Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 103 di mercoledì 27 marzo 2024
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                    La seduta è aperta alle ore 15.23

      PRESIDENTE. La seduta è aperta.
   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico i congedi degli onorevoli Safina e  Giuffrida
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
       interno, di interrogazioni e interpellanze della Rubrica:
                 Autonomie locali e funzione pubblica

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  ai  sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno, di interrogazioni e interpellanze della Rubrica  Autonomie
  locali e funzione pubblica .
   Ringrazio   l'Assessore   per  la   presenza,   e   iniziamo   con
  l'interrogazione  456  "Notizie in merito  all'utilizzazione  delle
  risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane" a  firma
  dell'onorevole Venezia ed altri. Prego Assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Grazie,  Presidente.  Saluto  tutti i colleghi  deputati  presenti.
  Rispondiamo all'interrogazione dell'onorevole Venezia, quale  primo
  firmatario,  riguardante notizie in merito all'utilizzazione  delle
  risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.
   Con l'interrogazione numero 456 l'onorevole Catania ha chiesto  di
  conoscere  il motivo per cui la Regione siciliana non abbia  ancora
  provveduto ad emanare un bando per l'assegnazione ai comuni montani
  delle  risorse  relative  al Fondo per lo sviluppo  delle  montagne
  "Fosmit";  occorre  a  tal fine preliminarmente  precisare  che  il
  decreto del Ministero degli Affari regionali del 30 maggio 2022  ha
  ripartito   le   risorse  tra  tutte  le  Regioni,  prevedendo   la
  presentazione di un'istanza al predetto Ministero entro  90  giorni
  dalla pubblicazione dello stesso.
   La  Regione  siciliana a causa della concomitanza delle  procedure
  per  l'elezione  del  Parlamento regionale e del  Presidente  della
  Regione  non  è  riuscita a presentare le istanze  di  assegnazione
  delle  risorse  nel termine previsto del 2 novembre  2022,  solo  a
  seguito della nomina dell'Assessore delle autonomie locali avvenuta
  in  data  15/11/2022, infatti, e grazie all'azione  incisiva  degli
  uffici  di  diretta collaborazione dell'Assessore  delle  autonomie
  locali  è  stato  possibile  avviare  una  complessa  e  articolata
  interlocuzione  con  il Dipartimento degli Affari  regionali  e  le
  autonomie  locali  e  con  la Commissione delle  politiche  per  la
  montagna  che  ha  portato all'assegnazione  delle  somme  relative
  all'annualità 2022, ponendola all'interno del decreto  ministeriale
  del 4 agosto 2023 di assegnazione delle risorse Fosmit per il 2023.
  Il decreto ministeriale del 4 agosto 2023 ha assegnato alla Regione
  siciliana circa 19 milioni di euro per le due annualità,  poco  più
  di  7 milioni di euro per il 2022 e circa 12 milioni di euro per il
  2023, il fondo di cui trattasi previsto dalla legge 234 del 2021 ha
  come  obiettivo la promozione e la realizzazione di interventi  per
  la  salvaguardia  e  la  valorizzazione  delle  aree  montane,  con
  particolare  attenzione agli aspetti relativi alla  tutela  e  alla
  promozione  delle  risorse  ambientali nonché  alla  valorizzazione
  delle  potenzialità espresse dall'habitat dei territori;  ampio  lo
  spettro delle attività finanziabili che vanno dalla prevenzione dei
  territori  con  interventi di atti di innovazione  del  rischio  di
  dissesto   idrogeologico,  alle  azioni  di  comunicazione   e   di
  informazione  sui temi della montagna, il tutto con l'obiettivo  di
  rendere  più sicure ed attrattive le comunità che si trovano  nelle
  aree  montane,  riducendone  lo spopolamento  ed  incrementando  la
  possibilità  di  sviluppo  anche attraverso  interventi  legati  al
  potenziamento delle attività agrosilvopastorale.
   Tra  le azioni finanziabili anche quelle legate all'ottimizzazione
  dei  consumi attraverso la realizzazione di impianti di  produzione
  di   energia   da   fonti   rinnovabili,  compresi   gli   impianti
  idroelettrici  e quelli legati alla realizzazione  di  progetti  di
  mobilità  sostenibile, di efficientamento energetico degli  edifici
  pubblici, di rigenerazione urbana e di manutenzione della viabilità
  urbana.
   A  seguito di un complesso iter, la Giunta regionale, tenuto conto
  del  carattere  di  interdisciplinarietà  degli  interventi  e  dei
  destinatari,  i  comuni  e  unione di  comuni,  ha  attribuito  con
  delibera numero 5 del 5 gennaio 2023 all'Assessorato regionale alle
  autonomie  locali  la governance delle azioni  di  cui  al  decreto
  ministeriale del 20 maggio 2022, prevedendo la costituzione  di  un
  nucleo  di  valutazione  interdipartimentale  con  il  compito   di
  sottoporre  all'organo di governo per l'approvazione  una  proposta
  relativa  alle  modalità di impiego delle risorse del  Fosmit  2022
  nonché  il  piano finanziario e il crono-programma degli interventi
  da realizzare.
   A  seguito  della  pubblicazione del decreto  ministeriale  del  4
  agosto   2023  che  prevede  la  presentazione  delle  istanze   al
  dipartimento  per  gli  Affari regionali e le  autonomie  entro  il
  18/12/2023 la Giunta, su proposta dello scrivente, con delibera 475
  del  2023 ha confermato la governance anche per il 2023 in capo  al
  Dipartimento regionale autonomie locali ed approvato le schede  per
  la  richiesta di erogazione delle risorse del Fosmit sia per l'anno
  2022  che  per il 2023. Le suddette schede unitamente alla delibera
  di  Giunta  475/2023  sono state inviate al  Dipartimento  per  gli
  Affari regionali e delle autonomie con nota del 6 dicembre 2023.
   Solo  a seguito dell'erogazione delle risorse finanziarie da parte
  del  Dipartimento  degli Affari regionali  e  le  Autonomie  che  è
  prevista  entro  il  mese di gennaio 2024 si potrà  procedere  alle
  missioni  dei  due  bandi rispettivamente per le annualità  2022  e
  2023.
   Tengo  a  precisare  che questa risposta,  ovviamente,  è  un  po'
  diciamo superata e va aggiornata anche, ovviamente, con gli  eventi
  perché  questa  interrogazione, è un po' datata e posso  aggiungere
  che  nel  frattempo  abbiamo  ricevuto da  parte  del  Dipartimento
  ministeriale  la  conferma delle risorse e che  entro  il  mese  di
  maggio   2024   procederemo  all'emissione  del  bando   dando   la
  possibilità chiaramente a tutti gli enti di potere partecipare  per
  l'utilizzo di queste risorse relative, come abbiamo già detto, alle
  annualità 2022-2023.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore Messina. Onorevole Venezia, come  si
  dichiara?

   VENEZIA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Assessore Messina.
   Nel  2021,  con  la legge 234, venne istituito  il  Fondo  per  lo
  sviluppo delle montagne italiane. Un fondo che aveva l'obiettivo di
  sostenere  i  Comuni  delle aree marginali  e  delle  aree  interne
  montane   che   soffrono,  come  è  noto  ormai  da   decenni,   lo
  spopolamento, la crisi della natalità, l'impoverimento del  tessuto
  produttivo, la fragilità del territorio.
   E  lo  scorso  anno, poche settimane dopo il nostro  insediamento,
  abbiamo  posto  con forza la questione del fondo  per  le  montagne
  destinato  alla Sicilia, perché nel passaggio dal Governo  Musumeci
  al  Governo  Schifani,  come  lei ricordava,  non  venne  inoltrata
  l'istanza per l'ottenimento dei primi 7 milioni di Euro, e c'era il
  rischio concreto che la Sicilia perdesse queste risorse.
   A   seguito   di  quella  sollecitazione  e  anche  dell'attivismo
  dell'assessore  Messina, ecco, siamo riusciti a  recuperare  queste
  risorse che come ricordava lei riguardano anche l'annualità 2023.
   Quindi,  si  tratta  di quasi 20 milioni di  Euro  che  dovrebbero
  essere  destinati attraverso un apposito bando per i comuni montani
  della  Sicilia, che sono circa 120, per la ricognizione che abbiamo
  fatto.
   Noi  chiediamo,  Assessore,  che  venga  sbloccato  immediatamente
  questo  bando,  e  vengano  messi  nelle  condizioni  i  Comuni  di
  predisporre le progettazioni coerenti con le finalità della  legge,
  e  si  avvii  una  fase di programmazione che possa  dare  i  primi
  risultati nel territorio.
   Ovviamente  20  milioni  di Euro per 120  Comuni  sono  una  cifra
  irrisoria rispetto alle necessità che questi comuni hanno, e quindi
  spenderli  bene, e spenderli per quei Comuni che hanno un effettivo
  bisogno di queste risorse, ecco, è cosa assolutamente importante  e
  auspichiamo  che il Dipartimento da lei guidato possa formulare  un
  bando  che  vada  ad  attenzionare i Comuni più  piccoli  e  quelli
  effettivamente  montani  che, più degli  altri,  hanno  bisogno  di
  risorse  necessarie  alla  sopravvivenza  dei  territori  e   delle
  comunità.
   Per queste ragioni noi ci reputiamo parzialmente soddisfatti dalla
  sua risposta.
   Lo  saremo  pienamente  quando vedremo  pubblicato  il  bando  che
  prevede appunto l'assegnazione di queste risorse ai Comuni.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Venezia, che si dichiara parzialmente
  soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 480: "Chiarimenti in merito  alla
  mancata  nomina  dei  componenti del  comitato  direttivo  di  Aran
  Sicilia  e sul rinnovo del contratto dei dipendenti della Regione",
  a prima firma Giambona ed altri.
   Prego, Assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Sì,  Presidente,  io  le volevo chiedere se possiamo  differire  la
  risposta  perché questa interrogazione è molto recente, e siamo  in
  attesa  di  acquisire le dovute informazioni da parte degli  uffici
  competenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Giambona, vuole intervenire?
   Prego.

   GIAMBONA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io nel
  merito  mi  permetto  di  evidenziare che questa  interrogazione  è
  tutt'altro che recente Assessore, è datata luglio 2023.
   Del  resto, trattiamo una questione che è assolutamente  centrale,
  che  riguarda  quello  che  è il suo impegno,  l'impegno  di  tutta
  l'Amministrazione  regionale sulla gestione di quelli  che  sono  i
  rinnovi  dei contratti ai dipendenti regionali, e su una  questione
  altrettanto   rilevante,  che  riguarda  appunto  il  rinnovo   dei
  componenti  di Aran, quindi mi permetto di rappresentare Assessore,
  rispetto  a  questa interrogazione, non solo che non è recente,  ma
  che  dovrebbe essere un argomento all'ordine del giorno, e  per  il
  quale  credo  sia  necessario  anche  fornire  una  risposta   agli
  impiegati nella nostra Regione.
   Del  resto,  mi risulta che il suo Assessorato stia lavorando  sul
  tema  del  rinnovo dei contratti collettivi, siamo già in arretrato
  sul  contratto  2019-2021, dobbiamo fare pure  quello  relativo  al
  triennio  2022-2024,  probabilmente c'è  qualche  equivoco.  Signor
  Presidente, le chiedo di verificare.

   PRESIDENTE. Assessore Messina, se vuole possiamo fare in modo  che
  lei invii la risposta all'onorevole Giambona.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Assessore, prego.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Volevo  solamente  dire  che non abbiamo avuto  la  possibilità  di
  elaborare  la risposta scritta, per questo dicevo se era  possibile
  differire.  Posso, sommariamente diciamo, rispondere  all'onorevole
  interrogante.
   Chiaramente, quando questo Governo si è insediato, abbiamo trovato
  questa  gestione commissariale da parte dell'Aran,  che  aveva  già
  iniziato un iter di approvazione del contratto, ricordo che  stiamo
  parlando del contratto collettivo 2019-2021.
   Purtroppo,  abbiamo  trovato una situazione un  po'  arretrata,  e
  quindi,  siccome già l'attuale commissario, che abbiamo trovato  al
  momento   dell'insediamento,  aveva  già  iniziato  un   suo   iter
  lavorativo  su questo contratto, noi chiaramente non  ce  la  siamo
  sentiti,  abbiamo ritenuto più utile e produttivo magari  mantenere
  la  gestione commissariale, quantomeno fino al completamento  della
  definizione  di  questo contratto collettivo, onde evitare  che  un
  nuovo  organismo,  nominato ex novo, potesse ricominciare  da  capo
  sia,  chiaramente, con l'approfondimento e lo studio del contratto,
  sia anche con i rapporti con le organizzazioni sindacali. E quindi,
  abbiamo   dato  possibilità,  proponendo  anche  diverse   proroghe
  all'attuale   commissario   dell'Aran,   di   poter   lavorare   in
  collaborazione  con  le  organizzazioni sindacali  per  cercare  di
  definire il contratto 2019-2021.
   Poi sapete bene, purtroppo, per tutta una serie di vicende, legate
  anche  prima  a  un'impugnativa della norma,  di  una  parte  delle
  risorse  che riguardavano questo contratto, abbiamo dovuto inserire
  nell'ultima  finanziaria la copertura della risorsa  economica  che
  purtroppo era andata poi bocciata con l'impugnativa da parte  della
  Corte costituzionale, e quindi si è perso un po' di tempo.
   Ovviamente, adesso sono ripresi i lavori e credo che abbiamo tutti
  più  o  meno avuto informazione delle notizie che ci giungono,  che
  praticamente  già  si  è  arrivati  alla  definizione   di   questo
  contratto,  quantomeno  per la parte che riguarda  il  comparto,  e
  quindi  verosimilmente entro una, massimo due settimane si avrà  la
  definizione di questo contratto.
   Quindi, riteniamo che fin quando non si completi il lavoro che già
  è  stato  iniziato da questa gestione commissariale, la manteniamo,
  almeno fino a quando si definisce il contratto in essere, dopodiché
  sarà  anche  valutata la possibilità di nominare  i  nuovi  organi,
  fermo  restando che intanto, con questa metodologia  e  con  questa
  soluzione  siamo riusciti, stiamo cercando di riuscire,  ovviamente
  nell'interesse  di tutti i lavoratori, ad arrivare finalmente  alla
  tanto  attesa  approvazione di questa bozza  di  contratto,  e  poi
  procederemo anche, chiaramente, alla stipula. Questi sono  stati  i
  motivi  per cui fin dall'inizio abbiamo preferito mantenere  questa
  gestione.

   PRESIDENTE.    Intanto   la   ringrazio,   assessore.    Considero
  l'interrogazione parzialmente svolta, chiedo pertanto all'assessore
  di   inviare  quanto  prima  all'onorevole  Giambona  una  risposta
  scritta,  anche  per e-mail, prima che la stessa  venga  nuovamente
  iscritta  all'ordine del giorno. Quindi, per il  momento  considero
  l'interrogazione n. 480 parzialmente svolta.
   Onorevole Giambona, se lei vuole aggiungere qualche altra cosa  le
  consento   di   intervenire,   però  per   pochi   minuti,   perché
  l'interrogazione è parzialmente svolta. Prego.

   GIAMBONA. Signor Presidente, io la ringrazio, però mi permetta  di
  rappresentare  che  in  un  certo qual  modo  la  risposta  fornita
  dall'assessore merita qualche valutazione. Del resto  io  riconosco
  all'assessore  Messina,  che è tra i pochi  che  è  presente  nelle
  sedute d'Aula, insomma, una certa coerenza da questo punto di vista
  nel confronto, garantendo quello che è il dibattito all'interno  di
  quest'Aula, per certi versi anche parafulmine di quelle che sono le
  difficoltà  che  affronta,  anzi che non affronta,  questo  Governo
  regionale, anche in un certo qual modo dell'ultimo e del  penultimo
  Governo di centrodestra.
   Perché, signor Presidente, la corretta gestione di quello che è il
  personale  dipendente,  e  la relativa valorizzazione,  è  un  nodo
  cruciale     dell'Amministrazione    regionale.    E     l'adeguata
  valorizzazione non può che permettere, in un certo  qual  modo,  di
  raggiungere  quelli  che  sono  gli obiettivi  dell'Amministrazione
  regionale, e anche quella di garantire quelli che sono i servizi al
  cittadino, diciamocelo chiaro.
   Ebbene, ragionando su quello che ha poc'anzi detto l'Assessore, ci
  sono alcune riflessioni da fare perché per centrare quelli che sono
  gli  obiettivi  noi  dovremmo avere una pianta  organica  adeguata,
  dovremmo  valorizzare  adeguatamente  quelli  che  sono  i   nostri
  dipendenti regionali, dovrebbero essere adeguatamente pagati.
   Ecco,  tutti questi elementi, anche quindi la possibilità di  fare
  carriera, e sono aspetti che purtroppo non riusciamo a riscontrare,
  tant'è che il lavoro all'interno dell'Amministrazione della Regione
  siciliana  un  tempo  era definito come un  grande  traguardo,  una
  chimera.
   Devo  dire  che  non  è più così. Lo ha detto  benissimo  poc'anzi
  l'Assessore.
   Ancora   dobbiamo  rinnovare  il  contratto  relativo  al  biennio
  2019/2021  e, ricordo a me stesso, ricordo a tutti quanti  ciò  che
  dicono  anche  le organizzazioni sindacali: in questo momento,  gli
  impiegati regionali hanno i livelli retributivi più bassi di  tutti
  Italia, di tutto il comparto pubblico italiano.
   E  ciò  è assolutamente inaccettabile, ed è riconducibile  ad  una
  inadeguatezza  di  questo Governo e del precedente  nell'affrontare
  questa tematica così centrale.
   Sono ferme le carriere, sono ferme le riclassificazioni
   Ecco,    questo    comporta   che   l'impiego    nella    pubblica
  amministrazione,   nell'Amministrazione   regionale   non   è   più
  appetibile,  non  è più attrattivo come lo era un tempo,  molti  si
  dimettono,  molti  rinunciano anche dopo aver partecipato  e  vinto
  concorsi nella nostra Amministrazione regionale.
   Aggiungo   che   non  esiste  ancora  un  sistema  di   previdenza
  complementare,  e  che  ci sono carichi di lavoro  in  alcuni  casi
  esageratamente bassi o esageratamente alti.
   Allora,  sulla questione nel merito della interrogazione, ecco  la
  ricostituzione  di  Aran la inseguiamo da parecchio  tempo,  ancora
  abbiamo  una  gestione  commissariale.  Io  mi  chiedo  quando   si
  procederà a nominare i componenti del direttivo e quando si metterà
  a disposizione dell'ufficio stesso un adeguato numero di personale,
  un'adeguata struttura per poter riuscire a traguardare  quelli  che
  sono gli obiettivi dei rinnovi contrattuali.
   Mi  giungono  notizie,  e  per certi versi  me  le  ha  confermate
  l'assessore  Messina,  che  a breve si  dovrebbe  sottoscrivere  il
  contratto  2019/2021, ma qualora vi fosse Aran pienamente operativa
  e  adeguatamente strutturata si potrebbe cominciare a lavorare  già
  per il contratto 2022/2024.
   Sul  tema  poi  della riclassificazione è ovvio che  noi  dobbiamo
  valorizzare al meglio quelli che sono i nostri impiegati  regionali
  per   garantire   loro  crescita  e  una  possibilità   di   essere
  adeguatamente valorizzati e stimolati. Dobbiamo individuare  quelle
  che  sono  le  risorse  necessarie e in un certo  qual  modo  anche
  garantire quelli che sono i concorsi.
   Ora,  Assessore,  da questo punto di vista, bene  i  concorsi,  ma
  dobbiamo  anche garantire delle forme di riserva e vado a chiudere,
  grazie signor Presidente, su quelle che sono le risorse impiegate a
  tutt'oggi in essere sia per il comparto e sia per la dirigenza.
   Allora, ricapitolando e chiudo: noi abbiamo oltre che la necessità
  di  ricoprire  quelli  che  sono  i  vuoti  in  organico,  dobbiamo
  necessariamente  in  maniera veloce andare  a  rinnovare  l'accordo
  2019/2021 anche per permettere di coprire i dipendenti a quello che
  è  il  caro  vita e l'inflazione, ma lavorare subito sul 2022/2024,
  ricostituire  il  direttivo dell'Aran, assessore,  permettere  agli
  impiegati  della  nostra  amministrazione  regionale  di  avere  la
  possibilità di costituirsi una stampella alternativa a  quella  che
  oggi viene messa a disposizione per la previdenza pubblica, che non
  sarà  più in grado di garantire un'adeguata copertura per  come  un
  tempo la si intendeva.
   Noi  abbiamo  la  possibilità di aderire al  fondo  di  previdenza
  complementare,  Perseo  Sirio, basterebbe  fare  un  semplice  atto
  amministrativo e andare in quella direzione. Sono elementi,  credo,
  essenziali per riuscire a valorizzare al meglio quelli che sono una
  grande risorsa, quelli che sono i nostri impiegati regionali.

   PRESIDENTE.    L'Assessore    poi    completerà    la    risposta,
  successivamente.
   Si  passa  all'interrogazione n. 483 "Chiarimenti  sui  dipendenti
  regionali  in  forza  presso i centri per l'impiego  e  notizie  in
  merito  alle iniziative per risolvere definitivamente la  questione
  del   rinnovo   dei   contratti  di   lavoro   e   della   relativa
  riclassificazione organica del personale", a prima firma Burtone ed
  altri. Prego, Assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor   Presidente,  onorevoli  deputati.  Rispondiamo  a   questa
  interrogazione che riguarda sempre i dipendenti regionali,  quindi,
  parzialmente siamo sempre all'interno della problematica  che  poco
  fa abbiamo trattato e che, ovviamente, l'onorevole Giambona poco fa
  ci ricordava.
   Rispondiamo  anche  attraverso una  relazione  che  abbiamo  fatto
  predisporre   alla  nostra  dirigente  del  Dipartimento   funzione
  pubblica. L'atto ispettivo in argomento si concentra essenzialmente
  sul  tema della riclassificazione del personale di categoria A e  B
  che  opera presso i centri per l'impiego, evidenziando i disagi per
  i  cittadini  derivanti da forme di protesta  posta  in  essere  da
  luglio '23 dai dipendenti dei suddetti uffici in conseguenza  della
  mancata attivazione di forme di riclassificazione.
   Si  premette  al  riguardo, per quanto  di  competenza  di  questo
  Dipartimento, che già nel mese di maggio 2023 sono stati immessi in
  servizio  e  destinati ai centri per l'impiego  ben  151  unità  di
  funzionari  di  categoria  D  reclutati  in  esito  alle  procedure
  concorsuali finanziate con le risorse nazionali destinate al  piano
  di  rafforzamento  dei  centri dell'impiego,  ancora  nel  mese  di
  dicembre  scorso, una volta approvati i documenti  contabili,  sono
  state  contrattualizzate  357  unità  di  categoria  C  immesse  in
  servizio  con  decorrenza  1 febbraio  24,  in  esito  a  procedura
  concorsuale finanziata con le stesse risorse nazionali.
   A  breve  saranno  adottati  provvedimenti  di  scorrimento  delle
  graduatorie di categoria C per il reclutamento delle unità mancanti
  a  seguito  di rinunce per l'integrale copertura dei  487  posti  a
  concorso di categoria C. Tale immissione di nuove risorse non potrà
  che  tradursi  nell'innalzamento della qualità, della quantità  dei
  servizi  che i centri per l'impiego sono tenuti a rendere a  favore
  dei cittadini. Aggiungo, per inciso, che quello che a suo tempo  la
  dirigente  scriveva come previsione, io posso anche confermare  che
  già  il  decreto,  la  scorsa settimana,  è  stato  già  firmato  e
  pubblicato  e, quindi, è in corso la procedura per l'immissione  in
  servizio   di  questi  ulteriori  487  lavoratori  che,  a   breve,
  prenderanno servizio.
   Tornando al tema centrale dell'interrogazione, si premette che  la
  valorizzazione  del  personale  interno,  attraverso  percorsi   di
  progressione tra le categorie denominate progressioni verticali,  è
  un  tema  trasversale all'amministrazione regionale di  grandissimo
  rilievo  che non riguarda certamente il solo personale  addetto  ai
  centri per l'impiego o le sole categorie A e B.
   Va  tuttavia  evidenziato  che  tali progressioni  possono  essere
  attuate nel rispetto e nei limiti indicati dall'articolo 521bis del
  decreto  legislativo  165/2001, nel testo  introdotto  dal  decreto
  legislativo   80/2021,  così  come  modificato   dalla   legge   di
  conversione 113/2021. La disposizione citata prevede, infatti,  che
  fatta   salva  una  riserva  di  almeno  il  50%  delle   posizioni
  disponibili destinate all'accesso dall'esterno, le progressioni fra
  le  aree  e  negli  enti  locali,  anche  fra  qualifiche  diverse,
  avvengono  tramite  procedura comparativa basata sulla  valutazione
  positiva  conseguita  dal  dipendente  negli  ultimi  tre  anni  in
  servizio, sull'assenza di provvedimenti disciplinari, sul  possesso
  di  titoli  o competenze professionali, ovvero di studio  ulteriori
  rispetto  a  quelli  previsti per l'accesso all'area  dall'esterno,
  nonché  sul numero e sulla tipologia degli incarichi rivestiti.  La
  medesima  disposizione  consente, in via transitoria,  in  sede  di
  revisione  degli ordinamenti professionali, ai contratti collettivi
  di  comparto  per  il  periodo 2019-2021  di  definire  tabelle  di
  corrispondenza  tra  vecchi  e  nuovi inquadramenti  ad  esclusione
  dell'area delle elevate professionalità, sulla base di requisiti di
  esperienza  e professionalità maturate ed effettivamente utilizzate
  dall'amministrazione  di  appartenenza  per  almeno  cinque   anni,
  ammettendo in via eccezionale la possibilità di deroga al  possesso
  del  titolo  di  studio richiesto per l'accesso all'area  superiore
  dall'esterno.
    La nuova disciplina ha trovato attuazione a livello nazionale nel
  contratto  collettivo del comparto funzioni centrali  prima  e  nei
  contratti collettivi degli ulteriori comparti successivamente.
   Si  ritiene  opportuno richiamare, al riguardo, quanto evidenziato
  in  ordine alla nuova disciplina dalle Sezioni riunite in  sede  di
  controllo della Corte dei Conti nella delibera numero 7/22, con  la
  quale è stata certificata positivamente l'ipotesi di contratto  del
  comparto funzioni locali con raccomandazioni e osservazioni.
   Osserva,  infatti, la Corte che la nuova disciplina del  passaggio
  tra  aree si colloca all'interno dei principi che guidano l'accesso
  al   pubblico   impiego   come   declinati   dalla   giurisprudenza
  costituzionale e civilistica.
   Le  progressioni verticali, infatti, consistono nel  passaggio  ad
  una   posizione  funzionale  qualitativamente  diversa,   tale   da
  comportare  una  novazione oggettiva del  rapporto  di  lavoro  con
  mutamento dello status professionale.
   Esse  sono,  quindi, equiparabili ad una forma di reclutamento  di
  regola  assoggettato  allo  schema  del  pubblico  concorso   quale
  meccanismo  di  selezione  tecnica e  neutrale  che  garantisce  il
  rispetto dell'articolo 97 della Costituzione.
   Ciò  non  esclude  che  si debba trovare un ragionevole  punto  di
  equilibrio  fra quest'ultimo principio e l'interesse a  consolidare
  pregresse    esperienze   lavorative   non   potendosi,   tuttavia,
  considerare tali norme che prevedono scivolamenti automatici  verso
  posizioni  superiori  senza  concorso  o  comunque  senza  adeguate
  selezioni  o  verifiche  attitudinali o  concorsi  interni  per  la
  copertura della totalità dei posti vacanti.
   La  Corte ha inoltre evidenziato che sotto il profilo finanziario,
  il meccanismo di progressione tra le aree, previsto in via di prima
  applicazione dal contratto collettivo funzioni centrali, potrà aver
  luogo  all'interno del piano triennale dei fabbisogni di  personale
  delle  dotazioni organiche, il famoso PAO, nonché nei limiti  delle
  risorse   destinate   alle  assunzioni   di   personale   a   tempo
  indeterminato  disponibili a legislazione  vigente  a  cui  possono
  aggiungersi  nei  termini previsti dal comma 8 del citato  articolo
  18,  le  risorse di cui al richiamato articolo 1, comma 612,  della
  legge  234 del 21, determinati nella misura massima dello 0,55  per
  cento del monte salari del 2018.
   Questo  è  il  limite massimo che gli enti hanno disponibilità  di
  potere  utilizzare e se vi ricordate equivale a quel budget  esatto
  che  noi abbiamo già inserito nell'ultima finanziaria e che  adesso
  ce lo abbiamo già disponibile e diciamo pronto da utilizzare.
   La  riclassificazione  del  personale  è  uno  dei  punti  cardini
  dell'atto  di  indirizzo  all'Aran  Sicilia  per  il  rinnovo   del
  contratto collettivo del comparto non dirigenziale per il  triennio
  2019-21, approvato dalla Giunta con delibera n. 135 del 2022.
   Con  l'articolo  7  della legge di stabilità regionale  2024-2026,
  sono  state  stanziate  anche per il personale dell'amministrazione
  regionale  risorse pari allo 0,55 per cento del  monte  salari  del
  comparto  non  dirigenziale  riferito all'anno  2018  da  destinare
  integralmente alla riclassificazione del personale.
   Già  a partire dal 2022, inoltre, sono state accantonate nel  PAO,
  per  ciascuna annualità, il 50 per cento delle risorse  disponibili
  per  attuare, nel rispetto delle norme e dei principi sopra citati,
  ulteriori  progressioni verticali. Non appena concluse le procedure
  per  il  rinnovo del contratto collettivo di lavoro  2019-21,  sarà
  pertanto  possibile  avviare ampi processi  di  valorizzazione  del
  personale interno. Tanto si rappresenta restando a disposizione.
   Quindi  volevo  brevemente riassumere che  l'orientamento  che  in
  questo  momento le organizzazioni sindacali si sono date con l'Aran
  è  quello  di  passare  a  questo famoso contratto  delle  funzioni
  centrali che, come tutti sappiamo, prevede una distinzione  in  tre
  categorie anziché in quattro categorie.
   Questo  nuovo  contratto,  così come  abbiamo  già  sentito  nella
  risposta,  prevede la possibilità di riclassificare o riorganizzare
  quello  che  è  il  nostro  personale  attuale  del  comparto   ma,
  chiaramente, nei limiti della spesa dello 0,55%, così come tutte le
  amministrazioni  d'Italia,  in  questo  momento.  Noi  abbiamo  già
  previsto  -  così  come  ho  letto nel P.I.A.O.,  che  è  il  Piano
  integrato  di  Attività  e  Organizzazione  del  personale  -   che
  chiaramente  utilizzeremo  quella  risorsa  disponibile  per  poter
  procedere  a  tutte  le  varie  progressioni  verticali  che  è   -
  chiaramente  -  l'unica  possibilità che l'Amministrazione  ha  per
  poter  riorganizzare e riclassificare il proprio personale.  Non  è
  possibile,  lo sappiamo tutti, e non è legittimo poter  pensare  ad
  altre  tipologie di riclassificazione o di passaggio  di  categoria
  senza  queste procedure dettate dalla norma e condivise anche dalla
  Corte  dei  Conti  e,  in  questo momento, anche  finanziate  dalla
  risorsa  che  sappiamo tutti è disponibile e che in questo  momento
  possiamo utilizzare.

   PRESIDENTE. Onorevole Giambona, come si dichiara?

   GIAMBONA.  Signor Presidente, l'interrogazione centra la questione
  relativa  alla  riclassificazione  del  personale  regionale  e  io
  ringrazio  anche  l'Assessore  per  la  sua  onestà  intellettuale,
  rispetto  a  quello  che è il percorso che  ha  intrapreso  il  suo
  assessorato  e  con  il confronto autorevole con le  organizzazioni
  sindacali  maggiormente  rappresentative, appunto  sul  tema  della
  valorizzazione del personale regionale.
   Ha  detto  bene  l'Assessore. Negli ultimi  strumenti  finanziari,
  abbiamo  stanziato, questo Parlamento ha stanziato quelle che  sono
  le  risorse necessarie per avviare un percorso, seppur parziale, di
  riclassificazione dei dipendenti regionali, prevedendo quello 0,55%
  per cento che a livello nazionale ci impone di dover accantonare  e
  che   evidentemente  non  darà  risposta  a  tutta  la  platea  dei
  lavoratori,  che per lo più sono lavoratori A, B e C  e  che  hanno
  ambizione    di    poter    ricoprire    ruoli    più    importanti
  nell'Amministrazione  regionale, considerato  che  anche  molti  di
  questi  dipendenti svolgono alcune volte anche mansioni di  livello
  superiore  ed  economicamente e giuridicamente non gli  viene  loro
  riconosciuto.
   Per  cui  noi  dobbiamo assolutamente sostenere  questo  percorso,
  prendo  atto  dell'impegno  da  parte  dell'Assessore  Messina  che
  ringrazio  e  che  subito  dopo l'approvazione  del  contratto  dei
  dipendenti  regionali  2019-21 si aprirà  un  tavolo  -  mi  auguro
  tempestivo - con il quale vengano utilizzate le risorse oggi  messe
  a  disposizione,  in  maniera  tale da  intraprendere  un  percorso
  virtuoso  che  gradualmente possa coinvolgere tutti  gli  impiegati
  regionali   in   questa  fase  che  vede  loro  come   maggiormente
  valorizzati. Grazie, in questo senso, mi sento di poter  dichiarare
  di essere soddisfatto. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.     Grazie,    onorevole    Giambona.     Si     passa
  all'interrogazione   n.   503   "Iniziative    urgenti    per    la
  riorganizzazione dell'Ufficio del controllo analogo del  comune  di
  Palermo", a firma dell'onorevole La Vardera ed altri.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  In  relazione alla richiesta prodotta con l'interrogazione a  firma
  dell'onorevole La Vardera, si comunica che con nota protocollo 2447
  del  15  febbraio scorso, il Servizio 3 "Coordinamento attività  di
  vigilanza e controllo sugli enti locali", che opera all'interno del
  Dipartimento  delle  autonomie locali  ha  inoltrato  richiesta  di
  informazione  al  comune  di  Palermo in merito  all'organizzazione
  dell'ufficio  del controllo analogo. Tali informazioni,  nonostante
  la  nota di sollecito trasmessa nel mese di marzo, non sono  ancora
  pervenute. Quindi, onorevole, noi stiamo aspettando che  il  comune
  di  Palermo, che è l'unico ente che può dare risposta in  merito  a
  questa  problematica, ci produca la risposta e  poi  la  produrremo
  anche qui all'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, come si dichiara?

   LA  VARDERA.  Mah, mi sento male, non mi dichiaro in nessun  modo,
  dico che mi sento male

   PRESIDENTE. Se vuole chiamiamo il medico

   LA VARDERA. Se c'è il medico probabilmente mi fate una cortesia

   PRESIDENTE. Se vuole può prenderne atto...

   LA  VARDERA. Io prendo atto di una non risposta, perché davanti  a
  queste parole, io quando in ufficio che dovessi mai domani, non  lo
  so, dovesse mai succedere di fare l'assessore regionale, ovviamente
  non  in  questa Giunta, -sia mai - ma nella vita, tra vent'anni ...
  ebbene,   se   un   mio  sottoposto  non  risponde   a   una   nota
  dell'Assessore,  io se il caso vado nell'ufficio  e  gliela  faccio
  scrivere seduta stante
   Non è una risposta  aspettiamo che ci rispondano , dopo che questa
  interrogazione,  ricordo all'Assessore, l'ho presentata  ormai  nel
  lontano 8 agosto del 2023, cioè stiamo parlando di un anno fa
   Ricevo   risposte   sulla  mia  mail,  di   risposte   scritte   a
  interrogazioni,  faccio  un  esempio pratico,  sullo  scandalo  del
  concorso  della  forestale che ormai è morto,  sepolto  e  si  deve
  rifare
   Collega  Chinnici,  ho ricevuto la risposta  nella  mia  mail  una
  settimana fa di una cosa, e la risposta diceva che si stava vedendo
  di   capire  cosa  succedeva,  ma  come?  Schifani  ha  detto   che
  l'annullava  C'è uno scollamento totale degli uffici che  fanno  il
  lavoro  di controllo, sapete perché, colleghi deputati? Perché  gli
  atti  ispettivi  che  noi  presentiamo  vengono  visti  come  carta
  straccia   Non c'è il rispetto dell'attività parlamentare  che  noi
  svolgiamo in quest'Aula e si vede dal continuo rinvio, della serie:
  cosa  facciamo oggi pomeriggio? Ma, siccome non abbiamo  niente  da
  fare, mettiamoci la rubrica "Interrogazioni".
   Se  la  percezione  che  la maggioranza  ha  di  noi  deputati  di
  opposizione è una non risposta a un'interrogazione datata 8  agosto
  2023, io non farò più un'interrogazione
   Pretendo rispetto, assessore Messina, non dalla sua persona che  è
  una persona puntuale, corretta - io lo riconosco  - sempre presente
  in quest'Aula  Ma se un suo ufficio non gli dà una risposta, lei ha
  gli strumenti per andare a tirare per le orecchie, in senso buono
   Qua  parliamo di un'interrogazione, nello specifico, mancano  -  e
  non  è  una  cosa da poco - negli uffici che devono  controllare  i
  conti  delle  partecipate,  quindi di soldi  pubblici,  mancano  le
  figure che lo fanno  E' uscita una notizia su tutti i giornali,  io
  interrogo e chiedo: ma come è possibile?
   E  poi parliamo di scandali nelle partecipate al Comune di Palermo
  perché  mancano  i controllori stessi  Non parliamo  di  bazzecole,
  parliamo  di  trasparenza,  parliamo  di  cose  che  riguardano   i
  cittadini palermitani e siciliani e io non posso aspettare un  anno
  per  una  risposta e lei si alza con i toni pacati   chiedo  scusa,
  ancora  aspetto la risposta  . Ma di che stiamo parlando, assessore
  Messina?
   Glielo  dico con rispetto, sommessamente, nell'esercizio  del  mio
  ruolo  e  del  suo ruolo, ma non posso non contestare questo  modus
  operandi che mi fa cadere le braccia  Che mi fa capire che il ruolo
  di  deputato  che  sto esercitando, che è anche un  ruolo  di  atti
  ispettivi, non viene rispettato da questo Governo
   Glielo  chiedo  con  veemenza e nel rispetto dei  ruoli,  Governo,
  Giunta   -   per   quel  che  ne  è  rimasto  -  abbiate   rispetto
  dell'esercizio  che  noi  svolgiamo, perché  io  sono  venuto  oggi
  pomeriggio, come sempre, perché io vengo in Aula, com'è giusto  che
  sia,  sempre,  e non posso aspettarmi una non risposta,  non  posso
  aspettarmi una risposta vaga
   Detto questo, quindi, io mi dichiaro completamente insoddisfatto e
  mi  sento male e quindi - sì - chiamate il medico, come diceva bene
  il Presidente Di Paola, perché i fatti non stanno così
   Le   chiacchiere  stanno  a  zero,  il  rispetto  del  ruolo   che
  rappresentiamo   verso  quei  cinque  milioni  di   siciliani,   lo
  pretendiamo   Non c'è un favore concesso dall'alto, non  è  che  il
  Governo viene in quest'Aula perché ci fa la concessione papale o la
  concessione  -  come dire - del re Schifani II "rispondiamo  a  sti
  quattro  deputati dell'opposizione, unn'avemu nenti chi  fari,  và,
  rispondiamogli ".
   No   no   Perché  se  le  cose stanno  così,  io  non  faccio  più
  un'interrogazione  e - anzi - mando un avviso di  garanzia  -   nel
  senso largo del termine -  a tutti gli altri Assessori.
   Ho    presentato    centottanta   atti   ispettivi,    centottanta
  interrogazioni da un anno e mezzo
   Sapete su centottanta interrogazioni a quante ho avuto risposta? A
  ventisei interrogazioni
   Allora,  se  non  siete in grado di rispondere alle interrogazioni
  che  -  ripeto  -  non  sono risposte che riguardano  la  mia  vita
  privata, non chiedo cose che riguardano la mia persona, chiedo cose
  che  riguardano i siciliani, e se non siete in grado di dare queste
  risposte  e  di  rispettare  i deputati, cortesemente,  o  cambiate
  mestiere o ve ne andate a casa.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole La Vardera, che  si  dichiara  non
  soddisfatto.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  531  "Notizie  in  merito   ai
  contributi  per i comuni con siti Unesco previsti dall'articolo  60
  della  legge  regionale n. 2 del 2023" a prima firma dell'onorevole
  Venezia ed altri. Prego, Assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Presidente,  io  volevo precisare poco fa - forse  non  ci  eravamo
  espressi  bene - che non è il nostro Ufficio, onorevole La Vardera,
  che  non ha risposto. Non ha risposto il Comune di Palermo. Lei  ha
  chiesto    informazioni   riguardo   il   controllo    analogo    o
  l'organizzazione del controllo analogo...  No, solo  per  chiarire,
  onorevole, io ho il massimo rispetto del Parlamento e dei deputati,
  quindi  su  questo  argomento non c'è bisogno  che  nessuno  me  lo
  ricordi  e  nessuno, chiaramente, mi può compulsare.  Però,  volevo
  dire  solo  una precisazione, perché adesso stiamo parlando  di  un
  altro  argomento,  che  la risposta non  l'ha  data  il  Comune  di
  Palermo.   Lei   non  ha  chiesto  un'interrogazione  sull'attività
  amministrativa  della  Regione o del  nostro  Assessorato,  lei  ha
  chiesto  chiarimenti sull'organizzazione del controllo analogo  del
  Comune di Palermo.

   LA VARDERA. Lei ha gli strumenti per chiedere al comune di Palermo
  perché non risponde.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Noi  abbiamo  mandato,  ovviamente, non potevamo  fare  altro,  una
  istanza  al  Comune di Palermo. Abbiamo mandato poi  un  sollecito,
  perché dovevamo predisporre la risposta e a tutt'oggi purtroppo non
  è arrivata.

   LA VARDERA. Mandi gli ispettori.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Lo dico in maniera pubblica, non c'è nulla da nascondere e, quindi,
  chiaramente,  il  nostro  Dipartimento che,  come  voi  chiaramente
  sapete,  opera  anche  il  controllo e  la  vigilanza  sugli  enti,
  chiaramente  dopo  le  mancate risposte procederemo  con  gli  atti
  conseguenziali.
   Onorevole,   nel   rispetto  chiaramente  del  ruolo   di   questo
  Parlamento, io più di questo non posso dire; ma non posso inventare
  una  risposta  su organizzazioni che chiaramente non riguardano  il
  nostro ente.
   Scusate,  passiamo adesso all'interrogazione n.  531.  L'onorevole
  Venezia aveva chiesto notizie in merito ai contributi per i  comuni
  con  siti  Unesco, previsti dall'articolo 60 della legge  regionale
  2/2023.
   In relazione alla richiesta di cui all'oggetto, si rappresenta che
  l'articolo  60  della legge regionale 2/2023, con  cui  sono  stati
  stanziati  20  milioni  di euro a valere sulle  risorse  del  Fondo
  sviluppo e coesione 2021/2027, per la manutenzione straordinaria  e
  la  realizzazione di infrastrutture urbane capaci di  garantire  il
  decoro   dei   siti   riconosciuti  dall'Unesco,  come   patrimonio
  dell'umanità,  nonché dei territori inseriti  nel  Global  Geoparks
  Network,  è stato impugnato con delibera del Consiglio dei Ministri
  del  20  aprile 2023, dal momento che le risorse indicate,  facenti
  riferimento  al  programma FSC 2021/2027  non  erano  ancora  state
  assegnate alla Regione siciliana.
   Al  fine di fornire comunque un sostegno ai comuni in cui ricadono
  i  siti  Unesco e i Geoparks, per consentire loro adeguati  atti  a
  mantenere gli standard previsti dall'Unesco, su proposta di  questo
  Assessorato è stata inserita all'interno del bilancio di previsione
  2024  della  Regione siciliana una dotazione di 2.500  migliaia  di
  euro,  destinate  ai medesimi soggetti per le stesse  finalità  già
  individuate con la legge 2/2023.
   La materia è, dunque, oggi disciplinata dall'articolo 2, comma 16,
  della  legge  regionale  1/2024, che al riguardo  dispone  che  per
  l'esercizio finanziario 2024, a valere sulle assegnazioni di cui al
  comma  1  dell'articolo 6 della legge 5/214 - per  comprenderci  il
  Fondo autonomie locali -  è destinata la somma di 2.500 migliaia di
  euro  in favore dei comuni nei quali insistono i siti Unesco nonché
  dei  comuni  i cui territori fanno parte dei geoparchi  Unesco,  da
  ripartirsi per il 70 per cento in parti uguali fra tutti  i  comuni
  interessati  e  per  il 30 per cento in base alla  popolazione  dei
  singoli comuni. È tutto.

   PRESIDENTE.   Grazie,  Assessore.  Onorevole  Venezia,   come   si
  dichiara?

   VENEZIA. Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia, anche per la sintesi  della
  risposta.
   Si  passa  all'interrogazione  n.  579  "Notizie  in  merito  alla
  stabilizzazione  dei  precari, con contratto a  tempo  determinato,
  degli  enti  locali  in dissesto finanziario,  nonché  sul  mancato
  insediamento  del tavolo tecnico di cui all'articolo  3,  comma  3-
  quinquies,  del decreto legislativo 9 giugno 2021, n. 80"  a  prima
  firma onorevole Venezia ed altri. Prego, Assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  In  risposta a questa interrogazione chiariamo che l'articolo 6 bis
  della legge 18/2024, che ha convertito con modificazioni il decreto
  legge  215/2023, ha disposto che i lavoratori inseriti  nell'elenco
  regionale  di  cui  all'articolo 30, comma  1,  della  legge  della
  Regione  siciliana 28 gennaio 2014, n. 5, in possesso dei requisiti
  di  cui all'articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 25 maggio
  2017, n. 75, possono essere assunti dagli enti locali della Regione
  siciliana, utilizzatori a tempo determinato, anche con contratti di
  lavoro a tempo parziale, anche in deroga, fino al 31 dicembre 2024,
  in qualità di lavoratori sovrannumerari alla dotazione organica, al
  piano  di  fabbisogno  del  personale, e  ai  vincoli  assunzionali
  previsti   dalla  vigente  normativa,  nei  limiti  delle   risorse
  disponibili  a  valere  sulle risorse stanziate  dell'articolo  26,
  comma 8, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8.
   Tale norma, che prevede la possibilità di assunzione del personale
  precario  da parte degli enti locali anche in deroga alla dotazione
  organica  al  piano  di  fabbisogno del  personale,  e  ai  vincoli
  assunzionali  previsti dalla vigente normativa, è il  risultato  di
  un'azione  congiunta  del Governo regionale,  delle  organizzazioni
  sindacali  e dei rappresentanti siciliani al Parlamento  nazionale,
  al  fine  di  garantire continuità all'attività amministrativa  dei
  comuni, e dare finalmente serenità economica ai lavoratori  e  alle
  loro famiglie.
   Per  quanto riguarda la mancata attivazione del tavolo tecnico  di
  cui  all'articolo 3, comma 3, del D.L. 80/2021, convertito in legge
  il  6 agosto 2021, risulta doveroso rappresentare che detto tavolo,
  individuato quale strumento attraverso cui monitorare, individuare,
  possibili  soluzioni relative alla stabilizzazione dei  precari,  è
  stato  istituito  con  norma di rango statale  che,  espressamente,
  prevede che la sua costituzione sia demandata al Dipartimento della
  funzione pubblica, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
  Alla  data del 15 febbraio, nota del Dipartimento autonomie locali,
  detto tavolo non risulta essere stato istituito.
   Al  di là del tavolo, comunque, posso dire che questo articolo del
  cosiddetto decreto mille proroghe dà, in questo momento e per tutto
  l'anno 2024, una unica e straordinaria opportunità a tutti gli enti
  locali  della  Sicilia di potere procedere alla stabilizzazione  di
  questo  personale precario, in deroga così come abbiamo  sentito  a
  tutta  una  serie  di  parametri  -  alla  dotazione  organica,  al
  fabbisogno  del  personale e chiaramente  anche  ai  vincoli  della
  capacità assunzionale.
   Quindi,  stiamo  aspettando, per la verità, che  la  nostra  norma
  superi  anche  il periodo di eventuale impugnativa,  e  poi  faremo
  anche  una comunicazione, una direttiva ufficiale a tutti i comuni,
  invitandoli,   laddove  chiaramente  hanno  questo   requisito,   a
  procedere alla stabilizzazione entro il 31 dicembre. Anche  perché,
  come  tutti sappiamo, la somma che copre i loro stipendi è a carico
  della  Regione,  e  quindi i comuni hanno  in  questo  momento  una
  occasione,   come   dicevo,  unica  e  straordinaria   che   devono
  assolutamente   raccogliere   e  anche   sfruttare   perché,   poi,
  chiaramente  non  sapremo se, nei prossimi anni, avremmo  di  nuovo
  questa  contingenza e questa possibilità di potere  procedere  alla
  stabilizzazione a queste condizioni. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Messina. Onorevole Venezia, come  si
  dichiara?

   VENEZIA. Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole   Venezia,   che   si   dichiara
  parzialmente   soddisfatto.  Si  passa  all'interpellanza   n.   74
  "Intendimenti  del  Governo in merito al  reclutamento,  nei  ruoli
  dell'amministrazione regionale, di funzionare e  dirigenti  tecnici
  specializzati in archeologia" a prima firma dell'onorevole  Venezia
  ed altri. Prego, assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  In  relazione all'interpellanza in oggetto, nel prendere atto delle
  preoccupazioni formulate dall'onorevole Venezia riguardo il deficit
  di  personale  che  investe  numerosi  ambiti  dell'amministrazione
  regionale,  si rappresenta che la matrice dei profili professionali
  della  Regione siciliana non è stata ancora integrata con i profili
  specialistici,  riguardanti i Beni culturali, che  sono  già  stati
  predisposti dal Dipartimento della Funzione pubblica.
   Al    riguardo,   si   rappresenta   che,   in   data   successiva
  all'approvazione della matrice, sono stati impartiti gli  indirizzi
  all'ARAN   per   la   revisione   dell'ordinamento   professionale,
  nell'ambito  del  rinnovo  del contratto collettivo  di  lavoro,  a
  seguito  del  quale si renderà necessaria la revisione  dell'intero
  sistema professionale.
   Nelle  more  di tale revisione, questo assessorato, a  seguito  di
  reiterate  richieste anche in sede parlamentare, si è  fatto  parte
  diligente nell'utilizzazione delle risorse assunzionali disponibili
  attraverso  lo scorrimento delle graduatorie formate  in  esito  ai
  concorsi per il rafforzamento amministrativo che riguardano profili
  di  interesse  per tutti i dipartimenti, compreso quello  dei  Beni
  culturali.
   Non  appena concluso l'iter di rinnovo del contratto, si procederà
  alla   revisione  della  matrice  con  l'inserimento  dei   profili
  specialistici    necessari.   Ciò   consentirà,   nelle    prossime
  programmazioni, di inserire concorsi dedicati anche a tali figure.

   PRESIDENTE. Onorevole Venezia, prego.

   VENEZIA.   Grazie   Presidente,  assessore,  onorevoli   colleghi,
  attraverso  questa interpellanza abbiamo voluto porre  l'attenzione
  su  un  tema  assolutamente importante che vede  le  Soprintendenze
  siciliane,  i  musei archeologici, sprovvisti di personale  tecnico
  competente.
   Vorrei    fare,   Assessore,   qualche   esempio   concreto:    la
  Soprintendenza di Palermo ha solo quattro funzionari archeologi, la
  Soprintendenza   di  Catania  cinque,  altre  Soprintendenze   sono
  sprovvisti  di  personale  tecnico e non  mi  riferisco  solo  agli
  archeologi  ma  anche agli storici dell'arte, agli  archivisti,  ai
  bibliotecari; molto spesso i Parchi archeologici della Sicilia,  la
  direzione  di questi parchi è affidata a personale che non  ha  una
  competenza  specifica  nel campo dell'archeologia,  troviamo  molto
  spesso architetti. Il Parco archeologico di Villa Romana del Casale
  -  Morgantina  ha visto il proprio direttore andare in  pensione  a
  fine  gennaio  e  c'è  la voce, sì, ecco, nel  territorio  andrà  a
  dirigere questo parco, niente poco di meno, che un agronomo che con
  tutto  il  rispetto per le competenze dello stesso, poco ha  a  che
  fare con la gestione di un parco archeologico.
   Ecco,  la situazione è drammatica ma dai provvedimenti governativi
  e,  in  particolare, dalla programmazione del personale nell'ambito
  del  piano  del  fabbisogno noi non percepiamo alcun  interesse  da
  parte  del Governo regionale nei confronti di questa criticità  che
  si registra ormai da anni ed è giunta a livelli non più accettabili
  per una Regione come la Sicilia che detiene tantissimi siti Unesco,
  detiene  un  patrimonio archeologico ma non  solo  archeologico  di
  grande  livello, circa il 40 per cento dei beni culturali  italiani
  sono  localizzati  in  Sicilia e tutto questo  disinteresse,  ecco,
  segnala che questo Governo, probabilmente, è interessato ad  altro,
  ad   altri   rami  dell'Amministrazione  e  trascura   un   settore
  nevralgico, non solo sotto il profilo della tutela ma, soprattutto,
  sotto il profilo della valorizzazione che potrebbe creare anche  un
  indotto economico importante per la Sicilia.
   Ecco, alla luce di quanto ho espresso non mi ritengo assolutamente
  soddisfatto dalla risposta dell'Assessore.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Venezia  che  si  dichiara   non
  soddisfatto.
   Si   passa  all'interpellanza  n.  81  "Intendimenti  del  Governo
  regionale  in merito alla stabilizzazione dei precari con contratto
  subordinato a tempo determinato gli enti locali, deficitario  e  in
  dissesto  finanziario nonché rispetto all'integrazione  oraria",  a
  prima firma dell'onorevole Venezia, ed altri. Prego, Assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, questa interpellanza  è  un
  po' similare a quella precedente.
   In    relazione    alla   interpellanza   in   oggetto,    occorre
  preliminarmente distinguere tra lavoratori utilizzati  in  attività
  socialmente  utili,  i cosiddetti ASU, la cui gestione  risulta  in
  capo  al  Dipartimento  lavoro  e i lavoratori  socialmente  utili,
  cosiddetti  LSU, in gestione al Dipartimento autonomie  locali.  La
  problematica relativa alla stabilizzazione dei precari LSU inseriti
  nell'elenco regionale di cui all'articolo 30, comma 1, della  legge
  regionale  5/2014  con  contratto a termine,  grazie  ad  un'azione
  congiunta  presso il Parlamento nazionale di questo Assessorato,  è
  stata superata con il comma 6 bis della legge numero 18/2024, legge
  di  conversione  2015 - 2023, che ha autorizzato  gli  enti  locali
  della  Regione Sicilia utilizzatori a tempo determinato  anche  con
  contratti di lavoro a tempo parziale fino al 31 dicembre  2024,  in
  qualità  di  lavoratori sovrannumerari alla dotazione  organica  al
  piano  di  fabbisogno  del  personale  e  ai  vincoli  assunzionali
  previsti   dalla  vigente  normativa,  nei  limiti  delle   risorse
  disponibili  a  valere  sulle risorse stanziate  dall'articolo  26,
  comma  8,  della  legge regionale 8/2018, è più  o  meno  similare,
  onorevole, a quella che abbiamo poco fa affrontato.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore.   onorevole  Venezia,   come   si
  dichiara?

   VENEZIA. Parzialmente soddisfatto

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
   Si   passa  all'interpellanza  n.  82  "Intendimenti  del  Governo
  regionale  in  merito all'integrazione dell'orario settimanale  del
  personale stabilizzato in servizio presso i comuni siciliani nonché
  in   favore   del   personale  precario  con  contratto   a   tempo
  determinato",  a  prima  firma dell'onorevole  Venezia,  ed  altri.
  Prego, Assessore.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Relativamente  all'atto  ispettivo avente  a  oggetto  integrazione
  oraria  in favore del personale stabilizzato in servizio  presso  i
  comuni  siciliani,  nonché  in favore del  personale  precario  con
  contratto a tempo determinato, occorre evidenziare che il  relativo
  onere  non  può  gravare  sul  fondo istituito  con  il  comma  21,
  dell'articolo 3, della legge regionale 27/2016, stante il  disposto
  normativo  di cui al comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale
  5/2014   e  tenendo  anche  quanto,  fermo  restando  la  dotazione
  complessiva delle risorse, del contributo concesso per ogni singolo
  lavoratore alla data del 31 dicembre 2013.
   L'eventuale  integrazione  oraria,  pertanto,  alla   luce   della
  normativa vigente verrebbe a gravare sugli enti locali, presso  cui
  gli  stessi prestano servizio, sia con contratto a termine, che con
  un contratto a tempo indeterminato.
   Volevo  chiarire agli interpellanti e a quest'Aula che, così  come
  voi sicuramente ricordate, la legge 5 del 2014 aveva cristallizzato
  il  contributo che la Regione dava a ogni comune per  la  copertura
  dei fondi occorrenti per gli stipendi di questi lavoratori.
   Una volta che gli enti locali hanno proceduto alla stabilizzazione
  si  sono garantiti, ovviamente, quella risorsa economica per  tutta
  la vita lavorativa dei lavoratori e, quindi, a quel punto diventano
  lavoratori dell'ente locale, non sono più lavoratori della  Regione
  o, comunque, non possono gravare su questo budget che a suo tempo è
  stato  precisamente  dimensionato  sul  numero  dei  lavoratori   e
  chiaramente sul budget da trasferire a ogni ente locale.
   Oggi,  chiaramente,  se non si modifica la norma  -  e  in  questo
  momento  ovviamente  non  ci  sono previsioni  del  genere  -  quel
  personale  che è diventato dipendente di ogni singolo ente  locale,
  chiaramente,  l'eventuale integrazione oraria deve porsi  a  carico
  dei propri bilanci.
   La  Regione,  dico  la  verità, stava valutando  l'ipotesi,  salvo
  ovviamente  trovare  le  coperture  disponibili,  per  cercare   di
  aumentare  il budget di trasferimento ai comuni per dare  anche  la
  possibilità di poter pagare queste integrazioni orarie, chiaramente
  comprendendo, uno, le esigenze organizzative che in questo  momento
  hanno   tutti   i  comuni  della  Sicilia,  due,  guardando   anche
  chiaramente all'aspetto dei lavoratori che in tanti casi  purtroppo
  ancora stanno prestando servizio con un orario a volte anche  a  18
  ore,  a  volte  a 24, a volte a 30 ore settimanali. Per  la  verità
  qualcuno è stato in grado anche di completare l'integrazione oraria
  e diciamo trasformare i contatti a 36 ore.
   Quindi, non è da escludere. Noi abbiamo anche in programma  questo
  obiettivo,   se   ci  riusciamo  anche  qualcosa   nella   prossima
  finanziaria, per cercare di aumentare il budget.
   L'ultima  cosa  che tenevo a precisare: non ha importanza  che  il
  budget sia specificamente destinato alla finalità dell'aumento  dei
  contratti,  anche se lo facciamo attraverso il fondo  autonomie  ed
  aumentiamo, che vi posso dire, ulteriori dieci o venti  milioni  di
  Euro.  Voi  avete visto che quest'anno siamo riusciti a portare  il
  fondo  autonomie a 350 milioni di euro, chiaramente al lordo  delle
  riserve,  ma  comunque 24 milioni in più rispetto ai 326  dell'anno
  precedente.
   Chiaramente, se aumentiamo anche attraverso il fondo autonomie  la
  dotazione  finanziaria ai comuni, metteremo i  comuni  anche  nelle
  condizioni  di  potere anche valutare l'ipotesi di  incrementare  i
  contratti dei propri lavoratori.

   PRESIDENTE. Onorevole Venezia, come si dichiara?

   VENEZIA. Grazie, Presidente.
   Assessore Messina, nella sua risposta lei ha centrato le questioni
  ancora aperte relative al precariato siciliano.
   Nelle  scorse  settimane ho visto comunicati stampa  roboanti  che
  annunciavano  la  fine di un'era, di un'epoca, ma la  realtà  delle
  cose,  purtroppo,  ci  segnala  che  al  di  là  dei  proclami,  la
  situazione degli enti locali siciliani relativamente alla questione
  precariato, ovviamente, è ancora in alto mare.
   Circa la metà dei comuni siciliani, anzi più della metà dei comuni
  siciliani  si trova in una condizione finanziaria di criticità,  di
  dissesto, predissesto e hanno dei vincoli non solo assunzionali, ma
  anche   relativi  alla  spesa  del  personale,  e  non  sono  nelle
  condizioni di aumentare, attraverso l'integrazione oraria, l'orario
  di lavoro del personale part-time.
   Lei   diceva   bene  quando  faceva  cenno  a  molti  ex   precari
  stabilizzati, che ormai da anni lavorano a diciotto ore nei comuni,
  percependo uno stipendio mensile di circa 800, 850 euro.  Non  sono
  uno  o due, ma parliamo di centinaia e centinaia di lavoratori, che
  con  questo andazzo non percepiranno un solo euro di pensione sotto
  il profilo contributivo.
   Vorrei  cogliere  questa occasione per fare un cenno  anche  sulla
  recente  legge relativa alla stabilizzazione degli ASU  dei  comuni
  per  ventiquattro ore. Il contributo copre le ventiquattro  ore,  a
  fronte  di  una  iniziativa legislativa che aveva  avuto  copertura
  finanziaria  negli  esercizi 2022, 2023 e 2024, che  riconosceva  a
  questo  personale,  che in Sicilia ammonta  a  circa  3.700  unità,
  un'integrazione  oraria  complessiva, in aggiunta  alle  venti  ore
  originarie,  per  arrivare  a trentasei  ore  settimanali,  con  un
  miglioramento dello stipendio che passava dagli 850  euro  a  circa
  1.300 euro mensili.
   Nel  momento  in  cui  questo personale viene stabilizzato,  dovrà
  scendere  il  monte  ore nuovamente a ventiquattro:  e,  quindi,  a
  fronte  di  una  stabilizzazione sotto il profilo  della  sicurezza
  lavorativa,  non  vi  sarà  un riconoscimento  dignitoso  sotto  il
  profilo   economico.  Parliamo,  appunto,  di  3.700   precari   da
  stabilizzare, che in molti casi sono prossimi alla pensione, e  che
  l'eventuale  stabilizzazione non cambierà agli stessi assolutamente
  nulla dal punto di vista contributivo e, quindi, pensionistico.
   E,  quindi,  fra  qualche  mese  chiederemo  conto  e  ragione  al
  Dipartimento  lavoro, e probabilmente ci accorgeremo che  su  3.700
  precari ASU, forse saranno in pochi a scegliere la stabilizzazione,
  perché non è assolutamente conveniente dal punto di vista non  solo
  contributivo, ma anche dal punto di vista economico.
   Credo  che  sia  opportuno che la politica, il  Governo  e  questo
  Parlamento  facciano  un'ulteriore  riflessione  su  questa  scelta
  operata  e su possibili soluzioni che vadano incontro alle esigenze
  di questa fascia di lavoratori.  Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole, Venezia, quindi, come si dichiara?

   VENEZIA. Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza n.  85  "Intendimenti  in
  merito   all'inserimento  del  personale  ASU  in  servizio  presso
  l'Assessorato   regionale  dei  beni  culturali   e   dell'identità
  siciliana  nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione  (PIAO)
  della Regione siciliana", a firma dell'onorevole Venezia ed altri.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  In relazione alla richiesta formulata dall'onorevole Venezia, si fa
  presente  che  alla  luce delle indicazioni  fornite  dalla  nostra
  Dirigente generale del Dipartimento funzione pubblica, la quale  ci
  comunica  che  ogni valutazione in merito all'eventuale  avvio  dei
  processi  di  stabilizzazione  del  personale  in  oggetto  rientra
  nell'ambito  delle competenze del Dipartimento dei beni  culturali,
  stante che, come precisato dalla stessa nella nota protocollo  5258
  del  18  gennaio 2024, il Dipartimento della funzione pubblica  non
  detiene alcuna informazione sul numero e sulla modalità di utilizzo
  del personale predetto, né ha ricevuto, in sede di ricognizione del
  fabbisogno, alcuna specifica richiesta dal competente Dipartimento.
   Purtuttavia, occorre precisare al riguardo che l'assessorato della
  famiglia,  delle  politiche  sociali  e  del  lavoro,  cui   questo
  assessorato si è rivolto per completezza di informazioni, con  nota
  protocollo 554 del 24 gennaio scorso ha evidenziato che  in  merito
  alle  iniziative intraprese per la stabilizzazione  dei  lavoratori
  ASU, l'articolo 10 della legge regionale n. 1 del 2024, finalizzato
  alla  stabilizzazione dei 3.701 lavoratori ASU impegnati negli enti
  locali, negli enti pubblici, tra i quali la Regione siciliana e nel
  privato  sociale,  ha disposto per i lavoratori ASU  l'integrazione
  oraria sino al processo di stabilizzazione.
   In  particolare,  l'articolo 2 della suddetta  norma,  nell'ambito
  dell'autorizzazione di spesa contenuta al comma  1,  consente  alla
  Regione ad attuare la disposizione di cui all'articolo 2 del dl  n.
  75/2023 in favore dei soggetti inseriti nell'elenco di cui al comma
  1,  articolo 30, legge n. 5/2014 e successive modifiche, utilizzati
  dal  Dipartimento regionale dei beni culturali nei limiti di 30 ore
  settimanali.

   PRESIDENTE. Onorevole Venezia, come si dichiara?

   VENEZIA. Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 99 "Iniziative urgenti a
  favore   del  Libero  Consorzio  comunale  di  Siracusa  in  ordine
  all'assegnazione delle risorse statali ex articolo  1,  comma  883,
  della legge 30 dicembre 2018, n. 145 , a prima firma dell'onorevole
  Carta, che non vedo in Aula, e quindi dichiaro decaduta.
   Si  passa  all'interpellanza n. 100 "Intendimenti in  merito  alla
  garanzia di efficaci servizi di controllo del territorio"  a  prima
  firma dell'onorevole Saverino.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Messina per fornire la risposta.

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  In  relazione  all'interpellanza in oggetto,  si  rappresenta  che,
  ancorché  la  materia  non  rientri tra  le  competenze  di  questo
  Assessorato,    le    preoccupazioni   manifestate    da    diversi
  rappresentanti     della     deputazione     regionale,     riprese
  nell'interrogazione  in  oggetto, hanno  indotto  lo  scrivente  ad
  esprimere  in  una  nota indirizzata al Prefetto di  Catania  quale
  responsabile  provinciale del Comitato per l'ordine e la  sicurezza
  pubblica  e  al  sindaco  di Catania la disponibilità  del  Governo
  regionale ad intervenire in raccordo con lo stesso Prefetto  presso
  il  Ministro dell'Interno per sostenere l'azione dei sindaci  nella
  richiesta  di  una  maggiore presenza delle forze  dell'ordine  sul
  territorio regionale.
   Volevo  aggiungere che abbiamo già ovviamente inviato al  Prefetto
  di  Catania  la  nota  e proprio stamattina mi sono  sentito  anche
  telefonicamente con il Prefetto che chiaramente mi ha  garantito  e
  dato  riscontro anche del loro impegno e del loro lavoro  che  già,
  per  la  verità  mi  spiegava è in itinere e che  chiaramente  sarà
  ulteriormente  anche  sollecitato e  sostenuto,  chiaramente  dalla
  volontà  e dal supporto di questo Parlamento, attraverso  anche  le
  attività che il nostro Assessorato può anche intraprendere quale il
  raccordo tra Parlamento e istituzioni locali che si occupano  della
  vigilanza  e del controllo del territorio nei comuni della  Sicilia
  ma,  così come l'interrogante ci chiedeva, specificamente anche nel
  comune  di  Catania  su cui sappiamo tutti anche  dagli  organi  di
  stampa  che di recente sono purtroppo accaduti anche dei  fatti  di
  violenza   che  chiaramente  hanno  fatto  ancora  di  più   alzare
  l'attenzione  e  che  sicuramente richiedono  anche  una  ulteriore
  strategia  di azione da parte delle forze dell'ordine e chiaramente
  di tutte le istituzioni pubbliche.

   PRESIDENTE. Onorevole Saverino, come si dichiara?

   SAVERINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  naturalmente, come lei ha ben visto, è un tema abbastanza delicato.
   Purtroppo, la Sicilia e noi sappiamo bene come Palermo  e  Catania
  sono  sottoposte continuamente a episodi di gravi violenze da parte
  di  baby gang, di giovani e così gli ultimi due episodi che abbiamo
  rilevato  e che ho citato in questa interpellanza che sono  proprio
  quello  di  Palermo,  la violenza di gruppo nei  confronti  di  una
  ragazza,  e  quello che è avvenuto a Catania alla villa  Bellini  e
  durante  la  festa di Sant'Agata quindi anche in piena  festa,  con
  tanta  confusione  e  ai danni di una coppia, di  una  giovanissima
  coppia  e col conseguente e anche contestuale stupro per la ragazza
  tredicenne.
   Naturalmente  il SIULP, il Sindacato Italiano Unitario  Lavoratori
  Polizia,  più volte ha dichiarato le loro difficoltà nel  garantire
  la  sicurezza sul territorio della provincia proprio per le carenze
  di risorse, ormai siamo al 10% in meno, e anche le nuove assunzioni
  purtroppo per la cristallizzazione che c'è anche all'interno  degli
  organismi  stessi,  dell'organico,  naturalmente  non  riescono   a
  coprire tutte quelle necessità che servono per il territorio.
   Quindi  la  ringrazio perché già si è attivato subito, dopo  tutto
  lei  conosce bene la realtà perché la vive anche lei come me, e poi
  appunto  bisogna  anche dare un po' di sostegno,  perché  purtroppo
  l'associazione  della  polizia ha anche denunciato  la  difficoltà,
  perché oggi abbiamo un 10% ma data anche l'alta età di molti agenti
  di   polizia  è  ovvio  che  a  seguito  di  pensionamento   questa
  percentuale sarà sicuramente più alta, man mano che andremo  avanti
  nel tempo.
   Quindi,  naturalmente la ringrazio per la sua risposta. Mi ritengo
  pertanto  soddisfatta perché so che, appunto, già si è attivata  e,
  soprattutto,  conosco  anche il Prefetto di Catania.  Naturalmente,
  questa  riguarda  purtroppo il problema della  sicurezza,  riguarda
  tutto  il territorio della Sicilia e su questo ci dobbiamo spendere
  anche  per  rendere,  appunto, la vita  normale  anche  alle  nuove
  generazioni  perché, ormai, in tanti, anche i giovani, hanno  paura
  ad andare in giro per le strade della nostra Terra.
   Quindi  mi ritengo soddisfatta sperando che, insomma, naturalmente
  si possa andare avanti su questa linea.

   PRESIDENTE.  Colleghi noi abbiamo finito la Rubrica relativa  agli
  atti ispettivi in tema di autonomie locali.
   Do  spazio ad alcuni colleghi che hanno chiesto di intervenire  ai
  sensi dell'ex articolo 83

   interno

  Comunicazioni, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
                                interno

   LA VARDERA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LA  VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore.  In
  questa  seduta  in cui si respira diciamo un'area  già  prepasquale
  dove,  fondamentalmente, c'è una latitanza diciamo  come  dire  non
  indifferente dei colleghi della maggioranza che vedo, come dire, un
  solo  Assessore    Ma, fatto questo inciso e questo  poco  importa,
  quello  che  volevo portare a quest'Aula, mi dispiace perché  è  un
  tema  che sicuramente farà molto dibattere, è questo foglio, questa
  deliberazione del commissario straordinario ed è un capolavoro
   Guardatela  bene, perché questa qui, nei prossimi  giorni,  io  mi
  auguro  che  qualcuno, se esiste qualcuno e ancora  governa  questa
  Regione  che  ha  un  minimo di faccia, la possa  in  qualche  modo
  spiegare. Perché, in un momento storico in cui mancano i medici,  e
  noi  diciamo  che  bisogna  che  i medici  possano  presidiare  gli
  ospedali, in un momento storico in cui fondamentalmente c'è carenza
  del  comparto  sanitario dei medici, qua c'è un capolavoro  che  fa
  veramente...dovrebbe  fare impallidire questa  classe  politica   E
  questo  capolavoro  prevede  il distacco  di  un  dottore,  di  una
  dottoressa,  che  si  trova a fare servizio  presso  l'ospedale  di
  Agrigento
   Questa dottoressa che viene presa da un ospedale pubblico e  messa
  in  distacco  presso  l'Assessorato alla  salute,  sapete  come  si
  chiama,  colleghi?  Giorgia Iacolino, figlia  del  super  dirigente
  Salvatore Iacolino. Noi cosa facciamo? La prendiamo da un ospedale,
  perché  deve essere, appunto, deve fare servizio in un ospedale,  e
  la  comandiamo nell'assessorato dove, guarda caso, uno dei  massimi
  vertici e dirigenti è proprio il dottore Iacolino
   Qua  siamo  davanti  non  alla vergogna,  ma  siamo  davanti  alla
  capacità di essere assolutamente senza dignità. Atti senza dignità
  Tutti  voi sapete, colleghi, che ormai Iacolino è l'assessore  alla
  sanità   E'  l'assessore alla salute  Non è ora la dottoressa  Volo
  "bidditta" che, quasi quasi, quando la vedo "bidditta", per carità,
  dico  assessore  a modo, ma lo sappiamo che lei è un  assessore  di
  facciata. Il vero assessore è Iacolino e cosa succede? Che  siccome
  la  Iacolino figlia è una figlia d'arte, le si permette di avere un
  distacco da un ospedale pubblico presso un assessorato
   Cioè   significa   "a   irisi  a  fari"  una   bella   scampagnata
  all'assessorato alla salute  Ma veramente, ma veramente a questo ci
  dobbiamo ridurre? Veramente a questo dobbiamo arrivare? Veramente a
  questo? Io faccio un appello, che ci sia un sussulto, un vagito  di
  Schifani  Che la smetta di far sì che negli enti pubblici gli amici
  degli  amici  abbiano dei trattamenti privilegiati e mi  rivolgo  a
  quei  medici che, magari, non hanno santi in paradiso che,  magari,
  non  sono  'figli di', e che ogni giorno, pancia a terra,  lavorano
  negli  ospedali e che, magari, pregherebbero per avere un  distacco
  negli  uffici  altolocati  dell'assessorato e, magari,  come  dire,
  hanno  degli orari, dei turni snervanti, dei turni che  li  rendono
  oberati di lavoro per mancanza dei medici e che, magari, di cognome
  non fanno Iacolino.
   Allora io dico, senza se e senza ma: dottor Iacolino, se pensa che
  io  sto  infangando il suo nome, mi denunci, abbia il  coraggio  di
  denunciarmi, perché io vado fino in fondo.
   Ho  chiesto  alla  bravissima dottoressa Marisa  Greco  -  che  mi
  ascolta dal Gruppo parlamentare - di preparare un'interrogazione  e
  di  farlo  anche con un accesso agli atti, perché voglio sapere  la
  motivazione  per  la  quale a questa Giorgia  Iacolino  che  anche,
  guarda  caso,  in  passato  è  stata  candidata  tra  le  file  del
  centrodestra, le si permetta di fare questo salto della quaglia, di
  abbandonare  un  ospedale e di andare a presidiare un  assessorato.
  Vergogna  Vergogna
   Siete  un  Governo  di  debosciati  Siete un  Governo  di  nullità
  politica
   Sulla spalla e sulle spalle dei siciliani vi state mangiando  pure
  i chiodi del muro. Dignità  Dignità, dignità e buona Pasqua

   PRESIDENTE. Grazie onorevole La Vardera.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, approfitto della presenza dell'unico
  componente  ma  in questo caso dell'Assessore al ramo:  durante  la
  seduta della finanziaria è stato approvato un ordine del giorno con
  raccomandazione  che  riguarda  le  procedure  amministrative   per
  l'istituzione  e la costituzione delle commissioni esaminatrici  di
  concorso  che,  a  detta della Corte costituzionale,  diventano  un
  fulcro  a  garanzia e a tutela dell'articolo 97 della  Costituzione
  che     garantisce     l'imparzialità,    il     buon     andamento
  dell'amministrazione. A cosa mi riferisco? Alla vergognosa  vicenda
  del  concorso dei forestali, dove sono stati spesi 800 milioni  per
  bandire  ed  eseguire  questo concorso, per  poi  scoprire  che  le
  procedure  in  merito alla istituzione, proprio  della  Commissione
  esaminatrice, non erano state fatte diciamo in maniera  corretta  e
  adeguata   perché   la  Commissione  risultava   costituita   tutta
  all'interno dell'ente e cioè del Corpo forestale.
   Cosa chiediamo con questo ordine del giorno? Che da ora in poi  le
  commissioni esaminatrici debbano essere costituite con  membri  sia
  interni  che  esterni,  proprio per  garantire  il  buon  andamento
  dell'amministrazione e l'imparzialità.
   Quindi  io  mi  raccomando all'Assessore al ramo, affinché  questo
  ordine  del giorno possa avere seguito, anche perché, ricordiamolo,
  da  ora  in  poi  sicuramente  la macchina  amministrativa  che  ha
  finalmente sbloccato il turnover - perché abbiamo avuto  il  blocco
  delle  assunzioni - da ora in poi dovranno essere banditi dei nuovi
  concorsi,  quindi  io mi auguro, Assessore, che questo  ordine  del
  giorno venga attuato.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Schillaci.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente, assessore Messina, colleghi  deputati,
  nel  periodo in cui c'è stato il Governo Conte in soli due anni  si
  sono ottenuti risultati straordinari relativamente alla costruzione
  della  strada Ragusa-Catania, un'infrastruttura di cui  si  parlava
  dal  1973 e che per decenni non è mai andata avanti, poi si  affidò
  in   project   financing  alla  Bonsignore.  Il  Cipe  non   reputò
  cantierabile  quel  progetto,  addirittura  ci  doveva  essere   un
  pedaggio  di  25 euro all'andata e 25 euro al ritorno  che  avrebbe
  messo  le  mani  in tasca ai cittadini ragusani, creando  di  fatto
  un'ulteriore  frattura  del territorio, perché  penso  che  nessuno
  avrebbe poi utilizzato quella strada per venire a Ragusa.
   Ebbene,  il  Governo Conte stanziò un miliardo e  mezzo  di  fondi
  pubblici, di fondi statali, in soli due anni si ottennero tutte  le
  autorizzazioni necessarie, fu nominato l'allora presidente Musumeci
  commissario  straordinario  e quindi l'opera  finalmente  pronta  e
  cantierabile  è partita. Ora, la discussione non è stata  più  alla
  ribalta delle nostre cronache e dei nostri giornali, io pensavo che
  stesse  filando tutto liscio e mi sono permessa di aprire  il  sito
  dell'ANAS  per vedere a che punto fossero i quattro lotti.  Si  era
  inoltre  detto  che  questi  quattro lotti  venivano  costruiti  in
  contemporanea.  Ebbene,  Presidente, noi abbiamo  il  lotto  che  è
  maggiormente avanzato nello stato dei lavori che ha già  realizzato
  lo 0,6 per cento, poi abbiamo lotti allo 0,8 per cento, lotti fermi
  al  palo,  allo 0 per cento o allo 0,1 per cento. In buona sostanza
  ad  oggi nessuno dei quattro lotti supera lo 0 e qualcosa per cento
  dei  lavori  realizzati e io mi chiedo che cosa  si  stia  facendo,
  visto  che l'opera deve essere ultimata entro il 2026. Se i  lavori
  sono  iniziati ben un anno fa, risponde anche l'Assessore oggi  sui
  giornali,  dicendo  che si stanno facendo le  necessarie  bonifiche
  degli  ordigni bellici e che i lavori di esproprio hanno  richiesto
  un  po' più tempo del necessario, ma che siamo perfettamente  nella
  tabella di marcia per la realizzazione dei lavori, quindi la strada
  verrà consegnata nel 2026. Ma io mi chiedo: ma allora ci vuole  più
  di  un  anno per i lavori preparatori, per controllare se  ci  sono
  ordigni  bellici nei terreni e lo stesso tempo per la realizzazione
  vera  e  propria di un'autostrada della Ragusa-Catania?  Mi  sembra
  veramente che viviamo nel "Paese delle meraviglie"  Ma la cosa  più
  straordinaria  è  che  nel  novembre 2023 il  Presidente  Schifani,
  pensando  che  siamo  perfettamente in ordine  con  la  tabella  di
  marcia,  ha chiesto al Governo nazionale la revoca della nomina  di
  commissario  straordinario perché questa strada  sta  andando  così
  veloce che non c'è più bisogno di un commissario straordinario  che
  ne acceleri i lavori. E no, e no, Presidente, questa richiesta a me
  sembra  solamente il frutto per scaricare la colpa a qualcun altro,
  per  fare da "scaricabarile" forse col Governo nazionale. E  questa
  strada  che  prima  era  agli onori della  cronaca  come  l'arteria
  principale che doveva risolvere tutti i problemi del sud-est ce  la
  siamo completamente dimenticata, come ci siamo dimenticati il  sud-
  est, fin dall'inizio di questa legislatura, quando Schifani non  ha
  nominato  neanche  un  assessore  di  quella  zona  siciliana.  Non
  possiamo  accettare queste prese in giro, pretendiamo  informazioni
  serie  sulla strada. Perché i lavori non vanno avanti? Perché  sono
  fermi? Che cosa sta succedendo? Questi sono ritardi certi di almeno
  un  anno  e  mezzo,  ve  lo  dico  io Presidente.  Quindi  vorremmo
  chiarezza su questo aspetto.

   GIAMBONA.  Chiedo  di  intervenire ai sensi dell'articolo  83  del
  Regolamento interno dell'ARS.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Grazie  Presidente, onorevoli colleghi,  io  approfitto
  della   presenza   dell'Assessore  Messina,  nel   suo   ruolo   di
  responsabile  dell'Assessorato, si occupa  del  personale  e  della
  funzione  pubblica delle autonomie locali siciliane, perché  volevo
  rappresentare una tematica affinché se ne potesse fare  carico.  In
  uno  degli  ultimi collegati alla finanziaria del 2023,  in  questo
  Parlamento si è determinato, nella volontà assolutamente  sostenuta
  e  legittima,  di  procedere  alla stabilizzazione  dei  lavoratori
  "PIP".  Questi  lavoratori sono 992 e  per  loro  si  è  aperta  la
  possibilità  di poter essere stabilizzati nella nostra partecipata,
  nella  SAS.  Sono previsti diversi momenti, la prima fase  dovrebbe
  prevedere  il transito in SAS di circa 500 ex PIP ed  è  questo  un
  grande  risultato  da  annoverare per questo Parlamento  del  quale
  siamo fieri per il lavoro e per come si è condotto. Esiste però  un
  tema   sul  quale  invito  l'Assessore  Messina  e  il  Governo   a
  riflettere. La stabilizzazione di questi lavoratori, e mi riferisco
  ai  lavoratori che oggi sono nelle disponibilità degli enti  locali
  siciliani,  quindi  dei  comuni comporterà,  di  punto  in  bianco,
  l'indisponibilità  per  i  comuni  stessi  di  poter  continuare  a
  sfruttare quelle che sono queste competenze.
   Mi  riferiscono alcuni sindaci della provincia di  Palermo  che  i
  dipendenti  di  cui  trattasi, quindi Pip oggi,  a  breve  ex  Pip,
  reggono   addirittura   degli  uffici,  quindi   parte   importante
  dell'attività amministrativa dei comuni siciliani.
   Io  chiedo  all'assessore Messina che si faccia carico  di  questo
  problema affinché si possa procedere ad una convenzione che veda al
  centro   la   possibilità  di  dare  ai  comuni,   che   mantengano
  fondamentalmente  la  disponibilità  all'utilizzo  degli  ex   Pip,
  attraverso una convenzione con la Sas.
   Credo  che  questa  sia  una  risposta  che  questo  Governo   può
  garantire, debba garantire, specialmente a quegli enti locali che -
  diciamocelo chiaro - hanno una enorme carenza di personale  e  che,
  in  molti casi, non possono garantire i servizi essenziali. Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non ci sono più interventi.
   L'Aula  terrà seduta mercoledì 3 aprile 2024, alle ore 15.00,  con
  all'ordine  del giorno le mozioni sull'agricoltura e a seguire  gli
  altri punti all'ordine del giorno.
   Prima  di  chiudere la seduta d'Aula, auguro ai colleghi presenti,
  che  sono  rimasti fino a fine Aula, ma anche ai  colleghi  che  in
  questo   momento  non  sono  in  Aula  e  a  tutti   i   dipendenti
  dell'Assemblea regionale siciliana, quindi ai nostri  Uffici,  agli
  uffici  della Regione siciliana e a tutti i siciliani una  santa  e
  serena Pasqua.
    La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 16.52 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         IX SESSIONE ORDINARIA


                         104a SEDUTA PUBBLICA

                  Mercoledì 3 aprile 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II    -DISCUSSIONE   UNIFICATA   DI   MOZIONI,   INTERPELLANZE   E
    INTERROGAZIONI  CONCERNENTI LE PROBLEMATICHE DELL'AGRICOLTURA  IN
    SICILIA

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mesi di febbraio e luglio". (n. 55/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021. Mese di settembre . (n. 83/A)  (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       3)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mesi di ottobre e novembre". (n. 102/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       4)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mese di dicembre". (n. 309/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       5)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2023. Mese di gennaio". (n. 311/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       6)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2023. Mese di maggio". (n. 532/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       7)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2023. Mese di giugno". (n. 561/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       8)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2023. Mese di agosto". (n. 603/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       9)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2023. Mese di settembre". (n. 653/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

       10)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2023. Mese di ottobre". (n. 655/A) (Seguito)

           Relatore: on. Daidone

    IV - PARERE, AI SENSI DELL'ART. 15 DELLA LEGGE REGIONALE 28 OTTOBRE
       2020,  N.  26, SU SCHEMA DI NORMA DI ATTUAZIONE DELLO  STATUTO
       SPECIALE DELLA REGIONE:

          Deliberazione della Giunta regionale n. 22 del  24  gennaio
         2024,  recante:   Schema di decreto:   Norme  di  attuazione
         dello Statuto speciale della Regione siciliana in materia di
         trasferimento   ai   comuni  delle   funzioni   di   polizia
         amministrativa di cui agli articoli 68 e 69 del testo  unico
         delle  leggi  di  pubblica  sicurezza  approvato  con  regio
         decreto 18 giugno 1931, m. 733 - Apprezzamento .

           Relatore: on. Mancuso

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato

    -Interrogazioni e interpellanze della Rubrica  Autonomie locali e
       funzione pubblica  (testi)