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Resoconto d'Aula della Seduta n. 101 di mercoledì 20 marzo 2024
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.16

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole De Luca Antonino.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di impugnativa di legge regionale

   PRESIDENTE. Comunico che il Presidente del Consiglio dei Ministri,
  con  ricorso  del  18 marzo 2024, ha impugnato dinanzi  alla  Corte
  Costituzionale  gli  articoli 8 e 25, comma  2  della  legge  della
  Regione  Sicilia 16 gennaio 2024, n.  Legge di stabilità  regionale
  2024-2026
   Copia  del  ricorso è consultabile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

   Colleghi, oltre i due emendamenti che abbiamo concordato ieri,  ce
  ne  sarebbe un altro che stiamo controllando che sia un emendamento
  che  possa andar bene e, pertanto, sospendiamo la seduta per cinque
  minuti, così nel frattempo aspettiamo anche l'assessore Amata.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.28, è ripresa alle ore 15:44)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna  l'onorevole  Balsamo, l'onorevole  De  Leo  e  l'onorevole
  Cateno De Luca.
   L'Assemblea ne prende atto.


              Seguito della discussione del ddl n. 692/A

        Diposizioni urgenti in materia di turismo e spettacolo

   PRESIDENTE.  Si  passa  al punto 1) del II  punto  all'ordine  del
  giorno:  Seguito  della discussione del ddl n.  692/A   Diposizioni
  urgenti in materia di turismo e spettacolo .
   Invito  la V Commissione a prendere posto presso l'apposito banco.
  Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ferrara  per  svolgere   la
  relazione.

   FERRARA,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Grazie
  Presidente,   questo  disegno  di  legge  vede  alcuni   correttivi
  necessari ed urgenti legati prevalentemente al settore turistico  e
  a quello legato al mondo dello spettacolo.
   Nella particolarità, il primo articolo riguarda la classificazione
  alberghiera: durante il periodo del Covid molte strutture non hanno
  provveduto  alla  comunicazione della classificazione  che  si  era
  riaperta dopo un periodo di sospensione. Per scongiurare il rischio
  di   chiusura  di  molte  strutture  alberghiere,  abbiamo   voluto
  introdurre  una  nuova finestra per far sì che tutte  le  strutture
  alberghiere  possano  per  l'appunto comunicare  quella  che  è  la
  classificazione e quindi è un incentivo che abbiamo voluto dare  al
  settore turistico.
   Il   secondo   articolo  è  invece  legato   alla   figura   degli
  accompagnatori  turistici,  figura  non  disciplinata  in   maniera
  attenta dalla nostra legislazione, e ciò faceva sì che molti nostri
  giovani andassero a formarsi e specializzarsi in altre regioni.  In
  questo  modo, diamo la possibilità a tutti i giovani siciliani  che
  vogliono intraprendere questa professione di poterlo fare.
   Al terzo articolo, si tratta invece di una correzione a quelli che
  sono  gli spettacoli previsti dal FURS, che sono regolati dal FURS,
  allargando  anche  questo sostegno alle attività  circensi  e  agli
  spettacoli viaggianti.
   Si  tratta dunque di tre piccole modifiche alla normativa, ma  che
  hanno  una  ricaduta  importante nel settore turistico-alberghiero,
  nel  settore  degli spettacoli viaggianti, anche  del  mondo  della
  formazione  professionale legata per l'appunto  alla  figura  degli
  accompagnatori turistici.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare  una
  domanda  all'Assessore, perché ho visto che c'è  una  modifica  che
  sostanzialmente abroga la parola "enti, associazioni e fondazioni a
  partecipazione pubblica", e dice sono sostituite dalle  parole  "di
  cui al presente articolo".
   Capisco   che   giuridicamente  una  fondazione  a  partecipazione
  pubblica  è un ossimoro, la fondazione è a partecipazione pubblico-
  privato di tutti quelli che mettono il patrimonio, la domanda è  la
  seguente:  dopo nove anni che la legge vige, qual è la ragione  per
  cui  togliamo  questa espressione e ci riferiamo all'articolo  dove
  non  si parla di fondazione a partecipazione pubblica, si parla  di
  enti associazioni e fondazioni senza specifica?
   Sembra  che  è  come  se  si  volesse togliere  esplicitamente  la
  partecipazione pubblica alle fondazioni. Siccome ricordo  perché  è
  nata questa legge, il FURS fu istituito per consentire ai teatri  e
  alla Fondazione Orchestra sinfonica siciliana di potere accedere al
  Fondo  unico  dello spettacolo, e quindi alla ristrutturazione  dei
  ...,  non  capisco  perché dobbiamo toglierlo  se  non  ha  non  ha
  rappresentato  un  ostacolo  per  nove  anni,  perché  c'è   questa
  necessità?
   Volevo  infine  ricordare al Presidente,  lo  dico  esplicitamente
  così, vorrei che mi ascoltasse, mi è stato segnalato, colleghi  per
  quanto  mi riguarda è una cosa che non ha un interesse né politico
  mi  è stato segnalato che con la legge finanziaria approvata a fine
  anno,  per  la  prima  volta dopo anni,  non  abbiamo  previsto  la
  possibilità  agli  enti  di  cui  all'ex  articolo  128  di   poter
  rendicontare  la  spesa  finanziata entro il  30  giugno  dell'anno
  successivo. Cosa è successo? Il bando è stato fatto a settembre,  i
  fondi sono stati assegnati a dicembre, risultato, gli enti che sono
  entrati   in  graduatoria  per  accedere  ai  fondi  non   potranno
  rendicontare, né per la verità neanche potranno attuare i progetti.
  Tutti, tutti quelli ex 128.
   Quindi,  si  chiedeva di consentire di fare una norma che  abbiamo
  fatto  almeno nelle ultime cinque, sei finanziarie, che era  quella
  di consentire la rendicontazione e la realizzazione dei progetti.
   Credo  che  l'Assessore al turismo, che è uno  degli  interessati,
  dovrebbe  in  qualche  modo essere lei stessa  a  proporlo.  Perché
  altrimenti,  il  rischio è che questi enti  non  saranno,  ancorché
  finanziati, nelle condizioni di rendicontare.
   Se  gli Uffici hanno predisposto l'emendamento, Presidente, io  le
  chiedo, questa è una norma diciamo di buon senso che non ha...

   FERRARA. Cosa?

   CRACOLICI. Di nuovo? Di consentire di rendicontare, gli  enti  che
  hanno  avuto  finanziato a dicembre dello scorso  anno  e  che  non
  saranno  in  grado  di  rendicontare entro lo stesso  dicembre,  di
  rendicontare al 30 giugno, gli ex 128.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. La considerazione che ha fatto l'onorevole Cracolici,  non
  solo  è pertinente, e come lo stesso diceva è una ripetizione quasi
  ogni  anno.  Forse è anche consigliabile che questo  termine  venga
  definitivamente prorogato in sei mesi.
   Alla  fine  quest'anno siamo riusciti a fare il bilancio  entro  i
  termini,  ma  riuscire  a  mettere altri tre  mesi,  quattro  mesi,
  significa che ogni volta non dobbiamo fare questa norma che è quasi
  diventata prassi.

   PRESIDENTE.  Allora,  chiedo  assessore  Di  Mauro  se  su  invito
  dell'onorevole  Cracolici  il Governo,  Assessore,  se  il  Governo
  scrivesse   due   righe  e  potessimo  fare   un   emendamento   ed
  eventualmente, va bene.
   Al  30  settembre? Va bene, allora eventualmente  inseriamo  anche
  questo emendamento.
   Ci sono altri interventi?

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Presidente,  io  volevo  delucidazioni  sul  comma   1
  dell'articolo  2  che  riguarda l'inserimento  nel  catalogo  degli
  accompagnatori turistici, in quanto c'è - diciamo - un  superamento
  di  una  norma  già preesistente che prevede il diploma  di  scuola
  media superiore e le 300 ore, diciamo per il superamento del corso.
  Cosa che non ci sarebbe più con l'emendamento presentato.
   Quindi  volevo delucidazioni perché un superamento  di  una  norma
  regionale, la 8 del 2004.

   PRESIDENTE.  Mi dicono che il suo emendamento sostanzialmente,  la
  sua  proposta è già all'interno della norma. Quindi è assolutamente
  superfluo

   SCHILLACI. Dico, è superfluo e volevo appunto la certezza.

   PRESIDENTE. Perfetto, grazie.
   Allora  se  non  ci  sono  altri  interventi  dichiaro  chiusa  la
  discussione generale.
   Votiamo il passaggio agli articoli. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne dò lettura:

                                Art. 1.
        Disposizioni transitorie in materia di classificazione
                  delle strutture turistico-ricettive
   1.  Al  fine  di  agevolare la ripartenza del  settore  turistico-
  alberghiero  a  seguito  della pandemia  da  COVID-19,  l'Assessore
  regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo è autorizzato  a
  provvedere  alla riapertura dei termini per la presentazione  della
  denuncia  di  cui all'articolo 4, comma 4 della legge  regionale  6
  aprile  1996,  n. 27 e successive modificazioni fino al  30  giugno
  2024.  La  validità delle classificazioni delle strutture  che  non
  abbiano provveduto alla denuncia di cui all'articolo 4 della  legge
  regionale  n.  27/1996  entro  il termine  del  30  giugno  2022  è
  prorogata  fino al 31 dicembre 2024, fatte salve le classificazioni
  delle strutture che abbiano effettuato la denuncia nei termini.
   2.  Il  nuovo quinquennio di classificazione decorre dal 1 gennaio
  2025 .

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  all'articolo  1  c'è  un   solo
  emendamento, 1.1 della Commissione.
   Il parere del Governo?

   AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2, ne do lettura:

                                Art. 2.
           Modifiche alla legge regionale 3 maggio 2004, n.8

   1  All'articolo  4 della legge regionale 3 maggio  2004,  n.  8  e
  successive  modificazioni, l'ultimo periodo  del  comma  3  è  così
  sostituito:   I  corsi  sono  organizzati  previo  inserimento  del
  profilo  nel Repertorio delle qualificazioni della Regione, secondo
  quanto  disposto dall'articolo 30 della legge regionale  17  maggio
  2016,  n. 8, d'intesa con l'assessore regionale per il turismo,  lo
  sport e lo spettacolo.'

   C'è  un  emendamento  soppressivo, a firma di Schillaci  e  altri,
  l'emendamento 2.1. È mantenuto o ritirato.

   SCHILLACI. Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Si passa all'emendamento 2.2, che è
  quello  che  abbiamo appena detto che è superfluo. Quindi  immagino
  che sia ritirato.

   SCHILLACI. È ritirato.

   PRESIDENTE. È ritirato, benissimo.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                Art. 3.
          Modifiche alla legge regionale 7 maggio 2015, n. 9

   1.  All'articolo 65 della legge regionale 7 maggio 2015,  n.  9  e
  successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
   a)  al  comma  1  le  parole  nonché le imprese individuali'  sono
  soppresse;
   b)  al  comma  2  le  parole  e degli spettacoli viaggianti'  sono
  soppresse;
   c)  dopo  il  comma 2 è aggiunto il seguente:  2 bis. A  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2024, nella ripartizione  del  fondo  di
  cui  al  comma  1,  è  inserita l'aliquota per  il  sostegno  degli
  spettacoli di cui all'articolo 2 della legge 18 marzo 1968, n. 337,
  fermo restando l'obbligo delle relative imprese, anche individuali,
  di  essere iscritte all'elenco di cui all'articolo 4 della legge n.
  337/1968,  di avere svolto attività di livello professionale  e  di
  essere   iscritte   alla   Camera  di  Commercio   territorialmente
  competente da almeno tre anni.';
   d) al comma 3 le parole  per gli enti, associazioni e fondazioni a
  partecipazione pubblica' sono sostituite dalle parole   di  cui  al
  presente articolo' .

   C'è  un  emendamento  soppressivo, a firma di Schillaci  e  altri,
  l'emendamento 3.1.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie  Presidente. Io volevo delle  delucidazioni  su
  questo  articolo, che va a modificare l'articolo 65 della  legge  9
  del  2015.  Non capisco perché vengano escluse dal Furs le  imprese
  individuali,  quindi  volevo una maggiore  delucidazione  da  parte
  dell'Assessore, dal momento che genericamente in altre  Regioni  si
  parla  di enti pubblici e di soggetti privati, che possono accedere
  al  Furs,  che dimostrino di avere almeno due anni di attività  sul
  settore dello spettacolo. Ora, io non riesco a capire perché stiamo
  escludendo  imprese  individuali dal  Furs  dal  momento  che  è...
  l'articolo

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto infatti un chiarimento anche  l'onorevole
  Cracolici.

   SCHILLACI.  Un attimo, volevo capire perché noi stiamo  escludendo
  imprese che sono individuali e che sono fiorenti nel settore  dello
  spettacolo, quindi volevo capire la motivazione di questo articolo.

   AMATA,  assessore  per il turismo, sport e spettacolo.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Diamo la parola all'assessore Amata. Prego, assessore.

   AMATA,  assessore  per  il turismo, sport  e  spettacolo.  Grazie,
  Presidente.  Questo  articolo è stato  necessario  proprio  perché,
  durante  una finanziaria, è stata presentata una norma che, invece,
  apriva ad un mondo incontrollato rispetto a questi fondi del  Furs,
  che  vengono  suddivisi  oggi  ad  enti  fondazioni,  associazioni,
  eccetera.
   L'obiettivo  dell'Aula  era  quello  di  inserire  gli  spettacoli
  viaggianti.  Per cui, sistemando la norma, cioè in  questa  maniera
  noi, togliendo le parole "imprese individuali", e specificando  che
  si  tratta  degli  spettacoli viaggianti, stiamo contenendo  quanto
  meno,  cioè stiamo arrivando all'obiettivo che il Parlamento  aveva
  nel fare quel tipo, nel chiedere quel tipo di norma.
   Invece, per quanto riguarda la domanda del collega Cracolici,  sì,
  in  ogni  caso  possiamo pure cassarla, ma si  è  eliminata  questa
  parte.  Si  è  detto  "di  cui al presente  articolo"  proprio  per
  inserire questi, più gli spettacoli viaggianti. Quindi leggendo  la
  norma,  nel  complesso,  si comprende, non  è  che  li  eliminiamo,
  giustamente, però dico possiamo, ecco, valutarla. Ma sì, non è  che
  si eliminavano ma era per

   CRACOLICI. Ma alla lettera b) eliminate gli spettacoli viaggianti

   AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo.  Nella  c)  è
  inserita, per questo dico, leggiamola.
   Nella lettera c) è inserito tutto, sia le associazioni e gli  enti
  che  gli  spettacoli viaggianti. Sennò possiamo farlo diversamente,
  potremmo aggiungere qua spettacoli viaggianti e lasciamo quello che
  c'è.   L'intendimento  era  quello  di  aggiungere  gli  spettacoli
  viaggianti, e non di ovviamente cassare le fondazioni.

   CRACOLICI. Se garantite che funziona, io non ho problemi

   AMATA,   assessore   per   il   turismo,   sport   e   spettacolo.
  L'intendimento è questo. Quindi va bene. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Ora chiedo, mentre  mettiamo  in  votazione,
  assessore Amata, se riuscisse a firmare questi emendamenti.  Allora
  ritorniamo al 3.1. Immagino sia ritirato. Come no?

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Presidente, per fare un lavoro un po' più  corretto  e
  adeguato,  non  potremmo fare una norma a  sé  per  quanto  attiene
  questo?  Cioè,  non  credo  che  ci  sia  un'urgenza,  a  meno  che
  l'Assessore non ci fa capire l'urgenza di questa norma inserita  in
  questo disegno di legge fatto di tre articoli, che nulla hanno ha a
  che  vedere l'uno con l'altro, quindi stiamo parlando di un disegno
  di  legge  che non è un disegno, diciamo composito, per cui  volevo
  capire  se è una cosa urgente, Assessore, se ci fa capire l'urgenza
  di  questa  norma, perché fare una cosa che magari va a danneggiare
  un  comparto... ecco, io non mi vorrei trovare nelle condizioni  di
  votare  una  cosa  che  poi  va  a  danneggiare  un  comparto  che,
  ricordiamolo, quello dello spettacolo è già danneggiato di suo  per
  tante  motivazioni, perché gode di poche risorse. Quindi, se magari
  ci fa capire meglio.

   PRESIDENTE. Prego, Assessore.

   AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo. E' vero che i
  tre  articoli non hanno nulla a che vedere l'uno con l'altro, però,
  purtroppo  sono  tutti  e  tre, a mio modo  di  vedere,  abbastanza
  urgenti, ma anche la Commissione ha ritenuto questa urgenza.
   Il  primo articolo riguarda oltre 700 strutture ricettive che, per
  varie  ragioni, non hanno presentato la riclassificazione entro  la
  data stabilita e, quindi, penso sia urgente perché altrimenti...
   Il  secondo,  che  è questo degli spettacoli viaggianti,  torno  a
  ripetere:  è  stata  presentata una norma  che  va  a  cambiare  le
  modalità  e la platea per la suddivisione dei fondi del Furs.  Come
  dice  lei,  gli  spettacoli, le fondazioni e le associazioni  hanno
  patito abbastanza durante la pandemia; se noi lasciamo la norma  in
  quella  maniera, noi non avremmo risorse per nessuno, perché  si  è
  aperta  una  maglia incredibile, così io contengo quella  maglia  e
  raggiungo  l'obiettivo  dei  parlamentari  che  hanno  pensato   di
  presentarla e cioè di inserire gli spettacoli viaggianti.
   Il  terzo  riguarda le guide, gli accompagnatori, che se  noi  non
  inseriamo  nel  catalogo della formazione,  non  riusciremo  mai  a
  fargli fare questi corsi di formazione e, quindi, non avremo  degli
  accompagnatori con tanto di cartellino, in buona sostanza.
   Quindi,  le  prime  due  sicuramente hanno  un'urgenza;  la  terza
  potrebbe essere considerata meno urgente, però, perché perdere  del
  tempo?  Mi  scusi  collega, con questa norma noi  stiamo  solamente
  stabilendo che nel catalogo della formazione rientrano anche questi
  corsi,  non  è  che  stiamo dicendo ... Quale? Quella  del  FURS  è
  urgentissima   Facciamo  danno  a una  serie  di  fondazioni  e  di
  associazioni  storiche che, comunque, hanno avuto  negli  anni  dei
  finanziamenti  perché l'importo è quello. Non  è  che  lo  possiamo
  ampliare, a meno a meno che non aggiungiamo risorse, ma mi pare che
  sia pressoché impossibile. Questo, quindi, il mio consiglio, che  è
  di  votarlo.  Altrimenti non l'avrei presentata con  l'urgenza  del
  caso.

   PRESIDENTE. Benissimo, allora chiedo all'onorevole Schillaci se...

   SAVERINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVERINO. Scusate, non è un problema di fare cento volte la stessa
  cosa  in Commissione. Purtroppo, questi sono stati emendamenti  che
  son  stati  inseriti,  questi del FURS, in  un  argomento  che  era
  completamente  diverso,  per  cui  ci  siamo  ritrovati   un   poco
  spiazzati.  Capisco l'urgenza, infatti sul ricettizio  siamo  stati
  subito  presenti - l'Assessore lo sa - abbiamo mantenuto il  numero
  legale e siamo stati disponibilissimi.
   Io  quello che vorrei capire, perché me lo chiedono anche le varie
  categorie, vorrei capire bene perché siamo ... Allora così,  giusto
  per capire, le imprese individuali da questo momento in poi saranno
  riconosciute  col FURS oppure no? No. Lo sto chiedendo  per  averlo
  chiaro.
   Allora, gli spettacoli viaggianti saranno riconosciuti sul FURS  o
  no?

   AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Sì.

   SAVERINO.  Va bene, e per quanto riguarda questa terza parte,  che
  elimina  la  frase "enti a partecipazione pubblica"  -  quello  che
  chiedeva l'onorevole Cracolici - vorrei capire se da questo momento
  in poi ci sarà, fanno parte del FURS? Quindi, praticamente ci siamo
  imbrogliati  su  delle  cose che già erano esistenti   Quindi,  per
  capire  se  erano state eliminate o no, a prescindere quello  delle
  imprese individuali.
   Infatti, secondo me ha bisogno un po'di chiarezza. Grazie

   CRACOLICI. Cassa la lettera d).

   SAVERINO. Sì.

   AMATA,  assessore  per il turismo, sport e spettacolo.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA,  assessore per il turismo, sport e spettacolo.  La  lettera
  d),  fermo restando che ovviamente sarebbe stata pura follia volere
  cassare  quello  che finora abbiamo fatto, però effettivamente,  se
  non  cambia  la norma e il nostro obiettivo era solo di  aggiungere
  gli spettacoli viaggianti, per me può essere cassata.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cracolici,  visto  che  anche   lei   era
  intervenuto  sulla  questione,  mi pare  che  ci  sia  condivisione
  sull'articolo 3, eccezion fatta per la lettera d).
   Quindi  lo  dico  io  al  microfono: l'Assessore  sta  riscrivendo
  l'articolo, sostanzialmente escludendo la lettera d).
   Quindi,  se va bene anche alla Commissione, pongo in votazione  la
  soppressione della lettera d) dell'articolo 3.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 3 così  come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Adesso   mettiamo  in  votazione  gli  emendamenti   che   abbiamo
  concordato  ieri  durante la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  con  la  modifica che è stata  richiesta  da  diversi
  parlamentari per quanto concerne gli ottici.
   C'è  una  riscrittura. Gli emendamenti sono già sui vostri tablet,
  emendamenti fuori sacco,  aggiuntivi urgenti .
   Pongo  in  votazione  l'emendamento A.1.  Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento A.2.  Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Adesso ci sono gli altri due emendamenti che sono stati condivisi,
  non ieri, ma oggi, durante varie interlocuzioni.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento A.3.  Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento A.4.  Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E' stato concordato con i Capigruppo, Onorevole Schillaci.
   L'onorevole   Cracolici   aveva  sottoposto    un   secondo,   sto
  rispondendo all'onorevole Cracolici.
   Aveva chiesto la scrittura dell'emendamento.
   Eventualmente, potremmo metterlo, così come abbiamo fatto per  gli
  altri, all'interno di questo disegno di legge visto il carattere di
  urgenza.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Presidente, oggi in Aula sono in qualità di Capogruppo.
  Non è stato concordato con me questo emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, non è successo nulla.
   Stiamo  votando quello che lei ha chiesto, lo stiamo distribuendo.
  Visto   e  considerato  che  è  assolutamente  pertinente  il   suo
  intervento,  ed  è importante, stiamo mettendo questo  emendamento,
  tra i fuori sacco, all'interno di questo disegno di legge.
   Onorevole   Cracolici,  con  l'emendamento   stiamo   facendo   la
  rendicontazione  a  regime  cosicché  possa  essere  sempre  al  30
  settembre,  in modo tale che noi in futuro non dovremo sempre  fare
  questo genere di lavoro.

   CRACOLICI.  Condivido  quello che ha detto l'Assessore  Di  Mauro,
  però, attenzione
   Il  tema,  qui:  dal Regolamento di contabilità la rendicontazione
  avviene nell'esercizio. Il punto è un altro, che l'articolo 128  ha
  una procedura che non è tipica del bilancio. Noi facciamo prima  lo
  stanziamento,   poi  l'Amministrazione  fa   un   bando,   poi   fa
  l'istruttoria.
   Il  risultato, ogni anno, è che gli enti ex articolo 128  ricevono
  il  finanziamento  a  fine anno e quindi  non  hanno  i  tempi  per
  rendicontarlo.
   Se  noi  lo  mettiamo a regime, rischiamo che venga impugnato  per
  violazione dell'articolo 118.
   Quindi, stiamo attenti che per fare bene, facciamo peggio
   Siccome è considerata una eccezionalità l'ex articolo 128, per  le
  procedure connesse al 128, io suggerirei di farlo ogni anno - senza
  dimenticarlo  -  ma  non  farlo  a  regime,  perché   modifica   il
  Regolamento di contabilità.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cracolici,  la  invito  al  banco   della
  Presidenza e vediamo di controllare che possa essere scritto  nella
  maniera più corretta possibile.
   Colleghi,  abbiamo  caricato l'emendamento riscritto  con  i  vari
  suggerimenti, l'emendamento è l'A.5. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole...  ne abbiamo discusso un bel po', però se  l'onorevole
  vuole del tempo, avevo visto che era un po' contrariata, ci siamo.
   Allora,  pongo  in votazione l'emendamento A.5, chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  L'Assessore  mi  fa notare  che,  avendo  abrogato  la
  lettera  d) che faceva riferimento alle fondazioni private anche  a
  partecipazione pubblica e avendo invece inserito il  comma  2  bis,
  forse, nel testo, così come alla fine rimane, bisogna aggiungere  -
  lo  possiamo  fare col 117 - il richiamo al comma 2  bis  approvato
  dalla  presente  legge. Perché lì, negli spettacoli viaggianti,  ci
  sono  le  ditte individuali. Questo è il concetto. Fortuna che  non
  abbiamo votato la legge.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  pongo in votazione  l'articolo  4.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.1. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Presidente, intervengo per quanto riguarda l'emendamento
  che  abbiamo  concordato nella Capigruppo relativo alla  formazione
  professionale.
   Io  auspico,  Presidente, considerando che  adesso  abbiamo  fatto
  questo  emendamento che in parte va a sanare quanto successo  nella
  legge  finanziaria,  però,  è ovvio che in  questo  momento  stiamo
  abrogando il discorso di segreterie - e comunque di gestione  delle
  assunzioni per quanto riguarda le segreterie - a tutti gli enti.
   Ovvio,  Presidente,  che ci sono degli enti  più  grossi  come  ad
  esempio  gli Iefp che hanno una natura diversa rispetto agli  altri
  enti  di  formazione che a nostro modo di vedere potrebbero  essere
  interessati  al  fatto che lì le assunzioni in  segreteria  vengono
  fatte.  Questo per dirle che cosa, Presidente? Per dire che  a  mio
  modo  di  vedere, a nostro modo di vedere, come Movimento 5 Stelle,
  tutto quello che riguarda la formazione professionale, onde evitare
  per  le prossime volte, e so benissimo che lei ha dato un input  al
  riguardo,  che arrivino emendamenti in finanziaria che  magari  poi
  possano bloccare anche l'attività degli enti di formazione,  e  per
  fortuna  che  stiamo  abrogando la norma  fatta  perché  altrimenti
  andavamo  a bloccare tutti gli enti di formazione, soprattutto  gli
  enti   di  formazione  più  piccoli,  che  possano  passare   dalla
  Commissione  V  qualunque altra legge o qualunque  altra  modifica,
  perché  è  giusto  che negli anni facciamo delle modifiche  ma  che
  queste modifiche possano passare dalla V Commissione, perché  anche
  in  questa  seduta  potevamo modificare  l'emendamento,  andare  ad
  inserire,  diciamo, ulteriori modifiche, ma comprendo  che  poi  in
  Aula  è  molto complicato andare a trovare una sintesi con tutti  i
  Gruppi.
   Quindi,  io mi associo alla sua richiesta, che è già stata  fatta,
  che  qualunque  altra  norma che riguarda settori  critici  possano
  passare  dalle  Commissioni  per  poi  arrivare  in  Aula.  Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE.   Assolutamente  sì,  così  da  poter  evitare   anche
  situazioni  di  imbarazzo come quella in cui spesso  ci  ritroviamo
  quando andiamo a votare una molteplicità di norme ordinamentali che
  talvolta  fanno  più  male che bene.  Quindi,  grazie  per  il  suo
  intervento.
   Votiamo allora.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona.
   Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  anche
  io  su  questo, sugli emendamenti aggiuntivi, in particolare su  un
  tema  che  ho seguito nelle ultime settimane. Riguarda la questione
  che  oggi, in maniera urgente, affrontiamo e riguarda la formazione
  professionale.
   Io  ho  presentato un emendamento abrogativo dell'intero  articolo
  70,  Presidente, quindi sia del comma 1 intero, le lettere a) e b),
  poi  vedo  che  si  è  raggiunta  una  sintesi  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari. Ciò non di meno,  ritengo  al
  pari  di quanto è stato poc'anzi detto da chi mi ha preceduto,  che
  questo è un argomento assolutamente rilevante sul quale si è creato
  una  sorta di corto circuito istituzionale di notevole rilevanza  e
  su   questo   tema,  io  in  prima  persona,  ma  credo  tantissimi
  parlamentari    di    quest'Aula,   abbiamo    ricevuto    notevoli
  sollecitazioni   dagli   enti  di  formazione,   dagli   enti   che
  rappresentano   i   datoriali,   dalle   organizzazioni   sindacali
  maggiormente rappresentative,  quindi da CGIL, CISL  e  UIL  e   il
  coro  è  unanime. Argomenti di questa portata che sono fondamentali
  per  lo  sviluppo  e  la crescita della Regione  siciliana  non  si
  possono affrontare nottetempo.
   Quello  che  è  avvenuto tra l'8 e il 9 di gennaio è assolutamente
  qualcosa di inqualificabile e, quindi, tra l'altro su questa  norma
  che, sembrerebbe essere stata scritta a due, a quattro, a sei mani,
  poi  non  si  è  capito  bene nemmeno qual è,  per  ricostruire  la
  provenienza, alla fine sarà stata una, ma credo che gli input siano
  stati  tanti.  Il  tema  è  che alla fine  si  è  creata  parecchia
  confusione e fibrillazione tra gli enti di formazione professionale
  tant'è  che si è messo in discussione quello che è l'Avviso 7  dove
  ci  sono 80 milioni di euro in ballo il cui esito delle graduatorie
  è  stato  da  poco pubblicato nonché anche l'Avviso 3 che  è  molto
  rilevante  per la Regione siciliana, perché si tratta del  progetto
  GOL e con mille corsi di formazione che devono partire nei prossimi
  giorni, per non parlare poi dell'obbligo formativo.
   Ecco, io mi auguro, Presidente, che argomenti di tale portata  che
  riguardano l'impianto complessivo di sviluppo della nostra  Regione
  in  futuro  non  siano trattati per come lo sono  stati  in  questo
  ultimo collegato e nell'ultima finanziaria ovvero che passino e, di
  questo  sono sicuro che il nostro Presidente dell'Assemblea con  la
  sua   grande   autorevolezza,  si  farà  portavoce  attraverso   le
  Commissioni  di merito, in maniera tale da affrontare  e,  mi  farò
  anche  io, da questo punto di vista promotore di un'iniziativa  sul
  settore  della formazione in maniera tale che si possano affrontare
  in  maniera coordinata, autorevole e coerente rispetto a quelle che
  sono le necessità di sviluppo di questo settore strategico.
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole.


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
    692/A  Diposizioni urgenti in materia di turismo e spettacolo

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge  Diposizioni urgenti in materia di turismo  e
  spettacolo  (n. 692/A).
   Indìco  la votazione per scrutinio nominale del disegno  di  legge
   Diposizioni  urgenti  in  materia di  turismo  e  spettacolo   (n.
  692/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 49
   Votanti                  37
   Maggioranza              19
   Favorevoli               37
   Contrari                   0
   Astenuti                 12

                         (L'Assemblea approva)


   Seguito della discussione del disegno di legge n. 239/A "Riordino
         normativa dei materiali da cave e materiali lapidei"

   PRESIDENTE. Si passa al Seguito della discussione del  disegno  di
  legge  239/A  Riordino normativo dei materiali da cave e  materiali
  lapidei , posto al punto 2) del II punto all'ordine del giorno.
   Invito  la  III  Commissione a prendere  posto  presso  l'apposito
  banco.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Vitrano  per  riferire
  rispetto all'approfondimento di avere svolto in Commissione.

   VITRANO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il punto su cui è stato  necessario
  un   approfondimento  riguarda  il  recupero  ambientale  in  corso
  d'opera.   Per   alcune  tipologie  di  cave,   quelle   a   fosso,
  obiettivamente era un po'difficile ipotizzare il recupero in  corso
  d'opera,  si  trattava  di recuperare e l'anno  dopo  rimettere  in
  discussione tutto ciò che era stato recuperato, è stato trovato  un
  punto di equilibrio e si escludono alcune tipologie di cave per cui
  il  recupero in corso d'opera è impossibile farlo, per questo viene
  predisposto  il  progetto esecutivo all'inizio della  richiesta  di
  autorizzazione  delle cave, dopodiché provvedono  a  versare  o  un
  deposito  cauzionale, una fideiussione o dividere  l'importo  della
  conduzione per il numero di anni autorizzati e versare ogni anno la
  cifra che servirà alla fine per il recupero ambientale.
   Poi sono stati previsti altri emendamenti che comunque consentono,
  eventuali  cave dismesse che siano di proprietà del  demanio  o  di
  privati  che  vogliono  riutilizzarle, la possibilità  di  svolgere
  anche  attività di tipo diverso e la possibilità di recuperare  per
  alcune  tipologie  di  scarti di lavorazione, in  modo  particolare
  nelle  cave  di  marmo della zona del trapanese  e  riutilizzare  i
  materiali recuperati. Su questo punto la Commissione, all'unanimità
  d'accordo con l'Assessore, ha predisposto un emendamento che  verrà
  vuole sottoposto all'Aula.

   PRESIDENTE. Ho chiesto al Presidente Vitrano, così come ho chiesto
  all'assessore Di Mauro, perché in queste settimane sono state molte
  le  telefonate, gli interventi che hanno chiesto anche alla  stessa
  Presidenza dell'Assemblea essendo un tema assolutamente importante,
  se  c'era  da  fare un ulteriore approfondimento, era assolutamente
  necessario.

   VITRANO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente credo che non ce ne sia bisogno. Abbiamo ascoltato  fino
  a ieri il responsabile dei cavatori, le organizzazioni di categoria
  e  mi  pare che sia tutto pacifico e concordato anche con  loro.  I
  punti  in  discussione sono stati ampiamente superati  anche  dagli
  incontri   con   loro   e  dal  supporto  tecnico   del   dirigente
  dell'Assessorato, oltre che dai nostri esperti dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  E'  giusto  che  lo dica  in  qualità  di  Presidente
  dell'Assemblea. Dichiaro aperta la discussione generale.

   ZITELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto un  grazie
  al  Presidente della Commissione che ha fatto un lavoro  certosino,
  preciso.  Certamente  è un tema che riguarda  ovviamente  tutta  la
  Sicilia  ma ci sono delle province dove questo settore è fortemente
  interessato, immaginiamoci ad esempio alla provincia di Catania per
  quanto  riguarda l'estrazione della pietra lavica e quindi le  cave
  di pietra lavica. Prendiamoci il tempo che ci vuole, l'Assemblea si
  prenda  il  tempo  che  ci  vuole perché è  un  argomento  talmente
  particolare, da quarant'anni che non ci si mette mano, una  vecchia
  legge  di quarant'anni fa, prendiamoci tutto il tempo che ci  vuole
  perché   dobbiamo  fare  un  lavoro  preciso  e  certosino   perché
  riguarderà il futuro reale della nostra economia. Quindi, così come
  diceva  lei  Presidente, il presidente della  commissione  mi  darà
  ragione  è  stato ascoltato credo anche il comparto, però  è  anche
  ovvio  prendiamo  tutto quello che ci hanno detto  perché  dobbiamo
  fare  un  lavoro di un certo livello che riguarderà il  futuro  del
  nostro territorio e della nostra economia.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, così  come  ha
  detto  bene l'onorevole Vitrano, abbiamo avuto tutta una  serie  di
  incontri  con i portatori di interessi legittimi con i quali  si  è
  trovata una quadra su tutta una serie di cose. Su una cosa non si è
  trovata  una  quadra, almeno per quanto mi riguarda,  vedo  qualche
  emendamento  nuovo,  perché  in  Commissione  abbiamo   votato   un
  emendamento presentato dal Governo che prevedeva, c'era presente il
  collega,  erano  presenti colleghi del Movimento  Cinque  Stelle  a
  proposito  della  progettazione esecutiva che riteniamo  una  parte
  debba   essere  corredata  dai  cavatori  per  la  riqualificazione
  ambientale della cava.
   Cioè noi riteniamo che quando la cava si chiuderà, finirà, cesserà
  il suo la sua vita, almeno già la Regione deve avere in possesso il
  progetto esecutivo perché cos'è che succede?

   PRESIDENTE.  Parli  verso  di  qui che  non  la  sentono  poi  gli
  stenografi

   DIPASQUALE.  Cos'è  che  può  succedere?  Può  succedere  che  poi
  perdiamo  noi  i  contatti con queste imprese e imprenditori  e  la
  Regione  non  si  trova  neanche  i progetti  esecutivi  per  poter
  riqualificare le aree delle discariche.
   Allora, noi abbiamo bisogno di una fideiussione, perché sono somme
  certe, e la progettazione esecutiva. Questo è un argomento che  non
  è stato  ovviamente c'è una diversità, una divisione, una diversità
  di visione con il rappresentante delle imprese.
   Cioè,  io ritengo che noi come Regione siciliana dobbiamo metterci
  in  tasca almeno il progetto esecutivo per la riqualificazione e il
  recupero delle cave.
   Io quindi sono per l'emendamento che abbiamo votato in Commissione
  che  prevedeva questo emendamento, ora ne sto vedendo in  Aula  uno
  che  ritorna  indietro, già preannuncio il  mio  voto  contrario  e
  battaglia.

   CASTIGLIONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASTIGLIONE. Signor Presidente, credo che quello che ha  detto  il
  collega  Dipasquale  è la verità Presidente,  perché  ieri  abbiamo
  fatto,  dico,  abbiamo  fatto  decine  di  Commissioni  per  quanto
  riguarda  le  cave  e poi il Presidente ha fatto diversi  incontri,
  credo che ci sono stati dei confronti abbastanza animati per quanto
  riguarda  questo disegno di legge, però riteniamo ritengo che  dopo
  44 anni c'è la possibilità, credo, che oggi si possa approvare.
   E  ieri,  Presidente,  ed  è  vero  quello  che  dice  il  collega
  Dipasquale,  ieri  eravamo rimasti a chiusura di  Commissione,  che
  oggi il Governo, come ha fatto l'assessore Di Mauro, ha portato gli
  emendamenti  che  noi  avevamo stabilito in Commissione  e  che  il
  progetto esecutivo - ricordo a me stesso e lo ricordo bene - doveva
  essere portato
   Quindi,  qui  sul progetto esecutivo credo che non  si  dovrebbero
  fare altri emendamenti perché già era stato concordato da tutta  la
  Commissione sia della maggioranza che dell'opposizione.
   Tra  l'altro,  ieri avevamo parlato, Presidente, tu  eri  presente
  anche  con  chi  si occupa di cave e quindi avevamo  concordato  in
  maniera  sincera  e soprattutto già oggi potevamo portare  in  Aula
  perché molti stanno aspettando questo disegno di legge e quindi per
  un  futuro  migliore,  soprattutto per i lavoratori  che  ne  hanno
  veramente bisogno.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Castiglione.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Zitelli. Ne ha facoltà.

   ZITELLI. Signor Presidente, ribadisco ancora una volta il  lavoro,
  il  grande lavoro fatto dalla Commissione, dal Presidente, da tutta
  la Commissione.
   Questo punto, il punto preciso che diceva poc'anzi il collega, che
  la  Regione  ha  la necessità di avere delle garanzie,  soprattutto
  visto il problema che c'è stato in passato, no?
   Quindi  imprenditori  che  non  riusciamo  poi  a  contattare,   a
  richiamare  e quindi poi il disagio ambientale che c'è stato  e  ci
  sono stati.
   Però,  una  cosa, volevo mettere l'accento su un punto. Ovviamente
  sì  alla  fideiussione per avere delle garanzie. Ma  questo  famoso
  progetto  esecutivo che si deve rilasciare non appena abbiamo,  non
  appena  hanno l'autorizzazione a procedere a un progetto  esecutivo
  ma  che  si  riprenderà  probabilmente  dopo  quindici  anni,  dopo
  vent'anni  Quindi dobbiamo fare attenzione proprio su questo punto.
   Sì  alle  garanzie  della Regione per la tutela dell'ambiente  per
  farci  restituire  un territorio sano ma è anche  vero  che  questo
  progetto  esecutivo  che può essere da un lato  una  garanzia,  voi
  immaginate  vent'anni  dopo  cosa  ne  rimane  di  questo  progetto
  esecutivo?
   Quindi  dobbiamo  fare la massima attenzione, proprio  su  questo.
  Questo è il punto importante, credo, di questa legge.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il passaggio agli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Ci sono degli emendamenti all'articolo 1.
   L'emendamento  1.1.  A  firma Zitelli e  Assenza,  è  mantenuto  o
  ritirato?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  sinceramente  non  capisco   che
  significhi  scrivere  in una norma "in assenza  del  pronunciamento
  dell'autorità  ambientale".  Che è  una  facoltà?  Cioè  l'autorità
  ambientale può non rispondere, può non pronunciarsi? Stiamo votando
  l'emendamento. Forse, cioè, lui parte da...

   PRESIDENTE.  Infatti, ci sono dei profili che stanno  vedendo  gli
  uffici.   Sto   chiedendo,  infatti,  a  chi  l'ha  presentato   se
  eventualmente pensa di ritirarlo.

   ZITELLI. L'emendamento 1.1 è ritirato.

   PRESIDENTE.  Così  non c'è neanche il problema.  Andiamo  all'1.2.
  Immagino sia ritirato. Onorevole Assenza?

   ASSENZA. E' ritirato.

   PRESIDENTE.  E' ritirato ed è lo stesso dell'1.1, quello  con  dei
  profili di illegittimità.
   Allora,  pongo  in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
   Modifiche all'articolo 12 della legge regionale 9 dicembre 1980,
                                n. 127

   1.   All'articolo  12,  primo  comma,  della  legge  regionale  n.
  127/1980,  dopo la parola  autorizzazione,  è aggiunta la  seguente
  frase  presentata esclusivamente in formato digitale e sottoscritta
  digitalmente».

   Non ci sono emendamenti. Quindi pongo in votazione l'articolo 2.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
        Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1980, n. 127

   1.  Dopo  l'articolo 18 della legge regionale n. 127/80 è inserito
  il seguente:

                              Art. 18 bis.
                           Distanze di scavo

   1.  I titolari di autorizzazioni all'esercizio di attività di cava
  osservano,  per  gli scavi correlati all'esercizio  della  medesima
  attività,  le  previsioni di cui all'articolo 116 del  D.P.Reg.  15
  luglio 1958, n. 7 recante  Regolamento di polizia mineraria   e  le
  distanze  previste dalle norme di attuazione del   Piano  regionale
  dei materiali da cava e materiali lapidei ».

   Anche  questo,  è  senza emendamenti. Quindi  pongo  in  votazione
  l'articolo 3.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
   Modifiche all'articolo 19 della legge regionale 9 dicembre 1980,
                                n. 127

   1.  L'articolo 19 della legge regionale n. 127/1980  è  sostituito
  dal seguente:

                                Art. 19.
                     Opere di recupero ambientale

   1.  Il progetto di recupero paesaggistico-ambientale dell'attività
  estrattiva  indica gli interventi da eseguire durante i  lavori  di
  coltivazione   della   cava  e  alla  conclusione   degli   stessi,
  finalizzati    alla    composizione    dell'assetto    topografico,
  geomorfologico,  idraulico  e  vegetazionale  finale   delle   aree
  interessate dall'attività di coltivazione, idoneo ad accogliere gli
  usi   e  le  destinazioni  preesistenti  nonché  programmati  dalla
  pianificazione   vigente,   coerentemente   con    le    condizioni
  territoriali di contorno.

   2. Il progetto di cui al comma 1 indica altresì le opere, i tempi,
  i  costi  e  le  modalità  di ripristino ambientale  dell'area  già
  oggetto  di  coltivazione, compreso lo smantellamento finale  degli
  eventuali impianti previsti in sede di autorizzazione, dei  servizi
  di cantiere e delle strade e delle altre opere di servizio.

   3. Le opere e gli interventi previsti dal progetto di cui ai commi
  1  e 2, sono raggruppati in stralci funzionali da eseguirsi durante
  il  periodo  di  coltivazione  della  cava  e  la  cui  cronologica
  esecuzione,  se  morfologicamente e  progettualmente  possibile,  è
  vincolante  per  l'attuazione dei successivi lotti  dei  lavori  di
  escavazione.

   4.  La  progettazione degli interventi di cui ai commi 1 e  2,  si
  articola in due livelli:

   a)  progetto di fattibilità tecnico-economica che l'esercente deve
  inoltrare  all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
  e al Distretto minerario territorialmente competente, unitamente al
  deposito  della  domanda  finalizzata ad ottenere  l'autorizzazione
  all'esercizio dell'attività estrattiva;

   b) progetto esecutivo.

     5. Per la suddivisione dei contenuti progettuali di cui al comma
  4 trova applicazione il decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36.

   6.  Tenuto  conto  di  quanto previsto dal comma  3  del  presente
  articolo  e  sulla base delle indicazioni fornite dallo  studio  di
  fattibilità,  è  predisposto  a  cura  dell'esercente  il  progetto
  esecutivo  da  sottoporre al Dipartimento regionale  dell'ambiente.
  Esso   è   approvato  con  decreto  del  dirigente   generale   del
  Dipartimento  medesimo,  di  concerto col  dirigente  generale  del
  Dipartimento  regionale  dell'energia.  Il  progetto  esecutivo   è
  redatto  dallo  stesso soggetto che ha predisposto il  progetto  di
  fattibilità  tecnico-economica. Nei casi di affidamento  disgiunto,
  il  nuovo  progettista accetta senza riserve l'attività progettuale
  svolta in precedenza.

   7. Le opere di recupero ambientale di cui ai commi precedenti sono
  realizzate  dall'esercente, il quale ne assume l'intero  onere  con
  diritto allo svincolo, a completamento delle opere medesime,  della
  fideiussione, della polizza assicurativa o di altra idonea garanzia
  stipulata  ai  sensi del successivo articolo 19 bis.  Su  richiesta
  degli   interessati  la  garanzia  può  essere   svincolata   anche
  parzialmente,  con  cadenza minima annuale, per  l'ammontare  delle
  opere di ripristino realizzate.

   8.  Per  l'impiego  dei  materiali da scavo  a  fini  di  recupero
  ambientale   trova  applicazione,  nel  rispetto  delle  condizioni
  previste dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive
  modificazioni, il decreto ministeriale 27 settembre 2022, n. 152  e
  successive modificazioni. .

   2.  Dopo  l'articolo  19 della legge regionale  n.  127/1980  sono
  inseriti i seguenti:

                              Art. 19 bis.
       Garanzia finanziaria per il recupero ambientale del sito
                              estrattivo

   1.  Il  rilascio del provvedimento di autorizzazione all'esercizio
  dell'attività estrattiva è subordinato alla presentazione da  parte
  dell'istante di apposita fideiussione, polizza assicurativa o altra
  idonea    garanzia   richiesta   dall'Amministrazione    regionale,
  relativamente  agli  interventi  volti  a  garantire  il   recupero
  funzionale,   paesaggistico,  ambientale  e   agricolo   del   sito
  estrattivo.

   2.  Nei  casi  di progetti suddivisi in lotti di coltivazione,  la
  garanzia  finanziaria di cui al comma 1 può essere  rilasciata  per
  singolo   lotto,   secondo  le  modalità  e  i  criteri   richiesti
  dall'Amministrazione regionale.

   3.  L'importo  della garanzia finanziaria è pari  all'importo  dei
  lavori di recupero previsti dall'operatore ed è determinato in base
  al   prezzario   regionale   vigente  al   momento   del   rilascio
  dell'autorizzazione  all'esercizio dell'attività  estrattiva.  Tale
  garanzia finanziaria è aggiornata almeno ogni tre anni.

                             Art. 19 ter.
    Ultimazione dei lavori di coltivazione e di recupero ambientale

   1.   Il   titolare  dell'autorizzazione,  ultimati  i  lavori   di
  coltivazione  e  di recupero ambientale, trasmette  all'Assessorato
  regionale  del territorio e dell'ambiente la denuncia di cessazione
  dell'esercizio,  ai  sensi dell'articolo 7 del D.P.Reg.  15  luglio
  1958,  n.  7, ai fini della verifica della completa attuazione  dei
  lavori di coltivazione e di recupero ambientale e della conseguente
  liberazione della garanzia finanziaria di cui all'articolo 19 bis.

   2.  Per  le finalità di cui al comma 1, i tecnici dell'Assessorato
  regionale  del territorio e dell'ambiente e del Distretto minerario
  territorialmente  competente effettuano una  visita  ispettiva  del
  sito  estrattivo e delle eventuali pertinenze all'esito della quale
  provvedono a svincolare la garanzia finanziaria prestata  ai  sensi
  all'articolo 19 bis e a prendere atto dell'ultimazione dei  lavori,
  ovvero diffidare il titolare dell'autorizzazione a provvedere  alla
  regolare  esecuzione  delle  opere  necessarie  a  soddisfare   gli
  obblighi   derivanti   dal   progetto  e   dal   provvedimento   di
  autorizzazione   entro   il   termine  stabilito   dall'Assessorato
  regionale del territorio e dell'ambiente.

     3.  Nei  casi  di mancata esecuzione dei lavori  indicati  nella
  diffida,  con provvedimento del dirigente generale del Dipartimento
  regionale  dell'ambiente  è  disposta l'escussione  della  garanzia
  finanziaria  prestata  per l'esecuzione delle  opere  di  cui  alla
  predetta diffida, salvo l'accertamento di ulteriori danni eccedenti
  la    fideiussione    da    porre    a    carico    del    titolare
  dell'autorizzazione. ».

   C'è un emendamento, che è il 4.1 dell'onorevole Caronia. Mantenuto
  o ritirato?

   CARONIA. Ritirato, signor Presidente. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi, immagino, l'Assessore.

   CARONIA.   Grazie,  Presidente.  Allora,  poiché  avendo   in   IV
  Commissione  affrontato  il  tema, in qualche  modo,  potrà  essere
  assorbito  da  un  ddl  che è in discussione,  o  meglio  che  sarà
  proposto  nei  prossimi  giorni,  da  più  deputati  compresa   me,
  ovviamente, si è ritenuto di inserire questa, diciamo, disposizione
  di  legge,  all'interno  di quel ddl che  è  più  ampio  e  che  lo
  comprende  che,  probabilmente, addirittura ne amplia  la  capienza
  della  portata. Pertanto lo ritiro, alla luce di queste indicazioni
  che ho voluto dare.

   PRESIDENTE. La ringrazio.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire all'assessore Di Mauro.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Grazie. Colgo l'invito delle dell'onorevole  Caronia.  E'
  stato  un  tema  molto  dibattuto e noi  abbiamo  ritenuto  che  il
  progetto  esecutivo, bastava questa indicazione  per  sostenere  la
  necessità  che  l'Amministrazione regionale  avesse  uno  strumento
  operativo  qualora la ditta non avesse realizzato i propri  lavori.
  Quindi riteniamo, eventualmente, in un disegno di legge che  è  già
  in  corso in Quarta Commissione, come sostiene l'onorevole Caronia,
  di  potere ritornare sull'argomento per migliorare certamente e per
  renderlo  più  soddisfacente, sia per quanto riguarda  la  capacità
  stessa  del  progetto  e sia anche per quanto riguarda  l'interesse
  degli  imprenditori,  che  abbiamo  ascoltato  abbondantemente,  li
  abbiamo  incontrati  e  abbiamo, alla fine,  convenuto  con  questa
  impostazione di cui all'articolo 4.

   PRESIDENTE. C'è il 4.2, è un emendamento fuori sacco a firma della
  Commissione. Ce l'avete sui tablet, 4.2. Tanto io non vado  veloce,
  vado    molto   lentamente   cosicché   possiate   essere    sempre
   sintonizzati .

   CRACOLICI. Che numero è? 4.1?

   PRESIDENTE.  Sì, ma lo deve cercare, onorevole, tra i fuori  sacco
  ed  è  a firma della Commissione. E vi prego anche di leggere  bene
  quello  che stiamo approvando, perché domani mattina mi auguro  che
  non  si faccia qualcosa che poi possa recare un danno piuttosto che
  un  beneficio. Io non sto andando avanti. Sto aspettando che voi mi
  diate l'ok, però è caricato nel tablet, non è che non c'è.

   VITRANO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VITRANO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Presidente,
  questo  emendamento esclude il recupero ambientale in corso d'opera
  per  le  cave cosiddette "a fosso", dove tecnicamente è impossibile
  che  scavi, recuperi e l'anno successivo torni a scavare  dove  hai
  recuperato. Quindi solo per questa tipologia di cava è  escluso  il
  recupero in corso d'opera. È un fatto tecnico.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Capisco l'obiezione tecnica, ma dal punto di vista  del
  recupero, ecco Assessore, ci deve essere un momento in cui si fa il
  recupero.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  È stata analizzata in maniera particolare la vicenda di alcuni tipi
  di  cava  a  fossa che, nel momento in cui si fa il  primo  strato,
  andando  a  ricoprirlo  nuovamente per fare il  risanamento  e  poi
  nuovamente  scavare per fare il secondo stralcio,  era  quanto  mai
  inopportuno.  Quindi si è stabilito in un articolo successivo  che,
  alla fine, si farà sempre il risanamento ambientale.

   SCHILLACI. Sì, ma scrivetelo

   VITRANO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Lo troveremo più
  avanti.  Per  questo tipo di cave è prevista, a parte  il  progetto
  esecutivo,  una  fideiussione per l'importo  del  recupero  e,  per
  evitare  di mettere in difficoltà chi magari ha problemi di  natura
  bancaria, diamo la possibilità ai gestori di versare ogni  anno  la
  quota di ammortamento. Quindi il recupero si fa comunque, solo  che
  non lo fai in corso d'opera, la fai quando non cavi più.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Innanzitutto anch'io ringrazio il Presidente per il lavoro
  svolto.  Per rassicurare i colleghi: allora, l'impianto del disegno
  di  legge che stiamo esitando prevede, come regola generale, che il
  recupero  ambientale,  a differenza del passato,  dove  sono  stati
  lasciati  i  disastri che tanti di noi conoscono, venga  effettuato
  nel  corso  della coltivazione. Quindi, io presento il progetto  di
  coltivazione e il progetto di recupero ambientale. Il  progetto  di
  recupero  ambientale prevede che dopo che sono sceso, per  esempio,
  dico  una fesseria, di cinque metri, devo riempire, devo recuperare
  la cava.
   In  questo tipo di cave, siccome si va in profondità, il  recupero
  ambientale  in corso di coltivazione non è tecnicamente  possibile,
  perché costringeremmo le imprese a fare il recupero e poi eliminare
  le  opere  realizzate durante il recupero per continuare a scavare.
  Sarebbe   ovviamente   un  costo  che  queste  imprese   dovrebbero
  sopportare che le escluderebbe dal mercato, peraltro. Questa  è  la
  ragione tecnica.
   Poi  c'è una norma di chiusura nel disegno di legge, perché  anche
  le  altre cave in concreto possono avere un problema di recupero in
  corso di lavorazione. Però c'è una norma di chiusura che prevede  -
  penso  che  alcuni  di voi sicuramente l'avranno  letta  -  che  si
  verificheranno le condizioni morfologiche della cava e  in  ragione
  delle condizioni morfologiche sarà il distretto minerario a dire se
  dovrà  realizzarsi il recupero in corso di cava oppure  al  termine
  della  coltivazione. Perché al di là di questo caso, che  è  sicuro
  che il recupero non si può realizzare in corso di coltivazione,  ci
  sono  altre  cave  dove  in astratto sarebbe  realizzabile,  ma  in
  concreto  no. Quindi rimane perfettamente nell'alveo dell'obiettivo
  che  abbiamo perseguito: che è quello di avere la garanzia  che  le
  risorse  ci saranno per realizzare ... dovrà eseguirla l'esercente,
  ma  laddove  l'esercente dovesse non essere adempiente, la  Regione
  godrà  di  tutte  le  risorse  sufficienti  per  potere  realizzare
  l'intervento.
   Aggiungo  -  se  il Presidente mi permette - che  sulle  cave  c'è
  stato, al netto degli errori che hanno commesso le imprese, di  chi
  diciamo non ha agito in maniera ligia e corretta, ma in passato  le
  imprese  che  esercitano e che esercitavano questa attività,  hanno
  versato  gli  oneri per il recupero ambientale, che avrebbe  dovuto
  effettuare  il  Comune  sulla base delle  risorse  che  la  Regione
  acquisiva ogni anno.
   Ebbene, con una legge del 2021 di fatto queste risorse sono  state
  cancellate, la Regione si è appropriata di queste risorse per  fini
  di  carattere generale e dunque le imprese, che avevano già versato
  una parte delle risorse, con questa legge si vedono riconosciuto il
  credito che sostanzialmente avevano maturato.
   Quindi,  se un recupero ambientale vale 100 mila euro, per  essere
  concreto,  e  un'impresa ha versato 25 mila euro, la  garanzia  che
  verserà sarà 75 mila euro.
   E anche questo disegno di legge, a differenza del passato, prevede
  che  la  garanzia sia reale. Cioè non è come una volta  che  veniva
  versato una fideiussione massima di 25 mila euro quando il recupero
  ambientale era 100 mila euro, qui si prevede una garanzia che copre
  al  netto  del  credito maturato totalmente l'importo del  recupero
  ambientale.
   Quindi,  sotto  questo profilo, io penso che la Commissione  abbia
  fatto  un  buon lavoro e che sia venuta incontro da  un  lato  alle
  esigenze  delle  imprese,  perché accelera  determinate  procedure,
  snellisce  alcuni procedimenti, ma al contempo anche  della  tutela
  dell'ambiente  e  del paesaggio che è un elemento fondamentale  che
  abbiamo inteso perseguire.

   PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 4.2. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 4 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si Passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
   Modifiche all'articolo 21 della legge regionale 9 dicembre 1980,
                                n. 127

   1.  L'articolo 21 della legge regionale n. 127/80 è sostituito dal
  seguente:

                                Art. 21
                      Subentro nella coltivazione

   1.  L'autorizzazione consente l'esercizio dell'attività di cava al
  soggetto intestatario della medesima.

   2.  L'esercente e il soggetto che intende subentrare presentano al
  distretto  minerario competente per territorio domanda di  subentro
  nella  titolarità dell'autorizzazione in formato digitale  a  firma
  digitale congiunta.

   3.  Alla  domanda di cui al comma due è allegata la documentazione
  indicata  in  apposito  decreto emanato dall'Assessore  all'energia
  entro 90 giorni dalla entrata in vigore della presente legge.
      Previa  verifica  della  idoneità  tecnico-economica  e   della
  documentazione   antimafia,  acquisito   l'atto   privatistico   di
  trasferimento  del diritto, l'ingegnere capo emette il  decreto  di
  subentro con la relativa voltura dell'autorizzazione, entro  e  non
  oltre dieci giorni.

   4.  In  caso  di  trasferimento del diritto per  causa  di  morte,
  l'autorizzazione è volturata, con provvedimento dell'ingegnere capo
  del  distretto  minerario, all'erede che ne  faccia  domanda  entro
  sessanta    giorni   dall'apertura   della   successione,    previo
  espletamento delle verifiche di cui al comma 3.

   5. Qualora succedano più eredi che intendano far valere il diritto
  alla   prosecuzione  dell'attività  estrattiva,  nella  domanda   è
  indicato   il   rappresentante  degli  stessi  per  i   conseguenti
  adempimenti amministrativi. ».

   Si  passa  all'emendamento  5.1 dove ci  sono  alcuni  profili  di
  illegittimità costituzionale.
   Sull'emendamento 5.1 gli Uffici ci fanno notare che ci  potrebbero
  essere dei profili di illegittimità costituzionale, pertanto chiedo
  intanto  al  Capogruppo  Assenza  e  all'onorevole  Zitelli  se   è
  mantenuto o ritirato.

   BICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento noi  lo
  vorremmo mantenere.
   L'emendamento prevede semplicemente che per una cava che a fine di
  autorizzazione non abbia completato il progetto approvato, progetto
  che  è stato già esitato in maniera favorevole dalla Via-Vas, possa
  semplicemente  completarlo  negli anni successivi,  con  le  stesse
  procedure indicate dalla Via-Vas.
   E'  solo  una  dilazione  di  tempi.  E,  ovviamente,  può  essere
  applicato solo quando già il progetto ha ottenuto il decreto di Via-
  Vas favorevole, quando è stato approvato e se non è cambiato nulla,
  né  dal  punto  di  vista  del progetto,  né  dal  punto  di  vista
  ambientale, viene riproposto dilazionando semplicemente i termini.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Signor Presidente, io ho letto l'emendamento. E'  proprio
  il  caso  specifico di chi, nonostante sia trascorso  tanto  tempo,
  deve  presentare questa comunicazione e considerato che  c'è  stata
  già  una  pronuncia  da parte dell'ARTA, ritornare  nuovamente  per
  avere  un trascorso che dura ovviamente mesi, e lo sappiamo  tutti,
  come Governo riteniamo questo emendamento ammissibile.
   Poi,  per  carità,  può  succedere anche che  l'emendamento  venga
  violato,  però  tengo  a  precisare  che  l'autorizzazione  per  la
  realizzazione della cava già c'è stata, quindi sotto  questo  punto
  di  vista, come Governo, non abbiamo nulla da obiettare rispetto  a
  questo emendamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   faccio
  riferimento  ai rilievi che lei ha annunciato perché  credo  che  i
  rilievi  nascano dal fatto che questo articolo parla  di  subentro,
  cioè  per  cambio del titolare o per morte del dante  causa  o  per
  cessione a terzi della concessione.
   Cioè  qualunque  subentro è una nuova procedura.  Perché,  se  no,
  attenzione che apriamo il mercato dei trasferimenti
   Se  c'è un nuovo soggetto che è titolare dell'atto concessorio,  è
  una  nuova  istanza  e  va trattata secondo le procedure  generali,
  perché altrimenti diamo valore alle... è come, una battuta, è  come
  i tassisti che nessuno, come dire, la licenza del tassista vale "x"
  perché è a vita
   Credo  che  noi dobbiamo stare attenti a creare sistemi di  valore
  economico attorno al mercato delle cessioni.
   I  rilievi che ha fatto l'ufficio, perché non è qui in discussione
  il  fatto  che l'ARTA si sia pronunciato, ma il fatto  che  c'è  un
  mutamento  di  soggetto titolare che cambia la natura del  soggetto
  giuridico abilitato a fare l'attività di cava.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'Assessore Di Mauro, ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Onorevole Cracolici, questo emendamento, questa  legge  è
  stata veramente esaminata parola per parola.
   Il  presupposto dell'approvazione di questo emendamento è che  non
  ci  siano - lo voglio leggere per avere tutta l'Aula consapevolezza
  - "Nei casi in cui l'istanza di rinnovo" - a prescindere se nuovo o
  se è vecchio, onorevole Cracolici, ognuno può avere la sua opinione
  però  abbiamo  condotto un'attività all'insegna del  rigore  e  del
  rispetto di quello che era l'obiettivo del risanamento ambientale.
   Continuando,  ci  sono  delle parole precise  "dell'autorizzazione
  all'esercizio  dell'attività di cava sottende al mero completamento
  del  programma di coltivazione già autorizzato, per  il  quale  sia
  stata  a suo tempo esperita la procedura di valutazione ambientale"
  -  quindi  il  progetto  di cava è stato esperito  "in  assenza  di
  qualsiasi   modifica   sia   in   termini   di   variazione   della
  configurazione   finale   della  cava   e   della   realtà   fisica
  preesistente, sia in termini di intervento sull'ambiente naturale e
  sul  paesaggio, non sarà necessario esperire una nuova  valutazione
  di impatto ambientale".
   Poi, se il Governo nazionale dovesse impugnare questo articolo, ci
  costituiremo   in  giudizio  innanzi  alla  Corte   per   difendere
  l'articolo.
   A  mio parere, questo è un emendamento saggio che mette le imprese
  nelle  condizioni  di potere continuare, senza  volere  forzare  la
  mano,  perché  - le assicuro, onorevole Cracolici - che  in  questa
  legge siamo stati tutti responsabili e consapevoli di fare una cosa
  che, anzi, mi permetta, abbiamo cercato di stringere sempre più per
  fare  cose che possano definitivamente porre rimedio a tutti i siti
  che  sono  stati  regolarmente sfruttati, utilizzati,  abbandonati,
  sono  diventati alcuni oggi orfani e abbiamo in Sicilia  511  cave,
  704 cave abbandonate di cui non interessa a nessuno.
   Con   questo   provvedimento  legislativo,  credo   che   potremmo
  utilizzarli per la loro valorizzazione anche energetica.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Ciminnisi, ne ha
  facoltà.

   CIMINNISI.  Credo di aver compreso forse il problema che  pone  il
  collega   Cracolici  perché  credo  sia  un  problema   di   ordine
  sistematico, se non ho capito male, perché l'emendamento è inserito
  nella norma che riguarda il subentro nella coltivazione.
   L'emendamento  è effettivamente riconducibile alla  questione  del
  subentro   nella  coltivazione  o  parliamo  sempre  dello   stesso
  esercente   che  esercita  l'attività  di  cava  e  deve  rinnovare
  l'autorizzazione?
   Perché  se  così o si fa un articolo a parte, al  di  là  poi  del
  merito  della  questione sulla valutazione  ambientale  che  non  è
  questa  la  questione,  o  si  fa un articolo  a  parte  oppure  si
  inserisce  un inciso come incipit della norma scrivendo "fuori  dai
  casi  di  subentro", quindi escludendo - lo si  subemenda  -  e  si
  esclude il caso di subentro.
   Se  ci  può chiarire questo aspetto - ripeto -, a prescindere  poi
  dal  merito della questione che attiene alle valutazioni ambientali
  che  devono  essere nuovamente esperite o meno, questa  è  un'altra
  questione, e inquadrare esattamente la norma se relativa a casi  di
  subentro  oppure  semplicemente c'è lo stesso  esercente  che  deve
  rinnovare l'autorizzazione.

   PRESIDENTE.   Hanno  chiesto  di  intervenire  l'onorevole   Bica,
  Daidone, Vitrano e l'Assessore Di Mauro.

   BICA.  Presidente,  colleghi, volevo  attenzionare  che  anche  se
  l'emendamento  è  inserito  in calce all'argomento  riguardante  il
  subentro,  riguarda  l'articolo 22 della  legge  n.  127/80  che  è
  l'articolo successivo.
   Quindi il subentro...

   PRESIDENTE.   Eventualmente,  vogliamo   pensare   di   fare   una
  riscrittura?  Va  bene, Assessore Di Mauro,  prima  ha  chiesto  di
  intervenire il Presidente Vitrano. Prego Presidente.

   VITRANO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Presidente,
  chiedo di accantonarlo un minuto perché credo che ci sia bisogno di
  un  ulteriore approfondimento. In teoria, sarebbe illegittimo  però
  il Cts ha la facoltà di escludere la necessità di rinnovare il Via-
  Vas,  quindi  credo  che dovremmo riformularlo in  maniera  un  po'
  diversa.

   PRESIDENTE. Va bene allora accantoniamo, assessore Di Mauro?

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Se noi mettiamo  5 bis  riuniamo qualsiasi ovvietà  perché
  è collegato a un articolo di una vecchia legge. Se mettiamo  5 bis
  è  un  punto  di chiarezza su una legge che consente a chiunque  di
  potere,  in  costanza dell'autorizzazione che è stata  concessa,  e
  senza variazione, praticamente si applica una sorta di attività che
  può  continuare.  Quindi,  mettiamo  5 bis ,  non  c'è  bisogno  di
  fermare   Presidente  Vitrano,  se  è  possibile   presentiamo   un
  emendamento.

   PRESIDENTE. Lo possiamo fare qui come coordinamento, giusto?

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Lo possiamo fare come attività di coordinamento, metteremo
   5 bis , va bene?

   PRESIDENTE.  Allora,  se  ne occupano gli  Uffici  di  farlo  come
  coordinamento   formale,  pertanto  onorevole  Presidente   Vitrano
  possiamo andare direttamente a votare l'emendamento 5.1.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Stiamo mettendo in votazione il  5.1,  è  su  questo?
  Eravamo in votazione, prego.

   SAFINA.  Gli  Uffici  segnalano un problema di  legittimità  della
  norma,   così  come  è  scritta,  nel  senso  che  sarebbe   sempre
  obbligatoria la valutazione di impatto ambientale.
   Senonché,  l'ordinamento prevede che il Cts,  quindi  il  Comitato
  tecnico  scientifico, possa escludere la necessità di  ripetere  la
  Via,   ovviamente  su  istanza.  Quindi,  se  l'emendamento   viene
  riformulato nel senso di prevedere questa facoltà, cioè di accedere
  con  una domanda alla Cts evidenziando che non è cambiato il  Piano
  morfologico, non è cambiato il piano di coltivazione,  ai  fini  di
  escludere dalla Via, ebbene, se lo facciamo così facciamo una norma
  legittima,  altrimenti l'emendamento rischia di essere  illegittimo
  ed   impugnato.  Per  questo  le  chiederei  di  accantonarlo,  per
  consentire di riscriverlo.

   PRESIDENTE.  Intanto  il  Governo, vuole  rispondere  lei?  Prego,
  assessore Di Mauro.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Onorevole Safina, lei indica un provvedimento legislativo
  che in questo momento è corretto, si presenta l'istanza, l'articolo
  1  cosa  diceva 'al di fuori dei casi in cui ci vuole il Via  e  lo
  decide il Cts, c'è l'autorizzazione che ... questa è già legge, noi
  stiamo  cercando di disciplinare una materia che eviti di andare  a
  fare  nuovamente  progetti, andare nuovamente al  Cts,  poi  se  si
  impugna,  io  credo che non ci sia impugnativa  ma se  mettiamo   5
  bis , noi rimediamo l'ostacolo perché già l'Ufficio si regola così.
   Questo  articolo  5  bis  ha le caratteristiche  di  una  legge  -
  onorevole  Cracolici  -  questa  legge,  questo  articolo   ha   le
  caratteristiche  della 'legge provvedimento', cioè  stiamo  facendo
  una  cosa,  che  in via amministrativa già si fa,  e  che  comunque
  ognuno  che vuole un parere della Cts è ...della Cts o  è  dopo  la
  Cts, va comunque presentato un progetto. Quindi, è inutile che  noi
  ripetiamo  la  prassi  che è prevista per  legge,  altrimenti  noi,
  onorevole Safina, non ci capiamo. Abbiamo concordato un percorso  e
  noi facciamo questo come  5 bis .

   SAFINA. C'è una sottigliezza, è la Cts che deve agire.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Ricordiamo che il 5.1 sarà trasformato dagli Uffici in un articolo
  autonomo.
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                Art. 6.
        Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1980, n. 127

       1. Dopo l'articolo 22 della legge regionale n. 127/80  è
     inserito il seguente:

                              Art. 22 bis.
                Proroga temporanea dell'autorizzazione

   1.   Fatto  salvo  quanto  previsto  dall'articolo  19   ter,   il
  provvedimento   di   autorizzazione  può   essere   temporaneamente
  prorogato    dall'ingegnere   capo    del    distretto    minerario
  territorialmente     competente,     su     richiesta      motivata
  dell'interessato. Questi, qualora abbia adempiuto le prescrizioni e
  gli obblighi fissati nel precedente provvedimento di autorizzazione
  e  alle  condizioni  stabilite  nello  stesso,  può  presentare  la
  predetta richiesta nei seguenti casi:

   a)  per  la  necessità  di  completare i  lavori  di  coltivazione
  autorizzati, compresi quelli di ripristino; in tal caso la  proroga
  può  essere  disposta per un massimo di due volte per  periodi  non
  superiori a due anni per ciascuna volta;

   b)  nelle procedure di rinnovo dell'autorizzazione per l'esercizio
  dell'attività  estrattiva  inerenti  i  progetti  sottoposti   alle
  procedure di cui al Titolo III del d.lgs. n. 152/2006, al  fine  di
  scongiurare  l'interruzione dell'attività  produttiva,  qualora  il
  procedimento amministrativo finalizzato all'ottenimento della VIA o
  del  PAUR,  per cause non imputabili al richiedente,  si  protragga
  oltre  il termine di scadenza dell'autorizzazione di cui è  chiesto
  il rinnovo.

   2.  L'istanza  di  cui  al  comma 1, da  presentare  al  distretto
  minerario   territorialmente  competente  entro  90  giorni   dalla
  scadenza del titolo minerario, è corredata dalla documentazione  di
  seguito elencata:

   a)  dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà resa ai sensi
  dell'articolo  47  del  DPR n. 445/2000 con  la  quale  l'esercente
  attesta:
   1)  che  non è variato il regime vincolistico nell'area su cui  si
  estende l'attività estrattiva;
   2)  il  mantenimento della disponibilità dell'area di cava  nonché
  l'impegno  a  estendere la garanzia fideiussoria o a prestarne  una
  nuova per il periodo di prova richiesto;

   b) la relazione tecnica attestante la situazione attuale del piano
  di coltivazione e di recupero ambientale;

   c)  le  planimetrie generali a curve di livello  della  situazione
  attuale  a  scala  1:5.000 e sezioni topografiche  dello  stato  di
  fatto,   longitudinali  e  trasversali,  nel  senso  della  massima
  pendenza a scala non inferiore a 1:1.000;

   d) cronoprogramma dei lavori per il periodo di proroga;

   e) copia dei versamenti inerenti il pagamento dei canoni dovuti.

   3.    Nel    caso    di    diniego   della   proroga    temporanea
  dell'autorizzazione,  con il provvedimento del  dirigente  generale
  del  Dipartimento regionale dell'ambiente, è disposta  l'escussione
  della garanzia finanziaria prestata. .

   Si passa all'emendamento 6.3. Anche in questo, ci sono dei profili
  di  illegittimità costituzionale. Chiedo, intanto,  agli  onorevoli
  Assenza e Zitelli se è mantenuto o ritirato.

   ZITELLI. Lo manteniamo.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Presidente,  non possiamo accettare  questo  emendamento,
  nonostante  la  buona volontà del Governo. Qui  a  un  certo  punto
  recita "... in virtù del tacito diritto di proroga...". Ora, se  mi
  consentite,   in   una   fattispecie  così  delicata   -   rispetto
  all'ambiente - che è la realizzazione di cave, indicare  una  sorta
  di  tacito diritto di proroga vuol dire che noi non abbiamo  capito
  il senso di questa attività legislativa. Quindi, onorevole Zitelli,
  noi siamo venuti incontro a tutto ciò che era possibile, ma pensare
  pure  al tacito rinnovo della proroga, per quanto ci riguarda, come
  Governo, non è possibile.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Presidente,  volevo, se possibile  esprimere  il  voto
  contrario  del Movimento Cinque Stelle all'emendamento 5.1,  perché
  non so se sia stato messo a verbale.

   CATANZARO.  Presidente,  sull'emendamento  5.1  anche  il   Gruppo
  Parlamentare "Partito Democratico" esprime voto contrario.

   PRESIDENTE. Va bene. C'è stato un invito da parte del  Governo  al
  ritiro dell'emendamento 6.3, a firma Zitelli e Assenza.

   ZITELLI.  Volevo  dire all'Assessore, ma non è fisiologico,  bensì
  soltanto in alcune condizioni, quando si stanno per completare  dei
  lavori.  Ripeto, in alcune condizioni, quindi l'ambiente sarebbe  -
  ovviamente, come d'interesse di tutta quest'Aula - tutelato.

   PRESIDENTE. Assessore Di Mauro, prego.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Il Governo mantiene il parere negativo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 6.3. Il  parere  del
  Governo?

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il Parere della Commissione?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore.  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  pasa all'emendamento 6.4 che è uguale, quindi è assorbito.  Si
  passa  all'emendamento  6.5  a  firma  dell'onorevole  Zitelli.  Lo
  mantiene?

   ZITELLI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 6.2 a firma  dell'onorevole
  Assenza. Lo mantiene?

   ASSENZA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 6.1 a firma  dell'onorevole
  Assenza. Lo mantiene?

   ASSENZA. Lo ritiro.

   SCHILLACI.  Il Movimento Cinque Stelle si astiene dalla  votazione
  dell'articolo 6.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 6.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.

                                Art. 7.
      Modifiche all'articolo 24 della legge regionale n. 127/1980

   1.  L'articolo 24 della legge regionale n. 127/80 è sostituito dal
  seguente:

                                Art. 24.
   Regolamentazione dell'attività estrattiva e della sua sospensione

   1.  L'attività di escavazione inizia nel termine di un anno  dalla
  data  del  provvedimento  abilitativo. In caso  di  mancato  inizio
  dell'attività estrattiva nel termine predetto, l'ingegnere capo del
  distretto  minerario assegna al soggetto autorizzato  un  ulteriore
  termine  di  trenta giorni e, in difetto, dà inizio al procedimento
  per la dichiarazione di decadenza della autorizzazione.

   2.  I  termini  per  l'inizio  dell'attività  possono,  a  domanda
  dell'interessato,  da presentare almeno trenta giorni  prima  della
  scadenza dei termini medesimi, essere prorogati dall'ingegnere capo
  del distretto minerario, con provvedimento motivato, per un periodo
  massimo di centoventi giorni.

   3.   I  lavori  di  coltivazione  possono  essere  sospesi  previa
  comunicazione   motivata,  corredata  da  adeguata   documentazione
  fotografica,  al  distretto minerario e al  comune  competenti  per
  territorio, fino ad un massimo di tre volte nell'arco  di  un  anno
  solare. Dette sospensioni non estendono in qualsiasi caso la durata
  del provvedimento autorizzativo.

   4.  A  seguito delle comunicazioni di cui al comma 3 il  distretto
  minerario  o il comune competenti effettuano verifiche  a  campione
  sull'effettiva sospensione dei lavori estrattivi.

   5.    Le   comunicazioni   infedeli   determinano   la   decadenza
  dall'autorizzazione  con  provvedimento  dell'ingegnere  capo   del
  distretto minerario.

   6.  Durante  il periodo di sospensione dei lavori è consentita  la
  commercializzazione  del  materiale già  estratto  o  separato  dal
  monte.  è  consentita altresì la commercializzazione  dello  stesso
  successivamente alla data di scadenza dell'autorizzazione.

   7.  La data della sospensione e quella della ripresa dell'attività
  di  escavazione  è  comunicata dal titolare dell'autorizzazione  al
  distretto  minerario  e  al comune competenti  per  territorio  nel
  termine di otto giorni dalla medesima.

   8.   Entro   il   mese  di  gennaio  di  ogni  anno  il   titolare
  dell'autorizzazione comunica al distretto minerario  competente  il
  programma  annuale  dei  lavori che intende eseguire  nell'anno  in
  corso  e  dichiarare il materiale estratto in metri cubi  nell'anno
  precedente con autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000.

   9.   L'ingegnere  capo  del  distretto  minerario  competente  può
  disporre,  non  oltre  il  mese di marzo,  eventuali  modifiche  al
  programma  per  la sicurezza del personale e per la  più  razionale
  coltivazione del giacimento.

   10.  Il  subentrante è soggetto a tutti gli obblighi previsti  dal
  provvedimento originario di autorizzazione. .

   Non ci sono emendamenti.
   Pongo  in  votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura.

                                Art. 8.
      Modifiche all'articolo 27 della legge regionale n. 127/1980

   1.  L'articolo 27 della legge regionale n. 127/80 è sostituito dal
  seguente:

                                Art. 27.
                      Revoca dell'autorizzazione

   1. Il Dipartimento regionale dell'energia, tramite i propri uffici
  o  su  segnalazione  dell'assessorato regionale  del  territorio  e
  dell'ambiente  o dei comuni interessati, dispone, su  proposta  del
  competente   distretto  minerario,  la  revoca  dell'autorizzazione
  qualora   verifichi  l'esistenza  di  alterazioni  di   particolare
  estensione  o  gravità  intervenute  nella  situazione  ambientale,
  geologica   e  idrogeologica  del  territorio  in  cui  ricade   il
  giacimento  oggetto  dell'attività di  escavazione  ovvero  qualora
  siano  sopravvenuti  fattori  radicalmente  innovativi  rispetto  a
  quanto previsto nel programma di utilizzazione del giacimento, tali
  da precludere la prosecuzione dell'attività estrattiva.

   2.   Con  la  medesima  procedura,  su  motivata  richiesta  della
  soprintendenza  per  i beni culturali e ambientali  competente  per
  territorio,  su  proposta  del competente distretto  minerario,  il
  Dirigente     generale    dell'energia    dispone     la     revoca
  dell'autorizzazione nel caso in cui, nel corso dei lavori di scavo,
  siano  stati rinvenuti reperti tali da rendere la zona suscettibile
  di vincolo archeologico.

   3.  Per  quanto  non  previsto  dai precedenti  commi  si  applica
  l'articolo  21-quinquies  della legge 7 agosto  1990  e  successive
  modificazioni.

   4.  Nei  casi  previsti  dai  precedenti  commi  l'Amministrazione
  regionale  provvede all'indennizzo parametrato  al  valore  attuale
  degli   impianti  al  netto  degli  ammortamenti,  fermo   restando
  l'obbligo di recupero ambientale delle aree. .

   Non ci sono emendamenti.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura.

                                Art. 9.
      Modifiche all'articolo 29 della legge regionale n. 127/1980

   1.  Il comma 2 dell'articolo 29 della legge regionale n. 127/80  è
  sostituito dai seguenti:

    2.  Nei  casi  previsti  dal primo comma,  con  provvedimento  di
  sospensione  dei  lavori, è disposta l'applicazione  a  carico  del
  trasgressore  della sanzione amministrativa di euro 80.000,  che  è
  aumentata  del  25  per cento in caso di prima  reiterazione  della
  condotta e del 50 per cento nel caso di successive reiterazioni.

   2  bis.  Le  somme  derivanti  dalla  riscossione  delle  sanzioni
  amministrative  sono  destinate ad un apposito  fondo  in  capo  ai
  Comuni nel cui territorio insiste il sito abusivo. Tali somme  sono
  utilizzate, in misura non inferiore al 50 per cento, alla copertura
  delle  spese relative ad attività di contrasto dell'abusivismo,  al
  ripristino   ambientale  del  sito  deturpato,  ad  iniziative   di
  informazione e sensibilizzazione del settore. I Comuni, con cadenza
  annuale,  sono  tenuti a pubblicare sul sito internet istituzionale
  un rapporto contenente le somme introitate e le modalità di spesa.

   2  ter. Nelle aree prossime al limite di coltivazione autorizzato,
  le difformità progettuali plano-altimetriche in misura superiore al
  5  per cento della superficie di coltivazione o superiore al 5  per
  cento  del volume del giacimento autorizzato della cava, comportano
  la  sospensione  della predetta autorizzazione fino  al  ripristino
  delle condizioni progettuali originariamente assentite. .

   Non ci sono emendamenti.
   Pongo  in  votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura.

                                Art. 10.
              Modifiche alla legge regionale n. 127/1980

   1. Dopo l'articolo 23 della legge regionale n. 127/1980 è aggiunto
  il seguente articolo:

                              Art. 23 bis.
       Misure per la tracciabilità, il controllo e l'abusivismo

   1.  Al momento della comunicazione dell'inizio dei lavori di opere
  edilizie il committente e la ditta esecutrice dei lavori dichiarano
  che  i  materiali  estrattivi  utilizzati  per  l'opera  siano   di
  provenienza da attività autorizzate.

   2.  Nei documenti di cui al D.P.R. 14 agosto 1996, n. 472 (D.D.T.)
  o  nelle  fat­ture  immediate  che accompagnano  il  trasporto  dei
  materiali  da  cava,  oltre ai dati previ­sti dalla  norma,  devono
  essere  annotati il numero dell'autorizzazione di cava, la data  di
  rilascio e la durata della stessa.

   3. I comuni e le stazioni appaltanti controllano la veridicità dei
  dati   contenuti   nei  documenti  di  cui  al  comma   precedente,
  trasmettendo l'esito dei riscontri ai distretti minerari competenti
  che accerteranno eventuali violazioni alla normativa vigente. .

   Non ci sono emendamenti.
   Pongo  in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura.

                                Art. 11.
               Modifiche alla legge regionale n. 19/1995

   1. All'articolo 1 della legge regionale n. 19/1995 le parole  Sino
  all'approvazione del Piano Regionale dei materiali da cava  di  cui
  all'articolo  1 della LR 127/80  sono sostituite con  le  seguenti:
   Purché   ricadenti  all'interno  delle  aree  di  piano   comunque
  denominate, primo, secondo livello o di completamento, previste dal
  Piano  Regionale dei materiali di cava e dei materiali  lapidei  di
  pregio .

   2. L'articolo 3 della legge regionale n. 19/1995 è abrogato .

   Non ci sono emendamenti.
   Pongo  in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura.

                                Art. 12.
               Modifiche alla legge regionale n. 10/2004

   1.  Al comma 1, dell'articolo 2, della legge regionale n. 10/2004,
  le  parole  da   nonché  fino a  scala adeguata.   sono  sostituite
  dalle  parole  previo esito positivo della procedura di valutazione
  ambientale  preliminare di cui all'articolo 6, comma 9, del  d.lgs.
  n. 152/2006 e successive modificazioni. .

   2.  Il comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale n. 10/2004  è
  sostituito dal seguente:

    3.  Si  intendono sostanziali le varianti ai progetti autorizzati
  che comportano:

   a)  un  ampliamento delle volumetrie di scavo eccedenti il  limite
  massimo del 10 per cento;

   b)  le  modifiche  riguardanti l'assetto  plano-altimetrico  della
  configurazione finale approvata;

   c)  l'introduzione  di tecniche di scavo che  prevedono  l'uso  di
  esplosivo;

   d)  le  modifiche  al progetto di coltivazione che  comportano  un
  incremento delle garanzie fideiussorie.

   3  bis. Per l'approvazione delle varianti di cui al comma 1  trova
  applicazione il comma 1 dell'articolo 22 della l.r. n. 127/1980.

   3   ter.   Fuori  dai  casi  di  cui  al  comma  1,  il   titolare
  dell'autorizzazione comunica la proposta di variante  al  distretto
  minerario  competente  per  territorio, il  quale,  entro  sessanta
  giorni  dal  ricevimento  della  comunicazione,  si  esprime  sulla
  sostanzialità  della  medesima  e ne  approva  l'esecuzione,  ferma
  restando la durata dell'autorizzazione.

   3  quater.  I provvedimenti di carattere urgente finalizzati  alla
  sicurezza, di cui agli articoli 674 e 675 del DPR 9 aprile 1959, n.
  128,  prevalgono su ogni altra prescrizione organizzativa  relativa
  alla  coltivazione di cave e le eventuali modifiche introdotte  nel
  piano di coltivazione non sono considerate varianti sostanziali.

   3  quinquies.  L'esercente  può chiedere  al  distretto  minerario
  competente  per  territorio la riduzione dell'area di  coltivazione
  nei  casi  in  cui essa sia stata oggetto di recupero ambientale  e
  siano  state esperite le procedure di cui all'articolo 19 ter della
  l.r.  n.  127/1980.  Sull'istanza l'ingegnere  capo  del  distretto
  minerario competente per territorio decide nel termine di  sessanta
  giorni   dalla   presentazione.   Copia   del   provvedimento    di
  autorizzazione    alla   riduzione,   corredata   dalla    relativa
  documentazione   cartografica  indicante  la   porzione   di   cava
  stralciata   con   descrizione  dello  stato  dei  luoghi   esclusi
  dall'autorizzazione e con documentazione fotografica,  è  trasmessa
  all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente. .

   Ci   sono   diversi  emendamenti.  L'emendamento  12.4   a   firma
  dell'onorevole  Zitelli, Assenza. Il 12.3, 12.2, 12.1  a  firma  di
  Assenza. Sono mantenuti o ritirati?

   ASSENZA. Sono ritirati.

   PRESIDENTE.  Benissimo,  allora  votiamo  l'articolo  12.  Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                                Art. 13.
       Modifiche all'articolo 12 della legge regionale n. 9/2013

   1. Il comma 1 dell'articolo 12, della legge regionale n. 9/2013  è
      sostituito dal seguente:

      1.  A decorrere dall'esercizio finanziario successivo alla data
   di  entrata  in  vigore  della presente  legge,  per  le  attività
   estrattive è dovuto un canone di produzione annuo commisurato alla
   superficie  di  coltivazione autorizzata e ai  volumi  autorizzati
   della  cava  adeguato al parametro di produzione effettiva  annua,
   ovvero  al  volume di materiale di cava estratto dal banco  in  un
   anno solare.
   1  bis.  Il  canone annuo teorico, definito CAT è  ottenuto  dalla
   somma degli importi corrispondenti agli scaglioni di superficie  e
   di  volume  autorizzati  riportati  nelle  tabelle  allegate  alla
   presente legge.
   1  ter.  Il  canone  annuo effettivo da versare,  definito  CAE  è
   ottenuto  dal rapporto tra produzione effettiva annua  P,  di  cui
   alla dichiarazione prevista dall'articolo 24 della legge regionale
   n. 127/80, e la produzione media annuale da progetto, quest'ultima
   definita  PM,  moltiplicato per il canone annuo  teorico  definito
   CAT.

                                   P
                     CAE = ---------------- * CAT
                                  PM

   1  quater. In caso di subingresso dell'autorizzazione di  cava  il
   canone  annuo teorico CAT va commisurato alla superficie  di  cava
   autorizzata e ai volumi di giacimento residuali. .

   C'è  un  emendamento dell'onorevole Safina, il 13.1,  al  quale  è
  stato  presentato dalla Commissione un sub emendamento, il  13.1.1.
  Onorevoli  Vitrano,  Safina  c'è  un  sub  emendamento   a   questo
  emendamento. È un fuori sacco. Assessore Di Mauro, per favore,  dia
  un'occhiata a questo emendamento. È tra i fuori sacco.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Sostanzialmente, con questo emendamento e con il relativo
  sub  emendamento, si prevede che gli esercenti l'attività, e quindi
  le  cave  autorizzate, in sede di nuova autorizzazione,  quindi  di
  proroga  o in sede di cambio di autorizzazione, laddove ci sia  una
  esposizione  debitoria debbano prevedere, si  debba  prevedere,  un
  piano  di rientro e laddove questo piano di rientro concordato  con
  l'Assessorato   non  venga  adempiuto,  ci  sarà  una   sospensione
  dell'autorizzazione e poi un'eventuale decadenza.
   Quindi,  serve  sostanzialmente  a  fare  mettere  in  regola  gli
  esercenti  e  a  fare incassare alla Regione gli oneri  concessori.
  Solo  che evita in una prima fase l'iscrizione al ruolo del tributo
  dell'onere  concessorio, e agevola sostanzialmente un  riequilibrio
  dei rapporti tra l'Assessorato e il Dipartimento delle miniere e le
  imprese.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sul sub emendamento 13.1.1?

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   È   approvato  con  l'astensione  del  Movimento  del  Gruppo  del
  Movimento Cinque Stelle.
   Pongo in votazione l'emendamento 13.1, così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso votiamo l'articolo 13. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                                Art. 14.
               Modifiche alla legge regionale n. 16/2016

   1.  Gli  articoli 21 e 29 secondo comma, della legge regionale  n.
  16/2016, sono abrogati.

   Non  ci  sono  emendamenti,  pertanto votiamo  l'articolo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                                Art. 15.
                           Norme transitorie

   1.  I  titolari di attività estrattive in esercizio alla  data  di
  entrata in vigore della presente legge, entro i successivi 12 mesi,
  predispongono il progetto esecutivo di recupero ambientale  di  cui
  al  comma 4 dell'articolo 19 della l.r. 127/1980, da inoltrare, per
  l'approvazione, al Dipartimento regionale dell'ambiente.
   2.  I  soggetti  di  cui al comma 1 attivano inoltre  la  garanzia
  finanziaria per il recupero del sito estrattivo di cui all'articolo
  19  bis  della l.r. 127/1980. L'importo garantito è determinato  al
  netto delle somme già versate a titolo di recupero ambientale.
   3.  Nel  caso di mancata ottemperanza alle prescrizioni di cui  ai
  commi  precedenti, il distretto minerario competente per territorio
  dispone    la    sospensione   dell'autorizzazione    all'esercizio
  dell'attività  estrattiva.  La  sospensione  è  revocata  dopo   la
  verifica dell'adeguamento alle suddette prescrizioni.
   4.  Il  comma  3 dell'articolo 2 della legge regionale  15  maggio
  1991, n. 24 è abrogato .

   Allora,   chiedo   all'onorevole  Zitelli  e  Assenza:   c'è   una
  riscrittura  sull'articolo  15 ed è un emendamento  fuori  sacco  a
  firma della Commissione.
   Ci  sono  due  emendamenti  vostri il 15.3  e  il  15.2.  C'è  una
  riscrittura  da  parte  della Commissione,  dicevo,  quindi  se  vi
  ritrovate in quell'emendamento  Prego, onorevole Zitelli.

   ZITELLI. Aspetti che verifico.

   PRESIDENTE.  Nel frattempo, ha chiesto di intervenire  l'onorevole
  Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Presidente,  io  chiedo all'onorevole  Assenza,  come
  capogruppo  e  firmatario  dell'emendamento,  di  ritirare   questo
  emendamento,  perché va contro ad una sintesi che si è  trovata  in
  Commissione con il Governo, che in maniera chiara prevede due cose,
  per  quanto  riguarda il recupero. Uno, la fideiussione,  che  deve
  ovviamente essere pagata, e l'altro il progetto esecutivo
   Mi  dispiace,  io  non condivido quello che ha  detto  l'onorevole
  Zitelli.  Il  progetto  esecutivo poi dopo  15  anni   il  progetto
  esecutivo dopo 15 anni lo sa cosa bisogna fare? Dopo 15 anni  vanno
  aggiornati solamente i prezzi

   PRESIDENTE.  Tanto, proceduralmente si vota prima la riscrittura.

   DIPASQUALE.  Lo so, ma siccome è una questione di garbo,  è  stato
  fatto  un  lavoro,  è stato fatto un lavoro all'unanimità,  con  il
  parere  anche del Governo. L'abbiamo condiviso tutti,  metterlo  in
  discussione in Aula non ci serve. Siccome io conosco il buon  senso
  del mio collega.

   ASSENZA. Gli emendamenti 15.3 e 15.2 sono ritirati.

   ZITELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITELLI. Sì, Presidente, va bene la riscrittura del Governo.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio,  così  abbiamo  risolto  il  problema,
  onorevole Dipasquale.
   Pongo in votazione l'emendamento 15.R, a firma della Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 16. Ne do lettura:

                               "Art. 16.
                  Clausola di invarianza finanziaria

   1.  Dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente  legge
  non  derivano  nuovi o maggiori oneri a carico del  bilancio  della
  Regione.  Agli  adempimenti previsti si  provvede  con  le  risorse
  umane,   finanziarie  e  strumentali  disponibili  a   legislazione
  vigente .

   L'articolo 16 non presenta emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso,  prima di dare il voto finale ci sono quattro  emendamenti
  fuori  sacco  a  firma della Commissione. Prima li leggiamo,  diamo
  tutto  il  tempo  che serve, cose di fretta non ne  abbiamo  volute
  fare.
   Allora, c'è questo emendamento a firma della Commissione, è l'A.1.
  Ha  bisogno di illustrazione? Sono tutti a firma della Commissione?
  Onorevole Vitrano, ce li illustra rapidamente, cosicché li possiamo
  mettere in votazione?

   VITRANO,  presidente  della Commissione e relatore.  Praticamente,
  viene  riconosciuta ai comuni la possibilità di affidare  eventuali
  cave  dismesse  che  siano di proprietà del  demanio  o  totalmente
  abbandonate di utilizzarle per scopi sociali senza che ciò comporti
  oneri a carico della Regione.

   PRESIDENTE. Perfetto. L'emendamento A.2, invece?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. È quasi  uguale.
  Per finalità turistiche, artistiche e turistiche.

   PRESIDENTE. L'emendamento A.3?

   VITRANO,  presidente della Commissione e relatore. È  il  rilascio
  dell'autorizzazione al completamento del programma estrattivo.

   PRESIDENTE. E l'emendamento A.4?

   VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Riguarda in modo
  particolare  le cave concentrate nella provincia di  Trapani  e  la
  possibilità   di   utilizzare  gli  scarti  di   lavorazione   come
  sottoprodotti e materiali inerti.

   PRESIDENTE.    Allora,   chiediamo   al    Governo    il    parere
  sull'emendamento A.1, intanto.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Aspettiamo prima di metterlo in votazione. Preannuncio
  che   questi   eventuali  quattro  emendamenti   saranno   inseriti
  all'interno della legge regionale n. 127/1980.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento A.1  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento A.2

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Scusi  Presidente, io sulla  finalità  e  l'intenzione
  condivido,  ma scrivere "a fini turistici", l'utilizzo  delle  cave
  dismesse  vorrei capire che intendiamo per fini turistici, facciamo
  alberghi,  facciamo  piani  specifici?  Cioè  "fini  turistici"   è
  un'espressione... diciamo col turismo c'entra tutto e il  contrario
  di  tutto  Quindi una cosa è l'emendamento A.1 che ha tipizzato  la
  finalità didattico- educativa, la conoscenza del territorio, i fini
  turistici è un'espressione che può significare tutto e il contrario
  di   tutto   Fine  turistico  è  un  centro  congressi,  un  grande
  impianto..., sull'emendamento A.2 mantengo un dissenso di fondo.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, inoltre  volevo
  capire  perché "con regolamento da emanare"? I regolamenti sappiamo
  che difficoltà hanno nell'iter procedurale, dopodiché volevo che si
  aggiungesse "sentita la Commissione competente dell'Ars".

   VITRANO,  presidente  della Commissione e relatore.  Comunque  era
  finalizzato  al recupero ambientale, sicuramente non per  costruire
  alberghi dentro le cave

   PRESIDENTE. L'emendamento A.2 è ritirato. Si passa all'emendamento
  A.3 a firma degli onorevoli Bica e Assenza. Il parere del Governo?

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Avevo dato prima il tempo per poterli leggere,  se  vi
  serve altro tempo ci sono altri due emendamenti, A.3 e A.4 che  già
  il Presidente della Commissione ha illustrato.

   BICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  è  a
  vantaggio del recupero ambientale delle cave dismesse, cave che, se
  sono  dei siti dismessi e abbandonati, possono essere anche  al  di
  fuori   della   perimetrazione  del  piano  di   coltivazione.   La
  coltivazione che viene messa lì, dà l'opportunità a un imprenditore
  che dice lo devi coltivare semplicemente e rigorosamente ai fini di
  essere funzionale al recupero ambientale.
   Faccio  un esempio pratico: nelle coltivazioni fatte cinquant'anni
  fa,  a  volte,  nei  bacini  marmiferi,  venivano  lasciate  pareti
  verticali  anche  di  30-40  metri che oggi  non  è  più  possibile
  realizzare  col  nuovo piano cave e il regolamento, per  recuperare
  una  parete di questo tipo si deve gradonare per poi effettuare  il
  progetto di recupero, quindi questa coltivazione parziale è  legata
  rigorosamente al piano di recupero ambientale, altrimenti questa dà
  un'apertura, perché tutte quelle cave che sono abbandonate e  sulle
  quali  non  c'è  più  un interesse estrattivo rimarranno  dei  siti
  abbandonati  e  dei siti non recuperabili perché i  Comuni  non  le
  recuperano, la Regione neanche, nessuno le recupererà  Così, c'è la
  possibilità che qualcuno vada a fare recupero ambientale.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  premetto  che
  l'onorevole Bica parla di una realtà che conosce bene, ma che è una
  realtà  diciamo  non  maggioritaria in Sicilia,  perché  l'attività
  marmifera è relativa al territorio della provincia di Trapani,  nel
  resto  della Sicilia... diciamo prevalentemente, ma la  gran  parte
  delle  cosiddette 700 cave dismesse riguarda materiale di inerti  e
  riguarda  il  fatto  che  ci sono delle voragini  in  giro  per  la
  Sicilia...  siti  che  possono essere disponibili  per  tutto,  dal
  deposito  delle  scorie  nucleari ad altre tipologie  di  attività.
  Quindi, Pasquasia insegna.
   Onorevole,  io  penso  che  non si possa  prevedere  in  nome  del
  recupero  ambientale  l'aumento delle aree  di  coltivazione  e  di
  estrazione.
   Questo  è  un  punto fondamentale, cioè, poi possiamo  parlare  di
  tutto,   recupero  è  una  cosa,  estensione  delle   attività   di
  coltivazione è un'altra cosa. Significa che noi andiamo fuori dalla
  perimetrazione a fare attività estrattiva.
   Ripeto, che se può avere un senso in una logica di mera continuità
  e  di  economia per alcune tipologie di estrazione, questa, però  è
  una  norma  generale che si applica a tutte le attività in  essere,
  ripeto,  dove  la  gran  parte delle attività  in  essere  riguarda
  materiale, diciamo, non di pregio, ma di utilità nell'ambito.
   Quindi,  io  chiedo  anche per questo A.3, per  evitare  equivoci,
  interpretazioni, e cose varie, di ritirarlo.

   VITRANO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VITRANO,  presidente della Commissione e relatore.  Io  credo  che
  dovremmo  ricordare  a  noi  stessi che la  legge  precedente  pone
  l'onere  del  recupero  a  carico  dei  comuni  della  Regione   la
  possibilità di estendere la coltivazione.
   E'  una sorta di ricompensa al proprietario che ha già pagato  gli
  oneri  e  non  ha  l'obbligo  del recupero  ambientale  e  dare  la
  possibilità  di  recuperarle.  C'è  una  misura  compensativa   per
  stimolare il proprietario di una cava abbandonata al recupero,  era
  questo lo spirito.
   Cioè,  perché  dovrebbe recuperarlo il proprietario  di  una  cava
  abbandonata che ha già pagato gli oneri del recupero?

   CRACOLICI. Ma sono 700 abbandonate

   VITRANO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Ma  è   il
  tentativo di diminuire quelle 700 cave abbandonate. E' il tentativo
  di  recuperare quelle. Loro hanno già pagato l'onere del  recupero.
  La Regione lo ha incassato, non hanno motivo di recuperarlo

   CRACOLICI.  E  allora noi recuperiamo un territorio  che  è  stato
  abbandonato.

   VITRANO,  presidente della Commissione e relatore. Tutti li  hanno
  pagati, il tentativo di convincerli è con una misura compensativa.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Presidente, le è stato dato atto in Commissione  e  in
  Aula da tutti noi.
   Io  ritengo  che  non lo dobbiamo complicare  il  lavoro,  non  lo
  dobbiamo affatto complicare
   Sono  emendamenti, questi aggiuntivi, se fossero condivisi, perché
  modificandolo, dovremmo modificarlo su alcuni aspetti  per  salvare
  le  cose che dice il collega Cracolici che vanno salvate, che è  il
  recupero, e limitare altro.
   Però,  io  ritengo che invece il caso - e mi appello di  nuovo  al
  buon  senso del Capogruppo Assenza - cioè di ritirarlo  -    perché
  modificato ci vede dividerci e non caso, tutti e due.
   Così possiamo andare avanti, votare e concludere l'approvazione di
  questo iter.
   Guardate  che  oggi ci siamo stati nonostante la  maggioranza  non
  fosse  tutta presente. Ci siamo stati, siamo stati presenti perché,
  Presidente,  noi  sempre  abbiamo dimostrato  di  stare  alle  cose
  decise, concordate. Però non alimentiamo le divisioni.
   Questi   due  emendamenti  sono  due  emendamenti  che   rischiano
  veramente di impantanare i lavori d'Aula.
   Quindi,  onorevole Assenza, se li possiamo ritirare  tutti  e  due
  così andiamo verso la conclusione della votazione finale.

   PRESIDENTE. C'è un invito al ritiro dell'A.3.

   BICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BICA.  Vorrei,  cortesemente, attirare l'attenzione dei  colleghi,
  soprattutto   sulle  ultime  osservazioni,  e  di  leggerlo   tutto
  l'emendamento.
   Non è previsto un ampliamento di coltivazione, perché la casistica
  per cui poi riprendere la coltivazione finalizzata rigorosamente al
  recupero ambientale o rientra nei limiti del piano di coltivazione,
  che  aveva avuto approvato la cava abbandonata, quindi rientra  nei
  limiti  di una perimetrazione che già era stata approvata,  oppure,
  nel  caso  in  cui la conformazione finale deve essere adattata  al
  recupero ambientale.
   Badate che questi progetti, per potere andare avanti, devono avere
  l'approvazione   del  distretto  minerario  e   devono   avere   la
  valutazione ambientale dal territorio ambiente e quindi dalla  CTS.
  Quindi,  non è che vengono fatti automaticamente, sono  i  progetti
  che si presentano, e sono rigorosamente di recupero ambientale.  Se
  il  recupero  ambientale  richiede una conformazione  finale  della
  cava, in maniera che possa essere assentito il recupero, non  è  un
  ampliamento   della  coltivazione,  perché  al   massimo   dobbiamo
  rientrare   nei  perimetri,  ma  c'è  scritto  qui,  nel  perimetro
  dell'autorizzazione a suo tempo avuta dalla cava.
   Quindi,  vi  garantisco  che  non  c'è  nessun  ampliamento  della
  perimetrazione  e che, comunque, il progetto deve essere  approvato
  anche  dalla Commissione tecnico scientifica, che deve dare il  suo
  parere sulla valutazione di impatto ambientale.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Safina.

   SAFINA.  Ho  guardato  e  riletto, con  attenzione,  la  norma  e,
  effettivamente,  alcune  delle  perplessità,  che   manifestano   i
  colleghi  del  PD ci sono ma derivano, a mio avviso,  da  un'errata
  formulazione  della norma. Perché, nella prima linea,  i  redattori
  dell'emendamento  parlano  di  siti  estrattivi  anche  all'esterno
  dell'attuale piano di perimetrazione delle cave. Poi, quando  vanno
  a  fare la specificazione però, alla lettera a) bisogna riconoscere
  che   parlano  di  completamento  del  programma  di  coltivazione,
  previsto nel piano cave. Quindi c'è una distonìa tra la prima parte
  e la specificazione.
   Se, a mio avviso, si corregge e si specifica meglio questo aspetto
  -   mi permetto -  si rimane all'interno del piano cave autorizzato
  e  si  va  perfettamente in linea con quello che diceva l'onorevole
  Bica.  Ossia, c'è una cava, prevista nel piano cave. L'impresa  che
  svolgeva  l'attività di estrazione è fallita, faccio un esempio,  o
  non   ha   pagato   gli   oneri.  Le  è  stata  revocata,   quindi,
  l'autorizzazione. Arriva un subentrante, la vuole completare ma  la
  completa  solo  ai fini della riqualificazione perché,  altrimenti,
  rimarrà un mostro ambientale.
   Se  noi,  secondo  me, specifichiamo questi aspetti,  riusciamo  a
  trovare  la quadra e a consentire recuperi di cave che, altrimenti,
  rischiano di aggiungersi alle 700 già abbandonate.
   Ovviamente,  mi  rimetto anche ai redattori dell'emendamento,  per
  comprendere se c'è un accordo. Grazie.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Presidente, credo che possiamo accedere alla richiesta di
  eliminare, con un subemendamento, la locuzione "anche all'esterno".
  Cioè  limitare  questi interventi solo nell'ambito del  piano  cavo
  esistente. E quindi si elimina...anche se poi i dettagli  previsti,
  nei  commi  successivi, evidentemente sono tutti  relativi  a  cave
  esistenti e regolarmente approvate.
   Quindi  se  togliamo, come subemendamento, la  possibilità   anche
  all'esterno", eliminiamo il dubbio sin dalla radice.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Chiedo di parlare.

   CRACOLICI. Posso?

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire prima l'assessore Di  Mauro.
  Magari vuole risolvere...

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.   Presidente, sono state fatte alcune  osservazioni  ed  è
  stato  annunciato  anche  un  voto contrario  all'emendamento  A.4.
  Sull'emendamento A.4 io ho molte perplessità.

   CRACOLICI. A.4 e A.3

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Sì,  lo  so.  Sono  state fatte  osservazioni  all'A.3  e
  all'A.4.  Io  sull'A.4 ho necessità di approfondimenti  perché,  in
  generale,  quando  c'è lo scavo, per quello che mi  risulta,  è  un
  rifiuto. Oggi, io non sono in condizione di declinare che  tipo  di
  rifiuto è, dove deve essere portato e così via.
   Quindi, le strade sono due. O si eliminano questi due emendamenti,
  nel senso di rinviare ad altra data, oppure mi fate approfondire  e
  rinviamo il voto, per questi due emendamenti, la prossima settimana
  e  anche il voto finale. Il Governo è a disposizione del Parlamento
  per una conclusione fattiva.

   CATANZARO. Ma è giusto.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  No, no, onorevole Catanzaro mi scusi. E' un ragionamento.
  Siccome sono problemi di attività imprenditoriale, io non li voglio
  bloccare,  però,  devo  dare  una  risposta.  Oggi,  non  sono   in
  condizione  di  dare una risposta. Siccome temo che  si  tratti  di
  rifiuti,    e    non    si   possono   nell'A.4   esaminare    così
  semplicisticamente,  devo  consultare  gli  uffici,   confrontarmi,
  eventualmente   anche   limare   gli   emendamenti,    modificarli,
  sistemarli. Sia l'A.4 che l'A.3.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Presidente, solo per dirle che nel  giro  di  mezz'ora
  abbiamo  votato 15 articoli di una riforma che in III  Commissione,
  dopo diverse settimane e mesi di confronto, ha trovato comunque una
  profonda condivisione.
   Poco  fa,  l'intervento  fatto  da  chi  mi  ha  preceduto,  anche
  dall'onorevole  Dipasquale, per votare  un  disegno  di  legge  ...
  perché anche ieri ne abbiamo parlato in Conferenza dei Capigruppo e
  abbiamo  un calendario. Oggi, noi vorremmo dare il voto finale  sul
  disegno di legge sulle cave, che da diverse settimane rimbalza  tra
  Aula e Commissione. Quindi, io auspicherei, ovviamente da parte  di
  chi   ha   presentato  questi  emendamenti  aggiuntivi  al   testo,
  considerando che tutto il lavoro lo abbiamo svolto nel giro  di  40
  minuti,  auspicherei - dopo l'intervento da parte del  Governo  che
  comunque  richiede  un  ulteriore  approfondimento  rispetto   alla
  tematica che non è cave, ma forse rifiuti - di avere il buon senso,
  e  lei  stesso  da  Presidente dell'Assemblea, ad invitare  chi  ha
  presentato gli emendamenti a ritirarli e votare il testo finale del
  disegno di legge cave. Grazie.

   PRESIDENTE. Un secondo, però, per fare chiarezza. Alla  Capigruppo
  non  era stato deciso che oggi noi dessimo il voto finale. Noi,  se
  oggi avessimo avuto l'opportunità con la serenità di poter dare  il
  voto  finale lo avremmo dato; diversamente era già stato detto  che
  sarebbe stato inserito il mercoledì. Questo per essere chiari.
   Se  però  questi emendamenti si ritengono utili per migliorare  il
  disegno  di  legge  e  l'assessore Di Mauro  sostiene,  in  maniera
  assolutamente  corretta, che non versa nelle condizioni  di  potere
  dare   le   risposte  oggi,  si  potrebbe  pensare   di   fare   un
  approfondimento, solo per questi due emendamenti, e  dare  il  voto
  finale mercoledì prossimo, nella prossima seduta.
   Come?  Io  faccio  l'invito ai deputati, ma  dall'altra  parte  il
  Governo mi sta dicendo che potrebbero essere utili, ho capito  bene
  assessore Di Mauro?

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Presidente,  mi scusi,  io  penso  che  oggi  noi  la
  possiamo  chiudere.  In  ultimo, faccia votare  l'Aula,  lo  faccia
  votare  all'Aula.  Se  i proponenti insistono è  legittimo;  l'Aula
  decide.  Ma oggi possiamo chiudere anche questo disegno  di  legge,
  perché chiuderlo martedì?

   PRESIDENTE.  Perché l'approfondimento che vuole fare  l'Assessore,
  piuttosto che fare una cosa magari...

   DIPASQUALE.  Ho  capito,  ma  è un aspetto,  Presidente,  che  non
  risolve  le  questioni che sono state sollevate né  da  me,  né  da
  Cracolici, né dagli altri. È un altro aspetto, per noi  il  tema  è
  diverso. Quindi se loro intendono andare avanti, votiamo, chiudiamo
  e  lo  votiamo  oggi stesso. Cioè, dico, la minoranza accelera  per
  chiuderlo.  Comprendiamo  che  i  colleghi  della  maggioranza  non
  vogliono ritirare i due emendamenti...

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, mi sembra addirittura che ci sia
  una riscrittura da parte ...

   DIPASQUALE. Perfetto, ma la riscrittura è un aspetto.

   PRESIDENTE. Sì, ma la riscrittura potrebbe essere apprezzata anche
  dal Partito Democratico e potremmo metterla in votazione in maniera
  più serena.
   Ha  chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Tra l'altro,  mi
  pare che li abbiate invitati voi alla riscrittura.

   CRACOLICI. Cosa?

   PRESIDENTE.  Mi  pare  che  sia stato  invitato  l'onorevole  Bica
  insieme all'onorevole Assenza a fare questa riscrittura.

   CRACOLICI. Io veramente avevo invitato a ritirarlo. Detto  questo,
  non ci prendiamo in giro, siamo un Parlamento.
   L'onorevole  Vitrano, con onestà, ha detto la finalità  di  questa
  norma,  cioè si chiama recupero compensativo: per favorire processi
  di  eventuale  recupero  delle cave, si incentiva  il  recupero  in
  cambio  di cosa? Ti do quella cava dismessa e compenso i costi  che
  tu  avrai per il recupero da nuova attività di coltivazione  sì, ma
  fuori dal piano. Cioè stiamo vendendo l'acqua fresca  Perché se 700
  cave  non  sono  state  utilizzate e,  comunque,  non  hanno  avuto
  interventi  di  recupero, ma ci stiamo prendendo in  giro  che  c'è
  qualcuno  che va investire in una cava per recuperarla  senza  fare
  attività economica? Tranne che non si voglia fare una discarica   E
  la discarica non è solo di rifiuti eh?
   Quindi,  Assessore  e onorevoli colleghi, noi  stiamo  provando  a
  legiferare,  a  semplificare e a modernizzare una  legge  di  oltre
  quarant'anni  fa,  ma  se  con questa  legge  rischiamo  di  aprire
  versanti  o varchi a procedure che possono lasciare guasti peggiori
  dei 700 siti dismessi, io starei con gli occhi aperti
   Ecco  perché  io continuo a invitare i colleghi a ritirare  questi
  emendamenti  perché,  ripeto, al di là  delle  migliori  intenzioni
  poiché il recupero per farsi ha bisogno o dell'azione pubblica  che
  interviene  per il recupero stesso o, se pensiamo di illuderci  che
  c'è  un  privato  che interviene per il recupero  senza  averne  un
  beneficio, come è giusto che sia, di natura economica e, quindi, il
  beneficio   può   essere   o  sull'uso  della   cava   dismessa   o
  sull'ampliamento dell'attività di coltivazione.
   Io ribadisco, per evitare ogni dubbio e ogni equivoco, richiedo ai
  colleghi Assenza e Bica di ritirare questi due emendamenti, un modo
  per essere più tranquilli tutti.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi  io  ritengo  che
  sull'emendamento aggiuntivo A.4 ci possano essere delle perplessità
  e  delle necessità di approfondimento perché richiamano materie che
  riguardano  anche  i  rifiuti, e quindi  secondo  me  questo  è  un
  approfondimento che certamente non può essere fatto adesso.
   Per  cui,  probabilmente,  se  i  colleghi  sono  disponibili,  io
  riterrei opportuno ritirare l'emendamento A.4, mentre l'emendamento
  A.3,  su  cui si è espresso anche il collega Safina del Gruppo  PD,
  con  quell'aggiustamento che veniva richiesto, che evita che  possa
  essere  utilizzato fuori dal perimetro delle cave, quindi  cassando
  quella   parte,  stiamo  parlando  di  progetti  per  il   recupero
  ambientale,  stiamo parlando di progetti che devono  sottostare  al
  parere  della CTS, quindi tutto nell'alveo della massima attenzione
  giuridica e tecnica che la Commissione tecnico scientifico fa.
   Per  cui  io  lì  non  vedo nessun allarmismo se  non  l'esigenza,
  piuttosto che lasciare in abbandono alcune cave, di recuperarle  al
  meglio.  E,  quindi,  questi  sono  progetti  che  possono   essere
  valutati, poi bocciati se non ritenuti idonei, ma certamente questa
  è una opportunità in più per il recupero ambientale.
   Quindi,   io  sull'emendamento  A.3,  con  la  modifica  suggerita
  dall'onorevole  Safina,  che ha fatto propria  l'onorevole  Bica  e
  quindi  è  già  stata  presentata, riterrei  che  quello  si  possa
  approvare.

   PRESIDENTE. Mi sembra una proposta assolutamente equilibrata.
   Se  gli onorevoli colleghi sono d'accordo e se la riscrittura  può
  essere  condivisa, potremmo pensare di andare avanti in  tal  senso
  anche  perché  finora mi sembra che tutto il disegno di  legge  non
  abbia avuto mai alcun genere di ostacolo.

   BICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'emendamento  A.3
  stiamo provvedendo a riscriverlo, togliendo ogni ragionevole dubbio
  sulla  preoccupazione  che  possano essere  ampliati  i  limiti  di
  coltivazione che erano già assentiti anche dentro il piano cave.
   Per   quanto  riguarda  l'emendamento  A.4  io  convengo  e  siamo
  disponibili  anche  che  occorrerebbe un  approfondimento  per  non
  contrastare un po' con quella che la è questione dei rifiuti.
   Però, vorrei spiegare meglio ai colleghi di che cosa tratta questo
  emendamento A.4.
   Noi  nei  bacini  marmiferi, dove c'erano le coltivazioni  vecchie
  fatte  prima  delle procedure attuali, dove ci vuole la valutazione
  ambientale  e si prevede anche il recupero dei cosiddetti  rifiuti,
  una  volta,  quando  questo non era previsto,  i  rifiuti  di  cava
  venivano  ammassati  in  vere e proprie discariche  di  inerti,  di
  materiale di risulta che sono i cosiddetti ravaneti.
   Quindi,  noi proponiamo qua non di coltivare, non di aprire  nuove
  coltivazioni,  di  andare a togliere quelle  che  sono  le  vecchie
  discariche delle cave che avevano abbandonato lì questi  pezzi  che
  erano  informi, che non potevano essere utilizzati  ai  fini  della
  commercializzazione  del  marmo, ma che invece  possono  avere  una
  fruibilità  ai  fini  della frantumazione in  appositi  depositi  e
  questo mi comporta di liberare aree di bacino marmifero che possono
  essere  utilizzate, di riqualificare quell'area,  è  giusto,  e  mi
  impedisce tra l'altro di fare nuove coltivazioni di inerti,  perché
  questo materiale può essere pienamente riutilizzato.
   L'impatto  visivo  del  ravaneto, della discarica  della  cava,  è
  superiore al taglio della cava stessa.
   Questo  secondo emendamento, sul quale sono d'accordo  occorra  un
  approfondimento per non cozzare sull'interpretazione  del  rifiuto,
  mira  semplicemente a togliere il cumulo di cataste di  pietra  che
  non  era utilizzabile, ai fini della commercializzazione del marmo,
  e  quindi  va chiaramente a riqualificare una zona e va a  togliere
  queste montagne di detrito che sono abbandonate.
   Questo era il principio e lo scopo del tipo di emendamento.
   Concordo   col   fatto  che  sia  opportuno  un   approfondimento,
  semplicemente  per non cozzare con l'interpretazione  del  rifiuto,
  tutto qui
   Perché il rifiuto, questo materiale per completare l'intervento...

   PRESIDENTE. L'emendamento A.4 è ritirato?

   BICA. Sì, ad approfondirlo, quantomeno, per chiudere la cosa.
   Attualmente,  con i piani di coltivazione, quelli autorizzati  che
  sono  in corso, questo materiale viene venduto ai frantoi per farne
  pietrisco. Una volta non era così e veniva abbandonato in loco.
   Quindi, togliere il ravaneto non significa fare altri tagli, altre
  cave,  significa  togliere  la montagna  di  detriti  che  è  stata
  abbandonata nelle coltivazioni vecchie.

   PRESIDENTE. Sull'A.3, c'è questa riscrittura già sui tablet.
   Se  va  bene, la guardiamo un minuto, diversamente la mettiamo  in
  votazione e l'Aula si determina.
   L'emendamento A.4 è ritirato.
   Se  lo  volesse leggere, onorevole Cracolici, ma non è ancora  sui
  tablet, scusate
   Quindi, l'emendamento A.4 è ritirato, all'emendamento A.3 c'è  una
  riscrittura.
   Stiamo caricandola sui tablet, la si legge, se c'è condivisione si
  vota,  così come prima, diversamente si mette in votazione e l'Aula
  si determina per come meglio ritiene.
   Colleghi  intanto,  se  volete, sul tablet  trovate  l'emendamento
  A.3.R, appena caricata.
   Sospendo la seduta per 5 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 18.09)

    PRESIDENTE. La seduta riprende. Ha facoltà di parlare l'onorevole
  Bica.

   BICA.   Onorevole   Presidente,  ritiriamo  gli   emendamenti   in
  questione, sia A.3 che A.4.

   PRESIDENTE. Va bene. Grazie. Gli emendamenti A.3 e A.4 sono  stati
  ritirati.
   Adesso  c'è  l'Assessore Turano. Onorevole Vitrano, un  minuto  di
  attenzione, così finiamo con questo disegno di legge.
   Onorevole Catanzaro, ci sono due emendamenti così come sono  stati
  inseriti  all'interno del disegno di legge di prima,  il  692,  che
  sono  degli emendamenti, credo di natura assolutamente tecnica.  Ci
  sono  degli  errori che sono stati fatti, e allora si sta  vedendo,
  così  come  abbiamo fatto prima, di rimediare.  Ciò  non  di  meno,
  siccome ho spiegato che in quelli c'era la condivisione di tutti  i
  Capigruppo,   se  c'è  la  stessa  condivisione   si   va   avanti,
  diversamente no.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Turano.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor Presidente, posso illustrare i due emendamenti A.6 e A.7?
   Nel  collegato  alla  legge finanziaria, nel  maxiemendamento  che
  abbiamo   approvato  l'ultima  notte,  sono  stati   inseriti   due
  emendamenti:  il  primo  emendamento, scritto  bene  dagli  Uffici,
  prevede di adeguare il compenso dei revisori contabili delle scuole
  a   quello  previsto  dal  decreto  del  Ministero  della  pubblica
  istruzione  e  del  merito  e il Ministero  dell'Economia  e  delle
  finanze. In quel decreto, è scritto 2.500 euro. Per un mero errore,
  è  stato  inserito qua che 2.500 euro vanno al Presidente  e  2.300
  euro  al  componente. Ma non c'è una differenza  tra  Presidente  e
  componente, e si tratta soltanto di adeguare il compenso.  Non  c'è
  nessun onere aggiuntivo perché viene pagato dalle scuole.
   Col  secondo  emendamento, signor Presidente, è stato commesso  un
  errore, l'ufficio che governa le scuole paritarie ha 28 dipendenti,
  avevamo  pensato di trasferire i dipendenti alla funzione pubblica,
  ci  siamo  accorti  che  è stato trasferito l'intero  ufficio  alla
  funzione pubblica, e siccome i 28 dipendenti hanno sessant'anni,  e
  stanno andando in pensione, si tratta soltanto di continuare con la
  vecchia procedura, L'ufficio continuerà a pagare gli stipendi  fino
  al pensionamento perché non si possono fare più assunzioni, ed è ad
  estinzione.
   Sono  due  meri  errori  inseriti  nel  collegato  che  chiedo  di
  correggere.

   CRACOLICI. E il secondo quale è?

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  L'ufficio delle scuole private che viene gestito dal dottore  Ballo
  ha  28 dipendenti, avevamo pensato di trasferire i dipendenti  alla
  funzione pubblica, ma è un errore, perché abbiamo trasferito  tutto
  l'ufficio,  quindi  si tratta di ritornare alla vecchia  procedura,
  così   come  prevista  negli  ultimi  trent'anni,  dove   fino   al
  pensionamento questi saranno pagati dalla funzione pubblica.

   PRESIDENTE. Colleghi scusate, l'Assessore li ha illustrati, adesso
  sono  caricati  sui tablet, se c'è condivisione da parte  di  tutti
  bene, diversamente niente.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


                        Sull'ordine dei lavori

   LA  VARDERA.  Signor Presidente, soltanto sull'ordine dei  lavori,
  sulla  metodologia,  se  questa cosa non  è  stata  discussa  nella
  Conferenza  dei Capigruppo è corretto, come dire, non  portarla  in
  votazione,  perché  questo è il tema, se in  Capigruppo  non  si  è
  discusso...

   PRESIDENTE. Ho fatto questa premessa

   LA  VARDERA. No, ma infatti io voglio dire la mia. Siccome, non  è
  stata  oggetto  di  discussione nella  Capigruppo,  per  quanto  ci
  riguarda, mi riservo, diciamo, di non essere d'accordo

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'Assessore Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Onorevole  La  Vardera,  ci  sono delle  difficoltà  a  pagare  gli
  stipendi...

   LA  VARDERA.  Non è il merito, può essere la cosa  più  bella  del
  mondo

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Sto  parlando  di fatti tecnici, posso dire una cosa? Siccome  però
  l'Aula  è  sovrana, con il consenso dell'Aula, io sto chiedendo  di
  risolvere due problemi tecnici, così come per i revisori dei conti.
   Onestamente,  sono  due fatti tecnici, non mi  sarei  permesso  di
  inoltrare  richieste all'Aula inopportune se non fossero condivise,
  ma sono due sciocchezze tecniche.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, allora per quanto  riguarda  i  due
  emendamenti  sono veramente diciamo correttivi dal punto  di  vista
  tecnico,  quindi  li  abbiamo letti, è reale  quello  che  dice  il
  collega  La  Vardera  del  fatto che in Conferenza  dei  Capigruppo
  avevamo  stabilito  un  percorso, però  ritengo  che  siccome  sono
  proprio correzioni di aspetto tecnico, per quanto mi riguarda,  poi
  è chiaro con gli altri Capigruppo si può procedere tranquillamente.

   PRESIDENTE. Io la ringrazio, onorevole Catanzaro, però voglio fare
  un  chiarimento  con l'onorevole La Vardera. Alla  Capigruppo  sono
  state   proposte  due  leggi  che  avevo  chiesto   che   venissero
  modificate,  perché probabilmente sono state approvate  in  maniera
  assolutamente errata, ed erano quella degli ottici e  quella  degli
  enti  di  formazione. Al contempo, alla Capigruppo è stato detto  -
  colleghi  vi  prego un secondo di attenzione, perché  così  abbiamo
  sempre un metodo di lavoro - è stato detto durante la riunione  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, altresì, che  se  ci  fossero
  state  altre  norme,  che  fossero  state  condivise  da  tutti   i
  Capigruppo,  si  potevano comunque portare  e  vedere,  tant'è  che
  l'onorevole Venezia, se non ricordo male, ha portato una norma che,
  avendo la condivisione di tutti, è stata oggi votata, così come non
  ricordo  quale altro deputato ha portato una norma che  trovava  la
  condivisione tutti.
   Quindi  le dico, se c'è condivisione da parte di tutti, nel merito
  della  questione,  bene,  diversamente  non  si  mette  neanche  in
  votazione, però non si sta facendo un'eccezione, si è fatta, ma era
  già concordata alla Capigruppo.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  sono
  entrato nel merito di quello che ha detto l'assessore Turano, che è
  condivisibile,  era  sul  metodo,  siccome  sul  metodo  ci   siamo
  chiariti,  e  devo  dire  che c'è condivisione  anche  dagli  altri
  Capigruppo, condividiamo anche noi.


                   Riprende il seguito del ddl 239/A

   PRESIDENTE.  La ringrazio per la sua apertura. Pongo in  votazione
  l'emendamento A.7. Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento  A.6. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                                Art. 17.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione .

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                 239/A
     Riordino normativo dei materiali da cave e materiali lapidei

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
   Riordino  normativo  dei materiali da cave  e  materiali  lapidei
  (239/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Presenti                 51
   Votanti                  30
   Maggioranza              16
   Favorevoli               30
   Contrari                   0
   Astenuti                 12

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Chiedo  all'onorevole Di  Paola  di  sostituirmi.  Ha
  chiesto  di  intervenire ai sensi dell'articolo 83  l'onorevole  La
  Vardera.  Ne ha facoltà.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola

   interno

   Comunicazioni ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento
                                interno

   LA   VARDERA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   volevo
  intervenire rispetto a una vicenda che abbiamo letto dalla stampa e
  che   veramente  come  Gruppo  parlamentare  Sud  chiama  Nord   ci
  rincresce,  perché leggere che il Presidente Schifani,  nei  giorni
  scorsi,  aveva  promesso, da sue parole,  che  avrebbe  in  qualche
  maniera  difeso  la norma, l'emendamento a firma  La  Vardera,  del
  Gruppo   Sud chiama Nord , condiviso pienamente anche con il nostro
  leader  Cateno  De  Luca, la presidente Laura Castelli,  una  norma
  importante per il buon senso, che dava la possibilità alle  vittime
  di  violenza  e agli orfani, di poter essere assunti  nel  comparto
  regionale.
   Leggiamo  sui giornali che il Consiglio dei Ministri ha  impugnato
  questa  norma, e che il Presidente Schifani, come se  nulla  fosse,
  nonostante  l'ha ritenuta e la ritiene una delle norme fondamentali
  della  finanziaria,  mi  ricordo i giorni alle  ore  successive  di
  questa  norma  c'era la gara e la rincorsa a chi doveva  intestarsi
  questa norma, per noi era stato un grande onore il fatto che  tanti
  gruppi   politici  condividevano  questa  norma,  anche  a  livello
  nazionale,  tanti  parlamentari  di  maggioranza,  di  opposizione,
  Fratelli  d'Italia, c'era la corsa a chi doveva  intestarsi  questa
  norma
   Leggo,  perché  questo  è  il  tema di  questa  faccenda,  che  il
  Presidente  Schifani  nelle ore precedenti mi  manda  un  messaggio
  Whatsapp,  e  lo dico perché sono cose pubbliche, che hanno  a  che
  fare  con  l'intera nostra Regione, mi dice "onorevole La  Vardera,
  difenderò  questa norma con le unghie, con i denti e con il  cuore"
  parole dell'onorevole Presidente Schifani fino a quattro giorni fa
   Leggiamo, ieri, che tra le 40 norme impugnate, 33 poi sono passate
  e  tra queste, questa norma che appunto non è passata, la norma che
  prevedeva  l'assunzione  delle  vittime  di  femminicidio  e  degli
  orfani.
   Norma  che, come dire, molti in questo Parlamento hanno condiviso,
  altri no, per carità, nel rispetto della dialettica. Per l'ennesima
  volta,  però  Schifani ha dimostrato l'incapacità di difendere  una
  norma che era sacrosanta.
   Cioè,  noi  abbiamo  avuto la possibilità di essere,  di  arrivare
  prima rispetto ad altre Regioni, di arrivare prima, e la Presidente
  Meloni,  come se nulla fosse, con zero sensibilità, decide  di  non
  stare  dalla parte di chi ha subito violenza. Decide di  non  stare
  dalla  parte  di  quegli orfani che hanno perso  i  loro  genitori,
  perché,  ovviamente,  spesso e volentieri,  sono  vittime  per  due
  volte
   Perché  chiaramente i padri, giustamente, vanno  in  galera  e  le
  madri  non  ci  sono più, perché - come dire - perdono  la  vita  e
  avevamo dato la possibilità di avere una dignità a quegli orfani.
   E  invece  cosa succede? Il Consiglio dei Ministri impugna  questa
  legge,  la Meloni, che dice tanto di essere a favore delle vittime,
  impugna  questa legge e cosa succede? Questa legge viene impugnata,
  non ci sarà la possibilità di dare loro una, comunque, dignità.
   E  allora  su  questa vicenda, io - e lo dico anche  all'onorevole
  Savarino,  che ringrazio, che è stata una delle promotrici  insieme
  al Gruppo  Sud chiama Nord , il Gruppo del PD - ebbene, ritengo che
  il  Presidente Schifani per l'ennesima volta è stato servo  sciocco
  di  Roma  e  non  ha  avuto  il coraggio  di  difendere  una  norma
  sacrosanta.
   Tante di quelle norme che sono state impugnate, poi alla fine  c'è
  stata  una  trattativa  tra  Falcao,  come  dice  il  buon  Cateno,
  meravigliao,  e  il  Governo nazionale, e  poi  quelle  norme  sono
  passate   E  su  una norma di buon senso che dava dignità  a  degli
  orfani  che  hanno perso tutto, perché, ovviamente,  purtroppo,  ci
  sono  dei  drammi e delle tragedie disumane e inumane, noi  diciamo
  "no, quella la impugniamo ". Come è stata fatta questa trattativa
   Assessore  Falcone, ci dica qual è stato il criterio  secondo  cui
  alcune  norme  sono state lasciate passare tra le  altre  norme,  e
  questa non c'è. Ce lo dica
   Solo  che  in  questo momento c'è il silenzio tra le  persone  che
  guardano questa Assemblea e questo Parlamento. È disarmante  vedere
  che  nemmeno un Assessore è rimasto ad ascoltare gli interventi dei
  deputati.
   E leggiamo sui giornali che questa norma di buon senso quante - mi
  permetto di dire - porcherie negli anni questo Parlamento  a  volte
  ha  approvato? Quante cose non giuste questo Parlamento a volte  ha
  approvato?
   E  quando  c'è  da  approvare  una norma  così  importante,  e  da
  difenderla  con le unghie, con i denti e con il cuore? Schifani  su
  Whatsapp questo messaggio mi hai mandato: "onorevole La Vardera  la
  difenderò questa norma con le unghie, con i denti e con il  cuore".
  Ma quale cuore?
   Lei,  Presidente,  sotto questo punto di vista,  è  un  debosciato
  politico
   E glielo dico senza se e senza ma  Un debosciato politico
   Perché  avrebbe dovuto difendere questa norma, e invece l'ha  data
  in  pasto  a un Governo nazionale che ha fatto sì che questa  norma
  venisse impugnata
   Vergogna   Vergogna, Assessore Falcone, che l'indomani  di  questa
  norma  se  ne  è  andato a una manifestazione sulle  vittime  e  le
  violenze sulle donne a Catania, a rivendicare quella norma come  se
  fosse  sua  E come se nulla fosse, poi, quella norma se  l'è  fatta
  bruciare senza averla difesa  Vergogna
   Noi,  ovviamente,  come   Sud chiama Nord ,  abbiamo  lanciato  un
  appello, e se il caso ci andremo anche ad incatenare sotto  Palazzo
  Chigi,  lo diciamo senza se e senza ma. Perché rivendichiamo quella
  norma,  che  era  una norma di buon senso, e che era un'opportunità
  che a questa Sicilia è mancata.
   Siamo stati ricordati a livello nazionale per la prima volta  come
  la Regione che fa prima qualcosa, non come fanalino di coda
   Per  la  prima volta i media nazionali hanno parlato della Sicilia
  come una Regione virtuosa, una Regione che era arrivata prima  E in
  questo  caso,  per  l'ennesima volta,  verremo  ricordati  come  la
  Regione che è stata beffata da questo scranno
   E  mi  auguro,  anche colleghi delle opposizioni, che  difenderemo
  questa norma, la ripresenteremo, onorevole Saverino, un disegno  di
  legge,  se  è  il  caso, apposito, perché possa in qualche  maniera
  andare  avanti  e  nelle  Commissioni, e  possa  essere  difeso  il
  sacrosanto  diritto di mettere la possibilità di colmare  un  vuoto
  normativo.
   Concludo,  concludo  e  dico a quelli che hanno  pensato  che  noi
  potessimo strumentalizzare delle faccende di questo tipo.
   Ho  letto  sui  giornali di tutto e di più. Ho letto  anche  delle
  dichiarazioni  di qualche giornalista che scrive sui  giornali  una
  cosa,  e  poi  su  Facebook,  dimenticandosi  anche  il  ruolo  che
  esercita
   Perché io lo sono giornalista, e so che quando tu scrivi anche  un
  post  sei comunque un personaggio pubblico, esprimi pareri che sono
  veramente spiccioli e disarmanti.
   Ricordo a quei giornalisti che non abbiamo voluto strumentalizzare
  proprio  nulla, volevamo dare una norma di buon senso per  riempire
  un  vuoto normativo. E se questo è strumentalizzare, allora  io  lo
  strumentalizzerei  altre trenta volte un caso di  questo  tipo   Se
  strumentalizzare  significava avere avuto il  plauso  di  tutte  le
  associazioni che ci hanno detto "finalmente qualcosa si è mosso"...
  sì,  era  perfettibile,  è  vero, si  poteva  migliorare,  è  vero,
  potevamo  fare un migliore lavoro, è vero, ma potevamo farlo  tutti
  insieme, non impugnandola e perdendo questa grande opportunità
   Governatore Schifani, se c'è batta un colpo  Assessore Falcone, se
  c'è  batta  un  colpo, perché se non lo farà sarà  registrato  alla
  storia  come  il  Governatore più debosciato della storia  e  della
  Regione siciliana.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole La Vardera. Prima  di  intervenire,
  onorevole  Saverino,  il  percorso che può essere  fatto  comunque,
  anche  se  questa norma è stata impugnata e sappiamo  tutti,  siamo
  tutti  sensibili,  siamo tutti sensibili a  questa  norma,  però  è
  possibile  comunque fare un percorso di Commissione  e  d'Aula,  in
  maniera  tale  da  eliminare,  poi successivamente  il  motivo  del
  contendere e, con un disegno di legge, così come diceva l'onorevole
  La  Vardera, è possibile andare a fare la legge in maniera completa
  e  correggere l'impugnativa, così come è già stato fatto in passato
  con altre con altre norme. Quindi questo è un percorso che possiamo
  fare, nelle Commissioni e poi in Aula, in maniera tale da sistemare
  e correggere l'impugnativa.

   SAVERINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVERINO.  Anche l'onorevole La Vardera e Presidente la ringrazio.
  Quello  che  vorrei, un attimo però, sottolineare,  così  anche  lo
  comprendiamo noi tutti, la norma, quella sulle donne che sono state
  violentate,  e  quindi  mantengono  anche  la  traccia  di   questa
  violenza, che sono state appunto segnate in volto e, mi viene anche
  difficile dirlo onestamente, sfregiate, allora, noi avevamo chiesto
  la  norma dell'onorevole La Vardera, che era quella che chiedeva la
  possibilità  di essere assunte, di essere inserite per poter  farle
  ritornare ad una vita normale nel mondo del lavoro.
   Noi,  come  Partito  Democratico, poi, avevamo  fatto  quest'altra
  norma   dove   chiedevamo  il  riconoscimento,  ed  era   collegata
  all'articolo  13,  della nostra legge regionale,  dove  insieme  ai
  centri  di  violenza,  le  case famiglia,  riconoscevamo  anche  il
  sostegno economico agli orfani vittime di femminicidio.
   E   chiedo,   visto  e  considerato  che  ci  sono  stati   pareri
  contrastanti,  questo  era nel nostro collegato  che  non  è  stato
  impugnato   Quindi,  credo che la norma  che  riguardi  gli  orfani
  vittime  di  femminicidio  ancora è una norma  esistente,  vigente,
  perché  il  nostro collegato non è stato impugnato. Quindi  chiedo,
  qua  ci  sono anche... Presidente sbaglio, o è così? Così,  giusto,
  togliamo anche questa, perché c'è questo dubbio che permane, quindi
  così...

   PRESIDENTE.  Onorevole Saverino, lei ha ragione perché  ancora  il
  Consiglio  di  Ministri non ha impugnato. I tempi non  sono  ancora
  scaduti, quindi, potrebbe nei prossimi giorni. Al momento,  non  ha
  impugnato  e, ad oggi, perché oggi c'è stato pure un Consiglio  dei
  Ministri, ad oggi non ha impugnato.

   SAVERINO.  Quindi  io,  giusto  perché  così  diventa   anche   un
  messaggio.  Siccome si sta facendo, anche tra le  associazioni,  si
  sta  creando questo dubbio, così è chiaro che fino ad oggi la norma
  è  vigente.  Tra l'altro, è stato anche inviato all'assessorato  il
  riconoscimento del fondo a cui si dovrebbe agganciare questa norma.
  Quindi, in questo momento noi abbiamo un fondo, c'è un fondo con un
  finanziamento, è una norma ancora vigente. Speriamo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Saverino, ha fatto bene a  intervenire  per
  precisare, così almeno chiariamo un po' il tutto. La norma ad  oggi
  ...  perché  il collegato ancora non è oggetto di impugnativa;  poi
  sicuramente  ci  sono state delle osservazioni,  quindi  ancora  la
  materia del contendere si sta discutendo.
   Successivamente,  quando il Consiglio dei  Ministri  deciderà,  ci
  sarà  la comunicazione, così come avviene volta per volta, ci  sarà
  una comunicazione ufficiale da parte del Consiglio dei Ministri che
  andrà ad impugnare, eventualmente, delle norme all'interno di  quel
  Collegato.
   Ad  oggi, in maniera ufficiale, chiariamolo bene, non c'è  nessuna
  impugnativa. Ad oggi, perché gli Uffici mi dicono che c'è stato  un
  Consiglio dei Ministri proprio oggi, che è terminato alle 17.10,  e
  al  momento  non  c'è nessuna impugnativa. Quindi  la  materia  del
  contendere può essere ancora risolta.
   Dopodiché, ho consigliato all'onorevole La Vardera che,  nel  caso
  in  cui la norma fosse impugnata, comunque, noi come Commissione  e
  Assemblea  siamo  pronti, successivamente, se  c'è  la  volontà,  a
  presentare  un  disegno di legge che va ad abrogare il  motivo  del
  contendere, e a fare la norma in maniera corretta.

   SAVERINO.  La ringrazio per questo, perché naturalmente,  appunto,
  sono  disponibile a lavorare insieme al collega e, naturalmente,  a
  tutta  l'opposizione,  e insomma a chiunque voglia  lavorare,  come
  dice lei, su questo disegno di legge. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole. È iscritto a  parlare  l'onorevole
  Burtone. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Spada.

   BURTONE. Presidente, nei mesi scorsi personalmente, ma anche altri
  parlamentari del Partito Democratico, i parlamentari del suo Gruppo
  di appartenenza, del Movimento Cinque Stelle, abbiamo contestato il
  modo  di  procedere da parte del Governo su un'iniziativa  espressa
  negli anni scorsi dal Governo nazionale: l'aiuto a quelli che  sono
  in difficoltà, il reddito di cittadinanza.
   Una  modifica che è stata espressa dal Governo Meloni, e  che  noi
  abbiamo  da  subito  messo sotto accusa, perché  io  personalmente,
  leggendo  la norma, ho individuato alcune perplessità, un  modo  di
  procedere   accelerato,  che  non  trovava  a  mio  parere   alcuna
  giustificazione.
   Debbo dire che con speranza ho più volte seguito le modifiche  che
  sono state apportate al provvedimento, ho raccolto informazioni per
  verificare  quali  fossero le procedure; ho più volte  pensato  che
  passasse  all'interno  del Governo l'idea di  qualche  modifica  da
  fare. E, invece, stiamo costatando, Presidente, che ogni giorno  la
  situazione  diventa  più  critica.  C'è  una  nuova  denominazione:
  "assegno di inclusione".
   I risultati nella comunità sono nefasti perché, intanto, una parte
  importante  di  quelli  che  erano  i  percettori  di  reddito   di
  cittadinanza sono stati esclusi. A loro è stato detto:  voi  avrete
  un  percorso di occupabilità, siete idonei a trovare lavoro. Questo
  lavoro  si cerca, probabilmente, si indica come ipotesi, ma non  si
  trova facilmente. Tanto che il Governo ha aggiunto: prima di questa
  occupazione  sarete chiamati a fare un corso di  formazione  e  per
  questo  corso  di  formazione  sarete pagati.  Quindi  la  speranza
  presente  nelle nostre comunità, Presidente, era quella  che  fosse
  dato  un  aiuto comunque parziale, a questi che sono  stati  sempre
  visti come usurpatori e, invece, come si è visto, erano persone che
  erano  veramente in difficoltà. Sono in difficoltà  Hanno famiglia,
  probabilmente  con  ragazzi che hanno  superato  i  18  anni,  sono
  cinquantenni, non sono sessantenni, però trovano problemi a trovare
  occupazione
   Si sperava che comunque un aiuto, per un periodo limitato, venisse
  loro  dato a seguito della frequenza in questi corsi di formazione.
  Signor  Presidente,  questi  corsi  di  formazione  sono  diventati
  un'araba fenice. Non iniziano mai
   Non   iniziano  mai   Se  ne  parla,  addirittura,   si   dà   una
  denominazione  che  richiama  eventi  sportivi,  gol,  come  se  si
  raggiungesse  un  risultato,  lo si enfatizza   Debbo  dire  che  è
  veramente scandaloso che ciò avvenga
   Sono  mesi  e  mesi che si parla di questo inizio di  un  percorso
  formativo  e  non  si  sta realizzando, e questi  soggetti,  signor
  Presidente, sono diventati invisibili per il Governo nazionale.  Mi
  dispiace dirlo, anche per il Governo regionale, qui assente.
   Lo  avrei  detto  agli assessori se fossero stati  presenti.  Sono
  diventati invisibili
   Non  sono invisibili però nei comuni, signor Presidente   Io  sono
  sindaco, lei lo sa, di una comunità, Militello in Val di Catania, i
  cittadini  vengono,  e non sono i bamboccioni che  qualcuno  diceva
  seduti comodamente nel salotto a giocare con la playstation
   Sono  soggetti che hanno famiglia, che si trovano in difficoltà  e
  che  mortificano  le istituzioni perché chiedono  di  poter  essere
  messi nelle condizioni di alimentare la propria famiglia.
   Quindi,  signor Presidente, io faccio un richiamo al  Governo:  si
  muovano,  cerchino di capire, attivino questi corsi.  Da  che  cosa
  dipende?
   L'Assessore  per  l'istruzione e la formazione  professionale  era
  qui, però io so che ci sono tanti problemi che sono irrisolti e che
  non trovano assolutamente una sponda da parte delle istituzioni.
   Tutto è a carico dei comuni
   Ora,  addirittura,  dicono in alcuni uffici, i  comuni  potrebbero
  sostituire  i  corsi di formazione, cosa che a loro sembra  facile,
  con i progetti di utilità collettiva.
   Io  che  ho  attivato  da sindaco nei mesi scorsi  i  progetti  di
  utilità collettiva so che non è una cosa semplice. Se così fosse lo
  si dica  Lo si dica
   Non si attenda la difficoltà dei cittadini  Non si inaspriscano le
  nostre comunità
   Noi non possiamo più aspettare, bisogna dare una risposta
   Così  come,  signor  Presidente,  e  vado  alla  conclusione,   le
  difficoltà  ci  sono anche per quelli che sono stati indicati  come
  percettori   dell'assegno,  perché  la   questione   centrale   sta
  diventando la informatizzazione delle domande.
   Mi  si  dice che tutto deve essere informatizzato, quindi  debbono
  passare  da  un patronato. E se la domanda è sbagliata, la  domanda
  deve  essere totalmente ripresentata, perché nessun ufficio la  può
  cambiare.  E  siccome  ci sono delle scadenze  precise,  quando  si
  presenta la domanda, entro 120 giorni bisogna fare poi un colloquio
  con  l'assistente sociale del comune di residenza, questi rischiano
  di non prendere questo assegno.
   Allora  io  credo,  signor Presidente, che  il  buon  senso  debba
  indicare  una strada al Governo nazionale, lo si spera, ma sappiamo
  che  il  Governo nazionale, che qualcuno qui indicava come  Governo
  amico,  non  si  interessa dei problemi di chi è in  uno  stato  di
  grande disagio
   Purtroppo verifichiamo che anche il Governo regionale è assente.
   Non  si  lascino i comuni soli  E soprattutto non si  metta  nella
  condizione di mettere in continua fibrillazione chi è in uno  stato
  di disagio
   Non aspettiamo momenti più difficili. Interveniamo subito

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Burtone per il  suo  intervento,  e
  anche  per  testimoniare questa situazione di  disagio  che  vivono
  molti siciliani.
   Tra  l'altro,  onorevole Burtone, questi corsi non portano  a  una
  sicura  occupazione, quindi è una situazione veramente  particolare
  che  è  bene  comunque che l'Assemblea poi, in qualche modo,  provi
  anche a trovare delle possibili soluzioni.
   È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi quest'oggi  abbiamo
  approvato  un  emendamento al disegno di legge  che  riguardava  il
  turismo, che di fatto ha nuovamente disciplinato un'attività su cui
  eravamo  già  intervenuti durante questa finanziaria, che  riguarda
  l'attività degli ottici.
   Durante la finanziaria era stato abrogato l'articolo 12 del  2004,
  articolo abrogato su mia proposta, che - nei fatti - aveva creato e
  ha  creato una condizione di stallo all'interno dei vari comuni, ma
  soprattutto all'interno dell'Assessorato delle attività produttive,
  perché  l'abrogazione dell'articolo 12 del 2004  aveva  in  qualche
  modo  reso e fatto ritornare nuovamente la disciplina del '95, come
  quella   che  determinava  l'apertura  di  un'attività  di   ottico
  all'interno di un comune.
   Quest'oggi  abbiamo  nuovamente  emendato  quella  norma,   ovvero
  l'articolo  71  della  legge n. 25 del 1995,  riducendo  da  10.000
  abitanti  a  5.000 il numero di attività di ottico che  si  possono
  aprire all'interno di un comune.
   Siamo consapevoli del fatto che oggi questa norma è una norma  del
  tutto  inusuale,  soprattutto  all'interno  di  una  Nazione  della
  Comunità   europea,  in  cui  non  c'è  nessun   tipo   di   limite
  nell'apertura degli esercizi commerciali e di ottici.
   Ci  rendiamo,  però, anche conto che, da questo  punto  di  vista,
  diversi  ottici  che  dall'oggi al domani  si  trovavano  eliminato
  quello  che  era il loro "TFR" perché la licenza di  ottico  aveva,
  fino  a prima della finanziaria, un valore anche economico, abbiamo
  ritenuto  di dover modificare ulteriormente questa norma, e  quindi
  consentire  la possibilità di ridurre - sì - il numero di  abitanti
  per l'apertura di un esercizio commerciale di ottici, portandolo da
  10.000  a  5.000,  riservandoci  la  possibilità  eventualmente  di
  abbassare ulteriormente questo numero, attraverso un confronto  che
  dovrà  essere  fatto  con  Federottica e con  i  rappresentanti  di
  categoria che, materialmente, poi disciplinano tutta quella  che  è
  l'attività connessa agli ottici.
   Sono  voluto intervenire, Presidente, perché così come sono  stato
  il  proponente dell'iniziativa che abrogava la norma del 2004, sono
  stato  sempre  io  a  proporre questa  ulteriore  modifica  con  il
  supporto  e  il sostegno della Presidenza, e anche dei colleghi  di
  maggioranza.
   Spero  che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi  si  possa
  arrivare in Commissione ad affrontare in maniera organica tutta  la
  disciplina.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì  26
  marzo  2024, alle ore 11.00, con all'ordine del giorno la relazione
  della  Commissione antimafia e poi, a seguire, con  la  discussione
  delle mozioni che sono state stabilite in Capigruppo.

                 La seduta è tolta alle ore 18.42 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         IX SESSIONE ORDINARIA


                         102a SEDUTA PUBBLICA

                   Martedì 26 marzo 2024 - ore 11.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II   -DISCUSSIONE   DELLA  RELAZIONE  ANNUALE  DELLA   COMMISSIONE
    PARLAMENTARE D'INCHIESTA E VIGILANZA SUL FENOMENO DELLA  MAFIA  E
    DELLA CORRUZIONE IN SICILIA PER L'ANNO 2023 (DOC. III)

   III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 157

   IV    -DISCUSSIONE   UNIFICATA   DI   MOZIONI,   INTERPELLANZE   E
    INTERROGAZIONI CONCERNENTI LE PROBLEMATICHE DELL'AGRICOLTURA (VEDI
    ALLEGATO)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio