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Resoconto d'Aula della Seduta n. 109 di martedì 23 aprile 2024
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.21

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli De Luca Antonino, Ardizzone
  e Venezia hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

      Comunicazione relativa al ritiro dell'interrogazione n. 994

   PRESIDENTE.   Comunico  che  con  e-mail  del  17   aprile   2024,
  protocollata   al  n.  2745-ARS/2024  di  pari  data,   l'onorevole
  Giambona,  nella qualità di primo firmatario, ha chiesto il  ritiro
  dell'interrogazione  n.  994   Chiarimenti   sulla   tipologia   di
  interventi  e misure che l'Anas intende intraprendere  per  ridurre
  l'inquinamento  acustico e per la installazione  di  pavimentazione
  fonoassorbente e/o barriere antirumore .
   L'Assemblea ne prende atto.


             Svolgimento di interrogazioni e interpellanze
         della Rubrica  Famiglia, politiche sociali e lavoro

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  dello svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
  interno, di interrogazioni e interpellanze della Rubrica  Famiglia,
  politiche sociali e lavoro .
   L'assessore è presente in Aula.
   Si  passa  all'interrogazione n.  636   Salvaguardia  dei  livelli
  occupazionali e salariali del personale Almaviva Contact , a  firma
  dell'onorevole Varrica.
   Ha  facoltà  di parlare l'assessore per la famiglia, le  politiche
  sociali e il lavoro per rispondere all'interrogazione.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Buonasera, signor Presidente, onorevoli deputati.
   In  merito all'interrogazione in oggetto, depositata il 13 ottobre
  2023,  come anticipato nella risposta inviata il 26 gennaio  ultimo
  scorso,  si  comunica  che  in  data  19  dicembre  2023,  è  stato
  sottoscritto un Accordo quadro tra il Ministero delle  imprese  del
  Made  in Italy e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali,
  Anpal  Servizi  e le Regioni interessate, nonché le  organizzazioni
  sindacali  e  Almaviva  Contact, in cui le parti  hanno  concordato
  sulla necessità di concorrere alla realizzazione di un percorso  di
  ricollocamento dei lavoratori di Almaviva Contact.
   In  tale  accordo  ogni soggetto firmatario  è  stato  chiamato  a
  sostenere  fattivamente per quanto di competenza tutti i lavoratori
  nella ricerca di una nuova occupazione.
   Esso  prevede  a  grandi linee la garanzia  per  i  lavoratori  di
  ricevere nove mesi di cassa integrazione, eventualmente estendibili
  di  ulteriori tre mesi, nelle more della definizione dello sviluppo
  di  quanto  previsto  nel documento predisposto  da  Anpal  Servizi
  allegato  all'accordo  quadro indicato in precedenza  delle  azioni
  politiche attive per i lavoratori di Almaviva.
   Questo documento ha delineato le strategie con tutti gli strumenti
  disponibili  per  la  risoluzione delle  crisi  aziendali,  per  la
  ricollocazione dei lavoratori Almaviva Contact attraverso  un'opera
  di  valutazione  della  capacità  di  assorbimento  del  territorio
  regionale e una eventuale riqualificazione dei lavoratori  in  modo
  da renderli maggiormente rispondenti alle richieste del mercato del
  lavoro locale.
   Quanto  previsto dal documento si dispiegherà nell'arco  dei  mesi
  coperti  dalla  cassa  integrazione secondo un  cronoprogramma  già
  stabilito e delineato nello stesso documento.
   Successivamente, Almaviva ha presentato richiesta di incontro  per
  l'espletamento dell'esame congiunto, ai sensi dell'articolo 24  del
  decreto legge n. 148 del 2015, finalizzato al ricorso alla Cig  per
  cessazione di attività, ai sensi all'articolo 44 del decreto  legge
  n.  109  del 2018, convertito con modificazioni dalla legge n.  130
  del 2018.
   Le  parti  sono  state convocate in data 15 gennaio ultimo  scorso
  presso  il  Ministero  del  lavoro e delle  politiche  sociali  per
  l'espletamento  dell'esame congiunto relativo ad Almaviva  Contact.
  All'incontro   hanno  partecipato  per  la  Regione  siciliana   il
  dirigente  generale  del  Dipartimento del  lavoro  e  il  Capo  di
  Gabinetto  vicario dell'Assessorato famiglia, politiche  sociali  e
  lavoro.
   La  società ha rappresentato che, nel corso degli ultimi anni,  ha
  registrato gravi criticità in considerazione della contrazione  dei
  volumi  nei  principali settori merceologici di riferimento  e  del
  continuo  abbattimento delle tariffe riconosciuto  dai  committenti
  uniti   anche  a  situazioni  specifiche  dei  principali   clienti
  aziendali.  Tale  condizione  ha generato  un  numero  crescente  e
  strutturale di esuberi.
   Alla  luce  della  critica situazione, la  società  ha  deciso  di
  cessare  l'attività di call center e di non rinnovare  o  stipulare
  nuovi contratti di appalto.
   A  fronte  di  quanto rappresentato, le parti hanno ritenuto  come
  accennato di ricorrere al trattamento straordinario di integrazione
  salariale   per   cessazione  di  attività   e   hanno   concordato
  l'attivazione  di  un percorso strutturato di  politiche  attive  a
  sostegno dei lavoratori coinvolti nella Cig.
   Almaviva  ha presentato istanza di Cig per cessazione di attività,
  ai  sensi  dell'articolo 44 del decreto legge 109/2018,  convertito
  con  modificazione della legge 130/2018, a far data dal 1   gennaio
  2024 fino al 30 settembre 2024.
   Il  trattamento  straordinario di integrazione salariale  è  stato
  richiesto  in favore di 605 dipendenti: 153 dipendenti con  sede  a
  Catania; 47 a Napoli; 115 a Palermo; 21 a Cosenza; 31 a Roma; 38  a
  Segrate. Quindi, per un totale di 605.
   Stante  la  cessazione di attività produttiva, i  lavoratori  sono
  stati sospesi a zero ore senza rotazione.
   La società ha quantificato l'onere a copertura dell'utilizzo della
  Cig in una spesa pari a euro 5.596.603.
   In  coerenza  con quanto previsto al punto 5) della circolare  del
  Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 15 del 4  ottobre
  2018,  la  società  ha  richiesto il  pagamento  diretto  da  parte
  dell'Inps del trattamento straordinario di integrazione salariale.
   Durante  il  periodo  di fruizione dell'ammortizzatore  sociale  è
  preclusa  l'intimazione di licenziamenti collettivi dei lavoratori,
  fatta   salva  la  facoltà  di  attivare  prima  della  conclusione
  dell'ammortizzatore sociale la procedura di esame congiunto di  cui
  alla legge n. 123 del 1991, compresa la fase amministrativa.
   Le  parti  hanno convenuto di monitorare con incontri di  verifica
  mensile il programma di Cig.
   Il  17 aprile scorso si è svolta una riunione dell'apposita Cabina
  di  regia  presso il Dipartimento del lavoro con le  organizzazioni
  sindacali,  il  Dipartimento  della  salute,  il  Dipartimento  del
  turismo,   il   Dipartimento  delle  attività   produttive   e   il
  Dipartimento delle infrastrutture.
   Si  è  convenuto  sulla  ricerca  di  imprese  che  possono  avere
  interesse  alla  professionalità  dei  cassaintegrati,   dando   la
  disponibilità   della  Regione  a  riqualificarli  mediante   corsi
  all'uopo organizzati.
   Si  è, inoltre, convenuto di verificare la possibilità di inserire
  nei  bandi  di  gara,  con  aggiudicazione mediante  l'offerta  più
  vantaggiosa,  l'attribuzione di un punteggio  aggiuntivo  a  quelle
  imprese   partecipanti   che   collocano   lavoratori   in    cassa
  integrazione.
   E'   intenzione  del  Governo  di  coinvolgere  tutti  i  rami  di
  amministrazione interessati per occupare i lavoratori.
   Al   momento   non  vi  è  un'immediata  soluzione,   essendo   la
  ricollocazione  del  personale  con specifiche  professionalità  di
  settore      difficilmente     collocabile      per      intervento
  dell'Amministrazione regionale.
   Con la collaborazione di Italia Sviluppo Lavoro, ex ANPAL, vi sono
  ipotesi   di  riqualificazione  del  personale  interessato   verso
  ulteriori alternativi spoke di mercato.
   Il  Governo regionale sarà presente nei diversi tavoli a  garanzia
  e, per quanto possibile, a tutela dei suddetti lavoratori.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Varrica   per   dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della   risposta
  dell'Assessore.

   VARRICA. Presidente, mi dichiaro assolutamente insoddisfatto.
   Chiaramente  ringrazio  sempre l'Assessore per  la  disponibilità,
  però dobbiamo ricostruire quello che è successo in questo anno.
   Purtroppo, dati alla mano, la gestione di questa vertenza da parte
  del  governo  Schifani  e  del governo Meloni,  quindi  dell'intero
  centrodestra,  è  stata assolutamente disastrosa, Assessore,  e  di
  questo  dobbiamo  prenderne  atto,  perché  ricordiamo  che  stiamo
  parlando,  non  di  una  vertenza di lavoratori  qualsiasi,  stiamo
  parlando  di un bacino di persone - di cui circa 500 in Sicilia  -,
  la  maggior  parte delle quali ha perso il lavoro con la  colpa  di
  aver servito la collettività durante il periodo pandemico.
   Queste  persone  hanno  perso  il diritto  alla  clausola  sociale
  durante  il  periodo pandemico, quindi per servire la collettività.
  Durante  l'anno precedente avevamo fatto pressioni  sul  Governo  e
  istituzioni di vario tipo per giungere ad una soluzione. Ricordo  a
  marzo i fuochi d'artificio, gli annunci da parte di tanti esponenti
  politici  del  centrodestra, a diversi livelli, in  cui  si  faceva
  riferimento alla soluzione - condivisibile - di riattivare il  1500
  strutturalmente per reintegrare queste persone.
   La   soluzione,  a  livello  di  tavolo  ministeriale,   prevedeva
  centinaia  di posti di lavoro per questo bacino. Bene, pian  piano,
  nel  corso  dei  mesi,  le centinaia di posti  di  lavoro  si  sono
  ridotte,  a  settembre  sono  diventati,  al  tavolo  ministeriale,
  qualche  decina  di posti di lavoro e a dicembre  finalmente  si  è
  scoperta la verità, cioè che il governo Meloni e, quindi, tutto  il
  centrodestra, non aveva intenzione di salvaguardare queste  persone
  e di riattivare il 1500.
   Bene,  questa  inerzia da parte del governo Schifani  anche  nella
  pressione  col  governo Meloni, perché comunque  la  responsabilità
  politica  è  vostra - questo deve essere chiaro -,  ora  la  stiamo
  pagando  qua perché, mi rendo conto che l'Assessore abbia  riferito
  del   fatto   di  dare  seguito  all'accordo  ministeriale,   però,
  Assessore, lei sa benissimo che con l'accordo ministeriale, con  le
  politiche attive del lavoro, nel corso dei prossimi cinque mesi non
  riusciremo a trovare lavoro per circa cinquecento persone.
   Quindi,  la  vediamo come una cosa dovuta, siamo convinti  che  la
  seguirà al meglio, però questa non è la soluzione, Assessore.
   Le  parlo in quanto rappresentante del governo Schifani.  Si  deve
  fare  chiarezza e si deve fare chiarezza adesso, non  a  ridosso...
  poi  aspettiamo  le  elezioni  e vediamo  come  va,  eventualmente,
  vediamo una soluzione. Si deve fare chiarezza adesso
   La Regione, il Governo regionale, come ha fatto in altri contesti,
  vuole farsi carico di queste persone?
   Si  è  parlato  -  lei  ne  ha  fatto cenno  -  di  una  soluzione
  nell'ambito  di  commesse dedicate, di CUP,  un  servizio  di  call
  center   per   i   visitatori  e  turisti   siciliani   nell'ambito
  dell'Assessorato   del   turismo,   ci   sono   tante    soluzioni,
  l'Assessorato  infrastrutture, ci sono  tante  soluzioni.  Ora,  il
  Governo  vuole  semplicemente dare seguito in  maniera  asciutta  e
  anche  astratta  -  mi  lasci dire - a quanto stabilito  al  tavolo
  ministeriale,  oppure  il  Governo si impegna  a  garantire  queste
  persone? Perché sono due cose assolutamente diverse
   Io  credo  che  sia  necessario  fare  un  momento  di  chiarezza.
  Sinceramente, apprezzerei una delle due risposte ugualmente  perché
  almeno i lavoratori sanno cosa si devono aspettare.
   Ripeto,  è  inaccettabile, visto il tipo di  bacino,  che  non  si
  tratta semplicemente di un'azienda in chiusura, peraltro, mi  lasci
  dire,  per  la  quale non è stato fatto niente per  trattenerla  in
  Sicilia,  si tratta di persone che in massima parte hanno perso  il
  lavoro,  senza sapere che stava accadendo, perché hanno servito  la
  collettività
   Questo è assurdo e di questo il Governo, secondo me, dovrebbe dare
  un segnale forte.
   Io   spero,  tra  qualche  mese,  di  cambiare  la  mia   opinione
  sull'inefficacia ad oggi dei governi Schifani e Meloni, soprattutto
  Schifani,  alla  luce dei fatti e i fatti sono i posti  di  lavoro.
  Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole   Varrica,   che   si   dichiara
  insoddisfatto.
   Si  passa  all'interpellanza numero 76 "Iniziative del Governo  in
  merito  all'integrazione oraria del personale Asu  impiegato  negli
  enti locali", a firma degli onorevoli Venezia ed altri.
   Se  siete  d'accordo,  chiedo  ai componenti  del  PD,  se  magari
  l'Assessore può dare risposta scritta.

   (Gli onorevoli Giambona, Burtone, Spada, dai propri banchi fanno
                             cenno di sì)

   PRESIDENTE. Grazie. Sarà premura dell'Assessore dare una  risposta
  scritta.
   Si passa all'interrogazione numero 788 "Iniziative urgenti al fine
  di garantire i diritti di un cittadino ingiustamente licenziato per
  avere  agito  in difesa dell'ambiente", a firma degli onorevoli  La
  Vardera ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Albano per fornire la risposta.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Intanto, volevo informare che le interpellanze sono  state
  già inviate da tempo, già per iscritto, quindi precedono sempre  la
  parte orale.
   Il  riscontro  all'interrogazione in oggetto, dal contenuto  della
  stessa,  sembra trattarsi di una sentenza di condanna  a  cui  deve
  ottemperare la ditta soccombente in favore del lavoratore.
   Non  conoscendo il contenuto di tale sentenza, si presume  che  il
  lavoratore  debba agire per fare eseguire il deciso in suo  favore.
  Non  è competenza dell'Assessorato intervenire in tale circostanza,
  per evidente difetto di competenza.
   L'ordinamento  giuridico garantisce all'interessato gli  strumenti
  per  potere  vedere eseguito il giudicato che, immagino, l'avvocato
  di parte starà attivando.
   L'Amministrazione sarebbe intervenuta se si fosse trattato  di  un
  ente  pubblico vigilato dalla Regione, nominando un commissario  ad
  acta per l'esecuzione della sentenza.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  La  Vardera  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LA  VARDERA.  Grazie,  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,
  leggo  dalle sue parole una risposta molto striminzita e non volevo
  che  lei ci desse degli appunti dal punto di vista burocratico  ma,
  la politica su certi temi deve anche assumersi la responsabilità di
  dire da che parte sta.
   Io  comprendo  la  sua risposta nel merito che dice  non  possiamo
  entrare  in  una contesa in cui ha a che fare un libero  lavoratore
  con  una  azienda, ma la faccenda non riguarda una bega prettamente
  personale, riguarda il mare di tutti, la salute pubblica,  riguarda
  un  lavoratore  -  io  mi auguro assessore  lei  si  sia  andata  a
  informare  sulla vicenda nello specifico - che si  è  rifiutato  di
  sversare nel mare siciliano e, nella fattispecie nel mare di  Gela,
  il  signor  Comandatore, rifiuti tossici  e  speciali  e  per  tale
  ragione  -  questa è una cosa incredibile -  cioè, lui lavorava  in
  un'azienda che si doveva occupare di preservare il mare, a Gela,  e
  in quella stessa azienda gli chiedevano di sversare in mare rifiuti
  che, in qualche modo, distruggevano il mare di Gela ma non solo.
   Questo   lavoratore  è  stato  licenziato,  ha  vinto  una  causa,
  finalmente   l'azienda   dovrebbe  reintegrarlo   al   lavoro   ma,
  fondamentalmente, ancora ad oggi, questa persona non ha lavoro.
   Allora,  mi  sarei aspettato da parte sua, Assessore, un  dire  "è
  vero, non abbiamo una competenza su una dirimente che ha a che fare
  eventualmente con dei privati, anche se la sostanza ha a  che  fare
  con  tutti  noi perché il mare è di tutti ", mi sarei aspettato  un
  dire  "però  sa,  onorevole La Vardera, andrò a Gela personalmente,
  intanto  a stringere la mano al signor Comandatore per il  coraggio
  che  ha avuto, il coraggio di dire no, il coraggio di dire di no  a
  quelli  che  avrebbero  voluto che lui  versasse  in  mare  rifiuti
  tossici . Come Governo che lei oggi rappresenta, in quanto l'ultima
  qui rappresentante, in quanto non c'è nessuno della maggioranza, ma
  va  bene  così,  oggi  c'è la Rubrica Lavoro, anzi  la  ringraziamo
  perché  si è resa disponibile a tornare in Aula, a rispondere  alla
  nostra  interrogazione, questo già per noi è  una  notizia,  lei  è
  sempre   disponibile,  quindi  va  riconosciuto   pubblicamente   e
  onestamente,  intellettualmente, il suo impegno  nel  rispondere  a
  questo  Parlamento,  ma quello che  mi auguro, Assessore,  che  sul
  tema,  che  al  di  là  della  non  specifica  competenza  del  suo
  Assessorato, ma lei è l'Assessore per il lavoro e in questo caso il
  lavoro  di  un  uomo  è stato pregiudicato da  dei  soggetti  senza
  remore, da criminali che volevano in qualche maniera distruggere  i
  nostri  mari e lo dice una sentenza di un tribunale di cosa passata
  in  giudicato. Il signor Commendatore fa lo sciopero della fame  in
  questo momento a Gela, si è incatenato davanti al tribunale e vuole
  che la politica abbia il coraggio di schierarsi al suo fianco.
   Come Gruppo parlamentare "Sud chiama Nord" questo abbiamo fatto  e
  in  quest'Aula  ci saremmo aspettati un suo impegno  dal  punto  di
  vista  politico, non dal punto di vista della burocrazia,  di  dire
  "sono  vicino, complimenti signor Comandatore, sono al suo fianco",
  ebbene,  questo  non lo ha detto, perché a volte  il  problema  che
  avete voi Assessori è che vi limitate alla risposta nuda e cruda, a
  fare il compitino che scrivono i vostri uffici, a dire le cose  che
  giustamente  dovete dire, perché è giusto così ma, a  volte,  nella
  vita ci vuole coraggio, in politica ci vuole coraggio di osare e di
  mettersi contro anche i potenti, perché mi rendo conto che parliamo
  di  Gela,  parliamo  di  multinazionali, parliamo  di  potentati  e
  ringrazio  il presidente Di Paola perché anche lui sul  tema  si  è
  espresso a favore di questo lavoratore e mi auguro che lo faccia il
  Governo,  che  lo faccia la politica, che non abbandoni  quest'uomo
  che,  semplicemente,  ha detto di no a coloro  i  quali  gli  hanno
  imposto di sversare in mare rifiuti tossici
   Concludo.  Ovviamente, non posso ritenermi soddisfatto  dalla  sua
  risposta, però le do un parzialmente soddisfatto, anche solo, fosse
  solo   ormai   per  la  possibilità  di  rispondere   alle   nostre
  interrogazioni.    Ci   siamo   ridotti   così,    cari    colleghi
  dell'opposizione, a dovere ringraziare questo Governo quando  viene
  in Aula a rispondere alle nostre interrogazioni, perché è cosa rara
  e  fa  notizia  quando qualcuno viene in quest'Aula  a  rispondere,
  quindi dobbiamo ringraziarla per la sua risposta, ma nel merito non
  siamo  d'accordo. Non siamo d'accordo nel non avere  speso  nemmeno
  una  sola  parola di ringraziamento e di fiducia rispetto a  questo
  lavoratore.   Quindi,  pur  ringraziando  l'Assessore  per  la  sua
  presenza, mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  La  Vardera,  che  si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Auteri ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Riprende il seguito dello svolgimento di interrogazioni e
                             interpellanze
         della Rubrica  Famiglia, politiche sociali e lavoro

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interpellanza n.  91  "Chiarimenti  in
  merito all'attuazione del  Protocollo d'intesa per il coordinamento
  dell'attività  di vigilanza nella Regione Sicilia tra l'Ispettorato
  nazionale  del  lavoro  e la Regione'.", a  firma  degli  onorevoli
  Catanzaro ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Albano per fornire la risposta.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Preliminarmente  va  affermato,  intanto,  che  non   sono
  compitini, Presidente, ci lavoro in queste interpellanze, non  sono
  compitini passati dal compagno di banco.

   PRESIDENTE.  Su  questo  senza ombra di dubbio,  la  sua  presenza
  costante  in Aula, ed io ne sono una testimonianza e il  fatto  che
  comunque venga sempre preparata nelle risposte alle interrogazioni,
  bisogna dargliene assolutamente atto. Poi ogni singolo deputato può
  essere soddisfatto, non soddisfatto, parzialmente soddisfatto ma, è
  ovvio,  che  il  lavoro dell'Assessore quanto a  una  risposta  nel
  merito, è comunque un lavoro apprezzato.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Dico, a prescindere dalle interpellanze, tutte le settimane
  sono stata qui e lo sarò perché rispetto le Istituzioni.
   Detto  questo,  va  affermato  che  il  Protocollo  stipulato  tra
  l'Assessore protempore, mio predecessore, e l'Ispettorato nazionale
  del  lavoro,  ha sempre avuto la massima attenzione  da  parte  del
  Governo  regionale, lo stesso non è stato mai revocato, né sospeso,
  ci  sono  state  delle interlocuzioni con l'Istituto nazionale  del
  lavoro  per  meglio chiarire l'applicazione di alcune clausole  del
  Protocollo  riguardanti  la  ripartizione  delle  sanzioni   e   le
  competenze.
   Nel frattempo, è intervenuto l'articolo 16 del decreto legge n. 48
  del  2023, convertito con modificazioni dalla legge 3 luglio  2023,
  n.  85, il cosiddetto 'Decreto lavoro', con l'invio del contingente
  di  personale  ispettivo che è impiegato nel  territorio  regionale
  senza  alcun aggravio per le casse della Regione. Alla  luce  della
  citata  disposizione di cui all'articolo 16, lo stesso  Ispettorato
  nazionale   ha   rappresentato  formalmente   l'esigenza   di   una
  rivisitazione   del   Protocollo.  Continua  l'interlocuzione   con
  l'Istituto  nazionale del lavoro finalizzata anche ad  incrementare
  le  unità  di  ispettori in atto assegnati in Sicilia.  Abbiamo  in
  programma  a  breve un incontro col nuovo dirigente generale.  Oggi
  l'attività  di  vigilanza è espletata dagli ispettori  territoriali
  del   lavoro  tramite  il  personale  ispettivo  in  organico  agli
  ispettorati  dei  nuclei dei Carabinieri (NIL)  e  dagli  ispettori
  appunto nazionali del lavoro del contingente di cui all'articolo  7
  del decreto legge n. 48 del 2023.
   Come  è  noto i nuovi ispettorati territoriali del lavoro soffrono
  di  un'atavica carenza di ispettori che rispetto al fabbisogno sono
  fortemente  sotto  organico, disponendo di  solo  n.  55  unità  di
  personale.  Il  contingente NIL in atto  consta  di  n.  84  unità,
  aumentato  rispetto  al  2023 di 14 unità  grazie  all'accoglimento
  della   proposta   di  ripianamento  dell'organico   presentato   e
  supportato da noi, voglio aggiungere, dal Comando dell'Arma che  ha
  trovato  accoglimento da parte del Governo regionale per una  spesa
  complessiva  di  5.762.739. Il contingente dell'Istituto  nazionale
  lavoro consta di 29 unità e opera congiuntamente con i militari del
  NIL  e con il personale ispettivo. Ciò ha contribuito certamente  a
  migliorare l'efficacia dell'attività. Siamo in attesa di  ulteriori
  assegnazioni di personale, in particolare presso le sedi di Enna  e
  di Trapani.
   Nonostante  la  perdurante  carenza di organico,  nell'anno  2023,
  grazie  all'attività congiunta degli ispettori, si è registrato  un
  incremento  dell'attività  ispettiva. L'ambito  di  operatività  ha
  riguardato in modo significativo il settore dell'edilizia e  quello
  dell'agricoltura  nei quali è più elevato il rischio  di  infortuni
  per inosservanza delle norme di sicurezza.
   Nel  2023, per la violazione delle norme sulla sicurezza e per  il
  lavoro  nero, sono stati comminati 970 provvedimenti di sospensione
  dell'attività  imprenditoriale, con  incremento  rispetto  all'anno
  precedente  di  57  sospensioni. Per far fronte  all'emergenza,  si
  stanno  sviluppando interlocuzioni anche con i NIL per incrementare
  ulteriormente il contingente, inoltre è stato già presentato per il
  PIAO   2024-2026  il  fabbisogno  di  personale  degli  ispettorati
  territoriali del lavoro per ulteriori 229 unità.
   È  preciso  intendimento  continuare a perorare  l'attivazione  di
  procedure   concorsuali  e  successiva  formazione,   anche   nella
  considerazione  che  tra  gli ispettori in  servizio  non  figurano
  ispettori tecnici aventi specifiche competenze in tema di sicurezza
  nei luoghi di lavoro, per arrivare a un numero ottimale di organico
  pari a 230 ispettori.
   L'azione  del Governo va in due direzioni: attività congiunta  con
  gli   ispettori  nazionali,  richiesta  di  incrementare  l'attuale
  contingente  attraverso  il trasferimento  di  ulteriori  ispettori
  nazionali e aumentare la dotazione al personale regionale con nuove
  assunzioni.

   PRESIDENTE.   Grazie,   Assessore.  Ha  facoltà   di   intervenire
  l'onorevole Spada per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
  dell'Assessore.

   SPADA.  Mi  dichiaro parzialmente soddisfatto. Assessore,  lei  sa
  benissimo come l'anno scorso sono stato tra i primi a sollevare  la
  questione   degli   ispettori  del  lavoro.   Perché   mi   ritengo
  parzialmente soddisfatto? Non per l'azione che ha messo in campo il
  Governo  per,  come dire, quello che sta programmando  rispetto  al
  futuro,   ma  gli  ispettori  che  sono  stati  mandati   e   parlo
  dell'Ispettorato nazionale avranno la scadenza al 31 dicembre 2024;
  rispetto a questa scadenza, né il Governo nazionale, né il  Governo
  regionale, ad oggi, sono stati in grado di dare una risposta  sulla
  continuità  lavorativa  anche  di queste  figure  che  oggi  stanno
  operando  sul  territorio  regionale,  quindi,  prendo  per   buona
  l'iniziativa  del  Governo per portare  a  215  gli  ispettori  del
  lavoro, però vorrei anche che si potesse dare la stabilità a quelli
  che già operano all'interno della nostra Regione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Spada, che si dichiara parzialmente
  soddisfatto.
   Si   passa  all'interrogazione  numero  815  "Chiarimenti  urgenti
  inerenti alla mancata erogazione delle somme spettanti alle aziende
  che  hanno assunto personale ai sensi dell'Avviso 21/2018", a firma
  degli onorevoli La Vardera ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Albano per fornire la risposta.

   ALBANO, assessore per la famiglia, politiche sociali e del lavoro.
  Si  premette  che  l'Avviso 21/2018 prevede  il  finanziamento  con
  risorse del Fondo Sociale Europeo di un bonus occupazionale per  le
  aziende  che  assumono  disoccupati  di  lunga  durata  secondo  la
  definizione data dal decreto legge 14/9/2015, n. 150 per un periodo
  di  ventiquattro  mesi, salvo i casi più brevi previsti  dalla  lex
  specialis.
   L'erogazione del bonus è subordinata alla verifica del rispetto da
  parte   delle  aziende  che  assumono  delle  condizioni   previste
  dall'Avviso   stesso  e  alla  verifica  del  costo  effettivamente
  sostenuto  dall'azienda per il lavoratore per cui è stato  concesso
  il beneficio.
   L'Avviso determina il contributo nella misura del 50 per cento del
  costo  salariale  effettivamente sostenuto  dall'azienda  per  ogni
  lavoratore  agevolato  e  per i 24 mesi stabiliti,  la  misura  del
  beneficio  è  innalzata  al 75 per cento  nel  caso  di  lavoratori
  svantaggiati.
   Le  operazioni  censite  sul sistema di monitoraggio  del  PO-FERS
  Sicilia  2014-2020 sono 747 per un totale di finanziamenti concessi
  pari a 12.106.849.
   Nell'ambito   del   predetto  bacino  di  imprese,   411   aziende
  corrispondente   a  7.993.207  di  finanziamenti  hanno   richiesto
  l'erogazione del beneficio a cui hanno avuto accesso. Di queste 411
  aziende 126 sono state rendicontate per un totale di 1.376.282,  ne
  restano 311 per concludere la complessiva attività di verifica e di
  rendicontazione.
   Le  verifiche sulle spese dichiarate dalle aziende beneficiarie si
  svolgono secondo i dettami e le procedure previste per l'erogazione
  a  valere  su  fondi  dell'Unione Europea, l'Avviso  oggetto  della
  presente  interrogazione  prevede anche la  verifica  del  rispetto
  degli  obblighi  contrattuali,  la  verifica  del  versamento   dei
  contributi  previdenziali ed assistenziali previsti per  legge.  Le
  suddette  verifiche che si ribadisce si fondano sulle  prescrizioni
  dettate  dalle norme di derivazione comunitaria prevedono,  quindi,
  l'accertamento   del   possesso  dei  requisiti   di   accesso   al
  finanziamento  in  quanto  in  quella  sede  i  beneficiari   hanno
  presentato  una dichiarazione ai sensi del DPR 445/2000,  pertanto,
  per  espressa disposizione di legge, quanto dichiarato va accertato
  presso  i  Centri  per l'impiego che hanno in carico  i  lavoratori
  agevolati  in quanto soggetto pubblico detentore dell'informazione.
  L'accertamento  del  rispetto dell'applicazione  del  contratto  di
  lavoro  con  tutto  ciò che ne consegue dalla verifica  del  numero
  delle ore lavorate all'effettivo pagamento delle mensilità passando
  per la verifica di tutte le componenti del prospetto paga.
   Il  Dipartimento  del  lavoro,  in seguito  alle  prime  verifiche
  effettuate,  resosi  conto  della  complessità  delle  stesse,   ha
  appuntato  sin  dal  gennaio 2023 una serie  di  strumenti  atti  a
  velocizzare  l'erogazione delle somme spettanti alle imprese  anche
  creando  un  gruppo di funzionari dedicato allo  scopo  di  cui  si
  tratta.
   In  ordine ai motivi che hanno rallentato l'erogazione delle somme
  spettanti  ai  beneficiari, si elencano nel  seguito  le  criticità
  riscontrate  dai rendicontatori nel corso delle loro  attività  che
  hanno, di conseguenza, rallentato l'azione di verifica.
   Primo,  diversi  lavoratori non possedevano i  requisiti  previsti
  dall'Avviso.  Per  molteplici lavoratori si è  accertato  che  sono
  stati  inquadrati in livelli inferiori rispetto alla  qualifica  di
  assunzione;  mancata erogazione di alcune componenti del  prospetto
  paga;  mancata  tracciabilità  della  retribuzione;  documentazione
  prevista  dall'Avviso  presentata in maniera incompleta  e  secondo
  modelli  non  conformi  a quelli previsti; il responsabile  esterno
  dell'operazione, nominato dall'azienda come soggetto preposto  alla
  redazione   e   presentazione   della   documentazione   a   questa
  Amministrazione,  in molteplici casi è risultato irreperibile;  nel
  libro  unico  del  lavoro,  in  molti  casi,  sono  state  rilevate
  incongruità  tra le presenze e il cedolino; i prospetti  salariali,
  in molteplici casi, sono risultati errati ed incompleti. In diversi
  casi,  in  corso  di  accertamento, sono  state  rilevate  numerose
  assenze  ingiustificate sui rapporti di lavoro a  tempo  pieno  che
  potrebbero celare un rapporto part time con retribuzione dichiarata
  sulle  presenze; tributi e contributi non versati  o  richieste  di
  rateizzazione  ancora  in essere quando, dalle  dichiarazioni  alle
  aziende  sembrerebbe  tutto pagato; prospetti dei  costi  salariali
  presentati   dalle   ditte  in  modo  errato   e   incompleti   dei
  giustificativi della spesa sostenuta.
   Il  competente Dipartimento, alla luce della fattispecie  sin  qui
  esposta,  il 25 gennaio 2024 ha creato, con decreto numero  99,  un
  nuovo  e  più consistente gruppo di lavoro esclusivamente  dedicato
  alla  rendicontazione delle operazioni all'Avviso 21/2018 al  quale
  sono state assegnate tutte le operazioni da rendicontare. Comprendo
  le  rimostranze  delle imprese, tuttavia posso  dire  che,  sia  la
  carente documentazione, sia i requisiti per partecipazione di tanti
  beneficiari, hanno creato non poche difficoltà. Forse sarebbe stato
  meglio  negare il diritto nei casi di evidente incompletezza  della
  documentazione  che  cercare,  come  hanno  fatto  gli  uffici,  di
  recuperare  il minimo possibile che in tanti casi si  è  dimostrato
  impossibile.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di intervenire l'onorevole La Vardera  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, Assessore, la motivazione  per  la
  quale  ho  redatto questa interrogazione, insieme ai  colleghi  del
  Gruppo   parlamentare   Sud  Chiama  Nord ,  è  che  da  una   nota
  pervenutami  in  risposta  in data 7-3-2024,  apprendo  che  alcuni
  rendicontatori,  in  seguito  alle prime  verifiche  effettuate,  a
  quanto  leggo,  a  partire dal gennaio 2023, hanno riscontrato  una
  serie  di  criticità che hanno rallentato l'erogazione delle  somme
  spettanti ai beneficiari le cui posizioni lavorative non parrebbero
  chiare  per  via, ad esempio, dei mancati requisiti come  richiesti
  dall'Avviso e dalla mancata tracciabilità della retribuzione.
   La  domanda, dunque, che facevo era questa e che sorge  spontanea:
  come  mai  solo ora si apprende che il lavoro ispettivo è  iniziato
  già  da  un  anno? Come mai le aziende non sono state informate  in
  itinere  delle  suddette  criticità? Una volta  riscontrate  queste
  criticità  come  si  procederà? Verranno garantiti  i  diritti  dei
  beneficiari?  La tempistica di fine attività ispettiva  si  conosce
  già?
   Erano  queste  le  semplici domande che  volevo  che,  in  qualche
  maniera,  l'Assessore approfondisse e per la  quale  ha  avuto  dei
  passaggi fugaci. Per cui, su questa interrogazione, onestamente, mi
  dichiaro non soddisfatto. Completamente non soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole La Vardera, che  si  dichiara  non
  soddisfatto.
   Si  passa  alla  interpellanza n. 93 "Misure di  sostegno  per  lo
  svolgimento    di    tirocini   nell'ambito    delle    professioni
  ordinistiche", a firma degli onorevoli Catanzaro ed altri.
   Se,  al  solito,  il  Gruppo  del  PD  è  d'accordo,  la  facciamo
  trasformare con modalità di risposta scritta dall'Assessore.

   (Gli onorevoli Giambona, Burtone, Spada, dai propri banchi fanno
                             cenno di sì)

   PRESIDENTE. Grazie. Verrà trasformata con risposta scritta.
   Si   passa   all'interrogazione  n.  831  "Chiarimenti   sull'alta
  percentuale di scoperture nei posti riservati ai disabili ai  sensi
  della  legge numero 68 del 1999" a firma degli onorevoli  Campo  ed
  altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Albano per fornire la risposta.

   ALBANO, assessore per la famiglia. In riscontro all'interrogazione
  in oggetto si rappresenta quanto segue.
   Per  quanto  di  competenza, il Dipartimento  Lavoro   ha  chiesto
  informazione  a tutti i servizi dei Centri per l'impiego  siciliani
  in   merito   allo   stato  di  osservanza  della  disciplina   sul
  collocamento mirato delle Aziende sanitarie siciliane.
   Il   collocamento   mirato  nelle  pubbliche   amministrazioni   è
  disciplinato dall'articolo 35, comma 2, del decreto legislativo  n.
  165/2001  e  ss.mm.ii., che prevede tre modalità di assunzione  per
  persone disabili:
   "Chiamata numerica mediante avviamento". Questo metodo si  applica
  alle  categorie e ai profili per cui è richiesto solo il  requisito
  della  scuola dell'obbligo e si effettua mediante procedura a bando
  tra i soggetti interessati che manifestano la propria disponibilità
  attraverso  il sistema informatico in uso nei centri per  l'impiego
  realizzato  a  tale scopo. I bandi di selezione vengono  pubblicati
  mensilmente.
   "Concorso  con riserva di posti o riservato per altre qualifiche".
  Si  utilizza il concorso con riserva di posti secondo l'articolo 16
  della legge 68 del '99.
   "Convenzione  con tirocinio formativo". Articolo  39  del  decreto
  legge   165/2001.  Si  possono  stipulare  convenzioni   ai   sensi
  dell'articolo 11 e seguenti della stessa legge 68 del '99.
   Sulla  base  dei  riscontri pervenuti dei servizi del  Centro  per
  l'impiego,  sono  in  corso tutte le procedure sopra  descritte  ad
  eccezione dell'ASP di Palermo che risulta avere un notevole  numero
  di scoperture.
   L'ASP  di Ragusa in particolare, come richiesto dall'interrogante,
  a  fronte  di  58  posti  disponibili, ha attivato  convenzioni  di
  inserimento  lavorativo  per  15 unità,  mentre  per  38  unità  ha
  attivato  le procedure di compito nella quota d'obbligo,  ai  sensi
  dell'articolo  4  della  legge 68/1999  di  personale  in  servizio
  assunto  non  obbligatoriamente ma riconosciuto  con  un  grado  di
  disabilità pari o superiore al 60 percento.
   Alla  data  odierna,  previa interlocuzione con  i  dirigenti  del
  Centro per l'impiego di Ragusa, risulta che 29 unità sulle 38 unità
  disponibili,   saranno   sottoposte  alla  competente   Commissione
  provinciale dei disabili.
   L'ASP  di  Siracusa a fronte di 81 posti disponibili ha presentato
  richiesta per 36 unità.
   Si  evidenzia  che  i servizi del Centro per l'impiego  competenti
  segnalano agli enti obbligati il completamento delle unità restanti
  da assumere, ai sensi della disciplina di che trattasi.
   Entro  i  successivi  60  giorni le stesse amministrazioni  devono
  trasmettere  in  via telematica al Servizio inserimento  lavorativo
  disabili  territorialmente  competente  e  al  Dipartimento   della
  funzione  pubblica  e  al Ministero del lavoro  e  delle  politiche
  sociali una comunicazione, contenente tempi e modalità di copertura
  della quota di riserva.
   In  tale  comunicazione, sono indicati anche  eventuali  bandi  di
  concorso  per  specifici profili professionali per i  quali  non  è
  previsto  il  solo  requisito della scuola dell'obbligo,  riservata
  appunto ai soggetti di cui all'articolo 8 della legge 12 marzo '99,
  n.  68  o,  in  alternativa, le convenzioni di cui all'articolo  11
  della citata legge.
   Tali  informazioni  sono trasmesse anche  al  fine  di  consentire
  un'opportuna verifica della disciplina delle quote di riserva.
   Le  informazioni sono, altresì, trasmesse alla Consulta  nazionale
  per   l'integrazione  in  ambiente  di  lavoro  delle  persone  con
  disabilità ai fini di cui all'articolo 39 bis, comma 3, lettera c).
   In  caso  di  mancata  osservanza delle suddette  disposizioni,  i
  Centri   per   l'impiego   comunicano  ai  competenti   ispettorati
  territoriali  del  lavoro, le inadempienze da parte  degli  enti  e
  delle imprese per l'erogazione delle sanzioni previste, 37,50  euro
  al giorno sino all'adempimento.
   È  stata data indicazione al competente Dipartimento del lavoro di
  intraprendere  con  tempestività ogni utile ed efficace  iniziativa
  presso gli uffici competenti al fine di provvedere agli adempimenti
  di  cui  all'articolo 39 del decreto legge n. 135  del  2001  e  ad
  applicare le misure sanzionatorie conseguenti.
   Sarà   mia   cura   informare   l'interrogante   sugli   ulteriori
  accertamenti che perverranno al Centro per l'impiego.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Campo   per   dichiararsi  soddisfatto  o   meno   della   risposta
  dell'Assessore.

   CAMPO.  Grazie, Presidente, Assessore e colleghi deputati. La  mia
  interrogazione era, sostanzialmente, divisa in due  parti:  in  una
  prima  parte  chiedevamo, appunto, notizie sulle  scoperture  della
  legge  n.  68/99 relative alla obbligatoria assunzione di tutte  le
  persone  fragili  con disabilità e, nella seconda  parte,  volevamo
  notizie su quelle 30 persone ritenute idonee, perché nel 2018 l'Asp
  di  Catania  fece  un  bando  per l'assunzione  di  8  persone  con
  disabilità  che dovevano colmare questa scopertura, ne  risultarono
  idonei 38 e, quindi, c'erano altri 30 idonei da poter collocare.
   Si  chiedeva all'Assessorato perché ancora non fosse stata inviata
  alle altre Asp questa graduatoria con i 30 idonei, considerando che
  in tutta la Sicilia risultano, solo nelle Asp, ben 400 scoperture.
   Ebbene,  intanto devo dire una cosa: la mia interrogazione  risale
  al 25 gennaio e la graduatoria con i 30 idonei è stata trasmessa  a
  tutte le Asp il 15 febbraio, quindi devo ammettere che con solerzia
  l'Assessorato, a fronte della nostra interrogazione,  subito  dopo,
  ha trasmesso la graduatoria alle altre Asp.
   Però,   con  tutta  la  buona  volontà  che  ho  visto  da   parte
  dell'Assessorato   e  del  Dipartimento,  ancora,   purtroppo,   le
  pubbliche   amministrazioni  e  gli  enti  non   hanno   provveduto
  all'assunzione,   quindi   mi  dichiaro  parzialmente   soddisfatta
  nell'attesa, appunto, si possano colmare tutti questi posti vacanti
  che  spettano,  lo ripeto - ed è una parola che ci  tengo  nel  mio
  discorso  a  ripetere  spesso -   obbligatoriamente   alle  persone
  disabili  perché è una norma di legge e, pertanto, non  può  essere
  disattesa. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Campo, che si dichiara parzialmente
  soddisfatta; abbiamo finito con la Rubrica degli atti ispettivi.


   Discussione del disegno di legge  Norme per il riconoscimento ed
     il sostegno della funzione educativa e sociale del Consiglio
  Comunale dei Ragazzi come strumento di partecipazione istituzionale
    delle giovani generazioni alla vita politica e amministrativa".
                            (nn. 608-631 )

   PRESIDENTE.  Il disegno di legge, vi ricordo questo  colleghi,  in
  merito  anche  a  quello che abbiamo discusso nella Conferenza  dei
  Capigruppo,  il disegno di legge in materia del Consiglio  Comunale
  dei  giovani,  è  stato  esitato dalla  Commissione  e,  quindi,  è
  all'ordine  del  giorno  dell'Aula:  il  relativo  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti è fissato a martedì 30 aprile 2024,
  alle ore 12.00.
   Faremo  tutto, sia discussione generale che il passaggio all'esame
  degli  articoli,  il 7 maggio; su questo, colleghi,  vi  dico  che,
  sempre  rispetto alla Conferenza dei Capigruppo, per  l'Aula  si  è
  stabilito di rinviare i lavori a martedì 7 maggio.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE. Prima di chiudere l'Aula c'erano alcuni interventi dei
  colleghi  ai  sensi  dell'articolo 83,  comma  2,  del  Regolamento
  interno.  Prima  l'onorevole Campo, poi l'onorevole  La  Vardera  e
  quindi l'onorevole Burtone.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.

   CAMPO.  Grazie Presidente, assessori - sono contenta  che  ci  sia
  anche l'Assessore Messina - e colleghi deputati, voglio riferire in
  Aula  della  drammatica situazione che stanno  vivendo,  in  questo
  momento, alcuni cittadini di Pozzallo, residenti nel lotto  167,  a
  cui  è  appena  arrivata  un'ordinanza di  sgombero  di  un  intero
  quartiere  dello  IACP a causa, appunto, di alcuni carotaggi  fatti
  nel 2008 che hanno certificato un cemento debole.
     Quindi,  un  quartiere  che ad oggi risulta  con  tre  palazzine
  pericolanti, e ben 48 nuclei familiari all'improvviso  ricevono  la
  drammatica notizia di dover lasciare le loro case, i loro  affetti,
  i  loro mobili e andare via e ancora non si sa dove. Mettiamoci per
  un  attimo nei panni di queste persone. Chiaramente, abbiamo  fatto
  subito  un incontro in Prefettura, ci ha invitato S.E.  il Prefetto
  di Ragusa e, sia in quella occasione, sia ieri in un altro incontro
  che  è  avvenuto nella sede dello IACP alla presenza  di  tutta  la
  deputazione iblea e del Sindaco di Pozzallo, abbiamo saputo che  il
  Presidente  Schifani ancora non ha fatto neanche una telefonata  al
  Sindaco di Pozzallo.
   Presidente,  chiaramente era doveroso quanto meno una  telefonata,
  visto  che all'improvviso ci sono più di 150 persone a cui  bisogna
  trovare  immediatamente un alloggio. Un alloggio che,  ci  tengo  a
  sottolineare, siccome è successo un caso analogo a Ribera nel  2013
  e  i  residenti  di  un quartiere Iacp di Ribera  hanno  avuto  gli
  alloggi  soltanto poco tempo fa, sono trascorsi più di  dieci  anni
  prima  che  potessero i cittadini nuovamente rientrare  nelle  loro
  case.  Non è una situazione che si risolverà dall'oggi al domani  e
  le persone non sono pacchi, sono persone, appunto, esseri umani
   Quindi,  non possiamo pensare di traslocarli da un B&B  all'altro,
  da  una casa vacanza all'altra o in un alloggio temporaneo. Bisogna
  trovare  una  soluzione che sia quanto meno definitiva per  qualche
  anno  nelle  more che, appunto, vengano ricostruite queste  case  e
  nuovamente assegnate.
   Nel frattempo ci sono anche tante, tante, perplessità, Presidente,
  perché questi carotaggi sono del 2008. Prima di far sloggiare tutte
  queste  persone io chiedo al Presidente Schifani, che è il  massimo
  responsabile  della pubblica sicurezza, se ha già interloquito  con
  la Protezione civile regionale e che vengano immediatamente rifatti
  nuovi carotaggi e nuovi controlli, perché a distanza di 16 anni  si
  potrebbe  essere  anche  assestato il problema  statico  di  questo
  quartiere. E' importante che venga nuovamente predisposto un  nuovo
  carotaggio  prima che facciamo spostare drammaticamente  48  nuclei
  familiari, lo ricordo a tutti, fragili, all'interno ci sono persone
  in   difficoltà  economica,  ma  anche  persone  anziane,   persone
  disabili,    bambini,   persone   che,   probabilmente,    dovranno
  riprogrammare, riprogettare la loro vita perché dovranno spostare i
  bambini da una scuola ad un'altra.
   Quindi  è importantissimo che ci si attivi immediatamente. Io  non
  capisco  come sia possibile che a distanza di giorni,  anzi  è  già
  trascorsa  una  settimana da quando abbiamo  fatto  l'audizione  in
  Commissione, già cinque giorni da quando è arrivata l'ordinanza  di
  sfratto e ancora non abbiamo notizia di questo, Presidente.  Allora
  è vero che è un ologramma, un Presidente fantasma, se non si attiva
  neanche per una situazione drammatica come questa.
   Io  fra  l'altro ci tengo, anche in questo momento molto accorato,
  ad esprimere la mia solidarietà al sindaco e a tutti i cittadini di
  Pozzallo che stanno vivendo questa drammatica esperienza.
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Grazie,  Presidente, grazie onorevoli  colleghi.  Io
  venerdì  sono  stato a Pozzallo, quindi non parlo  per  notizie  di
  stampa,  ma  ho  vissuto  dal  vivo la  drammatica  situazione  che
  l'onorevole Campo sottolineava.
   Io  ricordo  a quest'Aula che nonostante, insomma, non perché  non
  sia  deputato eletto a Ragusa, ma tutti noi colleghi -   ho  sempre
  vissuto   questo   ruolo  nella  convinzione  che  siamo   deputati
  dell'intera  Regione siciliana - e, quindi, se c'è un problema  che
  riguarda  la  provincia di Ragusa, ovviamente,  riguarda  anche  il
  sottoscritto.  Per  cui, quando ho saputo di questa  situazione  mi
  sono  recato  con urgenza a Pozzallo, ho incontrato il Sindaco,  ho
  parlato  con  il Prefetto, Sua Eccellenza Ranieri, ho incontrato  i
  cittadini  che  vivono  in queste case popolari,  accompagnato  dal
  coordinatore  provinciale di Sud chiama Nord, Paolo Monaca,  e  dai
  consiglieri  comunali Saverio Buscema e l'assessore Di  Stefano,  e
  abbiamo visto che la situazione è davvero drammatica.
   Ma  la  cosa che più è incredibile, onorevole Campo, come ben  lei
  diceva,  in  diretta col sindaco di Pozzallo, il dottore  Ammatuna,
  abbiamo mandato con urgenza una e-mail al Presidente Schifani,  lui
  in  qualità di sindaco della città di Pozzallo, io nella qualità di
  deputato,   nella  quale  chiedevamo  un  incontro  immediato   col
  Presidente  Schifani perché tutti quanti i gruppi  politici  e  Sua
  Eccellenza  il Prefetto ci ha pregato dicendo, per favore,  non  ne
  fate  una questione politica, coinvolgete i massimi esponenti della
  Regione,  perché  è  urgente che il presidente Schifani  su  questa
  faccenda  dica cosa voglia fare, perché non è una vicenda  che  può
  essere  vissuta  in capo a un sindaco, perché non ha  la  forza  di
  potere aiutare; ricordiamolo,  48 famiglie e oltre 150 persone  che
  tra  dieci giorni, ormai tra otto giorni, non sanno dove  andare  a
  stare, non avranno più un tetto sulla propria testa.
   Quindi, la situazione non è una situazione così, campata in  aria.
  C'è   un'ordinanza   di   sgombero,  loro   devono   lasciare   gli
  appartamenti, ma non sanno dove devono andare
   In   quella   ordinanza  c'è  un  capolavoro.  L'ordinanza   dice:
  attraverso il sindaco, sarete voi stessi a occuparvi del  posto  in
  cui andrete.
   I  cittadini  dicono: ma come facciamo noi a sapere dove  dobbiamo
  andare?  E,  ovviamente, in tutto questo, il Presidente Schifani  è
  rappresentato  da  quella poltrona vuota. Come ha  fatto  spesso  e
  volentieri  con  i problemi di questa Regione, non ha  risposto  al
  sindaco   Cioè,  ma  almeno  una cosa  buona  la  possiamo  dire  a
  Musumeci,  onorevole, una cosa buona: che quando c'era un problema,
  quanto  meno, aveva la cosa di alzare il telefono e dire,  sindaco,
  le sono vicino  Schifani neanche questo fa  Neanche questo fa
   Certo  è  che  ora  fa  ridere perché Musumeci  è  Ministro  della
  Protezione  civile, volendo pure lui poteva fare  una  chiamata  al
  sindaco di Pozzallo, perché noi riteniamo che questa faccenda è una
  faccenda di Protezione civile. Cioè non è possibile che il  sindaco
  di  una  comunità  possa prendersi in carico una situazione  che  è
  assolutamente fuori dall'amministrazione ordinaria.
   Io  non sono sindaco, però voglio essere vicino alla categoria dei
  sindaci, perché evidentemente una situazione di questo tipo non può
  essere  gestita  da una comunità e io chiedo in quest'Aula,  perché
  rimanga agli atti -  perché rimanga agli atti di quest'Aula -   che
  ancora una volta Schifani su questa partita non c'è, è assente   Si
  sta  occupando  delle guerre intestine, fratricide, all'interno  di
  Forza Italia.
   A  chi  deve  candidare che cosa, quanti voti deve far prendere  a
  Tamajo  rispetto  alla guerra interna con Falcone per  le  elezioni
  europee  e se forse -   forse -  l'onorevole Lantieri rientrerà  in
  questa  partita,  perché devono fare la lotta alle  correnti,  alle
  europee.
   Tutto  questo  è svilente, mortificante rispetto al ruolo  di  noi
  deputati,   soprattutto  perché  quest'Aula,   ricordiamolo,   deve
  occuparsi  dei  problemi della Sicilia e non dobbiamo semplicemente
  parlare di europee, ma Schifani continua a parlare di europee  come
  se  tutto  il resto non contasse, come se i problemi dei  cittadini
  non rimangano.
   E,  quindi,  da questo pulpito, da quest'Aula io lancio  il  grido
  d'appello che ha lanciato l'onorevole Campo, e di tutti i colleghi,
  perché  è  un problema che riguarda tutti i colleghi perché  ci  si
  possa  occupare  della  vicenda  di Pozzallo,  perché  non  rimanga
  lettera morta
   Se  il  Presidente  Schifani non risponderà, andremo  ad  occupare
  fisicamente quelle palazzine, perché vogliamo stare vicino a quelle
  famiglie che non hanno colpe, ma è chiaro che il Prefetto  non  può
  non  intimare quelle che sono le demolizioni di queste case  perché
  non  sono  in grado di potere ospitare quelle famiglie,  fatte  con
  cemento depotenziato.
   Quindi, davanti a questa situazione incredibile la perentoria e la
  perenne  presenza è il silenzio tombale di questo Governo  che  non
  c'è,  è  un  Governo  assenteista, un  Governo  irresponsabile,  un
  Governo  che  non è in grado di amministrare nemmeno un condominio,
  nemmeno  il  condominio di casa propria. Schifani non è nemmeno  in
  grado di amministrare il suo condominio, un vicepresidente che  non
  c'è,  perché di fatto non c'è più e grazie a Dio quando  in  questo
  pulpito e da questo pulpito mi permetto di fare delle dichiarazioni
  che  hanno  a che fare con la vicenda ... ecco la campanellina,  ho
  finito,  signor Presidente, non faccia come Galvagno che mi  toglie
  la parola, per carità di Dio.
   Quello  che  dobbiamo  fare semplicemente è  dire  che  in  questo
  Palazzo  e  in  questo  Parlamento  il  presidente  Schifani  è  un
  assenteista  cronico. Vada a Pozzallo e vada a  vedere  i  problemi
  reali  della  Sicilia   Si occupi dopo delle guerre  intestine  tra
  Tamajo e Falcone  Prima vengono i siciliani e dopo le europee

   PRESIDENTE.  Onorevole La Vardera, la ringrazio per  l'intervento.
  La  campanella la suono a tutti i deputati che superano i 5  minuti
  di  intervento. Lei stava completando i cinque minuti e  quindi  ho
  suonato la campanella.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Presidente, tra qualche giorno avremo la ricorrenza della
  Festa  della  Liberazione dell'Italia, la festa  della  Resistenza.
  Alcuni  di noi, componenti di questo Parlamento, saremo in  piazza,
  le  manifestazioni  dell'ANPI, alcuni da  sindaci  parteciperemo  a
  quelle promosse dalla Prefettura, quelle portate avanti dai singoli
  sindaci.
   Io  da  parlamentare,  però,  voglio intervenire  qui,  in  questo
  Parlamento siciliano, innanzitutto per ricordare quelli  che  hanno
  donato  la propria vita per la liberazione dell'Italia, quelli  che
  erano  presenti  durante la lotta di liberazione e hanno  avuto  il
  coraggio  di  mettere  in gioco la propria  vita  per  superare  un
  momento  difficilissimo  della nostra  comunità,  la  presenza  dei
  nazifascisti.
   E  lo  faccio, Presidente, perché negli anni scorsi c'è stata  una
  parte  degli  storici  che ha sostenuto che i siciliani  non  hanno
  avuto una grande partecipazione nella Resistenza, erano a Sud - sì,
  è  vero   In  Sicilia  non  c'è  stata  una  presenza  della  lotta
  partigiana  perché i nazifascisti, quando arrivarono gli americani,
  con il loro sbarco, fuggirono
   Durante  la  fuga hanno creato anche condizioni di barbarie,  come
  erano  soliti fare, a Linguaglossa, a Mascalucia, a Castiglione  di
  Sicilia, a Catania, però, anche in altre realtà.
   Io  mi  permetto sottolineare che l'impegno dei siciliani è  stato
  significativo  a  Nord  della  nostra  Nazione,  con  una  presenza
  importante di giovani, di donne che si impegnarono nella  lotta  di
  liberazione.
   Erano  presenti gli antifascisti che erano fuggiti dalla  Sicilia,
  parlo  di  Pompeo Colajanni, il comandante Barbato che  si  impegnò
  nella  liberazione di Torino, di Girolamo Li Causi, che poi abbiamo
  visto  impegnato nelle lotte contadine per la terra,  ma  parlo  di
  tanti siciliani.
   Io   ne  ho  conosciuti  alcuni,  Presidente,  direttamente  Luigi
  Briganti,   Fortunello   il suo nome di battaglia,  medaglia  d'oro
  della  Resistenza  di Lentini, Ettore Panascia di  Catania,  li  ho
  conosciuti,  Presidente, perché erano amici di  mio  padre,  perché
  anche  mio padre - lo dico questo con una punta di emotività  e  di
  orgoglio - anche mio padre ha partecipato alla lotta partigiana.
   Il  capitano Morello, giovane capitano Morello, che contribuì alla
  liberazione dell'Ossola, una terra che era occupata dai fascisti, e
  lo  fece combattendo con altri, insieme ad altri siciliani, Antonio
  ed  Alfredo Di Dio che morirono per liberare quell'area del  nostro
  Paese, insieme a lui Eugenio Cefis, Enrico Mattei, Giovanni Marcora
  che aveva nome di battaglia "Bertino".
   Dico  questo, Presidente, perché vanno ricordati e vanno ricordati
  sapendo che erano tutti i giovani che erano stati chiamati  a  fare
  il  servizio  militare e poi furono portati invece in territori  di
  guerra  chi  in Albania, chi in Grecia, chi in Africa. E ritornando
  in  Italia, avrebbero potuto determinare altre scelte, andare nelle
  proprie  case,  nelle  proprie  abitazioni,  alcuni  furono   presi
  prigionieri  e deportati nei campi di concentramento,  altri  hanno
  deciso di andare in montagna, di contribuire alla liberazione della
  nostra Terra, dell'Italia   E lo hanno fatto con grande generosità
   Erano ribelli per amore
   Lo  facevano perché volevano che la nostra Terra venisse  liberata
  dai nazifascisti
   Quest'anno   ha   un'importanza  particolare.  Non   sarò   lungo,
  Presidente, vado verso le conclusioni.
   Ha  un'importanza particolare perché nel Paese c'è tanta  polemica
  su alcune questioni, io non le toccherò.
   Dico  soltanto  che  questo  progetto di  autonomia  differenziata
  spezza il Paese, e la Resistenza, come il Risorgimento, sono  state
  due  pagine  importanti  della  storia  d'Italia  che  hanno  avuto
  l'obiettivo di unificare il nostro Paese, non soltanto dal punto di
  vista geografico ma, soprattutto, dal punto di vista morale, perché
  è  stata  l'identità,  ed  è  stata data  con  la  scrittura  della
  Costituzione,  che  non fu scritta sulle montagne,  nei  luoghi  di
  battaglia,  fu  scritta, però, con l'ispirazione di  quelle  pagine
  così significative per la nostra terra.
   Ha questo significato profondo, come un altro significato profondo
  ha l'impegno per la pace
   Io  dicevo  che erano ribelli per amore, Presidente, perché  nella
  nostra  Costituzione, ispirata dalla Resistenza, c'è l'articolo  11
  che dice -  chiaramente - che il nostro Paese è contro la guerra  e
  quindi quest'anno la festa della Resistenza, la Liberazione,  dovrà
  essere  ricordata  come  una  giornata  in  cui  si  dica  comunque
   vogliamo la pace"
   È questa la considerazione che volevo fare e concludo, Presidente.
   Mio padre ripeteva spesso, anche prima di morire, che la lotta  di
  Liberazione  fu una pagina importante per il Paese, una  pagina  in
  cui  tanti sacrificarono la loro vita e lo fecero non soltanto  per
  liberare l'Italia dalla dittatura nazifascista, perché furono poi i
  nazisti ad occupare la nostra terra, lo fecero perché volevano  una
  società  soprattutto più giusta e più umana e un monito  che  dalla
  Resistenza arriva e deve arrivare anche a questo nostro Parlamento.
   La ringrazio.

                   (applausi dai banchi di sinistra)

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone per questo  suo  importante
  intervento.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prego, onorevole Giambona, non mi ero  accorto  della
  sua richiesta.

   GIAMBONA. Onorevoli colleghi, Presidente. Faccio questo intervento
  perché  gradirei che la Presidenza si facesse carico, naturalmente,
  di portare avanti alcune istanze, una in specifico, che riguarda la
  tematica in cui versa la sanità siciliana.
   Noi abbiamo piena consapevolezza che abbiamo uno stato di crisi in
  corso  nel sistema sanitario siciliano, lunghe liste di attesa  che
  non  si  accorciano nemmeno con gli ultimi interventi,  medici  che
  mancano nelle nostre corsie: fondamentalmente i siciliani,  se  non
  hanno disponibilità economica, non si curano, rinunciano a curarsi
   Inoltre,  in  questo contesto particolare in cui il  PNRR  prevede
  degli interventi sul settore della sanità, capiamo bene che c'è  la
  necessità  di  avere delle guide autorevoli in questo percorso  che
  dovrebbe  essere  di  crescita e di miglioramento  di  un  servizio
  sanitario siciliano che è assolutamente scadente.
   Ebbene,  Presidente,  dopo oltre dodici mesi dall'insediamento  di
  questo  Parlamento  siciliano,  il  Governo  ha  esitato  -  direi,
  ricorrendo al manuale Cencelli - alla determinazione di quelli  che
  dovevano  essere i commissari delle strutture sanitarie  siciliane.
  Era  proprio il 31 di gennaio, da quel momento è cominciato  l'iter
  in  Commissione  Affari Istituzionali , da quel punto di vista  noi
  abbiamo  evidenziato,  noi  del Partito Democratico,  delle  enormi
  contraddizioni da parte del governatore Schifani che, sulla  nomina
  dei   commissari  della  sanità,  aveva  dapprima  dichiarato   che
  eventuali conferme sarebbero state solo delle eccezioni, salvo  poi
  smentirsi   nei  fatti,  confermando  tra  nomine,  spostamenti   e
  promozioni, dodici delle diciotto caselle disponibili.
   Il 16 di marzo il Governo regionale sarebbe stato nelle condizioni
  di  nominare  i  direttori generali, ad oggi non mi risulta  nulla,
  nessuna deliberazione su questo iter procedimentale e quindi  sulla
  nomina dei direttori generali. Vorremmo capire cosa sta succedendo.
  Se  c'è  un  cambio di opinione relativamente a quelli che  sono  i
  nominativi inizialmente designati come commissari, se è così che ce
  lo  vengano  a  dire, se è stato riscontrata qualche  anomalia  dal
  punto di vista procedurale, che ce lo si comunichi, perché nulla di
  tutto  questo  ai parlamentari regionali dal 16 di  marzo  è  stato
  comunicato.  Ritengo che siamo in una fase talmente  importante  di
  rinnovamento,  dal punto di vista infrastrutturale, che  la  sanità
  siciliana  non  può  rimanere precaria. E'  indispensabile  che  da
  questo  punto  di  vista  si  mettano alla  guida  delle  strutture
  sanitarie  siciliane delle figure autorevoli. Abbiamo rappresentato
  delle  criticità, in più occasioni, ma a questo punto, se  ci  sono
  dei  problemi sulla nomina dei direttori generali, abbiamo  bisogno
  che  il Presidente della Regione venga qui a dichiararcelo, a  dire
  quali  sono  i  problemi, perché il diritto alla sanità  più  volte
  continua  ad essere negato ai siciliani ed è un diritto sacrosanto,
  stabilito  dalla  Costituzione, che non può  essere  per  l'appunto
  negato

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vorrei
  fare  un sollecito importante, abbiamo presentato un'interrogazione
  per  quello che riguarda l'esclusione di Siracusa dai ristori degli
  incendi,  come se non fossimo più in Sicilia. Non lo so,  questa  è
  una cosa che ci ha veramente sconvolto perché è impossibile che  si
  possa  decidere così, solo perché non è stata chiusa alla viabilità
  qualche  strada.  Stiamo parlando di cose di  una  gravità  estrema
  Presidente,  non accettiamo questa cosa perché è come  se  Siracusa
  non  facesse parte della Sicilia  Ricordo che l'incendio più vasto,
  più   importante,  più  rischioso  e  proprio  più  demolitivo  nei
  confronti  della  città di Siracusa era quello che  è  avvenuto  in
  contrada  Targia, accanto al polo industriale, chimico  industriale
  di  Siracusa. Questo per capire cosa è successo in quel periodo, il
  rogo  ha  interessato  tutta la Sicilia, Siracusa  non  è  al  nord
  d'Italia  oppure un'isola deserta al mare per non accorgersene,  ci
  sono  documentazioni scritte, documentazioni fotografiche che fanno
  ricadere  quel territorio come fra i più gravemente danneggiati  da
  questa problematica. Quindi, caro Presidente, sarei contento se lei
  potesse  far accelerare e capire cosa sta succedendo e  quali  sono
  stati  motivi per aver escluso la provincia di Siracusa rispetto  a
  questa tematica.

   SPADA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E' l'ultimo intervento ex art. 83.

   SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi premeva ricordare
  oggi la morte di un "eroe", Vito Bugliarello, venuto a mancare  più
  di  un  anno  fa perché la sua umiltà, il suo altruismo,  lo  hanno
  portato a sacrificarsi per salvare due ragazzi che, caduti in mare,
  non  sono più riusciti a risalire sulla riva. E lo voglio ricordare
  in  quest'Aula  perché, da più di un anno, ho  fatto  richiesta  al
  Presidente della Regione di conferire a Vito Bugliarello e alla sua
  famiglia  la  medaglia d'oro al valore civile, cosa  che  purtroppo
  ancora  non è stata fatta. Ritengo che la storia di Vito sia  stata
  una  storia che ha segnato non solo la comunità floridiana, che  ha
  vissuto quel momento tragico, ma è stata anche in grado di scuotere
  le coscienze di tutta la nostra Nazione.
   Ricordo ancora il post che fece la premier Meloni nei confronti di
  questo  ragazzo. Diverse sono state le attestazioni di vicinanza  e
  di  affetto  che sono state rivolte  non solo alla famiglia  ma  al
  gesto eroico di Vito e il fatto che questa Regione, il fatto che il
  Presidente  non  abbia ancora riconosciuto questa onorificenza  nei
  confronti  di questo ragazzo e nei confronti del gesto di altruismo
  fatto  più  di  un anno fa, la reputo una cosa grave  e  che  spero
  quest'Aula  e  la Presidenza nello specifico possano  risollecitare
  perché  ritengo  che  gesti come quelli di Vito  vadano  ricordati,
  premiati  e  soprattutto  non  dimenticati  da  questo  Palazzo  ma
  soprattutto dalla politica.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  così  come   stabilito   dalla
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari,  la  seduta  è
  rinviata a martedì 7 maggio 2024, alle ore 15.00.

                   La seduta è tolta alle ore 16.36


   L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato sul  sito
  web   istituzionale  dell'Assemblea  regionale  siciliana,   è   il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         X SESSIONE ORDINARIA


                         110a SEDUTA PUBBLICA

                   Martedì 7 maggio 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Modifiche alla legge regionale 16 gennaio 2024, n. 2: Bilancio
         di previsione della Regione Siciliana per il triennio 2024/2026 .
         (n. 717/A) (Seguito)

        Relatore: on. Daidone

       2)  Modifiche dell'art. 40 Concessione per l'uso di spazi e la
         riproduzione dei beni culturali in consegna ad istituti e luoghi
         della cultura della Regione L.R. 31 gennaio 2024, n.3 Disposizioni
         varie e finanziarie . (n. 729/A) (Seguito)

        Relatore: on. Ferrara

       3)  Norme per il riconoscimento ed il sostegno della funzione
         educativa e sociale del Consiglio Comunale dei Ragazzi come
         strumento di partecipazione istituzionale delle giovani generazioni
         alla vita politica e amministrativa . (nn. 608-631/A)

        Relatore: on. Giambona

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

   Allegato A - Comunicazioni (v. oltre)

   Allegato all'ODG (v. oltre)