Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.16
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole De Luca Antonino.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di impugnativa di legge regionale
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente del Consiglio dei Ministri,
con ricorso del 18 marzo 2024, ha impugnato dinanzi alla Corte
Costituzionale gli articoli 8 e 25, comma 2 della legge della
Regione Sicilia 16 gennaio 2024, n. Legge di stabilità regionale
2024-2026
Copia del ricorso è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Colleghi, oltre i due emendamenti che abbiamo concordato ieri, ce
ne sarebbe un altro che stiamo controllando che sia un emendamento
che possa andar bene e, pertanto, sospendiamo la seduta per cinque
minuti, così nel frattempo aspettiamo anche l'assessore Amata.
(La seduta, sospesa alle ore 15.28, è ripresa alle ore 15:44)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna l'onorevole Balsamo, l'onorevole De Leo e l'onorevole
Cateno De Luca.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del ddl n. 692/A
Diposizioni urgenti in materia di turismo e spettacolo
PRESIDENTE. Si passa al punto 1) del II punto all'ordine del
giorno: Seguito della discussione del ddl n. 692/A Diposizioni
urgenti in materia di turismo e spettacolo .
Invito la V Commissione a prendere posto presso l'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ferrara per svolgere la
relazione.
FERRARA, presidente della Commissione e relatore. Grazie
Presidente, questo disegno di legge vede alcuni correttivi
necessari ed urgenti legati prevalentemente al settore turistico e
a quello legato al mondo dello spettacolo.
Nella particolarità, il primo articolo riguarda la classificazione
alberghiera: durante il periodo del Covid molte strutture non hanno
provveduto alla comunicazione della classificazione che si era
riaperta dopo un periodo di sospensione. Per scongiurare il rischio
di chiusura di molte strutture alberghiere, abbiamo voluto
introdurre una nuova finestra per far sì che tutte le strutture
alberghiere possano per l'appunto comunicare quella che è la
classificazione e quindi è un incentivo che abbiamo voluto dare al
settore turistico.
Il secondo articolo è invece legato alla figura degli
accompagnatori turistici, figura non disciplinata in maniera
attenta dalla nostra legislazione, e ciò faceva sì che molti nostri
giovani andassero a formarsi e specializzarsi in altre regioni. In
questo modo, diamo la possibilità a tutti i giovani siciliani che
vogliono intraprendere questa professione di poterlo fare.
Al terzo articolo, si tratta invece di una correzione a quelli che
sono gli spettacoli previsti dal FURS, che sono regolati dal FURS,
allargando anche questo sostegno alle attività circensi e agli
spettacoli viaggianti.
Si tratta dunque di tre piccole modifiche alla normativa, ma che
hanno una ricaduta importante nel settore turistico-alberghiero,
nel settore degli spettacoli viaggianti, anche del mondo della
formazione professionale legata per l'appunto alla figura degli
accompagnatori turistici.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare una
domanda all'Assessore, perché ho visto che c'è una modifica che
sostanzialmente abroga la parola "enti, associazioni e fondazioni a
partecipazione pubblica", e dice sono sostituite dalle parole "di
cui al presente articolo".
Capisco che giuridicamente una fondazione a partecipazione
pubblica è un ossimoro, la fondazione è a partecipazione pubblico-
privato di tutti quelli che mettono il patrimonio, la domanda è la
seguente: dopo nove anni che la legge vige, qual è la ragione per
cui togliamo questa espressione e ci riferiamo all'articolo dove
non si parla di fondazione a partecipazione pubblica, si parla di
enti associazioni e fondazioni senza specifica?
Sembra che è come se si volesse togliere esplicitamente la
partecipazione pubblica alle fondazioni. Siccome ricordo perché è
nata questa legge, il FURS fu istituito per consentire ai teatri e
alla Fondazione Orchestra sinfonica siciliana di potere accedere al
Fondo unico dello spettacolo, e quindi alla ristrutturazione dei
..., non capisco perché dobbiamo toglierlo se non ha non ha
rappresentato un ostacolo per nove anni, perché c'è questa
necessità?
Volevo infine ricordare al Presidente, lo dico esplicitamente
così, vorrei che mi ascoltasse, mi è stato segnalato, colleghi per
quanto mi riguarda è una cosa che non ha un interesse né politico
mi è stato segnalato che con la legge finanziaria approvata a fine
anno, per la prima volta dopo anni, non abbiamo previsto la
possibilità agli enti di cui all'ex articolo 128 di poter
rendicontare la spesa finanziata entro il 30 giugno dell'anno
successivo. Cosa è successo? Il bando è stato fatto a settembre, i
fondi sono stati assegnati a dicembre, risultato, gli enti che sono
entrati in graduatoria per accedere ai fondi non potranno
rendicontare, né per la verità neanche potranno attuare i progetti.
Tutti, tutti quelli ex 128.
Quindi, si chiedeva di consentire di fare una norma che abbiamo
fatto almeno nelle ultime cinque, sei finanziarie, che era quella
di consentire la rendicontazione e la realizzazione dei progetti.
Credo che l'Assessore al turismo, che è uno degli interessati,
dovrebbe in qualche modo essere lei stessa a proporlo. Perché
altrimenti, il rischio è che questi enti non saranno, ancorché
finanziati, nelle condizioni di rendicontare.
Se gli Uffici hanno predisposto l'emendamento, Presidente, io le
chiedo, questa è una norma diciamo di buon senso che non ha...
FERRARA. Cosa?
CRACOLICI. Di nuovo? Di consentire di rendicontare, gli enti che
hanno avuto finanziato a dicembre dello scorso anno e che non
saranno in grado di rendicontare entro lo stesso dicembre, di
rendicontare al 30 giugno, gli ex 128.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. La considerazione che ha fatto l'onorevole Cracolici, non
solo è pertinente, e come lo stesso diceva è una ripetizione quasi
ogni anno. Forse è anche consigliabile che questo termine venga
definitivamente prorogato in sei mesi.
Alla fine quest'anno siamo riusciti a fare il bilancio entro i
termini, ma riuscire a mettere altri tre mesi, quattro mesi,
significa che ogni volta non dobbiamo fare questa norma che è quasi
diventata prassi.
PRESIDENTE. Allora, chiedo assessore Di Mauro se su invito
dell'onorevole Cracolici il Governo, Assessore, se il Governo
scrivesse due righe e potessimo fare un emendamento ed
eventualmente, va bene.
Al 30 settembre? Va bene, allora eventualmente inseriamo anche
questo emendamento.
Ci sono altri interventi?
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Presidente, io volevo delucidazioni sul comma 1
dell'articolo 2 che riguarda l'inserimento nel catalogo degli
accompagnatori turistici, in quanto c'è - diciamo - un superamento
di una norma già preesistente che prevede il diploma di scuola
media superiore e le 300 ore, diciamo per il superamento del corso.
Cosa che non ci sarebbe più con l'emendamento presentato.
Quindi volevo delucidazioni perché un superamento di una norma
regionale, la 8 del 2004.
PRESIDENTE. Mi dicono che il suo emendamento sostanzialmente, la
sua proposta è già all'interno della norma. Quindi è assolutamente
superfluo
SCHILLACI. Dico, è superfluo e volevo appunto la certezza.
PRESIDENTE. Perfetto, grazie.
Allora se non ci sono altri interventi dichiaro chiusa la
discussione generale.
Votiamo il passaggio agli articoli. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne dò lettura:
Art. 1.
Disposizioni transitorie in materia di classificazione
delle strutture turistico-ricettive
1. Al fine di agevolare la ripartenza del settore turistico-
alberghiero a seguito della pandemia da COVID-19, l'Assessore
regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo è autorizzato a
provvedere alla riapertura dei termini per la presentazione della
denuncia di cui all'articolo 4, comma 4 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 27 e successive modificazioni fino al 30 giugno
2024. La validità delle classificazioni delle strutture che non
abbiano provveduto alla denuncia di cui all'articolo 4 della legge
regionale n. 27/1996 entro il termine del 30 giugno 2022 è
prorogata fino al 31 dicembre 2024, fatte salve le classificazioni
delle strutture che abbiano effettuato la denuncia nei termini.
2. Il nuovo quinquennio di classificazione decorre dal 1 gennaio
2025 .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'articolo 1 c'è un solo
emendamento, 1.1 della Commissione.
Il parere del Governo?
AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2, ne do lettura:
Art. 2.
Modifiche alla legge regionale 3 maggio 2004, n.8
1 All'articolo 4 della legge regionale 3 maggio 2004, n. 8 e
successive modificazioni, l'ultimo periodo del comma 3 è così
sostituito: I corsi sono organizzati previo inserimento del
profilo nel Repertorio delle qualificazioni della Regione, secondo
quanto disposto dall'articolo 30 della legge regionale 17 maggio
2016, n. 8, d'intesa con l'assessore regionale per il turismo, lo
sport e lo spettacolo.'
C'è un emendamento soppressivo, a firma di Schillaci e altri,
l'emendamento 2.1. È mantenuto o ritirato.
SCHILLACI. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Si passa all'emendamento 2.2, che è
quello che abbiamo appena detto che è superfluo. Quindi immagino
che sia ritirato.
SCHILLACI. È ritirato.
PRESIDENTE. È ritirato, benissimo.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Modifiche alla legge regionale 7 maggio 2015, n. 9
1. All'articolo 65 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole nonché le imprese individuali' sono
soppresse;
b) al comma 2 le parole e degli spettacoli viaggianti' sono
soppresse;
c) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: 2 bis. A decorrere
dall'esercizio finanziario 2024, nella ripartizione del fondo di
cui al comma 1, è inserita l'aliquota per il sostegno degli
spettacoli di cui all'articolo 2 della legge 18 marzo 1968, n. 337,
fermo restando l'obbligo delle relative imprese, anche individuali,
di essere iscritte all'elenco di cui all'articolo 4 della legge n.
337/1968, di avere svolto attività di livello professionale e di
essere iscritte alla Camera di Commercio territorialmente
competente da almeno tre anni.';
d) al comma 3 le parole per gli enti, associazioni e fondazioni a
partecipazione pubblica' sono sostituite dalle parole di cui al
presente articolo' .
C'è un emendamento soppressivo, a firma di Schillaci e altri,
l'emendamento 3.1.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie Presidente. Io volevo delle delucidazioni su
questo articolo, che va a modificare l'articolo 65 della legge 9
del 2015. Non capisco perché vengano escluse dal Furs le imprese
individuali, quindi volevo una maggiore delucidazione da parte
dell'Assessore, dal momento che genericamente in altre Regioni si
parla di enti pubblici e di soggetti privati, che possono accedere
al Furs, che dimostrino di avere almeno due anni di attività sul
settore dello spettacolo. Ora, io non riesco a capire perché stiamo
escludendo imprese individuali dal Furs dal momento che è...
l'articolo
PRESIDENTE. Ha chiesto infatti un chiarimento anche l'onorevole
Cracolici.
SCHILLACI. Un attimo, volevo capire perché noi stiamo escludendo
imprese che sono individuali e che sono fiorenti nel settore dello
spettacolo, quindi volevo capire la motivazione di questo articolo.
AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Diamo la parola all'assessore Amata. Prego, assessore.
AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Grazie,
Presidente. Questo articolo è stato necessario proprio perché,
durante una finanziaria, è stata presentata una norma che, invece,
apriva ad un mondo incontrollato rispetto a questi fondi del Furs,
che vengono suddivisi oggi ad enti fondazioni, associazioni,
eccetera.
L'obiettivo dell'Aula era quello di inserire gli spettacoli
viaggianti. Per cui, sistemando la norma, cioè in questa maniera
noi, togliendo le parole "imprese individuali", e specificando che
si tratta degli spettacoli viaggianti, stiamo contenendo quanto
meno, cioè stiamo arrivando all'obiettivo che il Parlamento aveva
nel fare quel tipo, nel chiedere quel tipo di norma.
Invece, per quanto riguarda la domanda del collega Cracolici, sì,
in ogni caso possiamo pure cassarla, ma si è eliminata questa
parte. Si è detto "di cui al presente articolo" proprio per
inserire questi, più gli spettacoli viaggianti. Quindi leggendo la
norma, nel complesso, si comprende, non è che li eliminiamo,
giustamente, però dico possiamo, ecco, valutarla. Ma sì, non è che
si eliminavano ma era per
CRACOLICI. Ma alla lettera b) eliminate gli spettacoli viaggianti
AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Nella c) è
inserita, per questo dico, leggiamola.
Nella lettera c) è inserito tutto, sia le associazioni e gli enti
che gli spettacoli viaggianti. Sennò possiamo farlo diversamente,
potremmo aggiungere qua spettacoli viaggianti e lasciamo quello che
c'è. L'intendimento era quello di aggiungere gli spettacoli
viaggianti, e non di ovviamente cassare le fondazioni.
CRACOLICI. Se garantite che funziona, io non ho problemi
AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo.
L'intendimento è questo. Quindi va bene. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ora chiedo, mentre mettiamo in votazione,
assessore Amata, se riuscisse a firmare questi emendamenti. Allora
ritorniamo al 3.1. Immagino sia ritirato. Come no?
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Presidente, per fare un lavoro un po' più corretto e
adeguato, non potremmo fare una norma a sé per quanto attiene
questo? Cioè, non credo che ci sia un'urgenza, a meno che
l'Assessore non ci fa capire l'urgenza di questa norma inserita in
questo disegno di legge fatto di tre articoli, che nulla hanno ha a
che vedere l'uno con l'altro, quindi stiamo parlando di un disegno
di legge che non è un disegno, diciamo composito, per cui volevo
capire se è una cosa urgente, Assessore, se ci fa capire l'urgenza
di questa norma, perché fare una cosa che magari va a danneggiare
un comparto... ecco, io non mi vorrei trovare nelle condizioni di
votare una cosa che poi va a danneggiare un comparto che,
ricordiamolo, quello dello spettacolo è già danneggiato di suo per
tante motivazioni, perché gode di poche risorse. Quindi, se magari
ci fa capire meglio.
PRESIDENTE. Prego, Assessore.
AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo. E' vero che i
tre articoli non hanno nulla a che vedere l'uno con l'altro, però,
purtroppo sono tutti e tre, a mio modo di vedere, abbastanza
urgenti, ma anche la Commissione ha ritenuto questa urgenza.
Il primo articolo riguarda oltre 700 strutture ricettive che, per
varie ragioni, non hanno presentato la riclassificazione entro la
data stabilita e, quindi, penso sia urgente perché altrimenti...
Il secondo, che è questo degli spettacoli viaggianti, torno a
ripetere: è stata presentata una norma che va a cambiare le
modalità e la platea per la suddivisione dei fondi del Furs. Come
dice lei, gli spettacoli, le fondazioni e le associazioni hanno
patito abbastanza durante la pandemia; se noi lasciamo la norma in
quella maniera, noi non avremmo risorse per nessuno, perché si è
aperta una maglia incredibile, così io contengo quella maglia e
raggiungo l'obiettivo dei parlamentari che hanno pensato di
presentarla e cioè di inserire gli spettacoli viaggianti.
Il terzo riguarda le guide, gli accompagnatori, che se noi non
inseriamo nel catalogo della formazione, non riusciremo mai a
fargli fare questi corsi di formazione e, quindi, non avremo degli
accompagnatori con tanto di cartellino, in buona sostanza.
Quindi, le prime due sicuramente hanno un'urgenza; la terza
potrebbe essere considerata meno urgente, però, perché perdere del
tempo? Mi scusi collega, con questa norma noi stiamo solamente
stabilendo che nel catalogo della formazione rientrano anche questi
corsi, non è che stiamo dicendo ... Quale? Quella del FURS è
urgentissima Facciamo danno a una serie di fondazioni e di
associazioni storiche che, comunque, hanno avuto negli anni dei
finanziamenti perché l'importo è quello. Non è che lo possiamo
ampliare, a meno a meno che non aggiungiamo risorse, ma mi pare che
sia pressoché impossibile. Questo, quindi, il mio consiglio, che è
di votarlo. Altrimenti non l'avrei presentata con l'urgenza del
caso.
PRESIDENTE. Benissimo, allora chiedo all'onorevole Schillaci se...
SAVERINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Scusate, non è un problema di fare cento volte la stessa
cosa in Commissione. Purtroppo, questi sono stati emendamenti che
son stati inseriti, questi del FURS, in un argomento che era
completamente diverso, per cui ci siamo ritrovati un poco
spiazzati. Capisco l'urgenza, infatti sul ricettizio siamo stati
subito presenti - l'Assessore lo sa - abbiamo mantenuto il numero
legale e siamo stati disponibilissimi.
Io quello che vorrei capire, perché me lo chiedono anche le varie
categorie, vorrei capire bene perché siamo ... Allora così, giusto
per capire, le imprese individuali da questo momento in poi saranno
riconosciute col FURS oppure no? No. Lo sto chiedendo per averlo
chiaro.
Allora, gli spettacoli viaggianti saranno riconosciuti sul FURS o
no?
AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Sì.
SAVERINO. Va bene, e per quanto riguarda questa terza parte, che
elimina la frase "enti a partecipazione pubblica" - quello che
chiedeva l'onorevole Cracolici - vorrei capire se da questo momento
in poi ci sarà, fanno parte del FURS? Quindi, praticamente ci siamo
imbrogliati su delle cose che già erano esistenti Quindi, per
capire se erano state eliminate o no, a prescindere quello delle
imprese individuali.
Infatti, secondo me ha bisogno un po'di chiarezza. Grazie
CRACOLICI. Cassa la lettera d).
SAVERINO. Sì.
AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA, assessore per il turismo, sport e spettacolo. La lettera
d), fermo restando che ovviamente sarebbe stata pura follia volere
cassare quello che finora abbiamo fatto, però effettivamente, se
non cambia la norma e il nostro obiettivo era solo di aggiungere
gli spettacoli viaggianti, per me può essere cassata.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, visto che anche lei era
intervenuto sulla questione, mi pare che ci sia condivisione
sull'articolo 3, eccezion fatta per la lettera d).
Quindi lo dico io al microfono: l'Assessore sta riscrivendo
l'articolo, sostanzialmente escludendo la lettera d).
Quindi, se va bene anche alla Commissione, pongo in votazione la
soppressione della lettera d) dell'articolo 3.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 3 così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Adesso mettiamo in votazione gli emendamenti che abbiamo
concordato ieri durante la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari con la modifica che è stata richiesta da diversi
parlamentari per quanto concerne gli ottici.
C'è una riscrittura. Gli emendamenti sono già sui vostri tablet,
emendamenti fuori sacco, aggiuntivi urgenti .
Pongo in votazione l'emendamento A.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Adesso ci sono gli altri due emendamenti che sono stati condivisi,
non ieri, ma oggi, durante varie interlocuzioni.
Pongo in votazione l'emendamento A.3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.4. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' stato concordato con i Capigruppo, Onorevole Schillaci.
L'onorevole Cracolici aveva sottoposto un secondo, sto
rispondendo all'onorevole Cracolici.
Aveva chiesto la scrittura dell'emendamento.
Eventualmente, potremmo metterlo, così come abbiamo fatto per gli
altri, all'interno di questo disegno di legge visto il carattere di
urgenza.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Presidente, oggi in Aula sono in qualità di Capogruppo.
Non è stato concordato con me questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non è successo nulla.
Stiamo votando quello che lei ha chiesto, lo stiamo distribuendo.
Visto e considerato che è assolutamente pertinente il suo
intervento, ed è importante, stiamo mettendo questo emendamento,
tra i fuori sacco, all'interno di questo disegno di legge.
Onorevole Cracolici, con l'emendamento stiamo facendo la
rendicontazione a regime cosicché possa essere sempre al 30
settembre, in modo tale che noi in futuro non dovremo sempre fare
questo genere di lavoro.
CRACOLICI. Condivido quello che ha detto l'Assessore Di Mauro,
però, attenzione
Il tema, qui: dal Regolamento di contabilità la rendicontazione
avviene nell'esercizio. Il punto è un altro, che l'articolo 128 ha
una procedura che non è tipica del bilancio. Noi facciamo prima lo
stanziamento, poi l'Amministrazione fa un bando, poi fa
l'istruttoria.
Il risultato, ogni anno, è che gli enti ex articolo 128 ricevono
il finanziamento a fine anno e quindi non hanno i tempi per
rendicontarlo.
Se noi lo mettiamo a regime, rischiamo che venga impugnato per
violazione dell'articolo 118.
Quindi, stiamo attenti che per fare bene, facciamo peggio
Siccome è considerata una eccezionalità l'ex articolo 128, per le
procedure connesse al 128, io suggerirei di farlo ogni anno - senza
dimenticarlo - ma non farlo a regime, perché modifica il
Regolamento di contabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la invito al banco della
Presidenza e vediamo di controllare che possa essere scritto nella
maniera più corretta possibile.
Colleghi, abbiamo caricato l'emendamento riscritto con i vari
suggerimenti, l'emendamento è l'A.5. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole... ne abbiamo discusso un bel po', però se l'onorevole
vuole del tempo, avevo visto che era un po' contrariata, ci siamo.
Allora, pongo in votazione l'emendamento A.5, chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. L'Assessore mi fa notare che, avendo abrogato la
lettera d) che faceva riferimento alle fondazioni private anche a
partecipazione pubblica e avendo invece inserito il comma 2 bis,
forse, nel testo, così come alla fine rimane, bisogna aggiungere -
lo possiamo fare col 117 - il richiamo al comma 2 bis approvato
dalla presente legge. Perché lì, negli spettacoli viaggianti, ci
sono le ditte individuali. Questo è il concetto. Fortuna che non
abbiamo votato la legge.
PRESIDENTE. Colleghi, pongo in votazione l'articolo 4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.1. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Presidente, intervengo per quanto riguarda l'emendamento
che abbiamo concordato nella Capigruppo relativo alla formazione
professionale.
Io auspico, Presidente, considerando che adesso abbiamo fatto
questo emendamento che in parte va a sanare quanto successo nella
legge finanziaria, però, è ovvio che in questo momento stiamo
abrogando il discorso di segreterie - e comunque di gestione delle
assunzioni per quanto riguarda le segreterie - a tutti gli enti.
Ovvio, Presidente, che ci sono degli enti più grossi come ad
esempio gli Iefp che hanno una natura diversa rispetto agli altri
enti di formazione che a nostro modo di vedere potrebbero essere
interessati al fatto che lì le assunzioni in segreteria vengono
fatte. Questo per dirle che cosa, Presidente? Per dire che a mio
modo di vedere, a nostro modo di vedere, come Movimento 5 Stelle,
tutto quello che riguarda la formazione professionale, onde evitare
per le prossime volte, e so benissimo che lei ha dato un input al
riguardo, che arrivino emendamenti in finanziaria che magari poi
possano bloccare anche l'attività degli enti di formazione, e per
fortuna che stiamo abrogando la norma fatta perché altrimenti
andavamo a bloccare tutti gli enti di formazione, soprattutto gli
enti di formazione più piccoli, che possano passare dalla
Commissione V qualunque altra legge o qualunque altra modifica,
perché è giusto che negli anni facciamo delle modifiche ma che
queste modifiche possano passare dalla V Commissione, perché anche
in questa seduta potevamo modificare l'emendamento, andare ad
inserire, diciamo, ulteriori modifiche, ma comprendo che poi in
Aula è molto complicato andare a trovare una sintesi con tutti i
Gruppi.
Quindi, io mi associo alla sua richiesta, che è già stata fatta,
che qualunque altra norma che riguarda settori critici possano
passare dalle Commissioni per poi arrivare in Aula. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. Assolutamente sì, così da poter evitare anche
situazioni di imbarazzo come quella in cui spesso ci ritroviamo
quando andiamo a votare una molteplicità di norme ordinamentali che
talvolta fanno più male che bene. Quindi, grazie per il suo
intervento.
Votiamo allora.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Giambona.
Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anche
io su questo, sugli emendamenti aggiuntivi, in particolare su un
tema che ho seguito nelle ultime settimane. Riguarda la questione
che oggi, in maniera urgente, affrontiamo e riguarda la formazione
professionale.
Io ho presentato un emendamento abrogativo dell'intero articolo
70, Presidente, quindi sia del comma 1 intero, le lettere a) e b),
poi vedo che si è raggiunta una sintesi in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari. Ciò non di meno, ritengo al
pari di quanto è stato poc'anzi detto da chi mi ha preceduto, che
questo è un argomento assolutamente rilevante sul quale si è creato
una sorta di corto circuito istituzionale di notevole rilevanza e
su questo tema, io in prima persona, ma credo tantissimi
parlamentari di quest'Aula, abbiamo ricevuto notevoli
sollecitazioni dagli enti di formazione, dagli enti che
rappresentano i datoriali, dalle organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative, quindi da CGIL, CISL e UIL e il
coro è unanime. Argomenti di questa portata che sono fondamentali
per lo sviluppo e la crescita della Regione siciliana non si
possono affrontare nottetempo.
Quello che è avvenuto tra l'8 e il 9 di gennaio è assolutamente
qualcosa di inqualificabile e, quindi, tra l'altro su questa norma
che, sembrerebbe essere stata scritta a due, a quattro, a sei mani,
poi non si è capito bene nemmeno qual è, per ricostruire la
provenienza, alla fine sarà stata una, ma credo che gli input siano
stati tanti. Il tema è che alla fine si è creata parecchia
confusione e fibrillazione tra gli enti di formazione professionale
tant'è che si è messo in discussione quello che è l'Avviso 7 dove
ci sono 80 milioni di euro in ballo il cui esito delle graduatorie
è stato da poco pubblicato nonché anche l'Avviso 3 che è molto
rilevante per la Regione siciliana, perché si tratta del progetto
GOL e con mille corsi di formazione che devono partire nei prossimi
giorni, per non parlare poi dell'obbligo formativo.
Ecco, io mi auguro, Presidente, che argomenti di tale portata che
riguardano l'impianto complessivo di sviluppo della nostra Regione
in futuro non siano trattati per come lo sono stati in questo
ultimo collegato e nell'ultima finanziaria ovvero che passino e, di
questo sono sicuro che il nostro Presidente dell'Assemblea con la
sua grande autorevolezza, si farà portavoce attraverso le
Commissioni di merito, in maniera tale da affrontare e, mi farò
anche io, da questo punto di vista promotore di un'iniziativa sul
settore della formazione in maniera tale che si possano affrontare
in maniera coordinata, autorevole e coerente rispetto a quelle che
sono le necessità di sviluppo di questo settore strategico.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
692/A Diposizioni urgenti in materia di turismo e spettacolo
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Diposizioni urgenti in materia di turismo e
spettacolo (n. 692/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno di legge
Diposizioni urgenti in materia di turismo e spettacolo (n.
692/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 49
Votanti 37
Maggioranza 19
Favorevoli 37
Contrari 0
Astenuti 12
(L'Assemblea approva)
Seguito della discussione del disegno di legge n. 239/A "Riordino
normativa dei materiali da cave e materiali lapidei"
PRESIDENTE. Si passa al Seguito della discussione del disegno di
legge 239/A Riordino normativo dei materiali da cave e materiali
lapidei , posto al punto 2) del II punto all'ordine del giorno.
Invito la III Commissione a prendere posto presso l'apposito
banco. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vitrano per riferire
rispetto all'approfondimento di avere svolto in Commissione.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il punto su cui è stato necessario
un approfondimento riguarda il recupero ambientale in corso
d'opera. Per alcune tipologie di cave, quelle a fosso,
obiettivamente era un po'difficile ipotizzare il recupero in corso
d'opera, si trattava di recuperare e l'anno dopo rimettere in
discussione tutto ciò che era stato recuperato, è stato trovato un
punto di equilibrio e si escludono alcune tipologie di cave per cui
il recupero in corso d'opera è impossibile farlo, per questo viene
predisposto il progetto esecutivo all'inizio della richiesta di
autorizzazione delle cave, dopodiché provvedono a versare o un
deposito cauzionale, una fideiussione o dividere l'importo della
conduzione per il numero di anni autorizzati e versare ogni anno la
cifra che servirà alla fine per il recupero ambientale.
Poi sono stati previsti altri emendamenti che comunque consentono,
eventuali cave dismesse che siano di proprietà del demanio o di
privati che vogliono riutilizzarle, la possibilità di svolgere
anche attività di tipo diverso e la possibilità di recuperare per
alcune tipologie di scarti di lavorazione, in modo particolare
nelle cave di marmo della zona del trapanese e riutilizzare i
materiali recuperati. Su questo punto la Commissione, all'unanimità
d'accordo con l'Assessore, ha predisposto un emendamento che verrà
vuole sottoposto all'Aula.
PRESIDENTE. Ho chiesto al Presidente Vitrano, così come ho chiesto
all'assessore Di Mauro, perché in queste settimane sono state molte
le telefonate, gli interventi che hanno chiesto anche alla stessa
Presidenza dell'Assemblea essendo un tema assolutamente importante,
se c'era da fare un ulteriore approfondimento, era assolutamente
necessario.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente credo che non ce ne sia bisogno. Abbiamo ascoltato fino
a ieri il responsabile dei cavatori, le organizzazioni di categoria
e mi pare che sia tutto pacifico e concordato anche con loro. I
punti in discussione sono stati ampiamente superati anche dagli
incontri con loro e dal supporto tecnico del dirigente
dell'Assessorato, oltre che dai nostri esperti dell'Assemblea.
PRESIDENTE. E' giusto che lo dica in qualità di Presidente
dell'Assemblea. Dichiaro aperta la discussione generale.
ZITELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto un grazie
al Presidente della Commissione che ha fatto un lavoro certosino,
preciso. Certamente è un tema che riguarda ovviamente tutta la
Sicilia ma ci sono delle province dove questo settore è fortemente
interessato, immaginiamoci ad esempio alla provincia di Catania per
quanto riguarda l'estrazione della pietra lavica e quindi le cave
di pietra lavica. Prendiamoci il tempo che ci vuole, l'Assemblea si
prenda il tempo che ci vuole perché è un argomento talmente
particolare, da quarant'anni che non ci si mette mano, una vecchia
legge di quarant'anni fa, prendiamoci tutto il tempo che ci vuole
perché dobbiamo fare un lavoro preciso e certosino perché
riguarderà il futuro reale della nostra economia. Quindi, così come
diceva lei Presidente, il presidente della commissione mi darà
ragione è stato ascoltato credo anche il comparto, però è anche
ovvio prendiamo tutto quello che ci hanno detto perché dobbiamo
fare un lavoro di un certo livello che riguarderà il futuro del
nostro territorio e della nostra economia.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come ha
detto bene l'onorevole Vitrano, abbiamo avuto tutta una serie di
incontri con i portatori di interessi legittimi con i quali si è
trovata una quadra su tutta una serie di cose. Su una cosa non si è
trovata una quadra, almeno per quanto mi riguarda, vedo qualche
emendamento nuovo, perché in Commissione abbiamo votato un
emendamento presentato dal Governo che prevedeva, c'era presente il
collega, erano presenti colleghi del Movimento Cinque Stelle a
proposito della progettazione esecutiva che riteniamo una parte
debba essere corredata dai cavatori per la riqualificazione
ambientale della cava.
Cioè noi riteniamo che quando la cava si chiuderà, finirà, cesserà
il suo la sua vita, almeno già la Regione deve avere in possesso il
progetto esecutivo perché cos'è che succede?
PRESIDENTE. Parli verso di qui che non la sentono poi gli
stenografi
DIPASQUALE. Cos'è che può succedere? Può succedere che poi
perdiamo noi i contatti con queste imprese e imprenditori e la
Regione non si trova neanche i progetti esecutivi per poter
riqualificare le aree delle discariche.
Allora, noi abbiamo bisogno di una fideiussione, perché sono somme
certe, e la progettazione esecutiva. Questo è un argomento che non
è stato ovviamente c'è una diversità, una divisione, una diversità
di visione con il rappresentante delle imprese.
Cioè, io ritengo che noi come Regione siciliana dobbiamo metterci
in tasca almeno il progetto esecutivo per la riqualificazione e il
recupero delle cave.
Io quindi sono per l'emendamento che abbiamo votato in Commissione
che prevedeva questo emendamento, ora ne sto vedendo in Aula uno
che ritorna indietro, già preannuncio il mio voto contrario e
battaglia.
CASTIGLIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE. Signor Presidente, credo che quello che ha detto il
collega Dipasquale è la verità Presidente, perché ieri abbiamo
fatto, dico, abbiamo fatto decine di Commissioni per quanto
riguarda le cave e poi il Presidente ha fatto diversi incontri,
credo che ci sono stati dei confronti abbastanza animati per quanto
riguarda questo disegno di legge, però riteniamo ritengo che dopo
44 anni c'è la possibilità, credo, che oggi si possa approvare.
E ieri, Presidente, ed è vero quello che dice il collega
Dipasquale, ieri eravamo rimasti a chiusura di Commissione, che
oggi il Governo, come ha fatto l'assessore Di Mauro, ha portato gli
emendamenti che noi avevamo stabilito in Commissione e che il
progetto esecutivo - ricordo a me stesso e lo ricordo bene - doveva
essere portato
Quindi, qui sul progetto esecutivo credo che non si dovrebbero
fare altri emendamenti perché già era stato concordato da tutta la
Commissione sia della maggioranza che dell'opposizione.
Tra l'altro, ieri avevamo parlato, Presidente, tu eri presente
anche con chi si occupa di cave e quindi avevamo concordato in
maniera sincera e soprattutto già oggi potevamo portare in Aula
perché molti stanno aspettando questo disegno di legge e quindi per
un futuro migliore, soprattutto per i lavoratori che ne hanno
veramente bisogno.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Castiglione.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Zitelli. Ne ha facoltà.
ZITELLI. Signor Presidente, ribadisco ancora una volta il lavoro,
il grande lavoro fatto dalla Commissione, dal Presidente, da tutta
la Commissione.
Questo punto, il punto preciso che diceva poc'anzi il collega, che
la Regione ha la necessità di avere delle garanzie, soprattutto
visto il problema che c'è stato in passato, no?
Quindi imprenditori che non riusciamo poi a contattare, a
richiamare e quindi poi il disagio ambientale che c'è stato e ci
sono stati.
Però, una cosa, volevo mettere l'accento su un punto. Ovviamente
sì alla fideiussione per avere delle garanzie. Ma questo famoso
progetto esecutivo che si deve rilasciare non appena abbiamo, non
appena hanno l'autorizzazione a procedere a un progetto esecutivo
ma che si riprenderà probabilmente dopo quindici anni, dopo
vent'anni Quindi dobbiamo fare attenzione proprio su questo punto.
Sì alle garanzie della Regione per la tutela dell'ambiente per
farci restituire un territorio sano ma è anche vero che questo
progetto esecutivo che può essere da un lato una garanzia, voi
immaginate vent'anni dopo cosa ne rimane di questo progetto
esecutivo?
Quindi dobbiamo fare la massima attenzione, proprio su questo.
Questo è il punto importante, credo, di questa legge.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il passaggio agli articoli. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Ci sono degli emendamenti all'articolo 1.
L'emendamento 1.1. A firma Zitelli e Assenza, è mantenuto o
ritirato?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, sinceramente non capisco che
significhi scrivere in una norma "in assenza del pronunciamento
dell'autorità ambientale". Che è una facoltà? Cioè l'autorità
ambientale può non rispondere, può non pronunciarsi? Stiamo votando
l'emendamento. Forse, cioè, lui parte da...
PRESIDENTE. Infatti, ci sono dei profili che stanno vedendo gli
uffici. Sto chiedendo, infatti, a chi l'ha presentato se
eventualmente pensa di ritirarlo.
ZITELLI. L'emendamento 1.1 è ritirato.
PRESIDENTE. Così non c'è neanche il problema. Andiamo all'1.2.
Immagino sia ritirato. Onorevole Assenza?
ASSENZA. E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato ed è lo stesso dell'1.1, quello con dei
profili di illegittimità.
Allora, pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Modifiche all'articolo 12 della legge regionale 9 dicembre 1980,
n. 127
1. All'articolo 12, primo comma, della legge regionale n.
127/1980, dopo la parola autorizzazione, è aggiunta la seguente
frase presentata esclusivamente in formato digitale e sottoscritta
digitalmente».
Non ci sono emendamenti. Quindi pongo in votazione l'articolo 2.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1980, n. 127
1. Dopo l'articolo 18 della legge regionale n. 127/80 è inserito
il seguente:
Art. 18 bis.
Distanze di scavo
1. I titolari di autorizzazioni all'esercizio di attività di cava
osservano, per gli scavi correlati all'esercizio della medesima
attività, le previsioni di cui all'articolo 116 del D.P.Reg. 15
luglio 1958, n. 7 recante Regolamento di polizia mineraria e le
distanze previste dalle norme di attuazione del Piano regionale
dei materiali da cava e materiali lapidei ».
Anche questo, è senza emendamenti. Quindi pongo in votazione
l'articolo 3.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Modifiche all'articolo 19 della legge regionale 9 dicembre 1980,
n. 127
1. L'articolo 19 della legge regionale n. 127/1980 è sostituito
dal seguente:
Art. 19.
Opere di recupero ambientale
1. Il progetto di recupero paesaggistico-ambientale dell'attività
estrattiva indica gli interventi da eseguire durante i lavori di
coltivazione della cava e alla conclusione degli stessi,
finalizzati alla composizione dell'assetto topografico,
geomorfologico, idraulico e vegetazionale finale delle aree
interessate dall'attività di coltivazione, idoneo ad accogliere gli
usi e le destinazioni preesistenti nonché programmati dalla
pianificazione vigente, coerentemente con le condizioni
territoriali di contorno.
2. Il progetto di cui al comma 1 indica altresì le opere, i tempi,
i costi e le modalità di ripristino ambientale dell'area già
oggetto di coltivazione, compreso lo smantellamento finale degli
eventuali impianti previsti in sede di autorizzazione, dei servizi
di cantiere e delle strade e delle altre opere di servizio.
3. Le opere e gli interventi previsti dal progetto di cui ai commi
1 e 2, sono raggruppati in stralci funzionali da eseguirsi durante
il periodo di coltivazione della cava e la cui cronologica
esecuzione, se morfologicamente e progettualmente possibile, è
vincolante per l'attuazione dei successivi lotti dei lavori di
escavazione.
4. La progettazione degli interventi di cui ai commi 1 e 2, si
articola in due livelli:
a) progetto di fattibilità tecnico-economica che l'esercente deve
inoltrare all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
e al Distretto minerario territorialmente competente, unitamente al
deposito della domanda finalizzata ad ottenere l'autorizzazione
all'esercizio dell'attività estrattiva;
b) progetto esecutivo.
5. Per la suddivisione dei contenuti progettuali di cui al comma
4 trova applicazione il decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36.
6. Tenuto conto di quanto previsto dal comma 3 del presente
articolo e sulla base delle indicazioni fornite dallo studio di
fattibilità, è predisposto a cura dell'esercente il progetto
esecutivo da sottoporre al Dipartimento regionale dell'ambiente.
Esso è approvato con decreto del dirigente generale del
Dipartimento medesimo, di concerto col dirigente generale del
Dipartimento regionale dell'energia. Il progetto esecutivo è
redatto dallo stesso soggetto che ha predisposto il progetto di
fattibilità tecnico-economica. Nei casi di affidamento disgiunto,
il nuovo progettista accetta senza riserve l'attività progettuale
svolta in precedenza.
7. Le opere di recupero ambientale di cui ai commi precedenti sono
realizzate dall'esercente, il quale ne assume l'intero onere con
diritto allo svincolo, a completamento delle opere medesime, della
fideiussione, della polizza assicurativa o di altra idonea garanzia
stipulata ai sensi del successivo articolo 19 bis. Su richiesta
degli interessati la garanzia può essere svincolata anche
parzialmente, con cadenza minima annuale, per l'ammontare delle
opere di ripristino realizzate.
8. Per l'impiego dei materiali da scavo a fini di recupero
ambientale trova applicazione, nel rispetto delle condizioni
previste dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive
modificazioni, il decreto ministeriale 27 settembre 2022, n. 152 e
successive modificazioni. .
2. Dopo l'articolo 19 della legge regionale n. 127/1980 sono
inseriti i seguenti:
Art. 19 bis.
Garanzia finanziaria per il recupero ambientale del sito
estrattivo
1. Il rilascio del provvedimento di autorizzazione all'esercizio
dell'attività estrattiva è subordinato alla presentazione da parte
dell'istante di apposita fideiussione, polizza assicurativa o altra
idonea garanzia richiesta dall'Amministrazione regionale,
relativamente agli interventi volti a garantire il recupero
funzionale, paesaggistico, ambientale e agricolo del sito
estrattivo.
2. Nei casi di progetti suddivisi in lotti di coltivazione, la
garanzia finanziaria di cui al comma 1 può essere rilasciata per
singolo lotto, secondo le modalità e i criteri richiesti
dall'Amministrazione regionale.
3. L'importo della garanzia finanziaria è pari all'importo dei
lavori di recupero previsti dall'operatore ed è determinato in base
al prezzario regionale vigente al momento del rilascio
dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività estrattiva. Tale
garanzia finanziaria è aggiornata almeno ogni tre anni.
Art. 19 ter.
Ultimazione dei lavori di coltivazione e di recupero ambientale
1. Il titolare dell'autorizzazione, ultimati i lavori di
coltivazione e di recupero ambientale, trasmette all'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente la denuncia di cessazione
dell'esercizio, ai sensi dell'articolo 7 del D.P.Reg. 15 luglio
1958, n. 7, ai fini della verifica della completa attuazione dei
lavori di coltivazione e di recupero ambientale e della conseguente
liberazione della garanzia finanziaria di cui all'articolo 19 bis.
2. Per le finalità di cui al comma 1, i tecnici dell'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente e del Distretto minerario
territorialmente competente effettuano una visita ispettiva del
sito estrattivo e delle eventuali pertinenze all'esito della quale
provvedono a svincolare la garanzia finanziaria prestata ai sensi
all'articolo 19 bis e a prendere atto dell'ultimazione dei lavori,
ovvero diffidare il titolare dell'autorizzazione a provvedere alla
regolare esecuzione delle opere necessarie a soddisfare gli
obblighi derivanti dal progetto e dal provvedimento di
autorizzazione entro il termine stabilito dall'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente.
3. Nei casi di mancata esecuzione dei lavori indicati nella
diffida, con provvedimento del dirigente generale del Dipartimento
regionale dell'ambiente è disposta l'escussione della garanzia
finanziaria prestata per l'esecuzione delle opere di cui alla
predetta diffida, salvo l'accertamento di ulteriori danni eccedenti
la fideiussione da porre a carico del titolare
dell'autorizzazione. ».
C'è un emendamento, che è il 4.1 dell'onorevole Caronia. Mantenuto
o ritirato?
CARONIA. Ritirato, signor Presidente. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi, immagino, l'Assessore.
CARONIA. Grazie, Presidente. Allora, poiché avendo in IV
Commissione affrontato il tema, in qualche modo, potrà essere
assorbito da un ddl che è in discussione, o meglio che sarà
proposto nei prossimi giorni, da più deputati compresa me,
ovviamente, si è ritenuto di inserire questa, diciamo, disposizione
di legge, all'interno di quel ddl che è più ampio e che lo
comprende che, probabilmente, addirittura ne amplia la capienza
della portata. Pertanto lo ritiro, alla luce di queste indicazioni
che ho voluto dare.
PRESIDENTE. La ringrazio.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire all'assessore Di Mauro.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Grazie. Colgo l'invito delle dell'onorevole Caronia. E'
stato un tema molto dibattuto e noi abbiamo ritenuto che il
progetto esecutivo, bastava questa indicazione per sostenere la
necessità che l'Amministrazione regionale avesse uno strumento
operativo qualora la ditta non avesse realizzato i propri lavori.
Quindi riteniamo, eventualmente, in un disegno di legge che è già
in corso in Quarta Commissione, come sostiene l'onorevole Caronia,
di potere ritornare sull'argomento per migliorare certamente e per
renderlo più soddisfacente, sia per quanto riguarda la capacità
stessa del progetto e sia anche per quanto riguarda l'interesse
degli imprenditori, che abbiamo ascoltato abbondantemente, li
abbiamo incontrati e abbiamo, alla fine, convenuto con questa
impostazione di cui all'articolo 4.
PRESIDENTE. C'è il 4.2, è un emendamento fuori sacco a firma della
Commissione. Ce l'avete sui tablet, 4.2. Tanto io non vado veloce,
vado molto lentamente cosicché possiate essere sempre
sintonizzati .
CRACOLICI. Che numero è? 4.1?
PRESIDENTE. Sì, ma lo deve cercare, onorevole, tra i fuori sacco
ed è a firma della Commissione. E vi prego anche di leggere bene
quello che stiamo approvando, perché domani mattina mi auguro che
non si faccia qualcosa che poi possa recare un danno piuttosto che
un beneficio. Io non sto andando avanti. Sto aspettando che voi mi
diate l'ok, però è caricato nel tablet, non è che non c'è.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
questo emendamento esclude il recupero ambientale in corso d'opera
per le cave cosiddette "a fosso", dove tecnicamente è impossibile
che scavi, recuperi e l'anno successivo torni a scavare dove hai
recuperato. Quindi solo per questa tipologia di cava è escluso il
recupero in corso d'opera. È un fatto tecnico.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Capisco l'obiezione tecnica, ma dal punto di vista del
recupero, ecco Assessore, ci deve essere un momento in cui si fa il
recupero.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
È stata analizzata in maniera particolare la vicenda di alcuni tipi
di cava a fossa che, nel momento in cui si fa il primo strato,
andando a ricoprirlo nuovamente per fare il risanamento e poi
nuovamente scavare per fare il secondo stralcio, era quanto mai
inopportuno. Quindi si è stabilito in un articolo successivo che,
alla fine, si farà sempre il risanamento ambientale.
SCHILLACI. Sì, ma scrivetelo
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Lo troveremo più
avanti. Per questo tipo di cave è prevista, a parte il progetto
esecutivo, una fideiussione per l'importo del recupero e, per
evitare di mettere in difficoltà chi magari ha problemi di natura
bancaria, diamo la possibilità ai gestori di versare ogni anno la
quota di ammortamento. Quindi il recupero si fa comunque, solo che
non lo fai in corso d'opera, la fai quando non cavi più.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Innanzitutto anch'io ringrazio il Presidente per il lavoro
svolto. Per rassicurare i colleghi: allora, l'impianto del disegno
di legge che stiamo esitando prevede, come regola generale, che il
recupero ambientale, a differenza del passato, dove sono stati
lasciati i disastri che tanti di noi conoscono, venga effettuato
nel corso della coltivazione. Quindi, io presento il progetto di
coltivazione e il progetto di recupero ambientale. Il progetto di
recupero ambientale prevede che dopo che sono sceso, per esempio,
dico una fesseria, di cinque metri, devo riempire, devo recuperare
la cava.
In questo tipo di cave, siccome si va in profondità, il recupero
ambientale in corso di coltivazione non è tecnicamente possibile,
perché costringeremmo le imprese a fare il recupero e poi eliminare
le opere realizzate durante il recupero per continuare a scavare.
Sarebbe ovviamente un costo che queste imprese dovrebbero
sopportare che le escluderebbe dal mercato, peraltro. Questa è la
ragione tecnica.
Poi c'è una norma di chiusura nel disegno di legge, perché anche
le altre cave in concreto possono avere un problema di recupero in
corso di lavorazione. Però c'è una norma di chiusura che prevede -
penso che alcuni di voi sicuramente l'avranno letta - che si
verificheranno le condizioni morfologiche della cava e in ragione
delle condizioni morfologiche sarà il distretto minerario a dire se
dovrà realizzarsi il recupero in corso di cava oppure al termine
della coltivazione. Perché al di là di questo caso, che è sicuro
che il recupero non si può realizzare in corso di coltivazione, ci
sono altre cave dove in astratto sarebbe realizzabile, ma in
concreto no. Quindi rimane perfettamente nell'alveo dell'obiettivo
che abbiamo perseguito: che è quello di avere la garanzia che le
risorse ci saranno per realizzare ... dovrà eseguirla l'esercente,
ma laddove l'esercente dovesse non essere adempiente, la Regione
godrà di tutte le risorse sufficienti per potere realizzare
l'intervento.
Aggiungo - se il Presidente mi permette - che sulle cave c'è
stato, al netto degli errori che hanno commesso le imprese, di chi
diciamo non ha agito in maniera ligia e corretta, ma in passato le
imprese che esercitano e che esercitavano questa attività, hanno
versato gli oneri per il recupero ambientale, che avrebbe dovuto
effettuare il Comune sulla base delle risorse che la Regione
acquisiva ogni anno.
Ebbene, con una legge del 2021 di fatto queste risorse sono state
cancellate, la Regione si è appropriata di queste risorse per fini
di carattere generale e dunque le imprese, che avevano già versato
una parte delle risorse, con questa legge si vedono riconosciuto il
credito che sostanzialmente avevano maturato.
Quindi, se un recupero ambientale vale 100 mila euro, per essere
concreto, e un'impresa ha versato 25 mila euro, la garanzia che
verserà sarà 75 mila euro.
E anche questo disegno di legge, a differenza del passato, prevede
che la garanzia sia reale. Cioè non è come una volta che veniva
versato una fideiussione massima di 25 mila euro quando il recupero
ambientale era 100 mila euro, qui si prevede una garanzia che copre
al netto del credito maturato totalmente l'importo del recupero
ambientale.
Quindi, sotto questo profilo, io penso che la Commissione abbia
fatto un buon lavoro e che sia venuta incontro da un lato alle
esigenze delle imprese, perché accelera determinate procedure,
snellisce alcuni procedimenti, ma al contempo anche della tutela
dell'ambiente e del paesaggio che è un elemento fondamentale che
abbiamo inteso perseguire.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.
Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si Passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Modifiche all'articolo 21 della legge regionale 9 dicembre 1980,
n. 127
1. L'articolo 21 della legge regionale n. 127/80 è sostituito dal
seguente:
Art. 21
Subentro nella coltivazione
1. L'autorizzazione consente l'esercizio dell'attività di cava al
soggetto intestatario della medesima.
2. L'esercente e il soggetto che intende subentrare presentano al
distretto minerario competente per territorio domanda di subentro
nella titolarità dell'autorizzazione in formato digitale a firma
digitale congiunta.
3. Alla domanda di cui al comma due è allegata la documentazione
indicata in apposito decreto emanato dall'Assessore all'energia
entro 90 giorni dalla entrata in vigore della presente legge.
Previa verifica della idoneità tecnico-economica e della
documentazione antimafia, acquisito l'atto privatistico di
trasferimento del diritto, l'ingegnere capo emette il decreto di
subentro con la relativa voltura dell'autorizzazione, entro e non
oltre dieci giorni.
4. In caso di trasferimento del diritto per causa di morte,
l'autorizzazione è volturata, con provvedimento dell'ingegnere capo
del distretto minerario, all'erede che ne faccia domanda entro
sessanta giorni dall'apertura della successione, previo
espletamento delle verifiche di cui al comma 3.
5. Qualora succedano più eredi che intendano far valere il diritto
alla prosecuzione dell'attività estrattiva, nella domanda è
indicato il rappresentante degli stessi per i conseguenti
adempimenti amministrativi. ».
Si passa all'emendamento 5.1 dove ci sono alcuni profili di
illegittimità costituzionale.
Sull'emendamento 5.1 gli Uffici ci fanno notare che ci potrebbero
essere dei profili di illegittimità costituzionale, pertanto chiedo
intanto al Capogruppo Assenza e all'onorevole Zitelli se è
mantenuto o ritirato.
BICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento noi lo
vorremmo mantenere.
L'emendamento prevede semplicemente che per una cava che a fine di
autorizzazione non abbia completato il progetto approvato, progetto
che è stato già esitato in maniera favorevole dalla Via-Vas, possa
semplicemente completarlo negli anni successivi, con le stesse
procedure indicate dalla Via-Vas.
E' solo una dilazione di tempi. E, ovviamente, può essere
applicato solo quando già il progetto ha ottenuto il decreto di Via-
Vas favorevole, quando è stato approvato e se non è cambiato nulla,
né dal punto di vista del progetto, né dal punto di vista
ambientale, viene riproposto dilazionando semplicemente i termini.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, io ho letto l'emendamento. E' proprio
il caso specifico di chi, nonostante sia trascorso tanto tempo,
deve presentare questa comunicazione e considerato che c'è stata
già una pronuncia da parte dell'ARTA, ritornare nuovamente per
avere un trascorso che dura ovviamente mesi, e lo sappiamo tutti,
come Governo riteniamo questo emendamento ammissibile.
Poi, per carità, può succedere anche che l'emendamento venga
violato, però tengo a precisare che l'autorizzazione per la
realizzazione della cava già c'è stata, quindi sotto questo punto
di vista, come Governo, non abbiamo nulla da obiettare rispetto a
questo emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io faccio
riferimento ai rilievi che lei ha annunciato perché credo che i
rilievi nascano dal fatto che questo articolo parla di subentro,
cioè per cambio del titolare o per morte del dante causa o per
cessione a terzi della concessione.
Cioè qualunque subentro è una nuova procedura. Perché, se no,
attenzione che apriamo il mercato dei trasferimenti
Se c'è un nuovo soggetto che è titolare dell'atto concessorio, è
una nuova istanza e va trattata secondo le procedure generali,
perché altrimenti diamo valore alle... è come, una battuta, è come
i tassisti che nessuno, come dire, la licenza del tassista vale "x"
perché è a vita
Credo che noi dobbiamo stare attenti a creare sistemi di valore
economico attorno al mercato delle cessioni.
I rilievi che ha fatto l'ufficio, perché non è qui in discussione
il fatto che l'ARTA si sia pronunciato, ma il fatto che c'è un
mutamento di soggetto titolare che cambia la natura del soggetto
giuridico abilitato a fare l'attività di cava.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'Assessore Di Mauro, ne ha
facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Onorevole Cracolici, questo emendamento, questa legge è
stata veramente esaminata parola per parola.
Il presupposto dell'approvazione di questo emendamento è che non
ci siano - lo voglio leggere per avere tutta l'Aula consapevolezza
- "Nei casi in cui l'istanza di rinnovo" - a prescindere se nuovo o
se è vecchio, onorevole Cracolici, ognuno può avere la sua opinione
però abbiamo condotto un'attività all'insegna del rigore e del
rispetto di quello che era l'obiettivo del risanamento ambientale.
Continuando, ci sono delle parole precise "dell'autorizzazione
all'esercizio dell'attività di cava sottende al mero completamento
del programma di coltivazione già autorizzato, per il quale sia
stata a suo tempo esperita la procedura di valutazione ambientale"
- quindi il progetto di cava è stato esperito "in assenza di
qualsiasi modifica sia in termini di variazione della
configurazione finale della cava e della realtà fisica
preesistente, sia in termini di intervento sull'ambiente naturale e
sul paesaggio, non sarà necessario esperire una nuova valutazione
di impatto ambientale".
Poi, se il Governo nazionale dovesse impugnare questo articolo, ci
costituiremo in giudizio innanzi alla Corte per difendere
l'articolo.
A mio parere, questo è un emendamento saggio che mette le imprese
nelle condizioni di potere continuare, senza volere forzare la
mano, perché - le assicuro, onorevole Cracolici - che in questa
legge siamo stati tutti responsabili e consapevoli di fare una cosa
che, anzi, mi permetta, abbiamo cercato di stringere sempre più per
fare cose che possano definitivamente porre rimedio a tutti i siti
che sono stati regolarmente sfruttati, utilizzati, abbandonati,
sono diventati alcuni oggi orfani e abbiamo in Sicilia 511 cave,
704 cave abbandonate di cui non interessa a nessuno.
Con questo provvedimento legislativo, credo che potremmo
utilizzarli per la loro valorizzazione anche energetica.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Ciminnisi, ne ha
facoltà.
CIMINNISI. Credo di aver compreso forse il problema che pone il
collega Cracolici perché credo sia un problema di ordine
sistematico, se non ho capito male, perché l'emendamento è inserito
nella norma che riguarda il subentro nella coltivazione.
L'emendamento è effettivamente riconducibile alla questione del
subentro nella coltivazione o parliamo sempre dello stesso
esercente che esercita l'attività di cava e deve rinnovare
l'autorizzazione?
Perché se così o si fa un articolo a parte, al di là poi del
merito della questione sulla valutazione ambientale che non è
questa la questione, o si fa un articolo a parte oppure si
inserisce un inciso come incipit della norma scrivendo "fuori dai
casi di subentro", quindi escludendo - lo si subemenda - e si
esclude il caso di subentro.
Se ci può chiarire questo aspetto - ripeto -, a prescindere poi
dal merito della questione che attiene alle valutazioni ambientali
che devono essere nuovamente esperite o meno, questa è un'altra
questione, e inquadrare esattamente la norma se relativa a casi di
subentro oppure semplicemente c'è lo stesso esercente che deve
rinnovare l'autorizzazione.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire l'onorevole Bica,
Daidone, Vitrano e l'Assessore Di Mauro.
BICA. Presidente, colleghi, volevo attenzionare che anche se
l'emendamento è inserito in calce all'argomento riguardante il
subentro, riguarda l'articolo 22 della legge n. 127/80 che è
l'articolo successivo.
Quindi il subentro...
PRESIDENTE. Eventualmente, vogliamo pensare di fare una
riscrittura? Va bene, Assessore Di Mauro, prima ha chiesto di
intervenire il Presidente Vitrano. Prego Presidente.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
chiedo di accantonarlo un minuto perché credo che ci sia bisogno di
un ulteriore approfondimento. In teoria, sarebbe illegittimo però
il Cts ha la facoltà di escludere la necessità di rinnovare il Via-
Vas, quindi credo che dovremmo riformularlo in maniera un po'
diversa.
PRESIDENTE. Va bene allora accantoniamo, assessore Di Mauro?
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Se noi mettiamo 5 bis riuniamo qualsiasi ovvietà perché
è collegato a un articolo di una vecchia legge. Se mettiamo 5 bis
è un punto di chiarezza su una legge che consente a chiunque di
potere, in costanza dell'autorizzazione che è stata concessa, e
senza variazione, praticamente si applica una sorta di attività che
può continuare. Quindi, mettiamo 5 bis , non c'è bisogno di
fermare Presidente Vitrano, se è possibile presentiamo un
emendamento.
PRESIDENTE. Lo possiamo fare qui come coordinamento, giusto?
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Lo possiamo fare come attività di coordinamento, metteremo
5 bis , va bene?
PRESIDENTE. Allora, se ne occupano gli Uffici di farlo come
coordinamento formale, pertanto onorevole Presidente Vitrano
possiamo andare direttamente a votare l'emendamento 5.1.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Stiamo mettendo in votazione il 5.1, è su questo?
Eravamo in votazione, prego.
SAFINA. Gli Uffici segnalano un problema di legittimità della
norma, così come è scritta, nel senso che sarebbe sempre
obbligatoria la valutazione di impatto ambientale.
Senonché, l'ordinamento prevede che il Cts, quindi il Comitato
tecnico scientifico, possa escludere la necessità di ripetere la
Via, ovviamente su istanza. Quindi, se l'emendamento viene
riformulato nel senso di prevedere questa facoltà, cioè di accedere
con una domanda alla Cts evidenziando che non è cambiato il Piano
morfologico, non è cambiato il piano di coltivazione, ai fini di
escludere dalla Via, ebbene, se lo facciamo così facciamo una norma
legittima, altrimenti l'emendamento rischia di essere illegittimo
ed impugnato. Per questo le chiederei di accantonarlo, per
consentire di riscriverlo.
PRESIDENTE. Intanto il Governo, vuole rispondere lei? Prego,
assessore Di Mauro.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Onorevole Safina, lei indica un provvedimento legislativo
che in questo momento è corretto, si presenta l'istanza, l'articolo
1 cosa diceva 'al di fuori dei casi in cui ci vuole il Via e lo
decide il Cts, c'è l'autorizzazione che ... questa è già legge, noi
stiamo cercando di disciplinare una materia che eviti di andare a
fare nuovamente progetti, andare nuovamente al Cts, poi se si
impugna, io credo che non ci sia impugnativa ma se mettiamo 5
bis , noi rimediamo l'ostacolo perché già l'Ufficio si regola così.
Questo articolo 5 bis ha le caratteristiche di una legge -
onorevole Cracolici - questa legge, questo articolo ha le
caratteristiche della 'legge provvedimento', cioè stiamo facendo
una cosa, che in via amministrativa già si fa, e che comunque
ognuno che vuole un parere della Cts è ...della Cts o è dopo la
Cts, va comunque presentato un progetto. Quindi, è inutile che noi
ripetiamo la prassi che è prevista per legge, altrimenti noi,
onorevole Safina, non ci capiamo. Abbiamo concordato un percorso e
noi facciamo questo come 5 bis .
SAFINA. C'è una sottigliezza, è la Cts che deve agire.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Ricordiamo che il 5.1 sarà trasformato dagli Uffici in un articolo
autonomo.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1980, n. 127
1. Dopo l'articolo 22 della legge regionale n. 127/80 è
inserito il seguente:
Art. 22 bis.
Proroga temporanea dell'autorizzazione
1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 19 ter, il
provvedimento di autorizzazione può essere temporaneamente
prorogato dall'ingegnere capo del distretto minerario
territorialmente competente, su richiesta motivata
dell'interessato. Questi, qualora abbia adempiuto le prescrizioni e
gli obblighi fissati nel precedente provvedimento di autorizzazione
e alle condizioni stabilite nello stesso, può presentare la
predetta richiesta nei seguenti casi:
a) per la necessità di completare i lavori di coltivazione
autorizzati, compresi quelli di ripristino; in tal caso la proroga
può essere disposta per un massimo di due volte per periodi non
superiori a due anni per ciascuna volta;
b) nelle procedure di rinnovo dell'autorizzazione per l'esercizio
dell'attività estrattiva inerenti i progetti sottoposti alle
procedure di cui al Titolo III del d.lgs. n. 152/2006, al fine di
scongiurare l'interruzione dell'attività produttiva, qualora il
procedimento amministrativo finalizzato all'ottenimento della VIA o
del PAUR, per cause non imputabili al richiedente, si protragga
oltre il termine di scadenza dell'autorizzazione di cui è chiesto
il rinnovo.
2. L'istanza di cui al comma 1, da presentare al distretto
minerario territorialmente competente entro 90 giorni dalla
scadenza del titolo minerario, è corredata dalla documentazione di
seguito elencata:
a) dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà resa ai sensi
dell'articolo 47 del DPR n. 445/2000 con la quale l'esercente
attesta:
1) che non è variato il regime vincolistico nell'area su cui si
estende l'attività estrattiva;
2) il mantenimento della disponibilità dell'area di cava nonché
l'impegno a estendere la garanzia fideiussoria o a prestarne una
nuova per il periodo di prova richiesto;
b) la relazione tecnica attestante la situazione attuale del piano
di coltivazione e di recupero ambientale;
c) le planimetrie generali a curve di livello della situazione
attuale a scala 1:5.000 e sezioni topografiche dello stato di
fatto, longitudinali e trasversali, nel senso della massima
pendenza a scala non inferiore a 1:1.000;
d) cronoprogramma dei lavori per il periodo di proroga;
e) copia dei versamenti inerenti il pagamento dei canoni dovuti.
3. Nel caso di diniego della proroga temporanea
dell'autorizzazione, con il provvedimento del dirigente generale
del Dipartimento regionale dell'ambiente, è disposta l'escussione
della garanzia finanziaria prestata. .
Si passa all'emendamento 6.3. Anche in questo, ci sono dei profili
di illegittimità costituzionale. Chiedo, intanto, agli onorevoli
Assenza e Zitelli se è mantenuto o ritirato.
ZITELLI. Lo manteniamo.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Presidente, non possiamo accettare questo emendamento,
nonostante la buona volontà del Governo. Qui a un certo punto
recita "... in virtù del tacito diritto di proroga...". Ora, se mi
consentite, in una fattispecie così delicata - rispetto
all'ambiente - che è la realizzazione di cave, indicare una sorta
di tacito diritto di proroga vuol dire che noi non abbiamo capito
il senso di questa attività legislativa. Quindi, onorevole Zitelli,
noi siamo venuti incontro a tutto ciò che era possibile, ma pensare
pure al tacito rinnovo della proroga, per quanto ci riguarda, come
Governo, non è possibile.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Presidente, volevo, se possibile esprimere il voto
contrario del Movimento Cinque Stelle all'emendamento 5.1, perché
non so se sia stato messo a verbale.
CATANZARO. Presidente, sull'emendamento 5.1 anche il Gruppo
Parlamentare "Partito Democratico" esprime voto contrario.
PRESIDENTE. Va bene. C'è stato un invito da parte del Governo al
ritiro dell'emendamento 6.3, a firma Zitelli e Assenza.
ZITELLI. Volevo dire all'Assessore, ma non è fisiologico, bensì
soltanto in alcune condizioni, quando si stanno per completare dei
lavori. Ripeto, in alcune condizioni, quindi l'ambiente sarebbe -
ovviamente, come d'interesse di tutta quest'Aula - tutelato.
PRESIDENTE. Assessore Di Mauro, prego.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Il Governo mantiene il parere negativo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.3. Il parere del
Governo?
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il Parere della Commissione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si pasa all'emendamento 6.4 che è uguale, quindi è assorbito. Si
passa all'emendamento 6.5 a firma dell'onorevole Zitelli. Lo
mantiene?
ZITELLI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.2 a firma dell'onorevole
Assenza. Lo mantiene?
ASSENZA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.1 a firma dell'onorevole
Assenza. Lo mantiene?
ASSENZA. Lo ritiro.
SCHILLACI. Il Movimento Cinque Stelle si astiene dalla votazione
dell'articolo 6.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.
Art. 7.
Modifiche all'articolo 24 della legge regionale n. 127/1980
1. L'articolo 24 della legge regionale n. 127/80 è sostituito dal
seguente:
Art. 24.
Regolamentazione dell'attività estrattiva e della sua sospensione
1. L'attività di escavazione inizia nel termine di un anno dalla
data del provvedimento abilitativo. In caso di mancato inizio
dell'attività estrattiva nel termine predetto, l'ingegnere capo del
distretto minerario assegna al soggetto autorizzato un ulteriore
termine di trenta giorni e, in difetto, dà inizio al procedimento
per la dichiarazione di decadenza della autorizzazione.
2. I termini per l'inizio dell'attività possono, a domanda
dell'interessato, da presentare almeno trenta giorni prima della
scadenza dei termini medesimi, essere prorogati dall'ingegnere capo
del distretto minerario, con provvedimento motivato, per un periodo
massimo di centoventi giorni.
3. I lavori di coltivazione possono essere sospesi previa
comunicazione motivata, corredata da adeguata documentazione
fotografica, al distretto minerario e al comune competenti per
territorio, fino ad un massimo di tre volte nell'arco di un anno
solare. Dette sospensioni non estendono in qualsiasi caso la durata
del provvedimento autorizzativo.
4. A seguito delle comunicazioni di cui al comma 3 il distretto
minerario o il comune competenti effettuano verifiche a campione
sull'effettiva sospensione dei lavori estrattivi.
5. Le comunicazioni infedeli determinano la decadenza
dall'autorizzazione con provvedimento dell'ingegnere capo del
distretto minerario.
6. Durante il periodo di sospensione dei lavori è consentita la
commercializzazione del materiale già estratto o separato dal
monte. è consentita altresì la commercializzazione dello stesso
successivamente alla data di scadenza dell'autorizzazione.
7. La data della sospensione e quella della ripresa dell'attività
di escavazione è comunicata dal titolare dell'autorizzazione al
distretto minerario e al comune competenti per territorio nel
termine di otto giorni dalla medesima.
8. Entro il mese di gennaio di ogni anno il titolare
dell'autorizzazione comunica al distretto minerario competente il
programma annuale dei lavori che intende eseguire nell'anno in
corso e dichiarare il materiale estratto in metri cubi nell'anno
precedente con autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000.
9. L'ingegnere capo del distretto minerario competente può
disporre, non oltre il mese di marzo, eventuali modifiche al
programma per la sicurezza del personale e per la più razionale
coltivazione del giacimento.
10. Il subentrante è soggetto a tutti gli obblighi previsti dal
provvedimento originario di autorizzazione. .
Non ci sono emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura.
Art. 8.
Modifiche all'articolo 27 della legge regionale n. 127/1980
1. L'articolo 27 della legge regionale n. 127/80 è sostituito dal
seguente:
Art. 27.
Revoca dell'autorizzazione
1. Il Dipartimento regionale dell'energia, tramite i propri uffici
o su segnalazione dell'assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente o dei comuni interessati, dispone, su proposta del
competente distretto minerario, la revoca dell'autorizzazione
qualora verifichi l'esistenza di alterazioni di particolare
estensione o gravità intervenute nella situazione ambientale,
geologica e idrogeologica del territorio in cui ricade il
giacimento oggetto dell'attività di escavazione ovvero qualora
siano sopravvenuti fattori radicalmente innovativi rispetto a
quanto previsto nel programma di utilizzazione del giacimento, tali
da precludere la prosecuzione dell'attività estrattiva.
2. Con la medesima procedura, su motivata richiesta della
soprintendenza per i beni culturali e ambientali competente per
territorio, su proposta del competente distretto minerario, il
Dirigente generale dell'energia dispone la revoca
dell'autorizzazione nel caso in cui, nel corso dei lavori di scavo,
siano stati rinvenuti reperti tali da rendere la zona suscettibile
di vincolo archeologico.
3. Per quanto non previsto dai precedenti commi si applica
l'articolo 21-quinquies della legge 7 agosto 1990 e successive
modificazioni.
4. Nei casi previsti dai precedenti commi l'Amministrazione
regionale provvede all'indennizzo parametrato al valore attuale
degli impianti al netto degli ammortamenti, fermo restando
l'obbligo di recupero ambientale delle aree. .
Non ci sono emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura.
Art. 9.
Modifiche all'articolo 29 della legge regionale n. 127/1980
1. Il comma 2 dell'articolo 29 della legge regionale n. 127/80 è
sostituito dai seguenti:
2. Nei casi previsti dal primo comma, con provvedimento di
sospensione dei lavori, è disposta l'applicazione a carico del
trasgressore della sanzione amministrativa di euro 80.000, che è
aumentata del 25 per cento in caso di prima reiterazione della
condotta e del 50 per cento nel caso di successive reiterazioni.
2 bis. Le somme derivanti dalla riscossione delle sanzioni
amministrative sono destinate ad un apposito fondo in capo ai
Comuni nel cui territorio insiste il sito abusivo. Tali somme sono
utilizzate, in misura non inferiore al 50 per cento, alla copertura
delle spese relative ad attività di contrasto dell'abusivismo, al
ripristino ambientale del sito deturpato, ad iniziative di
informazione e sensibilizzazione del settore. I Comuni, con cadenza
annuale, sono tenuti a pubblicare sul sito internet istituzionale
un rapporto contenente le somme introitate e le modalità di spesa.
2 ter. Nelle aree prossime al limite di coltivazione autorizzato,
le difformità progettuali plano-altimetriche in misura superiore al
5 per cento della superficie di coltivazione o superiore al 5 per
cento del volume del giacimento autorizzato della cava, comportano
la sospensione della predetta autorizzazione fino al ripristino
delle condizioni progettuali originariamente assentite. .
Non ci sono emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura.
Art. 10.
Modifiche alla legge regionale n. 127/1980
1. Dopo l'articolo 23 della legge regionale n. 127/1980 è aggiunto
il seguente articolo:
Art. 23 bis.
Misure per la tracciabilità, il controllo e l'abusivismo
1. Al momento della comunicazione dell'inizio dei lavori di opere
edilizie il committente e la ditta esecutrice dei lavori dichiarano
che i materiali estrattivi utilizzati per l'opera siano di
provenienza da attività autorizzate.
2. Nei documenti di cui al D.P.R. 14 agosto 1996, n. 472 (D.D.T.)
o nelle fatture immediate che accompagnano il trasporto dei
materiali da cava, oltre ai dati previsti dalla norma, devono
essere annotati il numero dell'autorizzazione di cava, la data di
rilascio e la durata della stessa.
3. I comuni e le stazioni appaltanti controllano la veridicità dei
dati contenuti nei documenti di cui al comma precedente,
trasmettendo l'esito dei riscontri ai distretti minerari competenti
che accerteranno eventuali violazioni alla normativa vigente. .
Non ci sono emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura.
Art. 11.
Modifiche alla legge regionale n. 19/1995
1. All'articolo 1 della legge regionale n. 19/1995 le parole Sino
all'approvazione del Piano Regionale dei materiali da cava di cui
all'articolo 1 della LR 127/80 sono sostituite con le seguenti:
Purché ricadenti all'interno delle aree di piano comunque
denominate, primo, secondo livello o di completamento, previste dal
Piano Regionale dei materiali di cava e dei materiali lapidei di
pregio .
2. L'articolo 3 della legge regionale n. 19/1995 è abrogato .
Non ci sono emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura.
Art. 12.
Modifiche alla legge regionale n. 10/2004
1. Al comma 1, dell'articolo 2, della legge regionale n. 10/2004,
le parole da nonché fino a scala adeguata. sono sostituite
dalle parole previo esito positivo della procedura di valutazione
ambientale preliminare di cui all'articolo 6, comma 9, del d.lgs.
n. 152/2006 e successive modificazioni. .
2. Il comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale n. 10/2004 è
sostituito dal seguente:
3. Si intendono sostanziali le varianti ai progetti autorizzati
che comportano:
a) un ampliamento delle volumetrie di scavo eccedenti il limite
massimo del 10 per cento;
b) le modifiche riguardanti l'assetto plano-altimetrico della
configurazione finale approvata;
c) l'introduzione di tecniche di scavo che prevedono l'uso di
esplosivo;
d) le modifiche al progetto di coltivazione che comportano un
incremento delle garanzie fideiussorie.
3 bis. Per l'approvazione delle varianti di cui al comma 1 trova
applicazione il comma 1 dell'articolo 22 della l.r. n. 127/1980.
3 ter. Fuori dai casi di cui al comma 1, il titolare
dell'autorizzazione comunica la proposta di variante al distretto
minerario competente per territorio, il quale, entro sessanta
giorni dal ricevimento della comunicazione, si esprime sulla
sostanzialità della medesima e ne approva l'esecuzione, ferma
restando la durata dell'autorizzazione.
3 quater. I provvedimenti di carattere urgente finalizzati alla
sicurezza, di cui agli articoli 674 e 675 del DPR 9 aprile 1959, n.
128, prevalgono su ogni altra prescrizione organizzativa relativa
alla coltivazione di cave e le eventuali modifiche introdotte nel
piano di coltivazione non sono considerate varianti sostanziali.
3 quinquies. L'esercente può chiedere al distretto minerario
competente per territorio la riduzione dell'area di coltivazione
nei casi in cui essa sia stata oggetto di recupero ambientale e
siano state esperite le procedure di cui all'articolo 19 ter della
l.r. n. 127/1980. Sull'istanza l'ingegnere capo del distretto
minerario competente per territorio decide nel termine di sessanta
giorni dalla presentazione. Copia del provvedimento di
autorizzazione alla riduzione, corredata dalla relativa
documentazione cartografica indicante la porzione di cava
stralciata con descrizione dello stato dei luoghi esclusi
dall'autorizzazione e con documentazione fotografica, è trasmessa
all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente. .
Ci sono diversi emendamenti. L'emendamento 12.4 a firma
dell'onorevole Zitelli, Assenza. Il 12.3, 12.2, 12.1 a firma di
Assenza. Sono mantenuti o ritirati?
ASSENZA. Sono ritirati.
PRESIDENTE. Benissimo, allora votiamo l'articolo 12. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
Art. 13.
Modifiche all'articolo 12 della legge regionale n. 9/2013
1. Il comma 1 dell'articolo 12, della legge regionale n. 9/2013 è
sostituito dal seguente:
1. A decorrere dall'esercizio finanziario successivo alla data
di entrata in vigore della presente legge, per le attività
estrattive è dovuto un canone di produzione annuo commisurato alla
superficie di coltivazione autorizzata e ai volumi autorizzati
della cava adeguato al parametro di produzione effettiva annua,
ovvero al volume di materiale di cava estratto dal banco in un
anno solare.
1 bis. Il canone annuo teorico, definito CAT è ottenuto dalla
somma degli importi corrispondenti agli scaglioni di superficie e
di volume autorizzati riportati nelle tabelle allegate alla
presente legge.
1 ter. Il canone annuo effettivo da versare, definito CAE è
ottenuto dal rapporto tra produzione effettiva annua P, di cui
alla dichiarazione prevista dall'articolo 24 della legge regionale
n. 127/80, e la produzione media annuale da progetto, quest'ultima
definita PM, moltiplicato per il canone annuo teorico definito
CAT.
P
CAE = ---------------- * CAT
PM
1 quater. In caso di subingresso dell'autorizzazione di cava il
canone annuo teorico CAT va commisurato alla superficie di cava
autorizzata e ai volumi di giacimento residuali. .
C'è un emendamento dell'onorevole Safina, il 13.1, al quale è
stato presentato dalla Commissione un sub emendamento, il 13.1.1.
Onorevoli Vitrano, Safina c'è un sub emendamento a questo
emendamento. È un fuori sacco. Assessore Di Mauro, per favore, dia
un'occhiata a questo emendamento. È tra i fuori sacco.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Sostanzialmente, con questo emendamento e con il relativo
sub emendamento, si prevede che gli esercenti l'attività, e quindi
le cave autorizzate, in sede di nuova autorizzazione, quindi di
proroga o in sede di cambio di autorizzazione, laddove ci sia una
esposizione debitoria debbano prevedere, si debba prevedere, un
piano di rientro e laddove questo piano di rientro concordato con
l'Assessorato non venga adempiuto, ci sarà una sospensione
dell'autorizzazione e poi un'eventuale decadenza.
Quindi, serve sostanzialmente a fare mettere in regola gli
esercenti e a fare incassare alla Regione gli oneri concessori.
Solo che evita in una prima fase l'iscrizione al ruolo del tributo
dell'onere concessorio, e agevola sostanzialmente un riequilibrio
dei rapporti tra l'Assessorato e il Dipartimento delle miniere e le
imprese.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sul sub emendamento 13.1.1?
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
È approvato con l'astensione del Movimento del Gruppo del
Movimento Cinque Stelle.
Pongo in votazione l'emendamento 13.1, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso votiamo l'articolo 13. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
Art. 14.
Modifiche alla legge regionale n. 16/2016
1. Gli articoli 21 e 29 secondo comma, della legge regionale n.
16/2016, sono abrogati.
Non ci sono emendamenti, pertanto votiamo l'articolo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
Art. 15.
Norme transitorie
1. I titolari di attività estrattive in esercizio alla data di
entrata in vigore della presente legge, entro i successivi 12 mesi,
predispongono il progetto esecutivo di recupero ambientale di cui
al comma 4 dell'articolo 19 della l.r. 127/1980, da inoltrare, per
l'approvazione, al Dipartimento regionale dell'ambiente.
2. I soggetti di cui al comma 1 attivano inoltre la garanzia
finanziaria per il recupero del sito estrattivo di cui all'articolo
19 bis della l.r. 127/1980. L'importo garantito è determinato al
netto delle somme già versate a titolo di recupero ambientale.
3. Nel caso di mancata ottemperanza alle prescrizioni di cui ai
commi precedenti, il distretto minerario competente per territorio
dispone la sospensione dell'autorizzazione all'esercizio
dell'attività estrattiva. La sospensione è revocata dopo la
verifica dell'adeguamento alle suddette prescrizioni.
4. Il comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 15 maggio
1991, n. 24 è abrogato .
Allora, chiedo all'onorevole Zitelli e Assenza: c'è una
riscrittura sull'articolo 15 ed è un emendamento fuori sacco a
firma della Commissione.
Ci sono due emendamenti vostri il 15.3 e il 15.2. C'è una
riscrittura da parte della Commissione, dicevo, quindi se vi
ritrovate in quell'emendamento Prego, onorevole Zitelli.
ZITELLI. Aspetti che verifico.
PRESIDENTE. Nel frattempo, ha chiesto di intervenire l'onorevole
Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, io chiedo all'onorevole Assenza, come
capogruppo e firmatario dell'emendamento, di ritirare questo
emendamento, perché va contro ad una sintesi che si è trovata in
Commissione con il Governo, che in maniera chiara prevede due cose,
per quanto riguarda il recupero. Uno, la fideiussione, che deve
ovviamente essere pagata, e l'altro il progetto esecutivo
Mi dispiace, io non condivido quello che ha detto l'onorevole
Zitelli. Il progetto esecutivo poi dopo 15 anni il progetto
esecutivo dopo 15 anni lo sa cosa bisogna fare? Dopo 15 anni vanno
aggiornati solamente i prezzi
PRESIDENTE. Tanto, proceduralmente si vota prima la riscrittura.
DIPASQUALE. Lo so, ma siccome è una questione di garbo, è stato
fatto un lavoro, è stato fatto un lavoro all'unanimità, con il
parere anche del Governo. L'abbiamo condiviso tutti, metterlo in
discussione in Aula non ci serve. Siccome io conosco il buon senso
del mio collega.
ASSENZA. Gli emendamenti 15.3 e 15.2 sono ritirati.
ZITELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITELLI. Sì, Presidente, va bene la riscrittura del Governo.
PRESIDENTE. La ringrazio, così abbiamo risolto il problema,
onorevole Dipasquale.
Pongo in votazione l'emendamento 15.R, a firma della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 16. Ne do lettura:
"Art. 16.
Clausola di invarianza finanziaria
1. Dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge
non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della
Regione. Agli adempimenti previsti si provvede con le risorse
umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione
vigente .
L'articolo 16 non presenta emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso, prima di dare il voto finale ci sono quattro emendamenti
fuori sacco a firma della Commissione. Prima li leggiamo, diamo
tutto il tempo che serve, cose di fretta non ne abbiamo volute
fare.
Allora, c'è questo emendamento a firma della Commissione, è l'A.1.
Ha bisogno di illustrazione? Sono tutti a firma della Commissione?
Onorevole Vitrano, ce li illustra rapidamente, cosicché li possiamo
mettere in votazione?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Praticamente,
viene riconosciuta ai comuni la possibilità di affidare eventuali
cave dismesse che siano di proprietà del demanio o totalmente
abbandonate di utilizzarle per scopi sociali senza che ciò comporti
oneri a carico della Regione.
PRESIDENTE. Perfetto. L'emendamento A.2, invece?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. È quasi uguale.
Per finalità turistiche, artistiche e turistiche.
PRESIDENTE. L'emendamento A.3?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. È il rilascio
dell'autorizzazione al completamento del programma estrattivo.
PRESIDENTE. E l'emendamento A.4?
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Riguarda in modo
particolare le cave concentrate nella provincia di Trapani e la
possibilità di utilizzare gli scarti di lavorazione come
sottoprodotti e materiali inerti.
PRESIDENTE. Allora, chiediamo al Governo il parere
sull'emendamento A.1, intanto.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Aspettiamo prima di metterlo in votazione. Preannuncio
che questi eventuali quattro emendamenti saranno inseriti
all'interno della legge regionale n. 127/1980.
Pongo in votazione l'emendamento A.1 Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.2
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Scusi Presidente, io sulla finalità e l'intenzione
condivido, ma scrivere "a fini turistici", l'utilizzo delle cave
dismesse vorrei capire che intendiamo per fini turistici, facciamo
alberghi, facciamo piani specifici? Cioè "fini turistici" è
un'espressione... diciamo col turismo c'entra tutto e il contrario
di tutto Quindi una cosa è l'emendamento A.1 che ha tipizzato la
finalità didattico- educativa, la conoscenza del territorio, i fini
turistici è un'espressione che può significare tutto e il contrario
di tutto Fine turistico è un centro congressi, un grande
impianto..., sull'emendamento A.2 mantengo un dissenso di fondo.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, inoltre volevo
capire perché "con regolamento da emanare"? I regolamenti sappiamo
che difficoltà hanno nell'iter procedurale, dopodiché volevo che si
aggiungesse "sentita la Commissione competente dell'Ars".
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Comunque era
finalizzato al recupero ambientale, sicuramente non per costruire
alberghi dentro le cave
PRESIDENTE. L'emendamento A.2 è ritirato. Si passa all'emendamento
A.3 a firma degli onorevoli Bica e Assenza. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Avevo dato prima il tempo per poterli leggere, se vi
serve altro tempo ci sono altri due emendamenti, A.3 e A.4 che già
il Presidente della Commissione ha illustrato.
BICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento è a
vantaggio del recupero ambientale delle cave dismesse, cave che, se
sono dei siti dismessi e abbandonati, possono essere anche al di
fuori della perimetrazione del piano di coltivazione. La
coltivazione che viene messa lì, dà l'opportunità a un imprenditore
che dice lo devi coltivare semplicemente e rigorosamente ai fini di
essere funzionale al recupero ambientale.
Faccio un esempio pratico: nelle coltivazioni fatte cinquant'anni
fa, a volte, nei bacini marmiferi, venivano lasciate pareti
verticali anche di 30-40 metri che oggi non è più possibile
realizzare col nuovo piano cave e il regolamento, per recuperare
una parete di questo tipo si deve gradonare per poi effettuare il
progetto di recupero, quindi questa coltivazione parziale è legata
rigorosamente al piano di recupero ambientale, altrimenti questa dà
un'apertura, perché tutte quelle cave che sono abbandonate e sulle
quali non c'è più un interesse estrattivo rimarranno dei siti
abbandonati e dei siti non recuperabili perché i Comuni non le
recuperano, la Regione neanche, nessuno le recupererà Così, c'è la
possibilità che qualcuno vada a fare recupero ambientale.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che
l'onorevole Bica parla di una realtà che conosce bene, ma che è una
realtà diciamo non maggioritaria in Sicilia, perché l'attività
marmifera è relativa al territorio della provincia di Trapani, nel
resto della Sicilia... diciamo prevalentemente, ma la gran parte
delle cosiddette 700 cave dismesse riguarda materiale di inerti e
riguarda il fatto che ci sono delle voragini in giro per la
Sicilia... siti che possono essere disponibili per tutto, dal
deposito delle scorie nucleari ad altre tipologie di attività.
Quindi, Pasquasia insegna.
Onorevole, io penso che non si possa prevedere in nome del
recupero ambientale l'aumento delle aree di coltivazione e di
estrazione.
Questo è un punto fondamentale, cioè, poi possiamo parlare di
tutto, recupero è una cosa, estensione delle attività di
coltivazione è un'altra cosa. Significa che noi andiamo fuori dalla
perimetrazione a fare attività estrattiva.
Ripeto, che se può avere un senso in una logica di mera continuità
e di economia per alcune tipologie di estrazione, questa, però è
una norma generale che si applica a tutte le attività in essere,
ripeto, dove la gran parte delle attività in essere riguarda
materiale, diciamo, non di pregio, ma di utilità nell'ambito.
Quindi, io chiedo anche per questo A.3, per evitare equivoci,
interpretazioni, e cose varie, di ritirarlo.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Io credo che
dovremmo ricordare a noi stessi che la legge precedente pone
l'onere del recupero a carico dei comuni della Regione la
possibilità di estendere la coltivazione.
E' una sorta di ricompensa al proprietario che ha già pagato gli
oneri e non ha l'obbligo del recupero ambientale e dare la
possibilità di recuperarle. C'è una misura compensativa per
stimolare il proprietario di una cava abbandonata al recupero, era
questo lo spirito.
Cioè, perché dovrebbe recuperarlo il proprietario di una cava
abbandonata che ha già pagato gli oneri del recupero?
CRACOLICI. Ma sono 700 abbandonate
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Ma è il
tentativo di diminuire quelle 700 cave abbandonate. E' il tentativo
di recuperare quelle. Loro hanno già pagato l'onere del recupero.
La Regione lo ha incassato, non hanno motivo di recuperarlo
CRACOLICI. E allora noi recuperiamo un territorio che è stato
abbandonato.
VITRANO, presidente della Commissione e relatore. Tutti li hanno
pagati, il tentativo di convincerli è con una misura compensativa.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, le è stato dato atto in Commissione e in
Aula da tutti noi.
Io ritengo che non lo dobbiamo complicare il lavoro, non lo
dobbiamo affatto complicare
Sono emendamenti, questi aggiuntivi, se fossero condivisi, perché
modificandolo, dovremmo modificarlo su alcuni aspetti per salvare
le cose che dice il collega Cracolici che vanno salvate, che è il
recupero, e limitare altro.
Però, io ritengo che invece il caso - e mi appello di nuovo al
buon senso del Capogruppo Assenza - cioè di ritirarlo - perché
modificato ci vede dividerci e non caso, tutti e due.
Così possiamo andare avanti, votare e concludere l'approvazione di
questo iter.
Guardate che oggi ci siamo stati nonostante la maggioranza non
fosse tutta presente. Ci siamo stati, siamo stati presenti perché,
Presidente, noi sempre abbiamo dimostrato di stare alle cose
decise, concordate. Però non alimentiamo le divisioni.
Questi due emendamenti sono due emendamenti che rischiano
veramente di impantanare i lavori d'Aula.
Quindi, onorevole Assenza, se li possiamo ritirare tutti e due
così andiamo verso la conclusione della votazione finale.
PRESIDENTE. C'è un invito al ritiro dell'A.3.
BICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BICA. Vorrei, cortesemente, attirare l'attenzione dei colleghi,
soprattutto sulle ultime osservazioni, e di leggerlo tutto
l'emendamento.
Non è previsto un ampliamento di coltivazione, perché la casistica
per cui poi riprendere la coltivazione finalizzata rigorosamente al
recupero ambientale o rientra nei limiti del piano di coltivazione,
che aveva avuto approvato la cava abbandonata, quindi rientra nei
limiti di una perimetrazione che già era stata approvata, oppure,
nel caso in cui la conformazione finale deve essere adattata al
recupero ambientale.
Badate che questi progetti, per potere andare avanti, devono avere
l'approvazione del distretto minerario e devono avere la
valutazione ambientale dal territorio ambiente e quindi dalla CTS.
Quindi, non è che vengono fatti automaticamente, sono i progetti
che si presentano, e sono rigorosamente di recupero ambientale. Se
il recupero ambientale richiede una conformazione finale della
cava, in maniera che possa essere assentito il recupero, non è un
ampliamento della coltivazione, perché al massimo dobbiamo
rientrare nei perimetri, ma c'è scritto qui, nel perimetro
dell'autorizzazione a suo tempo avuta dalla cava.
Quindi, vi garantisco che non c'è nessun ampliamento della
perimetrazione e che, comunque, il progetto deve essere approvato
anche dalla Commissione tecnico scientifica, che deve dare il suo
parere sulla valutazione di impatto ambientale.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Safina.
SAFINA. Ho guardato e riletto, con attenzione, la norma e,
effettivamente, alcune delle perplessità, che manifestano i
colleghi del PD ci sono ma derivano, a mio avviso, da un'errata
formulazione della norma. Perché, nella prima linea, i redattori
dell'emendamento parlano di siti estrattivi anche all'esterno
dell'attuale piano di perimetrazione delle cave. Poi, quando vanno
a fare la specificazione però, alla lettera a) bisogna riconoscere
che parlano di completamento del programma di coltivazione,
previsto nel piano cave. Quindi c'è una distonìa tra la prima parte
e la specificazione.
Se, a mio avviso, si corregge e si specifica meglio questo aspetto
- mi permetto - si rimane all'interno del piano cave autorizzato
e si va perfettamente in linea con quello che diceva l'onorevole
Bica. Ossia, c'è una cava, prevista nel piano cave. L'impresa che
svolgeva l'attività di estrazione è fallita, faccio un esempio, o
non ha pagato gli oneri. Le è stata revocata, quindi,
l'autorizzazione. Arriva un subentrante, la vuole completare ma la
completa solo ai fini della riqualificazione perché, altrimenti,
rimarrà un mostro ambientale.
Se noi, secondo me, specifichiamo questi aspetti, riusciamo a
trovare la quadra e a consentire recuperi di cave che, altrimenti,
rischiano di aggiungersi alle 700 già abbandonate.
Ovviamente, mi rimetto anche ai redattori dell'emendamento, per
comprendere se c'è un accordo. Grazie.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Presidente, credo che possiamo accedere alla richiesta di
eliminare, con un subemendamento, la locuzione "anche all'esterno".
Cioè limitare questi interventi solo nell'ambito del piano cavo
esistente. E quindi si elimina...anche se poi i dettagli previsti,
nei commi successivi, evidentemente sono tutti relativi a cave
esistenti e regolarmente approvate.
Quindi se togliamo, come subemendamento, la possibilità anche
all'esterno", eliminiamo il dubbio sin dalla radice.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
CRACOLICI. Posso?
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire prima l'assessore Di Mauro.
Magari vuole risolvere...
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Presidente, sono state fatte alcune osservazioni ed è
stato annunciato anche un voto contrario all'emendamento A.4.
Sull'emendamento A.4 io ho molte perplessità.
CRACOLICI. A.4 e A.3
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Sì, lo so. Sono state fatte osservazioni all'A.3 e
all'A.4. Io sull'A.4 ho necessità di approfondimenti perché, in
generale, quando c'è lo scavo, per quello che mi risulta, è un
rifiuto. Oggi, io non sono in condizione di declinare che tipo di
rifiuto è, dove deve essere portato e così via.
Quindi, le strade sono due. O si eliminano questi due emendamenti,
nel senso di rinviare ad altra data, oppure mi fate approfondire e
rinviamo il voto, per questi due emendamenti, la prossima settimana
e anche il voto finale. Il Governo è a disposizione del Parlamento
per una conclusione fattiva.
CATANZARO. Ma è giusto.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. No, no, onorevole Catanzaro mi scusi. E' un ragionamento.
Siccome sono problemi di attività imprenditoriale, io non li voglio
bloccare, però, devo dare una risposta. Oggi, non sono in
condizione di dare una risposta. Siccome temo che si tratti di
rifiuti, e non si possono nell'A.4 esaminare così
semplicisticamente, devo consultare gli uffici, confrontarmi,
eventualmente anche limare gli emendamenti, modificarli,
sistemarli. Sia l'A.4 che l'A.3.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Presidente, solo per dirle che nel giro di mezz'ora
abbiamo votato 15 articoli di una riforma che in III Commissione,
dopo diverse settimane e mesi di confronto, ha trovato comunque una
profonda condivisione.
Poco fa, l'intervento fatto da chi mi ha preceduto, anche
dall'onorevole Dipasquale, per votare un disegno di legge ...
perché anche ieri ne abbiamo parlato in Conferenza dei Capigruppo e
abbiamo un calendario. Oggi, noi vorremmo dare il voto finale sul
disegno di legge sulle cave, che da diverse settimane rimbalza tra
Aula e Commissione. Quindi, io auspicherei, ovviamente da parte di
chi ha presentato questi emendamenti aggiuntivi al testo,
considerando che tutto il lavoro lo abbiamo svolto nel giro di 40
minuti, auspicherei - dopo l'intervento da parte del Governo che
comunque richiede un ulteriore approfondimento rispetto alla
tematica che non è cave, ma forse rifiuti - di avere il buon senso,
e lei stesso da Presidente dell'Assemblea, ad invitare chi ha
presentato gli emendamenti a ritirarli e votare il testo finale del
disegno di legge cave. Grazie.
PRESIDENTE. Un secondo, però, per fare chiarezza. Alla Capigruppo
non era stato deciso che oggi noi dessimo il voto finale. Noi, se
oggi avessimo avuto l'opportunità con la serenità di poter dare il
voto finale lo avremmo dato; diversamente era già stato detto che
sarebbe stato inserito il mercoledì. Questo per essere chiari.
Se però questi emendamenti si ritengono utili per migliorare il
disegno di legge e l'assessore Di Mauro sostiene, in maniera
assolutamente corretta, che non versa nelle condizioni di potere
dare le risposte oggi, si potrebbe pensare di fare un
approfondimento, solo per questi due emendamenti, e dare il voto
finale mercoledì prossimo, nella prossima seduta.
Come? Io faccio l'invito ai deputati, ma dall'altra parte il
Governo mi sta dicendo che potrebbero essere utili, ho capito bene
assessore Di Mauro?
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Presidente, mi scusi, io penso che oggi noi la
possiamo chiudere. In ultimo, faccia votare l'Aula, lo faccia
votare all'Aula. Se i proponenti insistono è legittimo; l'Aula
decide. Ma oggi possiamo chiudere anche questo disegno di legge,
perché chiuderlo martedì?
PRESIDENTE. Perché l'approfondimento che vuole fare l'Assessore,
piuttosto che fare una cosa magari...
DIPASQUALE. Ho capito, ma è un aspetto, Presidente, che non
risolve le questioni che sono state sollevate né da me, né da
Cracolici, né dagli altri. È un altro aspetto, per noi il tema è
diverso. Quindi se loro intendono andare avanti, votiamo, chiudiamo
e lo votiamo oggi stesso. Cioè, dico, la minoranza accelera per
chiuderlo. Comprendiamo che i colleghi della maggioranza non
vogliono ritirare i due emendamenti...
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, mi sembra addirittura che ci sia
una riscrittura da parte ...
DIPASQUALE. Perfetto, ma la riscrittura è un aspetto.
PRESIDENTE. Sì, ma la riscrittura potrebbe essere apprezzata anche
dal Partito Democratico e potremmo metterla in votazione in maniera
più serena.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Tra l'altro, mi
pare che li abbiate invitati voi alla riscrittura.
CRACOLICI. Cosa?
PRESIDENTE. Mi pare che sia stato invitato l'onorevole Bica
insieme all'onorevole Assenza a fare questa riscrittura.
CRACOLICI. Io veramente avevo invitato a ritirarlo. Detto questo,
non ci prendiamo in giro, siamo un Parlamento.
L'onorevole Vitrano, con onestà, ha detto la finalità di questa
norma, cioè si chiama recupero compensativo: per favorire processi
di eventuale recupero delle cave, si incentiva il recupero in
cambio di cosa? Ti do quella cava dismessa e compenso i costi che
tu avrai per il recupero da nuova attività di coltivazione sì, ma
fuori dal piano. Cioè stiamo vendendo l'acqua fresca Perché se 700
cave non sono state utilizzate e, comunque, non hanno avuto
interventi di recupero, ma ci stiamo prendendo in giro che c'è
qualcuno che va investire in una cava per recuperarla senza fare
attività economica? Tranne che non si voglia fare una discarica E
la discarica non è solo di rifiuti eh?
Quindi, Assessore e onorevoli colleghi, noi stiamo provando a
legiferare, a semplificare e a modernizzare una legge di oltre
quarant'anni fa, ma se con questa legge rischiamo di aprire
versanti o varchi a procedure che possono lasciare guasti peggiori
dei 700 siti dismessi, io starei con gli occhi aperti
Ecco perché io continuo a invitare i colleghi a ritirare questi
emendamenti perché, ripeto, al di là delle migliori intenzioni
poiché il recupero per farsi ha bisogno o dell'azione pubblica che
interviene per il recupero stesso o, se pensiamo di illuderci che
c'è un privato che interviene per il recupero senza averne un
beneficio, come è giusto che sia, di natura economica e, quindi, il
beneficio può essere o sull'uso della cava dismessa o
sull'ampliamento dell'attività di coltivazione.
Io ribadisco, per evitare ogni dubbio e ogni equivoco, richiedo ai
colleghi Assenza e Bica di ritirare questi due emendamenti, un modo
per essere più tranquilli tutti.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io ritengo che
sull'emendamento aggiuntivo A.4 ci possano essere delle perplessità
e delle necessità di approfondimento perché richiamano materie che
riguardano anche i rifiuti, e quindi secondo me questo è un
approfondimento che certamente non può essere fatto adesso.
Per cui, probabilmente, se i colleghi sono disponibili, io
riterrei opportuno ritirare l'emendamento A.4, mentre l'emendamento
A.3, su cui si è espresso anche il collega Safina del Gruppo PD,
con quell'aggiustamento che veniva richiesto, che evita che possa
essere utilizzato fuori dal perimetro delle cave, quindi cassando
quella parte, stiamo parlando di progetti per il recupero
ambientale, stiamo parlando di progetti che devono sottostare al
parere della CTS, quindi tutto nell'alveo della massima attenzione
giuridica e tecnica che la Commissione tecnico scientifico fa.
Per cui io lì non vedo nessun allarmismo se non l'esigenza,
piuttosto che lasciare in abbandono alcune cave, di recuperarle al
meglio. E, quindi, questi sono progetti che possono essere
valutati, poi bocciati se non ritenuti idonei, ma certamente questa
è una opportunità in più per il recupero ambientale.
Quindi, io sull'emendamento A.3, con la modifica suggerita
dall'onorevole Safina, che ha fatto propria l'onorevole Bica e
quindi è già stata presentata, riterrei che quello si possa
approvare.
PRESIDENTE. Mi sembra una proposta assolutamente equilibrata.
Se gli onorevoli colleghi sono d'accordo e se la riscrittura può
essere condivisa, potremmo pensare di andare avanti in tal senso
anche perché finora mi sembra che tutto il disegno di legge non
abbia avuto mai alcun genere di ostacolo.
BICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'emendamento A.3
stiamo provvedendo a riscriverlo, togliendo ogni ragionevole dubbio
sulla preoccupazione che possano essere ampliati i limiti di
coltivazione che erano già assentiti anche dentro il piano cave.
Per quanto riguarda l'emendamento A.4 io convengo e siamo
disponibili anche che occorrerebbe un approfondimento per non
contrastare un po' con quella che la è questione dei rifiuti.
Però, vorrei spiegare meglio ai colleghi di che cosa tratta questo
emendamento A.4.
Noi nei bacini marmiferi, dove c'erano le coltivazioni vecchie
fatte prima delle procedure attuali, dove ci vuole la valutazione
ambientale e si prevede anche il recupero dei cosiddetti rifiuti,
una volta, quando questo non era previsto, i rifiuti di cava
venivano ammassati in vere e proprie discariche di inerti, di
materiale di risulta che sono i cosiddetti ravaneti.
Quindi, noi proponiamo qua non di coltivare, non di aprire nuove
coltivazioni, di andare a togliere quelle che sono le vecchie
discariche delle cave che avevano abbandonato lì questi pezzi che
erano informi, che non potevano essere utilizzati ai fini della
commercializzazione del marmo, ma che invece possono avere una
fruibilità ai fini della frantumazione in appositi depositi e
questo mi comporta di liberare aree di bacino marmifero che possono
essere utilizzate, di riqualificare quell'area, è giusto, e mi
impedisce tra l'altro di fare nuove coltivazioni di inerti, perché
questo materiale può essere pienamente riutilizzato.
L'impatto visivo del ravaneto, della discarica della cava, è
superiore al taglio della cava stessa.
Questo secondo emendamento, sul quale sono d'accordo occorra un
approfondimento per non cozzare sull'interpretazione del rifiuto,
mira semplicemente a togliere il cumulo di cataste di pietra che
non era utilizzabile, ai fini della commercializzazione del marmo,
e quindi va chiaramente a riqualificare una zona e va a togliere
queste montagne di detrito che sono abbandonate.
Questo era il principio e lo scopo del tipo di emendamento.
Concordo col fatto che sia opportuno un approfondimento,
semplicemente per non cozzare con l'interpretazione del rifiuto,
tutto qui
Perché il rifiuto, questo materiale per completare l'intervento...
PRESIDENTE. L'emendamento A.4 è ritirato?
BICA. Sì, ad approfondirlo, quantomeno, per chiudere la cosa.
Attualmente, con i piani di coltivazione, quelli autorizzati che
sono in corso, questo materiale viene venduto ai frantoi per farne
pietrisco. Una volta non era così e veniva abbandonato in loco.
Quindi, togliere il ravaneto non significa fare altri tagli, altre
cave, significa togliere la montagna di detriti che è stata
abbandonata nelle coltivazioni vecchie.
PRESIDENTE. Sull'A.3, c'è questa riscrittura già sui tablet.
Se va bene, la guardiamo un minuto, diversamente la mettiamo in
votazione e l'Aula si determina.
L'emendamento A.4 è ritirato.
Se lo volesse leggere, onorevole Cracolici, ma non è ancora sui
tablet, scusate
Quindi, l'emendamento A.4 è ritirato, all'emendamento A.3 c'è una
riscrittura.
Stiamo caricandola sui tablet, la si legge, se c'è condivisione si
vota, così come prima, diversamente si mette in votazione e l'Aula
si determina per come meglio ritiene.
Colleghi intanto, se volete, sul tablet trovate l'emendamento
A.3.R, appena caricata.
Sospendo la seduta per 5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 18.09)
PRESIDENTE. La seduta riprende. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Bica.
BICA. Onorevole Presidente, ritiriamo gli emendamenti in
questione, sia A.3 che A.4.
PRESIDENTE. Va bene. Grazie. Gli emendamenti A.3 e A.4 sono stati
ritirati.
Adesso c'è l'Assessore Turano. Onorevole Vitrano, un minuto di
attenzione, così finiamo con questo disegno di legge.
Onorevole Catanzaro, ci sono due emendamenti così come sono stati
inseriti all'interno del disegno di legge di prima, il 692, che
sono degli emendamenti, credo di natura assolutamente tecnica. Ci
sono degli errori che sono stati fatti, e allora si sta vedendo,
così come abbiamo fatto prima, di rimediare. Ciò non di meno,
siccome ho spiegato che in quelli c'era la condivisione di tutti i
Capigruppo, se c'è la stessa condivisione si va avanti,
diversamente no.
Ha facoltà di parlare l'assessore Turano.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, posso illustrare i due emendamenti A.6 e A.7?
Nel collegato alla legge finanziaria, nel maxiemendamento che
abbiamo approvato l'ultima notte, sono stati inseriti due
emendamenti: il primo emendamento, scritto bene dagli Uffici,
prevede di adeguare il compenso dei revisori contabili delle scuole
a quello previsto dal decreto del Ministero della pubblica
istruzione e del merito e il Ministero dell'Economia e delle
finanze. In quel decreto, è scritto 2.500 euro. Per un mero errore,
è stato inserito qua che 2.500 euro vanno al Presidente e 2.300
euro al componente. Ma non c'è una differenza tra Presidente e
componente, e si tratta soltanto di adeguare il compenso. Non c'è
nessun onere aggiuntivo perché viene pagato dalle scuole.
Col secondo emendamento, signor Presidente, è stato commesso un
errore, l'ufficio che governa le scuole paritarie ha 28 dipendenti,
avevamo pensato di trasferire i dipendenti alla funzione pubblica,
ci siamo accorti che è stato trasferito l'intero ufficio alla
funzione pubblica, e siccome i 28 dipendenti hanno sessant'anni, e
stanno andando in pensione, si tratta soltanto di continuare con la
vecchia procedura, L'ufficio continuerà a pagare gli stipendi fino
al pensionamento perché non si possono fare più assunzioni, ed è ad
estinzione.
Sono due meri errori inseriti nel collegato che chiedo di
correggere.
CRACOLICI. E il secondo quale è?
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
L'ufficio delle scuole private che viene gestito dal dottore Ballo
ha 28 dipendenti, avevamo pensato di trasferire i dipendenti alla
funzione pubblica, ma è un errore, perché abbiamo trasferito tutto
l'ufficio, quindi si tratta di ritornare alla vecchia procedura,
così come prevista negli ultimi trent'anni, dove fino al
pensionamento questi saranno pagati dalla funzione pubblica.
PRESIDENTE. Colleghi scusate, l'Assessore li ha illustrati, adesso
sono caricati sui tablet, se c'è condivisione da parte di tutti
bene, diversamente niente.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Sull'ordine dei lavori
LA VARDERA. Signor Presidente, soltanto sull'ordine dei lavori,
sulla metodologia, se questa cosa non è stata discussa nella
Conferenza dei Capigruppo è corretto, come dire, non portarla in
votazione, perché questo è il tema, se in Capigruppo non si è
discusso...
PRESIDENTE. Ho fatto questa premessa
LA VARDERA. No, ma infatti io voglio dire la mia. Siccome, non è
stata oggetto di discussione nella Capigruppo, per quanto ci
riguarda, mi riservo, diciamo, di non essere d'accordo
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'Assessore Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Onorevole La Vardera, ci sono delle difficoltà a pagare gli
stipendi...
LA VARDERA. Non è il merito, può essere la cosa più bella del
mondo
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Sto parlando di fatti tecnici, posso dire una cosa? Siccome però
l'Aula è sovrana, con il consenso dell'Aula, io sto chiedendo di
risolvere due problemi tecnici, così come per i revisori dei conti.
Onestamente, sono due fatti tecnici, non mi sarei permesso di
inoltrare richieste all'Aula inopportune se non fossero condivise,
ma sono due sciocchezze tecniche.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, allora per quanto riguarda i due
emendamenti sono veramente diciamo correttivi dal punto di vista
tecnico, quindi li abbiamo letti, è reale quello che dice il
collega La Vardera del fatto che in Conferenza dei Capigruppo
avevamo stabilito un percorso, però ritengo che siccome sono
proprio correzioni di aspetto tecnico, per quanto mi riguarda, poi
è chiaro con gli altri Capigruppo si può procedere tranquillamente.
PRESIDENTE. Io la ringrazio, onorevole Catanzaro, però voglio fare
un chiarimento con l'onorevole La Vardera. Alla Capigruppo sono
state proposte due leggi che avevo chiesto che venissero
modificate, perché probabilmente sono state approvate in maniera
assolutamente errata, ed erano quella degli ottici e quella degli
enti di formazione. Al contempo, alla Capigruppo è stato detto -
colleghi vi prego un secondo di attenzione, perché così abbiamo
sempre un metodo di lavoro - è stato detto durante la riunione dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, altresì, che se ci fossero
state altre norme, che fossero state condivise da tutti i
Capigruppo, si potevano comunque portare e vedere, tant'è che
l'onorevole Venezia, se non ricordo male, ha portato una norma che,
avendo la condivisione di tutti, è stata oggi votata, così come non
ricordo quale altro deputato ha portato una norma che trovava la
condivisione tutti.
Quindi le dico, se c'è condivisione da parte di tutti, nel merito
della questione, bene, diversamente non si mette neanche in
votazione, però non si sta facendo un'eccezione, si è fatta, ma era
già concordata alla Capigruppo.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono
entrato nel merito di quello che ha detto l'assessore Turano, che è
condivisibile, era sul metodo, siccome sul metodo ci siamo
chiariti, e devo dire che c'è condivisione anche dagli altri
Capigruppo, condividiamo anche noi.
Riprende il seguito del ddl 239/A
PRESIDENTE. La ringrazio per la sua apertura. Pongo in votazione
l'emendamento A.7. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.6. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
Art. 17.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
239/A
Riordino normativo dei materiali da cave e materiali lapidei
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
Riordino normativo dei materiali da cave e materiali lapidei
(239/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Presenti 51
Votanti 30
Maggioranza 16
Favorevoli 30
Contrari 0
Astenuti 12
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Di Paola di sostituirmi. Ha
chiesto di intervenire ai sensi dell'articolo 83 l'onorevole La
Vardera. Ne ha facoltà.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
interno
Comunicazioni ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento
interno
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
intervenire rispetto a una vicenda che abbiamo letto dalla stampa e
che veramente come Gruppo parlamentare Sud chiama Nord ci
rincresce, perché leggere che il Presidente Schifani, nei giorni
scorsi, aveva promesso, da sue parole, che avrebbe in qualche
maniera difeso la norma, l'emendamento a firma La Vardera, del
Gruppo Sud chiama Nord , condiviso pienamente anche con il nostro
leader Cateno De Luca, la presidente Laura Castelli, una norma
importante per il buon senso, che dava la possibilità alle vittime
di violenza e agli orfani, di poter essere assunti nel comparto
regionale.
Leggiamo sui giornali che il Consiglio dei Ministri ha impugnato
questa norma, e che il Presidente Schifani, come se nulla fosse,
nonostante l'ha ritenuta e la ritiene una delle norme fondamentali
della finanziaria, mi ricordo i giorni alle ore successive di
questa norma c'era la gara e la rincorsa a chi doveva intestarsi
questa norma, per noi era stato un grande onore il fatto che tanti
gruppi politici condividevano questa norma, anche a livello
nazionale, tanti parlamentari di maggioranza, di opposizione,
Fratelli d'Italia, c'era la corsa a chi doveva intestarsi questa
norma
Leggo, perché questo è il tema di questa faccenda, che il
Presidente Schifani nelle ore precedenti mi manda un messaggio
Whatsapp, e lo dico perché sono cose pubbliche, che hanno a che
fare con l'intera nostra Regione, mi dice "onorevole La Vardera,
difenderò questa norma con le unghie, con i denti e con il cuore"
parole dell'onorevole Presidente Schifani fino a quattro giorni fa
Leggiamo, ieri, che tra le 40 norme impugnate, 33 poi sono passate
e tra queste, questa norma che appunto non è passata, la norma che
prevedeva l'assunzione delle vittime di femminicidio e degli
orfani.
Norma che, come dire, molti in questo Parlamento hanno condiviso,
altri no, per carità, nel rispetto della dialettica. Per l'ennesima
volta, però Schifani ha dimostrato l'incapacità di difendere una
norma che era sacrosanta.
Cioè, noi abbiamo avuto la possibilità di essere, di arrivare
prima rispetto ad altre Regioni, di arrivare prima, e la Presidente
Meloni, come se nulla fosse, con zero sensibilità, decide di non
stare dalla parte di chi ha subito violenza. Decide di non stare
dalla parte di quegli orfani che hanno perso i loro genitori,
perché, ovviamente, spesso e volentieri, sono vittime per due
volte
Perché chiaramente i padri, giustamente, vanno in galera e le
madri non ci sono più, perché - come dire - perdono la vita e
avevamo dato la possibilità di avere una dignità a quegli orfani.
E invece cosa succede? Il Consiglio dei Ministri impugna questa
legge, la Meloni, che dice tanto di essere a favore delle vittime,
impugna questa legge e cosa succede? Questa legge viene impugnata,
non ci sarà la possibilità di dare loro una, comunque, dignità.
E allora su questa vicenda, io - e lo dico anche all'onorevole
Savarino, che ringrazio, che è stata una delle promotrici insieme
al Gruppo Sud chiama Nord , il Gruppo del PD - ebbene, ritengo che
il Presidente Schifani per l'ennesima volta è stato servo sciocco
di Roma e non ha avuto il coraggio di difendere una norma
sacrosanta.
Tante di quelle norme che sono state impugnate, poi alla fine c'è
stata una trattativa tra Falcao, come dice il buon Cateno,
meravigliao, e il Governo nazionale, e poi quelle norme sono
passate E su una norma di buon senso che dava dignità a degli
orfani che hanno perso tutto, perché, ovviamente, purtroppo, ci
sono dei drammi e delle tragedie disumane e inumane, noi diciamo
"no, quella la impugniamo ". Come è stata fatta questa trattativa
Assessore Falcone, ci dica qual è stato il criterio secondo cui
alcune norme sono state lasciate passare tra le altre norme, e
questa non c'è. Ce lo dica
Solo che in questo momento c'è il silenzio tra le persone che
guardano questa Assemblea e questo Parlamento. È disarmante vedere
che nemmeno un Assessore è rimasto ad ascoltare gli interventi dei
deputati.
E leggiamo sui giornali che questa norma di buon senso quante - mi
permetto di dire - porcherie negli anni questo Parlamento a volte
ha approvato? Quante cose non giuste questo Parlamento a volte ha
approvato?
E quando c'è da approvare una norma così importante, e da
difenderla con le unghie, con i denti e con il cuore? Schifani su
Whatsapp questo messaggio mi hai mandato: "onorevole La Vardera la
difenderò questa norma con le unghie, con i denti e con il cuore".
Ma quale cuore?
Lei, Presidente, sotto questo punto di vista, è un debosciato
politico
E glielo dico senza se e senza ma Un debosciato politico
Perché avrebbe dovuto difendere questa norma, e invece l'ha data
in pasto a un Governo nazionale che ha fatto sì che questa norma
venisse impugnata
Vergogna Vergogna, Assessore Falcone, che l'indomani di questa
norma se ne è andato a una manifestazione sulle vittime e le
violenze sulle donne a Catania, a rivendicare quella norma come se
fosse sua E come se nulla fosse, poi, quella norma se l'è fatta
bruciare senza averla difesa Vergogna
Noi, ovviamente, come Sud chiama Nord , abbiamo lanciato un
appello, e se il caso ci andremo anche ad incatenare sotto Palazzo
Chigi, lo diciamo senza se e senza ma. Perché rivendichiamo quella
norma, che era una norma di buon senso, e che era un'opportunità
che a questa Sicilia è mancata.
Siamo stati ricordati a livello nazionale per la prima volta come
la Regione che fa prima qualcosa, non come fanalino di coda
Per la prima volta i media nazionali hanno parlato della Sicilia
come una Regione virtuosa, una Regione che era arrivata prima E in
questo caso, per l'ennesima volta, verremo ricordati come la
Regione che è stata beffata da questo scranno
E mi auguro, anche colleghi delle opposizioni, che difenderemo
questa norma, la ripresenteremo, onorevole Saverino, un disegno di
legge, se è il caso, apposito, perché possa in qualche maniera
andare avanti e nelle Commissioni, e possa essere difeso il
sacrosanto diritto di mettere la possibilità di colmare un vuoto
normativo.
Concludo, concludo e dico a quelli che hanno pensato che noi
potessimo strumentalizzare delle faccende di questo tipo.
Ho letto sui giornali di tutto e di più. Ho letto anche delle
dichiarazioni di qualche giornalista che scrive sui giornali una
cosa, e poi su Facebook, dimenticandosi anche il ruolo che
esercita
Perché io lo sono giornalista, e so che quando tu scrivi anche un
post sei comunque un personaggio pubblico, esprimi pareri che sono
veramente spiccioli e disarmanti.
Ricordo a quei giornalisti che non abbiamo voluto strumentalizzare
proprio nulla, volevamo dare una norma di buon senso per riempire
un vuoto normativo. E se questo è strumentalizzare, allora io lo
strumentalizzerei altre trenta volte un caso di questo tipo Se
strumentalizzare significava avere avuto il plauso di tutte le
associazioni che ci hanno detto "finalmente qualcosa si è mosso"...
sì, era perfettibile, è vero, si poteva migliorare, è vero,
potevamo fare un migliore lavoro, è vero, ma potevamo farlo tutti
insieme, non impugnandola e perdendo questa grande opportunità
Governatore Schifani, se c'è batta un colpo Assessore Falcone, se
c'è batta un colpo, perché se non lo farà sarà registrato alla
storia come il Governatore più debosciato della storia e della
Regione siciliana.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera. Prima di intervenire,
onorevole Saverino, il percorso che può essere fatto comunque,
anche se questa norma è stata impugnata e sappiamo tutti, siamo
tutti sensibili, siamo tutti sensibili a questa norma, però è
possibile comunque fare un percorso di Commissione e d'Aula, in
maniera tale da eliminare, poi successivamente il motivo del
contendere e, con un disegno di legge, così come diceva l'onorevole
La Vardera, è possibile andare a fare la legge in maniera completa
e correggere l'impugnativa, così come è già stato fatto in passato
con altre con altre norme. Quindi questo è un percorso che possiamo
fare, nelle Commissioni e poi in Aula, in maniera tale da sistemare
e correggere l'impugnativa.
SAVERINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Anche l'onorevole La Vardera e Presidente la ringrazio.
Quello che vorrei, un attimo però, sottolineare, così anche lo
comprendiamo noi tutti, la norma, quella sulle donne che sono state
violentate, e quindi mantengono anche la traccia di questa
violenza, che sono state appunto segnate in volto e, mi viene anche
difficile dirlo onestamente, sfregiate, allora, noi avevamo chiesto
la norma dell'onorevole La Vardera, che era quella che chiedeva la
possibilità di essere assunte, di essere inserite per poter farle
ritornare ad una vita normale nel mondo del lavoro.
Noi, come Partito Democratico, poi, avevamo fatto quest'altra
norma dove chiedevamo il riconoscimento, ed era collegata
all'articolo 13, della nostra legge regionale, dove insieme ai
centri di violenza, le case famiglia, riconoscevamo anche il
sostegno economico agli orfani vittime di femminicidio.
E chiedo, visto e considerato che ci sono stati pareri
contrastanti, questo era nel nostro collegato che non è stato
impugnato Quindi, credo che la norma che riguardi gli orfani
vittime di femminicidio ancora è una norma esistente, vigente,
perché il nostro collegato non è stato impugnato. Quindi chiedo,
qua ci sono anche... Presidente sbaglio, o è così? Così, giusto,
togliamo anche questa, perché c'è questo dubbio che permane, quindi
così...
PRESIDENTE. Onorevole Saverino, lei ha ragione perché ancora il
Consiglio di Ministri non ha impugnato. I tempi non sono ancora
scaduti, quindi, potrebbe nei prossimi giorni. Al momento, non ha
impugnato e, ad oggi, perché oggi c'è stato pure un Consiglio dei
Ministri, ad oggi non ha impugnato.
SAVERINO. Quindi io, giusto perché così diventa anche un
messaggio. Siccome si sta facendo, anche tra le associazioni, si
sta creando questo dubbio, così è chiaro che fino ad oggi la norma
è vigente. Tra l'altro, è stato anche inviato all'assessorato il
riconoscimento del fondo a cui si dovrebbe agganciare questa norma.
Quindi, in questo momento noi abbiamo un fondo, c'è un fondo con un
finanziamento, è una norma ancora vigente. Speriamo.
PRESIDENTE. Onorevole Saverino, ha fatto bene a intervenire per
precisare, così almeno chiariamo un po' il tutto. La norma ad oggi
... perché il collegato ancora non è oggetto di impugnativa; poi
sicuramente ci sono state delle osservazioni, quindi ancora la
materia del contendere si sta discutendo.
Successivamente, quando il Consiglio dei Ministri deciderà, ci
sarà la comunicazione, così come avviene volta per volta, ci sarà
una comunicazione ufficiale da parte del Consiglio dei Ministri che
andrà ad impugnare, eventualmente, delle norme all'interno di quel
Collegato.
Ad oggi, in maniera ufficiale, chiariamolo bene, non c'è nessuna
impugnativa. Ad oggi, perché gli Uffici mi dicono che c'è stato un
Consiglio dei Ministri proprio oggi, che è terminato alle 17.10, e
al momento non c'è nessuna impugnativa. Quindi la materia del
contendere può essere ancora risolta.
Dopodiché, ho consigliato all'onorevole La Vardera che, nel caso
in cui la norma fosse impugnata, comunque, noi come Commissione e
Assemblea siamo pronti, successivamente, se c'è la volontà, a
presentare un disegno di legge che va ad abrogare il motivo del
contendere, e a fare la norma in maniera corretta.
SAVERINO. La ringrazio per questo, perché naturalmente, appunto,
sono disponibile a lavorare insieme al collega e, naturalmente, a
tutta l'opposizione, e insomma a chiunque voglia lavorare, come
dice lei, su questo disegno di legge. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole. È iscritto a parlare l'onorevole
Burtone. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Spada.
BURTONE. Presidente, nei mesi scorsi personalmente, ma anche altri
parlamentari del Partito Democratico, i parlamentari del suo Gruppo
di appartenenza, del Movimento Cinque Stelle, abbiamo contestato il
modo di procedere da parte del Governo su un'iniziativa espressa
negli anni scorsi dal Governo nazionale: l'aiuto a quelli che sono
in difficoltà, il reddito di cittadinanza.
Una modifica che è stata espressa dal Governo Meloni, e che noi
abbiamo da subito messo sotto accusa, perché io personalmente,
leggendo la norma, ho individuato alcune perplessità, un modo di
procedere accelerato, che non trovava a mio parere alcuna
giustificazione.
Debbo dire che con speranza ho più volte seguito le modifiche che
sono state apportate al provvedimento, ho raccolto informazioni per
verificare quali fossero le procedure; ho più volte pensato che
passasse all'interno del Governo l'idea di qualche modifica da
fare. E, invece, stiamo costatando, Presidente, che ogni giorno la
situazione diventa più critica. C'è una nuova denominazione:
"assegno di inclusione".
I risultati nella comunità sono nefasti perché, intanto, una parte
importante di quelli che erano i percettori di reddito di
cittadinanza sono stati esclusi. A loro è stato detto: voi avrete
un percorso di occupabilità, siete idonei a trovare lavoro. Questo
lavoro si cerca, probabilmente, si indica come ipotesi, ma non si
trova facilmente. Tanto che il Governo ha aggiunto: prima di questa
occupazione sarete chiamati a fare un corso di formazione e per
questo corso di formazione sarete pagati. Quindi la speranza
presente nelle nostre comunità, Presidente, era quella che fosse
dato un aiuto comunque parziale, a questi che sono stati sempre
visti come usurpatori e, invece, come si è visto, erano persone che
erano veramente in difficoltà. Sono in difficoltà Hanno famiglia,
probabilmente con ragazzi che hanno superato i 18 anni, sono
cinquantenni, non sono sessantenni, però trovano problemi a trovare
occupazione
Si sperava che comunque un aiuto, per un periodo limitato, venisse
loro dato a seguito della frequenza in questi corsi di formazione.
Signor Presidente, questi corsi di formazione sono diventati
un'araba fenice. Non iniziano mai
Non iniziano mai Se ne parla, addirittura, si dà una
denominazione che richiama eventi sportivi, gol, come se si
raggiungesse un risultato, lo si enfatizza Debbo dire che è
veramente scandaloso che ciò avvenga
Sono mesi e mesi che si parla di questo inizio di un percorso
formativo e non si sta realizzando, e questi soggetti, signor
Presidente, sono diventati invisibili per il Governo nazionale. Mi
dispiace dirlo, anche per il Governo regionale, qui assente.
Lo avrei detto agli assessori se fossero stati presenti. Sono
diventati invisibili
Non sono invisibili però nei comuni, signor Presidente Io sono
sindaco, lei lo sa, di una comunità, Militello in Val di Catania, i
cittadini vengono, e non sono i bamboccioni che qualcuno diceva
seduti comodamente nel salotto a giocare con la playstation
Sono soggetti che hanno famiglia, che si trovano in difficoltà e
che mortificano le istituzioni perché chiedono di poter essere
messi nelle condizioni di alimentare la propria famiglia.
Quindi, signor Presidente, io faccio un richiamo al Governo: si
muovano, cerchino di capire, attivino questi corsi. Da che cosa
dipende?
L'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale era
qui, però io so che ci sono tanti problemi che sono irrisolti e che
non trovano assolutamente una sponda da parte delle istituzioni.
Tutto è a carico dei comuni
Ora, addirittura, dicono in alcuni uffici, i comuni potrebbero
sostituire i corsi di formazione, cosa che a loro sembra facile,
con i progetti di utilità collettiva.
Io che ho attivato da sindaco nei mesi scorsi i progetti di
utilità collettiva so che non è una cosa semplice. Se così fosse lo
si dica Lo si dica
Non si attenda la difficoltà dei cittadini Non si inaspriscano le
nostre comunità
Noi non possiamo più aspettare, bisogna dare una risposta
Così come, signor Presidente, e vado alla conclusione, le
difficoltà ci sono anche per quelli che sono stati indicati come
percettori dell'assegno, perché la questione centrale sta
diventando la informatizzazione delle domande.
Mi si dice che tutto deve essere informatizzato, quindi debbono
passare da un patronato. E se la domanda è sbagliata, la domanda
deve essere totalmente ripresentata, perché nessun ufficio la può
cambiare. E siccome ci sono delle scadenze precise, quando si
presenta la domanda, entro 120 giorni bisogna fare poi un colloquio
con l'assistente sociale del comune di residenza, questi rischiano
di non prendere questo assegno.
Allora io credo, signor Presidente, che il buon senso debba
indicare una strada al Governo nazionale, lo si spera, ma sappiamo
che il Governo nazionale, che qualcuno qui indicava come Governo
amico, non si interessa dei problemi di chi è in uno stato di
grande disagio
Purtroppo verifichiamo che anche il Governo regionale è assente.
Non si lascino i comuni soli E soprattutto non si metta nella
condizione di mettere in continua fibrillazione chi è in uno stato
di disagio
Non aspettiamo momenti più difficili. Interveniamo subito
PRESIDENTE. Grazie onorevole Burtone per il suo intervento, e
anche per testimoniare questa situazione di disagio che vivono
molti siciliani.
Tra l'altro, onorevole Burtone, questi corsi non portano a una
sicura occupazione, quindi è una situazione veramente particolare
che è bene comunque che l'Assemblea poi, in qualche modo, provi
anche a trovare delle possibili soluzioni.
È iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi quest'oggi abbiamo
approvato un emendamento al disegno di legge che riguardava il
turismo, che di fatto ha nuovamente disciplinato un'attività su cui
eravamo già intervenuti durante questa finanziaria, che riguarda
l'attività degli ottici.
Durante la finanziaria era stato abrogato l'articolo 12 del 2004,
articolo abrogato su mia proposta, che - nei fatti - aveva creato e
ha creato una condizione di stallo all'interno dei vari comuni, ma
soprattutto all'interno dell'Assessorato delle attività produttive,
perché l'abrogazione dell'articolo 12 del 2004 aveva in qualche
modo reso e fatto ritornare nuovamente la disciplina del '95, come
quella che determinava l'apertura di un'attività di ottico
all'interno di un comune.
Quest'oggi abbiamo nuovamente emendato quella norma, ovvero
l'articolo 71 della legge n. 25 del 1995, riducendo da 10.000
abitanti a 5.000 il numero di attività di ottico che si possono
aprire all'interno di un comune.
Siamo consapevoli del fatto che oggi questa norma è una norma del
tutto inusuale, soprattutto all'interno di una Nazione della
Comunità europea, in cui non c'è nessun tipo di limite
nell'apertura degli esercizi commerciali e di ottici.
Ci rendiamo, però, anche conto che, da questo punto di vista,
diversi ottici che dall'oggi al domani si trovavano eliminato
quello che era il loro "TFR" perché la licenza di ottico aveva,
fino a prima della finanziaria, un valore anche economico, abbiamo
ritenuto di dover modificare ulteriormente questa norma, e quindi
consentire la possibilità di ridurre - sì - il numero di abitanti
per l'apertura di un esercizio commerciale di ottici, portandolo da
10.000 a 5.000, riservandoci la possibilità eventualmente di
abbassare ulteriormente questo numero, attraverso un confronto che
dovrà essere fatto con Federottica e con i rappresentanti di
categoria che, materialmente, poi disciplinano tutta quella che è
l'attività connessa agli ottici.
Sono voluto intervenire, Presidente, perché così come sono stato
il proponente dell'iniziativa che abrogava la norma del 2004, sono
stato sempre io a proporre questa ulteriore modifica con il
supporto e il sostegno della Presidenza, e anche dei colleghi di
maggioranza.
Spero che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi si possa
arrivare in Commissione ad affrontare in maniera organica tutta la
disciplina.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 26
marzo 2024, alle ore 11.00, con all'ordine del giorno la relazione
della Commissione antimafia e poi, a seguire, con la discussione
delle mozioni che sono state stabilite in Capigruppo.
La seduta è tolta alle ore 18.42 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
IX SESSIONE ORDINARIA
102a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 26 marzo 2024 - ore 11.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DELLA RELAZIONE ANNUALE DELLA COMMISSIONE
PARLAMENTARE D'INCHIESTA E VIGILANZA SUL FENOMENO DELLA MAFIA E
DELLA CORRUZIONE IN SICILIA PER L'ANNO 2023 (DOC. III)
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 157
IV -DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI, INTERPELLANZE E
INTERROGAZIONI CONCERNENTI LE PROBLEMATICHE DELL'AGRICOLTURA (VEDI
ALLEGATO)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio