Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 12.00
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta di oggi serve per
incardinare la legge finanziaria e di bilancio. Sono arrivati i
documenti, i nostri Uffici li stanno verificando ed ancora ne
stanno arrivando da parte dell'Assessorato dell'economia. Per
cui, ritengo opportuno sospendere la seduta e sino alle ore
15.00. A quel punto dovrebbe essere tutto in qualche maniera
completato e per cui possiamo incardinare al meglio la legge
finanziaria.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 12.01, è ripresa alle ore 15.17)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che arrivino i
componenti della Commissione Bilancio , comunico che sono
arrivate quasi tutte le carte, non completamente, ma in linea di
massima ci sono. Gli uffici le hanno esaminate; peraltro, c'è un
solo Allegato a cui sarà possibile presentare emendamenti e
questo è stato già distribuito, per cui sostanzialmente possiamo
incardinare il Bilancio di previsione della Regione per il
triennio 2019-2021 e iniziare la discussione generale sin da
adesso. Poi, diamo tempo per la presentazione degli emendamenti
a domani tra le ore 11.00 e le ore 12.00 al massimo,
incardiniamo il Bilancio di previsione e le Disposizioni
programmatiche e correttive, quindi li incardiniamo entrambi.
Per il bilancio diamo tempo per gli emendamenti a domani alle
ore 12.00 e alle ore 16.00 riapriremo la seduta per votare il
Bilancio della Regione e il Bilancio dell'Assemblea.
Il termine per la presentazione degli emendamenti alla
Finanziaria invece è fissato per mercoledì prossimo perché la
Conferenza dei Capigruppo aveva deciso martedì immaginando che
avremmo incardinato ieri; visto che incardiniamo oggi, diamo un
giorno di tempo in più e poi la prossima settimana non si voterà
perché si rimanda il tutto a martedì della settimana successiva.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente sarà
posto a disposizione degli onorevoli deputati che intendano
prenderne visione e sarà considerato approvato, in assenza di
osservazioni in contrario, al termine della presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del
numero legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale
o di scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Tamajo ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Discussione unificata dei disegni di legge Bilancio di
previsione della Regione siciliana
per il triennio 2019-2021 (nn. 475-475bis/A) e Disposizioni
programmatiche e
correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità regionale (n.
476/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo incardinato sia
bilancio che finanziaria. Abbiamo dato tempo per gli emendamenti
sul bilancio fino a domani alle ore 12.00 e alle ore 16.00
riprenderemo i lavori d'Aula per cominciare a votare. Mentre per
la finanziaria il termine per la presentazione degli emendamenti
è stato spostato a mercoledì prossimo, per poi la prossima
settimana votarla.
Invito il Presidente della Commissione e relatore, onorevole
Savona, a svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, chiedo di svolgere la relazione domani insieme
all'articolo 1.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e
riprenderà domani alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 15.21 di giovedì 31 gennaio 2019,
è ripresa alle ore 16.41 di venerdì 1 febbraio 2019)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori con
alcune comunicazioni di rito.
BARBAGALLO. Signor Presidente, ma dov'è la maggioranza? Stiamo
aspettando la maggioranza?
PRESIDENTE. Un attimo che risolviamo anche questo problema.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Caronia, Figuccia e
Fava hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, in attesa che arrivino anche gli altri
colleghi, la seduta è rinviata di mezz'ora. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.14, è ripresa alle ore 16.45)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale
siciliana
per l'anno finanziario 2019' (Doc. n. 157) (*)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
per l'anno finanziario 2019 (Doc. n. 157).
Ha facoltà di parlare il deputato Questore, onorevole Assenza,
per svolgere la relazione.
ASSENZA, deputato Questore. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, parlo a nome anche dei Questori e, quindi,
dell'onorevole Bulla e dell'onorevole Siragusa.
La relazione è depositata da tempo e con essa tutti gli
allegati che sono a disposizione dei colleghi.
Mi esimo dal leggere la sia pur breve introduzione al bilancio
perché è a disposizione di tutti e mi limito a rileggerla in
modo sommario.
Questo bilancio è stato esaminato nel corso di più riunioni,
prima dal Collegio dei Questori e successivamente sottoposto
all'esame dell'intero Consiglio di Presidenza che ha dedicato al
suo esame e alla sua successiva approvazione le sedute n. 13 del
19 dicembre e n. 14 del 27 dicembre.
Come sapete, ormai, il bilancio viene redatto su base
triennale, ha carattere autorizzatorio e deve essere
necessariamente aggiornato annualmente in occasione della sua
approvazione.
Le indicazioni delle entrate e delle spese sono fatte
distintamente in maniera specifica per ciascun esercizio
finanziario sulla base dei documenti di programmazione.
Quello che si può evincere da questo progetto di bilancio, che
spero oggi l'Assemblea voglio approvare e rendere definitivo, è
la continuazione di un percorso virtuoso iniziato da diversi
anni di contenimento e di riduzione della spesa, però con la
presunzione di dire che questo contenimento della spesa non ha
compromesso la funzionalità dell'Assemblea.
In particolare, quello che possiamo notare è che l'ammontare
delle entrate e delle risorse disponibili rispetto all'anno
scorso presenta una diminuzione di 1 milione 680 mila e la cosa
che più riteniamo importante è quello di continuare comunque nel
risparmio per la Regione.
I trasferimenti da parte della Regione all'Assemblea sono
diminuiti di un ulteriore milione e 500 mila e questa
previsione, analoga previsione di diminuzione prevista per
l'intero triennio e quindi sia per il 2020 che per il 2021.
E' importante notare che, in pratica, questa diminuzione si
aggiunge alla diminuzione di 4 milioni già dell'anno precedente
e che in pochi anni il trasferimento dalla Regione
all'Assemblea, esattamente dal 2013 al 2019, si è passati da un
trasferimento di 162 milioni e 200 mila ai 137 milioni e 500
mila per quest'anno, cioè in 7 anni si è arrivati ad una
diminuzione di trasferimenti pari a ben 24 milioni e 700 mila.
Questo non ha compromesso, credo che è sotto gli occhi di
tutti, quello che è uno degli scopi principali del bilancio
dell'Assemblea, ossia quello della cura del grande patrimonio
monumentale in cui abbiamo la fortuna di operare, che è stato,
come voi sapete, inserito negli anni scorsi fra i siti delle
meraviglie dell'Unesco, del patrimonio dell'umanità e
analogamente non possiamo sottacere che si sono aggiunte
ulteriori esigenze di incremento delle misure di sicurezza,
perché questo Palazzo è considerato fra gli obiettivi di
possibili attentati, il che prevede evidentemente un aumento
delle misure di sicurezza, cosa che è stata attivata.
E per ultimo, ma non sicuramente ultimo per importanza, sono
previsti tutta una serie di investimenti per riportare al suo
originario splendore il Palazzo Ex Ministeri che verrà messo a
disposizione dell'Assemblea.
Non posso non ringraziare, infine, il personale tutto
dell'Assemblea che in soli 2 mesi, all'inizio del 2018, ha
consentito la riproposizione dei tetti con qualche modestissimo
aggiustamento, cosa che mi preme dirlo non è stata fatta né al
Parlamento nazionale, né alla Camera, né al Senato. Di questo
dobbiamo dare atto ai funzionari dell'Assemblea regionale
siciliana e a tutte le sigle sindacali.
(*) il documento Schema di bilancio di previsione triennio
2019-2020-2021 dell'Assemblea regionale siciliana (doc. n. 157)
è riportato in allegato.
Vi è anche, potete notare, una riduzione delle spese per i
vitalizi a seguito dell'abolizione che questo Parlamento ha
operato negli anni scorsi, è aperto tuttora il discorso sui
vitalizi antecedenti, ma di questo poi ci si occuperà in
seguito, così come è prevista un'ulteriore riduzione delle spese
per il personale nonostante siano partiti i concorsi, è stato
già bandito per le funzioni superiori, per i consiglieri
parlamentare, ed in seguito partiranno gli altri. Nonostante
questa previsione dei concorsi, potrete notare che le spese per
il personale presentano un'ulteriore riduzione.
Mi permetto, pertanto, a nome del collegio dei Questori e del
Consiglio di Presidenza, che lo aveva già approvato nelle sedute
cui accennavo all'inizio, di sottoporre all'approvazione
dell'Assemblea questo documento contabile.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Assenza, mi fa piacere che abbia
ricordato lo sforzo che è stato fatto in questo Parlamento per i
cosiddetti famosi tetti agli stipendi, che sempre si diceva che
alla Camera e al Senato li avevano fatti e noi invece li
volevamo togliere; qui sono stati fatti e alla Camera e al
Senato no. Questo chissà se poi qualcuno, in qualche
trasmissione televisiva se lo ricorderà per poterlo ricordare a
tutti gli italiani.
Quindi, anch'io ringrazio, faccio mie le parole dell'onorevole
Assenza di ringraziamento a tutto il personale dell'Assemblea.
Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame del Documento contabile numero 157. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese
correnti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Fondo pluriennale vincolato per spese in
conto capitale.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'Utilizzo avanzo di Amministrazione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Fondo di cassa all'1/01/2019
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Titolo 2 -Trasferimenti correnti.
Si dà lettura della Tipologia 101 Trasferimenti correnti da
Amministrazioni pubbliche .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 103 Trasferimenti correnti da
Imprese .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 2 -Trasferimenti correnti è approvato)
Si passa al Titolo 3 - Entrate extratributarie.
Si dà lettura della Tipologia 300 Interessi attivi
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 500 Rimborsi e altre entrate
correnti .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 3 - Entrate extratributarie è approvato)
Si passa al Titolo 4 - Entrate in conto capitale.
Si dà lettura della Tipologia 300 Altri trasferimenti in
conto capitale
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 4 - Entrate in conto capitale è approvato)
Si passa al Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di
giro.
Si dà lettura della Tipologia 100 Entrate per partite di
giro
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si dà lettura della Tipologia 200 Entrate per conto terzi
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
(Il Titolo 9 - Entrate per conto terzi e partite di giro è
approvato)
Approvato il totale delle Entrate, si passa alla Spesa.
Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di gestione.
Si dà lettura del Programma 1 Organi istituzionali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Segreteria generale .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Gestione economica,
finanziaria, programmazione, provveditorato .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 5 Gestione dei beni demaniali e
patrimoniali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 8 Statistica e sistemi
informativi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 10 Risorse umane .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 11 Altri servizi generali .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 1 - Servizi istituzionali, generali e di
gestione è approvata)
Si passa alla Missione 20 - Fondi e accantonamenti.
Si dà lettura del Programma 1 Fondo di riserva .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 2 Fondo crediti di dubbia
esigibilità .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura del Programma 3 Altri fondi .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 20 - Fondi e accantonamenti è approvata)
Si passa alla Missione 99 - Servizi per conto terzi.
Si dà lettura del Programma 1 Servizi per conto terzi e
partite di giro .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
(La Missione 99 - Servizi per conto terzi è approvata)
Si passa ai Riepiloghi.
Si dà lettura del Riepilogo generale Entrate per Titoli, del
Riepilogo generale delle Spese per Titoli, del Riepilogo
generale delle Spese per Missioni, del Quadro generale
riassuntivo, del prospetto degli Equilibri di Bilancio, del
Prospetto verifica rispetto dei vincoli di finanza pubblica e
degli Allegati, ponendo in votazione l'intero Documento numero
157 con gli annessi ed allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, il bilancio dell'Assemblea è stato
approvato.
Devo soltanto chiedere - l'Assessore per l'economia non c'è -
siccome abbiamo ancora, anche quest'anno, diminuito di un
milione e mezzo il trasferimento all'Assemblea, però nel
bilancio che ci è arrivato questo milione e mezzo non è stato
decurtato per gli anni 2020-2021, prego gli Uffici
dell'Assessorato dell'economia di fare questa correzione nel
bilancio della Regione, se non lo fanno vuol dire che ce li
prendiamo, che possiamo fare
Grazie al Collegio dei deputati questori, che ringrazio per
tutto il lavoro che hanno svolto quest'anno e li ringrazio
davvero, dal Presidente Assenza ai due questori Bulla e
Siragusa. Grazie infinite per il lavoro fatto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zafarana, Genovese
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione unificata del disegno di legge «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per il triennio 2019-2021»
(475-475 bis/A) e del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità
regionale» (n. 476/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Bilancio
di previsione della Regione siciliana per il triennio 2019-2021»
(475-475 bis/A) posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e
relatore, onorevole Savona per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, signor Presidente, il disegno di legge «Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità
regionale» presentato dal Governo, contiene misure volte a
realizzare parte degli obiettivi programmatici di finanza
pubblica indicati nel Documento di economia e finanza regionale
per il triennio 2019-2021, approvato con la deliberazione della
Giunta regionale n. 243 del 28 giugno 2018, modificato con
delibera n. 272 del 25 luglio 2018, tenendo conto anche di
quanto previsto nella relativa Nota di aggiornamento approvata
con delibera n. 406 del 24 ottobre 2018.
Il disegno di legge introduce norme che mirano a favorire gli
investimenti, i consumi e il radicamento nella Regione di nuclei
familiari e individui non residenti ad alto potenziale
economico, ampliando la portata incentivante già prevista in
proposito dalla normativa nazionale.
Inoltre, al fine di fronteggiare la grave situazione
finanziaria dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane, nelle more della rimodulazione dell'indebitamento
degli stessi, è stato previsto un incremento delle risorse
destinate al fondo per investimenti dei liberi consorzi comunali
e delle Città metropolitane. Tale incremento è destinato
prioritariamente al pagamento delle quote di capitale e delle
rate di ammortamento dei mutui accesi.
La norma prevede anche misure di agevolazione al credito in
favore delle imprese, ivi compresi interventi per il sostegno
delle imprese vittime di usura e di estorsione, e misure volte
ad incentivare lo sviluppo della mobilità sostenibile urbana
attraverso l'uso di mezzi pubblici e privati non inquinanti.
Infine, nelle more della definizione dell'Accordo
Stato/Regione in materia finanziaria sono state previste
autorizzazioni ad effettuare operazioni contabili e finanziarie
coerenti con le richieste avanzate in sede di negoziazione.
E' formato da una serie di articoli, fra cui il primo articolo
è quello relativo alle agevolazioni per le persone fisiche che
trasferiscono la propria residenza fiscale nella Regione, con
tutta una serie di agevolazioni.
Poi passiamo all'accertamento somme in entrata liquidazione
coatta amministrativa Sicilcassa; agevolazioni al credito in
favore delle imprese; rifinanziamento leggi di spesa e
disposizioni finanziarie, anche se sono state, ahimè, un po'
alleggerite; fondi speciali e tabelle. Tutta una serie di
attività che abbiamo messo sui nuovi articoli, contenenti
disposizioni in materia di personale, di ASU, di servizi
antincendio, personale precario della Camera di Commercio, e
Cas, i dipendenti della Resais, i dipendenti di IACP e così via
discorrendo, altre forme riguardano la ricerca di ago
metereologica patentino nella conduzione degli impianti termici,
la revisione delle misure di addizionale regionale Irpef, nonché
degli impianti fotovoltaici, gli effetti della manovra che tutti
conosciamo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare
solo notare, ovviamente il Governo penso che questa cosa già la
sa, ma stiamo per discutere ed eventualmente poi decidere se
approvare o meno un bilancio che ha dei tagli netti in quasi
tutte le categorie del sociale, per quanto riguarda i consorzi
di bonifica, per quanto riguarda l'Esa, e tante altre voci.
Ora, capisco che si deve ripianare un debito di due miliardi e
cento milioni, debito che è stato spalmato nei trent'anni, e che
in questo triennio probabilmente le somme saranno maggiori da
ripianare, però il punto è questo, questo Governo in carica da
più di un anno ha trovato una Regione con dei malati no, i vari
enti e le varie situazioni che questo Governo si è trovato a
gestire. Il punto però quale è? Il punto è che noi stiamo
tagliando, stiamo togliendo a questi malati le eventuali
medicine, quindi stiamo togliendo soldi a questi malati ma,
nello stesso tempo, non riusciamo a fare quelle riforme per far
sì che i consorzi di bonifica, piuttosto che gli Esa, piuttosto
che tutto quello che riguarda il sociale possa essere gestito in
modo diverso rispetto agli anni passati.
Quello che manca ad oggi sono le vere riforme che qui in Aula
non si sono viste, perché abbiamo parlato di tutto,
probabilmente si è anche discusso di disegni di legge che non
vanno a riformare la Sicilia, ma non si è parlato delle vere
riforme per portare via dal guado tutti quegli enti che già dal
2019 si troveranno in una difficoltà enorme, e non parliamo
soltanto di enti, ma anche di lavoratori del reddito minimo di
inserimento, piuttosto che altri lavoratori che comunque
dipendono dai trasferimenti che questa Regione dà a loro.
E allora io credo che i tagli lineari e netti non possono
essere una soluzione, tagli che vengono fatti ai cittadini
siciliani e nel frattempo - ahimè - vengono aumentati, vengono
tolti i tetti degli stipendi dei capi di gabinetto, cioè questo
è veramente assurdo. Mentre noi diamo una manovra di bilancio di
lacrime e sangue, si tolgono i tetti agli stipendi ai capo di
gabinetto e aumentano le spese negli uffici dell'assessorato
alle attività produttive, dell'assessorato al territorio,
dell'assessorato all'agricoltura. Se una manovra, se il bilancio
è un bilancio di lacrime e sangue, deve essere di lacrime e
sangue per tutti, e non soltanto per il popolo siciliano.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
in genere la discussione viene fatta assieme alla legge di
stabilità, di prassi, perché molte delle cose che non sono in
bilancio poi si risolvono con la legge di stabilità, qui diciamo
che è l'esatto contrario.
Quindi è la prima volta che la legge di stabilità corregge di
fatto il Bilancio e lo riporta indietro, non lo porta avanti. Ma
al di là degli aspetti che riguardano diciamo le questioni
finanziarie, io rilevo un primo punto, questo Governo ha fatto
la bandiera che per la prima volta non proponeva l'esercizio
provvisorio, poi l'ha proposto a metà, diciamo a fine dicembre,
perché ci si è resi conto che il Bilancio non poteva essere
approvato a fine dicembre o i primi giorni di gennaio.
Siamo al primo febbraio, è scaduto l'esercizio provvisorio e
non siamo in nulla, perché ricordo che la gestione provvisorio è
uno strumento che scatta qualora l'Assemblea non riesca ad
approvare una proroga dell'esercizio provvisorio proposto dal
Governo. L'ho detto un mese fa e lo ripeto oggi, non è una
facoltà che ha il Governo di non predisporre l'esercizio
provvisorio, è un obbligo. E oggi stiamo, diciamo siamo dentro
ad una omissione sostanziale della procedura contabile, per cui
formalmente da oggi siamo in gestione provvisorio di fatto, ma
non per colpa del Parlamento. E questo dimostra anche che, come
dire, quando ci si impicca su false ideologie, si finisce per
perdere di vista l'obiettivo reale che si vuole perseguire.
Ad esempio abbiamo scoperto - per la verità si sapeva anche a
fine dicembre, anzi addirittura a novembre - che con questa
manovra dovremo coprire i famosi due miliardi circa, ripeto, si
sapeva a novembre ancor prima che abbiamo fatto finta di fare
ricorso dinanzi alle Sezioni, alla Corte dei Conti nazionale,
solo per prendere tempo, per prendere tempo anche perché il
Bilancio che era stato predisposto prevedeva una copertura
parziale, addirittura solo con la manovra di assestamento a fine
anno, ma comunque parziale rispetto alla situazione di fatto di
cancellazione dei residui che era intervenuta nel corso degli
anni precedenti.
Però, qual è oggi l'elemento, come dire, che suscita in
qualche modo curiosità, leggo che il Governo, anche stamattina
per bocca dell'Assessore Armao, dice che è in atto un confronto
col Governo nazionale per provare a portare in porto una norma
che consenta la trentennalizzazione dell'intero debito presunto
diciamo, non è vero? L'ho letto sui giornali nel senso, lo so,
lo so, ho detto per intero
Quindi leggo comunque che il Governo auspica che per questa
ulteriore quota che siamo stati costretti a triennalizzare,
possa essere approvata una norma che consenta di spalmarlo per i
prossimi trent'anni. Se così è, ma lo dico sul piano come dire
che non c'entra nulla la politica, se così è mi chiedo, ma qual
è allora la ragione per cui stiamo facendo un Bilancio che
massacrerà alcune categorie sociali nella speranza che possano
essere recuperate risorse da una norma dello Stato. Sarebbe
stato più logico prorogare l'esercizio provvisorio, nelle more
che si apre una trattativa con lo Stato e si metta anche il
Governo nazionale di fronte un fatto compiuto.
Perché io mi rendo conto che in un Bilancio che in questi anni
ha già subito tagli per oltre quasi un miliardo di euro della
spesa corrente, fare un ulteriore taglio d'emblée di circa
duecento milioni, tra 53 più 164, in un solo colpo, non è una
cosa, non è una passeggiata. Ecco perché non ho capito e non
capisco questa logica che vi sta portando a presentare un
Bilancio in cui dovete rispondere all'opinione pubblica che
stiamo tagliando soldi a tutti a categorie che, come dire, che
sono sempre state categorie assistite dal bilancio della
Regione, dai precari, ai ciechi, ai minori, alle riserve, ai
parchi, ai teatri, eccetera.
(Il Presidente suona la campanella)
CRACOLICI. Presidente, stiamo discutendo il bilancio. Le
chiedo scusa. Secondo i tempi regolamentari perché altrimenti ce
ne andiamo a casa.
Se lei ha il problema che non si deve approvare il bilancio in
un minuto
PRESIDENTE. No, chiedo scusa. Il mio compito è quello di fare
rispettare i tempi a disposizione, se invece c'è stato un errore
e sono dieci minuti riprendete il dato formale.
CRACOLICI. Presidente, io chiedo di parlare secondo quanto
stabilito dal Regolamento, non voglio privilegi.
PRESIDENTE. Né io voglio darle privilegi; né le voglio
togliere diritti. E' ripartito il tempo a sua disposizione.
CRACOLICI. Detto questo, la manovra di bilancio - e poi
affronteremo il tema della stabilità - io, ripeto, non condivido
la scelta che avete fatto, io avrei fatto un'altra scelta.
L'ho detto informalmente anche a qualche assessore, mi
sembrava più logica la proposta che facevo io. Meno impattante.
In ogni caso siamo qui.
Nel bilancio che stiamo per andare ad approvare, stiamo
ulteriormente facendo una correzione rispetto alla bozza
iniziale in cui dobbiamo trovare ulteriori nove milioni e mezzo
per dare copertura al differenziale della quota 2019 che abbiamo
previsto in assestamento. E li prendiamo dall'anticipazione del
TFR dei dipendenti della Regione.
Poi copriamo per intero 53 milioni della rata quella che
stiamo trentennalizzando facendo sostanzialmente tre operazioni
nel 2020. Primo, prendiamo circa 16 milioni dal Fondo pensioni
della Regione. Cioè, i dipendenti regionali, le pensioni non le
future pensioni, cioè le persone che oggi ricevono una pensione
finanziata con il bilancio della Regione si ritrovano una
sottrazione di circa 15 milioni, adesso non mi ricordo quant'è
la cifra precisa. Sono 16 per il 2020 anche del TFR,
l'anticipazione del TFR, in cui viene interamente azzerato il
capitolo. Più le pensioni da cui mi viene un interrogativo, l'ho
detto e lo ripeto, ma qualcuno vuole dire chiaramente che
possiamo prendere soldi da un Fondo che costituisce spesa
obbligatoria per la Regione? Perché noi così stiamo autorizzando
un debito fuori bilancio.
Oppure, ed è l'altro interrogativo che io pongo, se possiamo
prendere soldi dal fondo delle pensioni, vuol dire che è stata
sbagliata la previsione, cioè vuol dire che è sovrastimato quel
fondo.
Tutto ciò appare in contraddizione per il fatto che già nel
2019 noi stiamo aumentando il fondo pensioni della Regione di 6
milioni e mezzo, cioè il maggior fabbisogno per l'anno 2019 è di
ulteriori 6 milioni e mezzo. Poi nel 2020 gliene togliamo 10,
12, quello che sarà.
Ma c'è qualcosa, ripeto, che tecnicamente non funziona, anche
perché se così fosse qualcuno sovrastima capitoli di spesa
obbligatoria, di fatto nascondendo così risorse disponibili per
il bilancio. Sarebbe un falso in bilancio.
Allora, Presidente, io capisco che il bilancio sembra una
passeggiatina che possiamo consentirci, poi tanto ne discutiamo
in legge di stabilità. Non è vero Stiamo facendo ora un atto
importante con la legge di bilancio che è sempre stato
considerato un fatto burocratico, ma mai come in questo momento
la legge di bilancio che andiamo ad approvare ha effetti
sostanziali sulle modalità di gestione del bilancio della
Regione.
Io rinnovo l'appello al Governo, lo invito a riflettere se
vale la pena in questo momento andare avanti così al buio con
una serie di scenari che non sappiamo dove ci portano, e non
invece il Governo prenda atto della situazione complessa e della
necessità di aprire un negoziato con lo Stato in maniera tale di
prenderci attraverso la proroga dell'esercizio provvisorio un
tempo idoneo per verificare se ci sono modalità diverse di
copertura del maggiore fabbisogno che si è verificato a seguito
della sentenza della Corte dei Conti.
Io credo che quella dovrebbe essere una strada, certo, ci
rinvia soltanto il problema. Però, forse mai come in questo
momento, il tempo può lavorare a favore della Regione. Perché
c'è una anomalia nella norma che è stata approvata dallo Stato,
che ha consentito di trentennalizzare una parte dei residui
cancellati e non l'intera, come dire, quantità di risorse. Per
cui penso che, se il Governo volesse - e si misura su un
terreno, come dire, delle cose possibili - questa è l'unica
strada che in questo momento vedo per evitare danni, sia nella
formazione del Bilancio - perché qualcuno, ripeto, dovrà
dichiarare che quelle spese si possono prendere perché c'è una
sovrastima - altrimenti sono spese obbligatorie e non si possono
prendere. E poi deve dichiarare un minuto dopo che tagliamo 140
milioni al Bilancio 2019 che poi andremo ad approvare con la
legge di stabilità, in cui tagliamo soldi a tutte le categorie
con effetti sociali.
Poi, se siete contenti alla vigilia delle elezioni europee di
creare questo clima, come dire, anche socialmente impegnativo,
vi faccio tanti auguri. Penso che non state facendo un buon
servizio ai siciliani e neanche alla Regione siciliana.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, colleghi onorevoli, Governo, io è
da sei anni che faccio il parlamentare siciliano, quindi questo
è il sesto Bilancio che mi appresto a votare. E' la prima volta
che mi trovo di fronte ad un Bilancio così catastrofico. Oltre a
condividere l'intervento dell'onorevole Cracolici, io chiedo
formalmente all'assessore al Bilancio se c'è la possibilità di
poter negoziare, e quindi trentennalizzare il debito. Perché non
è questo il solo Bilancio lacrime e sangue , Presidente. Perché
noi abbiamo ogni anno 250 milioni da sottrarre al Bilancio della
Regione. Quindi sarebbe veramente un dramma colleghi.
Non ha più senso che noi restiamo qui dentro. Presidente, io
la prego di ascoltarmi. Io chiedo formalmente se ci sono le
possibilità di andare a negoziare con lo Stato il fatto di
trentennalizzare queste somme. E' il caso, Presidente, che noi
ci fermiamo ed andiamo all'esercizio provvisorio. Nella presa di
coscienza di questa situazione che io definisco drammatica, che
danneggia tutti i siciliani, io ho ricevuto decine di telefonate
che mi hanno chiesto cosa si può fare. L'unica cosa che si può
fare, penso, che è quella di ritornare a negoziare con lo Stato,
quindi questa fretta di andare ad approvare un Bilancio che,
sicuramente, rispetto a quello che vogliono i siciliani non va
nella stessa direzione. Se c'è la possibilità Presidente, io
chiedo che l'assessore al Bilancio ci conforti con il suo
intervento.
Se ci sono le possibilità di andare a rinegoziare, io penso
che questo è un dovere, ed anzi, dico di più, se dovesse essere
necessario che questa richiesta venga votata da tutta
l'Assemblea, quindi per dare più forza alla richiesta, penso che
sia possibile anche formalizzarla e chiedere il voto di tutta
l'Assemblea per dare un mandato forte all'assessore al bilancio
ed al Presidente della Regione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, assessori, io penso che siamo davvero
in una situazione senza precedenti. La situazione è estremamente
grave. Ci avevate detto che eravate in grado di approvare un
Bilancio fra Natale e Capodanno, entro l'anno. L'avevate detto
ripetutamente. Siamo ancora qui, in una condizione che oggi ci
vede di fatto in gestione provvisoria, con una spesa bloccata,
sostanzialmente, su alcuni capitoli di spesa obbligatoria. Noi
abbiamo usato l'espressione show down per rendere l'idea della
paralisi in cui si trova oggi la nostra Regione.
Il bilancio che ci presentate oggi, che ovviamente il Partito
Democratico non approverà, è un bilancio che ha un impatto
sociale devastante, lo hanno già detto i colleghi che mi hanno
preceduto. Lo abbiamo definito di lacrime e sangue , ma in
questo caso l'espressione è proprio assolutamente pertinente,
colpisce le categorie sociali più deboli, i disabili, le fasce
meno protette, i lavoratori precari e io penso un duro colpo
anche per l'economia, per i settori produttivi, in particolare
per il mondo dell'agricoltura.
Azzera, di fatto, molte attività culturali di istituzioni, di
teatri che subiscono decurtazioni dai capitoli che non potranno
sopportare. Tante istituzioni, private quante istituzioni
pubbliche.
E' vero che vi siete ritrovati a dover far fronte ad una
situazione, appunto, inedita che è quella di dovere coprire un
disavanzo di due miliardi e cento milioni, circa. E' altrettanto
vero che questi due miliardi e cento milioni sono stati
accumulati in diversi decenni, e che la responsabilità di questo
disavanzo non può essere, ovviamente, addossata al Governo
Musumeci, questo è sotto gli occhi di tutti.
Ma è altrettanto vero che l'attuale Governo della Regione è
chiamato a far fronte a questo problema che, oggi, è scoppiato
dopo la sentenza della Corte dei Conti. Avete avviato una
negoziazione con lo Stato, che ha dato una risposta parziale
consentendo la ripartizione trentennale di circa un miliardo e
seicento milioni. Restano fuori 546 milioni che vengono
ammortizzati negli anni 2018-2019-2020.
Trovo anch'io che sarebbe stato più sensato prorogare
l'esercizio provvisorio, tentare di riaprire, in tempi
rapidissimi, il confronto con il Governo Conte, per ottenere una
ripartizione trentennale anche della rimanente quota dei 546
milioni, e così evitare che questi tagli colpissero, in maniera
indiscriminata - ripeto - soprattutto le fasce più deboli ma, in
generale, tutte le aree, tutte le categorie della nostra
Regione.
L'impianto della manovra correttiva, della manovra di bilancio
ha subito varie fasi. Prima una variazione di bilancio approvata
qualche mese fa, poi avete approvato un disegno di legge che è
stato, ripetutamente, modificato. Un modo di procedere, direi
quasi a zig zag, una sorta di Gioco dell'Oca , dove sembrava
essere arrivati ad un punto per l'approvazione e, poi, si
tornava indietro.
E siamo qui, oggi al primo febbraio, appunto con una gestione
provvisoria che si protrarrà in queste condizioni, fintanto che
non sarà approvato un bilancio, una legge di stabilità o un
esercizio provvisorio, non sappiamo per quanto tempo.
I documenti contabili hanno subito continue variazioni,
mettendo a dura prova la Commissione Bilancio, forse anche gli
stessi Uffici dell'Assemblea regionale, che hanno dovuto dare il
meglio di sé per riportare ordine e chiarezza nei documenti
contabili.
Il Governo aveva annunciato una finanziaria snella, un disegno
di legge collegato. Il disegno di legge collegato, si è
moltiplicato per quattro. A dire il vero, gli altri tre ancora
non li abbiamo neppure visti. Conosciamo un disegno di legge
collegato che è, per il parere, nelle Commissioni di merito. La
finanziaria snella, per effetto degli emendamenti approvati in
Commissione, nel frattempo non è più di sedici articoli ma di
cinquantasette
Anche per questo, abbiamo invitato il Presidente
dell'Assemblea a verificarne la coerenza. E quella che doveva
essere la prima manovra del Governo Musumeci, la prima manovra
finanziaria, la prima legge di stabilità - perché l'anno scorso
ci avete detto che non poteva essere la vostra, visto che
eravate appena arrivati subito dopo la vittoria delle elezioni -
doveva essere una manovra funzionale alla realizzazione di una
stagione di riforme, è diventata una manovra di tagli
E, oggi, prendiamo atto, Presidente dell'Assemblea, mi rivolgo
anche al Presidente Savona oltre che al Presidente Musumeci e
all'Assessore Armao, che anche rispetto ad alcune previsioni che
noi valutavamo già negative in Commissione Bilancio, la
situazione che oggi ci ritroviamo ad avere in Aula è perfino
negativa; perché il capitolo 590402, che riguarda gli
investimenti dei Comuni, è a zero, perché il capitolo 590403 che
riguarda gli investimenti dei liberi consorzi dei Comuni è a
zero. Ed è un dramma perché per la prima volta in queste
condizioni Comuni e Province non avranno un euro da potere
investire se non si porrà rimedio con una rettifica in sede di
approvazione di bilancio, quindi in maniera immediata o quanto
meno in sede di approvazione della finanziaria.
Ma su questo ci rivolgiamo al Governo. Alcune coperture sono
state spostate in maniera inadeguata. Mi riferisco in
particolare ai lavoratori forestali, una quota consistente dello
stanziamento, circa 50 milioni di euro viene spostato a fondo di
sviluppo e coesione. Ma sappiamo, lei lo sa bene Presidente
Miccichè, perché ha avuto anche responsabilità di Governo al
CIPE che è necessario riavviare una discussione con il CIPE. Lì
bisognerà anche correre perché altrimenti queste somme rischiano
di non essere disponibili.
La stagione delle riforme è diventata una stagione di tagli.
Una stagione di tagli che colpisce tutti quei settori rispetto
ai quali il Governo Musumeci aveva annunciato appunto progetti
di legge e di riforma. Mi riferisco ai consorzi di bonifica, mi
riferisco allo stesso settore forestale, mi riferisco alle IPAB,
mi riferisco all'ESA dove la meccanizzazione agricola viene
totalmente azzerata. Mi riferisco a tanti altri istituti,
all'istituto Zootecnico, all'Istituto per l'incremento ippico,
che sembravano essere oggetto di riflessione per una riforma,
riforma rispetto alle quali il PD non si è mai sottratto.
Abbiamo presentato le nostre proposte di riforma e lei sa che in
Conferenza dei Capigruppo abbiamo chiesto che dopo la sessione
di bilancio si aprisse una sessione per le riforme quindi nel
rispetto dei ruoli. Noi siamo opposizione e siamo pronti a
confrontarci.
Ci sono pesanti tagli anche all'istruzione. E' stato
annunciato un disegno di legge per il diritto allo studio già
approvato in Commissione e nel frattempo piovono tagli. Piovono
tagli agli ERSU, tagli persino alla stamperia BRAIL, tagli alle
scuole per gli assistenti sociali, tagli all'Istituto Fores e
Salamone, tagli ai consorzi universitari, tagli per l'obbligo
scolastico, per le scuole paritarie, tagli per la manutenzione
straordinaria delle scuole. Sappiamo quante scuole oggi non sono
di fatto agibili perché non si possono svolgere le lezioni
perché hanno edifici che non sono in condizioni di sicurezza.
Queste sono le riforme che oltre ad un anno di distanza
dall'insediamento, il Governo Musumeci ha prodotto. Tagli, tagli
e tagli. L'elenco dei tagli è lungo. Noi l'abbiamo illustrato
ieri in una conferenza stampa. Lo rifacciamo qui in maniera
davvero preoccupata e preoccupante rispetto all'assenza di
risposte che non percepiamo da parte del Governo e mi riferisco
ai tagli sui centri antiviolenza, al trasporto pubblico locale,
tagli consistenti su somme a nostro avviso già impegnate con
contratti e quindi non riusciamo a comprendere come possano
essere disponibili tagli per il reddito minimo di inserimento o
per i progetti di inserimento dei lavoratori che operano nella
città di Palermo, per la protezione civile, dicevo dei consorzi
di bonifica dell'ESA, tagli per i disabili, l'azzeramento del
capitolo del reddito di inclusione che noi ieri abbiamo, lo
scorso anno, voluto istituire e fino ad ieri abbiamo difeso,
perfino tagli sugli interventi di somma urgenza sul demanio
idrico fluviale e dopo le tragedie che abbiamo, purtroppo avuto
in Sicilia, questo proprio non ce l'aspettavamo perché è grande
la preoccupazione ed è crescente e siamo certi che la
preoccupazione sia innanzitutto del Presidente della Regione.
Per proseguire con l'Istituto Vite e Vino, con i vivai, citavo
l'incremento ippico e lo zootecnico, tagli consistenti sulle
riserve naturali, sugli enti parco, tagli consistenti perfino
sull'indennità che riguarda i talassemici il taglio al FURS, al
Fondo unico per lo spettacolo, che supera i due milioni di euro
che metterà davvero in grande difficoltà gli operatori del
settore ma impoverirà l'offerta culturale che questa istituzione
e questi enti offrono alla nostra regione essendo anche un forte
elemento di attrazione turistica, soprattutto di turismo
culturale.
Tagli ai diversi settori del sociale con conseguenze molto
negative, tagli che si sommano a quelli che avevate già previsto
in sede di approvazione del bilancio in giunta, tagli ad
istituzioni universitarie, all'Aras, al Fondo di solidarietà per
le richieste estorsive.
Presidente Musumeci, Lei è stato Presidente della Commissione
Antimafia, ho avuto modo di riscontrare la sua attenzione
rispetto a questi temi e su questo, ni richiamiamo la sua
attenzione non è possibile che si taglino fondi dal fondo di
solidarietà per le richieste estorsive a sostegno delle imprese
sapendo che gli impegni di spesa del 2018, hanno superato
purtroppo le previsioni, perché si vede che il fenomeno subisce
ancora un incremento tristemente, perché le estorsioni
continuano a persistere e forse in alcune realtà, anche grazie
al fatto che imprenditori denunciano, ovviamente le
disponibilità sono anche crescenti.
Tagli dal Fondo per lo sport che viene davvero ridotto ai
minimi termini pur sapendo qual è il ruolo importante che lo
sport svolge nella nostra regione, in termini sociali ma anche
in termini di prevenzione per la salute dei siciliani e
soprattutto per i giovani e quindi togliere un euro allo sport,
purtroppo significa anche spendere di più in futuro anche per la
sanità regionale.
Fondi di riserva vengono intaccati, vengono utilizzati per
coprire il disavanzo, fondi anche destinati al Fondo pensioni
dei lavoratori regionali e al Fondo per la buona uscita, per il
Tfr, per il trattamento di fine rapporto dei lavoratori
regionali.
Spese vincolate che a nostro modo di vedere non possono essere
toccate per altre finalità e allora noi facciamo appello al
Governo, perché riconsideri questa scelta incomprensibile che
colpisce la Sicilia come mai prima, proroghi, l'esercizio
provvisorio, riapra il negoziato con lo Stato per potere
condividere insieme al Governo nazionale una rateizzazione di
quella parte di disavanzo, grazie alla quale è ancora possibile
impedire tagli senza precedenti e che avranno effetti devastanti
anche per l'economia siciliana e per tutti i settori produttivi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidererei
che questo non fosse il solito apparato liturgico che, da un
lato dà al Parlamento la possibilità di esprimere, di fronte ai
siciliani e nella sede sacra della sovranità popolare che è il
Parlamento, né tanto meno, la liturgia che irrita il Governo ma
il contributo che ognuno può dare da questa tribuna che è in
assoluta buona fede, mi rivolgo in particolare al Presidente
della Regione che ha sempre dimostrato, in questo senso, di non
temere confronto con nessuno nella sua capacità di ascolto e
nella sua capacità di dare un contributo con qualsiasi ruolo,
dall'opposizione, dalla maggioranza o da Presidente della
Regione. Per cui, questi interventi io credo che siano
indispensabili.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Abbiamo faticato, e riconosco l'equilibrio del Presidente
della Commissione Bilancio, in un'azione faticosa che accompagna
il percorso legislativo in un momento, che dura da qualche anno,
particolarmente difficile per la nostra Regione, di allineamento
a nuove norme, ad operazioni-verità sui bilanci che, al di là
delle legittime diverse posizioni che ognuno può avere nel
costruire e definire queste operazioni-verità, però in tanti
hanno lavorato e faticato e questo Governo ha presentato un
lavoro che va in questa direzione o che almeno dovrebbe andare
in questa direzione.
Ci sono alcune cose però che non mi convincono. Innanzitutto,
questo approccio soprattutto dopo l'entrata in vigore, il
recepimento del D.Lgs. 118/2011, che cambia e deve cambiare
anche il nostro approccio culturale rispetto al problema, del
bilancio che era come dire un momento così di passaggio,
togliamoci questo fastidio, approviamo il bilancio e poi andiamo
alla legge finanziaria allora, alla legge di stabilità adesso.
Ed invece, il bilancio oggi è diventato davvero, davvero per
questo percorso che si sta facendo nell'ordinamento giuridico
regionale, cominciato con le Aziende Sanitarie, verso un sistema
finanziario non più di contabilità finanziaria ma economico-
patrimoniale, è necessario che il bilancio assuma quella veste
tipica che viene attribuita dalla legge e non solo, cioè nel
senso che il bilancio deve verificare e riscontare la copertura
finanziaria di nuove o maggiori spese.
Non mi sembra uno scherzo, è la colonna vertebrale di tutta
l'operazione finanziaria che poi, attraverso la legge di
stabilità, va ad attuare il DEFR. In una nota i nostri
bravissimi consiglieri parlamentari, gli uffici dell'Assemblea
regionale siciliana, come dire, ci hanno fatto ripassare un po'
tutto quello che il 118 prevede. Quindi, la legge di stabilità è
la norma che poi dà concretezza finanziaria ai riscontri che
troviamo dentro il bilancio, poi venne introdotta questa figura
del Collegato, nel quale eventualmente poter calare anche norme
ordinamentali od organizzatorie.
Qui, Presidente, Presidenti, stiamo facendo esattamente il
contrario, cioè nel senso che il bilancio deve essere approvato
in fretta perché in un pomeriggio di un venerdì qualunque
bisogna chiudere in fretta parentesi. La legge di stabilità
contiene tantissime norme ordinamentali ed il Collegato dovrebbe
contenere le nuove o maggiori spese. Quindi, io non mi attardo
nella fase iniziale a quelle che sono le liturgie tra
maggioranza ed opposizione, ma sto ponendo un problema di metodo
che evidentemente nasce perché, è stato detto bene prima di me
da chi mi ha preceduto, nasce perché non era uno sfizio quello
della opposizione di chiedere l'esercizio provvisorio, era
semplicemente l'esigenza di chi maturando negli anni qualche
esperienza comprende che un esercizio provvisorio un tantino più
lungo avrebbe potuto consentire di costruire norme finanziarie
certamente più concrete, più di prospettiva per questa nostra
Regione. E ci sarà pur qualcuno, perché su questo io credo non
può essere né il Parlamento, che non può esprimere una funzione
tecnica, né la Commissione bilancio che cura l'istruttoria, tra
virgolette, di ciò che poi il Parlamento esprime
successivamente; qualcuno, cioè il Governo e gli uffici, la
Ragioneria generale che dovrà dirci in questo balletto di norme,
perché diciamocelo con chiarezza: qui ci sono deputati di grande
esperienza, Presidente Savona, che hanno difficoltà a leggere
persino nelle carte che si susseguono, che arrivano all'ultimo
minuto.
Questo non è assolutamente consentito, è necessario che questo
Parlamento approvi questo bilancio sapendo esattamente, perché
il Governo e la Ragioneria generale lo debbono dire, se c'è una
copertura precisa che ci consente oggi di approvare un bilancio
che sia garanzia dei siciliani e della Regione siciliana.
In questo senso ci stupiscono alcune norme, alcuni tagli o
alcuni prelievi, ne ha parlato poc'anzi il collega Cracolici sul
TFR.
Io non mi stupisco se in un momento di necessità si possa
attingere a fondi della Regione, in questo caso sono dei
lavoratori già però, per esempio, per il 2019 trovo 9 milioni e
600 mila euro circa, nel 2020 trovo 16 milioni e mezzo cioè
l'intera cifra sottratta ai lavoratori parlando del trattamento
di fine rapporto.
E poi, per esempio, mi arrivano notizie che neppure i conti
sulle pensioni godono di buona salute per cui mi chiedo se è
prudente togliere alle pensioni qualcosa, fosse anche 10 milioni
che possono mettere in crisi un sistema e con questo senza voler
fare assolutamente il profeta di sventure.
Del resto io mi chiedo perché mai la Commissione bilancio in
una nottata faticosa, nell'ultima, ha ritenuto di approvare il
bilancio e poi siamo stati costretti ad aspettare le cosiddette
carte del bilancio qui per giorni
Io credo che qualche problema ci sia e qualcuno dovrà
garantire, Presidente Savona, che questo bilancio è in
equilibrio, che questo bilancio ha le dovute coperture, che
questo bilancio non può affidarsi alla fortuna, speriamo di
essere fortunati nel corso dell'esercizio e poter colmare ciò
che in questo bilancio non c'è. E lo dico, Presidente Musumeci,
con grande rispetto, ci conosciamo sufficientemente bene per
comprendere come tutto questo va detto con grande onestà
intellettuale e con grande preoccupazione, la preoccupazione di
come risponde la politica e non sto parlando di maggioranza né
di opposizione - lo ricordava l'onorevole Lupo e l'onorevole
Cracolici - come rispondiamo in questo momento alle categorie
sociali? Anche noi dell'opposizione, come rispondiamo ai
lavoratori?
Ne dico una per tutte: ai lavoratori della meccanizzazione
agricola dell'ESA qui viene sostanzialmente azzerato ciò che il
Governo aveva previsto, oppure le garanzie occupazionali dei
consorzi di bonifica.
Tutto questo non vogliamo trasformarlo in propaganda, la
Sicilia in questo momento ha bisogno di tutto tranne che di
qualcuno che faccia propaganda; ha bisogno di una grande
sinergia, ognuno nel rispetto dei propri ruoli, ognuno
esprimendo critiche anche dure nel rispetto dei ruoli come
dicevo ma è necessario avere chiarezza, perché l'elenco dei
tagli che noi abbiamo riassunto con i nostri tecnici sono almeno
queste quattro pagine, di cui io risparmio al Parlamento, che ne
ha contezza, la lettura e che ci pongono - signor assessore - in
grande difficoltà. Ho detto ci pongono' in grande difficoltà. E
non è, come dire, la critica a qualcuno in particolare.
Ognuno svolge un ruolo in un determinato momento storico.
Dovremmo cercare insieme di capire come, superando questa fase,
approvando bilancio, legge di stabilità - e io mi auguro basta -
dobbiamo capire come questi quattro fogli dovranno essere
azzerati, perché qui c'è carne viva della Regione siciliana.
Cioè non sono iniziative che non potremo fare; posti di lavoro
che si perdono, e già questo sarebbe gravissimo in una
prospettiva di sviluppo che dobbiamo assicurare a questa Regione
e per la quale ognuno di noi, nel rispetto del ruolo, fa il
proprio sforzo. Ma questa è carne viva, cioè sono lavoratori che
hanno il diritto a una risposta e questo diritto ce l'hanno
adesso.
Ed è questa la ragione per cui noi ci ostiniamo, non per
mettere in difficoltà il Governo. Ci ostiniamo a dire che un
altro periodo di esercizio provvisorio sarebbe stato, come dire,
importante, perché ognuno avrebbe potuto comprendere meglio come
poter superare questi problemi.
Aggiungo, e concludo, perché non voglio abusare in nessuna
misura del tempo. Ho detto dell'esercizio provvisorio. Lo dico
con grande chiarezza: la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari aveva deciso più volte e ogni tanto il Presidente
dell'Assemblea è costretto ad annunciare ciò che è stato deciso
in Conferenza dei Capigruppo. Non tenetene conto, perché cambia
tutto. Cambiano i tempi dell'approvazione e i tempi dei lavori
all'interno degli organi parlamentari e dell'Assemblea.
Però io mi augurerei che insieme all'appello che ho fatto
sull'esercizio provvisorio - e non sono stato l'unico - che ci
si fermasse al bilancio, alla legge di stabilità e del collegato
ne potessimo parlare in altri tempi. Perché in un momento in cui
noi dobbiamo giustificare, la politica deve giustificare ai
Siciliani queste quattro pagine di tagli, se non di più, io
credo che voler costruire in Commissione bilancio e in Aula col
Governo un collegato che non c'entra nulla con le leggi di
spesa, io credo che sarebbe davvero troppo, che sarebbe smentire
l'onestà intellettuale con cui ognuno di noi ha svolto e svolge
la funzione di parlamentare di questa Regione.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli La Rocca e D'Agostino
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del suo ufficio,
l'onorevole Gennuso è in missione dal 6 al 9 febbraio 2019.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione unificata dei disegni di legge n. 475-
475bis/A e n. 476/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, assessori, oggi noi abbiamo queste lampadine
accese e questa luce perché il Governo nazionale ha permesso a
questa Regione di spalmare il miliardo e sei che altrimenti si
sarebbe dovuto spalmare nei prossimi tre anni.
Questa manovra di lacrime e sangue, così come hanno detto
tanti colleghi, ha dei responsabili. Ci sono dei responsabili
che hanno condotto questa Regione in questo stato. Veda signor
Presidente, ho ascoltato un po' tutti i gruppi parlamentari,
anche quello del PD, e una frase che ricordo sempre è che la
memoria è una delle armi più belle che abbiamo. La memoria corta
è uno dei più grandi danni di questa Regione, perché io ricordo
perfettamente uno dei manifesti di questa campagna elettorale
proprio del Partito Democratico, dove si diceva il bilancio
regionale è risanato, i conti pubblici sono in ordine . E oggi,
invece, ci ritroviamo un bilancio regionale disastrato e ci
presentiamo davanti al Governo nazionale come un
tossicodipendente che chiede di continuare ad avere la propria
droga senza trovare una soluzione.
Quello che io condanno a questo Governo è che da un anno a
questa parte non c'è alcuna soluzione. Noi stiamo cercando
semplicemente di dilazionare il disavanzo che deriva da Cuffaro,
da Lombardo, da Crocetta, senza trovare la soluzione a quel
problema, senza trovare il disavanzo a quel problema, senza
analizzare le partecipate, senza tagliare le spese, qui quello
che si sta facendo semplicemente è trovare col Governo nazionale
un accordo per provare a spalmare questa somma e condannare per
i prossimi trent'anni questa Regione a ripianare il disavanzo
settanta milioni di euro l'anno, stop, non si vede nessun altra
azione governativa al riguardo, io assessore Armao glielo ho
detto diverse volte, ci sono delle partecipate che abbiamo o
delle società che abbiamo rifinanziato, la SIS, l'IRVO i
dipendenti non prendono stipendi da sei mesi, la SIS non si
capisce cosa sta facendo, non si capisce il suo bilancio, quali
sono le proprie attività, eppure il Presidente della regione
qualche mese fa ha deciso di rifinanziare la stessa identica
partecipata di scopo che prima invece condannava per gli sprechi
che aveva fatto durante il corso degli anni.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Allora, se qui davvero non troviamo responsabili e soluzioni
non ne usciamo più, perché magari il Ministro all'economia
deciderà di spalmare questo disavanzo che resta i
cinquecentocinquanta milioni di euro per evitare il default di
questa Regione, perché il peggior bilancio non è questo
colleghi, il peggior bilancio sarà il 2019, sarà il 2020 quando
il disavanzo sarà ancora maggiore, quindi o questa Assemblea
comincia a marciare, o questo Governo inizia sul serio a correre
ai ripari, altrimenti qui nel 2020 io non so assessore come
faremo a chiudere i bilancio di questa regione, qui c'è un piano
che bisognerà recuperare i duecento milioni di euro,
duecentocinquanta milioni di euro l'ultimo anno e come si fa se
già abbiamo difficoltà a ripianare i cinquanta ed i settanta di
questo anno, tagliando delle spese correnti, e le spese
vincolate come stiamo dicendo, tra l'altro con seri dubbi che
questo si possa fare.
E allora se c'è una forza politica che ad oggi sta provando in
tutti i modi a trovare un accordo col Governo regionale per
provare a non far dichiarare il default e far fallire
definitivamente questa Regione, e quella che siede al centro di
questo Parlamento che in accordo con Governo regionale sta
provando a trovare delle soluzioni, però da parte vostra non
possiamo sentire che l'unica soluzione è provare a spalmare
questo disavanzo, perché è veramente inaccettabile, e mi
dispiace dover sentire anche gli attacchi da parte
dell'opposizione che magari delle volte si ritrova a fare anche
la stampella a questo Governo, perché le responsabilità di
questo disavanzo certamente non deriva da questo Governo, ma dai
governi precedenti, e a governare questa Regione non c'eravamo
noi ma c'erano loro, così come c'era anche l'assessore Armao con
Lombardo, quindi iniziamo seriamente a trovare le soluzioni a
quello che è un problema atavico di questa Regione, e senza la
quale non ne usciremo mai più vivi perché futuro per questa
Regione con questi bilanci non ce n'è.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
che dire io purtroppo non posso fare altro che ribadire quello
che ho detto nella scorsa finanziaria, perché quello che sta
accadendo era ampiamente previsto, e non posso non riprendere le
parole del mio collega Sunseri facendo un piccolo appunto
all'assessore, ne abbiamo anche parlato più volte, perché i
tagli adesso sono diventati qualcosa di inevitabile, perché
nella sentenza della Corte di costringe a fare una manovra più
che lacrime e sangue, molto peggio, io purtroppo non posso non
puntualizzare un aspetto da dove nasce tutto quanto, quel famoso
riaccertamento dei residui che ha cancellato una quantità enorme
di presunti crediti, e sul quale io già nella scorsa legislatura
avevo puntato il dito più volte, ma anche in questo assessore io
avevo fatto un'interrogazione a gennaio del 2018, che purtroppo
ancora non ho avuto modo di avere una minima risposta, perché
sono convinto, assolutamente convinto, che c'era ancora qualcosa
da recuperare in quella enorme massa di crediti, se è vero com'è
vero che il ragioniere Bologna mi spiegò che gran parte di quei
residui erano stati cancellati perché non avevamo avuto risposta
da parte delle Amministrazioni alle quali avevamo chiesto.
Quindi, visto e considerato che siamo, sostanzialmente, con la
testa sott'acqua, sotto il profilo economico, credo occorra
andare a fare anche un ragionamento su tutta quella grande massa
di liquidità che è sparita così nel nulla, per andare a vedere
se realmente erano tutte somme da cancellare o se qualcosa era
recuperabile perché anche il singolo euro potrebbe servire.
Penso che sarebbe utile e opportuno cominciare, immediatamente
- lo avevo suggerito ad aprile - a ragionare su questo e
contestualmente cominciare a mettere mano ad una vera operazione
verità sul Bilancio perché è chiaro che se abbiamo piena
contezza di tutte quelle partite di Bilancio che dobbiamo andare
a coprire, è ovvio che nell'interlocuzione romana possiamo
portare ben più di una semplice richiesta. Quindi, secondo il
mio modesto parere, il ragionamento deve partire da questo per
poter provare, nei prossimi mesi, a trovare risorse che abbiamo,
di fatto, in questo momento, perduto e cominciare a fare
un'opera di revisione totale che fino ad adesso non si è mai
fatta, quella famosa due diligence del Bilancio della Regione
per arrivare ad avere piena contezza dei perché, altrimenti,
realmente, prevedo un'estate che sarà molto calda e non per
fattori climatici. Tutto ciò lo lancio come messaggio e come
suggerimento.
A parer mio abbiamo perso un anno perché, secondo me,
bisognava iniziare quest'operazione il giorno dopo
dell'insediamento di questo Governo, ma non per un ragionamento
di maggioranza-opposizione - non punto il dito contro nessuno -,
secondo me è un aspetto, sotto il profilo tecnico, che andava
affrontato, immediatamente, e che andrebbe ripreso,
immediatamente, anche per riacquistare un minimo di credibilità
con Roma perché, purtroppo, quando ci presentiamo col cappello
in mano perché siamo costretti, le situazioni contingenti ci
costringono ma non facciamo una gran bella figura col nostro,
come dire, partner a livello nazionale perché, sostanzialmente,
non riusciamo a portare alcuna novità di chiarezza.
Credo che la chiarezza sia il punto dal quale partire per
potere avviare un'interlocuzione chiara e poter programmare nei
prossimi anni una stagione differente sotto il profilo economico-
finanziario, cosa che, in questo momento, ancora non si vede e
che credo sia diventata assolutamente imprescindibile perché
parliamo del Bilancio 2019 ma se guardiamo il previsionale 2020-
2021 c'è da piangere e, quindi, se vogliamo dare risposte ai
siciliani, tutti noi settanta, perché qui dentro non c'è alcuno
immune da colpe, in questo momento, perché per un motivo o per
un altro non siamo stati capaci noi di sferzare il Governo, in
questa e nella scorsa legislatura come opposizione, o in parte
ci abbiamo provato ma abbiamo ottenuto ben poco, dall'altra
parte c'è stata, come dire, scarsa attenzione ai consigli che
sono arrivati dall'opposizione. E questo credo che sia un
elemento che dobbiamo puntualizzare se vogliamo provare a dare
risposte concrete ai siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, Presidente Musumeci, ho ascoltato
l'intervento di tanti colleghi che sono qui in questo Parlamento
da diverso tempo, altri come quello dell'onorevole Sunseri che è
qui da un anno sul quale vorrò ritornare perché bisogna
ricordare la storia di questo Parlamento negli ultimi quindici
anni. Abbiamo iniziato, mi ricordo, intorno al 2000 con sedute
di Finanziaria abbastanza complesse in cui occorreva formare,
deliberare, variazioni di Bilancio di 500, 600, 700 milioni
l'anno per coprire le difficoltà di una finanza allegra che
galoppava, e mi riferisco a tutto il sistema, allora, del centro-
destra, per poi cominciare a ripianare questa situazione con il
governo Lombardo allorquando si è assunto un mutuo di circa 4
miliardi di euro per ripianare i debiti della sanità.
E non bisogna dimenticare che lo sviluppo di questa Terra è
stato bloccato, caro Presidente, dall'obbligo del concorso alla
finanza pubblica, circa 7 miliardi che abbiamo versato allo
Stato dal 2012; lo faremo anche quest'anno con una modesta
riduzione del Governo nazionale da un miliardo e tre a un
miliardo, e se oggi ci troviamo in questa condizione è perché la
cancellazione dei residui attivi, che è un obbligo che
scaturisce dal recepimento del decreto legislativo n. 2011 fatto
nel 2015, ci ha imposto la cancellazione dei residui attivi.
Ora, non voglio fare polemica con il Governo della scorsa
legislatura, ma non c'è dubbio che trovarci improvvisamente a
dovere recuperare i 2 miliardi 146 milioni ha messo in ginocchio
il bilancio di questo Governo.
E, correttamente, lo ricordava l'onorevole Lupo, lo ricordava
anche l'onorevole Gucciardi, non è colpa di questo Governo, ma
questo Governo ha certamente una responsabilità che è quella di
dovere consegnare agli atti dello Stato, del Governo nazionale
uno strumento di bilancio vero, perché nascondere, onorevole
Cracolici, onorevole Lupo, onorevole Gucciardi, con l'esercizio
provvisorio le lacune di questo bilancio che potevano essere
risolte anche diversamente facendo, per esempio, una scelta di
campo che era l'eliminazione dei trasferimenti dalla Regione ai
Comuni, cosa che peraltro non avviene in altri bilanci della
Regione, per un valore di 130 milioni e risolvere il problema.
Il Governo ha voluto presentarsi dinnanzi al Governo nazionale
con la verità dei conti: questa è la situazione, su questo
intendiamo misurarci e su questo chiediamo allo Stato di fare
una cosa che non ha alcun onere a carico del Governo nazionale
perché riuscire a pianificare il debito che resta, mi riferisco
praticamente ai due terzi di 540 milioni, in trenta anni invece
di tre anni, perché quest'anno ci costa l'obbligo di una rata di
130 milioni, mette questo Governo in difficoltà e mette il
Governo, sia che si tratti di Comuni, sia che si tratta di PIP,
sia che si tratti di consorzi di bonifica, qualunque voce che
tocca questo bilancio, che reggeva fino a questa sentenza della
Corte dei Conti, reggeva all'euro in una maniera tale da potere
rispettare tutti gli impegni assunti negli anni precedenti, che
è giusto continuare a rispettare, mette in una condizione
difficile che è una condizione che viviamo tutti perché, caro
onorevole Sunseri, non pensare che la sentenza della Corte dei
Conti sia una cosa campata in aria o una cosa che ci siamo
inventati, oppure un elemento che scaturisce da una novità
straordinaria. E' la legislazione europea che è sopraggiunta e
che ci ha obbligato a fare bilanci veritieri rispetto ai quali
devo rappresentare che tutti i Comuni d'Italia, tutti gli enti
pubblici, tutte le società, tutti coloro i quali avevano a che
fare con il bilancio pubblico, reggevano attraverso un combinato
disposto dei residui attivi e dei residui passivi che consentiva
agli enti di chiudere il bilancio in parità.
Bene, questa è una fase ormai superata. Noi abbiamo l'obbligo
di concorrere, non c'è alcuna speranza da parte dello Stato che
il concorso alla finanza pubblica del 2019, del 2020 lo Stato
possa farci un abbuono e, quindi, saremo costretti a pagare
questi altri 2 miliardi, ripeto un miliardo quest'anno ed un
miliardo l'anno prossimo, però, diciamocelo francamente la
rateizzazione in trenta anni è una cosa che non ha un costo per
il Governo nazionale ed è una cosa che consente a questo Governo
di rispettare gli stipendi e il Governo, se mi consentite, ha
fatto bene a mettere in condizione il Governo nazionale di
conoscere quali sono i conti perché una cosa è parlare di
esercizio provvisorio e cominciare a spendere sul bilancio che
era stato approvato un tempo, una cosa è dire al Governo
nazionale questi sono gli atti ufficiali, se voi non ci venite
incontro noi non potremo pagare gli stipendi, saremo costretti a
licenziare le persone . Oppure modificare affamando i Comuni.
Questa è una scelta che farà il Governo unitamente al
Parlamento.
Qui ci vuole, allora, senso di responsabilità, colleghi, e mi
rivolgo soprattutto ai colleghi che rappresentano in Sicilia il
Governo nazionale.
Che cosa succederà con l'autonomia finanziaria che rivendicano
le regioni del Nord rispetto al quale argomento non ho sentito
una voce contraria dei deputati siciliani perché non è possibile
che il Governo nazionale si appresti, giorno 15, a trattare un
argomento così delicato che riguarda le Regioni del Meridione,
che significherebbe per la Sicilia ridurre i servizi della
Sanità, i servizi del trasporto pubblico locale, i servizi per
l'istruzione.
Noi, alla fine della seduta, presidente Micciché, le
chiederemo di potere convocare una seduta straordinaria prima di
giorno 15 febbraio perché è giusto che questo Parlamento e
questo Governo si pronuncino sul tema che è sul tavolo del
Governo nazionale perché non è assolutamente possibile che ci
possa essere da parte di questa Terra silenzio assoluto.
Dobbiamo dire la nostra e trasferire la responsabilità del
disastro che si verificherà in Sicilia, certamente al Governo
nazionale, se consentirà alle Regioni del Nord, al Veneto, alla
Lombardia ed alla Emilia Romagna, di acquisire il tema
dell'autonomia finanziaria che significa il disastro per la
Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, tagli è
la parola che, questa sera, ho sentito di più all'interno di
quest'Aula, il leitmotiv della serata. Sappiamo già che tutti
questi tagli sono frutto dei rilievi della Corte dei Conti e che
sono il frutto anche delle macerie che ha lasciato il Governo
Crocetta. Sappiamo anche che il governo Conte è venuto incontro
a questo nostro Governo regionale, dando la possibilità di
spalmare il disavanzo in trent'anni.
Ma, adesso cosa ci resta da fare? Non certo l'atteggiamento
delle vittime, di coloro che si rassegnano e tagliano tout-court
tutto quello che si presenta davanti, perché i tagli si possono
fare, ma vanno fatti in maniera ponderata, in maniera ragionata.
Per esempio, leggo un taglio al trasporto pubblico locale di
42 milioni di euro. Questo è un taglio orizzontale. Come si fa a
fare un taglio orizzontale ad un servizio essenziale, quale il
trasporto pubblico locale, se prima non si pianifica
correttamente il trasporto pubblico in Sicilia?
E quindi che cosa succederà? Succederà che il taglio
orizzontale manterrà tutte quelle corse redditizie, sicuramente,
ma taglierà tutte quelle corse dei paesi dell'entroterra, dei
paesi meno collegati, lasciandoli completamente isolati, perché
già hanno delle strade devastate, e non hanno alcun altro modo
di collegarsi con i centri principali. Ed ancora, si taglieranno
tutti quei trasporti del sabato e della domenica, ed i nostri
turisti non avranno altro modo per viaggiare all'interno della
Sicilia. Questo è un taglio orizzontale. Quarantadue milioni di
euro si possono tagliare, ma in che modo? Va ragionato. Va fatto
prima un attento piano del trasporto pubblico.
I consorzi di bonifica. Ho ricevuto decine e decine di
telefonate, di persone che ormai elemosinano il loro stipendio.
Ecco, era un impegno di questo Governo, quello di sanare le
questioni dei consorzi di bonifica. Cos'è, non lo è più? I
dipendenti del consorzio non fanno più parte del programma
elettorale di questo Governo? Bene, che glielo si dica in faccia
a queste persone, invece di tenerle ancora appese ad un'inutile
speranza. Uno di loro mi ha detto: io sono un padre di famiglia
e mi vergogno . Non si può vergognare lui, la vergogna deve
restare qua dentro, perché è qua che bisogna trovare le
soluzioni per queste persone. Ed anche qua il taglio è stato
fatto in maniera indiscriminata, senza valutare tutte le singole
situazioni della nostra Sicilia.
Ed ancora dei tagli che io, sinceramente, non mi sarei mai
immaginata di trovare, come il milione in meno alla Protezione
civile o i sei milioni alle urgenze dei fiumi e dei torrenti.
Dopo quello che è successo, mi auguro che non si ci sia alcun
altra tragedia nella nostra Regione, perché altrimenti saremo
qui tutti quanti costretti a piangere lacrime di coccodrillo,
perché tagliare una cosa così importante, poi, ci porterà
veramente a vergognarci davanti ai siciliani.
Ecco, per concludere, i tagli sono stati fatti e interessano
solo i settori essenziali, i settori più delicati, i settori più
deboli. Non è stato fatto alcun taglio, minimamente intaccate le
consulenze, le missioni, i privilegi della classe dirigente.
Tagli orizzontali che hanno sforbiciato, ovunque, senza tenere
conto delle reali prospettive e delle reali necessità della
Regione. Questo, sicuramente, è inaccettabile.
Capisco che la situazione era dettata, appunto, dalle
circostanze ma tagliare così non è assolutamente possibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, colleghi, intervengo,
solo ed unicamente, perché l'onorevole Di Mauro ha posto un
tema, investendo l'intera Assemblea, che è il tema del
regionalismo differenziato di cui, oggi, le cronache politiche,
il Parlamento nazionale tanto dibatte.
Vi è la Lega, che è una forza politica, appunto, che lo
pretende, che ha sostituito alla parola secessione ,
sostanzialmente, quello che per la Sicilia è già in atto, il
proprio federalismo fiscale, mai concretizzato compiutamente
perché, fino ad oggi, nessuno dei governi regionali, fino a
quello attuale, è riuscito, a differenza delle altre regioni a
Statuto speciale, a concludere questo benedetto accordo
finanziario.
E' un tema, onorevole Di Mauro, che non riguarda soltanto il
Movimento Cinque Stelle siciliano, che fa parte di questo
Parlamento regionale, è un tema che riguarda l'intero Parlamento
regionale siciliano anche perché questo Parlamento ha il dovere
di interrogarsi di quali saranno, se ce ne saranno, le
conseguenze sotto il profilo economico e fiscale.
E' vero, però, che oggi ci occupiamo di una materia
contingente che è, appunto, questo bilancio, che come è stato
detto da tutti coloro che mi hanno preceduto negli interventi
che si sono susseguiti fino adesso, viene presentato in maniera
assolutamente inedita, con voci pari a zero, zero, zero , con
una sentenza della Corte dei Conti, che rappresenta un macigno
sui conti della Regione, da qui ai prossimi trent'anni, con
un'assoluta nonchalance ci viene proposto e non ci viene
proposta né la ricerca delle responsabilità, né quale possa
essere la soluzione se non un intervento dello Stato che
rateizzi definitivamente e ci consenta di liberare risorse per
potere dare, praticamente, risposte.
Probabilmente, l'assessore Armao interverrà, ci dirà anche a
che punto sono le trattative ed i negoziati con lo Stato
riguardo a questa parte che è stata rivendicata da parte di
tutti, in termini di rateizzazione, che è ovviamente
indispensabile per continuare a mantenere un livello essenziale
sotto il profilo dei conti e delle risposte e le erogazioni ai
siciliani.
E, allora, non posso non associarmi a chi, prima di me, ha
chiesto in maniera, secondo me, sensata e proponendo un
ragionamento di buon senso, ecco, che l'Assemblea si fermi, che
questo Governo receda dalle intenzioni di approvare questo
bilancio e poi la legge finanziaria e, poi, successivamente il
collegato , come già ha fatto saggiamente per quanto riguardava
i tre collegati che ci erano stati proposti accanto al primo
generico, e si decida, piuttosto a proporre all'Assemblea una
proroga dell'esercizio provvisorio, affinché l'Assemblea possa
prendere atto di quale sarà l'esito del negoziato e delle
trattative con lo Stato, affinché, sulla base di quello che
risulterà essere l'esito, si possa, poi, programmare, sulla base
delle risorse che si libereranno, un bilancio vero ed una legge
di stabilità vera attraverso le quali dare delle risposte
immediate, così come è stato detto, ripeto, da chi mi ha
preceduto sull'ESA, sui consorzi di bonifica, sui forestali,
ecco, su tutte quelle voci che non voglio ripetere perché sono
già state ripetute, in maniera puntuale e precisa, dai miei
colleghi e che, in questo momento storico, attendono una
risposta che, probabilmente, rischia di non essere mai data.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non ci sono altri interventi.
Assessore Armao, chiedo scusa, siccome i Gruppi di
opposizione, entrambi, hanno chiesto un suo intervento. Mi dica
lei cosa dobbiamo fare. Siccome c'è una richiesta formale
all'Assemblea di fermarsi un attimo. Datemi l'idea del Governo
per potere prendere, poi, una decisione.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente. Ringrazio
tutti gli intervenuti per la ricchezza del dibattito e le
suggestioni e le osservazioni, in taluni casi critiche, per
alcuni versi fondate, per altre infondate, che si sono
sviluppate su una questione che, certamente, ci vede, oggi,
esaminare un documento contabile che reca un vulnus pesante che
è quello dell'assenza di 244 milioni di euro.
E' evidente che con 244 milioni di euro in più, oggi, non
staremmo qui a discutere di lacrime e sangue o di tagli
drammatici o di macelleria sociale. Staremmo a discutere di un
bilancio che rispetta i cardini dell'essenzialità degli impegni
assunti e conduce alla conclusione del quadro finanziario su
base programmatica per gestire un anno in serenità.
Avete tutti parlato del disavanzo e non sto qui, non sono qui
per additare questo o quell'altro. Il compito della politica
responsabile non è quello di scaricare su altri. Il compito
della politica responsabile è quello di offrire soluzioni e il
Governo, fin dall'insediamento del presidente Musumeci, ha
sempre dimostrato di farsi carico - lo abbiamo fatto anche con
il precedente bilancio - di situazioni difficili e si fa carico,
ogni giorno, per le tante difficoltà e disfunzioni che troviamo
nei clienti, nelle organizzazioni, nelle strutture, di portare
avanti l'attività amministrativa per rispondere alla Sicilia.
Ai tanti siciliani che ci ascoltano, ai tanti siciliani che
attendono risposte non interessa di chi sia la colpa. Interessa
ottenere risposte e questo è il nostro dovere, di tutti, sia
delle forze che sostengono il Governo, sia di coloro che
svolgono una funzione di opposizione che è critica ma che deve
essere costruttiva ed arricchente.
Bene, per quanto riguarda il confronto con il Governo
nazionale è evidente che questa carenza di 244 milioni di euro,
che non sono debiti con qualcuno, che non dovevano essere
risarciti a qualcun altro, sono solo obblighi di minor spesa per
compensare un disavanzo accertato in termini definitivi con la
sentenza pubblicata il 15 gennaio del 2019.
Bene, questi 244 milioni di euro hanno una duplice
composizione: 191 milioni sono relativi al ripianamento biennale
residuo, già lo scorso anno abbiamo ripianato 164 milioni; ai
191 milioni che si aggiungono poi ai 191 del prossimo anno che
ci consentono di rientrare dei 546 milioni per i quali la legge
di bilancio dello Stato, ottenuto a seguito di quel negoziato
che con il presidente Musumeci è stato seguito e che è un
risultato che non ha eguali nelle altre Regioni, perché vorrei
evidenziare, Presidente e onorevoli tutti, che la regione Val
d'Aosta ha concluso un accordo di una piccola pagina, la regione
Friuli Venezia Giulia, che pur ha una coerenza politica con il
Governo in carica, è ancora sotto trattative ed ha avuto un
incremento del contributo di risanamento della finanza pubblica,
bene, la Sicilia ha concluso un accordo corposo, significativo
che ha visto un contenimento del contributo al risanamento della
finanza pubblica ad un miliardo.
Dice bene l'onorevole Di Mauro che un miliardo è un onere
importante e significativo ma non dobbiamo dimenticare che altre
Regioni, penso al Friuli Venezia Giulia, paga e contribuisce
quasi 800 milioni pur avendo un milione e mezzo di abitanti e
laddove avessimo dovuto computare il contributo al risanamento
alla finanza pubblica come richiedevano le altre speciali, sulla
base del Pil o sulla base del numero di abitanti, avremmo dovuto
alternativamente contribuire per un miliardo 280 milioni o per
un miliardo 550 milioni. Quindi, la prospettiva sarebbe stata
devastante. Avere ottenuto per 3 anni il consolidamento ad un
miliardo è un risultato importante che come hanno evidenziato i
deputati del Movimento Cinque Stelle deriva dal leale confronto
con il Governo nazionale, in primis, con il Ministro Giovanni
Tria, col Vice Ministro Garavaglia e sottosegretario Villarosa,
al quale rinnovo la lealtà nel rapporto e la concretezza
nell'esame fuori e scevri da vesti politiche, nel rapporto tra
istituzioni, l'istituzione siciliana e l'istituzione nazionale.
Quindi, la prospettiva per ottenere più risorse, qual è?
L'unica. Quella di ottenere la cosiddetta spalmatura, una
soluzione tecnica che consente di rendere anche, in modo
pragmatico, quello che occorre fare, cioè il ripianamento nei
trent'anni dei 546 milioni che, invece, dobbiamo recuperare nei
prossimi due anni; 164 li abbiamo recuperati già, 191 milioni,
questo e il prossimo anno.
Ho incontrato già ieri esponenti del Ministero
dell'Economia, il Ministro Tria è fuori Europa e rientrerà nei
prossimi giorni e ho già chiesto di incontrarlo. Ho incontrato
il sottosegretario Villarosa, ho incontrato dirigenti generali
del Ministero, su mandato del presidente Musumeci, con il
Ragioniere generale siamo in contatto ed in collegamento con la
Ragioneria generale dello Stato. C'è sul piano istituzionale,
tecnico, la piena attenzione ad una questione che non riguarda
solo la Sicilia.
Vorrei evidenziare che la norma che è stata trasfusa
dall'accordo raggiunto, alla legge di bilancio approvato dallo
Stato, la legge di bilancio 2019, se notate bene non è contenuta
nei commi che riguardano la Sicilia ma è contenuta nei commi
antecedenti, cioè quei commi che riguardano il sistema regioni,
proprio perché la norma sul ripianamento trentennale dei
disavanzi derivanti da impegni della programmazione europea
precedente, è una norma che si applica a tutte le regioni.
Quindi, abbiamo proposto al Governo un'estensione anche
alle somme che non sono riconducibili alla fattispecie già
prevista dalla legge di bilancio che ci consentirebbe, quindi,
di spalmare nel trentennio queste somme. Lo stato
dell'interlocuzione è questa.
I veicoli. E' evidente che non basta un assenso formale del
Ministero dell'Economia, è necessario un intervento di tipo
legislativo e per effettuare un intervento di tipo legislativo
occorre intercettare uno dei veicoli normativi all'esame delle
camere.
Da un lato vi è il decreto legge semplificazioni che già ha
avuto in invero farraginoso esame da parte del Senato e adesso
dalla Camera. Oggi pomeriggio sono scaduti i termini per la
presentazione degli emendamenti e che io sappia un emendamento è
stato presentato da parte di parlamentari.
E' chiaro che il Governo ancora non ha manifestato
l'intendimento di sposare questa linea, quindi, non si può
pretendere dal Governo che lo dica subito, però, già nel
dibattito parlamentare l'emendamento è presente.
Il dibattito parlamentare comincerà la prossima settimana,
dipende se il Governo mette o meno la fiducia e fa una
riscrittura complessiva del decreto legge, questo non lo
possiamo sapere, quindi già dalla prossima settimana potremmo
già sapere se questa norma è inserita nella legge di conversione
del decreto legge.
Mi si diceva ieri al Ministero dell'Economia che un'altra
ipotesi che era stata prospettata dal Viceministro Castelli
concerne la possibilità di un decreto legge che riguardi le
autonomie locali; in quel caso il testo potrebbe entrare
direttamente nel decreto legge e, quindi, entrare direttamente
in vigore perché, come voi sapete, dopo l'approvazione del
Governo e la pubblicazione, il decreto legge diventa efficace.
E' chiaro che stiamo lavorando in modo trasparente ma anche
sodo per arrivare ad un risultato.
Vorrei evidenziare, però, una cosa che è un fatto di ieri e
credo, Presidente che sia importante darne informazione
all'Assemblea regionale siciliana: su 17 provvedimenti
finanziari che in un anno ha approvato questa Assemblea, e ieri
abbiamo raggiunto un altro risultato perché non sono stati
impugnati né l'assestamento, né l'approvazione del rendiconto,
su 17 soltanto uno è stato impugnato, la legge di stabilità
dello scorso anno, tra l'altro parzialmente, per il resto sono
stati tutti condivisi in pieno dal Governo, quindi, tutti
integralmente condivisi dal Governo nazionale.
C'è un approccio, ripeto, di lealtà istituzionale che, in
questa sede, è l'ennesima volta che riconosciamo e credo che su
questo si possa procedere con serenità e con attenzione
soprattutto a coloro che abbiamo davanti, i nostri cittadini
siciliani. Grazie.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Però, a questo punto, i tempi non sono più quelli della
discussione generale.
LUPO. Grazie, signor Presidente, solo per dire che
l'intervento dell'assessore Armao non mi ha minimamente
convinto. Rimango delle mie idee, delle idee che abbiamo esposto
come deputati del gruppo del Partito Democratico, e le chiedo
formalmente di convocare la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, anche perché è chiaro ed evidente a tutti che il
precedente programma approvato dalla Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari ormai è sostanzialmente azzerato e
superato.
Quindi, si impone una riprogrammazione dei lavori anche della
sessione di bilancio.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Grazie, signor Presidente. Noi riteniamo allo stesso
modo di doverle chiedere formalmente che si riunisca
immediatamente, che lei convochi immediatamente una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, in modo tale da
discutere su questa proposta che abbiamo formalizzato pocanzi
cioè di fermare l'Assemblea e portare il Governo a più miti
consigli.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta e convoco
immediatamente la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari in Sala Lettura Deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 18.32, è ripresa alle ore 19.06)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari si è determinata nell'andare avanti nei
lavori. Per cui, cominciamo subito.
Iniziamo l'esame del ddl 475 e 475 bis/A.
ENTRATE
Si inizia dall'esame dell'articolo 1 Stato di previsione
delle entrate . Ne do lettura:
«Articolo 1.
Stato di previsione dell'entrata
1. In applicazione del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n.
118, e successive modifiche ed integrazioni, l'ammontare delle
entrate che si prevede di accertare, riscuotere e versare nelle
casse della Regione per gli esercizi finanziari 2019, 2020 e
2021 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro
titolo, risulta dall'annesso stato di previsione dell'entrata
(allegato 2)».
LUPO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Ancora non siamo alle votazioni
Si passa all'esame dell'Allegato 2.
All'Allegato 2 (entrate) non sono stati presentati
emendamenti.
Così come previsto dal Decreto legislativo 118 del 2011 e
s.m.i., l'Assemblea procede all'approvazione delle singole
tipologie all'interno di ciascun Titolo.
- Fondo pluriennale vincolato per spese correnti;
- Fondo pluriennale vincolato per conto capitale;
- Utilizzo avanzo di Amministrazione
- di cui avanzo vincolato utilizzato anticipatamente
- Fondo di cassa all'1/01/2019
Si passa all'esame del titolo 1:
1 ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA CONTRIBUTIVA E
PEREQUATIVA
- Tipologia 101 Imposte, tasse e proventi assimilati;
- Tipologia 102 Tributi destinati al finanziamento della
sanità;
- Tipologia 103 Tributi devoluti e regolati alle autonomie
speciali.
Si passa all'esame del titolo 2:
2 TRASFERIMENTI CORRENTI
- Tipologia 101 Trasferimenti correnti da Amministrazioni
pubbliche;
- Tipologia 102 Trasferimenti correnti da famiglie;
- Tipologia 103 Trasferimenti correnti da imprese;
- Tipologia 104 Trasferimenti correnti da Istituzioni sociali
private;
- Tipologia 105 Trasferimenti correnti dall'Unione europea e
dal resto del mondo.
Si passa all'esame del titolo 3:
3 ENTRATE EXTRATRIBUTARIE
- Tipologia 100 Vendita di beni e servizi e proventi derivanti
dalla gestione dei beni;
- Tipologia 200 Proventi derivanti dall'attività di controllo
e repressione delle irregolarità e degli illeciti;
- Tipologia 300 Interessi attivi;
- Tipologia 400 Altre entrate da redditi da capitale;
- Tipologia 500 Rimborsi ed altre entrate correnti.
Si passa all'esame del titolo 4:
4 ENTRATE IN CONTO CAPITALE
- Tipologia 200 Contributi agli investimenti;
- Tipologia 300 Altri trasferimenti in conto capitale;
- Tipologia 400 Entrate da alienazione di beni materiali e
immateriali;
- Tipologia 500 Altre entrate in conto capitale.
Si passa all'esame del titolo 5:
5 ENTRATE DA RIDUZIONE DI ATTIVITA' FINANZIARIE
- Tipologia 100 Alienazione di attività finanziarie;
- Tipologia 200 Riscossione di crediti di breve termine;
- Tipologia 300 Riscossione crediti di medio-lungo termine;
- Tipologia 400 Altre entrate per riduzione di attività
finanziarie.
Si passa all'esame del titolo 6:
6 ACCENSIONE PRESTITI
- Tipologia 300 Accensione mutui e altri finanziamenti a medio-
lungo termine.
Si passa all'esame del titolo 9:
9 ENTRATE PER CONTO TERZI E PARTITE DI GIRO
- Tipologia 100 Entrate per partite di giro;
- Tipologia 200 Entrate per conto terzi.
Pongo in votazione l'articolo 1 con il relativo Allegato.
Scusi, onorevole Lupo, cosa ha chiesto come votazione?
LUPO. La verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
pigiare qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 37
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'articolo 1.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 38
Votanti 32
Maggioranza 17
Favorevoli 32
Contrari 0
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Stato di previsione della spesa
1. In applicazione del Decreto Legislativo 23 giugno 2011,
n.118 e successive modifiche ed integrazioni, sono autorizzati
l'impegno ed il pagamento delle spese della Regione siciliana
per gli esercizi finanziari 2019, 2020 e 2021 in conformità
dello stato di previsione della spesa annesso alla presente
legge (allegato 4)».
Si passa all'esame dell'Allegato 4. All'allegato 4 sono stati
presentati gli emendamenti contenuti nel relativo fascicolo.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, verifico che, a meno che non ci siano
altri fascicoli, mancano molti emendamenti presentati dal
Partito democratico. Non ne capisco la ragione. Peraltro, alcune
coperture erano sul capitolo dei fondi globali che mi risulta
essere, appunto, rifinanziato, anche se per un importo non molto
consistente, in bilancio.
Quindi, le chiedo di sapere, se è possibile, perché i nostri
emendamenti non sono stati numerati e chiederei anche al
Governo, visto che ci sono emendamenti complessivi per molti
capitoli, di precisarne il contenuto, perché indicare in un
emendamento come diversi dalla maggioranza capitoli senza averne
la descrizione rischia di rallentare anche i lavori.
Innanzitutto, vorrei sapere perché non ci sono i nostri
emendamenti.
PRESIDENTE. Il problema non è che non ci siano gli
emendamenti. Devo dire che per un fatto di celerità abbiamo
ritenuto, ma ovviamente è tutto qui a vostra disposizione, di
non inserire qua dentro quelli che abbiamo considerato
inammissibili con le motivazioni solo perché sono inammissibili.
Quindi, votiamo solo quelli che abbiamo creduto ammissibili
votare. E' solo un problema di copertura o perché non ce n'era o
perché era irregolare. Se su qualche singolo emendamento ci
chiedete una motivazione più precisa ve la diamo; diversamente,
sono qui.
Per cui, io credo che siccome dobbiamo andare avanti,
onorevole Lupo, tutte le motivazioni sono qui. Se ogni singolo
deputato su ogni emendamento vuole informarsi sulle motivazioni
dell'inammissibilità viene qui.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, vorrei ricordare che ogni singolo
emendamento, ancorché presentato da ogni singolo deputato, è
nella disponibilità di tutti i deputati perché tutti possono
farlo proprio, tutti possono sottoscriverlo e, quindi, tutti
hanno diritto perché l'emendamento non è stato valutato
ammissibile.
PRESIDENTE. E siccome sono tutti per la stessa motivazione,
che è quella della copertura
LUPO. Allora, per favore, se ne vuole dare lettura all'Aula
delle motivazioni, valutiamo le motivazioni.
PRESIDENTE. Sto dando la motivazione, onorevole Lupo; tutti
gli emendamenti, non ce ne sono non ammessi per vari motivi,
tutti non sono ammissibili per motivi di copertura.
LUPO. Presidente, a me non risulta, perché di alcune coperture
sono certo; si tratta anche di coperture su altri capitoli di
bilancio.
PRESIDENTE. Se su qualche singolo emendamento vuole
intervenire, il tempo che li votiamo, verificheremo.
LUPO. Lei ne deve dare lettura emendamento per emendamento e
dire se è ammissibile, se non è ammissibile, se il Governo da
copertura, la copertura il Governo la deve dare.
PRESIDENTE. Quelli non ammissibili non lo chiedo nemmeno al
Governo se c'è copertura o meno.
Comunico che è stato presentato l'emendamento All.4.1 degli
onorevoli Di Paola, Cappello e De Luca.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
emendamento si vogliono spostare 50 mila euro del capitolo
100307, relativo a spese per pareri, studi, indagini,
rilevazioni e per speciali incarichi della Presidenza della
Regione, Gabinetto, Uffici di diretta collaborazione.
Ho notato che per l'anno 2018 questi soldi sono stati
utilizzati per un sondaggio che ci è costato circa 130 mila
euro; questi soldi abbiamo fatto un emendamento per spostarli
invece, visto quanto successo nel 2018, all'adeguamento
strutturale ed antisismico degli edifici del sistema scolastico
nonché per la costruzione di nuovi immobili sostitutivi degli
edifici esistenti a rischio sismico.
Mi appello alla sensibilità anche da parte del Governo,
utilizziamo questi 50 mila euro che ripeto nel 2018 sono stati
utilizzati per la realizzazione di un sondaggio, per capire se
il Governo sta facendo bene nei confronti dei siciliani,
spostiamo questi 50 mila euro invece per l'adeguamento
antisismico che, devo dire, dopo i fatti successi recentemente
credo che sia da parte del Governo e di questa Assemblea un
segnale forte e chiaro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento All.4.1.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo scusa, Presidente,
ma mi è stata chiesto il parere del Governo. Il Governo è
contrario perché per quel tipo di destinazione ha a disposizione
un milione e 240 mila euro, quindi mi sembra assolutamente
un'ingiustizia dovere togliere 50 mila euro da un capitolo che
invece consente di poter affidare studi pertinenti e
contingenti, soprattutto nel mondo accademico e universitario.
Abbiamo già sufficienti risorse per poter provvedere
all'adeguamento antisismico che, peraltro, al Governo costerà
oltre 10 milioni di euro per le ragioni che abbiamo già
abbondantemente illustrato in passato visto che dovremmo
adeguare 1.200 edifici strategici, quasi tutti purtroppo fuori
norma dal punto di vista antisismico.
Quindi, esorto l'Aula ad evitare che queste iniziative possano
assumere il cattivo sapore di un pregiudizio politico.
PRESIDENTE. E' stata ritirata la richiesta di voto segreto?
CRACOLICI. No
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento ALL. 4.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento ALL. 4.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 52
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 19
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento ALL.4.2, a firma dell'onorevole Milazzo è
ritirato.
L'emendamento ALL.4.3, a firma degli onorevoli Galvagno e
Catalfamo è ritirato.
L'emendamento ALL.4.4, a firma degli onorevoli Galvagno e
Catalfamo è ritirato.
Si passa all'emendamento ALL.4.5, a firma dell'onorevole Di
Paola.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, tramite questo emendamento stiamo
spostando 2 milioni di euro dal capitolo relativo ai servizi
informatici, li inseriamo in un capitolo che al momento è pari a
zero, che è quello della valorizzazione degli scavi
archeologici. Molto spesso questo Governo fa continui proclami
per quanto riguarda la valorizzazione e la ricerca all'interno
del territorio siciliano delle bellezze. Al momento questo
capitolo è pari a zero.
Il nostro emendamento tende a rimpinguare questo capitolo,
anche perché nell'anno precedente sono rimaste, in questo
capitolo dei servizi informatici, delle eccedenze. Quindi, a mio
modo di vedere, se il Governo ha sensibilità su questo
argomento, ci può essere da parte del Governo un parere
favorevole.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Mi dispiace dovere
deludere il collega deputato, il deputato proponente, ma per la
prima volta dopo 10 anni questo Governo ha finanziato gli scavi
archeologici e li ha fatti in 7 province, mezzo milione di euro.
Le ricordo, deputato, che questi interventi si fanno con i fondi
per investimento e l'FSC dispone di oltre 400 milioni di euro.
Abbiamo in programma una campagna di scavi ulteriore e pensiamo
di poterla ampiamente sostenere.
Peccato che le sia sfuggito, ma mi creda l'abbiamo deliberato
proprio nello scorso mese di settembre, dopo 10 anni, e vorremmo
puntare soprattutto sulla città di Gela.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento All.4.5.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento ALL.4.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento ALL.4.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 52
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 18
Contrari 29
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento ALL.4.14, a firma dell'onorevole
Pullara.
CRACOLICI. Non lo abbiamo
PRESIDENTE. E' un fuori sacco. E' un emendamento assolutamente
legittimo.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, l'emendamento è ritirato pur
nell'importanza del merito, tenuto conto che rinviamo tutti gli
emendamenti che comportino spesa. Rinviamo ad un momento
successivo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento ALL.4.15 a firma
dell'onorevole Milazzo. Onorevole Milazzo lo ritira?
MILAZZO. Signor Presidente, mi rivolgo al Presidente della
Regione, gli emendamenti erano durante il dibattito d'Aula
era emerso che lo sport era stato svuotato e c'era l'intenzione
di mettere 1 milione; Meccanizzazione ESA, consorzi bonifica di
questo parlavamo. Io li ritiro perché non è casa Milazzo. Tutti
gli emendamenti a firma Milazzo sono ritirati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento ALL.4.16 a firma degli
onorevoli Barbagallo e Lupo. L'emendamento ALL.4.16 era stato
originariamente considerato inammissibile, ora l'onorevole Lupo
lo ha presentato correggendo la copertura per cui è diventato
ammissibile e quindi lo votiamo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
relativamente ai fondi destinati allo sport.
La previsione del bilancio ha tagliato lo sport di base che
non è quello relativo alle società professionistiche di seria A
o di serie B, per intenderci le grosse società che dispongono di
capitali. Presidente mi creda è veramente difficile intervenire
con questo sottofondo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, scusate è già
tardi, se vogliamo concludere stasera e dobbiamo concludere
stasera è fondamentale che si possa essere, anche gli uffici, se
possiamo poter capire quello che ognuno dice.
Vi prego di fare attenzione a quello che ogni collega dice
quando chiede la parola ed evitare... onorevole Milazzo mi deve
fare un regalo: quando deve parlare può parlare solo con quello
che le sta accanto non con persone che sono a 20 metri da lei,
perché c'è una confusione reale e non si capisce niente.
Prego, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Dicevo che la previsione del
bilancio ha tagliato di oltre il 70 per cento la dotazione
relativa allo sport di base che, per intenderci, non è quello
delle società professionistiche che dispongono di capitali o di
sponsorizzazioni importanti è lo sport dei nostri ragazzi quello
relativo alle società giovanili, al calcio giovanile, anche alle
piccole società ed allo sport di provincia e legato ai rapporti
con la scuola e col Coni.
Come Partito Democratico noi abbiamo chiesto che venisse
rimpinguato il fondo della dotazione relativa allo scorso anno.
L'emendamento, signor Presidente, è stato corretto in questo
momento dagli uffici e prevede il ripristino a 4 milioni e mezzo
a valere sui fondi delle spese informatiche.
Io le chiedo di mettere in votazione questo emendamento che
risolverebbe e ripristinerebbe la situazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL.4.16. Il
parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che l'emendamento ALL.4.6, a
firma degli onorevoli Assenza e Aricò è ritirato.
BARBAGALLO. Signor Presidente, faccio mio l'emendamento
ALL.4.7 che l'onorevole Milazzo ha ritirato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento ALL.4.7.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, tenuto conto che stiamo cercando
di seguire il Regolamento, se interviene è per l'astensione.
LUPO. Ma non siamo ancora certi che il voto segreto sia stato
appoggiato.
PRESIDENTE. Ho già detto di sì e stavo aprendo la votazione.
LUPO. Signor Presidente, intervengo prima per questo motivo,
non sapendo se si andrà a votazione segreto, io credo che
l'emendamento sia degno del sostegno dell'intero Parlamento,
perché quando parliamo di attività sportive
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, abbiamo già dato l'ok per il voto
segreto. La prego.
LUPO parliamo delle attività sportive dei nostri giovani e
ogni euro speso in attività sportiva è salute e comporta anche
risparmio per le casse della Regione.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento ALL.4.7
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta
appoggiata a termini di Regolamento, indìco la votazione per
scrutinio segreto dell'emendamento ALL.4.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 52
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 27
Contrari 23
Astenuti 0
(E' approvato)
(Applausi in Aula)
Onorevoli colleghi, è stato approvato un emendamento che non
comporta spesa.
Si passa all'emendamento ALL.4.11, del Governo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento ALL.4.12.
CRACOLICI. Ma non abbiamo la copia
PRESIDENTE. Gli emendamenti sono in distribuzione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente, al
fine di riportare ordine ai lavori parlamentari la invito a fare
distribuire tutti gli emendamenti che intende mettere
successivamente in votazione, perché è giusto che i deputati
sappiano cosa votano e, ovviamente, abbiano il tempo di leggere
l'emendamento e anche di poterlo valutare. Quindi per favore
sospenda la seduta cinque minuti, distribuisca gli emendamenti,
dopodiché si riprende la votazione.
PRESIDENTE. Gli emendamenti, se non sono già distribuiti, li
stiamo distribuendo. Quindi, andiamo avanti.
CRACOLICI. Presidente, però non proceda a votazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non mi faccia arrivare alle
estreme conseguenze, quella di ammonirla.
Sull'ordine dei lavori
CIANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, le volevo chiedere solo una cosa.
Io all'inizio della seduta ho preso il fascicolo degli
emendamenti, come tutti i colleghi, non ho trovato i miei
emendamenti ed ho chiesto spiegazioni agli Uffici. Gli Uffici,
molto gentilmente, mi hanno dato una spiegazione. Però questo
ragionamento, come l'ho fatto e come sicuramente lo avranno
fatto molti deputati, sia della maggioranza che
dell'opposizione, un ragionamento di buon senso, fidandoci delle
parole degli Uffici, io chiedo che non venga completamente
stravolto per il Governo. Perché, Presidente, non è giusto Io
mi affido alla sua sensibilità da questo punto di vista.
PRESIDENTE. Lei ha ragione. Tant'è che gli emendamenti che non
erano distribuiti li ho fatti distribuire. Questo dell'onorevole
Cracolici ce lo aveva in mano.
CRACOLICI. Non è vero Ora è arrivato
PRESIDENTE. Scusate a che gioco stiamo giocando? Tanto
continueremo a votare pure tutta la notte. Per cui, onorevole
Cracolici, siccome abbiamo già detto a inizio seduta che tutti
gli emendamenti non ammissibili non vi erano stati nemmeno
presentati. Abbiamo capito che invece era necessario che alcuni
di voi li potessero vedere e li stiamo distribuendo; dopo di
che, chiuso l'argomento, si va avanti a votare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
vorrei che questioni serie si trasformino in una sciocchezza; mi
ascolti, signor Presidente, è riferito a lei il problema in
questo momento.
Ora, al di là dei momenti che possono essere anche di
stemperare la tensione, lei ha fatto votare emendamenti che non
sono stati distribuiti; io non sto discutendo il fatto che si
voti, ma che conosca quello che si vota è fondamentale. Detto
questo, l'emendamento 4.11 mi è stato consegnato un centesimo di
secondo fa, lei addirittura l'ha messo già ai voti, tra l'altro
leggo che è una copertura dal cofinanziamento dei Fondi
comunitari, cioè quindi che vuol dire assessore, stiamo votando
un emendamento che prende risorse dal cofinanziamento dei Fondi
comunitari, che immagino siano stati calcolati alla lira, per
finanziare spese di referendum. Ma se li prendiamo da un
capitolo - che è un atto, come dire, obbligatorio, previsto
dalla legge, il cofinanziamento, altrimenti non possiamo
attivare la spesa comunitaria - mi spiegate come è che stiamo
facendo questo bilancio? Parliamo di settecentodieci milioni
sono, e non sono noccioline, tanto per capire di che stiamo
parlando.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, glielo spiego, il Governo ha
mandato un emendamento, e la copertura degli oneri è assicurata
con la riduzione di un capitolo che sarà ripristinato mediante
variazione del fondo globale. Onorevole Cracolici, la prego, non
è che possiamo intervenire su ogni singola parola, per cui
intanto è stato chiarito il perché è stato presentato questo
emendamento, e le è stata pure spiegata la copertura.
Riprende la discussione unificata dei disegni di legge n. 475-
475 bis/A e n. 476/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento ALL.4.12.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio i
complimenti intanto all'emendamento del collega Milazzo che è
stato approvato, perché è importantissimo finanziare lo sport,
ed in questi anni è stato veramente colpito pesantemente.
Volevo chiarimenti al riguardo; il capitolo 104004, anche qui
stiamo dando cinquantamila euro per speciali indennità di
presenza per il personale degli uffici della legge regionale
integrazioni agli uffici della diretta dipendenza del Presidente
della Regione, agli uffici speciali della dipendenza. Ora, anche
questo capitolo, vero che sono cinquantamila euro, vero che poco
fa il Presidente della Regione mi ha detto che sono tutte somme
anche se esigue che si spendono per studi universitari, però
ricordiamoci, colleghi, che noi stiamo approvando, stiamo per
andare ad approvare un bilancio che andrà a tagliare
drasticamente qualunque tipo di spesa che la Regione fa a
supporto dei siciliani, quindi a mio modo di vedere dare questi
ulteriori cinquantamila euro anche se per studi di, ma si ma
stiamo parlando di un bilancio di lacrime e sangue, vedere
questi cinquantamila euro in questo capitolo è veramente - a mio
modo di vedere - uno schiaffo ai siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo votando l'emendamento
ALL.4.12; l'emendamento ALL.4.14 non ce l'ho nemmeno, quindi non
lo posso mettere in votazione.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento ALL.4.12
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta
appoggiata a termini di Regolamento, indìco la votazione per
scrutinio segreto dell'emendamento ALL.4.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 52
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 23
Contrari 26
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento ALL.4.13, del Governo.
Onorevole Milazzo, mi deve mettere in condizioni di sentire
quello che mi dicono
ARMAO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento ALL.4.14. del Governo.
ARMAO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, concluso l'esame degli emendamenti, così
come previsto dal decreto legislativo 118 del 2011 e s.m.m., si
procede all'approvazione dei singoli Programmi all'interno di
ciascuna Missione, così come emendati.
Si inizia dall'esame della Missione 0:
- Disavanzo finanziario
- Programma 0 Disavanzo finanziario.
Si passa all'esame della Missione 1 Servizi istituzionali,
generali e di gestione:
- Programma 1 Organi istituzionali
- Programma 2 Segreteria Generale
- Programma 3 Gestione economica, finanziaria, programmazione e
provveditorato
- Programma 4 Gestione delle entrate tributarie e servizi
fiscali
- Programma 5 Gestione dei beni demaniali e patrimoniali
- Programma 6 Ufficio tecnico
- Programma 7 elezioni e consultazioni popolari - anagrafe e
stato civile
- Programma 8 Statistica e sistemi informativi
- Programma 10 Risorse umane
- Programma 11 Altri servizi generali
- Programma 12 Politica regionale unitaria per i servizi
istituzionali, generali e di gestione.
Esaurito l'esame della Missione 1, si passa all'esame della
Missione 4 Istruzione e diritto allo studio:
- Programma 1 Istruzione prescolastica
- Programma 2 Altri ordini di istruzione non universitaria
- Programma 3 Edilizia scolastica
- Programma 4 Istruzione universitaria
- Programma 5 Istruzione tecnica superiore
- Programma 6 Servizi ausiliari all'istruzione
- Programma 7 Diritto allo studio
- Programma 8 Politica regionale unitaria per l'istruzione e il
diritto allo studio.
Esaurito l'esame della Missione 4, si passa all'esame della
Missione 5 Tutela e valorizzazione dei beni e attività
culturali:
- Programma 1 Valorizzazione dei beni di interesse storico
- Programma 2 Attività culturali e interventi diversi nel
settore culturale
- Programma 3 Politica regionale unitaria per la tutela dei beni
e delle attività culturali.
Esaurito l'esame della Missione 5, si passa all'esame della
Missione 6 Politiche giovanili, sport e tempo libero:
- Programma 1 Sport e tempo libero
- Programma 3 Politica regionale unitaria per i giovani, lo
sport e il tempo libero.
Esaurito l'esame della Missione 6, si passa all'esame della
Missione 7 Turismo:
- Programma 1 Sviluppo e valorizzazione del turismo
- Programma 2 Politica regionale unitaria per il turismo.
Esaurito l'esame della Missione 7, si passa all'esame della
Missione 8 Assetto del territorio ed edilizia abitativa:
- Programma 1 Urbanistica e assetto del territorio
- Programma 2 Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di
edilizia economico - popolare
- Programma 3 Politica regionale unitaria per l'assetto del
territorio e l'edilizia abitativa.
Esaurito l'esame della Missione 8, si passa all'esame della
sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente:
- Programma 1 Difesa del suolo
- Programma 2 Tutela, valorizzazione e recupero ambientale
- Programma 3 Rifiuti
- Programma 4 Servizio idrico integrato
- Programma 5 Aree protette, parchi naturali, protezione
naturalistica e forestazione
- Programma 6 Tutela e valorizzazione delle risorse idriche
- Programma 8 Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento
- Programma 9 Politica regionale unitaria per lo sviluppo
sostenibile e la tutela del territorio e l'ambiente.
Esaurito l'esame della Missione 9, si passa all'esame della
Missione 10 Trasporti e diritto alla mobilità:
- Programma 1 Trasporto ferroviario
Programma 2 Trasporto pubblico locale
- Programma 3 Trasporto per vie d'acqua
- Programma 4 Altre modalità di trasporto
- Programma 5 Viabilità e infrastrutture stradali
- Programma 6 Politica regionale unitaria per i trasporti e il
diritto alla mobilità.
Esaurito l'esame della Missione 10, si passa all'esame della
Missione 11 Soccorso civile:
- Programma 1 Sistema di protezione civile
- Programma 2 Interventi a seguito di calamità naturali
- Programma 3 Politica regionale unitaria per il soccorso e la
protezione civile.
Esaurito l'esame della Missione 11, si passa all'esame della
Missione 12 Diritti sociali, politiche sociali e famiglia:
- Programma 1 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili
nido
- Programma 2 Interventi per la disabilità
- Programma 4 Interventi per soggetti a rischio di esclusione
sociale
- Programma 5 Interventi per le famiglie
- Programma 6 Interventi per il diritto alla casa
- Programma 7 Programmazione e governo della rete dei servizi
socio-sanitari e sociali
- Programma 8 Cooperazione e associazionismo
- Programma 10 Politica regionale unitaria per i diritti sociali
e la famiglia.
Esaurito l'esame della Missione 12, si passa all'esame della
Missione 13 Tutela della salute:
- Programma 1 Servizio sanitario regionale - finanziamento
ordinario corrente per la garanzia dei LEA
- Programma 2 Servizio sanitario regionale - finanziamento
aggiuntivo corrente per livelli di assistenza superiori ai LEA
- Programma 3 Servizio sanitario regionale - finanziamento
aggiuntivo corrente per la copertura per lo squilibrio di
bilancio corrente
- Programma 4 Servizio sanitario regionale - ripiano di
disavanzi sanitari relativi ad esercizi pregressi
- Programma 5 Servizio sanitario regionale - investimenti
sanitari
- Programma 6 Servizio sanitario regionale - Restituzione
maggiori gettiti SSN
- Programma 7 Ulteriori spese in materia sanitaria
- Programma 8 Politica regionale unitaria per la tutela della
salute.
Esaurito l'esame della Missione 13, si passa all'esame della
Missione 14 Sviluppo economico e competitività:
- Programma 1 Industria, PMI e artigianato
- Programma 2 Commercio - reti distributive - tutela dei
consumatori
- Programma 3 Ricerca e innovazione
- Programma 5 Politica regionale unitaria per lo sviluppo
economico e la competitività.
Esaurito l'esame della Missione 14, si passa all'esame della
Missione 15 Politiche per il lavoro e la formazione
professionale:
- Programma 1 Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro
- Programma 2 Formazione professionale
- Programma 3 Sostegno all'occupazione
- Programma 4 Politica regionale unitaria per il lavoro e la
formazione professionale.
Esaurito l'esame della Missione 15, si passa all'esame della
Missione 16 Agricoltura politiche agro - alimentari e pesca:
- Programma 1 Sviluppo del settore agricolo e del sistema
agroalimentare
- Programma 2 Caccia e pesca
- Programma 3 Politica regionale unitaria per l'agricoltura, i
sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca.
Esaurito l'esame della Missione 16, si passa all'esame della
Missione 17 Energia e diversificazione delle fonti energetiche:
- Programma 1 Fonti energetiche
- Programma 2 Politica regionale unitaria per l'energia e la
diversificazione delle fonti energetiche.
Esaurito l'esame della Missione 17, si passa all'esame della
Missione 18 Relazioni con le altre autonomie territoriali e
locali:
- Programma 1 Relazioni finanziarie con le altre autonomie
territoriali e locali.
Esaurito l'esame della Missione 18, si passa all'esame della
Missione 19 Relazioni internazionali:
- Programma 1 Relazioni internazionali e cooperazioni allo
sviluppo.
Esaurito l'esame della Missione 19, si passa all'esame della
Missione 20 Fondi e accantonamenti:
- Programma 1 Fondo di riserva
- Programma 2 Fondo crediti di dubbia esigibilità
Programma 3 Altri fondi.
Esaurito l'esame della Missione 20, si passa all'esame della
Missione 50 Debito pubblico:
- Programma 1 Quota interessi ammortamento mutui e prestiti
obbligazionari
- Programma 2 Quota capitale ammortamento mutui e prestiti
obbligazionari.
Esaurito l'esame della Missione 50, si passa all'esame della
Missione 60 Anticipazioni finanziarie:
- Programma 1 Restituzione anticipazioni di tesoreria.
Esaurito l'esame della Missione 60, si passa all'esame della
Missione 99 Servizi per conto terzi:
- Programma 1 Servizi per conto terzi - partite di giro
- Programma 2 Anticipazioni per il finanziamento del Sistema
Sanitario Nazionale
Concluso l'esame dell'Allegato 4, si passa alla votazione
dell'articolo 2 con il relativo Allegato.
Verifica numero legale
LUPO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
pigiare qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 36
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'articolo 2 con il relativo allegato.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 52
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 32
Contrari 17
Astenuti 1
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Allegati
1. Sono approvati i seguenti allegati:
a) la nota integrativa (allegato 1);
b) il prospetto delle entrate di bilancio per titoli e
tipologie per ciascuno degli anni considerati nel bilancio
triennale (allegato 2);
c) il riepilogo generale delle entrate per titoli per ciascuno
degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato 3);
d) il prospetto delle spese di bilancio per missioni,
programmi e titoli per ciascuno degli anni considerati nel
bilancio triennale (allegato 4);
e) i prospetti recanti i riepiloghi generali delle spese
rispettivamente per titoli e per missioni per ciascuno degli
anni considerati nel bilancio triennale (allegato 5/a-b);
f) il quadro generale riassuntivo delle entrate (per titoli) e
delle spese (per titoli) (allegato 6);
g) il prospetto dimostrativo dell'equilibrio di bilancio per
ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale (allegato
7) e prospetto di verifica rispetto dei vincoli di finanza
pubblica (allegato 7 bis);
h) il prospetto esplicativo del risultato presunto di
amministrazione (allegato 8);
i) il prospetto concernente la composizione, per missioni e
programmi, del fondo pluriennale vincolato (allegato 9);
j) il prospetto concernente la composizione del fondo crediti
di dubbia esigibilità (allegato 10);
k) l'elenco delle garanzie principali o sussidiarie prestate
dalla Regione a favore di enti e di altri soggetti ai sensi
delle leggi vigenti (allegato 11);
l) il prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di
indebitamento (allegato 12);
m) l'elenco dei capitoli che riguardano le spese obbligatorie
(allegato 13);
n) l'elenco delle spese che possono essere finanziate con il
fondo di riserva per spese impreviste (allegato 14).
Comunico che è stato presentato l'emendamento 3.1, a firma del
Governo.
LUPO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Il numero legale sull'emendamento? E' un
emendamento tecnico.
LUPO. Ritiro la richiesta.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Totale generale del bilancio triennale
1. E' approvato in 21.219.261.387,16 euro in termini di
competenza ed in 16.656.094.124,97 euro in termini di cassa il
totale generale dell'entrata e della spesa del bilancio della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2019.
2. E' approvato in 19.404.235.522,42 euro in termini di
competenza il totale generale dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario
2020.
3. E' approvato in 18.795.613.224,05 euro in termini di
competenza il totale generale dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario
2021».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Verifica numero legale
LUPO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
pigiare qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Presenti . 37
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso
della sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2019».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si sospende l'esame del disegno di legge
di Bilancio a legislazione vigente prima del voto finale, per
passare all'esame del disegno di legge n. 476, Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2019, legge di stabilità
regionale.
Comunico gli stralci che sono stati fatti alla Presidenza
nella legge di stabilità, ai sensi dell'articolo 7 del
Regolamento Interno, e analoghe decisioni precedentemente
assunte. Il Presidente ha deliberato di stralciare dal disegno
di legge 476 disposizioni programmatiche e correttive ,
respingendole quindi dal testo in quanto presentano profili di
incostituzionalità le seguenti disposizioni: art. 1, comma 4,
art. 14, art. 20, art. 39, art. 47, art. 48, art. 49 ed art. 51,
comma 2.
Mentre le seguenti disposizioni, che ora elencherò, potranno
essere riprese in esame - non quelle di prima sono stralciate e
basta - soltanto a condizione che siano riformulate per
adeguarle ai limiti posti dalla normativa nazionale e
comunitaria, e sono: l'art. 22, l'art. 26, l'art. 32, l'art. 41,
l'art. 44 e l'art. 50.
Le seguenti restanti disposizioni potranno essere esaminate a
condizione che siano modificati, da parte del Governo, gli
elementi suscettibili di recare effetti finanziari sul Bilancio
della Regione -per cui, su questi aspettiamo un parere del
Governo - e sono: art. 17, art. 30, art. 31, art. 45 e art. 52
nei commi 1 e 2.
Gli Uffici faranno avere via mail, ad ognuno di voi, il
disegno di legge di stabilità, con queste modifiche appena
comunicate. Rimane aperta la seduta, che viene sospesa.
Ricordiamo che gli emendamenti a questa legge di stabilità,
possono essere presentati fino a mercoledì prossimo, alle ore
16.00. La seduta sarà sospesa e riprenderà lunedì, 11 febbraio
2019, alle ore 16.00.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
ringrazio per avermi dato la parola. Per la verità, io volevo
porre all'attenzione dell'Aula l'argomento che già ha accennato
e fatto arrivare a quest'Aula, nel precedente intervento, il mio
capogruppo, Roberto Di Mauro, a proposito del processo attuativo
del regionalismo differenziato.
A chi fosse sfuggito, si sappia che, in seguito all'articolo
116 della Costituzione si dispone che, alcune Regioni a statuto
ordinario possono chiedere l'applicazione di altre forme di
autonomia delle regioni stesse. Sappiate che questo
procedimento, avviato dalla Regione Veneto e, com'è stato detto,
dalla Regione Lombardia ed Emilia Romagna, ha già raggiunto lo
stadio di pre intese con il Governo nazionale.
PRESIDENTE. Colleghi, l'onorevole Compagnone sta parlando.
Però, onorevole Compagnone, se lei presenta un ordine del giorno
lo trattiamo alla prossima seduta ed il problema è risolto.
COMPAGNONE. Lo stavo spiegando.
PRESIDENTE. Intanto lo presenti, e poi quando si dovrà votare
lo spieghiamo.
COMPAGNONE. Io sto spiegando, se gentilmente i colleghi mi
danno due minuti di ascolto, che è utile che il Governo preveda
una assemblea straordinaria prima di entrare nel ragionamento
della finanziaria, e cioè prima di giorno 12 e prima di giorno
15, perché giorno 15 gennaio il Governo nazionale firmerà,
eventualmente, l'accordo con le tre Regioni Veneto, Lombardia ed
Emilia Romagna sul regionalismo differenziato.
E' importante che la Regione Sicilia, come del resto ha fatto
già solamente la Calabria, intervenga su questo argomento per
noi esistenziale, perché finiremmo - come è stato detto, tra
l'altro, più volte questa sera - noi metteremo pezze per i
prossimi cento anni, ma la Regione Sicilia non potrà mai e poi
mai avere un equilibrio finanziario sereno se non mettiamo in
condizioni, la Regione siciliana, di ridiscutere gli accordi col
Governo nazionale.
Ecco perché è importante che noi diciamo la nostra, che
quest'Assemblea possibilmente all'unanimità, batta un colpo,
come si suol dire, dica la propria sul regionalismo
differenziato e lo dobbiamo fare prima di giorno 15 gennaio.
Io, nei prossimi giorni, presenterò un ordine del giorno.
Spero che tutti lo votino, spero che tutti lo sottoscrivano.
LO CURTO. Lo firmo anche io.
COMPAGNONE. Grazie. Perché non possiamo, su questa cosa, noi
essere silenti e poi dopo giorno 15 piangere, come al solito,
lacrime.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi ho visto
velocemente gli articoli stralciati, e tra questi c'è l'articolo
49, che è un articolo che è stato discusso per ben due volte
dalla Commissione di merito, e ha ricevuto parere favorevole
anche in Commissione Bilancio. Quindi, per ben tre volte ha
superato lo scoglio di una votazione di Commissione, senza che
nessuno accampasse motivi di incostituzionalità.
Perché da quello che dice lei, l'articolo 49 è stato
stralciato tra quelli che hanno profili di incostituzionalità, e
vorrei capire il motivo e se c'è modo di recuperare. Ci deve
essere un errore.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché la
Presidenza ha fatto un lavoro di merito differenziato di alcuni
stralci, alcune necessarie modifiche, eccetera, vorrei evitare
che si apra una polemica quando riprenderemo la legge di
stabilità.
Ci sono norme, che sono contenute in questo testo, che erano
nei collegati, per i quali le Commissioni di merito non si sono
nemmeno espresse.
Allora, siccome non voglio fare cose, come dire, che
radicalizzano lo scontro, io chiedo alla Presidenza che chieda
alle Commissioni di merito che hanno all'esame norme che erano
nel Collegato e che sono state inserite, diciamo, a scavalco
nella legge di stabilità di esprimere in questa settimana che
l'Aula non è convocata, quanto meno il parere, in maniera tale
che l'esame dell'Aula possa tenere conto anche del giudizio
delle Commissioni, altrimenti le chiudiamo le Commissioni.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Prendo positivamente
la sua richiesta e, quindi, chiedo agli Uffici di inviare questi
articoli alle Commissioni di merito per un loro parere. C'è una
settimana di tempo per poterlo avere, quindi le Commissioni
dovranno dare il parere entro la settimana prossima.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 20.04 di venerdì 1 febbraio 2019,
è ripresa alle ore 16.22 di lunedì 11 febbraio 2019)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere con la
discussione generale vorrei fare una comunicazione all'Aula.
Ad integrazione di quanto comunicato precedentemente, comunico
che questa Presidenza, ai sensi dell'articolo 7 del Regolamento
interno, ha altresì deliberato di stralciare dal disegno di
legge n. 476/A Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2019. Legge di stabilità regionale l'articolo 37 in
materia di detrazione addizionale regionale Irpef, in quanto
interviene su una disciplina sottratta alla competenza
legislativa regionale.
Comunico, inoltre, che l'articolo 26, in materia di vendita di
beni dei Consorzi ASI in liquidazione, sarà esaminato
congiuntamente al comma 4, lettera c) dell'articolo 52 per
analogia di contenuto, previa riscrittura che preveda il ricorso
alle procedure di evidenza pubblica.
Comunico, infine, che l'articolo 36, recante disposizioni in
materia di addizionale regionale Irpef, potrà essere esaminato a
condizione che ne siano verificati, da parte del Governo, gli
elementi suscettibili di recare effetti finanziari sul bilancio
regionale.
Resta così stabilito.
Seguito della discussione unificata dei disegni di legge
Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2019-2012 (nn. 475-475bis/A) e Disposizioni programmatiche per
l'anno 2019. Legge di stabilità regionale (n. 476/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione generale del
disegno di legge Disposizioni programmatiche per l'anno 2019.
Legge di stabilità regionale (n. 476/A).
L'onorevole Savona, nella qualità di relatore del disegno di
legge, aveva fatto la sua relazione.
Qualcuno chiede di intervenire? Direi di contingentare il
tempo a due ore, 120 minuti, in modo tale che sia una
discussione che, già in parte, onorevole Cracolici, lei sorride
ma è stata ampiamente fatta sul disegno di legge del bilancio.
Abbiamo rinviato la discussione su questa parte, credo che due
ore possano bastare. Resta così stabilito.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevole colleghi, assessori,
devo dire che se non ci fosse stata l'intervista del Presidente
della Regione, che oggi non vedo, forse non avrei neanche
sentito la necessità di parlare.
Come è noto ho proposto un'altra strada, il Governo sta
insistendo su un'altra strada, se ne assumerà la responsabilità
considerato che, questa legge di stabilità, ad oggi, non
consente di dare copertura certa a quelle categorie che, ogni
anno, hanno avuto quanto meno la garanzia di fare, ripeto quanto
meno, le stesse giornate di lavoro dell'anno prima; alcune
categorie sociali come i ciechi, i sordomuti, i talassemici, i
teatri, insomma ci sono problemi aperti che spetterà al Governo
di trovare una modalità di gestione del problema politico e
sociale. Chiudo la parentesi.
Ho chiesto, invece, di intervenire perché continuo a sentire
argomenti, e mi è venuto un dubbio. Quando leggo le parole che
usa il Presidente della Regione, mi chiedo ma lo fa o lo è?
Perché a questo punto il dubbio è seriamente, diciamo, connesso:
io posso capire che nella lotta politica si usino argomenti che
la colpa è sempre di chi c'era prima, e chi ci sarà dopo dirà
che la colpa è di chi c'era pure prima, cioè è un gioco delle
parti, ma stiamo facendo un buon servizio alla verità e alla
Sicilia quando affrontiamo queste questioni che sono
delicatissime, che riguardano la sostenibilità finanziaria non
di questo bilancio della Regione siciliana nei prossimi anni?
Continuando ad usare argomenti che sono quanto meno un
depistaggio, perché io voglio brevemente riprendere la storia
per cui siamo ancora qua.
Il Governo regionale ha fatto un bilancio di previsione 2018,
sostanzialmente, sulla base di un dato che ha determinato esso
stesso, il rendiconto 2017 che si è concluso con un disavanzo di
536 milioni circa di euro, tale disavanzo si è prodotto per una
decisione del Governo in carica di far cancellare tra febbraio e
marzo 2018, relativamente all'anno 2017 residui attivi per circa
630 milioni di euro.
La domanda è perché non si è fatto prima, mi chiedo se su quei
residui attivi nel bilancio 2018 sono state previste
riscossioni, sarebbe interessante sapere se quei residui attivi
cancellati avevano nel bilancio di previsione, - ma questi nodi
verranno al pettine col rendiconto 2018, quando andremo in
giudizio di parifica, perché molti problemi li stiamo soltanto
rinviando -, bene quei 630 milioni di cancellazione dei residui
hanno determinato un peggioramento della situazione nell'anno
2017 di 538 milioni di euro circa, a fronte di 119 milioni di
Euro di avanzo di competenza.
Quindi, tradotto, pur avendo una gestione 2017 che ha prodotto
un avanzo, noi abbiamo prodotto contabilmente un disavanzo,
salvo nel bilancio 2018 non prevedere come quel disavanzo, che
aveva generato questo Governo, si doveva coprire.
A fine anno abbiamo fatto l'assestamento per coprire una parte
di quel disavanzo con la triennalità, e dopo qualche giorno il
Governo regionale predispone una manovra finanziaria di bilancio
e finanziaria, e addirittura pretendeva che fosse approvato
entro fine anno a tal punto che non voleva neanche fare
l'esercizio provvisorio, sostenendo che le carte erano a posto,
eppure già il Governo a novembre, non a dicembre, conosceva
l'esito della sentenza della Corte dei conti con la quale
sostanzialmente non solo ci diceva che dovevamo coprire i 500 e
rotti milioni del disavanzo 2017, ma chiedeva di conteggiare
anche la parte non riscossa che a seguito del disavanzo prodotto
nel 2017 avevamo il dovere di conteggiare, complessivamente,
pari a circa 2 miliardi e 100 milioni di euro.
Quindi il Governo a fine anno pretendeva di approvare un
bilancio che era falso, falso, perché la sentenza già si sapeva
che chiedeva di recuperare 2 miliari e 100 milioni, e noi
avevamo fatto una manovra sostanzialmente limitata ai soli 500 e
rotti milioni; poi c'è stata la norma nazionale che ha
consentito di spalmare, io dico giustamente, gli altri 1.600
milioni di Euro in trent'anni, ma, ripeto, quella norma è
intervenuta successivamente da quando è stato presentato il
bilancio che non conteneva la copertura, diciamo, neanche in una
annualità o in tre anni, o in vent'anni, o in trent'anni, del
restante miliardo e seicento milioni.
Allora, continuare a dire la colpa è di chi c'era prima , io
vorrei ribadirlo e spero che l'Assessore Armao, che ogni tanto
dovrebbe ricordarsi che lui fa l'Assessore, ma quando qualcuno
dice chi c'era prima , parla anche di lui, visto che io non ho
mai fatto l'Assessore per l''Economia, un po' capisco il
bilancio però non l'ho mai fatto l'Assessore per l'Economia,
però la tecnica del chi c'era prima è una tecnica, ripeto, che
comincia ad essere fastidiosa perché non è la verità, non li ha
prodotti Armao quei debiti e né li ha prodotti dopo di lui.
Stiamo parlando del fatto che nel 2015, a seguito dell'entrata
in vigore del Decreto legislativo 118, i bilanci di tutte le
Amministrazioni pubbliche sono stati chiamati a essere ripuliti,
cancellando residui attivi cioè false entrate che si riportavano
anno dopo anno che consentivano di avere giustificazione a
uscite o a residui passivi per i quali c'erano obbligazioni, ma
che sapevamo da anni essere false entrate, quindi lo Stato ad un
certo punto a tutti gli enti ha detto nel 2015 ripulite i
bilanci di cose di 20, 30 anni fa e da questo momento ai sensi
del 118 il bilancio si costruisce con un meccanismo di
trasparenza diverso.
Mi chiedo, perché nel 2015 non sono stati contenuti anche quei
600 milioni cancellati nel 2017, la responsabilità di chi è? E
perché nel 2017 si cancellano quei 630 milioni dove,
probabilmente - lo dico a bassa voce - non era così obbligatorio
cancellarli o almeno in parte nel 2017, determinando un
peggioramento del rendiconto 2017, con tutte le conseguenze che
si sono determinate a seguito di quel peggioramento.
Io insisto, Presidente, che quest'Aula su questioni così
delicate, io devo dire una delle cose che mi preoccupa è la
disattenzione generale a questi temi come se il tema del
bilancio è solo un problema di che cosa riesco a conquistare di
spesa, io singolo deputato, piuttosto che capire ma di che cosa
stiamo parlando
Se oggi siamo a un punto, a uno snodo delicato perché per la
prima volta, sostanzialmente, approviamo una legge di stabilità
a zero euro, a zero euro, tranne - anche questa è una novità -
un lecca lecca che è contenuto nella legge di stabilità che è
il famoso Allegato con il quale si prevedono 30 milioni di euro
come fondo globale a disposizione di nuove attività legislative,
quindi a fronte di un bilancio, non di una legge di stabilità,
che riduce di 150 milioni circa la spesa dell'anno precedente.
Non dico poi come vengono coperte alcune delle, ad esempio i 53
milioni, le tecniche di copertura, l'ho detto nel bilancio e lo
ripeto qui, nel 2020 ci prendiamo i soldi dei pensionati della
Regione, ma questo vedremo che succederà
Ma quello che mi preme sottolineare che a fronte di un
bilancio e di una legge di stabilità che taglia di fatto 150
milioni di spesa conosciuta, non obbligatoria ma obbligata, noi
prevediamo 30 milioni per le nuove attività legislative ed è
l'unico elemento che costituisce il famoso lecca lecca magari
per alcuni deputati che sperano che con il Collegato' potranno
approvare norme di spesa, dimenticando che, nel frattempo,
cancelliamo spese per chi attraverso quella spesa vive e campa
in Sicilia. Altro che reddito di cittadinanza Qui dobbiamo fare
il reddito alternativo tra chi lo perde e chi, speriamo, lo
avrà
Allora, Presidente, io chiudo perché credo che l'argomento che
ho voluto sottolineare in questo dibattito, ripeto mi dispiace
che il Presidente non ci sia, c'è l'Assessore che degnamente lo
sostituisce, però - ripeto - la questione insopportabile è
questo gioco delle responsabilità del passato. Il rendiconto
2018, non sono un previgente o non sono un profeta, si annuncia
peggiore del rendiconto 2017 e quando andremo al giudizio di
parifica Musumeci a chi la darà la colpa? A quelli che c'erano
prima, che nel 2018 c'era sempre lui?
Allora, questa filosofia di nascondere, di nascondersi nei
problemi addossando, individuando un nemico, alla fine dimostra
che il nemico, magari lo comunichi chi è, il nemico si difende
ma non risolvi un solo problema di questa Terra. Oggi, ho visto
che il nemico non è più solo, che c'era prima ma ho visto che il
Presidente della Regione ha stabilito una categoria dei deputati
della sua maggioranza tra complottisti e, consentitemi - lo dico
in maniera volgare perché questo voleva dire - e leccaculo' di
professione; perché oggi leggendo l'intervista ho capito che
ambedue, non ha ancora capito chi fa cosa, ma ambedue lo urtano,
anch'io al suo posto sarei urtato delle due categorie che ha
però ha il dovere di dirlo e soprattutto se lo fa alla vigilia
del voto sulla legge di stabilità mi sono chiesto: ma Musumeci
quale obiettivo ha con questa legge di stabilità? Se ho capito
bene, più che avere approvato una legge vuole o spera che si
crei un caos.
Quindi, altro che responsabilità di chi c'era prima, c'è un
problema di una responsabilità di chi non sa che pesci prendere
e prova a buttare fumo e dire: la colpa è di tutti gli altri
del Parlamento, perché ha usato il Parlamento come dirimpettaio
contro il Governo che è una tecnica, diciamo, un poco -
consentitemi di dire - un poco veramente ridicola per il modo
anche approssimativo, non serio, non istituzionale, di
affrontare problemi delicati e complessi; e soprattutto, siccome
non mi sento colpito né nell'essere complottista perché io sono
all'opposizione di questo Governo in maniera trasparente
nell'essere leccaculista perché non appartengono a quell'altra
categoria quindi con me non parla, io penso che sta parlando con
una parte di questa Assemblea, prevalentemente quella che
attiene alla sua cosiddetta maggioranza che lui non ha mai
riconosciuto.
Quindi, mi premeva sottolineare questi due aspetti, prima la
falsità delle cose dette, un bilancio che ci lascerà una serie
di problemi seri per i siciliani o per una parte dei siciliani,
nessuna idea nuova, se non piccole scopiazzate enorme che
vengono recepite e introdotte in Sicilia, ma sostanzialmente un
Governo che, non affrontando nessun problema, dice che la colpa
è solo di quelli che c'erano prima o di quelli che siedono al
Palazzo a Sala d'Ercole.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo sulla legge di stabilità e in particolare su un
articolo che mi serve per porre una domanda alla Presidenza e
all'Ufficio della Presidenza, cioè il metodo che è stato
utilizzato per stralciare alcune norme di questo disegno di
legge. E mi riferisco, in particolare, ad una che è quella che
era contenuta nell'articolo 49 che illustro brevemente.
Questa norma stabilisce in materia di edilizia che affinché si
possa ottenere un titolo edilizio qualunque esso sia o permesso
di costruire ad altri è necessario produrre, accanto alla
documentazione stabilita per legge, anche l'attestazione di
pagamento del professionista. Ora, questa norma è stata
stralciata dal testo della Finanziaria con delle motivazioni che
dovrebbero essere legate semplicemente a questioni di
legittimità costituzionale, e qui mi sorge il dubbio e per
questo sollevo questa domanda a lei Presidente e a tutti i
colleghi.
La norma è stata approvata per ben due volte dalla Commissione
di merito, dalla Commissione Ambiente con il voto favorevole
di tutti i deputati, con il parere dell'assessore Cordaro, che
in questo momento non è presente in Aula ma che comunque
condivideva lo spirito della norma al punto che - signor
Presidente, vorrei che mi ascoltasse, perché è una domanda che
rivolgo direttamente a lei - al punto che il Presidente della
Commissione, quindi ottenuti i pareri dell'Assessore, il quale
ha condiviso la norma, al punto che l'ha introdotta nella
riforma edilizia del Governo.
Cioè questa norma stralciata dalla Finanziaria e contenuta in
un articolo del disegno di legge del Governo in materia di
edilizia. la norma ha resistito all'impugnativa della Corte
costituzionale ben due volte, è stata letteralmente copiata
dalla passata Legislatura, perché questa norma nasce da un
disegno di legge presentato nella passata Legislatura dal Gruppo
parlamentare Movimento Cinque Stelle che poi è stata adottata da
altre regioni, che sono la Regione Calabria e la Regione
Campania. Addirittura, la Regione Calabria l'ha adottata ad
agosto, per cui sono spirati 60 giorni affinché il Consiglio dei
Ministri potesse impugnare la norma. La norma ha resistito e
non ha ottenuto alcuna difficoltà a poter essere vigente. Ciò
nonostante, il suo Ufficio oggi l'ha stralciata.
Tengo a dire che questa norma è frutto di due anni di lavoro
in Commissione, sia nella passata Legislatura che in questa,
nella quale sono stati sentiti tutti gli ordini professionali
che sono coinvolti a vario titolo all'interno della materia
edilizia, dagli architetti, agli ingegneri, ai geometri, ai
geologi. La norma è stata condivisa a tal punto, come le dicevo,
che è stata adottata da altre due regioni ed in queste due
regioni è effettivamente vigente ed operativa, in una di queste
già da agosto.
Quindi, la mia domanda è, signor Presidente, le chiedo il
motivo per il quale è stata stralciata, ma in ogni caso abbiamo
ripresentato questa norma tra gli emendamenti aggiuntivi e ci
auguriamo che venga trattata, perché è chiaro che diversamente
dovrò pensare che l'analisi che lei e il suo Ufficio ha condotto
sugli emendamenti stralciati non è soltanto giuridica, ma è
anche politica, è questo chiaramente non depone a favore del
lavoro che hanno portato avanti i componenti della Commissione,
sia della IV Commissione, che di tutta l'Aula.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sarà
l'occasione nel corso della discussione più specifica sui
singoli articoli e degli emendamenti di entrare nel merito di
questa legge di stabilità, però vorrei consegnarle due
osservazioni, una di merito ed una di metodo.
Il metodo non è legato all'assenza del Presidente della
Regione, che - come è stato ricordato - è egregiamente
sostituito dall'Assessore per l'economia e dagli altri colleghi
della Giunta. E' normale che il Presidente possa essere
trattenuto da altre ragioni, da altre urgenze, da altri impegni,
è meno normale però che questo Parlamento che è chiamato a
riunirsi, da una legge di stabilità all'altra, debba sempre
apprendere attraverso le rassegne stampa qual è l'opinione che
il Presidente della Giunta ha di questa Assemblea e quali sono
le forti contraddizioni che ribalta su questa Assemblea.
A noi sarebbe piaciuto avere ascoltato oggi da lui le cose che
abbiamo letto sui giornali, perché ci avrebbero permesso di
entrare oggi, in presa diretta, in confronto con il Presidente
su una serie di ricostruzioni abbastanza comode e fantasiose
della storia politica di questa Regione negli ultimi vent'anni.
Quando oggi il Presidente della Regione ci fa sapere che
considera questo debito la peggiore eredità del Governo
Crocetta, sa di dire una cosa falsa - è stato ricordato dal
collega Cracolici - e lo dico io che sono l'ultimo tra coloro
che vorrebbero essere chiamati a difendere l'operato del Governo
Crocetta, ma, come ha detto il Procuratore generale della Corte
dei conti, in quell'operazione il Governo Crocetta ha fatto
un'operazione meritoria, perché ha finalmente portato a
riemersione residui attivi che nel corso di vent'anni si erano
accumulati sui bilanci della Regione rendendoli sostanzialmente
fittizi, falsi, totalmente gonfiati.
Ed allora, un fatto di onestà politica avrebbe preteso che il
Presidente lamentasse le condizioni in cui la sua Giunta è
costretta ad operare, ma ricordarsi che la responsabilità di
questa accumulazione di residui attivi e di questi bilanci iper
gonfiati non può essere attribuita all'ultimo Governo, ma
anch'essa va spalmata su vent'anni di Governi precedenti e sono
in buona parte Governi di centrodestra che hanno visto come
testimoni, in alcuni casi anche come protagonisti, alcuni
onorevoli colleghi che sono testimoni e protagonisti di questa
Legislatura dai banchi del Governo o dai banchi dell'Assemblea
regionale.
E questo è un primo punto sul quale noi abbiamo necessità di
una chiarezza nei confronti del Presidente della Regione: o
l'Assemblea regionale resta una cassetta delle lettere alla
quale inviare ogni tanto messaggi di scarso gradimento, di
preoccupazione complessiva sulle sorti della politica siciliana
senza raccontare cosa realmente sia accaduto dal Governo
Cuffaro, al Governo Lombardo, al Governo Crocetta oppure c'è la
possibilità di ragionare sulle presunzioni che il Presidente
Musumeci offre a discussione e sulla risposta che questa
Assemblea vorrà dare.
Il secondo punto. E' vero, come ricorda il collega Cracolici,
che la sentenza della Corte dei conti risale a mesi fa, a
dicembre abbiamo avuto soltanto le motivazioni di questa
sentenza per cui scoprire improvvisamente che la Regione si
trova a dovere colmare un debito accumulato nel corso degli anni
è una scoperta che poteva essere affrontata anche con una
strategia diversa da quella dell'emergenza che viene proposta in
queste ore, in tempi molto meno drammatici di quelli che oggi
stiamo conoscendo. Ed è anche vero, è giusto, è bene che se Roma
se ne vorrà fare carico questo debito possa essere spalmato
tutto nell'arco dei trent'anni.
Però, a questo punto, entra una domanda di merito sulla quale
noi vorremmo un confronto con il Presidente, con la Giunta e con
il dettaglio di questa legge di stabilità: queste cifre che si
recuperano a che cosa dovrebbero essere destinate? A tenere
insieme, a recuperare, a saldare le lacerazioni della
maggioranza? A fare in modo che si possa andare avanti con una
maggioranza che ha la necessità di trovare in questa legge di
stabilità anche una propria voce occasione di spesa? Oppure a
dare finalmente voce alle emergenze sociali che questa legge di
stabilità non è in condizioni di affrontare? E' una domanda che
noi articoleremo, Presidente, passaggio per passaggio nella
discussione del voto dei singoli emendamenti.
Ci sarebbe sembrata cosa buona, giusta ed eticamente
significativa che questo primo momento di ragionamento
complessivo sulle intenzioni di questa finanziaria, che già nel
primo articolo andremo a vedere, ha assunto una proiezione, una
prospettiva che nulla dice di strategico, nella ragione di
questa Assemblea; ci sarebbe piaciuto che questo primo scorcio
di discussione potesse avere come interlocutore il Presidente
della Regione siciliana e non la Rassegna stampa che
quotidianamente ci racconta qual è il suo pensiero.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come al solito
vediamo, io ho sentito prima intervenire l'onorevole Cracolici
che cercava di divincolarsi da uno dei problemi, cioè parte
delle colpe de partito che rappresenta ma una cosa sicuramente
ha detto in maniera corretta: stiamo scontando i disastri fatti
negli ultimi 20- 30 anni dove tutti in maniera alternata si sono
succeduti, anche in maniera continuativa, ad amministrare questa
Regione che è stata preda, depredata anzi più che altro, negli
anni, che è stata oggetto di violenza, che è stata oggetto di un
clientelismo sfrenato che in questo momento noi paghiamo e
pagheranno soprattutto - già la mia generazione sta pagando - la
generazione dopo la mia probabilmente ne pagherà anch'essa le
conseguenze perché un concorso pubblico all'interno
dell'Amministrazione regionale ormai è diventato qualcosa di
impossibile proprio perché in generale ci si è divertiti con il
clientelismo.
Ho sentito dire, si è parlato del Rendiconto 2018 che è ovvio
che ripercorrerà se non in maniera ben peggiore quello che già
era stato scritto nel Rendiconto 2017, perché già nel Rendiconto
2017 c'erano degli accorgimento e c'erano delle criticità
sollevate e noi le abbiamo ripercorse tal quale aggravando anche
la situazione.
Tutti parlano di questa famigerata sentenza della Corte dei
conti, ma a parte che lo sapevano tutti che la strada che si
stava intraprendendo era quella e che non c'era tanta via di
scampo, l'unica soluzione era cercare di trovare un accordo con
Roma, ma invece di trovare una soluzione subito, immediata si è
tergiversato.
Se invece avessimo affrontato subito la questione,
possibilmente nel bilancio nazionale e quindi già a dicembre,
avremmo avuto forse qualcosa in più secondo me, caro Presidente.
E, nonostante tutto, quello che nessuno ricorda dei miei
colleghi, lei ogni tanto ne va dato atto che lo ricorda, che
comunque sia lo Stato, con l'accordo prima del 18 dicembre 2018
e successivamente poi, inserì nella legge di stabilità, ha
inserito comunque sia una boccata di ossigeno per quanto
riguarda la Sicilia. E comunque sia ha riaperto un accordo
chiuso con Crocetta, in un certo senso, che ormai poteva mettere
una pietra lapidaria sopra questa Terra.
Però, nonostante tutto, noi ora ci accingiamo a votare questo
bilancio. Non oso immaginare come poteva essere questa legge
finanziaria qualora non ci fosse stata l'opportunità da parte
dello Stato di spalmare un miliardo e 600 mila nei 30 anni e,
soprattutto, senza quegli accordi che abbiamo visto che
all'incirca garantiscono altri 600 milioni in più alla Regione.
Quindi, noi stiamo solamente certificando che questa è una
Regione fallita, fallita da tempo, perché il Decreto legislativo
è del 2011 che noi abbiamo recepito solamente nel 2015 e che le
analisi le abbiamo iniziato ovviamente in maniera tardiva e
comunque sia sono incomplete. Perché qualora lo Stato
intervenisse per darci anche tutti i soldi del disavanzo, un
miracolo che ci aiuti nel superare questo momento, noi abbiamo
solo 11 enti che hanno fatto il bilancio armonizzato e gli altri
che non sappiamo, ad esempio, in che condizioni sono e che,
quindi, potrebbero arrecare ulteriori problemi ai bilanci
regionali.
Vediamo che ciclicamente continuiamo sempre a votare, li
votate, i debiti fuori bilancio perché c'è, comunque sia, una
cattiva amministrazione. Ma tutto questo è condito da una
attività e da una produttiva dell'Assemblea regionale siciliana
scadente perché, comunque sia, ad oggi dopo praticamente 13 mesi
non siamo riusciti a fare una riforma perché questo Governo non
ha portato una riforma, signor Assessore, all'interno di questo
Parlamento. E questo fa capire che, comunque sia, non si
vogliono superare le criticità esistenti che ci sono in questa
Regione; forse perché qualcuno ci sguazza.
Ma anche l'attività amministrativa non ha brillato più di
tanto, anche perché dobbiamo considerare che quando noi
nominiamo dirigenti e funzionari di cuffariana e lombardiana
memoria vogliamo dare continuità a quello che c'è stato nel
passato. Quindi, non risolveremo mai nulla.
Voglio andare più nel dettaglio per quanto riguarda il disegno
di legge n. 476, quindi alla legge finanziaria. Ovviamente,
abbiamo visto che si incide sempre sulle stesse cose perché il
Fondo pensioni, i pensionati prima o poi si accorgeranno e si
stancheranno perché negli anni passati si faceva di attingere
sempre da loro anche per operazioni immobiliari, il trasporto
pubblico locale, i talassemici, la cultura, eccetera.
Ma poi ci sono alcuni articoli molto interessanti.
Dell'articolo 7, che riguarda la trasparenza del bilancio, che
parla del recepimento degli articoli previsti in stabilità per
quanto riguarda la Regione siciliana ne abbiamo già parlato.
C'è l'articolo 9 molto interessante che parla di convenzioni
fiscali con le agenzie fiscali delle entrate, delle dogane e del
demanio, dove praticamente c'è al comma 5, lettera b), dove si
parla che dopo le parole società, eccetera, vengono aggiunte
le seguenti parole: se entro tale data la convenzione non
dovesse essere stipulata, il Governo della Regione è autorizzato
ad avviare le procedure per la costituzione di un nuovo soggetto
giuridico nelle forme più appropriate . Come se già noi
partecipate, da questo punto di vista, non ne abbiamo. Ma questo
è sempre per cercare di risolvere i problemi, chiamiamoli nuovi,
in modi vecchi.
Poi, ci sono le solite prese in giro e mi riferisco, ad
esempio, alla stabilizzazione del personale delle Camere di
commercio. Per fortuna, è stato inserito il comma 2 che almeno
fa emergere questa presa in giro dove, ovviamente, avendo
difficoltà economiche le Camere di commercio non potranno mai
stabilizzare nessuno perché ci vogliono criteri di solidità
economica che, ovviamente, non hanno.
Abbiamo l'articolo 23, Assessore - qui c'è anche l'assessore
Falcone che sa benissimo - dove si parla intanto di trattamento
economico dei dipendenti dell'Istituto autonomo case popolari.
Intanto, stiamo parlando di dirigenti, esattamente; c'è
l'articolo 23 - io mi riferisco a lei, anche se non è
governativo, perché è l'Assessore competente in merito - dove
c'è già, perché fu chiesto dal suo Assessorato, un parere
dell'Avvocatura che ha detto un no che mi sembra abbastanza
tranciante però, nonostante tutto noi lo troviamo qui perché dei
pareri dell'Avvocatura dello Stato a noi non interessa niente.
Poi, ci sono le disposizioni del precariato, vediamo sempre
questa Resais che, forse, avrà potremmo scrivere che, per
diritto di nascita, ogni siciliano entra alla Resais perché,
poi, vanno a finire tutti là. Così facciamo prima e togliamo
ogni problema.
Poi, ci sono gli incarichi dirigenziali di livello non
generale, Assessore. Io la invito, all'articolo 41, a
rimodificare l'articolo perché nel resto d'Italia questo prevede
un massimale di cinque anni e noi, invece, lo abbiamo di sette,
sempre per essere particolari nelle nostre concezioni.
E poi, ci sono vari tagli a vari generi fino ad arrivare a
quello che è l'emblema di una Regione che sta annegando, che sta
affondando che è l'orchestra del Presidente Miccichè - potremmo
così chiamarla - perché, a quanto pare, è qualcosa che lui ha
voluto moltissimo.
Ecco, intanto sembra veramente la scena del Titanic che,
quando tutto sta affondando, quello a cui pensiamo è solamente
questa orchestra che sarà l'unica che avrà un po' di gioia, un
po' di respiro in un bilancio lacrime e sangue .
Quindi, noi vi chiediamo acceleriamo nell'approvazione di una
finanziaria possibilmente togliendo quelli che sono articoli che
non hanno senso o che hanno avuto pareri contrari, eccetera.
Diamo un minimo di ossigeno e poi ci possiamo sedere anche a
Roma per cercare di salvare questa Regione dai disastri che
avete combinato voi nei decenni.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
intanto non condivido che siano stati contingentai i tempi.
Peraltro, non se ne era discusso in Conferenza dei capigruppo
per la discussione generale, considerato che parliamo del
disegno di legge più importante, insieme al bilancio, che
impegna l'Aula annualmente, appunto la legge di stabilità.
Non voglio avere neanche un approccio burocratico; le chiedo,
però, di tenere conto dell'esigenza di garantire al dibattito
d'Aula il tempo necessario, anche perché non vorrei che, dopo
aver limitato lei gli interventi della discussione generale,
fosse costretto a sospendere l'Aula perché la maggioranza non ha
i numeri sufficienti per portare avanti il bilancio già
approvato, tranne il voto finale, ed ovviamente la legge di
stabilità.
Atteso che - dichiaro subito - il Partito Democratico farà
un'opposizione dura ad un disegno di legge che, in una parola,
definiamo di tagli . Tagli a categorie produttive, al mondo del
lavoro, al mondo dell'agricoltura in particolare, tagli perfino
ai centri antiviolenza, a categorie svantaggiate che si vedono
sottrarre il reddito minimo di inserimento, a categorie come i
PIP, i consorzi di bonifica, perfino di garanzia occupazionale,
l'ESA, anche per la meccanizzazione, quindi parliamo di servizi
minimi, garanzie occupazionali per la meccanizzazione, i
disabili, il reddito di inclusione.
L'elenco è lungo, ma per sintesi vado per titoli. Istituti
importanti che svolgono una funzione di sviluppo, di settori
strategici per la Sicilia come l'istituto Vite e Vino,
l'incremento ippico di Catania, lo zootecnico, le riserve
naturali, quindi un colpo anche all'ambiente, gli enti parco,
gli ERSU.
Si tagliano perfino le indennità per la cura dei talassemici.
Un attacco alla cultura senza precedenti a tutti i teatri,
pubblici e privati, alle categorie più svantaggiate dei
disabili, i ciechi, i sordi, l'Istituto Salamone Florio, le
scuole per l'assistenza sociale, i consorzi universitari,
l'obbligo scolastico, quindi anche un attacco al mondo
dell'istruzione, le scuole paritarie e, perfino, la manutenzione
straordinaria delle scuole viene tagliata per circa 262 mila
euro pur sapendo che alcune scuole non sono agibili per
condizioni di mancanza di sicurezza.
L'Orchestra sinfonica siciliana, il teatro Massimo, il Biondo,
lo Stabile di Catania, il Massimo Bellini di Catania, il
Vittorio Emanuele, l'Inda, Taormina Arte, Orestiadi e teatri
privati, tutto falcidiato, teatri che non potranno svolgere
l'attività già programmata per il 2019, con danni molto pesanti
anche per il turismo culturale della nostra Isola.
Così come tagli alla scuola del cinema, alle iniziative
promosse per cultura, per attività sociali, dicevo, dei ciechi,
l'Helen Keller, il Braille, anche le categorie che riguardano il
mondo universitario, perfino il Fondo di solidarietà, per le
richieste estorsive, subisce un taglio di oltre 600 mila euro ed
i comuni subiscono un taglio di 1 milione e 600 mila euro circa
per il ricovero dei minori, cioè spese non comprimibili che,
sicuramente, non sono un capriccio per alcuno, ma necessarie per
assicurare un minimo di assistenza ai minori più svantaggiati.
Il massacro del settore dello sport che colpisce i giovani in
Sicilia e migliaia e migliaia di associazioni dilettantistiche
sportive che fanno, con grande passione, il loro lavoro.
Assurdo, infine, il taglio al Fondo pensioni per la buonuscita
dei dipendenti regionali per oltre 9 milioni e mezzo di euro già
per l'anno 2019, che si ripete per 16 milioni e mezzo per il
2020, oltre il taglio alle pensioni per il 2020 per circa 11
milioni di euro.
E concludo con una cosa che considero davvero scandalosa: per
la prima volta, dopo tantissimi anni, il bilancio e la
finanziaria non hanno un solo euro di investimenti per i comuni
e per le province.
In questi giorni, tutte le categorie sociali stanno
protestando per reclamare, da parte del Governo, la giusta
attenzione. Noi siamo solidali ed impegnati affinché le loro
richieste siano ascoltate dal Governo e, sicuramente, da questo
Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, Governo, colleghi, questa legge di
stabilità che ci apprestiamo a discutere rappresenta l'ennesimo
sopruso della dialettica parlamentare e l'ennesima testimonianza
del fatto che questo Governo è incapace di pianificazione, di
iniziative governative.
Cari siciliani dovete sapere che, oggi, siamo qui in data 11
febbraio 2019, ma questo iter infinito per la discussione di
questa legge di stabilità che ci apprestiamo a trattare, è
iniziato a fine dicembre, quando il 27 dicembre 2018 ci è
arrivato il testo ed i primi di gennaio, abbiamo presentato poi
i relativi emendamenti, ci siamo riuniti nelle Commissioni di
merito, era la data 3, 4 gennaio 2019, dopodiché il nulla
assoluto. La Commissione Bilancio' è stata rinviata per ben 8
volte. A fine gennaio c'è arrivato un testo stravolto rispetto a
quello che ci era stato presentato per il quale avevamo lavorato
e avevamo emendato e, oggi, ci ritroviamo in data 11 febbraio
2019, finalmente in Aula, dopo oltre, quindi da fine dicembre,
40 giorni.
Questa legge di stabilità rappresenta completamente la
mancanza di programmazione.
Non c'è nulla che possa far sperare in uno sviluppo di questa
Terra abbandonata completamente.
Non c'è nulla di tutto ciò che c'era scritto in quel famoso
libro dei sogni , cioè il DEFR.
Ricordo di avere letto in questo libro dei sogni alcune cose
che il Governo voleva fare. Per esempio: le agevolazioni al
credito alle imprese, del ruolo delle garanzie pubbliche, del
sostegno al credito per le PMI, invece, oggi, ci ritroviamo con
il caos più totale, con la nascente IRC e non è prevista alcuna
misura di sostegno per le imprese.
Nel DEFR avevo letto pure, se non ricordo male, che erano
previste delle misure a sostegno delle famiglie che vivono in
condizione di povertà, ed in Sicilia vi vorrei ricordare, perché
forse non lo ricordate, che i poveri si attestano al 29 per
cento, siamo la seconda Regione che ha più poveri dopo la
Calabria.
La Sicilia vive in una condizione terrificante. Ogni giorno
dobbiamo rispondere, o meglio, non rispondere a quelle che sono
le esigenze dei siciliani e, ogni giorno, quando i cittadini ci
scrivono e ci chiedono sui pagamenti, i lavoratori, i consorzi
di bonifica, ai forestali, ai precari, gli agricoltori, mi trovo
impotente insieme ai colleghi perché non sappiamo cosa poter
dire a questa gente. Non possiamo dare alcuna speranza.
E, allora, Presidente, penso che sia il momento di prendersi
una responsabilità importante e se non siete capaci di gestire
questa emergenza che abbiamo in Sicilia, vi consiglio magari
anche di fare un passo indietro. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Grazie, signor Presidente. Ora, terrei separati due
argomenti, da una parte il bilancio di cui si parla da settimane
in termini di lacrime e sangue, quel bilancio che sta vedendo,
oggettivamente, preso d'assalto questo Palazzo e credo anche
legittimamente per via di tante categorie che si sono viste
assolutamente tagliare i capitoli di cui dovrebbero beneficiare
a sostegno non di grandi cose o di surplus, ma a sostegno, li
definirei, come dire, dei livelli minimi di assistenza, cioè
della possibilità di percepire uno stipendio, che spesso tra
l'altro è di seicento, settecento, ottocento, novecento euro, da
una parte, quindi, il tema del bilancio e dall'altra quello
della finanziaria e partirei dalla finanziaria.
Presidente, penso che già a partire dall'articolo 1, dando un
grande plauso al Vicepresidente della Regione, assessore Armao,
sull'agevolazione per le persone fisiche che trasferiscono la
propria residenza fiscale nella Regione, stiamo percorrendo
quella strada giusta che il Presidente della Regione aveva
prospettato in campagna elettorale, cioè, stiamo creando le
condizioni per cui gente che, fino a questo momento, vede la
Sicilia come una Terra senza prospettiva possa, invece,
immaginare di trasferirsi non più solo in Portogallo ma in
Sicilia. E, questa è veramente una prospettiva di rilancio per
un Governo e soprattutto per la nostra Terra.
E continuerei con l'articolo 3 che prevede agevolazioni al
credito in favore delle imprese; anche lì un grande sostegno
agli investimenti, al mondo produttivo, per arrivare
all'articolo 4, l'esenzione in materia di tasse
automobilistiche. Non continuo su tutta la finanziaria perché mi
sembra di potere dire che, da parte del Governo, siano stati
individuati dei percorsi assolutamente legittimi che centrano
l'obiettivo rispetto alla possibilità di una prospettiva di
rilancio. Quindi, accantonerei per un attimo la questione della
finanziaria che trova assolutamente il plauso mio, di tutto il
Gruppo, poi parlerà l'onorevole Lo Curto, ma mi concentrerei,
invece, un attimino sul tema del bilancio.
Allora, sul bilancio le cose stanno un attimo in maniera
diversa e su quello vi devo dire che mi sento davvero
preoccupato. Verrà il Movimento Cinque Stelle a dire che la
responsabilità è di questo Governo, verrà questo Governo a dire,
ed a questa maggioranza io mi iscrivo, che le responsabilità
sono del Governo precedente, verrà l'onorevole Cracolici a dire
che sono del Governo ancora precedente, a me devo dire la verità
non interessa di chi sono le responsabilità, me le piglio io
Facciamo una cosa. Allora, la Regione siciliana sta fallendo
per colpa di Figuccia ed io voglio che fallisca purché vengano
garantiti gli stipendi ai Pip, ai forestali, vengano pagati i
disabili, venga garantita l'Esa, vengano garantiti i consorzi di
bonifica, la responsabilità è di Figuccia Facciamo affondare la
Regione siciliana ma non prendiamocela con i più deboli. Questo
lo voglio dire chiaramente e siccome la responsabilità è solo di
Vincenzo Figuccia, Vincenzo Figuccia questo bilancio, a meno che
non arrivi il Governo regionale con senso di responsabilità a
tracciare un percorso alternativo - mi dispiace che non ci sia
lo stimato Presidente della Regione ma vedo qui il
Vicepresidente della Regione, l'assessore Armao - purtroppo a
lei Assessore devo chiedere degli impegni. Devo chiederle delle
dichiarazioni precise, perché non me la sento di uscire da
questo Palazzo e dire a tutte le categorie che lei ha citato,
onorevole Lupo, e che purtroppo non hanno avuto risposta nella
precedente legislatura e che, anzi, si trovano in queste
condizioni proprio per colpa di quel Governo regionale. Non me
la sento di dire a quelle categorie che Figuccia ha approvato
quel bilancio che non consente loro di prendere più gli
stipendi.
E, allora, il tema è questo: a costo di un scontro
generazionale, preferisco dover essere responsabile di fronte ai
miei figli ed alle generazioni che verranno, preferisco
intestarmi nei loro confronti una prospettiva di rilancio che,
probabilmente, è ancora da scrivere e che, comunque, inizia bene
con l'articolo 1 di questa finanziaria, ma non me la sento
davvero di dire a quella gente che me ne lavo le mani.
Quella gente, oggi, chiede che questo Parlamento si impegni e,
attenzione, lo chiede a tutti, lo chiede alla maggioranza e
all'opposizione perché, vedete, in Abruzzo il Movimento Cinque
Stelle è passato dal 40 per cento al 19,4 per cento e questo è,
purtroppo, il frutto delle responsabilità che ci si deve
assumere quando si governa.
E' bello dire che tutto va male, è bello dire che i governi
precedenti hanno governato male ma, vedete, quando si governa
poi si compiono le scelte ed i risultati arrivano, che possono
premiare o penalizzare.
Ed allora, Vicepresidente della Regione, le responsabilità di
tutti i mali della Sicilia sono di Figuccia, però le chiedo di
salvare, in nome di queste responsabilità, tutte queste
categorie che sono sotto il Palazzo, che hanno iniziato a
manifestare già da questa mattina e che, con molta probabilità,
rimarranno lì ad aspettare, con la mano tesa, fino all'ultimo
voto che sarà espresso da questo Parlamento.
Io le chiedo, insieme a me, di assumersi questa
responsabilità, le chiedo di tendere una mano e dare risposta a
queste categorie e, su questi temi, Vicepresidente della Regione
siciliana, mi creda, non ci saranno né vittoriosi né perdenti.
Diamo una risposta, intanto, a queste categorie ed a questo
mondo, a quel mondo che lei, onorevole Lupo, citava prima e poi
ripartiamo con la finanziaria.
Ad oggi, a bocce ferme, purtroppo, questo bilancio non ha il
mio voto a meno che, assessore Armao, lei davvero oggi potrà
garantirci con un patto tra uomini d'onore che le risorse
arriveranno, che ci assumeremo un'ulteriore responsabilità
attraverso la spalmatura di quel, non giammai debito perché non
di debito si parla, ma assolutamente, invece, di risorse che
devono essere spalmate in 30 anni. Io prima ho chiesto
all'assessore Armao se questo determina degli interessi:
assolutamente no. Quindi, smettiamola con questa questione del
debito, si tratta di un disavanzo con somme che possono essere
redistribuite in un trentennio. Se questa risposta positivamente
dovesse arrivare e se allora da parte del Governo regionale
dovesse esserci rassicurazione in questi termini, sono certo che
potremmo riparlarne rassicurando, intanto, la platea che è
all'esterno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Presidente, colleghi, cittadini. Presidente, 90.000
sono i siciliani che negli ultimi 4 anni sono andati via dalla
Sicilia. Novantamila siciliani Nonostante, da quello che ho
capito anche dagli interventi dei colleghi, negli anni siano
state fatte finanziarie e bilanci costruiti su crediti
inesistenti. Quindi, in teoria, fino a qualche anno fa si
potevano fare delle finanziarie sostanziose con crediti
inesistenti ma, nello stesso tempo, 90.000 siciliani sono andati
via.
Allora, negli anni, e stiamo parlando non solo degli ultimi
quattro ma negli ultimi vent'anni, la politica siciliana non ha
pensato alle future generazioni, non ha pensato a programmare ma
ha pensato al proprio orticello, a coltivare il proprio
orticello, e sono proprio quelle future generazioni che, oggi,
devono pagare tutto quel debito, debito che arriva da vent'anni
di mala politica.
E, cosa diciamo a queste generazioni che vogliono rimanere qui
in Sicilia, vogliono far famiglia, vogliono investire qui nella
nostra Terra? Presentiamo una finanziaria che, al di là, dei 2
miliardi e 100 milioni di euro che devono essere spalmati nei
trent'anni, una finanziaria dove non c'è alcuna programmazione e
anzi nell'articolo 1 andiamo ad agevolare la gente che vuole
trasferirsi in Sicilia; un paradosso, cioè i siciliani che sono
qui in questa Regione e devono pagare colpe non loro, ma colpe
di una politica che, negli anni, ha fatto di tutto per non
mettere al centro il cittadino siciliano, oggi per poter
migliorare e sviluppare le politiche della nostra Terra diamo
soldi, diamo agevolazioni ai cittadini che si trasferiscono in
Sicilia, anziché dare agevolazioni a tutti quei siciliani che
sono qui nei paesi dell'entroterra, nei piccoli paesi, che in
questo momento hanno pure difficoltà nelle piccole cose.
Oppure ancora qual è la prospettiva? La prospettiva che cosa
è? Il rilancio, si parla molto di rilancio del turismo, il
Presidente Musumeci, in questi giorni, si è trovato alla fiera
Bit. Ma come lo rilanciamo il turismo? Spendendo solo ed
esclusivamente soldi, senza un coordinamento unico che possa
veramente rilanciare il turismo in Sicilia Vedo cartelloni
sparsi ovunque negli aeroporti, vediamo un po' tutti noi alla
Bit che si promuove la fiera del cavallo, nulla a volere alla
fiera del cavallo, attenzione, che può essere un qualcosa che
può servire al rilancio della Sicilia, ma sono queste le
prospettive di questo Governo?
Allora, Presidente, a questo Governo chiedo quali sono le
idee, perché all'interno della finanziaria mi aspettavo idee per
il rilancio della Sicilia. Dove siamo, Vicepresidente Armao?
Dove vogliamo andare? Questo nella finanziaria non c'è
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne
ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tempo è
davvero pochino, lo lascio per gli altri colleghi.
MILAZZO. Onorevole Cancelleri, le cedo tutto il mio tempo
CANCELLERI. No, non voglio fare polemica, per carità, collega
Milazzo, tanto parlerò brevemente per illustrare quelli che sono
alcuni punti, la finanziaria è talmente ampia nella sua
costruzione che, ad un certo punto, ne ho perso anche la
dimensione ecco, quindi, mi limito semplicemente a parlare di
quello di cui conosco.
Presidente, le voglio dire una cosa e lo voglio dire qui anche
ai colleghi perché c'è davvero tanto di cui parlare, ma
soprattutto alcune cose che sono veramente imbarazzanti. Chi mi
ha preceduto ed anche alcuni colleghi del Movimento Cinque
Stelle hanno parlato di un tema importante che è quello dei
tagli, sono stati azzerati interi capitoli, oggi stiamo gettando
nella disperazione alcune parti sociali, alcuni uomini e donne
di questa Terra e mi riferisco agli stagionali dell'Esa, mi
riferisco ad alcuni dei consorzi di bonifica che, in questo
momento, stanno vedendo azzerati i loro capitoli, significa che
non c'è una riduzione ma un azzeramento, significa che non c'è
prospettiva, significa che non c'è la possibilità di continuare
a lavorare; tagli che valgono su otto milioni, su nove milioni
di euro in questa situazione.
Ora, dico questo, ma come è possibile che non si riescano a
trovare i soldi per continuare a far espletare un servizio che è
sicuramente legittimo per tutti i siciliani perché lo devono
avere, ma a garantire dei posti di lavoro quando, poi,
all'interno di questa finanziaria, non toccandosi il Fondo per i
comuni si sta dando la proroga per il 2019 e per il 2020 a
quelli che erano i Fondi di riserva appostati in quella cosa e
mi riferisco in questo caso agli 8 milioni di euro che vengono
ridati sia per il 2019 che il 2020 al Comune di Catania.
Ma, Presidente, vi ricordo che Assessori che venivano in
Commissione Bilancio', davanti all'autorevole guida del
presidente Savona, dicevano che quello era un contributo una
tantum per permettere alla nuova amministrazione di scrollarsi
di dosso i guai della passata, ma non è che erano diventati un
premio ogni anno da dare sempre allo stesso comune, anche perché
non capisco perché agli altri comuni adesso non gli stiamo dando
nulla, ed è questa la logica.
E, allora, non va bene in questo modo ed è per questo che
chiedo a questo Governo almeno di rivedere le riserve sulle
bandiere blu, sulle bandiere verdi che sono assegnate non ad
organismi amministrativi pubblici ma da enti che non si sa quale
sia la natura e soprattutto altri tipi di riserve che valgono
sempre su quel Fondo e di liberare risorse e darle in maniera
seria, invece, su dati che oggettivamente vengono dati
dall'Assessorato o da enti pubblici di riferimento e questo già
metterebbe in sicurezza gli operai stagionali dell'Esa a cui
ridaremmo di nuovo, invece, la speranza e la prospettiva di
avere almeno un posto di lavoro al quale rivolgersi e al quale
potere assicurare il futuro delle famiglie.
Poi, le dico un'altra cosa. Io l'ho sfogliata. Io sono
appassionatissimo di questo articolo 1, Presidente, di questo
modello Portogallo. Colleghi, mi entusiasma in maniera proprio
incredibile, voglio andarmene via dall'Italia per potere
ritornare e non pagare, giustamente percorrendo quel periodo che
mi serve per potere maturare la mia possibilità di non dover
pagare quei tributi.
Poi, però poi scopro, Presidente, che all'articolo 36 vengono
aumentate le addizionali regionali dell'IRPEF, quindi, se da un
lato mi dai la possibilità di tornare in Italia per pagare meno
tasse e risiedendo in Sicilia, dall'altro lato mi stai dicendo
che, nel frattempo, se guadagni un po' più di quello che è un
ISEE normalissimo, perché non si sta parlando di tanti ISEE, poi
che succede? Me lo aumenti. E da 1,23 me lo porti fino anche a
1,78.
Ora, vorrei capire una cosa, al di là di tutto, perché do la
legittimità a questo Governo ed a questa maggioranza di prendere
la direzione che vogliono, però, a fare il ruolo di opposizione
mi trovo confuso quando mi ritrovo davanti un Governo che piglia
mille direzioni diverse perché con l'articolo 1 va a destra e
con l'articolo 36 va nella maniera direttamente opposta. Qui o
decidiamo di dare delle possibilità e, quindi, di dire alle
persone se torni di nuovo in Sicilia non ti facciamo pagare le
tasse per dieci anni, non ti facciamo fare questo, ti regaliamo
anche un set di pentole, una coperta di lana merinos e una
teglia di cannoli direttamente da tre pasticcerie di nota fama
qui a Palermo, visto che ormai si usa questo termine giuridico
per fare le leggi qui in questo Parlamento, oppure dici che se
torni e hai però un reddito ISEE familiare superiore a, mi
aumenti le tasse, o da una parte o dall'altra, non si può stare
sicuramente in tutte e due.
Per questo sono molto preoccupato, Presidente, perché vedo che
c'è una assoluta incapacità di programmare il futuro di questa
Terra e, oggi, purtroppo, mi ritrovo viste le difficoltà del
bilancio regionale, a dovere dire che questo Governo, purtroppo,
non sta neanche più navigando a vista, perché evidentemente orbo
di vista e, quindi, con occhiali abbastanza spessi, il capitano
mi sa che quegli occhiali li ha anche persi. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto.
LO CURTO. Presidente, non ho chiesto la parola.
PRESIDENTE. L'onorevole Lo Curto non ha chiesto di
intervenire. Non ci sono altri che devono intervenire? Governo?
Assessore Armao, vuole intervenire rispetto al dibattito?
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, alcune precisazioni sulle
questioni che sono state sollevate, soprattutto con riguardo a
quanto si è sviluppato nelle ultime settimane in ordine alla
possibilità di effettuare un ripianamento trentennale anche per
la residua parte del disavanzo acclarato con il giudizio di
parifica del rendiconto generale della Regione.
Questa residua parte che pesa sull'attuale bilancio e sul
prossimo per 191 milioni di euro, è un adempimento che non
darebbe e non dà refluenze negative né per il bilancio della
Regione siciliana né per il bilancio dello Stato poiché non
determina l'insorgere, a carico dello Stato, di esigenze di
copertura finanziaria.
Su questo già le interlocuzioni con il Ministero
dell'Economia, sia con la struttura burocratica che con quella
politica, sono in avanzato stato di definizione; come è noto
erano stati presentati degli emendamenti in sede di conversione
del decreto legge sulle semplificazioni, decreto legge che,
purtroppo, è arrivato blindato dal Senato alla Camera, su questo
decreto legge il Governo ha posto la fiducia e, quindi, non è
stato possibile anche, nonostante la disponibilità evidenziata
da parte degli Uffici del MEF, introdurre alcuna modifica che
avrebbe potuto già rendere disponibile il ripianamento nel
trentennio anche per questa residua parte del disavanzo.
Sul punto devo informare l'Assemblea che, invece, è stata
presentata, come è noto, la trasformazione degli emendamenti in
ordini del giorno - è fatto che alla Camera e al Senato avviene
sovente -, ed è stato presentato un ordine del giorno che ha
recepito il testo dell'emendamento, quindi, la previsione del
ripianamento trentennale anche per questa residua parte e questo
ordine del giorno è stato accolto da parte del Governo, quindi,
certamente non siamo difronte ad una norma che possiamo
direttamente applicare ma che ci sia una piena interlocuzione ed
una piena disponibilità è dato anche da questo oggettivo
elemento della vita parlamentare, proprio perché era impossibile
ogni altra ipotesi di soluzione stante la fiducia posta sul
testo proveniente dal Senato.
Come vi avevo anticipato la volta precedente, è noto che la
legge di conversione al Senato del decreto legge semplificazioni
conteneva una serie di importanti misure relative agli enti
locali che la maggioranza che sostiene il Governo a Roma avrebbe
voluto inserire nel decreto legge semplificazioni; gran parte di
queste modifiche normative, su richiesta anche della Presidenza
della Repubblica, è stata espunta dal testo di conversione
poiché si riteneva che avessero dei dubbi profili di
compatibilità con la natura giuridica dell'atto di conversione
e, in qualche modo, investissero una disciplina diversa da
quella del decreto legge che si intendeva convertire. Quindi, vi
sono già una serie di norme, di disposizioni normative che la
maggioranza è pronta a presentare e che però, purtroppo, non
sono state recepite nel testo di conversione.
Questo può consentire la valutazione e credo che sia all'esame
del Governo nazionale questo tipo di valutazione, sul tema di un
decreto legge che riguardi queste fattispecie, quindi, sotto
questo profilo per dirla all'onorevole Figuccia al quale intendo
dare una risposta formale in considerazione degli impegni che mi
sono stati richiesti, ovviamente, il Governo è impegnato
direttamente e con piena attenzione ad ottenere il risultato del
ripianamento trentennale anche di questa parte. Ottenuto il
ripianamento trentennale, se otteniamo il ripianamento
trentennale, evidentemente potremo ripristinare le dotazioni.
Tuttavia, vorrei evidenziare un dato: oggi parliamo di 191
milioni che in un bilancio così asfittico sono risorse che
incidono su aree assolutamente delicate della nostra società,
nessuno lo disconosce, ed è una sofferenza prima per chi
depaupera queste cose e anche per chi le approva, non minore.
Tuttavia non dobbiamo dimenticare che l'approvazione di un
bilancio di venti miliardi di euro che vengono mobilitati già da
febbraio, è un fatto di assoluta rilevanza.
Ho incontrato un sindaco, insieme a qualche parlamentare
presente qui che lo ricorderà, che mi ha detto ma vi rendete
conto che io quest'anno potrò organizzare le iniziative del
Comune, già a far data da marzo, mentre invece il bilancio
arrivava di solito non prima di maggio o addirittura giugno?' E
allora, in questo senso comprendo e comprendiamo tutti e ce ne
facciamo carico, la difficoltà di approvare un bilancio così
pesante. Peraltro oggi avete letto un'intervista ad
un'autorevole giudice della Corte dei Conti che evidenzia un
contesto di pesantissima situazione finanziaria che non ha
creato questo Governo, non ha creato il precedente Governo, noi
abbiamo soltanto il problema di risolverlo, qua il problema non
è chi lo crea, il problema è chi lo risolve.
Quindi è una situazione finanziaria complessiva, fatta di
indebitamento, fatta di disavanzo, fatta di derivati, fatta di
una serie di questioni che oggi conta risolvere, nella lealtà
del confronto tra le forze che sostengono il Governo e le forze
che vi si oppongono in modo più o meno di principio, ma
certamente in un rapporto leale che guarda agli interessi dei
siciliani, noi solo questi intendiamo perseguire, solo questi
stanno a cuore di chi redige i documenti finanziari. Quindi
l'impegno sarà quello e spero e devo dire ho trovato negli
interlocutori romani del Mef, ma anche di altre componenti del
Governo la massima disponibilità a risolvere problemi concreti,
tenendo presente altresì che, se riusciamo a mobilitare queste
risorse in un momento in cui si vive la recessione pesante e
grave che vive il nostro Paese, certamente si tratterebbe di
rimettere in moto segmenti della società che altrimenti
resterebbero abbandonati a se stessi, cosa che non potremo
consentire e non consentiremo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo concluso gli
interventi e la replica del Governo, volevo dare delle
delucidazioni all'onorevole Trizzino a proposito del suo
intervento, per la parte che riguarda lo stralcio dell'articolo
49.
Intanto, per ricordarle che né la Presidenza né tanto meno gli
Uffici fanno scelte di carattere politico, le scelte sono
soltanto di carattere tecnico e la norma che lei aveva messo in
finanziaria faceva riferimento espressamente alla validità del
titolo edilizio, relativo ai procedimento di CILA e SCIA, quindi
una certificazione di pagamento rilasciata dal professionista,
relativa alle prestazioni professionali eseguite. E' ovvio che
tutto questo determina il contrario di quello che deve essere
un'accelerazione e una certezza dei termini che sono stati
indicati a proposito dei procedimenti in questione e, con
riferimento particolare all'attività messa in campo dal
Parlamento regionale della Calabria e della Campania, facevano
con chiarezza riferimento ad un'autodichiarazione non del
professionista, ma della ditta in ordine al corrispettivo
spettante al tecnico, che era una condizione per il rilascio
della licenza. Quindi, facendo un'analisi attenta di queste
valutazioni, gli Uffici hanno proposto alla Presidenza, che ne
ha seguito l'indicazione, lo stralcio, e così resta stabilito.
Sospendo l'aula per dieci minuti, riprenderà alle 17:40.
(La seduta, sospesa alle ore 17.34, è ripresa alle ore 17.53)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione,
onorevole Musumeci e l'assessore Salvatore Cordaro sono assenti
per impegni istituzionali e, pertanto, sono da considerare in
congedo per oggi.
Comunico, altresì, che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Gennuso e Ragusa.
Riprende il seguito della discussione unificata dei disegni di
legge
nn. 475-475bis/A e n. 476/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo cominciare con le
votazioni.
Prima di votare, l'onorevole Trizzino ha chiesto di parlare,
per un minuto velocissimo.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa, onorevole Ciancio? Sulla stessa cosa
su cui vuole parlare l'onorevole Trizzino?
Io gliel'ho detto a Trizzino, appena parli tu, vogliono
parlare tutti.
Se, veramente, onorevoli, se fate una cosa velocissima,
altrimenti non cominciamo mai. Onorevole Trizzino, ha facoltà di
parlare per un minuto, perché poi un minuto lo devo dare alla
sua collega.
TRIZZINO. Signor Presidente, intervengo relativamente alle
deduzioni che ha fatto il suo Ufficio sullo stralcio
dell'articolo 49. Il Presidente Di Mauro ha citato una sentenza
della Corte Costituzionale. Sarò brevissimo. E la sentenza è
dell'anno scorso, la n. 246, che si riferisce ad una legge dalla
Regione Abruzzo che è stata impugnata perché introduceva, o
meglio, tentava di introdurre dei meccanismi semplificati per la
gestione dei titoli edilizi.
Ora, la norma che è stata stralciata , cioè l'emendamento che
è stato presentato, che poi lo ricordo di nuovo, è passato due
volte dalla Commissione di merito con il parere due volte
positivo dell'assessore Cordaro, ed è contenuto nel disegno di
legge, a firma del Presidente Musumeci, sulla riforma edilizia
non ha nulla a che vedere con il contenuto di quella sentenza, e
vorrei che mi ascoltasse, signor Presidente.
Le motivazioni che vengono addotte dalla Corte Costituzionale
sono allegate ad un procedimento semplificato che non c'entra
niente con i procedimenti ordinari del permesso di costruire o
di quelli abbreviati della Cila, della Scia e di tutti gli
altri, e questo si evince anche da un passaggio della sentenza
della Corte Costituzionale che, poi, sarebbe anche la massima
con la quale la Corte Costituzionale chiarisce quello che è il
principio entro il quale può gestire la norma la Regione, e
resta precluso al legislatore regionale introdurre un modello
procedimentale completamente nuovo.
Noi non introduciamo nulla di completamente nuovo, ed anche se
lo avessimo fatto, signor Presidente, in questo momento la
Regione siciliana gode di autonomia speciale in forza
dell'articolo 14 dello Statuto in materia di edilizia e, se così
non fosse, non avremmo, nella passata legislatura, adottato una
legge che recepisce in maniera dinamica ed in parte statica, il
Testo Unico Edilizia'. Così è in questo momento e così lo sarà
affinché l'articolo 14 dello Statuto siciliano sarà vigente per
cui, a nostro modo di vedere, lo stralcio di quella norma non ha
niente a che vedere con l'aspetto giuridico. Grazie.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E, poi, sull'argomento non do più
la parola.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un minuto
preciso. Io non entrerò nel merito perché lo ha già fatto il mio
collega, oltretutto, lui ha i titoli per farlo dal punto di
vista giuridico, io no, però le chiedo di trovare una soluzione
a questa situazione e chiedo se c'è la volontà di parte di
quest'Assemblea, come c'è già stata nella Commissione, com'è
stato nella Commissione Bilancio, se c'è la volontà da parte
della Presidenza e se il Governo è d'accordo nella figura
dell'assessore Cordaro, pensiamo ad una riformulazione
dell'articolo che, tra l'altro, era nato con due formulazioni,
perché ce n'era una come testo del Movimento Cinque Stelle, una
un testo del Governo, prendiamo quella che può superare questi
problemi di costituzionalità e rimettiamola in discussione
perché, signor Presidente, quello che ha detto prima il
Presidente Di Mauro, io ho qua l'allegato della Regione Calabria
e parla di dichiarazione del professionista, non parla di
dichiarazioni dell'azienda, quindi, mi dispiace, ma forse
abbiamo fonti diverse. Le chiedo se troviamo un'altra
formulazione che possa superare queste difficoltà evidenziate
dagli Uffici di rimettere in discussione questo articolo.
PRESIDENTE. La motivazione degli Uffici, onorevole Trizzino,
non è mai di tipo politico, questo perché sia chiaro e sia di
conoscenza di tutti perché vengono fatte senza che io ne sappia
nulla e poi ne discutiamo dopo, per cui, certamente, non ci sono
motivi politici dietro nessuna decisione degli Uffici.
La motivazione degli Uffici mi convince, però, non ho motivo
di non accettare l'invito di riguardare un attimo la motivazione
dello stralcio. Chiedo agli Uffici di tenere un attimo sospeso
lo stralcio di questo articolo, tanto per fortuna, non si chiude
stasera. Stasera stessa farò in modo di guardare personalmente
l'argomento, se mi convinco che gli Uffici hanno ragione lo
lascerò stralciato, se mi convinco che c'è una strada per
poterlo votare lo rimetteremo in votazione, ma quello che ha
comunicato prima il Presidente Di Mauro è assolutamente quello
che era corretto che lui dicesse e cioè gli Uffici normalmente
fanno l'analisi sulle cose che costituzionalmente non sono
valide. Già ancora ora gli Uffici mi dicono che
costituzionalmente non è valido perché la validità degli atti
amministrativi è una competenza esclusiva dello Stato, ma non
c'è motivo di dire no per cui appena finisce l'Aula, sia
l'onorevole Ciancio che l'onorevole Trizzino più il Segretario
generale siete invitati nel mio Ufficio per fare una
valutazione.
Bene, cominciamo con le votazioni. Si passa all'articolo 1. Ne
do lettura:
«Art. 1.
Agevolazioni per le persone fisiche che trasferiscono la
propria
residenza fiscale nella Regione
1. A decorrere dall'anno d'imposta 2019, oltre a quanto già
previsto dagli articoli 24 bis e 24 ter del decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le persone
fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia
ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente
della Repubblica n. 917/1986 e successive modifiche ed
integrazioni, in uno dei comuni ricadenti nel territorio della
Regione con popolazione non superiore a 20.000 abitanti ed anche
nei centri storici dei comuni con popolazione superiore a 20.000
abitanti, è attribuito un contributo, per i primi dieci periodi
di imposta, parametrato alle imposte versate a titolo di
addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone
fisiche (IRPEF), di tassa automobilistica per i veicoli di loro
proprietà immatricolati in Sicilia, di imposta di registro,
ipotecaria e catastale e di bollo per l'acquisto di beni
immobili ricadenti nel territorio regionale, nonché di Imu, Tasi
e Tari.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano
esclusivamente in favore dei soggetti che non siano stati
fiscalmente residenti in Italia ai sensi dell'articolo 2, comma
2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 917/1986 e
successive modifiche ed integrazioni, nei cinque anni precedenti
la data di presentazione delle istanze di accesso al contributo.
3. Con regolamento da emanarsi ai sensi del comma 4
dell'articolo 12 dello Statuto, saranno disciplinate le modalità
per l'attuazione delle disposizione di cui al presente articolo,
anche con riferimento al monitoraggio, al rispetto dei limiti di
spesa ivi previsti e alle modalità di presentazione delle
istanze di accesso al contributo, secondo i principi generali
dell'ordinamento amministrativo e contabile.
4. Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea
nella seduta d'Aula n. 98 del 31 gennaio-1 febbraio 2019
5. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la
spesa di 1.000 migliaia di euro per l'anno 2019 e di 2.000
migliaia di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, in misura
pari alle entrate stimate per effetto dell'applicazione delle
disposizioni di cui al presente articolo. La spesa è attivata a
seguito della verifica dell'avvenuto versamento delle imposte di
cui al comma 1».
PRESIDENTE. Non ho capito, Assessore dopo vuole parlare?
Fatemi capire: deve intervenire ora? Su che cosa?
FAVA. Sul mio emendamento.
PRESIDENTE. Ancora non ho detto che ci sono emendamenti. Un
minuto datemi il tempo non siate precipitosi. All'articolo 1 il
Governo mi ha chiesto di sospendere un attimo no.
Allora, ricominciamo. All'articolo 1ci sono una serie di
emendamenti, il primo è dell'onorevole Fava che ha il diritto di
illustrarlo.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Mah,
diciamo, su questo emendamento la ragione della contrarietà che
si esprime con un emendamento soppressivo non è un fatto né di
ripicca né di principio. Che ci siano degli sgravi fiscali
perché qualcuno voglia trasferire la propria residenza qui in
Sicilia può essere una cosa astrattamente utile: è grazioso come
una statuetta di Capodimonte questo articolo, collocata in una
casa che sta per crollare però.
E siccome, però, una finanziaria vive anche di un linguaggio
simbolico che non è affidato soltanto alla somma, alla
sottrazione delle cifre, la scelta di destinare per quest'anno
un milione ad i forestieri che volessero trasferire la residenza
in Sicilia, ci sembra piuttosto paradossale, grottesca, per
qualche passaggio persino ridicola. Perché io mi chiedo per
quale ragione un forestiero dovrebbe decidere di collocare la
propria residenza qui, se soltanto per qualche sgravio fiscale o
perché c'è una qualità complessiva della vita e una qualità
della politica rivolta alla qualità della vita che assicura
welfare, che assicura servizi, che assicura trasporti.
Cioè io colgo una involontaria ironia che, nella stessa
finanziaria in cui si concede un milione di sgravi fiscali allo
straniero che viene in Sicilia, a quello straniero gli si dice
però guarda che noi abbiamo tagliato 44 milioni per il trasporto
locale.
Uno straniero viene in Sicilia, probabilmente, perché ama
anche ciò che è stato definito l'opportunità del turismo
culturale, cioè un patrimonio di risorse, di storia, di
strumenti che ti mettono in contatto con il presente, con il
passato e fanno di questa terra una terra potenzialmente molto
ricca. Ma scopriamo, anche, che abbiamo dei tagli verticali e
orizzontali che riguardano tutti i teatri siciliani, tutte le
orchestre siciliane, Taormina Art.
Potremmo immaginare quale sia la lettura che viene data da uno
studente universitario, uno di quelli che vanno via. Il 28%
degli studenti universitari siciliani, o di coloro che
potrebbero frequentare l'università in Sicilia, decidono di
andarla a frequentare in altre facoltà, in altre università
italiane. Per una ragione precisa: perché questa è l'unica
regione in cui non c'è ancora una legge sul diritto allo studio
organica, perché strumenti e opportunità sono assai più limitate
e più rischiose rispetto a quello che viene offerto in altre
università.
Ed, allora, io mi chiedo in che modo possa essere letto da uno
dei tanti ragazzi, veniva ricordato il numero: 90.000 ogni anno
che lasciano la Sicilia, ragazzi adulti, questa legge che vuole
attrarre qualche decina di forestieri. Come viene letto nella
stessa finanziaria, il milione dato ai forestieri, attraverso
qualche sgravio fiscale, il fatto che siano state tagliate
orizzontalmente tutte le borse di studio, che siano stati tolti
9 milioni all'Ersu, che di fatto il diritto allo studio sia
stato ancora una volta svuotato. Rispetto a tutto questo
l'opposizione, signor Presidente, non è un fatto né di ripicca
né di principio, ma di decoro. Noi possiamo accettare di
collocare questa graziosa statuetta di porcellana in cima ai
ninnoli di casa nostra, quando questa casa avrà pareti,
pavimento e tetto.
Ma, in una finanziaria, come questa che, ripeto, taglia le
borse di studio e toglie 44 milioni al trasporto locale, dove
dice al forestiero ti togliamo qualche lira di tasse ma stai
tranquillo che la qualità dei servizi che troverai è questa,
però il Presidente della Regione ha aperto una vertenza frontale
con le Ferrovie Italiane, pretendendo che ci sia un'attenzione
particolare per un sistema ferroviario da terzo mondo. E' vero,
è lo stesso Presidente della Regione che apre una vertenza
teorica, intellettuale e culturale con il resto del mondo
dicendo che noi vogliamo il ponte sullo stretto, che
prevederebbe in questo caso che buona parte di eventuali
interventi alle Ferrovie Italiane sarebbero destinate, non a
raddoppiare le linee ferroviarie, ma ad investire sul ponte
sullo stretto. Ecco in una finanziaria che anche come retroterra
culturale questa sostanziale mancanza di strategia, a quei
ragazzi che se ne vanno dalla Sicilia perché non hanno né
strumenti, né opportunità io considero un atto di decenza
evitare l'insulto di un milione che viene dato ai forestieri
perché vengono a trasferirsi in Sicilia.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Permettetemi di ricordarvi che in
ogni articolo ogni deputato può intervenire una sola volta.
DI PAOLA. C'è un mio emendamento, soppressivo.
PRESIDENTE. L'importante è che se poi c'è un altro emendamento
suo lei non può intervenire più.
DI PAOLA. Lo faccio unico, va bene, Signor Presidente,
onorevoli colleghi, questo primo articolo lo possiamo rinominare
c'era una volta il centro destra , perché di questo si tratta,
c'era una volta il centro destra , centro destra che
all'interno di finanziarie inseriva misure per agevolare le
aziende, misure per agevolare le famiglie, oggi invece quello
che si definisce centro destra in Sicilia mette una norma per
agevolare fiscalmente le persone che risiedono fuori dalla
nostra Sicilia da almeno cinque anni, mette un milione di euro e
poi dice però vediamo comunque queste persone che si verranno a
trasferire qui in Sicilia, magari porteranno un rilancio
dell'economia perché portano dei soldi qui in Sicilia.
Ma nel frattempo però il Governo dimentica che prova ad
attrarre gente da fuori dalla Sicilia, ma nello stesso tempo noi
perdiamo, e lo abbiamo già ridetto in altri interventi, perdiamo
migliaia e migliaia di cittadini siciliani, quindi da un lato
proviamo ad attrarre cento, duecento cittadini stranieri, o
comunque gente che da cinque anni non risiede nel nostro
territorio, e diamo delle agevolazioni fiscali, e nel frattempo
perdiamo migliaia di siciliani.
Questa è una delle norme all'interno della finanziaria, la
prima norma che in qualche modo questo centro destra, o almeno
quello che si definisce centro destra, vuole proporre ai
siciliani per il rilancio della Sicilia, Presidente c'è un
nostro emendamento del Movimento Cinque Stelle soppressivo a
questo articolo, ed eventualmente se non dovesse passare il
soppressivo, cosa che io mi auguro, c'è un ulteriore emendamento
che prova ad agevolare le famiglie che rimangono qui in Sicilia.
Perché, se c'è un milione di euro, visto che i soldi sono
pochissimi si dice che ci sono pochi soldi, questo milione di
euro diamolo alle famiglie che rimangono in Sicilia, che so con
almeno due figli, o vediamo di inventarci qualche altra cosa,
perché nel frattempo molte delle città, soprattutto le piccole
città, si stanno via via spopolando, quindi io mi appello alla
sensibilità dei colleghi in Aula, e non tanto al centro destra
perché comunque oramai di questo centro destra poco sia rimasto,
mi appello invece alla sensibilità dei colleghi.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i colleghi che mi
hanno già preceduto hanno illustrato alcune delle ragioni che mi
avevano portato a chiedere di intervenire, vorrei solo
aggiungere una considerazione, che il Governo non ha fatto i
conti con l'incremento dei costi della sanità per la Sicilia,
nel caso in cui fosse attuato l'articolo 1. Perché è chiaro che
ci si rivolge fondamentalmente ad una popolazione di pensionati,
che possono essere nelle condizioni di trasferirsi in Sicilia,
considerate le nostre splendide condizioni climatiche,
l'ambiente, la cultura, e tutte le meraviglie della nostra
Terra, per trascorrere ovviamente mesi, anni, a seguito del
pensionamento diciamo, conosciamo tutti quale è la condizione
sociale della nostra Terra, è impossibile immaginare che si
possa trattare fondamentalmente di persone che si trasferiscono
in Sicilia per venire a lavorare in Sicilia.
Quindi, intanto propone un modello di sviluppo che
oggettivamente è falsato, ma trattandosi di persone anziane
sappiamo bene che ovviamente sono coloro i quali fruiscono
maggiormente della sanità, fondamentalmente della sanità
pubblica, quindi io penso che il costo che la Sicilia dovrebbe
sopportare per le nostre strutture sanitarie supererebbe di gran
lunga il milione di euro e i vantaggi che la Regione siciliana
ne avrebbe, quindi alla fine la valutazione del costo è
assolutamente negativa.
Ecco perché noi siamo contrari all'approvazione dell'articolo
1 e le chiediamo di mettere in votazione l'articolo 1 con voto
segreto. Grazie.
PRESIDENTE. Intanto dobbiamo mettere in votazione
l'emendamento soppressivo 1.2.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Scusi, Presidente, io sul
punto, siccome il Governo ha presentato un emendamento al comma
1 e gli Uffici mi chiedono una pausa per effettuare una
riformulazione della disposizione che si propone di integrare il
comma 1, chiederei l'accantonamento dell'articolo e passiamo
avanti perché è essenziale ai fini della strutturazione della
norma in questione.
Ma io avevo chiesto la parola e l'avevo detto
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non gridate su ogni cosa
L'articolo 1 è accantonato, ne parleremo successivamente.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Accertamento somme in entrata liquidazione coatta
amministrativa Sicilcassa
1. La norma in esame interviene a seguito della comunicazione
dell'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo inerente
all'ammissione al passivo della liquidazione coatta
amministrativa della Sicilcassa in favore dell'Assessorato
Regionale dell'Economia, per l'importo, in chirografo, di euro
154.937.069,73 giusta sentenza del Tribunale di Palermo n. 4093
del 13/12/2005, confermata con sentenza della Corte d'Appello di
Palermo 11.583/2011 del 5/5/2011 a sua volta oggetto di ricorso
di controparte in Corte di Cassazione rigettato con ordinanza n.
25643/17 del 22/6/2017.
A fronte della previsione tra le entrate del bilancio della
Regione per l'anno 2019 della somma sopra indicata, è stato
incrementato il Fondo svalutazione crediti (cap. 215742)
dell'importo di euro 61.974.827,89 pari al quaranta per cento
del credito riconosciuto, in relazione alla stima del rischio di
mancata riscossione dell'intero importo del credito vantato.
La disposizione di cui all'articolo 2 individua, nello
specifico, il soggetto che dovrà curare le azioni di riscossione
e versamento nei confronti dei soggetti subentrati a Sicilcassa
spa (UNICREDIT spa)».
Onorevoli colleghi, comunico che l'emendamento 2.1 è
inammissibile, quindi siccome l'articolo 2 è un articolo che
recupera risorse lo votiamo l'articolo, e se dovesse essere
negativo ovviamente ci fermiamo perché verrebbe meno tutto
l'impianto.
Richiesta di verifica del numero legale
LUPO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può
pigiare qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 36
(L'Assemblea è in numero legale)
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, solo per dichiarazioni di voto
ovviamente perché siamo in fase di votazione dell'articolo 2.
DI PAOLA. Grazie, Presidente, solo per avere maggiori
informazioni visto quello che si è detto anche negli altri
interventi che molto spesso sono fatte finanziarie a debito e
con crediti dubbi, io volevo sapere sull'articolo 2, da parte
del Governo, a cosa serve questa misura. Perché a me sembra che
a spese certe, ci sono delle spese certe, ma non corrispondono
ad entrate non certe, cioè se il Governo mi può spiegare meglio
questo articolo 2 in che cosa consiste. Grazie.
ARMAO, assessore per l'economia. Allora, in Commissione
Bilancio si è trattata compiutamente la vicenda. La questione
concerne una pronuncia, anzi sono due, della Cassazione che ha
riconosciuto la legittimità della pretesa creditoria della
Regione nei confronti della Sicilcassa, questo fa sì che si crea
una entrata per la Regione e quindi la norma determina la
possibilità di inserire in Entrata la previsione derivante dalla
statuizione del giudice di nomofilachia.
Sostanzialmente, per porre riparo alle giuste preoccupazioni
che sono state prospettate, il decreto legislativo n. 118
prevede per l'appunto che non l'intera somma possa essere
utilizzata in entrata, ma ne debba essere accantonata pur di
fronte ad una statuizione definitiva poiché, come è noto la
statuizione della Cassazione è definitiva ad ogni effetto di
legge, una parte di questa il 40% sarà accantonata in entrata
quindi non si determina alcuna spesa ingiustificata e la fonte
finanziaria in entrata è utilizzata alla stregua delle
previsioni del 118, così come attestato dalla Ragioneria
generale quindi nessuna forzatura sul punto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3
Agevolazioni al credito in favore delle imprese
1. La norma proposta è in linea con l'esigenza di promuovere,
con il ricorso alle risorse originarie di cui alla legge 1
febbraio 1965 n.60 e per il tramite di IRFIS FinSicilia Spa,
soggetto autorizzato all'esercizio del credito nelle varie
forme, lo sviluppo ed il sostegno delle imprese operanti in
Sicilia, a beneficio degli operatori economici in tutti i
settori di attività.
2. Per il raggiungimento di tali finalità potrà essere
adottato ogni strumento di agevolazione al credito, sia
attraverso la concessione di finanziamenti, sia mediante forme
di garanzia da attivare anche in collaborazione con i confidi e
con altre istituzioni pubbliche. In tale ambito, con la
previsione di cui al proposto comma 2, viene rivolta particolare
attenzione alle imprese giovanili, femminili, alle start up, e
alle imprese per le quali sia stato accertato lo stato di
vittime di usura e/o estorsione e al microcredito.
3. La seconda parte del testo proposto, che prevede
l'abrogazione della lettera b del comma 5 dell'articolo 4 della
legge regionale 8 maggio 2018 n. 8, si rende necessaria,
coerentemente con le finalità e le previsioni contenute nella
prima parte del disegno stesso, con particolare riferimento
all'ampliamento dell'ambito di applicazione degli interventi
finanziari a favore delle imprese operanti in Sicilia in tutti i
settori di attività economica».
Si passa all'emendamento 3.4 a firma degli onorevoli
Cancelleri e Cappello. Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.5 a firma degli onorevoli Cappello,
Pasqua, Pagana e tutto il gruppo del Movimento 5 stelle. Il
parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.6. E' precluso con l'approvazione
A proposito dell'emendamento 3.1 sarebbe necessaria una
riformulazione per chiarire le finalità dell'emendamento.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non
è che ci sia molto da spiegare semplicemente volevamo estendere
i benefici previsti dalla norma a quelle imprese che pongono in
essere delle buone prassi a favore delle donne lavoratrici in
considerazione delle difficoltà occupazionali in cui versano le
donne soprattutto per la in che senso va riformulata?
PRESIDENTE. Il problema che si pongono gli Uffici quali sono i
termini di questa buona prassi come viene valutata la buona
prassi?
CATALFAMO. Possiamo cercare di riformularla se mi dà il tempo
di
PRESIDENTE. Infatti questo verrebbe richiesto, di
riformularlo..
CATALFAMO. Mi dia il tempo di riformularlo e ci mettiamo di
buona lena
PRESIDENTE. Posso anche tenere sospesa la votazione
dell'articolo finché non lo riformulate.
CATALFAMO. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.2 a firma
dell'onorevole Fava. Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
La votazione finale dell'articolo la teniamo un attimo sospesa
in attesa della riformulazione dell'emendamento dell'onorevole
Catalfamo.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4
Esenzioni in materia di tassa automobilistica regionale.
Con l'articolo si introduce un'esenzione triennale a decorrere
dal 1 gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2021 per i veicoli con
alimentazione ibrida elettrica-termica, con alimentazione ibrida
elettrica/termica di tipo plug in o con alimentazione esclusiva
a idrogeno».
Si passa all'emendamento 4.2. Comunico che è stato presentato
un sub-emendamento, il 4.2.1 a firma degli onorevoli Savarino e
Aricò.
Assessore Armao, questo tipo di emendamento, crea degli
effetti finanziari, per cui vorremmo il parere del Governo, crea
nuove entrate, minori entrate. Per cui ci deve essere una
copertura.
ARMAO, assessore per l'economia. Io difatti non mi sono
espresso ancora.
PRESIDENTE. Perché è inutile che perdiamo ancora tempo, se lo
dobbiamo dichiarare inammissibile lo dichiariamo inammissibile.
Onorevoli colleghi, vi chiedo di ritirare l'emendamento perché
il Governo non lo può accettare.
SAVARINO. Dichiaro di ritirare il subemendamento 4.2.1.
PRESIDENTE. Ed anche quello dopo, che è altrettanto
problematico.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Disposizioni in materia di tributo speciale per il deposito in
discarica
dei rifiuti solidi urbani
1. L'articolo 57 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, e
l'articolo 48, comma 2, della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11, sono abrogati.
2. I liberi Consorzi comunali e le Aree metropolitane (enti di
area vasta) provvedono alla rettifica delle dichiarazioni nel
caso di infedeltà od inesattezza ovvero provvedono
all'accertamento d'ufficio nel caso di omessa presentazione. A
tal fine emettono avviso di accertamento motivato con la
liquidazione dell'imposta o maggiore imposta dovuta e delle
relative sanzioni ed interessi; l'avviso deve essere notificato
al soggetto passivo, a pena di decadenza, entro i1 31 dicembre
del terzo anno successivo a quello in cui è stata presentata la
dichiarazione ovvero, nel caso di omessa presentazione, entro il
31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la
dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
3. Sono fatti salvi gli effetti degli avvisi di accertamento
notificati alla data di entrata in vigore della presente legge».
Non sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Fondo rotativo per la progettualità legge 28 dicembre 1995, n.
549
1. Le stazioni appaltanti regionali, per i progetti di
interesse regionale inseriti nei programmi di spesa comunitari,
sono autorizzate ad accedere al fondo rotativo per la
progettualità istituito con la legge 28 dicembre 1995, n. 549,
presso la Cassa depositi e prestiti».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 6.1, a firma
degli onorevoli Di Paola ed altri.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi è
chiaro il termine stazioni appaltanti regionali'. Vorrei capire
se si intendono tutte le stazioni appaltanti del territorio
regionale oppure solo gli enti regionali.
Il mio dubbio è questo, infatti c'era pure un emendamento
modificativo al riguardo, perché le parole stazioni appaltanti
regionali' non si capisce quali siano, se sono gli enti
regionali oppure riguarda tutto il territorio siciliano, perché
se riguarda tutto il territorio siciliano ovvio che è una buona
norma, ma se riguarda soltanto gli enti della Regione siciliana
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Onorevole Di Paola, in merito alla sua richiesta, già in
Commissione abbiamo anche esplicitato il concetto di stazione
appaltante, l'abbiamo già riscritta la norma individuando e
precisando che le stazioni appaltanti sono quelle stazioni
appaltanti dell'amministrazione regionale, cioè della Regione
siciliana, non degli enti, stazioni appaltanti per esempio
possono essere i DRT, i dipartimenti regionali tecnici, stazione
appaltante può essere ad esempio il dipartimento infrastrutture
per quanto riguarda la portualità e così via.
In un primo momento avevamo messo l'Ufficio speciale di
progettazione, tutti quei rami dell'amministrazione che non sono
stazioni appaltanti, non possono attingere al fondo di
progettazione. Tra l 'altro questo fondo di progettazione poi,
presso la Cassa depositi e prestiti, invece può essere
utilizzato, a prescindere dalla norma, da parte degli enti
locali, tant'è che ci sono diversi enti locali che lo
utilizzano.
La norma invece noi la facciamo soltanto limitatamente alla
Regione siciliana, alle stazioni appaltanti, ai rami
dell'amministrazione della Regione siciliana che sono stazioni
appaltanti, non quelle degli altri, per cui sono esclusi gli
stessi enti partecipati che non sono stazioni appaltanti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire
che la restrizione che è stata data con l'interpretazione
dell'Assessore, non la capisco sinceramente. Cioè noi abbiamo,
più o meno la possibilità anche se non è di consentire
l'accesso a un fondo di rotazione.
Sappiamo che uno dei problemi che abbiamo come sistema Sicilia
è la difficoltà di tutte le stazioni appaltanti, sia degli enti
locali - e non solo - di, come dire, anticipare le spese per la
progettazione per concorrere ai bandi etc. etc. io credo che
semmai dobbiamo favorire l'accesso a fondi di rotazione da parte
di tutti gli enti, non solo quelli dell'Amministrazione
regionale, tra l'altro lo dico perché l'Amministrazione
regionale si è dotata, sul finire della scorsa legislatura di un
proprio Fondo di rotazione che consentirebbe di accedere al
Fondo di rotazione anche agli enti locali che vogliono
partecipare alla progettazione comunitaria.
Allora, come dire, userei l'interpretazione esattamente al
contrario dell'Assessore, ma lo dico con lo spirito di soluzione
governativa dei problemi: più estendiamo la possibilità di
accesso degli enti siciliani al Fondo Cassa depositi e prestiti
- io non ho idea come funzioni sul piano tecnico - ma
richiederlo e restringerlo esclusivamente agli enti
dell'Amministrazione regionale e non anche agli enti, ad
esempio, partecipati della Regione, un esempio: se domani
l'Aeroporto di Trapani-Birgi vuole partecipare a una
progettazione e siccome è partecipato dalla Regione, che fa? Non
può partecipare al Fondo di rotazione della Cassa depositi e
prestiti? E' un esempio, potrei usare altri esempi, quindi io
non darei una lettura restrittiva a questa norma, anzi se fossi
al posto dell'Assessore lo interpreterei estendendo il concetto
di accesso aperto a tutti i soggetti sia dell'Amministrazione
regionale sia vigilati e partecipati dall'Amministrazione
regionale che controllati dall'Amministrazione regionale, in cui
di entrano tutti perché vigilati, ci sono i comuni, c'è tutto
Controllati sono anche o partecipati sono anche le società o gli
enti di diritto pubblico che operano in Sicilia, quindi mi pare
una norma che, come dire, dovremmo favorirla.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non chiedo di
intervenire su questo articolo, ma sull'articolo 4, che abbiamo
appena approvato, per chiedere agli Uffici in sede di 117 di
provvedere ad una correzione, ovvero di inserire una virgola
tra: Plug-IN, Full Hibrid perché sono due tipologie di
veicoli termici diversi, altrimenti così non si capisce di che
cosa stiamo parlando.
PRESIDENTE. Gli Uffici provvederanno a questa correzione.
Possiamo mettere a meno che il Governo non voglia intervenire
su quello . Ritirato il soppressivo? Perfetto
Si passa all'emendamento 6.2 a firma Di Paola e Cappello. Il
parere della Commissione?
SAVONA. presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità..
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevole Cracolici, l'interpretazione con questo
emendamento è la più estensiva possibile, per un motivo: in
genere il fondo di rotazione previsto dalla Cassa depositi e
prestiti ha una sua precisa disciplina che riguarda i comuni,
noi lo stavamo utilizzando anche per la Regione siciliana, però
con questo emendamento anche venendo incontro alla sua proposta
consentiamo che tutte le stazioni appaltanti della Regione
siciliana, le stazioni appaltanti del territorio regionale
possono accedere al Fondo. E' chiaro che .
CRACOLICI. C'è un emendamento, il suo è un'altra cosa.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Sì, è
stato fatto. Le parole regionali sono sostituite con...
Perfetto. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Trasparenza bilancio regionale
1. In esecuzione del comma 874 dell'articolo 1 della legge 30
dicembre 2018, n. 145 la Regione siciliana è autorizzata a
ripianare in 30 esercizi, a quote costanti, dall'esercizio 2019
il recupero del maggior disavanzo del rendiconto 2017 e, ove
occorrente dall'esercizio 2020, l'eventuale disavanzo derivante
dalla cancellazione, effettuata nel 2017 in sede di
riaccertamento ordinario per carenza dei presupposti giuridici
dei crediti e dei debiti relativi alla Programmazione 2007/2013,
derivanti da assegnazioni dello Stato e dell'Unione Europea e
dei crediti tributari contabilizzati come accertati, e
riscossi entro l'esercizio 2002 a seguito di comunicazione dei
competenti uffici dello Stato, non effettivamente versati.
2. La Regione siciliana, nelle more dell'approvazione del
Rendiconto 2018 e della verifica della condizione prevista
dall'articolo 1, comma 886, della legge n. 145/2018, è
autorizzata a ridurre nel triennio 2019-2021 la spesa destinata
al ripiano del disavanzo relativo all'anno 2014 nella misura
massima consentita e comunque per un importo pari ad almeno 53
milioni di euro annui (capitolo 4).
3. Le somme corrispondenti alla riduzione di cui al comma 2
sono iscritte in un apposito accantonamento del Fondo speciale
di parte corrente di cui all'articolo 11, comma 1, Tabella A
(capitolo 215704), destinato all'esclusivo finanziamento del
Fondo crediti di dubbia esigibilità corrispondente ad entrate di
parte corrente di dubbia e difficile esazione (capitolo 215742)
che saranno rese disponibili con decreto del Ragioniere generale
della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, a
seguito del raggiungimento dell'obiettivo di cui all'articolo 1,
comma 886, della legge n. 145/2018. .
All'articolo 7 è stato presentato l'emendamento 7.1 a firma
degli onorevoli Cancelleri ed altri.
E' mantenuto? Perché se approvato comporta la soppressione del
comma 3, I commi 2 e 3 hanno finalità di ricostituire il Fondo
crediti di dubbi esigibilità . .
CANCELLERI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cancelleri, aspetti un
attimo perché il Governo mi comunica che c'è una piccola
riscrittura. Per cui prima del suo intervento è bene che
cerchiamo di capire.
CANCELLERI. Va bene.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, mi scusi
onorevole Cancelleri, volevo dire che sul punto la Ragioneria
generale ha chiesto una parziale riscrittura dell'articolo.
Ho chiesto di fotocopiarlo e di sottoporlo agli Uffici per
distribuirlo. Quindi appena lo avremo potremo procedere alla
votazione dell'articolo.
PRESIDENTE. Già è stato riscritto?
ARMAO, assessore per l'economia. Io l'ho mandato con un
commesso.
CRACOLICI. E' una norma molto delicata.
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, molto delicata.
PRESIDENTE. Allora accantoniamo l'articolo, e lo rivediamo
stasera con calma e poi domani lo riportiamo in Aula.
Andiamo avanti, poi quando lo vedono gli Uffici lo mettiamo in
votazione.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Abrogazione di norme
1. L'articolo 2, comma 2, della legge regionale 11 agosto
2015, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni è abrogato.
2. L'articolo 6 della legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5 è
abrogato».
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Modifiche di norme
1. L'articolo 7 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 e
successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:
Art. 7.
Convenzioni Agenzie fiscali delle Entrate, delle Dogane e del
Demanio
1. L'Assessorato regionale dell'economia - Dipartimento delle
finanze e del credito, nell'ambito delle funzioni esercitate, è
autorizzato a stipulare convenzioni con le Agenzie delle
Entrate, delle Dogane e del Demanio. .
2. All'articolo 13, comma 8, della legge regionale 8 maggio
2018 n. 8, dopo la parola marittimo sono soppresse le parole
e idrico .
3. Le riserve di cui all'articolo 15 della legge regionale n.
8/2018 hanno validità anche per il biennio 2019-2020.
4. Al comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale 11 agosto
2017, n. 15 le parole biennio 2017-2018 sono sostituite dalle
parole triennio 2017-2019 , le parole 1.610 migliaia di euro
sono sostituite dalle parole 1.055 migliaia di euro a valere
sulle assegnazioni di cui all'articolo 6, comma l, della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e successive modifiche ed
integrazioni .
5. All'articolo 28, comma 1, della legge regionale 11 agosto
2017, n. 16, sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole entro il 31 dicembre 2018 sono sostituite dalle
parole entro il 31 dicembre 2019 ;
b) dopo le parole società aggiungere le parole Se entro
tale data la convenzione non dovesse essere stipulata, il
Governo della Regione è autorizzato ad avviare le procedure per
la costituzione di un nuovo soggetto giuridico nelle forme più
appropriate che possa essere intestatario della convenzione
ministeriale per la riscossione dei tributi ed imposte nella
Regione Sicilia. .
6. All'articolo 7, commi 1, 2, 3, 4 e 7 della legge regionale
9 maggio 2017, n. 8, rispettivamente, le parole biennio 2017-
2018 sono sostituite con le parole biennio 2019-2020 , le
parole biennio 2017-2018 sono sostituite con le parole
biennio 2019-2020 , le parole entro il 30 settembre 2017 sono
sostituite con le parole entro il 30 giugno 2019 , le parole
per l'anno 2017 sono sostituite con le parole per l'anno
2019 e, infine, le parole biennio 2017-2018 e anni 2020-
2021 sono sostituite con le parole biennio 2019-2020 e anni
2025-2026 .
7. Al comma 6 dell'articolo 7 della legge regionale n. 8/2017
le parole triennio 2018-2020 sono sostituite dalle parole
periodo 2018- 2022 e le parole per l'anno 2019 la spesa di
20.000 migliaia di euro, per l'anno 2020 la spesa di 20.000
migliaia di euro sono sostituite dalle parole per l'anno 2020
la spesa di 20.000 migliaia di euro, per l'anno 2022 la spesa di
20.000 migliaia di euro .
8. Le risorse di cui al comma 7 sono destinate ad incremento
dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente -
capitolo 215704 - accantonamento positivo 1001, per l'anno
2019».
All'articolo 9 è stato presentato l'emendamento 9.2 a firma
dell'onorevole Catalfamo.
CATALFAMO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.4 a firma degli onorevoli Di Paola
ed altri.
DI PAOLA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il comma 2
dell'articolo 9, il dubbio è per la rimozione dei rifiuti
abbandonati. La competenza passa all'Autorità di bacino, in base
a questo comma. Quindi la rimozione di rifiuti abbandonati nel
demanio marittimo passa all'Autorità di bacino. La domanda è: ma
l'Autorità di bacino che è stata istituita da poco, è pronta ad
affrontare questo tipo di problematica?
Perché altrimenti questa competenza non la spostiamo adesso
all'Autorità di bacino perché rischiamo poi un non controllo del
demanio marittimo. Grazie.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, sono
proposte che sono state formulate dagli Assessorati e, pertanto,
è evidente che l'Assessorato territorio e ambiente abbia fatto
le sue valutazioni d'intesa con la Presidenza della Regione alla
quale - come è noto - afferisce l'autorità di bacino.
Quindi, è evidente che abbiamo fatto le opportune valutazioni,
quindi, noi insistiamo per l'approvazione della norma.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo, pongo in
votazione l'emendamento 9.9.
DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Campo,
Cancelleri,
Cappello, Ciancio, Di Caro, Di Paola, Lupo, Siragusa,
Zafarana)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 9.9
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 9.9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 60
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 28
Contrari 29
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 9.8, soppressivo del comma 3. Con i
pareri contrari di Governo e Commissione, lo pongo in votazione.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, siccome dobbiamo andare un po'
veloci, se lo chiedete prima.. se no. Ne ha facoltà. Ha
l'argomento? Se no se lo deve inventare ora.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli
Cappello, Ciancio, Di Caro, Pagana, Pasqua, Siragusa)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 9.8
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 9.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 60
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 20
Contrari 37
Astenuti 1
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, mi rivolgo un attimo al Governo.
Questi emendamenti che arrivano dal Governo all'ultimo
secondo, per cui gli uffici non hanno tempo di vederli, non
riusciamo a distribuirli, se fosse possibile evitarlo, perché
la finanziaria la fa il Governo, se è a conoscenza delle norme
prima
CRACOLICI. Li dichiari inammissibili.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, stia tranquillo
Si distribuisca l'emendamento.
CRACOLICI. E' l'esatto contrario di quello che abbiamo votato
poc'anzi.
PRESIDENTE. Abbiamo bocciato la soppressione dell'articolo e,
quindi, questa è una modifica dell'articolo. Onorevole
Cracolici, non si arrampichi sugli specchi per piacere. Chiedo a
qualcuno di spiegare l'emendamento.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Scusate, l'emendamento che abbiamo presentato adesso:
in sede di variazioni di bilancio, erano stati dati dei
contributi una tantum per il comune di Catania, per il libero
consorzio di Siracusa e per altri.
Siccome le riserve, è stato detto, hanno la validità di 3
anni, allora, questo era un contributo una tantum, per cui, ad
esclusione proprio dei contributi erogati in quella sede in
variazione di bilancio.
Era già intenzione del Governo presentarlo in Aula.
PRESIDENTE. Benissimo. Il Governo ha già chiarito, se qualcuno
chiede di parlare?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi scusi, io volevo più che
altro capire, più che definire un mio orientamento.
Noi abbiamo approvato una norma che estende le riserve varate
nel corso della legge del 2018, anche al 2019 e 2020. Con questo
emendamento ulteriore, diciamo: fermo restando, che le riserve
vanno dal 2019 e 2020, aggiungere le disposizioni di cui al
comma precedente, cioè la triennalità, non si applicano alle
riserve introdotte dall'articolo 1, comma 1, della legge n. 16 ,
cioè della serie, scusami Se noi abbiamo esteso solo le
riserve della legge n. 8, di fatto non si applicano queste,
perché queste sono una modifica intervenuta successivamente alle
legge n. 8. Voglio capire, quindi, come tecnicamente, dopodiché
se l'obiettivo è non consentire che quel contributo una tantum
si ripeta anche nel 2019-2020, io sono d'accordo con lei. Però,
lo scriviamo in maniera tale che ci capiamo tutti, cioè io sono
d'accordo, ma scriviamolo in maniera tale che sia chiaro che le
riserve introdotte dalla legge n. 24, come dire, che, secondo
me, già sono escluse se abbiamo citato la legge n. 8. Non so se
sono stato chiaro, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei è stato chiarissimo. Se
il Governo vuole rispondere.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, così lo chiarisco. Il dipartimento
mi dice che, siccome queste riserve sono state erogate nel 2018,
necessita di questo emendamento perché altrimenti intende che
anche queste vanno erogate nel triennio. E' solo un chiarimento.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, fermo restando che gli Uffici mi
dicono che l'emendamento è corretto così per com'è, lo volete
tenere o aspettiamo una riscrittura?
MILAZZO. No, signor Presidente, va bene così com'è.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, le chiedo di avere qualche
minuto per formulare un subemendamento alla proposta
dell'assessore, perché c'è un tema importante che fu valutato
sia dalla Commissione che dagli altri colleghi. La copertura
finanziaria per il pagamento fino al 2038 del personale precario
dei comuni, non prevede quelli che avevano già stabilizzato, se
andiamo ad escludere quelle riserve, escludiamo anche queste.
Si dovrebbe, quindi, fare, semplicemente, un subemendamento
che esclude quella lettera in maniera tale da poter continuare.
PRESIDENTE. Va bene, abbiamo capito che l'accantoniamo, per
adesso, e così si rivedono bene queste cose e lo votiamo dopo.
Questo era l'emendamento 9.15, a firma del Governo.
Lo teniamo un attimo sospeso e passiamo
Ci sono altri emendamenti all'articolo 9. Votiamo questi.
Si passa all'emendamento 9.5, a firma degli onorevoli Fava e
Lo Giudice.
Onorevole Fava, lo mantiene?
FAVA. Dichiaro di mantenerlo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
Comunico che l'assessore Cordaro è presente.
Assessore Armao, qualcuno mi dà il parere del Governo, per
favore?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi ero distratto. Qual è
l'emendamento?
PRESIDENTE. L'emendamento è il 9.5.
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, con il parere contrario
della Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 9.6, a firma
degli onorevoli Cracolici ed altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
presentato un emendamento soppressivo alla lettera b) anche se
ho chiaro il senso per cui è stato fatto questo emendamento,
credo, in Commissione Bilancio , credo che l'ha fatto in
particolare la collega, però, vorrei qui fare una precisazione.
Se noi scriviamo, oggi, che laddove la Regione non riesce a
trasferire le competenze all'Agenzia delle Entrate, facciamo a
fine di questo percorso un piano B' che sarebbe un ente
regionale, stiamo dicendo una cosa che già di fatto non può che
essere così perché? Perché se la Regione, a seguito della legge
che ora abbiamo spostato al 2019, non è in grado di trasferire,
così come la legge regionale ha voluto trasferire le competenze
di riscossione allo Stato, è chiaro che non è che la riscossione
diventa terra di nessuno, dovrà essere sempre la Regione a
farsene carico.
Mi auguro che non sarà così, cioè se noi, invece, lo
scriviamo, è quasi un modo per rinunciare alla prospettiva di un
ente nazionale. Ecco perché io suggerisco alla collega di
condividere la scelta di non prevedere in questa fase la norma
che stabilisce cosa succede dopo perché dopo se non succede
quello che pensiamo debba succedere con lo Stato, è chiaro che
la Regione se ne dovrà fare carico, ma se lo scriviamo, stiamo
rinunciando ora a trasferire allo Stato le competenze di
riscossione e siccome avete voluto, ed io non ero tra quelli
entusiasti, avete voluto una legge che la trasferiva allo Stato
ora non capisco perché i protagonisti di quella legge
costruiscono un piano B' che sostanzialmente ripropone quello
che c'era prima.
Allora, perché abbiamo posto in liquidazione Riscossione
Sicilia, scusate?
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, invece,
penso che la norma dice esattamente l'opposto di quello che ha
sostenuto l'onorevole Cracolici, ovvero, noi siamo una Regione
che inevitabilmente quando legifera instaura un'interlocuzione
con lo Stato. E' bene che lo Stato sappia, il Governo nazionale,
se dovesse, come dire, eccepire alla norma, il Governo deve
sapere per noi quale può essere, invece, l'alternativa.
Si ricordi, onorevole Cracolici, che noi possiamo anche, come
dire, condividere quello che dice lei in termini di strategia,
però, noi mandiamo due messaggi, uno è l'interlocuzione con lo
Stato, l'atro è che mandiamo un messaggio anche a coloro i quali
in questo momento sono destinatari della norma, anche coloro i
quali lavorano a Riscossione Sicilia, in Riscossione Sicilia, ed
è una norma di salvaguardia che crea anche una certa serenità,
perché la norma afferma un principio, noi vogliamo cambiare
regime e vogliamo creare, con questa norma, un'interlocuzione
con lo Stato.
Se, nostro malgrado, dovessimo essere per un percorso, e noi
lo sappiamo come funziona, ricordiamolo il dato nazionale sulla
riscossione: la maggior parte della riscossione nelle regioni è
in perdita. Si colma questa perdita con le tre, quattro regioni
del Nord, perché la riscossione perde in tutta Italia. Lo Stato
deve sapere che deve accettare questo sistema di riscossione
inclusivo anche per la Regione siciliana, con quello che ne
viene, cioè una perdita se non ci si riorganizza su base
nazionale.
Se lo Stato dovesse dire no, noi dobbiamo evitare invece di
fare poi sull'onda della piazza, della protesta, dei sindacati
che saranno preoccupati, intanto mettiamo la norma di
salvaguardia, questo non ci impedisce nell'interlocuzione con lo
Stato.
Il nostro assessore al ramo ormai, lo sappiamo tutti, ha come
dire aperto un confronto leale e anche di apertura che abbiamo
dallo Stato, un confronto chiaro. Io sono fiducioso che questa
norma non troverà applicazione perché lo Stato darà seguito al
primo comma, cioè una riscossione unica e nazionale.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. In
realtà la ragione per la quale il termine è stato modificato
durante l'approvazione in Commissione Bilancio , - c'è stata
un'ampia condivisione, anche da parte del Partito democratico -
, rispetto a questa norma che, sostanzialmente, oltre a
postergare il termine al 2019, quindi consentendo la possibile
convenzione che si era statuita in quella norma che è stata
fatta nel 2017, dal precedente Parlamento, ma l'obiettivo era
soprattutto quello di traguardare questa convenzione che, di
fatto, onorevole Cracolici sappiamo essere complessa e
complicata, perché la partita occupazionale di cui si parla vede
un trasferimento da un ente regionale ad un ente statale di
circa 600 unità lavorative che, ovviamente, per lo Stato non è
una passeggiata, ne è prova che, ad oggi, a distanza di quasi
due anni, non siamo riusciti ad avere una convenzione.
Allora, poiché l'ottimo diventa nemico del buono, nel momento
in cui non si concretizza la convenzione io ho ritenuto
opportuno, ed è stato condiviso dalla Commissione perché è stato
votato ampiamente dai componenti della Commissione, peraltro
anche il Movimento Cinque Stelle anche nella sua proposta
emendativa, di fatto, sposa quel principio di dare una
continuità all'attività di riscossione e di accertamento, cosa
che, a mio avviso, anche rimanendo nell'alveo delle competenze
della Regione Sicilia non è una deprivazione, anzi diventa un
elemento di forza, oltre al fatto di dare garanzie e continuità
lavorativa a questi 600 lavoratori.
Peraltro, ritengo anche utile il fatto di voler aggiungere, -
cosa che peraltro i colleghi Galvagno e Catalfamo, hanno già
predisposto nel loro emendamento mettendo un termine strategico
- la partecipata strategica, poiché diventerebbe una di quelle
che, chiaramente, non va ad essere compressa nella prossima
riedizione di quello che è il sistema delle partecipate.
Quindi, credo che sia esattamente l'obiettivo di quello che
lei ha detto, che è l'opposto: cioè quello di dare la
possibilità al Governo, entro un anno, di poter dar corso alla
legge che questo Parlamento nella precedente legislatura ha
varato.
Nel caso in cui questo non avvenisse, avere già predisposto
quello che, come dire, il perimetro della creazione di un nuovo
soggetto giuridico, tant'è che nella formulazione noi abbiamo
scritto il più appropriato', proprio per evitare - l'onorevole
Lupo lo ricorderà - di inserire altri termini che potessero, in
qualche modo, precludere la possibilità che l'ente possa
assorbire il personale, per far sì che l'ente strumentale che
nascerà, qualora appunto non si facesse la convenzione, fosse in
grado di assorbire il personale e, quindi, senza soluzione di
continuità dare la possibilità a questi soggetti di effettuare
la riscossione e l'accertamento.
Io credo che sia estremamente importante, anche perché i
colleghi, al di là di quello che noi ovviamente qui prevediamo
in termini normativi, in termini amministrativi, la società si
appresta invece a vivere un momento in cui sembrerebbe pronta a
Qliquidarsi', proprio per una situazione patrimoniale complessa.
Allora io ritengo che questa norma sia indifferibile,
necessaria, ritengo che per quello che riguardano le altre
formulazioni potremmo rischiare di appesantire, e diciamo e di
poter evitare che poi effettivamente si possa raggiungere
l'obiettivo, cioè quello di mantenere - eventualmente nel caso
di mancata convenzione - l'attività presso la nostra regione, e
soprattutto di dare continuità occupazionale ai lavoratori; per
cui io mi limiterei a mantenerlo così come è, così come
d'altronde è stato votato, ripeto, a maggioranza dei componenti
della Commissione che rappresentano buona parte del Parlamento.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, fermo restando che la tutela dei
lavoratori è la cosa più importante, però, noi stiamo dicendo
sostanzialmente questo: allora, parte l'interlocuzione con lo
Stato, vediamo se lo Stato si prende l'onore della riscossione
anche in Sicilia, si prende il personale, e se questo non
dovesse avvenire, allora noi che cosa facciamo? Creiamo una
nuova partecipata, sostanzialmente un altro ente giuridico,
sostanzialmente vuol dire questo, e prendiamo tutto il personale
e lo riportiamo all'altro, fermo restando - ripeto - che il
personale va tutelato, ma fatemi capire se ci sono anche
funzionari e dirigenti ci sarà, possibilmente, un consiglio di
amministrazione, sempre nominato con logiche dei vecchi partiti,
e noi che cosa otterremo? La parte malata rimarrà, quindi i
debiti di vecchia Riscossione Sicilia rimarranno in capo alla
Sicilia, e metteremo quei dirigenti e funzionari che,
probabilmente hanno affossato anche Riscossione Sicilia, a
gestire un ente che dovrà riscuotere di nuovo le tasse in
Sicilia. Ripeto, per me è ovvio tutelare il personale, però
dobbiamo cercare anche di mettere dei paletti per evitare che
chi ha fatto danno all'interno di Riscossione Sicilia ce lo
ritroviamo nel fare danno nel nuovo ente, visto che l'unica cosa
che sappiamo fare in Sicilia non è risolvere i problemi ma
spostarli da un'altra parte.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente,
vorrei chiedere all'assessore Armao di cogliere l'occasione,
l'opportunità per informare l'Aula sull'andamento del confronto
con il Ministero dell'Economia in attuazione dell'articolo 28
della legge 16/2017 che sappiamo essere una legge
importantissima che, appunto, riguarda Riscossione Sicilia, e la
funzione assolutamente insostituibile che Riscossione svolge per
la Regione siciliana, ovviamente una norma che riguarda pure il
personale dipendente, perché uno degli obiettivi della norma
stessa era quella di garantire il mantenimento dei livelli
occupazionali, e quindi la salvaguardia del personale, oggi,
impegnato in Riscossione, perché siccome appunto la norma è
dell'agosto del 2017, il tempo è passato, - immagino che questo
Governo abbia avuto già modo di confrontarsi - l'assessore già
in passato ha fatto cenno in Commissione, perché in base a
quello che l'assessore dice ci possiamo anche determinare in un
senso o nell'altro, se serve più tempo prendiamo più tempo, se
non serve teniamo il limite che ci siamo dati.
Io non vorrei che, ipotizzando comunque un paracadute diverso,
in qualche modo tra virgolette e senza offesa per l'assessore,
il Governo se la prendesse comoda o che il Governo nazionale se
la prendesse comoda, perché i tempi stringono, mi pare che
intanto il Governo conferma l'orientamento di volere dare
attuazione alla legge 16 del 2017, l'articolo 28 in particolare.
Chiedo, pertanto, al Governo se la volontà è questa, e se ci
sono anche appuntamenti a breve con il Ministero dell'economia,
perché questo è fondamentale.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Allora, sul punto delle
interlocuzioni con l'Agenzia delle Entrate, che come voi sapete
è la struttura che ha incorporato Equitalia, e il Mef sono
avanzate, nel senso che hanno avuto un inizio con l'Agenzia
delle Entrate con la quale ai tempi dell'avvocato Ruffini,
quando era lui presidente, si è fatta una due diligence della
società d'intesa tra Regione e Agenzia dello Stato; dopodiché
con la sostituzione dell'avvocato Ruffini da parte del Generale
maggiore si è riattivata l'interlocuzione, questa volta
coinvolgendo direttamente il Ministero dell'Economia e Finanze.
Proprio giovedì scorso il Gabinetto del Ministro ha assicurato
che già la questione è stata prospettata dallo stesso Gabinetto
del Ministro all'Agenzia delle Entrate, quindi si attende sul
punto che l'Agenzia delle Entrate dica cosa può fare, cosa è
disposta a fare, quali sono le sue valutazioni sul progetto
poiché quella scelta fatta illo tempore fu fatta unilateralmente
dalla Regione senza una preventiva intesa con l'Agenzia delle
Entrate, quindi ci siamo trovati in questo anno a dovere
recuperare un rapporto interlocutivo con le amministrazioni
statali sia del Ministero che dell'Agenzia delle Entrate che non
c'era mai stata. Pertanto, attendiamo qualche settimana ancora
il pronunciamento dell'Agenzia delle Entrate sull'assetto che è
disposta a dare alla vicenda.
Nel frattempo, non posso che aggiornare sul rapporto
interlocutivo, come vi dicevo, assai proficuo e dinamico con il
Ministero dell'Economia e delle Finanze.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore, poi se ci dovessero essere
delle novità sull'argomento magari ce lo fa sapere lei stesso e
le viene a comunicare in Aula.
Si passa all'emendamento 9.6, a firma degli onorevoli
Cracolici e Lupo. Onorevole Cracolici, lo mantiene?
CRACOLICI. Sì, lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 9.13 è precluso.
Si passa all'emendamento 9.11 a firma degli onorevoli Foti ed
altri. Abbiamo bisogno del parere del Governo per sapere se c'è
la copertura o no. Il parere del Governo?
ARMAO, Assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 9.14 è precluso.
Si passa all'emendamento 9.3 a firma degli onorevoli Galvagno
ed altri. Invitiamo al ritiro.
GALVAGNO. Ma io non l'ho ritirato, lo mantengo.
PRESIDENTE. E' stato detto ritirato; però, in ogni caso, così
com'è comunque va riformulato, non può andare bene. Lo comunica
al microfono, lo riformulate e così lo accantoniamo pure questo.
GALVAGNO. Signor Presidente, noi lo manteniamo, se
eventualmente è da riformulare lo riformuliamo. E' abbastanza
semplice, chiediamo semplicemente vengano aggiunte senza
soluzione di continuità dopo la parola società e che venga
mantenuta una società strategica.
Quindi, siccome siamo per la continuità lavorativa, la tutela
e vogliamo cercare di essere a fianco dei lavoratori se ritiene
che vada riscritto la riscriviamo, ma non lo ritiriamo.
PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, magari se parla con gli
Uffici per la riscrittura perché comunque va riscritto.
Si passa all'emendamento 9.15 a firma del Governo. E' in
distribuzione. Stiamo distribuendo, intanto, l'emendamento 9.15
del Governo rivisto.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo perché sull'articolo 9 avevamo presentato una serie
di emendamenti che sono stati stralciati. Tra questi emendamenti
ce n'era pure uno che riguarda i precari lavoratori del reddito
minimo di inserimento, lavoratori che si trovano nelle Province
di Caltanissetta e di Enna, sono più di mille persone inserite
all'interno di questo bacino.
Avevamo presentato alcuni emendamenti perché non solo a questo
bacino di persone sul bilancio noi andiamo a tagliare 2 milioni
e 300 mila euro, quindi vengono a mancare sul capitolo 2 milioni
e 300 mila euro, ma in più abbiamo notato che c'è una norma
stranissima dovuta alla legge passata con cui sono stati
istituiti in pratica che se uno dei figli lavora, cioè se uno
dei figli lavora all'interno del nucleo famigliare in pratica la
persona inserita all'interno del bacino del reddito minimo di
inserimento viene escluso in automatico, che è un qualcosa che
non ha senso; infatti, volevamo capire, volevamo rassicurazioni
da parte degli Uffici del perché questi emendamenti sono stati
stralciati.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, noi non stralciamo
emendamenti, per cui mi pare difficile che questo sia avvenuto,
non so ora ci stiamo un attimo informando per capire cosa è
successo. Era un emendamento aggiuntivo e quindi non era nel
fascicolo, soltanto questo.
L'emendamento dell'onorevole Galvagno che doveva essere
riscritto è stato riscritto?
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, ho parlato con gli Uffici e
abbiamo deciso di riscriverlo e sostanzialmente mantenere la
parola strategico purché venga garantita la tutela ai livelli
occupazionali dei lavoratori. Grazie.
PRESIDENTE. L'articolo 9 è accantonato e dopo che riscriviamo
tutte queste cose lo votiamo.
Il Governo mi aveva chiesto di riprendere l'articolo 7, c'era
l'emendamento 7.2 del Governo che possiamo votare. È in
distribuzione.
Neanche gli articoli 10 e 11 si possono esaminare e, pertanto,
sono accantonati. Se poi mi fate per favore un riepilogo degli
accantonamenti che abbiamo in modo che evitiamo poi di fare
confusione.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12.
Personale ASU Assessorato Beni Culturali
1. Al fine di garantire la continuità dei servizi prestati
presso gli uffici dell'assessorato dei beni culturali e
dell'identità siciliana i soggetti di cui all'articolo 1 della
legge regionale 5 novembre 2001, n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni, utilizzati fino alla data di entrata in vigore
della presente legge in tali enti, transitano in utilizzazione
presso gli stessi».
Comunico che è stato presentato l'emendamento, il 12.1 a
firma degli onorevoli Zafarana ed altri. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione è contrario.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13.
Rendicontazione iniziative culturali per l'anno 2018
1. Le iniziative a valere sul fondo di cui all'articolo 128
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 finanziate per
l'anno 2018, possono essere realizzate entro il 30 giugno 2019 e
rendicontate entro 60 giorni da quest'ultima data».
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 14 è stato stralciato.
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15.
Recupero e valorizzazione patrimonio culturale immobiliare
1. L'Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana nonché gli enti e gli organismi preposti alla gestione
dei siti di cui all'articolo 101 del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42 possono autonomamente attivare tutti gli
strumenti di partenariato pubblico privato previsti dalla
legislazione vigente, ivi compreso l'istituto di cui
all'articolo 183 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50,
al fine di assicurare gli interventi di recupero e
valorizzazione del patrimonio culturale immobiliare direttamente
gestito e, in tale contesto, garantire l'appostamento di risorse
aggiuntive per la fruizione pubblica e l'utilizzo degli
immobili, anche a scopo ricettivo».
Si passa all'emendamento soppressivo 15.4, a firma degli
onorevoli Zito ed altri.
Il parere del Governo è contrario. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.7, a firma degli onorevoli Di
Paola ed altri. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
DI PAOLA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi
aspetto che il parere del Governo venga dato dall'Assessore Tusa
e non dall'Assessore Armao, in quanto siamo in materia di
patrimonio culturale e recupero e valorizzazione, quindi magari
richiediamo poi il parere all'Assessore Tusa.
PRESIDENTE. L'Assessore Armao è il Vicepresidente della
Regione e può intervenire su tutto.
DI PAOLA. Ci sono una serie di emendamenti modificativi, uno
che riguarda la possibilità che le campagne di valorizzazione di
scavi dei nostri beni archeologici vengano finanziate anche dal
crowdfunding. E' una caratteristica che viene già utilizzata in
altre regioni, in modo positivo.
Tramite crowdfunding, quindi tramite campagne di raccolta
fondi vengono finanziate le campagne di valorizzazione e di
scavi dei beni archeologici, lo fanno in tutte le regioni
d'Italia, non riesco a capire perché la Regione siciliana non si
può dotare di questo strumento, e questo è l'emendamento 15.7.
Per quanto riguarda l'emendamento 15.3, l'emendamento vorrebbe
destinare i fondi raccolti o comunque i fondi che si vanno a
recuperare alle campagne di scavo, visto che per il 2019,
onorevoli colleghi, sul capitolo che riguarda la valorizzazione
e gli scavi dei beni archeologici questo Governo ha messo zero
euro, anche se il Presidente Musumeci durante l'Aula per quanto
riguardava il bilancio ha affermato che, invece, nel 2019 i
soldi ci sono e che eventualmente gli scavi archeologici possono
essere finanziati anche dai fondi europei. Così non è, su questo
capitolo ci sono zero euro ed allora permettiamo ai parchi
archeologici che sono stati istituiti, di poter finanziare anche
campagne di scavo.
E dopodiché l'emendamento 15.8, dopo le parole anche a scopo
ricettivo sono aggiunte le parole secondo modalità compatibili
con le esigenze di tutela del bene , ovviamente questo è a
tutela del bene archeologico. Signor Presidente, poi chiedo il
parere su tutti e tre gli emendamenti.
PRESIDENTE. Li votiamo, poi ovviamente lo chiederemo. Intanto,
pongo in votazione l'emendamento 15.7, con il parere contrario.
DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 15.7
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 15.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61
Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56
Maggioranza . . . . . . . . . . . . . .. 29
Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . .... 26
Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . 30
Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . . . . 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.3, a firma degli onorevoli Di
Paola ed altri. Il Parere del Governo?
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 15.1, a firma degli onorevoli Lupo ed
altri.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 15
richiama il Codice dei beni culturali che, in particolare,
all'articolo 101 si riferisce, lo leggo: ai fini del presente
Codice sono istituti e luoghi della cultura i musei, le
biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici e i
complessi monumentali .
Ora, io propongo di sopprimere l'ultimo periodo dell'articolo
15 che si riferisce alla possibilità, in tale contesto, di
garantire l'appostamento di risorse aggiuntive per la fruizione
pubblica e l'utilizzo degli immobili anche a scopo ricettivo .
Non capisco se parliamo - e chiedo in questo lumi all'Assessore
per i beni culturali - di aree, parchi archeologici, di
complessi monumentali, di istituti e luoghi della cultura, di
musei, di biblioteche, di archivi; quale dovrebbe essere la
finalizzazione anche a scopo ricettivo? Mi sembrano le due cose
incompatibili. Quindi, propongo l'abolizione dell'ultimo periodo
del comma 1 che è comma unico dell'articolo 15.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'osservazione dell'onorevole Lupo mi pare coerente, nel senso
che se l'idea è quella della valorizzazione del patrimonio,
ovviamente non ha senso garantire l'appostamento di risorse
aggiuntive. Questo periodo va tolto, nel senso che l'articolo ha
una finalizzazione di assicurare gli interventi di recupero e
valorizzazione del patrimonio culturale e, ovviamente, in tale
contesto anche la fruizione pubblica e l'utilizzo di immobili
anche a scopo ricettivo. Quello che non ha senso è
l'appostamento delle risorse aggiuntive, credo che questo vada
tolto.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, Onorevoli deputati, per quanto riguarda
l'esclusione dei privati io invito a leggere interamente
l'articolo 101 del Codice dei beni culturali perché al punto 4)
include anche i soggetti privati; quindi, i soggetti sono
inclusi non sono esclusi, per cui questo articolo si rivolge
anche ai soggetti privati.
Per quanto riguarda l'appostamento di risorse aggiuntive, sono
d'accordo con l'intervento dell'onorevole Di Mauro.
PRESIDENTE. Il parere sull'emendamento 15.1?
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Contrario.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse non ci
siamo spiegati bene. Il tema non è pubblico o privato, il tema
è: noi appostiamo risorse pubbliche per sostenere in edifici
privati attività ricettiva? Cioè stiamo sostenendo gli alberghi
pubblici? La fruizione pubblica in una struttura ricettiva in
cosa consiste? Che se vado a dormire non pago
Cioè stiamo facendo alberghi pubblici in alberghi di strutture
private? Mi pare che non funzioni. Il modello esiste in Spagna,
ma quel modello non è proprio un modello da utilizzare. Quindi,
io credo che l'emendamento si limita a togliere la questione
ricettiva per la fruizione pubblica. O facciamo gli ostelli
pubblici, ma se facciamo beni monumentali che li sosteniamo con
il partenariato a ristrutturarli e noi per la fruizione pubblica
anche ai fini della ricettività, mi pare che la fruizione
pubblica per la ricettività non consente le due cose, quindi
suggeriamo di togliere la questione, punto
PRESIDENTE. L'assessore Tusa, è favorevole?
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Contrario.
PRESIDENTE. Siccome le motivazioni mi convincono vorrei
capire. Se poi il Governo rimane nella sua decisione, io non
posso fare niente. Ma vorrei capire dall'Assessore Tusa.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Signor Presidente, avendo eliminato garantire l'appostamento di
risorse aggiuntive il problema è risolto.
CRACOLICI. Eliminando solo quello non funziona più neanche in
italiano.
PRESIDENTE. Mi scusi Assessore, in quello che lei ha detto di
fatto rende favorevole il parere all'emendamento.
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Sì, è favorevole.
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento ha il parere favorevole del
Governo.
Pongo in votazione l'emendamento 15.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 15.5, 15.2 e 15.8, sono assorbiti.
L'Assemblea ne prende atto.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PERSIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, è un problema procedurale. C'è un
mio subemendamento all'emendamento presentato dai colleghi Lupo
e Cracolici e prima va messo in votazione il subemendamento. E'
così Poi, per carità, si boccia.
PRESIDENTE. Arrivano emendamenti che io non ho la possibilità
di guardare. Se ci fosse un ordine anche nella presentazione
degli emendamenti, sarebbe meglio.
Onorevole Di Mauro, gli Uffici mi dicono che è precluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.6, a firma degli onorevoli Fava e
Lo Giudice.
FAVA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un
suggerimento di buon senso visto che stiamo parlando di
interventi di recupero e valorizzazione per potere fare una
valutazione discernere da questi interventi, si chiede
semplicemente di avere un quadro degli immobili che si vogliono
utilizzare e, quindi, fare in modo che la Commissione che ha
competenza in merito possa conoscere quali sono gli immobili
interessati da questi interventi.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
TUSA, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 15.6. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si ritorna all'articolo 7 precedentemente accantonato.
L'emendamento 7.1, a firma degli onorevoli Cancelleri ed
altri, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.2 a firma del Governo. Lo pongo in
votazione.
CRACOLICI. Il Governo lo deve spiegare.
ARMAO, assessore l'economia. Chiedo di parlare per illustrare
l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, questo
emendamento era stato già illustrato, nella sua portata, alla
Commissione Bilancio .
E' finalizzato, come descrive la relazione, ad inserire
nell'articolo del disegno di legge il riferimento normativo
della legge di stabilità nazionale che - com'è noto - è
subentrata rispetto al testo di stabilità, in cui è trasfuso il
contenuto dell'articolo 10 del disegno di legge, e ad utilizzare
le somme derivanti dall'eventuale premialità per il
raggiungimento dell'obiettivo di spesa del 2 per cento al Fondo
crediti di dubbia esigibilità.
Questo è l'obiettivo della norma che unisce 2 e 3, sicché
l'articolo - laddove approvato - si articolerà in due commi e
non più in tre.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
questa è una di quelle norme che si ascrive alla cosiddetta
finanza creativa . Cioè, noi stiamo da un lato coprendo
l'annualità 2019 utilizzando un fondo di dubbia esigibilità
effetto di Sicilcassa.
ARMAO, assessore per l'economia. Perché è dubbia?
CRACOLICI. Il Fondo così si chiama; l'importo non lo sappiamo.
Assessore Armao, abbiamo fatto in linea prudente il 40 per
cento dell'ammontare della liquidazione.
PRESIDENTE. Assessore Armao, possiamo evitare i duetti fra di
voi, per favore? Grazie.
CRACOLICI Può essere di più, può essere di meno. Però, una
cosa è certa: la Corte dei conti più volte ha ribadito che quei
capitoli non sono utilizzabili per dare coperture a spese di
qualunque tipo. Quindi, stiamo facendo una cosa in difformità
alle norme vigenti sulla contabilità.
Poi, facciamo un'altra norma - pensando di metterci il ferro
dietro la porta - in cui diciamo, sostanzialmente, che se
dovesse esserci la premialità relativa alla riduzione di spesa
e, quindi, ad una maggiore potenzialità finanziaria, d'ufficio
con la legge di stabilità il Ragioniere va a colmare quanto ci
prendiamo per dare copertura.
Presidente, le due cose, cioè la somma di due cose illegittime
non legittima una norma. Cioè, noi stiamo duplicando
l'illegittimità di una procedura.
Primo: per quello che ho detto nella prima parte ci pensa la
Corte dei conti.
Secondo: qui stiamo scrivendo una norma in cui diciamo che
forse, laddove ci dovessero essere delle entrate - non sappiamo
quante, non sappiamo come - prevediamo già la destinazione.
Queste cose si fanno in assestamento, Assessore. Altrimenti, a
che servono le norme di assestamento? Le norme di assestamento
servono quando ci sono variazioni di entrate o variazioni di
spesa; perché così potremmo fare un bilancio tutto fondato
sull'incertezza amministrativa.
Io considero illegittima questa norma, così come dubbia di
costituzionalità la norma che riguarda la copertura dei 53
milioni, così come ho già detto; ma sicuramente questa è
illegittima perché noi questa manovra la possiamo fare dopo,
accertata l'entrata stabiliamo quanto di quell'entrata va a quel
capitolo, ad altri capitoli. Ma sarà il Parlamento a stabilirlo
con le modalità proprie delle variazioni di bilancio.
LUPO. Ne chiedo l'accantonamento.
PRESIDENTE. Era già una mia idea, quindi l'ascolto volentieri
e lo accantono.
Onorevoli colleghi, a me sembra che abbiamo iniziato a votare
con un clima assolutamente favorevole. Sono le 19.30; io direi
che ce ne andiamo a casa e domani alle ore 11.00 riprendiamo
l'Aula per continuare le votazioni e così riguardiamo bene tutti
gli emendamenti su cui abbiamo dei dubbi.
Onorevole Ciancio e onorevole Trizzino, vi aspetto nel mio
Ufficio.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.30 dell'11 febbraio 2019, è
ripresa
alle ore 11.02 del 12 febbraio 2019)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Gli Uffici mi hanno chiesto almeno un'ora di tempo
perché stanno risistemando tutti gli emendamenti aggiuntivi che
sono arrivati. Per cui sono le ore 11.00, sospendiamo la seduta
e la riapriamo a mezzogiorno.
(La seduta, sospesa alle ore 11.03, è ripresa alle ore 12.57)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se ci accomodiamo così
cerchiamo di guadagnare un po' di tempo andando velocemente. Io
direi di andare avanti, in modo che partiamo, almeno per una
mezz'oretta, poi prendiamo un'ora per mangiare e ritorniamo fino
a stasera.
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
Art. 16.
Servizio antincendio boschivo
1. Al fine di garantire la continuità del servizio antincendio
boschivo regionale il personale di cui all'articolo 12 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 in ragione dell'elevata
esperienza professionale acquisita durante il servizio prestato
nel quinquennio 2014-2018 presso le Sale operative provinciali,
è mantenuto nelle medesime mansioni senza determinare maggiori
oneri a carico del bilancio regionale. .
Sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi,
pertanto votiamo direttamente il mantenimento dell'articolo 16.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
BARBAGALLO. Signor Presidente, c'erano due emendamenti
soppressivi.
PRESIDENTE. Infatti abbiamo votato il mantenimento
dell'articolo. Avendo votato l'articolo, di fatto sono superati
i soppressivi.
L'articolo 17 è inammissibile in quanto il Governo non ha
espresso parere sugli effetti finanziari per mancanza di
elementi istruttori, non escludendo comunque oneri a carico
della Regione.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
Art. 18.
Attuazione dell'articolo 287 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152 in materia di conduzione impianti termici civili di
potenza termica nominale superiore a 0.232 MW
1. Il patentino per il personale addetto alla conduzione degli
impianti termici civili di potenza termica nominale superiore a
0,232 MW, ai sensi del comma 1 dell'articolo 287 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 è rilasciato, a seguito di
specifica attività formativa con verifica dell'apprendimento,
dall'Ispettorato territoriale del lavoro competente in base ai
luogo di residenza del richiedente.
2. Il possesso di un certificato di abilitazione di qualsiasi
grado per la condona dei generatori di vapore ai sensi del Regio
decreto 12 maggio 1927, n. 824, consente, da parte
dell'Ispettorato territoriale del lavoro, il rilascio del
patentino senza la necessità della formazione prevista dal comma
l.
3. Il registro dei soggetti abilitati alla conduzione degli
impianti termici è tenuto ed aggiornato presso il Dipartimento
del lavoro, dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e delle
attività formative.
4. Le modalità di formazione, il profilo ed i contenuti del
percorso formativo, nonché le modalità di svolgimento degli
esami per la verifica dell'apprendimento e la composizione della
commissione, saranno disciplinati con successivo decreto
dell'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale, di concerto con l'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali ed il lavoro. .
Si procede con l'emendamento 18.1, soppressivo dell'intero
articolo, degli onorevoli Lupo ed altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 18.5, soppressivo del comma 2, degli
onorevoli Lupo ed altri.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, se non ricordo male, sulla norma
dell'articolo 17 il Governo doveva dare qualche chiarimento in
ordine agli equilibri economico finanziari.
PRESIDENTE. Siccome non li ha dati è stato dichiarato
inammissibile tutto l'articolo 17.
LUPO. E' inammissibile l'intero articolo, quindi è stralciato
PRESIDENTE. Sì, proprio inammissibile, non si può presentare.
Siamo ora all'articolo 18.
LUPO. Quindi, l'articolo 17 è stralciato.
PRESIDENTE. Assolutamente.
LUPO. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 18.5, a firma degli
onorevoli Lupo ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 18.4, a firma degli onorevoli Lupo
ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 18.3, a firma degli onorevoli Lupo
ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 18.6, a firma degli onorevoli Palmeri
ed altri. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Destinazione degli edifici di enti assistenziali destinati a
servizi per anziani
1. Al quarto comma dell'articolo 2 della legge regionale 25
marzo 1986, n. 14, le parole trent'anni sono sostituite dalle
parole venticinque anni ».
Poiché sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi,
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 20 è stato stralciato.
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Attività di ricerca relativa al servizio informativo agro-
meteorologico
1. All'articolo 6, comma 5 della legge regionale 7 agosto
1990, n. 23, dopo le parole Catania e di Palermo sono aggiunte
le parole e/o istituti statali di istruzione secondaria
superiore con specifiche eccellenze ed in possesso di alta
qualificazione scientifica nel settore della ricerca agro-
metereologica e climatologica .
Poiché sono stati presentati soltanto emendamenti soppressivi,
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Io devo correre un po' sennò
facciamo due notti consecutive, non ce la faremmo.
DI PAOLA. Grazie, Presidente, volevo informazioni riguardo
questo articolo da parte del Governo per capire se ci sono
istituti in Sicilia con queste caratteristiche, perché mi sembra
una norma molto ma molto specifica. Quindi, magari, vorremmo
capire quali sono gli istituti che sono interessati a questa
norma perché è molto restrittiva. Se magari possiamo avere delle
spiegazioni.
PRESIDENTE. Il Governo dà questo chiarimento?
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente, in realtà io non mi sostituisco
al Governo, però poiché l'estensore di questo emendamento sono
io volevo far presente la ragione per la quale nasce questo
tentativo di normare questa diciamo attività degli istituti
superiori fu fatta anche l'anno scorso poi non andò a buon fine
perché, come dire, arrivò tardivamente.
Allora, la norma ad oggi prevede che per attività legate alla
ricerca agro-meteorologica i soggetti deputati a poter dare un
contributo sono le università. Università, gli istituti sono
appunto le università e sono specificate università di Palermo,
di Catania.
Nella realtà si sono negli ultimi anni, veramente nell'ultimo
decennio, si sono create delle situazioni di particolare
virtuosismo in alcuni istituti superiori che sono degli
istituti, diciamo, tecnici a cui è stato accorpato la
disciplina
(Brusìo in Aula)
CARONIA. Scusate io non riesco a sentire neanche la mia voce,
Presidente, ho difficoltà
PRESIDENTE. Per favore, colleghi. Onorevole Milazzo, lei parla
accanto a chi parla e, chiedo scusa a tutti i colleghi, se
onorevole Lupo, La Rocca Ruvolo, possiamo stare un attimo in
silenzio perché non si sente nulla per favore.
Prego onorevole Caronia.
CARONIA. Grazie. Dicevo, esistono da un decennio, si sono
diciamo specializzati in queste attività alcuni istituiti
superiori per cui sarebbe penalizzante oggi non includerli. Uno
di cui ho contezza è l'istituto per esempio Volta di Palermo che
è uno dei più grossi istituti superiori che è uno scientifico-
tecnico, l'assessore Armao lo ricorderà è stato inaugurato
l'anno scolastico proprio quest'anno, eravamo insieme, poiché
hanno realizzato con fondi ministeriali, quindi non percepiscono
nulla dalla Regione, hanno inaugurato, cioè è stata creata una
stazione agro-meteorologica di cui si avvale il Ministero e,
paradossalmente, è stata costruita con fondi ministeriali, se ne
avvale il Ministero e noi come Regione non ne abbiamo nessuna
utilità.
Allora, so che a Catania c'è un altro istituto superiore che,
in compartecipazione all'ITI Volta, sta creando il percorso per
farsi autorizzare, sempre dal Ministero, la creazione di
un'altra stazione idro-meteorologica e agro-meteorologica, per
cui ritengo che, istituendo questa norma, daremo la possibilità
a quegli Istituti, che chiaramente ne faranno richiesta perché -
ripeto - questi fondi furono stanziati dal Ministero e non dalla
Regione, noi non stiamo dando soldi, non stiamo dando null'altro
che la possibilità di fare parte di quel circuito scientifico
che partecipa alle rilevazioni in materia agro-meteorologica.
Per cui, è semplicemente, anche agli Istituti di grado
inferiore, per dare la possibilità soprattutto quando sono delle
eccellenze.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Genovese ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione unificata dei disegni di legge nn. 475-
475 bis/A e 476/A
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, ringrazio la collega Caronia
per la precisazione. Però, Presidente, volevo sempre chiedere al
Governo spiegazioni per capire se queste norme sono da inserire
all'interno di una finanziaria. Non mi sembrano norme da
inserire all'interno di un disegno di legge di finanziaria.
E poi, mi sembra che vengano individuati due Istituti specifici.
Infatti, per questo, signor Presidente, chiedo il parere, la
spiegazione da parte del Governo ringraziando, ovviamente, la
collega per la precisazione.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. La norma proposta è una norma che ritengo essere
stata condivisa prevalentemente con l'assessorato
all'agricoltura al quale compete la rilevazione di fenomeni agro-
meteorologici attraverso l'utilizzazione di enti di ricerca
identificati normativamente e prevalentemente nel sistema
universitario.
Io credo che, comunque, possa essere accettata la proposta
a condizione che, mi permetto proporre, le parole specifiche
eccellenze , perché l'eccellenza è un dato qualitativo non
misurabile motivo per il quale da eccellenze metterei con
specifiche certificazioni , ed oltre agli istituti aggiungerei
anche gli enti pubblici di ricerca, perché tanto il CNR quanto
altri istituti pubblici di ricerca sono in condizione di potere
colmare eventuali carenze della rete.
Se l'onorevole Caronia è d'accordo, io credo che questa
possa essere una proposta.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, io, ovviamente, non ho nessuna
obiezione, tranne per il fatto che diventa complesso individuare
la specifica certificazione, perché essendo istituti che
sperimentalmente hanno dato vita ad un progetto, che sono stati
finanziati da parte del Ministero e che hanno creato queste
centraline in grado di potere cosa possono certificare?
Semplicemente il fatto di essere in possesso di queste capacità.
Non esiste un ente certificatore, per cui diventa complesso, a
mio avviso. Potrebbe escluderlo.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Possiamo mettere la specifica capacità.
PRESIDENTE. Poiché bisogna preparare l'emendamento, intanto
accantoniamo l'articolo 21.
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22.
Disposizioni per il personale del Consorzio per le autostrade
siciliane
1. In deroga a quanto disposto dal titolo III della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, ai dipendenti del Consorzio per
le autostrade siciliane si applica, a decorrere dal 2019, il
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle
Società Concessionarie di Autostrade e Trafori .
2. E' autorizzata, a domanda, l'immissione in ruolo nei posti
vacanti e disponibili, dei dipendenti pubblici in posizione di
comando al 31 dicembre 2018 ed in possesso dei requisiti, i cui
oneri sono già a carico del Consorzio per le autostrade
siciliane.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo di applicano nel
rispetto degli equilibri economico-finanziari dell'ente».
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 22 ha bisogno, a
parere del Governo, della presenza dell'Assessore Falcone che
era impegnato in mattinata con il Ministro Toninelli a Roma e
che è già in aereo per rientrare.
Le chiedo, pertanto, Presidente, di rinviare alla presenza
dell'Assessore alla ripresa dopo pranzo. Grazie.
PRESIDENTE. L'articolo 22 è accantonato.
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Trattamento economico dipendenti Istituti autonomi case
popolari
1. Limitatamente agli Istituti autonomi case popolari, il
limite del trattamento economico annuo dei dipendenti, di cui al
comma 3 dell'articolo 13 della legge regionale 11 giugno 2014,
n. 13, modificato dall'articolo 14, comma l, della legge
regionale 17 maggio 2016, n. 8, non trova applicazione per i
titolari dei contratti collettivi nazionali di lavoro, nel
rispetto degli equilibri di bilancio dell'ente e senza maggiori
oneri per la finanza pubblica regionale».
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo
riguarda gli IACP e non vedo la presenza dell'Assessore Falcone.
Questo viene inizialmente dalla legge regionale 13/2014 quando
avevamo messo dei limiti per quanto riguarda gli stipendi di
alcuni dirigenti. Nel 2016 l'abbiamo confermato a 100.000 euro
l'anno.
PRESIDENTE. Onorevole Zito, accantoniamolo perché non c'è
l'Assessore, quando arriverà tratteremo gli articoli relativi
alle infrastrutture.
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Art. 24.
Prestazioni specialistiche a favore di cittadini residenti in
altre regioni
1. In attuazione del comma 574 dell'articolo 1 della legge del
28 dicembre 2015, n. 208, al fine di garantire il diritto di
libera scelta del luogo di cura da parte dei cittadini,
l'assessorato della salute dispone che le prestazioni di
assistenza ospedaliera di alta specialità e le prestazioni
specialistiche siano erogate anche a favore di cittadini
residenti in regioni diverse da quelle di appartenenza, senza
l'applicazione della riduzione degli importi e dei
corrispondenti volumi di acquisto di cui all'articolo 15, comma
14, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con
modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135».
Poiché è stato presentato un solo emendamento soppressivo,
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi e cittadini
siciliani, siccome riteniamo che questo articolo sia, appunto,
molto importante, vorremmo che il Governo relazionasse sul
contenuto e sui risvolti in materia, soprattutto, di economia
pubblica e sanitaria. Per cui, se possiamo accantonarlo e
discuterlo nel pomeriggio sarebbe opportuno.
PRESIDENTE. L'Assessore per l'economia è presente in Aula.
DE LUCA. Sì, ma ci vorrebbe anche la presenza dell'Assessore
per la salute, Razza, perché ha dei risvolti fondamentali in
materia di sanità. Quindi, sarebbe importantissimo.
PRESIDENTE. L'articolo 24 è accantonato. Però, se il Governo
intanto potesse chiamare gli Assessori perché altrimenti
accantoniamo tutto.
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Art. 25.
Modifiche all'articolo 26 della legge regionale 8 maggio 2018,
n. 8
in materia di stabilizzazioni di personale precario
1. Al comma 8 dell'articolo 26 della legge regionale 8 maggio
2018, n. 8, dopo le parole autonomie locali sono aggiunte le
parole e del dipartimento regionale del lavoro, dell'impiego,
dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative e
dopo le parole 191320 sono aggiunte le parole e 313319 ».
Invito al ritiro dell'emendamento 25.1 a firma degli onorevoli
Aricò ed Assenza perché riproduce il testo base senza il
riferimento necessario e obbligatorio al Dipartimento al lavoro.
E' ritirato?
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta
soltanto di una correzione di carattere tecnico di un capitolo
di bilancio. Tutto qua.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, qual è questa modifica di cui
parla? Perché qui non si riesce a capire in realtà.
DI MAURO. È la modifica del capitolo.
PRESIDENTE. Può essere che è stato corretto il testo, ma sono
identici. Votiamo direttamente l'articolo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26 che lo tratteremo insieme
all'articolo 52, per cui lo accantoniamo.
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27.
Contributi per le adozioni
1. L'articolo 7 della legge regionale 31 luglio 2003, n. 10 è
sostituito dal seguente:
Art. 7 - 1. L'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro è autorizzato a concedere
contributi fino al 50 per cento delle spese sostenute dalla
famiglia adottiva nei due anni successivi all'adozione per le
spese relative alla gestione degli adottati in relazione alle
spese per psicologi, logopedisti, pedagogisti e ogni altra spesa
utile all'inserimento sociale e scolastico.
2. Con decreto da emanarsi entro 120 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge l'assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro determina i criteri e
le modalità attuativi della compartecipazione finanziaria di cui
al comma 1, previo parere della VI Commissione dell'Assemblea
regionale siciliana, nei limiti dello stanziamento annuale».
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Tutti gli emendamenti
dell'onorevole Lupo sono ritirati.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,
l'articolo semplicemente modifica la legge di appartenenza in
modo che i contributi alle coppie che adottano, che scelgono il
procedimento dell'adozione internazionale, siano concessi nella
misura del 50 per cento delle spese rendicontate, per sostenere
le spese che servono, poi, per sostenere questi bambini con
psicologi, logopedisti e tutto ciò che occorre per l'inserimento
sociale e scolastico di questi bambini.
Modifichiamo la norma, semplicemente perché quella precedente
andava a sovrapporsi a quella nazionale, che era di capienza
maggiore e, quindi, questa regionale non era utile a sostenere
queste famiglie.
Volevo ringraziare, anche, aveva dato parere favorevole, però,
in Commissione Sanità, e volevo ringraziare i colleghi per aver
ritirato i soppressivi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
che non c'è l'assessore alla Famiglia, però è una questione
delicata questa. Questa norma è stata introdotta nella legge
quando fu istituito l'Assessorato alla Famiglia, cioè per la
prima volta entrò nell'ordinamento dell'amministrazione
regionale - nel 2003, lo dico perché questo fu un mio
emendamento in Commissione, ecco - il contributo per le famiglie
che adottano bambini.
Ora, scoprire dopo quindici anni che quella norma non
troverebbe attuazione perché c'è - anche allora c'era una norma
nazionale. Qui stiamo parlando della possibilità di sostenere le
famiglie che, per adottare all'estero, devono pagare perché il
circuito delle adozioni avviene attraverso le associazioni
autorizzate dal Ministero, dalla Presidenza del Consiglio che ha
la delega, ma pagano e sono, oltre che i costi di trasferimento,
di soggiorno, presso i Paesi di origine di questi bambini - io
non capisco perché dobbiamo eliminare una cosa che ha funzionato
fino ad ora. Tra l'altro, mi pare che in questo bilancio non c'è
un euro Abbiamo cancellato la previsione finanziaria. Ma, in
ogni caso, ha funzionato fino ad ora.
Ora, io capisco che il collega si ponga la Ripeto, la norma
da quindici anni ha avuto attuazione. Se ci sono degli
aggiustamenti, non sono innamorato di nulla. Però, se il collega
vuole estendere ad altre tipologie di rimborso o si integra, ma
non con quel fondo Cioè, evitiamo di fare un danno alle
famiglie che vogliono adottare i bambini, questo voglio dire,
chiaro?
Ma, se c'è bisogno di un ulteriore cosa, si fa una norma ed un
capitolo ad hoc per quella tipologia di spesa delle famiglie.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché, secondo me, non c'è chiarezza sull'articolo. In realtà
la norma nazionale, l'applicazione della norma nazionale
eviterebbe l'applicazione della norma regionale. Quindi in
Commissione Sanità, debbo dire, tutti i gruppi parlamentari
hanno ritenuto volere sostenere ulteriormente le famiglie
consentendo a coloro i quali accedono ai contributi nazionali,
anche il 50 per cento, in una forma del 50 per cento dei
contributi regionali. Quindi, è una norma a sostegno e in
aggiunta al contributo nazionale.
PRESIDENTE. Gli emendamenti soppressivi sono stati ritirati.
Si passa all'emendamento 27.2, degli onorevoli Fava e Lo
Giudice; però il Governo mi deve dare il parere, perché prevede
di aumentare il contributo. Immagino che sia contrario, perché
non si possono aumentare i soldi
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.2 con il
parere contrario del Governo.
LO GIUDICE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 27. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Art. 28.
Rendicontazione iniziative per scuole e antichi mestieri delle
tradizioni popolari
1. Le iniziative a valere sul Fondo di cui all'articolo 47
della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 possono essere
realizzate e rendicontate entro il 30 giugno 2019».
E' stato presentato l'emendamento soppressivo 28.1. Pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo 28. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Art. 29.
Riserva in favore delle unioni di Comuni
1. All'articolo 19 della legge regionale 8 maggio 2018, n.
8 le parole l'esercizio finanziario 2018 sono sostituite dalle
parole gli esercizi finanziari 2018, 2019 e 2020 e le parole
trasferimenti regionali di parte corrente per l'anno 2018 sono
sostituite dalle parole trasferimenti regionali di parte
corrente per gli anni 2018, 2019 e 2020 ».
Non ci sono emendamenti. Pongo in votazione l'articolo 29.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Art. 30.
Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 29 dicembre
2016, n. 27 in materia di stabilizzazione di personale precario
1. Al comma 6 dell'articolo 3 della legge regionale 29
dicembre 2016, n. 27 dopo le parole soggetti assunti. sono
aggiunte le parole Il contributo di cui al presente comma è
riferito anche ai soggetti inseriti nell'elenco di cui al
predetto articolo 30 stabilizzati con le procedure richiamate
dal presente articolo, avviate e concluse alla data del 31
dicembre 2017. .
2. Al comma 21 dell'articolo 3 della legge regionale n.
27/2016 dopo le parole di cui all'articolo 6 della legge
regionale 29 dicembre 2010, n. 24, sono aggiunte le parole e
di cui all'articolo 4, commi 6 e 8 del Decreto Legge 31 agosto
2013, n. 101, convertito con modificazioni dalla legge 30
ottobre 2013, n. 125 ».
Il comma 2 è inammissibile. Si vota soltanto il comma 1.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, i due commi sono,
sostanzialmente, collegati l'uno con l'altro. È una discussione
che abbiamo affrontato anche in occasione dei lavori della
Commissione Bilancio .
Con questa norma si dà la possibilità ai comuni che hanno
effettuato, quindi avviato e concluso le procedure di
stabilizzazione, di fruire del contributo.
Ci tengo a sottolineare che sono entrambi, sia il comma 1 che
il comma 2, delle norme tecniche che non richiedono un'ulteriore
copertura finanziaria. Il Fondo, infatti, rimane cristallizzato
a quello che è già stato stabilito dalla normativa ultima,
ovvero la 27 del 2016. È chiaro, però, che se non inseriamo a
livello normativo la possibilità di usufruire del contributo
anche per chi ha stabilizzato attraverso la legge del 2014, è
chiaro che c'è un vuoto normativo che non ci consente di poterlo
fare.
Ripeto, sottolineo non vi è un'ulteriore copertura
finanziaria, ma solo la possibilità di dare ai comuni che hanno
fatto, fra l'altro, bene a stabilizzare prima, questa
possibilità.
PRESIDENTE. Non possiamo trattare il comma 2. C'è una
riscrittura del comma 1. È accantonato.
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Art. 31.
Trasferimento immobili società ex Sanderson
1. All'articolo 61, comma 1 della legge regionale 8 maggio
2018, n. 8, dopo le parole la salute pubblica, sostituire le
parole possono essere trasferiti con le parole saranno
trasferiti gratuitamente ».
Assessore abbiamo bisogno di un emendamento che mi dica che
non ci sono
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Il dirigente generale del
Dipartimento delle finanze e del credito, ha confermato dagli
atti di ufficio
CRACOLICI. Di cosa stiamo parlando?
ARMAO, assessore per l'economia. Stiamo parlando dell'articolo
31. L'articolo 31 risulta tra quelli dei quali si è chiesto un
accertamento in ordine alle coperture. Il dirigente generale del
Dipartimento delle finanze e del credito ha confermato, dagli
atti di ufficio, che gli immobili ex Sanderson della società
sono stati trasferiti all'ESA e mai transitati o assunti in
consistenza alla Regione. Per quanto precede, non fanno parte
del patrimonio della Regione ma dell'ESA, pertanto non
determinano effetti patrimoniali diretti a carico del bilancio
della Regione.
CRACOLICI. Per l'ESA sì
ARMAO, assessore per l'economia. Per l'ESA sì, certo. Io
questo devo riferire. C'è stato chiesto quali sono gli effetti.
Sono a carico dell'ESA.
PRESIDENTE. Assessore, siccome lo stesso dirigente scrive in
una nota che va inserita una clausola di invarianza, anche
rispetto agli effetti di bilancio e rendiconto consolidato della
Regione, ci vuole un emendamento.
ARMAO, assessore per l'economia. Va bene. Scriviamo
l'emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, è corretta la relazione del
dirigente. Mi permetto di dire ante 118. Perché col 118 e il
bilancio consolidato, cioè il patrimonio dell'Esa fa parte
comunque del bilancio consolidato della Regione.
Con tutto il rispetto, se noi priviamo di patrimonio un ente
pubblico della Regione stiamo sottraendo valore ad un ente.
Questo valore deve essere compensato in altra forma. Faccio un
esempio proprio sull'Esa: l'Esa era l'ente che faceva parte del
pacchetto di immobili che furono ceduti alla società di allora.
Bene, l'Esa ha fatto causa alla Regione e il giudice ha
riconosciuto all'Esa un valore di concambio che la Regione deve
dare all'Esa. Ora qui stiamo facendo una norma che lo fa
gratuitamente. Dico, ma possiamo farlo con i beni nostri privati
non con i beni pubblici. Come si fa a fare una norma del genere?
O i Comuni danno un valore corrispettivo all'Esa, ma non è che
possiamo privare un ente che è sottoposto a bilancio, eccetera,
di un patrimonio Questa è pirateria legislativa, non è legge
PRESIDENTE. Assessore Armao, facciamo la riscrittura?
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Attenzione, è una norma
proposta dalla Commissione, Presidente, non del Governo. Però,
adesso che c'è, proponiamo la riscrittura.
PRESIDENTE. Accantoniamolo un attimo in attesa della
riscrittura, perché va scritta questa cosa con l'invarianza.
LO GIUDICE. Non ho capito
PRESIDENTE. Ci fermiamo un attimo per la riscrittura
dell'articolo. Pertanto, l'articolo 31 è accantonato.
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Art. 32
Disposizioni in materia di demanio marittimo
1. L'articolo 20 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16 è
così modificato:
a) il comma l ter è sostituito dal seguente:
1 ter. Fino al completamento della procedura di cui al comma
3 dell'articolo 4 è consentito all'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente il rilascio di nuove concessioni
demaniali marittime con validità sino al 31 dicembre 2020. ;
b) dopo il comma 1 ter sono aggiunti i seguenti:
1 quater. Compatibilmente con le esigenze del pubblico uso,
nelle more dell'approvazione dei Piani di Utilizzo del Demanio
Marittimo di cui al comma 3 dell'articolo 4 della legge
regionale 29 novembre 2005, n. 15, è altresì consentito il
rilascio di autorizzazioni di durata breve, attraverso procedure
amministrative semplificate, per l'occupazione e l'uso di
limitate porzioni di aree demaniali marittime e di specchi
acquei, comunque non superiori a complessivi metri quadrati
mille, e per un periodo massimo di novanta giorni, non
prorogabili e non riproponibili nello stesso anno solare, allo
scopo di svolgere attività turistico ricreative, commerciali o
sportive, anche attraverso la collocazione di manufatti, purché
precari e facilmente amovibili.
1 quinquies. Con decreto dell'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente, da emanarsi entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, saranno
disciplinate le modalità di presentazione delle richieste e le
relative procedure amministrative finalizzate al rilascio dei
provvedimenti di cui al comma 1 quater».
L'Articolo 32, su richiesta del Governo, è accantonato.
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Art. 33.
Canoni per l'utilizzo del demanio marittimo ed agevolazioni
all'insediamento delle strutture dedicate alla nautica da
diporto
1. Le strutture dedicate alla nautica da diporto, che
rientrano nella categoria degli imbullonati ai sensi
dell'articolo 1, comma 21 della legge 28 dicembre 2015, n. 208,
sono escluse dal calcolo della rendita catastale. La
disposizione di cui al presente comma non comporta minori
entrate a carico del bilancio della Regione.
2. Ai sensi dell'articolo 32 del decreto legge 12 settembre
2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla legge 11
novembre 2014, n. 164, le prestazioni delle strutture di marina
resort sono assimilate quelle delle strutture ricettive all'aria
aperta e pertanto sono soggette all'applicazione del tributo di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633 e successive modifiche ed integrazioni, nella medesima
misura come determinata ai sensi della Tabella A, parte III, n.
120 dello stesso decreto del Presidente della Repubblica n.
633/1972».
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho delle
perplessità circa il comma 1 e il comma 2. Vi spiego meglio. Gli
imbullonati con questo comma, almeno per quanto riguarda il
comma 1 dell'articolo 33, stiamo dicendo che gli imbullonati non
pagano la rendita catastale.
C'è una normativa a livello nazionale, in questa direzione, ma
a questa normativa vi è stata una sentenza della Corte
costituzionale che vi leggo: Tutte le componenti che
contribuiscono in via ordinaria ad assicurare a un'unità
immobiliare una specifica autonomia funzionale e reddituale,
stabile nel tempo, sono da considerarsi elementi idonei a
descrivere l'unità stessa e influenti rispetto alla
quantificazione della relativa rendita catastale a prescindere
dal sistema di concessione, utilizzato per il collegamento della
struttura .
Il mio dubbio sul comma 1 è questo: se ci sono minori entrati
a carico del bilancio della Regione, la domanda è per i Comuni
vale la stessa cosa?
Cioè noi con questo comma stiamo in qualche modo sovvertendo
una sentenza della Corte costituzionale.
Per quanto riguarda, invece, il comma 2, sui Marina Resort,
anche qui c'è una normativa nazionale di riduzione dell'iva del
10 per cento, però a mio modo di vedere, è bene specificare,
infatti ho fatto un modificativo al comma 2, di aggiungere le
parole che siano in possesso dei requisiti di cui al Decreto
del Ministero delle infrastrutture 3.10.2014 .
Questa è una specificazione molto importante, perché così,
specificando che ci rivolgiamo ai Marina Resort, inseriti al
decreto del Ministero delle infrastrutture del 3 ottobre 2014,
stiamo normando al meglio questo comma che, ripeto, va a ridurre
del 10 per cento l'IVA per i Marina Resort. Grazie.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, Governo, colleghi, onorevole Di
Paola, come lei ben sa, questa norma che abbiamo trattato già
nel disegno di legge sui Marina Resort vuole portare al comma 1
l'agevolazione ai sensi della legge nazionale attualmente in
vigore, quindi, la sentenza della Corte Costituzionale non
inficia quello che il legislatore nazionale ha attuato e che noi
stiamo recependo, cioè l'agevolazione sulle rendite catastali
per tutte quelle strutture ricettive in tema di nautica,
aiutando, in questo momento storico, il comparto: al comma 1 per
quanto riguarda i cosiddetti imbullonati che, poi, sono i
pontili; al comma 2, invece, stiamo recependo, e su questo
avevamo condiviso insieme al Movimento Cinque Stelle un percorso
in Commissione di merito, l'IVA al 10 per cento, cioè l'IVA
agevolata.
Io credo che sia, Governo, una norma di buon senso in un
momento storico in cui dobbiamo incentivare l'attrattività
turistica nella nostra Regione, ma soprattutto fare sì che le
nostre infrastrutture siano più fruibili.
PRESIDENTE. Intanto, permettetemi di salutare l'onorevole
Lantieri che è da tempo che non vediamo. Onorevole Lantieri,
benvenuta, bentornata.
Pongo in votazione l'emendamento 33.2. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 33.1 è uguale.
Si passa all'emendamento 33.4, degli onorevoli Palmeri, Di
Paola, Campo e Trizzino, che prevede la soppressione del comma
1 . Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
DI PAOLA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 33.3, a firma degli onorevoli Palmeri
ed altri, "il comma 2 è soppresso". Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
PALMERI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Ritirato pure questo,
benissimo. Allora, sono tutti ritirati?
DI PAOLA. No, il 33.8 lo lasciamo.
PRESIDENTE. Il 33.8, a firma degli onorevoli Di Paola ed
altri, prevede il riferimento ai requisiti minimi per
l'equiparazione delle strutture ricettive all'area aperta.
Rimane valido? Lo dobbiamo votare?
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
è una tautologia. E' chiaro che devono essere conformi al
decreto ministeriale, per cui do parere contrario.
DI PAOLA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 33.8.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 33.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 62
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 20
Contrari 26
Astenuti 8
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 33. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo un'ora per poter prendere ognuno di noi un boccone e
ci rivediamo alle ore 14.30 qui in Aula. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.34, è ripresa alle ore 15.03)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. L'Assessore Armao ha chiesto di parlare per una
precisazione. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, la
questione concerne l'articolo 31, sul quale c'eravamo - anche
sulla scorta delle osservazioni dell'onorevole Cracolici -
fermati ad un approfondimento.
Il Dipartimento delle finanze si è espresso, ovviamente, per
quanto concerne l'Amministrazione regionale con il dipartimento
del bilancio che, com'è noto, è responsabile non solo del
bilancio della Regione ma anche della redazione del bilancio e
del rendiconto consolidato. Abbiamo esaminato la vicenda ed è
opportuno che la neutralità che con il Presidente Savona abbiamo
esaminato quando si è approfondita la norma in Commissione,
venga garantita sul piano non solo del bilancio regionale ma
anche del bilancio consolidato.
E, pertanto, il Governo - ma analogo emendamento verrà
proposto con riguardo alla disposizione sugli IACP, articolo 45
- intende garantire, credo nell'interesse dell'intero comparto
della Regione, quindi non solo l'Amministrazione in senso
stretto ma anche degli enti partecipati, la neutralità.
Poiché mi si citava l'esempio che lo scorso anno ha visto
transitare dall'ASI alla Regione o dall'IRCAC alla CRIAS della
Regione, ma questo è avvenuto nel perimetro degli enti che fanno
parte del bilancio del rendiconto consolidato, mentre qui ci
troviamo - fermo restando che sempre di enti pubblici si tratta
- al di fuori del perimetro, sotto questo profilo non è
garantibile la neutralità se non attraverso una clausola di
compensazione. Per cui, all'articolo 31 prevediamo che le parole
saranno trasferite gratuitamente sono integrate al fronte del
trasferimento all'ente da parte del Comune di immobili di pari
valore .
Quindi, sotto questo profilo, se questo immobile che ha
certamente per la sua allocazione una sua configurazione, una
rilevanza consistente per quel territorio può benissimo essere
compensato con beni, che d'altronde all'Esa quell'immobile non
serve più.
All'Esa serve una dotazione patrimoniale che in questo modo
viene comunque garantita attraverso un meccanismo di scambio tra
enti pubblici che, com'è noto, non può dar luogo a pregiudizio
erariale, deve aver luogo soltanto ad una valutazione da parte
degli enti partecipati.
Quindi, sotto questo profilo credo che si possa procedere
all'approvazione dell'articolo, però subordinato a questa
previsione.
La stessa cosa viene fatta con riguardo all'articolo 45,
proprio con quella finalità. E' quello l'obiettivo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare
che l'obiezione che avevo, mi ascolti per favore perché si
tratta di un passaggio in cui lei deve assumere una
determinazione. L'intervento che avevo fatto poc'anzi in qualche
modo ha trovato da parte del Governo il riconoscimento della
fondatezza del quesito che ponevo, che addirittura, l'avrei
posto anche sul futuro articolo 45, riguarda anche la questione
Iacp, la cessione.
Credo che, alla luce delle considerazioni, è evidente che
queste due norme, siccome non è immaginabile che ci sia un
trasferimento di immobili, che ci potrebbe pure essere
autonomamente eventualmente, non c'è bisogno della norma, quindi
io sarei per stralciare sia l'uno che l'altro dal testo.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto
quanto testé affermato dall'assessore per l'economia, dottore
Armao, mi trova in condivisione, in ogni caso mi sembra anche
opportuna l'osservazione dell'onorevole Cracolici. Quindi, credo
che potrebbe essere una buona soluzione stralciare gli articoli
31 e 45.
PRESIDENTE. Prendere questa decisione va bene, ma datemi 5
minuti. Sospendo, pertanto la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 15.09, è ripresa alle ore 15.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. L'Assessore Armao ha chiesto di parlare. Ne ha
facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, io ho
illustrato entrambi gli emendamenti proposti dal Governo, ma è
chiaro che
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome è una cosa delicata,
se fate un attimo di silenzio e ascoltate quello che dice
l'Assessore, così poi possiamo andare avanti. Grazie.
ARMAO, assessore per l'economia. Io ho illustrato gli
emendamenti che provengono dai Dipartimenti del mio Assessorato,
cioè sia dalle Finanze che dal Bilancio, e non può che adottarsi
questa soluzione.
Se si ritiene che questo determini uno svuotamento - a mio
avviso no - però se determina uno svuotamento della disposizione
ne chiederei lo stralcio, lo rinvio in Commissione e poi
facciamo gli opportuni approfondimenti, ma lo togliamo dal testo
adesso o altrimenti si vota; probabilmente, è meglio stralciarli
e proseguire in modo da potere approfondire negli atti che
verranno all'esame della Commissione Bilancio questi due
articoli più puntualmente e partitamente.
PRESIDENTE. La richiesta del Governo è il ritiro dei due
articoli, 31 e 45.
Se non sorgono osservazioni, così resta stabilito e, quindi,
vengono stralciati.
CRACOLICI. Presidente, posso fare una precisazione
sull'articolo 27 che abbiamo già votato?
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, volevo fare una precisazione per
la seguente ragione: lei ha fatto votare il testo così com'è nel
fascicolo, anche alla luce dell'intervento del collega Carmelo
Pullara, che ha detto che quella norma integra la norma già
vigente.
Purtroppo, la norma sostituisce e non integra. Ecco perché
chiederei che col 117, se siamo d'accordo, l'articolo 27
approvato sia ad integrazione dell'articolo x della legge 10
del 2003, perché la sostituzione eliminerebbe il diritto
all'accesso all'adozione internazionale per le famiglie. chiaro?
PRESIDENTE. E' chiarissimo quello che ha detto però, siccome
la correzione con il 117 sarebbe una correzione sostanziale, se
l'Aula è d'accordo io la faccio. Intervenite per favore e lo
dite, perché poi, dopo è una responsabilità che io non mi posso
assumere.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, personalmente in quanto promotore
dell'articolo e come forza politica siamo d'accordo col collega
Cracolici, poi in sede di attuazione delle norme, una volta
modificate col 117 andremo anche in base ai dati pregressi,
quanti soldi sono stati spesi negli anni precedenti, a modulare
i decreti attuativi. D'altronde, la norma prevede che i decreti
attuativi passino dalla Commissione Sanità , quindi avremo modo
di verificare e di modulare correttamente i decreti.
PRESIDENTE. Benissimo. Dai Capigruppo della Maggioranza credo
che non ci sono obiezioni. Non ci sono obiezioni da parte di
nessuno. Da parte del PD immagino di no. Per cui, do agli
Uffici questo incarico, poi quando sarà il momento di riscrivere
tutta la norma, di tenere conto di queste osservazioni.
Allora, andiamo avanti con le votazioni. Poi, gli accantonati
li esamineremo tutti dopo, sennò inizia una confusione bestiale.
Si passa all'articolo 35. Il 34 poi lo vediamo un attimo. Ne
do lettura:
«Art. 35.
Fondo per il trattamento accessorio dei dipendenti
1. All'articolo 49, comma 27, della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9, le parole dicembre 2020 sono sostituite dalle
parole dicembre 2017 .
2. L'articolo 13, comma 1 della legge regionale 17 marzo 2016,
n. 3 è soppresso».
Allora, si passa all'emendamento 35.1, a firma di Ciancio ed
altri, di soppressione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Il 34? Mi è stato chiesto un attimo di tempo, lo abbiamo
scavalcato, lo prendiamo dopo. Siamo al 35.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente. Volevo maggiori informazioni
riguardo questo articolo da parte del Governo, perché così, mi
pare da una mia interpretazione, che stiamo aumentando il tetto
massimo che avevamo previsto nel 2014. Per quanto riguarda i
dipendenti regionali. Quindi, stiamo aumentando i tetti degli
stipendi, che per la legge regionale del 2015 avevamo bloccato
fino al 2020 o comunque queste spese accessorie noi avevamo
detto fino al 2020, visto che la Regione è in un momento di
crisi, le avevamo in qualche modo fermate fino a dicembre 2020.
Da quello che ho capito questo articolo addirittura va in modo
retroattivo, cioè sblocchiamoli dal dicembre 2017.
Quindi, volevo maggiori informazioni al riguardo, perché se
siamo in difficoltà, Presidente, è giusto che le difficoltà
vengano condivise da tutti e non capisco il perché di andare a
modificare questa norma. Grazie.
PRESIDENTE. Il Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, se lo accantoniamo un momento lo approfondiamo e fra
cinque minuti saremo in condizioni di dare un'indicazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, siccome però c'è un emendamento
del Governo che di fatto risolve il problema, perché c'è
l'emendamento che evita la retroattività della norma. Almeno
sulla retroattività lo evita. L'intervento dell'onorevole Di
Paola non era solo sulla retroattività ed è su quello che
dovremmo rispondere, perché la retroattività non c'è più.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusi,
Presidente, l'emendamento del Governo è il 35.7?
PRESIDENTE. Sì.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Va bene
così, Presidente.
PRESIDENTE. Cioè possiamo votare, andiamo avanti.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì, va
bene.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 35.3, a firma degli
onorevoli Foti e altri, il comma 1 soppresso .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 35.7, a firma del Governo, di cui
abbiamo parlato.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole. Con questo
intervento non si svolgono effetti retroattivi e la disposizione
ha effetti solo pro futuro.
PRESIDENTE Benissimo. La Commissione è favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 35.6, a firma degli onorevoli Lupo e
altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 35.
CAPPELLO CAPC Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 35
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 35.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 62
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 30
Contrari 22
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Art. 36.
Disciplina dell'addizionale regionale Irpef
1. Al fine di assicurare la progressività dell'imposizione
fiscale in armonia con le previsioni di cui all'articolo 53
della Costituzione, ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera
c) della legge 5 maggio 2009, n. 42 e dell'articolo 50 del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, la Regione
disciplina le aliquote dell'addizionale regionale all'imposta
sul Reddito delle Persone Fisiche secondo le previsioni di cui
all'articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 6 maggio 2011,
n. 68.
2. In attuazione delle previsioni di cui al comma 1 l'aliquota
dell'addizionale regionale viene determinata, a decorrere dal
periodo d'imposta 2020, per ciascuno scaglione di reddito
imponibile di cui all'articolo 11 del decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nella misura di
seguito indicata:
a) 1,23 per cento;
b) 1,43 per cento;
c) 1,63 per cento;
d) 1,68 per cento;
e) 1,73 per cento.
3. Il maggior gettito derivante dall'attuazione delle
previsioni di cui al presente articolo è destinato per le
finalità di cui al comma 4 dell'articolo 30 della legge
regionale 8 maggio 2018, n. 8 (Missione 12, Programma 2,
capitolo 183810)».
Assessore Armao, sull'articolo 36 c'è un emendamento
soppressivo del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, fermo
restando l'apprezzamento per una iniziativa che certamente vuole
introdurre un alleggerimento dell'impatto delle addizionali che,
purtroppo, non per scelta del legislatore regionale, ma per
scelta del legislatore statale, sono non proporzionali ma sono
piene, gli articoli prevedevano degli interventi di
rimodulazione e di articolazione che, pur apprezzabili sul piano
politico, abbiamo verificato con gli Uffici che non sono
ammissibili sul piano della compatibilità ordinamentale.
Sicché io proporrei, anche per questi due articoli, piuttosto
che prevedere la votazione di un emendamento soppressivo, anche
per questi lo stralcio per gli approfondimenti necessari.
Articoli 36 e 37.
PRESIDENTE. Siccome anche l'onorevole Lupo è d'accordo
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Velocemente, onorevole Di Paola.
Siamo all'articolo 36 per ora.
DI PAOLA. Presidente, per capire, al momento questo articolo
si sta accantonando?
PRESIDENTE. No, si sta stralciando.
DI PAOLA. Lo stiamo stralciando?
PRESIDENTE. Si sta bocciando.
DI PAOLA. Va bene allora, perché stavamo aumentando le tasse
ai siciliani, no? Va bene.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Era della
Commissione, quindi anche suo
PRESIDENTE. Scusi, allora, pongo in votazione l'emendamento
36.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'abbiamo soppresso. Scusate, eravate d'accordo alla
soppressione e l'abbiamo soppresso. Come no? Si passa
all'articolo 37. Ne do lettura:
«Articolo 37
Detrazione addizionale regionale Irpef
1. A decorrere dal periodo di imposta 2020 ai soggetti aventi
un reddito imponibile ai fini del tributo di cui all'articolo 50
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, è riconosciuta
una detrazione dall'importo dovuto a titolo di addizionale
regionale nella misura massima di 210 euro in relazione alla
quota di imponibile complessivo determinato dai redditi
conseguiti a titolo di:
a) trattamento di cassa integrazione di cui al decreto
legislativo 14 settembre 2015, n. 148 e successive modifiche ed
integrazioni;
b) trattamenti di cui al decreto legislativo 4 marzo 2015,
n.22 e successive modifiche ed integrazioni, nonché altri
trattamenti speciali di sostegno al reddito in caso di
disoccupazione involontaria previsti dalla vigente disciplina
nazionale;
c) assegni e pensioni di invalidità ed inabilità previsti
dalla vigente disciplina nazionale.
2. Se l'imposta dovuta dal contribuente risulta inferiore
all'importo della detrazione di cui al comma 1 non sorge alcun
credito d'imposta.
3. Le minori entrate per il bilancio della Regione per effetto
delle previsioni di cui al comma 1 sono compensate con la
rideterminazione, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, del decreto
legislativo 6 maggio 2011, n. 68, dell'aliquota dell'addizionale
regionale IRPEF per gli scaglioni d'imposta di cui all'articolo
11 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, comma 1, lettere c), d) ed e) nella misura dell'1,73 per
cento.
4. Al fine di monitorare il mantenimento dell'equilibrio dei
flussi di entrata fiscali della Regione il Governo, entro il
termine inderogabile del 31 ottobre 2021, trasmette
all'Assemblea regionale siciliana una relazione analitica sugli
effetti finanziari annuali e pluriennali delle disposizioni di
cui al presente articolo».
L'articolo 37 è stralciato. Questo qua, c'è un emendamento del
Governo che lo sopprime. Siccome ormai abbiamo votato, ragazzi,
io non so che fare. E, quindi, è soppresso l'articolo 36.
L'articolo 37 è stralciato.
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
«Articolo 38
Modifiche all'articolo 4 della legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16
in materia di interventi di ristrutturazione edilizia
1. All'articolo 4, comma 3, della legge regionale 10 agosto
2016, n. 16, le parole alla lettera f) del comma 1
dell'articolo 3 sono sostituite dalle parole alla lettera d)
del comma 1 dell'articolo 3 ».
All'articolo 38 è stato presentato l'emendamento 38.1, a firma
degli onorevoli Aricò ed altri, che esclude gli interventi di
ristrutturazione edilizia previsti dal testo in alcune categorie
e immobili indicate. Il parere del Governo?
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Grazie, Presidente. Al netto del fatto che la norma
interviene su una riforma edilizia che è oggetto di lavoro
all'interno dell'Assessorato all'ambiente, infatti l'assessore
Cordaro poco tempo fa in Commissione ci ha confortato sul fatto
che c'è una discussione sia in Assessorato, che poi arriverà in
Commissione, sulla riforma edilizia. Vorremmo sapere da lui cosa
ne pensa di una norma che, in un certo senso, va ad introdurre
un aspetto dell'urbanistica all'interno di una materia che, in
realtà, è sui titoli edilizi quindi prettamente legata alla
legge 16. Quindi, dopo avere ottenuto il parere del Governo
forse abbiamo la possibilità di capire in che termini si
sviluppa questa proposta anche alla luce della riforma edilizia
che il presidente Musumeci dovrà, appunto, presentare in
Commissione Ambiente'.
PRESIDENTE. Grazie, ma infatti il parere del Governo era già
stato chiesto, se ce lo dà al volo. Prego.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
molto semplicemente, questa è una norma che è stata discussa in
Commissione, che è stata valutata dagli Uffici, non ci sono
ragioni ostative e, quindi, in ogni caso, il Governo si rimette
all'Aula, ma non ci sono ragioni ostative.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Presidente, provo a togliere l'imbarazzo all'Aula
anche alla luce delle riflessioni che ha fatto il Governo. A mio
giudizio, nel merito, l'emendamento è apprezzabile perché
corregge un refuso del Testo unico sull'edilizia che abbiamo
approvato anni fa in Assemblea, per cui in assenza di strumento
urbanistico attuativo, ovviamente, l'intervento consentito è
quello di ristrutturazione edilizia e men che mai di
ristrutturazione urbanistica. Resta un problema, però,
Presidente, che riguarda l'andamento dei lavori di questo
Palazzo. Senza il parere della IV Commissione, la Commissione
Bilancio' non può imbucare in Aula materie urbanistiche. Io
dico, questa volta, stiamo correggendo un refuso, però credo che
a tutela dei lavori della IV queste cose non dovrebbero
accadere.
PRESIDENTE. No, chiedo scusa, non c'è dubbio, chiedo scusa
onorevole Barbagallo. Onorevole Barbagallo scusi mi ha chiesto
una cosa, le sto rispondendo. Un minimo anche di educazione. E
no, non ve l'abbiate a male perché già ognuno qua fa quello che
vuole, quando mi si domanda una cosa almeno si aspetti la
risposta, no? Quando mi si chiede una cosa poi aspetti almeno la
risposta della cosa che mi viene chiesta. E io sono d'accordo
con l'onorevole Barbagallo, cioè deve andare in Commissione. Se
la Presidente della Commissione lo può fare velocemente bene
altrimenti si porta dopo. Quindi, lo accantoniamo.
MILAZZO. C'è andata in Commissione
PRESIDENTE. Se è andata in Commissione, allora
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Posso?
PRESIDENTE. Sì, sì.
SAVARINO. In effetti, questo emendamento in Commissione è
venuto, cioè è stato presentato, è stato valutato dalla
Commissione e, in assenza del presentatore che non lo aveva
spiegato, lo abbiamo bocciato.
Quindi, tecnicamente, in Commissione c'è stato.
In altre occasioni
PRESIDENTE. C'è il parere della Commissione sull'emendamento?
SAVARINO. Sì. Negativo.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, mi risponde per favore? C'è il
parere della Commissione?
SAVARINO. Sì. L'emendamento è stato presentato in Commissione
e la Commissione, che non ha avuto spiegazioni sufficienti, l'ha
bocciato.
PRESIDENTE. Ma c'è il parere.
SAVARINO. Sì.
PRESIDENTE. E, allora andiamo avanti. L'importante è che
ci sia il parere e la Commissione abbia espresso il suo parere.
Poi quale sia stato il parere è un problema che riguarda la
politica.
Il parere del Governo sull'emendamento 38.1?
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il Governo si è rimesso all'Aula.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole la Commissione. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Chiedo scusa. Io capisco che siamo tutti stanchi, ma se siamo
così stanchi, sospendiamo e riprendiamo domani. Se volete
continuare, oggi, io devo avere la possibilità di gestire
quest'Aula. Se continuate a parlare ognuno per i fatti vostri,
io non chiedo più la cortesia di stare zitti. Sospendo l'Aula e
andiamo a domani. Quindi, dipende da voi se continuare o meno.
Stavamo votando l'articolo 38.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io ho votato, si è votato. Il
tema però è uno. Noi siamo stati mezzora a parlare se il 38 si
poteva fare o non si poteva fare. Dopodiché abbiamo votato il
38.1 che è un'altra cosa, cioè dice che quell'articolo non si
applica, se ho capito bene, a specifici luoghi o siti.
Volevo capire la ratio.
Se è consentita la ristrutturazione edilizia nelle aree che
non hanno strumento urbanistico, perché la ristrutturazione
urbanistica non viene consentita a teatri, cinema, biblioteche e
similari?
Era una domanda che volevo fare, per capire, visto che stiamo
autorizzando o correggendo un refuso, non capisco perché lo
stiamo limitando ad alcune attività che, tra l'altro, sono di
tipo pubblico.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Questo emendamento tende a delimitare il campo
d'azione di questo provvedimento che, a quanto pare, era un
refuso, e questo lo abbiamo capito, nel recepimento del decreto
legislativo del 2001.
Questo emendamento fa sì che non ci sia la possibilità di
modificare, a livello urbanistico, la destinazione d'uso dove
insistono delle attività che non consentono lo svolgimento di
altri generi di attività.
Vengo e mi spiego. Se, per esempio, all'interno dello stabile
c'è un teatro storico e sopra il proprietario vuole cambiare la
destinazione d'uso, sempre all'interno di quanto è previsto dal
decreto legislativo del 25 per cento dell'intera cubatura o
superfice, se ci voglio fare un albergo potrebbe entrare in
conflitto con l'attività che c'è in essere da anni, quali
biblioteche, teatri o cinema, perché potrebbe andare in
conflitto.
Quindi, io se dovessi costruire un albergo sopra un cinema,
probabilmente, questo mi darebbe impaccio con l'attività svolta.
PRESIDENTE. Mi verrebbe da chiederle in che via è?
Dobbiamo votare l'articolo.
CRACOLICI. Mi costringete a votare contro l'articolo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 38.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 38
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 38.
Onorevole Milazzo, io la invito a non gridare più altrimenti
sarò costretto ad allontanarla dall'Aula Faccia un gesto se
vuole indicare il verde, non può fare baccano
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 62
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 28
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'articolo 39 è stralciato. Si passa all'articolo 40. Ne do
lettura:
«Articolo 40
Contingentamento fuoriuscita dipendenti
1. All'articolo 52, comma 7 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 le parole un anno sono sostituite dalle parole due
anni ».
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, su questa norma che praticamente
sostituisce due anni nel dettato dell'articolo 52, comma 7,
della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, di fatto quello era
un contingentamento della fuoriuscita dei dipendenti per un
anno. Ora, poiché la prosecuzione, quindi, di dipendenti che,
invece, dovrebbero essere già nelle condizioni di essere
pensionabili, mantenerli a carico dell'Amministrazione regionale
potrebbe avere un costo rispetto alla copertura, quindi, chiedo
all'assessore Armao se può dirci la quantificazione effettiva
dal momento che siamo chiaramente in una manovra, come già detto
lacrime e sangue , assolutamente risicata , 191 milioni di
manovra, qualsiasi movimento si intende che praticamente ha
degli effetti, quindi se l'Assessore, gentilmente, può dirci, e
sicuramente immagino che avrà una quantificazione all'anno e al
prossimo anno, almeno al 2020, qual è la copertura di questa
norma. Grazie.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, Presidente.
Sostanzialmente, si tratta di una misura che tiene conto che, in
questo momento, gli Uffici, dopo tanti anni, di perdite e
fuoriuscite di personale, sono allo stremo, pertanto l'esigenza
di allungare di un anno non determina nel plafond complessivo
delle risorse alcuna conseguenza, quindi, non c'è necessità di
dare copertura specifica perché rientra nel monte complessivo
delle risorse destinate al personale e, comunque, consente di
far fronte, nelle more che questo Governo riuscirà
nell'obiettivo di celebrare i concorsi e quindi portare nuova
linfa professionale all'interno dell'apparato burocratico, di
tenere gli Uffici che rischiano di essere privi di quel numero
minimo che consenta di sostenere, per esempio, le ragionerie o
gli Uffici dell'Assessorato territorio ed ambiente. Quindi,
invito l'Assemblea ad un'attenzione che, ripeto, non viene dal
fatto di privilegiare questa o quella categoria, ma solo di
rispondere ad un'esigenza di funzionalità.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, capisco la funzionalità, però,
con tutto il rispetto, quella era una delle norme che ha
consentito di valutare ai dipendenti regionali se fare o meno la
domanda per andare in pensione. Perché una volta che hai
stabilito un'ora X nella quale fare istanza fino ad un certo
termine dopodiché ora si va a cambiare le regole e dici: però
per un problema di funzionalità ti obbligo a restare due anni e
non più uno , consentitemi stiamo cambiando le regole mentre la
partita era già, non solo iniziata, ma con tutti i giocatori in
campo
Io credo che al punto in cui siamo sia assolutamente
velleitario creare un ulteriore disordine: faccia il Governo
quello che aveva detto - e che io condivido -, faccia cioè le
nuove assunzioni, aiuti la Regione a cambiare, non a bloccare
l'amministrazione e le fuoriuscite Io non sono d'accordo su
questa ipotesi che propone il Governo di bloccare per due anni
l'uscita del personale che ha chiesto di andare in pensione.
Quella norma è passata, giusta o sbagliata c'è, ma, che ora gli
cambiamo le regole lo considero un errore e, tra l'altro, non di
un'amministrazione che dà certezza alle regole che, essa stessa,
fa
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, ovviamente, sottoscrivo quello che
ha detto il collega Cracolici, poco fa e chiedo di apporre la
mia firma ad un emendamento soppressivo. Praticamente, si sta
cercando di trattenere ulteriormente altri 12 mesi, quasi come
se fosse un sequestro di persona, chi ha già maturato i
requisiti per andare in pensione. E questo viene esteso ai
dipartimenti, alle categorie e agli uffici. Praticamente, la
Regione può decidere di trattenere in servizio un altro anno
quasi tutto il personale dipendente. Quindi, chiedo di apporre
la firma all'emendamento soppressivo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, vorrei tranquillizzare il collega che da ultimo è
intervenuto, perché negli Assessorati posso garantirgli che non
stiamo cercando di sequestrare alcuno.
Capisco che il folklore, a volte, prevale sulla oggettività
dei fatti - c'è, magari chi ha una particolare propensione -
però, ecco, la rassicurazione la prego collega di farla sua.
Al collega Cracolici che, invece, parla per tutti vorrei dire
che, per quanto mi riguarda, l'esperienza personale
dell'Assessorato al territorio e all'ambiente è proprio opposta
a quella che lei rappresenta e cioè, vi sono alcuni dirigenti,
preposti ad importanti servizi, che mi hanno chiesto - qualora
l'amministrazione ne cogliesse un'oggettiva necessità, in
mancanza di una possibilità di turnover, che in questo momento
non c'è - di continuare a lavorare per l'amministrazione.
Allora, in ragione del fatto che ognuno ha la sua verità -
magari sarà vera la sua ma, probabilmente, anzi, per quanto mi
riguarda, certamente è vera pure la mia - chiedo agli Uffici di
valutare l'opportunità di inserire nel testo dell'articolo, così
com'è, la parola o la dizione su richiesta . Se è plausibile,
questa soluzione eviteremmo i sequestri di persona e lasceremmo
la volontà dei soggetti libera nella sua estrinsecazione.
PRESIDENTE. Benissimo, allora, ne parliamo domani. Ci fa
sapere entro oggi, Assessore, cosa dicono gli uffici e lo
rimandiamo a domani.
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Articolo 41
Incarichi dirigenziali di livello non generale
1. Gli incarichi dirigenziali di livello non generale di cui
all'articolo 9, comma 5, della legge regionale 15 maggio 2000,
n. 10, derivanti dal ripristino delle facoltà previste dal comma
6, possono essere conferiti entro il limite dell'otto per cento
delle medesime, fornendone esplicita motivazione, a persone di
particolare e comprovata qualificazione professionale, in
possesso dei requisiti di cui all'articolo 19, comma 6, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. La durata di tali
incarichi, comunque, non può essere inferiore a due anni né
eccedere il termine di sette anni. Per il periodo di durata
dell'incarico, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono
collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento
dell'anzianità di servizio. Con successivo provvedimento sarà
adottata la pianta organica da parte dell'organo competente».
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ne chiedo
l'accantonamento.
PRESIDENTE. L'articolo 41 è accantonato.
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura.
«Articolo 42
Disposizioni sulla realizzazione di impianti fotovoltaici
o solari di grandi dimensioni su terreni agrari coltivabili
1. Su terreni agrari coltivabili e/o coltivati, qualora la
superficie totale coperta dell'impianto, calcolata come
proiezione al suolo di tutte le strutture collocate all'interno
del lotto, sia superiore ad un ettaro, indipendentemente dalla
loro tipologia strutturale, non è consentita la realizzazione di
impianti fotovoltaici o solari.
2. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto dell'Assessore regionale per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, di
concerto con l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, sono individuati i parametri e i limiti per la
realizzazione di impianti fotovoltaici e solari, che dovranno
tener conto di:
a) rapporto di copertura rispetto al lotto di terreno in cui
vengono realizzati;
b) distanze minime dai confini;
c) distanze minime da rispettare nel caso di impianti da
realizzarsi in un'area in cui insistono altri impianti nelle
vicinanze;
d) obbligo di conversione della destinazione d'uso del suolo
da agrario a industriale;
e) definizione delle pratiche consentite per il mantenimento
del suolo e per la regimazione delle acque meteoriche, al fine
di garantire la sostenibilità e mitigare rischi idrogeologici.
3. Fermo restando quanto stabilito ai commi 1 e 2, al fine di
limitare il consumo di suolo destinato alle produzioni agricole
di qualità DOP/IGP, così come definite dal Regolamento (CE) n.
1151 del 21 novembre 2012 del Parlamento europeo e del
Consiglio, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto sottoscritto dell'Assessore
regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea, di concerto con l'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente, sono individuate le aree non idonee
all'installazione di impianti fotovoltaici o solari, di
qualsiasi tipologia strutturale».
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Ne chiedo
l'accantonamento.
PRESIDENTE. Viene accantonato pure, su richiesta della
Commissione.
Si passa all'articolo 43. Ne dò lettura:
«Articolo 43
Modifiche di norme in materia di Consiglio di amministrazione
degli Ersu
1. Alla legge regionale 25 novembre 2002, n. 20 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 1 dell'articolo 10 è sostituito dal seguente:
1. Il Consiglio di amministrazione di ciascun ente dura in
carica quattro anni dal provvedimento di nomina. Il Consiglio di
amministrazione è nominato con decreto dell'Assessore regionale
per l'istruzione e la formazione professionale ed è composto da:
a) il Presidente, nominato dalla Giunta regionale su proposta
dell'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale, sentito il Rettore dell'Università di
riferimento;
b) un rappresentante eletto fra i professori universitari di
ruolo e i ricercatori;
c) tre rappresentanti eletti fra gli studenti universitari,
che non si trovano oltre il secondo anno fuori corso e gli
studenti appartenenti alle categorie di cui all'articolo 2,
comma 2. In caso di dimissioni, decadenza o perdita dei
requisiti di elettorato passivo, i componenti che integrano il
consiglio di amministrazione restano in carica per il periodo di
vigenza dell'organo. Le elezioni, per la formazione degli organi
di natura elettiva previsti dalla presente legge, competono al
Rettore dell'Università di riferimento, d'intesa con l'Assessore
regionale dell'istruzione e della formazione professionale. ;
b) all'articolo 11, comma 1, la lettera c) è soppressa;
c) all'articolo 12, al comma 1 le parole tre suoi componenti
sono sostituite dalle parole un suo componente ».
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Al 43 c'è un
emendamento da parte del Governo che non vedo. O lo accantoniamo
o distribuiamo quest'emendamento.
PRESIDENTE. Noi non ce l'abbiamo proprio, non so chi lo debba
distribuire
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. E' già stato depositato
PRESIDENTE. E' stato depositato dell'Assessore Lagalla,
Uffici? Accantoniamolo un attimo. C'è. Allora, aspettiamo un
minuto che lo distribuiamo così evitiamo di accantonare tutto.
Siamo all'articolo 43.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, Governo, colleghi, questo articolo
mira a far cessare, una volta per tutte, la gestione
commissariale degli enti regionali del diritto allo studio. È un
emendamento che ha avuto il parere favorevole della V
Commissione e della Commissione Bilancio' con degli
aggiustamenti che mi sono stati richiesti dal presidente Savona.
Sappiamo che la legge nazionale ha rideterminato il numero dei
componenti dei Consigli di Amministrazione pubblici e fino a
quando non si fa la legge per stabilire quanti componenti devono
avere questi CdA non si può procedere alla rispettiva nomina.
Quindi, per noi in questo momento è fondamentale, innanzitutto,
costituire il Consiglio di Amministrazione.
È ovvio che sarebbe auspicabile, così come avevamo proposto
nell'emendamento che, tra l'altro, è ripreso da un emendamento e
dalla riformulazione della Commissione, mantenere tre componenti
per garantire la maggior partecipazione possibile degli
studenti, però, è chiaro che se il Governo pone come veto quello
di avere due studenti anziché tre non possiamo che essere
d'accordo e, eventualmente, in un successivo momento discutere
del numero degli studenti. Sicuramente, in questo momento, è
fondamentale superare la fase commissariale che si può fare solo
approvando questo articolo.
Per quanto ci riguarda accogliamo l'emendamento del Governo
con gli aggiustamenti che avevamo concordato in Commissione.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
ho ascoltato con attenzione l'intervento dell'onorevole Ciancio
che rispetto, ma l'onorevole Ciancio, dal mio punto di vista,
non ha vissuto la vita di studente universitario all'interno
dell'Amministrazione, perché oggi sto parlando non da deputato
regionale ma interpreto anche il ruolo degli studenti
all'interno dell'ERSU perché ero un rappresentante degli ERSU.
Ora, la cosa che dico è - ovviamente l'assessore Lagalla che è
favorevole e l'onorevole Ciancio dice che è favorevole col
Governo sui due rappresentanti ed è stato Rettore, sa anche che
gli ERSU vivono grazie alle tasse del diritto allo studio e,
quindi, sono gli studenti i veri protagonisti degli ERSU.
Allora, dico come si fa, oggi, ad intervenire parlando del CdA
e, quindi, a porci adesso il problema politico di come sarà
fatto il nuovo Consiglio di Amministrazione quando, invece,
dobbiamo dare il giusto valore agli studenti
Allora, su questa norma, Assessore e onorevoli colleghi, non
possiamo retrocedere e parlare di diritto allo studio quando non
diamo la possibilità agli studenti di essere rappresentati.
Grazie.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, sono convinto che il Governo
ritirerà questo subemendamento da parte dell'Assessore.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Assolutamente sì.
DI PAOLA. Così come già detto dal collega Catanzaro
ripristiniamo questi organi e diamo spazio, comunque, sia agli
studenti che ai professori, restituiamo questo CdA e diamo loro
dignità, però ritiriamo questo subemendamento, Assessore.
CRACOLICI. Lo ritiriamo chi? Noi o loro?
DI PAOLA. Loro.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Sono assolutamente d'accordo con l'intervento
dell'onorevole Ciancio, la quale giustamente rilevava come
questa norma, estrapolata in quanto a motivazione dalla proposta
di legge sul diritto allo studio già esitata dalla V
Commissione, consenta di ripristinare con tempestività la
funzionalità degli organi di Governo degli enti regionali per il
diritto allo studio.
Enti regionale per il diritto allo studio che sono rimasti
privi di governance se non quella commissariale, in relazione
prima all'attesa di un pronunciamento della Corte costituzionale
sulla legittimità della previsione normativa di realizzare un
unico ente per regione, questo è stato superato, si sono
ripristinati gli enti per sede universitaria ma il numero
massimo di componenti non può superare i 5.
E' assolutamente evidente, è chiaro che vada garantita pari
rappresentatività, tanto all'università di riferimento
attraverso l'elezione di due docenti, quanto alla componente
studentesca attraverso l'elezione di due rappresentanti, avendo
tutti gli organi di governo universitario un principio di fondo
che è quello della pariteticità delle rappresentanze ed essendo
il quinto elemento, cioè il Presidente, nominato dalla Regione
in relazione della pertinenza regionale degli stessi enti per il
diritto allo studio.
Aggiuntivamente e al di là di questo principio di ordine
generale mi permetto di rilevare una possibilità teorica che
l'onorevole Catanzaro che ha vissuto da studente la politica
universitaria, sa potersi concretamente realizzare e cioè che
l'elezione dei tre rappresentanti degli studenti che possono
stare in organi di governo esclusivamente per un biennio, ai
sensi della legge 240 del 2010, possono trovarsi nella
condizione, allo scadere dell'eletto nelle singole liste, che il
secondo e il terzo non siano in condizione di subentrare o
perché nel frattempo laureati o perché le liste non
presentassero fino a tre componenti. E' motivo teorico per il
quale gli organi di governo possono entrare in paralisi
amministrativa perché dei tre studenti, ammesso che ciò fosse
possibile, potrebbe realizzarsi la condizione teorica di un
consiglio non nel pieno dell'efficacia perché composto in quel
momento da solo due componenti: il Presidente e il docente; ne
consegue che il Governo ha presentato un emendamento correttivo
della norma stessa per come proposta dalla Commissione che
riequilibra le due rappresentanze ed elimina l'ultima voce, la
voce c), in relazione al fatto che può essere mantenuta
l'attuale formulazione prevista dalla legge 10 del 2002.
PRESIDENTE. Per capirci, perché oggi veramente mi sembra che
siamo un po' confusi tutti. Non aveva appena detto che ritirava
questo emendamento?
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Assolutamente no.
PRESIDENTE. C'è veramente un po' di confusione. Ho capito, non
lo ritira.
Si passa all'emendamento 43.1, a firma degli onorevoli Lupo ed
altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 43.3, a firma degli onorevoli
Cracolici e Lupo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho voluto fare questo
emendamento perché è necessario precisare i criteri con i quali
si nomina il Presidente dell'ERSU, cioè che deve avere dei
requisiti che la legge già prevede ma se modifichiamo così la
legge rischiava di non esserci più la norma di riferimento,
pertanto ho voluto ribadire ai sensi dell'articolo 9. E' un
fatto che aiuta l'orientamento con cui formare la decisione del
Governo.
PRESIDENTE. E' ritirato o no?
CRACOLICI. Come ritirato?
PRESIDENTE. Non lo so, ognuno qua ritira tutto
Con il parere favorevole del Governo e della Commissione, lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 43.2, a firma degli onorevoli Fava e
Lo Giudice.
Il parere della I Commissione è già previsto non so perché lo
dobbiamo riscrivere.
FAVA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 43.4 a firma del Governo.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, mi rivolgo all'Assessore
Lagalla con il quale in Commissione, su questo punto, onorevoli
colleghi ci siamo più volte confrontati. E lo invito al ritiro
di questo emendamento, Perché come lei ricorderà quella seduta
di Commissione quando abbiamo approvato l'emendamento sul
disegno di legge del diritto allo studio che porta la sua firma,
si trovò una larga condivisione delle forze parlamentari
all'interno della Commissione di merito.
Oggi riproporre il 43.4, assessore Lagalla, - mi permetta di
dire - utilizzando una motivazione tecnica che non regge perché
chi sa e chi presenta liste universitarie conosce bene la
rimodulazione delle liste e il fatto che nessuno presenta liste
senza i secondi, oggi vuol dire provocare la reazione
dell'associazionismo universitario di tutti gli Atenei siciliani
che, invece, aspettano con grande ansia e da tanto tempo questo
emendamento, perché riporta le regole all'interno di un ente che
è nato dalla volontà del legislatore per difendere i diritti
degli studenti, un ente che eroga diritti degli studenti che per
troppi anni ha vissuto gestioni commissariali o lo
spadroneggiamento' invece del ceto universitario.
Signor Assessore, lei sa quanto rispetti le istituzioni e
quanto è giusto il contributo che gli Atenei debbano dare, ma
ridare voce all'associazionismo universitario, e quindi agli
studenti, vuol dire ridare un diritto anche per chi sarà
beneficiario di quei servizi.
Quindi, la invito davvero a riflettere sulla possibilità di
ritirare l'emendamento 43.4, sapendo che, dal Movimento Cinque
Stelle alle file del centrodestra, in gran parte questa Aula si
è già espressa a favore dell'articolato.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo a
quello che hanno detto i colleghi e mi espongo al cento per
cento in quanto ho vissuto l'esperienza di essere consigliere di
amministrazione all'ERSU che era un ente in cui, se non si aveva
la parità in Consiglio di Amministrazione, i ragazzi si
trovavano in grandissima difficoltà.
Quindi mi vedo e sento di vivere quei periodi. Quindi chiedo,
con fermezza, se si potesse quanto meno riscrivere o,
eventualmente, ritirare l'emendamento. Grazie.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per sottolineare
che la proposta contenuta nell'articolo 43 è anche un giusto
bilanciamento. Perché vorrei ricordare all'Aula, e anche al
Governo, che la norma recentemente ha subìto una modifica,
introducendo alla lettera a) che: il presidente è nominato
dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale per
l'istruzione e la formazione, sentito il Rettore dell'Università
di riferimento. . Non sempre - credo - sia stato così perché in
precedenza, ad esempio, quando si parlava di consorzi
universitari era previsto che il presidente fosse eletto
all'interno del Cda. Di fatto, c'è un potere di indirizzo che
viene esercitato dall'Assessorato e quindi dalla Giunta con la
previsione che il presidente è nominato dalla Giunta. Non credo
che sia uno scandalo per nessuno se si intende assicurare alla
rappresentanza studentesca una maggiore rappresentanza
all'interno del Cda stesso. D'altronde gli ERSU si occupano di
questo.
Quindi invito il Governo, se è possibile, a riconsiderare
questo parere ed, eventualmente, anche ad accantonare l'articolo
43 per verificare la possibilità di riformulare la norma stessa.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente
non posso che trovarmi d'accordo sull'esigenza fondamentale di
ripristinare la funzionalità degli enti e di garantire la piena,
responsabile e totale rappresentatività della componente
studentesca. Insisto su due principi: il primo che è quello
della pareteticità delle rappresentanze negli organi democratici
di rappresentanza universitaria ed il secondo che è quello della
possibilità almeno teorica che l'organo di governo si blocchi
per l'impossibilità di fare scorrere fino alla terza posizione
la lista degli eletti, motivo per il quale mi trovo con pieno
rispetto della componente studentesca a dovere confermare
l'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 43.4.
SAMMARTINO . Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Barbagallo, Cafeo, Campo, Cancelleri,
Cappello, Cracolici, Di Caro, Di Paola, Fava, Grasso, Lo Curto,
Milazzo, Pasqua, Savona appoggiano la richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 43.4.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 43.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 64
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 22
Contrari 39
Astenuti 01
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 43. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Scusate onorevoli colleghi, sospendiamo cinque minuti per fare
un po' di ordine su tutti gli articoli accantonati per valutare
con quali dobbiamo riprendere.
Pertanto, sospendo la seduta, avvertendo che la stessa
riprenderà alle ore 16,30.
(La seduta, sospesa alle ore 16,07, è ripresa alle ore 17.01)
La seduta è ripresa.
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
Articolo 44
Installazione punti di ricarica elettrica
1. Gli impianti di distribuzione di carburanti che ricadono
all'interno della rete autostradale siciliana e quelli che hanno
erogato nel corso del 2017 un quantitativo di benzina e gasolio
superiore a 5 milioni di litri sono obbligati, entro 12 mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad
installare e rendere operativo un punto di ricarica elettrica a
corrente continua FAST DC di potenza elevata con un voltaggio
non inferiore a 30 KW.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, beh,
guardate, questa è una materia che ritengo sia fondamentale per
la nostra Sicilia in una visione futura, che è quella
dell'elettrico nella nostra Terra.
Lei sa benissimo, Presidente, che il futuro dell'automotive al
mondo è quello delle auto elettriche, a zero emissioni che si
stanno di fatto espandendo ovunque.
Quello che chiediamo con questa norma è la possibilità di
installare delle colonnine elettriche, che sono chiamate a
corrente continua, quindi hanno una velocità di carica con la
corrente continua, non inferiori a 30 chilowatt, che sono quelle
necessarie per ricaricare velocemente, all'interno di una rete
autostradale, le auto elettriche nella regione siciliana.
È un emendamento di buon senso che serve a portare la Regione
a dei limiti e degli standard che ormai sono, in gran parte,
dell'Unione europea.
Avevamo letto, con favore, la determinazione da parte del
Governo di dicembre in cui, però, fissava la potenza a 22
chilowatt: quella dei 22 chilowatt, Presidente, è una colonnina
che va bene all'interno delle città ma che non può andare bene
all'interno delle autostrade, perché chi fa degli spostamenti
che superano un determinato numero di chilometri non può stare
6, 7 o 8 ore per ricaricare la propria macchina; invece quelle a
corrente continua ed alto chilowatt ore, ha la possibilità di
ricaricarla velocemente.
Ci siamo confrontati sia con i tecnici, ci siamo confrontati
anche con chi già in Sicilia, per fortuna, fa l'utilizzo di auto
elettriche, io so, Presidente, che lei ha intenzione di
installare, per esempio, delle colonnine elettriche all'interno
dell'Assemblea regionale siciliana, ed è una cosa assolutamente
meritevole che ci auguriamo, magari, da iniziare, per lanciarla
magari noi stessi e lanciare la possibilità di muoversi
realmente all'interno della nostra Regione e dare la possibilità
alle auto di spostarsi senza impatti sull'ambiente, e la
possibilità di spostarsi in maniera logica, perché se ci si deve
fermare a Enna per fare una sosta all'interno del distributore
per 6-7 ore, capite bene che non è una cosa logica.
Quello che serve, invece, è avere la possibilità di ricaricare
- e ricaricare velocemente - la propria auto elettrica per
muoversi facilmente.
Tra l'altro, Presidente, a Palermo e Siracusa hanno
ripetutamente sforato il limite delle concentrazioni delle
polveri sottili e PM10, e questo, tra l'altro, è una delle cose
che viene obbligata dalle direttive dove si dice che in quei
comuni e in quelle città metropolitane e in quelle zone in cui
le polveri sottili superano una determinata soglia è necessario
incentivare la mobilità elettrica.
Quindi io mi auguro che questo Governo, a prescindere da chi
lo ha presentato, guarda è una cosa di buon senso e, ripeto, lo
stesso assessore Turano a dicembre lo presentò, ritengo che
possa essere una cosa che non possa che fare bene alla nostra
regione.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento dell'onorevole
Sunseri è un intervento di buon senso, nel senso che lo stesso
Governo della Regione l'anno scorso - vorrei che gli onorevoli
Sunseri e Barbagallo mi seguissero - ha introdotto il principio
di autorizzare i centri di grande e di media distribuzione
soltanto se allocavano le colonnine elettriche all'interno degli
spazi per il parcheggio.
È la norma dell'articolo 44 che purtroppo non funziona così
com'è scritta e complica la vita.
Ora io voglio essere chiaro: non ho presentato l'emendamento
soppressivo proprio perché rispetto il lavoro della Commissione
Bilancio che ha approvato l'articolo 44, ma voglio confutare la
dizione letterale dell'articolo 44 con dei documenti che,
chiaramente, gli Uffici mi hanno predisposto.
Con decreto n. 2284 del 10-12-2018, l'assessorato regionale
delle attività produttive ha recepito la Direttiva DAFI che
omologa la disciplina della vendita presso tutti i distributori
di benzina, cioè la Sicilia non è e non può introdurre nuovi
carburanti, ma deve soltanto rispettare la normativa
comunitaria, normativa comunitaria che è stata chiaramente
approvata in conferenza Stato-Regioni e che è stata recepita in
tutte le Regioni italiane.
Cosa dice la normativa signor Presidente? Dice che in tutti i
distributori deve essere garantita la cosiddetta terza linea e
la terza linea è segnatamente all'articolo 9 appunto del decreto
2284 che negli impianti di nuova costruzione o negli impianti
che vengono ristrutturati bisogna mettere A) il punto di
ricarica elettrica che non può essere inferiore a 22 chilowatt e
superiore a 50 chilowatt; oppure il GPL o il metano. Quale è
l'obiettivo? È quello di garantire la terza linea e di preferire
l'elettrico. Se noi restringiamo il campo soltanto all'elettrico
corriamo il rischio di avere impugnata la norma perché non
rispetta la direttiva comunitaria e non raggiungiamo
l'obiettivo, semmai l'onorevole Sunseri si preoccupa che le
colonnine devono essere garantite dagli impianti che sono a
ricarica veloce è su questo io sono d'accordo ma per fare questo
non vi è bisogno di fare una legge perché la legge limita
l'ambito di applicazione della direttiva. Basta fare un decreto
o in subordine riscrivere l'articolo 44 e dire che
esclusivamente per gli impianti che decidono di mettere
colonnine elettriche le stesse non devono essere inferiori a 30
chilowatt, cioè io il principio lo condivido l'intervento è di
buon senso lo strumento legislativo onestamente non mi permette
di agire nel rispetto della normativa europea e nazionale che
invece impone così come approvato in Conferenza Stato regioni,
di declinare il comportamento di ogni singola regione, ragione
per la quale con l'assessore Falcone e con l'assessore Pierobon
in aderenza alle necessità che vengono rappresentate dagli
utenti e non dalla categoria dei distributori abbiamo istituito
pure il tavolo tecnico che prevede le linee guide per il piano
di mobilità elettrica nella Regione siciliana. Cioè l'indirizzo
è quello di spingere verso l'elettrico la formulazione invece
così come articolata ci impone un rallentamento perché in
contrasto con la direttiva europea.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
abbiamo preso atto di quanto dichiarato dall'assessore Turano.
Io ritengo però, poiché non solo io ma anche altri colleghi non
hanno potuto prendere visione del decreto del 10 dicembre 2018,
e alla luce dello spirito che è maturato in Aula - perché so che
sono stati depositati alcuni emendamenti modificativi e altri
sostitutivi -, io le chiederei signor Presidente di accantonare
l'articolo fare un approfondimento anche con la III Commissione
e vedere se tutte queste questioni possono essere composte con
un testo condiviso.
PRESIDENTE. Per me nessuna obiezione. Il Governo?
TURANO, assessore alle Attività Produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Allora lo accantoniamo. Per stasera, poi domani lo
dobbiamo affrontare.
BARBGALLO. Sì, certo.
PRESIDENTE. Non è stralciato, è accantonato, lo mettiamo in
coda e poi lo facciamo domani.
L'articolo 45 è stralciato.
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
Articolo 46.
Organo di controllo CIAPI
1. All'articolo 5 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 25 e
successive modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente
comma:
3 bis. Ai sensi dell'articolo 30 del decreto legislativo 3
luglio 2017, n. 117 come modificato dal decreto legislativo 3
agosto 2018, n. 105, l'Assessore regionale per l'istruzione e la
formazione professionale per la costituzione dell'organo di
controllo può nominare un revisore unico iscritto all'apposito
registro e in possesso dei requisiti previsti dal decreto
legislativo n. 39/2010. .
Si passa all'emendamento soppressivo 46.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 46.3 II parte, che è una riscrittura
dell'articolo.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, questo
riguarda praticamente un contenimento della spesa e intanto
bisogna dire che il CIAPI all'incirca costa due milioni e due
l'anno, di cui 1 milione e otto di stipendi ai dipendenti, più
il resto praticamente sono CdA e revisore dei Conti.
In questo momento, per quanto riguarda le tabelle, c'è una
cifra insufficiente già per pagare gli stipendi e spero che
questo venga rimpinguato, perché ci sono ulteriori miei
emendamenti su questo tema, però intanto questa norma cosa
prevede. Che visto la quantità del lavoro che c'è
sostanzialmente, non c'è bisogno di avere tanti revisori dei
conti, ma va bene solo un revisore ed un amministratore unico,
invece di un Consiglio di amministrazione, quindi
sostanzialmente diminuiamo le poltrone, così c'è anche un
risparmio di spesa all'interno del Ciapi.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 46.3 II parte.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 46.3 II parte
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 46.3 II parte.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 65
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 33
Contrari 29
Astenuti 0
(E' approvato)
Onorevoli colleghi è di fatto approvato l'articolo nuovo, che
è questo dell'emendamento per cui va bene così.
Gli articoli 47,48 e 49 sono stralciati.
Si passa all'articolo 50 ne do lettura:
«Articolo 50.
Stabilizzazione personale sanità penitenziaria
Fermo restando quanto previsto dall'articolo 75 commi 1, 2, 3,
4, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8 al fine di non
disperdere le professionalità già riconosciute dalla legge 9
ottobre 1970, n. 740 e successive modifiche ed integrazioni per
garantire un qualificato ed adeguato servizio di assistenza ai
detenuti, tutto il personale di sanità penitenziaria transitato
alla data del 5 febbraio 2016 ed ancora in servizio senza
soluzione di continuità alla data del 31 dicembre 2018, viene
stabilizzato con procedure individuate con decreto assessoriale
entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, nel rispetto della legge n. 740/70 e successive modifiche
ed integrazioni, in materia di compatibilità con altri incarichi
per tutto il personale medico (medici incaricati ai sensi della
legge n. 740/70, medici SIAS ai sensi articolo 51 della legge n.
740/70, Medici specialisti titolari di branca Specialistica
convenzionata ai sensi dell'articolo 52 della legge n. 740/70)
con l'istituzione di un ruolo ad esaurimento fino ai raggiunti
limiti di età previsti dalla legge n. 740/70 in atto vigenti».
Si passa all'emendamento 50.3 soppressivo. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 50.2 dell'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli Uffici
hanno coordinato, rispetto all'articolo che avrebbe avuto -
diciamo - dubbi di contrasto con norme nazionali, quindi
l'articolo che deve sostituire è il 50.2, che allinea la norma
alle norme nazionali.
PRESIDENTE. E quindi è quello che dovremmo votare adesso. Poi
a questo c'è un sub emendamento che è stato distribuito.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente onorevoli colleghi, questi
articoli fanno parte di quelli che bisognava riscriverli per
considerarli, gli Uffici adesso considerano che la riscrittura
supera i problemi per i quali sono stati posti dei rilievi?
PRESIDENTE. Evidentemente sì
CRACOLICI. Vorremmo saperlo, siccome lei li aveva sospesi.
PRESIDENTE. Questi facevano parte di quelli che dovevano
essere riscritti, e sono stati riscritti, basta.
Si passa al subemendamento 50.2.1 dell'onorevole Aricò.
ARICO'. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente onorevoli colleghi, questo
emendamento dà la possibilità di estendere questi benefici non
soltanto al personale medico, ma anche al personale sanitario, e
quindi anche quello infermieristico.
PRESIDENTE. Però questo cambia le carte in tavola. Se è così
lo devo dichiarare inammissibile.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Aula è
sovrana appena passa questo sub emendamento la norma sarà
strappata, la norma non vedrà la luce, finirà la norma ed è un
peccato.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per evitare
qualsiasi equivoco ho presentato un emendamento che istituisce
un comma a parte all'interno dell'articolo per quanto riguarda
il personale infermieristico, quindi noi possiamo approvare
l'emendamento Milazzo e successivamente l'emendamento firmato da
me, e per carità dagli altri, di modo che un comma riguarda il
personale medico e un comma riguarderà il personale
infermieristico, evitando un eventuale impugnativa che possa
travolgere l'intero sistema. Grazie.
PRESIDENTE. Questo non comporta oneri in più?
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Il nostro emendamento è ritirato e voteremo
l'emendamento Pullara.
PRESIDENTE. Il subemendamento 50.2.1 a firma dell'onorevole
Aricò è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Scusate, avendo ritirato l'onorevole Aricò il suo emendamento
è inutile che parliamo di quello dell'onorevole Pullara che è
successivo. Intanto, votiamo l'emendamento 50.2 a firma
dell'onorevole Milazzo.
Si passa all'emendamento 50.2. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
Armao, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli altri a questo punto non esistono più. Si passa
all'emendamento 50.5 a firma dell'onorevole Pullara. Si però non
è esattamente quello che ha detto. Questo autorizza le ASP
all'immissione in ruolo, previa selezione pubblica del personale
infermieristico.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, c'è' un emendamento che prevede la
stessa fattispecie del personale medico riportata al personale
infermieristico. Lo scorso anno, se ci ricordiamo tutti, ci fu
una norma che riguardava sia il personale medico che
infermieristico o similare, e fu travolta dall'impugnativa, oggi
è meglio separarlo su due commi.
PRESIDENTE. Benissimo, chiedo soltanto al Governo se ci sono
oneri in più, quindi se il Governo è d'accordo.
MILAZZO. Presidente, già nel comma approvato c'era tutto il
personale.
PRESIDENTE. Dunque onorevole Milazzo, onorevole Pullara
essendo persone che tutto sommato vi conoscete, perché non vi
mettete d'accordo, non possiamo fare un'ora di dibattito fra voi
due.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Presidente non sono in contrasto le norme, sono due
norme separate, quella che ha presentato l'onorevole Pullara è
una norma di buon senso perché consente al personale
infermieristico di potere essere stabilizzato con dei posti
riservati.
PRESIDENTE. Scusate, prima di mettere in votazione
l'emendamento dell'onorevole Pullara, l'emendamento che abbiamo
approvato dice che tutto il personale sanitario, tutto, per cui
sembrerebbe. A noi sembra uguale, ma va bene. Il parere del
Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 50. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
«Articolo 51.
Opere incompiute per cause di forza maggiore
1. I comuni destinatari di decreti di finanziamento, utilmente
collocati in graduatorie di merito, a seguito di bando pubblico,
impossibilitati ad eseguire ovvero a completare i relativi
interventi per causa di forza maggiore e/o calamità naturali,
sono autorizzati ad utilizzare le risorse stanziate e non spese
per la realizzazione di interventi della stessa tipologia
nell'ambito del territorio comunale, previo parere del
competente assessorato».
2. Disposizione stralciata dalla Presidenza dell'Assemblea
nella seduta d'Aula n. 98 del 31 gennaio-1 febbraio 2019
Si passa all'emendamento 51.4 di soppressione, a firma del
Governo. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
A me viene sinceramente difficile, lo dico al Governo, che il
Governo presenta una finanziaria e poi sopprime gli articoli?
Onestamente non mi viene facile capirlo e siccome è una cosa
continua allora dovremmo capire .
(Applausi in Aula)
poi è chiaro che andiamo incontro a questi errori, perché le
soppressioni sono dell'opposizione, ma neanche della
maggioranza, ma addirittura del Governo.
CRACOLICI. Non è vero, perché il Governo è all'opposizione.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intanto ha
ragione perché il Governo era in Commissione e ha condiviso
l'emendamento, quindi ha espresso parere favorevole. Poi sulla
via di Damasco sicuramente si sarà ricreduto.
Stiamo parlando della scuola o per lo meno quello che non c'è
più, il Comune di Serradifalco si aggiudicò un finanziamento per
rifare la scuola. Quella scuola crollò a causa di un evento,
diciamo, un terremoto. Successivamente a finanziamento erogato
c'è un ulteriore crollo che determina la riprogettazione di
un'opera
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei perché sta intervenendo?
MILAZZO. Sto spiegando l'articolo.
PRESIDENTE. È stata bocciata la soppressione, lei ha qualche
cosa in contrario a questo?
MILAZZO. No, signor Presidente, ho solo spiegato l'articolo.
PRESIDENTE. Votiamo ora, quindi il comma 1 non è soppresso.
Si passa all'emendamento 51.3 che è una riscrittura da parte
della Commissione.
CORDARO, assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
Signor Presidente io la vorrei rassicurare sull'articolo 51
della finanziaria. È evidente che il Governo non presenta
emendamenti soppressivi alle norme del Governo. Questa norma
viene dalla Commissione. È chiaro che il Governo ne prende atto,
l'ha valutata ulteriormente, però, ecco, vorrei rassicurare
l'Aula e soprattutto il Presidente sul fatto che il Governo non
soffre di schizofrenia.
Grazie.
PRESIDENTE. Io questo non l'ho pensato mai, però, il Governo
in Commissione ci sta quando la Commissione approva una
qualcosa.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo io
non so se è la Commissione, la maggioranza, il Governo, non ho
capito chi sta presentando questa norma. Fatto sta che questa
norma sta all'interno del disegno di legge.
Allora al momento il titolo è: Opere incompiute per causa di
forze maggiori . Cari colleghi, all'interno della nostra Sicilia
ci sono tantissime opere incompiute. Ora, se la rendiamo
generica, la norma, può avere un senso perché ci possono essere
vari comuni o vari enti che man mano hanno realizzato delle
opere e per causa di forza maggiore hanno perso i fondi o
comunque non sono riusciti a spendere i soldi. Se rendiamo la
norma generica ha un senso. Ma se è una norma specifica che ha,
al solito io dico tra virgolette, un nome e un cognome, stiamo
facendo un buon lavoro per i cittadini siciliani?
Quindi, signor Presidente, ci sono degli emendamenti
modificativi, valutiamoli perché la norma ha un senso se è
generica. Se invece è specifica e la facciamo soltanto per un
comune non penso che stiamo dando un buon servizio ai siciliani.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato
presentato il subemendamento 51.3.1 a firma dell'onorevole
Catalfamo.
CATALFAMO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
questo subemendamento intende estendere la portata della norma
anche al caso in cui vi siano comuni destinatari di
finanziamento sui cui territori subentra un'esigenza di tutela
della pubblica sicurezza, quindi a prescindere dalla
completabilità dell'intervento originario. Chiaramente, sempre
se questo intervento, la cui esigenza subentra, è della stessa
natura di quello originariamente finanziato.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi soltanto per rappresentare la
portata della riscrittura di questa norma, che è una norma che
non nasce per un singolo intervento o poco più, ma è una norma
che nasce da un lavoro che l'assessorato alle infrastrutture ha
fatto e sta completando nei prossimi giorni con la Commissione
Opere incompiute'.
CRACOLICI. Qual è la riscrittura?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. La
riscrittura è l'emendamento 51.3. Questa riscrittura si è resa
necessaria per dare un taglio di generalità e di astrattezza
alla norma e per venire incontro all'esigenza della Commissione.
Cosa ha fatto la Commissione - fra dieci giorni presenteremo
anche il lavoro che ha prodotto - la Commissione ha valutato
tutte quelle opere, su circa 200 opere incompiute in Sicilia,
c'è una parte di opere che non potranno mai più essere
realizzate e che meriterebbero la demolizione; una parte di
opere che invece deve essere regolarizzata sotto un profilo
amministrativo o tecnico con la presentazione e il completamento
dei collaudi, collaudi tecnici e collaudi amministrativi; una
ulteriore serie di opere invece può essere completata e può
essere completata perché sono opere che hanno il finanziamento o
una parte significativa di finanziamento a cui bisognerebbe,
magari, aggiungere un'ulteriore somma.
Cosa succede con questo articolo? Con questa norma noi stiamo
consentendo di poter finalmente mettere un punto, fare luce e
definire una vicenda che ci portiamo da trent'anni. Sappiamo che
nel report delle incompiute ci sono opere che giacciono nei
cassetti da più di trent'anni, dei Comuni, degli Iacp, dei
consorzi di bonifica, delle ex province, in sostanza, ci sono
tutta una serie di opere su cui noi abbiamo focalizzato
l'attenzione, c'è un lavoro fatto da un anno.
Questa norma a cosa serve? Questa norma serve a dire che tutti
quegli enti che sono stati destinatari di un finanziamento e che
lo hanno ricevuto, non perché c'è stato un Assessore amico che
gliel'ha dato, ma perché hanno partecipato ad una selezione
pubblica, ad un bando pubblico, sono stati utilmente inseriti in
graduatoria, se poi è successo qualcosa che ha consentito e che
ha impedito di completare quelle opere, di farle diventare
incompiute, ma l'Assessorato e il Governo regionale, la Regione
siciliana può intervenire per aiutare queste zone, questi enti e
questi territori, è giusto che lo faccia.
Io vi voglio soltanto dire una cosa: ai tempi, appena ci siamo
insediati, noi siamo andati a Linguaglossa dove c'era un
viadotto sospeso nel vuoto; dopo vent'anni quel viadotto è stato
demolito, perché non serviva a nulla, perché era un viadotto che
era sospeso nel vuoto e addirittura sopra una casa, diventando
un pericolo per quell'abitazione.
Allora, noi dobbiamo finalmente mettere un punto, dopo
trent'anni si dice che non è stato mai fatto nulla. Bene, anche
sulle incompiute la settimana prossima, nei primi di marzo, sarà
appunto anche il Presidente della Regione siciliana a poter dire
come stanno le cose e, finalmente, metteremo la parola fine ad
una situazione che, lasciatemelo dire, è diventata incresciosa.
Dovremo trovare anche le risorse e allora anche qua, in sede
di riprogrammazione del Patto per il sud, eventualmente vedremo
quante e quali risorse possiamo dedicare a questa misura.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, viste le
parole dell'Assessore, se la norma diventa generica e tra
l'altro la agganciamo pure al report che viene fuori ogni anno
dal Ministero delle infrastrutture e trasporti per quanto
riguarda le incompiute, in Sicilia sono circa 162 e vanno via
via sempre più aumentando.
Con il mio Gruppo quest'estate e penso anche l'Assessore lo
abbia fatto, siamo andati in giro per la Sicilia a vedere queste
incompiute ed è veramente increscioso che non stiamo dando una
soluzione se abbatterle e, quindi, restituire la zona ai Comuni
o comunque ai cittadini, oppure completarle.
Da quello che ho capito è stato fatto un censimento anche da
parte del genio civile per capire quali sono le opere che
possono essere completate e quelle che eventualmente non possono
aver luce. Se la norma diventa generica, quindi mi conferma
l'Assessore che la riscrittura da parte della Commissione tende
a rendere la norma generica e ad agganciarla al report e,
quindi, alla lista delle incompiute messe fuori dal Ministero
delle Infrastrutture e Trasporti?
A mio modo di vedere questo Parlamento fa una buona cosa
perché è da trent'anni che effettivamente ci portiamo avanti
queste incompiute non decidendo cosa fare, se abbatterle o meno.
Vero è, Assessore, che sulla riprogrammazione del Patto per il
Sud stiamo attenti a non togliere fondi ai comuni che, magari,
in questo momento si trovano in fortissime difficoltà perché
hanno problemi sia nella progettazione, perché i comuni sappiamo
benissimo che hanno pochi tecnici sotto questo punto di vista,
quindi occhio alla riprogrammazione dei fondi del Patto per il
Sud però è giusto mettere un punto, fare delle scelte per quanto
riguarda le tante incompiute che sono all'interno del nostro
territorio siciliano.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'intendimento mi pare lodevole, ma vorrei capire se funzione
questa norma così, assessore Falcone.
Intanto, voglio capire: nella cosiddetta riscrittura non si fa
solo menzione a cause di forza maggiore, ma si fa riferimento
agli interventi della legge 3 del 2016. Siccome non c'è dato
conoscere in tempo reale i riferimenti normativi, vorrei sapere
di cosa stiamo parlando, perché io tra l'altro ho sentito, ci
sono bandi per i quali hanno partecipato i comuni e se ci sono
bandi, signori, se tu un'opera che hai finanziato decidi che
quell'opera non si realizza più e la destini per un'altra cosa
che non è stata oggetto della presentazione al bando, come
minimo ci sono ricorsi all'Autorità amministrativa per bloccare
quel bando
Cioè, io non vorrei che gli intendimenti, gli obiettivi
politici confliggano poi con l'efficacia delle norme. La
sensazione è che mai come in questo caso rischiamo di avere un
corto circuito tra quello che vorremmo fare e quello che si può
fare - ripeto - credo che sia necessario precisare di cosa
stiamo parlando con la legge n. 3 del 2016 che non sono solo
cause di forza maggiore.
Poi, si parla di demolizioni, ma le demolizioni si fanno con
provvedimenti eventuali di protezione civile, ci sono mille modi
per intervenire su opere che possono costituire un danno o un
pericolo per la pubblica incolumità. Cioè - ripeto - se
l'obiettivo è eliminare le incompiute, io sono d'accordo, ma
trovate uno strumento normativo e legislativo che possa avere
efficacia. Se invece una norma così generica, che poi non
troverete un funzionario che metterà una firma a nessun decreto
perché poi ne risponderà lui, sulla base della sua
interpretazione alla legge, state facendo una norma inutile
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, assessore Falcone io dovevo rivolgere a lei una
domanda in merito all'articolo 51. I comuni destinatari di
decreti di finanziamento utilmente collocati in graduatoria di
merito a seguito di bando pubblico, impossibilitati ad eseguire
ovvero a completare i relativi interventi per causa di forza
maggiore o calamità naturale , ma tra queste opere pubbliche
incompiute, lei per quanto riguarda gli impianti sportivi che
sono interventi previsti dai comuni e ci sono alcuni comuni, le
faccio qualche esempio, il comune di Corleone, il comune di
Casteltermini, il comune di Marineo che hanno avviato tutte le
procedure, hanno iniziato i lavori e a causa di quegli eventi
naturali del 3 novembre 2018 hanno subìto degli ingenti danni e
hanno dovuto bloccare i lavori e quindi si è creata
un'incompiuta, lo spirito di questa norma riguarda anche questi
interventi che riguardano impianti sportivi comunali? Io
desidero da lei una risposta.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, intervengo perché credo che
l'intendimento del Governo è di completare alcune opere o,
quanto meno, fare in modo di mettere in condizione i Sindaci di
realizzare rispetto alle risorse finanziate. Però, mi rivolgo al
Presidente e all'Assessore per le infrastrutture per fare una
distinzione tra finanziamenti.
Ci sono finanziamenti in bilancio ordinario e possiamo
certamente procedere ad una rimodulazione del progetto. Poi, ci
sono finanziamenti al FSC e possiamo certamente rimodulare il
programma dei finanziamenti FSC e, quindi, consentire un
mutamento per la realizzazione dell'opera. Ci sono finanziamenti
che sono comunitari la cui aggiudicazione al Comune è avvenuta a
seguito di una valutazione del progetto che non credo possiamo
procedere ad una differenziazione rispetto a quello che era il
progetto originale. Quindi, noi dovremmo escludere da questa
norma i finanziamenti ottenuti dai Comuni a seguito di bando
comunitario.
Questa precisazione credo che sia utile, altrimenti non
possiamo applicare la norma.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 51.3.1 a
firma dell'onorevole Catalfamo.
Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 51.3.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 51.3
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 51.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . 64
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 31
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
Gli emendamenti 51.1 e 51.5 sono inammissibili.
Pongo in votazione l'articolo 51 nel testo risultante.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 51
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 51.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . 65
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 29
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Io chiedo al Governo se vuole continuare ad andare avanti o
forse è il caso di prenderci cinque minuti?
MUSUMECI, presidente della Regione. No, andiamo avanti.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:
«Art. 52.
Modifiche di norme in materia di attività produttive
1. Al comma l dell'articolo 18 della legge regionale 17 marzo
2016, n. 3 e successive modifiche e integrazioni, dopo le parole
"non si applica" sono aggiunte le parole "agli enti di cui
all'articolo 1, comma 2, della legge regionale 10 luglio 2018,
n. 10.".
2. All'articolo 39 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e
successive modifiche e integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 3, dopo le parole "dei componenti degli organi di
amministrazione" sono aggiunte le parole "degli enti pubblici
non economici";
b) al comma 4 dopo le parole "il numero massimo di" è
soppressa la parola "tre".
3. All'articolo 1, comma 4, della legge regionale 10 luglio
2018, n. 10, è soppressa la parola "giuridico ".
4. All'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio 2012, n.
8, e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al comma 2, è aggiunta la seguente lettera:
"d) trasferire in concessione d'uso, nelle more
dell'individuazione dei gestori unici del Servizio Idrico
Integrato da parte delle Assemblee Territoriali Idriche della
Regione siciliana e per la celere attuazione dell'articolo 172,
comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e
successive modifiche ed integrazioni, gli impianti di
acquedotto, fognatura e depurazione alle società di scopo a
prevalente capitale pubblico che in atto garantiscono la
gestione dei predetti impianti nei territori di propria
competenza e ciò fino al definitivo subentro dei competenti
gestori unici. In assenza delle predette società di scopo, i
Commissari liquidatori possono trasferire in concessione d'uso
temporaneo gli impianti idrici, fognari e depurativi di
proprietà dei Consorzi per le Aree di Sviluppo Industriale della
Sicilia in liquidazione, al Comune che risulti maggior
utilizzatore del relativo impianto. Eventuali quote di
ammortamento residue per spese di investimento effettuate da
parte dei concessionari temporanei di cui alla presente
disposizione, preventivamente autorizzate dal Consorzio
proprietario, sono riconosciute, all'atto del definitivo
subentro, dal gestore unico del servizio idrico integrato. ";
b) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
" 4 bis. Fermo restando quanto previsto dal comma 4, al fine
di scongiurare effetti potenzialmente pregiudizievoli per il
patrimonio dei Consorzi ASI in liquidazione, il dipartimento
regionale delle attività produttive è autorizzato a provvedere
direttamente alla liquidazione, nei limiti dello stanziamento
annuale, delle spese urgenti e indifferibili delle gestioni
liquidatorie dei consorzi ASI, per le quali sia stato
debitamente documentato da parte del Commissario liquidatore il
rischio di un grave e imminente pregiudizio;
c) dopo il comma 9 ter è aggiunto il seguente:
9 quater. Su tutti gli immobili appartenenti al patrimonio
dei Consorzi per le aree di sviluppo industriale in liquidazione
e non strumentali, utilizzati per insediamenti ed attività
produttive è concesso il diritto di prelazione all'attuale
conduttore a condizione che lo stesso accetti, entro 30 giorni
dalla notifica da parte del commissario liquidatore, il prezzo
di vendita determinato dal competente ufficio del genio civile e
che la Regione siciliana non abbia, entro lo stesso termine,
manifestato l'interesse all'acquisto alle medesime
condizioni. ».
Su richiesta della Commissione accantoniamo l'articolo 52.
Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:
«Art. 53.
Utilizzo personale per attività di controllo patrimonio
faunistico
1. Al comma 4, dell'articolo l della legge regionale 11 agosto
2015, n. 18 dopo le parole "legge 11 febbraio 1992, n. 157" sono
aggiunte le seguenti parole "e all'articolo 22 della legge 6
dicembre 1991, n. 394"».
Essendo stato presentato un emendamento soppressivo, pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
l'abrogativo per il fatto che si vuole introdurre, si fa
riferimento all'articolo 22 della legge n. 6 dicembre 1991, n.
394. Questa significherebbe fare entrare all'interno delle aree
naturali protette anche la possibilità, ad esempio i cacciatori,
tra le figure professionali che possono abbattere, ad esempio,
gli animali selvatici.
Ora, il problema qual è? Che qua si fa riferimento ad una
legge, questa legge del 1991, che è una legge superata, superata
in particolare dalla legge n. 157 del 1992 che dispone proprio
il fatto che all'interno delle aree naturali protette possono
svolgere queste funzioni di abbattimento della fauna selvatica
soltanto le figure che sono espressamente autorizzate dalle aree
protette fra cui quelle di cui all'articolo 19 della legge 11
febbraio del 1992 n. 157.
Questo concetto è stato rafforzato da una sentenza della Corte
costituzionale n. 107 del 2014, la quale ha impugnato una legge
della Regione Veneto che riguarda espressamente le aree naturali
protette e che dice che non si può fare riferimento a questa
legge, la legge del 1991, qui indicata all'articolo 53, in
quanto includerebbe nel novero delle figure autorizzabili anche
i cacciatori all'interno delle aree naturali protette.
Inoltre, oltre a questa sentenza del 2014, ce n'è stata
un'altra come ho già più volte fatto presente anche durante
precedenti finanziarie, la sentenza n. 139 del 2017 che impugna
la legge della Regione Liguria, sempre della Corte
costituzionale. C'è stata anche un'ordinanza del Tar Abruzzo 29
gennaio 2018, n. 31. Infine, una sentenza del novembre scorso,
una sentenza della Corte costituzionale freschissima proprio del
novembre scorso, quindi, è chiaramente una norma
incostituzionale.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Con dovizia di particolari istituzionali.
MILAZZO. No, onorevole Cracolici, a me hanno spiegato tutte le
cose che ha detto l'onorevole Palmeri, sono tutte vere ed ha
citato tutte norme regionali, cioè proposte delle regioni
impugnate.
Noi recepiamo una norma che in questo momento è in vigore su
tutto il territorio nazionale perché la norma, ovvero l'articolo
22 della legge 6 dicembre del 1991, è in vigore su tutto il
territorio nazionale.
Gli Uffici dell'Assemblea hanno verificato che la norma
effettivamente è in vigore, quindi, noi recepiamo una norma che
in tutta Italia si applica. Vorrei ricordare, non voglio portare
avanti luoghi comuni, ma purtroppo in Sicilia di cinghiali si
muore e ci sono state delle morti, quindi, noi non dobbiamo
avere un tabù, precludere una cosa che in tutta Italia già si
applica. Questo non è l'abbattimento indiscriminato. Cosa dice
la norma? Qualora c'è un sovrannumero
CRACOLICI. Nome e cognome.
MILAZZO. Onorevole Cracolici, qualora c'è un sovrannumero, il
parco, con esperti, determina il numero selettivo da abbattere,
viene fatto il corso a figure che li possono abbattere, solo a
quel punto possono essere abbattuti. Un numero ristretto,
certificato ed individuato, dettato in base alle norme per
l'abbattimento.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, sono d'accordo con questo articolo
che è stato presentato nella finanziaria, non solo. Mi permetto
di dire che la caccia di selezione dell'abbattimento nata nelle
regioni in Italia molto civilizzate, avanzate, dico la Toscana,
ma non solo, la Valle d'Aosta, il Trentino, viene attuata ed è
una norma che rientra, per giunta, in quello che è un percorso
che viene fatto nei paesi più sviluppati dell'Europa.
Parlo della Svezia, parlo della Norvegia, parlo della
Finlandia, dove là salta l'equilibrio tra il selvatico ed il
predatore, ovviamente, avviene uno scompenso, cioè questa è la
natura. E, lì, paesi molto più civilizzati dell'Italia, sono
intervenuti attraverso la caccia di selezione. Hanno avviato
quelli che sono i censimenti che vengono fatti ogni anno. Ho
avuto modo di vedere quello che è stato fatto, il piano per la
Toscana di quest'anno che, dopo un controllo, dopo una verifica,
poi, vengono decisi il tot di animali per capi da abbattere.
Attenzione, io faccio una premessa. Mi appassiono a questo
argomento perché, forse oggi, tra gli argomenti che sono
arrivati è quello che più mi appassiona. E lo dico con un po' di
dispiacere, perché discutendo una finanziaria, vorrei
appassionarmi di cose diverse e di cose più importanti per il
nostro territorio. A prescindere da questo, comunque, poi,
interverrò su altre cose che riguardano il mio territorio,
almeno mi occuperò di questo.
Su questo articolo voglio esprimere il mio parere positivo.
Ritengo che con questo tipo di squilibrio, quando avviene, non
solo noi arrechiamo problemi allo stesso ambiente perché là
quando avviene uno scompenso, l'animale che non ha il predatore,
poi, lo restituisce il danno all'ambiente, tipo gli ungulati,
tipo il daino, tipo il capriolo, tipo il cervo da noi non c'è,
ma avviene nel nord del Paese. Noi, qui, abbiamo il problema del
cinghiale che, purtroppo, non solo del cinghiale, del suino
nero, del maiale nero dei Nebrodi che, purtroppo, ha
rappresentato anche un danno all'uomo, perché là, quando il
predatore non ha, non deve avere paura di alcuno, diventa il
padrone e riesce ad attaccare anche l'uomo. Questo è quello che
fa il cinghiale, questo è quello che fa il suino nero dei
Nebrodi, quindi, non va affrontato questo aspetto dal punto,
ideologizzandolo, dal punto di vista ideologico, ma va
affrontato come un'emergenza.
Ritengo che, attraverso i controlli e le attenzioni che vanno
fatte, così come sono state fatte nel resto del nostro Paese, si
può garantire l'equilibrio che è giusto dare, anche nelle zone
di riserva.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, vorrei sottolineare una cosa. Qui
non sono in discussione i piani di abbattimento di questi
animali, ma le figure professionali che sono autorizzabili o
meno.
Ho fatto riferimento alle sentenze che hanno detto,
chiaramente, che tra le figure autorizzabili non ci sono i
cacciatori. Non si è messo in discussione il fatto che questi
piani di abbattimento devono essere fatti. Ad esempi, in alcuni
parchi dovrebbero essere fatti dei piani di cattura, attraverso
delle trappole che, ahimè, non vengono portati avanti, vengono
disattesi.
Sono stati spesi dei soldi pubblici per fare questi piani di
cattura, che non sono serviti a niente.
Se, poi, non funzionano le cose, è un altro paio di maniche.
Dobbiamo, quindi, fare degli studi, dobbiamo capire perché
questi piani di cattura non li fanno funzionare. Se non vengono
alimentate con il cibo, ovviamente, gli animali non vanno
all'interno di queste gabbie, oppure se non vengono spostate
queste gabbie, è chiaro che l'animale non va sempre nello stesso
posto, ma si sposta, sono delle colonie e si spostano, è,
dunque, un problema di altro tipo.
Servono degli studi, serve un approccio scientifico al
problema e le sentenze costituzionali sono state chiarissime in
questo senso.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, questi sono argomenti molto delicati
che entrano nella quotidianità anche dei comuni, specialmente
quelli montani, dove siamo consapevoli che c'è un disagio per la
proliferazione di questi animali.
Però, vorrei dire, quale membro della III Commissione, che noi
stiamo trattando la materia, diciamo in maniera organica perché
abbiamo preso tutte le proposte di legge di iniziativa
parlamentare, tra cui anche questo articolo che, insomma,
ricordiamo essere su proposta del collega Milazzo, quindi
chiederemmo all'Aula il buon senso di stralciare questo
argomento e di trattarlo con serietà in III Commissione dove già
abbiamo avuto delle audizioni e abbiamo deciso di trattare
l'argomento in maniera organica, anche con altri ritocchi
necessari alla legge regionale.
Infilarlo così, in finanziaria, senza il giusto dibattito, mi
sembra come se si volesse fare un torto ad un argomento così
delicato; è, sicuramente, urgente ma non saranno pochi mesi a
compromettere quello che è già compromesso, cioè anni di
trascuratezza, ma l'argomento va trattato sentendo tutti, quindi
dalle associazioni, esperti, risentendo di nuovo i sindaci e
proponendo delle modifiche che ritocchino in maniera complessiva
la legge regionale anziché andare a modificare, perché noi
sappiamo che quando andiamo a toccare solo un tassello, senza
prevedere tutti gli altri accorgimenti, purtroppo si rischia di
fare più danno di quanto già non se ne sia fatto.
Quindi, insomma, mi sono sentita anche con alcuni colleghi
della III Commissione e convenivamo sull'opportunità di portare
il testo dove già era, cioè in trattazione in III Commissione,
per farlo in maniera completa e che porti a delle soluzioni e
non a norme spot che poi getteranno nella confusione proprio
perché non sono organiche.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, solo per citare un detto
africano, perché da quando il Presidente della Regione è entrato
in Aula sono cambiate un po' le dinamiche e il dibattito ha
assunto dei toni diversi. Ho visto alcuni, nei banchi del
Governo, assumere toni nuovi, altri, dell'opposizione, che hanno
fatto interventi a favore del Governo e, quindi, Presidente
Musumeci, in realtà il suo ingresso ha un po' modificato gli
assetti d'Aula e mi viene in mente la frase di questi giorni del
Presidente Musumeci che voglio condividere e sottoscrivere,
quando dice - e l'aiuterei oggi a scattare la fotografia
rispetto ad una sua dichiarazione - quando ha detto: andando in
giro ho difficoltà a distinguere tra cortigiani e cospiratori .
Ecco, io l'aiuterei, io le suggerirei di scattare in questa
Sala, oggi, una fotografia che sintetizzerei con un detto
africano che dice, a proposito di controllo del patrimonio
faunistico: Ogni mattina , e direi non in Africa - assessore
Cordaro non mi distragga il Presidente per favore, perché lei si
ascrive tra i centurioni che probabilmente non è sempre bene che
vadano col petto in fuori
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, un intervento molto veloce
almeno nel merito della legge, per favore.
FIGUCCIA. Ogni mattina in Sicilia, come sorge il sole, non
importa che tu sia leone o gazzella, l'importante che corri .
PRESIDENTE. Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo
53.
PALMERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 53
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 53.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 65
Votanti .. 60
Maggioranza ..31
Favorevoli ..37
Contrari ..23
Astenuti .. 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:
«Articolo 54
Orchestra del Mediterraneo
1. Al fine di valorizzare e rafforzare, attraverso la
conoscenza e la diffusione dell'arte musicale e del patrimonio
storico relativo, il dialogo interculturale fra i paesi del
Mediterraneo come strumento di pace e di superamento delle
differenze, la Regione promuove, tramite la Fondazione Federico
II, l'istituzione del complesso orchestrale denominato
"Orchestra del Mediterraneo".
2. La compagine orchestrale di cui al comma l, composta da
musicisti provenienti, dai paesi del Mediterraneo realizza le
proprie finalità, anche tramite la collaborazione con enti e
fondazioni musicali aventi sede nel bacino del Mediterraneo,
preminentemente attraverso la realizzazione di iniziative,
manifestazioni ed eventi in ambito artistico-musicale volti a
diffondere l'arte musicale attraverso la valorizzazione delle
tradizioni storiche e culturali che accomunano l'identità dei
Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.
3. Nel rispetto delle norme previste, in materia,
dall'ordinamento, l'atto costitutivo e lo statuto del complesso
orchestrale di cui al presente articolo prevedono:
a) che l'ente suddetto sia amministrato da un Consiglio
composto da tre componenti, nominati dal Presidente pro-tempore
della Fondazione Federico II, scelti tra rappresentati del mondo
della cultura e dell'arte, aventi specifiche competenze
nell'ambito dell'arte musicale;
b) la costituzione di un collegio dei revisori dei conti;
c) la nomina di un sovrintendente, scelto dal Consiglio tra
soggetti dotati di comprovata esperienza nell'ambito della
gestione ed organizzazione di spettacoli musicali ed eventi
consimili;
d) le modalità attraverso le quali soggetti pubblici o privati
italiani e stranieri, persone fisiche o enti, anche se privi di
personalità giuridica, possono partecipare, in qualità di Soci,
alla dotazione dell'Orchestra con il conferimento di specifici
fondi.
4. Per il perseguimento delle proprie finalità l'Orchestra del
Mediterraneo può ricevere erogazioni provenienti da enti
pubblici e privati, nonché partecipare all'assegnazione di
risorse regionali ed extraregionali e comunitarie».
Comunico che è stato presentato un emendamento di riscrittura,
il 54.R. Onorevole Lupo i suoi emendamenti soppressivi sono
ritirati?
LUPO. Decaduti.
PRESIDENTE. Decaduti. E a questo punto possiamo votare
direttamente. Onorevole Zafarana, il suo emendamento soppressivo
decade? Diciamo che formalmente è già decaduto perché è cambiata
la cosa
ZAFARANA. Prima votiamo la riscrittura.
PRESIDENTE. Va bene. Allora, votiamo la riscrittura
eventualmente, poi .
Pongo in votazione l'emendamento 54.R. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
«Articolo 55
Modifiche di norme in materia di cooperative e imprese
agricole
1. Alla legge regionale 24 novembre 2011, n. 25 e successive
modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) l'articolo 7 è soppresso;
b) all'articolo 10, comma 4 le parole 1000 migliaia di euro
sono sostituite dalle parole 671 migliaia di euro";
c) all'articolo 28, comma 1 le parole "3000 migliaia di euro
sono sostituite dalle parole "2.909 migliaia di euro";
d) l'articolo 28, comma 2 è soppresso.
2. All'articolo 17, comma 6, lettera a) della legge regionale
14 maggio 2009, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, le
parole "4000 migliaia di euro" sono sostituite dalle parole
"3000 migliaia di euro".».
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mantiene i suoi emendamenti
soppressivi?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, scusi, io mi sono sforzato di
cercare anche la relazione tecnica per capire questo articolo
perché è una rimodulazione finanziaria di alcuni capitoli della
legge 25 del 2011 dove tra le altre cose c'è un articolo che
vedo che viene, in qualche modo, modificato ma vorrei capire la
finalità, che interviene sulla ristrutturazione del debito delle
cooperative agricole. Tra l'altro proprio su questa materia è
stato fatto, tre anni fa, un bando sulla quota di risorse
rimanenti che ha consentito di rivolgersi sia alle imprese che
alle cooperative, cioè quella è la legge che consente il credito
per le scorte agricole, la ristrutturazione del debito, cioè è
una misura che è persino passata dalle forche caudine
comunitarie che ci consente di usare questa legge per aiutare
gli agricoltori. L'operazione finanziaria di questa norma, più
100, più 69, con un livello di dettaglio che capisco ci sarà una
ragione, ma siccome non è completamente illustrato, primo vorrei
conoscerlo, secondo se questa norma mette in discussione la
ristrutturazione del credito in agricoltura, è un grave errore
politico, perché è l'unica legge che, oggi, abbiamo a sostegno
degli agricoltori, sia in forma singola che in forma
cooperativa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Ci sono altri
interventi? Bene. Allora mettiamo
CRACOLICI. Ma il Governo risponde?
PRESIDENTE. Sulle soppressioni non credo di dovergli chiedere
la parola, chiedo il parere, se il Governo vuole rispondere? Per
carità, se non lo chiedono io non posso. Prego, assessore
Bandiera.
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Sì, grazie Presidente, semplicemente si
tratta di un intervento di carattere tecnico che, a seguito di
un lavoro che si sta facendo in Assessorato sulle vecchie norme
e sui vecchi capitoli di spesa, queste sono norme che hanno
ormai cifre residuali minimali ed hanno finito, di fatto, in
questa fase, la loro mission operativa, quindi in questo modo
andiamo ad abrogare i massimali di spesa o a limitarli perché
come lei ha riportato ci fu un bando che ha visto soddisfatte le
richieste e c'è una piccola parte residuale che eccede, quindi,
in questo modo, va riprogrammata. Tutto qui. E' un intervento
solo di carattere tecnico.
CRACOLICI. Non c'è bisogno della norma per riprogrammare
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Gli Uffici ci dicono che c'è la necessità
della norma, per questo motivo siamo qua per un fatto tecnico,
onorevole Cracolici, non avremmo fatto il passaggio normativo;
le assicuro che è stata approfondita e che è frutto solo di
questa esigenza di carattere tecnico e contabile.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 55.1, a firma degli
onorevoli Lupo ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 55.2 è uguale.
Si passa agli emendamenti 55.4, 55.3, 55.5, a firma degli
onorevoli Cancelleri ed altri.
CANCELLERI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 55. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 56 non possiamo votarlo.
Fermiamoci, anche perché a questo punto abbiamo votato gli
articoli, li abbiamo esaminati tutti, ce ne sono alcuni che
abbiamo accantonato e devono essere rivisti. Siccome su questi
accantonati c'è anche un minimo di confusione, vorrei dare il
tempo agli Uffici di poter sistemare le cose, io sarei
favorevole
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Credo che
l'articolo 30 si possa fare.
PRESIDENTE. No, se prendiamo un accantonato li prendiamo
tutti, per cui va bene così. Oggi abbiamo chiuso, abbiamo finito
l'analisi di tutta la finanziaria, rimangono 14, 15 non so
quanti articoli accantonati, il tempo che gli Uffici valutino
tutto bene sugli emendamenti e sulle cose e ci rivediamo domani
mattina alle ore 11.00.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.08 del 12 febbraio 2019, è
ripresa
alle ore 11.02 del 13 febbraio 2019)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendo ancora pronti
nessuno dei deputati né il Governo, la seduta è rinviata di
un'ora e riprenderà alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.03, è ripresa alle ore 12.01)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che siamo costretti a
risospendere la seduta e, a questo punto, la sospendiamo fino
alle ore 15.00. Ci rivediamo alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 12.02, è ripresa alle ore 15.02)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, aspettiamo cinque minuti se
arriva il Governo altrimenti rinviamo di nuovo. L'Aula è sospesa
per cinque minuti. Se non siamo nelle condizioni di andare
avanti rinviamo.
(La seduta, sospesa alle ore 15.02, è ripresa alle ore 15.09)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo è presente, quindi
possiamo cominciare. Invito il Governo, per favore, ad essere
puntuale all'inizio delle riunioni. Quando è previsto un orario,
l'orario va rispettato, grazie.
La Commissione è presente? So che il Presidente Savona in
questo momento è impegnato e non può venire, ma c'è qualcuno
della Commissione Bilancio che può prendere posto al tavolo
della Commissione? E allora, colleghi, sospendiamo altri cinque
minuti in attesa che arrivi la Commissione Bilancio e poi
cominciamo.
(La seduta, sospesa alle ore 15.11, è ripresa alle ore 15.30)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame degli articoli che erano stati
accantonati.
Si riprende l'esame dell'articolo 1, in precedenza
accantonato.
Sull'ordine dei lavori
LO GIUDICE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
volevo avere qualche chiarimento in merito al discorso che sono
stati stralciati l'articolo 31 inerente l'area ex Sanderson, il
trasferimento degli immobili dell'area ex Sanderson e poi
conseguentemente anche l'articolo 45 che afferisce alla
possibilità di trasferire gli immobili inerenti gli Iacp con
finalità legate al risanamento della città di Messina alla
ArisMe.
Entrambi gli articoli sono stati ampiamente affrontati anche
in Commissione Bilancio e c'è stato il parere favorevole da
parte della Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, se posso rispondere un
attimo, non sono stati bocciati, siccome il Governo nella
relazione della Ragioneria generale è stata evidenziata un
risultato negativo sul patrimonio della Regione e, quindi, come
se fosse un costo, allora a questo punto la cosa che noi
possiamo fare, essendo oggi la Finanziaria totalmente a costo
zero, rimandare questo tipo di analisi al Collegato', quindi
non è stato bocciato, è stato stralciato per essere mandato
successivamente al Collegato.
LO GIUDICE. Io la ringrazio, Presidente. Vorrei aggiungere
soltanto una cosa che secondo me è meritorio di essere
attenzionato soprattutto per quanto riguarda quello che è il
discorso degli IACP perché in una interlocuzione che avviene fra
gli IACP di Messina e l'Assessorato delle Infrastrutture, il
Dipartimento delle Infrastrutture - non ve la leggo tutta perché
ve la risparmio - si sottolinea però che il patrimonio
immobiliare in argomento viene trasferito dall'Istituto autonomo
per le case popolari di Messina, ente pubblico non economico,
alla costituente Agenzia comunale, dotata di personalità
giuridica pubblica e, quindi, non si ravvisa alcun danno
erariale.
Cioè, è già lo stesso Dipartimento che da questo punto di
vista evidenzia
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, per quanto mi riguarda io
devo attenermi alle relazioni che mi fa il Governo e quindi la
Ragioneria. Ripeto, non è comunque un problema in assoluto, non
viene bocciato, però io non lo posso fare discutere oggi perché
questa è una Finanziaria a costo totalmente zero, nel momento in
cui la Ragioneria della Regione mi dice che, in effetti, un
costo alla fine c'è; lo rimandiamo al Collegato' dove è
possibile coprirlo, soltanto questo, per cui è corretto quello
che lei dice. Io stesso ho tentato, tutto ieri sera e anche
stamattina, di ottenere questo risultato che mi sembrava
importante, ma una relazione che mi dice questo mi blocca. Per
cui, lo rinviamo al Collegato' e ne parleremo quando sarà in
discussione il Collegato'.
Riprende la discussione unificata del disegno di legge nn. 475-
475bis/A e n. 476/A
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'articolo 1 in precedenza
accantonato.
Si passa all'emendamento soppressivo 1.2, a firma degli
onorevoli Fava ed altri.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, vorrei
soltanto dare una precisazione in ordine all'emendamento che è
stato depositato e poi vorrei dare due o tre informazioni su un
articolo che è stato icasticamente definito una statuetta , ma
immagino che fosse di Capodimonte, quindi immagino che fosse un
apprezzamento stilistico ma, spero, anche contenutistico
rispetto ad una disposizione che certamente non assume
salvifico, ma che si limita ad aggiungere elementi e opportunità
rispetto ad un sistema che finalmente si muove nel senso
auspicato, immagino da tutti noi, cioè verso un sistema di
fiscalità di sviluppo che possa rendere ulteriormente attrattiva
per i pensionati la nostra Sicilia.
Ci sono molti parlamentari della provincia di Agrigento che
ben conoscono quel che accade, quella vicenda virtuosa che
accade a Cianciana dove centinaia di famiglie si sono spostate
lì a vivere e quel Comune ha un incremento di prodotto interno
lordo, un incremento di esercizi commerciali, un incremento del
valore degli immobili che è uno dei problemi dei centri minori
dove i valori immobiliari stanno crollando.
Le nostre famiglie si stanno impoverendo senza neanche avere
la percezione di tale processo perché i valori immobiliari,
oltre al dramma che si vive in economia in generale, ma anche
perché i valori immobiliari, soprattutto dei piccoli centri,
sono crollati in questi anni.
Quindi, questa norma si muove nel senso di spingere verso una
maggiore attrazione dei nostri territori e consentire gli
investimenti da parte di residenti all'estero.
Il dato che volevo evidenziare e che noi abbiamo voluto,
attraverso l'emendamento proposto, mettere una cautela, cioè
limitare il vantaggio fiscale ulteriore rispetto a quello
opportunamente introdotto dal legislatore nazionale anche con
riferimento agli immobili acquisiti dopo l'entrata in vigore
della legge per evitare che ci possano essere fraintendimenti
interpretativi rispetto ad un dato che deve riguardare il futuro
e non può riguardare fatti pregressi.
Questa norma è una norma che viene dalla Commissione ormai. Il
Governo ne ha quasi perso la genesi perché evidentemente il
lavoro svolto nel confronto delle opposizioni, delle forze di
maggioranza ha fatto sì, e ringrazio per esempio il PD che ha
fornito sul punto delle proposte e degli interventi emendativi
che sono stati recepiti proprio nell'ottica di migliorare la
portata della norma.
Qualcuno ha, giustamente, svolto considerazioni sulla entità
dell'appostazione di bilancio che è di un milione. E' una
appostazione che, comprendo bene e comprendiamo bene, assume una
valenza figurativa, ma quel che chiedo, e che chiediamo, è di
svolgere un approccio progressivo rispetto a questa fattispecie
di cui oggi non conosciamo i margini ed i limiti.
Vedremo l'andamento, vedremo cosa accade nei prossimi mesi se
questa Assemblea, come auspichiamo, possa approvare questo
articolo e capiremo se le somme vanno rimpinguate ed integrate
con l'auspicio che questa misura possa avere il risultato che
tutti noi, immagino, prevediamo un risultato positivo di nuovi
siciliani che venire a vivere in Sicilia, vuoi per le
disposizioni che sia il Governo Gentiloni prima, che il Governo
Conte dopo insieme al Parlamento hanno proposto ed approvato, e
poi che adesso noi completiamo ed arricchiamo con un intervento
che, chiaramente, tiene conto delle norme fiscali sulle quali il
Governo può intervenire ed il Parlamento può legiferare, che non
sono quelle riguardanti in generali le imposte sui redditi ma
solo le addizionali ed altre misure a compendio.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2.
FAVA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .64
votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 35
Contrari 27
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3, in precedenza accantonato.
All'articolo 3, che avevamo precedentemente accantonato, c'era
un emendamento dell'onorevole Catalfamo che per come era scritto
non sarebbe stato possibile renderlo ammissibile.
L'emendamento è stato riscritto ma io continuo a chiedere
all'onorevole Catalfamo il ritiro, perché per come è scritto
ancora una volta non è ammissibile perché talmente macchinoso
che creerebbe dei problemi. Questo, però, lo decida lei. Mi
dicono gli Uffici che, però, c'è un altro emendamento
ammissibile e quindi votabile.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto
alla prima giornata in cui è emersa la necessità di riscrivere
l'emendamento in quanto la dizione buone prassi era troppo
vaga e generica, abbiamo semplicemente elencato le buone prassi
e spiegato il procedimento per il rilascio del certificato
regionale che attesti che nelle varie aziende le buone prassi
vengono seguite. Non è nulla di complicato, è semplicemente una
specifica di quello che era stato scritto nella prima giornata,
niente di più e niente di meno: si vuole estendere la portata
della norma a quelle aziende che pongono in essere buone prassi
a tutela della genitorialità e mi sembra un intento
assolutamente condivisibile.
PRESIDENTE. Onorevole Catalfamo, ovviamente è lei che decide
quindi pongo in votazione l'emendamento 3.1.R. Il parere del
Governo?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, per il fatto che lei mi abbia
intimorito a non alzare la voce, non mi ha sentito che avevo
chiesto di parlare quindi è meglio che alzi la voce
PRESIDENTE. Se ci fosse calma lo sentirei
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
soltanto dire una cosa. Vorrei ricordare ai colleghi che questo
articolo 3 non è una nuova norma, è una norma che avevamo già
previsto nella vecchia finanziaria. Sono i famosi 84 milioni che
erano liberati dalla Cassa per il Mezzogiorno e che erano in
capo a IRFIS, oggi diciamo abbiamo trasferito la competenza alla
Regione siciliana. Queste risorse attenevano alle industrie
operanti in Sicilia.
Noi, con la norma dell'anno scorso, abbiamo previsto che il
credito agevolato sia rivolto al sistema delle imprese
siciliane. Ora, se noi andiamo a fare eccessivi dettagli, al
punto da negare la ratio della norma, cioè che il credito
agevolato è rivolto alle imprese che operano in Sicilia e ci
inventiamo di tutto, io dico che stiamo facendo un danno
all'economia siciliana perché è giusto sostenere le nuove
imprese, quelle con le buone prassi, ma non perdiamo di vista
che dobbiamo sostenere il sistema economico esistente, non solo
quello che un giorno ci sarà.
Ecco perché io invito tutti i colleghi a ridurre al cuore del
problema. Questa norma la stiamo facendo per consentire
all'IRFIS di avvalersi, anche attraverso i Consorzi-fidi,
eccetera, della modalità di erogazione del credito e l'IRCA, il
nuovo soggetto che abbiamo costituito, per consentire di
attivare il credito agevolato.
Tutto il resto è poesia Io, pertanto, non voterò emendamenti
che hanno altre finalità se non quello che era già previsto
dalla norma e che avevamo fatto l'anno scorso.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi una norma che,
evidentemente, finalmente dà la possibilità al nuovo ente,
l'IRCA, di poter dare credito agevolato alle imprese attraverso
questo strumento che prevede la fusione di IRCAC e di IRFIS.
Credo che, a questo punto, noi con questo emendamento, se
anche l'assessore è d'accordo, noi estendiamo ad alcune
tipologie i provvedimenti che sono già definiti dalla norma.
Se, alla fine, c'è la possibilità di coinvolgere all'interno
delle aziende quei nuclei familiari che, in qualche modo come
dire, richiedono degli interventi e che sono destinatari, come
dire, di un'azione specifica attraverso i famosi tempi di
conciliazione tra tempo del lavoro e tempo della domiciliarità,
no?
Allora, io penso che questa è un'opportunità importante e
volerla negare, onorevole Cracolici, proprio da parte del
Partito Democratico che è sempre stato in favore delle fasce
deboli, in favore della famiglia, voi dite delle cose e fate
l'esatto contrario Vi dovete vergognare, vergogna
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io faccio
fatica a parlare perché si sente davvero pochissimo. Non so se
mi sente, se mi sentono i colleghi in Aula.
Signor Presidente, pur condividendo, potrei anche condividere
il contenuto - ho delle perplessità perché quando trattiamo di
qualcosa di credito alle imprese, di possibilità in qualche modo
di dare degli aiuti alle imprese, poi alla fine tutto quello che
riguarda le imprese ce lo infiliamo, facciamo degli articoli che
diventano omnibus - però le volevo dire una cosa.
Nel maggio 2018 questa Assemblea ha approvato due articoli che
riguardavano le famiglie siciliane: uno di revisione del valore
delle ISEE familiare a seconda del numero dei figli ed un altro
della bollinatura dei Comuni amici della famiglia che dovevano
diventare attivi a seguito praticamente di emanazione di
regolamenti da parte del Governo regionale. E' passato un anno
da quell'approvazione della legge.
Nulla è cambiato. Continuiamo a mettere ancora bandierine
sopra, praticamente, questa montagna chiamata finanziaria per
illudere le persone che ci stiamo occupando di loro; ma, in
realtà, non ce ne occupiamo mai perché il reddito ISEE è rimasto
tale, perché i Comuni non sono amici della famiglia, perché non
è stato emanato il regolamento e oggi andiamo a dire che andiamo
a dare attraverso due decreti, quindi una cosa estremamente
macchinosa, la bollinatura ad aziende che dovranno andare in
applicazione ad un regolamento dato da due Assessorati che si
incrociano per diventare aziende amiche della famiglia e poi,
però, non sappiamo minimamente cosa andranno a fare e di quale
tipo di strumenti andranno ad usufruire. Per me è una cosa che
non sta in piedi.
Per cui, mi dispiace ma di questi temi ne possiamo trattare
quando però ci sarà una serietà da parte in primis
dell'Assessore per la famiglia che ancora dovrebbe emanare quel
famoso regolamento dei comuni amici della famiglia, e non si è
neanche vista, dalle ultime informazioni che ho, in Assessorato
neanche sanno di cosa si sta parlando; e dall'altra parte, se
finalmente ci sarà contezza di questi strumenti noi siamo
disponibili a trattarli e ad approvarli. Ma ci deve essere un
impegno del Governo a farli diventare immediatamente esecutivi,
altrimenti rimane carta straccia.
L'unica cosa che non dobbiamo fare è quella di prendere in
giro la gente.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, lei ha perfettamente
ragione, le devo dire. Abbiamo già l'anno scorso, avevamo detto,
qua i colpevoli siamo noi, io per primo, che avremmo dovuto
istituire una Commissione per la verifica dell'attuazione delle
leggi che vengono fatte e questo suo intervento mi fa pensare
che la dobbiamo assolutamente mettere in piedi subito. La faremo
al primo Consiglio di Presidenza, di cui anche lei fa parte, e
istituiremo questa Commissione per la verifica dell'attuazione
come, peraltro, ci sono alla Camera e al Senato, perché succede
troppe volte quello che lei ha detto.
CANCELLERI. C'è anche una mozione per questa Commissione.
PRESIDENTE. Le sto dicendo, sono io colpevole per primo
perché, forse, non ci ho messo la testa; non l'abbiamo fatta, ma
lei è Vicepresidente me lo poteva ricordare, ma invece lo faremo
al primo Consiglio di Presidenza, lo facciamo perché è
assolutamente necessario. La ringrazio.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io prendo la
parola perché l'articolo che stiamo trattando è un articolo ci
sono stati diversi interventi, anche diversi articoli
giornalistici sul fatto che questa è una finanziaria non
particolarmente appesantita da risorse.
Presidente, il problema è sempre quello: il tema è,
Presidente, che questo è uno dei pochi articoli che muove
risorse vere, concrete, ovvero, gli 80 e più milioni destinati a
coloro i quali vogliono fare, mantenere o rilanciare l'impresa.
Cioè noi finanziamo con quest'articolo i sogni e l'economia
reale della Sicilia.
Evitiamo, Signor Presidente, io mi sto rivolgendo a lei così
come prevede il Regolamento, però mi regali almeno 3 minuti del
suo tempo. Questo articolo, Presidente, finanzia l'economia
reale della Sicilia. Questo articolo non deve fare sbizzarrire,
i deputati, ognuno prendono emendamenti e li presentano.
In Commissione è stato fatto un dibattito e un confronto
serio. C'erano i rappresentanti dell'Irfis, c'erano i
Dipartimenti competenti. Io, per esempio, non me ne voglia il
collega, seppure preparato e animato di serietà e buona volontà,
il mio collega Catalfamo, ma se dovesse passare il 3.1.Rbis,
cioè noi facciamo che istituiamo il certificato denominato
"Family plus", ma questa è una norma che guarda al futuro. Noi
80 e rotti milioni li dobbiamo spendere da domani mattina. Il
valutatore, l'ho capito, ma questa Regione fra il valutatore, il
navigator, quando concretizzerà le cose?
Io invito il collega al ritiro. Lasciamo la norma così per
com'è, lasciamo la norma del Governo così per com'è e andiamo
avanti e rendiamola snella. Io, personalmente, non sono
d'accordo.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, io devo dire la verità, questo
emendamento, diceva bene il collega Milazzo, non è stato
sottoposto, lo stiamo valutando ora, perché onestamente lo sto
leggendo anche io adesso. Io, però, per onestà intellettuale
devo dire...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore
CARONIA. Scusate, allora io ritengo che questo emendamento,
siccome abbiamo lungamente discusso rispetto alla possibilità,
ci siamo anche confrontati dal punto di vista testuale anche su
una virgola quando è stato approvato in Commissione Bilancio ,
è stato valutato con estrema attenzione. L'utilizzo di questi 84
milioni che si rendono disponibili con delle convenzioni che
l'IRFIS... Però, signor Presidente, io non sento niente
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io vi prego, date una
dimostrazione di serietà, per favore, e di crescita della
politica ed evitate questa confusione che c'è Non si riesce
materialmente, ogni deputato non riesce a parlare Veramente,
diventa una cosa imbarazzante nei confronti di quelli che ci
guardano da casa Vi supplico, per favore, di avere un attimo di
attenzione a quello che dice il deputato che parla.
Prego, onorevole Caronia.
CARONIA. Grazie, signor Presidente, cercherò di essere rapida
in modo tale che l'attenzione possa essere concentrata.
Allora, io ritengo che questo emendamento, invece, poiché non
incide rispetto a quello che può essere la decretazione
successiva che dovrà essere fatta dall'assessore per l'economia,
perché al comma 2 di questa norma, il bilancio, quindi
l'Assessore dovrà con un decreto individuare il plafond da
destinare alle varie aziende a cui abbiamo dato priorità. Tra
queste, le aziende che hanno fatto imprenditoria femminile, alle
start up e quant'altro.
Se introduciamo attraverso questo emendamento, che io trovo di
buon senso, una buona pratica, che è quelle aziende che si
doteranno di questo certificato che, per carità, verrà fatto con
un sistema piuttosto farraginoso, ma probabilmente ben venga
perché sarà valutato in maniera molto attenta. Anche perché
essere destinatario di risorse pubbliche per delle imprese che,
magari, non abbiano effettivamente queste qualità, probabilmente
sarebbe rischioso.
Allora, io dico, se con questo emendamento abbiamo creato un
precedente, probabilmente le imprese che usufruiranno sarà
all'inizio molto residuale, ma abbiamo creato un percorso che
potrebbe vedere protagonista di altre norme delle risorse
destinate proprio a finanziare quelle imprese che danno alle
donne che lavorano, ma anche agli uomini che lavorano e che
hanno la possibilità di utilizzare un nido aziendale o di avere
delle agevolazioni e che, quindi, vadano a favore delle unità
famigliari che, molto spesso penalizzate proprio dal mondo del
lavoro, le donne proprio nel Meridione e nel Sud e in Sicilia
particolarmente, risultano essere le meno occupate d'Europa.
Allora, una norma di questo tipo, chiaramente non sostituirà,
non cambierà le sorti di quella che poi sarà la destinazione del
decreto dell'Assessore che farà per destinare il plafond, però è
un segnale culturalmente interessante che io accolgo
favorevolmente, e per questo vorrei apporre la mia firma
all'emendamento. Grazie.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io ho ascoltato con assoluto interesse l'intervento
dell'onorevole Cracolici e quello dell'onorevole Cancelleri. Nel
merito, l'intervento dell'onorevole Cracolici ha un suo pregio
perché entra nel cuore della vicenda e, soprattutto, dà una
lettura direi per una volta, - facendo una eccezione
all'onorevole Cracolici medesimo - quasi oggettiva del tema.
All'onorevole Cancelleri vorrei dire che le argomentazioni che
lei ha sottoposto all'Aula, oltre che dal Presidente
dell'Assemblea, saranno considerate anche dal Governo.
Non sto qui a difendere l'amica Assessore Ippolito che,
purtroppo, da settimane ha un problema fisico che si risolverà
presto ma che non le consente di essere in Aula, sto qui a dire
che il tema è serio, che verrà valutato. Non ne condivido, anche
se li comprendo i toni, e però io vorrei fare un appello
all'Aula considerata l'importanza dell'articolo, è un articolo
troppo importante per creare dei motivi che possono poi tradursi
in vulnus, nel vuoto. Chiederei ai colleghi tutti, maggioranza e
opposizione, perché dissento invece dalle argomentazioni
dell'onorevole Milazzo.
Ritengo che l'emendamento a firma Catalfamo e Amata sia un
emendamento di buon senso perché guarda avanti. Ma è vero anche
che dobbiamo comunque approvarlo e approvarlo per intero questo
articolo. Chiederei a tutti i colleghi di ritirare gli
emendamenti, di votare l'articolo così com'è in modo da rendere
un buon servizio - ed è, credo, quello che tutti vogliamo - alla
comunità siciliana.
Questo è il mio appello che è un appello che reitero alla
collaborazione su temi che non sono né di destra, né di sinistra
e neanche di centro.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei solamente
aggiungere qualche passaggio ad una polemica, secondo me, che si
è creata, assolutamente inutile e sterile, perché con questo
emendamento non si intende assolutamente né bloccare gli 84
milioni che sono destinati alle aziende, - ce ne guarderemmo
bene - perché siamo i primi a dire che le aziende, le nostre
aziende siciliane, debbano essere incentivate, aiutate e
supportate, ma questo emendamento, come ha detto bene
l'Assessore Cordaro, che ringrazio per la definizione di
emendamento di buon senso , essendo appunto semplicemente un
emendamento di buon senso cosa vuole fare? Vuole spingere e
stimolare le aziende ad avere all'interno dei servizi utili ai
lavoratori. Tra le altre cose, non mi riferisco alle
lavoratrici, alle donne, ma ai lavoratori in generale, quindi
gli asili nido, ad esempio, o altri tipi di incentivi.
Per cui io mi chiedo e vi chiedo: considerato che non va ad
incidere dal punto di vista economico e finanziario, considerato
che non blocca la norma, non capisco perché dovremmo ritirarlo e
ripresentarlo. Alla fine è una semplice certificazione che,
secondo me, tutte le aziende dovrebbero avere, perché tutte le
aziende dovrebbero avere il rispetto nei confronti dei
lavoratori che devono vivere al meglio quelle ore di lavoro
nella più grande totale serenità, per cui, sinceramente, non
posso accogliere l'invito da parte del Governo. Anzi, mi rivolgo
ai colleghi 5 Stelle e al collega Cracolici per chiedere loro di
fare una riflessione e di valutare l'emendamento in maniera
differente. Grazie.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, che mi sembra che comunque
l'appello non è stato raccolto dai presentatori. Quindi lo
votiamo dopo l'intervento dell'onorevole Lupo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, l'articolo 3 in discussione ha formato oggetto di
approfondimento attento in Commissione Bilancio . Alcune delle
argomentazioni che qui sono state sollevate da alcuni colleghi,
lì sono state affrontate, discusse, approfondite con il
contributo positivo, anche con la disponibilità dell'Assessore.
Alla fine si è individuata una formula che è quella del comma
2, cioè di rinviare ad un decreto attuativo dell'Assessore la
possibilità di precisare se quota parte dei fondi disponibili
per il credito devono essere utilizzati per il sostegno
all'imprenditoria femminile piuttosto che per le start up o per
le imprese giovanili o per l'innovazione. Tutti argomenti
estremamente importanti.
Io, però, non vorrei che guardando al particolare ci sfuggisse
il generale. L'aspetto generale della norma è che ci sono 84
milioni che si possono rendere disponibili nel breve per le
imprese siciliane attraverso l'IRFIS ma attraverso anche il
ruolo che possono svolgere i confidi, attraverso gli enti che
esercitano il credito agevolato, quindi, il nuovo ente l'IRCA di
cui pure abbiamo discusso e sono 84 milioni per le imprese, che
possono rilanciare l'economia reale, quindi, credo che
l'articolo vada approvato così com'è.
Condivido l'emendamento 3.4 perché le parole ove occorra , a
mio avviso, è meglio sopprimerle
CRACOLICI. Abbiamo già votato.
LUPO. Perché è già stato votato ieri, perché sarebbe stato
fonte di equivoci.
Propongo all'assessore - e abbiamo formalizzato un
emendamento in tal senso al comma 2 - di prevedere che il
decreto attuativo dell'assessore venga emanato entra 60 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge proprio al fine di
dare anche un'accelerazione all'attuazione della norma, quindi,
esprimiamo il voto favorevole del Partito Democratico.
PRESIDENTE. E, allora, onorevole Lupo, la presentazione di un
emendamento ora, come lei sa, non sarebbe possibile ma io sono
disposto anche a superare, se l'Aula è d'accordo, il
Regolamento, se si ritira quello e si presenta questo mi sento
anche di fare questa forzatura, di accettare questo emendamento
presentato adesso. Se questo non avviene, non lo posso accettare
per cui i colleghi presentatori dell'emendamento non so se, non
sono d'accordo? Non vi sento. Votiamo il vostro emendamento.
Onorevoli colleghi, ha parlato l'onorevole Lupo, ha presentato
un qualcosa che supererebbe il problema, se voi siete d'accordo.
Onorevole Catalfamo, chiedo scusa, le stiamo facendo avere un
emendamento presentato dall'onorevole Lupo, che io, in questo
momento, ancora non accetto, lo accetto soltanto se voi ritirate
il vostro, sennò non lo posso fare, per cui guardi questo
emendamento dell'onorevole Lupo, se siete favorevoli io lo
ricevo e lo metto in votazione e lo distribuisco prima, e lo
metto in votazione, diversamente, votiamo il vostro e
buonanotte.
Voi capite bene che se sugli accantonati, su ogni emendamento,
facciamo questa storia, noi questa finanziaria la finiamo tra un
mese per cui io su questo emendamento, forse sbagliando, ho dato
a troppi la parola e a partire da questo momento parlerà uno per
ogni emendamento e basta, sennò non ne usciamo più.
Onorevole Catalfamo, mi dà una risposta? Onorevole Catalfamo,
mi dà una risposta, per favore?
(Brusìo in Aula)
Basta così
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento 3.1.R, a
firma dell'onorevole Catalfamo. Così non possiamo continuare
Onorevole Catalfamo, sto mettendo in votazione il suo
emendamento, se lo vuole andare a votare, per favore. Posso
mettere in votazione?
Pongo in votazione l'emendamento 3.1.Rbis, a firma
dell'onorevole Catalfamo. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia ha già parlato per questo
emendamento. Onorevole Figuccia lei ha già parlato. Non
possiamo stare una giornata su questo emendamento Lo sto
mettendo in votazione, sissignore.
Pongo in votazione l'emendamento 3.1.R.bis con il parere
contrario del Governo e della Commissione, chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Quali erano i problemi
dell'accantonamento? Per favore chiederei agli Uffici di
distribuire ora tutte le cose che dovremo andare a verificare,
non volta per volta, perché altrimenti perdiamo un'ora di tempo
prima di ogni votazione.
Se si potesse fare al volo un fascicoletto con tutte le
modifiche di questi accantonati e li consegniamo ai deputati.
Onorevoli colleghi, avete ricevuto l'emendamento 7.2 Che è la
riscrittura del Governo?
CRACOLICI. Il Governo lo ripropone?
PRESIDENTE. C'è una riscrittura. L'emendamento 7.2. Pongo in
votazione l'emendamento 7.2. Il Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Campo,
Cancelleri, Di Caro, Di Paola, Lupo, Palmeri, Pasqua, Siragusa,
Sunseri, Zafarana, Zito)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 7.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco. Il Governo mi aveva detto una
cosa che però non vuole ripetere.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 65
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 28
Contrari 35
Astenuti 00
(Non è approvato)
Il Governo ha chiesto una sospensione. Prima della
sospensione, pongo in votazione l'articolo 7 così com'è. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi. È approvato.
Il Governo ha chiesto la sospensione dei lavori.
CANCELLERI. C'è l'emendamento 7.4.
(Vivaci proteste)
PRESIDENTE. E' rimasto valido solo l'emendamento soppressivo
del comma 2. Lo dobbiamo mettere in votazione. Abbiamo bocciato
un emendamento che riscriveva, siccome è stato bocciato
rimangono quelli che ci sono.
C'è un emendamento, il 7.1 di soppressione del comma 2 che
dobbiamo mettere in votazione.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.1
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
(La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Barbagallo,
Campo, Cancelleri, Ciancio, Cracolici, Di Caro, Di Paola,
Dipasquale, Lupo, Palmeri, Pasqua, Siragusa, Sunseri, Tancredi,
Trizzino, Zafarana, Zito)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 7.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 65
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 36
Contrari 29
Astenuti 00
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7 così come emendato.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
(La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Arancio,
Cracolici, De Domenico, Di Caro, Di Paola, Fava, Lupo, Pasqua,
Sammartino, Trizzino)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 7
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 7. Chiarisco il significato del voto: chi vota sì
preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione. Se ognuno di noi dice la sua non
si capirà niente per sempre, se io sospendo, assessore Cordaro,
sospendo fino a domani perché non si può stare.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 65
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 29
Contrari 36
Astenuti 00
(Non è approvato)
La seduta è sospesa su richiesta del Governo.
(La seduta, sospesa alle ore 16.17, è ripresa alle ore 16.42)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Il Governo ha chiesto un po' di tempo per trovare
una soluzione al problema che si è verificato. Peraltro, il
clima che c'era in Aula mi avrebbe, come dire, autorizzato a
sospendere la seduta a prescindere dalla richiesta del Governo.
Onestamente, devo dire, sono abbastanza avvilito del clima che
si crea, con tutti che gridano, peggio che al mercato Per cui,
credo che dobbiamo trovare una soluzione; tutti noi dobbiamo
dimostrare ai siciliani di essere persone serie perché
diversamente ci aspetteranno fuori per ammazzarci tutti se
continueremo a lavorare in questi termini
In ogni caso, per adesso, la seduta è sospesa fino alle ore
18.00. Vediamo se si trova una soluzione, altrimenti la rinviamo
a domani.
Intanto, la seduta è sospesa fino alle ore 18.00 ed io verrò
alle ore 18.00 per comunicare quello che faremo.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.43, è ripresa alle ore17.53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ci ha chiesto una
mezza giornata di tempo per studiare una soluzione al problema
della bocciatura dell'articolo 7. Il Governo aveva chiesto di
riprendere la seduta alle ore 16.00 di domani, ma forse avremmo
problemi in Assemblea perché abbiamo la presentazione di una
mostra. Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà domani alle
ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.54 di mercoledì 13 febbraio
2019, è ripresa
giovedì 14 febbraio 2019 alle ore 18.09)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si sono riuniti i Gruppi
parlamentari e hanno chiesto di rinviare fino alle ore 19.30. Se
non ci sono osservazioni, il rinvio è accordato.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 19.30.
(La seduta, sospesa alle ore 18.10, è ripresa alle ore 20.09)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, serve ancora un po' di tempo.
Si stanno susseguendo le riunioni serrate per trovare una
soluzione al problema e, quindi, sono costretto, ovviamente, a
sospendere la seduta. Se si riesce a farla, la finanziaria deve
essere fatta entro stanotte, se si riesce a farla. Se poi non ci
si riesce è un altro discorso.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 21.30.
(La seduta, sospesa alle ore 20.10, è ripresa alle ore 22.21)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fava è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione unificata dei disegni di legge n. 475-
475bis/A e n. 476/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame
dell'articolo 9 precedentemente accantonato.
Si passa all'emendamento 9.15.R1
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, assessori, mi dispiace che non sono
stato chiaro, le preannunzio già sin da ora siccome possiamo
intervenire su ogni articolo, io su ogni articolo voglio
intervenire.
Mi sarei aspettato l'intervento del Presidente della Regione,
comunque, prima dell'inizio dei lavori perché, dopo quello che è
successo ieri secondo me era doveroso un intervento del
Presidente della Regione nei confronti del Parlamento.
Io lo capisco che noi dobbiamo subire, noi delle minoranze
dobbiamo subire solo gli insulti via stampa ma capisco che il
coraggio le cose di venirle a dire qui dentro non c'è perché
veda, Presidente, parlo con lei perché ormai è rimasto forse
l'unico vero riferimento in quest'Aula, è così, mi pare anche
normale perché è il Presidente dell'Assemblea, non è possibile
scaricare le responsabilità di quello che è successo ieri alle
opposizioni che per due giorni eravamo stati così bravi che la
stessa stampa l'aveva rilevato, le opposizioni sono molto soft.
C'era vero il nostro atteggiamento, l'atteggiamento del
Movimento Cinque Stelle e del Partito Democratico.
Era stato così, ma non sottotono, ma eravamo così dimessi
dall'inconsistenza totale di questa manovra finanziaria che il
nostro atteggiamento era un atteggiamento davvero silenzioso.
Avete fatto tutto voi. Caro Presidente della Regione, avete
fatto tutto voi. Non c'entrano né i cecchini cattivi e
monellacci della minoranza, e non c'entrano le opposizioni.
Siete stati voi. Ed è stato lei per primo, che con il suo
atteggiamento - suo e di qualche assessore - continua a
mortificare e ad istigare le opposizioni a contrapporsi in
questa Aula. E questo, caro Presidente, non ci serve. Non serve
a nessuno.
Io lo capisco, lei è superiore, lei non ascolta neanche gli
interventi che fanno i parlamentari. Lei ormai è diventato
qualcosa di le geometrie, l'Aula non le interessa. Lei
dichiarava tempo fa che le geografie politiche dell'Aula non
sono cose che riguardano a lei . E questo è il risultato.
L'incapacità di gestire una maggioranza, l'incapacità di
dialogare con le minoranze, comportano la morte della Sicilia. E
la prego Presidente della Regione, la smetta con questa
favoletta del voto, del voto segreto. Questa è una barzelletta
che ci portiamo ormai da tempo.
Ma lei ha dimenticato la precedente Legislatura, quanto il suo
Capogruppo Formica - 8 agosto 2017 - Presidente anche lei era
presente, lo sa cosa dichiarava Formica, Capogruppo del
Presidente della Regione? Lei ha detto bene signor Presidente:
rispondeva a Crocetta . A livello nazionale non c'è il voto
segreto, ed in tanti altri assetti non c'è neppure - questo
Formica, il Presidente del Gruppo parlamentare del Presidente
della Regione presente in quella seduta. C'è una piccola
differenza però, e cioè che noi siamo in presenza di un'elezione
diretta, che il Presidente della Regione è eletto direttamente
con poteri inauditi. Basterebbe solo a ricordare che
dimettendosi il Presidente della Regione manda a casa i
parlamentari . Non ve la leggo tutta L'ultimo tratto: L'unica
arma di libertà e di esercizio con raziocinio del proprio voto è
quella di poterlo manifestare col voto segreto . Queste le
dichiarazioni del Presidente del Gruppo parlamentare Formica,
Presidente del Gruppo Parlamentare di Musumeci e lui, messo
accanto lì, seduto, ad annuire. La smetta Presidente. Il voto
segreto c'è da tanti anni. Quello che bisogna fare Presidente, è
che bisogna coinvolgere veramente il Parlamento, prima la
maggioranza e poi anche le opposizioni. Non bisogna mortificare
nessuno: né gli uomini della maggioranza, né gli uomini delle
opposizioni.
La Sicilia ha bisogna di aiuto, questo è vero. E lei, invece
di passare il tempo a scaricare le responsabilità ai precedenti
Governi, Governi del centro destra gliel'ho detto tante volte
dove siamo stati insieme io, lei, Cordaro, l'amico Turano - che
lo dimentica - gli amici dei Cinque Stelle non c'erano. Ma poi
ci siamo stati tutti, e lei per primo c'è stato dentro. Quindi,
avete voluto fare questa forzatura. Noi eravamo per il dialogo,
non avete voluto tenere in considerazione la proposta
dell'esercizio provvisorio. Ne stiamo pagando tutti i danni, non
permettetevi davvero di scaricare le responsabilità ad una
minoranza che si è comportata davvero in maniera egregia.
Non abbiamo intenzione, almeno io - ma così penso il Partito
Democratico - non ha intenzione di fare sconti a questo Governo
che, ovviamente, fino ad oggi continua ingiustamente ad
accusarci e ad ingiuriarci e, Presidente della Regione, sul voto
segreto davvero la smetta perché anche lei, anche il suo Gruppo
parlamentare la scorsa volta lo difendeva come baluardo della
democrazia in quest'Aula.
Dell'articolo 9 poi mi esprimo con il voto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Calderone è in congedo
per la seduta odierna.
L'assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione unificata dei disegni di legge n. 475-
475bis/A e n. 476/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 9 15 R 1, del Governo.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli deputati, ne avevamo già
parlato nella scorsa seduta, abbiamo mantenuto le riserve così
come ci ha chiesto l'Aula e questo era quel contributo una
tantum che era stato dato al Comune di Catania e al libero
Consorzio di Siracusa e quindi abbiamo detto che valeva solo per
il 2018. Manteniamo invece l'altro emendamento, come sa bene
l'onorevole Cancelleri, che era quello legato ai 3 milioni di
euro per i comuni che invece allora non avevano fatto la domanda
e quindi i precari avrebbero perso il contributo. Era un
emendamento che avevamo già discusso.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9 15.R, dell'onorevole Cancelleri. Il
parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9 3R. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di
votare l'articolo 9, vorrei chiedere, vorrei fare una proposta,
credo che sia di assoluto buon senso. Cioè quello di stralciare
il comma 5 dell'articolo 9 che tratta Riscossione Sicilia. Io
credo che la più grande partecipata non possa essere trattata
con una norma frettolosa e soprattutto non risolutiva dei
problemi di Riscossione perché Riscossione ha bisogno di un
disegno di legge apposito che parli delle varie criticità di
Riscossione Sicilia. Non possiamo dimenticare la gravissima
situazione economica, la posizione debitoria di Riscossione di
più di 300 milioni di euro e pensiamo soprattutto ai settecento
dipendenti, quindi io insisto e spero che venga apprezzata
questa richiesta di stralciarla.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, bisognava presentare un
emendamento di soppressione del comma, non essendo stato
presentato io non lo posso mettere in votazione. Lo presentiamo
sull'articolo 30 questo emendamento perché ora siamo già in
votazione. Arrivano emendamenti e non possono essere apprezzati.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a pagina 20 del
fascicolo c'è un mio emendamento alla lettera b) desideravo
capire, lei stava passando alla votazione ma gli emendamenti
dovrebbero essere trattati.
PRESIDENTE. Gli emendamenti sono stati votati tutti stiamo
votando quelli che sono stati ammessi, quelli che erano stati
accantonati l'altra volta.
FOTI. Signor Presidente, mi scusi, vorrei sapere come mai
l'emendamento 9.11 non è stato ammesso, perché non mi pare che
sia inammissibile.
PRESIDENTE. E' stato bocciato ieri.
FOTI. Io desidererei, signor Presidente, dato che c'è anche un
problema di acustica che lei si esprimesse o a volume più alto o
puntualizzando quali sono i passaggi, perché l'emendamento che è
stato frettolosamente bocciato aggiungeva una tutela ..
PRESIDENTE. Non è stato bocciato oggi, onorevole Foti.
FOTI. .. ai dipendenti di Riscossione Sicilia. Capisco che è
un giorno che si perde tempo e siamo qui ad aspettare, però mi
sembra anche decoroso e dignitoso per noi deputati avere la
possibilità di illustrare le norme che di certo non sono fatte
per un piacere o una soddisfazione personale ma a tutela dei
lavoratori.
PRESIDENTE. Su questo non c'è dubbio Ma questo emendamento è
stato bocciato la settimana scorsa, non oggi.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, avevo una domanda per il
Governo relativamente ai commi 6, 7 e 8.
Ricorderete colleghi, per chi ha avuto la fortuna di fare
parte di questa Assemblea nella passata legislatura, che la
legge n. 8 del 2017 del Governo Crocetta, ovviamente, dava la
possibilità di iscrivere come posta di bilancio 22 milioni 750
mila euro che venivano recuperati dall'acquisto, da parte del
Fondo pensioni dei dipendenti regionali, di immobili di
proprietà della Regione a fronte anche dell'acquisto di quote
della società che in questo momento sta gestendo il patrimonio
immobiliare.
Quindi, il Fondo pensioni comprava tutto il pacchetto,
compresa pura la quota dei privati, e al 33 per cento della
Regione andavano a finire, per il 33 per cento, 22 milioni 750.
Non si è trovato un dirigente alla Regione, non si è trovato un
Presidente del Fondo pensioni che poi abbia avuto il coraggio di
firmare quell'acquisto, perché nessuno si è mai preso le
responsabilità, dal dottore Sammartano a tutti quelli che sono
venuti dopo. Tant'è che quella norma carta era e carta è
rimasta.
Ma andando a commettere ovviamente un falso in bilancio perché
abbiamo iscritto in entrata 22 milioni 750 mila, ma non sono mai
arrivati. Poi probabilmente li abbiamo pure spesi, soldi che non
avevamo, ma tant'è i nodi poi arrivano al pettine.
Oggi con una tecnica legislativa che nei commi 6, 7 e 8, che
farebbe esplodere la testa ad un linguista, perché se lo legge
gli esplode il cervello perché è scritto veramente in una
maniera allucinogena, andiamo a posticipare il periodo e ci
riproviamo di nuovo, stavolta per 20 milioni di euro, a prendere
di nuovo i soldi dei dipendenti della Regione, perché sono i
soldi dei dipendenti della Regione che andranno in pensione,
quindi stiamo parlando di soldi di persone, ci stiamo riprovando
di nuovo a riprendere quei soldi, ad imporre con una norma
regionale ad un Fondo pensioni che è, fra l'altro, un soggetto
giuridico non pubblico e quindi non lo possiamo obbligare con
una legge, a comprare delle cose che non vogliono comprare e gli
stiamo andando a dire prendetevi questi benedetti stabili,
questi benedetti uffici, questi benedetti palazzi belli e
malandati , fra l'altro - Presidente - con una stima dei prezzi
di quegli immobili al 2008, prima della bolla finanziaria, prima
dei dieci anni percorsi di incuria che si sono abbattuti su quei
palazzi, quindi glieli stiamo stimando al 2008 facendogli
comprare.
E' meraviglioso. Compriamo e vendiamo quello che vogliamo,
tanto con i soldi degli altri possiamo fare quello che vogliamo
e glieli andiamo ad imporre.
Sa come andrà a finire? Che noi scriviamo in entrata 20
milioni di euro e questi soldi non li avremo mai e che nessuno
che in questo momento sta guidando il Fondo pensioni dei
dipendenti regionali si prenderà mai la responsabilità di andare
a fare una cosa del genere anche perché il Presidente del Fondo
pensioni è anche uno di quelli che poi su quel Fondo pensioni ci
guadagna la propria di pensione.
Allora io dico: ma perché continuiamo a scrivere questa roba?
Ma perché continuiamo a fare ancora questi traccheggi sulle
spalle della gente che ha pagato i contributi e che ora
finalmente si aspetta una pensione?
Ma tanto i soldi ci sono, il fondo è molto capiente Ma
allora abbiamo capito che c'è un bancomat in questa Regione che
lo possiamo andare ad utilizzare? No. Quelli sono i soldi dei
dipendenti regionali.
Quando cominceremo ad erodere il Fondo pensioni dei dipendenti
dell'Assemblea? Perché visto che, magari, ci saranno denari pure
li cominceremo anche ad andarli a cercare, mi sembra davvero una
cosa incredibile, ma soprattutto ingiusta Io avevo presentato
un emendamento soppressivo, non lo trovo nel fascicolo ma non mi
sfascio la testa per questa cosa, mi piacerebbe solo che il
Governo, quantomeno, ritirasse questa norma, anche perché questi
soldi non li avranno mai
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente
intervengo per conto del Partito Democratico per annunciare il
nostro voto favorevole all'articolo 9. In particolare per quanto
contenuto all'interno dell'articolo 3, sulle riserve dei comuni,
i colleghi in I Commissione hanno fatto una battaglia per il
sostegno alla legge su Ibla, Ortigia, soprattutto per quanto
accaduto con i comuni che hanno raggiunto la quota di raccolta
differenziata.
L'auspicio è che per l'anno in corso, Assessore Grasso,
rispetto allo scorso anno riusciamo a migliorare i tempi di
liquidazione, perché ancora per l'anno 2018 i comuni non hanno
percepito l'importo, ecco, facciamo modo affinché per l'anno
2019 si possano accorciare questi tempi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 9 così come
emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho aspettato
che si votasse l'articolo 9 che era uno degli articoli sospesi
però, devo dire, con grande stupore, ho visto che abbiamo
ripreso i lavori dell'Aula come se non fosse avvenuto nulla,
come se ieri sera non fosse successo un incidente tale che ha
fatto dichiarare all'Assessore per l'economia ieri sera è
stato detto che bisognava riscrivere la manovra, urlando - anche
davanti ai giornalisti - che la manovra andava riscritta.
Devo dire che quella norma io la considero un bene, per
l'Assemblea, averla cancellata perché era una norma che sui
princìpi di contabilità è un'aberrazione, perché iscriveva in
bilancio somme che non ci sono e quindi che non sono accertate,
che saranno accertate in futuro, ma non si sa né quante e quindi
solo dopo potranno essere iscritte in un bilancio. Questo mi
hanno insegnato i princìpi basilari della contabilità pubblica,
ma anche quella privata. Però qui si può fare tutto, ormai siamo
anche alla finanza creativa.
Ma al di là degli aspetti tecnici, io credo che ci sia un
aspetto politico, perché ci sono stati degli insulti:
pusillanimi, vigliacchi anche giudizi che in qualche modo
hanno segnato anche la cronaca di oggi sui giornali, su una
battaglia che è stata fatta alla luce del sole con la
consapevolezza di fare una battaglia politica, ma anche una
battaglia tecnica perché io continuo a pensare che solo una
presuntuosa visione della gestione di questo passaggio sta
portando la Regione a sbandare pesantemente - io non so come
finirà questa storia - quando era possibile gestire con massima
tranquillità questo passaggio che è complicato, che certamente
trovarsi ad avere cancellati 190 milioni in un bilancio in
difficoltà come quello della Regione non è semplice, ma credo
che ci fossero tutte le condizioni per gestirlo come si sono
gestiti altri passaggi nella storia di questa Regione. Ma tutto
questo è stato bloccato da una visione presuntuosa , molto
chiusa ho letto che il Presidente della Regione oggi ha
dichiarato che l'opposizione se ha proposte da fare le faccia
altrimenti non si nasconda - anche lui usando un'espressione,
quasi un insulto nel voto segreto.
Eh, Armao l'ha detto? Vabbé, ogni tanto sbaglio.
Io devo dire quello che mi preme sottolineare è che un'Aula,
un Parlamento non può, non possono esserci fatti, come quelli
che sono accaduti ieri, che non hanno una base di chiarimento.
Anche perché, altrimenti, è complicato finire una finanziaria
come è normale che sia, con una maggioranza che sostiene le sue
norme, la minoranza che proverà a controbattere o a cambiarle.
Ma questo è il gioco della democrazia Il gioco della
democrazia viene considerato, come dire, viene giudicato con
insulti e come il tentativo di chissà quale lesa maestà, beh qui
siamo ad una patologia di un problema grave, grave
Io lo ripeto, state provando a finire. Io non so come si
chiuderà sto bilancio. Ad oggi, so che abbiamo 53 milioni grazie
alla legge di bilancio che copriamo utilizzando il Fondo rischi,
che come è noto non si può utilizzare
E, quindi, è certo che questo bilancio è costruito su un
presupposto giuridico errato Quale sarà l'organo che lo farà
rilevare, questo non lo so non spetta a me. Io faccio il
parlamentare, mi limito a segnalare il problema. Però credo che,
da qui a qualche ora io voglio sapere se dopo domani, il 19
quando sarà pubblicata questa legge gli operai dell'ESA quelli
dei consorzi di bonifica, i teatri, i talassemici e compagnia
cantando saranno avviati al lavoro o stiamo costruendo fittizie
coperture per prendere in giro le persone.
Allora, questo sarebbe bene saperlo prima perché non si può
dire: devo riscrivere la manovra . Arriviamo in Aula e
cominciamo articolo 9, articolo 20, articolo 32 come se non
fosse successo nulla Io voglio sapere: la manovra va riscritta
o no?
Se va riscritta, in quali direzioni? Quali saranno le
coperture con le quali andremo a dare certezza alle categorie
che ci sono state, che ci sono sempre state, sempre ad ogni
bilancio.
Mi interessa questo, perché di questo dobbiamo parlare
Ripeto, mi sarebbe piaciuto che oggi il Governo, anche i
colleghi della maggioranza, facessero sentire la loro voce,
perché non si può far finta che nulla avviene in quest'Aula con
dichiarazioni rese alla stampa con anche un livore che è
inusitato nella battaglia politica di un Parlamento. Inusitato
Spero che si solo il segno di un nervosismo, che è sempre più
alto - certo ad un anno dalle elezioni, dimostra che questo
nervosismo è così alto perché, molte delle chiacchiere che si
sono fatte in campagna elettorale, in questi mesi, si stanno
dimostrando neve che si scioglie col sole.
Ma, dopodiché, vorremmo sapere come intende procedere il
Governo per dare certezza alla manovra finanziaria ed alle
categorie che aspettano una risposta da questo bilancio?
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io mi sarei
aspettato, visto che ci avete fatto attendere così tante ore
prima di iniziare, che lei avesse convocato tutti i capi gruppo,
di maggioranza e di minoranza, ed a questi avesse rassegnato o
con questi avesse potuto condividere o condiviso qual è il
percorso da dieci minuti a un quarto d'ora fa, alla fine di
quest'Aula o la fine di questi lavori. Anche perché,
oggettivamente, ciò che ha detto il collega che mi ha preceduto,
non è una cosa di poco conto.
Chiudere gli occhi o mettere la testa sotto la sabbia, facendo
finta che in quest'Aula, ieri, non sia accaduto nulla non ci
farebbe onore, non farebbe onore a noi che siamo opposizione, ma
non farebbe onore secondo me a questo Governo che rappresenta i
siciliani e che ai siciliani, che sono rappresentati dalle
opposizioni, ha il dovere di dire come stanno le cose.
Allora, a mio avviso, un chiarimento anche all'interno di una
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari innanzi tutto
e, poi, rispetto a quest'Aula che oggi vedo quasi al completo,
credo che il Presidente Musumeci lo debba.
Ora io non mi impicco agli insulti ricevuti dai componenti del
Governo, lo capisco, sono in minoranza, ieri diciamo c'è stato
più di uno scivolone, abbiamo dimostrato in un modo o nell'altro
di essere determinanti non nella bocciatura di norme, ma nella
loro approvazione e in particolar modo nell'approvazione di
norme che riguardano quelle categorie di lavoratori e di
lavoratrici e più in generale di siciliani che attendono da più
di 40 giorni, e cioè dalla fine di dicembre, una risposta
definitiva almeno per quanto concerne il 2019; risposta che noi
non sappiamo nemmeno se stasera riusciremo a garantire loro.
Allora credo che se ci fermiamo un attimo, se ci chiariamo le
idee sul percorso da intraprendere e completare su questa
manovra, se magari potessimo ascoltare che cosa ne pensa il
Presidente Musumeci visto che ieri invece di essere in Aula era
a Roma, o non so dove, a Porta a Porta, preferirei che il
dibattito Presidente si sviluppasse dentro quest'Aula piuttosto
che diciamo attraverso i mezzi televisivi e di comunicazione.
Credo Presidente che per la lealtà che il Parlamento e
l'opposizione hanno dimostrato, hanno dimostrato e continuano a
dimostrare rispetto alle necessità e alle esigenze dei
siciliani, tant'è vero che da 42 giorni ci tenete inchiodati a
quest'Aula, e il Movimento Cinque Stelle è stato sempre presente
in tutti e 20 i componenti quando questa presenza teoricamente
da opposizione non dobbiamo garantirla a nessuno anche nel
numero legale che stasera, probabilmente, noi con la nostra
presenza contribuiamo a garantire. Questa Presidente Micciché è
una richiesta ufficiale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerato che è una
richiesta ufficiale non posso che girarla al Governo. Se il
Governo vuole intervenire per spiegare quello che ha chiesto
l'onorevole Cappello, diversamente vado avanti.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, grazie per
la dovuta precisazione che evidentemente riguarda l'impianto
della manovra di Bilancio. La vicenda della presentazione dei
documenti finanziari ha intersecato le decisioni del Parlamento
nazionale sicché i documenti che sono arrivati in Parlamento
erano anteriori alla adozione da parte del Parlamento nazionale
delle disposizioni che hanno recepito l'accordo firmato dal
Presidente Musumeci e dal Ministro Tria che hanno poi avuto una
trasposizione nel testo della Legge di Bilancio dello Stato
sicché solo dopo quella legge si sono potuti adottare i
conseguenti adempimenti solo dopo l'adozione della legge,
l'approvazione da parte del Parlamento, la promulgazione e la
pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Al riguardo il Governo il
22 gennaio ha presentato all'Assemblea dopo averla approvata in
Giunta, una Nota di variazione che ha effettuato il ripianamento
trentennale, come previsto dalla Legge di Bilancio dello Stato,
un ripianamento trentennale del miliardo e seicento milioni del
montante complessivo del disavanzo acclarato dalla Corte dei
conti in sede di parifica del rendiconto del 2017 e lo ha fatto
attraverso questa Nota di variazione che poi è stata trasfusa
nel testo del disegno di legge di Bilancio n. 475, disegno di
legge di Bilancio che è stato approvato nel suo articolato
dall'Assemblea. Quindi la cosiddetta spalmatura o meglio, più
tecnicamente e in modo preciso si può definire il ripianamento
nel trentennio è stato determinato sulla base delle previsioni
della legge nazionale recepite nel disegno di legge di Bilancio
approvato, per quanto riguarda l'articolato, dall'Assemblea.
Quindi ripianamento è strutturato sulla base di questo
deliberato. La previsione dell'articolo 7 che è stata non
condivisa dal Parlamento, aveva originariamente una funzione che
era quella di calare questo accordo tant'è che se se ne guarda
la stesura è relativa all'accordo e non alla legge, poi è stato
soltanto inserito il riferimento alla legge ma è relativo
all'accordo, dopo di che una volta che c'è una legge dello Stato
e c'è una trasposizione nel disegno di legge di bilancio a quel
punto questa norma ha una funzione soltanto di compendio, di
inquadramento complessivo e il venir meno di questa norma non
determina effetti di disarticolazione della manovra finanziaria,
solo per correttezza, che chi mi conosce sa che cerco di
mantenere nei confronti di tutti i miei interlocutori, io non ho
mai detto devo riscrivere la manovra ma ho detto devo
confrontarmi quando mi è stato chiesto ma va riscritta la
manovra ho detto devo confrontarmi con gli Uffici se va
riscritta la manovra , è stato fatto un approfondimento con il
Ragioniere generale e con gli Uffici e abbiamo raccolto queste
conclusioni che vi rassegno; peraltro a scrivermi toni sopra le
righe, grida e quant'altro -come è noto che non mi appartengono
tanto meno nel rapporto con l'Assemblea quindi non so a chi
erano riferite certamente non a me e peraltro in nessun tono
offensivo- riguarda un legittimo confronto su temi di bilancio e
su decisioni che attengono alla vita della Regione quindi sotto
questo profilo questa articolazione nel trentennio è
assolutamente consolidata e si può tranquillamente andare
avanti. Poi signor Presidente della Regione se si ritiene di
convocare la Conferenza dei Capi Gruppo è valutazione sua ma non
credo che ce ne sia presupposti sulla scorta delle precisazioni
che credo di aver dato in modo esaustivo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Capi Gruppo
non è stata convocata perché non è cambiato nulla rispetto al
programma che ci siamo fatti ieri per cui stiamo soltanto
andando avanti, se ci fosse stata una comunicazione
all'Assemblea di cambio di strategia o di tempi sulla
finanziaria avrei ovviamente convocato la Capi Gruppo ma non c'è
stata assolutamente niente. Andiamo avanti.
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Attività di ricerca relativa al servizio informativo agro-
meteorologico
All'articolo 6, comma 5 della legge regionale 7 agosto 1990,
n. 23, dopo le parole Catania e di Palermo sono aggiunte le
parole e/o istituti statali di istruzione secondaria superiore
con specifiche eccellenze ed in possesso di alta qualificazione
scientifica nel settore della ricerca agro-metereologica e
climatologica ».
Si passa all'emendamento 21.3 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione Bilancio. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 21 così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22.
DI PAOLA. Gli emendamenti del fascicolo?
PRESIDENTE. Questi sono gli emendamenti di ieri che erano
stati accantonati. Oggi lo abbiamo ripreso e lo abbiamo votato è
stato approvato e stiamo andando avanti.
DI PAOLA. E quelli del fascicolo?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, allora chiedo scusa, nella
confusione di ieri evidentemente è sfuggito, devo riprendere il
giusto richiamo del Gruppo del Movimento 5 stelle per cui
votiamo l'articolo soppressivo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo nuovamente sull'articolo 21 perché così come ho detto
la scorsa volta l'articolo 21 ha un nome e un cognome cioè
riguarda una sola scuola o al più due scuole all'interno di
tutto il territorio siciliano. Io non capisco perché da un lato
diciamo ai siciliani che siamo in una fase di tagli assoluti di
problemi enormi e dopo di che inseriamo all'interno della
Finanziaria articoli che riguardano pochissime cose in questo
caso solo ed esclusivamente due scuole e io mi chiedo e tutte le
altre scuole del territorio siciliano? Ora capisco che a questo
punto per ogni articolo visto che l'assessore Armao ha fatto un
comunicato stampa sulla bocciatura dell'aumento dell'Irpef. Ora
capisco che questi articoli o arrivano dal Governo o non
arrivano dal Governo perché il Governo si auto-boccia molto
spesso i suoi articoli. Però, colleghi possiamo votare norme che
riguardano solo ed esclusivamente due scuole? In questo caso una
scuola di Palermo e una scuola di Catania. Dico, se vi sembra
corretto, questo comunichiamolo poi a tutte le altre scuole
siciliane.
PRESIDENTE. In effetti, comunque, onorevole Di Paola, avendo
approvato l'articolo il soppressivo è ovviamente caduto.
DI PAOLA. Chiedo la votazione per appello nominale.
PRESIDENTE. No, abbiamo già votato.
DI PAOLA. Ma come abbiamo votato se c'è l'emendamento
soppressivo
PRESIDENTE. E' stato approvato. Quindi, la soppressione è
stata, ovviamente, bocciata.
Onorevole Di Paola, io con grande correttezza ho ammesso il
mio errore rispetto alla cosa per cui l'ho fatta parlare. Ma
l'emendamento soppressivo, essendo stato votato a favore
l'articolo, di fatto non esiste più.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, le posso chiedere cinque minuti
di sospensione dei lavori dell'Aula? C'è la necessità di
raccordarsi con la Commissione Bilancio e l'Assessore per
l'economia.
PRESIDENTE. Se il Governo e l'Aula sono d'accordo, io non ho
contrarietà.
La seduta è sospesa e riprenderà alle 23.10.
(La seduta, sospesa alle ore 23.02, è ripresa alle ore 23.08)
La seduta è ripresa.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi vi prego di
prendere posto.
FIGUCCIA. Signor Presidente, credo che lei abbia perfettamente
ragione. Probabilmente, bisognava raccordare il lavoro dell'Aula
con quello della Presidenza per dare delle procedure chiare
rispetto all'andamento dei lavori.
Oggi c'è stata una riunione interna alla coalizione, si erano
stabilite delle cose e ritengo che sia corretto fare arrivare
alla Presidenza dell'Assemblea la proposta, che era quella che
si è definita rispetto agli articoli già approvati,
all'approvazione degli articoli 9, 10 e 11 e al ripristino di
quei capitoli che sono stati tagliati - alla luce delle
considerazioni dell'assessore Armao - che prevedono, quindi, la
possibilità di rimpinguare tutti i capitoli, dal trasporto
pubblico locale, ai Pip, all'ESA, ai Consorzi di bonifica, ai
talassemici, ai disabili, per dare una risposta, anche,
all'intervento dei colleghi dell'opposizione. Questo, nell'idea,
signor Presidente, signor Presidente della Regione, è nella
consapevolezza, da parte di questo Parlamento, che ora stiamo
vivendo un momento difficile, anche in funzione di un accordo,
tra Stato ed alcune Regioni del nord, segnatamente Lombardia,
Veneto ed Emilia, che impone alle Regioni del Sud ed alla
Sicilia, prima di tutte, di fare fronte comune per salvare, ed è
davvero un appello di responsabilità a tutti. Oggi, il Movimento
Cinque Stelle, mi riferisco anche ai colleghi, aveva persino
fatto una proposta.
Io ritengo che questo, signor Presidente della Regione, abbia
dimostrato disponibilità ampia, mai all'idea di un ribaltone ma,
certamente, sempre alla possibilità di condividere alcune
proposte programmatiche, che sono coerenti alla stessa nostra
scelta, se è la vostra di tendere una mano e di salvare la
Sicilia. Anche alla luce di questo sfrenato attacco che stiamo
subendo in questo momento, in funzione ad un accordo che
potrebbe arrivare con, ripeto, Veneto, Lombardia ed Emilia
Romagna.
La proposta è, quindi, forse è opportuno che venga presentata
per iscritto al Presidente dell'Assemblea, di recuperare gli
articoli approvati, approvare gli articoli 9, 10 ed 11 e, sulla
falsariga di quello che ha appena detto l'assessore Armao,
rimpinguare quei capitoli per dare risposte a chi fuori dal
Palazzo ci osserva.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, sono disponibile a tutto
quello che mi arriva e che verrà valutato. Non posso decidere io
quello che si deve fare. Onorevole Cracolici, chiede di parlare
sull'articolo 22? Siamo all'articolo 22.
FIGUCCIA. Siamo all'articolo 10.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, io vado avanti finché non mi
arriva un emendamento o un qualcosa che mi ferma, io non posso
decidere quali articoli apprezzare o meno.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, su questo articolo mostro più di
una perplessità, intanto, perché esistono diverse pronunce sul
fatto che il contratto alle società partecipate dalla Regione,
che si applica ai dipendenti, non può che essere il contratto
regionale, così come previsto dalla legge n. 10 del 2000. Noi
stiamo intervenendo dopo 19 anni, in un settore che ha avuto
diverse traversie: l'equiparazione, tutta una serie di questioni
che riguardano i livelli corrispondenti ma, la legge n. 10, tra
l'altro non si applica solo al CAS, si applica a tutti gli enti
partecipati dalla Regione.
Se passa, oggi, un principio, lo dico all'assessore per le
infrastrutture, perché immagino sia iniziativa dell'assessore
per le infrastrutture questa norma, se passa questo principio
che gli enti possono applicare il miglior contratto di favore,
sappiate che noi, non solo abbiamo demolito una legge che vige
da 20 anni, e che ha regolato il sistema dei contratti per i
dipendenti, ancorché di società o enti partecipati, ma in
maniera uniforme, ma dovremo andare a modificare tutti i
contratti, di tutti gli enti che, in qualche modo, hanno
contratti specifici di categoria rispetto a quello regionale. E,
nel caso in cui è migliorativo, i dipendenti chiederanno
l'applicazione di quel contratto, se invece è peggiorativo
allora chiederanno quello regionale. Ma i contratti non è che si
scelgono, i contratti si applicano.
Ecco perché, io non so, capisco che questo è un Governo in
campagna elettorale e promette tutto a tutti, ma stiamo
promettendo una cosa sulla quale ci sono pronunce del giudice,
di diversi giudici del lavoro e, se non ricordo male, se non
ricordo male, anche della Corte costituzionale.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
questo articolo, il 22, lei lo ha stralciato in attesa di una
possibile riscrittura. C'è la riscrittura? Qual è? Perché noi
non l'abbiamo.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Il
22.8.
CANCELLERI. Sarebbe quella della Commissione?
PRESIDENTE. Sì.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
desideravo qualche chiarimento da parte dell'assessore Falcone
in merito a quest'articolo sia perché volevo avere dei
chiarimenti per sapere se attualmente questo contratto
collettivo nazionale di lavoro per dipendenti di società
concessionarie di autostrade e trafori già si applica o meno per
alcune categorie di dipendenti o se, in questo momento, per i
dipendenti si applica questo contratto collettivo mentre per i
dirigenti si applica il contratto di natura privatistica cui
faceva riferimento l'onorevole Cracolici. Anche perché mi
risulta che nel 1984 c'è stata una delibera di Giunta che, per
l'appunto, ha adottato questa contrattualistica.
In secondo luogo, siccome ho visto che c'è pure una
riscrittura, volevo che ci desse anche qualche delucidazione su
tale riscrittura.
CRACOLICI. Io ho parlato su un articolo che è completamente
cambiato, era completamente diverso. Quindi, non so perché è
stato soppresso. Mi fa parlare su questo?
PRESIDENTE. E' stato riscritto, onorevole Cracolici.
Votiamo dapprima l'emendamento sulla soppressione e poi
ricominciamo.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io avrei piacere oggi - me ne dà
l'occasione l'Assemblea - di spiegare finalmente un articolo che
rappresenta una svolta nei confronti di un ente che, sino ad
ieri, era in grande difficoltà, un ente carrozzone, un ente che
si è sempre contraddistinto per lo sperpero, anche per il mal
costume che lo aveva caratterizzato e per i notevoli
contenziosi.
E tra i contenziosi da dieci anni c'è questo contenzioso sul
contratto di lavoro applicato ai lavoratori, ai dipendenti.
Con la legge n. 10 del 2000 venne applicato in deroga a tutti
gli enti pubblici non economici il contratto collettivo dei
regionali. Quel contratto collettivo, malgrado la legge, non
venne applicato per circa dieci anni al CAS.
Successivamente il Governo Lombardo, per opera dell'assessore
Pier Carmelo Russo, fece un atto deliberativo, il n. 435 del
2010, con il quale congelava il contratto dei trafori delle
autostrade applicate ai dipendenti del CAS in attesa di
rimodulare il contratto di questi dipendenti.
A distanza di dieci anni questi dipendenti non si trovano né
un contratto collettivo regionale né tanto meno un contratto
delle autostrade dei trafori. Questi dipendenti sono come color
che son sospesi . Dovrebbero avere il contratto dei regionali
però fanno 40 ore quando, invece, i dipendenti regionali ne
fanno 36; dovrebbero avere la stessa nomenclatura, lo stesso
catalogo come funzioni ma, nel contratto collettivo nazionale,
non esiste l'esattore, non esiste il vigilante, non esistono gli
operatori del centro radio.
Potrei continuare con tantissime altre figure. In effetti - vi
devo dire - si è cercato di ritornare su questo contratto con
atti deliberativi della Giunta e, personalmente, avevo anche
proposto alla Giunta di Governo la modifica del contratto con
atto deliberativo. Ma c'erano due pronunciamenti di carattere
amministrativo del CGA che dicevano che, in assenza di una
norma, non si possono cambiare i contratti, non possono essere
variati.
Ed ecco, allora, perché abbiamo scelto di arrivare e di
tornare in Aula per cambiare la norma e per dire che ai
dipendenti del Consorzio autostrade siciliane si applica il
contratto delle autostrade dei trafori, perché se io dipendente
svolgo 40 ore settimanali mi deve essere riconosciuto il mio
lavoro; il lavoro è dignità, il lavoro va riconosciuto.
Così come anche vorrei dire non ci sono figli e figliastri,
tutti hanno un contratto anomalo. I dirigenti hanno un contratto
col tetto di spesa che non possono superare i 100.000 mila euro,
così come i dipendenti e i funzionari hanno un contratto che non
sta né nel contratto collettivo regionale né nel contratto
autostrade dei trafori.
Ed allora, ecco perché il Governo era arrivato alla decisione
di procedere a cambiare questo contratto.
Così come l'articolo, il terzo comma, così come il terzo comma
- e vado verso la fine - diceva che gli enti di cui al comma 1,
onorevole Cracolici, si adeguano anche in deroga alle speciali
disposizioni di legge, anche in deroga. Quindi, gli enti
pubblici non economici in deroga dovevano sottostare al
contratto collettivo regionale, in deroga, con una legge.
Noi cosa stavamo dicendo stasera? Stavamo dicendo che con la
legge li ricolleghiamo e li ricollochiamo all'interno del giusto
alveo, quello delle autostrade dei trafori, così come ci hanno
chiesto tutti i sindacati: ce lo ha chiesto la Cgil, la Uil, la
Ugl, la Cisl.
Cosa è successo però? Arrivando noi questo articolo lo abbiamo
depositato e lo abbiamo depositato, vi devo dire, gli uffici
hanno fatto delle eccezioni, per cui hanno chiesto una
rimodulazione, cambiando la natura giuridica della norma.
Vi devo dire, il Governo però su questa norma vuole
rifletterci. Rifletterci. Per cui, il Governo dice stasera
poiché ci sono, abbiamo capito, che vi sono dei dubbi da parte
dell'Assemblea, siccome riteniamo che questa norma sia
assolutamente importante e non vogliamo che la stessa si possa
bocciare, chiediamo alla Presidenza dell'Assemblea di
stralciarla e rinviarla, eventualmente, al Collegato' per
meglio riflettere e trovare una sintonia eventualmente anche con
l'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Falcone, mi è sembrato una
scelta di buon senso. Quindi, ovviamente saltano gli interventi
dell'onorevole Cracolici e, quindi, salta tutta la votazione
dell'articolo 22.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
penso che, avendo rispetto, ed avendo ascoltato con grande
rispetto gli interventi che ci sono stati dei deputati, delle
minoranze, tutti interventi come dire rispettabili che vanno
tenuti in seria considerazione onorevole Cancelleri, la diretta
con il telefonino ci veni megghiu
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la prego
Per favore quel capannello Se uno si mette su un palco almeno
fa il comizio vedendolo tutti
Per favore andatevi a sedere Onorevole Compagnone, onorevole
Lo Curto, per favore; ma siete veramente convinti che uno possa
parlare con quello che fate voi accanto
Onorevole Cancelleri, le fotografie non sono ammesse in Aula
Io sono sicuro che lei stava parlando al telefono
Onorevole Milazzo, vada avanti, per favore.
MILAZZO. Sì, Presidente, dicevo interventi che si sono
alternati. Tutti rispettabilissimi, sta di fatto, Presidente,
che noi dobbiamo esitare questa finanziaria che è una
finanziaria leggera, una finanziaria che, assolutamente, non
impegna assolutamente niente sotto il profilo di quello che è
avvenuto negli anni precedenti.
Noi abbiamo l'urgenza; tutti diciamo che i siciliani
aspettano; l'unica cosa che è efficace in questo frangente è il
bilancio, lo strumento del bilancio. Per questo motivo io le
chiedo, Presidente, di accogliere la mia proposta di una
sospensione per 10 minuti, per riaprire i lavori esitando gli
articoli 10 e 11, chiudere la finanziaria con il voto
definitivo, procedere alla votazione sul bilancio e subito dopo
partire con un Collegato' che consentirà a tutti di esprimersi
e di dare risposte.
(Proteste da parte dei deputati del Partito Democratico)
PRESIDENTE. Onestamente i cittadini non hanno una grande idea
di noi, ma poi vedendoci fare così, ovviamente, cadiamo
veramente molto più in basso
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'ordine
dei lavori dopo aver sentito il Capogruppo di Forza Italia, io
credo, Presidente, che non dobbiamo né strozzare il dibattito
parlamentare, né immaginare l'ennesima sospensione, onorevole
Milazzo. Credo che sono le ore 22.30 per tutti, c'è un Aula con
buoni numeri, credo che vada trattato l'articolato punto per
punto e si vada ad andare a definire questa legge di stabilità,
abbiamo aspettato fin troppo tempo
Vedo un Governo finalmente anche con il Presidente della Regione
in Aula. C'è bisogno secondo me di andare a trattare punto per
punto e andare avanti.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la road map
che è stata cambiata diverse volte nel corso di questa legge di
stabilità, è stata condivisa in Conferenza dei Capigruppo con
tutte le forze politiche. Ora la proposta dell'onorevole
Milazzo, che io rispetto, dal punto di vista del Movimento
Cinque Stelle non può trovare accoglimento, perché la road map
non può essere appannaggio solo ed unicamente dei desiderata
della maggioranza.
Qui stiamo parlando di una legge alla quale hanno contribuito
tutti i parlamentari della Regione siciliana, quindi ciascuno
con i propri rappresentanti in Commissione Bilancio ed è
composta da articoli residui ai quali abbiamo lavorato tutti, ed
io credo Presidente che lei abbia il dovere di fare proseguire i
lavori di quest'Aula nella direzione che lei ha già dato
all'inizio di questa seduta. Quindi, noi riteniamo che si debba
continuare a votare articolo per articolo, con la serenità che
questa sera sta contraddistinguendo i lavori d'Aula e gli
interventi di tutti i partecipanti.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, ripeto, io sono Presidente
dell'Assemblea e non posso decidere. Se mi arriva da parte del
Governo, da qualcuno un emendamento di soppressione di tutti gli
altri articoli io lo metto in votazione; se i Gruppi sono
d'accordo a chiedermi una Conferenza per cambiare la road map,
come la chiamate voi, della finanziaria lo faremo, ma certamente
non è che perché un deputato si alza e chiede di eliminare
alcuni articoli lo posso fare
So bene che c'era una sorta di accordo, ma se non mi arrivano
materialmente le carte relative a questo accordo, io non mi
posso inventare niente; posso dare un suggerimento se vuole
all'onorevole Milazzo, articolo per articolo il primo
emendamento è quello soppressivo votateli e li fate sopprimere
tutti, ma certamente io non posso cambiare l'ordine di questa
finanziaria.
Per cui, vi prego di non chiedermelo più. Fatemi arrivare una
richiesta scritta attraverso un emendamento soppressivo degli
articoli e lo mettiamo in votazione, ma diversamente vi prego di
non continuare a farmi questi interventi con cui mi chiedete di
sospendere e di sopprimere. Io non posso sospendere e sopprimere
niente; posso stralciare quello che non è costituzionale. Questi
che sono rimasti sono costituzionali e non li posso eliminare.
Onorevole Milazzo, sa quanto le voglio bene ma non lo posso
fare.
Allora, scusatemi, un cosa che io invece farei è un'altra o se
andiamo avanti io faccio tre minuti dei Conferenza dei
Capigruppo perché vorrei contingentare i tempi, perché
altrimenti noi andiamo a finire a domani mattina alle 6.00 con
interventi pressoché, credetemi, uno uguale all'altro.
Per cui, se i Gruppi sono
BARBAGALLO. Abbiamo aspettato ventiquattro ore gli atti del
Governo, siamo qui, la invitiamo a continuare. E' una vergogna
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, con cortesia ho chiesto se è
possibile contingentare i tempi, poi i gruppi decidono, non
gridi così. Non gridi.
Io, onorevole Barbagallo sono qui da stamattina prima di lei,
e non sono andato a mangiare né a pranzo né a cena, per cui sono
stanco come lei, però lei ha vent'anni meno di me e forse li
regge meglio.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente posso chiederle, abbiamo approvato
poc'anzi l'articolo 9, con le riscritture e gli emendamenti,
l'abbiamo approvato. Poi è andato avanti saltando il 10 e l'11.
Intanto posso chiederle di ricominciare in ordine approvando il
10 e poi l'11? E poi si vede che iter fare seguire a questo
disegno di legge che per lo più è già stato tutto approvato
perché ricordo a me stessa che noi abbiamo accantonato alcuni
articoli ma ne abbiamo votati tanti altri esaminati anche ben
oltre il testo, quindi le chiedo formalmente, con ordine, di
riprendere dal 10 che è il primo accantonato dopo il 9.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino anche qui, non decido se
accantonare o meno un articolo senza una motivazione. La
motivazione è che è stato annunciato sul 10 e sull'11 un
emendamento che ancora non è arrivato per cui finché non arriva
io non lo posso mettere in votazione. Non siamo così matti da
fare le cose per come ci viene di farle, tutto ha una
motivazione, tutto ha un senso, diversamente non si farebbe. Io
ora vi prego, se dobbiamo andare avanti non do più la parola
sull'ordine dei lavori. Andiamo avanti.
MILAZZO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Solo perché c'è la Convenzione di Ginevra. Ne ha
facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente secondo la Convenzione di Ginevra
per richiamo di Regolamento mi spetta la parola? Onorevole
Cracolici su un articolo siete intervenuti otto volte
Presidente io ho formalizzato, onorevole Presidente
dell'Assemblea, io ho formalizzato una richiesta, lei a norma di
Regolamento può fare intervenire un deputato a favore e uno
contro e io le chiedo formalmente di porla in votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo lei mi ha formulato una
richiesta che io non posso mettere in votazione. Onorevole
Milazzo le rispondo, mi guardi. Grazie.
Lei mi ha fatto una proposta che io non posso mettere in
votazione perché non posso non fare votare l'articolo 56 e 57
che sono quelli delle tabelle per cui credo di credermi non li
possiamo eliminare, né l'articolo 10 e 11 che aspettiamo ancora
l'emendamento che è stato anticipato dal Governo e quindi finché
non arriva non li posso votare, io se voi volete, che è la cosa
che mi accingo a fare perché è la cosa migliore, sospendo l'Aula
e ci vediamo domattina così ognuno si mette d'accordo.
Così è una follia
MILAZZO. Io le ho chiesto di trattare gli articoli 10 e 11.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo tutti gli articoli hanno come
primo emendamento la soppressione. Votateli e il problema è
risolto.
Votate la soppressione e il problema è risolto. Ancora
dobbiamo discutere su questa cosa? Io vado avanti, chi vuole
votare vota, chi non vuole votare se ne va. Non posso più
continuare. L'articolo soppressivo, lo votate? Se votato
sopprimiamo.
Ma che cosa volete che io faccia. Si riprende l'esame
dell'articolo 23 precedentemente accantonato.
CRACOLICI. Chiedo la parola.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente mi pare che questo l'articolo lei
l'ha accantonato ieri. Immagino perché c'era qualche problema e
credo che ci sia qualche problema,
MILAZZO. E allora tutti quelli accantonati ci sono problemi e
li dobbiamo levare?
CRACOLI. No, scusami. Non è che l'ho accantonato io. Lo ha
accantonato la Presidenza.
PRESIDENTE. Scusate, si l'ho accantonato perché mancava
l'Assessore di riferimento.
CRACOLICI. E allora vorrei capire perché stiamo facendo una
deroga per aumentare gli stipendi ad alcuni dipendenti.
PRESIDENTE. Meriti poi ognuno cosa crede.
CRACOLICI. Per essere chiari.
FALCONE, assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo
articolo che era stato accantonato perché in effetti vi è un
momento di riflessione. Anche su questo il Governo chiede di
stralciarlo e di rinviarlo al collegato al fine di poterlo
meglio analizzare.
PRESIDENTE. L'articolo 23 è stralciato.
Si passa all'esame dell'articolo 24 precedentemente
accantonato.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi questo è uno di
quegli articoli che è passato dalla Commissione Salute, ma che
per correttezza nei confronti dei colleghi che avevano
presentato questo articolo i componenti hanno eliminato perché
non c'era il presentatore perché alla lettura di questo
articolo.
LO CURTO. Di quale articolo parliamo?
PASQUA. Il 24. Cercando di dare un'interpretazione a questa
norma nella sua cripticità della formulazione tecnica
dell'articolo non si capisce beni il vero obiettivo di questa
norma. Però cercando di fare un'interpretazione, uno studio
ermeneutico di quello che c'è scritto, quello che appare da
questa norma cos'è? C'è una norma nazionale del 2012 che prevede
una progressiva riduzione degli acquisti di prestazioni
specialistiche ambulatoriali e ospedaliere dai privati
progressiva, fissa nei primi anni, poi diventata via via in
maniera determinata.
Ecco, se le Regioni non vogliono apportare questa riduzione
devono apportare una corrispondente riduzione delle prestazioni
da pubblico, da acquisto interno, da prestazione pubblica. Cioè
è un vaso comunicante. Dobbiamo ridurre per forza gli acquisti
dal privato e dobbiamo, se non lo facciamo, ridurre gli acquisti
interni.
In pratica che cosa succede? Con questa norma chi l'ha
presentata vuole evitare la riduzione, cioè vuole mantenere gli
acquisti dai privati convenzionati, quindi cliniche,
convenzionati vari, di prestazioni. Però questo che cosa
comporta? Che se manteniamo, evitiamo questa riduzione, dobbiamo
andare a togliere dagli acquisti dal pubblico. Cioè che cosa
significa, cari colleghi? Significa che, già in un momento in
cui in Sicilia c'è qualche milione di giornate di ritardo di
accumulato nelle prenotazioni, noi con questa norma l'andiamo ad
appesantire perché dobbiamo accontentare i privati convenzionati
che non gli apportiamo questa riduzione e quindi dobbiamo di
conseguenza ridurre gli acquisti interni. È così perché la norma
o è scritta con i piedi o l'effetto che ha è questo che vi ho
detto. Ed è questo. Io non ci sto, sinceramente, non ci voglio
stare. Spero che neanche l'Aula ci voglia stare a questo.
E mi fermo qui, grazie.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi io al netto
della formulazione letterale che concordo con il collega Pasqua
non si capisce esattamente questo articolo dove vuole andare a
parere, vorrei ascoltare in merito anche il parere
dell'Assessore competente.
Grazie.
PRESIDENTE. Assessore ritiene di dare il parere?
RAZZA, assessore regionale per la salute. Si rimette all'Aula
perché la norma è nata nella sede della Commissione. Se può
essere utile un chiarimento, ritengo che essa si riferisca al
pagamento delle prestazioni rese per cittadini fuori regione in
Sicilia.
Quindi sostanzialmente - non entro nel merito della
formulazione perché è una n orma di iniziativa parlamentare però
ne ho colto il significato in realtà opposto a quello che veniva
rappresentato, il tentativo è quello di determinare il pagamento
delle prestazioni per cittadini fuori Regione che si fanno
curare in Sicilia, quindi sostanzialmente è una compensazione di
mobilità che viene pagata alla Regione siciliana da parte delle
altre Regioni, ecco perché colgo, dopo di che, da questo punto
di vista se il chiarimento può essere sufficiente, in ogni caso
il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, è già intervenuto, volevo
contingentare i tempi, ma dare sullo stesso emendamento tre
volte la parola no.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso
che la norma sia abbastanza chiara e non riguarda né il pubblico
né il privato, riguarda gli interventi di alta specializzazione
fatti da soggetti non residenti in Sicilia che fino ad oggi non
venivano pagati, entro i tetti di spesa, invece con questa norma
è possibile attrarre pazienti dall'esterno, anche da fuori
Regione, anche per la Sicilia e quindi aumentare gli introiti
degli ospedali siciliani che sono in grado di erogare interventi
di alta prestazione ed essere attrattivi e quindi essere
competitivi rispetto alle altre regioni. Quindi non riesco a
capire qual è il punto della questione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 24.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 24.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 24.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64
Votanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58
Maggioranza . . . . . . . . . . . . . .. 30
Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . .... 29
Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . 29
Astenuti . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
(Non è approvato)
E' curioso che non l'ha votato chi l'ha presentato.
Si procede con l'esame dell'articolo 30, precedentemente
accantonato.
E' stato presentato l'emendamento soppressivo 30.1, a firma
Lupo ed altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 30R1, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 30R.
GRASSO assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Onorevoli colleghi, questo emendamento si rende
necessario, e penso condiviso da tutti voi, perché ne abbiamo
parlato a seguito del parere che la Corte dei conti ha reso a
tre comuni che ne avevano fatto richiesta e di fatto ha bloccato
le stabilizzazioni.
Vorrei precisare - sono stata due giorni fa a parlare col
Presidente della Corte dei conti - che nella gerarchia delle
fonti l'unico organo giurisdizionale che può interpretare le
leggi è la Corte Costituzionale.
La Corte dei conti ha rilasciato questo parere.
Per cui abbiamo ritenuto, per superare l'impasse, perché i
comuni si sono fermati con le stabilizzazioni di riscrivere e di
proporre un'interpretazione autentica della norma che avevamo
approvato lo scorso anno per consentire ai comuni di procedere
con le stabilizzazioni.
Sto illustrando l'emendamento 30R.1.
BARBAGALLO. L'emendamento 30 R di chi è?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. L'emendamento 30 R.1 riguarda la stabilizzazione dei
precari, è una norma interpretativa.
L'emendamento 30 R riguarda sempre precari.
Vi sono stati comuni - vi ricordate in sede di variazione di
bilancio? - alcuni comuni che avevano proceduto alle
stabilizzazioni ed erano nel 2016 e che erano ricompresi .
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, si interviene uno alla
volta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Sono diciannove comuni, è un elenco che ha stilato il
Dipartimento - c'è anche Pietraperzia ma ce ne sono altri - che
sono rimasti fuori e sono quei comuni che avevano stabilizzato
nel 2016.
Abbiamo fatto dei conteggi, li stiamo facendo rientrare nella
stabilizzazione e abbiamo messo un limite del 5 per cento.
Devo dare atto per una questione di correttezza che questo
emendamento era stato presentato dall'onorevole Lo Giudice e
messo da parte. Si discuteva sul secondo comma, se fosse o meno
ammissibile, abbiamo fatto le verifiche ed è risultato
ammissibile e quindi lo abbiamo riproposto.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, solo per ringraziare
l'Assessore Grasso che in questi ultimi giorni mi ha dato la
possibilità di confrontarmi ampiamente con gli uffici e
risolvere una problematica che riguarda diversi comuni della
Sicilia che sono stati capaci ad effettuare le stabilizzazioni
prima dell'entrata in vigore della norma 27 e a cui oggi
consentiamo, comunque, di potere chiudere il cerchio nella
maniera migliore possibile.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ormai non c'è più bisogno che
ci parliamo, ci bastano i gesti. Ha facoltà.
CRACOLICI. Il mio è un chiarimento soprattutto
sull'emendamento 30 R, non sull'emendamento 30 R1.
E' evidente che se noi prendiamo il 5 per cento per assegnarlo
a dei comuni che hanno stabilizzato a una certa data - che ho
detto? -questo 5 per cento lo sottraiamo a qualche altro.
Il tema è sottraiamo risorse a persone che hanno già dei
contratti in essere sulla base delle risorse che abbiamo
assegnato?
Perché se andiamo a sottrarre risorse ai comuni sui contratti
già fatti stiamo tirando la coperta, coprendo un pezzo e
scoprendo la gran parte - non so di quanto - certamente questo 5
per cento distribuito poi alla fine sarà poco incidente ma,
attenzione, parliamo di contratti.
I contratti , non possiamo andare a modificare i rapporti
finanziari di contratti in essere.
Quindi lo dico all'Assessore perché deve assicurare che non ci
siano effetti sugli altri Comuni e sui contratti in essere.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Solo per tranquillizzare, non ci sono refluenze perché
si erano verificate delle economie. Ecco perché abbiamo messo il
limite fino al 5 per cento.
PRESIDENTE. Metto il votazione l'emendamento 30.R.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento 30.R.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende con l'articolo 32 precedentemente accantonato.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo
32, nostro malgrado, nostro al plurale di tutta l'Assemblea,
costituisce purtroppo una sconfitta per la legge 15 del 2005
perché se ci fossero 139 Comuni che avessero adottato 139 piani
di utilizzo del demanio non avremmo a che fare con questa legge
oggi.
Oggi non dovremmo discutere di questa norma. Il problema è che
pochissimi Comuni hanno adottati i Piani di utilizzo del demanio
e comunque dobbiamo necessariamente garantire da un lato lo
sviluppo del territorio e dall'altro la tutela dell'ambiente
così come prescriveva la legge del 2015. In realtà prescrive
ancora oggi. Per cui abbiamo presentato questo subemendamento
che va a sostituire i nostri emendamenti 32.4, 32.6 e 32.10. E
introduciamo nella norma che presenta il Governo da un lato il
richiamo alla disciplina nazionale che è stata stabilita con
l'ultima manovra finanziaria a Roma e che impone il riordino
dell'intera disciplina del demanio - anche alla luce della
questione sull'applicazione o meno della direttiva Bolkestein -
e diciamo l'ultimo capoverso del nostro subemendamento introduce
una norma di chiusura che per noi è molto importante secondo cui
tutte le concessioni che vengono rese in quei Comuni dove ancora
non insistono i Piani di utilizzo del demanio, decadono nel
momento in cui non saranno in linea con i nuovi Piani di
utilizzo del demanio. Grazie.
CRACOLICI. Ma c'è riscrittura?
PRESIDENTE. Sì il 32.6.RTer, lo avete nel fascicolo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, sono contento che venga ritirato
l'emendamento perché così com'è l'articolo, anzi un plauso
all'Assessore Cordaro. Finalmente la possibilità di rilasciare
nuove concessioni demaniali e per altro in assenza del PUDM la
possibilità di autorizzazioni di durata breve in questo lasso di
tempo. Quindi io sarei per lasciarlo esattamente com'è. Grazie.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, sono pienamente d'accordo. Voterò
favorevole all'articolo 32. Però dall'Assessore Cordaro vorrei
una spiegazione in merito alla validità sino al 31 dicembre
2020.
CORDARO assessore per il territorio e l'ambiente. C'è
l'emendamento
TAMAJO. C'è l'emendamento che richiama il decreto nazionale
quindi alla legge nazionale approvata, che prevede il 31
dicembre 2033. Quindi si sta provvedendo?
PRESIDENTE. Scusate, onorevole Tamajo e Assessore Cordaro, se
non parlate al microfono non rimane la registrazione. Per cui il
duetto senza microfono .
TAMAJO. Volevo saperlo ufficialmente dall'Assessore Cordaro se
abbiamo fatto riferimento alla norma nazionale che prevede
proprio il 31 dicembre 2033.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento soppressivo dell'On.
Barbagallo.
BARBAGALLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. In ragione
di quanto accaduto nella legge finanziaria di qualche settimana
fa, circa la proroga dell'introduzione del sistema normativo
italiano della direttiva al Bolkestein di 15 anni, non volendo
dare un termine così netto al 31 dicembre 2020 ed in attesa di
una concreta applicazione e, quindi, della ricaduta concreta sul
sistema normativo della proroga effettuata a Roma che la Sicilia
dovrà recepire, abbiamo detto - come è stato illustrato pocanzi
nell'emendamento concordato con l'onorevole Trizzino - di
stabilire una data, cioè fino all'entrata in vigore della norma
che, appunto, deciderà e legifererà in maniera definitiva su
questo tema.
PRESIDENTE. L'emendamento soppressivo è stato ritirato.
Andiamo avanti. Si passa all'articolo 32. L'emendamento 32.9 è
stato ritirato. L'emendamento 32.6. Il subemendamento che avete
è 32.6.R ter. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. È quello
che ha illustrato Trizzino, onorevoli colleghi.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 32.11 della Commissione. Col parere
favorevole del Governo, chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 32.2. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 32.12 della Commissione. Il parere
del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 34, in precedenza accantonato.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, all'articolo 34 ho presentato
un subemendamento che penso fra poco verrà distribuito in Aula,
che riguarda l'inserimento al comma 1, dopo la parola organi
consiliari delle aziende sanitarie , perché fa riferimento ai
precari storici che sono rimasti fuori dalla stabilizzazione,
cosa che, almeno negli ultimi anni, stiamo cercando di fare, tra
le norme nazionali e il lavoro che abbiamo fatto noi, stiamo
cercando di stabilizzare quanti più precari possibili nella
speranza che non se ne istituiscano altri. Mi pare un po'
difficile, comunque. Sicuramente i governi - devo dire tutti -
in particolar modo il penultimo Governo nazionale ha creato
presupposti per eliminare tante sacche di precariato e stiamo
procedendo anche nelle regioni. Sono rimasti questi precari
storici delle aziende sanitarie. Si tratta di pochissime unità,
parlo di 124 famiglie che riguardano Ragusa, l'assessore conosce
bene la questione. Io invito l'Aula ad approvare questo
subemendamento che prevede l'inserimento delle aziende sanitarie
in modo che sia chiaro che rientrano anche i precari storici
delle aziende sanitarie. Ovviamente preannuncio il mio voto
favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale però per quanto giusto sia
l'emendamento, prevedendo un aumento della platea prevede oneri
maggiori e, quindi, non lo possiamo rendere ammissibile.
DIPASQUALE. Siccome ci sono anche risorse, mi perdoni
Presidente.
PRESIDENTE. Però mi dovrebbe indicare qual è la copertura.
DIPAQUALE. Le risorse sono quelle relative all'articolo 1. Già
lo può segnare. Le risorse ci sono, quindi c'è la copertura
finanziaria.
PRESIDENTE. Io se potessi darle una mano gliela darei.
DIPASQUALE. 38-45.
PRESIDENTE. Siccome ci sarà il Collegato tra poco, io le dico
valutiamo qual è la spesa.
DIPASQUALE. Siccome c'è la copertura finanziaria e le ho detto
anche qual è, lei la mette in votazione e decide l'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RAZZA, assessore per la salute. Il Governo si rimette
all'Aula. Devo dire che sul procedimento ..
PRESIDENTE. Ma se non c'è la copertura, assessore Razza, il
parere voglio sapere. Il parere significa: c'è la copertura
oppure no? Non si può rimettere all'Aula.
RAZZA, assessore per la sanità. Signor Presidente, se non c'è
la copertura, evidentemente, è inammissibile l'emendamento.
ZAFARANA. Non abbiamo il testo del subemendamento.
PRESIDENTE. Perché è inammissibile. Per cui sto cercando, e ho
capito, ma siccome, io vorrei, per quanto è possibile,
accontentare tutti e fare parlare, ma se è inammissibile,
ovviamente nel testo non c'è. Andiamo avanti. Sono inammissibili
anche gli altri emendamenti e, quindi, non ci sono emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 34.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, questo ente Resais è dall'inizio
della legislatura che ne sentiamo parlare. Sta diventando,
quasi, la panacea di tutti i precari, però, a mio modo di
vedere, non ci devono essere precari di serie A e precari di
serie B.
Se dobbiamo considerarli precari, li dobbiamo considerare
tutti, perché, altrimenti, stiamo creando delle disuguaglianze,
sempre che questa panacea sia una panacea vera, perché
altrimenti stiamo solamente prendendo in giro i precari che sono
già in difficoltà. Noi, al momento, stiamo solamente allungando
i tempi a questi precari, ai tanti lavoratori precari,
aumentiamo il loro martirio e stiamo dando delle false speranze.
E' questo quello che stiamo facendo, signor Presidente.
A mio modo di vedere, o inseriamo all'interno di questa
Resais, che è la panacea, da quello che ho capito, della Regione
siciliana. Ed a questo punto, possiamo fare una norma che,
eventualmente, i deputati, a fine mandato, rientrano all'interno
di questa Resais, perché oramai questa Resais è conosciuta da
tutta la Sicilia come una sorta di panacea. Chiunque incontriamo
ci dice, le domande che ci fanno sono: alla Resais possiamo
entrare? C'è la possibilità di entrare in questa Resais? E la
risposta che noi diamo è: Sì, adesso vediamo, faremo,
sicuramente, una norma all'interno della finanziaria per
inserire ulteriori precari all'interno della Resais.
Ed allora, signor Presidente e chiedo, anche, al Governo il
parere per quanto riguarda questo articolo e, poi, capire il
perché non tutti i precari siciliani vengono trattati allo
stesso modo.
PRESIDENTE. Io, ripeto, ancora, onorevole Di Caro, la prego,
l'emendamento è stato reso inammissibile. Fare gli interventi su
un emendamento, se è sull'articolo, va bene. Siccome l'onorevole
Di Paola ha parlato sull'emendamento.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, volevo dei chiarimenti proprio
sull'articolo. Si tratterebbe di una sorta di transito dei
dipendenti precari, da un ente pubblico ad una società
partecipata della Regione e si tratterebbe anche di cambiare
contratti, da tempo determinato a tempo indeterminato, cioè nel
transito verrebbero stabilizzati.
Io mi pongo alcune questioni.
Nelle eventuali procedure di reinternalizzazione di questi
dipendenti, cioè nel processo inverso, quando andrebbero a
transitare dalla Resais nuovamente all'ente di provenienza, ci
possono, sicuramente, essere problemi e, certamente, ci saranno
problemi di impugnativa nei confronti di quest'articolo.
E, poi, ci sono, visto che si tratterebbe di 3 mila
dipendenti, problemi legati, per esempio, al salario accessorio,
questi
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, io le chiedo scusa, io capisco
che è giusto non prendere in giro i cittadini, ma manco tentarci
col Presidente dell'Assemblea. Ho detto che sugli emendamenti
che sono inammissibili vi prego di non intervenire.
DI CARO. Signor Presidente, io voglio chiarimenti
sull'articolo non sugli emendamenti. Ma di quali emendamenti sta
parlando?
PRESIDENTE. Queste sono cose che lei chiede di aggiungere
DI CARO. Voglio chiarimenti dal Governo per l'articolo in sé,
non per gli emendamenti.
PRESIDENTE. Il Governo può dare chiarimenti oppure andiamo
avanti?
GRASSO assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi ricordate
che la legge n. 27 prevedeva che tutti i precari che non
potevano essere stabilizzati dai comuni, perché i comuni erano
in dissesto o in pre dissesto o i liberi consorzi o città
metropolitane, transitassero - e quest'articolo era già
contenuto nella legge 27 - in Resais e presentassero domanda
entro dicembre 2018.
Quindi, è stata ripresa la norma contenuta già nella legge 27,
approvata nella passata legislatura, che prevede il transito dei
precari.
Come voi sapete, le somme stanziate, appostate nella legge 27
prevedono il costo, sia le ore che il costo che è a totale
carico della Regione perché altrimenti neanche i comuni
avrebbero potuto stabilizzarli.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intervengo soltanto per sensibilizzare il Governo ed i miei
colleghi dell'Aula in merito ad una categoria di precari che io
in questa legge finanziaria non ho visto.
Mi riferisco ai lavoratori dei cantieri di servizi ex reddito
minimo :
Sono di competenza dell'assessorato alla famiglia ed alle
politiche del lavoro però si tratta di persone, tra le provincie
di Enna e Caltanissetta, che coinvolgono circa mille famiglie
che non riescono ad arrivare a fine mese perché godono di un
sussidio di quattrocento euro al mese, soggetto ad un sacco di
decurtazioni.
Quindi, se il figlio lavora vengono decurtati i ricavi del
figlio.
Per cui mi auguro, siccome questi precari sono stati creati
dalla Regione, sono precari senza nemmeno doverlo essere perché
percepiscono un sussidio, speravo di trovare qualcosa in
finanziaria.
Non abbiamo trovato nulla, abbiamo proposto degli emendamenti.
Sicuramenti saranno emendamenti aggiuntivi.
Vorrei sensibilizzare lei, Presidente, la sua figura e
l'Assemblea a questa particolare categoria di persone che hanno
bisogno di noi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 34 così come
emendato.
DIPASQUALE. Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti. Non è
appoggiata.
Procedo alla terza verifica per lei, onorevole Dipasquale. Ma
per due volte la richiesta non è stata appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 34
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 34.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 65
Votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 32
Contrari 11
Astenuti 20
(E' approvato)
Si passa all'articolo 40, in precedenza accantonato.
Avete nel fascicolo il 40R? Ce l'hanno, benissimo. Prima la
soppressione? Allora, prima si vota l'emendamento di
soppressione. L'emendamento soppressivo dell'articolo è
manutenuto?
CRACOLICI. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al 40.R del Governo. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Di fatto, è approvato l'articolo.
Si passa all'articolo 41.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Il 41 si ritira, Presidente. Viene stralciato.
PRESIDENTE. Grazie, andiamo avanti.
Si passa all'articolo 42, in precedenza accantonato.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevole colleghi, assessori, il
tema trattato dall'articolo 42 è un tema molto importante che
riguarda i nostri terreni e, soprattutto, riguarda una materia
molto importante che è quella delle energie rinnovabili. Vede,
presidente, abbiamo riscontrato che in moltissimi terreni agrari
che riguardano la nostra regione si sta provando a coprirli di
pannelli fotovoltaici. Intanto parliamo da un assunto: noi siamo
assolutamente favorevoli alle energie rinnovabili e questa cosa
l'abbiamo detta e ridetta nel corso degli anni all'interno del
Movimento Cinque Stelle. Però quello che sta succedendo è che in
questo momento tanti agricoltori stanno ricevendo delle proposte
contrattuali che riguardano il diritto di superficie. Ci sono
delle aziende private, delle multinazionali, che hanno deciso di
investire sui terreni agricoli coprendoli con degli impianti,
dando un compenso che varia tra le duemila e le tremila euro ad
ettaro. Chiaramente, in questo momento, ad un agricoltore
conviene sicuramente prendere un'entrata che è certa, che è
quella del diritto di superficie che danno queste
multinazionali, piuttosto che spaccarsi molte volte la schiena e
non avere il proprio prodotto venduto ad un prezzo decente
perché, come lei ben sa le coltivazioni agrarie, purtroppo, in
questo momento non garantiscono una elevata redditività. Ma
quello che fa più paura, vede presidente, che vengono realizzati
a distanze molto ravvicinate gli uni agli altri. Manca una
regolamentazione di massima, distruggono la biodiversità
agraria, influenzano gli spostamenti della fauna, ma uno dei
fattori più importanti è che aumentano il rischio di dissesto
idrogeologico proprio perché ci sono degli accumuli idraulici
proprio alla fine, a valle, dovuti all'assenza di verde sotto la
costruzione degli impianti fotovoltaici su terreni agricoli. Per
questo abbiamo pensato di presentare questa norma in Commissione
Bilancio e, adesso, la stiamo riscrivendo. Nel frattempo,
Presidente, no no perché dico riguarda abbiamo avviato una
discussione con l'assessore Pierobon, che magari dopo se vorrà
intervenire spiegherà un attimino cosa sta succedendo, proprio
per provare a realizzare una norma organica perché abbiamo
colto, da parte del Governo, un'attenzione particolare al tema.
Quindi quello che le chiediamo è di ascoltare un attimino le
parole dell'assessore che si è mostrato molto interessato e
d'accordo al tema, e se nel caso sono disposto ad accettare a
stralciare la norma e continuare con la discussione della
finanziaria.
Presidenza del Vicepresidente Di Mauro
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora a me
sembra che il collega dei Cinque Stelle si è fatto come dire
portatore di una proposta che se il Governo accoglie alcune
ragioni che sono state introdotte, è pronta a stralciarla, io
annuncio che comunque questo emendamento ha un vizio di fondo,
che è un ulteriore vincolo radicale verso la possibilità di
produzione e di energia con fonti alternative in Sicilia, allora
io siccome è notorio che sono contro il saccheggio dell'eolico,
non sono però contro a tutte le altre forme di energia
alternativa, e quindi non possiamo costruire un sistema che in
Sicilia, la terra del sole, non possiamo fare fotovoltaico,
certo ordinato, regolato, c'è una direttiva che fu fatta dallo
scorso Governo a fine legislatura che prevede che solo in alcune
aree agricole è possibile farlo e non in altre, dove si fa Dop,
dove ci sono produzioni biologiche, non è possibile impiantare
impianti energetici, ma vincolare al dieci percento, e solamente
ad un ettaro è una aberrazione economica oltre che ambientale.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo anche
da qui perché il mio sarà un intervento brevissimo, peraltro
avevo prodotto un emendamento soppressivo di questo articolo,
proprio per le ragioni che sono state qui anzidette, e che vale
la pena di ribadire, l'assessore Pierobon con il quale
ovviamente io mi raccordo sempre, era d'accordo alla
soppressione di questo articolo, per le ragioni che adesso lui
meglio espliciterà, ma perché sulla materia non si può
intervenire con una norma in finanziaria frettolosamente, perché
rischiamo di fare pur condividendo nello spirito l'esigenza di
tutelare e salvaguardare la nostra terra e le coltivazioni, è
pur vero che c'è un'economia agricola in crisi, e il
fotovoltaico ancorché impiantato per terra piuttosto sulle
superfici anche degli stabilimenti e delle aziende, potrebbe
essere una grande risorsa economica per le nostre aziende, e per
chi vuole produrre ovviamente non soltanto per le
multinazionali, proprio ieri con l'assessore Pierobon abbiamo
avuto un importante incontro con una serie di soggetti
interessati, che ovviamente sono operatori della terra,
agricoltori, a cui piuttosto che solo la protesta oggi abbiamo
come dire fornito anche una proposta insieme all'assessore,
perché il nostro obiettivo, l'obiettivo di questo Governo è
anche di chi lavora come deputato a sostegno di questo Governo,
è fare bene nell'interesse dei nostri agricoltori, delle nostre
imprese agricole, e anche di quei piccoli imprenditori del
fotovoltaico che si volessero cimentare in tal senso, con
naturalmente una possibilità di far fare reddito alle nostre
imprese, detto questo la parola certamente al nostro assessore
Pierobon che voglio ringraziare perché ha avuto tanta
sensibilità e attenzione da essere anche stato interlocutore
attento nei confronti del proponente della norma, che oggi
chiede al Governo di stralciarla, e quindi sono consapevole di
questo buon lavoro che il nostro assessore ha fatto, ed io
gliene volevo anche rendere merito.
PIEROBON, assessore per l'energia e dei servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIEROBON, assessore per l'energia e dei servizi di pubblica
utilità. Molto brevemente, allora condividiamo naturalmente gli
obiettivi che sottostanno alla norma, ma che va formulata in una
maniera più organica, e soprattutto raccordando l'assessorato
all'energia assieme a quello per l'agricoltura e dell'ambiente
per motivazioni che sono connesse al processo di rivisitazione
che sta nella materia stessa e quei vincoli sono connesse alle
attività agricole che vanno valutate il rapporto appunto a tutti
gli altri interessi di settore. Inoltre, siamo già intervenuti
con un atto di indirizzo relativamente alle preoccupazioni
paventate dall'onorevole Sunseri, prevedendo ecco, sia un
maggior coinvolgimento delle amministrazioni coinvolte, ma anche
una ricognizione che manca tutt'oggi, attenzione, assieme alla
preoccupazione di dedicare attenzione alle potenzialità anche
micro e non soltanto macro di questa produzione di energia, per
cui una formulazione organica che tenga conto anche di questa
potenzialità di sviluppo nei confronti di utenze più modeste
rispetto a quelle colossali che solitamente arrivano a stipulare
contratti di superficie di acquisto di terreni etc. Ecco su
questo naturalmente salvo rispetto delle legittime aspettative
dei terzi, attenzione, anche su questo dobbiamo stare molto
attenti.
Quindi coerenza con il PERS, passaggio in III e IV Commissione
e velocità, questo è il nostro impegno.
PRESIDENTE. Allora l'argomento lo stralciamo per un
approfondimento molto più avanti.
PAGANA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Presidente io apprezzo lo stralcio anche perché lo
abbiamo richiesto noi e tutto, però, onorevole Cracolici si
parla di agricoltura, lei grande maestro, volevano, Presidente
vorrei sottolineare che stasera qui si è preso un impegno nei
confronti degli agricoltori che rischiamo di svendere i propri
terreni pur di guadagnare qualcosa su quei terreni che non
derivi dal grano, quindi io mi auguro che immediatamente gli
assessorati competenti davanti al Presidente della Regione,
davanti a tutta l'Assemblea, si rendano conto che hanno preso un
impegno serio nei confronti di quegli agricoltori, che resti
agli atti perché qui dentro la prossima volta che il Governo si
presenterà io voglio vedere un atto da parte del Governo a loro
sostegno. Grazie.
PRESIDENTE. Sull'articolo 44 c'è una riscrittura del Governo,
44.R. E' già nel fascicolo. E' un argomento questo abbastanza
importante che credo meriti un approfondimento. Assessore lei
intende intervenire su questo articolo? Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per l'attività produttive. L'altro giorno ho
riferito delle riserve che avevo sulla formulazione
dell'articolo 44. L'articolo stesso è stato accantonato, c'è
stato un confronto con tutti i gruppi parlamentari, in
Commissione è stato riscritto. Io penso che si può votare, è una
norma importante che da un indirizzo significativo e spero che
sia condivisa da tutta l'Aula.
PRESIDENTE. Tutti gli emendamenti quindi sono decaduti. Si
passa alla votazione del 44.R
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente. Assessori, confermo le parole
dell'assessore, è stato fatto un lavoro condiviso tra
Parlamento, Giunta e presidenza della Commissione con cui
abbiamo scritto insieme l'emendamento, ci auguriamo che porti
degli effetti positivi così come diciamo per la Sicilia e per la
prima volta devo dire quando la Giunta si siede insieme al
Parlamento riusciamo a scrivere una norma che probabilmente
servirà a questa Sicilia, a differenza di tante altre norme che
il Governo ci viene semplicemente a trattare come dei
passacarte, in questo caso sono contento della collaborazione
dell'Assessore nella riscrittura dell'emendamento e mi auguro
che possa avere effetti perché sicuramente l'emendamento è un
po' più leggero rispetto a come era stata scritto.
Quindi mi auguro di raggiornarci a dodici mesi, così come è
scritto nell'emendamento, che possa aver ottenuto i risultati
ricercati.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi annuncio a
nome del Partito Democratico il voto favorevole, anche noi
abbiamo apprezzato il lavoro di componimento delle questioni che
è stato affrontato e ringraziamo, naturalmente, anche il
presidente Ragusa che si è fatto carico insieme con il Governo
di trovare la soluzione migliore.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor
Presidente, come diceva l'onorevole Sunseri, se nell'arco di
dodici mesi non ci sono effetti, c'è la volontà del Governo di
riconfrontarsi e fare una norma sicuramente più rigorosa e
precettiva.
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento 44.R diventa un articolo
della legge.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 52 precedentemente accantonato.
L'articolo 52 riguarda modifiche di norme in materia di
attività produttive.
Si passa all'emendamento 52.2 soppressivo dell'articolo che è
ritirato.
Si passa all'emendamento 52.6.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi in merito
all'articolo 52 i commi 1, 2 e 3 sono degli interventi che vanno
a intervenire su quella che è, diciamo, questa attività di si
sta plasmando, praticamente, questo nuovo ente che ancora oggi
non esiste ed è l'IRCA, derivante dalla fusione dell'IRCAC e
della CRIAS, un ente che, voi sapete, poiché l'abbiamo seguito
insieme in questa finanziaria ad oggi è individuato con una
legge, la n. 8 del 2018, poi viene istituito invece con la legge
n. 10 del 2018. Poi ulteriori modifiche vengono introdotte con
questi commi in maniera del tutto disorganica perché vanno nel
primo punto, sostanzialmente a aumentare il numero dei Cda, e ci
potrebbe pure stare bene, ma qualora questi fossero a titolo
onorifico. Invece, sostanzialmente, escludendo le deroghe della
cosiddetta spending review, che noi abbiamo fatto nel 2016 per
gli enti economici, di fatto si va ad introdurre una spesa, per
questo Cda, che essendo e trattandosi di Cda che rientrerebbero
in fascia A qua si parla di cinquanta mila euro per il
Presidente e ventimila euro per ogni componente di questo Cda.
Quindi a) c'è un consto ed una copertura? E mi si deve dire no,
non c'è copertura, assessore, e lei dirà chiaramente se questa
cosa non è così perché praticamente si va ad escludere questi
enti in quanto appunto enti economici, introducendo il
marchingegno del comma 1.
Al comma 2 invece, sostanzialmente, anzi no questo è
l'allargamento del numero, poi c'è quello che ho detto io,
quindi la spesa rispetto al funzionamento del Cda, il terzo
comma è ancora più pericoloso perché qui va a toccare e, ripeto,
in un contesto di mancata contrattazione, di mancato dialogo, di
incapacità da parte di questo Governo di capire come deve
funzionare questo ente, l'IRCA, che oggi sappiamo svolgere
pratiche e fare credito a imprese, a cooperative ed è vitale
come attività sul nostro territorio per la piccola impresa,
quindi non può transitare senza un inquadramento, praticamente
facciamo transitare i lavoratori esclusivamente con
l'inquadramento economico senza che questo sia giustificato da
un inquadramento giuridico. È allucinante, anche perché,
parlandoci chiaramente, noi è dal maggio dell'anno scorso che si
tratta di questa fusione. È passato un anno Qualora passi un
altro anno prima che questo Governo si decida nei propri
equilibri di definire la vita di quest'ente perché, perché
abbiamo visto già tre formulazioni di decreti, questi lavoratori
in base a quale contratto si dovranno eventualmente comportare,
anche per richiedere le ferie, anche per richiedere un permesso
di famiglia? Perché non essendoci il transito dell'inquadramento
contrattuale, di fatto vengono sganciati da qualsiasi condizione
contrattuale.
Ora, il punto qual è? Non si fanno le leggi così. Non si opera
così. La cosa più normale e assennata che questo Assessore, che
questo Governo potrebbe fare è: trattiamo la materia in maniera
organica, non in un contesto legislativo di finanziaria, andiamo
a capire chi e cosa deve fare per le nostre, al servizio delle
nostre imprese, e non sottraiamo ulteriori risorse, anche perché
essendo, come probabilmente l'Assessore risponderà, l'aumento
del costo del Cda a carico dei trasferimenti dell'ente, questa
cosa non andrà probabilmente a gravare sulle casse della
Regione, ma andrà comunque a sottrarre risorse economiche da
poter utilizzare per il credito alle nostre imprese, quindi
sostanzialmente sono sempre le imprese ad essere danneggiate.
Dopodichè la prima richiesta, signor Presidente, è la
richiesta di stralcio di questi tre commi, perché sarebbe
veramente un atto di assennatezza e poi si potrebbe andare in
Commissione anche a relazionarsi con la componente sindacale, di
rappresentanza dei lavoratori e fare un lavoro fatto bene,
quindi noi chiediamo innanzitutto lo stralcio, successivamente,
chiaramente, abbiamo presentato gli emendamenti e si proverà in
qualche modo ad attutire questi colpi che non si capisce
veramente in che direzione dissennata stiano andando.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor
Presidente, se i colleghi mi ascoltano, ho chiesto di parlare
prima degli interventi dei parlamentari che si sono iscritti
perché penso che quest'argomento meriti per davvero una
riflessione importante e considerato che mi sono preoccupato di
illustrarlo in tutte le Commissioni di merito, dinanzi alle
forze parlamentari che vi erano presenti, ho cercato di fare
chiarezza e poiché intendo affermare cose che secondo me hanno
una loro rilevanza, voglio fermarmi al primo, secondo e terzo
comma, per spiegare bene l'argomento che stiamo trattando.
Il primo comma, signor Presidente, introduce il principio,
senza oneri a carico del bilancio della Regione, introduce il
principio che i componenti del Consiglio di amministrazione
dell'Irca, possono avere una retribuzione come da tabella fatta
dall'onorevole Presidente della Regione Lombardo e ridotta del
venti per cento dall'onorevole Crocetta, con un ristoro per il
Presidente pari a cinquantamila euro e per i componenti a
ventimila euro.
Io concettualmente penso che non è corretto pensare di mettere
riforma ad un ente così importante che deve dare un grande
servizio alle imprese artigiane e chiedere a quel Consiglio di
amministrazione che si deve assumere importantissime
responsabilità di non prendere nessuna indennità, così come lo
dico per la liquidazione tanto della Crias quanto dell'Ircac, è
necessario non potere nominare un Commissario straordinario che
possa anche percepire un'indennità e lo dico perché faccio un
esempio su tutti: l'ultimo bilancio dell'Ircac è del 2009, siamo
nel 2019 e se non vi è l'approvazione dei bilanci il nuovo ente
non può partire.
Ora, chiedere con onestà intellettuale ad un professionista,
ad un funzionario, di potere assumersi responsabilità così
onerose di guardare bilanci che non sono stati approvati negli
anni, per far partire l'ente che deve dare un grande servizio
alle imprese artigiane e alle imprese del mondo cooperativo,
senza un ristoro, significa non voler far nulla. Primo comma.
Secondo comma, ho assunto un impegno, il legislatore nazionale
- onorevole Lupo - se l'Aula segue poiché voglio anticipare il
parere su alcuni emendamenti che i colleghi hanno presentato,
vorrei essere seguito.
Il legislatore nazionale per alcuni enti ha previsto il
Consiglio di amministrazione composto da cinque membri.
Quando abbiamo proposto l'IRCA abbiamo pensato, nel rispetto
della legislazione regionale di allora che è ancora vigente, che
il consiglio fosse composto da tre membri.
Poiché l'IRCA rappresenta l'unione di due enti diversi che
hanno ambiti di applicazioni diversi cioè il mondo delle
cooperative e il mondo degli artigiani, ritenevo fosse giusto
fare partecipare i componenti di quei mondi al consiglio di
amministrazione.
Ma essendo l'organismo di tre enti e non potendo avere la
parte datoriale la maggioranza del consiglio perché
influenzerebbe le delibere del consiglio di amministrazione non
potevano garantirsi i due enti.
Si è pensato allora, di estendere, nel rispetto della
normativa nazionale, che per questi organi prevede il consiglio
di amministrazione a cinque di portare il consiglio di
amministrazione a cinque così da permettere a entrambe le
categorie di partecipare.
Su questo punto ho riscontrato un emendamento dell'onorevole
Lupo e dei componenti del Movimento Cinque Stelle che chiede di
affidare la Vice Presidenza ad uno del mondo datoriale.
Ora voglio essere chiaro.
Il Governo della Regione ha già assunto l'impegno che il Vice
Presidente sarà dato a loro ma non lo possiamo mettere per legge
perché se lo mettiamo per legge, costringiamo per forza a darlo
a loro e qualora dovesse venire meno il Presidente, il Vice
Presidente potrebbe avere un privilegio in questo caso.
Sto dicendo l'impegno è che si darà al mondo delle categorie
come equilibrio che è un equilibrio politico, non lo possiamo
scrivere per legge.
Terzo punto.
Possiamo mai pensare che in un ente vi siedano soggetti che
hanno trattamenti giuridici diversi? Vi devono sedere soggetti
che abbiano il trattamento economico che viene garantito. Il
trattamento giuridico lo faremo stabilire al prossimo consiglio
di amministrazione, ragione per la quale stiamo sopprimendo la
parola giuridico' e mantenendo la parola economico'.
Credo, onorevoli colleghi, che talvolta a difendere le
prerogative della categoria non significa non analizzare
onestamente quello che si è fatto.
Vi faccio un esempio. Se in Sicilia abbiamo 180.000 imprese
artigiane e se questo anno sono state liquidate soltanto 2.600
pratiche, pari a meno dell'1 per cento dei destinatari, vuol
dire che qualcosa non ha funzionato.
Così come se all'IRCAC abbiamo 52 dipendenti ed abbiamo
esitato poche pratiche di un numero quasi risibile rispetto ai
componenti che lavorano lì non possiamo ovviamente tenere questa
cosa.
Quindi, se si condivide, come l'anno scorso l'Assemblea ha
condiviso e dall'anno scorso, dal mese di luglio scorso ad oggi,
si è lavorato per definire il Regolamento con tutte le
spigolature nell'elaborazione di un Regolamento così difficile
ed articolato, già inoltrato al CGA per il parere di rito dopo
averlo illustrato e incamerato il parere positivo delle
Commissioni, non vedo come non si possano trattare in maniera
positiva questi argomenti.
Insisto perché si possa votare questo segmento di articolo, mi
riservo di intervenire successivamente sugli altri commi
dell'articolo che riguarda la liquidazione delle ASI su cui
anche sul punto riferirò in maniera dettagliata, facendo la
radiografia di cose molto delicate che vi sono.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Assessore
Turano conosce la mia opinione a proposti di tutta questa
vicenda, di questa riforma. La vicenda ve la riassumo. Mi fa
immaginare come se qualcuno riempisse una valigia per partire
per un viaggio, mettendo dentro roba a casaccio, indumenti
sgualciti e sporchi. Chiude la valigia e poi decide dove deve
andare. Perché ancora non si è capito dove si deve andare. Il
fatto che gli enti non abbiano funzionato e non abbiano fatto
prestiti né agli artigiani né tantomeno al mondo della
cooperazione in Sicilia, non è perché si attendeva questa
riforma. Forse bisognava lavorare su quel fronte. Infatti, solo
grazie a sollecitazioni provenienti anche da parte nostra, si è
riusciti a risvegliare dal torpore l'Assessorato che era
distratto a fare altro, mentre giacevano centinaia di richieste.
Ancora non abbiamo sentito, signor Presidente, che cosa dovrà
fare questo ente. Non sappiamo nulla di quello che è la volontà
del Governo, come vuole migliorare il credito. E' chiaro che non
ci saranno oneri a carico della Regione. Perché tutto si
aggancia come una zecca al Fondo di rotazione dedicato alla
cooperazione e agli artigiani e quindi la grande vacca da
mungere, questa volta, sarà proprio afferrata piene mani.
Ora, signor Presidente, dato che c'è stato anche un movimento
ballerino su questa norma. Perché noi la avevamo votata prima
nella finanziaria, poi era stata messa nel collegata, poi è
rispuntata qua dentro, con una grande fretta. E questa cosa non
ci piace per nulla.
Voglio ricordare che la Commissione si ha dato un parere
positivo. Eravamo pari, il Presidente è stato costretto ad
avvalersi del suo doppio voto per dare questo gran parere
positivo, ma proprio grande questo parere positivo. Non so se
ora stralciamo, non stralciamo, è tutta una porcheria. Avevo
presentato un soppressivo per l'articolo 1 della legge n. 10 del
2018 che non ritrovo qua dentro, è stato misteriosamente messo
negli aggiuntivi, eppure era stato votato dalla Commissione.
Quindi, mi rimetto alla volontà, a questo viaggio misterioso,
dove ci porteranno con questo IRCA che è già un fallimento prima
di nascere. Ho voluto intervenire, signor Presidente, perché
ogni tanto è bello che le cose rimangono a verbale. Le lamentele
sono state immani. Poi, se un giorno ci vogliono spiegare cosa
vogliono fare del credito, ne saremmo contenti dato che il
Presidente Musumeci quando si è insediato ha dato risalto nelle
sue parole all'importanza e all'aiuto che dobbiamo dare a chi
lavora con le proprie mani, agli artigiani. Proprio ha fatto
questo riferimento a chi è operoso che è stato veramente preso a
pesci in faccia in un anno. E questa Assemblea quando ha
approvato quell'articolo, a parte che noi abbiamo votato contro,
questo lo voglio ricordare, perché non è una norma del
Parlamento.
Questa è una norma che è stata fatta ingoiare a dei
parlamentari che forse oggi si rendono conto dell'errore che è
stato fatto. E se quel poco di energie che c'erano in
Assessorato si utilizzavano, Assessore Turano, per fare
funzionare i due enti, forse era il caso che i bilanci di
sistemarli prima. Già siamo pronti per partire e ancora ci sono
i bilanci che non sono approvati dal 2009 per un ente e tre-
quattro bilanci mancano dalla CRIAS. Questo è profondamente
scorretto nei riguardi di chi attende risposte cioè gli
artigiani e il mondo della cooperazione.
Noi votiamo contro. Lo stralciate, qualsiasi cosa, ci
dissociamo da tutte le iniziative prese e da quelle che in
futuro saranno prese se si continuerà con questo registro.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vorrei comunicarvi che superata la
mezzanotte il costo degli straordinari è bestiale
CRACOLICI. Signor Presidente, come volevasi dimostrare la
cosiddetta riforma più importante che il Governo ha annunciato
nella scorsa Finanziaria è tornata in Aula: il credito.
Addirittura, si era costruita come la riforma dell'IRFIS,
dell'IRCAC, della CRIAS, poi l'IRFIS si è capito che non si
poteva accorpare e si è fatta una mini riforma del credito che
si chiama IRCA.
E si è fatta con un sistema, correggo l'Assessore e gli
consiglio di non usare più la parola liquidazione della CRIAS e
dell'IRCAC, perché se lo fa, fa un reato, perché nessuna legge
l'ha autorizzato a liquidare i due enti, neanche per
incorporazione perché la legge non prevede chi incorpora.
Avete fatto una legge in cui si parla di fusione e non si
capisce bene chi incorpora chi. Però questo è un altro problema.
Intanto, però, quella legge, alla fine questo mostro che doveva
nascere aveva un fatto comunicativo immediato.
L'assessore Armao, tra gli elementi qualificanti di quella
riforma, usò l'argomento che è un solo ente del credito
agevolato regionale intanto riduceva i Consigli di
Amministrazione. Alla prima curva il Governo si è rimangiato
quella affermazione. Perché la proposta che viene oggi a fare
l'assessore Turano, sostanzialmente, dice che il futuro
Consiglio di Amministrazione dell'IRCA non sarà di tre - come
prevede la legge - ma sarà di cinque. E, tra l'altro, con un
argomento bizzarro, senza oneri a carico della Regione, ci
mancherebbe. Gli oneri sono a carico dell'IRCA, non della
Regione. Quindi, il paradosso che il Governo ha smentito, dopo
pochi mesi, la ragione per cui ha fatto questa riforma.
Addirittura, avevo visto in uno dei testi del Collegato' che
c'erano due norme, una che parlava di questa norma sui Consigli
di Amministrazione, una che addirittura parlava della fusione
per incorporazione, che io considero corretto, quel passaggio,
tant'è che secondo me voi farete queste riforma nel 2050, perché
vi incaglierete su una serie di questioni procedurali che non
avete neanche idea di che cosa avete combinato. Detto questo,
voglio qui denunciare che il Governo, non solo aumenta a cinque
i Consigli di Amministrazione dell'IRCA, ma attenzione,
Presidente Musumeci - lei che ha fatto della riduzione dei costi
uno dei punti qualificanti della sua azione amministrativa - al
comma 4 dell'articolo della legge n. 9 del 2015, sopprime la
parola tre agli enti pubblici non economici.
Che vuol dire? Vuol dire che i Consigli di Amministrazione di
tutti gli enti pubblici non economici - per capirci, l'ESA,
tutti, non l'IRCA, tutti - e abolite il limite di tre, quindi si
può fare di cinque, di sei, di sette. Lo stabilirà lo statuto
dell'ente, se non c'è più una legge che stabilisce il limite.
Io non voterò soltanto contrario, ma ci voterò sette volte
contro questo primo comma. Presidente, sette volte, vedrà che
voteremo sette volte. Perché è evidente che questo primo comma è
la smentita più clamorosa delle fandonie che avete detto sulla
riforma del credito, sulla necessità di ridurre i costi degli
enti pubblici. Alla prima curva aumentate i Consigli di
Amministrazione di tutti gli enti e aumenterete i costi
dell'Amministrazione regionale.
In un momento in cui stiamo facendo un bilancio che non
garantisce le giornate lavorative agli operai dell'ESA, dei
Consorzi di bonifica, aumentiamo i costi dei Consigli di
Amministrazione nominati dalla politica. Io credo che questo sia
uno dei tratti distintivi della qualità di questa Finanziaria e,
mi permetto di dire, anche delle bugie che questo Governo
continua a raccontare ai siciliani.
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, sarò velocissimo. Oltre a
condividere l'intervento del collega che mi ha preceduto,
anch'io ho delle difficoltà a vedere bene questa fusione per
incorporazione. Intervengo per dire che noi abbiamo chiesto la
soppressione del comma 3, perché riteniamo che sia doveroso
mantenere il trattamento giuridico di provenienza del personale,
perché sarebbe scorretto cambiare le carte in tavola a persone
che già lavorano da decenni in questo istituto che sarà formato,
ma lavorano già da decenni negli istituti di provenienza.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 52.6: Il comma 1 è
soppresso. , degli onorevoli Zafarana ed altri. Lo pongo in
votazione.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 52.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 65
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 35
Contrari 28
Astenuti 1
(E' approvato)
Il comma 1 è soppresso.
Si passa all'emendamento 52.7, degli onorevoli Zafarana ed
altri. Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.7
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 52.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti ... 65
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 29
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
Il comma 2, quindi, rimane. E' stata bocciata la soppressione,
pertanto, il comma 2 rimane.
Si passa all'emendamento 52.13, a firma degli onorevoli Foti
ed altri.
Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.13
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 52.13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .. 65
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 30
Contrari 35
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 52.21, a firma degli onorevoli Lupo
ed altri.
Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.21
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 52.21.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .. 65
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 32
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 52.1, a firma degli onorevoli
Figuccia ed altri.
Lo pongo in votazione.
ZAFARANA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 52.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .. 65
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 33
Contrari 31
Astenuti 0
(E' approvato)
Il comma 3, quindi, è soppresso.
Si passa all'emendamento 52.9, soppressivo del comma 4, a
firma degli onorevoli Zafarana ed altri.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
il comma 4 alla lettera c), io vi voglio illustrare il contenuto
dell'emendamento 52.19 di pag. 124, che è l'ultima lettera del
comma 4, per cui delle lettere a) e b) mi interessa davvero
molto poco e si possono anche sopprimere.
TURANO, assessore per le attività produttive. Scusi,
Presidente, c'è una riscrittura della lettera c) che introduce
il concetto dell'evidenza pubblica per il diritto di prelazione
dei soggetti
PRESIDENTE. C'è una richiesta di soppressione del comma 4 che
dobbiamo votare. Poi, se non viene votata la soppressione ci
sarà quella della lettera c).
LUPO. Ritiro l'emendamento 52.9.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 52.20: La lettera b) è soppressa , a
firma degli onorevoli Cancelleri ed altri.
CANCELLERI. Lo mantengo. Chiedo la votazione per scrutinio
segreto.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, comunque vorrei ringraziare
l'Aula per la votazione che si è tenuta per l'organismo
dell'IRCAC.
Ora stiamo cambiando argomento. Lo dico come un evento di
riflessione. Noi abbiamo deciso di mantenere il trattamento
giuridico dei dipendenti della CRIAS e dell'IRCAC ed avevo
spiegato all'Aula che all'IRCAC vi sono cinquantadue dipendenti
che hanno approvato settantasette pratiche - però è giusto
mantenere il trattamento giuridico - ed alla CRIAS vi sono
settantotto dipendenti e ne hanno approvato duemilaseicento,
pari all'1 per cento del mondo artigiano, degli artigiani a cui
loro si rivolgono.
Però, va bene perché l'Aula è sovrana. Dobbiamo, però, dirci
la verità dei fatti.
Io credo che sia intellettualmente corretto riferire che noi
abbiamo garantito giustamente il trattamento giuridico dei
dipendenti che, nel nuovo ente, avranno inquadramenti diversi ed
abbiamo aggiunto che nel nuovo ente, onorevole Cracolici, il
presidente del Consiglio di amministrazione dell'IRCAC non
percepirà nessuna indennità.
Quindi, io immagino un ente di questo tipo che si rivolge ai
180 mila artigiani
CRACOLICI. Dov'è scritto? Io non ho mai parlato di gratuità;
io ho eliminato il 5.
TURANO, assessore per le attività produttive. Come no? Però,
siccome io ho profondo rispetto del Parlamento, prendo atto di
questa volontà.
Onorevole Cancelleri, i commi 3, 4 e 5 io proverò ad
illustrarli.
L'anno scorso, nell'approvazione della legge finanziaria,
abbiamo previsto che i commissari liquidatori degli enti
disciolti delle ASI debbono permettere alla Regione di
esercitare il diritto di prelazione per tutti gli immobili che
si vendono.
Chiaramente, non era questa la volontà del Governo - ed io
presumo neppure del Parlamento - allora abbiamo mantenuto il
diritto di prelazione per gli assetti strategici. Per, invece, i
singoli siti che possono andare dai centri direzionali, ai
capannoni, a tutte le attività che si svolgono dentro l'Irsap
anche in affitto ai conduttori che li hanno, abbiamo previsto
che questa volta il diritto di prelazione possa essere
esercitato dal conduttore del fabbricato. Abbiamo aggiunto,
chiaramente onorevole Cancelleri, introducendo il principio
dell'evidenza pubblica perché quando abbiamo in Commissione
approvato il suo emendamento non vi era contenuto quello ma era
un mero, come dire, un mero errore. Abbiamo aggiunto, inoltre,
onorevole Milazzo mi segua un attimino, poiché la regione non ha
la vocazione di fare il gestore degli impianti idrici, delle
reti fognarie e dei depuratori, di dare la possibilità in
mancanza della società d'ambito di affidare questi beni al
Comune, un affidamento a titolo gratuito e temporaneo, ai Comuni
dove ricadono gli impianti. A me sembra questo un principio di
buon senso ed, infine, con la lettera B, abbiamo, vorremmo se il
Parlamento consente, introdurre il principio che i commissari
liquidatori approvando qui l'emendamento dell'onorevole
Cracolici che sopprime la parola direttamente' che i Commissari
liquidatori che non hanno la possibilità di pagare gli oneri non
per le vertenze dei professionisti, gli oneri per l'iscrizione
della causa al ruolo, sono costretti a vedersi impoverito, a
vedere impoverito il patrimonio dell'ASI, perché non c'è questa
disponibilità. Ed, allora, chiaramente l'assessorato si farà
carico di dare degli atti di indirizzo per permettere loro di
pagare, o di stornare delle somme per il pagamento, per evitare
che i litiganti temerari possano vincere le cause impoverendo il
patrimonio delle ASI che, magari, invece andrebbe a garantire il
ristoro di soggetti che hanno titolo per fare causa. Questa è la
spiegazione di tutti i commi che ho indicato, ivi compreso la
riscrittura che introduce il principio della evidenza pubblica
per la vendita di qualunque bene.
PRESIDENTE. Possiamo votare? Onorevole Cancelleri? L'onorevole
Cancelleri non sta ancora parlando, ma parlerà tra poco.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Io intervengo anche se ancora non siamo all'emendamento, però
volevo rispondere all'assessore e mi rivolgo ai colleghi. Mi
riferisco alla lettera c) del quarto comma che, nella
riscrittura del Governo, dovrebbe prevedere la possibilità di
dare in qualche modo un diritto di prelazione, ma è, l'assessore
mi perdonerà, la riscrittura abbastanza complessa, fumosa e
secondo me di dubbia applicazione ma soprattutto non risolve il
problema. Ora ve lo spiego brevemente: tutti gli imprenditori
che sono insediate nelle zone industriali siciliane e che hanno
un capannone in locazione, questi contratti non sono volgarmente
detti di locazione, ma non sono di locazione, perché hanno
riportato in calce, e già alcune vendite nel passato lo hanno
confermato, sono dei contratti nei quali il prezzo che è stato
pagato negli anni, appunto di affitto volgarmente detto, in
realtà dovrebbe essere scomputato dal prezzo di vendita finale.
Per cui è vero che oggi il competente ufficio delle agenzie
delle entrate, del genio civile, fissa un prezzo, ma a questo
prezzo deve essere tolto tutto il pagato che negli anni è
avvenuto come prezzo di affitto. Questo cosa è avvenuta e faccio
nomi e cognomi perché, per carità, poi alla fine sono pubblici
col capannone della Sidercem dell'allora assessore Venturi è
avvenuto questo, perché il commissario dell'Irsap lo ha venduto
scomputando tutti gli oneri che erano stati dati, e per questo
ne sono avvenuti tanti altri, questo nella zona industriale di
Caltanissetta, sicuramente ci saranno altri esempi anche in
altre aree ASI della Sicilia, e allora con l'emendamento 52.19,
che spero che l'assessore possa apprezzare, noi stiamo ribadendo
che togliamo il diritto di prelazione della Regione, perché
nella riscrittura ancora permane, e diciamo che ce l'anno per un
periodo limitato di trenta giorni, chi oggi è un locatario di
quel bene, e che nel prezzo di vendita stabilito dagli uffici
competenti deve essere detratto per intero la somma che in
questi anni quegli imprenditori hanno pagato, in maniera tale
che andremo a dare finalmente ristoro a queste persone, e rimane
tutto così come era nel rispetto della normativa vigente, nel
rispetto delle leggi nazionali e tutto quanto, dando a queste
persone la stesse prerogative che hanno avuto imprenditori del
passato che hanno già effettuato l'acquisto.
PRESIDENTE. Il Governo vuole rispondere rispetto a questo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Posizione che
prevede la procedura di evidenza pubblica, e non potrebbe essere
diversamente, e prevede proprio perché riteniamo sbagliato il
sistema del passato, e prevede Presidente in un'attività
liquidatoria di un ente che ha dei debiti e dei crediti, e
prevede che vi sia la valutazione dell'ufficio tecnico erariale
dell'ufficio del Genio civile, che dia la congruità del prezzo,
non ci sono altre vie se non quelle dell'evidenza pubblica e
della congruità del prezzo.
PRESIDENTE. Il parere?
TURANO, assessore per le attività produttive. Contrario.
ZAFARANA. La prelazione rimane.
TURANO, assessore per le attività produttive. La prelazione al
valore venale del bene, ecco.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 52.20.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 52.20
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 52.20.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .. .. 65
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 23
Contrari 41
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 52.4. Onorevole Cracolici lo
mantiene?
CRACOLICI. Sì, il Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento del 52.22, dovreste
averlo nel fascicolo anche se ormai stasera gli Uffici sono poco
credibili, del Governo.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga con voto nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 52.22
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 52.22.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti .. .. 65
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 43
Contrari 20
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento 52.33, del Governo,
la clausola dell'invarianza finanziaria. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 52. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Io lo sapevo che ad andarmi a curare ci dovevo andare dopo la
finanziaria, non prima
Ci sono le riscritture degli articoli stralciati, sono
riscritture di articoli che presentavano motivi di
incostituzionalità e abbiamo chiesto la riscrittura e sono
arrivati.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, le vorrei sottoporre una cosa a
norma di Regolamento, nulla da eccepire su quello che è stato
fatto. L'articolo che riguardava la Pumex approvata in
Commissione bilancio è stato stralciato. Noi l'avevamo
riscritto, Presidente, lo può eventualmente sottoporre all'Aula
se ci sono le condizioni. Lo sottoponiamo all'Aula. L'Aula lo
può bocciare, lo può approvare.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo lo faccio con piacere se mi da
questa riscrittura. Io non ce l'ho.
MILAZZO. E ora vediamo di procurarcela Presidente.
PRESIDENTE. E allora votiamo intanto questi tre. Onorevole
Milazzo però in tempi molto brevi.
Si passa all'emendamento A.265 a firma del Governo. Lo pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento a. 267 a firma della Commissione. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.271 a firma dell'onorevole Lo
Giudice. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dobbiamo tornare all'articolo 10.
Onorevoli colleghi, vorrei approfittare di questo momento di
pausa perché farei distribuire le mozioni che sono state
presentate soltanto quelle sul regionalismo differenziato.
Farei distribuire le mozioni presentate sul regionalismo
differenziato perché siccome tanti colleghi mi chiedono di
votarle stasera, visto e considerato che domani c'è la
trattativa con lo Stato, per cui è intenzione di tanti impegnare
il Presidente della Regione a fare il cattivo domani, per cui se
le distribuiamo e fra dieci minuti, se è possibile, le votiamo.
Sono state presentate due mozioni sul regionalismo
differenziato perché domani c'è la trattiva e alcuni colleghi,
correttamente a mio avviso, mi chiedono di votarle stasera visto
che c'è la trattativa domani. Siccome andremo avanti con questo,
non posso permettermi di aprire un dibattito a quest'ora sul
regionalismo differenziato, metterò in votazione direttamente la
mozione.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, io capisco le richieste che le
sono state avanzate e capisco anche le ragioni del tempismo, non
me ne voglia, ma votare sic et simpliciter un ordine del giorno
senza affrontare un dibattito serio su un argomento così
importante, equivale a sminuire la portata di questa materia. Io
come capogruppo del Movimento Cinque Stelle non ho sottoscritto
l'ordine del giorno che mi è stato sottoposto, non perché non lo
condivida nella sua integralità, quanto piuttosto perché
desidero che su questo tema il mio gruppo parlamentare, su
questo tema il mio gruppo vuole che si apra un dibattito che
impegni l'Assemblea e che la renda consapevole di ciò che sta
accadendo, nel bene o nel male. Per cui, signor Presidente, a
mio avviso sarebbe più opportuno rinviare la discussione id
questo ordine del giorno ad una seduta tematica su questo tema.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del
giorno presentato ha l'urgenza di essere votato questa sera,
secondo me, in quanto domani, anzi oggi, che è il 15 febbraio,
sarà completata la pre-intesa che è iniziata con il Governo
Gentiloni ed adesso sarà affrontata da questo Governo tra le tre
Regioni Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, che appunto chiedono
questo federalismo differenziato e cioè una serie di materie, di
competenze trasferite e quindi ritengo opportuno, assolutamente
necessario, che questo Parlamento consegni al Governo
quest'ordine del giorno in cui invitiamo il Governo a definire
dei passaggi che secondo noi sono fondamentali, anche perché su
quest'argomento purtroppo non c'è stato alcun tipo di dibattito
e questo è stato davvero un peccato, ma non solo in Sicilia, non
c'è stato alcun tipo di dibattito in Italia, cioè gli italiani
sono stati distratti da altri argomenti, vedi l'immigrazione,
vedi il problema Salvini con la Diciotti, ma non si è affrontato
un argomento assolutamente importante.
Solamente ieri sera, ho potuto ascoltare e mi ha fatto davvero
piacere sentire il nostro Presidente, il Presidente Musumeci
della Regione siciliana, che ha affrontato il dibattito con il
Presidente, per esempio Fontana, nella trasmissione Porta a
Porta. Sinceramente da alcune espressioni del Presidente Fontana
alle quali ha ben risposto il nostro Presidente, ritengo che
questo documento sia di fondamentale importanza, perché quello
che non si comprende è che noi non temiamo il federalismo
differenziato, ma desideriamo che prima che si parli di
federalismo differenziato, si affronti un altro tipo di
problematica e cioè che c'è sicuramente un divario tra, per
esempio, i soldi spesi per le infrastrutture al nord rispetto
che al sud. Quindi nel momento in cui si colmerà questo divario,
allora sì che si potrà parlare di federalismo differenziato, nel
momento in cui le nostre aziende, le nostre industrie saranno
messe nelle condizioni di poter produrre quel PIL e quindi di
poter concorrere con quelle del nord, allora l'argomento potrà
essere trattato.
Quindi noi non è che chiediamo di bloccare ciò che chiedono le
altre Regioni ma di essere considerati quantomeno alla pari.
Nel determinare queste risorse, per esempio, i parametri che
devono essere considerati sono certamente altri rispetto a
quello che si è fatto fino a questo momento.
Ritengo necessario votare questa sera e non rinviare la
discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Amata, darò la parola se si fanno
interventi di un minuto altrimenti rischiamo di andare alle 6 di
mattina solo per discutere se si deve votare o meno.
Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Milazzo, Lo Curto,
Pagana, Gucciardi, Di Mauro, che dite?
Le cinque di mattina perché dovete parlare tutti non possiamo
fare.
Sull'argomento tutti vogliono parlare.
Chiedo un intervento a favore del voto ed un contro e si
procede alla votazione. La discussione ce la faremo dopo.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, non devo parlare dell'ordine del
giorno. Mi appello a lei che è profondo applicatore e
sostenitore del Regolamento.
Penso che dovremo parlare di ordini del giorno nel momento in
cui si chiude la discussione generale e la votazione agli
articoli, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, ho detto che lo sto facendo
distribuire per cui annotarlo dopo.
MILAZZO. Dopo di che, a norma di Regolamento, un deputato che
presenta un ordine del giorno non deve chiedere permesso a
nessuno.
Gli ordini del giorno poi il Governo decide se accettarli come
raccomandazione o se si dovranno votare.
Nessuno può censurare la presentazione di un ordine del
giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, se vuole rovinare questa cosa,
continuiamo.
Per votare l'ordine del giorno ci deve essere un accordo, la
ringrazio per il suo intervento.
MILAZZO. Devo dire ulteriormente, per richiamo al Regolamento,
Presidente - ora devo fare l'antipatico - lei ha elencato
all'Assemblea, giorni fa, norme dichiarate ammissibili per la
discussione d'Aula, A; norme stralciate non più trattabili in
Aula, B; norme di approfondimento eventualmente riscritte per
ritornare in Aula.
Tutte le norme stralciate non dichiarate per la riscrittura
qui non ci possono più ritornare per questa sessione,
Presidente.
Se noi dovessimo accettare, a norma di Regolamento,
riscritture stralciate - dove c'era una pietra tombale - mi
incatenerò qui perché la norma sulla Pumex sarà trattata come
tutte le altre e pretenderò che l'Aula si esprima.
Non accetterò altre scorciatoie, eccezioni per altri.
Mi sono subito in questa finanziaria che dovevamo fare ieri
subito l'esercizio provvisorio, non c'era più strada.
Siamo ritornati qui e tutti, tutti, componenti anche delle
minoranze, tutto assieme la finanziaria è diventata di tutti -
quello che è stato - perché in Commissione Bilancio' l'abbiamo
fatta tutti.
Le chiedo, Presidente, diamo che si esprima il Consiglio dei
Ministri se impugnare o non impugnare la norma sulla Pumex.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per cinque minuti perché è
arrivato l'emendamento.
(L'Aula sospesa alle ore 1.29 riprende alle ore 1.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. In attesa degli elaborati relativi agli articoli
10 ed 11invito i colleghi a proseguire il dibattito sui due
ordini del giorno nn. 88 e 89, che sono, fra l'altro,
complementari e, avverto l'Aula, saranno votati entrambi.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, questo
Parlamento è stato chiamato a pronunciarsi in merito alla
questione del regionalismo differenziato che sta dominando il
dibattito politico negli ultimi giorni.
E' stata presentata una proposta di risoluzione in commissione
che, poi, è diventata qui in Aula ordine del giorno per il quale
annunciamo il voto contrario del Movimento 5 Stelle non per
l'impegno, l'ordine a firma dei capigruppo.
PRESIDENTE. L'88 o 89?
PAGANA. A noi è stato consegnato soltanto quello a firma dei
capigruppo. Se ce n'è un altro non l'abbiamo letto.
PRESIDENTE. Ce n'è uno del PD ed uno della coalizione di
Governo.
PAGANA. E, allora, posso intervenire dopo. Non abbiamo il
tempo di leggerli, no?
PRESIDENTE. Va bene.
LO CURTO. Avevo chiesto la parola prima dell'interruzione.
PRESIDENTE. Non l'avete letto. Allora, c'è qualcuno che chiede
di intervenire?
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei parla, ovviamente, sulla
mozione n. 88.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Premesso che sarebbe stato utile, direi quasi indispensabile che
il Parlamento regionale dedicasse un'intera seduta ad un
argomento così importante, complesso, che domani c'è una
scadenza molto molto importante. Quindi, come dire, condivido il
senso di ciò che è stato detto in precedenza in quest'aula e che
votare frettolosamente degli ordini del giorno non è
assolutamente l'ideale. Peraltro il nostro è stato scritto, come
dire, quasi improvvisando in Aula, manoscritto, ovviamente non
si è riusciti in pieno a sostenere ciò che è un argomento così
delicato che può avere nei decenni a venire delle conseguenze e
delle refluenze molto gravi e pericolose per le altre regioni.
Dicevo sarebbe stato indispensabile una seduta d'aula nella
quale, non soltanto i singoli gruppi parlamentari, ma i singoli
deputati potessero esprimere il proprio orientamento, le proprie
preoccupazioni, le proprie approvazioni se nel caso rispetto ad
un tema che investe in maniera, come dire, storica il problema
del regionalismo differenziato. Ci riferiamo ancora alla riforma
costituzionale del 2001 e sottacere sui rischi che il concedere
quanto previsto dall'articolo 116 della Costituzione, tra le
regioni a statuto ordinario delle aree più ricche di questo
paese, mi riferisco ovviamente lo sapete benissimo ognuno di voi
al Veneto, alla Lombardia e all'Emilia Romagna, su parametri
pericolosissimi rispetto, non soltanto alla nostra regione, che
è pure a statuto speciale, a statuto differenziato, anche
all'intero mezzogiorno mettendo a rischio quello che è un
principio sacrosanto, presidente Musumeci, sancito dalla nostra
Costituzione che è, innanzitutto, il principio della coesione
dell'intero paese. E allora noi abbiamo letto e ci siamo
soffermati su quello che è il documento illustrato dal collega
Amata poco fa, però abbiamo ritenuto la necessità, presidente,
di integrarlo si interfacciano i documenti nel senso cioè con la
necessità di un intervento ancora più efficace. Noi abbiamo non
l'impressione, abbiamo la certezza che l'autonomia differenziata
ai sensi dell'articolo 116 della Costituzione concessa a queste
tre regioni a statuto ordinario sui parametri sui quali
ovviamente non c'è il tempo di soffermarsi. Parametri, per
esempio, del reddito e della popolazione. Ne cito soltanto due,
questi rischiano di mettere in ginocchio, non mi riferisco
ripeto soltanto alla nostra regione, ma all'interno paese, cioè
la coesione del paese. Mettono in discussione a nostro avviso,
vengono a violare l'articolo 117 della Costituzione, al secondo
comma, lettera m), cioè i livelli essenziali delle prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali. In una parola presidente
mettono in discussione la coesione del paese che è principio
costituzionale assolutamente inviolabile. Questa è la ragione
per cui desidereremmo che fosse integrato il documento che ha
presentato e illustrato la presidente Amato della Commissione,
con l'invito al presidente della regione di impugnare, secondo i
rimedi che l'ordinamento giuridico ci mette a disposizione, di
impugnare queste norme soprattutto quelle norme contenute in
questi accordi che vengono a violare esattamente l'articolo 117,
secondo comma, lettera m della Costituzione, cioè quei principi
che mettono in discussione la coesione dell'intero paese, e
mettono in discussione quelli che sono i diritti delle aree più
disagiate e svantaggiate del paese, e mi riferisco a tutte le
regioni del mezzogiorno, e mi riferisco chiaramente anche come
dire alla problematica della insularità, che la nostra regione
pur con lo statuto differenziato, continua a subire per
inadempienze da parte dello Stato, quindi questa è l'unica
ragione Presidente, cioè nel senso che vorremmo che il nostro
intervento desse forza alla nostra regione, e a chi la
rappresenterà, cioè al Presidente della regione nelle sedi
istituzionali preposte, per garantire alla nostra regione che
non vengano consumati come dire atti, non vengano consumati e
avviati percorsi che domani possano in qualche modo convincerci
che il Parlamento della nostra regione ha commesso un grave
errore di sottovalutazione, di un problema che non meritava
certamente di essere trattato così frettolosamente ed a
quest'ora della notte durante la trattazione e la discussione
della legge di stabilità del bilancio della Regione.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi per la
verità avevamo, e mi fa piacere che poi alla fine questa sera in
qualche modo si trovando modo di parlarne, anche se a margine e
affrontare questo problema che per noi era fondamentale, lo
abbiamo posto quindici giorni or sono, lo abbiamo fatto poi come
gruppo noi con una mozione, lo abbiamo fatto partecipando
attivamente nella commissione statuto, lo abbiamo fatto
interloquendo con il Governo, con l'assessore Armao che era
particolarmente come dire stimolato in questo senso, e che ha
prodotto tutta una serie di documenti, di studi che noi poi
abbiamo approfondito e quant'altro, è argomento che in questi
giorni c'è stato, la regione Calabria tra l'altro era già
intervenuta approvando all'unanimità nell'assemblea regionale
calabra un documento che in qualche modo alzava i toni su questo
argomento, alla fine nella buona sostanza siamo contenti che di
questo si stia parlando, perché l'argomento quale è ed è serio
ed importante, è serio ed importante perché noi lo stiamo
vivendo ogni giorno con il nostro bilancio, vediamo come ogni
giorno di più la nostra Sicilia, la nostra terra ha gravi
difficoltà poi a coprire i bilanci, le spese che servono per la
gestione dei servizi della nostra comunità, e quel regionalismo
differenziato così come era stato proposto, soprattutto dalla
regione veneto, che immaginava di poter postare una quota parte,
i nove decimi addirittura dei loro fondi, cioè delle tasse che
in quella regione si pagano, ad ulteriore miglioramento dei
servizi che già in quella regione tra l'altro funzionano, di
quei servizi mi rivolto uno per tutti ai servizi della sanità,
oppure ai servizi praticamente alla persona quale può essere la
mobilità, tutti quei servizi che già là funzionano, e che invece
da noi non ci sono, può stare ancora di più fondi per migliorare
i servizi delle regioni del nord, non determinava altro che alla
fine la sottrazione di somme che oggi vengono destinate al
meridione d'Italia e già non bastano, ulteriormente ad ulteriore
deperimento il che significa così come da molti studiosi, da
molti economisti è stato messo in evidenza, avrebbe determinato
certamente una spaccatura, una ulteriore divisione tra il nord
opulento, civile, e il meridione sempre più povero dal punto di
vista soprattutto sociale, cioè avrebbe anziché realizzato
quella unità d'Italia che oggi abbiamo solamente sulla carta dal
punto di vista come dire politico, e che invece non c'è
certamente dal punto di vista sociale ed economico, avrebbe
certamente acuito queste differenza, noi abbiamo appreso pocanzi
che questo accordo, questa intesa tra le tre regioni dell'Emilia
Romagna, il Veneto, la Lombardia lo Stato pare che abbia subito
un aumento di arresto; per cui, grazie a Dio, fortunatamente,
questo è un fatto assolutamente positivo. Ma alla fine
nell'ordine del giorno che avevamo impostato come Commissione
Statuto, alla fine cosa si faceva? Si chiedeva al Governo, al
nostro Governo, e già per la verità in qualche modo il
Presidente lo ha già fatto, di porre queste problematiche - lo
ha anche detto l'onorevole Gucciardi poc'anzi - sottoporre
queste problematiche al Governo centrale e dire: Attenzione,
fermiamoci un attimo, cominciamo a ragionare su tutto ciò che
non si è fatto per la Regione Sicilia .
Ecco su che cosa dobbiamo puntare, Presidente, mi permetto di
suggerire. Utilizziamo questa occasione, utilizziamo soprattutto
quello che, opportunamente, voi avete già fatto come Governo
nell'interlocuzione con il Governo nazionale, perché so che a
settembre, mi pare, è fissata la data, il limite perché si possa
addivenire a un nuovo ragionamento sui rapporti della Regione
siciliana con il Governo nazionale; è lì che noi adesso, sulla
base di questo dibattito nazionale, dobbiamo mantenere alto,
secondo me, dobbiamo mantenere alto anche con la stampa,
coinvolgendo tutti noi e sviluppando questo ragionamento.
Dobbiamo fare in modo che si riveda il ragionamento, si
rivedano i rapporti tra la Regione Sicilia e lo Stato, perché
noi dobbiamo chiedere oggi come mai con forza che si dia seguito
a quella legge dello Stato che è la legge 42/2009 che prevede
quella perequazione infrastrutturale che, finalmente, avrebbe
potuto determinare la equità, la parità tra il Nord e il Sud,
per metterci in condizione non perché noi siamo contrari a un
autonomismo che anzi delle regioni nell'ambito di questa Europa,
noi siamo essere, anzi io autonomista più degli altri, siamo
d'accordo che si riveda questo autonomia perché significa
responsabilizzazione delle regioni.
Noi siamo d'accordo a che si aumentino i livelli di autonomia
perché questo porta alla responsabilizzazione dei popoli; ma lo
siamo d'accordo nel momento in cui ci viene concesso di avere
quella perequazione, le stesse condizioni, le stesse parità, e
mi riferisco alle perequazioni infrastrutturale.
Noi non potremo mai svilupparci ed avere PIL e far crescere il
nostro turismo, la nostra agricoltura se non abbiamo le
infrastrutture che funzionano e che siano messe in condizione
come quelle del Nord di fare circolare i nostri mezzi, le nostre
merci e le nostre personale. E lo stesso dicasi per tutto il
resto.
PRESIDENTE. Vorrei raccomandare ai colleghi interventi più
brevi.
Il Presidente della Regione ha chiesto di intervenire. Poi,
avranno la parola gli onorevoli Pagano, Lo Curto, Tancredi e
Barbagallo. Le iscrizioni sono chiuse.
MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie, signor Presidente,
onorevoli colleghi, io a nome del Governo desidero esprimere
apprezzamento per le iniziative assunte dai vari Gruppi
parlamentari sintetizzate le iniziative in due ordini del giorno
pervenuti per conoscenze anche alla Presidenza della Regione e,
tuttavia, ho il dovere di chiarire che siamo di fronte ad un
elemento di novità.
Come le cronache di queste ultime ore informano, all'interno
del Consiglio dei Ministri non si è trovata una intesa nella
serata di ieri sul tema del regionalismo differenziato, sicché
il calendario dei lavori, che era stato da Palazzo Chigi
preventivamente predisposto e destinato a subire delle
variazioni, il che consente signor Presidente dell'Assemblea,
consente a questo Parlamento di potersi aggiornale per dedicare
un'apposita seduta con relativo dibattito e con un confronto
assai franco e sincero su un tema che, a differenza di quanto
pensino altri, riguarda soprattutto il Mezzogiorno e la Sicilia.
Io e il Governo che ho l'onore di guidare nella giornata di
ieri ha tenuto una seduta per deliberare un documento che è già
stato trasmesso a Palazzo Chigi e che io desidero leggere
all'Assemblea, un tema naturalmente, un documento che non
pregiudica un ulteriore documento dell'Assemblea perché il
Governo ha espresso una volontà che si augura possa
interpretare anche quella delle forze parlamentari e, però,
credo che i due possano benissimo essere integrati o modificati.
Se il Presidente dell'Assemblea me lo consente, vorrei leggere
brevemente la delibera adottata dal Governo nella giornata di
ieri che si articola in appena quattro capoversi.
La Giunta di Governo della Regione siciliana alla vigilia del
Consiglio dei Ministri che darà il via al processo del
cosiddetto regionalismo differenziato, nel ribadire la
importanza dell'autonomia come strumento di responsabilizzazione
della classe dirigente locale e di maggiore coinvolgimento dei
cittadini nei processi decisionali, fa voti affinché il Governo
nazionale nel rispetto delle norme costituzionali assicuri il
principio di solidarietà e di equità tra le Regioni italiane
nella sintesi tra spirito unitario e spirito autonomistico.
Il Governo nazionale vigili affinché l'applicazione del
regionalismo differenziato non metta in pregiudizio il principio
della perequazione quale strumento di riequilibrio a sostegno
delle Regioni deboli anche sul piano infrastrutturale e con
minore capacità fiscale. Ed inoltre richiama il Governo
nazionale al rispetto dei principio contenuti all'articolo 10
della legge costituzionale n. 3 del 2001 laddove si prevede che
ogni nuova competenza attribuita alle regioni ordinarie dovrà
parimenti essere conferita alla Regione siciliana, se non già
assegnate.
Il Governo della Regione muove voti al tempo stesso affinché,
parallelamente la processo di regionalismo differenziato si
definisca il tavolo istituito presso il Ministero dell'economia
e delle finanze per dare finalmente compiuta attuazione a tutte
le norme rimaste disattese dopo 72 anni dall'entrata in vigore
dello Statuto siciliano, nonché al fine di preservare la vita
delle province e delle città metropolitane siciliane salvandole
dal prelievo forzoso loro imposto dallo Stato.
La Sicilia quale regione ad autonomia speciale promuove e
sostiene ogni processo di riorganizzazione delle autonomie nel
rispetto del generale principio dell'unità indissolubile della
nazione. .
Questo il documento che è parte integrante della delibera
adottata nella giornata di ieri e che riteniamo possa
interpretare, suscettibile di integrazione, naturalmente, il
pensiero e la volontà non soltanto di questo Parlamento, ma di
tutta la comunità siciliana nella consapevolezza che al Governo
nazionale la Sicilia e il Mezzogiorno non chiede elemosine, ma
chiede soltanto il pieno riconoscimento di diritti consacrati
nella Carta costituzionale.
Questo desideravo dire, signor Presidente, naturalmente
riservandomi di potere intervenire con il Governo qualora la
Presidenza dell'Aula decidesse di dedicare a questo importante
tema un'apposita seduta di Parlamento. Grazie.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
positivamente della volontà del Presidente della Regione di
volere dedicare un'apposita seduta al tema del regionalismo
differenziato e dell'autonomia della Regione siciliana.
Quindi, associandomi anch'io - e spero che questo appello
venga sostenuto anche da parte di tutto il Parlamento -
associandomi, però, vorrei lanciare uno spunto di riflessione a
questo Governo, alla Presidenza dell'Assemblea quindi e a tutti
i deputati.
In questi giorni, ci siamo impegnati tanto, abbiamo letto
molto sul regionalismo differenziato, qualcuno di noi ha
addirittura scoperto l'esistenza del terzo comma dell'articolo
116 della Costituzione, tra l'altro legge costituzionale, si
parla di Costituzione, piena dignità e prevede che le Regioni a
statuto ordinario possano chiedere allo Stato ulteriori
competenze nel rispetto però delle garanzie che la stessa
Costituzione ha previsto all'articolo 119.
Ebbene, signor Presidente, il dibattito di questi giorni si è
mosso molto sul riconoscimento da parte dello Stato dei diritti
alla Sicilia, si è rivendicato il riconoscimento degli articoli
36, 37, 38, perché, per carità, è giusto, lo prevede lo Statuto
ed è giusto che lo Stato ci riconosca questo. Però, signor
Presidente, io vorrei veramente invitare lei e, quindi, vorrei
invitare quest'Assemblea, una volta per tutte, ad innalzare il
livello del dibattito, perché quando si parla di Statuto della
Regione siciliana, ci si deve anche interrogare, perché abbiamo
questo Statuto? Perché se noi, oggi, abbiamo paura del Veneto,
dell'Emilia Romagna e della Lombardia, che vanno a Roma a
rivendicare competenze, le stesse competenze che noi abbiamo
qua, evidentemente il problema è nostro.
Abbiamo uno Statuto da settant'anni che ci riconosce delle
competenze e che, di fatto, ci mette nelle condizioni di
preoccuparci se qualcuno rivendica da parte dello Stato altre
competenze. Quindi, qua il primo interrogativo, prima di
interrogare, secondo me - e parlo da giovane, prima che da donna
e prima che da deputato dell'Assemblea regionale siciliana - è
interrogare quest'Assemblea e che ogni deputato di
quest'Assemblea regionale si interroghi su cosa ha fatto con lo
Statuto e dello Statuto.
Abbiamo l'articolo 14 e l'articolo 17 dello Statuto della
Regione siciliana che è entrato in vigore prima dell'entrata in
vigore stessa della Costituzione, che ci riconoscono benefici,
ci riconoscono veri e propri privilegi che ci permetterebbero di
vivere, a differenza delle altre Regioni, in modo più che
dignitoso.
Noi qui lottiamo; oggi le nostre lotte si sono ridotte al
riconoscimento, per carità sacrosanto, delle aliquote, delle
accise, degli articoli 36, 37, 38, ma noi dovremmo lottare per
avere le royalties sul nostro grano.
Questa classe politica, finora, per l'agricoltura, cosa ha
fatto? Il grano antico siciliano che abbiamo solo noi, c'è un
ente siciliano che lo certifica? C'è un ente siciliano che dice
la Sicilia è a Statuto speciale, ha un grano che è solo ed
esclusivamente siciliano e quindi ha la possibilità di prendere
addirittura le royalties su questo? . E' un discorso che si fa
con il grano, è un discorso che si può fare con qualsiasi cosa,
considerato che siamo in una Regione che gode del venticinque
per cento della biodiversità europea, evidentemente se abbiamo
lo Statuto un motivo c'è e i motivi sono più di uno.
Mi dispiaccio del disinteresse qui di Forza Italia,
dell'onorevole Milazzo e di tutti i colleghi che evidentemente
hanno altro a cui pensare, lo stesso altro a cui hanno pensato
evidentemente per anni, perché se nel 2018, dopo più di
settant'anni di Statuto ci troviamo a parlare di questo - grazie
e complimenti per il rispetto, onorevole Milazzo, vedo che sente
particolarmente questa discussione - un problema c'è e il
problema, prima che cercarlo a Roma, lo dovremmo cercare qui, a
Palermo e soprattutto in quest'Aula.
PRESIDENTE. Restano tre interventi, degli onorevoli Lo Curto,
Tancredi e Barbagallo. Vorrei che fossero interventi brevi,
limitandosi un attimo agli ordini del giorno, tenendo conto che
c'è stata una comunicazione del Presidente della Regione sia
sulla mancata decisione del Consiglio dei Ministri, sulla
delibera adottata dalla Giunta di Governo e sull'interesse anche
del Governo a trattare questo argomento in un'apposita seduta e
credo che la prima utile possa essere martedì pomeriggio
prossimo, perché ci possa essere un dibattito approfondito e,
ovviamente, anche significativo. Quindi colleghi, se limitiamo
il dibattito proprio a poche battute, per poi esaminare la
proposta del Presidente della Regione.
BARBAGALLO. Rinuncio al mio intervento.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non v'è
dubbio e voglio iniziare con le mie scuse sul piano formale e
istituzionale. Intendo chiedere scusa a lei, Presidente
onorevole Musumeci, perché è abbastanza irrituale che dopo la
lettura del documento di Giunta che è stato approvato, dove si
manifesta la piena volontà del Governo della Regione di
contrastare nel modo e nelle forme più adeguate il processo
secessionista in atto, posto in essere da queste Regioni del
Nord ed oggi al vaglio del Consiglio dei Ministri e per i
Ministri, soprattutto in particolare della Ministra Stefani che
è Ministra del Governo leghista gialloverde, Ministra del
Movimento Cinque Stelle, è abbastanza irrituale che io
intervenga perché mi dovrei ritenere - e mi ritengo - senz'altro
soddisfatta dal pieno intendimento di volontà che lei ha
manifestato col documento.
Avrei anche rinunciato al mio intervento riservandomi al
momento in cui ci sarà una seduta d'Aula a questo dedicata di
intervenire in questa sede ma l'onorevole Pagana mi ha
stimolata, forse per la sua giovane età non ha compreso lei
stessa che il garbo istituzionale richiedeva il silenzio.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, le chiedo di essere sintetica
nell'intervento perché credo sia opportuna una seduta che faremo
martedì' prossimo.
LO CURTO. Presidente, le chiedo intanto di non interrompermi
così sarò breve.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, le chiedo di essere breve e
succinta perché faremo una seduta martedì prossimo. Su questo
tutto il Parlamento sarà d'accordo.
LO CURTO. Cercherò di esprimere brevemente la mia opinione.
Dicevo proprio questo, mi sarei riservata a quel momento
l'intervento. Sentire sempre l'indice puntato addosso senza
quella conoscenza della storia che ha reso possibile, signor
Presidente, l'approvazione dello Statuto siciliano che non ci è
stato concesso perché è un diritto dei siciliani avere
riconosciuta l'autonomia e lo Statuto - che ha valore di legge
costituzionale - sancisce tale diritto a fronte dello sterminio
che è stato fatto delle risorse che la Sicilia aveva, e tutto il
Meridione aveva a favore dei primi bilanci dello Stato unitario.
Forse, la giovane età di molti di questi nostri colleghi
deputati impedisce loro di avere l'adeguata conoscenza della
storia che invece a noi che siamo un po' più anziani e
appassionati della nostra Terra, di quella buona politica che
invece ha saputo scrivere quello Statuto oggi ci permette di
dire che siamo orgogliosi di essere stati anche nel passato.
Bisogna dire anche alle persone che ascoltano e mi auguro che
siano interlocutori davvero sensibili nel Governo che non
possiamo assistere così indifferenti. E quando si accusa
l'indice contro la classe politica perché, signor Presidente, è
facile ed è bello potere indicare qualcuno che non ha fatto il
proprio dovere, in realtà anche in questa occasione si fa una
grave omissione, una colpevole omissione nei confronti delle
responsabilità politiche dei Governi nazionali che certamente ad
oggi e continuano, mortificano le prerogative statutarie e le
leggi costituzionali perché lo Statuto è legge costituzionale.
Comprendo che la bagarre che voi fate normalmente
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, si rivolga alla Presidenza.
LO CURTO. Vorrei che la Presidenza richiamasse l'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, concluda il suo intervento.
LO CURTO. Concludo dicendo che sul tema, onorevole Presidente,
lei che ama dire e sottolineare che non ha una maggioranza ha
tuttavia una coalizione di cui - mi auguro - possa essere
orgoglioso perché in questa battaglia per i diritti dei
siciliani contro la desertificazione economica della Sicilia,
contro gli svantaggi che storicamente sono stati accumulati e
non solo per la insipienza di chi ha governato, ma anche per la
colpevolezza di chi da Roma non ha ascoltato le ragioni della
nostra Terra.
Lei sarò orgoglioso, onorevole Presidente, di avere accanto la
sua coalizione, gli uomini e le donne che in questa coalizione
hanno scelto lei, onorevole Presidente, quale leader
dell'orgoglio e della dignità del nostro popolo. Perché noi
siamo un popolo orgoglioso. E sono certa che con l'autorevolezza
che lei sa esprimere, affiancata anche dal Vicepresidente della
Regione Armao che su questi temi, certamente, ha una grande
competenza, sapremo fare insieme le battaglie che servono per
ristabilire anche principi di verità, di verità storica e di
giustizia storica. Perché non si può semplicemente liquidare la
questione come qualcuno vorrebbe fare.
E mi aspetto, e ho concluso, di vedere qua quanti deputati di
questa Terra, in quest'Aula e nelle Aule del Parlamento
nazionale saranno in grado di difendere la Sicilia dall'azione
predatoria e secessionista che mina l'unità d'Italia.
PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo ha rinunciato al suo
intervento riservandosi di farlo a martedì prossimo. Se
l'onorevole Tancredi rinuncia pure io propongo
TANCREDI. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tancredi.
Martedì alle ore 16.00 si svolgerà il dibattito sull'autonomia
differenziata.
E' in distribuzione l'emendamento 10.5.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per dieci
minuti per dare modo ai colleghi di esaminare con attenzione
l'emendamento.
(La seduta, sospesa alle ore 2.24, è ripresa alle ore 2.30)
La seduta è ripresa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi sono sforzato di essere
sobrio, saggio, non so come devo definirmi, però, tutto si può
accettare, tranne che stiamo facendo una manovra che non è
neanche una manovra.
Abbiamo fatto un'integrazione di capitoli, sulla base di una,
forse, rimodulazione della trentennale che bastava prevederlo
prima. Non a caso ci eravamo sforzati di dire al Governo: Fate
l'esercizio provvisorio . E non era una mossa di chi voleva,
come dire, far perdere tempo al Governo, semplicemente, perché
non c'erano le condizioni per dare copertura a spese
obbligatorie.
Voglio dire al Governo, e credo che il Governo lo sappia, che
con questa manovra non ci sarà alcun lavoratore dei consorzi di
bonifica stagionale che potrà essere avviato. Alcun lavoratore
della meccanizzazione ESA che potrà essere avviato e così via.
Stiamo, quindi, facendo una manovra che lascia intatti i
problemi.
Le pongo, allora, una domanda, signor Presidente della
Regione. Siccome credo che l'interesse di tutti al momento,
fermo restando la trattativa con Roma che io, non solo condivido
ma, ritengo che il Governo la debba pretendere la possibilità di
trentennalizzare anche l'ulteriore quota relativa al disavanzo,
che non è un disavanzo. Lo ribadisco E' una tecnica contabile
in cui io attribuisco responsabilità all'assessorato per
l'economia, così non sbaglio Perché il disavanzo 2017 non è un
disavanzo di competenza, visto che ha avuto un avanzo di 190
milioni di euro. Ed il disavanzo, invece, è prodotto dalla
cancellazione dei residui relativi a quell'anno producendo un
disavanzo virtuale, anzi, neanche si chiama disavanzo, si chiama
un peggioramento della situazione contabile di circa 500 e rotti
milioni. Se è così, allora, anche quei soldi devono andare alla
trentennalizzazione, ma non voglio tornare su questo perché l'ho
già detto.
Signor Presidente, noi non possiamo approvare una finanziaria
che dice che 100 e rotti milioni li stiamo rimodulando su di una
promessa che non sappiamo quando, non solo se si verificherà, ma
quando si verificherà e, nello stesso tempo, lasciare un
capitolo di 30 milioni sui cosiddetti fondi globali.
Facciamo una cosa, allora, per dare, innanzitutto, certezza
alle persone.
Prendiamo quei 30 milioni che sono contenuti nella legge
finanziaria e che ci sono. Spalmiamoli sulle categorie che hanno
l'esigenza e l'urgenza di potere essere avviati al lavoro e
garantire, quindi, gli enti per garantire la tranquillità
sociale. Ed i 30 milioni che togliamo al fondo globale li
mettiamo con questa tecnica che, se ci saranno le risorse
spalmate eccetera, ricopriremo i 30 milioni dei fondi globali.
Solo così, possiamo, in parte, ridurre l'impatto negativo
sociale che questa manovra avrà.
Signor Presidente, pertanto, annuncio, a nome del mio Gruppo,
che a questa manovra chiederemo di utilizzare i 30 milioni,
relativi alla tabella G, non so se è alla tabella G. Il fondo
globale credo che sia in tabella G, relativamente ai capitoli,
che posso anche qui elencare rapidamente ma, penso che il
Governo li conosce meglio di me.
Se il Governo è d'accordo, ed evitiamo su cosa siamo d'accordo
lo faccia il Governo, io non voglio primogenitura. Lo faccia il
Governo, prenda i trenta milioni, li distribuisca alle categorie
sociali, ESA, Consorzi di bonifica, talassemici, ciechi, sordi,
etc. etc. ed i trenta milioni che toglie dalla tabella g) li
mette con la copertura attraverso il recupero di queste risorse.
Intanto, risolviamo un problema. Vediamo se poi il Governo ci
garantirà la trentennalizzazione e, a quel punto, si farà la
manovra ulteriore di sistemazione del bilancio.
Io credo che questa sia una proposta di saggezza e credo che
il Presidente della Regione abbia più interesse di me ad avere
una società che, l'indomani di questo bilancio, non stia sotto
Palazzo d'Orlèans a protestare, ha maggiore interesse lei di me.
Ecco perché io le faccio una proposta concreta.
Ci sono quei trenta milioni, forse c'è il milione che era
della norma cosiddetta Portogallo, non so se ci sono ancora i
dieci milioni AST perché non ho capito se per i dieci milioni
AST c'è una norma che li supporta - perché non l'ho capito, non
ricordo se abbiamo approvato una norma sull'AST, quindi, non so
se si possono mettere i dieci milioni in tabella.
In realtà la norma c'è già, lo fanno attraverso la tabella.
Ma, credo, che da questo punto di vista si possa fare una
manovra prendendo circa quaranta milioni che consenta di
chiudere il bilancio senza avere drammi sociali, dai PIP ai
lavoratori stagionali ed a tutte quelle categorie che, penso, in
questo momento sono preoccupate non dal fatto che il bilancio
sarà approvato o non sarà approvato, che anche se viene
approvato così com'è non potranno essere avviati al lavoro ed in
alcuni casi non potranno avere le garanzie occupazionali che la
legge consente.
Credo che sia una proposta di buon senso, vediamo se il
Governo è d'accordo a farla, altrimenti è chiaro che ognuno farà
la sua battaglia e la faremo dentro e fuori da questo Palazzo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco da
aggiungere alle parole ed all'intervento del mio collega,
onorevole Cracolici.
Io penso che questa sessione, questa settimana di finanziaria,
se uno la volesse interpretare dal punto di vista teatrale,
visto anche che ritornano alcune di queste coperture che
mancavano, sia iniziata con una fase drammatica proprio perché
noi stessi dell'opposizione non siamo riusciti a vedere nulla,
nessuna forma di entusiasmo, di coinvolgimento.
Siamo passati alla commedia, che è stata la fase che ha
portato la stessa maggioranza all'implosione. Dopo di che c'è
stata una fase drammatica perché molti hanno passato ore pesanti
pensando che il Presidente si dimettesse, che era pronto a
dimettersi e, quindi, c'è stata anche questa fase drammatica di
questo spettacolo che si è tenuto nel Parlamento ed in Sicilia.
Dopo di che la fase drammatica, siamo proprio alla farsa
perché chi ha un minimo di dimestichezza con le finanziarie, chi
ne ha viste ed approvate alcune ma anche con l'impostazione di
un bilancio si rende conto di come davvero abbiamo discusso e
discutiamo del nulla.
Io davvero penso che questa sia stata la peggiore finanziaria
a cui abbia partecipato, caro Presidente.
E davvero io penso che i Siciliani, così come ha detto il
collega Cracolici, purtroppo quando toccheranno con mano
l'inconsistenza di questa manovra, anche attraverso quest'atto -
e attenzione - io penso che i colleghi della maggioranza che lo
andranno a votare quest'atto si assumono non poche
responsabilità. Non poche responsabilità e, attenzione, anche
chi ha l'assicurazione perché quando poi termina il mandato poi
anche lì che sia un'assicurazione solida, verificatela bene cari
colleghi, perché l'assunzione di responsabilità per chi vota
questa finanziaria così come è, è stata e si è sviluppata, ma
così come è impostata è una grandissima responsabilità che
ognuno di voi con il proprio voto andrà ovviamente a mettere. Io
completo, concludo, ovviamente non interverrò per dichiarazioni
di voto e, quindi, vale anche per voto complessivo, siamo alla
fine. La commedia si è conclusa, la tragedia per chi ci ha
creduto, io non ho mai creduto che il presidente si fosse
dimesso, io ho visto amici correre nei fotografi a preparare le
fotografie per la campagna elettorale e hanno commesso un errore
perché io ero tranquillo e sereno che non c'era questo rischio.
Questa tragedia era più che una fase tragica era una commedia,
che abbiamo visto più volte recitare, già in quest'anno ma che
oramai già conosciamo. Mi dispiace per le questioni che
rimangono irrisolte, sia a livello regionale, quello importante,
e sia per il mio territorio. Purtroppo io mi vedo la provincia
regionale di Ragusa, il libero consorzio, trattata male rispetto
alla provincia di Siracusa e andrà in dissesto e questo per
colpa di questo Governo e di questa maggioranza. Io vedo,
purtroppo, il consorzio di bonifica di Ragusa, lo vedo senza
contributo straordinario per colpa di questo Governo e di questa
maggioranza. Io vedo, purtroppo, i precari storicizzati dell'Asp
che abbiamo cercato di tutelare e questo governo se n'è
disinteressato così come questa maggioranza. Purtroppo vedo
questi temi che sono i temi del mio territorio, vedo un governo
che è distaccato, una maggioranza che è disinteressata e,
secondo me, sbagliano i parlamentari di maggioranza della mia
provincia a votare questa finanziaria, perché votando questa
finanziaria questi risultati a casa non ci saranno, non ci
saranno E, purtroppo, la nostra provincia continuerà a pagare
un prezzo che secondo me non merita. Io gliel'ho detto
presidente, io lo so che lei, presidente della regione,
nonostante non mi guarda però lo so che mi ascolta. Io gliel'ho
detto tempo fa, cioè lei sbaglia a non dimettersi veramente,
cioè ci vuole un attimo di orgoglio, cioè davvero di forza, cioè
perché lei come pensa di galleggiare altri 4 anni qui, ma
davvero non è mortificante per lei stesso?
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Mi
trovo a condividere, per la seconda volta, quello che ha detto
l'onorevole Cracolici che ritengo che sia una proposta di buon
senso. Poi presidente volevo chiedere all'assessore Armao, può
essere che io non sia riuscito a vederla anche perché c'è una
parte scritta piccolissima che non vedo finanziata la legge n. 5
del 2005 quella che riguarda gli RMI della provincia di
Caltanissetta e della provincia di Enna. Quindi vorrei chiedere
all'assessore se sono io che non sono riuscito a vedere oppure
c'è stata una dimenticanza e, quindi, chiedo che la legge venga
finanziata così regolarmente così come deve essere finanziata.
PRESIDENTE. Su questo il Governo vuole intervenire? Onorevole
Falcone se vuole intervenire, pubblicamente. Vuole intervenire?
Dare una risposa all'onorevole Arancio?
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per ribadire un po' di cose all'onorevole Cracolici, che sembra
che per la prima volta veda un provvedimento legislativo in cui
ci siano accantonamenti negativi, e voglio essere chiaro il
Presidente della regione sin dalle prime battute ha detto che
non voleva fare assolutamente l'esercizio provvisorio, poi c'è
stata una deroga a tutto questo, ha autorizzato un esercizio
provvisorio per garantire gli stipendi, per garantire le
attività necessarie, ed in questo momento siamo palesemente in
una condizione di gestione provvisoria, l'idea del Governo è
rimasta sempre la stessa, e credo che l'impostazione che si è
data e cioè quella di individuare una serie di attività che sono
talmente importanti che ormai la Regione siciliana da tanto
tempo li ha assunti direttamente con copertura finanziaria,
tant'è che tutte queste persone le possiamo considerare
dipendenti indiretti della Regione, c'è una voce di capitolo in
questa manovra che riguarda una serie di attività che sono
facilmente individuati con alcuni capitoli di spesa, che hanno
una copertura finanziaria reale e che è sottoposta ad un
accantonamento tributario, l'accantonamento tributario
ovviamente sottopone ad una condizione che se si verifica,
possono essere attivate le spese, e l'obiettivo del governo è
sempre stato lo stesso riuscire a dimostrare con un bilancio
chiaro ed evidente, che la condizione finanziaria di questa
regione era difficile, e che bisognava fare in modo che il
Parlamento nazionale attenzionasse le difficoltà in cui si trova
in questo momento la Sicilia, e fare in modo che ci sia una
spalmatura nei prossimi trent'anni, ora io dico che le figure
che noi abbiamo individuato di natura ecco, le attività
lavorative meglio ancora che noi abbiamo individuato, sono
attività importanti, se c'è qualcosa Presidente Musumeci che
deve iniziare l'attività lavorativa nel mese di febbraio, o nel
mese di marzo, allora è giusto come proponeva molto
generosamente l'onorevole Cracolici di individuare alcune
attività per potere avere una copertura finanziaria, per cui se
da un esame attento dovesse essere necessario garantire
l'avviamento al lavoro di alcuni enti, e quindi i loro
lavoratori nel periodo di febbraio/marzo allora è giusto
accantonare alcune somme, una somma ovviamente contenuta, non so
se sono sette milioni, se sono cinque, se sono otto, se sono
nove, che possa fare in modo da non creare difficoltà al Governo
e soprattutto a lei Presidente, perché le proteste potrebbero
essere pronte già sin da domani, perché la demagogia credo che
abbia preso la mano all'onorevole Cracolici. Perché quando
mostra tutta questa espansività nell'individuare trenta milioni,
l'onorevole Cracolici sa che con trenta milioni non si risolve
nulla, con trenta milioni noi abbiamo messo in campo una
iniziativa che non porta ad un risultato definitivo, il
risultato definitivo si avrà soltanto se riusciremo tutti quanti
a cominciare da chi al Governo nazionale, ad ottenere la
spalmatura.
Allora Presidente io invito, credo che i colleghi della
coalizione che lo sostengono ad essere d'accordo con una ipotesi
di individuare se ci sono capitoli la cui attività deve essere
avviata, mi riferisco ai lavoratori tra il mese di febbraio ed
il mese di marzo a dare una modesta copertura finanziaria, che è
quella corrispondente a questo mese e mezzo, se questo non
dovesse succedere, come per esempio alcuni lavoratori dei
consorzi di bonifica che possono iniziare più avanti, come
possono essere altri lavoratori come i forestali per cui si può
dare provvisoriamente la copertura con l'Fsc, come può essere
per esempio la questione del Tpl, che può essere data copertura
per esempio da aprile in poi, io credo che queste somme possano
essere non individuate, cosa importante invece è se c'è qualche
attività il cui inizio è immediato, quindi Presidente proporrei
una sospensione di dieci minuti per individuare questi eventuali
capitoli, stabilire le somme esatte, e procedere alla votazione.
PRESIDENTE. Aspettiamo un attimo il parere del Governo su
questa proposta dell'onorevole Di Mauro?
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente il
Governo ritiene che si debba andare avanti senza alcuna
sospensione perché nel frattempo l'Assessore alle finanze con il
Presidente della Commissione Bilancio si stanno confrontando
sulla opportunità di valutare ed acquisire la proposta avanzata
dall'onorevole Cracolici e per altro già in animo all'interno
del Governo per recuperare come bene sottolineava l'onorevole Di
Mauro le somme necessarie a consentire lo svolgimento di
attività lavorative sin da domani. Tutte le altre soluzioni che
possono essere rimandate vanno necessariamente, dolorosamente,
in maniera sofferta, rimandate ma entro sessanta giorni questo
Governo e questo Parlamento dovranno trovare la soluzione a Roma
e se non a Roma a Palermo perché si possano ridotare
integralmente tutti i capitoli che hanno sofferto a seguito
della sentenza della Magistratura contabile che ha fatto cadere
su questo Parlamento e su questo Governo la tegola di centinaia
e centinaia di milioni di euro.
Questo è il nostro obiettivo, questa è la nostra proposta.
Chiudiamo questa sessione finanziaria e chiudiamola prima
possibile, mentre noi continuiamo nel nostro dibattito i
colleghi stanno lavorando e si stanno adoperando perché quattro,
cinque, sei capitoli possano essere dotati per evitare
sofferenze e quindi garantire agli enti strumentali della
Regione di potere svolgere la loro attività senza interruzioni.
Tutto il popolo siciliano sa che questo Governo si sta
prodigando per evitare il massacro, nessun Governo vorrebbe il
massacro. Lo abbiamo subito come lo ha subito il Parlamento. Non
è e non può essere una responsabilità addebitata o addebitabile
a questo Governo. E' il peso di una eredità assai pesante che
non appartiene solo al Governo Crocetta. Ecco perché noi
riteniamo che si debba trovare ragionevolmente una soluzione
stasera per impedire domani l'esercizio di attività finalizzate
a rendere un utile innesto nel contesto sociale ed economico
della nostra Regione.
Le chiedo signor Presidente di evitare ulteriori sospensione
che per altro appaiano essere non produttive e se è possibile di
continuare avanti, di continuare ad andare avanti, mentre nella
sala attigua si sta lavorando per trovare una precaria,
temporanea, ma ragionevole e possibile soluzione.
PRESIDENTE, Grazie Presidente, però a questo punto ho un
problema, dobbiamo capire se stiamo modificando o meno la
finanziaria perché se stiamo modificando, io credo che il suo
intervento sia stato molto saggio oltre che pacato, però se si
sta per presentare un emendamento che cambia io credo che
dobbiamo per forza interrompere.
Possiamo, Presidente, con permesso e rispetto sospendere
cinque minuti in modo di andare a vedere quale è la situazione?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e mobilità. Posso
intervenire per dare una risposta alla domanda dell'onorevole
Milazzo?
PRESIDENTE. Sospendiamo cinque minuti onorevole Falcone,
questa cosa è troppo importante per capire come proseguire. Sono
già le tre di notte, vi prego un attimo solo. Cinque minuti, mi
recherò io stesso Presidente in Commissione Bilancio per capire
quale è la situazione, fra cinque minuti precisi torniamo.
(La seduta sospesa alle ore 2.54, è ripresa alle ore 3.06)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Presidente della Regione mi
ha comunicato che sperano, in tempi brevi, stanno lavorando per
potere andare verso la soluzione che è stata proposta
dall'onorevole Cracolici.
Hanno chiesto mezz'ora di sospensione, anche se credo che ci
vorrà di più.
Interrompiamo mezz'ora e aspettiamo il loro ritorno.
La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 3.07, riprende alle ore 6.08)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, finalmente stanno distribuendo il
documento. Prometto a quest'Aula e al Governo che è l'ultima
volta che facciamo una nottata di queste, d'ora in poi speriamo
di finire tutto in tempi più decenti e più comodi per tutti.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Purtroppo, il
suggerimento che ci aveva dato l'onorevole Cracolici non è stato
possibile metterlo in campo.
Su input del Presidente della Regione abbiamo trovato una
nuova possibilità di trovare delle risorse per garantire i
capitoli che avevamo detto poco fa e cioè l'ESA, i consorzi di
bonifica, l'Istituto
11 milioni sono stati liberati dal 147320; 7 milioni sono
stati liberati dal 147326, 800 mila euro sono stati liberati dal
146518. Abbiamo aggiunto 200 mila euro che erano già liberi,
183741, e dal 473702 243 che erano anch'essi liberi.
La manovra questa è stata, quindi abbiamo toccato tre capitoli
che possono iniziare quando vogliono a poter mettere mano a
lavorare per ripartire. Il resto restano bloccati in attesa che
il Governo si impegni ad assumere e trovare risorse all'interno
dei due mesi, che sono indispensabili per portare a casa tutto
l'intero pacchetto di iniziative. Grazie.
PRESIDENTE. All'articolo 10 sono stati presentati emendamenti.
Gli emendamenti 10.1 e 10.2 sono inammissibili. L'emendamento
10.3, a firma dell'onorevole Pullara, è ritirato?
PULLARA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Buongiorno, Presidente, buongiorno, Assessori e
buongiorno onorevoli colleghi, alle ore 6.15 del mattino
iniziamo la discussione sulla Finanziaria.
Presidente Musumeci, lei oggi ha fatto preoccupare qualcuno
dei suoi colleghi, ma alla fine, com'era abbastanza prevedibile,
ma chi vi scolla da quella poltrona, è impossibile, potrebbe
succedere l'impossibile però alla fine questo Governo dura
tranquillamente e serenamente cinque anni, chissà cosa dovrebbe
succedere. Vede Presidente, noi alla fine quasi quasi ci
speravamo che lei consegnasse quelle dimissioni che stamattina i
giornali davano quasi per fatta, però poi siamo ritornati alla
realtà..
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, potrebbe parlare in merito
della finanziaria per piacere? Grazie.
SUNSERI. Sì, certo, però mi deve dare la possibilità,
Presidente, visto che siamo qui da stamattina, quanto meno di
dire il mio parere a riguardo. Vede Presidente, noi ieri ce ne
siamo tornati a casa con una crisi in questo Parlamento perché
era caduto l'articolo 7, il più importante di quella
finanziaria.
Dopo 24 ore abbiamo l'Assessore per l'economia che ci dice:
ma era inutile, non serviva potevamo andare avanti anche
senza e stiamo andando avanti anche senza, ridicolarizzando un
po' il dibattito che c'era stato ieri e quello che c'è stato
oggi. E, come se non bastasse, oggi ci ripresentate due articoli
che sono carta straccia, Presidente questa è carta straccia Non
ha alcun valore, stiamo parlando del nulla. Lei dice nelle
more dell'approvazione da parte dello Stato e l'autorizzazione
sa a che le servono questi due articoli Presidente? A fare
domani un comunicato stampa in cui dice che tutti i tagli che
aveva fatto nel bilancio, probabilmente, sono ripianati con
soldi che non esistono. Il disavanzo lo deve ripianare,
Presidente, ad oggi all'interno di questa legislatura. E' il
decreto legislativo 118 che glielo dice. Ha avuto la grazia, da
parte dello Stato, di ripianare la parte di un miliardo e sei
che riguarda l'operazione di riaccertamento straordinario dei
residui nei prossimi trent'anni. Tra l'altro, oggi, la Consulta
è uscita con una sentenza in cui dice che, per gli enti locali,
il ripiano dei trent'anni è incostituzionale e il riassorbimento
degli avanzi in archi temporali molto vasti, ha ricadute
negative in termini di equità intergenerazionali.
Lei, Presidente, si deve mettere in testa che sta Regione la
dovete cambiare con le riforme, non presentandosi col piattino a
Roma. Non funziona così, Presidente, perché in questo modo
andrete a sbattere contro un muro, prima possibile.
Allora, ascolti, questa di qua è carta straccia che non serve
assolutamente a nulla. Io mi auguro che lei, domani, abbia il
buon senso, quando lancerà il suo bel comunicato in cui dirà che
avrà rimpinguato questi fondi, di dire la verità ai siciliani,
che questa è carta straccia e che questi soldi non esistono.
PRESIDENTE. Quando l'assessore deciderà di parlare, parla
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati il fatto che la domanda insorga pone, evidentemente, un
problema di inquadramento della fattispecie, che ha riguardato
anche l'intervento. Cioè, ecco perché il Presidente ha dovuto
precisare che non era, pur essendo apprezzabile lo sforzo come
quello di ciascuno dei componenti di questa illustrissima
Assemblea di trovare soluzioni nuove e satisfattive, quella
soluzione prefigurata era del tutto impercorribile perché
prefigurava la sussistenza di un fondo, di fondi globali che
solo la manovra poteva determinare e, quindi, non c'erano mai. I
fondi sono presi dalla manovra, dalla massa finanziaria
disponibile della manovra. Questa la risposta del Governo.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi sol perché i
fondi globali non sono immediatamente disponibili, questo
diciamo è l'ABC, onorevole Cracolici, lei che è esperto lo
dovrebbe sapere Presidente, oggi si presenta un tema molto
delicato. C'è la possibilità, nelle prerogative di ogni
parlamentare di proporre le soluzioni. Io sono stato
parlamentare dell'opposizione quante volte col Governo che
c'era, che ha preceduto questo, noi ci alzavamo e portavamo la
nostra proposta.
Io vorrei sapere, al di là delle chiacchiere, come si può
risolvere una cosa, un problema contabile concreto, che matura
in seguito a una determinazione della Corte dei Conti che mette,
nero su bianco concretamente un problema oggettivo.
La Regione siciliana si trova di fronte una montagna da
superare, e da sola non lo potrà superare mai La Corte
Costituzionale ha dichiarato incostituzionale che è
incostituzionale spalmarlo in tanti facciamo fallire le regioni,
ammesso e dato atto il fatto che non è un provvedimento regalato
alla sola Regione siciliana.
Quindi, è stato fatto per tutti Noi, con grande senso di
responsabilità il Governo si è fermato per dare atto, per dare
risposte concrete, recuperare più risorse possibili per dare
risposte a chi?
Onorevole Cracolici, mai avevo sentito parlare a lei di PIP
Mai Prenderò i verbali, li leggerò. Mai lei ha parlato di PIP
Eppure, oggi si è ricordato dei PIP, lei e qualche altro
collega. Fa bene, è importante. Così, significa che ha allenato
la memoria
A chi diamo risposta? All'ESA. Vi stava a cuore, e il Governo
ha trovato i soldi concreti. Ai Consorzi di bonifica, e ci sono
concreti. Qual è l'altra strategia?
Col Governo come dobbiamo fare? Ci mandiamo le e-mail? La
Regione siciliana, correttamente, deve instaurare un rapporto
istituzionale, deve sollevare la questione, la questione è qua.
Noi i soldi li abbiamo messi, ci vuoi dire che non lo possiamo
fare? Chiudiamo la Regione, e diciamo che è stato un successo,
non c'è alternativa. Presentate un emendamento dove troviamo i
centosessanta milioni che servono immediatamente per dare
risposte. Mi pare grande umiltà, nessuno ha detto che è il
campione delle risorse.
Il Presidente della Regione ha detto "attenzione, se questo
piano dovesse fallire" - il Presidente della Regione lo ha detto
chiaramente - "sessanta giorni di tempo, mettiamo mano noi in
casa nostra e decideremo politicamente quali sono i capitoli
interessati da un eventuale taglio per dare risposte alle
priorità". Ci vogliamo sottrarre a questo? E' facile la cosa, si
boccia il bilancio e abbiamo chiuso la legislatura. Quindi, il
Presidente della Regione non ha niente da minacciare, si boccia
il bilancio e abbiamo finito la legislatura, non c'è bisogno che
lo chiediamo a nessuno, questo è il tema. Quindi, io penso che
tutte le proposte poste all'Assemblea, alla Commissione, sono
state tutte accolte, quelle ammissibili, è stato aperto un
dibattito e qua c'è la proposte sulle categorie che oggi
dovrebbero partire.
La proposta è concreta, cosa dovremmo fare più di quello che è
stato fatto? Abbiamo fatto tutto quello che la Regione, il
popolo siciliano ci ha chiesto e con grande umiltà ci siamo
fermati, abbiamo spremuto, abbiamo avuto uno scontro dialettico
e siamo arrivati qua con le carte. Cosa dobbiamo fare? Allora è
bene che, visto i disastri che abbiamo ereditato, noi ci
appelliamo, siamo certi senza demagogia alcuna perché ho sempre
detto che da parte del Governo romano c'è grande serietà, e
confidiamo nella grande serietà, perché se non arriva l'aiuto
romano noi qua non possiamo battere moneta, non siamo una
Repubblica indipendente, siamo una Regione a statuto speciale,
ma dipendiamo da Roma.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Grazie signor Presidente. Quest'Aula mi sembra un po'
come negli anni novanta quando c'era un programma che si
chiamava Zio Tibbia, dove si parlava di film d'horror, e questa
è la notte dei morti viventi, questo è il tema praticamente
adatto. A parte perché vediamo, giustamente, i colleghi
moribondi nei banchi, perché si fa nottata in attesa di una
riscrittura e di un'altra riscrittura, o in attesa delle sue
dimissioni, o di una riscrittura delle sue dimissioni che
possibilmente arriveranno come gli emendamenti. Perché noi
abbiamo visto che dopo l'articolo 7 è stato bocciato,
magicamente sia nell'articolo 10.5, sia nel 10.5.R, magicamente
rispunta alla fine in calce dell'articolo. Questo a
dimostrazione, perché c'è scritto che "nelle more poi
dell'approvazione dell'autorizzazione dello Stato", quindi si fa
una legge aspettando che lo Stato ci venga incontro.
Peccato, si parla dei disastri che sono stati fatti nel
passato, io vorrei ricordare che ci sono deputati che da
vent'anni, quindici anni sono qua dentro, quindi forse sono
parte di quei disastri. Vorrei ricordare che alla fine stiamo
tagliando nella parte A ci sono tantissimi tagli, tolti alla
cultura, alle associazioni antimafia e ad altre cose, ma vorrei
ricordare che invece aumentiamo il FANP di nuovo, dove sappiamo
che anche i dirigenti e funzionari politicizzati sono parte di
quel problema, ma tutti omettono di dire che Roma già ha dato
una mano e ha dato soldi, perché vorrei ricordare che il
prelievo forzoso da un miliardo e tre è passato ad un miliardo,
quindi ci sono quei trecento milioni in più, e vorrei ricordare
che c'è stato il blocco del vincolo, c'è stata l'esclusione del
vincolo, c'è stato l'esclusione del vincolo di riduzione di
spesa e quindi anche lì ci sono soldi a disposizione, e
nonostante tutto ci mancano sempre soldi, come se fosse questo
un buco nero, una voragine, dove noi non riusciamo ovviamente a
trovare il bando della matassa.
Sostanzialmente secondo me, come quei film d'horror che
spuntava il pallino rosso per evitare che i ragazzi minorenni
vedessero questi film, secondo me anche in Aula dovremmo mettere
un pallino rosso, perché se uno studente della facoltà di
economia o di giurisprudenza inizia a sentire questi emendamenti
e inizia a vedere come si tratta il bilancio, giustamente
rimarrebbe terrorizzato da questo modo di lavorare.
Purtroppo davanti a Roma continuiamo a non avere credibilità,
signori miei, perché in un anno questo Governo ha fatto 21
leggi, di cui tolte quelle ordinarie, ad esempio, che riguardano
bilancio e variazioni e compagnia bella che sono 9, e tolte due
volte che abbiamo fatto leggi per il rinnovamento dei commissari
delle province, tolta una legge fondamentale che sarebbe quella
di poter mettere nei comuni termali la parola terme, tolti i
confini tra Mineo e Grammichele.
Questo Parlamento non ha fatto nulla; questo Parlamento,
questo Governo e questa maggioranza non hanno un briciolo di
credibilità agli occhi di nessuno, Presidente, Lei non si
dovrebbe dimettere per la sua maggioranza, lei non ha presentato
una riforma. E' questa la verità è per questo motivo se Lei non
riesce a scrivere e a firmare queste dimissioni stia pur certo
che le daremo una mano noi a farlo, così liberiamo questa terra
una volta per tutte.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono sicuro
di non fare uno dei miei interventi migliori visto che non
abbiamo chiuso occhio.
Sull'aspetto delle coperture interverranno meglio di me i miei
colleghi.
Volevo concentrare il mio dibattito sulla vicenda della
cultura e dei tagli alla cultura.
Nell'allegato che è arrivato in Aula, assessore Armao, i
tagli, rispetto al consolidato del 2018 che riguardano i teatri
sono 4,2 milioni di euro.
La cosa singolare a mio giudizio è che se bisogna sopportare
dei tagli, i 4,2 milioni di euro, si sarebbero dovuti recuperare
in maniera proporzionale su tutti i teatri, a nostro giudizio,
quindi se si doveva recuperare quell'importo il taglio veniva
tra il 7 e l'8 per cento per tutti i teatri.
Invece è arrivata sia nella prima tabella che è arrivata per i
Lavori d'Aula che in questa, ci sono tre teatri che sopportano
un taglio vicino al 20 per cento e teatri che sopportano un
taglio tra il tre e il cinque per cento ed è gravissimo perché
non può essere che su 4,2 milioni il Bellini di Catania paga 1,9
milioni di euro, quasi la metà dei tagli a tutti i teatri.
La stessa cosa per il Teatro che è stato di Giusti e di Turi
Ferro, che non merita di essere trattato in questo modo, per non
parlare poi del Teatro Vittorio Emanule di Messina che, da solo,
nell'ultima versione sopporta il 19,7 per cento di tutti i tagli
alla cultura, quindi se ci devono essere tagli, Signor
Presidente, a mio giudizio, tagli devono essere per tutti.
C'è una necessità, si è presa una strada, noi non l'abbiamo
condivisa, sin dall'inizio abbiamo chiesto che venisse approvato
l'esercizio provvisorio e si facessero altre scelte nel rapporto
con Roma, ma se si deve tagliare deve essere un taglio per
tutti.
E' palesemente discriminatorio e diventa una guerra dei
poveri.
Abbiamo proposto degli emendamenti a quest'ultima tabella, che
vanno in questo senso e chiediamo, signor Presidente
dell'Assemblea, che vengano votati.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA, Signor Presidente, onorevoli colleghi, decisamente
più apprezzabile l'intervento dell'onorevole Barbagallo,
rispetto alla facile ironia di alcuni colleghi, che ho sentito
prima, apprezzabile, quanto meno, l'intento di voler intervenire
su alcuni capitoli.
Nella politica ci si raccorda e si fanno delle scelte, ma
venire qui alle 7 del mattino e venire a fare facile ironia con
ragionamenti, che non solo non appassionano questo Parlamento,
ma credetemi non appassionano questo Parlamento ma, credetemi,
non appassionano chi ci guarda ancora alle 7 del mattina perché
aspetta che il Parlamento tutto, maggioranza e opposizione,
possa dare risposta. Risposta rispetto a quei tagli con i quali
ci siamo dovuti confrontare. Perché io vorrei ricordare a tutti
i colleghi che fino a qualche ora fa, prima dell'intervento e
della soluzione trovata da questo Governo, a seguito anche
dell'ultimo intervento del Presidente della Regione, la cronaca
e la stampa regionale parlava solo di una finanziaria di lacrime
e sangue.
Noi siamo riusciti a trovare delle soluzioni, siamo riusciti
ad intervenire garantendo tutte quelle categorie rispetto alle
quali il Partito Democratico da tre giorni ci dice che non ci
sono soluzioni. Io ho lo stesso allegato che avete voi, il
10.5.R. Noi abbiamo 30 milioni 526 mila euro finalmente sui PIP
e credo che forse questa categoria da anni non beneficiava di un
intervento di questo tipo.
Abbiamo aggiunto finalmente 8 milioni 795 mila euro a persone
che da vent'anni vivono una condizione di voucher, di sussidio
e, finalmente, il Governo Musumeci si è intestato una battaglia
che potrà vederli traghettare verso un ente che può portare alla
possibilità di dare dignità a questa gente e ancora continuiamo
a citare i tagli lacrime e sangue, stiamo superando questo
passaggio ed io per questo Presidente della Regione lo voglio
ringraziare.
Così come lo voglio ringraziare a nome dei Consorzi di
bonifica dove ci sono 12 milioni 790 mila euro, così come lo
voglio ringraziare a nome dell'ESA ed è stato un suo appello
onorevole Cracolici, dove sono stati trovati 8 milioni e 795
mila euro; a nome dei forestali per i quali abbiamo trovato 53
milioni di euro, mentre lo Stato ci fa una guerra raccordandosi
con delle Regioni che intende privilegiare, la Lombardia,
l'Emilia Romagna, qui in Sicilia in nome di un sud che si
ribella e che alza la testa noi riusciamo a trovare delle
soluzioni.
E allora, di fronte a questa prospettiva dovremmo abbandonare
l'idea delle maggioranze e dell'opposizione, dovremmo stringerci
e fare un corpo unico per trovare modo di dare risposte. Quindi
Presidente, sono le sei e mezza, da quattro giorni ci
accapigliamo attorno alla prospettiva di trovare delle
soluzioni, lo abbiamo fatto anche rispetto a questo appello del
Partito Democratico di fronte al quale, onorevole Cracolici,
avete trovato la risposta del Presidente della Regione,
prendetevene pure i meriti e noi ce ne prendiamo soltanto le
responsabilità.
L'ho detto ieri, le responsabilità sono tutte nostre, stiamo
continuando a fare il peggio, voi ritenete, bene in nome di
questo però stiamo dando continuità e salvaguardia a delle
categorie, alle categorie fragili, alle categorie deboli, ai
talassemici, ai disabili. Certo, è il primo anno di Governo,
credo ci vorrete dare la disponibilità e la possibilità insieme
a tutto il Parlamento di guardare adesso alle riforme perché
oltre a quei 53 milioni di euro spesi per i forestali si possa
finalmente lavorare a quella riforma che potrà vederli
certamente nel tempo impegnati in altri ambiti, guardando alla
logica del bosco produttivo; ma per fare questo amici, colleghi,
deputati, abbiamo bisogno di tutti voi, abbiamo bisogno di quel
buon senso a cui voi tutti avete fatto richiamo.
Quindi, io vi chiedo, e lo faccio veramente con grande umiltà,
di dare un voto di fiducia unanimemente a questa manovra per
rilanciare subito dopo una nuova stagione di riforma che tutti i
siciliani ci chiedono.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
io prendo atto, intanto, apprezzo che una parte di questo
emendamento almeno dichiara, ne prendo atto, di mettere risorse
disponibili in capitoli che riguardano lavoratori che devono
essere avviati in alcuni degli enti e questo per me è un punto
importante nel senso che sarebbe ipocrita da parte mia non
riconoscere che comunque il lavoro in quest'Aula un risultato lo
sta producendo.
Devo dire che mi rimane, però, un'inquietudine perché non mi è
mai capitato di interrogare il Governo su una manovra che alla
fine riguarda oltre 600, a fronte 713 milioni di spesa nel 2019
ci sono 151 milioni di accantonamenti. Lo dico all'onorevole
Figuccia, quelle cifre che ha citato non sono quelle che ha
citato lui, il bilancio non è quello che ha letto lui, è quello
meno la tabellina che c'è qui nella colonna B che sono in
riduzione quelle spese.
Ma, al di là come si legge la tabellina, alla domanda come si
copre questa manovra, il Governo mi ha risposto si copre nella
manovra . Ne prendo atto, non ci dice i capitolo dai quali si
copre, devo stare in fiducia? Ma il Governo siete voi, ve ne
assumente voi la responsabilità nel momento in cui però non dite
all'Aula i capitoli dei quali state prevalendo consentitemi di
dire che è legittimo il sospetto che state facendo una manovra
che neanche potete presentare, perché avete probabilmente timore
dell'impatto che piuttosto che prendere i 30 milioni dei Fondi
globali che non ho capito, poi me lo spiegherà, assessore Armao,
però con le tabelle, con le astine, Assessore, perché io ho solo
il dovere di sapere leggere e scrivere per stare qua mi
interessa che me lo fa con le astine e mi spiega perché li
scriviamo in Tabella G 30 milioni per i fondo globali che
tecnicamente non si possono utilizzare ma questa è una novità
dell'assessore per l'Economia, Armao, che ha individuato una
tecnica perla quale la Tabella G si scrive ma non si usa.
Probabilmente, quei 30 milioni sono prenotazioni di spesa,
impegni futuri, forse di deputati che devono votare la manovra
sperando che ci sia il Collegato' dove in quel Collegato'
rientrino quei 30 milioni che stiamo mettendo di lato senza
accantonamento, quelli sono disponibili perché altrimenti
avremmo preso quelli ed era la strada più semplice, più facile
che creava meno.
Non so, ripeto, da dove si sono presi, in ogni caso se si sono
prese risorse da capitoli che non sono quelli che io avevo
suggerito, ma siccome io non mi innamoro delle cose che propongo
l'importante è prendere i topi, poi che il gatto sia rosso, nero
o bianco poco importa E i topi in parte li abbiamo presi perché
stiamo garantendo le persone, non stiamo garantendo alcune
categorie che escono fortemente segnati da questa manovra
immediatamente, li ho citati, non li cito più, è inutile
continuare però questo il fatto che si sia potuto fare la
manovra di 20 milioni di euro circa, seppure in due ore,
dimostra che questo bilancio allora qualche spazio di manovra
l'aveva.
Scusate, se addirittura 20 milioni di euro si sono potuti
prelevare da capitoli che erano nel bilancio non nella
Finanziaria, perché abbiamo detto la Tabella G non si tocca, i
10 milioni dell'Ast non si toccano e allora tutto il resto è
nella legge di bilancio, quindi significa che stiamo riducendo
di 20 milioni i capitoli di bilancio che avevamo approvato tre
giorni fa, non so quando abbiamo votato la legge di bilancio,
ripeto non mi è dato sapere quali sono questi capitoli.
Spero che non fate più danni di quello che state facendo. E'
evidente che, ripeto, potrei divertirmi un po' e chiedere che a
questo punto vista la risposta del Governo chiedo un
approfondimento da parte del Gruppo del PD per consentire al
Gruppo del PD di studiare il bilancio che avete tagliato e
capire, studiandolo, quali sono i capitoli, perché altrimenti è
difficile votare una cosa al buio, almeno io non l'ho mai
votata. Quindi, mi state costringendo al buio di votare contro
per non sapere leggere e scrivere, perché non sapendo che cosa
state facendo, l'unica cosa che protegge un parlamentare è non
associarsi ad una manovra al buio.
Io rimango convinto che tutto questo gran caos era
assolutamente evitabile, tanto più che stiamo facendo una
manovra in cui 150 milioni, comunque saranno ripartiti, se va
bene, dopo un provvedimento che speriamo come ha detto il
Presidente della Regione, entro 60 giorni, significa oggi ne
abbiamo 15 febbraio, 60 giorni, siamo al 15 aprile. Cioè sono
giusti i termini nei quali si poteva fare l'esercizio
provvisorio, che non è un'offesa, che non è un fatto
politicamente disdicevole, mai come in questo momento
l'esercizio provvisorio costituiva uno strumento politico in
mano alla Regione anche nei confronti dello Stato, per provare a
portare, giustamente dico io, a casa la possibilità di spalmare
anche quella parte restante del cosiddetto debito - non è debito
ma è minori entrate - anche quelli per trent'anni.
Però, avete scelto una sorta di premio non si capisce bene a
che cosa, credo che l'unico premio che otterrete è che dopo anni
che in Sicilia - e questo lo rivendico al di là di tutti i
chiacchieroni che ci sono qua - io ci sono da molti anni in
questo Parlamento, qualcuno ogni tanto me lo ricorda come se
fosse una colpa, io ricordo a tutti che per essere qui bisogna
essere eletti, e poi rieletti, perché non è importante essere
eletti ma bisogna essere rieletti. E per essere rieletti c'è
anche un giudizio dei cittadini del lavoro che fai. E io, a che
mi ricordi, io dal 2001 ad oggi, questo dopo quattro anni, tre
anni, è stata la legge finanziaria che ha riportato i cittadini,
alcune categorie, sotto Palazzo dei Normanni a protestare.
Negli ultimi tre anni, le leggi finanziarie, lo dico ai
colleghi grillini che sono stati anche protagonisti
dell'opposizione, negli ultimi tre anni la legge finanziaria
della Regione, approvata anche con gli esercizi provvisori, non
vedeva un lavoratore protestare sotto Palazzo dei Normanni.
Siamo tornati alle proteste di piazza. Milazzo sai bene di che
cosa sto parlando.
Io entro sempre dagli stessi posti. Quindi, se siamo tornati a
questo elemento di mobilitazione, che la gente deve protestare
per avere garantiti i propri diritti, con tutto il rispetto,
vuol dire che non state facendo bene. E' inutile, la potete
raccontare come volete, non state facendo bene, temo che state
facendo peggio. In ogni caso, vi siete assunti la responsabilità
di coprire in manovra, non so bene con quale manovra, prendo
atto che intanto ESA, i lavoratori dei consorzi di bonifica, i
lavoratori del Palsen, hanno una prima risposta, altri no. Voi
governate, voi risponderete di quello che state facendo.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signore Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
cerco di intervenire anch'io anche se non con lucidità visto
l'orario e sarò veloce anche perché siamo tutti stanchi.
Sulla tabella anche io mi concentro sulla parte riguardante la
cultura, in particolare teatri e FURS, perché è vero che si
cerca di mettere un tappo ai tagli che c'erano stati con la
prima stesura della Finanziaria, ma è anche vero che in alcuni
casi questa soluzione non è sufficiente, Presidente, perché noi
abbiamo ancora situazioni come il Bellini di Catania, che lei
conosce benissimo, o il Vittorio Emanuele di Messina o ancora
l'Orchestra Sinfonica. Diciamo che sono quelli che ricevono
anche il contributo più ampio della Regione e, quindi,
proporzionalmente hanno avuto il taglio più ampio, ai quali
mancano rispettivamente 400 mila euro, 200 mila euro, altri 100
mila euro.
Io ho presentato, rispetto a quello che avete proposto qua
nella tabella, io ho presentato un emendamento che mira a
riportare allo stanziamento - prendendoli dai fondi globali per
il 2019 - in particolare quello che riguarda Bellini di Catania,
teatro Vittorio Emanuele di Messina e Orchestra Sinfonica e il
FURS, il Fondo Unico per lo Spettacolo. Non ho fatto la somma,
ma non è una cifra esorbitante. Penso che si possa fare
facilmente.
Però, al di là del 2019, se noi vogliamo risolvere, non dico
la metà ma tantissimi dei problemi dei teatri delle fondazioni
lirico sinfoniche in Sicilia, Presidente, noi dobbiamo garantire
una stabilità, una certezza delle entrate per almeno tre anni.
Ne abbiamo parlato tante volte, anche con l'assessore
Pappalardo in Commissione. Dobbiamo assolutamente provvedere lo
stesso stanziamento per il 2019, il 2020 e il 2021. Sul 2020,
Presidente, però vorrei che mi ascoltasse, anche per capire,
Presidente mi scusi, anche per capire se il mio ragionamento può
trovare una condivisione, perché, mentre nel 2019 potremmo
trovare le coperture sui fondi globali, nel 2020 io volevo
proporre eventualmente di trovare la copertura su un capitolo
della sanità, che è un capitolo che ha circa 50 milioni di
copertura per tutto il triennio, che sono i farmaci innovativi.
Capisco che può comportare, magari, qualche difficoltà, però,
mentre ad intervenire in variazioni su questo capitolo non
sposta nulla, garantire invece una certezza delle entrate a
questi enti per un triennio ed all'inizio dell'anno, significa
poter programmare in maniera intelligente ed oculata le attività
che per un teatro non possono essere programmate alla fine
dell'anno oppure oggi, magari per l'estate o per la stagione
successiva. Un teatro ha bisogno di programmare con largo
anticipo, anche per poter pubblicizzare all'estero l'attività
che svolge il teatro stesso.
Io credo che sia arrivato il momento di dare questa risposta
alle nostre istituzioni culturali. Ripeto, io avevo presentato
questo emendamento che vale sul 2019 e il 2021 - perché gli
uffici mi hanno detto che c'è copertura sul 2019-2021.
Sul 2020 bisogna trovare un'altra copertura che potrebbe
essere quella. Anche perché, ripeto, intervenire in variazione
su quel capitolo non sposta nulla, a differenza di quello che
significherebbe per questi enti averlo dall'inizio dell'anno.
Quindi, ripropongo il testo dell'emendamento e sul 2020
eventualmente presento un sub per chiedere di attingere a
quest'altro capitolo. E' un po' complicato però, in questo
momento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciancio.
Sono terminati gli interventi. C'era l'assessore Falcone che
mi aveva chiesto di parlare per dare una risposta all'onorevole
Arancio.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Grazie, Presidente, soltanto per dire all'onorevole Arancio che
i fondi sono garantiti almeno sino a settembre, con la stessa
operazione che faremo per le altre voci di spesa, a noi oggi
interessava che il reddito minimo di inserimento venisse avviato
a lavoro - cosa che potrà essere fatto. Successivamente andremo
a rimpinguare, così come gli altri capitoli, anche questo.
PRESIDENTE. Allora, ci sono degli emendamenti che sono il
10.5.R.2, a firma dell'onorevole Lupo e altri, e il 10.5.R.4, a
firma dell'onorevole Barbagallo e altri. Li stanno distribuendo.
Assessore Armao, su questi emendamenti abbiamo bisogno di
sapere se c'è la copertura o meno.
L'emendamento 10.5.R.1 è un emendamento aggiuntivo, per cui
non l'abbiamo potuto prendere in considerazione.
Assessore Armao sta valutando quello che abbiamo chiesto?
BARBAGALLO. Prima di metterli in votazione c'è una proposta
del Governo per riequilibrare tutti i teatri sulla base del
ragionamento che abbiamo fatto all'inizio?
ARMAO, assessore per l'economia. Sul punto stiamo adottando un
atto che assegna delle risorse, che abbiamo detto entro breve
termine dovrà essere rivisto per rimpinguare quello che manca.
Si tratta di una questione di poco tempo, non credo che andiamo
ad alterare situazioni. A meno che non ci siano situazioni che
lei conosce e che non conosciamo noi di assoluta carenza di
risorse nel capitolo.
BARBAGALLO. L'emendamento 10.5.R.2.
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, ma assoluta carenza,
perché altrimenti io credo che sia opportuno lasciare le cose
così come sono, non inserire ulteriori elementi di arricchimento
- diciamo così - di questo dibattito così ampio e andiamo
direttamente alla chiusura, sapendo che da questo partiamo e
nelle prossime settimane potremo intervenire secondo le esigenze
dei territori.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 10.5.R.2. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE C'è la possibilità che lo ritirate?
BARBAGALLO. No, io chiedo che venga messo in votazione
l'emendamento 10.5.R.2.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
SAMMARTINO SAMM Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
MILAZZO MILA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.5.R.2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 10.5.R.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 62
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 27
Contrari 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
CIANCIO. Signor Presidente, c'è l'emendamento 10.5.R5 che ho
presentato sulla semestralità.
PRESIDENTE. L'emendamento presentato dall'onorevole Ciancio ha
bisogno di una copertura, cioè il Governo ci deve dire che è
possibile.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Fermo restando l'assoluto
apprezzamento da parte del Governo, e non solo del Governo, di
una misura che è volta a stabilizzare la capacità di
investimento dei teatri, anche se - mi permetto di osservare -
credo che ne abbiano parlato anche in Commissione di come sia
opportuno che sul tema teatri la Commissione Bilancio insieme
alla Commissione competente svolgano degli approfondimenti sui
costi di produzione, sulla armonizzazione dei costi di
produzione perché evidentemente ci sono, anche in relazione alle
ingenti risorse assegnate, delle discrasie e delle asimmetrie
che certamente non sono nel senso del corretto equilibrio e del
corretto uso delle risorse pubbliche. Quindi, in questo senso la
Regione farebbe bene a spingere verso una maggiore efficienza
del sistema.
Tuttavia, considerato che dobbiamo rimettere mano a queste
cose, io direi, per ora lasciamo le cose così se non turbano in
modo devastante l'attività di enti, cosa che non mi pare che sia
in considerazione delle assegnazioni fatte. C'è, magari, chi ha
qualcosa in meno, c'è chi ha solo poco in meno, però se non si
turbano equilibri io vi prego, siccome abbiamo raggiunto già un
equilibrio che, come tutti gli equilibri è un equilibrio
instabile, lascerei l'equilibrio che si è raggiunto, soprattutto
quando si parla di risorse scarse come in questo caso, e
proseguiamo con la votazione.
L'onorevole Ciancio sa della disponibilità che incontra nel
Governo e la mia personale disponibilità per la sensibilità che
ho su questi temi a trattare insieme con il collega competente
al turismo di queste questioni.
Quindi, per noi da lunedì si può lavorare su queste questioni.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Assessore, la questione non è tanto quanto diamo
quest'anno, per il 2019, o quanto abbiamo dato nel 2018.
Teoricamente potrebbe andare bene anche lo stanziamento che
avete previsto voi.
Il problema è che se noi non lo triennalizziamo questo
stanziamento, l'audizione che abbiamo fatto per esempio in V
Commissione sulla stabilizzazione e quant'altro, cosa che può
interessare più o meno, ma rimane lettera morta perché se nel
bilancio del 2020 ci sono 8 milioni, per esempio nel Bellini di
Catania, e ci sono 5 milioni in meno, è ovvio che il Bellini non
potrà programmare alcuna stabilizzazione o alcuna attività
programmatica che riguarda il Teatro.
Quindi, non è tanto quanto mettiamo nel 2019 ma per quanto
tempo lo garantiamo questo stanziamento. Quindi, questa è una
cosa che va fatta.
Signor Presidente, io l'emendamento lo mantengo e chiedo, se
c'è la copertura, di votarlo perché ne parliamo da anni, ne
parliamo dalla scorsa legislatura. Secondo me è arrivato il
momento di discutere di queste cose perché altrimenti rimandiamo
all'infinito e non risolveremo mai i problemi atavici di questi
enti.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, solo per
intervenire introducendo un elemento di valutazione perché, se
ho ben compreso dall'intervento dell'onorevole Ciancio, la
copertura sul 2020 era assicurata sul fondo dei farmaci e,
quindi, sul fondo sanitario.
Ora è noto, anche perché argomento di trattativa, che dal 2020
molto probabilmente la Regione passerà al 100 per cento del
finanziamento del fondo sanitario. Operare in questa sede sul
fondo sanitario a valere sul 2020 io penso che sia assolutamente
sconsigliato.
La sede prossima, quella dalla riallocazione dei fondi,
probabilmente può essere una utile soluzione anche per
triennalizzare l'intervento.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, lo ritira o lo mettiamo in
votazione?
CIANCIO. O si trova un'altra copertura o lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 10.5.R5
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 10.5.R5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 62
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 29
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 10.5.R, del Governo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che
abbiamo votato tutto l'articolo e stiamo votando l'articolo 10,
così come emendato, poiché non mi è dato sapere che il Governo
abbia presentato un emendamento di modifica di capitoli di
bilancio da cui ha prelevato i soldi per la manovra, si intende
che modifiche al bilancio non possono essere apportate tranne
operazioni di abuso d'ufficio da parte di chi li fa. Quindi, i
capitoli di bilancio sono quelli approvati con la legge di
bilancio, non sono stati prodotti emendamenti per stabilire da
dove si prelevano, quindi, invito la Presidenza, a tutela del
Parlamento, a garantire che nessun capitolo, così com'è stato
votato, sia nel bilancio che adesso con la manovra, possa essere
modificato ulteriormente.
PRESIDENTE. Assessore Armao, quello che dice l'onorevole
Cracolici ha una sua validità, cioè noi dobbiamo sapere da dove
sono presi perché diversamente
SAMMARTINO. Presidente, dovevamo saperlo prima di votarlo
PRESIDENTE. Scusate, si sta valutando quello che è stato
detto. L'assessore Armao non sta parlando con la fidanzata
Sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 7.06, è ripresa alle ore 7.08)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, presidente Savona, mi può spiegare
da dove sono stati presi? Sono i fondi globali o no? Io ho
qualcuno che mi dice che sono i fondi globali, qualcuno no
Ragazzi miei, cioè, non è che stiamo scherzando E' il bilancio
della Regione
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Assessore, si
deve fare i fatti suoi, si deve mettere qua, perché così mette
in difficoltà il Presidente.
PRESIDENTE. Infatti, sto chiedendo al presidente Savona.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Lui lo sa
perfettamente, sono all'interno della manovra ed è regolare Può
fare tutte le denunzie che vuole
PRESIDENTE. Bene, se il Governo garantisce che è regolare
così, andiamo avanti. Poi ognuno se lo chiarirà diversamente
Nel momento in cui il Governo a me dice che è regolare quello
che è stato fatto, io non mi posso mettere a fare le indagini
sul Governo. Per cui si vota l'articolo 10.
DIPASQUALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, possiamo evitare di rispondere
altrimenti non finiamo più Io fra dieci minuti chiudo, perché
non ne posso più Sono di una stanchezza mortale Se in questi
dieci minuti non riusciamo a finire, ci spostiamo al pomeriggio
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ruberò,
davvero, pochissimi secondi. Vorrei, semplicemente, fare un
ragionamento e lasciare, soprattutto, questo intervento alla
futura memoria, in maniera tale che ce ne sia traccia e che, in
qualche modo, poi, non si riesca a dare la colpa ad altri.
Io sono convinto, ma il collega Cracolici chiaramente mi ha
anticipato, ma li avevo controllati, io non ho visto, non c'è
alcuna differenza fra il documento che c'era prima della
sospensione di svariate ore, che poi ci ha portato fino alla
mattinata di oggi, e questo che poi ci è pervenuto, che doveva
in qualche modo individuare coperture diverse, che doveva dare
la stabilità della copertura degli interventi sull'ESA, sui
consorzi di bonifica, su tutto quanto.
Rimane, invece, invariato, al netto di alcuni incrementi di
spesa, come ad esempio quello del comma 20 che introduce
duecentomila euro per le spese per le adozioni internazionali e
qualcos'altro sull'Istituto della vita americana.
In realtà, perché faccio questo intervento? Perché sono
convinto che la copertura non sia cambiata e che la copertura
sia rimasta ancora in capo a quella spalmatura in trent'anni di
quel disavanzo che, invece, per legge, dovrebbe essere in tre
anni. E sono anche convinto che, di fronte ad una situazione del
genere, ci sarà, probabilmente, o un'impugnativa da parte del
Governo nazionale o comunque una chiusura dell'accordo in
maniera negativa rispetto a questo.
Ecco, intervengo per dire che noi stiamo dicendo al Governo
regionale che non si può fare, perché non vorrei - vista la
pratica che spesso corre in questo Governo di dare la colpa a
Roma - che, poi, si venga a dire agli operai dell'ESA, agli
operai del consorzio di bonifica "eh, ma noi la norma l'avevamo
fatta, ma sono quei cattivoni di Roma che non ci hanno permesso
di spalmare il disavanzo in trent'anni", perché questo sarebbe,
ovviamente, inaccettabile e sarebbe l'ennesima presa in giro per
tutte queste persone.
Ecco, volevo dire solo questo in maniera tale, come si dice,
di mettere il ferro dietro la porta.
MILAZZO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 10
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 62
Votanti .. 43
Maggioranza . 22
Favorevoli . 34
Contrari . 9
Astenuti . 17
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11, in precedenza accantonato. Sono
stati presentati emendamenti alla TAB G. L'emendamento
dell'onorevole Lo Giudice è ritirato.
Si passa all'emendamento TAB G.1R, a firma degli onorevoli
Zafarana, Cappello, Cancelleri. E' ritirato? Onestamente,
potremmo dichiararlo inammissibile perché c'è una copertura
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Grazie, allora il discorso è questo, è stata
distribuita una riscrittura TAB G.1R. Il tema qual è,
chiaramente? Il fatto che nella Tabella G, in questo momento,
sulla legge 3/2012 che è la legge, come tutti sapete, di
contrasto alla violenza di genere, vi erano 87 mila euro,
praticamente nulla rispetto a quelli che sono gli impegni che
vengono onorati con questa legge nel territorio siciliano, sia
per quanto riguarda le borse di lavoro che non sono mai state
avviate sia per quanto riguarda le rette che vengono pagate per
il tramite dei comuni ai centri anti violenza e alle case di
accoglienza.
Quindi, il mio emendamento che era stato distribuito come TAB
G.1R, con copertura liberatasi dalle riserve dall'approvazione
dell'e) quinquies, e) ter ed e) quater, ricorderete sulle
riserve, va proprio a dare sostegno a questa legge che è tema
delicatissimo e qualora non vi sia un impegno da parte di questo
Governo, questa cosa sarebbe inaccettabile.
Pertanto, l'aumento è proprio individuato in questo senso ed
ha copertura, chiaramente richiamo questo Parlamento a
prescindere delle condizioni che abbiamo visto in queste ore, da
quello che si è svolto, a fare una presa di coscienza seria su
questo tema.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, su questo tema ha chiesto
anche la parola l'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor, Presidente, onorevoli colleghi, la
Commissione ha depositato un emendamento che dispone 250 mila
euro per quanto riguarda la tutela sulla violenza di genere per
quanto riguarda le borse di studio e 250 mila euro da destinare
ai comuni sempre sulla violenza di genere, però non è stato
distribuito ed avevamo pure trovato la copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Gli Uffici dicono che sarebbe coperto con
l'articolo 1 che non ha risorse. Quello dell'onorevole Milazzo.
ZAFARANA. Io lo coprivo con le riserve, con l'emendamento
9.15R.
PRESIDENTE. Quello dell'onorevole Milazzo non è ammissibile
perché non è coperto.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor, Presidente, da un confronto con il Presidente
della Commissione riteniamo, se vuole lo possiamo modificare,
che l'emendamento se approvato può trovare copertura sempre
all'interno della manovra, dall'approfondimento che abbiamo
fatto.
PRESIDENTE. Che significa, onorevole Milazzo? Onorevole
Milazzo, la prego. Saremo tutti stanchi, ma questo tipo di
ragionamento, cosa significa? Credo che il Governo sarà
disponibilissimo, se c'è la copertura. Devo andare avanti.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, glielo spiego. L'emendamento trova
copertura nel milione di euro che era stato destinato nella
tabella alla norma cosiddetta Portogallo che in tabella
destinava un milione di euro.
PRESIDENTE. Ma quella non essendoci più non esiste. Non è che
la possiamo andare a prendere, per favore
Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:
«TITOLO V
Disposizioni finali
Articolo 56
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria della presente legge
e la relativa copertura sono indicati nel prospetto allegato.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
diversamente disposto, a decorrere dall'1 gennaio 2019».
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:
«Articolo 57
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso
della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti all'articolo 117. Sono stati tutti
concordati con i presentatori. Quindi c'è il parere favorevole
del Governo? Poiché sono tutti favorevoli tanto vale che li
votiamo e chiudiamo.
Si passa all'emendamento 117.3. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ARICO'. Io voto contro gli emendamenti all'articolo 117.
PRESIDENTE. Abbiamo votato. A verbale che l'onorevole Aricò è
contrario.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2019
Legge di stabilità regionale» (476/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità regionale»
(476/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 62
Votanti .. 62
Maggioranza . 32
Favorevoli . 34
Contrari . 28
Astenuti . 0
(L'Assemblea approva)
A questo punto il Governo dovrebbe andare velocemente a fare
la variazione e, poi, torniamo per votare il Bilancio. La seduta
è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 7.22, è ripresa alle ore 7.32)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La nota di variazione non è ancora arrivata. Si
deve ancora riunire la Commissione Bilancio , la nota di
variazione è stata depositata in Commissione che però deve
approvarla.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, l'abbiamo approvata a maggioranza.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, signor Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, assessori, l'epilogo triste delle
ultime ore di questo dibattito d'Aula ha confermato quelle che
erano le premesse iniziali, cioè una finanziaria che fa figli e
figliastri, una finanziaria che non ha visto neanche lo sforzo
dell'esecutivo e della maggioranza di trovare una composizione
di quelle che erano le emergenze della Sicilia.
Dopo un anno e passa di legislatura, dove non abbiamo visto
riforme degne di questo nome, quando ancora sono al palo delle
Commissioni di merito e della Commissione Bilancio, le riforme
che il Governo aveva annunciato dal tema dei rifiuti a quello
dell'urbanistica, alle IPAB, allo IACP, noi confidavamo che
questa Finanziaria poteva riservare delle aspettative migliori
alla Sicilia ed ai siciliani.
Invece, questo intestardimento a voler a tutti i costi evitare
l'esercizio provvisorio, non avviare il negoziato con Roma ci ha
portato a questo pasticcio. Noi rivendichiamo il ruolo che ha
avuto il Partito Democratico nel trovare una soluzione almeno
alleggerire alcune emergenze, dai consorzi di bonifica alle
coperture sull'ESA e resta la ferita aperta di questa mattina
quando non si è fatto nemmeno il minimo sforzo per risolvere le
questioni aperte sull'allegato uno. Viene cancellato
completamente, signor Presidente, lo stanziamento al Centro
Documentale di Cinematografia. Uno dei fiori all'occhiello della
nostra terra. Non sono tante le regioni che hanno il centro
documentale di cinematografia. In tutta Italia sono circa
cinque, noi ce lo abbiamo, e quest'anno per la prima volta
l'Assemblea azzera il contributo al Centro Documentale di
Cinematografia. Vengono tagliati in modo consistente tutti i
capitoli dalle nostre eccellenze storiche su tutte - penso,
signor Presidente - a Pergusa, dove non si è fatto neanche il
benché minimo sforzo. Nel silenzio dei parlamentari di Enna
viene tagliato l'autodromo che è stato di Siffred e Clark, dove
ha vinto Stuart e nessuno ha detto una parola. Viene, come dire,
in modo cervellotico liquidata la vicenda dei teatri, l'ho
accennato nel mio intervento di prima. Con ancora delle riserve
appostate sui fondi globali che non vengono utilizzati non si fa
un benché minimo sforzo per dare un contributo che significava
la salvezza, dopo gli sforzi che sono stati fatti per il teatro
Vittorio Emanuele di Messina. Per Taormina Arte, dove non è
stato preso in considerazione l'emendamento. Taormina Arte aveva
quindici stipendi arretrati. Il Commissario ha fatto un lavoro
virtuoso. Chiedevamo di ripristinare lo stanziamento al
consolidato 2018 con i fondi appostati, con la competenza
contabile appostata sui fondi globali. Non è stata presa in
considerazione la possibilità di ripristinare lo stanziamento al
2018. La stessa cosa vale per l'Orchestra Sinfonica regionale,
dove il commissario Giorgio Paci ha fatto un grandissimo lavoro
di ripristino e di messa in sicurezza dei conti. Ha recuperato 9
milioni di Euro di debiti. E' stato defenestrato la notte di
Natale e per tutto riconoscimento l'Assemblea, oggi, taglia 219
milioni di Euro. Sul Bellini non mi pronuncio; è, come dire, un
tentato omicidio di una delle nostre istituzioni teatrali più
rappresentative, non della Sicilia ma in tutto il mondo. Il
taglio di 419 mila Euro, senza nemmeno uno sforzo per provare ad
alleggerire queste difficoltà, grida vendetta
Presidente, esprimiamo il nostro più totale dissenso ed il
nostro voto contrario, sperando che dopo queste soluzioni
cervellotiche ed anche in ordine alla copertura, tra qualche
settimana non dovremo tornare in quest'Aula per rivedere anche
alcune coperture che sono state date questa sera.
CAPPELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, colleghi. Intervenire
alle 7,39 del mattino, dopo più di, non so quante ore - diciamo
- rimasti incollati alle sedie per portare a compimento, perché,
diciamo, anche il Movimento Cinque Stelle vuole dare alla
Regione siciliana una legge di Bilancio, una legge di stabilità,
è difficile.
Io spero, Presidente Micciché, che le sue parole di poc'anzi,
quando ha detto che questa è la prima e l'ultima volta che si
farà, diciamo, una Finanziaria no stop come quelle che si
facevano ante 2013 - credo, perché anche nella prima fase della
scorsa Legislatura facemmo diverse nottate, ecco - sia un
impegno che lei si manterrà, che lei, come dire, riuscirà a
mantenere. Io ho un grande timore. Allora, il Movimento Cinque
Stelle ha votato contro e continuerà a votare contro questa
manovra che non condivide. Per senso di responsabilità ha
condiviso alcune di queste norme. Per senso di responsabilità
ovviamente è rimasto in Aula a fare il proprio dovere, ma non
può - ripeto con forza - condividere né il metodo che ha
adottato questo Governo sin dalle sue prime battute: abbiamo
credo deciso di avviare questo percorso almeno tre o quattro
volte; poi ci siamo fermati per un primo esercizio provvisorio;
poi ci siamo fermati praticamente perché questa maggioranza ha
cominciato a cannibalizzare gli uni con gli altri; poi ci siamo
fermati perché, pur accusati di voto segreto, alla fine il voto
segreto è stato richiesto nelle ultime battute dalla stessa
maggioranza. Mi chiedo se quando il voto segreto viene richiesto
dalla maggioranza sia una cosa positiva e, invece, venga
considerato il male assoluto quando lo richiedono i membri
dell'opposizione.
Questa manovra mi sembra più un artificio contabile, che il
frutto di una prospettiva, di una programmazione; più una
promessa elettorale che un dato di fatto e una certezza per
quelle categorie che sono state citate e che molto probabilmente
non troveranno le risposte che aspettavano.
Ed allora, io non mi voglio dilungare oltre, voglio soltanto
dirvi una cosa: lo ha detto il collega Cancelleri che nel suo
ultimo intervento vi ha formalmente - e alla sua richiesta mi
associo anch'io - diffidato domani, laddove molte di quelle
norme di cui abbiamo denunciato la illegittimità in re ipsa, a
farvi da scudo o a utilizzare l'alibi di Roma se queste norme
verranno impugnate dal Consiglio dei Ministri. Ecco sappiate che
noi ve lo stiamo dicendo, ve lo abbiamo detto e non consentiremo
il fatto che domani possiate dire ai Siciliani che è colpa di
Roma se alcune risposte non sono arrivate. La colpa non è di
Roma, non sarà di Roma se queste norme verranno impugnate, ma
sarà frutto di un metodo barbaro che avete utilizzato nei
confronti del Parlamento, che pretendete di utilizzare, di
strumentalizzare nonostante la buona volontà di tutti di
deputati, anche della opposizione, e di un artificio, e di
artifici contabili, che per la prima volta stravolgono le regole
della contabilità stessa e hanno più l'obiettivo della promessa
che quello della risposta concreta.
Per questo il Movimento 5 Stelle esprime voto contrario a
questa manovra.
PRESIDENTE. Io spero - ovviamente non può dipendere soltanto
da me, ma ce la metterò tutta - che questa sia proprio l'ultima
finanziaria, non soltanto notturna, perché stiamo lavorando alla
riforma della finanziaria secondo la riforma di contabilità
dello Stato, per cui - ovviamente poi d'accordo con il Governo e
d'accordo con voi - punteremo ad avere la legge di bilancio,
punto e basta, come ormai in tutti i Parlamenti. Spero di
riuscire a ottenerla entro quest'anno in modo da poterla
utilizzare già l'anno prossimo.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, il
Governo ha ricevuto copia degli ordini del giorno presentati e
sottoscritti da vari Gruppi parlamentari. Il Governo, pertanto,
dichiara di accettarli tutti come raccomandazione. ?
PRESIDENTE. Si passa alla votazione della nota di variazione
approvata dalla Commissione Bilancio .
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2019-2021» (475-475 bis /A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per il triennio 2019-2021» (475-475 bis/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 62
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 34
Contrari 27
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Prima di andare via è doveroso ringraziare tutti
gli uomini dell'Assemblea e specialmente le donne dell'Assemblea
che da ventiquattro ore ininterrotte stanno qui giusto il giorno
di San Valentino. Devo chiedere loro scusa per averle fatte
restare qui e ringraziarle per il lavoro che hanno svolto.
La seduta è tolta alle ore 7.45 di venerdì 15 febbraio 2019
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentata:
N. 672 - Tutela delle persone migranti a bordo della nave Sea
Watch.
- Presidente Regione
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;
Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
Dipasquale Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca;
Catanzaro Michele; De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni
L'interrogazione sarà posta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 673 - Ricostruzione della spiaggia di Casuzze nel Comune di
Santa Croce Camerina (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 674 - Ispezione presso il Comune di Campofranco (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Di Caro Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri
Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;
Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 147 - Chiarimenti relativi all'istituzione del Forum
permanente contro la mafia e la criminalità organizzata
istituito con l.r. n. 15 del 2018.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Catanzaro Michele; Lupo Giuseppe
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozione
N. 215 - Riconoscimento, istituzione e politiche di sostegno
ai distretti produttivi.
De Domenico Francesco; Arancio Giuseppe Concetto; Cafeo
Giovanni; Dipasquale Emanuele
Presentata il 30/01/19
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
? Gli ordini del giorno dal n. 70 al n. 80, dal n. 82 al n.
87 e dal n. 90 al n. 98 sono fatti distribuire in corso di
seduta e, pertanto, sono da intendersi annunziati.
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