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Resoconto d'Aula della Seduta n. 98 di giovedì 31 gennaio 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


    La seduta è aperta alle ore 12.00

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta di oggi serve per
  incardinare la legge finanziaria e di bilancio. Sono arrivati i
  documenti, i nostri Uffici li stanno verificando ed ancora ne
  stanno arrivando da parte dell'Assessorato dell'economia. Per
  cui, ritengo opportuno sospendere la seduta e sino alle ore
  15.00. A quel punto dovrebbe essere tutto in qualche maniera
  completato e per cui possiamo incardinare al meglio la legge
  finanziaria.
    Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.01, è ripresa alle ore 15.17)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che arrivino i
  componenti della Commissione  Bilancio , comunico che sono
  arrivate quasi tutte le carte, non completamente, ma in linea di
  massima ci sono. Gli uffici le hanno esaminate; peraltro, c'è un
  solo Allegato a cui sarà possibile presentare emendamenti e
  questo è stato già distribuito, per cui sostanzialmente possiamo
  incardinare il Bilancio di previsione della Regione per il
  triennio 2019-2021 e iniziare la discussione generale sin da
  adesso. Poi, diamo tempo per la presentazione degli emendamenti
  a domani tra le ore 11.00 e le ore 12.00 al massimo,
  incardiniamo il Bilancio di previsione e le Disposizioni
  programmatiche e correttive, quindi li incardiniamo entrambi.
  Per il bilancio diamo tempo per gli emendamenti a domani alle
  ore 12.00 e alle ore 16.00 riapriremo la seduta per votare il
  Bilancio della Regione e il Bilancio dell'Assemblea.
    Il termine per la presentazione degli emendamenti alla
  Finanziaria invece è fissato per mercoledì prossimo perché la
  Conferenza dei Capigruppo aveva deciso martedì immaginando che
  avremmo incardinato ieri; visto che incardiniamo oggi, diamo un
  giorno di tempo in più e poi la prossima settimana non si voterà
  perché si rimanda il tutto a martedì della settimana successiva.

    Avverto che il processo verbale della seduta precedente sarà
  posto a disposizione degli onorevoli deputati che intendano
  prenderne visione e sarà considerato approvato, in assenza di
  osservazioni in contrario, al termine della presente seduta.

    Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
  luogo nel corso della seduta.
    Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
  personale di voto.
    Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
  numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale
  o di scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
  procedimento elettronico.

    Congedo

    PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Tamajo ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.

    L'Assemblea ne prende atto.

    Atti e documenti, annunzio

    PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
  all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


    Discussione unificata dei disegni di legge   Bilancio di
  previsione della Regione siciliana
    per il triennio 2019-2021  (nn. 475-475bis/A) e  Disposizioni
  programmatiche e
    correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità regionale  (n.
  476/A)

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo incardinato sia
  bilancio che finanziaria. Abbiamo dato tempo per gli emendamenti
  sul bilancio fino a domani alle ore 12.00 e alle ore 16.00
  riprenderemo i lavori d'Aula per cominciare a votare. Mentre per
  la finanziaria il termine per la presentazione degli emendamenti
  è stato spostato a mercoledì prossimo, per poi la prossima
  settimana votarla.
    Invito il Presidente della Commissione e relatore, onorevole
  Savona, a svolgere la relazione.

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, chiedo di svolgere la relazione domani insieme
  all'articolo 1.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e
  riprenderà domani alle ore 16.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 15.21 di giovedì 31 gennaio 2019,
     è ripresa alle ore 16.41 di venerdì 1 febbraio 2019)

    Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori con
  alcune comunicazioni di rito.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, ma dov'è la maggioranza? Stiamo
  aspettando la maggioranza?

    PRESIDENTE. Un attimo che risolviamo anche questo problema.

    Congedi

     PRESIDENTE  Comunico che gli onorevoli Caronia, Figuccia e
  Fava hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

    L'Assemblea ne prende atto.

    Onorevoli colleghi, in attesa che arrivino anche gli altri
  colleghi, la seduta è rinviata di mezz'ora. La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.14, è ripresa alle ore 16.45)

    Presidenza del Presidente MICCICHE'

    La seduta è ripresa.


     Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
  siciliana
     per l'anno finanziario 2019' (Doc. n. 157) (*)

    PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
  Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
  per l'anno finanziario 2019 (Doc. n. 157).
    Ha facoltà di parlare il deputato Questore, onorevole Assenza,
  per svolgere la relazione.

    ASSENZA, deputato Questore. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, parlo a nome anche dei Questori e, quindi,
  dell'onorevole Bulla e dell'onorevole Siragusa.
    La relazione è depositata da tempo e con essa tutti gli
  allegati che sono a disposizione dei colleghi.
    Mi esimo dal leggere la sia pur breve introduzione al bilancio
  perché è a disposizione di tutti e mi limito a rileggerla in
  modo sommario.
    Questo bilancio è stato esaminato nel corso di più riunioni,
  prima dal Collegio dei Questori e successivamente sottoposto
  all'esame dell'intero Consiglio di Presidenza che ha dedicato al
  suo esame e alla sua successiva approvazione le sedute n. 13 del
  19 dicembre e n. 14 del 27 dicembre.
    Come sapete, ormai, il bilancio viene redatto su base
  triennale, ha carattere autorizzatorio e deve essere
  necessariamente aggiornato annualmente in occasione della sua
  approvazione.
    Le indicazioni delle entrate e delle spese sono fatte
  distintamente in maniera specifica per ciascun esercizio
  finanziario sulla base dei documenti di programmazione.
    Quello che si può evincere da questo progetto di bilancio, che
  spero oggi l'Assemblea voglio approvare e rendere definitivo, è
  la continuazione di un percorso virtuoso iniziato da diversi
  anni di contenimento e di riduzione della spesa, però con la
  presunzione di dire che questo contenimento della spesa non ha
  compromesso la funzionalità dell'Assemblea.
    In particolare, quello che possiamo notare è che l'ammontare
  delle entrate e delle risorse disponibili rispetto all'anno
  scorso presenta una diminuzione di 1 milione 680 mila e la cosa
  che più riteniamo importante è quello di continuare comunque nel
  risparmio per la Regione.
    I trasferimenti da parte della Regione all'Assemblea sono
  diminuiti di un ulteriore milione e 500 mila e questa
  previsione, analoga previsione di diminuzione prevista per
  l'intero triennio e quindi sia per il 2020 che per il 2021.
    E' importante notare che, in pratica, questa diminuzione si
  aggiunge alla diminuzione di 4 milioni già dell'anno precedente
  e che in pochi anni il trasferimento dalla Regione
  all'Assemblea, esattamente dal 2013 al 2019, si è passati da un
  trasferimento di 162 milioni e 200 mila ai 137 milioni e 500
  mila per quest'anno, cioè in 7 anni si è arrivati ad una
  diminuzione di trasferimenti pari a ben 24 milioni e 700 mila.
    Questo non ha compromesso, credo che è sotto gli occhi di
  tutti, quello che è uno degli scopi principali del bilancio
  dell'Assemblea, ossia quello della cura del grande patrimonio
  monumentale in cui abbiamo la fortuna di operare, che è stato,
  come voi sapete, inserito negli anni scorsi fra i siti delle
  meraviglie dell'Unesco, del patrimonio dell'umanità e
  analogamente non possiamo sottacere che si sono aggiunte
  ulteriori esigenze di incremento delle misure di sicurezza,
  perché questo Palazzo è considerato fra gli obiettivi di
  possibili attentati, il che prevede evidentemente un aumento
  delle misure di sicurezza, cosa che è stata attivata.
    E per ultimo, ma non sicuramente ultimo per importanza, sono
  previsti tutta una serie di investimenti per riportare al suo
  originario splendore il Palazzo Ex Ministeri che verrà messo a
  disposizione dell'Assemblea.
    Non posso non ringraziare, infine, il personale tutto
  dell'Assemblea che in soli 2 mesi, all'inizio del 2018, ha
  consentito la riproposizione dei tetti con qualche modestissimo
  aggiustamento, cosa che mi preme dirlo non è stata fatta né al
  Parlamento nazionale, né alla Camera, né al Senato. Di questo
  dobbiamo dare atto ai funzionari dell'Assemblea regionale
  siciliana e a tutte le sigle sindacali.
    (*) il documento  Schema di bilancio di previsione triennio
  2019-2020-2021 dell'Assemblea regionale siciliana  (doc. n. 157)
  è  riportato in allegato.
    Vi è anche, potete notare, una riduzione delle spese per i
  vitalizi a seguito dell'abolizione che questo Parlamento ha
  operato negli anni scorsi, è aperto tuttora il discorso sui
  vitalizi antecedenti, ma di questo poi ci si occuperà in
  seguito, così come è prevista un'ulteriore riduzione delle spese
  per il personale nonostante siano partiti i concorsi, è stato
  già bandito per le funzioni superiori, per i consiglieri
  parlamentare, ed in seguito partiranno gli altri. Nonostante
  questa previsione dei concorsi, potrete notare che le spese per
  il personale presentano un'ulteriore riduzione.
    Mi permetto, pertanto, a nome del collegio dei Questori e del
  Consiglio di Presidenza, che lo aveva già approvato nelle sedute
  cui accennavo all'inizio, di sottoporre all'approvazione
  dell'Assemblea questo documento contabile.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza, mi fa piacere che abbia
  ricordato lo sforzo che è stato fatto in questo Parlamento per i
  cosiddetti famosi tetti agli stipendi, che sempre si diceva che
  alla Camera e al Senato li avevano fatti e noi invece li
  volevamo togliere; qui sono stati fatti e alla Camera e al
  Senato no. Questo chissà se poi qualcuno, in qualche
  trasmissione televisiva se lo ricorderà per poterlo ricordare a
  tutti gli italiani.
    Quindi, anch'io ringrazio, faccio mie le parole dell'onorevole
  Assenza di ringraziamento a tutto il personale dell'Assemblea.
    Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione generale.
    Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
  la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
  all'esame del Documento contabile numero 157.  Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)
    Si passa all'Entrata.
    Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese
  correnti.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

     (E' approvato)

    Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in
  conto capitale.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

     (E' approvato)

    Si dà lettura dell'Utilizzo avanzo di Amministrazione.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

     (E' approvato)

    Si dà lettura del Fondo di cassa all'1/01/2019
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

     (E' approvato)

    Si passa al Titolo 2 -Trasferimenti correnti.
    Si dà lettura della Tipologia 101  Trasferimenti correnti da
  Amministrazioni pubbliche .
    La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvata)

    Si dà lettura della Tipologia 103  Trasferimenti correnti da
  Imprese .
    La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvata)
     (Il Titolo 2 -Trasferimenti correnti è approvato)

    Si passa al Titolo 3 - Entrate extratributarie.
    Si dà lettura della Tipologia 300  Interessi attivi
    La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvata)

    Si dà lettura della Tipologia 500  Rimborsi e altre entrate
  correnti .
    La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvata)
    (Il Titolo 3 - Entrate extratributarie è approvato)

    Si passa al Titolo 4 - Entrate in conto capitale.
    Si dà lettura della Tipologia 300  Altri trasferimenti in
  conto capitale
    La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvata)
    (Il Titolo 4 - Entrate in conto capitale è approvato)

    Si passa al Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di
  giro.
    Si dà lettura della Tipologia 100  Entrate per partite di
  giro
    La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvata)

    Si dà lettura della Tipologia 200  Entrate per conto terzi
    La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvata)
    (Il Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro è
  approvato)

    Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
    Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione.
    Si dà lettura del Programma 1  Organi istituzionali .
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si dà lettura del Programma 2  Segreteria generale .
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si dà lettura del Programma 3  Gestione economica,
  finanziaria, programmazione, provveditorato .
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si dà lettura del Programma 5  Gestione dei beni demaniali e
  patrimoniali .
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si dà lettura del Programma 8  Statistica e sistemi
  informativi .
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si dà lettura del Programma 10  Risorse umane .
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si dà lettura del Programma 11  Altri servizi generali .
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)
    (La  Missione 1  - Servizi istituzionali, generali e di
  gestione è approvata)

    Si passa alla Missione 20 - Fondi e accantonamenti.
    Si dà lettura del Programma 1  Fondo di riserva .
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si dà lettura del Programma 2  Fondo crediti di dubbia
  esigibilità .
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si dà lettura del Programma 3  Altri fondi .
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)
    (La  Missione 20  - Fondi e accantonamenti è approvata)

    Si passa alla Missione 99 - Servizi per conto terzi.
    Si dà lettura del Programma 1  Servizi per conto terzi e
  partite di giro .
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)
    (La  Missione 99  - Servizi per conto terzi è approvata)

    Si passa ai Riepiloghi.
    Si dà lettura del Riepilogo generale Entrate per Titoli, del
  Riepilogo generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo
  generale delle Spese per Missioni, del Quadro generale
  riassuntivo, del prospetto degli Equilibri di Bilancio, del
  Prospetto verifica rispetto dei vincoli di finanza pubblica e
  degli Allegati, ponendo in votazione l'intero Documento numero
  157 con gli annessi ed allegati.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Onorevoli colleghi, il bilancio dell'Assemblea è stato
  approvato.
    Devo soltanto chiedere - l'Assessore per l'economia non c'è -
  siccome abbiamo ancora, anche quest'anno, diminuito di un
  milione e mezzo il trasferimento all'Assemblea, però nel
  bilancio che ci è arrivato questo milione e mezzo non è stato
  decurtato per gli anni 2020-2021, prego gli Uffici
  dell'Assessorato dell'economia di fare questa correzione nel
  bilancio della Regione, se non lo fanno vuol dire che ce li
  prendiamo, che possiamo fare
    Grazie al Collegio dei deputati questori, che ringrazio per
  tutto il lavoro che hanno svolto quest'anno e li ringrazio
  davvero, dal Presidente Assenza ai due questori Bulla e
  Siragusa. Grazie infinite per il lavoro fatto.

    Congedi

    PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zafarana, Genovese
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
    L'Assemblea ne prende atto.


    Discussione unificata del disegno di legge «Bilancio di
  previsione della Regione siciliana per il triennio 2019-2021»
  (475-475 bis/A) e del disegno di legge «Disposizioni
  programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità
  regionale» (n. 476/A)

    PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
    Si procede con la discussione del disegno di legge «Bilancio
  di previsione della Regione siciliana per il triennio 2019-2021»
  (475-475 bis/A) posto al numero 1).
    Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al
  banco delle Commissioni.
    Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e
  relatore, onorevole Savona per svolgere la relazione.

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
  colleghi, signor Presidente, il disegno di legge «Disposizioni
  programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità
  regionale» presentato dal Governo, contiene misure volte a
  realizzare parte degli obiettivi programmatici di finanza
  pubblica indicati nel Documento di economia e finanza regionale
  per il triennio 2019-2021, approvato con la deliberazione della
  Giunta regionale n. 243 del 28 giugno 2018, modificato con
  delibera n. 272 del 25 luglio 2018, tenendo conto anche di
  quanto previsto nella relativa Nota di aggiornamento approvata
  con delibera n. 406 del 24 ottobre 2018.
    Il disegno di legge introduce norme che mirano a favorire gli
  investimenti, i consumi e il radicamento nella Regione di nuclei
  familiari e individui non residenti ad alto potenziale
  economico, ampliando la portata incentivante già prevista in
  proposito dalla normativa nazionale.
    Inoltre, al fine di fronteggiare la grave situazione
  finanziaria dei liberi consorzi comunali e delle Città
  metropolitane, nelle more della rimodulazione dell'indebitamento
  degli stessi, è stato previsto un incremento delle risorse
  destinate al fondo per investimenti dei liberi consorzi comunali
  e delle Città metropolitane. Tale incremento è destinato
  prioritariamente al pagamento delle quote di capitale e delle
  rate di ammortamento dei mutui accesi.
    La norma prevede anche misure di agevolazione al credito in
  favore delle imprese, ivi compresi interventi per il sostegno
  delle imprese vittime di usura e di estorsione, e misure volte
  ad incentivare lo sviluppo della mobilità sostenibile urbana
  attraverso l'uso di mezzi pubblici e privati non inquinanti.
    Infine, nelle more della definizione dell'Accordo
  Stato/Regione in materia finanziaria sono state previste
  autorizzazioni ad effettuare operazioni contabili e finanziarie
  coerenti con le richieste avanzate in sede di negoziazione.
    E' formato da una serie di articoli, fra cui il primo articolo
  è quello relativo alle agevolazioni per le persone fisiche che
  trasferiscono la propria residenza fiscale nella Regione, con
  tutta una serie di agevolazioni.
    Poi passiamo all'accertamento somme in entrata liquidazione
  coatta amministrativa Sicilcassa; agevolazioni al credito in
  favore delle imprese; rifinanziamento leggi di spesa e
  disposizioni finanziarie, anche se sono state, ahimè, un po'
  alleggerite; fondi speciali e tabelle. Tutta una serie di
  attività che abbiamo messo sui nuovi articoli, contenenti
  disposizioni in materia di personale, di ASU, di servizi
  antincendio, personale precario della Camera di Commercio, e
  Cas, i dipendenti della Resais, i dipendenti di IACP e così via
  discorrendo, altre forme riguardano la ricerca di ago
  metereologica patentino nella conduzione degli impianti termici,
  la revisione delle misure di addizionale regionale Irpef, nonché
  degli impianti fotovoltaici, gli effetti della manovra che tutti
  conosciamo.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
  generale.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare
  solo notare, ovviamente il Governo penso che questa cosa già la
  sa, ma stiamo per discutere ed eventualmente poi decidere se
  approvare o meno un bilancio che ha dei tagli netti in quasi
  tutte le categorie del sociale, per quanto riguarda i consorzi
  di bonifica, per quanto riguarda l'Esa, e tante altre voci.
    Ora, capisco che si deve ripianare un debito di due miliardi e
  cento milioni, debito che è stato spalmato nei trent'anni, e che
  in questo triennio probabilmente le somme saranno maggiori da
  ripianare, però il punto è questo, questo Governo in carica da
  più di un anno ha trovato una Regione con dei malati no, i vari
  enti e le varie situazioni che questo Governo si è trovato a
  gestire. Il punto però quale è? Il punto è che noi stiamo
  tagliando, stiamo togliendo a questi malati le eventuali
  medicine, quindi stiamo togliendo soldi a questi malati ma,
  nello stesso tempo, non riusciamo a fare quelle riforme per far
  sì che i consorzi di bonifica, piuttosto che gli Esa, piuttosto
  che tutto quello che riguarda il sociale possa essere gestito in
  modo diverso rispetto agli anni passati.
    Quello che manca ad oggi sono le vere riforme che qui in Aula
  non si sono viste, perché abbiamo parlato di tutto,
  probabilmente si è anche discusso di disegni di legge che non
  vanno a riformare la Sicilia, ma non si è parlato delle vere
  riforme per portare via dal guado tutti quegli enti che già dal
  2019 si troveranno in una difficoltà enorme, e non parliamo
  soltanto di enti, ma anche di lavoratori del reddito minimo di
  inserimento, piuttosto che altri lavoratori che comunque
  dipendono dai trasferimenti che questa Regione dà a loro.
    E allora io credo che i tagli lineari e netti non possono
  essere una soluzione, tagli che vengono fatti ai cittadini
  siciliani e nel frattempo - ahimè - vengono aumentati, vengono
  tolti i tetti degli stipendi dei capi di gabinetto, cioè questo
  è veramente assurdo. Mentre noi diamo una manovra di bilancio di
  lacrime e sangue, si tolgono i tetti agli stipendi ai capo di
  gabinetto e aumentano le spese negli uffici dell'assessorato
  alle attività produttive, dell'assessorato al territorio,
  dell'assessorato all'agricoltura. Se una manovra, se il bilancio
  è un bilancio di lacrime e sangue, deve essere di lacrime e
  sangue per tutti, e non soltanto per il popolo siciliano.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
  in genere la discussione viene fatta assieme alla legge di
  stabilità, di prassi, perché molte delle cose che non sono in
  bilancio poi si risolvono con la legge di stabilità, qui diciamo
  che è l'esatto contrario.
    Quindi è la prima volta che la legge di stabilità corregge di
  fatto il Bilancio e lo riporta indietro, non lo porta avanti. Ma
  al di là degli aspetti che riguardano diciamo le questioni
  finanziarie, io rilevo un primo punto, questo Governo ha fatto
  la bandiera che per la prima volta non proponeva l'esercizio
  provvisorio, poi l'ha proposto a metà, diciamo a fine dicembre,
  perché ci si è resi conto che il Bilancio non poteva essere
  approvato a fine dicembre o i primi giorni di gennaio.
    Siamo al primo febbraio, è scaduto l'esercizio provvisorio e
  non siamo in nulla, perché ricordo che la gestione provvisorio è
  uno strumento che scatta qualora l'Assemblea non riesca ad
  approvare una proroga dell'esercizio provvisorio proposto dal
  Governo. L'ho detto un mese fa e lo ripeto oggi, non è una
  facoltà che ha il Governo di non predisporre l'esercizio
  provvisorio, è un obbligo. E oggi stiamo, diciamo siamo dentro
  ad una omissione sostanziale della procedura contabile, per cui
  formalmente da oggi siamo in gestione provvisorio di fatto, ma
  non per colpa del Parlamento. E questo dimostra anche che, come
  dire, quando ci si impicca su false ideologie, si finisce per
  perdere di vista l'obiettivo reale che si vuole perseguire.
    Ad esempio abbiamo scoperto - per la verità si sapeva anche a
  fine dicembre, anzi addirittura a novembre - che con questa
  manovra dovremo coprire i famosi due miliardi circa, ripeto, si
  sapeva a novembre ancor prima che abbiamo fatto finta di fare
  ricorso dinanzi alle Sezioni, alla Corte dei Conti nazionale,
  solo per prendere tempo, per prendere tempo anche perché il
  Bilancio che era stato predisposto prevedeva una copertura
  parziale, addirittura solo con la manovra di assestamento a fine
  anno, ma comunque parziale rispetto alla situazione di fatto di
  cancellazione dei residui che era intervenuta nel corso degli
  anni precedenti.
    Però, qual è oggi l'elemento, come dire, che suscita in
  qualche modo curiosità, leggo che il Governo, anche stamattina
  per bocca dell'Assessore Armao, dice che è in atto un confronto
  col Governo nazionale per provare a portare in porto una norma
  che consenta la trentennalizzazione dell'intero debito presunto
  diciamo, non è vero? L'ho letto sui giornali nel senso, lo so,
  lo so, ho detto per intero
    Quindi leggo comunque che il Governo auspica che per questa
  ulteriore quota che siamo stati costretti a triennalizzare,
  possa essere approvata una norma che consenta di spalmarlo per i
  prossimi trent'anni. Se così è, ma lo dico sul piano come dire
  che non c'entra nulla la politica, se così è mi chiedo, ma qual
  è allora la ragione per cui stiamo facendo un Bilancio che
  massacrerà alcune categorie sociali nella speranza che possano
  essere recuperate risorse da una norma dello Stato. Sarebbe
  stato più logico prorogare l'esercizio provvisorio, nelle more
  che si apre una trattativa con lo Stato e si metta anche il
  Governo nazionale di fronte un fatto compiuto.
    Perché io mi rendo conto che in un Bilancio che in questi anni
  ha già subito tagli per oltre quasi un miliardo di euro della
  spesa corrente, fare un ulteriore taglio d'emblée di circa
  duecento milioni, tra 53 più 164, in un solo colpo, non è una
  cosa, non è una passeggiata. Ecco perché non ho capito e non
  capisco questa logica che vi sta portando a presentare un
  Bilancio in cui dovete rispondere all'opinione pubblica che
  stiamo tagliando soldi a tutti a categorie che, come dire, che
  sono sempre state categorie assistite dal bilancio della
  Regione, dai precari, ai ciechi, ai minori, alle riserve, ai
  parchi, ai teatri, eccetera.

    (Il Presidente suona la campanella)

    CRACOLICI. Presidente, stiamo discutendo il bilancio. Le
  chiedo scusa. Secondo i tempi regolamentari perché altrimenti ce
  ne andiamo a casa.
    Se lei ha il problema che non si deve approvare il bilancio in
  un minuto

    PRESIDENTE. No, chiedo scusa. Il mio compito è quello di fare
  rispettare i tempi a disposizione, se invece c'è stato un errore
  e sono dieci minuti riprendete il dato formale.

    CRACOLICI. Presidente, io chiedo di parlare secondo quanto
  stabilito dal Regolamento, non voglio privilegi.

    PRESIDENTE. Né io voglio darle privilegi; né le voglio
  togliere diritti. E' ripartito il tempo a sua disposizione.

    CRACOLICI. Detto questo, la manovra di bilancio - e poi
  affronteremo il tema della stabilità - io, ripeto, non condivido
  la scelta che avete fatto, io avrei fatto un'altra scelta.
    L'ho detto informalmente anche a qualche assessore, mi
  sembrava più logica la proposta che facevo io. Meno impattante.
  In ogni caso siamo qui.
    Nel bilancio che stiamo per andare ad approvare, stiamo
  ulteriormente facendo una correzione rispetto alla bozza
  iniziale in cui dobbiamo trovare ulteriori nove milioni e mezzo
  per dare copertura al differenziale della quota 2019 che abbiamo
  previsto in assestamento. E li prendiamo dall'anticipazione del
  TFR dei dipendenti della Regione.
    Poi copriamo per intero 53 milioni della rata  quella che
  stiamo trentennalizzando  facendo sostanzialmente tre operazioni
  nel 2020. Primo, prendiamo circa 16 milioni dal Fondo pensioni
  della Regione. Cioè, i dipendenti regionali, le pensioni non le
  future pensioni, cioè le persone che oggi ricevono una pensione
  finanziata con il bilancio della Regione si ritrovano una
  sottrazione di circa 15 milioni, adesso non mi ricordo quant'è
  la cifra precisa. Sono 16 per il 2020 anche del TFR,
  l'anticipazione del TFR, in cui viene interamente azzerato il
  capitolo. Più le pensioni da cui mi viene un interrogativo, l'ho
  detto e lo ripeto, ma qualcuno vuole dire chiaramente che
  possiamo prendere soldi da un Fondo che costituisce spesa
  obbligatoria per la Regione? Perché noi così stiamo autorizzando
  un debito fuori bilancio.
    Oppure, ed è l'altro interrogativo che io pongo, se possiamo
  prendere soldi dal fondo delle pensioni, vuol dire che è stata
  sbagliata la previsione, cioè vuol dire che è sovrastimato quel
  fondo.
    Tutto ciò appare in contraddizione per il fatto che già nel
  2019 noi stiamo aumentando il fondo pensioni della Regione di 6
  milioni e mezzo, cioè il maggior fabbisogno per l'anno 2019 è di
  ulteriori 6 milioni e mezzo. Poi nel 2020 gliene togliamo 10,
  12, quello che sarà.
    Ma c'è qualcosa, ripeto, che tecnicamente non funziona, anche
  perché se così fosse qualcuno sovrastima capitoli di spesa
  obbligatoria, di fatto nascondendo così risorse disponibili per
  il bilancio. Sarebbe un falso in bilancio.
    Allora, Presidente, io capisco che il bilancio sembra una
  passeggiatina che possiamo consentirci, poi tanto ne discutiamo
  in legge di stabilità. Non è vero  Stiamo facendo ora un atto
  importante con la legge di bilancio che è sempre stato
  considerato un fatto burocratico, ma mai come in questo momento
  la legge di bilancio che andiamo ad approvare ha effetti
  sostanziali sulle modalità di gestione del bilancio della
  Regione.
    Io rinnovo l'appello al Governo, lo invito a riflettere se
  vale la pena in questo momento andare avanti così al buio con
  una serie di scenari che non sappiamo dove ci portano, e non
  invece il Governo prenda atto della situazione complessa e della
  necessità di aprire un negoziato con lo Stato in maniera tale di
  prenderci attraverso la proroga dell'esercizio provvisorio un
  tempo idoneo per verificare se ci sono modalità diverse di
  copertura del maggiore fabbisogno che si è verificato a seguito
  della sentenza della Corte dei Conti.
    Io credo che quella dovrebbe essere una strada, certo, ci
  rinvia soltanto il problema. Però, forse mai come in questo
  momento, il tempo può lavorare a favore della Regione. Perché
  c'è una anomalia nella norma che è stata approvata dallo Stato,
  che ha consentito di trentennalizzare una parte dei residui
  cancellati e non l'intera, come dire, quantità di risorse. Per
  cui penso che, se il Governo volesse - e si misura su un
  terreno, come dire, delle cose possibili - questa è l'unica
  strada che in questo momento vedo per evitare danni, sia nella
  formazione del Bilancio - perché qualcuno, ripeto, dovrà
  dichiarare che quelle spese si possono prendere perché c'è una
  sovrastima - altrimenti sono spese obbligatorie e non si possono
  prendere. E poi deve dichiarare un minuto dopo che tagliamo 140
  milioni al Bilancio 2019 che poi andremo ad approvare con la
  legge di stabilità, in cui tagliamo soldi a tutte le categorie
  con effetti sociali.
    Poi, se siete contenti alla vigilia delle elezioni europee di
  creare questo clima, come dire, anche socialmente impegnativo,
  vi faccio tanti auguri. Penso che non state facendo un buon
  servizio ai siciliani e neanche alla Regione siciliana.

    ARANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARANCIO. Signor Presidente, colleghi onorevoli, Governo, io è
  da sei anni che faccio il parlamentare siciliano, quindi questo
  è il sesto Bilancio che mi appresto a votare. E' la prima volta
  che mi trovo di fronte ad un Bilancio così catastrofico. Oltre a
  condividere l'intervento dell'onorevole Cracolici, io chiedo
  formalmente all'assessore al Bilancio se c'è la possibilità di
  poter negoziare, e quindi trentennalizzare il debito. Perché non
  è questo il solo Bilancio  lacrime e sangue , Presidente. Perché
  noi abbiamo ogni anno 250 milioni da sottrarre al Bilancio della
  Regione. Quindi sarebbe veramente un dramma colleghi.
    Non ha più senso che noi restiamo qui dentro. Presidente, io
  la prego di ascoltarmi. Io chiedo formalmente se ci sono le
  possibilità di andare a negoziare con lo Stato il fatto di
  trentennalizzare queste somme. E' il caso, Presidente, che noi
  ci fermiamo ed andiamo all'esercizio provvisorio. Nella presa di
  coscienza di questa situazione che io definisco drammatica, che
  danneggia tutti i siciliani, io ho ricevuto decine di telefonate
  che mi hanno chiesto cosa si può fare. L'unica cosa che si può
  fare, penso, che è quella di ritornare a negoziare con lo Stato,
  quindi questa fretta di andare ad approvare un Bilancio che,
  sicuramente, rispetto a quello che vogliono i siciliani non va
  nella stessa direzione. Se c'è la possibilità Presidente, io
  chiedo che l'assessore al Bilancio ci conforti con il suo
  intervento.
    Se ci sono le possibilità di andare a rinegoziare, io penso
  che questo è un dovere, ed anzi, dico di più, se dovesse essere
  necessario che questa richiesta venga votata da tutta
  l'Assemblea, quindi per dare più forza alla richiesta, penso che
  sia possibile anche formalizzarla e chiedere il voto di tutta
  l'Assemblea per dare un mandato forte all'assessore al bilancio
  ed al Presidente della Regione.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
  Presidente della Regione, assessori, io penso che siamo davvero
  in una situazione senza precedenti. La situazione è estremamente
  grave. Ci avevate detto che eravate in grado di approvare un
  Bilancio fra Natale e Capodanno, entro l'anno. L'avevate detto
  ripetutamente. Siamo ancora qui, in una condizione che oggi ci
  vede di fatto in gestione provvisoria, con una spesa bloccata,
  sostanzialmente, su alcuni capitoli di spesa obbligatoria. Noi
  abbiamo usato l'espressione  show down  per rendere l'idea della
  paralisi in cui si trova oggi la nostra Regione.
    Il bilancio che ci presentate oggi, che ovviamente il Partito
  Democratico non approverà, è un bilancio che ha un impatto
  sociale devastante, lo hanno già detto i colleghi che mi hanno
  preceduto. Lo abbiamo definito di  lacrime e sangue , ma in
  questo caso l'espressione è proprio assolutamente pertinente,
  colpisce le categorie sociali più deboli, i disabili, le fasce
  meno protette, i lavoratori precari e io penso un duro colpo
  anche per l'economia, per i settori produttivi, in particolare
  per il mondo dell'agricoltura.
    Azzera, di fatto, molte attività culturali di istituzioni, di
  teatri che subiscono decurtazioni dai capitoli che non potranno
  sopportare. Tante istituzioni, private quante istituzioni
  pubbliche.
    E' vero che vi siete ritrovati a dover far fronte ad una
  situazione, appunto, inedita che è quella di dovere coprire un
  disavanzo di due miliardi e cento milioni, circa. E' altrettanto
  vero che questi due miliardi e cento milioni sono stati
  accumulati in diversi decenni, e che la responsabilità di questo
  disavanzo non può essere, ovviamente, addossata al Governo
  Musumeci, questo è sotto gli occhi di tutti.
    Ma è altrettanto vero che l'attuale Governo della Regione è
  chiamato a far fronte a questo problema che, oggi, è scoppiato
  dopo la sentenza della Corte dei Conti. Avete avviato una
  negoziazione con lo Stato, che ha dato una risposta parziale
  consentendo la ripartizione trentennale di circa un miliardo e
  seicento milioni. Restano fuori 546 milioni che vengono
  ammortizzati negli anni 2018-2019-2020.
    Trovo anch'io che sarebbe stato più sensato prorogare
  l'esercizio provvisorio, tentare di riaprire, in tempi
  rapidissimi, il confronto con il Governo Conte, per ottenere una
  ripartizione trentennale anche della rimanente quota dei 546
  milioni, e così evitare che questi tagli colpissero, in maniera
  indiscriminata - ripeto - soprattutto le fasce più deboli ma, in
  generale, tutte le aree, tutte le categorie della nostra
  Regione.
    L'impianto della manovra correttiva, della manovra di bilancio
  ha subito varie fasi. Prima una variazione di bilancio approvata
  qualche mese fa, poi avete approvato un disegno di legge che è
  stato, ripetutamente, modificato. Un modo di procedere, direi
  quasi a zig zag, una sorta di  Gioco dell'Oca , dove sembrava
  essere arrivati ad un punto per l'approvazione e, poi, si
  tornava indietro.
    E siamo qui, oggi al primo febbraio, appunto con una gestione
  provvisoria che si protrarrà in queste condizioni, fintanto che
  non sarà approvato un bilancio, una legge di stabilità o un
  esercizio provvisorio, non sappiamo per quanto tempo.
    I documenti contabili hanno subito continue variazioni,
  mettendo a dura prova la Commissione Bilancio, forse anche gli
  stessi Uffici dell'Assemblea regionale, che hanno dovuto dare il
  meglio di sé per riportare ordine e chiarezza nei documenti
  contabili.
    Il Governo aveva annunciato una finanziaria snella, un disegno
  di legge collegato. Il disegno di legge collegato, si è
  moltiplicato per quattro. A dire il vero, gli altri tre ancora
  non li abbiamo neppure visti. Conosciamo un disegno di legge
  collegato che è, per il parere, nelle Commissioni di merito. La
  finanziaria snella, per effetto degli emendamenti approvati in
  Commissione, nel frattempo non è più di sedici articoli ma di
  cinquantasette
    Anche per questo, abbiamo invitato il Presidente
  dell'Assemblea a verificarne la coerenza. E quella che doveva
  essere la prima manovra del Governo Musumeci, la prima manovra
  finanziaria, la prima legge di stabilità - perché l'anno scorso
  ci avete detto che non poteva essere la vostra, visto che
  eravate appena arrivati subito dopo la vittoria delle elezioni -
  doveva essere una manovra funzionale alla realizzazione di una
  stagione di riforme, è diventata una manovra di tagli
    E, oggi, prendiamo atto, Presidente dell'Assemblea, mi rivolgo
  anche al Presidente Savona oltre che al Presidente Musumeci e
  all'Assessore Armao, che anche rispetto ad alcune previsioni che
  noi valutavamo già negative in Commissione Bilancio, la
  situazione che oggi ci ritroviamo ad avere in Aula è perfino
  negativa; perché il capitolo 590402, che riguarda gli
  investimenti dei Comuni, è a zero, perché il capitolo 590403 che
  riguarda gli investimenti dei liberi consorzi dei Comuni è a
  zero. Ed è un dramma perché per la prima volta in queste
  condizioni Comuni e Province non avranno un euro da potere
  investire se non si porrà rimedio con una rettifica in sede di
  approvazione di bilancio, quindi in maniera immediata o quanto
  meno in sede di approvazione della finanziaria.
    Ma su questo ci rivolgiamo al Governo. Alcune coperture sono
  state spostate in maniera inadeguata. Mi riferisco in
  particolare ai lavoratori forestali, una quota consistente dello
  stanziamento, circa 50 milioni di euro viene spostato a fondo di
  sviluppo e coesione. Ma sappiamo, lei lo sa bene Presidente
  Miccichè, perché ha avuto anche responsabilità di Governo al
  CIPE che è necessario riavviare una discussione con il CIPE. Lì
  bisognerà anche correre perché altrimenti queste somme rischiano
  di non essere disponibili.
    La stagione delle riforme è diventata una stagione di tagli.
  Una stagione di tagli che colpisce tutti quei settori rispetto
  ai quali il Governo Musumeci aveva annunciato appunto progetti
  di legge e di riforma. Mi riferisco ai consorzi di bonifica, mi
  riferisco allo stesso settore forestale, mi riferisco alle IPAB,
  mi riferisco all'ESA dove la meccanizzazione agricola viene
  totalmente azzerata. Mi riferisco a tanti altri istituti,
  all'istituto Zootecnico, all'Istituto per l'incremento ippico,
  che sembravano essere oggetto di riflessione per una riforma,
  riforma rispetto alle quali il PD non si è mai sottratto.
  Abbiamo presentato le nostre proposte di riforma e lei sa che in
  Conferenza dei Capigruppo abbiamo chiesto che dopo la sessione
  di bilancio si aprisse una sessione per le riforme quindi nel
  rispetto dei ruoli. Noi siamo opposizione e siamo pronti a
  confrontarci.
    Ci sono pesanti tagli anche all'istruzione. E' stato
  annunciato un disegno di legge per il diritto allo studio già
  approvato in Commissione e nel frattempo piovono tagli. Piovono
  tagli agli ERSU, tagli persino alla stamperia BRAIL, tagli alle
  scuole per gli assistenti sociali, tagli all'Istituto Fores e
  Salamone, tagli ai consorzi universitari, tagli per l'obbligo
  scolastico, per le scuole paritarie, tagli per la manutenzione
  straordinaria delle scuole. Sappiamo quante scuole oggi non sono
  di fatto agibili perché non si possono svolgere le lezioni
  perché hanno edifici che non sono in condizioni di sicurezza.
    Queste sono le riforme che oltre ad un anno di distanza
  dall'insediamento, il Governo Musumeci ha prodotto. Tagli, tagli
  e tagli. L'elenco dei tagli è lungo. Noi l'abbiamo illustrato
  ieri in una conferenza stampa. Lo rifacciamo qui in maniera
  davvero preoccupata e preoccupante rispetto all'assenza di
  risposte che non percepiamo da parte del Governo e mi riferisco
  ai tagli sui centri antiviolenza, al trasporto pubblico locale,
  tagli consistenti su somme a nostro avviso già impegnate con
  contratti e quindi non riusciamo a comprendere come possano
  essere disponibili tagli per il reddito minimo di inserimento o
  per i progetti di inserimento dei lavoratori che operano nella
  città di Palermo, per la protezione civile, dicevo dei consorzi
  di bonifica dell'ESA, tagli per i disabili, l'azzeramento del
  capitolo del reddito di inclusione che noi ieri abbiamo, lo
  scorso anno, voluto istituire e fino ad ieri abbiamo difeso,
  perfino tagli sugli interventi di somma urgenza sul demanio
  idrico fluviale e dopo le tragedie che abbiamo, purtroppo avuto
  in Sicilia, questo proprio non ce l'aspettavamo perché è grande
  la preoccupazione ed è crescente e siamo certi che la
  preoccupazione sia innanzitutto del Presidente della Regione.
  Per proseguire con l'Istituto Vite e Vino, con i vivai, citavo
  l'incremento ippico e lo zootecnico, tagli consistenti sulle
  riserve naturali, sugli enti parco, tagli consistenti perfino
  sull'indennità che riguarda i talassemici il taglio al FURS, al
  Fondo unico per lo spettacolo, che supera i due milioni di euro
  che metterà davvero in grande difficoltà gli operatori del
  settore ma impoverirà l'offerta culturale che questa istituzione
  e questi enti offrono alla nostra regione essendo anche un forte
  elemento di attrazione turistica, soprattutto di turismo
  culturale.
    Tagli ai diversi settori del sociale con conseguenze molto
  negative, tagli che si sommano a quelli che avevate già previsto
  in sede di approvazione del bilancio in giunta, tagli ad
  istituzioni universitarie, all'Aras, al Fondo di solidarietà per
  le richieste estorsive.
    Presidente Musumeci, Lei è stato Presidente della Commissione
  Antimafia, ho avuto modo di riscontrare la sua attenzione
  rispetto a questi temi e su questo, ni richiamiamo la sua
  attenzione non è possibile che si taglino fondi dal fondo di
  solidarietà per le richieste estorsive a sostegno delle imprese
  sapendo che gli impegni di spesa del 2018, hanno superato
  purtroppo le previsioni, perché si vede che il fenomeno subisce
  ancora un incremento tristemente, perché le estorsioni
  continuano a persistere e forse in alcune realtà, anche grazie
  al fatto che imprenditori denunciano, ovviamente le
  disponibilità sono anche crescenti.
    Tagli dal Fondo per lo sport che viene davvero ridotto ai
  minimi termini pur sapendo qual è il ruolo importante che lo
  sport svolge nella nostra regione, in termini sociali ma anche
  in termini di prevenzione per la salute dei siciliani e
  soprattutto per i giovani e quindi togliere un euro allo sport,
  purtroppo significa anche spendere di più in futuro anche per la
  sanità regionale.
    Fondi di riserva vengono intaccati, vengono utilizzati per
  coprire il disavanzo, fondi anche destinati al Fondo pensioni
  dei lavoratori regionali e al Fondo per la buona uscita, per il
  Tfr, per il trattamento di fine rapporto dei lavoratori
  regionali.
    Spese vincolate che a nostro modo di vedere non possono essere
  toccate per altre finalità e allora noi facciamo appello al
  Governo, perché riconsideri questa scelta incomprensibile che
  colpisce la Sicilia come mai prima, proroghi, l'esercizio
  provvisorio, riapra il negoziato con lo Stato per potere
  condividere insieme al Governo nazionale una rateizzazione di
  quella parte di disavanzo, grazie alla quale è ancora possibile
  impedire tagli senza precedenti e che avranno effetti devastanti
  anche per l'economia siciliana e per tutti i settori produttivi.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
  facoltà.

    GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidererei
  che questo non fosse il solito apparato liturgico che, da un
  lato dà al Parlamento la possibilità di esprimere, di fronte ai
  siciliani e nella sede sacra della sovranità popolare che è il
  Parlamento, né tanto meno, la liturgia che irrita il Governo ma
  il contributo che ognuno può dare da questa tribuna che è in
  assoluta buona fede, mi rivolgo in particolare al Presidente
  della Regione che ha sempre dimostrato, in questo senso, di non
  temere confronto con nessuno nella sua capacità di ascolto e
  nella sua capacità di dare un contributo con qualsiasi ruolo,
  dall'opposizione, dalla maggioranza o da Presidente della
  Regione. Per cui, questi interventi io credo che siano
  indispensabili.

    Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

    Abbiamo faticato, e riconosco l'equilibrio del Presidente
  della Commissione Bilancio, in un'azione faticosa che accompagna
  il percorso legislativo in un momento, che dura da qualche anno,
  particolarmente difficile per la nostra Regione, di allineamento
  a nuove norme, ad operazioni-verità sui bilanci che, al di là
  delle legittime diverse posizioni che ognuno può avere nel
  costruire e definire queste operazioni-verità, però in tanti
  hanno lavorato e faticato e questo Governo ha presentato un
  lavoro che va in questa direzione o che almeno dovrebbe andare
  in questa direzione.
    Ci sono alcune cose però che non mi convincono. Innanzitutto,
  questo approccio soprattutto dopo l'entrata in vigore, il
  recepimento del D.Lgs. 118/2011, che cambia e deve cambiare
  anche il nostro approccio culturale rispetto al problema, del
  bilancio che era come dire un momento così di passaggio,
  togliamoci questo fastidio, approviamo il bilancio e poi andiamo
  alla legge finanziaria allora, alla legge di stabilità adesso.
    Ed invece, il bilancio oggi è diventato davvero, davvero per
  questo percorso che si sta facendo nell'ordinamento giuridico
  regionale, cominciato con le Aziende Sanitarie, verso un sistema
  finanziario non più di contabilità finanziaria ma economico-
  patrimoniale, è necessario che il bilancio assuma quella veste
  tipica che viene attribuita dalla legge e non solo, cioè nel
  senso che il bilancio deve verificare e riscontare la copertura
  finanziaria di nuove o maggiori spese.
    Non mi sembra uno scherzo, è la colonna vertebrale di tutta
  l'operazione finanziaria che poi, attraverso la legge di
  stabilità, va ad attuare il DEFR. In una nota i nostri
  bravissimi consiglieri parlamentari, gli uffici dell'Assemblea
  regionale siciliana, come dire, ci hanno fatto ripassare un po'
  tutto quello che il 118 prevede. Quindi, la legge di stabilità è
  la norma che poi dà concretezza finanziaria ai riscontri che
  troviamo dentro il bilancio, poi venne introdotta questa figura
  del Collegato, nel quale eventualmente poter calare anche norme
  ordinamentali od organizzatorie.
    Qui, Presidente, Presidenti, stiamo facendo esattamente il
  contrario, cioè nel senso che il bilancio deve essere approvato
  in fretta perché in un pomeriggio di un venerdì qualunque
  bisogna chiudere in fretta parentesi. La legge di stabilità
  contiene tantissime norme ordinamentali ed il Collegato dovrebbe
  contenere le nuove o maggiori spese. Quindi, io non mi attardo
  nella fase iniziale a quelle che sono le liturgie tra
  maggioranza ed opposizione, ma sto ponendo un problema di metodo
  che evidentemente nasce perché, è stato detto bene prima di me
  da chi mi ha preceduto, nasce perché non era uno sfizio quello
  della opposizione di chiedere l'esercizio provvisorio, era
  semplicemente l'esigenza di chi maturando negli anni qualche
  esperienza comprende che un esercizio provvisorio un tantino più
  lungo avrebbe potuto consentire di costruire norme finanziarie
  certamente più concrete, più di prospettiva per questa nostra
  Regione. E ci sarà pur qualcuno, perché su questo io credo non
  può essere né il Parlamento, che non può esprimere una funzione
  tecnica, né la Commissione bilancio che cura l'istruttoria, tra
  virgolette, di ciò che poi il Parlamento esprime
  successivamente; qualcuno, cioè il Governo e gli uffici, la
  Ragioneria generale che dovrà dirci in questo balletto di norme,
  perché diciamocelo con chiarezza: qui ci sono deputati di grande
  esperienza, Presidente Savona, che hanno difficoltà a leggere
  persino nelle carte che si susseguono, che arrivano all'ultimo
  minuto.
    Questo non è assolutamente consentito, è necessario che questo
  Parlamento approvi questo bilancio sapendo esattamente, perché
  il Governo e la Ragioneria generale lo debbono dire, se c'è una
  copertura precisa che ci consente oggi di approvare un bilancio
  che sia garanzia dei siciliani e della Regione siciliana.
    In questo senso ci stupiscono alcune norme, alcuni tagli o
  alcuni prelievi, ne ha parlato poc'anzi il collega Cracolici sul
  TFR.
    Io non mi stupisco se in un momento di necessità si possa
  attingere a fondi della Regione, in questo caso sono dei
  lavoratori già però, per esempio, per il 2019 trovo 9 milioni e
  600 mila euro circa, nel 2020 trovo 16 milioni e mezzo cioè
  l'intera cifra sottratta ai lavoratori parlando del trattamento
  di fine rapporto.
    E poi, per esempio, mi arrivano notizie che neppure i conti
  sulle pensioni godono di buona salute per cui mi chiedo se è
  prudente togliere alle pensioni qualcosa, fosse anche 10 milioni
  che possono mettere in crisi un sistema e con questo senza voler
  fare assolutamente il profeta di sventure.
    Del resto io mi chiedo perché mai la Commissione bilancio in
  una nottata faticosa, nell'ultima, ha ritenuto di approvare il
  bilancio e poi siamo stati costretti ad aspettare le cosiddette
  carte del bilancio qui per giorni
    Io credo che qualche problema ci sia e qualcuno dovrà
  garantire, Presidente Savona, che questo bilancio è in
  equilibrio, che questo bilancio ha le dovute coperture, che
  questo bilancio non può affidarsi alla fortuna, speriamo di
  essere fortunati nel corso dell'esercizio e poter colmare ciò
  che in questo bilancio non c'è. E lo dico, Presidente Musumeci,
  con grande rispetto, ci conosciamo sufficientemente bene per
  comprendere come tutto questo va detto con grande onestà
  intellettuale e con grande preoccupazione, la preoccupazione di
  come risponde la politica e non sto parlando di maggioranza né
  di opposizione - lo ricordava l'onorevole Lupo e l'onorevole
  Cracolici - come rispondiamo in questo momento alle categorie
  sociali? Anche noi dell'opposizione, come rispondiamo ai
  lavoratori?
    Ne dico una per tutte: ai lavoratori della meccanizzazione
  agricola dell'ESA qui viene sostanzialmente azzerato ciò che il
  Governo aveva previsto, oppure le garanzie occupazionali dei
  consorzi di bonifica.
    Tutto questo non vogliamo trasformarlo in propaganda, la
  Sicilia in questo momento ha bisogno di tutto tranne che di
  qualcuno che faccia propaganda; ha bisogno di una grande
  sinergia, ognuno nel rispetto dei propri ruoli, ognuno
  esprimendo critiche anche dure nel rispetto dei ruoli come
  dicevo ma è necessario avere chiarezza, perché l'elenco dei
  tagli che noi abbiamo riassunto con i nostri tecnici sono almeno
  queste quattro pagine, di cui io risparmio al Parlamento, che ne
  ha contezza, la lettura e che ci pongono - signor assessore - in
  grande difficoltà. Ho detto  ci pongono' in grande difficoltà. E
  non è, come dire, la critica a qualcuno in particolare.
    Ognuno svolge un ruolo in un determinato momento storico.
  Dovremmo cercare insieme di capire come, superando questa fase,
  approvando bilancio, legge di stabilità - e io mi auguro basta -
  dobbiamo capire come questi quattro fogli dovranno essere
  azzerati, perché qui c'è carne viva della Regione siciliana.
  Cioè non sono iniziative che non potremo fare; posti di lavoro
  che si perdono, e già questo sarebbe gravissimo in una
  prospettiva di sviluppo che dobbiamo assicurare a questa Regione
  e per la quale ognuno di noi, nel rispetto del ruolo, fa il
  proprio sforzo. Ma questa è carne viva, cioè sono lavoratori che
  hanno il diritto a una risposta e questo diritto ce l'hanno
  adesso.
    Ed è questa la ragione per cui noi ci ostiniamo, non per
  mettere in difficoltà il Governo. Ci ostiniamo a dire che un
  altro periodo di esercizio provvisorio sarebbe stato, come dire,
  importante, perché ognuno avrebbe potuto comprendere meglio come
  poter superare questi problemi.
    Aggiungo, e concludo, perché non voglio abusare in nessuna
  misura del tempo. Ho detto dell'esercizio provvisorio. Lo dico
  con grande chiarezza: la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
  parlamentari aveva deciso più volte e ogni tanto il Presidente
  dell'Assemblea è costretto ad annunciare ciò che è stato deciso
  in Conferenza dei Capigruppo. Non tenetene conto, perché cambia
  tutto. Cambiano i tempi dell'approvazione e i tempi dei lavori
  all'interno degli organi parlamentari e dell'Assemblea.
    Però io mi augurerei che insieme all'appello che ho fatto
  sull'esercizio provvisorio - e non sono stato l'unico - che ci
  si fermasse al bilancio, alla legge di stabilità e del collegato
  ne potessimo parlare in altri tempi. Perché in un momento in cui
  noi dobbiamo giustificare, la politica deve giustificare ai
  Siciliani queste quattro pagine di tagli, se non di più, io
  credo che voler costruire in Commissione bilancio e in Aula col
  Governo un collegato che non c'entra nulla con le leggi di
  spesa, io credo che sarebbe davvero troppo, che sarebbe smentire
  l'onestà intellettuale con cui ognuno di noi ha svolto e svolge
  la funzione di parlamentare di questa Regione.

    Congedi

    PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli La Rocca e D'Agostino
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
    L'Assemblea ne prende atto.

    Missioni

    PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del suo ufficio,
  l'onorevole Gennuso è in missione dal 6 al 9 febbraio 2019.
    L'Assemblea ne prende atto.

    Riprende la discussione unificata dei disegni di legge n. 475-
  475bis/A e n. 476/A

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
  facoltà.

    SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
  della Regione, assessori, oggi noi abbiamo queste lampadine
  accese e questa luce perché il Governo nazionale ha permesso a
  questa Regione di spalmare il miliardo e sei che altrimenti si
  sarebbe dovuto spalmare nei prossimi tre anni.
    Questa manovra di lacrime e sangue, così come hanno detto
  tanti colleghi, ha dei responsabili. Ci sono dei responsabili
  che hanno condotto questa Regione in questo stato. Veda signor
  Presidente, ho ascoltato un po' tutti i gruppi parlamentari,
  anche quello del PD, e una frase che ricordo sempre è che la
  memoria è una delle armi più belle che abbiamo. La memoria corta
  è uno dei più grandi danni di questa Regione, perché io ricordo
  perfettamente uno dei manifesti di questa campagna elettorale
  proprio del Partito Democratico, dove si diceva  il bilancio
  regionale è risanato, i conti pubblici sono in ordine . E oggi,
  invece, ci ritroviamo un bilancio regionale disastrato e ci
  presentiamo davanti al Governo nazionale come un
  tossicodipendente che chiede di continuare ad avere la propria
  droga senza trovare una soluzione.
    Quello che io condanno a questo Governo è che da un anno a
  questa parte non c'è alcuna soluzione. Noi stiamo cercando
  semplicemente di dilazionare il disavanzo che deriva da Cuffaro,
  da Lombardo, da Crocetta, senza trovare la soluzione a quel
  problema, senza trovare il disavanzo a quel problema, senza
  analizzare le partecipate, senza tagliare le spese, qui quello
  che si sta facendo semplicemente è trovare col Governo nazionale
  un accordo per provare a spalmare questa somma e condannare per
  i prossimi trent'anni questa Regione a ripianare il disavanzo
  settanta milioni di euro l'anno, stop, non si vede nessun altra
  azione governativa al riguardo, io assessore Armao glielo ho
  detto diverse volte, ci sono delle partecipate che abbiamo o
  delle società che abbiamo rifinanziato, la SIS, l'IRVO i
  dipendenti non prendono stipendi da sei mesi, la SIS non si
  capisce cosa sta facendo, non si capisce il suo bilancio, quali
  sono le proprie attività, eppure il Presidente della regione
  qualche mese fa ha deciso di rifinanziare la stessa identica
  partecipata di scopo che prima invece condannava per gli sprechi
  che aveva fatto durante il corso degli anni.

    Presidenza del Presidente MICCICHE'

    Allora, se qui davvero non troviamo responsabili e soluzioni
  non ne usciamo più, perché magari il Ministro all'economia
  deciderà di spalmare questo disavanzo che resta i
  cinquecentocinquanta milioni di euro per evitare il default di
  questa Regione, perché il peggior bilancio non è questo
  colleghi, il peggior bilancio sarà il 2019, sarà il 2020 quando
  il disavanzo sarà ancora maggiore, quindi o questa Assemblea
  comincia a marciare, o questo Governo inizia sul serio a correre
  ai ripari, altrimenti qui nel 2020 io non so assessore come
  faremo a chiudere i bilancio di questa regione, qui c'è un piano
  che bisognerà recuperare i duecento milioni di euro,
  duecentocinquanta milioni di euro l'ultimo anno e come si fa se
  già abbiamo difficoltà a ripianare i cinquanta ed i settanta di
  questo anno, tagliando delle spese correnti, e le spese
  vincolate come stiamo dicendo, tra l'altro con seri dubbi che
  questo si possa fare.
    E allora se c'è una forza politica che ad oggi sta provando in
  tutti i modi a trovare un accordo col Governo regionale per
  provare a non far dichiarare il default e far fallire
  definitivamente questa Regione, e quella che siede al centro di
  questo Parlamento che in accordo con Governo regionale sta
  provando a trovare delle soluzioni, però da parte vostra non
  possiamo sentire che l'unica soluzione è provare a spalmare
  questo disavanzo, perché è veramente inaccettabile, e mi
  dispiace dover sentire anche gli attacchi da parte
  dell'opposizione che magari delle volte si ritrova a fare anche
  la stampella a questo Governo, perché le responsabilità di
  questo disavanzo certamente non deriva da questo Governo, ma dai
  governi precedenti, e a governare questa Regione non c'eravamo
  noi ma c'erano loro, così come c'era anche l'assessore Armao con
  Lombardo, quindi iniziamo seriamente a trovare le soluzioni a
  quello che è un problema atavico di questa Regione, e senza la
  quale non ne usciremo mai più vivi perché futuro per questa
  Regione con questi bilanci non ce n'è.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare  l'onorevole Tancredi. Ne ha
  facoltà.

    TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
  che dire io purtroppo non posso fare altro che ribadire quello
  che ho detto nella scorsa finanziaria, perché quello che sta
  accadendo era ampiamente previsto, e non posso non riprendere le
  parole del mio collega Sunseri facendo un piccolo appunto
  all'assessore, ne abbiamo anche parlato più volte, perché i
  tagli adesso sono diventati qualcosa di inevitabile, perché
  nella sentenza della Corte di costringe a fare una manovra più
  che lacrime e sangue, molto peggio, io purtroppo non posso non
  puntualizzare un aspetto da dove nasce tutto quanto, quel famoso
  riaccertamento dei residui che ha cancellato una quantità enorme
  di presunti crediti, e sul quale io già nella scorsa legislatura
  avevo puntato il dito più volte, ma anche in questo assessore io
  avevo fatto un'interrogazione a gennaio del 2018, che purtroppo
  ancora non ho avuto modo di avere una minima risposta, perché
  sono convinto, assolutamente convinto, che c'era ancora qualcosa
  da recuperare in quella enorme massa di crediti, se è vero com'è
  vero che il ragioniere Bologna mi spiegò che gran parte di quei
  residui erano stati cancellati perché non avevamo avuto risposta
  da parte delle Amministrazioni alle quali avevamo chiesto.
    Quindi, visto e considerato che siamo, sostanzialmente, con la
  testa sott'acqua, sotto il profilo economico, credo occorra
  andare a fare anche un ragionamento su tutta quella grande massa
  di liquidità che è sparita così nel nulla, per andare a vedere
  se realmente erano tutte somme da cancellare o se qualcosa era
  recuperabile perché anche il singolo euro potrebbe servire.
    Penso che sarebbe utile e opportuno cominciare, immediatamente
  - lo avevo suggerito ad aprile - a ragionare su questo e
  contestualmente cominciare a mettere mano ad una vera operazione
  verità sul Bilancio perché è chiaro che se abbiamo piena
  contezza di tutte quelle partite di Bilancio che dobbiamo andare
  a coprire, è ovvio che nell'interlocuzione romana possiamo
  portare ben più di una semplice richiesta. Quindi, secondo il
  mio modesto parere, il ragionamento deve partire da questo per
  poter provare, nei prossimi mesi, a trovare risorse che abbiamo,
  di fatto, in questo momento, perduto e cominciare a fare
  un'opera di revisione totale che fino ad adesso non si è mai
  fatta, quella famosa due diligence del Bilancio della Regione
  per arrivare ad avere piena contezza dei perché, altrimenti,
  realmente, prevedo un'estate che sarà molto calda e non per
  fattori climatici. Tutto ciò lo lancio come messaggio e come
  suggerimento.
    A parer mio abbiamo perso un anno perché, secondo me,
  bisognava iniziare quest'operazione il giorno dopo
  dell'insediamento di questo Governo, ma non per un ragionamento
  di maggioranza-opposizione - non punto il dito contro nessuno -,
  secondo me è un aspetto, sotto il profilo tecnico, che andava
  affrontato, immediatamente, e che andrebbe ripreso,
  immediatamente, anche per riacquistare un minimo di credibilità
  con Roma perché, purtroppo, quando ci presentiamo col cappello
  in mano perché siamo costretti, le situazioni contingenti ci
  costringono ma non facciamo una gran bella figura col nostro,
  come dire, partner a livello nazionale perché, sostanzialmente,
  non riusciamo a portare alcuna novità di chiarezza.
    Credo che la chiarezza sia il punto dal quale partire per
  potere avviare un'interlocuzione chiara e poter programmare nei
  prossimi anni una stagione differente sotto il profilo economico-
  finanziario, cosa che, in questo momento, ancora non si vede e
  che credo sia diventata assolutamente imprescindibile perché
  parliamo del Bilancio 2019 ma se guardiamo il previsionale 2020-
  2021 c'è da piangere e, quindi, se vogliamo dare risposte ai
  siciliani, tutti noi settanta, perché qui dentro non c'è alcuno
  immune da colpe, in questo momento, perché per un motivo o per
  un altro non siamo stati capaci noi di sferzare il Governo, in
  questa e nella scorsa legislatura come opposizione, o in parte
  ci abbiamo provato ma abbiamo ottenuto ben poco, dall'altra
  parte c'è stata, come dire, scarsa attenzione ai consigli che
  sono arrivati dall'opposizione. E questo credo che sia un
  elemento che dobbiamo puntualizzare se vogliamo provare a dare
  risposte concrete ai siciliani.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
  facoltà.

    DI MAURO. Signor Presidente, Presidente Musumeci, ho ascoltato
  l'intervento di tanti colleghi che sono qui in questo Parlamento
  da diverso tempo, altri come quello dell'onorevole Sunseri che è
  qui da un anno sul quale vorrò ritornare perché bisogna
  ricordare la storia di questo Parlamento negli ultimi quindici
  anni. Abbiamo iniziato, mi ricordo, intorno al 2000 con sedute
  di Finanziaria abbastanza complesse in cui occorreva formare,
  deliberare, variazioni di Bilancio di 500, 600, 700 milioni
  l'anno per coprire le difficoltà di una finanza allegra che
  galoppava, e mi riferisco a tutto il sistema, allora, del centro-
  destra, per poi cominciare a ripianare questa situazione con il
  governo Lombardo allorquando si è assunto un mutuo di circa 4
  miliardi di euro per ripianare i debiti della sanità.
    E non bisogna dimenticare che lo sviluppo di questa Terra è
  stato bloccato, caro Presidente, dall'obbligo del concorso alla
  finanza pubblica, circa 7 miliardi che abbiamo versato allo
  Stato dal 2012; lo faremo anche quest'anno con una modesta
  riduzione del Governo nazionale da un miliardo e tre a un
  miliardo, e se oggi ci troviamo in questa condizione è perché la
  cancellazione dei residui attivi, che è un obbligo che
  scaturisce dal recepimento del decreto legislativo n. 2011 fatto
  nel 2015, ci ha imposto la cancellazione dei residui attivi.
    Ora, non voglio fare polemica con il Governo della scorsa
  legislatura, ma non c'è dubbio che trovarci improvvisamente a
  dovere recuperare i 2 miliardi 146 milioni ha messo in ginocchio
  il bilancio di questo Governo.
    E, correttamente, lo ricordava l'onorevole Lupo, lo ricordava
  anche l'onorevole Gucciardi, non è colpa di questo Governo, ma
  questo Governo ha certamente una responsabilità che è quella di
  dovere consegnare agli atti dello Stato, del Governo nazionale
  uno strumento di bilancio vero, perché nascondere, onorevole
  Cracolici, onorevole Lupo, onorevole Gucciardi, con l'esercizio
  provvisorio le lacune di questo bilancio che potevano essere
  risolte anche diversamente facendo, per esempio, una scelta di
  campo che era l'eliminazione dei trasferimenti dalla Regione ai
  Comuni, cosa che peraltro non avviene in altri bilanci della
  Regione, per un valore di 130 milioni e risolvere il problema.
    Il Governo ha voluto presentarsi dinnanzi al Governo nazionale
  con la verità dei conti: questa è la situazione, su questo
  intendiamo misurarci e su questo chiediamo allo Stato di fare
  una cosa che non ha alcun onere a carico del Governo nazionale
  perché riuscire a pianificare il debito che resta, mi riferisco
  praticamente ai due terzi di 540 milioni, in trenta anni invece
  di tre anni, perché quest'anno ci costa l'obbligo di una rata di
  130 milioni, mette questo Governo in difficoltà e mette il
  Governo, sia che si tratti di Comuni, sia che si tratta di PIP,
  sia che si tratti di consorzi di bonifica, qualunque voce che
  tocca questo bilancio, che reggeva fino a questa sentenza della
  Corte dei Conti, reggeva all'euro in una maniera tale da potere
  rispettare tutti gli impegni assunti negli anni precedenti, che
  è giusto continuare a rispettare, mette in una condizione
  difficile che è una condizione che viviamo tutti perché, caro
  onorevole Sunseri, non pensare che la sentenza della Corte dei
  Conti sia una cosa campata in aria o una cosa che ci siamo
  inventati, oppure un elemento che scaturisce da una novità
  straordinaria. E' la legislazione europea che è sopraggiunta e
  che ci ha obbligato a fare bilanci veritieri rispetto ai quali
  devo rappresentare che tutti i Comuni d'Italia, tutti gli enti
  pubblici, tutte le società, tutti coloro i quali avevano a che
  fare con il bilancio pubblico, reggevano attraverso un combinato
  disposto dei residui attivi e dei residui passivi che consentiva
  agli enti di chiudere il bilancio in parità.
    Bene, questa è una fase ormai superata. Noi abbiamo l'obbligo
  di concorrere, non c'è alcuna speranza da parte dello Stato che
  il concorso alla finanza pubblica del 2019, del 2020 lo Stato
  possa farci un abbuono e, quindi, saremo costretti a pagare
  questi altri 2 miliardi, ripeto un miliardo quest'anno ed un
  miliardo l'anno prossimo, però, diciamocelo francamente la
  rateizzazione in trenta anni è una cosa che non ha un costo per
  il Governo nazionale ed è una cosa che consente a questo Governo
  di rispettare gli stipendi e il Governo, se mi consentite, ha
  fatto bene a mettere in condizione il Governo nazionale di
  conoscere quali sono i conti perché una  cosa è parlare di
  esercizio provvisorio e cominciare a spendere sul bilancio che
  era stato approvato un tempo, una  cosa è dire al Governo
  nazionale  questi sono gli atti ufficiali, se voi non ci venite
  incontro noi non potremo pagare gli stipendi, saremo costretti a
  licenziare le persone . Oppure modificare affamando i Comuni.
  Questa è una scelta che farà il Governo unitamente al
  Parlamento.
    Qui ci vuole, allora, senso di responsabilità, colleghi, e mi
  rivolgo soprattutto ai colleghi che rappresentano in Sicilia il
  Governo nazionale.
    Che cosa succederà con l'autonomia finanziaria che rivendicano
  le regioni del Nord rispetto al quale argomento non ho sentito
  una voce contraria dei deputati siciliani perché non è possibile
  che il Governo nazionale si appresti, giorno 15, a trattare un
  argomento così delicato che riguarda le Regioni del Meridione,
  che significherebbe per la Sicilia ridurre i servizi della
  Sanità, i servizi del trasporto pubblico locale, i servizi per
  l'istruzione.
    Noi, alla fine della seduta, presidente Micciché, le
  chiederemo di potere convocare una seduta straordinaria prima di
  giorno 15 febbraio perché è giusto che questo Parlamento e
  questo Governo si pronuncino sul tema che è sul tavolo del
  Governo nazionale perché non è assolutamente possibile che ci
  possa essere da parte di questa Terra silenzio assoluto.
  Dobbiamo dire la nostra e trasferire la responsabilità del
  disastro che si verificherà in Sicilia, certamente al Governo
  nazionale, se consentirà alle Regioni del Nord, al Veneto, alla
  Lombardia ed alla Emilia Romagna, di acquisire il tema
  dell'autonomia finanziaria che significa il disastro per la
  Sicilia.

    PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
  facoltà.

    CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, tagli è
  la parola che, questa sera, ho sentito di più all'interno di
  quest'Aula, il leitmotiv della serata. Sappiamo già che tutti
  questi tagli sono frutto dei rilievi della Corte dei Conti e che
  sono il frutto anche delle macerie che ha lasciato il Governo
  Crocetta. Sappiamo anche che il governo Conte è venuto incontro
  a questo nostro Governo regionale, dando la possibilità di
  spalmare il disavanzo in trent'anni.
    Ma, adesso cosa ci resta da fare? Non certo l'atteggiamento
  delle vittime, di coloro che si rassegnano e tagliano tout-court
  tutto quello che si presenta davanti, perché i tagli si possono
  fare, ma vanno fatti in maniera ponderata, in maniera ragionata.
    Per esempio, leggo un taglio al trasporto pubblico locale di
  42 milioni di euro. Questo è un taglio orizzontale. Come si fa a
  fare un taglio orizzontale ad un servizio essenziale, quale il
  trasporto pubblico locale, se prima non si pianifica
  correttamente il trasporto pubblico in Sicilia?
    E quindi che cosa succederà? Succederà che il taglio
  orizzontale manterrà tutte quelle corse redditizie, sicuramente,
  ma taglierà tutte quelle corse dei paesi dell'entroterra, dei
  paesi meno collegati, lasciandoli completamente isolati, perché
  già hanno delle strade devastate, e non hanno alcun altro modo
  di collegarsi con i centri principali. Ed ancora, si taglieranno
  tutti quei trasporti del sabato e della domenica, ed i nostri
  turisti non avranno altro modo per viaggiare all'interno della
  Sicilia. Questo è un taglio orizzontale. Quarantadue milioni di
  euro si possono tagliare, ma in che modo? Va ragionato. Va fatto
  prima un attento piano del trasporto pubblico.
    I consorzi di bonifica. Ho ricevuto decine e decine di
  telefonate, di persone che ormai elemosinano il loro stipendio.
  Ecco, era un impegno di questo Governo, quello di sanare le
  questioni dei consorzi di bonifica. Cos'è, non lo è più? I
  dipendenti del consorzio non fanno più parte del programma
  elettorale di questo Governo? Bene, che glielo si dica in faccia
  a queste persone, invece di tenerle ancora appese ad un'inutile
  speranza. Uno di loro mi ha detto:  io sono un padre di famiglia
  e mi vergogno . Non si può vergognare lui, la vergogna deve
  restare qua dentro, perché è qua che bisogna trovare le
  soluzioni per queste persone. Ed anche qua il taglio è stato
  fatto in maniera indiscriminata, senza valutare tutte le singole
  situazioni della nostra Sicilia.
    Ed ancora dei tagli che io, sinceramente, non mi sarei mai
  immaginata di trovare, come il milione in meno alla Protezione
  civile o i sei milioni alle urgenze dei fiumi e dei torrenti.
  Dopo quello che è successo, mi auguro che non si ci sia alcun
  altra tragedia nella nostra Regione, perché altrimenti saremo
  qui tutti quanti costretti a piangere lacrime di coccodrillo,
  perché tagliare una cosa così importante, poi, ci porterà
  veramente a vergognarci davanti ai siciliani.
    Ecco, per concludere, i tagli sono stati fatti e interessano
  solo i settori essenziali, i settori più delicati, i settori più
  deboli. Non è stato fatto alcun taglio, minimamente intaccate le
  consulenze, le missioni, i privilegi della classe dirigente.
    Tagli orizzontali che hanno sforbiciato, ovunque, senza tenere
  conto delle reali prospettive e delle reali necessità della
  Regione. Questo, sicuramente, è inaccettabile.
    Capisco che la situazione era dettata, appunto, dalle
  circostanze ma tagliare così non è assolutamente possibile.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
  facoltà.

    CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, colleghi, intervengo,
  solo ed unicamente, perché l'onorevole Di Mauro ha posto un
  tema, investendo l'intera Assemblea, che è il tema del
  regionalismo differenziato di cui, oggi, le cronache politiche,
  il Parlamento nazionale tanto dibatte.
    Vi è la Lega, che è una forza politica, appunto, che lo
  pretende, che ha sostituito alla parola  secessione ,
  sostanzialmente, quello che per la Sicilia è già in atto, il
  proprio federalismo fiscale, mai concretizzato compiutamente
  perché, fino ad oggi, nessuno dei governi regionali, fino a
  quello attuale, è riuscito, a differenza delle altre regioni a
  Statuto speciale, a concludere questo benedetto accordo
  finanziario.
    E' un tema, onorevole Di Mauro, che non riguarda soltanto il
  Movimento Cinque Stelle siciliano, che fa parte di questo
  Parlamento regionale, è un tema che riguarda l'intero Parlamento
  regionale siciliano anche perché questo Parlamento ha il dovere
  di interrogarsi di quali saranno, se ce ne saranno, le
  conseguenze sotto il profilo economico e fiscale.
    E' vero, però, che oggi ci occupiamo di una materia
  contingente che è, appunto, questo bilancio, che come è stato
  detto da tutti coloro che mi hanno preceduto negli interventi
  che si sono susseguiti fino adesso, viene presentato in maniera
  assolutamente inedita, con voci pari a  zero, zero, zero , con
  una sentenza della Corte dei Conti, che rappresenta un macigno
  sui conti della Regione, da qui ai prossimi trent'anni, con
  un'assoluta nonchalance ci viene proposto e non ci viene
  proposta né la ricerca delle responsabilità, né quale possa
  essere la soluzione se non un intervento dello Stato che
  rateizzi definitivamente e ci consenta di liberare risorse per
  potere dare, praticamente, risposte.
    Probabilmente, l'assessore Armao interverrà, ci dirà anche a
  che punto sono le trattative ed i negoziati con lo Stato
  riguardo a questa parte che è stata rivendicata da parte di
  tutti, in termini di rateizzazione, che è ovviamente
  indispensabile per continuare a mantenere un livello essenziale
  sotto il profilo dei conti e delle risposte e le erogazioni ai
  siciliani.
    E, allora, non posso non associarmi a chi, prima di me, ha
  chiesto in maniera, secondo me, sensata e proponendo un
  ragionamento di buon senso, ecco, che l'Assemblea si fermi, che
  questo Governo receda dalle intenzioni di approvare questo
  bilancio e poi la legge finanziaria e, poi, successivamente il
   collegato , come già ha fatto saggiamente per quanto riguardava
  i tre collegati che ci erano stati proposti accanto al primo
  generico, e si decida, piuttosto a proporre all'Assemblea una
  proroga dell'esercizio provvisorio, affinché l'Assemblea possa
  prendere atto di quale sarà l'esito del negoziato e delle
  trattative con lo Stato, affinché, sulla base di quello che
  risulterà essere l'esito, si possa, poi, programmare, sulla base
  delle risorse che si libereranno, un bilancio vero ed una legge
  di stabilità vera attraverso le quali dare delle risposte
  immediate, così come è stato detto, ripeto, da chi mi ha
  preceduto sull'ESA, sui consorzi di bonifica, sui forestali,
  ecco, su tutte quelle voci che non voglio ripetere perché sono
  già state ripetute, in maniera puntuale e precisa, dai miei
  colleghi e che, in questo momento storico, attendono una
  risposta che, probabilmente, rischia di non essere mai data.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non ci sono altri interventi.
    Assessore Armao, chiedo scusa, siccome i Gruppi di
  opposizione, entrambi, hanno chiesto un suo intervento. Mi dica
  lei cosa dobbiamo fare. Siccome c'è una richiesta formale
  all'Assemblea di fermarsi un attimo. Datemi l'idea del Governo
  per potere prendere, poi, una decisione.

    ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Ringrazio
  tutti gli intervenuti per la ricchezza del dibattito e le
  suggestioni e le osservazioni, in taluni casi critiche, per
  alcuni versi fondate, per altre infondate, che si sono
  sviluppate su una questione che, certamente, ci vede, oggi,
  esaminare un documento contabile che reca un vulnus pesante che
  è quello dell'assenza di 244 milioni di euro.
    E' evidente che con 244 milioni di euro in più, oggi, non
  staremmo qui a discutere di lacrime e sangue o di tagli
  drammatici o di macelleria sociale. Staremmo a discutere di un
  bilancio che rispetta i cardini dell'essenzialità degli impegni
  assunti e conduce alla conclusione del quadro finanziario su
  base programmatica per gestire un anno in serenità.
    Avete tutti parlato del disavanzo e non sto qui, non sono qui
  per additare questo o quell'altro. Il compito della politica
  responsabile non è quello di scaricare su altri. Il compito
  della politica responsabile è quello di offrire soluzioni e il
  Governo, fin dall'insediamento del presidente Musumeci, ha
  sempre dimostrato di farsi carico - lo abbiamo fatto anche con
  il precedente bilancio - di situazioni difficili e si fa carico,
  ogni giorno, per le tante difficoltà e disfunzioni che troviamo
  nei clienti, nelle organizzazioni, nelle strutture, di portare
  avanti l'attività amministrativa per rispondere alla Sicilia.
    Ai tanti siciliani che ci ascoltano, ai tanti siciliani che
  attendono risposte non interessa di chi sia la colpa. Interessa
  ottenere risposte e questo è il nostro dovere, di tutti, sia
  delle forze che sostengono il Governo, sia di coloro che
  svolgono una funzione di opposizione che è critica ma che deve
  essere costruttiva ed arricchente.
    Bene, per quanto riguarda il confronto con il Governo
  nazionale è evidente che questa carenza di 244 milioni di euro,
  che non sono debiti con qualcuno, che non dovevano essere
  risarciti a qualcun altro, sono solo obblighi di minor spesa per
  compensare un disavanzo accertato in termini definitivi con la
  sentenza pubblicata il 15 gennaio del 2019.
    Bene, questi 244 milioni di euro hanno una duplice
  composizione: 191 milioni sono relativi al ripianamento biennale
  residuo, già lo scorso anno abbiamo ripianato 164 milioni; ai
  191 milioni che si aggiungono poi ai 191 del prossimo anno che
  ci consentono di rientrare dei 546 milioni per i quali la legge
  di bilancio dello Stato, ottenuto a seguito di quel negoziato
  che con il presidente Musumeci è stato seguito e che è un
  risultato che non ha eguali nelle altre Regioni, perché vorrei
  evidenziare, Presidente e onorevoli tutti, che la regione Val
  d'Aosta ha concluso un accordo di una piccola pagina, la regione
  Friuli Venezia Giulia, che pur ha una coerenza politica con il
  Governo in carica, è ancora sotto trattative ed ha avuto un
  incremento del contributo di risanamento della finanza pubblica,
  bene, la Sicilia ha concluso un accordo corposo, significativo
  che ha visto un contenimento del contributo al risanamento della
  finanza pubblica ad un miliardo.
    Dice bene l'onorevole Di Mauro che un miliardo è un onere
  importante e significativo ma non dobbiamo dimenticare che altre
  Regioni, penso al Friuli Venezia Giulia, paga e contribuisce
  quasi 800 milioni pur avendo un milione e mezzo di abitanti e
  laddove avessimo dovuto computare il contributo al risanamento
  alla finanza pubblica come richiedevano le altre speciali, sulla
  base del Pil o sulla base del numero di abitanti, avremmo dovuto
  alternativamente contribuire per un miliardo 280 milioni o per
  un miliardo 550 milioni. Quindi, la prospettiva sarebbe stata
  devastante. Avere ottenuto per 3 anni il consolidamento ad un
  miliardo è un risultato importante che come hanno evidenziato i
  deputati del Movimento Cinque Stelle deriva dal leale confronto
  con il Governo nazionale, in primis, con il Ministro Giovanni
  Tria, col Vice Ministro Garavaglia e sottosegretario Villarosa,
  al quale rinnovo la lealtà nel rapporto e la concretezza
  nell'esame fuori e scevri da vesti politiche, nel rapporto tra
  istituzioni, l'istituzione siciliana e l'istituzione nazionale.
       Quindi, la prospettiva per ottenere più risorse, qual è?
  L'unica. Quella di ottenere la cosiddetta spalmatura, una
  soluzione tecnica che consente di rendere anche, in modo
  pragmatico, quello che occorre fare, cioè il ripianamento nei
  trent'anni dei 546 milioni che, invece, dobbiamo recuperare nei
  prossimi due anni; 164 li abbiamo recuperati già, 191 milioni,
  questo e il prossimo anno.
       Ho incontrato già ieri esponenti del Ministero
  dell'Economia, il Ministro Tria è fuori Europa e rientrerà nei
  prossimi giorni e ho già chiesto di incontrarlo. Ho incontrato
  il sottosegretario Villarosa, ho incontrato dirigenti generali
  del Ministero, su mandato del presidente Musumeci, con il
  Ragioniere generale siamo in contatto ed in collegamento con la
  Ragioneria generale dello Stato. C'è sul piano istituzionale,
  tecnico, la piena attenzione ad una questione che non riguarda
  solo la Sicilia.
       Vorrei evidenziare che la norma che è stata trasfusa
  dall'accordo raggiunto, alla legge di bilancio approvato dallo
  Stato, la legge di bilancio 2019, se notate bene non è contenuta
  nei commi che riguardano la Sicilia ma è contenuta nei commi
  antecedenti, cioè quei commi che riguardano il sistema regioni,
  proprio perché la norma sul ripianamento trentennale dei
  disavanzi derivanti da impegni della programmazione europea
  precedente, è una norma che si applica a tutte le regioni.
       Quindi, abbiamo proposto al Governo un'estensione anche
  alle somme che non sono riconducibili alla fattispecie già
  prevista dalla legge di bilancio che ci consentirebbe, quindi,
  di spalmare nel trentennio queste somme. Lo stato
  dell'interlocuzione è questa.
    I veicoli. E' evidente che non basta un assenso formale del
  Ministero dell'Economia, è necessario un intervento di tipo
  legislativo e per effettuare un intervento di tipo legislativo
  occorre intercettare uno dei veicoli normativi all'esame delle
  camere.
       Da un lato vi è il decreto legge semplificazioni che già ha
  avuto in invero farraginoso esame da parte del Senato e adesso
  dalla Camera. Oggi pomeriggio sono scaduti i termini per la
  presentazione degli emendamenti e che io sappia un emendamento è
  stato presentato da parte di parlamentari.
       E' chiaro che il Governo ancora non ha manifestato
  l'intendimento di sposare questa linea, quindi, non si può
  pretendere dal Governo che lo dica subito, però, già nel
  dibattito parlamentare l'emendamento è presente.
       Il dibattito parlamentare comincerà la prossima settimana,
  dipende se il Governo mette o meno la fiducia e fa una
  riscrittura complessiva del decreto legge, questo non lo
  possiamo sapere, quindi già dalla prossima settimana potremmo
  già sapere se questa norma è inserita nella legge di conversione
  del decreto legge.
       Mi si diceva ieri al Ministero dell'Economia che un'altra
  ipotesi che era stata prospettata dal Viceministro Castelli
  concerne la possibilità di un decreto legge che riguardi le
  autonomie locali; in quel caso il testo potrebbe entrare
  direttamente nel decreto legge e, quindi, entrare direttamente
  in vigore perché, come voi sapete, dopo l'approvazione del
  Governo e la pubblicazione, il decreto legge diventa efficace.
       E' chiaro che stiamo lavorando in modo trasparente ma anche
  sodo per arrivare ad un risultato.
       Vorrei evidenziare, però, una cosa che è un fatto di ieri e
  credo, Presidente che sia importante darne informazione
  all'Assemblea regionale siciliana: su 17 provvedimenti
  finanziari che in un anno ha approvato questa Assemblea, e ieri
  abbiamo raggiunto un altro risultato perché non sono stati
  impugnati né l'assestamento, né l'approvazione del rendiconto,
  su 17 soltanto uno è stato impugnato, la legge di stabilità
  dello scorso anno, tra l'altro parzialmente, per il resto sono
  stati tutti condivisi in pieno dal Governo, quindi, tutti
  integralmente condivisi dal Governo nazionale.
       C'è un approccio, ripeto, di lealtà istituzionale che, in
  questa sede, è l'ennesima volta che riconosciamo e credo che su
  questo si possa procedere con serenità e con attenzione
  soprattutto a coloro che abbiamo davanti, i nostri cittadini
  siciliani. Grazie.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
    Però, a questo punto, i tempi non sono più quelli della
  discussione generale.

    LUPO. Grazie, signor Presidente, solo per dire che
  l'intervento dell'assessore Armao non mi ha minimamente
  convinto. Rimango delle mie idee, delle idee che abbiamo esposto
  come deputati del gruppo del Partito Democratico, e le chiedo
  formalmente di convocare la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari, anche perché è chiaro ed evidente a tutti che il
  precedente programma approvato dalla Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari ormai è sostanzialmente azzerato e
  superato.
    Quindi, si impone una riprogrammazione dei lavori anche della
  sessione di bilancio.

    CAPPELLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPPELLO. Grazie, signor Presidente. Noi riteniamo allo stesso
  modo di doverle chiedere formalmente che si riunisca
  immediatamente, che lei convochi immediatamente una Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, in modo tale da
  discutere su questa proposta che abbiamo formalizzato pocanzi
  cioè di fermare l'Assemblea e portare il Governo a più miti
  consigli.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta  e convoco
  immediatamente la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari in Sala Lettura Deputati.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.32, è ripresa alle ore 19.06)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari si è determinata nell'andare avanti nei
  lavori. Per cui, cominciamo subito.
    Iniziamo l'esame del ddl 475 e 475 bis/A.

    ENTRATE

    Si inizia dall'esame dell'articolo 1  Stato di previsione
  delle entrate . Ne do lettura:

    «Articolo 1.
    Stato di previsione dell'entrata

    1. In applicazione del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n.
  118, e successive modifiche ed integrazioni, l'ammontare delle
  entrate che si prevede di accertare, riscuotere e versare nelle
  casse della Regione per gli esercizi finanziari 2019, 2020 e
  2021 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro
  titolo, risulta dall'annesso stato di previsione dell'entrata
  (allegato 2)».

    LUPO. Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE. Ancora non siamo alle votazioni
    Si passa all'esame dell'Allegato 2.
    All'Allegato 2 (entrate) non sono stati presentati
  emendamenti.
    Così come previsto dal Decreto legislativo 118 del 2011 e
  s.m.i., l'Assemblea procede all'approvazione delle singole
  tipologie all'interno di ciascun Titolo.

    - Fondo pluriennale vincolato per spese correnti;

    - Fondo pluriennale vincolato per conto capitale;

    - Utilizzo avanzo di Amministrazione
    -  di cui avanzo vincolato utilizzato anticipatamente

    - Fondo di cassa all'1/01/2019

    Si passa all'esame del titolo 1:

    1 ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA CONTRIBUTIVA E
  PEREQUATIVA

    - Tipologia 101 Imposte, tasse e proventi assimilati;

    - Tipologia 102 Tributi destinati al finanziamento della
  sanità;

    - Tipologia 103 Tributi devoluti e regolati alle autonomie
  speciali.

    Si passa all'esame del titolo 2:

    2 TRASFERIMENTI CORRENTI

    - Tipologia 101 Trasferimenti correnti da Amministrazioni
  pubbliche;

    - Tipologia 102 Trasferimenti correnti da famiglie;

    - Tipologia 103 Trasferimenti correnti da imprese;

    - Tipologia 104 Trasferimenti correnti da Istituzioni sociali
  private;

    - Tipologia 105 Trasferimenti correnti dall'Unione europea e
  dal resto del  mondo.

    Si passa all'esame del titolo 3:

    3 ENTRATE EXTRATRIBUTARIE

    - Tipologia 100 Vendita di beni e servizi e proventi derivanti
  dalla gestione dei beni;

    - Tipologia 200 Proventi derivanti dall'attività di controllo
  e repressione delle irregolarità e degli illeciti;

    - Tipologia 300 Interessi attivi;

    - Tipologia 400 Altre entrate da redditi da capitale;

    - Tipologia 500 Rimborsi ed altre entrate correnti.

    Si passa all'esame del titolo 4:

    4 ENTRATE IN CONTO CAPITALE

    - Tipologia 200 Contributi agli investimenti;

    - Tipologia 300 Altri trasferimenti in conto capitale;

    - Tipologia 400 Entrate da alienazione di beni materiali e
  immateriali;

    - Tipologia 500 Altre entrate in conto capitale.

    Si passa all'esame del titolo 5:

    5 ENTRATE DA RIDUZIONE DI ATTIVITA' FINANZIARIE

    - Tipologia 100 Alienazione di attività finanziarie;

    - Tipologia 200 Riscossione di crediti di breve termine;

    - Tipologia 300 Riscossione crediti di medio-lungo termine;
    - Tipologia 400 Altre entrate per riduzione di attività
  finanziarie.

    Si passa all'esame del titolo 6:

    6 ACCENSIONE PRESTITI

    - Tipologia 300 Accensione mutui e altri finanziamenti a medio-
  lungo termine.

    Si passa all'esame del titolo 9:

    9 ENTRATE PER CONTO TERZI E PARTITE DI GIRO

    - Tipologia 100 Entrate per partite di giro;

    - Tipologia 200 Entrate per conto terzi.

    Pongo in votazione l'articolo 1 con il relativo Allegato.
    Scusi, onorevole Lupo, cosa ha chiesto come votazione?

    LUPO. La verifica del numero legale.

  Verifica del numero legale

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
  presenza con la scheda di votazione.
    Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
  pigiare qualunque tasto.
    Dichiaro aperta la verifica.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la verifica.

    Risultato della verifica

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

    Presenti     37

    L'Assemblea è in numero legale.

    Pongo in votazione l'articolo 1.

     CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.

    Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'articolo 1.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     38
    Votanti       32
    Maggioranza   17
    Favorevoli   32
    Contrari     0
    Astenuti     0

     (E' approvato)

    Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

    «Articolo 2.
    Stato di previsione della spesa

    1. In applicazione del Decreto Legislativo 23 giugno 2011,
  n.118 e successive modifiche ed integrazioni, sono autorizzati
  l'impegno ed il pagamento delle spese della Regione siciliana
  per gli esercizi finanziari 2019, 2020 e 2021 in conformità
  dello stato di previsione della spesa annesso alla presente
  legge (allegato 4)».

    Si passa all'esame dell'Allegato 4. All'allegato 4 sono stati
  presentati gli emendamenti contenuti nel relativo fascicolo.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, verifico che, a meno che non ci siano
  altri fascicoli, mancano molti emendamenti presentati dal
  Partito democratico. Non ne capisco la ragione. Peraltro, alcune
  coperture erano sul capitolo dei fondi globali che mi risulta
  essere, appunto, rifinanziato, anche se per un importo non molto
  consistente, in bilancio.
    Quindi, le chiedo di sapere, se è possibile, perché i nostri
  emendamenti non sono stati numerati e chiederei anche al
  Governo, visto che ci sono emendamenti complessivi per molti
  capitoli, di precisarne il contenuto, perché indicare in un
  emendamento come diversi dalla maggioranza capitoli senza averne
  la descrizione rischia di rallentare anche i lavori.
  Innanzitutto, vorrei sapere perché non ci sono i nostri
  emendamenti.

    PRESIDENTE. Il problema non è che non ci siano gli
  emendamenti. Devo dire che per un fatto di celerità abbiamo
  ritenuto, ma ovviamente è tutto qui a vostra disposizione, di
  non inserire qua dentro quelli che abbiamo considerato
  inammissibili con le motivazioni solo perché sono inammissibili.
  Quindi, votiamo solo quelli che abbiamo creduto ammissibili
  votare. E' solo un problema di copertura o perché non ce n'era o
  perché era irregolare. Se su qualche singolo emendamento ci
  chiedete una motivazione più precisa ve la diamo; diversamente,
  sono qui.
    Per cui, io credo che siccome dobbiamo andare avanti,
  onorevole Lupo, tutte le motivazioni sono qui. Se ogni singolo
  deputato su ogni emendamento vuole informarsi sulle motivazioni
  dell'inammissibilità viene qui.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, vorrei ricordare che ogni singolo
  emendamento, ancorché presentato da ogni singolo deputato, è
  nella disponibilità di tutti i deputati perché tutti possono
  farlo proprio, tutti possono sottoscriverlo e, quindi, tutti
  hanno diritto perché l'emendamento non è stato valutato
  ammissibile.

    PRESIDENTE. E siccome sono tutti per la stessa motivazione,
  che è quella della copertura

    LUPO. Allora, per favore, se ne vuole dare lettura all'Aula
  delle motivazioni, valutiamo le motivazioni.

    PRESIDENTE. Sto dando la motivazione, onorevole Lupo; tutti
  gli emendamenti, non ce ne sono non ammessi per vari motivi,
  tutti non sono ammissibili per motivi di copertura.

    LUPO. Presidente, a me non risulta, perché di alcune coperture
  sono certo; si tratta anche di coperture su altri capitoli di
  bilancio.

    PRESIDENTE. Se su qualche singolo emendamento vuole
  intervenire, il tempo che li votiamo, verificheremo.

    LUPO. Lei ne deve dare lettura emendamento per emendamento e
  dire se è ammissibile, se non è ammissibile, se il Governo da
  copertura, la copertura il Governo la deve dare.

    PRESIDENTE. Quelli non ammissibili non lo chiedo nemmeno al
  Governo se c'è copertura o meno.
    Comunico che è stato presentato l'emendamento All.4.1 degli
  onorevoli Di Paola, Cappello e De Luca.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
  emendamento si vogliono spostare 50 mila euro del capitolo
  100307, relativo a spese per pareri, studi, indagini,
  rilevazioni e per speciali incarichi della Presidenza della
  Regione, Gabinetto, Uffici di diretta collaborazione.
    Ho notato che per l'anno 2018  questi soldi sono stati
  utilizzati per un sondaggio che ci è costato circa 130 mila
  euro; questi soldi abbiamo fatto un emendamento per spostarli
  invece, visto quanto successo nel 2018, all'adeguamento
  strutturale ed antisismico degli edifici del sistema scolastico
  nonché per la costruzione di nuovi immobili sostitutivi degli
  edifici esistenti a rischio sismico.
    Mi appello alla sensibilità anche da parte del Governo,
  utilizziamo questi 50 mila euro che ripeto nel 2018 sono stati
  utilizzati per la realizzazione di un sondaggio, per capire se
  il Governo sta facendo bene nei confronti dei siciliani,
  spostiamo questi 50 mila euro invece per l'adeguamento
  antisismico che, devo dire, dopo i fatti successi recentemente
  credo che sia da parte del Governo e di questa Assemblea un
  segnale forte e chiaro.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento All.4.1.

    CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

    MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo scusa, Presidente,
  ma mi è stata chiesto il parere del Governo. Il Governo è
  contrario perché per quel tipo di destinazione ha a disposizione
  un milione e 240 mila euro, quindi mi sembra assolutamente
  un'ingiustizia dovere togliere 50 mila euro da un capitolo che
  invece  consente di poter affidare studi pertinenti e
  contingenti, soprattutto nel mondo accademico e universitario.
    Abbiamo già sufficienti risorse per poter provvedere
  all'adeguamento antisismico che, peraltro, al Governo costerà
  oltre 10 milioni di euro per le ragioni che abbiamo già
  abbondantemente illustrato in passato visto che dovremmo
  adeguare 1.200 edifici strategici, quasi tutti purtroppo fuori
  norma dal punto di vista antisismico.
    Quindi, esorto l'Aula ad evitare che queste iniziative possano
  assumere il cattivo sapore di un pregiudizio politico.

    PRESIDENTE. E' stata ritirata la richiesta di voto segreto?

    CRACOLICI. No

    CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

    (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento ALL. 4.1.

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento ALL. 4.1.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti           52
    Votanti      50
    Maggioranza  26
    Favorevoli   19
    Contrari     31
    Astenuti     0

    (Non è approvato)

    L'emendamento ALL.4.2, a firma dell'onorevole Milazzo è
  ritirato.
    L'emendamento ALL.4.3, a firma degli onorevoli Galvagno e
  Catalfamo è ritirato.
    L'emendamento ALL.4.4, a firma degli onorevoli Galvagno e
  Catalfamo è ritirato.
    Si passa all'emendamento ALL.4.5, a firma dell'onorevole Di
  Paola.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, tramite questo emendamento stiamo
  spostando 2 milioni di euro dal capitolo relativo ai servizi
  informatici, li inseriamo in un capitolo che al momento è pari a
  zero,  che è quello della valorizzazione degli scavi
  archeologici. Molto spesso questo Governo fa continui proclami
  per quanto riguarda la valorizzazione e la ricerca all'interno
  del territorio siciliano delle bellezze. Al momento questo
  capitolo è pari a zero.
    Il nostro emendamento tende a rimpinguare questo capitolo,
  anche perché nell'anno precedente sono rimaste, in questo
  capitolo dei servizi informatici, delle eccedenze. Quindi, a mio
  modo di vedere, se il Governo ha sensibilità su questo
  argomento, ci può essere da parte del Governo un parere
  favorevole.

    MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MUSUMECI, presidente della Regione. Mi dispiace dovere
  deludere il collega deputato, il deputato proponente, ma per la
  prima volta dopo 10 anni questo Governo ha finanziato gli scavi
  archeologici e li ha fatti in 7 province, mezzo milione di euro.
  Le ricordo, deputato, che questi interventi si fanno con i fondi
  per investimento e l'FSC dispone di oltre 400 milioni di euro.
  Abbiamo in programma una campagna di scavi ulteriore e pensiamo
  di poterla ampiamente sostenere.
    Peccato che le sia sfuggito, ma mi creda l'abbiamo deliberato
  proprio nello scorso mese di settembre, dopo 10 anni, e vorremmo
  puntare soprattutto sulla città di Gela.

    PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
  Commissione, pongo in votazione l'emendamento All.4.5.

    CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.

    (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento ALL.4.5

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'emendamento ALL.4.5.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti           52
    Votanti      47
    Maggioranza  24
    Favorevoli   18
    Contrari     29
    Astenuti     0

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento ALL.4.14, a firma dell'onorevole
  Pullara.

    CRACOLICI. Non lo abbiamo

    PRESIDENTE. E' un fuori sacco. E' un emendamento assolutamente
  legittimo.

    PULLARA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PULLARA. Signor Presidente, l'emendamento è ritirato pur
  nell'importanza del merito, tenuto conto che rinviamo tutti gli
  emendamenti che comportino spesa. Rinviamo ad un momento
  successivo.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento ALL.4.15 a firma
  dell'onorevole Milazzo. Onorevole Milazzo lo ritira?

    MILAZZO. Signor Presidente, mi rivolgo al Presidente della
  Regione, gli emendamenti erano    durante il dibattito d'Aula
  era emerso che lo sport era stato svuotato e c'era l'intenzione
  di mettere 1 milione; Meccanizzazione ESA, consorzi bonifica di
  questo parlavamo. Io li ritiro perché non è casa Milazzo. Tutti
  gli emendamenti a firma Milazzo sono ritirati.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento ALL.4.16 a firma degli
  onorevoli Barbagallo e Lupo. L'emendamento ALL.4.16 era stato
  originariamente considerato inammissibile, ora l'onorevole Lupo
  lo ha presentato correggendo la copertura per cui è diventato
  ammissibile e quindi lo votiamo.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  relativamente ai fondi destinati allo sport.
    La previsione del bilancio ha tagliato lo sport di base che
  non è quello relativo alle società professionistiche di seria A
  o di serie B, per intenderci le grosse società che dispongono di
  capitali. Presidente mi creda è veramente difficile intervenire
  con questo sottofondo.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, scusate è già
  tardi, se vogliamo concludere stasera e dobbiamo concludere
  stasera è fondamentale che si possa essere, anche gli uffici, se
  possiamo poter capire quello che ognuno dice.
    Vi prego di fare attenzione a quello che ogni collega dice
  quando chiede la parola ed evitare... onorevole Milazzo mi deve
  fare un regalo: quando deve parlare può parlare solo con quello
  che le sta accanto non con persone che sono a 20 metri da lei,
  perché c'è una confusione reale e non si capisce niente.
    Prego, onorevole Barbagallo.

    BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Dicevo che la previsione del
  bilancio ha tagliato di oltre il 70 per cento la dotazione
  relativa allo sport di base che, per intenderci, non è quello
  delle società professionistiche che dispongono di capitali o di
  sponsorizzazioni importanti è lo sport dei nostri ragazzi quello
  relativo alle società giovanili, al calcio giovanile, anche alle
  piccole società ed allo sport di provincia  e legato ai rapporti
  con la scuola e col Coni.
    Come Partito Democratico noi abbiamo chiesto che venisse
  rimpinguato il fondo della dotazione relativa allo scorso anno.
    L'emendamento, signor Presidente, è stato corretto in questo
  momento dagli uffici e prevede il ripristino a 4 milioni e mezzo
  a valere sui fondi delle spese informatiche.
    Io le chiedo di mettere in votazione questo emendamento che
  risolverebbe e ripristinerebbe la situazione.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL.4.16.  Il
  parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

    (Non è approvato)

      Onorevoli colleghi, comunico che l'emendamento ALL.4.6, a
  firma degli onorevoli Assenza e Aricò è ritirato.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, faccio mio l'emendamento
  ALL.4.7 che l'onorevole Milazzo ha ritirato.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL.4.7.

    CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Onorevole Lupo, tenuto conto che stiamo cercando
  di seguire il Regolamento, se interviene è per l'astensione.

    LUPO. Ma non siamo ancora certi che il voto segreto sia stato
  appoggiato.

    PRESIDENTE. Ho già detto di sì e stavo aprendo la votazione.

    LUPO. Signor Presidente, intervengo prima per questo motivo,
  non sapendo se si andrà a votazione segreto, io credo che
  l'emendamento sia degno del sostegno dell'intero Parlamento,
  perché quando parliamo di attività sportive

    PRESIDENTE. Onorevole Lupo, abbiamo già dato l'ok per il voto
  segreto. La prego.

    LUPO   parliamo delle attività sportive dei nostri giovani e
  ogni euro speso in attività sportiva è salute e comporta anche
  risparmio per le casse della Regione.

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento ALL.4.7

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta
  appoggiata a termini di Regolamento, indìco la votazione per
  scrutinio segreto dell'emendamento ALL.4.7.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     52
    Votanti      50
    Maggioranza  26
    Favorevoli   27
    Contrari     23
    Astenuti     0

    (E' approvato)

    (Applausi in Aula)

    Onorevoli colleghi, è stato approvato un emendamento che non
  comporta spesa.
    Si passa all'emendamento ALL.4.11, del Governo. Lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento ALL.4.12.

    CRACOLICI. Ma non abbiamo la copia

    PRESIDENTE. Gli emendamenti sono in distribuzione.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente, al
  fine di riportare ordine ai lavori parlamentari la invito a fare
  distribuire tutti gli emendamenti che intende mettere
  successivamente in votazione, perché è giusto che i deputati
  sappiano cosa votano e, ovviamente, abbiano il tempo di leggere
  l'emendamento e anche di poterlo valutare. Quindi per favore
  sospenda la seduta cinque minuti, distribuisca gli emendamenti,
  dopodiché si riprende la votazione.

    PRESIDENTE. Gli emendamenti, se non sono già distribuiti, li
  stiamo distribuendo. Quindi, andiamo avanti.

    CRACOLICI. Presidente, però non proceda a votazioni.

    PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non mi faccia arrivare alle
  estreme conseguenze, quella di ammonirla.


    Sull'ordine dei lavori

    CIANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CIANCIO. Signor Presidente, le volevo chiedere solo una cosa.
  Io all'inizio della seduta ho preso il fascicolo degli
  emendamenti, come tutti i colleghi, non ho trovato i miei
  emendamenti ed ho chiesto spiegazioni agli Uffici. Gli Uffici,
  molto gentilmente, mi hanno dato una spiegazione. Però questo
  ragionamento, come l'ho fatto e come sicuramente lo avranno
  fatto molti deputati, sia della maggioranza che
  dell'opposizione, un ragionamento di buon senso, fidandoci delle
  parole degli Uffici, io chiedo che non venga completamente
  stravolto per il Governo. Perché, Presidente, non è giusto  Io
  mi affido alla sua sensibilità da questo punto di vista.

    PRESIDENTE. Lei ha ragione. Tant'è che gli emendamenti che non
  erano distribuiti li ho fatti distribuire. Questo dell'onorevole
  Cracolici ce lo aveva in mano.

    CRACOLICI. Non è vero  Ora è arrivato

    PRESIDENTE. Scusate a che gioco stiamo giocando? Tanto
  continueremo a votare pure tutta la notte. Per cui, onorevole
  Cracolici, siccome abbiamo già detto a inizio seduta che tutti
  gli emendamenti non ammissibili non vi erano stati nemmeno
  presentati. Abbiamo capito che invece era necessario che alcuni
  di voi li potessero vedere e li stiamo distribuendo; dopo di
  che, chiuso l'argomento, si va avanti a votare.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
  vorrei che questioni serie si trasformino in una sciocchezza; mi
  ascolti, signor Presidente, è riferito a lei il problema in
  questo momento.
    Ora, al di là dei momenti che possono essere anche di
  stemperare la tensione, lei ha fatto votare emendamenti che non
  sono stati distribuiti; io non sto discutendo il fatto che si
  voti, ma che conosca quello che si vota è fondamentale. Detto
  questo, l'emendamento 4.11 mi è stato consegnato un centesimo di
  secondo fa, lei addirittura l'ha messo già ai voti, tra l'altro
  leggo che è una copertura dal cofinanziamento dei Fondi
  comunitari, cioè quindi che vuol dire assessore, stiamo votando
  un emendamento che prende risorse dal cofinanziamento dei Fondi
  comunitari, che immagino siano stati calcolati alla lira, per
  finanziare spese di referendum. Ma se li prendiamo da un
  capitolo - che è un atto, come dire, obbligatorio, previsto
  dalla legge, il cofinanziamento, altrimenti non possiamo
  attivare la spesa comunitaria - mi spiegate come è che stiamo
  facendo questo bilancio? Parliamo di settecentodieci milioni
  sono, e non sono noccioline, tanto per capire di che stiamo
  parlando.

    PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, glielo spiego, il Governo ha
  mandato un emendamento, e la copertura degli oneri è assicurata
  con la riduzione di un capitolo che sarà ripristinato mediante
  variazione del fondo globale. Onorevole Cracolici, la prego, non
  è che possiamo intervenire su ogni singola parola, per cui
  intanto è stato chiarito il perché è stato presentato questo
  emendamento, e le è stata pure spiegata la copertura.


    Riprende la discussione unificata dei disegni di legge n. 475-
  475 bis/A e n. 476/A

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento ALL.4.12.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio i
  complimenti intanto all'emendamento del collega Milazzo che è
  stato approvato, perché è importantissimo finanziare lo sport,
  ed in questi anni è stato veramente colpito pesantemente.
    Volevo chiarimenti al riguardo; il capitolo 104004, anche qui
  stiamo dando cinquantamila euro per speciali indennità di
  presenza per il personale degli uffici della legge regionale
  integrazioni agli uffici della diretta dipendenza del Presidente
  della Regione, agli uffici speciali della dipendenza. Ora, anche
  questo capitolo, vero che sono cinquantamila euro, vero che poco
  fa il Presidente della Regione mi ha detto che sono tutte somme
  anche se esigue che si spendono per studi universitari, però
  ricordiamoci, colleghi, che noi stiamo approvando, stiamo per
  andare ad approvare un bilancio che andrà a tagliare
  drasticamente qualunque tipo di spesa che la Regione fa a
  supporto dei siciliani, quindi a mio modo di vedere dare questi
  ulteriori cinquantamila euro anche se per studi di, ma si ma
  stiamo parlando di un bilancio di lacrime e sangue, vedere
  questi cinquantamila euro in questo capitolo è veramente - a mio
  modo di vedere - uno schiaffo ai siciliani.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo votando l'emendamento
  ALL.4.12; l'emendamento ALL.4.14 non ce l'ho nemmeno, quindi non
  lo posso mettere in votazione.

    CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento ALL.4.12

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta
  appoggiata a termini di Regolamento, indìco la votazione per
  scrutinio segreto dell'emendamento ALL.4.12.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     52
    Votanti      49
    Maggioranza  25
    Favorevoli   23
    Contrari     26
    Astenuti       0

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento ALL.4.13, del Governo.
    Onorevole Milazzo, mi deve mettere in condizioni di sentire
  quello che mi dicono

    ARMAO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento ALL.4.14. del Governo.

    ARMAO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Onorevoli colleghi, concluso l'esame degli emendamenti, così
  come previsto dal decreto legislativo 118 del 2011 e s.m.m., si
  procede all'approvazione dei singoli Programmi all'interno di
  ciascuna Missione, così come emendati.

  Si inizia dall'esame della Missione 0:

  - Disavanzo finanziario

  - Programma 0  Disavanzo finanziario.

  Si passa all'esame della Missione 1 Servizi istituzionali,
  generali e di gestione:

  - Programma 1 Organi istituzionali

  - Programma 2 Segreteria Generale

  - Programma 3 Gestione economica, finanziaria, programmazione e
  provveditorato

  - Programma 4 Gestione delle entrate tributarie e servizi
  fiscali

  - Programma 5 Gestione dei beni demaniali e patrimoniali

  - Programma 6 Ufficio tecnico

  - Programma 7 elezioni e consultazioni popolari - anagrafe e
  stato civile

  - Programma 8 Statistica e sistemi informativi

  - Programma 10 Risorse umane

  - Programma 11 Altri servizi generali

  - Programma 12 Politica regionale unitaria per i servizi
  istituzionali, generali e di gestione.

  Esaurito l'esame della Missione 1, si passa all'esame della
  Missione 4 Istruzione e diritto allo studio:

  - Programma 1 Istruzione prescolastica

  - Programma 2 Altri ordini di istruzione non universitaria

  - Programma 3 Edilizia scolastica

  - Programma 4 Istruzione universitaria

  - Programma 5 Istruzione tecnica superiore

  - Programma 6 Servizi ausiliari all'istruzione

  - Programma 7 Diritto allo studio

  - Programma 8 Politica regionale unitaria per l'istruzione e il
  diritto allo studio.

  Esaurito l'esame della Missione 4, si passa all'esame della
  Missione 5 Tutela e valorizzazione dei beni e attività
  culturali:

  - Programma 1 Valorizzazione dei beni di interesse storico

  - Programma 2 Attività culturali e interventi diversi nel
  settore culturale

  - Programma 3 Politica regionale unitaria per la tutela dei beni
  e delle attività culturali.

  Esaurito l'esame della Missione 5, si passa all'esame della
  Missione 6 Politiche giovanili, sport e tempo libero:

  - Programma 1 Sport e tempo libero

  - Programma 3 Politica regionale unitaria per i giovani, lo
  sport e il tempo libero.

  Esaurito l'esame della Missione 6, si passa all'esame della
  Missione 7 Turismo:

  - Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del turismo

  - Programma 2 Politica regionale unitaria per il turismo.

  Esaurito l'esame della Missione 7, si passa all'esame della
  Missione 8 Assetto del territorio ed edilizia abitativa:

  - Programma 1 Urbanistica e assetto del territorio

  - Programma 2 Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di
  edilizia economico - popolare

  - Programma 3 Politica regionale unitaria per l'assetto del
  territorio e l'edilizia abitativa.

  Esaurito l'esame della Missione 8, si passa all'esame della
  sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente:

  - Programma 1 Difesa del suolo

  - Programma 2 Tutela, valorizzazione e recupero ambientale

  - Programma 3 Rifiuti

  - Programma 4 Servizio idrico integrato

  - Programma 5 Aree protette, parchi naturali, protezione
  naturalistica e    forestazione

  - Programma 6 Tutela e valorizzazione delle risorse idriche

  - Programma 8 Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento

  - Programma 9 Politica regionale unitaria per lo sviluppo
  sostenibile e la tutela del territorio e l'ambiente.

  Esaurito l'esame della Missione 9, si passa all'esame della
  Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità:

  - Programma 1 Trasporto ferroviario

  Programma 2 Trasporto pubblico locale

  - Programma 3 Trasporto per vie d'acqua

  - Programma 4 Altre modalità di trasporto

  - Programma 5 Viabilità e infrastrutture stradali

  - Programma 6 Politica regionale unitaria per i trasporti e il
  diritto alla mobilità.

  Esaurito l'esame della Missione 10, si passa all'esame della
  Missione 11 Soccorso civile:

  - Programma 1 Sistema di protezione civile

  - Programma 2 Interventi a seguito di calamità naturali

  - Programma 3 Politica regionale unitaria per il soccorso e la
  protezione civile.

  Esaurito l'esame della Missione 11, si passa all'esame della
  Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia:

  - Programma 1 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili
  nido

  - Programma 2 Interventi per la disabilità

  - Programma 4 Interventi per soggetti a rischio di esclusione
  sociale

  - Programma 5 Interventi per le famiglie

  - Programma 6 Interventi per il diritto alla casa

  - Programma 7 Programmazione e governo della rete dei servizi
  socio-sanitari e sociali

  - Programma 8 Cooperazione e associazionismo

  - Programma 10 Politica regionale unitaria per i diritti sociali
  e la famiglia.

  Esaurito l'esame della Missione 12, si passa all'esame della
  Missione 13 Tutela della salute:

  - Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento
  ordinario corrente per la garanzia dei LEA

  - Programma 2 Servizio sanitario regionale - finanziamento
  aggiuntivo corrente per livelli di assistenza superiori ai LEA

  - Programma 3 Servizio sanitario regionale - finanziamento
  aggiuntivo corrente per la copertura per lo squilibrio di
  bilancio corrente

  - Programma 4 Servizio sanitario regionale - ripiano di
  disavanzi sanitari relativi ad esercizi pregressi

  - Programma 5 Servizio sanitario regionale - investimenti
  sanitari

  - Programma 6 Servizio sanitario regionale - Restituzione
  maggiori gettiti SSN

  - Programma 7 Ulteriori spese in materia sanitaria

  - Programma 8 Politica regionale unitaria per la tutela della
  salute.

  Esaurito l'esame della Missione 13, si passa all'esame della
  Missione 14 Sviluppo economico e competitività:

  - Programma 1 Industria, PMI e artigianato

  - Programma 2 Commercio - reti distributive - tutela dei
  consumatori

  - Programma 3 Ricerca e innovazione

  - Programma 5 Politica regionale unitaria per lo sviluppo
  economico e la competitività.

  Esaurito l'esame della Missione 14, si passa all'esame della
  Missione 15 Politiche per il lavoro e la formazione
  professionale:

  - Programma 1 Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro

  - Programma 2 Formazione professionale

  - Programma 3 Sostegno all'occupazione

  - Programma 4 Politica regionale unitaria per il lavoro e la
  formazione professionale.

  Esaurito l'esame della Missione 15, si passa all'esame della
  Missione 16 Agricoltura politiche agro - alimentari e pesca:

  - Programma 1 Sviluppo del settore agricolo e del sistema
  agroalimentare

  - Programma 2 Caccia e pesca

  - Programma 3 Politica regionale unitaria per l'agricoltura, i
  sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca.

  Esaurito l'esame della Missione 16, si passa all'esame della
  Missione 17 Energia e diversificazione delle fonti energetiche:

  - Programma 1 Fonti energetiche

  - Programma 2 Politica regionale unitaria per l'energia e la
  diversificazione delle fonti energetiche.

  Esaurito l'esame della Missione 17, si passa all'esame della
  Missione 18 Relazioni con le altre autonomie territoriali e
  locali:

  - Programma 1 Relazioni finanziarie con le altre autonomie
  territoriali e locali.

  Esaurito l'esame della Missione 18, si passa all'esame della
  Missione 19 Relazioni internazionali:

  - Programma 1 Relazioni internazionali e cooperazioni allo
  sviluppo.

  Esaurito l'esame della Missione 19, si passa all'esame della
  Missione 20 Fondi e accantonamenti:

  - Programma 1 Fondo di riserva

  - Programma 2 Fondo crediti di dubbia esigibilità

  Programma 3 Altri fondi.

  Esaurito l'esame della Missione 20, si passa all'esame della
  Missione 50 Debito pubblico:

  - Programma 1 Quota interessi ammortamento mutui e prestiti
  obbligazionari

  - Programma 2 Quota capitale ammortamento mutui e prestiti
  obbligazionari.

  Esaurito l'esame della Missione 50, si passa all'esame della
  Missione 60 Anticipazioni finanziarie:

  - Programma 1 Restituzione anticipazioni di tesoreria.

  Esaurito l'esame della Missione 60, si passa all'esame della
  Missione 99 Servizi per conto terzi:

  - Programma 1 Servizi per conto terzi - partite di giro

  - Programma 2 Anticipazioni per il finanziamento del Sistema
  Sanitario Nazionale

    Concluso l'esame dell'Allegato 4, si passa alla votazione
  dell'articolo 2 con il relativo Allegato.


    Verifica numero legale

    LUPO. Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
  presenza con la scheda di votazione.
    Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
  pigiare qualunque tasto.
    Dichiaro aperta la verifica.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la verifica.

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

    Presenti     36

    L'Assemblea è in numero legale.
    Pongo in votazione l'articolo 2 con il relativo allegato.

    LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

    Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 2

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'articolo 2.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     52
    Votanti      49
    Maggioranza  25
    Favorevoli   32
    Contrari     17
    Astenuti       1

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

    «Articolo 3
    Allegati

    1. Sono approvati i seguenti allegati:

    a) la nota integrativa (allegato 1);

    b) il prospetto delle entrate di bilancio per titoli e
  tipologie per ciascuno degli anni considerati nel bilancio
  triennale (allegato 2);

    c) il riepilogo generale delle entrate per titoli per ciascuno
  degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato 3);

    d) il prospetto delle spese di bilancio per missioni,
  programmi e titoli per ciascuno degli anni considerati nel
  bilancio triennale (allegato 4);

    e) i prospetti recanti i riepiloghi generali delle spese
  rispettivamente per titoli e per missioni per ciascuno degli
  anni considerati nel bilancio triennale (allegato 5/a-b);

    f) il quadro generale riassuntivo delle entrate (per titoli) e
  delle spese (per titoli) (allegato 6);

    g) il prospetto dimostrativo dell'equilibrio di bilancio per
  ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato
  7) e prospetto di verifica rispetto dei vincoli di finanza
  pubblica (allegato 7 bis);

    h) il prospetto esplicativo del risultato presunto di
  amministrazione (allegato 8);

    i) il prospetto concernente la composizione, per missioni e
  programmi, del fondo pluriennale vincolato (allegato 9);

    j) il prospetto concernente la composizione del fondo crediti
  di dubbia esigibilità (allegato 10);

    k) l'elenco delle garanzie principali o sussidiarie prestate
  dalla Regione a favore di enti e di altri soggetti ai sensi
  delle leggi vigenti (allegato 11);

    l) il prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di
  indebitamento (allegato 12);

    m) l'elenco dei capitoli che riguardano le spese obbligatorie
  (allegato 13);

    n) l'elenco delle spese che possono essere finanziate con il
  fondo di riserva per spese impreviste (allegato 14).

    Comunico che è stato presentato l'emendamento 3.1, a firma del
  Governo.

    LUPO. Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE. Il numero legale sull'emendamento? E' un
  emendamento tecnico.

    LUPO. Ritiro la richiesta.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 3, così come emendato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

    «Articolo 4.
    Totale generale del bilancio triennale

    1. E' approvato in 21.219.261.387,16 euro in termini di
  competenza ed in 16.656.094.124,97 euro in termini di cassa il
  totale generale dell'entrata e della spesa del bilancio della
  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2019.

    2. E' approvato in 19.404.235.522,42 euro in termini di
  competenza il totale generale dell'entrata e della spesa del
  bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario
  2020.

    3. E' approvato in 18.795.613.224,05 euro in termini di
  competenza il totale generale dell'entrata e della spesa del
  bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario
  2021».

    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)


    Verifica numero legale

    LUPO. Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
  presenza con la scheda di votazione.
    Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
  pigiare qualunque tasto.
    Dichiaro aperta la verifica.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la verifica.

    Presenti     . 37

    L'Assemblea è in numero legale.

    Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

    «Articolo 5.
    Entrata in vigore

    1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso
  della sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2019».

    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Onorevoli colleghi, si sospende l'esame del disegno di legge
  di Bilancio a legislazione vigente prima del voto finale, per
  passare all'esame del disegno di legge n. 476, Disposizioni
  programmatiche e correttive per l'anno 2019, legge di stabilità
  regionale.
    Comunico gli stralci che sono stati fatti alla Presidenza
  nella legge di stabilità, ai sensi dell'articolo 7 del
  Regolamento Interno, e analoghe decisioni precedentemente
  assunte. Il Presidente ha deliberato di stralciare dal disegno
  di legge 476  disposizioni programmatiche e correttive ,
  respingendole quindi dal testo in quanto presentano profili di
  incostituzionalità le seguenti disposizioni: art. 1, comma 4,
  art. 14, art. 20, art. 39, art. 47, art. 48, art. 49 ed art. 51,
  comma 2.
    Mentre le seguenti disposizioni, che ora elencherò, potranno
  essere riprese in esame - non quelle di prima sono stralciate e
  basta - soltanto a condizione che siano riformulate per
  adeguarle ai limiti posti dalla normativa nazionale e
  comunitaria, e sono: l'art. 22, l'art. 26, l'art. 32, l'art. 41,
  l'art. 44 e l'art. 50.
    Le seguenti restanti disposizioni potranno essere esaminate a
  condizione che siano modificati, da parte del Governo, gli
  elementi suscettibili di recare effetti finanziari sul Bilancio
  della Regione -per cui, su questi aspettiamo un parere del
  Governo -  e sono: art. 17, art. 30, art. 31, art. 45 e art. 52
  nei commi 1 e 2.
    Gli Uffici faranno avere via mail, ad ognuno di voi, il
  disegno di legge di stabilità, con queste modifiche appena
  comunicate. Rimane aperta la seduta, che viene sospesa.
  Ricordiamo che gli emendamenti a questa legge di stabilità,
  possono essere presentati fino a mercoledì prossimo, alle ore
  16.00. La seduta sarà sospesa e riprenderà lunedì, 11 febbraio
  2019, alle ore 16.00.

    COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
  ringrazio per avermi dato la parola. Per la verità, io volevo
  porre all'attenzione dell'Aula l'argomento che già ha accennato
  e fatto arrivare a quest'Aula, nel precedente intervento, il mio
  capogruppo, Roberto Di Mauro, a proposito del processo attuativo
  del regionalismo differenziato.
    A chi fosse sfuggito, si sappia che, in seguito all'articolo
  116 della Costituzione si dispone che, alcune Regioni a statuto
  ordinario possono chiedere l'applicazione di altre forme di
  autonomia delle regioni stesse. Sappiate che questo
  procedimento, avviato dalla Regione Veneto e, com'è stato detto,
  dalla Regione Lombardia ed Emilia Romagna, ha già raggiunto lo
  stadio di pre intese con il Governo nazionale.

    PRESIDENTE. Colleghi, l'onorevole Compagnone sta parlando.
  Però, onorevole Compagnone, se lei presenta un ordine del giorno
  lo trattiamo alla prossima seduta ed il problema è risolto.

    COMPAGNONE. Lo stavo spiegando.

    PRESIDENTE. Intanto lo presenti, e poi quando si dovrà votare
  lo spieghiamo.

    COMPAGNONE. Io sto spiegando, se gentilmente i colleghi mi
  danno due minuti di ascolto, che è utile che il Governo preveda
  una assemblea straordinaria prima di entrare nel ragionamento
  della finanziaria, e cioè prima di giorno 12 e prima di giorno
  15, perché giorno 15 gennaio il Governo nazionale firmerà,
  eventualmente, l'accordo con le tre Regioni Veneto, Lombardia ed
  Emilia Romagna sul regionalismo differenziato.
    E' importante che la Regione Sicilia, come del resto ha fatto
  già solamente la Calabria, intervenga su questo argomento per
  noi esistenziale, perché finiremmo - come è stato detto, tra
  l'altro, più volte questa sera - noi metteremo pezze per i
  prossimi cento anni, ma la Regione Sicilia non potrà mai e poi
  mai avere un equilibrio finanziario sereno se non mettiamo in
  condizioni, la Regione siciliana, di ridiscutere gli accordi col
  Governo nazionale.
    Ecco perché è importante che noi diciamo la nostra, che
  quest'Assemblea possibilmente all'unanimità, batta un colpo,
  come si suol dire, dica la propria sul regionalismo
  differenziato e lo dobbiamo fare prima di giorno 15 gennaio.
    Io, nei prossimi giorni, presenterò un ordine del giorno.
  Spero che tutti lo votino, spero che tutti lo sottoscrivano.

    LO CURTO. Lo firmo anche io.

    COMPAGNONE. Grazie. Perché non possiamo, su questa cosa, noi
  essere silenti e poi dopo giorno 15 piangere, come al solito,
  lacrime.

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi ho visto
  velocemente gli articoli stralciati, e tra questi c'è l'articolo
  49, che è un articolo che è stato discusso per ben due volte
  dalla Commissione di merito, e ha ricevuto parere favorevole
  anche in Commissione Bilancio. Quindi, per ben tre volte ha
  superato lo scoglio di una votazione di Commissione, senza che
  nessuno accampasse motivi di incostituzionalità.
    Perché da quello che dice lei, l'articolo 49 è stato
  stralciato tra quelli che hanno profili di incostituzionalità, e
  vorrei capire il motivo e se c'è modo di recuperare. Ci deve
  essere un errore.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché la
  Presidenza ha fatto un lavoro di merito differenziato di alcuni
  stralci, alcune necessarie modifiche, eccetera, vorrei evitare
  che si apra una polemica quando riprenderemo la legge di
  stabilità.
    Ci sono norme, che sono contenute in questo testo, che erano
  nei collegati, per i quali le Commissioni di merito non si sono
  nemmeno espresse.
    Allora, siccome non voglio fare cose, come dire, che
  radicalizzano lo scontro, io chiedo alla Presidenza che chieda
  alle Commissioni di merito che hanno all'esame norme che erano
  nel Collegato e che sono state inserite, diciamo,  a scavalco
  nella legge di stabilità di esprimere in questa settimana che
  l'Aula non è convocata, quanto meno il parere, in maniera tale
  che l'esame dell'Aula possa tenere conto anche del giudizio
  delle Commissioni, altrimenti le chiudiamo le Commissioni.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Prendo positivamente
  la sua richiesta e, quindi, chiedo agli Uffici di inviare questi
  articoli alle Commissioni di merito per un loro parere. C'è una
  settimana di tempo per poterlo avere, quindi le Commissioni
  dovranno dare il parere entro la settimana prossima.
    La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.04 di venerdì 1 febbraio 2019,
    è ripresa alle ore 16.22 di lunedì 11 febbraio 2019)

    La seduta è ripresa.

    Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere con la
  discussione generale vorrei fare una comunicazione all'Aula.
    Ad integrazione di quanto comunicato precedentemente, comunico
  che questa Presidenza, ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento
  interno, ha altresì deliberato di stralciare dal disegno di
  legge n. 476/A  Disposizioni programmatiche e correttive per
  l'anno 2019. Legge di stabilità regionale  l'articolo 37 in
  materia di detrazione addizionale regionale Irpef, in quanto
  interviene su una disciplina sottratta alla competenza
  legislativa regionale.
    Comunico, inoltre, che l'articolo 26, in materia di vendita di
  beni dei Consorzi ASI in liquidazione, sarà esaminato
  congiuntamente al comma 4, lettera c) dell'articolo 52 per
  analogia di contenuto, previa riscrittura che preveda il ricorso
  alle procedure di evidenza pubblica.
    Comunico, infine, che l'articolo 36, recante disposizioni in
  materia di addizionale regionale Irpef, potrà essere esaminato a
  condizione che ne siano verificati, da parte del Governo, gli
  elementi suscettibili di recare effetti finanziari sul bilancio
  regionale.
    Resta così stabilito.


    Seguito della discussione unificata dei disegni di legge
   Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
  2019-2012 (nn. 475-475bis/A) e  Disposizioni programmatiche per
  l'anno 2019. Legge di stabilità regionale (n. 476/A)

    PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione generale del
  disegno di legge  Disposizioni programmatiche per l'anno 2019.
  Legge di stabilità regionale (n. 476/A).
    L'onorevole Savona, nella qualità di relatore del disegno di
  legge, aveva fatto la sua relazione.
    Qualcuno chiede di intervenire? Direi di contingentare il
  tempo a due ore, 120 minuti, in modo tale che sia una
  discussione che, già in parte, onorevole Cracolici, lei sorride
  ma è stata ampiamente fatta sul disegno di legge del bilancio.
  Abbiamo rinviato la discussione su questa parte, credo che due
  ore possano bastare. Resta così stabilito.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole colleghi, assessori,
  devo dire che se non ci fosse stata l'intervista del Presidente
  della Regione, che oggi non vedo, forse non avrei neanche
  sentito la necessità di parlare.
    Come è noto ho proposto un'altra strada, il Governo sta
  insistendo su un'altra strada, se ne assumerà la responsabilità
  considerato che, questa legge di stabilità, ad oggi, non
  consente di dare copertura certa a quelle categorie che, ogni
  anno, hanno avuto quanto meno la garanzia di fare, ripeto quanto
  meno, le stesse giornate di lavoro dell'anno prima; alcune
  categorie sociali come i ciechi, i sordomuti, i talassemici, i
  teatri, insomma ci sono problemi aperti che spetterà al Governo
  di trovare una modalità di gestione del problema politico e
  sociale. Chiudo la parentesi.
    Ho chiesto, invece, di intervenire perché continuo a sentire
  argomenti, e mi è venuto un dubbio. Quando leggo le parole che
  usa il Presidente della Regione, mi chiedo ma lo fa o lo è?
  Perché a questo punto il dubbio è seriamente, diciamo, connesso:
  io posso capire che nella lotta politica si usino argomenti che
  la colpa è sempre di chi c'era prima, e chi ci sarà dopo dirà
  che la colpa è di chi c'era pure prima, cioè è un gioco delle
  parti, ma stiamo facendo un buon servizio alla verità e alla
  Sicilia quando affrontiamo queste questioni che sono
  delicatissime, che riguardano la sostenibilità finanziaria non
  di questo bilancio della Regione siciliana nei prossimi anni?
  Continuando ad usare argomenti che sono quanto meno un
  depistaggio, perché io voglio brevemente riprendere la storia
  per cui siamo ancora qua.
     Il Governo regionale ha fatto un bilancio di previsione 2018,
  sostanzialmente, sulla base di un dato che ha determinato esso
  stesso, il rendiconto 2017 che si è concluso con un disavanzo di
  536 milioni circa di euro, tale disavanzo si è prodotto per una
  decisione del Governo in carica di far cancellare tra febbraio e
  marzo 2018, relativamente all'anno 2017 residui attivi per circa
  630 milioni di euro.
    La domanda è perché non si è fatto prima, mi chiedo se su quei
  residui attivi nel bilancio 2018 sono state previste
  riscossioni, sarebbe interessante sapere se quei residui attivi
  cancellati avevano nel bilancio di previsione, -  ma questi nodi
  verranno al pettine col rendiconto 2018, quando andremo in
  giudizio di parifica, perché molti problemi li stiamo soltanto
  rinviando -, bene quei 630 milioni di cancellazione dei residui
  hanno determinato un peggioramento della situazione nell'anno
  2017 di 538 milioni di euro circa, a fronte di 119 milioni di
  Euro di avanzo di competenza.
    Quindi, tradotto, pur avendo una gestione 2017 che ha prodotto
  un avanzo, noi abbiamo prodotto contabilmente un disavanzo,
  salvo nel bilancio 2018 non prevedere come quel disavanzo, che
  aveva generato questo Governo, si doveva coprire.
    A fine anno abbiamo fatto l'assestamento per coprire una parte
  di quel disavanzo con la triennalità, e dopo qualche giorno il
  Governo regionale predispone una manovra finanziaria di bilancio
  e finanziaria, e addirittura pretendeva che fosse approvato
  entro fine anno a tal punto che non voleva neanche fare
  l'esercizio provvisorio, sostenendo che le carte erano a posto,
  eppure già il Governo a novembre, non a dicembre, conosceva
  l'esito della sentenza della Corte dei conti con la quale
  sostanzialmente non solo ci diceva che dovevamo coprire i 500 e
  rotti milioni del disavanzo 2017, ma chiedeva di conteggiare
  anche la parte non riscossa che a seguito del disavanzo prodotto
  nel 2017 avevamo il dovere di conteggiare, complessivamente,
  pari a circa 2 miliardi e 100 milioni di euro.
    Quindi il Governo a fine anno pretendeva di approvare un
  bilancio che era falso, falso, perché la sentenza già si sapeva
  che chiedeva di recuperare 2 miliari e 100 milioni, e noi
  avevamo fatto una manovra sostanzialmente limitata ai soli 500 e
  rotti milioni; poi c'è stata la norma nazionale che ha
  consentito di spalmare, io dico giustamente, gli altri 1.600
  milioni di Euro in trent'anni, ma, ripeto, quella norma è
  intervenuta successivamente da quando è stato presentato il
  bilancio che non conteneva la copertura, diciamo, neanche in una
  annualità o in tre anni, o in vent'anni, o in trent'anni, del
  restante miliardo e seicento milioni.
    Allora, continuare a dire  la colpa è di chi c'era prima , io
  vorrei ribadirlo e spero che l'Assessore Armao, che ogni tanto
  dovrebbe ricordarsi che lui fa l'Assessore, ma quando qualcuno
  dice  chi c'era prima , parla anche di lui, visto che io non ho
  mai fatto l'Assessore per l''Economia, un po' capisco il
  bilancio però non l'ho mai fatto l'Assessore per l'Economia,
  però la tecnica del  chi c'era prima  è una tecnica, ripeto, che
  comincia ad essere fastidiosa perché non è la verità, non li ha
  prodotti Armao quei debiti e né li ha prodotti dopo di lui.
    Stiamo parlando del fatto che nel 2015, a seguito dell'entrata
  in vigore del Decreto legislativo 118, i bilanci di tutte le
  Amministrazioni pubbliche sono stati chiamati a essere ripuliti,
  cancellando residui attivi cioè false entrate che si riportavano
  anno dopo anno che consentivano di avere giustificazione a
  uscite o a residui passivi per i quali c'erano obbligazioni, ma
  che sapevamo da anni essere false entrate, quindi lo Stato ad un
  certo punto a tutti gli enti ha detto nel 2015 ripulite i
  bilanci di cose di 20, 30 anni fa e da questo momento ai sensi
  del 118 il bilancio si costruisce con un meccanismo di
  trasparenza diverso.
    Mi chiedo, perché nel 2015 non sono stati contenuti anche quei
  600 milioni cancellati nel 2017, la responsabilità di chi è? E
  perché nel 2017 si cancellano quei 630 milioni dove,
  probabilmente - lo dico a bassa voce - non era così obbligatorio
  cancellarli o almeno in parte nel 2017, determinando un
  peggioramento del rendiconto 2017, con tutte le conseguenze che
  si sono determinate a seguito di quel peggioramento.
    Io insisto, Presidente, che quest'Aula su questioni così
  delicate, io devo dire una delle cose che mi preoccupa è la
  disattenzione generale a questi temi come se il tema del
  bilancio è solo un problema di che cosa riesco a conquistare di
  spesa, io singolo deputato, piuttosto che capire ma di che cosa
  stiamo parlando
    Se oggi siamo a un punto, a uno snodo delicato perché per la
  prima volta, sostanzialmente, approviamo una legge di stabilità
  a zero euro, a zero euro, tranne - anche questa è una novità -
  un  lecca lecca  che è contenuto nella legge di stabilità che è
  il famoso Allegato con il quale si prevedono 30 milioni di euro
  come fondo globale a disposizione di nuove attività legislative,
  quindi a fronte di un bilancio, non di una legge di stabilità,
  che riduce di 150 milioni circa la spesa dell'anno precedente.
  Non dico poi come vengono coperte alcune delle, ad esempio i 53
  milioni, le  tecniche di copertura, l'ho detto nel bilancio e lo
  ripeto qui, nel 2020 ci prendiamo i soldi dei pensionati della
  Regione, ma questo vedremo che succederà
    Ma quello che mi preme sottolineare che a fronte di un
  bilancio e di una legge di stabilità che taglia di fatto 150
  milioni di spesa conosciuta, non obbligatoria ma obbligata, noi
  prevediamo 30 milioni per le nuove attività legislative ed è
  l'unico elemento che costituisce il famoso  lecca lecca   magari
  per alcuni deputati che sperano che con il  Collegato' potranno
  approvare norme di spesa, dimenticando che, nel frattempo,
  cancelliamo spese per chi attraverso quella spesa vive e campa
  in Sicilia. Altro che reddito di cittadinanza  Qui dobbiamo fare
  il reddito alternativo tra chi lo perde e chi, speriamo, lo
  avrà
    Allora, Presidente, io chiudo perché credo che l'argomento che
  ho voluto sottolineare in questo dibattito, ripeto mi dispiace
  che il Presidente non ci sia, c'è l'Assessore che degnamente lo
  sostituisce, però  - ripeto - la questione insopportabile è
  questo gioco delle responsabilità del passato. Il rendiconto
  2018, non sono un previgente o non sono un profeta, si annuncia
  peggiore del rendiconto 2017 e quando andremo al giudizio di
  parifica Musumeci a chi la darà la colpa? A quelli che c'erano
  prima, che nel 2018 c'era sempre lui?
    Allora, questa filosofia di nascondere, di nascondersi nei
  problemi addossando, individuando un nemico, alla fine dimostra
  che il nemico, magari lo comunichi chi è, il nemico si difende
  ma non risolvi un solo problema di questa Terra. Oggi, ho visto
  che il nemico non è più solo, che c'era prima ma ho visto che il
  Presidente della Regione ha stabilito una categoria dei deputati
  della sua maggioranza tra complottisti e, consentitemi - lo dico
  in maniera volgare perché questo voleva dire - e  leccaculo' di
  professione; perché oggi leggendo l'intervista ho capito che
  ambedue, non ha ancora capito chi fa cosa, ma ambedue lo urtano,
  anch'io al suo posto sarei urtato delle due categorie che ha
  però ha il dovere di dirlo e soprattutto se lo fa alla vigilia
  del voto sulla legge di stabilità mi sono chiesto: ma Musumeci
  quale obiettivo ha con questa legge di stabilità? Se ho capito
  bene, più che avere approvato una legge vuole o spera che si
  crei un caos.
    Quindi, altro che responsabilità di chi c'era prima, c'è un
  problema di una responsabilità di chi non sa che pesci prendere
  e prova a buttare fumo e dire:  la colpa è di tutti gli altri
  del Parlamento, perché ha usato il Parlamento come dirimpettaio
  contro il Governo che è una tecnica, diciamo, un poco -
  consentitemi di dire - un poco veramente ridicola per il modo
  anche approssimativo, non serio, non istituzionale, di
  affrontare problemi delicati e complessi; e soprattutto, siccome
  non mi sento colpito né nell'essere complottista perché io sono
  all'opposizione di questo Governo in maniera trasparente
  nell'essere  leccaculista  perché non appartengono a quell'altra
  categoria quindi con me non parla, io penso che sta parlando con
  una parte di questa Assemblea, prevalentemente quella che
  attiene alla sua cosiddetta maggioranza che lui non ha mai
  riconosciuto.
    Quindi, mi premeva sottolineare questi due aspetti, prima la
  falsità delle cose dette, un bilancio che ci lascerà una serie
  di problemi seri per i siciliani o per una parte dei siciliani,
  nessuna idea nuova, se non piccole scopiazzate enorme che
  vengono recepite e introdotte in Sicilia, ma sostanzialmente un
  Governo che, non affrontando nessun problema, dice che la colpa
  è solo di quelli che c'erano prima o di quelli che siedono al
  Palazzo a Sala d'Ercole.

    TRIZZINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TRIZZINO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  intervengo sulla legge di stabilità e in particolare su un
  articolo che mi serve per porre una domanda alla Presidenza e
  all'Ufficio della Presidenza, cioè il metodo che è stato
  utilizzato per stralciare alcune norme di questo disegno di
  legge. E mi riferisco, in particolare, ad una che è quella che
  era contenuta nell'articolo 49 che illustro brevemente.
    Questa norma stabilisce in materia di edilizia che affinché si
  possa ottenere un titolo edilizio qualunque esso sia o permesso
  di costruire ad altri è necessario produrre, accanto alla
  documentazione stabilita per legge, anche l'attestazione di
  pagamento del professionista. Ora, questa norma è stata
  stralciata dal testo della Finanziaria con delle motivazioni che
  dovrebbero essere legate semplicemente a questioni di
  legittimità costituzionale, e qui mi sorge il dubbio e per
  questo sollevo questa domanda a lei Presidente e a tutti i
  colleghi.
    La norma è stata approvata per ben due volte dalla Commissione
  di merito, dalla Commissione  Ambiente  con il voto favorevole
  di tutti i deputati, con il parere dell'assessore Cordaro, che
  in questo momento non è presente in Aula ma che comunque
  condivideva lo spirito della norma al punto che - signor
  Presidente, vorrei che mi ascoltasse, perché è una domanda che
  rivolgo direttamente a lei - al punto che il Presidente della
  Commissione, quindi ottenuti i pareri dell'Assessore, il quale
  ha condiviso la norma, al punto che l'ha introdotta nella
  riforma edilizia del Governo.
    Cioè questa norma stralciata dalla Finanziaria e contenuta in
  un articolo del disegno di legge del Governo in materia di
  edilizia. la norma ha resistito all'impugnativa della Corte
  costituzionale ben due volte, è stata letteralmente copiata
  dalla passata Legislatura, perché questa norma nasce da un
  disegno di legge presentato nella passata Legislatura dal Gruppo
  parlamentare Movimento Cinque Stelle che poi è stata adottata da
  altre regioni, che sono la Regione Calabria e la Regione
  Campania. Addirittura, la Regione Calabria l'ha adottata ad
  agosto, per cui sono spirati 60 giorni affinché il Consiglio dei
  Ministri potesse impugnare la norma.  La norma ha resistito e
  non ha ottenuto alcuna difficoltà a poter essere vigente. Ciò
  nonostante, il suo Ufficio oggi l'ha stralciata.
    Tengo a dire che questa norma è frutto di due anni di lavoro
  in Commissione, sia nella passata Legislatura che in questa,
  nella quale sono stati sentiti tutti gli ordini professionali
  che sono coinvolti a vario titolo all'interno della materia
  edilizia, dagli architetti, agli ingegneri, ai geometri, ai
  geologi. La norma è stata condivisa a tal punto, come le dicevo,
  che è stata adottata da altre due regioni ed in queste due
  regioni è effettivamente vigente ed operativa, in una di queste
  già da agosto.
    Quindi, la mia domanda è, signor Presidente, le chiedo il
  motivo per il quale è stata stralciata, ma in ogni caso abbiamo
  ripresentato questa norma tra gli emendamenti aggiuntivi e ci
  auguriamo che venga trattata, perché è chiaro che diversamente
  dovrò pensare che l'analisi che lei e il suo Ufficio ha condotto
  sugli emendamenti stralciati non è soltanto giuridica, ma è
  anche politica, è questo chiaramente non depone a favore del
  lavoro che hanno portato avanti i componenti della Commissione,
  sia della IV Commissione, che di tutta l'Aula.

    FAVA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sarà
  l'occasione nel corso della discussione più specifica sui
  singoli articoli e degli emendamenti di entrare nel merito di
  questa legge di stabilità, però vorrei consegnarle due
  osservazioni, una di merito ed una di metodo.
    Il metodo non è legato all'assenza del Presidente della
  Regione, che - come è stato ricordato - è egregiamente
  sostituito dall'Assessore per l'economia e dagli altri colleghi
  della Giunta. E' normale che il Presidente possa essere
  trattenuto da altre ragioni, da altre urgenze, da altri impegni,
  è meno normale però che questo Parlamento che è chiamato a
  riunirsi, da una legge di stabilità all'altra, debba sempre
  apprendere attraverso le rassegne stampa qual è l'opinione che
  il Presidente della Giunta ha di questa Assemblea e quali sono
  le forti contraddizioni che ribalta su questa Assemblea.
    A noi sarebbe piaciuto avere ascoltato oggi da lui le cose che
  abbiamo letto sui giornali, perché ci avrebbero permesso di
  entrare oggi, in presa diretta, in confronto con il Presidente
  su una serie di ricostruzioni abbastanza comode e fantasiose
  della storia politica di questa Regione negli ultimi vent'anni.
    Quando oggi il Presidente della Regione ci fa sapere che
  considera questo debito la peggiore eredità del Governo
  Crocetta, sa di dire una cosa falsa - è stato ricordato dal
  collega Cracolici - e lo dico io che sono l'ultimo tra coloro
  che vorrebbero essere chiamati a difendere l'operato del Governo
  Crocetta, ma, come ha detto il Procuratore generale della Corte
  dei conti, in quell'operazione il Governo Crocetta ha fatto
  un'operazione meritoria, perché ha finalmente portato a
  riemersione residui attivi che nel corso di vent'anni si erano
  accumulati sui bilanci della Regione rendendoli sostanzialmente
  fittizi, falsi, totalmente gonfiati.
    Ed allora, un fatto di onestà politica avrebbe preteso che il
  Presidente lamentasse le condizioni in cui la sua Giunta è
  costretta ad operare, ma ricordarsi che la responsabilità di
  questa accumulazione di residui attivi e di questi bilanci iper
  gonfiati non può essere attribuita all'ultimo Governo, ma
  anch'essa va spalmata su vent'anni di Governi precedenti e sono
  in buona parte Governi di centrodestra che hanno visto come
  testimoni, in alcuni casi anche come protagonisti, alcuni
  onorevoli colleghi che sono testimoni e protagonisti di questa
  Legislatura dai banchi del Governo o dai banchi dell'Assemblea
  regionale.
    E questo è un primo punto sul quale noi abbiamo necessità di
  una chiarezza nei confronti del Presidente della Regione: o
  l'Assemblea regionale resta una cassetta delle lettere alla
  quale inviare ogni tanto messaggi di scarso gradimento, di
  preoccupazione complessiva sulle sorti della politica siciliana
  senza raccontare cosa realmente sia accaduto dal Governo
  Cuffaro, al Governo Lombardo, al Governo Crocetta oppure c'è la
  possibilità di ragionare sulle presunzioni che il Presidente
  Musumeci offre a discussione e sulla risposta che questa
  Assemblea vorrà dare.
    Il secondo punto. E' vero, come ricorda il collega Cracolici,
  che la sentenza della Corte dei conti risale a mesi fa, a
  dicembre abbiamo avuto soltanto le motivazioni di questa
  sentenza per cui scoprire improvvisamente che la Regione si
  trova a dovere colmare un debito accumulato nel corso degli anni
  è una scoperta che poteva essere affrontata anche con una
  strategia diversa da quella dell'emergenza che viene proposta in
  queste ore, in tempi molto meno drammatici di quelli che oggi
  stiamo conoscendo. Ed è anche vero, è giusto, è bene che se Roma
  se ne vorrà fare carico questo debito possa essere spalmato
  tutto nell'arco dei trent'anni.
    Però, a questo punto, entra una domanda di merito sulla quale
  noi vorremmo un confronto con il Presidente, con la Giunta e con
  il dettaglio di questa legge di stabilità: queste cifre che si
  recuperano a che cosa dovrebbero essere destinate? A tenere
  insieme, a recuperare, a saldare le lacerazioni della
  maggioranza? A fare in modo che si possa andare avanti con una
  maggioranza che ha la necessità di trovare in questa legge di
  stabilità anche una propria voce occasione di spesa? Oppure a
  dare finalmente voce alle emergenze sociali che questa legge di
  stabilità non è in condizioni di affrontare? E' una domanda che
  noi articoleremo, Presidente, passaggio per passaggio nella
  discussione del voto dei singoli emendamenti.
    Ci sarebbe sembrata cosa buona, giusta ed eticamente
  significativa che questo primo momento di ragionamento
  complessivo sulle intenzioni di questa finanziaria, che già nel
  primo articolo andremo a vedere, ha assunto una proiezione, una
  prospettiva che nulla dice di strategico, nella ragione di
  questa Assemblea; ci sarebbe piaciuto che questo primo scorcio
  di discussione potesse avere come interlocutore il Presidente
  della Regione siciliana e non la Rassegna stampa che
  quotidianamente ci racconta qual è il suo pensiero.

    ZITO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come al solito
  vediamo, io ho sentito prima intervenire l'onorevole Cracolici
  che cercava di divincolarsi da uno dei problemi, cioè parte
  delle colpe de partito che rappresenta ma una cosa sicuramente
  ha detto in maniera corretta: stiamo scontando i disastri fatti
  negli ultimi 20- 30 anni dove tutti in maniera alternata si sono
  succeduti, anche in maniera continuativa, ad amministrare questa
  Regione che è stata preda, depredata anzi più che altro, negli
  anni, che è stata oggetto di violenza, che è stata oggetto di un
  clientelismo sfrenato che in questo momento noi paghiamo e
  pagheranno soprattutto - già la mia generazione sta pagando - la
  generazione dopo la mia probabilmente ne pagherà anch'essa le
  conseguenze perché un concorso pubblico all'interno
  dell'Amministrazione regionale ormai è diventato qualcosa di
  impossibile proprio perché in generale ci si è divertiti con il
  clientelismo.
    Ho sentito dire, si è parlato del Rendiconto 2018 che è ovvio
  che ripercorrerà se non in maniera ben peggiore quello che già
  era stato scritto nel Rendiconto 2017, perché già nel Rendiconto
  2017 c'erano degli accorgimento e c'erano delle criticità
  sollevate e noi le abbiamo ripercorse tal quale aggravando anche
  la situazione.
    Tutti parlano di questa famigerata sentenza della Corte dei
  conti, ma a parte che lo sapevano tutti che la strada che si
  stava intraprendendo era quella e che non c'era tanta via di
  scampo, l'unica soluzione era cercare di trovare un accordo con
  Roma, ma invece di trovare una soluzione subito, immediata si è
  tergiversato.
    Se invece avessimo affrontato subito la questione,
  possibilmente nel bilancio nazionale e quindi già a dicembre,
  avremmo avuto forse qualcosa in più secondo me, caro Presidente.
  E, nonostante tutto, quello che nessuno ricorda dei miei
  colleghi, lei ogni tanto ne va dato atto che lo ricorda, che
  comunque sia lo Stato, con l'accordo prima del 18 dicembre 2018
  e successivamente poi, inserì nella legge di stabilità, ha
  inserito comunque sia una boccata di ossigeno per quanto
  riguarda la Sicilia. E comunque sia ha riaperto un accordo
  chiuso con Crocetta, in un certo senso, che ormai poteva mettere
  una pietra lapidaria sopra questa Terra.
    Però, nonostante tutto, noi ora ci accingiamo a votare questo
  bilancio. Non oso immaginare come poteva essere questa legge
  finanziaria qualora non ci fosse stata l'opportunità da parte
  dello Stato di spalmare un miliardo e 600 mila nei 30 anni e,
  soprattutto, senza quegli accordi che abbiamo visto che
  all'incirca garantiscono altri 600 milioni in più alla Regione.
    Quindi, noi stiamo solamente certificando che questa è una
  Regione fallita, fallita da tempo, perché il Decreto legislativo
  è del 2011 che noi abbiamo recepito solamente nel 2015 e che le
  analisi le abbiamo iniziato ovviamente in maniera tardiva e
  comunque sia sono incomplete. Perché qualora lo Stato
  intervenisse per darci anche tutti i soldi del disavanzo, un
  miracolo che ci aiuti nel superare questo momento, noi abbiamo
  solo 11 enti che hanno fatto il bilancio armonizzato e gli altri
  che non sappiamo, ad esempio, in che condizioni sono e che,
  quindi, potrebbero arrecare ulteriori problemi ai bilanci
  regionali.
    Vediamo che ciclicamente continuiamo sempre a votare, li
  votate, i debiti fuori bilancio perché c'è, comunque sia, una
  cattiva amministrazione. Ma tutto questo è condito da una
  attività e da una produttiva dell'Assemblea regionale siciliana
  scadente perché, comunque sia, ad oggi dopo praticamente 13 mesi
  non siamo riusciti a fare una riforma perché questo Governo non
  ha portato una riforma, signor Assessore, all'interno di questo
  Parlamento. E questo fa capire che, comunque sia, non si
  vogliono superare le criticità esistenti che ci sono in questa
  Regione; forse perché qualcuno ci sguazza.
    Ma anche l'attività amministrativa non ha brillato più di
  tanto, anche perché dobbiamo considerare che quando noi
  nominiamo dirigenti e funzionari di cuffariana e lombardiana
  memoria vogliamo dare continuità a quello che c'è stato nel
  passato. Quindi, non risolveremo mai nulla.
    Voglio andare più nel dettaglio per quanto riguarda il disegno
  di legge n. 476, quindi alla legge finanziaria. Ovviamente,
  abbiamo visto che si incide sempre sulle stesse cose perché il
  Fondo pensioni, i pensionati prima o poi si accorgeranno e si
  stancheranno perché negli anni passati si faceva di attingere
  sempre da loro anche per operazioni immobiliari, il trasporto
  pubblico locale, i talassemici, la cultura, eccetera.
    Ma poi ci sono alcuni articoli molto interessanti.
  Dell'articolo 7, che riguarda la trasparenza del bilancio, che
  parla del recepimento degli articoli previsti in stabilità per
  quanto riguarda la Regione siciliana ne abbiamo già parlato.
    C'è l'articolo 9 molto interessante che parla di convenzioni
  fiscali con le agenzie fiscali delle entrate, delle dogane e del
  demanio, dove praticamente c'è al comma 5, lettera b), dove si
  parla che  dopo le parole società, eccetera,  vengono aggiunte
  le seguenti parole: se entro tale data la convenzione non
  dovesse essere stipulata, il Governo della Regione è autorizzato
  ad avviare le procedure per la costituzione di un nuovo soggetto
  giuridico nelle forme più appropriate . Come se già noi
  partecipate, da questo punto di vista, non ne abbiamo. Ma questo
  è sempre per cercare di risolvere i problemi, chiamiamoli nuovi,
  in modi vecchi.
    Poi, ci sono le solite prese in giro e mi riferisco, ad
  esempio, alla stabilizzazione del personale delle Camere di
  commercio. Per fortuna, è stato inserito il comma 2 che almeno
  fa emergere questa presa in giro dove, ovviamente, avendo
  difficoltà economiche le Camere di commercio non potranno mai
  stabilizzare nessuno perché ci vogliono criteri di solidità
  economica che, ovviamente, non hanno.
    Abbiamo l'articolo  23, Assessore - qui c'è anche l'assessore
  Falcone che sa benissimo - dove si parla intanto di trattamento
  economico dei dipendenti dell'Istituto autonomo case popolari.
  Intanto, stiamo parlando di dirigenti, esattamente; c'è
  l'articolo 23 - io mi riferisco a lei, anche se non è
  governativo, perché è l'Assessore competente in merito - dove
  c'è già, perché fu chiesto dal suo Assessorato, un parere
  dell'Avvocatura che ha detto un  no  che mi sembra abbastanza
  tranciante però, nonostante tutto noi lo troviamo qui perché dei
  pareri dell'Avvocatura dello Stato a noi non interessa niente.
    Poi, ci sono le disposizioni del precariato, vediamo sempre
  questa Resais che, forse, avrà   potremmo scrivere che, per
  diritto di nascita, ogni siciliano entra alla Resais perché,
  poi, vanno a finire tutti là. Così facciamo prima e togliamo
  ogni problema.
    Poi, ci sono gli incarichi dirigenziali di livello non
  generale, Assessore. Io la invito, all'articolo 41, a
  rimodificare l'articolo perché nel resto d'Italia questo prevede
  un massimale di cinque anni e noi, invece, lo abbiamo di sette,
  sempre per essere particolari nelle nostre concezioni.
    E poi, ci sono vari tagli a vari generi fino ad arrivare a
  quello che è l'emblema di una Regione che sta annegando, che sta
  affondando che è l'orchestra del Presidente Miccichè - potremmo
  così chiamarla -  perché, a quanto pare, è qualcosa che lui ha
  voluto moltissimo.
    Ecco, intanto sembra veramente la scena del Titanic che,
  quando tutto sta affondando, quello a cui pensiamo è solamente
  questa orchestra che sarà l'unica che avrà un po' di gioia, un
  po' di respiro in un bilancio  lacrime e sangue .
    Quindi, noi vi chiediamo acceleriamo nell'approvazione di una
  finanziaria possibilmente togliendo quelli che sono articoli che
  non hanno senso o che hanno avuto pareri contrari, eccetera.
  Diamo un minimo di ossigeno e poi ci possiamo sedere anche a
  Roma per cercare di salvare questa Regione dai disastri che
  avete combinato voi nei decenni.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
  intanto non condivido che siano stati contingentai i tempi.
  Peraltro, non se ne era discusso in Conferenza dei capigruppo
  per la discussione generale, considerato che parliamo del
  disegno di legge più importante, insieme al bilancio, che
  impegna l'Aula annualmente, appunto la legge di stabilità.
    Non voglio avere neanche un approccio burocratico; le chiedo,
  però, di tenere conto dell'esigenza di garantire al dibattito
  d'Aula il tempo necessario, anche perché non vorrei che, dopo
  aver limitato lei gli interventi della discussione generale,
  fosse costretto a sospendere l'Aula perché la maggioranza non ha
  i numeri sufficienti per portare avanti il bilancio già
  approvato, tranne il voto finale, ed ovviamente la legge di
  stabilità.
    Atteso che - dichiaro subito - il Partito Democratico farà
  un'opposizione dura ad un disegno di legge che, in una parola,
  definiamo  di tagli . Tagli a categorie produttive, al mondo del
  lavoro, al mondo dell'agricoltura in particolare, tagli perfino
  ai centri antiviolenza, a categorie svantaggiate che si vedono
  sottrarre il reddito minimo di inserimento, a categorie come i
  PIP, i consorzi di bonifica, perfino di garanzia occupazionale,
  l'ESA, anche per la meccanizzazione, quindi parliamo di servizi
  minimi, garanzie occupazionali per la meccanizzazione, i
  disabili, il reddito di inclusione.
    L'elenco è lungo, ma per sintesi vado per titoli. Istituti
  importanti che svolgono una funzione di sviluppo, di settori
  strategici per la Sicilia come l'istituto Vite e Vino,
  l'incremento ippico di Catania, lo zootecnico, le riserve
  naturali, quindi un colpo anche all'ambiente, gli enti parco,
  gli ERSU.
    Si tagliano perfino le indennità per la cura dei talassemici.
  Un attacco alla cultura senza precedenti a tutti i teatri,
  pubblici e privati, alle categorie più svantaggiate dei
  disabili, i ciechi, i sordi, l'Istituto Salamone Florio, le
  scuole per l'assistenza sociale, i consorzi universitari,
  l'obbligo scolastico, quindi anche un attacco al mondo
  dell'istruzione, le scuole paritarie e, perfino, la manutenzione
  straordinaria delle scuole viene tagliata per circa 262 mila
  euro pur sapendo che alcune scuole non sono agibili per
  condizioni di mancanza di sicurezza.
    L'Orchestra sinfonica siciliana, il teatro Massimo, il Biondo,
  lo Stabile di Catania, il Massimo Bellini di Catania, il
  Vittorio Emanuele, l'Inda, Taormina Arte, Orestiadi e teatri
  privati, tutto falcidiato, teatri che non potranno svolgere
  l'attività già programmata per il 2019, con danni molto pesanti
  anche per il turismo culturale della nostra Isola.
    Così come tagli alla scuola del cinema, alle iniziative
  promosse per cultura, per attività sociali, dicevo, dei ciechi,
  l'Helen Keller, il Braille, anche le categorie che riguardano il
  mondo universitario, perfino il Fondo di solidarietà, per le
  richieste estorsive, subisce un taglio di oltre 600 mila euro ed
  i comuni subiscono un taglio di 1 milione e 600 mila euro circa
  per il ricovero dei minori, cioè spese non comprimibili che,
  sicuramente, non sono un capriccio per alcuno, ma necessarie per
  assicurare un minimo di assistenza ai minori più svantaggiati.
    Il massacro del settore dello sport che colpisce i giovani in
  Sicilia e migliaia e migliaia di associazioni dilettantistiche
  sportive che fanno, con grande passione, il loro lavoro.
    Assurdo, infine, il taglio al Fondo pensioni per la buonuscita
  dei dipendenti regionali per oltre 9 milioni e mezzo di euro già
  per l'anno 2019, che si ripete per 16 milioni e mezzo per il
  2020, oltre il taglio alle pensioni per il 2020 per circa 11
  milioni di euro.
    E concludo con una cosa che considero davvero scandalosa: per
  la prima volta, dopo tantissimi anni, il bilancio e la
  finanziaria non hanno un solo euro di investimenti per i comuni
  e per le province.
    In questi giorni, tutte le categorie sociali stanno
  protestando per reclamare, da parte del Governo, la giusta
  attenzione. Noi siamo solidali ed impegnati affinché le loro
  richieste siano ascoltate dal Governo e, sicuramente, da questo
  Parlamento.

    PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
  facoltà.

    MARANO. Signor Presidente, Governo, colleghi, questa legge di
  stabilità che ci apprestiamo a discutere rappresenta l'ennesimo
  sopruso della dialettica parlamentare e l'ennesima testimonianza
  del fatto che questo Governo è incapace di pianificazione, di
  iniziative governative.
    Cari siciliani dovete sapere che, oggi, siamo qui in data 11
  febbraio 2019, ma questo iter infinito per la discussione di
  questa legge di stabilità che ci apprestiamo a trattare, è
  iniziato a fine dicembre, quando il 27 dicembre 2018 ci è
  arrivato il testo ed i primi di gennaio, abbiamo presentato poi
  i relativi emendamenti, ci siamo riuniti nelle Commissioni di
  merito, era la data 3, 4 gennaio 2019, dopodiché il nulla
  assoluto. La Commissione  Bilancio' è stata rinviata per ben 8
  volte. A fine gennaio c'è arrivato un testo stravolto rispetto a
  quello che ci era stato presentato per il quale avevamo lavorato
  e avevamo emendato e, oggi, ci ritroviamo in data 11 febbraio
  2019, finalmente in Aula, dopo oltre, quindi da fine dicembre,
  40 giorni.
    Questa legge di stabilità rappresenta completamente la
  mancanza di programmazione.
    Non c'è nulla che possa far sperare in uno sviluppo di questa
  Terra abbandonata completamente.
    Non c'è nulla di tutto ciò che c'era scritto in quel famoso
   libro dei sogni , cioè il DEFR.
    Ricordo di avere letto in questo  libro dei sogni  alcune cose
  che il Governo voleva fare. Per esempio: le agevolazioni al
  credito alle imprese, del ruolo delle garanzie pubbliche, del
  sostegno al credito per le PMI, invece, oggi, ci ritroviamo con
  il caos più totale, con la nascente IRC e non è prevista alcuna
  misura di sostegno per le imprese.
    Nel DEFR avevo letto pure, se non ricordo male, che erano
  previste delle misure a sostegno delle famiglie che vivono in
  condizione di povertà, ed in Sicilia vi vorrei ricordare, perché
  forse non lo ricordate, che i poveri si attestano al 29 per
  cento, siamo la seconda Regione che ha più poveri dopo la
  Calabria.
    La Sicilia vive in una condizione terrificante. Ogni giorno
  dobbiamo rispondere, o meglio, non rispondere a quelle che sono
  le esigenze dei siciliani e, ogni giorno, quando i cittadini ci
  scrivono e ci chiedono sui pagamenti, i lavoratori, i consorzi
  di bonifica, ai forestali, ai precari, gli agricoltori, mi trovo
  impotente insieme ai colleghi perché non sappiamo cosa poter
  dire a questa gente. Non possiamo dare alcuna speranza.
    E, allora, Presidente, penso che sia il momento di prendersi
  una responsabilità importante e se non siete capaci di gestire
  questa emergenza che abbiamo in Sicilia, vi consiglio magari
  anche di fare un passo indietro. Grazie.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
  facoltà.

    FIGUCCIA. Grazie, signor Presidente. Ora, terrei separati due
  argomenti, da una parte il bilancio di cui si parla da settimane
  in termini di lacrime e sangue, quel bilancio che sta vedendo,
  oggettivamente, preso d'assalto questo Palazzo e credo anche
  legittimamente per via di tante categorie che si sono viste
  assolutamente tagliare i capitoli di cui dovrebbero beneficiare
  a sostegno non di grandi cose o di surplus, ma a sostegno, li
  definirei, come dire, dei livelli minimi di assistenza, cioè
  della possibilità di percepire uno stipendio, che spesso tra
  l'altro è di seicento, settecento, ottocento, novecento euro, da
  una parte, quindi, il tema del bilancio e dall'altra quello
  della finanziaria e partirei dalla finanziaria.
    Presidente, penso che già a partire dall'articolo 1, dando un
  grande plauso al Vicepresidente della Regione, assessore Armao,
  sull'agevolazione per le persone fisiche che trasferiscono la
  propria residenza fiscale nella Regione, stiamo percorrendo
  quella strada giusta che il Presidente della Regione aveva
  prospettato in campagna elettorale, cioè, stiamo creando le
  condizioni per cui gente che, fino a questo momento, vede la
  Sicilia come una Terra senza prospettiva possa, invece,
  immaginare di trasferirsi non più solo in Portogallo ma in
  Sicilia. E, questa è veramente una prospettiva di rilancio per
  un Governo e soprattutto per la nostra Terra.
    E continuerei con l'articolo 3 che prevede agevolazioni al
  credito in favore delle imprese; anche lì un grande sostegno
  agli investimenti, al mondo produttivo, per arrivare
  all'articolo 4, l'esenzione in materia di tasse
  automobilistiche. Non continuo su tutta la finanziaria perché mi
  sembra di potere dire che, da parte del Governo, siano stati
  individuati dei percorsi assolutamente legittimi che centrano
  l'obiettivo rispetto alla possibilità di una prospettiva di
  rilancio. Quindi, accantonerei per un attimo la questione della
  finanziaria che trova assolutamente il plauso mio, di tutto il
  Gruppo, poi parlerà l'onorevole Lo Curto, ma mi concentrerei,
  invece, un attimino sul tema del bilancio.
    Allora, sul bilancio le cose stanno un attimo in maniera
  diversa e su quello vi devo dire che mi sento davvero
  preoccupato. Verrà il Movimento Cinque Stelle a dire che la
  responsabilità è di questo Governo, verrà questo Governo a dire,
  ed a questa maggioranza io mi iscrivo, che le responsabilità
  sono del Governo precedente, verrà l'onorevole Cracolici a dire
  che sono del Governo ancora precedente, a me devo dire la verità
  non interessa di chi sono le responsabilità, me le piglio io
    Facciamo una cosa. Allora, la Regione siciliana sta fallendo
  per colpa di Figuccia ed io voglio che fallisca purché vengano
  garantiti gli stipendi ai Pip, ai forestali, vengano pagati i
  disabili, venga garantita l'Esa, vengano garantiti i consorzi di
  bonifica, la responsabilità è di Figuccia  Facciamo affondare la
  Regione siciliana ma non prendiamocela con i più deboli. Questo
  lo voglio dire chiaramente e siccome la responsabilità è solo di
  Vincenzo Figuccia, Vincenzo Figuccia questo bilancio, a meno che
  non arrivi il Governo regionale con senso di responsabilità a
  tracciare un percorso alternativo - mi dispiace che non ci sia
  lo stimato Presidente della Regione ma vedo qui il
  Vicepresidente della Regione, l'assessore Armao - purtroppo a
  lei Assessore devo chiedere degli impegni. Devo chiederle delle
  dichiarazioni precise, perché non me la sento di uscire da
  questo Palazzo e dire a tutte le categorie che lei ha citato,
  onorevole Lupo, e che purtroppo non hanno avuto risposta nella
  precedente legislatura e che, anzi, si trovano in queste
  condizioni proprio per colpa di quel Governo regionale. Non me
  la sento di dire a quelle categorie che Figuccia ha approvato
  quel bilancio che non consente loro di prendere più gli
  stipendi.
    E, allora, il tema è questo: a costo di un scontro
  generazionale, preferisco dover essere responsabile di fronte ai
  miei figli ed alle generazioni che verranno, preferisco
  intestarmi nei loro confronti una prospettiva di rilancio che,
  probabilmente, è ancora da scrivere e che, comunque, inizia bene
  con l'articolo 1 di questa finanziaria, ma non me la sento
  davvero di dire a quella gente che me ne lavo le mani.
    Quella gente, oggi, chiede che questo Parlamento si impegni e,
  attenzione, lo chiede a tutti, lo chiede alla maggioranza e
  all'opposizione perché, vedete, in Abruzzo il Movimento Cinque
  Stelle è passato dal 40 per cento al 19,4 per cento e questo è,
  purtroppo, il frutto delle responsabilità che ci si deve
  assumere quando si governa.
    E' bello dire che tutto va male, è bello dire che i governi
  precedenti hanno governato male ma, vedete, quando si governa
  poi si compiono le scelte ed i risultati arrivano, che possono
  premiare o penalizzare.
    Ed allora, Vicepresidente della Regione, le responsabilità di
  tutti i mali della Sicilia sono di Figuccia, però le chiedo di
  salvare, in nome di queste responsabilità, tutte queste
  categorie che sono sotto il Palazzo, che hanno iniziato a
  manifestare già da questa mattina e che, con molta probabilità,
  rimarranno lì ad aspettare, con la mano tesa, fino all'ultimo
  voto che sarà espresso da questo Parlamento.
    Io le chiedo, insieme a me, di assumersi questa
  responsabilità, le chiedo di tendere una mano e dare risposta a
  queste categorie e, su questi temi, Vicepresidente della Regione
  siciliana, mi creda, non ci saranno né vittoriosi né perdenti.
  Diamo una risposta, intanto, a queste categorie ed a questo
  mondo, a quel mondo che lei, onorevole Lupo, citava prima e poi
  ripartiamo con la finanziaria.
    Ad oggi, a bocce ferme, purtroppo, questo bilancio non ha il
  mio voto a meno che, assessore Armao, lei davvero oggi potrà
  garantirci con un patto tra uomini d'onore che le risorse
  arriveranno, che ci assumeremo un'ulteriore responsabilità
  attraverso la spalmatura di quel, non giammai debito perché non
  di debito si parla, ma assolutamente, invece, di risorse che
  devono essere spalmate in 30 anni. Io prima ho chiesto
  all'assessore Armao se questo determina degli interessi:
  assolutamente no. Quindi, smettiamola con questa questione del
  debito, si tratta di un disavanzo con somme che possono essere
  redistribuite in un trentennio. Se questa risposta positivamente
  dovesse arrivare e se allora da parte del Governo regionale
  dovesse esserci rassicurazione in questi termini, sono certo che
  potremmo riparlarne rassicurando, intanto, la platea che è
  all'esterno.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
  facoltà.

    DI PAOLA. Presidente, colleghi, cittadini. Presidente, 90.000
  sono i siciliani che negli ultimi 4 anni sono andati via dalla
  Sicilia. Novantamila siciliani  Nonostante, da quello che ho
  capito anche dagli interventi dei colleghi, negli anni siano
  state fatte finanziarie e bilanci costruiti su crediti
  inesistenti. Quindi, in teoria, fino a qualche anno fa si
  potevano fare delle finanziarie sostanziose con crediti
  inesistenti ma, nello stesso tempo, 90.000 siciliani sono andati
  via.
    Allora, negli anni, e stiamo parlando non solo degli ultimi
  quattro ma negli ultimi vent'anni, la politica siciliana non ha
  pensato alle future generazioni, non ha pensato a programmare ma
  ha pensato al proprio orticello, a coltivare il proprio
  orticello, e sono proprio quelle future generazioni che, oggi,
  devono pagare tutto quel debito, debito che arriva da vent'anni
  di mala politica.
    E, cosa diciamo a queste generazioni che vogliono rimanere qui
  in Sicilia, vogliono far famiglia, vogliono investire qui nella
  nostra Terra? Presentiamo una finanziaria che, al di là, dei 2
  miliardi e 100 milioni di euro che devono essere spalmati nei
  trent'anni, una finanziaria dove non c'è alcuna programmazione e
  anzi nell'articolo 1 andiamo ad agevolare la gente che vuole
  trasferirsi in Sicilia; un paradosso, cioè i siciliani che sono
  qui in questa Regione e devono pagare colpe non loro, ma colpe
  di una politica che, negli anni, ha fatto di tutto per non
  mettere al centro il cittadino siciliano, oggi per poter
  migliorare e sviluppare le politiche della nostra Terra diamo
  soldi, diamo agevolazioni ai cittadini che si trasferiscono in
  Sicilia, anziché dare agevolazioni a tutti quei siciliani che
  sono qui nei paesi dell'entroterra, nei piccoli paesi, che in
  questo momento hanno pure difficoltà nelle piccole cose.
    Oppure ancora qual è la prospettiva? La prospettiva che cosa
  è? Il rilancio, si parla molto di rilancio del turismo, il
  Presidente Musumeci, in questi giorni, si è trovato alla fiera
  Bit. Ma come lo rilanciamo il turismo? Spendendo solo ed
  esclusivamente soldi, senza un coordinamento unico che possa
  veramente rilanciare il turismo in Sicilia  Vedo cartelloni
  sparsi ovunque negli aeroporti, vediamo un po' tutti noi alla
  Bit che si promuove la fiera del cavallo, nulla a volere alla
  fiera del cavallo, attenzione, che può essere un qualcosa che
  può servire al rilancio della Sicilia, ma sono queste le
  prospettive di questo Governo?
    Allora, Presidente, a questo Governo chiedo quali sono le
  idee, perché all'interno della finanziaria mi aspettavo idee per
  il rilancio della Sicilia. Dove siamo, Vicepresidente Armao?
  Dove vogliamo andare? Questo nella finanziaria non c'è

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne
  ha facoltà.

    CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tempo è
  davvero pochino, lo lascio per gli altri colleghi.

    MILAZZO. Onorevole Cancelleri, le cedo tutto il mio tempo

    CANCELLERI. No, non voglio fare polemica, per carità, collega
  Milazzo, tanto parlerò brevemente per illustrare quelli che sono
  alcuni punti, la finanziaria è talmente ampia nella sua
  costruzione che, ad un certo punto, ne ho perso anche la
  dimensione ecco, quindi, mi limito semplicemente a parlare di
  quello di cui conosco.
    Presidente, le voglio dire una cosa e lo voglio dire qui anche
  ai colleghi perché c'è davvero tanto di cui parlare, ma
  soprattutto alcune cose che sono veramente imbarazzanti. Chi mi
  ha preceduto ed anche alcuni colleghi del Movimento Cinque
  Stelle hanno parlato di un tema importante che è quello dei
  tagli, sono stati azzerati interi capitoli, oggi stiamo gettando
  nella disperazione alcune parti sociali, alcuni uomini e donne
  di questa Terra e mi riferisco agli stagionali dell'Esa, mi
  riferisco ad alcuni dei consorzi di bonifica che, in questo
  momento, stanno vedendo azzerati i loro capitoli, significa che
  non c'è una riduzione ma un azzeramento, significa che non c'è
  prospettiva, significa che non c'è la possibilità di continuare
  a lavorare; tagli che valgono su otto milioni, su nove milioni
  di euro in questa situazione.
    Ora, dico questo, ma come è possibile che non si riescano a
  trovare i soldi per continuare a far espletare un servizio che è
  sicuramente legittimo per tutti i siciliani perché lo devono
  avere, ma a garantire dei posti di lavoro quando, poi,
  all'interno di questa finanziaria, non toccandosi il Fondo per i
  comuni si sta dando la proroga per il 2019 e per il 2020 a
  quelli che erano i Fondi di riserva appostati in quella cosa e
  mi riferisco in questo caso agli 8 milioni di euro che vengono
  ridati sia per il 2019 che il 2020 al Comune di Catania.
    Ma, Presidente, vi ricordo che Assessori che venivano in
  Commissione  Bilancio', davanti all'autorevole guida del
  presidente Savona, dicevano che quello era un contributo una
  tantum per permettere alla nuova amministrazione di scrollarsi
  di dosso i guai della passata, ma non è che erano diventati un
  premio ogni anno da dare sempre allo stesso comune, anche perché
  non capisco perché agli altri comuni adesso non gli stiamo dando
  nulla, ed è questa la logica.
     E, allora, non va bene in questo modo ed è per questo che
  chiedo a questo Governo almeno di rivedere le riserve sulle
  bandiere blu, sulle bandiere verdi che sono assegnate non ad
  organismi amministrativi pubblici ma da enti che non si sa quale
  sia la natura e soprattutto altri tipi di riserve che valgono
  sempre su quel Fondo e di liberare risorse e darle in maniera
  seria, invece, su dati che oggettivamente vengono dati
  dall'Assessorato o da enti pubblici di riferimento e questo già
  metterebbe in sicurezza gli operai stagionali dell'Esa a cui
  ridaremmo di nuovo, invece, la speranza e la prospettiva di
  avere almeno un posto di lavoro al quale rivolgersi e al quale
  potere assicurare il futuro delle famiglie.
    Poi, le dico un'altra cosa. Io l'ho sfogliata. Io sono
  appassionatissimo di questo articolo 1, Presidente, di questo
  modello Portogallo. Colleghi, mi entusiasma in maniera proprio
  incredibile, voglio andarmene via dall'Italia per potere
  ritornare e non pagare, giustamente percorrendo quel periodo che
  mi serve per potere maturare la mia possibilità di non dover
  pagare quei tributi.
    Poi, però poi scopro, Presidente, che all'articolo 36 vengono
  aumentate le addizionali regionali dell'IRPEF, quindi, se da un
  lato mi dai la possibilità di tornare in Italia per pagare meno
  tasse e risiedendo in Sicilia, dall'altro lato mi stai dicendo
  che, nel frattempo, se guadagni un po' più di quello che è un
  ISEE normalissimo, perché non si sta parlando di tanti ISEE, poi
  che succede? Me lo aumenti. E da 1,23 me lo porti fino anche a
  1,78.
     Ora, vorrei capire una cosa, al di là di tutto, perché do la
  legittimità a questo Governo ed a questa maggioranza di prendere
  la direzione che vogliono, però, a fare il ruolo di opposizione
  mi trovo confuso quando mi ritrovo davanti un Governo che piglia
  mille direzioni diverse perché con l'articolo 1 va a destra e
  con l'articolo 36 va nella maniera direttamente opposta. Qui o
  decidiamo di dare delle possibilità e, quindi, di dire alle
  persone se torni di nuovo in Sicilia non ti facciamo pagare le
  tasse per dieci anni, non ti facciamo fare questo, ti regaliamo
  anche un set di pentole, una coperta di lana merinos e una
  teglia di cannoli direttamente da tre pasticcerie di  nota fama
  qui a Palermo, visto che ormai si usa questo termine giuridico
  per fare le leggi qui in questo Parlamento, oppure dici che se
  torni e hai però un reddito ISEE familiare superiore a, mi
  aumenti le tasse, o da una parte o dall'altra, non si può stare
  sicuramente in tutte e due.
    Per questo sono molto preoccupato, Presidente, perché vedo che
  c'è una assoluta incapacità di programmare il futuro di questa
  Terra e, oggi, purtroppo, mi ritrovo viste le difficoltà del
  bilancio regionale, a dovere dire che questo Governo, purtroppo,
  non sta neanche più navigando a vista, perché evidentemente orbo
  di vista e, quindi, con occhiali abbastanza spessi, il capitano
  mi sa che quegli occhiali li ha anche persi. Grazie.

    PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto.

    LO CURTO. Presidente, non ho chiesto la parola.

    PRESIDENTE. L'onorevole Lo Curto non ha chiesto di
  intervenire. Non ci sono altri che devono intervenire? Governo?
  Assessore Armao, vuole intervenire rispetto al dibattito?

    ARMAO, assessore per l'economia. Sì, alcune precisazioni sulle
  questioni che sono state sollevate, soprattutto con riguardo a
  quanto si è sviluppato nelle ultime settimane in ordine alla
  possibilità di effettuare un ripianamento trentennale anche per
  la residua parte del disavanzo acclarato con il giudizio di
  parifica del rendiconto generale della Regione.
    Questa residua parte che pesa sull'attuale bilancio e sul
  prossimo per 191 milioni di euro, è un adempimento che non
  darebbe e non dà refluenze negative né per il bilancio della
  Regione siciliana né per il bilancio dello Stato poiché non
  determina l'insorgere, a carico dello Stato, di esigenze di
  copertura finanziaria.
    Su questo già le interlocuzioni con il Ministero
  dell'Economia, sia con la struttura burocratica che con quella
  politica, sono in avanzato stato di definizione; come è noto
  erano stati presentati degli emendamenti in sede di conversione
  del decreto legge sulle semplificazioni, decreto legge che,
  purtroppo, è arrivato blindato dal Senato alla Camera, su questo
  decreto legge il Governo ha posto la fiducia e, quindi, non è
  stato possibile anche, nonostante la disponibilità evidenziata
  da parte degli Uffici del MEF, introdurre alcuna modifica che
  avrebbe potuto già rendere disponibile il ripianamento nel
  trentennio anche per questa residua parte del disavanzo.
    Sul punto devo informare l'Assemblea che, invece, è stata
  presentata, come è noto, la trasformazione degli emendamenti in
  ordini del giorno - è fatto che alla Camera e al Senato avviene
  sovente -, ed è stato presentato un ordine del giorno che ha
  recepito il testo dell'emendamento, quindi, la previsione del
  ripianamento trentennale anche per questa residua parte e questo
  ordine del giorno è stato accolto da parte del Governo, quindi,
  certamente non siamo difronte ad una norma che possiamo
  direttamente applicare ma che ci sia una piena interlocuzione ed
  una piena disponibilità è dato anche da questo oggettivo
  elemento della vita parlamentare, proprio perché era impossibile
  ogni altra ipotesi di soluzione stante la fiducia posta sul
  testo proveniente dal Senato.
    Come vi avevo anticipato la volta precedente, è noto che la
  legge di conversione al Senato del decreto legge semplificazioni
  conteneva una serie di importanti misure relative agli enti
  locali che la maggioranza che sostiene il Governo a Roma avrebbe
  voluto inserire nel decreto legge semplificazioni; gran parte di
  queste modifiche normative, su richiesta anche della Presidenza
  della Repubblica, è stata espunta dal testo di conversione
  poiché si riteneva che avessero dei dubbi profili di
  compatibilità con la natura giuridica dell'atto di conversione
  e, in qualche modo, investissero una disciplina diversa da
  quella del decreto legge che si intendeva convertire. Quindi, vi
  sono già una serie di norme, di disposizioni normative che la
  maggioranza è pronta a presentare e che però, purtroppo, non
  sono state recepite nel testo di conversione.
    Questo può consentire la valutazione e credo che sia all'esame
  del Governo nazionale questo tipo di valutazione, sul tema di un
  decreto legge che riguardi queste fattispecie, quindi, sotto
  questo profilo per dirla all'onorevole Figuccia al quale intendo
  dare una risposta formale in considerazione degli impegni che mi
  sono stati richiesti, ovviamente, il Governo è impegnato
  direttamente e con piena attenzione ad ottenere il risultato del
  ripianamento trentennale anche di questa parte. Ottenuto il
  ripianamento trentennale, se otteniamo il ripianamento
  trentennale, evidentemente potremo ripristinare le dotazioni.
    Tuttavia, vorrei evidenziare un dato: oggi parliamo di 191
  milioni che in un bilancio così asfittico sono risorse che
  incidono su aree assolutamente delicate della nostra società,
  nessuno lo disconosce, ed è una sofferenza prima per chi
  depaupera queste cose e anche per chi le approva, non minore.
  Tuttavia non dobbiamo dimenticare che l'approvazione di un
  bilancio di venti miliardi di euro che vengono mobilitati già da
  febbraio, è un fatto di assoluta rilevanza.
    Ho incontrato un sindaco, insieme a qualche parlamentare
  presente qui che lo ricorderà, che mi ha detto  ma vi rendete
  conto che io quest'anno potrò organizzare le iniziative del
  Comune, già a far data da marzo, mentre invece il bilancio
  arrivava di solito non prima di maggio o addirittura giugno?' E
  allora, in questo senso comprendo e comprendiamo tutti e ce ne
  facciamo carico, la difficoltà di approvare un bilancio così
  pesante. Peraltro oggi avete letto un'intervista ad
  un'autorevole giudice della Corte dei Conti che evidenzia un
  contesto di pesantissima situazione finanziaria che non ha
  creato questo Governo, non ha creato il precedente Governo, noi
  abbiamo soltanto il problema di risolverlo, qua il problema non
  è chi lo crea, il problema è chi lo risolve.
    Quindi è una situazione finanziaria complessiva, fatta di
  indebitamento, fatta di disavanzo, fatta di derivati, fatta di
  una serie di questioni che oggi conta risolvere, nella lealtà
  del confronto tra le forze che sostengono il Governo e le forze
  che vi si oppongono in modo più o meno di principio, ma
  certamente in un rapporto leale che guarda agli interessi dei
  siciliani, noi solo questi intendiamo perseguire, solo questi
  stanno a cuore di chi redige i documenti finanziari. Quindi
  l'impegno sarà quello e spero e devo dire ho trovato negli
  interlocutori romani del Mef, ma anche di altre componenti del
  Governo la massima disponibilità a risolvere problemi concreti,
  tenendo presente altresì che, se riusciamo a mobilitare queste
  risorse in un momento in cui si vive la recessione pesante e
  grave che vive il nostro Paese, certamente si tratterebbe di
  rimettere in moto segmenti della società che altrimenti
  resterebbero abbandonati a se stessi, cosa che non potremo
  consentire e non consentiremo.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo concluso gli
  interventi e la replica del Governo, volevo dare delle
  delucidazioni all'onorevole Trizzino a proposito del suo
  intervento, per la parte che riguarda lo stralcio dell'articolo
  49.
    Intanto, per ricordarle che né la Presidenza né tanto meno gli
  Uffici fanno scelte di carattere politico, le scelte sono
  soltanto di carattere tecnico e la norma che lei aveva messo in
  finanziaria faceva riferimento espressamente alla validità del
  titolo edilizio, relativo ai procedimento di CILA e SCIA, quindi
  una certificazione di pagamento rilasciata dal professionista,
  relativa alle prestazioni professionali eseguite. E' ovvio che
  tutto questo determina il contrario di quello che deve essere
  un'accelerazione e una certezza dei termini che sono stati
  indicati a proposito dei procedimenti in questione e, con
  riferimento particolare all'attività messa in campo dal
  Parlamento regionale della Calabria e della Campania, facevano
  con chiarezza riferimento ad un'autodichiarazione non del
  professionista, ma della ditta in ordine al corrispettivo
  spettante al tecnico, che era una condizione per il rilascio
  della licenza. Quindi, facendo un'analisi attenta di queste
  valutazioni, gli Uffici hanno proposto alla Presidenza, che ne
  ha seguito l'indicazione, lo stralcio, e così resta stabilito.
    Sospendo l'aula per dieci minuti, riprenderà alle 17:40.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.34, è ripresa alle ore 17.53)

    Presidenza del Presidente MICCICHE'

    La seduta è ripresa.
    Congedi

    PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione,
  onorevole Musumeci e l'assessore Salvatore Cordaro sono assenti
  per impegni istituzionali e, pertanto, sono da considerare in
  congedo per oggi.
    Comunico, altresì, che sono in congedo per oggi gli onorevoli
  Gennuso e Ragusa.

    Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
  legge
    nn. 475-475bis/A e n. 476/A

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo cominciare con le
  votazioni.
    Prima di votare, l'onorevole Trizzino ha chiesto di parlare,
  per un minuto velocissimo.

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Ciancio? Sulla stessa cosa
  su cui vuole parlare l'onorevole Trizzino?
    Io gliel'ho detto a Trizzino, appena parli tu, vogliono
  parlare tutti.
    Se, veramente, onorevoli, se fate una cosa velocissima,
  altrimenti non cominciamo mai. Onorevole Trizzino, ha facoltà di
  parlare per un minuto, perché poi un minuto lo devo dare alla
  sua collega.

    TRIZZINO. Signor Presidente, intervengo relativamente alle
  deduzioni che ha fatto il suo Ufficio sullo stralcio
  dell'articolo 49. Il Presidente Di Mauro ha citato una sentenza
  della Corte Costituzionale. Sarò brevissimo. E la sentenza è
  dell'anno scorso, la n. 246, che si riferisce ad una legge dalla
  Regione Abruzzo che è stata impugnata perché introduceva, o
  meglio, tentava di introdurre dei meccanismi semplificati per la
  gestione dei titoli edilizi.
    Ora, la norma che è stata stralciata , cioè l'emendamento che
  è stato presentato, che poi lo ricordo di nuovo, è passato due
  volte dalla Commissione di merito con il parere due volte
  positivo dell'assessore Cordaro, ed è contenuto nel disegno di
  legge, a firma del Presidente Musumeci, sulla riforma edilizia
  non ha nulla a che vedere con il contenuto di quella sentenza, e
  vorrei che mi ascoltasse, signor Presidente.
    Le motivazioni che vengono addotte dalla Corte Costituzionale
  sono allegate ad un procedimento semplificato che non c'entra
  niente con i procedimenti ordinari del permesso di costruire o
  di quelli abbreviati della Cila, della Scia e di tutti gli
  altri, e questo si evince anche da un passaggio della sentenza
  della Corte Costituzionale che, poi, sarebbe anche la massima
  con la quale la Corte Costituzionale chiarisce quello che è il
  principio entro il quale può gestire la norma la Regione, e
  resta precluso al legislatore regionale introdurre un modello
  procedimentale completamente nuovo.
    Noi non introduciamo nulla di completamente nuovo, ed anche se
  lo avessimo fatto, signor Presidente, in questo momento la
  Regione siciliana gode di autonomia speciale in forza
  dell'articolo 14 dello Statuto in materia di edilizia e, se così
  non fosse, non avremmo, nella passata legislatura, adottato una
  legge che recepisce in maniera dinamica ed in parte statica, il
  Testo Unico  Edilizia'. Così è in questo momento e così lo sarà
  affinché l'articolo 14 dello Statuto siciliano sarà vigente per
  cui, a nostro modo di vedere, lo stralcio di quella norma non ha
  niente a che vedere con l'aspetto giuridico. Grazie.

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E, poi, sull'argomento non do più
  la parola.

    CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un minuto
  preciso. Io non entrerò nel merito perché lo ha già fatto il mio
  collega, oltretutto, lui ha i titoli per farlo dal punto di
  vista giuridico, io no, però le chiedo di trovare una soluzione
  a questa situazione e chiedo se c'è la volontà di parte di
  quest'Assemblea, come c'è già stata nella Commissione, com'è
  stato nella Commissione Bilancio, se c'è la volontà da parte
  della Presidenza e se il Governo è d'accordo nella figura
  dell'assessore Cordaro, pensiamo ad una riformulazione
  dell'articolo che, tra l'altro, era nato con due formulazioni,
  perché ce n'era una come testo del Movimento Cinque Stelle, una
  un testo del Governo, prendiamo quella che può superare questi
  problemi di costituzionalità e rimettiamola in discussione
  perché, signor Presidente, quello che ha detto prima il
  Presidente Di Mauro, io ho qua l'allegato della Regione Calabria
  e parla di dichiarazione del professionista, non parla di
  dichiarazioni dell'azienda, quindi, mi dispiace, ma forse
  abbiamo fonti diverse. Le chiedo se troviamo un'altra
  formulazione che possa superare queste difficoltà evidenziate
  dagli Uffici di rimettere in discussione questo articolo.

    PRESIDENTE. La motivazione degli Uffici, onorevole Trizzino,
  non è mai di tipo politico, questo perché sia chiaro e sia di
  conoscenza di tutti perché vengono fatte senza che io ne sappia
  nulla e poi ne discutiamo dopo, per cui, certamente, non ci sono
  motivi politici dietro nessuna decisione degli Uffici.
    La motivazione degli Uffici mi convince, però, non ho motivo
  di non accettare l'invito di riguardare un attimo la motivazione
  dello stralcio. Chiedo agli Uffici di tenere un attimo sospeso
  lo stralcio di questo articolo, tanto per fortuna, non si chiude
  stasera. Stasera stessa farò in modo di guardare personalmente
  l'argomento, se mi convinco che gli Uffici hanno ragione lo
  lascerò stralciato, se mi convinco che c'è una strada per
  poterlo votare lo rimetteremo in votazione, ma quello che ha
  comunicato prima il Presidente Di Mauro è assolutamente quello
  che era corretto che lui dicesse e cioè gli Uffici normalmente
  fanno l'analisi sulle cose che costituzionalmente non sono
  valide. Già ancora ora gli Uffici mi dicono che
  costituzionalmente non è valido perché la validità degli atti
  amministrativi è una competenza esclusiva dello Stato, ma non
  c'è motivo di dire no per cui appena finisce l'Aula, sia
  l'onorevole Ciancio che l'onorevole Trizzino più il Segretario
  generale siete invitati nel mio Ufficio per fare una
  valutazione.
    Bene, cominciamo con le votazioni. Si passa all'articolo 1. Ne
  do lettura:

    «Art. 1.
    Agevolazioni per le persone fisiche che trasferiscono la
  propria
    residenza fiscale nella Regione

    1. A decorrere dall'anno d'imposta 2019, oltre a quanto già
  previsto dagli articoli 24 bis e 24 ter del decreto del
  Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le persone
  fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia
  ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente
  della Repubblica n. 917/1986 e successive modifiche ed
  integrazioni, in uno dei comuni ricadenti nel territorio della
  Regione con popolazione non superiore a 20.000 abitanti ed anche
  nei centri storici dei comuni con popolazione superiore a 20.000
  abitanti, è attribuito un contributo, per i primi dieci periodi
  di imposta, parametrato alle imposte versate a titolo di
  addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone
  fisiche (IRPEF), di tassa automobilistica per i veicoli di loro
  proprietà immatricolati in Sicilia, di imposta di registro,
  ipotecaria e catastale e di bollo per l'acquisto di beni
  immobili ricadenti nel territorio regionale, nonché di Imu, Tasi
  e Tari.

    2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano
  esclusivamente in favore dei soggetti che non siano stati
  fiscalmente residenti in Italia ai sensi dell'articolo 2, comma
  2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 917/1986 e
  successive modifiche ed integrazioni, nei cinque anni precedenti
  la data di presentazione delle istanze di accesso al contributo.

    3. Con regolamento da emanarsi ai sensi del comma 4
  dell'articolo 12 dello Statuto, saranno disciplinate le modalità
  per l'attuazione delle disposizione di cui al presente articolo,
  anche con riferimento al monitoraggio, al rispetto dei limiti di
  spesa ivi previsti e alle modalità di presentazione delle
  istanze di accesso al contributo, secondo i principi generali
  dell'ordinamento amministrativo e contabile.

    4. Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea
  nella seduta d'Aula n. 98 del 31 gennaio-1 febbraio 2019

    5. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la
  spesa di 1.000 migliaia di euro per l'anno 2019 e di 2.000
  migliaia di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, in misura
  pari alle entrate stimate per effetto dell'applicazione delle
  disposizioni di cui al presente articolo. La spesa è attivata a
  seguito della verifica dell'avvenuto versamento delle imposte di
  cui al comma 1».

    PRESIDENTE. Non ho capito, Assessore dopo vuole parlare?
  Fatemi capire: deve intervenire ora? Su che cosa?

    FAVA. Sul mio emendamento.

    PRESIDENTE. Ancora non ho detto che ci sono emendamenti. Un
  minuto datemi il tempo non siate precipitosi. All'articolo 1 il
  Governo mi ha chiesto di sospendere un attimo  no.
    Allora, ricominciamo. All'articolo 1ci sono una serie di
  emendamenti, il primo è dell'onorevole Fava che ha il diritto di
  illustrarlo.

    FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Mah,
  diciamo, su questo emendamento la ragione della contrarietà che
  si esprime con un emendamento soppressivo non è un fatto né di
  ripicca né di principio. Che ci siano degli sgravi fiscali
  perché qualcuno voglia trasferire la propria residenza qui in
  Sicilia può essere una cosa astrattamente utile: è grazioso come
  una statuetta di Capodimonte questo articolo, collocata in una
  casa che sta per crollare però.
    E siccome, però, una finanziaria vive anche di un linguaggio
  simbolico che non è affidato soltanto alla somma, alla
  sottrazione delle cifre, la scelta di destinare per quest'anno
  un milione ad i forestieri che volessero trasferire la residenza
  in Sicilia, ci sembra piuttosto paradossale, grottesca, per
  qualche passaggio persino ridicola. Perché io mi chiedo per
  quale ragione un forestiero dovrebbe decidere di collocare la
  propria residenza qui, se soltanto per qualche sgravio fiscale o
  perché c'è una qualità complessiva della vita e una qualità
  della politica rivolta alla qualità della vita che assicura
  welfare, che assicura servizi, che assicura trasporti.
    Cioè io colgo una involontaria ironia che, nella stessa
  finanziaria in cui si concede un milione di sgravi fiscali allo
  straniero che viene in Sicilia, a quello straniero gli si dice
  però guarda che noi abbiamo tagliato 44 milioni per il trasporto
  locale.
    Uno straniero viene in Sicilia, probabilmente, perché ama
  anche ciò che è stato definito l'opportunità del turismo
  culturale, cioè un patrimonio di risorse, di storia, di
  strumenti che ti mettono in contatto con il presente, con il
  passato e fanno di questa terra una terra potenzialmente molto
  ricca. Ma scopriamo, anche, che abbiamo dei tagli verticali e
  orizzontali che riguardano tutti i teatri siciliani, tutte le
  orchestre siciliane, Taormina Art.
    Potremmo immaginare quale sia la lettura che viene data da uno
  studente universitario, uno di quelli che vanno via. Il 28%
  degli studenti universitari siciliani, o di coloro che
  potrebbero frequentare l'università in Sicilia, decidono di
  andarla a frequentare in altre facoltà, in altre università
  italiane. Per una ragione precisa: perché questa è l'unica
  regione in cui non c'è ancora una legge sul diritto allo studio
  organica, perché strumenti e opportunità sono assai più limitate
  e più rischiose rispetto a quello che viene offerto in altre
  università.
    Ed, allora, io mi chiedo in che modo possa essere letto da uno
  dei tanti ragazzi, veniva ricordato il numero: 90.000 ogni anno
  che lasciano la Sicilia, ragazzi adulti, questa legge che vuole
  attrarre qualche decina di forestieri. Come viene letto nella
  stessa finanziaria, il milione dato ai forestieri, attraverso
  qualche sgravio fiscale, il fatto che siano state tagliate
  orizzontalmente tutte le borse di studio, che siano stati tolti
  9 milioni all'Ersu, che di fatto il diritto allo studio sia
  stato ancora una volta svuotato. Rispetto a tutto questo
  l'opposizione, signor Presidente, non è un fatto né di ripicca
  né di principio, ma di decoro. Noi possiamo accettare di
  collocare questa graziosa statuetta di porcellana in cima ai
  ninnoli di casa nostra, quando questa casa avrà pareti,
  pavimento e tetto.
    Ma, in una finanziaria, come questa che, ripeto, taglia le
  borse di studio e toglie 44 milioni al trasporto locale, dove
  dice al forestiero ti togliamo qualche lira di tasse ma stai
  tranquillo che la qualità dei servizi che troverai è questa,
  però il Presidente della Regione ha aperto una vertenza frontale
  con le Ferrovie Italiane, pretendendo che ci sia un'attenzione
  particolare per un sistema ferroviario da terzo mondo. E' vero,
  è lo stesso Presidente della Regione che apre una vertenza
  teorica, intellettuale e culturale con il resto del mondo
  dicendo che noi vogliamo il ponte sullo stretto, che
  prevederebbe in questo caso che buona parte di eventuali
  interventi alle Ferrovie Italiane sarebbero destinate, non a
  raddoppiare le linee ferroviarie, ma ad investire sul ponte
  sullo stretto. Ecco in una finanziaria che anche come retroterra
  culturale questa sostanziale mancanza di strategia, a quei
  ragazzi che se ne vanno dalla Sicilia perché non hanno né
  strumenti, né opportunità io considero un atto di decenza
  evitare l'insulto di un milione che viene dato ai forestieri
  perché vengono a trasferirsi in Sicilia.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Permettetemi di ricordarvi che in
  ogni articolo ogni deputato può intervenire una sola volta.

    DI PAOLA. C'è un mio emendamento, soppressivo.

    PRESIDENTE. L'importante è che se poi c'è un altro emendamento
  suo lei non può intervenire più.

    DI PAOLA. Lo faccio unico, va bene, Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, questo primo articolo lo possiamo rinominare
   c'era una volta il centro destra , perché di questo si tratta,
   c'era una volta il centro destra , centro destra che
  all'interno di finanziarie inseriva misure per agevolare le
  aziende, misure per agevolare le famiglie, oggi invece quello
  che si definisce centro destra in Sicilia mette una norma per
  agevolare fiscalmente le persone che risiedono fuori dalla
  nostra Sicilia da almeno cinque anni, mette un milione di euro e
  poi dice però vediamo comunque queste persone che si verranno a
  trasferire qui in Sicilia, magari porteranno un rilancio
  dell'economia perché portano dei soldi qui in Sicilia.
    Ma nel frattempo però il Governo dimentica che prova ad
  attrarre gente da fuori dalla Sicilia, ma nello stesso tempo noi
  perdiamo, e lo abbiamo già ridetto in altri interventi, perdiamo
  migliaia e migliaia di cittadini siciliani, quindi da un lato
  proviamo ad attrarre cento, duecento cittadini stranieri, o
  comunque gente che da cinque anni non risiede nel nostro
  territorio, e diamo delle agevolazioni fiscali, e nel frattempo
  perdiamo migliaia di siciliani.
    Questa è una delle norme all'interno della finanziaria, la
  prima norma che in qualche modo questo centro destra, o almeno
  quello che si definisce centro destra, vuole proporre ai
  siciliani per il rilancio della Sicilia, Presidente c'è un
  nostro emendamento del Movimento Cinque Stelle soppressivo a
  questo articolo, ed eventualmente se non dovesse passare il
  soppressivo, cosa che io mi auguro, c'è un ulteriore emendamento
  che prova ad agevolare le famiglie che rimangono qui in Sicilia.
  Perché, se c'è un milione di euro, visto che i soldi sono
  pochissimi si dice che ci sono pochi soldi, questo milione di
  euro diamolo alle famiglie che rimangono in Sicilia, che so con
  almeno due figli, o vediamo di inventarci qualche altra cosa,
  perché nel frattempo molte delle città, soprattutto le piccole
  città, si stanno via via spopolando, quindi io mi appello alla
  sensibilità dei colleghi in Aula, e non tanto al centro destra
  perché comunque oramai di questo centro destra poco sia rimasto,
  mi appello invece alla sensibilità dei colleghi.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i colleghi che mi
  hanno già preceduto hanno illustrato alcune delle ragioni che mi
  avevano portato a chiedere di intervenire, vorrei solo
  aggiungere una considerazione, che il Governo non ha fatto i
  conti con l'incremento dei costi della sanità per la Sicilia,
  nel caso in cui fosse attuato l'articolo 1. Perché è chiaro che
  ci si rivolge fondamentalmente ad una popolazione di pensionati,
  che possono essere nelle condizioni di trasferirsi in Sicilia,
  considerate le nostre splendide condizioni climatiche,
  l'ambiente, la cultura, e tutte le meraviglie della nostra
  Terra, per trascorrere ovviamente mesi, anni, a seguito del
  pensionamento diciamo, conosciamo tutti quale è la condizione
  sociale della nostra Terra, è impossibile immaginare che si
  possa trattare fondamentalmente di persone che si trasferiscono
  in Sicilia per venire a lavorare in Sicilia.
    Quindi, intanto propone un modello di sviluppo che
  oggettivamente è falsato, ma trattandosi di persone anziane
  sappiamo bene che ovviamente sono coloro i quali fruiscono
  maggiormente della sanità, fondamentalmente della sanità
  pubblica, quindi io penso che il costo che la Sicilia dovrebbe
  sopportare per le nostre strutture sanitarie supererebbe di gran
  lunga il milione di euro e i vantaggi che la Regione siciliana
  ne avrebbe, quindi alla fine la valutazione del costo è
  assolutamente negativa.
    Ecco perché noi siamo contrari all'approvazione dell'articolo
  1 e le chiediamo di mettere in votazione l'articolo 1 con voto
  segreto. Grazie.

    PRESIDENTE. Intanto dobbiamo mettere in votazione
  l'emendamento soppressivo 1.2.

    ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Scusi, Presidente, io sul
  punto, siccome il Governo ha presentato un emendamento al comma
  1 e gli Uffici mi chiedono una pausa per effettuare una
  riformulazione della disposizione che si propone di integrare il
  comma 1, chiederei l'accantonamento dell'articolo e passiamo
  avanti perché è essenziale ai fini della strutturazione della
  norma in questione.
    Ma io avevo chiesto la parola e l'avevo detto

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non gridate su ogni cosa
    L'articolo 1 è accantonato, ne parleremo successivamente.
    Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

    «Articolo 2
    Accertamento somme in entrata liquidazione coatta
  amministrativa Sicilcassa

    1. La norma in esame interviene a seguito della comunicazione
  dell'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo inerente
  all'ammissione al passivo della liquidazione coatta
  amministrativa della Sicilcassa in favore dell'Assessorato
  Regionale dell'Economia, per l'importo, in chirografo, di euro
  154.937.069,73 giusta sentenza del Tribunale di Palermo n. 4093
  del 13/12/2005, confermata con sentenza della Corte d'Appello di
  Palermo 11.583/2011 del 5/5/2011 a sua volta oggetto di ricorso
  di controparte in Corte di Cassazione rigettato con ordinanza n.
  25643/17 del 22/6/2017.
    A fronte della previsione tra le entrate del bilancio della
  Regione per l'anno 2019 della somma sopra indicata, è stato
  incrementato il Fondo svalutazione crediti (cap. 215742)
  dell'importo di euro 61.974.827,89 pari al quaranta per cento
  del credito riconosciuto, in relazione alla stima del rischio di
  mancata riscossione dell'intero importo del credito vantato.
    La disposizione di cui all'articolo 2 individua, nello
  specifico, il soggetto che dovrà curare le azioni di riscossione
  e versamento nei confronti dei soggetti subentrati a Sicilcassa
  spa (UNICREDIT spa)».

    Onorevoli colleghi, comunico che l'emendamento 2.1 è
  inammissibile, quindi siccome l'articolo 2 è un articolo che
  recupera risorse lo votiamo l'articolo, e se dovesse essere
  negativo ovviamente ci fermiamo perché verrebbe meno tutto
  l'impianto.


    Richiesta di verifica del numero legale

    LUPO.  Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
  presenza con la scheda di votazione.
    Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
  pigiare qualunque tasto.
    Dichiaro aperta la verifica.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la verifica.
    Risultato della verifica

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

    Presenti    36

    (L'Assemblea è in numero legale)

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà, solo per dichiarazioni di voto
  ovviamente perché siamo in fase di votazione dell'articolo 2.

    DI PAOLA. Grazie, Presidente, solo per avere maggiori
  informazioni visto quello che si è detto anche negli altri
  interventi che molto spesso sono fatte finanziarie a debito e
  con crediti dubbi, io volevo sapere sull'articolo 2, da parte
  del Governo, a cosa serve questa misura. Perché a me sembra che
  a spese certe, ci sono delle spese certe, ma non corrispondono
  ad entrate non certe, cioè se il Governo mi può spiegare meglio
  questo articolo 2 in che cosa consiste. Grazie.

    ARMAO, assessore per l'economia. Allora, in Commissione
   Bilancio  si è trattata compiutamente la vicenda. La questione
  concerne una pronuncia, anzi sono due, della Cassazione che ha
  riconosciuto la legittimità della pretesa creditoria della
  Regione nei confronti della Sicilcassa, questo fa sì che si crea
  una entrata per la Regione e quindi la norma determina la
  possibilità di inserire in Entrata la previsione derivante dalla
  statuizione del giudice di nomofilachia.
    Sostanzialmente, per porre riparo alle giuste preoccupazioni
  che sono state prospettate, il decreto legislativo n. 118
  prevede per l'appunto che non l'intera somma possa essere
  utilizzata in entrata, ma ne debba essere accantonata pur di
  fronte ad una statuizione definitiva poiché, come è noto la
  statuizione della Cassazione è definitiva ad ogni effetto di
  legge, una parte di questa il 40% sarà accantonata in entrata
  quindi non si determina alcuna spesa ingiustificata e la fonte
  finanziaria in entrata è utilizzata alla stregua delle
  previsioni del 118, così come attestato dalla Ragioneria
  generale quindi nessuna forzatura sul punto.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

    «Art. 3
    Agevolazioni al credito in favore delle imprese

    1. La norma proposta è in linea con l'esigenza di promuovere,
  con il ricorso alle risorse originarie di cui alla legge 1
  febbraio 1965 n.60 e per il tramite di IRFIS FinSicilia Spa,
  soggetto autorizzato all'esercizio del credito nelle varie
  forme, lo sviluppo ed il sostegno delle imprese operanti in
  Sicilia, a beneficio degli operatori economici in tutti i
  settori di attività.

    2. Per il raggiungimento di tali finalità potrà essere
  adottato ogni strumento di agevolazione al credito, sia
  attraverso la concessione di finanziamenti, sia mediante forme
  di garanzia da attivare anche in collaborazione con i confidi e
  con altre istituzioni pubbliche. In tale ambito, con la
  previsione di cui al proposto comma 2, viene rivolta particolare
  attenzione alle imprese giovanili, femminili, alle start up, e
  alle imprese per le quali sia stato accertato lo stato di
   vittime di usura e/o estorsione  e al microcredito.

    3. La seconda parte del testo proposto, che prevede
  l'abrogazione della lettera b del comma 5 dell'articolo 4 della
  legge regionale 8 maggio 2018 n. 8, si rende necessaria,
  coerentemente con le finalità e le previsioni contenute nella
  prima parte del disegno stesso, con particolare riferimento
  all'ampliamento dell'ambito di applicazione degli interventi
  finanziari a favore delle imprese operanti in Sicilia in tutti i
  settori di attività economica».

    Si passa all'emendamento 3.4 a firma degli onorevoli
  Cancelleri e Cappello. Il parere della Commissione?

    SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 3.5 a firma degli onorevoli Cappello,
  Pasqua, Pagana e tutto il gruppo del Movimento 5 stelle. Il
  parere della Commissione?

    SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
  chi è contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 3.6. E' precluso con l'approvazione
    A proposito dell'emendamento 3.1 sarebbe necessaria una
  riformulazione per chiarire le finalità dell'emendamento.

    CATALFAMO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CATALFAMO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non
  è che ci sia molto da spiegare semplicemente volevamo estendere
  i benefici previsti dalla norma a quelle imprese che pongono in
  essere delle buone prassi a favore delle donne lavoratrici in
  considerazione delle difficoltà occupazionali in cui versano le
  donne soprattutto per la in che senso va riformulata?

    PRESIDENTE. Il problema che si pongono gli Uffici quali sono i
  termini di questa  buona prassi  come viene valutata la buona
  prassi?

    CATALFAMO. Possiamo cercare di riformularla se mi dà il tempo
  di

    PRESIDENTE. Infatti questo verrebbe richiesto, di
  riformularlo..

    CATALFAMO. Mi dia il tempo di riformularlo e ci mettiamo di
  buona lena

    PRESIDENTE. Posso anche tenere sospesa la votazione
  dell'articolo finché non lo riformulate.

    CATALFAMO. Grazie.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.2 a firma
  dell'onorevole Fava. Il parere della Commissione?

    SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    La votazione finale dell'articolo la teniamo un attimo sospesa
  in attesa della riformulazione dell'emendamento dell'onorevole
  Catalfamo.

    Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

    «Art. 4
    Esenzioni in materia di tassa automobilistica regionale.

    Con l'articolo si introduce un'esenzione triennale a decorrere
  dal 1 gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2021 per i veicoli con
  alimentazione ibrida elettrica-termica, con alimentazione ibrida
  elettrica/termica di tipo plug in o con alimentazione esclusiva
  a idrogeno».

    Si passa all'emendamento 4.2. Comunico che è stato presentato
  un sub-emendamento, il 4.2.1 a firma degli onorevoli Savarino e
  Aricò.
    Assessore Armao, questo tipo di emendamento, crea degli
  effetti finanziari, per cui vorremmo il parere del Governo, crea
  nuove entrate, minori entrate. Per cui ci deve essere una
  copertura.

    ARMAO, assessore per l'economia. Io difatti non mi sono
  espresso ancora.

    PRESIDENTE. Perché è inutile che perdiamo ancora tempo, se lo
  dobbiamo dichiarare inammissibile lo dichiariamo inammissibile.
    Onorevoli colleghi, vi chiedo di ritirare l'emendamento perché
  il Governo non lo può accettare.

    SAVARINO. Dichiaro di ritirare il subemendamento 4.2.1.

    PRESIDENTE. Ed anche quello dopo, che è altrettanto
  problematico.
    Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

  «Articolo 5.
    Disposizioni in materia di tributo speciale per il deposito in
  discarica
    dei rifiuti solidi urbani

    1. L'articolo 57 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, e
  l'articolo 48, comma 2, della legge regionale 12 maggio 2010, n.
  11, sono abrogati.

    2. I liberi Consorzi comunali e le Aree metropolitane (enti di
  area vasta) provvedono alla rettifica delle dichiarazioni nel
  caso di infedeltà od inesattezza ovvero provvedono
  all'accertamento d'ufficio nel caso di omessa presentazione. A
  tal fine emettono avviso di accertamento motivato con la
  liquidazione dell'imposta o maggiore imposta dovuta e delle
  relative sanzioni ed interessi; l'avviso deve essere notificato
  al soggetto passivo, a pena di decadenza, entro i1 31 dicembre
  del terzo anno successivo a quello in cui è stata presentata la
  dichiarazione ovvero, nel caso di omessa presentazione, entro il
  31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la
  dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

    3. Sono fatti salvi gli effetti degli avvisi di accertamento
  notificati alla data di entrata in vigore della presente legge».

    Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

    «Articolo 6.
    Fondo rotativo per la progettualità legge 28 dicembre 1995, n.
  549

    1. Le stazioni appaltanti regionali, per i progetti di
  interesse regionale inseriti nei programmi di spesa comunitari,
  sono autorizzate ad accedere al fondo rotativo per la
  progettualità istituito con la legge 28 dicembre 1995, n. 549,
  presso la Cassa depositi e prestiti».

    Comunico che è stato presentato l'emendamento 6.1, a firma
  degli onorevoli Di Paola ed altri.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi è
  chiaro il termine  stazioni appaltanti regionali'. Vorrei capire
  se si intendono tutte le stazioni appaltanti del territorio
  regionale oppure solo gli enti regionali.
    Il mio dubbio è questo, infatti c'era pure un emendamento
  modificativo al riguardo, perché le parole  stazioni appaltanti
  regionali' non si capisce quali siano, se sono gli enti
  regionali oppure riguarda tutto il territorio siciliano, perché
  se riguarda tutto il territorio siciliano ovvio che è una buona
  norma, ma se riguarda soltanto gli enti della Regione siciliana

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Onorevole Di Paola, in merito alla sua richiesta, già in
  Commissione abbiamo anche esplicitato il concetto di stazione
  appaltante, l'abbiamo già riscritta la norma individuando e
  precisando che le stazioni appaltanti sono quelle stazioni
  appaltanti dell'amministrazione regionale, cioè della Regione
  siciliana, non degli enti, stazioni appaltanti per esempio
  possono essere i DRT, i dipartimenti regionali tecnici, stazione
  appaltante può essere ad esempio il dipartimento infrastrutture
  per quanto riguarda la portualità e così via.
    In un primo momento avevamo messo l'Ufficio speciale di
  progettazione, tutti quei rami dell'amministrazione che non sono
  stazioni appaltanti, non possono attingere al fondo di
  progettazione. Tra l 'altro questo fondo di progettazione poi,
  presso la Cassa depositi e prestiti, invece può essere
  utilizzato, a prescindere dalla norma, da parte degli enti
  locali, tant'è che ci sono diversi enti locali che lo
  utilizzano.
    La norma invece noi la facciamo soltanto limitatamente alla
  Regione siciliana, alle stazioni appaltanti, ai rami
  dell'amministrazione della Regione siciliana che sono stazioni
  appaltanti, non quelle degli altri, per cui sono esclusi gli
  stessi enti partecipati che non sono stazioni appaltanti.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire
  che la restrizione che è stata data con l'interpretazione
  dell'Assessore, non la capisco sinceramente. Cioè noi abbiamo,
  più o meno la possibilità anche se non è   di consentire
  l'accesso a un fondo di rotazione.
    Sappiamo che uno dei problemi che abbiamo come sistema Sicilia
  è la difficoltà di tutte le stazioni appaltanti, sia degli enti
  locali - e non solo - di, come dire, anticipare le spese per la
  progettazione per concorrere ai bandi etc. etc. io credo che
  semmai dobbiamo favorire l'accesso a fondi di rotazione da parte
  di tutti gli enti, non solo quelli dell'Amministrazione
  regionale, tra l'altro lo dico perché l'Amministrazione
  regionale si è dotata, sul finire della scorsa legislatura di un
  proprio Fondo di rotazione che consentirebbe di accedere al
  Fondo di rotazione anche agli enti locali che vogliono
  partecipare alla progettazione comunitaria.
    Allora, come dire, userei l'interpretazione esattamente al
  contrario dell'Assessore, ma lo dico con lo spirito di soluzione
  governativa dei problemi: più estendiamo la possibilità di
  accesso degli enti siciliani al Fondo Cassa depositi e prestiti
  - io non ho idea come funzioni sul piano tecnico - ma
  richiederlo e restringerlo esclusivamente agli enti
  dell'Amministrazione regionale e non anche agli enti, ad
  esempio, partecipati della Regione, un esempio: se domani
  l'Aeroporto di Trapani-Birgi vuole partecipare a una
  progettazione e siccome è partecipato dalla Regione, che fa? Non
  può partecipare al Fondo di rotazione della Cassa depositi e
  prestiti? E' un esempio, potrei usare altri esempi, quindi io
  non darei una lettura restrittiva a questa norma, anzi se fossi
  al posto dell'Assessore lo interpreterei estendendo il concetto
  di accesso aperto a tutti i soggetti sia dell'Amministrazione
  regionale sia vigilati e partecipati dall'Amministrazione
  regionale che controllati dall'Amministrazione regionale, in cui
  di entrano tutti perché vigilati, ci sono i comuni, c'è tutto
  Controllati sono anche o partecipati sono anche le società o gli
  enti di diritto pubblico che operano in Sicilia, quindi mi pare
  una norma che, come dire, dovremmo favorirla.

    SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non chiedo di
  intervenire su questo articolo, ma sull'articolo 4, che abbiamo
  appena approvato, per chiedere agli Uffici in sede di 117 di
  provvedere ad una correzione, ovvero di inserire una virgola
  tra:  Plug-IN, Full Hibrid   perché sono due tipologie di
  veicoli termici diversi, altrimenti così non si capisce di che
  cosa stiamo parlando.

    PRESIDENTE. Gli Uffici provvederanno a questa correzione.
  Possiamo mettere   a meno che il Governo non voglia intervenire
  su quello . Ritirato il soppressivo? Perfetto
    Si passa all'emendamento 6.2 a firma Di Paola e Cappello. Il
  parere della Commissione?

    SAVONA. presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità..
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
  Presidente, onorevole Cracolici, l'interpretazione con questo
  emendamento è la più estensiva possibile, per un motivo: in
  genere il fondo di rotazione previsto dalla Cassa depositi e
  prestiti ha una sua precisa disciplina che riguarda i comuni,
  noi lo stavamo utilizzando anche per la Regione siciliana, però
  con questo emendamento anche venendo incontro alla sua proposta
  consentiamo che tutte le stazioni appaltanti della Regione
  siciliana, le stazioni appaltanti del territorio regionale
  possono accedere al Fondo. E' chiaro che  .

    CRACOLICI. C'è un emendamento, il suo è un'altra cosa.

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Sì, è
  stato fatto. Le parole  regionali  sono sostituite con...
  Perfetto. Grazie, Presidente.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

    «Articolo 7.
  Trasparenza bilancio regionale

    1. In esecuzione del comma 874 dell'articolo 1 della legge 30
  dicembre 2018, n. 145 la Regione siciliana è autorizzata a
  ripianare in 30 esercizi, a quote costanti, dall'esercizio 2019
  il recupero del maggior disavanzo del rendiconto 2017 e, ove
  occorrente dall'esercizio 2020, l'eventuale disavanzo derivante
  dalla cancellazione, effettuata nel 2017 in sede di
  riaccertamento ordinario per carenza dei presupposti giuridici
  dei crediti e dei debiti relativi alla Programmazione 2007/2013,
  derivanti da assegnazioni dello Stato e dell'Unione Europea e
  dei crediti tributari contabilizzati come  accertati, e
  riscossi  entro l'esercizio 2002 a seguito di comunicazione dei
  competenti uffici dello Stato, non effettivamente versati.

    2. La Regione siciliana, nelle more dell'approvazione del
  Rendiconto 2018 e della verifica della condizione prevista
  dall'articolo 1, comma 886, della legge n. 145/2018, è
  autorizzata a ridurre nel triennio 2019-2021 la spesa destinata
  al ripiano del disavanzo relativo all'anno 2014 nella misura
  massima consentita e comunque per un importo pari ad almeno 53
  milioni di euro annui (capitolo 4).

    3. Le somme corrispondenti alla riduzione di cui al comma 2
  sono iscritte in un apposito accantonamento del Fondo speciale
  di parte corrente di cui all'articolo 11, comma 1, Tabella A
  (capitolo 215704), destinato all'esclusivo finanziamento del
  Fondo crediti di dubbia esigibilità corrispondente ad entrate di
  parte corrente di dubbia e difficile esazione (capitolo 215742)
  che saranno rese disponibili con decreto del Ragioniere generale
  della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, a
  seguito del raggiungimento dell'obiettivo di cui all'articolo 1,
  comma 886, della legge n. 145/2018. .

    All'articolo 7 è stato presentato l'emendamento 7.1 a firma
  degli onorevoli Cancelleri ed altri.
    E' mantenuto? Perché se approvato comporta la soppressione del
  comma 3,  I commi 2 e 3 hanno finalità di ricostituire il Fondo
  crediti di dubbi esigibilità . .

    CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cancelleri, aspetti un
  attimo perché il Governo mi comunica che c'è una piccola
  riscrittura. Per cui prima del suo intervento è bene che
  cerchiamo di capire.

    CANCELLERI. Va bene.

    ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, mi scusi
  onorevole Cancelleri, volevo dire che sul punto la Ragioneria
  generale ha chiesto una parziale riscrittura dell'articolo.
    Ho chiesto di fotocopiarlo e di sottoporlo agli Uffici per
  distribuirlo. Quindi appena lo avremo potremo procedere alla
  votazione dell'articolo.

    PRESIDENTE. Già è stato riscritto?

    ARMAO, assessore per l'economia. Io l'ho mandato con un
  commesso.

    CRACOLICI. E' una norma molto delicata.

    ARMAO, assessore per l'economia. Sì, molto delicata.

    PRESIDENTE. Allora accantoniamo l'articolo, e lo rivediamo
  stasera con calma e poi domani lo riportiamo in Aula.
    Andiamo avanti, poi quando lo vedono gli Uffici lo mettiamo in
  votazione.
    Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

    «Articolo 8.
    Abrogazione di norme

    1. L'articolo 2, comma 2, della legge regionale 11 agosto
  2015, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni è abrogato.

    2. L'articolo 6 della legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5 è
  abrogato».

    Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

    «Articolo 9.
    Modifiche di norme

    1. L'articolo 7 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 e
  successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:

     Art. 7.
    Convenzioni Agenzie fiscali delle Entrate, delle Dogane e del
  Demanio

    1. L'Assessorato regionale dell'economia - Dipartimento delle
  finanze e del credito, nell'ambito delle funzioni esercitate, è
  autorizzato a stipulare convenzioni con le Agenzie delle
  Entrate, delle Dogane e del Demanio. .

    2. All'articolo 13, comma 8, della legge regionale 8 maggio
  2018 n. 8, dopo la parola  marittimo  sono soppresse le parole
   e idrico .

    3. Le riserve di cui all'articolo 15 della legge regionale n.
  8/2018 hanno validità anche per il biennio 2019-2020.

    4. Al comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale 11 agosto
  2017, n. 15 le parole  biennio 2017-2018  sono sostituite dalle
  parole  triennio 2017-2019 , le parole  1.610 migliaia di euro
  sono sostituite dalle parole  1.055 migliaia di euro a valere
  sulle assegnazioni di cui all'articolo 6, comma l, della legge
  regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
  integrazioni .

    5. All'articolo 28, comma 1, della legge regionale 11 agosto
  2017, n. 16, sono apportate le seguenti modifiche:

    a) le parole  entro il 31 dicembre 2018  sono sostituite dalle
  parole  entro il 31 dicembre 2019 ;

    b) dopo le parole  società  aggiungere le parole  Se entro
  tale data la convenzione non dovesse essere stipulata, il
  Governo della Regione è autorizzato ad avviare le procedure per
  la costituzione di un nuovo soggetto giuridico nelle forme più
  appropriate che possa essere intestatario della convenzione
  ministeriale per la riscossione dei tributi ed imposte nella
  Regione Sicilia. .

    6. All'articolo 7, commi 1, 2, 3, 4 e 7 della legge regionale
  9 maggio 2017, n. 8, rispettivamente, le parole  biennio 2017-
  2018  sono sostituite con le parole  biennio 2019-2020  , le
  parole  biennio 2017-2018  sono sostituite con le parole
  biennio 2019-2020 , le parole  entro il 30 settembre 2017  sono
  sostituite con le parole  entro il 30 giugno 2019 , le parole
   per l'anno 2017  sono sostituite con le parole  per l'anno
  2019  e, infine, le parole  biennio 2017-2018  e  anni 2020-
  2021  sono sostituite con le parole  biennio 2019-2020  e  anni
  2025-2026 .

    7. Al comma 6 dell'articolo 7 della legge regionale n. 8/2017
  le parole  triennio 2018-2020  sono sostituite dalle parole
   periodo 2018- 2022  e le parole  per l'anno 2019 la spesa di
  20.000 migliaia di euro, per l'anno 2020 la spesa di 20.000
  migliaia di euro  sono sostituite dalle parole  per l'anno 2020
  la spesa di 20.000 migliaia di euro, per l'anno 2022 la spesa di
  20.000 migliaia di euro .

    8. Le risorse di cui al comma 7 sono destinate ad incremento
  dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente -
  capitolo 215704 - accantonamento positivo 1001, per l'anno
  2019».

    All'articolo 9 è stato presentato l'emendamento 9.2 a firma
  dell'onorevole Catalfamo.

    CATALFAMO. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 9.4 a firma degli onorevoli Di Paola
  ed altri.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il comma 2
  dell'articolo 9, il dubbio è per la rimozione dei rifiuti
  abbandonati. La competenza passa all'Autorità di bacino, in base
  a questo comma. Quindi la rimozione di rifiuti abbandonati nel
  demanio marittimo passa all'Autorità di bacino. La domanda è: ma
  l'Autorità di bacino che è stata istituita da poco, è pronta ad
  affrontare questo tipo di problematica?
    Perché altrimenti questa competenza non la spostiamo adesso
  all'Autorità di bacino perché rischiamo poi un non controllo del
  demanio marittimo. Grazie.

    ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, sono
  proposte che sono state formulate dagli Assessorati e, pertanto,
  è evidente che l'Assessorato territorio e ambiente abbia fatto
  le sue valutazioni d'intesa con la Presidenza della Regione alla
  quale - come è noto - afferisce l'autorità di bacino.
    Quindi, è evidente che abbiamo fatto le opportune valutazioni,
  quindi, noi insistiamo per l'approvazione della norma.

    PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo, pongo in
  votazione l'emendamento 9.9.

    DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.

    (La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Campo,
  Cancelleri,
    Cappello, Ciancio, Di Caro, Di Paola, Lupo, Siragusa,
  Zafarana)

    Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 9.9

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'emendamento 9.9.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti    60
    Votanti     57
    Maggioranza 29
    Favorevoli  28
    Contrari    29
    Astenuti      1

     (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 9.8, soppressivo del comma 3. Con i
  pareri contrari di Governo e Commissione, lo pongo in votazione.

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, siccome dobbiamo andare un po'
  veloci, se lo chiedete prima.. se no. Ne ha facoltà. Ha
  l'argomento? Se no se lo deve inventare ora.

    CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.

    (La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli
    Cappello, Ciancio, Di Caro, Pagana, Pasqua, Siragusa)

    Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 9.8

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'emendamento 9.8.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti    60
    Votanti     57
    Maggioranza 29
    Favorevoli  20
    Contrari    37
    Astenuti      1
     (Non è approvato)

    Onorevoli colleghi, mi rivolgo un attimo al Governo.
    Questi emendamenti che arrivano dal Governo all'ultimo
  secondo, per cui gli uffici non hanno tempo di vederli, non
  riusciamo a distribuirli, se fosse possibile evitarlo,  perché
  la finanziaria la fa il Governo, se è a conoscenza delle norme
  prima

    CRACOLICI. Li dichiari inammissibili.

    PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, stia tranquillo
    Si distribuisca l'emendamento.

    CRACOLICI. E' l'esatto contrario di quello che abbiamo votato
  poc'anzi.

    PRESIDENTE. Abbiamo bocciato la soppressione dell'articolo e,
  quindi, questa è una modifica dell'articolo. Onorevole
  Cracolici, non si arrampichi sugli specchi per piacere. Chiedo a
  qualcuno di spiegare l'emendamento.

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Scusate, l'emendamento che abbiamo presentato adesso:
  in sede di variazioni di bilancio, erano stati dati dei
  contributi una tantum per il comune di Catania, per il libero
  consorzio di Siracusa e per altri.
    Siccome le riserve, è stato detto, hanno la validità di 3
  anni, allora, questo era un contributo una tantum, per cui, ad
  esclusione proprio dei contributi erogati in quella sede in
  variazione di bilancio.
    Era già intenzione del Governo presentarlo in Aula.

    PRESIDENTE. Benissimo. Il Governo ha già chiarito, se qualcuno
  chiede di parlare?

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, mi scusi, io volevo più che
  altro capire, più che definire un mio orientamento.
    Noi abbiamo approvato una norma che estende le riserve varate
  nel corso della legge del 2018, anche al 2019 e 2020. Con questo
  emendamento ulteriore, diciamo: fermo restando, che le riserve
  vanno dal 2019 e 2020, aggiungere  le disposizioni di cui al
  comma precedente, cioè la triennalità, non si applicano alle
  riserve introdotte dall'articolo 1, comma 1, della legge n. 16 ,
  cioè della serie, scusami   Se noi abbiamo esteso solo le
  riserve della legge n. 8, di fatto non si applicano queste,
  perché queste sono una modifica intervenuta successivamente alle
  legge n. 8. Voglio capire, quindi, come tecnicamente, dopodiché
  se l'obiettivo è non consentire che quel contributo una tantum
  si ripeta anche nel 2019-2020, io sono d'accordo con lei. Però,
  lo scriviamo in maniera tale che ci capiamo tutti, cioè io sono
  d'accordo, ma scriviamolo in maniera tale che sia chiaro che  le
  riserve introdotte dalla legge n. 24, come dire, che, secondo
  me, già sono escluse se abbiamo citato la legge n. 8. Non so se
  sono stato chiaro, signor Presidente.

    PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei è stato chiarissimo. Se
  il Governo vuole rispondere.

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Signor Presidente, così lo chiarisco. Il dipartimento
  mi dice che, siccome queste riserve sono state erogate nel 2018,
  necessita di questo emendamento perché altrimenti intende che
  anche queste vanno erogate nel triennio. E' solo un chiarimento.

    PRESIDENTE. Onorevole Grasso, fermo restando che gli Uffici mi
  dicono che l'emendamento è corretto così per com'è, lo volete
  tenere o aspettiamo una riscrittura?

    MILAZZO. No, signor Presidente, va bene così com'è.

    CANCELLERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CANCELLERI. Signor Presidente, le chiedo di avere qualche
  minuto per formulare un subemendamento alla proposta
  dell'assessore, perché c'è un tema importante che fu valutato
  sia dalla Commissione che dagli altri colleghi. La copertura
  finanziaria per il pagamento fino al 2038 del personale precario
  dei comuni, non prevede quelli che avevano già stabilizzato, se
  andiamo ad escludere quelle riserve, escludiamo anche queste.
    Si dovrebbe, quindi, fare, semplicemente, un subemendamento
  che esclude quella lettera in maniera tale da poter continuare.

    PRESIDENTE. Va bene, abbiamo capito che l'accantoniamo, per
  adesso, e così si rivedono bene queste cose e lo votiamo dopo.
  Questo era l'emendamento 9.15, a firma del Governo.
    Lo teniamo un attimo sospeso e passiamo
    Ci sono altri emendamenti all'articolo 9. Votiamo questi.
    Si passa all'emendamento 9.5, a firma degli onorevoli Fava e
  Lo Giudice.
    Onorevole Fava, lo mantiene?

    FAVA. Dichiaro di mantenerlo.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?
    Comunico che l'assessore Cordaro è presente.
    Assessore Armao, qualcuno mi dà il parere del Governo, per
  favore?

    ARMAO, assessore per l'economia. Mi ero distratto. Qual è
  l'emendamento?

    PRESIDENTE. L'emendamento è il 9.5.

    ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, con il parere contrario
  della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (Non è approvato)

    Comunico che è stato presentato l'emendamento 9.6, a firma
  degli onorevoli Cracolici ed altri.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
  presentato un emendamento soppressivo alla lettera b) anche se
  ho chiaro il senso per cui è stato fatto questo emendamento,
  credo, in Commissione  Bilancio , credo che l'ha fatto in
  particolare la collega, però, vorrei qui fare una precisazione.
  Se noi scriviamo, oggi, che laddove la Regione non riesce a
  trasferire le competenze all'Agenzia delle Entrate, facciamo a
  fine di questo percorso un piano  B' che sarebbe un ente
  regionale, stiamo dicendo una cosa che già di fatto non può che
  essere così perché? Perché se la Regione, a seguito della legge
  che ora abbiamo spostato al 2019, non è in grado di trasferire,
  così come la legge regionale ha voluto trasferire le competenze
  di riscossione allo Stato, è chiaro che non è che la riscossione
  diventa terra di nessuno, dovrà essere sempre la Regione a
  farsene carico.
    Mi auguro che non sarà così, cioè se noi, invece, lo
  scriviamo, è quasi un modo per rinunciare alla prospettiva di un
  ente nazionale. Ecco perché io suggerisco alla collega di
  condividere la scelta di non prevedere in questa fase la norma
  che stabilisce cosa succede dopo perché dopo se non succede
  quello che pensiamo debba succedere con lo Stato, è chiaro che
  la Regione se ne dovrà fare carico, ma se lo scriviamo, stiamo
  rinunciando ora a trasferire allo Stato le competenze di
  riscossione e siccome avete voluto, ed io non ero tra quelli
  entusiasti, avete voluto una legge che la trasferiva allo Stato
  ora non capisco perché i protagonisti di quella legge
  costruiscono un piano  B' che sostanzialmente ripropone quello
  che c'era prima.
    Allora, perché abbiamo posto in liquidazione Riscossione
  Sicilia, scusate?

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, invece,
  penso che la norma dice esattamente l'opposto di quello che ha
  sostenuto l'onorevole Cracolici, ovvero, noi siamo una Regione
  che inevitabilmente quando legifera instaura un'interlocuzione
  con lo Stato. E' bene che lo Stato sappia, il Governo nazionale,
  se dovesse, come dire, eccepire alla norma, il Governo deve
  sapere per noi quale può essere, invece, l'alternativa.
    Si ricordi, onorevole Cracolici, che noi possiamo anche, come
  dire, condividere quello che dice lei in termini di strategia,
  però, noi mandiamo due messaggi, uno è l'interlocuzione con lo
  Stato, l'atro è che mandiamo un messaggio anche a coloro i quali
  in questo momento sono destinatari della norma, anche coloro i
  quali lavorano a Riscossione Sicilia, in Riscossione Sicilia, ed
  è una norma di salvaguardia che crea anche una certa serenità,
  perché la norma afferma un principio, noi vogliamo cambiare
  regime e vogliamo creare, con questa norma, un'interlocuzione
  con lo Stato.
    Se, nostro malgrado, dovessimo essere per un percorso, e noi
  lo sappiamo come funziona, ricordiamolo il dato nazionale sulla
  riscossione: la maggior parte della riscossione nelle regioni è
  in perdita. Si colma questa perdita con le tre, quattro regioni
  del Nord, perché la riscossione perde in tutta Italia. Lo Stato
  deve sapere che deve accettare questo sistema di riscossione
  inclusivo anche per la Regione siciliana, con quello che ne
  viene, cioè una perdita se non ci si riorganizza su base
  nazionale.
    Se lo Stato dovesse dire no, noi dobbiamo evitare invece di
  fare  poi  sull'onda della piazza, della protesta, dei sindacati
  che saranno preoccupati, intanto mettiamo la norma di
  salvaguardia, questo non ci impedisce nell'interlocuzione con lo
  Stato.
    Il nostro assessore al ramo ormai, lo sappiamo tutti, ha come
  dire aperto un confronto leale e anche di apertura che abbiamo
  dallo Stato, un confronto chiaro. Io sono fiducioso che questa
  norma non troverà applicazione perché lo Stato darà seguito al
  primo comma, cioè una riscossione unica e nazionale.

    CARONIA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. In
  realtà la ragione per la quale il termine è stato modificato
  durante l'approvazione in Commissione  Bilancio ,  - c'è stata
  un'ampia condivisione, anche da parte del Partito democratico -
  , rispetto a questa norma che, sostanzialmente, oltre a
  postergare il termine al 2019, quindi consentendo la possibile
  convenzione che si era statuita in quella norma che è stata
  fatta nel 2017, dal precedente Parlamento, ma l'obiettivo era
  soprattutto quello di traguardare questa convenzione che, di
  fatto, onorevole Cracolici sappiamo essere complessa e
  complicata, perché la partita occupazionale di cui si parla vede
  un trasferimento da un ente regionale ad un ente statale di
  circa 600 unità lavorative che, ovviamente, per lo Stato non è
  una passeggiata, ne è prova che, ad oggi, a distanza di quasi
  due anni, non siamo riusciti ad avere una convenzione.
    Allora, poiché l'ottimo diventa nemico del buono, nel momento
  in cui non si concretizza la convenzione io ho ritenuto
  opportuno, ed è stato condiviso dalla Commissione perché è stato
  votato ampiamente dai componenti della Commissione, peraltro
  anche il Movimento Cinque Stelle anche nella sua proposta
  emendativa, di fatto, sposa quel principio di dare una
  continuità all'attività di riscossione e di accertamento, cosa
  che, a mio avviso, anche  rimanendo nell'alveo delle competenze
  della Regione Sicilia non è una deprivazione, anzi diventa un
  elemento di forza, oltre al fatto di dare garanzie e continuità
  lavorativa a questi 600 lavoratori.
    Peraltro, ritengo anche utile il fatto di voler aggiungere, -
  cosa che peraltro i colleghi Galvagno e Catalfamo, hanno già
  predisposto nel loro emendamento mettendo un termine strategico
  - la partecipata strategica, poiché diventerebbe una di quelle
  che, chiaramente, non va ad essere compressa nella prossima
  riedizione di quello che è il sistema delle partecipate.
    Quindi, credo che sia esattamente l'obiettivo di quello che
  lei ha detto, che è l'opposto: cioè quello di dare la
  possibilità al Governo, entro un anno, di poter dar corso alla
  legge che questo Parlamento nella precedente legislatura ha
  varato.
    Nel caso in cui questo non avvenisse, avere già predisposto
  quello che, come dire, il perimetro della creazione di un nuovo
  soggetto giuridico, tant'è che nella formulazione noi abbiamo
  scritto  il più appropriato', proprio per evitare - l'onorevole
  Lupo lo ricorderà -  di inserire altri termini che potessero, in
  qualche modo, precludere la possibilità che l'ente possa
  assorbire il personale, per far sì che l'ente strumentale che
  nascerà, qualora appunto non si facesse la convenzione, fosse in
  grado di assorbire il personale e, quindi, senza soluzione di
  continuità dare la possibilità a questi soggetti di effettuare
  la riscossione e l'accertamento.
    Io credo che sia estremamente importante, anche perché i
  colleghi, al di là di quello che noi ovviamente qui prevediamo
  in termini normativi, in termini amministrativi, la società si
  appresta invece a vivere un momento in cui sembrerebbe pronta a
  Qliquidarsi', proprio per una situazione patrimoniale complessa.
    Allora io ritengo che questa norma sia indifferibile,
  necessaria, ritengo che per quello che riguardano le altre
  formulazioni potremmo rischiare di appesantire, e diciamo e di
  poter evitare che poi effettivamente si possa raggiungere
  l'obiettivo, cioè quello di mantenere - eventualmente nel caso
  di mancata convenzione -  l'attività presso la nostra regione, e
  soprattutto di dare continuità occupazionale ai lavoratori; per
  cui io mi limiterei a mantenerlo così come è, così come
  d'altronde è stato votato, ripeto, a maggioranza dei componenti
  della Commissione che rappresentano buona parte del Parlamento.

    ZITO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ZITO. Signor Presidente, fermo restando che la tutela dei
  lavoratori è la cosa più importante, però, noi stiamo dicendo
  sostanzialmente questo: allora, parte l'interlocuzione con lo
  Stato, vediamo se lo Stato si prende l'onore della riscossione
  anche in Sicilia, si prende il personale, e se questo non
  dovesse avvenire, allora noi che cosa facciamo? Creiamo una
  nuova partecipata, sostanzialmente un altro ente giuridico,
  sostanzialmente vuol dire questo, e prendiamo tutto il personale
  e lo riportiamo all'altro, fermo restando -  ripeto - che il
  personale va tutelato, ma fatemi capire se ci sono anche
  funzionari e dirigenti ci sarà, possibilmente, un consiglio di
  amministrazione, sempre nominato con logiche dei vecchi partiti,
  e noi che cosa otterremo?  La parte malata rimarrà, quindi i
  debiti di vecchia Riscossione Sicilia rimarranno in capo alla
  Sicilia, e metteremo quei dirigenti e funzionari che,
  probabilmente hanno affossato anche Riscossione Sicilia, a
  gestire un ente che dovrà riscuotere di nuovo le tasse in
  Sicilia. Ripeto, per me è ovvio tutelare il personale, però
  dobbiamo cercare anche di mettere dei paletti per evitare che
  chi ha fatto danno all'interno di Riscossione Sicilia ce lo
  ritroviamo nel fare danno nel nuovo ente, visto che l'unica cosa
  che sappiamo fare in Sicilia non è risolvere i problemi ma
  spostarli da un'altra parte.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente,
  vorrei chiedere all'assessore Armao di cogliere l'occasione,
  l'opportunità per informare l'Aula sull'andamento del confronto
  con il Ministero dell'Economia in attuazione dell'articolo 28
  della legge 16/2017 che sappiamo essere una legge
  importantissima che, appunto, riguarda Riscossione Sicilia, e la
  funzione assolutamente insostituibile che Riscossione svolge per
  la Regione siciliana, ovviamente una norma che riguarda pure il
  personale dipendente, perché uno degli obiettivi della norma
  stessa era quella di garantire il mantenimento dei livelli
  occupazionali, e quindi la salvaguardia del personale, oggi,
  impegnato in Riscossione, perché siccome appunto la norma è
  dell'agosto del 2017, il tempo è passato,  - immagino che questo
  Governo abbia avuto già modo di confrontarsi -  l'assessore già
  in passato ha fatto cenno in Commissione, perché in base a
  quello che l'assessore dice ci possiamo anche determinare in un
  senso o nell'altro, se serve più tempo prendiamo più tempo, se
  non serve teniamo il limite che ci siamo dati.
    Io non vorrei che, ipotizzando comunque un paracadute diverso,
  in qualche modo tra virgolette e senza offesa per l'assessore,
  il Governo se la prendesse comoda o che il Governo nazionale se
  la prendesse comoda, perché i tempi stringono, mi pare che
  intanto il Governo conferma l'orientamento di volere dare
  attuazione alla legge 16 del 2017, l'articolo 28 in particolare.
    Chiedo, pertanto, al Governo se la volontà è questa, e se ci
  sono anche appuntamenti a breve con il Ministero dell'economia,
  perché questo è fondamentale.

    ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Allora, sul punto delle
  interlocuzioni con l'Agenzia delle Entrate, che come voi sapete
  è la struttura che ha incorporato Equitalia, e il Mef sono
  avanzate, nel senso che hanno avuto un inizio con l'Agenzia
  delle Entrate con la quale ai tempi dell'avvocato Ruffini,
  quando era lui presidente, si è fatta una  due diligence  della
  società d'intesa tra Regione e Agenzia dello Stato; dopodiché
  con la sostituzione dell'avvocato Ruffini da parte del Generale
  maggiore si è riattivata l'interlocuzione, questa volta
  coinvolgendo direttamente il Ministero dell'Economia e Finanze.
  Proprio giovedì scorso il Gabinetto del Ministro ha assicurato
  che già la questione è stata prospettata dallo stesso Gabinetto
  del Ministro all'Agenzia delle Entrate, quindi si attende sul
  punto che l'Agenzia delle Entrate dica cosa può fare, cosa è
  disposta a fare, quali sono le sue valutazioni sul progetto
  poiché quella scelta fatta illo tempore fu fatta unilateralmente
  dalla Regione senza una preventiva intesa  con l'Agenzia delle
  Entrate, quindi ci siamo trovati in questo anno a dovere
  recuperare un rapporto interlocutivo con le amministrazioni
  statali sia del Ministero che dell'Agenzia delle Entrate che non
  c'era mai stata. Pertanto, attendiamo qualche settimana ancora
  il pronunciamento dell'Agenzia delle Entrate sull'assetto che è
  disposta a dare alla vicenda.
    Nel frattempo, non posso che aggiornare sul rapporto
  interlocutivo, come vi dicevo, assai proficuo e dinamico con il
  Ministero dell'Economia e delle Finanze.

    PRESIDENTE. Grazie, Assessore, poi se ci dovessero essere
  delle novità sull'argomento magari ce lo fa sapere lei stesso e
  le viene a comunicare in Aula.
    Si passa all'emendamento 9.6, a firma degli onorevoli
  Cracolici e Lupo. Onorevole Cracolici, lo mantiene?

    CRACOLICI. Sì, lo mantengo.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
  chi è contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    L'emendamento 9.13 è precluso.
    Si passa all'emendamento 9.11 a firma degli onorevoli Foti ed
  altri. Abbiamo bisogno del parere del Governo per sapere se c'è
  la copertura o no. Il parere del Governo?

    ARMAO, Assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione  e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
  chi è contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    L'emendamento 9.14 è precluso.
    Si passa all'emendamento 9.3 a firma degli onorevoli Galvagno
  ed altri. Invitiamo al ritiro.

    GALVAGNO. Ma io non l'ho ritirato, lo mantengo.

    PRESIDENTE. E' stato detto ritirato; però, in ogni caso, così
  com'è comunque va riformulato, non può andare bene. Lo comunica
  al microfono, lo riformulate e così lo accantoniamo pure questo.

    GALVAGNO. Signor Presidente, noi lo manteniamo, se
  eventualmente è da riformulare lo riformuliamo. E' abbastanza
  semplice, chiediamo semplicemente vengano aggiunte  senza
  soluzione di continuità  dopo la parola  società  e che venga
  mantenuta una società strategica.
    Quindi, siccome siamo per la continuità lavorativa, la tutela
  e vogliamo cercare di essere a fianco dei lavoratori se ritiene
  che vada riscritto la riscriviamo, ma non lo ritiriamo.

    PRESIDENTE.  Onorevole Galvagno, magari se parla con gli
  Uffici per la riscrittura perché comunque va riscritto.
    Si passa all'emendamento 9.15 a firma del Governo. E' in
  distribuzione. Stiamo distribuendo, intanto, l'emendamento 9.15
  del Governo rivisto.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  intervengo perché sull'articolo 9 avevamo presentato una serie
  di emendamenti che sono stati stralciati. Tra questi emendamenti
  ce n'era pure uno che riguarda i precari lavoratori del reddito
  minimo di inserimento, lavoratori che si trovano nelle Province
  di Caltanissetta e di Enna, sono più di mille persone inserite
  all'interno di questo bacino.
    Avevamo presentato alcuni emendamenti perché non solo a questo
  bacino di persone sul bilancio noi andiamo a tagliare 2 milioni
  e 300 mila euro, quindi vengono a mancare sul capitolo 2 milioni
  e 300 mila euro, ma in più abbiamo notato che c'è una norma
  stranissima dovuta alla legge passata con cui sono stati
  istituiti in pratica che se uno dei figli lavora, cioè se uno
  dei figli lavora all'interno del nucleo famigliare in pratica la
  persona inserita all'interno del bacino del reddito minimo di
  inserimento viene escluso in automatico, che è un qualcosa che
  non ha senso; infatti, volevamo capire, volevamo rassicurazioni
  da parte degli Uffici del perché questi emendamenti sono stati
  stralciati.

    PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, noi non stralciamo
  emendamenti, per cui mi pare difficile che questo sia avvenuto,
  non so ora ci stiamo un attimo informando per capire cosa è
  successo. Era un emendamento aggiuntivo e quindi non era nel
  fascicolo, soltanto questo.
    L'emendamento dell'onorevole Galvagno che doveva essere
  riscritto è stato riscritto?

    GALVAGNO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GALVAGNO. Signor Presidente, ho parlato con gli Uffici e
  abbiamo deciso di riscriverlo e sostanzialmente mantenere la
  parola  strategico  purché venga garantita la tutela ai livelli
  occupazionali dei lavoratori. Grazie.

    PRESIDENTE. L'articolo 9 è accantonato e dopo che riscriviamo
  tutte queste cose lo votiamo.
    Il Governo mi aveva chiesto di riprendere l'articolo 7, c'era
  l'emendamento 7.2 del Governo che possiamo votare. È in
  distribuzione.
    Neanche gli articoli 10 e 11 si possono esaminare e, pertanto,
  sono accantonati. Se poi mi fate per favore un riepilogo degli
  accantonamenti che abbiamo in modo che evitiamo poi di fare
  confusione.
    Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

    «Articolo 12.
    Personale ASU Assessorato Beni Culturali

    1. Al fine di garantire la continuità dei servizi prestati
  presso gli uffici dell'assessorato dei beni culturali e
  dell'identità siciliana i soggetti di cui all'articolo 1 della
  legge regionale 5 novembre 2001, n. 17 e successive modifiche ed
  integrazioni, utilizzati fino alla data di entrata in vigore
  della presente legge in tali enti, transitano in utilizzazione
  presso gli stessi».

     Comunico che è stato presentato l'emendamento, il 12.1 a
  firma degli onorevoli Zafarana ed altri. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

    «Articolo 13.
    Rendicontazione iniziative culturali per l'anno 2018

    1. Le iniziative a valere sul fondo di cui all'articolo 128
  della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 finanziate per
  l'anno 2018, possono essere realizzate entro il 30 giugno 2019 e
  rendicontate entro 60 giorni da quest'ultima data».

    Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    L'articolo 14 è stato stralciato.
    Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

    «Articolo 15.
    Recupero e valorizzazione patrimonio culturale immobiliare

    1. L'Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
  siciliana nonché gli enti e gli organismi preposti alla gestione
  dei siti di cui all'articolo 101 del decreto legislativo 22
  gennaio 2004, n. 42 possono autonomamente attivare tutti gli
  strumenti di partenariato pubblico privato previsti dalla
  legislazione vigente, ivi compreso l'istituto di cui
  all'articolo 183 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50,
  al fine di assicurare gli interventi di recupero e
  valorizzazione del patrimonio culturale immobiliare direttamente
  gestito e, in tale contesto, garantire l'appostamento di risorse
  aggiuntive per la fruizione pubblica e l'utilizzo degli
  immobili, anche a scopo ricettivo».

    Si passa all'emendamento soppressivo 15.4, a firma degli
  onorevoli Zito ed altri.
    Il parere del Governo è contrario. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 15.7, a firma degli onorevoli Di
  Paola ed altri. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi
  aspetto che il parere del Governo venga dato dall'Assessore Tusa
  e non dall'Assessore Armao, in quanto siamo in materia di
  patrimonio culturale e recupero e valorizzazione, quindi magari
  richiediamo poi il parere all'Assessore Tusa.

    PRESIDENTE. L'Assessore Armao è il Vicepresidente della
  Regione e può intervenire su tutto.

    DI PAOLA. Ci sono una serie di emendamenti modificativi, uno
  che riguarda la possibilità che le campagne di valorizzazione di
  scavi dei nostri beni archeologici vengano finanziate anche dal
  crowdfunding. E' una caratteristica che viene già utilizzata in
  altre regioni, in modo positivo.
    Tramite crowdfunding, quindi tramite campagne di raccolta
  fondi vengono finanziate le campagne di valorizzazione e di
  scavi dei beni archeologici, lo fanno in tutte le regioni
  d'Italia, non riesco a capire perché la Regione siciliana non si
  può dotare di questo strumento, e questo è l'emendamento 15.7.
    Per quanto riguarda l'emendamento 15.3, l'emendamento vorrebbe
  destinare i fondi raccolti o comunque i fondi che si vanno a
  recuperare alle campagne di scavo, visto che per il 2019,
  onorevoli colleghi, sul capitolo che riguarda la valorizzazione
  e gli scavi dei beni archeologici questo Governo ha messo zero
  euro, anche se il Presidente Musumeci durante l'Aula per quanto
  riguardava il bilancio ha affermato che, invece, nel 2019 i
  soldi ci sono e che eventualmente gli scavi archeologici possono
  essere finanziati anche dai fondi europei. Così non è, su questo
  capitolo ci sono zero euro ed allora permettiamo ai parchi
  archeologici che sono stati istituiti, di poter finanziare anche
  campagne di scavo.
    E dopodiché l'emendamento 15.8, dopo le parole  anche a scopo
  ricettivo  sono aggiunte le parole  secondo modalità compatibili
  con le esigenze di tutela del bene , ovviamente questo è a
  tutela del bene archeologico. Signor Presidente, poi chiedo il
  parere su tutti e tre gli emendamenti.

    PRESIDENTE. Li votiamo, poi ovviamente lo chiederemo. Intanto,
  pongo in votazione l'emendamento 15.7, con il parere contrario.

    DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.

    Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 15.7

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'emendamento 15.7.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  61
    Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . .  . .  56
    Maggioranza . . . . . . . . . . . . .   .. 29
    Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . .... 26
    Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . 30
    Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . .   . . 0

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 15.3, a firma degli onorevoli Di
  Paola ed altri. Il Parere del Governo?

    TUSA,  assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 15.1, a firma degli onorevoli Lupo ed
  altri.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 15
  richiama il Codice dei beni culturali che, in particolare,
  all'articolo 101 si riferisce, lo leggo:  ai fini del presente
  Codice sono istituti e luoghi della cultura i musei, le
  biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici e i
  complessi monumentali .
    Ora, io propongo di sopprimere l'ultimo periodo dell'articolo
  15 che si riferisce  alla possibilità, in tale contesto, di
  garantire l'appostamento di risorse aggiuntive per la fruizione
  pubblica e l'utilizzo degli immobili anche a scopo ricettivo .
  Non capisco se parliamo - e chiedo in questo lumi all'Assessore
  per i beni culturali - di aree, parchi archeologici, di
  complessi monumentali, di istituti e luoghi della cultura, di
  musei, di biblioteche, di archivi; quale dovrebbe essere la
  finalizzazione anche a scopo ricettivo? Mi sembrano le due cose
  incompatibili. Quindi, propongo l'abolizione dell'ultimo periodo
  del comma 1 che è comma unico dell'articolo 15.

    DI MAURO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  l'osservazione dell'onorevole Lupo mi pare coerente, nel senso
  che se l'idea è quella della valorizzazione del patrimonio,
  ovviamente non ha senso garantire l'appostamento di risorse
  aggiuntive. Questo periodo va tolto, nel senso che l'articolo ha
  una finalizzazione di assicurare gli interventi di recupero e
  valorizzazione del patrimonio culturale e, ovviamente, in tale
  contesto anche la fruizione pubblica e l'utilizzo di immobili
  anche a scopo ricettivo. Quello che non ha senso è
  l'appostamento delle risorse aggiuntive, credo che questo vada
  tolto.

    TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Signor Presidente, Onorevoli deputati, per quanto riguarda
  l'esclusione dei privati io invito a leggere interamente
  l'articolo 101 del Codice dei beni culturali perché al punto 4)
  include anche i soggetti privati; quindi, i soggetti sono
  inclusi non sono esclusi, per cui questo articolo si rivolge
  anche ai soggetti privati.
    Per quanto riguarda l'appostamento di risorse aggiuntive, sono
  d'accordo con l'intervento dell'onorevole Di Mauro.

    PRESIDENTE. Il parere sull'emendamento 15.1?

    TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Contrario.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse non ci
  siamo spiegati bene. Il tema non è pubblico o privato, il tema
  è: noi appostiamo risorse pubbliche per sostenere in edifici
  privati attività ricettiva? Cioè stiamo sostenendo gli alberghi
  pubblici? La fruizione pubblica in una struttura ricettiva in
  cosa consiste? Che se vado a dormire non pago
    Cioè stiamo facendo alberghi pubblici in alberghi di strutture
  private? Mi pare che non funzioni. Il modello esiste in Spagna,
  ma quel modello non è proprio un modello da utilizzare. Quindi,
  io credo che l'emendamento si limita a togliere la questione
  ricettiva per la fruizione pubblica. O facciamo gli ostelli
  pubblici, ma se facciamo beni monumentali che li sosteniamo con
  il partenariato a ristrutturarli e noi per la fruizione pubblica
  anche ai fini della ricettività, mi pare che la fruizione
  pubblica per la ricettività non consente le due cose, quindi
  suggeriamo di togliere la questione, punto

    PRESIDENTE. L'assessore Tusa, è favorevole?

    TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Contrario.

    PRESIDENTE. Siccome le motivazioni mi convincono vorrei
  capire. Se poi il Governo rimane nella sua decisione, io non
  posso fare niente. Ma vorrei capire dall'Assessore Tusa.

    TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Signor Presidente, avendo eliminato  garantire l'appostamento di
  risorse aggiuntive  il problema è risolto.

    CRACOLICI. Eliminando solo quello non funziona più neanche in
  italiano.

    PRESIDENTE. Mi scusi Assessore, in quello che lei ha detto di
  fatto rende favorevole il parere all'emendamento.

    TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Sì, è favorevole.

    PRESIDENTE. Allora, l'emendamento ha il parere favorevole del
  Governo.
    Pongo in votazione l'emendamento 15.1. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Gli emendamenti 15.5, 15.2 e 15.8, sono assorbiti.
    L'Assemblea ne prende atto.

    DI MAURO. Chiedo di parlare.

    PERSIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI MAURO. Signor Presidente, è un problema procedurale. C'è un
  mio subemendamento all'emendamento presentato dai colleghi Lupo
  e Cracolici e prima va messo in votazione il subemendamento. E'
  così  Poi, per carità, si boccia.

    PRESIDENTE. Arrivano emendamenti che io non ho la possibilità
  di guardare. Se ci fosse un ordine anche nella presentazione
  degli emendamenti, sarebbe meglio.
    Onorevole Di Mauro, gli Uffici mi dicono che è precluso.
    L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 15.6, a firma degli onorevoli Fava e
  Lo Giudice.

    FAVA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un
  suggerimento di buon senso visto che stiamo parlando di
  interventi di recupero e valorizzazione per potere fare una
  valutazione discernere da questi interventi, si chiede
  semplicemente di avere un quadro degli immobili che si vogliono
  utilizzare e, quindi, fare in modo che la Commissione che ha
  competenza in merito possa conoscere quali sono gli immobili
  interessati da questi interventi.

  PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 15.6. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 15 nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si ritorna all'articolo 7 precedentemente accantonato.
    L'emendamento 7.1, a firma degli onorevoli Cancelleri ed
  altri, è ritirato.
    L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 7.2 a firma del Governo. Lo pongo in
  votazione.

    CRACOLICI. Il Governo lo deve spiegare.

    ARMAO, assessore l'economia. Chiedo di parlare per illustrare
  l'emendamento.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, questo
  emendamento era stato già illustrato, nella sua portata, alla
  Commissione  Bilancio .
    E' finalizzato, come descrive la relazione, ad inserire
  nell'articolo del disegno di legge il riferimento normativo
  della legge di stabilità nazionale che - com'è noto - è
  subentrata rispetto al testo di stabilità, in cui è trasfuso il
  contenuto dell'articolo 10 del disegno di legge, e ad utilizzare
  le somme derivanti dall'eventuale premialità per il
  raggiungimento dell'obiettivo di spesa del 2 per cento al Fondo
  crediti di dubbia esigibilità.
    Questo è l'obiettivo della norma che unisce 2 e 3, sicché
  l'articolo - laddove approvato - si articolerà in due commi e
  non più in tre.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
  questa è una di quelle norme che si ascrive alla cosiddetta
   finanza creativa . Cioè, noi stiamo da un lato coprendo
  l'annualità 2019 utilizzando un fondo di dubbia esigibilità
  effetto di Sicilcassa.

    ARMAO, assessore per l'economia. Perché è dubbia?

    CRACOLICI. Il Fondo così si chiama; l'importo non lo sappiamo.
    Assessore Armao, abbiamo fatto in linea prudente il 40 per
  cento dell'ammontare della liquidazione.

    PRESIDENTE. Assessore Armao, possiamo evitare i duetti fra di
  voi, per favore? Grazie.

    CRACOLICI  Può essere di più, può essere di meno. Però, una
  cosa è certa: la Corte dei conti più volte ha ribadito che quei
  capitoli non sono utilizzabili per dare coperture a spese di
  qualunque tipo. Quindi, stiamo facendo una cosa in difformità
  alle norme vigenti sulla contabilità.
    Poi, facciamo un'altra norma - pensando di metterci il ferro
  dietro la porta - in cui diciamo, sostanzialmente, che se
  dovesse esserci la premialità relativa alla riduzione di spesa
  e, quindi, ad una maggiore potenzialità finanziaria, d'ufficio
  con la legge di stabilità il Ragioniere va a colmare quanto ci
  prendiamo per dare copertura.
    Presidente, le due cose, cioè la somma di due cose illegittime
  non legittima una norma. Cioè, noi stiamo duplicando
  l'illegittimità di una procedura.
     Primo: per quello che ho detto nella prima parte ci pensa la
  Corte dei conti.
    Secondo: qui stiamo scrivendo una norma in cui diciamo che
  forse, laddove ci dovessero essere delle entrate - non sappiamo
  quante, non sappiamo come - prevediamo già la destinazione.
    Queste cose si fanno in assestamento, Assessore. Altrimenti, a
  che servono le norme di assestamento? Le norme di assestamento
  servono quando ci sono variazioni di entrate o variazioni di
  spesa; perché così potremmo fare un bilancio tutto fondato
  sull'incertezza amministrativa.
    Io considero illegittima questa norma, così come dubbia di
  costituzionalità la norma che riguarda la copertura dei 53
  milioni, così come ho già detto; ma sicuramente questa è
  illegittima perché noi questa manovra la possiamo fare dopo,
  accertata l'entrata stabiliamo quanto di quell'entrata va a quel
  capitolo, ad altri capitoli. Ma sarà il Parlamento a stabilirlo
  con le modalità proprie delle variazioni di bilancio.

    LUPO. Ne chiedo l'accantonamento.

    PRESIDENTE. Era già una mia idea, quindi l'ascolto volentieri
  e lo accantono.
    Onorevoli colleghi, a me sembra che abbiamo iniziato a votare
  con un clima assolutamente favorevole. Sono le 19.30; io direi
  che ce ne andiamo a casa e domani alle ore 11.00 riprendiamo
  l'Aula per continuare le votazioni e così riguardiamo bene tutti
  gli emendamenti su cui abbiamo dei dubbi.
    Onorevole Ciancio e onorevole Trizzino, vi aspetto nel mio
  Ufficio.
    La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.30 dell'11 febbraio 2019, è
  ripresa
    alle ore 11.02 del 12 febbraio 2019)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Gli Uffici mi hanno chiesto almeno un'ora di tempo
  perché stanno risistemando tutti gli emendamenti aggiuntivi che
  sono arrivati. Per cui sono le ore 11.00, sospendiamo la seduta
  e la riapriamo a mezzogiorno.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.03, è ripresa alle ore 12.57)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se ci accomodiamo così
  cerchiamo di guadagnare un po' di tempo andando velocemente. Io
  direi di andare avanti, in modo che partiamo, almeno per una
  mezz'oretta, poi prendiamo un'ora per mangiare e ritorniamo fino
  a stasera.
    Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

     Art. 16.
    Servizio antincendio boschivo

    1. Al fine di garantire la continuità del servizio antincendio
  boschivo regionale il personale di cui all'articolo 12 della
  legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 in ragione dell'elevata
  esperienza professionale acquisita durante il servizio prestato
  nel quinquennio 2014-2018 presso le Sale operative provinciali,
  è mantenuto nelle medesime mansioni senza determinare maggiori
  oneri a carico del bilancio regionale. .

    Sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi,
  pertanto votiamo direttamente il mantenimento dell'articolo 16.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

  (E' approvato)

    BARBAGALLO. Signor Presidente, c'erano due emendamenti
  soppressivi.

    PRESIDENTE. Infatti abbiamo votato il mantenimento
  dell'articolo. Avendo votato l'articolo, di fatto sono superati
  i soppressivi.
    L'articolo 17 è inammissibile in quanto il Governo non ha
  espresso parere sugli effetti finanziari per mancanza di
  elementi istruttori, non escludendo comunque oneri a carico
  della Regione.
    Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

     Art. 18.
    Attuazione dell'articolo 287 del decreto legislativo 3 aprile
  2006, n. 152 in materia di conduzione impianti termici civili di
  potenza termica nominale superiore a 0.232 MW

    1. Il patentino per il personale addetto alla conduzione degli
  impianti termici civili di potenza termica nominale superiore a
  0,232 MW, ai sensi del comma 1 dell'articolo 287 del decreto
  legislativo 3 aprile 2006, n. 152 è rilasciato, a seguito di
  specifica attività formativa con verifica dell'apprendimento,
  dall'Ispettorato territoriale del lavoro competente in base ai
  luogo di residenza del richiedente.

    2. Il possesso di un certificato di abilitazione di qualsiasi
  grado per la condona dei generatori di vapore ai sensi del Regio
  decreto 12 maggio 1927, n. 824, consente, da parte
  dell'Ispettorato territoriale del lavoro, il rilascio del
  patentino senza la necessità della formazione prevista dal comma
  l.

    3. Il registro dei soggetti abilitati alla conduzione degli
  impianti termici è tenuto ed aggiornato presso il Dipartimento
  del lavoro, dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e delle
  attività formative.

    4. Le modalità di formazione, il profilo ed i contenuti del
  percorso formativo, nonché le modalità di svolgimento degli
  esami per la verifica dell'apprendimento e la composizione della
  commissione, saranno disciplinati con successivo decreto
  dell'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
  professionale, di concerto con l'Assessore regionale per la
  famiglia, le politiche sociali ed il lavoro. .

    Si procede con l'emendamento 18.1, soppressivo dell'intero
  articolo, degli onorevoli Lupo ed altri.

    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 18.5, soppressivo del comma 2, degli
  onorevoli Lupo ed altri.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, se non ricordo male, sulla norma
  dell'articolo 17 il Governo doveva dare qualche chiarimento in
  ordine agli equilibri economico finanziari.

    PRESIDENTE. Siccome non li ha dati è stato dichiarato
  inammissibile tutto l'articolo 17.

    LUPO. E' inammissibile l'intero articolo, quindi è stralciato

    PRESIDENTE. Sì, proprio inammissibile, non si può presentare.
  Siamo ora all'articolo 18.

    LUPO. Quindi, l'articolo 17 è stralciato.

    PRESIDENTE. Assolutamente.

    LUPO. Grazie.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 18.5, a firma degli
  onorevoli  Lupo ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 18.4, a firma degli onorevoli  Lupo
  ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 18.3, a firma degli onorevoli  Lupo
  ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 18.6, a firma degli onorevoli Palmeri
  ed altri. Il parere del Governo?

    TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

    «Art. 19.
    Destinazione degli edifici di enti assistenziali destinati a
  servizi per anziani

    1. Al quarto comma dell'articolo 2 della legge regionale 25
  marzo 1986, n. 14, le parole  trent'anni  sono sostituite dalle
  parole  venticinque anni ».

    Poiché sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi,
  pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)
    L'articolo 20 è stato stralciato.
    Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

    «Art. 21.
    Attività di ricerca relativa al servizio informativo agro-
  meteorologico

    1. All'articolo 6, comma 5 della legge regionale 7 agosto
  1990, n. 23, dopo le parole  Catania e di Palermo  sono aggiunte
  le parole  e/o istituti statali di istruzione secondaria
  superiore con specifiche eccellenze ed in possesso di alta
  qualificazione scientifica nel settore della ricerca agro-
  metereologica e climatologica .

    Poiché sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi,
  pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Io devo correre un po' sennò
  facciamo due notti consecutive, non ce la faremmo.

    DI PAOLA. Grazie, Presidente, volevo informazioni riguardo
  questo articolo da parte del Governo per capire se ci sono
  istituti in Sicilia con queste caratteristiche, perché mi sembra
  una norma molto ma molto specifica. Quindi, magari, vorremmo
  capire quali sono gli istituti che sono interessati a questa
  norma perché è molto restrittiva. Se magari possiamo avere delle
  spiegazioni.

    PRESIDENTE. Il Governo dà questo chiarimento?

    CARONIA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CARONIA. Grazie, Presidente, in realtà io non mi sostituisco
  al Governo, però poiché l'estensore di questo emendamento sono
  io volevo far presente la ragione per la quale nasce questo
  tentativo di normare questa diciamo attività degli istituti
  superiori fu fatta anche l'anno scorso poi non andò a buon fine
  perché, come dire, arrivò tardivamente.
    Allora, la norma ad oggi prevede che per attività legate alla
  ricerca agro-meteorologica i soggetti deputati a poter dare un
  contributo sono le università. Università, gli istituti sono
  appunto le università e sono specificate università di Palermo,
  di Catania.
    Nella realtà si sono negli ultimi anni, veramente nell'ultimo
  decennio, si sono create delle situazioni di particolare
  virtuosismo in alcuni istituti superiori che sono degli
  istituti, diciamo, tecnici a cui è stato accorpato la
  disciplina

  (Brusìo in Aula)

    CARONIA. Scusate io non riesco a sentire neanche la mia voce,
  Presidente, ho difficoltà

    PRESIDENTE. Per favore, colleghi. Onorevole Milazzo, lei parla
  accanto a chi parla e, chiedo scusa a tutti i colleghi, se
  onorevole Lupo, La Rocca Ruvolo, possiamo stare un attimo in
  silenzio perché non si sente nulla per favore.
    Prego onorevole Caronia.

    CARONIA. Grazie. Dicevo, esistono da un decennio, si sono
  diciamo specializzati in queste attività alcuni istituiti
  superiori per cui sarebbe penalizzante oggi non includerli. Uno
  di cui ho contezza è l'istituto per esempio Volta di Palermo che
  è uno dei più grossi istituti superiori che è uno scientifico-
  tecnico, l'assessore Armao lo ricorderà è stato inaugurato
  l'anno scolastico proprio quest'anno, eravamo insieme, poiché
  hanno realizzato con fondi ministeriali, quindi non percepiscono
  nulla dalla Regione, hanno inaugurato, cioè è stata creata una
  stazione agro-meteorologica di cui si avvale il Ministero e,
  paradossalmente, è stata costruita con fondi ministeriali, se ne
  avvale il Ministero e noi come Regione non ne abbiamo nessuna
  utilità.
    Allora, so che a Catania c'è un altro istituto superiore che,
  in compartecipazione all'ITI Volta, sta creando il percorso per
  farsi autorizzare, sempre dal Ministero, la creazione di
  un'altra stazione idro-meteorologica e agro-meteorologica, per
  cui ritengo che, istituendo questa norma, daremo la possibilità
  a quegli Istituti, che chiaramente ne faranno richiesta perché -
  ripeto - questi fondi furono stanziati dal Ministero e non dalla
  Regione, noi non stiamo dando soldi, non stiamo dando null'altro
  che la possibilità di fare parte di quel circuito scientifico
  che partecipa alle rilevazioni in materia agro-meteorologica.
  Per cui, è semplicemente, anche agli Istituti di grado
  inferiore, per dare la possibilità soprattutto quando sono delle
  eccellenze.

    Congedo

    PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Genovese ha chiesto
  congedo per la seduta odierna.

  L'Assemblea ne prende atto.


  Riprende la discussione unificata dei disegni di legge nn. 475-
  475 bis/A e 476/A

       DI PAOLA. Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       DI PAOLA. Signor Presidente, ringrazio la collega Caronia
  per la precisazione. Però, Presidente, volevo sempre chiedere al
  Governo spiegazioni per capire se queste norme sono da inserire
  all'interno di una finanziaria. Non mi sembrano norme da
  inserire all'interno di un disegno di legge di finanziaria.
  E poi, mi sembra che vengano individuati due Istituti specifici.
  Infatti, per questo, signor Presidente, chiedo il parere, la
  spiegazione da parte del Governo ringraziando, ovviamente, la
  collega per la precisazione.

       LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
  professionale. La norma proposta è una norma che ritengo essere
  stata condivisa prevalentemente con l'assessorato
  all'agricoltura al quale compete la rilevazione di fenomeni agro-
  meteorologici attraverso l'utilizzazione di enti di ricerca
  identificati normativamente e prevalentemente nel sistema
  universitario.
       Io credo che, comunque, possa essere accettata la proposta
  a condizione che, mi permetto proporre, le parole  specifiche
  eccellenze , perché l'eccellenza è un dato qualitativo non
  misurabile motivo per il quale da eccellenze metterei  con
  specifiche certificazioni , ed oltre agli istituti aggiungerei
  anche gli enti pubblici di ricerca, perché tanto il CNR quanto
  altri istituti pubblici di ricerca sono in condizione di potere
  colmare eventuali carenze della rete.
       Se l'onorevole Caronia è d'accordo, io credo che questa
  possa essere una proposta.

       CARONIA. Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       CARONIA. Signor Presidente, io, ovviamente, non ho nessuna
  obiezione, tranne per il fatto che diventa complesso individuare
  la specifica certificazione, perché essendo istituti che
  sperimentalmente hanno dato vita ad un progetto, che sono stati
  finanziati da parte del Ministero e che hanno creato queste
  centraline in grado di potere  cosa possono certificare?
  Semplicemente il fatto di essere in possesso di queste capacità.
  Non esiste un ente certificatore, per cui diventa complesso, a
  mio avviso. Potrebbe escluderlo.

       LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
  professionale. Possiamo mettere la specifica capacità.

       PRESIDENTE. Poiché bisogna preparare l'emendamento, intanto
  accantoniamo l'articolo 21.

       Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

    «Art. 22.
    Disposizioni per il personale del Consorzio per le autostrade
  siciliane

  1. In deroga a quanto disposto dal titolo III della legge
  regionale 15 maggio 2000, n. 10, ai dipendenti del Consorzio per
  le autostrade siciliane si applica, a decorrere dal 2019, il
  Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle
   Società Concessionarie di Autostrade e Trafori .

  2. E' autorizzata, a domanda, l'immissione in ruolo nei posti
  vacanti e disponibili, dei dipendenti pubblici in posizione di
  comando al 31 dicembre 2018 ed in possesso dei requisiti, i cui
  oneri sono già a carico del Consorzio per le autostrade
  siciliane.

  3. Le disposizioni di cui al presente articolo di applicano nel
  rispetto degli equilibri economico-finanziari dell'ente».

       CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
  di parlare.

       PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 22 ha bisogno, a
  parere del Governo, della presenza dell'Assessore Falcone che
  era impegnato in mattinata con il Ministro Toninelli a Roma e
  che è già in aereo per rientrare.
       Le chiedo, pertanto, Presidente, di rinviare alla presenza
  dell'Assessore alla ripresa dopo pranzo. Grazie.

    PRESIDENTE.  L'articolo 22 è accantonato.
    Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
    «Art. 23.
    Trattamento economico dipendenti Istituti autonomi case
  popolari

    1. Limitatamente agli Istituti autonomi case popolari, il
  limite del trattamento economico annuo dei dipendenti, di cui al
  comma 3 dell'articolo 13 della legge regionale 11 giugno 2014,
  n. 13, modificato dall'articolo 14, comma l, della legge
  regionale 17 maggio 2016, n. 8, non trova applicazione per i
  titolari dei contratti collettivi nazionali di lavoro, nel
  rispetto degli equilibri di bilancio dell'ente e senza maggiori
  oneri per la finanza pubblica regionale».

    ZITO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo
  riguarda gli IACP e non vedo la presenza dell'Assessore Falcone.
  Questo viene inizialmente dalla legge regionale 13/2014 quando
  avevamo messo dei limiti per quanto riguarda gli stipendi di
  alcuni dirigenti. Nel 2016 l'abbiamo confermato a 100.000 euro
  l'anno.

    PRESIDENTE. Onorevole Zito, accantoniamolo perché non c'è
  l'Assessore, quando arriverà tratteremo gli articoli relativi
  alle infrastrutture.
    Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

    «Art. 24.
    Prestazioni specialistiche a favore di cittadini residenti in
  altre regioni

    1. In attuazione del comma 574 dell'articolo 1 della legge del
  28 dicembre 2015, n. 208, al fine di garantire il diritto di
  libera scelta del luogo di cura da parte dei cittadini,
  l'assessorato della salute dispone che le prestazioni di
  assistenza ospedaliera di alta specialità e le prestazioni
  specialistiche siano erogate anche a favore di cittadini
  residenti in regioni diverse da quelle di appartenenza, senza
  l'applicazione della riduzione degli importi e dei
  corrispondenti volumi di acquisto di cui all'articolo 15, comma
  14, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con
  modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135».

    Poiché è stato presentato un solo emendamento soppressivo,
  pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.

    DE LUCA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi e cittadini
  siciliani, siccome riteniamo che questo articolo sia, appunto,
  molto importante, vorremmo che il Governo relazionasse sul
  contenuto e sui risvolti in materia, soprattutto, di economia
  pubblica e sanitaria. Per cui, se possiamo accantonarlo e
  discuterlo nel pomeriggio sarebbe opportuno.

    PRESIDENTE. L'Assessore per l'economia è presente in Aula.

    DE LUCA. Sì, ma ci vorrebbe anche la presenza dell'Assessore
  per la salute, Razza, perché ha dei risvolti fondamentali in
  materia di sanità. Quindi, sarebbe importantissimo.

    PRESIDENTE. L'articolo 24 è accantonato. Però, se il Governo
  intanto potesse chiamare gli Assessori perché altrimenti
  accantoniamo tutto.
    Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

    «Art. 25.
    Modifiche all'articolo 26 della legge regionale 8 maggio 2018,
  n. 8
     in materia di stabilizzazioni di personale precario

    1. Al comma 8 dell'articolo 26 della legge regionale 8 maggio
  2018, n. 8, dopo le parole  autonomie locali  sono aggiunte le
  parole  e del dipartimento regionale del lavoro, dell'impiego,
  dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative  e
  dopo le parole  191320  sono aggiunte le parole  e 313319 ».

    Invito al ritiro dell'emendamento 25.1 a firma degli onorevoli
  Aricò ed Assenza perché riproduce il testo base senza il
  riferimento necessario e obbligatorio al Dipartimento al lavoro.
  E' ritirato?

    DI MAURO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta
  soltanto di una correzione di carattere tecnico di un capitolo
  di bilancio. Tutto qua.

    PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, qual è questa modifica di cui
  parla? Perché qui non si riesce a capire in realtà.

    DI MAURO. È la modifica del capitolo.

    PRESIDENTE. Può essere che è stato corretto il testo, ma sono
  identici. Votiamo direttamente l'articolo.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 26 che lo tratteremo insieme
  all'articolo 52, per cui lo accantoniamo.
    Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

    «Art. 27.
    Contributi per le adozioni

    1. L'articolo 7 della legge regionale 31 luglio 2003, n. 10 è
  sostituito dal seguente:

     Art. 7 - 1. L'Assessore regionale per la famiglia, le
  politiche sociali e il lavoro è autorizzato a concedere
  contributi fino al 50 per cento delle spese sostenute dalla
  famiglia adottiva nei due anni successivi all'adozione per le
  spese relative alla gestione degli adottati in relazione alle
  spese per psicologi, logopedisti, pedagogisti e ogni altra spesa
  utile all'inserimento sociale e scolastico.
    2. Con decreto da emanarsi entro 120 giorni dalla data di
  entrata in vigore della presente legge l'assessore per la
  famiglia, le politiche sociali e il lavoro determina i criteri e
  le modalità attuativi della compartecipazione finanziaria di cui
  al comma 1, previo parere della VI Commissione dell'Assemblea
  regionale siciliana, nei limiti dello stanziamento annuale».

    DE LUCA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Tutti gli emendamenti
  dell'onorevole Lupo sono ritirati.

    DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,
  l'articolo semplicemente modifica la legge di appartenenza in
  modo che i contributi alle coppie che adottano, che scelgono il
  procedimento dell'adozione internazionale, siano concessi nella
  misura del 50 per cento delle spese rendicontate, per sostenere
  le spese che servono, poi, per sostenere questi bambini con
  psicologi, logopedisti e tutto ciò che occorre per l'inserimento
  sociale e scolastico di questi bambini.
    Modifichiamo la norma, semplicemente perché quella precedente
  andava a sovrapporsi a quella nazionale, che era di capienza
  maggiore e, quindi, questa regionale non era utile a sostenere
  queste famiglie.
    Volevo ringraziare, anche, aveva dato parere favorevole, però,
  in Commissione Sanità, e volevo ringraziare i colleghi per aver
  ritirato i soppressivi.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
  che non c'è l'assessore alla Famiglia, però è una questione
  delicata questa. Questa norma è stata introdotta nella legge
  quando fu istituito l'Assessorato alla Famiglia, cioè per la
  prima volta entrò nell'ordinamento dell'amministrazione
  regionale - nel 2003, lo dico perché questo fu un mio
  emendamento in Commissione, ecco - il contributo per le famiglie
  che adottano bambini.
    Ora, scoprire dopo quindici anni che quella norma non
  troverebbe attuazione perché c'è - anche allora c'era una norma
  nazionale. Qui stiamo parlando della possibilità di sostenere le
  famiglie che, per adottare all'estero, devono pagare perché il
  circuito delle adozioni avviene attraverso le associazioni
  autorizzate dal Ministero, dalla Presidenza del Consiglio che ha
  la delega, ma pagano e sono, oltre che i costi di trasferimento,
  di soggiorno, presso i Paesi di origine di questi bambini - io
  non capisco perché dobbiamo eliminare una cosa che ha funzionato
  fino ad ora. Tra l'altro, mi pare che in questo bilancio non c'è
  un euro  Abbiamo cancellato la previsione finanziaria. Ma, in
  ogni caso, ha funzionato fino ad ora.
    Ora, io capisco che il collega si ponga la  Ripeto, la norma
  da quindici anni ha avuto attuazione. Se ci sono degli
  aggiustamenti, non sono innamorato di nulla. Però, se il collega
  vuole estendere ad altre tipologie di rimborso o si integra, ma
  non con quel fondo  Cioè, evitiamo di fare un danno alle
  famiglie che vogliono adottare i bambini, questo voglio dire,
  chiaro?
    Ma, se c'è bisogno di un ulteriore cosa, si fa una norma ed un
  capitolo ad hoc per quella tipologia di spesa delle famiglie.

    PULLARA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  perché, secondo me, non c'è chiarezza sull'articolo. In realtà
  la norma nazionale, l'applicazione della norma nazionale
  eviterebbe l'applicazione della norma regionale. Quindi in
  Commissione Sanità, debbo dire, tutti i gruppi parlamentari
  hanno ritenuto volere sostenere ulteriormente le famiglie
  consentendo a coloro i quali accedono ai contributi nazionali,
  anche il 50 per cento, in una forma del 50 per cento dei
  contributi regionali. Quindi, è una norma a sostegno e in
  aggiunta al contributo nazionale.

    PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono stati ritirati.
    Si passa all'emendamento 27.2, degli onorevoli Fava e Lo
  Giudice; però il Governo mi deve dare il parere, perché prevede
  di aumentare il contributo. Immagino che sia contrario, perché
  non si possono aumentare i soldi

    ARMAO, assessore per l'economia.  Contrario.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.2 con il
  parere contrario del Governo.

    LO GIUDICE. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
    Pongo in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

    «Art. 28.
    Rendicontazione iniziative per scuole e antichi mestieri delle
  tradizioni popolari

    1. Le iniziative a valere sul Fondo di cui all'articolo 47
  della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 possono essere
  realizzate e rendicontate entro il 30 giugno 2019».

    E' stato presentato l'emendamento soppressivo 28.1. Pongo in
  votazione il mantenimento dell'articolo 28. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (È approvato)

    Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

    «Art. 29.
    Riserva in favore delle unioni di Comuni

       1. All'articolo 19 della legge regionale 8 maggio 2018, n.
  8 le parole  l'esercizio finanziario 2018  sono sostituite dalle
  parole  gli esercizi finanziari 2018, 2019 e 2020  e le parole
   trasferimenti regionali di parte corrente per l'anno 2018  sono
  sostituite dalle parole  trasferimenti regionali di parte
  corrente per gli anni 2018, 2019 e 2020 ».

       Non ci sono emendamenti. Pongo in votazione l'articolo 29.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (È approvato)

    Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
    «Art. 30.
    Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 29 dicembre
  2016, n. 27 in materia di stabilizzazione di personale precario

       1. Al comma 6 dell'articolo 3 della legge regionale 29
  dicembre 2016, n. 27 dopo le parole  soggetti assunti.  sono
  aggiunte le parole  Il contributo di cui al presente comma è
  riferito anche ai soggetti inseriti nell'elenco di cui al
  predetto articolo 30 stabilizzati con le procedure richiamate
  dal presente articolo, avviate e concluse alla data del 31
  dicembre 2017. .
       2. Al comma 21 dell'articolo 3 della legge regionale n.
  27/2016 dopo le parole  di cui all'articolo 6 della legge
  regionale 29 dicembre 2010, n. 24,  sono aggiunte le parole  e
  di cui all'articolo 4, commi 6 e 8 del Decreto Legge 31 agosto
  2013, n. 101, convertito con modificazioni dalla legge 30
  ottobre 2013, n. 125 ».

    Il comma 2 è inammissibile. Si vota soltanto il comma 1.

    LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LO GIUDICE. Signor Presidente, i due commi sono,
  sostanzialmente, collegati l'uno con l'altro. È una discussione
  che abbiamo affrontato anche in occasione dei lavori della
  Commissione  Bilancio .
    Con questa norma si dà la possibilità ai comuni che hanno
  effettuato, quindi avviato e concluso le procedure di
  stabilizzazione, di fruire del contributo.
    Ci tengo a sottolineare che sono entrambi, sia il comma 1 che
  il comma 2, delle norme tecniche che non richiedono un'ulteriore
  copertura finanziaria. Il Fondo, infatti, rimane cristallizzato
  a quello che è già stato stabilito dalla normativa ultima,
  ovvero la 27 del 2016. È chiaro, però, che se non inseriamo a
  livello normativo la possibilità di usufruire del contributo
  anche per chi ha stabilizzato attraverso la legge del 2014, è
  chiaro che c'è un vuoto normativo che non ci consente di poterlo
  fare.
    Ripeto, sottolineo non vi è un'ulteriore copertura
  finanziaria, ma solo la possibilità di dare ai comuni che hanno
  fatto, fra l'altro, bene a stabilizzare prima, questa
  possibilità.

    PRESIDENTE. Non possiamo trattare il comma 2. C'è una
  riscrittura del comma 1. È accantonato.
    Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

    «Art. 31.
    Trasferimento immobili società ex Sanderson

       1. All'articolo 61, comma 1 della legge regionale 8 maggio
  2018, n. 8, dopo le parole  la salute pubblica,  sostituire le
  parole  possono essere trasferiti  con le parole  saranno
  trasferiti gratuitamente ».

    Assessore abbiamo bisogno di un emendamento che mi dica che
  non ci sono

    ARMAO, assessore per l'economia.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Il dirigente generale del
  Dipartimento delle finanze e del credito, ha confermato dagli
  atti di ufficio

    CRACOLICI. Di cosa stiamo parlando?

    ARMAO, assessore per l'economia. Stiamo parlando dell'articolo
  31. L'articolo 31 risulta tra quelli dei quali si è chiesto un
  accertamento in ordine alle coperture. Il dirigente generale del
  Dipartimento delle finanze e del credito ha confermato, dagli
  atti di ufficio, che gli immobili ex Sanderson della società
  sono stati trasferiti all'ESA e mai transitati o assunti in
  consistenza alla Regione. Per quanto precede, non fanno parte
  del patrimonio della Regione ma dell'ESA, pertanto non
  determinano effetti patrimoniali diretti a carico del bilancio
  della Regione.

    CRACOLICI. Per l'ESA sì

    ARMAO, assessore per l'economia. Per l'ESA sì, certo. Io
  questo devo riferire. C'è stato chiesto quali sono gli effetti.
  Sono a carico dell'ESA.

    PRESIDENTE. Assessore, siccome lo stesso dirigente scrive in
  una nota che va inserita una clausola di invarianza, anche
  rispetto agli effetti di bilancio e rendiconto consolidato della
  Regione, ci vuole un emendamento.

    ARMAO, assessore per l'economia. Va bene. Scriviamo
  l'emendamento.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, è corretta la relazione del
  dirigente. Mi permetto di dire ante 118. Perché col 118 e il
  bilancio consolidato, cioè il patrimonio dell'Esa fa parte
  comunque del bilancio consolidato della Regione.
    Con tutto il rispetto, se noi priviamo di  patrimonio un ente
  pubblico della Regione stiamo sottraendo valore ad un ente.
  Questo valore deve essere compensato in altra forma. Faccio un
  esempio proprio sull'Esa: l'Esa era l'ente che faceva parte del
  pacchetto di immobili che furono ceduti alla società di allora.
  Bene, l'Esa ha fatto causa alla Regione e il giudice ha
  riconosciuto all'Esa un valore di concambio che la Regione deve
  dare all'Esa. Ora qui stiamo facendo una norma che lo fa
  gratuitamente. Dico, ma possiamo farlo con i beni nostri privati
  non con i beni pubblici. Come si fa a fare una norma del genere?
  O i Comuni danno un valore corrispettivo all'Esa, ma non è che
  possiamo privare un ente che è sottoposto a bilancio, eccetera,
  di un patrimonio  Questa è pirateria legislativa, non è legge

    PRESIDENTE. Assessore Armao, facciamo la riscrittura?

    ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Attenzione, è una norma
  proposta dalla Commissione, Presidente, non del Governo. Però,
  adesso che c'è, proponiamo la riscrittura.

    PRESIDENTE. Accantoniamolo un attimo in attesa della
  riscrittura, perché va scritta questa cosa con l'invarianza.

    LO GIUDICE. Non ho capito

    PRESIDENTE. Ci fermiamo un attimo per la riscrittura
  dell'articolo. Pertanto, l'articolo 31 è accantonato.
    Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:

    «Art. 32
    Disposizioni in materia di demanio marittimo

    1. L'articolo 20 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16 è
  così modificato:
    a) il comma l ter è sostituito dal seguente:

     1 ter. Fino al completamento della procedura di cui al comma
  3 dell'articolo 4 è consentito all'Assessorato regionale del
  territorio e dell'ambiente il rilascio di nuove concessioni
  demaniali marittime con validità sino al 31 dicembre 2020. ;

    b) dopo il comma 1 ter sono aggiunti i seguenti:

     1 quater. Compatibilmente con le esigenze del pubblico uso,
  nelle more dell'approvazione dei Piani di Utilizzo del Demanio
  Marittimo di cui al comma 3 dell'articolo 4 della legge
  regionale 29 novembre 2005, n. 15, è altresì consentito il
  rilascio di autorizzazioni di durata breve, attraverso procedure
  amministrative semplificate, per l'occupazione e l'uso di
  limitate porzioni di aree demaniali marittime e di specchi
  acquei, comunque non superiori a complessivi metri quadrati
  mille, e per un periodo massimo di novanta giorni, non
  prorogabili e non riproponibili nello stesso anno solare, allo
  scopo di svolgere attività turistico ricreative, commerciali o
  sportive, anche attraverso la collocazione di manufatti, purché
  precari e facilmente amovibili.

    1 quinquies. Con decreto dell'Assessore regionale per il
  territorio e l'ambiente, da emanarsi entro sessanta giorni dalla
  data di entrata in vigore della presente legge, saranno
  disciplinate le modalità di presentazione delle richieste e le
  relative procedure amministrative finalizzate al rilascio dei
  provvedimenti di cui al comma 1 quater».

    L'Articolo 32, su richiesta del Governo, è accantonato.
    Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

    «Art. 33.
    Canoni per l'utilizzo del demanio marittimo ed agevolazioni
  all'insediamento delle strutture dedicate alla nautica da
  diporto

    1. Le strutture dedicate alla nautica da diporto, che
  rientrano nella categoria degli imbullonati ai sensi
  dell'articolo 1, comma 21 della legge 28 dicembre 2015, n. 208,
  sono escluse dal calcolo della rendita catastale. La
  disposizione di cui al presente comma non comporta minori
  entrate a carico del bilancio della Regione.
    2. Ai sensi dell'articolo 32 del decreto legge 12 settembre
  2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla legge 11
  novembre 2014, n. 164, le prestazioni delle strutture di marina
  resort sono assimilate quelle delle strutture ricettive all'aria
  aperta e pertanto sono soggette all'applicazione del tributo di
  cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
  n. 633 e successive modifiche ed integrazioni, nella medesima
  misura come determinata ai sensi della Tabella A, parte III, n.
  120 dello stesso decreto del Presidente della Repubblica n.
  633/1972».

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho delle
  perplessità circa il comma 1 e il comma 2. Vi spiego meglio. Gli
  imbullonati con questo comma, almeno per quanto riguarda il
  comma 1 dell'articolo 33, stiamo dicendo che gli imbullonati non
  pagano la rendita catastale.
    C'è una normativa a livello nazionale, in questa direzione, ma
  a questa normativa vi è stata una sentenza della Corte
  costituzionale che vi leggo:  Tutte le componenti che
  contribuiscono in via ordinaria ad assicurare a un'unità
  immobiliare una specifica autonomia funzionale e reddituale,
  stabile nel tempo, sono da considerarsi elementi idonei a
  descrivere l'unità stessa e influenti rispetto alla
  quantificazione della relativa rendita catastale a prescindere
  dal sistema di concessione, utilizzato per il collegamento della
  struttura .
    Il mio dubbio sul comma 1 è questo: se ci sono minori entrati
  a carico del bilancio della Regione, la domanda è per i Comuni
  vale la stessa cosa?
    Cioè noi con questo comma stiamo in qualche modo sovvertendo
  una sentenza della Corte costituzionale.
    Per quanto riguarda, invece, il comma 2, sui Marina Resort,
  anche qui c'è una normativa nazionale di riduzione dell'iva del
  10 per cento, però a mio modo di vedere, è bene specificare,
  infatti ho fatto un modificativo al comma 2, di aggiungere le
  parole  che siano in possesso dei requisiti di cui al Decreto
  del Ministero delle infrastrutture 3.10.2014 .
    Questa è una specificazione molto importante, perché così,
  specificando che ci rivolgiamo ai Marina Resort, inseriti al
  decreto del Ministero delle infrastrutture del 3 ottobre 2014,
  stiamo normando al meglio questo comma che, ripeto, va a ridurre
  del 10 per cento l'IVA per i Marina Resort. Grazie.

    SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO. Signor Presidente, Governo, colleghi, onorevole Di
  Paola, come lei ben sa, questa norma che abbiamo trattato già
  nel disegno di legge sui Marina Resort vuole portare al comma 1
  l'agevolazione ai sensi della legge nazionale attualmente in
  vigore, quindi, la sentenza della Corte Costituzionale non
  inficia quello che il legislatore nazionale ha attuato e che noi
  stiamo recependo, cioè l'agevolazione sulle rendite catastali
  per tutte quelle strutture ricettive in tema di nautica,
  aiutando, in questo momento storico, il comparto: al comma 1 per
  quanto riguarda i cosiddetti  imbullonati  che, poi, sono i
  pontili; al comma 2, invece, stiamo recependo, e su questo
  avevamo condiviso insieme al Movimento Cinque Stelle un percorso
  in Commissione di merito, l'IVA al 10 per cento, cioè l'IVA
  agevolata.
    Io credo che sia, Governo, una norma di buon senso in un
  momento storico in cui dobbiamo incentivare l'attrattività
  turistica nella nostra Regione, ma soprattutto fare sì che le
  nostre infrastrutture siano più fruibili.

    PRESIDENTE. Intanto, permettetemi di salutare l'onorevole
  Lantieri che è da tempo che non vediamo. Onorevole Lantieri,
  benvenuta, bentornata.
    Pongo in votazione l'emendamento 33.2. Chi è favorevole si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    L'emendamento 33.1 è uguale.
    Si passa all'emendamento 33.4, degli onorevoli Palmeri, Di
  Paola, Campo e Trizzino, che prevede la  soppressione del comma
  1 . Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    DI PAOLA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 33.3, a firma degli onorevoli Palmeri
  ed altri, "il comma 2 è soppresso". Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

    PALMERI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Ritirato pure questo,
  benissimo. Allora, sono tutti ritirati?

    DI PAOLA. No, il 33.8 lo lasciamo.

    PRESIDENTE. Il 33.8, a firma degli onorevoli Di Paola ed
  altri, prevede il riferimento ai requisiti minimi per
  l'equiparazione delle strutture ricettive all'area aperta.
  Rimane valido? Lo dobbiamo votare?
    Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
  è una tautologia. E' chiaro che devono essere conformi al
  decreto ministeriale, per cui do parere contrario.

    DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.

    (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 33.8.

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'emendamento 33.8.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti            62
    Votanti        46
    Maggioranza 24
    Favorevoli      20
    Contrari            26
    Astenuti              8

    (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 33.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Sospendo un'ora per poter prendere ognuno di noi un boccone e
  ci rivediamo alle ore 14.30 qui in Aula. La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.34, è ripresa alle ore 15.03)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. L'Assessore Armao ha chiesto di parlare per una
  precisazione. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, la
  questione concerne l'articolo 31, sul quale c'eravamo - anche
  sulla scorta delle osservazioni dell'onorevole Cracolici -
  fermati ad un approfondimento.
    Il Dipartimento delle finanze si è espresso, ovviamente, per
  quanto concerne l'Amministrazione regionale con il dipartimento
  del bilancio che, com'è noto, è responsabile non solo del
  bilancio della Regione ma anche della redazione del bilancio e
  del rendiconto consolidato. Abbiamo esaminato la vicenda ed è
  opportuno che la neutralità che con il Presidente Savona abbiamo
  esaminato quando si è approfondita la norma in Commissione,
  venga garantita sul piano non solo del bilancio regionale ma
  anche del bilancio consolidato.
    E, pertanto, il Governo - ma analogo emendamento verrà
  proposto con riguardo alla disposizione sugli IACP, articolo 45
  - intende garantire, credo nell'interesse dell'intero comparto
  della Regione, quindi non solo l'Amministrazione in senso
  stretto ma anche degli enti partecipati, la neutralità.
    Poiché mi si citava l'esempio che lo scorso anno ha visto
  transitare dall'ASI alla Regione o dall'IRCAC alla CRIAS della
  Regione, ma questo è avvenuto nel perimetro degli enti che fanno
  parte del bilancio del rendiconto consolidato, mentre qui ci
  troviamo - fermo restando che sempre di enti pubblici si tratta
  - al di fuori del perimetro, sotto questo profilo non è
  garantibile la neutralità se non attraverso una clausola di
  compensazione. Per cui, all'articolo 31 prevediamo che le parole
   saranno trasferite gratuitamente  sono integrate  al fronte del
  trasferimento all'ente da parte del Comune di immobili di pari
  valore .
      Quindi, sotto questo profilo, se questo immobile che ha
  certamente per la sua allocazione una sua configurazione, una
  rilevanza consistente per quel territorio può benissimo essere
  compensato con  beni, che d'altronde all'Esa quell'immobile non
  serve più.
      All'Esa serve una dotazione patrimoniale che in questo modo
  viene comunque garantita attraverso un meccanismo di scambio tra
  enti pubblici che, com'è noto, non può dar luogo a pregiudizio
  erariale, deve aver luogo soltanto ad una valutazione da parte
  degli enti partecipati.
      Quindi, sotto questo profilo credo che si possa procedere
  all'approvazione dell'articolo, però subordinato a questa
  previsione.
      La stessa cosa viene fatta con riguardo all'articolo 45,
  proprio con quella finalità. E' quello  l'obiettivo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare
  che l'obiezione che avevo, mi ascolti per favore perché si
  tratta di un passaggio in cui lei deve assumere una
  determinazione. L'intervento che avevo fatto poc'anzi in qualche
  modo ha trovato da parte del Governo il riconoscimento della
  fondatezza del quesito che ponevo, che addirittura, l'avrei
  posto anche sul futuro articolo 45, riguarda anche la questione
  Iacp, la cessione.
      Credo che, alla luce delle considerazioni, è evidente che
  queste due norme, siccome non è immaginabile che ci sia un
  trasferimento di immobili, che ci potrebbe pure essere
  autonomamente eventualmente, non c'è bisogno della norma, quindi
  io sarei per stralciare sia l'uno che l'altro dal testo.

      CALDERONE. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne  ha facoltà.

      CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto
  quanto testé affermato dall'assessore per l'economia, dottore
  Armao, mi trova in condivisione, in ogni caso mi sembra anche
  opportuna l'osservazione dell'onorevole Cracolici. Quindi, credo
  che potrebbe essere una buona soluzione stralciare gli articoli
  31 e 45.

      PRESIDENTE. Prendere questa decisione va bene, ma datemi 5
  minuti. Sospendo, pertanto la seduta.

    (La seduta sospesa alle ore 15.09, è ripresa alle ore 15.18)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. L'Assessore Armao ha chiesto di parlare. Ne ha
  facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, io ho
  illustrato entrambi gli emendamenti proposti dal Governo, ma è
  chiaro che

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome è una cosa delicata,
  se fate un attimo di silenzio e ascoltate quello che dice
  l'Assessore, così poi possiamo andare avanti. Grazie.

    ARMAO, assessore per l'economia. Io ho illustrato gli
  emendamenti che provengono dai Dipartimenti del mio Assessorato,
  cioè sia dalle Finanze che dal Bilancio, e non può che adottarsi
  questa soluzione.
    Se si ritiene che questo determini uno svuotamento - a mio
  avviso no - però se determina uno svuotamento della disposizione
  ne chiederei lo stralcio, lo rinvio in Commissione e poi
  facciamo gli opportuni approfondimenti, ma lo togliamo dal testo
  adesso o altrimenti si vota; probabilmente, è meglio stralciarli
  e proseguire in modo da potere approfondire negli atti che
  verranno all'esame della Commissione  Bilancio  questi due
  articoli più puntualmente e partitamente.

    PRESIDENTE. La richiesta del Governo è il ritiro dei due
  articoli, 31 e 45.
    Se non sorgono osservazioni, così resta stabilito e, quindi,
  vengono stralciati.

    CRACOLICI. Presidente, posso fare una precisazione
  sull'articolo 27 che abbiamo già votato?

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, volevo fare una precisazione per
  la seguente ragione: lei ha fatto votare il testo così com'è nel
  fascicolo, anche alla luce dell'intervento del collega Carmelo
  Pullara, che ha detto che quella norma integra la norma già
  vigente.
    Purtroppo, la norma sostituisce e non integra. Ecco perché
  chiederei che col 117, se siamo d'accordo, l'articolo 27
  approvato sia ad integrazione dell'articolo  x  della legge 10
  del 2003, perché la sostituzione eliminerebbe il diritto
  all'accesso all'adozione internazionale per le famiglie. chiaro?

    PRESIDENTE. E' chiarissimo quello che ha detto però, siccome
  la correzione con il 117 sarebbe una correzione sostanziale, se
  l'Aula è d'accordo io la faccio. Intervenite per favore e lo
  dite, perché poi, dopo è una responsabilità che io non mi posso
  assumere.

    DE LUCA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DE LUCA. Signor Presidente, personalmente in quanto promotore
  dell'articolo e come forza politica siamo d'accordo col collega
  Cracolici, poi in sede di attuazione delle norme, una volta
  modificate col 117 andremo anche in base ai dati pregressi,
  quanti soldi sono stati spesi negli anni precedenti, a modulare
  i decreti attuativi. D'altronde, la norma prevede che i decreti
  attuativi passino dalla Commissione  Sanità , quindi avremo modo
  di verificare e di modulare correttamente i decreti.

    PRESIDENTE. Benissimo. Dai Capigruppo della Maggioranza credo
  che non ci sono obiezioni.  Non ci sono obiezioni da parte di
  nessuno. Da parte del PD immagino di no. Per cui,  do agli
  Uffici questo incarico, poi quando sarà il momento di riscrivere
  tutta la norma, di tenere conto di queste osservazioni.
    Allora, andiamo avanti con le votazioni. Poi, gli accantonati
  li esamineremo tutti dopo, sennò inizia una confusione bestiale.
    Si passa all'articolo 35. Il 34 poi lo vediamo un attimo.  Ne
  do lettura:

    «Art. 35.
    Fondo per il trattamento accessorio dei dipendenti

    1. All'articolo 49, comma 27, della legge regionale 7 maggio
  2015, n. 9, le parole  dicembre 2020  sono sostituite dalle
  parole  dicembre 2017 .

    2. L'articolo 13, comma 1 della legge regionale 17 marzo 2016,
  n. 3 è soppresso».

    Allora, si passa all'emendamento 35.1, a firma di Ciancio ed
  altri, di soppressione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

    (Non è approvato)

    Il 34? Mi è stato chiesto un attimo di tempo, lo abbiamo
  scavalcato, lo prendiamo dopo. Siamo al 35.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA.  Grazie Presidente. Volevo maggiori informazioni
  riguardo questo articolo da parte del Governo, perché così, mi
  pare da una mia interpretazione, che stiamo aumentando il tetto
  massimo che avevamo previsto nel 2014. Per quanto riguarda i
  dipendenti regionali. Quindi, stiamo aumentando i tetti degli
  stipendi, che per la legge regionale del 2015 avevamo bloccato
  fino al 2020 o comunque queste spese accessorie noi avevamo
  detto fino al 2020, visto che la Regione è in un momento di
  crisi, le avevamo in qualche modo fermate fino a dicembre 2020.
  Da quello che ho capito questo articolo addirittura va in modo
  retroattivo, cioè sblocchiamoli dal dicembre 2017.
    Quindi, volevo maggiori informazioni al riguardo, perché se
  siamo in difficoltà, Presidente, è giusto che le difficoltà
  vengano condivise da tutti e non capisco il perché di andare a
  modificare questa norma. Grazie.

    PRESIDENTE. Il Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, se lo accantoniamo un momento lo approfondiamo e fra
  cinque minuti saremo in condizioni di dare un'indicazione.

    PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, siccome però c'è un emendamento
  del Governo che di fatto risolve il problema, perché c'è
  l'emendamento che evita la retroattività della norma. Almeno
  sulla retroattività lo evita. L'intervento dell'onorevole Di
  Paola non era solo sulla retroattività ed è su quello che
  dovremmo rispondere, perché la retroattività non c'è più.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusi,
  Presidente, l'emendamento del Governo è il 35.7?

    PRESIDENTE. Sì.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Va bene
  così, Presidente.

    PRESIDENTE. Cioè possiamo votare, andiamo avanti.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, va
  bene.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 35.3, a firma degli
  onorevoli Foti e altri,  il comma 1 soppresso .
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

  (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 35.7, a firma del Governo, di cui
  abbiamo parlato.
     Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole. Con questo
  intervento non si svolgono effetti retroattivi e la disposizione
  ha effetti solo pro futuro.

     PRESIDENTE  Benissimo. La Commissione è favorevole.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

  (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 35.6, a firma degli onorevoli Lupo e
  altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

  (Non è approvato)

     Pongo in votazione l'articolo 35.

    CAPPELLO CAPC  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

  (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 35

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'articolo 35.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

  (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     62
    Votanti      52
    Maggioranza  27
    Favorevoli   30
    Contrari     22
    Astenuti     0

  (E' approvato)

    Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

    «Art. 36.
    Disciplina dell'addizionale regionale Irpef

    1. Al fine di assicurare la progressività dell'imposizione
  fiscale in armonia con le previsioni di cui all'articolo 53
  della Costituzione, ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera
  c) della legge 5 maggio 2009, n. 42 e dell'articolo 50 del
  decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, la Regione
  disciplina le aliquote dell'addizionale regionale all'imposta
  sul Reddito delle Persone Fisiche secondo le previsioni di cui
  all'articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 6 maggio 2011,
  n. 68.

    2. In attuazione delle previsioni di cui al comma 1 l'aliquota
  dell'addizionale regionale viene determinata, a decorrere dal
  periodo d'imposta 2020, per ciascuno scaglione di reddito
  imponibile di cui all'articolo 11 del decreto del Presidente
  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nella misura di
  seguito indicata:

    a) 1,23 per cento;
    b) 1,43 per cento;
    c) 1,63 per cento;
    d) 1,68 per cento;
    e) 1,73 per cento.

    3. Il maggior gettito derivante dall'attuazione delle
  previsioni di cui al presente articolo è destinato per le
  finalità di cui al comma 4 dell'articolo 30 della legge
  regionale 8 maggio 2018, n. 8 (Missione 12, Programma 2,
  capitolo 183810)».

    Assessore Armao, sull'articolo 36 c'è un emendamento
  soppressivo del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, fermo
  restando l'apprezzamento per una iniziativa che certamente vuole
  introdurre un alleggerimento dell'impatto delle addizionali che,
  purtroppo, non per scelta del legislatore regionale, ma per
  scelta del legislatore statale, sono non proporzionali ma sono
  piene, gli articoli prevedevano degli interventi di
  rimodulazione e di articolazione che, pur apprezzabili sul piano
  politico, abbiamo verificato con gli Uffici che non sono
  ammissibili sul piano della compatibilità ordinamentale.
    Sicché io proporrei, anche per questi due articoli, piuttosto
  che prevedere la votazione di un emendamento soppressivo, anche
  per questi lo stralcio per gli approfondimenti necessari.
  Articoli 36 e 37.

    PRESIDENTE. Siccome anche l'onorevole Lupo è d'accordo

  DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Velocemente, onorevole Di Paola.
  Siamo all'articolo 36 per ora.

    DI PAOLA. Presidente, per capire, al momento questo articolo
  si sta accantonando?

    PRESIDENTE. No, si sta stralciando.

    DI PAOLA. Lo stiamo stralciando?

    PRESIDENTE. Si sta bocciando.

    DI PAOLA. Va bene allora, perché stavamo aumentando le tasse
  ai siciliani, no? Va bene.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Era della
  Commissione, quindi anche suo

    PRESIDENTE. Scusi, allora, pongo in votazione l'emendamento
  36.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    L'abbiamo soppresso. Scusate, eravate d'accordo alla
  soppressione e l'abbiamo soppresso. Come no?  Si passa
  all'articolo 37. Ne do lettura:

    «Articolo 37
    Detrazione addizionale regionale Irpef

    1. A decorrere dal periodo di imposta 2020 ai soggetti aventi
  un reddito imponibile ai fini del tributo di cui all'articolo 50
  del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, è riconosciuta
  una detrazione dall'importo dovuto a titolo di addizionale
  regionale nella misura massima di 210 euro in relazione alla
  quota di imponibile complessivo determinato dai redditi
  conseguiti a titolo di:

    a) trattamento di cassa integrazione di cui al decreto
  legislativo 14 settembre 2015, n. 148 e successive modifiche ed
  integrazioni;

    b) trattamenti di cui al decreto legislativo 4 marzo 2015,
  n.22 e successive modifiche ed integrazioni, nonché altri
  trattamenti speciali di sostegno al reddito in caso di
  disoccupazione involontaria previsti dalla vigente disciplina
  nazionale;

    c) assegni e pensioni di invalidità ed inabilità previsti
  dalla vigente disciplina nazionale.

    2. Se l'imposta dovuta dal contribuente risulta inferiore
  all'importo della detrazione di cui al comma 1 non sorge alcun
  credito d'imposta.

    3. Le minori entrate per il bilancio della Regione per effetto
  delle previsioni di cui al comma 1 sono compensate con la
  rideterminazione, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, del decreto
  legislativo 6 maggio 2011, n. 68, dell'aliquota dell'addizionale
  regionale IRPEF per gli scaglioni d'imposta di cui all'articolo
  11 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
  n. 917, comma 1, lettere c), d) ed e) nella misura dell'1,73 per
  cento.

    4. Al fine di monitorare il mantenimento dell'equilibrio dei
  flussi di entrata fiscali della Regione il Governo, entro il
  termine inderogabile del 31 ottobre 2021, trasmette
  all'Assemblea regionale siciliana una relazione analitica sugli
  effetti finanziari annuali e pluriennali delle disposizioni di
  cui al presente articolo».

    L'articolo 37 è stralciato. Questo qua, c'è un emendamento del
  Governo che lo sopprime. Siccome ormai abbiamo votato, ragazzi,
  io non so che fare. E, quindi, è soppresso l'articolo 36.
  L'articolo 37 è stralciato.
    Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

    «Articolo 38
    Modifiche all'articolo 4 della legge regionale 10 agosto 2016,
  n. 16
    in materia di interventi di ristrutturazione edilizia

    1. All'articolo 4, comma 3, della legge regionale 10 agosto
  2016, n. 16, le parole  alla lettera f) del comma 1
  dell'articolo 3  sono sostituite dalle parole  alla lettera d)
  del comma 1 dell'articolo 3 ».

    All'articolo 38 è stato presentato l'emendamento 38.1, a firma
  degli onorevoli Aricò ed altri, che esclude gli interventi di
  ristrutturazione edilizia previsti dal testo in alcune categorie
  e immobili indicate. Il parere del Governo?

    TRIZZINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TRIZZINO. Grazie, Presidente. Al netto del fatto che la norma
  interviene su una riforma edilizia che è oggetto di lavoro
  all'interno dell'Assessorato all'ambiente, infatti l'assessore
  Cordaro poco tempo fa in Commissione ci ha confortato sul fatto
  che c'è una discussione sia in Assessorato, che poi arriverà in
  Commissione, sulla riforma edilizia. Vorremmo sapere da lui cosa
  ne pensa di una norma che, in un certo senso, va ad introdurre
  un aspetto dell'urbanistica all'interno di una materia che, in
  realtà, è sui titoli edilizi quindi prettamente legata alla
  legge 16. Quindi, dopo avere ottenuto il parere del Governo
  forse abbiamo la possibilità di capire in che termini si
  sviluppa questa proposta anche alla luce della riforma edilizia
  che il presidente Musumeci dovrà, appunto, presentare in
  Commissione  Ambiente'.

    PRESIDENTE. Grazie, ma infatti il parere del Governo era già
  stato chiesto, se ce lo dà al volo. Prego.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
  molto semplicemente, questa è una norma che è stata discussa in
  Commissione, che è stata valutata dagli Uffici, non ci sono
  ragioni ostative e, quindi, in ogni caso, il Governo si rimette
  all'Aula, ma non ci sono ragioni ostative.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Presidente, provo a togliere l'imbarazzo all'Aula
  anche alla luce delle riflessioni che ha fatto il Governo. A mio
  giudizio, nel merito, l'emendamento è apprezzabile perché
  corregge un refuso del Testo unico sull'edilizia che abbiamo
  approvato anni fa in Assemblea, per cui in assenza di strumento
  urbanistico attuativo, ovviamente, l'intervento consentito è
  quello di ristrutturazione edilizia e men che mai di
  ristrutturazione urbanistica. Resta un problema, però,
  Presidente, che riguarda l'andamento dei lavori di questo
  Palazzo. Senza il parere della IV Commissione, la Commissione
   Bilancio' non può imbucare in Aula materie urbanistiche. Io
  dico, questa volta, stiamo correggendo un refuso, però credo che
  a tutela dei lavori della IV queste cose non dovrebbero
  accadere.

    PRESIDENTE. No, chiedo scusa, non c'è dubbio, chiedo scusa
  onorevole Barbagallo. Onorevole Barbagallo scusi mi ha chiesto
  una cosa, le sto rispondendo. Un minimo anche di educazione. E
  no, non ve l'abbiate a male perché già ognuno qua fa quello che
  vuole, quando mi si domanda una cosa almeno si aspetti la
  risposta, no? Quando mi si chiede una cosa poi aspetti almeno la
  risposta della cosa che mi viene chiesta. E io sono d'accordo
  con l'onorevole Barbagallo, cioè deve andare in Commissione. Se
  la Presidente della Commissione lo può fare velocemente bene
  altrimenti si porta dopo. Quindi, lo accantoniamo.

    MILAZZO. C'è andata in Commissione

    PRESIDENTE. Se è andata in Commissione, allora

    SAVARINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAVARINO. Posso?

    PRESIDENTE. Sì, sì.

    SAVARINO. In effetti, questo emendamento in Commissione è
  venuto, cioè è stato presentato, è stato valutato dalla
  Commissione e, in assenza del presentatore che non lo aveva
  spiegato, lo abbiamo bocciato.
    Quindi, tecnicamente, in Commissione c'è stato.
    In altre occasioni

    PRESIDENTE. C'è il parere della Commissione sull'emendamento?

    SAVARINO. Sì. Negativo.

    PRESIDENTE. Onorevole Savarino, mi risponde per favore? C'è il
  parere della Commissione?

    SAVARINO. Sì. L'emendamento è stato presentato in Commissione
  e la Commissione, che non ha avuto spiegazioni sufficienti, l'ha
  bocciato.

    PRESIDENTE. Ma c'è il parere.

    SAVARINO. Sì.

        PRESIDENTE. E, allora andiamo avanti. L'importante è che
  ci sia il parere e la Commissione abbia espresso il suo parere.
  Poi quale sia stato il parere è un problema che riguarda la
  politica.
    Il parere del Governo sull'emendamento 38.1?

    ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette
  all'Aula.

    PRESIDENTE. Il Governo si è rimesso all'Aula.
    Il parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Favorevole la Commissione.  Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Chiedo scusa. Io capisco che siamo tutti stanchi, ma se siamo
  così stanchi, sospendiamo e riprendiamo domani. Se volete
  continuare, oggi, io devo avere la possibilità di gestire
  quest'Aula. Se continuate a parlare ognuno per i fatti vostri,
  io non chiedo più la cortesia di stare zitti. Sospendo l'Aula e
  andiamo a domani. Quindi, dipende da voi se continuare o meno.
    Stavamo votando l'articolo 38.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, io ho votato, si è votato. Il
  tema però è uno. Noi siamo stati mezzora a parlare se il 38 si
  poteva fare o non si poteva fare. Dopodiché abbiamo votato il
  38.1 che è un'altra cosa, cioè dice che quell'articolo non si
  applica, se ho capito bene, a specifici luoghi o siti.
    Volevo capire la ratio.
    Se è consentita la ristrutturazione edilizia nelle aree che
  non hanno strumento urbanistico, perché la ristrutturazione
  urbanistica non viene consentita a teatri, cinema, biblioteche e
  similari?
    Era una domanda che volevo fare, per capire, visto che stiamo
  autorizzando o correggendo un refuso, non capisco perché lo
  stiamo limitando ad alcune attività che, tra l'altro, sono di
  tipo pubblico.

    ARICO'. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARICO'. Questo emendamento tende a delimitare il campo
  d'azione di questo provvedimento che, a quanto pare, era un
  refuso, e questo lo abbiamo capito, nel recepimento del decreto
  legislativo del 2001.
    Questo emendamento fa sì che non ci sia la possibilità di
  modificare, a livello urbanistico, la destinazione d'uso dove
  insistono delle attività che non consentono lo svolgimento di
  altri generi di attività.
    Vengo e mi spiego. Se, per esempio, all'interno dello stabile
  c'è un teatro storico e sopra il proprietario vuole cambiare la
  destinazione d'uso, sempre all'interno di quanto è previsto dal
  decreto legislativo del 25 per cento dell'intera cubatura o
  superfice, se ci voglio fare un albergo potrebbe entrare in
  conflitto con l'attività che c'è in essere da anni, quali
  biblioteche, teatri o cinema, perché potrebbe andare in
  conflitto.
    Quindi, io se dovessi costruire un albergo sopra un cinema,
  probabilmente, questo mi darebbe impaccio con l'attività svolta.

    PRESIDENTE. Mi verrebbe da chiederle in che via è?
    Dobbiamo votare l'articolo.

    CRACOLICI. Mi costringete a votare contro l'articolo.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 38.

    CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

    Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 38

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'articolo 38.
    Onorevole Milazzo, io la invito a non gridare più altrimenti
  sarò costretto ad allontanarla dall'Aula  Faccia un gesto se
  vuole indicare il verde, non può fare baccano
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     62
    Votanti      59
    Maggioranza  30
    Favorevoli   28
    Contrari     31
    Astenuti       0

    (Non è approvato)

    L'articolo 39 è stralciato. Si passa all'articolo 40. Ne do
  lettura:

    «Articolo 40
    Contingentamento fuoriuscita dipendenti

    1. All'articolo 52, comma 7 della legge regionale 7 maggio
  2015, n. 9 le parole  un anno  sono sostituite dalle parole  due
  anni ».

     ZAFARANA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ZAFARANA. Signor Presidente, su questa norma che praticamente
  sostituisce due anni nel dettato dell'articolo 52, comma 7,
  della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, di fatto quello era
  un contingentamento della fuoriuscita dei dipendenti per un
  anno. Ora, poiché la prosecuzione, quindi, di dipendenti che,
  invece, dovrebbero essere già nelle condizioni di essere
  pensionabili, mantenerli a carico dell'Amministrazione regionale
  potrebbe avere un costo rispetto alla copertura, quindi, chiedo
  all'assessore Armao se può dirci la quantificazione effettiva
  dal momento che siamo chiaramente in una manovra, come già detto
   lacrime e sangue , assolutamente  risicata , 191 milioni di
  manovra, qualsiasi movimento si intende che praticamente ha
  degli effetti, quindi se l'Assessore, gentilmente, può dirci, e
  sicuramente immagino che avrà una quantificazione all'anno e al
  prossimo anno, almeno al 2020, qual è la copertura di questa
  norma. Grazie.

    ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente.
  Sostanzialmente, si tratta di una misura che tiene conto che, in
  questo momento, gli Uffici, dopo tanti anni, di perdite e
  fuoriuscite di personale, sono allo stremo, pertanto l'esigenza
  di allungare di un anno non determina nel plafond complessivo
  delle risorse alcuna conseguenza, quindi, non c'è necessità di
  dare copertura specifica perché rientra nel monte complessivo
  delle risorse destinate al personale e, comunque, consente di
  far fronte, nelle more che questo Governo riuscirà
  nell'obiettivo di celebrare i concorsi e quindi portare nuova
  linfa professionale all'interno dell'apparato burocratico, di
  tenere gli Uffici che rischiano di essere privi di quel numero
  minimo che consenta di sostenere, per esempio, le ragionerie o
  gli Uffici dell'Assessorato territorio ed ambiente. Quindi,
  invito l'Assemblea ad un'attenzione che, ripeto, non viene dal
  fatto di privilegiare questa o quella categoria, ma solo di
  rispondere ad un'esigenza di funzionalità.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, capisco la funzionalità, però,
  con tutto il rispetto, quella era una delle norme che ha
  consentito di valutare ai dipendenti regionali se fare o meno la
  domanda per andare in pensione. Perché una volta che hai
  stabilito un'ora X nella quale fare istanza fino ad un certo
  termine dopodiché ora si va a cambiare le regole e dici:  però
  per un problema di funzionalità ti obbligo a restare due anni e
  non più uno , consentitemi stiamo cambiando le regole mentre la
  partita era già, non solo iniziata, ma con tutti i giocatori in
  campo
    Io credo che al punto in cui siamo sia assolutamente
  velleitario creare un ulteriore disordine: faccia il Governo
  quello che aveva detto - e che io condivido -, faccia cioè le
  nuove assunzioni, aiuti la Regione a cambiare, non a bloccare
  l'amministrazione e le fuoriuscite  Io non sono d'accordo su
  questa ipotesi che propone il Governo di bloccare per due anni
  l'uscita del personale che ha chiesto di andare in pensione.
  Quella norma è passata, giusta o sbagliata c'è, ma, che ora gli
  cambiamo le regole lo considero un errore e, tra l'altro, non di
  un'amministrazione che dà certezza alle regole che, essa stessa,
  fa

    DI CARO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI CARO. Signor Presidente, ovviamente, sottoscrivo quello che
  ha detto il collega Cracolici, poco fa e chiedo di apporre la
  mia firma ad un emendamento soppressivo. Praticamente, si sta
  cercando di trattenere ulteriormente altri 12 mesi, quasi come
  se fosse un sequestro di persona, chi ha già maturato i
  requisiti per andare in pensione. E questo viene esteso ai
  dipartimenti, alle categorie e agli uffici. Praticamente, la
  Regione può decidere di trattenere in servizio un altro anno
  quasi tutto il personale dipendente. Quindi, chiedo di apporre
  la firma all'emendamento soppressivo.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, vorrei tranquillizzare il collega che da ultimo è
  intervenuto, perché negli Assessorati posso garantirgli che non
  stiamo cercando di sequestrare alcuno.
    Capisco che il folklore, a volte, prevale sulla oggettività
  dei fatti - c'è, magari chi ha una particolare propensione -
  però, ecco, la rassicurazione la prego collega di farla sua.
    Al collega Cracolici che, invece, parla per tutti vorrei dire
  che, per quanto mi riguarda, l'esperienza personale
  dell'Assessorato al territorio e all'ambiente è proprio opposta
  a quella che lei rappresenta e cioè, vi sono alcuni dirigenti,
  preposti ad importanti servizi, che mi hanno chiesto - qualora
  l'amministrazione ne cogliesse un'oggettiva necessità, in
  mancanza di una possibilità di turnover, che in questo momento
  non c'è - di continuare a lavorare per l'amministrazione.
    Allora, in ragione del fatto che ognuno ha la sua verità -
  magari sarà vera la sua ma, probabilmente, anzi, per quanto mi
  riguarda, certamente è vera pure la mia - chiedo agli Uffici di
  valutare l'opportunità di inserire nel testo dell'articolo, così
  com'è, la parola o la dizione  su richiesta . Se è plausibile,
  questa soluzione eviteremmo i sequestri di persona e lasceremmo
  la volontà dei soggetti libera nella sua estrinsecazione.

    PRESIDENTE. Benissimo, allora, ne parliamo domani. Ci fa
  sapere entro oggi, Assessore, cosa dicono gli uffici e lo
  rimandiamo a domani.
    Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

    «Articolo 41
    Incarichi dirigenziali di livello non generale

    1. Gli incarichi dirigenziali di livello non generale di cui
  all'articolo 9, comma 5, della legge regionale 15 maggio 2000,
  n. 10, derivanti dal ripristino delle facoltà previste dal comma
  6, possono essere conferiti entro il limite dell'otto per cento
  delle medesime, fornendone esplicita motivazione, a persone di
  particolare e comprovata qualificazione professionale, in
  possesso dei requisiti di cui all'articolo 19, comma 6, del
  decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. La durata di tali
  incarichi, comunque, non può essere inferiore a due anni né
  eccedere il termine di sette anni. Per il periodo di durata
  dell'incarico, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono
  collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento
  dell'anzianità di servizio. Con successivo provvedimento sarà
  adottata la pianta organica da parte dell'organo competente».

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ne chiedo
  l'accantonamento.

    PRESIDENTE. L'articolo 41 è accantonato.
    Si passa all'articolo 42.  Ne do lettura.

    «Articolo 42
    Disposizioni sulla realizzazione di impianti fotovoltaici
    o solari di grandi dimensioni su terreni agrari coltivabili

    1. Su terreni agrari coltivabili e/o coltivati, qualora la
  superficie totale coperta dell'impianto, calcolata come
  proiezione al suolo di tutte le strutture collocate all'interno
  del lotto, sia superiore ad un ettaro, indipendentemente dalla
  loro tipologia strutturale, non è consentita la realizzazione di
  impianti fotovoltaici o solari.

    2. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente legge, con decreto dell'Assessore regionale per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, di
  concerto con l'Assessore regionale per il territorio e
  l'ambiente, sono individuati i parametri e i limiti per la
  realizzazione di impianti fotovoltaici e solari, che dovranno
  tener conto di:

    a) rapporto di copertura rispetto al lotto di terreno in cui
  vengono realizzati;

    b) distanze minime dai confini;

    c) distanze minime da rispettare nel caso di impianti da
  realizzarsi in un'area in cui insistono altri impianti nelle
  vicinanze;

    d) obbligo di conversione della destinazione d'uso del suolo
  da agrario a industriale;

    e) definizione delle pratiche consentite per il mantenimento
  del suolo e per la regimazione delle acque meteoriche, al fine
  di garantire la sostenibilità e mitigare rischi idrogeologici.

    3. Fermo restando quanto stabilito ai commi 1 e 2, al fine di
  limitare il consumo di suolo destinato alle produzioni agricole
  di qualità DOP/IGP, così come definite dal Regolamento (CE) n.
  1151 del 21 novembre 2012 del Parlamento europeo e del
  Consiglio, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della
  presente legge, con decreto sottoscritto dell'Assessore
  regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea, di concerto con l'Assessore regionale per il
  territorio e l'ambiente, sono individuate le aree non idonee
  all'installazione di impianti fotovoltaici o solari, di
  qualsiasi tipologia strutturale».

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ne chiedo
  l'accantonamento.

    PRESIDENTE. Viene accantonato pure, su richiesta della
  Commissione.
    Si passa all'articolo 43. Ne dò lettura:

    «Articolo 43
    Modifiche di norme in materia di Consiglio di amministrazione
  degli Ersu

      1. Alla legge regionale 25 novembre 2002, n. 20 sono
  apportate le seguenti modifiche:

    a) il comma 1 dell'articolo 10 è sostituito dal seguente:

     1. Il Consiglio di amministrazione di ciascun ente dura in
  carica quattro anni dal provvedimento di nomina. Il Consiglio di
  amministrazione è nominato con decreto dell'Assessore regionale
  per l'istruzione e la formazione professionale ed è composto da:

    a) il Presidente, nominato dalla Giunta regionale su proposta
  dell'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
  professionale, sentito il Rettore dell'Università di
  riferimento;

    b) un rappresentante eletto fra i professori universitari di
  ruolo e i ricercatori;

    c) tre rappresentanti eletti fra gli studenti universitari,
  che non si trovano oltre il secondo anno fuori corso e gli
  studenti appartenenti alle categorie di cui all'articolo 2,
  comma 2. In caso di dimissioni, decadenza o perdita dei
  requisiti di elettorato passivo, i componenti che integrano il
  consiglio di amministrazione restano in carica per il periodo di
  vigenza dell'organo. Le elezioni, per la formazione degli organi
  di natura elettiva previsti dalla presente legge, competono al
  Rettore dell'Università di riferimento, d'intesa con l'Assessore
  regionale dell'istruzione e della formazione professionale. ;

    b) all'articolo 11, comma 1, la lettera c) è soppressa;

    c) all'articolo 12, al comma 1 le parole  tre suoi componenti
  sono sostituite dalle parole  un suo componente ».

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Al 43 c'è un
  emendamento da parte del Governo che non vedo. O lo accantoniamo
  o distribuiamo quest'emendamento.

    PRESIDENTE. Noi non ce l'abbiamo proprio, non so chi lo debba
  distribuire

    LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
  professionale. E' già stato depositato

    PRESIDENTE. E' stato depositato dell'Assessore Lagalla,
  Uffici? Accantoniamolo un attimo. C'è. Allora, aspettiamo un
  minuto che lo distribuiamo così evitiamo di accantonare tutto.
  Siamo all'articolo 43.

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CIANCIO. Signor Presidente, Governo, colleghi, questo articolo
  mira a far cessare, una volta per tutte, la gestione
  commissariale degli enti regionali del diritto allo studio. È un
  emendamento che ha avuto il parere favorevole della V
  Commissione e della Commissione  Bilancio' con degli
  aggiustamenti che mi sono stati richiesti dal presidente Savona.
    Sappiamo che la legge nazionale ha rideterminato il numero dei
  componenti dei Consigli di Amministrazione pubblici e fino a
  quando non si fa la legge per stabilire quanti componenti devono
  avere questi CdA non si può procedere alla rispettiva nomina.
  Quindi, per noi in questo momento è fondamentale, innanzitutto,
  costituire il Consiglio di Amministrazione.
    È ovvio che sarebbe auspicabile, così come avevamo proposto
  nell'emendamento che, tra l'altro, è ripreso da un emendamento e
  dalla riformulazione della Commissione, mantenere tre componenti
  per garantire la maggior partecipazione possibile degli
  studenti, però, è chiaro che se il Governo pone come veto quello
  di avere due studenti anziché tre non possiamo che essere
  d'accordo e, eventualmente, in un successivo momento discutere
  del numero degli studenti. Sicuramente, in questo momento, è
  fondamentale superare la fase commissariale che si può fare solo
  approvando questo articolo.
    Per quanto ci riguarda accogliamo l'emendamento del Governo
  con gli aggiustamenti che avevamo concordato in Commissione.

    CATANZARO.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CATANZARO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
  ho ascoltato con attenzione l'intervento dell'onorevole Ciancio
  che rispetto, ma l'onorevole Ciancio, dal mio punto di vista,
  non ha vissuto la vita di studente universitario all'interno
  dell'Amministrazione, perché oggi sto parlando non da deputato
  regionale ma interpreto anche il ruolo degli studenti
  all'interno dell'ERSU perché ero un rappresentante degli ERSU.
    Ora, la cosa che dico è - ovviamente l'assessore Lagalla che è
  favorevole e l'onorevole Ciancio dice che è favorevole col
  Governo sui due rappresentanti ed è stato Rettore, sa anche che
  gli ERSU vivono grazie alle tasse del diritto allo studio e,
  quindi, sono gli studenti i veri protagonisti degli ERSU.
  Allora, dico come si fa, oggi, ad intervenire parlando del CdA
  e, quindi, a porci adesso il problema politico di come sarà
  fatto il nuovo Consiglio di Amministrazione quando, invece,
  dobbiamo dare il giusto valore agli studenti
    Allora, su questa norma, Assessore e onorevoli colleghi, non
  possiamo retrocedere e parlare di diritto allo studio quando non
  diamo la possibilità agli studenti di essere rappresentati.
  Grazie.

    DI PAOLA.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, sono convinto che il Governo
  ritirerà questo subemendamento da parte dell'Assessore.

    LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
  professionale. Assolutamente sì.

    DI PAOLA. Così come già detto dal collega Catanzaro
  ripristiniamo questi organi e diamo spazio, comunque, sia agli
  studenti che ai professori, restituiamo questo CdA e diamo loro
  dignità, però ritiriamo questo subemendamento, Assessore.

    CRACOLICI. Lo ritiriamo chi? Noi o loro?

    DI PAOLA. Loro.

    LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
  professionale. Sono assolutamente d'accordo con l'intervento
  dell'onorevole Ciancio, la quale giustamente rilevava come
  questa norma, estrapolata in quanto a motivazione dalla proposta
  di legge sul diritto allo studio già esitata dalla V
  Commissione, consenta di ripristinare con tempestività la
  funzionalità degli organi di Governo degli enti regionali per il
  diritto allo studio.
    Enti regionale per il diritto allo studio che sono rimasti
  privi di governance se non quella commissariale, in relazione
  prima all'attesa di un pronunciamento della Corte costituzionale
  sulla legittimità della previsione normativa di realizzare un
  unico ente per regione, questo è stato superato, si sono
  ripristinati gli enti per sede universitaria ma il numero
  massimo di componenti non può superare i 5.
    E' assolutamente evidente, è chiaro che vada garantita pari
  rappresentatività, tanto all'università di riferimento
  attraverso l'elezione di due docenti, quanto alla componente
  studentesca attraverso l'elezione di due rappresentanti, avendo
  tutti gli organi di governo universitario un principio di fondo
  che è quello della pariteticità delle rappresentanze ed essendo
  il quinto elemento, cioè il Presidente, nominato dalla Regione
  in relazione della pertinenza regionale degli stessi enti per il
  diritto allo studio.
    Aggiuntivamente e al di là di questo principio di ordine
  generale mi permetto di rilevare una possibilità teorica che
  l'onorevole Catanzaro che ha vissuto da studente la politica
  universitaria, sa potersi concretamente realizzare e cioè che
  l'elezione dei tre rappresentanti degli studenti che possono
  stare in organi di governo esclusivamente per un biennio, ai
  sensi della legge 240 del 2010, possono trovarsi nella
  condizione, allo scadere dell'eletto nelle singole liste, che il
  secondo e il terzo non siano in condizione di subentrare o
  perché nel frattempo laureati o perché le liste non
  presentassero fino a tre componenti. E' motivo teorico per il
  quale gli organi di governo possono entrare in paralisi
  amministrativa perché dei tre studenti, ammesso che ciò fosse
  possibile, potrebbe realizzarsi la condizione teorica di un
  consiglio non nel pieno dell'efficacia perché composto in quel
  momento da solo due componenti: il Presidente e il docente; ne
  consegue che il Governo ha presentato un emendamento correttivo
  della norma stessa per come proposta dalla Commissione che
  riequilibra le due rappresentanze ed elimina l'ultima voce, la
  voce c), in relazione al fatto che può essere mantenuta
  l'attuale formulazione prevista dalla legge 10 del 2002.

    PRESIDENTE. Per capirci, perché oggi veramente mi sembra che
  siamo un po' confusi tutti. Non aveva appena detto che ritirava
  questo emendamento?

    LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
  professionale. Assolutamente no.

    PRESIDENTE. C'è veramente un po' di confusione. Ho capito, non
  lo ritira.
    Si passa all'emendamento 43.1, a firma degli onorevoli Lupo ed
  altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 43.3, a firma degli onorevoli
  Cracolici e Lupo.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, ho voluto fare questo
  emendamento perché è necessario precisare i criteri con i quali
  si nomina il Presidente dell'ERSU, cioè che deve avere dei
  requisiti che la legge già prevede ma se modifichiamo così la
  legge rischiava di non esserci più la norma di riferimento,
  pertanto ho voluto ribadire ai sensi dell'articolo 9. E' un
  fatto che aiuta l'orientamento con cui formare la decisione del
  Governo.

    PRESIDENTE. E' ritirato o no?

    CRACOLICI. Come ritirato?

    PRESIDENTE. Non lo so, ognuno qua ritira tutto
    Con il parere favorevole del Governo e della Commissione, lo
  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 43.2, a firma degli onorevoli Fava e
  Lo Giudice.
    Il parere della I Commissione è già previsto non so perché lo
  dobbiamo riscrivere.

    FAVA. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 43.4 a firma del Governo.

    SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO. Signor Presidente, mi rivolgo all'Assessore
  Lagalla con il quale in Commissione, su questo punto, onorevoli
  colleghi ci siamo più volte confrontati. E lo invito al ritiro
  di questo emendamento, Perché come lei ricorderà quella seduta
  di Commissione quando abbiamo approvato l'emendamento sul
  disegno di legge del diritto allo studio che porta la sua firma,
  si trovò una larga condivisione delle forze parlamentari
  all'interno della Commissione di merito.
    Oggi riproporre il 43.4, assessore Lagalla,  - mi permetta di
  dire -  utilizzando una motivazione tecnica che non regge perché
  chi sa e chi presenta liste universitarie conosce bene la
  rimodulazione delle liste e il fatto che nessuno presenta liste
  senza i secondi, oggi vuol dire provocare la reazione
  dell'associazionismo universitario di tutti gli Atenei siciliani
  che, invece, aspettano con grande ansia e da tanto tempo questo
  emendamento, perché riporta le regole all'interno di un ente che
  è nato dalla volontà del legislatore per difendere i diritti
  degli studenti, un ente che eroga diritti degli studenti che per
  troppi anni ha vissuto gestioni commissariali o lo
   spadroneggiamento' invece del ceto universitario.
    Signor Assessore, lei sa quanto rispetti le istituzioni e
  quanto è giusto il contributo che gli Atenei debbano dare, ma
  ridare voce all'associazionismo universitario, e quindi agli
  studenti, vuol dire ridare un diritto anche per chi sarà
  beneficiario di quei servizi.
    Quindi, la invito davvero a riflettere sulla possibilità di
  ritirare l'emendamento 43.4, sapendo che, dal Movimento Cinque
  Stelle alle file del centrodestra, in gran parte questa Aula si
  è già espressa a favore dell'articolato.

    GALVAGNO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo a
  quello che hanno detto i colleghi e mi espongo al cento per
  cento in quanto ho vissuto l'esperienza di essere consigliere di
  amministrazione all'ERSU che era un ente in cui, se non si aveva
  la parità in Consiglio di Amministrazione, i ragazzi si
  trovavano in grandissima difficoltà.
    Quindi mi vedo e sento di vivere quei periodi. Quindi chiedo,
  con fermezza, se si potesse quanto meno riscrivere o,
  eventualmente, ritirare l'emendamento. Grazie.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per sottolineare
  che la proposta contenuta nell'articolo 43 è anche un giusto
  bilanciamento. Perché vorrei ricordare all'Aula, e anche al
  Governo, che la norma recentemente ha subìto una modifica,
  introducendo alla lettera a) che:  il presidente è nominato
  dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale per
  l'istruzione e la formazione, sentito il Rettore dell'Università
  di riferimento. . Non sempre - credo - sia stato così perché in
  precedenza, ad esempio, quando si parlava di consorzi
  universitari era previsto che il presidente fosse eletto
  all'interno del Cda. Di fatto, c'è un potere di indirizzo che
  viene esercitato dall'Assessorato e quindi dalla Giunta con la
  previsione che il presidente è nominato dalla Giunta. Non credo
  che sia uno scandalo per nessuno se si intende assicurare alla
  rappresentanza studentesca una maggiore rappresentanza
  all'interno del Cda stesso. D'altronde gli ERSU si occupano di
  questo.
    Quindi invito il Governo, se è possibile, a riconsiderare
  questo parere ed, eventualmente, anche ad accantonare l'articolo
  43 per verificare la possibilità di riformulare la norma stessa.

    LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
  professionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente
  non posso che trovarmi d'accordo sull'esigenza fondamentale di
  ripristinare la funzionalità degli enti e di garantire la piena,
  responsabile e totale rappresentatività della componente
  studentesca. Insisto su due principi: il primo che è quello
  della pareteticità delle rappresentanze negli organi democratici
  di rappresentanza universitaria ed il secondo che è quello della
  possibilità almeno teorica che l'organo di governo si blocchi
  per l'impossibilità di fare scorrere fino alla terza posizione
  la lista degli eletti, motivo per il quale mi trovo con pieno
  rispetto della componente studentesca a dovere confermare
  l'emendamento.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 43.4.

    SAMMARTINO . Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

     (Gli onorevoli Barbagallo, Cafeo, Campo, Cancelleri,
  Cappello, Cracolici, Di Caro, Di Paola, Fava, Grasso, Lo Curto,
  Milazzo, Pasqua, Savona appoggiano la richiesta)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 43.4.

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 43.4.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     64
    Votanti      61
    Maggioranza  31
    Favorevoli   22
    Contrari     39
    Astenuti     01

     (Non è approvato)

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 43. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
    (E' approvato)

    Scusate onorevoli colleghi, sospendiamo cinque minuti per fare
  un po' di ordine su tutti gli articoli accantonati per valutare
  con quali dobbiamo riprendere.
    Pertanto, sospendo la seduta, avvertendo che la stessa
  riprenderà alle ore 16,30.

    (La seduta, sospesa alle ore 16,07, è ripresa alle ore 17.01)

    La seduta è ripresa.

    Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

     Articolo 44
    Installazione punti di ricarica elettrica

    1. Gli impianti di distribuzione di carburanti che ricadono
  all'interno della rete autostradale siciliana e quelli che hanno
  erogato nel corso del 2017 un quantitativo di benzina e gasolio
  superiore a 5 milioni di litri sono obbligati, entro 12 mesi
  dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad
  installare e rendere operativo un punto di ricarica elettrica a
  corrente continua  FAST DC  di potenza elevata con un voltaggio
  non inferiore a 30 KW.

    SUNSERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SUNSERI. Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, beh,
  guardate, questa è una materia che ritengo sia fondamentale per
  la nostra Sicilia in una visione futura, che è quella
  dell'elettrico nella nostra Terra.
    Lei sa benissimo, Presidente, che il futuro dell'automotive al
  mondo è quello delle auto elettriche, a zero emissioni che si
  stanno di fatto espandendo ovunque.
    Quello che chiediamo con questa norma è la possibilità di
  installare delle colonnine elettriche, che sono chiamate a
  corrente continua, quindi hanno una velocità di carica con la
  corrente continua, non inferiori a 30 chilowatt, che sono quelle
  necessarie per ricaricare velocemente, all'interno di una rete
  autostradale, le auto elettriche nella regione siciliana.
    È un emendamento di buon senso che serve a portare la Regione
  a dei limiti e degli standard che ormai sono, in gran parte,
  dell'Unione europea.
    Avevamo letto, con favore, la determinazione da parte del
  Governo di dicembre in cui, però, fissava la potenza a 22
  chilowatt: quella dei 22 chilowatt, Presidente, è una colonnina
  che va bene all'interno delle città ma che non può andare bene
  all'interno delle autostrade, perché chi fa degli spostamenti
  che superano un determinato numero di chilometri non può stare
  6, 7 o 8 ore per ricaricare la propria macchina; invece quelle a
  corrente continua ed alto chilowatt ore, ha la possibilità di
  ricaricarla velocemente.
    Ci siamo confrontati sia con i tecnici, ci siamo confrontati
  anche con chi già in Sicilia, per fortuna, fa l'utilizzo di auto
  elettriche, io so, Presidente, che lei ha intenzione di
  installare, per esempio, delle colonnine elettriche all'interno
  dell'Assemblea regionale siciliana, ed è una cosa assolutamente
  meritevole che ci auguriamo, magari, da iniziare, per lanciarla
  magari noi stessi e lanciare la possibilità di muoversi
  realmente all'interno della nostra Regione e dare la possibilità
  alle auto di spostarsi senza impatti sull'ambiente, e la
  possibilità di spostarsi in maniera logica, perché se ci si deve
  fermare a Enna per fare una sosta all'interno del distributore
  per 6-7 ore, capite bene che non è una cosa logica.
    Quello che serve, invece, è avere la possibilità di ricaricare
  - e ricaricare velocemente - la propria auto elettrica per
  muoversi facilmente.
    Tra l'altro, Presidente, a Palermo e Siracusa hanno
  ripetutamente sforato il limite delle concentrazioni delle
  polveri sottili e PM10, e questo, tra l'altro, è una delle cose
  che viene obbligata dalle direttive dove si dice che in quei
  comuni e in quelle città metropolitane e in quelle zone in cui
  le polveri sottili superano una determinata soglia è necessario
  incentivare la mobilità elettrica.
    Quindi io mi auguro che questo Governo, a prescindere da chi
  lo ha presentato, guarda è una cosa di buon senso e, ripeto, lo
  stesso assessore Turano a dicembre lo presentò, ritengo che
  possa essere una cosa che non possa che fare bene alla nostra
  regione.

    TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TURANO, assessore per le attività produttive. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento dell'onorevole
  Sunseri è un intervento di buon senso, nel senso che lo stesso
  Governo della Regione l'anno scorso - vorrei che gli onorevoli
  Sunseri e Barbagallo mi seguissero - ha introdotto il principio
  di autorizzare i centri di grande e di media distribuzione
  soltanto se allocavano le colonnine elettriche all'interno degli
  spazi per il parcheggio.
    È la norma dell'articolo 44 che purtroppo non funziona così
  com'è scritta e complica la vita.
    Ora io voglio essere chiaro: non ho presentato l'emendamento
  soppressivo proprio perché rispetto il lavoro della Commissione
  Bilancio che ha approvato l'articolo 44, ma voglio confutare la
  dizione letterale dell'articolo 44 con dei documenti che,
  chiaramente, gli Uffici mi hanno predisposto.
    Con decreto n. 2284 del 10-12-2018, l'assessorato regionale
  delle attività produttive ha recepito la Direttiva DAFI che
  omologa la disciplina della vendita presso tutti i distributori
  di benzina, cioè la Sicilia non è e non può introdurre nuovi
  carburanti, ma deve soltanto rispettare la normativa
  comunitaria, normativa comunitaria che è stata chiaramente
  approvata in conferenza Stato-Regioni e che è stata recepita in
  tutte le Regioni italiane.
    Cosa dice la normativa signor Presidente? Dice che  in tutti i
  distributori deve essere garantita la cosiddetta terza linea  e
  la terza linea è segnatamente all'articolo 9 appunto del decreto
  2284 che negli impianti di nuova costruzione o negli impianti
  che vengono ristrutturati bisogna mettere A) il punto di
  ricarica elettrica che non può essere inferiore a 22 chilowatt e
  superiore a 50 chilowatt; oppure il GPL o il metano. Quale è
  l'obiettivo? È quello di garantire la terza linea e di preferire
  l'elettrico. Se noi restringiamo il campo soltanto all'elettrico
  corriamo il rischio di avere impugnata la norma perché non
  rispetta la direttiva comunitaria e non raggiungiamo
  l'obiettivo, semmai l'onorevole Sunseri si preoccupa che le
  colonnine devono essere garantite dagli impianti che sono a
  ricarica veloce è su questo io sono d'accordo ma per fare questo
  non vi è bisogno di fare una legge perché la legge limita
  l'ambito di applicazione della direttiva. Basta fare un decreto
  o in subordine riscrivere l'articolo 44 e dire che
  esclusivamente per gli impianti che decidono di mettere
  colonnine elettriche le stesse non devono essere inferiori a 30
  chilowatt, cioè io il principio lo condivido l'intervento è di
  buon senso lo strumento legislativo onestamente non mi permette
  di agire nel rispetto della normativa europea e nazionale che
  invece impone così come approvato in Conferenza Stato regioni,
  di declinare il comportamento di ogni singola regione, ragione
  per la quale con l'assessore Falcone e con l'assessore Pierobon
  in aderenza alle necessità che vengono rappresentate dagli
  utenti e non dalla categoria dei distributori abbiamo istituito
  pure il tavolo tecnico che prevede le linee guide per il piano
  di mobilità elettrica nella Regione siciliana. Cioè l'indirizzo
  è quello di spingere verso l'elettrico la formulazione invece
  così come articolata ci impone un rallentamento perché in
  contrasto con la direttiva europea.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
  abbiamo preso atto di quanto dichiarato dall'assessore Turano.
  Io ritengo però, poiché non solo io ma anche altri colleghi non
  hanno potuto prendere visione del decreto del 10 dicembre 2018,
  e alla luce dello spirito che è maturato in Aula - perché so che
  sono stati depositati alcuni emendamenti modificativi e altri
  sostitutivi -, io le chiederei signor Presidente di accantonare
  l'articolo fare un approfondimento anche con la III Commissione
  e vedere se tutte queste questioni possono essere composte con
  un testo condiviso.

    PRESIDENTE. Per me nessuna obiezione. Il Governo?

    TURANO, assessore alle Attività Produttive. Favorevole.

    PRESIDENTE. Allora lo accantoniamo. Per stasera, poi domani lo
  dobbiamo affrontare.

    BARBGALLO. Sì, certo.

    PRESIDENTE. Non è stralciato, è accantonato, lo mettiamo in
  coda e poi lo facciamo domani.
    L'articolo 45 è stralciato.
    Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

     Articolo 46.
    Organo di controllo CIAPI

    1. All'articolo 5 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 25 e
  successive modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente
  comma:

     3 bis. Ai sensi dell'articolo 30 del decreto legislativo 3
  luglio 2017, n. 117 come modificato dal decreto legislativo 3
  agosto 2018, n. 105, l'Assessore regionale per l'istruzione e la
  formazione professionale per la costituzione dell'organo di
  controllo può nominare un revisore unico iscritto all'apposito
  registro e in possesso dei requisiti previsti dal decreto
  legislativo n. 39/2010. .

    Si passa all'emendamento soppressivo 46.1.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 46.3 II parte, che è una riscrittura
  dell'articolo.

    ZITO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ZITO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, questo
  riguarda praticamente un contenimento della spesa e intanto
  bisogna dire che il CIAPI all'incirca costa due milioni e due
  l'anno, di cui 1 milione e otto di stipendi ai dipendenti, più
  il resto praticamente sono CdA e revisore dei Conti.
    In questo momento, per quanto riguarda le tabelle, c'è una
  cifra insufficiente già per pagare gli stipendi e spero che
  questo venga rimpinguato, perché ci sono ulteriori miei
  emendamenti su questo tema, però intanto questa norma cosa
  prevede. Che visto la quantità del lavoro che c'è
  sostanzialmente, non c'è bisogno di avere tanti revisori dei
  conti, ma va bene solo un revisore ed un amministratore unico,
  invece di un Consiglio di amministrazione, quindi
  sostanzialmente diminuiamo le poltrone, così c'è anche un
  risparmio di spesa all'interno del Ciapi.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 46.3 II parte.

    CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 46.3 II parte

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 46.3 II parte.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     65
    Votanti      62
    Maggioranza  32
    Favorevoli   33
    Contrari     29
    Astenuti     0

    (E' approvato)

    Onorevoli colleghi è di fatto approvato l'articolo nuovo, che
  è questo dell'emendamento per cui va bene così.
    Gli articoli 47,48 e 49 sono stralciati.
    Si passa all'articolo 50 ne do lettura:

        «Articolo 50.
    Stabilizzazione personale sanità penitenziaria

    Fermo restando quanto previsto dall'articolo 75 commi 1, 2, 3,
  4, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 al fine di non
  disperdere le professionalità già riconosciute dalla legge 9
  ottobre 1970, n. 740 e successive modifiche ed integrazioni per
  garantire un qualificato ed adeguato servizio di assistenza ai
  detenuti, tutto il personale di sanità penitenziaria transitato
  alla data del 5 febbraio 2016 ed ancora in servizio senza
  soluzione di continuità alla data del 31 dicembre 2018, viene
  stabilizzato con procedure individuate con decreto assessoriale
  entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge, nel rispetto della legge n. 740/70 e successive modifiche
  ed integrazioni, in materia di compatibilità con altri incarichi
  per tutto il personale medico (medici incaricati ai sensi della
  legge n. 740/70, medici SIAS ai sensi articolo 51 della legge n.
  740/70, Medici specialisti titolari di branca Specialistica
  convenzionata ai sensi dell'articolo 52 della legge n. 740/70)
  con l'istituzione di un ruolo ad esaurimento fino ai raggiunti
  limiti di età previsti dalla legge n. 740/70 in atto vigenti».

    Si passa all'emendamento 50.3 soppressivo. Lo pongo in
  votazione.
    Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 50.2 dell'onorevole Milazzo.

    MILAZZO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli Uffici
  hanno coordinato, rispetto all'articolo che avrebbe avuto -
  diciamo - dubbi di contrasto con norme nazionali, quindi
  l'articolo che deve sostituire è il 50.2, che allinea la norma
  alle norme nazionali.

    PRESIDENTE. E quindi è quello che dovremmo votare adesso. Poi
  a questo c'è un sub emendamento che è stato distribuito.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente onorevoli colleghi, questi
  articoli fanno parte di quelli che bisognava riscriverli per
  considerarli, gli Uffici adesso considerano che la riscrittura
  supera i problemi per i quali sono stati posti dei rilievi?

    PRESIDENTE. Evidentemente sì

    CRACOLICI. Vorremmo saperlo, siccome lei li aveva sospesi.

    PRESIDENTE. Questi facevano parte di quelli che dovevano
  essere riscritti, e sono stati riscritti, basta.
    Si passa al subemendamento 50.2.1 dell'onorevole Aricò.

    ARICO'. Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARICO'. Signor Presidente onorevoli colleghi, questo
  emendamento dà la possibilità di estendere questi benefici non
  soltanto al personale medico, ma anche al personale sanitario, e
  quindi anche quello infermieristico.

    PRESIDENTE. Però questo cambia le carte in tavola. Se è così
  lo devo dichiarare inammissibile.

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Aula è
  sovrana appena passa questo sub emendamento la norma sarà
  strappata, la norma non vedrà la luce, finirà la norma ed è un
  peccato.

    PULLARA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per evitare
  qualsiasi equivoco ho presentato un emendamento che istituisce
  un comma a parte all'interno dell'articolo per quanto riguarda
  il personale infermieristico, quindi noi possiamo approvare
  l'emendamento Milazzo e successivamente l'emendamento firmato da
  me, e per carità dagli altri, di modo che un comma riguarda il
  personale medico e un comma riguarderà il personale
  infermieristico, evitando un eventuale impugnativa che possa
  travolgere l'intero sistema. Grazie.

    PRESIDENTE. Questo non comporta oneri in più?

    ARICO'. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARICO'. Il nostro emendamento è ritirato e voteremo
  l'emendamento Pullara.

    PRESIDENTE. Il subemendamento 50.2.1 a firma dell'onorevole
  Aricò è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
    Scusate, avendo ritirato l'onorevole Aricò il suo emendamento
  è inutile che parliamo di quello dell'onorevole Pullara che è
  successivo. Intanto, votiamo l'emendamento 50.2 a firma
  dell'onorevole Milazzo.
    Si passa all'emendamento 50.2. Il parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    Armao, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Gli altri a questo punto non esistono più. Si passa
  all'emendamento 50.5 a firma dell'onorevole Pullara. Si però non
  è esattamente quello che ha detto. Questo autorizza le ASP
  all'immissione in ruolo, previa selezione pubblica del personale
  infermieristico.

    PULLARA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PULLARA. Signor Presidente, c'è' un emendamento che prevede la
  stessa fattispecie del personale medico riportata al personale
  infermieristico. Lo scorso anno, se ci ricordiamo tutti, ci fu
  una norma che riguardava sia il personale medico che
  infermieristico o similare, e fu travolta dall'impugnativa, oggi
  è meglio separarlo su due commi.

    PRESIDENTE. Benissimo, chiedo soltanto al Governo se ci sono
  oneri in più, quindi se il Governo è d'accordo.

    MILAZZO. Presidente, già nel comma approvato c'era tutto il
  personale.

    PRESIDENTE. Dunque onorevole Milazzo, onorevole Pullara
  essendo persone che tutto sommato vi conoscete, perché non vi
  mettete d'accordo, non possiamo fare un'ora di dibattito fra voi
  due.

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Presidente non sono in contrasto le norme, sono due
  norme separate, quella che ha presentato l'onorevole Pullara è
  una norma di buon senso perché consente al personale
  infermieristico di potere essere stabilizzato con dei posti
  riservati.

    PRESIDENTE. Scusate, prima di mettere in votazione
  l'emendamento dell'onorevole Pullara, l'emendamento che abbiamo
  approvato dice che tutto il personale sanitario, tutto, per cui
  sembrerebbe. A noi sembra uguale, ma va bene. Il parere del
  Governo?

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Favorevole

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 50. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:

    «Articolo 51.
    Opere incompiute per cause di forza maggiore

    1. I comuni destinatari di decreti di finanziamento, utilmente
  collocati in graduatorie di merito, a seguito di bando pubblico,
  impossibilitati ad eseguire ovvero a completare i relativi
  interventi per causa di forza maggiore e/o calamità naturali,
  sono autorizzati ad utilizzare le risorse stanziate e non spese
  per la realizzazione di interventi della stessa tipologia
  nell'ambito del territorio comunale, previo parere del
  competente assessorato».

    2. Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea
  nella seduta d'Aula n. 98 del 31 gennaio-1 febbraio 2019

    Si passa all'emendamento 51.4 di soppressione, a firma del
  Governo. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    A me viene sinceramente difficile, lo dico al Governo, che il
  Governo presenta una finanziaria e poi sopprime gli articoli?
  Onestamente non mi viene facile capirlo e siccome è una cosa
  continua allora dovremmo capire  .

    (Applausi in Aula)

     poi è chiaro che andiamo incontro a questi errori, perché le
  soppressioni sono dell'opposizione, ma neanche della
  maggioranza, ma addirittura del Governo.

    CRACOLICI. Non è vero, perché il Governo è all'opposizione.

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intanto ha
  ragione perché il Governo era in Commissione e ha condiviso
  l'emendamento, quindi ha espresso parere favorevole. Poi sulla
  via di Damasco sicuramente si sarà ricreduto.
    Stiamo parlando della scuola o per lo meno quello che non c'è
  più, il Comune di Serradifalco si aggiudicò un finanziamento per
  rifare la scuola. Quella scuola crollò a causa di un evento,
  diciamo, un terremoto. Successivamente a finanziamento erogato
  c'è un ulteriore crollo che determina la riprogettazione di
  un'opera

    PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei perché sta intervenendo?

    MILAZZO. Sto spiegando l'articolo.

    PRESIDENTE. È stata bocciata la soppressione, lei ha qualche
  cosa in contrario a questo?

    MILAZZO. No, signor Presidente, ho solo spiegato l'articolo.

    PRESIDENTE. Votiamo ora, quindi il comma 1 non è soppresso.
    Si passa all'emendamento 51.3 che è una riscrittura da parte
  della Commissione.

    CORDARO, assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
  Signor Presidente io la vorrei rassicurare sull'articolo 51
  della finanziaria. È evidente che il Governo non presenta
  emendamenti soppressivi alle norme del Governo. Questa norma
  viene dalla Commissione. È chiaro che il Governo ne prende atto,
  l'ha valutata ulteriormente, però, ecco, vorrei rassicurare
  l'Aula e soprattutto il Presidente sul fatto che il Governo non
  soffre di schizofrenia.
    Grazie.

    PRESIDENTE. Io questo non l'ho pensato mai, però, il Governo
  in Commissione ci sta quando la Commissione approva una
  qualcosa.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo io
  non so se è la Commissione, la maggioranza, il Governo, non ho
  capito chi sta presentando questa norma. Fatto sta che questa
  norma sta all'interno del disegno di legge.
    Allora al momento il titolo è:  Opere incompiute per causa di
  forze maggiori . Cari colleghi, all'interno della nostra Sicilia
  ci sono tantissime opere incompiute. Ora, se la rendiamo
  generica, la norma, può avere un senso perché ci possono essere
  vari comuni o vari enti che man mano hanno realizzato delle
  opere e per causa di forza maggiore hanno perso i fondi o
  comunque non sono riusciti a spendere i soldi. Se rendiamo la
  norma generica ha un senso. Ma se è una norma specifica che ha,
  al solito io dico tra virgolette, un nome e un cognome, stiamo
  facendo un buon lavoro per i cittadini siciliani?
    Quindi, signor Presidente, ci sono degli emendamenti
  modificativi, valutiamoli perché la norma ha un senso se è
  generica. Se invece è specifica e la facciamo soltanto per un
  comune non penso che stiamo dando un buon servizio ai siciliani.
    Grazie.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato
  presentato il subemendamento 51.3.1 a firma dell'onorevole
  Catalfamo.

    CATALFAMO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  questo subemendamento intende estendere la portata della norma
  anche al caso in cui vi siano comuni destinatari di
  finanziamento sui cui territori subentra un'esigenza di tutela
  della pubblica sicurezza, quindi a prescindere dalla
  completabilità dell'intervento originario. Chiaramente, sempre
  se questo intervento, la cui esigenza subentra, è della stessa
  natura di quello originariamente finanziato.

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi soltanto per rappresentare la
  portata della riscrittura di questa norma, che è una norma che
  non nasce per un singolo intervento o poco più, ma è una norma
  che nasce da un lavoro che l'assessorato alle infrastrutture ha
  fatto e sta completando nei prossimi giorni con la Commissione
   Opere incompiute'.

    CRACOLICI. Qual è la riscrittura?

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. La
  riscrittura è l'emendamento 51.3. Questa riscrittura si è resa
  necessaria per dare un taglio di generalità e di astrattezza
  alla norma e per venire incontro all'esigenza della Commissione.
    Cosa ha fatto la Commissione - fra dieci giorni presenteremo
  anche il lavoro che ha prodotto - la Commissione ha valutato
  tutte quelle opere, su circa 200 opere incompiute in Sicilia,
  c'è una parte di opere che non potranno mai più essere
  realizzate e che meriterebbero la demolizione; una parte di
  opere che invece deve essere regolarizzata sotto un profilo
  amministrativo o tecnico con la presentazione e il completamento
  dei collaudi, collaudi tecnici e collaudi amministrativi; una
  ulteriore serie di opere invece può essere completata e può
  essere completata perché sono opere che hanno il finanziamento o
  una parte significativa di finanziamento a cui bisognerebbe,
  magari, aggiungere un'ulteriore somma.
    Cosa succede con questo articolo? Con questa norma noi stiamo
  consentendo di poter finalmente mettere un punto, fare luce e
  definire una vicenda che ci portiamo da trent'anni. Sappiamo che
  nel report delle incompiute ci sono opere che giacciono nei
  cassetti da più di trent'anni, dei Comuni, degli Iacp, dei
  consorzi di bonifica, delle ex province, in sostanza, ci sono
  tutta una serie di opere su cui noi abbiamo focalizzato
  l'attenzione, c'è un lavoro fatto da un anno.
    Questa norma a cosa serve? Questa norma serve a dire che tutti
  quegli enti che sono stati destinatari di un finanziamento e che
  lo hanno ricevuto, non perché c'è stato un Assessore amico che
  gliel'ha dato, ma perché hanno partecipato ad una selezione
  pubblica, ad un bando pubblico, sono stati utilmente inseriti in
  graduatoria, se poi è successo qualcosa che ha consentito e che
  ha impedito di completare quelle opere, di farle diventare
  incompiute, ma l'Assessorato e il Governo regionale, la Regione
  siciliana può intervenire per aiutare queste zone, questi enti e
  questi territori, è giusto che lo faccia.
    Io vi voglio soltanto dire una cosa: ai tempi, appena ci siamo
  insediati, noi siamo andati a Linguaglossa dove c'era un
  viadotto sospeso nel vuoto; dopo vent'anni quel viadotto è stato
  demolito, perché non serviva a nulla, perché era un viadotto che
  era sospeso nel vuoto e addirittura sopra una casa, diventando
  un pericolo per quell'abitazione.
    Allora, noi dobbiamo finalmente mettere un punto, dopo
  trent'anni si dice che non è stato mai fatto nulla. Bene, anche
  sulle incompiute la settimana prossima, nei primi di marzo, sarà
  appunto anche il Presidente della Regione siciliana a poter dire
  come stanno le cose e, finalmente, metteremo la parola fine ad
  una situazione che, lasciatemelo dire, è diventata incresciosa.
    Dovremo trovare anche le risorse e allora anche qua, in sede
  di riprogrammazione del Patto per il sud, eventualmente vedremo
  quante e quali risorse possiamo dedicare a questa misura.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, viste le
  parole dell'Assessore, se la norma diventa generica e tra
  l'altro la agganciamo pure al report che viene fuori ogni anno
  dal Ministero delle infrastrutture e trasporti per quanto
  riguarda le incompiute, in Sicilia sono circa 162 e vanno via
  via sempre più aumentando.
    Con il mio Gruppo quest'estate e penso anche l'Assessore lo
  abbia fatto, siamo andati in giro per la Sicilia a vedere queste
  incompiute ed è veramente increscioso che non stiamo dando una
  soluzione se abbatterle e, quindi, restituire la zona ai Comuni
  o comunque ai cittadini, oppure completarle.
    Da quello che ho capito è stato fatto un censimento anche da
  parte del genio civile per capire quali sono le opere che
  possono essere completate e quelle che eventualmente non possono
  aver luce. Se la norma diventa generica, quindi mi conferma
  l'Assessore che la riscrittura da parte della Commissione tende
  a rendere la norma generica e ad agganciarla al report e,
  quindi, alla lista delle incompiute messe fuori dal Ministero
  delle Infrastrutture e Trasporti?
    A mio modo di vedere questo Parlamento fa una buona cosa
  perché è da trent'anni che effettivamente ci portiamo avanti
  queste incompiute non decidendo cosa fare, se abbatterle o meno.
    Vero è, Assessore, che sulla riprogrammazione del Patto per il
  Sud stiamo attenti a non togliere fondi ai comuni che, magari,
  in questo momento si trovano in fortissime difficoltà perché
  hanno problemi sia nella progettazione, perché i comuni sappiamo
  benissimo che hanno pochi tecnici sotto questo punto di vista,
  quindi occhio alla riprogrammazione dei fondi del Patto per il
  Sud però è giusto mettere un punto, fare delle scelte per quanto
  riguarda le tante incompiute che sono all'interno del nostro
  territorio siciliano.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  l'intendimento mi pare lodevole, ma vorrei capire se funzione
  questa norma così, assessore Falcone.
    Intanto, voglio capire: nella cosiddetta riscrittura non si fa
  solo menzione a cause di forza maggiore, ma si fa riferimento
  agli interventi della legge 3 del 2016. Siccome non c'è dato
  conoscere in tempo reale i riferimenti normativi, vorrei sapere
  di cosa stiamo parlando,  perché io tra l'altro ho sentito, ci
  sono bandi per i quali hanno partecipato i comuni e se ci sono
  bandi, signori,  se tu un'opera che hai finanziato decidi che
  quell'opera non si realizza più e la destini per un'altra cosa
  che non è stata oggetto della presentazione al bando, come
  minimo ci sono ricorsi all'Autorità amministrativa per bloccare
  quel bando
    Cioè, io non vorrei che gli intendimenti, gli obiettivi
  politici confliggano poi con l'efficacia delle norme. La
  sensazione è che mai come in questo caso rischiamo di avere un
  corto circuito tra quello che vorremmo fare e quello che si può
  fare - ripeto - credo che sia necessario precisare di cosa
  stiamo parlando con la legge n. 3 del 2016 che non sono solo
  cause di forza maggiore.
    Poi, si parla di demolizioni, ma le demolizioni si fanno con
  provvedimenti eventuali di protezione civile, ci sono mille modi
  per intervenire su opere che possono costituire un danno o un
  pericolo per la pubblica incolumità. Cioè - ripeto - se
  l'obiettivo è eliminare le incompiute, io sono d'accordo, ma
  trovate uno strumento normativo e legislativo che possa avere
  efficacia. Se invece una norma così generica, che poi non
  troverete un funzionario che metterà una firma a nessun decreto
  perché poi ne risponderà lui, sulla base della sua
  interpretazione alla legge, state facendo una norma inutile

    TAMAJO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TAMAJO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
  colleghi, assessore Falcone io dovevo rivolgere a lei una
  domanda in merito all'articolo 51.  I comuni destinatari di
  decreti di finanziamento utilmente collocati in graduatoria di
  merito a seguito di bando pubblico, impossibilitati ad eseguire
  ovvero a completare i relativi interventi per causa di forza
  maggiore o calamità naturale , ma tra queste opere pubbliche
  incompiute, lei per quanto riguarda gli impianti sportivi che
  sono interventi previsti dai comuni e ci sono alcuni comuni, le
  faccio qualche esempio, il comune di Corleone, il comune di
  Casteltermini, il comune di Marineo che hanno avviato tutte le
  procedure, hanno iniziato i lavori e a causa di quegli eventi
  naturali del 3 novembre 2018 hanno subìto degli ingenti danni e
  hanno dovuto bloccare i lavori e quindi si è creata
  un'incompiuta, lo spirito di questa norma riguarda anche questi
  interventi che riguardano impianti sportivi comunali? Io
  desidero da lei una risposta.

    DI MAURO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI MAURO. Signor Presidente, intervengo perché credo che
  l'intendimento del Governo è di completare alcune opere o,
  quanto meno, fare in modo di mettere in condizione i Sindaci di
  realizzare rispetto alle risorse finanziate. Però, mi rivolgo al
  Presidente e all'Assessore per le infrastrutture per fare una
  distinzione tra finanziamenti.
    Ci sono finanziamenti in bilancio ordinario e possiamo
  certamente procedere ad una rimodulazione del progetto. Poi, ci
  sono finanziamenti al FSC e possiamo certamente rimodulare il
  programma dei finanziamenti FSC e, quindi, consentire un
  mutamento per la realizzazione dell'opera. Ci sono finanziamenti
  che sono comunitari la cui aggiudicazione al Comune è avvenuta a
  seguito di una valutazione del progetto che non credo possiamo
  procedere ad una differenziazione rispetto a quello che era il
  progetto originale. Quindi, noi dovremmo escludere da questa
  norma i finanziamenti ottenuti dai Comuni a seguito di bando
  comunitario.
    Questa precisazione credo che sia utile, altrimenti non
  possiamo applicare la norma.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 51.3.1 a
  firma dell'onorevole Catalfamo.
    Il parere del Governo?

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

    Pongo in votazione l'emendamento 51.3.

    CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 51.3

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 51.3.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti  . . . . . . . . . . . . . . . .   64
    Votanti       62
    Maggioranza   32
    Favorevoli    31
    Contrari      31
    Astenuti      0

     (Non è approvato)

    Gli emendamenti 51.1 e 51.5 sono inammissibili.
    Pongo in votazione l'articolo 51 nel testo risultante.

    CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 51

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'articolo 51.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti  . . . . . . . . . . . . . . . . 65
    Votanti      62
    Maggioranza  32
    Favorevoli   29
    Contrari     33
    Astenuti     0

     (Non è approvato)

  Io chiedo al Governo se vuole continuare ad andare avanti o
  forse è il caso di prenderci cinque minuti?

    MUSUMECI, presidente della Regione. No, andiamo avanti.

    PRESIDENTE. Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:

    «Art. 52.
    Modifiche di norme in materia di attività produttive

    1. Al comma l dell'articolo 18 della legge regionale 17 marzo
  2016, n. 3 e successive modifiche e integrazioni, dopo le parole
  "non si applica" sono aggiunte le parole "agli enti di cui
  all'articolo 1, comma 2, della legge regionale 10 luglio 2018,
  n. 10.".

    2. All'articolo 39 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e
  successive modifiche e integrazioni sono apportate le seguenti
  modifiche:

    a) al comma 3, dopo le parole "dei componenti degli organi di
  amministrazione" sono aggiunte le parole "degli enti pubblici
  non economici";

    b) al comma 4 dopo le parole "il numero massimo di" è
  soppressa la parola "tre".

    3. All'articolo 1, comma 4, della legge regionale 10 luglio
  2018, n. 10, è soppressa la parola "giuridico ".

    4. All'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio 2012, n.
  8, e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le
  seguenti modifiche:

    a) al comma 2, è aggiunta la seguente lettera:
    "d) trasferire in concessione d'uso, nelle more
  dell'individuazione dei gestori unici del Servizio Idrico
  Integrato da parte delle Assemblee Territoriali Idriche della
  Regione siciliana e per la celere attuazione dell'articolo 172,
  comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e
  successive modifiche ed integrazioni, gli impianti di
  acquedotto, fognatura e depurazione alle società di scopo a
  prevalente capitale pubblico che in atto garantiscono la
  gestione dei predetti impianti nei territori di propria
  competenza e ciò fino al definitivo subentro dei competenti
  gestori unici. In assenza delle predette società di scopo, i
  Commissari liquidatori possono trasferire in concessione d'uso
  temporaneo gli impianti idrici, fognari e depurativi di
  proprietà dei Consorzi per le Aree di Sviluppo Industriale della
  Sicilia in liquidazione, al Comune che risulti maggior
  utilizzatore del relativo impianto. Eventuali quote di
  ammortamento residue per spese di investimento effettuate da
  parte dei concessionari temporanei di cui alla presente
  disposizione, preventivamente autorizzate dal Consorzio
  proprietario, sono riconosciute, all'atto del definitivo
  subentro, dal gestore unico del servizio idrico integrato. ";

    b) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
    " 4 bis. Fermo restando quanto previsto dal comma 4, al fine
  di scongiurare effetti potenzialmente pregiudizievoli per il
  patrimonio dei Consorzi ASI in liquidazione, il dipartimento
  regionale delle attività produttive è autorizzato a provvedere
  direttamente alla liquidazione, nei limiti dello stanziamento
  annuale, delle spese urgenti e indifferibili delle gestioni
  liquidatorie dei consorzi ASI, per le quali sia stato
  debitamente documentato da parte del Commissario liquidatore il
  rischio di un grave e imminente pregiudizio;

    c) dopo il comma 9 ter è aggiunto il seguente:
     9 quater. Su tutti gli immobili appartenenti al patrimonio
  dei Consorzi per le aree di sviluppo industriale in liquidazione
  e non strumentali, utilizzati per insediamenti ed attività
  produttive è concesso il diritto di prelazione all'attuale
  conduttore a condizione che lo stesso accetti, entro 30 giorni
  dalla notifica da parte del commissario liquidatore, il prezzo
  di vendita determinato dal competente ufficio del genio civile e
  che la Regione siciliana non abbia, entro lo stesso termine,
  manifestato l'interesse all'acquisto alle medesime
  condizioni. ».

    Su richiesta della Commissione accantoniamo l'articolo 52.
    Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:

    «Art. 53.
    Utilizzo personale per attività di controllo patrimonio
  faunistico

    1. Al comma 4, dell'articolo l della legge regionale 11 agosto
  2015, n. 18 dopo le parole "legge 11 febbraio 1992, n. 157" sono
  aggiunte le seguenti parole "e all'articolo 22 della legge 6
  dicembre 1991, n. 394"».

    Essendo stato presentato un emendamento soppressivo, pongo in
  votazione il mantenimento dell'articolo.

    PALMERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
  l'abrogativo per il fatto che si vuole introdurre, si fa
  riferimento all'articolo 22 della legge n. 6 dicembre 1991, n.
  394. Questa significherebbe fare entrare all'interno delle aree
  naturali protette anche la possibilità, ad esempio i cacciatori,
  tra le figure professionali che possono abbattere, ad esempio,
  gli animali selvatici.
    Ora, il problema qual è? Che qua si fa riferimento ad una
  legge, questa legge del 1991, che è una legge superata, superata
  in particolare dalla legge n. 157 del 1992 che dispone proprio
  il fatto che all'interno delle aree naturali protette possono
  svolgere queste funzioni di abbattimento della fauna selvatica
  soltanto le figure che sono espressamente autorizzate dalle aree
  protette fra cui quelle di cui all'articolo 19 della legge 11
  febbraio del 1992 n. 157.
    Questo concetto è stato rafforzato da una sentenza della Corte
  costituzionale n. 107 del 2014, la quale ha impugnato una legge
  della Regione Veneto che riguarda espressamente le aree naturali
  protette e che dice che non si può fare riferimento a questa
  legge, la legge del 1991, qui indicata all'articolo 53, in
  quanto includerebbe nel novero delle figure autorizzabili anche
  i cacciatori all'interno delle aree naturali protette.
    Inoltre, oltre a questa sentenza del 2014, ce n'è stata
  un'altra come ho già più volte fatto presente anche durante
  precedenti finanziarie, la sentenza n. 139 del 2017 che impugna
  la legge della Regione Liguria, sempre della Corte
  costituzionale. C'è stata anche un'ordinanza del Tar Abruzzo 29
  gennaio 2018, n. 31. Infine, una sentenza del novembre scorso,
  una sentenza della Corte costituzionale freschissima proprio del
  novembre scorso, quindi, è chiaramente una norma
  incostituzionale.

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Con dovizia di particolari istituzionali.

    MILAZZO. No, onorevole Cracolici, a me hanno spiegato tutte le
  cose che ha detto l'onorevole Palmeri, sono tutte vere ed ha
  citato tutte norme regionali, cioè proposte delle regioni
  impugnate.
    Noi recepiamo una norma che in questo momento è in vigore su
  tutto il territorio nazionale perché la norma, ovvero l'articolo
  22 della legge 6 dicembre del 1991, è in vigore su tutto il
  territorio nazionale.
    Gli Uffici dell'Assemblea hanno verificato che la norma
  effettivamente è in vigore, quindi, noi recepiamo una norma che
  in tutta Italia si applica. Vorrei ricordare, non voglio portare
  avanti luoghi comuni, ma purtroppo in Sicilia di cinghiali si
  muore e ci sono state delle morti, quindi, noi non dobbiamo
  avere un tabù, precludere una cosa che in tutta Italia già si
  applica. Questo non è l'abbattimento indiscriminato. Cosa dice
  la norma? Qualora c'è un sovrannumero

    CRACOLICI. Nome e cognome.

    MILAZZO. Onorevole Cracolici, qualora c'è un sovrannumero, il
  parco, con esperti, determina il numero selettivo da abbattere,
  viene fatto il corso a figure che li possono abbattere, solo a
  quel punto possono essere abbattuti. Un numero ristretto,
  certificato ed individuato, dettato in base alle norme per
  l'abbattimento.

    DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della
  Regione, onorevoli colleghi, sono d'accordo con questo articolo
  che è stato presentato nella finanziaria, non solo. Mi permetto
  di dire che la caccia di selezione dell'abbattimento nata nelle
  regioni in Italia molto civilizzate, avanzate, dico la Toscana,
  ma non solo, la Valle d'Aosta, il Trentino, viene attuata ed è
  una norma che rientra, per giunta, in quello che è un percorso
  che viene fatto nei paesi più sviluppati dell'Europa.
    Parlo della Svezia, parlo della Norvegia, parlo della
  Finlandia, dove là salta l'equilibrio tra il selvatico ed il
  predatore, ovviamente, avviene uno scompenso, cioè questa è la
  natura. E, lì, paesi molto più civilizzati dell'Italia, sono
  intervenuti attraverso la caccia di selezione. Hanno avviato
  quelli che sono i censimenti che vengono fatti ogni anno. Ho
  avuto modo di vedere quello che è stato fatto, il piano per la
  Toscana di quest'anno che, dopo un controllo, dopo una verifica,
  poi, vengono decisi il tot di animali per capi da abbattere.
    Attenzione, io faccio una premessa. Mi appassiono a questo
  argomento perché, forse oggi, tra gli argomenti che sono
  arrivati è quello che più mi appassiona. E lo dico con un po' di
  dispiacere, perché discutendo una finanziaria, vorrei
  appassionarmi di cose diverse e di cose più importanti per il
  nostro territorio. A prescindere da questo, comunque, poi,
  interverrò su altre cose che riguardano il mio territorio,
  almeno mi occuperò di questo.
    Su questo articolo voglio esprimere il mio parere positivo.
  Ritengo che con questo tipo di squilibrio, quando avviene, non
  solo noi arrechiamo problemi allo stesso ambiente perché là
  quando avviene uno scompenso, l'animale che non ha il predatore,
  poi, lo restituisce il danno all'ambiente, tipo gli ungulati,
  tipo il daino, tipo il capriolo, tipo il cervo da noi non c'è,
  ma avviene nel nord del Paese. Noi, qui, abbiamo il problema del
  cinghiale che, purtroppo, non solo del cinghiale, del suino
  nero, del maiale nero dei Nebrodi che, purtroppo, ha
  rappresentato anche un danno all'uomo, perché là, quando il
  predatore non ha, non deve avere paura di alcuno, diventa il
  padrone e riesce ad attaccare anche l'uomo. Questo è quello che
  fa il cinghiale, questo è quello che fa il suino nero dei
  Nebrodi, quindi, non va affrontato questo aspetto dal punto,
  ideologizzandolo, dal punto di vista ideologico, ma va
  affrontato come un'emergenza.
    Ritengo che, attraverso i controlli e le attenzioni che vanno
  fatte, così come sono state fatte nel resto del nostro Paese, si
  può garantire l'equilibrio che è giusto dare, anche nelle zone
  di riserva.

    PALMERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PALMERI. Signor Presidente, vorrei sottolineare una cosa. Qui
  non sono in discussione i piani di abbattimento di questi
  animali, ma le figure professionali che sono autorizzabili o
  meno.
    Ho fatto riferimento alle sentenze che hanno detto,
  chiaramente, che tra le figure autorizzabili non ci sono i
  cacciatori. Non si è messo in discussione il fatto che questi
  piani di abbattimento devono essere fatti. Ad esempi, in alcuni
  parchi dovrebbero essere fatti dei piani di cattura, attraverso
  delle trappole che, ahimè, non vengono portati avanti, vengono
  disattesi.
    Sono stati spesi dei soldi pubblici per fare questi piani di
  cattura, che non sono serviti a niente.
    Se, poi, non funzionano le cose, è un altro paio di maniche.
  Dobbiamo, quindi, fare degli studi, dobbiamo capire perché
  questi piani di cattura non li fanno funzionare. Se non vengono
  alimentate con il cibo, ovviamente, gli animali non vanno
  all'interno di queste gabbie, oppure se non vengono spostate
  queste gabbie, è chiaro che l'animale non va sempre nello stesso
  posto, ma si sposta, sono delle colonie e si spostano, è,
  dunque, un problema di altro tipo.
    Servono degli studi, serve un approccio scientifico al
  problema e le sentenze costituzionali sono state chiarissime in
  questo senso.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FOTI. Signor Presidente, questi sono argomenti molto delicati
  che entrano nella quotidianità anche dei comuni, specialmente
  quelli montani, dove siamo consapevoli che c'è un disagio per la
  proliferazione di questi animali.
    Però, vorrei dire, quale membro della III Commissione, che noi
  stiamo trattando la materia, diciamo in maniera organica perché
  abbiamo preso tutte le proposte di legge di iniziativa
  parlamentare, tra cui anche questo articolo che, insomma,
  ricordiamo essere su proposta del collega Milazzo, quindi
  chiederemmo all'Aula il buon senso di stralciare questo
  argomento e di trattarlo con serietà in III Commissione dove già
  abbiamo avuto delle audizioni e abbiamo deciso di trattare
  l'argomento in maniera organica, anche con altri ritocchi
  necessari alla legge regionale.
    Infilarlo così, in finanziaria, senza il giusto dibattito, mi
  sembra come se si volesse fare un torto ad un argomento così
  delicato; è, sicuramente, urgente ma non saranno pochi mesi a
  compromettere quello che è già compromesso, cioè anni di
  trascuratezza, ma l'argomento va trattato sentendo tutti, quindi
  dalle associazioni, esperti, risentendo di nuovo i sindaci e
  proponendo delle modifiche che ritocchino in maniera complessiva
  la legge regionale anziché andare a modificare, perché noi
  sappiamo che quando andiamo a toccare solo un tassello, senza
  prevedere tutti gli altri accorgimenti, purtroppo si rischia di
  fare più danno di quanto già non se ne sia fatto.
    Quindi, insomma, mi sono sentita anche con alcuni colleghi
  della III Commissione e convenivamo sull'opportunità di portare
  il testo dove già era, cioè in trattazione in III Commissione,
  per farlo in maniera completa e che porti a delle soluzioni e
  non a norme spot che poi getteranno nella confusione proprio
  perché non sono organiche.

    FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FIGUCCIA. Signor Presidente, solo per citare un detto
  africano, perché da quando il Presidente della Regione è entrato
  in Aula sono cambiate un po' le dinamiche e il dibattito ha
  assunto dei toni diversi. Ho visto alcuni, nei banchi del
  Governo, assumere toni nuovi, altri, dell'opposizione, che hanno
  fatto interventi a favore del Governo e, quindi, Presidente
  Musumeci, in realtà il suo ingresso ha un po' modificato gli
  assetti d'Aula e mi viene in mente la frase di questi giorni del
  Presidente Musumeci che voglio condividere e sottoscrivere,
  quando dice - e l'aiuterei oggi a scattare la fotografia
  rispetto ad una sua dichiarazione - quando ha detto:  andando in
  giro ho difficoltà a distinguere tra cortigiani e cospiratori .
    Ecco, io l'aiuterei, io le suggerirei di scattare in questa
  Sala, oggi, una fotografia che sintetizzerei con un detto
  africano che dice, a proposito di controllo del patrimonio
  faunistico:  Ogni mattina , e direi non in Africa - assessore
  Cordaro non mi distragga il Presidente per favore, perché lei si
  ascrive tra i centurioni che probabilmente non è sempre bene che
  vadano col petto in fuori

    PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, un intervento molto veloce
  almeno nel merito della legge, per favore.

    FIGUCCIA.  Ogni mattina in Sicilia, come sorge il sole, non
  importa che tu sia leone o gazzella, l'importante che corri  .

    PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo
  53.

    PALMERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

    (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 53

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'articolo 53.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti   . 65
    Votanti   .. 60
    Maggioranza ..31
    Favorevoli  ..37
    Contrari   ..23
    Astenuti   ..  0

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:

    «Articolo 54
    Orchestra del Mediterraneo

    1. Al fine di valorizzare e rafforzare, attraverso la
  conoscenza e la diffusione dell'arte musicale e del patrimonio
  storico relativo, il dialogo interculturale fra i paesi del
  Mediterraneo come strumento di pace e di superamento delle
  differenze, la Regione promuove, tramite la Fondazione Federico
  II, l'istituzione del complesso orchestrale denominato
  "Orchestra del Mediterraneo".

    2. La compagine orchestrale di cui al comma l, composta da
  musicisti provenienti, dai paesi del Mediterraneo realizza le
  proprie finalità, anche tramite la collaborazione con enti e
  fondazioni musicali aventi sede nel bacino del Mediterraneo,
  preminentemente attraverso la realizzazione di iniziative,
  manifestazioni ed eventi in ambito artistico-musicale volti a
  diffondere l'arte musicale attraverso la valorizzazione delle
  tradizioni storiche e culturali che accomunano l'identità dei
  Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.

    3. Nel rispetto delle norme previste, in materia,
  dall'ordinamento, l'atto costitutivo e lo statuto del complesso
  orchestrale di cui al presente articolo prevedono:

    a) che l'ente suddetto sia amministrato da un Consiglio
  composto da tre componenti, nominati dal Presidente pro-tempore
  della Fondazione Federico II, scelti tra rappresentati del mondo
  della cultura e dell'arte, aventi specifiche competenze
  nell'ambito dell'arte musicale;

    b) la costituzione di un collegio dei revisori dei conti;

    c) la nomina di un sovrintendente, scelto dal Consiglio tra
  soggetti dotati di comprovata esperienza nell'ambito della
  gestione ed organizzazione di spettacoli musicali ed eventi
  consimili;

    d) le modalità attraverso le quali soggetti pubblici o privati
  italiani e stranieri, persone fisiche o enti, anche se privi di
  personalità giuridica, possono partecipare, in qualità di Soci,
  alla dotazione dell'Orchestra con il conferimento di specifici
  fondi.

    4. Per il perseguimento delle proprie finalità l'Orchestra del
  Mediterraneo può ricevere erogazioni provenienti da enti
  pubblici e privati, nonché partecipare all'assegnazione di
  risorse regionali ed extraregionali e comunitarie».

    Comunico che è stato presentato un emendamento di riscrittura,
  il 54.R. Onorevole Lupo i suoi emendamenti soppressivi sono
  ritirati?

    LUPO. Decaduti.

    PRESIDENTE. Decaduti. E a questo punto possiamo votare
  direttamente. Onorevole Zafarana, il suo emendamento soppressivo
  decade? Diciamo che formalmente è già decaduto perché è cambiata
  la cosa

    ZAFARANA. Prima votiamo la riscrittura.

    PRESIDENTE. Va bene. Allora, votiamo la riscrittura
  eventualmente, poi .
    Pongo in votazione l'emendamento 54.R. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:

    «Articolo 55
    Modifiche di norme in materia di cooperative e imprese
  agricole

    1. Alla legge regionale 24 novembre 2011, n. 25 e successive
  modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:

    a) l'articolo 7 è soppresso;

    b) all'articolo 10, comma 4 le parole  1000 migliaia di euro
  sono sostituite dalle parole  671 migliaia di euro";

    c) all'articolo 28, comma 1 le parole "3000 migliaia di euro
  sono sostituite dalle parole "2.909 migliaia di euro";

    d) l'articolo 28, comma 2 è soppresso.

    2. All'articolo 17, comma 6, lettera a) della legge regionale
  14 maggio 2009, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, le
  parole "4000 migliaia di euro" sono sostituite dalle parole
  "3000 migliaia di euro".».

    PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mantiene i suoi emendamenti
  soppressivi?

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, scusi, io mi sono sforzato di
  cercare anche la relazione tecnica per capire questo articolo
  perché è una rimodulazione finanziaria di alcuni capitoli della
  legge 25 del 2011 dove tra le altre cose c'è un articolo che
  vedo che viene, in qualche modo, modificato ma vorrei capire la
  finalità, che interviene sulla ristrutturazione del debito delle
  cooperative agricole. Tra l'altro proprio su questa materia è
  stato fatto, tre anni fa, un bando sulla quota di risorse
  rimanenti che ha consentito di rivolgersi sia alle imprese che
  alle cooperative, cioè quella è la legge che consente il credito
  per le scorte agricole, la ristrutturazione del debito, cioè è
  una misura che è persino passata dalle forche caudine
  comunitarie che ci consente di usare questa legge per aiutare
  gli agricoltori. L'operazione finanziaria di questa norma, più
  100, più 69, con un livello di dettaglio che capisco ci sarà una
  ragione, ma siccome non è completamente illustrato, primo vorrei
  conoscerlo, secondo se questa norma mette in discussione la
  ristrutturazione del credito in agricoltura, è un grave errore
  politico, perché è l'unica legge che, oggi, abbiamo a sostegno
  degli agricoltori, sia in forma singola che in forma
  cooperativa.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ci sono altri
  interventi? Bene. Allora mettiamo

    CRACOLICI. Ma il Governo risponde?

    PRESIDENTE. Sulle soppressioni non credo di dovergli chiedere
  la parola, chiedo il parere, se il Governo vuole rispondere? Per
  carità, se non lo chiedono io non posso. Prego, assessore
  Bandiera.

    BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
  pesca mediterranea. Sì, grazie Presidente, semplicemente si
  tratta di un intervento di carattere tecnico che, a seguito di
  un lavoro che si sta facendo in Assessorato sulle vecchie norme
  e sui vecchi capitoli di spesa, queste sono norme che hanno
  ormai cifre residuali minimali ed hanno finito, di fatto, in
  questa fase, la loro mission operativa, quindi in questo modo
  andiamo ad abrogare i massimali di spesa o a limitarli perché
  come lei ha riportato ci fu un bando che ha visto soddisfatte le
  richieste e c'è una piccola parte residuale che eccede, quindi,
  in questo modo, va riprogrammata. Tutto qui. E' un intervento
  solo di carattere tecnico.

    CRACOLICI. Non c'è bisogno della norma per riprogrammare

    BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
  pesca mediterranea. Gli Uffici ci dicono che c'è la necessità
  della norma, per questo motivo siamo qua per un fatto tecnico,
  onorevole Cracolici, non avremmo fatto il passaggio normativo;
  le assicuro che è stata approfondita e che è frutto solo di
  questa esigenza di carattere tecnico e contabile.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 55.1, a firma degli
  onorevoli Lupo ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    L'emendamento 55.2 è uguale.
    Si passa agli emendamenti 55.4, 55.3, 55.5, a firma degli
  onorevoli Cancelleri ed altri.

    CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
  ritirarli.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Pongo in votazione l'articolo 55. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    L'articolo 56 non possiamo votarlo.
    Fermiamoci, anche perché a questo punto abbiamo votato gli
  articoli, li abbiamo esaminati tutti, ce ne sono alcuni che
  abbiamo accantonato e devono essere rivisti. Siccome su questi
  accantonati c'è anche un minimo di confusione, vorrei dare il
  tempo agli Uffici di poter sistemare le cose, io sarei
  favorevole

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Credo che
  l'articolo 30 si possa fare.

    PRESIDENTE. No, se prendiamo un accantonato li prendiamo
  tutti, per cui va bene così. Oggi abbiamo chiuso, abbiamo finito
  l'analisi di tutta la finanziaria, rimangono 14, 15 non so
  quanti articoli accantonati, il tempo che gli Uffici valutino
  tutto bene sugli emendamenti e sulle cose e ci rivediamo domani
  mattina alle ore 11.00.
    La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.08 del 12 febbraio 2019, è
  ripresa
    alle ore 11.02 del 13 febbraio 2019)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendo ancora pronti
  nessuno dei deputati né il Governo, la seduta è rinviata di
  un'ora e riprenderà alle ore 12.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.03, è ripresa alle ore 12.01)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che siamo costretti a
  risospendere la seduta e, a questo punto, la sospendiamo fino
  alle ore 15.00. Ci rivediamo alle ore 15.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.02, è ripresa alle ore 15.02)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, aspettiamo cinque minuti se
  arriva il Governo altrimenti rinviamo di nuovo. L'Aula è sospesa
  per cinque minuti. Se non siamo nelle condizioni di andare
  avanti rinviamo.

    (La seduta, sospesa alle ore 15.02, è ripresa alle ore 15.09)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo è presente, quindi
  possiamo cominciare. Invito il Governo, per favore, ad essere
  puntuale all'inizio delle riunioni. Quando è previsto un orario,
  l'orario va rispettato, grazie.
    La Commissione è presente? So che il Presidente Savona in
  questo momento è impegnato e non può venire, ma c'è qualcuno
  della Commissione  Bilancio  che può prendere posto al tavolo
  della Commissione? E allora, colleghi, sospendiamo altri cinque
  minuti in attesa che arrivi la Commissione  Bilancio  e poi
  cominciamo.

    (La seduta, sospesa alle ore 15.11, è ripresa alle ore 15.30)

  La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame degli articoli che erano stati
  accantonati.
    Si riprende l'esame dell'articolo 1, in precedenza
  accantonato.


  Sull'ordine dei lavori

    LO GIUDICE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
  volevo avere qualche chiarimento in merito al discorso che sono
  stati stralciati l'articolo 31 inerente l'area ex Sanderson, il
  trasferimento degli immobili dell'area ex Sanderson e poi
  conseguentemente anche l'articolo 45 che afferisce alla
  possibilità di trasferire gli immobili inerenti gli Iacp con
  finalità legate al risanamento della città di Messina alla
  ArisMe.
    Entrambi gli articoli sono stati ampiamente affrontati anche
  in Commissione  Bilancio  e c'è stato il parere favorevole da
  parte della Commissione.

    PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, se posso rispondere un
  attimo, non sono stati bocciati, siccome il Governo nella
  relazione della Ragioneria generale è stata evidenziata un
  risultato negativo sul patrimonio della Regione e, quindi, come
  se fosse un costo, allora a questo punto la cosa che noi
  possiamo fare, essendo oggi la Finanziaria totalmente a costo
  zero, rimandare questo tipo di analisi al  Collegato', quindi
  non è stato bocciato, è stato stralciato per essere mandato
  successivamente al Collegato.

    LO GIUDICE. Io la ringrazio, Presidente. Vorrei aggiungere
  soltanto una cosa che secondo me è meritorio di essere
  attenzionato soprattutto per quanto riguarda quello che è il
  discorso degli IACP perché in una interlocuzione che avviene fra
  gli IACP di Messina e l'Assessorato delle Infrastrutture, il
  Dipartimento delle Infrastrutture - non ve la leggo tutta perché
  ve la risparmio - si sottolinea però che il patrimonio
  immobiliare in argomento viene trasferito dall'Istituto autonomo
  per le case popolari di Messina, ente pubblico non economico,
  alla costituente Agenzia comunale, dotata di personalità
  giuridica pubblica e, quindi, non si ravvisa alcun danno
  erariale.
    Cioè, è già lo stesso Dipartimento che da questo punto di
  vista evidenzia

    PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, per quanto mi riguarda io
  devo attenermi alle relazioni che mi fa il Governo e quindi la
  Ragioneria. Ripeto, non è comunque un problema in assoluto, non
  viene bocciato, però io non lo posso fare discutere oggi perché
  questa è una Finanziaria a costo totalmente zero, nel momento in
  cui la Ragioneria della Regione mi dice che, in effetti, un
  costo alla fine c'è; lo rimandiamo al  Collegato' dove è
  possibile coprirlo, soltanto questo, per cui è corretto quello
  che lei dice. Io stesso ho tentato, tutto ieri sera e anche
  stamattina, di ottenere questo risultato che mi sembrava
  importante, ma una relazione che mi dice questo mi blocca. Per
  cui, lo rinviamo al  Collegato' e ne parleremo quando sarà in
  discussione il  Collegato'.


    Riprende la discussione unificata del disegno di legge nn. 475-
  475bis/A e n. 476/A

    PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 1 in precedenza
  accantonato.
    Si passa all'emendamento soppressivo 1.2, a firma degli
  onorevoli Fava ed altri.

    ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, vorrei
  soltanto dare una precisazione in ordine all'emendamento che è
  stato depositato e poi vorrei dare due o tre informazioni su un
  articolo che è stato icasticamente definito  una statuetta , ma
  immagino che fosse di Capodimonte, quindi immagino che fosse un
  apprezzamento stilistico ma, spero, anche contenutistico
  rispetto ad una disposizione che certamente non assume
  salvifico, ma che si limita ad aggiungere elementi e opportunità
  rispetto ad un sistema che finalmente si muove nel senso
  auspicato, immagino da tutti noi, cioè verso un sistema di
  fiscalità di sviluppo che possa rendere ulteriormente attrattiva
  per i pensionati la nostra Sicilia.
    Ci sono molti parlamentari della provincia di Agrigento che
  ben conoscono quel che accade, quella vicenda virtuosa che
  accade a Cianciana dove centinaia di famiglie si sono spostate
  lì a vivere e quel Comune ha un incremento di prodotto interno
  lordo, un incremento di esercizi commerciali, un incremento del
  valore degli immobili che è uno dei problemi dei centri minori
  dove i valori immobiliari stanno crollando.
    Le nostre famiglie si stanno impoverendo senza neanche avere
  la percezione di tale processo perché i valori immobiliari,
  oltre al dramma che si vive in economia in generale, ma anche
  perché i valori immobiliari, soprattutto dei piccoli centri,
  sono crollati in questi anni.
    Quindi, questa norma si muove nel senso di spingere verso una
  maggiore attrazione dei nostri territori e consentire gli
  investimenti da parte di residenti all'estero.
    Il dato che volevo evidenziare e che noi abbiamo voluto,
  attraverso l'emendamento proposto, mettere una cautela, cioè
  limitare il vantaggio fiscale ulteriore rispetto a quello
  opportunamente introdotto dal legislatore nazionale anche con
  riferimento agli immobili acquisiti dopo l'entrata in vigore
  della legge per evitare che ci possano essere fraintendimenti
  interpretativi rispetto ad un dato che deve riguardare il futuro
  e non può riguardare fatti pregressi.
    Questa norma è una norma che viene dalla Commissione ormai. Il
  Governo ne ha quasi perso la genesi perché evidentemente il
  lavoro svolto nel confronto delle opposizioni, delle forze di
  maggioranza ha fatto sì, e ringrazio per esempio il PD che ha
  fornito sul punto delle proposte e degli interventi emendativi
  che sono stati recepiti proprio nell'ottica di migliorare la
  portata della norma.
    Qualcuno ha, giustamente, svolto considerazioni sulla entità
  dell'appostazione di bilancio che è di un milione. E' una
  appostazione che, comprendo bene e comprendiamo bene, assume una
  valenza figurativa, ma quel che chiedo, e che chiediamo, è di
  svolgere un approccio progressivo rispetto a questa fattispecie
  di cui oggi non conosciamo i margini ed i limiti.
    Vedremo l'andamento, vedremo cosa accade nei prossimi mesi se
  questa Assemblea, come auspichiamo, possa approvare questo
  articolo e capiremo se le somme vanno rimpinguate ed integrate
  con l'auspicio che questa misura possa avere il risultato che
  tutti noi, immagino, prevediamo un risultato positivo di nuovi
  siciliani che venire a vivere in Sicilia, vuoi per le
  disposizioni che sia il Governo Gentiloni prima, che il Governo
  Conte dopo insieme al Parlamento hanno proposto ed approvato, e
  poi che adesso noi completiamo ed arricchiamo con un intervento
  che, chiaramente, tiene conto delle norme fiscali sulle quali il
  Governo può intervenire ed il Parlamento può legiferare, che non
  sono quelle riguardanti in generali le imposte sui redditi ma
  solo le addizionali ed altre misure a compendio.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2.

    FAVA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 1.2.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti            .64
    votanti      62
    Maggioranza  32
    Favorevoli   35
    Contrari     27
    Astenuti     0

    (E' approvato)

      Si passa all'articolo 3, in precedenza accantonato.
    All'articolo 3, che avevamo precedentemente accantonato, c'era
  un emendamento dell'onorevole Catalfamo che per come era scritto
  non sarebbe stato possibile renderlo ammissibile.
    L'emendamento è stato riscritto ma io continuo a chiedere
  all'onorevole Catalfamo il ritiro, perché per come è scritto
  ancora una volta non è ammissibile perché talmente macchinoso
  che creerebbe dei problemi. Questo, però, lo decida lei. Mi
  dicono gli Uffici che, però, c'è un altro emendamento
  ammissibile e quindi votabile.

    CATALFAMO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto
  alla prima giornata in cui è emersa la necessità di riscrivere
  l'emendamento in quanto la dizione  buone prassi  era troppo
  vaga e generica, abbiamo semplicemente elencato le buone prassi
  e spiegato il procedimento per il rilascio del certificato
  regionale che attesti che nelle varie aziende le buone prassi
  vengono seguite. Non è nulla di complicato, è semplicemente una
  specifica di quello che era stato scritto nella prima giornata,
  niente di più e niente di meno: si vuole estendere la portata
  della norma a quelle aziende che pongono in essere buone prassi
  a tutela della genitorialità e mi sembra un intento
  assolutamente condivisibile.

    PRESIDENTE. Onorevole Catalfamo, ovviamente è lei che decide
  quindi pongo in votazione l'emendamento 3.1.R. Il parere del
  Governo?

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Presidente, per il fatto che lei mi abbia
  intimorito a non alzare la voce, non mi ha sentito che avevo
  chiesto di parlare quindi è meglio che alzi la voce

    PRESIDENTE. Se ci fosse calma lo sentirei

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
  soltanto dire una cosa. Vorrei ricordare ai colleghi che questo
  articolo 3 non è una nuova norma, è una norma che avevamo già
  previsto nella vecchia finanziaria. Sono i famosi 84 milioni che
  erano liberati dalla Cassa per il Mezzogiorno e che erano in
  capo a IRFIS, oggi diciamo abbiamo trasferito la competenza alla
  Regione siciliana. Queste risorse attenevano alle industrie
  operanti in Sicilia.
    Noi, con la norma dell'anno scorso, abbiamo previsto che il
  credito agevolato sia rivolto al sistema delle imprese
  siciliane. Ora, se noi andiamo a fare eccessivi dettagli, al
  punto da negare la ratio della norma, cioè che il credito
  agevolato è rivolto alle imprese che operano in Sicilia e ci
  inventiamo di tutto, io dico che stiamo facendo un danno
  all'economia siciliana perché è giusto sostenere le nuove
  imprese, quelle con le buone prassi, ma non perdiamo di vista
  che dobbiamo sostenere il sistema economico esistente, non solo
  quello che un giorno ci sarà.
    Ecco perché io invito tutti i colleghi a ridurre al cuore del
  problema. Questa norma la stiamo facendo per consentire
  all'IRFIS di avvalersi, anche attraverso i Consorzi-fidi,
  eccetera, della modalità di erogazione del credito e l'IRCA, il
  nuovo soggetto che abbiamo costituito, per consentire di
  attivare il credito agevolato.
    Tutto il resto è poesia  Io, pertanto, non voterò emendamenti
  che hanno altre finalità se non quello che era già previsto
  dalla norma e che avevamo fatto l'anno scorso.

    FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi una norma che,
  evidentemente, finalmente dà la possibilità al nuovo ente,
  l'IRCA, di poter dare credito agevolato alle imprese attraverso
  questo strumento che prevede la fusione di IRCAC e di IRFIS.
    Credo che, a questo punto, noi con questo emendamento, se
  anche l'assessore è d'accordo, noi estendiamo ad alcune
  tipologie i provvedimenti che sono già definiti dalla norma.
    Se, alla fine, c'è la possibilità di coinvolgere all'interno
  delle aziende quei nuclei familiari che, in qualche modo come
  dire, richiedono degli interventi e che sono destinatari, come
  dire, di un'azione specifica attraverso i famosi  tempi di
  conciliazione  tra tempo del lavoro e tempo della domiciliarità,
  no?
    Allora, io penso che questa è un'opportunità importante e
  volerla negare, onorevole Cracolici, proprio da parte del
  Partito Democratico che è sempre stato in favore delle fasce
  deboli, in favore della famiglia, voi dite delle cose e fate
  l'esatto contrario  Vi dovete vergognare, vergogna

    CANCELLERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io faccio
  fatica a parlare perché si sente davvero pochissimo. Non so se
  mi sente, se mi sentono i colleghi in Aula.
    Signor Presidente, pur condividendo, potrei anche condividere
  il contenuto - ho delle perplessità perché quando trattiamo di
  qualcosa di credito alle imprese, di possibilità in qualche modo
  di dare degli aiuti alle imprese, poi alla fine tutto quello che
  riguarda le imprese ce lo infiliamo, facciamo degli articoli che
  diventano omnibus - però le volevo dire una cosa.
    Nel maggio 2018 questa Assemblea ha approvato due articoli che
  riguardavano le famiglie siciliane: uno di revisione del valore
  delle ISEE familiare a seconda del numero dei figli ed un altro
  della bollinatura dei Comuni amici della famiglia che dovevano
  diventare attivi a seguito praticamente di emanazione di
  regolamenti da parte del Governo regionale. E' passato un anno
  da quell'approvazione della legge.
    Nulla è cambiato. Continuiamo a mettere ancora bandierine
  sopra, praticamente, questa montagna chiamata finanziaria per
  illudere le persone che ci stiamo occupando di loro; ma, in
  realtà, non ce ne occupiamo mai perché il reddito ISEE è rimasto
  tale, perché i Comuni non sono amici della famiglia, perché non
  è stato emanato il regolamento e oggi andiamo a dire che andiamo
  a dare attraverso due decreti, quindi una cosa estremamente
  macchinosa, la bollinatura ad aziende che dovranno andare in
  applicazione ad un regolamento dato da due Assessorati che si
  incrociano per diventare aziende amiche della famiglia e poi,
  però, non sappiamo minimamente cosa andranno a fare e di quale
  tipo di strumenti andranno ad usufruire. Per me è una cosa che
  non sta in piedi.
    Per cui, mi dispiace ma di questi temi ne possiamo trattare
  quando però ci sarà una serietà da parte in primis
  dell'Assessore per la famiglia che ancora dovrebbe emanare quel
  famoso regolamento dei comuni amici della famiglia, e non si è
  neanche vista, dalle ultime informazioni che ho, in Assessorato
  neanche sanno di cosa si sta parlando; e dall'altra parte, se
  finalmente ci sarà contezza di questi strumenti noi siamo
  disponibili a trattarli e ad approvarli. Ma ci deve essere un
  impegno del Governo a farli diventare immediatamente esecutivi,
  altrimenti rimane carta straccia.
    L'unica cosa che non dobbiamo fare è quella di prendere in
  giro la gente.

    PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, lei ha perfettamente
  ragione, le devo dire. Abbiamo già l'anno scorso, avevamo detto,
  qua i colpevoli siamo noi, io per primo, che avremmo dovuto
  istituire una Commissione per la verifica dell'attuazione delle
  leggi che vengono fatte e questo suo intervento mi fa pensare
  che la dobbiamo assolutamente mettere in piedi subito. La faremo
  al primo Consiglio di Presidenza, di cui anche lei fa parte, e
  istituiremo questa Commissione per la verifica dell'attuazione
  come, peraltro, ci sono alla Camera e al Senato, perché succede
  troppe volte quello che lei ha detto.

    CANCELLERI. C'è anche una mozione per questa Commissione.

    PRESIDENTE. Le sto dicendo, sono io colpevole per primo
  perché, forse, non ci ho messo la testa; non l'abbiamo fatta, ma
  lei è Vicepresidente me lo poteva ricordare, ma invece lo faremo
  al primo Consiglio di Presidenza, lo facciamo perché è
  assolutamente necessario. La ringrazio.

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io prendo la
  parola perché l'articolo che stiamo trattando è un articolo  ci
  sono stati diversi interventi, anche diversi articoli
  giornalistici sul fatto che questa è una finanziaria non
  particolarmente appesantita da risorse.
    Presidente, il problema è sempre quello: il tema è,
  Presidente, che questo è uno dei pochi articoli che muove
  risorse vere, concrete, ovvero, gli 80 e più milioni destinati a
  coloro i quali vogliono fare, mantenere o rilanciare l'impresa.
  Cioè noi finanziamo con quest'articolo i sogni e l'economia
  reale della Sicilia.
    Evitiamo, Signor Presidente, io mi sto rivolgendo a lei così
  come prevede il Regolamento, però mi regali almeno 3 minuti del
  suo tempo. Questo articolo, Presidente, finanzia l'economia
  reale della Sicilia. Questo articolo non deve fare sbizzarrire,
  i deputati, ognuno prendono emendamenti e li presentano.
    In Commissione è stato fatto un dibattito e un confronto
  serio. C'erano i rappresentanti dell'Irfis, c'erano i
  Dipartimenti competenti. Io, per esempio, non me ne voglia il
  collega, seppure preparato e animato di serietà e buona volontà,
  il mio collega Catalfamo, ma se dovesse passare il 3.1.Rbis,
  cioè noi facciamo che istituiamo il certificato denominato
  "Family plus", ma questa è una norma che guarda al futuro. Noi
  80 e rotti milioni li dobbiamo spendere da domani mattina. Il
  valutatore, l'ho capito, ma questa Regione fra il valutatore, il
  navigator, quando concretizzerà le cose?
    Io invito il collega al ritiro. Lasciamo la norma così per
  com'è, lasciamo la norma del Governo così per com'è e andiamo
  avanti e rendiamola snella. Io, personalmente, non sono
  d'accordo.

    CARONIA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CARONIA. Signor Presidente, io devo dire la verità, questo
  emendamento, diceva bene il collega Milazzo, non è stato
  sottoposto, lo stiamo valutando ora, perché onestamente lo sto
  leggendo anche io adesso. Io, però, per onestà intellettuale
  devo dire...

    (Brusìo in Aula)

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore

    CARONIA. Scusate, allora io ritengo che questo emendamento,
  siccome abbiamo lungamente discusso rispetto alla possibilità,
  ci siamo anche confrontati dal punto di vista testuale anche su
  una virgola quando è stato approvato in Commissione  Bilancio ,
  è stato valutato con estrema attenzione. L'utilizzo di questi 84
  milioni che si rendono disponibili con delle convenzioni che
  l'IRFIS... Però, signor Presidente, io non sento niente

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io vi prego, date una
  dimostrazione di serietà, per favore, e di crescita della
  politica ed evitate questa confusione che c'è  Non si riesce
  materialmente, ogni deputato non riesce a parlare  Veramente,
  diventa una cosa imbarazzante nei confronti di quelli che ci
  guardano da casa  Vi supplico, per favore, di avere un attimo di
  attenzione a quello che dice il deputato che parla.
    Prego, onorevole Caronia.

    CARONIA. Grazie, signor Presidente, cercherò di essere rapida
  in modo tale che l'attenzione possa essere concentrata.
    Allora, io ritengo che questo emendamento, invece, poiché non
  incide rispetto a quello che può essere la decretazione
  successiva che dovrà essere fatta dall'assessore per l'economia,
  perché al comma 2 di questa norma, il bilancio, quindi
  l'Assessore dovrà con un decreto individuare il plafond da
  destinare alle varie aziende a cui abbiamo dato priorità. Tra
  queste, le aziende che hanno fatto imprenditoria femminile, alle
  start up e quant'altro.
    Se introduciamo attraverso questo emendamento, che io trovo di
  buon senso, una buona pratica, che è quelle aziende che si
  doteranno di questo certificato che, per carità, verrà fatto con
  un sistema piuttosto farraginoso, ma probabilmente ben venga
  perché sarà valutato in maniera molto attenta. Anche perché
  essere destinatario di risorse pubbliche per delle imprese che,
  magari, non abbiano effettivamente queste qualità, probabilmente
  sarebbe rischioso.
    Allora, io dico, se con questo emendamento abbiamo creato un
  precedente, probabilmente le imprese che usufruiranno sarà
  all'inizio molto residuale, ma abbiamo creato un percorso che
  potrebbe vedere protagonista di altre norme delle risorse
  destinate proprio a finanziare quelle imprese che danno alle
  donne che lavorano, ma anche agli uomini che lavorano e che
  hanno la possibilità di utilizzare un nido aziendale o di avere
  delle agevolazioni e che, quindi, vadano a favore delle unità
  famigliari che, molto spesso penalizzate proprio dal mondo del
  lavoro, le donne proprio nel Meridione e nel Sud e in Sicilia
  particolarmente, risultano essere le meno occupate d'Europa.
    Allora, una norma di questo tipo, chiaramente non sostituirà,
  non cambierà le sorti di quella che poi sarà la destinazione del
  decreto dell'Assessore che farà per destinare il plafond, però è
  un segnale culturalmente interessante che io accolgo
  favorevolmente, e per questo vorrei apporre la mia firma
  all'emendamento. Grazie.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
  Presidente, io ho ascoltato con assoluto interesse l'intervento
  dell'onorevole Cracolici e quello dell'onorevole Cancelleri. Nel
  merito, l'intervento dell'onorevole Cracolici ha un suo pregio
  perché entra nel cuore della vicenda e, soprattutto, dà una
  lettura direi per una volta, - facendo una eccezione
  all'onorevole Cracolici medesimo - quasi oggettiva del tema.
    All'onorevole Cancelleri vorrei dire che le argomentazioni che
  lei ha sottoposto all'Aula, oltre che dal Presidente
  dell'Assemblea, saranno considerate anche dal Governo.
    Non sto qui a difendere l'amica Assessore Ippolito che,
  purtroppo, da settimane ha un problema fisico che si risolverà
  presto ma che non le consente di essere in Aula, sto qui a dire
  che il tema è serio, che verrà valutato. Non ne condivido, anche
  se li comprendo i toni, e però io vorrei fare un appello
  all'Aula considerata l'importanza dell'articolo, è un articolo
  troppo importante per creare dei motivi che possono poi tradursi
  in vulnus, nel vuoto. Chiederei ai colleghi tutti, maggioranza e
  opposizione, perché dissento invece dalle argomentazioni
  dell'onorevole Milazzo.
    Ritengo che l'emendamento a firma Catalfamo e Amata sia un
  emendamento di buon senso perché guarda avanti. Ma è vero anche
  che dobbiamo comunque approvarlo e approvarlo per intero questo
  articolo. Chiederei a tutti i colleghi di ritirare gli
  emendamenti, di votare l'articolo così com'è in modo da rendere
  un buon servizio - ed è, credo, quello che tutti vogliamo - alla
  comunità siciliana.
    Questo è il mio appello che è un appello che reitero alla
  collaborazione su temi che non sono né di destra, né di sinistra
  e neanche di centro.

    AMATA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei solamente
  aggiungere qualche passaggio ad una polemica, secondo me, che si
  è creata, assolutamente inutile e sterile, perché con questo
  emendamento non si intende assolutamente né bloccare gli 84
  milioni che sono destinati alle aziende,  - ce ne guarderemmo
  bene -  perché siamo i primi a dire che le aziende, le nostre
  aziende siciliane, debbano essere incentivate, aiutate e
  supportate, ma questo emendamento, come ha detto bene
  l'Assessore Cordaro, che ringrazio per la definizione di
   emendamento di buon senso , essendo appunto semplicemente un
  emendamento di buon senso cosa vuole fare? Vuole spingere e
  stimolare le aziende ad avere all'interno dei servizi utili ai
  lavoratori. Tra le altre cose, non mi riferisco alle
  lavoratrici, alle donne, ma ai lavoratori in generale, quindi
  gli asili nido, ad esempio, o altri tipi di incentivi.
    Per cui io mi chiedo e vi chiedo: considerato che non va ad
  incidere dal punto di vista economico e finanziario, considerato
  che non blocca la norma, non capisco perché dovremmo ritirarlo e
  ripresentarlo. Alla fine è una semplice certificazione che,
  secondo me, tutte le aziende dovrebbero avere, perché tutte le
  aziende dovrebbero avere il rispetto nei confronti dei
  lavoratori che devono vivere al meglio quelle ore di lavoro
  nella più grande totale serenità, per cui, sinceramente, non
  posso accogliere l'invito da parte del Governo. Anzi, mi rivolgo
  ai colleghi 5 Stelle e al collega Cracolici per chiedere loro di
  fare una riflessione e di valutare l'emendamento in maniera
  differente. Grazie.

    LUPO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Assessore Cordaro, che mi sembra che comunque
  l'appello non è stato raccolto dai presentatori. Quindi lo
  votiamo dopo l'intervento dell'onorevole Lupo.
    Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo.

    LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
  Assessori, l'articolo 3 in discussione ha formato oggetto di
  approfondimento attento in Commissione  Bilancio . Alcune delle
  argomentazioni che qui sono state sollevate da alcuni colleghi,
  lì sono state affrontate, discusse, approfondite con il
  contributo positivo, anche con la disponibilità dell'Assessore.
    Alla fine si è individuata una formula che è quella del comma
  2, cioè di rinviare ad un decreto attuativo dell'Assessore la
  possibilità di precisare se quota parte dei fondi disponibili
  per il credito devono essere utilizzati per il sostegno
  all'imprenditoria femminile piuttosto che per le start up o per
  le imprese giovanili o per l'innovazione. Tutti argomenti
  estremamente importanti.
    Io, però, non vorrei che guardando al particolare ci sfuggisse
  il generale. L'aspetto generale della norma è che ci sono 84
  milioni che si possono rendere disponibili nel breve per le
  imprese siciliane attraverso l'IRFIS ma attraverso anche il
  ruolo che possono svolgere i confidi, attraverso gli enti che
  esercitano il credito agevolato, quindi, il nuovo ente l'IRCA di
  cui pure abbiamo discusso e sono 84 milioni per le imprese, che
  possono rilanciare l'economia reale, quindi, credo che
  l'articolo vada approvato così com'è.
    Condivido l'emendamento 3.4 perché le parole  ove occorra , a
  mio avviso, è meglio sopprimerle

    CRACOLICI. Abbiamo già votato.

    LUPO. Perché è già stato votato ieri, perché sarebbe stato
  fonte di equivoci.
    Propongo all'assessore -  e abbiamo formalizzato un
  emendamento in tal senso al comma 2  - di prevedere che il
  decreto attuativo dell'assessore venga emanato entra 60 giorni
  dall'entrata in vigore della presente legge proprio al fine di
  dare anche un'accelerazione all'attuazione della norma, quindi,
  esprimiamo il voto favorevole del Partito Democratico.

    PRESIDENTE. E, allora, onorevole Lupo, la presentazione di un
  emendamento ora, come lei sa, non sarebbe possibile ma io sono
  disposto anche a superare, se l'Aula è d'accordo, il
  Regolamento, se si ritira quello e si presenta questo mi sento
  anche di fare questa forzatura, di accettare questo emendamento
  presentato adesso. Se questo non avviene, non lo posso accettare
  per cui i colleghi presentatori dell'emendamento non so se, non
  sono d'accordo?  Non vi sento. Votiamo il vostro emendamento.
    Onorevoli colleghi, ha parlato l'onorevole Lupo, ha presentato
  un qualcosa che supererebbe il problema, se voi siete d'accordo.
    Onorevole Catalfamo, chiedo scusa, le stiamo facendo avere un
  emendamento presentato dall'onorevole Lupo, che io, in questo
  momento, ancora non accetto, lo accetto soltanto se voi ritirate
  il vostro, sennò non lo posso fare, per cui guardi questo
  emendamento dell'onorevole Lupo, se siete favorevoli io lo
  ricevo e lo metto in votazione e lo distribuisco prima, e lo
  metto in votazione, diversamente, votiamo il vostro e
  buonanotte.
    Voi capite bene che se sugli accantonati, su ogni emendamento,
  facciamo questa storia, noi questa finanziaria la finiamo tra un
  mese per cui io su questo emendamento, forse sbagliando, ho dato
  a troppi la parola e a partire da questo momento parlerà uno per
  ogni emendamento e basta, sennò non ne usciamo più.
    Onorevole Catalfamo, mi dà una risposta? Onorevole Catalfamo,
  mi dà una risposta, per favore?

    (Brusìo in Aula)

    Basta così
    Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento 3.1.R, a
  firma dell'onorevole Catalfamo. Così non possiamo continuare
    Onorevole Catalfamo, sto mettendo in votazione il suo
  emendamento, se lo vuole andare a votare, per favore. Posso
  mettere in votazione?
    Pongo in votazione l'emendamento 3.1.Rbis, a firma
  dell'onorevole Catalfamo. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Onorevole Figuccia ha già parlato per questo
  emendamento.  Onorevole Figuccia lei ha già parlato. Non
  possiamo stare una giornata su questo emendamento  Lo sto
  mettendo in votazione, sissignore.
    Pongo in votazione l'emendamento 3.1.R.bis con il parere
  contrario del Governo e della Commissione, chi è favorevole si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (È approvato)

    Si passa all'articolo 7. Quali erano i problemi
  dell'accantonamento? Per favore chiederei agli Uffici di
  distribuire ora tutte le cose che dovremo andare a verificare,
  non volta per volta, perché altrimenti perdiamo un'ora di tempo
  prima di ogni votazione.
    Se si potesse fare al volo un fascicoletto con tutte le
  modifiche di questi accantonati e li consegniamo ai deputati.
    Onorevoli colleghi, avete ricevuto l'emendamento 7.2 Che è la
  riscrittura del Governo?

    CRACOLICI. Il Governo lo ripropone?

    PRESIDENTE. C'è una riscrittura. L'emendamento 7.2. Pongo in
  votazione l'emendamento 7.2. Il Governo è favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

    CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

    (La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Campo,
  Cancelleri, Di Caro, Di Paola, Lupo, Palmeri, Pasqua, Siragusa,
  Sunseri, Zafarana, Zito)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.2

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'emendamento 7.2.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco. Il Governo mi aveva detto una
  cosa che però non vuole ripetere.
    Dichiaro aperta la votazione.
    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti    65
    Votanti     63
    Maggioranza 32
    Favorevoli  28
    Contrari    35
    Astenuti    00

     (Non è approvato)

    Il Governo ha chiesto una sospensione. Prima della
  sospensione, pongo in votazione l'articolo 7 così com'è. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi. È approvato.

    Il Governo ha chiesto la sospensione dei lavori.

    CANCELLERI. C'è l'emendamento 7.4.

    (Vivaci proteste)

    PRESIDENTE. E' rimasto valido solo l'emendamento soppressivo
  del comma 2. Lo dobbiamo mettere in votazione. Abbiamo bocciato
  un emendamento che riscriveva, siccome è stato bocciato
  rimangono quelli che ci sono.
    C'è un emendamento, il 7.1 di soppressione del comma 2 che
  dobbiamo mettere in votazione.

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.1

    CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

    PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

    (La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Barbagallo,
  Campo, Cancelleri, Ciancio, Cracolici, Di Caro, Di Paola,
  Dipasquale, Lupo, Palmeri, Pasqua, Siragusa, Sunseri, Tancredi,
  Trizzino,  Zafarana, Zito)

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'emendamento 7.1.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti    65
    Votanti     65
    Maggioranza 33
    Favorevoli  36
    Contrari    29
    Astenuti    00

     (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 7 così come emendato.

    CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

    PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

    (La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Arancio,
  Cracolici, De Domenico,  Di Caro, Di Paola, Fava, Lupo, Pasqua,
  Sammartino, Trizzino)

    Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 7

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'articolo 7. Chiarisco il significato del voto: chi vota sì
  preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso;
  chi si astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione. Se ognuno di noi dice la sua non
  si capirà niente per sempre, se io sospendo, assessore Cordaro,
  sospendo fino a domani perché non si può stare.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti    65
    Votanti     65
    Maggioranza 33
    Favorevoli  29
    Contrari    36
    Astenuti    00

     (Non è approvato)

    La seduta  è sospesa su richiesta del Governo.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.17, è ripresa alle ore 16.42)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Il Governo ha chiesto un po' di tempo per trovare
  una soluzione al problema che si è verificato. Peraltro, il
  clima che c'era in Aula mi avrebbe, come dire, autorizzato a
  sospendere la seduta a prescindere dalla richiesta del Governo.
  Onestamente, devo dire, sono abbastanza avvilito del clima che
  si crea, con tutti che gridano, peggio che al mercato  Per cui,
  credo che dobbiamo trovare una soluzione; tutti noi dobbiamo
  dimostrare ai siciliani di essere persone serie perché
  diversamente ci aspetteranno fuori per ammazzarci tutti se
  continueremo a lavorare in questi termini
    In ogni caso, per adesso, la seduta è sospesa fino alle ore
  18.00. Vediamo se si trova una soluzione, altrimenti la rinviamo
  a domani.
    Intanto, la seduta è sospesa fino alle ore 18.00 ed io verrò
  alle ore 18.00 per comunicare quello che faremo.
    La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.43, è ripresa alle ore17.53)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ci ha chiesto una
  mezza giornata di tempo per studiare una soluzione al problema
  della bocciatura dell'articolo 7. Il Governo aveva chiesto di
  riprendere la seduta  alle ore 16.00 di domani, ma forse avremmo
  problemi in Assemblea perché abbiamo la presentazione di una
  mostra. Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà domani alle
  ore 18.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.54 di mercoledì 13 febbraio
  2019, è ripresa
    giovedì 14 febbraio 2019 alle ore 18.09)

    Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si sono riuniti i Gruppi
  parlamentari e hanno chiesto di rinviare fino alle ore 19.30. Se
  non ci sono osservazioni, il rinvio è accordato.
    Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 19.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.10, è ripresa alle ore 20.09)

    Presidenza del Presidente MICCICHE'

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, serve ancora un po' di tempo.
  Si stanno susseguendo le riunioni serrate per trovare una
  soluzione al problema e, quindi, sono costretto, ovviamente, a
  sospendere la seduta. Se si riesce a farla, la finanziaria deve
  essere fatta entro stanotte, se si riesce a farla. Se poi non ci
  si riesce è un altro discorso.
    Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 21.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.10, è ripresa alle ore 22.21)

    La seduta è ripresa.

    Congedo

    PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fava è in congedo per la
  seduta odierna.
    L'Assemblea ne prende atto.


    Riprende la discussione unificata dei disegni di legge n. 475-
  475bis/A e n. 476/A

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame
  dell'articolo 9 precedentemente accantonato.
    Si passa all'emendamento 9.15.R1

    DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della
  Regione, onorevoli colleghi, assessori, mi dispiace che non sono
  stato chiaro, le preannunzio già sin da ora siccome possiamo
  intervenire su ogni articolo, io su ogni articolo voglio
  intervenire.
    Mi sarei aspettato l'intervento del Presidente della Regione,
  comunque, prima dell'inizio dei lavori perché, dopo quello che è
  successo ieri secondo me era doveroso un intervento del
  Presidente della Regione nei confronti del Parlamento.
    Io lo capisco che noi dobbiamo subire, noi delle minoranze
  dobbiamo subire solo gli insulti via stampa ma capisco che il
  coraggio le cose di venirle a dire qui dentro non c'è perché
  veda, Presidente, parlo con lei perché ormai è rimasto forse
  l'unico vero riferimento in quest'Aula, è così, mi pare anche
  normale perché è il Presidente dell'Assemblea, non è possibile
  scaricare le responsabilità di quello che è successo ieri alle
  opposizioni che per due giorni eravamo stati così bravi che la
  stessa stampa l'aveva rilevato, le opposizioni sono molto soft.
  C'era vero il nostro atteggiamento, l'atteggiamento del
  Movimento Cinque Stelle e del Partito Democratico.
    Era stato così, ma non sottotono, ma eravamo così dimessi
  dall'inconsistenza totale di questa manovra finanziaria che il
  nostro atteggiamento era un atteggiamento davvero silenzioso.
  Avete fatto tutto voi. Caro Presidente della Regione, avete
  fatto tutto voi. Non c'entrano né i cecchini cattivi e
  monellacci della minoranza, e non c'entrano le opposizioni.
  Siete stati voi. Ed è stato lei per primo, che con il suo
  atteggiamento - suo e di qualche assessore - continua a
  mortificare e ad istigare le opposizioni a contrapporsi in
  questa Aula. E questo, caro Presidente, non ci serve. Non serve
  a nessuno.
    Io lo capisco, lei è superiore, lei non ascolta neanche gli
  interventi che fanno i parlamentari. Lei ormai è diventato
  qualcosa di  le geometrie, l'Aula non le interessa. Lei
  dichiarava tempo fa che  le geografie politiche dell'Aula non
  sono cose che riguardano a lei . E questo è il risultato.
  L'incapacità di gestire una maggioranza, l'incapacità di
  dialogare con le minoranze, comportano la morte della Sicilia. E
  la prego Presidente della Regione, la smetta con questa
  favoletta del voto, del voto segreto. Questa è una barzelletta
  che ci portiamo ormai da tempo.
    Ma lei ha dimenticato la precedente Legislatura, quanto il suo
  Capogruppo Formica - 8 agosto 2017 - Presidente anche lei era
  presente, lo sa cosa dichiarava Formica, Capogruppo del
  Presidente della Regione? Lei ha detto bene signor Presidente:
   rispondeva a Crocetta .  A livello nazionale non c'è il voto
  segreto, ed in tanti altri assetti non c'è neppure  - questo
  Formica, il Presidente del Gruppo parlamentare del Presidente
  della Regione presente in quella seduta.  C'è una piccola
  differenza però, e cioè che noi siamo in presenza di un'elezione
  diretta, che il Presidente della Regione è eletto direttamente
  con poteri inauditi. Basterebbe solo a ricordare che
  dimettendosi il Presidente della Regione manda a casa i
  parlamentari . Non ve la leggo tutta L'ultimo tratto:  L'unica
  arma di libertà e di esercizio con raziocinio del proprio voto è
  quella di poterlo manifestare col voto segreto . Queste le
  dichiarazioni del Presidente del Gruppo parlamentare Formica,
  Presidente del Gruppo Parlamentare di Musumeci e lui, messo
  accanto lì, seduto, ad annuire. La smetta Presidente. Il voto
  segreto c'è da tanti anni. Quello che bisogna fare Presidente, è
  che bisogna coinvolgere veramente il Parlamento, prima la
  maggioranza e poi anche le opposizioni. Non bisogna mortificare
  nessuno: né gli uomini della maggioranza, né gli uomini delle
  opposizioni.
    La Sicilia ha bisogna di aiuto, questo è vero. E lei, invece
  di passare il tempo a scaricare le responsabilità ai precedenti
  Governi, Governi del centro destra gliel'ho detto tante volte
  dove siamo stati insieme io, lei, Cordaro, l'amico Turano - che
  lo dimentica - gli amici dei Cinque Stelle non c'erano. Ma poi
  ci siamo stati tutti, e lei per primo c'è stato dentro. Quindi,
  avete voluto fare questa forzatura. Noi eravamo per il dialogo,
  non avete voluto tenere in considerazione la proposta
  dell'esercizio provvisorio. Ne stiamo pagando tutti i danni, non
  permettetevi davvero di scaricare le responsabilità ad una
  minoranza che si è comportata davvero in maniera egregia.
    Non abbiamo intenzione, almeno io - ma così penso il Partito
  Democratico - non ha intenzione di fare sconti a questo Governo
  che, ovviamente, fino ad oggi continua ingiustamente ad
  accusarci e ad ingiuriarci e, Presidente della Regione, sul voto
  segreto davvero la smetta perché anche lei, anche il suo Gruppo
  parlamentare la scorsa volta lo difendeva come baluardo della
  democrazia in quest'Aula.
    Dell'articolo 9 poi mi esprimo con il voto.

    Congedo

    PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Calderone è in congedo
  per la seduta odierna.
    L'assemblea ne prende atto.

    Riprende la discussione unificata dei disegni di legge n. 475-
  475bis/A e n. 476/A

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 9 15 R 1, del Governo.

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, ne avevamo già
  parlato nella scorsa seduta, abbiamo  mantenuto le riserve così
  come ci ha chiesto l'Aula e questo era quel contributo una
  tantum che era stato dato al Comune di Catania e al libero
  Consorzio di Siracusa e quindi abbiamo detto che valeva solo per
  il 2018. Manteniamo invece l'altro emendamento, come sa bene
  l'onorevole Cancelleri, che era quello legato ai 3 milioni di
  euro per i comuni che invece allora non avevano fatto la domanda
  e quindi i precari avrebbero perso il contributo. Era un
  emendamento che avevamo già discusso.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 9 15.R, dell'onorevole Cancelleri. Il
  parere della Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 9 3R. Il parere del Governo?

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    SCHILLACI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di
  votare l'articolo 9, vorrei chiedere, vorrei fare una proposta,
  credo che sia di assoluto buon senso. Cioè quello di stralciare
  il comma 5 dell'articolo 9 che tratta Riscossione Sicilia. Io
  credo che la più grande partecipata non possa essere trattata
  con una norma frettolosa e soprattutto non risolutiva dei
  problemi di Riscossione perché Riscossione ha bisogno di un
  disegno di legge apposito che parli delle varie criticità di
  Riscossione Sicilia. Non possiamo dimenticare la gravissima
  situazione economica, la posizione debitoria di Riscossione di
  più di 300 milioni di euro e pensiamo soprattutto ai settecento
  dipendenti, quindi io insisto e spero che venga apprezzata
  questa richiesta di stralciarla.

    PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, bisognava presentare un
  emendamento di soppressione del comma, non essendo stato
  presentato io non lo posso mettere in votazione. Lo presentiamo
  sull'articolo 30 questo emendamento perché ora siamo già in
  votazione. Arrivano emendamenti e non possono essere apprezzati.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a pagina 20 del
  fascicolo c'è un mio emendamento alla lettera b) desideravo
  capire, lei stava passando alla votazione ma gli emendamenti
  dovrebbero essere trattati.

    PRESIDENTE. Gli emendamenti sono stati votati tutti stiamo
  votando quelli che sono stati ammessi, quelli che erano stati
  accantonati l'altra volta.

    FOTI. Signor Presidente, mi scusi, vorrei sapere come mai
  l'emendamento 9.11 non è stato ammesso, perché non mi pare che
  sia inammissibile.

    PRESIDENTE. E' stato bocciato ieri.

    FOTI. Io desidererei, signor Presidente, dato che c'è anche un
  problema di acustica che lei si esprimesse o a volume più alto o
  puntualizzando quali sono i passaggi, perché l'emendamento che è
  stato frettolosamente bocciato aggiungeva una tutela ..

    PRESIDENTE. Non è stato bocciato oggi, onorevole Foti.

    FOTI.  .. ai dipendenti di Riscossione Sicilia. Capisco che è
  un giorno che si perde tempo e siamo qui ad aspettare, però mi
  sembra anche decoroso e dignitoso per noi deputati avere la
  possibilità di illustrare le norme che di certo non sono fatte
  per un piacere o una soddisfazione personale ma a tutela dei
  lavoratori.

    PRESIDENTE. Su questo non c'è dubbio  Ma questo emendamento è
  stato bocciato la settimana scorsa, non oggi.

    CANCELLERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CANCELLERI. Signor Presidente, avevo una domanda per il
  Governo relativamente ai commi 6, 7 e 8.
    Ricorderete colleghi, per chi ha avuto la fortuna di fare
  parte di questa Assemblea nella passata legislatura, che la
  legge n. 8 del 2017 del Governo Crocetta, ovviamente, dava la
  possibilità di iscrivere come posta di bilancio 22 milioni 750
  mila euro che venivano recuperati dall'acquisto, da parte del
  Fondo pensioni dei dipendenti regionali, di immobili di
  proprietà della Regione a fronte anche dell'acquisto di quote
  della società che in questo momento sta gestendo il patrimonio
  immobiliare.
    Quindi, il Fondo pensioni comprava tutto il pacchetto,
  compresa pura la quota dei privati, e al 33 per cento della
  Regione andavano a finire, per il 33 per cento, 22 milioni 750.
  Non si è trovato un dirigente alla Regione, non si è trovato un
  Presidente del Fondo pensioni che poi abbia avuto il coraggio di
  firmare quell'acquisto, perché nessuno si è mai preso le
  responsabilità, dal dottore Sammartano a tutti quelli che sono
  venuti dopo. Tant'è che quella norma carta era e carta è
  rimasta.
    Ma andando a commettere ovviamente un falso in bilancio perché
  abbiamo iscritto in entrata 22 milioni 750 mila, ma non sono mai
  arrivati. Poi probabilmente li abbiamo pure spesi, soldi che non
  avevamo, ma tant'è i nodi poi arrivano al pettine.
    Oggi con una tecnica legislativa che nei commi 6, 7 e 8, che
  farebbe esplodere la testa ad un linguista, perché se lo legge
  gli esplode il cervello perché è scritto veramente in una
  maniera allucinogena, andiamo a posticipare il periodo e ci
  riproviamo di nuovo, stavolta per 20 milioni di euro, a prendere
  di nuovo i soldi dei dipendenti della Regione, perché sono i
  soldi dei dipendenti della Regione che andranno in pensione,
  quindi stiamo parlando di soldi di persone, ci stiamo riprovando
  di nuovo a riprendere quei soldi, ad imporre con una norma
  regionale ad un Fondo pensioni che è, fra l'altro, un soggetto
  giuridico non pubblico e quindi non lo possiamo obbligare con
  una legge, a comprare delle cose che non vogliono comprare e gli
  stiamo andando a dire  prendetevi questi benedetti stabili,
  questi benedetti uffici, questi benedetti palazzi belli e
  malandati , fra l'altro - Presidente - con una stima dei prezzi
  di quegli immobili al 2008, prima della bolla finanziaria, prima
  dei dieci anni percorsi di incuria che si sono abbattuti su quei
  palazzi, quindi glieli stiamo stimando al 2008 facendogli
  comprare.
    E' meraviglioso. Compriamo e vendiamo quello che vogliamo,
  tanto con i soldi degli altri possiamo fare quello che vogliamo
  e glieli andiamo ad imporre.
    Sa come andrà a finire? Che noi scriviamo in entrata 20
  milioni di euro e questi soldi non li avremo mai e che nessuno
  che in questo momento sta guidando il Fondo pensioni dei
  dipendenti regionali si prenderà mai la responsabilità di andare
  a fare una cosa del genere anche perché il Presidente del Fondo
  pensioni è anche uno di quelli che poi su quel Fondo pensioni ci
  guadagna la propria di pensione.
    Allora io dico: ma perché continuiamo a scrivere questa roba?
  Ma perché continuiamo a fare ancora questi traccheggi sulle
  spalle della gente che ha pagato i contributi e che ora
  finalmente si aspetta una pensione?
     Ma tanto i soldi ci sono, il fondo è molto capiente  Ma
  allora abbiamo capito che c'è un bancomat in questa Regione che
  lo possiamo andare ad utilizzare? No. Quelli sono i soldi dei
  dipendenti regionali.
    Quando cominceremo ad erodere il Fondo pensioni dei dipendenti
  dell'Assemblea? Perché visto che, magari, ci saranno denari pure
  li cominceremo anche ad andarli a cercare, mi sembra davvero una
  cosa incredibile, ma soprattutto ingiusta  Io avevo presentato
  un emendamento soppressivo, non lo trovo nel fascicolo ma non mi
   sfascio  la testa per questa cosa, mi piacerebbe solo che il
  Governo, quantomeno, ritirasse questa norma, anche perché questi
  soldi non li avranno mai

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente
  intervengo per conto del Partito Democratico per annunciare il
  nostro voto favorevole all'articolo 9. In particolare per quanto
  contenuto all'interno dell'articolo 3, sulle riserve dei comuni,
  i colleghi in I Commissione hanno fatto una battaglia per il
  sostegno alla legge su Ibla, Ortigia, soprattutto per quanto
  accaduto con i comuni che hanno raggiunto la quota di raccolta
  differenziata.
    L'auspicio è che per l'anno in corso, Assessore Grasso,
  rispetto allo scorso anno riusciamo a migliorare i tempi di
  liquidazione, perché ancora per l'anno 2018 i comuni non hanno
  percepito l'importo, ecco, facciamo modo affinché per l'anno
  2019 si possano accorciare questi tempi.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 9 così come
  emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
    (E' approvato)


    Sull'ordine dei lavori

    CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho aspettato
  che si votasse l'articolo 9 che era uno degli articoli sospesi
  però, devo dire, con grande stupore, ho visto che abbiamo
  ripreso i lavori dell'Aula come se non fosse avvenuto nulla,
  come se ieri sera non fosse successo un incidente tale che ha
  fatto dichiarare all'Assessore per l'economia   ieri sera è
  stato detto che bisognava riscrivere la manovra, urlando - anche
  davanti ai giornalisti - che la manovra andava riscritta.
    Devo dire che quella norma io la considero un bene, per
  l'Assemblea, averla cancellata perché era una norma che sui
  princìpi di contabilità è un'aberrazione, perché iscriveva in
  bilancio somme che non ci sono e quindi che non sono accertate,
  che saranno accertate in futuro, ma non si sa né quante e quindi
  solo dopo potranno essere iscritte in un bilancio. Questo mi
  hanno insegnato i princìpi basilari della contabilità pubblica,
  ma anche quella privata. Però qui si può fare tutto, ormai siamo
  anche alla finanza creativa.
    Ma al di là degli aspetti tecnici, io credo che ci sia un
  aspetto politico, perché ci sono stati degli insulti:
   pusillanimi, vigliacchi  anche giudizi che in qualche modo
  hanno segnato anche la cronaca di oggi sui giornali, su una
  battaglia che è stata fatta alla luce del sole con la
  consapevolezza di fare una battaglia politica, ma anche una
  battaglia tecnica perché io continuo a pensare che solo una
  presuntuosa visione della gestione di questo passaggio sta
  portando la Regione a sbandare pesantemente - io non so come
  finirà questa storia - quando era possibile gestire con massima
  tranquillità questo passaggio che è complicato, che certamente
  trovarsi ad avere cancellati 190 milioni in un bilancio in
  difficoltà come quello della Regione non è semplice, ma credo
  che ci fossero tutte le condizioni per gestirlo come si sono
  gestiti altri passaggi nella storia di questa Regione. Ma tutto
  questo è stato bloccato da una visione  presuntuosa , molto
  chiusa ho letto che il Presidente della Regione oggi ha
  dichiarato che l'opposizione se ha proposte da fare le faccia
  altrimenti non si nasconda - anche lui usando un'espressione,
  quasi un insulto nel voto segreto.
    Eh, Armao l'ha detto? Vabbé, ogni tanto sbaglio.
    Io devo dire quello che mi preme sottolineare è che un'Aula,
  un Parlamento non può, non possono esserci fatti, come quelli
  che sono accaduti ieri, che non hanno una base di chiarimento.
  Anche perché, altrimenti, è complicato finire una finanziaria
  come è normale che sia, con una maggioranza che sostiene le sue
  norme, la minoranza che proverà a controbattere o a cambiarle.
    Ma questo è il gioco della democrazia  Il gioco della
  democrazia viene considerato, come dire, viene giudicato con
  insulti e come il tentativo di chissà quale lesa maestà, beh qui
  siamo ad una patologia di un problema grave, grave
    Io lo ripeto, state provando a finire. Io non so come si
  chiuderà sto bilancio. Ad oggi, so che abbiamo 53 milioni grazie
  alla legge di bilancio che copriamo utilizzando il Fondo rischi,
  che come è noto non si può utilizzare
    E, quindi, è certo che questo bilancio è costruito su un
  presupposto giuridico errato  Quale sarà l'organo che lo farà
  rilevare, questo non lo so non spetta a me. Io faccio il
  parlamentare, mi limito a segnalare il problema. Però credo che,
  da qui a qualche ora io voglio sapere se dopo domani, il 19
  quando sarà pubblicata questa legge gli operai dell'ESA quelli
  dei consorzi di bonifica, i teatri, i talassemici e compagnia
  cantando saranno avviati al lavoro o stiamo costruendo fittizie
  coperture per prendere in giro le persone.
    Allora, questo sarebbe bene saperlo prima perché non si può
  dire:  devo riscrivere la manovra . Arriviamo in Aula e
  cominciamo articolo 9, articolo 20, articolo 32 come se non
  fosse successo nulla  Io voglio sapere: la manovra va riscritta
  o no?
    Se va riscritta, in quali direzioni? Quali saranno le
  coperture con le quali andremo a dare certezza alle categorie
  che ci sono state, che ci sono sempre state, sempre ad ogni
  bilancio.
    Mi interessa questo, perché di questo dobbiamo parlare
  Ripeto, mi sarebbe piaciuto che oggi il Governo, anche i
  colleghi della maggioranza, facessero sentire la loro voce,
  perché non si può far finta che nulla avviene in quest'Aula con
  dichiarazioni rese alla stampa con anche un livore che è
  inusitato nella battaglia politica di un Parlamento. Inusitato
  Spero che si solo il segno di un nervosismo, che è sempre più
  alto - certo ad un anno dalle elezioni, dimostra che questo
  nervosismo è così alto perché, molte delle chiacchiere che si
  sono fatte in campagna elettorale, in questi mesi, si stanno
  dimostrando neve che si scioglie col sole.
    Ma, dopodiché, vorremmo sapere come intende procedere il
  Governo per dare certezza alla manovra finanziaria ed alle
  categorie che aspettano una risposta da questo bilancio?

    CAPPELLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io mi sarei
  aspettato, visto che ci avete fatto attendere così tante ore
  prima di iniziare, che lei avesse convocato tutti i capi gruppo,
  di maggioranza e di minoranza, ed a questi avesse rassegnato o
  con questi avesse potuto condividere o condiviso qual è il
  percorso da dieci minuti a un quarto d'ora fa, alla fine di
  quest'Aula o la fine di questi lavori. Anche perché,
  oggettivamente, ciò che ha detto il collega che mi ha preceduto,
  non è una cosa di poco conto.
    Chiudere gli occhi o mettere la testa sotto la sabbia, facendo
  finta che in quest'Aula, ieri, non sia accaduto nulla non ci
  farebbe onore, non farebbe onore a noi che siamo opposizione, ma
  non farebbe onore secondo me a questo Governo che rappresenta i
  siciliani e che ai siciliani, che sono rappresentati dalle
  opposizioni, ha il dovere di dire come stanno le cose.
    Allora, a mio avviso, un chiarimento anche all'interno di una
  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari innanzi tutto
  e, poi, rispetto a quest'Aula che oggi vedo quasi al completo,
  credo che il Presidente Musumeci lo debba.
    Ora io non mi impicco agli insulti ricevuti dai componenti del
  Governo, lo capisco, sono in minoranza, ieri diciamo c'è stato
  più di uno scivolone, abbiamo dimostrato in un modo o nell'altro
  di essere determinanti non nella bocciatura di norme, ma nella
  loro approvazione e in particolar modo nell'approvazione di
  norme che riguardano quelle categorie di lavoratori e di
  lavoratrici e più in generale di siciliani che attendono da più
  di 40 giorni, e cioè dalla fine di dicembre, una risposta
  definitiva almeno per quanto concerne il 2019; risposta che noi
  non sappiamo nemmeno se stasera riusciremo a garantire loro.
    Allora credo che se ci fermiamo un attimo, se ci chiariamo le
  idee sul percorso da intraprendere e completare su questa
  manovra, se magari potessimo ascoltare che cosa ne pensa il
  Presidente Musumeci visto che ieri invece di essere in Aula era
  a Roma, o non so dove, a Porta a Porta, preferirei che il
  dibattito Presidente si sviluppasse dentro quest'Aula piuttosto
  che diciamo attraverso i mezzi televisivi e di comunicazione.
    Credo Presidente che per la lealtà che il Parlamento e
  l'opposizione hanno dimostrato, hanno dimostrato e continuano a
  dimostrare rispetto alle necessità e alle esigenze dei
  siciliani, tant'è vero che da 42 giorni ci tenete inchiodati a
  quest'Aula, e il Movimento Cinque Stelle è stato sempre presente
  in tutti e 20 i componenti quando questa presenza teoricamente
  da opposizione non dobbiamo garantirla a nessuno anche nel
  numero legale che stasera, probabilmente, noi con la nostra
  presenza contribuiamo a garantire. Questa Presidente Micciché è
  una richiesta ufficiale.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerato che è una
  richiesta ufficiale non posso che girarla al Governo. Se il
  Governo vuole intervenire per spiegare quello che ha chiesto
  l'onorevole Cappello, diversamente vado avanti.

    ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, grazie per
  la dovuta precisazione che evidentemente riguarda l'impianto
  della manovra di Bilancio. La vicenda della presentazione dei
  documenti finanziari ha intersecato le decisioni del Parlamento
  nazionale sicché i documenti che sono arrivati in Parlamento
  erano anteriori alla adozione da parte del Parlamento nazionale
  delle disposizioni che hanno recepito l'accordo firmato dal
  Presidente Musumeci  e dal Ministro Tria che hanno poi avuto una
  trasposizione nel testo della Legge di Bilancio dello Stato
  sicché solo dopo quella legge si sono potuti adottare i
  conseguenti adempimenti solo dopo l'adozione della legge,
  l'approvazione da parte del Parlamento, la promulgazione e la
  pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Al riguardo il Governo il
  22 gennaio ha presentato all'Assemblea dopo averla approvata in
  Giunta, una Nota di variazione che ha effettuato il ripianamento
  trentennale, come previsto dalla Legge di Bilancio dello Stato,
  un ripianamento trentennale del miliardo e seicento milioni del
  montante complessivo del disavanzo acclarato dalla Corte dei
  conti in sede di parifica del rendiconto del 2017 e lo ha fatto
  attraverso questa Nota di variazione che poi è stata trasfusa
  nel testo del disegno di legge di Bilancio n. 475, disegno di
  legge di Bilancio che è stato approvato nel suo articolato
  dall'Assemblea. Quindi la cosiddetta spalmatura o meglio, più
  tecnicamente e in modo preciso si può definire il ripianamento
  nel trentennio è stato determinato sulla base delle previsioni
  della legge nazionale recepite nel disegno di legge di Bilancio
  approvato, per quanto riguarda l'articolato, dall'Assemblea.
  Quindi ripianamento è strutturato sulla base di questo
  deliberato. La previsione dell'articolo 7 che è stata non
  condivisa dal Parlamento, aveva originariamente una funzione che
  era quella di calare questo accordo tant'è che se se ne guarda
  la stesura è relativa all'accordo e non alla legge, poi è stato
  soltanto inserito il riferimento alla legge ma è relativo
  all'accordo, dopo di che una volta che c'è una legge dello Stato
  e c'è una trasposizione nel disegno di legge di bilancio a quel
  punto questa norma ha una funzione soltanto di compendio, di
  inquadramento complessivo e il venir meno di questa norma non
  determina effetti di disarticolazione della manovra finanziaria,
  solo per correttezza, che chi mi conosce sa che cerco di
  mantenere nei confronti di tutti i miei interlocutori, io non ho
  mai detto  devo riscrivere la manovra  ma ho detto  devo
  confrontarmi  quando mi è stato chiesto  ma va riscritta la
  manovra  ho detto  devo confrontarmi con gli Uffici se va
  riscritta la manovra , è stato fatto un approfondimento con il
  Ragioniere generale e con gli Uffici e abbiamo raccolto queste
  conclusioni che vi rassegno; peraltro a scrivermi toni sopra le
  righe, grida e quant'altro -come è noto che non mi appartengono
  tanto meno nel rapporto con l'Assemblea quindi non so a chi
  erano riferite certamente non a me e peraltro in nessun tono
  offensivo- riguarda un legittimo confronto su temi di bilancio e
  su decisioni che attengono alla vita della Regione quindi sotto
  questo profilo questa articolazione nel trentennio è
  assolutamente consolidata e si può tranquillamente andare
  avanti. Poi signor Presidente della Regione se si ritiene di
  convocare la Conferenza dei Capi Gruppo è valutazione sua ma non
  credo che ce ne sia presupposti sulla scorta delle precisazioni
  che credo di aver dato in modo esaustivo.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Capi Gruppo
  non è stata convocata perché non è cambiato nulla rispetto al
  programma che ci siamo fatti ieri per cui stiamo soltanto
  andando avanti, se ci fosse stata una comunicazione
  all'Assemblea di cambio di strategia o di tempi sulla
  finanziaria avrei ovviamente convocato la Capi Gruppo ma non c'è
  stata assolutamente niente. Andiamo avanti.

    Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

    «Art. 21.
    Attività di ricerca relativa al servizio informativo agro-
  meteorologico

    All'articolo 6, comma 5 della legge regionale 7 agosto 1990,
  n. 23, dopo le parole  Catania e di Palermo  sono aggiunte le
  parole  e/o istituti statali di istruzione secondaria superiore
  con specifiche eccellenze ed in possesso di alta qualificazione
  scientifica nel settore della ricerca agro-metereologica e
  climatologica ».

    Si passa all'emendamento 21.3 del Governo. Il parere della
  Commissione?

    SAVONA, Presidente della Commissione Bilancio. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

  (E' approvato)

    Si passa alla votazione dell'articolo 21 così come emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

  (E' approvato)

    Si passa all'articolo 22.

    DI PAOLA. Gli emendamenti del fascicolo?

    PRESIDENTE. Questi sono gli emendamenti di ieri che erano
  stati accantonati. Oggi lo abbiamo ripreso e lo abbiamo votato è
  stato approvato e stiamo andando avanti.

    DI PAOLA. E quelli del fascicolo?

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, allora chiedo scusa, nella
  confusione di ieri evidentemente è sfuggito, devo riprendere il
  giusto richiamo del Gruppo del Movimento 5 stelle per cui
  votiamo l'articolo soppressivo.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  intervengo nuovamente sull'articolo 21 perché così come ho detto
  la scorsa volta l'articolo 21 ha un nome e un cognome cioè
  riguarda una sola scuola o al più due scuole all'interno di
  tutto il territorio siciliano. Io non capisco perché da un lato
  diciamo ai siciliani che siamo in una fase di tagli assoluti di
  problemi enormi e dopo di che inseriamo all'interno della
  Finanziaria articoli che riguardano pochissime cose in questo
  caso solo ed esclusivamente due scuole e io mi chiedo e tutte le
  altre scuole del territorio siciliano? Ora capisco che a questo
  punto per ogni articolo visto che l'assessore Armao ha fatto un
  comunicato stampa sulla bocciatura dell'aumento dell'Irpef. Ora
  capisco che questi articoli o arrivano dal Governo o non
  arrivano dal Governo perché il Governo si auto-boccia molto
  spesso i suoi articoli. Però, colleghi possiamo votare norme che
  riguardano solo ed esclusivamente due scuole? In questo caso una
  scuola di Palermo e una scuola di Catania. Dico, se vi sembra
  corretto, questo comunichiamolo poi a tutte le altre scuole
  siciliane.

    PRESIDENTE. In effetti, comunque, onorevole Di Paola, avendo
  approvato l'articolo il soppressivo è ovviamente caduto.

    DI PAOLA. Chiedo la votazione per appello nominale.

    PRESIDENTE. No, abbiamo già votato.

    DI PAOLA. Ma come abbiamo votato se c'è l'emendamento
  soppressivo

    PRESIDENTE. E' stato approvato. Quindi, la soppressione è
  stata, ovviamente, bocciata.
    Onorevole Di Paola, io con grande correttezza ho ammesso il
  mio errore rispetto alla cosa per cui l'ho fatta parlare. Ma
  l'emendamento soppressivo, essendo stato votato a favore
  l'articolo, di fatto non esiste più.

    SAVARINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAVARINO. Signor Presidente, le posso chiedere cinque minuti
  di sospensione dei lavori dell'Aula? C'è la necessità di
  raccordarsi con la Commissione  Bilancio  e l'Assessore per
  l'economia.

    PRESIDENTE. Se il Governo e l'Aula sono d'accordo, io non ho
  contrarietà.
    La seduta è sospesa e riprenderà alle 23.10.

    (La seduta, sospesa alle ore 23.02, è ripresa alle ore 23.08)

    La seduta è ripresa.

    FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi vi prego di
  prendere posto.

    FIGUCCIA. Signor Presidente, credo che lei abbia perfettamente
  ragione. Probabilmente, bisognava raccordare il lavoro dell'Aula
  con quello della Presidenza per dare delle procedure chiare
  rispetto all'andamento dei lavori.
    Oggi c'è stata una riunione interna alla coalizione, si erano
  stabilite delle cose e ritengo che sia corretto fare arrivare
  alla Presidenza dell'Assemblea la proposta, che era quella che
  si è definita rispetto agli articoli già approvati,
  all'approvazione degli articoli 9, 10 e 11 e al ripristino di
  quei capitoli che sono stati tagliati - alla luce delle
  considerazioni dell'assessore Armao - che prevedono, quindi, la
  possibilità di rimpinguare tutti i capitoli, dal trasporto
  pubblico locale, ai Pip, all'ESA, ai Consorzi di bonifica, ai
  talassemici, ai disabili, per dare una risposta, anche,
  all'intervento dei colleghi dell'opposizione. Questo, nell'idea,
  signor Presidente, signor Presidente della Regione, è nella
  consapevolezza, da parte di questo Parlamento, che ora stiamo
  vivendo un momento difficile, anche in funzione di un accordo,
  tra Stato ed alcune Regioni del nord, segnatamente Lombardia,
  Veneto ed Emilia, che impone alle Regioni del Sud ed alla
  Sicilia, prima di tutte, di fare fronte comune per salvare, ed è
  davvero un appello di responsabilità a tutti. Oggi, il Movimento
  Cinque Stelle, mi riferisco anche ai colleghi, aveva persino
  fatto una proposta.
    Io ritengo che questo, signor Presidente della Regione, abbia
  dimostrato disponibilità ampia, mai all'idea di un ribaltone ma,
  certamente, sempre alla possibilità di condividere alcune
  proposte programmatiche, che sono coerenti alla stessa nostra
  scelta, se è la vostra di tendere una mano e di salvare la
  Sicilia. Anche alla luce di questo sfrenato attacco che stiamo
  subendo in questo momento, in funzione ad un accordo che
  potrebbe arrivare con, ripeto, Veneto, Lombardia ed Emilia
  Romagna.
    La proposta è, quindi, forse è opportuno che venga presentata
  per iscritto al Presidente dell'Assemblea, di recuperare gli
  articoli approvati, approvare gli articoli 9, 10 ed 11 e, sulla
  falsariga di quello che ha appena detto l'assessore Armao,
  rimpinguare quei capitoli per dare risposte a chi fuori dal
  Palazzo ci osserva.

    PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, sono disponibile a tutto
  quello che mi arriva e che verrà valutato. Non posso decidere io
  quello che si deve fare. Onorevole Cracolici, chiede di parlare
  sull'articolo 22? Siamo all'articolo  22.

    FIGUCCIA. Siamo all'articolo 10.

    PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, io vado avanti finché non mi
  arriva un emendamento o un qualcosa che mi ferma, io non posso
  decidere quali articoli apprezzare o meno.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, su questo articolo mostro più di
  una perplessità, intanto, perché esistono diverse pronunce sul
  fatto che il contratto alle società partecipate dalla Regione,
  che si applica ai dipendenti, non può che essere il contratto
  regionale, così come previsto dalla legge n. 10 del 2000. Noi
  stiamo intervenendo dopo 19 anni, in un settore che ha avuto
  diverse traversie: l'equiparazione, tutta una serie di questioni
  che riguardano i livelli corrispondenti ma, la legge n. 10, tra
  l'altro non si applica solo al CAS, si applica a tutti gli enti
  partecipati dalla Regione.
    Se passa, oggi, un principio, lo dico all'assessore per le
  infrastrutture, perché immagino sia iniziativa dell'assessore
  per le infrastrutture questa norma, se passa questo principio
  che gli enti possono applicare il miglior contratto di favore,
  sappiate che noi, non solo abbiamo demolito una legge che vige
  da 20 anni, e che ha regolato il sistema dei contratti per i
  dipendenti, ancorché di società o enti partecipati, ma in
  maniera uniforme, ma dovremo andare a modificare tutti i
  contratti, di tutti gli enti che, in qualche modo, hanno
  contratti specifici di categoria rispetto a quello regionale. E,
  nel caso in cui è migliorativo, i dipendenti chiederanno
  l'applicazione di quel contratto, se invece è peggiorativo
  allora chiederanno quello regionale. Ma i contratti non è che si
  scelgono, i contratti si applicano.
    Ecco perché, io non so, capisco che questo è un  Governo in
  campagna elettorale e promette tutto a tutti, ma stiamo
  promettendo una cosa sulla quale ci sono pronunce del giudice,
  di diversi giudici del lavoro e, se non ricordo male, se non
  ricordo male, anche della Corte costituzionale.

    CANCELLERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  questo articolo, il 22, lei lo ha stralciato in attesa di una
  possibile riscrittura. C'è la riscrittura? Qual è? Perché noi
  non l'abbiamo.

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Il
  22.8.

    CANCELLERI. Sarebbe quella della Commissione?

    PRESIDENTE. Sì.

    DE LUCA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
  desideravo qualche chiarimento da parte dell'assessore Falcone
  in merito a quest'articolo sia perché volevo avere dei
  chiarimenti per sapere se attualmente questo contratto
  collettivo nazionale di lavoro per dipendenti di società
  concessionarie di autostrade e trafori già si applica o meno per
  alcune categorie di dipendenti o se, in questo momento, per i
  dipendenti si applica questo contratto collettivo mentre per i
  dirigenti si applica il contratto di natura privatistica cui
  faceva riferimento l'onorevole Cracolici. Anche perché mi
  risulta che nel 1984 c'è stata una delibera di Giunta che, per
  l'appunto, ha adottato questa contrattualistica.
    In secondo luogo, siccome ho visto che c'è pure una
  riscrittura, volevo che ci desse anche qualche delucidazione su
  tale riscrittura.

    CRACOLICI. Io ho parlato su un articolo che è completamente
  cambiato, era completamente diverso. Quindi, non so perché è
  stato soppresso. Mi fa parlare su questo?

    PRESIDENTE. E' stato riscritto, onorevole Cracolici.
    Votiamo dapprima l'emendamento sulla soppressione e poi
  ricominciamo.

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, io avrei piacere oggi - me ne dà
  l'occasione l'Assemblea - di spiegare finalmente un articolo che
  rappresenta una svolta nei confronti di un ente che, sino ad
  ieri, era in grande difficoltà, un ente carrozzone, un ente che
  si è sempre contraddistinto per lo sperpero, anche per il mal
  costume che lo aveva caratterizzato e per i notevoli
  contenziosi.
    E tra i contenziosi da dieci anni c'è questo contenzioso sul
  contratto di lavoro applicato ai lavoratori, ai dipendenti.
    Con la legge n. 10 del 2000 venne applicato in deroga a tutti
  gli enti pubblici non economici il contratto collettivo dei
  regionali. Quel contratto collettivo, malgrado la legge, non
  venne applicato per circa dieci anni al CAS.
    Successivamente il Governo Lombardo, per opera dell'assessore
  Pier Carmelo Russo, fece un atto deliberativo, il n. 435 del
  2010, con il quale congelava il contratto dei trafori delle
  autostrade applicate ai dipendenti del CAS in attesa di
  rimodulare il contratto di questi dipendenti.
    A distanza di dieci anni questi dipendenti non si trovano né
  un contratto collettivo regionale né tanto meno un contratto
  delle autostrade dei trafori. Questi dipendenti sono come  color
  che son sospesi . Dovrebbero avere il contratto dei regionali
  però fanno 40 ore quando, invece, i dipendenti regionali ne
  fanno 36; dovrebbero avere la stessa nomenclatura, lo stesso
  catalogo come funzioni ma, nel contratto collettivo nazionale,
  non esiste l'esattore, non esiste il vigilante, non esistono gli
  operatori del centro radio.
    Potrei continuare con tantissime altre figure. In effetti - vi
  devo dire - si è cercato di ritornare su questo contratto con
  atti deliberativi della Giunta e, personalmente, avevo anche
  proposto alla Giunta di Governo la modifica del contratto con
  atto deliberativo. Ma c'erano due pronunciamenti di carattere
  amministrativo del CGA che dicevano che, in assenza di una
  norma, non si possono cambiare i contratti, non possono essere
  variati.
    Ed ecco, allora, perché abbiamo scelto di arrivare e di
  tornare in Aula per cambiare la norma e per dire che ai
  dipendenti del Consorzio autostrade siciliane si applica il
  contratto delle autostrade dei trafori, perché se io dipendente
  svolgo 40 ore settimanali mi deve essere riconosciuto il mio
  lavoro; il lavoro è dignità, il lavoro va riconosciuto.
    Così come anche vorrei dire non ci sono figli e figliastri,
  tutti hanno un contratto anomalo. I dirigenti hanno un contratto
  col tetto di spesa che non possono superare i 100.000 mila euro,
  così come i dipendenti e i funzionari hanno un contratto che non
  sta né nel contratto collettivo regionale né nel contratto
  autostrade dei trafori.
    Ed allora, ecco perché il Governo era arrivato alla decisione
  di procedere a cambiare questo contratto.
    Così come l'articolo, il terzo comma, così come il terzo comma
  -  e vado verso la fine - diceva che gli enti di cui al comma 1,
  onorevole Cracolici, si adeguano anche in deroga alle speciali
  disposizioni di legge, anche in deroga. Quindi, gli enti
  pubblici non economici in deroga dovevano sottostare al
  contratto collettivo regionale, in deroga, con una legge.
    Noi cosa stavamo dicendo stasera? Stavamo dicendo che con la
  legge li ricolleghiamo e li ricollochiamo all'interno del giusto
  alveo, quello delle autostrade dei trafori, così come ci hanno
  chiesto tutti i sindacati: ce lo ha chiesto la Cgil, la Uil, la
  Ugl, la Cisl.
    Cosa è successo però? Arrivando noi questo articolo lo abbiamo
  depositato e lo abbiamo depositato, vi devo dire, gli uffici
  hanno fatto delle eccezioni, per cui hanno chiesto una
  rimodulazione, cambiando la natura giuridica della norma.
    Vi devo dire, il Governo però su questa norma vuole
  rifletterci. Rifletterci. Per cui, il Governo dice stasera
  poiché ci sono, abbiamo capito, che vi sono dei dubbi da parte
  dell'Assemblea, siccome riteniamo che questa norma sia
  assolutamente importante e non vogliamo che la stessa si possa
  bocciare, chiediamo alla Presidenza dell'Assemblea di
  stralciarla e rinviarla, eventualmente, al  Collegato' per
  meglio riflettere e trovare una sintonia eventualmente anche con
  l'Aula.

    PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone, mi è sembrato una
  scelta di buon senso. Quindi, ovviamente saltano gli interventi
  dell'onorevole Cracolici e, quindi, salta tutta la votazione
  dell'articolo 22.

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
  penso che, avendo rispetto, ed avendo ascoltato con grande
  rispetto gli interventi che ci sono stati dei deputati, delle
  minoranze, tutti interventi come dire rispettabili che vanno
  tenuti in seria considerazione  onorevole Cancelleri, la diretta
  con il telefonino ci veni megghiu

    PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la prego
    Per favore quel capannello  Se uno si mette su un palco almeno
  fa il comizio vedendolo tutti
    Per favore andatevi a sedere  Onorevole Compagnone, onorevole
  Lo Curto, per favore; ma siete veramente convinti che uno possa
  parlare con quello che fate voi accanto
    Onorevole Cancelleri,  le fotografie non sono ammesse in Aula
  Io sono sicuro che lei stava parlando al telefono
    Onorevole Milazzo,  vada avanti, per favore.

    MILAZZO. Sì, Presidente, dicevo interventi che si sono
  alternati. Tutti rispettabilissimi, sta di fatto, Presidente,
  che noi dobbiamo esitare questa finanziaria che è una
  finanziaria leggera, una finanziaria che, assolutamente, non
  impegna assolutamente niente sotto il profilo di quello che è
  avvenuto negli anni precedenti.
    Noi abbiamo l'urgenza; tutti diciamo che i siciliani
  aspettano; l'unica cosa che è efficace in questo frangente è il
  bilancio, lo strumento del bilancio. Per questo motivo io le
  chiedo, Presidente, di accogliere la mia proposta di una
  sospensione per 10 minuti, per riaprire i lavori esitando gli
  articoli 10 e 11, chiudere la finanziaria con il voto
  definitivo, procedere alla votazione sul bilancio e subito dopo
  partire con un  Collegato' che consentirà a tutti di esprimersi
  e di dare risposte.

  (Proteste da parte dei deputati del Partito Democratico)

    PRESIDENTE. Onestamente i cittadini non hanno una grande idea
  di noi, ma poi vedendoci fare così, ovviamente, cadiamo
  veramente molto più in basso

    SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'ordine
  dei lavori dopo aver sentito il Capogruppo di Forza Italia, io
  credo, Presidente, che non dobbiamo né strozzare il dibattito
  parlamentare, né immaginare l'ennesima sospensione, onorevole
  Milazzo. Credo che sono le ore 22.30 per tutti, c'è un Aula con
  buoni numeri, credo che vada trattato l'articolato punto per
  punto e si vada ad andare a definire questa legge di stabilità,
  abbiamo aspettato fin troppo tempo
  Vedo un Governo finalmente anche con il Presidente della Regione
  in Aula. C'è bisogno secondo me di andare a trattare punto per
  punto e andare avanti.

    CAPPELLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la road map
  che è stata cambiata diverse volte nel corso di questa legge di
  stabilità, è stata condivisa in Conferenza dei Capigruppo con
  tutte le forze politiche. Ora la proposta dell'onorevole
  Milazzo, che io rispetto, dal punto di vista del Movimento
  Cinque Stelle non può trovare accoglimento, perché la road map
  non può essere appannaggio solo ed unicamente dei desiderata
  della maggioranza.
  Qui stiamo parlando di una legge alla quale hanno contribuito
  tutti i parlamentari della Regione siciliana, quindi ciascuno
  con i propri rappresentanti in Commissione  Bilancio  ed è
  composta da articoli residui ai quali abbiamo lavorato tutti, ed
  io credo Presidente che lei abbia il dovere di fare proseguire i
  lavori di quest'Aula nella direzione che lei ha già dato
  all'inizio di questa seduta. Quindi, noi riteniamo che si debba
  continuare a votare articolo per articolo, con la serenità che
  questa sera sta contraddistinguendo i lavori d'Aula e gli
  interventi di tutti i partecipanti.

    PRESIDENTE. Onorevole Cappello, ripeto, io sono Presidente
  dell'Assemblea e non posso decidere. Se mi arriva da parte del
  Governo, da qualcuno un emendamento di soppressione di tutti gli
  altri articoli io lo metto in votazione; se i Gruppi sono
  d'accordo a chiedermi una Conferenza per cambiare la road map,
  come la chiamate voi, della finanziaria lo faremo, ma certamente
  non è che perché un deputato si alza e chiede di eliminare
  alcuni articoli lo posso fare
    So bene che c'era una sorta di accordo, ma se non mi arrivano
  materialmente le carte relative a questo accordo, io non mi
  posso inventare niente; posso dare un suggerimento se vuole
  all'onorevole Milazzo, articolo per articolo il primo
  emendamento è quello soppressivo votateli e li fate sopprimere
  tutti, ma certamente io non posso cambiare l'ordine di questa
  finanziaria.
    Per cui, vi prego di non chiedermelo più. Fatemi arrivare una
  richiesta scritta attraverso un emendamento soppressivo degli
  articoli e lo mettiamo in votazione, ma diversamente vi prego di
  non continuare a farmi questi interventi con cui mi chiedete di
  sospendere e di sopprimere. Io non posso sospendere e sopprimere
  niente; posso stralciare quello che non è costituzionale. Questi
  che sono rimasti sono costituzionali e non li posso eliminare.
  Onorevole Milazzo, sa quanto le voglio bene ma non lo posso
  fare.
    Allora, scusatemi, un cosa che io invece farei è un'altra o se
  andiamo avanti io faccio tre minuti dei Conferenza dei
  Capigruppo perché vorrei contingentare i tempi, perché
  altrimenti noi andiamo a finire a domani mattina alle 6.00 con
  interventi pressoché, credetemi, uno uguale all'altro.
    Per cui, se i Gruppi sono

    BARBAGALLO. Abbiamo aspettato ventiquattro ore gli atti del
  Governo, siamo qui, la invitiamo a continuare. E' una vergogna

    PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, con cortesia ho chiesto se è
  possibile contingentare i tempi, poi i gruppi decidono, non
  gridi così. Non gridi.
    Io, onorevole Barbagallo sono qui da stamattina prima di lei,
  e non sono andato a mangiare né a pranzo né a cena, per cui sono
  stanco come lei, però lei ha vent'anni meno di me e forse li
  regge meglio.

    SAVARINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAVARINO. Signor Presidente posso chiederle, abbiamo approvato
  poc'anzi l'articolo 9, con le riscritture e gli emendamenti,
  l'abbiamo approvato. Poi è andato avanti saltando il 10 e l'11.
  Intanto posso chiederle di ricominciare in ordine approvando il
  10 e poi l'11? E poi si vede che iter fare seguire a questo
  disegno di legge che per lo più è già stato tutto approvato
  perché ricordo a me stessa che noi abbiamo accantonato alcuni
  articoli ma ne abbiamo votati tanti altri esaminati anche ben
  oltre il testo, quindi le chiedo formalmente, con ordine, di
  riprendere dal 10 che è il primo accantonato dopo il 9.

    PRESIDENTE. Onorevole Savarino anche qui, non decido se
  accantonare o meno un articolo senza una motivazione. La
  motivazione è che è stato annunciato sul 10 e sull'11 un
  emendamento che ancora non è arrivato per cui finché non arriva
  io non lo posso mettere in votazione.  Non siamo così matti da
  fare le cose per come ci viene di farle, tutto ha una
  motivazione, tutto ha un senso, diversamente non si farebbe. Io
  ora vi prego, se dobbiamo andare avanti non do più la parola
  sull'ordine dei lavori. Andiamo avanti.

    MILAZZO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE. Solo perché c'è la Convenzione di Ginevra. Ne ha
  facoltà.

    MILAZZO. Signor Presidente secondo la Convenzione di Ginevra
  per richiamo di Regolamento mi spetta la parola? Onorevole
  Cracolici su un articolo siete intervenuti otto volte
  Presidente io ho formalizzato, onorevole Presidente
  dell'Assemblea, io ho formalizzato una richiesta, lei a norma di
  Regolamento può fare intervenire un deputato a favore e uno
  contro e io le chiedo formalmente di porla in votazione.

    PRESIDENTE. Onorevole Milazzo lei mi ha formulato una
  richiesta che io non posso mettere in votazione. Onorevole
  Milazzo le rispondo, mi guardi. Grazie.
    Lei mi ha fatto una proposta che io non posso mettere in
  votazione perché non posso non fare votare l'articolo 56 e 57
  che sono quelli delle tabelle per cui credo di credermi non li
  possiamo eliminare, né l'articolo 10 e 11 che aspettiamo ancora
  l'emendamento che è stato anticipato dal Governo e quindi finché
  non arriva non li posso votare, io se voi volete, che è la cosa
  che mi accingo a fare perché è la cosa migliore, sospendo l'Aula
  e ci vediamo domattina così ognuno si mette d'accordo.
    Così è una follia

    MILAZZO. Io le ho chiesto di trattare gli articoli 10 e 11.

    PRESIDENTE. Onorevole Milazzo tutti gli articoli hanno come
  primo emendamento la soppressione. Votateli e il problema è
  risolto.
    Votate la soppressione e il problema è risolto. Ancora
  dobbiamo discutere su questa cosa? Io vado avanti, chi vuole
  votare vota, chi non vuole votare se ne va. Non posso più
  continuare. L'articolo soppressivo, lo votate? Se votato
  sopprimiamo.
    Ma che cosa volete che io faccia. Si riprende l'esame
  dell'articolo 23 precedentemente accantonato.

    CRACOLICI. Chiedo la parola.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente mi pare che questo l'articolo lei
  l'ha accantonato ieri. Immagino perché c'era qualche problema e
  credo che ci sia qualche problema,

    MILAZZO. E allora tutti quelli accantonati ci sono problemi e
  li dobbiamo levare?

    CRACOLI. No, scusami. Non è che l'ho accantonato io. Lo ha
  accantonato la Presidenza.

    PRESIDENTE. Scusate, si l'ho accantonato perché mancava
  l'Assessore di riferimento.

    CRACOLICI. E allora vorrei capire perché stiamo facendo una
  deroga per aumentare gli stipendi ad alcuni dipendenti.

    PRESIDENTE. Meriti poi ognuno cosa crede.

    CRACOLICI. Per essere chiari.

    FALCONE, assessore regionale per le infrastrutture e la
  mobilità. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FALCONE, assessore regionale per le infrastrutture e la
  mobilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo
  articolo che era stato accantonato perché in effetti vi è un
  momento di riflessione. Anche su questo il Governo chiede di
  stralciarlo e di rinviarlo al collegato al fine di poterlo
  meglio analizzare.

    PRESIDENTE. L'articolo 23 è stralciato.
    Si passa all'esame dell'articolo 24 precedentemente
  accantonato.

    PASQUA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi questo è uno di
  quegli articoli che è passato dalla Commissione Salute, ma che
  per correttezza nei confronti dei colleghi che avevano
  presentato questo articolo i componenti hanno eliminato perché
  non c'era il presentatore perché alla lettura di questo
  articolo.

    LO CURTO. Di quale articolo parliamo?

    PASQUA. Il 24. Cercando di dare un'interpretazione a questa
  norma nella sua cripticità della formulazione tecnica
  dell'articolo non si capisce beni il vero obiettivo di questa
  norma. Però cercando di fare un'interpretazione, uno studio
  ermeneutico di quello che c'è scritto, quello che appare da
  questa norma cos'è? C'è una norma nazionale del 2012 che prevede
  una progressiva riduzione degli acquisti di prestazioni
  specialistiche ambulatoriali e ospedaliere dai privati
  progressiva, fissa nei primi anni, poi diventata via via in
  maniera determinata.
    Ecco, se le Regioni non vogliono apportare questa riduzione
  devono apportare una corrispondente riduzione delle prestazioni
  da pubblico, da acquisto interno, da prestazione pubblica. Cioè
  è un vaso comunicante. Dobbiamo ridurre per forza gli acquisti
  dal privato e dobbiamo, se non lo facciamo, ridurre gli acquisti
  interni.
    In pratica che cosa succede? Con questa norma chi l'ha
  presentata vuole evitare la riduzione, cioè vuole mantenere gli
  acquisti dai privati convenzionati, quindi cliniche,
  convenzionati vari, di prestazioni. Però questo che cosa
  comporta? Che se manteniamo, evitiamo questa riduzione, dobbiamo
  andare a togliere dagli acquisti dal pubblico. Cioè che cosa
  significa, cari colleghi? Significa che, già in un momento in
  cui in Sicilia c'è qualche milione di giornate di ritardo di
  accumulato nelle prenotazioni, noi con questa norma l'andiamo ad
  appesantire perché dobbiamo accontentare i privati convenzionati
  che non gli apportiamo questa riduzione e quindi dobbiamo di
  conseguenza ridurre gli acquisti interni. È così perché la norma
  o è scritta con i piedi o l'effetto che ha è questo che vi ho
  detto. Ed è questo. Io non ci sto, sinceramente, non ci voglio
  stare. Spero che neanche l'Aula ci voglia stare a questo.
    E mi fermo qui, grazie.

    DE LUCA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io al netto
  della formulazione letterale che concordo con il collega Pasqua
  non si capisce esattamente questo articolo dove vuole andare a
  parere, vorrei ascoltare in merito anche il parere
  dell'Assessore competente.
    Grazie.

    PRESIDENTE. Assessore ritiene di dare il parere?

    RAZZA, assessore regionale per la salute. Si rimette all'Aula
  perché la norma è nata nella sede della Commissione. Se può
  essere utile un chiarimento, ritengo che essa si riferisca al
  pagamento delle prestazioni rese per cittadini fuori regione in
  Sicilia.
    Quindi sostanzialmente - non entro nel merito della
  formulazione perché è una n orma di iniziativa parlamentare però
  ne ho colto il significato in realtà opposto a quello che veniva
  rappresentato, il tentativo è quello di determinare il pagamento
  delle prestazioni per cittadini fuori Regione che si fanno
  curare in Sicilia, quindi sostanzialmente è una compensazione di
  mobilità che viene pagata alla Regione siciliana da parte delle
  altre Regioni, ecco perché colgo, dopo di che, da questo punto
  di vista se il chiarimento può essere sufficiente, in ogni caso
  il Governo si rimette all'Aula.

    PRESIDENTE. Onorevole De Luca, è già intervenuto, volevo
  contingentare i tempi, ma dare sullo stesso emendamento tre
  volte la parola no.

    DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso
  che la norma sia abbastanza chiara e non riguarda né il pubblico
  né il privato, riguarda gli interventi di alta specializzazione
  fatti da soggetti non residenti in Sicilia che fino ad oggi non
  venivano pagati, entro i tetti di spesa, invece con questa norma
  è possibile attrarre pazienti dall'esterno, anche da fuori
  Regione, anche per la Sicilia e quindi aumentare gli introiti
  degli ospedali siciliani che sono in grado di erogare interventi
  di alta prestazione ed essere attrattivi e quindi essere
  competitivi rispetto alle altre regioni. Quindi non riesco a
  capire qual è il punto della questione.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 24.

    CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.

    Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 24.

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'articolo 24.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64
    Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . .  . . 58
    Maggioranza . . . . . . . . . . . . .   .. 30
    Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . .... 29
    Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . 29
    Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . .   . . 3

    (Non è approvato)

    E' curioso che non l'ha votato chi l'ha presentato.
    Si procede con l'esame dell'articolo 30, precedentemente
  accantonato.
    E' stato presentato l'emendamento soppressivo 30.1, a firma
  Lupo ed altri.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

    (Non è approvato)

    Si passa al subemendamento 30R1, a firma del Governo.
    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 30R.

    GRASSO assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GRASSO assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Onorevoli colleghi, questo emendamento si rende
  necessario, e penso condiviso da tutti voi, perché ne abbiamo
  parlato a seguito del parere che la Corte dei conti ha reso a
  tre comuni che ne avevano fatto richiesta e di fatto ha bloccato
  le stabilizzazioni.
    Vorrei precisare - sono stata due giorni fa a parlare col
  Presidente della Corte dei conti - che nella gerarchia delle
  fonti l'unico organo giurisdizionale che può interpretare le
  leggi è la Corte Costituzionale.
    La Corte dei conti ha rilasciato questo parere.
    Per cui abbiamo ritenuto, per superare l'impasse, perché i
  comuni si sono fermati con le stabilizzazioni di riscrivere e di
  proporre un'interpretazione autentica della norma che avevamo
  approvato lo scorso anno per consentire ai comuni di procedere
  con le stabilizzazioni.
    Sto illustrando l'emendamento 30R.1.

    BARBAGALLO. L'emendamento 30 R di chi è?

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. L'emendamento 30 R.1 riguarda la stabilizzazione dei
  precari, è una norma interpretativa.
    L'emendamento 30 R riguarda sempre precari.
    Vi sono stati comuni - vi ricordate in sede di variazione di
  bilancio? - alcuni comuni che avevano proceduto alle
  stabilizzazioni ed erano nel 2016 e che erano ricompresi  .

    PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, si interviene uno alla
  volta.

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Sono diciannove comuni, è un elenco che ha stilato il
  Dipartimento - c'è anche Pietraperzia ma ce ne sono altri - che
  sono rimasti fuori e sono quei comuni che avevano stabilizzato
  nel 2016.
    Abbiamo fatto dei conteggi, li stiamo facendo rientrare nella
  stabilizzazione e abbiamo messo un limite del 5 per cento.
    Devo dare atto per una questione di correttezza che questo
  emendamento era stato presentato dall'onorevole Lo Giudice e
  messo da parte. Si discuteva sul secondo comma, se fosse o meno
  ammissibile, abbiamo fatto le verifiche ed è risultato
  ammissibile e quindi lo abbiamo riproposto.

    LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LO GIUDICE. Signor Presidente, solo per ringraziare
  l'Assessore Grasso che in questi ultimi giorni mi ha dato la
  possibilità di confrontarmi ampiamente con gli uffici e
  risolvere una problematica che riguarda diversi comuni della
  Sicilia che sono stati capaci ad effettuare le stabilizzazioni
  prima dell'entrata in vigore della norma 27 e a cui oggi
  consentiamo, comunque, di potere chiudere il cerchio nella
  maniera migliore possibile.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ormai non c'è più bisogno che
  ci parliamo, ci bastano i gesti. Ha facoltà.

    CRACOLICI. Il mio è un chiarimento soprattutto
  sull'emendamento 30 R, non sull'emendamento 30 R1.
    E' evidente che se noi prendiamo il 5 per cento per assegnarlo
  a dei comuni che hanno stabilizzato a una certa data - che ho
  detto? -questo 5 per cento lo sottraiamo a qualche altro.
    Il tema è sottraiamo risorse a persone che hanno già dei
  contratti in essere sulla base delle risorse che abbiamo
  assegnato?
    Perché se andiamo a sottrarre risorse ai comuni sui contratti
  già fatti stiamo tirando la coperta, coprendo un pezzo e
  scoprendo la gran parte - non so di quanto - certamente questo 5
  per cento distribuito poi alla fine sarà poco incidente ma,
  attenzione, parliamo di contratti.
    I contratti , non possiamo andare a modificare i rapporti
  finanziari di contratti in essere.
    Quindi lo dico all'Assessore perché deve assicurare che non ci
  siano effetti sugli altri Comuni e sui contratti in essere.

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Solo per tranquillizzare, non ci sono refluenze perché
  si erano verificate delle economie. Ecco perché abbiamo messo il
  limite fino al 5 per cento.

    PRESIDENTE. Metto il votazione l'emendamento 30.R.1.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Metto in votazione l'emendamento 30.R.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si riprende con l'articolo 32 precedentemente accantonato.

    TRIZZINO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo
  32, nostro malgrado, nostro al plurale di tutta l'Assemblea,
  costituisce purtroppo una sconfitta per la legge 15 del 2005
  perché se ci fossero 139 Comuni che avessero adottato 139 piani
  di utilizzo del demanio non avremmo a che fare con questa legge
  oggi.
    Oggi non dovremmo discutere di questa norma. Il problema è che
  pochissimi Comuni hanno adottati i Piani di utilizzo del demanio
  e comunque dobbiamo necessariamente garantire da un lato lo
  sviluppo del territorio e dall'altro la tutela dell'ambiente
  così come prescriveva la legge del 2015. In realtà prescrive
  ancora oggi. Per cui abbiamo presentato questo subemendamento
  che va a sostituire i nostri emendamenti 32.4, 32.6 e 32.10. E
  introduciamo nella norma che presenta il Governo da un lato il
  richiamo alla disciplina nazionale che è stata stabilita con
  l'ultima manovra finanziaria a Roma e che impone il riordino
  dell'intera disciplina del demanio  - anche alla luce della
  questione sull'applicazione o meno della direttiva Bolkestein -
  e diciamo l'ultimo capoverso del nostro subemendamento introduce
  una norma di chiusura che per noi è molto importante secondo cui
  tutte le concessioni che vengono rese in quei Comuni dove ancora
  non insistono i Piani di utilizzo del demanio, decadono nel
  momento in cui non saranno in linea con i nuovi Piani di
  utilizzo del demanio. Grazie.

    CRACOLICI. Ma c'è riscrittura?

    PRESIDENTE. Sì il 32.6.RTer, lo avete nel fascicolo.

    FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FIGUCCIA. Signor Presidente, sono contento che venga ritirato
  l'emendamento perché così com'è l'articolo, anzi un plauso
  all'Assessore Cordaro. Finalmente la possibilità di rilasciare
  nuove concessioni demaniali e per altro in assenza del PUDM la
  possibilità di autorizzazioni di durata breve in questo lasso di
  tempo. Quindi io sarei per lasciarlo esattamente com'è. Grazie.

    TAMAJO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TAMAJO. Signor Presidente, sono pienamente d'accordo. Voterò
  favorevole all'articolo 32. Però dall'Assessore Cordaro vorrei
  una spiegazione in merito alla validità sino al 31 dicembre
  2020.

    CORDARO assessore per il territorio e l'ambiente. C'è
  l'emendamento

    TAMAJO. C'è l'emendamento che richiama il decreto nazionale
  quindi alla legge nazionale approvata, che prevede il 31
  dicembre 2033. Quindi si sta provvedendo?

    PRESIDENTE. Scusate, onorevole Tamajo e Assessore Cordaro, se
  non parlate al microfono non rimane la registrazione. Per cui il
  duetto senza microfono .

    TAMAJO. Volevo saperlo ufficialmente dall'Assessore Cordaro se
  abbiamo fatto riferimento alla norma nazionale che prevede
  proprio il 31 dicembre 2033.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo dell'On.
  Barbagallo.

    BARBAGALLO. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. In ragione
  di quanto accaduto nella legge finanziaria di qualche settimana
  fa, circa la proroga dell'introduzione del sistema normativo
  italiano della direttiva al Bolkestein di 15 anni, non volendo
  dare un termine così netto al 31 dicembre 2020 ed in attesa di
  una concreta applicazione e, quindi, della ricaduta concreta sul
  sistema normativo della proroga effettuata a Roma che la Sicilia
  dovrà recepire, abbiamo detto - come è stato illustrato pocanzi
  nell'emendamento concordato con l'onorevole Trizzino - di
  stabilire una data, cioè fino all'entrata in vigore della norma
  che, appunto, deciderà e legifererà in maniera definitiva su
  questo tema.

    PRESIDENTE. L'emendamento soppressivo è stato ritirato.
  Andiamo avanti. Si passa all'articolo 32. L'emendamento 32.9 è
  stato ritirato. L'emendamento 32.6. Il subemendamento che avete
  è 32.6.R ter. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. È quello
  che ha illustrato Trizzino, onorevoli colleghi.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 32.11 della Commissione. Col parere
  favorevole del Governo, chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 32.2. Lo pongo in votazione. Il
  parere del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 32.12 della Commissione. Il parere
  del Governo?

    CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 34, in precedenza accantonato.

    DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DIPASQUALE. Signor Presidente, all'articolo 34 ho presentato
  un subemendamento che penso fra poco verrà distribuito in Aula,
  che riguarda l'inserimento al comma 1, dopo la parola  organi
  consiliari   delle aziende sanitarie , perché fa riferimento ai
  precari storici che sono rimasti fuori dalla stabilizzazione,
  cosa che, almeno negli ultimi anni, stiamo cercando di fare, tra
  le norme nazionali e il lavoro che abbiamo fatto noi, stiamo
  cercando di stabilizzare quanti più precari possibili nella
  speranza che non se ne istituiscano altri. Mi pare un po'
  difficile, comunque. Sicuramente i governi - devo dire tutti -
  in particolar modo il penultimo Governo nazionale ha creato
  presupposti per eliminare tante sacche di precariato e stiamo
  procedendo anche nelle regioni. Sono rimasti questi precari
  storici delle aziende sanitarie. Si tratta di pochissime unità,
  parlo di 124 famiglie che riguardano Ragusa, l'assessore conosce
  bene la questione. Io invito l'Aula ad approvare questo
  subemendamento che prevede l'inserimento delle aziende sanitarie
  in modo che sia chiaro che rientrano anche i precari storici
  delle aziende sanitarie. Ovviamente preannuncio il mio voto
  favorevole.

    PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale però per quanto giusto sia
  l'emendamento, prevedendo un aumento della platea prevede oneri
  maggiori e, quindi, non lo possiamo rendere ammissibile.

    DIPASQUALE. Siccome ci sono anche risorse, mi perdoni
  Presidente.

    PRESIDENTE. Però mi dovrebbe indicare qual è la copertura.

    DIPAQUALE. Le risorse sono quelle relative all'articolo 1. Già
  lo può segnare. Le risorse ci sono, quindi c'è la copertura
  finanziaria.

    PRESIDENTE. Io se potessi darle una mano gliela darei.

    DIPASQUALE. 38-45.

    PRESIDENTE. Siccome ci sarà il Collegato tra poco, io le dico
  valutiamo qual è la spesa.

    DIPASQUALE. Siccome c'è la copertura finanziaria e le ho detto
  anche qual è, lei la mette in votazione e decide l'Aula.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    RAZZA, assessore per la salute. Il Governo si rimette
  all'Aula. Devo dire che sul procedimento  ..

    PRESIDENTE. Ma se non c'è la copertura, assessore Razza, il
  parere voglio sapere. Il parere significa: c'è la copertura
  oppure no? Non si può rimettere all'Aula.

    RAZZA, assessore per la sanità. Signor Presidente, se non c'è
  la copertura, evidentemente, è inammissibile l'emendamento.

    ZAFARANA. Non abbiamo il testo del subemendamento.

    PRESIDENTE. Perché è inammissibile. Per cui sto cercando, e ho
  capito, ma siccome, io vorrei, per quanto è possibile,
  accontentare tutti e fare parlare, ma se è inammissibile,
  ovviamente nel testo non c'è. Andiamo avanti. Sono inammissibili
  anche gli altri emendamenti e, quindi, non ci sono emendamenti.
  Pongo in votazione l'articolo 34.

    DI PAOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI PAOLA. Signor Presidente, questo ente Resais è dall'inizio
  della legislatura che ne sentiamo parlare. Sta diventando,
  quasi, la panacea di tutti i precari, però, a mio modo di
  vedere, non ci devono essere precari di serie A e precari di
  serie B.
    Se dobbiamo considerarli precari, li dobbiamo considerare
  tutti, perché, altrimenti, stiamo creando delle disuguaglianze,
  sempre che questa panacea sia una panacea vera, perché
  altrimenti stiamo solamente prendendo in giro i precari che sono
  già in difficoltà. Noi, al momento, stiamo solamente allungando
  i tempi a questi precari, ai tanti lavoratori precari,
  aumentiamo il loro martirio e stiamo dando delle false speranze.
  E' questo quello che stiamo facendo, signor Presidente.
    A mio modo di vedere, o inseriamo all'interno di questa
  Resais, che è la panacea, da quello che ho capito, della Regione
  siciliana. Ed a questo punto, possiamo fare una norma che,
  eventualmente, i deputati, a fine mandato, rientrano all'interno
  di questa Resais, perché oramai questa Resais è conosciuta da
  tutta la Sicilia come una sorta di panacea. Chiunque incontriamo
  ci dice, le domande che ci fanno sono: alla Resais possiamo
  entrare? C'è la possibilità di entrare in questa Resais? E la
  risposta che noi diamo è:  Sì, adesso vediamo, faremo,
  sicuramente, una norma all'interno della finanziaria per
  inserire ulteriori precari all'interno della Resais.
    Ed allora, signor Presidente e chiedo, anche, al Governo il
  parere per quanto riguarda questo articolo e, poi, capire il
  perché non tutti i precari siciliani vengono trattati allo
  stesso modo.

    PRESIDENTE. Io, ripeto, ancora, onorevole Di Caro, la prego,
  l'emendamento è stato reso inammissibile. Fare gli interventi su
  un emendamento, se è sull'articolo, va bene. Siccome l'onorevole
  Di Paola ha parlato sull'emendamento.

    DI CARO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI CARO. Signor Presidente, volevo dei chiarimenti proprio
  sull'articolo. Si tratterebbe di una sorta di transito dei
  dipendenti precari, da un ente pubblico ad una società
  partecipata della Regione e si tratterebbe anche di cambiare
  contratti, da tempo determinato a tempo indeterminato, cioè nel
  transito verrebbero stabilizzati.
    Io mi pongo alcune questioni.
    Nelle eventuali procedure di reinternalizzazione di questi
  dipendenti, cioè nel processo inverso, quando andrebbero a
  transitare dalla Resais nuovamente all'ente di provenienza, ci
  possono, sicuramente, essere problemi e, certamente, ci saranno
  problemi di impugnativa nei confronti di quest'articolo.
    E, poi, ci sono, visto che si tratterebbe di 3 mila
  dipendenti, problemi legati, per esempio, al salario accessorio,
  questi

    PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, io le chiedo scusa, io capisco
  che è giusto non prendere in giro i cittadini, ma manco tentarci
  col Presidente dell'Assemblea. Ho detto che sugli emendamenti
  che sono inammissibili vi prego di non intervenire.

    DI CARO. Signor Presidente, io voglio chiarimenti
  sull'articolo non sugli emendamenti. Ma di quali emendamenti sta
  parlando?

    PRESIDENTE. Queste sono cose che lei chiede di aggiungere

    DI CARO. Voglio chiarimenti dal Governo per l'articolo in sé,
  non per gli emendamenti.

    PRESIDENTE. Il Governo può dare chiarimenti oppure andiamo
  avanti?

    GRASSO assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi ricordate
  che la legge n. 27 prevedeva che tutti i precari che non
  potevano essere stabilizzati dai comuni, perché i comuni erano
  in dissesto o in pre dissesto o i liberi consorzi o città
  metropolitane, transitassero - e quest'articolo era già
  contenuto nella legge 27 - in Resais e presentassero domanda
  entro dicembre 2018.
    Quindi, è stata ripresa la norma contenuta già nella legge 27,
  approvata nella passata legislatura, che prevede il transito dei
  precari.
    Come voi sapete, le somme stanziate, appostate nella legge 27
  prevedono il costo, sia le ore che il costo che è a totale
  carico della Regione perché altrimenti neanche i comuni
  avrebbero potuto stabilizzarli.

    PAGANA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  intervengo soltanto per sensibilizzare il Governo ed i miei
  colleghi dell'Aula in merito ad una categoria di precari che io
  in questa legge finanziaria non ho visto.
    Mi riferisco ai lavoratori dei cantieri di servizi ex  reddito
  minimo :
    Sono di competenza dell'assessorato alla famiglia ed alle
  politiche del lavoro però si tratta di persone, tra le provincie
  di Enna e Caltanissetta, che coinvolgono circa mille famiglie
  che non riescono ad arrivare a fine mese perché godono di un
  sussidio di quattrocento euro al mese, soggetto ad un sacco di
  decurtazioni.
    Quindi, se il figlio lavora vengono decurtati i ricavi del
  figlio.
    Per cui mi auguro, siccome questi precari sono stati creati
  dalla Regione, sono precari senza nemmeno doverlo essere perché
  percepiscono un sussidio, speravo di trovare qualcosa in
  finanziaria.
    Non abbiamo trovato nulla, abbiamo proposto degli emendamenti.
  Sicuramenti saranno emendamenti aggiuntivi.
    Vorrei sensibilizzare lei, Presidente, la sua figura e
  l'Assemblea a questa particolare categoria di persone che hanno
  bisogno di noi.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 34 così come
  emendato.

    DIPASQUALE. Chiedo il voto segreto.

    PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti. Non è
  appoggiata.
    Procedo alla terza verifica per lei, onorevole Dipasquale. Ma
  per due volte la richiesta non è stata appoggiata.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 34

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'articolo 34.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     65
    Votanti      43
    Maggioranza  22
    Favorevoli   32
    Contrari     11
    Astenuti     20

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 40, in precedenza accantonato.
    Avete nel fascicolo il 40R? Ce l'hanno, benissimo. Prima la
  soppressione? Allora, prima si vota l'emendamento di
  soppressione. L'emendamento soppressivo dell'articolo è
  manutenuto?

    CRACOLICI. E' ritirato.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa al 40.R del Governo. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Di fatto, è approvato l'articolo.
    Si passa all'articolo 41.

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Il 41 si ritira, Presidente. Viene stralciato.

    PRESIDENTE. Grazie, andiamo avanti.
    Si passa all'articolo 42, in precedenza accantonato.

    SUNSERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SUNSERI. Signor Presidente, onorevole colleghi, assessori, il
  tema trattato dall'articolo 42 è un tema molto importante che
  riguarda i nostri terreni e, soprattutto, riguarda una materia
  molto importante che è quella delle energie rinnovabili. Vede,
  presidente, abbiamo riscontrato che in moltissimi terreni agrari
  che riguardano la nostra regione si sta provando a coprirli di
  pannelli fotovoltaici. Intanto parliamo da un assunto: noi siamo
  assolutamente favorevoli alle energie rinnovabili e questa cosa
  l'abbiamo detta e ridetta nel corso degli anni all'interno del
  Movimento Cinque Stelle. Però quello che sta succedendo è che in
  questo momento tanti agricoltori stanno ricevendo delle proposte
  contrattuali che riguardano il diritto di superficie. Ci sono
  delle aziende private, delle multinazionali, che hanno deciso di
  investire sui terreni agricoli coprendoli con degli impianti,
  dando un compenso che varia tra le duemila e le tremila euro ad
  ettaro. Chiaramente, in questo momento, ad un agricoltore
  conviene sicuramente prendere un'entrata che è certa, che è
  quella del diritto di superficie che danno queste
  multinazionali, piuttosto che spaccarsi molte volte la schiena e
  non avere il proprio prodotto venduto ad un prezzo decente
  perché, come lei ben sa le coltivazioni agrarie, purtroppo, in
  questo momento non garantiscono una elevata redditività. Ma
  quello che fa più paura, vede presidente, che vengono realizzati
  a distanze molto ravvicinate gli uni agli altri. Manca una
  regolamentazione di massima, distruggono la biodiversità
  agraria, influenzano gli spostamenti della fauna, ma uno dei
  fattori più importanti è che aumentano il rischio di dissesto
  idrogeologico proprio perché ci sono degli accumuli idraulici
  proprio alla fine, a valle, dovuti all'assenza di verde sotto la
  costruzione degli impianti fotovoltaici su terreni agricoli. Per
  questo abbiamo pensato di presentare questa norma in Commissione
  Bilancio e, adesso, la stiamo riscrivendo. Nel frattempo,
  Presidente, no no perché dico riguarda abbiamo avviato una
  discussione con l'assessore Pierobon, che magari dopo se vorrà
  intervenire spiegherà un attimino cosa sta succedendo, proprio
  per provare a realizzare una norma organica perché abbiamo
  colto, da parte del Governo, un'attenzione particolare al tema.
  Quindi quello che le chiediamo è di ascoltare un attimino le
  parole dell'assessore che si è mostrato molto interessato e
  d'accordo al tema, e se nel caso sono disposto ad accettare a
  stralciare la norma e continuare con la discussione della
  finanziaria.

    Presidenza del Vicepresidente Di Mauro

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora a me
  sembra che il collega dei Cinque Stelle si è fatto come dire
  portatore di una proposta che se il Governo accoglie alcune
  ragioni che sono state introdotte, è pronta a stralciarla, io
  annuncio che comunque questo emendamento ha un vizio di fondo,
  che è un ulteriore vincolo radicale verso la possibilità di
  produzione e di energia con fonti alternative in Sicilia, allora
  io siccome è notorio che sono contro il saccheggio dell'eolico,
  non sono però contro a tutte le altre forme di energia
  alternativa, e quindi non possiamo costruire un sistema che in
  Sicilia, la terra del sole, non possiamo fare fotovoltaico,
  certo ordinato, regolato, c'è una direttiva che fu fatta dallo
  scorso Governo a fine legislatura che prevede che solo in alcune
  aree agricole è possibile farlo e non in altre, dove si fa Dop,
  dove ci sono produzioni biologiche, non è possibile impiantare
  impianti energetici, ma vincolare al dieci percento, e solamente
  ad un ettaro è una aberrazione economica oltre che ambientale.

    LO CURTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo anche
  da qui perché il mio sarà un intervento brevissimo, peraltro
  avevo prodotto un emendamento soppressivo di questo articolo,
  proprio per le ragioni che sono state qui anzidette, e che vale
  la pena di ribadire, l'assessore Pierobon con il quale
  ovviamente io mi raccordo sempre, era d'accordo alla
  soppressione di questo articolo, per le ragioni che adesso lui
  meglio espliciterà, ma perché sulla materia non si può
  intervenire con una norma in finanziaria frettolosamente, perché
  rischiamo di fare pur condividendo nello spirito l'esigenza di
  tutelare e salvaguardare la nostra terra e le coltivazioni, è
  pur vero che c'è un'economia agricola in crisi, e il
  fotovoltaico ancorché impiantato per terra piuttosto sulle
  superfici anche degli stabilimenti e delle aziende, potrebbe
  essere una grande risorsa economica per le nostre aziende, e per
  chi vuole produrre ovviamente non soltanto per le
  multinazionali, proprio ieri con l'assessore Pierobon abbiamo
  avuto un importante incontro con una serie di soggetti
  interessati, che ovviamente sono operatori della terra,
  agricoltori, a cui piuttosto che solo la protesta oggi abbiamo
  come dire fornito anche una proposta insieme all'assessore,
  perché il nostro obiettivo, l'obiettivo di questo Governo è
  anche di chi lavora come deputato a sostegno di questo Governo,
  è fare bene nell'interesse dei nostri agricoltori, delle nostre
  imprese agricole, e anche di quei piccoli imprenditori del
  fotovoltaico che si volessero cimentare in tal senso, con
  naturalmente una possibilità di far fare reddito alle nostre
  imprese, detto questo la parola certamente al nostro assessore
  Pierobon che voglio ringraziare perché ha avuto tanta
  sensibilità e attenzione da essere anche stato interlocutore
  attento nei confronti del proponente della norma, che oggi
  chiede al Governo di stralciarla, e quindi sono consapevole di
  questo buon lavoro che il nostro assessore ha fatto, ed io
  gliene volevo anche rendere merito.

    PIEROBON, assessore per l'energia e dei servizi di pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PIEROBON, assessore per l'energia e dei servizi di pubblica
  utilità. Molto brevemente, allora condividiamo naturalmente gli
  obiettivi che sottostanno alla norma, ma che va formulata in una
  maniera più organica, e soprattutto raccordando l'assessorato
  all'energia assieme a quello per l'agricoltura e dell'ambiente
  per motivazioni che sono connesse al processo di rivisitazione
  che sta nella materia stessa e quei vincoli sono connesse alle
  attività agricole che vanno valutate il rapporto appunto a tutti
  gli altri interessi di settore. Inoltre, siamo già intervenuti
  con un atto di indirizzo relativamente alle preoccupazioni
  paventate dall'onorevole Sunseri, prevedendo ecco, sia un
  maggior coinvolgimento delle amministrazioni coinvolte, ma anche
  una ricognizione che manca tutt'oggi, attenzione, assieme alla
  preoccupazione di dedicare attenzione alle potenzialità anche
  micro e non soltanto macro di questa produzione di energia, per
  cui una formulazione organica che tenga conto anche di questa
  potenzialità di sviluppo nei confronti di utenze più modeste
  rispetto a quelle colossali che solitamente arrivano a stipulare
  contratti di superficie di acquisto di terreni etc. Ecco su
  questo naturalmente salvo rispetto delle legittime aspettative
  dei terzi, attenzione, anche su questo dobbiamo stare molto
  attenti.
    Quindi coerenza con il PERS, passaggio in III e IV Commissione
  e velocità, questo è il nostro impegno.

    PRESIDENTE. Allora l'argomento lo stralciamo per un
  approfondimento molto più avanti.

    PAGANA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PAGANA. Presidente io apprezzo lo stralcio anche perché lo
  abbiamo richiesto noi e tutto, però, onorevole Cracolici si
  parla di agricoltura, lei grande maestro, volevano, Presidente
  vorrei sottolineare che stasera qui si è preso un impegno nei
  confronti degli agricoltori che rischiamo di svendere i propri
  terreni pur di guadagnare qualcosa su quei terreni che non
  derivi dal grano, quindi io mi auguro che immediatamente gli
  assessorati competenti davanti al Presidente della Regione,
  davanti a tutta l'Assemblea, si rendano conto che hanno preso un
  impegno serio nei confronti di quegli agricoltori, che resti
  agli atti perché qui dentro la prossima volta che il Governo si
  presenterà io voglio vedere un atto da parte del Governo a loro
  sostegno. Grazie.

    PRESIDENTE. Sull'articolo 44 c'è una riscrittura del Governo,
  44.R. E' già nel fascicolo. E' un argomento questo abbastanza
  importante che credo meriti un approfondimento. Assessore lei
  intende intervenire su questo articolo? Ne ha facoltà.

    TURANO, assessore per l'attività produttive. L'altro giorno ho
  riferito delle riserve che avevo sulla formulazione
  dell'articolo 44. L'articolo stesso è stato accantonato, c'è
  stato un confronto con tutti i gruppi parlamentari, in
  Commissione è stato riscritto. Io penso che si può votare, è una
  norma importante che da un indirizzo significativo e spero che
  sia condivisa da tutta l'Aula.

    PRESIDENTE. Tutti gli emendamenti quindi sono decaduti. Si
  passa alla votazione del 44.R

    SUNSERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SUNSERI. Signor Presidente. Assessori, confermo le parole
  dell'assessore, è stato fatto un lavoro condiviso tra
  Parlamento, Giunta e presidenza della Commissione con cui
  abbiamo scritto insieme l'emendamento, ci auguriamo che porti
  degli effetti positivi così come diciamo per la Sicilia e per la
  prima volta devo dire quando la Giunta si siede insieme al
  Parlamento riusciamo a scrivere una norma che probabilmente
  servirà a questa Sicilia, a differenza di tante altre norme che
  il Governo ci viene semplicemente a trattare come dei
  passacarte, in questo caso sono contento della collaborazione
  dell'Assessore nella riscrittura dell'emendamento e mi auguro
  che possa avere effetti perché sicuramente l'emendamento è un
  po' più leggero rispetto a come era stata scritto.
    Quindi mi auguro di raggiornarci a dodici mesi, così come è
  scritto nell'emendamento, che possa aver ottenuto i risultati
  ricercati.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi annuncio a
  nome del Partito Democratico il voto favorevole, anche noi
  abbiamo apprezzato il lavoro di componimento delle questioni che
  è stato affrontato e ringraziamo, naturalmente, anche il
  presidente Ragusa che si è fatto carico insieme con il Governo
  di trovare la soluzione migliore.

    TURANO, assessore per le attività produttive. Signor
  Presidente, come diceva l'onorevole Sunseri, se nell'arco di
  dodici mesi non ci sono effetti, c'è la volontà del Governo di
  riconfrontarsi e fare una norma sicuramente più rigorosa e
  precettiva.

    PRESIDENTE. Allora, l'emendamento 44.R diventa un articolo
  della legge.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

  (E' approvato)
    Si passa all'articolo 52 precedentemente accantonato.
    L'articolo 52 riguarda modifiche di norme in materia di
  attività produttive.
    Si passa all'emendamento 52.2 soppressivo dell'articolo che è
  ritirato.

    Si passa all'emendamento 52.6.

    ZAFARANA. Chiedo di parlare.

    Presidenza del Presidente MICCICHE'

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi in merito
  all'articolo 52 i commi 1, 2 e 3 sono degli interventi che vanno
  a intervenire su quella che è, diciamo, questa attività di  si
  sta plasmando, praticamente, questo nuovo ente che ancora oggi
  non esiste ed è l'IRCA, derivante dalla fusione dell'IRCAC e
  della CRIAS, un ente che, voi sapete, poiché l'abbiamo seguito
  insieme in questa finanziaria ad oggi è individuato con una
  legge, la n. 8 del 2018, poi viene istituito invece con la legge
  n. 10 del 2018. Poi ulteriori modifiche vengono introdotte con
  questi commi in maniera del tutto disorganica perché vanno nel
  primo punto, sostanzialmente a aumentare il numero dei Cda, e ci
  potrebbe pure stare bene, ma qualora questi fossero a titolo
  onorifico. Invece, sostanzialmente, escludendo le deroghe della
  cosiddetta spending review, che noi abbiamo fatto nel 2016 per
  gli enti economici, di fatto si va ad introdurre una spesa, per
  questo Cda, che essendo e trattandosi di Cda che rientrerebbero
  in fascia A qua si parla di cinquanta mila euro per il
  Presidente e ventimila euro per ogni componente di questo Cda.
  Quindi a) c'è un consto ed una copertura? E mi si deve dire  no,
  non c'è copertura, assessore, e lei dirà chiaramente se questa
  cosa non è così perché praticamente si va ad escludere questi
  enti in quanto appunto enti economici, introducendo il
  marchingegno del comma 1.
    Al comma 2 invece, sostanzialmente, anzi no questo è
  l'allargamento del numero, poi c'è quello che ho detto io,
  quindi la spesa rispetto al funzionamento del Cda, il terzo
  comma è ancora più pericoloso perché qui va a toccare e, ripeto,
  in un contesto di mancata contrattazione, di mancato dialogo, di
  incapacità da parte di questo Governo di capire come deve
  funzionare questo ente, l'IRCA, che oggi sappiamo svolgere
  pratiche e fare credito a imprese, a cooperative ed è vitale
  come attività sul nostro territorio per la piccola impresa,
  quindi non può transitare senza un inquadramento, praticamente
  facciamo transitare i lavoratori esclusivamente con
  l'inquadramento economico senza che questo sia giustificato da
  un inquadramento giuridico. È allucinante, anche perché,
  parlandoci chiaramente, noi è dal maggio dell'anno scorso che si
  tratta di questa fusione. È passato un anno  Qualora passi un
  altro anno prima che questo Governo si decida nei propri
  equilibri di definire la vita di quest'ente perché, perché
  abbiamo visto già tre formulazioni di decreti, questi lavoratori
  in base a quale contratto si dovranno eventualmente comportare,
  anche per richiedere le ferie, anche per richiedere un permesso
  di famiglia? Perché non essendoci il transito dell'inquadramento
  contrattuale, di fatto vengono sganciati da qualsiasi condizione
  contrattuale.
    Ora, il punto qual è? Non si fanno le leggi così. Non si opera
  così. La cosa più normale e assennata che questo Assessore, che
  questo Governo potrebbe fare è: trattiamo la materia in maniera
  organica, non in un contesto legislativo di finanziaria, andiamo
  a capire chi e cosa deve fare per le nostre, al servizio delle
  nostre imprese, e non sottraiamo ulteriori risorse, anche perché
  essendo, come probabilmente l'Assessore risponderà, l'aumento
  del costo del Cda a carico dei trasferimenti dell'ente, questa
  cosa non andrà probabilmente a gravare sulle casse della
  Regione, ma andrà comunque a sottrarre risorse economiche da
  poter utilizzare per il credito alle nostre imprese, quindi
  sostanzialmente sono sempre le imprese ad essere danneggiate.
    Dopodichè la prima richiesta, signor Presidente, è la
  richiesta di stralcio di questi tre commi, perché sarebbe
  veramente un atto di assennatezza e poi si potrebbe andare in
  Commissione anche a relazionarsi con la componente sindacale, di
  rappresentanza dei lavoratori e fare un lavoro fatto bene,
  quindi noi chiediamo innanzitutto lo stralcio, successivamente,
  chiaramente, abbiamo presentato gli emendamenti e si proverà in
  qualche modo ad attutire questi colpi che non si capisce
  veramente in che direzione dissennata stiano andando.

    TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TURANO, assessore per le attività produttive. Signor
  Presidente, se i colleghi mi ascoltano, ho chiesto di parlare
  prima degli interventi dei parlamentari che si sono iscritti
  perché penso che quest'argomento meriti per davvero una
  riflessione importante e considerato che mi sono preoccupato di
  illustrarlo in tutte le Commissioni di merito, dinanzi alle
  forze parlamentari che vi erano presenti, ho cercato di fare
  chiarezza e poiché intendo affermare cose che secondo me hanno
  una loro rilevanza, voglio fermarmi al primo, secondo e terzo
  comma, per spiegare bene l'argomento che stiamo trattando.
    Il primo comma, signor Presidente, introduce il principio,
  senza oneri a carico del bilancio della Regione, introduce il
  principio che i componenti del Consiglio di amministrazione
  dell'Irca, possono avere una retribuzione come da tabella fatta
  dall'onorevole Presidente della Regione Lombardo e ridotta del
  venti per cento dall'onorevole Crocetta, con un ristoro per il
  Presidente pari a cinquantamila euro e per i componenti a
  ventimila euro.
    Io concettualmente penso che non è corretto pensare di mettere
  riforma ad un ente così importante che deve dare un grande
  servizio alle imprese artigiane e chiedere a quel Consiglio di
  amministrazione che si deve assumere importantissime
  responsabilità di non prendere nessuna indennità, così come lo
  dico per la liquidazione tanto della Crias quanto dell'Ircac, è
  necessario non potere nominare un Commissario straordinario che
  possa anche percepire un'indennità e lo dico perché faccio un
  esempio su tutti: l'ultimo bilancio dell'Ircac è del 2009, siamo
  nel 2019 e se non vi è l'approvazione dei bilanci il nuovo ente
  non può partire.
    Ora, chiedere con onestà intellettuale ad un professionista,
  ad un funzionario, di potere assumersi responsabilità così
  onerose di guardare bilanci che non sono stati approvati negli
  anni, per far partire l'ente che deve dare un grande servizio
  alle imprese artigiane e alle imprese del mondo cooperativo,
  senza un ristoro, significa non voler far nulla. Primo comma.
    Secondo comma, ho assunto un impegno, il legislatore nazionale
  - onorevole Lupo - se l'Aula segue poiché voglio anticipare il
  parere su alcuni emendamenti che i colleghi hanno presentato,
  vorrei essere seguito.
    Il legislatore nazionale per alcuni enti ha previsto il
  Consiglio di amministrazione composto da cinque membri.
    Quando abbiamo proposto l'IRCA abbiamo pensato, nel rispetto
  della legislazione regionale di allora che è ancora vigente, che
  il consiglio fosse composto da tre membri.
    Poiché l'IRCA rappresenta l'unione di due enti diversi che
  hanno ambiti di applicazioni diversi cioè il mondo delle
  cooperative e il mondo degli artigiani, ritenevo fosse giusto
  fare partecipare i componenti di quei mondi al consiglio di
  amministrazione.
    Ma essendo l'organismo di tre enti e non potendo avere la
  parte datoriale la maggioranza del consiglio perché
  influenzerebbe le delibere del consiglio di amministrazione non
  potevano garantirsi i due enti.
    Si è pensato allora, di estendere, nel rispetto della
  normativa nazionale, che per questi organi prevede il consiglio
  di amministrazione a cinque di portare il consiglio di
  amministrazione a cinque così da permettere a entrambe le
  categorie di partecipare.
    Su questo punto ho riscontrato un emendamento dell'onorevole
  Lupo e dei componenti del Movimento Cinque Stelle che chiede di
  affidare la Vice  Presidenza ad uno del mondo datoriale.
    Ora voglio essere chiaro.
    Il Governo della Regione ha già assunto l'impegno che il Vice
  Presidente sarà dato a loro ma non lo possiamo mettere per legge
  perché se lo mettiamo per legge, costringiamo per forza a darlo
  a loro e qualora dovesse venire meno il Presidente, il Vice
  Presidente potrebbe avere un privilegio in questo caso.
    Sto dicendo l'impegno è che si darà al mondo delle categorie
  come equilibrio che è un equilibrio politico, non lo possiamo
  scrivere per legge.
    Terzo punto.
    Possiamo mai pensare che in un ente vi siedano soggetti che
  hanno trattamenti giuridici diversi? Vi devono sedere soggetti
  che abbiano il trattamento economico che viene garantito. Il
  trattamento giuridico lo faremo stabilire al prossimo consiglio
  di amministrazione, ragione per la quale stiamo sopprimendo la
  parola  giuridico' e mantenendo la parola  economico'.
    Credo, onorevoli colleghi, che talvolta a difendere le
  prerogative della categoria non significa non analizzare
  onestamente quello che si è fatto.
    Vi faccio un esempio. Se in Sicilia abbiamo 180.000 imprese
  artigiane e se questo anno sono state liquidate soltanto 2.600
  pratiche, pari a meno dell'1 per cento dei destinatari, vuol
  dire che qualcosa non ha funzionato.
    Così come se all'IRCAC abbiamo 52 dipendenti ed abbiamo
  esitato poche pratiche di un numero quasi risibile rispetto ai
  componenti che lavorano lì non possiamo ovviamente tenere questa
  cosa.
    Quindi, se si condivide, come l'anno scorso l'Assemblea ha
  condiviso e dall'anno scorso, dal mese di luglio scorso ad oggi,
  si è lavorato per definire il Regolamento con tutte le
  spigolature nell'elaborazione di un Regolamento così difficile
  ed articolato, già inoltrato al CGA per il parere di rito dopo
  averlo illustrato e incamerato il parere positivo delle
  Commissioni, non vedo come non si possano trattare in maniera
  positiva questi argomenti.
    Insisto perché si possa votare questo segmento di articolo, mi
  riservo di intervenire successivamente sugli altri commi
  dell'articolo che riguarda la liquidazione delle ASI su cui
  anche sul punto riferirò in maniera dettagliata, facendo la
  radiografia di cose molto delicate che vi sono.

    FOTI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Assessore
  Turano conosce la mia opinione a proposti di tutta questa
  vicenda, di questa riforma. La vicenda ve la riassumo. Mi fa
  immaginare come se qualcuno riempisse una valigia per partire
  per un viaggio, mettendo dentro roba a casaccio, indumenti
  sgualciti e sporchi. Chiude la valigia e poi decide dove deve
  andare. Perché ancora non si è capito dove si deve andare. Il
  fatto che gli enti non abbiano funzionato e non abbiano fatto
  prestiti né agli artigiani né tantomeno al mondo della
  cooperazione in Sicilia, non è perché si attendeva questa
  riforma. Forse bisognava lavorare su quel fronte. Infatti, solo
  grazie a sollecitazioni provenienti anche da parte nostra, si è
  riusciti a risvegliare dal torpore l'Assessorato che era
  distratto a fare altro, mentre giacevano centinaia di richieste.
    Ancora non abbiamo sentito, signor Presidente, che cosa dovrà
  fare questo ente. Non sappiamo nulla di quello che è la volontà
  del Governo, come vuole migliorare il credito. E' chiaro che non
  ci saranno oneri a carico della Regione. Perché tutto si
  aggancia come una zecca al Fondo di rotazione dedicato alla
  cooperazione e agli artigiani e quindi la grande vacca da
  mungere, questa volta, sarà proprio afferrata piene mani.
    Ora, signor Presidente, dato che c'è stato anche un movimento
  ballerino su questa norma. Perché noi la avevamo votata prima
  nella finanziaria, poi era stata messa nel collegata, poi è
  rispuntata qua dentro, con una grande fretta. E questa cosa non
  ci piace per nulla.
    Voglio ricordare che la Commissione si ha dato un parere
  positivo. Eravamo pari, il Presidente è stato costretto ad
  avvalersi del suo doppio voto per dare questo gran parere
  positivo, ma proprio grande questo parere positivo. Non so se
  ora stralciamo, non stralciamo, è tutta una porcheria. Avevo
  presentato un soppressivo per l'articolo 1 della legge n. 10 del
  2018 che non ritrovo qua dentro, è stato misteriosamente messo
  negli aggiuntivi, eppure era stato votato dalla Commissione.
    Quindi, mi rimetto alla volontà, a questo viaggio misterioso,
  dove ci porteranno con questo IRCA che è già un fallimento prima
  di nascere. Ho voluto intervenire, signor Presidente, perché
  ogni tanto è bello che le cose rimangono a verbale. Le lamentele
  sono state immani. Poi, se un giorno ci vogliono spiegare cosa
  vogliono fare del credito, ne saremmo contenti dato che il
  Presidente Musumeci quando si è insediato ha dato risalto nelle
  sue parole all'importanza e all'aiuto che dobbiamo dare a chi
  lavora con le proprie mani, agli artigiani. Proprio ha fatto
  questo riferimento a chi è operoso che è stato veramente preso a
  pesci in faccia in un anno. E questa Assemblea quando ha
  approvato quell'articolo, a parte che noi abbiamo votato contro,
  questo lo voglio ricordare, perché non è una norma del
  Parlamento.
    Questa è una norma che è stata fatta ingoiare a dei
  parlamentari che forse oggi si rendono conto dell'errore che è
  stato fatto. E se quel poco di energie che c'erano in
  Assessorato si utilizzavano, Assessore Turano, per fare
  funzionare i due enti, forse era il caso che i bilanci di
  sistemarli prima. Già siamo pronti per partire e ancora ci sono
  i bilanci che non sono approvati dal 2009 per un ente e tre-
  quattro bilanci mancano dalla CRIAS. Questo è profondamente
  scorretto nei riguardi di chi attende risposte cioè gli
  artigiani e il mondo della cooperazione.
    Noi votiamo contro. Lo stralciate, qualsiasi cosa, ci
  dissociamo da tutte le iniziative prese e da quelle che in
  futuro saranno prese se si continuerà con questo registro.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vorrei comunicarvi che superata la
  mezzanotte il costo degli straordinari è bestiale

    CRACOLICI. Signor Presidente, come volevasi dimostrare la
  cosiddetta riforma più importante che il Governo ha annunciato
  nella scorsa Finanziaria è tornata in Aula: il credito.
  Addirittura, si era costruita come la riforma dell'IRFIS,
  dell'IRCAC, della CRIAS, poi l'IRFIS si è capito che non si
  poteva accorpare e si è fatta una mini riforma del credito che
  si chiama IRCA.
    E si è fatta con un sistema, correggo l'Assessore e gli
  consiglio di non usare più la parola liquidazione della CRIAS e
  dell'IRCAC, perché se lo fa, fa un reato, perché nessuna legge
  l'ha autorizzato a liquidare i due enti, neanche per
  incorporazione perché la legge non prevede chi incorpora.
    Avete fatto una legge in cui si parla di fusione e non si
  capisce bene chi incorpora chi. Però questo è un altro problema.
  Intanto, però, quella legge, alla fine questo mostro che doveva
  nascere aveva un fatto comunicativo immediato.
    L'assessore Armao, tra gli elementi qualificanti di quella
  riforma, usò l'argomento che è un solo ente del credito
  agevolato regionale intanto riduceva i Consigli di
  Amministrazione. Alla prima curva il Governo si è rimangiato
  quella affermazione. Perché la proposta che viene oggi a fare
  l'assessore Turano, sostanzialmente, dice che il futuro
  Consiglio di Amministrazione dell'IRCA non sarà di tre - come
  prevede la legge - ma sarà di cinque. E, tra l'altro, con un
  argomento bizzarro, senza oneri a carico della Regione, ci
  mancherebbe. Gli oneri sono a carico dell'IRCA, non della
  Regione. Quindi, il paradosso che il Governo ha smentito, dopo
  pochi mesi, la ragione per cui ha fatto questa riforma.
    Addirittura, avevo visto in uno dei testi del  Collegato' che
  c'erano due norme, una che parlava di questa norma sui Consigli
  di Amministrazione, una che addirittura parlava della fusione
  per incorporazione, che io considero corretto, quel passaggio,
  tant'è che secondo me voi farete queste riforma nel 2050, perché
  vi incaglierete su una serie di questioni procedurali che non
  avete neanche idea di che cosa avete combinato. Detto questo,
  voglio qui denunciare che il Governo, non solo aumenta a cinque
  i Consigli di Amministrazione dell'IRCA, ma attenzione,
  Presidente Musumeci - lei che ha fatto della riduzione dei costi
  uno dei punti qualificanti della sua azione amministrativa - al
  comma 4 dell'articolo della legge n. 9 del 2015, sopprime la
  parola tre agli enti pubblici non economici.
    Che vuol dire? Vuol dire che i Consigli di Amministrazione di
  tutti gli enti pubblici non economici - per capirci, l'ESA,
  tutti, non l'IRCA, tutti - e abolite il limite di tre, quindi si
  può fare di cinque, di sei, di sette. Lo stabilirà lo statuto
  dell'ente, se non c'è più una legge che stabilisce il limite.
    Io non voterò soltanto contrario, ma ci voterò sette volte
  contro questo primo comma. Presidente, sette volte, vedrà che
  voteremo sette volte. Perché è evidente che questo primo comma è
  la smentita più clamorosa delle fandonie che avete detto sulla
  riforma del credito, sulla necessità di ridurre i costi degli
  enti pubblici. Alla prima curva aumentate i Consigli di
  Amministrazione di tutti gli enti e aumenterete i costi
  dell'Amministrazione regionale.
    In un momento in cui stiamo facendo un bilancio che non
  garantisce le giornate lavorative agli operai dell'ESA, dei
  Consorzi di bonifica, aumentiamo i costi dei Consigli di
  Amministrazione nominati dalla politica. Io credo che questo sia
  uno dei tratti distintivi della qualità di questa Finanziaria e,
  mi permetto di dire, anche delle bugie che questo Governo
  continua a raccontare ai siciliani.

    ARANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARANCIO. Signor Presidente, sarò velocissimo. Oltre a
  condividere l'intervento del collega che mi ha preceduto,
  anch'io ho delle difficoltà a vedere bene questa fusione per
  incorporazione. Intervengo per dire che noi abbiamo chiesto la
  soppressione del comma 3, perché riteniamo che sia doveroso
  mantenere il trattamento giuridico di provenienza del personale,
  perché sarebbe scorretto cambiare le carte in tavola a persone
  che già lavorano da decenni in questo istituto che sarà formato,
  ma lavorano già da decenni negli istituti di provenienza.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 52.6:  Il comma 1 è
  soppresso. , degli onorevoli Zafarana ed altri. Lo pongo in
  votazione.

    CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.6

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 52.6.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

  (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti           65
    Votanti      63
    Maggioranza  32
    Favorevoli   35
    Contrari     28
    Astenuti     1

  (E' approvato)

    Il comma 1 è soppresso.
    Si passa all'emendamento 52.7, degli onorevoli Zafarana ed
  altri. Lo pongo in votazione.

    CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.7

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 52.7.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

  (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti        ...   65
    Votanti      61
    Maggioranza  31
    Favorevoli   29
    Contrari     32
    Astenuti     0

  (Non è approvato)

    Il comma 2, quindi, rimane. E' stata bocciata la soppressione,
  pertanto, il comma 2 rimane.
    Si passa all'emendamento 52.13, a firma degli onorevoli Foti
  ed altri.
    Il parere del Governo?

    TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

    CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.13

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 52.13.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

  (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti        ..   65
    Votanti      65
    Maggioranza  33
    Favorevoli   30
    Contrari     35
    Astenuti     0

  (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 52.21, a firma degli onorevoli Lupo
  ed altri.
    Il parere del Governo?

    TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

    CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.21

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 52.21.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

  (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti        ..   65
    Votanti      65
    Maggioranza  33
    Favorevoli   32
    Contrari     33
    Astenuti     0

  (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 52.1, a firma degli onorevoli
  Figuccia ed altri.
     Lo pongo in votazione.

    ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.1

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 52.1.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

  (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti        ..    65
    Votanti      64
    Maggioranza  33
    Favorevoli   33
    Contrari     31
    Astenuti     0

  (E' approvato)

    Il comma 3, quindi, è soppresso.
    Si passa all'emendamento 52.9, soppressivo del comma 4, a
  firma degli onorevoli Zafarana ed altri.

    CANCELLERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  il comma 4 alla lettera c), io vi voglio illustrare il contenuto
  dell'emendamento 52.19 di pag. 124,  che è l'ultima lettera del
  comma 4, per cui delle lettere a) e b) mi interessa davvero
  molto poco e si possono anche sopprimere.

    TURANO, assessore per le attività produttive. Scusi,
  Presidente, c'è una riscrittura della lettera c) che introduce
  il concetto dell'evidenza pubblica per il diritto di prelazione
  dei soggetti

    PRESIDENTE. C'è una richiesta di soppressione del comma 4 che
  dobbiamo votare. Poi, se non viene votata la soppressione ci
  sarà quella della lettera c).

    LUPO. Ritiro l'emendamento 52.9.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 52.20:  La lettera b) è soppressa , a
  firma degli onorevoli Cancelleri ed altri.

    CANCELLERI. Lo mantengo. Chiedo la votazione per scrutinio
  segreto.

    TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TURANO, assessore per le attività produttive. Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, comunque vorrei ringraziare
  l'Aula per la votazione che si è tenuta per l'organismo
  dell'IRCAC.
    Ora stiamo cambiando argomento. Lo dico come un evento di
  riflessione. Noi abbiamo deciso di mantenere il trattamento
  giuridico dei dipendenti della CRIAS e dell'IRCAC ed avevo
  spiegato all'Aula che all'IRCAC vi sono cinquantadue dipendenti
  che hanno approvato settantasette pratiche - però è giusto
  mantenere il trattamento giuridico - ed alla CRIAS vi sono
  settantotto dipendenti e ne hanno approvato duemilaseicento,
  pari all'1 per cento del mondo artigiano, degli artigiani a cui
  loro si rivolgono.
    Però, va bene perché l'Aula è sovrana. Dobbiamo, però, dirci
  la verità dei fatti.
    Io credo che sia intellettualmente corretto riferire che noi
  abbiamo garantito giustamente il trattamento giuridico dei
  dipendenti che, nel nuovo ente, avranno inquadramenti diversi ed
  abbiamo aggiunto che nel nuovo ente, onorevole Cracolici, il
  presidente del Consiglio di amministrazione dell'IRCAC non
  percepirà nessuna indennità.
    Quindi, io immagino un ente di questo tipo che si rivolge ai
  180 mila artigiani

    CRACOLICI. Dov'è scritto? Io non ho mai parlato di gratuità;
  io ho eliminato il 5.

    TURANO, assessore per le attività produttive. Come no? Però,
  siccome io ho profondo rispetto del Parlamento, prendo atto di
  questa volontà.
    Onorevole Cancelleri, i commi 3, 4 e 5 io proverò ad
  illustrarli.
    L'anno scorso, nell'approvazione della legge finanziaria,
  abbiamo previsto che i commissari liquidatori degli enti
  disciolti delle ASI debbono permettere alla Regione di
  esercitare il diritto di prelazione per tutti gli immobili che
  si vendono.
    Chiaramente, non era questa la volontà del Governo - ed io
  presumo neppure del Parlamento - allora abbiamo mantenuto il
  diritto di prelazione per gli assetti strategici. Per, invece, i
  singoli siti che possono andare dai centri direzionali, ai
  capannoni, a tutte le attività che si svolgono dentro l'Irsap
  anche in affitto ai conduttori che li hanno, abbiamo previsto
  che questa volta il diritto di prelazione possa essere
  esercitato dal conduttore del fabbricato. Abbiamo aggiunto,
  chiaramente onorevole Cancelleri, introducendo il principio
  dell'evidenza pubblica perché quando abbiamo in Commissione
  approvato il suo emendamento non vi era contenuto quello ma era
  un mero, come dire, un mero errore. Abbiamo aggiunto, inoltre,
  onorevole Milazzo mi segua un attimino, poiché la regione non ha
  la vocazione di fare il gestore degli impianti idrici, delle
  reti fognarie e dei depuratori, di dare la possibilità in
  mancanza della società d'ambito di affidare questi beni al
  Comune, un affidamento a titolo gratuito e temporaneo, ai Comuni
  dove ricadono gli impianti. A me sembra questo un principio di
  buon senso ed, infine, con la lettera B, abbiamo, vorremmo se il
  Parlamento consente, introdurre il principio che i commissari
  liquidatori approvando qui l'emendamento dell'onorevole
  Cracolici che sopprime la parola  direttamente' che i Commissari
  liquidatori che non hanno la possibilità di pagare gli oneri non
  per le vertenze dei professionisti, gli oneri per l'iscrizione
  della causa al ruolo, sono costretti a vedersi impoverito, a
  vedere impoverito il patrimonio dell'ASI, perché non c'è questa
  disponibilità. Ed, allora, chiaramente l'assessorato si farà
  carico di dare degli atti di indirizzo per permettere loro di
  pagare, o di stornare delle somme per il pagamento, per evitare
  che i litiganti temerari possano vincere le cause impoverendo il
  patrimonio delle ASI che, magari, invece andrebbe a garantire il
  ristoro di soggetti che hanno titolo per fare causa. Questa è la
  spiegazione di tutti i commi che ho indicato, ivi compreso la
  riscrittura che introduce il principio della evidenza pubblica
  per la vendita di qualunque bene.

    PRESIDENTE. Possiamo votare? Onorevole Cancelleri? L'onorevole
  Cancelleri non sta ancora parlando, ma parlerà tra poco.

    CANCELLERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
  Io intervengo anche se ancora non siamo all'emendamento, però
  volevo rispondere all'assessore e mi rivolgo ai colleghi. Mi
  riferisco alla lettera c) del quarto comma che, nella
  riscrittura del Governo, dovrebbe prevedere la possibilità di
  dare in qualche modo un diritto di prelazione, ma è, l'assessore
  mi perdonerà, la riscrittura abbastanza complessa, fumosa e
  secondo me di dubbia applicazione ma soprattutto non risolve il
  problema. Ora ve lo spiego brevemente: tutti gli imprenditori
  che sono insediate nelle zone industriali siciliane e che hanno
  un capannone in locazione, questi contratti non sono volgarmente
  detti di locazione, ma non sono di locazione, perché hanno
  riportato in calce, e già alcune vendite nel passato lo hanno
  confermato, sono dei contratti nei quali il prezzo che è stato
  pagato negli anni, appunto di affitto volgarmente detto, in
  realtà dovrebbe essere scomputato dal prezzo di vendita finale.
  Per cui è vero che oggi il competente ufficio delle agenzie
  delle entrate, del genio civile, fissa un prezzo, ma a questo
  prezzo deve essere tolto tutto il pagato che negli anni è
  avvenuto come prezzo di affitto. Questo cosa è avvenuta e faccio
  nomi e cognomi perché, per carità, poi alla fine sono pubblici
  col capannone della Sidercem dell'allora assessore Venturi è
  avvenuto questo, perché il commissario dell'Irsap lo ha venduto
  scomputando tutti gli oneri che erano stati dati, e per questo
  ne sono avvenuti tanti altri, questo nella zona industriale di
  Caltanissetta, sicuramente ci saranno altri esempi anche in
  altre aree ASI della Sicilia, e allora con l'emendamento 52.19,
  che spero che l'assessore possa apprezzare, noi stiamo ribadendo
  che togliamo il diritto di prelazione della Regione, perché
  nella riscrittura ancora permane, e diciamo che ce l'anno per un
  periodo limitato di trenta giorni, chi oggi è un locatario di
  quel bene, e che nel prezzo di vendita stabilito dagli uffici
  competenti deve essere detratto per intero la somma che in
  questi anni quegli imprenditori hanno pagato, in maniera tale
  che andremo a dare finalmente ristoro a queste persone, e rimane
  tutto così come era nel rispetto della normativa vigente, nel
  rispetto delle leggi nazionali e tutto quanto, dando a queste
  persone la stesse prerogative che hanno avuto imprenditori del
  passato che hanno già effettuato l'acquisto.

    PRESIDENTE. Il Governo vuole rispondere rispetto a questo?

    TURANO, assessore per le attività produttive. Posizione che
  prevede la procedura di evidenza pubblica, e non potrebbe essere
  diversamente, e prevede proprio perché riteniamo sbagliato il
  sistema del passato, e prevede Presidente in un'attività
  liquidatoria di un ente che ha dei debiti e dei crediti, e
  prevede che vi sia la valutazione dell'ufficio tecnico erariale
  dell'ufficio del Genio civile, che dia la congruità del prezzo,
  non ci sono altre vie se non quelle dell'evidenza pubblica e
  della congruità del prezzo.

    PRESIDENTE. Il parere?

    TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.

    ZAFARANA. La prelazione rimane.

    TURANO, assessore per le attività produttive. La prelazione al
  valore venale del bene, ecco.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 52.20.

    CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  segreto.

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.20

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 52.20.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

  (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti  ..      ..  65
    Votanti      64
    Maggioranza  33
    Favorevoli   23
    Contrari     41
    Astenuti     1

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 52.4. Onorevole Cracolici lo
  mantiene?

    CRACOLICI. Sì, il Governo è favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa alla votazione dell'emendamento del 52.22, dovreste
  averlo nel fascicolo anche se ormai stasera gli Uffici sono poco
  credibili,  del Governo.

    CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga con voto nominale.

    Votazione per scrutinio nominale  dell'emendamento 52.22

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
  dell'emendamento 52.22.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

  (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti  ..      ..  65
    Votanti      63
    Maggioranza  32
    Favorevoli   43
    Contrari     20
    Astenuti     0

    (E' approvato)

    Si passa alla votazione dell'emendamento 52.33, del Governo,
  la clausola dell'invarianza finanziaria. Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa alla votazione dell'articolo 52. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Io lo sapevo che ad andarmi a curare ci dovevo andare dopo la
  finanziaria, non prima
    Ci sono le riscritture degli articoli stralciati, sono
  riscritture di articoli che presentavano motivi di
  incostituzionalità e abbiamo chiesto la riscrittura e sono
  arrivati.

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO. Signor Presidente, le vorrei sottoporre una cosa a
  norma di Regolamento, nulla da eccepire su quello che è stato
  fatto. L'articolo che riguardava la Pumex approvata in
  Commissione bilancio è stato stralciato. Noi l'avevamo
  riscritto, Presidente, lo può eventualmente sottoporre all'Aula
  se ci sono le condizioni. Lo sottoponiamo all'Aula. L'Aula lo
  può bocciare, lo può approvare.

    PRESIDENTE. Onorevole Milazzo lo faccio con piacere se mi da
  questa riscrittura. Io non ce l'ho.

    MILAZZO. E ora vediamo di procurarcela Presidente.

    PRESIDENTE. E allora votiamo intanto questi tre. Onorevole
  Milazzo però in tempi molto brevi.
    Si passa all'emendamento A.265 a firma del Governo. Lo pongo
  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento a. 267 a firma della Commissione. Lo
  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento A.271 a firma dell'onorevole Lo
  Giudice. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Dobbiamo tornare all'articolo 10.
    Onorevoli colleghi, vorrei approfittare di questo momento di
  pausa perché farei distribuire le mozioni che sono state
  presentate  soltanto quelle sul regionalismo differenziato.
  Farei distribuire le mozioni presentate sul regionalismo
  differenziato perché siccome tanti colleghi mi chiedono di
  votarle stasera, visto e considerato che domani c'è la
  trattativa con lo Stato, per cui è intenzione di tanti impegnare
  il Presidente della Regione a fare il cattivo domani, per cui se
  le distribuiamo e fra dieci minuti, se è possibile, le votiamo.
    Sono state presentate due mozioni sul regionalismo
  differenziato perché domani c'è la trattiva e alcuni colleghi,
  correttamente a mio avviso, mi chiedono di votarle stasera visto
  che c'è la trattativa domani. Siccome andremo avanti con questo,
  non posso permettermi di aprire un dibattito a quest'ora sul
  regionalismo differenziato, metterò in votazione direttamente la
  mozione.

    CAPPELLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPPELLO. Signor Presidente, io capisco le richieste che le
  sono state avanzate e capisco anche le ragioni del tempismo, non
  me ne voglia, ma votare sic et simpliciter un ordine del giorno
  senza affrontare un dibattito serio su un argomento così
  importante, equivale a sminuire la portata di questa materia. Io
  come capogruppo del Movimento Cinque Stelle non ho sottoscritto
  l'ordine del giorno che mi è stato sottoposto, non perché non lo
  condivida nella sua integralità, quanto piuttosto perché
  desidero che su questo tema il mio gruppo parlamentare, su
  questo tema il mio gruppo vuole che si apra un dibattito che
  impegni l'Assemblea e che la renda consapevole di ciò che sta
  accadendo, nel bene o nel male. Per cui, signor Presidente, a
  mio avviso sarebbe più opportuno rinviare la discussione id
  questo ordine del giorno ad una seduta tematica su questo tema.

    AMATA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del
  giorno presentato ha l'urgenza di essere votato questa sera,
  secondo me, in quanto domani, anzi oggi, che è il 15 febbraio,
  sarà completata la pre-intesa che è iniziata con il Governo
  Gentiloni ed adesso sarà affrontata da questo Governo tra le tre
  Regioni Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, che appunto chiedono
  questo federalismo differenziato e cioè una serie di materie, di
  competenze trasferite e quindi ritengo opportuno, assolutamente
  necessario, che questo Parlamento consegni al Governo
  quest'ordine del giorno in cui invitiamo il Governo a definire
  dei passaggi che secondo noi sono fondamentali, anche perché su
  quest'argomento purtroppo non c'è stato alcun tipo di dibattito
  e questo è stato davvero un peccato, ma non solo in Sicilia, non
  c'è stato alcun tipo di dibattito in Italia, cioè gli italiani
  sono stati distratti da altri argomenti, vedi l'immigrazione,
  vedi il problema Salvini con la Diciotti, ma non si è affrontato
  un argomento assolutamente importante.
    Solamente ieri sera, ho potuto ascoltare e mi ha fatto davvero
  piacere sentire il nostro Presidente, il Presidente Musumeci
  della Regione siciliana, che ha affrontato il dibattito con il
  Presidente, per esempio Fontana, nella trasmissione Porta a
  Porta. Sinceramente da alcune espressioni del Presidente Fontana
  alle quali ha ben risposto il nostro Presidente, ritengo che
  questo documento sia di fondamentale importanza, perché quello
  che non si comprende è che noi non temiamo il federalismo
  differenziato, ma desideriamo che prima che si parli di
  federalismo differenziato, si affronti un altro tipo di
  problematica e cioè che c'è sicuramente un divario tra, per
  esempio, i soldi spesi per le infrastrutture al nord rispetto
  che al sud. Quindi nel momento in cui si colmerà questo divario,
  allora sì che si potrà parlare di federalismo differenziato, nel
  momento in cui le nostre aziende, le nostre industrie saranno
  messe nelle condizioni di poter produrre quel PIL e quindi di
  poter concorrere con quelle del nord, allora l'argomento potrà
  essere trattato.
    Quindi noi non è che chiediamo di bloccare ciò che chiedono le
  altre Regioni ma di essere considerati quantomeno alla pari.
    Nel determinare queste risorse, per esempio, i parametri che
  devono essere considerati sono certamente altri rispetto a
  quello che si è fatto fino a questo momento.
    Ritengo necessario votare questa sera e non rinviare la
  discussione.

    PRESIDENTE. Onorevole Amata, darò la parola se si fanno
  interventi di un minuto altrimenti rischiamo di andare alle 6 di
  mattina solo per discutere se si deve votare o meno.
    Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Milazzo, Lo Curto,
  Pagana, Gucciardi, Di Mauro, che dite?
    Le cinque di mattina perché dovete parlare tutti non possiamo
  fare.
    Sull'argomento tutti vogliono parlare.
    Chiedo un intervento a favore del voto ed un contro e si
  procede alla votazione. La discussione ce la faremo dopo.

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO. Signor Presidente, non devo parlare dell'ordine del
  giorno.  Mi appello a lei che è profondo applicatore e
  sostenitore del Regolamento.
    Penso che dovremo parlare di ordini del giorno nel momento in
  cui si chiude la discussione generale e la votazione agli
  articoli, Presidente.

    PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, ho detto che lo sto facendo
  distribuire per cui annotarlo dopo.

    MILAZZO. Dopo di che, a norma di Regolamento, un deputato che
  presenta un ordine del giorno non deve chiedere permesso a
  nessuno.
    Gli ordini del giorno poi il Governo decide se accettarli come
  raccomandazione o se si dovranno votare.
    Nessuno può censurare la presentazione di un ordine del
  giorno.

    PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, se vuole rovinare questa cosa,
  continuiamo.
    Per votare l'ordine del giorno ci deve essere un accordo, la
  ringrazio per il suo intervento.

    MILAZZO. Devo dire ulteriormente, per richiamo al Regolamento,
  Presidente - ora devo fare l'antipatico - lei ha elencato
  all'Assemblea, giorni fa, norme dichiarate ammissibili per la
  discussione d'Aula, A; norme stralciate non più trattabili in
  Aula, B; norme di approfondimento eventualmente riscritte per
  ritornare in Aula.
    Tutte le norme stralciate non dichiarate per la riscrittura
  qui non ci possono più ritornare per questa sessione,
  Presidente.
    Se noi dovessimo accettare, a norma di Regolamento,
  riscritture stralciate - dove c'era una pietra tombale - mi
  incatenerò qui perché la norma sulla Pumex sarà trattata come
  tutte le altre e pretenderò che l'Aula si esprima.
    Non accetterò altre scorciatoie, eccezioni per altri.
    Mi sono subito in questa finanziaria che dovevamo fare ieri
  subito l'esercizio provvisorio, non c'era più strada.
    Siamo ritornati qui e tutti, tutti, componenti anche delle
  minoranze, tutto assieme la finanziaria è diventata di tutti -
  quello che è stato - perché in Commissione  Bilancio' l'abbiamo
  fatta tutti.
    Le chiedo, Presidente, diamo che si esprima il Consiglio dei
  Ministri se impugnare o non impugnare la norma sulla Pumex.

    PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per cinque minuti perché è
  arrivato l'emendamento.

    (L'Aula sospesa alle ore 1.29 riprende alle ore 1.48)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. In attesa degli elaborati relativi agli articoli
  10 ed 11invito i colleghi a proseguire il dibattito sui due
  ordini del giorno nn. 88 e 89, che sono, fra l'altro,
  complementari e, avverto l'Aula, saranno votati entrambi.

    PAGANA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questo
  Parlamento è stato chiamato a pronunciarsi in merito alla
  questione del regionalismo differenziato che sta dominando il
  dibattito politico negli ultimi giorni.
    E' stata presentata una proposta di risoluzione in commissione
  che, poi, è diventata qui in Aula ordine del giorno per il quale
  annunciamo il voto contrario del Movimento 5 Stelle non per
  l'impegno, l'ordine a firma dei capigruppo.

    PRESIDENTE. L'88 o 89?

    PAGANA. A noi è stato consegnato soltanto quello a firma dei
  capigruppo. Se ce n'è un altro non l'abbiamo letto.

    PRESIDENTE. Ce n'è uno del PD ed uno della coalizione di
  Governo.

    PAGANA. E, allora, posso intervenire dopo. Non abbiamo il
  tempo di leggerli, no?

    PRESIDENTE. Va bene.

    LO CURTO. Avevo chiesto la parola prima dell'interruzione.

    PRESIDENTE. Non l'avete letto. Allora, c'è qualcuno che chiede
  di intervenire?

    GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei parla, ovviamente, sulla
  mozione n. 88.

    GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
  Premesso che sarebbe stato utile, direi quasi indispensabile che
  il Parlamento regionale dedicasse un'intera seduta ad un
  argomento così importante, complesso, che domani c'è una
  scadenza molto molto importante. Quindi, come dire, condivido il
  senso di ciò che è stato detto in precedenza in quest'aula e che
  votare frettolosamente degli ordini del giorno non è
  assolutamente l'ideale. Peraltro il nostro è stato scritto, come
  dire, quasi improvvisando in Aula, manoscritto, ovviamente non
  si è riusciti in pieno a sostenere ciò che è un argomento così
  delicato che può avere nei decenni a venire delle conseguenze e
  delle refluenze molto gravi e pericolose per le altre regioni.
  Dicevo sarebbe stato indispensabile una seduta d'aula nella
  quale, non soltanto i singoli gruppi parlamentari, ma i singoli
  deputati potessero esprimere il proprio orientamento, le proprie
  preoccupazioni, le proprie approvazioni se nel caso rispetto ad
  un tema che investe in maniera, come dire, storica il problema
  del regionalismo differenziato. Ci riferiamo ancora alla riforma
  costituzionale del 2001 e sottacere sui rischi che il concedere
  quanto previsto dall'articolo 116 della Costituzione, tra le
  regioni a statuto ordinario delle aree più ricche di questo
  paese, mi riferisco ovviamente lo sapete benissimo ognuno di voi
  al Veneto, alla Lombardia e all'Emilia Romagna, su parametri
  pericolosissimi rispetto, non soltanto alla nostra regione, che
  è pure a statuto speciale, a statuto differenziato, anche
  all'intero mezzogiorno mettendo a rischio quello che è un
  principio sacrosanto, presidente Musumeci, sancito dalla nostra
  Costituzione che è, innanzitutto, il principio della coesione
  dell'intero paese. E allora noi abbiamo letto e ci siamo
  soffermati su quello che è il documento illustrato dal collega
  Amata poco fa, però abbiamo ritenuto la necessità, presidente,
  di integrarlo si interfacciano i documenti nel senso cioè con la
  necessità di un intervento ancora più efficace. Noi abbiamo non
  l'impressione, abbiamo la certezza che l'autonomia differenziata
  ai sensi dell'articolo 116 della Costituzione concessa a queste
  tre regioni a statuto ordinario sui parametri sui quali
  ovviamente non c'è il tempo di soffermarsi. Parametri, per
  esempio, del reddito e della popolazione. Ne cito soltanto due,
  questi rischiano di mettere in ginocchio, non mi riferisco
  ripeto soltanto alla nostra regione, ma all'interno paese, cioè
  la coesione del paese. Mettono in discussione a nostro avviso,
  vengono a violare l'articolo 117 della Costituzione, al secondo
  comma, lettera m), cioè i livelli essenziali delle prestazioni
  concernenti i diritti civili e sociali. In una parola presidente
  mettono in discussione la coesione del paese che è principio
  costituzionale assolutamente inviolabile. Questa è la ragione
  per cui desidereremmo che fosse integrato il documento che ha
  presentato e illustrato la presidente Amato della Commissione,
  con l'invito al presidente della regione di impugnare, secondo i
  rimedi che l'ordinamento giuridico ci mette a disposizione, di
  impugnare queste norme soprattutto quelle norme contenute in
  questi accordi che vengono a violare esattamente l'articolo 117,
  secondo comma, lettera m della Costituzione, cioè quei principi
  che mettono in discussione la coesione dell'intero paese, e
  mettono in discussione quelli che sono i diritti delle aree più
  disagiate e svantaggiate del paese, e mi riferisco a tutte le
  regioni del mezzogiorno, e mi riferisco  chiaramente anche come
  dire alla problematica della insularità, che la nostra regione
  pur con lo statuto differenziato, continua a subire per
  inadempienze da parte dello Stato, quindi questa è l'unica
  ragione Presidente, cioè nel senso che vorremmo che il nostro
  intervento desse forza alla nostra regione, e a chi la
  rappresenterà, cioè al Presidente della regione nelle sedi
  istituzionali preposte, per garantire alla nostra regione che
  non vengano consumati come dire atti, non vengano consumati e
  avviati percorsi che domani possano in qualche modo convincerci
  che il Parlamento della nostra regione ha commesso un grave
  errore di sottovalutazione, di un problema che non meritava
  certamente di essere trattato così frettolosamente ed a
  quest'ora della notte durante la trattazione e la discussione
  della legge di stabilità del bilancio della Regione.

    COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi per la
  verità avevamo, e mi fa piacere che poi alla fine questa sera in
  qualche modo si trovando modo di parlarne, anche se a margine e
  affrontare questo problema che per noi era fondamentale, lo
  abbiamo posto quindici giorni or sono, lo abbiamo fatto poi come
  gruppo noi con una mozione, lo abbiamo fatto partecipando
  attivamente nella commissione statuto, lo abbiamo fatto
  interloquendo con il Governo, con l'assessore Armao che era
  particolarmente come dire stimolato in questo senso, e che ha
  prodotto tutta una serie di documenti, di studi che noi poi
  abbiamo approfondito e quant'altro, è argomento che in questi
  giorni c'è stato, la regione Calabria tra l'altro era già
  intervenuta approvando all'unanimità nell'assemblea regionale
  calabra un documento che in qualche modo alzava i toni su questo
  argomento, alla fine nella buona sostanza siamo contenti che di
  questo si stia parlando, perché l'argomento quale è ed è serio
  ed importante, è serio ed importante perché noi lo stiamo
  vivendo ogni giorno con il nostro bilancio, vediamo come ogni
  giorno di più la nostra Sicilia, la nostra terra ha gravi
  difficoltà poi a coprire i bilanci, le spese che servono per la
  gestione dei servizi della nostra comunità, e quel regionalismo
  differenziato così come era stato proposto, soprattutto dalla
  regione veneto, che immaginava di poter postare una quota parte,
  i nove decimi addirittura dei loro fondi, cioè delle tasse che
  in quella regione si pagano, ad ulteriore miglioramento dei
  servizi che già in quella regione tra l'altro funzionano, di
  quei servizi mi rivolto uno per tutti ai servizi della sanità,
  oppure ai servizi praticamente alla persona quale può essere la
  mobilità, tutti quei servizi che già là funzionano, e che invece
  da noi non ci sono, può stare ancora di più fondi per migliorare
  i servizi delle regioni del nord, non determinava altro che alla
  fine la sottrazione di somme che oggi vengono destinate al
  meridione d'Italia e già non bastano, ulteriormente ad ulteriore
  deperimento il che significa così come da molti studiosi, da
  molti economisti è stato messo in evidenza, avrebbe determinato
  certamente una spaccatura, una ulteriore divisione tra il nord
  opulento, civile, e il meridione sempre più povero dal punto di
  vista soprattutto sociale, cioè avrebbe anziché realizzato
  quella unità d'Italia che oggi abbiamo solamente sulla carta dal
  punto di vista come dire politico, e che invece non c'è
  certamente dal punto di vista sociale ed economico, avrebbe
  certamente acuito queste differenza, noi abbiamo appreso pocanzi
  che questo accordo, questa intesa tra le tre regioni dell'Emilia
  Romagna, il Veneto, la Lombardia lo Stato pare che abbia subito
  un aumento di arresto; per cui, grazie a Dio, fortunatamente,
  questo è un fatto assolutamente positivo. Ma alla fine
  nell'ordine del giorno che avevamo impostato come Commissione
  Statuto, alla fine cosa si faceva? Si chiedeva al Governo, al
  nostro Governo, e già per la verità in qualche modo il
  Presidente lo ha già fatto, di porre queste problematiche - lo
  ha anche detto l'onorevole Gucciardi poc'anzi - sottoporre
  queste problematiche al Governo centrale e dire:  Attenzione,
  fermiamoci un attimo, cominciamo a ragionare su tutto ciò che
  non si è fatto per la Regione Sicilia .
    Ecco su che cosa dobbiamo puntare, Presidente, mi permetto di
  suggerire. Utilizziamo questa occasione, utilizziamo soprattutto
  quello che, opportunamente, voi avete già fatto come Governo
  nell'interlocuzione con il Governo nazionale, perché so che a
  settembre, mi pare, è fissata la data, il limite perché si possa
  addivenire a un nuovo ragionamento sui rapporti della Regione
  siciliana con il Governo nazionale; è lì che noi adesso, sulla
  base di questo dibattito nazionale, dobbiamo mantenere alto,
  secondo me, dobbiamo mantenere alto anche con la stampa,
  coinvolgendo tutti noi e sviluppando questo ragionamento.
    Dobbiamo fare in modo che si riveda il ragionamento, si
  rivedano i rapporti tra la Regione Sicilia e lo Stato, perché
  noi dobbiamo chiedere oggi come mai con forza che si dia seguito
  a quella legge dello Stato che è la legge 42/2009 che prevede
  quella perequazione infrastrutturale che, finalmente, avrebbe
  potuto determinare la equità, la parità tra il Nord e il Sud,
  per metterci in condizione non perché noi siamo contrari a un
  autonomismo che anzi delle regioni nell'ambito di questa Europa,
  noi siamo essere, anzi io autonomista più degli altri, siamo
  d'accordo che si riveda questo autonomia perché significa
  responsabilizzazione delle regioni.
    Noi siamo d'accordo a che si aumentino i livelli di autonomia
  perché questo porta alla responsabilizzazione dei popoli; ma lo
  siamo d'accordo nel momento in cui ci viene concesso di avere
  quella perequazione, le stesse condizioni, le stesse parità, e
  mi riferisco alle perequazioni infrastrutturale.
    Noi non potremo mai svilupparci ed avere PIL e far crescere il
  nostro turismo, la nostra agricoltura se non abbiamo le
  infrastrutture che funzionano e che siano messe in condizione
  come quelle del Nord di fare circolare i nostri mezzi, le nostre
  merci e le nostre personale. E lo stesso dicasi per tutto il
  resto.

    PRESIDENTE. Vorrei raccomandare ai colleghi interventi più
  brevi.
    Il Presidente della Regione ha chiesto di intervenire. Poi,
  avranno la parola gli onorevoli Pagano, Lo Curto, Tancredi e
  Barbagallo. Le iscrizioni sono chiuse.

    MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie, signor Presidente,
  onorevoli colleghi, io a nome del Governo desidero esprimere
  apprezzamento per le iniziative assunte dai vari Gruppi
  parlamentari sintetizzate le iniziative in due ordini del giorno
  pervenuti per conoscenze anche alla Presidenza della Regione e,
  tuttavia, ho il dovere di chiarire che siamo di fronte ad un
  elemento di novità.
    Come le cronache di queste ultime ore informano, all'interno
  del Consiglio dei Ministri non si è  trovata una intesa nella
  serata di ieri sul tema del regionalismo differenziato, sicché
  il calendario dei lavori, che era stato da Palazzo Chigi
  preventivamente predisposto e destinato a subire delle
  variazioni, il che consente signor Presidente dell'Assemblea,
  consente a questo Parlamento di potersi aggiornale per dedicare
  un'apposita seduta con relativo dibattito e con un confronto
  assai franco e sincero su un tema che, a differenza di quanto
  pensino altri, riguarda soprattutto il Mezzogiorno e la Sicilia.
    Io  e il Governo che ho l'onore di guidare nella giornata di
  ieri ha tenuto una seduta per deliberare un documento che è già
  stato trasmesso a Palazzo Chigi e che io desidero leggere
  all'Assemblea, un tema naturalmente, un documento che non
  pregiudica un ulteriore documento dell'Assemblea perché il
  Governo ha espresso una volontà che  si augura possa
  interpretare anche quella delle forze parlamentari e, però,
  credo che i due possano benissimo essere integrati o modificati.
    Se il Presidente dell'Assemblea me lo consente, vorrei leggere
  brevemente la delibera adottata dal Governo nella giornata di
  ieri che si articola in appena quattro capoversi.
     La Giunta di Governo della Regione siciliana alla vigilia del
  Consiglio dei Ministri che darà il via al processo del
  cosiddetto regionalismo differenziato, nel ribadire la
  importanza dell'autonomia come strumento di responsabilizzazione
  della classe dirigente locale e di maggiore coinvolgimento dei
  cittadini nei processi decisionali, fa voti affinché il Governo
  nazionale nel rispetto delle norme costituzionali assicuri il
  principio di solidarietà e di equità tra le Regioni italiane
  nella sintesi tra spirito unitario e spirito autonomistico.
    Il Governo nazionale vigili affinché l'applicazione del
  regionalismo differenziato non metta in pregiudizio il principio
  della perequazione quale strumento di riequilibrio a sostegno
  delle Regioni deboli anche sul piano infrastrutturale e con
  minore capacità fiscale. Ed inoltre richiama il Governo
  nazionale al rispetto dei principio contenuti all'articolo 10
  della legge costituzionale n. 3 del 2001 laddove si prevede che
  ogni nuova competenza attribuita alle regioni ordinarie dovrà
  parimenti essere conferita alla Regione siciliana, se non già
  assegnate.
    Il Governo della Regione muove voti al tempo stesso affinché,
  parallelamente la processo di regionalismo differenziato si
  definisca il tavolo istituito presso il Ministero dell'economia
  e delle finanze per dare finalmente compiuta attuazione a tutte
  le norme rimaste disattese dopo 72 anni dall'entrata in vigore
  dello Statuto siciliano, nonché al fine di preservare la vita
  delle province e delle città metropolitane siciliane salvandole
  dal prelievo forzoso loro imposto dallo Stato.
    La Sicilia quale regione ad autonomia speciale promuove e
  sostiene ogni processo di riorganizzazione delle autonomie nel
  rispetto del generale principio dell'unità indissolubile della
  nazione. .
    Questo il documento che è parte integrante della delibera
  adottata nella giornata di ieri e che riteniamo possa
  interpretare, suscettibile di integrazione, naturalmente, il
  pensiero e la volontà non soltanto di questo Parlamento, ma di
  tutta la comunità siciliana nella consapevolezza che al Governo
  nazionale la Sicilia e il Mezzogiorno non chiede elemosine, ma
  chiede soltanto il pieno riconoscimento di diritti consacrati
  nella Carta costituzionale.
    Questo desideravo dire, signor Presidente, naturalmente
  riservandomi di potere intervenire con il Governo qualora la
  Presidenza dell'Aula decidesse di dedicare a questo importante
  tema un'apposita seduta di Parlamento. Grazie.

    PAGANA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
  positivamente della volontà del Presidente della Regione di
  volere dedicare un'apposita seduta al tema del regionalismo
  differenziato e dell'autonomia della Regione siciliana.
    Quindi, associandomi anch'io - e spero che questo appello
  venga sostenuto anche da parte di tutto il Parlamento -
  associandomi, però, vorrei lanciare uno spunto di riflessione a
  questo Governo, alla Presidenza dell'Assemblea quindi e a tutti
  i deputati.
    In questi giorni, ci siamo impegnati tanto, abbiamo letto
  molto sul regionalismo differenziato, qualcuno di noi ha
  addirittura scoperto l'esistenza del terzo comma dell'articolo
  116 della Costituzione, tra l'altro legge costituzionale, si
  parla di Costituzione, piena dignità e prevede che le Regioni a
  statuto ordinario possano chiedere allo Stato ulteriori
  competenze nel rispetto però delle garanzie che la stessa
  Costituzione ha previsto all'articolo 119.
    Ebbene, signor Presidente, il dibattito di questi giorni si è
  mosso molto sul riconoscimento da parte dello Stato dei diritti
  alla Sicilia, si è rivendicato il riconoscimento degli articoli
  36, 37, 38, perché, per carità, è giusto, lo prevede lo Statuto
  ed è giusto che lo Stato ci riconosca questo. Però, signor
  Presidente, io vorrei veramente invitare lei e, quindi, vorrei
  invitare quest'Assemblea, una volta per tutte, ad innalzare il
  livello del dibattito, perché quando si parla di Statuto della
  Regione siciliana, ci si deve anche interrogare, perché abbiamo
  questo Statuto? Perché se noi, oggi, abbiamo paura del Veneto,
  dell'Emilia Romagna e della Lombardia, che vanno a Roma a
  rivendicare competenze, le stesse competenze che noi abbiamo
  qua, evidentemente il problema è nostro.
    Abbiamo uno Statuto da settant'anni che ci riconosce delle
  competenze e che, di fatto, ci mette nelle condizioni di
  preoccuparci se qualcuno rivendica da parte dello Stato altre
  competenze. Quindi, qua il primo interrogativo, prima di
  interrogare, secondo me - e parlo da giovane, prima che da donna
  e prima che da deputato dell'Assemblea regionale siciliana - è
  interrogare quest'Assemblea e che ogni deputato di
  quest'Assemblea regionale si interroghi su cosa ha fatto con lo
  Statuto e dello Statuto.
    Abbiamo l'articolo 14 e l'articolo 17 dello Statuto della
  Regione siciliana che è entrato in vigore prima dell'entrata in
  vigore stessa della Costituzione, che ci riconoscono benefici,
  ci riconoscono veri e propri privilegi che ci permetterebbero di
  vivere, a differenza delle altre Regioni, in modo più che
  dignitoso.
    Noi qui lottiamo; oggi le nostre lotte si sono ridotte al
  riconoscimento, per carità sacrosanto, delle aliquote, delle
  accise, degli articoli 36, 37, 38, ma noi dovremmo lottare per
  avere le royalties sul nostro grano.
    Questa classe politica, finora, per l'agricoltura, cosa ha
  fatto? Il grano antico siciliano che abbiamo solo noi, c'è un
  ente siciliano che lo certifica? C'è un ente siciliano che dice
   la Sicilia è a Statuto speciale, ha un grano che è solo ed
  esclusivamente siciliano e quindi ha la possibilità di prendere
  addirittura le royalties su questo? . E' un discorso che si fa
  con il grano, è un discorso che si può fare con qualsiasi cosa,
  considerato che siamo in una Regione che gode del venticinque
  per cento della biodiversità europea, evidentemente se abbiamo
  lo Statuto un motivo c'è e i motivi sono più di uno.
    Mi dispiaccio del disinteresse qui di Forza Italia,
  dell'onorevole Milazzo e di tutti i colleghi che evidentemente
  hanno altro a cui pensare, lo stesso altro a cui hanno pensato
  evidentemente per anni, perché se nel 2018, dopo più di
  settant'anni di Statuto ci troviamo a parlare di questo - grazie
  e complimenti per il rispetto, onorevole Milazzo, vedo che sente
  particolarmente questa discussione - un problema c'è e il
  problema, prima che cercarlo a Roma, lo dovremmo cercare qui, a
  Palermo e soprattutto in quest'Aula.

    PRESIDENTE. Restano tre interventi, degli onorevoli Lo Curto,
  Tancredi e Barbagallo. Vorrei che fossero interventi brevi,
  limitandosi un attimo agli ordini del giorno, tenendo conto che
  c'è stata una comunicazione del Presidente della Regione sia
  sulla mancata decisione del Consiglio dei Ministri, sulla
  delibera adottata dalla Giunta di Governo e sull'interesse anche
  del Governo a trattare questo argomento in un'apposita seduta e
  credo che la prima utile possa essere martedì pomeriggio
  prossimo, perché ci possa essere un dibattito approfondito e,
  ovviamente, anche significativo. Quindi colleghi, se limitiamo
  il dibattito proprio a poche battute, per poi esaminare la
  proposta del Presidente della Regione.

    BARBAGALLO. Rinuncio al mio intervento.

    LO CURTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non v'è
  dubbio e voglio iniziare con le mie scuse sul piano formale e
  istituzionale. Intendo chiedere scusa a lei, Presidente
  onorevole Musumeci, perché è abbastanza irrituale che dopo la
  lettura del documento di Giunta che è stato approvato, dove si
  manifesta la piena volontà del Governo della Regione di
  contrastare nel modo e nelle forme più adeguate il processo
  secessionista in atto, posto in essere da queste Regioni del
  Nord ed oggi al vaglio del Consiglio dei Ministri e per i
  Ministri, soprattutto in particolare della Ministra Stefani che
  è Ministra del Governo leghista gialloverde, Ministra del
  Movimento Cinque Stelle, è abbastanza irrituale che io
  intervenga perché mi dovrei ritenere - e mi ritengo - senz'altro
  soddisfatta dal pieno intendimento di volontà che lei ha
  manifestato col documento.
    Avrei anche rinunciato al mio intervento riservandomi al
  momento in cui ci sarà una seduta d'Aula a questo dedicata di
  intervenire in questa sede ma l'onorevole Pagana mi ha
  stimolata, forse per la sua giovane età non ha compreso lei
  stessa che il garbo istituzionale richiedeva il silenzio.

    PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, le chiedo di essere sintetica
  nell'intervento perché credo sia opportuna una seduta che faremo
  martedì' prossimo.

    LO CURTO. Presidente, le chiedo intanto di non interrompermi
  così sarò breve.

    PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, le chiedo di essere breve e
  succinta perché faremo una seduta martedì prossimo. Su questo
  tutto il Parlamento sarà d'accordo.

    LO CURTO. Cercherò di esprimere brevemente la mia opinione.
    Dicevo proprio questo, mi sarei riservata a quel momento
  l'intervento. Sentire sempre l'indice puntato addosso senza
  quella conoscenza della storia che ha reso possibile, signor
  Presidente, l'approvazione dello Statuto siciliano che non ci è
  stato concesso perché è un diritto dei siciliani avere
  riconosciuta l'autonomia e lo Statuto - che ha valore di legge
  costituzionale - sancisce tale diritto a fronte dello sterminio
  che è stato fatto delle risorse che la Sicilia aveva, e tutto il
  Meridione aveva a favore dei primi bilanci dello Stato unitario.
    Forse, la giovane età di molti di questi nostri colleghi
  deputati impedisce loro di avere l'adeguata conoscenza della
  storia che invece a noi che siamo un po' più anziani e
  appassionati della nostra Terra, di quella buona politica che
  invece ha saputo scrivere quello Statuto oggi ci permette di
  dire che siamo orgogliosi di essere stati anche nel passato.
    Bisogna dire anche alle persone che ascoltano e mi auguro che
  siano interlocutori davvero sensibili nel Governo che non
  possiamo assistere così indifferenti. E quando si accusa
  l'indice contro la classe politica perché, signor Presidente, è
  facile ed è bello potere indicare qualcuno che non ha fatto il
  proprio dovere, in realtà anche in questa occasione si fa una
  grave omissione, una colpevole omissione nei confronti delle
  responsabilità politiche dei Governi nazionali che certamente ad
  oggi e continuano, mortificano le prerogative statutarie e le
  leggi costituzionali perché lo Statuto è legge costituzionale.
    Comprendo che la bagarre che voi fate normalmente

    PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, si rivolga alla Presidenza.

    LO CURTO. Vorrei che la Presidenza richiamasse l'Aula.

    PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, concluda il suo intervento.

    LO CURTO. Concludo dicendo che sul tema, onorevole Presidente,
  lei che ama dire e sottolineare che non ha una maggioranza ha
  tuttavia una coalizione di cui - mi auguro - possa essere
  orgoglioso perché in questa battaglia per i diritti dei
  siciliani contro la desertificazione economica della Sicilia,
  contro gli svantaggi che storicamente sono stati accumulati e
  non solo per la insipienza di chi ha governato, ma anche per la
  colpevolezza di chi da Roma non ha ascoltato le ragioni della
  nostra Terra.
    Lei sarò orgoglioso, onorevole Presidente, di avere accanto la
  sua coalizione, gli uomini e le donne che in questa coalizione
  hanno scelto lei, onorevole Presidente, quale leader
  dell'orgoglio e della dignità del nostro popolo. Perché noi
  siamo un popolo orgoglioso. E sono certa che con l'autorevolezza
  che lei sa esprimere, affiancata anche dal Vicepresidente della
  Regione Armao che su questi temi, certamente, ha una grande
  competenza, sapremo fare insieme le battaglie che servono per
  ristabilire anche principi di verità, di verità storica e di
  giustizia storica. Perché non si può semplicemente liquidare la
  questione come qualcuno vorrebbe fare.
    E mi aspetto, e ho concluso, di vedere qua quanti deputati di
  questa Terra, in quest'Aula e nelle Aule del Parlamento
  nazionale saranno in grado di difendere la Sicilia dall'azione
  predatoria e secessionista che mina l'unità d'Italia.

    PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo ha rinunciato al suo
  intervento riservandosi di farlo a martedì prossimo. Se
  l'onorevole Tancredi rinuncia pure io propongo

    TANCREDI. Rinuncio al mio intervento.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tancredi.
    Martedì alle ore 16.00 si svolgerà il dibattito sull'autonomia
  differenziata.
    E' in distribuzione l'emendamento 10.5.

    Presidenza del Presidente MICCICHE'

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per dieci
  minuti per dare modo ai colleghi di esaminare con attenzione
  l'emendamento.

    (La seduta, sospesa alle ore 2.24, è ripresa alle ore 2.30)

    La seduta è ripresa.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, mi sono sforzato di essere
  sobrio, saggio, non so come devo definirmi, però, tutto si può
  accettare, tranne che stiamo facendo una manovra che non è
  neanche una manovra.
    Abbiamo fatto un'integrazione di capitoli, sulla base di una,
  forse, rimodulazione della trentennale che bastava prevederlo
  prima. Non a caso ci eravamo sforzati di dire al Governo:  Fate
  l'esercizio provvisorio . E non era una mossa di chi voleva,
  come dire, far perdere tempo al Governo, semplicemente, perché
  non c'erano le condizioni per dare copertura a spese
  obbligatorie.
    Voglio dire al Governo, e credo che il Governo lo sappia, che
  con questa manovra non ci sarà alcun lavoratore dei consorzi di
  bonifica stagionale che potrà essere avviato. Alcun lavoratore
  della meccanizzazione ESA che potrà essere avviato e così via.
    Stiamo, quindi, facendo una manovra che lascia intatti i
  problemi.
    Le pongo, allora, una domanda, signor Presidente della
  Regione. Siccome credo che l'interesse di tutti al momento,
  fermo restando la trattativa con Roma che io, non solo condivido
  ma, ritengo che il Governo la debba pretendere la possibilità di
  trentennalizzare anche l'ulteriore quota relativa al disavanzo,
  che non è un disavanzo. Lo ribadisco  E' una tecnica contabile
  in cui io attribuisco responsabilità all'assessorato per
  l'economia, così non sbaglio  Perché il disavanzo 2017 non è un
  disavanzo di competenza, visto che ha avuto un avanzo di 190
  milioni di euro. Ed il disavanzo, invece, è prodotto dalla
  cancellazione dei residui relativi a quell'anno producendo un
  disavanzo virtuale, anzi, neanche si chiama disavanzo, si chiama
  un peggioramento della situazione contabile di circa 500 e rotti
  milioni. Se è così, allora, anche quei soldi devono andare alla
  trentennalizzazione, ma non voglio tornare su questo perché l'ho
  già detto.
    Signor Presidente, noi non possiamo approvare una finanziaria
  che dice che 100 e rotti milioni li stiamo rimodulando su di una
  promessa che non sappiamo quando, non solo se si verificherà, ma
  quando si verificherà e, nello stesso tempo, lasciare un
  capitolo di 30 milioni sui cosiddetti fondi globali.
    Facciamo una cosa, allora, per dare, innanzitutto, certezza
  alle persone.
    Prendiamo quei 30 milioni che sono contenuti nella legge
  finanziaria e che ci sono. Spalmiamoli sulle categorie che hanno
  l'esigenza e l'urgenza di potere essere avviati al lavoro e
  garantire, quindi, gli enti per garantire la tranquillità
  sociale. Ed i 30 milioni che togliamo al fondo globale li
  mettiamo con questa tecnica che, se ci saranno le risorse
  spalmate eccetera, ricopriremo i 30 milioni dei fondi globali.
    Solo così, possiamo, in parte, ridurre l'impatto negativo
  sociale che questa manovra avrà.
    Signor Presidente, pertanto, annuncio, a nome del mio Gruppo,
  che a questa manovra chiederemo di utilizzare i 30 milioni,
  relativi alla tabella G, non so se è alla tabella G. Il fondo
  globale credo che sia in tabella G, relativamente ai capitoli,
  che posso anche qui elencare rapidamente ma, penso che il
  Governo li conosce meglio di me.
    Se il Governo è d'accordo, ed evitiamo su cosa siamo d'accordo
  lo faccia il Governo, io non voglio primogenitura. Lo faccia il
  Governo, prenda i trenta milioni, li distribuisca alle categorie
  sociali, ESA, Consorzi di bonifica, talassemici, ciechi, sordi,
  etc. etc. ed i trenta milioni che toglie dalla tabella g) li
  mette con la copertura attraverso il recupero di queste risorse.
    Intanto, risolviamo un problema. Vediamo se poi il Governo ci
  garantirà la trentennalizzazione e, a quel punto, si farà la
  manovra ulteriore di sistemazione del bilancio.
    Io credo che questa sia una proposta di saggezza e credo che
  il Presidente della Regione abbia più interesse di me ad avere
  una società che, l'indomani di questo bilancio, non stia sotto
  Palazzo d'Orlèans a protestare, ha maggiore interesse lei di me.
    Ecco perché io le faccio una proposta concreta.
    Ci sono quei trenta milioni, forse c'è il milione che era
  della norma cosiddetta Portogallo, non so se ci sono ancora i
  dieci milioni AST perché non ho capito se per i dieci milioni
  AST c'è una norma che li supporta - perché non l'ho capito, non
  ricordo se abbiamo approvato una norma sull'AST, quindi, non so
  se si possono mettere i dieci milioni in tabella.
    In realtà la norma c'è già, lo fanno attraverso la tabella.
  Ma, credo, che da questo punto di vista si possa fare una
  manovra prendendo circa quaranta milioni che consenta di
  chiudere il bilancio senza avere drammi sociali, dai PIP ai
  lavoratori stagionali ed a tutte quelle categorie che, penso, in
  questo momento sono preoccupate non dal fatto che il bilancio
  sarà approvato o non sarà approvato, che anche se viene
  approvato così com'è non potranno essere avviati al lavoro ed in
  alcuni casi non potranno avere le garanzie occupazionali che la
  legge consente.
    Credo che sia una proposta di buon senso, vediamo se il
  Governo è d'accordo a farla, altrimenti è chiaro che ognuno farà
  la sua battaglia e la faremo dentro e fuori da questo Palazzo.

    DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco da
  aggiungere alle parole ed all'intervento del mio collega,
  onorevole Cracolici.
    Io penso che questa sessione, questa settimana di finanziaria,
  se uno la volesse interpretare dal punto di vista teatrale,
  visto anche che ritornano alcune di queste coperture che
  mancavano, sia iniziata con una fase drammatica proprio perché
  noi stessi dell'opposizione non siamo riusciti a vedere nulla,
  nessuna forma di entusiasmo, di coinvolgimento.
    Siamo passati alla commedia, che è stata la fase che ha
  portato la stessa maggioranza all'implosione. Dopo di che c'è
  stata una fase drammatica perché molti hanno passato ore pesanti
  pensando che il Presidente si dimettesse, che era pronto a
  dimettersi e, quindi, c'è stata anche questa fase drammatica di
  questo spettacolo che si è tenuto nel Parlamento ed in Sicilia.
    Dopo di che la fase drammatica, siamo proprio alla farsa
  perché chi ha un minimo di dimestichezza con le finanziarie, chi
  ne ha viste ed approvate alcune ma anche con l'impostazione di
  un bilancio si rende conto di come davvero abbiamo discusso e
  discutiamo del nulla.
    Io davvero penso che questa sia stata la peggiore finanziaria
  a cui abbia partecipato, caro Presidente.
    E davvero io penso che i Siciliani, così come ha detto il
  collega Cracolici, purtroppo quando toccheranno con mano
  l'inconsistenza di questa manovra, anche attraverso quest'atto -
  e attenzione - io penso che i colleghi della maggioranza che lo
  andranno a votare quest'atto si assumono non poche
  responsabilità. Non poche responsabilità e, attenzione, anche
  chi ha l'assicurazione perché quando poi termina il mandato poi
  anche lì che sia un'assicurazione solida, verificatela bene cari
  colleghi, perché l'assunzione di responsabilità per chi vota
  questa finanziaria così come è, è stata e si è sviluppata, ma
  così come è impostata è una grandissima responsabilità che
  ognuno di voi con il proprio voto andrà ovviamente a mettere. Io
  completo, concludo, ovviamente non interverrò per dichiarazioni
  di voto e, quindi, vale anche per voto complessivo, siamo alla
  fine. La commedia si è conclusa, la tragedia per chi ci ha
  creduto, io non ho mai creduto che il presidente si fosse
  dimesso, io ho visto amici correre nei fotografi a preparare le
  fotografie per la campagna elettorale e hanno commesso un errore
  perché io ero tranquillo e sereno che non c'era questo rischio.
  Questa tragedia era più che una fase tragica era una commedia,
  che abbiamo visto più volte recitare, già in quest'anno ma che
  oramai già conosciamo. Mi dispiace per le questioni che
  rimangono irrisolte, sia a livello regionale, quello importante,
  e sia per il mio territorio. Purtroppo io mi vedo la provincia
  regionale di Ragusa, il libero consorzio, trattata male rispetto
  alla provincia di Siracusa e andrà in dissesto e questo per
  colpa di questo Governo e di questa maggioranza. Io vedo,
  purtroppo, il consorzio di bonifica di Ragusa, lo vedo senza
  contributo straordinario per colpa di questo Governo e di questa
  maggioranza. Io vedo, purtroppo, i precari storicizzati dell'Asp
  che abbiamo cercato di tutelare e questo governo se n'è
  disinteressato così come questa maggioranza. Purtroppo vedo
  questi temi che sono i temi del mio territorio, vedo un governo
  che è distaccato, una maggioranza che è disinteressata e,
  secondo me, sbagliano i parlamentari di maggioranza della mia
  provincia a votare questa finanziaria, perché votando questa
  finanziaria questi risultati a casa non ci saranno, non ci
  saranno  E, purtroppo, la nostra provincia continuerà a pagare
  un prezzo che secondo me non merita. Io gliel'ho detto
  presidente, io lo so che lei, presidente della regione,
  nonostante non mi guarda però lo so che mi ascolta. Io gliel'ho
  detto tempo fa, cioè lei sbaglia a non dimettersi veramente,
  cioè ci vuole un attimo di orgoglio, cioè davvero di forza, cioè
  perché lei come pensa di galleggiare altri 4 anni qui, ma
  davvero non è mortificante per lei stesso?

    ARANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Mi
  trovo a condividere, per la seconda volta, quello che ha detto
  l'onorevole Cracolici che ritengo che sia una proposta di buon
  senso. Poi presidente volevo chiedere all'assessore Armao, può
  essere che io non sia riuscito a vederla anche perché c'è una
  parte scritta piccolissima che non vedo finanziata la legge n. 5
  del 2005 quella che riguarda gli RMI della provincia di
  Caltanissetta e della provincia di Enna. Quindi vorrei chiedere
  all'assessore se sono io che non sono riuscito a vedere oppure
  c'è stata una dimenticanza e, quindi, chiedo che la legge venga
  finanziata così regolarmente così come deve essere finanziata.

    PRESIDENTE. Su questo il Governo vuole intervenire? Onorevole
  Falcone se vuole intervenire, pubblicamente. Vuole intervenire?
  Dare una risposa all'onorevole Arancio?

    DI MAURO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per ribadire un po' di cose all'onorevole Cracolici, che sembra
  che per la prima volta veda un provvedimento legislativo in cui
  ci siano accantonamenti negativi, e voglio essere chiaro il
  Presidente della regione sin dalle prime battute ha detto che
  non voleva fare assolutamente l'esercizio provvisorio, poi c'è
  stata una deroga a tutto questo, ha autorizzato un esercizio
  provvisorio per garantire gli stipendi, per garantire le
  attività necessarie, ed in questo momento siamo palesemente in
  una condizione di gestione provvisoria, l'idea del Governo è
  rimasta sempre la stessa, e credo che l'impostazione che si è
  data e cioè quella di individuare una serie di attività che sono
  talmente importanti che ormai la Regione siciliana da tanto
  tempo li ha assunti direttamente con copertura finanziaria,
  tant'è che tutte queste persone le possiamo considerare
  dipendenti indiretti della Regione, c'è una voce di capitolo in
  questa manovra che riguarda una serie di attività che sono
  facilmente individuati con alcuni capitoli di spesa,  che hanno
  una copertura finanziaria reale e che è sottoposta ad un
  accantonamento tributario, l'accantonamento tributario
  ovviamente sottopone ad una condizione che se si verifica,
  possono essere attivate le spese, e l'obiettivo del governo è
  sempre stato lo stesso riuscire a dimostrare con un bilancio
  chiaro ed evidente, che la condizione finanziaria di questa
  regione era difficile, e che bisognava fare in modo che il
  Parlamento nazionale attenzionasse le difficoltà in cui si trova
  in questo momento la Sicilia, e fare in modo che ci sia una
  spalmatura nei prossimi trent'anni, ora io dico che le figure
  che noi abbiamo individuato di natura ecco, le attività
  lavorative meglio ancora che noi abbiamo individuato, sono
  attività importanti, se c'è qualcosa Presidente Musumeci che
  deve iniziare l'attività lavorativa nel mese di febbraio, o nel
  mese di marzo, allora è giusto come proponeva molto
  generosamente l'onorevole Cracolici di individuare alcune
  attività per potere avere una copertura finanziaria, per cui se
  da un esame attento dovesse essere necessario garantire
  l'avviamento al lavoro di alcuni enti, e quindi i loro
  lavoratori nel periodo di febbraio/marzo allora è giusto
  accantonare alcune somme, una somma ovviamente contenuta, non so
  se sono sette milioni, se sono cinque, se sono otto, se sono
  nove, che possa fare in modo da non creare difficoltà al Governo
  e soprattutto a lei Presidente, perché le proteste potrebbero
  essere pronte già sin da domani, perché la demagogia credo che
  abbia preso la mano all'onorevole Cracolici. Perché quando
  mostra tutta questa espansività nell'individuare trenta milioni,
  l'onorevole Cracolici sa che con trenta milioni non si risolve
  nulla, con trenta milioni noi abbiamo messo in campo una
  iniziativa che non porta ad un risultato definitivo, il
  risultato definitivo si avrà soltanto se riusciremo tutti quanti
  a cominciare da chi al Governo nazionale, ad ottenere la
  spalmatura.
    Allora Presidente io invito, credo che i colleghi della
  coalizione che lo sostengono ad essere d'accordo con una ipotesi
  di individuare se ci sono capitoli la cui attività deve essere
  avviata, mi riferisco ai lavoratori tra il mese di febbraio ed
  il mese di marzo a dare una modesta copertura finanziaria, che è
  quella corrispondente a questo mese e mezzo, se questo non
  dovesse succedere, come per esempio alcuni lavoratori dei
  consorzi di bonifica che possono iniziare più avanti, come
  possono essere altri lavoratori come i forestali per cui si può
  dare provvisoriamente la copertura con l'Fsc, come può essere
  per esempio la questione del Tpl, che può essere data copertura
  per esempio da aprile in poi, io credo che queste somme possano
  essere non individuate, cosa importante invece è se c'è qualche
  attività il cui inizio è immediato, quindi Presidente proporrei
  una sospensione di dieci minuti per individuare questi eventuali
  capitoli, stabilire le somme esatte, e procedere alla votazione.

    PRESIDENTE. Aspettiamo un attimo il parere del Governo su
  questa proposta dell'onorevole Di Mauro?

    MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente il
  Governo ritiene che si debba andare avanti senza alcuna
  sospensione perché nel frattempo l'Assessore alle finanze con il
  Presidente della Commissione Bilancio si stanno confrontando
  sulla opportunità di valutare ed acquisire la proposta avanzata
  dall'onorevole Cracolici e per altro già in animo all'interno
  del Governo per recuperare come bene sottolineava l'onorevole Di
  Mauro le somme necessarie a consentire lo svolgimento di
  attività lavorative sin da domani. Tutte le altre soluzioni che
  possono essere rimandate vanno necessariamente, dolorosamente,
  in maniera sofferta, rimandate ma entro sessanta giorni questo
  Governo e questo Parlamento dovranno trovare la soluzione a Roma
  e se non a Roma a Palermo perché si possano ridotare
  integralmente tutti i capitoli che hanno sofferto a seguito
  della sentenza della Magistratura contabile che ha fatto cadere
  su questo Parlamento e su questo Governo la tegola di centinaia
  e centinaia di milioni di euro.
    Questo è il nostro obiettivo, questa è la nostra proposta.
  Chiudiamo questa sessione finanziaria e chiudiamola prima
  possibile, mentre noi continuiamo nel nostro dibattito i
  colleghi stanno lavorando e si stanno adoperando perché quattro,
  cinque, sei capitoli possano essere dotati per evitare
  sofferenze e quindi garantire agli enti strumentali della
  Regione di potere svolgere la loro attività senza interruzioni.
  Tutto il popolo siciliano sa che questo Governo si sta
  prodigando per evitare il massacro, nessun Governo vorrebbe il
  massacro. Lo abbiamo subito come lo ha subito il Parlamento. Non
  è e non può essere una responsabilità addebitata o addebitabile
  a questo Governo. E' il peso di una eredità assai pesante che
  non appartiene solo al Governo Crocetta. Ecco perché noi
  riteniamo che si debba trovare ragionevolmente una soluzione
  stasera per impedire domani l'esercizio di attività finalizzate
  a rendere un utile innesto nel contesto sociale ed economico
  della nostra Regione.
    Le chiedo signor Presidente di evitare ulteriori sospensione
  che per altro appaiano essere non produttive e se è possibile di
  continuare avanti, di continuare ad andare avanti, mentre nella
  sala attigua si sta lavorando per trovare una precaria,
  temporanea, ma ragionevole e possibile soluzione.

    PRESIDENTE, Grazie Presidente, però a questo punto ho un
  problema, dobbiamo capire se stiamo modificando o meno la
  finanziaria perché se stiamo modificando, io credo che il suo
  intervento sia stato molto saggio oltre che pacato, però se si
  sta per presentare un emendamento che cambia io credo che
  dobbiamo per forza interrompere.
    Possiamo, Presidente, con permesso e rispetto sospendere
  cinque minuti in modo di andare a vedere quale è la situazione?

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e mobilità.  Posso
  intervenire per dare una risposta alla domanda dell'onorevole
  Milazzo?

    PRESIDENTE. Sospendiamo cinque minuti onorevole Falcone,
  questa cosa è troppo importante per capire come proseguire. Sono
  già le tre di notte, vi prego un attimo solo. Cinque minuti, mi
  recherò io stesso Presidente in Commissione Bilancio per capire
  quale è la situazione, fra cinque minuti precisi torniamo.

    (La seduta sospesa alle ore 2.54, è ripresa alle ore 3.06)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Presidente della Regione mi
  ha comunicato che sperano, in tempi brevi, stanno lavorando per
  potere andare verso la soluzione che è stata proposta
  dall'onorevole Cracolici.
    Hanno chiesto mezz'ora di sospensione, anche se credo che ci
  vorrà di più.
    Interrompiamo mezz'ora e aspettiamo il loro ritorno.
    La seduta è sospesa.

    (La seduta sospesa alle ore 3.07, riprende alle ore 6.08)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Colleghi, finalmente stanno distribuendo il
  documento. Prometto a quest'Aula e al Governo che è l'ultima
  volta che facciamo una nottata di queste, d'ora in poi speriamo
  di finire tutto in tempi più decenti e più comodi per tutti.

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Purtroppo, il
  suggerimento che ci aveva dato l'onorevole Cracolici non è stato
  possibile metterlo in campo.
    Su input del Presidente della Regione abbiamo trovato una
  nuova possibilità di trovare delle risorse per garantire i
  capitoli che avevamo detto poco fa e cioè l'ESA, i consorzi di
  bonifica, l'Istituto
    11 milioni sono stati liberati dal 147320; 7 milioni sono
  stati liberati dal 147326, 800 mila euro sono stati liberati dal
  146518. Abbiamo aggiunto 200 mila euro che erano già liberi,
  183741, e dal 473702 243 che erano anch'essi liberi.
    La manovra questa è stata, quindi abbiamo toccato tre capitoli
  che possono iniziare quando vogliono a poter mettere mano a
  lavorare per ripartire. Il resto restano bloccati in attesa che
  il Governo si impegni ad assumere e trovare risorse all'interno
  dei due mesi, che sono indispensabili per portare a casa tutto
  l'intero pacchetto di iniziative. Grazie.

    PRESIDENTE. All'articolo 10 sono stati presentati emendamenti.
    Gli emendamenti 10.1 e 10.2 sono inammissibili. L'emendamento
  10.3, a firma dell'onorevole Pullara, è ritirato?

    PULLARA. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    SUNSERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SUNSERI. Buongiorno, Presidente, buongiorno, Assessori e
  buongiorno onorevoli colleghi, alle ore 6.15 del mattino
  iniziamo la discussione sulla Finanziaria.
    Presidente Musumeci, lei oggi ha fatto preoccupare qualcuno
  dei suoi colleghi, ma alla fine, com'era abbastanza prevedibile,
  ma chi vi scolla da quella poltrona, è impossibile, potrebbe
  succedere l'impossibile però alla fine questo Governo dura
  tranquillamente e serenamente cinque anni, chissà cosa dovrebbe
  succedere. Vede Presidente, noi alla fine quasi quasi ci
  speravamo che lei consegnasse quelle dimissioni che stamattina i
  giornali davano quasi per fatta, però poi siamo ritornati alla
  realtà..

    PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, potrebbe parlare in merito
  della finanziaria per piacere? Grazie.

    SUNSERI. Sì, certo, però mi deve dare la possibilità,
  Presidente, visto che siamo qui da stamattina, quanto meno di
  dire il mio parere a riguardo. Vede Presidente, noi ieri ce ne
  siamo tornati a casa con una crisi in questo Parlamento perché
  era caduto l'articolo 7, il più importante di quella
  finanziaria.
    Dopo 24 ore abbiamo l'Assessore per l'economia che ci dice:
   ma era inutile, non serviva  potevamo andare avanti anche
  senza   e stiamo andando avanti anche senza, ridicolarizzando un
  po' il dibattito che c'era stato ieri e quello che c'è stato
  oggi. E, come se non bastasse, oggi ci ripresentate due articoli
  che sono carta straccia, Presidente questa è carta straccia  Non
  ha alcun valore, stiamo parlando del nulla. Lei dice    nelle
  more dell'approvazione da parte dello Stato e l'autorizzazione
  sa a che le servono questi due articoli Presidente? A fare
  domani un comunicato stampa in cui dice che tutti i tagli che
  aveva fatto nel bilancio, probabilmente, sono ripianati con
  soldi che non esistono. Il disavanzo lo deve ripianare,
  Presidente, ad oggi all'interno di questa legislatura. E' il
  decreto legislativo 118 che glielo dice. Ha avuto la grazia, da
  parte dello Stato, di ripianare la parte di un miliardo e sei
  che riguarda l'operazione di riaccertamento straordinario dei
  residui nei prossimi trent'anni. Tra l'altro, oggi, la Consulta
  è uscita con una sentenza in cui dice che, per gli enti locali,
  il ripiano dei trent'anni è incostituzionale e il riassorbimento
  degli avanzi in archi temporali molto vasti, ha ricadute
  negative in termini di equità intergenerazionali.
    Lei, Presidente, si deve mettere in testa che sta Regione la
  dovete cambiare con le riforme, non presentandosi col piattino a
  Roma. Non funziona così, Presidente, perché in questo modo
  andrete a sbattere contro un muro, prima possibile.
    Allora, ascolti, questa di qua è carta straccia che non serve
  assolutamente a nulla. Io mi auguro che lei, domani, abbia il
  buon senso, quando lancerà il suo bel comunicato in cui dirà che
  avrà rimpinguato questi fondi, di dire la verità ai siciliani,
  che questa è carta straccia e che questi soldi non esistono.

    PRESIDENTE. Quando l'assessore deciderà di parlare, parla

    ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
  deputati il fatto che la domanda insorga pone, evidentemente, un
  problema di inquadramento della fattispecie, che ha riguardato
  anche l'intervento. Cioè, ecco perché il Presidente ha dovuto
  precisare che non era, pur essendo apprezzabile lo sforzo come
  quello di ciascuno dei componenti di questa illustrissima
  Assemblea di trovare soluzioni nuove e satisfattive, quella
  soluzione prefigurata era del tutto impercorribile perché
  prefigurava la sussistenza di un fondo, di fondi globali che
  solo la manovra poteva determinare e, quindi, non c'erano mai. I
  fondi sono presi dalla manovra, dalla massa finanziaria
  disponibile della manovra. Questa la risposta del Governo.

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi sol perché i
  fondi globali non sono immediatamente disponibili, questo
  diciamo è l'ABC, onorevole Cracolici, lei che è esperto lo
  dovrebbe sapere  Presidente, oggi si presenta un tema molto
  delicato. C'è la possibilità, nelle prerogative di ogni
  parlamentare di proporre le soluzioni. Io sono stato
  parlamentare dell'opposizione quante volte col Governo che
  c'era, che ha preceduto questo, noi ci alzavamo e portavamo la
  nostra proposta.
    Io vorrei sapere, al di là delle chiacchiere, come si può
  risolvere una cosa, un problema contabile concreto, che matura
  in seguito a una determinazione della Corte dei Conti che mette,
  nero su bianco concretamente un problema oggettivo.
    La Regione siciliana si trova di fronte una montagna da
  superare, e da sola non lo potrà superare mai  La Corte
  Costituzionale ha dichiarato incostituzionale che è
  incostituzionale spalmarlo in tanti facciamo fallire le regioni,
  ammesso e dato atto il fatto che non è un provvedimento regalato
  alla sola Regione siciliana.
    Quindi, è stato fatto per tutti  Noi, con grande senso di
  responsabilità il Governo si è fermato per dare atto, per dare
  risposte concrete, recuperare più risorse possibili per dare
  risposte a chi?
    Onorevole Cracolici, mai avevo sentito parlare a lei di PIP
  Mai  Prenderò i verbali, li leggerò. Mai lei ha parlato di PIP
  Eppure, oggi si è ricordato dei PIP, lei e qualche altro
  collega. Fa bene, è importante. Così, significa che ha allenato
  la memoria
    A chi diamo risposta? All'ESA. Vi stava a cuore, e il Governo
  ha trovato i soldi concreti. Ai Consorzi di bonifica, e ci sono
  concreti. Qual è l'altra strategia?
    Col Governo come dobbiamo fare? Ci mandiamo le e-mail? La
  Regione siciliana, correttamente, deve instaurare un rapporto
  istituzionale, deve sollevare la questione, la questione è qua.
  Noi i soldi li abbiamo messi, ci vuoi dire che non lo possiamo
  fare? Chiudiamo la Regione, e diciamo che è stato un successo,
  non c'è alternativa. Presentate un emendamento dove troviamo i
  centosessanta milioni che servono immediatamente per dare
  risposte. Mi pare grande umiltà, nessuno ha detto che è il
  campione delle risorse.
    Il Presidente della Regione ha detto "attenzione, se questo
  piano dovesse fallire" - il Presidente della Regione lo ha detto
  chiaramente - "sessanta giorni di tempo, mettiamo mano noi in
  casa nostra e decideremo politicamente quali sono i capitoli
  interessati da un eventuale taglio per dare risposte alle
  priorità". Ci vogliamo sottrarre a questo? E' facile la cosa, si
  boccia il bilancio e abbiamo chiuso la legislatura. Quindi, il
  Presidente della Regione non ha niente da minacciare, si boccia
  il bilancio e abbiamo finito la legislatura, non c'è bisogno che
  lo chiediamo a nessuno, questo è il tema. Quindi, io penso che
  tutte le proposte poste all'Assemblea, alla Commissione, sono
  state tutte accolte, quelle ammissibili, è stato aperto un
  dibattito e qua c'è la proposte sulle categorie che oggi
  dovrebbero partire.
    La proposta è concreta, cosa dovremmo fare più di quello che è
  stato fatto? Abbiamo fatto tutto quello che la Regione, il
  popolo siciliano ci ha chiesto e con grande umiltà ci siamo
  fermati, abbiamo spremuto, abbiamo avuto uno scontro dialettico
  e siamo arrivati qua con le carte. Cosa dobbiamo fare? Allora è
  bene che, visto i disastri che abbiamo ereditato, noi ci
  appelliamo, siamo certi senza demagogia alcuna perché ho sempre
  detto che da parte del Governo romano c'è grande serietà, e
  confidiamo nella grande serietà, perché se non arriva l'aiuto
  romano noi qua non possiamo battere moneta, non siamo una
  Repubblica indipendente, siamo una Regione a statuto speciale,
  ma dipendiamo da Roma.

    ZITO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ZITO. Grazie signor Presidente. Quest'Aula mi sembra un po'
  come negli anni novanta quando c'era un programma che si
  chiamava Zio Tibbia, dove si parlava di film d'horror, e questa
  è la notte dei morti viventi, questo è il tema praticamente
  adatto. A parte perché vediamo, giustamente, i colleghi
  moribondi nei banchi, perché si fa nottata in attesa di una
  riscrittura e di un'altra riscrittura, o in attesa delle sue
  dimissioni, o di una riscrittura delle sue dimissioni che
  possibilmente arriveranno come gli emendamenti. Perché noi
  abbiamo visto che dopo l'articolo 7 è stato bocciato,
  magicamente sia nell'articolo 10.5, sia nel 10.5.R, magicamente
  rispunta alla fine in calce dell'articolo. Questo a
  dimostrazione, perché c'è scritto che "nelle more poi
  dell'approvazione dell'autorizzazione dello Stato", quindi si fa
  una legge aspettando che lo Stato ci venga incontro.
    Peccato, si parla dei disastri che sono stati fatti nel
  passato, io vorrei ricordare che ci sono deputati che da
  vent'anni, quindici anni sono qua dentro, quindi forse sono
  parte di quei disastri. Vorrei ricordare che alla fine stiamo
  tagliando nella parte A ci sono tantissimi tagli, tolti alla
  cultura, alle associazioni antimafia e ad altre cose, ma vorrei
  ricordare che invece aumentiamo il FANP di nuovo, dove sappiamo
  che anche i dirigenti e funzionari politicizzati sono parte di
  quel problema, ma tutti omettono di dire che Roma già ha dato
  una mano e ha dato soldi, perché vorrei ricordare che il
  prelievo forzoso da un miliardo e tre è passato ad un miliardo,
  quindi ci sono quei trecento milioni in più, e vorrei ricordare
  che c'è stato il blocco del vincolo, c'è stata l'esclusione del
  vincolo, c'è stato l'esclusione del vincolo di riduzione di
  spesa e quindi anche lì ci sono soldi a disposizione, e
  nonostante tutto ci mancano sempre soldi, come se fosse questo
  un buco nero, una voragine, dove noi non riusciamo ovviamente a
  trovare il bando della matassa.
    Sostanzialmente secondo me, come quei film d'horror che
  spuntava il pallino rosso per evitare che i ragazzi minorenni
  vedessero questi film, secondo me anche in Aula dovremmo mettere
  un pallino rosso, perché se uno studente della facoltà di
  economia o di giurisprudenza inizia a sentire questi emendamenti
  e inizia a vedere come si tratta il bilancio, giustamente
  rimarrebbe terrorizzato da questo modo di lavorare.
    Purtroppo davanti a Roma continuiamo a non avere credibilità,
  signori miei, perché in un anno questo Governo ha fatto 21
  leggi, di cui tolte quelle ordinarie, ad esempio, che riguardano
  bilancio e variazioni e compagnia bella che sono 9, e tolte due
  volte che abbiamo fatto leggi per il rinnovamento dei commissari
  delle province, tolta una legge fondamentale che sarebbe quella
  di poter mettere nei comuni termali la parola terme, tolti i
  confini tra Mineo e Grammichele.
    Questo Parlamento non ha fatto nulla; questo Parlamento,
  questo Governo e questa maggioranza non hanno un briciolo di
  credibilità agli occhi di nessuno, Presidente, Lei non si
  dovrebbe dimettere per la sua maggioranza, lei non ha presentato
  una riforma. E' questa la verità è per questo motivo se Lei non
  riesce a scrivere e a firmare queste dimissioni stia pur certo
  che le daremo una mano noi a farlo, così liberiamo questa terra
  una volta per tutte.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono sicuro
  di non fare uno dei miei interventi migliori visto che non
  abbiamo chiuso occhio.
    Sull'aspetto delle coperture interverranno meglio di me i miei
  colleghi.
    Volevo concentrare il mio dibattito sulla vicenda della
  cultura e dei tagli alla cultura.
    Nell'allegato che è arrivato in Aula, assessore Armao, i
  tagli, rispetto al consolidato del 2018 che riguardano i teatri
  sono 4,2 milioni di euro.
    La cosa singolare a mio giudizio è che se bisogna sopportare
  dei tagli, i 4,2 milioni di euro, si sarebbero dovuti recuperare
  in maniera proporzionale su tutti i teatri, a nostro giudizio,
  quindi se si doveva recuperare quell'importo il taglio veniva
  tra il 7 e l'8 per cento per tutti i teatri.
    Invece è arrivata sia nella prima tabella che è arrivata per i
  Lavori d'Aula che in questa, ci sono tre teatri che sopportano
  un taglio vicino al 20 per cento e teatri che sopportano un
  taglio tra il tre e il cinque per cento ed è gravissimo perché
  non può essere che su 4,2 milioni il Bellini di Catania paga 1,9
  milioni di euro, quasi la metà dei tagli a tutti i teatri.
    La stessa cosa per il Teatro che è stato di Giusti e di Turi
  Ferro, che non merita di essere trattato in questo modo, per non
  parlare poi del Teatro Vittorio Emanule di Messina che, da solo,
  nell'ultima versione sopporta il 19,7 per cento di tutti i tagli
  alla cultura, quindi se ci devono essere tagli, Signor
  Presidente, a mio giudizio, tagli devono essere per tutti.
    C'è una necessità, si è presa una strada, noi non l'abbiamo
  condivisa, sin dall'inizio abbiamo chiesto che venisse approvato
  l'esercizio provvisorio e si facessero altre scelte nel rapporto
  con Roma, ma se si deve tagliare deve essere un taglio per
  tutti.
    E' palesemente discriminatorio e diventa una guerra dei
  poveri.
    Abbiamo proposto degli emendamenti a quest'ultima tabella, che
  vanno in questo senso e chiediamo, signor Presidente
  dell'Assemblea, che vengano votati.

    FIGUCCIA. Chiedo di parlare

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FIGUCCIA, Signor Presidente, onorevoli colleghi, decisamente
  più apprezzabile l'intervento dell'onorevole Barbagallo,
  rispetto alla facile ironia di alcuni colleghi, che ho sentito
  prima, apprezzabile, quanto meno, l'intento di voler intervenire
  su alcuni capitoli.
    Nella politica ci si raccorda e si fanno delle scelte, ma
  venire qui alle 7 del mattino e venire a fare facile ironia con
  ragionamenti, che non solo non appassionano questo Parlamento,
  ma credetemi non appassionano questo Parlamento ma, credetemi,
  non appassionano chi ci guarda ancora alle 7 del mattina perché
  aspetta che il Parlamento tutto, maggioranza e opposizione,
  possa dare risposta. Risposta rispetto a quei tagli con i quali
  ci siamo dovuti confrontare. Perché io vorrei ricordare a tutti
  i colleghi che fino a qualche ora fa, prima dell'intervento e
  della soluzione trovata da questo Governo, a seguito anche
  dell'ultimo intervento del Presidente della Regione, la cronaca
  e la stampa regionale parlava solo di una finanziaria di lacrime
  e sangue.
    Noi siamo riusciti a trovare delle soluzioni, siamo riusciti
  ad intervenire garantendo tutte quelle categorie rispetto alle
  quali il Partito Democratico da tre giorni ci dice che non ci
  sono soluzioni. Io ho lo stesso allegato che avete voi, il
  10.5.R. Noi abbiamo 30 milioni 526 mila euro finalmente sui PIP
  e credo che forse questa categoria da anni non beneficiava di un
  intervento di questo tipo.
    Abbiamo aggiunto finalmente 8 milioni 795 mila euro a persone
  che da vent'anni vivono una condizione di voucher, di sussidio
  e, finalmente, il Governo Musumeci si è intestato una battaglia
  che potrà vederli traghettare verso un ente che può portare alla
  possibilità di dare dignità a questa gente e ancora continuiamo
  a citare i tagli lacrime e sangue, stiamo superando questo
  passaggio ed io per questo Presidente della Regione lo voglio
  ringraziare.
    Così come lo voglio ringraziare a nome dei Consorzi di
  bonifica dove ci sono 12 milioni 790 mila euro, così come lo
  voglio ringraziare a nome dell'ESA ed è stato un suo appello
  onorevole Cracolici, dove sono stati trovati 8 milioni e 795
  mila euro; a nome dei forestali per i quali abbiamo trovato 53
  milioni di euro, mentre lo Stato ci fa una guerra raccordandosi
  con delle Regioni che intende privilegiare, la Lombardia,
  l'Emilia Romagna, qui in Sicilia in nome di un sud che si
  ribella e che alza la testa noi riusciamo a trovare delle
  soluzioni.
    E allora, di fronte a questa prospettiva dovremmo abbandonare
  l'idea delle maggioranze e dell'opposizione, dovremmo stringerci
  e fare un corpo unico per trovare modo di dare risposte. Quindi
  Presidente, sono le sei e mezza, da quattro giorni ci
  accapigliamo attorno alla prospettiva di trovare delle
  soluzioni, lo abbiamo fatto anche rispetto a questo appello del
  Partito Democratico di fronte al quale, onorevole Cracolici,
  avete trovato la risposta del Presidente della Regione,
  prendetevene pure i meriti e noi ce ne prendiamo soltanto le
  responsabilità.
    L'ho detto ieri, le responsabilità sono tutte nostre, stiamo
  continuando a fare il peggio, voi ritenete, bene in nome di
  questo però stiamo dando continuità e salvaguardia a delle
  categorie, alle categorie fragili, alle categorie deboli, ai
  talassemici, ai disabili. Certo, è il primo anno di Governo,
  credo ci vorrete dare la disponibilità e la possibilità insieme
  a tutto il Parlamento di guardare adesso alle riforme perché
  oltre a quei 53 milioni di euro spesi per i forestali si possa
  finalmente lavorare a quella riforma che potrà vederli
  certamente nel tempo impegnati in altri ambiti, guardando alla
  logica del bosco produttivo; ma per fare questo amici, colleghi,
  deputati, abbiamo bisogno di tutti voi, abbiamo bisogno di quel
  buon senso a cui voi tutti avete fatto richiamo.
    Quindi, io vi chiedo, e lo faccio veramente con grande umiltà,
  di dare un voto di fiducia unanimemente a questa manovra per
  rilanciare subito dopo una nuova stagione di riforma che tutti i
  siciliani ci chiedono.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
  io prendo atto, intanto, apprezzo che una parte di questo
  emendamento almeno dichiara, ne prendo atto, di mettere risorse
  disponibili in capitoli che riguardano lavoratori che devono
  essere avviati in alcuni degli enti e questo per me è  un punto
  importante nel senso che sarebbe ipocrita da parte mia non
  riconoscere che comunque il lavoro in quest'Aula un risultato lo
  sta producendo.
    Devo dire che mi rimane, però, un'inquietudine perché non mi è
  mai capitato di interrogare il Governo su una manovra che alla
  fine riguarda oltre 600, a fronte 713 milioni di spesa nel 2019
  ci sono 151 milioni di accantonamenti. Lo dico all'onorevole
  Figuccia, quelle cifre che ha citato non sono quelle che ha
  citato lui, il bilancio non è quello che ha letto lui, è quello
  meno la tabellina che c'è qui nella colonna B che sono in
  riduzione quelle spese.
    Ma, al di là come si legge la tabellina, alla domanda come si
  copre questa manovra, il Governo mi ha risposto  si copre nella
  manovra . Ne prendo atto, non ci dice i capitolo dai quali si
  copre, devo stare in fiducia? Ma il Governo siete voi, ve ne
  assumente voi la responsabilità nel momento in cui però non dite
  all'Aula i capitoli dei quali state prevalendo consentitemi di
  dire che è legittimo il sospetto che state facendo una manovra
  che neanche potete presentare, perché avete probabilmente timore
  dell'impatto che piuttosto che prendere i 30 milioni dei Fondi
  globali che non ho capito, poi me lo spiegherà, assessore Armao,
  però con le tabelle, con le astine, Assessore, perché io ho solo
  il dovere di sapere leggere e scrivere per stare qua mi
  interessa che me lo fa con le astine e mi spiega perché li
  scriviamo in Tabella G 30 milioni per i fondo globali che
  tecnicamente non si possono utilizzare ma questa è una novità
  dell'assessore per l'Economia, Armao, che ha individuato una
  tecnica perla quale la Tabella G si scrive ma non si usa.
    Probabilmente, quei 30 milioni sono prenotazioni di spesa,
  impegni futuri, forse di deputati che devono votare la manovra
  sperando che ci sia il  Collegato' dove in quel  Collegato'
  rientrino quei 30 milioni che stiamo mettendo di lato senza
  accantonamento, quelli sono disponibili perché altrimenti
  avremmo preso quelli ed era la strada più semplice, più facile
  che creava meno.
    Non so, ripeto, da dove si sono presi, in ogni caso se si sono
  prese risorse da capitoli che non sono quelli che io avevo
  suggerito, ma siccome io non mi innamoro delle cose che propongo
  l'importante è prendere i topi, poi che il gatto sia rosso, nero
  o bianco poco importa  E i topi in parte li abbiamo presi perché
  stiamo garantendo le persone, non stiamo garantendo alcune
  categorie che escono fortemente segnati da questa manovra
  immediatamente, li ho citati, non li cito più, è inutile
  continuare però questo il fatto che si sia potuto fare la
  manovra di 20 milioni di euro circa, seppure in due ore,
  dimostra che questo bilancio allora qualche spazio di manovra
  l'aveva.
    Scusate, se addirittura 20 milioni di euro si sono potuti
  prelevare da capitoli che erano nel bilancio non nella
  Finanziaria, perché abbiamo detto la Tabella G non si tocca, i
  10 milioni dell'Ast non si toccano e allora tutto il resto è
  nella legge di bilancio, quindi significa che stiamo riducendo
  di 20 milioni i capitoli di bilancio che avevamo approvato tre
  giorni fa, non so quando abbiamo votato la legge di bilancio,
  ripeto non mi è dato sapere quali sono questi capitoli.
    Spero che non fate più danni di quello che state facendo. E'
  evidente che, ripeto, potrei divertirmi un po' e chiedere che a
  questo punto vista la risposta del Governo chiedo un
  approfondimento da parte del Gruppo del PD per consentire al
  Gruppo del PD di studiare il bilancio che avete tagliato e
  capire, studiandolo, quali sono i capitoli, perché altrimenti è
  difficile votare una cosa al buio, almeno io non l'ho mai
  votata. Quindi, mi state costringendo al buio di votare contro
  per non sapere leggere e scrivere, perché non sapendo che cosa
  state facendo, l'unica cosa che protegge un parlamentare è non
  associarsi ad una manovra al buio.
     Io rimango convinto che tutto questo gran caos era
  assolutamente evitabile, tanto più che stiamo facendo una
  manovra in cui 150 milioni, comunque saranno ripartiti, se va
  bene, dopo un provvedimento che speriamo come ha detto il
  Presidente della Regione, entro 60 giorni, significa oggi ne
  abbiamo 15 febbraio, 60 giorni, siamo al 15 aprile. Cioè sono
  giusti i termini nei quali si poteva fare l'esercizio
  provvisorio, che non è un'offesa, che non è un fatto
  politicamente disdicevole, mai come in questo momento
  l'esercizio provvisorio costituiva uno strumento politico in
  mano alla Regione anche nei confronti dello Stato, per provare a
  portare, giustamente dico io, a casa la possibilità di spalmare
  anche quella parte restante del cosiddetto debito - non è debito
  ma è minori entrate - anche quelli per trent'anni.
    Però, avete scelto una sorta di premio non si capisce bene a
  che cosa, credo che l'unico premio che otterrete è che dopo anni
  che in Sicilia - e questo lo rivendico al di là di tutti i
  chiacchieroni che ci sono qua - io ci sono da molti anni in
  questo Parlamento, qualcuno ogni tanto me lo ricorda come se
  fosse una colpa, io ricordo a tutti che per essere qui bisogna
  essere eletti, e poi rieletti, perché non è importante essere
  eletti ma bisogna essere rieletti. E per essere rieletti c'è
  anche un giudizio dei cittadini del lavoro che fai. E io, a che
  mi ricordi, io dal 2001 ad oggi, questo dopo quattro anni, tre
  anni, è stata la legge finanziaria che ha riportato i cittadini,
  alcune categorie, sotto Palazzo dei Normanni a protestare.
    Negli ultimi tre anni, le leggi finanziarie, lo dico ai
  colleghi grillini che sono stati anche protagonisti
  dell'opposizione, negli ultimi tre anni la legge finanziaria
  della Regione, approvata anche con gli esercizi provvisori, non
  vedeva un lavoratore protestare sotto Palazzo dei Normanni.
  Siamo tornati alle proteste di piazza. Milazzo sai bene di che
  cosa sto parlando.
    Io entro sempre dagli stessi posti. Quindi, se siamo tornati a
  questo elemento di mobilitazione, che la gente deve protestare
  per avere garantiti i propri diritti, con tutto il rispetto,
  vuol dire che non state facendo bene. E' inutile, la potete
  raccontare come volete, non state facendo bene, temo che state
  facendo peggio. In ogni caso, vi siete assunti la responsabilità
  di coprire in manovra, non so bene con quale manovra, prendo
  atto che intanto ESA, i lavoratori dei consorzi di bonifica, i
  lavoratori del Palsen, hanno una prima risposta, altri no. Voi
  governate, voi risponderete di quello che state facendo.

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CIANCIO. Signore Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
  cerco di intervenire anch'io anche se non con lucidità visto
  l'orario e sarò veloce anche perché siamo tutti stanchi.
    Sulla tabella anche io mi concentro sulla parte riguardante la
  cultura, in particolare teatri e FURS, perché è vero che si
  cerca di mettere un tappo ai tagli che c'erano stati con la
  prima stesura della Finanziaria, ma è anche vero che in alcuni
  casi questa soluzione non è sufficiente, Presidente, perché noi
  abbiamo ancora situazioni come il Bellini di Catania, che lei
  conosce benissimo, o il Vittorio Emanuele di Messina o ancora
  l'Orchestra Sinfonica. Diciamo che sono quelli che ricevono
  anche il contributo più ampio della Regione e, quindi,
  proporzionalmente hanno avuto il taglio più ampio, ai quali
  mancano rispettivamente 400 mila euro, 200 mila euro, altri 100
  mila euro.
    Io ho presentato, rispetto a quello che avete proposto qua
  nella tabella, io ho presentato un emendamento che mira a
  riportare allo stanziamento - prendendoli dai fondi globali per
  il 2019 - in particolare quello che riguarda Bellini di Catania,
  teatro Vittorio Emanuele di Messina e Orchestra Sinfonica e il
  FURS, il Fondo Unico per lo Spettacolo. Non ho fatto la somma,
  ma non è una cifra esorbitante. Penso che si possa fare
  facilmente.
    Però, al di là del 2019, se noi vogliamo risolvere, non dico
  la metà ma tantissimi dei problemi dei teatri delle fondazioni
  lirico sinfoniche in Sicilia, Presidente, noi dobbiamo garantire
  una stabilità, una certezza delle entrate per almeno tre anni.
    Ne abbiamo parlato tante volte, anche con l'assessore
  Pappalardo in Commissione. Dobbiamo assolutamente provvedere lo
  stesso stanziamento per il 2019, il 2020 e il 2021. Sul 2020,
  Presidente, però vorrei che mi ascoltasse, anche per capire,
  Presidente mi scusi, anche per capire se il mio ragionamento può
  trovare una condivisione, perché, mentre nel 2019 potremmo
  trovare le coperture sui fondi globali, nel 2020 io volevo
  proporre eventualmente di trovare la copertura su un capitolo
  della sanità, che è un capitolo che ha circa 50 milioni di
  copertura per tutto il triennio, che sono i farmaci innovativi.
    Capisco che può comportare, magari, qualche difficoltà, però,
  mentre ad intervenire in variazioni su questo capitolo non
  sposta nulla, garantire invece una certezza delle entrate a
  questi enti per un triennio ed all'inizio dell'anno, significa
  poter programmare in maniera intelligente ed oculata le attività
  che per un teatro non possono essere programmate alla fine
  dell'anno oppure oggi, magari per l'estate o per la stagione
  successiva. Un teatro ha bisogno di programmare con largo
  anticipo, anche per poter pubblicizzare all'estero l'attività
  che svolge il teatro stesso.
    Io credo che sia arrivato il momento di dare questa risposta
  alle nostre istituzioni culturali. Ripeto, io avevo presentato
  questo emendamento che vale sul 2019 e il 2021 - perché gli
  uffici mi hanno detto che c'è copertura sul 2019-2021.
    Sul 2020 bisogna trovare un'altra copertura che potrebbe
  essere quella. Anche perché, ripeto, intervenire in variazione
  su quel capitolo non sposta nulla, a differenza di quello che
  significherebbe per questi enti averlo dall'inizio dell'anno.
  Quindi, ripropongo il testo dell'emendamento e sul 2020
  eventualmente presento un sub per chiedere di attingere a
  quest'altro capitolo. E' un po' complicato però, in questo
  momento.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio.
    Sono terminati gli interventi. C'era l'assessore Falcone che
  mi aveva chiesto di parlare per dare una risposta all'onorevole
  Arancio.

    FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Grazie, Presidente, soltanto per dire all'onorevole Arancio che
  i fondi sono garantiti almeno sino a settembre, con la stessa
  operazione che faremo per le altre voci di spesa, a noi oggi
  interessava che il reddito minimo di inserimento venisse avviato
  a lavoro - cosa che potrà essere fatto. Successivamente andremo
  a rimpinguare, così come gli altri capitoli, anche questo.

    PRESIDENTE. Allora, ci sono degli emendamenti che sono il
  10.5.R.2, a firma dell'onorevole Lupo e altri, e il 10.5.R.4, a
  firma dell'onorevole Barbagallo e altri. Li stanno distribuendo.
    Assessore Armao, su questi emendamenti abbiamo bisogno di
  sapere se c'è la copertura o meno.
    L'emendamento 10.5.R.1 è un emendamento aggiuntivo, per cui
  non l'abbiamo potuto prendere in considerazione.
    Assessore Armao sta valutando quello che abbiamo chiesto?

    BARBAGALLO. Prima di metterli in votazione c'è una proposta
  del Governo per riequilibrare tutti i teatri sulla base del
  ragionamento che abbiamo fatto all'inizio?

    ARMAO, assessore per l'economia. Sul punto stiamo adottando un
  atto che assegna delle risorse, che abbiamo detto entro breve
  termine dovrà essere rivisto per rimpinguare quello che manca.
  Si tratta di una questione di poco tempo, non credo che andiamo
  ad alterare situazioni. A meno che non ci siano situazioni che
  lei conosce e che non conosciamo noi di assoluta carenza di
  risorse nel capitolo.

    BARBAGALLO. L'emendamento 10.5.R.2.

    ARMAO, assessore per l'economia. Sì, ma assoluta carenza,
  perché altrimenti io credo che sia opportuno lasciare le cose
  così come sono, non inserire ulteriori elementi di arricchimento
  - diciamo così - di questo dibattito così ampio e andiamo
  direttamente alla chiusura, sapendo che da questo partiamo e
  nelle prossime settimane potremo intervenire secondo le esigenze
  dei territori.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 10.5.R.2. Il parere della
  Commissione?

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  C'è la possibilità che lo ritirate?

    BARBAGALLO. No, io chiedo che venga messo in votazione
  l'emendamento 10.5.R.2.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

    SAMMARTINO SAMM  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.

    MILAZZO MILA  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.5.R.2

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 10.5.R.2.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

  (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     62
    Votanti 59
    Maggioranza  30
    Favorevoli   27
    Contrari     32
    Astenuti     0

  (Non è approvato)

    CIANCIO. Signor Presidente, c'è l'emendamento 10.5.R5 che ho
  presentato sulla semestralità.

    PRESIDENTE. L'emendamento presentato dall'onorevole Ciancio ha
  bisogno di una copertura, cioè il Governo ci deve dire che è
  possibile.

    ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ARMAO, assessore per l'economia. Fermo restando l'assoluto
  apprezzamento da parte del Governo, e non solo del Governo, di
  una misura che è volta a stabilizzare la capacità di
  investimento dei teatri, anche se -  mi permetto di osservare -
  credo che ne abbiano parlato anche in Commissione di come sia
  opportuno che sul tema teatri la Commissione  Bilancio  insieme
  alla Commissione competente svolgano degli approfondimenti sui
  costi di produzione, sulla armonizzazione dei costi di
  produzione perché evidentemente ci sono, anche in relazione alle
  ingenti risorse assegnate, delle discrasie e delle asimmetrie
  che certamente non sono nel senso del corretto equilibrio e del
  corretto uso delle risorse pubbliche. Quindi, in questo senso la
  Regione farebbe bene a spingere verso una maggiore efficienza
  del sistema.
    Tuttavia, considerato che dobbiamo rimettere mano a queste
  cose, io direi, per ora lasciamo le cose così se non turbano in
  modo devastante l'attività di enti, cosa che non mi pare che sia
  in considerazione delle assegnazioni fatte. C'è, magari, chi ha
  qualcosa in meno, c'è chi ha solo poco in meno, però se non si
  turbano equilibri io vi prego, siccome abbiamo raggiunto già un
  equilibrio che, come tutti gli equilibri è un equilibrio
  instabile, lascerei l'equilibrio che si è raggiunto, soprattutto
  quando si parla di risorse scarse come in questo caso, e
  proseguiamo con la votazione.
    L'onorevole Ciancio sa della disponibilità che incontra nel
  Governo e la mia personale disponibilità per la sensibilità che
  ho su questi temi a trattare insieme con il collega competente
  al turismo di queste questioni.
    Quindi, per noi da lunedì si può lavorare su queste questioni.

    CIANCIO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CIANCIO. Assessore, la questione non è tanto quanto diamo
  quest'anno, per il 2019, o quanto abbiamo dato nel 2018.
  Teoricamente potrebbe andare bene anche lo stanziamento che
  avete previsto voi.
    Il problema è che se noi non lo triennalizziamo questo
  stanziamento, l'audizione che abbiamo fatto per esempio in V
  Commissione sulla stabilizzazione e quant'altro, cosa che può
  interessare più o meno, ma rimane lettera morta perché se nel
  bilancio del 2020 ci sono 8 milioni, per esempio nel Bellini di
  Catania, e ci sono 5 milioni in meno, è ovvio che il Bellini non
  potrà programmare alcuna stabilizzazione o alcuna attività
  programmatica che riguarda il Teatro.
    Quindi, non è tanto quanto mettiamo nel 2019 ma per quanto
  tempo lo garantiamo questo stanziamento. Quindi, questa è una
  cosa che va fatta.
    Signor Presidente, io l'emendamento lo mantengo e chiedo, se
  c'è la copertura, di votarlo perché ne parliamo da anni, ne
  parliamo dalla scorsa legislatura. Secondo me è arrivato il
  momento di discutere di queste cose perché altrimenti rimandiamo
  all'infinito e non risolveremo mai i problemi atavici di questi
  enti.

    RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, solo per
  intervenire introducendo un elemento di valutazione perché, se
  ho ben compreso dall'intervento dell'onorevole Ciancio, la
  copertura sul 2020 era assicurata sul fondo dei farmaci e,
  quindi, sul fondo sanitario.
    Ora è noto, anche perché argomento di trattativa, che dal 2020
  molto probabilmente la Regione passerà al 100 per cento del
  finanziamento del fondo sanitario. Operare in questa sede sul
  fondo sanitario a valere sul 2020 io penso che sia assolutamente
  sconsigliato.
    La sede prossima, quella dalla riallocazione dei fondi,
  probabilmente può essere una utile soluzione anche per
  triennalizzare l'intervento.

    PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, lo ritira o lo mettiamo in
  votazione?

    CIANCIO. O si trova un'altra copertura o lo mantengo.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole

    MILAZZO.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

     (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.5.R5

     PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'emendamento 10.5.R5.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.
     (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     62
    Votanti      62
    Maggioranza  32
    Favorevoli   29
    Contrari     33
    Astenuti     0

    (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 10.5.R, del Governo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 10.

    CRACOLICI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà

    CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che
  abbiamo votato tutto l'articolo e stiamo votando l'articolo 10,
  così come emendato, poiché non mi è dato sapere che il Governo
  abbia presentato un emendamento di modifica di capitoli di
  bilancio da cui ha prelevato i soldi per la manovra, si intende
  che modifiche al bilancio non possono essere apportate tranne
  operazioni di abuso d'ufficio da parte di chi li fa. Quindi, i
  capitoli di bilancio sono quelli approvati con la legge di
  bilancio, non sono stati prodotti emendamenti per stabilire da
  dove si prelevano, quindi, invito la Presidenza, a tutela del
  Parlamento, a garantire che nessun capitolo, così com'è stato
  votato, sia nel bilancio che adesso con la manovra, possa essere
  modificato ulteriormente.

    PRESIDENTE. Assessore Armao, quello che dice l'onorevole
  Cracolici ha una sua validità, cioè noi dobbiamo sapere da dove
  sono presi perché diversamente

    SAMMARTINO. Presidente, dovevamo saperlo prima di votarlo

    PRESIDENTE. Scusate, si sta valutando quello che è stato
  detto. L'assessore Armao non sta parlando con la fidanzata
    Sospendo la seduta per qualche minuto.

    (La seduta, sospesa alle ore 7.06, è ripresa alle ore 7.08)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Chiedo scusa, presidente Savona, mi può spiegare
  da dove sono stati presi? Sono i fondi globali o no? Io ho
  qualcuno che mi dice che sono i fondi globali, qualcuno no
  Ragazzi miei, cioè, non è che stiamo scherzando  E' il bilancio
  della Regione

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Assessore, si
  deve fare i fatti suoi, si deve mettere qua, perché così mette
  in difficoltà il Presidente.

    PRESIDENTE. Infatti, sto chiedendo al presidente Savona.

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Lui lo sa
  perfettamente, sono all'interno della manovra ed è regolare  Può
  fare tutte le denunzie che vuole

    PRESIDENTE. Bene, se il Governo garantisce che è regolare
  così, andiamo avanti. Poi ognuno se lo chiarirà diversamente
  Nel momento in cui il Governo a me dice che è regolare quello
  che è stato fatto, io non mi posso mettere a fare le indagini
  sul Governo. Per cui si vota l'articolo 10.

    DIPASQUALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  nominale.

    MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

    PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, possiamo evitare di rispondere
  altrimenti non finiamo più  Io fra dieci minuti chiudo, perché
  non ne posso più  Sono di una stanchezza mortale  Se in questi
  dieci minuti non riusciamo a finire, ci spostiamo al pomeriggio

    CANCELLERI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ruberò,
  davvero, pochissimi secondi. Vorrei, semplicemente, fare un
  ragionamento e lasciare, soprattutto, questo intervento alla
  futura memoria, in maniera tale che ce ne sia traccia e che, in
  qualche modo, poi, non si riesca a dare la colpa ad altri.
    Io sono convinto, ma il collega Cracolici chiaramente mi ha
  anticipato, ma li avevo controllati, io non ho visto, non c'è
  alcuna differenza fra il documento che c'era prima della
  sospensione di svariate ore, che poi ci ha portato fino alla
  mattinata di oggi, e questo che poi ci è pervenuto, che doveva
  in qualche modo individuare coperture diverse, che doveva dare
  la stabilità della copertura degli interventi sull'ESA, sui
  consorzi di bonifica, su tutto quanto.
    Rimane, invece, invariato, al netto di alcuni incrementi di
  spesa, come ad esempio quello del comma 20 che introduce
  duecentomila euro per le spese per le adozioni internazionali e
  qualcos'altro sull'Istituto della vita americana.
    In realtà, perché faccio questo intervento? Perché sono
  convinto che la copertura non sia cambiata e che la copertura
  sia rimasta ancora in capo a quella spalmatura in trent'anni di
  quel disavanzo che, invece, per legge, dovrebbe essere in tre
  anni. E sono anche convinto che, di fronte ad una situazione del
  genere, ci sarà, probabilmente, o un'impugnativa da parte del
  Governo nazionale o comunque una chiusura dell'accordo in
  maniera negativa rispetto a questo.
    Ecco, intervengo per dire che noi stiamo dicendo al Governo
  regionale che non si può fare, perché non vorrei - vista la
  pratica che spesso corre in questo Governo di dare la colpa a
  Roma - che, poi, si venga a dire agli operai dell'ESA, agli
  operai del consorzio di bonifica "eh, ma noi la norma l'avevamo
  fatta, ma sono quei cattivoni di Roma che non ci hanno permesso
  di spalmare il disavanzo in trent'anni", perché questo sarebbe,
  ovviamente, inaccettabile e sarebbe l'ennesima presa in giro per
  tutte queste persone.
    Ecco, volevo dire solo questo in maniera tale, come si dice,
  di mettere il ferro dietro la porta.

    MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
  segreto.

    (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 10

    PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
  dell'articolo 10.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  segreto:

    Presenti     .    62
    Votanti     ..    43
    Maggioranza   .   22
    Favorevoli    .   34
    Contrari     .    9
    Astenuti     .    17

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 11, in precedenza accantonato. Sono
  stati presentati emendamenti alla TAB G. L'emendamento
  dell'onorevole Lo Giudice è ritirato.
    Si passa all'emendamento TAB G.1R, a firma degli onorevoli
  Zafarana, Cappello, Cancelleri. E' ritirato? Onestamente,
  potremmo dichiararlo inammissibile perché c'è una copertura

    ZAFARANA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ZAFARANA. Grazie, allora il discorso è questo, è stata
  distribuita una riscrittura TAB G.1R. Il tema qual è,
  chiaramente? Il fatto che nella Tabella G, in questo momento,
  sulla legge 3/2012 che è la legge, come tutti sapete, di
  contrasto alla violenza di genere, vi erano 87 mila euro,
  praticamente nulla rispetto a quelli che sono gli impegni che
  vengono onorati con questa legge nel territorio siciliano, sia
  per quanto riguarda le borse di lavoro che non sono mai state
  avviate sia per quanto riguarda le rette che vengono pagate per
  il tramite dei comuni ai centri anti violenza e alle case di
  accoglienza.
    Quindi, il mio emendamento che era stato distribuito come TAB
  G.1R, con copertura liberatasi dalle riserve dall'approvazione
  dell'e) quinquies, e) ter ed e) quater, ricorderete sulle
  riserve, va proprio a dare sostegno a questa legge che è tema
  delicatissimo e qualora non vi sia un impegno da parte di questo
  Governo, questa cosa sarebbe inaccettabile.
    Pertanto, l'aumento è proprio individuato in questo senso ed
  ha copertura, chiaramente richiamo questo Parlamento a
  prescindere delle condizioni che abbiamo visto in queste ore, da
  quello che si è svolto, a fare una presa di coscienza seria su
  questo tema.

    PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, su questo tema ha chiesto
  anche la parola l'onorevole Milazzo.

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO. Signor, Presidente, onorevoli colleghi, la
  Commissione ha depositato un emendamento che dispone 250 mila
  euro per quanto riguarda la tutela sulla violenza di genere per
  quanto riguarda le borse di studio e 250 mila euro da destinare
  ai comuni sempre sulla violenza di genere, però non è stato
  distribuito ed avevamo pure trovato la copertura finanziaria.

    PRESIDENTE. Gli Uffici dicono che sarebbe coperto con
  l'articolo 1 che non ha risorse. Quello dell'onorevole Milazzo.

    ZAFARANA. Io lo coprivo con le riserve, con l'emendamento
  9.15R.

    PRESIDENTE. Quello dell'onorevole Milazzo non è ammissibile
  perché non è coperto.

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO. Signor, Presidente, da un confronto con il Presidente
  della Commissione riteniamo, se vuole lo possiamo modificare,
  che l'emendamento se approvato può trovare copertura sempre
  all'interno della manovra, dall'approfondimento che abbiamo
  fatto.

    PRESIDENTE. Che significa, onorevole Milazzo? Onorevole
  Milazzo, la prego. Saremo tutti stanchi, ma questo tipo di
  ragionamento, cosa significa? Credo che il Governo sarà
  disponibilissimo, se c'è la copertura. Devo andare avanti.

    MILAZZO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MILAZZO. Signor Presidente, glielo spiego. L'emendamento trova
  copertura nel milione di euro che era stato destinato nella
  tabella alla norma cosiddetta  Portogallo  che in tabella
  destinava un milione di euro.

    PRESIDENTE. Ma quella non essendoci più non esiste. Non è che
  la possiamo andare a prendere, per favore
    Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:

    «TITOLO V
    Disposizioni finali

    Articolo 56
  Effetti della manovra e copertura finanziaria

    1. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge
  e la relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.

    2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
  diversamente disposto, a decorrere dall'1 gennaio 2019».

    Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:

    «Articolo 57
    Entrata in vigore

    1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso
  della sua pubblicazione.

    2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

    Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa agli emendamenti all'articolo 117. Sono stati tutti
  concordati con i presentatori. Quindi c'è il parere favorevole
  del Governo? Poiché sono tutti favorevoli tanto vale che li
  votiamo e chiudiamo.
    Si passa all'emendamento 117.3. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 117.2. Lo pongo in votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

    (E' approvato)

    ARICO'. Io voto contro gli emendamenti all'articolo 117.

    PRESIDENTE. Abbiamo votato. A verbale che l'onorevole Aricò è
  contrario.


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2019
    Legge di stabilità regionale» (476/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e
  correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità regionale»
  (476/A).
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

    (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

    Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     .    62
    Votanti     ..    62
    Maggioranza   .   32
    Favorevoli    .   34
    Contrari     .    28
    Astenuti     .    0

    (L'Assemblea approva)

    A questo punto il Governo dovrebbe andare velocemente a fare
  la variazione e, poi, torniamo per votare il Bilancio. La seduta
  è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 7.22, è ripresa alle ore 7.32)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. La nota di variazione non è ancora arrivata. Si
  deve ancora riunire la Commissione  Bilancio , la nota di
  variazione è stata depositata in Commissione che però deve
  approvarla.

    SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
  Presidente, l'abbiamo approvata a maggioranza.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente, signor Presidente della
  Regione, onorevoli colleghi, assessori, l'epilogo triste delle
  ultime ore di questo dibattito d'Aula ha confermato quelle che
  erano le premesse iniziali, cioè una finanziaria che fa figli e
  figliastri, una finanziaria che non ha visto neanche lo sforzo
  dell'esecutivo e della maggioranza di trovare una composizione
  di quelle che erano le emergenze della Sicilia.
    Dopo un anno e passa di legislatura, dove non abbiamo visto
  riforme degne di questo nome, quando ancora sono al palo delle
  Commissioni di merito e della Commissione Bilancio, le riforme
  che il Governo aveva annunciato dal tema dei rifiuti a quello
  dell'urbanistica, alle IPAB, allo IACP, noi confidavamo che
  questa Finanziaria poteva riservare delle aspettative migliori
  alla Sicilia ed ai siciliani.
    Invece, questo intestardimento a voler a tutti i costi evitare
  l'esercizio provvisorio, non avviare il negoziato con Roma ci ha
  portato a questo pasticcio. Noi rivendichiamo il ruolo che ha
  avuto il Partito Democratico nel trovare una soluzione almeno
  alleggerire alcune emergenze, dai consorzi di bonifica alle
  coperture sull'ESA e resta la ferita aperta di questa mattina
  quando non si è fatto nemmeno il minimo sforzo per risolvere le
  questioni aperte sull'allegato uno. Viene cancellato
  completamente, signor Presidente, lo stanziamento al Centro
  Documentale di Cinematografia. Uno dei fiori all'occhiello della
  nostra terra. Non sono tante le regioni che hanno il centro
  documentale di cinematografia. In tutta Italia sono circa
  cinque, noi ce lo abbiamo, e quest'anno per la prima volta
  l'Assemblea azzera il contributo al Centro Documentale di
  Cinematografia. Vengono tagliati in modo consistente tutti i
  capitoli dalle nostre eccellenze storiche su tutte - penso,
  signor Presidente - a Pergusa, dove non si è fatto neanche il
  benché minimo sforzo. Nel silenzio dei parlamentari di Enna
  viene tagliato l'autodromo che è stato di Siffred e Clark, dove
  ha vinto Stuart e nessuno ha detto una parola. Viene, come dire,
  in modo cervellotico liquidata la vicenda dei teatri, l'ho
  accennato nel mio intervento di prima. Con ancora delle riserve
  appostate sui fondi globali che non vengono utilizzati non si fa
  un benché minimo sforzo per dare un contributo che significava
  la salvezza, dopo gli sforzi che sono stati fatti per il teatro
  Vittorio Emanuele di Messina. Per Taormina Arte, dove non è
  stato preso in considerazione l'emendamento. Taormina Arte aveva
  quindici stipendi arretrati. Il Commissario ha fatto un lavoro
  virtuoso. Chiedevamo di ripristinare lo stanziamento al
  consolidato 2018 con i fondi appostati, con la competenza
  contabile appostata sui fondi globali. Non è stata presa in
  considerazione la possibilità di ripristinare lo stanziamento al
  2018. La stessa cosa vale per l'Orchestra Sinfonica regionale,
  dove il commissario Giorgio Paci ha fatto un grandissimo lavoro
  di ripristino e di messa in sicurezza dei conti. Ha recuperato 9
  milioni di Euro di debiti. E' stato defenestrato la notte di
  Natale e per tutto riconoscimento l'Assemblea, oggi, taglia 219
  milioni di Euro. Sul Bellini non mi pronuncio; è, come dire, un
  tentato omicidio di una delle nostre istituzioni teatrali più
  rappresentative, non della Sicilia ma in tutto il mondo. Il
  taglio di 419 mila Euro, senza nemmeno uno sforzo per provare ad
  alleggerire queste difficoltà, grida vendetta
    Presidente, esprimiamo il nostro più totale dissenso ed il
  nostro voto contrario, sperando che dopo queste soluzioni
  cervellotiche ed anche in ordine alla copertura, tra qualche
  settimana non dovremo tornare in quest'Aula per rivedere anche
  alcune coperture che sono state date questa sera.

    CAPPELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, colleghi. Intervenire
  alle 7,39 del mattino, dopo più di, non so quante ore - diciamo
  - rimasti incollati alle sedie per portare a compimento, perché,
  diciamo, anche il Movimento Cinque Stelle vuole dare alla
  Regione siciliana una legge di Bilancio, una legge di stabilità,
  è difficile.
    Io spero, Presidente Micciché, che le sue parole di poc'anzi,
  quando ha detto che questa è la prima e l'ultima volta che si
  farà, diciamo, una Finanziaria no stop come quelle che si
  facevano ante 2013 - credo, perché anche nella prima fase della
  scorsa Legislatura facemmo diverse nottate, ecco - sia un
  impegno che lei si manterrà, che lei, come dire, riuscirà a
  mantenere. Io ho un grande timore. Allora, il Movimento Cinque
  Stelle ha votato contro e continuerà a votare contro questa
  manovra che non condivide. Per senso di responsabilità ha
  condiviso alcune di queste norme. Per senso di responsabilità
  ovviamente è rimasto in Aula a fare il proprio dovere, ma non
  può - ripeto con forza - condividere né il metodo che ha
  adottato questo Governo sin dalle sue prime battute: abbiamo
  credo deciso di avviare questo percorso almeno tre o quattro
  volte; poi ci siamo fermati per un primo esercizio provvisorio;
  poi ci siamo fermati praticamente perché questa maggioranza ha
  cominciato a cannibalizzare gli uni con gli altri; poi ci siamo
  fermati perché, pur accusati di voto segreto, alla fine il voto
  segreto è stato richiesto nelle ultime battute dalla stessa
  maggioranza. Mi chiedo se quando il voto segreto viene richiesto
  dalla maggioranza sia una cosa positiva e, invece, venga
  considerato il male assoluto quando lo richiedono i membri
  dell'opposizione.
    Questa manovra mi sembra più un artificio contabile, che il
  frutto di una prospettiva, di una programmazione; più una
  promessa elettorale che un dato di fatto e una certezza per
  quelle categorie che sono state citate e che molto probabilmente
  non troveranno le risposte che aspettavano.
    Ed allora, io non mi voglio dilungare oltre, voglio soltanto
  dirvi una cosa: lo ha detto il collega Cancelleri che nel suo
  ultimo intervento vi ha formalmente - e alla sua richiesta mi
  associo anch'io - diffidato domani, laddove molte di quelle
  norme di cui abbiamo denunciato la illegittimità in re ipsa, a
  farvi da scudo o a utilizzare l'alibi di Roma se queste norme
  verranno impugnate dal Consiglio dei Ministri. Ecco sappiate che
  noi ve lo stiamo dicendo, ve lo abbiamo detto e non consentiremo
  il fatto che domani possiate dire ai Siciliani che è colpa di
  Roma se alcune risposte non sono arrivate. La colpa non è di
  Roma, non sarà di Roma se queste norme verranno impugnate, ma
  sarà frutto di un metodo barbaro che avete utilizzato nei
  confronti del Parlamento, che pretendete di utilizzare, di
  strumentalizzare nonostante la buona volontà di tutti di
  deputati, anche della opposizione, e di un artificio, e di
  artifici contabili, che per la prima volta stravolgono le regole
  della contabilità stessa e hanno più l'obiettivo della promessa
  che quello della risposta concreta.
    Per questo il Movimento 5 Stelle esprime voto contrario a
  questa manovra.

    PRESIDENTE. Io spero - ovviamente non può dipendere soltanto
  da me, ma ce la metterò tutta - che questa sia proprio l'ultima
  finanziaria, non soltanto notturna, perché stiamo lavorando alla
  riforma della finanziaria secondo la riforma di contabilità
  dello Stato, per cui - ovviamente poi d'accordo con il Governo e
  d'accordo con voi - punteremo ad avere la legge di bilancio,
  punto e basta, come ormai in tutti i Parlamenti. Spero di
  riuscire a ottenerla entro quest'anno in modo da poterla
  utilizzare già l'anno prossimo.

    MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, il
  Governo ha ricevuto copia degli ordini del giorno presentati e
  sottoscritti da vari Gruppi parlamentari. Il Governo, pertanto,
  dichiara di accettarli tutti come raccomandazione. ?

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione della nota di variazione
  approvata dalla Commissione  Bilancio .
    La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

    (E' approvata)


  Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
  2019-2021» (475-475 bis /A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge «Bilancio di previsione della
  Regione siciliana per il triennio 2019-2021» (475-475 bis/A).
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
  pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
    Dichiaro aperta la votazione.

  (Si procede alla votazione)

    Dichiaro chiusa la votazione.

  Risultato della votazione

    PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti     62
    Votanti 61
    Maggioranza  31
    Favorevoli   34
    Contrari     27
    Astenuti       0

  (L'Assemblea approva)

    PRESIDENTE. Prima di andare via è doveroso ringraziare tutti
  gli uomini dell'Assemblea e specialmente le donne dell'Assemblea
  che da ventiquattro ore ininterrotte stanno qui giusto il giorno
  di San Valentino. Devo chiedere loro scusa per averle fatte
  restare qui e ringraziarle per il lavoro che hanno svolto.

    La seduta è tolta alle ore 7.45 di venerdì 15 febbraio 2019

  DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
  Il Direttore
  dott. Mario Di Piazza

  Il Consigliere parlamentare responsabile
  dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

    Annunzio di interrogazioni

    - con richiesta di risposta orale presentata:

    N. 672 - Tutela delle persone migranti a bordo della nave Sea
  Watch.
    - Presidente Regione
    Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;
  Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
  Dipasquale Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca;
  Catanzaro Michele; De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni

    L'interrogazione sarà posta all'ordine del giorno per essere
  svolta al proprio turno.

    - con richiesta di risposta scritta presentate:

    N. 673 - Ricostruzione della spiaggia di Casuzze nel Comune di
  Santa Croce Camerina (RG).
    - Presidente Regione
    - Assessore Territorio e Ambiente
    Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;
  Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano
  Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

    N. 674 - Ispezione presso il Comune di Campofranco (CL).
    - Presidente Regione
    - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
    Di Caro Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri
  Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
  Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

    Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

    Annunzio di interpellanza

    N. 147 - Chiarimenti relativi all'istituzione del Forum
  permanente contro la mafia e la criminalità organizzata
  istituito con l.r. n. 15 del 2018.
    - Presidente Regione
    - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
    Catanzaro Michele; Lupo Giuseppe

    Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
  Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per
  essere svolta al proprio turno.

    Annunzio di mozione

    N. 215 - Riconoscimento, istituzione e politiche di sostegno
  ai distretti produttivi.
    De Domenico Francesco; Arancio Giuseppe Concetto; Cafeo
  Giovanni; Dipasquale Emanuele
    Presentata il 30/01/19

    La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
  Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari per la determinazione della relativa data di
  discussione.

  Allegato B

      ? Gli ordini del giorno dal n. 70 al n. 80, dal n. 82 al n.
  87 e dal n. 90 al n. 98 sono fatti distribuire in corso di
  seduta e, pertanto, sono da intendersi annunziati.

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