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Resoconto d'Aula della Seduta n. 90 di mercoledì 19 dicembre 2018
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.21

   DIPASQUALE,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  delle
  sedute n. 88 del 6-7-11-12-13 dicembre 2018 e n. 89 del 18 dicembre
  2018 che, non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo  nel  corso  della  seduta. Invito, pertanto,  i  deputati  a
  munirsi per tempo della tessera personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli Catalfamo, Caronia, Galvagno e Amata.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Seguito della discussione del disegno di legge  Norme per la
      promozione, il sostegno e lo sviluppo delle cooperative di
             comunità nel territorio siciliano  (n. 113/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
   Norme  per  la  promozione,  il  sostegno  e  lo  sviluppo   delle
  cooperative di comunità nel territorio siciliano  (n. 113/A), posto
  al numero 1).
   Invito  i  componenti la III Commissione  Attività  produttive   a
  prendere posto nell'apposito banco.
   Assessore Turano, possiamo distribuire gli emendamenti?

   TURANO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì.

   PRESIDENTE. Gli emendamenti sia all'articolo 3 che all'articolo 6?
  In   attesa  che  gli  uffici  predispongano  le  fotocopie   vuole
  illustrare gli emendamenti che ha presentato?

   TURANO, assessore per il territorio e l'ambiente. Certo. In  buona
  sostanza,  ho  presentato cinque emendamenti. Tre sono  emendamenti
  tecnici   che  riguardano  la  rimodulazione  degli  articoli   già
  approvati, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,  per
  delle sbavature nel coordinamento del testo e due sono, invece,  la
  riscrittura dell'articolo 3 e dell'articolo 6. Se potessi avere  la
  copia.

   PRESIDENTE. Sì certo, stanno facendo le fotocopie. Non ricorda  il
  contenuto?

   TURANO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Certo  che  lo
  ricordo.

   PRESIDENTE. Qualche istante e arrivano.

   TURANO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Non ricordo  la
  dizione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Assessore parlerà quando saranno
  stati  distribuiti i documenti. Pertanto, in attesa che  esaminiamo
  con  attenzione  questo emendamento ed anche gli altri  emendamenti
  presentati, sospendo brevemente la seduta.

       (La seduta, sospesa ore 16.59, è ripresa alle ore 17.01)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi comunico che  è  stato  presentato
  l'emendamento 3.4, a firma del Governo.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Chiedo  di  parlare
  per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi ieri avevamo posto delle riserve, in  relazione
  al  riconoscimento della cooperativa di comunità ed al  vincolo  di
  utilizzo sul territorio della stessa cooperativa. Abbiamo aggiunto,
  all'articolo  3  comma  1, che la cooperativa  oltre  ad  avere  la
  residenza, o il domicilio o la sede legale o effettiva, debba anche
  operare con e nella comunità di riferimento.

   PRESIDENTE.  Assessore,  mi  scusi,  stiamo  esaminando  per   ora
  l'emendamento  3.4 e c'è scritto:  All'articolo 3, dopo  la  parola
   effettiva ,  aggiungere  e che operano con  e  nella  comunità  di
  riferimento

   TURANO,  assessore  per  le  attività  produttive.  Così  facendo,
  riconosciamo  alla  cooperativa, che per  il  riconoscimento  della
  cooperativa di comunità bisogna avere come requisito che la  stessa
  operi  nella comunità di riferimento e, qualora chiaramente, questo
  dovesse  venire  meno, verrà sciolta la stessa cooperativa.  E'  un
  modo  per ancorare l'attività della cooperativa al territorio  dove
  opera la cooperativa stessa.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.4. Il parere  della
  Commissione?

   RAGUSA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  3  nel  testo  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 6 in precedenza accantonato.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 6.8.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Chiedo  di  parlare
  per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  l'articolo 6  ieri  rappresentava  l'ossatura
  della  legge  e,  segnatamente, al comma 1  venivano  indicate  tre
  diverse  lettere  che  tipizzavano l'attività  che  la  cooperativa
  doveva svolgere.
   In Commissione, dopo un confronto con gli Uffici dell'Assemblea  e
  con gli Uffici dell'Assessorato, abbiamo convenuto di sopprimere la
  lettera a), di sopprimere la lettera c) e di emendare la lettera b)
  che   così   diventa:    L'Assessore  con  riconoscimento   agevola
  attraverso gli enti locali, la partecipazione delle cooperative  di
  comunità  all'esercizio  di  funzioni  pubbliche,  promuovendo   la
  capacità   progettuale  e  imprenditoriali  delle  cooperative   di
  comunità .
   Cioè,  in  buona  sostanza, si capisce che il  fine  dell'attività
  dell'Assessorato è nel sostenere le cooperative, il  riconoscimento
  delle  cooperative che poi lavorano con gli enti locali, e non  per
  il tramite della Regione con gli enti locali.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, all'articolo  6  era  già  stato
  presentato l'emendamento 6.1 a firma dell'onorevole Aricò che,  non
  essendo presente in Aula, risulta decaduto.
   Si  passa agli emendamenti 6.2, 6.3, 6.4, 6.5, 6.6 e 6.7  a  firma
  dell'onorevole Milazzo che, non essendo presente in Aula, risultano
  anch'essi decaduti.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo,  pertanto,  in  votazione l'emendamento  6.8  a  firma  del
  Governo. Il parere della Commissione?

   RAGUSA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 6 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,   a   seguito  delle   modifiche   apportate
  all'articolo 3, è stato presentato dal Governo l'emendamento 117.1.
  E' una modifica di natura tecnica.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.2 sempre a firma del Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.3 sempre a firma del Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Norme  per  la  promozione,  il  sostegno  e  lo  sviluppo   delle
  cooperative di comunità nel territorio siciliano» (n. 113/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge «Norme per la promozione, il sostegno  e  lo
  sviluppo  delle  cooperative di comunità nel territorio  siciliano»
  (113/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . .    51
   Votanti               48
   Maggioranza           25
   Favorevoli            48
   Contrari               0
   Astenuti              0

                         (L'Assemblea approva)

   RAGUSA Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo cogliere
  questa  opportunità  del voto finale alla norma  che  costituiremo,
  costituisce   e  costituiranno  le  cooperative  di  comunità   nel
  ringraziare il lavoro di tutti i componenti della Commissione,  nel
  ringraziare  il lavoro dell'assessore Turano e del Governo,  e  nel
  ringraziare i colleghi.
   Io  penso  che sia una norma che vada ad interagire con i  piccoli
  centri,  dove  daremo  loro la possibilità di  poter  usufruire  di
  questo  tipo  di  cooperazione per i servizi che saranno  utili  da
  svolgere in quella comunità, e ancora una volta questa Commissione,
  questo  Governo  partono dal basso, perché si  va  a  pensare  alle
  comunità  più  piccole, alle comunità che hanno bisogno  di  essere
  aiutate  e  sostenute, e siamo anche contenti che  arriva  un  voto
  all'unanimità  perché diventi e diventano patrimonio  e  quindi  un
  valore di tutta l'Assemblea.
   Per  questo dico un ringraziamento particolare ai miei colleghi  a
  tutti voi.


   Seguito  della  discussione del disegno di legge  «Interpretazione
  autentica  dell'articolo 3 della legge regionale 24 febbraio  2000,
  n. 6» (n. 413/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno  di legge «Interpretazione autentica dell'articolo 3  della
  legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6» (n. 413/A), posto al numero
  2).
   Invito  i  componenti la V Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Comunico  che  è  stato  presentato un emendamento  estraneo  alla
  materia, quindi è stato dichiarato inammissibile.
   Onorevoli  colleghi,  è  stato presentato  dall'onorevole  Milazzo
  l'emendamento  A.1  che  riguarda una correzione  nell'articolo  3,
  comma 4, della legge 24 lettera A, che è una correzione sulla legge
  sui  PIP,  che  è in distribuzione. Pertanto, sospendo  l'Aula  per
  qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.12, è ripresa alle ore 17.13)

   La seduta è ripresa.

   MILAZZO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  durante   le
  Variazioni di bilancio è stato approvato dall'Aula un emendamento -
  l'abbiamo  approvato come emendamento aggiuntivo, ma doveva  essere
  approvato invece come sostitutivo - ed in Gazzetta ci sono due date
  che contrastano.
   L'emendamento  toglie sostanzialmente la data che aveva  stabilito
  la Commissione per dare corso al voto d'Aula, che era l'emendamento
  che fissava nuovamente la data, è solo un fatto tecnico.

   PRESIDENZA. Per capirlo i colleghi, onorevole Milazzo, l'argomento
  sono i PIP.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo posto  questo
  problema  nella scorsa seduta al Segretario generale, e  mi  sembra
  che  questo  sia  il modo corretto per ovviare a quel  problema  di
  trascrizione errata nella Gazzetta Ufficiale, che in realtà  non  è
  stata  una trascrizione errata ma nel momento in cui c'è  stata  un
  po'  di  confusione in Aula abbiamo, probabilmente,  sbagliato  nel
  votare l'emendamento 5.6.
   Per  cui  considero  l'emendamento  necessario  per  la  questione
  temporale che riguarda lo slittamento da luglio al 28 febbraio, che
  è necessario per completare la fase istruttoria.
   Presidente,   comunico   inoltre   di   apporre   la   mia   firma
  all'emendamento A.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io  appongo
  la mia firma all'emendamento A.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FIGUCCIA.   Condivido  la  proposta.  D'altra  parte   ci   stiamo
  semplicemente  riallineando a quello che è l'esito della  votazione
  delle  Variazioni  di  bilancio. Molto semplicemente,  noi  avevamo
  chiesto  al Presidente dell'Assemblea di verificare se ci fosse  un
  errore ed eventualmente fare una errata corrige.
   Questo  non  è  stato necessario farlo perché, semplicemente,  con
  questo emendamento andiamo a correggere quel refuso. Tutto qui.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.1. Il parere  della
  Commissione?

   SAMMARTINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, innanzitutto, mi dispiace, lo dico al collega  Milazzo,
  avere contezza solo adesso di questa tematica, però comprendo che è
  stata una manchevolezza nella velocità dei lavori d'Aula durante le
  variazioni.
   La Commissione è favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo2.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Interpretazione autentica dell'articolo 3 della legge regionale
                  24 febbraio 2000, n. 6» (n. 413/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge «Interpretazione autentica dell'articolo  3
  della legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6» (n. 413/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti . . . . . . . . . . . . . . . .    48
   Votanti               24
   Maggioranza           13
   Favorevoli            24
   Contrari             0
   Astenuti              16

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.18, è ripresa alle ore 18.11)

   La seduta è ripresa.


     Comunicazioni del Governo in ordine al recente accordo Stato-
                                Regione
          in materia finanziaria e sulla sessione di bilancio

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di iniziare la  discussione
  sul  III  e IV punto dell'ordine del giorno, l'assessore  Armao  ha
  delle comunicazioni da fare all'Aula a seguito della sottoscrizione
  di  un  accordo  con il MEF, avvenuta proprio oggi. Ha  facoltà  di
  parlare l'assessore Armao.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, ieri  abbiamo
  approvato  in Giunta, come ha già annunciato il collega Lagalla  in
  occasione della seduta di ieri, sia il disegno di legge di bilancio
  che  il disegno di legge di stabilità, che dovrebbero essere giunti
  o  giungere  a  momenti  in Assemblea per l'esame  da  parte  delle
  Commissioni di merito e poi dell'Aula.
   Come,  peraltro, mi è stato chiesto, in relazione a quanto  emerso
  dalle  notizie  di  stampa,  è  stato  sottoscritto  oggi  tra   il
  presidente  Musumeci  e  il Ministro Tria  un  accordo  che  non  è
  conclusivo,  è  il  primo  passo  per  una  ricapitolazione   delle
  relazioni  finanziarie  tra Stato e Regione,  quindi,  si  crea  un
  contesto,  uno  scenario entro il quale si collocheranno  le  nuove
  norme  di  attuazione  in materia finanziaria che  dovranno  essere
  approvate  secondo  la  convenzione sottoscritta  dalle  parti  tra
  l'inizio e la fine di settembre prossimo.
   Ciò  darà  alla Sicilia finalmente un quadro finanziario definito,
  coerente con lo Statuto che dà piena applicazione agli articoli 36,
  37  e  38  superando le norme di attuazione ancora in  vigore  che,
  sembra  difficile a dirlo, ma sono del 1965 quando ancora  esisteva
  l'IGE (imposta generale sulle entrate) e il sistema tributario  era
  completamente diverso.
   La  Corte  costituzionale ha più volte richiesto questo  riordino.
  Oggi,  questo  accordo al quale hanno collaborato anche,  oltre  al
  Ministro  Tria  il  vice ministro Garavaglia e  il  sottosegretario
  Villarosa  che  hanno dato ampia collaborazione  alla  stesura  del
  testo,  quindi,  in  un  contesto  di  lealtà  istituzionale  e  di
  correttezza,  si  è  svolto un negoziato che  ha  fornito  proficui
  risultati  tra  cui  540  milioni per le  province.  Poi,  sarà  il
  Presidente  della  Regione  a dare più ampi  dettagli  in  materia.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di  passare  al  punto  III
  dell'ordine  del giorno cioè alla votazione finale del  disegno  di
  legge  n. 336/A «Riconoscimento della legittimità dei debiti  fuori
  bilancio ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni»,  l'onorevole Lupo aveva chiesto dei  chiarimenti  in
  ordine alle dichiarazioni fatte dall'assessore Lagalla.
   Assessore Armao, sui debiti fuori bilancio ieri l'Assessore  aveva
  fatto  delle dichiarazioni, se lei volesse illustrare all'Assemblea
  il contenuto nel dettaglio.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Su  questo  come  già   detto
  dall'assessore Lagalla, ieri, si è realizzata una delle fattispecie
  previste  dal  decreto legislativo 118, ossia  lo  spirare  dei  60
  giorni per cui è auspicabile la votazione del Parlamento. Credo che
  non si sia mai verificata una cosa del genere, se il decorso dei 60
  giorni consuma il potere dell'Assemblea, questa è una questione  di
  tipo tecnico, ma credo che o si approva o comunque i 60 giorni sono
  decorsi.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto chiediamo  la
  documentazione allegata al disegno di legge e, quindi, gli allegati
  che  sono  importanti  per un esame attento del  disegno  di  legge
  stesso. E' evidente che la maggioranza in Aula non c'è

   MILAZZO. Io sono qua

   LUPO.  E' presente il Capogruppo di Forza Italia, ma non  vedo  la
  maggioranza,  sicuramente non potete chiedere alle  opposizioni  di
  approvare  i  debiti fuori bilancio, quindi, invito  il  Governo  a
  valutare come proseguire.
   Intanto,  vorrei  sapere dall'Assessore se può precisare,  termini
  più  esatti,  quando  sarà a disposizione dell'Assemblea  regionale
  siciliana  il  disegno di legge di bilancio e di  stabilità  perché
  siamo  già a tempo scaduto, continuate a dire alla stampa che siamo
  pronti, siamo pronti, addirittura ogni giorno apriamo il giornale e
  leggiamo  quali  sono  le  previsioni  del  disegno  di  legge   di
  stabilità,  incentivi  fiscali  promessi,  presunti;  questo  è  un
  Parlamento  e  abbiamo  bisogno di avere i documenti  contabili  da
  esaminare con urgenza per cominciare a fare lavorare le Commissioni
  parlamentari di merito, successivamente la Commissione  Bilancio' e
  l'Aula, rispettando i termini di legge.
   Il  Governo  è già abbondantemente fuori i termini previsti  dalla
  legge.  Vi invitiamo a recuperare il tempo perduto ed a presentarci
  i documenti.
   Noi  siamo  pronti  a cominciare l'esame dei documenti  finanziari
  della legge di stabilità e di bilancio. Abbiamo fatto in fretta per
  senso  di  responsabilità, per approvare le variazioni di  bilancio
  perché dall'approvazione di questo disegno di legge dipendeva anche
  il   pagamento  di  indennità,  di  stipendi,  dipendeva  la   vita
  finanziaria  dei comuni e penso che stessa urgenza, ovviamente,  se
  non   ancor  maggiore,  riguarda  l'approvazione  della  legge   di
  stabilità e della legge di bilancio.
   Quindi,  mi  sorprende  leggere che si ipotizzi  di  approvare  il
  bilancio  a metà mese del nuovo anno, penso che dobbiamo stare  nei
  termini  per garantire un corretto svolgimento dell'attività  anche
  della  Pubblica Amministrazione, della vita dei comuni stessi,  non
  possiamo così avventurarci a protrarre nel tempo l'approvazione  di
  documenti  estremamente urgenti senza avere neppure una tabella  di
  marcia esattamente definita.
   Quindi,  Presidente,  le chiedo di convocare  una  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari e di fare il programma  esatto
  della sessione di bilancio; che si sappia quando il Parlamento avrà
  a  disposizione i disegni di legge di bilancio e di  stabilità  per
  cominciare a fare il lavoro che è previsto in base alle leggi e  in
  base al Regolamento dell'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Lupo,  intanto   abbiamo   avuto   delle
  comunicazioni  molto  succinte da parte  dell'Assessore  su  questo
  incontro  che  il  Governo ha avuto a Roma e, se ho  sentito  bene,
  l'Assessore  ha  riferito che il presidente Musumeci  vorrà  venire
  personalmente in Aula a relazionare nel dettaglio la sottoscrizione
  del documento.
   Relativamente ai due documenti che sono all'ordine del giorno,  al
  fine  di  avere  maggiore  chiarezza su  tutta  questa  dinamica  e
  soprattutto  gli  allegati, come diceva  l'onorevole  Lupo,  stante
  quello  che abbiamo deciso in Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari, cioè di aggiornare i lavori a giorno 27 dicembre 2018
  alle  ore  16.00, proporrei il rinvio a tale giorno perché possiamo
  avere tutti quanti un quadro del percorso da seguire.
   In  atto il documento finanziario che l'Assessore dice che è stato
  approvato  in  Giunta non è ancora pervenuto, quindi, non  possiamo
  assumere  una decisione sul contesto della finanziaria,  su  quello
  che sono i suoi capisaldi, su quello che è l'effettiva consistenza.
   Quindi,  ripeto,  se  l'Aula è d'accordo, proporrei  il  rinvio  a
  giorno 27 dicembre alle ore 16.00.
   Se non sorgono osservazioni, così resta stabilito.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Assessore  Armao  abbiamo  convocato
  l'Aula  per  giorno  27 dicembre per lavorare, per  incardinare  il
  disegno di legge, questo che sia chiaro. Quindi a voi

   CRACOLICI. Ma quale?

   PRESIDENTE. Quello che arriverà e quello su cui la Commissione  si
  metterà  a  lavorare.  Questa è la decisione della  Conferenza  dei
  Capigruppo. Quindi, questo è il percorso.

   ARMAO, assessore per l'economia. Intervengo solo per precisare due
  cose con riguardo a quello che

   BARBAGALLO. Presidente, le diamo troppe concessioni

   PRESIDENTE.  Mi  pare  che  abbiamo approvato  il  rinvio,  ma  se
  l'Assessore chiede di parlare.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Io volevo  chiedere  due  cose:
  intanto,  una  volta  che  c'è il rinvio,  immagino  che  si  debba
  differire  anche  per  il   consolidato  2017'.  Si  poteva,  oggi,
  procedere all'approvazione considerato che riguarda il 2017.

   CRACOLICI.   Il  consolidato  lo  fate  voi.  Non  guardi   l'anno
  finanziario

   ARMAO,  assessore per l'economia. Onorevole, prendo  atto  che  il
  2017 non è un fatto che la riguarda.

   CRACOLICI. Poi, glielo boccio

   PRESIDENTE. Non si vota.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Certo. Ma io non  ne  facevo  un
  elemento di acredine, soltanto di puntualizzazione.

   PRESIDENTE.  Assessore  Armao, cosa c'entra l'onorevole  Cracolici
  col  2017,  col  Governo  Crocetta?  Non  c'entra  niente.  Era  di
  passaggio in Aula.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Chiedo  venia  per  la   mia
  distrazione, scusi.

   PRESIDENTE. Prego.

   ARMAO, assessore per l'economia. Invece, volevo soltanto precisare
  con riguardo alle considerazioni che svolgeva l'onorevole Lupo, che
  non  credo che si parli e si possa parlare di tempo perduto  perché
  qui  il  tempo non lo perde nessuno tanto meno chi lavora.  Seconda
  cosa:  il Governo nazionale, oggi, ha presentato il maxiemendamento
  al Senato, com'è noto. Com'è noto le risultanze contabili di questo
  bilancio  devono tenere conto del bilancio dello Stato.  Diciamo  è
  fatto  ben  noto  a  tutti  voi  e non  mi  permetto  di  indulgere
  ulteriormente  in  questioni  fin  troppo  ovvie  per  meritare  un
  chiarimento. Conseguentemente, la legge di stabilità e il  bilancio
  regionale  sono stati strutturati sulla base anche delle risultanze
  delle  intese  sopraggiunte, quindi, abbiamo  inteso  rispettare  i
  tempi e inteso rispettare, ovviamente, il lavoro del Parlamento che
  nessuno  intende relegare a poche ore per una cosa da approvare  ad
  occhi chiusi. Nessuno si permetterebbe.
   Ecco,  quello che volevo dire è che da parte nostra non c'è  stato
  un  sollazzarsi in altre cose mentre c'erano adempimenti  da  fare.
  Abbiamo  adempiuto  alla  redazione  dei  documenti  contabili   in
  assoluta sintonia con lo Stato. Era una precisazione dovuta, credo.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CAMPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo, colleghi consiglieri e chi  ci
  segue  da  casa,   questo Governo si era impegnato fin  dall'inizio
  nella  sua campagna elettorale portando, come cavallo di battaglia,
  la   ricostituzione  delle  ex  province,  dei   liberi   consorzi.
  Addirittura, aveva detto che avrebbe ridato nuova linfa  vitale  ai
  consorzi  e  che bisognava coinvolgere i cittadini  e,  perché  no,
  portarli  nuovamente  al voto, magari anche perché  qualche  figura
  politica  era stata esclusa dalle precedenti tornate elettorali  e,
  quindi, bisognava ricollocarla.
   Pertanto, si è lavorato in questa direzione anche nella norma  che
  stiamo discutendo in Commissione sui rifiuti; si è cercato di  dare
  responsabilità ai consorzi, però, dopo un anno lo stato di fatto  è
  un  altro.  Noi adesso abbiamo praticamente le strade che  sono  un
  colabrodo, le scuole senza riscaldamento, non abbiamo l'adeguamento
  sismico delle scuole. Ogni volta che i ragazzi devono usufruire del
  servizio  di trasporto degli studenti ci sono problemi, addirittura
  viene  messo  in discussione anche il trasporto dei disabili  e  si
  deve sempre operare nella stessa maniera.
       Ora,  quando  questo  Governo ha  voluto  trovare  le  risorse
  necessarie  per le cose che gli sono interessate, come per  esempio
  quando  ha  aumentato  del 20 per cento tutte le  retribuzioni  dei
  commissari e dei dirigenti degli enti locali è stato fatto.
      Vorrei ricordare anche alcune parole che il presidente Musumeci
  aveva  detto  a  tal proposito:  la sentenza della  Corte    quando
  attaccò appunto ferocemente la Corte costituzionale per difendere i
  liberi consorzi   costituzionale suona ad offesa della dignità  del
  popolo siciliano e della sua plurisecolare vocazione autonomistica,
  l'avere  di  fatto  cancellato l'articolo 15  del  nostro  Statuto,
  denuncia   il   malcelato  e  progressivo,  tentativo   romano   di
  smantellare l'istituto autonomistico .
       Praticamente,  questa era una battaglia, ma la  verità  è  che
  siamo  andati  avanti con dei commissari che non hanno  soldi,  non
  hanno  nulla  in  bilancio e non sanno come  affrontare  le  spese,
  adesso  saranno costretti a dichiarare dissesto; già il  comune  di
  Siracusa l'ha dichiarato.
   Il  nostro  deputato, l'onorevole Zito, aveva portato in  Aula  un
  emendamento  di 9 milioni per sanare la situazione  anche  di  quei
  comuni in pre-dissesto e non è stato preso in considerazione; si  è
  voluto  dare  peso  soltanto a un comune che appunto  è  quello  di
  Siracusa.
       Adesso mi chiedo se riusciremo a pagare gli stipendi di  tutti
  questi  lavoratori, dei liberi consorzi, delle  ex  province  ed  è
  importante  che  il Governo si impegni in tal senso  a  trovare  le
  risorse necessarie, perché quando vuole sa farlo e lo ha dimostrato
  anche   in   tante  altre  occasioni  in  cose  che  interessavano,
  particolarmente, questo Governo che sono state fatte  in  fretta  e
  velocemente.
     Quindi, è importante che adesso vengano date risposte a tutte le
  persone che rischiano di non prendere gli stipendi in questi mesi.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel corso delle
  variazioni di bilancio, nella scorsa settimana, avevamo evidenziato
  come  lo stanziamento ad personam, approvato dal centro destra  per
  il  Brass  fosse una ferita aperta, cioè sono stati  stanziati  415
  mila euro, senza che il Brass avesse mai partecipato al Furs.
   Nel  frattempo,  questa  settimana,  si  è  consumato  il  delitto
  perfetto,  perché  è stato pubblicato sul sito dell'Assessorato  al
  turismo,  il decreto che prevede il riparto del Furs e dal  riparto
  del  Furs  scopriamo  che  se  il  Brass,  se  avesse  partecipato,
  addirittura  sarebbe  stato il quarto teatro di  tutta  la  Regione
  siciliana  per l'entità del finanziamento; teatri che  hanno  molti
  più dipendenti e molta più produzione rispetto al Brass hanno preso
  finanziamenti molto molto inferiori.
      Faccio l'esempio del Teatro Stabile di Catania che ha percepito
  appena  161  mila  euro,  quindi,  un  terzo  dell'importo  che  ha
  percepito  il  Brass pur avendo rispettato tutte le procedure,  pur
  avendo  partecipato al Furs e avendo attivato un percorso  virtuoso
  dopo  che  era  uscito  da  una situazione  di  gravissimo  deficit
  finanziario.
      La  stessa cosa vale per il Teatro Vittorio Emanuele di Messina
  che  ha  circa  100  dipendenti e percepisce circa  84  mila  euro,
  addirittura meno di un quinto rispetto ad un Teatro come  il  Brass
  che ha meno di dieci dipendenti.
       Allora,  Presidente,  mi  appello  anche  all'autorevolezza  e
  all'imparzialità  della Presidenza, spero che  già  dalla  prossima
  sessione finanziaria, anche la Presidenza dell'Assemblea si  faccia
  carico  di  proporre un giusto criterio di equità nei confronti  di
  tutti  i  teatri  siciliani, che tenga conto  della  storia,  delle
  produzioni   e   anche   del  numero  del  personale,   altrimenti,
  continuando  di questo passo si creeranno dei gravi  squilibri  nei
  confronti della cultura e dell'offerta culturale siciliana.

   LO  CURTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, molto
  brevemente, con l'occasione rivolgo a tutti i presenti naturalmente
  e anche ai cittadini che ci ascoltano gli auguri più sinceri perché
  questo  sia  e  possa  essere un Natale  intitolato  ai  valori  di
  rinnovamento  di  questa  terra ai cui tutti,  penso,  dobbiamo  il
  nostro impegno e la nostra buona volontà. E, nel merito della buona
  volontà,  io  credo  che, in prossimità della  finanziaria  che  ci
  apprestiamo  a  valutare e anche ad approvare, mi  auguro  nel  più
  breve  tempo  possibile, proprio per dare  una  svolta  anche  alla
  Regione  siciliana che, per la prima volta, potrebbe  approvare  la
  legge  di stabilità entro il 31/12 senza fare ricorso all'esercizio
  provvisorio  e questo, certamente, è un auspicio, faccio  anche  io
  riferimento  a  quanto già detto dall'onorevole  Campo  nel  merito
  della  situazione  disastrosa in cui versano le province  o  le  ex
  province oggi denominate liberi consorzi.
   Proprio  questa mattina abbiamo fatto un'audizione in  Commissione
  bilancio  del  dottore Cerami, commissario del libero consorzio  di
  Trapani,  il  quale  ha  già  annunciato  che  dal  prossimo   anno
  scolastico,  primo  settembre  del  prossimo  anno  scolastico,   è
  costretto  a dismettere tutti gli affitti delle scuole superiori  e
  organizzare dei doppi turni per tutti gli allievi di quelle scuole.
  Si  tratta  di  4780 alunni. Non stiamo parlando di una  decina  di
  ragazzi ma di 4780 ragazzi, alunni del secondo ciclo di istruzione,
  che si troveranno senza scuola e nella necessità di dover andare  a
  scuola  di  pomeriggio con grave sconvolgimento sia del  loro  iter
  formativo  ma  anche  della vita familiare, delle  loro  abitudini,
  dello stile di vita che, certamente, connota ogni giovane in questa
  età evolutiva.
   Questa  mattina abbiamo anche appreso che questa situazione deriva
  proprio  dal  prelievo  forzoso che  sottrae  alla  sola  Provincia
  regionale  di Trapani o ex Provincia regionale di Trapani  qualcosa
  come  22  milioni  di  euro  proprio come contributo  alla  finanza
  pubblica. Allora noi siamo lieti di apprendere questo è quello  che
  ci  ha  detto l'assessore Armao, che mi ha appena detto l'assessore
  Armao,  ma  che  ormai  è pubblico come dire  pertanto  costituisce
  oggetto di riflessione comune. Sappiamo che c'è un buon livello  di
  interlocuzione  con lo Stato che garantisce dal  2020,  se  non  ho
  capito  male,  che  questo  prelievo forzoso  venga  restituito  in
  qualche  maniera quanto meno nella misura in cui la  Sicilia  potrà
  contribuire nella stessa misura delle altre regioni.
   Questo  ci  conforta  ma, indubbiamente, noi ci  aspettiamo  molto
  proprio  dal governo Cinque Stelle e dal suo rappresentante massimo
  che  è  l'onorevole  Di Maio, ci aspettiamo e  dal  Governo  Conte,
  naturalmente,  quell'impegno deciso, determinato, anche  perché  la
  Sicilia  ha  dato un contributo davvero fortissimo  sul  piano  del
  consenso  e questo consenso deve, adesso, potersi tradurre,  essere
  restituito  in azioni di buon governo, perché al di là  dell'essere
  Cinque  Stelle  o  Partito democratico o  Udc  o  Forza  Italia,  i
  siciliani  prima  di  tutto  sono  siciliani  ed  hanno  la  stessa
  bandiera,  hanno  gli  stessi diritti,  hanno  gli  stessi  doveri,
  meritano le stesse attenzioni.
   Quindi  mi  auguro,  quando  ovviamente  si  fa  riferimento  alla
  situazione  disastrosa  delle Province, delle  strade  provinciali,
  delle  scuole  provinciali,  è chiaro  che  noi  l'abbiamo  subita,
  l'abbiamo   ereditata  questa  situazione,  non  la   condividiamo,
  certamente,  non  abbiamo fatto da stampella  a  chi  quell'accordo
  forzoso e drammatico

   PRESIDENTE. Poi ne parliamo, onorevole

   LO  CURTO.  Ne consegue che la prossima finanziaria sarà  e  dovrà
  essere  oggetto  di una riflessione comune, ed ho concluso,  signor
  Presidente,  proprio  per tamponare anche  quelle  defaillance  che
  servono  a  restituire dignità ai territori, diritti a  coloro  che
  tali  diritti  hanno garantiti e devono avere garantiti  così  come
  recita la nostra Costituzione.


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 27
  dicembre 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I -Comunicazioni
  II -Votazione finale del disegno di legge:

      - Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
       sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
       23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni  (n.
       336/A)

    III - Discussione del  Bilancio consolidato della Regione siciliana
       per l'esercizio finanziario 2017

                Relatore: on. Savona

                   La seduta è tolta alle ore 18.36

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio