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Resoconto d'Aula della Seduta n. 112 di martedì 14 maggio 2024
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.14

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   PRESIDENTE.  Bene,  colleghi, all'ordine del  giorno  dell'odierna
  seduta  abbiamo  la discussione delle mozioni così  come  stabilito
  dalla  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari.  Però,
  colleghi,  prima  di iniziare la discussione delle mozioni,  volevo
  convocare  una  Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari
  perché la Commissione  Bilancio' ha esitato un disegno di legge  di
  variazione   di  bilancio  ed  è  giusto,  visto   che   ha   avuto
  sollecitazione   da   parte  di  alcuni   componenti   dei   Gruppi
  parlamentari, parlarne in Capigruppo per capire come procedere.


                        Sull'ordine dei lavori

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Presidente,  la scorsa settimana in  quest'Aula  abbiamo
  parlato  e  fatto una riflessione attorno ai temi dell'agricoltura.
  La  centralità della questione è stata proprio quella  relativa  al
  fatto  che  il  Presidente della Regione è andato in Consiglio  dei
  Ministri, però ha portato a casa ben poco, perché abbiamo visto  la
  decisione  del  Governo  di dichiarare lo  stato  di  crisi  per  i
  problemi che ci sono nelle città nell'approvvigionamento idrico, ma
  quello  che  è  il  tema dell'agricoltura non  è  stato  per  nulla
  affrontato. Noi ci aspettavamo, invece, una declaratoria  perché  è
  fondamentale per potere intervenire e per dare risposte  ai  nostri
  agricoltori.
   Proprio  in  questi  giorni, poi, abbiamo  saputo  dai  produttori
  agricoli  che sono arrivate alcune cartelle per il pagamento  della
  quota  fissa.  C'è un paradosso: gli agricoltori  non  hanno  avuto
  acqua, ne hanno avuto molta di meno rispetto agli anni scorsi, però
  vengono chiamati a pagare la quota fissa.
   Io  penso che il Governo dovrebbe avere a cuore la possibilità  di
  tornare  indietro  su  questo, mi sembra naturale,  mi  sembrerebbe
  scontato:  agricoltori  che  non  hanno  avuto  la  possibilità  di
  irrigare le proprie piante, eppure sono chiamati a pagare.
   Allora, Presidente, io spero, mi auguro che questo si realizzi. Ho
  sentito  in un'intervista televisiva che era intenzione del Governo
  inserire  alcune risorse all'interno della variazione di  bilancio,
  quindi  non so se la sua riunione sia finalizzata anche  a  questo,
  però  il  punto  rimane quello che se non c'è la declaratoria,  gli
  agricoltori restano bloccati nella richiesta, che hanno  più  volte
  fatto,  di  avere  un trasferimento dei pagamenti  dei  mutui,  una
  possibilità  di  attingere risorse, vere e,  invece,  come  abbiamo
  visto,  nel  Consiglio dei Ministri non si  è  fatto  nulla.  Ma  è
  passata una settimana, Presidente.
   In  questa  settimana pensavamo che ci potesse essere un'ulteriore
  riunione,  che  il Governo decidesse, anche perché -  lo  dico  con
  chiarezza  - ma qual è il problema? Il problema qual è? Il  Governo
  non è informato se in questi mesi, nei mesi scorsi - io vorrei dire
  dal 2023 in poi, c'è stata la siccità o meno, non credo che l'acqua
  della  pioggia  si  possa nascondere o si  possa  inventare.  È  un
  fenomeno naturale, o c'è o non c'è  E tutti noi siamo testimoni  in
  Sicilia  che  la  siccità c'è stata, anzi,  anzi  mi  pare  che  un
  ministro,  tale  Lollobrigida, abbia detto,  per  fortuna,  che  la
  siccità sia stata solo in Sicilia, nel Mezzogiorno
   Allora,  Presidente, mi dispiace, le chiedo un po' di  attenzione,
  chiedo  che  venga stigmatizzato l'atteggiamento del  Ministro.  Il
  Ministro  non  si può permettere di dire quello che ha  detto,  non
  solo,  ma  c'è  stato  un senatore, credo anche  siciliano,  che  è
  entrato  nel  merito. C'era un buco, la toppa è stata peggiore  del
  buco,  ha ampliato il buco perché ha detto una serie di inesattezze
  compreso il fatto che era stata fatta la declaratoria, lo stato  di
  crisi e la crisi è stata fatta per i problemi idrici potabili delle
  città e non per l'agricoltura.
   Ma  lasciando perdere quello che ha detto, inesatto, il  senatore,
  in  difesa  del  Ministro, il Ministro ha  cercato  di  chiarire  e
  avrebbe  dovuto  dire:  mi scuso, mi scuso con i siciliani  .  Cosa
  che non ha fatto. E questo noi lo vogliamo rimarcare. Non pensi  il
  Ministro che l'Italia sia ferma alla linea gotica. L'Italia  non  è
  ferma  alla linea gotica, né il regionalismo differenziato è  stato
  realizzato e, quindi, ci sono più Italie. No, l'Italia è  unica,  è
  stata unita grazie a un processo di liberazione
   Quindi,  Presidente,  torno  a  ripeterle,  chiedo  al  Presidente
  dell'Assemblea,  mi  dispiace che non sia  presente  il  presidente
  Galvagno,  ma  lo  chiedo  a  lei nella  sua  funzione,  che  venga
  stigmatizzato  il  comportamento  del  Ministro  che  non  è  stato
  rispettoso dei siciliani, avrebbe dovuto quanto meno chiedere scusa
  e  poi le chiedo di sollecitare, al di là di tutto, gli agricoltori
  aspettano,  aspettano che ci sia la declaratoria perché  altrimenti
  tutto quello che è stato prospettato non sarà realizzato.
    La ringrazio.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone.
   Allora  colleghi, sospenderei l'Aula per convocare  la  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari così decidiamo il  proseguo
  dei lavori.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.22, è ripresa alle ore 17.30)

   L'Aula è ripresa.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Varrica.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Esito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico l'esito dei lavori  della
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari,  riunitasi  14
  maggio 2024, sotto la presidenza del Vice Presidente dell'Assemblea
  on.  Di  Paola  e  con  la  partecipazione  dell'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, delegato a curare i rapporti  tra  il
  Governo e l'Assemblea regionale, on. Aricò.
   E'  stata innanzi tutto respinta la proposta di modifica, avanzata
  dal  Governo  regionale, del programma dei lavori già fissato,  che
  chiedeva  la trattazione dell'intero disegno di legge n.  739/A  in
  materia  di  variazioni di bilancio, esitato oggi dalla Commissione
   Bilancio , in quanto la stessa proposta non ha ottenuto il  quorum
  dei  Presidenti  di  Gruppo  che  rappresentino  i  due  terzi  dei
  componenti dell'ARS, così come richiesto dal Regolamento interno.
   E'   stata   invece,  approvata,  all'unanimità  la  proposta   di
  discussione  in Aula delle sole norme in materia di  agricoltura  e
  zootecnia previste all'interno del citato disegno di legge.
   Ferma   restando  la  trattazione  delle  mozioni   già   iscritte
  all'ordine  del  giorno,  il programma  dei  lavori  è  stato  così
  rideterminato:
   -il ddl n. 739/A viene rinviato in Commissione  Bilancio , la quale
      è autorizzata a riunirsi immediatamente, anche in concomitanza dei
      lavori d'Aula, per procedere allo stralcio ed esame della norma in
      materia di agricoltura e zootecnia, in modo da esitarla per l'Aula
      con specifico disegno di legge;
  -l'Aula terrà pertanto seduta domani 15 maggio, alle ore 12, per la
  discussione del disegno di legge da ultimo menzionato, il cui
  termine per la presentazione degli emendamenti è fissato alle ore
  14 della medesima giornata, per proseguire, dalle ore 15 in poi con
  la discussione fino a conclusione dei lavori.
    Si  è  infine  convenuto  che  non saranno  ritenuti  ammissibili
  emendamenti aggiuntivi allo stesso disegno di legge.
    L'Assemblea ne prende atto.

   Quindi, onorevoli colleghi, la Commissione Bilancio si può riunire
  direttamente  con  la  presenza del Governo,  chiedo  all'Assessore
  Aricò di essere presente in Commissione Bilancio.


                    Discussione della mozione n. 86

   Noi  possiamo  andare  avanti  con la trattazione  delle  mozioni,
  partendo   dalla   mozione   numero  86  "Iniziative   volte   alla
  salvaguardia dell'integrità del Castello Utveggio di Palermo e alla
  restituzione  del  bene  alla pubblica fruizione",  a  prima  firma
  dell'onorevole   Schillaci,  che  ha   facoltà   di   parlare   per
  illustrarla.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  intervengo  sul Castello Utveggio che sappiamo essere  un  gioiello
  del patrimonio artistico culturale della città di Palermo, anzi che
  domina  la  città di Palermo, che nacque da un'idea  del  cavaliere
  Utveggio  e  che  fu realizzato su un progetto di  Giovan  Battista
  Sant'Angelo per la realizzazione e l'apertura al pubblico nel  1932
  di  un  grande  albergo esclusivo; negli anni,  poi  nel  1984,  il
  Castello passò al patrimonio della Regione, esattamente al  demanio
  regionale, nel 1988 divenne la sede del Cerisdi, una scuola di alta
  formazione manageriale e di eccellenza, ma a seguito, dopo svariati
  anni,  nel  2016  esattamente, venne chiuso al pubblico  a  seguito
  dello scioglimento del Cerisdi e da quegli anni in poi quella zona,
  sia  il  castello  che  il  parco  circostante,  furono  totalmente
  abbandonati    e    diventarono   proprio   vennero   saccheggiati,
  addirittura, tant'è che nel 2019, nella scorsa legislatura, abbiamo
  presentato  diversi atti ispettivi tra cui interrogazioni  e  anche
  delle  richieste di audizione proprio sullo stato di degrado  e  di
  abbandono del castello.
   Ora il punto qual è, Presidente? Questo è un gioiello neoromantico
  che  non  va  solo  tutelato  e  manutentato,  è  un  gioiello  del
  patrimonio  artistico  culturale di Palermo che  merita  di  essere
  valorizzato, ecco perché ho presentato questa mozione  che  prevede
  la  valorizzazione del castello. Ora intorno al  2020  la  Regione,
  esattamente  il  dipartimento  all'energia,  si  è  aggiudicato  un
  finanziamento  di  5  milioni di euro  del  PO-FESR  2014-2020  per
  efficientare energeticamente il castello.
   Sono  iniziati i lavori ma non sono mai stati rilasciati, cioè  il
  Castello  rimane  ancora chiuso, nonostante  le  dichiarazioni  del
  Presidente della Regione Schifani perché, nel frattempo, è  passata
  la   competenza  sotto  la  Presidenza  della  Regione  e,  quindi,
  direttamente  al  Presidente della Regione  che,  addirittura,  nel
  luglio  del  2023  diceva  che quasi eravamo  pronti  ad  avere  il
  rilascio  dei  cantieri di lavoro. Tanto che dovevamo ragionare  su
  cosa fare di questo Castello, diciamo, e come aprirlo al pubblico.
   Ora  veda,  Presidente,  intanto i lavori  non  sono  terminati  e
  l'impresa  che  si era aggiudicata i lavori avrebbe  dovuto  pagare
  1700  euro  al  giorno  di  penali. Infatti,  seguirà  un'ulteriore
  interrogazione proprio per sapere a che punto siamo. Ma la  mozione
  verte sul fatto di cosa fare di questo gioiello palermitano.
   La  mozione  che  ho  presentato ha  l'obiettivo  di  riaprire  al
  pubblico  questo  Castello  che domina l'intera  città  di  Palermo
  perché,  sull'esempio di altre città che hanno dei  Castelli,  così
  come ad esempio la città di Lubiana, che ha un Castello esattamente
  posizionato  in  maniera dominante sulla città  e  che  con  questo
  Castello fa davvero sviluppo economico, perché lo ha reso un centro
  congressuale, ha aperto delle attività di prestigio all'interno del
  Castello,  addirittura  si  raggiunge con  una  teleferica.  E  nei
  cassetti  del Comune di Palermo abbiamo finanche il progetto  della
  teleferica che raggiunge dalla Fiera del Mediterraneo il  Castello,
  naturalmente  ovviando  il  problema  anche  della  viabilità   che
  sappiamo non essere, diciamo, agevole per raggiungere il castello.
   Quindi,  si  potrebbe  davvero prevedere e rilasciare,  aprire  al
  pubblico  finalmente  questo  Castello  dandogli  una  destinazione
  congrua in termini di sviluppo economico e turistico. Io mi  auguro
  che  il  Presidente  della Regione - che  ascolta  -  possa  essere
  d'accordo.
   Quindi,  con  questa  mozione impegniamo il  Governo  a  dare  una
  destinazione  davvero  in termini di valore, di  valorizzazione  di
  questo bene.

   PRESIDENTE.  Se  non  ci sono interventi in  merito  alla  mozione
  numero  86,  dichiaro chiusa la discussione generale  e  chiedo  al
  Governo se vuole intervenire, altrimenti la pongo in votazione.
   Bene,  colleghi,  allora pongo in votazione la mozione  numero  86
  "Iniziative  volte  alla salvaguardia dell'integrità  del  castello
  Utveggio  di  Palermo e alla restituzione del  bene  alla  pubblica
  fruizione".
   Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  procede con la discussione unificata delle mozioni (di cui  al
  IV punto all'odg).


           Discussione unificata delle mozioni n. 143 e 178

   Si  passa  alla  mozione  n.  143 "Misure  volte  ad  impedire  la
  realizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e  del
  combustibile nucleare esaurito.", a firma dell'onorevole  Ciminnisi
  ed altri, la cui discussione è unificata con la mozione n. 178.
   Prego,  onorevole Ciminnisi, ha facoltà di parlare per  illustrare
  la mozione.

   CIMINNISI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  spiace  dover
  discutere  una  mozione così importante, almeno per  il  territorio
  trapanese, ma per tutta la Sicilia, in assenza del Presidente della
  Regione.   Ma   chiedo   agli  assessori  presenti,   quanto   meno
  l'attenzione necessaria.
   Allora, la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle a dicembre  è
  volta  a  impegnare  il  Governo  ad  attivarsi,  presso  le   sedi
  competenti, per escludere i siti siciliani, individuati dalla Carta
  nazionale  delle  aree  idonee, per la  costruzione  nazionale  del
  deposito  di  rifiuti radioattivi. Tra l'altro, fin dall'inizio  di
  questa   vicenda,   ci   siamo  opposti,  ovviamente,   dichiarando
  apertamente la nostra contrarietà all'individuazione dei due  siti,
  ormai  rimasti in Sicilia, che sono quello di Calatafimi-Segesta  e
  quello di Trapani, in particolare nella frazione di Fulgatore.
   Una  decisione  che viene, ovviamente, dalla scelta tecnica  della
  società  Sogin  e  che,  ovviamente,  non  è  concertata   con   il
  territorio,  è  unilaterale ma che è molto invisa alla  popolazione
  del  territorio  di  Trapani  che, giustamente,  anche  in  maniera
  simbolica si è più volte mobilitata. Già ci sono state tre proteste
  pubbliche, che hanno visto il coinvolgimento di tutti i sindaci,  i
  25  sindaci  della provincia di Trapani, quindi a  prescindere  dal
  colore politico. In maniera simbolica, dicevo, tutti i cittadini si
  sono  stretti  in  una catena umana intorno al tempio  di  Segesta,
  proprio  per  dimostrare la propria contrarietà rispetto  a  questa
  scelta,  che  ci pare non solo inopportuna, sul piano politico,  ma
  anche  errata, da un punto di vista tecnico, come da essa  è  stato
  rilevato anche dai comuni di Trapani e di Calatafimi-Segesta  nelle
  osservazioni che sono state presentate.
   Errate  perché  i  due  siti, entrambi sia quello  di  Trapani  di
  Fulgatore  che  quello  di Calatafimi Segesta,  sorgono  vicino  ai
  centri abitati e questo già di per sé dovrebbe essere un motivo  di
  esclusione dei siti dalle aree idonee, perché il sito sorgerebbe  a
  meno  di  un  chilometro dal centro di Contrada Sasi che,  dopo  il
  terremoto  del  '68,  è  stato un nuovo  centro  urbano  che  si  è
  costituito  nel comune di Calatafimi. E anche l'area di  Fulgatore,
  pur  essendo  un'area  a prevalente vocazione agricola,  è  un'area
  fortemente  antropizzata,  in  cui  diciamo  sussistono,  c'è   una
  perfetta   integrazione  tra  l'attività  dell'uomo   e   le   aree
  naturalistiche dell'intorno, rappresentate da campi e  vigneti  che
  sono  dei naturali corridoi per la riproduzione della flora e della
  fauna selvatici.
   Errata  perché  vi  è stata, tra l'altro, una grandissima  svista.
  Assessore,  mi  dispiace che stia andando via anche lei  perché  in
  tempi di venti di guerra...No vorrei che mi prestasse attenzione...
  Io  comprendo  le  esigenze,  però, di avere  un  interlocutore  un
  rappresentante del Governo, in Aula, mentre stiamo parlando di  una
  cosa che riguarda tutta la Sicilia.
   Ripeto,  l'area è stata individuata in prossimità di un aeroporto,
  che  ricordo  è  un aeroporto militare, è una base N.A.T.O.  e  c'è
  stata  un'incredibile svista, evidentemente, da parte della Società
  che  non ha considerato che l'aeroporto di Trapani Birgi è la  base
  del  trentasettesimo stormo dell'Aeronautica militare, e che è  una
  base  di schieramento di velivoli di tutta l'area mediterranea che,
  più  volte in operazioni di guerra, è stato purtroppo al centro  di
  operazioni militari.
   Quindi,  siamo  al  di  sotto di un'area  di  volo  dell'aeroporto
  militare, e altrettanto dell'aeroporto civile. Errata perché stiamo
  parlando  di  una  zona  sismica.  Chiediamolo  agli  abitanti   di
  Calatafimi, magari quelli un po' meno giovani se ancora  ricordano,
  il terremoto del sessantotto. siamo in una zona sismica due, che  è
  al confine con una zona altamente sismica classificata come Area 1.
  Quindi  i terremoti non sono un'eventualità così poi distante.  Per
  non  parlare  del  fatto che siamo, altresì,  in  uno  dei  sistemi
  idrotermali  più estesi della Sicilia occidentale, quindi  parliamo
  delle   terme  segestane,  delle  terme  di  Acqua  Pia.  In  tutta
  quest'area,  in  tutto  questo contesto,  noi  stiamo  pensando  di
  costruire un deposito nazionale per raccogliere i rifiuti di  tutta
  Italia.
   Ecco,  al  di  là  di tutti questi motivi tecnici  che  ovviamente
  saranno  e dovranno essere rilevati nelle sedi opportune,  c'è  una
  questione   di  opportunità  politica.  Chiedo  al  Presidente   la
  possibilità  di  allungare  un attimo, perché  ho  quasi  concluso,
  perché  la scelta appunto è politica, si tratta di decidere qual  è
  il  futuro che noi abbiamo in mente, che il presidente Schifani  ha
  in  mente  per  questo  territorio, un territorio  come  quello  di
  Calatafimi Segesta che ha un parco archeologico a due chilometri da
  dove  dovrebbe sorgere il deposito nazionale, quindi un  territorio
  con  una  chiara vocazione turistica, un territorio  che  ha  anche
  delle  bellezze naturalistiche, penso al bosco di Angimbè che  oggi
  attira escursionismo da tutte le parti della Sicilia.
   Abbiamo  dall'altra parte una vocazione agricola con  prodotti  di
  eccellenza  con  denominazione  di origine  controllata,  penso  ai
  vigneti,  a  tutte  le DOC che insistono su quel  territorio  e  le
  distese  di  grani antichi che ovviamente stanno in questo  momento
  riprendendo anche un po' di respiro sul mercato. Quindi la  scelta,
  cari  colleghi,  è  una  scelta politica alla  quale  non  possiamo
  ovviamente sottrarci perché si tratta di decidere qual è il  futuro
  che  vogliamo  per  quel territorio, cosa immaginiamo  di  fare  di
  quell'area di Trapani ed è una scelta che i trapanesi non intendono
  subire  dall'alto e non si può pensare di immolare  per  l'ennesima
  volta la Sicilia sull'altare dell'interesse nazionale.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Ciminnisi per avere  illustrato  la
  mozione.
   Dichiaro  aperta  la  discussione generale. È iscritto  a  parlare
  l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
   Se  ci  sono  altri  colleghi, altrimenti  chiudo  la  discussione
  generale e poi chiedo al Governo.

   SAFINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedo   scusa
  assessore Messina, non l'avevo vista, era alle mie spalle e  quindi
  non avevo salutato il Governo perché non lo vedevo in Aula.
   E'  chiaro  che  io condivido la mozione presentata dalla  collega
  Ciminnisi e quindi non voglio parlare degli aspetti tecnici, li  ha
  ben  illustrati,  li  hanno  adeguatamente  illustrati  in  diverse
  occasioni   i  sindaci,  sia  nelle  varie  iniziative  che   hanno
  manifestato  questo  disappunto,  sia  nelle  relazioni  che  hanno
  inviato alla Sogin.
   Ma il dato del quale vorrei discutere oggi, sia pur brevemente,  è
  il  dato  politico, perché a fronte dei sindaci della provincia  di
  Trapani che si sono schierati compattamente, a fronte di una  parte
  della deputazione della provincia di Trapani che ha sostenuto,  che
  sta  sostenendo  questa  battaglia,  a  fronte  di  molti  deputati
  nazionali  e  senatori del Partito Democratico e non solo,  che  si
  sono  messi insieme alle comunità locali, che abbondantemente hanno
  dimostrato  il loro disappunto, c'è un silenzio, che è un  silenzio
  assordante  perché  è  il silenzio dei codardi,  perché  quando  in
  politica  non  si  ha il coraggio di prendere una  posizione  si  è
  semplicemente  dei codardi, ed è il silenzio del Governo  regionale
  siciliano.
   Il  Popolo siciliano merita di sapere da questo Governo cosa pensa
  del  deposito di scorie nucleari in Sicilia perché la provincia  di
  Trapani - lo dico al presidente Schifani - fa parte della Sicilia e
  dunque dovrebbe dirci se è favorevole, se è contrario, se pensa che
  possa essere un'occasione di sviluppo, se immagina che possa essere
  invece  un'occasione ulteriore di decremento di  quella  che  è  la
  ricchezza culturale, storica, in prospettiva di un territorio  come
  la  provincia di Trapani. E allora dinanzi a tutto questo,  seppure
  più  volte  sollecitata  esprimono una  posizione,  il  Governo  ha
  taciuto.
   Ebbene,  chi esercita una funzione pubblica è al servizio,  perché
  la  politica, al di là di qualche polemica stucchevole che  qualche
  volta  si  sente,  è  sempre al servizio, ma oggi  noi  abbiamo  un
  Governo  che non sappiamo che servizio vuole svolgere nei confronti
  di  quattrocentomila cittadini della provincia di  Trapani,  perché
  quel  deposito  lì,  per le caratteristiche  che  ha,  inficerà  lo
  sviluppo di un'intera provincia, perché inficerà su quello che è lo
  sviluppo del porto di Trapani che è un porto di natura nazionale  e
  che  è  il porto dal quale partono o arrivano le merci che  poi  si
  distribuiscono in Sicilia. Inficerà probabilmente sullo sviluppo di
  quella  che è un'agricoltura avanzata come quella che ruota attorno
  al  sistema Alcamo/Calatafimi/Vita. Inficerà laddove dovesse essere
  ubicato  invece nel comune di Trapani, nella frazione di Fulgatore,
  su  quello  che è lo sviluppo di un territorio che ha  notevolmente
  investito  e  che  vorrebbe  rilanciare un'agricoltura  di  qualità
  legata anche all'Enogastronomia.
   Bene,  innanzi a tutto questo, il Governo fa spallucce, il Governo
  non  dice  niente. Allora, al di là del merito, quello  che  questa
  mozione,  a  mio avviso, deve censurare che questo Parlamento  deve
  censurare  è  il  silenzio  di  un  Governo,  un  Governo  non  può
  permettersi  di  tacere  dinanzi agli  interessi  dei  siciliani  e
  guardate, non perché si sia contro al fatto che in Italia si  debba
  fare  un  deposito  di  scuole nucleari, perché  noi  non  possiamo
  immaginare   che  l'Italia  faccia  diventare  i  Paesi   limitrofi
  spazzatura  in  particolare come spesso avvenuto in  altri  casi  i
  Paesi africani.
   Ma  ci  sono  delle  motivazioni tecniche affinché  si  giustifica
  questo no e dinanzi a queste osservazioni tecniche va dato atto che
  il  Governo  Musumeci  aveva  preso una  posizione  ma  il  Governo
  Schifani  che  ha  detto sempre di essere in  continuità  con  quel
  Governo,  rispetto  a questo tema invece ha deciso  di  tacere,  al
  netto  di una posizione del collega Bica che sostanzialmente sembra
  vocare  a favore. Va dato atto al collega Bica che quanto  meno  ha
  avuto  il  coraggio  di  esprimerla quella posizione,  tanti  altri
  invece che dovrebbero parlare, non parlano.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bica. Ne ha facoltà.

   BICA.   Signor  Presidente,  colleghi,  Governo,  dopo  ovviamente
  l'appunto  che  graziosamente aveva fatto  il  collega  Safina  non
  potevo non intervenire.
   Ma  io  sulla  questione segnalata, vorrei  semplicemente  che  il
  Parlamento  avesse  un  approccio che fosse meno  ideologico  sulla
  questione.  Dopo di che ci sono delle opinioni che le  comunità  su
  argomenti  di questo tipo hanno il diritto, il dovere di esprimersi
  ed  è  corretto  che si segua anche quello che è un indirizzo,  una
  posizione,  una  volontà  delle comunità che  devono  eventualmente
  ricevere  il  deposito  di scorie nucleari.  Però,  amerei  che  il
  confronto  fosse  su dati realmente scientifici. I  dati  realmente
  scientifici  dimostrano che oggi un deposito di scorie  nucleari  è
  più sicuro di qualunque altro tipo di attività e soprattutto non va
  ad  inficiare  completamente alle attività culturali, agricole  del
  territorio, assolutamente. Le sicurezze sono straordinarie. Oggi la
  tecnologia,  l'ingegneria  ha raggiunto  livelli  elevatissimi  che
  garantiscono  sicurezza  e di gran lunga,  è  più  pericoloso  oggi
  uscire  dalla  macchina,  dal garage che ovviamente  realizzare  un
  impianto di questo tipo.
   E'  chiaro  che  se  noi narriamo una storia diversa,  quella  del
  pericolo, quella che rovina l'ambiente, che rovina l'agricoltura  e
  rovina  quant'altro, la gente ovviamente non ha la  possibilità  di
  confrontarsi  su queste cose e quindi è normale che su  questo,  se
  c'è  una narrazione negativa, c'è una percezione negativa del fatto
  che  noi portiamo scorie nucleari e pericolose all'interno di  casa
  nostra.
   Io voglio solo ricordare che in alcuni paesi come Copenaghen, dove
  c'è il reattore nucleare, hanno fatto una pista artificiale di sci.
  In  Finlandia e Svezia stanno pensando e stanno facendo progetti al
  riguardo,  anche  per  accogliere  scorie  nucleari,  ne  fanno  un
  business  in  assoluta  sicurezza  per  il  territorio.   Si   tace
  ovviamente  che l'eventuale allocazione in uno di questi  51  siti,
  ovviamente  il  Governo  nazionale non sta obbligando  nessuno,  ha
  individuato tecnicamente dei siti tra cui questi del Trapanese,  si
  omette  di  dire che lì, eventualmente, sorgerebbe  anche  un  polo
  tecnologico.   Che  significa?  Una  struttura  di  alto  studio  e
  formazione,   di   livello   internazionale,   che   coinvolgerebbe
  ovviamente  studi e approfondimenti proprio sull'utilizzo  e  sulle
  scorie  nucleari  in  generale oltre  a  copiosi  investimenti  che
  andrebbero a ricadere su quella realtà della provincia.
   Quindi,  è  chiaro  che  io  non  sono  ideologicamente  vocato  o
  assolutamente  favorevole alla questione, però che si  racconti  ai
  trapanesi,  soprattutto, e ai siciliani che tutto  questo  pericolo
  che  si va a narrare assolutamente non c'è; c'è, semmai un aspetto,
  se  noi  facciamo  una narrazione negativa, sociale  di  percezione
  negativa della questione che non è scientificamente provata, al  di
  là  che  l'Italia è tutta sismica quindi, chissà, non  ne  dovremmo
  fare  da  nessuna parte, ma i bunker che si vanno a  realizzare  e,
  oltretutto, queste scorie che vengono prima inglobate in una  massa
  di calcestruzzo, con della ceramica e dentro dei bidoni che sono  a
  prova  di  missile,  oltre  che nei bunker,  danno,  veramente,  vi
  garantisco  dal punto di vista scientifico, io sono un ingegnere  e
  quindi  non  posso non sostenere ipotesi che siano scientificamente
  provate.
   Dopo di che, se diciamo che l'immagine è negativa perché in Italia
  ci  raccontiamo la storiella della pericolosità, per carità  è  una
  scelta che può fare la comunità e anche la Sicilia.
   Io  non  credo che sia giusto coinvolgere tutta la Sicilia in  una
  mozione  di  questo  tipo per il semplice  motivo  che  ci  possono
  essere,  invece,  i territori che, se dal punto di  vista  tecnico,
  sono  idonei  a  poter  ricevere le scorie  nucleari,  e  dovessero
  scegliere  anche di farlo dal punto di vista sociale,  non  capisco
  perché noi dovremmo impedirlo.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Bica per il suo intervento.  Non  ho
  altri iscritti a parlare, quindi chiudo la discussione generale; se
  il  Governo vuole dire qualcosa in merito, altrimenti passiamo alla
  votazione della mozione numero 143.

   SAFINA. Quindi il Governo continua a non esprimersi?

   PRESIDENTE. È un suo diritto.
   Onorevoli colleghi, votiamo separatamente le due mozioni.
   Pongo in votazione la mozione n. 143, a prima firma dell'onorevole
  Ciminnisi. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvata)

   Pongo in votazione la mozione n. 178, a prima firma dell'onorevole
  Lombardo G.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvata)

   BICA. Dichiaro che il mio voto è contrario su entrambe le mozioni.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, io adesso  rinvierei,  così  come
  abbiamo concordato nella Conferenza dei Capigruppo, l'Aula a domani
  alle ore 12.00.
   Ho  solo  una  richiesta  di  intervento  ai  sensi  del  comma  2
  dell'articolo  83  del Regolamento interno, di  un  minuto,  e  poi
  rinviamo l'Aula domani alle 12.00. Prego, onorevole La Vardera.

   LA  VARDERA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo, anche
  per  quello che rimane del Governo perché è interessante vedere che
  per  ogni intervento dei deputati il Governo praticamente non  c'è,
  l'unica persona che c'era si appena alzata e se ne è andata.
   Ma il tema è molto importante, Presidente, perché in questi giorni
  sto  girando  per la Sicilia, come sapete io sono stato  eletto  in
  provincia   di   Palermo  ma  è  opportuno   conoscere   anche   le
  problematiche  delle  altre province; nella fattispecie,  ad  Enna,
  quello  che  si  sta  verificando  in  questi  giorni  è  veramente
  incredibile  dove,  Presidente, la invito se ha  tempo  ad  andare,
  perché  si renderà conto che dai rubinetti di Enna - già c'è  stato
  più  volte  -  anziché  uscire acqua naturale  esce  champagne,  sì
  Presidente  proprio  così, perché dai rubinetti  dei  cittadini  di
  Enna  loro non hanno, non comprano l'acqua normale, quella che  noi
  vediamo  qui  davanti a noi, ma comprano l'acqua  che  è  champagne
  perché  a  un  signore,  addirittura, è arrivata  una  bolletta  di
  sedicimila euro perché, come dire, AcquaEnna scpa continua ad avere
  un servizio dato ai cittadini che è assolutamente surreale
   Ma  la  cosa  allucinante è che se confrontiamo  le  bollette  che
  arrivano  praticamente al confine, in provincia di Catania,  quindi
  per  esempio  a  San Michele di Ganzaria a Catania, praticamente  i
  cittadini  pagano il 400 per cento in meno l'acqua pubblica  -  che
  ricordo  a  tutti  è  un  bene pubblico -  a  pochi  chilometri  di
  distanza, a Piazza Armerina, che è in provincia di Enna, e in tutti
  i  comuni  limitrofi, i cittadini arrivano a pagare  qualcosa  come
  1.200 euro.
   Allora,   Presidente  io  volevo  porre  l'attenzione  di   questo
  Parlamento che la situazione che sta vivendo la provincia di Enna -
  e anche quella di Agrigento ma nella fattispecie quella di Enna - è
  una  situazione insostenibile dove noi scherziamo, non è  champagne
  ma  è  acqua  normale, i continui disservizi della rete idrica,  si
  dice  paghiamo  sacco di soldi ma quanto meno abbiamo  un  servizio
  puntuale,  la  fornitura  corretta,  no   Nulla  di  tutto  questo:
  fornitura  a  giorni alterni, spesso e volentieri  la  fornitura  è
  scadente,  i  disservizi sono tantissimi,  i  cittadini  si  vedono
  oberati dei prezzi allucinanti e che cosa fa l'ATO idrica di  Enna?
  Silenzio, totale silenzio
   I  sindaci  dovrebbero controllare, ovviamente,  che  le  clausole
  contrattuali vengano rispettate ma non fanno esattamente  nulla  di
  tutto  questo, almeno non tutti - parte dei sindaci  di  Enna,  per
  carità  di  Dio - come dire, non lottano affinché questa situazione
  possa  cambiare,  tanto alla fine AcquaEnna è  AcquaEnna,  e  forse
  nessuno ci si vuole mettere contro. Perché? Ci sono degli interessi
  dietro? Magari a qualcuno di questi amministratori viene in qualche
  maniera promesso qualcosa? E, quindi, inevitabilmente, non  si  può
  toccare, non ci si può scontrare con AcquaEnna?
   Ebbene,  dai  pulpiti  di  questo Parlamento,  Presidente,  volevo
  comunicare che ho convocato tutti i sindaci della provincia di Enna
  per  il  24 di maggio a Barrafranca, Comune di Barrafranca - grazie
  al  sindaco  di Barrafranca - nell'Aula consiliare, per cercare  di
  capire  se  veramente  vogliamo alzare il capo  ed  evitare  che  i
  cittadini  possano  pagare bollette di oltre 1.200,00  -  16.000,00
  euro,  bollette  assolutamente inenarrabili per un servizio  che  è
  scadente  L'acqua è un bene pubblico, ed è giusto parlare di questi
  temi  dentro  questo Palazzo, e invito a un sussulto di  dignità  i
  sindaci della provincia di Enna affinché si possano unire in questa
  battaglia,  a questa protesta, perché se non garantiamo  i  diritti
  fondamentali come quello all'acqua, saremo tutti quanti, in qualche
  maniera,  responsabili  E magari, a questo prezzo,  anziché  pagare
  l'acqua,  qualcuno  si compra lo champagne, per quelli  che  ancora
  ovviamente se lo possono permettere. Ci si scherza su, ma c'è  poco
  da scherzare  Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   Colleghi,  l'Aula è convocata domani, mercoledì  15  maggio  2024,
  alle ore 12.00.

                   La seduta è tolta alle ore 18.01


   L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato sul  sito
  web   istituzionale  dell'Assemblea  regionale  siciliana,   è   il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         X SESSIONE ORDINARIA


                         113a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 15 maggio 2024 - ore 12.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

      - Disposizioni finanziarie varie  (n. 739 - Stralcio I)

    III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

      N.  176  - Attuazione dell'art 37 dello Statuto speciale  della
  Regione   siciliana  secondo  quanto       stabilito  dal   decreto
  legislativo 3 novembre 2005, n. 241. (V. allegato)

                 (29 aprile 2024)

                            FIGUCCIA - LACCOTO - SAMMARTINO - MANCUSO
                            -     LOMBARDO G. - GIAMBONA -  SAFINA  -
                            VARRICA - PELLEGRINO - AUTERI - MICCICHE'
                            -  PACE - CASTIGLIONE - LOMBARDO G. G.  -
                            CARTA

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

   Allegato A - Comunicazioni (v. oltre)

   Allegato all'ordine del giorno (Discussione di mozioni nn. 86-176-
  143-178 - v.oltre)