Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 16.07
PRESIDENTE. Avverto che del verbale della seduta n. 98 del 31
gennaio-1-11-12-13-14-15 febbraio 2019 sarà dato lettura nella
seduta successiva.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Caronia e Lo Giudice.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro dell'interrogazione n. 661
PRESIDENTE. Comunico che con nota e-mail del 5 febbraio 2019,
protocollata in pari data al n. 889/AulaPG, l'onorevole Zitelli ha
ritirato l'interrogazione n. 661 a propria firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Dibattito sul tema del regionalismo differenziato
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
«Dibattito sul tema del regionalismo differenziato», anche se vedo
che non appassiona tantissimi deputati.
Onorevoli colleghi, il Presidente della Regione mi ha inviato una
lettera pregandomi di leggerla in Aula. E' La lettera che il
Presidente Musumeci ha scritto al Presidente del Consiglio dei
Ministri, professore Conte.
Ne do lettura:
La Giunta regionale alla vigilia del Consiglio dei Ministri che
darà il via al processo e al cosiddetto regionalismo differenziato
pur ritenendo l'autonomia fondamentale strumento di
responsabilizzazione della classe dirigente locale e di maggiore
coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali fa voti
affinché il Governo nazionale, nel rispetto delle norme
costituzionali, assicuri il principio di solidarietà e di equità
tra le Regioni italiane nella sintesi tra spirito unitario e
autonomistico.
L'applicazione del regionalismo differenziato non può infatti
mettere in pregiudizio il principio della perequazione, quale
strumento di riequilibrio a sostegno delle Regioni deboli anche sul
piano infrastrutturale e con minore capacità fiscale.
Il Governo della Regione muove altresì voti affinché
parallelamente al processo di regionalismo differenziato si
definisca il tavolo istituito presso il Ministero dell'Economia e
delle Finanze per dare finalmente compiuta attuazione a tutte le
norme rimaste disattese dopo oltre 70 anni all'entrata in vigore
dello Statuto siciliano e per preservare la vita delle Province e
delle città metropolitane siciliane salvandole dal prelievo forzoso
loro imposto dallo Stato.
La Sicilia, quale Regione ad autonomia speciale, promuove e
sostiene ogni processo di riorganizzazione delle autonomie nel
rispetto generale del principio dell'unità indissolubile della
nazione.
Rivendica a tale fine il pieno rispetto dei principi contenuti
all'articolo 10 della legge n. 18/2001, legge costituzionale n. 3
e, conseguentemente, il trasferimento, anche alla Regione siciliana
di ogni nuova competenza attribuita alle Regioni ordinarie, ove già
non assegnate.
Cordiali saluti
Nello
Musumeci
E' allegata, per chi la volesse leggere, anche la delibera della
Giunta regionale, in proposito.
Letta questa comunicazione, sospendo la seduta per 10 minuti in
attesa che giunga il Governo.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 16.10, è ripresa alle ore 16.37)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Assessore Armao ci fa sapere che
non potrà essere presente prima delle ore 17.00. Pertanto, la
seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.38, è ripresa alle ore 17.01)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Assessore, dobbiamo regolare i lavori. Preferisce fare
un intervento lei, oppure diamo la parola a tutti e lei lo fa dopo?
ARMAO, assessore per l'economia. Interverrò dopo.
PRESIDENTE. Dichiaro aperte le iscrizioni a parlare di tutti i
partiti.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, intanto, mi corre l'obbligo di
riferire che la Presidente della Commissione Statuto, la collega
Elvira Amata, non può essere presente, come probabilmente lei
saprà, per problemi di salute. Mi ha chiesto gentilmente, e mi
sembra doveroso farlo, di riferire, un attimo, sul lavoro fatto e
svolto dalla Commissione Statuto che già si era occupata
dell'argomento audendo, più volte, il nostro Vicepresidente, nonché
Assessore, nonché professore Gaetano Armao sull'argomento del
Regionalismo differenziato e, sulla base di questo primo
incontro, poi, sono stati auditi il professore Verde ed il
professore Cariola, costituzionalisti, che hanno reso edotta la
Commissione su quanto e cosa succede con questo regionalismo
differenziato.
La collega Amata, purtroppo, non c'è e, quindi, in qualche modo,
mi appresto a spiegare cosa, poi, sia successo.
La Commissione ha preparato un ordine del giorno, per la
stragrande maggioranza condiviso, anche se, poi, abbiamo ritenuto
che debba essere l'Aula a discutere di un argomento così importante
ma, l'ordine del giorno vuole essere, semplicemente, lo strumento
per coinvolgere l'Aula in questo dibattito.
Questo per quanto riguarda la Commissione Statuto. Per la verità,
come voi ricorderete, il mio Gruppo, io, così come l'onorevole
Roberto Di Mauro, precedentemente, nel dibattito a margine della
finanziaria abbiamo posto questo argomento perché, qualche giorno
fa, scadeva la data per cui il Governo avrebbe dovuto raggiungere
l'accordo, firmare l'accordo con le 3 Regioni dell'Emilia-Romagna,
Veneto e Lombardia che, vi ricordo, avevano chiesto, ai sensi
dell'articolo 116, l'ampliamento ed il riconoscimento di questo
regionalismo differenziato.
In realtà, abbiamo posto questo argomento, oggi si può
temporeggiare, perché poi, come voi sapete, questo accordo non è
stato siglato per l'intervento dell'altra parte di Governo che è
rappresentata dal Movimento Cinque Stelle che ha, in qualche modo,
frenato questo accordo.
Ritengo positivamente per quanto ci riguarda perché, invece,
crediamo che questo dibattito debba svolgersi non solo nella nostra
Regione, ma credo che in tutta Italia il Parlamento tutto debba
occuparsi di questa problematica che, invece, a mio parere, sta
passando quasi sotto tono sbagliando, soprattutto sbagliamo noi,
come Regione siciliana, se permettiamo di far passare questa cosa
sotto tono perché non è assolutamente una cosa secondaria; è,
invece, una cosa importantissima perché da questi accordi tra lo
Stato e le Regioni, poi, deriva tutto ciò che avviene anche ogni
giorno nella gestione dei servizi di una Regione.
E, voglio fare un esempio molto pratico perché credo che adesso un
po' tutti hanno, in qualche modo, letto, capito, interpretato qual
è l'argomento, cosa vuol dire quest'articolo 116, cosa prevede,
eccetera, eccetera, ma per farlo capire in termini molto semplici
farei l'esempio su quelli che sono i tre fondamenti dei servizi
che, in qualche modo, lo Stato garantisce: l'istruzione, la sanità
e le infrastrutture, cioè queste tre cose fondamentali.
Vediamo cosa succede in queste tre cose fondamentali nello Stato e
nella nostra Regione.
Voi tutti sapete che, oggi, molto spesso i nostri giovani e le
nostre famiglie investono perché i nostri giovani si formino nelle
università del Nord Italia e, poi, spesso, lavorino presso quelle
aree e quei territori. Questo avviene perché, probabilmente, c'è un
servizio, il servizio scolastico, cioè l'istruzione funziona, oggi,
già meglio al Nord rispetto al Sud.
Vediamo cosa succede circa i servizi sanitari. La stessa cosa.
Molto spesso le nostre famiglie hanno un carico, un esborso
economico perché di fatto - non entro nel merito, se sia giusto o
meno, non entriamo in questo argomento - molte famiglie siciliane o
del Meridione vanno a curarsi al Nord Italia, vanno a fare
soprattutto gli interventi più importanti, quelli che hanno
maggiori costi, portando anche questa volta denaro dal Sud al Nord
e, anche questa volta, succederà, per essere curati,
paradossalmente, da medici siciliani che sono andati al Nord.
Questo è il secondo esempio. Oggi avviene. Immaginate.
Terzo problema: le infrastrutture. Sulle infrastrutture non c'è
dubbio che nel Nord Italia le infrastrutture ci siano e funzionino.
Oggi, il grande dibattito in Italia è la TAV sì, la TAV no. Vi
vorrei ricordare sommessamente - e non voglio entrare nella
polemica, se serve o non serve, probabilmente servirà, ma serve a
che cosa? A migliorare una condizione che già è ottimale e stiamo
spendendo 20 miliardi di euro - questa mi pare sia la cifra e la
spesa - per migliorare una cosa che già c'è
Si dovrà fare, per carità, la si faccia pure, però, immaginate
questo grande paradosso, per cui gli Italiani, quindi anche noi,
andiamo a spendere 20 miliardi per migliorare una cosa che già c'è,
noi che, invece, non abbiamo l'essenziale.
A proposito di costi e benefici, cari amici del Movimento Cinque
Stelle, ma quanto costa alle nostre famiglie, quanto costa a noi
meridionali il fatto di non avere le ferrovie, l'alta velocità,
l'alta capacità? Quanto costa ogni giorno, in termini di vite umane
che muoiono nelle strade, di inquinamento, di danni, quanto costa
tutto questo a noi siciliani?
Non lo dico in termini polemici, attenzione, lo sto dicendo in
termini propositivi; vi prego di comprendere il mio stato d'animo.
Quanto costa tutto questo in termini di costi e benefici? Quanto è
costato fare tutti i servizi che sono stati fatti a Milano nel
corso della fiera? Quanto è costato l'intervento e quanto costano
oggi le grandi infrastrutture che vengono fatte sempre al Nord? I
vari trafori, le linee veloci?
Tutto questo, questo è il grande tema di oggi.
E quando parliamo di regionalismo differenziato è di questo che
stiamo parlando.
Allora, immaginate se, oggi, anziché creare quei meccanismi per
cui le Regioni del Sud dovrebbero chiedere maggiore autonomia,
maggiore forza e spostamento dei capitali per migliorare quelle tre
grandi cose che non abbiamo - poi ci sono tutte le altre - le
infrastrutture, la sanità e la scuola. E, invece, cosa immaginiamo
di fare, cosa immaginano di fare, in questo momento, le grandi
lobby?
Le lobby sono qualcosa che si muove intervenendo sulla politica,
sull'economia, sull'informazione; ebbene, stanno tentando di
spostare ancor di più capitali verso il Nord. Per cui,
praticamente, avremmo un Nord dove la sanità, che funziona,
migliorerà ancor di più perché ci spostiamo ancora più denari;
l'istruzione funzionerà ancora di più perché ci spostiamo più
denari; le infrastrutture funzioneranno ancora di più, togliendo
tutto questo a chi, invece, non le ha.
E' il paradosso, dovrebbe essere il contrario, uno Stato che non
sia uno stato patrigno dovrebbe immaginare il contrario, cioè
spostare capitali in quelle aree più deboli dove queste tre cose
che sono fondamentali perché si possa parlare di civiltà, perché si
possa dire che siamo uno stato unito, dove ci sono gli elementi di
base per considerarci un stato unito, queste tre cose, cioè
l'istruzione, la sanità e le infrastrutture, così facendo
determiniamo il peggioramento sempre di più nel Meridione ed il
miglioramento sempre di più nel Nord. Quindi, dovrebbe essere il
contrario di quello che, invece, si sta immaginando. Quindi quello
che si sta immaginando determinerà, di fatto, una spaccatura.
E' vero quello che dicono tanti economisti, oggi, e quindi va
posto il problema. Ma va posto il problema come, vicepresidente
Armao, non in termini perché sarebbe paradossale che io autonomista
non immaginassi, invece, che ci sia un'autonomia positiva,
un'autonomia intelligente che noi come Movimento per l'autonomia
avevamo difeso, quando autonomia vuol dire responsabilità.
Noi ci stiamo per creare e immaginiamo un'Italia federata con
delle Regioni più autonome, ma immaginiamo un'autonomia che porti
che cosa? Un'autonomia che significhi responsabilizzazione dei
territori, responsabilizzazione della classe politica,
responsabilizzazione dei cittadini, per fare che cosa? Per fare il
buon governo, per migliorare le condizioni? Autonomia non significa
solo questo, ma autonomia può significare anche miglioramento e
attenzione per le peculiarità di ogni Regione e quando penso che le
peculiarità delle Regione siciliana penso al nostro sistema
enogastronomico, alle nostre produzioni, alle nostre bellezze, alla
nostra cultura, alle nostre radici queste cose vanno migliorate,
incentivate, offerte al mondo.
Allora, quella è un'autonomia positiva, propositiva. Ma dobbiamo
migliorare questo, dobbiamo pretendere, in questa occasione, caro
assessore Armao, che il nostro Governo regionale, con forza, e
tutti noi dobbiamo farlo insieme, dobbiamo utilizzare questa
occasione per fare una grande azione di contrasto e di
rivisitazione degli accordi con lo Stato, con il Governo centrale,
per avere in questa occasione, finalmente, riconosciuto quello che
c'era in parte nello Statuto regionale siciliano negli articoli 37
e 38, ma di migliorare, per realizzare quella infrastrutturazione
che l'articolo 42 della legge 2009 prevedeva, quella perequazione
infrastrutturale e quella fiscalità di vantaggio che da sola
potrebbe portare questo Meridione a tornare a crescere, a fare
sviluppo.
Questa è l'occasione, possiamo ribaltare il meccanismo, questa è
l'occasione positiva per cercare di migliorare queste condizioni.
Ma se facciamo passare questa cosa, se non ce ne accorgiamo, cari
colleghi, e la lega al Nord continua, come sta facendo anche oggi,
a portare avanti un rapporto Stato con le tre Regioni del Nord
verremo schiacciati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente sono certo che questo sarà un
dibattito d'Aula che, trasversalmente, attraverserà tutti i Gruppi
parlamentari e che, finalmente, una volta tanto, troverà tutti
d'accordo. Lo si intuisce dal clima che si respira nei rapporti tra
lo Stato e le Regioni del Sud; lo si intuisce dalle dichiarazioni
che accompagnano, mezzo Stampa, anche i leader di ciascun partito,
onorevole Lo Curto, onorevole Aricò; lo si percepisce perché questo
è il senso vero di un'istanza che, ormai, attraversa il Paese
rispetto ad un tema che sembra, ormai, essere scomparso dal
dibattito della vita politica del Paese, onorevole Aricò. Questo
per una ragione semplice: perché sembra essere ormai scomparso dal
dibattito politico il tema del Sud, il tema legato anche alla
logica di quel meridionalismo di cui, per tanti anni, tante forze
politiche sono state assolutamente orgogliose e che, oggi, sembra
essere assolutamente appiattito nell'era post ideologica dove non
più soltanto destra e sinistra sono scatole vuote, ma persino il
concetto di difesa di alcuni territori.
È chiaro che dopo gli esiti del referendum per l'autonomia
differenziata il Governo nazionale ha garantito la firma di una
nuova intesa con le Regioni che al Nord ne hanno fatto richiesta e
presentato una legge che dovrà essere approvata, a maggioranza
qualificata, in Parlamento. La norma prevede il trasferimento di
una lista di competenze, onorevole Milazzo, a tutte le Regioni.
Certamente, ovviamente, in funzione della forza propulsiva di
quelle lobby a cui, giustamente, l'onorevole Compagnone faceva
prima riferimento, capaci di influire e determinare con
determinazione e con decisione le scelte al punto tale, onorevole
Milazzo, che Regioni come la Lombardia e il Veneto richiedono
addirittura il trasferimento di ben 23, onorevole Milazzo,
competenze, mentre l'Emilia Romagna si accontenterebbe del
trasferimento di 15 competenze.
Ma abbiamo un attimo fatto i conti con che cosa significa questa
richiesta di competenze? Probabilmente quello che è il progetto di
tali Regioni predatorie, perché tali oggi vanno considerate le
Regioni che hanno avanzato questo genere di richiesta, è quello di
mirare a trattenere i 9/10 delle tasse. In pratica, facendo,
onorevole Lo Curto, un ragionamento in funzione del prodotto
interno lordo, loro sostengono l'ipotesi per cui alle Regioni del
Sud andrebbe solo la restante parte, 1/10.
Immaginate, quindi, un percorso dove le Regioni più ricche si
arricchiscono ogni giorno di più e le Regioni più povere, in testa
Sicilia, Calabria, Puglia, Campania sono costrette ad una
condizione di sempre maggiore marginalità. Regioni che vivono una
condizione disastrosa in termini occupazionali, in termini di
indicatore di povertà, in termini di rischio di marginalità sociale
e dove persino indicatori quali la qualità della vita e
l'aspettativa di vita sono addirittura su due livelli diversi.
Allora, la realtà è che non è assolutamente vero che, in questi
anni, i trasferimenti alle Regioni del Sud sono stati superiori. Il
collega Compagnone metteva l'accento su uno dei tre servizi. Li ha
perfettamente esaminati tutti e tre, quelli essenziali: istruzione,
infrastrutture e sanità.
E sulla sanità, che assorbe davvero delle percentuali enormi di
ciascun bilancio regionale, si dice che ci sono sprechi in Sicilia,
ma io mi chiedo: quanti enti accreditati, veri e propri mostri
delle multinazionali, hanno sede in queste, onorevole Milazzo,
Regioni come il Veneto, la Lombardia e l'Emilia Romagna? E quanti
dei nostri concittadini, ogni giorno, si spostano per quelle
Regioni svuotando i bilanci delle Regioni?
Allora, è chiaro che la storia, signor Presidente, ci è stata
raccontata per il verso sbagliato. È chiaro che per decenni hanno
inserito un disco incantato che raccontava una verità che non
esiste. E mentre si pensa a treni ad alta velocità capaci di
collegare Torino a Pechino in 26 ore, nello stesso arco di tempo
Torino viene collegata a qualche comune della provincia di
Agrigento con i treni che nel nostro Paese attraversano le Regioni
del Sud.
E, allora, la storia è una: se è vero che queste Regioni del Sud
hanno continuato a rubare, come loro ci dicono, alle Regioni del
Nord com'è mai possibile che queste Regioni del Sud siano, ogni
giorno, sempre più povere e quelle Regioni derubate siano ogni
giorno più ricche?
E, allora, credo che sia arrivato il momento di dare una svolta,
di creare una trasversalità tra tutti i partiti, alla gente non
interessa assolutamente nulla che il PD o Forza Italia siano di
centro destra o di centro sinistra; alla gente importa che si
possano garantire quei servizi essenziali.
E questa è la battaglia, oggi, che siamo chiamati a fare. Da
diciassette anni non c'è stata una forza politica, né di destra né
di sinistra che si sia intestata il tema della ridefinizione dei
livelli essenziali delle prestazioni, che determinano non solo i
livelli essenziali dei servizi, ma che determinano la qualità.
E, allora, gli interventi devono essere anche economici, devono
essere fatti ed erogati in funzione della persistenza, o meno, di
quella qualità.
E, allora, se per diciassette anni questo non è stato fatto, oggi,
dobbiamo chiedere al Governo centrale che si metta mano a
quest'idea, prima ancora di un regionalismo differenziato che
rischia, tra l'altro, a mio avviso, di essere impugnato perché
senz'altro inficia quel principio di sussidiarietà che dovrebbe
contribuire a rendere tutti i cittadini uguali.
Per cui, nessun regionalismo differenziato, qualora quello
intervenga a pregiudicare il principio di perequazione quale
strumento di riequilibrio a sostegno delle Regioni deboli e tra
queste certamente la Sicilia.
Io penso che non possiamo permetterci superficialità e non
possiamo permetterci divisioni su questo tema. Da qui l'appello al
Presidente della Regione di attivarsi, perché tutti gli attori
della Conferenza Stato-Regioni vengano preventivamente coinvolti
per esprimere l'idea di un Paese che abbiamo a cuore; che possa,
finalmente, essere una sintesi tra spirito unitario ed autonomista,
che riteniamo ancora possa essere possibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, all'inizio del mio intervento, sarò
chiaro: diciamo no a questo regionalismo differenziato che sta
maturando, in queste settimane, nelle stanze del Governo nazionale.
Diciamo no perché non ci possono essere, nel modello di Paese che
pensiamo noi, Regioni povere che sono condannate ad essere sempre
più povere e Regioni ricche che sono destinate ad avere sempre più
risorse. Diciamo ciò alla luce dei principi costituzionali perché
l'autonomia che hanno pensato i nostri padri costituenti, quella
sancita nei principi fondamentali, all'articolo 5 della
Costituzione, secondo cui la Repubblica, una e indivisibile, attua
nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento
amministrativo, riconosce e promuove le autonomia locali,
certamente è un principio che va letto, ai sensi dell'articolo 3
della stessa Costituzione, quindi, alla luce del principio di
uguaglianza secondo cui tutti i cittadini hanno pari dignità
sociale e sono eguali davanti la legge e secondo il principio per
cui la Repubblica rimuove gli ostacoli di ordine economico e
sociale che limitano la libertà di espressione della persona umana.
In sostanza, l'autonomia differenziata non può essere causa da un
lato di accentuazione e, dall'altro lato di consolidamento di
quelli che sono gli squilibri, in questo momento, esistenti nel
Paese.
Abbiamo parti del Paese che hanno un Prodotto Interno Lordo vicino
a quello della Germania e alcune zone di Italia che hanno un
Prodotto Interno Lordo peggiore di alcune parti della Grecia.
Allora, credo che il compito delle istituzioni democratiche sia
quello di appianare queste differenze, di appianare queste
diseguaglianze, partendo innanzitutto da quei diritti che non
possono essere negoziati tra una parte e l'altra del Paese, e mi
riferisco ai diritti sociali, signor Presidente. Materie come
quelle che ha enunciato prima di me l'onorevole Compagnone, come i
servizi sanitari, le infrastrutture, la scuola e, perché no, le
pensioni, la previdenza sociale, i servizi socio-assistenziali,
sono diritti che devono essere uguali in tutte le parti del Paese e
che, invece, oggi, dopo tanti anni di Repubblica, sono messi a dura
prova e sono messi in discussione.
Partiamo dai diritti relativi al servizio sanitario nazionale che,
per tanti anni, ha rappresentato un punto di riferimento
importante, ha rappresentato tante certezze per le famiglie.
Trasferire le competenze sanitarie e rompere l'equilibrio costruito
alla fine degli anni '70 significa ritornare a quella fase storica
in cui si potevano curare soltanto le persone che avevano una certa
capacità di sostegno del reddito, ai tempi precedenti al medico
condotto. E non dobbiamo dimenticare che, proprio negli ultimi
anni, abbiamo assistito a fenomeni preoccupanti per cui cittadini
che necessitavano del rimborso di alcuni farmaci particolari, di
alcuni farmaci innovativi, o dovevano subire prestazioni sanitarie,
o sottoporsi a prestazioni sanitarie eccessivamente costose si sono
spostati da una Regione all'altra.
Il gap diventa ancora più pesante sulle infrastrutture. La
situazione infrastrutturale del Mezzogiorno è diventata
insostenibile. Nessuno parla più del corridoio Berlino-Palermo, si
parla sempre della TAV e di come rendere più veloci e più
funzionali i trasporti del Nord.
Credo che questo riequilibrio immediato delle infrastrutture, dal
ruolo dell'ANAS al ruolo di Trenitalia, e perché no, anche il tema
della continuità territoriale, vadano affrontati con urgenza per
appianare le diseguaglianze e non per aumentarle.
C'è il tema, poi, doloroso della scuola. Credo che la scuola sia
un diritto universale, signor Presidente. Non può esserci una
differenza contrattuale tra un professore della Sicilia, della
Calabria o del Veneto e della Lombardia. E, soprattutto, deve
finire questa insopportabile differenziazione degli studenti e
degli alunni delle scuole del Nord e del Sud.
Lo ricordo, signor Presidente, e sono felice che in Aula ci sia
l'assessore Armao, che in Sicilia mi è capitato più volte di dirlo,
se l'onorevole Milazzo mi fa finire l'intervento perché ha la
telefonata in stereofonia
MILAZZO. No, non ho parlato
BARBAGALLO. E' insopportabile che, in Sicilia, soltanto il 7 per
cento delle scuole abbia il tempo pieno. Se saliamo, signor
Presidente, aumentano le ore del tempo pieno. In Emilia Romagna il
49 per cento delle scuole primarie ha il tempo pieno. In Lombardia
alcune città, come Monza, hanno l'85 per cento del tempo pieno, o
come Milano, addirittura, il 91 per cento. Non può esserci più
questa differenza. Il Ministro quando fa affermazioni ingiuriose
come quelle di qualche settimana fa, offende non soltanto il
Mezzogiorno ma tutta l'intera categoria dei docenti.
Quando eravamo al Governo, assessore Armao, avevamo accantonato 6
milioni di euro dei Fondi PAC per impegnarli nella ridefinizione
del tempo pieno. Credo che questo sia una sforzo che il Governo
regionale attuale dovrebbe continuare perché la misura del 7 per
cento delle scuole primarie a tempo pieno in Sicilia è veramente
inaccettabile.
Chiudo il mio intervento, signor Presidente, con riferimento a
quella che, secondo me, dovrebbe essere la madre di tutte le
battaglie: lottare per la piena applicabilità degli articoli 37 e
38 del nostro Statuto che, ricordo, non sono stati una concessione
del Governo nazionale ma sono stati conquistati dalla Sicilia e dai
siciliani in un momento particolarmente delicato.
Peraltro, c'è un elemento di novità in più negli ultimi anni che,
a mio giudizio, come dire, la misura compensativa dell'articolo 38
dello Statuto trova un parallelismo anche nel Fondo perequativo
dell'articolo 119 della Costituzione per come è stato riformulato
con la riforma del 2001. Quindi, c'è un nuovo quadro normativo che
può servire da traino per le attese della Sicilia e dei siciliani.
Faccio voti, Presidente, affinché venga fatto un documento unico,
come Assemblea regionale, che tenga conto delle riflessioni che si
sono fatte, già in questi primi interventi, perché credo che ci
siano tanti punti in comune, e una riflessione mi sia consentita
sulla fruizione dei beni culturali, vanno distinti anche per
numero, qualità, e quantità.
Certamente non hanno lo stesso peso della fruizione ai beni
culturali regioni come la Sicilia, che ha in Italia più siti Unesco
rispetto ad altre Regioni che ne hanno meno, e quindi alla luce
delle riflessioni e dei trasferimenti certamente la valorizzazione
dei beni culturali deve avere strumenti adeguati di conoscenza,
misure adeguate per la tutela e la loro valorizzazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barbagallo, il suo auspicio è il
mio, quello che si possa fare un unico documento da votare alla
fine, speriamo che possa essere possibile.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me stiamo
in parte non centrando il problema, perché è vero che questa
proposta, nella sostanza, in prospettiva, penalizzerebbe in maniera
forte le regioni del Sud, e probabilmente in maniera ancora più
importante la Sicilia, però credo che dovremmo utilizzarla come una
grande opportunità e mi spiego.
Sostanzialmente noi abbiamo adesso la possibilità di aprire, e
finalmente forse, una discussione sull'applicazione di quello che
dovrebbe essere a mio avviso la carta costituzionale fondante,
dalle quale dovrebbe partire qualunque tipo di ragionamento che è
lo Statuto della Regione siciliana, che è la Carta costituzionale
che ha anticipato qualunque tipo di regionalismo differenziato, e
sarebbe assolutamente paradossale che altre regioni ottengano
quello che a noi è stato negato fino adesso dopo oltre
settant'anni. Questo anche alla luce del fatto che noi adesso,
avendo in costituzione il famoso pareggio di bilancio, se pur vero
che nel primo periodo di applicazione non ci sarebbe nessun tipo di
variazione di entrate per le regioni del nord e per le regioni del
sud, è chiaro che in prospettiva questo cambierebbe, e cambierebbe
in maniera estremamente sostanziale.
Io a tal proposito, a pagina 7 del documento che ci è stato
fornito dal Servizio Studi, invito i colleghi a leggere la lettera
c), perché lì è il nodo di tutto quanto, in una prima fase
occorrerà prendere a parametro la spesa storica sostenuta dallo
Stato nella Regione riferita alle funzioni trasferite o assegnate,
tale criterio dovrà tuttavia essere oggetto di progressivo
superamento che dovrà essere completato entro il quinto anno, a
beneficio dei fabbisogni standard, da definire entro un anno
dall'approvazione dell'intesa , cosa significa questo e lo dice nel
punto successivo i fabbisogni standard sono misurati in relazione
alla popolazione residente e la gettito dei tributi maturati nel
territorio regionale, in rapporto ai rispettivi valori nazionali
rimanendo inalterati gli attuali livelli di erogazione dei
servizi .
Sostanzialmente cosa stiamo dicendo, che entro cinque anni il
vantaggio strutturale sotto il profilo tributario, economico
sociale verrà cristallizzato a danno delle regioni del sud, in
particolare della Regione siciliana, perché non avremmo più nessuna
possibilità di alzare questo tipo di fabbisogno.
Perché io credo che sia un'opportunità? Perché credo che in questa
discussione noi dovremmo inserirci, diciamo nell'aspetto della
discussione in cui dobbiamo pretendere che la Regione siciliana
abbia finalmente riconosciute tutte le proprie peculiarità.
Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI
Io oggi mi sono fatto un giro sul notiziario di statistica
regionale, dove vi invito ad andare a farvi un giro anche voi
colleghi, dove potete verificare come il Gap sia sistemico su tutti
gli aspetti sociali tra il Nord ed il Sud.
L'invito che faccio al Governo, e credo che quasi tutti gli ordini
del giorno che sono stati presentati vadano in questa direzione, è
di avviare un'interlocuzione - se possibile - ancora più forte.
Non sono aprioristicamente contro al riconoscimento di nuove
funzioni e nuove attribuzioni alle Regioni del Nord, salvo che
venga riconosciuto alla Regione siciliana tutto quello che gli è
stato negato in oltre settant'anni.
E' impensabile che acclariamo un vantaggio per Regioni che già
stanno molto meglio della Regione siciliana, e di fatto non
riusciamo a incidere politicamente in quello che è un discorso che
può essere tranquillamente dimostrato dalla forza dei numeri che
sono incontestabili.
Partirei con l'avviare un tavolo di discussione forte che si
faccia carico di portare tutti i numeri, e sono veramente
drammatici, come i miei colleghi hanno in precedenza ben descritto
- siamo quasi una Regione del Terzo Mondo come prestazioni a 360 .
Penso che la piena attuazione dello Statuto ci potrebbe permettere
di avere un doppio risultato. Da un lato avere finalmente la
responsabilità di gestire autonomamente quello che dovrebbe essere
nostro sempre e creare le condizioni per fare ripartire e
migliorare, a livello generale, quanto meno a un livello medio di
servizio, quello che è attualmente riconosciuto nel resto del
Paese, quanto meno dal Lazio a salire.
Per me è un'opportunità, perché il regionalismo differenziato in
questo momento è la rivendicazione di territori che giustamente
chiedono di avere qualcosa in più.
Il punto è che questo non deve andare a detrimento di quella che è
la realtà del Centro Sud e del Meridione tutto.
Per fare questo dobbiamo inserirci nel frattempo che venga
raggiunto questo tipo di percorso per riconoscere alla nostra
Regione - non solo alla Sicilia - perché il ragionamento va fatto
per tutto il Meridione, per tutto il Mezzogiorno, per fare in modo
che nell'arco di un tempo, probabilmente un po' più ampio dei
cinque anni proposti, si possa riequilibrare, sotto il profilo
della perequazione totale, il livello di servizi che vengono
erogati in questa Nazione.
A quel punto credo che eventuali errori gestionali e politici
verrebbero in maniera più forti acclarati, e a quel punto avremmo
la possibilità di dimostrare se siamo in grado o meno di fare
risollevare questa Regione.
L'invito forte è di avviare un'immediata interlocuzione e
sostanzialmente chiedere che questo accordo, che ovviamente le tre
Regioni hanno chiesto, sia inemendabile, sia alla Camera che al
Senato, venga discusso nella maniera corretta e soprattutto nella
tempistica e cercare di ottenere quello che dal '46 ancora non ci
viene riconosciuto.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Amata e Catalfamo hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il dibattito sul tema del regionalismo differenziato
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, vorrei
partire dalle affermazioni che con molto compiacimento ho sentito
pronunciare all'onorevole Tancredi rispetto ad una autonomia non
attualizzata da settant'anni.
Mi fa molto piacere sentirlo dire dai banchi dell'opposizione, con
quella onestà intellettuale che naturalmente dà ragione a chi da
anni come me, ma anche come altri colleghi e come da chi,
l'Assessore Armao dai banchi del Governo, si batte per rendere
attuale l'autonomia attualizzata e compiuta, l'autonomia dello
Statuto siciliano.
Autonomia che viene riconosciuta, lo voglio ribadire perché tra
noi molti giovani - non sono io purtroppo per questioni
cronologiche - ecco, viene riconosciuta alla Sicilia in ragione
del fatto che dal ricchissimo Regno delle due Sicilie sono state
prelevate quelle risorse che servivano a fare il primo, i primi
bilanci dello Stato Unitario, ed in quei bilanci sono state
allocate le risorse per infrastrutturare il Nord a danno, appunto,
del Sud che, invece, tali risorse non ha avuto per compensare
quello che già si profilava all'orizzonte del costituendo Stato
Unitario come una velocità differenziata tra Nord e Sud
dell'Italia, viene fuori lo Statuto della Regione siciliana che
precede la stessa Carta costituzionale in termini di tempo, e non è
un caso che la preceda, perché all'interno della Costituzione
vengono recepiti taluni principi fondamentali che servono a rendere
unitario il nostro Stato.
E, quando di parla di unitarietà dello Stato, si parla di
uguaglianza dei cittadini di fronte allo Stato, si parla di
perequazione delle condizioni di svantaggio, si parla di creare
condizioni perché, chi è rimasto indietro, possa ugualmente
raggiungere medesimi risultati di chi è avanti, si immagina uno
Stato sociale basato su principi e valori di democrazia
sostanziale.
Oggi, l'idea di un regionalismo differenziato mina il concetto di
Stato Unitario, perché di fatto non solo si consente
un'accelerazione ulteriore a regioni italiane che sono ricche ma,
come ha detto bene l'onorevole Tancredi leggendo quel comma e
quell'articolo di questi accordi, si evidenzia come e quanto a
danno della Regione siciliana, ma di tutto il Meridione, di tutte
le regioni meridionali, si determinerà a favore di maggiori risorse
economiche per regioni che sono già ricche e, allora, assisteremo a
quelle che io ho definito desertificazione economica del Sud.
Peraltro, mi ha fatto tanto piacere sentire dalle parole
dell'onorevole Tancredi che non c'è stato l'indice puntato, come
accade su una classe politica che da settant'anni non ha saputo
fare il proprio dovere, che da settant'anni ha rubato, che da
settant'anni non ha saputo fare nulla per la Sicilia ed i
siciliani. Anche questo, al di là delle dovute eccezioni, per
carità di Dio, io non sono avvocato, né voglio fare processi, né
voglio assolvere nessuno, ma certamente, come ha anche riferito
prima l'onorevole Figuccia, se queste Regioni sono state derubate
da un Sud di parassiti e mangioni, e mangiapane a tradimento, come
mai questo Sud così capace di derubare queste regioni del Nord è
rimasto tanto indietro, mentre il Nord è andato avanti?
E, allora, non può essere questo il modo in cui si affronta un
tema così delicato, così importante, che è strategico e vitale. La
desertificazioni del Sud è desertificazione delle intelligenze, è
desertificazione economica, è desertificazione delle coscienze,
della libertà, della legalità Perché è chiaro che laddove c'è
sviluppo c'è anche corruzione, illegalità e malaffare. Se noi
vogliamo difendere la nostra Terra, se vogliamo difendere i nostri
giovani, se vogliamo garantire il loro futuro non ci possiamo
dividere.
Oggi c'è in atto, mi riferisco veramente ai colleghi del Movimento
Cinque Stelle, perché faccio appello tutto al loro orgoglio di
dignitosa rappresentanza del popolo siciliano. C'è in atto una
secessione e questa secessione è sul tavolo del Governo pronta ad
essere firmata, pronta ad essere mandata in onda con la richiesta
di una maggiore autonomia, di una maggiore condizione di risorse
economiche che andranno a regioni già ricche. Io non ho nulla
contro la ricchezza, assolutamente. Io vorrei che questa ricchezza
l'avessimo noi perché noi abbiamo tutte le condizioni.
Allora, quello che io chiedo adesso, e lo chiedo adesso al
Parlamento regionale siciliano, lo chiedo al nostro Governo, lo
chiedo ai siciliani. Non banalizziamo, non ridicolizziamo, non
buttiamo alle ortiche ciò che è frutto veramente dei sacrifici dei
padri costituenti per rendere il nostro Paese unito, la nostra
Nazione una e indivisibile.
Non faccia specie l'idea che io uso la parola Nazione oggi molto
cara ai sovranisti. Io credo che l'idea di patria non sia un'idea
tramontata. Bisogna risvegliarla nella coscienza. La patria è una,
una sola. Siamo italiani tutti, ma non lo siamo nei fatti, non lo
siamo nella sostanza, non lo siamo perché ai nostri giovani viene
negata la possibilità di usare una scuola, di avere una scuola
capace di collegarli al mondo del lavoro. Nelle nostre scuole, io
sento dire da un Ministro come Bussetti che ci vuole più buona
volontà. Ma dove ha vissuto, in quale scuola, che cosa conosce
della Sicilia, del Meridione, del Sud, che arrancano, che fanno
fatica. Che se i nostri giovani sono brillanti, intelligenze che
fanno grande il mondo, lo si deve anche a questa scuola fatta di
grande buona volontà che inizia dal Sud dell'Italia.
Le grandi eccellenze nel mondo della scienza, della cultura
proprio alcuni giorni fa è stato chiamato, nominato, pubblicato un
giovane, ci sono due giovani marsalesi per esempio che sono
scienziati tra i più influenti nel mondo. Di che cosa stiamo
parlando. Sono nati e cresciuti nelle nostre contrade, e uno di
questi era alunno della mia scuola, visto che sono un dirigente
scolastico. Bene, allora io vi chiedo che non dobbiamo aspettare
che siano firmati questi decreti. Noi dobbiamo batterci perché
venga immediatamente stoppato questo iter.
Sapete bene, Presidente, che uno dei miei primi atti parlamentari,
unitamente a diversi colleghi che certamente come me sentono la
necessità, l'urgenza morale non rinviabile di dare dignità piena e
compiuta all'autonomia, è la firma di una legge per modificare
l'articolo 38 dello Statuto, per inserire la condizione di
svantaggio derivante dall'insularità. Fare imprese in Sicilia costa
di più, trasportare merci costa di più, istruirsi costa di più,
tutto costa di più, la sanità costa di più.
Allora, se su materie così fondamentali che sono quelle su cui si
basa lo stato sociale, la coesione sociale, l'idea di Stato
unitario che sono l'istruzione, la pubblica istruzione, che sono la
sanità, che sono i servizi, noi ci dividiamo e permettiamo che le
Regioni del Nord, dove già la spesa che ogni comune investe per la
scuola e per la sanità è di gran lunga superiore, oltre il 70% in
più perché sono più ricchi, perché la ci sono le imprese, perché la
ci sono le aziende, perché la ci sono gli investimenti. Allora
avremo fatto veramente un pessimo servizio. Non ci dovremo
lamentare, non dovremo dire colpa dei 70 anni, di chi in 70 anni
non ha fatto il proprio dovere. Il proprio dovere siamo chiamati a
farlo in ogni momento della nostra vita, e qualunque sia il nostro
ruolo e il nostro lavoro come madri di famiglia, come genitori,
come donne e uomini delle istituzioni, come lavoratori, come
professionisti, in questo caso come legislatori, abbiamo il dovere
di fermare lo scempio che in Italia si sta compiendo a danno delle
Regioni del Sud. Abbiamo il dovere di unirci in questa lotta di
democrazia e di libertà, dignità e di dignità del nostro popolo. Ma
non solo per il nostro popolo. Anche con le Regioni meridionali,
per tutto il Sud che non ci sta.
Io non ci sto a farmi chiamare né ladrona, né accattona, né
miserabile. Sono una persona che ha a cuore la dignità personale, e
con la dignità personale tutti i siciliani di buona volontà, di
grande orgoglio, di grande serietà morale che io mi sento di
rappresentare. Allora faccio appello a voi, colleghi del Movimento
Cinque Stelle, ci siamo divisi, possiamo avere tante diversità in
questo momento, ma certamente una cosa sulla quale non si possono
fare sconti a nessuno. Voi siete al Governo, nessuno dica che vi
accontentate di mantenere le vostre poltrone pur di governare a
danno del Sud. Io credo fermamente che voi potete, anche perché la
Ministra Stefano che è vostra, voi avete il dovere. E' della Lega?
Mi correggo. Sì, avete ragione.
PRESIDENTE. Grazie. Concluda per favore.
LO CURTO. Io credo che voi siete comprimari nel Governo, siete
comprimari per potere, con dignità, rappresentare le cose che
abbiamo detto e su cui c'è tanta convergenza.
Abbiate, ed abbiamo insieme, la forza di dire no ad una proposta
secessionista che divide l'Italia, gli Italiani e ci fa piombare in
una povertà estrema da cui nessuno potrà salvarsi.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor non Presidente della
Regione perché è assente, signor vice Presidente, colleghi
parlamentari. Penso che una discussione così importante,
un'Assemblea così importante come quella di oggi, non può
giustificare l'assenza del Presidente della Regione.
E se il Presidente della Regione non poteva partecipare a
quest'Assemblea, con questo argomento, doveva chiedere il rinvio e
noi non avremmo problemi. Così come, chi viene dalle province più
lontane, no, no, assolutamente sconti su questo, zero, perché
stiamo parlando della vita, del futuro della Regione siciliana ed
il Presidente della Regione poteva avere qualsiasi difficoltà e
chiedeva il rinvio. E tutti quanti avevamo il dovere di accogliere
il rinvio.
Su questo, quindi, ci tengo ad aprire il mio intervento proprio
con questa riflessione.
Questo, però, coincide con un atteggiamento che il Presidente
della Regione ha avuto su tutta questa vicenda. Il Presidente
Musumeci ritengo che abbia gestito questa questione, così delicata
per il futuro della Sicilia e dei siciliani, con la strategia dei
pannicelli caldi, cioè ha cercato, anche il messaggio che manda al
Parlamento, ci ha inviato la lettera che ha mandato a Conte.
Ma dico, un Presidente della Regione, la Regione siciliana, che è
stata mortificata, per colpe di tutti, ora, poi, c'è chi dire il
DC, PCI, PSI, e così via, per colpa di tutti, che è stata
mortificata nell'arco dei decenni, oggi, è in condizione di potere
dire allo Stato: No Prima che andiamo avanti con questa forma di
autonomia differenziata, con questo federalismo, noi chiediamo
l'applicazione totale di quelle che sono le prerogative dello
Statuto autonomo siciliano. E, quindi, l'applicazione degli
articoli 36, 37 e 38.
La procedura, invece, che ha svolto, che ha fatto questo
Presidente della Regione, e questa Regione siciliana e questo
Governo, è completamente diversa. Al contrario, noi andiamo,
partecipiamo in Conferenza Stato-Regioni, in siciliano,
permettetemi di far passare questo termine ca manu a cuoppu , cioè
da mendicanti. Noi sosteniamo da siciliani che, sì va bene, si può
fare questo federalismo, possiamo fare questa autonomia
differenziata a condizione che ci fate il regalo, a condizione che,
poi, ci riconosciate l'applicazione degli articoli 36, 37 e 38,
dell'insularità e così via.
Ma davvero noi pensiamo di potere difendere la Sicilia ed i
Siciliani con questo atteggiamento? Davvero, noi ci troviamo
davanti ad una Regione siciliana ed ad un Presidente della Regione
siciliana che si sta consegnando nelle mani di Salvini e nelle mani
della Lega. E non so, della Meloni, non lo so.
Ritengo che questo atteggiamento supino, di accondiscendenza
totale del Presidente della Regione sia motivato solamente dalle
elezioni europee, che sono alle porte e, quindi, il Presidente
della Regione che, per ora ha solamente un problema, che è
Diventerà Bellissima ma, non perché deve fare diventare la
Sicilia bellissima, ma perché ha l'interesse a costruire questo
partito Diventerà Bellissima e, siccome si deve andare a
collocare a livello nazionale e possibilmente ha bisogno di qualche
posto in lista, non può litigare con il Governo nazionale.
E, quindi, noi ci troviamo con una questione delicata come questa,
del federalismo, dell'autonomia differenziata davvero in una
condizione di retroguardia, di difesa invece che di attacco.
Ma lo vediamo anche su altre questioni importanti. Nelle scorse
ore, negli scorsi giorni e nelle prossime ore, nei prossimi giorni
questioni importanti stanno mettendo al centro del dibattito
nazionale, dei mass media e dell'agenda politica del Governo
nazionale, che sono quelli degli allevatori, degli allevatori
sardi.
Gli allevatori sardi hanno aperto una contrattazione con il
Governo nazionale, e noi siamo assenti perché su questo avevamo le
motivazioni per inserirci. Noi che abbiamo subito, quando è stato
delle quote latte, che abbiamo pagato con i nostri fondi FAS, del
Meridione d'Italia, oggi, invece di inserirci in quella trattativa,
invece di dire fermo Governo, tu non puoi essere interessato
solamente alla Sardegna perché hai la campagna elettorale C'è la
Sicilia a cui tu devi le risorse dei fondi FAS, c'è la Sicilia a
cui hai scippato' quelle risorse .
E non riusciamo ad inserirci neanche in questo dibattito.
La stessa cosa vale per l'ortofrutta che è ai minimi storici per
quanto riguarda il prezzo del mercato.
Noi siamo davvero assenti, noi siamo assenti perché questo Governo
ed il suo Presidente - lo testimonia anche con la sua assenza oggi
qui dall'Aula - cerca una strada diversa, che è quella di essere
supino e di soccombere rispetto ad un Governo nazionale che sta
facendo scelte e scelte diverse.
Io sono contrario, assessore Armao, all'impostazione che è stata
data da questo Governo nella Conferenza Stato-Regione, sono
assolutamente contrario perché ritengo che sia sbagliato porre la
questione nella Conferenza Stato-Regione nei termini noi siamo
d'accordo a condizione che ci riconoscete quello che ci spetta .
No, prima ci riconoscete quello che a noi spetta e, poi, ne
discutiamo. E' una forma di debolezza, prima devono darci quel che
ci è stato tolto.
Quindi, io mi auguro che davvero questo Governo dimostri a questo
Parlamento ed ai Siciliani di non essere troppo accondiscendente, e
di non essere supino alle scelte di Roma, anche perché - credetemi
- sotto la campagna elettorale per le europee - lo vedremo poi quel
che succederà alle europee - la sensazione è che andiamo alla
ricerca di posti e di seggi nei vari raggruppamenti che sono vicini
al Governo in cambio, poi, dei Siciliani, in cambio, poi, di quelli
che sono gli interessi legittimi di una Regione come la nostra.
A me dispiace che non sia presente il Presidente, mi dispiace che
non sia presente nemmeno l'assessore per l'agricoltura, ma l'invito
che io faccio all'assessore Armao è quello di attivarsi anche per
la questione che riguarda il comparto agricolo.
Non possiamo restare fuori da questa trattativa. A Roma stanno
discutendo di Sardegna quando noi abbiamo gli stessi problemi,
anche peggiori e, solamente perché i nostri allevatori o i nostri
produttori non vanno a gettare il latte per le strade, solamente
perché i nostri produttori non vanno a buttare pomodori ed arance
sotto le ruspe, noi non possiamo essere assenti. Voi non potete
essere assenti, dimostrate di fare gli interessi dei Siciliani e di
tutti noi.
Congedi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che gli onorevoli De Luca
Antonino, Foti e Mangiacavallo sono in congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il dibattito sul tema del regionalismo differenziato
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io non voglio intervenire sul tema interrompendo il
proficuo e, devo dire, elevato dibattito che si sta svolgendo in
aula, per me non è sempre facile stare in aula ma oggi ci sto con
particolare apprezzamento perché le questioni sono trattate al
massimo livello. Mi dispiace dovere però precisare, essendo stato
il presidente chiamato in causa ed io essendo a conoscenza delle
ragioni per cui oggi il presidente non è qui presente, volevo dare
qualche precisazione. La prima è che il presidente, probabilmente
era piena mattina e non tutti ricordano che cosa è stato detto, ha
fatto e svolto, un intervento specifico sul tema nella notte,
giorno nel quale abbiamo approvato la legge di stabilità ed il
bilancio. Ha letto una lettera inviata al Presidente del Consiglio,
nella quale la Giunta prendeva posizione, ha espresso la posizione
del governo e, quindi, il presidente è in modo assolutamente
tempestivo intervenuto sulla questione.
Il paradosso qual è? Che oggi le argomentazioni che svolge
l'onorevole Dipasquale di carenza di attenzione agli agricoltori,
agli allevatori, sono la causa per cui il presidente non è
presente, perché in questo momento è impegnato in una riunione
proprio con gli allevatori e gli esponenti del mondo
dell'agricoltura che lei chiede di tutelare. Quindi, la prego, non
ci sono assenze per distrazione, ma l'assenza del presidente è
assolutamente ancorata ad un fatto importante che è proprio quello
di tutelare i nostri agricoltori e allevatori mentre in Sardegna si
stanno svolgendo delle contestazioni che anche in Sicilia hanno
avuto le loro propaggini.
Quindi nessuna absit iniuria verbis, ma non inquiniamo questo
dibattito così alto con questioni che non sono allo stesso rilievo.
E' evidente che il tema va rappresentato a Roma e il governo lo sta
facendo. Io vorrei evidenziare che sul tema, e mi fermo qui, c'è un
dibattito aperto ed un negoziato aperto con lo Stato nazionale che,
per esempio, la Sardegna non ha concluso e che noi, invece, abbiamo
in qualche modo con un primo round concluso portando a casa 540
milioni di euro di infrastrutture, investimenti alle
infrastrutture, che è un risultato. Quindi, ecco, tutto accettiamo
tranne che accuse di disattenzioni e di scarsa tutela degli
interessi dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Domenico. Ne ha
facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, la
questione che oggi siamo chiamati a discutere è una questione di
grande rilevanza e, assessore Armao, io non voglio entrare in
polemica però, basta guardare i banchi del Governo e quelli della
maggioranza, per capire quanto questa maggioranza sia interessata
al tema. E' un dato oggettivo dal quale non possiamo discutere ma,
ripeto, voglio parlare più di questioni tecniche che interessano la
proposta che oggi, probabilmente, potrebbe essere approvata nel
quasi silenzio della nostra regione, mentre altre regioni hanno
fatto sentire la propria voce.
E' chiaro che le Regioni del nord abbiano interesse a questa norma
ed abbiano interesse ad utilizzare il contenuto della riforma del
titolo V della Costituzione con una interpretazione che, se viene
segmentata - lei è un giurista e quindi mi può ben capire - può
essere distorta rispetto a quello che era l'obiettivo che si era
dato il legislatore costituzionale.
Cerco di spiegare meglio questo concetto. Quando il Titolo V
contiene tutta una serie di norme e queste norme, diciamo, possono
portare a risultati asimmetrici è evidente che bisogna fare un
contemperamento di interessi e rispetto a questo contemperamento di
interessi bisogna fare una gradualità di applicazione della norma
stessa. Io qui non sono alla ricerca di responsabilità anche perché
non mi sottraggo di dire che anche la mia parte politica ha delle
grosse responsabilità nell'introduzione di queste norme e hanno
tutte le parti responsabilità perché si sono messi ad inseguire
Salvini sul suo terreno per cercare consenso. La ricerca del
consenso si è fatta sul terreno dell'inseguimento dell'autonomia a
tutti i costi. È facile dire noi l'autonomia ce l'abbiamo in
Sicilia , i nostri padri hanno sudato, hanno pagato con il sangue
questa autonomia. Ma se tu dai autonomia a chi non ha risorse, è
vero che è stata utilizzata male l'autonomia, ma dobbiamo partire
dal dato delle risorse e le risorse ci dicono che, per esempio,
andando a guardare un indicatore essenziale che è il prodotto
interno lordo per abitante, se io vado a vedere le tre regioni
Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che hanno chiesto questa
maggiore autonomia hanno un reddito medio pro capite che è
esattamente il doppio di quello della Sicilia e oltre il 30% in più
rispetto alla media nazionale. Quindi quando mi si dice dobbiamo
trattenere il 90% dell'Irpef significa che su un reddito medio pro
capite, essendo l'Irpef un'imposta progressiva, è evidente che su
un reddito doppio la quota fiscale di competenza non sarà il
doppio, ma proprio perché l'imposta è progressiva sarà più che il
doppio, anche perché il meccanismo delle detrazioni sui redditi
bassi il gettito è assolutamente irrisorio. Quindi, diciamo che
mediamente il gettito pro capite di queste regioni è almeno quattro
volte quello della Sicilia.
E questo è un punto di partenza che secondo me non è stato messo
bene in evidenza perché se noi diamo il 90% del gettito a queste
regioni vorrà dire che abbiamo dato quasi quattro volte il livello
di gettito fiscale rispetto alla Sicilia.
Quindi altro che residuo fiscale. Esasperare il concetto di
residuo fiscale significa aumentare le divergenze e faccio un
esempio. Se volessi, paradossalmente, portare all'estreme
conseguenze, supponiamo che in Italia ci siano due cittadini, uno
che abbia un reddito di 1 milione di euro e uno che ha un reddito
di 10 mila euro. È chiaro che il residuo fiscale di quello che ha 1
milione di euro è enormemente sproporzionato. Ma allora che
facciamo? A quello che ha 10 mila euro non diamo nessun servizio e
li diamo tutti a quello che ha 1 milione di euro perché dobbiamo
accorciare il residuo fiscale? La teoria del residuo fiscale è una
teoria che non ha fondamento perché prima nel contemperamento degli
interessi viene quanto è previsto nell'articolo 117 e precisamente
al secondo comma laddove parla di determinazione dei livelli
essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali
che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale .
E allora, io dico, è necessario che prima vengano definiti questi
livelli essenziali.
Che cosa abbiamo fatto, che cosa ha fatto quella parte politica
che, nelle ultime elezioni, ha mietuto consensi in Sicilia per
frenare l'avanzata della Lega su queste tematiche? Questo ci
dovremmo chiedere. Ce lo dobbiamo chiedere, e non possiamo tirarci
indietro di fronte a queste responsabilità.
Queste regioni ci chiedono, in barba a quello che è il principio
di sussidiarietà, che abbiano competenza su 23 materie concorrenti.
Ma io mi domando, andando a vedere quali sono queste materie
concorrenti, qual è l'obiettivo laddove scuola, sanità, ambiente,
rifiuti, territorio, protezione civile, finanza locale,
infrastrutture stradali e ferroviarie, porti e aeroporti, demanio,
ricerca scientifica, grandi reti di trasporto, beni culturali:
bene, qual è il livello di partenza? Abbiamo mai misurato i livelli
essenziali delle prestazioni?
Allora noi ci dobbiamo, da questa Assemblea, unitariamente
dobbiamo uscire con una proposta che ristabilisca l'ordine di
priorità rispetto alla riforma del Titolo V della Costituzione,
perché prima è necessario stabilire quali sono i livelli
essenziali.
Non si può parlare di costi standard I costi standard li possiamo
individuare una volta che abbiamo i livelli essenziali. Che cosa
vogliamo dire a un bambino che nasce in Sicilia, che non ha diritto
ad un asilo nido? Perché, la riforma che vogliono queste regioni,
si basa essenzialmente su una percentuale dell'IRPEF ma
garantendosi quello che è l'attuale spesa storica. E la spesa
storica ci dice che, oggi, il Veneto, la Lombardia e l'Emilia
Romagna - come diceva il mio collega Barbagallo per esempio in tema
di asili nido - ha una sua dotazione, mentre in Sicilia non ne
abbiamo.
Se noi ci basiamo sul criterio della spesa storica, vorrà dire che
la Sicilia non potrà mai avere asili nido, mentre lì ne avranno
sempre di più. Cioè, il bisogno alimenta la domanda di servizi
sempre più efficienti, mentre chi il servizio non ce l'ha avuto mai
sarà condannato a restare sempre con quel bisogno insoddisfatto.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha
facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo oggi è un
grande giorno, un grande giorno per questo Parlamento e, quindi, un
grande giorno per i siciliani. Tutte le forze politiche stanno,
finalmente, parlando di Sicilia. Stanno, finalmente, parlando di
Regione siciliana e di popolo siciliano. Certo lo facciamo con
preoccupazione, guardando un articolo della Costituzione. Guardiamo
il terzo comma dell'articolo 116 e lo vediamo quasi come una
minaccia, è sembrata per alcuni. Alcune regioni che chiedono allo
Stato di avocare a sé proprie competenze, per noi diventano una
minaccia. Perché? Perché sono una minaccia per le regioni del Sud
Vede, Presidente, io sarò presuntuosa, sarò arrogante, magari
animata di entusiasmo da giovane, ma io lo posso dire che noi non
siamo semplicemente una regione del Sud, una bellissima regione del
Sud. Ma noi siamo la Sicilia, noi siamo la regione siciliana, la
regione che già ha uno statuto speciale. Una regione che è diversa
dalle altre, perché ha riconosciuto, già ancora prima della
Costituzione, si è vista riconosciuto uno statuto che dà
competenze, uno statuto che dà vita, ancora più vita a questa
regione.
Se, poi, la politica non è riuscita a usufruire di questo, se la
politica non è riuscita a rigenerare il popolo siciliano e a farlo
vivere di Sicilia stessa, questo è un altro discorso. Ma oggi non
voglio fare un ragionamento polemico. Oggi siamo qui e questo mio
modo di intervenire lo devo al popolo siciliano. Oggi non vogliamo
fare polemica. Però, senza polemica, lo devo dire da siciliana: mi
dispiace veramente non vedere qui il Presidente della Regione,
Nello Musumeci.
Assessore Armao, non è un'offesa nella sua figura, non è un'offesa
istituzionale, per carità Ma è il Presidente dei siciliani, è il
Presidente di tutti i siciliani. A me sarebbe piaciuto veramente
guardarlo negli occhi mentre parliamo di questo tema così
importante.
Abbiamo presentato un ordine del giorno che, devo dire, è stato
condiviso anche da altri Gruppi politici. Ed è un ordine del giorno
che altro non fa che confermare le nostre ragioni, confermare le
ragioni dei siciliani. In questi giorni ho chiesto ai miei
colleghi, ho chiesto ai miei conoscenti, i miei coetanei, ma anche
persone più grandi: cosa ne pensi dello Statuto siciliano? E quello
che mi è stato risposto è stato Abbiamo uno Statuto? Finora a cosa
è servito questo Statuto? . E quando abbiamo iniziato a parlarne,
abbiamo iniziato a parlare di agricoltura, di salute, di come tutto
potrebbe essere diverso, di come tutto potrebbe essere più bello in
Sicilia. Allora le persone hanno sentito l'esigenza di rivalutare
questo atto così importante.
Vede, signor Presidente, siccome abbiamo e chiedo ai colleghi del
PD
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, prendete posto. Prego,
onorevole Pagana, continui il suo intervento.
PAGANA. Vede signor Presidente - e sento di dover dare una certa
riconoscenza ai Padri dello Statuto del 1946 - in questo ordine del
giorno vogliamo impegnare il Governo anzitutto a una ricognizione
preventiva dell'esperienza, della nostra esperienza, della nostra
Autonomia regionale siciliana. Abbiamo anche chiesto di verificare
preventivamente che vengono attuati livelli minimi di assistenza in
tutte le Regioni prima che, possibilmente a qualche altra Regione,
possa essere dato di più rispetto a noi. Però, signor Presidente,
insieme alla riconoscenza che dobbiamo ai Padri costituenti dello
Statuto, la riconoscenza la dobbiamo dare anche ai Padri
costituenti e mi riferisco a chi ha scritto la Costituzione della
Repubblica italiana. A chi nel 1948, anche preso atto
dell'esistenza dello Statuto della Regione siciliana, ha voluto
affermare nella parte dei diritti fondamentali della Repubblica
italiana, che l'Italia è una Repubblica unica, che l'Italia è
indivisibile. La nostra Costituzione, grazie alla lungimiranza dei
Padri del tempo, è piena di strumenti che possono evitare la
divisibilità della Repubblica. E lo fa all'inizio quando ne
sancisce appunto l'indivisibilità; lo fa nella parte in cui prevede
la Corte Costituzionale e le funzioni della Corte Costituzionale.
Dà anche a noi la possibilità di potere impugnare questa intesa in
sede giurisdizionale.
Signor Presidente, la ringrazio per questa grande occasione di
confronto e di dibattito tra noi colleghi che oggi qui
rappresentiamo la Sicilia e lo facciamo in modo ancora più forte
delle normali sedute ordinarie. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, l'avevamo auspicata questa seduta nella quale soltanto
si potesse parlare liberamente, da parlamentari che hanno i
rapporti non soltanto con il proprio territorio ma con l'intera
Istituzione Regione siciliana. E ci siamo riusciti e quindi io la
ritengo una bella giornata, e la ritengo interessante perché gli
interventi che ho ascoltato, e sono tanti, non sono stati
interventi che ripercorrono le tristi liturgie di chi deve parlare
anche di argomenti importanti, ma comunque ognuno fermo sulle
proprie posizioni.
E non è un caso se io ed il collega Cracolici abbiamo sottoscritto
il documento che ci ha sottoposto la collega Pagana del Movimento
Cinque Stelle, perché vorremmo che finalmente, finalmente e sono
trascorsi moltissimi anni, lo Statuto della Regione siciliana è del
1946, precede di due anni persino la Costituzione della Repubblica,
dopo tutti questi anni finalmente ci possa essere, come dire quasi
un outing, scusate il termine, del gruppo dirigente nel suo
complesso di questa regione, perché se dovessimo pensare che tutto
questo, in settanta e più anni, sia avvenuto per caso, questo non è
vero, è difficile, sarebbe difficile da sostenere. Ci sono - l'hai
detto anche tu - è ovvio delle insufficienze da parte di tutti,
delle forze politiche che in questi lunghissimi anni e decessi si
sono succeduti in questo Parlamento, perché comunque la capacità di
iniziativa non è stata mai tolta a questo Parlamento, ma anche ai
parlamentari nazionali che probabilmente quando si sono recati a
Roma hanno dimenticato che esiste una regione che è la più speciale
tra le regioni a statuto speciale, per ragioni storiche, per
ragioni culturali, e per ragioni che hanno fatto sì che nel 1946
davvero lo Stato concedesse queste come dire percentuali così
pesanti di autonomia alla Regione siciliana, purtroppo nella
stragrande maggioranza dei casi non attuati. E qui l'autonomia non
può diventare una sorta di mantra che non tenga conto di quelli che
sono i principi fondamentali della Costituzione, anche quelli non
espressamente scritti, cioè il principio della coesione del paese,
cioè finché ognuno di noi sarà convinto che il paese è uno, non
sarà possibile immaginare di trattare questo argomento come una
triste, inutile e ipocrita liturgia per esprimere la propria
posizione ed esserci, ecco esserci per chi, neppure per la storia
perché tra qualche decina di anni, se non saremo conseguenti
rispetto a quello che può accadere a livello nazionale, la storia,
i colleghi che ci succederanno in queste sedi, non parleranno
certamente bene di noi, e quindi non può essere un mantra, cioè un
alibi, e non si deve essere necessariamente autonomisti per
difendere ciò che è contenuto dentro il nostro Statuto.
Guardate, tante ipocrisie si sono succedute, la legge 42 che è
stata citata più volte, anche da te collega Compagnone, la legge 42
che doveva sembrare la legge che finalmente attuava questo
benedetto come dire regionalismo per cui l'autonomia, cioè quindi
tutti che guardavano, cioè ha introdotto un principio che è quello
della perequazione infrastrutturale, ebbene io penso che ci sia
stato anche un errore dal punto di vista culturale, l'articolo 38
dello Statuto, che quando è stata approvata la legge 42 aveva già
decenni, e decenni, e decenni, prevedeva la perequazione del lavori
pubblici e guardate non era tanto importante questa, perché vi
immaginate nell'immediato dopo guerra la perequazione ai lavori
pubblici era quasi un dovere, che era la Sicilia il paese veramente
distrutto e la Sicilia ancor di più, ma questa perequazione era
legata al livello di reddito inferiore che la Regione siciliana
aveva in quel momento.
E' questo il nodo che davvero grida vendetta oggi a distanza di
tutti questi anni.
La perequazione infrastrutturale non era necessario che fosse
introdotta dalla legge n. 42 se già è norma dello Statuto ed è una
norma che non prevede soltanto in sé la perequazione
infrastrutturale - ripeto - che anche oggi è esattamente come prima
un indispensabile obiettivo che lo Stato si deve prefiggere?
E' importante perché viene collegata quella perequazione al
livello di reddito inferiore che i cittadini siciliani avevano nel
1946 - e mi sia consentito - non è polemica
Se abbiamo letto e tanti, almeno quelli che più ci siamo
appassionati negli anni a questi temi, li abbiamo letti, cosa è ciò
che Regioni, peraltro a guida diversa così evito che qualche
collega dica Ah, l'Emilia Romagna , a guida diversa, c'è il
Veneto, c'è la Lombardia, c'è l'Emilia Romagna e ci sono altre -
collega Pagana - altre che spingono a guide diverse, giusto?
Se tutto questo non è il tentativo - e non voglio usare parole
forti nella sede sacra del Parlamento- se questo non è un tentativo
di secessione, quale dovrebbe essere il tentativo di secessione?
Lo dico con grande rispetto.
Non sono un sovranista e introduco un tema - chi mi conosce ormai
sa che i miei ragionamenti sono in assoluta buona fede e vogliono
avere un taglio più culturale quando parliamo di questi temi che
altro.
Un partito che si professa sovranista non deve difendere soltanto
i confini del Paese.Io non lo sono, ripeto. Ho un'altra idea della
vita e del mondo. Se il sovranismo è soltanto il sovranismo del
regionalismo differenziato, delle Regioni ricche allora non ci sto
Una battaglia senza quartiere e senza frontiere contro un
sovranismo che avvantaggia soltanto le Regioni delle aree più
ricche di questo Paese.
Se questo è il sovranismo che uno dei partiti di Governo, la Lega
- lo dico con grande chiarezza - ritiene di dovere portare avanti,
è chiaro che nessuno può essere d'accordo.
Non ci possono essere cittadini d'accordo.
Il sovranismo fatto soltanto con le Regioni più ricche per mettere
in ginocchio le regioni più in difficoltà per dimenticare la
perequazione infrastrutturale ma perché?
Perché questi partiti sovranisti, che ritengono legittimamente
secondo la loro idea della vita e della politica di difendere i
confini, non difendono l'articolo 38 e non vogliono attuare
l'articolo 38 della Costituzione in una Regione che è stata davvero
in questi anni la frontiera di questo nostro Mediterraneo, davvero
la frontiera di questo nostro Mediterraneo.
E' questa la ragione che mi ha indotto, mi avvio alla chiusura
anche se ci sarebbero da fare ulteriori ragionamenti.
Non so come si concluderà questa seduta, se ci sarà un documento
comune.
Desidererei, pur sapendo che il Governo ha fatto una frenata
importante che consente a tutti quanti di riflette e approfondire,
in questo documento se dovesse rimanere il meccanismo del
regionalismo differenziato per le regioni Veneto, Emilia Romagna e
Lombardia uguale o simile a quello che c'è stato - scusi onorevole
Milazzo perché altrimenti il Presidente mi rimprovera, proprio
perché faccio tardi - perché vìola due principi fondamentali, uno
non scritto perché fa parte della Costituzione, che è quello della
coesione del Paese. Cioè, attuare questo regionalismo
differenziato, spezzerebbe la coesione del nostro Paese; l'altro è
la violazione di una norma scritta, ed è una norma scritta, tra
l'altro, nella riforma del Titolo V della Costituzione, che è
l'articolo 117, secondo comma, lettera m), per cui, come dire, i
principi, i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i
diritti civili e sociali, dice la Costituzione, devono essere
garantiti in maniera uniforme, uguale, in tutto il territorio
nazionale. La violazione di una norma scritta nella Costituzione,
Presidente Cancelleri.
E, allora, io non lo so cosa decideremo alla fine, cosa deciderà
l'Aula, di scrivere il documento, ripeto, io ho sottoscritto
tranquillamente quello, però, io credo che se dovesse rimanere - e
chiudo davvero - così com'è questo modello, che per fortuna è stato
fermato in questo momento dai livelli nazionali, tra Emilia
Romagna, Lombardia e Veneto, io dico che l'Aula deve impegnare il
Presidente della Regione ad impugnare quelle norme convenute nei
documenti che concederebbero i livelli essenziali, questo
regionalismo differenziato a queste tre regioni; di impugnare
quelle norme secondo i rimedi che gli concede l'ordinamento
giuridico.
E' venuto il momento di passare dalle parole ai fatti e chi vuole
difendere i confini di questo Paese innanzitutto difenda i diritti
civili e sociali di tutti i cittadini della Repubblica a partire da
chi li ha avuti riconosciuti nel 1946.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
Onorevoli colleghi, non mi costringete a tagliare gli interventi.
Per favore, attenetevi ai dieci minuti che sono abbastanza lunghi,
grazie.
ARICO'. Signor Presidente, signor Vicepresidente della Regione,
Governo, onorevoli colleghi, è un tema molto importante quello che
affrontiamo oggi. E' il vero tema dell'anno, non ci sono altri temi
che potranno contraddistinguere l'azione politica delle regioni in
rapporto con lo Stato ed è giusto che incominciamo a parlare di
qualche cifra pe capire di quello che parliamo ma non sciorinare
chissà quali dati, una mera elencazione dei dati sugli investimenti
fatti nel corso degli anni nel Nord, nel Sud o il PIL. Però, se
partiamo con dei piccoli dati che possono rappresentare, però, dei
grandi concetti, partendo ad esempio dal reddito pro-capite
dell'Alto Adige che a Bolzano ed in Trentino e nell'Alto Adige
credo che sia oltre i 42 mila euro l'anno, invece, nella Sicilia,
in Calabria è circa 18 mila euro, allora, capiamo il gettito
fiscale che arriverebbe, se ci fosse, diciamo, un federalismo delle
regioni.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
ARICO'. Ed allora, vorrei, accogliendo la proposta di alcuni
colleghi per un atto forte votato dall'intero Parlamento, dire no.
Mi riferisco, non ultimo all'onorevole Gucciardi, che poco prima
nel suo intervento ha fatto questa proposta. Ci possiamo stare, per
il bene della Sicilia, ma dobbiamo capire una cosa, non ci stiamo
perché riteniamo la Sicilia arretrata rispetto alle altre regioni
d'Italia, ci stiamo perché riteniamo la Sicilia e tutto il
meridione d'Italia, a livello infrastrutturale, estremamente
deficitario, ma non per colpe nostre Perché è vero quanto diceva
l'onorevole Lo Curto, facendo un excursus su com'è nata l'unità
d'Italia, sulla ricchezza che c'era nel Regno delle Due Sicilie,
sulla ricchezza complessiva che, a secondo dei dati statistici, nel
1861 ammontava a 668 milioni di cui i due terzi provenivano dal
Regno delle Due Sicilie e, quindi, probabilmente lì c'è stato un
impoverimento, è nata la Questione meridionale,
Però, Presidente e colleghi, è anche vero che a livello
infrastrutturale noi siamo estremamente arretrati.
Proprio in queste ore, su proposta degli onorevoli Galluzzo e
Zitelli, abbiamo creato un Intergruppo i cui principi si fondano
sulla continuità territoriale e dice sì' al ponte sullo Stretto.
Perché dobbiamo partire dalle infrastrutture, voglio dare un dato,
non ne voglio dare molti perché potrei rischiare di annoiare chi ci
ascolta: sappiamo quanto costa un km di TAV? In Italia la Corte dei
conti ha stabilito che costa circa 60 milioni di euro, immaginiamo
quanto sono le strade ferrate che in Sicilia possono fare
attraversare i treni ad alta velocità. Zero. I treni ad alta
velocità arrivano fino a Salerno. Stanno pensando a farlo arrivare
a Bari. Immaginiamo quanti miliardi e miliardi di euro soltanto per
un servizio che è quello per un trasporto su linea ferrata
l'Italia, lo Stato ha investito.
Siamo arretrati anche in infrastrutture. Si parla di porti, si
parla di aeroporti, si parla di interporti. Tutte cose che non
esistono all'interno di questa Regione.
Allora Presidente, io sono preoccupato perché come quasi tutti,
anzi tutti i colleghi, hanno avuto modo di rappresentare il fatto
che qualora le grandi Regioni, quelle che hanno dei PIL più elevati
d'Europa - l'onorevole Galluzzo mi dava i dati statistici della
Regione del Nord, dati assolutamente positivi. Mi faceva notare che
era la Regione più ricca d'Europa. Allora pensiamo il gettito
fiscale derivante da una media che nell'Alto Adige è di 42 mila
euro pro-capite contro i 18-19 mila euro delle Regioni del Sud.
Immaginiamo se il gettito fiscale per il 90% dovesse andare alle
Regioni del Nord per utilizzarle sapientemente. Noi non ci
scandalizziamo, noi di Diventerà Bellissima', non ci
scandalizziamo se le Regioni del Nord amministrino il loro gettito
fiscale meglio di quelle del Sud, ritengo che questo Governo possa
accettare la sfida. Ma di tutta l'arretratezza infrastrutturale che
ne facciamo? Quante decine, se non centinaia di miliardi dovrebbero
essere investiti nelle regioni del Sud per colmare tutto quello che
non si è fatto in questi anni. Credo assolutamente tanti.
Allora, siamo disponibili, se l'Aula vorrà, ad avere un'unica
voce. Io ritengo che il Parlamento regionale possa accettare la
proposta di alcuni Gruppi parlamentari affinché si possa dire no
motivandolo con alcune delle questioni che io ho sottoposto al
Governo, alla sua Presidenza e ai colleghi.
Ritengo che questa è una pagina che forse alcuni stanno
sottovalutando, Presidente. Noi no. Noi non la sottovalutiamo. A
volte gli eventi passano e sono degli eventi importanti ma li
capiamo solo dopo che sono passati. Questo è un momento in cui
dovremmo soffermarci per capire che questo dibattito non è solo un
dibattito per quello che sta succedendo alle regioni del Nord, non
è un dibattito su come impostare una discussione con lo Stato,
probabilmente sarà la vera svolta, se verrà fatto o non verrà
fatto, per il prosieguo e l'andamento di una Nazione che fonda le
sue caratteristiche sull'unità.
Riteniamo anche che questo possa essere, qualora fosse gestito
male, un pericolo anche per lo stesso Nord. Immaginiamo un Sud che
per anni è stato probabilmente trascurato, però, è stato anche un
meccanismo per cui anche le regioni del Nord potessero proporre i
loro prodotti e il Sud potesse essere un mercato nel quale vendere
i loro prodotti, pensiamo l'impoverimento del Sud considerando che
i primi esportatori sono proprio le industrie del Nord nel mercato
del Sud, quello che potrebbe creare, piano, piano, nel corso di
decenni, l'impoverimento del Sud.
Ed, allora, vorrei che si potesse lanciare un messaggio per fare
capire agli amici, ai concittadini, agli Italiani del Nord, -
perché prima di essere Siciliani, signor Presidente, siamo Italiani
- e vogliamo continuarlo ad essere, difendendo, soprattutto, gli
interessi dei Siciliani in quanto Italiani.
E vorrei, allora, lanciare un messaggio, vorrei che il Parlamento
potesse lanciare un messaggio di coesione nazionale, la
possibilità, prima, di parlare di federalismo fiscale, si parli di
perequazione tra le Regioni, si parli di gap infrastrutturale e si
parli di una parità sociale fra le regioni e, poi, si parli di come
destinare le risorse nel migliore dei modi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, vede, noi non riflettiamo mai su quanto
sia piacevole non chiedere nulla. Questo non lo dicevo io, lo
diceva Seneca, giusto qualche anno fa.
Veda, però, leggendo la lettera del Presidente Musumeci, mi sono
reso conto che, forse, dovrei regalare una copia dello Statuto al
Presidente. Perché? Perché tutti qua, sono saliti, sono venuti qui
a parlare su questo scranno per dire quali problemi ci saranno
qualora venisse votato questo regionalismo differenziato, eccetera,
eccetera. Si è parlato anche di reddito pro-capite e di tante cose
ma, secondo me, lo Statuto, in fondo, non lo conoscono bene. E vi
spiego perché.
Lo Statuto, in via semplicistica, lo potremmo dividere in due: una
parte, diciamo, economica che viene spesso citata da questo
scranno, e tutta la parte più importante, secondo me, che è la
possibilità di potere legiferare, cioè delle competenze che noi
abbiamo.
Negli anni passati, potevamo essere considerati, a livello
economico, anche una Regione a Statuto ordinario, con quella
capacità economica, quindi, ma con una capacità legislativa che
l'unico modo in cui è stata utilizzata è quella di fare bacini
clientelari, e lo sappiamo benissimo, di fare debiti, eccetera,
eccetera.
Ora io mi immagino, in ottica, guardo nel passato ed ipotizzo: ma
se negli anni, se 20, 30 anni fa, avessimo avuto l'applicazione
dello Statuto, anche, per gli articoli riguardanti quella metà che
riguardavano, ovviamente, la parte economica, oggi cos'avremmo?
Sicuramente, quei bacini clientelari ancora più ampi, avremmo avuto
ancora più incompiute, avremmo avuto ancora più partecipate,
avremmo avuto un disastro molto più ampio, perché questa Regione
non è stata mai in grado di legiferare bene.
E se ne vede anche nella capacità di riscossione, perché se anche
le altre Regioni riescono ad avere maggiori risorse da poter
spendere, è perché hanno anche la capacità di prenderle quelle
risorse che servono.
Si parla di reddito pro-capite ma, mai nessuno parla delle
situazioni, ad esempio, attuali, dove noi possiamo anche
intervenire immediatamente sugli ispettorati del lavoro perché sono
quelli che controllano anche se una persona è messa in regola e,
quindi, se effettivamente, poi, un domani, il reddito effettivo
percepito è quello o sono lavoratori in nero o in grigio, eccetera,
eccetera. Ma questa parte, purtroppo, non si riesce mai a fare. E,
tutti parlano del passato, che servono più soldi, l'unica cosa che
si sa dire da questo scranno è che servono più soldi.
Dico, nel passato, ve l'ho già dimostrato quello che si è fatto
ma, ad oggi, questo Parlamento, sarebbe, con questi Deputati, in
grado di legiferare e portare riforme? La risposta è assolutamente
no, perché questi sono i dati delle relazioni fatti sull'attività
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana nel 2018: su 21
leggi, solo 9 non sono atti dovuti, cioè non sono, ad esempio,
bilancio, variazioni di bilancio, finanziaria, debiti fuori
bilancio, la proroga dei commissari, ad esempio, delle province.
Noi abbiamo avuto questa cosa fantasiosa di fare solo nove disegni
di legge - ovviamente tutti disegni di legge vuoti perché non c'è
neanche un euro, quindi non è una vera e propria riforma - e quello
che otteniamo è proprio questo. Una delle riforme che abbiamo
recepito dopo quindici anni, ad esempio, è quella sull'edilizia che
era una legge a livello nazionale del 2001, recepita soltanto nel
2016 a livello locale; la legge n. 328 è del 2000 ma è recepita
solo in parte; altre che regolamentano le questioni sociali sono
una legge del 1986, ad esempio.
Quel che non si è capito, caro Presidente - e qui mi riferisco a
lei anche per la improduttività di quest'Assemblea, visto che si
lavora poco e male - è che questo Statuo, in questo momento - e lei
è il primo che coordina quest'Aula, quindi, lo saprà benissimo -
proprio nella parte legislativa sta diventando il motivo principale
per cui noi siamo vent'anni e trent'anni indietro, perché siccome
abbiamo competenze legislative non recepiamo le leggi nazionali e,
quindi, rimaniamo indietro, non legiferiamo perché quest'Assemblea
non vuole lavorare, e questa è la dimostrazione, per cui noi stiamo
rimanendo venti, trent'anni indietro. E nonostante abbiamo una cosa
straordinaria che non va assolutamente tolta ma va alimentata, come
lo Statuto.
E quando io leggo la lettera del Presidente capisco che lui non ha
completamente idea di come funziona lo Statuto perché un Presidente
serio ed un'Assemblea seria inizierebbero a chiudersi qui dentro,
in quest'Aula a scrivere le vere riforme per dare una svolta a
questa Terra.
Invece, questo non lo vediamo. L'unica cosa che continueremo
sicuramente a vedere saranno persone che vanno via. E qualora
arrivassero ulteriori soldi io l'immagino come la finanziaria del
2019 e 2020 potrebbe diventare I duecentomila euro del
ripopolamento del coniglio selvatico diventerebbero due milioni e
tutte le varie marchette che spesso spuntano di notte - perché poi
è così- o tutti gli altri che spesso arrivano i famosi fuori
sacco diventerebbero una cosa inaudita perché, ormai, noi
legiferiamo solo durante la finanziaria e, poi, questo Parlamento
torna a dormire. Purtroppo è così.
Io spero che, oltre a fare le battaglie contro Roma per cercare di
avere dei soldi che Roma sta cercando di fare avere - e la
dimostrazione è la finanziaria del 2019, per cui Roma ha rivisto
quei patti scellerati fatti da destra e, soprattutto, da sinistra.
Li sta rivedendo per dare più risorse ma, allo stesso tempo,
dobbiamo cominciare a metterci in testa che qui dentro vanno
scritte le cose per riformare questa Terra.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zito, per il suo fondamentale
intervento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo.
Mi scusi, onorevole Milazzo, siccome sono le 18,50 non vorrei
smentire l'onorevole Zito e, quindi, lavorare troppo, ci sono
ancora dieci interventi che, a dieci minuti ciascuno, significano
tre ore.
Io direi che, anche in funzione della mozione che si vorrebbe
votare in modo unitario, se noi - finito l'intervento
dell'onorevole Milazzo - ci aggiorniamo a domani, così abbiamo
anche il tempo di scrivere la mozione.
ARMAO, assessore per l'economia. Io non potrò essere presente.
PRESIDENTE. Assessore Armao, se non c'è lei ci sarà qualche altro.
Che vuole che le dica, ci sono ancora troppi interventi.
In più c'è la volontà del Parlamento - che io condivido al cento
per cento - di fare una mozione unitaria, se fosse possibile, non è
sicuro ma speriamo di sì.
Adesso sospendiamo e, poi, domani vediamo.
Assessore Armao, io credo che questa sia una discussione
importante. Poi se lei ha altre cose per cui non può essere
sostituito da nessun'altra parte vuol dire che verrà qualcun altro.
Però, io credo che sia una delle discussioni più importanti che
sono state fatte nell'ultimo periodo.
Quindi, finito l'intervento dell'onorevole Milazzo, ci
riaggiorniamo a domani.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comunque era mia
intenzione, sentiti i colleghi, di sospendere per cercare, se era
possibile, di condividere un unico ordine del giorno, un ordine del
giorno unitario.
Quindi, penso che la sospensione, a prescindere, sia necessaria
per cercare di capire se i Gruppi parlamentari possono
identificarsi in un unico ordine del giorno.
PRESIDENTE. Allora, se lei lo ritiene possibile, sospendiamo
adesso prima ancora del suo intervento.
MILAZZO. No, Presidente, io intervengo brevemente così, poi,
magari gli altri colleghi poi possono intervenire in tempi più
PRESIDENTE. Benissimo, allora prego intervenga.
MILAZZO. Io, parlerò pochissimo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Prego, allora finito l'intervento dell'onorevole
Milazzo ci aggiorniamo domani alle ore 16.00.
MILAZZO. Signor Presidente vuole dire al quarto uomo che questi
secondi, diciamo, me li ha presi lei
PRESIDENTE. Vabbè, siamo dello stesso partito
MILAZZO. Va bene, grazie Presidente. Dicevo, l'argomento che, in
questo momento, è oggetto di discussione nel Paese, non in Sicilia,
è un argomento molto serio che evidenzia alcuni aspetti,
Presidente.
Veda, mi riferisco a questo confronto che c'è non solo, -
Presidente vorrei la sua attenzione, onorevole Miccichè, vorrei la
sua attenzione - sull'argomento in senso stretto, cioè questo
processo di regionalismo differenziato che si è innescato, che vede
come protagoniste le tre regioni del Nord Italia, ma anche le
riforme che stanno seguendo nella strategia governativa in questo
momento.
Vorrei evidenziare, onorevole Presidente, un fatto importante sul
quale si sta facendo solo, come dire, una critica in senso politico
e non in senso istituzionale e costituzionale, ovvero, io non sono
contrario fondamentalmente al reddito di cittadinanza, però vorrei
rivolgermi ai colleghi del Cinque Stelle per un'analisi
assolutamente decolorata'. Decolorata, è appropriato, siete
abituati sempre alla politica fuori dagli schemi, va bene
decolorata .
Io non sono contrario al reddito di cittadinanza, magari vorrei
perfezionare il metodo, come si arriva all'erogazione ma non è
l'argomento.
Il tema che vede protagonista il reddito di cittadinanza si va ad
inserire in questo processo costituzionale che vede il Parlamento
non più protagonista, quindi in una Repubblica parlamentare, quindi
che vede il Parlamento protagonista, in questa fattispecie che è la
più importante e sarà quella che determinerà la vita di tutti gli
italiani a perdere o a guadagnarci, è un processo importante ed il
reddito di cittadinanza sapete che pagina scrive? E non mi
riferisco a voi, mi riferisco a coloro i quali potrebbero
utilizzarlo, e lo utilizzeranno, in senso distorto, e non mi
riferisco al sostegno economico in senso stretto, mi riferisco al
fatto che se noi unissimo, e saranno unite, questo tipo di processo
istituzionale, cioè il regionalismo differenziato ed il reddito di
cittadinanza, ne verrà fuori un Sud assistito con una specie di
elemosina ed un Nord che si arricchisce sempre di più perché ci
guadagna con i propri soldi.
Allora, quello che si deve scongiurare, e non dico che è una
vostra strategia, lo ribadisco e lo dico, però se dovesse passare
questo principio, onorevole Cappello, quel sostegno - che io
ritengo giusto - si altererebbe diventando non più un sostegno
giusto ma un sostegno sbagliato negli effetti politici perché la
classe dirigente del Nord, poi, dirà che al Sud in regioni che
sempre di più saranno povere loro guadagneranno per sfamare i
poveri, questo è il messaggio che passerà.
Il messaggio che passerà, dunque, è che loro saranno bravi perché
loro sono autosufficienti e noi, ahimé, vivremo di sostegno al
reddito, di reddito di cittadinanza di qualunque forma di
assistenzialismo.
Come si può fermare questo processo? Lasciare libero, pulito, una
misura che vede il sostegno alle fasce più deboli che è quella che
voi avete ideato, sospendere - e per noi è condizione essenziale,
conditio sine qua non - sospendere immediatamente questo processo
per riscriverlo.
Riscriverlo, a) garantendo che cosa? Intanto, nell'immediato
l'insularità. Il riconoscimento dell'insularità che noi abbiamo
chiesto;
b) che non vengano conteggiate le risorse per le infrastrutture.
Queste non vengano conteggiate perché questo è sviluppo. Quando una
regione del Paese viene infrastrutturata non è che si arricchisce
quella regione, è il Paese che si arricchisce.
Se Palermo, la Sicilia, rilancia i propri porti è il Nord Italia
che ne ricava ricchezza. Se noi creiamo un collegamento fra i
nostri porti e la cosiddetta rete, diciamo, non su gomma, ma su
rotaie ecco che si crea questa infrastrutturazione virtuosa. Molti
dicono no al ponte sullo Stretto. Io non mi esprimo. C'è chi dice
rilanciamo le nostre ferrovie, creiamo nuove strade, qualunque
cosa. Ma per fare tutto questo ci vogliono risorse stanziate per
fare nuove infrastrutture, e questo non può essere conteggiato nei
trasferimenti ordinari che lo Stato ci dà.
Inoltre, oggi, siccome infrastrutturale' non è una strategia
immediata, perché quando i comuni approvano i propri piani
triennali e poi i propri elenchi annuali non è che è immediato
questo processo. Ogni assessore alle infrastrutture, che sia
regionale o che sia comunale, non taglierà mai il nastro di
un'opera che lui promuove, o un consiglio comunale dotando la
propria città dello strumento urbanistico non taglierà mai il
nastro di quell'opera, ma doterà il comune della strategia
infrastrutturale, economica e produttiva del proprio territorio.
Cosa significa questo? Che oggi noi non possiamo dire sì a un
nuovo percorso su rotaie che va da Messina a Trapani. Sì, ma noi lo
vedremo? Noi lo vedremo fra tre anni, fra quattro anni. Per
garantire la definizione di questo processo infrastrutturale cosa
bisogna fare? A Roma, oggi, sospendendo, e lo dico ribadendo
bisogna sospendere questo processo - signor Presidente, se il
Governo prende posto e almeno, non dico che mi deve ascoltare, ma
magari mettermi nelle condizioni di rivolgermi ai colleghi - se noi
non garantiamo e mettiamo per iscritto, fermando il gioco,
onorevole Cappello, e scrivendo ora per i prossimi dieci anni le
risorse che si vogliono trasferire al Sud per il rilancio del
meridione. Perché il Presidente della Regione Lombardia dice: va
beh, noi per ora attiviamo il percorso, poi l'altro processo se ne
parla. Quando la palla se ne andrà da questo terreno di gioco il
Parlamento, che è il nostro unico garante, non potrà intervenire
più. Ecco perché bisogna, oggi, sospendere questo processo.
Vorrei ricordare a tutti che la città di Messina denuncia che
chiuderà il tram perché non se lo può più permettere. Questo noi lo
chiamiamo sviluppo? Mentre nelle regioni del Nord si litiga se fare
o meno la TAV, avendo le risorse e non entro nel merito perché non
voglio politicizzare l'argomento, a Messina un sindaco è costretto
a dire che, pur volendo mantenere un'infrastruttura già realizzata,
lui non se la può permettere. Questo è uno scandalo vero e proprio.
Così come nel caso di Palermo, il sindaco di Palermo, avendo le
prime tre linee di tram, vorrebbe renderlo organico e funzionale
alla città, realizzare le altre linee di tram però non ha le
risorse.
Ecco, il confronto con le regioni del Nord deve in questo essere
leale, ma fermando il gioco.
E allora, come avviene questo? Io mi sono permesso di scrivere
alcune cose e ve le leggo: chiedere al Governo nazionale, appunto,
di sospendere il processo di stipula delle intese con le tre
regioni; chiedere al Governo nazionale, in ogni caso, che il
trasferimento delle risorse infrastrutturali non venga conteggiato;
altresì, chiedere al Governo nazionale in ogni caso che la garanzia
predeterminata dei fondi da stanziare per i prossimi dieci anni, ma
soprattutto anche il fondo di perequazione. Cioè, ci vuole una
garanzia quando sul territorio nazionale che è uno e uno solo, è
indivisibile, non possiamo fare delle piccole nazioni, perché di
questo si parla, all'interno della nostra comunità nazionale. Per
fare questo bisogna sospendere il gioco e istituire garanzie
costituzionali. E chi, meglio del Parlamento, ci può garantire
questo percorso?
Allora, io chiedo ai colleghi di fermarci un attimo, di non avere
fretta ad approvare ognuno il nostro ordine del giorno,
riaggiornarci a dopo o a domani per scrivere un'unica proposta,
perché se ne viene fuori uno spezzatino, magari vincerà un ordine
del giorno rispetto ad un altro, ma saremo divisi e perderemo
tutti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con l'intervento dell'onorevole
Milazzo abbiamo terminato per stasera. Pertanto, la seduta è
rinviata a domani, mercoledì 20 febbraio 2019, alle ore 17.00, con
il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -SEGUITO DEL DIBATTITO SUL TEMA DEL REGIONALISMO DIFFERENZIATO
La seduta è tolta alle ore 19.01
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Interventi per la promozione del modello economico dell'economia
circolare ed Istituzione dell'osservatorio regionale euro-
mediterraneo sull'economia circolare
(OREMEC) (n. 488).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cafeo,
Catanzaro, Sammartino,
Dipasquale e De Domenico il 15 gennaio 2019.
- Interventi per realizzazione e la diffusione dei servizi di
accesso Wi-Fi (Wireless Fidelity) gratuiti ed aperti (n. 489).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Genovese il
15 gennaio 2019.
- Istituzione di un organo competente per le politiche e gli
affari aerospaziali regionali (n. 490).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Tancredi,
Ciancio, Campo, Di Caro, Di Paola, Pasqua, De Luca A., Schillaci,
Sunseri, Pagana, Marano, Cancelleri, Palmeri, Zito, Cappello, Foti,
Trizzino, Mangiacavallo, Siragusa e Zafarana il 15 gennaio 2019.
- Disposizioni in materia di riscossione (n. 492).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
(Armao) il 17 gennaio 2019.
- Norme in materia di canoni sui permessi di ricerca concessioni
minerarie e autorizzazioni (n. 493).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
(Armao) il 17 gennaio 2019.
- Disposizioni in materia di personale, di enti locali e altre
disposizioni (n. 494).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
(Armao) il 24 gennaio 2019.
- Valorizzazione e tutela delle aree agricole e contenimento del
consumo del suolo (n. 495).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
Cafeo e Catanzaro il 24 gennaio 2019.
- Norme in materia di raccolta, coltivazione, commercio e tutela
del consumo dei tartufi nella Regione siciliana (n. 496).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
Cafeo e Catanzaro il 24 gennaio 2019.
- Iniziative a favore dei minori che frequentano nidi e micronidi
(n. 497).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Cancelleri, Campo, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola,
Mangiacavallo, Marano, Palmeri, Pagana, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi, Zafarana e Zito il 24
gennaio 2019.
- Modifiche alla legge regionale 3 luglio 2000, n. 15 Istituzione
dell'anagrafe canina e norme per la tutela degli animali da
affezione e la prevenzione del randagismo (n. 498).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Galvagno il
31 gennaio 2019.
- Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47 (n. 499).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ciancio,
Cancelleri, Cappello, Campo, Di Caro, De Luca, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Palmeri, Pagana, Pasqua, Siragusa,
Schillaci, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 31
gennaio 2019.
- Norme per l'istituzione dei Poli Museali e dei Luoghi della
Cultura (n. 500).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Milazzo e
Mancuso il 31 gennaio 2019.
- Norme in materia di raccolta, coltivazione, commercio e tutela
del consumo dei tartufi nella Regione Siciliana (n. 501).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Tancredi,
Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Zafarana, Zito, Pagana,
A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci il 31 gennaio
2019.
- Misure per il potenziamento dei servizi della motorizzazione
civile sul territorio regionale (n. 502).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci il
31 gennaio 2019.
- Riordino del settore dell'assistenza nelle aree pediatriche (n.
503).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole De Domenico
il 31 gennaio 2019.
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alla
competente Commissione
BILANCIO (II)
- I nota di variazione al disegno di legge concernente il bilancio
di previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2019 e
per il triennio 2019/2021 (n. 475 bis).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 23 gennaio 2019.
Inviato il 23 gennaio 2019.
Parere I.
- Collegato al disegno di legge n. 476 Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità
regionale (n. 491).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 16 gennaio 2019.
Inviato il 18 gennaio 2019.
Parere I, III, IV, V, VI e UE.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consiglio comunale dei giovani (n. 465)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 24 gennaio 2019.
- Norme in materia di precariato nelle pubbliche amministrazioni
siciliane (n. 470)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 24 gennaio 2019.
Parere V.
- Istituzione del Garante regionale per la tutela delle vittime di
reato (n. 474)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 febbraio 2019.
BILANCIO (II)
- Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
della Regione siciliana recante Disposizioni in tema di
impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
riforma del sistema di riscossione esattoriale (n. 463)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 24 gennaio 2019.
Parere III.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Modifica all'articolo 14 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
16 (n. 462)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 24 gennaio 2019.
Parere V.
- Testo unico delle attività produttive (n. 466)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 24 gennaio 2019.
Parere IV, V e UE.
- Interventi per favorire una rapida istituzione delle Zone
economiche speciali (n. 478)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 febbraio 2019.
Parere UE.
- Costituzione del Consorzio unico regionale di ricerca denominato
'Co.ri Sicilia' (n. 483)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 febbraio 2019.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Norme per il contenimento del consumo del suolo (n. 472)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 24 gennaio 2019.
Parere I.
- Fondo regionale per il triennio 2019-2020 per la demolizione di
opere appartenenti e/o nella disponibilità di soggetti mafiosi e
loro familiari (n. 473)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 febbraio 2019.
Parere I.
- Forme di tutela del patrimonio edilizio pubblico e privato (n.
480)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 febbraio 2019.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Le strade enogastronomiche siciliane (n. 464)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 24 gennaio 2019.
Parere III.
- Norme per la promozione e la valorizzazione dei comuni ricadenti
all'interno dell'itinerario turistico-culturale della Strada
Statale 120 Dell'Etna e delle Madonie (n. 467)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 24 gennaio 2019.
Parere IV.
- Introduzione dell'educazione al pensiero computazionale nelle
scuole di istruzione primaria (n. 469)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 24 gennaio 2019.
- Istituzione giornata della memoria dell'Eruzione dell'Etna del
1669 (n. 471)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 febbraio 2019.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Interventi per l'attivazione di servizi di assistenza,
informazione, prevenzione, riabilitazione, sostegno psicologico e
reinserimento sociale e lavorativo degli ipovedenti (n. 468)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 24 gennaio 2019.
- Forme di sostegno per i genitori separati o divorziati in
condizione di disagio economico (n. 482)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 febbraio 2019.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
Si comunica che:
- l'onorevole Michele Catanzaro, con nota prot. n. 338/SG.LEG.PG.
del 16 gennaio 2019, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 463 Disegno di legge voto ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto della Regione siciliana recante
Disposizioni in tema di impignorabilità della prima casa e dei
beni mobili e immobili strumentali all'esercizio di imprese, arti e
professioni e di riforma del sistema di riscossione esattoriale' ;
- gli onorevoli Eleonora Lo Curto, Giuseppe Arancio e Francesco De
Domenico, con note prot. n. 547/SG.LEG.PG, n. 548/SG.LEG.PG. e n.
549/SG.LEG.PG. del 24 gennaio 2019, hanno chiesto di apporre la
propria firma ai disegni di legge n. 371 Misure per la prevenzione
degli arresti cardiaci nei luoghi pubblici e n. 447 Disposizioni
in materiai di consenso/dissenso alla donazione di organi e tessuti
per trapianti .
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Legge regionale 4 dicembre 2008, n. 18 Disciplina degli
istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto
pubblico - Nomina del Direttore generale dell'IRCCS - Centro
neurolesi Bonino Pulejo' di Messina (n. 35/VI).
Reso in data 15 gennaio 2019.
Inviato in data 16 gennaio 2019.
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consorzi ASI di Catania, Enna, Siracusa, Ragusa, Calatino di
Caltagirone e Messina (n. 41/I).
Pervenuto in data 17 gennaio 2019.
Inviato in data 18 gennaio 2019.
- Istituto Incremento Ippico per la Sicilia - Designazione
Presidente e componenti del Consiglio di Amministrazione (n. 42/I).
Pervenuto in data 17 gennaio 2019.
Inviato in data 18 gennaio 2019.
- Consorzi ASI di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta e
Gela - Incarico di commissario liquidatore (n. 44/I).
Pervenuto in data 29 gennaio 2019.
Inviato in data 31 gennaio 2019.
BILANCIO (II)
e
COMMISSIONE UNIONE EUROPEA
- Rimodulazione interventi del Patto per lo Sviluppo della Regione
siciliana (Patto per il Sud) finanziati con le risorse del FSC
2014/2020 - Area tematica 2 Ambiente' e Area tematica 6
Rafforzamento della capacità istituzionale' - Aggiornamento elenco
interventi deliberazione della Giunta regionale n. 301 del 10
settembre 2016 P.O. FESR Sicilia 2014/2020 - Modifiche (n. 39/II -
UE).
Pervenuto in data 10 gennaio 2019.
Inviato in data 17 gennaio 2019.
- Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia 2014/2020 - Versione
5.0 con modifiche approvate dal Comitato di Sorveglianza con le
procedure scritte n. 1 del 7 marzo 2018 e n. 2 del 2 luglio 2018
nonché, con la modifica di cui alla Decisione C(2018) 8342 finale
del 3 dicembre 2018 della Commissione Europea. Approvazione (n.
40/II - UE).
Pervenuto in data 10 gennaio 2019.
Inviato in data 17 gennaio 2019.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente - ARPA -
Sicilia - Regolamento di organizzazione e funzionamento (n. 43/IV).
Pervenuto in data 22 gennaio 2019.
Inviato in data 24 gennaio 2019.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
Si comunica che:
- la Commissione Cultura, formazione e lavoro (V)' nella seduta
n. 72 del 12 febbraio 2019 ha approvato la risoluzione Iniziative
urgenti finalizzate alla tutela delle politiche attive del lavoro
in relazione all'applicazione del comma 258 dell'articolo 1 della
legge 30 dicembre 2018, n. 145' (n. 5/V);
- la Commissione Salute, servizi sociali e sanitari (VI)' nella
seduta n. 76 del 9 gennaio 2019 ha approvato la risoluzione
Istituzione del centro dei disturbi del comportamento alimentare
presso il Servizio di dietologia del presidio ospedaliero Vittorio
Emanuele di Catania' (n. 11/VI).
Comunicazione di sentenze della Corte dei conti
Si comunica che sono pervenute le seguenti sentenze:
- n. 1/2019/SS.RR./PARI approvata dalle Sezioni riunite in sede di
controllo della Corte dei Conti per la Regione siciliana;
- n. 1/2019/EL relativa al giudizio n. 614/SR/EL, approvata dalle
Sezioni riunite in sede giurisdizionale della Corte dei Conti per
la Regione siciliana.
Si comunica, altresì, che le stesse sono disponibili presso
l'archivio del Servizio Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 675 - Chiarimenti in merito alle criticità del Pronto Soccorso
dell'Ospedale Umberto I di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 678 - Chiarimenti in merito alle criticità del Pronto Soccorso
del presidio ospedaliero Sant'Elia di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 679 - Mancata sospensione delle conferenze di servizi relative
agli impianti per il trattamento dei rifiuti.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 692 - Iniziative urgenti al fine di ripristinare il transito
lungo la S.P.C. n. 39.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Catanzaro Michele
N. 695 - Chiarimenti in merito all'assistenza riabilitativa presso
centri accreditati.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 677 - Riconoscimento, istituzione e politiche di sostegno ai
distretti produttivi.
- Assessore Attività produttive
De Domenico Francesco; Arancio Giuseppe Concetto; Cafeo Giovanni;
Dipasquale Emanuele
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 676 - Tutela occupazionale dei lavoratori della Liberty Lines.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
De Domenico Francesco; Arancio Giuseppe Concetto; Cafeo Giovanni;
Dipasquale Emanuele
N. 680 - Azioni in favore della diga Trinità nel trapanese.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 681 - Risoluzione delle problematiche dell'Istituto del vino e
dell'olio di Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Lupo Giuseppe; Gucciardi Baldassare; Catanzaro Michele
N. 682 - Ricognizione delle strutture odontoiatriche accreditate
nel territorio di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Di Caro Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 683 - Interventi sulla modifica unilaterale degli orari dei
treni sulla linea Siracusa - Ragusa - Gela - Licata -
Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 684 - Mancata convocazione di un rappresentante del Comune di
Motta Sant'Anastasia alla Conferenza dei Servizi per l'attuazione
della procedura di chiusura della discarica di Tiritì.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 685 - Interventi sulle gravi irregolarità del Consiglio di
Amministrazione dell'Istituto dei Ciechi di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Zitelli Giuseppe
N. 686 - Azioni a tutela dei lavoratori della società Italtel
S.p.A.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 687 - Messa in sicurezza della strada provinciale SP6.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Lupo Giuseppe
N. 688 - Chiarimenti sull'aumento dei contributi diversificati per
alcuni imballaggi in carta e in plastica da parte di CONAI.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 689 - Chiarimenti sulla chiusura del PTE di Scoglitti (RG).
- Assessore Salute
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio
N. 690 - Velocizzazione iter istruttorio relativo al pagamento
delle sanzioni per violazione di leggi ambientali e paesaggistiche.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Papale Alfio
N. 691 - Procedure di assunzione degli autisti poste in essere
dall'AST.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
-
N. 693 - Iniziative urgenti nei confronti del Governo nazionale
per assicurare il rinnovo della Cassa integrazione della Blutec e a
quelli dell'indotto.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Lupo Giuseppe
N. 694 - Chiarimenti in merito alla chiusura del P.T.E. di
Scoglitti nel comune di Vittoria (RG).
- Assessore Salute
Fava Claudio; Dipasquale Emanuele
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 148 - Pubblicazione del Piano paesaggistico dei Comuni di
Pedara, Tremestieri Etneo e San Giovanni La Punta (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 216 - Piena applicazione della legge regionale n. 194 del 1978.
Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 5/02/19
N. 217 - Iniziative in ordine al piano attuativo del regionalismo
differenziato ex articolo 116, III comma, della Costituzione e
piena attuazione delle norme dello Statuto della Regione siciliana
e del federalismo fiscale ai sensi della legge n. 42 del 2009.
Di Mauro Giovanni; Compagnone Giuseppe; Pullara Carmelo; Gennuso
Giuseppe; Lo Curto Eleonora
Presentata il 6/02/19
N. 218 - Sostegno al Presidente della Regione per un'iniziativa
nei riguardi del Governo nazionale rivolta a tutelare i diritti di
libertà e di democrazia dei cittadini di origine siciliana
residenti in Venezuela.
Figuccia Vincenzo; Galvagno Gaetano; Lo Giudice Danilo; Pellegrino
Stefano
Presentata il 8/02/19
N. 219 - Misure volte a disimpegnare le somme destinate
all'ampliamento della rete tranviaria del Comune di Palermo.
Figuccia Vincenzo; Caronia Marianna; Galvagno Gaetano
Presentata il 13/02/19
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.