Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.23
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico i congedi degli onorevoli Safina e Giuffrida
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e interpellanze della Rubrica:
Autonomie locali e funzione pubblica
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e interpellanze della Rubrica Autonomie
locali e funzione pubblica .
Ringrazio l'Assessore per la presenza, e iniziamo con
l'interrogazione 456 "Notizie in merito all'utilizzazione delle
risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane" a firma
dell'onorevole Venezia ed altri. Prego Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Grazie, Presidente. Saluto tutti i colleghi deputati presenti.
Rispondiamo all'interrogazione dell'onorevole Venezia, quale primo
firmatario, riguardante notizie in merito all'utilizzazione delle
risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.
Con l'interrogazione numero 456 l'onorevole Catania ha chiesto di
conoscere il motivo per cui la Regione siciliana non abbia ancora
provveduto ad emanare un bando per l'assegnazione ai comuni montani
delle risorse relative al Fondo per lo sviluppo delle montagne
"Fosmit"; occorre a tal fine preliminarmente precisare che il
decreto del Ministero degli Affari regionali del 30 maggio 2022 ha
ripartito le risorse tra tutte le Regioni, prevedendo la
presentazione di un'istanza al predetto Ministero entro 90 giorni
dalla pubblicazione dello stesso.
La Regione siciliana a causa della concomitanza delle procedure
per l'elezione del Parlamento regionale e del Presidente della
Regione non è riuscita a presentare le istanze di assegnazione
delle risorse nel termine previsto del 2 novembre 2022, solo a
seguito della nomina dell'Assessore delle autonomie locali avvenuta
in data 15/11/2022, infatti, e grazie all'azione incisiva degli
uffici di diretta collaborazione dell'Assessore delle autonomie
locali è stato possibile avviare una complessa e articolata
interlocuzione con il Dipartimento degli Affari regionali e le
autonomie locali e con la Commissione delle politiche per la
montagna che ha portato all'assegnazione delle somme relative
all'annualità 2022, ponendola all'interno del decreto ministeriale
del 4 agosto 2023 di assegnazione delle risorse Fosmit per il 2023.
Il decreto ministeriale del 4 agosto 2023 ha assegnato alla Regione
siciliana circa 19 milioni di euro per le due annualità, poco più
di 7 milioni di euro per il 2022 e circa 12 milioni di euro per il
2023, il fondo di cui trattasi previsto dalla legge 234 del 2021 ha
come obiettivo la promozione e la realizzazione di interventi per
la salvaguardia e la valorizzazione delle aree montane, con
particolare attenzione agli aspetti relativi alla tutela e alla
promozione delle risorse ambientali nonché alla valorizzazione
delle potenzialità espresse dall'habitat dei territori; ampio lo
spettro delle attività finanziabili che vanno dalla prevenzione dei
territori con interventi di atti di innovazione del rischio di
dissesto idrogeologico, alle azioni di comunicazione e di
informazione sui temi della montagna, il tutto con l'obiettivo di
rendere più sicure ed attrattive le comunità che si trovano nelle
aree montane, riducendone lo spopolamento ed incrementando la
possibilità di sviluppo anche attraverso interventi legati al
potenziamento delle attività agrosilvopastorale.
Tra le azioni finanziabili anche quelle legate all'ottimizzazione
dei consumi attraverso la realizzazione di impianti di produzione
di energia da fonti rinnovabili, compresi gli impianti
idroelettrici e quelli legati alla realizzazione di progetti di
mobilità sostenibile, di efficientamento energetico degli edifici
pubblici, di rigenerazione urbana e di manutenzione della viabilità
urbana.
A seguito di un complesso iter, la Giunta regionale, tenuto conto
del carattere di interdisciplinarietà degli interventi e dei
destinatari, i comuni e unione di comuni, ha attribuito con
delibera numero 5 del 5 gennaio 2023 all'Assessorato regionale alle
autonomie locali la governance delle azioni di cui al decreto
ministeriale del 20 maggio 2022, prevedendo la costituzione di un
nucleo di valutazione interdipartimentale con il compito di
sottoporre all'organo di governo per l'approvazione una proposta
relativa alle modalità di impiego delle risorse del Fosmit 2022
nonché il piano finanziario e il crono-programma degli interventi
da realizzare.
A seguito della pubblicazione del decreto ministeriale del 4
agosto 2023 che prevede la presentazione delle istanze al
dipartimento per gli Affari regionali e le autonomie entro il
18/12/2023 la Giunta, su proposta dello scrivente, con delibera 475
del 2023 ha confermato la governance anche per il 2023 in capo al
Dipartimento regionale autonomie locali ed approvato le schede per
la richiesta di erogazione delle risorse del Fosmit sia per l'anno
2022 che per il 2023. Le suddette schede unitamente alla delibera
di Giunta 475/2023 sono state inviate al Dipartimento per gli
Affari regionali e delle autonomie con nota del 6 dicembre 2023.
Solo a seguito dell'erogazione delle risorse finanziarie da parte
del Dipartimento degli Affari regionali e le Autonomie che è
prevista entro il mese di gennaio 2024 si potrà procedere alle
missioni dei due bandi rispettivamente per le annualità 2022 e
2023.
Tengo a precisare che questa risposta, ovviamente, è un po'
diciamo superata e va aggiornata anche, ovviamente, con gli eventi
perché questa interrogazione, è un po' datata e posso aggiungere
che nel frattempo abbiamo ricevuto da parte del Dipartimento
ministeriale la conferma delle risorse e che entro il mese di
maggio 2024 procederemo all'emissione del bando dando la
possibilità chiaramente a tutti gli enti di potere partecipare per
l'utilizzo di queste risorse relative, come abbiamo già detto, alle
annualità 2022-2023.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Messina. Onorevole Venezia, come si
dichiara?
VENEZIA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Assessore Messina.
Nel 2021, con la legge 234, venne istituito il Fondo per lo
sviluppo delle montagne italiane. Un fondo che aveva l'obiettivo di
sostenere i Comuni delle aree marginali e delle aree interne
montane che soffrono, come è noto ormai da decenni, lo
spopolamento, la crisi della natalità, l'impoverimento del tessuto
produttivo, la fragilità del territorio.
E lo scorso anno, poche settimane dopo il nostro insediamento,
abbiamo posto con forza la questione del fondo per le montagne
destinato alla Sicilia, perché nel passaggio dal Governo Musumeci
al Governo Schifani, come lei ricordava, non venne inoltrata
l'istanza per l'ottenimento dei primi 7 milioni di Euro, e c'era il
rischio concreto che la Sicilia perdesse queste risorse.
A seguito di quella sollecitazione e anche dell'attivismo
dell'assessore Messina, ecco, siamo riusciti a recuperare queste
risorse che come ricordava lei riguardano anche l'annualità 2023.
Quindi, si tratta di quasi 20 milioni di Euro che dovrebbero
essere destinati attraverso un apposito bando per i comuni montani
della Sicilia, che sono circa 120, per la ricognizione che abbiamo
fatto.
Noi chiediamo, Assessore, che venga sbloccato immediatamente
questo bando, e vengano messi nelle condizioni i Comuni di
predisporre le progettazioni coerenti con le finalità della legge,
e si avvii una fase di programmazione che possa dare i primi
risultati nel territorio.
Ovviamente 20 milioni di Euro per 120 Comuni sono una cifra
irrisoria rispetto alle necessità che questi comuni hanno, e quindi
spenderli bene, e spenderli per quei Comuni che hanno un effettivo
bisogno di queste risorse, ecco, è cosa assolutamente importante e
auspichiamo che il Dipartimento da lei guidato possa formulare un
bando che vada ad attenzionare i Comuni più piccoli e quelli
effettivamente montani che, più degli altri, hanno bisogno di
risorse necessarie alla sopravvivenza dei territori e delle
comunità.
Per queste ragioni noi ci reputiamo parzialmente soddisfatti dalla
sua risposta.
Lo saremo pienamente quando vedremo pubblicato il bando che
prevede appunto l'assegnazione di queste risorse ai Comuni.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Venezia, che si dichiara parzialmente
soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 480: "Chiarimenti in merito alla
mancata nomina dei componenti del comitato direttivo di Aran
Sicilia e sul rinnovo del contratto dei dipendenti della Regione",
a prima firma Giambona ed altri.
Prego, Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Sì, Presidente, io le volevo chiedere se possiamo differire la
risposta perché questa interrogazione è molto recente, e siamo in
attesa di acquisire le dovute informazioni da parte degli uffici
competenti.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, vuole intervenire?
Prego.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io nel
merito mi permetto di evidenziare che questa interrogazione è
tutt'altro che recente Assessore, è datata luglio 2023.
Del resto, trattiamo una questione che è assolutamente centrale,
che riguarda quello che è il suo impegno, l'impegno di tutta
l'Amministrazione regionale sulla gestione di quelli che sono i
rinnovi dei contratti ai dipendenti regionali, e su una questione
altrettanto rilevante, che riguarda appunto il rinnovo dei
componenti di Aran, quindi mi permetto di rappresentare Assessore,
rispetto a questa interrogazione, non solo che non è recente, ma
che dovrebbe essere un argomento all'ordine del giorno, e per il
quale credo sia necessario anche fornire una risposta agli
impiegati nella nostra Regione.
Del resto, mi risulta che il suo Assessorato stia lavorando sul
tema del rinnovo dei contratti collettivi, siamo già in arretrato
sul contratto 2019-2021, dobbiamo fare pure quello relativo al
triennio 2022-2024, probabilmente c'è qualche equivoco. Signor
Presidente, le chiedo di verificare.
PRESIDENTE. Assessore Messina, se vuole possiamo fare in modo che
lei invii la risposta all'onorevole Giambona.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Assessore, prego.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Volevo solamente dire che non abbiamo avuto la possibilità di
elaborare la risposta scritta, per questo dicevo se era possibile
differire. Posso, sommariamente diciamo, rispondere all'onorevole
interrogante.
Chiaramente, quando questo Governo si è insediato, abbiamo trovato
questa gestione commissariale da parte dell'Aran, che aveva già
iniziato un iter di approvazione del contratto, ricordo che stiamo
parlando del contratto collettivo 2019-2021.
Purtroppo, abbiamo trovato una situazione un po' arretrata, e
quindi, siccome già l'attuale commissario, che abbiamo trovato al
momento dell'insediamento, aveva già iniziato un suo iter
lavorativo su questo contratto, noi chiaramente non ce la siamo
sentiti, abbiamo ritenuto più utile e produttivo magari mantenere
la gestione commissariale, quantomeno fino al completamento della
definizione di questo contratto collettivo, onde evitare che un
nuovo organismo, nominato ex novo, potesse ricominciare da capo
sia, chiaramente, con l'approfondimento e lo studio del contratto,
sia anche con i rapporti con le organizzazioni sindacali. E quindi,
abbiamo dato possibilità, proponendo anche diverse proroghe
all'attuale commissario dell'Aran, di poter lavorare in
collaborazione con le organizzazioni sindacali per cercare di
definire il contratto 2019-2021.
Poi sapete bene, purtroppo, per tutta una serie di vicende, legate
anche prima a un'impugnativa della norma, di una parte delle
risorse che riguardavano questo contratto, abbiamo dovuto inserire
nell'ultima finanziaria la copertura della risorsa economica che
purtroppo era andata poi bocciata con l'impugnativa da parte della
Corte costituzionale, e quindi si è perso un po' di tempo.
Ovviamente, adesso sono ripresi i lavori e credo che abbiamo tutti
più o meno avuto informazione delle notizie che ci giungono, che
praticamente già si è arrivati alla definizione di questo
contratto, quantomeno per la parte che riguarda il comparto, e
quindi verosimilmente entro una, massimo due settimane si avrà la
definizione di questo contratto.
Quindi, riteniamo che fin quando non si completi il lavoro che già
è stato iniziato da questa gestione commissariale, la manteniamo,
almeno fino a quando si definisce il contratto in essere, dopodiché
sarà anche valutata la possibilità di nominare i nuovi organi,
fermo restando che intanto, con questa metodologia e con questa
soluzione siamo riusciti, stiamo cercando di riuscire, ovviamente
nell'interesse di tutti i lavoratori, ad arrivare finalmente alla
tanto attesa approvazione di questa bozza di contratto, e poi
procederemo anche, chiaramente, alla stipula. Questi sono stati i
motivi per cui fin dall'inizio abbiamo preferito mantenere questa
gestione.
PRESIDENTE. Intanto la ringrazio, assessore. Considero
l'interrogazione parzialmente svolta, chiedo pertanto all'assessore
di inviare quanto prima all'onorevole Giambona una risposta
scritta, anche per e-mail, prima che la stessa venga nuovamente
iscritta all'ordine del giorno. Quindi, per il momento considero
l'interrogazione n. 480 parzialmente svolta.
Onorevole Giambona, se lei vuole aggiungere qualche altra cosa le
consento di intervenire, però per pochi minuti, perché
l'interrogazione è parzialmente svolta. Prego.
GIAMBONA. Signor Presidente, io la ringrazio, però mi permetta di
rappresentare che in un certo qual modo la risposta fornita
dall'assessore merita qualche valutazione. Del resto io riconosco
all'assessore Messina, che è tra i pochi che è presente nelle
sedute d'Aula, insomma, una certa coerenza da questo punto di vista
nel confronto, garantendo quello che è il dibattito all'interno di
quest'Aula, per certi versi anche parafulmine di quelle che sono le
difficoltà che affronta, anzi che non affronta, questo Governo
regionale, anche in un certo qual modo dell'ultimo e del penultimo
Governo di centrodestra.
Perché, signor Presidente, la corretta gestione di quello che è il
personale dipendente, e la relativa valorizzazione, è un nodo
cruciale dell'Amministrazione regionale. E l'adeguata
valorizzazione non può che permettere, in un certo qual modo, di
raggiungere quelli che sono gli obiettivi dell'Amministrazione
regionale, e anche quella di garantire quelli che sono i servizi al
cittadino, diciamocelo chiaro.
Ebbene, ragionando su quello che ha poc'anzi detto l'Assessore, ci
sono alcune riflessioni da fare perché per centrare quelli che sono
gli obiettivi noi dovremmo avere una pianta organica adeguata,
dovremmo valorizzare adeguatamente quelli che sono i nostri
dipendenti regionali, dovrebbero essere adeguatamente pagati.
Ecco, tutti questi elementi, anche quindi la possibilità di fare
carriera, e sono aspetti che purtroppo non riusciamo a riscontrare,
tant'è che il lavoro all'interno dell'Amministrazione della Regione
siciliana un tempo era definito come un grande traguardo, una
chimera.
Devo dire che non è più così. Lo ha detto benissimo poc'anzi
l'Assessore.
Ancora dobbiamo rinnovare il contratto relativo al biennio
2019/2021 e, ricordo a me stesso, ricordo a tutti quanti ciò che
dicono anche le organizzazioni sindacali: in questo momento, gli
impiegati regionali hanno i livelli retributivi più bassi di tutti
Italia, di tutto il comparto pubblico italiano.
E ciò è assolutamente inaccettabile, ed è riconducibile ad una
inadeguatezza di questo Governo e del precedente nell'affrontare
questa tematica così centrale.
Sono ferme le carriere, sono ferme le riclassificazioni
Ecco, questo comporta che l'impiego nella pubblica
amministrazione, nell'Amministrazione regionale non è più
appetibile, non è più attrattivo come lo era un tempo, molti si
dimettono, molti rinunciano anche dopo aver partecipato e vinto
concorsi nella nostra Amministrazione regionale.
Aggiungo che non esiste ancora un sistema di previdenza
complementare, e che ci sono carichi di lavoro in alcuni casi
esageratamente bassi o esageratamente alti.
Allora, sulla questione nel merito della interrogazione, ecco la
ricostituzione di Aran la inseguiamo da parecchio tempo, ancora
abbiamo una gestione commissariale. Io mi chiedo quando si
procederà a nominare i componenti del direttivo e quando si metterà
a disposizione dell'ufficio stesso un adeguato numero di personale,
un'adeguata struttura per poter riuscire a traguardare quelli che
sono gli obiettivi dei rinnovi contrattuali.
Mi giungono notizie, e per certi versi me le ha confermate
l'assessore Messina, che a breve si dovrebbe sottoscrivere il
contratto 2019/2021, ma qualora vi fosse Aran pienamente operativa
e adeguatamente strutturata si potrebbe cominciare a lavorare già
per il contratto 2022/2024.
Sul tema poi della riclassificazione è ovvio che noi dobbiamo
valorizzare al meglio quelli che sono i nostri impiegati regionali
per garantire loro crescita e una possibilità di essere
adeguatamente valorizzati e stimolati. Dobbiamo individuare quelle
che sono le risorse necessarie e in un certo qual modo anche
garantire quelli che sono i concorsi.
Ora, Assessore, da questo punto di vista, bene i concorsi, ma
dobbiamo anche garantire delle forme di riserva e vado a chiudere,
grazie signor Presidente, su quelle che sono le risorse impiegate a
tutt'oggi in essere sia per il comparto e sia per la dirigenza.
Allora, ricapitolando e chiudo: noi abbiamo oltre che la necessità
di ricoprire quelli che sono i vuoti in organico, dobbiamo
necessariamente in maniera veloce andare a rinnovare l'accordo
2019/2021 anche per permettere di coprire i dipendenti a quello che
è il caro vita e l'inflazione, ma lavorare subito sul 2022/2024,
ricostituire il direttivo dell'Aran, assessore, permettere agli
impiegati della nostra amministrazione regionale di avere la
possibilità di costituirsi una stampella alternativa a quella che
oggi viene messa a disposizione per la previdenza pubblica, che non
sarà più in grado di garantire un'adeguata copertura per come un
tempo la si intendeva.
Noi abbiamo la possibilità di aderire al fondo di previdenza
complementare, Perseo Sirio, basterebbe fare un semplice atto
amministrativo e andare in quella direzione. Sono elementi, credo,
essenziali per riuscire a valorizzare al meglio quelli che sono una
grande risorsa, quelli che sono i nostri impiegati regionali.
PRESIDENTE. L'Assessore poi completerà la risposta,
successivamente.
Si passa all'interrogazione n. 483 "Chiarimenti sui dipendenti
regionali in forza presso i centri per l'impiego e notizie in
merito alle iniziative per risolvere definitivamente la questione
del rinnovo dei contratti di lavoro e della relativa
riclassificazione organica del personale", a prima firma Burtone ed
altri. Prego, Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati. Rispondiamo a questa
interrogazione che riguarda sempre i dipendenti regionali, quindi,
parzialmente siamo sempre all'interno della problematica che poco
fa abbiamo trattato e che, ovviamente, l'onorevole Giambona poco fa
ci ricordava.
Rispondiamo anche attraverso una relazione che abbiamo fatto
predisporre alla nostra dirigente del Dipartimento funzione
pubblica. L'atto ispettivo in argomento si concentra essenzialmente
sul tema della riclassificazione del personale di categoria A e B
che opera presso i centri per l'impiego, evidenziando i disagi per
i cittadini derivanti da forme di protesta posta in essere da
luglio '23 dai dipendenti dei suddetti uffici in conseguenza della
mancata attivazione di forme di riclassificazione.
Si premette al riguardo, per quanto di competenza di questo
Dipartimento, che già nel mese di maggio 2023 sono stati immessi in
servizio e destinati ai centri per l'impiego ben 151 unità di
funzionari di categoria D reclutati in esito alle procedure
concorsuali finanziate con le risorse nazionali destinate al piano
di rafforzamento dei centri dell'impiego, ancora nel mese di
dicembre scorso, una volta approvati i documenti contabili, sono
state contrattualizzate 357 unità di categoria C immesse in
servizio con decorrenza 1 febbraio 24, in esito a procedura
concorsuale finanziata con le stesse risorse nazionali.
A breve saranno adottati provvedimenti di scorrimento delle
graduatorie di categoria C per il reclutamento delle unità mancanti
a seguito di rinunce per l'integrale copertura dei 487 posti a
concorso di categoria C. Tale immissione di nuove risorse non potrà
che tradursi nell'innalzamento della qualità, della quantità dei
servizi che i centri per l'impiego sono tenuti a rendere a favore
dei cittadini. Aggiungo, per inciso, che quello che a suo tempo la
dirigente scriveva come previsione, io posso anche confermare che
già il decreto, la scorsa settimana, è stato già firmato e
pubblicato e, quindi, è in corso la procedura per l'immissione in
servizio di questi ulteriori 487 lavoratori che, a breve,
prenderanno servizio.
Tornando al tema centrale dell'interrogazione, si premette che la
valorizzazione del personale interno, attraverso percorsi di
progressione tra le categorie denominate progressioni verticali, è
un tema trasversale all'amministrazione regionale di grandissimo
rilievo che non riguarda certamente il solo personale addetto ai
centri per l'impiego o le sole categorie A e B.
Va tuttavia evidenziato che tali progressioni possono essere
attuate nel rispetto e nei limiti indicati dall'articolo 521bis del
decreto legislativo 165/2001, nel testo introdotto dal decreto
legislativo 80/2021, così come modificato dalla legge di
conversione 113/2021. La disposizione citata prevede, infatti, che
fatta salva una riserva di almeno il 50% delle posizioni
disponibili destinate all'accesso dall'esterno, le progressioni fra
le aree e negli enti locali, anche fra qualifiche diverse,
avvengono tramite procedura comparativa basata sulla valutazione
positiva conseguita dal dipendente negli ultimi tre anni in
servizio, sull'assenza di provvedimenti disciplinari, sul possesso
di titoli o competenze professionali, ovvero di studio ulteriori
rispetto a quelli previsti per l'accesso all'area dall'esterno,
nonché sul numero e sulla tipologia degli incarichi rivestiti. La
medesima disposizione consente, in via transitoria, in sede di
revisione degli ordinamenti professionali, ai contratti collettivi
di comparto per il periodo 2019-2021 di definire tabelle di
corrispondenza tra vecchi e nuovi inquadramenti ad esclusione
dell'area delle elevate professionalità, sulla base di requisiti di
esperienza e professionalità maturate ed effettivamente utilizzate
dall'amministrazione di appartenenza per almeno cinque anni,
ammettendo in via eccezionale la possibilità di deroga al possesso
del titolo di studio richiesto per l'accesso all'area superiore
dall'esterno.
La nuova disciplina ha trovato attuazione a livello nazionale nel
contratto collettivo del comparto funzioni centrali prima e nei
contratti collettivi degli ulteriori comparti successivamente.
Si ritiene opportuno richiamare, al riguardo, quanto evidenziato
in ordine alla nuova disciplina dalle Sezioni riunite in sede di
controllo della Corte dei Conti nella delibera numero 7/22, con la
quale è stata certificata positivamente l'ipotesi di contratto del
comparto funzioni locali con raccomandazioni e osservazioni.
Osserva, infatti, la Corte che la nuova disciplina del passaggio
tra aree si colloca all'interno dei principi che guidano l'accesso
al pubblico impiego come declinati dalla giurisprudenza
costituzionale e civilistica.
Le progressioni verticali, infatti, consistono nel passaggio ad
una posizione funzionale qualitativamente diversa, tale da
comportare una novazione oggettiva del rapporto di lavoro con
mutamento dello status professionale.
Esse sono, quindi, equiparabili ad una forma di reclutamento di
regola assoggettato allo schema del pubblico concorso quale
meccanismo di selezione tecnica e neutrale che garantisce il
rispetto dell'articolo 97 della Costituzione.
Ciò non esclude che si debba trovare un ragionevole punto di
equilibrio fra quest'ultimo principio e l'interesse a consolidare
pregresse esperienze lavorative non potendosi, tuttavia,
considerare tali norme che prevedono scivolamenti automatici verso
posizioni superiori senza concorso o comunque senza adeguate
selezioni o verifiche attitudinali o concorsi interni per la
copertura della totalità dei posti vacanti.
La Corte ha inoltre evidenziato che sotto il profilo finanziario,
il meccanismo di progressione tra le aree, previsto in via di prima
applicazione dal contratto collettivo funzioni centrali, potrà aver
luogo all'interno del piano triennale dei fabbisogni di personale
delle dotazioni organiche, il famoso PAO, nonché nei limiti delle
risorse destinate alle assunzioni di personale a tempo
indeterminato disponibili a legislazione vigente a cui possono
aggiungersi nei termini previsti dal comma 8 del citato articolo
18, le risorse di cui al richiamato articolo 1, comma 612, della
legge 234 del 21, determinati nella misura massima dello 0,55 per
cento del monte salari del 2018.
Questo è il limite massimo che gli enti hanno disponibilità di
potere utilizzare e se vi ricordate equivale a quel budget esatto
che noi abbiamo già inserito nell'ultima finanziaria e che adesso
ce lo abbiamo già disponibile e diciamo pronto da utilizzare.
La riclassificazione del personale è uno dei punti cardini
dell'atto di indirizzo all'Aran Sicilia per il rinnovo del
contratto collettivo del comparto non dirigenziale per il triennio
2019-21, approvato dalla Giunta con delibera n. 135 del 2022.
Con l'articolo 7 della legge di stabilità regionale 2024-2026,
sono state stanziate anche per il personale dell'amministrazione
regionale risorse pari allo 0,55 per cento del monte salari del
comparto non dirigenziale riferito all'anno 2018 da destinare
integralmente alla riclassificazione del personale.
Già a partire dal 2022, inoltre, sono state accantonate nel PAO,
per ciascuna annualità, il 50 per cento delle risorse disponibili
per attuare, nel rispetto delle norme e dei principi sopra citati,
ulteriori progressioni verticali. Non appena concluse le procedure
per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro 2019-21, sarà
pertanto possibile avviare ampi processi di valorizzazione del
personale interno. Tanto si rappresenta restando a disposizione.
Quindi volevo brevemente riassumere che l'orientamento che in
questo momento le organizzazioni sindacali si sono date con l'Aran
è quello di passare a questo famoso contratto delle funzioni
centrali che, come tutti sappiamo, prevede una distinzione in tre
categorie anziché in quattro categorie.
Questo nuovo contratto, così come abbiamo già sentito nella
risposta, prevede la possibilità di riclassificare o riorganizzare
quello che è il nostro personale attuale del comparto ma,
chiaramente, nei limiti della spesa dello 0,55%, così come tutte le
amministrazioni d'Italia, in questo momento. Noi abbiamo già
previsto - così come ho letto nel P.I.A.O., che è il Piano
integrato di Attività e Organizzazione del personale - che
chiaramente utilizzeremo quella risorsa disponibile per poter
procedere a tutte le varie progressioni verticali che è -
chiaramente - l'unica possibilità che l'Amministrazione ha per
poter riorganizzare e riclassificare il proprio personale. Non è
possibile, lo sappiamo tutti, e non è legittimo poter pensare ad
altre tipologie di riclassificazione o di passaggio di categoria
senza queste procedure dettate dalla norma e condivise anche dalla
Corte dei Conti e, in questo momento, anche finanziate dalla
risorsa che sappiamo tutti è disponibile e che in questo momento
possiamo utilizzare.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, come si dichiara?
GIAMBONA. Signor Presidente, l'interrogazione centra la questione
relativa alla riclassificazione del personale regionale e io
ringrazio anche l'Assessore per la sua onestà intellettuale,
rispetto a quello che è il percorso che ha intrapreso il suo
assessorato e con il confronto autorevole con le organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative, appunto sul tema della
valorizzazione del personale regionale.
Ha detto bene l'Assessore. Negli ultimi strumenti finanziari,
abbiamo stanziato, questo Parlamento ha stanziato quelle che sono
le risorse necessarie per avviare un percorso, seppur parziale, di
riclassificazione dei dipendenti regionali, prevedendo quello 0,55%
per cento che a livello nazionale ci impone di dover accantonare e
che evidentemente non darà risposta a tutta la platea dei
lavoratori, che per lo più sono lavoratori A, B e C e che hanno
ambizione di poter ricoprire ruoli più importanti
nell'Amministrazione regionale, considerato che anche molti di
questi dipendenti svolgono alcune volte anche mansioni di livello
superiore ed economicamente e giuridicamente non gli viene loro
riconosciuto.
Per cui noi dobbiamo assolutamente sostenere questo percorso,
prendo atto dell'impegno da parte dell'Assessore Messina che
ringrazio e che subito dopo l'approvazione del contratto dei
dipendenti regionali 2019-21 si aprirà un tavolo - mi auguro
tempestivo - con il quale vengano utilizzate le risorse oggi messe
a disposizione, in maniera tale da intraprendere un percorso
virtuoso che gradualmente possa coinvolgere tutti gli impiegati
regionali in questa fase che vede loro come maggiormente
valorizzati. Grazie, in questo senso, mi sento di poter dichiarare
di essere soddisfatto. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona. Si passa
all'interrogazione n. 503 "Iniziative urgenti per la
riorganizzazione dell'Ufficio del controllo analogo del comune di
Palermo", a firma dell'onorevole La Vardera ed altri.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
In relazione alla richiesta prodotta con l'interrogazione a firma
dell'onorevole La Vardera, si comunica che con nota protocollo 2447
del 15 febbraio scorso, il Servizio 3 "Coordinamento attività di
vigilanza e controllo sugli enti locali", che opera all'interno del
Dipartimento delle autonomie locali ha inoltrato richiesta di
informazione al comune di Palermo in merito all'organizzazione
dell'ufficio del controllo analogo. Tali informazioni, nonostante
la nota di sollecito trasmessa nel mese di marzo, non sono ancora
pervenute. Quindi, onorevole, noi stiamo aspettando che il comune
di Palermo, che è l'unico ente che può dare risposta in merito a
questa problematica, ci produca la risposta e poi la produrremo
anche qui all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, come si dichiara?
LA VARDERA. Mah, mi sento male, non mi dichiaro in nessun modo,
dico che mi sento male
PRESIDENTE. Se vuole chiamiamo il medico
LA VARDERA. Se c'è il medico probabilmente mi fate una cortesia
PRESIDENTE. Se vuole può prenderne atto...
LA VARDERA. Io prendo atto di una non risposta, perché davanti a
queste parole, io quando in ufficio che dovessi mai domani, non lo
so, dovesse mai succedere di fare l'assessore regionale, ovviamente
non in questa Giunta, -sia mai - ma nella vita, tra vent'anni ...
ebbene, se un mio sottoposto non risponde a una nota
dell'Assessore, io se il caso vado nell'ufficio e gliela faccio
scrivere seduta stante
Non è una risposta aspettiamo che ci rispondano , dopo che questa
interrogazione, ricordo all'Assessore, l'ho presentata ormai nel
lontano 8 agosto del 2023, cioè stiamo parlando di un anno fa
Ricevo risposte sulla mia mail, di risposte scritte a
interrogazioni, faccio un esempio pratico, sullo scandalo del
concorso della forestale che ormai è morto, sepolto e si deve
rifare
Collega Chinnici, ho ricevuto la risposta nella mia mail una
settimana fa di una cosa, e la risposta diceva che si stava vedendo
di capire cosa succedeva, ma come? Schifani ha detto che
l'annullava C'è uno scollamento totale degli uffici che fanno il
lavoro di controllo, sapete perché, colleghi deputati? Perché gli
atti ispettivi che noi presentiamo vengono visti come carta
straccia Non c'è il rispetto dell'attività parlamentare che noi
svolgiamo in quest'Aula e si vede dal continuo rinvio, della serie:
cosa facciamo oggi pomeriggio? Ma, siccome non abbiamo niente da
fare, mettiamoci la rubrica "Interrogazioni".
Se la percezione che la maggioranza ha di noi deputati di
opposizione è una non risposta a un'interrogazione datata 8 agosto
2023, io non farò più un'interrogazione
Pretendo rispetto, assessore Messina, non dalla sua persona che è
una persona puntuale, corretta - io lo riconosco - sempre presente
in quest'Aula Ma se un suo ufficio non gli dà una risposta, lei ha
gli strumenti per andare a tirare per le orecchie, in senso buono
Qua parliamo di un'interrogazione, nello specifico, mancano - e
non è una cosa da poco - negli uffici che devono controllare i
conti delle partecipate, quindi di soldi pubblici, mancano le
figure che lo fanno E' uscita una notizia su tutti i giornali, io
interrogo e chiedo: ma come è possibile?
E poi parliamo di scandali nelle partecipate al Comune di Palermo
perché mancano i controllori stessi Non parliamo di bazzecole,
parliamo di trasparenza, parliamo di cose che riguardano i
cittadini palermitani e siciliani e io non posso aspettare un anno
per una risposta e lei si alza con i toni pacati chiedo scusa,
ancora aspetto la risposta . Ma di che stiamo parlando, assessore
Messina?
Glielo dico con rispetto, sommessamente, nell'esercizio del mio
ruolo e del suo ruolo, ma non posso non contestare questo modus
operandi che mi fa cadere le braccia Che mi fa capire che il ruolo
di deputato che sto esercitando, che è anche un ruolo di atti
ispettivi, non viene rispettato da questo Governo
Glielo chiedo con veemenza e nel rispetto dei ruoli, Governo,
Giunta - per quel che ne è rimasto - abbiate rispetto
dell'esercizio che noi svolgiamo, perché io sono venuto oggi
pomeriggio, come sempre, perché io vengo in Aula, com'è giusto che
sia, sempre, e non posso aspettarmi una non risposta, non posso
aspettarmi una risposta vaga
Detto questo, quindi, io mi dichiaro completamente insoddisfatto e
mi sento male e quindi - sì - chiamate il medico, come diceva bene
il Presidente Di Paola, perché i fatti non stanno così
Le chiacchiere stanno a zero, il rispetto del ruolo che
rappresentiamo verso quei cinque milioni di siciliani, lo
pretendiamo Non c'è un favore concesso dall'alto, non è che il
Governo viene in quest'Aula perché ci fa la concessione papale o la
concessione - come dire - del re Schifani II "rispondiamo a sti
quattro deputati dell'opposizione, unn'avemu nenti chi fari, và,
rispondiamogli ".
No no Perché se le cose stanno così, io non faccio più
un'interrogazione e - anzi - mando un avviso di garanzia - nel
senso largo del termine - a tutti gli altri Assessori.
Ho presentato centottanta atti ispettivi, centottanta
interrogazioni da un anno e mezzo
Sapete su centottanta interrogazioni a quante ho avuto risposta? A
ventisei interrogazioni
Allora, se non siete in grado di rispondere alle interrogazioni
che - ripeto - non sono risposte che riguardano la mia vita
privata, non chiedo cose che riguardano la mia persona, chiedo cose
che riguardano i siciliani, e se non siete in grado di dare queste
risposte e di rispettare i deputati, cortesemente, o cambiate
mestiere o ve ne andate a casa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera, che si dichiara non
soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 531 "Notizie in merito ai
contributi per i comuni con siti Unesco previsti dall'articolo 60
della legge regionale n. 2 del 2023" a prima firma dell'onorevole
Venezia ed altri. Prego, Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Presidente, io volevo precisare poco fa - forse non ci eravamo
espressi bene - che non è il nostro Ufficio, onorevole La Vardera,
che non ha risposto. Non ha risposto il Comune di Palermo. Lei ha
chiesto informazioni riguardo il controllo analogo o
l'organizzazione del controllo analogo... No, solo per chiarire,
onorevole, io ho il massimo rispetto del Parlamento e dei deputati,
quindi su questo argomento non c'è bisogno che nessuno me lo
ricordi e nessuno, chiaramente, mi può compulsare. Però, volevo
dire solo una precisazione, perché adesso stiamo parlando di un
altro argomento, che la risposta non l'ha data il Comune di
Palermo. Lei non ha chiesto un'interrogazione sull'attività
amministrativa della Regione o del nostro Assessorato, lei ha
chiesto chiarimenti sull'organizzazione del controllo analogo del
Comune di Palermo.
LA VARDERA. Lei ha gli strumenti per chiedere al comune di Palermo
perché non risponde.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Noi abbiamo mandato, ovviamente, non potevamo fare altro, una
istanza al Comune di Palermo. Abbiamo mandato poi un sollecito,
perché dovevamo predisporre la risposta e a tutt'oggi purtroppo non
è arrivata.
LA VARDERA. Mandi gli ispettori.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Lo dico in maniera pubblica, non c'è nulla da nascondere e, quindi,
chiaramente, il nostro Dipartimento che, come voi chiaramente
sapete, opera anche il controllo e la vigilanza sugli enti,
chiaramente dopo le mancate risposte procederemo con gli atti
conseguenziali.
Onorevole, nel rispetto chiaramente del ruolo di questo
Parlamento, io più di questo non posso dire; ma non posso inventare
una risposta su organizzazioni che chiaramente non riguardano il
nostro ente.
Scusate, passiamo adesso all'interrogazione n. 531. L'onorevole
Venezia aveva chiesto notizie in merito ai contributi per i comuni
con siti Unesco, previsti dall'articolo 60 della legge regionale
2/2023.
In relazione alla richiesta di cui all'oggetto, si rappresenta che
l'articolo 60 della legge regionale 2/2023, con cui sono stati
stanziati 20 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo
sviluppo e coesione 2021/2027, per la manutenzione straordinaria e
la realizzazione di infrastrutture urbane capaci di garantire il
decoro dei siti riconosciuti dall'Unesco, come patrimonio
dell'umanità, nonché dei territori inseriti nel Global Geoparks
Network, è stato impugnato con delibera del Consiglio dei Ministri
del 20 aprile 2023, dal momento che le risorse indicate, facenti
riferimento al programma FSC 2021/2027 non erano ancora state
assegnate alla Regione siciliana.
Al fine di fornire comunque un sostegno ai comuni in cui ricadono
i siti Unesco e i Geoparks, per consentire loro adeguati atti a
mantenere gli standard previsti dall'Unesco, su proposta di questo
Assessorato è stata inserita all'interno del bilancio di previsione
2024 della Regione siciliana una dotazione di 2.500 migliaia di
euro, destinate ai medesimi soggetti per le stesse finalità già
individuate con la legge 2/2023.
La materia è, dunque, oggi disciplinata dall'articolo 2, comma 16,
della legge regionale 1/2024, che al riguardo dispone che per
l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni di cui al
comma 1 dell'articolo 6 della legge 5/214 - per comprenderci il
Fondo autonomie locali - è destinata la somma di 2.500 migliaia di
euro in favore dei comuni nei quali insistono i siti Unesco nonché
dei comuni i cui territori fanno parte dei geoparchi Unesco, da
ripartirsi per il 70 per cento in parti uguali fra tutti i comuni
interessati e per il 30 per cento in base alla popolazione dei
singoli comuni. È tutto.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevole Venezia, come si
dichiara?
VENEZIA. Parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia, anche per la sintesi della
risposta.
Si passa all'interrogazione n. 579 "Notizie in merito alla
stabilizzazione dei precari, con contratto a tempo determinato,
degli enti locali in dissesto finanziario, nonché sul mancato
insediamento del tavolo tecnico di cui all'articolo 3, comma 3-
quinquies, del decreto legislativo 9 giugno 2021, n. 80" a prima
firma onorevole Venezia ed altri. Prego, Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
In risposta a questa interrogazione chiariamo che l'articolo 6 bis
della legge 18/2024, che ha convertito con modificazioni il decreto
legge 215/2023, ha disposto che i lavoratori inseriti nell'elenco
regionale di cui all'articolo 30, comma 1, della legge della
Regione siciliana 28 gennaio 2014, n. 5, in possesso dei requisiti
di cui all'articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 25 maggio
2017, n. 75, possono essere assunti dagli enti locali della Regione
siciliana, utilizzatori a tempo determinato, anche con contratti di
lavoro a tempo parziale, anche in deroga, fino al 31 dicembre 2024,
in qualità di lavoratori sovrannumerari alla dotazione organica, al
piano di fabbisogno del personale, e ai vincoli assunzionali
previsti dalla vigente normativa, nei limiti delle risorse
disponibili a valere sulle risorse stanziate dell'articolo 26,
comma 8, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8.
Tale norma, che prevede la possibilità di assunzione del personale
precario da parte degli enti locali anche in deroga alla dotazione
organica al piano di fabbisogno del personale, e ai vincoli
assunzionali previsti dalla vigente normativa, è il risultato di
un'azione congiunta del Governo regionale, delle organizzazioni
sindacali e dei rappresentanti siciliani al Parlamento nazionale,
al fine di garantire continuità all'attività amministrativa dei
comuni, e dare finalmente serenità economica ai lavoratori e alle
loro famiglie.
Per quanto riguarda la mancata attivazione del tavolo tecnico di
cui all'articolo 3, comma 3, del D.L. 80/2021, convertito in legge
il 6 agosto 2021, risulta doveroso rappresentare che detto tavolo,
individuato quale strumento attraverso cui monitorare, individuare,
possibili soluzioni relative alla stabilizzazione dei precari, è
stato istituito con norma di rango statale che, espressamente,
prevede che la sua costituzione sia demandata al Dipartimento della
funzione pubblica, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Alla data del 15 febbraio, nota del Dipartimento autonomie locali,
detto tavolo non risulta essere stato istituito.
Al di là del tavolo, comunque, posso dire che questo articolo del
cosiddetto decreto mille proroghe dà, in questo momento e per tutto
l'anno 2024, una unica e straordinaria opportunità a tutti gli enti
locali della Sicilia di potere procedere alla stabilizzazione di
questo personale precario, in deroga così come abbiamo sentito a
tutta una serie di parametri - alla dotazione organica, al
fabbisogno del personale e chiaramente anche ai vincoli della
capacità assunzionale.
Quindi, stiamo aspettando, per la verità, che la nostra norma
superi anche il periodo di eventuale impugnativa, e poi faremo
anche una comunicazione, una direttiva ufficiale a tutti i comuni,
invitandoli, laddove chiaramente hanno questo requisito, a
procedere alla stabilizzazione entro il 31 dicembre. Anche perché,
come tutti sappiamo, la somma che copre i loro stipendi è a carico
della Regione, e quindi i comuni hanno in questo momento una
occasione, come dicevo, unica e straordinaria che devono
assolutamente raccogliere e anche sfruttare perché, poi,
chiaramente non sapremo se, nei prossimi anni, avremmo di nuovo
questa contingenza e questa possibilità di potere procedere alla
stabilizzazione a queste condizioni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Messina. Onorevole Venezia, come si
dichiara?
VENEZIA. Parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia, che si dichiara
parzialmente soddisfatto. Si passa all'interpellanza n. 74
"Intendimenti del Governo in merito al reclutamento, nei ruoli
dell'amministrazione regionale, di funzionare e dirigenti tecnici
specializzati in archeologia" a prima firma dell'onorevole Venezia
ed altri. Prego, assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
In relazione all'interpellanza in oggetto, nel prendere atto delle
preoccupazioni formulate dall'onorevole Venezia riguardo il deficit
di personale che investe numerosi ambiti dell'amministrazione
regionale, si rappresenta che la matrice dei profili professionali
della Regione siciliana non è stata ancora integrata con i profili
specialistici, riguardanti i Beni culturali, che sono già stati
predisposti dal Dipartimento della Funzione pubblica.
Al riguardo, si rappresenta che, in data successiva
all'approvazione della matrice, sono stati impartiti gli indirizzi
all'ARAN per la revisione dell'ordinamento professionale,
nell'ambito del rinnovo del contratto collettivo di lavoro, a
seguito del quale si renderà necessaria la revisione dell'intero
sistema professionale.
Nelle more di tale revisione, questo assessorato, a seguito di
reiterate richieste anche in sede parlamentare, si è fatto parte
diligente nell'utilizzazione delle risorse assunzionali disponibili
attraverso lo scorrimento delle graduatorie formate in esito ai
concorsi per il rafforzamento amministrativo che riguardano profili
di interesse per tutti i dipartimenti, compreso quello dei Beni
culturali.
Non appena concluso l'iter di rinnovo del contratto, si procederà
alla revisione della matrice con l'inserimento dei profili
specialistici necessari. Ciò consentirà, nelle prossime
programmazioni, di inserire concorsi dedicati anche a tali figure.
PRESIDENTE. Onorevole Venezia, prego.
VENEZIA. Grazie Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
attraverso questa interpellanza abbiamo voluto porre l'attenzione
su un tema assolutamente importante che vede le Soprintendenze
siciliane, i musei archeologici, sprovvisti di personale tecnico
competente.
Vorrei fare, Assessore, qualche esempio concreto: la
Soprintendenza di Palermo ha solo quattro funzionari archeologi, la
Soprintendenza di Catania cinque, altre Soprintendenze sono
sprovvisti di personale tecnico e non mi riferisco solo agli
archeologi ma anche agli storici dell'arte, agli archivisti, ai
bibliotecari; molto spesso i Parchi archeologici della Sicilia, la
direzione di questi parchi è affidata a personale che non ha una
competenza specifica nel campo dell'archeologia, troviamo molto
spesso architetti. Il Parco archeologico di Villa Romana del Casale
- Morgantina ha visto il proprio direttore andare in pensione a
fine gennaio e c'è la voce, sì, ecco, nel territorio andrà a
dirigere questo parco, niente poco di meno, che un agronomo che con
tutto il rispetto per le competenze dello stesso, poco ha a che
fare con la gestione di un parco archeologico.
Ecco, la situazione è drammatica ma dai provvedimenti governativi
e, in particolare, dalla programmazione del personale nell'ambito
del piano del fabbisogno noi non percepiamo alcun interesse da
parte del Governo regionale nei confronti di questa criticità che
si registra ormai da anni ed è giunta a livelli non più accettabili
per una Regione come la Sicilia che detiene tantissimi siti Unesco,
detiene un patrimonio archeologico ma non solo archeologico di
grande livello, circa il 40 per cento dei beni culturali italiani
sono localizzati in Sicilia e tutto questo disinteresse, ecco,
segnala che questo Governo, probabilmente, è interessato ad altro,
ad altri rami dell'Amministrazione e trascura un settore
nevralgico, non solo sotto il profilo della tutela ma, soprattutto,
sotto il profilo della valorizzazione che potrebbe creare anche un
indotto economico importante per la Sicilia.
Ecco, alla luce di quanto ho espresso non mi ritengo assolutamente
soddisfatto dalla risposta dell'Assessore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia che si dichiara non
soddisfatto.
Si passa all'interpellanza n. 81 "Intendimenti del Governo
regionale in merito alla stabilizzazione dei precari con contratto
subordinato a tempo determinato gli enti locali, deficitario e in
dissesto finanziario nonché rispetto all'integrazione oraria", a
prima firma dell'onorevole Venezia, ed altri. Prego, Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa interpellanza è un
po' similare a quella precedente.
In relazione alla interpellanza in oggetto, occorre
preliminarmente distinguere tra lavoratori utilizzati in attività
socialmente utili, i cosiddetti ASU, la cui gestione risulta in
capo al Dipartimento lavoro e i lavoratori socialmente utili,
cosiddetti LSU, in gestione al Dipartimento autonomie locali. La
problematica relativa alla stabilizzazione dei precari LSU inseriti
nell'elenco regionale di cui all'articolo 30, comma 1, della legge
regionale 5/2014 con contratto a termine, grazie ad un'azione
congiunta presso il Parlamento nazionale di questo Assessorato, è
stata superata con il comma 6 bis della legge numero 18/2024, legge
di conversione 2015 - 2023, che ha autorizzato gli enti locali
della Regione Sicilia utilizzatori a tempo determinato anche con
contratti di lavoro a tempo parziale fino al 31 dicembre 2024, in
qualità di lavoratori sovrannumerari alla dotazione organica al
piano di fabbisogno del personale e ai vincoli assunzionali
previsti dalla vigente normativa, nei limiti delle risorse
disponibili a valere sulle risorse stanziate dall'articolo 26,
comma 8, della legge regionale 8/2018, è più o meno similare,
onorevole, a quella che abbiamo poco fa affrontato.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. onorevole Venezia, come si
dichiara?
VENEZIA. Parzialmente soddisfatto
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
Si passa all'interpellanza n. 82 "Intendimenti del Governo
regionale in merito all'integrazione dell'orario settimanale del
personale stabilizzato in servizio presso i comuni siciliani nonché
in favore del personale precario con contratto a tempo
determinato", a prima firma dell'onorevole Venezia, ed altri.
Prego, Assessore.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Relativamente all'atto ispettivo avente a oggetto integrazione
oraria in favore del personale stabilizzato in servizio presso i
comuni siciliani, nonché in favore del personale precario con
contratto a tempo determinato, occorre evidenziare che il relativo
onere non può gravare sul fondo istituito con il comma 21,
dell'articolo 3, della legge regionale 27/2016, stante il disposto
normativo di cui al comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale
5/2014 e tenendo anche quanto, fermo restando la dotazione
complessiva delle risorse, del contributo concesso per ogni singolo
lavoratore alla data del 31 dicembre 2013.
L'eventuale integrazione oraria, pertanto, alla luce della
normativa vigente verrebbe a gravare sugli enti locali, presso cui
gli stessi prestano servizio, sia con contratto a termine, che con
un contratto a tempo indeterminato.
Volevo chiarire agli interpellanti e a quest'Aula che, così come
voi sicuramente ricordate, la legge 5 del 2014 aveva cristallizzato
il contributo che la Regione dava a ogni comune per la copertura
dei fondi occorrenti per gli stipendi di questi lavoratori.
Una volta che gli enti locali hanno proceduto alla stabilizzazione
si sono garantiti, ovviamente, quella risorsa economica per tutta
la vita lavorativa dei lavoratori e, quindi, a quel punto diventano
lavoratori dell'ente locale, non sono più lavoratori della Regione
o, comunque, non possono gravare su questo budget che a suo tempo è
stato precisamente dimensionato sul numero dei lavoratori e
chiaramente sul budget da trasferire a ogni ente locale.
Oggi, chiaramente, se non si modifica la norma - e in questo
momento ovviamente non ci sono previsioni del genere - quel
personale che è diventato dipendente di ogni singolo ente locale,
chiaramente, l'eventuale integrazione oraria deve porsi a carico
dei propri bilanci.
La Regione, dico la verità, stava valutando l'ipotesi, salvo
ovviamente trovare le coperture disponibili, per cercare di
aumentare il budget di trasferimento ai comuni per dare anche la
possibilità di poter pagare queste integrazioni orarie, chiaramente
comprendendo, uno, le esigenze organizzative che in questo momento
hanno tutti i comuni della Sicilia, due, guardando anche
chiaramente all'aspetto dei lavoratori che in tanti casi purtroppo
ancora stanno prestando servizio con un orario a volte anche a 18
ore, a volte a 24, a volte a 30 ore settimanali. Per la verità
qualcuno è stato in grado anche di completare l'integrazione oraria
e diciamo trasformare i contatti a 36 ore.
Quindi, non è da escludere. Noi abbiamo anche in programma questo
obiettivo, se ci riusciamo anche qualcosa nella prossima
finanziaria, per cercare di aumentare il budget.
L'ultima cosa che tenevo a precisare: non ha importanza che il
budget sia specificamente destinato alla finalità dell'aumento dei
contratti, anche se lo facciamo attraverso il fondo autonomie ed
aumentiamo, che vi posso dire, ulteriori dieci o venti milioni di
Euro. Voi avete visto che quest'anno siamo riusciti a portare il
fondo autonomie a 350 milioni di euro, chiaramente al lordo delle
riserve, ma comunque 24 milioni in più rispetto ai 326 dell'anno
precedente.
Chiaramente, se aumentiamo anche attraverso il fondo autonomie la
dotazione finanziaria ai comuni, metteremo i comuni anche nelle
condizioni di potere anche valutare l'ipotesi di incrementare i
contratti dei propri lavoratori.
PRESIDENTE. Onorevole Venezia, come si dichiara?
VENEZIA. Grazie, Presidente.
Assessore Messina, nella sua risposta lei ha centrato le questioni
ancora aperte relative al precariato siciliano.
Nelle scorse settimane ho visto comunicati stampa roboanti che
annunciavano la fine di un'era, di un'epoca, ma la realtà delle
cose, purtroppo, ci segnala che al di là dei proclami, la
situazione degli enti locali siciliani relativamente alla questione
precariato, ovviamente, è ancora in alto mare.
Circa la metà dei comuni siciliani, anzi più della metà dei comuni
siciliani si trova in una condizione finanziaria di criticità, di
dissesto, predissesto e hanno dei vincoli non solo assunzionali, ma
anche relativi alla spesa del personale, e non sono nelle
condizioni di aumentare, attraverso l'integrazione oraria, l'orario
di lavoro del personale part-time.
Lei diceva bene quando faceva cenno a molti ex precari
stabilizzati, che ormai da anni lavorano a diciotto ore nei comuni,
percependo uno stipendio mensile di circa 800, 850 euro. Non sono
uno o due, ma parliamo di centinaia e centinaia di lavoratori, che
con questo andazzo non percepiranno un solo euro di pensione sotto
il profilo contributivo.
Vorrei cogliere questa occasione per fare un cenno anche sulla
recente legge relativa alla stabilizzazione degli ASU dei comuni
per ventiquattro ore. Il contributo copre le ventiquattro ore, a
fronte di una iniziativa legislativa che aveva avuto copertura
finanziaria negli esercizi 2022, 2023 e 2024, che riconosceva a
questo personale, che in Sicilia ammonta a circa 3.700 unità,
un'integrazione oraria complessiva, in aggiunta alle venti ore
originarie, per arrivare a trentasei ore settimanali, con un
miglioramento dello stipendio che passava dagli 850 euro a circa
1.300 euro mensili.
Nel momento in cui questo personale viene stabilizzato, dovrà
scendere il monte ore nuovamente a ventiquattro: e, quindi, a
fronte di una stabilizzazione sotto il profilo della sicurezza
lavorativa, non vi sarà un riconoscimento dignitoso sotto il
profilo economico. Parliamo, appunto, di 3.700 precari da
stabilizzare, che in molti casi sono prossimi alla pensione, e che
l'eventuale stabilizzazione non cambierà agli stessi assolutamente
nulla dal punto di vista contributivo e, quindi, pensionistico.
E, quindi, fra qualche mese chiederemo conto e ragione al
Dipartimento lavoro, e probabilmente ci accorgeremo che su 3.700
precari ASU, forse saranno in pochi a scegliere la stabilizzazione,
perché non è assolutamente conveniente dal punto di vista non solo
contributivo, ma anche dal punto di vista economico.
Credo che sia opportuno che la politica, il Governo e questo
Parlamento facciano un'ulteriore riflessione su questa scelta
operata e su possibili soluzioni che vadano incontro alle esigenze
di questa fascia di lavoratori. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole, Venezia, quindi, come si dichiara?
VENEZIA. Parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 85 "Intendimenti in
merito all'inserimento del personale ASU in servizio presso
l'Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO)
della Regione siciliana", a firma dell'onorevole Venezia ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
In relazione alla richiesta formulata dall'onorevole Venezia, si fa
presente che alla luce delle indicazioni fornite dalla nostra
Dirigente generale del Dipartimento funzione pubblica, la quale ci
comunica che ogni valutazione in merito all'eventuale avvio dei
processi di stabilizzazione del personale in oggetto rientra
nell'ambito delle competenze del Dipartimento dei beni culturali,
stante che, come precisato dalla stessa nella nota protocollo 5258
del 18 gennaio 2024, il Dipartimento della funzione pubblica non
detiene alcuna informazione sul numero e sulla modalità di utilizzo
del personale predetto, né ha ricevuto, in sede di ricognizione del
fabbisogno, alcuna specifica richiesta dal competente Dipartimento.
Purtuttavia, occorre precisare al riguardo che l'assessorato della
famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, cui questo
assessorato si è rivolto per completezza di informazioni, con nota
protocollo 554 del 24 gennaio scorso ha evidenziato che in merito
alle iniziative intraprese per la stabilizzazione dei lavoratori
ASU, l'articolo 10 della legge regionale n. 1 del 2024, finalizzato
alla stabilizzazione dei 3.701 lavoratori ASU impegnati negli enti
locali, negli enti pubblici, tra i quali la Regione siciliana e nel
privato sociale, ha disposto per i lavoratori ASU l'integrazione
oraria sino al processo di stabilizzazione.
In particolare, l'articolo 2 della suddetta norma, nell'ambito
dell'autorizzazione di spesa contenuta al comma 1, consente alla
Regione ad attuare la disposizione di cui all'articolo 2 del dl n.
75/2023 in favore dei soggetti inseriti nell'elenco di cui al comma
1, articolo 30, legge n. 5/2014 e successive modifiche, utilizzati
dal Dipartimento regionale dei beni culturali nei limiti di 30 ore
settimanali.
PRESIDENTE. Onorevole Venezia, come si dichiara?
VENEZIA. Parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 99 "Iniziative urgenti a
favore del Libero Consorzio comunale di Siracusa in ordine
all'assegnazione delle risorse statali ex articolo 1, comma 883,
della legge 30 dicembre 2018, n. 145 , a prima firma dell'onorevole
Carta, che non vedo in Aula, e quindi dichiaro decaduta.
Si passa all'interpellanza n. 100 "Intendimenti in merito alla
garanzia di efficaci servizi di controllo del territorio" a prima
firma dell'onorevole Saverino.
Ha facoltà di parlare l'assessore Messina per fornire la risposta.
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
In relazione all'interpellanza in oggetto, si rappresenta che,
ancorché la materia non rientri tra le competenze di questo
Assessorato, le preoccupazioni manifestate da diversi
rappresentanti della deputazione regionale, riprese
nell'interrogazione in oggetto, hanno indotto lo scrivente ad
esprimere in una nota indirizzata al Prefetto di Catania quale
responsabile provinciale del Comitato per l'ordine e la sicurezza
pubblica e al sindaco di Catania la disponibilità del Governo
regionale ad intervenire in raccordo con lo stesso Prefetto presso
il Ministro dell'Interno per sostenere l'azione dei sindaci nella
richiesta di una maggiore presenza delle forze dell'ordine sul
territorio regionale.
Volevo aggiungere che abbiamo già ovviamente inviato al Prefetto
di Catania la nota e proprio stamattina mi sono sentito anche
telefonicamente con il Prefetto che chiaramente mi ha garantito e
dato riscontro anche del loro impegno e del loro lavoro che già,
per la verità mi spiegava è in itinere e che chiaramente sarà
ulteriormente anche sollecitato e sostenuto, chiaramente dalla
volontà e dal supporto di questo Parlamento, attraverso anche le
attività che il nostro Assessorato può anche intraprendere quale il
raccordo tra Parlamento e istituzioni locali che si occupano della
vigilanza e del controllo del territorio nei comuni della Sicilia
ma, così come l'interrogante ci chiedeva, specificamente anche nel
comune di Catania su cui sappiamo tutti anche dagli organi di
stampa che di recente sono purtroppo accaduti anche dei fatti di
violenza che chiaramente hanno fatto ancora di più alzare
l'attenzione e che sicuramente richiedono anche una ulteriore
strategia di azione da parte delle forze dell'ordine e chiaramente
di tutte le istituzioni pubbliche.
PRESIDENTE. Onorevole Saverino, come si dichiara?
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
naturalmente, come lei ha ben visto, è un tema abbastanza delicato.
Purtroppo, la Sicilia e noi sappiamo bene come Palermo e Catania
sono sottoposte continuamente a episodi di gravi violenze da parte
di baby gang, di giovani e così gli ultimi due episodi che abbiamo
rilevato e che ho citato in questa interpellanza che sono proprio
quello di Palermo, la violenza di gruppo nei confronti di una
ragazza, e quello che è avvenuto a Catania alla villa Bellini e
durante la festa di Sant'Agata quindi anche in piena festa, con
tanta confusione e ai danni di una coppia, di una giovanissima
coppia e col conseguente e anche contestuale stupro per la ragazza
tredicenne.
Naturalmente il SIULP, il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori
Polizia, più volte ha dichiarato le loro difficoltà nel garantire
la sicurezza sul territorio della provincia proprio per le carenze
di risorse, ormai siamo al 10% in meno, e anche le nuove assunzioni
purtroppo per la cristallizzazione che c'è anche all'interno degli
organismi stessi, dell'organico, naturalmente non riescono a
coprire tutte quelle necessità che servono per il territorio.
Quindi la ringrazio perché già si è attivato subito, dopo tutto
lei conosce bene la realtà perché la vive anche lei come me, e poi
appunto bisogna anche dare un po' di sostegno, perché purtroppo
l'associazione della polizia ha anche denunciato la difficoltà,
perché oggi abbiamo un 10% ma data anche l'alta età di molti agenti
di polizia è ovvio che a seguito di pensionamento questa
percentuale sarà sicuramente più alta, man mano che andremo avanti
nel tempo.
Quindi, naturalmente la ringrazio per la sua risposta. Mi ritengo
pertanto soddisfatta perché so che, appunto, già si è attivata e,
soprattutto, conosco anche il Prefetto di Catania. Naturalmente,
questa riguarda purtroppo il problema della sicurezza, riguarda
tutto il territorio della Sicilia e su questo ci dobbiamo spendere
anche per rendere, appunto, la vita normale anche alle nuove
generazioni perché, ormai, in tanti, anche i giovani, hanno paura
ad andare in giro per le strade della nostra Terra.
Quindi mi ritengo soddisfatta sperando che, insomma, naturalmente
si possa andare avanti su questa linea.
PRESIDENTE. Colleghi noi abbiamo finito la Rubrica relativa agli
atti ispettivi in tema di autonomie locali.
Do spazio ad alcuni colleghi che hanno chiesto di intervenire ai
sensi dell'ex articolo 83
interno
Comunicazioni, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
interno
LA VARDERA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore. In
questa seduta in cui si respira diciamo un'area già prepasquale
dove, fondamentalmente, c'è una latitanza diciamo come dire non
indifferente dei colleghi della maggioranza che vedo, come dire, un
solo Assessore Ma, fatto questo inciso e questo poco importa,
quello che volevo portare a quest'Aula, mi dispiace perché è un
tema che sicuramente farà molto dibattere, è questo foglio, questa
deliberazione del commissario straordinario ed è un capolavoro
Guardatela bene, perché questa qui, nei prossimi giorni, io mi
auguro che qualcuno, se esiste qualcuno e ancora governa questa
Regione che ha un minimo di faccia, la possa in qualche modo
spiegare. Perché, in un momento storico in cui mancano i medici, e
noi diciamo che bisogna che i medici possano presidiare gli
ospedali, in un momento storico in cui fondamentalmente c'è carenza
del comparto sanitario dei medici, qua c'è un capolavoro che fa
veramente...dovrebbe fare impallidire questa classe politica E
questo capolavoro prevede il distacco di un dottore, di una
dottoressa, che si trova a fare servizio presso l'ospedale di
Agrigento
Questa dottoressa che viene presa da un ospedale pubblico e messa
in distacco presso l'Assessorato alla salute, sapete come si
chiama, colleghi? Giorgia Iacolino, figlia del super dirigente
Salvatore Iacolino. Noi cosa facciamo? La prendiamo da un ospedale,
perché deve essere, appunto, deve fare servizio in un ospedale, e
la comandiamo nell'assessorato dove, guarda caso, uno dei massimi
vertici e dirigenti è proprio il dottore Iacolino
Qua siamo davanti non alla vergogna, ma siamo davanti alla
capacità di essere assolutamente senza dignità. Atti senza dignità
Tutti voi sapete, colleghi, che ormai Iacolino è l'assessore alla
sanità E' l'assessore alla salute Non è ora la dottoressa Volo
"bidditta" che, quasi quasi, quando la vedo "bidditta", per carità,
dico assessore a modo, ma lo sappiamo che lei è un assessore di
facciata. Il vero assessore è Iacolino e cosa succede? Che siccome
la Iacolino figlia è una figlia d'arte, le si permette di avere un
distacco da un ospedale pubblico presso un assessorato
Cioè significa "a irisi a fari" una bella scampagnata
all'assessorato alla salute Ma veramente, ma veramente a questo ci
dobbiamo ridurre? Veramente a questo dobbiamo arrivare? Veramente a
questo? Io faccio un appello, che ci sia un sussulto, un vagito di
Schifani Che la smetta di far sì che negli enti pubblici gli amici
degli amici abbiano dei trattamenti privilegiati e mi rivolgo a
quei medici che, magari, non hanno santi in paradiso che, magari,
non sono 'figli di', e che ogni giorno, pancia a terra, lavorano
negli ospedali e che, magari, pregherebbero per avere un distacco
negli uffici altolocati dell'assessorato e, magari, come dire,
hanno degli orari, dei turni snervanti, dei turni che li rendono
oberati di lavoro per mancanza dei medici e che, magari, di cognome
non fanno Iacolino.
Allora io dico, senza se e senza ma: dottor Iacolino, se pensa che
io sto infangando il suo nome, mi denunci, abbia il coraggio di
denunciarmi, perché io vado fino in fondo.
Ho chiesto alla bravissima dottoressa Marisa Greco - che mi
ascolta dal Gruppo parlamentare - di preparare un'interrogazione e
di farlo anche con un accesso agli atti, perché voglio sapere la
motivazione per la quale a questa Giorgia Iacolino che anche,
guarda caso, in passato è stata candidata tra le file del
centrodestra, le si permetta di fare questo salto della quaglia, di
abbandonare un ospedale e di andare a presidiare un assessorato.
Vergogna Vergogna
Siete un Governo di debosciati Siete un Governo di nullità
politica
Sulla spalla e sulle spalle dei siciliani vi state mangiando pure
i chiodi del muro. Dignità Dignità, dignità e buona Pasqua
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Vardera.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, approfitto della presenza dell'unico
componente ma in questo caso dell'Assessore al ramo: durante la
seduta della finanziaria è stato approvato un ordine del giorno con
raccomandazione che riguarda le procedure amministrative per
l'istituzione e la costituzione delle commissioni esaminatrici di
concorso che, a detta della Corte costituzionale, diventano un
fulcro a garanzia e a tutela dell'articolo 97 della Costituzione
che garantisce l'imparzialità, il buon andamento
dell'amministrazione. A cosa mi riferisco? Alla vergognosa vicenda
del concorso dei forestali, dove sono stati spesi 800 milioni per
bandire ed eseguire questo concorso, per poi scoprire che le
procedure in merito alla istituzione, proprio della Commissione
esaminatrice, non erano state fatte diciamo in maniera corretta e
adeguata perché la Commissione risultava costituita tutta
all'interno dell'ente e cioè del Corpo forestale.
Cosa chiediamo con questo ordine del giorno? Che da ora in poi le
commissioni esaminatrici debbano essere costituite con membri sia
interni che esterni, proprio per garantire il buon andamento
dell'amministrazione e l'imparzialità.
Quindi io mi raccomando all'Assessore al ramo, affinché questo
ordine del giorno possa avere seguito, anche perché, ricordiamolo,
da ora in poi sicuramente la macchina amministrativa che ha
finalmente sbloccato il turnover - perché abbiamo avuto il blocco
delle assunzioni - da ora in poi dovranno essere banditi dei nuovi
concorsi, quindi io mi auguro, Assessore, che questo ordine del
giorno venga attuato.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Schillaci.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, assessore Messina, colleghi deputati,
nel periodo in cui c'è stato il Governo Conte in soli due anni si
sono ottenuti risultati straordinari relativamente alla costruzione
della strada Ragusa-Catania, un'infrastruttura di cui si parlava
dal 1973 e che per decenni non è mai andata avanti, poi si affidò
in project financing alla Bonsignore. Il Cipe non reputò
cantierabile quel progetto, addirittura ci doveva essere un
pedaggio di 25 euro all'andata e 25 euro al ritorno che avrebbe
messo le mani in tasca ai cittadini ragusani, creando di fatto
un'ulteriore frattura del territorio, perché penso che nessuno
avrebbe poi utilizzato quella strada per venire a Ragusa.
Ebbene, il Governo Conte stanziò un miliardo e mezzo di fondi
pubblici, di fondi statali, in soli due anni si ottennero tutte le
autorizzazioni necessarie, fu nominato l'allora presidente Musumeci
commissario straordinario e quindi l'opera finalmente pronta e
cantierabile è partita. Ora, la discussione non è stata più alla
ribalta delle nostre cronache e dei nostri giornali, io pensavo che
stesse filando tutto liscio e mi sono permessa di aprire il sito
dell'ANAS per vedere a che punto fossero i quattro lotti. Si era
inoltre detto che questi quattro lotti venivano costruiti in
contemporanea. Ebbene, Presidente, noi abbiamo il lotto che è
maggiormente avanzato nello stato dei lavori che ha già realizzato
lo 0,6 per cento, poi abbiamo lotti allo 0,8 per cento, lotti fermi
al palo, allo 0 per cento o allo 0,1 per cento. In buona sostanza
ad oggi nessuno dei quattro lotti supera lo 0 e qualcosa per cento
dei lavori realizzati e io mi chiedo che cosa si stia facendo,
visto che l'opera deve essere ultimata entro il 2026. Se i lavori
sono iniziati ben un anno fa, risponde anche l'Assessore oggi sui
giornali, dicendo che si stanno facendo le necessarie bonifiche
degli ordigni bellici e che i lavori di esproprio hanno richiesto
un po' più tempo del necessario, ma che siamo perfettamente nella
tabella di marcia per la realizzazione dei lavori, quindi la strada
verrà consegnata nel 2026. Ma io mi chiedo: ma allora ci vuole più
di un anno per i lavori preparatori, per controllare se ci sono
ordigni bellici nei terreni e lo stesso tempo per la realizzazione
vera e propria di un'autostrada della Ragusa-Catania? Mi sembra
veramente che viviamo nel "Paese delle meraviglie" Ma la cosa più
straordinaria è che nel novembre 2023 il Presidente Schifani,
pensando che siamo perfettamente in ordine con la tabella di
marcia, ha chiesto al Governo nazionale la revoca della nomina di
commissario straordinario perché questa strada sta andando così
veloce che non c'è più bisogno di un commissario straordinario che
ne acceleri i lavori. E no, e no, Presidente, questa richiesta a me
sembra solamente il frutto per scaricare la colpa a qualcun altro,
per fare da "scaricabarile" forse col Governo nazionale. E questa
strada che prima era agli onori della cronaca come l'arteria
principale che doveva risolvere tutti i problemi del sud-est ce la
siamo completamente dimenticata, come ci siamo dimenticati il sud-
est, fin dall'inizio di questa legislatura, quando Schifani non ha
nominato neanche un assessore di quella zona siciliana. Non
possiamo accettare queste prese in giro, pretendiamo informazioni
serie sulla strada. Perché i lavori non vanno avanti? Perché sono
fermi? Che cosa sta succedendo? Questi sono ritardi certi di almeno
un anno e mezzo, ve lo dico io Presidente. Quindi vorremmo
chiarezza su questo aspetto.
GIAMBONA. Chiedo di intervenire ai sensi dell'articolo 83 del
Regolamento interno dell'ARS.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, io approfitto
della presenza dell'Assessore Messina, nel suo ruolo di
responsabile dell'Assessorato, si occupa del personale e della
funzione pubblica delle autonomie locali siciliane, perché volevo
rappresentare una tematica affinché se ne potesse fare carico. In
uno degli ultimi collegati alla finanziaria del 2023, in questo
Parlamento si è determinato, nella volontà assolutamente sostenuta
e legittima, di procedere alla stabilizzazione dei lavoratori
"PIP". Questi lavoratori sono 992 e per loro si è aperta la
possibilità di poter essere stabilizzati nella nostra partecipata,
nella SAS. Sono previsti diversi momenti, la prima fase dovrebbe
prevedere il transito in SAS di circa 500 ex PIP ed è questo un
grande risultato da annoverare per questo Parlamento del quale
siamo fieri per il lavoro e per come si è condotto. Esiste però un
tema sul quale invito l'Assessore Messina e il Governo a
riflettere. La stabilizzazione di questi lavoratori, e mi riferisco
ai lavoratori che oggi sono nelle disponibilità degli enti locali
siciliani, quindi dei comuni comporterà, di punto in bianco,
l'indisponibilità per i comuni stessi di poter continuare a
sfruttare quelle che sono queste competenze.
Mi riferiscono alcuni sindaci della provincia di Palermo che i
dipendenti di cui trattasi, quindi Pip oggi, a breve ex Pip,
reggono addirittura degli uffici, quindi parte importante
dell'attività amministrativa dei comuni siciliani.
Io chiedo all'assessore Messina che si faccia carico di questo
problema affinché si possa procedere ad una convenzione che veda al
centro la possibilità di dare ai comuni, che mantengano
fondamentalmente la disponibilità all'utilizzo degli ex Pip,
attraverso una convenzione con la Sas.
Credo che questa sia una risposta che questo Governo può
garantire, debba garantire, specialmente a quegli enti locali che -
diciamocelo chiaro - hanno una enorme carenza di personale e che,
in molti casi, non possono garantire i servizi essenziali. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non ci sono più interventi.
L'Aula terrà seduta mercoledì 3 aprile 2024, alle ore 15.00, con
all'ordine del giorno le mozioni sull'agricoltura e a seguire gli
altri punti all'ordine del giorno.
Prima di chiudere la seduta d'Aula, auguro ai colleghi presenti,
che sono rimasti fino a fine Aula, ma anche ai colleghi che in
questo momento non sono in Aula e a tutti i dipendenti
dell'Assemblea regionale siciliana, quindi ai nostri Uffici, agli
uffici della Regione siciliana e a tutti i siciliani una santa e
serena Pasqua.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 16.52 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
IX SESSIONE ORDINARIA
104a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 3 aprile 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI, INTERPELLANZE E
INTERROGAZIONI CONCERNENTI LE PROBLEMATICHE DELL'AGRICOLTURA IN
SICILIA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022. Mesi di febbraio e luglio". (n. 55/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
2) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2021. Mese di settembre . (n. 83/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
3) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022. Mesi di ottobre e novembre". (n. 102/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
4) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2022. Mese di dicembre". (n. 309/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
5) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2023. Mese di gennaio". (n. 311/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
6) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2023. Mese di maggio". (n. 532/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
7) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2023. Mese di giugno". (n. 561/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
8) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2023. Mese di agosto". (n. 603/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
9) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2023. Mese di settembre". (n. 653/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
10) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2023. Mese di ottobre". (n. 655/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
IV - PARERE, AI SENSI DELL'ART. 15 DELLA LEGGE REGIONALE 28 OTTOBRE
2020, N. 26, SU SCHEMA DI NORMA DI ATTUAZIONE DELLO STATUTO
SPECIALE DELLA REGIONE:
Deliberazione della Giunta regionale n. 22 del 24 gennaio
2024, recante: Schema di decreto: Norme di attuazione
dello Statuto speciale della Regione siciliana in materia di
trasferimento ai comuni delle funzioni di polizia
amministrativa di cui agli articoli 68 e 69 del testo unico
delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio
decreto 18 giugno 1931, m. 733 - Apprezzamento .
Relatore: on. Mancuso
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato
-Interrogazioni e interpellanze della Rubrica Autonomie locali e
funzione pubblica (testi)