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Resoconto d'Aula della Seduta n. 93 di venerdì 28 dicembre 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 17.31

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Caronia e Fava.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Seguito della discussione del disegno di legge  Proroga dei
          termini per il sostegno dell'attività edilizia e la
         riqualificazione del patrimonio edilizio  (n. 477/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  I  punto  dell'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
   Proroga  dei termini per il sostegno dell'attività edilizia  e  la
  riqualificazione  del  patrimonio edilizio   (n.  477/A)  posto  al
  numero 1).
   Invito  i  componenti  la IV Commissione  Attività  produttive   a
  prendere posto nell'apposito banco.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
    Proroga dei termini per il sostegno dell'attività edilizia e la
               riqualificazione del patrimonio edilizio

   1. All'articolo 70, comma 1, della legge regionale 17 marzo  2016,
      n. 3, le parole  31 dicembre 2018  sono sostituite dalle parole  31
      dicembre 2020 ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                             Norma finale

   1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
      Regione Siciliana.

   2. E'  fatto  obbligo  a  chiunque spetti di  osservarla  e  farla
      osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  A3:   Al comma 2 dell'art. 49 della legge regionale 11 agosto 2017,
  n. 16 la parola  2018  è sostituita dalla parola  2019 .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


    Discussione del disegno di legge  Autorizzazione all'esercizio
   provvisorio del bilancio della Regione per l'esercizio 2019  (n.
                                479/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  la  discussione  del   disegno   di
   Autorizzazione  all'esercizio  provvisorio  del   bilancio   della
  Regione per l'esercizio 2019  (n. 479/A) posto al numero 2).
   Invito  i  componenti la Commissione  Bilancio  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.

   GALVAGNO,  vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO,  vicepresidente  della Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, dopo la Conferenza dei  Capigruppo
  si  è  deciso  di  convocare urgentemente la  Commissione  Bilancio
  all'unanimità per dare seguito ai lavori d'Aula.
   In Commissione Bilancio abbiamo esitato il disegno di legge in cui
  l'articolo   1,   al  comma  1,  autorizza  il  Governo   regionale
  all'esercizio provvisorio per un mese, quindi entro il 31  gennaio,
  del  Bilancio  regionale secondo lo schema  di  disegno  di  legge,
  approvato  con  deliberazione della Giunta  regionale  520  del  18
  dicembre  2018. In particolare si fa riferimento a quanto  previsto
  dall'articolo 43 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, ed
  ha  richiamato  principio  applicato della contabilità  finanziaria
  riguardante  l'esercizio provvisorio di cui al punto  8,  punto  2,
  dell'allegato  4.2  al decreto legislativo n.  118  del  2011,  che
  consente  che  la  legge regionale di autorizzazione  all'esercizio
  provvisorio  possa prevedere che sia gestito lo schema di  bilancio
  di    previsione   annuale   approvato   dalla   Giunta   ai   fini
  dell'approvazione da parte del Consiglio regionale.

  PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
         Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio
                             della Regione

  l.  Il  Governo della Regione è autorizzato, ai sensi dell'articolo
  43  del  decreto  legislativo 23 giugno 2011. n. 118  e  successive
  modifiche ed integrazioni e delle disposizioni contenute nel  punto
  8.2  dell'Allegato 4/2 al medesimo decreto legislativo n. 118/2011,
  ad  esercitare  provvisoriamente, fino a quando non sarà  approvato
  con  legge  regionale e comunque non oltre il 31 gennaio  2019,  lo
  schema   di   bilancio  annuale  della  Regione   per   l'esercizio
  finanziario  2019, secondo gli stati di previsione  dell'entrata  e
  della  spesa  ed  il  relativo  disegno  di  legge  approvato   con
  Deliberazione della Giunta regionale n. 520 del 18 dicembre 2018.

  2.  La  limitazione per dodicesimi nell'assunzione degli impegni  e
  nell'effettuazione dei pagamenti non si applica alle autorizzazioni
  di  spesa  di  cui  all'articolo 23, commi 3, 4  e  5  della  legge
  regionale 17 marzo 2016, n. 3 e all'articolo 6, comma 8 della legge
  regionale  8 maggio 2017, n. 8 (Missione 20 - Programma 3 (capitolo
  215746),  Missione  16  -  Programma 1  (capitolo  156604)  e  alla
  Missione 9 -Programma 5 (capitolo 150514)».

  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
          Disposizioni in materia di residui passivi perenti

  1.  Le  somme  eliminate  nei precedenti  esercizi  finanziari  per
  perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative  ad
  impegni assunti fino all'esercizio 2008, non reiscritte in bilancio
  entro  la chiusura dell'esercizio finanziario 2018, sono cancellate
  dalle  scritture contabili della Regione dell'esercizio finanziario
  medesimo  salvo  comunicazione  dell'interruzione  dei  termini  di
  prescrizione da parte dell'Amministrazione competente. Con  decreto
  del Ragioniere generale della Regione sono individuate le somme  da
  eliminare  ai  sensi del presente comma. Copia di detto  decreto  è
  allegata  al  rendiconto  generale della  Regione  per  l'esercizio
  finanziario 2018.

  2.  Le  somme  eliminate  nei precedenti  esercizi  finanziari  per
  perenzione amministrativa agli effetti amministrativi, relative  ad
  impegni assunti a decorrere dall'esercizio 2009, non reiscritte  in
  bilancio entro la chiusura dell'esercizio finanziario 2018, cui non
  corrispondono   obbligazioni   giuridicamente   vincolanti,    sono
  cancellate  dalle scritture contabili della Regione  dell'esercizio
  finanziario  medesimo.  Con decreto del Ragioniere  generale  della
  Regione,  su  indicazione  delle competenti  amministrazioni,  sono
  individuate  le  somme da eliminare ai sensi  del  presente  comma.
  Copia  di  detto  decreto è allegata al rendiconto  generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2018.

  3.  Le  disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non  si  applicano  alle
  spese  per  esecuzione  di  opere qualora  il  progetto  dell'opera
  finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già adottato
  le  deliberazioni che indicono la gara, stabilendone le modalità di
  appalto.

  4.  Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi del  comma  l,
  sia  successivamente  documentata  l'interruzione  dei  termini  di
  prescrizione e, a fronte delle somme eliminate ai sensi  del  comma
  2, sussista ancora l'obbligo della Regione, si provvede al relativo
  pagamento mediante iscrizione in bilancio delle relative somme,  da
  effettuarsi  con decreti del Ragioniere generale della  Regione  ai
  sensi  e  per gli effetti dell'articolo 27 della legge 31  dicembre
  2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo
  47  della  legge  regionale  7 agosto  1997,  n.  30  e  successive
  modifiche ed integrazioni».

  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
                           Entrata in vigore

  1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione  siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della  sua
  pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2019

  2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla  e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                 477/A

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno  di  legge  «Proroga  dei  termini  per  il   sostegno
  dell'attività   edilizia  e  la  riqualificazione   del   patrimonio
  edilizio» (477/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti         54
   Votanti                         28
   Maggioranza               15
   Favorevoli                   28
   Contrari                       00
   Astenuti                       17

                         (L'Assemblea approva)


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                 479/A

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
  479/A   Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
  Regione per l'esercizio 2019 .
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti         55
   Votanti                         28
   Maggioranza               15
   Favorevoli                   28
   Contrari                       00
   Astenuti                       22

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine  del
  giorno n. 66.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


  Comunicazioni del Presidente della Regione sugli eventi calamitosi
                   che hanno colpito i comuni etnei

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare il Presidente  della  Regione,
  onorevole Musumeci.

   MUSUMECI,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi le vicende che hanno caratterizzato sei comuni pedemontani
  dell'Etna,  sono note per essere state oggetto di attenzione  negli
  ultimi   due   giorni  dagli  organi  di  informazione,  regionali,
  nazionali, e internazionali.
   A  me  il  compito  di  sintetizzare gli interventi  riconducibili
  all'attività    del    Governo   regionale    e    complessivamente
  dell'Amministrazione regionale, tenuto conto  che  questa  ennesima
  calamità  ha  visto  coinvolte la protezione  civile,  il  servizio
  sanitario  regionale, i vigili del fuoco, la prefettura,  il  corpo
  forestale,   i   comuni,  le  forze  dell'ordine,  l'esercito,   ma
  soprattutto  i  volontari, che ancora una volta si  sono  rivelati,
  puntuali attenti e preziosi.
   Per il sisma che ha colpito i sei comuni dell'area pedemontana del
  sud  est  del  nostro  vulcano, hanno subito  danni  negli  edifici
  pubblici   e  privati,  la  cui  entità  ancora  non  è   possibile
  determinare  perché, nonostante l'intervento immediato dei  tecnici
  della   protezione  civile  regionale  ed  etnea  e   dei   tecnici
  dell'Ufficio del Genio civile di Catania del comando dei vigili del
  fuoco, la ricognizione richiederà ancora diversi giorni. Sono danni
  che  possono  essere,  fra edifici pubblici e  privati  e  attività
  produttive, oggi valutate approssimativamente in oltre 200  milioni
  di  euro.  I  comuni colpiti hanno già alle spalle  una  storia  di
  attività  sismica  proprio perché su quel  versante  sono  presenti
  diverse faglie ed, in una in particolare, si è costruito anche  nel
  dopoguerra, parlo di quella del comune di Zafferana Etnea.

                Presidenza del Vicepresidente Di Mauro

   Gli  interventi sui quali si è lavorato immediatamente sono  stati
  soprattutto quelli di consentire alle popolazioni colpite di  poter
  avere il conforto necessario Oltre 600 persone hanno ritenuto nella
  prima serata di non rientrare a casa, alcune perché impossibilitate
  a  farlo,  altre perché temevano una replica dell'attività  sismica
  che  ricordo è stato di magnitudo 4.8. Secondo la protezione civile
  ci  sono stati, fino a stamane, 2300 richieste di sopralluoghi.  Il
  numero  di  sfollati  accertato è di  601;  492  unità  sono  state
  prontamente  ospitate  in  strutture  alberghiere  attraverso   una
  convenzione  che  la  Regione  siciliana  ha,  subito   nelle   ore
  immediatamente successive al sisma, sottoscritto con Federalberghi,
  che  voglio  qui ringraziare per la disponibilità ampia dimostrata;
  109 sfollati risultano ospitati presso parenti. Le chiese inagibili
  sono  12.  I  maggiori danni si sono registrati a Zafferana  Etnea,
  nelle  frazioni di Fleri, Pisano, Poggio Felice, Lavinaio,  Pennisi
  nel  territorio di Acireale. La faglia di cui parlavo poco fa è  la
  faglia Fiandaga che interessa Santa Maria Lastella, trasversalmente
  attraversa  la  frazione di Pennisi, Lavinaio fino  ad  arrivare  a
  Zafferana Etnea nella frazione Pisano.
   La  Prefettura  ha  ospitato  ieri  una  riunione  operativa  alla
  presenza,  come è noto, dei vicepremier Salvini e  Di  Maio,  ed  è
  stata  assicurata la tempestiva disponibilità del Governo  centrale
  per  consentire, intanto alle popolazioni colpite  di  ottenere  il
  beneficio  della  sospensione  dei  pagamenti  per  scadenze  ormai
  immediate, mentre è stato accennato alla possibilità di un anticipo
  di risorse per far fronte alle prime necessità. Dall'altro canto il
  Ministro della istruzione ha anticipato che sarebbe stato  dal  suo
  dicastero  erogata la somma di 20 milioni di euro  per  intervenire
  sulla  edilizia scolastica colpita dalle scosse della notte del  26
  mattina.
   La giunta di Governo, ieri pomeriggio, nel palazzo della Regione a
  Catania,  si  è riunita per adottare due iniziative essenziali.  La
  prima  la  dichiarazione dello stato di calamità nei  sette  comuni
  pedemontani e poi la richiesta dello stato di emergenza al  Governo
  centrale, atto propedeutico essenziale per consentire al Governo di
  poter emettere, attraverso la Protezione Civile, l'ordinanza con la
  quale  si  definiscono le risorse, le modalità di  gestione,  e  il
  soggetto  gestore. Al tempo stesso la Giunta ieri ha deliberato  di
  adottare un piano regionale straordinario antisismico che consiste,
  in  un  primo  tempo,  a  scadenza assai breve,  nel  redigere  una
  ricognizione di tutti gli edifici strategici dell'Isola non a norma
  con  le  leggi  antisismiche. Non a norma significa  potenzialmente
  esposte  a  sollecitazioni del terremoto. Sapete  che  gli  edifici
  strategici sono ospedali, scuole, caserme, municipi, prefetture.
   Ricordo  che  il primo edificio a crollare all'Aquila  fu  proprio
  l'edificio  strategico, la prefettura dell'Aquila, che sono  invece
  edifici  che  hanno il dovere di resistere negli eventi  calamitosi
  proprio perché sono il cervello dal quale diramano le iniziative  e
  le  attività  per gestire le fasi di emergenza. Il Piano  regionale
  antisismico   prevede,  quindi,  una  ricognizione  degli   edifici
  strategici non a norma, si presume oltre un migliaio in Sicilia,  e
  nella seconda fase, che potrebbe richiedere anche tre-quattro  mesi
  di  lavoro,  la  valutazione del tipo di intervento che  serve  per
  metterli a norma, e la quantità delle risorse necessarie.
   Questo  lavoro  è  stato  affidato al dipartimento  di  Protezione
  Civile in collaborazione con i nove uffici del Genio Civile. Quello
  che  più  preoccupa  signori  deputati,  signor  Presidente,  è  il
  considerare  il  sisma del 26 mattina un episodio,  se  così  fosse
  sarebbe  davvero  preoccupante perché quando si  saranno  spenti  i
  riflettori avremo dimenticato di convivere con un rischio  costante
  e  persistente. La Sicilia è la Regione a più alto rischio  sismico
  in Italia, con differenziazioni nel contesto dell'Isola per carità.
  Una  infelice catalogazione del rischio ha considerato  addirittura
  Catania e Siracusa come città a rischio due, rispetto ad altre aree
  della Sicilia occidentale considerate invece a rischio uno, cioè ad
  elevato,  ad  elevatissimo  rischio. Io credo  che  serva  rivedere
  questa  mappatura delle zone maggiormente vulnerabili e non  lo  si
  può  fare con un colpo di matita, serve uno strumento che si chiama
  zonizzazione, che consente una valutazione, un esame geologico  dei
  territori  dei  singoli  Comuni e quindi la loro  vulnerabilità  al
  rischio.
   Di  questo  si sta occupando già da sei mesi la Protezione  Civile
  regionale,  e  noi contiamo entro quattro mesi di  potere  rivedere
  quella mappa elaborata nel 2003 e confermata nel 2004. Ma, al di là
  di  tutto,  abbiamo il dovere di dire e di pensare e di gridare  ad
  alta voce oltre che pensarlo, che la Sicilia non ha una politica di
  previsione  e  di prevenzione del rischio. Almeno, non  l'ha  avuta
  negli ultimi trent'anni, da quando la consapevolezza della politica
  preventiva   avrebbe  dovuto  suggerire  iniziative   organiche   e
  strategiche.
   Si  è  intervenuto in maniera episodica, al di fuori di un disegno
  organico. La verità è che l'80 per cento delle scuole, in  Sicilia,
  ancora  oggi  non  è  a  norma. La verità è  che  buona  parte  del
  patrimonio  edilizio  privato, difficilmente  resisterebbe  ad  una
  sollecitazione sismica superiore a magnitudo 5.
   A  fronte di questa drammatica e triste realtà il Governo, che  ho
  l'onore di guidare, si è attivato su due fronti. Il primo è  quello
  di  disporre,  appunto, un piano straordinario per la  ricognizione
  degli  edifici strategici che vedrà impegnate risorse per non  meno
  di trecento milioni di euro. L'altra attività che si sta svolgendo,
  è  quella  di lavorare ad una nuova legge sul sistema di protezione
  civile  in  Sicilia  che sarà deliberata dalla giunta  la  prossima
  settimana, e portata all'esame di questo Parlamento.
   Nell'epoca  dei disastri e delle calamità, abbiamo  il  dovere  di
  chiederci  come coordinare e neutralizzare la psicologia collettiva
  della   paura.  Abbiamo  il  dovere  di  consentire  alle  comunità
  sinistrate  di  reagire al trauma del sisma, o dell'alluvione,  con
  iniziative  e condotte all'interno di una visione a lungo  termine.
  Investire  in previsione ed in prevenzione significa investire  sul
  diritto  alla incolumità, sul diritto alla sicurezza,  sul  diritto
  alla vita.
   Dobbiamo assumere un ruolo programmatico e dobbiamo farlo assieme,
  Governo e Parlamento, per sapere guidare prospettive di prevenzione
  che  possono  aiutare le comunità siciliane a ribaltare  l'ansia  e
  l'angoscia, che rischia di contaminare le nuove generazioni.
   La  coscienza  della previsione e della prevenzione,  e  concludo,
  purtroppo non è assai diffusa nell'isola. Il nostro Dipartimento di
  Protezione civile, da una recente indagine, ha potuto appurare  che
  oltre  il 50 per cento dei comuni in Sicilia non si è ancora dotato
  di  un  piano comunale di Protezione civile. Molto spesso i sindaci
  si  giustificano, dicendo di non avere a disposizione  tecnici  che
  possano,  in  maniera  competente ed  accurata  preoccuparsi  della
  redazione  del piano, che è il primo utile strumento per consentire
  al  sindaco  di  affrontare le situazioni  di  emergenza.  Dobbiamo
  interrogarci  sul  come  intervenire a  favore  dei  sindaci,  come
  possiamo  mettere  a disposizione personale tecnico,  dove  poterlo
  attingere, con quali risorse e con quali strumenti.
   Al   tempo   stesso   occorre   riqualificare   il   volontariato,
  riqualificare   quello  che  già  esiste   e   che   mostra   ampia
  disponibilità e, al tempo stesso, cercare nuove reclute soprattutto
  fra i giovani, animati di entusiasmo, e di spirito di solidarietà.
   Abbiamo  il  dovere  di occuparci, e non di preoccuparci,  sia  di
  terremoti  che  di  alluvioni.  E a  proposito  di  alluvioni  come
  saprete, la priorità di questo Governo è stata quella di tutelare e
  difendere  innanzitutto  il territorio. Lo stiamo  facendo  tenendo
  conto  dell'esperienza  triste e drammatica maturata  negli  ultimi
  anni,  ricordandoci  che le alluvioni sono determinate  da  fattori
  concomitanti   come   le   condizioni   metereologiche,   per    la
  concentrazione  di  piogge abbondanti in brevissimo  tempo,  dovute
  anche  alla  forte  acclività  dei rilievi.  E,  soprattutto,  alla
  mancata  manutenzione  dei corsi d'acqua  intervento,  questo,  del
  quale comincia già ad occuparsi la neo-nata Autorità di bacino  che
  il  Governo ha istituito nel mese di aprile, diventata legge e  per
  la  quale  struttura abbiamo già provveduto a reperire i locali  in
  cui potrà essere ospitata.
   E'   mancata   in  Sicilia  la  pianificazione,   è   mancata   la
  programmazione,  è  mancata  la diffusione  di  una  cultura  della
  consapevolezza. Dobbiamo convivere con il rischio.  E  per  poterci
  convivere  senza ansia e senza paura serve conoscerlo  il  rischio,
  serve  neutralizzarlo fin tanto che è possibile con  le  iniziative
  che  l'ente pubblico in generale, lo Stato, la Regione e  gli  Enti
  locali, sapranno e potranno disporre.
   Per  ultimo, lasciatemi dire, che nei Comuni dell'Isola  risultano
  giacenti  43  mila domande di sanatoria edilizia. Non possiamo  far
  finta di niente. Abbiamo il dovere di intervenire. E dobbiamo farlo
  mettendo i Comuni nelle condizioni di poter affrontare questa  gran
  mole  di lavoro. Che da un lato riporta la legalità in una attività
  edificatoria che potrebbe essere stata condotta al di fuori di ogni
  norma.  Dall'altro  lato, consentirebbe alle casse  dei  Comuni  di
  potere  introitare  copiose risorse legate agli  oneri  dovuti  dai
  proprietari e quindi a consentire una boccata di ossigeno agli Enti
  locali  in  un  momento drammatico per le casse dei Comuni,  in  un
  momento  in  cui  i  Comuni non riescono a svolgere  una  seria  ed
  efficiente  politica della riscossione. Ma questo  è  un  tema  del
  quale  ci  occuperemo subito dopo il Capodanno, anche tentando  una
  convenzione con la Consulta regionale degli ingegneri, sperando  di
  potere  trovare  il conforto dell'Anci, l'Associazione  dei  Comuni
  d'Italia - sezione siciliana.
   Onorevole  Presidente,  onorevoli  deputati,  la  paura  è   dover
  dimenticare  quello che è accaduto. La paura è non sapere  cosa  ci
  riserva  la continua attività effusiva e sismica in atto in  questo
  momento  nel vulcano. La paura è non avere la forza, non  avere  la
  consapevolezza di essere su una terra vulnerabile.  E  siccome  non
  possiamo  allontanare  la causa del rischio,  dobbiamo  tentare  di
  allontanarne  gli  effetti devastanti. Questo  dipende  da  noi.  E
  questo  Governo - se pur in carica da 12 mesi - ha già attivato  le
  necessarie iniziative che ci consentono, anche attraverso la  nuova
  legge  che voi sarete chiamati ad esaminare tra qualche giorno,  ci
  consentirà  di poter pianificare finalmente una seria previsione  e
  prevenzione di tutti i rischi incombenti sul territorio isolano, da
  quello vulcanico a quello sismico, da quello degli incendi boschivi
  a  quello industriale affinché ognuno sappia come muoversi in  base
  alla vulnerabilità delle zone che saranno definite.
   A  me  resta  il  compito  di rinnovare la vicinanza  del  Governo
  regionale,  credo  di poter dire di tutto il Parlamento  siciliano,
  alle  famiglie  dei feriti, alle famiglie rimaste senzatetto,  alle
  famiglie  colpite da un trauma che inevitabilmente scuote il  ciclo
  normale  e  biologico di ciascuno di noi quando si è  costretti  ad
  essere  espulsi  dalla  propria casa, dal  proprio  quartiere,  dal
  proprio comune; vicinanza che si traduce in azioni concrete.
   I  nostri  uomini,  i nostri dipendenti, i nostri  dirigenti  sono
  accorsi  sul luogo della calamità già sin dalle prime ore  e  hanno
  profuso  ogni possibile energia per potere attenuare  i  disagi  di
  quelle  popolazioni. Tutti abbiamo il dovere di restituire loro  il
  diritto a tornare alle proprie case.
   Spero  che  il  Governo nazionale metta a disposizione  presto  le
  risorse  necessarie  che potranno essere affidate  ai  comuni,  che
  potranno  essere  affidate quindi ai sindaci,  in  questo  caso  al
  sindaco   della  città  metropolitana  o  alla  Protezione   civile
  regionale  o ad un commissario che il Governo centrale  riterrà  di
  dovere indicare e nominare.
   Noi continueremo a fare la nostra parte senza allarmismo, ma anche
  senza   sottovalutazioni,  perché  spero,  voglio  sperare,  questo
  Governo  vuole sperare che la calamità del 26 mattina  sia  servita
  almeno a definire e determinare la chiusura di una stagione che  mi
  ha  visto,  ahimè, spettatore e protagonista per gli anni  passati,
  per  il  ruolo  istituzionale  che ricoprivo  da  Presidente  della
  provincia di Catania, e possa finalmente avviare una nuova stagione
  nella quale il rischio potrà convivere non più con le nostre paure,
  ma con la certezza e la serenità di avere adottato ogni atto che ci
  consenta  quanto  meno di potere attenuare gli  effetti  devastanti
  della  natura.  Alcuni  di questi effetti  sono  amplificati  dalla
  nostra  inerzia,  dal nostro lassismo, dalla  nostra  colpa  e  dal
  nostro  dolo,  almeno queste responsabilità abbiamo  il  dovere  di
  renderle  lontane dalle condotte che ciascuno di noi è chiamato  ad
  espletare in funzione dei ruoli e dei compiti che svolge.
   Grazie, signor Presidente. Inutile dire che io sono a disposizione
  se dovessero rendersi necessarie le repliche.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo gli  onorevoli  Zitelli,
  Gallo, Cannata, Genovese e Gucciardi.
   L'Assemblea ne prende atto.


     Sulle Comunicazioni del Presidente della Regione sugli eventi
                              calamitosi
                   che hanno colpito i comuni etnei

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente
  della  Regione, onorevoli colleghi, purtroppo dopo poche  settimane
  ci  troviamo  di nuovo a confrontarci in quest'Aula  su  un  evento
  drammatico.
   Sono  stati, signor Presidente, giorni di angoscia, angoscia mista
  a  rabbia,  rabbia  di  chi ha visto in pochi  attimi  crollare  la
  propria  abitazione che, spesso, era il frutto del  sacrificio  del
  lavoro di una vita, angoscia, rabbia mischiata alla paura per notti
  insonni e per uno sciame sismico che continua.
   Eppure,  come tutti quelli cresciuti ai piedi del vulcano,  signor
  Presidente,  mi  sento di ribadire con orgoglio  il  privilegio  di
  crescere  e di abitare, di vivere ai piedi del vulcano, un  vulcano
  che  distrugge  come  tutta la natura dà vita, dà  forza,  energia,
  rigenera.
   Ed  allora,  in questa sede io credo che il sentimento,  il  primo
  sentimento  che ci sentiamo di trasmettere come Partito Democratico
  è  quello  della  gratitudine.  Gratitudine  per  coloro  che  sono
  intervenuti  prontamente sui luoghi, per tutti i  volontari,  Corpo
  forestale,  i  componenti  della Protezione  civile,  del  Servizio
  sanitario, del 118, Polizia, Carabinieri. Veramente si è assistito,
  fin  dalle prime ore, ad un dispiegamento di forze non indifferenti
  che,  lo  voglio precisare, anche in un momento in cui la  stagione
  turistica raggiunge uno dei suoi picchi, ha garantito già da subito
  la  possibilità  che tutta la situazione sia sotto controllo.  Sono
  nuovamente  accessibili  tutte le vie  di  accesso  al  vulcano  e,
  quindi,  è  di  nuovo  possibile garantire  uno  svolgimento  della
  stagione   turistica  ordinata  magari  godendosi   lo   spettacolo
  dell'eruzione.
   E   di  fronte  a  questi  eventi,  ma  lo  avevamo  già  ribadito
  commentando i fatti dell'alluvione, ci deve essere una grande unità
  di  intenti  da  parte delle Istituzioni, delle forze  parlamentari
  verso   un   unico  obiettivo  che  è  quello  del  sostegno   alle
  popolazioni,  del  censimento  dei  danni  e  dell'assistenza  alle
  popolazioni colpite.
   Io,  onorevole  Presidente della Regione, ho ascoltato  con  molta
  attenzione  la  sua  relazione e credo  che  dobbiamo  maturare  la
  consapevolezza che emerga una priorità, una priorità assoluta, ed è
  quella dell'assistenza alle popolazioni.
   Una  priorità che non ha colore e che, però, è stata  ferita  -  e
  credo  che  questo  più  che il sentimento del  parlamentare  è  il
  sentimento dei cittadini cresciuti ai piedi del vulcano  e  che  si
  sono  trovati  in  queste notti scossi da  qualche  terremoto  -  a
  qualche strumentalizzazione di troppo, a qualche passerella condita
  dal selfie con l'arancino o dal panino con la nutella, che ha rotto
  l'equilibrio  e  i  momenti di trepidazione che hanno  attraversato
  queste giornate.
   Quindi,  io  credo  che  in questo momento non  è  più  importante
  stabilire chi ha fatto quella cosa o chi risolverà quel problema  o
  chi  andrà a correre per primo. L'importante è che quelle  cose  si
  facciano.  E, quindi, rispetto all'attività che è stata annunciata,
  noi  ci faremo carico di essere vigili, attenti, intransigenti  nel
  sollecitare,  assistere, verificare, controllare tutto  l'iter  che
  riguarderà    l'approvazione   degli   atti   amministrativi,    la
  comunicazione al Governo centrale sin dai prossimi giorni.
   Resta  una  ferita  aperta  in questa  vicenda  ed  è  quella  del
  terremoto  dello  scorso  6 ottobre. Il Governo  regionale  con  la
  delibera  n.  371 del 12 ottobre 2018 ha formulato la richiesta  di
  stato di calamità.
   Ho  appreso  da  qualche  comunicazione  on-line  che  il  Governo
  nazionale  il 10 dicembre ha erogato l'importo per quanto  riguarda
  le  scuole di Biancavilla. Ancora i comuni di Ragalna, Santa  Maria
  di  Licodia  ed  Adrano non hanno ricevuto un  euro  rispetto  alla
  richiesta delle somme stanziate con la delibera di Giunta regionale
  n. 371.
   Io,  a  nome del Partito Democratico - il Presidente Di  Mauro  lo
  ricorderà  - nel corso della discussione generale delle  variazioni
  di  bilancio  abbiamo  ricordato  come  quello  del  sostegno  alle
  popolazioni colpite dal terremoto fosse un atto imprescindibile che
  veniva prima di tanti altri, proprio per questioni di priorità.
   Lo  so,  signor  Presidente, ed infatti noi  avevamo  chiesto  che
  piuttosto  - ma l'assessore Armao lo ricorderà perché era  presente
  -  piuttosto  che sostenere altre attività che noi ritenevamo  meno
  importanti, e non voglio ritornare sulla polemica che ci  ha  visto
  protagonisti a proposito di qualche ente musicale che  ho  ritenuto
  cospicui finanziamenti, così come all'impianto di risalita di Piano
  Battaglia.  Erano  due  stanziamenti,  onorevole  Presidente  della
  Regione,  che  avrebbero potuto coprire benissimo gli  importi  per
  rendere nuovamente agibili le Chiese.
  Siccome  sono  già  passati  circa tre mesi  dal  terremoto  del  6
  ottobre,  proprio perché abbiamo una nuova ferita in  corso,  spero
  quanto  meno  che il Governo regionale si faccia carico nell'ambito
  delle diverse risorse a disposizione, come ad esempio quelle per la
  somma urgenza per le chiese a disposizione dell'Assessore regionale
  per  i  beni  culturali  o nelle pieghe del  bilancio  della  legge
  finanziaria,  che andremo ad approvare, per trasferire  prontamente
  le  risorse  ai comuni che sono stati colpiti dal terremoto  del  6
  ottobre.  Ovviamente,  ci  apprestiamo ad affrontare  questa  nuova
  emergenza   e  saremo  pronti  e  disponibili  ad  assecondare   le
  iniziative degli uffici.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  signori Assessori, onorevoli colleghi, personalmente il 26 dicembre
  ho  passato la mia mattinata a pulire le macerie di una casa di una
  persona  a  me molto cara, a pulire vetri a sistemare  mobili  e  a
  valutare  i  danni  di  quello che è stato un  terremoto  breve  ma
  intenso  che  non si era mai visto in quelle zone,  almeno  non  in
  tempi recenti.
   Appena  finito sono andata a fare un giro nella frazioni di  Fleri
  con  il Vicequestore De Girolamo che gentilmente mi ha fatto vedere
  un  po'  la  situazione in questo territorio veramente  drammatica,
  soprattutto di quelle persone che hanno visto la propria  casa  più
  che  dall'esterno,  all'interno  è  stata  totalmente  distrutta  e
  ovviamente poi ci sono anche i danni strutturali degli edifici.
   Nel  pomeriggio sono andata a fare la fila al Comune di  Zafferana
  per  chiedere il sopralluogo della Protezione Civile per capire  lo
  stato  dell'immobile e, insomma, ho vissuto in prima persona questo
  dramma  che  nella sfortuna generale siamo stati miracolati  perché
  non abbiamo avuto vittime.
   Però,  ora non voglio fare polemiche perché non è il momento della
  polemica. Prima il Presidente ha ricordato la categoria di  rischio
  della  zona  di Catania e provincia che è tristemente collocata  in
  zona  2.  Voglio ricordare a quest'Aula, al Presidente, al Governo,
  che il 4 luglio di quest'anno è stata approvata una mozione proprio
  che  recava come titolo  Modifica della categoria sismica assegnata
  alle zone della Sicilia Orientale  in particolare alla provincia di
  Catania e Siracusa.
   Ricordo benissimo perché c'era l'Assessore Cordaro che mi ha fatto
  avere  la  risposta  dell'ingegnere  Foti  che  diceva  esattamente
  questo,  ovvero,   prima  di procedere alla  riclassificazione  del
  rischio sismico, bisogna fare la micro zonazione .
   Io da quel 4 luglio ad oggi ho fatto diverse riunioni con tecnici,
  con  professionisti, in particolare nella sede del Tavolo   Catania
  Sicura ,  che  è  coordinato dall'Ance, abbiamo ascoltato  anche  i
  rappresentanti   della   Protezione   civile,   c'era   l'ingegnere
  Spampinato  che  è  il  dirigente funzionario  della  provincia  di
  Catania,  quindi  lì  in  quel Tavolo era  rappresentata  anche  la
  Regione siciliana.
   In  questo Tavolo sono intervenuti, il presidente dell'ordine  dei
  geologi,  dei geometri, degli architetti, degli ingegneri,  insomma
  abbiamo  tirato  fuori un lavoro molto interessante  che  ha  fatto
  emergere  come la micro zonazione, poi - per carità  - Ne  possiamo
  anche discuterei con l'ingegnere Foti, ma la micro zonazione non  è
  assolutamente  legata alla possibilità di riaggiornare  il  rischio
  sismico nella provincia di Catania e poi vedremo, ovviamente, quali
  altri territori coinvolgere, perché il Decreto legislativo 112  del
  '98  all'articolo  94,  dispone  che  l'individuazione  delle  zone
  sismiche  e  la  formazione e l'aggiornamento degli  elenchi  delle
  medesime  zone  -  parliamo  delle  zone  sismiche  -  spetta  alle
  regioni. .  Le regioni lo fanno secondo l'ordinanza del  Presidente
  del Consiglio dei Ministri n. 3724.
   Cosa  dice  questa ordinanza? Che le zone 1, 2, 3  o  4  dipendono
  dall'accelerazione  del terreno. Io non sono  un  tecnico  però  ho
  cercato  un po' di studiare la situazione. Quindi, quelle zone  che
  hanno una accelerazione maggiore di 0,25 ricadono in zona 1.
   La   media   di   Catania,  all'epoca,  quando  fu  fatta   questa
  classificazione  era  0,246, quindi parliamo di  pochissimo  al  di
  sotto  di  questa  soglia e qualcuno, malpensante,  potrebbe  anche
  pensare che questo era più un interesse a mantenere al di sotto  la
  categoria di rischio perché - capite bene - che un edificio in zona
  1,  rispetto ad un edificio in zona 2, o meglio, un edificio che si
  trova  in  zona  2  se dovesse risultare non adeguato  sismicamente
  perderebbe  tantissimo di valore; quindi, probabilmente  ci  furono
  anche degli interessi economici nel mantenere la zona di Catania in
  zona  2.   Comunque  è  un'assurdità vista anche  la  conformazione
  particolare che abbiamo nella zona di Catania.
   La  stessa ordinanza alla lettera d) dice che  sulla base di  tali
  valutazioni  l'assegnazione di un territorio ad una delle  zone  di
  cui  al punto b) ovvero zona 1, zona 2, zona 3, potrà avvenire  con
  tolleranza di 0,025 .
   Presidente,  io  sono  qua per chiedere al Governo  di  applicare,
  nonostante so che ci sia a livello nazionale un sistema e  si  stia
  lavorando  per ridefinire i criteri di classificazione del  rischio
  sismico, quindi probabilmente più avanti nel tempo ci saranno altri
  modi  di classificare la pericolosità sismica, ma in questo momento
  possiamo  già intervenire grazie alla lettera d) dell'ordinanza  n.
  3724,  perché  la  lettera  d)  ci permette  di  utilizzare  quella
  tolleranza che fa andare al di sopra la provincia di Catania e,  in
  particolare, i comuni coinvolti nel terremoto e quindi rientrare in
  zona 1.
   È  chiaro  che  questo intervento non salverà  le  sorti  di  quei
  territori,  non restituirà la casa a chi l'ha persa. però  sarà  un
  segnale  per dire che la Regione tutto quello che poteva fare  l'ha
  fatto,  non  solo  dal  punto di vista  emergenziale,  ma  anche  e
  soprattutto dal punto di vista di prevenzione.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente
  della  Regione, intanto sono contenta che stasera avete portato  in
  Aula   l'autorizzazione  all'esercizio  provvisorio  del  bilancio,
  perché  non  farlo proprio in questo momento in cui ci  sono  stati
  tutti questi sismi nella provincia di Catania e non sappiamo se  ce
  ne saranno altri sarebbe stato veramente un gesto irresponsabile.
   A  me  dispiace  ritornare  su  questo,  ma  negli  ultimi  giorni
  nuovamente  si  parla  di emergenza sismica,  di  rischio  sismico,
  quando  anche questo è un intervento che va sicuramente programmato
  e progettato. Non si può andare sempre in emergenza.
   La  mia  collega  che mi ha preceduta, l'onorevole Ciancio,  aveva
  presentato mesi fa e in tempi non sospetti una mozione che è  stata
  pure votata dall'Aula ed è stata scritta di concerto con gli ordini
  professionali  proprio  per  abbassare la  soglia  della  categoria
  sismica  da  zona 2 a zona 1 in tutta la Sicilia orientale.  Da  lì
  sono emersi anche i dati allarmanti.
   Abbiamo un patrimonio edilizio, circa 800 mila immobili in Sicilia
  che  sono  vetusti,  che sono stati costruiti in  tempi  precedenti
  sicuramente  alle normative antisismiche. E non solo questo,  anche
  il  Collegio nazionale dei geologi ha dichiarato che più del 40 per
  cento delle infrastrutture siciliane è stato costruito ante 1974.
   Quindi,  abbiamo tantissime strade e ferrovie prive di adeguamento
  sismico.  Ecco,  è  là che si deve principalmente  intervenire,  in
  questo  momento in cui, quando si parla di mobilità e di  trasporti
  non  si  può  non prendere in considerazione la messa in  sicurezza
  delle nostre strade, delle nostre ferrovie, soprattutto delle parti
  più   delicate  e  vulnerabili  come  i  viadotti,  i   ponti,   le
  sopraelevate.
   Ed  ancora,  un  dato  allarmante che  poco  fa  citava  anche  il
  Presidente, noi abbiamo del 50 per cento dei comuni che  non  hanno
  ancora,  non  si ancora dotati del Piano di emergenza comunale.  In
  pratica,  soltanto  190 dei nostri 390 comuni  si  sono  dotati  di
  questo Piano, tutti gli altri no.
   Io  ho  interrogato  i  nostri sindaci  per  sapere  qual  era  la
  situazione.  Ecco, anche coloro che si sono dotati di questo  piano
  di  emergenza, in realtà è un piano di emergenza falso  perché  non
  hanno le strutture, le attrezzature necessarie, non hanno auto, non
  hanno  tende,  non  hanno  personale nella Protezione  civile,  gli
  stessi  volontari  sono  pochissimi  e  sono  sprovvisti  anche  di
  strumenti e di divise.
   Io  vorrei  ricordare che la legge del 2012, la legge 100,  diceva
  che  i  piani dovevano essere redatti entro 90 giorni dalla entrata
  in  vigore della legge. Sono passati 7 anni, che cosa si è fatto in
  questi 7 anni per spingere i comuni ad adeguarsi o per capire quali
  sono  le  reali difficoltà di questi enti locali per  poterli  fare
  adeguare,  questo  è lo strumento cardine, lo strumento  principale
  che  mette  anche  i  comuni  nelle condizioni  di  intervenire  in
  emergenza e di poter salvaguardare la pubblica incolumità  sia  dei
  cittadini che dei nostri beni. In questo anno praticamente non si è
  fatto nulla al riguarda.
   Presidente, mi dispiace dirlo ma è quasi come ai suoi predecessori
  che  nei  7  anni precedenti non sono intervenuti.  Lei  in  questi
  giorni ci ha definito una sciagura peggiore del terremoto. Io  sono
  certa  che  avrà avuto modo, toccando con mano che cos'è  realmente
  una  sciagura da terremoto, di ricredersi su questo inutile impreco
  che  ci  ha lanciato di queste offese e che, visto che si è  cucito
  addosso    anche   in   campagna   elettorale    lo    slogan    di
   DiventeràBellissima , si occupi solo di questo, di  far  diventare
  la Sicilia veramente bellissima piuttosto che offendere i colleghi.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, Governo, colleghi e cittadini  che
  ci  seguono  da  casa, io ho ascoltato l'intervento del  Presidente
  della Regione che ha sintetizzato quelle che sono state le attività
  poste  in  essere dal Governo ed è chiaro esprimo una soddisfazione
  per  quello che è stato un giusto intervento immediato da parte del
  Governo  soprattutto  anche a testimonianza di  quella  che  è  una
  fondamentale  vicinanza che nel momento del bisogno i cittadini  si
  attendono dal Governo centrale, dal Governo regionale.
   Questa tragedia, benché fortunatamente dobbiamo dire non ha  avuto
  delle vittime, comunque pone la questione su un tema importante che
  è  quello  del  terremoto. Ed oggi, fra l'altro, ricorre  una  data
  storica  perché  il  28  dicembre  del  1908,  come  il  Presidente
  sicuramente ricorda, ricorrono i 110 anni del terremoto di Messina,
  quella  che è considerata una delle più grandi tragedie, delle  più
  grandi  sciagure  che  ha  visto il  90  per  cento  dell'edilizia,
  presente nella città di Messina, completamente rasa al suolo.
   Ecco,  io su questo mi voglio un attimino soffermare, ringraziando
  intanto il Presidente Musumeci per quello che già ha fatto  in  tal
  senso,  in accordo anche con il sindaco metropolitano De  Luca  che
  sulla  vicenda  risanamento ci ha messo  la  faccia  e  continua  a
  battagliarsi per cercare di risolvere questa problematica.
   E' chiaro che dobbiamo continuare in questo percorso. Lei sa bene,
  Presidente,  che  la  legge  regionale 10  del  '90  stanziava  500
  miliardi;  una  parte  di questi fondi sono stati  spesi,  un'altra
  parte  andrà riprogrammata, ma ci sono ancora 81 milioni di  questi
  250  milioni  originari che, ovviamente, devono  essere  impegnati,
  assegnati   per  risolvere  quella  che  è  un'emergenza  abitativa
  importante,  che  lei  conosce bene, in quanto  ha  avuto  modo  di
  confrontarsi  più  volte su questa tematica e  sono  certo  che  il
  Governo regionale in questo saprà fare la sua parte.
   E' chiaro  che una riflessione la voglio fare ad alta voce, perché
  sui  numeri di cui parliamo, parliamo di circa 2.250 abitazioni che
  ad  oggi  necessiterebbero per il cosiddetto   sbaraccamento ,  che
  coinvolgono 7, 8 mila persone della città di Messina.
   Su  questi numeri ci saremmo aspettati anche dal Governo  centrale
  una mano d'aiuto ed invece quella che è stata la richiesta di stato
  di   dichiarazione  d'emergenza,  purtroppo,  non   ha   avuto   la
  consequenzialità, anzi ha avuto un parere negativo e  di  fronte  a
  questi numeri, di fronte a 7, 8 mila persone che da 110 anni vivono
  nelle  baracche in condizioni igienico-sanitarie assurde,  non   si
  riesce  a  stabilire  lo stato d'emergenza  da  parte  del  Governo
  centrale  e,  quindi,  a  provvedere a  delle  risorse  finanziarie
  importanti che sicuramente ci avrebbero consentito non di risolvere
  un  problema, ma credo di ridare vita alla città di Messina come  a
  qualunque altra città che si trova in una condizione del genere.
   Allora,  il  mio  invito, Presidente, è quello  di  continuare  su
  questo  percorso, ma soprattutto di cercare di fare sentire  ancora
  di  più  al  Governo nazionale quella che è un'esigenza che  ha  un
  colore  politico  piuttosto che un altro. E' un'esigenza  oggettiva
  sulla quale credo che nessuno possa avere dubbi.
   Mi  aspetto da parte del Governo un'azione incisiva proprio perché
  questo procedimento inerente lo stato di emergenza ancora non si  è
  concluso. C'è stata una risposta negativa da parte del dipartimento
  della Protezione civile, ma poi l'organo competente, come lei sa in
  Consiglio   dei   Ministri   e   quindi   anche   qui   Presidente,
  sollecitiamola  questa  risposta  perché  è  chiaro  che   noi   ci
  attendiamo una risposta come è giusto che sia e vogliamo avere  una
  risposta  per avere la possibilità di dire ai cittadini di  Messina
  che  il Governo centrale ha ritenuto che  questa emergenza non  sia
  un'emergenza,  che  7 mila, 8 mila persone che  vivono  attualmente
  nelle  baracche  da  110 anni non rappresentano un'emergenza  della
  nostra nazione.
   Se  così  è,  ne  prenderemo  atto e sono  certo  che  il  Governo
  regionale,   comunque  riuscirà  ad  attivare  tutte   le   risorse
  necessarie  e  utili  per  risolvere finalmente  e  definitivamente
  questa  problematica e allo stesso tempo mi auguro  che  anche  già
  all'interno  della finanziaria si possa prevedere uno  stanziamento
  importante  in  tal  senso rispetto a quelle che  sono  le  risorse
  previste  dalla legge regionale la n. 10 del 1900, affinché  questa
  situazione  assurda e vergognosa che riguarda la città  di  Messina
  possa  essere definitivamente sanata ma allo stesso tempo tutte  le
  situazioni   di  questo  tipo  possano  vedere  delle   risoluzioni
  importanti.
   E'  chiaro che capisco che la problematica, purtroppo, che viviamo
  è sempre una, dell'esiguità delle risorse, ma in questo e su queste
  problematiche dobbiamo spenderci al meglio e sono certo che  questo
  Governo saprà farlo.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Dopo  interverrà l'onorevole D'Agostino, Presidente Musumeci, dopo
  intende replicare?

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Credo di no, ma in ogni  caso
  mi riservo di farlo.

   GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  con
  parecchia  attenzione  il  Presidente  della  Regione,   ma   anche
  l'intervento dei colleghi dove mi sembra di vedere un'armonia e non
  un   attaccamento  ai  colori  che,  purtroppo,  dinanzi  a  queste
  situazioni bisogna fare uscire la parte più umana che c'è in noi.
   Mi  è piaciuto particolarmente il suo tempestivo e solerte impegno
  che  ha  messo  subito  a  disposizione della  gente  e  che  credo
  fortemente, che oggi la gente abbia bisogno di questo:  sentire  la
  politica che è vicina in momenti come questo.
   Nel  suo  discorso,  però,  ho  sentito  numeri  sconvolgenti,  di
  pratiche  sommerse e il mio appello è quello legato ad  un  impegno
  che  le  chiedo  per cercare di risolvere quanto prima  e  attivare
  tutti quanti gli uffici per essere solerti proprio come lei.
   Il mio, oggi, è un appello più che altro perché è vero che ci sono
  tante case abusive, è vero che ci sono tanti immobili che non  sono
  antisismici,  è vero che potrebbero essere anche i primi  a  essere
  colpiti,  ma è anche vero, onorevole Presidente, che ci sono  tanti
  immobili che sono antisismici, hanno tutte le certificazioni,  sono
  sicuri,  ma dinnanzi ad un rischio sismico così elevato è possibile
  che anche questi vengano colpiti.
   E  allora, credo che il problema potrebbe essere inerente ad altre
  tematiche che potrebbe essere proprio la prevenzione, che è un  po'
  come un'assicurazione: noi ci accorgiamo della prevenzione soltanto
  nel  momento  in  cui  ne abbiamo bisogno.  Noi  ci  accorgiamo  di
  assicurarci nel momento in cui c'è un incidente.
   Io  mi  sono reso conto, e credo che me ne daranno atto anche  gli
  altri colleghi, che moltissime persone non sanno cosa fare in  quei
  momenti  di  terremoto. E, quindi, credo, onorevole Presidente  che
  bisognerebbe  veramente  cercare  di  sensibilizzare  la  gente  ed
  indottrinarli.
   Ho  sentito di gente che esce subito di casa, cosa che leggo dalla
  Protezione  civile,  sia  sbagliato  come  utilizzare  le  scale  e
  addirittura gli ascensori.
   E  allora,  credo  senza grandi impieghi di  risorse  finanziarie,
  senza    grande   impiego   di   denaro   pubblico,   semplicemente
  sensibilizzare, sin dalle scuole, quello che potrebbero  essere  le
  cose da fare in casi di emergenza.
   Quindi  il  mio, onorevole Presidente, è semplicemente un  appello
  alla  prevenzione ed alla sensibilizzazione per evitare  che,  come
  nel terremoto del 6 ottobre, di Biancavilla, Paternò, Ragalna e  di
  tutte  le  zone, noi quanto meno riusciremo ad essere preparati  ad
  una situazione di emergenza perché oggi, mi rendo conto, stando tra
  la gente insieme a lei, che talvolta la gente non sa veramente cosa
  fare.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
   Onorevole Presidente della Regione, vorrei rivolgere un brevissimo
  appello  di  un paio di minuti e non aggiungere altro e non  essere
  neppure retorico davanti a fatti di questo tipo.
   Lei  ha  ragione, onorevole Presidente: noi siamo  davanti  ad  un
  evento  che,  purtroppo, è un evento rituale. Dobbiamo pensare  che
  sull'Etna  eventi di questo tipo, - d'altra parte a pochi  mesi  da
  quello  che  ha  riguardato  il lato  ovest  dell'Etna  -,  possono
  ripetersi non dico quotidianamente ma spesso e di frequente.
   Dobbiamo   essere  psicologicamente  pronti  ma  dobbiamo   essere
  politicamente  e  amministrativamente ancora più pronti.  Veda,  il
  terremoto di giorno 26 è stato un terremoto tutto sommato di  4.8 ,
  non  gravissimo, se non fosse che l'epicentro è stato veramente  ad
  appena  1  km dalla superficie e, quindi, la percezione  ed  anche,
  laddove  è  stato l'epicentro, in effetti come se  fosse  stato  un
  terremoto  del  settimo  grado. E se  voi  pensate,  e  qui  voglio
  spezzare  una  lancia  a  favore di  tanti  anni  invece  di  buoni
  interventi  che  si  sono  fatti in questa  terra  a  favore  della
  prevenzione  del  rischio  sismico, perché  la  portata  di  questo
  terremoto, per esempio all'Aquila, ha distrutto un'intera  regione,
  qui  non  è successo e, tuttavia, infatti abbiamo registrato  danni
  che  sono  abbastanza  contenuti. Siamo stati,  io  non  dico  solo
  sfortunati,  anche  fortunati, ma siamo stati nelle  condizioni  di
  poter  rapportarci  e  avere un consuntivo,  con  alcune  case  che
  saranno  dichiarate totalmente inagibili, molte altre  saranno  più
  facilmente riparabili, ci sono qualche centinaio di sfollati, molti
  dei  quali, probabilmente, rientreranno nelle loro abitazioni entro
  pochi  giorni e, ovviamente, poteva andare molto ma molto peggio  e
  così  non è andato perché ha retto il nostro sistema davanti ad  un
  terremoto  che,  invece, per la poca profondità del  suo  epicentro
  poteva avere effetti molto molto più devastanti.
     Sono  caduti  i  muretti delle strade, si sono rotte,  lesionate
  alcune abitazioni più antiche, più vecchie, ma sostanzialmente  non
  è  accaduto nulla di così drammatico. Ciò non toglie che non  possa
  esserci  un terremoto di più grande rilevanza e che, quindi,  possa
  avere, come dire, effetti molto ma molto più traumatici e ci  possa
  costringere anche a ripensare e rivedere queste nostre parole.
   Ora  constatiamo però che cosa? Che l'intervento della  protezione
  civile c'è stato, l'intervento dei vigili del fuoco c'è stato anche
  il  sistema sanitario ha retto bene, perché tutto sommato  ci  sono
  stati pochi feriti e nessuno credo di grande entità.
   Ecco,  tutto  sommato,  la  situazione ha  retto,  però  onorevole
  Presidente  noi  non possiamo dietro questi fatti che  sono,  nella
  disgrazia, positivi, non invece comprendere che diverse, decine  di
  migliaia di persone, forse centinaia di migliaia di persone di quel
  territorio  hanno  avuto  una  paura feroce,  e  sono  ancora  oggi
  impauriti,  e sono oggi impauriti e d'altra parte devono  convivere
  con questa paura e con la rassegnazione delle cose che anche lei ha
  detto  prontamente  lo  stesso giorno 26  sera,  cioè,  abituiamoci
  all'idea  che eventi del genere possono essere, costanti,  speriamo
  di no, ma anche più gravi.
   Ora,  questa  paura  per  farla passare  ci  vorrà  tempo  ma  nel
  frattempo  io,  onorevole Presidente, visto che tutto  sommato  non
  abbiamo  grandissima  emergenza, abbiamo alloggiato  gli  sfollati,
  siamo lì e con gli strumenti dell'Amministrazione stiamo andando  a
  verificare   le  inagibilità,  vedremo  quali  sono  effettivamente
  inagibili e quali sono invece agibili e quindi i cittadini,  tanti,
  spero possano rientrare nelle loro abitazioni anche per evitare  lo
  sciacallaggio che può anche avvenire.
   Ma  per  evitare le farse, le sceneggiate, come quella che abbiamo
  visto  ieri  da  parte anche del Governo nazionale  che  non  mi  è
  piaciuta   completamente   questa  comparsata,   questo   modo   di
  atteggiarsi, questo modo di presenziare soltanto per il gusto della
  presenza, e devo dire che in questo lei è stato capace di resistere
  a questa tentazione.
   Ecco,  adesso  però  chiedo  di far sì -  finito  l'effetto  della
  ventiquattro,  quarantotto,  settantadue  ore,  il  problema  della
  paura,   il   problema  degli  sfollati,  il  problema  di   alcune
  abitazioni, tante, sono diverse decine che sono rimaste  gravemente
  lesionate, rimane, - onorevole Presidente, che nessuno fugga e  che
  si dia comunque la sensazione della presenza sul territorio.
   Basta che nelle tre-quattro piazze, non sono quaranta, tre-quattro
  piazze  o  vie  più ferocemente colpite, ci sia un  presidio  della
  Regione.  Basta una tenda, basta una roulotte e basta  la  presenza
  della  Protezione Civile che sia lì a confortare, a stare vicini  a
  quelle comunità. Basta che con molta solerzia, con grande celerità,
  con  grande  efficienza,  onorevole  Presidente,  noi  riusciamo  a
  stabilire l'entità dei danni e diciamo sin da oggi ai cittadini che
  hanno  le  case  distrutte,  poche ma  ci  sono,  che  interverremo
  celermente  e che non si ripeteranno, come nel passato è  avvenuto,
  situazioni  per cui per arrivare alla sistemazione di un'abitazione
  per  poche  decine di migliaia di euro, debbano passare addirittura
  decenni.
   Questo lo dobbiamo impedire, onorevole Presidente, e molto, glielo
  assicuro,  dipende anche dai suoi atteggiamenti, dai  messaggi  che
  manderà   e   da   come  trasferirà  alla  catena  della   Pubblica
  Amministrazione questi messaggi.
   Io  la prego in questo, oggi, di essere vicino ai cittadini, e poi
  domani,  dopodomani,  credo che anche il  giorno  del  31,  di  San
  Silvestro e quindi a Capodanno, possa essere la giornata giusta, un
  giro  a stringere le mani, a confortare la gente che rimane lì  sul
  territorio, penso che quello sia necessario ed importante.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Grazie signor Presidente, non mi ero reso  conto  che
  aveva già chiuso gli interventi, mi perdonerà, ma sarò nei termini.
   Io  non  voglio, onorevole Presidente della Regione,  assessori  e
  colleghi,  essere  in  alcun modo su questo  tema  polemico.  Mi  è
  d'obbligo  però  partire da un punto, per fare un ragionamento  più
  ampio e probabilmente riuscire anche a distendere gli animi che  ci
  sono   stati  in  questo  periodo  natalizio.  Però,  devo  partire
  purtroppo  da  una dichiarazione che, ahimè, non è  felice,  non  è
  bella,  però  chiaramente  c'è, è reale,  è  stata  detta,  che  il
  Presidente  della  Regione in augurio e  saluto  ai  suoi  del  suo
  partito di  Diventerà Bellissima', in uno dei passaggi ci celebrava
  come  Movimento Cinque Stelle in questo modo "Abbiamo  bloccato  la
  conquista  dei  grillini,  sarebbe stata una  sciagura  peggio  del
  terremoto  se  questa  setta di fanatici  assatanati,  presuntuosi,
  avesse messo le mani sulla Regione". Per carità...

   PRESIDENTE...di una discussione seria che si sta facendo  stasera,
  perché introdurre altri argomenti su un tema come il terremoto  che
  è successo a Catania, vuol dire..

   CANCELLERI.  Signor Presidente, se mi lascia finire: è  seria.  Sa
  che io non voglio divagare mai su altre situazioni, voglio rimanere
  nel  novero di quelle che sono le tematiche e, in questo  caso,  la
  tematica importante del terremoto.
   Lei  sa  che io, ieri, non ho partecipato ad un'importante Ufficio
  di  Presidenza di quest'Assemblea regionale proprio per  stare  sul
  territorio e dare, se è possibile, il mio contributo alle decisioni
  che  sono state prese ieri all'interno di tavoli -  quelli  che  ci
  saranno, che oggi, sia in Consiglio dei Ministri e anche per quanto
  riguarda  la  delibera della Protezione civile che si  aspetta  per
  questa sera.
   Ero  partito solo da questa dichiarazione per dire come, a  volte,
  si  giudicano  le  persone in maniera errata  quando  poi,  invece,
  accadono nell'immediato, e ahimè purtroppo non è responsabilità  di
  nessuno  e  nessuno sicuramente si augurava che accadesse,  per  le
  quali  poi  quel  qualcuno  di cui tu avevi  parlato  male  o  quel
  qualcuno che avevi additato poi, alla fine, però diventa quello con
  il  quale ti devi sedere per trovare le soluzioni, appunto, a  quei
  problemi stessi.
   Allora,  oggi mi permetterà, in questo momento così  buio  per  la
  nostra  Terra, però, diciamo, in qualche modo un po' di  canzonarle
  queste dichiarazioni del Presidente della Regione, ma magari giusto
  per distendere, appunto, gli animi.
   Innanzi tutto volevo dire al collega Barbagallo, è vero che  nella
  delibera  371 non sono stati stanziati fondi per gli altri  comuni,
  ma è anche vero che mentre per le scuole siamo già intervenuti come
  Governo  nazionale  con  gli 810 mila euro,  con  la  delibera  del
  Ministro  Bussetti,  agli altri che per la maggior  parte  sono  di
  proprietà  della  Curia, è stato già detto fin  dal  principio  che
  dobbiamo  cominciare  a trovare un concordato  con  la  Curia.  Non
  sempre lo Stato deve farsi, ed è giusto che si faccia, carico delle
  spese  che  si  devono  affrontare, vedremo  come  la  Curia  vuole
  intervenire  e compartecipare insieme allo Stato per il  ripristino
  di quei luoghi.
    Altri edifici, invece, che sono di proprietà dei comuni, sono già
  inseriti all'interno della Legge di stabilità con un apposito fondo
  sull'antisismico  e,  quindi, saranno appaltate  immediatamente  le
  delibere  per destinare soldi, appunto, a quei Comuni.  Questo  per
  fare anche chiarezza su come si sta intervenendo. E' giusto che  la
  Curia  però  guardi anche, visto che non mi pare che sia  in  rosso
  come  lo  Stato  In questo momento parliamone tutti  insieme   Poi,
  però,  direi  che  stasera  Borrelli Capo della  Protezione  Civile
  Nazionale farà una delibera molto importante. I contenuti, a larghe
  mani  - ovviamente, io aspetto poi di leggerla - ma mi riferiva,  a
  voce,   ieri   che  dovrebbe  contenere  dieci  milioni   di   euro
  immediatamente  disponibili per fare, appunto, gli  interventi  sui
  comuni  colpiti dal sisma del 26 dicembre, con un sistema  che  per
  quei  danni sotto i ventimila euro vanno immediatamente erogate  le
  somme   al   proprietario   della   casa,   che   può   andare   in
  autoriparazione. Questa mi sembra una cosa importante ed  è  giusto
  che  se  ne  dia  notizia, e stasera ne avremo  contezza,  nero  su
  bianco,   se   la  delibera  verrà  immediatamente  emanata   dalla
  Protezione civile.
   E  stasera stessa, una dichiarazione di ieri per cui non  mi  pare
  sia  stata  una  passerella, anzi al contrario, i  due  Vicepremier
  hanno  già dichiarato che stasera il Consiglio dei Ministri è stato
  convocato  appositamente per dichiarare lo stato  di  emergenza  di
  quei luoghi e avviare immediatamente la nomina di quei sindaci come
  soggetti  attuatori per potere svolgere direttamente i  lavori  sui
  territori che ne abbiano bisogno.
   Ora io dico, che la setta di assatanati faccia queste cose per  un
  territorio  quando capita, è un bene, che i presuntuosi si  rechino
  nei luoghi a stringere le mani di chi, in quel momento, sta vivendo
  la paura prendendosi anche la contestazione, perché è giusto che in
  quel  momento  il  cittadino abbia a contestare  l'istituzione,  ma
  cercando di calmarlo, è una cosa bella da vedere, io non l'ho vista
  come una passerella e neanche una cosa brutta da fare.
   Io spero solo che, in questo Parlamento, ci si possa cominciare  a
  relazionare   in  maniera  più  serena,  rimanendo  opposizione   e
  maggioranza  per i ruoli che abbiamo, criticandoci, quando  c'è  da
  criticare, nel merito.
   Sull'attacco personale è quello che non mi piace però, Presidente,
  io spero che questa cosa, piano piano, la abbandoniamo per lasciare
  lo  spazio  alle situazioni che, praticamente, si possono  lasciare
  più serenamente anche in questo clima natalizio.
   Per  cui  io  volevo chiudere l'intervento: a queste dichiarazioni
  del Presidente della Regione, ho risposto augurandogli Buon Natale.


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non avendo alcun  altro  deputato
  chiesto  di  parlare,  la seduta è rinviata a venerdì,  11  gennaio
  2019, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:

   -Comunicazioni.

                   La seduta è tolta alle ore 18.45

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio