Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 9 di martedì 09 gennaio 2018
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Vipresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.21

   PRESIDENTE.   Invito  il  deputato  segretario  a   dare   lettura
  dell'avviso  di  convocazione in sessione ordinaria  dell'Assemblea
  regionale siciliana.

   ZITO,   segretario.    In   esecuzione  del   combinato   disposto
  dell'articolo   11   dello  Statuto  della  Regione   siciliana   e
  dell'articolo  75 del Regolamento interno dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  l'Assemblea  è  convocata  in  sessione  ordinaria  per
  martedì, 9 gennaio 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
  giorno:    Dichiarazioni  programmatiche   del   Presidente   della
  Regione' .

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a  dare  lettura  del
  processo verbale delle sedute n. 7 e n. 8 del 29 dicembre 2017.

   ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute  n.
  7  e  n. 8 del 29 dicembre 2017 che, non sorgendo osservazioni,  si
  intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del Vicepresidente Di Mauro


        Saluto agli studenti del Liceo Classico Meli di Palermo

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di passare  all'ordine  del
  giorno,  diamo il benvenuto ai ragazzi del Liceo Meli  di  Palermo,
  terza classe IS, che sono accompagnati dalla prof.ssa Barraco.
   Oggi  i  ragazzi assisteranno ad una seduta importante,  che  avrà
  come  oggetto le  Comunicazioni programmatiche del Presidente della
  Regione .


   Presidenza del Vicepresidente Di Mauro


       Comunicazioni programmatiche del Presidente della Regione

   PRESIDENE.  Si  passa  al  primo  punto  all'ordine  del   giorno:
   Comunicazioni programmatiche del Presidente della Regione .
   Ha  facoltà  di  parlare  il Presidente della  Regione,  onorevole
  Musumeci, per relazionare al Parlamento.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  è con particolare emozione che mi accingo ad  illustrare
  le  linee  programmatiche del Governo che ho l'onore di presiedere.
  Governo  che ho avuto il piacere di presentare formalmente all'Aula
  già nella seduta inaugurale di questa XVII legislatura.
   Mi sia, innanzitutto, consentito in questa particolare circostanza
  di  rivolgere  un  sincero saluto alle siciliane  e  ai  siciliani,
  ovunque  si  trovino,  in  Patria o  all'estero,  e  a  tutti  quei
  cittadini  che  per  qualunque ragione vivono  nella  nostra  Isola
  condividendone, quindi, le sorti.
   Ed entro subito nel vivo del tema.
   Don Luigi Sturzo diceva che  un programma politico non si inventa,
  si vive giorno dopo giorno .
   Per  noi  il  programma è una guida in continuo aggiornamento,  un
  progetto  dinamico. Non è un arido elenco di cose  da  fare  o  non
  fare, di problemi e soluzioni. Ma uno strumento che indica le linee
  lungo   le  quali  i  problemi  vanno  affrontati  e  indicare   la
  metodologia  di  lavoro che verrà adottata nel corso  dei  prossimi
  cinque anni.
   L'obiettivo  finale  è  quello di riconsegnare  ai  siciliani  una
  Regione   normale .  Restituire  dignità  e  fiducia  ai  cittadini
  facendo lievitare una fiera consapevolezza che diventi nel contempo
  argine  contro i fenomeni criminali, contro la rassegnazione  e  la
  disperazione.
   Non  ci  soffermeremo in maniera dettagliata su  tutti  i  settori
  dell'Amministrazione   regionale.  Ma  alcuni   aspetti   riteniamo
  meritevoli di attenzione.
   Tanto nel contesto interno, quanto in quello internazionale, i più
  recenti  dati socio-economici ci offrono inesorabilmente un  quadro
  allarmante della Sicilia, relegata all'ultimo posto tra le  regioni
  italiane e tra gli ultimi nell'area comunitaria.
   Credo che sia sufficiente questa drammatica situazione per mettere
  in  moto  ogni  energia umana presente nella comunità  siciliana  e
  risalire la china. E' anche una questione di orgoglio - se volete -
  che  dovrebbe alimentare un civile movimento di opinione  pubblica,
  per riscattare l'immagine di un'isola ancora prigioniera di antichi
  pregiudizi  e  appesantita da luoghi comuni esaltati  da  un  certo
  giornalismo  spazzatura,  prodotto  da  operatori  spregiudicati  e
  lautamente pagati.
   Siamo  ben  consapevoli  delle responsabilità,  delle  connivenze,
  delle  opacità  recenti e remote che pesano sulle classi  dirigenti
  siciliane in generale, e su parte della cosiddetta società  civile,
  complice  e  vittima  al tempo stesso. Ma una cosa  è  l'azione  di
  denuncia  e di stimolo del giornalismo, altra cosa è l'accanimento,
  l'ostilità, il pregiudizio condito con falsità, solo per  il  gusto
  di fare audience, di fare ascolto.
   Già negli anni Settanta, in quest'Aula, i Presidenti della Regione
  parlavano  di un complesso problema  Sicilia  e della necessità  di
  affrontarlo - dico testualmente - e rilanciarlo in stretto raccordo
  con  il  più  vasto  problema meridionale. Ebbene,  sono  trascorsi
  quarant'anni e si continua a parlare ancora della Sicilia  come  di
  un problema.
   Ci pare legittimo chiederci: ma quando questa nostra isola cesserà
  di essere un problema per diventare, invece, una risorsa per i suoi
  abitanti,  per  il  Mezzogiorno, per il sistema Italia?  Certo  non
  dipenderà solo dalla politica siciliana. Ma noi per primi,  Governo
  regionale, Assemblea, enti locali, operatori economici, e la  parte
  migliore  della  società,  abbiamo il dovere  anzitutto  morale  di
  lavorare  per  ridare energia, prospettiva, smalto a questa  nostra
  terra,  a  cominciare dall'area mediterranea, dove la  Sicilia  può
  assumere un protagonismo nell'ottica europea.
   La  nostra  Sicilia  deve darsi un ruolo politico  attivo,  magari
  d'intesa  con  le  altre regioni del Sud, in una  economia  europea
  proiettata verso i paesi dell'area afroasiatica. Per questo sin  da
  subito  vogliamo dedicare particolare attenzione ai rapporti  della
  Regione   con  l'Unione  europea  e  con  i  paesi  extra   europei
  rivieraschi del Mediterraneo, per tornare ad una felice  intuizione
  che  negli anni Settanta ebbe il Presidente Bonfiglio, alla ricerca
  di  interessanti  sbocchi di mercato e di impiego  di  capitali  da
  investire nell'isola.
   Nei confronti dell'Amministrazione centrale dello Stato intendiamo
  assumere una linea di collaborazione leale, di serrato confronto  e
  dialogo, senza sciocco rivendicazionismo lamentoso, ma anche  senza
  alcun   vergognoso   ed  irresponsabile  atteggiamento   remissivo.
  Chiederemo  a  Roma la piena e corretta applicazione dello  Statuto
  siciliano, nelle sue prerogative e in una cornice di responsabilità
  e  non  di  privilegi, ponendo sempre l'accento  sulla  particolare
  condizione  di  degrado socioeconomico in cui si  trova  la  nostra
  isola.
   Ma  siamo anche consapevoli della inderogabile necessità di dovere
  portare  a compimento la revisione dello Statuto stesso, alla  luce
  del  nuovo  contesto normativo, nazionale e comunitario. L'augurio,
  perciò,  è  che  questo Parlamento possa completare  finalmente  il
  lavoro  dell'apposita Commissione, già avviato  anni  fa  sotto  la
  presidenza del compianto Vincenzino Leanza e riproposto  invano  in
  ogni legislatura.
   E tuttavia l'auspicata piena attuazione del nostro Statuto non può
  essere  un comodo alibi per impedire a ciascuno di noi di  mettersi
  subito  a  lavorare  con  gli strumenti di  cui  dispone,  pochi  e
  peraltro  male utilizzati, ed invertire la tendenza che ha  portato
  la nostra Isola ad essere la  Cenerentola del Continente europeo'.
   Per  fare  questo, riteniamo bisogna agire su due piani. Il  primo
  per   bloccare  la  deriva  economica  e  sociale  mira  a  fornire
  immediatamente ogni strumento che incentivi le imprese e  tuteli  i
  giovani  e  più in generale le fasce deboli della società  isolana,
  coloro  che si sentono emarginati, non garantiti.  L'obiettivo  più
  sentito,  onorevoli colleghi, in queste nostre dichiarazioni  è  il
  lavoro.  E  al  servizio di questo obiettivo vogliamo mettere  ogni
  possibile risorsa umana, finanziaria e organizzativa.
   Il secondo piano sul quale agire è volto a realizzare un programma
  di  riforme  che  consenta di strutturare la macchina  economica  e
  burocratica affinché l'ente Regione non rimanga un problema  tra  i
  problemi  ma  divenga  il  motore di crescita  e  di  sviluppo  del
  territorio e realizzi uno standard di benessere diffuso. Nell'uno e
  nell'altro caso serve il pre-requisito essenziale che deve  animare
  ogni  classe dirigente. Una decisa azione di contrasto alla  mafia,
  comunque si manifesti, e ad ogni forma di illegalità.
   Il  Presidente  Piersanti  Mattarella ripeteva  che  la  mafia  va
  combattuta con provvedimenti che abbiano di mira l'eliminazione  di
  zone  di  parassitismo,  di sprechi e di favoritismi,  che  rendano
  l'Amministrazione impermeabile, diceva, ad infiltrazione di  stampo
  mafioso  o  clientelare  e denunciava il fatto  che  nella  società
  siciliana,  a  diversi livelli, nella classe  dirigente,  non  solo
  politica ma pure economica e finanziaria si affermano comportamenti
  individuali   e  collettivi  che  favoriscono  la  mafia.   Bisogna
  intervenire,  avvertiva, poco prima di essere ucciso per  eliminare
  quanto  a  livello pubblico con intermediazione  e parassitismi  ha
  fatto e fa proliferare la mafia.
   A  distanza  di 40 anni, l'analisi di quel Presidente, che  voleva
  una  Regione  con  le  carte in regola, appare  ancora  di  estrema
  attualità.  I mafiosi - lo dico soprattutto ai giovani -  prima  di
  cercare morti cercano alleati; li cercano nella società civile,  li
  cercano nelle istituzioni pubbliche. Bisogna perciò lavorare, da un
  lato  per  creare  una maggiore coscienza civile  che  faccia  mura
  contro  le  organizzazioni  criminali  e  dall'altro  affinché   le
  istituzioni  siano  resistenti ad ogni sorta di  sollecitazione.  A
  tale proposito, ci sia consentito qui di ricordare il sacrificio di
  Giovanni  Bonsignore  e di Filippo Basile, i due  dipendenti  della
  Regione  siciliana assassinati negli anni 90 da  mani  mafiose  per
  essersi  rifiutati  di  venire meno ai  loro  doveri  improntati  a
  scrupolo e a correttezza.
   Signor Presidente, onorevoli deputati, non sarà sfuggito a nessuno
  l'allarmante  denuncia  nei giorni scorsi  dell'ufficio  statistico
  della nostra Regione che fa emergere dal dossier sulla corruzione e
  sui   reati   contro   la  pubblica  amministrazione   dati   assai
  preoccupanti,  se  è  vero  che le percentuali  superano  la  media
  nazionale.  C'è  dunque tanto da lavorare in  questa  direzione.  E
  molto  lavoro  può ancora fare la Commissione regionale  Antimafia,
  pur nei limiti degli strumenti normativi di cui dispone, non avendo
  poteri  di polizia giudiziaria che la Costituzione invece riconosce
  alle  Commissioni parlamentari nazionali d'indagine e  d'inchiesta.
  Riteniamo   che  la  stessa  legge  istitutiva  della   Commissione
  risalente  al  1991  vada oramai rivisitata in  alcune  sue  parti.
  Vogliamo sperare che questo Parlamento sappia trovare la volontà ed
  il  tempo per farlo. Lo stesso auspicio ci piace formulare  per  il
  disegno  di  legge  sul  Codice  etico  per  il  ceto  politico   e
  burocratico  della  Regione. L'articolato,  proposto  ed  approvato
  all'unanimità  dalla Commissione Antimafia - che avevo  l'onore  di
  presiedere nella passata legislatura - è stato licenziato  dalla  I
  Commissione ed iscritto all'ordine del giorno dell'Aula due anni fa
  ma mai discusso.
   Prima  di  passare  ai singoli settori, mi sia consentito  qualche
  accenno alla situazione economico-finanziaria nella quale si  trova
  la Regione che definiremmo complessa e difficile.
   Sappiamo  bene che molte responsabilità hanno radici profonde  nel
  tempo ma la condizione è resa più pesante da recenti accordi con lo
  Stato   che   vanno  necessariamente  riconsiderati,  se   vogliamo
  rilanciare investimenti e crescita.
   Le  pure  inevitabili misure di contenimento della spesa  sin  qui
  adottate  hanno offerto risultati assai parziali mentre ha prevalso
  la  prospettiva congiunturale di breve periodo, a discapito di  una
  coerente  programmazione  incentrata  sulla  valorizzazione   delle
  prerogative autonomistiche e delle potenzialità del contesto socio-
  economico territoriale.
   Le  forti  criticità che sono emerse nei giorni scorsi  dall'esame
  dei  conti  effettuato dal nostro Governo impongono una determinata
  azione   politica   di  negoziazione  con  lo   Stato,   rispettosa
  dell'autonomia  finanziaria scaturente dallo Statuto,  accompagnata
  da  una  intensificazione  delle misure di  risanamento  economico-
  finanziario.
   Tale   grave  situazione  ha  imposto  a  questo  Governo,  appena
  insediatosi, di correre ai ripari attivando un serrato  e  proficuo
  confronto  con  Roma  che  ha consentito  di  concordare  la  prima
  revisione  degli  accordi  conclusi nella scorsa  legislatura,  già
  inseriti nell'ultima legge di bilancio dello Stato.
   Dobbiamo  puntare ad una complessiva rinegoziazione dell'autonomia
  finanziaria riconosciuta dallo Statuto -  peraltro già avviata  nel
  confronto  col Governo - con le carte in regola e con  i  conti  in
  regola la Sicilia potrà non solo rivendicare le proprie prerogative
  autonomistiche,  in  quella  che si prepara  ad  essere  una  nuova
  stagione del regionalismo italiano dopo le iniziative assunte dalle
  Regioni  del  Nord,  ma  soprattutto potrà sostenere  lo  sviluppo,
  l'attrazione degli investimenti, la crescita e l'innovazione.
   Come stiamo sul Territorio. Il Governo delle istituzioni. Gli enti
  locali. Appare ormai non più rinviabile un complessivo riordino del
  sistema  di  Governo tra Regione, enti intermedi e comuni,  che  ne
  valorizzi   le   funzioni  anche  alla  luce   del   principio   di
  sussidiarietà  verticale,  aumentando  l'efficacia  e  l'efficienza
  dell'azione amministrativa.
   Servono   azioni   di  sostegno  e  azioni  di  sistema   per   la
  valorizzazione  delle funzioni di governo del territorio  da  parte
  degli  enti locali. Bisogna favorire la cooperazione e le  sinergie
  tra  gli  enti attraverso iniziative che mirino a riqualificare  il
  personale e a recuperare il gap generazionale.
   Si  rende  necessaria una migliore destinazione  delle  risorse  e
  delle funzioni attraverso il potenziamento della Conferenza Regione
  -  Autonomie  locali  dove - dispiace dirlo  -  la  presenza  della
  Regione,  negli  anni  più  recenti, è  stata  assai  rara  e  poco
  incisiva.
   Guardiamo con particolare attenzione alla possibilità di  definire
  il  processo  di  stabilizzazione  del  precariato  nella  Pubblica
  Amministrazione. Vogliamo provare a superare le pesanti eredità del
  passato  e  sanare gli abusi in materia di ricorso ai contratti  di
  lavoro a termine con piani pluriennali di stabilizzazione.
   Certo, non dipenderà soltanto da noi, ma la nostra parte su questo
  fronte vorremmo farla per intero.
   Restiamo  convinti della necessità di potenziare le  ex  province,
  decentrando competenze finora gestite dalla Regione.
   Per  noi  la  Regione deve essere l'arbitro non il  giocatore.  La
  Regione  deve  occuparsi  di  pianificazione,  di  controllo  e  di
  legiferare  e deve intervenire solo quando lo impongono  situazioni
  di  particolare necessità. I giocatori sul territorio devono essere
  gli  enti  locali,  le ex province, i comuni,  i  soggetti  privati
  comunque organizzati nel rispetto della legge.
   Quindi,  noi  riteniamo  che alle province  vadano  date  maggiori
  competenze  - altro che smantellarle  - rispetto a quelle  previste
  dalla  legge  9  del  1986,  e difendiamo  l'elezione  diretta  del
  presidente della città metropolitana, che non può essere il sindaco
  della  città  capoluogo, e il presidente del libero  consorzio  dei
  comuni, come una conquista della democrazia alla quale non si può e
  non si deve rinunciare.
   E  intanto, in attesa di conoscere l'esito del ricorso che in  tal
  senso  abbiamo  presentato, dopo l'impugnativa  del  Consiglio  dei
  Ministri, riteniamo che il Parlamento possa comunque accelerare  la
  modifica  delle  legge  vigente  in materie  almeno  di  competenze
  dell'ente intermedio.
   Ma  non  è possibile immaginare una Regione efficiente, senza  una
  macchina amministrativa altrettanto efficiente.
   Lo specchio è rappresentato - può sembrare un paradosso, ma non lo
  è  -  dalla  realtà  economica;  le ultime  statistiche  dell'ISTAT
  disponibili  confermano  che  il PIL della  Sicilia  ammonta  a  84
  miliardi  di  euro,  pari  ad appena  il  5,4  per  cento  del  PIL
  nazionale.
   Il   sistema   economico  della  Sicilia   si   basa,   purtroppo,
  prevalentemente  sui servizi forniti dalla Pubblica Amministrazione
  che  deve  fungere da moltiplicatore e facilitatore dello  sviluppo
  economico.
   Serve  verificare  lo  stato  di salute,  quindi,  della  macchina
  burocratica, serve semplificazione, serve razionalizzazione,  serve
  informatizzazione,  serve  il  sistema  digitale   per   supportare
  l'azione di cambiamento dei processi della struttura regionale.
   Lasciatemi soffermare un po' di più sull'efficienza della macchina
  regionale,  un  tema  che torna ricorrente negli  interventi  degli
  onorevoli  deputati  in  quest'Aula,  ma  anche  nel  mondo   della
  imprenditoria.
   La  scommessa  di una Sicilia migliore nella quale i nostri  figli
  potranno  restare  e  vivere in un contesto di  benessere  diffuso,
  passa  dal  rendere competitivo il settore delle  imprese  piccole,
  medie  e  grandi  è l'azienda  Lo abbiamo detto e lo  ripetiamo,  è
  l'azienda  l'unica vera fonte di ricchezza non il denaro  pubblico
  E'  l'azienda  quella  che  crea  occupazione,  produzione,  quindi
  crescita, quindi sviluppo.
   Eppure,  nel  mondo imprenditoriale appare sempre più radicata  la
  convinzione che le istituzioni debbano essere considerate come  una
  controparte.  Quante volte il monto imprenditoriale ha  consolidato
  la   radicata   convinzione  che  le  istituzioni  debbono   essere
  considerato una sorta di nemico; quante volte gli imprenditori  che
  avrebbero voluto investire non hanno avutole dovute autorizzazioni?
  Quanti procedimenti amministrativi autorizzativi per l'apertura  di
  una  nuova  attività vengono perfezionati nei tempi previsti  dalle
  norme?  Quanti  sono  i giovani che avendo un'idea  imprenditoriale
  sono  riusciti a realizzarla in tempo breve in Sicilia? Quali  sono
  le  aree  industriali che prontamente assegnano spazi alle  imprese
  che  fanno richiesta di insediarsi? Quali infrastrutture a supporto
  dell'attività  di  impresa possono vantare le aree  e  i  distretti
  industriali?  Quali  infrastrutture  a  supporto  dell'attività  di
  impresa  possono vantare una amministrazione celere e  vicina  alle
  loro esigenze? E ancora, quante imprese sono fallite nelle more  di
  ricevere  un'autorizzazione, la cui richiesta giace immotivatamente
  nei  cassetti degli uffici regionali? Si può mai pretendere che  le
  imprese  debbano interamente anticipare le somme - parlo  di  aiuti
  alle  imprese, come nella misura 1.1.2 - con il rischio di fallire,
  solo  perché  la  Regione non rispetta i tempi di erogazione  delle
  risorse?
   Sono  tutte  domande  che  hanno una  sola  risposta.  Senza  fare
  naturalmente sciocche generalizzazioni, è fuor di dubbio che  nella
  nostra   Regione   il  rapporto  impresa-politica-burocrazia,   sia
  diventato negli ultimi decenni sempre più difficile e controverso.
   Le  cause  sono  molteplici  e vanno brevemente  analizzate  senza
  facili    demonizzazioni    ma,   anche,    senza    irresponsabili
  sottovalutazioni.
   Su  un  concetto  siamo tutti d'accordo, onorevoli  deputati,  una
  burocrazia  efficace  deve  incoraggiare  gli  investimenti  e  non
  scoraggiarli.
   Del  resto,  ci  siamo mai chiesti perché la Sicilia  continua  ad
  essere  poco  attraente sul piano degli investimenti? E'  solo  una
  nostra percezione o è una dolorosa realtà?
   A parte le ataviche diseconomie, cioè la percezione di insicurezza
  e  la  diffusa illegalità, le carenze infrastrutturali, che  pesano
  eccome.  Le  cause che scoraggiano gli investitori  stranieri  sono
  essenzialmente   le   incertezze   legislative,    le    incertezze
  amministrative e la lentezza della Pubblica Amministrazione.
   E'  di  questi  giorni una lucida analisi di Ernesto  Galli  Della
  Loggia, apparsa su un quotidiano nazionale, secondo cui chi  lavora
  nelle  istituzioni  mostra  di  aver perso  la  consapevolezza  del
  proprio ruolo pubblico.
   Il problema esiste. Eccome
   Si  avverte  una  sorta di deresponsabilizzazione  della  Pubblica
  amministrazione regionale. E lo si nota nel frequente  ricorso  che
  si  fa ad un parere dell'Avvocatura o persino dell'ANAC, l'Autorità
  anticorruzione, pur di mettersi il dipendente pubblico a riparo  da
  rischi penali o da danni erariali.
   Siamo,  insomma,  per usare un gergo molto diffuso  nella  sanità,
  all' amministrazione  difensiva , potremmo  dire.  Questo  modo  di
  procedere  -  è  inutile dirlo - rallenta i tempi del procedimento,
  mentre  agli  imprenditori serve una Pubblica  amministrazione  che
  acceleri  le pratiche, invece di bloccarle, che acceleri i processi
  economici.  Serve crescita ed occupazione e, quindi, una burocrazia
  efficiente, coraggiosa e trasparente.
   Il  fattore  tempo è un elemento essenziale nelle dinamiche  dello
  sviluppo  economico.  Ed  è fin troppo  noto  come  i  tempi  della
  politica,  con  le sue estenuanti mediazioni ed i tavoli  negoziali
  per   non   decidere  mai,  non  sempre  coincidano  con  i   tempi
  dell'imprenditore.
   Lo stesso concetto vale per i tempi della burocrazia.
   Non possiamo, tuttavia, disconoscere la difficoltà in cui si muove
  il  dipendente  pubblico  nel rapportarsi quotidianamente  con  una
  qualità  della  normazione, assai spesso, pessima  ed  in  continua
  evoluzione? Per usare un eufemismo
   Leggi  difficili  da  interpretare, con continui  ed  innumerevoli
  richiami  a norme precedenti, un lessico disarmante, senza parlare,
  poi,  della giungla legislativa, con norme contraddittorie, qualche
  volta  mai  applicate,  visto  che è  mancata  una  seria  verifica
  dell'efficacia di ogni legge, anche a distanza di anni.
   Teniamo,  anche,  conto  che il dipendente  pubblico  regionale  è
  chiamato a confrontarsi con l'incessante e magmatica complessità ed
  evoluzione    normativa    della    disciplina    della    Pubblica
  Amministrazione,  con l'evoluzione della disciplina  ed  i  servizi
  settori  di  azione, con l'incessante introduzione di nuovi  doveri
  d'ufficio,   con  l'incessante  riscrittura  della  normativa   del
  complesso  regime  giuridico che attiene  alle  responsabilità  del
  pubblico dipendente.
   E,  poi,  non  è una difesa d'ufficio, naturalmente, del  pubblico
  dipendente, c'è un aspetto legato al merito ed alle competenze.
   Un  dipendente pubblico, non solo il dirigente, rende  di  più  se
  sufficientemente motivato.
   E,   qui,   lasciatemi  dire  che  l'organismo   indipendente   di
  valutazione  della  Regione è stato introdotto  dalla  riforma  del
  2009,  ma  quella  riforma non ha trovato nella  Regione  siciliana
  un'organica e tempestiva attuazione.
   Pensate che l'organismo si è insediato soltanto nel novembre 2016,
  cioè 7 anni dopo l'introduzione della riforma nazionale.
   E  cosa assai più grave, la funzione del controllo interno,  nelle
  more,  è  stata  centralizzata ed affidata agli uffici  di  diretta
  collaborazione del Presidente della Regione, violando i principi di
  indipendenza  ed  imparzialità  dei soggetti  valutatori,  peraltro
  prescritta dalla disciplina nazionale.
   Si  rende,  dunque, necessario avviare un processo innovativo  che
  richiede  la condivisione, da parte del dipendente, degli obiettivi
  di   miglioramento  dell'Amministrazione,  un  processo  che  passi
  attraverso  il  necessario  rafforzamento  e  la  diffusione  della
  cultura  del bene comune e del servizio al cittadino e che richiede
  mirate iniziative formative indirizzate a diffondere la cultura del
  merito e del risultato.
   Il principale obiettivo della politica economica di questo Governo
  è  quello  di aumentare l'occupazione e, quindi, la base produttiva
  dell'Isola.
   Non  si  tratta  per  noi solo di partecipare  doverosamente  alla
  creazione  del  PIL  nazionale ma di ridurre  la  dipendenza  della
  Sicilia  dalle  imprese  del Nord, almeno per  quanto  riguarda  le
  produzioni  dell'agroalimentare e quelle legate  allo  sfruttamento
  delle nostre risorse.
   Da  troppo  tempo,  orami, la nostra Isola  è  diventata  solo  un
  mercato di consumatori, quasi sempre, di prodotti non locali.
   E,  invece - e non è sciocco protezionismo - dobbiamo lavorare per
  invertire  questa  tendenza  che appesantisce  la  nostra  bilancia
  commerciale regionale, dobbiamo incoraggiare e sostenere  il   Made
  in Sicily ; significa non solo dare ossigeno alle nostre piccole  e
  medie  imprese  ma  esportare nel mondo un marchio tradizionalmente
  apprezzato.
     Per  sostenere  le  imprese piccole, medie e grandi  serve  fare
  ricorso,  in  maniera  sapiente, razionale e tempestiva,  ai  fondi
  comunitari  e  questo  è un tasto dolente se si  tiene  conto  che,
  nonostante il quadro complessivo europeo sia stato avviato nel 2014
  e  scadrà nel 2020, ancora oggi il tasso di somme impegnate e spese
  è  quasi pari all'1 per cento. Moriamo di sete mentre davanti a noi
  scorre un copioso fiume di acqua potabile
   Serve  rimodulare  i  Fondi europei, serve  accelerare  la  spesa,
  qualificare il parco progetti, serve, per esempio, pensare -  parlo
  per  l'agricoltura - a dei bandi europei che siano accessibili  non
  soltanto  alle grandi aziende, qualche volta  amiche del giaguaro ,
  ma anche alle piccole e medie aziende. Questo serve fare e dobbiamo
  fare e l'agricoltura è quella che, più di ogni altro settore, grida
  vendetta da questo punto di vista.
   L'agricoltura  non garantisce più, oggi, un reddito  soddisfacente
  agli  operatori  del comparto. Molte aziende, pur  producendo,  non
  riescono  a  far fronte alle spese essenziali. Serve,  quindi,  una
  politica di rilancio dell'intero settore agricolo.
   Vero è, alcuni problemi agricoli vanno affrontati in Europa, altri
  a Roma ma molti in Sicilia e la tutela di tutto il settore agricolo
  deve  per  forza  passare dalla redditività che le aziende  debbono
  avere.
   Io  non  mi soffermo nei particolari sui singoli settori,  ma  col
  consenso dell'Aula e della Presidenza, alla fine, vorrei consegnare
  il  testo  integrale  ad ogni Capogruppo per  facilitare  l'ascolto
  dell'Assemblea e non abusare della cortese attenzione  di  ciascuno
  di voi, onorevoli colleghi.
   Serve  una  seria  riforma dei consorzi di  bonifica,  enti  ormai
  appesantiti e superati, non hanno più nulla da bonificare.
   Bisogna salvaguardare, comunque, il personale contrattualizzato  e
  coinvolgere  nella gestione del nuovo ente, che assieme  Governo  e
  Parlamento dobbiamo varare, gli imprenditori agricoli.
   L'Ente  di  sviluppo agricolo va soppresso. E' ormai superato  dai
  tempi  ed  il  personale,  le competenze e  le  strutture  dovranno
  passare al Dipartimento agricoltura.
   Sui  lavoratori  forestali serve un confronto serrato,  serio  col
  Governo  nazionale,  per garantire loro almeno  una  continuità  di
  lavoro   che   vada  oltre  l'umiliante  condizione  di  lavoratori
  stagionali.  Si  tratta  peraltro di  personale  che  ha  acquisito
  competenze  e  che  può essere destinato anche ad  altre  attività,
  oltre  a  quelle  abituali: penso alla pulizia  dei  corsi  d'acqua
  interni, dei laghi, penso alla pulizia delle spiagge, alle  aree  a
  verde, quelle comunali e quelle extra comunali.
   Sul  commercio,  l'artigianato, l'industria e la pesca  credo  che
  serva  avviare un confronto con le organizzazioni di categoria  per
  discutere  del difficile accesso al credito, e qui lasciatemi  dire
  che è intenzione del Governo ripensare alla sorte dell'IRFIS che  è
  venuta meno alla propria funzione istituzionale.
   Pensare   alla  sorte  della  CRIAS,  alla  sorte  dell'IRCAC   ed
  ipotizzare,  perché no, la creazione di una sola struttura  per  il
  credito alle piccole ed alle medie imprese siciliane.
   Serve  riflettere  sul fallimento dell'IRSAP, che  avrebbe  dovuto
  sostituire le altrettanto fallimentari aree di sviluppo industriali
  ed  invece  ha lasciato quelle aree in una condizione  di  assoluto
  abbandono  e non è riuscita a promuovere, l'IRSAP, alcuna  concreta
  azione a sostegno delle imprese industriali.
   Serve  un  processo  per facilitare l'nternazionalizzazione  delle
  imprese;  serve un incentivo all'apprendistato e dobbiamo smetterla
  di demonizzare il lavoro manuale.
   Un   giovane  che  aspira  a  conseguire  la  laurea  deve  essere
  incoraggiato e sostenuto in questa sua legittima ambizione. Ma  chi
  a sedici anni, a diciotto anni, non volendo proseguire negli studi,
  voglia  imparare un mestiere per entrare nel ciclo produttivo  deve
  essere sostenuto dalle istituzioni.
   Dobbiamo spiegare ai giovani che la tuta sporca di un meccanico ha
  la  stessa  dignità  del  camice bianco,  pulito,  di  un  primario
  ospedaliero, perché è il lavoro che dà dignità al cittadino, non il
  titolo  di  studio.  E,  invece, in Sicilia da  decenni  il  lavoro
  manuale  è  stato delegittimato, demonizzato, mentre i dati  dicono
  che  il  mercato del lavoro, assieme a laureati competenti,  quindi
  ingegneri,  quindi  elettronici, cerca vetrai,  cerca  carpentieri,
  cerca  muri-fabbri, cerca fabbro-ferraio. Sono  queste  le  abilità
  professionali di cui ha bisogno il mercato del lavoro.
   Il  turismo  è  e  rimane  uno dei settori portanti  della  nostra
  economia.  Abbiamo bisogno di coordinare tutti gli  attori  che  si
  muovono  in questo settore, pubblici e privati. Troppi protagonisti
  per fare rete.
   Non  è  possibile assistere all'attivismo, a volte anche  generoso
  degli  Assessorati  al  turismo provinciali, degli  Assessorati  al
  turismo  comunali, delle associazioni pro loco  e,  poi,  di  tanti
  soggetti  che  si  muovono sul territorio. E,  invece,  abbiamo  il
  dovere  di  coordinare i tour operator, gli agenti  di  viaggio,  i
  soggetti gestori di spazi museali. In Sicilia sono almeno cinque  i
  proprietari  dei  musei,  fateci  caso  colleghi:  la  Regione,  le
  Province, i Comuni, le diocesi ed i privati.
   E  come  si  fa  a  realizzare un chiaro  e  concreto  sistema  di
  promozione di queste realtà se non si crea una rete fra i  soggetti
  che  si  muovono  sul  territorio? La  promozione  arriva  dopo  il
  coordinamento  e  la  promozione non può essere  limitata  soltanto
  nella  provincia accanto. La promozione deve conquistare  spazi  di
  mercato  stranieri.  Siamo  ancora  convinti  che  il  turista   va
  aspettato a casa nostra. No, il turista va cercato a casa sua.
   E'  all'estero  che  dobbiamo promuovere  il  prodotto  Sicilia  e
  dobbiamo  farlo partecipando seriamente alle fiere, alle bit,  alle
  borse internazionali, promuovendo il meglio della nostra realtà, ma
  puntando  a casa nostra sulla qualità dei servizi, sulla formazione
  del  personale  che  si muove nelle strutture  ricettive,  dobbiamo
  adottare  una  politica  tariffaria  che  incoraggi  la  venuta  in
  Sicilia, dobbiamo incoraggiare la qualità del prodotto finale.
   Lo  spettacolo non può diventare soltanto l'occasione  alla  quale
  tutti  ci  accostiamo, per primo chi vi parla, quando si tratta  di
  dover    offrire    alla   propria   comunità    un'occasione    di
  intrattenimento. Esiste lo spettacolo di intrattenimento, ma esiste
  anche  lo  spettacolo di richiamo. I grandi eventi spettacolari  di
  richiamo vanno organizzati e promossi almeno un anno prima e  vanno
  incoraggiati  tutti  i  soggetti che si muovono  nell'ambito  dello
  spettacolo:  le piccole compagnie amatoriali, le compagnie  formate
  da professionisti; ognuno deve trovare nell'istituzione un punto di
  riferimento, pur nella drammatica difficoltà e penuria  di  risorse
  finanziarie.
   Dobbiamo  incoraggiare  e valorizzare i  giovani  talenti  che  si
  muovono  nel  settore  dello spettacolo, del  teatro,  del  cinema.
  Dobbiamo   procedere  ad  una  ricognizione  delle  sale   teatrali
  disseminate  in Sicilia - le piccole, le medie e le grandi  -,  per
  capire se possiamo creare un circuito per razionalizzare i costi  e
  per offrire prodotti di media ed alta qualità.
   E  finalmente, cari colleghi, dobbiamo affrontare, con un'apposita
  legge,  la  crisi dei grandi teatri: penso al Vittorio Emanuele  di
  Messina, ma penso anche ai teatri lirici di Catania, Palermo, penso
  ai  teatri che hanno scritto e fatto la storia dell'attività  della
  recitazione in Sicilia.
   Evitiamo   che   i  teatri  diventino  strumento  di  manomissione
  politica. Se mi consentite:  meno politica nel teatro e meno teatro
  nella politica . Credo che tutti ne ricaveremmo qualcosa.
   Io  ho  governato una provincia importante come quella di Catania.
  Abbiamo  realizzato opere concrete e sostanziose perché  quando  si
  governa  non c'è tempo per fare teatro perché senti il fiato  della
  gente sulla nuca e le risposte non le puoi rinviare all'infinito.
   La  cultura  ha  bisogno di interventi concreti  coniugati  ad  un
  sistema  di innovazione che passi anche attraverso la nuova  e  più
  avanzata tecnologia. Per noi la cultura è innanzitutto identità  di
  un  popolo  nella  sua  stratificazione e nella  sua  plurisecolare
  vicenda  umana.  Solo dopo la cultura diventa  anche  strumento  di
  crescita, non può essere oggetto di mercato.
   Ed  è  per  questo che abbiamo il dovere di puntare, innanzitutto,
  alla  tutela  del patrimonio culturale, quello materiale  e  quello
  immateriale. La manutenzione dei monumenti e delle opere  d'arte  è
  un  intervento  prioritario  al quale  bisogna  pensare  attraverso
  soprattutto  l'utilizzo dei Fondi europei  e,  poi,  la  fruizione,
  certo, la valorizzazione.
   La  Sicilia  ha  il più vasto giacimento di beni archeologici  del
  mondo. Potremmo fare del turismo culturale un segmento della nostra
  economia dal primo gennaio al 31 dicembre.
   Eppure, non siamo ancora riusciti in questa impresa. E pensare che
  qui  non  dobbiamo  inseguire i miracoli. Abbiamo  già  la  materia
  prima.  Palermo,  capitale della cultura 2018, è  la  conferma  più
  autorevole   di   quello   che  stiamo  dicendo,   un   prestigioso
  riconoscimento  ed una straordinaria opportunità  che  deve  essere
  colta,  non soltanto a Palermo, ma in tutta la Sicilia, in  termini
  di promozione e di crescita.
   Il   territorio   rivendica  il  diritto  alla  tutela   ed   alla
  salvaguardia. Abbiamo il dovere di garantire, intanto, la sicurezza
  sul  territorio.  Abbiamo il dovere di potenziare  il  corpo  delle
  guardie  forestali, più che dimezzate, e bisogna lavorare,  magari,
  attraverso l'aggregazione della polizia provinciale che può passare
  a far parte del corpo delle guardie forestali.
   Dobbiamo  rivedere  i  servizi  anti  incendio,  dobbiamo   ridare
  prestigio agli uomini in divisa, dobbiamo ampliare e svecchiare  la
  nuova pianta organica.
   La politica delle autorizzazioni, la politica della valutazione di
  impatto  ambientale, la politica del VAS deve  essere  rivista  con
  organismi snelli, agili e fortemente motivati. Non è possibile  che
  per poter avere un'autorizzazione, a volte, bisogna aspettare anche
  più di un anno. E' una vergogna per la Pubblica amministrazione.
   E  noi,  con l'Assessore al ramo, stiamo verificando che  tipo  di
  lavoro è stato svolto, finora, dalle apposite Commissioni.
   Il piano per l'utilizzo del demanio marittimo ed una strategica  e
  ordinata concessione delle spiagge, delle adiacenze al mare diventa
  per noi un obiettivo primario.
   I parchi e le riserve, bisogna valorizzare il paesaggio siciliano.
  In  alcuni casi lo abbiamo detto e lo ripetiamo:  Parco sì, ma  non
  così .
   La   valorizzazione  e  la  tutela  di  un  territorio  non  passa
  attraverso  la sua mummificazione. Un territorio va vissuto  perché
  nessuno più dell'uomo che lo vive sa garantirlo e sa tutelarlo.
   E,  poi,  l'ARPA,  l'agenzia per l'ambiente.  Occorre  creare  una
  sinergia  con le Procure della Repubblica per evitare  e  prevenire
  disastri  ecologici come è avvenuto nel passato, mentre  ci  stiamo
  affrettando  a capire perché il registro per i tumori non  sia  mai
  stato  seriamente attivato nelle tre aree petrolchimiche  di  Gela,
  Siracusa e Milazzo.
   La  lotta  all'abusivismo non è uno slogan da campagna elettorale,
  ma  le  coste  ed i luoghi d'attrazione turistica vanno  preservate
  dalla invadenza e dalla mancanza di rispetto da parte dell'uomo.
   Non   esiste   l'abusivismo  di  necessità   Non  esiste    Esiste
  l'abusivismo.
   L'abusivismo   di   necessità  è  quello  di  una   famiglia   che
  ritrovandosi  all'aperto  nottetempo  occupa  un  immobile   o   un
  appartamento  che  sa  essere libero.  E  quando  lo  fa  commette,
  comunque, un reato.
   Ma  se un cittadino, in assenza di strumenti urbanistici, realizza
  un  immobile impiegando decine di migliaia di euro e lo  fa  in  un
  mese,  due mesi, tre mesi, non è un abusivismo di necessità. E'  un
  abusivismo e basta.
   Eppure,  sarebbe da sprovveduti generalizzare su questo  fronte  e
  pensare  che tutte le case abusive siano da abbattere. Lo dico  con
  grande  serenità.  Bisogna  valutare,  caso  per  caso,  senza  mai
  legittimare  il  ricorso  ad un abusivismo  di  serie  A  e  ad  un
  abusivismo di serie B.
   Per  quanto  riguarda  la  pubblica  istruzione  e  la  formazione
  professionale, il Governo guarda al comparto allo scopo di favorire
  lo  sviluppo  competitivo della Sicilia attraverso  un  progressivo
  ribaltamento dell'attuale modello, spostando l'asse dell'intervento
  regionale   dall'offerta  alla  domanda  di  formazione   e   tutto
  finalizzato all'integrazione con l'occupazione.
   Nel  breve  periodo  l'obiettivo sarà  quello  di  individuare  un
  rinnovato catalogo formativo e approvare tempestivamente un  avviso
  a  sportello attraverso il quale fornire una prima risposta per  la
  ripresa delle attività da troppo tempo in una condizione di stallo.
   E'  intendimento del Governo avviare contestualmente l'analisi dei
  dispositivi  di  accreditamento degli  stessi  enti  di  formazione
  mirando ad un nuovo patto di collaborazione capace di garantire una
  maggiore qualità del sistema formativo regionale in favore di tutti
  i cittadini.
   Nel nuovo patto con gli enti ci assumeremo l'impegno di assicurare
  la  continuità operativa anche con l'inserimento di misure premiali
  sulla  base dei risultati raggiunti, attivando circuiti dinamici  e
  virtuosi,  circuiti di vigilanza e di controllo e  pervenendo  alla
  definizione di nuovi standard di servizio.
   Quello che ci interessa è integrare la domanda con il mercato  del
  lavoro.  Basta  con la formazione di abilità professionali  che  le
  imprese non chiedono.
   La  formazione non può essere avulsa dal mercato del lavoro e,  in
  tal senso, stiamo operando ad un censimento degli iscritti all'albo
  dei   formatori  per  trovare  soluzioni  mirate  per  le   diverse
  condizioni  anagrafiche  e  professionali,  utilizzando  tutti  gli
  strumenti  che  si renderanno disponibili anche nelle  negoziazioni
  con il Ministero del Lavoro e con l'ANPAL.
   Lo  stesso  percorso di censimento sarà avviato per gli  operatori
  degli  sportelli  multifunzionali  al  fine  di  prospettare,   per
  entrambe  le  fattispecie,  la  costituzione  di  un'unica  agenzia
  regionale  in  cui  fare  confluire sia il personale  addetto  alle
  funzioni di politica attiva del lavoro e sia i dipendenti  a  tempo
  indeterminato  dei  centri  pubblici  per  l'impiego   secondo   la
  previsione dell'ultima legge di bilancio, la n. 205 del 2017.
   L'agenzia  alla  quale  pensiamo  dovrà  garantire  l'integrazione
  amministrativa  e funzionale delle politiche della  formazione  del
  lavoro svolgendo un ruolo di regia e coordinamento anche degli enti
  accreditati alla formazione ed ai servizi del lavoro.
   L'impegno del Governo è anche orientato ad un raccordo sempre  più
  stretto con il mondo della scuola e con l'università.
   Dobbiamo  lavorare  contro  la  dispersione  scolastica.  Dobbiamo
  pensare  ad una legge sul diritto allo studio che abbia  un  occhio
  particolare alle fasce deboli, alle fasce meno abbienti.
   Dobbiamo  assecondare le richieste della società della  conoscenza
  voluta  dall'Agenda  di Lisbona che impone un  forte  impulso  alla
  collaborazione con il sistema universitario e della ricerca.
   Proprio  ieri  ho  voluto incontrare  nella sede della  Presidenza
  della Regione i rettori delle quattro università siciliane, le  tre
  pubbliche  e quella privata, per avviare un rapporto nuovo  tra  la
  Regione e il sistema accademico dell'Isola, un rapporto che  finora
  è stato caratterizzato da un ente erogatore di risorse, cioè noi, e
  da  atenei  beneficiari di denaro ma mai coinvolti in  processi  di
  collaborazione istituzionale.
   Assieme,  ieri,  abbiamo deciso di avviare  un  metodo  nuovo,  di
  costante confronto, di analisi delle priorità, della valorizzazione
  del capitale umano e dei saperi di cui dispone il mondo accademico,
  ma  soprattutto di rendere più facile il diritto allo studio  degli
  studenti:  borse di studio, edilizia residenziale, per  porre  fine
  all'ignobile  speculazione  del caro affitto,  peraltro  spesso  in
  nero, ed i servizi per i trasporti degli studenti pendolari.
   La  scommessa che vogliamo vincere, Regione e rettori, è quella di
  riuscire  ad  arrestare la fuga degli studenti siciliani  verso  le
  università del Centro Nord. I numeri, colleghi, sono allarmanti: su
  157.000 universitari siciliani, ben 51.000 hanno scelto di studiare
  fuori dalla Sicilia. Un terzo del totale
   Certo  non  si tratta solo di rendere più attraente e  competitivo
  l'ateneo siciliano, ma anche il contesto socio-economico nel  quale
  lo  studente  vorrà mettere, poi, a profitto il proprio  titolo  di
  studi.   In  questo  senso  dobbiamo  avere  l'ambizione   di   non
  rassegnarci  ad  essere fanalino di coda nel sistema  universitario
  italiano,  ma di diventare, invece, riferimento anche per  migliaia
  di   studenti  stranieri,  africani,  asiatici,  mediorientali  che
  sceglieranno  di formarsi in Europa e che potrebbero trovare  nella
  nostra Isola un più facile, comodo approdo.
   Mi  riprometto  di  chiudere  in tempi  ragionevolmente  brevi  e,
  quindi, passerò soltanto agli accenni essenziali.
   Sulla  politica dei rifiuti e del terzo settore va  detto  che  la
  scarsa  attenzione, fino ad oggi, riservata ai  soggetti  deboli  e
  svantaggiati della nostra società costituisce una vergogna non  più
  tollerabile. Ciò ha inciso negativamente sulla qualità di  vita  di
  moltissimi  siciliani, sia gli aventi diritto che i loro familiari.
  Per  questo è intendimento del Governo destinare alle politiche per
  la  famiglia  e  per l'infanzia, per le persone più fragili  e  non
  autosufficienti, per i giovani, per tutti i soggetti ai  quali  nei
  momenti   più   difficili  dell'esistenza  deve  essere   data   la
  possibilità di contare su un aiuto, l'obiettivo - dicevo - è quello
  di   curarsi,   di  avere  un'assistenza  decorosa  e   di   essere
  accompagnati all'autonomia.
   Il  Governo  intende lavorare sulla riorganizzazione  del  welfare
  regionale, dell'integrazione sociosanitaria, della riorganizzazione
  degli  uffici regionali a supporto del terzo settore, della riforma
  delle  IPAB, dell'adozione di nuovi criteri di accreditamento degli
  organismi  del  terzo settore, dell'integrazione del  diritto  alla
  vita  indipendente  ed  al dopo di noi dei diversamente  abili,  la
  promozione  e  la qualificazione del volontariato  e  del  servizio
  civile  universale,  l'adozione di una vera e  propria  politica  a
  supporto  della  famiglia,  dell'invecchiamento  attivo   e   della
  solidarietà fra le generazioni.
   Nell'ambito  delle  politiche per la salute il  Governo,  fin  dai
  primi giorni del suo insediamento, ha ritenuto di procedere a passo
  spedito  ed  ha già approvato una delibera di indirizzo sulla  rete
  ospedaliera. E' noto, infatti, che il tema è stato oggetto  di  una
  revisione anche da parte del governo Crocetta che, sul finire della
  legislatura, ha votato una delibera per la correzione  di  numerosi
  refusi riscontrati nelle tabelle della rete approvata. Quell'iter -
  è noto a tutti - si è interrotto perché il documento nella scadenza
  imminente  della  legislatura  non  è  stato  assegnato   alla   VI
  Commissione,  ed è questa la principale ragione per la  quale,  non
  essendo  insediate le Commissioni legislative fino al  27  dicembre
  scorso,  il  nostro Governo ha interloquito con il Ministero  della
  salute  e  ottenuto la possibilità di accorpare la prima  scadenza,
  che  era prevista per il 31 dicembre 2017, con quella del 30 giugno
  2018.
   In  questi mesi, pertanto, si provvederà ad una parziale revisione
  della   rete   che   terrà  conto  del  buon  lavoro   già   svolto
  dall'Assessore Gucciardi, al quale pubblicamente voglio dare  atto,
  e delle sollecitazioni provenienti dalle diverse aree territoriali.
  Non  dobbiamo  ripartire  da  zero,  dunque,  ma  soltanto  operare
  velocemente  per  assicurare al sistema sanitario una  omogenea  ed
  efficace presenza in tutta l'Isola nell'ambito dei parametri  posti
  dalla stringente normativa nazionale.
   Intanto,  il  Governo ha già indicato quali sono le sue  priorità:
  sicurezza  per  i medici, motivare la medicina di base  e  renderla
  filtro  tra le famiglie e le strutture ospedaliere per evitare  gli
  accessi  impropri ai pronto soccorsi; interventi per migliorare  le
  aree di emergenza-urgenza; programmare gli investimenti strutturali
  lungamente  attesi; qualificare la spesa attraverso una consapevole
  gestione delle risorse a disposizione.
   Siamo consci della necessità di favorire una riduzione programmata
  della  mobilità passiva cioè dei cosiddetti  viaggi della speranza
  dei malati siciliani verso le strutture del Nord che pesa per quasi
  300 milioni di euro sul bilancio della Regione, ma pesa soprattutto
  sul  piano morale per i disagi che crea al malato e a chi deve ogni
  volta  accompagnarlo.  In  questo senso  raccogliamo  l'invito  che
  proviene  dai numerosi settori della società siciliana, non  ultimo
  da  quello  indirizzatoci da Don Scordato, parroco  palermitano  di
  frontiera.  Ai  nuovi  direttori generali, quando  potranno  essere
  nominati,  chiederemo competenza manageriale e fisseremo  obiettivi
  chiari  a  partire dalla migliore gestione delle  unità  di  Pronto
  Soccorso. Chiederemo di rendere efficiente il sistema e,  se  penso
  alle  liste di attesa, sono certo darà un aiuto concreto la  celere
  attuazione delle misure contenute nell' agenda digitale sanitaria a
  partire  dal  centro  unico  di prenotazione  regionale  lungamente
  atteso e oramai di prossimo affidamento.
   Quello dei rifiuti è il primo grave problema che questo Governo  è
  stato  chiamato  ad  affrontare  sin  dal  primo  giorno  del   suo
  insediamento.
   Altro  che luna di miele, onorevole Cracolici  Questo Governo  non
  ha  avuto il diritto neppure alla luna di miele  La cosa non è  che
  ci  dispiaccia più di tanto; sapevamo che avremmo trovato strade in
  salita   ma  non  sapevamo  di  dovere  scalare  montagne,   perché
  l'emergenza, anche se è difficile parlare di emergenza visto che il
  problema  rifiuti  in Sicilia si trascina dal 1998:  vent'anni.  Se
  potessimo  utilizzare uno scivolo potremmo parlare di una emergenza
  strutturata. Sette Governi regionali si sono alternati  da  allora;
  cinque  Commissari  nominati  da  Roma  a  seguito  di  altrettante
  emergenze ambientali, un Prefetto e due Magistrati per guidare  via
  via  l'Assessorato dei Rifiuti, ma il problema in Sicilia è rimasto
  per  ragioni  varie  ed è rimasto insoluto e  sempre  più  gravoso.
  Piuttosto che valorizzare il rifiuto trasformandolo in risorse si è
  preferito negli anni alimentare il sistema delle discariche.
   Un   sistema  spesso  clientelare,  qualche  volta  contiguo  alle
  organizzazioni   mafiose,   oligarchico,   talvolta   assolutamente
  ingovernabile.  Un  sistema  che  ha  solo  prodotto   un   aumento
  indiscriminato dei costi di smaltimento a vantaggio di  pochi  e  a
  discapito dei più.
   Le  discariche  pubbliche  e  private  sono  ormai  sull'orlo  del
  collasso,  abbiamo sette, otto mesi di autonomia  e  in  quella  di
  Bellolampo neppure questo.
   Mancano  i centri di compostaggio, siamo l'ultima Regione italiana
  nella  percentuale di raccolta differenziata. Siamo arrivati ad  un
  punto  di  non  ritorno   Ecco perché abbiamo  detto,  con  estrema
  chiarezza,  che serve, intanto, ridurre la quantità di  rifiuti  da
  conferire   nelle  discariche:  ogni  giorno  arrivano   cinquemila
  tonnellate di rifiuti.
   Per  guadagnare almeno un anno di tempo e non i 6-7  mesi  che  ci
  restano  dobbiamo fare in modo che alle discariche arrivi  la  metà
  dei  rifiuti, 2.500 tonnellate e che arrivi già pretrattata, ma non
  può   arrivare   pretrattata  perché  mancano   gli   impianti   di
  compostaggio  per realizzare i quali ci vuole almeno  un  anno,  un
  anno e mezzo.
   Intanto,  i  comuni non fanno la differenziata  come  richiede  la
  legge  -  o  meglio  - non tutti i comuni. Cento  comuni  siciliani
  operano la raccolta differenziata superando il 50 per cento,  va  a
  merito  e a vanto delle Amministrazioni locali e dei cittadini  per
  il  grande senso di responsabilità che dimostrano, ma 290 comuni la
  differenziata  non la praticano o quando viene praticata  lambisce,
  il 10-15 per cento, la legge dice almeno il 65 per cento.
   Allora  cosa  fare?  Stiamo predisponendo un  piano  organico  dei
  rifiuti  in  Sicilia,  perché  manca  un  piano  ordinario,  stiamo
  disponendo un piano per la bonifica delle discariche perché nessuna
  è  stata mai bonificata nonostante le decine e decine di milioni di
  denaro europeo investito in questo settore.
   Vogliamo  programmare la realizzazione, almeno dieci  impianti  di
  compostaggio in diverse parti dell'Isola ma ci vuole  un  anno,  un
  anno  e mezzo, e nel frattempo - dice il Ministero dell'Ambiente  -
  mandate i rifiuti fuori dalla Sicilia.
   Certo,  non  può  essere  e non vogliamo  che  sia  una  soluzione
  strutturata, ma metà dei rifiuti prodotti ogni giorno non  può  più
  andare  nelle  discariche siciliane. Dove la mandiamo?  Le  Regioni
  italiane  non sono più disponibili a ricevere rifiuti  se  non  per
  qualche  giorno o qualche settimana, a noi servirebbe  per  qualche
  mese.   Dobbiamo  provare  la  strada  dei  Paesi  esteri.  Diventa
  difficile perché bisogna utilizzare le navi e non sempre nei  porti
  di   Palermo,   Catania,  Messina  o  Augusta  c'è  la  possibilità
  strutturale  di  potere  procedere a  questo  particolare  tipo  di
  imbarco;  questo  per  rendere evidente la difficoltà  nella  quale
  tutti ci troviamo.
   E'  una  battaglia di civiltà. E mentre l'Assessorato si preoccupa
  di  trovare  una soluzione, speriamo d'intesa con tutti i  sindaci,
  perché  il  problema dei rifiuti non è né di centrosinistra  né  di
  centrodestra né dei Cinque Stelle ma è un problema di civiltà -  lo
  ripeto - nel frattempo questo Parlamento deve modificare la legge.
   Oggi,  sono  trentatre i soggetti che si occupano  di  rifiuti  in
  Sicilia  fra ex ATO e SRR, delle trentatre strutture ne  funzionano
  soltanto quattro.
   Il  Governo ritiene che bisogna procedere ad una riforma immediata
  e affidare alle nove province il compito di gestire i rifiuti.
   Le  province  sono  l'assemblea dei sindaci, le province  sono  la
  sintesi  delle  realtà istituzioni del territorio ed accelerare  il
  processo  di liquidazione degli ATO e delle SRR diventate,  qualche
  volta,  luoghi di stallo per riabilitare la mediocrità  di  qualche
   trombato .
   Sul  piano delle infrastrutture e dei trasporti sarò assai  breve.
  La Regione siciliana è titolare di deleghe, come sapete, dei poteri
  in  materie  infrastrutturali, oltreché dei contratti  di  servizio
  ferroviario  con  Trenitalia all'interno del  territorio.  Inoltre,
  siamo   proprietari  al  cento  per  cento  dell'Azienda  Siciliana
  Trasporti  e  di  quote di altre sette società anche  di  trasporto
  turistico.
   La  Regione  dovrà assorbire per legge la ferrovia circumetnea  di
  Catania inclusa la metropolitana e dovrà regolare i rapporti con le
  tranvie  di  Palermo e Messina e, infine, eroga  per  il  trasporto
  pubblico  locale  notevoli contributi, il cosiddetto  corrispettivo
  chilometrico sia alle proprie società, sia ai comuni e ai privati.
   L'impegno del Governo è quello di aprire immediatamente una  ferma
  trattativa   col   Governo  nazionale  mirata   a   migliorare   la
  competitività del sistema economico e produttivo siciliano  con  la
  drastica riduzione dei costi di insularità.
   Completare  la  parte  sud del corridoio Scandinavo  Mediterraneo,
  compreso  il  Ponte sullo Stretto; trasformare i porti siciliani  e
  renderli  strategici;  rendere  la  Sicilia  parte  integrante  del
  sistema   trasportistico   del   Paese;   migliorare   il   sistema
  aeroportuale  siciliano;  promuovere  e  potenziare  il   trasporto
  ferroviario  e rendere efficienti i trasporti interni di  autolinea
  su gomma, anche attraverso la messa a sistema di competenze e asset
  trasportistici esistenti in un'unica holding regionale.
   Per  alcuni  di  questi obiettivi abbiamo già avviato  nei  giorni
  scorsi  un confronto serio con il Ministero delle Infrastrutture  e
  con  l'Anas,  evidenziando innanzitutto come  si  renda  urgente  e
  necessaria alla nostra Isola una robusta cura del ferro.  Sì,  cura
  del ferro
     Il trasporto sui binari è stato dalla Regione irresponsabilmente
  penalizzato  sin  dal  dopoguerra e  rese  improduttive  le  tratte
  ferroviarie  esistenti,  quelle ordinarie e  quelle  a  scartamento
  ridotto.  Ai  vertici  di  Trenitalia  abbiamo  appena  detto   con
  chiarezza  di  non essere per nulla soddisfatti della  qualità  del
  servizio fornito all'utenza siciliana. E per questa ragione  stiamo
  remorando nel firmare il contratto di servizio decennale ponendo  a
  Trenitalia   una  serie  di  clausole  ad  esclusiva   tutela   dei
  passeggeri;   clausole  che  proprio  in  questi   giorni   abbiamo
  sottoposto  preliminarmente  alla  valutazione  dei  comitati   dei
  pendolari,  delle  associazioni dei consumatori di  alcuni  docenti
  trasportisti    universitari   per   raccoglierne   contributi    e
  suggerimenti.
   Anche  ai  vertici  nazionali  dell'Anas  abbiamo  rassegnato   la
  insoddisfazione di questo Governo per gli interventi, in termini di
  quantità  e  di  qualità,  operati  nell'ammodernamento   e   nella
  manutenzione della rete stradale isolana.
   L'intesa raggiunta, anche se non ancora formalizzata,  ci assicura
  per  i  prossimi  tre  anni una maggiore quota di  investimenti  e,
  finalmente,  la celere chiusura di alcuni importanti  cantieri,  da
  troppo  tempo aperti, ne cito uno per tutti: quello sull'Agrigento-
  Caltanissetta.
   Onorevoli  colleghi, sono certo che a nessuno  di  voi  sfugga  il
  fatto  che  intervenire sulle infrastrutture  non  significhi  solo
  modernizzare l'Isola e renderla competitiva, significa anche ridare
  ossigeno  e  rivitalizzare  al  comparto  dell'edilizia   e   delle
  costruzioni. Un comparto che negli ultimi anni ha dovuto registrare
  in  Sicilia  la perdita di decina di migliaia di posti  di  lavoro.
  Eppure  in  Sicilia  si  contano  120  opere  pubbliche  finanziate
  iniziate  e  rimaste  incomplete da anni  e  ben  437  progetti  di
  infrastrutturazione  civile, immediatamente  cantierabili.  Secondo
  l'ANCE  Sicilia se andassero in appalto queste opere  libererebbero
  risorse finanziare pari a 3 miliardi e 836 milioni di euro, con una
  ricaduta sul piano occupazionale ed economico di vaste proporzioni.
   La  Regione  siciliana,  il Parlamento,  il  Governo  non  possono
  restare  inerti ed inermi di fronte ad una denuncia così clamorosa.
  Ed   è  per  questo  che  abbiamo  voluto  convocare,  proprio  per
  dopodomani,  in Presidenza, tutti gli ingegneri capo  degli  uffici
  del  Genio  civile dell'Isola. Vogliamo creare, con il loro  aiuto,
  una  cabina di regia atta a monitorare le opere incompiute e quelle
  cantierabili e, al tempo stesso, capire quali sono i reali ostacoli
  che ne hanno impedito la realizzazione. Una sorte di unità di crisi
  che  dovrà  lavorare acquisendo a tutte le competenze professionali
  di cui l'amministrazione regionale può disporre.
   Il  diritto  alla continuità territoriale, anche per  rendere  più
  sociali  le  tariffe  aeree lungo le rotte maggiormente  affollate,
  sarà  dal  nostro  Governo ribadito nel corso  dell'ormai  prossimo
  incontro che avremo a Bruxelles con la Commissione europea e con il
  Presidente  del Parlamento, ed abbiamo la certezza  che  in  questa
  sacrosanta battaglia di giustizia troveremo condivisione e sostegno
  anche nella deputazione europea espressa dal collegio insulare.
   Per  quanto riguarda gli enti vigilati, giudichiamo ormai non  più
  rinviabile una trasformazione degli Istituti autonomi per  le  case
  popolari,  incapaci di dare risposta all'emergenza  abitativa  che,
  ormai, denuncia il territorio. Mentre il CAS riteniamo debba essere
  riavviato  al  centro  di un ragionamento che  si  era  tentato  di
  iniziare nella scorsa legislatura, valutando anche la creazione  di
  un nuovo ente con la partecipazione dell'ANAS.
   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo,  nelle   linee
  generali, il programma che il Governo si ripromette di realizzare.
   La  coalizione  governativa si regge sulla  corresponsabilità  dei
  Gruppi  parlamentari  del  centrodestra che  la  compongono:  Forza
  Italia,  UDC, Autonomisti popolari della Sicilia, Fratelli d'Italia
  - Noi con Salvini ed il Movimento  DiventeràBellissima .
   Questa coalizione è ben consapevole dei propri limitati numeri  in
  Aula,  a  causa  di una legge elettorale che, a nostro  avviso,  va
  cambiata,  ed anche presto, per superare le vistose distorsioni  di
  un sistema elettorale che, nel tempo in cui tre poli si confrontano
  nella geografia nazionale e regionale, avrebbe dovuto prevedere  un
  pur minimo premio di maggioranza e, quindi, di governabilità.
   Lo  dico  con  estrema chiarezza: il Governo non cerca  in  questa
  Assemblea supporti numerici clandestini. Noi confidiamo di  trovare
  nelle  opposizioni convergenze programmatiche alla luce  del  sole,
  apertamente, sui singoli punti, sulle singole questioni che saranno
  poste  all'attenzione del Parlamento nel corso dei prossimi  cinque
  anni.
   E'  su  questo  terreno  di leale confronto,  di  chiarezza  e  di
  correttezza  istituzionale e politica che deve  caratterizzarsi  il
  rapporto tra la coalizione di Governo e le forze di opposizione.
   Ognuno dei settanta componenti di questo Parlamento si assuma  per
  intero la responsabilità delle proprie scelte dinanzi ai Siciliani.
  Non  ci  sono  alibi,  non  ci  sono  attenuanti  nel  momento  più
  drammatico  per  la  nostra  Isola. Il frequente  ricorso  al  voto
  segreto  o  alla  verifica del numero legale, per quanto  legittimi
  strumenti  spesso adoperati dalle opposizioni, con questa geografia
  parlamentare qui non avrebbero nulla da dimostrare.
   In  Sicilia la legge consente che ci sia un Presidente eletto  dal
  popolo,  ma  non consente di dare a quel Presidente una maggioranza
  sufficiente  per  governare.  Il  problema  non  è  di  onorabilità
  politica, il problema è solo nella insidia e nella incongruenza  di
  una norma assai importante.
   Abbiamo  promesso agli elettori di volerla cambiare questa Sicilia
  e  noi  profonderemo  ogni nostra energia affinché  questo  avvenga
  senza  mai deflettere dai propositi iniziali. E questo cambiamento,
  che  ormai  non  è  più  rinviabile,  vogliamo  avviarlo  con  voi,
  onorevoli  deputati, con tutti voi, secondo le linee programmatiche
  che  noi abbiamo esposto e per le quali abbiamo chiesto ed ottenuto
  il consenso popolare.
   Ma  non è il nostro un programma rigido, chiuso ad ogni contributo
  esterno  e,  soprattutto - lasciatemelo dire - non è  il  vademecum
  delle certezze, anzi rivendichiamo il diritto al dubbio. Sì, perché
  il  dubbio ci induce sulla strada del confronto politico, ci invita
  all'ascolto  dell'altro, ci salva dal contagio della  presuntuosità
  che  alcune volte diventa arroganza. Ma se il dubbio è un  diritto,
  la scelta è un dovere  Confrontiamoci quanto vogliamo, ma alla fine
  dobbiamo decidere
   Del  resto,  l'arte  del  governo è fatta di  idee  che  diventano
  azioni.  Ce lo impone il giuramento che alcuni giorni fa tutti  noi
  abbiamo prestato in quest'Aula; ognuno nel proprio ruolo, ma  tutti
  protesi  a  rendere  redimibile  questa  nostra  Isola  che   deve,
  finalmente,  liberarsi del suo più antico nemico: la rassegnazione.
  Sì,  onorevoli  colleghi,  la rassegnazione   La  rassegnazione  in
  Sicilia  è  nata  dopo  Dio, reiterata nei  millenni  e  noi  siamo
  recidivi permanenti.
   Vorremmo  tanto che la comunità siciliana trovasse la capacità  di
  realizzare  e  mettere  a  profitto  le  proprie  potenzialità,  il
  coraggio  di  trasformare  il   proprio  dinamismo  individuale  in
  benessere collettivo.
   Eppure,  se  ci fate caso, la Sicilia ha qualcosa di più  rispetto
  alle altre regioni italiane. Nelle sue ombre e nelle sue luci,  nei
  suoi  contrasti e nelle sue dissimmetrie quest'Isola è la  metafora
  stessa  dell'Italia, è l'esagerazione dell'Italia nel  bene  e  nel
  male.  Per  il futuro lavoriamo affinché lo sia soltanto nel  bene.
  Grazie.

     (Applausi provenienti dai banchi del Governo e dai banchi di
                                destra)


   Presidenza del Vicepresidente Di Mauro


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Cracolici, Rizzotto e Lantieri.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Vicepresidente Di Mauro


             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge presentati:

   PAPALE, segretario:

     - Obbligo dichiarativo dei parlamentari dell'Assemblea Regionale
  Siciliana in tema di affiliazione a logge massoniche o similari (n.
  16)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fava in data
  27 dicembre 2017

   - Sicilia solidale. Misure di sostegno alle famiglie in difficoltà
  (n. 22)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
  Arancio,  Barbagallo,  Cafeo, Catanzaro,  Cracolici,  De  Domenico,
  Gucciardi, Lantieri, Lupo e Sammartino in data 27 dicembre 2017.

   -  Norme  per  interventi  di  ristrutturazione,  conservazione  e
  promozione dei centri storici dei Comuni al cui interno insistono i
  monumenti oggetti del riconoscimento Unesco nel Val di Noto (n. 23)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
  Arancio,  Barbagallo,  Cafeo, Catanzaro,  Cracolici,  De  Domenico,
  Gucciardi, Lantieri, Lupo e Sammartino in data 27 dicembre 2017.

   - Iniziative a sostegno dei giovani siciliani (n. 24)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   - Nuove norme in materia di contenimento della fauna selvatica (n.
  25)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   - Interventi a sostegno della filiera dei prodotti agro-zootecnici
  selvatica (n. 26)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   - Iniziative a sostegno delle persone non udenti (n. 27)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   - Iniziative a sostegno della popolazione anziana (n. 28)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   -  Norme per il censimento e la catalogazione dei beni immobili di
  proprietà delle pubbliche amministrazioni siciliane (n. 29)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   - Nuove disposizioni sulle commissioni edilizie comunali (n. 30)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   -  Norme  in  sostegno delle famiglie siciliane e istituzione  del
  fondo regionale di sostegno alla maternità (n. 31)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   - Norme sulla incentivazione delle nuove imprese (n. 32)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   - Istituzione del comitato regionale delle autonomie (n. 33)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   -  Norme  per  l'istituzione  dell'albo  regionale  dei  direttori
  musicali (n. 34)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   - Modifica alla legge regionale 8 giugno 2005, n. 8, in materia di
  circolazione  gratuita sui mezzi di trasporto  pubblico  locale  da
  parte degli appartenenti alle forze dell'ordine (n. 35)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   -  Disciplina in materia di piccole utilizzazioni locali di calore
  geotermico (n. 36)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Cappello,   Mangiacavallo,  Palmeri,  Ciancio,  Zito,   Cancelleri,
  Siragusa,  Trizzino, Tancredi, Zafarana, Di Paola, Pasqua,  Pagana,
  Sunseri,  De Luca, Schillaci, Marano, Campo e Di Caro  in  data  27
  dicembre 2017.

   -  Istituzione  del  garante  degli emigrati  siciliani  residenti
  all'estero (n. 38)
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  27 dicembre 2017.

   -  Disposizioni  in materia di impiego di organismi  geneticamente
  modificati  (OGM)  in  agricoltura  sul  territorio  della  Regione
  Sicilia (n. 39)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Cappello,   Mangiacavallo,  Palmeri,  Ciancio,  Zito,   Cancelleri,
  Siragusa,  Trizzino, Tancredi, Zafarana, Di Paola, Pasqua,  Pagana,
  Sunseri,  De Luca, Schillaci, Marano, Campo e Di Caro  in  data  27
  dicembre 2017.

   -  Nuove  disposizioni  per  il contrasto  e  la  prevenzione  del
  randagismo (n. 40)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Cappello,   Mangiacavallo,  Palmeri,  Ciancio,  Zito,   Cancelleri,
  Siragusa,  Trizzino, Tancredi, Zafarana, Di Paola, Pasqua,  Pagana,
  Sunseri,  De Luca, Schillaci, Marano, Campo e Di Caro  in  data  27
  dicembre 2017.

   - Misure volte a garantire l'attivazione del Centro di riferimento
  regionale  per  la  cura  e la diagnosi delle  patologie  derivanti
  dall'amianto,   nonché  il  funzionamento  delle  unità   operative
  complesse  in discipline oncologiche e radioterapiche nei distretti
  ospedalieri  e  nelle  Aziende  ospedaliere  ricadenti  nelle  zone
  classificate ad alto rischio ambientale    (n. 42)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
  Cancelleri,  Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana in data 4  gennaio
  2018.

   -  Modifiche  all'articolo 25, comma 8 della  legge  regionale  22
  dicembre 2005, n. 19  Misure volte al potenziamento dei servizi  di
  tipo  diagnostico/riabilitativo di  soggetti  affetti  da  Disturbi
  dello Spettro Autistico  (n. 43)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
  Cancelleri,  Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana in data 4  gennaio
  2018.

   -   Aiuto  tecnico-amministrativo  e  creazione  di  un  fondo  di
  investimenti per i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose (n. 44)
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
  Cancelleri,  Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana in data 4  gennaio
  2018.

   -  Riconoscimento del titolo di Maestro artigiano e Bottega scuola
  alle imprese artigiane siciliane (n. 45)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Palmeri,
  Campo,  Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,
  Foti,  Mangiacavallo, Marano, Pagana,  Pasqua, Schillaci, Siragusa,
  Sunseri,  Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito  in  data  4  gennaio
  2018.

   -  Norme stralciate dall'esercizio provvisorio  del bilancio della
  Regione per l'esercizio finanziario 2018 (n. 46)
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci)  su  proposta  dell'Assessore regionale  per  l'economia
  (Armao) in data 4 gennaio 2018.

   -   Riordino  e  trasformazione  delle  Istituzioni  Pubbliche  di
  Assistenza e Beneficenza (IPAB e disciplina delle Aziende Pubbliche
  di Servizi alla Persona (ASeP) (n. 47)
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Cappello,   Mangiacavallo,  Palmeri,  Ciancio,  Zito,   Cancelleri,
  Siragusa,  Trizzino, Tancredi, Zafarana, Di Paola, Pasqua,  Pagana,
  Sunseri,  De  Luca, Schillaci, Marano, Campo e Di Caro  in  data  4
  gennaio 2018.

   -  Norme  a  favore  di soggetti incontinenti e  stomizzati  della
  Regione Siciliana (n. 48)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Assenza  in
  data 4 gennaio 2018.

   - Modifica dell'articolo 17 comma 3 della legge regionale 8 aprile
  2010 n 9 e successive modifiche ed integrazioni (n. 49)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Assenza  in
  data 4 gennaio 2018.

   - Riperimetrazione della riserva naturale Pino D'Aleppo (n. 50)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Assenza  in
  data 4 gennaio 2018.

   -  Applicazione  del  'Principio di Precauzione'  nell'Ordinamento
  della Regione Siciliana ai fini della tutela della biodiversità nel
  territorio siciliano (n. 51)
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Palmeri,
  Campo,  Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,
  Foti,  Mangiacavallo, Marano, Pagana , Pasqua, Schillaci, Siragusa,
  Sunseri,  Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito  in  data  4  gennaio
  2018.

   - Reddito di dignità (n. 52)
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  in
  data 4 gennaio 2018.

           Annunzio di presentazione e contestuale invio di
             disegni di legge alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato   presentato  e  inviato  alla
  competente Commissione il seguente disegno di legge:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Istituzione dell'Assessorato regionale della funzione pubblica,
  delle autonomie locali e delle isole minori. (n. 1).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.

   -  Ordinamento  del Governo e dell'Amministrazione della  Regione.
  Modifiche  alla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  s.m.i..
  Istituzione dell'Assessorato alla Programmazione. (n. 2).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.
   Parere V e UE.

   -  Istituzione  del difensore civico regionale  per  l'infanzia  e
  l'adolescenza. (n. 8).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.
   Parere VI.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Legge  sulla montagna. Istituzione delle Zone Franche  Montane.
  (n. 3).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.
   Parere I, IV, V, e VI.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   - Nuova legge urbanistica. (n. 5).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.

   - Nuova definizione di bosco. Modifiche agli articoli 4 e 10 della
  legge regionale 6 aprile 1996, n. 16. (n. 6).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.

   -  Norme  per la sicurezza del patrimonio edilizio nel  territorio
  regionale e istituzione del fascicolo del fabbricato. (n. 10).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.

   - Norme per la valorizzazione e la tutela degli alberi monumentali
  in Sicilia. (n. 18).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.
   Parere III e V.

   - Norme per l'affidamento in  Adozione' delle aiuole e spazi verdi
  Da parte delle amministrazioni comunali siciliane. (n. 20).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.
   Parere I.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Disciplina  organica  delle  attività  produttive  del  settore
  turismo. (n. 4).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.
   Parere I e III.

   - Norme per la formazione di una cultura di cittadinanza europea e
  per  la  promozione di servizi informativi per l'accesso  ai  fondi
  comunitari. (n. 12).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.
   Parere I e UE.

   - Integrazione al reddito contro la povertà assoluta. (n. 13).
   Inviato il 5 gennaio 2018.
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Parere VI.

   -  Norme per la garanzia del diritto allo studio e dell'accesso al
  sapere di ogni cittadino. (n. 14).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.

   -  Norme per la tutela e la valorizzazione delle botteghe storiche
  di interesse artistico e degli antichi mestieri. (n. 17).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.
   Parere III.

   -   Istituzione  di  borse  di  studio  per  favorire  gli   studi
  comparatistici della giustizia della comunità europea. (n. 19).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.
   Parere UE.

   -  Norme  per  interventi  di  ristrutturazione,  conservazione  e
  promozione dei centri storici dei Comuni al cui interno insistono i
  monumenti oggetti del riconoscimento Unesco nel Val di Noto (n. 23)
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.
   Parere IV.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Interventi a sostegno delle famiglie numerose. (n. 7).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.
   Parere I, III, IV e V.

   -   Disciplina  delle  terapie  non  convenzionali  esercitate  da
  personale  in  possesso  di apposito titolo  di  studio  legalmente
  riconosciuto. (n. 11).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 27 dicembre 2017.
   Inviato il 5 gennaio 2018.

            Comunicazione di sentenza della Corte dei conti

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è pervenuta  da  parte  delle  Sezioni
  riunite  in  sede  giurisdizionale, deliberante e consultiva  della
  Corte dei conti per la Regione siciliana, la sentenza n. 44/2017/EL
  relativa al giudizio n. 574/SR/EL sul ricorso ex art. 11, comma  6,
  lettera e), del Codice di giustizia contabile.

   Comunico,  altresì, che la stessa è disponibile presso  l'archivio
  del Servizio Commissioni.

         Comunicazione di deliberazione della Corte dei conti

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  pervenuta  la   deliberazione   n.
  223/2017/GEST, approvata nell'adunanza del 20 dicembre  2017  dalla
  Sezione   di  controllo  della  Corte  dei  Conti  per  la  Regione
  siciliana.

   Comunico,  altresì, che la stessa è disponibile presso  l'archivio
  del Servizio Commissioni.

         Comunicazione di decisioni della Corte costituzionale

   PRESIDENTE. Comunico che la Corte costituzionale con decisione  n.
  232 del 26 settembre 2017,  ha dichiarato:

   - l'illegittimità costituzionale dell'articolo 3, comma 2, lettera
  f),  dell'articolo 14, commi 1 e 3 e dell'articolo 16, commi 1 e  3
  della  legge regionale 10 agosto 2016, n. 16  Recepimento del testo
  unico  delle  disposizioni legislative e regolamentari  in  materia
  edilizia  approvato con decreto del Presidente della  Repubblica  6
  giugno 2001, n. 380 .

   -   inammissibile  la  questione  di  legittimità   costituzionale
  dell'articolo  11,  comma 4 della legge regionale  n.  16/2016,  in
  riferimento  all'articolo  117, secondo  comma,  lettera  a)  della
  Costituzione;

   -   non   fondata   la  questione  di  legittimità  costituzionale
  dell'articolo  11,  comma 4 della legge regionale  n.  16/2016,  in
  riferimento  all'articolo 117, primo e secondo  comma,  lettera  s)
  della  Costituzione, in relazione all'articolo  6  della  direttiva
  92/43/CEE.

   Comunico,  altresì, che la Corte Costituzionale con  decisione  n.
  229 del 10 ottobre 2017,  ha dichiarato:

   -  l'illegittimità  costituzionale dell'articolo  19  della  legge
  regionale  29  settembre  2016, n. 20   Disposizioni  per  favorire
  l'economia. Disposizioni varie .

   Copie  della predette decisioni sono disponibili presso l'Archivio
  del Servizio Commissioni.

     Comunicazione di decreto di dimissioni da Assessore regionale

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 68045 del 29  dicembre
  2017,  pervenuta in pari data e protocollata al n. 35/AulaPG del  3
  gennaio 2018, la Segreteria generale della Presidenza della Regione
  ha  trasmesso copia  del decreto presidenziale n. 716/Area  1 /S.G.
  del  29  dicembre 2017, di accoglimento delle dimissioni dell'on.le
  Vincenzo  Figuccia da Assessore regionale preposto  all'Assessorato
  dell'energia  e  i  servizi  di  pubblica  utilità  e   contestuale
  assunzione  temporanea da parte del Presidente della Regione  delle
  funzioni   di   Assessore   regionale   al   predetto    ramo    di
  Amministrazione.
   Ne do lettura:

                          «REGIONE  SICILIANA
                             IL  PRESIDENTE

   D.P. n. 716/Area 1 /S.G.

  VISTO      lo Statuto della Regione Siciliana;

  VISTO      in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
          dello  Statuto regionale, come sostituito dall'articolo  1,
          comma  1,  lett. f) della legge costituzionale  31  gennaio
          2001,  n.  2,  che,  nel prevedere l'elezione  a  suffragio
          universale  e  diretto del Presidente  della  Regione,  gli
          attribuisce il potere di nominare e revocare gli  Assessori
          da preporre ai singoli rami dell'Amministrazione regionale,
          tra  cui  un Vicepresidente che lo sostituisce in  caso  di
          assenza o impedimento;

  VISTA       la Legge Regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
          modifiche ed integrazioni;

  VISTA       la  Legge Regionale 15 maggio 2000, n. 10, e successive
          modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

  VISTA          la  Legge  Regionale  16  dicembre  2008,  n.  19  e
          successive modifiche ed integrazioni, ed in particolare  le
          disposizioni di cui al Titolo II che rimodulano  l'apparato
          ordinamentale e organizzativo della Regione siciliana;

  VISTA      la Legge Costituzionale 7 febbraio 2013, n. 2  Modifiche
          all'articolo  3 dello Statuto della Regione  Siciliana,  in
          materia  di riduzione dei deputati dell'Assemblea Regionale
          Siciliana. Disposizioni transitorie ;

  VISTO         il  Decreto  Presidenziale  14  giugno  2016,  n.  12
           Regolamento  di  attuazione  del  Titolo  II  della  Legge
          regionale  16  dicembre  2008, n. 19.  Rimodulazione  degli
          assetti  organizzativi dei Dipartimenti  regionali  di  cui
          all'articolo  49, comma 1, della legge regionale  7  maggio
          2015,  n.  9.  Modifica  del decreto del  Presidente  della
          Regione  18  gennaio  2013, n. 6 e successive  modifiche  e
          integrazioni ;

  VISTO       il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 444/Serv.
          4-S.G. concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea
          Regionale  Siciliana ai collegi provinciali  in  base  alla
          popolazione residente;

  VISTO    il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 445/Serv. 4-
          S.G.  concernente la convocazione dei comizi per l'elezione
          del  Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea
          Regionale Siciliana per la XVII legislatura;

  VISTO      l'atto  del 18 novembre 2017 della Corte di  Appello  di
          Palermo  -  Ufficio Centrale Regionale per  l'Elezione  del
          Presidente   della   Regione  e  dell'Assemblea   Regionale
          Siciliana   (elezioni del 5 novembre  2017)  con  il  quale
          l'On.  Sebastiano Musumeci è stato proclamato  eletto  alle
          cariche  di  Presidente  della  Regione  Siciliana   e   di
          Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana;

  VISTO       il  decreto presidenziale n. 643 del 29 novembre  2017,
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
          del  5 dicembre 2017 - Parte I - n. 53, di costituzione del
          Governo  della  Regione Siciliana -  XVII  Legislatura,  di
          nomina   degli   Assessori  regionali   con   le   relative
          preposizioni ai vari rami dell'Amministrazione regionale  e
          di   rinvio  ad  ulteriore  provvedimento  per  la   nomina
          dell'Assessore  regionale con preposizione  all'Assessorato
          regionale del territorio e dell'ambiente;

  VISTO       il  decreto presidenziale n. 645 del 30 novembre  2017,
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
          del  5  dicembre  2017  -  Parte  I  -  n.  53,  di  nomina
          dell'Assessore     regionale    con     la     preposizione
          all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente;

  VISTA      la lettera prot. 8584/GAB datata 27 dicembre 2017 con la
          quale l'Assessore regionale per la Energia ed i servizi  di
          pubblica  utilità,  On.le Vincenzo  Figuccia,  rassegna  le
          proprie    dimissioni   dall'incarico   assessoriale    con
          preposizione   al   predetto   ramo   dell'Amministrazione,
          lettera, questa, acquisita il 28 dicembre 2017;

  RITENUTO nell'accogliere tali dimissioni, che, al fine di garantire
          continuità    all'esercizio   delle   funzioni    politico-
          amministrative    del  predetto  ramo  dell'Amministrazione
          regionale  siciliana, il Presidente della Regione Siciliana
          assuma  temporaneamente le funzioni di Assessore  Regionale
          per l'Energia ed i servizi di pubblica utilità;

                             D E C R E T A

                                ART. 1

   Per  quanto  in premessa specificato l'On.le Vincenzo Figuccia,  a
   seguito  delle  dimissioni di cui sopra - che  vengono  accolte  -
   cessa dalla carica di Assessore regionale preposto all'Energia  ed
   i servizi di pubblica utilità.

                                ART. 2

   Al  fine  di  assicurare continuità all'esercizio  delle  funzioni
   politico-amministrative,    il    Presidente    della     Regione,
   contestualmente alla cessazione di cui al superiore art. 1, assume
   temporaneamente le funzioni di Assessore regionale  per  l'Energia
   ed i servizi di pubblica utilità.

                                ART. 3

   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
   della Regione Siciliana e nel sito internet della Regione
   siciliana ai sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale
   12 agosto 2014, n. 21.

   Palermo, lì 29 dicembre 2017

  IL PRESIDENTE

  Musumeci»

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo ascoltato le dichiarazioni
  del   Presidente  Musumeci.  Chiedo  al  Presidente  se   è   stato
  distribuito, così come aveva annunciato, il documento ai Presidenti
  dei Gruppi parlamentari.

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Signor   Presidente,   il
  documento è stato oggetto di correzioni, tagli, appunti. Sarebbe di
  cattivo   gusto,   per  me,  offrire  ai  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  un  documento  che, per alcune  parti,  appare  anche
  illeggibile.  Del resto il grosso che doveva essere detto  è  stato
  già rassegnato all'Aula.
   Se  mi  si consente, stasera vorrei lavorare per un paio d'ore  al
  Documento  e  domani  lascerei alla Segreteria  generale  il  testo
  integrale  ma  assicuro  che  le  linee  generali  sono  state  già
  rassegnate  nel  mio  intervento. Ho  saltato  solo  le  parti  che
  ritenevo secondarie, comunque marginali.

   PRESIDENTE.  Diversi  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  hanno
  chiesto  di intervenire. Considerato che manca la lettura  adeguata
  di  questo  documento  chiedo se intendete  proseguire  nei  lavori
  stasera  o  rinviare a martedì prossimo. Lo decidono i  Capigruppo,
  non ho nessun problema a proseguire.
   Allora,  si prosegue nei lavori nell'odierna seduta. E' iscritto a
  parlare l'onorevole Fava.  Ne ha facoltà.

   Regione
   Presidenza del Vicepresidente Di Mauro


   FAVA.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  non ho difficoltà a  sottolineare  che  nelle
  parole  del  Presidente ci sono accenti di sobrietà  ai  quali  non
  eravamo più abituati.
   E  mi  sembra importante anche questa valutazione sul  dubbio,  mi
  permetta  signor  Presidente dell'Assemblea,  leggo  nel  comma  2,
  dell'articolo   103   del  nostro  Regolamento,   che   abbiamo   a
  disposizione quindici minuti per la discussione generale. Vedo  che
  il  cronometro  è partito a cinque minuti. Magari  sarò  anche  più
  breve,  però  le chiederei di ripristinare ciò che è  previsto  dal
  Regolamento interno. La ringrazio.
   Ho  apprezzato,  lo  dico subito, anche il  riferimento  esplicito
  soltanto  ad  un  Presidente della Regione  siciliana,  l'onorevole
  Mattarella,   anche   citando   una   espressione   impegnativa   e
  significativa,  non  soltanto per ciò  che  poi  è  accaduto  nella
  vicenda umana del Presidente Mattarella, quando ci ha ricordato che
  i mafiosi cercano alleati. Li cercano nella società, li cercano nel
  mondo  dell'impresa,  li  cercano anche nella  politica.  Li  hanno
  cercati anche qui dentro.
   Io  credo  che in questo senso occorra tenere alto il senso  della
  responsabilità della vigilanza.
   Lei  signor  Presidente  si  è anche riferito  ad  un  giornalismo
  straccione riferendosi ad una Sicilia spesso considerata paradosso,
  ossimoro,   calembour   in  conseguenza   di   questo   giornalismo
  straccione.
   Sarà  pur  vero.  Io però vorrei ricordare che noi  siamo  vittima
  anche  di  un  altro giornalismo straccione. Quello che  nel  corso
  degli  anni  ha  finto  di non vedere, che ha  voltato  lo  sguardo
  dall'altra  parte. Un giornalismo compiacente che ha  accompagnato,
  spesso  tenendo per mano, coloro che hanno considerato la  Regione,
  le  sue  attività  economiche,  bottino  di  guerra  e  terreno  di
  saccheggio.
   Ci  saremmo aspettati, mi sarei aspettato, un accenno,  nella  sua
  corposa  relazione, a quello che è accaduto il giorno dell'Epifania
  a decine, centinaia di persone che sono morte.
   Io  so  che  la  pietas  non  è  una categoria  né  giuridica,  né
  normativa,  che non compete a questo Governo, né questo Governo  ha
  gli  strumenti normativi per impedire che il Mediterraneo  continui
  ad  essere  un grande cimitero a cielo aperto. Però, penso  che  il
  Presidente  della  Regione siciliana, per il  modo  in  cui  questa
  Regione rappresenta nel tempo e nel luogo il centro dolente di  ciò
  che  è  diventato il Mediterraneo  - 8.400 morti negli  ultimi  due
  anni  - un accenno al fatto che molte di quelle persone sono venute
  a morire a casa nostra ed essere sepolte a casa nostra.
   Anche  se sul piano istituzionale non richiede, né prevede  alcuna
  competenza, sul piano personale credo che questa Assemblea e  anche
  questo  Governo  debba  avere  un pensiero  preoccupato,  solidale,
  attento, umanamente attento, alle cose che stanno accadendo.
   Lei  si  è  molto concentrato sul tema dei rifiuti. Io  vorrei  su
  questo  appuntare  qualche parola e qualche  preoccupazione  e  poi
  andare  alla conclusione, perché credo che il tema dei rifiuti,  il
  modo  in  cui,  lei ha parlato bene dell'esigenza  della  richiesta
  dell'obiettivo della normalità in una Regione che è  stata  piegata
  alle emergenze e piagata nelle emergenze.
   Credo  che  il  tema dei rifiuti sia archetipo  del  modo  in  cui
  l'emergenza  è  stata  la  bussola  della  politica  della  Regione
  siciliana, durante vent'anni, e un presente che dietro di sé ha  un
  passato  assai  ampio che attraversa la storia  di  almeno  quattro
  Governo regionali. Con venti miliardi che sono stati bruciati e con
  un  esito,  che è stato ricordato dal Ministro Galletti ma  che  ci
  viene  ricordato ogni giorno dall'Unione Europea, dalla Commissione
  Europea,  il  novanta  per cento viene conferito,  spesso  in  modo
  indifferenziato,   nelle  discariche,  un   livello   di   raccolta
  differenziata che sfiora e non supera il quindici per cento.
   Lei  dice,  assumendo giustamente il tema delle emergenze  intanto
  come  un tema di salute pubblica, oggi la soluzione nella emergenza
  è trasferire i rifiuti all'estero.
   Io su questo le chiedo un punto di precisione. Lei parlava oggi di
  qualche  mese, mentre ho sentito parlare in questi giorni anche  di
  un  bando  triennale. Il bando triennale non è emergenza. Un  bando
  triennale  è  una soluzione strutturale, io penso che le  soluzioni
  strutturali ad un ciclo di rifiuti così poco virtuoso, come  quello
  siciliano,   non  possono  essere  cercate  in  una  soluzione   di
  emergenza,  che è anche una soluzione molto costosa. A conti  fatti
  ci costerà il doppio di quanto costa oggi conferire i rifiuti nelle
  discariche e il tema di chi debba assumersi il costo, il  pagamento
  di questo costo supplementare, è un tema di assoluta attualità.
   La  soluzione è una soluzione strutturale: la costruzione di nuovi
  impianti.  E la costruzione di nuovi impianti - lei dice - richiede
  molto  tempo.  Io  vorrei ricordare che dieci  impianti  dovrebbero
  essere  già  aperti.  Impianti di compostaggio.  Se  questo  non  è
  accaduto  lo  dobbiamo,  come  dire,  raccontando  il  sistema   di
  compiacenze,  di corruttele, di distrazioni, che molti  Governi  in
  Sicilia hanno coltivato su questo tema.
   E  vorrei anche ricordare quanto contributo ha dato un certo  modo
  di  gestire  il ciclo di rifiuti alle voragini di bilancio.  Vorrei
  ricordare la scelta dei ventisette ATO nella riforma del Presidente
  Cuffaro: non tanto gli ATO e la loro gestione fallimentare,  quanto
  l'apertura a tredicimila assunzioni dirette di addetti al servizio,
  che  hanno provocato un crollo vertiginoso delle finanze degli enti
  locali.
   Io credo, signor Presidente, che occorra investire sugli impianti.
  E  credo  che  occorra una parola chiara anche sulle responsabilità
  che  la Regione nel suo complesso, non soltanto i Governi, ha avuto
  in  questo atteggiamento molto sufficiente, molto distratto, spesso
  arrogante  anche  con Bruxelles e con l'Unione  europea.  Perché  i
  soldi  ci  sono.  Sono soldi che c'erano e che non  abbiamo  speso.
  Erano  disponibili  365 milioni da investire in nuovi  impianti  di
  compostaggio  e ne abbiamo restituiti 216. Servivano per  investire
  sulla   raccolta   differenziata,  servivano  per   bonificare   le
  discariche, servivano per impianti di bio-trattamento.
   Lei ha ricordato come il tema di riattivare un canale virtuoso con
  l'Unione  europea e con i finanziamenti dell'Unione  europea  è  un
  tema centrale. Ci sarebbe piaciuta una parola più precisa sul fatto
  che  se questo canale si è molto offuscato dipende anche dal  fatto
  che  noi abbiamo contribuito a costruire bandi non soltanto per  le
  grandi  imprese,  ma  anche  bandi  che  erano  abiti  di  sartoria
  costruiti  per  le imprese che avrebbero dovuto vincere,  quelle  e
  soltanto  quelle,  il bando che era stato previsto  e  ottenere  il
  finanziamento europeo. E questo richiede, come dire, un  lavoro  di
  attenzione e di vigilanza non soltanto tra i banchi del Governo, ma
  anche  nel modo in cui la burocrazia regionale, una parte di  essa,
  spesso  ha acconsentito che le velleità e le vocazioni del  Governo
  venissero sempre rispettate e accompagnate.
   Però,  manca  un  punto, signor Presidente, nella sua  lettura  di
  questa  emergenza  ed  è  quello che ci ha preoccupato  nei  giorni
  scorsi  e  ci  preoccupa oggi. Perché siamo in  queste  condizioni?
  Perché  i  Siciliani non sono stati capaci? Perché gli enti  locali
  non  hanno  avuto  sufficiente tensione morale?  Perché  il  nostro
  processo  di  costruzione  di  impianti  di  compostaggio  è  stato
  avviluppato  da  lacci e lacciuoli burocratici? O  anche  perché  -
  forse va detto  - c'è stato un monopolio dei privati nella gestione
  delle  discariche,  che ha determinato e condizionato  la  politica
  regionale.
   Lei ha detto, glielo riconosco, che ci sono state  oligarchie . Io
  avrei  detto  di  più. Io avrei usato le parole  che  ha  usato  la
  Commissione   Ecomafie  quando ha licenziato, qui  a  Palermo,  una
  relazione  di  365  pagine  che lei ha  ricevuto  come  Commissione
   antimafia'   regionale,  che  abbiamo  ricevuto  come  Commissione
   antimafia'  nazionale  e  che è stata approvata  all'unanimità  da
  tutti i partiti e che dice parole assai preoccupanti. Che non parla
  soltanto di ipotetiche oligarchie. Dice, leggo testualmente,   pare
  esservi un sistema che obbliga in Sicilia a conferire i rifiuti  in
  discarica  ed  è  talmente ben ramificato e gode di  tali  e  tante
  sponde  all'interno della Regione, da essere capace di  orchestrare
  sistematicamente  il sabotaggio di qualunque iniziativa  che  possa
  incidere sui gruppi di potere creati attorno al ciclo dei rifiuti .
   E'   una  fotografia  assai  impietosa  e  che  sviluppa  il  tema
  dell'oligarchia,  sul  quale noi potremmo  anche  allegare  nomi  e
  cognomi   di  coloro  che  hanno  rappresentato  i  padroni   delle
  discariche  e che hanno determinato le politiche della  Regione  su
  questo punto.
   Aggiunge   la  Commissione   Ecomafie :   si  può  ragionevolmente
  presumere  una  permanente deviazione delle funzioni  pubbliche  in
  favore di imprese private. Il quadro di corruttela venuto alla luce
  è  caratterizzato da estremi di devastante gravità. Le innumerevoli
  carenze   nella   gestione  del  ciclo  dei  rifiuti  costituiscono
  altrettanto  opportunità per la criminalità di  stampo  mafioso  di
  infiltrarsi in questo settore. .
     Vorrei ricordare anche gli oltre trecento stazioni appaltanti  a
  cui i Comuni spesso, in regime di emergenza, senza gara di appalto,
  hanno affidato ad imprese, spesso prestanome di gruppi mafiosi,  il
  compito di raccogliere i rifiuti. Sono vicende che hanno bisogno di
  un punto di attenzione maggiore. Il tema non è solo l'emergenza del
  presente,  il  modo  in  cui riusciremo  a  fare  fronte  a  queste
  emergenze, ma capire la metastasi dove si colloca. La metastasi  si
  colloca  anche  in  forti interessi privati. Sono  duecentosessanta
  milioni  l'anno che vanno ad arricchire le tasche di alcuni padroni
  di  alcune  grandi discariche private. Noi abbiamo  le  più  grandi
  discariche d'Europa che sono totalmente fuori legge. La Commissione
  Europea, da anni, ci spiega che le discariche come quella di  Motta
  con  cinquemilioni  e  mezzo di metri cubi a disposizione  da  sola
  potrebbe raccogliere l'intera popolazione siciliana se la volessimo
  interrare  in questa buca ed è totalmente fuori legge.  Su  questo,
  credo,  che occorra un intervento sul piano della funzione politica
  che   è  soltanto  la soluzione delle emergenze. Vado  a  chiudere,
  signor Presidente.
   C'è  soltanto un punto che mi interessava condividere con lei  dal
  mio  punto  di vista. Lei ha parlato di beni culturali,  un  grande
  giacimento,  il più grande giacimento che esista in  questo  Paese.
  C'è   bisogno   di  interventi  concreti,  lo  dico  con   assoluta
  franchezza,  sapendo di mettere il dito in una piaga  politica  del
  suo  Governo: c'è  bisogno di un assessore. Dal momento in cui  lei
  parla  di  interventi  di  assoluta  e  urgente  concretezza  nella
  gestione e nella valorizzazione dei beni culturali, l'Assessore  ai
  Beni culturali, la Regione siciliana sta raccogliendo le firme  per
  presentarsi  Presidente  della Regione  Lombardia  immaginando  che
  questo  possa  essere  semplicemente  un  utile  palcoscenico   per
  proiettare la propria immagine su altri palcoscenici. La  considero
  una  offesa  a  lei,  a  questo Governo e  all'Assemblea  regionale
  siciliana, e credo che proprio per l'urgenza che lei assume e abbia
  questo   tema,  la  prego  di  chiedere  all'Assessore  Sgarbi   di
  presentare le sue dimissioni affinché si possa fare serenamente una
  campagna  elettorale  come  pensa  di  volere  fare  nella  Regione
  Lombardia.

                (Applausi del Movimento Cinque Stelle)

   FAVA. Un ultimo punto, signor Presidente, perché questo è un punto
  cruciale.  La  cultura  è l'identità di un popolo.  Attenzione,  la
  cultura  è  l'identità  di  tutti non solo  di  un  popolo.  Io  mi
  riconosco nella cultura espressa dalle Piramidi in Egitto anche  se
  non  sono egiziano e il patrimonio culturale che abbiamo in Sicilia
  oggi  è  una risorsa di identità per tutto il mondo e non  soltanto
  per i siciliani e se questo non riusciamo  a farlo capire, non solo
  con  una valutazione mercantile, sul piano del commercio, sul piano
  del  mercato,  le nostre opere pubbliche, ma come un patrimonio  di
  bellezza e di qualità dell'esistenza che mettiamo a disposizione di
  tutti,  io  credo che facciamo una operazione culturale importante.
  Lei  ha  parlato  a  lungo,  Signor Presidente,  di  normalità.  La
  normalità,  in una Regione che ha vissuto soltanto nell'onda  delle
  emergenze  è una grande ambizione, è una straordinaria rivoluzione.
  Qui  uso  la  parola rivoluzione. Se non è vissuta  con  il  giusto
  slancio  rischia di essere semplicemente  piombo nelle ali'  e  noi
  abbiamo  bisogno di perdere per strada molto del piombo che  ci  ha
  tarpato le ali in questi anni. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Cateno. Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  credo
  che  la  campagna elettorale sia finita e sia finita già da qualche
  mese.
   Mi attendo da questo Governo e mi sarei atteso dalle dichiarazioni
  del  Presidente  Musumeci  una  riflessione  operativa,  perché  le
  dichiarazioni programmatiche non sono semplicemente un j'accuse  su
  ciò  che  avete  trovato  e mi permetto  di  dire  che  eravate  in
  quest'Aula  in  questi anni, quindi, non ci può  essere  meraviglia
  come  se  foste  Alice nel paese delle meraviglie'. Questo desidero
  sottolinearlo perché è fondamentale.
   Le  consegno, in premessa, signor Presidente tre detti  siciliani,
  e  lei  è  un  cultore come me,  dai quali articoleremo questo  mio
  breve intervento.
    Senza  soddi non si canta missa , primo detto. Secondo detto:   U
  pisci feti dà testa .
   Per   quanto  riguarda  il  terzo  detto  che  ora  le  consegnerò
  nell'articolazione dell'intervento chiude una sana riflessione, che
  ora le consegno.
   Prima riflessione, nel suo intervento ha fatto un cenno generico a
  quella  che  è la situazione finanziaria ed è invece  la  cosa  più
  urgente, signor Presidente.
   Soprattutto  quello  che  non  ho  colto  è  la  puntualità  degli
  interventi  che  volete  fare, perché non  possiamo  immaginare  di
  accelerare  la spesa dei fondi europei se non abbiamo la  liquidità
  per attivarla. Parliamoci chiaramente, la Regione non ha liquidità,
  chiamiamo le cose con nome e cognome, c'è un problema di fondo.
   Questi quindici miliardi e mezzo di cui tutti quanti parliamo come
  se  fosse la panacea di tutti i mali ereditati per la Sicilia e per
  i siciliani, ha un piccolo problema di fondo che allo stato attuale
  esattamente  66.693.264,00 milioni pari allo 0,4 per cento  risulta
  speso per la programmazione 2014-2020.
   La questione che le pongo - ne parlavo prima con qualche Assessore
  -  risulta  anche  un dato anche delicato, pericoloso che  riguarda
  gli  impegni. Risultano impegnati cinque miliardi e mezzo,  ma  non
  vorrei  che questi impegni fossero assegni double face, perché  gli
  impegni che vanno puntualmente verificati e che devono portare oggi
  il  Governo a valutare se revocare una serie di bandi in autotutela
  è  proprio  questo.  A quanto pare ci sono molti  bandi  che  hanno
  costruito anche l'interesse degli imprenditori per i quali non  c'è
  la  liquidità  concreta  per  renderli operativi.  E  anche  questo
  aspetto  nella  Commissione dei Saggi che ha   nominato  il  nostro
  Assessore Armao ritenevo che venisse evidenziato.
   Questo  perché  è  fondamentale? Mi riallaccio al suo  intervento,
  Presidente,  perché in Sicilia ormai il soggetto  più  inaffidabile
  per  il  mondo  delle imprese è il sistema pubblico  allargato.  La
  Regione  in testa, i comuni e il sistema delle partecipate: perché?
  Per  un  motivo  molto  semplice,  Presidente.  Perché  la  Regione
  giocando  in  continuazione  con  i  trasferimenti  alle  autonomie
  locali,  con la traslazione delle rate, nasconde anche - lo  voglio
  dire all'Assessore - un ulteriore indebitamento che è stato giocato
  fra  il  momento  della previsione e l'erogazione delle  risorse  -
  guarda  caso - sempre traslate di mesi e mesi mettendo in ginocchio
  un  intero  sistema  e  facendo  fallire  le  imprese.  In  Sicilia
  paradossalmente  la maggior parte delle imprese  sta  fallendo  per
  credito non riscosso.
   Anche  rispetto  a questo non possiamo pensare  a  fare  una  sola
  discussione generale.
  Vogliamo delle misure puntuali su questo, onorevole Presidente.
   Il suo intervento programmatico noi desideriamo che sia un insieme
  di azioni operative.
   Noi  sappiamo come stanno le cose e lei lo sa meglio di me  perché
  in  questi cinque anni è stato in questo Parlamento, io non  c'ero
  Io  faccio  riferimento al 2012, faccio riferimento alle  battaglie
  fatte  in  questo  Parlamento  per impedire  -  e  lo  sanno  tanti
  Assessore qui presenti - di ritrovarci a distanza di anni ad  avere
  una  Regione  con  bilanci  falsi  che  sono  stati  approvati   da
  quest'Aula; bilanci falsi perché è venuta meno, lo dico  io  perché
  fautore  delle norme regionali, la trasparenza dei conti  pubblici.
  L'ho sempre sostenuto e lo sostengo ancora in quest'Aula.
   Un  Parlamento  che approva i bilanci violando  le  norme  che  lo
  disciplinano   soprattutto  quelle  volute  da  questo   Parlamento
  ovviamente agisce in dispregio alle regole.
   Ma  lasciando  stare  anche questo aspetto il quale,  francamente,
  ormai appartiene alla storia, se ci sarà un tribunale della storia,
  oltre  a  quello che riguarda altri aspetti e che riguardano  anche
  alcuni  di  noi,  signor Presidente - e qua le introduco  anche  un
  altro ragionamento - non ho capito perché lei stasera ha dichiarato
  di essere in minoranza. Questo a me sfugge.

   MUSUMECI, Presidente della Regione, Non ho dichiarato questo   Mai
  detto

   DE  LUCA   lo sa perché sfugge, signor Presidente? Perché  lei  ha
  citato  dei  Gruppi parlamentari ben precisi. Se  noi  facciamo  la
  somma  dei  componenti  di  questi Gruppi parlamentari,  scusatemi,
  siete  trentaquattro   Allora, Presidente, dobbiamo  chiarirci  una
  volte  per  tutte   Perché,  veda, io  sono  al  Gruppo  Misto  per
  questioni  riguardanti all'interno il Gruppo UDC  da  un  lato,  ma
  dall'altro  le  devo  esprimere anche  quello  che  è  comunque  il
  dissapore  di  mio figlio, che ha 14 anni e si chiama Gabriele,  il
  quale  mi  ha chiesto: papà, perché dopo che ti hanno arrestato  il
  Presidente  Musumeci ha detto quasi che non ti conosce?  Ma,  c'ero
  pure  io  quando  hai organizzato la manifestazione  al  San  Paolo
  Hotel  Lo stesso mia figlia di 14 anni
   Be',  ho  cercato  di  spiegare a mio figlio  che,  purtroppo,  la
  politica  è  fatta così e che la coerenza spesso non si  compra  al
  supermercato.
   Veda, signor Presidente, noi finora ci siamo gentilmente ignorati,
  ed  è arrivato anche il momento - ed aspettavo esattamente che  lei
  parlasse al Parlamento - di chiarirci su questo aspetto, perché lei
  ha  toccato un argomento importante e delicato: il codice etico  Ed
  ha  toccato anche quello che è l'aspetto della spettacolarizzazione
  della politica, cioè fare meno spettacolo in politica.
   Ha ragione, Presidente
   Ma io dico anche che bisogna fare meno giustizialismo in politica,
  perché  lei ha citato una parte del problema, e cioè burocrati  che
  oggi  hanno timore di agire, ma si è chiesto perché hanno paura  di
  agire? Si è chiesto perché tanti sindaci oggi non agiscono più? Lei
  lo sa che io esco da un'esperienza da sindaco di Santa Teresa, dove
  in  tre anni ho ereditato la differenziata all'8 per cento,  ora  è
  all'80  per  cento  Basta guardare le statistiche,  ma  non  voglio
  parlare  di  me  e  di  quello che ho fatto da  sindaco  stando  in
  trincea,  subendo  le  angherie proprio di  quello  che  l'apparato
  burocratico regionale.
   Non   ha   utilizzato   un  termine  nel  suo  intervento,   anche
  collegandoci a questo: decentramento
   Veda,  il  valore  della  sussidiarietà, parallelamente,  richiede
  delle  scelte nette; decentramento che cosa significa? E  devo  per
  forza richiamare alcuni mie interventi del 2010.
   Significa, intanto, non solo sburocratizzare, ma fare delle azioni
  che costruiscono un sistema al territorio, verso il territorio,  in
  termini  di  risorse  e in termini di uomini  Perché  quando  sento
  parlare di sussidiarietà, con i comuni come lei sa bene, Assessore,
  che dal 2010 ad ora il fondo delle autonomie locali è stato ridotto
  da  900  milioni  di euro, A circa 3,50; ma noi  rischiamo  poi  di
  passare   per   ipocriti  quando  interveniamo   sul   tema   della
  sussidiarietà non ponendoci il problema parallelo del decentramento
  e delle risorse.
   Ecco  qual  è la questione  E anche su questo abbiamo fatto  tante
  proposte.  Io  gliele riproporrò, lei deve comprendere  lo  spirito
  costruttivo del mio intervento, perché pur se formalmente non  sono
  stato considerato in questa maggioranza perché il Gruppo Misto  non
  è stato citato da lei, io Presidente sono stato eletto non per fare
  processi,  mi bastano già quelli che ho subito, io sono qui  perché
  devo  contribuire  con  il mio apporto, il mio  bagaglio  anche  di
  esperienza di amministratore nel fare proposte concrete.
   Li  lascio fare ad altri certi spettacoli  Io ho voluto suonare la
  zampogna  in quest'Aula, autorizzato dal Presidente, ma  anche  per
  richiamare quelle che sono le nostre tradizioni. E mi è dispiaciuto
  non  sentire alcun intervento. Le scuole degli antichi  mestieri  e
  delle  tradizioni  popolari, le scuole,  perché  è  vergognoso  che
  esistano, che sono state istituite solo a Torino ed a San Marino.
   Signor  Presidente,  tornando a noi, il  concetto  e  le  consegno
  esattamente  il  terzo,  il terzo detto siciliano,  molto  caro.  I
  siciliani,  ormai, sono disincantati, sanno che   a  sciarra  è  pa
  cutra .  Signor  Presidente, i siciliani  sono  disincantati  ed  è
  inutile che noi cerchiamo, anche con tanta retorica, nel voler dare
  un altro tipo di messaggio.
   Oggi, direi che il suo intervento, e lo dico, guardi senza spirito
  di polemica, pur sapendo se lei, ancora non so se vorrà il mio voto
  o  meno, considerato quello che è stato il mio status e stato,  ma,
  gradirei  anche  su questo, sa, una parola, perché  noi  credo  che
  dobbiamo   anche   occuparci,  come  politici,  meno   di   vicende
  giudiziarie, se poi pretendiamo che la giustizia non si  occupi  di
  politica.    Sa,   anche   questo   fa   male    Sa,    anche    la
  spettacolarizzazione di qualunque tipo di incidente, fa male,  lede
  dignità,  crea  problemi nelle famiglie e non  si  riesce,  poi,  a
  spiegare  ai  bambini, ai figli cosa realmente è  successo,  signor
  Presidente.
   Ed  allora,  noi dovremmo imparare a distinguere anche quelle  che
  sono  realmente  le nostre competenze, e quindi a  concentrarci  in
  quello che ho detto in premessa, le azioni.
   Lei,  oggi, è il mio Presidente. Lei, oggi, è il Presidente  della
  Regione  siciliana. Onorevole Musumeci, lei non è più il Presidente
  dell'antimafia. Io, oggi, non la voglio più vedere in quella veste,
  perché  la  Sicilia ha bisogno di un Presidente  e  di  un  Governo
  operativo. Vuole dimenticare Crocetta ed il crocettismo.
   Questo  è il tema, signor Presidente. Ed io su questo l'incalzerò,
  fino  a  sembrarle più antipatico di quanto magari le sarò, ma,  se
  anche il Presidente del Parlamento, ci metterà nelle condizioni  di
  lavorare, ci assegnerà finalmente anche questi locali, lei vedrà da
  parte  mia  proposte concrete, mi permetto di dire. Non  perché  le
  altre non siano concrete. Io prima di proporre un disegno di legge,
  mi  preoccupo  della  copertura finanziaria, non  faccio  parte  di
  quelli  che  presentano  disegni di legge per  fare  la  conferenza
  stampa, perché la mia cultura è di amministratore, non di politico.
  Ed  un amministratore è proprio quello che, minuto per minuto, come
  lei  ha  ben  detto, deve dare conto delle proprie azioni,  non  ha
  spazio  per lo spettacolo e non ha spazio, neanche, per poter  fare
  annunci perché chi governa viene travolto dagli annunci.
   Ecco qual è il cambio di rotta che è indispensabile e che chiedo a
  questo Governo.
   Sul resto, le dico questo. Ogni Governo a cui ho assistito, signor
  Presidente, ha posto il tema di rimodulare la spesa della  Comunità
  europea, cioè dei fondi europei, dei fondi strutturali.
   Non faccia questo errore.
   Lo  sa  perché glielo dico? Non perché alcune cose sono  giuste  o
  sbagliate,  o  perché lei non ha diritto di poter rivedere  secondo
  una certa visione la spesa.
   Si  ponga prima il problema di farla partire la spesa. Non  faccia
  l'errore  di  inserirsi  nell'imbuto delle  modifiche  perché,  sto
  concludendo  signor Presidente, perché veda che lei perderà  almeno
  un  altro  anno  e nel frattempo il sistema delle imprese  non  può
  aspettare.
   E' solo un suggerimento che le do, come le ho dato quello di prima
  nel verificare tutti i bandi che si ritengono chiusi.
   Si  occupi e si preoccupi subito, intanto, di porsi il problema di
  avviare un minimo di spesa e parallelamente, potrà, perché è giusto
  che  lei  lo  faccia, anche rivedere quelle che sono  alcune  parti
  della  spesa,  ma  non  faccia l'errore che  hanno  fatto  tutti  i
  Presidenti  dei governi ai quali ho assistito in questo Parlamento,
  di  pensare  di  mettere  le  mani a modificare  tutto  e  di  più,
  rischiando di diventare prigioniero delle sue stesse modifiche.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del Governo,
  io  devo  preliminarmente  ribadire la  richiesta  alla  Presidenza
  dell'Assemblea regionale siciliana di convocare la Commissione  per
  il  Regolamento, così come avevo già fatto in occasione dell'ultima
  seduta,  perché io credo che non si possono cambiare le  regole  in
  corso di partita.
   Quindi,  è  doveroso  che  il  Presidente  Miccichè  convochi   la
  Commissione  per  il Regolamento per affrontare e  chiarire  quanto
  accaduto  nel corso dell'ultima seduta, che riguardava  l'esercizio
  provvisorio di bilancio.
   Onorevole Presidente Musumeci, ho ascoltato con attenzione il  suo
  intervento  sulle  linee  programmatiche  del  Governo  di   questa
  legislatura, una legislatura importante, una legislatura che  nasce
  per prima con settanta deputati regionali, non novanta, e penso che
  questo  Parlamento abbia dato prova anche di sapersi  autoriformare
  nel  corso della XV legislatura approvando una legge importante  di
  riduzione del numero dei parlamentari.
   Abbiamo ascoltato il suo intervento, abbiamo anche appreso che  ci
  farà   avere   l'intervento  completo   che   riguarda   le   linee
  programmatiche che, ovviamente, avremo modo di leggere.
   Io  voglio  formulare  la proposta che il documento  programmatico
  possa    essere   approfondito   dalle   commissioni   parlamentari
  competenti, perché è chiaro che questa non può essere la  sede  per
  affrontare  un  programma di governo dei cinque anni,  è  un  primo
  scambio di idee, un confronto.
   Esprimeremo le nostre prime valutazioni ma credo che, anche grazie
  all'impegno degli assessori, nelle diverse commissioni parlamentari
  sarà  il caso di entrare subito nel merito delle proposte che  sono
  state  avanzate, perché sono convinto che questo legislatura  possa
  essere estremamente importante nella misura in cui anche il Governo
  saprà riconoscere al parlamento un ruolo fondamentale.
   Un ruolo fondamentale che, io credo, non sia sostituibile da parte
  del  Governo  perché  questo  è  un Parlamento  che  ha  una  lunga
  tradizione,  che ha delle competenze importanti,  che  può  e  deve
  svolgere  un ruolo significativo anche per lo sviluppo, la crescita
  del nostro territorio, della nostra amata Regione.
   Abbiamo  apprezzato anche alcuni spunti, abbiamo apprezzato  -  lo
  dico  subito  -  il  riferimento positivo, l'apprezzamento  rivolto
  all'assessore  Gucciardi  per l'attività  svolta  nel  corso  della
  passata legislatura, e questo le fa onore, un'operazione verità che
  deve  riguardare non solo il bilancio della Regione ma tutti i rami
  dell'Amministrazione regionale e, quindi, spero  possa  portare  il
  Governo  attuale anche ad apprezzare quanto di buono si è fatto  in
  passato nei diversi rami dell'Amministrazione ma, ovviamente, anche
  coerentemente  con  il  programma con il  quale  lei  ha  vinto  le
  elezioni, affrontare i prossimi cinque anni.
   Non  mi sorprende l'apprezzamento rivolto all'assessore Gucciardi,
  anche perché il lavoro svolto dall'assessore Gucciardi nella scorsa
  legislatura  è  stato un lavoro aperto al confronto  con  tutte  le
  forze  parlamentari, è stato un confronto aperto con il territorio,
  con   le   amministrazioni  locali  che  ha  portato  a   risultati
  importanti,   risultati  che  ci  hanno  consentito   di   centrare
  l'obiettivo  del piano di rientro della sanità e anche di  avviare,
  per esempio, una riduzione della pressione fiscale - che lei non ha
  citato - che io valuto assolutamente positiva per la crescita,  per
  lo  sviluppo,  per  il  lavoro produttivo, per  l'attrazione  degli
  investimenti.
   Il  fatto  che  il  risanamento  del  bilancio  nella  legislatura
  trascorsa,  unitamente al risanamento portato  avanti  nel  settore
  della  sanità,  ci  abbia consentito di ridurre  l'IRPEF,  cioè  la
  tassazione  sui  redditi  delle persone, ed  anche  l'IRAP,  per  i
  redditi  d'impresa,  penso significhi che  sia  un  punto  che  noi
  dobbiamo   valorizzare   per  attrarre  nuovi   investimenti,   per
  incoraggiare  gli investimenti produttivi per il lavoro  produttivo
  che - sono d'accordo con lei - rimane la priorità delle priorità.
   Noi  saremo  propositivi, impegnati, attivi, pronti a confrontarci
  col  Governo su tutti i provvedimenti che riguarderanno lo sviluppo
  ed  il  lavoro produttivi perché crediamo che questo sia  il  punto
  fondamentale che dobbiamo affrontare.
   Certamente servono riforme.
   Dico  subito  che  anche  noi  chiediamo  che  si  costituisca  la
  Commissione   Statuto,  per  una  revisione  del   nostro   Statuto
  regionale,  ovviamente  chiediamo, ed invitiamo  la  Presidenza  ad
  esperire le procedure necessarie nel più breve tempo possibile, che
  si  costituisca  rapidamente  anche la Commissione  antimafia,  per
  potere anche arrivare a discutere di una revisione della legge  del
  91 che possa rendere ancora più efficace l'azione della Commissione
  antimafia nella lotta alla criminalità organizzata ed ad ogni forma
  di corruzione e di illegalità.
   Su  tutti i temi che riguarderanno esigenze di riforma vere per la
  crescita della nostra Regione, il Partito Democratico sarà pronto a
  confrontarsi certamente sulla base delle proprie idee, del  proprio
  programma  che diverge a volte, anche profondamente, dal  programma
  con il quale lei ha vinto le elezioni.
   Noi  riteniamo  che se vogliamo davvero fare il punto  in  maniera
  concreta  sulla situazione economico finanziaria della Regione,  la
  prima  cosa  che  il Governo regionale deve fare  è  presentare  il
  Documento di Economia e Finanza, presentare il disegno di legge sul
  Bilancio 2018-19-20, presentare il disegno di legge sulla Legge  di
  stabilità  per  il  nuovo  anno. Siamo  in  esercizio  provvisorio,
  purtroppo  molte  delle proposte che lei ha avanzato  non  potranno
  trovare  un  riscontro in termini legislativi prima della  fine  di
  marzo,  perché l'esercizio provvisorio di bilancio di fatto congela
  l'attività  legislativa ordinaria fino a fine marzo. Crediamo  però
  che  quanto  prima il Documento di Economia e Finanza, il  bilancio
  del  nuovo  anno,  così come la Legge di stabilità  debbano  essere
  approvati   dal   Governo  e  presentati  all'Assemblea   Regionale
  Siciliana  affinché le Commissioni competenti possano cominciare  a
  lavorare.  Per approvare il Bilancio e la Finanziaria il Parlamento
  ha diritto ad avere almeno 45 giorni di tempo, per un esame attento
  dei  documenti  contabili  ed  ancor più  urgente  che  il  Governo
  presenti  quanto  prima il nuovo Documento di Economia  e  Finanza,
  appunto,  preliminare all'inizio dell'esame dei documenti contabili
  che prima citavo.
   Noi  vi sfidiamo a rinegoziare migliorandone i contenuti, l'intesa
  Regione-Stato.  Non  ci  preoccupa, anzi, ci  auguriamo  che  possa
  essere  possibile  una  revisione, una  rinegoziazione  dell'intesa
  raggiunta  dallo  scorso  Governo con lo Stato,  che  possa  essere
  migliorativa.  Però  credo  che su  questo  ci  sono  stati  troppi
  proclami  che  ancora non hanno trovato riscontro. Sono  trascorsi,
  lei  mi  dirà,  pochi giorni, ma io credo che i Siciliani  vogliano
  sentire   parlare  più  di  fatti.  Siamo  già  in  piena  campagna
  elettorale per le nazionali.
   Ecco,  io  credo  che  dobbiamo limitare qualsiasi  intervento  di
  natura  propagandistica ed invece concentrarci con serietà rispetto
  ad  impegni urgenti che devono vedere questo Parlamento  pronto  ad
  affrontare  le  principali emergenze, alcune  delle  quali  lei  ha
  citato,  appunto,  astenendoci dal fare propaganda  a  danno  della
  nostra  Regione,  ma  anzi sfidandoci reciprocamente  nell'avanzare
  proposte che possano essere migliorative per affrontare le  diverse
  politiche  di  settore,  mi  riferisco  all'agricoltura,  come   al
  turismo,  come  al settore dei beni culturali, come  alla  pubblica
  amministrazione.
   Noi  avanzeremo  le  nostre  proposte di  legge,  avanzeremo  atti
  parlamentari,  mozioni,  ordini  del  giorno,  che  potranno  anche
  indirizzare l'azione del Governo. Vogliamo svolgere un ruolo attivo
  e  propositivo. Saremo assolutamente intransigenti sui temi che per
  noi  sono parte essenziale penso dell'impegno politico del  Partito
  Democratico  certamente, ma di ogni parlamentare eletto  in  questa
  Assemblea.
   I temi della legalità, che lei prima ha citato. Noi siamo pronti a
  confrontarci  ovviamente  sul  codice  etico  che  era  già   stato
  incardinato    in   quest'Aula   nella   precedente    legislatura.
  Condividiamo   l'esigenza  di  migliorare  anche  l'assetto   della
  pubblica  amministrazione. La pubblica amministrazione,  nelle  sue
  diverse  articolazioni, in Sicilia statale per  la  presenza  dello
  Stato,  regionale  che riguarda le aree di zona vasta  come  le  ex
  Province,  che riguarda quindi le Città metropolitane o  i  singoli
  comuni,  deve  essere una pubblica amministrazione al servizio  del
  cittadino, dello sviluppo, dei diritti, delle imprese.
   Noi   abbiamo  colto  nel  sul  intervento  anche  un  riferimento
  all'esigenza  di migliorare la pubblica amministrazione  regionale.
  Siamo  pronti  a  confrontarci, ma riteniamo che le  risorse  umane
  siano  fondamentali.  Noi riteniamo che sia doveroso  procedere  al
  rinnovo  del  contratto  di  lavoro dei  dipendenti  regionali  che
  aspettano da oltre dieci anni. La novità qual è? La novità è che lo
  Stato  si  è  impegnato  a  rinnovare il  contratto  di  lavoro  ai
  dipendenti pubblici statali, è giusto che il Governo della  Regione
  avvii rapidamente un confronto con le organizzazioni sindacali  per
  muoversi  parallelamente, né un passo avanti né un passo  indietro,
  ma  per  riconoscere anche ai dipendenti regionali i giusti diritti
  dopo troppi anni di attesa.
   Riteniamo   che  vada  fatto  uno  sforzo  aggiuntivo   sul   tema
  fondamentale,  che prima citavo, che ho definito lavoro  produttivo
  sviluppo  produttivo. Mi piacerebbe che questo Parlamento dedicasse
  qualche  seduta  di appassionato dibattito ai temi del  modello  di
  sviluppo che noi vogliamo per la Sicilia. Su cosa vogliamo puntare?
  Vogliamo puntare davvero sul turismo, sul turismo culturale,  sulla
  piccola e media impresa, sull'artigianato? Come vogliamo affrontare
  le  principali  crisi delle aree industriali della nostra  Sicilia?
  Penso  a  Termini Imerese, penso a Gela, penso all'area industriale
  di  Siracusa  o  di  Catania.  Io  penso  che  su  questo  dobbiamo
  concentrare  gran parte della nostra attenzione e riportare  ad  un
  dibattito  parlamentare  anche  il  tema  dei  fondi  europei.  Noi
  chiediamo  che  questo  Parlamento  possa  anche  esprimersi  sulla
  programmazione dei fondi comunitari, possa attivare un monitoraggio
  attento  della  spesa comunitaria. Non ci piace una  programmazione
  comunitaria  eccessivamente o esclusivamente burocratica.  Vogliamo
  che  i  rappresentanti del popolo eletti dai  siciliani  in  questa
  Assemblea regionale possano davvero entrare nel merito e tra tutti,
  maggioranza e opposizione, direi quasi fare a gara per avanzare  le
  proposte  più  efficaci per migliorare anche l'utilizzo  dei  fondi
  europei e rilanciare gli investimenti e mi riferisco anche ai fondi
  del  patto  per  il  sud che sono estremamente  importanti  per  le
  infrastrutture,  in particolare per le strade,  per  migliorare  la
  viabilità  soprattutto  delle aree interne  della  nostra  Sicilia,
  direi precondizione anche per lo sviluppo di quei territori sia sul
  piano  del turismo che dell'agricoltura ma anche di tutte le  altre
  attività  produttive  a  parte che fondamentali  per  garantire  il
  diritto alla mobilità dei cittadini in questo territorio.
   Abbiamo  colto  anche un riferimento al tema del credito  che  noi
  valutiamo  assolutamente  fondamentale e  credo  che  questo  è  un
  argomento  che  dobbiamo  affrontare  anche  guardando  ai   grandi
  istituti di credito che devono mettere a disposizione della Sicilia
  fondi  importanti per gli investimenti. La Sicilia non  può  essere
  solo  una  rete di raccolta degli sportelli bancari dei  principali
  istituti  di  credito nazionali, ma ha diritto anche ad  avere  una
  quota  di investimenti e di credito significativo al servizio delle
  imprese e dello sviluppo.
   Abbiamo  anche colto un certo ridimensionamento nelle linee  guida
  da  lei  illustrate  rispetto al programma presentato  in  campagna
  elettorale, ma ci ripromettiamo di leggere con maggiore  attenzione
  il documento che lei ha annunciato per poterlo meglio approfondire,
  ma  che  non sia un alibi la condizione del bilancio della  Regione
  per  un  ridimensionamento degli impegni che vi attendono in questa
  legislatura, perché in quest'Aula anche lei è stato presente  nella
  scorsa  Legislatura e quindi non può dire che non sapeva  perché  è
  stato  partecipe,  sapevamo quali fossero le  criticità  dei  conti
  pubblici,  in  parte o in gran parte abbiamo avviato  un'azione  di
  risanamento,  siamo  consapevoli che quest'azione  di  risanamento,
  così come anche ci ha indicato la Corte dei Conti, deve proseguire.
  Ma  è  chiaro  che  a questa azione di risanamento  dobbiamo  anche
  coniugare  un'azione  forte  di  crescita  economica,  sociale,  di
  sviluppo, di investimenti.
   Dobbiamo attivare questo secondo binario che è fondamentale  anche
  per  aumentare il gettito fiscale e quindi venir fuori dalla  crisi
  vissuta  negli  ultimi anni che è stata una crisi internazionale  e
  sicuramente  anche la più grave crisi economica che ha  interessato
  il nostro Paese nel dopoguerra.

   PRESIDENTE. Presidente, il tempo è trascorso.

   LUPO. Concludo, aderendo all'invito del Presidente dell'Assemblea,
  credo  che un'attenzione maggiore meritino i comuni. Penso  che  va
  fatto un approfondimento serio sul tema dell'emergenza rifiuti.  Mi
  lascia  perplessa l'ipotesi di affidare alle province, come lei  le
  chiama, anche le competenze in materia di rifiuti. Vorrei ricordare
  a  tutti  noi  che sulle province aspettiamo ancora  che  la  Corte
  costituzionale  si pronunci e quindi probabilmente  parlare  di  un
  potenziamento delle competenze e delle funzioni delle province  può
  essere  fatto  un  momento  dopo  che  venga  confermato  l'assetto
  istituzionale.  Però  aspettiamo  di  conoscere  la  proposta   del
  Governo,  aspettiamo  di  leggere  il  disegno  di  legge  che  lei
  presenterà e sul quale noi siamo pronti a confrontarci.
   E vorrei rivolgere una parola in maniera conclusiva agli elettori,
  ai  cittadini  della  nostra Regione. Il  Partito  Democratico,  in
  quest'Aula,  porterà avanti la propria azione  parlamentare  in  un
  raccordo   continuo   e   costante  con  i   territori,   con   gli
  amministratori   locali,  con  i  cittadini  svolgendo   assemblee,
  incontri  che  ci coinvolgeranno e ci impegneranno  nel  corso  già
  delle  prossime  settimane,  ma nel corso  dell'intera  legislatura
  perché  vogliamo  essere qui in quest'Aula la  voce  dei  cittadini
  siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,  Governo,   onorevoli   colleghi,
  cittadini, mi sia consentito dire senza piglio polemico oggi che  a
  tratti,  le  linee programmatiche da lei espresse  hanno  avuto  il
  piglio  del  comizio  elettorale.  Questo,  se  vogliamo  veramente
  prenderci  tutta la responsabilità del nostro ruolo, non  deve  più
  succedere.  Basta  campagna elettorale in Sicilia  con  i  temi  di
  questa bistrattata Sicilia
   Presidente,  le ho sentito dire, parlare del problema Sicilia.  E'
  brutta  questa  espressione. Parliamo dei problemi  della  Sicilia,
  perché  distinguendo, separando, analizzando, individuando  i  vari
  settori di intervento, in maniera programmatica e con risolutezza e
  velocità  si  deve  finalmente  intervenire.  Finalmente,   perché,
  Presidente,  come  lei  anche  noi siamo  stati  qui  nella  scorsa
  legislatura. Tante parole sono state dette, tanti proclami,  e  non
  siamo  stanchi noi, sono stanchi i siciliani di sentire  parole  al
  vento. Noi abbiamo il dovere, l'onere - e io lo sento fortemente  e
  lo  sente  il  mio gruppo fortemente sulle proprie spalle  e  nella
  propria   coscienza  -  e  la  responsabilità  di  fare   ritornare
  l'entusiasmo  del  dirsi  siciliani,  l'entusiasmo  del  vivere  in
  Sicilia,  del  lavorare, dell'operare in Sicilia, per  non  doverci
  sempre  lamentare,  per  non  dovere sempre  noi  stessi  definirci
  piagnoni  e  soprattutto  essere definiti dall'esterno  in  Italia,
  nell'Europa e nel mondo, sempre l'isola fanalino di coda. Questo  è
  intollerabile
   Questo  tipo di analisi ci deve condurre all'analisi anche di  ciò
  che  è  avvenuto  finora. L'unico dato che ci è  dato  rilevare  in
  questo momento è la lentezza con cui questo Governo sta procedendo.
  E'  un Governo che chiaramente non può dirsi non collegato rispetto
  a  quello che è il rapporto con la propria maggioranza parlamentare
  all'interno  di questo Parlamento perché si vive di  una  simbiosi,
  chiaramente, perché questo vogliono le istituzioni, è così che vive
  il Parlamento nel rapporto con il Governo.
   Signor  Presidente, da questo momento in poi,  non  abbiamo  alcun
  motivo  per  non  dirci forza di proposizione. Saremo  propositivi,
  come lo siamo sempre stati. Il Movimento Cinque Stelle sarà attento
  rispetto   a  ciò  che  succede  e  che  verrà  fuori   come   atto
  amministrativo  dalla vostra penna, dalle decisioni collegiali  del
  Governo;  sarà attento rispetto a ciò che avverrà qui dentro;  sarà
  solerte  nella  proposta,  come  lo è  sempre  stato;  inflessibile
  rispetto,  però, a qualsiasi atto che non rispetti il  solco  della
  legge.
   E  questo è un richiamo rispetto, appunto, ad un operato che spero
  sia da tutti condiviso e posto in essere per i siciliani.
   Le  dicevo, signor Presidente, lentezza. Questa lentezza non ce la
  possiamo più permettere, è già tardi. Io non voglio attaccarmi alle
  sue  prime  azioni,  ma  i  primi atti che  abbiamo  visto,  l'aver
  ritirato la delibera sull'Agenda digitale. Capisco che ci voglia un
  momento di riflessione ma dobbiamo andare avanti, dobbiamo correte.
   Delle  ferite della Sicilia che lei ha enunciato, per molte non  è
  stata   data   alcuna   proposta  sul   come   risolverle   perché,
  effettivamente,  le va dato atto, le ha enunciate  tutte;  solo  di
  alcune,  probabilmente, si è dimenticato ma siamo qui  proprio  per
  ricordargliele.
   Queste  ferite  bruciano  E, allora, anche quando  lei  dice:   la
  Regione  deve essere arbitro . No. La Regione deve essere giocatore
  di  punta, deve trainare, deve trainare i processi e deve  fare  in
  modo  che  non ci si senta più dire, noi che stiamo sul  territorio
  giorno  dopo  giorno, parlando e interfacciandoci con i  cittadini,
  voglio fare impresa in Sicilia, voglio lavorare, voglio avviare  il
  mio  piccolo  percorso,  piccola o media impresa  che  sia,  ma  la
  Regione è il primo ed unico ostacolo. Questo non è più tollerabile
   E,  allora,  signor Presidente, mettiamo da parte,  le  chiedo  di
  mettere  da  parte  il Manuale Cencelli. La velocità  dei  processi
  amministrativi viene anche prodotta dal non guardare a chi  va,  in
  termini  di  ricaduta  politica, l'uno  o  l'altro  intervento,  ad
  esempio,  del  dissesto idrogeologico che non mi  pare  sia   stato
  trattato oggi.
   Andiamo,  individuiamo le emergenze e si proceda a fare perché  la
  Sicilia  ha  bisogno di dignità ed è una parola che  poco  è  stata
  espressa quest'oggi. La dignità.
   Per  esempio,  le  parlo della dignità di un  disabile  di  potere
  vivere in Sicilia senza dovere chiedere niente a nessuno se  non  i
  propri diritti.
   Le  politiche di tutela delle fragilità. Sto dicendo un po' quello
  che  non è stato detto perché è importante ricordarlo e per  questo
  abbiamo lavorato cinque anni e continueremo a lavorare.
   La tutela ed il sostegno della maternità anche dopo la nascita. La
  madre  si trova in gravissime difficoltà sia lavorative, sia perché
  essa è il centro della vita familiare.
   La  dignità  che  deriva dalla vivibilità delle nostre  città.  E,
  ancora,  le  politiche  giovanili. E ancora,  la  spesa  dei  fondi
  comunitari, il micro credito, il sostegno a coloro che non hanno un
  reddito.
   Questo,  signor  Presidente,  vuole essere  un  contributo,  vuole
  essere  un voler dire: via la lentezza, via il Manuale Cencelli,  è
  già  tardi, dobbiamo cominciare a lavorare, anzi, molti  dei  punti
  del  nostro  programma sono già applicabili,  oggi,  rispetto  alle
  politiche dei rifiuti che, come sappiamo, sono la pietra  al  collo
  della Sicilia, il cappio al collo.
   Noi  abbiamo già un piano operativo da applicare. Lo doniamo,  non
  abbiamo  problemi di mettere il cappello su alcuna delle iniziative
  perché  sono  idee  dei cittadini siciliani e, pertanto,  siamo  in
  questa veste, Presidente;  basta più proclami e velocizziamo perché
  i  siciliani  hanno bisogno non più di politiche di  restaurazione,
  qualche  vento  di  restaurazione è stato  possibile  sentirlo  nei
  giorni   precedenti  anche  in  quest'Aula.  Basta   Chiediamo   ai
  siciliani  qual è il volto della Sicilia che vogliono  dipingere  e
  che  lo  si  metta in atto. Ciascuno, chiaramente, per  le  proprie
  parti e per il ruolo che riveste in questo Parlamento. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  presidente della Regione, ho ascoltato il suo intervento ed è stato
  un intervento che, comunque, lo hanno già notato altri colleghi, ha
  riportato  uno  stile in quest'Assemblea e questo è  già  un  fatto
  estremamente positivo.
   Ma  è  stato  un  intervento in cui in un'ora e mezza  sono  stati
  elencati  tanti problemi della Sicilia. Questo non a dimostrazione,
  evidentemente,  perché  chiunque al suo posto  si  sarebbe  trovato
  nella  stessa necessità, cioè di dover elencare una serie di annosi
  problemi  che, negli anni e nel tempo, non sono stati né affrontati
  né quanto meno risolti.
   Ed  è difficile non condividere con lei, Presidente, e quindi  con
  l'azione  di  governo  che  lei vorrà esercitare,  quest'elenco  di
  problemi,  perché  sono  problemi  che,  evidentemente,  conosciamo
  tutti,  sono  risaputi  e  sono questioni lasciate  ed  abbandonate
  spesso  alle  lungaggini  non  solo  della  burocrazia,  ma   anche
  dell'inerzia politica, da tanti anni, da tanto tempo e che, quindi,
  sono  problemi di tutti e sono, oggi, purtroppo, ahimè per  lei,  i
  suoi problemi e le questioni che lei dovrà affrontare.
   Però,  lei  ha  detto  una cosa, ha detto che c'è  una  differenza
  sostanziale  fra le idee e l'azione. Ecco, su questo  mi  permetto,
  signor Presidente, di fare qualche annotazione perché dietro questa
  elencazione  -  forse  non  era questa la  seduta,  forse  poi  lei
  pretenderà, come è giusto che sia, di intervenire anche con disegni
  di  legge che affrontino le questioni e pongano le soluzioni -  non
  abbiamo  capito,  su  questioni  molto  importanti,  come  poi   si
  intenderà agire.
   Mi  permetto,  qui,  in  una  fase che deve  essere  assolutamente
  costruttiva nella dialettica e nel rapporto che lei si è  auspicato
  che ci sia in questo Parlamento, di proporle su alcuni temi, alcune
  questioni  particolari, anche la possibilità di  focalizzare  e  di
  centrare queste questioni in maniera un po' più puntuale.
   Mi riferisco, innanzitutto, al tema principe, che condivido perché
  lei sa bene qual è la mia sensibilità, qual è la mia storia, qual è
  il  mio  modo di vedere alcune questioni, che è quello del  lavoro.
  Lei  l'ha detto come la priorità delle priorità e su questo non  si
  può che essere assolutamente d'accordo e su questo non possiamo che
  essere tutti assolutamente d'accordo. Mi è piaciuto pure quando  ha
  declinato la necessità di recuperare la dimensione e la dignità del
  lavoro   in   questa   Regione  attraverso  l'investimento   e   la
  focalizzazione su quella che è la vera natura del lavoro che è data
  dall'impresa  privata. Ecco, questa è una dimensione che  a  questa
  Assemblea è molto mancata negli ultimi anni e che credo abbia anche
  impoverito ed immiserito l'azione politica di chi l'ha preceduta.
   Però,  qui  bisogna  capire  cosa vuol dire  puntare  sull'impresa
  privata  e, come ha detto lei, rimodulare i Fondi europei.  Queste,
  infattti, sono due cose che possono anche rappresentare, come dire,
  la  straordinarietà di un'azione di governo che intende partire col
  passo   giusto.   E  questa  straordinarietà,  che   significa   la
  rimodulazione di chi negli anni scorsi ha standardizzato  la  spesa
  dei  Fondi  europei  a vecchi vizi ed antiche abitudini  che  nulla
  hanno prodotto a questa Terra, significherebbe davvero il punto  di
  svolta.
   Allora,  puntare  sulle imprese. Rimodulare i fondi  europei,  per
  farne  cosa? Per affidarli alle imprese private? E, quindi,  lavoro
  come conseguenza dello sviluppo imprenditoriale che viene affidato,
  oggi,  a  chi ha il coraggio di intervenire, di investire,  di  far
  fruttare  anche  attraverso il lavoro delle  proprie  aziende,  nel
  proprio  territorio, la propria storia e far sì che questo  lavoro,
  che questo aumento del nostro PIL, non del PIL soltanto italiano  -
  come ha ben detto lei -, possa passare da una ritrovata intesa  tra
  politica  e  tessuto imprenditoriale, quello sano chiaramente,  che
  possa metterci nelle condizioni di passare da terra di consumatori,
  come  lei  ha  ben  detto, a terra di produzione.  E,  allora,  qui
  bisogna  intervenire secondo due direttrici, signor Presidente.  Mi
  permetto  di  indicargliele  e parlo anche  all'assessore  Lagalla,
  perché potrebbe essere interessato.
   La  prima  direttrice è quella dell'industrializzazione di  questa
  Sicilia. Senza le industrie non c'è sviluppo, non c'è sviluppo  che
  possa  sostenere  l'enorme  cifra della disoccupazione  che,  oggi,
  registriamo in Sicilia.
   L'industrializzazione  altro non è che il completamento  e,  parlo
  anche  con  l'assessore  Bandiera, della filiera  agricola,  quella
  filiera  agricola  che,  oggi, è allo stato  arcaico  perché  siamo
  produttori di beni agricoli e l'agricoltura rappresenta il  23  per
  cento  del  nostro  PIL,  ma  la  nostra  agricoltura  non  è   mai
  un'agricoltura che riesce a diventare prodotto industriale vero.
   Noi  siamo  5 milioni di consumatori in Sicilia capaci di  reggere
  un'intera   economia  industriale,  capace  di  avere   un'economia
  industriale in condizione di potere invadere i mercati che non sono
  siciliani e, quindi, italiani ed europei. Non l'abbiamo mai  fatto.
  Io non voglio passare dalla parte dei vittimisti perché ce lo hanno
  impedito.  Forse  ce  lo hanno pure impedito  ma,  certamente,  non
  l'abbiamo mai voluto.
   Allora,  far sì che tutti i Fondi europei, la stragrande parte  di
  questi  Fondi europei siano destinati allo sviluppo industriale  di
  questa Terra, alla possibilità di far sì che dal pomodoro si  passi
  alla  salsa,  dalla  produzione di frutta si  passi  ai  succhi  di
  frutta.  Ecco, se lei riuscisse veramente ad invertire la rotta  ed
  a  far sì che questo avvenga, allora lì siamo veramente al punto di
  svolta.
   Anche  lo strumento, se lo ricorda l'assessore Armao perché  è  lo
  strumento  che  abbiamo  inventato 7,  8  anni  fa  in  Commissione
   Bilancio'  e che divenne un disegno di legge che fruttò  veramente
  per la Sicilia grandi investimenti e grandi opportunità e che è  la
  famosa  legge  sul credito d'imposta che consente all'imprenditoria
  privata   di   utilizzare  i  Fondi  europei  in  maniera   celere,
  trasparente ed assolutamente non condizionata dalla burocrazia.  E'
  una legge che già c'è, va soltanto finanziata con i Fondi europei.
   Come  si  lega,  assessore Lagalla, al suo  Assessorato?  Si  lega
  facilmente,  perché  lo ha detto il Presidente,  basta  con  questa
  formazione,   basta   con   questi  interventi   sulla   formazione
  stereotipati,  datati e che non producono nulla ma  soltanto  spese
  inutili.
   Allora, le imprese che dovessero aderire ad un Fondo europeo  dove
  il  dimensionamento di una impresa privata può crescere  e  si  può
  passare ad una fase di industrializzazione di questa stessa azienda
  che ancora è rimasta ad un livello di semplice produzione agricola,
  potrebbe adoperare i Fondi per la formazione attraverso il  sistema
  della   work experience', fuori dalle cosiddette aule e dentro  gli
  stessi impianti di produzione.
   Questo  sarebbe  un doppio vantaggio per l'impresa siciliana;  non
  solo i fondi di investimento per linee di produzione che mettono  a
  sistema   la   nostra  economia,  ma  anche  aiuto,   assolutamente
  estendibile  dalle  leggi e dai regolamenti  comunitari,  a  favore
  dell'abbassamento del costo del lavoro in una prima fase, inserendo
  i  giovani  nel sistema produttivo e facendo esperienza all'interno
  dell'azienda.
   Ecco,  questa  sarebbe  la rivoluzione,  questo  sarebbe  il  vero
  cambiamento,  questo  significa  rimoduliamo  i  Fondi  europei   ,
  iniziamo a produrre.
   Lei  deve sapere, signor Presidente, che per ogni milione di  euro
  che  viene  investito in attività produttive e, quindi,  in  questo
  caso,  industriali o semi industriali si generano da 5 a 7, 8 posti
  di  lavoro  fissi e duraturi nel tempo. Immagini cosa  voglia  dire
  prendere  4,  5  miliardi  e  metterli a disposizione  del  sistema
  produttivo siciliano.
   Secondo  punto,  che  è  un  altro tema fondamentale,  quello  del
  turismo. Io qui non entrerò nel merito perché è troppo facile  dire
  cose condivisibili e scadere nella banalità. Dico soltanto che  non
  bisogna  continuare  a fare le cose che hanno fatto  maldestramente
  gli  altri.  Non bisogna più ripetere gli errori del  passato,  che
  l'Assessore  ed il Presidente focalizzino veramente quali  sono  le
  iniziative che creano investimenti strutturali nel turismo al di là
  delle  strutture alberghiere, al di là delle strutture di servizio,
  anche  quelle  che possono essere le cosiddette manifestazioni  più
  importanti.
   Facciamo prevalere, signor Assessore, il merito e l'efficienza che
  già  ci  sono  e non vengono premiati e lei già se ne sta  rendendo
  conto  dalle prime cose che si è ritrovato in mano che non vanno  a
  premiare  i  risultati, ma tutta una serie di casistiche  che  dico
  sono  patologie del sistema burocratico della Regione  siciliana  e
  che  finiscono col dare risorse esagerate a chi non le merita e non
  dare risorse importanti a chi, invece, le merita.
   I  beni culturali. Ho sentito il Presidente dire che ci sono tanti
  proprietari  di  patrimonio culturale  in  Sicilia.  Vero,  non  ci
  avevamo fatto caso.
   Signor  Presidente,  però non è soltanto il  problema  di  mettere
  d'accordo  tutti  perché  dopo avere messo  d'accordo  tutti  -  la
  Regione,  i  comuni, le curie, eccetera -, non abbiamo  risolto  il
  problema.
   Nell'offerta turistica siciliana, oggi, rispetto ai nostri  grandi
  competitors   mondiali   abbiamo  un   grande   difetto.   Abbiamo,
  probabilmente,  il  più ingente patrimonio di opere  pubbliche  del
  mondo, soltanto che ce lo abbiamo tutto sparpagliata sul territorio
  ed è inservibile dal punto di vista turistico.
   Non  si  può dare ad un singolo Paese, non voglio scomodare  alcun
  nome né citare alcuna opera d'arte per andare a vedere una cosa.
   Il  coraggio  qui è superare i campanili, fare una  guerra  contro
  tanti  piccoli campanili e piccoli amministratori che difendono  il
  proprio   patrimonio  come  se  fosse  la  salvezza   del   proprio
  territorio.
   Immagini cosa vuole dire, signor Presidente, avere un grande museo
  siciliano  dove dentro c'è tutto. Significherebbe che nessun  Paese
  al  mondo  potrebbe  competere  con questo  museo,  significherebbe
  essere dei grandissimi attrattori di turismo culturale.
   Chiudo  con  la  questione dei rifiuti. Lei ha  detto  delle  cose
  giuste  tra  cui  l'impossibilità di  conferire  nelle  discariche;
  questo è un dato di fatto obiettivo. Per portare questa immondizia,
  questi rifiuti fuori dalla Sicilia chi paga? Bisogna andare anche a
  premiare chi è stato virtuoso in questo momento perché se poi  paga
  la Regione o pagano tutti i cittadini, non è giusto.
   Dico  ciò  perché  ci  sono  tanti modi per  aiutare  le  famiglie
  siciliane.   Uno   degli   obblighi  che   dovrebbero   avere   gli
  amministratori  pubblici  e  locali  sarebbe  quello  di  fare   la
  differenziata  non  solo  perché lo dice la  legge  e  la  Comunità
  europea.  La differenziata va fatta perché può comportare  risparmi
  alle  famiglie del 40, 50, 60 per cento rispetto a tariffe che sono
  diventate   esose,  talvolta  improponibili  per   famiglie   medie
  siciliane.
   Ci  deve  essere  un  modo per sconfiggere la corruzione  che  sta
  dietro  l'impossibilità di fare la raccolta differenziata in alcuni
  comuni e la complicità, di cui si diceva prima, che c'è anche nella
  Regione siciliana di impedire che il sistema delle discariche venga
  bloccato.
   Ci  deve  essere  un  modo  Questo modo  sono  i  sindaci,  signor
  Presidente.
   Bisogna  rompere  questa  compiacenza,  incoraggiando,  o  meglio,
  costringendo  i  sindaci  a  farla.  Come?  Se  non  la  fanno,  li
  commissariamo,  sciogliamo  i consigli  comunali,  commissariamo  i
  comuni ed imponiamo che si faccia la differenziata.
   Le  faccio  un  esempio della mia città: l'anno scorso  di  questi
  tempi  non aveva ancora la raccolta differenziata, fatto clamoroso,
  gravissimo, figlio di una storia politica sbagliata che  non  aveva
  avuto mai il coraggio di osare. Eppure, Acireale è una fra le città
  più  grandi  della  Sicilia, non è un paesino  dove  è  più  facile
  realizzare  il servizio di raccolta differenziata. In  sette,  otto
  mesi  siamo  arrivati  al  75 per cento di  raccolta  differenziata
  abbattendo la tariffa del 30, 40 per cento già da quest'anno.
   Ciò  significa  che se le cose si vogliono fare, si  possono  fare
  anche dove nessuno pensi sia possibile.
   E'  necessario anche un livello di imposizione e coercizione  che,
  in  questo  momento,  è  nelle sue mani, Presidente,  non  solo  in
  qualità  di  Presidente  della Regione ma anche  di  Assessore  pro
  tempore.
   Noi  di Sicilia Futura tifiamo per la Sicilia e davanti allo stato
  di emergenza che ci troviamo a vivere - non possiamo non notarlo  -
  non  ci tireremo indietro rispetto alle nostre responsabilità.  Lei
  le ha richiamate e noi ce le assumiamo.
   Saremo lì ad assumercele ed a garantire il nostro sostegno laddove
  ci  troveremo  davanti  a  fatti concreti, iniziative  precise  che
  cambiano le cose, creano le condizioni di differenziazione rispetto
  allo  status  quo  e  questo lo faremo solo se troveremo  reciproco
  ascolto,  troveremo  riscontro  anche  alle  nostre  iniziative   e
  troveremo la capacità di una civiltà delle politica che deve andare
  oltre  le  parti perché credo che, in questo momento,  in  Sicilia,
  tutto serva tranne la partigianeria.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.
   Abbiamo  deciso,  tacitamente, di discutere le  dichiarazioni  del
  presidente  Musumeci  facendo  parlare  un  deputato  per   Gruppo.
  L'onorevole  Cancelleri, come voi ricorderete,  è  stato  candidato
  Presidente,  è  il  non  vincitore  della  campagna  elettorale,  è
  arrivato  secondo, ha diritto ad essere eletto deputato  regionale,
  per  lui  deroghiamo alla regola di uno per Gruppo e gli  diamo  la
  facoltà di parlare.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  signori  Assessori,   onorevoli
  colleghi e cittadini che ci ascoltano dalla diretta.
   Ho  ascoltato  con  estremo interesse il discorso  del  presidente
  Musumeci  e,  devo dire con grande onestà, mi sarei  aspettato  una
  capillarità  di  argomenti  non tanto nella  mera  enunciazione  di
  tutti   quelli  che  sono  i  problemi  della  nostra   Terra,   ma
  raccontandoci anche come questi problemi dovrebbero essere risolti.
   Evidentemente, sarà una mia deformazione, Presidente, perché  veda
  con  molta  probabilità  sono diventato,  durante  questa  campagna
  elettorale, il geometra più famoso della nostra Regione, visto  che
  sono  stato  più volte indicato come persona non capace  di  potere
  ambire  al  ruolo  di Presidente della Regione proprio  perché  non
  possedevo  una  laurea, proprio come la persona  che  siede,  oggi,
  sulla poltrona del Presidente della Regione.
   Ma  mi ha fatto specie ascoltare,  proprio da quello che, oggi,  è
  il nostro Presidente della Regione che, invece, il titolo di studio
  non  conta nulla. Quindi, quello che abbiamo ascoltato in  campagna
  elettorale, oggi, però, si ribalta.
   Forse  dovrebbe raccontarlo meglio a qualche Assessore  della  sua
  Giunta che ancora, oggi, invece, continua non ad attaccarmi, perché
  veda  c'è  una  differenza fra un attacco politico  e,  invece,  il
  dileggio, l'insulto, l'infamia ed è quello di entrare nel merito di
  qualcosa  e  di criticarne l'operato ed il contenuto.  L'insulto  è
  invece  qualcosa che non riguarda né la politica né tutto il resto:
  è  solo  maleducazione   E mi riferisco all'assessore  Sgarbi  che,
  spesso  e  volentieri,  si  rivolge a me  con  toni  che  non  sono
  assolutamente  né di questo mondo né del  mondo del  buon  senso  e
  delle persone di buona volontà e di buona educazione.
   Abbiamo  sentito parlare di bilancio, di rinegoziazione. Ho  letto
  sui  giornali, in questi giorni, che si sta cercando attraverso  la
  commissione di saggi, si è fatta un'operazione verità, si  è  fatta
  una  conferenza stampa per raccontarci quali erano i  disagi  ed  i
  problemi  della nostra Regione: 5 miliardi di euro  di  deficit,  8
  miliardi di euro di disavanzo e tutta una serie di debiti  e  tutta
  una serie di altre situazioni.
   Ma,  presidente Di Mauro, se avessimo potuto leggere la  relazione
  della  Corte dei Conti per scoprire che quei numeri già erano stati
  iscritti  durante  il  giudizio di parifica dell'allora  presidente
  Crocetta  e,  invece, abbiamo avuto bisogno di una  commissione  di
  saggi.  Noi  indicavamo ma lo auspicava anche il  Presidente  della
  Corte  dei  Conti, Maurizio Graffeo, che il prossimo Governo,  cioè
  questo Governo, appena insediatosi, potesse invece avviare una  due
  diligence  direttamente  con  la  Corte  dei  Conti  per  andare  a
  verificare, punto per punto, non solo le entrate e le uscite  e  la
  loro  veridicità, ma se era vero  o meno che quelle entrate fossero
  realmente corrispondenti a quelle uscite.
   Operazione che non viene fatta, non è stato attivato un canale con
  la  Corte  dei Conti, forse perché - ma questo lo dico io e  magari
  sarò  un  mal pensante, colleghi -, però, magari mi viene  pure  da
  pensare  che  non  è che se la Corte dei Conti mette  mani  a  quel
  bilancio della Regione trova delle responsabilità anche antecedenti
  all'ultimo quinquennio del Partito Democratico del governo Crocetta
  e che, magari, cominciamo ad uscire fuori con dei responsabili che,
  oggi, sono di nuovo dentro quest'Aula.
   Magari è così, o magari mi sbaglio
   Ho,  poi, sentito parlare di territori, delle ex provincie,  della
  possibilità  di  fare rinascere questo nuovo ente  territoriale  di
  medio  livello, per dare la possibilità ai lavoratori di  rientrare
  di  nuovo  all'interno  di  una grande  istituzione,  riempiendoli,
  ancora  una  volta,  ancora  di più di  competenze  e  dandogli  la
  responsabilità di gestire interi settori che riguardano i  rifiuti,
  che  riguardano l'acqua, le strade, la manutenzione delle scuole  e
  rimettendo   anche  la  classe  politica  all'interno  e,   quindi,
  ricreando le poltrone.
   E' mancata solo una cosa in questa storia: i soldi, perché durante
  la  campagna elettorale, non io soltanto, perché sicuramente  anche
  il  presidente  Musumeci, in qualità di candidato  alla  Presidenza
  l'avrà   fatto,   ne  sono  certo,  perché  gli  riconosco   questa
  sensibilità,   avrà   parlato  con  le  centinaia   di   lavoratori
  asserragliati sulle gru e, ringrazio il collega Stefano  Zito  che,
  in  maniera  eroica,  ne ha fatto scendere qualcuno  dalla  gru  di
  Siracusa, perché era veramente  molto pericoloso ed in tante  altre
  provincie della Sicilia.
   Non  mi  pare  che  chiedessero di nuovo la  reintroduzione  delle
  poltrone  della politica e non mi pare che chiedessero, ancora  una
  volta,  di  reintrodurre nuove competenze; stavano,  semplicemente,
  chiedendo i denari per potere avere, ancora una volta, lo stipendio
  pagato  e  la  possibilità, ancora una volta, di guardare  al  loro
  posto  di lavoro con dignità. E non mi pare che queste cose abbiano
  a  che  fare   né con nuove competenze, perché se non gli  diamo  i
  denari   queste  competenze  non  potranno  essere,  assolutamente,
  sviluppate,  né  tantomeno che chiedessero, ancora  una  volta,  di
  reintrodurre la politica all'interno della nuova macchina delle  ex
  provincie.
   Imprese:  le  imprese  siciliane vanno valorizzate.  Questo  è  un
  mantra   Da  15  anni che lavoro, perché oltre  al  geometra,  caro
  Presidente,  io  prima facevo anche il magazziniere,  per  cui  ero
  davvero una persona che della manualità ha fatto il suo lavoro,  in
  buona sostanza.
   E'  da 15 anni, da quando lavoravo in quell'azienda che sento dire
  che le imprese sono il volano della nostra Sicilia, che le dobbiamo
  valorizzare,  che le dobbiamo spingere. L'accesso  al  credito,  le
  possibilità di finanziamento, una Regione che si mette al fianco di
  queste imprese per l'internazionalizzazione, per la possibilità  di
  fare   sempre   e  nuovi  contratti  lavorativi,  le  esportazioni,
  Bruxelles,  questo ufficio straordinario e la possibilità  di  fare
  diventare la Sicilia il luogo di incontro di quelle grandi culture,
  dell'asiatica  e  dell'americana, che da  mercati  che  si  possono
  scontrare nel Pacifico, invece, si vengono ad incontrare al  centro
  del Mediterraneo.
   Che meraviglia  E' un'idea meravigliosa
   Solo che sono parole  Sono rimaste sempre parole  E continueranno,
  ancora oggi, ad essere parole se non verranno messe accanto a delle
  operazioni  tangibili.  Quali sono i fatti  reali  affinché  queste
  parole possano diventare davvero realtà?
   Io,  allora,  le  voglio semplicemente raccontare  una  cosa  che,
  probabilmente,  lei  saprà benissimo, è una piccola  goccia  in  un
  grande mare che è quello della grande disoccupazione siciliana. Una
  piccola  goccia  E riguarda i giovani: nei cinque anni passati,  il
  Gruppo  parlamentare del Movimento Cinque Stelle,  composto  da  14
  deputati, ha tagliato i propri stipendi, di una parte, di circa  la
  metà, un po' meno della metà ed ha raccolto oltre 3 milioni di euro
  che  ha  restituito  ai cittadini. Ha costruito  una  trazzera  che
  qualche  componente di questo nuovo Governo ha definito una  strada
  inutile. E' stata per tre mesi l'unica strada che i siciliani hanno
  potuto  percorrere per andare, da qua a là, percorrendo la  A19  e,
  oggi,  è l'unica strada che le comunità di Caltavuturo, Valledolmo,
  Vallelunga  e  tutti  i  paesi limitrofi hanno  ancora  per  salire
  dall'autostrada al loro paese.
   Inutilità,  quindi, è quando qualcosa è superflua, non  è  inutile
  perché  superflua non è  Esiste, è reale, funziona ed è utilizzata,
  perché è l'unica.
   Una parte di quei denari, 1 milione e 300 mila euro, sono andati a
  finanziare la nascita di 70 piccole imprese, dando la possibilità a
  130 cittadini siciliani giovani di crearsi un posto di lavoro. Ora,
  dico, qui, in prima battuta, immediatamente e subito: è la proposta
  di  legge  che  abbiamo  portato nella passata  legislatura  e  che
  riproponiamo immediatamente adesso.
   Un  taglio  lineare degli stipendi dei 70 deputati  dell'Assemblea
  regionale  siciliana, da 11.100 euro lordi a 7.000 euro lordi,  per
  arrivare  a recuperare 4.100 euro al mese, per tutti e 70  fanno  3
  milioni  e  mezzo di euro ogni anno. Stiamo parlando  di  oltre  17
  milioni di euro nei 5 anni di legislatura che potrebbero dare, ogni
  anno, 70 nuove disponibilità e 70 nuovi posti di lavoro a cittadini
  siciliani  attraverso un micro credito che potrebbe  realizzare  la
  Regione  con tagli da 5 a 25 mila euro. Abbiamo risolto il problema
  disoccupazione?   No,  ma  per  una  volta  ci  saremo   presentati
  all'esterno  con  un biglietto da visita diverso: la  politica  che
  mette  le mani nelle proprie tasche per dare il denaro ai cittadini
  ai  quali,  finalmente, non vengono messe le  mani  della  politica
  nelle loro di tasche.
   E  continuo  perché si è parlato di amministrazione,  di  Made  in
  Sicily.  Che bello  Finalmente si parla di Made in Sicily  e  della
  possibilità di tutelare i nostri prodotti.
   Francesco  Cappello,  ti ricordi come definimmo  quel  disegno  di
  legge  della  qualità sicura Sicilia , era il mantra che  portavamo
  avanti.
   Assessore  Bandiera, c'è un disegno di legge del Movimento  Cinque
  Stelle   Qualità  sicura  Sicilia ,  l'istituzione  di  un  marchio
  regionale già presentato l'anno scorso. Il marchio è già registrato
  ad  Alicante,  presso  la Commissione europea.  Deve  semplicemente
  dotare di una legge per non farlo svilire, per non farlo utilizzare
  da chi vuole contraffare quel marchio lì.
   Basta una legge. Il disegno di legge è già scritto, lo presentiamo
  in  questi  giorni perché era già stato depositato e lei  lo  potrà
  utilizzare.  E la ringrazio di questo. Come vede è un  ragionamento
  il mio fatto di grande collaborazione.
   In  questo discorso c'è stata ovviamente la grande riforma, quella
  dei  consorzi  di bonifica, poi capiremo, oltre ai proclami,  quale
  sarà la realtà delle cose.
   Si  è  parlato di turismo. Il turismo è sempre decantato  come  la
  panacea  dei  nostri  mali. Tutti sappiamo che  dovremmo  costruire
  sedie  a sdraio ed ombrelloni, che dovremmo vivere dei nostri  beni
  culturali, che dovremmo vivere del nostro cibo, della nostra terra,
  delle  nostre bellezze naturali, delle nostre bellezze  artistiche,
  che  dovremmo andare a prendere i turisti dove sono e farli  venire
  qui.
   Proclami  che  hanno un certo effetto, poi si  sono  rivolti  ogni
  volta - e non me ne voglia l'assessore Pappalardo, che ho avuto  il
  grande  piacere di conoscere e di chiacchierare con lui -   ma  gli
  assessori per il turismo della Regione siciliana se non danni  loro
  i denari rimangono assolutamente degli assessori di serie  B .
   Sulla  cultura  la frase mi ha colpito molto:  Meno  politica  nel
  teatro, meno teatro nella politica .
   E sono anche lì d'accordo. Ma il teatro si consuma qui dentro.
   Presidente  Di  Mauro, lo dica al Presidente  Miccichè  -  io  gli
  scriverò  una  lettera ufficiale - il teatro lo eliminiamo  da  qui
  dentro  e  dalla politica quando da quella porta faremo entrare  di
  nuovo i giornalisti e daremo loro la possibilità di far vedere  qui
  dentro  cosa  succede,  perché  fino  a  quando   daremo  loro   la
  possibilità  di  guardare da quell'occhio soltanto  quello  che  la
  Presidenza  vuole  che vedano, qui dentro non si consumerà  mai  il
  teatro  che c'è stato in questi anni, che non è quello di  chi  sta
  parlando o sta ascoltando è quello che avviene lì.
   Ed  allora,  questo  è  l'impegno  che  dovremmo  prenderci,  fare
  rientrare  di  nuovo i giornalisti da quella porta e  dar  loro  la
  possibilità  di raccontare ai Siciliani di raccontare tutto  quello
  che   avviene  in  quest'Aula,  quante  persone  ci  sono,  di  una
  maggioranza  sguarnita  che non ascolta  neanche  il  discorso  del
  proprio Presidente, di questo dovremmo parlare
   L'ultima  cosa che riguarda un tema a me caro perché  in  campagna
  elettorale  mi  sono speso: l'abusivismo di necessità.  Non  esiste
  l'abusivismo  di necessità - ha detto il Presidente  della  Regione
  poco fa - salvo dire che dobbiamo distinguere caso per caso.
   Io  evidentemente  sono  un geometra e  sarò  limitato  nella  mia
  capacità di ragionamento e di comprensione, però non riesco  ancora
  a  capire  la differenza che c'è tra il ragionare caso per  caso  e
  dire che c'è un abusivismo ed un abusivismo di necessità. Perché se
  ragionare  caso  per  caso significa che  c'è  il  disgraziato,  il
  poveretto,  la persona che non aveva la possibilità  di  avere  una
  casa,  che  magari  ha alzato un piano in più per  farci  stare  il
  figlio, che è una persona indigente che aveva semplicemente  l'arte
  nelle mani di mettere due blocchi l'uno sopra l'altro, quello è  da
  analizzare  caso per caso? E non ha costruito - come dicevo  io  in
  campagna  elettorale, perché sono stato l'unico a spendermi  -  nei
  150 metri dalla riva del mare, che non era costruita in zone di  in
  edificabilità assoluta, che non era costruita in zone dove  c'erano
  vincoli  paesaggistici  e tutto quanto ma  all'interno  -  come  ad
  esempio alcune costruzioni di Palma di Montechiaro?
   E'  quello il  caso per caso ? Perché se è quello, caro Presidente
  della  Regione,  stiamo semplicemente parlando della  stessa  cosa,
  quindi, diventa una questione semantica.
   Concludo,  Presidente,  dicendo che  su  università,  sanità,  sui
  rifiuti, abbiamo semplicemente fatto un mero elenco, un mero elenco
  di quelli che sono stati i dati.
   Problemi che riguardano i rifiuti già questo Governo abbiamo visto
  come  li  ha  affrontati, il primo Assessore se n'è  già  scappato.
  Perché  la  storia  del  tetto e di tutte le  situazioni,  insomma,
  possiamo darle a bere a giornali, a Giletti, alle televisioni, alle
  trasmissioni,  a  tutto  quanto, però l'assoluta  incapacità  della
  scelta,  probabilmente non solo di quel membro, ma anche  di  altri
  membri  di questo Governo è chiaramente mi pare sotto gli occhi  di
  tutti.
   Ed  anche  sulle infrastrutture torna un grande mito che è  quello
  del  ponte sullo Stretto. Magari, un giorno avremo anche  la  gomma
  del  ponte sullo Stretto, chi lo sa  Dopo il Ponte di Brooklyn,  la
  gomma di Messina
   Dico  una  cosa  sulla  legge elettorale. A  me  fa  paura  quando
  qualcuno   in  quest'Aula  parla  di  legge  elettorale,   concludo
  Presidente e grazie per il tempo dedicato e concesso.
   Le  regole  del gioco io dico che si scrivono tutte insieme  ed  a
  guardare quello che è accaduto a Roma col Rosatellum, io spero  che
  si  tenga  conto davvero di quelle che sono le situazioni,   perché
  qui  i  tre  poli,  come  vengono chiamati, hanno  natura  e  virtù
  diverse.  Alcuni  nascono  da coalizioni,  da  assembramenti  o  da
  accordi  elettorali  che  il  giorno  dopo  già  si  cominciano   a
  liquefare, altri invece riguardano semplicemente singoli  movimenti
  e non è la stessa cosa.
   Allora, io spero che queste regole vengano scritte guardando anche
  queste  che  sono  le  peculiarità.  E  sono  d'accordo  con   lei,
  Presidente della Regione, sul numero legale, e sa che le dico?  Non
  dobbiamo avere più la necessità di chiedere la verifica del  numero
  legale,  aboliamo  il numero legale presunto.  Ci  deve  essere  il
  numero  legale  sempre  in  quest'Aula,  così  costringiamo  chi  è
  parlamentare  ed  eletto dai cittadini a venire  qui,  a  lavorare,
  perché  è giusto che sia così. Ed io sono convinto che lei, con  la
  grande  saggezza  e la grande intelligenza che le  riconosco  saprà
  anche apprezzare questa cosa.
   Che   dire?   Dopo  65  giorni  dalla  data  delle  elezioni   io,
  onestamente, mi aspettavo di più. Rassegno però la nostra, o quanto
  meno  la  mia  -  il  mio  capogruppo  ha  già  parlato  -  la  mia
  disponibilità a portare temi, a collaborare con gli Assessori,  per
  portare quanto di buono in questi cinque anni noi pensiamo, diciamo
  con grande umiltà, di avere proposto.
   Chiudo  con  una frase dello stesso discorso del Presidente  della
  Regione:   La Regione deve essere l'arbitro, non il giocatore .  Il
  problema,   Presidente Musumeci, è che la Regione  fino  ad  ora  è
  stata  invece solo uno spettatore di questo gioco e che, purtroppo,
  alla luce del suo discorso mi pare che ci siano tutti i presupposti
  affinché continui a rimanere tale.

   PRESIDENTE.   E'   iscritto   a  parlare   l'onorevole   Figuccia.
  L'onorevole Figuccia non è presente in Aula. Erano due  i  deputati
  che  chiedevano di parlare per conto dell'UDC: l'onorevole Figuccia
  e l'onorevole La Rocca Ruvolo.

   MILAZZO.  No Presidente, c'è l'onorevole Ragusa che è  iscritto  a
  parlare.

   PRESIDENTE. No.

   MILAZZO. No, Presidente, mi sono iscritto io a parlare.

   PRESIDENTE.  Non  c'entra  L'onorevole Ragusa è Forza  Italia.  E'
  Forza  Italia o ha cambiato partito? Ha cambiato partito?  Tutto  è
  possibile
   E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA  RUVOLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della
  Regione,  Assessori, colleghi deputati, intanto mi viene  spontaneo
  rispondere al collega Cancelleri circa il deserto dell'Aula su  cui
  credo  lei  abbia un po' ragione, però ricordo a me  stessa,  prima
  ancora  di  ricordarlo  a lei ed ai presenti,  a  chi  c'era  nella
  legislatura passata, che va dato merito oggi per il garbo,  per  il
  modo,  per  il profilo con cui - e non siamo, almeno  io  non  sono
  stata  abituata in passato - con cui, il Presidente  della  Regione
  sta  ascoltando  ognuno  di  noi,  sta  mantenendo  un  profilo  di
  attenzione, malgrado continui l'Aula ad essere rumorosa.
   Questo  credo, Presidente, sia un segno di buon auspicio  per  chi
  l'ha  conosciuta nella precedente legislatura; questo è un suo modo
  di  essere che le fa onore e credo che abbiamo iniziato così e sono
  certa continueremo secondo questo tracciato.
   Ringrazio anche gli Assessori per la compostezza e per le modalità
  durante lo svolgimento dell'Aula; anche questo per me, deputato  di
  seconda Legislatura, è successo poche volte in passato.
   Questo  l'ho voluto dire perché è vero che abbiamo un solo occhio,
  come   dice  l'onorevole  Cancelleri,  ma  è  anche  vero  che   da
  quell'occhio i siciliani oggi hanno avuto modo di ascoltare il loro
  Presidente,  di carpire le linee programmatiche. Si chiamano  linee
  programmatiche  perché tracciano un sentiero  che  devi  mano  mano
  approfondire,  non  puoi ovviamente sviscerare e approfondire  ogni
  questione.
   Dico questo perché anche oggi in Commissione  Sanità , sulla falsa
  riga di quello che è accaduto in Aula questo pomeriggio, è accaduto
  nella  Commissione  Sanità , l'Assessore è venuto, ha tracciato  le
  linee  programmatiche, ha fatto un percorso dettagliato  di  quello
  che  vuole essere il lavoro da svolgersi nel periodo e per  il  suo
  Assessorato, lo ha condiviso con una Commissione e mi pare  che  la
  Commissione   all'unanimità,   anche   lì   mostrando   senso    di
  responsabilità,  eravamo presenti tutti e 13 i commissari,  abbiamo
  condiviso, aggiunto, aggiornato eccetera.
   Allora, se questo è il modo di procedere, di iniziare un lavoro  a
  me  pare  che  sia  oggi  in Aula per le linee  programmatiche  del
  Presidente, sia questa mattina nella Commissione, che io  mi  onoro
  di   presiedere,  si  è  svolto  un  lavoro  che  è  un  lavoro  di
  responsabilità,  un lavoro di condivisione, di compartecipazione  e
  di  salvaguardia dei diritti e dei doveri dei cittadini  di  questa
  Terra.  Lo dico perché tra le cose che sono venute fuori sia  nella
  relazione  del Presidente, sia nella relazione dell'Assessore  oggi
  in Commissione al primo posto c'è stato quello di dare ai cittadini
  dei servizi che in fondo non fanno altro che chiederci questo.
   E  allora,  è  vero che quest'Isola e il Presidente e  il  Governo
  attuale  ha  ereditato  una  serie di macerie  su  cui  non  voglio
  assolutamente  tornare, ma è anche vero che i  cittadini  stanno  a
  guardare  se da queste linee programmatiche escono soluzioni  o  se
  rimangono  carta morta. È questo il punto secondo  il  mio  modesto
  modo di vedere.
   Cosa volevo dire al Presidente della Regione e ai cittadini che ci
  stanno  seguendo  e  ai  colleghi deputati e agli  Assessori?  Sono
  tantissimi  i problemi, li hanno  già detti i miei colleghi  e  non
  voglio  tornarci,  però  mi  premeva,  onorevole  Presidente  della
  Regione,  sottolineare a lei la soluzione ad alcune cose  che  sono
  rimaste lettera morta nel precedente Governo.
   Dico,  per  esempio, se è possibile fare il punto  sull'attuazione
  della  legge sulla dismissione dell'amianto che noi abbiamo portato
  avanti in questo Parlamento nel 2014 e che è rimasta lettera morta.
  Questo  è un problema serio, è un problema che attanaglia i  nostri
  territori, è un problema che attanaglia la salute dei cittadini  ed
  è  un  problema  di  competenza dell'Assessorati del  territorio  e
  l'ambiente  e della salute. Questo è un punto su cui credo  bisogna
  nuovamente porre i riflettori.
   L'altro  problema,  glielo ha ricordato qualcuno,  è  tornare  sul
  codice etico. Io mi ricordo, ero la relatrice del disegno di  legge
  presentato  e  non è stato portato avanti. E allora, io  credo  che
  l'impegno ci debba essere da parte del Governo e l'impegno ci debba
  essere da parte dell'Aula.
   Un  altro  tema rimasto, lo ha citato l'onorevole Zafarana,  è  il
  reddito  minimo di sostegno. Non è appannaggio di una  parte  della
  politica, ma era stato appannaggio di varie parti della politica  e
  della società civile. Su questo dobbiamo nuovamente ritornare,  non
  sarà la risposta e la panacea a tutti i problemi dei siciliani,  ma
  sicuramente è una risposta forte che in questo momento di crisi, di
  povertà  assoluta  possiamo  dare. E  su  questo  io  la  pregherei
  caldamente  di  volere,  diciamo  così,  tornare  sull'argomento  e
  poterlo   attenzionare  non  solo  noi  da  un   punto   di   vista
  parlamentare, ma lei come capo e come Presidente.
   Un'altra cosa che passa per la tutela del territorio o meglio  due
  cose:  acqua e rifiuti. Se n'è parlato prima, lo diceva l'onorevole
  D'Agostino, io da sindaco mi sono rivista in quello che il  collega
  ha   sottolineato.   Ci  sono  comuni  virtuosi   che   fanno   una
  differenziata seria. Non capisco perché debbano essere penalizzati.
  Ci  sono  comuni come il mio che da un anno e mezzo fa il  porta  a
  porta. Ha raggiunto il 70 per cento, ha ricevuto premi. Cosa me  ne
  faccio  del premio se poi i miei cittadini per le manchevolezze  di
  altri  sindaci, di altre comunità  o di città più grosse perché  il
  problema  della  differenziata non lo crea il  piccolo  comune,  il
  problema  della  differenziata nasce dalla metropoli,  dalle  città
  metropolitane, dalle città più ampie.
   Allora,  se  le  città  metropolitane non fanno  la  differenziata
  questo  penalizza fortemente il piccolo comune che fa sforzi immani
  per  riuscirci ed è riuscito anche ad abbassare la Tari  ai  propri
  concittadini che non sarà del 50 per cento, come diceva l'onorevole
  D'Agostino, ma tocca il 20 per cento che, comunque, è un segnale in
  un momento di crisi per le famiglie più disagiate.
   L'altro  problema è l'Eas, qui se n'è parlato più volte,  l'acqua.
  Su  questa  questione  dell'acqua, non so nel  trapanese  cosa  sta
  succedendo,  vedo  dalle notizie giornalistiche  le  autobotti  che
  cercano di rimpinguare i serbatoi e le riserve dei cittadini, ma so
  cosa  succede  nella mia provincia, nella provincia  di  Agrigento:
  reti colabrodo e gestore privati che speculano fortemente.
   Allora,  su  questi due punti credo che un'attenzione maggiore  si
  debba avere perché nel momento in cui tuteliamo i cittadini con dei
  servizi  che  è  dato dall'acqua, dai rifiuti,  dalla  sanità,  dal
  randagismo.
   Oggi,  si  parlava del riassetto dell'ambito veterinario,  puntare
  anche sul tema del randagismo, anche questa è una piaga atroce  per
  i  comuni  che  non hanno disponibilità economica per  evitare  che
  accada quello che in ogni comune vediamo cani randagi dappertutto.
   Questi  sono temi con cui il cittadino ogni giorno si confronta  e
  valuta se è una buona o una cattiva amministrazione, se ha un  buon
  o  un  cattivo sindaco, se ha un buon o un cattivo Presidente della
  Regione.
   Un'ultima  cosa che volevo sottolineare. Oggi, per esempio,  si  è
  accennato  ad  un disegno di legge governativo e su questo  bisogna
  che  ogni  parte  punti  attenzione, il ddl governativo  su  sanità
  penitenziaria e disabilità. Anche questa è un'altra, in base a cosa
  e  a  come  legiferiamo,  diamo risposte a  due  settori  che  sono
  fortemente  in  crisi  per le gestioni,  per  le  modalità,  per  i
  problemi  che  hanno e a cui non hanno trovato soluzioni.  Da  come
  legiferiamo  diamo anche e tracciamo anche una  linea  su  cosa  il
  Governo Musumeci vuole portare avanti.
   Queste  che  le  ho rappresentato, Presidente della Regione,  sono
  alcune  delle linee su cui oggi mi sono interrogata in Commissione,
  mi  sono interrogata in Aula, sentendo e credo che da questo  unico
  occhio  i  cittadini siciliani si siano oggi confrontati e  abbiano
  avuto  modo di sentire dal loro Presidente qual è il programma,  il
  futuro, lo sviluppo di quest'Isola.
   Sono  certa che questo programma e questa linea programmatica sarà
  da  lei portata avanti fino in fondo per il senso e con il senso di
  responsabilità che la caratterizza e per questo auguro a lei  e  al
  suo Governo buon lavoro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.  Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO.   Signor   Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  cittadini  che  ci  ascoltate  da casa,  oggi  inizia  il  percorso
  politico di questa legislatura e per quanto riguarda il Gruppo  che
  mi   onoro  di  rappresentare,  unitamente  agli  altri  Gruppi  di
  maggioranza, inizia anche questo percorso di governo con il Governo
  per i siciliani.
   Ribadiamo,  come   Fratelli  d'Italia',  quello  che  abbiamo  già
  asserito  prima  di  qualsiasi altra  forza  politica  in  campagna
  elettorale, ossia il nostro sostegno all'azione di questo  Governo.
  Ed  è un vanto, consentiteci dire, mentre altri ancora disquisivano
  su  quali  fossero  le  decisioni migliori da  prendere,   Fratelli
  d'Italia' era già pronto a sostenere questa azione di Governo.
   Chiaramente,  noi  siamo  il  Gruppo anagraficamente  più  giovane
  all'interno  di questa Assemblea. E' un grande onore potere  essere
  il Gruppo più giovane all'interno di questa Assemblea e rappresenta
  anche  un  ulteriore fardello sulle nostre spalle  perché  dobbiamo
  superare quello che è, ovviamente, lo scotto del noviziato.
   Da  un  lato, cercheremo di mettere l'entusiasmo e la  carica  per
  superare    quelle   che   sono   state   le   lacune   dell'azione
  amministrazione passata pur non avendo partecipato  a  quell'azione
  amministrativa; dall'altro lato siamo consapevoli del fatto che  lo
  scotto   del   noviziato  si  farà  sentire;  ma  siamo   convinti,
  Presidente, che potremo superare questa eventuale empasse iniziale,
  accogliendo quello che era l'invito che lei poc'anzi ha fatto.  Lei
  più  volte ha utilizzato una parola che io ritengo sia stata quella
  più    importante    all'interno   del    discorso.    La    parola
   responsabilità .
   Credo  che  all'insegna  della responsabilità,  all'insegna  della
  dignità,  all'insegna del rispetto per questa Istituzione si  possa
  davvero fare un lavoro proficuo per i siciliani.
   Noi  dobbiamo  essere consapevoli del fatto che questo  non  è  un
  inizio  perché ogni inizio ha delle difficoltà. Ad ogni  inizio  si
  parte  da  zero. Noi partiamo da meno di zero, perché questo  è  un
  bellissimo  Palazzo  ma ci sono tantissime macerie  all'interno  di
  questo  Palazzo lasciate dallo scorso Governo in complicità con  il
  Governo  nazionale. Quindi, è ovvio ed è giusto che  quest'Aula  si
  fondi su un patto di grande trasparenza e di grande responsabilità.
   Credo  che  si  sia  partiti, per lo meno  parlo  delle  forze  di
  maggioranza,  con il piglio giusto da questo punto di vista  perché
  nella  scorsa seduta, nell'approvazione dell'esercizio  provvisorio
  si è dimostrata, ripeto, per quanto riguarda la maggioranza, grande
  responsabilità nell'utilizzare i regolamenti a favore di quelli che
  sono gli interessi dei siciliani.
   Noi saremo sempre per una interpretazione delle regole che vada  a
  favore  degli  interessi dei cittadini e mai per  porre  in  essere
  delle speculazioni o per lanciare dei messaggi politici.
   Dobbiamo   essere   latori   e  forieri   di   un   messaggio   di
  responsabilità,  dobbiamo essere sempre pronti ad agire  con  senso
  del dovere per lanciare alle nuove generazioni il messaggio che  un
  contesto  politico  diverso esiste, un contesto politico  dove  c'è
  voglia e spazio di fare bene.
   Non   entro  nel  merito  di  quelle  che  sono  state  le   linee
  programmatiche  da  lei  esposte.  Sono  linee  programmatiche  che
  personalmente  conosco perfettamente perché sono i contenuti  della
  campagna  elettorale che abbiamo portato avanti per,  oserei  dire,
  due anni.
   Vorrei  solo dire che nell'intraprendere questa strada che abbiamo
  tracciato  inizialmente, noi opereremo sia  all'interno  dell'Aula,
  come   Gruppo   Fratelli  d'Italia ,  con  gli  strumenti  che   il
  Regolamento ci consente, sia extra moenia, quindi cercando di  fare
  da collettore con i territori, vigilare e monitorare sui territori.
   Oggi, da questo punto di vista sono orgoglioso di avere depositato
  all'assessore  Razza  una  raccolta  firme  che  nel   2016   avevo
  provveduto  da  semplice  cittadino  a  mandare  non  soltanto   al
  Presidente   della   Regione,   allora   Crocetta,   non   soltanto
  all'Assessorato   competente,  è  una   raccolta   firme   per   la
  salvaguardia   dei   livelli   di  emergenza-urgenza   minimi   nel
  comprensorio da cui vengo, da Barcellona.
   Non  entro nei vari temi, entro forse solo nel tema della  sanità.
  Presidente, la prego di credere che l'aver fatto una riforma  della
  rete  sanitaria  sulla  base  dei  freddi  numeri  in  Sicilia   ha
  comportato che in molti comprensori si è messa fortemente a rischio
  la vita stessa dei cittadini.
   Barcellona,  Milazzo sono due comuni importanti dove gli  Ospedali
  Riuniti hanno messo a repentaglio la salute dei cittadini perché si
  sono  abbassati in maniera preoccupante i livelli minimi di offerta
  dell'emergenza-urgenza.
   Io  so  che  l'assessore Razza da questo punto di  vista  è  molto
  recettivo.  Il  Decreto assessoriale di sospensione  della  vecchia
  rete è stato accolto con grande favore da tutti. Vi prego veramente
  di  valutare  con  grande  attenzione quella  che  deve  essere  la
  rivisitazione  della  rete  ospedaliera  anche  alla   luce   delle
  richieste  che  ci  vengono da 9000 cittadini. In  questo  caso  la
  petizione era firmata da 9000 cittadini, perché se non ascoltiamo i
  cittadini non ha senso il nostro essere qui.
   Nel  solco della responsabilità  Fratelli d'Italia  c'è; Nel solco
  della responsabilità  Fratelli d'Italia  ci sarà. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Grazie, signor Presidente. Volevo ringraziarla, Presidente
  Musumeci,  per  alcuni ordini di motivi e ho il  piacere  di  farlo
  stasera, qui, dopo che lei ha spiegato il suo programma di governo.
  Vorrei  ringraziare  anche  il  mio capogruppo  che  mi  dà  questa
  opportunità e ringraziare anche il Presidente Micciché e  ringrazio
  gli Assessori.
   Dopo  un  po' di anni di esperienza ti rendi conto se è la  solita
  cosa. Ed invece, io ho una sensazione nuova; una sensazione di aria
  fresca,  di  attività positiva; una sensazione di  quell'entusiasmo
  delicato, che poi si chiama anche stile.
   Lo  stile  non  è un qualcosa che ci viene regalato.  Lo  stile  è
  qualcosa  che  ognuno di noi si porta dietro e  lo  manifesta  agli
  altri.  Il suo stile a me piace, ai Siciliani piace, a Forza Italia
  piace,  perché è rispettoso, perché è franco, perché stasera,  lei,
  nello  spiegare  la  sua attività di programma,  ha  utilizzato  un
  lessico  chiaro, semplice, comprensibile. Questo si chiama  parlare
  direttamente al cuore, con la solita franchezza degli uomini veri.
   Perché la ringrazio? Per la sua tenacia; per la sua testardaggine.
  Perché  se  lei  non avesse avuto coraggio, forza e tenacia,  forse
  stasera  molti  di  noi non sarebbero qui e forse qualcuno  avrebbe
  ascoltato  un  altro  programma di un altro  Gruppo  politico.  Per
  questo io sento il bisogno di ringraziarla.
   Siamo  stati  assieme  in un'azienda ragusana  che  ha  avuto  una
  grossissima  difficoltà. Dopo le macerie  io  ho  ascoltato  quella
  sera:  si riparte . Ripartiamo. Si riparte. Questa è l'aria che  io
  oggi  sento  in  quest'atmosfera  siciliana.  Si  riparte  con   le
  difficoltà  che  offre  la nostra terra,  la  Sicilia,  ma  con  la
  consapevolezza di avere le idee chiare per affrontare gli argomenti
  più pesanti e importanti che per tanti anni sono stati irrisolti in
  questa nostra Terra e che sono diventati difficoltà immense.
   La  sua  squadra è fatta di ottime persone, di persone  che,  devo
  dirle,  anche  loro si portano dietro uno stile. E  sa  perché?  Mi
  capita  di  chiamarne qualcuno. Rispondono tutti.  E'  educato.  E'
  rispettoso  nei  confronti  del  popolo,  della  gente  che  ha  da
  rappresentare delle esigenze che noi portiamo qui, per  il  piacere
  di  completare  insieme al Governo regionale  di  questa  Terra  il
  programma che lei ha appena detto.
   Lo  sa,  la sanità è una cosa delicata in questa Terra.  E'  molto
  delicata perché ci sono i viaggi della speranza, perché ci  sono  i
  Pronto soccorso pieni di gente che aspettano ore.
   La  nostra scommessa, caro Presidente, è questa: dare servizi  più
  importanti  di  qualità nel mondo della sanità, perché  per  noi  è
  essenziale che i nostri cittadini si sentano sicuri nelle strutture
  ospedaliere.  E'  essenziale che questo Governo  pensi  con  quella
  sensibilità  che lei ha e che i suoi Assessori avranno nel  pensare
  alle  disabilità,  alla fragilità che c'è in questa  Terra  che  il
  passato  Governo  ha  martoriato,  mortificando  e  calpestando  la
  dignità  di  persone  che oggi hanno un gran  bisogno  di  sentirsi
  aiutati, coccolati. Stare vicino, perché la politica del futuro  io
  penso sia quella di abbracciare il cittadino, amarlo, come sappiamo
  fare noi, con generosità, con amore, anche con i nostri limiti,  ma
  con  una cosa ben precisa: con la coscienza a posto di portare fino
  in fondo il nostro dovere di eletti del popolo.
   Lo  sa,  l'onorevole Cancelleri parlava di un marchio  di  qualità
  invitando  l'assessore Bandiera. Ma c'è già un marchio di  qualità;
  c'è  il  born  in Sicily. Quindi, quando lei vorrà,  Assessore,  ne
  potrà  fare patrimonio. Anzi, la invito a fare questo, perché veda,
  lei  Presidente ha detto una cosa importante: andiamo fuori a farci
  conoscere, a conquistare il turista da portare in Sicilia. Io, come
  metafora,  le dico: andiamo fuori con il nostro  Born in Sicily'  e
  conquistiamo  i  cittadini  dell'Europa  ad  acquistare  i   nostri
  prodotti.
   C'è  l'IRFIS, una banca meravigliosa che dovrebbe essere messa  al
  servizio delle piccole e medie imprese. La sa una cosa, Presidente?
  Anche  questa  è  una  scommessa, una scommessa  in  cui  io  credo
  fermamente.  Poi  c'è  la  CRIAS,  che  fa  i  bandi,   che   aiuta
  l'agricoltura. L'agricoltura è fondamentale in questa  terra,  come
  le  piccole  e  medie imprese, come tutto quello che ruota  intorno
  alle infrastrutture.
   Signor  Presidente, l'altro giorno è venuto in provincia di Ragusa
  l'Assessore Falcone e anche lì quest'uomo è stato chiaro e ha detto
  che  l'autostrada Siracusa-Gela dovrà essere portata a termine  nei
  tempi  e nei modi dovuti. Quando un uomo parla in modo così chiaro,
  dobbiamo  essere solo consequenziali, chiari e attenti nel  portare
  avanti il nostro lavoro.
   Presidente, lei parlava di forestali, di consorzi di bonifica,  sa
  una  cosa? Per me era ed è stato deprimente una stagione televisiva
  dove  la  mia  terra,  la mia Sicilia veniva  offesa  continuamente
  perché  chi andava a rappresentare la mia terra parlava  di  numeri
  che forse non conosceva. Una volta erano milioni di euro, una volta
  erano migliaia, non si capiva. I forestali sono 22 mila e, ha detto
  bene  lei,  sono  operai  specializzati in  quel  settore  che  noi
  possiamo  utilizzare anche in altre attività, dipende dalla  nostra
  intelligenza  e  dal nuovo volto di questo Governo.  Perché  sa,  i
  cigli  stradali delle strade provinciali. Io le dico  una  cosa,  è
  stata  fatta  una  piccola esperienza con fondi provinciali,  fondi
  regionali  e  fondi  europei. Hanno pulito i cigli  stradali  delle
  province  e  i  cittadini erano contenti perché  vedevano  i  cigli
  stradali  puliti, perché si chiama decoro, perché si chiama  stile,
  perché si chiama Sicilia e sicurezza.
   Allora,  caro Presidente, io sono convinto che noi insieme  faremo
  solo  bene.  Certo,  c'è un problema che si chiama  rifiuti  solidi
  urbani.  Poco fa il mio amico Nicola diceva  sciogliamo i consigli,
  penalizziamo',  ma  io non la penso così. Io  dico  un'altra  cosa.
  Premiamo,  premiamo  chi  fa  differenziata,  aiutiamo  chi  fa  la
  differenziata e come dice la mia collega Ruvolo, Sindaco di  quella
  piccola  città,  il  sacrificio dei piccoli  viene  vanificato  dai
  grandi  e  questo  Governo equo e solidale, equo e  solidale  dovrà
  pensare  a  questa  terra in modo armonioso e uguale  per  tutti  i
  cittadini.
   Caro  Presidente,  le voglio augurare un ottimo Governo  e  sappia
  sempre una cosa, che mi piace essere siciliano di un tempo, come si
  faceva  una  volta.  Bastava stringersi la  mano  e  l'accordo  era
  chiuso. Lei può contare sul gruppo di Forza Italia in modo attento,
  preciso  e  soprattutto leale e onesto. Buon lavoro e in  bocca  al
  lupo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Musumeci, non le nascondo che mi ha fatto piacere sentire  nel  suo
  intervento,  tra  gli altri, soprattutto alcuni riferimenti  a  Don
  Sturzo, a Mattarella che per me sono stati i riferimenti con cui io
  sono  cresciuta, e quindi chiaramente mi emoziona sapere che questa
  guida  della Regione siciliana risponderà a quei principi che hanno
  spinto me, a 15 anni, a iniziare un'attività politica che mi  porta
  oggi a onorare la mia voglia, la mia storia, con la presenza qui in
  ARS.
   Sono  contenta  che questo programma, lungo, che  ha  voluto  oggi
  raccontarci nelle sue linee abbia parlato del quadro che andremo ad
  affrontare nei prossimi cinque anni.
   Siamo  qui da tre settimane appena, le nostre Commissioni si  sono
  insediate  la settimana scorsa, le prime riunioni le abbiamo  fatte
  proprio oggi.
   Ci aspetta un lavoro lungo, è chiaro, ma questo lavoro deve essere
  un  lavoro  che deve vedere convergere le istanze che  partono  dal
  Governo,  che arrivano dal territorio e che si muovono in  sinergia
  con i colleghi di altri colori politici.
   Ho  apprezzato  l'intervento dell'onorevole  Lupo,  ho  apprezzato
  l'intervento  dell'onorevole  D'Agostino  ed  anche  dell'onorevole
  Zafarana che, nel dire che da oggi la campagna elettorale è finita,
  accoglie il mio auspicio.
   E'  chiaro  che  il  danno  maggiore che  possa  essere  fatto  ai
  cittadini  siciliani è quello di fare diventare questo pulpito  non
  il  pulpito  da  cui  ognuno di noi deve  trovare  le  risposte  ai
  problemi e alle esigenze dei siciliani ma il pulpito da cui parlare
  per continuare a chiedere consenso fuori, e questo sarebbe grave.
   Temo  che l'onorevole Cancelleri quando la sua Capogruppo  parlava
  era assente.
   Parlare   ancora  fuori  come  se  fossimo  tutt'ora  in  campagna
  elettorale non aiuta, non aiuta i lavori di quest'Aula,  non  aiuta
  ad avere serenità di dialogo e certamente non aiuta nei giudizi.
   L'avvocato  Armao,  il  nostro Assessore, non  ha  bisogno  di  un
  avvocato.  Ero  fuori dai palazzi ma ricordo che quando  è  uscito,
  dopo uno, due anni, Assessore per il bilancio, ha avuto un giudizio
  di  parifica positivo ed anche un elogio da parte della  Corte  dei
  conti sul suo operato di risanamento.
   Aveva inoltrato una serie di ricorsi alla Corte Costituzionale per
  cui  poi  qualcun altro ha rinunciato in cambio di pochi spiccioli,
  rinunciando  non  solo alla possibilità per  la  Sicilia  di  avere
  risanato i conti grazie a quei ricorsi vinti ma anche a fare valere
  dei principi.
   Oggi  ricominciamo anche da un'attenta rinegoziazione della nostra
  autonomia  finanziaria ma anche - come giustamente ha detto  lei  -
  da un lavoro sullo Statuto per ridare vigore ad uno Statuto pensato
  in anni post bellici.
   Non  era immaginabile una Sicilia protagonista del Mediterraneo  e
  non  era  immaginabile un ruolo europeo che la Sicilia può  e  deve
  avere anche utilizzando degli strumenti sull'insularità che possano
  permettere  di  avere delle deroghe che diano respiro  alle  nostre
  imprese.
   Ha parlato di emergenza, Presidente, sono tante le emergenze.
   Io  so di dati emergenziali sulla povertà in Sicilia, anche questa
  è  un'emergenza.  Il  55  per cento delle famiglie  siciliane  è  a
  rischio  povertà, questa è assolutamente un'emergenza.  Il  57  per
  cento  dei  giovani sono disoccupati. Il 38 per cento  dei  giovani
  sono  NET,  non  studiano  né lavorano. Questa  è  una  grandissima
  emergenza
   E'  un'emergenza che deve vedere lo sforzo mutuato su vari fronti,
  sgravi fiscali - lo ha detto - aiuti alle startup, utilizzare fondi
  europei,  aiutare gli incubatori di impresa, tentare di aiutare  le
  università e le scuole - ribadisco le scuole - ad avviare  processi
  di ricerca e di studi che diano ai nostri ragazzi la possibilità di
  essere protagonisti e di fare rientrare, anche attraverso l'idea di
  sgravi fiscali, giovani che adesso sono protagonisti altrove e sono
  siciliani.
   Devono  tornare qui perché questa è una Terra che li ha formati  e
  che ha bisogno delle loro intelligenze.
   Sono tante le misure da avviare sul lavoro. Quella è un'emergenza.
   Ha  parlato  di  acqua, di rifiuti, la Sicilia  sta  attraversando
  momenti di grande disagio.
   Accolgo  con  piacere  i  suggerimenti  che  vengono  anche  dalle
  opposizioni.  E'  chiaro,  ho  qualche  dubbio  quando  i  consigli
  arrivano  da  chi ha governato fino a ieri e ci ritroviamo  con  un
  disagio spaventoso, proprio su questi temi dove abbiamo dei  record
  di  costi,  parlo  per  esempio dell'acqua  500  euro  di  media  a
  Siracusa, mentre la media nazionale è 370 e 140 a Milano.
   Come mai? Chi ci guadagna? Cosa c'è dietro?
   Non  ha  funzionato la riforma che hanno fatto, è stata  impugnata
  dalla  Corte Costituzionale. Abbiamo assistito a guerre tra  poteri
  dello  Stato  tra  forze politiche e anche tra lobby  dei  privati.
  Risultato?  la Sicilia non ha una dirigenza in questo,  non  ha  un
  quadro  chiaro su quella che è la gestione dell'acqua e chi paga  è
  il cittadino.
   Rifiuti?  Ancora  peggio   Il  quadro  emergenziale  che  lei   ha
  descritto  è  inquietante;  oggi in Commissione  abbiamo  avuto  il
  quadro  fatto anche dalla Corte dei Conti appena qualche giorno  fa
  su  questo  tema  e  forse  inquietante diventa  un  aggettivo  che
  sminuisce  perché abbiamo una normativa, la legge n. 9  che  non  è
  attuabile,  che  è  inadeguata e che addirittura è  contraddittoria
  nelle sue parti. Va cambiata  Va Cambiata
   Non  abbiamo  un  piano  regionale che  sia  idoneo  a  gestire  e
  programmare  le esigenze dei vari territori, ci si muove  senza  un
  coordinamento regionale, ci si muove con competenze che addirittura
  si  scavalcano  tra di loro e si raddoppiano in  molti  casi  e  il
  risultato  qual  è?  Che  per  scaricare  i  nostri  rifiuti  nelle
  discariche  siciliane i cittadini pagano 145 euro in media,  mentre
  nel resto di Italia pagano sui 120 euro.
   Il  risultato è che la nostra TARI in media costa 381 euro, e  nel
  resto  di Italia molto meno, quasi la metà; il risultato è che  fra
  sei  mesi,  dice lei, e lo dice anche la Corte dei Conti, rischiamo
  di  avere  la   munnizza  davanti casa: e uno  stato  di  emergenza
  gravissima
   Allora,  con  grande senso di responsabilità  con  i  colleghi  in
  Commissione  oggi  riuniti, abbiamo detto che daremo  precedenza  a
  questo tema.
   Lo  daremo ascoltando e facendo le audizioni e lo daremo  cercando
  di  trovare le soluzioni nel tempo più breve possibile che  possano
  ridare ordine e certezza giuridica dove ordine e certezza giuridica
  non c'è.
   Però, Presidente, prima noi vogliamo capire, prima di caricarci la
  responsabilità  nostra  di scegliere di  dare  ordine  e  sicurezza
  normativa  e certezza normativa ai cittadini siciliani,  prima  noi
  vogliamo  capire  di  chi è la responsabilità dei  danni  che  oggi
  abbiamo.
   Dobbiamo  e volgiamo capire dove sono stati fatti gli errori,  chi
  li ha commessi e perché  Tracciare una linea e fare finta di niente
  non ci sta bene.
   Per  troppi  anni  in Sicilia si è fatto così e  si  è  sbagliato,
  perché  bisogna  chiarire le responsabilità di chi  son  anche  per
  evitare  che  si commettano errori in futuro e per non dare  quella
  sensazione  latente che il siciliano ha che, comunque,  non  ci  fa
  niente  Tutto passa inosservato e si va avanti.
   No   Questa è una Terra che a volte ha avuto tante colpe, ma senza
  colpevoli è tempo di trovare qualche colpevole, è tempo che  ci  si
  occupi  anche  di  individuare responsabilità  e  colpevoli  e  poi
  soluzioni.
   Ecco,  questo  è   Le  emergenze si  affrontano  facendo  pulizia,
  facendo ordine e poi dando certezza e anche rilancio per il futuro,
  ma senza l'uno non può esserci l'altro, c'è solo mettere una pezza.
  No  Non va bene
   I  siciliani  non  si aspettano questo da noi,  non  si  aspettano
  questo  perché  siamo stanchi, delusi e amareggiati.  Io  sono  una
  siciliana come tante altre stanca, delusa e a amareggiata, con  una
  speranza  nel  cuore:  la speranza che questa  Terra  possa  essere
  governata  e redimibile, ma bisogna anche fare pulizia e chiarezza.
  Queste sono le emergenze.
   Poi, ci sono le priorità.
   Lei  l'ha  detto: il lavoro, sulla sanità bisogna rimettere  mano;
  oggi,  l'assessore l'ha detto in commissione, una rete  ospedaliera
  che  possa  anche  migliorare alcune circostanze  fatte  forse  con
  troppa  fretta.  Bisogna dare continuità amministrativa,  ma  anche
  dare  segnali  di  cambiamento, anche lì, perché  la  sanità  è  un
  servizio  che il cittadino chiede di avere alla massima efficienza.
  Ci  sono  tante professionalità che vanno aiutate ad esprimersi  al
  meglio.
   Non sempre i nostri ospedali sono nelle condizioni sia strutturali
  che  come  risorse umane, per potere mettere i nostri operatori  al
  meglio  in opera, al lavoro, quando ci sono turni aberranti di  58,
  di 56 ore, quando ci sono due medici per reparti a darsi il cambio,
  in   reparti  anche come pronto soccorso, è chiaro che il  servizio
  non   può   essere  mai  efficiente.  E'  chiaro  che  il   medico,
  l'infermiere,  l'operatore sanitario non sarà mai  lucido,  se  non
  preoccupato e stanco.
   Va   aiutato   Va  aiutato  sapendo  anche,  come  sappiamo,   che
  monitorando  bene la spesa, dei tagli bisognerà farli e  su  questo
  anche noi, responsabilmente, non ci tireremo indietro. Ma quando tu
  hai   un   progetto  possibile  di  miglioria,  qualche  taglio   è
  tollerabile,  ma  solo  tagli, senza la  possibilità  di  rilancio,
  diventano solo una pressione iniqua.
   Lei  ha  parlato di turismo e beni culturali. L'assessore sa  bene
  che,  solo  se  riesce  a dare, come lei ha detto,   un  calendario
  annuale  può vendere il prodotto Sicilia, mi faccia passare  questo
  termine brutto, ma è così, nei mercati turistici, perché il turista
  deve sapere che, quando viene in Sicilia, viene non solo per vedere
  la  Valle  dei Templi, Erice, Cefalù, ma viene, contemporaneamente,
  per  assistere  ad un concerto, ad un'opera lirica  e  deve  potere
  comprare il biglietto on-line prima ancora di venire in Sicilia.  E
  questo, a tutt'oggi, non è neanche possibile  Solo in Sicilia non è
  possibile
   Nell'era  di Sicilia, nel 20-20, twenty-twenty, in Sicilia  non  è
  possibile comprare un ticket on-line, altro che avere un calendario
  annuale della promozione.
   Questi sono tutti strumenti che sono semplici.
   Noi  sappiamo che abbiamo un bilancio ingessato. Sappiamo bene che
  non  sarà facile muoversi in un bilancio come quello e con i numeri
  che  l'operazione verità hanno fatto emergere.
   E'  pure vero, però, che ci sono tanti disegni di legge, io ne  ho
  presentati  oggi  una  decina, che sono a  costo  zero,  che  vanno
  dall'istituzionalizzazione  dei CAV negli  ospedali  che  danno  un
  aiuto  e  sostegno   alla  maternità,  come  giustamente  segnalava
  l'onorevole  Zafarana, va aiutato in tanti modi, anche un  sostegno
  alla maternità che senza i CAV non ci sarebbe stata.
   Lo  sa, lei, signor Presidente, quante mamme, oggi, e quanti bimbi
  sono  nati  grazie all'aiuto volontario delle donne, delle  signore
  che  lavorano  nei  CAV  a titolo gratuito? Se  le  mettiamo  negli
  ospedali,  e danno loro un servizio come la legge prevede,  ma  che
  nessuno  fa,  neanche i consultori che, purtroppo, il territorio  è
  quello  più penalizzato dai tagli alle spese, sanno quale  sostegno
  hanno  ed  invece di bloccare una gravidanza, la portano fino  alla
  nascita di bambini che oggi sono grazie a questo.
   Sono  tante le priorità: sostegno al turismo, la videosorveglianza
  nelle  strutture a tutela dei nostri anziani, sono una  decina,  su
  tutti  i  campi. E come me, sono sicura, anche tanti colleghi,  per
  cui  noi  potremmo  muoverci, cercando  di  trovare  una  serie  di
  soluzioni a costo zero che possano già dare risposte ai siciliani.
   Contemporaneamente questo Governo dovrà mettere a frutto  tutti  i
  fondi  europei  in  tempi brevi, snellendo al  massimo  e  rendendo
  semplice ciò che oggi sembra complesso, l'accesso ai bandi.
   L'accesso  ai bandi deve essere garantito a tutti, piccole,  medie
  imprese,  ai  giovani, a tutti, perché solo così  può  arrivare  in
  maniera  capillare  a  tutti i Siciliani e possono  diventare  quei
  fondi  una  risorsa a disposizione di tutti e non  solo  di  grandi
  imprese.
   Abbiamo  cinque anni difficili, lo sappiamo, lo sapevamo prima  di
  venire. Sappiamo anche una cosa - e credo lo sappiamo tutti  -  che
  difficilmente uscendo da questa porta fra cinque anni  ciascuno  di
  noi  potrà  dire ai Siciliani che ci aspettano nei nostri territori
   ah,  io sono diverso, ah io non ho responsabilità, la colpa  è  di
  qualcun  altro ,  perché  è  tanto  il  bisogno  e  tante  sono  le
  aspettative  per  cui ognuno di noi è chiamato responsabilmente  ad
  essere  parte  decisionale di un processo  di  cambiamento  che  la
  Sicilia attende.
   Buon lavoro.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Chiedo  di  parlare  per  una
  replica.

   PRESIDENTE.  Presidente Musumeci, io considero lei un  eletto.  La
  discussione si è svolta perché lei ha fatto le sue dichiarazioni ed
  abbiamo ritenuto di fare un dibattito e lo abbiamo fatto abbastanza
  ampio.
   Se le vuoi intervenire lo faccia. Lei ne ha il diritto.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, non mi permetterei mai di violare una regola ma se ne  ho
  il  diritto, questo diritto desidero esercitarlo assumendo  con  me
  stesso,  prima  che  con l'Aula, l'impegno di essere  assolutamente
  breve  e  concreto  anche perché è una questione  di  riguardo  nei
  confronti dei deputati che sono intervenuti e che si sono impegnati
  a rappresentare il loro legittimo punto di vista, tutti i deputati.
   Io  credo che il garbo col quale si è svolto questo dibattito vada
  sottolineato.
   Con la stessa franchezza con cui alcuni deputati hanno voluto -  e
  li  ringrazio, anche a nome dei colleghi assessori - lo stile nuovo
  che  questo  Governo  ha  pensato di  darsi  in  questo  inizio  di
  legislatura.
   Si sa, la politica si può fare per moda e si può fare con stile.
   E' un problema legato alla sensibilità di ciascuno di noi.
   Io  che  sono stato seduto sui banchi dell'opposizione per  cinque
  anni,  io  che ho proposto al Governo Crocetta di portare  in  Aula
  due, tre, quattro argomenti importanti sui quali avrei dato la mia,
  il  mio  sostegno, il mio voto e quello del mio gruppo, io  che  ho
  votato,  assieme  ad  altri  deputati del  centro  destra,  per  il
  candidato  Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Ardizzone,  senza
  che  si  fosse levato un solo grido di protesta, né poteva  levarsi
  perché  quella non era un'elezione politica, era una determinazione
  sulla più alta carica istituzionale, so il rispetto che bisogno che
  bisogna avere verso l'Aula e so anche il rispetto che bisogna avere
  verso  il  Governo per averlo sempre mantenuto nei  decorsi  cinque
  anni, anche nel momento in cui il confronto in aula diventava aspro
  e difficile.
   Perché la gente che ci guarda e ci segue da casa non soltanto vuol
  capire   di   cosa   parliamo,  ma  credo  voglia  cogliere   anche
  l'impressione di un nuovo modo di dire le cose, di un rapporto  che
  deve  consacrare  l'istituzione alla migliore politica,  perché  la
  politica  recupera  autorevolezza  e  credibilità  se  anche  nella
  condotta e nel galateo istituzionale ognuno di noi sa fare un passo
  in avanti rispetto ai metodi ai quali eravamo abituati.
   Detto  questo,  io mi permetto di rispondere intanto all'onorevole
  Fava  che,  da rappresentante dell'opposizione, ha voluto ricordare
  le  migliaia di vittime migranti che hanno trovato tomba nel Canale
  di  Sicilia e naturalmente non può su questo terreno non trovare la
  solidarietà, la condivisione del Governo. Il problema  è  che  quei
  migranti  lì dobbiamo impedire che ci siano. Dobbiamo impedire  che
  migliaia   di  disperati  arrivino  a  mare  aperto,   mettendo   a
  repentaglio  la propria vita, la propria esistenza. Servono  ancora
  più  serrati  rapporti internazionali per evitare  che  i  mercanti
  della  carne  umane, che operano sulle sponde dell'Africa,  possano
  continuare  ad alimentarsi della disperazione e dei sogni  infranti
  di migliaia di nostri fratelli. Il problema della migrazione, della
  immigrazione  sarà oggetto di valutazione di questo  Governo  nella
  misura in cui si deciderà di volerne parlare in Aula.
   L'onorevole  De Luca ha posto il problema legato alla quota  della
  liquidità per i fondi europei. La Regione dispone di una  parte  di
  quei  fondi  che non sono stati utilizzati ed io sono convinto  che
  noi  abbiamo il dovere di spendere fino all'ultimo centesimo perché
  ogni fondo per l'investimento possa presto essere cantierabile.
   Mi  chiede,  l'onorevole De Luca, perché io non abbia parlato  del
  gruppo  di  minoranza, mi sono limitato soltanto a  fotografare  la
  coalizione, la geografia della coalizione com'era al momento  della
  campagna elettorale e dell'esito elettorale. Non oso, naturalmente,
  registrare  la  diversità  dei  gruppi  e  della  geografia,  della
  topografia  politica, mi permetterei di dire che  da  allora  si  è
  determinata  e  che  presumo  potrà determinarsi  nel  corso  della
  legislatura.  Io accetto il sostegno di tutti i gruppi,  a  maggior
  ragione del Gruppo di minoranza, chiedo scusa, del Gruppo Misto,  e
  sappia  l'onorevole De Luca che io non appartengo  al  partito  del
  giustizialismo,  sono  sempre  stato  per  cultura  politica,   per
  formazione  personale un garantista. E però,  e  però,  sono  anche
  convinto  che  bisogna  avere rispetto per la  Magistratura,  nella
  stessa convinzione, nella stessa misura in cui la Magistratura deve
  avere  rispetto per la politica, ma la politica deve arrivare prima
  della  Magistratura.  E ci sono condizioni di  opportunità  in  cui
  ognuno  di  noi  deve avvertire la responsabilità di rinunciare  ai
  diritti  per  anticipare  e dare spazio e  preminenza,  priorità  e
  prelazione ai doveri. Non c'è in giro troppa magistratura, no,  non
  è  vero,  c'è in giro poca politica. Perché se ci fosse la politica
  con  la   P  maiuscola le procure della Repubblica avrebbero  molto
  meno   lavoro   di   cui   occuparsi.  Se   la   politica   sapesse
  autoregolamentarsi,  se  la  politica  avesse  consapevolezza   del
  proprio ruolo.
   Lei,  onorevole  De Luca, non mi sembra assolutamente  antipatico,
  dico,  non  è  il mio tipo, ma lo dico come lo direi per  qualunque
  altra  persona  dello stesso sesso. E però, voglio  dirle  che  sul
  piano  dei  rapporti istituzionali io non mi lascio trascinare  dal
  sentimento  della  simpatia  o dell'antipatia,  certamente  non  mi
  lascio    trascinare   dal   risentimento.   Garbato   l'intervento
  dell'onorevole Lupo, la cosa non mi sorprende conoscendone l'indole
  e lo stile.
   Sono d'accordo sul fatto che occorra riconoscere agli avversari il
  merito  delle  proprie  azioni. In verità, dovremmo  sforzarci  per
  poterne  individuare qualcuno più delle dita di  una  mano  per  il
  Governo precedente, lo dico senza tono di polemica e lei sa che non
  sono  abituato a farlo, tant'è che nel mio intervento non ho  fatto
  alcun  cenno  che non fosse dovuto alla ricostruzione  storica  dei
  fatti  al  precedente Governo, al quale va dato il merito di  avere
  operato  o tentato di operare la riduzione della pressione  fiscale
  per quanto riguarda l'Irpef e l'Irap che non abbiamo citato.
   Lei  ci  invita  a  presentare presto i  documenti  contabili.  Lo
  avremmo già fatto se avessimo trovato sulla scrivania una bozza, un
  appunto  concreto  sul  quale lavorare. E' per  questo  che  stiamo
  conducendo una ricognizione di tutti i dipartimenti che  hanno  già
  risposto, in parte, proprio per capire da quali necessità  dobbiamo
  partire  per  redigere  il  Documento economico  finanziario  della
  Regione che contiamo di potere presentare alla Presidenza dell'Aula
  già tra qualche settimana.
   Il  rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti regionali è già
  oggetto  dell'attenzione del competente Assessorato;  nei  prossimi
  giorni  si  determinerà  un incontro anche  con  le  organizzazioni
  sindacali per definire il percorso.
   Lei  rimane  perplesso,  onorevole  Lupo,  sulla  possibilità   di
  affidare la competenza dei rifiuti alle Province. Non solo lo fanno
  le  altre  Regioni  del Nord, ma ritengo che sia l'unica  soluzione
  possibile  per  evitare la giungla degli enti  che  si  muovono  su
  questo terreno.
   Noi abbiamo il dovere di completare la liquidazione degli ATO e di
  chiudere  le  SRR  che, come dice anche la magistratura  contabile,
  sono  state un vero e proprio fallimento. Quella legge  si  è  resa
  inapplicabile. Se non mettiamo ordine nella giungla  normativa  dei
  rifiuti  qualunque altro generoso tentativo, anche  in  termini  di
  raccolta differenziata, rischia di rivelarsi inutile.
   Garbato  anche  l'intervento del Capogruppo del  Movimento  Cinque
  Stelle. L'onorevole Zafarana mi ha accusato di avere adottato  toni
  da  campagna elettorale. Se così è parso, ne chiedo scusa,  ma  non
  era assolutamente nella mia volontà di farlo. Mi sono solo limitato
  ad interpretare, come sono abituato a fare, un testo che ho scritto
  con le mie mani, forse anche disordinato nella sua sequela dei temi
  ma, credetemi, scritto con il cuore ed interpretato con passione.
   Spero che nessun altro tono di campagna elettorale sia stato colto
  nel  corso  di  questo dibattito in Aula e spero  che  la  campagna
  elettorale  per le elezioni politiche finisca assai presto,  perché
  la  paura  che  abbiamo  è  che essa possa condizionare  il  sereno
  dibattito  ed  il  sereno confronto in quest'Aula  almeno  fino  al
  quattro marzo, per colpa di tutti.
   Dice  l'onorevole  Zafarana: la lentezza del Governo.  Davvero  mi
  sembra  ingenerosa questa considerazione, considerato che  si  sono
  appena  insediate  le Commissioni ed il Governo esiste  da  quattro
  settimane.
   Come  qualcuno  ha  detto  65 giorni dalle elezioni,  naturalmente
  bisogna  conoscerle  le procedure e, quindi,  non  mi  soffermo  su
  questo dato perché è frutto di non conoscenza delle procedure e del
  calendario istituzionale.
   Saremo  propositivi,  dice  il  Capogruppo  del  Movimento  Cinque
  Stelle.  Lo  colgo  con tanta soddisfazione  e  sono  convinto  che
  altrettanto soddisfatti saranno i cittadini siciliani nel sentirlo,
  quelli che ci seguono attraverso il servizio televisivo.
   La  Regione  non deve essere arbitro, ma giocatore di  punta.  No,
  onorevole Zafarana, lei non conosce, per ragioni anagrafiche e per,
  presumo, mancanza di lettura in questa materia specifica, la storia
  di questa Regione.
   Quando diciamo che la Regione non deve essere giocatore ma arbitro
  vogliamo  dire  che  deve smettere di essere  giocatore  perché  la
  Regione  è  stata giocatore o giocatrice già negli anni sessanta  e
  sono  nati gli enti economici. E sono nate le prime zavorre e  sono
  cominciate le assunzioni clientelari, non nel rispetto del  merito,
  ma nel rispetto della fidelizzazione politica.
   Dobbiamo  dire  chiaro e tondo ai nostri figli che nella  Pubblica
  amministrazione  si  entra  per concorso  pubblico,  si  entra  per
  merito.  Dobbiamo chiudere la vergognosa pagina del precariato  che
  ha prodotto negli anni sessanta, settanta, ottanta e novanta, oltre
  45  mila precari condannati ad essere carne da macello, pegno umano
  per tutte le campagne elettorali e, ancora oggi, non stabilizzati.
   Se  la Regione smette di giocare, prima con gli enti economici  e,
  poi,  con  le  partecipate, lo dico a chi dice che la Regione  deve
  essere giocatore d'attacco, no, deve essere arbitro. La Regione non
  deve  giocare, deve legiferare, deve controllare, deve pianificare.
  E  quando  parliamo di pianificazione, parliamo di  indicazione  di
  obiettivi  e  di  parametri all'interno del cui contesto  gli  enti
  locali,   cioè   i   giocatori  devono  muoversi.   Questa   è   la
  programmazione.
   L'onorevole D'Agostino ha sottolineato lo stile di questo Governo.
  Lo ringraziamo.
   Ha  condiviso  l'obiettivo di porre al centro  di  ogni  interesse
  all'impresa  e,  quindi, il lavoro e, quindi, i  giovani.  E  dice:
   senza industrializzazione non c'è futuro .
   Attenti   quando  si  parla  di  industrializzazione.  Per   avere
  inseguito il mito dell'industrializzazione ci siamo ritrovati Gela,
  Siracusa  e  Milazzo. Di quale industrializzazione  ha  bisogno  la
  Sicilia?
   Questa  non  è  una  Terra  che ha una  vocazione  alle  industrie
  pesanti. E Termini Imerese lo dimostra.
   Qui   serve   una  industrializzazione  leggera,  qui   serve   il
  manifatturiero, qui serve la trasformazione dei prodotti del luogo,
  qui serve un'industria capace di assecondare la produzione agricola
  per  non creare inquinamento, per creare alto tasso di occupazione,
  per  evitare di dover dipendere dai capricci dei colossi del  Nord,
  come  è  accaduto  con  la  Fiat che pensava  di  personalizzare  i
  profitti e di socializzare i danni.
   L'onorevole  D'Agostino  ha  parlato di  credito  di  imposta.  Ci
  torneremo. E' uno dei punti sul quale l'Assessorato all'economia ha
  già   fissato  una  tappa  assolutamente  irrinunciabile  e   sulla
  formazione  stiamo  già  lavorando;  proprio  giorno  18  ci   sarà
  l'incontro  con  il partenariato per individuare le  nuove  abilità
  professionali  d'accordo anche con le organizzazioni  di  categoria
  sulle quali concentrare gli sviluppi della nuova formazione.
   Il  deputato  Cancelleri si è soffermato  sulle  ex  province,  le
  poltrone.
   Io  credo di dovere sorvolare. Lo dico con tutto rispetto  per  il
  deputato Cancelleri. Non credo di avere parlato di poltrone.
   Ho parlato di democrazia. E se la democrazia diventa una questione
  di  poltrone,  signori,  è  un  problema  per  tutti   Guai  se  la
  democrazia diventa un problema di poltrone
   Il Presidente della Provincia deve essere eletto dal popolo perché
  è  legittimato dal popolo, perché bisogna togliere alle  segreterie
  dei partiti il compito di lottizzare i vertici delle Province.
   Possiamo  fare  a  meno  degli assessori.  Possiamo  creare  delle
  assemblee elettive senza gettone di presenza e senza indennità.  Ma
  l'elezione  diretta di un rappresentante del popolo non  è  mai  un
  costo.  Lo è diventato nel '22 in Italia e lo è diventato in  altri
  Paesi europei.
   Sappiamo come è andata a finire.
   Nessun  costo  aggiuntivo se decentriamo competenze dalla  Regione
  alle   Province.   Le  chiamo  Province  per  comodità   lessicale.
  Naturalmente, per non distinguerle dalla città metropolitane e  dai
  liberi consorzi dei comuni.
   Se  una competenza è già in carico alla Regione ha un costo. Se la
  competenza  si  trasferisce assieme ai costi, non c'è  alcun  costo
  aggiuntivo; mi sembra un discorso fin troppo elementare.
   Possiamo  benissimo abrogare le ex province, ma le strade  chi  le
  cura? E chiunque dovrà curarle affronterà un costo.
   E  il  personale che fine fa? Lo lasciamo sulla gru? No.  Dobbiamo
  farlo lavorare e, quindi, continua ad essere un costo.
   E  l'edilizia scolastica superiore? Chi se ne occupa?  E,  quindi,
  continua ad essere un costo.
   E  le  attività  promozionali sul territorio? E il  trasporto  dei
  disabili? Io so cosa fanno le Province. E' un costo e, quindi,  non
  può  essere un costo il trasferimento di competenze proprio  perché
  la  Regione non deve essere un ente che gestisce denaro  ma  l'ente
  che   deve   delegare  e  decentrare  ai  soggetti  sul  territorio
  legittimati dal voto popolare a potere gestire servizi importanti.
   Da  quando  si  è  messo in discussione il valore  delle  Province
  sappiamo  come  è finita in giro. Basta andare in giro  e  rendersi
  conto del danno che ha provocato quella folle rivoluzione inventata
  in  uno studio televisivo romano che, poi, è stata sconfessata  dal
  oltre il 60 per cento degli elettori italiani.
   L'abusivismo è un reato, chiunque lo compia. Il caso per caso  cui
  faccio riferimento, deputato Cancelleri, non è alla inconfutabilità
  del  reato  di  abusivismo ma è al grado di impatto che  l'immobile
  abusivo determina nel contesto ambientale.

   CANCELLERI. Siamo d'accordo.

    MUSUMECI, presidente della Regione. Ha visto che ogni tanto siamo
  d'accordo? Quindi, io non ho mai detto il contrario. Ho  detto  che
  l'abusivismo  deve  essere esaminato caso per caso  ma  non  esiste
  l'abusivismo di necessità. Non esiste e non può esistere.
   Quanto  al  Ponte sullo Stretto siamo in sintonia.  Anche  lei  in
  televisione, su RAI 3, ha dichiarato di essere favorevole al  Ponte
  sullo Stretto.

   CANCELLERI. Ma quando

   MUSUMECI, presidente della Regione. Abbiamo la registrazione. Alla
  domanda  del giornalista  Lei è contrario al Ponte sullo  Stretto?
  Ha  risposto:   No, io non sono contrario alle grandi  opere,  però
  ritengo che prima ci vogliano le infrastrutture locali .
   Ricordo benissimo e lo abbiamo anche registrato.
   E,  tuttavia, non è una vergogna essere favorevoli al Ponte. Io lo
  sono dall'inizio. Ritengo che il Ponte sia un'opera importante,  ma
  non  sia  la più importante se non dotiamo la Sicilia e la Calabria
  delle necessarie infrastrutture di completamento. Su questo non  ho
  assolutamente un minimo dubbio.
   Non li conti i giorni, deputato Cancelleri.

   CANCELLERI. No, per carità

   MUSUMECI, presidente della Regione. La costringeremo a contare gli
  anni, non i giorni. Stia tranquillo.

   CANCELLERI. Non vedo l'ora

   MUSUMECI,  presidente  della Regione.  Non  conti  i  giorni.  Noi
  chiediamo di essere giudicati fra cinque anni.

   CANCELLERI. Dai cittadini.

   MUSUMECI,  presidente  della Regione. Avremo  i  tempi  necessari,
  perché vogliamo passare dalle parole ai fatti concreti.
   L'onorevole  La  Rocca  Ruvolo ci richiama all'emergenza  amianto.
  Certo.  Ha  ragione.  Anche quella legge non ha  prodotto  effetti,
  nonostante la buona volontà di questo Parlamento. Parlo della legge
  di  dismissione dell'amianto. E, però, ho il piacere di  dirle  che
  questo  Governo  si  è  già attivato per dare  finalmente  corpo  e
  sostanza  al  centro  ospedaliero per le  malattie  oncologiche  da
  esposizione ad amianto. Un centro che è destinato dalle leggi della
  Regione all'ospedale di Augusta.
   Sono  passati  quattro anni dal varo di quella  legge  istitutiva.
  L'onorevole  assessore  Gucciardi mi ha  aiutato  in  un'azione  di
  impulso,  che da Presidente della Commissione Antimafia  ho  voluto
  promuovere   assieme  all'onorevole  Zito  sull'azienda   sanitaria
  provinciale  di  Siracusa. Posso dire, con  molta  franchezza,  che
  questo  Governo e l'Assessorato alla salute si è già  mosso  perché
  entro qualche settimana già la struttura cominci a funzionare.
   L'acqua  ed  i  rifiuti  sono un grosso  problema  di  cui  questo
  Parlamento  sarà presto investito. Dei rifiuti abbiamo  già  detto.
  Aspetto   un   confronto  con  il  Parlamento.  Noi,  naturalmente,
  avanziamo  una  proposta, ma è il Parlamento che  fa  le  leggi  e,
  quindi,  siamo convinti che il Parlamento, in questo  senso,  vorrà
  correre.  Ringrazio  anche la presidente  Savarino  per  avere  già
  attivato in Commissione l'annoso grave e insoluto problema.
   Sul  tema  dell'acqua dobbiamo stare attenti. La siccità è  dietro
  l'angolo.  Gli invasi non sono tutti attivi e alcuni,  addirittura,
  benché  capienti e dotati di acqua, sono privi della canalizzazione
  per arrivare nelle campagne.
   Come  risolvere  il  problema della siccità in  Sicilia?  Qualcuno
  parla  di dissalatori, qualcuno parla di nuovi invasi. Naturalmente
  il  Governo, che non ha la dote della certezza, come ho detto  poco
  fa,  sarà  lieto  di  potersi confrontare  con  le  proposte,  sono
  convinto tante e tutte razionali, che verranno dal Parlamento.
   Ringrazio  anche  l'onorevole Catalfamo per il garbo  con  cui  ha
  ribadito  l'impegno  del  suo Gruppo a sostegno  della  coalizione.
  Stessa cosa ha fatto l'onorevole Ragusa. Ed io voglio ribadire  che
  il  Governo  è  per  premiare  i comuni virtuosi.  Diventa,  questo
  metodo,  non  soltanto un giusto compenso, ma anche l'occasione  di
  stimolo   per   i   comuni  meno  virtuosi,  perché   i   cittadini
  comprenderanno che fare la differenziata, alla fine,  conviene  non
  solo per la battaglia di civiltà, igienico sanitaria, per il decoro
  della propria città, ma conviene anche per le proprie tasche ed  il
  proprio portafoglio.
   E,  infine, la ricerca delle responsabilità e dei colpevoli,  come
  proponeva l'onorevole Savarino. Il Governo, come lei sa, non  è  un
  organo  inquirente,  però, le responsabilità  politiche  credo  che
  vadano  accertate.  E  questo  lo faranno  tutti  i  componenti  il
  Governo, tutti gli Assessori in collaborazione con i direttori  del
  dipartimento, del singolo dipartimento, direttori che  pensiamo  di
  sostituire,   nelle  prossime  giornate,  con  una  rotazione   che
  coinvolgerà almeno il 50 per cento delle direzioni.
   Io  nelle  mie  dichiarazioni programmatiche, signor Presidente  e
  onorevoli  colleghi,  mi  sono soltanto limitato  ad  indicare  gli
  obiettivi programmatici e per alcuni le possibili soluzioni.
   Credo di avere fatto soltanto il mio dovere. Sappiamo che nulla ci
  sarà  concesso  ma per carità evitiamo i pregiudizi,  evitiamo  gli
  scontri  frontali, il diritto al pane in Sicilia vale per chi  vota
  centro  destra,  per chi vota  grillini , per chi  vota  il  centro
  sinistra.
   Movimento Cinque Stelle, chiedo scusa.
   Il diritto al pane vale per tutti. Ognuno dall'opposizione o dalla
  maggioranza potrà assecondare e facilitare la conquista  di  questo
  diritto al pane e, quindi, al futuro.
   Noi non siamo un Governo che non ha una maggioranza, noi siamo  un
  Governo,  ho  detto,  che  ha i numeri limitati  ed  anche  se  non
  dovessimo  avere la maggioranza, credetemi, per noi non cambierebbe
  nulla.
   Siamo  qui  soltanto  per  servire gli interessi  della  gente.  I
  siciliani non ci hanno votato per avere una maggioranza,  ci  hanno
  votato  per restituire il diritto alla speranza a chi sta fuori  da
  questo Palazzo, le cui mura trasudano secoli di storia.
   Nella  dignità di doverlo occupare che appartiene a  tutti  noi  e
  nell'impegno  consacrato  dal giuramento dell'altro  giorno  voglio
  augurare a tutti noi, a tutti, Governo e Assemblea, davvero un buon
  lavoro.
   Alla  fine, non ho carriera politica da fare. L'ho detto e chi  mi
  conosce  sa che sono abituato a mantenere le parole. Io esco  dalla
  politica fra 5 anni perché non debbo costruire più carriera. Quello
  che  faccio è un atto d'amore, anche per i miei figli, anche per  i
  miei  nipoti. Se questo atto d'amore lo vogliamo compiere  tutti  e
  sono sicuro che lo vorremo, in forme diverse, compiere tutti e  con
  uno stato d'animo diverso, compiere tutti, alla fine, potremmo dire
  di  essere  stati degni della fiducia che ognuno,  per  la  propria
  parte, ha ricevuto dal popolo siciliano. Vi ringrazio.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Grazie Presidente.


   Presidenza del Vicepresidente Di Mauro


   Con  l'intervento dell'onorevole Musumeci si concludono  i  lavori
  della  seduta  odierna. L'Aula è rinviata a mercoledì,  17  gennaio
  2017, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   -Comunicazioni

                   La seduta è tolta alle ore 20.53.

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio