si sono
insediate la settimana scorsa, le prime riunioni le abbiamo fatte
proprio oggi.
Ci aspetta un lavoro lungo, è chiaro, ma questo lavoro deve essere
un lavoro che deve vedere convergere le istanze che partono dal
Governo, che arrivano dal territorio e che si muovono in sinergia
con i colleghi di altri colori politici.
Ho apprezzato l'intervento dell'onorevole Lupo, ho apprezzato
l'intervento dell'onorevole D'Agostino ed anche dell'onorevole
Zafarana che, nel dire che da oggi la campagna elettorale è finita,
accoglie il mio auspicio.
E' chiaro che il danno maggiore che possa essere fatto ai
cittadini siciliani è quello di fare diventare questo pulpito non
il pulpito da cui ognuno di noi deve trovare le risposte ai
problemi e alle esigenze dei siciliani ma il pulpito da cui parlare
per continuare a chiedere consenso fuori, e questo sarebbe grave.
Temo che l'onorevole Cancelleri quando la sua Capogruppo parlava
era assente.
Parlare ancora fuori come se fossimo tutt'ora in campagna
elettorale non aiuta, non aiuta i lavori di quest'Aula, non aiuta
ad avere serenità di dialogo e certamente non aiuta nei giudizi.
L'avvocato Armao, il nostro Assessore, non ha bisogno di un
avvocato. Ero fuori dai palazzi ma ricordo che quando è uscito,
dopo uno, due anni, Assessore per il bilancio, ha avuto un giudizio
di parifica positivo ed anche un elogio da parte della Corte dei
conti sul suo operato di risanamento.
Aveva inoltrato una serie di ricorsi alla Corte Costituzionale per
cui poi qualcun altro ha rinunciato in cambio di pochi spiccioli,
rinunciando non solo alla possibilità per la Sicilia di avere
risanato i conti grazie a quei ricorsi vinti ma anche a fare valere
dei principi.
Oggi ricominciamo anche da un'attenta rinegoziazione della nostra
autonomia finanziaria ma anche - come giustamente ha detto lei -
da un lavoro sullo Statuto per ridare vigore ad uno Statuto pensato
in anni post bellici.
Non era immaginabile una Sicilia protagonista del Mediterraneo e
non era immaginabile un ruolo europeo che la Sicilia può e deve
avere anche utilizzando degli strumenti sull'insularità che possano
permettere di avere delle deroghe che diano respiro alle nostre
imprese.
Ha parlato di emergenza, Presidente, sono tante le emergenze.
Io so di dati emergenziali sulla povertà in Sicilia, anche questa
è un'emergenza. Il 55 per cento delle famiglie siciliane è a
rischio povertà, questa è assolutamente un'emergenza. Il 57 per
cento dei giovani sono disoccupati. Il 38 per cento dei giovani
sono NET, non studiano né lavorano. Questa è una grandissima
emergenza
E' un'emergenza che deve vedere lo sforzo mutuato su vari fronti,
sgravi fiscali - lo ha detto - aiuti alle startup, utilizzare fondi
europei, aiutare gli incubatori di impresa, tentare di aiutare le
università e le scuole - ribadisco le scuole - ad avviare processi
di ricerca e di studi che diano ai nostri ragazzi la possibilità di
essere protagonisti e di fare rientrare, anche attraverso l'idea di
sgravi fiscali, giovani che adesso sono protagonisti altrove e sono
siciliani.
Devono tornare qui perché questa è una Terra che li ha formati e
che ha bisogno delle loro intelligenze.
Sono tante le misure da avviare sul lavoro. Quella è un'emergenza.
Ha parlato di acqua, di rifiuti, la Sicilia sta attraversando
momenti di grande disagio.
Accolgo con piacere i suggerimenti che vengono anche dalle
opposizioni. E' chiaro, ho qualche dubbio quando i consigli
arrivano da chi ha governato fino a ieri e ci ritroviamo con un
disagio spaventoso, proprio su questi temi dove abbiamo dei record
di costi, parlo per esempio dell'acqua 500 euro di media a
Siracusa, mentre la media nazionale è 370 e 140 a Milano.
Come mai? Chi ci guadagna? Cosa c'è dietro?
Non ha funzionato la riforma che hanno fatto, è stata impugnata
dalla Corte Costituzionale. Abbiamo assistito a guerre tra poteri
dello Stato tra forze politiche e anche tra lobby dei privati.
Risultato? la Sicilia non ha una dirigenza in questo, non ha un
quadro chiaro su quella che è la gestione dell'acqua e chi paga è
il cittadino.
Rifiuti? Ancora peggio Il quadro emergenziale che lei ha
descritto è inquietante; oggi in Commissione abbiamo avuto il
quadro fatto anche dalla Corte dei Conti appena qualche giorno fa
su questo tema e forse inquietante diventa un aggettivo che
sminuisce perché abbiamo una normativa, la legge n. 9 che non è
attuabile, che è inadeguata e che addirittura è contraddittoria
nelle sue parti. Va cambiata Va Cambiata
Non abbiamo un piano regionale che sia idoneo a gestire e
programmare le esigenze dei vari territori, ci si muove senza un
coordinamento regionale, ci si muove con competenze che addirittura
si scavalcano tra di loro e si raddoppiano in molti casi e il
risultato qual è? Che per scaricare i nostri rifiuti nelle
discariche siciliane i cittadini pagano 145 euro in media, mentre
nel resto di Italia pagano sui 120 euro.
Il risultato è che la nostra TARI in media costa 381 euro, e nel
resto di Italia molto meno, quasi la metà; il risultato è che fra
sei mesi, dice lei, e lo dice anche la Corte dei Conti, rischiamo
di avere la munnizza davanti casa: e uno stato di emergenza
gravissima
Allora, con grande senso di responsabilità con i colleghi in
Commissione oggi riuniti, abbiamo detto che daremo precedenza a
questo tema.
Lo daremo ascoltando e facendo le audizioni e lo daremo cercando
di trovare le soluzioni nel tempo più breve possibile che possano
ridare ordine e certezza giuridica dove ordine e certezza giuridica
non c'è.
Però, Presidente, prima noi vogliamo capire, prima di caricarci la
responsabilità nostra di scegliere di dare ordine e sicurezza
normativa e certezza normativa ai cittadini siciliani, prima noi
vogliamo capire di chi è la responsabilità dei danni che oggi
abbiamo.
Dobbiamo e volgiamo capire dove sono stati fatti gli errori, chi
li ha commessi e perché Tracciare una linea e fare finta di niente
non ci sta bene.
Per troppi anni in Sicilia si è fatto così e si è sbagliato,
perché bisogna chiarire le responsabilità di chi son anche per
evitare che si commettano errori in futuro e per non dare quella
sensazione latente che il siciliano ha che, comunque, non ci fa
niente Tutto passa inosservato e si va avanti.
No Questa è una Terra che a volte ha avuto tante colpe, ma senza
colpevoli è tempo di trovare qualche colpevole, è tempo che ci si
occupi anche di individuare responsabilità e colpevoli e poi
soluzioni.
Ecco, questo è Le emergenze si affrontano facendo pulizia,
facendo ordine e poi dando certezza e anche rilancio per il futuro,
ma senza l'uno non può esserci l'altro, c'è solo mettere una pezza.
No Non va bene
I siciliani non si aspettano questo da noi, non si aspettano
questo perché siamo stanchi, delusi e amareggiati. Io sono una
siciliana come tante altre stanca, delusa e a amareggiata, con una
speranza nel cuore: la speranza che questa Terra possa essere
governata e redimibile, ma bisogna anche fare pulizia e chiarezza.
Queste sono le emergenze.
Poi, ci sono le priorità.
Lei l'ha detto: il lavoro, sulla sanità bisogna rimettere mano;
oggi, l'assessore l'ha detto in commissione, una rete ospedaliera
che possa anche migliorare alcune circostanze fatte forse con
troppa fretta. Bisogna dare continuità amministrativa, ma anche
dare segnali di cambiamento, anche lì, perché la sanità è un
servizio che il cittadino chiede di avere alla massima efficienza.
Ci sono tante professionalità che vanno aiutate ad esprimersi al
meglio.
Non sempre i nostri ospedali sono nelle condizioni sia strutturali
che come risorse umane, per potere mettere i nostri operatori al
meglio in opera, al lavoro, quando ci sono turni aberranti di 58,
di 56 ore, quando ci sono due medici per reparti a darsi il cambio,
in reparti anche come pronto soccorso, è chiaro che il servizio
non può essere mai efficiente. E' chiaro che il medico,
l'infermiere, l'operatore sanitario non sarà mai lucido, se non
preoccupato e stanco.
Va aiutato Va aiutato sapendo anche, come sappiamo, che
monitorando bene la spesa, dei tagli bisognerà farli e su questo
anche noi, responsabilmente, non ci tireremo indietro. Ma quando tu
hai un progetto possibile di miglioria, qualche taglio è
tollerabile, ma solo tagli, senza la possibilità di rilancio,
diventano solo una pressione iniqua.
Lei ha parlato di turismo e beni culturali. L'assessore sa bene
che, solo se riesce a dare, come lei ha detto, un calendario
annuale può vendere il prodotto Sicilia, mi faccia passare questo
termine brutto, ma è così, nei mercati turistici, perché il turista
deve sapere che, quando viene in Sicilia, viene non solo per vedere
la Valle dei Templi, Erice, Cefalù, ma viene, contemporaneamente,
per assistere ad un concerto, ad un'opera lirica e deve potere
comprare il biglietto on-line prima ancora di venire in Sicilia. E
questo, a tutt'oggi, non è neanche possibile Solo in Sicilia non è
possibile
Nell'era di Sicilia, nel 20-20, twenty-twenty, in Sicilia non è
possibile comprare un ticket on-line, altro che avere un calendario
annuale della promozione.
Questi sono tutti strumenti che sono semplici.
Noi sappiamo che abbiamo un bilancio ingessato. Sappiamo bene che
non sarà facile muoversi in un bilancio come quello e con i numeri
che l'operazione verità hanno fatto emergere.
E' pure vero, però, che ci sono tanti disegni di legge, io ne ho
presentati oggi una decina, che sono a costo zero, che vanno
dall'istituzionalizzazione dei CAV negli ospedali che danno un
aiuto e sostegno alla maternità, come giustamente segnalava
l'onorevole Zafarana, va aiutato in tanti modi, anche un sostegno
alla maternità che senza i CAV non ci sarebbe stata.
Lo sa, lei, signor Presidente, quante mamme, oggi, e quanti bimbi
sono nati grazie all'aiuto volontario delle donne, delle signore
che lavorano nei CAV a titolo gratuito? Se le mettiamo negli
ospedali, e danno loro un servizio come la legge prevede, ma che
nessuno fa, neanche i consultori che, purtroppo, il territorio è
quello più penalizzato dai tagli alle spese, sanno quale sostegno
hanno ed invece di bloccare una gravidanza, la portano fino alla
nascita di bambini che oggi sono grazie a questo.
Sono tante le priorità: sostegno al turismo, la videosorveglianza
nelle strutture a tutela dei nostri anziani, sono una decina, su
tutti i campi. E come me, sono sicura, anche tanti colleghi, per
cui noi potremmo muoverci, cercando di trovare una serie di
soluzioni a costo zero che possano già dare risposte ai siciliani.
Contemporaneamente questo Governo dovrà mettere a frutto tutti i
fondi europei in tempi brevi, snellendo al massimo e rendendo
semplice ciò che oggi sembra complesso, l'accesso ai bandi.
L'accesso ai bandi deve essere garantito a tutti, piccole, medie
imprese, ai giovani, a tutti, perché solo così può arrivare in
maniera capillare a tutti i Siciliani e possono diventare quei
fondi una risorsa a disposizione di tutti e non solo di grandi
imprese.
Abbiamo cinque anni difficili, lo sappiamo, lo sapevamo prima di
venire. Sappiamo anche una cosa - e credo lo sappiamo tutti - che
difficilmente uscendo da questa porta fra cinque anni ciascuno di
noi potrà dire ai Siciliani che ci aspettano nei nostri territori
ah, io sono diverso, ah io non ho responsabilità, la colpa è di
qualcun altro , perché è tanto il bisogno e tante sono le
aspettative per cui ognuno di noi è chiamato responsabilmente ad
essere parte decisionale di un processo di cambiamento che la
Sicilia attende.
Buon lavoro.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare per una
replica.
PRESIDENTE. Presidente Musumeci, io considero lei un eletto. La
discussione si è svolta perché lei ha fatto le sue dichiarazioni ed
abbiamo ritenuto di fare un dibattito e lo abbiamo fatto abbastanza
ampio.
Se le vuoi intervenire lo faccia. Lei ne ha il diritto.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, non mi permetterei mai di violare una regola ma se ne ho
il diritto, questo diritto desidero esercitarlo assumendo con me
stesso, prima che con l'Aula, l'impegno di essere assolutamente
breve e concreto anche perché è una questione di riguardo nei
confronti dei deputati che sono intervenuti e che si sono impegnati
a rappresentare il loro legittimo punto di vista, tutti i deputati.
Io credo che il garbo col quale si è svolto questo dibattito vada
sottolineato.
Con la stessa franchezza con cui alcuni deputati hanno voluto - e
li ringrazio, anche a nome dei colleghi assessori - lo stile nuovo
che questo Governo ha pensato di darsi in questo inizio di
legislatura.
Si sa, la politica si può fare per moda e si può fare con stile.
E' un problema legato alla sensibilità di ciascuno di noi.
Io che sono stato seduto sui banchi dell'opposizione per cinque
anni, io che ho proposto al Governo Crocetta di portare in Aula
due, tre, quattro argomenti importanti sui quali avrei dato la mia,
il mio sostegno, il mio voto e quello del mio gruppo, io che ho
votato, assieme ad altri deputati del centro destra, per il
candidato Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Ardizzone, senza
che si fosse levato un solo grido di protesta, né poteva levarsi
perché quella non era un'elezione politica, era una determinazione
sulla più alta carica istituzionale, so il rispetto che bisogno che
bisogna avere verso l'Aula e so anche il rispetto che bisogna avere
verso il Governo per averlo sempre mantenuto nei decorsi cinque
anni, anche nel momento in cui il confronto in aula diventava aspro
e difficile.
Perché la gente che ci guarda e ci segue da casa non soltanto vuol
capire di cosa parliamo, ma credo voglia cogliere anche
l'impressione di un nuovo modo di dire le cose, di un rapporto che
deve consacrare l'istituzione alla migliore politica, perché la
politica recupera autorevolezza e credibilità se anche nella
condotta e nel galateo istituzionale ognuno di noi sa fare un passo
in avanti rispetto ai metodi ai quali eravamo abituati.
Detto questo, io mi permetto di rispondere intanto all'onorevole
Fava che, da rappresentante dell'opposizione, ha voluto ricordare
le migliaia di vittime migranti che hanno trovato tomba nel Canale
di Sicilia e naturalmente non può su questo terreno non trovare la
solidarietà, la condivisione del Governo. Il problema è che quei
migranti lì dobbiamo impedire che ci siano. Dobbiamo impedire che
migliaia di disperati arrivino a mare aperto, mettendo a
repentaglio la propria vita, la propria esistenza. Servono ancora
più serrati rapporti internazionali per evitare che i mercanti
della carne umane, che operano sulle sponde dell'Africa, possano
continuare ad alimentarsi della disperazione e dei sogni infranti
di migliaia di nostri fratelli. Il problema della migrazione, della
immigrazione sarà oggetto di valutazione di questo Governo nella
misura in cui si deciderà di volerne parlare in Aula.
L'onorevole De Luca ha posto il problema legato alla quota della
liquidità per i fondi europei. La Regione dispone di una parte di
quei fondi che non sono stati utilizzati ed io sono convinto che
noi abbiamo il dovere di spendere fino all'ultimo centesimo perché
ogni fondo per l'investimento possa presto essere cantierabile.
Mi chiede, l'onorevole De Luca, perché io non abbia parlato del
gruppo di minoranza, mi sono limitato soltanto a fotografare la
coalizione, la geografia della coalizione com'era al momento della
campagna elettorale e dell'esito elettorale. Non oso, naturalmente,
registrare la diversità dei gruppi e della geografia, della
topografia politica, mi permetterei di dire che da allora si è
determinata e che presumo potrà determinarsi nel corso della
legislatura. Io accetto il sostegno di tutti i gruppi, a maggior
ragione del Gruppo di minoranza, chiedo scusa, del Gruppo Misto, e
sappia l'onorevole De Luca che io non appartengo al partito del
giustizialismo, sono sempre stato per cultura politica, per
formazione personale un garantista. E però, e però, sono anche
convinto che bisogna avere rispetto per la Magistratura, nella
stessa convinzione, nella stessa misura in cui la Magistratura deve
avere rispetto per la politica, ma la politica deve arrivare prima
della Magistratura. E ci sono condizioni di opportunità in cui
ognuno di noi deve avvertire la responsabilità di rinunciare ai
diritti per anticipare e dare spazio e preminenza, priorità e
prelazione ai doveri. Non c'è in giro troppa magistratura, no, non
è vero, c'è in giro poca politica. Perché se ci fosse la politica
con la P maiuscola le procure della Repubblica avrebbero molto
meno lavoro di cui occuparsi. Se la politica sapesse
autoregolamentarsi, se la politica avesse consapevolezza del
proprio ruolo.
Lei, onorevole De Luca, non mi sembra assolutamente antipatico,
dico, non è il mio tipo, ma lo dico come lo direi per qualunque
altra persona dello stesso sesso. E però, voglio dirle che sul
piano dei rapporti istituzionali io non mi lascio trascinare dal
sentimento della simpatia o dell'antipatia, certamente non mi
lascio trascinare dal risentimento. Garbato l'intervento
dell'onorevole Lupo, la cosa non mi sorprende conoscendone l'indole
e lo stile.
Sono d'accordo sul fatto che occorra riconoscere agli avversari il
merito delle proprie azioni. In verità, dovremmo sforzarci per
poterne individuare qualcuno più delle dita di una mano per il
Governo precedente, lo dico senza tono di polemica e lei sa che non
sono abituato a farlo, tant'è che nel mio intervento non ho fatto
alcun cenno che non fosse dovuto alla ricostruzione storica dei
fatti al precedente Governo, al quale va dato il merito di avere
operato o tentato di operare la riduzione della pressione fiscale
per quanto riguarda l'Irpef e l'Irap che non abbiamo citato.
Lei ci invita a presentare presto i documenti contabili. Lo
avremmo già fatto se avessimo trovato sulla scrivania una bozza, un
appunto concreto sul quale lavorare. E' per questo che stiamo
conducendo una ricognizione di tutti i dipartimenti che hanno già
risposto, in parte, proprio per capire da quali necessità dobbiamo
partire per redigere il Documento economico finanziario della
Regione che contiamo di potere presentare alla Presidenza dell'Aula
già tra qualche settimana.
Il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti regionali è già
oggetto dell'attenzione del competente Assessorato; nei prossimi
giorni si determinerà un incontro anche con le organizzazioni
sindacali per definire il percorso.
Lei rimane perplesso, onorevole Lupo, sulla possibilità di
affidare la competenza dei rifiuti alle Province. Non solo lo fanno
le altre Regioni del Nord, ma ritengo che sia l'unica soluzione
possibile per evitare la giungla degli enti che si muovono su
questo terreno.
Noi abbiamo il dovere di completare la liquidazione degli ATO e di
chiudere le SRR che, come dice anche la magistratura contabile,
sono state un vero e proprio fallimento. Quella legge si è resa
inapplicabile. Se non mettiamo ordine nella giungla normativa dei
rifiuti qualunque altro generoso tentativo, anche in termini di
raccolta differenziata, rischia di rivelarsi inutile.
Garbato anche l'intervento del Capogruppo del Movimento Cinque
Stelle. L'onorevole Zafarana mi ha accusato di avere adottato toni
da campagna elettorale. Se così è parso, ne chiedo scusa, ma non
era assolutamente nella mia volontà di farlo. Mi sono solo limitato
ad interpretare, come sono abituato a fare, un testo che ho scritto
con le mie mani, forse anche disordinato nella sua sequela dei temi
ma, credetemi, scritto con il cuore ed interpretato con passione.
Spero che nessun altro tono di campagna elettorale sia stato colto
nel corso di questo dibattito in Aula e spero che la campagna
elettorale per le elezioni politiche finisca assai presto, perché
la paura che abbiamo è che essa possa condizionare il sereno
dibattito ed il sereno confronto in quest'Aula almeno fino al
quattro marzo, per colpa di tutti.
Dice l'onorevole Zafarana: la lentezza del Governo. Davvero mi
sembra ingenerosa questa considerazione, considerato che si sono
appena insediate le Commissioni ed il Governo esiste da quattro
settimane.
Come qualcuno ha detto 65 giorni dalle elezioni, naturalmente
bisogna conoscerle le procedure e, quindi, non mi soffermo su
questo dato perché è frutto di non conoscenza delle procedure e del
calendario istituzionale.
Saremo propositivi, dice il Capogruppo del Movimento Cinque
Stelle. Lo colgo con tanta soddisfazione e sono convinto che
altrettanto soddisfatti saranno i cittadini siciliani nel sentirlo,
quelli che ci seguono attraverso il servizio televisivo.
La Regione non deve essere arbitro, ma giocatore di punta. No,
onorevole Zafarana, lei non conosce, per ragioni anagrafiche e per,
presumo, mancanza di lettura in questa materia specifica, la storia
di questa Regione.
Quando diciamo che la Regione non deve essere giocatore ma arbitro
vogliamo dire che deve smettere di essere giocatore perché la
Regione è stata giocatore o giocatrice già negli anni sessanta e
sono nati gli enti economici. E sono nate le prime zavorre e sono
cominciate le assunzioni clientelari, non nel rispetto del merito,
ma nel rispetto della fidelizzazione politica.
Dobbiamo dire chiaro e tondo ai nostri figli che nella Pubblica
amministrazione si entra per concorso pubblico, si entra per
merito. Dobbiamo chiudere la vergognosa pagina del precariato che
ha prodotto negli anni sessanta, settanta, ottanta e novanta, oltre
45 mila precari condannati ad essere carne da macello, pegno umano
per tutte le campagne elettorali e, ancora oggi, non stabilizzati.
Se la Regione smette di giocare, prima con gli enti economici e,
poi, con le partecipate, lo dico a chi dice che la Regione deve
essere giocatore d'attacco, no, deve essere arbitro. La Regione non
deve giocare, deve legiferare, deve controllare, deve pianificare.
E quando parliamo di pianificazione, parliamo di indicazione di
obiettivi e di parametri all'interno del cui contesto gli enti
locali, cioè i giocatori devono muoversi. Questa è la
programmazione.
L'onorevole D'Agostino ha sottolineato lo stile di questo Governo.
Lo ringraziamo.
Ha condiviso l'obiettivo di porre al centro di ogni interesse
all'impresa e, quindi, il lavoro e, quindi, i giovani. E dice:
senza industrializzazione non c'è futuro .
Attenti quando si parla di industrializzazione. Per avere
inseguito il mito dell'industrializzazione ci siamo ritrovati Gela,
Siracusa e Milazzo. Di quale industrializzazione ha bisogno la
Sicilia?
Questa non è una Terra che ha una vocazione alle industrie
pesanti. E Termini Imerese lo dimostra.
Qui serve una industrializzazione leggera, qui serve il
manifatturiero, qui serve la trasformazione dei prodotti del luogo,
qui serve un'industria capace di assecondare la produzione agricola
per non creare inquinamento, per creare alto tasso di occupazione,
per evitare di dover dipendere dai capricci dei colossi del Nord,
come è accaduto con la Fiat che pensava di personalizzare i
profitti e di socializzare i danni.
L'onorevole D'Agostino ha parlato di credito di imposta. Ci
torneremo. E' uno dei punti sul quale l'Assessorato all'economia ha
già fissato una tappa assolutamente irrinunciabile e sulla
formazione stiamo già lavorando; proprio giorno 18 ci sarà
l'incontro con il partenariato per individuare le nuove abilità
professionali d'accordo anche con le organizzazioni di categoria
sulle quali concentrare gli sviluppi della nuova formazione.
Il deputato Cancelleri si è soffermato sulle ex province, le
poltrone.
Io credo di dovere sorvolare. Lo dico con tutto rispetto per il
deputato Cancelleri. Non credo di avere parlato di poltrone.
Ho parlato di democrazia. E se la democrazia diventa una questione
di poltrone, signori, è un problema per tutti Guai se la
democrazia diventa un problema di poltrone
Il Presidente della Provincia deve essere eletto dal popolo perché
è legittimato dal popolo, perché bisogna togliere alle segreterie
dei partiti il compito di lottizzare i vertici delle Province.
Possiamo fare a meno degli assessori. Possiamo creare delle
assemblee elettive senza gettone di presenza e senza indennità. Ma
l'elezione diretta di un rappresentante del popolo non è mai un
costo. Lo è diventato nel '22 in Italia e lo è diventato in altri
Paesi europei.
Sappiamo come è andata a finire.
Nessun costo aggiuntivo se decentriamo competenze dalla Regione
alle Province. Le chiamo Province per comodità lessicale.
Naturalmente, per non distinguerle dalla città metropolitane e dai
liberi consorzi dei comuni.
Se una competenza è già in carico alla Regione ha un costo. Se la
competenza si trasferisce assieme ai costi, non c'è alcun costo
aggiuntivo; mi sembra un discorso fin troppo elementare.
Possiamo benissimo abrogare le ex province, ma le strade chi le
cura? E chiunque dovrà curarle affronterà un costo.
E il personale che fine fa? Lo lasciamo sulla gru? No. Dobbiamo
farlo lavorare e, quindi, continua ad essere un costo.
E l'edilizia scolastica superiore? Chi se ne occupa? E, quindi,
continua ad essere un costo.
E le attività promozionali sul territorio? E il trasporto dei
disabili? Io so cosa fanno le Province. E' un costo e, quindi, non
può essere un costo il trasferimento di competenze proprio perché
la Regione non deve essere un ente che gestisce denaro ma l'ente
che deve delegare e decentrare ai soggetti sul territorio
legittimati dal voto popolare a potere gestire servizi importanti.
Da quando si è messo in discussione il valore delle Province
sappiamo come è finita in giro. Basta andare in giro e rendersi
conto del danno che ha provocato quella folle rivoluzione inventata
in uno studio televisivo romano che, poi, è stata sconfessata dal
oltre il 60 per cento degli elettori italiani.
L'abusivismo è un reato, chiunque lo compia. Il caso per caso cui
faccio riferimento, deputato Cancelleri, non è alla inconfutabilità
del reato di abusivismo ma è al grado di impatto che l'immobile
abusivo determina nel contesto ambientale.
CANCELLERI. Siamo d'accordo.
MUSUMECI, presidente della Regione. Ha visto che ogni tanto siamo
d'accordo? Quindi, io non ho mai detto il contrario. Ho detto che
l'abusivismo deve essere esaminato caso per caso ma non esiste
l'abusivismo di necessità. Non esiste e non può esistere.
Quanto al Ponte sullo Stretto siamo in sintonia. Anche lei in
televisione, su RAI 3, ha dichiarato di essere favorevole al Ponte
sullo Stretto.
CANCELLERI. Ma quando
MUSUMECI, presidente della Regione. Abbiamo la registrazione. Alla
domanda del giornalista Lei è contrario al Ponte sullo Stretto?
Ha risposto: No, io non sono contrario alle grandi opere, però
ritengo che prima ci vogliano le infrastrutture locali .
Ricordo benissimo e lo abbiamo anche registrato.
E, tuttavia, non è una vergogna essere favorevoli al Ponte. Io lo
sono dall'inizio. Ritengo che il Ponte sia un'opera importante, ma
non sia la più importante se non dotiamo la Sicilia e la Calabria
delle necessarie infrastrutture di completamento. Su questo non ho
assolutamente un minimo dubbio.
Non li conti i giorni, deputato Cancelleri.
CANCELLERI. No, per carità
MUSUMECI, presidente della Regione. La costringeremo a contare gli
anni, non i giorni. Stia tranquillo.
CANCELLERI. Non vedo l'ora
MUSUMECI, presidente della Regione. Non conti i giorni. Noi
chiediamo di essere giudicati fra cinque anni.
CANCELLERI. Dai cittadini.
MUSUMECI, presidente della Regione. Avremo i tempi necessari,
perché vogliamo passare dalle parole ai fatti concreti.
L'onorevole La Rocca Ruvolo ci richiama all'emergenza amianto.
Certo. Ha ragione. Anche quella legge non ha prodotto effetti,
nonostante la buona volontà di questo Parlamento. Parlo della legge
di dismissione dell'amianto. E, però, ho il piacere di dirle che
questo Governo si è già attivato per dare finalmente corpo e
sostanza al centro ospedaliero per le malattie oncologiche da
esposizione ad amianto. Un centro che è destinato dalle leggi della
Regione all'ospedale di Augusta.
Sono passati quattro anni dal varo di quella legge istitutiva.
L'onorevole assessore Gucciardi mi ha aiutato in un'azione di
impulso, che da Presidente della Commissione Antimafia ho voluto
promuovere assieme all'onorevole Zito sull'azienda sanitaria
provinciale di Siracusa. Posso dire, con molta franchezza, che
questo Governo e l'Assessorato alla salute si è già mosso perché
entro qualche settimana già la struttura cominci a funzionare.
L'acqua ed i rifiuti sono un grosso problema di cui questo
Parlamento sarà presto investito. Dei rifiuti abbiamo già detto.
Aspetto un confronto con il Parlamento. Noi, naturalmente,
avanziamo una proposta, ma è il Parlamento che fa le leggi e,
quindi, siamo convinti che il Parlamento, in questo senso, vorrà
correre. Ringrazio anche la presidente Savarino per avere già
attivato in Commissione l'annoso grave e insoluto problema.
Sul tema dell'acqua dobbiamo stare attenti. La siccità è dietro
l'angolo. Gli invasi non sono tutti attivi e alcuni, addirittura,
benché capienti e dotati di acqua, sono privi della canalizzazione
per arrivare nelle campagne.
Come risolvere il problema della siccità in Sicilia? Qualcuno
parla di dissalatori, qualcuno parla di nuovi invasi. Naturalmente
il Governo, che non ha la dote della certezza, come ho detto poco
fa, sarà lieto di potersi confrontare con le proposte, sono
convinto tante e tutte razionali, che verranno dal Parlamento.
Ringrazio anche l'onorevole Catalfamo per il garbo con cui ha
ribadito l'impegno del suo Gruppo a sostegno della coalizione.
Stessa cosa ha fatto l'onorevole Ragusa. Ed io voglio ribadire che
il Governo è per premiare i comuni virtuosi. Diventa, questo
metodo, non soltanto un giusto compenso, ma anche l'occasione di
stimolo per i comuni meno virtuosi, perché i cittadini
comprenderanno che fare la differenziata, alla fine, conviene non
solo per la battaglia di civiltà, igienico sanitaria, per il decoro
della propria città, ma conviene anche per le proprie tasche ed il
proprio portafoglio.
E, infine, la ricerca delle responsabilità e dei colpevoli, come
proponeva l'onorevole Savarino. Il Governo, come lei sa, non è un
organo inquirente, però, le responsabilità politiche credo che
vadano accertate. E questo lo faranno tutti i componenti il
Governo, tutti gli Assessori in collaborazione con i direttori del
dipartimento, del singolo dipartimento, direttori che pensiamo di
sostituire, nelle prossime giornate, con una rotazione che
coinvolgerà almeno il 50 per cento delle direzioni.
Io nelle mie dichiarazioni programmatiche, signor Presidente e
onorevoli colleghi, mi sono soltanto limitato ad indicare gli
obiettivi programmatici e per alcuni le possibili soluzioni.
Credo di avere fatto soltanto il mio dovere. Sappiamo che nulla ci
sarà concesso ma per carità evitiamo i pregiudizi, evitiamo gli
scontri frontali, il diritto al pane in Sicilia vale per chi vota
centro destra, per chi vota grillini , per chi vota il centro
sinistra.
Movimento Cinque Stelle, chiedo scusa.
Il diritto al pane vale per tutti. Ognuno dall'opposizione o dalla
maggioranza potrà assecondare e facilitare la conquista di questo
diritto al pane e, quindi, al futuro.
Noi non siamo un Governo che non ha una maggioranza, noi siamo un
Governo, ho detto, che ha i numeri limitati ed anche se non
dovessimo avere la maggioranza, credetemi, per noi non cambierebbe
nulla.
Siamo qui soltanto per servire gli interessi della gente. I
siciliani non ci hanno votato per avere una maggioranza, ci hanno
votato per restituire il diritto alla speranza a chi sta fuori da
questo Palazzo, le cui mura trasudano secoli di storia.
Nella dignità di doverlo occupare che appartiene a tutti noi e
nell'impegno consacrato dal giuramento dell'altro giorno voglio
augurare a tutti noi, a tutti, Governo e Assemblea, davvero un buon
lavoro.
Alla fine, non ho carriera politica da fare. L'ho detto e chi mi
conosce sa che sono abituato a mantenere le parole. Io esco dalla
politica fra 5 anni perché non debbo costruire più carriera. Quello
che faccio è un atto d'amore, anche per i miei figli, anche per i
miei nipoti. Se questo atto d'amore lo vogliamo compiere tutti e
sono sicuro che lo vorremo, in forme diverse, compiere tutti e con
uno stato d'animo diverso, compiere tutti, alla fine, potremmo dire
di essere stati degni della fiducia che ognuno, per la propria
parte, ha ricevuto dal popolo siciliano. Vi ringrazio.
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie Presidente.
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
Con l'intervento dell'onorevole Musumeci si concludono i lavori
della seduta odierna. L'Aula è rinviata a mercoledì, 17 gennaio
2017, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
-Comunicazioni
La seduta è tolta alle ore 20.53.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio