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Resoconto d'Aula della Seduta n. 104 di mercoledì 03 aprile 2024
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.20

   PRESIDENTE. Avverto che i processi verbali delle sedute  nn.   102
  del 26 marzo 2024 e 103 del 27 marzo 2024 sono posti a disposizione
  degli  onorevoli deputati che intendano prenderne  visione  e  sono
  considerati  approvati,  in assenza di osservazioni  in  contrario,
  nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ciminnisi, Gilistro, Marano
  e De Luca Antonino hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione relativa a carica interna di Commissione

   PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta n. 47 del 26 marzo 2024, la
  Commissione  per  l'esame  delle questioni  concernenti  l'attività
  dell'Unione  Europea  ha  proceduto  all'elezione  suppletiva   del
  Vicepresidente ed è risultato eletto l'onorevole Giuseppe Bica.

           Precisazione in merito a Intergruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che con e-mail del 27 marzo 2024 protocollata
  al   n.  2206-ARS/2024  di  pari  data,  l'onorevole  Gilistro,   a
  integrazione  e  sostituzione  delle precedenti  comunicazioni,  ha
  trasmesso    nuova    nota    recante    l'avvenuta    costituzione
  dell'Intergruppo   parlamentare  in   materia   di    Nomofobia   e
  problematiche connesse all'utilizzo dei dispositivi digitali ,  con
  l'elenco  dei componenti e delle cariche interne, come  di  seguito
  specificati:
   - On. Gilistro, Presidente;
   - On. Pellegrino, Vicepresidente;
   - On. Saverino, Vicepresidente vicario;
   - On. Marchetta, tesoriere.
   - On. De Leo, componente;
   - On. Campo, componente;
   - On. De Luca A., componente;
   - On. Chinnici, componente;
   - On. Castiglione, componente;
   - On. Gennuso, componente;
   - On. Caronia, componente.

   Copia  integrale della suddetta documentazione è depositata presso
  il Servizio di Ragioneria e il Servizio Lavori d'Aula.

   L'Assemblea ne prende atto.


              In memoria della giornalista Debora Borgese

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima  di  iniziare,  chiedo  un
  secondo  di attenzione perché vorrei rivolgere un pensiero  ad  una
  giornalista, che mi ha collaborato sin dai primi anni  della  prima
  legislatura,   dai  primi  passi  che  ho  fatto   all'interno   di
  quest'Assemblea e, purtroppo, questa ragazza che ha lottato  contro
  il  cancro, così come tante altre, si è spenta. Ed era una  persona
  che amava veramente il suo lavoro, era molto appassionata di quelle
  che  erano le dinamiche d'Aula, specie della Commissione Antimafia.
  E,  quindi, mi sento di volerla ricordare, e chiedo anche a voi  un
  minuto  di  silenzio  per  lei  e per  tutte  quelle  persone  che,
  quotidianamente,  combattono,  tra  la  vita  e   la   morte,   con
  grandissima forza e tenacia.

                (L'Aula osserva un minuto di silenzio)

   PRESIDENTE. Grazie, colleghi. Saluto così Debora.


   Discussione unificata di mozioni, interpellanze e interrogazioni
       concernenti le problematiche dell'agricoltura in Sicilia

   PRESIDENTE.  Chiedo, invece, a tutti i Capigruppo una  sospensione
  di  dieci  minuti  per  poterci organizzare, circa  la  discussione
  unificata  che  dovremmo fare per le mozioni, così come  era  stato
  programmato,  relative all'agricoltura e per quelli  che  sono  gli
  altri  ordini  del  giorno,  gli  altri  punti  che  sono  iscritti
  all'ordine del giorno, così come i debiti fuori bilancio.
   Mentre   parliamo   di   giornalismo,  però,   voglio   fare   una
  precisazione, rispetto a un servizio che è uscito ieri su "Striscia
  la  notizia",  dove  esiste  ancora un  giornalismo  che  riesce  a
  raccontare le cose in maniera assolutamente corretta, e do  atto  a
  Stefania  Petyx, che ha fatto un servizio in cui ha raccontato  che
  determinati  punti,  in cui si era impegnato  sia  il  Governo  che
  quest'Assemblea, sono stati portati avanti. Quindi,  c'è  stato  un
  servizio  che ha parlato positivamente della nostra Regione,  e  fa
  piacere che ci sia ancora qualcuno che riesce a fare un giornalismo
  non  attaccando ma, magari, raccontando anche qualcosa di positivo,
  poco, ma certamente che quest'Assemblea si impegna a fare.
   La   seduta,  quindi,  è  sospesa  per  dieci  minuti.  Chiedo  ai
  Capigruppo di venire in Sala Lettura.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.24, è ripresa alle ore 15.57)


      Comunicazione esito dei lavori della Conferenza Capigruppo

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   Colleghi,  un  momento di attenzione. Abbiamo appena  concluso  la
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari  dove  è  stato
  deciso  che  incardiniamo il disegno di legge  degli  enti  locali,
  dando termine per gli emendamenti a lunedì, alle ore 12.00.
   Adesso  andiamo  avanti con la discussione  unificata  per  quanto
  concerne  le  mozioni sull'agricoltura. Se non ho capito  male  già
  aveva  chiesto di parlare sia l'onorevole Giuffrida che l'onorevole
  De Luca,  ci sono altri iscritti a parlare, Schillaci e La Vardera.
   Prego, onorevole Giuffrida.


            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   GIUFFRIDA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore.  Ai
  sensi  dell'articolo  83, secondo comma,  comunico  di  aderire  al
  Gruppo della Democrazia Cristiana. Solo questo.

   PRESIDENTE. Può ripetere?

   GIUFFRIDA.  Ripeto, comunico di aderire al Gruppo della Democrazia
  Cristiana.

   PRESIDENTE.   Benissimo.  Quindi  c'è  l'adesione   dell'onorevole
  Giuffrida. Da oggi, immagino, onorevole Giuffrida, corretto?

   GIUFFRIDA. Assolutamente sì.

   PRESIDENTE.  Benissimo, non ha mandato altro. Da oggi.


     Riprende la discussione unificata di mozioni, interpellanze e
                            interrogazioni
       concernenti le problematiche dell'agricoltura in Sicilia

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca  Cateno.
  Ne ha facoltà.

   DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore e
  vicepresidente.
   Luca  caro, vedo che ha anche un problema al piede, non so cosa se
  già  le  hanno  rotto  le  gambe in  partenza,  mi  auguro  di  no,
  ovviamente.
   Non  so  se l'avete visto, ha un gesso, credo che sia stato questo
  il  motivo  le devo dare anche il biglietto dell'aereo che mi  deve
  rimborsare,  perché  la volta scorsa sono venuto  appositamente  da
  Roma per discutere la mozione e, all'improvviso, mi hanno detto che
  era   indisposto.  Però,  poi,  era  guarda  caso  a  ricevere  dei
  rappresentanti per la diga Trinità  Ha scoperto la diga Trinità, ci
  fa  piacere Assessore, vedo che nei suoi giri elettorali in  questo
  momento ha tante chiacchiere da vendere, tra cui anche questa.
   Questa  è  una  notizia   Presidente,  l'assessore  Sammartino  ha
  scoperto che esiste la diga Trinità, dopo che noi siamo stati  mesi
  fa, quasi ci stavano impedendo di entrare
   Sulla  scorta della nostra visita c'è stato un articolo, anche  un
  bel servizio di Rete4, che mette in luce come la Sicilia continua a
  non  saper spendere i soldi, come la Sicilia continua a far saltare
  il  sistema  agricolo non solo per quelle che sono, ovviamente,  le
  congiunture  complessive  ma  perché  la  politica,  ovviamente,  è
  deficitaria su quelli che sono i suoi compiti, era lì, non è venuta
  in Aula e, onorevole Pellegrino, non faccia il "Pellegrino", perché
  lo sappiamo che sono amici suoi quelli che ha portato ma, veda, lei
  mi   è  simpatico,  però  qua  parliamo  di  cose  serie,  parliamo
  esattamente della stessa parte politica che in questi anni  se  n'è
  infischiata della diga Trinità e di tutti i problemi che riguardano
  gli  invasi  del  sistema, che riguardano la Sicilia,  quindi,  ora
  questa  gara per accreditare presso l'Assessore, i vari  amici,  vi
  dico  onestamente  risparmiatecela, perché  tanto  bastano  già  le
  promesse che state facendo in giro in questa campagna elettorale
   Noi  abbiamo predisposto una mozione unitaria con tutti i colleghi
  dell'opposizione e li ringrazio per questa visione  unitaria  della
  questione  e  abbiamo  voluto sottoporre all'attenzione  di  questo
  Governo che è, ovviamente, impegnato nelle faide elettorali per ora
  -   anzi   complimenti  per  l'ultimo  acquisto,   onorevole   Luca
  Sammartino, mi saluti il mio amico Stancanelli - e vedo che più che
  ai  problemi della Sicilia sono impegnati per ora in altro tipo  di
  questioni, di problemi, di faide
   Caro Assessore, le sintetizzo in qualche minuto quello che lei già
  dovrebbe  sapere  e  che è il contenuto della nostra  mozione:  noi
  abbiamo  chiesto che si proceda già a quella che è la dichiarazione
  dello stato di calamità perché questo è, ma la calamità non è  solo
  naturale,  è politica in questa terra la calamità, perché purtroppo
  non   è   solo  una  questione,  come  abbiamo  visto,  riguardante
  l'andamento  del  tempo,  di quelle che  sono  ormai  le  modifiche
  climatiche;  poi abbiamo anche posto una questione  riguardante  la
  peronospora e, quindi, un intervento mirato perché ha fatto saltare
  il  banco, ha fatto saltare l'intero sistema vinicolo della  nostra
  terra; poi abbiamo posto anche una questione riguardante quelle che
  sono  le cosiddette cambiali e le esposizioni che sono in scadenza,
  bisogna fare un intervento con le normative che lo prevedono,  cioè
  sospendere  gli  effetti delle scadenze. Perché? Perché  in  questo
  momento non potranno essere onorati tranne che noi vogliamo  essere
  complici, signor Presidente, di questi strozzini che stanno girando
  per  la  Sicilia  per comprarsi a quattro soldi le aziende  ma  non
  perché vogliono fare gli agricoltori, gli allevatori, ma perché  ci
  devono  fare  pale eoliche e, soprattutto, impianti solari,  perché
  questa  è  la  nuova  visione  che  l'Europa  ha  dell'agricoltura.
  Rispetto a che cosa? A sacrificare l'agricoltura per quella  che  è
  la  produzione di energia green, perché questo sta succedendo ed  è
  tutto  collegato, anche il sostegno, la PAC che è  la  risorsa  più
  importante  dell'Unione Europea sì, ma buona parte va a finire  per
  sostenere  gli  allevamenti intensivi, per sostenere  le  industrie
  che,  ovviamente, ormai ci devono propinare carne  sintetica  e  di
  fronte  a  tutto  questo  ci  troviamo  con  tutti  i  partiti   di
  maggioranza che, comunque, sono complici, sono complici a Bruxelles
  e  sono complici qui perché non fate niente e continuate a non fare
  niente, anzi qualche bando e vi chiamate gli amici in anticipo  per
  dirgli  che  tra  poco gli darete qualche denaro, perché  siete  in
  campagna elettorale, siete sempre i soliti
   E  anche  per quanto riguarda il comparto zootecnico,  lì  abbiamo
  ancora  un  problema di tubercolosi per quanto riguarda  i  bovini,
  abbiamo  ancora quella che è la questione riguardante la brucellosi
  e  tutto questo, ovviamente, viene aggravato dalla siccità che  sta
  mettendo  in serie difficoltà anche l'approvvigionamento. Costa  di
  più  ormai un chilo di pane che un chilo di fieno  Lo sa  cos'è  il
  fieno,  assessore? Non è quello, ovviamente, che si può dare  ormai
  agli animali perché costa troppo, non so gli potremmo dare carte di
  giornale
   E  poi  anche un settore a lei caro perché, so che come me  mangia
  miele  la  mattina, vada, anzi, ci è andato, pure a  Zafferana,  ha
  scoperto  pure  che esiste Zafferana dopo che gli  apicoltori  sono
  venuti  con noi a protestare a Piazza Indipendenza e non  le  hanno
  dato  però il miele. Poi l'intervento, veda  le avevamo chiesto  di
  presentarci, lei e l'ologramma Schifani, un piano complessivo delle
  esigenze della Sicilia sotto il profilo infrastrutturale, prima  di
  regalare  i soldi al suo amico Matteo Salvini dal Fondo sviluppo  e
  coesione. Come è finita? Ora vedrete che non solo non hanno le idee
  chiare,   non  sanno  ancora  il  reale  fabbisogno,  quant'è,   ma
  continuiamo  ad abbassare la testa su questa rapina,  perché  tanto
  abbiamo questo ragazzino che ormai si è impegnato per fare il ponte
  e  le  risorse  le  togliamo  a che cosa?  A  quelle  che  sono  le
  infrastrutture  necessarie,  oggi  indispensabili  tra  cui   oggi,
  ovviamente,  parliamo degli impianti irrigui.  Perché  -  vedete  -
  della  diga Trinità, di questa vergogna, ce ne sono tante  in  giro
  per  la  Sicilia  Poi - e chiudo, Presidente - visto che  siete  al
  potere - ovviamente lo dico a lui, ma lo dico anche a lei nella sua
  qualità  -  dica alla presidente Meloni che può fare  un'operazione
  anticiclica  come  hanno fatto in altri Stati, perché  qua  bisogna
  prendere 30 miliardi di euro a livello nazionale e destinarli ad un
  piano   quinquennale  straordinario  per  il  settore  agricolo   e
  zootecnico.  Diversamente, non ne usciamo e l'Irpef ...  dite  alla
  Meloni  che non bisogna sospenderne gli effetti solo per sei  mesi,
  perché siamo in campagna elettorale, venga riportata l'abolizione.
   E  questa  è  l'altra questione, perché noi abbiamo articolato  la
  nostra  mozione  sia  per  temi che sono di  competenza  di  questo
  Governo,  quando  smetterà di fare campagna  elettorale  e  sia  di
  competenza  del Governo nazionale che, ovviamente, deve intervenire
  su  quelle  che sono situazioni tra cui - e chiudo - quella  che  è
  l'invasione  del  nostro mercato, operazioni  di  dumping  sporche,
  mangiamo cibi non sani, non ne sappiamo la provenienza, non c'è  la
  tracciabilità di origine e continuiamo ad introdurre in Italia  con
  una  etichettatura  che  non garantisce  tutta  la  filiera,  dalla
  produzione  alla  trasformazione, e quindi poi all'inserimento  nel
  mercato di prodotti agricoli.
   Ovviamente,  i  costi di produzione sono aumentati ma  nessuno  si
  pone  il  problema  che questi prodotti che vengono  da  mondi,  da
  territori  dove non esiste il rispetto dell'ambiente, non  esistono
  le  norme riguardanti la sicurezza dei lavoratori e noi continuiamo
  a fare pagare al nostro sistema questi costi, legittimi per carità,
  ma  nello  stesso  tempo  li ammazziamo,  introducendo  nel  nostro
  mercato a prezzi stracciati questi prodotti ma, soprattutto, quello
  che  può  succedere è che è all'orizzonte, l'altra cosa pericolosa,
  un'altra pandemia per avvelenamento alimentare, perché, ovviamente,
  oggi l'altro tema è anche questo
   Grazie, signor Presidente, e auguri per il suo piede destro, piede
  sinistro,  non  so  qual è. Sinistro? Non si faccia  rompere  anche
  quello destro in campagna elettorale

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca, non  per  difendere  l'assessore
  Sammartino, però lo ha comunicato tempestivamente con una nota  che
  è  stata  regolarmente  inviata e ha  dato  il  tempo  per  poterci
  organizzare.  Anzi,  lo ringraziamo per essere presente  nonostante
  questo   piccolo  incidente.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole
  Schillaci.  Ricordo ai colleghi che intervengono  che  i  minuti  a
  disposizione  sono cinque, tranne per i presentatori della  mozione
  che ne hanno dieci.
   Onorevole Schillaci, lei sta intervenendo su cosa?

   SCHILLACI. Sulla mozione in generale.

   PRESIDENTE.  Quella che ha presentato lei?

   SCHILLACI. No, io ho presentato degli emendamenti a modifica della
  mozione  a  cui  abbiamo aderito, quella del primo presentatore  De
  Luca.
   Intervengo non solo a titolo personale, ma anche a nome del Gruppo
  del Movimento Cinque Stelle.

   PRESIDENTE. Sempre cinque minuti avrà.

   SCHILLACI. Allora, a titolo personale. Va bene, intanto finalmente
  si  discute  in Aula di questa situazione gravissima  del  comparto
  agricolo.  Mi  fa piacere leggere alcune righe del documento  degli
  agricoltori, allevatori e dei pescatori siciliani. Preso  atto  del
  gravissimo stato di crisi del comparto, abbiamo, appunto, acquisito
  il documento redatto dal comitato spontaneo indirizzato a tutti gli
  organi di Governo. Crisi evidenziata già a partire da giugno 2022 e
  dalla  stessa  Commissione europea. E siamo  ad  una  fase  di  non
  ritorno.  Qui  non possiamo più, cari colleghi, discutere  su  cosa
  fare,  dobbiamo  assolutamente  intervenire  perché  è  già  tardi,
  considerato  che  la  piattaforma rivendicativa  è  rappresentativa
  delle reali esigenze dell'intero comparto. Innanzitutto, esprimiamo
  solidarietà e vicinanza al comitato spontaneo, auspicando che oggi,
  finalmente,  in quest'Aula si possano prendere delle  decisioni  e,
  soprattutto, avanzare delle soluzioni operative. Naturalmente, sono
  tantissime   le   richieste  da  parte  degli  agricoltori,   degli
  allevatori   e   dei  pescatori.  Naturalmente,  sono  indirizzate,
  innanzitutto, al riconoscimento dello stato di crisi del  comparto,
  che  potrà  far  avviare  delle soluzioni e  dei  provvedimenti  in
  maniera  più  veloce, come il blocco del prelievo  fiscale  per  le
  aziende, lo stralcio delle cartelle esattoriali e gli aiuti per  le
  imprese, cioè per le spese immediate come gasolio, foraggio e  così
  via.
   Voglio  ricordare a tutti i colleghi che abbiamo degli  allevatori
  che  hanno, addirittura, deciso di abbattere dei capi di  bestiame,
  perché non hanno le risorse sufficienti per allevare i propri capi.
  E quindi, diciamo, a che livello siamo arrivati? Il foraggio, oggi,
  costa  veramente tanto, per cui si decide  queste  diciamo,  queste
  decisioni di non ritorno
   Ma,    soprattutto,    chiedo    all'Assessore    di    istituire,
  immediatamente, un tavolo tecnico permanente, in maniera tale che i
  rappresentanti degli allevatori, così come degli agricoltori e  dei
  pescatori,  possano sedere a questo tavolo e poter  monitorare,  di
  volta in volta, le decisioni prese dal Governo regionale.
   Dopodiché,   io   ho  presentato  degli  emendamenti   di   natura
  finanziaria, in quanto occorre assolutamente agevolare  il  credito
  per   questi   allevatori,  agricoltori  e  pescatori   che   hanno
  difficoltà,  non  solo a percepire i contributi -  che  sono  delle
  miserie  -  ma  li  percepiscono anche in maniera  tardiva,  quando
  praticamente affrontano delle spese che finiscono col portarli  sul
  lastrico,  e  sono costretti a licenziare quel poco  personale  che
  questo comparto possiede.
   Dopo  di  che, naturalmente, sono tantissime diciamo le soluzioni,
  così  come  le  istanze  e le richieste sia  a  livello  regionale,
  nazionale, e le istanze che il comparto desidera che si portino  in
  Europa,  perché  sappiamo benissimo come il  nostro  mercato  viene
  invaso.  Ed  è  un  problema, caro Presidente,  non  solo  per  gli
  agricoltori  ma,  fra  poco, sarà un problema che  si  ripercuoterà
  anche  sui livelli di assistenza sanitaria, perché nutrirsi con  il
  grano  proveniente  dal Canada, che è pieno  di  tossine,  sarà  un
  problema per tutti gli italiani e i siciliani. Quando, invece,  noi
  teniamo  dentro  i  silos, i nostri agricoltori  sono  costretti  a
  tenere  dentro  i silos il grano buono, di qualità  e,  invece,  si
  devono nutrire con il grano pieno di tossine  Quindi è una cosa che
  riguarda noi tutti, i siciliani. Quindi sono tantissimi. Magari poi
  interverrò  sulla  presentazione degli emendamenti,  che  prevedono
  degli aiuti al credito che non siano soltanto a mezzo IRFIS -  che,
  di solito, prevede una serie di procedure un poco più complicate  -
  ma   noi  dobbiamo,  veramente,  aiutare  e  quindi  agevolare  gli
  agricoltori  in un credito davvero agevolato, anche  attraverso  le
  banche del sistema siciliano. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  a  lei.  E' iscritto  a  parlare  l'onorevole
  Burtone. Prego, onorevole.

   BURTONE.  Signor  Presidente,  noi  del  Partito  Democratico  non
  abbiamo  aspettato i trattori, che abbiamo visto sfilare  in  tanti
  Paesi  europei, in Italia, in Sicilia. Noi del Partito  Democratico
  abbiamo parlato della crisi, che vive il mondo agricolo, da mesi. I
  colleghi  lo  ricorderanno. Io il primo intervento l'ho  fatto  nel
  marzo  del  2023. E' passato un anno e rileggendo alcuni interventi
  da  me  fatti,  questo, che io ho presentato nel  marzo  del  2023,
  faceva riferimento ad alcune considerazioni fatte nel febbraio  del
  2023.  E  dico  questo,  assessore, perché  -  mi  permetta,  senza
  polemica - io credo che noi, del Partito Democratico, abbiamo  dato
  un  allarme,  probabilmente non recepito nella  maniera  giusta.  E
  abbiamo dato un allarme con un'impostazione che era quella di  dare
  dei  tempi  per la soluzione. Perché l'opposizione che  noi  finora
  abbiamo fatto e che intendiamo fare non è un'opposizione che  debba
  avere l'obiettivo di distruggere ciò che la maggioranza propone, ma
  l'opposizione   deve  essere  propositiva,  deve   individuare   le
  soluzioni,  deve  essere  un'opposizione che  interloquisce  con  i
  cittadini, con le comunità.
   E  la  nostra  richiesta  di  un  dibattito  attorno  ai  problemi
  dell'agricoltura  nasceva  dal  fatto  che  noi  parliamo  con  gli
  agricoltori,  lo  fanno anche gli altri colleghi,  ci  mancherebbe,
  nessuno vuole l'esclusività, ma veniamo da mondi agricoli, io  sono
  sindaco   di   una   cittadina   che  ha   alcune   caratteristiche
  architettoniche particolari, ha bellezze ambientali,  ma  ha  anche
  una nicchia agricola ed è limitrofa ad una realtà molto importante,
  quella   di   Palagonia,  di  Scordia,  di   Ramacca,   che   hanno
  rappresentato una presenza significativa dell'agrumicultura  e  non
  solo  nella  Piana di Catania. E questi agricoltori io li  incontro
  quasi  giornalmente, perché quando vado in paese mi  fermo,  perché
  conosco  alcune tenute significative, mi fermo a parlare, ed  è  da
  tempo  che  gli agricoltori insistevano ed insistono  attorno  alle
  questioni  che  erano presenti. E allora dissi,  era  marzo,  avevo
  letto  alcuni  articoli, non in riviste super specializzate  ma  ne
  parlavano  anche i quotidiani nazionali, avevo insistito sul  fatto
  che  si  stesse profilando, come nel 2022, un'annata  molto,  molto
  critica dal punto di vista climatico, un'impennata di caldo che poi
  abbiamo verificato e che ha portato la nostra agricoltura ad  avere
  questa   sofferenza  principale  che  era  quella  della   mancanza
  dell'acqua.  Gli  agricoltori si sono trovati in grandi  difficoltà
  per  l'irrigazione  e  questo poi li ha visti  penalizzati  perché,
  l'Assessore lo sa, la gran parte della produzione, che è nostra  ed
  eccellente, la nostra produzione è stata rappresentata  da  piccole
  pezzature, da agrumi molto ridimensionati, mentre prima soprattutto
  alcune  qualità, alcune specificità, si presentavano allettando  il
  mercato,   queste  nostre  produzioni  hanno  presentato  problemi,
  addirittura  la mancanza dell'acqua ha determinato dei tagli  nella
  buccia,  quindi con importanti menomazioni che hanno ridimensionato
  la portata economica.
   Quindi  noi  siamo  venuti per dire  stiamo attenti,  c'è  davanti
  questa prospettiva , però abbiamo alcuni bacini in cui c'è l'acqua,
  cerchiamo  di  utilizzarla. Avevamo indicato due strade:  la  prima
  quella  di  intervenire per esempio nel bacino nel Lago di  Lentini
  che presentava una quantità notevole di acqua, di mettere una pompa
  di  sollevamento  e di utilizzare quell'acqua. Ancora  oggi  io  ci
  passo quando non sono a Palermo tutti i giorni da quell'area e quel
  bacino  è  pieno,  l'acqua che è andata via  è  stata  solo  quella
  dell'evaporazione,  non è stata utilizzata  e  abbiamo  chiesto  di
  avere questa pompa di sollevamento e abbiamo aggiunto: guardate che
  non  serve  solo  questo, c'è gran parte della  canalizzazione  che
  presenta  elementi di difficoltà strutturali perché ci  sono  delle
  perdite, utilizziamo gli operai dei consorzi, addirittura che erano
  stati inseriti in una norma nel precedente Governo che portasse  ad
  una sorta di stabilizzazione. Comunque abbiamo detto ci sono questi
  operai,  interveniamo  con la pompa di sollevamento  e  con  alcune
  opere  di  manutenzione. Non abbiamo avuto  risposta  ed  è  questa
  l'amarezza  che  io  esprimo, Non abbiamo avuto risposta.  Poi  c'è
  stata  questa unità di crisi che è stata messa in campo, ma è stata
  messa in campo io credo in maniera tardiva.
   Arrivo  alle conclusioni, signor Presidente, devo dire  che  anche
  perché  alla questione della siccità si è aggiunto il problema  dei
  prezzi,  i  prezzi  non  soltanto per  i  focolai  di  guerra  sono
  aumentati  in  maniera  esasperante per gli agricoltori,  l'energia
  elettrica,   la   benzina,   la  benzina   agricola   è   aumentata
  notevolmente, quindi si chiedeva e si chiede un aiuto. Nei  bilanci
  abbiamo  inserito delle somme. Queste somme vengono utilizzate?  Mi
  si  dice  che  forse  ora  si  stanno dando  degli  incentivi  alle
  industrie  per  dare  l'opportunità attraverso le  associazioni  ai
  produttori di lievitare un minimo di prezzo nel momento in cui  c'è
  il  conferimento. Si acceleri. Così come si acceleri, Assessore, la
  definizione  di  alcune  pratiche che possono  dare  un  minimo  di
  risorse  al mondo agricolo, perché è un mondo in difficoltà,  è  un
  mondo  in  difficoltà  e quindi c'è bisogno di  intervenire  e  c'è
  bisogno, tenendo conto che la prossima annata presenterà le  stesse
  caratteristiche  di  siccità, quindi ci si  muova  nei  bacini,  si
  utilizzino per quello che è possibile.
   Io  avevo  detto,  nel  Lago  di  Lentini,  d'intervenire  con  la
  Protezione civile purché si utilizzi quell'acqua, è necessario ed è
  fondamentale e concludo, Presidente.
   Presidente noi abbiamo fatto qui un'audizione al Presidente  della
  Regione,  c'era  presente  tutto il  Governo,  sui  problemi  degli
  incendi  e  si  era detto - se non ricordo male - che  i  forestali
  devono  iniziare  subito, a febbraio". Mi si  dice  che  forse,  se
  arriviamo in tempo, saranno messi al lavoro a fine aprile, l'ultima
  settimana  di aprile. Non mi sembra un grande successo questo,  pur
  tuttavia si mettano al lavoro  Così come vanno utilizzati appieno i
  lavori  dei  consorzi di bonifica, dei lavoratori dei  consorzi  di
  bonifica,  perché  possono aiutare, integrare le attività,  possono
  essere  utili  per  quella ristrutturazione delle canalizzazioni  e
  concludo,  Presidente. Il mondo agricolo è importante,  è  uno  dei
  settori   produttivi  della  Sicilia.  Si  è  detto   "scommettiamo
  sull'agroalimentare",  ma non serve soltanto  presentare  i  nostri
  prodotti in alcuni momenti, è fondamentale un'attività agricola che
  venga  impreziosita, che venga messa nelle condizioni di operare  e
  gli  agricoltori  sono  strozzati  dalle  banche,  diciamolo,  sono
  strozzati.
   Da questo punto di vista, va detto con fermezza che vanno aiutati,
  ecco  perché  l'ultima sollecitazione che le faccio,  assessore,  è
  quella di intervenire
   Lei  ha dichiarato che chiederà una moratoria dei mutui, lo spero,
  me  lo  auguro perché il mondo agricolo ha tanti problemi  e  tante
  necessità.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Burtone.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole La Vardera.
   Dopo  sono  iscritti  a parlare gli onorevoli:  Campo,  Di  Paola,
  Safina,  Pace,  Catanzaro,  Abbate,  Cambiano,  Lombardo,  Catania,
  Pellegrino e Sunseri. Sono chiuse le iscrizioni a parlare.

   LA   VARDERA.  Grazie.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  Governo, io volevo portare all'attenzione di quest'Aula, ricordando
  qualche settimana fa, l'opportunità, caro assessore Sammartino, che
  abbiamo  avuto  di potere visionare un documentario importante  che
  parlava  proprio  di  agricoltura, in questo Palazzo,  ho  invitato
  diversi colleghi a visionarlo, a vederlo.
   La  invito,  assessore Sammartino  le manderò il link arrivato  su
  Whatsapp per visionarlo, food for profit, documentario che racconta
  di  come, ancora oggi, gli allevamenti intensivi portano ovviamente
  a una situazione aggravata anche nei contesti europei.
   Io  il  mio  intervento lo voglio limitare soltanto per anticipare
  che  presenteremo, per quello che possiamo, ovviamente, una mozione
  a  questo  Governo  che non è tra le mozioni che  oggi  sono  state
  dibattute perché crediamo fortemente che il lavoro che ha messo  in
  luce  la  bravissima giornalista Giulia Innocenzi che racconta  uno
  spaccato   assolutamente  reale,  anche  in  vista  delle  prossime
  elezioni  europee, noi ovviamente, come Governo, voi  come  Governo
  potete dare un'indicazione importante.
   Io  solo su questo volevo intervenire perché, bene ha espresso già
  Cateno  De Luca, le ragioni della mozione che abbiamo presentato  e
  credo  che  rispetto a delle lobby degli interessi di potere,  dove
  giustamente  lei  mi  dirà  che la Regione  non  ha  competenze  al
  riguardo,  e su questo siamo d'accordo, ma credo che va  fatta  una
  sensibilizzazione importante perché siamo davanti  a  uno  spaccato
  storico  dove,  ovviamente, quello che ha  messo  fuori  in  questa
  inchiesta,  assolutamente diciamo formidabile dalla collega  Giulia
  Innocenzi,  e  credo  che questo Parlamento, su  questo  tema,  già
  presentata  questa mozione, può fare e può dire anche  tanto.  Solo
  questo. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Campo.

   CAMPO.  Grazie. Signor Presidente, assessori e colleghi  deputati,
  da molti anni ormai la politica sembra lavarsi le mani di fronte ai
  problemi  dell'agricoltura e della zootecnia.  Fin  troppo  spesso,
  sento  una espressione ricorrente cioè, "non possiamo farci  nulla,
  dipende  dalla  Comunità europea, non sono questioni che  attengono
  alla politica locale, regionale, italiana
   E  quindi  sì,  è  vero,  Assessore, molte  cose  dipendono  dalla
  Comunità europea.
   Abbiamo la PAC che è completamente disallineata dalle esigenze del
  nostro territorio e della nostra realtà. Addirittura impongono agli
  agricoltori  di lasciare incolti il 4% dei terreni  per  avere  dei
  contributi,  cioè  i  nostri agricoltori non  devono  coltivare  le
  proprie terre per richiedere degli aiuti
   E,  ancora,  abbiamo  tante  e tante agevolazioni  per  gli  Stati
  stranieri a cui vengono addirittura scontati i dazi d'ingresso  dei
  prodotti che fanno concorrenza sleale ai nostri agricoltori
   Le  misure della Comunità europea, dal 2014 al 2023, 63 misure per
  un  totale  di 3 miliardi, sono andate principalmente  alle  grandi
  aziende,  ai  grandi che sicuramente non hanno  bisogno  di  queste
  risorse economiche
   E   allora   io   dico   una   cosa:  innanzitutto,   bisognerebbe
  riappropriarsi  di una parola semplicissima, politiche  agrarie   A
  noi,  soprattutto noi del Sud, noi della Sicilia, io parlo  facendo
  parte  anche di una zona di questa terra che è la cosiddetta fascia
  trasformata, dove il principale settore economico è proprio  quello
  dell'agricoltura,   manca  questo,  manca  la   politica   agraria.
  Riappropriarsi  di questa parola con un insieme  di  strategie  che
  possano  aiutare principalmente i piccoli agricoltori,  coloro  che
  non ce la fanno più, coloro i cui prezzi di vendita ormai hanno dei
  guadagni marginali
   Pensate  che  nelle grandi distribuzioni organizzate  noi  abbiamo
  soltanto il 10% del costo di vendita che arriva nelle tasche di chi
  zappa materialmente la terra  Questi sono i guadagni
   Non  abbiamo una filiera che riesce a tracciare i prezzi originari
  fino  a  quelli  che  arrivano appunto nelle  grandi  distribuzioni
  organizzate e che potrebbero un minimo tutelare questi agricoltori.
   Ecco, ci vorrebbero una serie di strategie che puntino soprattutto
  alla  tutela dei piccoli, dei più deboli, di chi non riesce più  ad
  arrivare  a  fine  mese, ha degli indebitamenti enormi,  ha  dovuto
  pignorare le aziende, chi perde la prima casa e la propria  azienda
  proprio perché non riesce più a pagare i debiti.
   Io  qua ho segnato una frase molto bella di Petrini, il presidente
  di  Slow food, che, addirittura parla di agricoltura del '68,  cioè
  una   nuova   rivoluzione  dei  nostri  agricoltori   che   possano
  riappropriarsi di politiche che portino avanti una serie di  misure
  a tutela appunto di tutte queste persone che non possono essere più
  schiacciate dalle grandi distribuzioni organizzate delle  politiche
  comunitarie.
   Questo  sta  a  noi,  sta a questo Parlamento  portare  avanti  un
  progetto condiviso che possa aiutare i nostri agricoltori.
   Grazie,  signor Presidente, io so che non è una sfida semplice,  è
  molto  complicata,  ma bisogna pur iniziare e bisogna  metterci  la
  faccia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  cittadini, io intervengo come primo firmatario pure di una mozione,
  la n. 81, se non ricordo male.
   Signor Presidente, dobbiamo dire chiaramente agli agricoltori  che
  stanno   fuori,  e  io  sono  contento  che  oggi  c'è  l'assessore
  Sammartino  presente  in Aula, di non votare Lega  per  i  prossimi
  appuntamenti  elettorali. Perché dobbiamo dire di non  votare  Lega
  agli  agricoltori e lo dobbiamo dire con forza? E mi  dispiace  che
  oggi  a  rappresentare  l'Assessorato  all'agricoltura  ci  sia  un
  leghista.  Perché  noi abbiamo fatto una scelta, anzi  noi  abbiamo
  fatto   una  scelta  di  difendere  e  cercare  di  far  progredire
  l'agricoltura in Sicilia.
   A  livello  nazionale, si è fatta una scelta  di  destinare  molti
  fondi  dell'FSC  che  potevano essere utilizzati  anche  nel  mondo
  agricolo e di impegnarli per la famigerata realizzazione del  ponte
  sullo  Stretto.  Se ricorda bene, Presidente, hanno  impegnato,  il
  Ministro  Salvini  ha impegnato un miliardo e trecento  milioni  di
  euro,  di cui una parte è riservata agli inceneritori, ma una quota
  parte   importante  noi  la  stiamo  destinando   lì,   togliendola
  all'agricoltura.  E veda Presidente, l'agricoltura  oggi,  possiamo
  parlare  qui  di  massimi  sistemi e di come  voler  affrontare  le
  politiche  agricole da qui ai prossimi anni e di approvvigionamento
  anche dell'acqua, perché è l'acqua che manca a livello regionale, e
  proprio  sulle aziende che in questo momento insistono  nel  nostro
  territorio,  però poi Presidente non si riesce a sistemare  nemmeno
  un tubo di interconnessione tra una diga ed un'altra
   Le faccio l'esempio del mio territorio che per anni, per più di un
  anno,  ha dovuto aspettare la manutenzione e la sistemazione di  un
  tubo  che collegava una diga rispetto a un'altra, perché - colleghi
  -  noi abbiamo in questo momento tutte le dighe in Sicilia, per  la
  maggior parte di loro, piene di detriti, cioè nel corso degli  anni
  la manutenzione a queste dighe non è stata fatta
   Giustamente l'assessore Sammartino potrà dire sì,  ma io  mi  sono
  insediato  un  anno e mezzo fa che c'entro io con  la  manutenzione
  delle dighe degli scorsi anni? . Ma colleghi chi l'ha governata  la
  Regione  siciliana negli ultimi sette anni? Di chi sono  stati  gli
  assessori  all'agricoltura  della scorsa  legislatura?  Sono  stati
  sempre riferimento di un Governo di centrodestra e quando anche qui
  la DC mi viene a parlare di agricoltura, io ricordo alla Democrazia
  Cristiana che per anni ha governato la Regione siciliana e ha avuto
  anche  un  assessore di riferimento importante che poi è  diventato
  Presidente della Regione
   Quali  sono  state politiche agricole che sono state  fatte  negli
  anni passati? Oggi possiamo programmare e possiamo progettare per i
  prossimi dieci anni ma dieci anni fa, quindici anni fa, chi  è  che
  ha  progettato per arrivare ad un punto infrastrutturale in  queste
  condizioni? Sicuramente non il Movimento Cinque Stelle
   Oggi  c'è  chi  mi viene a dire dobbiamo parlare continuamente  in
  Assemblea del problema dell'agricoltura, ma quindici anni  fa,  chi
  ha   governato   la  Regione  siciliana?  Chi  è  stato   assessore
  all'agricoltura?  Perché  se  oggi  l'agricoltura   è   in   queste
  condizioni, e noi abbiamo problemi di approvvigionamento di  acqua,
  è perché nel corso degli anni si è pensato a che cosa? Si è pensato
  a  fare  ovviamente le mostre, gli Expo, a partecipare al Vinitaly,
  lì  siamo sempre presenti  Attenzione, lì ci si deve andare, non  è
  che  non  deve  essere presente la Sicilia, però parallelamente,  a
  livello infrastrutturale, non è stato fatto nulla  Oggi quali  sono
  le  proposte  da  parte del governo Schifani? Da  parte  di  questo
  governo  regionale? Anche qui cerchiamo di cambiare tutto  per  non
  cambiare nulla
   Si  presenta una riforma vuota sui consorzi di bonifica,  guardate
  colleghi,  cambiamo solo la governance, cambiamo la governance  dei
  consorzi  di  bonifica, facciamo uno smacchiamento dei consorzi  di
  bonifica,  ma poi il grave problema infrastrutturale della  Regione
  siciliana  rimane, quindi non andiamo a fare opere di progettazione
  ma andiamo a cambiare la governance: mi ricorda, collega Intravaia,
  mi  ricorda il passato governo Musumeci che anche sui rifiuti, e lì
  quel governo a un certo punto cadde, sui rifiuti anche lì si voleva
  cambiare  la  governance  perché si  volevano  togliere  le  SRR  e
  costituire  qualcosa di nuovo  e poi la riforma fu affossata,  così
  come  verrà affossata, se mai dovesse arrivare in Aula, la  riforma
  sui consorzi di bonifica
   E qui lo diciamo all'assessore Sammartino, perché noi non possiamo
  modificare solo ed esclusivamente la governance lasciando lo  stato
  infrastrutturale delle dighe e delle infrastrutture siciliane  allo
  stato  attuale.  Il passato governo regionale, di  cui  l'assessore
  Sammartino  era azionista, ha perso milioni e milioni  di  euro  di
  fondi  del PNRR che dovevano essere utilizzati per il miglioramento
  e l'adeguamento della rete infrastrutturale idrica della Sicilia.
   Allora, Presidente, possiamo fare Aula ogni giorno, possiamo  fare
  Aula  settimana  per  settimana  e  parlare  di  agricoltura  e  di
  pianificazione  e progettazione per quanto riguarda  l'agricoltura,
  però  ai  siciliani  non possiamo dire che i componenti  di  questa
  Assemblea  e  le  forze  politiche  che  sono  presenti  in  questa
  Assemblea devono in qualche modo condividere le responsabilità.
   Noi  le  responsabilità ce le prendiamo tutte da qui  ai  prossimi
  dieci  anni e i prossimi quindici anni, perché siamo qui e vogliamo
  portare  delle soluzioni sul mondo agricolo, non vogliamo  metterci
  da  parte,  però  qui  c'è gente, ci sono partiti  politici,  forze
  politiche  che sull'agricoltura hanno avuto assessori, hanno  avuto
  governi  e  ad  oggi la situazione, dopo vent'anni  fallimentari  -
  perché   è   vent'anni   di   fallimento   dal   punto   di   vista
  infrastrutturale  e agricolo - noi ci troviamo le  dighe  che  oggi
  sono  gestite da chi? Dal Dipartimento energia e rifiuti,  cioè  le
  dighe   Ma il Dipartimento energia e rifiuti, Presidente, ma  quali
  progetti  può  fare  che ha difficoltà a seguire  la  progettazione
  sugli impianti per quanto riguarda i rifiuti?  E noi diamo le dighe
  al Dipartimento energia e rifiuti
   Ma quali sono gli ingegneri, i funzionari, i dirigenti, che devono
  portare  progetti di manutenzione alle dighe, diciamolo  questo  ai
  siciliani.
   Allora, le dighe in passato appartenevano ai Consorzi di bonifica,
  erano  i Consorzi di bonifica che cercavano, come dire, di fare  la
  manutenzione  alle  dighe e portare avanti anche  un  miglioramento
  infrastrutturale,  oggi  i  consorzi  di  bonifica  -   diciamocelo
  chiaramente - sono stati completamente svuotati di competenze
   L'Assessore  Sammartino, con la riforma,  li  vuole  completamente
  cancellare e mi dispiace per i 900 e passa lavoratori che rischiano
  poi,  nella  riformulazione della pianta organica,  di  perdere  il
  lavoro, rischiano di perdere il posto di lavoro
   E  io faccio l'appello anche ai sindacati di prendere posizione  e
  di   prendere  posizione  fortemente,  perché  quando  io  vado  ad
  eliminare i consorzi di bonifica attuali e ne faccio ex novo   due,
  tre,  non lo so, uno, quanto ne verrà fatto, è ovvio che le  piante
  organiche  cambiano e poi si andranno a rimodulare, con il  rischio
  che i 900 posti di lavoro si andranno a perdere
   E  allora i Consorzi di bonifica vanno valorizzati, ai consorzi di
  bonifica dobbiamo dare competenze, ai consorzi di bonifica dobbiamo
  mettere funzionari, geometri, architetti, ingegneri, che mi possano
  fare   la  manutenzione  sulla  rete  idrica  agricola,  altrimenti
  Presidente,  se  non si fa tutto questo, stiamo  parlando  di  aria
  fritta. Poi, sicuramente, ci faremo una bella foto a qualche fiera,
  a  qualche  manifestazione importante, siciliana,  che  sicuramente
  porta  visibilità,  però  poi da un punto  di  vista  pratico,  non
  riusciremo a migliorare la situazione agricola siciliana.
   E  quindi l'appello qual è, Presidente, per chiudere l'intervento?
  Io  qui  ho ascoltato degli interventi da parte di esponenti  delle
  forze   politiche   di   maggioranza,  si   dice   "Cari   colleghi
  dell'Assemblea  regionale siciliana, facciamo delle  Aule  continue
  sull'emergenza   enorme   per   quanto   riguarda   l'agricoltura".
  Facciamole     Però,  cari  colleghi  di  maggioranza,   governate,
  governate
   Avete  un  Presidente  di Regione, avete una Giunta,  volete  solo
  condividere  le  responsabilità?  Siamo  pronti  a  condividere  le
  responsabilità, ma dobbiamo pure poter incidere, Presidente, perché
  se  poi alla fine le proposte che si portano in Aula sono sempre le
  proposte  del Governo regionale, allora il Governo regionale  visto
  che  governa,  visto  che  c'è  un  assessore,  visto  che  c'è  un
  presidente,  le  può  attuare  anche  senza  l'Assemblea  regionale
  siciliana  e  se  ad  oggi non lo ha fatto  vuol  dire  che  quelle
  proposte non sono proposte risolutive
   Allora, se il Governo regionale non ha proposte risolutive, lo  si
  dica ai siciliani e si getti la spugna  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Di Paola.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Safina, ne ha facoltà. Dopo ci sono gli onorevoli Pace,
  Catanzaro,   Abbate,   Cambiano,  Lombardo,  Catania,   Pellegrino,
  Sunseri,  Venezia,  Spada  e  De Leo e  sono  quindi  conclusi  gli
  interventi.

   SAFINA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Assessore,
  parecchie  volte abbiamo avuto modo di polemizzare  e  comunque  di
  confrontarci  su  un  tema così delicato  per  la  nostra  Regione,
  l'agricoltura  vale  il  7 per cento del Pil  mentre  nell'economia
  italiana  l'agricoltura  vale  il  2  per  cento,  dunque  un  peso
  notevole.
   Abbiamo   avuto   modo   di  discutere  di   vitivinicoltura,   di
  olivicoltura,  del problema dell'acqua, poc'anzi il  Vicepresidente
  dell'Assemblea evocava la riforma dei consorzi di bonifica, io devo
  dire  la  verità  ero  più fiducioso sulla riforma,  avevo  diciamo
  aperto  un credito nei confronti del Governo, l'abbiamo esitata  in
  Commissione  oramai un sette, otto mesi fa, è ferma in  Commissione
  bilancio, non se ne sa più niente.
   Questo disegno un quadro per cui ...
   SAFINA.  Oramai  un  sette, otto mesi, fa è ferma  in  Commissione
  Bilancio e non se ne sa più niente.
   Questo  disegna  un quadro per cui le divisioni nella  maggioranza
  impediscono  a  una riforma che può essere sicuramente  migliorata,
  nella  quale si può ancora discutere, di venire in Aula e  di  dare
  conforto  agli  agricoltori siciliani  che  sempre  più  vivono  il
  problema dell'acqua.
   Oggi    leggevo   sui   giornali   che   l'Assessore   Sammartino,
  correttamente vorrebbe che nel prossimo collegato alla finanziaria,
  si discutesse degli stanziamenti per la zootecnia, uno dei problemi
  della zootecnica è la mancanza di acqua
   Ebbene,  noi  ci  ritroviamo con una governance  dei  Consorzi  di
  bonifica  bloccata da oltre vent'anni, ci ritroviamo con  le  dighe
  che  non  possono accumulare acqua perché non sono  collaudate,  la
  diga  Trinità della quale chiedo attualmente e nuovamente lumi,  si
  aspettavano  gli  studi sulla tenuta statica  e  dinamica,  non  si
  capisce a che punto siamo, lo scorso anno grazie a un lavoro  si  è
  riusciti   a consentire di utilizzare quell'invaso per 6,  quasi  7
  milioni  di  metri cubi d'acqua, quando però ne potrebbe  tenere  e
  trattenere  20  milioni  e nonostante la siccità  anche  quest'anno
  abbiamo sversato a mare e dunque gli agricoltori del territorio del
  marsalese, del petrosileno, della Valle di Mazara, dovranno  ancora
  una  volta  ricorrere  all'irrigazione di crisi,  gravissimo  danno
  considerati  i  costi   cui  vanno  incontro  e  il  fatto  che  la
  speculazione  sta sempre più erodendo il reddito degli agricoltori,
  taglieggiando al contempo i consumatori.
   C'è un'interrogazione, un'interpellanza che ho fatto parecchi mesi
  fa,  nella  quale si evidenzia come il grano è sceso a prezzi,  una
  delle  ultime  quotazioni  meno  di  20  centesimi  al  chilo,  nel
  frattempo  però  la il prezzo della pasta è aumentato  del  30  per
  cento,  ed  è  strano perché siccome la pasta si fa  con   acqua  e
  farina,  è  strano  che se la materia prima  si  riduce  di  prezzo
  aumenti  poi il prodotto finale, però le distorsioni del mercato  e
  della  speculazione consentono questo, consentono  di  taglieggiare
  gli agricoltori e di taglieggiare i consumatori
   Ora  vede,  Assessore, dinanzi a tutto questo io penso che  questo
  giochino  che  alcune forze di maggioranza quelle che  governano  a
  Roma  e  che  governano a Palermo che gridano all'Europa "matrigna"
  sia  un  giochino pericoloso, perché è vero, la PAC contiene  degli
  errori, la PAC può essere migliorata, deve essere migliorata,  però
  la PAC vale 400 miliardi di euro nei prossimi sei anni, così come è
  valsa  il  35  per  cento  del  bilancio  dell'Unione  Europea  nei
  precedenti  sei anni. Cosa voglio dire, Assessore? Che se  noi  non
  avessimo  la  PAC,  oggi  non esisterebbe l'agricoltura  nei  paesi
  occidentali
   Allora  il tema è: solo la PAC? O come noi, nella nostra  Regione,
  abbiamo  gestito le risorse della PAC? E' possibile che  in  alcuni
  casi,  per esempio l'80% dell'OCM vino, sia finita ai trasformatori
  e  non agli agricoltori? Nei dieci anni scorsi, dei 500 milioni  di
  euro per l'OCM vino, 400 milioni sono finiti ai trasformatori, solo
  100   milioni   all'agricoltura,  con  gravissimo  danno   per   le
  produzioni,  con  gravissimo danno per l'ambiente,  con  gravissimo
  danno  per il paesaggio, perché l'agricoltura contiene anche questi
  temi rispetto ai quali una Regione dal territorio variegato come la
  Sicilia dovrebbe porsi la questione e farsene anche vanto di   come
  si difenda l'agricoltura per difendere il territorio, l'ambiente  e
  il passaggio.
   Allora, rispetto a tutto questo, è inutile che le forze di governo
  gridino   contro   l'Europa,  dobbiamo   sicuramente   aprire   una
  discussione   con   l'Europa  affinché  ci  si  renda   conto   che
  l'agricoltura delle aree del Mediterraneo, è un'agricoltura diversa
  rispetto  a  quelle  del  nord Europa, ci si  renda  conto  che  la
  zootecnia  in Sicilia, nel meridione, non è la stessa cosa  che  in
  Belgio,  in  Olanda,   in  Francia, perché vedete  io  vengo  dalla
  cultura  in  cui  si  dice sempre una cosa: per condizioni  diverse
  trattamenti diversi, per condizioni uguali trattamenti uguali
   Allora, noi dobbiamo farci sostenitori di questa cultura anche  in
  Europa,  ma  gridare all'Europa "matrigna" è prendere in  giro  gli
  agricoltori,  perché  senza l'Europa non esiste  l'agricoltura  nei
  paesi occidentali. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, ha chiesto di intervenire l'onorevole Pace. Ne
  ha facoltà.

   PACE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Pur  non
  volendo  rispondere all'amico Vicepresidente Di Paola, diciamo  che
  siamo  orgogliosi,  caro Nuccio, di essere stati,  come  Democrazia
  Cristiana,  tra i promotori di volere questo momento  di  confronto
  fra tutto il Parlamento e il Governo non su un tema, credo sul tema
  dell'agenda   politica  che  dovrebbe  riguardare  l'attività   del
  Parlamento  e  del  Governo.  Io, in un precedente  intervento,  lo
  voglio  ribadire, auspico che la forza, la tenacia, l'unità che  ha
  dimostrato  il  sistema politico tutto, nazionale anche  regionale,
  nell'affrontare  l'emergenza Covid in  maniera  straordinaria  che,
  comunque,  ci  ha visti uniti, ci potrebbe vedere  uniti  anche  su
  questo  tema, sul tema dell'agricoltura e considerata che emergenza
  era  una  ed  emergenza è questa, perché potrebbe abbattersi,  caro
  assessore  Sammartino, da qui ai prossimi giorni  -  e  non  vorrei
  essere  catastrofista ma di questo si tratta -  come  un  terremoto
  nella  nostra terra di Sicilia auspico, invece, che al di là  delle
  responsabilità    di   Governo   che   nessuno    vuole    delegare
  all'opposizione e che noi come forza di maggioranza  rivendichiamo,
  auspichiamo,  invece, che, anche se siamo in  un  momento  di  pre-
  campagna  elettorale, sul tema dell'agricoltura,  non  ci  sia  una
  divisione e non ci sia, soprattutto, un balletto che farebbe ancora
  di più inorridire se non disperare gli agricoltori siciliani.
   Non  vogliamo  dare e faremo in modo di non darlo  uno  spettacolo
  indecoroso  perché  possiamo apparire come, tra questi  balletti  e
  queste   diatribe  fra  maggioranza  e  opposizione  su   un   tema
  fondamentale per la crescita e per la tenuta sociale in Sicilia,  i
  suonatori del Titanic
   Se  vi  ricordate,  il  Titanic stava  affondando  e  i  suonatori
  continuavano a suonare. Non diamo la sensazione ai nostri siciliani
  che, mentre su questo tema ci apprestiamo ad una stagione veramente
  difficile,  anziché trovare nel Parlamento una fonte di  soluzioni,
  una  fonte  sì  di  dibattito ma una fonte dove trovare  soluzioni,
  strategie  e,  soprattutto, delle leggi in favore dell'agricoltura,
  rischiamo, invece, di dare uno spettacolo indecoroso, dicevo, dove,
  alla  fine,  assisteranno ai nostri soliti  balletti,  alle  nostre
  solite  diatribe  e  non  offriamo,  invece,  le  soluzioni  che  i
  siciliani tutti, di destra, di centro, di sinistra, si aspettano di
  trovare
   Ecco  perché  noi,  anche noi come forza di  maggioranza,  abbiamo
  sottoscritto   unitamente  a  tutto  il  Gruppo  della   Democrazia
  Cristiana una mozione. Ecco perché, all'interno di questa  mozione,
  caro   vicepresidente  Sammartino,  che  non   vuole   essere   una
  provocazione, abbiamo scritto che noi vorremmo tenere e  proponiamo
  al Parlamento di tenere delle sedute periodiche, anche settimanali,
  di  un confronto fra Governo e Parlamento nella sua interezza,  non
  per  monitorare quello che sta facendo il Governo e metterlo  sotto
  scacco,  non  per verificare se l'azione dell'assessore  Sammartino
  che, chiaramente, ha la delega all'agricoltura e ha il macigno  più
  pesante da sopportare ma per, settimanalmente, comunicare ai nostri
  concittadini  siciliani,  su questo tema  estremamente  importante,
  cosa   il  Parlamento  ha  prodotto  e  cosa  si  propone  di  fare
  nell'immediato. Perché, assessore Sammartino, al di  là  di  quello
  che,  giustamente, dicevano alcuni colleghi anche  dell'opposizione
  che  ci sono alcuni temi che non sono di diretta corrispondenza del
  lavoro   di   questo  Parlamento  ma  che  hanno  un   ambito   più
  internazionale,  mi  riferisco  alla  PAC  che  coinvolge  l'Unione
  Europea,   ci   sono  delle  cose  che  noi  dobbiamo   affrontare,
  sicuramente con una programmazione a lungo e a medio termine, ma ci
  sono  argomenti che dobbiamo affrontare nell'immediato. La Sicilia,
  soprattutto,  occidentale vive un momento drammatico per  quel  che
  riguarda  la  siccità, tutti gli invasi sono vuoti, siamo  arrivati
  oggi,  credo  che  è  il 3 di aprile, non vorrei sbagliarmi,  dalle
  previsioni  fino  al  10  di aprile non  si  prevedono  piogge,  le
  temperature  continuano  sempre  a  crescere  e  noi  non   abbiamo
  apparentemente   una  soluzione  da  dare  agli  agricoltori   che,
  attenzione,  non  è  solo  la  mancata  produzione  della  prossima
  stagione  che  già è un dramma economico epocale ma,  siccome,  non
  tutti  producono  ortaggi, non tutti producono carciofi,  pomodori,
  chi  produce agrumi e rischia non soltanto la produzione ma rischia
  di  vedersi  seccare l'impianto, l'agrumeto, significa  che  per  i
  prossimi dieci, quindici anni non avrà reddito e, quindi, assessore
  Sammartino,  dobbiamo trovare delle soluzioni anche nell'immediato,
  coinvolgendo se il caso anche la Protezione civile.
   Stamattina  mi  sono  permesso di fare un comunicato  stampa,  sui
  dissalatori potremmo fare anche scrivere libri, ma credo  che  oggi
  non i dissalatori come soluzione definitiva perché sappiamo i costi
  che  ci  sono dietro un impianto di dissalazione ma tra mandare  al
  baratro   intere  categorie  e  cercare  la  soluzione  anche   con
  dissalatori  temporanei, mobili, anche in affitto, credo  che  oggi
  però è il momento di pensare a queste soluzioni, non a giugno,  non
  a  luglio,  già siamo in ritardo, io ho apprezzato lo sforzo  fatto
  dall'Assessorato all'agricoltura, assieme all'assessore Sammartino,
  abbiamo  fatto  diversi  incontri  sia  in  Assessorato  sia  fuori
  dall'Assessorato,  l'Assessorato  ha  condotto  un  censimento,  ha
  indetto  l'unità  di crisi ma ritengo che quando c'è  un'emergenza,
  così  come quella attuale, servono delle misure straordinarie e  di
  emergenza e poi dobbiamo sapere che questo Parlamento da qui a poco
  deve  fare, caro Presidente Galvagno, anche uno sforzo, mi appresto
  ad  arrivare alle conclusioni, anche uno sforzo economico, dobbiamo
  risarcire, tentare di risarcire gli agricoltori siciliani per tutto
  quello  che  rischiano  di perdere, dobbiamo  andare  incontro  con
  misure  straordinarie, sapendo che dobbiamo mettere anche  mani  al
  portafoglio  e,  siccome, cari colleghi, la politica  impone  delle
  scelte,  sicuramente ci sono altre situazioni in  Sicilia,  non  ne
  voglio citare, oggi dobbiamo fare una scelta, i nostri sforzi anche
  di  natura economica: noi come Parlamento siamo chiamati a fare una
  scelta,  la mia proposta e la ribadisco qui in Aula che è anche  la
  proposta  della  Democrazia  Cristiana,  caro  collega  Di   Paola,
  orgogliosamente  democratico-cristiano,  è  quella  di  indirizzare
  tutti  gli  sforzi  di  questo Parlamento e  del  Governo  solo  ed
  esclusivamente  in  linea con quelle che  sono  le  esigenze  degli
  agricoltori.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  Vicepresidente Sammartino, ovviamente intervenire dopo  il  collega
  Pace, diciamo, che ha fatto una disamina sul tema dell'agricoltura,
  dico  che alcune imperfezioni forse nell'intervento onorevole  Pace
  ci  sono  perché  ha  ragione lei sul fatto che  su  un  tema  così
  importante  non ci si debba dividere, però non dobbiamo dimenticare
  che  il Parlamento regionale è formato da una opposizione e da  una
  maggioranza.   Inoltre,  le  opposizioni  in  data   14   febbraio,
  sottoscrivevano e depositavano una mozione, dopo avere  partecipato
  ad  una  manifestazione  in piazza, di protesta  simbolica,  perché
  ricordo  che non soltanto in Sicilia ma in Italia e in  Europa,  da
  due  mesi, c'è una protesta molto importante da parte del  comparto
  agricolo.  E proprio noi chiedevamo alla Presidenza dell'Assemblea,
  più  volte in Conferenza dei Capigruppo, un dibattito d'Aula su  un
  tema  così  importante perché riteniamo che il  tema  del  comparto
  agricolo sia un tema importante. Poi, è chiaro che proprio poco  fa
  abbiamo appreso e compreso che ci sono non una mozione ma ben  nove
  mozioni  sul  tema e questo ci fa enorme piacere, perché  significa
  che  su  un  tema così importante si deve avere quella  capacità  e
  maturità  di arrivare all'interno di quest'Aula a cercare,  con  le
  sensibilità  diverse, ad unirci su una unica mozione,  proprio  sul
  tema dell'agricoltura.
   Però,  è chiaro: la maggioranza in questi mesi e in questo scorcio
  di  inizio  legislatura  che è di un anno  e  mezzo,  ha  avuto  la
  possibilità, perché negli interventi che già ci sono stati e che mi
  hanno  preceduto, sono temi ormai ciclici, l'agricoltura è un  tema
  machiavellico  che  si  ripropone nella storia   Io  ricordo  nella
  scorsa legislatura - poc'anzi il collega Safina parlava di consorzi
  di  bonifica - abbiamo licenziato in Commissione Terza un  ddl  sui
  consorzi  di  bonifica che ancora oggi  quel ddl dopo  esserci,  in
  questa  legislatura,  un  altro ddl sui consorzi  di  bonifica,  la
  stessa  maggioranza  ci  deve far comprendere  dove  c'è  stato  un
  lavoro ancora  si  parla  del tema dei  consorzi  di  bonifica  per
  arrivare  in  Aula  e, sicuramente, non siamo noi  a  governare  la
  Regione  siciliana   Come  il  tema dei  forestali,  come  il  tema
  dell'Esa, sono tanti temi. Però, oggi, è chiaro, c'è una difficoltà
  e  lo  dico perché su tutte le province, soprattutto nelle province
  dove - lo ha detto anche qualche altro collega che è intervenuto  -
  c'è  un  problema  del 50 per cento degli invasi in  meno,  c'è  un
  problema  della  siccità che incombe, che  sicuramente  è  un  tema
  dell'aspetto  climatico ma è un tema che questo  Governo  regionale
  dovrebbe immediatamente affrontare e cercare almeno di tentare  una
  soluzione.  Il  tema che ha colpito, onorevole Pace,  quello  degli
  agrumeti  -  ha ragione lei - della peronospora, del vigneto,  però
  noi  abbiamo avuto a disposizione gli strumenti finanziari dove  il
  governo  ha  fatto delle scelte, ha privilegiato argomenti  diversi
  rispetto  a  quello che è il comparto agricolo. E oggi  siamo  qui,
  assessore Sammartino, siamo qui a disquisire, a discutere su quello
  che  è  il  tema  da due mesi e che cerchiamo non soltanto  noi  ma
  soprattutto  chi  ci ascolta, che è fuori, gli agricoltori,  perché
  ricordo che ci sono agricoltori che da settimane e mesi sono  fermi
  a  fare  queste proteste simboliche proprio per cercare  di  alzare
  l'attenzione  su  un argomento così importante  che  è  quello  del
  comparto agricolo, perché oggi ci stiamo rendendo conto che  questo
  Governo   regionale  è  in  continuità  politica  sia  col  Governo
  regionale  passato ma anche con quello attuale di centrodestra:  mi
  sembra  che,  ovviamente, di soluzioni non ne  ha  portato  oggi  a
  distanza  non  di  un anno, ma di sei anni  E, quindi,  quello  che
  chiediamo  assessore Sammartino con le nostre mozioni, comprendendo
  che  il tema non è un tema soltanto regionale ma per quello che  ci
  compete  è  che la Regione siciliana batta i pugni non soltanto  al
  Governo  centrale,  ma  si faccia ascoltare  per  quelle  politiche
  comunitarie che, ovviamente, sono fondamentali ed importanti per la
  nostra nazione e per la nostra Isola.
   Ed  è  questo  quello che noi chiediamo, chiediamo che  non  siano
  soltanto proclami o slogan le riforme che sono state annunciate per
  le  campagne  elettorali e mi preoccupo perché stiamo  entrando  in
  un'altra  campagna elettorale e, quindi, non vorrei che  la  stessa
  maggioranza ad oggi inizi con i vari proclami. Io sono  convinto  e
  sono  pronto ad entrare in Aula e ad essere qui, presente in  Aula,
  per   cercare   di   sostenere  delle  misure  di   emergenza   per
  l'agricoltura.  Ma non pensate, Governo regionale, di  arrivare  in
  Aula  e  iniziare a portare qui delle norme che sono preelettorali,
  perché se noi realmente vogliamo intervenire nel mondo del comparto
  agricolo,  facciamolo con delle norme mirate. Ma  questo  non  deve
  servire  far  sì che il Governo inizi a guardare a delle  prebende,
  per   i  vari  territori  e  per  soddisfare  gli  assessori   che,
  possibilmente,  andranno  a  fare  la  battaglia  elettorale   alle
  europee. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole Catanzaro. E' iscritto  a  parlare
  l'onorevole Abbate. Ne ha facoltà.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  frattanto  che  l'onorevole  Geraci  è   in
  congedo, per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende la discussione unificata di mozioni, interpellanze e
                            interrogazioni
       concernenti le problematiche dell'agricoltura in Sicilia

   ABBATE.  Grazie, Presidente, Vice Presidente, colleghi, penso  che
  l'agenda del comparto agricolo sia un'agenda che debba essere messa
  oggi  in  priorità, rispetto a quelle che sono le scelte economiche
  di questo Governo.
   Noi ci vantiamo di avere le migliori imprese agricole, d'Italia  e
  d'Europa,  ma  imprese  che, poi, restano sulla  carta.  Perché  un
  imprenditore che non può decidere, o non può scegliere  sul  prezzo
  delle proprie materie prime che deve acquistare, quindi il costo di
  produzione,  e  non  decide  il prezzo della  vendita  del  proprio
  prodotto   non  è  un  imprenditore.   E,  quindi,  questo   è   un
  imprenditore che deve essere tutelato, e deve essere supportato  da
  parte della politica e delle amministrazioni locali.
   Noi,   in   questo   momento,  abbiamo  problemi  che   riguardano
  l'emergenza,  ma abbiamo pure problemi strutturali che  abbiamo  il
  compito,  come  legislatori, di poter supportare, e poter  cambiare
  quella  che  è stata la politica negli ultimi vent'anni, trent'anni
  di qualsiasi colore politico.
   Qualsiasi  Governo  passato,  a  livello  nazionale  e  a  livello
  regionale, ha lasciato sul tavolo i problemi come li ha trovati.
   E,  quindi,  non  può esserci nessuno oggi che possa  venire  qua,
  prendere la parola e dire la colpa è degli altri o di qualcuno  che
  non si è interessato.
   Sono  scelte  importanti,  scelte  che  vanno  certe  volte  nella
  direzione  di mettersi contro altri comparti produttivi importanti.
  Ma  sono  scelte che si devono fare, e si devono fare  nei  momenti
  dove  c'è la rabbia, nei momenti dove ci sono i problemi. La  crisi
  della  siccità,  o  il  problema degli invasi,  è  qualcosa,  è  un
  fallimento di quella che è stata la politica pensando a una Regione
  come quella siciliana, che ha investito in tanti anni, sapendo  che
  era  una Regione esposta al problema della desertificazione e delle
  siccità: che con gli invasi si sarebbe risolto il problema.
   Una regione dove mancano le montagne, dove non ci sono accumuli di
  ghiacciai sappiamo che questo non può avvenire. E, quindi, non si è
  investito  nella  direzione giusta, e quindi dobbiamo  già  pensare
  superata  questa emergenza, che sarà sicuramente di  qualche  mese,
  dobbiamo  pensare come cambiare quello che è stato l'approccio  per
  quanto    riguarda    il    superare    i    momenti    di    crisi
  dell'approvvigionamento idrico.
   Lo  stesso riguarda, sicuramente, la vendita dei prodotti  perché,
  paradossalmente, abbiamo un problema di produzione ma il prezzo dei
  prodotti  non  sale. Non sale perché il nostro prodotto  non  viene
  utilizzato dalla nostra industria agroalimentare, perché quando noi
  facciamo i bandi non abbiamo il coraggio di dire che devono  essere
  contratti  di filiera, ma ci deve essere il consumo di filiera.  Si
  deve controllare che, per i dieci anni successivi all'investimento,
  le  aziende  del  Nord che vengono ad investire in Sicilia  debbano
  consumare esclusivamente prodotti che vengono prodotti in  Sicilia,
  e  dare  una  premialità a chi si impegna per gli anni  dieci  anni
  successivi,  non con solo contratto di filiera, che tu  devi  avere
  prima  che  partecipi  al bando. Così come per  quanto  riguarda  i
  momenti  di  contrattazione. Io penso, uno su tutti, il prezzo  del
  latte.  Le  nostre aziende lattiero-casearie sono  già  riunite  in
  cooperative. Non abbiamo il problema che siamo singoli produttori.
     Il  Governo deve essere accanto ai nostri produttori per cercare
  di  poter garantire, e cercare di fare elevare il prezzo di vendita
  del proprio latte perché se il latte viene consumato in Sicilia, il
  latte   non   basta.   Ma   quando,  in   Sicilia,   alle   aziende
  trasformatrici,  arriva  il  latte da  fuori,  arriva  la  cagliata
  dall'estero  e  si dà la possibilità di poter avere i finanziamenti
  della Regione siciliana e della Comunità europea, per investire  in
  Sicilia,  con  prodotti  e materie prime che  provengono  da  altri
  Stati,  tutto questo è vanificato e i nostri produttori non possono
  produrre.
   Così   come   per  quanto  riguarda  la  carne,  così   come   per
  l'ortofrutta, così come per quanto riguarda i cereali. Pensiamo che
  c'è  tutto l'entroterra della Sicilia dove si è dovuto seminare per
  forza,  perché  sappiamo  diversamente non  si  riesce  a  prendere
  neanche i premi PAC e le sementi non hanno neanche germogliato.
   Noi abbiamo un problema di approvvigionamento, per quanto riguarda
  tutta  la fienagione, per quest'anno, e quindi l'approvvigionamento
  per  le  aziende zootecniche non si troverà, sicuramente, in quello
  che   è  il  mercato  regionale.  E,  quindi,  su  questo  dobbiamo
  supportare  le  aziende. Ma non è una questione  economica,  è  una
  questione strutturale
   E'  il momento in cui questo grido di dolore da parte delle nostre
  aziende che si trovano in una congiuntura dove avere i prodotti che
  non  valgono  e  non si possono neanche produrre  perché  manca  la
  materia prima principale che è l'acqua.
   E quindi è questo il momento in cui dobbiamo stare accanto con due
  strategie: una quella economica di fare uno sforzo importante anche
  riutilizzando e avendo la delega a livello nazionale per utilizzare
  i   fondi  strutturali  rimanenti  che  abbiamo,  per  metterli   a
  disposizione,  per superare questo momento di crisi,  e  l'altro  è
  rivedere l'approccio per il mondo agricolo, sia per quanto riguarda
  tutti  i  comparti  che  fanno della nostra agricoltura  una  delle
  agricolture più avanzate e più difficoltose nel produrre a  livello
  europeo.
   E,  quindi, cercare una strategia reale che cambi quella  fino  ad
  ora,  cercando di tutelarle nell'ingresso dei prodotti che  vengono
  dall'estero, cercare di tutelare le aziende che vogliono  investire
  sulla  nostra  Regione,  che  utilizzano  esclusivamente  i  nostri
  prodotti  che  provengono dalle nostre aziende, cercare  in  questo
  momento  di  tutelarle  anche per quanto  riguarda  le  esposizioni
  bancarie,  nelle esposizioni contributive, in quello  che  riguarda
  una moratoria.
   Signor   Presidente,  c'è  un  problema  di  fondo,  noi   andremo
  sicuramente a fare un provvedimento economico a sostegno di  queste
  imprese.  Guardate,  queste imprese sono in difficoltà  già  da  un
  anno,  nessuna di queste imprese ha potuto pagare una sola rata  di
  contributi Inps e sono tutti fuori per quanto riguarda il DURC.  Se
  noi  andiamo a chiedere al Governo nazionale una moratoria  come  è
  stata  per  quanto  riguarda  il Covid,  che  ci  sia  una  proroga
  dell'ultimo  DURC valido per le aziende, almeno per  un  anno,  fin
  quando  non  si  supera questa crisi, finirà che  noi  metteremo  a
  disposizione le risorse e nessuna delle aziende siciliane  riuscirà
  ad avere un solo euro di quello che metteremo a disposizione.
   Signor  Presidente, noi siamo a sua disposizione,  Assessore,  per
  quanto   riguarda  la  nostra  competenza,  e  lo  dico  anche   da
  imprenditore  prima  che  da politico e  da  componente  di  questa
  Assemblea, per cercare di fare quelle giuste manovre che servano ad
  aiutare   il   comparto  agricolo  intero,  il  comparto   agricolo
  siciliano.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Cambiano.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMBIANO.   Signor   Presidente,  Governo   regionale,   onorevoli
  colleghi, è chiaro che se la politica ha perso parte della  propria
  credibilità è proprio perché a volte alle parole non sono seguiti i
  fatti,  quindi, è giusto ed è corretto confrontarsi in  quest'Aula,
  ma  è  giusto ed è corretto per chi ha responsabilità istituzionale
  chiedersi perché quello che oggi gli agricoltori rivendicano non  è
  stato fatto prima.
   E  lo dice chi ad esempio, affrontando il tema della siccità o  il
  tema  della crisi idrica, è figlio di una terra che da anni attende
  l'acqua  dalla  diga Gibbesi, una diga che doveva  poi  servire  il
  comparto agricolo, è un comprensorio vasto, ma che non invasa acqua
  per  cui sono state stanziate risorse importanti nel 2021 e  ancora
  attendiamo  che  il Dipartimento acque e rifiuti e che  la  Regione
  siciliana  completi... Assessore, non la chiamo in causa perché  ho
  seguito  la  vicenda  al  Ministero  delle  infrastrutture   e   il
  Dipartimento acque e rifiuti non aveva personale per completare  il
  progetto  di  fattibilità  tecnico-economica  per  spendere   delle
  risorse.
   Ecco, mi fa piacere che se ne parli e mi fa piacere che autorevoli
  esponenti della maggioranza da questo pulpito, qualche istante  fa,
  hanno  chiesto di mettere in cima alle priorità di governo la crisi
  agricola.  Finalmente anche la maggioranza di  governo  si  è  resa
  conto  che  il tema dell'agricoltura e del comparto agricolo  e  la
  crisi  del comparto agricolo è vitale, quindi ringrazio i  colleghi
  della maggioranza per l'azione di sensibilizzazione importante  che
  stanno portando avanti nei confronti del Governo regionale.
   Ecco,  con  il cuore gravato se non dal peso della preoccupazione,
  dal  peso della responsabilità, dobbiamo prendere atto che il  tema
  della  crisi  idrica  e della siccità è una questione  endemica  e,
  però, dobbiamo rassegnarci al fatto che, dalle nostre parti, non fa
  notizia il tema della siccità, non fa notizia perché se patisce  la
  siccità  o  se patiscono la siccità alcune regioni del Nord,  i  TG
  nazionali ci propinano giornalmente servizi rispetto a delle  crisi
  economiche e sociali, se questo accade in Sicilia nessuno ne parla,
  quindi, siamo anche vittima di questa discriminazione, dal punto di
  vista   mediatico  ma,  probabilmente,  siamo  vittime  di   questa
  discriminazione, dal punto di vista mediatico, perché  siamo  figli
  di  generazioni cresciuti con la cultura dei bidoni di  plastica  e
  dei serbatoi sui tetti delle nostre case, perché siamo rassegnati a
  turnazioni idriche che sfiorano, nell'agrigentino, i 15 giorni
   Quindi,  noi attendiamo l'acqua, da noi si dice "arriva  l'acqua",
  perché  da noi arriva l'acqua, l'acqua che è un bene primario,  che
  dovrebbe appartenere alla nostra quotidianità, la rivendichiamo con
  ansia
   Quindi,  gli  agricoltori  chiedono  -  come  ha  chiesto  qualche
  esponente della maggioranza poc'anzi - soluzioni strutturali a  una
  crisi strutturale e qualcuno ha detto: "la politica deve fare delle
  scelte"  ecco, io mi chiedo perché non le abbia fatte prima  queste
  scelte
      Io   mi   chiedo  perché  non  si  sia  investito,  in  termini
  infrastrutturali,  rispetto  ad  alcune  tematiche,  rispetto  agli
  invasi,  rispetto ai dissalatori. Vero è che sono, o erano costosi,
  ma  oggi  le  tecnologie probabilmente ci consentono l'utilizzo  di
  queste  infrastrutture. Lo hanno chiesto con forza gli  agricoltori
  di Licata, di Butera qualche settimana fa, scendendo in piazza.
   E  allora,  perché  non  pensare a  un  dissalatore  per  l'intero
  comparto di quella fascia costiera, Gela, Licata e Butera, che sono
  state accomunate da una battaglia per rivendicare sui territori  le
  royalties,   caro   Vicepresidente,  e   anche   lei   ha   seguito
  personalmente tutta la vicenda, rispetto a una risorsa presente sul
  territorio: il gas.
      Noi  non  abbiamo  l'acqua,  allora  con  player  presenti  sul
  territorio potremmo avviare interlocuzioni per realizzare, in tempi
  brevi,  infrastrutture al servizio delle nostre  comunità  e  della
  nostra agricoltura perché l'acqua è vita. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Cambiano.
   E' iscritto a intervenire l'onorevole Lombardo. Prego onorevole.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola

   LOMBARDO   Giuseppe.   Presidente,  Vice  Presidente   Sammartino,
  colleghi.
   Mi  dispiace  che  il collega Abbate sia uscito  dall'Aula,  anche
  perché parlare di colleghi assenti non mi sembra giusto, ma  non  è
  colpa mia se è uscito.
   Presidente,  dagli interventi che già abbiamo sentito  dai  banchi
  della  maggioranza, mi viene da dire - e lo dico fra virgolette  in
  siciliano  -  mi  consenta questa licenza che non  siamo  "tutti  i
  stissi".
   Cioè,  non  può  passare un messaggio, oggi,  come  se  non  fosse
  successo  nulla negli ultimi trent'anni, in questa terra.  Ci  sono
  delle  responsabilità politiche che hanno nome e  cognome.  I  vari
  Cuffaro,  i vari Musumeci che hanno amministrato questa terra,  che
  hanno determinato la politica che ha portato a questa situazione di
  crisi,   ma  lo  vogliamo  chiedere  almeno  una  volta  ai  nostri
  concittadini, ai nostri conterranei? Vogliamo chiedere le scuse per
  quello di cui stiamo discutendo oggi? Cioè, qua sembra che non  sia
  successo nulla negli ultimi trent'anni  Sembra quasi quasi  che  le
  responsabilità sono fuori da questa terra, e lo sa cosa mi dispiace
  Presidente?  Mi  dispiace che non siamo messi nelle  condizioni  di
  poter affrontare serenamente le problematiche.
   Io   porto   ad   esempio,  che  deve  essere   l'emblema   e   la
  rappresentazione  plastica  di come in  Sicilia  si  gestiscono  le
  infrastrutture  per  dare  risposte  alle  emergenze  e  come   sta
  succedendo  oggi alla crisi idrica e cioè l'esempio di  quello  che
  sta succedendo nel trapanese con la diga Trinità.
   Signor  Presidente, nella sua qualità di Presidente io la  invito,
  mi  dispiace  che non c'è il Presidente Galvagno, ma per  me  è  la
  stessa  cosa,  a  richiamare i Presidenti  delle  Commissioni.  Noi
  parlamentari,  noi  componenti delle Commissioni  non  siamo  messi
  nelle condizioni di potere esercitare il nostro ruolo
   Noi  avevamo richiesto di trattare l'argomento sulla diga  Trinità
  nel  mese  di  gennaio perché sapevamo per tempo quello  che  stava
  succedendo. Signor Presidente, lo sa quando è stato messo il  punto
  all'ordine  del  giorno? Dopo che io ho ritirato  la  mia  presenza
  dalla  Commissione come protesta, dopo che io ho lasciato  la  chat
  della  Commissione come protesta, dopo che il Presidente  Carta  ha
  dato  la  possibilità in altri tavoli di discutere  l'argomento  in
  questione.
   Cioè,  guarda caso la Commissione, dopo due mesi, viene  convocata
  il  27  di marzo e il 26 di marzo in Assessorato si convoca per  lo
  stesso  argomento. E lo sa perché era fondamentale  convocarla  per
  tempo? Perché abbiamo scoperto in Commissione che la consegna dello
  studio  che  doveva  essere redatto per  consentire  di  alzare  di
  qualche centimetro il livello di raccolta delle acque dalla diga  è
  stata  ulteriormente  rinviata. Cioè  doveva  essere  consegnata  a
  febbraio ed è stata spostata ad aprile
   Uno studio la cui procedura è stata avviata, addirittura nel 2020,
  è  stato  sottoscritto l'atto di sottomissione a luglio  del  2023,
  siamo  ad  aprile 2024 e ancora non sappiamo se si  può  alzare  di
  qualche  centimetro il livello di raccolta delle acque di una  diga
  che è fondamentale
   Ma  la  diga, signor Presidente, è l'esempio emblematico  di  come
  vengono gestite le infrastrutture in Sicilia.
   Signor Presidente, oggi si parla di crisi dell'agricoltura, ma  la
  Sicilia  per  questi trent'anni di mala gestione è crisi  e  basta
  Parliamo  di  crisi  dell'agricoltura, parliamo  di  crisi  idrica,
  parliamo di crisi dei rifiuti, parliamo di crisi sulla sanità, cioè
  qualsiasi settore che dipende da questo Governo, che dipende  dalla
  Regione siciliana, in questa terra ha il sottotitolo di crisi
   Questo vuol dire che c'è qualcosa a monte che manca, vuol dire che
  non  c'è lungimiranza nella gestione amministrativa, vuol dire  che
  non si sa nemmeno quali risposte dare.
   E  allora si prende tempo e mi dispiace, signor Presidente, che  a
  questa  perdita di tempo si prestino dei colleghi,  si  prestino  i
  Presidenti delle Commissioni che non ci consentono ancora una volta
  di potere esercitare il nostro ruolo.
   Questo, signor Presidente, io lo lascio a lei come invito affinché
  richiami  al  proprio  istituto  i  Presidenti  delle  Commissioni,
  affinché   ci  diano  la  possibilità  di  trattare  gli  argomenti
  tempestivamente
   Signor  Presidente, io non devo aspettare due mesi per sapere  che
  una società che ha ricevuto un incarico avviato nel 2020, ad aprile
  2024  ancora  non  ci  consegnerà gli  studi   Adesso  siamo  nella
  stagione secca, ormai
   Anche se mi consegnano gli studi oggi, anche se paradossalmente ci
  potessero  consentire  di alzare il livello,  la  pioggia  dove  la
  prendiamo?
   Se  noi  questo argomento l'avessimo affrontato per  tempo,  forse
  avremmo  avuto  il  risultato  per  tempo  e  consentire  anche  di
  contenere  le ricadute di quelle che sono le piogge che ormai  sono
  sempre più sporadiche.
   Quindi,  signor Presidente, sull'argomento, la prego, richiami  al
  proprio  dovere  istituzionale i presidenti delle  Commissioni  per
  consentirci di lavorare serenamente in quest'Aula e per poter  dare
  risposta fuori dall'Aula.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Catania.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  oggi
  era  necessaria più che mai la calendarizzazione di questo  momento
  per  fare  il  punto della situazione su un argomento di  scottante
  attualità quale è quello della crisi in agricoltura.
   E'   evidente  che  si  tratta  di  una  crisi  che  non  è   solo
  congiunturale, è una crisi certamente strutturale,  una  crisi  che
  investe   la   carenza   di   infrastrutture,   a   partire   dalle
  infrastrutture idriche sulle quali il Governo si sta muovendo e  ha
  già  presentato delle proposte al Governo nazionale, e adesso  sono
  certo  che  l'Assessore, magari, ci darà aggiornamenti  rispetto  a
  questo.
   Ma  si  tratta  anche  di  una crisi strutturale  che  investe  la
  difficoltà  di  aggregazione  che  molti  agricoltori   hanno   con
  l'impossibilità   di   aggredire  i  mercati  della   distribuzione
  organizzata e i mercati un po' più complessi.
   Ma oggi abbiamo la necessità di affrontare un altro tipo di crisi,
  che  è la crisi congiunturale che in questo momento ci troviamo  di
  fronte.  Certamente,  una crisi congiunturale legata  agli  aumenti
  considerevoli che ci sono stati, che si sono verificati  in  questi
  ultimi  anni  a  causa  delle  tensioni ovviamente  geopolitiche  a
  livello  internazionale, a partire dalla guerra  russo-ucraina  che
  hanno  comportato un aumento dei prodotti fitosanitari,  che  hanno
  comportato  l'aumento dei carburanti, l'aumento  dell'energia,  che
  quindi  hanno ridotto notevolmente la capacità, la redditività  dei
  prodotti agricoli locali.
   Ma si tratta di una crisi causata anche dalla perdita del prodotto
  a  causa  delle condizioni climatiche. L'anno scorso,  ricorderete,
  siamo  stati  investiti  da  un  eccessivo  caldo  per  poi  finire
  addirittura a maggio con il mese più piovoso dal 1921 che ha  messo
  in serie difficoltà le produzioni foraggere e quindi la capacità di
  alimentare  i  bovini, gli ovini e caprini che  sono  presenti  nel
  nostro territorio.
   Una  crisi  creata anche dalle pratiche sleali, che sono  favorite
  dagli accordi internazionali, che in questo momento sono in vigore,
  che chiaramente comportano l'ingresso di prodotti agroalimentari da
  altri  territori che hanno un livello di sicurezza  alimentare  che
  certamente  non  è  paragonabile al  livello  di  sicurezza  che  i
  prodotti europei sono obbligati giustamente ad avere.
   Infine  l'entrata  in vigore della nuova PAC, una  nuova  PAC  che
  certamente penalizza la produzione, in alcuni casi bisogna dire che
  mette   addirittura   in   discussione  a  rischio   l'indipendenza
  alimentare  dell'Unione Europea. Una PAC che  mette  sul  campo  36
  miliardi di euro per l'Italia, a livello europeo e italiano, ma che
  è  più spostata sulla sostenibilità ambientale rispetto invece alla
  sostenibilità  economica  delle  nostre  piccole  e  medie  aziende
  agricole.
   Come  Fratelli  d'Italia  abbiamo presentato  questa  mozione,  la
  mozione n. 159, per cercare di intervenire sulla contingenza, sulla
  necessità  che  in  questo  momento registrano  le  nostre  aziende
  agricole e le nostre aziende zootecniche.
   Abbiamo  portato  il tema all'attenzione quando  abbiamo  discusso
  della  finanziaria  regionale, ne abbiamo  parlato  in  Commissione
   Attività  produttive , poi in Commissione   Bilancio ,  infine  in
  Aula  e adesso ci troviamo nella necessità di focalizzare tutte  le
  azioni  di  questo Parlamento, anche tutte le attenzioni economiche
  che  il Governo e il Parlamento possono mettere a disposizione, nel
  tentativo   di   dare   delle   risposte  immediate,   contingenti,
  certamente,  che  non  sono risolutive che ma  che  necessariamente
  bisogna mettere in campo.
   Ed  è per questo motivo che nella nostra mozione abbiamo impegnato
  il  Governo  e  siamo certi che l'Assessore, che ha  già  istituito
  un'unità  di  crisi  e con il quale ci siamo incontrati  in  alcune
  occasioni  per mettere in campo dei provvedimenti che  sono  legati
  alla  moratoria dei crediti e alla sospensione dei tributi,  perché
  abbiamo la necessità in questo momento di mettere liquidità in mano
  alle  nostre  aziende  agricole e zootecniche  che  necessitano  di
  portare avanti la propria attività.
   Chiaramente, abbiamo la necessità di intervenire con provvedimenti
  di   rinegoziazione  delle  passività  onerose,   delle   passività
  correnti, è vero che alcuni grossi gruppi finanziari lo stanno  già
  facendo  ma  è vero che stanno intervenendo con una condizione  che
  può,  in  qualche  caso, mettere a rischio gli stessi  agricoltori,
  perché  accende  su  di  loro  un  faro,  sulla  loro  capacità  di
  restituire  i  prestiti  in futuro e, quindi,  di  questo  dobbiamo
  certamente farci carico anche attraverso l'istituzione di un  fondo
  di garanzia.
   Abbiamo  la necessità di snellire le procedure amministrative  per
  l'erogazione  delle  misure compensative che AGEA  versa  a  favore
  delle nostre realtà, delle nostre aziende agricole e zootecniche.
   E' chiaro che ci sono alcuni interventi che possiamo fare noi come
  Governo  regionale, con la collaborazione di questo Parlamento  che
  sono  certo  sarà  a disposizione, ci sono altri provvedimenti  che
  devono essere messi in campo dal Governo nazionale, come ad esempio
  il  provvedimento recentemente approvato sull'esenzione dell'Irpef,
  sui  redditi  domenicali bassi, ma abbiamo la  necessità  anche  di
  chiedere  una revisione profonda di questa PAC, se è  vero  come  è
  vero  che  fino  a qualche mese fa il primo pilastro permetteva  ai
  nostri agricoltori di portare a casa l'85 per cento delle risorse e
  adesso,  invece, consente loro di portare a casa  solo  il  48  per
  cento con una diminuzione sensibile del valore dei titoli.
   Ebbene,  il lavoro è certamente tanto ma io credo che occorre  che
  il  Governo  presto, anche prima del periodo estivo  ed  elettorale
  europeo,  metta  in campo dei provvedimenti di natura  compensativa
  economica  per  dare un segnale forte e chiaro alle nostre  aziende
  agricole e zootecniche. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catania.
   Colleghi   vi  chiedo,  se è possibile, in maniera  tale  che  poi
  l'Assessore   possa  intervenire  in  risposta,  se   è   possibile
  mantenervi nei cinque minuti. Soprattutto questa cosa la chiedo  ai
  colleghi di maggioranza. Grazie.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO.  Presidente grazie, sarò ligio  alla  raccomandazione,
  ringrazio  anche tutti i colleghi dell'Assemblea per l'argomento  e
  il tipo di discussione che sta avvenendo in quest'Aula.
   E',  tra  l'altro, un argomento che si ripete negli anni,  che  si
  ripete nei decenni, ricordo nel 2017, addirittura, Governo Crocetta
  io  feci  un'interrogazione e poi ci fu una mozione  proprio  sulla
  siccità,  sulla peronospora, eravamo nel 2017 col Governo Crocetta,
  assessore Cracolici.
   Però  la  situazione non è cambiata, nel senso che secondo  me  in
  questo  momento  noi  dobbiamo cercare di trovare  delle  soluzioni
  tutti  insieme,  perché i vari governi che si sono succeduti  hanno
  fatto  del  loro meglio - io lo capisco - però non sono arrivati  a
  trovare delle soluzioni che noi in questo momento siamo costretti a
  trovare,  maggioranza,  opposizione, perché l'agricoltura  non  può
  avere  un  colore,  l'agricoltura non può essere  di  destra  o  di
  sinistra   o   di   centro,  l'agricoltura  è  degli   agricoltori,
  l'agricoltura è soprattutto una risorsa intanto per  la  Sicilia  e
  poi per l'Italia; diceva giustamente il collega Safina, rappresenta
  il 7 per cento del nostro Pil.
   A  riprova  di quello che sto dicendo -  non vedo Dario Safina  in
  Aula  -    io  ricordo addirittura che qualche  anno fa  insieme  a
  Dario  Safina - Dario Safina non era ancora un deputato  -  abbiamo
  organizzato nella sede del PD, io sono stato nella sede del PD  per
  cercare di trovare delle soluzioni, nel 2022, qua c'è su TP 24 l'ho
  portato,  nella  sede del PD, abbiamo cercato di trovare  soluzioni
  idonee,  adeguate e appropriate per quelli che sono i problemi  dei
  nostri agricoltori, il problema dell'agricoltura, il problema della
  siccità  e  debbo dire che dobbiamo, in questo momento soprattutto,
  dare delle raccomandazioni al nostro Governo che già ha fatto molto
  ma  che non è tutto e non è tutto perché diceva giustamente Carmelo
  Pace:  noi  dobbiamo trattare la crisi dell'agricoltura attualmente
  come  una  pandemia, c'è stata la pandemia per quanto  riguarda  il
  problema  sanitario,  c'è  una  pandemia  per  quanto  riguarda  il
  problema dell'agricoltura.
   Quindi, dobbiamo cercare di trovare delle soluzioni straordinarie,
  non  possiamo andare nell'ordinario, perché con l'ordinario non  si
  riesce,  non si è riuscito col Governo Lombardo, non si è  riuscito
  col  Governo Crocetta, non si è riuscito effettivamente col Governo
  Musumeci,  siamo qui con questo Governo a cercare delle  soluzioni,
  delle  soluzioni  che  secondo me sono  assolutamente  percorribili
  attraverso  quelli  che  sono  i rapporti  tra  il  nostro  Governo
  regionale ed il Governo nazionale.
   I    vari   protagonisti,  perché  poi  sono  gli  agricoltori   i
  protagonisti,  e  coloro che fanno parte del  comparto  zootecnico,
  hanno  protestato con i trattori per le piazze, per le strade della
  nostra Sicilia, ma effettivamente protestavano perché ritengono che
  i  diritti  sono negati e sono negati non certamente per colpa  del
  Governo,  quando  si dice: "piove, Governo ladro"  ma  sono  negati
  perché  ci  sono  delle logiche, delle dinamiche che  noi  dobbiamo
  andare  a  verificare, che dobbiamo andare a  scrutare  e  dobbiamo
  trovare tutti insieme, senza ripercorrere assolutamente contrasti o
  contese di partito, dobbiamo trovare tutti insieme una soluzione
   Una  soluzione, che è potuta essere, magari, quella dei 25 milioni
  nel corso della finanziaria, che può essere quella del blocco delle
  cambiali,   quella   della   proroga  dei   mutui,   quella   della
  distillazione,   perché  dobbiamo  cercare,  ma  non   basta   caro
  Assessore,  non basta, dobbiamo trovare insieme, abbiamo costituito
  un  tavolo  tecnico con i Capigruppo non della maggioranza,  ma  di
  tutti  i  Capigruppo, un'unità di crisi, per cercare  di  risolvere
  appositamente questo problema, perché c'è l'aumento del costo delle
  materie  prime,  perché abbiamo il problema del caro  carburante  e
  abbiamo  fatto fronte al caro carburante, ci sono dei  ritardi  nel
  pagamento  è  vero, però abbiamo fatto fronte al caro carburante  e
  per  esempio la vendemmia verde, la vendemmia verde che  non  serve
  esclusivamente,   ho  finito,  la vendemmia  verde  che  non  serve
  esclusivamente  e solo  per dare dei contributi all'agricoltore, la
  vendemmia  verde serve soprattutto per evitare maggiori danni  alle
  piante che sono state sfiancate, che sono state pregiudicate  nella
  loro  produttività dalla peronospora, ma ci sono altre  situazioni,
  c'è  la  diga Trinità, ne hanno già parlato, io capisco  che  nella
  logica  di chi guarda e dice:  ma guarda, non c'è acqua e  buttiamo
  l'acqua  a  mare ,  io lo capisco benissimo, dobbiamo trovare  però
  insieme, ripeto, insieme, delle soluzioni. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Pellegrino. E' iscritto  a  parlare
  l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie Presidente, mah, io ho ascoltato un po'  tutti  i
  colleghi,  Presidente, ce ne fosse uno che si è preso un minimo  di
  responsabilità.
   Siamo  tutti oggi bravissimi a individuare soluzioni, molte  volte
  anche  in  maniera  quasi semplicistica a un  problema  che  invece
  evidentemente,  viste  anche  le reazioni  del  comparto  agricolo,
  evidentemente  non  è  stato affrontato  così  come  doveva  essere
  affrontato,  e ricordo, Presidente, che a governare questa  Regione
  da  ormai  sette  anni in maniera continuativa c'è  il  Governo  di
  centrodestra,    che   ha   gestito   l'Assessorato    all'energia,
  l'Assessorato  all'agricoltura, oggi  continua a  governare  questa
  Regione,  fa le nomine ai consorzi di bonifica, decide chi  e  come
  devono essere investite le risorse sulle dighe, ci ha fatto perdere
  i  fondi  del PNRR, 500 milioni di euro destinati alle reti idriche
  della  nostra  Regione.  Unica Regione  d'Italia  a  presentare  62
  progetti di cui 31 non sono neanche stati presi in considerazione e
  31  sono stati bocciati nella loro interezza dal Governo nazionale,
  poi  finanziati a dicembre '22 con le anticipazioni che non avevamo
  e, adesso, parrebbe - parrebbe - finanziati dal Fondo di sviluppo e
  coesione  21/27  che,  ancora  ad  oggi,  diciamo  non  abbiamo  il
  dettaglio.
   Quindi,  non  sappiamo  se  le risorse effettivamente  andranno  a
  coprire tutti i progetti presentati allora dai consorzi di bonifica
  e  chissà  quando  cominceranno, faranno  le  gare,  chissà  quando
  verranno realizzati tutti questi interventi per più di 200  milioni
  di  euro, oggi solamente annunciati. Ora, quello che dicevo  è  che
  tutti  si sono succeduti, sostanzialmente tutti i governi, tutti  i
  Capigruppo  delle  forze di maggioranza e tutti  hanno  individuato
  soluzioni  che  possono essere anche abbastanza  condivisibili.  Il
  problema, Presidente, la differenza la si fa quando si governa. E a
  dover  parlare dovrebbero essere i fatti e non le parole da  questo
  scranno.
   Oggi  mi  aspettavo  degli interventi da parte  dei  colleghi  che
  governano questa Regione dove si annunciava, si voleva dire cosa si
  è  fatto  negli anni precedenti e cosa si intende fare  negli  anni
  successivi,  invece  ci ritroviamo oggi a dover  dire  cosa  faremo
  negli  anni futuri, cosa che, probabilmente, servirà a far  passare
  qualche messaggio per le europee ma che, certamente, non servirà  a
  risolvere i problemi che ci ritroveremo a dovere affrontare  questa
  estate.
   Diceva  bene  qualche  collega precedentemente:  gli  invasi  sono
  praticamente  vuoti. Oggi leggevo dei dati veramente  tecnici,  che
  parlano  del 50% in meno rispetto al marzo dello scorso  anno,  non
  agli  anni precedenti, al marzo dello scorso anno che con  le  reti
  che  sappiamo essere totalmente colabrodo, c'è un report in cui  si
  dice   che   più   dell'80%   dell'acqua  della   nostra   Regione,
  praticamente, si disperde lungo le condutture della nostra  Regione
  è evidente che non lascia presagire nulla di buono.
   Se  a  questo  aggiungiamo, poco fa inviavano dei messaggi  alcuni
  agricoltori della zona di Gallitello, una delle migliori zone della
  nostra   Regione  per  la  produzione  del  grano  duro  siciliano:
  praticamente  ogni ettaro viene venduto a delle multinazionali  per
  7.000/8.000  euro l'anno. Considerate che quelle  sono  delle  aree
  maggiormente  produttive  del nostro grano,  ad  oggi  non  abbiamo
  capito,  al  di  là  di un comunicato stampa del  Presidente  della
  Regione,  qual  è  la  posizione del Governo  regionale  in  merito
  all'utilizzo  di  terreni  agricoli  fecondi,  utili,  alla  nostra
  agricoltura  per  l'installazione  dei  pannelli  fotovoltaici   La
  posizione  non  è  chiara. Uscì un comunicato del Presidente  della
  Regione,  da  allora  il nulla più assoluto, il  vuoto,  salvo  poi
  conoscere  o  venire  a  sapere che sono a valutazione  di  impatto
  ambientale  ettari  ed ettari della nostra agricoltura  dei  quali,
  ovviamente, gli agricoltori non possono, molte volte costretti, che
  accettare  queste  cifre monstre che vengono dalle  multinazionali,
  salvo  poi pensare che le nostre colture, quelle più belle,  quelle
  più  importanti, quelle che caratterizzano la nostra regione e  che
  dovrebbero essere motore della nostra Sicilia vengono depredate per
  fare largo a mega impianti fotovoltaici
   Nulla contro la produzione green, lei lo sa, la nostra posizione è
  sempre  stata chiara ma è evidente che non può andare  a  discapito
  della  nostra  agricoltura che chiede aiuto soprattutto  in  questo
  periodo. Nulla sul comparto zootecnico. Assessore, leggevo oggi,  è
  uscita  oggi  una  nota  da  parte dello zootecnico.  Lei  sa,  gli
  assessori  precedenti,  quelli che l'hanno preceduta,  hanno  fatto
  morire  l'ex  ARAS, morire  Sono andati a scadenza,  non  li  hanno
  rinnovati  poi  sono  stati  fatti  gli  avvisi,  hanno  fatto  dei
  concorsi.  Bene,  questi ragazzi, queste persone che  lavorano  nel
  comparto dello zootecnico quasi gli vengono imposte le ferie perché
  stanno scadendo i contratti.
   Quali  sono  le soluzioni che intende portare questo  Governo  nei
  confronti  di  un  servizio fondamentale per la  zootecnia  per  la
  nostra Regione? Fondamentale, chiedetelo agli allevatori, non  deve
  essere un deputato da questo scranno a dirlo
   E'  un servizio fondamentale del quale oggi non conosciamo nemmeno
  il  futuro, allora, questa Assemblea si è impegnata con una  norma,
  il Governo cosa sta facendo per garantire il comparto zootecnico  e
  chi  oggi  dovrebbe aiutare la zootecnia in Sicilia come l'Istituto
  zootecnico?  Ecco,  da  questo  Governo,  Presidente,  noi  non  ci
  aspettiamo  le parole di questo scranno che poi vengano  rilanciate
  in  un  comunicato  stampa e/o in un profilo  Facebook  di  questo,
  piuttosto  che quell'altro deputato, ci aspettiamo dei fatti  e  le
  risposte  non possono essere audizioni, Aule una volta a  settimana
  da  chi governa da sette anni, ci aspettiamo fatti ed è quello  che
  si  aspettano  gli  agricoltori, ed  è  quello  che  si  aspettano,
  soprattutto,  gli  allevatori, ed  è  quello  che  si  aspettano  i
  siciliani,  anziché, di vedere trattati questi  argomenti  in  mera
  campagna  elettorale,  per  mera  campagna  elettorale  durante  il
  periodo elettorale. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Sunseri.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessore
  Sammartino,  io credo che questo dibattito sia tardivo  rispetto  a
  ciò  che è accaduto in Sicilia in questi ultimi tre mesi e, mentre,
  noi  discutiamo  quest'oggi  senza  dare  risposte,  senza  trovare
  adeguate soluzioni ai problemi che sono stati posti, molte  aziende
  agricole siciliane stanno chiudendo e tutto ciò provocherà da qui a
  breve  anche  un abbandono delle campagne, di interi territori;  il
  patrimonio  zootecnico siciliano sta diminuendo  lentamente  perché
  gli  allevatori  non  riescono a far fronte  all'alimentazione,  ad
  un'adeguata  alimentazione  per il  bestiame  e  sono  costretti  a
  portare   gli  animali  al  macello,  ma  dobbiamo  avere  l'onestà
  intellettuale  di dire che il problema del comparto agricolo  è  un
  problema più antico di questi ultimi mesi che, ovviamente, è  stato
  messo  in  evidenza,  drammaticamente, dalla  crisi  idrica,  dalla
  siccità,  dai cambiamenti climatici, ma è un problema che risale  a
  molti  anni  addietro quando chi doveva occuparsi di  una  adeguata
  programmazione  delle politiche agricole ha ceduto  il  passo  alle
  tentazioni  della grande distribuzione, dell'agricoltura intensiva,
  delle speculazioni del mercato e questi sono i risultati drammatici
  che oggi affiorano nei nostri territori.
   Anche  la  politica agricola comune che aveva messo al  centro  il
  tema  del green, il tema della valorizzazione delle aree marginali,
  alla   fine   ha  penalizzato  le  aree  montane,  ha   penalizzato
  l'agricoltura estensiva, ha accentrato risorse, invece, su  sistemi
  di  agricoltura  che  poco hanno a che fare, per  esempio,  con  il
  contesto  siciliano e le problematiche che sono state  poste  dagli
  agricoltori  e dagli allevatori negli ultimi mesi sono  ancora  sul
  tavolo senza adeguate risposte né da parte del Governo nazionale né
  da parte del Governo regionale.
   I  ritardi dei pagamenti delle misure, i rincari energetici e  del
  carburante,  i  prezzi  di  mercato sottocosto  e  anche  le  poche
  risposte  che  sono  state  messe in campo,  assessore  Sammartino,
  rispetto  a  ciò  che è la realtà della Sicilia  appaiono  ad  oggi
  inadeguate,  ci vogliono risorse in grado di poter  incidere  e  le
  risorse ci vogliono in un tempo breve, mentre noi discutiamo sul da
  farsi  le aziende stanno chiudendo perché il problema del foraggio,
  per  fare  un esempio, è un problema che non riguarda la  vita  del
  bestiame  e di un'azienda agricola nei prossimi anni o nei prossimi
  mesi ma riguarda nei prossimi giorni e i cinque milioni di euro che
  sono   stati  stanziati  dal  governo  regionale  per  far   fronte
  all'acquisto di foraggio, oltre a non essere stati calati poi nella
  realtà  delle  cose, non riescono a far fronte, se non  per  alcuni
  giorni,  rispetto  ad  un  patrimonio zootecnico  che  in  Sicilia,
  secondo  i  dati dell'anagrafe bestiame, ammonta a circa  940  mila
  capi e 400 mila Uba (unità di bestiame adulto).
   E  vorrei cogliere questa occasione di dibattito per discutere del
  tema  dei  temi,  perché  molto  spesso  abbiamo  voluto  distrarre
  l'opinione pubblica, in particolare il mondo agricolo accusando che
  il problema parte dalle politiche agricole europee.
   Questo, ad onor del vero, è solo una parte della questione,  anche
  perché  la  questione  invece  più  importante  che  è  quella  dei
  cambiamenti  climatici  è  stata ed è,  attualmente,  sottovalutata
  dalla  politica a tutti i livelli, anzi, in alcuni contesti è stata
  anche  negata,  è  stata  anche derisa   Il  tema  della  religione
  ecologica,  invece, sta in piedi ed è presente non  nel  futuro  di
  questa  Regione ma nei giorni nostri. Il problema della siccità,  a
  cui  si faceva riferimento nel corso di questo dibattito. In Italia
  le  reti  idriche  perdono il 42 per cento dell'acqua,  in  Sicilia
  superano il 60 per cento

                  Presidenza del Presidente Galvagno

   VENEZIA.  Presidente Galvagno, ho presentato  tre  mozioni  e  tre
  interpellanze.

   PRESIDENTE. Non sapevo che fosse tra i presentatori. Quindi,  sono
  dieci minuti che ha a disposizione.

   VENEZIA.  Il Fondo Sviluppo e Coesione. Si è fatto riferimento  al
  Fondo  Sviluppo e Coesione, assessore Sammartino. Io credo  questo,
  avevate come Governo una straordinaria possibilità e cioè quella di
  utilizzare  una parte importante di queste risorse per  far  fronte
  all'emergenza  vera  della  Sicilia e a  quella  che  ci  sarà  nei
  prossimi  anni  e  nei  prossimi decenni, se sulla  base  dei  dati
  scientifici,  per esempio, si ipotizza che nel 2100  il  70%  delle
  superfici  siciliane  non  saranno  più  coltivabili,  il  problema
  dell'accesso  alla risorsa idrica sarà un dramma per  l'economia  e
  per  la vita di questa Terra. Ecco, sono stati inseriti 250 milioni
  di  euro  per  la pulizia dei fiumi, ma noi sappiamo che  in  pieno
  inverno  in questi fiumi non scorre un filo d'acqua. Quante risorse
  sono  state  inserite,  invece, per l'efficientamento  del  sistema
  delle  dighe  siciliane, per l'efficientamento  e  la  manutenzione
  straordinaria   delle  condotte  idriche  di   adduzione,   se   le
  percentuali di perdite superano quelle nazionali di gran  lunga?  E
  vado  al tema dei temi. La questione dei cambiamenti climatici.  La
  Regione si è dotata, si sta dotando, di un piano strategico  contro
  i  cambiamenti climatici? Esiste un problema che è una risposta  da
  parte della politica che possa mettere al centro la questione della
  tropicalizzazione  del  clima, la lotta alla  desertificazione,  la
  tutela  delle  acque  e il contenimento delle dispersioni  idriche?
  Altrove  ci  sono  programmi,  anche  regionali,  che  parlano   di
  piantumazioni di alberi, di milioni di alberi, e qui  cosa  stiamo,
  invece,  facendo?  Ecco, la risposta vera poteva essere  quella  di
  mettere  almeno il 50% delle risorse del Fondo Sviluppo e  Coesione
  su  questi  temi, con una strategia ed una visione ben  precisa  e,
  invece, questo non è accaduto.
   Noi  abbiamo  presentato,  come Gruppo  parlamentare  del  Partito
  Democratico,   decine   di   atti   parlamentari,   interrogazioni,
  interpellanze, mozioni per chiedere delle risposte, per segnalare i
  problemi  del territorio, per proporre iniziative, per  mettere  in
  campo idee. Ad oggi, poco e nulla abbiamo visto e credo che, mentre
  noi  continueremo  a  discutere arriverà il peggio  nelle  prossime
  settimane  e  nei prossimi mesi e tutto questo avrà un  nome  e  un
  cognome  e  molto presto chi sta soffrendo inchioderà alle  proprie
  responsabilità  chi  si  è fatto sedurre  dalla  retorica  e  dalla
  demagogia, senza dare risposte adeguate.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Spada.  Ne  ha
  facoltà.
   Se  non  è  tra i presentatori, ricordo che il tempo è  di  cinque
  minuti.

   SPADA. Grazie Presidente, assessore Sammartino, abbiamo finalmente
  scoperto  l'esistenza  dei  cambiamenti  climatici  e  sono   quasi
  dispiaciuto che a doverlo scoprire sia stato questo Governo, con il
  riconoscimento  dell'Osservatorio  regionale  per   i   cambiamenti
  climatici.  Purtroppo  lo  abbiamo  scoperto  a  spese  dei   tanti
  agricoltori,  e dei tanti siciliani che non avranno la  possibilità
  di   usufruire   dell'acqua  necessaria  per  portare   avanti   le
  produzioni.
   Abbiamo  razionato, ad un milione di persone, l'acqua  in  diverse
  province  della nostra Regione - provincia di Enna, di Trapani,  di
  Caltanissetta - e lo abbiamo fatto senza tenere conto, però,  degli
  interventi  che  si dovevano fare all'interno di  quelle  province,
  perché  non  è  stato investito ad oggi un euro sulle reti  idriche
  che, oggi, hanno una dispersione del più dell'ottanta per cento.
   Parlare oggi del problema dell'agricoltura, dopo che durante tutta
  la  finanziaria, in tutte le occasioni, abbiamo sottoposto a questo
  Governo  non solo la problematica della siccità - che, come  diceva
  il  collega  Burtone,  il  Partito  Democratico  ha  sottoposto   a
  quest'Aula  già  nel  mese  di marzo - ma  soprattutto  per  quanto
  riguarda i foraggi da destinare agli allevatori.
   Abbiamo  accolto in Commissione diverse decine di allevatori,  che
  manifestavano  la  necessità di avere un  sostegno,  un  contributo
  economico da parte di questo Governo regionale. Ed avevamo preso  e
  avevamo  assunto  anche degli impegni concreti nei loro  confronti,
  salvo  poi  disperdere tutto durante la finanziaria e non destinare
  loro quei famosi 13 milioni di euro su cui ci eravamo impegnati  in
  Commissione    Attività  produttive ,  e,  alla  fine,   destinarne
  solamente  cinque  - che, a mio avviso, non basteranno  rispetto  a
  quelle che sono le richieste e le esigenze degli allevatori.
   Abbiamo  letto, nei giorni scorsi, la situazione drammatica  degli
  invasi  della nostra Regione. Abbiamo letto come il 50%, di  questi
  invasi,  non riesca a soddisfare quelle che sono le esigenze  degli
  agricoltori. Ce n'è uno però, assessore Sammartino, che non  ha  di
  questi  problemi e ricade nella provincia di Siracusa,  e  parliamo
  della diga di Lentini.
   La diga di Lentini ha la disponibilità idrica per poter soddisfare
  le  esigenze  degli agricoltori, ma se lei passa  lungo  la  strada
  della  Piana  di  Catania si renderà conto  di  come  quei  terreni
  limitrofi,  che dovrebbero attingere da quel lago, da quell'invaso,
  sono totalmente a secco.
   E  allora quello che mi chiedo, assessore Sammartino - e ho  letto
  anche  di alcuni interventi, che sono stati portati avanti dal  suo
  Assessorato, per destinare delle pompe di sollevamento per  portare
  l'acqua  dalla diga di Lentini a quei terreni che ad oggi risultano
  incolti  - quello che mi chiedo  è se questo Governo regionale  non
  debba chiedere più che la dichiarazione dello stato di emergenza  e
  di  calamità,  a livello nazionale, la richiesta di un  commissario
  straordinario  nominato  da Roma per la gestione  di  questa  crisi
  idrica che abbiamo a livello regionale.
   Perché  le  cifre, le somme che avete stanziato per il  ripristino
  degli invasi, a livello regionale, non vedranno luce prima di  fine
  della fine dell'anno, rispetto a tutte quelle che sono le procedure
  di gara di appalto, dei lavori di realizzazione di quei lavori.
   E allora occorre accelerare tutte le procedure, perché non abbiamo
  più  tempo e i nostri agricoltori non hanno più tempo per aspettare
  l'espletamento  di tutte le procedure necessarie a  rendere  quegli
  invasi - oggi depotenziati, non collaudati, al cinquanta per  cento
  della loro funzionalità - prima che finisca quest'anno.
   Assessore  Sammartino, le chiedo un impegno che non è  un  impegno
  spot,  ai  quali siamo abituati e purtroppo ai quali sono  abituati
  tanti agricoltori e i tanti siciliani che hanno visto nei vari anni
  il  susseguirsi dei vari governi. Oggi occorre un impegno concreto,
  ma  che  deve  essere un impegno non a lungo termine ma  brevissimo
  termine   E  la  differenza  tra quello  che  verrà  annunciato  in
  quest'Aula  e quello che verrà realizzato, da qui non  ai  prossimi
  mesi  ma  alle  prossime  settimane, sarà  quello  che  distinguerà
  l'azione di questo Governo
   Se  lei  non  vuole  fare la fine di tutti i suoi  predecessori  e
  ritrovarsi  qui nuovamente a riparlare, tra maggio e agosto,  della
  siccità  che  avrà  devastato la nostra isola e degli  incendi  che
  saranno ulteriormente presenti negli stessi punti in cui li abbiamo
  denunciati l'anno scorso, ha un'occasione per farlo, spero che  non
  la  perda  e  spero che non la perdano i siciliani, per  riproporre
  nuovamente  fiducia in una politica che dovrebbe  iniziare  a  dare
  risposte, piuttosto che annunciare iniziative.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  De  Leo.  Ne  ha
  facoltà.

   DE LEO. Signor Presidente, Vicepresidente della Regione, onorevoli
  colleghi,   mi   viene   da  esclamare  innanzitutto:   finalmente
  Finalmente  siamo  in Aula ad affrontare un tema  che  riguarda  un
  settore  produttivo strategico della nostra terra e  volevo  subito
  rispondere  al  collega Pace - mi dispiace che non sia  in  Aula  -
  perché   ha   detto:   "facciamo   fronte   comune   sul   problema
  dell'agricoltura", certamente dobbiamo fare fronte  comune  ma  noi
  abbiamo  presentato  una  mozione a  febbraio,  Assessore,  abbiamo
  presentato   questa   mozione  a  febbraio  con   l'intenzione   di
  indirizzare questo Governo a trovare delle soluzioni per il settore
  dell'agricoltura.
   Ci  ritroviamo  a  confrontarci solo oggi su questo  tema  ma  nel
  frattempo, lei Assessore, ha fatto tanti tavoli tecnici per trovare
  delle  soluzioni sul settore dell'agricoltura e mi auguro che  oggi
  abbia altrettante soluzioni su questo settore. Lo dico perché tanti
  sono   stati  i  problemi  evidenziati  dai  colleghi,  che   vanno
  dall'aumento  del costo di produzione, dall'aumento di  quelli  che
  sono  i prodotti per l'allevamento e la coltivazione, ma tanti sono
  soprattutto   i   settori  in  crisi,  i  settori  che   denunciano
  l'inefficienza dei servizi, come hanno detto i colleghi,  e  quindi
  oggi  c'è  la  necessità di intervenire, ma  c'è  la  necessità  di
  trovare  delle  risorse,  perché le somme stanziate  ad  oggi  sono
  totalmente insufficienti. E quindi la invito, in rappresentanza del
  Governo,  che il tanto decantato rapporto con il Governo  nazionale
  serva   a   portare  delle  risorse  sufficienti  per  il   settore
  dell'agricoltura, perché c'è la necessità, come hanno  detto  altri
  colleghi,  di abolire per esempio l'Irpef sui redditi  dei  terreni
  agricoli,  ma  soprattutto  c'è la necessità  di  un  programma  di
  supporto  finanziario costante da parte della Regione. Questo  deve
  servire alla redazione di quella che è una strategia, di quello che
  è un piano straordinario e strategico a sostegno degli agricoltori.
   Quindi,  Vicepresidente della Regione, le chiedo  un  impegno  nel
  settore  dell'agricoltura concreto che, come è già stato detto  dai
  colleghi,  non sia solamente un annuncio, non sia solamente  slogan
  visto  che siamo vicini a una competizione elettorale, ma  che  sia
  invece  un  vero  supporto agli agricoltori  che  sono  una  grande
  risorsa della nostra terra e dobbiamo tutelarli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  bene,
  io intervengo in questa seduta considerata la centralità che assume
  questo  tema  oggi all'ordine del giorno, anche se ritengo  che  al
  pari  di qualche intervento che ho avuto modo di ascoltare,  questa
  discussione  per  certi versi assume caratteri di intempestività  e
  anche per certi versi anche riduttiva.
   Intempestiva  perché il Partito Democratico, come altre  forze  di
  opposizione,  già  da oltre un anno ha presentato  diversi  atti  a
  questo  Parlamento per tentare di porre in discussione un argomento
  così centrale come la crisi agricola siciliana.
   Al   contempo,  però,  ritengo  che  sia  anche  una   discussione
  riduttiva,  Assessore e Presidente, qui non è  in  crisi  solamente
  l'agricoltura,  è  in  crisi quasi tutto il  comparto  del  settore
  primario siciliano. Parliamo della crisi dell'agricoltura, la crisi
  della  zootecnia e la crisi della pesca, non sento nessuno  parlare
  dei  problemi dei pescatori siciliani e, per certi versi,  oltre  a
  essere   intempestiva  e  riduttiva  questa  discussione  è   anche
  sottovalutata.
   Io  non vedo il Presidente della Regione qui a discutere con  noi,
  ad accogliere le istanze che provengono dai territori.
   Se  il  Presidente  Schifani  non è qui  oggi,  in  un  tema  così
  importante,  in  un tema così centrale, dopo le  proteste  in  ogni
  angolo  della  nostra Sicilia, della nostra Italia e,  addirittura,
  fino  ad  arrivare a Bruxelles, in quale tipo di dibattito dovrebbe
  venire  a  partecipare? Io non riesco a comprenderlo e,  da  questo
  punto  di  vista, ritengo inqualificabile non dare una  risposta  a
  coloro  che  ci  seguono  oggi, i tanti  allevatori,  i  produttori
  agricoli,  che  vorrebbero  avere  un  conforto  da  parte  di   un
  Presidente  della  Regione che rappresenta,  appunto,  la  politica
  siciliana.
   Ebbene,  nulla  di  tutto questo. Abbiamo -  e  lo  ringraziamo  -
  l'assessore  per  l'agricoltura, lo  sviluppo  rurale  e  la  pesca
  mediterranea ma, ritengo, che il problema che oggi stiamo trattando
  non  sia  un  problema del predetto assessore, ma è un problema  di
  tutti  quanti, di tutto il Governo. Ci avrebbe fatto  piacere,  per
  esempio,  vedere  anche  l'assessore per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità,  l'assessore per il territorio e l'ambiente,  l'assessore
  per  l'economia,  per individuare delle misure  concrete,  aiuti  e
  sostegni a tutto il settore.
   Ebbene,  la  crisi  del  comparto,  il  settore  primario,  non  è
  solamente una crisi economica, una crisi occupazionale, è una crisi
  di fatto sociale, assessore.
   Io  ritengo  che  noi non abbiamo ben chiaro e  la  consapevolezza
  rispetto a quelli che sono i problemi che si possono generare,  per
  esempio, nelle aree interne dove l'agricoltura e la zootecnia  sono
  le   uniche   attività   che  contrastano   il   deflusso,   oramai
  inarrestabile, di popolazione.
   In  atto,  c'è  una  vera e propria tempesta  perfetta,  oltre  ai
  problemi  irrisolti dal punto di vista infrastrutturale - lo  avete
  detto  meglio  prima  di  me -, i fondi del PSR  non  adeguatamente
  spesi,  i  problemi  delle  filiere non adeguatamente  valorizzate,
  abbiamo  un contesto di crisi internazionale che ha fatto schizzare
  letteralmente  alle stelle i costi delle materie prime,  in  alcuni
  casi  ben  oltre il 50 per cento, con una politica comunitaria  che
  deve essere sicuramente più adeguata a quelle che sono le esigenze,
  ma  una  burocrazia  regionale che deve  essere  al  passo  con  le
  esigenze dei nostri imprenditori.
   Il  tutto condito da una siccità che, sicuramente, non potrà  fare
  altro che peggiorare e per la quale io mi permetto di rappresentare
  al   Presidente  dell'Assemblea  un  mio  ordine  del  giorno,  che
  presenterò   nei  prossimi  minuti,  con  il  quale  io   sollecito
  l'applicazione sulle norme che riguardano il riutilizzo delle acque
  reflue, previsto da una norma regionale, la n. 4 del 22 marzo 2022.
   Ecco,  tutto  questo sta mandando... tutti questi elementi  stanno
  mandando  letteralmente  in tilt il settore della  dell'agricoltura
  con  i  produttori  che  inseguono i centesimi,  ai  quali  restano
  solamente  pochi spiccioli alla fine della filiera. Io ritengo  che
  l'unità  di crisi non basta, siamo in una situazione drammatica  in
  tutti  questi  settori, per non parlare di quello della  pesca.  Ne
  facevo  cenno  poc'anzi, nessuno ne parla.  Le  marinerie  storiche
  della  nostra  Sicilia sono fondamentalmente a  rischio,  sono  già
  provate da quello che è il passaggio intergenerazionale e i  nostri
  borghi  marinari ne risentono in maniera drammatica.  Sono  strette
  nella  morsa dell'aumento dei costi delle materie prime, dal  costo
  delle  esche  che  aumenta,  al costo  degli  attrezzi,  dal  costo
  naturalmente  del  gasolio  agricolo,  il  tutto  con  una   minore
  pescosità  dei nostri mari e con una politica comunitaria  che  non
  tiene conto delle specificità dei nostri mari, delle nostre coste.
   Io  ritengo, assessore Sammartino, che sul tema della  pesca,  qui
  l'Assemblea,  il Parlamento debba portare avanti una discussione  a
  sé stante, considerata la specificità appunto della categoria.
   Ebbene,  io mi accingo a chiudere, signor Presidente, la ringrazio
  per la pazienza, ma solamente un'ultima considerazione.
   Io  ho  avuto modo di ascoltare anche la Presidente del Consiglio,
  Giorgia  Meloni,  in uno dei suoi ultimi interventi  nel  quale  ha
  parlato  del settore primario, ritenendolo un settore chiave.  Noi,
  naturalmente, non possiamo che essere d'accordo ma non  lo  si  può
  declinare   solamente  a  parole.  Ci  vogliono  degli   interventi
  concreti; del resto se fosse veramente ritenuto strategico, avrebbe
  la  Presidente  Meloni,  introdotto risorse,  per  esempio  per  la
  Sicilia, per contrastare i problemi della peronospora, con adeguate
  risorse al fondo di solidarietà.
   Se  fosse  ritenuto effettivamente strategico, sarebbe intervenuta
  con  misure finanziarie per evitare l'indebitamento, per  dare  dei
  contributi al credito o per l'investimento.
   Se  fosse  stato  effettivamente ritenuto strategico  non  avrebbe
  pensato,  nemmeno pensato, di aumentare la tassazione  sui  terreni
  agricoli  per poi tornare indietro sui suoi passi, dopo le veementi
  proteste  di  tutti noi e naturalmente degli agricoltori.  Avrebbe,
  invece,  pensato  a come defiscalizzare i costi del  carburante,  a
  come  intervenire  in maniera concreta, per esempio  prevedendo  la
  proroga del framework sugli aiuti di Stato. Ebbene, nulla di  tutto
  questo
   Io,  signor  Presidente, chiudo lamentando ancora oggi  su  questo
  tema  così centrale l'assenza del Presidente della Regione,  Renato
  Schifani, e sono convinto che su questo argomento una riunione  non
  è  assolutamente  esaustiva. Noi dobbiamo  affrontarlo  in  maniera
  organica.
   C'è necessità di una riflessione e di una esigenza che si venga  a
  riferire periodicamente su quelle che sono le misure, su quelli che
  sono gli interventi concreti per il settore primario siciliano.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, devo
  dire  che  siamo rimasti veramente in pochi. Mi fa  piacere  che  è
  presente  il  Presidente dell'Assemblea, del resto  unico  del  suo
  partito, è rimasto solamente lei, un esponente del partito di Forza
  Italia e poi il resto siamo tutti della minoranza.
   La maggior parte han fatto l'intervento e se ne sono andati perché
  l'agricoltura  è  passerella, perché poi  veramente  non  ci  crede
  nessuno, ci credono in pochi e lo hanno dimostrato i fatti che sono
  successi, in particolar modo negli ultimi anni. E guardate  che  se
  gli  allevatori e gli agricoltori sono scesi in piazza e continuano
  a  scendere in piazza, sicuramente qualcosa che non va  o  che  non
  stia  andando  per  il verso giusto c'è, perché oggi  non  possiamo
  dire: sì, ma noi abbiamo fatto questo, abbiamo fatto l'altro, tutto
  è  a  posto, tutto bene. No, purtroppo no  Purtroppo, le  cose  non
  sono andate per come dovevano andare.
   Le  responsabilità  non è vero che sono solamente  della  Comunità
  europea. Ci sono responsabilità della Comunità europea e che vanno
  quante volte, in quest'Aula, nel 2012, era presente anche l'attuale
  assessore  Sammartino, allora era collega con  me,  e  votammo  una
  mozione  per  l'applicazione  delle  norme  di  salvaguardia  sugli
  accordi euro-mediterranei, perché, allora, nel 2012, ci fu uno  che
  si chiamava Nello Dipasquale che in quest'Aula cosa disse? Guardate
  che  gli  accordi euro-mediterranei senza le norme e l'applicazione
  dell'articolo 7 e le norme di salvaguardia porteranno al massacro
   Sì,  riguarda  la Comunità europea, ma le battaglie in  primis  in
  questa Regione per gli agricoltori, per gli allevatori chi le  deve
  fare? Le deve fare il Presidente della Regione.
   Io  ringrazio l'assessore, sta facendo la sua parte, ma non si può
  ritagliare questo problema solamente o ridurlo a un problema di una
  delega, a un problema dell'assessore per l'agricoltura, lo sviluppo
  rurale  e  la  pesca  mediterranea, perché poi, purtroppo,  succede
  quello  che  è  successo  in finanziaria e  che  è  successo  nelle
  variazioni di bilancio.
   Oggi,  tutti  parlate  qui di agricoltura, ho  sentito  tutti  gli
  interventi  in  Aula e fuori dall'Aula, prima,  nella  mia  stanza.
  Tutti siete intervenuti a difesa dell'agricoltura.
   Onorevoli colleghi della maggioranza, avete votato una finanziaria
  con  500 milioni di euro di nuova spesa e solamente 100 milioni  di
  maxiemendamento, prevedendo briciole, qualche milione di  euro   Ma
  voi  pensate  che  sono sciocchi gli agricoltori? Voi  pensate  che
  queste cose non le sanno? E scendono in piazza nonostante voi  dite
  loro   nei  territori:   no,  non  protestate,  no  non  andate   a
  protestare  . Se ne fregano perché non siete credibili,  non  siete
  credibili, perché loro sono alla fame
   Perché,  purtroppo,  noi  ci troviamo, signor  Presidente,  in  un
  processo  che sembra irreversibile, ma che dobbiamo fare  di  tutto
  per  farlo  saltare. Una cosa è sicura, cioè che  continuando  così
  stiamo  ricostituendo  il  latifondo,  stiamo  facendo  morire,  in
  maniera  scientifica,  le  piccole  e  medie  imprese  agricole   e
  zootecniche,  in modo che poi pochi grandi acquisiscono  i  terreni
  con  pochi  soldi.  L'allevatore, il piccolo allevatore zootecnico,
  ha  una  piccola abitazione e un grande patrimonio terriero.  Oggi,
  grazie  a  politiche che hanno indebolito sempre di più il  piccolo
  proprietario terriero, questi patrimoni vengono acquisiti,  vengono
  comprati  con  due soldi, vengono svenduti e i grandi  imprenditori
  diventano sempre più i nuovi latifondisti.
   Stiamo  vivendo un processo inverso rispetto a quella che è  stata
  la  riforma  agraria,  cioè abbiamo tolto ai  grandi  per  dare  ai
  piccoli; oggi, facciamo morire i piccoli perché non li aiutiamo  in
  nulla  e  per  nulla  nei  loro  bisogni,  in  modo  che  i  grandi
  acquisiscono  questi  territori  con  un  obiettivo,  chi  può   li
  utilizzerà  per  l'agricoltura, quando non gli conviene  fanno  gli
  investimenti  per  il  fotovoltaico e per altre  cose  e  producono
  ricchezza.
   Il  processo  è  questo e lo dobbiamo invertire e  per  invertirlo
  dobbiamo  fare  alcune cose. Dobbiamo rivedere i PSR.  Lì  ci  sono
  responsabilità   di   tutti;  non  è  che  qui   voglio   dare   le
  responsabilità  all'assessore Sammartino, assolutamente   Dico  che
  non può essere un problema solo dell'assessore Sammartino e bene ha
  detto  il  collega  Giambona, il Presidente  della  Regione  doveva
  essere presente in una problematica, l'assenza del Presidente della
  Regione  sta  a  dimostrare che lui non ha un'idea  dell'entità  di
  questo problema, che non lo risolve, non affrontandolo
   Voi  degli  allevatori e degli agricoltori non ve  ne  libererete
  Attenzione,  non pensate che con il contentino, con la pacca  sulla
  spalla  possiate  risolvere  la questione,  anche  perché  loro  vi
  vedono.  Ma  pensate che si possa liquidare il problema  dei  danni
  alle  imprese con le elemosine che sono state date, tipo Athos?  Il
  problema è dell'assessore all'agricoltura, lo sviluppo rurale e  la
  pesca mediterranea? No  Il problema è di questa maggioranza che non
  ha  voluto assumersi la responsabilità di mettere le risorse  nella
  finanziaria.  Lo sapete per il ciclone Athos quanto  è  stato  dato
  agli agricoltori rispetto al certificato? Lo 0,6%  Lo sapete quanto
  è  stato  dato  per  il ciclone del febbraio del  2023,  quando  il
  Presidente  della  Regione è andato in giro  a  Siracusa?  Lo  dico
  subito,  è  facilissimo questo: zero  Zero, avete dato zero   Oggi,
  parlate  tutti  di  agricoltura e di zootecnia  e,  allora,  dovete
  iniziare a mettere le risorse. La Regione deve fare la sua parte  a
  sostegno   dei  piccoli  agricoltori  e  dei  piccoli   allevatori,
  altrimenti questo processo della ricostituzione del latifondo  sarà
  irreversibile  e  a pagare saranno centinaia, migliaia  di  piccole
  aziende.

   PRESIDENTE. Credo voglia intervenire l'assessore.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, oggi è un giorno importante  credo
  per  trattare, ho capito dai più di venti interventi  che  si  sono
  susseguiti, un po' di argomenti a piacere al di fuori delle mozioni
  che  erano  state  calendarizzate.  Parto  dal  ringraziamento   al
  Presidente dell'Assemblea per avere scelto, insieme alla Conferenza
  dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  di  trattare   questo
  argomento, oggi più che mai sensibile a quella che è una  crisi  di
  comparto  che non vede da anni la luce ma che, negli ultimi  dodici
  mesi,  dall'insediamento  del nostro  Governo,  ha  registrato  una
  drammatica accelerazione, anche a causa dei cambiamenti climatici.
   La  crisi del comparto produttivo agricolo nella nostra Regione  è
  una  crisi  che ormai fonda le radici in anni davvero  passati,  in
  anni in cui anche scelte della Comunità europea, molto discutibili,
  hanno  tracciato sul tema della sostenibilità ambientale un  cambio
  di   passo,   che   non  è  stato  quello  della  tolleranza   alla
  sostenibilità  ambientale,  ma che non  hanno  guardato  e  non  ha
  guardato   alla  sostenibilità  dal  punto  di  vista  sociale   ed
  economico.
   Negli  ultimi dodici mesi, onorevoli colleghi - mi fa piacere  che
  ancora  qualcuno ha resistito a questo dibattito d'Aula -  si  sono
  registrate   delle   congiunture  che  io,   da   buon   cristiano,
  rappresenterei  nelle sette piaghe d'Egitto - così come  la  Bibbia
  oggi ci ricorda -, congiunture di carattere economico, naturale, di
  carattere  meteorologico, di carattere anche  geopolitico  europeo,
  che  hanno reso possibile forse una nuova coscienza d'animi,  anche
  all'interno  di questo Parlamento, perché se, negli  ultimi  dodici
  mesi,  le precipitazioni meteorologiche nella nostra Regione  hanno
  registrato la drammaticità dei record degli ultimi cento  anni,  di
  sicuro  non sarà responsabilità di un Governo e neanche dei Governi
  passati, precedenti.
   Io  credo che questo debba essere un risveglio di coscienza,  come
  ha  ben  detto  l'onorevole  Burtone, che  debba  sensibilizzare  a
  partire  dall'intuito,  e io li voglio ringraziare  da  quest'Aula,
  anche  per  il  coraggioso  interesse che  hanno  avuto  tutti  gli
  agricoltori siciliani che hanno manifestato, in questi due mesi, in
  lungo   e  in  largo  per  le  strade  della  nostra  Sicilia   con
  manifestazioni  pacifiche, sempre propositive, ma che  hanno  anche
  manifestato  in  lungo  e  in largo nelle strade  del  Paese  della
  Comunità europea per rappresentare un dissenso, ma un dissenso  più
  complessivo  rispetto  anche ad alcuni temi  che,  consentitemi  di
  dire,   Presidente  dell'Assemblea,  in  maniera  veramente   molto
  superficiale, sono stati trattati anche oggi, che invece erano  ben
  contenuti  nelle  interrogazioni parlamentari di  alcuni  onorevoli
  colleghi che le hanno depositate, ma anche nelle mozioni che  hanno
  investito alcuni Gruppi parlamentari, che a volte avevano anche dei
  risvolti,  onorevole  De  Luca, totalmente  diversi  rispetto  alla
  rappresentatività  e la rappresentazione dei  ruoli  che  anche  in
  questo  Parlamento  gli  elettori hanno  consegnato,  che  a  volte
  rappresentano  forse  un  inizio  di  pre-campagna  elettorale  per
  alcuni, su alcuni temi che sono stati trattati e che nulla hanno  a
  che  vedere  con la responsabilità del Governo, ma soprattutto  dei
  rapporti  straordinari  che  il Governo  Schifani  intrattiene  col
  Governo nazionale, che hanno consentito, proprio in queste ore,  di
  dichiarare  lo  stato  di emergenza nazionale  che  il  Governo  si
  accingerà a decretare.
   Il  Governo  della Regione, in queste ore, insieme  al  Presidente
  della  Regione,  la Giunta di Governo è riunita e mi  dispiace  non
  essere  - ma sono qui insieme a voi - tra quelli, avendolo proposto
  al  Presidente della Regione, dopo un intenso e lungo colloquio con
  il  Consiglio  dei Ministri per dichiarare quello  che  la  Regione
  Emilia Romagna ha ricevuto, qualche tempo addietro, per un fenomeno
  totalmente  opposto  rispetto  a  quello  che  sta  accadendo   nel
  Mezzogiorno del nostro Paese, ma soprattutto in Italia.
   Ricorderete  le  immagini, purtroppo devastanti,  di  quell'Emilia
  sommersa  dall'acqua a cui la solidarietà di  tutte  le  regioni  è
  arrivata  anche  attraverso i programmi comunitari,  attraverso  le
  dotazioni  economiche  finanziarie del  precedente  PSR  2014-2022;
  quella  solidarietà io mi aspetto che arriverà anche nei  confronti
  della  nostra  Regione  dal  Governo nazionale,  perché,  da  oggi,
  finalmente la Regione, con le carte in regola, deposita nelle  mani
  del Presidente del Consiglio dei Ministri la richiesta di emergenza
  nazionale  per  la siccità, per il rischio della carenza  di  acqua
  idropotabile, di acqua a fine irriguo, che nella nostra Regione  si
  registra  e  che non va trattata, onorevoli colleghi, semplicemente
  con  una  discussione  di ampio spettro, così  come,  oggi,  stiamo
  facendo.
   E'  una crisi drammatica che la nostra Regione vive, che vivrà nei
  prossimi  mesi,  a  causa  delle assenti precipitazioni  che  hanno
  svuotato gli invasi siciliani, le circa trenta dighe.
   Onorevole De Luca, ricordo quando mi chiamò, la scorsa estate, per
  fare  un sopralluogo alla diga Trinità e le ribadisco, per  la  sua
  autorevole  esperienza, che le passai il contatto  del  collega  Di
  Mauro,  perché  da  quando,  in  quegli  anni  che  l'hanno   vista
  protagonista, fu smantellata l'Agenzia dell'acqua e dei  rifiuti  e
  la  nostra  Regione,  ad  ordinamento a  legislazione  vigente   la
  responsabilità degli invasi siciliani è del collega Di  Mauro,  che
  in  maniera  alacremente attiva sta lavorando insieme  a  tutto  il
  Governo affinché quelle grandi criticità degli anni passati possano
  essere superate.
   Perché,  oggi,  si  è parlato di invasi, si è parlato  di  carenza
  d'acqua,  si  è  parlato di crisi idrica del  comparto  agrumicolo,
  onorevole Burtone. Giusto nel dicembre del 2022, ad appena  qualche
  mese  dall'insediamento del Governo Schifani, io ricordo con grande
  emozione  quando,  il  16  novembre, giurò  la  Giunta  che,  oggi,
  presiede  il Governatore Schifani, a distanza di qualche settimana,
  ci trovammo insieme ai sindaci del Calatino a parlare di quella che
  era  la  crisi già idrica con l'acqua che sfiorava i limiti massimi
  dell'invaso del Lago di Lentini. Eppure, quel Governo che io, oggi,
  ho l'onore di guidare nel comparto agricolo, ha subito stanziato  e
  recuperato  i  fondi CIPES destinati alle pompe di sollevamento  di
  Sigona   e   alla  stazione  di  rialzo  del  "Magazzinazzo"   che,
  attualmente,  vedono il cantiere in corso con la consegna  di  fine
  lavori  nel mese di giugno, che consentiranno,  onorevole Spada,  a
  quella  porzione di territorio della Piana di Catania che  bacia  i
  territori  di  Lentini,  Avola, per arrivare  all'entroterra  della
  nostra  Piana  di Catania, che ridarà finalmente dignità  a  quegli
  agricoltori  che,  in  questi anni, hanno vissuto,  così  introduco
  l'elemento  dei  Consorzi di bonifica, la  più  grande  ingiustizia
  sociale che  l'attuale ordinamento siciliano gli ha destinato.
   Pagare  un  canone  irriguo per non avere  un  beneficio  irriguo,
  eppure  il  Governo della Regione sin dai primi  passi  del  nostro
  insediamento,  ha  portato  in questo  Parlamento  la  riforma  dei
  cosiddetti  Consorzi  di  bonifica,  che  giace  nella  Commissione
  Bilancio,  ma  sono certo per essere esitata nel  più  breve  tempo
  possibile,  Presidente  dell'Assemblea,  anche  qui  un   ulteriore
  sollecito  da  parte  del Governo al Presidente  della  Commissione
  Bilancio, perché si tolga questa ingiustizia che, oggi, è  prevista
  nella riforma del Governo Schifani.
   Bisogna dare merito al Governo di avere fatto una riforma,  seppur
  non sicuramente ottima, per tutte le forze politiche, onorevole  Di
  Paola,  migliorabile anche nella sede parlamentare, ma una  riforma
  che  ha  visto la concertazione tra parti datoriali, sindacali,  ma
  soprattutto  nella  prestigiosa e autorevole  Commissione  Attività
  produttive,  dove  il confronto ha animato anche la  proposta  che,
  ringrazio,  è  arrivata  dalle  opposizioni  e  che  ha  portato  a
  confezionare  un  disegno  di  legge che  io  reputo  non  soltanto
  avveniristico ma necessario e indispensabile per la nostra Regione,
  perché aumenta la massa debitoria, aumentano oggi le difficoltà  di
  potere  pagare  gli stipendi ai nostri lavoratori e, molto  spesso,
  questo  Parlamento - e lo voglio ringraziare - continua a inseguire
  i  crediti che dobbiamo ai nostri debitori e continua a pagare  per
  garantire  i  livelli essenziali e minimi di dignità sociale  delle
  cartelle   che,   molto  spesso,  non  dovrebbero  essere   neanche
  riconosciute.
   Motivo  per  il quale, credo, onorevole Di Paola, che  bisogna  in
  maniera  attenta analizzare quella che è la prospettiva  che  anche
  chi  da questo Parlamento dovrà assumersi il ruolo che gli è  stato
  dedicato  dal  voto  popolare, il ruolo importante,  autorevole  di
  legislatore,  di assumersi la responsabilità di non voler  cambiare
  passo, rispetto ad un passato in cui sicuramente poteva fare di più
  e  meglio,  poteva  affrontare forse in maniera più  celere  alcune
  delle crisi che, oggi, stiamo trattando.
   E'  indispensabile, però, che il comparto agricolo venga  guardato
  nell'interezza della complessità che, oggi, vive il Paese, come  ha
  ricordato l'onorevole Venezia, e che guardi alla complessità  della
  congiuntura europea.
   La PAC va rivista, va rivista anche grazie alle sollecitazioni che
  il nostro Governo ha segnalato formalmente nei tavoli istituzionali
  con la Commissione europea e con le revisioni dei piani, va rivista
  col documento programmatico, sottoscritto da me insieme al Ministro
  Lollobrigida  che  invita la Von der Leyen a  rivedere  in  maniera
  unanime  e quasi inderogabile una politica agricola comune  che  ha
  guardato  e prediletto la non produzione dei nostri campi  agricoli
  per  avere  un beneficio agricolo che sta costringendo,  ahimè,  la
  zootecnia siciliana a essere quasi derubricata come un problema  di
  inquinamento ambientale, quando i nostri custodi dei territori, gli
  allevatori  siciliani,  oggi, rappresentano  la  vera  unica  forza
  identitaria di un patrimonio che la nostra Sicilia ha, che serve  a
  salvaguardare  anche, a volte, il patrimonio idraulico  dei  nostri
  territori.
   Motivo  per  il quale, nella grande emergenza, insieme al  Governo
  Schifani,  insieme  al Presidente della Regione, abbiamo  istituito
  una  cabina  di  regia che ha istituito il direttore Cartabellotta,
  commissario  straordinario per l'emergenza, che ha subito  lavorato
  insieme a me, a stretto contatto, insieme al ministro Lollobrigida,
  per  quelle che sono le misure che, mi auguro, grazie all'emergenza
  oggi   dichiarata,   la  nostra  Regione  avrà,   che   vuol   dire
  l'alleggerimento sicuramente per qualche anno di quella  che  è  la
  pressione  sui  crediti  agrari, sui  mutui  agrari.  Oggi,  voglio
  ringraziare,  da quest'Aula, quegli istituti bancari che  già,  nel
  frattempo,  hanno  accettato  l'invito  del  Governo  regionale  di
  allentare la pressione.
   Ma   con   l'emergenza  nazionale  avremo  una  vera   e   propria
  declaratoria  e  moratoria dei mutui e dei crediti  agrari.  Avremo
  l'opportunità unica e sola di non guardare all'indebitamento  delle
  casse   dell'Inps  e,  quindi,  ai  cosiddetti  Durc   che,   oggi,
  impediscono,  molto spesso, il pagamento, come  ha  ricordato  bene
  l'onorevole Abbate, di alcuni aiuti che noi mettiamo in campo e che
  può  consentire di guardare ai prossimi due anni con una leggerezza
  che  ci  consente  di  accompagnare la drammaticità  dell'anno  che
  abbiamo  trascorso, il 2023, e di quello che si  presagisce  essere
  l'anno 2024.
   Siamo  ai primi giorni di aprile e le temperature di questi giorni
  già fanno vedere un'estate rovente ma, soprattutto, una mancanza di
  precipitazioni   che  non  dà  fiducia  neanche  al   Governo   per
  prospettare un riempimento degli invasi che voi avete, giustamente,
  certificato,  così  come  l'Osservatorio  delle  acque   regionale,
  nazionale  ed  europeo  che  ci  ha  portato  ad  essere,   insieme
  all'Algeria,  le uniche due aree del Mediterraneo  ad  essere  zona
  cosiddetta  rossa. Una zona rossa che ricorda e rievoca, purtroppo,
  la  fase  pandemica, quando, per altri motivi, ci siamo  trovati  a
  dovere  vivere  la  drammaticità  di  quegli  anni.  Ma,  non   per
  drammatizzare, vorrei che quest'Aula fosse pienamente cosciente  di
  quello  che è lo stato attuale di una produzione che già, ad  oggi,
  ha  certificato la perdita complessiva di un miliardo e che, se non
  pioverà da qui al mese di agosto, registrerà 3 miliardi di euro  di
  perdita  nella  nostra  Regione, in uno se non  il  primo  pilastro
  produttivo della nostra straordinaria Sicilia.
   Per  fare  questo non serve semplicemente la voglia o  l'interesse
  che  il Governo della Regione ha già messo in campo con le delibere
  di  Giunta,  approvate  dal Governo, nelle  scorse  settimane,  che
  provvederanno   però, un coinvolgimento, Presidente dell'Assemblea,
  così  come le ho più volte ricordato e ho registrato la sua  enorme
  disponibilità insieme ai Presidenti dei Gruppi di maggioranza e  di
  opposizione,  di  misure straordinarie che questo Parlamento  dovrà
  adottare.  Misure  correttive anche  alle  leggi  di  bilancio  già
  approvate  quest'anno  e  che  serviranno,  con  le  poche  risorse
  disponibili,  a dare una certezza di risposte anche  temporanea  al
  nostro  comparto. Perché il comparto è davvero in  ginocchio,  come
  qualcuno ha ricordato ma come hanno anche rappresentato le migliaia
  e  migliaia  di  persone  che, in queste settimane,  ho  incontrato
  grazie ai tavoli istituiti dai movimenti delle associazioni che  si
  sono  riunite  in  lungo e largo dalle Madonie  alte  alle  Madonie
  basse,  dal  Dittaino  a Resuttano, a quello  che  è  lo  stato  di
  agitazione che ha visto la Gulfa in provincia di Agrigento e che ha
  messo insieme tutti i sindaci della Valle del Belice.
   Momenti  di  confronto che non mi aspettavo da una  protesta.  Una
  protesta che ha portato una proposta fattiva ai tavoli del Governo.
  Motivo  per  il quale abbiamo istituito un tavolo di  dialogo  che,
  insieme  ai  movimenti e insieme alle organizzazioni di  categoria,
  portino  avanti la politica agraria della nostra Regione.  Politica
  agraria   che   deve  tornare,  onorevole  Venezia,  all'attenzione
  dell'agenda di questo Parlamento. Lo voglio dire a lei che ha fatto
  un'attenta  analisi, anche economica, di quello che è  lo  sviluppo
  che, purtroppo, negli anni, ha portato alla crisi del comparto.  Lo
  dico anche ai colleghi della maggioranza. Ricordiamocene quando  ci
  sono   le   manovre   finanziarie,  ricordiamocene   tutti   quando
  l'assessore al ramo pro tempore parla di grandi difficoltà,  perché
  se, oggi, abbiamo speso, onorevole Burtone, i 7 milioni e mezzo  di
  euro  destinati  al bando dell'agrumicultura che il  Parlamento  ha
  destinato  alla  crisi  dell'arancia di  Sicilia,  l'abbiamo  fatto
  perché il Parlamento è stato attento; se, oggi, abbiamo firmato  il
  decreto  che  aumenta le giornate per le campagne  antincendio  dei
  lavoratori  della  forestale l'abbiamo  fatto  perché  il  Governo,
  insieme al Parlamento, ha trovato le risorse.
   Nelle prossime ore, affronteremo anche il tema dei canoni irrigui,
  che  è il tema dei temi, in un anno drammatico, come abbiamo appena
  sancito;  dobbiamo  pur chiedere, secondo la legislazione  vigente,
  che  venga pagato il canone degli agricoltori per un'acqua che  non
  hanno  ricevuto  ed è un'ingiustizia sociale, ed  è  un'ingiustizia
  anche,  consentitemi  di dire, che questo Parlamento  non  può  più
  consentire,  per  questo l'invito del Governo è quello  rivolto  al
  continuo dialogo serrato anche su posizioni differenti che  esulano
  dalla  campagna  elettorale  che fra qualche  settimana  mi  auguro
  cambierà,  onorevole  De  Luca, il volto  dell'Europa  che  abbiamo
  appena  descritto.  Dico  ciò perché se,  oggi,  il  Green  Deal  è
  pilastro  della  PAC 2023 - 2027, bisogna andare a intervenire  lì,
  bisogna  andare  a intervenire ognuno con le proprie  forze  in  un
  gioco di squadra che metta assieme la Sicilia prima dei colori  dei
  partiti.  Perché non è vero, onorevole Di Paola, che  l'FSC  poteva
  essere  utilizzato per fare quello che lei ha detto e la sua onestà
  intellettuale le dovrebbe ricordare che in questa autorevole  Aula,
  lei  dovrebbe ricordare che quel piano, che fra poche settimane  il
  Cipes  delibererà, dopo la firma dell'accordo quadro, ha  messo  in
  cantiere  241 milioni di euro, che sono i cosiddetti ex Fondi  PNRR
  che - ricorderà e che ha ricordato bene qualcuno che ha fatto prima
  l'intervento,  credo  sempre  l'onorevole  Venezia  -  il   Governo
  Schifani,  sotto  la  mia spinta, ha riprogrammato  per  ridare  ai
  siciliani  quelle reti irrigue, adduttori primari e secondari,  che
  per   qualche  mero  errore  nel  precedente  Governo  non   furono
  finanziate, 241 milioni di euro che fanno parte di un progetto  più
  ampio,  che  è  il piano idrico nazionale che al 30 di  ottobre  ha
  visto  qualificare la nostra Regione con un miliardo e 200  milioni
  di euro di opere cantierabili e qui lo sforzo  i nostri uffici, che
  voglio  ringraziare,  onorevole Galvagno,  in  questa  seduta,  gli
  uffici    del   Dipartimento   acqua   e   rifiuti,   gli    uffici
  dell'Agricoltura, dell'Autorità di bacino, le società oggi vigilate
  dalla  nostra  Regione  come Sicilia Acque,  partecipate  ma  anche
  società,  come Enel, che hanno collaborato, negli anni, all'aumento
  e alla produzione dell'energia delle nostre centrali idroelettriche
  hanno  lavorato insieme a me alla stesura del piano,  piano  che  è
  stato  vidimato  dal  Ministero dei Trasporti e  che  presto  vedrà
  finalmente  nuovi  asset  di finanziamento finanziati  dal  Governo
  nazionale.
   La  Sicilia, in questo anno, si è fatta trovare pronta a un  piano
  straordinario che serve a recuperare quegli anni che si sono persi,
  forse  nella non visione di un comparto che deve essere visto nella
  sua  interezza  tra  i vari rami dell'amministrazione,  perché  se,
  oggi,  ripariamo gli adduttori primari e secondari, dobbiamo  anche
  guardare al grande disagio che hanno i nostri invasi, motivo per il
  quale  sulla  Nicoletti,  ricorderà  l'onorevole  Venezia,  abbiamo
  dovuto fare straordinariamente un intervento per garantire l'acqua,
  lo  scorso  anno, ai pescheti di Leonforte e l'abbiamo fatto  e  lo
  stiamo  facendo,  onorevole Burtone, anche dopo aver  appaltato  le
  cosiddette centrali Sigona e  Magazzinazzo  con un intervento ponte
  che possa garantire da quell'acqua del bacino di Lentini, circa 160
  milioni  di  metri  cubi,  prima della  consegna  del  cantiere  il
  beneficio  irriguo  ai nostri agricoltori, perché  l'obiettivo  del
  Governo è continuare a parlare di una Sicilia che, grazie al  cielo
  e  grazie  alla biodiversità straordinaria che ci ha consegnato  la
  nostra terra, ancora registra dei record.
   Da  questa  seduta, infatti, dovremmo anche sottolineare  come  il
  prodotto  siciliano nel mercato agroalimentare ha  rappresentato  e
  rappresenta, al 2023, un export di circa dieci miliardi. Per questo
  l'attenzione  di  tutta l'Aula, credo che oggi si  sia  registrata,
  debba  servire anche al Governo per instaurare un rapporto di leale
  collaborazione, ma che non sia temporaneo soltanto perché gli amici
  dei trattori siciliani sono scesi in piazza, scuotendo le coscienze
  di  tanti di noi, che sia, invece, un atto programmatorio di questo
  Parlamento che guarda a una politica agricola regionale, che guardi
  finalmente a una nuova politica fondiaria della nostra Regione.
   E  su  questo  il Governo si vorrà fare, ovviamente, portavoce  di
  minoranza e maggioranza, ma soprattutto interprete di proposte  che
  possono anche venire dal Parlamento. Perché ci lamentiamo tutti che
  il  prodotto agroalimentare siciliano viene contrabbandato rispetto
  a  quelle che sono le importazioni che arrivano, eppure questo,  il
  nostro  Governo è quello che ha rimesso in campo col  Noras  -  che
  voglio ringraziare - col Corpo forestale siciliano, i controlli nei
  porti  siciliani. Abbiamo bloccato decine e decine di navi di grano
  di  importazione  e  abbiamo  fatto fare  i  controlli,  così  come
  prevedono   i  disciplinari  comunitari.  Ma  se  quell'indice   di
  glifosato,  oggi, rappresenta un indice compatibile  a  quelle  che
  sono  le  regole  comunitarie, nessuno di noi può  bloccare  quella
  nave
   E,  allora,  è proprio lì, a Bruxelles, che bisogna rivedere  quei
  trattati  che hanno consentito l'importazione scellerata di  alcuni
  prodotti.  Ed  è  proprio nelle politiche che  stiamo  mettendo  in
  campo,  anche  con  le  sollecitazioni al  Governo  nazionale,  che
  vogliamo  essere interpreti di un cambiamento che  non  è  soltanto
  ormai  climatico  ma delle produzioni climatiche,  perché  dobbiamo
  guardare  ai  prossimi anni con la consapevolezza che  il  fenomeno
  della  mancanza di acqua nella nostra Regione non è più un fenomeno
  sporadico.  Eravamo abituati alle bombe d'acqua in  alcuni  periodi
  dell'anno,   siamo   adesso  piombati  in  una  sistematicità   del
  cambiamento  climatico. Vuol dire che il cambiamento è  strutturale
  ed  è  per questo che in un piano più complessivo si guarda adesso,
  finalmente - io lo posso dire perché trent'anni fa ero un  semplice
  bambino  che  giocava  nelle  scuole e che  studiava  nelle  scuole
  siciliane -, a parlare di impianti di dissalazione e nuovi reti  di
  riutilizzo delle acque reflue.
   Onorevole  Giambona, non serve una norma di questo Parlamento;  la
  disciplina  nazionale  ben codifica già con  l'ultimo  decreto  del
  Ministro  Fratin quello che, oggi, è l'utilizzo delle acque  reflue
  nella  nostra  Regione. Serve che questo Parlamento,  insieme  agli
  atti  programmatori  dell'Fsc,  metta  in  campo,  così  come  sono
  previsti nell'Accordo di programma, gli investimenti per creare  le
  vasche  di  laminazione e tutto ciò che è il  ciclo  integrato  del
  riutilizzo delle acque. Perché molta acqua viene dispersa  e  nella
  nostra  Regione  quell'acqua sempre di più diventa  vitale  per  le
  produzioni agroalimentari della nostra Regione.
   Io  non mi voglio dilungare anche perché non ho una mozione a  cui
  dare, Presidente dell'Assemblea, un parere, però, vorrei che questa
  vivacità  -  consentitemi di dire -, attenzione, finalmente  dovuta
  sia  da  parte  del  Governo  che del Parlamento,  non  cali,  come
  asticella dell'attenzione.
   I  prossimi  mesi  e  i  prossimi anni tracceranno  un  importante
  traguardo  per  quello che saranno i cambiamenti  delle  produzioni
  siciliane  a  causa  dei  cambiamenti climatici.  Molte  produzioni
  dovranno  riconvertirsi in base a quello  che,  oggi,  è  il  ciclo
  naturale  delle  stagioni che non ci sono  più.  Se  quest'anno  il
  comparto  zootecnico,  a cui va la nostra  più  grande  e  iniziale
  solidarietà, ma soprattutto le prime risposte di impatto  economico
  -  onorevole Venezia - ha sofferto è perché nel mese di  maggio  ha
  piovuto  ininterrottamente quando il fieno, il foraggio  siciliano,
  stava  asciugando nelle cosiddette balle che danno  a  mangiare  al
  nostro  ciclo produttivo. Quelle balle, oggi, costano sei volte  di
  più  il  prezzo di mercato e l'onorevole De Luca non l'ha  definito
  perché,  giustamente,  non  ne conosce i  dettagli,  ma  quell'erba
  medicale che viene comprata in altre regioni del Paese, oggi  costa
  per cinque, sei, volte in più rispetto al foraggio siciliano.
   Si  è  invertito  il ciclo produttivo, il Governo vuole  -  grazie
  all'aiuto  che  mi  auguro  troverà dal Parlamento  -  aiutare  gli
  agricoltori   e   i  produttori  zootecnici  siciliani   a   pagare
  quell'alimento  che  serve  a  mantenere  in  vita  un   patrimonio
  siciliano.  Mantenere in vita, oggi, un capo  di  allevamento  vuol
  dire non disperdere decine di anni, non soltanto di studi a cui va,
  ovviamente,   il   mio  ringraziamento,  attraverso   le   comunità
  scientifiche  ma anche all'Istituto zootecnico, onorevole  Sunseri,
  che  continua a fare i controlli funzionali e li fa con la  proroga
  anche  dei contratti perché ho sottoscritto il nuovo contratto  con
  Aia  qualche  settimana addietro, quindi i lavoratori  che  abbiamo
  finalmente regolarizzato dopo tre impugnative della norma regionale
  nei  precedenti  anni  e  che  hanno ritrovato  la  dignità  di  un
  contratto  di  lavoro,  seppure a tempo determinato,  che  fanno  i
  lavori  dei  controlli funzionali, possono continuare a  vedere  al
  comparto  zootecnico siciliano con la serenità di chi non  soltanto
  espleta  il  proprio compito ma che diventa, a volte, vitale  nella
  certificazione anche del prodotto della nostra terra.
   Quindi, io vorrei ringraziare il Parlamento, onorevole De Luca...

   DE  LUCA  Cateno.  Abbiamo posto delle questioni precise.  Non  ha
  risposto a nulla

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,   lo  sviluppo  rurale  e  la  pesca   mediterranea.
  L'onorevole  De  Luca,  l'onorevole De Luca sicuramente  è  mancato
  dall'Aula.

     (Interruzione fuori microfono dell'onorevole De Luca Cateno)

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo rurale e  la  pesca  mediterranea.  il
  Presidente  dell'Assemblea ha annunciato che si  farà  una  sintesi
  delle  mozioni.  Io  concludo, onorevole Presidente  Galvagno,  non
  soltanto  ringraziando  per  questa seduta  ma  auspicando  che  il
  dibattito  possa continuare, anche nelle Commissioni  parlamentari,
  senza  che nessuno si tiri indietro dalle responsabilità, che  sono
  del  Governo  ma  anche  del Parlamento, in un  momento  di  grande
  drammaticità.

   PRESIDENTE.  Grazie all'assessore Sammartino. Così  come  è  stato
  deciso  all'interno  della  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, visto che ci sono, se non ricordo, male otto  mozioni
  presentate,  si  è  deciso  di poter raggruppare  e  fare  un'unica
  mozione che sarà votata martedì prossimo.
   Chiedo,  invece,  a tutta l'Aula, in funzione  di  un  ordine  del
  giorno  che è stato presentato dall'onorevole Burtone -  e,  credo,
  con   la   condivisione  di  tutti  i  Presidenti  dei  Gruppi   di
  maggioranza, tanto di maggioranza quanto di opposizione -, visto  e
  considerato  che, probabilmente, l'onorevole Burtone  la  settimana
  prossima  non  ci  sarà, se si possa mettere  in  votazione  questo
  ordine del giorno, che è il numero 176.

   SCHILLACI. C'era anche un mio ordine del giorno

   PRESIDENTE. Quindi, c'è anche un suo ordine del giorno? Quando  lo
  ha   presentato?  Si  stava  dando  l'eccezionalità   all'onorevole
  Burtone, per quello che ho detto, ovvero che lui probabilmente  non
  sarà presente la settimana prossima.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Grazie,  signor Presidente. Siccome  la  situazione  è
  abbastanza  complicata e urgente, l'ordine del giorno  che  abbiamo
  presentato riguarda un impegno da parte del Governo nello stabilire
  degli  accordi  di collaborazione con le compagnie  crocieristiche.
  Perché?  Perché  l'Azienda dell'Acqua di Palermo ha già  annunciato
  una  serie di restrizioni, per l'erogazione dell'acqua, in  diverse
  parti  della città. Ora, dal momento che sia il comparto  agricolo,
  sia la popolazione siciliana, avrà un nocumento da queste, diciamo,
  da  queste  restrizioni  e dalla siccità, chiediamo  e  impegniamo,
  chiediamo  al  Governo  di  fare degli  accordi  con  le  compagnie
  crocieristiche, per evitare che, nei maggiori porti  siciliani,  si
  dia   la   possibilità  a  queste  grandi  navi  di   crociera   di
  approvvigionarsi  dell'acqua.  Anche  perché,  tendenzialmente,  la
  maggior  parte  delle  navi da crociera ormai sono  organizzate  in
  maniera tale da essere autosufficienti.
   Vorremmo,    però,    evitare   che   ci   sia    questo    libero
  approvvigionamento,  a discapito del comparto  agricolo  -  che  in
  queste ore soffre - e della popolazione siciliana. Quindi, chiedevo
  un impegno, da parte del Governo. Grazie.

   PRESIDENTE. No, ma, onorevole Schillaci, noi possiamo  pensare  di
  mettere  proprio questo ordine del giorno all'interno della mozione
  che   sarà   presentata  e  che  verrà  votata   martedì,   essendo
  strettamente   attinente.   Anzi,  l'invito   che   faccio,   dalla
  Presidenza,  è  quello che lo possa segnalare al suo Presidente  di
  Gruppo  parlamentare affinché, all'interno della sintesi che  verrà
  fatta  tra  tutti i Capigruppo per la mozione unica che  andremo  a
  votare martedì, possa essere inserita.

                    (Interruzione fuori microfono)

   SCHILLACI. E' un po' diversa.

   PRESIDENTE. La possiamo inserire comunque.

                    (Interruzione fuori microfono)

   SCHILLACI. Va bene.

   PRESIDENTE. Va bene così. Allora, se c'è condivisione,  chiedo  il
  parere all'assessore Sammartino sull'ordine del giorno numero 176.

   SAMMARTINO,   vicepresidente  della  Regione   e   assessore   per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo rurale e  la  pesca  mediterranea.  Mi
  rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Non si è sentito, comunque, si rimette all'Aula.
   Pongo  in  votazione  l'ordine  del  giorno  numero  176.  Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, grazie. Noi  ci  riaggiorniamo  a
  martedì, alle ore 15.00, con...


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare, ai sensi  dell'articolo  83,
  comma 2, del Regolamento interno, immagino, l'onorevole Burtone. Ne
  ha facoltà.

   BURTONE.   Signor   Presidente,  mi  sembra   doveroso,   intanto,
  ringraziarla  per  questa  disponibilità,  ringraziare  lei   e   i
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, però, volevo intervenire su  un
  altro   argomento.  Ieri  è  stata  la  giornata   mondiale   della
  consapevolezza  dell'autismo.  E in  tante  realtà  ci  sono  state
  manifestazioni, ci sono stati dibattiti. Io penso  che  parlare  di
  consapevolezza   significhi,  innanzitutto,   ribadire   l'impegno.
  L'impegno ad andare avanti nella ricerca.
   Signor  Presidente,  in  Italia,  su  settantasette  bambini,  uno
  presenta,  nell'età  tra  7  e  9  anni,  problemi  dello   spettro
  autistico.  Sono dati molto alti e devono portare le Istituzioni  a
  dare  un  impulso,  un'accelerazione sulla  ricerca,  innanzitutto,
  delle  eziologie,  che  è  qualcosa che manca,  così  come  c'è  da
  ribadire  l'importanza della diagnosi precoce. Spesso, è  la  mamma
  che  segnala al pediatra che il bambino non la guarda. Sono segnali
  indiretti,  quindi, l'impegno deve essere messo in campo  da  tutti
  noi, in particolare da chi si occupa di ricerca, di università e di
  sanità.
   Aggiungo, signor Presidente, che si sono fatti molti passi  avanti
  nel  recupero  attraverso alcuni centri, una svolta  è  stata  data
  nella scuola con l'inserimento di tanti insegnanti di sostegno e le
  attività  relative alla comunicazione sono notevolmente  aumentate,
  ci  sono  tecnologie nuove su cui bisogna ancora avanzare, dare  di
  più  a  queste nostre realtà, comunità che si trovano con  tanti  e
  tanti problemi.
   Ieri,  però, signor Presidente, io lo dico con orgoglio,  è  stato
  avviato  anche un centro diurno. E' qualcosa, colleghi, che abbiamo
  messo  in  evidenza  proprio in quest'Aula,  perché  le  iniziative
  spesso  nelle  nostre comunità si fermano a livello scolastico,  si
  fermano a livello di centri relativi alla comunicazione. E, quindi,
  la  necessità  invece  di dar vita a luoghi in  cui  i  bambini  si
  possano  ritrovare, i ragazzini possano socializzare, è una  svolta
  anche   in   termini   terapeutici  perché  si   aiuta   verso   la
  socializzazione. E, quindi, io, signor Presidente, credo che sia da
  segnalare, lo dico con orgoglio, si è avviato un centro diurno  nel
  Paese  dove io sono sindaco; nei prossimi giorni, ci sarà la stessa
  attività  promossa dal collega Tiziano Spada a Floridia.  Sono  dei
  nuclei  che stanno nascendo e che dobbiamo diffondere e li dobbiamo
  diffondere, avendo consapevolezza che quello che abbiamo fatto  non
  è   stato   solo   merito   nostro,   non   è   stato   merito   di
  un'amministrazione,  di  un  parlamentare,  è  stato   merito   del
  Parlamento   e   lo   dico  da  parlamentarista  convinto,   signor
  Presidente
   Spesso,  qualcuno ha parole non generose nei confronti del  nostro
  Parlamento che, invece, ha dimostrato, proprio in questa occasione,
  di  avere qualcosa di avanzato rispetto anche al resto del Paese  e
  di  questo  noi  dobbiamo essere orgogliosi e la ringrazio,  signor
  Presidente.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola

   PRESIDENTE.  Non ci sono altri iscritti a parlare.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 9 aprile  2024,
  alle ore 15.00, con il seguito dei punti all'ordine del giorno.

                    La seduta è tolta alle ore 18.48


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         IX SESSIONE ORDINARIA


                         105a SEDUTA PUBBLICA

                   Martedì 9 aprile 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -SEGUITO DELLA DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI, INTERPELLANZE E
    INTERROGAZIONI  CONCERNENTI LE PROBLEMATICHE DELL'AGRICOLTURA  IN
    SICILIA (V. allegato)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Norme in materia di enti locali . (nn. 105-230-331/A) (Seguito)

             Relatore: on. Abbate

       2)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mesi di febbraio e luglio". (n. 55/A) (Seguito)

             Relatore: on. Daidone

       3)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2021. Mese di settembre . (n. 83/A)  (Seguito)

             Relatore: on. Daidone

       4)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mesi di ottobre e novembre". (n. 102/A) (Seguito)

             Relatore: on. Daidone

       5)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2022. Mese di dicembre". (n. 309/A) (Seguito)

             Relatore: on. Daidone

       6)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2023. Mese di gennaio". (n. 311/A) (Seguito)

             Relatore: on. Daidone

       7)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2023. Mese di maggio". (n. 532/A) (Seguito)

             Relatore: on. Daidone

       8)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2023. Mese di giugno". (n. 561/A) (Seguito)

             Relatore: on. Daidone

       9)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2023. Mese di agosto". (n. 603/A) (Seguito)

             Relatore: on. Daidone

       10) Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2023. Mese di settembre". (n. 653/A) (Seguito)

             Relatore: on. Daidone

       11)  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
         sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
         23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
         D.F.B. 2023. Mese di ottobre". (n. 655/A) (Seguito)

             Relatore: on. Daidone

    IV - PARERE, AI SENSI DELL'ART. 15 DELLA LEGGE REGIONALE 28 OTTOBRE
       2020,  N.  26, SU SCHEMA DI NORMA DI ATTUAZIONE DELLO  STATUTO
       SPECIALE DELLA REGIONE:
         - Deliberazione della Giunta regionale n. 22 del 24 gennaio 2024,
            recante:  Schema di decreto:  Norme di attuazione dello Statuto
            speciale della Regione siciliana in materia di trasferimento ai
            comuni delle funzioni di polizia amministrativa di cui agli
            articoli 68 e 69 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza
            approvato  con  regio decreto 18 giugno 1931,  m.  733  -
            Apprezzamento .

             Relatore: on. Mancuso

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
                        competenti Commissioni

                             BILANCIO (II)

       -  Riconoscimento  della legittimità dei  debiti  fuori
     bilancio  ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera  a)
     del  decreto  legislativo  23  giugno  2011,  n.  118   e
     successive  modifiche ed integrazioni. D.F.B. 2023.  Mese
     di gennaio. (n. 715).
       Di iniziativa governativa.
       Presentato il 22 marzo 2024.
       Inviato il 27 marzo 2024.

       -  Riconoscimento  della legittimità dei  debiti  fuori
     bilancio  ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera  e)
     del  decreto  legislativo  23  giugno  2011,  n.  118   e
     successive  modifiche ed integrazioni. D.F.B. 2023.  Mese
     di gennaio. (n. 716).
       Di iniziativa governativa.
       Presentato il 22 marzo 2024.
       Inviato il 27 marzo 2024.

       -  Modifiche alla legge regionale 16 gennaio 2024, n. 2
      Bilancio  di previsione della Regione siciliana  per  il
     triennio 2024/2026 . (n. 717).
       Di iniziativa governativa.
       Presentato il 22 marzo 2024.
       Inviato il 25 marzo 2024.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

       -     Disciplina    dell'assistenza    sanitaria     di
     accompagnamento al fine vita ai sensi e per
       gli  effetti  della  sentenza n. 242/2019  della  Corte
     costituzionale. (n. 713).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 21 marzo 2024.
       Inviato il 27 marzo 2024.

       - Schema di progetto di legge da proporre al Parlamento
     della  Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
     della Regione, recante:  Disposizioni in materia di  fine
     vita . (n. 714).
       Di iniziativa parlamentare.
       Presentato il 21 marzo 2024.
       Inviato il 27 marzo 2024.

    Comunicazione di richieste di parere pervenute e assegnate alle
                        competenti Commissioni

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

     -  Direttiva  per la programmazione e la realizzazione  delle
   attività  di  promozione interna e internazionale  connesse  al
   riconoscimento  della Regione siciliana quale  European  Region
   of  Gastronomy  2025  - art. 17, comma 2,  legge  regionale  n.
   1/2024. (n. 56/III).
     Pervenuto in data 22 marzo 2024.
     Inviato in data 25 marzo 2024.

           AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV) - ANTIMAFIA

     -  Decreto presidenziale ex articolo 9, comma 7, della  legge
   regionale 12 luglio 2011, n. 12. (n. 55/IV-AM).
     Pervenuto in data 21 marzo 2024.
     Inviato in data 25 marzo 2024.

       Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

       -  Legge regionale 4 dicembre 2008, n. 18  Disciplina degli
     istituti  di  ricovero  a  cura a  carattere  scientifico  di
     diritto    pubblico     Nomina   del    Direttore    Generale
     dell'I.R.C.C.S. Centro Neurolesi  Bonino Pulejo   di  Messina
     (n. 47/VI).
       Reso in data 26 marzo 2024.
       Inviato in data 27 marzo 2024.

                          Annunzio di mozioni

   N. 155 - Iniziative urgenti per la tutela dei lavoratori presso il
  ristorante Roadhouse di Palermo prossimi al licenziamento.
   La  Vardera  Ismaele;  De Luca Cateno; Balsamo  Ludovico;  De  Leo
  Alessandro; Lombardo Giuseppe; Sciotto Matteo
   Presentata il 14/02/24

   N.  158  -  Misure  in  ordine alla possibile  applicazione  delle
  previsioni  di cui all'art. 1, comma 462, della legge  27  dicembre
  2019, n. 160 e successive modificazioni (legge di bilancio 2020).
   Assenza Giorgio; Zitelli Giuseppe; Ferrara Fabrizio; Auteri Carlo
   Presentata il 21/02/24

   N.  160  -  Risoluzione delle criticità dei servizi  sanitari  nel
  territorio ennese.
   Venezia   Sebastiano;   Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
  Fabio;   Chinnici  Valentina;  Giambona  Mario;  Leanza   Calogero;
  Saverino Ersilia
   Presentata il 26/02/24

   N.  162  -  Implementazione dei contributi  a  fondo  perduto  per
  l'abbattimento  dell'aumento dei tassi di  interesse  sui  mutui  a
  tasso variabile per l'acquisto della prima casa.
   Venezia   Sebastiano;   Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
  Fabio;   Chinnici  Valentina;  Giambona  Mario;  Leanza   Calogero;
  Saverino Ersilia
   Presentata il 4/03/24

   N.   163   -   Procedure  di  rimborso  relative  agli   arretrati
  contrattuali degli anni 2006-2008 dei lavoratori forestali.
   Venezia   Sebastiano;   Cracolici  Antonino;   Burtone   Giovanni;
  Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele; Safina Dario; Spada Tiziano
  Fabio;   Chinnici  Valentina;  Giambona  Mario;  Leanza   Calogero;
  Saverino Ersilia
   Presentata il 7/03/24

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

   Risposte scritte a interrogazioni (testi)