Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.14
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, all'ordine del giorno dell'odierna
seduta abbiamo la discussione delle mozioni così come stabilito
dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Però,
colleghi, prima di iniziare la discussione delle mozioni, volevo
convocare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perché la Commissione Bilancio' ha esitato un disegno di legge di
variazione di bilancio ed è giusto, visto che ha avuto
sollecitazione da parte di alcuni componenti dei Gruppi
parlamentari, parlarne in Capigruppo per capire come procedere.
Sull'ordine dei lavori
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, la scorsa settimana in quest'Aula abbiamo
parlato e fatto una riflessione attorno ai temi dell'agricoltura.
La centralità della questione è stata proprio quella relativa al
fatto che il Presidente della Regione è andato in Consiglio dei
Ministri, però ha portato a casa ben poco, perché abbiamo visto la
decisione del Governo di dichiarare lo stato di crisi per i
problemi che ci sono nelle città nell'approvvigionamento idrico, ma
quello che è il tema dell'agricoltura non è stato per nulla
affrontato. Noi ci aspettavamo, invece, una declaratoria perché è
fondamentale per potere intervenire e per dare risposte ai nostri
agricoltori.
Proprio in questi giorni, poi, abbiamo saputo dai produttori
agricoli che sono arrivate alcune cartelle per il pagamento della
quota fissa. C'è un paradosso: gli agricoltori non hanno avuto
acqua, ne hanno avuto molta di meno rispetto agli anni scorsi, però
vengono chiamati a pagare la quota fissa.
Io penso che il Governo dovrebbe avere a cuore la possibilità di
tornare indietro su questo, mi sembra naturale, mi sembrerebbe
scontato: agricoltori che non hanno avuto la possibilità di
irrigare le proprie piante, eppure sono chiamati a pagare.
Allora, Presidente, io spero, mi auguro che questo si realizzi. Ho
sentito in un'intervista televisiva che era intenzione del Governo
inserire alcune risorse all'interno della variazione di bilancio,
quindi non so se la sua riunione sia finalizzata anche a questo,
però il punto rimane quello che se non c'è la declaratoria, gli
agricoltori restano bloccati nella richiesta, che hanno più volte
fatto, di avere un trasferimento dei pagamenti dei mutui, una
possibilità di attingere risorse, vere e, invece, come abbiamo
visto, nel Consiglio dei Ministri non si è fatto nulla. Ma è
passata una settimana, Presidente.
In questa settimana pensavamo che ci potesse essere un'ulteriore
riunione, che il Governo decidesse, anche perché - lo dico con
chiarezza - ma qual è il problema? Il problema qual è? Il Governo
non è informato se in questi mesi, nei mesi scorsi - io vorrei dire
dal 2023 in poi, c'è stata la siccità o meno, non credo che l'acqua
della pioggia si possa nascondere o si possa inventare. È un
fenomeno naturale, o c'è o non c'è E tutti noi siamo testimoni in
Sicilia che la siccità c'è stata, anzi, anzi mi pare che un
ministro, tale Lollobrigida, abbia detto, per fortuna, che la
siccità sia stata solo in Sicilia, nel Mezzogiorno
Allora, Presidente, mi dispiace, le chiedo un po' di attenzione,
chiedo che venga stigmatizzato l'atteggiamento del Ministro. Il
Ministro non si può permettere di dire quello che ha detto, non
solo, ma c'è stato un senatore, credo anche siciliano, che è
entrato nel merito. C'era un buco, la toppa è stata peggiore del
buco, ha ampliato il buco perché ha detto una serie di inesattezze
compreso il fatto che era stata fatta la declaratoria, lo stato di
crisi e la crisi è stata fatta per i problemi idrici potabili delle
città e non per l'agricoltura.
Ma lasciando perdere quello che ha detto, inesatto, il senatore,
in difesa del Ministro, il Ministro ha cercato di chiarire e
avrebbe dovuto dire: mi scuso, mi scuso con i siciliani . Cosa
che non ha fatto. E questo noi lo vogliamo rimarcare. Non pensi il
Ministro che l'Italia sia ferma alla linea gotica. L'Italia non è
ferma alla linea gotica, né il regionalismo differenziato è stato
realizzato e, quindi, ci sono più Italie. No, l'Italia è unica, è
stata unita grazie a un processo di liberazione
Quindi, Presidente, torno a ripeterle, chiedo al Presidente
dell'Assemblea, mi dispiace che non sia presente il presidente
Galvagno, ma lo chiedo a lei nella sua funzione, che venga
stigmatizzato il comportamento del Ministro che non è stato
rispettoso dei siciliani, avrebbe dovuto quanto meno chiedere scusa
e poi le chiedo di sollecitare, al di là di tutto, gli agricoltori
aspettano, aspettano che ci sia la declaratoria perché altrimenti
tutto quello che è stato prospettato non sarà realizzato.
La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
Allora colleghi, sospenderei l'Aula per convocare la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari così decidiamo il proseguo
dei lavori.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.22, è ripresa alle ore 17.30)
L'Aula è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Varrica.
L'Assemblea ne prende atto.
Esito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico l'esito dei lavori della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi 14
maggio 2024, sotto la presidenza del Vice Presidente dell'Assemblea
on. Di Paola e con la partecipazione dell'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, delegato a curare i rapporti tra il
Governo e l'Assemblea regionale, on. Aricò.
E' stata innanzi tutto respinta la proposta di modifica, avanzata
dal Governo regionale, del programma dei lavori già fissato, che
chiedeva la trattazione dell'intero disegno di legge n. 739/A in
materia di variazioni di bilancio, esitato oggi dalla Commissione
Bilancio , in quanto la stessa proposta non ha ottenuto il quorum
dei Presidenti di Gruppo che rappresentino i due terzi dei
componenti dell'ARS, così come richiesto dal Regolamento interno.
E' stata invece, approvata, all'unanimità la proposta di
discussione in Aula delle sole norme in materia di agricoltura e
zootecnia previste all'interno del citato disegno di legge.
Ferma restando la trattazione delle mozioni già iscritte
all'ordine del giorno, il programma dei lavori è stato così
rideterminato:
-il ddl n. 739/A viene rinviato in Commissione Bilancio , la quale
è autorizzata a riunirsi immediatamente, anche in concomitanza dei
lavori d'Aula, per procedere allo stralcio ed esame della norma in
materia di agricoltura e zootecnia, in modo da esitarla per l'Aula
con specifico disegno di legge;
-l'Aula terrà pertanto seduta domani 15 maggio, alle ore 12, per la
discussione del disegno di legge da ultimo menzionato, il cui
termine per la presentazione degli emendamenti è fissato alle ore
14 della medesima giornata, per proseguire, dalle ore 15 in poi con
la discussione fino a conclusione dei lavori.
Si è infine convenuto che non saranno ritenuti ammissibili
emendamenti aggiuntivi allo stesso disegno di legge.
L'Assemblea ne prende atto.
Quindi, onorevoli colleghi, la Commissione Bilancio si può riunire
direttamente con la presenza del Governo, chiedo all'Assessore
Aricò di essere presente in Commissione Bilancio.
Discussione della mozione n. 86
Noi possiamo andare avanti con la trattazione delle mozioni,
partendo dalla mozione numero 86 "Iniziative volte alla
salvaguardia dell'integrità del Castello Utveggio di Palermo e alla
restituzione del bene alla pubblica fruizione", a prima firma
dell'onorevole Schillaci, che ha facoltà di parlare per
illustrarla.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
intervengo sul Castello Utveggio che sappiamo essere un gioiello
del patrimonio artistico culturale della città di Palermo, anzi che
domina la città di Palermo, che nacque da un'idea del cavaliere
Utveggio e che fu realizzato su un progetto di Giovan Battista
Sant'Angelo per la realizzazione e l'apertura al pubblico nel 1932
di un grande albergo esclusivo; negli anni, poi nel 1984, il
Castello passò al patrimonio della Regione, esattamente al demanio
regionale, nel 1988 divenne la sede del Cerisdi, una scuola di alta
formazione manageriale e di eccellenza, ma a seguito, dopo svariati
anni, nel 2016 esattamente, venne chiuso al pubblico a seguito
dello scioglimento del Cerisdi e da quegli anni in poi quella zona,
sia il castello che il parco circostante, furono totalmente
abbandonati e diventarono proprio vennero saccheggiati,
addirittura, tant'è che nel 2019, nella scorsa legislatura, abbiamo
presentato diversi atti ispettivi tra cui interrogazioni e anche
delle richieste di audizione proprio sullo stato di degrado e di
abbandono del castello.
Ora il punto qual è, Presidente? Questo è un gioiello neoromantico
che non va solo tutelato e manutentato, è un gioiello del
patrimonio artistico culturale di Palermo che merita di essere
valorizzato, ecco perché ho presentato questa mozione che prevede
la valorizzazione del castello. Ora intorno al 2020 la Regione,
esattamente il dipartimento all'energia, si è aggiudicato un
finanziamento di 5 milioni di euro del PO-FESR 2014-2020 per
efficientare energeticamente il castello.
Sono iniziati i lavori ma non sono mai stati rilasciati, cioè il
Castello rimane ancora chiuso, nonostante le dichiarazioni del
Presidente della Regione Schifani perché, nel frattempo, è passata
la competenza sotto la Presidenza della Regione e, quindi,
direttamente al Presidente della Regione che, addirittura, nel
luglio del 2023 diceva che quasi eravamo pronti ad avere il
rilascio dei cantieri di lavoro. Tanto che dovevamo ragionare su
cosa fare di questo Castello, diciamo, e come aprirlo al pubblico.
Ora veda, Presidente, intanto i lavori non sono terminati e
l'impresa che si era aggiudicata i lavori avrebbe dovuto pagare
1700 euro al giorno di penali. Infatti, seguirà un'ulteriore
interrogazione proprio per sapere a che punto siamo. Ma la mozione
verte sul fatto di cosa fare di questo gioiello palermitano.
La mozione che ho presentato ha l'obiettivo di riaprire al
pubblico questo Castello che domina l'intera città di Palermo
perché, sull'esempio di altre città che hanno dei Castelli, così
come ad esempio la città di Lubiana, che ha un Castello esattamente
posizionato in maniera dominante sulla città e che con questo
Castello fa davvero sviluppo economico, perché lo ha reso un centro
congressuale, ha aperto delle attività di prestigio all'interno del
Castello, addirittura si raggiunge con una teleferica. E nei
cassetti del Comune di Palermo abbiamo finanche il progetto della
teleferica che raggiunge dalla Fiera del Mediterraneo il Castello,
naturalmente ovviando il problema anche della viabilità che
sappiamo non essere, diciamo, agevole per raggiungere il castello.
Quindi, si potrebbe davvero prevedere e rilasciare, aprire al
pubblico finalmente questo Castello dandogli una destinazione
congrua in termini di sviluppo economico e turistico. Io mi auguro
che il Presidente della Regione - che ascolta - possa essere
d'accordo.
Quindi, con questa mozione impegniamo il Governo a dare una
destinazione davvero in termini di valore, di valorizzazione di
questo bene.
PRESIDENTE. Se non ci sono interventi in merito alla mozione
numero 86, dichiaro chiusa la discussione generale e chiedo al
Governo se vuole intervenire, altrimenti la pongo in votazione.
Bene, colleghi, allora pongo in votazione la mozione numero 86
"Iniziative volte alla salvaguardia dell'integrità del castello
Utveggio di Palermo e alla restituzione del bene alla pubblica
fruizione".
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si procede con la discussione unificata delle mozioni (di cui al
IV punto all'odg).
Discussione unificata delle mozioni n. 143 e 178
Si passa alla mozione n. 143 "Misure volte ad impedire la
realizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del
combustibile nucleare esaurito.", a firma dell'onorevole Ciminnisi
ed altri, la cui discussione è unificata con la mozione n. 178.
Prego, onorevole Ciminnisi, ha facoltà di parlare per illustrare
la mozione.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spiace dover
discutere una mozione così importante, almeno per il territorio
trapanese, ma per tutta la Sicilia, in assenza del Presidente della
Regione. Ma chiedo agli assessori presenti, quanto meno
l'attenzione necessaria.
Allora, la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle a dicembre è
volta a impegnare il Governo ad attivarsi, presso le sedi
competenti, per escludere i siti siciliani, individuati dalla Carta
nazionale delle aree idonee, per la costruzione nazionale del
deposito di rifiuti radioattivi. Tra l'altro, fin dall'inizio di
questa vicenda, ci siamo opposti, ovviamente, dichiarando
apertamente la nostra contrarietà all'individuazione dei due siti,
ormai rimasti in Sicilia, che sono quello di Calatafimi-Segesta e
quello di Trapani, in particolare nella frazione di Fulgatore.
Una decisione che viene, ovviamente, dalla scelta tecnica della
società Sogin e che, ovviamente, non è concertata con il
territorio, è unilaterale ma che è molto invisa alla popolazione
del territorio di Trapani che, giustamente, anche in maniera
simbolica si è più volte mobilitata. Già ci sono state tre proteste
pubbliche, che hanno visto il coinvolgimento di tutti i sindaci, i
25 sindaci della provincia di Trapani, quindi a prescindere dal
colore politico. In maniera simbolica, dicevo, tutti i cittadini si
sono stretti in una catena umana intorno al tempio di Segesta,
proprio per dimostrare la propria contrarietà rispetto a questa
scelta, che ci pare non solo inopportuna, sul piano politico, ma
anche errata, da un punto di vista tecnico, come da essa è stato
rilevato anche dai comuni di Trapani e di Calatafimi-Segesta nelle
osservazioni che sono state presentate.
Errate perché i due siti, entrambi sia quello di Trapani di
Fulgatore che quello di Calatafimi Segesta, sorgono vicino ai
centri abitati e questo già di per sé dovrebbe essere un motivo di
esclusione dei siti dalle aree idonee, perché il sito sorgerebbe a
meno di un chilometro dal centro di Contrada Sasi che, dopo il
terremoto del '68, è stato un nuovo centro urbano che si è
costituito nel comune di Calatafimi. E anche l'area di Fulgatore,
pur essendo un'area a prevalente vocazione agricola, è un'area
fortemente antropizzata, in cui diciamo sussistono, c'è una
perfetta integrazione tra l'attività dell'uomo e le aree
naturalistiche dell'intorno, rappresentate da campi e vigneti che
sono dei naturali corridoi per la riproduzione della flora e della
fauna selvatici.
Errata perché vi è stata, tra l'altro, una grandissima svista.
Assessore, mi dispiace che stia andando via anche lei perché in
tempi di venti di guerra...No vorrei che mi prestasse attenzione...
Io comprendo le esigenze, però, di avere un interlocutore un
rappresentante del Governo, in Aula, mentre stiamo parlando di una
cosa che riguarda tutta la Sicilia.
Ripeto, l'area è stata individuata in prossimità di un aeroporto,
che ricordo è un aeroporto militare, è una base N.A.T.O. e c'è
stata un'incredibile svista, evidentemente, da parte della Società
che non ha considerato che l'aeroporto di Trapani Birgi è la base
del trentasettesimo stormo dell'Aeronautica militare, e che è una
base di schieramento di velivoli di tutta l'area mediterranea che,
più volte in operazioni di guerra, è stato purtroppo al centro di
operazioni militari.
Quindi, siamo al di sotto di un'area di volo dell'aeroporto
militare, e altrettanto dell'aeroporto civile. Errata perché stiamo
parlando di una zona sismica. Chiediamolo agli abitanti di
Calatafimi, magari quelli un po' meno giovani se ancora ricordano,
il terremoto del sessantotto. siamo in una zona sismica due, che è
al confine con una zona altamente sismica classificata come Area 1.
Quindi i terremoti non sono un'eventualità così poi distante. Per
non parlare del fatto che siamo, altresì, in uno dei sistemi
idrotermali più estesi della Sicilia occidentale, quindi parliamo
delle terme segestane, delle terme di Acqua Pia. In tutta
quest'area, in tutto questo contesto, noi stiamo pensando di
costruire un deposito nazionale per raccogliere i rifiuti di tutta
Italia.
Ecco, al di là di tutti questi motivi tecnici che ovviamente
saranno e dovranno essere rilevati nelle sedi opportune, c'è una
questione di opportunità politica. Chiedo al Presidente la
possibilità di allungare un attimo, perché ho quasi concluso,
perché la scelta appunto è politica, si tratta di decidere qual è
il futuro che noi abbiamo in mente, che il presidente Schifani ha
in mente per questo territorio, un territorio come quello di
Calatafimi Segesta che ha un parco archeologico a due chilometri da
dove dovrebbe sorgere il deposito nazionale, quindi un territorio
con una chiara vocazione turistica, un territorio che ha anche
delle bellezze naturalistiche, penso al bosco di Angimbè che oggi
attira escursionismo da tutte le parti della Sicilia.
Abbiamo dall'altra parte una vocazione agricola con prodotti di
eccellenza con denominazione di origine controllata, penso ai
vigneti, a tutte le DOC che insistono su quel territorio e le
distese di grani antichi che ovviamente stanno in questo momento
riprendendo anche un po' di respiro sul mercato. Quindi la scelta,
cari colleghi, è una scelta politica alla quale non possiamo
ovviamente sottrarci perché si tratta di decidere qual è il futuro
che vogliamo per quel territorio, cosa immaginiamo di fare di
quell'area di Trapani ed è una scelta che i trapanesi non intendono
subire dall'alto e non si può pensare di immolare per l'ennesima
volta la Sicilia sull'altare dell'interesse nazionale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ciminnisi per avere illustrato la
mozione.
Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare
l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
Se ci sono altri colleghi, altrimenti chiudo la discussione
generale e poi chiedo al Governo.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa
assessore Messina, non l'avevo vista, era alle mie spalle e quindi
non avevo salutato il Governo perché non lo vedevo in Aula.
E' chiaro che io condivido la mozione presentata dalla collega
Ciminnisi e quindi non voglio parlare degli aspetti tecnici, li ha
ben illustrati, li hanno adeguatamente illustrati in diverse
occasioni i sindaci, sia nelle varie iniziative che hanno
manifestato questo disappunto, sia nelle relazioni che hanno
inviato alla Sogin.
Ma il dato del quale vorrei discutere oggi, sia pur brevemente, è
il dato politico, perché a fronte dei sindaci della provincia di
Trapani che si sono schierati compattamente, a fronte di una parte
della deputazione della provincia di Trapani che ha sostenuto, che
sta sostenendo questa battaglia, a fronte di molti deputati
nazionali e senatori del Partito Democratico e non solo, che si
sono messi insieme alle comunità locali, che abbondantemente hanno
dimostrato il loro disappunto, c'è un silenzio, che è un silenzio
assordante perché è il silenzio dei codardi, perché quando in
politica non si ha il coraggio di prendere una posizione si è
semplicemente dei codardi, ed è il silenzio del Governo regionale
siciliano.
Il Popolo siciliano merita di sapere da questo Governo cosa pensa
del deposito di scorie nucleari in Sicilia perché la provincia di
Trapani - lo dico al presidente Schifani - fa parte della Sicilia e
dunque dovrebbe dirci se è favorevole, se è contrario, se pensa che
possa essere un'occasione di sviluppo, se immagina che possa essere
invece un'occasione ulteriore di decremento di quella che è la
ricchezza culturale, storica, in prospettiva di un territorio come
la provincia di Trapani. E allora dinanzi a tutto questo, seppure
più volte sollecitata esprimono una posizione, il Governo ha
taciuto.
Ebbene, chi esercita una funzione pubblica è al servizio, perché
la politica, al di là di qualche polemica stucchevole che qualche
volta si sente, è sempre al servizio, ma oggi noi abbiamo un
Governo che non sappiamo che servizio vuole svolgere nei confronti
di quattrocentomila cittadini della provincia di Trapani, perché
quel deposito lì, per le caratteristiche che ha, inficerà lo
sviluppo di un'intera provincia, perché inficerà su quello che è lo
sviluppo del porto di Trapani che è un porto di natura nazionale e
che è il porto dal quale partono o arrivano le merci che poi si
distribuiscono in Sicilia. Inficerà probabilmente sullo sviluppo di
quella che è un'agricoltura avanzata come quella che ruota attorno
al sistema Alcamo/Calatafimi/Vita. Inficerà laddove dovesse essere
ubicato invece nel comune di Trapani, nella frazione di Fulgatore,
su quello che è lo sviluppo di un territorio che ha notevolmente
investito e che vorrebbe rilanciare un'agricoltura di qualità
legata anche all'Enogastronomia.
Bene, innanzi a tutto questo, il Governo fa spallucce, il Governo
non dice niente. Allora, al di là del merito, quello che questa
mozione, a mio avviso, deve censurare che questo Parlamento deve
censurare è il silenzio di un Governo, un Governo non può
permettersi di tacere dinanzi agli interessi dei siciliani e
guardate, non perché si sia contro al fatto che in Italia si debba
fare un deposito di scuole nucleari, perché noi non possiamo
immaginare che l'Italia faccia diventare i Paesi limitrofi
spazzatura in particolare come spesso avvenuto in altri casi i
Paesi africani.
Ma ci sono delle motivazioni tecniche affinché si giustifica
questo no e dinanzi a queste osservazioni tecniche va dato atto che
il Governo Musumeci aveva preso una posizione ma il Governo
Schifani che ha detto sempre di essere in continuità con quel
Governo, rispetto a questo tema invece ha deciso di tacere, al
netto di una posizione del collega Bica che sostanzialmente sembra
vocare a favore. Va dato atto al collega Bica che quanto meno ha
avuto il coraggio di esprimerla quella posizione, tanti altri
invece che dovrebbero parlare, non parlano.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bica. Ne ha facoltà.
BICA. Signor Presidente, colleghi, Governo, dopo ovviamente
l'appunto che graziosamente aveva fatto il collega Safina non
potevo non intervenire.
Ma io sulla questione segnalata, vorrei semplicemente che il
Parlamento avesse un approccio che fosse meno ideologico sulla
questione. Dopo di che ci sono delle opinioni che le comunità su
argomenti di questo tipo hanno il diritto, il dovere di esprimersi
ed è corretto che si segua anche quello che è un indirizzo, una
posizione, una volontà delle comunità che devono eventualmente
ricevere il deposito di scorie nucleari. Però, amerei che il
confronto fosse su dati realmente scientifici. I dati realmente
scientifici dimostrano che oggi un deposito di scorie nucleari è
più sicuro di qualunque altro tipo di attività e soprattutto non va
ad inficiare completamente alle attività culturali, agricole del
territorio, assolutamente. Le sicurezze sono straordinarie. Oggi la
tecnologia, l'ingegneria ha raggiunto livelli elevatissimi che
garantiscono sicurezza e di gran lunga, è più pericoloso oggi
uscire dalla macchina, dal garage che ovviamente realizzare un
impianto di questo tipo.
E' chiaro che se noi narriamo una storia diversa, quella del
pericolo, quella che rovina l'ambiente, che rovina l'agricoltura e
rovina quant'altro, la gente ovviamente non ha la possibilità di
confrontarsi su queste cose e quindi è normale che su questo, se
c'è una narrazione negativa, c'è una percezione negativa del fatto
che noi portiamo scorie nucleari e pericolose all'interno di casa
nostra.
Io voglio solo ricordare che in alcuni paesi come Copenaghen, dove
c'è il reattore nucleare, hanno fatto una pista artificiale di sci.
In Finlandia e Svezia stanno pensando e stanno facendo progetti al
riguardo, anche per accogliere scorie nucleari, ne fanno un
business in assoluta sicurezza per il territorio. Si tace
ovviamente che l'eventuale allocazione in uno di questi 51 siti,
ovviamente il Governo nazionale non sta obbligando nessuno, ha
individuato tecnicamente dei siti tra cui questi del Trapanese, si
omette di dire che lì, eventualmente, sorgerebbe anche un polo
tecnologico. Che significa? Una struttura di alto studio e
formazione, di livello internazionale, che coinvolgerebbe
ovviamente studi e approfondimenti proprio sull'utilizzo e sulle
scorie nucleari in generale oltre a copiosi investimenti che
andrebbero a ricadere su quella realtà della provincia.
Quindi, è chiaro che io non sono ideologicamente vocato o
assolutamente favorevole alla questione, però che si racconti ai
trapanesi, soprattutto, e ai siciliani che tutto questo pericolo
che si va a narrare assolutamente non c'è; c'è, semmai un aspetto,
se noi facciamo una narrazione negativa, sociale di percezione
negativa della questione che non è scientificamente provata, al di
là che l'Italia è tutta sismica quindi, chissà, non ne dovremmo
fare da nessuna parte, ma i bunker che si vanno a realizzare e,
oltretutto, queste scorie che vengono prima inglobate in una massa
di calcestruzzo, con della ceramica e dentro dei bidoni che sono a
prova di missile, oltre che nei bunker, danno, veramente, vi
garantisco dal punto di vista scientifico, io sono un ingegnere e
quindi non posso non sostenere ipotesi che siano scientificamente
provate.
Dopo di che, se diciamo che l'immagine è negativa perché in Italia
ci raccontiamo la storiella della pericolosità, per carità è una
scelta che può fare la comunità e anche la Sicilia.
Io non credo che sia giusto coinvolgere tutta la Sicilia in una
mozione di questo tipo per il semplice motivo che ci possono
essere, invece, i territori che, se dal punto di vista tecnico,
sono idonei a poter ricevere le scorie nucleari, e dovessero
scegliere anche di farlo dal punto di vista sociale, non capisco
perché noi dovremmo impedirlo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Bica per il suo intervento. Non ho
altri iscritti a parlare, quindi chiudo la discussione generale; se
il Governo vuole dire qualcosa in merito, altrimenti passiamo alla
votazione della mozione numero 143.
SAFINA. Quindi il Governo continua a non esprimersi?
PRESIDENTE. È un suo diritto.
Onorevoli colleghi, votiamo separatamente le due mozioni.
Pongo in votazione la mozione n. 143, a prima firma dell'onorevole
Ciminnisi. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvata)
Pongo in votazione la mozione n. 178, a prima firma dell'onorevole
Lombardo G.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvata)
BICA. Dichiaro che il mio voto è contrario su entrambe le mozioni.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io adesso rinvierei, così come
abbiamo concordato nella Conferenza dei Capigruppo, l'Aula a domani
alle ore 12.00.
Ho solo una richiesta di intervento ai sensi del comma 2
dell'articolo 83 del Regolamento interno, di un minuto, e poi
rinviamo l'Aula domani alle 12.00. Prego, onorevole La Vardera.
LA VARDERA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo, anche
per quello che rimane del Governo perché è interessante vedere che
per ogni intervento dei deputati il Governo praticamente non c'è,
l'unica persona che c'era si appena alzata e se ne è andata.
Ma il tema è molto importante, Presidente, perché in questi giorni
sto girando per la Sicilia, come sapete io sono stato eletto in
provincia di Palermo ma è opportuno conoscere anche le
problematiche delle altre province; nella fattispecie, ad Enna,
quello che si sta verificando in questi giorni è veramente
incredibile dove, Presidente, la invito se ha tempo ad andare,
perché si renderà conto che dai rubinetti di Enna - già c'è stato
più volte - anziché uscire acqua naturale esce champagne, sì
Presidente proprio così, perché dai rubinetti dei cittadini di
Enna loro non hanno, non comprano l'acqua normale, quella che noi
vediamo qui davanti a noi, ma comprano l'acqua che è champagne
perché a un signore, addirittura, è arrivata una bolletta di
sedicimila euro perché, come dire, AcquaEnna scpa continua ad avere
un servizio dato ai cittadini che è assolutamente surreale
Ma la cosa allucinante è che se confrontiamo le bollette che
arrivano praticamente al confine, in provincia di Catania, quindi
per esempio a San Michele di Ganzaria a Catania, praticamente i
cittadini pagano il 400 per cento in meno l'acqua pubblica - che
ricordo a tutti è un bene pubblico - a pochi chilometri di
distanza, a Piazza Armerina, che è in provincia di Enna, e in tutti
i comuni limitrofi, i cittadini arrivano a pagare qualcosa come
1.200 euro.
Allora, Presidente io volevo porre l'attenzione di questo
Parlamento che la situazione che sta vivendo la provincia di Enna -
e anche quella di Agrigento ma nella fattispecie quella di Enna - è
una situazione insostenibile dove noi scherziamo, non è champagne
ma è acqua normale, i continui disservizi della rete idrica, si
dice paghiamo sacco di soldi ma quanto meno abbiamo un servizio
puntuale, la fornitura corretta, no Nulla di tutto questo:
fornitura a giorni alterni, spesso e volentieri la fornitura è
scadente, i disservizi sono tantissimi, i cittadini si vedono
oberati dei prezzi allucinanti e che cosa fa l'ATO idrica di Enna?
Silenzio, totale silenzio
I sindaci dovrebbero controllare, ovviamente, che le clausole
contrattuali vengano rispettate ma non fanno esattamente nulla di
tutto questo, almeno non tutti - parte dei sindaci di Enna, per
carità di Dio - come dire, non lottano affinché questa situazione
possa cambiare, tanto alla fine AcquaEnna è AcquaEnna, e forse
nessuno ci si vuole mettere contro. Perché? Ci sono degli interessi
dietro? Magari a qualcuno di questi amministratori viene in qualche
maniera promesso qualcosa? E, quindi, inevitabilmente, non si può
toccare, non ci si può scontrare con AcquaEnna?
Ebbene, dai pulpiti di questo Parlamento, Presidente, volevo
comunicare che ho convocato tutti i sindaci della provincia di Enna
per il 24 di maggio a Barrafranca, Comune di Barrafranca - grazie
al sindaco di Barrafranca - nell'Aula consiliare, per cercare di
capire se veramente vogliamo alzare il capo ed evitare che i
cittadini possano pagare bollette di oltre 1.200,00 - 16.000,00
euro, bollette assolutamente inenarrabili per un servizio che è
scadente L'acqua è un bene pubblico, ed è giusto parlare di questi
temi dentro questo Palazzo, e invito a un sussulto di dignità i
sindaci della provincia di Enna affinché si possano unire in questa
battaglia, a questa protesta, perché se non garantiamo i diritti
fondamentali come quello all'acqua, saremo tutti quanti, in qualche
maniera, responsabili E magari, a questo prezzo, anziché pagare
l'acqua, qualcuno si compra lo champagne, per quelli che ancora
ovviamente se lo possono permettere. Ci si scherza su, ma c'è poco
da scherzare Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
Colleghi, l'Aula è convocata domani, mercoledì 15 maggio 2024,
alle ore 12.00.
La seduta è tolta alle ore 18.01
L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul sito
web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
X SESSIONE ORDINARIA
113a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 15 maggio 2024 - ore 12.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Disposizioni finanziarie varie (n. 739 - Stralcio I)
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 176 - Attuazione dell'art 37 dello Statuto speciale della
Regione siciliana secondo quanto stabilito dal decreto
legislativo 3 novembre 2005, n. 241. (V. allegato)
(29 aprile 2024)
FIGUCCIA - LACCOTO - SAMMARTINO - MANCUSO
- LOMBARDO G. - GIAMBONA - SAFINA -
VARRICA - PELLEGRINO - AUTERI - MICCICHE'
- PACE - CASTIGLIONE - LOMBARDO G. G. -
CARTA
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A - Comunicazioni (v. oltre)
Allegato all'ordine del giorno (Discussione di mozioni nn. 86-176-
143-178 - v.oltre)