Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.21
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli De Luca Antonino, Ardizzone
e Venezia hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione relativa al ritiro dell'interrogazione n. 994
PRESIDENTE. Comunico che con e-mail del 17 aprile 2024,
protocollata al n. 2745-ARS/2024 di pari data, l'onorevole
Giambona, nella qualità di primo firmatario, ha chiesto il ritiro
dell'interrogazione n. 994 Chiarimenti sulla tipologia di
interventi e misure che l'Anas intende intraprendere per ridurre
l'inquinamento acustico e per la installazione di pavimentazione
fonoassorbente e/o barriere antirumore .
L'Assemblea ne prende atto.
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze
della Rubrica Famiglia, politiche sociali e lavoro
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
dello svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e interpellanze della Rubrica Famiglia,
politiche sociali e lavoro .
L'assessore è presente in Aula.
Si passa all'interrogazione n. 636 Salvaguardia dei livelli
occupazionali e salariali del personale Almaviva Contact , a firma
dell'onorevole Varrica.
Ha facoltà di parlare l'assessore per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro per rispondere all'interrogazione.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Buonasera, signor Presidente, onorevoli deputati.
In merito all'interrogazione in oggetto, depositata il 13 ottobre
2023, come anticipato nella risposta inviata il 26 gennaio ultimo
scorso, si comunica che in data 19 dicembre 2023, è stato
sottoscritto un Accordo quadro tra il Ministero delle imprese del
Made in Italy e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali,
Anpal Servizi e le Regioni interessate, nonché le organizzazioni
sindacali e Almaviva Contact, in cui le parti hanno concordato
sulla necessità di concorrere alla realizzazione di un percorso di
ricollocamento dei lavoratori di Almaviva Contact.
In tale accordo ogni soggetto firmatario è stato chiamato a
sostenere fattivamente per quanto di competenza tutti i lavoratori
nella ricerca di una nuova occupazione.
Esso prevede a grandi linee la garanzia per i lavoratori di
ricevere nove mesi di cassa integrazione, eventualmente estendibili
di ulteriori tre mesi, nelle more della definizione dello sviluppo
di quanto previsto nel documento predisposto da Anpal Servizi
allegato all'accordo quadro indicato in precedenza delle azioni
politiche attive per i lavoratori di Almaviva.
Questo documento ha delineato le strategie con tutti gli strumenti
disponibili per la risoluzione delle crisi aziendali, per la
ricollocazione dei lavoratori Almaviva Contact attraverso un'opera
di valutazione della capacità di assorbimento del territorio
regionale e una eventuale riqualificazione dei lavoratori in modo
da renderli maggiormente rispondenti alle richieste del mercato del
lavoro locale.
Quanto previsto dal documento si dispiegherà nell'arco dei mesi
coperti dalla cassa integrazione secondo un cronoprogramma già
stabilito e delineato nello stesso documento.
Successivamente, Almaviva ha presentato richiesta di incontro per
l'espletamento dell'esame congiunto, ai sensi dell'articolo 24 del
decreto legge n. 148 del 2015, finalizzato al ricorso alla Cig per
cessazione di attività, ai sensi all'articolo 44 del decreto legge
n. 109 del 2018, convertito con modificazioni dalla legge n. 130
del 2018.
Le parti sono state convocate in data 15 gennaio ultimo scorso
presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per
l'espletamento dell'esame congiunto relativo ad Almaviva Contact.
All'incontro hanno partecipato per la Regione siciliana il
dirigente generale del Dipartimento del lavoro e il Capo di
Gabinetto vicario dell'Assessorato famiglia, politiche sociali e
lavoro.
La società ha rappresentato che, nel corso degli ultimi anni, ha
registrato gravi criticità in considerazione della contrazione dei
volumi nei principali settori merceologici di riferimento e del
continuo abbattimento delle tariffe riconosciuto dai committenti
uniti anche a situazioni specifiche dei principali clienti
aziendali. Tale condizione ha generato un numero crescente e
strutturale di esuberi.
Alla luce della critica situazione, la società ha deciso di
cessare l'attività di call center e di non rinnovare o stipulare
nuovi contratti di appalto.
A fronte di quanto rappresentato, le parti hanno ritenuto come
accennato di ricorrere al trattamento straordinario di integrazione
salariale per cessazione di attività e hanno concordato
l'attivazione di un percorso strutturato di politiche attive a
sostegno dei lavoratori coinvolti nella Cig.
Almaviva ha presentato istanza di Cig per cessazione di attività,
ai sensi dell'articolo 44 del decreto legge 109/2018, convertito
con modificazione della legge 130/2018, a far data dal 1 gennaio
2024 fino al 30 settembre 2024.
Il trattamento straordinario di integrazione salariale è stato
richiesto in favore di 605 dipendenti: 153 dipendenti con sede a
Catania; 47 a Napoli; 115 a Palermo; 21 a Cosenza; 31 a Roma; 38 a
Segrate. Quindi, per un totale di 605.
Stante la cessazione di attività produttiva, i lavoratori sono
stati sospesi a zero ore senza rotazione.
La società ha quantificato l'onere a copertura dell'utilizzo della
Cig in una spesa pari a euro 5.596.603.
In coerenza con quanto previsto al punto 5) della circolare del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 15 del 4 ottobre
2018, la società ha richiesto il pagamento diretto da parte
dell'Inps del trattamento straordinario di integrazione salariale.
Durante il periodo di fruizione dell'ammortizzatore sociale è
preclusa l'intimazione di licenziamenti collettivi dei lavoratori,
fatta salva la facoltà di attivare prima della conclusione
dell'ammortizzatore sociale la procedura di esame congiunto di cui
alla legge n. 123 del 1991, compresa la fase amministrativa.
Le parti hanno convenuto di monitorare con incontri di verifica
mensile il programma di Cig.
Il 17 aprile scorso si è svolta una riunione dell'apposita Cabina
di regia presso il Dipartimento del lavoro con le organizzazioni
sindacali, il Dipartimento della salute, il Dipartimento del
turismo, il Dipartimento delle attività produttive e il
Dipartimento delle infrastrutture.
Si è convenuto sulla ricerca di imprese che possono avere
interesse alla professionalità dei cassaintegrati, dando la
disponibilità della Regione a riqualificarli mediante corsi
all'uopo organizzati.
Si è, inoltre, convenuto di verificare la possibilità di inserire
nei bandi di gara, con aggiudicazione mediante l'offerta più
vantaggiosa, l'attribuzione di un punteggio aggiuntivo a quelle
imprese partecipanti che collocano lavoratori in cassa
integrazione.
E' intenzione del Governo di coinvolgere tutti i rami di
amministrazione interessati per occupare i lavoratori.
Al momento non vi è un'immediata soluzione, essendo la
ricollocazione del personale con specifiche professionalità di
settore difficilmente collocabile per intervento
dell'Amministrazione regionale.
Con la collaborazione di Italia Sviluppo Lavoro, ex ANPAL, vi sono
ipotesi di riqualificazione del personale interessato verso
ulteriori alternativi spoke di mercato.
Il Governo regionale sarà presente nei diversi tavoli a garanzia
e, per quanto possibile, a tutela dei suddetti lavoratori.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Varrica per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
VARRICA. Presidente, mi dichiaro assolutamente insoddisfatto.
Chiaramente ringrazio sempre l'Assessore per la disponibilità,
però dobbiamo ricostruire quello che è successo in questo anno.
Purtroppo, dati alla mano, la gestione di questa vertenza da parte
del governo Schifani e del governo Meloni, quindi dell'intero
centrodestra, è stata assolutamente disastrosa, Assessore, e di
questo dobbiamo prenderne atto, perché ricordiamo che stiamo
parlando, non di una vertenza di lavoratori qualsiasi, stiamo
parlando di un bacino di persone - di cui circa 500 in Sicilia -,
la maggior parte delle quali ha perso il lavoro con la colpa di
aver servito la collettività durante il periodo pandemico.
Queste persone hanno perso il diritto alla clausola sociale
durante il periodo pandemico, quindi per servire la collettività.
Durante l'anno precedente avevamo fatto pressioni sul Governo e
istituzioni di vario tipo per giungere ad una soluzione. Ricordo a
marzo i fuochi d'artificio, gli annunci da parte di tanti esponenti
politici del centrodestra, a diversi livelli, in cui si faceva
riferimento alla soluzione - condivisibile - di riattivare il 1500
strutturalmente per reintegrare queste persone.
La soluzione, a livello di tavolo ministeriale, prevedeva
centinaia di posti di lavoro per questo bacino. Bene, pian piano,
nel corso dei mesi, le centinaia di posti di lavoro si sono
ridotte, a settembre sono diventati, al tavolo ministeriale,
qualche decina di posti di lavoro e a dicembre finalmente si è
scoperta la verità, cioè che il governo Meloni e, quindi, tutto il
centrodestra, non aveva intenzione di salvaguardare queste persone
e di riattivare il 1500.
Bene, questa inerzia da parte del governo Schifani anche nella
pressione col governo Meloni, perché comunque la responsabilità
politica è vostra - questo deve essere chiaro -, ora la stiamo
pagando qua perché, mi rendo conto che l'Assessore abbia riferito
del fatto di dare seguito all'accordo ministeriale, però,
Assessore, lei sa benissimo che con l'accordo ministeriale, con le
politiche attive del lavoro, nel corso dei prossimi cinque mesi non
riusciremo a trovare lavoro per circa cinquecento persone.
Quindi, la vediamo come una cosa dovuta, siamo convinti che la
seguirà al meglio, però questa non è la soluzione, Assessore.
Le parlo in quanto rappresentante del governo Schifani. Si deve
fare chiarezza e si deve fare chiarezza adesso, non a ridosso...
poi aspettiamo le elezioni e vediamo come va, eventualmente,
vediamo una soluzione. Si deve fare chiarezza adesso
La Regione, il Governo regionale, come ha fatto in altri contesti,
vuole farsi carico di queste persone?
Si è parlato - lei ne ha fatto cenno - di una soluzione
nell'ambito di commesse dedicate, di CUP, un servizio di call
center per i visitatori e turisti siciliani nell'ambito
dell'Assessorato del turismo, ci sono tante soluzioni,
l'Assessorato infrastrutture, ci sono tante soluzioni. Ora, il
Governo vuole semplicemente dare seguito in maniera asciutta e
anche astratta - mi lasci dire - a quanto stabilito al tavolo
ministeriale, oppure il Governo si impegna a garantire queste
persone? Perché sono due cose assolutamente diverse
Io credo che sia necessario fare un momento di chiarezza.
Sinceramente, apprezzerei una delle due risposte ugualmente perché
almeno i lavoratori sanno cosa si devono aspettare.
Ripeto, è inaccettabile, visto il tipo di bacino, che non si
tratta semplicemente di un'azienda in chiusura, peraltro, mi lasci
dire, per la quale non è stato fatto niente per trattenerla in
Sicilia, si tratta di persone che in massima parte hanno perso il
lavoro, senza sapere che stava accadendo, perché hanno servito la
collettività
Questo è assurdo e di questo il Governo, secondo me, dovrebbe dare
un segnale forte.
Io spero, tra qualche mese, di cambiare la mia opinione
sull'inefficacia ad oggi dei governi Schifani e Meloni, soprattutto
Schifani, alla luce dei fatti e i fatti sono i posti di lavoro.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica, che si dichiara
insoddisfatto.
Si passa all'interpellanza numero 76 "Iniziative del Governo in
merito all'integrazione oraria del personale Asu impiegato negli
enti locali", a firma degli onorevoli Venezia ed altri.
Se siete d'accordo, chiedo ai componenti del PD, se magari
l'Assessore può dare risposta scritta.
(Gli onorevoli Giambona, Burtone, Spada, dai propri banchi fanno
cenno di sì)
PRESIDENTE. Grazie. Sarà premura dell'Assessore dare una risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione numero 788 "Iniziative urgenti al fine
di garantire i diritti di un cittadino ingiustamente licenziato per
avere agito in difesa dell'ambiente", a firma degli onorevoli La
Vardera ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore Albano per fornire la risposta.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Intanto, volevo informare che le interpellanze sono state
già inviate da tempo, già per iscritto, quindi precedono sempre la
parte orale.
Il riscontro all'interrogazione in oggetto, dal contenuto della
stessa, sembra trattarsi di una sentenza di condanna a cui deve
ottemperare la ditta soccombente in favore del lavoratore.
Non conoscendo il contenuto di tale sentenza, si presume che il
lavoratore debba agire per fare eseguire il deciso in suo favore.
Non è competenza dell'Assessorato intervenire in tale circostanza,
per evidente difetto di competenza.
L'ordinamento giuridico garantisce all'interessato gli strumenti
per potere vedere eseguito il giudicato che, immagino, l'avvocato
di parte starà attivando.
L'Amministrazione sarebbe intervenuta se si fosse trattato di un
ente pubblico vigilato dalla Regione, nominando un commissario ad
acta per l'esecuzione della sentenza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LA VARDERA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
leggo dalle sue parole una risposta molto striminzita e non volevo
che lei ci desse degli appunti dal punto di vista burocratico ma,
la politica su certi temi deve anche assumersi la responsabilità di
dire da che parte sta.
Io comprendo la sua risposta nel merito che dice non possiamo
entrare in una contesa in cui ha a che fare un libero lavoratore
con una azienda, ma la faccenda non riguarda una bega prettamente
personale, riguarda il mare di tutti, la salute pubblica, riguarda
un lavoratore - io mi auguro assessore lei si sia andata a
informare sulla vicenda nello specifico - che si è rifiutato di
sversare nel mare siciliano e, nella fattispecie nel mare di Gela,
il signor Comandatore, rifiuti tossici e speciali e per tale
ragione - questa è una cosa incredibile - cioè, lui lavorava in
un'azienda che si doveva occupare di preservare il mare, a Gela, e
in quella stessa azienda gli chiedevano di sversare in mare rifiuti
che, in qualche modo, distruggevano il mare di Gela ma non solo.
Questo lavoratore è stato licenziato, ha vinto una causa,
finalmente l'azienda dovrebbe reintegrarlo al lavoro ma,
fondamentalmente, ancora ad oggi, questa persona non ha lavoro.
Allora, mi sarei aspettato da parte sua, Assessore, un dire "è
vero, non abbiamo una competenza su una dirimente che ha a che fare
eventualmente con dei privati, anche se la sostanza ha a che fare
con tutti noi perché il mare è di tutti ", mi sarei aspettato un
dire "però sa, onorevole La Vardera, andrò a Gela personalmente,
intanto a stringere la mano al signor Comandatore per il coraggio
che ha avuto, il coraggio di dire no, il coraggio di dire di no a
quelli che avrebbero voluto che lui versasse in mare rifiuti
tossici . Come Governo che lei oggi rappresenta, in quanto l'ultima
qui rappresentante, in quanto non c'è nessuno della maggioranza, ma
va bene così, oggi c'è la Rubrica Lavoro, anzi la ringraziamo
perché si è resa disponibile a tornare in Aula, a rispondere alla
nostra interrogazione, questo già per noi è una notizia, lei è
sempre disponibile, quindi va riconosciuto pubblicamente e
onestamente, intellettualmente, il suo impegno nel rispondere a
questo Parlamento, ma quello che mi auguro, Assessore, che sul
tema, che al di là della non specifica competenza del suo
Assessorato, ma lei è l'Assessore per il lavoro e in questo caso il
lavoro di un uomo è stato pregiudicato da dei soggetti senza
remore, da criminali che volevano in qualche maniera distruggere i
nostri mari e lo dice una sentenza di un tribunale di cosa passata
in giudicato. Il signor Commendatore fa lo sciopero della fame in
questo momento a Gela, si è incatenato davanti al tribunale e vuole
che la politica abbia il coraggio di schierarsi al suo fianco.
Come Gruppo parlamentare "Sud chiama Nord" questo abbiamo fatto e
in quest'Aula ci saremmo aspettati un suo impegno dal punto di
vista politico, non dal punto di vista della burocrazia, di dire
"sono vicino, complimenti signor Comandatore, sono al suo fianco",
ebbene, questo non lo ha detto, perché a volte il problema che
avete voi Assessori è che vi limitate alla risposta nuda e cruda, a
fare il compitino che scrivono i vostri uffici, a dire le cose che
giustamente dovete dire, perché è giusto così ma, a volte, nella
vita ci vuole coraggio, in politica ci vuole coraggio di osare e di
mettersi contro anche i potenti, perché mi rendo conto che parliamo
di Gela, parliamo di multinazionali, parliamo di potentati e
ringrazio il presidente Di Paola perché anche lui sul tema si è
espresso a favore di questo lavoratore e mi auguro che lo faccia il
Governo, che lo faccia la politica, che non abbandoni quest'uomo
che, semplicemente, ha detto di no a coloro i quali gli hanno
imposto di sversare in mare rifiuti tossici
Concludo. Ovviamente, non posso ritenermi soddisfatto dalla sua
risposta, però le do un parzialmente soddisfatto, anche solo, fosse
solo ormai per la possibilità di rispondere alle nostre
interrogazioni. Ci siamo ridotti così, cari colleghi
dell'opposizione, a dovere ringraziare questo Governo quando viene
in Aula a rispondere alle nostre interrogazioni, perché è cosa rara
e fa notizia quando qualcuno viene in quest'Aula a rispondere,
quindi dobbiamo ringraziarla per la sua risposta, ma nel merito non
siamo d'accordo. Non siamo d'accordo nel non avere speso nemmeno
una sola parola di ringraziamento e di fiducia rispetto a questo
lavoratore. Quindi, pur ringraziando l'Assessore per la sua
presenza, mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera, che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Auteri ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito dello svolgimento di interrogazioni e
interpellanze
della Rubrica Famiglia, politiche sociali e lavoro
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 91 "Chiarimenti in
merito all'attuazione del Protocollo d'intesa per il coordinamento
dell'attività di vigilanza nella Regione Sicilia tra l'Ispettorato
nazionale del lavoro e la Regione'.", a firma degli onorevoli
Catanzaro ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore Albano per fornire la risposta.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Preliminarmente va affermato, intanto, che non sono
compitini, Presidente, ci lavoro in queste interpellanze, non sono
compitini passati dal compagno di banco.
PRESIDENTE. Su questo senza ombra di dubbio, la sua presenza
costante in Aula, ed io ne sono una testimonianza e il fatto che
comunque venga sempre preparata nelle risposte alle interrogazioni,
bisogna dargliene assolutamente atto. Poi ogni singolo deputato può
essere soddisfatto, non soddisfatto, parzialmente soddisfatto ma, è
ovvio, che il lavoro dell'Assessore quanto a una risposta nel
merito, è comunque un lavoro apprezzato.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Dico, a prescindere dalle interpellanze, tutte le settimane
sono stata qui e lo sarò perché rispetto le Istituzioni.
Detto questo, va affermato che il Protocollo stipulato tra
l'Assessore protempore, mio predecessore, e l'Ispettorato nazionale
del lavoro, ha sempre avuto la massima attenzione da parte del
Governo regionale, lo stesso non è stato mai revocato, né sospeso,
ci sono state delle interlocuzioni con l'Istituto nazionale del
lavoro per meglio chiarire l'applicazione di alcune clausole del
Protocollo riguardanti la ripartizione delle sanzioni e le
competenze.
Nel frattempo, è intervenuto l'articolo 16 del decreto legge n. 48
del 2023, convertito con modificazioni dalla legge 3 luglio 2023,
n. 85, il cosiddetto 'Decreto lavoro', con l'invio del contingente
di personale ispettivo che è impiegato nel territorio regionale
senza alcun aggravio per le casse della Regione. Alla luce della
citata disposizione di cui all'articolo 16, lo stesso Ispettorato
nazionale ha rappresentato formalmente l'esigenza di una
rivisitazione del Protocollo. Continua l'interlocuzione con
l'Istituto nazionale del lavoro finalizzata anche ad incrementare
le unità di ispettori in atto assegnati in Sicilia. Abbiamo in
programma a breve un incontro col nuovo dirigente generale. Oggi
l'attività di vigilanza è espletata dagli ispettori territoriali
del lavoro tramite il personale ispettivo in organico agli
ispettorati dei nuclei dei Carabinieri (NIL) e dagli ispettori
appunto nazionali del lavoro del contingente di cui all'articolo 7
del decreto legge n. 48 del 2023.
Come è noto i nuovi ispettorati territoriali del lavoro soffrono
di un'atavica carenza di ispettori che rispetto al fabbisogno sono
fortemente sotto organico, disponendo di solo n. 55 unità di
personale. Il contingente NIL in atto consta di n. 84 unità,
aumentato rispetto al 2023 di 14 unità grazie all'accoglimento
della proposta di ripianamento dell'organico presentato e
supportato da noi, voglio aggiungere, dal Comando dell'Arma che ha
trovato accoglimento da parte del Governo regionale per una spesa
complessiva di 5.762.739. Il contingente dell'Istituto nazionale
lavoro consta di 29 unità e opera congiuntamente con i militari del
NIL e con il personale ispettivo. Ciò ha contribuito certamente a
migliorare l'efficacia dell'attività. Siamo in attesa di ulteriori
assegnazioni di personale, in particolare presso le sedi di Enna e
di Trapani.
Nonostante la perdurante carenza di organico, nell'anno 2023,
grazie all'attività congiunta degli ispettori, si è registrato un
incremento dell'attività ispettiva. L'ambito di operatività ha
riguardato in modo significativo il settore dell'edilizia e quello
dell'agricoltura nei quali è più elevato il rischio di infortuni
per inosservanza delle norme di sicurezza.
Nel 2023, per la violazione delle norme sulla sicurezza e per il
lavoro nero, sono stati comminati 970 provvedimenti di sospensione
dell'attività imprenditoriale, con incremento rispetto all'anno
precedente di 57 sospensioni. Per far fronte all'emergenza, si
stanno sviluppando interlocuzioni anche con i NIL per incrementare
ulteriormente il contingente, inoltre è stato già presentato per il
PIAO 2024-2026 il fabbisogno di personale degli ispettorati
territoriali del lavoro per ulteriori 229 unità.
È preciso intendimento continuare a perorare l'attivazione di
procedure concorsuali e successiva formazione, anche nella
considerazione che tra gli ispettori in servizio non figurano
ispettori tecnici aventi specifiche competenze in tema di sicurezza
nei luoghi di lavoro, per arrivare a un numero ottimale di organico
pari a 230 ispettori.
L'azione del Governo va in due direzioni: attività congiunta con
gli ispettori nazionali, richiesta di incrementare l'attuale
contingente attraverso il trasferimento di ulteriori ispettori
nazionali e aumentare la dotazione al personale regionale con nuove
assunzioni.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di intervenire
l'onorevole Spada per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
SPADA. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto. Assessore, lei sa
benissimo come l'anno scorso sono stato tra i primi a sollevare la
questione degli ispettori del lavoro. Perché mi ritengo
parzialmente soddisfatto? Non per l'azione che ha messo in campo il
Governo per, come dire, quello che sta programmando rispetto al
futuro, ma gli ispettori che sono stati mandati e parlo
dell'Ispettorato nazionale avranno la scadenza al 31 dicembre 2024;
rispetto a questa scadenza, né il Governo nazionale, né il Governo
regionale, ad oggi, sono stati in grado di dare una risposta sulla
continuità lavorativa anche di queste figure che oggi stanno
operando sul territorio regionale, quindi, prendo per buona
l'iniziativa del Governo per portare a 215 gli ispettori del
lavoro, però vorrei anche che si potesse dare la stabilità a quelli
che già operano all'interno della nostra Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada, che si dichiara parzialmente
soddisfatto.
Si passa all'interrogazione numero 815 "Chiarimenti urgenti
inerenti alla mancata erogazione delle somme spettanti alle aziende
che hanno assunto personale ai sensi dell'Avviso 21/2018", a firma
degli onorevoli La Vardera ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore Albano per fornire la risposta.
ALBANO, assessore per la famiglia, politiche sociali e del lavoro.
Si premette che l'Avviso 21/2018 prevede il finanziamento con
risorse del Fondo Sociale Europeo di un bonus occupazionale per le
aziende che assumono disoccupati di lunga durata secondo la
definizione data dal decreto legge 14/9/2015, n. 150 per un periodo
di ventiquattro mesi, salvo i casi più brevi previsti dalla lex
specialis.
L'erogazione del bonus è subordinata alla verifica del rispetto da
parte delle aziende che assumono delle condizioni previste
dall'Avviso stesso e alla verifica del costo effettivamente
sostenuto dall'azienda per il lavoratore per cui è stato concesso
il beneficio.
L'Avviso determina il contributo nella misura del 50 per cento del
costo salariale effettivamente sostenuto dall'azienda per ogni
lavoratore agevolato e per i 24 mesi stabiliti, la misura del
beneficio è innalzata al 75 per cento nel caso di lavoratori
svantaggiati.
Le operazioni censite sul sistema di monitoraggio del PO-FERS
Sicilia 2014-2020 sono 747 per un totale di finanziamenti concessi
pari a 12.106.849.
Nell'ambito del predetto bacino di imprese, 411 aziende
corrispondente a 7.993.207 di finanziamenti hanno richiesto
l'erogazione del beneficio a cui hanno avuto accesso. Di queste 411
aziende 126 sono state rendicontate per un totale di 1.376.282, ne
restano 311 per concludere la complessiva attività di verifica e di
rendicontazione.
Le verifiche sulle spese dichiarate dalle aziende beneficiarie si
svolgono secondo i dettami e le procedure previste per l'erogazione
a valere su fondi dell'Unione Europea, l'Avviso oggetto della
presente interrogazione prevede anche la verifica del rispetto
degli obblighi contrattuali, la verifica del versamento dei
contributi previdenziali ed assistenziali previsti per legge. Le
suddette verifiche che si ribadisce si fondano sulle prescrizioni
dettate dalle norme di derivazione comunitaria prevedono, quindi,
l'accertamento del possesso dei requisiti di accesso al
finanziamento in quanto in quella sede i beneficiari hanno
presentato una dichiarazione ai sensi del DPR 445/2000, pertanto,
per espressa disposizione di legge, quanto dichiarato va accertato
presso i Centri per l'impiego che hanno in carico i lavoratori
agevolati in quanto soggetto pubblico detentore dell'informazione.
L'accertamento del rispetto dell'applicazione del contratto di
lavoro con tutto ciò che ne consegue dalla verifica del numero
delle ore lavorate all'effettivo pagamento delle mensilità passando
per la verifica di tutte le componenti del prospetto paga.
Il Dipartimento del lavoro, in seguito alle prime verifiche
effettuate, resosi conto della complessità delle stesse, ha
appuntato sin dal gennaio 2023 una serie di strumenti atti a
velocizzare l'erogazione delle somme spettanti alle imprese anche
creando un gruppo di funzionari dedicato allo scopo di cui si
tratta.
In ordine ai motivi che hanno rallentato l'erogazione delle somme
spettanti ai beneficiari, si elencano nel seguito le criticità
riscontrate dai rendicontatori nel corso delle loro attività che
hanno, di conseguenza, rallentato l'azione di verifica.
Primo, diversi lavoratori non possedevano i requisiti previsti
dall'Avviso. Per molteplici lavoratori si è accertato che sono
stati inquadrati in livelli inferiori rispetto alla qualifica di
assunzione; mancata erogazione di alcune componenti del prospetto
paga; mancata tracciabilità della retribuzione; documentazione
prevista dall'Avviso presentata in maniera incompleta e secondo
modelli non conformi a quelli previsti; il responsabile esterno
dell'operazione, nominato dall'azienda come soggetto preposto alla
redazione e presentazione della documentazione a questa
Amministrazione, in molteplici casi è risultato irreperibile; nel
libro unico del lavoro, in molti casi, sono state rilevate
incongruità tra le presenze e il cedolino; i prospetti salariali,
in molteplici casi, sono risultati errati ed incompleti. In diversi
casi, in corso di accertamento, sono state rilevate numerose
assenze ingiustificate sui rapporti di lavoro a tempo pieno che
potrebbero celare un rapporto part time con retribuzione dichiarata
sulle presenze; tributi e contributi non versati o richieste di
rateizzazione ancora in essere quando, dalle dichiarazioni alle
aziende sembrerebbe tutto pagato; prospetti dei costi salariali
presentati dalle ditte in modo errato e incompleti dei
giustificativi della spesa sostenuta.
Il competente Dipartimento, alla luce della fattispecie sin qui
esposta, il 25 gennaio 2024 ha creato, con decreto numero 99, un
nuovo e più consistente gruppo di lavoro esclusivamente dedicato
alla rendicontazione delle operazioni all'Avviso 21/2018 al quale
sono state assegnate tutte le operazioni da rendicontare. Comprendo
le rimostranze delle imprese, tuttavia posso dire che, sia la
carente documentazione, sia i requisiti per partecipazione di tanti
beneficiari, hanno creato non poche difficoltà. Forse sarebbe stato
meglio negare il diritto nei casi di evidente incompletezza della
documentazione che cercare, come hanno fatto gli uffici, di
recuperare il minimo possibile che in tanti casi si è dimostrato
impossibile.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LA VARDERA. Signor Presidente, Assessore, la motivazione per la
quale ho redatto questa interrogazione, insieme ai colleghi del
Gruppo parlamentare Sud Chiama Nord , è che da una nota
pervenutami in risposta in data 7-3-2024, apprendo che alcuni
rendicontatori, in seguito alle prime verifiche effettuate, a
quanto leggo, a partire dal gennaio 2023, hanno riscontrato una
serie di criticità che hanno rallentato l'erogazione delle somme
spettanti ai beneficiari le cui posizioni lavorative non parrebbero
chiare per via, ad esempio, dei mancati requisiti come richiesti
dall'Avviso e dalla mancata tracciabilità della retribuzione.
La domanda, dunque, che facevo era questa e che sorge spontanea:
come mai solo ora si apprende che il lavoro ispettivo è iniziato
già da un anno? Come mai le aziende non sono state informate in
itinere delle suddette criticità? Una volta riscontrate queste
criticità come si procederà? Verranno garantiti i diritti dei
beneficiari? La tempistica di fine attività ispettiva si conosce
già?
Erano queste le semplici domande che volevo che, in qualche
maniera, l'Assessore approfondisse e per la quale ha avuto dei
passaggi fugaci. Per cui, su questa interrogazione, onestamente, mi
dichiaro non soddisfatto. Completamente non soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera, che si dichiara non
soddisfatto.
Si passa alla interpellanza n. 93 "Misure di sostegno per lo
svolgimento di tirocini nell'ambito delle professioni
ordinistiche", a firma degli onorevoli Catanzaro ed altri.
Se, al solito, il Gruppo del PD è d'accordo, la facciamo
trasformare con modalità di risposta scritta dall'Assessore.
(Gli onorevoli Giambona, Burtone, Spada, dai propri banchi fanno
cenno di sì)
PRESIDENTE. Grazie. Verrà trasformata con risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 831 "Chiarimenti sull'alta
percentuale di scoperture nei posti riservati ai disabili ai sensi
della legge numero 68 del 1999" a firma degli onorevoli Campo ed
altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore Albano per fornire la risposta.
ALBANO, assessore per la famiglia. In riscontro all'interrogazione
in oggetto si rappresenta quanto segue.
Per quanto di competenza, il Dipartimento Lavoro ha chiesto
informazione a tutti i servizi dei Centri per l'impiego siciliani
in merito allo stato di osservanza della disciplina sul
collocamento mirato delle Aziende sanitarie siciliane.
Il collocamento mirato nelle pubbliche amministrazioni è
disciplinato dall'articolo 35, comma 2, del decreto legislativo n.
165/2001 e ss.mm.ii., che prevede tre modalità di assunzione per
persone disabili:
"Chiamata numerica mediante avviamento". Questo metodo si applica
alle categorie e ai profili per cui è richiesto solo il requisito
della scuola dell'obbligo e si effettua mediante procedura a bando
tra i soggetti interessati che manifestano la propria disponibilità
attraverso il sistema informatico in uso nei centri per l'impiego
realizzato a tale scopo. I bandi di selezione vengono pubblicati
mensilmente.
"Concorso con riserva di posti o riservato per altre qualifiche".
Si utilizza il concorso con riserva di posti secondo l'articolo 16
della legge 68 del '99.
"Convenzione con tirocinio formativo". Articolo 39 del decreto
legge 165/2001. Si possono stipulare convenzioni ai sensi
dell'articolo 11 e seguenti della stessa legge 68 del '99.
Sulla base dei riscontri pervenuti dei servizi del Centro per
l'impiego, sono in corso tutte le procedure sopra descritte ad
eccezione dell'ASP di Palermo che risulta avere un notevole numero
di scoperture.
L'ASP di Ragusa in particolare, come richiesto dall'interrogante,
a fronte di 58 posti disponibili, ha attivato convenzioni di
inserimento lavorativo per 15 unità, mentre per 38 unità ha
attivato le procedure di compito nella quota d'obbligo, ai sensi
dell'articolo 4 della legge 68/1999 di personale in servizio
assunto non obbligatoriamente ma riconosciuto con un grado di
disabilità pari o superiore al 60 percento.
Alla data odierna, previa interlocuzione con i dirigenti del
Centro per l'impiego di Ragusa, risulta che 29 unità sulle 38 unità
disponibili, saranno sottoposte alla competente Commissione
provinciale dei disabili.
L'ASP di Siracusa a fronte di 81 posti disponibili ha presentato
richiesta per 36 unità.
Si evidenzia che i servizi del Centro per l'impiego competenti
segnalano agli enti obbligati il completamento delle unità restanti
da assumere, ai sensi della disciplina di che trattasi.
Entro i successivi 60 giorni le stesse amministrazioni devono
trasmettere in via telematica al Servizio inserimento lavorativo
disabili territorialmente competente e al Dipartimento della
funzione pubblica e al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali una comunicazione, contenente tempi e modalità di copertura
della quota di riserva.
In tale comunicazione, sono indicati anche eventuali bandi di
concorso per specifici profili professionali per i quali non è
previsto il solo requisito della scuola dell'obbligo, riservata
appunto ai soggetti di cui all'articolo 8 della legge 12 marzo '99,
n. 68 o, in alternativa, le convenzioni di cui all'articolo 11
della citata legge.
Tali informazioni sono trasmesse anche al fine di consentire
un'opportuna verifica della disciplina delle quote di riserva.
Le informazioni sono, altresì, trasmesse alla Consulta nazionale
per l'integrazione in ambiente di lavoro delle persone con
disabilità ai fini di cui all'articolo 39 bis, comma 3, lettera c).
In caso di mancata osservanza delle suddette disposizioni, i
Centri per l'impiego comunicano ai competenti ispettorati
territoriali del lavoro, le inadempienze da parte degli enti e
delle imprese per l'erogazione delle sanzioni previste, 37,50 euro
al giorno sino all'adempimento.
È stata data indicazione al competente Dipartimento del lavoro di
intraprendere con tempestività ogni utile ed efficace iniziativa
presso gli uffici competenti al fine di provvedere agli adempimenti
di cui all'articolo 39 del decreto legge n. 135 del 2001 e ad
applicare le misure sanzionatorie conseguenti.
Sarà mia cura informare l'interrogante sugli ulteriori
accertamenti che perverranno al Centro per l'impiego.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Campo per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
CAMPO. Grazie, Presidente, Assessore e colleghi deputati. La mia
interrogazione era, sostanzialmente, divisa in due parti: in una
prima parte chiedevamo, appunto, notizie sulle scoperture della
legge n. 68/99 relative alla obbligatoria assunzione di tutte le
persone fragili con disabilità e, nella seconda parte, volevamo
notizie su quelle 30 persone ritenute idonee, perché nel 2018 l'Asp
di Catania fece un bando per l'assunzione di 8 persone con
disabilità che dovevano colmare questa scopertura, ne risultarono
idonei 38 e, quindi, c'erano altri 30 idonei da poter collocare.
Si chiedeva all'Assessorato perché ancora non fosse stata inviata
alle altre Asp questa graduatoria con i 30 idonei, considerando che
in tutta la Sicilia risultano, solo nelle Asp, ben 400 scoperture.
Ebbene, intanto devo dire una cosa: la mia interrogazione risale
al 25 gennaio e la graduatoria con i 30 idonei è stata trasmessa a
tutte le Asp il 15 febbraio, quindi devo ammettere che con solerzia
l'Assessorato, a fronte della nostra interrogazione, subito dopo,
ha trasmesso la graduatoria alle altre Asp.
Però, con tutta la buona volontà che ho visto da parte
dell'Assessorato e del Dipartimento, ancora, purtroppo, le
pubbliche amministrazioni e gli enti non hanno provveduto
all'assunzione, quindi mi dichiaro parzialmente soddisfatta
nell'attesa, appunto, si possano colmare tutti questi posti vacanti
che spettano, lo ripeto - ed è una parola che ci tengo nel mio
discorso a ripetere spesso - obbligatoriamente alle persone
disabili perché è una norma di legge e, pertanto, non può essere
disattesa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo, che si dichiara parzialmente
soddisfatta; abbiamo finito con la Rubrica degli atti ispettivi.
Discussione del disegno di legge Norme per il riconoscimento ed
il sostegno della funzione educativa e sociale del Consiglio
Comunale dei Ragazzi come strumento di partecipazione istituzionale
delle giovani generazioni alla vita politica e amministrativa".
(nn. 608-631 )
PRESIDENTE. Il disegno di legge, vi ricordo questo colleghi, in
merito anche a quello che abbiamo discusso nella Conferenza dei
Capigruppo, il disegno di legge in materia del Consiglio Comunale
dei giovani, è stato esitato dalla Commissione e, quindi, è
all'ordine del giorno dell'Aula: il relativo termine per la
presentazione degli emendamenti è fissato a martedì 30 aprile 2024,
alle ore 12.00.
Faremo tutto, sia discussione generale che il passaggio all'esame
degli articoli, il 7 maggio; su questo, colleghi, vi dico che,
sempre rispetto alla Conferenza dei Capigruppo, per l'Aula si è
stabilito di rinviare i lavori a martedì 7 maggio.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Prima di chiudere l'Aula c'erano alcuni interventi dei
colleghi ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
interno. Prima l'onorevole Campo, poi l'onorevole La Vardera e
quindi l'onorevole Burtone.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.
CAMPO. Grazie Presidente, assessori - sono contenta che ci sia
anche l'Assessore Messina - e colleghi deputati, voglio riferire in
Aula della drammatica situazione che stanno vivendo, in questo
momento, alcuni cittadini di Pozzallo, residenti nel lotto 167, a
cui è appena arrivata un'ordinanza di sgombero di un intero
quartiere dello IACP a causa, appunto, di alcuni carotaggi fatti
nel 2008 che hanno certificato un cemento debole.
Quindi, un quartiere che ad oggi risulta con tre palazzine
pericolanti, e ben 48 nuclei familiari all'improvviso ricevono la
drammatica notizia di dover lasciare le loro case, i loro affetti,
i loro mobili e andare via e ancora non si sa dove. Mettiamoci per
un attimo nei panni di queste persone. Chiaramente, abbiamo fatto
subito un incontro in Prefettura, ci ha invitato S.E. il Prefetto
di Ragusa e, sia in quella occasione, sia ieri in un altro incontro
che è avvenuto nella sede dello IACP alla presenza di tutta la
deputazione iblea e del Sindaco di Pozzallo, abbiamo saputo che il
Presidente Schifani ancora non ha fatto neanche una telefonata al
Sindaco di Pozzallo.
Presidente, chiaramente era doveroso quanto meno una telefonata,
visto che all'improvviso ci sono più di 150 persone a cui bisogna
trovare immediatamente un alloggio. Un alloggio che, ci tengo a
sottolineare, siccome è successo un caso analogo a Ribera nel 2013
e i residenti di un quartiere Iacp di Ribera hanno avuto gli
alloggi soltanto poco tempo fa, sono trascorsi più di dieci anni
prima che potessero i cittadini nuovamente rientrare nelle loro
case. Non è una situazione che si risolverà dall'oggi al domani e
le persone non sono pacchi, sono persone, appunto, esseri umani
Quindi, non possiamo pensare di traslocarli da un B&B all'altro,
da una casa vacanza all'altra o in un alloggio temporaneo. Bisogna
trovare una soluzione che sia quanto meno definitiva per qualche
anno nelle more che, appunto, vengano ricostruite queste case e
nuovamente assegnate.
Nel frattempo ci sono anche tante, tante, perplessità, Presidente,
perché questi carotaggi sono del 2008. Prima di far sloggiare tutte
queste persone io chiedo al Presidente Schifani, che è il massimo
responsabile della pubblica sicurezza, se ha già interloquito con
la Protezione civile regionale e che vengano immediatamente rifatti
nuovi carotaggi e nuovi controlli, perché a distanza di 16 anni si
potrebbe essere anche assestato il problema statico di questo
quartiere. E' importante che venga nuovamente predisposto un nuovo
carotaggio prima che facciamo spostare drammaticamente 48 nuclei
familiari, lo ricordo a tutti, fragili, all'interno ci sono persone
in difficoltà economica, ma anche persone anziane, persone
disabili, bambini, persone che, probabilmente, dovranno
riprogrammare, riprogettare la loro vita perché dovranno spostare i
bambini da una scuola ad un'altra.
Quindi è importantissimo che ci si attivi immediatamente. Io non
capisco come sia possibile che a distanza di giorni, anzi è già
trascorsa una settimana da quando abbiamo fatto l'audizione in
Commissione, già cinque giorni da quando è arrivata l'ordinanza di
sfratto e ancora non abbiamo notizia di questo, Presidente. Allora
è vero che è un ologramma, un Presidente fantasma, se non si attiva
neanche per una situazione drammatica come questa.
Io fra l'altro ci tengo, anche in questo momento molto accorato,
ad esprimere la mia solidarietà al sindaco e a tutti i cittadini di
Pozzallo che stanno vivendo questa drammatica esperienza.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Grazie, Presidente, grazie onorevoli colleghi. Io
venerdì sono stato a Pozzallo, quindi non parlo per notizie di
stampa, ma ho vissuto dal vivo la drammatica situazione che
l'onorevole Campo sottolineava.
Io ricordo a quest'Aula che nonostante, insomma, non perché non
sia deputato eletto a Ragusa, ma tutti noi colleghi - ho sempre
vissuto questo ruolo nella convinzione che siamo deputati
dell'intera Regione siciliana - e, quindi, se c'è un problema che
riguarda la provincia di Ragusa, ovviamente, riguarda anche il
sottoscritto. Per cui, quando ho saputo di questa situazione mi
sono recato con urgenza a Pozzallo, ho incontrato il Sindaco, ho
parlato con il Prefetto, Sua Eccellenza Ranieri, ho incontrato i
cittadini che vivono in queste case popolari, accompagnato dal
coordinatore provinciale di Sud chiama Nord, Paolo Monaca, e dai
consiglieri comunali Saverio Buscema e l'assessore Di Stefano, e
abbiamo visto che la situazione è davvero drammatica.
Ma la cosa che più è incredibile, onorevole Campo, come ben lei
diceva, in diretta col sindaco di Pozzallo, il dottore Ammatuna,
abbiamo mandato con urgenza una e-mail al Presidente Schifani, lui
in qualità di sindaco della città di Pozzallo, io nella qualità di
deputato, nella quale chiedevamo un incontro immediato col
Presidente Schifani perché tutti quanti i gruppi politici e Sua
Eccellenza il Prefetto ci ha pregato dicendo, per favore, non ne
fate una questione politica, coinvolgete i massimi esponenti della
Regione, perché è urgente che il presidente Schifani su questa
faccenda dica cosa voglia fare, perché non è una vicenda che può
essere vissuta in capo a un sindaco, perché non ha la forza di
potere aiutare; ricordiamolo, 48 famiglie e oltre 150 persone che
tra dieci giorni, ormai tra otto giorni, non sanno dove andare a
stare, non avranno più un tetto sulla propria testa.
Quindi, la situazione non è una situazione così, campata in aria.
C'è un'ordinanza di sgombero, loro devono lasciare gli
appartamenti, ma non sanno dove devono andare
In quella ordinanza c'è un capolavoro. L'ordinanza dice:
attraverso il sindaco, sarete voi stessi a occuparvi del posto in
cui andrete.
I cittadini dicono: ma come facciamo noi a sapere dove dobbiamo
andare? E, ovviamente, in tutto questo, il Presidente Schifani è
rappresentato da quella poltrona vuota. Come ha fatto spesso e
volentieri con i problemi di questa Regione, non ha risposto al
sindaco Cioè, ma almeno una cosa buona la possiamo dire a
Musumeci, onorevole, una cosa buona: che quando c'era un problema,
quanto meno, aveva la cosa di alzare il telefono e dire, sindaco,
le sono vicino Schifani neanche questo fa Neanche questo fa
Certo è che ora fa ridere perché Musumeci è Ministro della
Protezione civile, volendo pure lui poteva fare una chiamata al
sindaco di Pozzallo, perché noi riteniamo che questa faccenda è una
faccenda di Protezione civile. Cioè non è possibile che il sindaco
di una comunità possa prendersi in carico una situazione che è
assolutamente fuori dall'amministrazione ordinaria.
Io non sono sindaco, però voglio essere vicino alla categoria dei
sindaci, perché evidentemente una situazione di questo tipo non può
essere gestita da una comunità e io chiedo in quest'Aula, perché
rimanga agli atti - perché rimanga agli atti di quest'Aula - che
ancora una volta Schifani su questa partita non c'è, è assente Si
sta occupando delle guerre intestine, fratricide, all'interno di
Forza Italia.
A chi deve candidare che cosa, quanti voti deve far prendere a
Tamajo rispetto alla guerra interna con Falcone per le elezioni
europee e se forse - forse - l'onorevole Lantieri rientrerà in
questa partita, perché devono fare la lotta alle correnti, alle
europee.
Tutto questo è svilente, mortificante rispetto al ruolo di noi
deputati, soprattutto perché quest'Aula, ricordiamolo, deve
occuparsi dei problemi della Sicilia e non dobbiamo semplicemente
parlare di europee, ma Schifani continua a parlare di europee come
se tutto il resto non contasse, come se i problemi dei cittadini
non rimangano.
E, quindi, da questo pulpito, da quest'Aula io lancio il grido
d'appello che ha lanciato l'onorevole Campo, e di tutti i colleghi,
perché è un problema che riguarda tutti i colleghi perché ci si
possa occupare della vicenda di Pozzallo, perché non rimanga
lettera morta
Se il Presidente Schifani non risponderà, andremo ad occupare
fisicamente quelle palazzine, perché vogliamo stare vicino a quelle
famiglie che non hanno colpe, ma è chiaro che il Prefetto non può
non intimare quelle che sono le demolizioni di queste case perché
non sono in grado di potere ospitare quelle famiglie, fatte con
cemento depotenziato.
Quindi, davanti a questa situazione incredibile la perentoria e la
perenne presenza è il silenzio tombale di questo Governo che non
c'è, è un Governo assenteista, un Governo irresponsabile, un
Governo che non è in grado di amministrare nemmeno un condominio,
nemmeno il condominio di casa propria. Schifani non è nemmeno in
grado di amministrare il suo condominio, un vicepresidente che non
c'è, perché di fatto non c'è più e grazie a Dio quando in questo
pulpito e da questo pulpito mi permetto di fare delle dichiarazioni
che hanno a che fare con la vicenda ... ecco la campanellina, ho
finito, signor Presidente, non faccia come Galvagno che mi toglie
la parola, per carità di Dio.
Quello che dobbiamo fare semplicemente è dire che in questo
Palazzo e in questo Parlamento il presidente Schifani è un
assenteista cronico. Vada a Pozzallo e vada a vedere i problemi
reali della Sicilia Si occupi dopo delle guerre intestine tra
Tamajo e Falcone Prima vengono i siciliani e dopo le europee
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, la ringrazio per l'intervento.
La campanella la suono a tutti i deputati che superano i 5 minuti
di intervento. Lei stava completando i cinque minuti e quindi ho
suonato la campanella.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, tra qualche giorno avremo la ricorrenza della
Festa della Liberazione dell'Italia, la festa della Resistenza.
Alcuni di noi, componenti di questo Parlamento, saremo in piazza,
le manifestazioni dell'ANPI, alcuni da sindaci parteciperemo a
quelle promosse dalla Prefettura, quelle portate avanti dai singoli
sindaci.
Io da parlamentare, però, voglio intervenire qui, in questo
Parlamento siciliano, innanzitutto per ricordare quelli che hanno
donato la propria vita per la liberazione dell'Italia, quelli che
erano presenti durante la lotta di liberazione e hanno avuto il
coraggio di mettere in gioco la propria vita per superare un
momento difficilissimo della nostra comunità, la presenza dei
nazifascisti.
E lo faccio, Presidente, perché negli anni scorsi c'è stata una
parte degli storici che ha sostenuto che i siciliani non hanno
avuto una grande partecipazione nella Resistenza, erano a Sud - sì,
è vero In Sicilia non c'è stata una presenza della lotta
partigiana perché i nazifascisti, quando arrivarono gli americani,
con il loro sbarco, fuggirono
Durante la fuga hanno creato anche condizioni di barbarie, come
erano soliti fare, a Linguaglossa, a Mascalucia, a Castiglione di
Sicilia, a Catania, però, anche in altre realtà.
Io mi permetto sottolineare che l'impegno dei siciliani è stato
significativo a Nord della nostra Nazione, con una presenza
importante di giovani, di donne che si impegnarono nella lotta di
liberazione.
Erano presenti gli antifascisti che erano fuggiti dalla Sicilia,
parlo di Pompeo Colajanni, il comandante Barbato che si impegnò
nella liberazione di Torino, di Girolamo Li Causi, che poi abbiamo
visto impegnato nelle lotte contadine per la terra, ma parlo di
tanti siciliani.
Io ne ho conosciuti alcuni, Presidente, direttamente Luigi
Briganti, Fortunello il suo nome di battaglia, medaglia d'oro
della Resistenza di Lentini, Ettore Panascia di Catania, li ho
conosciuti, Presidente, perché erano amici di mio padre, perché
anche mio padre - lo dico questo con una punta di emotività e di
orgoglio - anche mio padre ha partecipato alla lotta partigiana.
Il capitano Morello, giovane capitano Morello, che contribuì alla
liberazione dell'Ossola, una terra che era occupata dai fascisti, e
lo fece combattendo con altri, insieme ad altri siciliani, Antonio
ed Alfredo Di Dio che morirono per liberare quell'area del nostro
Paese, insieme a lui Eugenio Cefis, Enrico Mattei, Giovanni Marcora
che aveva nome di battaglia "Bertino".
Dico questo, Presidente, perché vanno ricordati e vanno ricordati
sapendo che erano tutti i giovani che erano stati chiamati a fare
il servizio militare e poi furono portati invece in territori di
guerra chi in Albania, chi in Grecia, chi in Africa. E ritornando
in Italia, avrebbero potuto determinare altre scelte, andare nelle
proprie case, nelle proprie abitazioni, alcuni furono presi
prigionieri e deportati nei campi di concentramento, altri hanno
deciso di andare in montagna, di contribuire alla liberazione della
nostra Terra, dell'Italia E lo hanno fatto con grande generosità
Erano ribelli per amore
Lo facevano perché volevano che la nostra Terra venisse liberata
dai nazifascisti
Quest'anno ha un'importanza particolare. Non sarò lungo,
Presidente, vado verso le conclusioni.
Ha un'importanza particolare perché nel Paese c'è tanta polemica
su alcune questioni, io non le toccherò.
Dico soltanto che questo progetto di autonomia differenziata
spezza il Paese, e la Resistenza, come il Risorgimento, sono state
due pagine importanti della storia d'Italia che hanno avuto
l'obiettivo di unificare il nostro Paese, non soltanto dal punto di
vista geografico ma, soprattutto, dal punto di vista morale, perché
è stata l'identità, ed è stata data con la scrittura della
Costituzione, che non fu scritta sulle montagne, nei luoghi di
battaglia, fu scritta, però, con l'ispirazione di quelle pagine
così significative per la nostra terra.
Ha questo significato profondo, come un altro significato profondo
ha l'impegno per la pace
Io dicevo che erano ribelli per amore, Presidente, perché nella
nostra Costituzione, ispirata dalla Resistenza, c'è l'articolo 11
che dice - chiaramente - che il nostro Paese è contro la guerra e
quindi quest'anno la festa della Resistenza, la Liberazione, dovrà
essere ricordata come una giornata in cui si dica comunque
vogliamo la pace"
È questa la considerazione che volevo fare e concludo, Presidente.
Mio padre ripeteva spesso, anche prima di morire, che la lotta di
Liberazione fu una pagina importante per il Paese, una pagina in
cui tanti sacrificarono la loro vita e lo fecero non soltanto per
liberare l'Italia dalla dittatura nazifascista, perché furono poi i
nazisti ad occupare la nostra terra, lo fecero perché volevano una
società soprattutto più giusta e più umana e un monito che dalla
Resistenza arriva e deve arrivare anche a questo nostro Parlamento.
La ringrazio.
(applausi dai banchi di sinistra)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone per questo suo importante
intervento.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Giambona, non mi ero accorto della
sua richiesta.
GIAMBONA. Onorevoli colleghi, Presidente. Faccio questo intervento
perché gradirei che la Presidenza si facesse carico, naturalmente,
di portare avanti alcune istanze, una in specifico, che riguarda la
tematica in cui versa la sanità siciliana.
Noi abbiamo piena consapevolezza che abbiamo uno stato di crisi in
corso nel sistema sanitario siciliano, lunghe liste di attesa che
non si accorciano nemmeno con gli ultimi interventi, medici che
mancano nelle nostre corsie: fondamentalmente i siciliani, se non
hanno disponibilità economica, non si curano, rinunciano a curarsi
Inoltre, in questo contesto particolare in cui il PNRR prevede
degli interventi sul settore della sanità, capiamo bene che c'è la
necessità di avere delle guide autorevoli in questo percorso che
dovrebbe essere di crescita e di miglioramento di un servizio
sanitario siciliano che è assolutamente scadente.
Ebbene, Presidente, dopo oltre dodici mesi dall'insediamento di
questo Parlamento siciliano, il Governo ha esitato - direi,
ricorrendo al manuale Cencelli - alla determinazione di quelli che
dovevano essere i commissari delle strutture sanitarie siciliane.
Era proprio il 31 di gennaio, da quel momento è cominciato l'iter
in Commissione Affari Istituzionali , da quel punto di vista noi
abbiamo evidenziato, noi del Partito Democratico, delle enormi
contraddizioni da parte del governatore Schifani che, sulla nomina
dei commissari della sanità, aveva dapprima dichiarato che
eventuali conferme sarebbero state solo delle eccezioni, salvo poi
smentirsi nei fatti, confermando tra nomine, spostamenti e
promozioni, dodici delle diciotto caselle disponibili.
Il 16 di marzo il Governo regionale sarebbe stato nelle condizioni
di nominare i direttori generali, ad oggi non mi risulta nulla,
nessuna deliberazione su questo iter procedimentale e quindi sulla
nomina dei direttori generali. Vorremmo capire cosa sta succedendo.
Se c'è un cambio di opinione relativamente a quelli che sono i
nominativi inizialmente designati come commissari, se è così che ce
lo vengano a dire, se è stato riscontrata qualche anomalia dal
punto di vista procedurale, che ce lo si comunichi, perché nulla di
tutto questo ai parlamentari regionali dal 16 di marzo è stato
comunicato. Ritengo che siamo in una fase talmente importante di
rinnovamento, dal punto di vista infrastrutturale, che la sanità
siciliana non può rimanere precaria. E' indispensabile che da
questo punto di vista si mettano alla guida delle strutture
sanitarie siciliane delle figure autorevoli. Abbiamo rappresentato
delle criticità, in più occasioni, ma a questo punto, se ci sono
dei problemi sulla nomina dei direttori generali, abbiamo bisogno
che il Presidente della Regione venga qui a dichiararcelo, a dire
quali sono i problemi, perché il diritto alla sanità più volte
continua ad essere negato ai siciliani ed è un diritto sacrosanto,
stabilito dalla Costituzione, che non può essere per l'appunto
negato
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, vorrei
fare un sollecito importante, abbiamo presentato un'interrogazione
per quello che riguarda l'esclusione di Siracusa dai ristori degli
incendi, come se non fossimo più in Sicilia. Non lo so, questa è
una cosa che ci ha veramente sconvolto perché è impossibile che si
possa decidere così, solo perché non è stata chiusa alla viabilità
qualche strada. Stiamo parlando di cose di una gravità estrema
Presidente, non accettiamo questa cosa perché è come se Siracusa
non facesse parte della Sicilia Ricordo che l'incendio più vasto,
più importante, più rischioso e proprio più demolitivo nei
confronti della città di Siracusa era quello che è avvenuto in
contrada Targia, accanto al polo industriale, chimico industriale
di Siracusa. Questo per capire cosa è successo in quel periodo, il
rogo ha interessato tutta la Sicilia, Siracusa non è al nord
d'Italia oppure un'isola deserta al mare per non accorgersene, ci
sono documentazioni scritte, documentazioni fotografiche che fanno
ricadere quel territorio come fra i più gravemente danneggiati da
questa problematica. Quindi, caro Presidente, sarei contento se lei
potesse far accelerare e capire cosa sta succedendo e quali sono
stati motivi per aver escluso la provincia di Siracusa rispetto a
questa tematica.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E' l'ultimo intervento ex art. 83.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi premeva ricordare
oggi la morte di un "eroe", Vito Bugliarello, venuto a mancare più
di un anno fa perché la sua umiltà, il suo altruismo, lo hanno
portato a sacrificarsi per salvare due ragazzi che, caduti in mare,
non sono più riusciti a risalire sulla riva. E lo voglio ricordare
in quest'Aula perché, da più di un anno, ho fatto richiesta al
Presidente della Regione di conferire a Vito Bugliarello e alla sua
famiglia la medaglia d'oro al valore civile, cosa che purtroppo
ancora non è stata fatta. Ritengo che la storia di Vito sia stata
una storia che ha segnato non solo la comunità floridiana, che ha
vissuto quel momento tragico, ma è stata anche in grado di scuotere
le coscienze di tutta la nostra Nazione.
Ricordo ancora il post che fece la premier Meloni nei confronti di
questo ragazzo. Diverse sono state le attestazioni di vicinanza e
di affetto che sono state rivolte non solo alla famiglia ma al
gesto eroico di Vito e il fatto che questa Regione, il fatto che il
Presidente non abbia ancora riconosciuto questa onorificenza nei
confronti di questo ragazzo e nei confronti del gesto di altruismo
fatto più di un anno fa, la reputo una cosa grave e che spero
quest'Aula e la Presidenza nello specifico possano risollecitare
perché ritengo che gesti come quelli di Vito vadano ricordati,
premiati e soprattutto non dimenticati da questo Palazzo ma
soprattutto dalla politica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come stabilito dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la seduta è
rinviata a martedì 7 maggio 2024, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 16.36
L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul sito
web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
X SESSIONE ORDINARIA
110a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 7 maggio 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Modifiche alla legge regionale 16 gennaio 2024, n. 2: Bilancio
di previsione della Regione Siciliana per il triennio 2024/2026 .
(n. 717/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
2) Modifiche dell'art. 40 Concessione per l'uso di spazi e la
riproduzione dei beni culturali in consegna ad istituti e luoghi
della cultura della Regione L.R. 31 gennaio 2024, n.3 Disposizioni
varie e finanziarie . (n. 729/A) (Seguito)
Relatore: on. Ferrara
3) Norme per il riconoscimento ed il sostegno della funzione
educativa e sociale del Consiglio Comunale dei Ragazzi come
strumento di partecipazione istituzionale delle giovani generazioni
alla vita politica e amministrativa . (nn. 608-631/A)
Relatore: on. Giambona
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A - Comunicazioni (v. oltre)
Allegato all'ODG (v. oltre)