Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.21
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giuffrida ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di autorizzazione a riunirsi ex art. 32 bis del
Regolamento interno
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 1010-PRE/2024 del 29
aprile 2024 questa Presidenza ha autorizzato la Commissione
parlamentare speciale d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della
mafia e della corruzione in Sicilia, a riunirsi presso il Comune di
Capaci in data odierna dalle ore 18.00.
Pertanto, salvo diversa ulteriore comunicazione in contrario da
parte della Commissione, ne sono da considerarsi in congedo per la
presente seduta tutti gli onorevoli componenti e precisamente:
-l'On. Cracolici;
-l'On. Grasso;
-l'On. Schillaci;
-l'On. Burtone;
-l'On. Caronia;
-l'On. Castiglione;
-l'On. Geraci;
-l'On. Intravia;
-l'On. Mancuso;
-l'On. Pace;
-l'On. Venezia.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della Rubrica
Territorio e Ambiente
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della Rubrica
Territorio e Ambiente . L'Assessore Pagana è presente. La
ringrazio.
Sull'ordine dei lavori
LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Come ha ben letto, dovrei essere, appunto, a Capaci
alle ore 18.00 con la Commissione Antimafia'. Se non ci fosse
nulla in contrario e, magari, i colleghi fossero d'accordo, le
chiedo di anticipare eventualmente le mie interrogazioni, così da
potermi recare poi a Capaci. Non so quante siano. Io le rivolgo una
richiesta, così, sommessamente.
MARANO. Stessa cosa io.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, la prima è sua. Intanto
iniziamo, poi man mano vediamo di verificare le altre.
Riprende il seguito dello svolgimento di interrogazioni e
interpellanze della Rubrica Territorio e Ambiente .
PRESIDENTE. Si inizia con l'interrogazione n. 572 «Notizie circa
la fornitura e l'utilizzo sul campo dei mezzi antincendio
recentemente acquisiti dall'Amministrazione regionale per il
potenziamento della dotazione strumentale per il servizio di
prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi» a firma
degli onorevoli La Vardera e altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente, risponderò velocemente anche perché l'interrogazione
suppongo sia datata, in quanto oggetto dell'interrogazione era
proprio sapere e conoscere quali erano le motivazioni per le quali
erano stati, effettivamente, consegnati solo una decina di mezzi,
quali provvedimenti erano stati presi a fronte dei ritardi della
fornitura e se corrispondeva al vero che i nuovi mezzi antincendio
non erano mai stati utilizzati, e che era necessaria una specifica
formazione.
Mi sembra giusto, anche perché nella precedente Rubrica, la
precedente volta in cui ero venuta in Aula, la situazione era
diversa ma vorrei portare all'Aula quello che è successo, perché il
lotto e la fornitura di mezzi Aib erano 12 mezzi da 4.000 litri,
quattro da 8.000 litri e due da 10.000 litri che sono stati
consegnati prima della precedente interrogazione, cioè nel mese di
agosto 2023.
Questi mezzi erano stati consegnati agli Ispettorati
ripartimentali delle Foreste della Regione siciliana ed erano stati
regolarmente messi in campo per tutte le attività antincendio.
Successivamente, chiaramente, è stata fatta un'attenta formazione
dalla ditta e questo era previsto sia dal disciplinare di gara che
dal contratto stipulato con il Corpo Forestale della Regione
siciliana.
Per quanto riguarda invece le 101 autobotti da 1.000 litri, a
seguito della motivata e circostanziata richiesta di proroga che
era arrivata da parte della ditta aggiudicataria della gara, la
stazione appaltante ha concesso il differimento della consegna,
prolungando i tempi per la fornitura al 30 novembre 2023.
In virtù della proroga, che chiaramente è stata accordata perché
era ben motivata, i primi 57 mezzi Aib da 1.000 litri sono stati
consegnati il 7 novembre del 2023 e gli ultimi 44 sempre a 1.000
litri sono stati consegnati entro il 30 novembre del 2023. Quindi,
la Commissione di verifica della conformità della fornitura
dell'intero lotto di 101 mezzi ne ha certificato, appunto, la
conformità in data 7 dicembre 2023.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
La Vardera per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
LA VARDERA. Grazie, Presidente, grazie Assessore. Ricorderà che
questa interrogazione, praticamente è datata a quasi un anno
addietro, 25 settembre 2023.
Prendo atto della sua risposta e che, quindi, tutti i mezzi sono
funzionanti, operativi, alla luce anche dell'approssimarsi
dell'estate sperando che, ovviamente, possiamo non avere gli stessi
danni che abbiamo subito, purtroppo, nella scorsa campagna estiva,
e mi auguro che quelle scene che, ovviamente, ho denunciato più
volte, di questi mezzi nuovi, nuovi fiammanti, che erano
depositati, lasciati a morire nei parcheggi del Corpo Forestale,
quindi la sua risposta mi rassicura e mi dice che tutti quanti i
mezzi sono già stati consegnati, oserei dire meglio tardi che mai,
perché mi ricordo che per la scorsa estate sono stati consegnati a
novembre, quando ovviamente nella scorsa estate potevano essere ben
utili, quindi insomma mi dichiaro parzialmente soddisfatto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interrogazione 575 «Provvedimenti per la tutela della
qualità dell'aria nell'ex provincia di Siracusa» a firma degli
onorevoli Spada ed altri.
Per assenza dall'Aula del firmatario, si intende trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione 584 «Misure urgenti al fine di
garantire il rispetto delle distanze minime dal centro abitato
della discarica per rifiuti speciali non pericolosi che si intende
realizzare in contrada Petraro nel territorio del comune di Melilli
(SR)», a firma dell'onorevole Carta.
Per assenza dall'Aula del firmatario, si intende trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione 594 «Chiarimenti in merito alle
risorse destinate al programma sperimentale triennale di recupero
delle plastiche nei fiumi maggiormente interessati da tale forma di
inquinamento, anche mediante la messa in opera di strumenti
galleggianti», a firma degli onorevoli Venezia ed altri. La
trasformiamo anche questa in scritta.
SAFINA. No, no. La faccio mia.
PRESIDENTE. Va bene. Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire
la risposta.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie.
Presidente. Questa interrogazione si poneva su tre quesiti, cioè
quale esito abbia avuto la manifestazione di interesse per la
realizzazione di sistemi di cattura delle plastiche negli alvei dei
corsi d'acqua, inclusa la loro gestione, e se le risorse assegnate
siano state destinate a progetti sperimentali di recupero nelle
plastiche dei fiumi e se attraverso quali criteri e modalità
verranno assegnate le risorse dell'anno 2023 di cui all'articolo 6
della legge 17 maggio 2022, n. 60.
Intanto, vorrei rappresentare che la competenza non è diretta
dell'Assessorato all'ambiente, perché a questo fa riferimento
l'Autorità di bacino. In merito al primo quesito, in seguito, è
stato pubblicato l'avviso nell'aprile del 2023 sul sito
istituzionale, appunto, dell'Autorità di bacino e i termini per la
presentazione delle proposte erano fissate per il 19 maggio 2023,
l'Autorità di bacino ha rappresentato di avere ricevuto un unico
riscontro da parte del comune di Ribera, che allegava la propria
proposta progettuale e che riguardava un progetto per la
realizzazione di una struttura galleggiante per l'intercettazione e
la rimozione delle plastiche flottanti nel fiume Platani, quindi
all'interno della Riserva naturale orientata foce del fiume
Platani.
A seguito della scadenza dei termini e dell'avviso sopra
richiamato, l'Autorità ha comunicato al comune di Ribera la
selezione della proposta progettuale, chiedendo al contempo
integrazioni e chiarimenti di tipo tecnico e contabile.
Contestualmente, l'Autorità ha chiesto anche chiarimenti al
Ministero dell'ambiente e alla Direzione generale uso sostenibile
del suolo e delle risorse idriche, che poi ha riguardato la
tipologia di spesa finanziabile con le risorse impegnate dalla
Direzione generale.
In data 18 ottobre si è tenuta una riunione tecnica convocata,
appunto, dalla stessa Direzione volta alle definizioni delle
programmazioni triennali delle misure che l'Autorità di bacino
dell'intero territorio nazionale prevedono di mettere in atto in
relazione alla legge salva-mare.
L'Autorità di bacino ha trasmesso alla Direzione centrale la
propria previsione triennale, tenuto conto della necessità di
omogeneizzare l'azione a scala nazionale, fornendo per ciascuna
tipologia di azione proposta le schede-tipo da compilare con i
criteri e le informazioni nelle stese dettagliate; oggi l'Autorità
di bacino è in attesa delle determinazioni conseguenti da parte
della Direzione generale.
In merito, invece, al secondo quesito e quindi attraverso quali
criteri e modalità verranno assegnate le risorse dell'anno 2023,
l'Autorità di bacino ha seguito le indicazioni del Mase, declinando
le schede tipo predisposte dallo stesso Ministero in interventi
strutturali, campagne di raccolta e attività di comunicazione e di
sensibilizzazione.
In riferimento agli interventi strutturali, sono stati
identificati quei corsi d'acqua che sono particolarmente soggetti a
inquinamento da plastiche, questo chiaramente è dovuto alla
presenza di particolari attività antropiche insistenti lungo i loro
versanti e quindi le aree, per esempio, in cui ricadono delle serre
o a valle di centri urbani. Inoltre, sono state considerate alcune
aree del territorio regionale di particolare pregio e quindi aree
in cui insistono vincoli di tutela ambientale attraversate comunque
e direttamente influenzate dalla presenza di aste fluviali. Quindi,
sono stati selezionati corsi d'acqua ricadenti all'interno di
Riserve naturali orientate e Riserve naturali speciali e Zone
speciali di conservazione o ancora Siti di interesse comunitario
per i quali la rimozione delle plastiche, oltre al diretto
beneficio per il corpo marino ricettore finale, comporta anche la
salvaguardia dell'habitat della riserva di sé stessa.
Con riferimento, invece, all'ultima scheda-tipo, quindi alle
misure di sensibilizzazione e raccolte, abbiamo previsto una
giornata evento da sviluppare in collaborazione con le maggiori
organizzazioni attive nella difesa ambientale che coinvolga tutti i
portatori di interessi sia pubblici che, ovviamente, privati, in
attività di rimozione delle plastiche lungo le sponde di alvei
regionali ed in dibattiti per l'identificazione e la messa in atto
di buone prassi ed azioni comuni volte alla prevenzione
dell'inquinamento ed alla valorizzazione ambientale. Tutto questo,
chiaramente, è stato fatto prevedendo la spesa per l'intero
triennio 2024-2026.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Catanzaro per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CATANZARO. Grazie Assessore, mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Catanzaro. Colleghi quando il primo
firmatario non c'è, cerco sempre di provare a trasformarla con
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 605, a prima firma La Vardera,
"Interventi urgenti per la manutenzione straordinaria dei tombini e
delle caditoie per la prevenzione degli allagamenti nei comuni
della Regione siciliana".
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Su questo,
avvalendomi del Regolamento, avevo sollevato l'eccezione di
incompetenza, quindi eventualmente se non dovesse essere accolta la
trasformiamo con risposta scritta.
PRESIDENTE. Sì, l'Assessore giustamente si dichiara non competente
a riguardo.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Sì, Presidente, questa onestamente è una bella
barzelletta, io ho letto tutto il cartaceo tra l'Assessorato e il
Presidente della Regione. Per ben due volte il Presidente della
Regione invita l'Assessore a rispondere a questa interrogazione e
l'Assessore dice: "No, ma non sono competente", il Presidente della
Regione: "No, ma devi rispondere tu". Allora, quando vi vedete in
Giunta, mettetevi d'accordo, perché mi pare di capire che forse tra
di voi non parlate
Perché si continua a sollecitare la risposta a questa
interrogazione, e lei dice che non è competenza sua, ma invece le
ricordo che, eccome se è competenza sua perché, in questo momento
storico, in cui spesso e volentieri ci troviamo ad avere continui
allagamenti perché la danza della pioggia di Schifani ha
funzionato, e quindi nei giorni scorsi ha piovuto, anche in maniera
importante e dirompente, ci troviamo in delle condizioni in cui
spesso e volentieri le strade, perché le caditoie e i tombini non
vengono pulite adeguatamente, certe strade ovviamente subiscono
degli allagamenti, specie fra tutti, dico, a Palermo a Partanna
Mondello è l'esempio lampante di come spesso e volentieri a causa
delle piogge succede che gli stessi cittadini devono praticamente
rimanere in casa
Quindi, al di là delle competenze, mettetevi d'accordo, perché per
ben due volte il Presidente della Regione l'ha invitata a
rispondere a questa interrogazione, e per ben due volte lei viene
qua in Aula a dirci che non è competenza sua.
Tra di voi mettetevi d'accordo e fateci sapere quando risponderete
alle interrogazioni delle opposizioni, grazie. Quindi non
soddisfatto, anche perché non c'è stata risposta.
PRESIDENTE. Va bene onorevole La Vardera però, dico, lungi da me
difendere il Governo o l'Assessore Pagana, però per le caditoie e i
tombini solitamente la competenza è comunale.
Si passa all'interpellanza n. 71 "Intendimenti circa la nomina del
rappresentante regionale tra i componenti della Commissione
istruttoria AIA-IPPC istituita presso il Ministero dell'Ambiente e
della Sicurezza energetica", a prima firma Carta, che non c'è e
quindi la trasformiamo anche questa, anzi l'atto ispettivo decade
perché è un'interpellanza.
Si passa all'interrogazione n. 643 "Proroga della campagna
antincendio boschivo AIB 2023", a prima firma Catanzaro.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie
Presidente, io la ritengo un'interrogazione superata, perché poi,
di fatto, la campagna AIB 2023 è stata programmata, dico, però se
vuole le relaziono su quanto è stato fatto.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Io ritengo che diciamo come risposta è superata, dico,
va bene, dico, perché c'è la programmazione della campagna
boschiva, però questo, Presidente Di Paola, fa evidenziare un
aspetto, che le interrogazioni parlamentari che vengono depositate
dai deputati poi secondo me hanno un tempo abbastanza lungo di
risposta, quindi il Governo dovrebbe avere, come dire, un aspetto
più celere di risposta rispetto alle interrogazioni, perché
altrimenti se dovessero passare mesi, o addirittura quasi anni, è
chiaro che non ha senso che noi poniamo le interrogazioni
parlamentari per la risposta in Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro, si dichiara non
soddisfatto, corretto?
CATANZARO. È superata.
PRESIDENTE. Superata, va bene.
Si passa all'interrogazione n. 644 - Chiarimenti in merito allo
stato dei finanziamenti afferenti al pontile sbarcatoio del Comune
di Gela (CL)", a prima firma Di Paola che la trasformiamo anche
questa come risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 648 "Chiarimenti in merito alla
messa in sicurezza della scogliera a protezione della strada di
accesso in località Caito nel Comune di Catania", a prima firma
Marano.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente, con l'interrogazione n. 648 il quesito era se non si
ritenga opportuno valutare la messa in sicurezza della scogliera a
protezione della strada di accesso in località Caito nel comune di
Catania e la rimozione del cancello posto a interdizione della
stessa.
Intanto, corre l'obbligo di confermare il fatto che riguardo ad
alcune opere insistenti nel luogo non è competenza nostra mettere
in sicurezza - quindi mi riferisco qui al terrapieno della diga
foranea e alla strada - perché la competenza, comunque, non
riguarda direttamente l'Assessorato del territorio e dell'ambiente.
In merito alle altre questioni poste, ho interrogato il
Dipartimento regionale dell'ambiente, che ha rappresentato quanto
segue.
L'area è adiacente alla zona di dissesto idrogeologico
identificata all'interno del PAI, tra i bacini del fiume Alcantara
e del fiume Simeto, e i problemi di fragilità dell'area in esame
sono ben noti da diversi anni: abbiamo segnalazioni dal 2009.
Gli eventi calamitosi, che sono stati per ultimo causati dal
ciclone Mediterraneo Elios, caratterizzati da violenti mareggiate,
che si sono verificate soprattutto tra l'8 e l'11 febbraio 2023
lungo tutta la linea ionica, hanno notevolmente danneggiato la
scogliera che era stata posta a protezione della strada di accesso
all'area portuale ivi insistete con, evidentemente, azione di
scavernamento.
Per questa ragione, la STA di Catania, l'Ufficio territoriale di
Catania, ha effettuato nel luglio del 2023 un sopralluogo congiunto
con il Genio civile, accertando una erosione costiera in continuo
avanzamento e rilevando altresì che l'assottigliamento del ciglio
era dovuta all'azione erosiva delle mareggiate e avrebbe potuto
causare la frana della strada di accesso.
Quindi, al fine di garantire l'incolumità pubblica, l'area in
questione è stata interdetta dalla STA di Catania con l'ordinanza
del 24 febbraio 2023 e per l'effetto è stato consentito
l'attraversamento della strada, a partire dall'ingresso di piazza
Europa e per l'intero tratto, solo alle forze di Polizia,
riservando ai fruitori del porto la corsia posta più a monte, in
quanto più sicura.
In data 10 aprile 2024 l'ordinanza di interdizione è stata
modificata, appunto, dalla STA di Catania, consentendo la libera
fruizione ai soli pedoni lungo l'asse longitudinale della strada di
accesso, limitatamente, però, all'area a monte della strada stessa.
La zona accessibile ai pedoni, a causa del concreto pericolo di
crollo, è delimitata da idonea segnaletica orizzontale, mediante
striscia di colore giallo invalicabile. La medesima ordinanza
dispone di lasciare aperto il cancello installato all'inizio
dell'are a demaniale, pur permettendo l'inibizione del traffico
veicolare ai soggetti che non siano autorizzati.
PRESIDENTE. Grazie assessore. Onorevole Marano, come si dichiara?
MARANO. Parzialmente soddisfatta.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'interrogazione n. 679 "Interventi
urgenti per la bonifica e la riqualificazione ambientale del
litorale di Marina di Acate (RG)" a prima firma La Vardera ed
altri. Prego assessore.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie
Presidente. I quesiti di questa interrogazione erano sapere per
quali motivi, in tutti questi anni, non si sia provveduto a porre
fine a tale scempio ambientale e a provvedere alla riqualificazione
dell'intero litorale di Acate Marina e se non si ritenga opportuno
istituire urgentemente un tavolo tecnico con le autorità competente
e i tecnici dell'Arpa, al fine di concertare una strategia di
intervento utile a conseguire in tempi brevi il risanamento del
litorale.
In riscontro all'interrogazione, per quanto riguarda le procedure
di controllo e le misure sanzionatorie previste per i
contravventori della normativa inerente lo smaltimento dei rifiuti,
gli Uffici hanno rappresentato che, nonostante siano stati numerosi
i provvedimenti che sono stati già adottati dalla magistratura e
alcune condanne che già sono state inflitte, lo stato di degrado
del litorale, purtroppo, ancora persiste; e in larga parte le
attività dei serricoltori, diciamo le proprietà dei serricoltori,
confinano con l'area del demanio marittimo.
Abbiamo verificato che i sopralluoghi vengono effettuati sin dal
2016 e, ancora, lì c'è un problema, che è quello che gli scarti
delle serre vengono depositati in vere e proprie discariche
abusive, che sono allocate non soltanto in riva al mare, ma anche
all'interno del sistema dunale, tant'è che il litorale di Acate è
stato già posto a sequestro negli anni scorsi.
Sono già state segnalate rilevanti quantità di rifiuti agricoli,
che sono riversate anche sul fiume Dirillo, tant'è che a fino
novembre del 2019 è stato paventato il potenziale disastro
ambientale dell'arenile Marina di Acate.
A seguito di queste segnalazioni, l'amministrazione comunale,
sollecitata anche dagli uffici regionali, è intervenuta più volte,
provvedendo alla rimozione dei rifiuti depositati però,
chiaramente, ciò non ha impedito il perpetrarsi delle condotte
illecite ed il verificarsi di nuove discariche abusive.
Sono tante, ed è di tutta evidenza, che le procedure di controllo
che sono state svolte dalla Polizia provinciale, correlate sanzioni
penali, che sono state inflitte ai contravventori, purtroppo, non
sono state sufficienti a risolvere il problema ambientalista in cui
versa il litorale di Marina di Acate e quindi anche quello relativo
al fiume Dirillo.
Quindi, in merito all'opportunità di istituire urgentemente un
tavolo tecnico con le autorità competenti e con i tecnici
dell'Arpa, al fine di concertare una strategia di intervento utile
a conseguire in tempi brevi il risanamento territoriale, si
rappresenta che il 3 febbraio del 2022 intanto è stato effettuato
un nuovo sopralluogo con il Dipartimento ambiente, il comandante
della Capitaneria di porto di Pozzallo, il dirigente generale di
Arpa Sicilia, i sindaci dei comuni di Acate e Vittoria e, in quella
sede, è stato dato mandato ad Arpa di predisporre uno studio di
fattibilità.
Successivamente, nel settembre del 2023, il direttore generale -
febbraio 2022 - nel 2023 il dirigente generale del Dipartimento
Ambiente è stata nominata Commissario del libero Consorzio comunale
di Ragusa e anche qua abbiamo fatto un ulteriore sopralluogo perché
ci siamo resi conto che c'erano più progetti di riqualificazione
sullo stesso litorale.
Tutto questo lo abbiamo fatto, ovviamente, collaborando con i
sindaci, soprattutto con i sindaci del territorio. Quindi abbiamo
constatato una cosa, che c'era un progetto che era stato posto a
carico della misura 5.1.1 del PO-FESR 14/20, e questo progetto era
distinto in due interventi, che erano finalizzati al contrasto
dell'erosione costiera dell'intero litorale, e quindi alla
rinaturalizzazione della zona che partiva dalla foce del fiume
Dirillo e giungeva fino a Marina di Acate.
Nello specifico, in questi due interventi, il primo riguardava la
ricostruzione della spiaggia compresa tra la foce del fiume Dirillo
e Acate e la Punta Zafaglione nei territori dei comuni di Acate e
Vittoria mentre, invece, il secondo intervento riguardava l'area
che da Vittoria Acate, e quindi l'area della contrada dei Macconi,
e lì era previsto l'intervento di rinaturalizzazione.
Il progetto aveva un valore che superava i 7 milioni di euro,
venne inserito in graduatoria però non si è posizionato, appunto,
in posizione utile per essere finanziato e quindi è stato
ripresentato e aggiornato anche alla luce dello studio di
fattibilità che era stato fatto da Arpa quindi, rappresentando
chiaramente le criticità anche in sede di Giunta di governo, e su
questo - volendo posso anche allegare le note - questo progetto è
stato inserito nella programmazione FSC 21/27, considerato che,
appunto, il progetto c'era, era esecutivo, valeva più di sette
milioni di euro ed era rimasto sostanzialmente privo di copertura
finanziaria. Quindi, una volta approvata, il 20 febbraio del 2024,
la proposta di distribuzione delle risorse a valere sul fondo di
sviluppo e coesione e una volta che al Dipartimento dell'Ambiente
erano stati attribuiti i cinquanta milioni di euro per rischi e
adattamento climatico, e quindi per la specifica linea
dell'erosione costiera, lo abbiamo inserito, così come abbiamo
fatto con tutti quei progetti che erano rimasti esclusi dalla
5.1.1. per carenza di risorse, ovviamente, adeguando i prezzi e
corredando tutto di cronoprogramma.
Dal libero consorzio comunale di Ragusa, con l'adeguamento dei
prezzi, il progetto presentato supera di poco gli undici milioni di
euro.
Quindi, in sintesi, avendo presentato noi questo progetto, e
caricato questo progetto all'interno del FSC, interveniamo da una
parte per opere di bonifica e rinaturalizzazione della fascia
dunale, quindi riqualificazione del sistema dunale e l'esecuzione
di specifici interventi di ripristino e di miglioramento
finalizzata alla relazione di passerelle per l'accesso diretto alla
spiaggia, bonifica puntuale delle dune e dai rifiuti presenti e dal
loro conferimento in discarica, nonché realizzazione di strutture
informative sulla corretta fruizione e sull'importanza
dell'ambiente dunale, mirando a un'opera di sensibilizzazione e
anche di rispetto nei confronti del territorio.
Con la seconda parte invece del progetto, gli obiettivi sono
quelli della bonifica delle dune costiere attraverso una serie di
azioni specifiche, tra le quali la rimozione, il trasporto, il
conferimento in discariche dei rifiuti presenti, la ricostruzione
della vegetazione dunale e la ricostruzione e protezione dei
depositi dunali.
Nell'attesa chiaramente del finanziamento, che comunque avrà tempi
brevi, stiamo anche procedendo per la risoluzione della questione
della dividente demaniale, per il cui completamento gli uffici sono
in attesa di ricevere le autorizzazioni da parte dell'ENAC
attualmente per poter effettuare i voli con i droni, perché
comunque è previsto un'altezza molto alta.
Chiaramente la necessità di ridefinire la linea demaniale risponde
anche ad altre esigenze ovvero quella di poter capire quali, quante
e di chi sono le occupazioni abusive sulla zona demaniale da parte
di imprenditori agricoli e impianti sericoli che si trovano proprio
ad oggi al confine, quindi questo anche con riferimento alla
presunta occupazione abusiva dovuta allo sconfinamento sul demanio
marittimo di alcuni appezzamenti sericoli.
Di questo da parte degli organi competenti, è una cosa che stiamo
accertando, seppur da parte degli organi competenti non abbiamo
ricevuto specifiche segnalazioni.
Gli uffici invece hanno segnalato, hanno rappresentato, di avere
ricevuto da parte della Polizia provinciale di Ragusa segnalazioni
relative a diversi imprenditori agricoli già deferiti all'Autorità
giudiziaria per aver continuato ancora imperterriti a smaltire
rifiuti agricoli, ma insieme a rifiuti speciali sul demanio
marittimo.
In questo, sono stati adottati i provvedimenti conseguenziali che
possono chiaramente essere adottati dagli uffici, e sono state
anche rilasciate tutte quelle autorizzazioni di competenza per
consentire gli interventi di pulizia e di risanamento dei luoghi.
Infine, con l'Autorità di bacino, e questo è quello che avevo
anche rappresentato in un'interrogazione precedente, sono in corso
di attivazione presso le foci dei fiumi Dirillo ed Irminio alcuni
progetti che sono appunto finalizzati a bloccare i rifiuti di
plastica che si riversano tramite le rispettive foci nella fascia
demaniale della costa o direttamente a mare.
Vorrei anche dire che su questo tema c'è la massima sensibilità da
parte di tutti e di tutte le Istituzioni, tant'è che è stato già
fatto un primo tavolo in Prefettura in cui sono stati convocati
tutti gli organi competenti, sono stati convocati i Sindaci, era
presente l'ASP, era presente anche la SRR, ero presente anche io, e
dopodomani andrò a Ragusa per seguire i lavori, per cui siccome
quello che c'è là è veramente brutto, c'è il dovere di dare una
risposta.
Noi ci stiamo attivando nel modo più celere, veloce e importante
possibile, abbiamo integrato lo studio di fattibilità con i
progetti, li abbiamo inseriti nella prima linea di finanziamento
utile, stiamo collaborando insieme chiaramente a tutte le forze di
polizia, stiamo anche cercando di intervenire per provare a
risolvere il problema in origine, perché lì sostanzialmente gli
imprenditori agricoli molte volte gettano i rifiuti agricoli
insieme alle plastiche, dando origine, non solo all'inquinamento
che vediamo, ma anche al fenomeno delle "fumarole", che chiaramente
è un fenomeno importante che vogliamo contrastare, stiamo anche
cercando se esistono a livello nazionale delle buone pratiche che
possiamo portare in quella zona che necessita assolutamente di una
riqualificazione che vogliamo fare.
PRESIDENTE. Grazie Assessore, onorevole La Vardera, come si
dichiara?
LA VARDERA. Grazie Presidente, chiedo formalmente se posso
acquisire la copia di questa interrogazione scritta, nel senso se
può dare una copia, grazie.
La ringrazio perché ammetto che la sua risposta è stata puntuale,
circostanziata e precisa su un tema che riguarda una, cosiddetta,
definita Terra dei fuochi in salsa isolana, perché siamo davanti a
una Terra dei fuochi a tutti gli effetti, sicula purtroppo.
Le immagini sono drammatiche, più testate giornalistiche si sono
occupate più volte del fenomeno e, in questi anni, la politica è
stata assolutamente assente. Quindi, sentire da parte sua 'c'è
stata una linea di finanziamento', 'dopodomani si recherà a
Ragusa', che cercherà di mettersi nelle condizioni di risolvere
questo problema mi lascia ben sperare.
Ovviamente, cercherò di stanarla, caro Assessore, per cercare di
capire se le cose che mi ha raccontato in quest'Aula poi verranno,
effettivamente, fatte, perché ricordo a tutti che le immagini di
queste dune, i Macconi di Gela, stanno facendo il giro del mondo, e
stanno facendo parlare male della Sicilia in uno dei posti più
belli, a pochi chilometri dalla cosiddetta spiaggia famosa del
Commissario Montalbano. A 10 chilometri ci troviamo queste immagini
che sono drammatiche.
Quindi, mi posso ritenere parzialmente soddisfatto, nella misura
in cui sto apprendendo che lei, nella sua persona del suo
Assessorato, ha portato la questione in Giunta e si sta fisicamente
recando a Ragusa, resto però in alert per cercare di capire se le
cose che qui ci ha raccontato, in quest'Aula, possono
effettivamente poi essere portate a compimento.
Quindi mi dichiaro parzialmente soddisfatto e prendo la copia
della sua interrogazione, della sua risposta.
PRESIDENTE. L'onorevole La Vardera si dichiara parzialmente
soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 687 "Intendimenti circa
l'attuazione del Piano per la difesa della vegetazione degli
incendi boschivi" a prima firma Figuccia, prego assessore.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli deputati. Allora in questa interrogazione
c'erano diversi quesiti che vanno dalla suddivisione del personale
attualmente in forza al Corpo forestale, alla dislocazione delle
risorse umane al suo interno.
Se il numero d'emergenza 1515 e il segnale ATESOASTUTO siano
efficacemente attivi; se intendano valutare l'utilizzo di nuove e
più adatte tecnologie per il monitoraggio e il rilevamento precoce
degli incendi sin dalla fase di innesco; in caso affermativo quali
proposte in commercio intendono utilizzare; di quanti automezzi
siano dotate le istituzioni regionali, distinguendoli e
classificandoli se siano tutti funzionanti; se intendano verificare
il corretto aggiornamento del catasto incendi comunali e, in caso
di mancato aggiornamento, sollecitare le istituzioni preposte;
quanti e quali concorsi siano stati previsti per rinforzare il
personale in forza al Capo Forestale.
Chiaramente, sulla base degli elementi che abbiamo acquisito
intanto dal competente Comando Corpo Forestale della Regione, si
rappresenta che l'intera attività antincendio è fatta sulla base
del piano per la difesa della vegetazione degli incendi boschivi, e
questo è il principale strumento che abbiamo in tema di
pianificazione e programmazione per le attività di lotta ma,
soprattutto, di prevenzione contro il fuoco. Il piano, attualmente,
è in vigore.
È stato approvato con decreto del Presidente della regione, il 560
del 2 agosto 2023, e costituisce ovviamente l'aggiornamento e la
revisione, per gli anni del 2023/2025. In questo piano antincendio,
abbiamo recepito quelli che sono i principi che sono stati
introdotti a seguito della modifica dell'articolo 3 della legge 353
del 2000, che riguardano il rafforzamento del coordinamento,
l'aggiornamento tecnologico e l'accrescimento della capacità
operativa nelle azioni di previsione, prevenzione e lotta attiva
contro gli incendi boschivi.
A tal fine, già nel corso del 2022, il Comando del Corpo forestale
ha istituito un apposito gruppo di lavoro antincendio boschivo per
la revisione del piano, con lo scopo di redigere linee guida
propedeutiche e preparatorie, aventi lo scopo di fornire a tutti
gli uffici del corpo forestale della Regione siciliana, sin da
subito, quella che era una sintesi dei nuovi indirizzi che erano
stati introdotti, o che si intendevano introdurre. Al fine,
ovviamente, di avviare in tempo utile tutte le procedure necessarie
per darne attuazione già nella successiva campagna Aib.
Io risparmierei, magari glielo fornisco per iscritto, quali sono
tutte le singole linee guida del piano antincendio, ma se
preferisce che le indico, la linea guida numero 1 riguarda la
razionalizzazione del servizio antincendio secondo i criteri di
previsione incendi su base statistica e, quindi, turnazione mista e
il potenziamento delle squadre bi-diurne, assetto dinamico delle
squadre A.I.B. in caso di allerta incendio, anticipazioni
dell'avvio della campagna A.I.B. sono i tre interventi.
Per quanto riguarda la seconda linea guida, quindi il
potenziamento e ammodernamento del parco automezzi, sono stati
indicati come interventi l'impiego dei mezzi fuoristrada pick-up
4x4, nel servizio A.I.B. il potenziamento delle attrezzature in
dotazione anche agli automezzi e ripristino del sistema di
geolocalizzazione dei mezzi tramite Gps; per quanto riguarda la
terza linea guida e l'uniformità a livello regionale dei piani
operativi provinciali, si è dato lo schema del 2023 proprio per
uniformarli; la linea guida n. 4, invece, riguarda la formazione
del personale, quindi, manuali e cartografia operativa; la linea
guida n. 5 l'utilizzo delle moderne tecnologie per il rilevamento
della prevenzione degli incendi boschivi e di vegetazione e,
quindi, sono state previste torrette digitali per la rilevazione e
la segnalazione di incendi, l'utilizzo dei droni, l'utilizzo non
solo di droni ma anche di immagini satellitari per la
perimetrazione degli incendi boschivi; nella linea guida n. 6 che
riguarda il ruolo e le organizzazioni delle SOUP, le procedure
operative del soccorso aereo regionale e il codice rischio incendi
nella R.I.A., richiesta di intervento aereo e, quindi, si è
intervenuti con il ruolo e l'organizzazione delle scale delle sale
operative unificate provinciali
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Sinteticamente, onorevole Figuccia,
grazie.
FIGUCCIA. Signor Presidente, assessore, sinteticamente. solo per
dire che su questo ultimo punto ha messo finalmente, insomma, in
chiaro quello che chiedevamo. per cui mi ritengo assolutamente
soddisfatto.
Le linee guida sono coerenti a quello che avevamo immaginato e mi
sembra che il Governo abbia finalmente tracciato la strada giusta,
penso che siate tutti d'accordo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia, che si dichiara
soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 691 "Chiarimenti in ordine al
rilascio delle autorizzazioni per impianti fotovoltaici ed opere
connesse sul territorio del comune di Melilli (SR) per capacità
superiori a 200 MW", a prima firma dell'onorevole Carta, ed altri
che la trasformiamo in interrogazione con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 695 "Interventi urgenti al fine di
garantire il corretto smaltimento delle acque di vegetazione
derivanti dalla lavorazione delle olive nei frantoi siciliani", a
prima firma dell'onorevole La Vardera ed altri. Ha facoltà di
intervenire l'Assessore per fornire la risposta.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente, signori onorevoli, io ringrazio l'onorevole La Vardera
per questa interrogazione. Intanto sul tema è chiaro che tutte le
amministrazioni che hanno funzioni di polizia giudiziaria sono
deputate ai controlli sul territorio per garantire, chiaramente il
rispetto della normativa vigente e, quindi, anche il corretto
smaltimento delle acque di vegetazione che sono derivanti dalla
lavorazione delle olive per l'estrazione dell'olio. Chiaramente,
per la Regione siciliana, l'attività di controllo esercitata
compatibilmente con tutte le altre competenze istituzionali, dal
Corpo forestale della Regione siciliana il quale opera con tutti i
distaccamenti, però fiore all'occhiello, appunto, del Corpo
forestale è anche il N.O.R.A.S, quindi, il Nucleo operativo che si
occupa del controllo in materia agroalimentare.
Nel corso di diversi controlli che sono stati effettuati, sono
stati riaccertati svariati illeciti sia amministrativi che penali e
sono stati elevati i relativi verbali di contestazione e inoltrate
le comunicazioni di notizie di reato all'Autorità giudiziaria.
Anche per quanto attiene alla specifica area geografica,
richiamata dall'onorevole La Vardera, l'Ispettorato ripartimentale
delle foreste Agrigento, competente per territorio, ha riferito che
negli anni scorsi sono stati effettuati regolari controlli sui
frantoi oleari ricadenti nella propria giurisdizione, sia nella
fase di accensione del frantoio, propedeutico, ovviamente, alla
molitura delle olive che durante la piena attività di molitura con
relative comunicazioni di notizie di reato laddove sono state
riscontrate violazioni alla legge penale.
Più in dettaglio, nel corso dell'ultima stagione olearia 2023-
2024, sono stati esperiti vari controlli su delega della Procura di
Sciacca a carico di frantoi oleari ricadenti nella giurisdizione
dei distaccamenti forestali di Santa Margherita di Belice e Sambuca
di Sicilia, e si prevede per l'annata olearea 2024-2025 di
intensificare i controlli, specialmente in ordine all'analisi dei
terreni su campioni prelevati alle aree destinate allo smaltimento
delle acque di vegetazione, richiedendo all'Arpa Sicilia,
ovviamente, il necessario supporto.
Infine, si fa presente che nell'ambito dell'ordinaria attività di
istituto vigilanza e controllo, il personale in divisa del Corpo
forestale svolge normalmente opera di sensibilizzazione e di
divulgazione a rispetto delle norme ambientali in genere e in
particolare, proprio nei confronti degli operatori dalle cui
attività possano derivare rischi di inquinamento e di danno
ambientale come appunto il settore produttivo oleario.
In merito al secondo quesito dell'interrogazione, al fine di
aggiornare la disciplina sull'utilizzazione agronomica delle acque
di vegetazione e delle sanse umide prodotte dalle attività dei
frantoi, la Regione siciliana, con decreto presidenziale del luglio
2022, che ha abrogato il decreto interdipartimentale precedente
vigente del 2007, ha approvato la disciplina regionale relativa
alla utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione normando
l'intero ciclo produttivo.
Questo provvedimento, chiaramente, è nato dalla necessità di
adeguamento della norma regionale alle sopraggiunte modifiche delle
leggi nazionali alle quali la disciplina regionale ha
necessariamente dovuto far riferimento.
In particolare, la Regione siciliana in questo decreto ha fissato
i criteri e le modalità di applicazione per l'utilizzazione
agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide nei
frantoi oleari sul territorio regionale, stabilendo che lo
spandimento sui suoli agricoli delle acque di vegetazione e delle
sanse provenienti dalle attività dei frantoi deve avere
esclusivamente utilizzo agronomico ed effettuato al fine di
migliorare la fertilità dei terreni attraverso l'utilizzazione di
sostanze nutritive, ammendanti e dell'acqua in esse contenute,
tenendo conto delle caratteristiche idrologico e ambientali del
sito di spandimento, salvaguardando le acque superficiali e di
falda, questo è previsto nel decreto, ovviamente limitando le
esalazioni maleodoranti nel rispetto delle norme igienico-sanitarie
di tutela ambientale ed urbanistiche vigenti. Abbiamo anche
interpellato il Dipartimento Ambiente al fine di dar seguito alle
specifiche competenze.
Le attività che sono state poste dal Dipartimento ambiente sono,
intanto, una richiesta di collaborazione con il dipartimento
dell'agricoltura per la predisposizione di un apposito
provvedimento congiunto che definisca anche le soglie minime e le
modalità di esecuzione e i moduli.
Un'interlocuzione diretta con l'autorità di bacino del distretto
idrografico della Regione siciliana, che è preposta, chiaramente,
all'attività di individuazione di tutte quelle zone vulnerabili e
idonee all'utilizzazione agronomica degli affluenti reflui
provenienti dalle attività olearie, quindi, questo al fine di
tutelare il patrimonio idrico anche potenzialmente interessato.
Al fine di verificare poi la compatibilità delle attività di
utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione prodotte per
scopi irrigui, effetti irrigui, con il contesto ambientale di
riferimento sono stati sollecitati i comuni dei frantoi che
intendono utilizzare a scopo agronomico le acque di vegetazione o
le sanse prodotte dall'attività lavorativa degli stessi, e a
trasmettere tutta la documentazione acquisita al Dipartimento, con
particolare riguardo all'elaborato relazione agronomica e
geologica, valutando anche la coerenza delle pratiche di
utilizzazione agronomica proposte con le norme vigenti.
E' stato richiesto - continuo? - a tutti i comuni della regione
nel cui territorio è avvenuta un'attività di spandimento dei reflui
oleari o sanse umide di comunicare per ogni campagna olearia il
numero totale delle comunicazioni pervenute, con relativa scheda
consuntiva in formato elettronico contenente tutte le informazioni
sulle attività eseguite, l'indicazione della quantità effettiva di
acque applicate e del suolo utilizzato, quali periodi e quale
tecnica di distribuzione, tenuto conto anche delle caratteristiche
del terreno.
Inoltre la redazione, e la contestuale trasmissione al Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali dal Ministro per la
Transizione ecologica, della relazione annuale, con allegate schede
consuntive predisposte per ciascun territorio provinciale, la
creazione dell'archivio informatico presso il Servizio 1 del
Dipartimento ambiente, che è stato elaborato anche su scala
provinciale, dei dati e delle comunicazioni rese ai soggetti a
disposizione di tutte le autorità competenti, l'attività di
supporto agli organi di controllo e ai frantoi. Questa è l'attività
del Dipartimento ambiente.
L'Autorità di bacino per il dissesto ideografico della Regione
siciliana, essendo anche essa interpellata, a cui sono stati
richiesti chiarimenti che riguardano elementi di competenza
dell'Autorità, appunto di bacino, ha proceduto all'individuazione
di quelle zone vulnerabili e, quindi, anche per esclusione, delle
zone idonee all'utilizzazione agronomica degli effluenti e reflui
provenienti dalle attività olearie, al fine, appunto, di tutelare
il patrimonio idrico che è potenzialmente interessato.
L'Autorità di bacino è intervenuta, anche con il supporto di
A.R.P.A. Sicilia perché insieme hanno facoltà di redigere un
apposito piano regionale di spandimento delle acque di vegetazione,
con l'indicazione, chiaramente, di altre precisazioni e ulteriori
che possono essere utili, considerando sempre l'evoluzione delle
caratteristiche dell'ambiente ricevitore, e quindi anche eventuali
modifiche delle zone, per esempio, di captazione di acqua potabile,
minerale e termale, e dei limiti, ovviamente, di concentrazione
delle sostanze organiche.
In occasione, chiaramente, della prossima campagna di attività dei
frantoi per l'estrazione dell'olio dalle olive, il Corpo forestale
della Regione sarà ovviamente invitato, nei limiti delle proprie
potenzialità, appunto, che derivano anche dal numero di persone in
servizio, ad aumentare e incrementare, se necessario, i controlli.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
interrogante per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
fornita. Onorevole La Vardera, come si dichiara?
LA VARDERA. Grazie, Presidente. Assessore, ammetto la puntualità
della sua disamina che, ovviamente, mi fa dichiarare assolutamente
soddisfatto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera che si dichiara
soddisfatto.
Si passa all'interrogazione 722 "Notizie in merito all'istituzione
della Riserva naturale orientata, denominata Punta Bianca, Monte
Grande e Scoglio Patella" a prima firma dell'onorevole Catanzaro ed
altri. Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
Prego, assessore.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie. Questa
è, diciamo, una storia nota, quindi evito di citare tutto quello
che c'è stato prima e arriviamo al decreto assessoriale n. 157, di
giugno 2022 in cui, modificando il Piano regionale dei parchi e
delle riserve naturali, è stata inserita in variante la Riserva
orientata Punta Bianca, Monte Grande e Scoglio Patella.
Dobbiamo però tornare indietro per precisare il quadro normativo,
perché nel 2014, con la sentenza 2012 resa dalla Corte
costituzionale, venne dichiarata l'illegittimità costituzionale
delle norme della legge regionale 98 del 1981 e, quindi,
dell'articolo 6, comma 1, e dell'articolo 28, commi 1 e 2. Queste
disposizioni regolavano le procedure amministrative per
l'istituzione dei parchi e delle riserve naturali. Ovviamente,
tutto questo ha un attimo fermato quelle che erano le attività
poste in essere, anche per la nuova istituzione della Riserva di
Punta bianca, ma è un discorso che non riguarda soltanto questo, ma
riguarda un po' tutte le aree e anche a volte le modifiche dei
regolamenti di parchi e riserve. Questo Parlamento, su proposta del
Governo, l'ha chiusa definitivamente in occasione della legge
regionale 3 del 2024, perché un articolo proprio del collegato alla
finanziaria era: "Disposizioni in materia di parchi e riserve
naturali", in cui abbiamo previsto, e questo ha superato il vaglio
del Consiglio dei Ministri, un nuovo procedimento di istituzione di
parchi e riserve naturali, sanando quelli che erano i problemi che
erano stati sollevati nel 2014 dalla Corte costituzionale, e,
quindi, garantendo la partecipazione di tutti gli enti interessati,
di tutti i portatori di interesse qualificato e, quindi,
equiparando le forme di pubblicità a quanto previsto nel resto
d'Italia.
Sanato questo vulnus, gli Uffici già stanno procedendo e hanno
avviato il procedimento istitutivo della Riserva naturale
denominata Punta Bianca, Monte Grande e Scoglio Patella che è
oggetto dell'odierna interrogazione. Però, io, se l'onorevole
Catanzaro consente, volevo rassegnare all'Aula una riflessione:
molto spesso, in Sicilia ho avuto modo di costatare, che ci sono
tante e tante riserve, parchi, aree naturali protette, zone di
conservazione, siti Natura 2000, di un elevatissimo pregio
naturalistico ma al tempo stesso oggetto di totale disinteresse da
parte dei cittadini.
Lo abbiamo visto con l'iter istitutivo del Parco nazionale degli
Iblei in cui da parte del territorio, non soltanto sono arrivate,
come dire, delle osservazioni formali e dei pareri contrari da
parte degli enti locali, ma abbiamo assistito a una vera e propria
opposizione verso l'istituzione di un parco, di una riserva. Su
questo, come Governo chiaramente, ci siamo interessati e abbiamo
deciso di intervenire, perché? Guardando anche la programmazione PO-
FESR, l'Agenda 2030 che orienta tutti i rami dell'Amministrazione,
ed è il nostro faro che ci orienta nell'attività amministrativa,
diciamo quotidiana, ordinaria, quello che va fatto è anche
accrescere la consapevolezza dei cittadini nell'istituzione di una
riserva. Se noi poniamo una riserva e rendiamo un'area naturale
protetta o decidiamo di tutelare un'area e vincolarla, corriamo il
rischio che quell'area non vada vissuta. Lo abbiamo visto
nell'ultima campagna antincendio. Le aree andate a fuoco erano
aree, purtroppo la gran parte, di grandissimo pregio ma non vissuta
da nessuno, abbandonate dai cittadini. Oggi la tutela
dell'ambiente, a mio avviso e chiaramente anche ad avviso del
Governo regionale, va intesa in un senso un po' più ampio e,
quindi, ritengo utile che stiamo andando, può sembrare fuori
lentamente, ma stiamo facendo un lavoro il più completo possibile,
il più partecipativo possibile, garantendo la più ampia
partecipazione per non dare nemmeno la sensazione che quella
riserva sia lì, sebbene quella sia una riserva fortemente voluta
dal territorio, ma per creare un regolamento con tutte le norme di
salvaguardia che possono, devono esserci e possono essere e sono
sicuramente utili, ma garantendo il massimo della partecipazione,
perché tutelare un'area e non permettere ai cittadini di vivere
quell'area e non far conoscere molte volte ai cittadini anche
l'importanza di quell'area stessa rappresenta un concetto di tutela
dell'ambiente in cui noi siamo stati pionieri tanti e tanti anni fa
ma che oggi va aggiornato perché oggi non è più il 1998, il 1988,
il 1991, quando fummo pionieri appunto dell'introduzione del
sistema di protezione e tutela dell'ambiente, siamo nel 2024 con
tante consapevolezze in più e tante, diciamo, nuove norme che sono
anche centralizzate a livello europeo. Detto questo, noi stiamo
procedendo, non abbiamo dimenticato la Riserva di Punta Bianca,
come tante aree naturali protette in Sicilia che devono essere
istituite o devono essere meglio gestite.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevole Catanzaro, come si
dichiara?
CATANZARO. Presidente, io intanto ringrazio la esaustiva risposta
da parte dell'Assessore.
Io ritengo di essere insoddisfatto rispetto alla risposta
dell'interrogazione, perché ribadisco il concetto di poco fa che
non è pensabile che a una interrogazione del 9 novembre 2023 si
abbia una risposta dal Governo regionale nel maggio del 2024.
Parzialmente soddisfatto, invece, ritengo, - Assessore mi ascolti
- ritengo invece di esserlo per la riflessione da parte
dell'Assessore che ovviamente pone un tema che riguarda quello
delle riserve naturali che potrebbe diventare, come dire, un tema
di confronto da parte del Governo per poterlo discutere anche da
qui in avanti e quindi dare una impostazione, perché dice bene
l'Assessore, forse sulla fruibilità da parte dei cittadini e,
quindi, questo potrebbe diventare un tema di confronto e ritengo
che questa riflessione debba aver un approfondimento nel confronto
tra i parlamentari. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro, che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
CATANZARO. Parzialmente soddisfatto per la riflessione.
PRESIDENTE. Quindi si dichiara non soddisfatto nel totale della
risposta all'interrogazione ma parzialmente soddisfatto per la
riflessione. La sua risposta era abbastanza articolata ed era
giusto esplicitarla in maniera corretta.
Si passa all'interrogazione n. 738, a firma degli onorevoli La
Vardera ed altri "Iniziative urgenti a salvaguardia del tratto
costiero del Comune di Campofelice di Roccella".
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente, con questa interrogazione alcuni dei quesiti posti
dall'interrogante non riguardano direttamente l'Assessorato, la
Regione o il Dipartimento dell'urbanistica, fermo restando la
tutela degli strumenti e, quindi, l'osservanza delle regole, della
tutela dei vincoli paesaggistici che sono vigenti ex lege.
Cosa voglio dire? Che si condividono quelli che sono i principi di
tutela, che tra l'altro noi in Regione abbiamo recepito con la
legge di norme per il Governo del territorio in materia di
pianificazione territoriale urbanistica, che è una riforma varata
nella scorsa legislatura, assolutamente all'avanguardia e su cui
stiamo anche intervenendo in questa legislatura con alcune
modifiche, il testo è stato già varato in IV Commissione.
Nel testo dell'interrogazione viene citato più volte il principio
di sviluppo sostenibile che, diciamo, oramai è un principio che è
anche entrato in Costituzione, perché se guardiamo quelle che sono
le indicazioni che la Regione siciliana dà a chi pianifica il
territorio, sono i principi che abbiamo appunto nella legge su cui
siamo assolutamente d'accordo.
Riguardo al caso specifico, il Comune di Campofelice di Roccella
ha un piano regolatore vigente che è divenuto esecutivo per
decorrenza dei termini con una delibera di presa d'atto del
Consiglio comunale che è stata fatta nel 2017 e i vincoli
espropriativi sono decaduti per lo spirare dei cinque anni previsti
dalla legge.
Pertanto, per quanto è stato disposto dalla legge regionale
sull'urbanistica, è compito dell'Amministrazione comunale
modificare il piano vigente mediante un nuovo piano urbanistico che
oggi si chiama PUG, oppure può ovviamente intervenire con delle
varianti urbanistiche parziali quale che sia la nuova diversa
destinazione urbanistica che si voglia imprimere.
Per quanto riguarda il vincolo preordinato all'esproprio per la
realizzazione di servizi ed attrezzature di pubblica utilità, che
vigeva nel piano regolatore generale oggi decaduto per lo spirare
del termine quinquennale previsto dalla legge, si rappresenta che
sussiste un vincolo preordinato all'espropriazione laddove la
destinazione dell'area permetta la realizzazione di opere destinate
esclusivamente alla fruizione pubblica.
E' un vincolo che ha un'efficacia di cinque anni ed è entro tale
termine che deve essere emanato il provvedimento che comporta la
dichiarazione di pubblica utilità dell'opera ovvero una sua
variante al piano regolatore generale che preveda la realizzazione
di un'opera pubblica o di un'opera di pubblica utilità.
Infatti, l'inutile decorso di un quinquennio - in difetto di una
legittima retrazione - ne comporta la decadenza con la quale non si
riacquista automaticamente la propria antecedente destinazione
urbanistica ma si configura come area non urbanisticamente
disciplinata e quindi la cosiddetta zona bianca, in attesa di una
revisione previsionale da effettuarsi con nuova emanazione e,
quindi, con nuovo strumento urbanistico.
Rispetto a tale zona, allorché cessino gli effetti dei resistenti
vincoli, è l'Amministrazione che deve esercitare la discrezionale
propria potestà urbanistica, attribuendo agli stessi una congrua
destinazione; accade anche che il vincolo, considerato tutto
questo, il vincolo preordinato all'esproprio dopo la sua decadenza
può essere motivatamente reiterato, rinnovandone il procedimento,
ma in questo caso la motivazione che l'Amministrazione dovrà
fornire sarà una motivazione rafforzata.
Quindi, ai fini della legittimità della reiterazione del vincolo
con effetti espropriativi, oltre alla sussistenza della permanenza
e dell'attualità del pubblico interesse, deve risultare l'espressa
previsione e l'accantonamento delle somme necessarie per versare
l'indennità di esproprio al soggetto. Tale passaggio è fondamentale
e necessario per dimostrare e motivare l'amministrazione a voler
procedere a fronte del protrarsi delle limitazioni d'uso del
diritto di proprietà.
Questo, chiaramente, è stato confermato ampiamente da una
giurisprudenza consolidata del Consiglio di Stato, quindi la
decisione riguardo la reiterazione dei vincoli preordinati
all'esproprio è rimessa interamente alla discrezionalità, nel caso
di specie, del Comune di Campofelice di Roccella, che deve
nell'alveo degli stringenti vincoli del proprio bilancio prevedere
le spese occorrenti per le espropriazioni dei possibili mezzi di
copertura.
Nell'ambito del procedimento di formazione e approvazione del PUG,
del piano urbanistico generale delle relative varianti è quello lo
strumento che proprio poi garantisce la pianificazione del
territorio vero e proprio.
L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente ha un
dipartimento dell'urbanistica che svolge un ruolo importante e
determinante all'interno del procedimento per la formazione del
PUG, sia in merito al rilascio delle autorizzazioni ambientali
strategiche VAS e di competenza, sia attraverso la partecipazione
alla Conferenza di pianificazione nell'ambito del procedimento di
formazione del piano in parola e, anche su questo, relativamente ai
termini, stiamo intervenendo proprio per accelerare il processo con
il disegno di legge n. 499 che abbiamo esitato in IV Commissione.
Questo rientra pienamente nell'ambito della mission della legge e
anche del Codice dell'ambiente e anche e soprattutto nel rispetto
della politica comunitaria che è fatta in materia di conservazione
della biodiversità e quindi mi riferisco alla direttiva 'Habitat'.
Lo strumento è quello, la VAS piano per piano evidenzia la
congruità delle scelte rispetto a quelli che sono gli obiettivi di
sostenibilità ambientale e la sinergia con gli altri strumenti di
pianificazione appunto di cui ci stiamo dotando. Abbiamo anche
fatto sull'interrogazione una modifica, una verifica sul PUDM,
quindi sul piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo,
che al comune di Campofelice di Roccella risulta essere sospeso.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di intervenire
l'onorevole La Vardera per dichiararsi soddisfatto o meno della
risposta dell'Assessore.
LA VARDERA. Grazie Assessore, grazie Presidente, bene io anche su
questa le chiedo cortesemente copia perché la risposta è ben
composita e, quindi, voglio anche avere il tempo di analizzarla.
Sicuramente, la storia mi viene segnalata da un gruppo di
cittadini in capo al dottore La Barbera del comune di Campofelice
di Roccella che mi hanno investito di questa situazione di
difficoltà perché vorrebbero che in quella sede, dove insiste un
ecomostro che negli anni ha deturpato quella costa, in qualche
maniera, si potesse realizzare un parco verde e in quella zona che
è davanti al mare e potrebbe essere veramente una chicca
straordinaria per quel territorio.
E, quindi, sollecitato da questi cittadini, in testa il dottore La
Barbera, ho ritenuto di interrogarla e apprendo, ovviamente da lei,
le risposte che mi ha appena dato sollecitandola non dal punto di
vista tecnico, perché dal punto di vista tecnico comprendo che ci
sono tutta una serie di passaggi, dal punto di vista politico
invece la invito a fare un salto a Campofelice di Roccella, si
renderà conto che davanti al mare c'è questo ecomostro che insiste
da diverso tempo, ormai da diversi anni e che potrebbe essere anzi
un grande parco perché questo progetto di questi cittadini è
straordinario, vogliono realizzare, in quel contesto preciso, un
grande parco che potrebbe essere un polmone verde per quel
territorio di Campofelice di Roccella.
Quindi pur apprezzando il tecnicismo della sua risposta, dal punto
di vista politico invece l'indirizzo che le chiedo di dare,
ovviamente anche incontrando il sindaco, è quello di sollecitare
perché questi cittadini possano avere una risposta che in questa
sede comunque è stata data, motivo per il quale mi dichiaro
ovviamente parzialmente soddisfatto, prendendo una copia della sua
risposta. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera, che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 750 "Chiarimenti in merito alla
gestione del patrimonio naturalistico e dei servizi ecosistemici
della riserva naturale Bosco d'Alcamo", a firma degli onorevoli
Ciminnisi ed altri, che non vedo in Aula, quindi, si considera
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 824 "Notizie circa la tutela della
salute dei cittadini e della salubrità dell'aria del Comune di
Licata (AG), a firma degli onorevoli Catanzaro ed altri.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Sto provando a
fare sintesi, raccogliendo il suo suggerimento.
PRESIDENTE. La ringrazio.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora, questa
interrogazione mi è stata assegnata a seguito, appunto,
dell'incendio che c'è stato nel Comune di Licata, per verificare
quelle che erano le azioni che sono state fatte per la tutela e la
salubrità dell'aria.
L'incendio che c'è stato nel tardo pomeriggio del 20 gennaio del
2024 ha interessato l'imballaggio dei materiali compositi, e quindi
vetro da demolizione, cavi, materiali isolanti, prodotti tessili e
rifiuti urbani che non erano specificati; è durato fino al 24
gennaio 2024, producendo chiaramente un'elevata quantità di fumi
che, spostandosi verso il centro abitato, hanno preoccupato non
poco i cittadini.
Abbiamo interpellato anche il Dipartimento responsabile
dell'Assessorato alla salute, per cui il dirigente medico
responsabile del Pronto Soccorso di Licata ha rappresentato di non
aver registrato accessi per problematiche riconducibili ai fumi che
si sono generati nell'incendio. Tuttavia, considerato che il
fenomeno ha interessato anche la sede del Presidio ospedaliero nei
giorni 23, 24 e 25 gennaio, l'attività delle sale operatorie è
stata prudenzialmente sospesa. Anche nei punti di continuità
assistenziale non sono stati registrati accessi per patologie
correlate all'evento in argomento.
Chiaramente, in considerazione della persistenza dei fumi, sono
state diverse le ordinanze che sono state emanate dal Sindaco di
Licata nei giorni, appunto, che riguardano l'incendio.
Con l'ordinanza n. 17 del 27 gennaio 2024 è stata disposta la
ripresa delle attività commerciali e scolastiche, delle
manifestazioni all'aperto e del pascolo degli animali; questo
escludendo però le aree che erano comprese nel raggio di 2
chilometri. Con la successiva ordinanza, è stata obbligata la ditta
Omnia a mettere in sicurezza e a bloccare il cumulo di rifiuti
combusti.
L'Arpa ha comunicato che i campionamenti effettuati dal Comune di
Licata sono stati effettuati nel periodo dal 20 al 29 gennaio del
2024 ed è risultato che i valori per i composti organici volatili,
nelle adiacenze dell'impianto Omnia e del Palazzo di Città, erano
al di sotto dei limiti di normale tollerabilità per lavoratori e
cittadini, eccetto per l'acroleina e il benzene, che nei campioni
del 29 gennaio 2024 risultavano rientrati già nei valori di
tollerabilità.
Nell'area dell'incendio e presso un ristorante limitrofo è stato
rilevato un alto livello di diossina e furani per valori superiori
ai limiti di tollerabilità, che sono fissati dall'OMS.
Nella successiva relazione del 5 febbraio 2024, l'Arpa ha anche
comunicato che i campionamenti eseguiti il 26 e 28 gennaio a circa
trecento metri dalla discarica indicavano valori entro i limiti di
tollerabilità fissati dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Il dirigente medico di igiene pubblica del Presidio Asp di Licata,
con nota del 25 gennaio 2024, ha segnalato al sindaco del comune di
Licata l'opportunità di vietare il consumo di alimenti di origine
animale proveniente dalla zona interessata all'incendio e di
sottoporre al lavaggio accurato strade e spazi aperti e, con nota
del 26 gennaio, ha rappresentato l'importanza di individuare punti
di campionamento aggiuntivi a quelli individuati dall'Arpa.
Inoltre, con la nota del 27 gennaio, ha espresso il nulla osta per
la riapertura delle scuole dal 29 gennaio.
Il Servizio igiene, alimenti e nutrizione, di concerto con il
Dipartimento di prevenzione e il dirigente medico d'igiene pubblica
del Presidio Asp di Licata, hanno suggerito l'adozione di
un'ordinanza di divieto di immissione in commercio di alimenti, se
non dopo apposite analisi in auto controllo, secondo la normativa
sulla sicurezza alimentare.
Con successiva nota, sempre il Dasoe ha richiesto al Dipartimento
della Prevenzione dell'Asp di Agrigento un aggiornamento e dei
campioni di acqua effettuati in data 5 febbraio.
Il Dipartimento di Prevenzione dell'Asp ha comunicato di avere
effettuato, nelle vicinanze del sito dell'incendio, dei
campionamenti di matrice vegetale che sono stati inviati
all'Istituto zooprofilattico sperimentale di Palermo per la ricerca
di metalli pesanti, diossine e altre sostanze.
Nella stessa nota è stato rappresentato che dal laboratorio di
sanità pubblica di Enna, a cui erano stati inviati alcuni campioni
di acqua, sono pervenuti i risultati da cui si evince che tutti i
parametri ricercati rientravano nei valori di norma.
Ho allegato tutta la corrispondenza che riguarda il Dasoe.
Per quanto invece attiene più all'Assessorato o, per meglio dire,
l'Arpa, come è stato accennato dallo stesso Assessorato alla
salute, è stato effettuato un piano di campionamenti di aria.
In una prima fase, suddividendo l'area interessata in postazioni
di prelievo nei siti che erano proprio più prossimi al luogo
dell'incendio, tranne una postazione che era proprio ubicata in
prossimità della città di Licata, quindi, si è proceduto
all'analisi dei composti organici volatici, diossine, furani e
idrocarburi.
I dati sono stati aggiornati nelle date del 20 gennaio, 6
febbraio, 8 febbraio, 16 febbraio, 20 febbraio, 21 febbraio, 26
febbraio, 29 febbraio e 27 marzo e le risultanze sono state tutte
pubblicate sul sito dell'Arpa.
Si è evidenziato cosa? Una diminuzione delle sostanze monitorate,
sia per il venire meno della sorgente emissiva, sia per una
questione temporanea, cioè per questione temporale, allontanandosi
anche la data dell'incendio, e soltanto per seguire le indicazioni
dell'OMS e, quindi, per il principio di precauzione, si è proceduto
a un nuovo campionamento nelle altre postazioni e, quindi, i nuovi
campionamenti sono stati fatti a fine febbraio, il 29 febbraio e il
2 marzo, e hanno segnato anche questi nuovi campionamenti la
diminuzione di tutti i contaminanti che erano stati esaminati.
Per quanto riguarda lo stato di emergenza, chiaramente, non
compete all'Assessorato, in quanto lo stato di emergenza viene
posto in carico da una parte al Dipartimento di Protezione Civile e
l'altro tema che riguarda i ristori sollecitati nell'interrogazione
fanno riferimento, invece, al Dipartimento dell'Agricoltura.
PRESIDENTE. Grazie, assessore.
Onorevole Catanzaro, come si dichiara?
CATANZARO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 826 "Criticità ambientali derivanti
dall'incendio sviluppatosi all'interno di un impianto di stoccaggio
di rifiuti sito nel comune di Licata, zona di contrada Bugiades", a
firma degli onorevoli Cambiano ed altri.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. E' uguale
all'interrogazione precedente.
PRESIDENTE. Perfetto. Onorevole Cambiano, vuole intervenire? Come
si dichiara?
CAMBIANO. Grazie, signor Presidente, io non apprezzo la risposta
dell'Assessore Pagana, ma in quanto rappresentante del Governo
regionale, mi pare che nessuna parola sia stata proferita in merito
al superamento delle criticità, perché nell'area di Piano Bugiades
ancora insistono i rifiuti combusti, tonnellate di rifiuti combusti
e di rifiuti non combusti, che con l'incremento delle temperature,
nelle prossime settimane, potrebbero destare preoccupazione, cioè
l'area non è stata posta in sicurezza.
L'Arpa aveva suggerito di coprire anche temporaneamente con dei
teli i rifiuti combusti e ciò non è stato fatto, non si è
provveduto alla rimozione dei rifiuti presenti in quell'area e
ancora insistono nell'area i rifiuti non combusti e mi risulta che
ci sia un capannone pieno di amianto, tutto ciò a ridosso del
centro abitato, quindi, a pochi metri dal centro abitato di Licata.
Ci sono i residenti di Contrada Piano Bugiades che, proprio
qualche giorno fa, hanno protestato rispetto alle condizioni del
sito e rispetto alla insufficienza delle azioni poste in essere,
quindi, apprezzabilissimo lo sforzo nel gestire l'emergenza e,
nonostante non ci siano stati accessi al Pronto soccorso, lei ha
detto che prudenzialmente sono state sospese le attività delle sale
operatorie. Ad oggi, però, sussiste il pericolo e si pone un tema
di sicurezza della popolazione rispetto ad aree di stoccaggio e ad
autorizzazioni emesse dal Governo regionale e dai Dipartimenti
competenti su aree di stoccaggio a ridosso dei centri abitati.
Nello specifico, i rifiuti ancora sono là e non sono state
rispettate le previsioni e l'invito da parte dell'Assessorato di
sua competenza, che era quello di provvedere immediatamente alla
rimozione perché il contatto con gli agenti atmosferici dei rifiuti
combusti, considerate le alte emissioni che ci sono state di
diossina e di sostanze inquinanti, avrebbero arrecato un
pregiudizio alla salute.
Ad oggi, non è cambiato nulla rispetto a quel 24 gennaio, quando è
stato domato l'incendio, quindi, Assessore, la pregherei se ha
qualche aggiornamento per poter rassicurare soprattutto i residenti
di Piano Bugiades, che vivono a pochi metri da quell'area di
stoccaggio, in cui ripeto, insistono ancora rifiuti combusti e non
combusti ed un capannone pieno di amianto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano, che si dichiara non
soddisfatto.
Si passa all' interpellanza n. 102 "Chiarimenti relativi alle
procedure delle nomine dei componenti della 'Commissione Tecnica
Specialistica - CTS (VIA-VAS)'", a firma degli onorevoli Chinnici
ed altri, che se c'è un accordo tra le parti, la considererei
trasformata come con risposta scritta, così proseguiamo.
Si passa, quindi, all'interrogazione n. 908 Chiarimenti in merito
al recupero degli arretrati contrattuali 2006-2008 indebitamente
percepiti dai forestali , a firma degli onorevoli Figuccia ed
altri. L'onorevole Figuccia è presente. La consideriamo, altresì,
presentata con richiesta di risposta scritta? Grazie, quindi, anche
questa la consideriamo con richiesta di risposta scritta e poi,
assessore, sospenderei l'Aula per un paio di minuti, e continuiamo
dopo con l'interrogazione n. 912 dell'onorevole La Vardera.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.44, è ripresa alle ore 16.52)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa all'interrogazione n. 912 "Iniziative urgenti inerenti
alla richiesta di rimborso recapitata ai lavoratori forestali
relativi agli arretrati contrattuali percepiti a far data dal
2009", a firma dell'onorevole La Vardera.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie, signor
Presidente, signori onorevoli, questa è una questione molto
importante, che abbiamo anche attenzionato e che chiaramente
scaturisce da una serie di vicende che possono essere rintracciate
a proposito degli arretrati nei tempi, appunto, della
contrattazione che riguarda, oggi, gli arretrati contrattuali 2006
- 2008. I documenti, sì, completo solo dicendo che la questione è,
ovviamente, stata attenzionata, anche perché poi noi ai forestali
non possiamo che essere grati per il lavoro che fanno e chiaramente
vedersi gli arretrati contrattuali tutti in una volta, insieme agli
interessi, ovviamente, a maggior ragione, a seguito, ecco, di una
stagione antincendio che è stata molto impegnativa e che ha visto
anche pagare alcuni di loro in termini di vite umane, chiaramente
mi rendo conto che non è una questione per cui possiamo far finte
di niente, dicendo che si tratta di atto dovuto. Dico ciò perché,
di fatto, amministrativamente, dal punto di vista giuridico, è così
che si doveva procedere; l'unico margine, ed è questo un impegno
che ho anche preso in sede di incontro con i sindacati, ribadendo
da una parte la doverosità dell'azione di recupero che doveva
essere posta, ed è stata posta, dall'Amministrazione e, quindi, al
Comando del Corpo forestale, e considerato anche il fatto che si è
arrivati ora per, diciamo, la complessità, ecco, della macchina
burocratica dalla quale questa vicenda è scaturita e anche dalla
normativa perché, comunque, c'è stato un mix di condizioni che ha
portato a questo, l'impegno che ho assunto è quello con gli Uffici
del Comando del Corpo forestale, che è competente, che sono
competenti alle procedure di recupero, è quella di formulare una
richiesta di parere alla competente Avvocatura Distrettuale dello
Stato con cui rappresentare l'opportunità quanto meno di non
applicare gli interessi legali e moratori sulle somme a titolo di
sorte capitale, ed in subordine la percorribilità di eventuali atti
transattivi con gli operai in questione, al fine, appunto, di
dirimere un probabile e cospicuo contenzioso che porterebbe a
esporre l'Amministrazione ad un notevole aggravio per le casse
pubbliche.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
LA VARDERA. Grazie, signor Presidente. Assessore, rispetto
all'interrogazione che ho sollecitato più volte di discutere in
quest'Aula, sono stato tra i primi tre deputati che si è occupato
di queste ingiuste cartelle che sono arrivate a casa dei lavoratori
forestali.
Ricordo che addirittura sono arrivate anche a qualcuno che non è
più in vita, come dire, chiedere loro di potere restituire questi
sacrosanti e legittimi soldi che hanno ricevuto e non hanno mai
chiesto perché la questione è proprio quella: loro hanno ricevuto
dei soldi perché dovevano riceverli, non li hanno mai chiesti.
A loro è stato chiesto addirittura di restituire quei soldi ma con
il paradosso e la beffa di restituirli con gli interessi e con la
mora. Quindi, ci sono dei casi eclatanti di soggetti che dovevano
500 euro a cui è stato chiesto di restituirne 1.500, soggetti che
sono morti, a cui è stato chiesto praticamente di restituire lo
stesso i soldi.
Quindi, che lei mi venga a dire qui, Assessore, che voi siete
particolarmente grati ai lavoratori del comparto forestale e poi a
quegli stessi lavoratori del comparto forestale li trattiamo in
questa maniera, credo che sia assolutamente, insomma, poco attento
riguardo al rispetto di quel lavoro sacrosanto
Con il Sifus, sindacato indipendente, abbiamo più volte sollevato
la questione, abbiamo fatto anche diversi presìdi davanti ai
Palazzi della Regione, e ovviamente con Maurizio Grosso, che
ringrazio per l'attenzione sempre continua a questo comparto,
apprendo dalle sue parole che sta cercando di vagliare attraverso
l'Avvocatura, o comunque gli uffici dell'Assessorato, l'opportunità
di non far restituire gli interessi di mora, ma non basta, secondo
me, Assessore. Perché dire a questi lavoratori non vi chiediamo
gli interessi di mora , ma vogliamo restituito quello che voi non
avete chiesto, onestamente, non è una vittoria.
Certamente, è un primo passo perché rispetto al fatto che gli
chiedete addirittura gli interessi quasi strozzini, perché i dati
sono allucinanti, cioè i dati sono quasi ai limiti paragonabili
allo strozzinaggio, il fatto che poi facciate un passo indietro e
dite "sapete che c'è? Forse quelli di mora non ce li dovete dare ma
comunque ce li dovete restituire" credo che non sia opportuno.
Quindi, lo sforzo che chiedo al suo Assessorato è di aiutare
davvero il comparto forestale non facendogli pervenire questo
benservito
Ma, ogni giorno, e noi siamo assolutamente, abbiamo presentato
anche un disegno di legge che speriamo che venga trattato quanto
prima, perché finalmente si possa mettere fine a questo precariato
a cui spesso la politica ha voluto in qualche maniera circoscrivere
questo comparto, che chiaramente ha fini, a mio avviso, puramente
elettorali, cioè li si lascia in questo limbo e si crea il
problema, si crea il bisogno affinché siano sempre pronti lì a
dovere fare la questua con la politica e a dovere cercare in
qualche maniera di essere sempre tirati per la giacca.
Noi abbiamo fatto un disegno di legge specifico con Sud Chiama
Nord e anche coinvolto le opposizioni e la posizione di questa
situazione è anche opportuna, è occasione propizia, per ricordare,
Assessore, che a questi lavoratori dobbiamo dire grazie ogni
giorno e, quando arrivano a casa loro queste richieste, loro stessi
si rendono conto e dicono "ma per chi stiamo lavorando se poi
veniamo trattati così?".
Quindi, non mi trovo assolutamente soddisfatto rispetto alla
risposta e sarò soddisfatto quando ci sarà uno scatto d'orgoglio in
più da parte del suo Assessorato, non di non restituire gli
interessi di mora, ma di non chiedere assolutamente quegli
arretrati, anche a titolo di bonus, per garantire a questi
lavoratori e dire a questi lavoratori "grazie per il lavoro che
fate ogni giorno, grazie per quello che avete fatto nella scorsa
estate e grazie per quello che farete in questa estate che verrà,
dove speriamo che non ci possa essere un'estate terribile", che ha
visto addirittura, diceva bene lei, perdere anche vite umane, alle
quali va il nostro pensiero, la nostra vicinanza assolutamente alle
famiglie di coloro i quali hanno perso la vita per garantire
ovviamente il sacrosanto diritto di difendere i nostri boschi.
E questa situazione non fa altro che alimentare questo dissenso da
parte di questi lavoratori che chiedono semplicemente il rispetto e
che chiedono dignità lavorativa che, in questo momento, non hanno.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera, si dichiara?
LA VARDERA. Non soddisfatto
PRESIDENTE. Non soddisfatto. Va bene.
Si passa all'interrogazione numero 936 "Chiarimenti in ordine allo
sversamento anomalo di sostanze chimiche lungo il canale Arci della
zona industriale di Catania", a firma degli onorevoli Ardizzone ed
altri.
La collega Ardizzone non è presente e, quindi, la consideriamo
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 955 "Notizie in merito alla
gestione dell'Arpa Sicilia , a firma degli onorevoli Schillaci ed
altri.
Prego, assessore.
PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie, signor
Presidente, andrò veloce e poi il dettaglio magari lo fornisco per
iscritto all'onorevole interrogante, anche perché i quesiti posti
sono stati diversi in quanto è stato chiesto se si è a conoscenza
della situazione evidenziata all'interno dell'interrogazione e,
quindi, la verifica della congruità delle iniziative che sono state
finanziate da Arpa; si va anche alla gestione degli incarichi
affidati, in riferimento alle procedure; si fa riferimento alle
iniziative di competenza, per far sì che vi sia il pieno rispetto
della disciplina regolante le procedure di concorso per il
reclutamento dei dirigenti appartenenti al ruolo sanitario di Arpa;
quali iniziative di competenza si intendano assumere al fine di
garantire che Arpa applichi, puntualmente, le disposizioni in tema
di trasparenza e quali misure, ulteriori misure, si intenda mettere
in atto per effettuare un'effettiva ed efficace attività di
vigilanza su un'agenzia che riveste un ruolo fondamentale e
importante.
Verificando un po' e interrogando anche l'Agenzia su quanto è
stato detto in tema intanto della trasparenza, si può dire - e
quindi delle presunte violazioni del decreto legislativo 33 del
2013 - che sul sito di Arpa Sicilia, c'è la sezione Amministrazione
trasparente, in cui c'è anche la sezione "consulenti e
collaboratori" e, il sottotitolo, titolari di incarichi
collaborazione , ed è visionabile la lista degli incarichi che sono
conferiti indicando proprio i dati che sono da indicare.
Riguardo, invece, alle iniziative che sono state finanziate,
bisogna intanto partire da un presupposto, che nell'ambito della
mission propria di Arpa, rientra - e quindi non soltanto Arpa
Sicilia, ma dell'intero sistema nazionale per la protezione
dell'ambiente - anche l'attività di educazione ambientale. Questo è
anche riportato, appunto, nella legge nazionale 132 del 2016,
quindi all'intero sistema di Arpa che partecipa o, comunque, che
partecipa a tante e a diverse iniziative, allargando chiaramente e
approfondendo tutti quegli aspetti che riguardano, nello specifico,
la mission della tutela dell'ambiente.
Su questo tema mi rendo conto che, comunque, si può fare
diversamente ed è il motivo per cui ho, dato specifica disposizione
al Direttore generale di Arpa di stabilire un criterio generale,
valido per tutti e comunque una normativa per disciplinare al
meglio questi interventi.
Poi si faceva, anche, riferimento alle presunte anomalie relative
al conferimento di incarichi e di consulenze, che costituirebbero
violazione dell'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 165
del 2001.
Nel corso delle annualità 2023/2024, interrogata appunto Arpa,
sono stati affidati diversi incarichi che non sono stati a carico
del bilancio di Arpa in sé, perché facevano parte di specifici
progetti o accordi di cooperazione. E' il caso del programma di
cooperazione "Interreg Italia-Malta", in cui gli oneri sono stati
integralmente a carico del programma di cooperazione. E' il caso
del progetto "Eden Med", in cui sono stati affidati diversi
incarichi e considerato anche il problema di fondo, che è quello
del poco personale che, purtroppo ad oggi, opera all'interno di
Arpa Sicilia ed è il motivo per cui siamo intervenuti con una
riforma e stiamo accelerando, ma quello era il primo passo perché
al momento dell'insediamento c'è stata una pronuncia della Corte
dei Conti che ci ha spinto a riformare totalmente - e lo abbiamo
fatto insieme al Parlamento - l'impostazione di Arpa e, allora,
chiaramente quello è il problema principale per cui si è
intervenuti in questo modo. Lo si è fatto nel caso dell'emergenza
incendi con il conferimento di alcuni incarichi o ancora per il
tema importante della bonifica e della messa in sicurezza di
Biancavilla del Monte Calvario. Anche là c'era bisogno di
personale.
Poi sono stati anche conferiti altri incarichi con oneri
interamente a carico, anche in questo caso del progetto, e mi
riferisco alla linea di finanziamento PO-FSC, la linea d'azione
2.3.1 che gli interventi per il miglioramento della qualità dei
corpi idrici. Le do l'elenco ed evito di leggerlo anche perché
parlo da due ore e sono un po'stanca.
Però, è chiaro che molte volte Arpa si trova ad intervenire anche
per gestire, lo abbiamo visto poco fa nel caso dell'incendio di
Licata, lo abbiamo visto quest'estate per l'incendio di Bellolampo,
situazioni che sono urgenti e situazioni per le quali non abbiamo
tutto questo grande personale ed è il motivo per cui appunto stiamo
spingendo molto sui concorsi.
La risposta, siccome il quesito era molto dettagliato e ritengo
che debba essere molto dettagliata gliela fornisco per iscritto,
magari tramite gli Uffici dell'Assemblea.
Però una cosa ci tenevo anche qui a dirla, cioè quello che con il
Governo regionale abbiamo fatto per Arpa è un qualcosa di storico,
coniando il modello di Arpa Veneto, facendoci aiutare attivamente
dal sistema nazionale di protezione dell'ambiente, confrontandoci
con le altre agenzie regionali di protezione ambientale perché
siamo convinti che sia proprio il gioco di squadra a fare la forza,
soprattutto in tematiche come queste in cui abbiamo ancora tanto da
imparare soprattutto a livello di modelli, abbiamo riformato
totalmente Arpa intervenendo sul finanziamento di Arpa.
Noi abbiamo detto che Arpa non ha più un contributo venendo
incontro chiaramente alle osservazioni che sono state fatte proprio
dalla Corte dei Conti. Noi abbiamo detto che Arpa deve essere
pagata dal Fondo sanitario regionale quando effettua quelle
prestazioni che sono direttamente riconducibili ai Lea e, quindi,
abbiamo fatto uno sforzo pazzesco fissando scadenze, fissando
cronoprogrammi, lavorando attivamente in un qualcosa che per la
Regione siciliana era completamente nuovo, elencando prestazione
per prestazione, dotandoci di un sistema di contabilità analitico
appunto che interviene prestazione per prestazione per indicare
quanto e cosa e in che misura è a carico del servizio sanitario
regionale perché è Lea, tutto questo inserendoci in un contesto
nazionale in cui sulla materia appunto si sta intervenendo,
stabilendo una matrice di correlazione con un dibattito piuttosto
vivo e accesso tra i diversi Dipartimenti della Regione, però ecco
su tutto questo stiamo anche mettendo chiarezza per far lavorare
l'Arpa al meglio perché avere un'agenzia regionale di protezione
ambientale che funziona bene ovviamente fa bene non soltanto
all'agenzia ma fa bene a tutti.
Abbiamo avuto tutti modo di apprezzare quelle che sono le attività
svolte considerato anche il periodo in cui questi provvedimenti
normativi sono stati presi, che hanno portato l'Agenzia ad operare
molte volte in situazione di esercizio provvisorio se non di
gestione provvisoria. Gli sforzi che sono stati fatti sono tanti,
ciò non toglie la legittimità dei quesiti e le risposte che fornirò
all'Assemblea regionale ai deputati per iscritto.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci per dichiararsi
soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
SCHILLACI. Grazie, Presidente, non sono soddisfatta e dico anche
il perché: non sono soddisfatta, intanto, per quanto attiene la
pubblicità, quindi la violazione del decreto legislativo n. 33 del
2013, perché in un intero anno, il 2023, non sono pubblicate tutte
le consulenze e gli incarichi, probabilmente lei si riferisce al
2024 e non al 2023, dopodiché - mi scusi Assessore - ma la mission
dell'Arpa, l'Agenzia regionale per il territorio e l'ambiente, per
la tutela dell'ambiente, quindi la mission principale deve essere
quella del monitoraggio dell'ambiente, del suolo, delle acque,
delle radiazioni, non certo la partecipazione a sagre - le
chiamerei io - così come, ad esempio, il presepe vivente di
Partanna Mondello, 12.000 euro; la partecipazione a
Earth Technology Expo, per cui è stata stanziata la somma di 4.800
euro; ancora Naxos Street Food Festival, somma di 12.000 euro;
Scruscio Note di Sicilia, una manifestazione di carattere musicale,
altri 12.000 euro e potrei continuare ancora così.
Noi abbiamo dei Dipartimenti che si occupano di questo tipo di
attività, non certo l'Arpa, e vediamo l'intero territorio con
sversamento di rifiuti, di acque reflue non adeguate, abbiamo
l'inquinamento di falde acquifere, abbiamo l'inquinamento e lo
sversamento nei mari.
Credo che Arpa si dovrebbe occupare principalmente di tutto questo
e non di partecipazioni, seppur di cifre inferiori ma sommandole
sono tante cifre e, comunque, sono cifre dei cittadini siciliani.
Dopodiché, continuo a dire che le segnalazioni pervenute anche
sull'anomalia degli incarichi dirigenziali dove, messo nero su
bianco dal Regolamento di Arpa, si parla che bisogna dare questi
incarichi di livello dirigenziale seguendo delle regole ben precise
e si tratta di concorsi pubblici, di selezione pubblica e non di
affidi diretti, come è avvenuto in qualche caso, seguendo il
contratto collettivo nazionale del lavoro, che è il comparto
sanitario, quindi prevede delle regole ben precise che non sono
state eseguite per quanto afferisce ad Arpa ma, vede, su questo ci
sono altri enti e altre istituzioni che si stanno occupando di
Arpa.
In questo momento Arpa ha la Guardia di Finanza al suo interno che
sta facendo delle verifiche dettagliate mandate proprio dalla Corte
dei Conti, perché la Corte dei Conti ha messo nero su bianco che
Arpa ha ricevuto 29 milioni di euro del Fondo sanitario regionale
che avrebbero dovuto prevedere - come ha ben detto lei -
l'assoggettamento di questo utilizzo di risorse proprio per i Lea.
Veda, anche il Collegio dei revisori aveva già individuato nel
2023 delle anomalie di gestione perché non era stato adottato il
budget come metodo gestionale, così come la contabilità analitica
gestionale che prevede un resoconto analitico di quelli che sono i
costi e i ricavi, proprio per il raggiungimento di determinati
obiettivi e l'ha messo il Collegio dei revisori nero su bianco.
Quindi, Assessore, non la prenderei così alla leggera per quanto
attiene Arpa perché, come ha detto lei, è un'agenzia di assoluta
importanza, perché significa parlare della salute dei cittadini,
della qualità dell'ambiente, del suolo, delle acque: invito
l'Assessore a fare delle verifiche più puntuali, anche perché il
territorio e ambiente ha una vigilanza diretta su questo organismo.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci, che si dichiara non
soddisfatta.
Si passa all'interrogazione n. 964 «Chiarimenti in merito alle
modalità di notificazione adottate dal Servizio Ispettorato
Ripartimentale delle Foreste di Palermo per la consegna della
richiesta di recupero degli arretrati contrattuali ai lavoratori
forestali del Servizio Antincendio dell'ex Provincia regionale di
Palermo.", a firma degli onorevoli La Vardera ed altri che
trasformiamo con richiesta di risposta scritta. Grazie, onorevole
La Vardera.
Si passa all'interrogazione n. 1009 «Chiarimenti in merito alla
pericolosità, delle scie chimiche emesse dagli scarichi degli aerei
in volo non meglio identificati», a firma dell'onorevole Figuccia,
che trasformiamo anch'essa con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1032 «Iniziative urgenti al fine di
risolvere le gravi problematiche inerenti alla situazione
finanziaria dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente
(ARPA)», a firma degli onorevoli La Vardera ed altri che
trasformiamo anche questa con richiesta di risposta scritta.
Abbiamo concluso la Rubrica degli atti ispettivi Ambiente e
territorio'. Ringrazio l'Assessore.
Si erano iscritti a parlare, ex articolo 83 l'onorevole La
Vardera...
CHINNICI. C'era l'interpellanza n. 102
PRESIDENTE. Onorevole Chinnici, l'abbiamo trasformata con
richiesta di risposta scritta perché non era in Aula, era uscita
forse un attimo fuori.
CHINNICI. Mi ero allontanata un attimo.
PRESIDENTE. L'abbiamo trasformata in richiesta di risposta
scritta, onorevole Chinnici, io l'ho chiamata, è successo almeno
mezz'oretta fa, però dico, l'abbiamo trasformata in richiesta di
risposta scritta, ne riceverà il testo scritto della risposta,
comunque, non l'abbiamo fatta decadere, l'abbiamo trasformata in
richiesta di risposta scritta.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LA VARDERA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, deputati di
maggioranza che non ci sono, Governo che ovviamente è rappresentato
da un Assessore, non posso in quest'Aula non trattare una
necessità, un bisogno, una problematica, Presidente se lei mi può
dare una mano, devo fare un trasloco, devo trasferire qualche
pianta, la pasta al forno, delle fave a casa mia al mare, se c'è
un'auto blu a disposizione, insomma dell'Assemblea, potrei anche
eventualmente utilizzarla, perché ho necessità di fare questo
trasporto e anzi uno sbarazzo, trasloco, trasporto e sbarazzo,
perché onestamente, insomma, ho necessità, ho bisogno, quindi se mi
date una mano, a parte lo scherzo, c'è poco da scherzare, la
situazione è tragicomica
Quello che ha coinvolto in questi giorni, in queste ore, in queste
ultime ore l'ex Presidente del Parlamento siciliano Gianfranco
Micciché, è surreale, è surreale perché è lesivo del rispetto di
questa Istituzione. Io mi sono sentito offeso come deputato di
questa Regione siciliana. Mi sono sentito offeso e vilipeso da un
soggetto che si permetteva di utilizzare un bene pubblico, un bene
dei cittadini, un bene di tutti noi come se fosse il suo
scendiletto. Lui e l'autista compreso. Davanti a cose di questo
tipo rivendico quello che ho detto un anno fa. Più volte mi sono
rivolto al Presidente del Parlamento chiedendo gli un sussulto di
dignità. E ho detto: come il presidente Micciché si è fatto questa
norma ad personam prima di andare via dal Parlamento e quindi della
serie Se non dovessi essere rieletto Presidente ma deputato voglio
avere l'auto blu , io ho detto al presidente Galvagno Presidente
Galvagno, anche lei attraverso un DPA può cambiare queste cose .
Allora, stamattina ho letto le interviste del presidente Galvagno
che dice Io non l'avrò . Bravo presidente Galvagno, sono contento
per lei, ma lei deve immediatamente dare atto e seguito, alla luce
di quello che sta succedendo con le risultanze ovviamente della
Magistratura che rispettiamo e di cui attendiamo i risvolti, ma
quello che viene fuori è drammatico, poi ci chiediamo perché la
gente non va a votare e perché quando andiamo per strada quasi
quasi ci dà degli epiteti infelici. Hanno ragione.
E quindi quello che chiedo - e lo dico da questi banchi, l'ho
fatto già pubblicamente - è che il presidente Galvagno
immediatamente riformuli questo inutile privilegio togliendo
immediatamente l'auto blu al presidente Micciché, a quello che era
il presidente Micciché. E non possiamo rimanere a guardare, a far
sì che in questa intera seduta d'Aula non si parlasse di questa
questione, non possiamo girarci dall'altra parte, c'è una questione
di moralizzazione della politica che non può essere argomento
ultimo di una disquisizione morale.
Io apprezzo le sue parole, Vicepresidente, perché lei è uno dei
pochi che ha deciso legittimamente di non utilizzare l'auto blu
nonostante sia nel suo diritto. Io qui non sono sull'utilizzo o
meno dell'auto blu, perché per fini istituzionali ben venga chi
utilizza l'auto blu, ma non per farsi i trasporti, i traslochi e
gli sbarazzi a casa propria Non c'è scritto nell'auto blu
trasporti e sbarazzi E un auto blu e serve per la propria
funzione legislativa o in questo caso le proprie funzioni
rappresentative del Parlamento. Quello che emerge fuori è uno
spaccato di un soggetto che dice anche con degli epiteti che non
posso ripetere in questo Parlamento, "tanto ce la...". Ma stiamo
scherzando?
Presidente Micciché, abbia un sussulto di dignità. Io le chiedo da
questo pulpito non soltanto di smetterla di utilizzare quest'auto
blu, ma per la sua faccia e per la rispettabilità di questo
Parlamento le chiedo di andarsene a casa Le chiedo di dimettersi
E chiedo al Presidente, a questa Presidenza e al presidente
Galvagno in particolare, di avere il coraggio non di dire la
toglierò a me stesso, ma che la tolga fin da subito con effetto
immediato, perché mentre stiamo parlando, Micciché può continuare a
utilizzare quell'auto, perché ovviamente la Magistratura si deve
fermare. Ma perché aspettare sempre la Magistratura, perché
aspettare sempre l'intervento dei magistrati, quando un anno fa da
questi banchi io e altri colleghi, dopo quello che era successo,
avevamo chiesto di togliere questo inutile privilegio?
E perdoni il mio tono, Presidente, ma questo è sacrosanto, perché
ci siamo sentiti, io in particolare e altri deputati che ho sentito
al telefono, offesi dall'utilizzo della cosa pubblica a fini
personali.
Davanti a tutto questo dobbiamo avere un sussulto di dignità, come
Parlamento intero, nel dire che atti di questo tipo non ci
rappresentano, nel dire che quella non è la politica di cui ha
bisogno la nostra Regione
E io qui, attraverso questo pulpito, sono convinto e credo,
attraverso anche una petizione su change.org che ho lanciato e che
sta raggiungendo dei numeri importanti di cittadini che stanno
firmando e sottoscrivendo questa petizione e, dico anche a questa
Presidenza che, se questa cosa non avverrà, sono anche pronto a
gesti eclatanti. Ovviamente, non è una minaccia, è un dato di
fatto, una constatazione, cioè se a questa cosa non verrà messa una
fine, cioè se l'auto blu a Micciché non verrà tolta, sarò una spina
nel fianco e non mi fermerò, perché bisogna ristabilire
l'equilibrio in un momento in cui la politica, in questi casi, ci
ha perso la faccia. E io la faccia non ce la voglio perdere.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
BURTONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, proprio in questi giorni l'Istat ha messo in
evidenza alcuni dati emersi dal punto di vista economico nella
nostra comunità. Finalmente l'Italia supera i momenti di crisi del
2008 e del 2013, crisi finanziarie pesanti, e incrocia
positivamente alcune economie anche dell'Europa.
Questi dati che appaiono confortanti, non lo sono per tutto il
Paese, però Presidente, perché ancora una volta il Mezzogiorno e la
Sicilia, in modo particolare, si trovano in una posizione di
inferiorità rispetto all'altra parte della nostra comunità. Anzi,
una parte dell'area del Mezzogiorno sembra ancorarsi più al
Mezzogiorno rispetto al Nord della nostra comunità.
Io credo che ci sia necessità di una riflessione: dire che i dati
emersi sono determinati da una condizione presente nella nostra
Sicilia, che più volte noi abbiamo qui richiamato all'attenzione
del Parlamento regionale, una Sicilia che ha una grande crisi
demografica, una perdita non soltanto nelle aree interne, ma anche
in tante parti della Sicilia, di cittadini che preferiscono
spostarsi nel Nord del Paese e alcuni nei Paesi europei.
C'è un altro dato che è quello rappresentato da una differenza
anche di stipendi, di pagamenti, di lavoro rispetto alle altre aree
della nostra comunità: un lavoro cosiddetto povero, con condizioni
differenziate rispetto a tutto il resto dell'Italia. E pertanto
questi dati fanno emergere una difficoltà obiettiva: innanzitutto
dover fronteggiare, con questi elementi di difficoltà, una crescita
anche dei prezzi che si sono avuti nel Mezzogiorno, alcuni
ingiustificati quando parliamo di beni di prima necessità. Questi
dati, quindi, sono dati su cui dobbiamo tornare.
La cosa che voglio aggiungere - e vado verso la conclusione,
Presidente - è che c'è un dato poi che viene fornito dalla Caritas:
c'è una richiesta di aumento del 30 per cento di coloro i quali
hanno bisogno di essere aiutati e questo è un dato che deve fare
pensare, deve far pensare soprattutto alle modifiche che sono state
introdotte da parte del Governo nazionale, subite dal nostro
Governo regionale senza alcuna reazione e senza alcun intervento di
supplenza, ed è quello relativo al reddito di cittadinanza.
Io, da sindaco, so che a chiedere questi aiuti sono innanzitutto
quelli che avevano un paracadute sociale, che era rappresentato da
questo aiuto fornito dallo Stato.
Non è stata una modifica quella che ha voluto il governo Meloni, è
stato un vero e proprio taglio pesante e portata avanti con
irrazionalità, una fobia quasi ideologica perché bisognava togliere
questo provvedimento, non tenendo conto che invece incideva
positivamente nelle nostre realtà, tanto è vero che anche le cose
che erano state dette per coloro i quali fuori dal reddito di
cittadinanza avrebbero dovuto avere un minimo di assistenza, non
sono state fatte.
Ecco perché intervengo, Presidente - è presente qui il Governo -
credo che dopo questo appuntamento elettorale europeo, se non lo si
può fare prima, si debba tornare a discutere di questi temi perché
è necessario dare una risposta, è inaccettabile che alcuni enti
professionali non siano messi nelle condizioni di fare quello che è
stato detto, per legge, di far fare i corsi a questi soggetti,
poter dare un minimo di assistenza, di aiuto, un minimo di
paracadute sociale. Dico ciò, Presidente, perché tra poco alcuni di
noi andranno in Commissione Antimafia', proprio a Capaci.
Tra le cose che diceva Falcone c'era proprio che le emarginazioni,
le devianze sociali aiutano la mafia a fare reclutamento, quindi,
si tenga conto anche di questo, della necessità di incidere, di
lavorare perché non dare protezione sociale significa anche
compromettere altri ambiti e sono gli ambiti della scolarizzazione.
Quelli che hanno avuto il reddito di cittadinanza, i percettori
hanno avuto l'obbligo di far frequentare i propri figli a scuola.
Tutto ciò non sta più avvenendo e la dispersione scolastica torna a
salire.
Mi permetto quindi di fare questa segnalazione, mi auguro che il
Governo sia sensibile e che al più presto si possa, in questo
Parlamento, discutere di questioni che afferiscono alla vita vera
delle nostre comunità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
Onorevoli colleghi, a questo punto, se non ci sono ulteriori
interventi, in base a quanto stabilito dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, rinvio la prossima seduta
d'Aula a martedì 11 giugno, alle ore 15.00, con l'ordine del giorno
che verrà inserito successivamente.
La seduta è tolta alle ore 17.28 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
X SESSIONE ORDINARIA
115a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 11 giugno 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
-COMUNICAZIONI
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato all'ordine del giorno - Interrogazioni e interpellanze
della
Rubrica: "Territorio e ambiente" (v.oltre)