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Resoconto d'Aula della Seduta n. 99 di martedì 19 febbraio 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 16.07

   PRESIDENTE.  Avverto che del verbale della seduta  n.  98  del  31
  gennaio-1-11-12-13-14-15  febbraio 2019  sarà  dato  lettura  nella
  seduta successiva.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Caronia e Lo Giudice.

   L'Assemblea ne prende atto.

          Comunicazione di ritiro dell'interrogazione n. 661

   PRESIDENTE.  Comunico  che con nota e-mail del  5  febbraio  2019,
  protocollata in pari data al n. 889/AulaPG, l'onorevole Zitelli  ha
  ritirato l'interrogazione n. 661 a propria firma.

   L'Assemblea ne prende atto.


           Dibattito sul tema del regionalismo differenziato

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  «Dibattito sul tema del regionalismo differenziato», anche se  vedo
  che non appassiona tantissimi deputati.
   Onorevoli colleghi, il Presidente della Regione mi ha inviato  una
  lettera  pregandomi  di leggerla in Aula.  E'  La  lettera  che  il
  Presidente  Musumeci  ha scritto al Presidente  del  Consiglio  dei
  Ministri, professore Conte.
   Ne do lettura:
    La  Giunta regionale alla vigilia del Consiglio dei Ministri  che
  darà  il via al processo e al cosiddetto regionalismo differenziato
  pur    ritenendo    l'autonomia    fondamentale    strumento     di
  responsabilizzazione della classe dirigente locale  e  di  maggiore
  coinvolgimento  dei  cittadini  nei processi  decisionali  fa  voti
  affinché   il   Governo   nazionale,  nel  rispetto   delle   norme
  costituzionali, assicuri il principio di solidarietà  e  di  equità
  tra  le  Regioni  italiane nella sintesi  tra  spirito  unitario  e
  autonomistico.
     L'applicazione  del regionalismo differenziato non  può  infatti
  mettere  in  pregiudizio  il  principio della  perequazione,  quale
  strumento di riequilibrio a sostegno delle Regioni deboli anche sul
  piano infrastrutturale e con minore capacità fiscale.
      Il   Governo   della  Regione  muove  altresì   voti   affinché
  parallelamente   al  processo  di  regionalismo  differenziato   si
  definisca  il tavolo istituito presso il Ministero dell'Economia  e
  delle  Finanze per dare finalmente compiuta attuazione a  tutte  le
  norme  rimaste disattese dopo oltre 70 anni all'entrata  in  vigore
  dello  Statuto siciliano e per preservare la vita delle Province  e
  delle città metropolitane siciliane salvandole dal prelievo forzoso
  loro imposto dallo Stato.
   La  Sicilia,  quale  Regione  ad autonomia  speciale,  promuove  e
  sostiene  ogni  processo di riorganizzazione  delle  autonomie  nel
  rispetto  generale  del  principio dell'unità  indissolubile  della
  nazione.
     Rivendica  a tale fine il pieno rispetto dei principi  contenuti
  all'articolo 10 della legge n. 18/2001, legge costituzionale  n.  3
  e, conseguentemente, il trasferimento, anche alla Regione siciliana
  di ogni nuova competenza attribuita alle Regioni ordinarie, ove già
  non assegnate.
   Cordiali saluti
                                                                Nello
  Musumeci

   E'  allegata, per chi la volesse leggere, anche la delibera  della
  Giunta regionale, in proposito.
   Letta  questa comunicazione, sospendo la seduta per 10  minuti  in
  attesa che giunga il Governo.
   Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.10, è ripresa alle ore 16.37)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Assessore Armao ci fa sapere che
  non  potrà  essere  presente prima delle ore  17.00.  Pertanto,  la
  seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.38, è ripresa alle ore 17.01)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Assessore, dobbiamo regolare i lavori. Preferisce fare
  un intervento lei, oppure diamo la parola a tutti e lei lo fa dopo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Interverrò dopo.

   PRESIDENTE.  Dichiaro aperte le iscrizioni a parlare  di  tutti  i
  partiti.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente, intanto, mi  corre  l'obbligo  di
  riferire  che la Presidente della Commissione Statuto,  la  collega
  Elvira  Amata,  non  può  essere presente, come  probabilmente  lei
  saprà,  per  problemi di salute. Mi ha chiesto  gentilmente,  e  mi
  sembra  doveroso farlo, di riferire, un attimo, sul lavoro fatto  e
  svolto   dalla   Commissione  Statuto  che  già  si  era   occupata
  dell'argomento audendo, più volte, il nostro Vicepresidente, nonché
  Assessore,  nonché  professore  Gaetano  Armao  sull'argomento  del
   Regionalismo  differenziato   e,  sulla  base  di   questo   primo
  incontro,  poi,  sono  stati  auditi  il  professore  Verde  ed  il
  professore  Cariola, costituzionalisti, che hanno  reso  edotta  la
  Commissione  su  quanto  e  cosa succede  con  questo  regionalismo
  differenziato.
   La  collega Amata, purtroppo, non c'è e, quindi, in qualche  modo,
  mi appresto a spiegare cosa, poi, sia successo.
   La   Commissione  ha  preparato  un  ordine  del  giorno,  per  la
  stragrande  maggioranza condiviso, anche se, poi, abbiamo  ritenuto
  che debba essere l'Aula a discutere di un argomento così importante
  ma,  l'ordine del giorno vuole essere, semplicemente, lo  strumento
  per coinvolgere l'Aula in questo dibattito.
   Questo  per quanto riguarda la Commissione Statuto. Per la verità,
  come  voi  ricorderete,  il mio Gruppo, io, così  come  l'onorevole
  Roberto  Di  Mauro, precedentemente, nel dibattito a margine  della
  finanziaria  abbiamo posto questo argomento perché, qualche  giorno
  fa,  scadeva  la data per cui il Governo avrebbe dovuto raggiungere
  l'accordo,  firmare l'accordo con le 3 Regioni dell'Emilia-Romagna,
  Veneto  e  Lombardia  che, vi ricordo, avevano  chiesto,  ai  sensi
  dell'articolo  116,  l'ampliamento ed il riconoscimento  di  questo
  regionalismo differenziato.
   In   realtà,   abbiamo  posto  questo  argomento,  oggi   si   può
  temporeggiare, perché poi, come voi sapete, questo  accordo  non  è
  stato  siglato per l'intervento dell'altra parte di Governo  che  è
  rappresentata dal Movimento Cinque Stelle che ha, in qualche  modo,
  frenato questo accordo.
   Ritengo  positivamente  per  quanto ci  riguarda  perché,  invece,
  crediamo che questo dibattito debba svolgersi non solo nella nostra
  Regione,  ma  credo che in tutta Italia il Parlamento  tutto  debba
  occuparsi  di  questa problematica che, invece, a mio  parere,  sta
  passando  quasi  sotto tono sbagliando, soprattutto sbagliamo  noi,
  come  Regione siciliana, se permettiamo di far passare questa  cosa
  sotto  tono  perché  non è assolutamente una  cosa  secondaria;  è,
  invece,  una cosa importantissima perché da questi accordi  tra  lo
  Stato  e  le Regioni, poi, deriva tutto ciò che avviene anche  ogni
  giorno nella gestione dei servizi di una Regione.
   E, voglio fare un esempio molto pratico perché credo che adesso un
  po'  tutti hanno, in qualche modo, letto, capito, interpretato qual
  è  l'argomento,  cosa vuol dire quest'articolo 116,  cosa  prevede,
  eccetera,  eccetera, ma per farlo capire in termini molto  semplici
  farei  l'esempio  su quelli che sono i tre fondamenti  dei  servizi
  che,  in qualche modo, lo Stato garantisce: l'istruzione, la sanità
  e le infrastrutture, cioè queste tre cose fondamentali.
   Vediamo cosa succede in queste tre cose fondamentali nello Stato e
  nella nostra Regione.
   Voi  tutti  sapete che, oggi, molto spesso i nostri giovani  e  le
  nostre famiglie investono perché i nostri giovani si formino  nelle
  università  del Nord Italia e, poi, spesso, lavorino presso  quelle
  aree e quei territori. Questo avviene perché, probabilmente, c'è un
  servizio, il servizio scolastico, cioè l'istruzione funziona, oggi,
  già meglio al Nord rispetto al Sud.
   Vediamo  cosa  succede circa i servizi sanitari. La  stessa  cosa.
  Molto  spesso  le  nostre  famiglie hanno  un  carico,  un  esborso
  economico perché di fatto - non entro nel merito, se sia  giusto  o
  meno, non entriamo in questo argomento - molte famiglie siciliane o
  del  Meridione  vanno  a  curarsi al  Nord  Italia,  vanno  a  fare
  soprattutto  gli  interventi  più  importanti,  quelli  che   hanno
  maggiori costi, portando anche questa volta denaro dal Sud al  Nord
  e,    anche   questa   volta,   succederà,   per   essere   curati,
  paradossalmente, da medici siciliani che sono andati al Nord.
   Questo è il secondo esempio. Oggi avviene. Immaginate.
   Terzo  problema: le infrastrutture. Sulle infrastrutture  non  c'è
  dubbio che nel Nord Italia le infrastrutture ci siano e funzionino.
   Oggi,  il  grande dibattito in Italia è la TAV sì, la TAV  no.  Vi
  vorrei  ricordare  sommessamente  -  e  non  voglio  entrare  nella
  polemica, se serve o non serve, probabilmente servirà, ma  serve  a
  che  cosa? A migliorare una condizione che già è ottimale e  stiamo
  spendendo  20 miliardi di euro - questa mi pare sia la cifra  e  la
  spesa - per migliorare una cosa che già c'è
   Si  dovrà  fare,  per carità, la si faccia pure, però,  immaginate
  questo  grande paradosso, per cui gli Italiani, quindi  anche  noi,
  andiamo a spendere 20 miliardi per migliorare una cosa che già c'è,
  noi che, invece, non abbiamo l'essenziale.
   A  proposito di costi e benefici, cari amici del Movimento  Cinque
  Stelle,  ma quanto costa alle nostre famiglie, quanto costa  a  noi
  meridionali  il  fatto di non avere le ferrovie,  l'alta  velocità,
  l'alta capacità? Quanto costa ogni giorno, in termini di vite umane
  che  muoiono nelle strade, di inquinamento, di danni, quanto  costa
  tutto questo a noi siciliani?
   Non  lo  dico in termini polemici, attenzione, lo sto  dicendo  in
  termini propositivi; vi prego di comprendere il mio stato d'animo.
   Quanto costa tutto questo in termini di costi e benefici? Quanto è
  costato  fare  tutti i servizi che sono stati fatti  a  Milano  nel
  corso  della fiera? Quanto è costato l'intervento e quanto  costano
  oggi  le grandi infrastrutture che vengono fatte sempre al Nord?  I
  vari trafori, le linee veloci?
   Tutto questo, questo è il grande tema di oggi.
   E  quando  parliamo di regionalismo differenziato è di questo  che
  stiamo parlando.
   Allora,  immaginate se, oggi, anziché creare quei  meccanismi  per
  cui  le  Regioni  del  Sud dovrebbero chiedere maggiore  autonomia,
  maggiore forza e spostamento dei capitali per migliorare quelle tre
  grandi  cose  che non abbiamo - poi ci sono tutte  le  altre  -  le
  infrastrutture, la sanità e la scuola. E, invece, cosa  immaginiamo
  di  fare,  cosa  immaginano di fare, in questo momento,  le  grandi
  lobby?
   Le  lobby  sono qualcosa che si muove intervenendo sulla politica,
  sull'economia,  sull'informazione;  ebbene,  stanno   tentando   di
  spostare   ancor   di  più  capitali  verso  il  Nord.   Per   cui,
  praticamente,  avremmo  un  Nord  dove  la  sanità,  che  funziona,
  migliorerà  ancor  di più perché ci spostiamo  ancora  più  denari;
  l'istruzione  funzionerà  ancora di più  perché  ci  spostiamo  più
  denari;  le  infrastrutture funzioneranno ancora di più,  togliendo
  tutto questo a chi, invece, non le ha.
   E'  il paradosso, dovrebbe essere il contrario, uno Stato che  non
  sia  uno  stato  patrigno dovrebbe immaginare  il  contrario,  cioè
  spostare  capitali in quelle aree più deboli dove queste  tre  cose
  che sono fondamentali perché si possa parlare di civiltà, perché si
  possa dire che siamo uno stato unito, dove ci sono gli elementi  di
  base  per  considerarci  un  stato unito,  queste  tre  cose,  cioè
  l'istruzione,   la  sanità  e  le  infrastrutture,   così   facendo
  determiniamo  il  peggioramento sempre di più nel Meridione  ed  il
  miglioramento  sempre di più nel Nord. Quindi, dovrebbe  essere  il
  contrario di quello che, invece, si sta immaginando. Quindi  quello
  che si sta immaginando determinerà, di fatto, una spaccatura.
   E'  vero  quello che dicono tanti economisti, oggi,  e  quindi  va
  posto  il  problema.  Ma va posto il problema come,  vicepresidente
  Armao, non in termini perché sarebbe paradossale che io autonomista
  non   immaginassi,  invece,  che  ci  sia  un'autonomia   positiva,
  un'autonomia  intelligente che noi come Movimento  per  l'autonomia
  avevamo difeso, quando autonomia vuol dire responsabilità.
   Noi  ci  stiamo  per creare e immaginiamo un'Italia  federata  con
  delle  Regioni più autonome, ma immaginiamo un'autonomia che  porti
  che  cosa?  Un'autonomia  che significhi  responsabilizzazione  dei
  territori,    responsabilizzazione    della    classe     politica,
  responsabilizzazione dei cittadini, per fare che cosa? Per fare  il
  buon governo, per migliorare le condizioni? Autonomia non significa
  solo  questo,  ma  autonomia può significare anche miglioramento  e
  attenzione per le peculiarità di ogni Regione e quando penso che le
  peculiarità  delle  Regione  siciliana  penso  al  nostro   sistema
  enogastronomico, alle nostre produzioni, alle nostre bellezze, alla
  nostra  cultura,  alle nostre radici queste cose vanno  migliorate,
  incentivate, offerte al mondo.
   Allora,  quella è un'autonomia positiva, propositiva. Ma  dobbiamo
  migliorare  questo, dobbiamo pretendere, in questa occasione,  caro
  assessore  Armao,  che il nostro Governo regionale,  con  forza,  e
  tutti  noi  dobbiamo  farlo  insieme,  dobbiamo  utilizzare  questa
  occasione   per   fare  una  grande  azione  di  contrasto   e   di
  rivisitazione degli accordi con lo Stato, con il Governo  centrale,
  per  avere in questa occasione, finalmente, riconosciuto quello che
  c'era in parte nello Statuto regionale siciliano negli articoli  37
  e  38,  ma di migliorare, per realizzare quella infrastrutturazione
  che  l'articolo 42 della legge 2009 prevedeva, quella  perequazione
  infrastrutturale  e  quella fiscalità  di  vantaggio  che  da  sola
  potrebbe  portare  questo Meridione a tornare a  crescere,  a  fare
  sviluppo.
   Questa  è l'occasione, possiamo ribaltare il meccanismo, questa  è
  l'occasione  positiva per cercare di migliorare queste  condizioni.
  Ma  se facciamo passare questa cosa, se non ce ne accorgiamo,  cari
  colleghi, e la lega al Nord continua, come sta facendo anche  oggi,
  a  portare  avanti  un rapporto Stato con le tre Regioni  del  Nord
  verremo schiacciati.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente  sono  certo  che  questo  sarà   un
  dibattito d'Aula che, trasversalmente, attraverserà tutti i  Gruppi
  parlamentari  e  che,  finalmente, una volta tanto,  troverà  tutti
  d'accordo. Lo si intuisce dal clima che si respira nei rapporti tra
  lo  Stato  e le Regioni del Sud; lo si intuisce dalle dichiarazioni
  che  accompagnano, mezzo Stampa, anche i leader di ciascun partito,
  onorevole Lo Curto, onorevole Aricò; lo si percepisce perché questo
  è  il  senso  vero  di un'istanza che, ormai, attraversa  il  Paese
  rispetto  ad  un  tema  che  sembra, ormai,  essere  scomparso  dal
  dibattito  della vita politica del Paese, onorevole  Aricò.  Questo
  per  una ragione semplice: perché sembra essere ormai scomparso dal
  dibattito  politico  il  tema del Sud, il tema  legato  anche  alla
  logica  di quel meridionalismo di cui, per tanti anni, tante  forze
  politiche  sono state assolutamente orgogliose e che, oggi,  sembra
  essere  assolutamente appiattito nell'era post ideologica dove  non
  più  soltanto destra e sinistra sono scatole vuote, ma  persino  il
  concetto di difesa di alcuni territori.
   È  chiaro  che  dopo  gli  esiti del  referendum  per  l'autonomia
  differenziata  il Governo nazionale ha garantito la  firma  di  una
  nuova intesa con le Regioni che al Nord ne hanno fatto richiesta  e
  presentato  una  legge  che dovrà essere approvata,  a  maggioranza
  qualificata,  in  Parlamento. La norma prevede il trasferimento  di
  una  lista  di competenze, onorevole Milazzo, a tutte  le  Regioni.
  Certamente,  ovviamente,  in funzione  della  forza  propulsiva  di
  quelle  lobby  a  cui, giustamente, l'onorevole  Compagnone  faceva
  prima   riferimento,   capaci  di  influire   e   determinare   con
  determinazione  e con decisione le scelte al punto tale,  onorevole
  Milazzo,  che  Regioni  come la Lombardia e  il  Veneto  richiedono
  addirittura   il  trasferimento  di  ben  23,  onorevole   Milazzo,
  competenze,   mentre   l'Emilia  Romagna  si  accontenterebbe   del
  trasferimento di 15 competenze.
   Ma  abbiamo un attimo fatto i conti con che cosa significa  questa
  richiesta di competenze? Probabilmente quello che è il progetto  di
  tali  Regioni  predatorie, perché tali oggi  vanno  considerate  le
  Regioni che hanno avanzato questo genere di richiesta, è quello  di
  mirare  a  trattenere  i  9/10 delle tasse.  In  pratica,  facendo,
  onorevole  Lo  Curto,  un  ragionamento in  funzione  del  prodotto
  interno  lordo, loro sostengono l'ipotesi per cui alle Regioni  del
  Sud andrebbe solo la restante parte, 1/10.
   Immaginate,  quindi,  un percorso dove le Regioni  più  ricche  si
  arricchiscono ogni giorno di più e le Regioni più povere, in  testa
  Sicilia,   Calabria,  Puglia,  Campania  sono  costrette   ad   una
  condizione  di sempre maggiore marginalità. Regioni che vivono  una
  condizione  disastrosa  in  termini occupazionali,  in  termini  di
  indicatore di povertà, in termini di rischio di marginalità sociale
  e   dove   persino  indicatori  quali  la  qualità  della  vita   e
  l'aspettativa di vita sono addirittura su due livelli diversi.
   Allora,  la realtà è che non è assolutamente vero che,  in  questi
  anni, i trasferimenti alle Regioni del Sud sono stati superiori. Il
  collega Compagnone metteva l'accento su uno dei tre servizi. Li  ha
  perfettamente esaminati tutti e tre, quelli essenziali: istruzione,
  infrastrutture e sanità.
   E  sulla  sanità, che assorbe davvero delle percentuali enormi  di
  ciascun bilancio regionale, si dice che ci sono sprechi in Sicilia,
  ma  io  mi  chiedo: quanti enti accreditati, veri e  propri  mostri
  delle  multinazionali,  hanno sede in  queste,  onorevole  Milazzo,
  Regioni  come il Veneto, la Lombardia e l'Emilia Romagna? E  quanti
  dei  nostri  concittadini,  ogni giorno,  si  spostano  per  quelle
  Regioni svuotando i bilanci delle Regioni?
   Allora,  è  chiaro che la storia, signor Presidente,  ci  è  stata
  raccontata  per il verso sbagliato. È chiaro che per decenni  hanno
  inserito  un  disco  incantato che raccontava una  verità  che  non
  esiste.  E  mentre  si  pensa a treni ad alta  velocità  capaci  di
  collegare  Torino a Pechino in 26 ore, nello stesso arco  di  tempo
  Torino  viene  collegata  a  qualche  comune  della  provincia   di
  Agrigento con i treni che nel nostro Paese attraversano le  Regioni
  del Sud.
   E,  allora, la storia è una: se è vero che queste Regioni del  Sud
  hanno  continuato a rubare, come loro ci dicono, alle  Regioni  del
  Nord  com'è  mai possibile che queste Regioni del Sud  siano,  ogni
  giorno,  sempre  più  povere e quelle Regioni derubate  siano  ogni
  giorno più ricche?
   E,  allora, credo che sia arrivato il momento di dare una  svolta,
  di  creare  una trasversalità tra tutti i partiti, alla  gente  non
  interessa  assolutamente nulla che il PD o Forza  Italia  siano  di
  centro  destra  o  di centro sinistra; alla gente  importa  che  si
  possano garantire quei servizi essenziali.
   E  questa  è  la battaglia, oggi, che siamo chiamati  a  fare.  Da
  diciassette anni non c'è stata una forza politica, né di destra  né
  di  sinistra  che si sia intestata il tema della ridefinizione  dei
  livelli  essenziali delle prestazioni, che determinano non  solo  i
  livelli essenziali dei servizi, ma che determinano la qualità.
   E,  allora,  gli interventi devono essere anche economici,  devono
  essere  fatti ed erogati in funzione della persistenza, o meno,  di
  quella qualità.
   E, allora, se per diciassette anni questo non è stato fatto, oggi,
  dobbiamo  chiedere  al  Governo  centrale  che  si  metta  mano   a
  quest'idea,  prima  ancora  di  un regionalismo  differenziato  che
  rischia,  tra  l'altro,  a mio avviso, di essere  impugnato  perché
  senz'altro  inficia  quel principio di sussidiarietà  che  dovrebbe
  contribuire a rendere tutti i cittadini uguali.
   Per   cui,  nessun  regionalismo  differenziato,  qualora   quello
  intervenga  a  pregiudicare  il  principio  di  perequazione  quale
  strumento  di  riequilibrio a sostegno delle Regioni deboli  e  tra
  queste certamente la Sicilia.
   Io  penso  che  non  possiamo  permetterci  superficialità  e  non
  possiamo permetterci divisioni su questo tema. Da qui l'appello  al
  Presidente  della  Regione di attivarsi, perché  tutti  gli  attori
  della  Conferenza  Stato-Regioni vengano preventivamente  coinvolti
  per  esprimere l'idea di un Paese che abbiamo a cuore;  che  possa,
  finalmente, essere una sintesi tra spirito unitario ed autonomista,
  che riteniamo ancora possa essere possibile.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, all'inizio del mio intervento, sarò
  chiaro:  diciamo  no  a questo regionalismo differenziato  che  sta
  maturando, in queste settimane, nelle stanze del Governo nazionale.
   Diciamo no perché non ci possono essere, nel modello di Paese  che
  pensiamo  noi, Regioni povere che sono condannate ad essere  sempre
  più  povere e Regioni ricche che sono destinate ad avere sempre più
  risorse.  Diciamo ciò alla luce dei principi costituzionali  perché
  l'autonomia  che  hanno pensato i nostri padri costituenti,  quella
  sancita   nei   principi   fondamentali,   all'articolo   5   della
  Costituzione, secondo cui la Repubblica, una e indivisibile,  attua
  nei  servizi  che dipendono dallo Stato il più ampio  decentramento
  amministrativo,   riconosce  e  promuove   le   autonomia   locali,
  certamente  è  un principio che va letto, ai sensi dell'articolo  3
  della  stessa  Costituzione, quindi, alla  luce  del  principio  di
  uguaglianza  secondo  cui  tutti i  cittadini  hanno  pari  dignità
  sociale  e sono eguali davanti la legge e secondo il principio  per
  cui  la  Repubblica  rimuove gli ostacoli  di  ordine  economico  e
  sociale che limitano la libertà di espressione della persona umana.
   In  sostanza, l'autonomia differenziata non può essere causa da un
  lato  di  accentuazione  e, dall'altro lato  di  consolidamento  di
  quelli  che  sono gli squilibri, in questo momento,  esistenti  nel
  Paese.
   Abbiamo parti del Paese che hanno un Prodotto Interno Lordo vicino
  a  quello  della  Germania e alcune zone di  Italia  che  hanno  un
  Prodotto Interno Lordo peggiore di alcune parti della Grecia.
   Allora,  credo  che il compito delle istituzioni democratiche  sia
  quello   di  appianare  queste  differenze,  di  appianare   queste
  diseguaglianze,  partendo innanzitutto  da  quei  diritti  che  non
  possono  essere negoziati tra una parte e l'altra del Paese,  e  mi
  riferisco  ai  diritti  sociali, signor  Presidente.  Materie  come
  quelle che ha enunciato prima di me l'onorevole Compagnone, come  i
  servizi  sanitari, le infrastrutture, la scuola e,  perché  no,  le
  pensioni,  la  previdenza  sociale, i servizi  socio-assistenziali,
  sono diritti che devono essere uguali in tutte le parti del Paese e
  che, invece, oggi, dopo tanti anni di Repubblica, sono messi a dura
  prova e sono messi in discussione.
   Partiamo dai diritti relativi al servizio sanitario nazionale che,
  per   tanti   anni,  ha  rappresentato  un  punto  di   riferimento
  importante,  ha  rappresentato  tante  certezze  per  le  famiglie.
  Trasferire le competenze sanitarie e rompere l'equilibrio costruito
  alla  fine degli anni '70 significa ritornare a quella fase storica
  in cui si potevano curare soltanto le persone che avevano una certa
  capacità  di  sostegno del reddito, ai tempi precedenti  al  medico
  condotto.  E  non  dobbiamo dimenticare che, proprio  negli  ultimi
  anni,  abbiamo assistito a fenomeni preoccupanti per cui  cittadini
  che  necessitavano del rimborso di alcuni farmaci  particolari,  di
  alcuni farmaci innovativi, o dovevano subire prestazioni sanitarie,
  o sottoporsi a prestazioni sanitarie eccessivamente costose si sono
  spostati da una Regione all'altra.
   Il  gap  diventa  ancora  più  pesante  sulle  infrastrutture.  La
  situazione    infrastrutturale   del   Mezzogiorno   è    diventata
  insostenibile. Nessuno parla più del corridoio Berlino-Palermo,  si
  parla  sempre  della  TAV  e  di come  rendere  più  veloci  e  più
  funzionali i trasporti del Nord.
   Credo che questo riequilibrio immediato delle infrastrutture,  dal
  ruolo dell'ANAS al ruolo di Trenitalia, e perché no, anche il  tema
  della  continuità territoriale, vadano affrontati con  urgenza  per
  appianare le diseguaglianze e non per aumentarle.
   C'è  il tema, poi, doloroso della scuola. Credo che la scuola  sia
  un  diritto  universale, signor Presidente.  Non  può  esserci  una
  differenza  contrattuale  tra un professore  della  Sicilia,  della
  Calabria  o  del  Veneto e della Lombardia.  E,  soprattutto,  deve
  finire  questa  insopportabile differenziazione  degli  studenti  e
  degli alunni delle scuole del Nord e del Sud.
   Lo  ricordo, signor Presidente, e sono felice che in Aula  ci  sia
  l'assessore Armao, che in Sicilia mi è capitato più volte di dirlo,
  se  l'onorevole  Milazzo  mi fa finire l'intervento  perché  ha  la
  telefonata in stereofonia

   MILAZZO. No, non ho parlato

   BARBAGALLO. E' insopportabile che, in Sicilia, soltanto il  7  per
  cento  delle  scuole  abbia  il tempo  pieno.  Se  saliamo,  signor
  Presidente, aumentano le ore del tempo pieno. In Emilia Romagna  il
  49  per cento delle scuole primarie ha il tempo pieno. In Lombardia
  alcune  città, come Monza, hanno l'85 per cento del tempo pieno,  o
  come  Milano,  addirittura, il 91 per cento. Non  può  esserci  più
  questa  differenza.  Il Ministro quando fa affermazioni  ingiuriose
  come  quelle  di  qualche  settimana fa, offende  non  soltanto  il
  Mezzogiorno ma tutta l'intera categoria dei docenti.
   Quando eravamo al Governo, assessore Armao, avevamo accantonato  6
  milioni  di  euro dei Fondi PAC per impegnarli nella  ridefinizione
  del  tempo  pieno. Credo che questo sia una sforzo che  il  Governo
  regionale  attuale dovrebbe continuare perché la misura del  7  per
  cento  delle  scuole primarie a tempo pieno in Sicilia è  veramente
  inaccettabile.
   Chiudo  il  mio  intervento, signor Presidente, con riferimento  a
  quella  che,  secondo  me, dovrebbe essere la  madre  di  tutte  le
  battaglie: lottare per la piena applicabilità degli articoli  37  e
  38  del nostro Statuto che, ricordo, non sono stati una concessione
  del Governo nazionale ma sono stati conquistati dalla Sicilia e dai
  siciliani in un momento particolarmente delicato.
   Peraltro, c'è un elemento di novità in più negli ultimi anni  che,
  a  mio giudizio, come dire, la misura compensativa dell'articolo 38
  dello  Statuto  trova un parallelismo anche nel  Fondo  perequativo
  dell'articolo  119 della Costituzione per come è stato  riformulato
  con  la riforma del 2001. Quindi, c'è un nuovo quadro normativo che
  può servire da traino per le attese della Sicilia e dei siciliani.
   Faccio  voti, Presidente, affinché venga fatto un documento unico,
  come Assemblea regionale, che tenga conto delle riflessioni che  si
  sono  fatte,  già in questi primi interventi, perché credo  che  ci
  siano  tanti  punti in comune, e una riflessione mi sia  consentita
  sulla  fruizione  dei  beni  culturali, vanno  distinti  anche  per
  numero, qualità, e quantità.
   Certamente  non  hanno  lo  stesso peso della  fruizione  ai  beni
  culturali regioni come la Sicilia, che ha in Italia più siti Unesco
  rispetto  ad  altre Regioni che ne hanno meno, e quindi  alla  luce
  delle  riflessioni e dei trasferimenti certamente la valorizzazione
  dei  beni  culturali deve avere strumenti adeguati  di  conoscenza,
  misure adeguate per la tutela e la loro valorizzazione.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Barbagallo, il suo  auspicio  è  il
  mio,  quello  che si possa fare un unico documento da  votare  alla
  fine, speriamo che possa essere possibile.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me stiamo
  in  parte  non  centrando il problema, perché  è  vero  che  questa
  proposta, nella sostanza, in prospettiva, penalizzerebbe in maniera
  forte  le  regioni del Sud, e probabilmente in maniera  ancora  più
  importante la Sicilia, però credo che dovremmo utilizzarla come una
  grande opportunità e mi spiego.
   Sostanzialmente  noi abbiamo adesso la possibilità  di  aprire,  e
  finalmente  forse, una discussione sull'applicazione di quello  che
  dovrebbe  essere  a  mio  avviso la carta costituzionale  fondante,
  dalle  quale dovrebbe partire qualunque tipo di ragionamento che  è
  lo  Statuto  della Regione siciliana, che è la Carta costituzionale
  che  ha anticipato qualunque tipo di regionalismo differenziato,  e
  sarebbe  assolutamente  paradossale  che  altre  regioni  ottengano
  quello   che   a  noi  è  stato  negato  fino  adesso  dopo   oltre
  settant'anni.  Questo  anche alla luce del fatto  che  noi  adesso,
  avendo in costituzione il famoso pareggio di bilancio, se pur  vero
  che nel primo periodo di applicazione non ci sarebbe nessun tipo di
  variazione di entrate per le regioni del nord e per le regioni  del
  sud,  è chiaro che in prospettiva questo cambierebbe, e cambierebbe
  in maniera estremamente sostanziale.
   Io  a  tal  proposito, a pagina 7 del documento  che  ci  è  stato
  fornito  dal Servizio Studi, invito i colleghi a leggere la lettera
  c),  perché  lì  è  il  nodo di tutto quanto,  in  una  prima  fase
  occorrerà  prendere  a parametro la spesa storica  sostenuta  dallo
  Stato  nella Regione riferita alle funzioni trasferite o assegnate,
  tale   criterio  dovrà  tuttavia  essere  oggetto  di   progressivo
  superamento  che dovrà essere completato entro il  quinto  anno,  a
  beneficio  dei  fabbisogni  standard, da  definire  entro  un  anno
  dall'approvazione dell'intesa , cosa significa questo e lo dice nel
  punto  successivo  i fabbisogni standard sono misurati in relazione
  alla  popolazione residente e la gettito dei tributi  maturati  nel
  territorio  regionale, in rapporto ai rispettivi  valori  nazionali
  rimanendo   inalterati  gli  attuali  livelli  di  erogazione   dei
  servizi .
   Sostanzialmente  cosa  stiamo dicendo, che entro  cinque  anni  il
  vantaggio   strutturale  sotto  il  profilo  tributario,  economico
  sociale  verrà  cristallizzato a danno delle regioni  del  sud,  in
  particolare della Regione siciliana, perché non avremmo più nessuna
  possibilità di alzare questo tipo di fabbisogno.
   Perché io credo che sia un'opportunità? Perché credo che in questa
  discussione  noi  dovremmo  inserirci, diciamo  nell'aspetto  della
  discussione  in  cui dobbiamo pretendere che la  Regione  siciliana
  abbia finalmente riconosciute tutte le proprie peculiarità.

               Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI

   Io  oggi  mi  sono  fatto  un  giro sul notiziario  di  statistica
  regionale,  dove  vi invito ad andare a farvi  un  giro  anche  voi
  colleghi, dove potete verificare come il Gap sia sistemico su tutti
  gli aspetti sociali tra il Nord ed il Sud.
   L'invito che faccio al Governo, e credo che quasi tutti gli ordini
  del giorno che sono stati presentati vadano in questa direzione,  è
  di avviare un'interlocuzione - se possibile - ancora più forte.
   Non  sono  aprioristicamente  contro al  riconoscimento  di  nuove
  funzioni  e  nuove attribuzioni alle Regioni del  Nord,  salvo  che
  venga  riconosciuto alla Regione siciliana tutto quello che  gli  è
  stato negato in oltre settant'anni.
   E'  impensabile  che acclariamo un vantaggio per Regioni  che  già
  stanno  molto  meglio  della  Regione siciliana,  e  di  fatto  non
  riusciamo a incidere politicamente in quello che è un discorso  che
  può  essere  tranquillamente dimostrato dalla forza dei numeri  che
  sono incontestabili.
   Partirei  con  l'avviare  un tavolo di discussione  forte  che  si
  faccia   carico  di  portare  tutti  i  numeri,  e  sono  veramente
  drammatici, come i miei colleghi hanno in precedenza ben  descritto
  - siamo quasi una Regione del Terzo Mondo come prestazioni a 360 .
   Penso che la piena attuazione dello Statuto ci potrebbe permettere
  di  avere  un  doppio  risultato. Da un lato  avere  finalmente  la
  responsabilità di gestire autonomamente quello che dovrebbe  essere
  nostro  sempre  e  creare  le  condizioni  per  fare  ripartire   e
  migliorare, a livello generale, quanto meno a un livello  medio  di
  servizio,  quello  che  è attualmente riconosciuto  nel  resto  del
  Paese, quanto meno dal Lazio a salire.
   Per  me è un'opportunità, perché il regionalismo differenziato  in
  questo  momento  è la rivendicazione di territori  che  giustamente
  chiedono di avere qualcosa in più.
   Il punto è che questo non deve andare a detrimento di quella che è
  la realtà del Centro Sud e del Meridione tutto.
   Per  fare  questo  dobbiamo  inserirci  nel  frattempo  che  venga
  raggiunto  questo  tipo  di percorso per  riconoscere  alla  nostra
  Regione  - non solo alla Sicilia - perché il ragionamento va  fatto
  per  tutto il Meridione, per tutto il Mezzogiorno, per fare in modo
  che  nell'arco  di  un tempo, probabilmente un po'  più  ampio  dei
  cinque  anni  proposti, si possa riequilibrare,  sotto  il  profilo
  della  perequazione  totale,  il livello  di  servizi  che  vengono
  erogati in questa Nazione.
   A  quel  punto  credo che eventuali errori gestionali  e  politici
  verrebbero  in maniera più forti acclarati, e a quel punto  avremmo
  la  possibilità  di dimostrare se siamo in grado  o  meno  di  fare
  risollevare questa Regione.
   L'invito   forte  è  di  avviare  un'immediata  interlocuzione   e
  sostanzialmente chiedere che questo accordo, che ovviamente le  tre
  Regioni  hanno  chiesto, sia inemendabile, sia alla Camera  che  al
  Senato,  venga discusso nella maniera corretta e soprattutto  nella
  tempistica e cercare di ottenere quello che dal '46 ancora  non  ci
  viene riconosciuto.

                                Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che gli onorevoli Amata e  Catalfamo  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il dibattito sul tema del regionalismo differenziato

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  vorrei
  partire  dalle affermazioni che con molto compiacimento ho  sentito
  pronunciare  all'onorevole Tancredi rispetto ad una  autonomia  non
  attualizzata da settant'anni.
   Mi fa molto piacere sentirlo dire dai banchi dell'opposizione, con
  quella  onestà intellettuale che naturalmente dà ragione a  chi  da
  anni  come  me,  ma  anche  come altri  colleghi  e  come  da  chi,
  l'Assessore  Armao  dai banchi del Governo, si  batte  per  rendere
  attuale  l'autonomia  attualizzata e  compiuta,  l'autonomia  dello
  Statuto siciliano.
   Autonomia  che viene riconosciuta, lo voglio ribadire  perché  tra
  noi   molti   giovani  -  non  sono  io  purtroppo  per   questioni
  cronologiche  -  ecco, viene riconosciuta alla Sicilia  in  ragione
  del  fatto  che dal ricchissimo Regno delle due Sicilie sono  state
  prelevate  quelle risorse che servivano a fare il  primo,  i  primi
  bilanci  dello  Stato  Unitario, ed  in  quei  bilanci  sono  state
  allocate  le risorse per infrastrutturare il Nord a danno, appunto,
  del  Sud  che,  invece,  tali risorse non ha avuto  per  compensare
  quello  che  già  si profilava all'orizzonte del costituendo  Stato
  Unitario   come  una  velocità  differenziata  tra   Nord   e   Sud
  dell'Italia,  viene  fuori lo Statuto della Regione  siciliana  che
  precede la stessa Carta costituzionale in termini di tempo, e non è
  un  caso  che  la  preceda, perché all'interno  della  Costituzione
  vengono recepiti taluni principi fondamentali che servono a rendere
  unitario il nostro Stato.
   E,  quando  di  parla  di  unitarietà dello  Stato,  si  parla  di
  uguaglianza  dei  cittadini  di fronte  allo  Stato,  si  parla  di
  perequazione  delle condizioni di svantaggio, si  parla  di  creare
  condizioni   perché,  chi  è  rimasto  indietro,  possa  ugualmente
  raggiungere  medesimi risultati di chi è avanti,  si  immagina  uno
  Stato   sociale   basato  su  principi  e  valori   di   democrazia
  sostanziale.
   Oggi, l'idea di un regionalismo differenziato mina il concetto  di
  Stato   Unitario,   perché   di  fatto   non   solo   si   consente
  un'accelerazione ulteriore a regioni italiane che sono  ricche  ma,
  come  ha  detto  bene l'onorevole Tancredi leggendo  quel  comma  e
  quell'articolo  di questi accordi, si evidenzia  come  e  quanto  a
  danno  della Regione siciliana, ma di tutto il Meridione, di  tutte
  le regioni meridionali, si determinerà a favore di maggiori risorse
  economiche per regioni che sono già ricche e, allora, assisteremo a
  quelle che io ho definito desertificazione economica del Sud.
   Peraltro,   mi  ha  fatto  tanto  piacere  sentire  dalle   parole
  dell'onorevole  Tancredi che non c'è stato l'indice  puntato,  come
  accade  su  una classe politica che da settant'anni non  ha  saputo
  fare  il  proprio  dovere, che da settant'anni ha  rubato,  che  da
  settant'anni  non  ha  saputo  fare  nulla  per  la  Sicilia  ed  i
  siciliani.  Anche  questo,  al di là delle  dovute  eccezioni,  per
  carità  di  Dio, io non sono avvocato, né voglio fare processi,  né
  voglio  assolvere  nessuno, ma certamente, come ha  anche  riferito
  prima  l'onorevole Figuccia, se queste Regioni sono state  derubate
  da  un Sud di parassiti e mangioni, e mangiapane a tradimento, come
  mai  questo Sud così capace di derubare queste regioni del  Nord  è
  rimasto tanto indietro, mentre il Nord è andato avanti?
   E,  allora,  non può essere questo il modo in cui si  affronta  un
  tema così delicato, così importante, che è strategico e vitale.  La
  desertificazioni del Sud è desertificazione delle  intelligenze,  è
  desertificazione  economica,  è desertificazione  delle  coscienze,
  della  libertà,  della legalità  Perché è chiaro  che  laddove  c'è
  sviluppo  c'è  anche  corruzione, illegalità e  malaffare.  Se  noi
  vogliamo difendere la nostra Terra, se vogliamo difendere i  nostri
  giovani,  se  vogliamo  garantire il loro futuro  non  ci  possiamo
  dividere.
   Oggi c'è in atto, mi riferisco veramente ai colleghi del Movimento
  Cinque  Stelle,  perché faccio appello tutto al  loro  orgoglio  di
  dignitosa  rappresentanza del popolo siciliano.  C'è  in  atto  una
  secessione e questa secessione è sul tavolo del Governo  pronta  ad
  essere  firmata, pronta ad essere mandata in onda con la  richiesta
  di  una  maggiore autonomia, di una maggiore condizione di  risorse
  economiche  che  andranno a regioni già ricche.  Io  non  ho  nulla
  contro  la ricchezza, assolutamente. Io vorrei che questa ricchezza
  l'avessimo noi perché noi abbiamo tutte le condizioni.
   Allora,  quello  che  io  chiedo adesso, e  lo  chiedo  adesso  al
  Parlamento  regionale siciliano, lo chiedo al  nostro  Governo,  lo
  chiedo  ai  siciliani.  Non banalizziamo, non  ridicolizziamo,  non
  buttiamo alle ortiche ciò che è frutto veramente dei sacrifici  dei
  padri  costituenti  per rendere il nostro Paese  unito,  la  nostra
  Nazione una e indivisibile.
   Non  faccia specie l'idea che io uso la parola Nazione oggi  molto
  cara  ai  sovranisti. Io credo che l'idea di patria non sia un'idea
  tramontata. Bisogna risvegliarla nella coscienza. La patria è  una,
  una  sola. Siamo italiani tutti, ma non lo siamo nei fatti, non  lo
  siamo  nella sostanza, non lo siamo perché ai nostri giovani  viene
  negata  la  possibilità di usare una scuola, di  avere  una  scuola
  capace  di collegarli al mondo del lavoro. Nelle nostre scuole,  io
  sento  dire  da  un Ministro come Bussetti che ci vuole  più  buona
  volontà.  Ma  dove  ha vissuto, in quale scuola, che  cosa  conosce
  della  Sicilia,  del Meridione, del Sud, che arrancano,  che  fanno
  fatica.  Che  se i nostri giovani sono brillanti, intelligenze  che
  fanno  grande il mondo, lo si deve anche a questa scuola  fatta  di
  grande buona volontà che inizia dal Sud dell'Italia.
   Le  grandi  eccellenze  nel  mondo della  scienza,  della  cultura
  proprio alcuni giorni fa è stato chiamato, nominato, pubblicato  un
  giovane,  ci  sono  due  giovani marsalesi  per  esempio  che  sono
  scienziati  tra  i  più influenti nel mondo.  Di  che  cosa  stiamo
  parlando.  Sono nati e cresciuti nelle nostre contrade,  e  uno  di
  questi  era  alunno della mia scuola, visto che sono  un  dirigente
  scolastico.  Bene,  allora io vi chiedo che non dobbiamo  aspettare
  che  siano  firmati  questi decreti. Noi dobbiamo  batterci  perché
  venga immediatamente stoppato questo iter.
   Sapete bene, Presidente, che uno dei miei primi atti parlamentari,
  unitamente  a  diversi colleghi che certamente come me  sentono  la
  necessità, l'urgenza morale non rinviabile di dare dignità piena  e
  compiuta  all'autonomia,  è la firma di una  legge  per  modificare
  l'articolo  38  dello  Statuto,  per  inserire  la  condizione   di
  svantaggio derivante dall'insularità. Fare imprese in Sicilia costa
  di  più,  trasportare merci costa di più, istruirsi costa  di  più,
  tutto costa di più, la sanità costa di più.
   Allora, se su materie così fondamentali che sono quelle su cui  si
  basa  lo  stato  sociale,  la coesione  sociale,  l'idea  di  Stato
  unitario che sono l'istruzione, la pubblica istruzione, che sono la
  sanità, che sono i servizi, noi ci dividiamo e permettiamo  che  le
  Regioni del Nord, dove già la spesa che ogni comune investe per  la
  scuola  e per la sanità è di gran lunga superiore, oltre il 70%  in
  più perché sono più ricchi, perché la ci sono le imprese, perché la
  ci  sono  le  aziende,  perché la ci sono gli investimenti.  Allora
  avremo   fatto  veramente  un  pessimo  servizio.  Non  ci  dovremo
  lamentare,  non dovremo dire colpa dei 70 anni, di chi in  70  anni
  non ha fatto il proprio dovere. Il proprio dovere siamo chiamati  a
  farlo  in ogni momento della nostra vita, e qualunque sia il nostro
  ruolo  e  il  nostro lavoro come madri di famiglia, come  genitori,
  come  donne  e  uomini  delle istituzioni,  come  lavoratori,  come
  professionisti, in questo caso come legislatori, abbiamo il  dovere
  di  fermare lo scempio che in Italia si sta compiendo a danno delle
  Regioni  del  Sud. Abbiamo il dovere di unirci in questa  lotta  di
  democrazia e di libertà, dignità e di dignità del nostro popolo. Ma
  non  solo  per  il nostro popolo. Anche con le Regioni meridionali,
  per tutto il Sud che non ci sta.
   Io  non  ci  sto  a  farmi chiamare né ladrona, né  accattona,  né
  miserabile. Sono una persona che ha a cuore la dignità personale, e
  con  la  dignità personale tutti i siciliani di buona  volontà,  di
  grande  orgoglio,  di grande serietà morale  che  io  mi  sento  di
  rappresentare. Allora faccio appello a voi, colleghi del  Movimento
  Cinque  Stelle, ci siamo divisi, possiamo avere tante diversità  in
  questo  momento, ma certamente una cosa sulla quale non si  possono
  fare  sconti a nessuno. Voi siete al Governo, nessuno dica  che  vi
  accontentate  di mantenere le vostre poltrone pur  di  governare  a
  danno del Sud. Io credo fermamente che voi potete, anche perché  la
  Ministra Stefano che è vostra, voi avete il dovere. E' della  Lega?
  Mi correggo. Sì, avete ragione.

   PRESIDENTE. Grazie. Concluda per favore.

   LO  CURTO.  Io  credo che voi siete comprimari nel Governo,  siete
  comprimari  per  potere,  con dignità, rappresentare  le  cose  che
  abbiamo detto e su cui c'è tanta convergenza.
   Abbiate,  ed abbiamo insieme, la forza di dire no ad una  proposta
  secessionista che divide l'Italia, gli Italiani e ci fa piombare in
  una povertà estrema da cui nessuno potrà salvarsi.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  signor   non  Presidente   della
  Regione   perché  è  assente,  signor  vice  Presidente,   colleghi
  parlamentari.   Penso   che   una  discussione   così   importante,
  un'Assemblea  così  importante  come  quella  di  oggi,   non   può
  giustificare l'assenza del Presidente della Regione.
   E  se  il  Presidente  della  Regione  non  poteva  partecipare  a
  quest'Assemblea, con questo argomento, doveva chiedere il rinvio  e
  noi  non avremmo problemi. Così come, chi viene dalle province  più
  lontane,  no,  no,  assolutamente sconti su  questo,  zero,  perché
  stiamo  parlando della vita, del futuro della Regione siciliana  ed
  il  Presidente  della Regione poteva avere qualsiasi  difficoltà  e
  chiedeva  il rinvio. E tutti quanti avevamo il dovere di accogliere
  il rinvio.
   Su  questo,  quindi, ci tengo ad aprire il mio intervento  proprio
  con questa riflessione.
   Questo,  però,  coincide con un atteggiamento  che  il  Presidente
  della  Regione  ha  avuto  su tutta questa vicenda.  Il  Presidente
  Musumeci  ritengo che abbia gestito questa questione, così delicata
  per  il futuro della Sicilia e dei siciliani, con la strategia  dei
  pannicelli caldi, cioè ha cercato, anche il messaggio che manda  al
  Parlamento, ci ha inviato la lettera che ha mandato a Conte.
   Ma dico, un Presidente della Regione, la Regione siciliana, che  è
  stata  mortificata, per colpe di tutti, ora, poi, c'è chi  dire  il
  DC,  PCI,  PSI,  e  così  via, per colpa  di  tutti,  che  è  stata
  mortificata nell'arco dei decenni, oggi, è in condizione di  potere
  dire allo Stato:  No  Prima che andiamo avanti con questa forma  di
  autonomia  differenziata,  con questo  federalismo,  noi  chiediamo
  l'applicazione  totale  di  quelle che sono  le  prerogative  dello
  Statuto  autonomo  siciliano.   E,  quindi,  l'applicazione   degli
  articoli 36, 37 e 38.
   La   procedura,  invece,  che  ha  svolto,  che  ha  fatto  questo
  Presidente  della  Regione,  e questa Regione  siciliana  e  questo
  Governo,  è  completamente  diversa.  Al  contrario,  noi  andiamo,
  partecipiamo    in   Conferenza   Stato-Regioni,   in    siciliano,
  permettetemi di far passare questo termine  ca manu a cuoppu , cioè
  da  mendicanti. Noi sosteniamo da siciliani che, sì va bene, si può
  fare   questo   federalismo,   possiamo   fare   questa   autonomia
  differenziata a condizione che ci fate il regalo, a condizione che,
  poi,  ci  riconosciate l'applicazione degli articoli 36, 37  e  38,
  dell'insularità e così via.
   Ma  davvero  noi  pensiamo di potere difendere  la  Sicilia  ed  i
  Siciliani  con  questo  atteggiamento?  Davvero,  noi  ci  troviamo
  davanti  ad una Regione siciliana ed ad un Presidente della Regione
  siciliana che si sta consegnando nelle mani di Salvini e nelle mani
  della Lega. E non so, della Meloni, non lo so.
   Ritengo  che  questo  atteggiamento  supino,  di  accondiscendenza
  totale  del  Presidente della Regione sia motivato solamente  dalle
  elezioni  europee,  che  sono alle porte e, quindi,  il  Presidente
  della  Regione  che,  per  ora  ha solamente  un  problema,  che  è
   Diventerà  Bellissima   ma,  non perché  deve  fare  diventare  la
  Sicilia  bellissima, ma perché ha l'interesse  a  costruire  questo
  partito   Diventerà  Bellissima   e,  siccome  si  deve  andare   a
  collocare a livello nazionale e possibilmente ha bisogno di qualche
  posto in lista, non può litigare con il Governo nazionale.
   E, quindi, noi ci troviamo con una questione delicata come questa,
  del   federalismo,  dell'autonomia  differenziata  davvero  in  una
  condizione di retroguardia, di difesa invece che di attacco.
   Ma  lo  vediamo anche su altre questioni importanti. Nelle  scorse
  ore,  negli scorsi giorni e nelle prossime ore, nei prossimi giorni
  questioni  importanti  stanno  mettendo  al  centro  del  dibattito
  nazionale,  dei  mass  media  e dell'agenda  politica  del  Governo
  nazionale,  che  sono  quelli  degli allevatori,  degli  allevatori
  sardi.
   Gli  allevatori  sardi  hanno aperto  una  contrattazione  con  il
  Governo nazionale, e noi siamo assenti perché su questo avevamo  le
  motivazioni per inserirci. Noi che abbiamo subito, quando  è  stato
  delle  quote latte, che abbiamo pagato con i nostri fondi FAS,  del
  Meridione d'Italia, oggi, invece di inserirci in quella trattativa,
  invece  di  dire   fermo  Governo, tu non puoi  essere  interessato
  solamente alla Sardegna perché hai la campagna elettorale   C'è  la
  Sicilia  a  cui tu devi le risorse dei fondi FAS, c'è la Sicilia  a
  cui  hai scippato' quelle risorse .
   E non riusciamo ad inserirci neanche in questo dibattito.
   La  stessa cosa vale per l'ortofrutta che è ai minimi storici  per
  quanto riguarda il prezzo del mercato.
   Noi siamo davvero assenti, noi siamo assenti perché questo Governo
  ed  il suo Presidente - lo testimonia anche con la sua assenza oggi
  qui  dall'Aula - cerca una strada diversa, che è quella  di  essere
  supino  e  di soccombere rispetto ad un Governo nazionale  che  sta
  facendo scelte e scelte diverse.
   Io  sono contrario, assessore Armao, all'impostazione che è  stata
  data   da  questo  Governo  nella  Conferenza  Stato-Regione,  sono
  assolutamente contrario perché ritengo che sia sbagliato  porre  la
  questione  nella  Conferenza Stato-Regione nei termini   noi  siamo
  d'accordo  a  condizione che ci riconoscete quello che ci  spetta .
  No,  prima  ci  riconoscete quello che a  noi  spetta  e,  poi,  ne
  discutiamo. E' una forma di debolezza, prima devono darci quel  che
  ci è stato tolto.
   Quindi, io mi auguro che davvero questo Governo dimostri a  questo
  Parlamento ed ai Siciliani di non essere troppo accondiscendente, e
  di  non essere supino alle scelte di Roma, anche perché - credetemi
  - sotto la campagna elettorale per le europee - lo vedremo poi quel
  che  succederà  alle  europee - la sensazione è  che  andiamo  alla
  ricerca di posti e di seggi nei vari raggruppamenti che sono vicini
  al Governo in cambio, poi, dei Siciliani, in cambio, poi, di quelli
  che sono gli interessi legittimi di una Regione come la nostra.
   A  me dispiace che non sia presente il Presidente, mi dispiace che
  non sia presente nemmeno l'assessore per l'agricoltura, ma l'invito
  che  io faccio all'assessore Armao è quello di attivarsi anche  per
  la questione che riguarda il comparto agricolo.
   Non  possiamo  restare fuori da questa trattativa. A  Roma  stanno
  discutendo  di  Sardegna quando noi abbiamo  gli  stessi  problemi,
  anche  peggiori e, solamente perché i nostri allevatori o i  nostri
  produttori  non  vanno a gettare il latte per le strade,  solamente
  perché  i nostri produttori non vanno a buttare pomodori ed  arance
  sotto  le  ruspe, noi non possiamo essere assenti. Voi  non  potete
  essere assenti, dimostrate di fare gli interessi dei Siciliani e di
  tutti noi.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che gli onorevoli De Luca
  Antonino,  Foti  e  Mangiacavallo sono in  congedo  per  la  seduta
  odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il dibattito sul tema del regionalismo differenziato

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  io  non  voglio intervenire sul  tema  interrompendo  il
  proficuo  e,  devo dire, elevato dibattito che si sta svolgendo  in
  aula,  per me non è sempre facile stare in aula ma oggi ci sto  con
  particolare  apprezzamento  perché le questioni  sono  trattate  al
  massimo  livello. Mi dispiace dovere però precisare, essendo  stato
  il  presidente  chiamato in causa ed io essendo a conoscenza  delle
  ragioni per cui oggi il presidente non è qui presente, volevo  dare
  qualche  precisazione. La prima è che il presidente,  probabilmente
  era piena mattina e non tutti ricordano che cosa è stato detto,  ha
  fatto  e  svolto,  un intervento specifico sul  tema  nella  notte,
  giorno  nel  quale abbiamo approvato la legge di  stabilità  ed  il
  bilancio. Ha letto una lettera inviata al Presidente del Consiglio,
  nella  quale la Giunta prendeva posizione, ha espresso la posizione
  del  governo  e,  quindi,  il presidente è  in  modo  assolutamente
  tempestivo intervenuto sulla questione.
   Il  paradosso  qual  è?  Che  oggi le  argomentazioni  che  svolge
  l'onorevole  Dipasquale di carenza di attenzione agli  agricoltori,
  agli  allevatori,  sono  la  causa per  cui  il  presidente  non  è
  presente,  perché  in questo momento è impegnato  in  una  riunione
  proprio   con   gli   allevatori  e   gli   esponenti   del   mondo
  dell'agricoltura che lei chiede di tutelare. Quindi, la prego,  non
  ci  sono  assenze  per distrazione, ma l'assenza del  presidente  è
  assolutamente ancorata ad un fatto importante che è proprio  quello
  di tutelare i nostri agricoltori e allevatori mentre in Sardegna si
  stanno  svolgendo  delle contestazioni che anche in  Sicilia  hanno
  avuto le loro propaggini.
   Quindi  nessuna  absit  iniuria verbis, ma non  inquiniamo  questo
  dibattito così alto con questioni che non sono allo stesso rilievo.
  E' evidente che il tema va rappresentato a Roma e il governo lo sta
  facendo. Io vorrei evidenziare che sul tema, e mi fermo qui, c'è un
  dibattito aperto ed un negoziato aperto con lo Stato nazionale che,
  per esempio, la Sardegna non ha concluso e che noi, invece, abbiamo
  in  qualche  modo con un primo round concluso portando a  casa  540
  milioni    di    euro   di   infrastrutture,   investimenti    alle
  infrastrutture, che è un risultato. Quindi, ecco, tutto  accettiamo
  tranne  che  accuse  di  disattenzioni e  di  scarsa  tutela  degli
  interessi dei siciliani.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Domenico.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, la
  questione  che oggi siamo chiamati a discutere è una  questione  di
  grande  rilevanza  e,  assessore Armao, io non  voglio  entrare  in
  polemica  però, basta guardare i banchi del Governo e quelli  della
  maggioranza,  per capire quanto questa maggioranza sia  interessata
  al  tema. E' un dato oggettivo dal quale non possiamo discutere ma,
  ripeto, voglio parlare più di questioni tecniche che interessano la
  proposta  che  oggi, probabilmente, potrebbe essere  approvata  nel
  quasi  silenzio  della nostra regione, mentre altre  regioni  hanno
  fatto sentire la propria voce.
   E' chiaro che le Regioni del nord abbiano interesse a questa norma
  ed  abbiano interesse ad utilizzare il contenuto della riforma  del
  titolo  V della Costituzione con una interpretazione che, se  viene
  segmentata  -  lei è un giurista e quindi mi può ben capire  -  può
  essere  distorta rispetto a quello che era l'obiettivo che  si  era
  dato il legislatore costituzionale.
   Cerco  di  spiegare  meglio questo concetto. Quando  il  Titolo  V
  contiene tutta una serie di norme e queste norme, diciamo,  possono
  portare  a  risultati asimmetrici è evidente che  bisogna  fare  un
  contemperamento di interessi e rispetto a questo contemperamento di
  interessi  bisogna fare una gradualità di applicazione della  norma
  stessa. Io qui non sono alla ricerca di responsabilità anche perché
  non  mi sottraggo di dire che anche la mia parte politica ha  delle
  grosse  responsabilità nell'introduzione di queste  norme  e  hanno
  tutte  le  parti responsabilità perché si sono messi  ad  inseguire
  Salvini  sul  suo  terreno  per cercare consenso.  La  ricerca  del
  consenso si è fatta sul terreno dell'inseguimento dell'autonomia  a
  tutti  i  costi.  È facile dire  noi l'autonomia  ce  l'abbiamo  in
  Sicilia ,  i nostri padri hanno sudato, hanno pagato con il  sangue
  questa  autonomia. Ma se tu dai autonomia a chi non ha  risorse,  è
  vero  che è stata utilizzata male l'autonomia, ma dobbiamo  partire
  dal  dato  delle risorse e le risorse ci dicono che,  per  esempio,
  andando  a  guardare un indicatore essenziale  che  è  il  prodotto
  interno  lordo  per abitante, se io vado a vedere  le  tre  regioni
  Lombardia,  Veneto  ed  Emilia Romagna  che  hanno  chiesto  questa
  maggiore  autonomia  hanno  un  reddito  medio  pro  capite  che  è
  esattamente il doppio di quello della Sicilia e oltre il 30% in più
  rispetto  alla  media nazionale. Quindi quando mi si dice  dobbiamo
  trattenere il 90% dell'Irpef significa che su un reddito medio  pro
  capite, essendo l'Irpef un'imposta progressiva, è evidente  che  su
  un  reddito  doppio  la  quota fiscale di competenza  non  sarà  il
  doppio, ma proprio perché l'imposta è progressiva sarà più  che  il
  doppio,  anche  perché il meccanismo delle detrazioni  sui  redditi
  bassi  il  gettito è assolutamente irrisorio. Quindi,  diciamo  che
  mediamente il gettito pro capite di queste regioni è almeno quattro
  volte quello della Sicilia.
   E  questo è un punto di partenza che secondo me non è stato  messo
  bene  in  evidenza perché se noi diamo il 90% del gettito a  queste
  regioni  vorrà dire che abbiamo dato quasi quattro volte il livello
  di gettito fiscale rispetto alla Sicilia.
   Quindi  altro  che  residuo  fiscale. Esasperare  il  concetto  di
  residuo  fiscale  significa aumentare le  divergenze  e  faccio  un
  esempio.   Se   volessi,   paradossalmente,   portare   all'estreme
  conseguenze,  supponiamo che in Italia ci siano due cittadini,  uno
  che  abbia un reddito di 1 milione di euro e uno che ha un  reddito
  di 10 mila euro. È chiaro che il residuo fiscale di quello che ha 1
  milione  di  euro  è  enormemente  sproporzionato.  Ma  allora  che
  facciamo? A quello che ha 10 mila euro non diamo nessun servizio  e
  li  diamo  tutti a quello che ha 1 milione di euro perché  dobbiamo
  accorciare il residuo fiscale? La teoria del residuo fiscale è  una
  teoria che non ha fondamento perché prima nel contemperamento degli
  interessi  viene quanto è previsto nell'articolo 117 e precisamente
  al  secondo  comma  laddove  parla di  determinazione  dei  livelli
  essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali
  che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale .
   E  allora, io dico, è necessario che prima vengano definiti questi
  livelli essenziali.
   Che  cosa  abbiamo fatto, che cosa ha fatto quella parte  politica
  che,  nelle  ultime elezioni, ha mietuto consensi  in  Sicilia  per
  frenare  l'avanzata  della  Lega su  queste  tematiche?  Questo  ci
  dovremmo chiedere. Ce lo dobbiamo chiedere, e non possiamo  tirarci
  indietro di fronte a queste responsabilità.
   Queste  regioni ci chiedono, in barba a quello che è il  principio
  di sussidiarietà, che abbiano competenza su 23 materie concorrenti.
  Ma  io  mi  domando,  andando a vedere quali  sono  queste  materie
  concorrenti,  qual è l'obiettivo laddove scuola, sanità,  ambiente,
  rifiuti,    territorio,   protezione   civile,   finanza    locale,
  infrastrutture stradali e ferroviarie, porti e aeroporti,  demanio,
  ricerca  scientifica,  grandi reti di  trasporto,  beni  culturali:
  bene, qual è il livello di partenza? Abbiamo mai misurato i livelli
  essenziali delle prestazioni?
   Allora   noi  ci  dobbiamo,  da  questa  Assemblea,  unitariamente
  dobbiamo  uscire  con  una  proposta che ristabilisca  l'ordine  di
  priorità  rispetto  alla riforma del Titolo V  della  Costituzione,
  perché   prima  è  necessario  stabilire  quali  sono   i   livelli
  essenziali.
   Non si può parlare di costi standard  I costi standard li possiamo
  individuare  una volta che abbiamo i livelli essenziali.  Che  cosa
  vogliamo dire a un bambino che nasce in Sicilia, che non ha diritto
  ad  un  asilo nido? Perché, la riforma che vogliono queste regioni,
  si   basa   essenzialmente   su  una  percentuale   dell'IRPEF   ma
  garantendosi  quello  che è l'attuale spesa  storica.  E  la  spesa
  storica  ci  dice  che,  oggi, il Veneto, la Lombardia  e  l'Emilia
  Romagna - come diceva il mio collega Barbagallo per esempio in tema
  di  asili  nido  - ha una sua dotazione, mentre in Sicilia  non  ne
  abbiamo.
   Se noi ci basiamo sul criterio della spesa storica, vorrà dire che
  la  Sicilia  non potrà mai avere asili nido, mentre lì  ne  avranno
  sempre  di  più.  Cioè, il bisogno alimenta la domanda  di  servizi
  sempre più efficienti, mentre chi il servizio non ce l'ha avuto mai
  sarà condannato a restare sempre con quel bisogno insoddisfatto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Pagana.  Ne  ha
  facoltà.

   PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo oggi  è  un
  grande giorno, un grande giorno per questo Parlamento e, quindi, un
  grande  giorno  per  i siciliani. Tutte le forze politiche  stanno,
  finalmente,  parlando di Sicilia. Stanno, finalmente,  parlando  di
  Regione  siciliana  e di popolo siciliano. Certo  lo  facciamo  con
  preoccupazione, guardando un articolo della Costituzione. Guardiamo
  il  terzo  comma  dell'articolo 116 e lo  vediamo  quasi  come  una
  minaccia,  è sembrata per alcuni. Alcune regioni che chiedono  allo
  Stato  di  avocare a sé proprie competenze, per noi  diventano  una
  minaccia. Perché? Perché sono una minaccia per le regioni del Sud
   Vede,  Presidente,  io  sarò presuntuosa, sarò  arrogante,  magari
  animata  di entusiasmo da giovane, ma io lo posso dire che noi  non
  siamo semplicemente una regione del Sud, una bellissima regione del
  Sud.  Ma  noi siamo la Sicilia, noi siamo la regione siciliana,  la
  regione  che già ha uno statuto speciale. Una regione che è diversa
  dalle  altre,  perché  ha  riconosciuto,  già  ancora  prima  della
  Costituzione,   si  è  vista  riconosciuto  uno  statuto   che   dà
  competenze,  uno  statuto che dà vita, ancora  più  vita  a  questa
  regione.
   Se,  poi, la politica non è riuscita a usufruire di questo, se  la
  politica non è riuscita a rigenerare il popolo siciliano e a  farlo
  vivere  di Sicilia stessa, questo è un altro discorso. Ma oggi  non
  voglio  fare un ragionamento polemico. Oggi siamo qui e questo  mio
  modo  di intervenire lo devo al popolo siciliano. Oggi non vogliamo
  fare polemica. Però, senza polemica, lo devo dire da siciliana:  mi
  dispiace  veramente  non  vedere qui il Presidente  della  Regione,
  Nello Musumeci.
   Assessore Armao, non è un'offesa nella sua figura, non è un'offesa
  istituzionale, per carità  Ma è il Presidente dei siciliani,  è  il
  Presidente  di  tutti i siciliani. A me sarebbe piaciuto  veramente
  guardarlo   negli  occhi  mentre  parliamo  di  questo  tema   così
  importante.
   Abbiamo  presentato un ordine del giorno che, devo dire,  è  stato
  condiviso anche da altri Gruppi politici. Ed è un ordine del giorno
  che  altro  non fa che confermare le nostre ragioni, confermare  le
  ragioni  dei  siciliani.  In  questi  giorni  ho  chiesto  ai  miei
  colleghi, ho chiesto ai miei conoscenti, i miei coetanei, ma  anche
  persone più grandi: cosa ne pensi dello Statuto siciliano? E quello
  che mi è stato risposto è stato  Abbiamo uno Statuto? Finora a cosa
  è  servito  questo Statuto? . E quando abbiamo iniziato a parlarne,
  abbiamo iniziato a parlare di agricoltura, di salute, di come tutto
  potrebbe essere diverso, di come tutto potrebbe essere più bello in
  Sicilia.  Allora le persone hanno sentito l'esigenza di  rivalutare
  questo atto così importante.
   Vede, signor Presidente, siccome abbiamo e chiedo ai colleghi  del
  PD

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, prendete posto. Prego,
  onorevole Pagana, continui il suo intervento.

   PAGANA. Vede signor Presidente -  e sento di dover dare una  certa
  riconoscenza ai Padri dello Statuto del 1946 - in questo ordine del
  giorno  vogliamo impegnare il Governo anzitutto a una  ricognizione
  preventiva  dell'esperienza, della nostra esperienza, della  nostra
  Autonomia  regionale siciliana. Abbiamo anche chiesto di verificare
  preventivamente che vengono attuati livelli minimi di assistenza in
  tutte  le Regioni prima che, possibilmente a qualche altra Regione,
  possa  essere dato di più rispetto a noi. Però, signor  Presidente,
  insieme  alla riconoscenza che dobbiamo ai Padri costituenti  dello
  Statuto,   la  riconoscenza  la  dobbiamo  dare  anche   ai   Padri
  costituenti  e mi riferisco a chi ha scritto la Costituzione  della
  Repubblica   italiana.   A   chi  nel  1948,   anche   preso   atto
  dell'esistenza  dello  Statuto della Regione siciliana,  ha  voluto
  affermare  nella  parte dei diritti fondamentali  della  Repubblica
  italiana,  che  l'Italia è una Repubblica  unica,  che  l'Italia  è
  indivisibile. La nostra Costituzione, grazie alla lungimiranza  dei
  Padri  del  tempo,  è  piena di strumenti che  possono  evitare  la
  divisibilità  della  Repubblica.  E  lo  fa  all'inizio  quando  ne
  sancisce appunto l'indivisibilità; lo fa nella parte in cui prevede
  la  Corte  Costituzionale e le funzioni della Corte Costituzionale.
  Dà  anche a noi la possibilità di potere impugnare questa intesa in
  sede giurisdizionale.
   Signor  Presidente,  la ringrazio per questa grande  occasione  di
  confronto   e   di  dibattito  tra  noi  colleghi  che   oggi   qui
  rappresentiamo  la Sicilia e lo facciamo in modo ancora  più  forte
  delle normali sedute ordinarie. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori,  l'avevamo auspicata questa seduta nella quale  soltanto
  si  potesse  parlare  liberamente,  da  parlamentari  che  hanno  i
  rapporti  non  soltanto con il proprio territorio ma  con  l'intera
  Istituzione Regione siciliana. E ci siamo riusciti e quindi  io  la
  ritengo  una bella giornata, e la ritengo interessante  perché  gli
  interventi  che  ho  ascoltato,  e  sono  tanti,  non  sono   stati
  interventi che ripercorrono le tristi liturgie di chi deve  parlare
  anche  di  argomenti  importanti, ma comunque  ognuno  fermo  sulle
  proprie posizioni.
   E non è un caso se io ed il collega Cracolici abbiamo sottoscritto
  il  documento che ci ha sottoposto la collega Pagana del  Movimento
  Cinque  Stelle, perché vorremmo che finalmente, finalmente  e  sono
  trascorsi moltissimi anni, lo Statuto della Regione siciliana è del
  1946, precede di due anni persino la Costituzione della Repubblica,
  dopo  tutti questi anni finalmente ci possa essere, come dire quasi
  un  outing,  scusate  il  termine, del  gruppo  dirigente  nel  suo
  complesso di questa regione, perché se dovessimo pensare che  tutto
  questo, in settanta e più anni, sia avvenuto per caso, questo non è
  vero,  è difficile, sarebbe difficile da sostenere. Ci sono - l'hai
  detto  anche  tu - è ovvio delle insufficienze da parte  di  tutti,
  delle  forze politiche che in questi lunghissimi anni e decessi  si
  sono succeduti in questo Parlamento, perché comunque la capacità di
  iniziativa non è stata mai tolta a questo Parlamento, ma  anche  ai
  parlamentari  nazionali che probabilmente quando si sono  recati  a
  Roma hanno dimenticato che esiste una regione che è la più speciale
  tra  le  regioni  a  statuto speciale, per  ragioni  storiche,  per
  ragioni  culturali, e per ragioni che hanno fatto sì che  nel  1946
  davvero  lo  Stato  concedesse queste come  dire  percentuali  così
  pesanti  di  autonomia  alla  Regione  siciliana,  purtroppo  nella
  stragrande maggioranza dei casi non attuati. E qui l'autonomia  non
  può diventare una sorta di mantra che non tenga conto di quelli che
  sono  i principi fondamentali della Costituzione, anche quelli  non
  espressamente scritti, cioè il principio della coesione del  paese,
  cioè  finché ognuno di noi sarà convinto che il paese  è  uno,  non
  sarà  possibile  immaginare di trattare questo argomento  come  una
  triste,  inutile  e  ipocrita liturgia  per  esprimere  la  propria
  posizione  ed esserci, ecco esserci per chi, neppure per la  storia
  perché  tra  qualche  decina  di anni, se  non  saremo  conseguenti
  rispetto a quello che può accadere a livello nazionale, la  storia,
  i  colleghi  che  ci  succederanno in queste sedi,  non  parleranno
  certamente bene di noi, e quindi non può essere un mantra, cioè  un
  alibi,  e  non  si  deve  essere  necessariamente  autonomisti  per
  difendere ciò che è contenuto dentro il nostro Statuto.
   Guardate,  tante ipocrisie si sono succedute, la legge  42  che  è
  stata citata più volte, anche da te collega Compagnone, la legge 42
  che   doveva  sembrare  la  legge  che  finalmente  attuava  questo
  benedetto  come dire regionalismo per cui l'autonomia, cioè  quindi
  tutti  che guardavano, cioè ha introdotto un principio che è quello
  della  perequazione infrastrutturale, ebbene io penso  che  ci  sia
  stato  anche un errore dal punto di vista culturale, l'articolo  38
  dello  Statuto, che quando è stata approvata la legge 42 aveva  già
  decenni, e decenni, e decenni, prevedeva la perequazione del lavori
  pubblici  e  guardate non era tanto importante  questa,  perché  vi
  immaginate  nell'immediato dopo guerra la  perequazione  ai  lavori
  pubblici era quasi un dovere, che era la Sicilia il paese veramente
  distrutto  e  la  Sicilia ancor di più, ma questa perequazione  era
  legata  al  livello  di reddito inferiore che la Regione  siciliana
  aveva in quel momento.
   E'  questo  il nodo che davvero grida vendetta oggi a distanza  di
  tutti questi anni.
   La  perequazione  infrastrutturale non era  necessario  che  fosse
  introdotta dalla legge n. 42 se già è norma dello Statuto ed è  una
  norma   che   non   prevede   soltanto  in   sé   la   perequazione
  infrastrutturale - ripeto - che anche oggi è esattamente come prima
  un indispensabile obiettivo che lo Stato si deve prefiggere?
   E'  importante  perché  viene  collegata  quella  perequazione  al
  livello di reddito inferiore che i cittadini siciliani avevano  nel
  1946 - e mi sia consentito - non è polemica
   Se  abbiamo  letto  e  tanti,  almeno  quelli  che  più  ci  siamo
  appassionati negli anni a questi temi, li abbiamo letti, cosa è ciò
  che  Regioni,  peraltro  a guida diversa  così  evito  che  qualche
  collega  dica   Ah,  l'Emilia Romagna , a  guida  diversa,  c'è  il
  Veneto,  c'è la Lombardia, c'è l'Emilia Romagna e ci sono  altre  -
  collega Pagana - altre che spingono a guide diverse, giusto?
   Se  tutto  questo non è il tentativo - e non voglio  usare  parole
  forti nella sede sacra del Parlamento- se questo non è un tentativo
  di secessione, quale dovrebbe essere il tentativo di secessione?
   Lo dico con grande rispetto.
   Non  sono un sovranista e introduco un tema - chi mi conosce ormai
  sa  che  i miei ragionamenti sono in assoluta buona fede e vogliono
  avere  un  taglio più culturale quando parliamo di questi temi  che
  altro.
   Un  partito che si professa sovranista non deve difendere soltanto
  i  confini del Paese.Io non lo sono, ripeto. Ho un'altra idea della
  vita  e  del  mondo. Se il sovranismo è soltanto il sovranismo  del
  regionalismo differenziato, delle Regioni ricche allora non ci sto
   Una  battaglia  senza  quartiere  e  senza  frontiere  contro   un
  sovranismo  che  avvantaggia soltanto le  Regioni  delle  aree  più
  ricche di questo Paese.
   Se  questo è il sovranismo che uno dei partiti di Governo, la Lega
  -  lo dico con grande chiarezza - ritiene di dovere portare avanti,
  è chiaro che nessuno può essere d'accordo.
   Non ci possono essere cittadini d'accordo.
   Il sovranismo fatto soltanto con le Regioni più ricche per mettere
  in  ginocchio  le  regioni  più in difficoltà  per  dimenticare  la
  perequazione infrastrutturale ma perché?
   Perché  questi  partiti  sovranisti, che ritengono  legittimamente
  secondo  la  loro idea della vita e della politica di  difendere  i
  confini,  non  difendono  l'articolo  38  e  non  vogliono  attuare
  l'articolo 38 della Costituzione in una Regione che è stata davvero
  in  questi anni la frontiera di questo nostro Mediterraneo, davvero
  la frontiera di questo nostro Mediterraneo.
   E'  questa  la  ragione che mi ha indotto, mi avvio alla  chiusura
  anche se ci sarebbero da fare ulteriori ragionamenti.
   Non  so  come si concluderà questa seduta, se ci sarà un documento
  comune.
   Desidererei,  pur  sapendo che il Governo  ha  fatto  una  frenata
  importante  che consente a tutti quanti di riflette e approfondire,
  in   questo  documento  se  dovesse  rimanere  il  meccanismo   del
  regionalismo differenziato per le regioni Veneto, Emilia Romagna  e
  Lombardia  uguale o simile a quello che c'è stato - scusi onorevole
  Milazzo  perché  altrimenti il Presidente  mi  rimprovera,  proprio
  perché  faccio tardi - perché vìola due principi fondamentali,  uno
  non  scritto perché fa parte della Costituzione, che è quello della
  coesione    del    Paese.   Cioè,   attuare   questo   regionalismo
  differenziato, spezzerebbe la coesione del nostro Paese; l'altro  è
  la  violazione  di una norma scritta, ed è una norma  scritta,  tra
  l'altro,  nella  riforma  del Titolo V della  Costituzione,  che  è
  l'articolo  117, secondo comma, lettera m), per cui, come  dire,  i
  principi,  i  livelli  essenziali delle prestazioni  concernenti  i
  diritti  civili  e  sociali,  dice la Costituzione,  devono  essere
  garantiti  in  maniera  uniforme, uguale, in  tutto  il  territorio
  nazionale.  La  violazione di una norma scritta nella Costituzione,
  Presidente Cancelleri.
   E,  allora, io non lo so cosa decideremo alla fine, cosa  deciderà
  l'Aula,  di  scrivere  il  documento, ripeto,  io  ho  sottoscritto
  tranquillamente quello, però, io credo che se dovesse rimanere -  e
  chiudo davvero - così com'è questo modello, che per fortuna è stato
  fermato  in  questo  momento  dai  livelli  nazionali,  tra  Emilia
  Romagna,  Lombardia e Veneto, io dico che l'Aula deve impegnare  il
  Presidente  della Regione ad impugnare quelle norme  convenute  nei
  documenti   che   concederebbero  i  livelli  essenziali,    questo
  regionalismo  differenziato  a queste  tre  regioni;  di  impugnare
  quelle  norme  secondo  i  rimedi  che  gli  concede  l'ordinamento
  giuridico.
   E'  venuto il momento di passare dalle parole ai fatti e chi vuole
  difendere i confini di questo Paese innanzitutto difenda i  diritti
  civili e sociali di tutti i cittadini della Repubblica a partire da
  chi li ha avuti riconosciuti nel 1946.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevoli  colleghi, non mi costringete a tagliare gli interventi.
  Per  favore, attenetevi ai dieci minuti che sono abbastanza lunghi,
  grazie.

   ARICO'.  Signor  Presidente, signor Vicepresidente della  Regione,
  Governo, onorevoli colleghi, è un tema molto importante quello  che
  affrontiamo oggi. E' il vero tema dell'anno, non ci sono altri temi
  che potranno contraddistinguere l'azione politica delle regioni  in
  rapporto  con  lo Stato ed è giusto che incominciamo a  parlare  di
  qualche  cifra  pe capire di quello che parliamo ma non  sciorinare
  chissà quali dati, una mera elencazione dei dati sugli investimenti
  fatti  nel  corso degli anni nel Nord, nel Sud o il PIL.  Però,  se
  partiamo con dei piccoli dati che possono rappresentare, però,  dei
  grandi   concetti,  partendo  ad  esempio  dal  reddito  pro-capite
  dell'Alto  Adige  che a Bolzano ed in Trentino  e  nell'Alto  Adige
  credo  che sia oltre i 42 mila euro l'anno, invece, nella  Sicilia,
  in  Calabria  è  circa  18 mila euro, allora,  capiamo  il  gettito
  fiscale che arriverebbe, se ci fosse, diciamo, un federalismo delle
  regioni.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   ARICO'.  Ed  allora,  vorrei, accogliendo la  proposta  di  alcuni
  colleghi per un atto forte votato dall'intero Parlamento, dire  no.
  Mi  riferisco, non ultimo all'onorevole Gucciardi, che  poco  prima
  nel suo intervento ha fatto questa proposta. Ci possiamo stare, per
  il  bene della Sicilia, ma dobbiamo capire una cosa, non ci  stiamo
  perché  riteniamo la Sicilia arretrata rispetto alle altre  regioni
  d'Italia,  ci  stiamo  perché  riteniamo  la  Sicilia  e  tutto  il
  meridione   d'Italia,  a  livello  infrastrutturale,   estremamente
  deficitario,  ma non per colpe nostre  Perché è vero quanto  diceva
  l'onorevole  Lo  Curto, facendo un excursus su com'è  nata  l'unità
  d'Italia,  sulla ricchezza che c'era nel Regno delle  Due  Sicilie,
  sulla ricchezza complessiva che, a secondo dei dati statistici, nel
  1861  ammontava  a 668 milioni di cui i due terzi  provenivano  dal
  Regno  delle Due Sicilie e, quindi, probabilmente lì c'è  stato  un
  impoverimento, è nata la Questione meridionale,

   Però,   Presidente  e  colleghi,  è  anche  vero  che  a   livello
  infrastrutturale noi siamo estremamente arretrati.
   Proprio  in  queste  ore, su proposta degli onorevoli  Galluzzo  e
  Zitelli,  abbiamo creato un Intergruppo i cui principi  si  fondano
  sulla  continuità territoriale e dice  sì' al ponte sullo  Stretto.
  Perché dobbiamo partire dalle infrastrutture, voglio dare un  dato,
  non ne voglio dare molti perché potrei rischiare di annoiare chi ci
  ascolta: sappiamo quanto costa un km di TAV? In Italia la Corte dei
  conti  ha stabilito che costa circa 60 milioni di euro, immaginiamo
  quanto  sono  le  strade  ferrate  che  in  Sicilia  possono   fare
  attraversare  i  treni  ad alta velocità. Zero.  I  treni  ad  alta
  velocità  arrivano fino a Salerno. Stanno pensando a farlo arrivare
  a Bari. Immaginiamo quanti miliardi e miliardi di euro soltanto per
  un  servizio  che  è  quello  per un  trasporto  su  linea  ferrata
  l'Italia, lo Stato ha investito.
   Siamo  arretrati anche in infrastrutture. Si parla  di  porti,  si
  parla  di  aeroporti, si parla di interporti. Tutte  cose  che  non
  esistono all'interno di questa Regione.
   Allora  Presidente, io sono preoccupato perché come  quasi  tutti,
  anzi  tutti i colleghi, hanno avuto modo di rappresentare il  fatto
  che qualora le grandi Regioni, quelle che hanno dei PIL più elevati
  d'Europa  -  l'onorevole Galluzzo mi dava i dati  statistici  della
  Regione del Nord, dati assolutamente positivi. Mi faceva notare che
  era  la  Regione  più  ricca d'Europa. Allora pensiamo  il  gettito
  fiscale  derivante da una media che nell'Alto Adige è  di  42  mila
  euro pro-capite contro i 18-19 mila euro delle Regioni del Sud.
   Immaginiamo  se il gettito fiscale per il 90% dovesse andare  alle
  Regioni  del  Nord  per  utilizzarle  sapientemente.  Noi  non   ci
  scandalizziamo,   noi   di    Diventerà   Bellissima',    non    ci
  scandalizziamo se le Regioni del Nord amministrino il loro  gettito
  fiscale meglio di quelle del Sud, ritengo che questo Governo  possa
  accettare la sfida. Ma di tutta l'arretratezza infrastrutturale che
  ne facciamo? Quante decine, se non centinaia di miliardi dovrebbero
  essere investiti nelle regioni del Sud per colmare tutto quello che
  non si è fatto in questi anni. Credo assolutamente tanti.
   Allora,  siamo  disponibili, se l'Aula vorrà,  ad  avere  un'unica
  voce.  Io  ritengo che il Parlamento regionale possa  accettare  la
  proposta  di alcuni Gruppi parlamentari affinché si possa  dire  no
  motivandolo  con  alcune delle questioni che io  ho  sottoposto  al
  Governo, alla sua Presidenza e ai colleghi.
   Ritengo   che  questa  è  una  pagina  che  forse  alcuni   stanno
  sottovalutando,  Presidente. Noi no. Noi non la  sottovalutiamo.  A
  volte  gli  eventi  passano e sono degli eventi  importanti  ma  li
  capiamo  solo  dopo che sono passati. Questo è un  momento  in  cui
  dovremmo soffermarci per capire che questo dibattito non è solo  un
  dibattito per quello che sta succedendo alle regioni del Nord,  non
  è  un  dibattito su come impostare una discussione  con  lo  Stato,
  probabilmente  sarà  la vera svolta, se verrà  fatto  o  non  verrà
  fatto,  per il prosieguo e l'andamento di una Nazione che fonda  le
  sue caratteristiche sull'unità.
   Riteniamo  anche  che questo possa essere, qualora  fosse  gestito
  male, un pericolo anche per lo stesso Nord. Immaginiamo un Sud  che
  per  anni è stato probabilmente trascurato, però, è stato anche  un
  meccanismo  per cui anche le regioni del Nord potessero proporre  i
  loro  prodotti e il Sud potesse essere un mercato nel quale vendere
  i  loro prodotti, pensiamo l'impoverimento del Sud considerando che
  i  primi esportatori sono proprio le industrie del Nord nel mercato
  del  Sud,  quello che potrebbe creare, piano, piano, nel  corso  di
  decenni, l'impoverimento del Sud.
   Ed,  allora, vorrei che si potesse lanciare un messaggio per  fare
  capire  agli  amici,  ai concittadini, agli Italiani  del  Nord,  -
  perché prima di essere Siciliani, signor Presidente, siamo Italiani
  -  e  vogliamo continuarlo ad essere, difendendo, soprattutto,  gli
  interessi dei Siciliani in quanto Italiani.
   E  vorrei, allora, lanciare un messaggio, vorrei che il Parlamento
  potesse   lanciare   un   messaggio  di  coesione   nazionale,   la
  possibilità, prima, di parlare di federalismo fiscale, si parli  di
  perequazione tra le Regioni, si parli di gap infrastrutturale e  si
  parli di una parità sociale fra le regioni e, poi, si parli di come
  destinare le risorse nel migliore dei modi.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, vede, noi non riflettiamo mai su  quanto
  sia  piacevole  non chiedere nulla. Questo non  lo  dicevo  io,  lo
  diceva Seneca, giusto qualche anno fa.
   Veda,  però, leggendo la lettera del Presidente Musumeci, mi  sono
  reso  conto che, forse, dovrei regalare una copia dello Statuto  al
  Presidente. Perché? Perché tutti qua, sono saliti, sono venuti  qui
  a  parlare  su  questo scranno per dire quali problemi  ci  saranno
  qualora venisse votato questo regionalismo differenziato, eccetera,
  eccetera. Si è parlato anche di reddito pro-capite e di tante  cose
  ma,  secondo me, lo Statuto, in fondo, non lo conoscono bene. E  vi
  spiego perché.
   Lo Statuto, in via semplicistica, lo potremmo dividere in due: una
  parte,  diciamo,  economica  che  viene  spesso  citata  da  questo
  scranno,  e  tutta la parte più importante, secondo me,  che  è  la
  possibilità  di  potere legiferare, cioè delle competenze  che  noi
  abbiamo.
   Negli   anni  passati,  potevamo  essere  considerati,  a  livello
  economico,  anche  una  Regione  a Statuto  ordinario,  con  quella
  capacità  economica,  quindi, ma con una capacità  legislativa  che
  l'unico  modo  in cui è stata utilizzata è quella  di  fare  bacini
  clientelari,  e  lo  sappiamo benissimo, di fare debiti,  eccetera,
  eccetera.
   Ora io mi immagino, in ottica, guardo nel passato ed ipotizzo:  ma
  se  negli  anni,  se 20, 30 anni fa, avessimo avuto  l'applicazione
  dello Statuto, anche, per gli articoli riguardanti quella metà  che
  riguardavano,  ovviamente,  la parte economica,  oggi  cos'avremmo?
  Sicuramente, quei bacini clientelari ancora più ampi, avremmo avuto
  ancora  più  incompiute,  avremmo  avuto  ancora  più  partecipate,
  avremmo  avuto  un disastro molto più ampio, perché questa  Regione
  non è stata mai in grado di legiferare bene.
    E se ne vede anche nella capacità di riscossione, perché se anche
  le  altre  Regioni  riescono  ad avere maggiori  risorse  da  poter
  spendere,  è  perché  hanno anche la capacità di  prenderle  quelle
  risorse che servono.
   Si  parla  di  reddito  pro-capite ma,  mai  nessuno  parla  delle
  situazioni,   ad   esempio,  attuali,  dove  noi   possiamo   anche
  intervenire immediatamente sugli ispettorati del lavoro perché sono
  quelli  che controllano anche se una persona è messa in  regola  e,
  quindi,  se  effettivamente, poi, un domani, il  reddito  effettivo
  percepito è quello o sono lavoratori in nero o in grigio, eccetera,
  eccetera. Ma questa parte, purtroppo, non si riesce mai a fare.  E,
  tutti parlano del passato, che servono più soldi, l'unica cosa  che
  si sa dire da questo scranno è che servono più soldi.
   Dico,  nel passato, ve l'ho già dimostrato quello che si  è  fatto
  ma,  ad  oggi, questo Parlamento, sarebbe, con questi Deputati,  in
  grado  di legiferare e portare riforme? La risposta è assolutamente
  no,  perché  questi sono i dati delle relazioni fatti sull'attività
  legislativa  dell'Assemblea regionale siciliana  nel  2018:  su  21
  leggi,  solo  9  non sono atti dovuti, cioè non sono,  ad  esempio,
  bilancio,   variazioni  di  bilancio,  finanziaria,  debiti   fuori
  bilancio, la proroga dei commissari, ad esempio, delle province.
   Noi abbiamo avuto questa cosa fantasiosa di fare solo nove disegni
  di  legge - ovviamente tutti disegni di legge vuoti perché non  c'è
  neanche un euro, quindi non è una vera e propria riforma - e quello
  che  otteniamo  è  proprio questo. Una delle  riforme  che  abbiamo
  recepito dopo quindici anni, ad esempio, è quella sull'edilizia che
  era  una legge a livello nazionale del 2001, recepita soltanto  nel
  2016  a  livello locale; la legge n. 328 è del 2000 ma  è  recepita
  solo  in  parte; altre che regolamentano le questioni sociali  sono
  una legge del 1986, ad esempio.
   Quel  che non si è capito, caro Presidente - e qui mi riferisco  a
  lei  anche per la improduttività di quest'Assemblea, visto  che  si
  lavora poco e male - è che questo Statuo, in questo momento - e lei
  è  il  primo che coordina quest'Aula, quindi, lo saprà benissimo  -
  proprio nella parte legislativa sta diventando il motivo principale
  per  cui  noi siamo vent'anni e trent'anni indietro, perché siccome
  abbiamo competenze legislative non recepiamo le leggi nazionali  e,
  quindi,  rimaniamo indietro, non legiferiamo perché quest'Assemblea
  non vuole lavorare, e questa è la dimostrazione, per cui noi stiamo
  rimanendo venti, trent'anni indietro. E nonostante abbiamo una cosa
  straordinaria che non va assolutamente tolta ma va alimentata, come
  lo Statuto.
   E quando io leggo la lettera del Presidente capisco che lui non ha
  completamente idea di come funziona lo Statuto perché un Presidente
  serio  ed un'Assemblea seria inizierebbero a chiudersi qui  dentro,
  in  quest'Aula  a scrivere le vere riforme per dare  una  svolta  a
  questa Terra.
   Invece,  questo  non  lo  vediamo. L'unica cosa  che  continueremo
  sicuramente  a  vedere  saranno persone che vanno  via.  E  qualora
  arrivassero  ulteriori soldi io l'immagino come la finanziaria  del
  2019   e   2020  potrebbe  diventare   I  duecentomila   euro   del
  ripopolamento del coniglio selvatico diventerebbero due  milioni  e
  tutte le varie marchette che spesso spuntano di notte - perché  poi
  è  così-   o  tutti gli altri che spesso arrivano i  famosi   fuori
  sacco    diventerebbero  una  cosa  inaudita  perché,  ormai,   noi
  legiferiamo  solo durante la finanziaria e, poi, questo  Parlamento
  torna a dormire. Purtroppo è così.
   Io spero che, oltre a fare le battaglie contro Roma per cercare di
  avere  dei  soldi  che  Roma sta cercando di  fare  avere  -  e  la
  dimostrazione  è la finanziaria del 2019, per cui Roma  ha  rivisto
  quei  patti scellerati fatti da destra e, soprattutto, da sinistra.
  Li  sta  rivedendo  per  dare più risorse ma,  allo  stesso  tempo,
  dobbiamo  cominciare  a  metterci in testa  che  qui  dentro  vanno
  scritte le cose per riformare questa Terra.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Zito,  per  il  suo  fondamentale
  intervento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo.
   Mi  scusi,  onorevole Milazzo, siccome sono le  18,50  non  vorrei
  smentire  l'onorevole  Zito e, quindi,  lavorare  troppo,  ci  sono
  ancora  dieci interventi che, a dieci minuti ciascuno,  significano
  tre ore.
   Io  direi  che,  anche in funzione della mozione che  si  vorrebbe
  votare   in   modo   unitario,  se  noi   -   finito   l'intervento
  dell'onorevole  Milazzo  - ci aggiorniamo a  domani,  così  abbiamo
  anche il tempo di scrivere la mozione.

   ARMAO, assessore per l'economia. Io non potrò essere presente.

   PRESIDENTE. Assessore Armao, se non c'è lei ci sarà qualche altro.
  Che vuole che le dica, ci sono ancora troppi interventi.
   In  più c'è la volontà del Parlamento - che io condivido al  cento
  per cento - di fare una mozione unitaria, se fosse possibile, non è
  sicuro ma speriamo di sì.
   Adesso sospendiamo e, poi, domani vediamo.
   Assessore   Armao,  io  credo  che  questa  sia  una   discussione
  importante.  Poi  se  lei  ha altre cose per  cui  non  può  essere
  sostituito da nessun'altra parte vuol dire che verrà qualcun altro.
   Però,  io  credo che sia una delle discussioni più importanti  che
  sono state fatte nell'ultimo periodo.
   Quindi,    finito   l'intervento   dell'onorevole   Milazzo,    ci
  riaggiorniamo a domani.

   MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comunque  era  mia
  intenzione, sentiti i colleghi, di sospendere per cercare,  se  era
  possibile, di condividere un unico ordine del giorno, un ordine del
  giorno unitario.
   Quindi,  penso  che la sospensione, a prescindere, sia  necessaria
  per   cercare   di   capire  se  i  Gruppi   parlamentari   possono
  identificarsi in un unico ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Allora,  se  lei  lo ritiene  possibile,  sospendiamo
  adesso prima ancora del suo intervento.

   MILAZZO.  No,  Presidente,  io intervengo  brevemente  così,  poi,
  magari gli altri colleghi poi possono intervenire in tempi più

   PRESIDENTE. Benissimo, allora prego intervenga.

   MILAZZO. Io, parlerò pochissimo, signor  Presidente.

   PRESIDENTE.   Prego,  allora  finito  l'intervento  dell'onorevole
  Milazzo ci aggiorniamo domani alle ore 16.00.

   MILAZZO. Signor Presidente vuole dire al  quarto uomo  che  questi
  secondi, diciamo, me li ha presi lei

   PRESIDENTE. Vabbè, siamo dello stesso partito

   MILAZZO. Va bene, grazie Presidente. Dicevo, l'argomento  che,  in
  questo momento, è oggetto di discussione nel Paese, non in Sicilia,
  è   un   argomento  molto  serio  che  evidenzia  alcuni   aspetti,
  Presidente.
   Veda,  mi  riferisco  a  questo confronto  che  c'è  non  solo,  -
  Presidente vorrei la sua attenzione, onorevole Miccichè, vorrei  la
  sua  attenzione  -   sull'argomento in senso stretto,  cioè  questo
  processo di regionalismo differenziato che si è innescato, che vede
  come  protagoniste  le tre regioni del Nord  Italia,  ma  anche  le
  riforme  che stanno seguendo nella strategia governativa in  questo
  momento.
   Vorrei evidenziare, onorevole Presidente, un fatto importante  sul
  quale si sta facendo solo, come dire, una critica in senso politico
  e  non in senso istituzionale e costituzionale, ovvero, io non sono
  contrario fondamentalmente al reddito di cittadinanza, però  vorrei
  rivolgermi   ai   colleghi  del  Cinque   Stelle   per   un'analisi
  assolutamente    decolorata'.  Decolorata,  è  appropriato,   siete
  abituati  sempre  alla  politica  fuori  dagli  schemi,   va   bene
   decolorata .
   Io  non  sono contrario al reddito di cittadinanza, magari  vorrei
  perfezionare  il  metodo, come si arriva all'erogazione  ma  non  è
  l'argomento.
   Il  tema che vede protagonista il reddito di cittadinanza si va ad
  inserire  in questo processo costituzionale che vede il  Parlamento
  non più protagonista, quindi in una Repubblica parlamentare, quindi
  che vede il Parlamento protagonista, in questa fattispecie che è la
  più  importante e sarà quella che determinerà la vita di tutti  gli
  italiani a perdere o a guadagnarci, è un processo importante ed  il
  reddito  di  cittadinanza  sapete  che  pagina  scrive?  E  non  mi
  riferisco   a  voi,  mi  riferisco  a  coloro  i  quali  potrebbero
  utilizzarlo,  e  lo  utilizzeranno, in senso  distorto,  e  non  mi
  riferisco  al sostegno economico in senso stretto, mi riferisco  al
  fatto che se noi unissimo, e saranno unite, questo tipo di processo
  istituzionale, cioè il regionalismo differenziato ed il reddito  di
  cittadinanza,  ne verrà fuori un Sud assistito con  una  specie  di
  elemosina  ed  un Nord che si arricchisce sempre di più  perché  ci
  guadagna con i propri soldi.
   Allora,  quello  che si deve scongiurare, e non  dico  che  è  una
  vostra  strategia, lo ribadisco e lo dico, però se dovesse  passare
  questo  principio,  onorevole Cappello, quel  sostegno  -   che  io
  ritengo  giusto  - si altererebbe diventando non  più  un  sostegno
  giusto  ma  un sostegno sbagliato negli effetti politici perché  la
  classe  dirigente  del Nord, poi, dirà che al Sud  in  regioni  che
  sempre  di  più  saranno povere loro guadagneranno  per  sfamare  i
  poveri, questo è il messaggio che passerà.
   Il  messaggio che passerà, dunque, è che loro saranno bravi perché
  loro  sono  autosufficienti e noi, ahimé, vivremo  di  sostegno  al
  reddito,   di  reddito  di  cittadinanza  di  qualunque  forma   di
  assistenzialismo.
   Come si può fermare questo processo? Lasciare libero, pulito,  una
  misura che vede il sostegno alle fasce più deboli che è quella  che
  voi  avete  ideato, sospendere - e per noi è condizione essenziale,
  conditio  sine qua non - sospendere immediatamente questo  processo
  per riscriverlo.
   Riscriverlo,  a)  garantendo  che  cosa?  Intanto,  nell'immediato
  l'insularità.  Il riconoscimento dell'insularità  che  noi  abbiamo
  chiesto;
   b)  che  non vengano conteggiate le risorse per le infrastrutture.
  Queste non vengano conteggiate perché questo è sviluppo. Quando una
  regione  del  Paese viene infrastrutturata non è che si arricchisce
  quella regione, è il Paese che si arricchisce.
   Se  Palermo, la Sicilia, rilancia i propri porti è il Nord  Italia
  che  ne  ricava  ricchezza. Se noi creiamo un  collegamento  fra  i
  nostri  porti  e la cosiddetta rete, diciamo, non su gomma,  ma  su
  rotaie ecco che si crea questa infrastrutturazione virtuosa.  Molti
  dicono  no al ponte sullo Stretto. Io non mi esprimo. C'è chi  dice
  rilanciamo  le  nostre  ferrovie, creiamo nuove  strade,  qualunque
  cosa.  Ma  per fare tutto questo ci vogliono risorse stanziate  per
  fare nuove infrastrutture, e questo non può essere conteggiato  nei
  trasferimenti ordinari che lo Stato ci dà.
   Inoltre,  oggi,  siccome  infrastrutturale' non  è  una  strategia
  immediata,  perché   quando  i  comuni  approvano  i  propri  piani
  triennali  e  poi  i propri elenchi annuali non è che  è  immediato
  questo  processo.  Ogni  assessore  alle  infrastrutture,  che  sia
  regionale  o  che  sia  comunale, non taglierà  mai  il  nastro  di
  un'opera  che  lui  promuove, o un consiglio  comunale  dotando  la
  propria  città  dello  strumento urbanistico non  taglierà  mai  il
  nastro   di  quell'opera,  ma  doterà  il  comune  della  strategia
  infrastrutturale, economica e produttiva del proprio territorio.
   Cosa  significa questo? Che oggi noi non possiamo  dire  sì  a  un
  nuovo percorso su rotaie che va da Messina a Trapani. Sì, ma noi lo
  vedremo?  Noi  lo  vedremo  fra tre anni,  fra  quattro  anni.  Per
  garantire  la definizione di questo processo infrastrutturale  cosa
  bisogna  fare?  A  Roma, oggi, sospendendo,  e  lo  dico  ribadendo
  bisogna  sospendere  questo processo -  signor  Presidente,  se  il
  Governo  prende posto e almeno, non dico che mi deve ascoltare,  ma
  magari mettermi nelle condizioni di rivolgermi ai colleghi - se noi
  non   garantiamo  e  mettiamo  per  iscritto,  fermando  il  gioco,
  onorevole  Cappello, e scrivendo ora per i prossimi dieci  anni  le
  risorse  che  si  vogliono trasferire al Sud per  il  rilancio  del
  meridione.  Perché il Presidente della Regione Lombardia  dice:  va
  beh, noi per ora attiviamo il percorso, poi l'altro processo se  ne
  parla.  Quando la palla se ne andrà da questo terreno di  gioco  il
  Parlamento,  che  è il nostro unico garante, non potrà  intervenire
  più. Ecco perché bisogna, oggi, sospendere questo processo.
   Vorrei  ricordare  a  tutti che la città di Messina  denuncia  che
  chiuderà il tram perché non se lo può più permettere. Questo noi lo
  chiamiamo sviluppo? Mentre nelle regioni del Nord si litiga se fare
  o  meno la TAV, avendo le risorse e non entro nel merito perché non
  voglio  politicizzare l'argomento, a Messina un sindaco è costretto
  a dire che, pur volendo mantenere un'infrastruttura già realizzata,
  lui non se la può permettere. Questo è uno scandalo vero e proprio.
   Così  come  nel caso di Palermo, il sindaco di Palermo, avendo  le
  prime  tre  linee di tram, vorrebbe renderlo organico e  funzionale
  alla  città,  realizzare le altre linee di  tram  però  non  ha  le
  risorse.
   Ecco,  il confronto con le regioni del Nord deve in questo  essere
  leale, ma fermando il gioco.
   E  allora,  come avviene questo? Io mi sono permesso  di  scrivere
  alcune  cose e ve le leggo: chiedere al Governo nazionale, appunto,
  di  sospendere  il  processo di stipula delle  intese  con  le  tre
  regioni;  chiedere  al  Governo nazionale, in  ogni  caso,  che  il
  trasferimento delle risorse infrastrutturali non venga conteggiato;
  altresì, chiedere al Governo nazionale in ogni caso che la garanzia
  predeterminata dei fondi da stanziare per i prossimi dieci anni, ma
  soprattutto  anche  il fondo di perequazione. Cioè,  ci  vuole  una
  garanzia  quando sul territorio nazionale che è uno e uno  solo,  è
  indivisibile,  non possiamo fare delle piccole nazioni,  perché  di
  questo  si parla, all'interno della nostra comunità nazionale.  Per
  fare  questo  bisogna  sospendere il  gioco  e  istituire  garanzie
  costituzionali.  E  chi, meglio del Parlamento,  ci  può  garantire
  questo percorso?
    Allora, io chiedo ai colleghi di fermarci un attimo, di non avere
  fretta   ad   approvare  ognuno  il  nostro  ordine   del   giorno,
  riaggiornarci  a  dopo o a domani per scrivere  un'unica  proposta,
  perché  se ne viene fuori uno spezzatino, magari vincerà un  ordine
  del  giorno  rispetto  ad un altro, ma saremo  divisi  e  perderemo
  tutti.


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, con l'intervento  dell'onorevole
  Milazzo  abbiamo  terminato  per stasera.  Pertanto,  la  seduta  è
  rinviata a domani, mercoledì 20 febbraio 2019, alle ore 17.00,  con
  il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -SEGUITO DEL DIBATTITO SUL TEMA DEL REGIONALISMO DIFFERENZIATO

                   La seduta è tolta alle ore 19.01

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   - Interventi per la promozione del modello economico dell'economia
  circolare   ed   Istituzione  dell'osservatorio   regionale   euro-
  mediterraneo sull'economia circolare
   (OREMEC) (n. 488).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Cafeo,
  Catanzaro, Sammartino,
   Dipasquale e De Domenico il 15 gennaio 2019.

   -  Interventi  per realizzazione e la diffusione  dei  servizi  di
  accesso Wi-Fi (Wireless Fidelity) gratuiti ed aperti (n. 489).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Genovese  il
  15 gennaio 2019.

   -  Istituzione  di  un organo competente per le  politiche  e  gli
  affari aerospaziali regionali (n. 490).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Tancredi,
  Ciancio,  Campo, Di Caro, Di Paola, Pasqua, De Luca A.,  Schillaci,
  Sunseri, Pagana, Marano, Cancelleri, Palmeri, Zito, Cappello, Foti,
  Trizzino, Mangiacavallo, Siragusa e Zafarana il 15 gennaio 2019.

   - Disposizioni in materia di riscossione (n. 492).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci)  su  proposta  dell'Assessore regionale  per  l'economia
  (Armao) il 17 gennaio 2019.

   -  Norme  in materia di canoni sui permessi di ricerca concessioni
  minerarie e autorizzazioni (n. 493).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci)  su  proposta  dell'Assessore regionale  per  l'economia
  (Armao) il 17 gennaio 2019.

   -  Disposizioni  in materia di personale, di enti locali  e  altre
  disposizioni (n. 494).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci)  su  proposta  dell'Assessore regionale  per  l'economia
  (Armao) il 24 gennaio 2019.

   -  Valorizzazione e tutela delle aree agricole e contenimento  del
  consumo del suolo (n. 495).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
  Cafeo e Catanzaro il 24 gennaio 2019.

   -  Norme in materia di raccolta, coltivazione, commercio e  tutela
  del consumo dei tartufi nella Regione siciliana (n. 496).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Dipasquale,
  Cafeo e Catanzaro il 24 gennaio 2019.

   -  Iniziative a favore dei minori che frequentano nidi e micronidi
  (n. 497).
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Cancelleri, Campo, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro,  Di  Paola,
  Mangiacavallo,   Marano,   Palmeri,  Pagana,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa,  Sunseri,  Trizzino, Tancredi,  Zafarana  e  Zito  il  24
  gennaio 2019.

   - Modifiche alla legge regionale 3 luglio 2000, n. 15  Istituzione
  dell'anagrafe  canina  e  norme per  la  tutela  degli  animali  da
  affezione e la prevenzione del randagismo    (n. 498).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Galvagno  il
  31 gennaio 2019.

   - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47 (n. 499).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ciancio,
  Cancelleri,  Cappello,  Campo, Di Caro, De Luca,  Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Palmeri,   Pagana,   Pasqua,   Siragusa,
  Schillaci,  Sunseri,  Tancredi, Trizzino, Zafarana  e  Zito  il  31
  gennaio 2019.

   -  Norme  per  l'istituzione dei Poli Museali e dei  Luoghi  della
  Cultura (n. 500).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Milazzo  e
  Mancuso il 31 gennaio 2019.

   -  Norme in materia di raccolta, coltivazione, commercio e  tutela
  del consumo dei tartufi nella Regione Siciliana (n. 501).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Tancredi,
  Campo,  Cancelleri,  Cappello, Ciancio,  Sunseri,  Foti,  Di  Caro,
  Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Zafarana, Zito, Pagana,
  A.  De  Luca,  Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci il  31  gennaio
  2019.

   -  Misure  per  il potenziamento dei servizi della  motorizzazione
  civile sul territorio regionale (n. 502).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Campo,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Sunseri,   Foti,   Di    Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Zito,  Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci  il
  31 gennaio 2019.

   - Riordino del settore dell'assistenza nelle aree pediatriche  (n.
  503).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole De  Domenico
  il 31 gennaio 2019.

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alla
                        competente Commissione

                             BILANCIO (II)

   - I nota di variazione al disegno di legge concernente il bilancio
  di previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2019 e
  per il triennio 2019/2021 (n. 475 bis).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 23 gennaio 2019.
   Inviato il 23 gennaio 2019.
   Parere I.

   -   Collegato   al   disegno  di  legge   n.   476    Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2019. Legge  di  stabilità
  regionale (n. 491).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 16 gennaio 2019.
   Inviato il 18 gennaio 2019.
   Parere I, III, IV, V, VI e UE.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Consiglio comunale dei giovani (n. 465)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 24 gennaio 2019.

   -  Norme  in materia di precariato nelle pubbliche amministrazioni
  siciliane (n. 470)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 24 gennaio 2019.
   Parere V.

   - Istituzione del Garante regionale per la tutela delle vittime di
  reato (n. 474)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 febbraio 2019.

                             BILANCIO (II)

   -  Disegno  di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello  Statuto
  della   Regione  siciliana  recante   Disposizioni   in   tema   di
  impignorabilità  della  prima casa e dei  beni  mobili  e  immobili
  strumentali  all'esercizio di imprese,  arti  e  professioni  e  di
  riforma del sistema di riscossione esattoriale  (n. 463)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 24 gennaio 2019.
   Parere III.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Modifica all'articolo 14 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
  16 (n. 462)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 24 gennaio 2019.
   Parere V.

   - Testo unico delle attività produttive (n. 466)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 24 gennaio 2019.
   Parere IV, V e UE.

   -  Interventi  per  favorire  una rapida  istituzione  delle  Zone
  economiche speciali       (n. 478)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 febbraio 2019.
   Parere UE.

   - Costituzione del Consorzio unico regionale di ricerca denominato
  'Co.ri Sicilia' (n. 483)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 febbraio 2019.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   - Norme per il contenimento del consumo del suolo (n. 472)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 24 gennaio 2019.
   Parere I.

   -  Fondo regionale per il triennio 2019-2020 per la demolizione di
  opere  appartenenti e/o nella disponibilità di soggetti  mafiosi  e
  loro familiari (n. 473)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 febbraio 2019.
   Parere I.

   -  Forme di tutela del patrimonio edilizio pubblico e privato  (n.
  480)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 febbraio 2019.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Le strade enogastronomiche siciliane (n. 464)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 24 gennaio 2019.
   Parere III.

   - Norme per la promozione e la valorizzazione dei comuni ricadenti
  all'interno   dell'itinerario  turistico-culturale   della   Strada
  Statale 120  Dell'Etna e delle Madonie  (n. 467)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 24 gennaio 2019.
   Parere IV.

   -  Introduzione  dell'educazione al pensiero computazionale  nelle
  scuole di istruzione primaria (n. 469)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 24 gennaio 2019.

   -  Istituzione giornata della memoria dell'Eruzione dell'Etna  del
  1669 (n. 471)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 febbraio 2019.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -   Interventi   per  l'attivazione  di  servizi  di   assistenza,
  informazione,  prevenzione, riabilitazione, sostegno psicologico  e
  reinserimento sociale e lavorativo degli ipovedenti (n. 468)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 24 gennaio 2019.

   -  Forme  di  sostegno  per i genitori separati  o  divorziati  in
  condizione di disagio economico (n. 482)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 febbraio 2019.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   Si comunica che:

   -  l'onorevole Michele Catanzaro, con nota prot. n. 338/SG.LEG.PG.
  del  16  gennaio  2019, ha chiesto di apporre la propria  firma  al
  disegno   di  legge  n.  463   Disegno  di  legge  voto  ai   sensi
  dell'articolo  18  dello  Statuto della Regione  siciliana  recante
   Disposizioni  in tema di impignorabilità della prima  casa  e  dei
  beni mobili e immobili strumentali all'esercizio di imprese, arti e
  professioni e di riforma del sistema di riscossione esattoriale' ;

   - gli onorevoli Eleonora Lo Curto, Giuseppe Arancio e Francesco De
  Domenico, con note prot. n. 547/SG.LEG.PG, n. 548/SG.LEG.PG.  e  n.
  549/SG.LEG.PG.  del 24 gennaio 2019, hanno chiesto  di  apporre  la
  propria firma ai disegni di legge n. 371  Misure per la prevenzione
  degli  arresti cardiaci nei luoghi pubblici  e n. 447  Disposizioni
  in materiai di consenso/dissenso alla donazione di organi e tessuti
  per trapianti .

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Legge  regionale  4  dicembre 2008,  n.  18   Disciplina  degli
  istituti  di  ricovero  e cura a carattere scientifico  di  diritto
  pubblico   -  Nomina  del Direttore generale  dell'IRCCS  -  Centro
  neurolesi  Bonino Pulejo' di Messina (n. 35/VI).
   Reso in data 15 gennaio 2019.
   Inviato in data 16 gennaio 2019.

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Consorzi  ASI di Catania, Enna, Siracusa, Ragusa,  Calatino  di
  Caltagirone e Messina (n. 41/I).
   Pervenuto in data 17 gennaio 2019.
   Inviato in data 18 gennaio 2019.

   -  Istituto  Incremento  Ippico  per  la  Sicilia  -  Designazione
  Presidente e componenti del Consiglio di Amministrazione (n. 42/I).
   Pervenuto in data 17 gennaio 2019.
   Inviato in data 18 gennaio 2019.

   -  Consorzi  ASI  di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta  e
  Gela - Incarico di commissario liquidatore (n. 44/I).
   Pervenuto in data 29 gennaio 2019.
   Inviato in data 31 gennaio 2019.

                             BILANCIO (II)
                                   e
                      COMMISSIONE UNIONE EUROPEA

   - Rimodulazione interventi del Patto per lo Sviluppo della Regione
  siciliana  (Patto  per il Sud) finanziati con le  risorse  del  FSC
  2014/2020   -  Area  tematica  2   Ambiente'  e  Area  tematica   6
   Rafforzamento della capacità istituzionale' - Aggiornamento elenco
  interventi  deliberazione della Giunta  regionale  n.  301  del  10
  settembre 2016 P.O. FESR Sicilia 2014/2020 - Modifiche (n. 39/II  -
  UE).
   Pervenuto in data 10 gennaio 2019.
   Inviato in data 17 gennaio 2019.

   -  Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia 2014/2020 - Versione
  5.0  con  modifiche approvate dal Comitato di Sorveglianza  con  le
  procedure  scritte n. 1 del 7 marzo 2018 e n. 2 del 2  luglio  2018
  nonché,  con la modifica di cui alla Decisione C(2018) 8342  finale
  del  3  dicembre  2018 della Commissione Europea. Approvazione  (n.
  40/II - UE).
   Pervenuto in data 10 gennaio 2019.
   Inviato in data 17 gennaio 2019.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Agenzia  regionale  per la protezione dell'ambiente  -  ARPA  -
  Sicilia - Regolamento di organizzazione e funzionamento (n. 43/IV).
   Pervenuto in data 22 gennaio 2019.
   Inviato in data 24 gennaio 2019.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

    Si comunica che:

   -  la  Commissione  Cultura, formazione e lavoro (V)' nella seduta
  n.  72 del 12 febbraio 2019 ha approvato la risoluzione  Iniziative
  urgenti  finalizzate alla tutela delle politiche attive del  lavoro
  in  relazione all'applicazione del comma 258 dell'articolo 1  della
  legge 30 dicembre 2018, n. 145' (n. 5/V);

   -  la  Commissione  Salute, servizi sociali e sanitari (VI)' nella
  seduta  n.  76  del  9  gennaio 2019 ha  approvato  la  risoluzione
   Istituzione  del centro dei disturbi del comportamento  alimentare
  presso  il Servizio di dietologia del presidio ospedaliero Vittorio
  Emanuele di Catania' (n. 11/VI).

            Comunicazione di sentenze della Corte dei conti

   Si comunica che sono pervenute le seguenti sentenze:

   - n. 1/2019/SS.RR./PARI approvata dalle Sezioni riunite in sede di
  controllo della Corte dei Conti per la Regione siciliana;

   -  n. 1/2019/EL relativa al giudizio n. 614/SR/EL, approvata dalle
  Sezioni  riunite in sede giurisdizionale della Corte dei Conti  per
  la Regione siciliana.

   Si  comunica,  altresì,  che  le stesse  sono  disponibili  presso
  l'archivio del Servizio Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  675 - Chiarimenti in merito alle criticità del Pronto Soccorso
  dell'Ospedale Umberto I di Enna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciancio  Gianina;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  678 - Chiarimenti in merito alle criticità del Pronto Soccorso
  del presidio ospedaliero Sant'Elia di Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciancio  Gianina;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  679 - Mancata sospensione delle conferenze di servizi relative
  agli impianti per il trattamento dei rifiuti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Palmeri  Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  692  -  Iniziative urgenti al fine di ripristinare il transito
  lungo la S.P.C. n. 39.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Catanzaro Michele

   N. 695 - Chiarimenti in merito all'assistenza riabilitativa presso
  centri accreditati.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Trizzino
  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi  Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentata:

   N.  677  - Riconoscimento, istituzione e politiche di sostegno  ai
  distretti produttivi.
   - Assessore Attività produttive
   De  Domenico Francesco; Arancio Giuseppe Concetto; Cafeo Giovanni;
  Dipasquale Emanuele

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N. 676 - Tutela occupazionale dei lavoratori della Liberty Lines.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   De  Domenico Francesco; Arancio Giuseppe Concetto; Cafeo Giovanni;
  Dipasquale Emanuele

   N. 680 - Azioni in favore della diga Trinità nel trapanese.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Tancredi  Sergio;  Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N. 681 - Risoluzione delle problematiche dell'Istituto del vino  e
  dell'olio di Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Lupo Giuseppe; Gucciardi Baldassare; Catanzaro Michele

   N.  682  - Ricognizione delle strutture odontoiatriche accreditate
  nel territorio di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Di  Caro  Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  683  -  Interventi sulla modifica unilaterale degli orari  dei
  treni   sulla  linea  Siracusa  -  Ragusa  -  Gela   -   Licata   -
  Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  684 - Mancata convocazione di un rappresentante del Comune  di
  Motta  Sant'Anastasia alla Conferenza dei Servizi per  l'attuazione
  della procedura di chiusura della discarica di Tiritì.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  685  -  Interventi sulle gravi irregolarità del  Consiglio  di
  Amministrazione dell'Istituto dei Ciechi di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Zitelli Giuseppe

   N.  686  -  Azioni  a tutela dei lavoratori della società  Italtel
  S.p.A.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Sunseri  Luigi;  Cancelleri  Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Zito  Stefano; Tancredi Sergio; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N. 687 - Messa in sicurezza della strada provinciale SP6.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Lupo Giuseppe

   N. 688 - Chiarimenti sull'aumento dei contributi diversificati per
  alcuni imballaggi in carta e in plastica da parte di CONAI.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N. 689 - Chiarimenti sulla chiusura del PTE di Scoglitti (RG).
   - Assessore Salute
   Campo  Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  690  -  Velocizzazione iter istruttorio relativo al  pagamento
  delle sanzioni per violazione di leggi ambientali e paesaggistiche.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Papale Alfio

   N.  691  -  Procedure di assunzione degli autisti poste in  essere
  dall'AST.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Sunseri  Luigi;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Zito  Stefano; Tancredi Sergio; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   -
   N.  693  -  Iniziative urgenti nei confronti del Governo nazionale
  per assicurare il rinnovo della Cassa integrazione della Blutec e a
  quelli dell'indotto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Lupo Giuseppe

   N.  694  -  Chiarimenti  in merito alla  chiusura  del  P.T.E.  di
  Scoglitti nel comune di Vittoria (RG).
   - Assessore Salute
   Fava Claudio; Dipasquale Emanuele

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  148  -  Pubblicazione del Piano paesaggistico  dei  Comuni  di
  Pedara, Tremestieri Etneo e San Giovanni La Punta (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N. 216 - Piena applicazione della legge regionale n. 194 del 1978.
   Ciancio  Gianina;  Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 5/02/19

   N.  217 - Iniziative in ordine al piano attuativo del regionalismo
  differenziato  ex  articolo 116, III comma,  della  Costituzione  e
  piena  attuazione delle norme dello Statuto della Regione siciliana
  e del federalismo fiscale ai sensi della legge n. 42 del 2009.
   Di  Mauro Giovanni; Compagnone Giuseppe; Pullara Carmelo;  Gennuso
  Giuseppe; Lo Curto Eleonora
   Presentata il 6/02/19

   N.  218  -  Sostegno al Presidente della Regione per un'iniziativa
  nei riguardi del Governo nazionale rivolta a tutelare i diritti  di
  libertà   e  di  democrazia  dei  cittadini  di  origine  siciliana
  residenti in Venezuela.
   Figuccia Vincenzo; Galvagno Gaetano; Lo Giudice Danilo; Pellegrino
  Stefano
   Presentata il 8/02/19

   N.   219   -  Misure  volte  a  disimpegnare  le  somme  destinate
  all'ampliamento della rete tranviaria del Comune di Palermo.
   Figuccia Vincenzo; Caronia Marianna; Galvagno Gaetano
   Presentata il 13/02/19

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.