Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 17.31
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Caronia e Fava.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Proroga dei
termini per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio (n. 477/A)
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Proroga dei termini per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio (n. 477/A) posto al
numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione Attività produttive a
prendere posto nell'apposito banco.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Proroga dei termini per il sostegno dell'attività edilizia e la
riqualificazione del patrimonio edilizio
1. All'articolo 70, comma 1, della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3, le parole 31 dicembre 2018 sono sostituite dalle parole 31
dicembre 2020 ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
A3: Al comma 2 dell'art. 49 della legge regionale 11 agosto 2017,
n. 16 la parola 2018 è sostituita dalla parola 2019 .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Discussione del disegno di legge Autorizzazione all'esercizio
provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio 2019 (n.
479/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
Regione per l'esercizio 2019 (n. 479/A) posto al numero 2).
Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto
nell'apposito banco.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, dopo la Conferenza dei Capigruppo
si è deciso di convocare urgentemente la Commissione Bilancio
all'unanimità per dare seguito ai lavori d'Aula.
In Commissione Bilancio abbiamo esitato il disegno di legge in cui
l'articolo 1, al comma 1, autorizza il Governo regionale
all'esercizio provvisorio per un mese, quindi entro il 31 gennaio,
del Bilancio regionale secondo lo schema di disegno di legge,
approvato con deliberazione della Giunta regionale 520 del 18
dicembre 2018. In particolare si fa riferimento a quanto previsto
dall'articolo 43 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, ed
ha richiamato principio applicato della contabilità finanziaria
riguardante l'esercizio provvisorio di cui al punto 8, punto 2,
dell'allegato 4.2 al decreto legislativo n. 118 del 2011, che
consente che la legge regionale di autorizzazione all'esercizio
provvisorio possa prevedere che sia gestito lo schema di bilancio
di previsione annuale approvato dalla Giunta ai fini
dell'approvazione da parte del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
della Regione
l. Il Governo della Regione è autorizzato, ai sensi dell'articolo
43 del decreto legislativo 23 giugno 2011. n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni e delle disposizioni contenute nel punto
8.2 dell'Allegato 4/2 al medesimo decreto legislativo n. 118/2011,
ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non sarà approvato
con legge regionale e comunque non oltre il 31 gennaio 2019, lo
schema di bilancio annuale della Regione per l'esercizio
finanziario 2019, secondo gli stati di previsione dell'entrata e
della spesa ed il relativo disegno di legge approvato con
Deliberazione della Giunta regionale n. 520 del 18 dicembre 2018.
2. La limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni e
nell'effettuazione dei pagamenti non si applica alle autorizzazioni
di spesa di cui all'articolo 23, commi 3, 4 e 5 della legge
regionale 17 marzo 2016, n. 3 e all'articolo 6, comma 8 della legge
regionale 8 maggio 2017, n. 8 (Missione 20 - Programma 3 (capitolo
215746), Missione 16 - Programma 1 (capitolo 156604) e alla
Missione 9 -Programma 5 (capitolo 150514)».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Disposizioni in materia di residui passivi perenti
1. Le somme eliminate nei precedenti esercizi finanziari per
perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative ad
impegni assunti fino all'esercizio 2008, non reiscritte in bilancio
entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2018, sono cancellate
dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio finanziario
medesimo salvo comunicazione dell'interruzione dei termini di
prescrizione da parte dell'Amministrazione competente. Con decreto
del Ragioniere generale della Regione sono individuate le somme da
eliminare ai sensi del presente comma. Copia di detto decreto è
allegata al rendiconto generale della Regione per l'esercizio
finanziario 2018.
2. Le somme eliminate nei precedenti esercizi finanziari per
perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative ad
impegni assunti a decorrere dall'esercizio 2009, non reiscritte in
bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2018, cui non
corrispondono obbligazioni giuridicamente vincolanti, sono
cancellate dalle scritture contabili della Regione dell'esercizio
finanziario medesimo. Con decreto del Ragioniere generale della
Regione, su indicazione delle competenti amministrazioni, sono
individuate le somme da eliminare ai sensi del presente comma.
Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2018.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alle
spese per esecuzione di opere qualora il progetto dell'opera
finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
le deliberazioni che indicono la gara, stabilendone le modalità di
appalto.
4. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del comma l,
sia successivamente documentata l'interruzione dei termini di
prescrizione e, a fronte delle somme eliminate ai sensi del comma
2, sussista ancora l'obbligo della Regione, si provvede al relativo
pagamento mediante iscrizione in bilancio delle relative somme, da
effettuarsi con decreti del Ragioniere generale della Regione ai
sensi e per gli effetti dell'articolo 27 della legge 31 dicembre
2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo
47 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 e successive
modifiche ed integrazioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2019
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
477/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Proroga dei termini per il sostegno
dell'attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio
edilizio» (477/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 54
Votanti 28
Maggioranza 15
Favorevoli 28
Contrari 00
Astenuti 17
(L'Assemblea approva)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
479/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
479/A Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
Regione per l'esercizio 2019 .
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 55
Votanti 28
Maggioranza 15
Favorevoli 28
Contrari 00
Astenuti 22
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 66.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunicazioni del Presidente della Regione sugli eventi calamitosi
che hanno colpito i comuni etnei
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione,
onorevole Musumeci.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi le vicende che hanno caratterizzato sei comuni pedemontani
dell'Etna, sono note per essere state oggetto di attenzione negli
ultimi due giorni dagli organi di informazione, regionali,
nazionali, e internazionali.
A me il compito di sintetizzare gli interventi riconducibili
all'attività del Governo regionale e complessivamente
dell'Amministrazione regionale, tenuto conto che questa ennesima
calamità ha visto coinvolte la protezione civile, il servizio
sanitario regionale, i vigili del fuoco, la prefettura, il corpo
forestale, i comuni, le forze dell'ordine, l'esercito, ma
soprattutto i volontari, che ancora una volta si sono rivelati,
puntuali attenti e preziosi.
Per il sisma che ha colpito i sei comuni dell'area pedemontana del
sud est del nostro vulcano, hanno subito danni negli edifici
pubblici e privati, la cui entità ancora non è possibile
determinare perché, nonostante l'intervento immediato dei tecnici
della protezione civile regionale ed etnea e dei tecnici
dell'Ufficio del Genio civile di Catania del comando dei vigili del
fuoco, la ricognizione richiederà ancora diversi giorni. Sono danni
che possono essere, fra edifici pubblici e privati e attività
produttive, oggi valutate approssimativamente in oltre 200 milioni
di euro. I comuni colpiti hanno già alle spalle una storia di
attività sismica proprio perché su quel versante sono presenti
diverse faglie ed, in una in particolare, si è costruito anche nel
dopoguerra, parlo di quella del comune di Zafferana Etnea.
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
Gli interventi sui quali si è lavorato immediatamente sono stati
soprattutto quelli di consentire alle popolazioni colpite di poter
avere il conforto necessario Oltre 600 persone hanno ritenuto nella
prima serata di non rientrare a casa, alcune perché impossibilitate
a farlo, altre perché temevano una replica dell'attività sismica
che ricordo è stato di magnitudo 4.8. Secondo la protezione civile
ci sono stati, fino a stamane, 2300 richieste di sopralluoghi. Il
numero di sfollati accertato è di 601; 492 unità sono state
prontamente ospitate in strutture alberghiere attraverso una
convenzione che la Regione siciliana ha, subito nelle ore
immediatamente successive al sisma, sottoscritto con Federalberghi,
che voglio qui ringraziare per la disponibilità ampia dimostrata;
109 sfollati risultano ospitati presso parenti. Le chiese inagibili
sono 12. I maggiori danni si sono registrati a Zafferana Etnea,
nelle frazioni di Fleri, Pisano, Poggio Felice, Lavinaio, Pennisi
nel territorio di Acireale. La faglia di cui parlavo poco fa è la
faglia Fiandaga che interessa Santa Maria Lastella, trasversalmente
attraversa la frazione di Pennisi, Lavinaio fino ad arrivare a
Zafferana Etnea nella frazione Pisano.
La Prefettura ha ospitato ieri una riunione operativa alla
presenza, come è noto, dei vicepremier Salvini e Di Maio, ed è
stata assicurata la tempestiva disponibilità del Governo centrale
per consentire, intanto alle popolazioni colpite di ottenere il
beneficio della sospensione dei pagamenti per scadenze ormai
immediate, mentre è stato accennato alla possibilità di un anticipo
di risorse per far fronte alle prime necessità. Dall'altro canto il
Ministro della istruzione ha anticipato che sarebbe stato dal suo
dicastero erogata la somma di 20 milioni di euro per intervenire
sulla edilizia scolastica colpita dalle scosse della notte del 26
mattina.
La giunta di Governo, ieri pomeriggio, nel palazzo della Regione a
Catania, si è riunita per adottare due iniziative essenziali. La
prima la dichiarazione dello stato di calamità nei sette comuni
pedemontani e poi la richiesta dello stato di emergenza al Governo
centrale, atto propedeutico essenziale per consentire al Governo di
poter emettere, attraverso la Protezione Civile, l'ordinanza con la
quale si definiscono le risorse, le modalità di gestione, e il
soggetto gestore. Al tempo stesso la Giunta ieri ha deliberato di
adottare un piano regionale straordinario antisismico che consiste,
in un primo tempo, a scadenza assai breve, nel redigere una
ricognizione di tutti gli edifici strategici dell'Isola non a norma
con le leggi antisismiche. Non a norma significa potenzialmente
esposte a sollecitazioni del terremoto. Sapete che gli edifici
strategici sono ospedali, scuole, caserme, municipi, prefetture.
Ricordo che il primo edificio a crollare all'Aquila fu proprio
l'edificio strategico, la prefettura dell'Aquila, che sono invece
edifici che hanno il dovere di resistere negli eventi calamitosi
proprio perché sono il cervello dal quale diramano le iniziative e
le attività per gestire le fasi di emergenza. Il Piano regionale
antisismico prevede, quindi, una ricognizione degli edifici
strategici non a norma, si presume oltre un migliaio in Sicilia, e
nella seconda fase, che potrebbe richiedere anche tre-quattro mesi
di lavoro, la valutazione del tipo di intervento che serve per
metterli a norma, e la quantità delle risorse necessarie.
Questo lavoro è stato affidato al dipartimento di Protezione
Civile in collaborazione con i nove uffici del Genio Civile. Quello
che più preoccupa signori deputati, signor Presidente, è il
considerare il sisma del 26 mattina un episodio, se così fosse
sarebbe davvero preoccupante perché quando si saranno spenti i
riflettori avremo dimenticato di convivere con un rischio costante
e persistente. La Sicilia è la Regione a più alto rischio sismico
in Italia, con differenziazioni nel contesto dell'Isola per carità.
Una infelice catalogazione del rischio ha considerato addirittura
Catania e Siracusa come città a rischio due, rispetto ad altre aree
della Sicilia occidentale considerate invece a rischio uno, cioè ad
elevato, ad elevatissimo rischio. Io credo che serva rivedere
questa mappatura delle zone maggiormente vulnerabili e non lo si
può fare con un colpo di matita, serve uno strumento che si chiama
zonizzazione, che consente una valutazione, un esame geologico dei
territori dei singoli Comuni e quindi la loro vulnerabilità al
rischio.
Di questo si sta occupando già da sei mesi la Protezione Civile
regionale, e noi contiamo entro quattro mesi di potere rivedere
quella mappa elaborata nel 2003 e confermata nel 2004. Ma, al di là
di tutto, abbiamo il dovere di dire e di pensare e di gridare ad
alta voce oltre che pensarlo, che la Sicilia non ha una politica di
previsione e di prevenzione del rischio. Almeno, non l'ha avuta
negli ultimi trent'anni, da quando la consapevolezza della politica
preventiva avrebbe dovuto suggerire iniziative organiche e
strategiche.
Si è intervenuto in maniera episodica, al di fuori di un disegno
organico. La verità è che l'80 per cento delle scuole, in Sicilia,
ancora oggi non è a norma. La verità è che buona parte del
patrimonio edilizio privato, difficilmente resisterebbe ad una
sollecitazione sismica superiore a magnitudo 5.
A fronte di questa drammatica e triste realtà il Governo, che ho
l'onore di guidare, si è attivato su due fronti. Il primo è quello
di disporre, appunto, un piano straordinario per la ricognizione
degli edifici strategici che vedrà impegnate risorse per non meno
di trecento milioni di euro. L'altra attività che si sta svolgendo,
è quella di lavorare ad una nuova legge sul sistema di protezione
civile in Sicilia che sarà deliberata dalla giunta la prossima
settimana, e portata all'esame di questo Parlamento.
Nell'epoca dei disastri e delle calamità, abbiamo il dovere di
chiederci come coordinare e neutralizzare la psicologia collettiva
della paura. Abbiamo il dovere di consentire alle comunità
sinistrate di reagire al trauma del sisma, o dell'alluvione, con
iniziative e condotte all'interno di una visione a lungo termine.
Investire in previsione ed in prevenzione significa investire sul
diritto alla incolumità, sul diritto alla sicurezza, sul diritto
alla vita.
Dobbiamo assumere un ruolo programmatico e dobbiamo farlo assieme,
Governo e Parlamento, per sapere guidare prospettive di prevenzione
che possono aiutare le comunità siciliane a ribaltare l'ansia e
l'angoscia, che rischia di contaminare le nuove generazioni.
La coscienza della previsione e della prevenzione, e concludo,
purtroppo non è assai diffusa nell'isola. Il nostro Dipartimento di
Protezione civile, da una recente indagine, ha potuto appurare che
oltre il 50 per cento dei comuni in Sicilia non si è ancora dotato
di un piano comunale di Protezione civile. Molto spesso i sindaci
si giustificano, dicendo di non avere a disposizione tecnici che
possano, in maniera competente ed accurata preoccuparsi della
redazione del piano, che è il primo utile strumento per consentire
al sindaco di affrontare le situazioni di emergenza. Dobbiamo
interrogarci sul come intervenire a favore dei sindaci, come
possiamo mettere a disposizione personale tecnico, dove poterlo
attingere, con quali risorse e con quali strumenti.
Al tempo stesso occorre riqualificare il volontariato,
riqualificare quello che già esiste e che mostra ampia
disponibilità e, al tempo stesso, cercare nuove reclute soprattutto
fra i giovani, animati di entusiasmo, e di spirito di solidarietà.
Abbiamo il dovere di occuparci, e non di preoccuparci, sia di
terremoti che di alluvioni. E a proposito di alluvioni come
saprete, la priorità di questo Governo è stata quella di tutelare e
difendere innanzitutto il territorio. Lo stiamo facendo tenendo
conto dell'esperienza triste e drammatica maturata negli ultimi
anni, ricordandoci che le alluvioni sono determinate da fattori
concomitanti come le condizioni metereologiche, per la
concentrazione di piogge abbondanti in brevissimo tempo, dovute
anche alla forte acclività dei rilievi. E, soprattutto, alla
mancata manutenzione dei corsi d'acqua intervento, questo, del
quale comincia già ad occuparsi la neo-nata Autorità di bacino che
il Governo ha istituito nel mese di aprile, diventata legge e per
la quale struttura abbiamo già provveduto a reperire i locali in
cui potrà essere ospitata.
E' mancata in Sicilia la pianificazione, è mancata la
programmazione, è mancata la diffusione di una cultura della
consapevolezza. Dobbiamo convivere con il rischio. E per poterci
convivere senza ansia e senza paura serve conoscerlo il rischio,
serve neutralizzarlo fin tanto che è possibile con le iniziative
che l'ente pubblico in generale, lo Stato, la Regione e gli Enti
locali, sapranno e potranno disporre.
Per ultimo, lasciatemi dire, che nei Comuni dell'Isola risultano
giacenti 43 mila domande di sanatoria edilizia. Non possiamo far
finta di niente. Abbiamo il dovere di intervenire. E dobbiamo farlo
mettendo i Comuni nelle condizioni di poter affrontare questa gran
mole di lavoro. Che da un lato riporta la legalità in una attività
edificatoria che potrebbe essere stata condotta al di fuori di ogni
norma. Dall'altro lato, consentirebbe alle casse dei Comuni di
potere introitare copiose risorse legate agli oneri dovuti dai
proprietari e quindi a consentire una boccata di ossigeno agli Enti
locali in un momento drammatico per le casse dei Comuni, in un
momento in cui i Comuni non riescono a svolgere una seria ed
efficiente politica della riscossione. Ma questo è un tema del
quale ci occuperemo subito dopo il Capodanno, anche tentando una
convenzione con la Consulta regionale degli ingegneri, sperando di
potere trovare il conforto dell'Anci, l'Associazione dei Comuni
d'Italia - sezione siciliana.
Onorevole Presidente, onorevoli deputati, la paura è dover
dimenticare quello che è accaduto. La paura è non sapere cosa ci
riserva la continua attività effusiva e sismica in atto in questo
momento nel vulcano. La paura è non avere la forza, non avere la
consapevolezza di essere su una terra vulnerabile. E siccome non
possiamo allontanare la causa del rischio, dobbiamo tentare di
allontanarne gli effetti devastanti. Questo dipende da noi. E
questo Governo - se pur in carica da 12 mesi - ha già attivato le
necessarie iniziative che ci consentono, anche attraverso la nuova
legge che voi sarete chiamati ad esaminare tra qualche giorno, ci
consentirà di poter pianificare finalmente una seria previsione e
prevenzione di tutti i rischi incombenti sul territorio isolano, da
quello vulcanico a quello sismico, da quello degli incendi boschivi
a quello industriale affinché ognuno sappia come muoversi in base
alla vulnerabilità delle zone che saranno definite.
A me resta il compito di rinnovare la vicinanza del Governo
regionale, credo di poter dire di tutto il Parlamento siciliano,
alle famiglie dei feriti, alle famiglie rimaste senzatetto, alle
famiglie colpite da un trauma che inevitabilmente scuote il ciclo
normale e biologico di ciascuno di noi quando si è costretti ad
essere espulsi dalla propria casa, dal proprio quartiere, dal
proprio comune; vicinanza che si traduce in azioni concrete.
I nostri uomini, i nostri dipendenti, i nostri dirigenti sono
accorsi sul luogo della calamità già sin dalle prime ore e hanno
profuso ogni possibile energia per potere attenuare i disagi di
quelle popolazioni. Tutti abbiamo il dovere di restituire loro il
diritto a tornare alle proprie case.
Spero che il Governo nazionale metta a disposizione presto le
risorse necessarie che potranno essere affidate ai comuni, che
potranno essere affidate quindi ai sindaci, in questo caso al
sindaco della città metropolitana o alla Protezione civile
regionale o ad un commissario che il Governo centrale riterrà di
dovere indicare e nominare.
Noi continueremo a fare la nostra parte senza allarmismo, ma anche
senza sottovalutazioni, perché spero, voglio sperare, questo
Governo vuole sperare che la calamità del 26 mattina sia servita
almeno a definire e determinare la chiusura di una stagione che mi
ha visto, ahimè, spettatore e protagonista per gli anni passati,
per il ruolo istituzionale che ricoprivo da Presidente della
provincia di Catania, e possa finalmente avviare una nuova stagione
nella quale il rischio potrà convivere non più con le nostre paure,
ma con la certezza e la serenità di avere adottato ogni atto che ci
consenta quanto meno di potere attenuare gli effetti devastanti
della natura. Alcuni di questi effetti sono amplificati dalla
nostra inerzia, dal nostro lassismo, dalla nostra colpa e dal
nostro dolo, almeno queste responsabilità abbiamo il dovere di
renderle lontane dalle condotte che ciascuno di noi è chiamato ad
espletare in funzione dei ruoli e dei compiti che svolge.
Grazie, signor Presidente. Inutile dire che io sono a disposizione
se dovessero rendersi necessarie le repliche.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli Zitelli,
Gallo, Cannata, Genovese e Gucciardi.
L'Assemblea ne prende atto.
Sulle Comunicazioni del Presidente della Regione sugli eventi
calamitosi
che hanno colpito i comuni etnei
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
della Regione, onorevoli colleghi, purtroppo dopo poche settimane
ci troviamo di nuovo a confrontarci in quest'Aula su un evento
drammatico.
Sono stati, signor Presidente, giorni di angoscia, angoscia mista
a rabbia, rabbia di chi ha visto in pochi attimi crollare la
propria abitazione che, spesso, era il frutto del sacrificio del
lavoro di una vita, angoscia, rabbia mischiata alla paura per notti
insonni e per uno sciame sismico che continua.
Eppure, come tutti quelli cresciuti ai piedi del vulcano, signor
Presidente, mi sento di ribadire con orgoglio il privilegio di
crescere e di abitare, di vivere ai piedi del vulcano, un vulcano
che distrugge come tutta la natura dà vita, dà forza, energia,
rigenera.
Ed allora, in questa sede io credo che il sentimento, il primo
sentimento che ci sentiamo di trasmettere come Partito Democratico
è quello della gratitudine. Gratitudine per coloro che sono
intervenuti prontamente sui luoghi, per tutti i volontari, Corpo
forestale, i componenti della Protezione civile, del Servizio
sanitario, del 118, Polizia, Carabinieri. Veramente si è assistito,
fin dalle prime ore, ad un dispiegamento di forze non indifferenti
che, lo voglio precisare, anche in un momento in cui la stagione
turistica raggiunge uno dei suoi picchi, ha garantito già da subito
la possibilità che tutta la situazione sia sotto controllo. Sono
nuovamente accessibili tutte le vie di accesso al vulcano e,
quindi, è di nuovo possibile garantire uno svolgimento della
stagione turistica ordinata magari godendosi lo spettacolo
dell'eruzione.
E di fronte a questi eventi, ma lo avevamo già ribadito
commentando i fatti dell'alluvione, ci deve essere una grande unità
di intenti da parte delle Istituzioni, delle forze parlamentari
verso un unico obiettivo che è quello del sostegno alle
popolazioni, del censimento dei danni e dell'assistenza alle
popolazioni colpite.
Io, onorevole Presidente della Regione, ho ascoltato con molta
attenzione la sua relazione e credo che dobbiamo maturare la
consapevolezza che emerga una priorità, una priorità assoluta, ed è
quella dell'assistenza alle popolazioni.
Una priorità che non ha colore e che, però, è stata ferita - e
credo che questo più che il sentimento del parlamentare è il
sentimento dei cittadini cresciuti ai piedi del vulcano e che si
sono trovati in queste notti scossi da qualche terremoto - a
qualche strumentalizzazione di troppo, a qualche passerella condita
dal selfie con l'arancino o dal panino con la nutella, che ha rotto
l'equilibrio e i momenti di trepidazione che hanno attraversato
queste giornate.
Quindi, io credo che in questo momento non è più importante
stabilire chi ha fatto quella cosa o chi risolverà quel problema o
chi andrà a correre per primo. L'importante è che quelle cose si
facciano. E, quindi, rispetto all'attività che è stata annunciata,
noi ci faremo carico di essere vigili, attenti, intransigenti nel
sollecitare, assistere, verificare, controllare tutto l'iter che
riguarderà l'approvazione degli atti amministrativi, la
comunicazione al Governo centrale sin dai prossimi giorni.
Resta una ferita aperta in questa vicenda ed è quella del
terremoto dello scorso 6 ottobre. Il Governo regionale con la
delibera n. 371 del 12 ottobre 2018 ha formulato la richiesta di
stato di calamità.
Ho appreso da qualche comunicazione on-line che il Governo
nazionale il 10 dicembre ha erogato l'importo per quanto riguarda
le scuole di Biancavilla. Ancora i comuni di Ragalna, Santa Maria
di Licodia ed Adrano non hanno ricevuto un euro rispetto alla
richiesta delle somme stanziate con la delibera di Giunta regionale
n. 371.
Io, a nome del Partito Democratico - il Presidente Di Mauro lo
ricorderà - nel corso della discussione generale delle variazioni
di bilancio abbiamo ricordato come quello del sostegno alle
popolazioni colpite dal terremoto fosse un atto imprescindibile che
veniva prima di tanti altri, proprio per questioni di priorità.
Lo so, signor Presidente, ed infatti noi avevamo chiesto che
piuttosto - ma l'assessore Armao lo ricorderà perché era presente
- piuttosto che sostenere altre attività che noi ritenevamo meno
importanti, e non voglio ritornare sulla polemica che ci ha visto
protagonisti a proposito di qualche ente musicale che ho ritenuto
cospicui finanziamenti, così come all'impianto di risalita di Piano
Battaglia. Erano due stanziamenti, onorevole Presidente della
Regione, che avrebbero potuto coprire benissimo gli importi per
rendere nuovamente agibili le Chiese.
Siccome sono già passati circa tre mesi dal terremoto del 6
ottobre, proprio perché abbiamo una nuova ferita in corso, spero
quanto meno che il Governo regionale si faccia carico nell'ambito
delle diverse risorse a disposizione, come ad esempio quelle per la
somma urgenza per le chiese a disposizione dell'Assessore regionale
per i beni culturali o nelle pieghe del bilancio della legge
finanziaria, che andremo ad approvare, per trasferire prontamente
le risorse ai comuni che sono stati colpiti dal terremoto del 6
ottobre. Ovviamente, ci apprestiamo ad affrontare questa nuova
emergenza e saremo pronti e disponibili ad assecondare le
iniziative degli uffici.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi, personalmente il 26 dicembre
ho passato la mia mattinata a pulire le macerie di una casa di una
persona a me molto cara, a pulire vetri a sistemare mobili e a
valutare i danni di quello che è stato un terremoto breve ma
intenso che non si era mai visto in quelle zone, almeno non in
tempi recenti.
Appena finito sono andata a fare un giro nella frazioni di Fleri
con il Vicequestore De Girolamo che gentilmente mi ha fatto vedere
un po' la situazione in questo territorio veramente drammatica,
soprattutto di quelle persone che hanno visto la propria casa più
che dall'esterno, all'interno è stata totalmente distrutta e
ovviamente poi ci sono anche i danni strutturali degli edifici.
Nel pomeriggio sono andata a fare la fila al Comune di Zafferana
per chiedere il sopralluogo della Protezione Civile per capire lo
stato dell'immobile e, insomma, ho vissuto in prima persona questo
dramma che nella sfortuna generale siamo stati miracolati perché
non abbiamo avuto vittime.
Però, ora non voglio fare polemiche perché non è il momento della
polemica. Prima il Presidente ha ricordato la categoria di rischio
della zona di Catania e provincia che è tristemente collocata in
zona 2. Voglio ricordare a quest'Aula, al Presidente, al Governo,
che il 4 luglio di quest'anno è stata approvata una mozione proprio
che recava come titolo Modifica della categoria sismica assegnata
alle zone della Sicilia Orientale in particolare alla provincia di
Catania e Siracusa.
Ricordo benissimo perché c'era l'Assessore Cordaro che mi ha fatto
avere la risposta dell'ingegnere Foti che diceva esattamente
questo, ovvero, prima di procedere alla riclassificazione del
rischio sismico, bisogna fare la micro zonazione .
Io da quel 4 luglio ad oggi ho fatto diverse riunioni con tecnici,
con professionisti, in particolare nella sede del Tavolo Catania
Sicura , che è coordinato dall'Ance, abbiamo ascoltato anche i
rappresentanti della Protezione civile, c'era l'ingegnere
Spampinato che è il dirigente funzionario della provincia di
Catania, quindi lì in quel Tavolo era rappresentata anche la
Regione siciliana.
In questo Tavolo sono intervenuti, il presidente dell'ordine dei
geologi, dei geometri, degli architetti, degli ingegneri, insomma
abbiamo tirato fuori un lavoro molto interessante che ha fatto
emergere come la micro zonazione, poi - per carità - Ne possiamo
anche discuterei con l'ingegnere Foti, ma la micro zonazione non è
assolutamente legata alla possibilità di riaggiornare il rischio
sismico nella provincia di Catania e poi vedremo, ovviamente, quali
altri territori coinvolgere, perché il Decreto legislativo 112 del
'98 all'articolo 94, dispone che l'individuazione delle zone
sismiche e la formazione e l'aggiornamento degli elenchi delle
medesime zone - parliamo delle zone sismiche - spetta alle
regioni. . Le regioni lo fanno secondo l'ordinanza del Presidente
del Consiglio dei Ministri n. 3724.
Cosa dice questa ordinanza? Che le zone 1, 2, 3 o 4 dipendono
dall'accelerazione del terreno. Io non sono un tecnico però ho
cercato un po' di studiare la situazione. Quindi, quelle zone che
hanno una accelerazione maggiore di 0,25 ricadono in zona 1.
La media di Catania, all'epoca, quando fu fatta questa
classificazione era 0,246, quindi parliamo di pochissimo al di
sotto di questa soglia e qualcuno, malpensante, potrebbe anche
pensare che questo era più un interesse a mantenere al di sotto la
categoria di rischio perché - capite bene - che un edificio in zona
1, rispetto ad un edificio in zona 2, o meglio, un edificio che si
trova in zona 2 se dovesse risultare non adeguato sismicamente
perderebbe tantissimo di valore; quindi, probabilmente ci furono
anche degli interessi economici nel mantenere la zona di Catania in
zona 2. Comunque è un'assurdità vista anche la conformazione
particolare che abbiamo nella zona di Catania.
La stessa ordinanza alla lettera d) dice che sulla base di tali
valutazioni l'assegnazione di un territorio ad una delle zone di
cui al punto b) ovvero zona 1, zona 2, zona 3, potrà avvenire con
tolleranza di 0,025 .
Presidente, io sono qua per chiedere al Governo di applicare,
nonostante so che ci sia a livello nazionale un sistema e si stia
lavorando per ridefinire i criteri di classificazione del rischio
sismico, quindi probabilmente più avanti nel tempo ci saranno altri
modi di classificare la pericolosità sismica, ma in questo momento
possiamo già intervenire grazie alla lettera d) dell'ordinanza n.
3724, perché la lettera d) ci permette di utilizzare quella
tolleranza che fa andare al di sopra la provincia di Catania e, in
particolare, i comuni coinvolti nel terremoto e quindi rientrare in
zona 1.
È chiaro che questo intervento non salverà le sorti di quei
territori, non restituirà la casa a chi l'ha persa. però sarà un
segnale per dire che la Regione tutto quello che poteva fare l'ha
fatto, non solo dal punto di vista emergenziale, ma anche e
soprattutto dal punto di vista di prevenzione.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente
della Regione, intanto sono contenta che stasera avete portato in
Aula l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio,
perché non farlo proprio in questo momento in cui ci sono stati
tutti questi sismi nella provincia di Catania e non sappiamo se ce
ne saranno altri sarebbe stato veramente un gesto irresponsabile.
A me dispiace ritornare su questo, ma negli ultimi giorni
nuovamente si parla di emergenza sismica, di rischio sismico,
quando anche questo è un intervento che va sicuramente programmato
e progettato. Non si può andare sempre in emergenza.
La mia collega che mi ha preceduta, l'onorevole Ciancio, aveva
presentato mesi fa e in tempi non sospetti una mozione che è stata
pure votata dall'Aula ed è stata scritta di concerto con gli ordini
professionali proprio per abbassare la soglia della categoria
sismica da zona 2 a zona 1 in tutta la Sicilia orientale. Da lì
sono emersi anche i dati allarmanti.
Abbiamo un patrimonio edilizio, circa 800 mila immobili in Sicilia
che sono vetusti, che sono stati costruiti in tempi precedenti
sicuramente alle normative antisismiche. E non solo questo, anche
il Collegio nazionale dei geologi ha dichiarato che più del 40 per
cento delle infrastrutture siciliane è stato costruito ante 1974.
Quindi, abbiamo tantissime strade e ferrovie prive di adeguamento
sismico. Ecco, è là che si deve principalmente intervenire, in
questo momento in cui, quando si parla di mobilità e di trasporti
non si può non prendere in considerazione la messa in sicurezza
delle nostre strade, delle nostre ferrovie, soprattutto delle parti
più delicate e vulnerabili come i viadotti, i ponti, le
sopraelevate.
Ed ancora, un dato allarmante che poco fa citava anche il
Presidente, noi abbiamo del 50 per cento dei comuni che non hanno
ancora, non si ancora dotati del Piano di emergenza comunale. In
pratica, soltanto 190 dei nostri 390 comuni si sono dotati di
questo Piano, tutti gli altri no.
Io ho interrogato i nostri sindaci per sapere qual era la
situazione. Ecco, anche coloro che si sono dotati di questo piano
di emergenza, in realtà è un piano di emergenza falso perché non
hanno le strutture, le attrezzature necessarie, non hanno auto, non
hanno tende, non hanno personale nella Protezione civile, gli
stessi volontari sono pochissimi e sono sprovvisti anche di
strumenti e di divise.
Io vorrei ricordare che la legge del 2012, la legge 100, diceva
che i piani dovevano essere redatti entro 90 giorni dalla entrata
in vigore della legge. Sono passati 7 anni, che cosa si è fatto in
questi 7 anni per spingere i comuni ad adeguarsi o per capire quali
sono le reali difficoltà di questi enti locali per poterli fare
adeguare, questo è lo strumento cardine, lo strumento principale
che mette anche i comuni nelle condizioni di intervenire in
emergenza e di poter salvaguardare la pubblica incolumità sia dei
cittadini che dei nostri beni. In questo anno praticamente non si è
fatto nulla al riguarda.
Presidente, mi dispiace dirlo ma è quasi come ai suoi predecessori
che nei 7 anni precedenti non sono intervenuti. Lei in questi
giorni ci ha definito una sciagura peggiore del terremoto. Io sono
certa che avrà avuto modo, toccando con mano che cos'è realmente
una sciagura da terremoto, di ricredersi su questo inutile impreco
che ci ha lanciato di queste offese e che, visto che si è cucito
addosso anche in campagna elettorale lo slogan di
DiventeràBellissima , si occupi solo di questo, di far diventare
la Sicilia veramente bellissima piuttosto che offendere i colleghi.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, Governo, colleghi e cittadini che
ci seguono da casa, io ho ascoltato l'intervento del Presidente
della Regione che ha sintetizzato quelle che sono state le attività
poste in essere dal Governo ed è chiaro esprimo una soddisfazione
per quello che è stato un giusto intervento immediato da parte del
Governo soprattutto anche a testimonianza di quella che è una
fondamentale vicinanza che nel momento del bisogno i cittadini si
attendono dal Governo centrale, dal Governo regionale.
Questa tragedia, benché fortunatamente dobbiamo dire non ha avuto
delle vittime, comunque pone la questione su un tema importante che
è quello del terremoto. Ed oggi, fra l'altro, ricorre una data
storica perché il 28 dicembre del 1908, come il Presidente
sicuramente ricorda, ricorrono i 110 anni del terremoto di Messina,
quella che è considerata una delle più grandi tragedie, delle più
grandi sciagure che ha visto il 90 per cento dell'edilizia,
presente nella città di Messina, completamente rasa al suolo.
Ecco, io su questo mi voglio un attimino soffermare, ringraziando
intanto il Presidente Musumeci per quello che già ha fatto in tal
senso, in accordo anche con il sindaco metropolitano De Luca che
sulla vicenda risanamento ci ha messo la faccia e continua a
battagliarsi per cercare di risolvere questa problematica.
E' chiaro che dobbiamo continuare in questo percorso. Lei sa bene,
Presidente, che la legge regionale 10 del '90 stanziava 500
miliardi; una parte di questi fondi sono stati spesi, un'altra
parte andrà riprogrammata, ma ci sono ancora 81 milioni di questi
250 milioni originari che, ovviamente, devono essere impegnati,
assegnati per risolvere quella che è un'emergenza abitativa
importante, che lei conosce bene, in quanto ha avuto modo di
confrontarsi più volte su questa tematica e sono certo che il
Governo regionale in questo saprà fare la sua parte.
E' chiaro che una riflessione la voglio fare ad alta voce, perché
sui numeri di cui parliamo, parliamo di circa 2.250 abitazioni che
ad oggi necessiterebbero per il cosiddetto sbaraccamento , che
coinvolgono 7, 8 mila persone della città di Messina.
Su questi numeri ci saremmo aspettati anche dal Governo centrale
una mano d'aiuto ed invece quella che è stata la richiesta di stato
di dichiarazione d'emergenza, purtroppo, non ha avuto la
consequenzialità, anzi ha avuto un parere negativo e di fronte a
questi numeri, di fronte a 7, 8 mila persone che da 110 anni vivono
nelle baracche in condizioni igienico-sanitarie assurde, non si
riesce a stabilire lo stato d'emergenza da parte del Governo
centrale e, quindi, a provvedere a delle risorse finanziarie
importanti che sicuramente ci avrebbero consentito non di risolvere
un problema, ma credo di ridare vita alla città di Messina come a
qualunque altra città che si trova in una condizione del genere.
Allora, il mio invito, Presidente, è quello di continuare su
questo percorso, ma soprattutto di cercare di fare sentire ancora
di più al Governo nazionale quella che è un'esigenza che ha un
colore politico piuttosto che un altro. E' un'esigenza oggettiva
sulla quale credo che nessuno possa avere dubbi.
Mi aspetto da parte del Governo un'azione incisiva proprio perché
questo procedimento inerente lo stato di emergenza ancora non si è
concluso. C'è stata una risposta negativa da parte del dipartimento
della Protezione civile, ma poi l'organo competente, come lei sa in
Consiglio dei Ministri e quindi anche qui Presidente,
sollecitiamola questa risposta perché è chiaro che noi ci
attendiamo una risposta come è giusto che sia e vogliamo avere una
risposta per avere la possibilità di dire ai cittadini di Messina
che il Governo centrale ha ritenuto che questa emergenza non sia
un'emergenza, che 7 mila, 8 mila persone che vivono attualmente
nelle baracche da 110 anni non rappresentano un'emergenza della
nostra nazione.
Se così è, ne prenderemo atto e sono certo che il Governo
regionale, comunque riuscirà ad attivare tutte le risorse
necessarie e utili per risolvere finalmente e definitivamente
questa problematica e allo stesso tempo mi auguro che anche già
all'interno della finanziaria si possa prevedere uno stanziamento
importante in tal senso rispetto a quelle che sono le risorse
previste dalla legge regionale la n. 10 del 1900, affinché questa
situazione assurda e vergognosa che riguarda la città di Messina
possa essere definitivamente sanata ma allo stesso tempo tutte le
situazioni di questo tipo possano vedere delle risoluzioni
importanti.
E' chiaro che capisco che la problematica, purtroppo, che viviamo
è sempre una, dell'esiguità delle risorse, ma in questo e su queste
problematiche dobbiamo spenderci al meglio e sono certo che questo
Governo saprà farlo.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Dopo interverrà l'onorevole D'Agostino, Presidente Musumeci, dopo
intende replicare?
MUSUMECI, presidente della Regione. Credo di no, ma in ogni caso
mi riservo di farlo.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
parecchia attenzione il Presidente della Regione, ma anche
l'intervento dei colleghi dove mi sembra di vedere un'armonia e non
un attaccamento ai colori che, purtroppo, dinanzi a queste
situazioni bisogna fare uscire la parte più umana che c'è in noi.
Mi è piaciuto particolarmente il suo tempestivo e solerte impegno
che ha messo subito a disposizione della gente e che credo
fortemente, che oggi la gente abbia bisogno di questo: sentire la
politica che è vicina in momenti come questo.
Nel suo discorso, però, ho sentito numeri sconvolgenti, di
pratiche sommerse e il mio appello è quello legato ad un impegno
che le chiedo per cercare di risolvere quanto prima e attivare
tutti quanti gli uffici per essere solerti proprio come lei.
Il mio, oggi, è un appello più che altro perché è vero che ci sono
tante case abusive, è vero che ci sono tanti immobili che non sono
antisismici, è vero che potrebbero essere anche i primi a essere
colpiti, ma è anche vero, onorevole Presidente, che ci sono tanti
immobili che sono antisismici, hanno tutte le certificazioni, sono
sicuri, ma dinnanzi ad un rischio sismico così elevato è possibile
che anche questi vengano colpiti.
E allora, credo che il problema potrebbe essere inerente ad altre
tematiche che potrebbe essere proprio la prevenzione, che è un po'
come un'assicurazione: noi ci accorgiamo della prevenzione soltanto
nel momento in cui ne abbiamo bisogno. Noi ci accorgiamo di
assicurarci nel momento in cui c'è un incidente.
Io mi sono reso conto, e credo che me ne daranno atto anche gli
altri colleghi, che moltissime persone non sanno cosa fare in quei
momenti di terremoto. E, quindi, credo, onorevole Presidente che
bisognerebbe veramente cercare di sensibilizzare la gente ed
indottrinarli.
Ho sentito di gente che esce subito di casa, cosa che leggo dalla
Protezione civile, sia sbagliato come utilizzare le scale e
addirittura gli ascensori.
E allora, credo senza grandi impieghi di risorse finanziarie,
senza grande impiego di denaro pubblico, semplicemente
sensibilizzare, sin dalle scuole, quello che potrebbero essere le
cose da fare in casi di emergenza.
Quindi il mio, onorevole Presidente, è semplicemente un appello
alla prevenzione ed alla sensibilizzazione per evitare che, come
nel terremoto del 6 ottobre, di Biancavilla, Paternò, Ragalna e di
tutte le zone, noi quanto meno riusciremo ad essere preparati ad
una situazione di emergenza perché oggi, mi rendo conto, stando tra
la gente insieme a lei, che talvolta la gente non sa veramente cosa
fare.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Onorevole Presidente della Regione, vorrei rivolgere un brevissimo
appello di un paio di minuti e non aggiungere altro e non essere
neppure retorico davanti a fatti di questo tipo.
Lei ha ragione, onorevole Presidente: noi siamo davanti ad un
evento che, purtroppo, è un evento rituale. Dobbiamo pensare che
sull'Etna eventi di questo tipo, - d'altra parte a pochi mesi da
quello che ha riguardato il lato ovest dell'Etna -, possono
ripetersi non dico quotidianamente ma spesso e di frequente.
Dobbiamo essere psicologicamente pronti ma dobbiamo essere
politicamente e amministrativamente ancora più pronti. Veda, il
terremoto di giorno 26 è stato un terremoto tutto sommato di 4.8 ,
non gravissimo, se non fosse che l'epicentro è stato veramente ad
appena 1 km dalla superficie e, quindi, la percezione ed anche,
laddove è stato l'epicentro, in effetti come se fosse stato un
terremoto del settimo grado. E se voi pensate, e qui voglio
spezzare una lancia a favore di tanti anni invece di buoni
interventi che si sono fatti in questa terra a favore della
prevenzione del rischio sismico, perché la portata di questo
terremoto, per esempio all'Aquila, ha distrutto un'intera regione,
qui non è successo e, tuttavia, infatti abbiamo registrato danni
che sono abbastanza contenuti. Siamo stati, io non dico solo
sfortunati, anche fortunati, ma siamo stati nelle condizioni di
poter rapportarci e avere un consuntivo, con alcune case che
saranno dichiarate totalmente inagibili, molte altre saranno più
facilmente riparabili, ci sono qualche centinaio di sfollati, molti
dei quali, probabilmente, rientreranno nelle loro abitazioni entro
pochi giorni e, ovviamente, poteva andare molto ma molto peggio e
così non è andato perché ha retto il nostro sistema davanti ad un
terremoto che, invece, per la poca profondità del suo epicentro
poteva avere effetti molto molto più devastanti.
Sono caduti i muretti delle strade, si sono rotte, lesionate
alcune abitazioni più antiche, più vecchie, ma sostanzialmente non
è accaduto nulla di così drammatico. Ciò non toglie che non possa
esserci un terremoto di più grande rilevanza e che, quindi, possa
avere, come dire, effetti molto ma molto più traumatici e ci possa
costringere anche a ripensare e rivedere queste nostre parole.
Ora constatiamo però che cosa? Che l'intervento della protezione
civile c'è stato, l'intervento dei vigili del fuoco c'è stato anche
il sistema sanitario ha retto bene, perché tutto sommato ci sono
stati pochi feriti e nessuno credo di grande entità.
Ecco, tutto sommato, la situazione ha retto, però onorevole
Presidente noi non possiamo dietro questi fatti che sono, nella
disgrazia, positivi, non invece comprendere che diverse, decine di
migliaia di persone, forse centinaia di migliaia di persone di quel
territorio hanno avuto una paura feroce, e sono ancora oggi
impauriti, e sono oggi impauriti e d'altra parte devono convivere
con questa paura e con la rassegnazione delle cose che anche lei ha
detto prontamente lo stesso giorno 26 sera, cioè, abituiamoci
all'idea che eventi del genere possono essere, costanti, speriamo
di no, ma anche più gravi.
Ora, questa paura per farla passare ci vorrà tempo ma nel
frattempo io, onorevole Presidente, visto che tutto sommato non
abbiamo grandissima emergenza, abbiamo alloggiato gli sfollati,
siamo lì e con gli strumenti dell'Amministrazione stiamo andando a
verificare le inagibilità, vedremo quali sono effettivamente
inagibili e quali sono invece agibili e quindi i cittadini, tanti,
spero possano rientrare nelle loro abitazioni anche per evitare lo
sciacallaggio che può anche avvenire.
Ma per evitare le farse, le sceneggiate, come quella che abbiamo
visto ieri da parte anche del Governo nazionale che non mi è
piaciuta completamente questa comparsata, questo modo di
atteggiarsi, questo modo di presenziare soltanto per il gusto della
presenza, e devo dire che in questo lei è stato capace di resistere
a questa tentazione.
Ecco, adesso però chiedo di far sì - finito l'effetto della
ventiquattro, quarantotto, settantadue ore, il problema della
paura, il problema degli sfollati, il problema di alcune
abitazioni, tante, sono diverse decine che sono rimaste gravemente
lesionate, rimane, - onorevole Presidente, che nessuno fugga e che
si dia comunque la sensazione della presenza sul territorio.
Basta che nelle tre-quattro piazze, non sono quaranta, tre-quattro
piazze o vie più ferocemente colpite, ci sia un presidio della
Regione. Basta una tenda, basta una roulotte e basta la presenza
della Protezione Civile che sia lì a confortare, a stare vicini a
quelle comunità. Basta che con molta solerzia, con grande celerità,
con grande efficienza, onorevole Presidente, noi riusciamo a
stabilire l'entità dei danni e diciamo sin da oggi ai cittadini che
hanno le case distrutte, poche ma ci sono, che interverremo
celermente e che non si ripeteranno, come nel passato è avvenuto,
situazioni per cui per arrivare alla sistemazione di un'abitazione
per poche decine di migliaia di euro, debbano passare addirittura
decenni.
Questo lo dobbiamo impedire, onorevole Presidente, e molto, glielo
assicuro, dipende anche dai suoi atteggiamenti, dai messaggi che
manderà e da come trasferirà alla catena della Pubblica
Amministrazione questi messaggi.
Io la prego in questo, oggi, di essere vicino ai cittadini, e poi
domani, dopodomani, credo che anche il giorno del 31, di San
Silvestro e quindi a Capodanno, possa essere la giornata giusta, un
giro a stringere le mani, a confortare la gente che rimane lì sul
territorio, penso che quello sia necessario ed importante.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Grazie signor Presidente, non mi ero reso conto che
aveva già chiuso gli interventi, mi perdonerà, ma sarò nei termini.
Io non voglio, onorevole Presidente della Regione, assessori e
colleghi, essere in alcun modo su questo tema polemico. Mi è
d'obbligo però partire da un punto, per fare un ragionamento più
ampio e probabilmente riuscire anche a distendere gli animi che ci
sono stati in questo periodo natalizio. Però, devo partire
purtroppo da una dichiarazione che, ahimè, non è felice, non è
bella, però chiaramente c'è, è reale, è stata detta, che il
Presidente della Regione in augurio e saluto ai suoi del suo
partito di Diventerà Bellissima', in uno dei passaggi ci celebrava
come Movimento Cinque Stelle in questo modo "Abbiamo bloccato la
conquista dei grillini, sarebbe stata una sciagura peggio del
terremoto se questa setta di fanatici assatanati, presuntuosi,
avesse messo le mani sulla Regione". Per carità...
PRESIDENTE...di una discussione seria che si sta facendo stasera,
perché introdurre altri argomenti su un tema come il terremoto che
è successo a Catania, vuol dire..
CANCELLERI. Signor Presidente, se mi lascia finire: è seria. Sa
che io non voglio divagare mai su altre situazioni, voglio rimanere
nel novero di quelle che sono le tematiche e, in questo caso, la
tematica importante del terremoto.
Lei sa che io, ieri, non ho partecipato ad un'importante Ufficio
di Presidenza di quest'Assemblea regionale proprio per stare sul
territorio e dare, se è possibile, il mio contributo alle decisioni
che sono state prese ieri all'interno di tavoli - quelli che ci
saranno, che oggi, sia in Consiglio dei Ministri e anche per quanto
riguarda la delibera della Protezione civile che si aspetta per
questa sera.
Ero partito solo da questa dichiarazione per dire come, a volte,
si giudicano le persone in maniera errata quando poi, invece,
accadono nell'immediato, e ahimè purtroppo non è responsabilità di
nessuno e nessuno sicuramente si augurava che accadesse, per le
quali poi quel qualcuno di cui tu avevi parlato male o quel
qualcuno che avevi additato poi, alla fine, però diventa quello con
il quale ti devi sedere per trovare le soluzioni, appunto, a quei
problemi stessi.
Allora, oggi mi permetterà, in questo momento così buio per la
nostra Terra, però, diciamo, in qualche modo un po' di canzonarle
queste dichiarazioni del Presidente della Regione, ma magari giusto
per distendere, appunto, gli animi.
Innanzi tutto volevo dire al collega Barbagallo, è vero che nella
delibera 371 non sono stati stanziati fondi per gli altri comuni,
ma è anche vero che mentre per le scuole siamo già intervenuti come
Governo nazionale con gli 810 mila euro, con la delibera del
Ministro Bussetti, agli altri che per la maggior parte sono di
proprietà della Curia, è stato già detto fin dal principio che
dobbiamo cominciare a trovare un concordato con la Curia. Non
sempre lo Stato deve farsi, ed è giusto che si faccia, carico delle
spese che si devono affrontare, vedremo come la Curia vuole
intervenire e compartecipare insieme allo Stato per il ripristino
di quei luoghi.
Altri edifici, invece, che sono di proprietà dei comuni, sono già
inseriti all'interno della Legge di stabilità con un apposito fondo
sull'antisismico e, quindi, saranno appaltate immediatamente le
delibere per destinare soldi, appunto, a quei Comuni. Questo per
fare anche chiarezza su come si sta intervenendo. E' giusto che la
Curia però guardi anche, visto che non mi pare che sia in rosso
come lo Stato In questo momento parliamone tutti insieme Poi,
però, direi che stasera Borrelli Capo della Protezione Civile
Nazionale farà una delibera molto importante. I contenuti, a larghe
mani - ovviamente, io aspetto poi di leggerla - ma mi riferiva, a
voce, ieri che dovrebbe contenere dieci milioni di euro
immediatamente disponibili per fare, appunto, gli interventi sui
comuni colpiti dal sisma del 26 dicembre, con un sistema che per
quei danni sotto i ventimila euro vanno immediatamente erogate le
somme al proprietario della casa, che può andare in
autoriparazione. Questa mi sembra una cosa importante ed è giusto
che se ne dia notizia, e stasera ne avremo contezza, nero su
bianco, se la delibera verrà immediatamente emanata dalla
Protezione civile.
E stasera stessa, una dichiarazione di ieri per cui non mi pare
sia stata una passerella, anzi al contrario, i due Vicepremier
hanno già dichiarato che stasera il Consiglio dei Ministri è stato
convocato appositamente per dichiarare lo stato di emergenza di
quei luoghi e avviare immediatamente la nomina di quei sindaci come
soggetti attuatori per potere svolgere direttamente i lavori sui
territori che ne abbiano bisogno.
Ora io dico, che la setta di assatanati faccia queste cose per un
territorio quando capita, è un bene, che i presuntuosi si rechino
nei luoghi a stringere le mani di chi, in quel momento, sta vivendo
la paura prendendosi anche la contestazione, perché è giusto che in
quel momento il cittadino abbia a contestare l'istituzione, ma
cercando di calmarlo, è una cosa bella da vedere, io non l'ho vista
come una passerella e neanche una cosa brutta da fare.
Io spero solo che, in questo Parlamento, ci si possa cominciare a
relazionare in maniera più serena, rimanendo opposizione e
maggioranza per i ruoli che abbiamo, criticandoci, quando c'è da
criticare, nel merito.
Sull'attacco personale è quello che non mi piace però, Presidente,
io spero che questa cosa, piano piano, la abbandoniamo per lasciare
lo spazio alle situazioni che, praticamente, si possono lasciare
più serenamente anche in questo clima natalizio.
Per cui io volevo chiudere l'intervento: a queste dichiarazioni
del Presidente della Regione, ho risposto augurandogli Buon Natale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun altro deputato
chiesto di parlare, la seduta è rinviata a venerdì, 11 gennaio
2019, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
-Comunicazioni.
La seduta è tolta alle ore 18.45
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio