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Resoconto d'Aula della Seduta n. 114 di martedì 21 maggio 2024
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.21

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giuffrida ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di autorizzazione a riunirsi ex art. 32 bis del
                          Regolamento interno

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 1010-PRE/2024  del  29
  aprile   2024  questa  Presidenza  ha  autorizzato  la  Commissione
  parlamentare  speciale d'inchiesta e vigilanza sul  fenomeno  della
  mafia e della corruzione in Sicilia, a riunirsi presso il Comune di
  Capaci in data odierna dalle ore 18.00.
   Pertanto,  salvo diversa ulteriore comunicazione in  contrario  da
  parte della Commissione, ne sono da considerarsi in congedo per  la
  presente seduta tutti gli onorevoli componenti e precisamente:
      -l'On. Cracolici;
  -l'On. Grasso;
  -l'On. Schillaci;
  -l'On. Burtone;
  -l'On. Caronia;
  -l'On. Castiglione;
  -l'On. Geraci;
  -l'On. Intravia;
  -l'On. Mancuso;
  -l'On. Pace;
  -l'On. Venezia.

    L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


      Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della Rubrica
                         Territorio e Ambiente

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Svolgimento   di  interrogazioni  e  interpellanze  della   Rubrica
   Territorio   e  Ambiente .  L'Assessore  Pagana  è  presente.   La
  ringrazio.


                        Sull'ordine dei lavori

   LA VARDERA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA. Come ha ben letto, dovrei essere, appunto,  a  Capaci
  alle  ore  18.00 con la Commissione  Antimafia'. Se  non  ci  fosse
  nulla  in  contrario  e, magari, i colleghi fossero  d'accordo,  le
  chiedo  di anticipare eventualmente le mie interrogazioni, così  da
  potermi recare poi a Capaci. Non so quante siano. Io le rivolgo una
  richiesta, così, sommessamente.

   MARANO. Stessa cosa io.

   PRESIDENTE.  Onorevole  La  Vardera,  la  prima  è  sua.   Intanto
  iniziamo, poi man mano vediamo di verificare le altre.


   Riprende   il  seguito  dello  svolgimento  di  interrogazioni   e
  interpellanze della Rubrica  Territorio e Ambiente .

   PRESIDENTE.  Si inizia con l'interrogazione n. 572 «Notizie  circa
  la   fornitura  e  l'utilizzo  sul  campo  dei  mezzi   antincendio
  recentemente  acquisiti  dall'Amministrazione  regionale   per   il
  potenziamento  della  dotazione  strumentale  per  il  servizio  di
  prevenzione  e  lotta attiva contro gli incendi boschivi»  a  firma
  degli onorevoli La Vardera e altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   PAGANA,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente,  risponderò  velocemente anche perché  l'interrogazione
  suppongo  sia  datata,  in  quanto oggetto dell'interrogazione  era
  proprio sapere e conoscere quali erano le motivazioni per le  quali
  erano  stati, effettivamente, consegnati solo una decina di  mezzi,
  quali  provvedimenti erano stati presi a fronte dei  ritardi  della
  fornitura  e se corrispondeva al vero che i nuovi mezzi antincendio
  non  erano mai stati utilizzati, e che era necessaria una specifica
  formazione.
   Mi  sembra  giusto,  anche  perché nella  precedente  Rubrica,  la
  precedente  volta  in  cui ero venuta in Aula,  la  situazione  era
  diversa ma vorrei portare all'Aula quello che è successo, perché il
  lotto  e  la fornitura di mezzi Aib erano 12 mezzi da 4.000  litri,
  quattro  da  8.000  litri  e due da 10.000  litri  che  sono  stati
  consegnati prima della precedente interrogazione, cioè nel mese  di
  agosto 2023.
   Questi    mezzi   erano   stati   consegnati   agli    Ispettorati
  ripartimentali delle Foreste della Regione siciliana ed erano stati
  regolarmente messi in campo per tutte le attività antincendio.
   Successivamente, chiaramente, è stata fatta un'attenta  formazione
  dalla ditta e questo era previsto sia dal disciplinare di gara  che
  dal  contratto  stipulato  con  il Corpo  Forestale  della  Regione
  siciliana.
   Per  quanto  riguarda invece le 101 autobotti da  1.000  litri,  a
  seguito  della motivata e circostanziata richiesta di  proroga  che
  era  arrivata  da parte della ditta aggiudicataria della  gara,  la
  stazione  appaltante  ha concesso il differimento  della  consegna,
  prolungando i tempi per la fornitura al 30 novembre 2023.
   In  virtù della proroga, che chiaramente è stata accordata  perché
  era  ben  motivata, i primi 57 mezzi Aib da 1.000 litri sono  stati
  consegnati  il 7 novembre del 2023 e gli ultimi 44 sempre  a  1.000
  litri  sono stati consegnati entro il 30 novembre del 2023. Quindi,
  la   Commissione  di  verifica  della  conformità  della  fornitura
  dell'intero  lotto  di  101  mezzi ne ha certificato,  appunto,  la
  conformità in data 7 dicembre  2023.

   PRESIDENTE.   Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
  La  Vardera  per  dichiararsi soddisfatto  o  meno  della  risposta
  dell'Assessore.

   LA  VARDERA.  Grazie, Presidente, grazie Assessore. Ricorderà  che
  questa  interrogazione,  praticamente è  datata  a  quasi  un  anno
  addietro, 25 settembre 2023.
   Prendo  atto della sua risposta e che, quindi, tutti i mezzi  sono
  funzionanti,   operativi,   alla  luce   anche   dell'approssimarsi
  dell'estate sperando che, ovviamente, possiamo non avere gli stessi
  danni  che abbiamo subito, purtroppo, nella scorsa campagna estiva,
  e  mi  auguro  che quelle scene che, ovviamente, ho denunciato  più
  volte,   di   questi  mezzi  nuovi,  nuovi  fiammanti,  che   erano
  depositati,  lasciati a morire nei parcheggi del  Corpo  Forestale,
  quindi  la sua risposta mi rassicura e mi dice che tutti  quanti  i
  mezzi sono già stati consegnati, oserei dire meglio tardi che  mai,
  perché mi ricordo che per la scorsa estate sono stati consegnati  a
  novembre, quando ovviamente nella scorsa estate potevano essere ben
  utili, quindi insomma mi dichiaro parzialmente soddisfatto. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  La  Vardera  che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si passa all'interrogazione 575 «Provvedimenti per la tutela della
  qualità  dell'aria  nell'ex provincia di Siracusa»  a  firma  degli
  onorevoli Spada ed altri.
   Per  assenza  dall'Aula del firmatario, si intende trasformata  in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  584  «Misure  urgenti  al  fine  di
  garantire  il  rispetto delle distanze minime  dal  centro  abitato
  della  discarica per rifiuti speciali non pericolosi che si intende
  realizzare in contrada Petraro nel territorio del comune di Melilli
  (SR)», a firma dell'onorevole Carta.
   Per  assenza  dall'Aula del firmatario, si intende trasformata  in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  594  «Chiarimenti  in  merito  alle
  risorse  destinate al programma sperimentale triennale di  recupero
  delle plastiche nei fiumi maggiormente interessati da tale forma di
  inquinamento,  anche  mediante  la  messa  in  opera  di  strumenti
  galleggianti»,  a  firma  degli  onorevoli  Venezia  ed  altri.  La
  trasformiamo anche questa in scritta.

   SAFINA. No, no. La faccio mia.

   PRESIDENTE. Va bene. Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire
  la risposta.

   PAGANA,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie.
  Presidente.  Questa interrogazione si poneva su tre  quesiti,  cioè
  quale  esito  abbia  avuto la manifestazione di  interesse  per  la
  realizzazione di sistemi di cattura delle plastiche negli alvei dei
  corsi  d'acqua, inclusa la loro gestione, e se le risorse assegnate
  siano  state  destinate a progetti sperimentali di  recupero  nelle
  plastiche  dei  fiumi  e  se attraverso quali  criteri  e  modalità
  verranno assegnate le risorse dell'anno 2023 di cui all'articolo  6
  della legge 17 maggio 2022, n. 60.
   Intanto,  vorrei  rappresentare che la competenza  non  è  diretta
  dell'Assessorato  all'ambiente,  perché  a  questo  fa  riferimento
  l'Autorità  di bacino.  In merito al primo quesito, in  seguito,  è
  stato   pubblicato   l'avviso  nell'aprile  del   2023   sul   sito
  istituzionale, appunto, dell'Autorità di bacino e i termini per  la
  presentazione delle proposte erano fissate per il 19  maggio  2023,
  l'Autorità  di bacino ha rappresentato di avere ricevuto  un  unico
  riscontro  da parte del comune di Ribera, che allegava  la  propria
  proposta   progettuale  e  che  riguardava  un  progetto   per   la
  realizzazione di una struttura galleggiante per l'intercettazione e
  la  rimozione  delle plastiche flottanti nel fiume Platani,  quindi
  all'interno  della  Riserva  naturale  orientata  foce  del   fiume
  Platani.
   A   seguito  della  scadenza  dei  termini  e  dell'avviso   sopra
  richiamato,  l'Autorità  ha  comunicato  al  comune  di  Ribera  la
  selezione   della  proposta  progettuale,  chiedendo  al   contempo
  integrazioni   e   chiarimenti  di  tipo   tecnico   e   contabile.
  Contestualmente,  l'Autorità  ha  chiesto  anche   chiarimenti   al
  Ministero  dell'ambiente e alla Direzione generale uso  sostenibile
  del  suolo  e  delle  risorse idriche, che  poi  ha  riguardato  la
  tipologia  di  spesa  finanziabile con le risorse  impegnate  dalla
  Direzione generale.
   In  data  18  ottobre si è tenuta una riunione tecnica  convocata,
  appunto,  dalla  stessa  Direzione  volta  alle  definizioni  delle
  programmazioni  triennali  delle misure che  l'Autorità  di  bacino
  dell'intero territorio nazionale prevedono di mettere  in  atto  in
  relazione alla legge salva-mare.
   L'Autorità  di  bacino  ha trasmesso alla  Direzione  centrale  la
  propria  previsione  triennale, tenuto  conto  della  necessità  di
  omogeneizzare  l'azione a scala nazionale,  fornendo  per  ciascuna
  tipologia  di  azione proposta le schede-tipo da  compilare  con  i
  criteri  e le informazioni nelle stese dettagliate; oggi l'Autorità
  di  bacino  è in attesa delle determinazioni conseguenti  da  parte
  della Direzione generale.
   In  merito,  invece, al secondo quesito e quindi attraverso  quali
  criteri  e  modalità verranno assegnate le risorse dell'anno  2023,
  l'Autorità di bacino ha seguito le indicazioni del Mase, declinando
  le  schede  tipo predisposte dallo stesso Ministero  in  interventi
  strutturali, campagne di raccolta e attività di comunicazione e  di
  sensibilizzazione.
   In   riferimento   agli   interventi   strutturali,   sono   stati
  identificati quei corsi d'acqua che sono particolarmente soggetti a
  inquinamento  da  plastiche,  questo  chiaramente  è  dovuto   alla
  presenza di particolari attività antropiche insistenti lungo i loro
  versanti e quindi le aree, per esempio, in cui ricadono delle serre
  o  a valle di centri urbani. Inoltre, sono state considerate alcune
  aree  del territorio regionale di particolare pregio e quindi  aree
  in cui insistono vincoli di tutela ambientale attraversate comunque
  e direttamente influenzate dalla presenza di aste fluviali. Quindi,
  sono  stati  selezionati  corsi d'acqua  ricadenti  all'interno  di
  Riserve  naturali  orientate e Riserve  naturali  speciali  e  Zone
  speciali  di  conservazione o ancora Siti di interesse  comunitario
  per  i  quali  la  rimozione  delle  plastiche,  oltre  al  diretto
  beneficio per il corpo marino ricettore finale, comporta  anche  la
  salvaguardia dell'habitat della riserva di sé stessa.
   Con  riferimento,  invece,  all'ultima  scheda-tipo,  quindi  alle
  misure  di  sensibilizzazione  e  raccolte,  abbiamo  previsto  una
  giornata  evento  da sviluppare in collaborazione con  le  maggiori
  organizzazioni attive nella difesa ambientale che coinvolga tutti i
  portatori  di interessi sia pubblici che, ovviamente,  privati,  in
  attività  di  rimozione delle plastiche lungo le  sponde  di  alvei
  regionali ed in dibattiti per l'identificazione e la messa in  atto
  di   buone   prassi   ed  azioni  comuni  volte  alla   prevenzione
  dell'inquinamento ed alla valorizzazione ambientale. Tutto  questo,
  chiaramente,  è  stato  fatto  prevedendo  la  spesa  per  l'intero
  triennio 2024-2026.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Catanzaro  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   CATANZARO. Grazie Assessore, mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Catanzaro. Colleghi quando  il  primo
  firmatario  non  c'è, cerco sempre di provare  a  trasformarla  con
  risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 605, a prima  firma  La  Vardera,
  "Interventi urgenti per la manutenzione straordinaria dei tombini e
  delle  caditoie  per  la prevenzione degli allagamenti  nei  comuni
  della Regione siciliana".

   PAGANA,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Su  questo,
  avvalendomi   del  Regolamento,  avevo  sollevato  l'eccezione   di
  incompetenza, quindi eventualmente se non dovesse essere accolta la
  trasformiamo con risposta scritta.

   PRESIDENTE. Sì, l'Assessore giustamente si dichiara non competente
  a riguardo.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Sì,  Presidente,  questa  onestamente  è  una  bella
  barzelletta, io ho letto tutto il cartaceo tra l'Assessorato  e  il
  Presidente  della  Regione. Per ben due volte il  Presidente  della
  Regione  invita l'Assessore a rispondere a questa interrogazione  e
  l'Assessore dice: "No, ma non sono competente", il Presidente della
  Regione:  "No, ma devi rispondere tu". Allora, quando vi vedete  in
  Giunta, mettetevi d'accordo, perché mi pare di capire che forse tra
  di voi non parlate
   Perché   si   continua  a  sollecitare  la   risposta   a   questa
  interrogazione, e lei dice che non è competenza sua, ma  invece  le
  ricordo  che, eccome se è competenza sua perché, in questo  momento
  storico,  in cui spesso e volentieri ci troviamo ad avere  continui
  allagamenti   perché  la  danza  della  pioggia  di   Schifani   ha
  funzionato, e quindi nei giorni scorsi ha piovuto, anche in maniera
  importante  e  dirompente, ci troviamo in delle condizioni  in  cui
  spesso  e volentieri le strade, perché le caditoie e i tombini  non
  vengono  pulite  adeguatamente, certe strade  ovviamente  subiscono
  degli  allagamenti,  specie fra tutti, dico, a Palermo  a  Partanna
  Mondello è l'esempio lampante di come spesso e volentieri  a  causa
  delle  piogge  succede che gli stessi cittadini devono praticamente
  rimanere in casa
   Quindi, al di là delle competenze, mettetevi d'accordo, perché per
  ben  due  volte  il  Presidente  della  Regione  l'ha  invitata   a
  rispondere a questa interrogazione, e per ben due volte  lei  viene
  qua in Aula a dirci che non è competenza sua.
   Tra di voi mettetevi d'accordo e fateci sapere quando risponderete
  alle   interrogazioni  delle  opposizioni,   grazie.   Quindi   non
  soddisfatto, anche perché non c'è stata risposta.

   PRESIDENTE. Va bene onorevole La Vardera però, dico, lungi  da  me
  difendere il Governo o l'Assessore Pagana, però per le caditoie e i
  tombini solitamente la competenza è comunale.
   Si passa all'interpellanza n. 71 "Intendimenti circa la nomina del
  rappresentante   regionale  tra  i  componenti  della   Commissione
  istruttoria AIA-IPPC istituita presso il Ministero dell'Ambiente  e
  della  Sicurezza energetica", a prima firma Carta, che  non  c'è  e
  quindi  la trasformiamo anche questa, anzi l'atto ispettivo  decade
  perché è un'interpellanza.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  643  "Proroga  della  campagna
  antincendio boschivo AIB 2023", a prima firma Catanzaro.

   PAGANA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie
  Presidente,  io la ritengo un'interrogazione superata, perché  poi,
  di  fatto, la campagna AIB 2023 è stata programmata, dico, però  se
  vuole le relaziono su quanto è stato fatto.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Io ritengo che diciamo come risposta è superata,  dico,
  va   bene,  dico,  perché  c'è  la  programmazione  della  campagna
  boschiva,  però  questo,  Presidente Di Paola,  fa  evidenziare  un
  aspetto,  che le interrogazioni parlamentari che vengono depositate
  dai  deputati  poi  secondo me hanno un tempo abbastanza  lungo  di
  risposta,  quindi il Governo dovrebbe avere, come dire, un  aspetto
  più   celere  di  risposta  rispetto  alle  interrogazioni,  perché
  altrimenti se dovessero passare mesi, o addirittura quasi  anni,  è
  chiaro   che  non  ha  senso  che  noi  poniamo  le  interrogazioni
  parlamentari per la risposta in Aula.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Catanzaro,   si   dichiara   non
  soddisfatto, corretto?

   CATANZARO. È superata.

   PRESIDENTE. Superata, va bene.
   Si  passa  all'interrogazione n. 644 - Chiarimenti in merito  allo
  stato  dei finanziamenti afferenti al pontile sbarcatoio del Comune
  di  Gela  (CL)",  a prima firma Di Paola che la trasformiamo  anche
  questa come risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 648 "Chiarimenti in  merito  alla
  messa  in  sicurezza della scogliera a protezione della  strada  di
  accesso  in  località Caito nel Comune di Catania", a  prima  firma
  Marano.

   PAGANA,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente, con l'interrogazione n. 648 il quesito era  se  non  si
  ritenga opportuno valutare la messa in sicurezza della scogliera  a
  protezione della strada di accesso in località Caito nel comune  di
  Catania  e  la  rimozione del cancello posto a  interdizione  della
  stessa.
   Intanto,  corre l'obbligo di confermare il fatto che  riguardo  ad
  alcune  opere insistenti nel luogo non è competenza nostra  mettere
  in  sicurezza  - quindi mi riferisco qui al terrapieno  della  diga
  foranea  e  alla  strada  -  perché la  competenza,  comunque,  non
  riguarda direttamente l'Assessorato del territorio e dell'ambiente.
  In   merito   alle   altre  questioni  poste,  ho  interrogato   il
  Dipartimento  regionale dell'ambiente, che ha rappresentato  quanto
  segue.
   L'area   è   adiacente   alla  zona  di   dissesto   idrogeologico
  identificata all'interno del PAI, tra i bacini del fiume  Alcantara
  e  del  fiume Simeto, e i problemi di fragilità dell'area in  esame
  sono ben noti da diversi anni: abbiamo segnalazioni dal 2009.
   Gli  eventi  calamitosi,  che sono stati per  ultimo  causati  dal
  ciclone  Mediterraneo Elios, caratterizzati da violenti mareggiate,
  che  si  sono  verificate soprattutto tra l'8 e l'11 febbraio  2023
  lungo  tutta  la  linea ionica, hanno notevolmente  danneggiato  la
  scogliera che era stata posta a protezione della strada di  accesso
  all'area  portuale  ivi  insistete con,  evidentemente,  azione  di
  scavernamento.
   Per  questa ragione, la STA di Catania, l'Ufficio territoriale  di
  Catania, ha effettuato nel luglio del 2023 un sopralluogo congiunto
  con  il  Genio civile, accertando una erosione costiera in continuo
  avanzamento e rilevando altresì che l'assottigliamento  del  ciglio
  era  dovuta  all'azione erosiva delle mareggiate e  avrebbe  potuto
  causare la frana della strada di accesso.
   Quindi,  al  fine  di garantire l'incolumità pubblica,  l'area  in
  questione  è  stata interdetta dalla STA di Catania con l'ordinanza
  del   24   febbraio  2023  e  per  l'effetto  è  stato   consentito
  l'attraversamento della strada, a partire dall'ingresso  di  piazza
  Europa   e  per  l'intero  tratto,  solo  alle  forze  di  Polizia,
  riservando  ai fruitori del porto la corsia posta più a  monte,  in
  quanto più sicura.
   In  data  10  aprile  2024  l'ordinanza di  interdizione  è  stata
  modificata,  appunto, dalla STA di Catania, consentendo  la  libera
  fruizione ai soli pedoni lungo l'asse longitudinale della strada di
  accesso, limitatamente, però, all'area a monte della strada stessa.
  La  zona  accessibile ai pedoni, a causa del concreto  pericolo  di
  crollo,  è  delimitata da idonea segnaletica orizzontale,  mediante
  striscia  di  colore  giallo invalicabile.  La  medesima  ordinanza
  dispone  di  lasciare  aperto  il  cancello  installato  all'inizio
  dell'are  a  demaniale, pur permettendo l'inibizione  del  traffico
  veicolare ai soggetti che non siano autorizzati.

   PRESIDENTE. Grazie assessore. Onorevole Marano, come si dichiara?

   MARANO. Parzialmente soddisfatta.

   PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'interrogazione n. 679 "Interventi
  urgenti  per  la  bonifica  e  la riqualificazione  ambientale  del
  litorale  di  Marina  di Acate (RG)" a prima firma  La  Vardera  ed
  altri. Prego assessore.

   PAGANA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie
  Presidente.  I  quesiti di questa interrogazione erano  sapere  per
  quali  motivi, in tutti questi anni, non si sia provveduto a  porre
  fine a tale scempio ambientale e a provvedere alla riqualificazione
  dell'intero litorale di Acate Marina e se non si ritenga  opportuno
  istituire urgentemente un tavolo tecnico con le autorità competente
  e  i  tecnici  dell'Arpa, al fine di concertare  una  strategia  di
  intervento  utile  a conseguire in tempi brevi il  risanamento  del
  litorale.
   In  riscontro all'interrogazione, per quanto riguarda le procedure
  di   controllo   e   le  misure  sanzionatorie   previste   per   i
  contravventori della normativa inerente lo smaltimento dei rifiuti,
  gli Uffici hanno rappresentato che, nonostante siano stati numerosi
  i  provvedimenti che sono stati già adottati dalla  magistratura  e
  alcune  condanne che già sono state inflitte, lo stato  di  degrado
  del  litorale,  purtroppo, ancora persiste; e  in  larga  parte  le
  attività  dei  serricoltori, diciamo le proprietà dei serricoltori,
  confinano con l'area del demanio marittimo.
   Abbiamo  verificato che i sopralluoghi vengono effettuati sin  dal
  2016  e,  ancora, lì c'è un problema, che è quello che  gli  scarti
  delle  serre  vengono  depositati  in  vere  e  proprie  discariche
  abusive,  che sono allocate non soltanto in riva al mare, ma  anche
  all'interno del sistema dunale, tant'è che il litorale di  Acate  è
  stato già posto a sequestro negli anni scorsi.
   Sono  già  state segnalate rilevanti quantità di rifiuti agricoli,
  che  sono  riversate anche sul fiume Dirillo,  tant'è  che  a  fino
  novembre   del  2019  è  stato  paventato  il  potenziale  disastro
  ambientale dell'arenile Marina di Acate.
   A  seguito  di  queste  segnalazioni, l'amministrazione  comunale,
  sollecitata anche dagli uffici regionali, è intervenuta più  volte,
  provvedendo   alla   rimozione   dei   rifiuti   depositati   però,
  chiaramente,  ciò  non  ha impedito il perpetrarsi  delle  condotte
  illecite ed il verificarsi di nuove discariche abusive.
   Sono  tante, ed è di tutta evidenza, che le procedure di controllo
  che sono state svolte dalla Polizia provinciale, correlate sanzioni
  penali,  che sono state inflitte ai contravventori, purtroppo,  non
  sono state sufficienti a risolvere il problema ambientalista in cui
  versa il litorale di Marina di Acate e quindi anche quello relativo
  al fiume Dirillo.
   Quindi,  in  merito all'opportunità di istituire  urgentemente  un
  tavolo   tecnico  con  le  autorità  competenti  e  con  i  tecnici
  dell'Arpa, al fine di concertare una strategia di intervento  utile
  a  conseguire  in  tempi  brevi  il  risanamento  territoriale,  si
  rappresenta  che il 3 febbraio del 2022 intanto è stato  effettuato
  un  nuovo  sopralluogo con il Dipartimento ambiente, il  comandante
  della  Capitaneria di porto di Pozzallo, il dirigente  generale  di
  Arpa Sicilia, i sindaci dei comuni di Acate e Vittoria e, in quella
  sede,  è  stato dato mandato ad Arpa di predisporre uno  studio  di
  fattibilità.
   Successivamente, nel settembre del 2023, il direttore  generale  -
  febbraio  2022  -  nel 2023 il dirigente generale del  Dipartimento
  Ambiente è stata nominata Commissario del libero Consorzio comunale
  di Ragusa e anche qua abbiamo fatto un ulteriore sopralluogo perché
  ci  siamo  resi  conto che c'erano più progetti di riqualificazione
  sullo stesso litorale.
   Tutto  questo  lo  abbiamo fatto, ovviamente, collaborando  con  i
  sindaci,  soprattutto con i sindaci del territorio. Quindi  abbiamo
  constatato  una cosa, che c'era un progetto che era stato  posto  a
  carico della misura 5.1.1 del PO-FESR 14/20, e questo progetto  era
  distinto  in  due  interventi, che erano finalizzati  al  contrasto
  dell'erosione   costiera  dell'intero  litorale,  e   quindi   alla
  rinaturalizzazione  della zona che partiva  dalla  foce  del  fiume
  Dirillo e giungeva fino a Marina di Acate.
   Nello specifico, in questi due interventi, il primo riguardava  la
  ricostruzione della spiaggia compresa tra la foce del fiume Dirillo
  e  Acate e la Punta Zafaglione nei territori dei comuni di Acate  e
  Vittoria  mentre,  invece, il secondo intervento riguardava  l'area
  che  da Vittoria Acate, e quindi l'area della contrada dei Macconi,
  e lì era previsto l'intervento di rinaturalizzazione.
   Il  progetto  aveva un valore che superava i 7  milioni  di  euro,
  venne  inserito in graduatoria però non si è posizionato,  appunto,
  in   posizione  utile  per  essere  finanziato  e  quindi  è  stato
  ripresentato  e  aggiornato  anche  alla  luce  dello   studio   di
  fattibilità  che  era  stato fatto da Arpa  quindi,  rappresentando
  chiaramente le criticità anche in sede di Giunta di governo,  e  su
  questo  - volendo posso anche allegare le note - questo progetto  è
  stato  inserito  nella programmazione FSC 21/27,  considerato  che,
  appunto,  il  progetto c'era, era esecutivo, valeva  più  di  sette
  milioni  di euro ed era rimasto sostanzialmente privo di  copertura
  finanziaria. Quindi, una volta approvata, il 20 febbraio del  2024,
  la  proposta di distribuzione delle risorse a valere sul  fondo  di
  sviluppo  e  coesione e una volta che al Dipartimento dell'Ambiente
  erano  stati  attribuiti i cinquanta milioni di euro per  rischi  e
  adattamento   climatico,   e  quindi   per   la   specifica   linea
  dell'erosione  costiera,  lo abbiamo inserito,  così  come  abbiamo
  fatto  con  tutti  quei  progetti che erano rimasti  esclusi  dalla
  5.1.1.  per  carenza di risorse, ovviamente, adeguando i  prezzi  e
  corredando tutto di cronoprogramma.
   Dal  libero  consorzio comunale di Ragusa, con  l'adeguamento  dei
  prezzi, il progetto presentato supera di poco gli undici milioni di
  euro.
   Quindi,  in  sintesi,  avendo presentato noi  questo  progetto,  e
  caricato questo progetto all'interno del FSC, interveniamo  da  una
  parte  per  opere  di  bonifica e rinaturalizzazione  della  fascia
  dunale,  quindi riqualificazione del sistema dunale e  l'esecuzione
  di   specifici   interventi  di  ripristino  e   di   miglioramento
  finalizzata alla relazione di passerelle per l'accesso diretto alla
  spiaggia, bonifica puntuale delle dune e dai rifiuti presenti e dal
  loro  conferimento in discarica, nonché realizzazione di  strutture
  informative    sulla    corretta   fruizione   e    sull'importanza
  dell'ambiente  dunale,  mirando a un'opera di  sensibilizzazione  e
  anche di rispetto nei confronti del territorio.
   Con  la  seconda  parte invece del progetto,  gli  obiettivi  sono
  quelli  della bonifica delle dune costiere attraverso una serie  di
  azioni  specifiche,  tra le quali la rimozione,  il  trasporto,  il
  conferimento  in discariche dei rifiuti presenti, la  ricostruzione
  della  vegetazione  dunale  e  la ricostruzione  e  protezione  dei
  depositi dunali.
   Nell'attesa chiaramente del finanziamento, che comunque avrà tempi
  brevi,  stiamo anche procedendo per la risoluzione della  questione
  della dividente demaniale, per il cui completamento gli uffici sono
  in   attesa  di  ricevere  le  autorizzazioni  da  parte  dell'ENAC
  attualmente  per  poter  effettuare i  voli  con  i  droni,  perché
  comunque è previsto un'altezza molto alta.
   Chiaramente la necessità di ridefinire la linea demaniale risponde
  anche ad altre esigenze ovvero quella di poter capire quali, quante
  e  di chi sono le occupazioni abusive sulla zona demaniale da parte
  di imprenditori agricoli e impianti sericoli che si trovano proprio
  ad  oggi  al  confine,  quindi questo anche  con  riferimento  alla
  presunta occupazione abusiva dovuta allo sconfinamento sul  demanio
  marittimo di alcuni appezzamenti sericoli.
   Di  questo da parte degli organi competenti, è una cosa che stiamo
  accertando,  seppur  da parte degli organi competenti  non  abbiamo
  ricevuto specifiche segnalazioni.
   Gli  uffici invece hanno segnalato, hanno rappresentato, di  avere
  ricevuto  da parte della Polizia provinciale di Ragusa segnalazioni
  relative  a diversi imprenditori agricoli già deferiti all'Autorità
  giudiziaria  per  aver  continuato ancora imperterriti  a  smaltire
  rifiuti  agricoli,  ma  insieme  a  rifiuti  speciali  sul  demanio
  marittimo.
   In  questo, sono stati adottati i provvedimenti conseguenziali che
  possono  chiaramente  essere adottati dagli uffici,  e  sono  state
  anche  rilasciate  tutte quelle autorizzazioni  di  competenza  per
  consentire gli interventi di pulizia e di risanamento dei luoghi.
   Infine,  con  l'Autorità di bacino, e questo è  quello  che  avevo
  anche  rappresentato in un'interrogazione precedente, sono in corso
  di  attivazione presso le foci dei fiumi Dirillo ed Irminio  alcuni
  progetti  che  sono  appunto finalizzati a bloccare  i  rifiuti  di
  plastica  che si riversano tramite le rispettive foci nella  fascia
  demaniale della costa o direttamente a mare.
   Vorrei anche dire che su questo tema c'è la massima sensibilità da
  parte  di  tutti e di tutte le Istituzioni, tant'è che è stato  già
  fatto  un  primo  tavolo in Prefettura in cui sono stati  convocati
  tutti  gli  organi competenti, sono stati convocati i Sindaci,  era
  presente l'ASP, era presente anche la SRR, ero presente anche io, e
  dopodomani  andrò a Ragusa per seguire i lavori,  per  cui  siccome
  quello  che  c'è là è veramente brutto, c'è il dovere di  dare  una
  risposta.
   Noi  ci  stiamo attivando nel modo più celere, veloce e importante
  possibile,  abbiamo  integrato  lo  studio  di  fattibilità  con  i
  progetti,  li  abbiamo inseriti nella prima linea di  finanziamento
  utile, stiamo collaborando insieme chiaramente a tutte le forze  di
  polizia,  stiamo  anche  cercando  di  intervenire  per  provare  a
  risolvere  il  problema in origine, perché lì  sostanzialmente  gli
  imprenditori  agricoli  molte  volte  gettano  i  rifiuti  agricoli
  insieme  alle  plastiche, dando origine, non solo  all'inquinamento
  che vediamo, ma anche al fenomeno delle "fumarole", che chiaramente
  è  un  fenomeno importante che vogliamo contrastare,  stiamo  anche
  cercando  se esistono a livello nazionale delle buone pratiche  che
  possiamo portare in quella zona che necessita assolutamente di  una
  riqualificazione che vogliamo fare.

   PRESIDENTE.  Grazie  Assessore,  onorevole  La  Vardera,  come  si
  dichiara?

   LA   VARDERA.  Grazie  Presidente,  chiedo  formalmente  se  posso
  acquisire la copia di questa interrogazione scritta, nel  senso  se
  può dare una copia, grazie.
   La  ringrazio perché ammetto che la sua risposta è stata puntuale,
  circostanziata  e precisa su un tema che riguarda una,  cosiddetta,
  definita Terra dei fuochi in salsa isolana, perché siamo davanti  a
  una Terra dei fuochi a tutti gli effetti, sicula purtroppo.
   Le  immagini sono drammatiche, più testate giornalistiche si  sono
  occupate  più volte del fenomeno e, in questi anni, la  politica  è
  stata  assolutamente assente. Quindi, sentire  da  parte  sua  'c'è
  stata  una  linea  di  finanziamento',  'dopodomani  si  recherà  a
  Ragusa',  che  cercherà di mettersi nelle condizioni  di  risolvere
  questo problema mi lascia ben sperare.
   Ovviamente, cercherò di stanarla, caro Assessore, per  cercare  di
  capire  se le cose che mi ha raccontato in quest'Aula poi verranno,
  effettivamente, fatte, perché ricordo a tutti che  le  immagini  di
  queste dune, i Macconi di Gela, stanno facendo il giro del mondo, e
  stanno  facendo  parlare male della Sicilia in uno  dei  posti  più
  belli,  a  pochi  chilometri dalla cosiddetta spiaggia  famosa  del
  Commissario Montalbano. A 10 chilometri ci troviamo queste immagini
  che sono drammatiche.
   Quindi,  mi posso ritenere parzialmente soddisfatto, nella  misura
  in  cui  sto  apprendendo  che  lei,  nella  sua  persona  del  suo
  Assessorato, ha portato la questione in Giunta e si sta fisicamente
  recando a Ragusa, resto però in alert per cercare di capire  se  le
  cose   che   qui   ci   ha   raccontato,  in  quest'Aula,   possono
  effettivamente poi essere portate a compimento.
   Quindi  mi  dichiaro parzialmente soddisfatto e  prendo  la  copia
  della sua interrogazione, della sua risposta.

   PRESIDENTE.   L'onorevole  La  Vardera  si  dichiara  parzialmente
  soddisfatto.
   Si   passa   all'interrogazione   n.   687   "Intendimenti   circa
  l'attuazione  del  Piano  per  la difesa  della  vegetazione  degli
  incendi boschivi" a prima firma Figuccia, prego assessore.

   PAGANA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  deputati. Allora in  questa  interrogazione
  c'erano  diversi quesiti che vanno dalla suddivisione del personale
  attualmente  in  forza al Corpo forestale, alla dislocazione  delle
  risorse umane al suo interno.
   Se  il  numero  d'emergenza  1515 e il segnale  ATESOASTUTO  siano
  efficacemente attivi; se intendano valutare l'utilizzo di  nuove  e
  più  adatte tecnologie per il monitoraggio e il rilevamento precoce
  degli  incendi sin dalla fase di innesco; in caso affermativo quali
  proposte  in  commercio intendono utilizzare; di  quanti  automezzi
  siano   dotate   le   istituzioni   regionali,   distinguendoli   e
  classificandoli se siano tutti funzionanti; se intendano verificare
  il  corretto aggiornamento del catasto incendi comunali e, in  caso
  di  mancato  aggiornamento, sollecitare  le  istituzioni  preposte;
  quanti  e  quali  concorsi siano stati previsti per  rinforzare  il
  personale in forza al Capo Forestale.
   Chiaramente,  sulla  base  degli elementi  che  abbiamo  acquisito
  intanto  dal  competente Comando Corpo Forestale della Regione,  si
  rappresenta  che l'intera attività antincendio è fatta  sulla  base
  del piano per la difesa della vegetazione degli incendi boschivi, e
  questo   è  il  principale  strumento  che  abbiamo  in   tema   di
  pianificazione  e  programmazione per  le  attività  di  lotta  ma,
  soprattutto, di prevenzione contro il fuoco. Il piano, attualmente,
  è in vigore.
   È stato approvato con decreto del Presidente della regione, il 560
  del  2 agosto 2023, e costituisce ovviamente l'aggiornamento  e  la
  revisione, per gli anni del 2023/2025. In questo piano antincendio,
  abbiamo  recepito  quelli  che  sono  i  principi  che  sono  stati
  introdotti a seguito della modifica dell'articolo 3 della legge 353
  del  2000,  che  riguardano  il  rafforzamento  del  coordinamento,
  l'aggiornamento  tecnologico  e  l'accrescimento   della   capacità
  operativa  nelle azioni di previsione, prevenzione e  lotta  attiva
  contro gli incendi boschivi.
   A tal fine, già nel corso del 2022, il Comando del Corpo forestale
  ha  istituito un apposito gruppo di lavoro antincendio boschivo per
  la  revisione  del  piano,  con lo scopo di  redigere  linee  guida
  propedeutiche  e preparatorie, aventi lo scopo di fornire  a  tutti
  gli  uffici  del  corpo forestale della Regione siciliana,  sin  da
  subito,  quella che era una sintesi dei nuovi indirizzi  che  erano
  stati  introdotti,  o  che  si  intendevano  introdurre.  Al  fine,
  ovviamente, di avviare in tempo utile tutte le procedure necessarie
  per darne attuazione già nella successiva campagna Aib.
   Io  risparmierei, magari glielo fornisco per iscritto, quali  sono
  tutte  le  singole  linee  guida  del  piano  antincendio,  ma   se
  preferisce  che  le  indico, la linea guida numero  1  riguarda  la
  razionalizzazione  del servizio antincendio secondo  i  criteri  di
  previsione incendi su base statistica e, quindi, turnazione mista e
  il  potenziamento delle squadre bi-diurne, assetto  dinamico  delle
  squadre   A.I.B.   in  caso  di  allerta  incendio,   anticipazioni
  dell'avvio della campagna A.I.B. sono i tre interventi.
   Per   quanto   riguarda  la  seconda  linea   guida,   quindi   il
  potenziamento  e  ammodernamento del parco  automezzi,  sono  stati
  indicati  come  interventi l'impiego dei mezzi fuoristrada  pick-up
  4x4,  nel  servizio A.I.B. il potenziamento delle  attrezzature  in
  dotazione  anche  agli  automezzi  e  ripristino  del  sistema   di
  geolocalizzazione  dei mezzi tramite Gps; per  quanto  riguarda  la
  terza  linea  guida  e l'uniformità a livello regionale  dei  piani
  operativi  provinciali, si è dato lo schema del  2023  proprio  per
  uniformarli;  la linea guida n. 4, invece, riguarda  la  formazione
  del  personale, quindi, manuali e cartografia operativa;  la  linea
  guida  n.  5 l'utilizzo delle moderne tecnologie per il rilevamento
  della  prevenzione  degli  incendi boschivi  e  di  vegetazione  e,
  quindi, sono state previste torrette digitali per la rilevazione  e
  la  segnalazione di incendi, l'utilizzo dei droni,  l'utilizzo  non
  solo   di   droni   ma  anche  di  immagini  satellitari   per   la
  perimetrazione degli incendi boschivi; nella linea guida n.  6  che
  riguarda  il  ruolo  e le organizzazioni delle SOUP,  le  procedure
  operative del soccorso aereo regionale e il codice rischio  incendi
  nella  R.I.A.,  richiesta  di intervento  aereo  e,  quindi,  si  è
  intervenuti con il ruolo e l'organizzazione delle scale delle  sale
  operative unificate provinciali

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Sinteticamente, onorevole  Figuccia,
  grazie.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, assessore, sinteticamente.  solo  per
  dire  che  su questo ultimo punto ha messo finalmente, insomma,  in
  chiaro  quello  che  chiedevamo. per cui mi  ritengo  assolutamente
  soddisfatto.
   Le  linee guida sono coerenti a quello che avevamo immaginato e mi
  sembra  che il Governo abbia finalmente tracciato la strada giusta,
  penso che siate tutti d'accordo. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Figuccia,   che   si   dichiara
  soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 691  "Chiarimenti  in  ordine  al
  rilascio  delle autorizzazioni per impianti fotovoltaici  ed  opere
  connesse  sul  territorio del comune di Melilli (SR)  per  capacità
  superiori a 200 MW", a prima firma dell'onorevole Carta,  ed  altri
  che  la  trasformiamo in interrogazione con richiesta  di  risposta
  scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 695 "Interventi urgenti al fine di
  garantire  il  corretto  smaltimento  delle  acque  di  vegetazione
  derivanti  dalla lavorazione delle olive nei frantoi siciliani",  a
  prima  firma  dell'onorevole La Vardera ed  altri.  Ha  facoltà  di
  intervenire l'Assessore per fornire la risposta.

   PAGANA,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente, signori onorevoli, io ringrazio l'onorevole La  Vardera
  per  questa interrogazione. Intanto sul tema è chiaro che tutte  le
  amministrazioni  che  hanno funzioni di  polizia  giudiziaria  sono
  deputate ai controlli sul territorio per garantire, chiaramente  il
  rispetto  della  normativa  vigente e, quindi,  anche  il  corretto
  smaltimento  delle  acque di vegetazione che sono  derivanti  dalla
  lavorazione  delle  olive per l'estrazione dell'olio.  Chiaramente,
  per  la  Regione  siciliana,  l'attività  di  controllo  esercitata
  compatibilmente  con tutte le altre competenze  istituzionali,  dal
  Corpo forestale della Regione siciliana il quale opera con tutti  i
  distaccamenti,  però  fiore  all'occhiello,  appunto,   del   Corpo
  forestale è anche il N.O.R.A.S, quindi, il Nucleo operativo che  si
  occupa del controllo in materia agroalimentare.
   Nel  corso  di  diversi controlli che sono stati effettuati,  sono
  stati riaccertati svariati illeciti sia amministrativi che penali e
  sono  stati elevati i relativi verbali di contestazione e inoltrate
  le comunicazioni di notizie di reato all'Autorità giudiziaria.
   Anche   per   quanto  attiene  alla  specifica  area   geografica,
  richiamata  dall'onorevole La Vardera, l'Ispettorato ripartimentale
  delle foreste Agrigento, competente per territorio, ha riferito che
  negli  anni  scorsi  sono stati effettuati regolari  controlli  sui
  frantoi  oleari  ricadenti nella propria giurisdizione,  sia  nella
  fase  di  accensione del frantoio, propedeutico,  ovviamente,  alla
  molitura delle olive che durante la piena attività di molitura  con
  relative  comunicazioni  di notizie di  reato  laddove  sono  state
  riscontrate violazioni alla legge penale.
   Più  in  dettaglio, nel corso dell'ultima stagione  olearia  2023-
  2024, sono stati esperiti vari controlli su delega della Procura di
  Sciacca  a  carico di frantoi oleari ricadenti nella  giurisdizione
  dei distaccamenti forestali di Santa Margherita di Belice e Sambuca
  di  Sicilia,  e  si  prevede  per  l'annata  olearea  2024-2025  di
  intensificare  i controlli, specialmente in ordine all'analisi  dei
  terreni  su campioni prelevati alle aree destinate allo smaltimento
  delle   acque   di   vegetazione,  richiedendo  all'Arpa   Sicilia,
  ovviamente, il necessario supporto.
   Infine, si fa presente che nell'ambito dell'ordinaria attività  di
  istituto  vigilanza e controllo, il personale in divisa  del  Corpo
  forestale  svolge  normalmente  opera  di  sensibilizzazione  e  di
  divulgazione  a  rispetto delle norme ambientali  in  genere  e  in
  particolare,  proprio  nei  confronti  degli  operatori  dalle  cui
  attività  possano  derivare  rischi  di  inquinamento  e  di  danno
  ambientale come appunto il settore produttivo oleario.
   In  merito  al  secondo quesito dell'interrogazione,  al  fine  di
  aggiornare la disciplina sull'utilizzazione agronomica delle  acque
  di  vegetazione  e  delle sanse umide prodotte dalle  attività  dei
  frantoi, la Regione siciliana, con decreto presidenziale del luglio
  2022,  che  ha  abrogato il decreto interdipartimentale  precedente
  vigente  del  2007,  ha approvato la disciplina regionale  relativa
  alla  utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione  normando
  l'intero ciclo produttivo.
   Questo  provvedimento,  chiaramente, è  nato  dalla  necessità  di
  adeguamento della norma regionale alle sopraggiunte modifiche delle
  leggi   nazionali   alle   quali   la   disciplina   regionale   ha
  necessariamente dovuto far riferimento.
   In  particolare, la Regione siciliana in questo decreto ha fissato
  i  criteri  e  le  modalità  di  applicazione  per  l'utilizzazione
  agronomica  delle  acque di vegetazione e  delle  sanse  umide  nei
  frantoi  oleari  sul  territorio  regionale,  stabilendo   che   lo
  spandimento sui suoli agricoli delle acque di vegetazione  e  delle
  sanse   provenienti   dalle  attività  dei   frantoi   deve   avere
  esclusivamente  utilizzo  agronomico  ed  effettuato  al  fine   di
  migliorare  la fertilità dei terreni attraverso l'utilizzazione  di
  sostanze  nutritive,  ammendanti e dell'acqua  in  esse  contenute,
  tenendo  conto  delle caratteristiche idrologico e  ambientali  del
  sito  di  spandimento, salvaguardando le acque  superficiali  e  di
  falda,  questo  è  previsto nel decreto,  ovviamente  limitando  le
  esalazioni maleodoranti nel rispetto delle norme igienico-sanitarie
  di   tutela  ambientale  ed  urbanistiche  vigenti.  Abbiamo  anche
  interpellato  il Dipartimento Ambiente al fine di dar seguito  alle
  specifiche competenze.
   Le  attività che sono state poste dal Dipartimento ambiente  sono,
  intanto,  una  richiesta  di  collaborazione  con  il  dipartimento
  dell'agricoltura   per   la   predisposizione   di   un    apposito
  provvedimento congiunto che definisca anche le soglie minime  e  le
  modalità di esecuzione e i moduli.
   Un'interlocuzione diretta con l'autorità di bacino  del  distretto
  idrografico  della Regione siciliana, che è preposta,  chiaramente,
  all'attività  di individuazione di tutte quelle zone vulnerabili  e
  idonee   all'utilizzazione  agronomica   degli   affluenti   reflui
  provenienti  dalle  attività olearie, quindi,  questo  al  fine  di
  tutelare il patrimonio idrico anche potenzialmente interessato.
   Al  fine  di  verificare poi la compatibilità  delle  attività  di
  utilizzazione  agronomica delle acque di vegetazione  prodotte  per
  scopi  irrigui,  effetti  irrigui, con il  contesto  ambientale  di
  riferimento  sono  stati  sollecitati  i  comuni  dei  frantoi  che
  intendono  utilizzare a scopo agronomico le acque di vegetazione  o
  le  sanse  prodotte  dall'attività lavorativa  degli  stessi,  e  a
  trasmettere tutta la documentazione acquisita al Dipartimento,  con
  particolare   riguardo   all'elaborato   relazione   agronomica   e
  geologica,   valutando  anche  la  coerenza   delle   pratiche   di
  utilizzazione agronomica proposte con le norme vigenti.
   E'  stato richiesto -  continuo? - a tutti i comuni della  regione
  nel cui territorio è avvenuta un'attività di spandimento dei reflui
  oleari  o  sanse umide di comunicare per ogni campagna  olearia  il
  numero  totale  delle comunicazioni pervenute, con relativa  scheda
  consuntiva  in formato elettronico contenente tutte le informazioni
  sulle attività eseguite, l'indicazione della quantità effettiva  di
  acque  applicate  e  del suolo utilizzato, quali  periodi  e  quale
  tecnica  di distribuzione, tenuto conto anche delle caratteristiche
  del terreno.
   Inoltre  la redazione, e la contestuale trasmissione al  Ministero
  delle politiche agricole alimentari e forestali dal Ministro per la
  Transizione ecologica, della relazione annuale, con allegate schede
  consuntive  predisposte  per  ciascun  territorio  provinciale,  la
  creazione  dell'archivio  informatico  presso  il  Servizio  1  del
  Dipartimento  ambiente,  che  è  stato  elaborato  anche  su  scala
  provinciale,  dei  dati e delle comunicazioni rese  ai  soggetti  a
  disposizione  di  tutte  le  autorità  competenti,  l'attività   di
  supporto agli organi di controllo e ai frantoi. Questa è l'attività
  del Dipartimento ambiente.
   L'Autorità  di  bacino per il dissesto ideografico  della  Regione
  siciliana,  essendo  anche  essa interpellata,  a  cui  sono  stati
  richiesti   chiarimenti  che  riguardano  elementi  di   competenza
  dell'Autorità,  appunto di bacino,  ha proceduto all'individuazione
  di  quelle zone vulnerabili e, quindi, anche per esclusione,  delle
  zone  idonee all'utilizzazione agronomica degli effluenti e  reflui
  provenienti  dalle attività olearie, al fine, appunto, di  tutelare
  il patrimonio idrico che è potenzialmente interessato.
   L'Autorità  di  bacino è intervenuta, anche  con  il  supporto  di
  A.R.P.A.  Sicilia  perché  insieme hanno  facoltà  di  redigere  un
  apposito piano regionale di spandimento delle acque di vegetazione,
  con  l'indicazione, chiaramente, di altre precisazioni e  ulteriori
  che  possono  essere utili, considerando sempre l'evoluzione  delle
  caratteristiche dell'ambiente ricevitore, e quindi anche  eventuali
  modifiche delle zone, per esempio, di captazione di acqua potabile,
  minerale  e  termale, e dei limiti, ovviamente,  di  concentrazione
  delle sostanze organiche.
   In occasione, chiaramente, della prossima campagna di attività dei
  frantoi  per l'estrazione dell'olio dalle olive, il Corpo forestale
  della  Regione  sarà ovviamente invitato, nei limiti delle  proprie
  potenzialità, appunto, che derivano anche dal numero di persone  in
  servizio, ad aumentare e incrementare, se necessario, i controlli.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  interrogante  per  dichiararsi soddisfatto o  meno  della  risposta
  fornita. Onorevole La Vardera, come si dichiara?

   LA  VARDERA. Grazie, Presidente. Assessore, ammetto la  puntualità
  della  sua disamina che, ovviamente, mi fa dichiarare assolutamente
  soddisfatto. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  La  Vardera  che   si   dichiara
  soddisfatto.
   Si passa all'interrogazione 722 "Notizie in merito all'istituzione
  della  Riserva  naturale orientata, denominata Punta Bianca,  Monte
  Grande e Scoglio Patella" a prima firma dell'onorevole Catanzaro ed
  altri.  Ha  facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
  Prego, assessore.

   PAGANA, assessore per il territorio e l'ambiente.  Grazie.  Questa
  è,  diciamo,  una storia nota, quindi evito di citare tutto  quello
  che c'è stato prima e arriviamo al decreto assessoriale n. 157,  di
  giugno  2022  in cui, modificando il Piano regionale dei  parchi  e
  delle  riserve  naturali, è stata inserita in variante  la  Riserva
  orientata Punta Bianca, Monte Grande e Scoglio Patella.
   Dobbiamo  però tornare indietro per precisare il quadro normativo,
  perché   nel   2014,  con  la  sentenza  2012  resa   dalla   Corte
  costituzionale,  venne  dichiarata  l'illegittimità  costituzionale
  delle   norme  della  legge  regionale  98  del  1981  e,   quindi,
  dell'articolo 6, comma 1, e dell'articolo 28, commi 1 e  2.  Queste
  disposizioni    regolavano   le   procedure   amministrative    per
  l'istituzione  dei  parchi  e delle riserve  naturali.  Ovviamente,
  tutto  questo  ha  un attimo fermato quelle che erano  le  attività
  poste  in  essere, anche per la nuova istituzione della Riserva  di
  Punta bianca, ma è un discorso che non riguarda soltanto questo, ma
  riguarda  un  po'  tutte le aree e anche a volte le  modifiche  dei
  regolamenti di parchi e riserve. Questo Parlamento, su proposta del
  Governo,  l'ha  chiusa  definitivamente in  occasione  della  legge
  regionale 3 del 2024, perché un articolo proprio del collegato alla
  finanziaria  era:  "Disposizioni in materia  di  parchi  e  riserve
  naturali", in cui abbiamo previsto, e questo ha superato il  vaglio
  del Consiglio dei Ministri, un nuovo procedimento di istituzione di
  parchi e riserve naturali, sanando quelli che erano i problemi  che
  erano  stati  sollevati  nel 2014 dalla  Corte  costituzionale,  e,
  quindi, garantendo la partecipazione di tutti gli enti interessati,
  di   tutti   i  portatori  di  interesse  qualificato  e,   quindi,
  equiparando  le  forme di pubblicità a quanto  previsto  nel  resto
  d'Italia.
   Sanato  questo  vulnus, gli Uffici già stanno procedendo  e  hanno
  avviato   il   procedimento  istitutivo  della   Riserva   naturale
  denominata  Punta  Bianca, Monte Grande e  Scoglio  Patella  che  è
  oggetto  dell'odierna  interrogazione.  Però,  io,  se  l'onorevole
  Catanzaro  consente,  volevo rassegnare all'Aula  una  riflessione:
  molto  spesso, in Sicilia ho avuto modo di costatare, che  ci  sono
  tante  e  tante  riserve, parchi, aree naturali protette,  zone  di
  conservazione,   siti  Natura  2000,  di  un  elevatissimo   pregio
  naturalistico ma al tempo stesso oggetto di totale disinteresse  da
  parte dei cittadini.
   Lo  abbiamo visto con l'iter istitutivo del Parco nazionale  degli
  Iblei  in  cui da parte del territorio, non soltanto sono arrivate,
  come  dire,  delle  osservazioni formali e dei pareri  contrari  da
  parte  degli enti locali, ma abbiamo assistito a una vera e propria
  opposizione  verso l'istituzione di un parco, di  una  riserva.  Su
  questo,  come Governo chiaramente, ci siamo interessati  e  abbiamo
  deciso di intervenire, perché? Guardando anche la programmazione PO-
  FESR,  l'Agenda 2030 che orienta tutti i rami dell'Amministrazione,
  ed  è  il  nostro faro che ci orienta nell'attività amministrativa,
  diciamo  quotidiana,  ordinaria,  quello  che  va  fatto  è   anche
  accrescere la consapevolezza dei cittadini nell'istituzione di  una
  riserva.  Se  noi  poniamo una riserva e rendiamo un'area  naturale
  protetta o decidiamo di tutelare un'area e vincolarla, corriamo  il
  rischio   che  quell'area  non  vada  vissuta.  Lo  abbiamo   visto
  nell'ultima  campagna  antincendio. Le aree andate  a  fuoco  erano
  aree, purtroppo la gran parte, di grandissimo pregio ma non vissuta
  da   nessuno,   abbandonate   dai   cittadini.   Oggi   la   tutela
  dell'ambiente,  a  mio avviso e chiaramente  anche  ad  avviso  del
  Governo  regionale,  va intesa in un senso  un  po'  più  ampio  e,
  quindi,  ritengo  utile  che  stiamo andando,  può  sembrare  fuori
  lentamente, ma stiamo facendo un lavoro il più completo  possibile,
  il   più   partecipativo  possibile,  garantendo   la   più   ampia
  partecipazione  per  non  dare nemmeno  la  sensazione  che  quella
  riserva  sia  lì, sebbene quella sia una riserva fortemente  voluta
  dal territorio, ma per creare un regolamento con tutte le norme  di
  salvaguardia  che possono, devono esserci e possono essere  e  sono
  sicuramente  utili, ma garantendo il massimo della  partecipazione,
  perché  tutelare  un'area e non permettere ai cittadini  di  vivere
  quell'area  e  non  far conoscere molte volte  ai  cittadini  anche
  l'importanza di quell'area stessa rappresenta un concetto di tutela
  dell'ambiente in cui noi siamo stati pionieri tanti e tanti anni fa
  ma  che oggi  va aggiornato perché oggi non è più il 1998, il 1988,
  il  1991,  quando  fummo  pionieri  appunto  dell'introduzione  del
  sistema  di protezione e tutela dell'ambiente, siamo nel  2024  con
  tante consapevolezze in più e tante, diciamo, nuove norme che  sono
  anche  centralizzate a livello europeo. Detto  questo,  noi  stiamo
  procedendo,  non  abbiamo dimenticato la Riserva di  Punta  Bianca,
  come  tante  aree  naturali protette in Sicilia che  devono  essere
  istituite o devono essere meglio gestite.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore.   Onorevole  Catanzaro,  come  si
  dichiara?

   CATANZARO. Presidente, io intanto ringrazio la esaustiva  risposta
  da parte dell'Assessore.
   Io   ritengo  di  essere  insoddisfatto  rispetto  alla   risposta
  dell'interrogazione, perché ribadisco il concetto di  poco  fa  che
  non  è  pensabile che a una interrogazione del 9 novembre  2023  si
  abbia  una  risposta  dal Governo regionale nel  maggio  del  2024.
  Parzialmente soddisfatto, invece, ritengo,  - Assessore mi  ascolti
  -    ritengo  invece  di  esserlo  per  la  riflessione  da   parte
  dell'Assessore  che  ovviamente pone un tema  che  riguarda  quello
  delle  riserve naturali che potrebbe diventare, come dire, un  tema
  di  confronto da parte del Governo per poterlo discutere  anche  da
  qui  in  avanti  e quindi dare una impostazione, perché  dice  bene
  l'Assessore,  forse  sulla fruibilità da  parte  dei  cittadini  e,
  quindi,  questo potrebbe diventare un tema di confronto  e  ritengo
  che  questa riflessione debba aver un approfondimento nel confronto
  tra i parlamentari. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Catanzaro,   che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.

   CATANZARO. Parzialmente soddisfatto per la riflessione.

   PRESIDENTE.  Quindi si dichiara non soddisfatto nel  totale  della
  risposta  all'interrogazione  ma parzialmente  soddisfatto  per  la
  riflessione.  La  sua  risposta era abbastanza  articolata  ed  era
  giusto esplicitarla in maniera corretta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 738, a firma degli  onorevoli  La
  Vardera  ed  altri  "Iniziative urgenti a salvaguardia  del  tratto
  costiero del Comune di Campofelice di Roccella".
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   PAGANA,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente,  con  questa interrogazione alcuni  dei  quesiti  posti
  dall'interrogante  non riguardano direttamente  l'Assessorato,   la
  Regione  o  il  Dipartimento dell'urbanistica,  fermo  restando  la
  tutela degli strumenti e, quindi, l'osservanza delle regole,  della
  tutela dei vincoli paesaggistici che sono vigenti ex lege.
   Cosa voglio dire? Che si condividono quelli che sono i principi di
  tutela,  che  tra  l'altro noi in Regione abbiamo recepito  con  la
  legge  di  norme  per  il  Governo del  territorio  in  materia  di
  pianificazione  territoriale urbanistica, che è una riforma  varata
  nella  scorsa legislatura, assolutamente all'avanguardia e  su  cui
  stiamo   anche  intervenendo  in  questa  legislatura  con   alcune
  modifiche, il testo è stato già varato in IV Commissione.
   Nel  testo dell'interrogazione viene citato più volte il principio
  di  sviluppo sostenibile che, diciamo, oramai è un principio che  è
  anche entrato in Costituzione, perché se guardiamo quelle che  sono
  le  indicazioni  che  la Regione siciliana dà a  chi  pianifica  il
  territorio, sono i principi che abbiamo appunto nella legge su  cui
  siamo assolutamente d'accordo.
   Riguardo  al caso specifico, il Comune di Campofelice di  Roccella
  ha  un  piano  regolatore  vigente che  è  divenuto  esecutivo  per
  decorrenza  dei  termini  con  una delibera  di  presa  d'atto  del
  Consiglio  comunale  che  è  stata  fatta  nel  2017  e  i  vincoli
  espropriativi sono decaduti per lo spirare dei cinque anni previsti
  dalla legge.
   Pertanto,  per  quanto  è  stato disposto  dalla  legge  regionale
  sull'urbanistica,    è   compito   dell'Amministrazione    comunale
  modificare il piano vigente mediante un nuovo piano urbanistico che
  oggi  si  chiama PUG, oppure può ovviamente intervenire  con  delle
  varianti  urbanistiche  parziali quale che  sia  la  nuova  diversa
  destinazione urbanistica che si voglia imprimere.
   Per  quanto riguarda il vincolo preordinato all'esproprio  per  la
  realizzazione di servizi ed attrezzature di pubblica  utilità,  che
  vigeva  nel piano regolatore generale oggi decaduto per lo  spirare
  del  termine quinquennale previsto dalla legge, si rappresenta  che
  sussiste  un  vincolo  preordinato  all'espropriazione  laddove  la
  destinazione dell'area permetta la realizzazione di opere destinate
  esclusivamente alla fruizione pubblica.
   E'  un vincolo che ha un'efficacia di cinque anni ed è entro  tale
  termine  che  deve essere emanato il provvedimento che comporta  la
  dichiarazione  di  pubblica  utilità  dell'opera  ovvero  una   sua
  variante  al piano regolatore generale che preveda la realizzazione
  di un'opera pubblica o di un'opera di pubblica utilità.
   Infatti, l'inutile decorso di un quinquennio - in difetto  di  una
  legittima retrazione - ne comporta la decadenza con la quale non si
  riacquista  automaticamente  la  propria  antecedente  destinazione
  urbanistica   ma   si  configura  come  area  non  urbanisticamente
  disciplinata e quindi la cosiddetta zona bianca, in attesa  di  una
  revisione  previsionale  da effettuarsi  con  nuova  emanazione  e,
  quindi, con nuovo strumento urbanistico.
   Rispetto  a tale zona, allorché cessino gli effetti dei resistenti
  vincoli,  è  l'Amministrazione che deve esercitare la discrezionale
  propria  potestà urbanistica, attribuendo agli stessi  una  congrua
  destinazione;  accade  anche  che  il  vincolo,  considerato  tutto
  questo,  il vincolo preordinato all'esproprio dopo la sua decadenza
  può  essere  motivatamente reiterato, rinnovandone il procedimento,
  ma  in  questo  caso  la  motivazione che  l'Amministrazione  dovrà
  fornire sarà una motivazione rafforzata.
   Quindi,  ai fini della legittimità della reiterazione del  vincolo
  con  effetti espropriativi, oltre alla sussistenza della permanenza
  e  dell'attualità del pubblico interesse, deve risultare l'espressa
  previsione  e l'accantonamento delle somme necessarie  per  versare
  l'indennità di esproprio al soggetto. Tale passaggio è fondamentale
  e  necessario per dimostrare e motivare l'amministrazione  a  voler
  procedere  a  fronte  del  protrarsi delle  limitazioni  d'uso  del
  diritto di proprietà.
   Questo,  chiaramente,  è  stato  confermato  ampiamente   da   una
  giurisprudenza  consolidata  del  Consiglio  di  Stato,  quindi  la
  decisione   riguardo   la  reiterazione  dei  vincoli   preordinati
  all'esproprio è rimessa interamente alla discrezionalità, nel  caso
  di  specie,  del  Comune  di  Campofelice  di  Roccella,  che  deve
  nell'alveo degli stringenti vincoli del proprio bilancio  prevedere
  le  spese  occorrenti per le espropriazioni dei possibili mezzi  di
  copertura.
   Nell'ambito del procedimento di formazione e approvazione del PUG,
  del piano urbanistico generale delle relative varianti è quello  lo
  strumento   che  proprio  poi  garantisce  la  pianificazione   del
  territorio vero e proprio.
   L'Assessorato  regionale  del territorio  e  dell'ambiente  ha  un
  dipartimento  dell'urbanistica che svolge  un  ruolo  importante  e
  determinante  all'interno del procedimento per  la  formazione  del
  PUG,  sia  in  merito  al rilascio delle autorizzazioni  ambientali
  strategiche  VAS e di competenza, sia attraverso la  partecipazione
  alla  Conferenza di pianificazione nell'ambito del procedimento  di
  formazione del piano in parola e, anche su questo, relativamente ai
  termini, stiamo intervenendo proprio per accelerare il processo con
  il  disegno  di legge n. 499 che abbiamo esitato in IV Commissione.
  Questo  rientra pienamente nell'ambito della mission della legge  e
  anche  del Codice dell'ambiente e anche e soprattutto nel  rispetto
  della  politica comunitaria che è fatta in materia di conservazione
  della biodiversità e quindi mi riferisco alla direttiva 'Habitat'.
   Lo  strumento  è  quello,  la VAS piano  per  piano  evidenzia  la
  congruità delle scelte rispetto a quelli che sono gli obiettivi  di
  sostenibilità ambientale e la sinergia con gli altri  strumenti  di
  pianificazione  appunto  di cui ci stiamo  dotando.  Abbiamo  anche
  fatto  sull'interrogazione una modifica,  una  verifica  sul  PUDM,
  quindi sul piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo,
  che al comune di Campofelice di Roccella risulta essere sospeso.

   PRESIDENTE.   Grazie,   Assessore.  Ha  facoltà   di   intervenire
  l'onorevole  La Vardera per dichiararsi soddisfatto  o  meno  della
  risposta dell'Assessore.

   LA  VARDERA. Grazie Assessore, grazie Presidente, bene io anche su
  questa  le  chiedo  cortesemente copia perché  la  risposta  è  ben
  composita e, quindi, voglio anche avere il tempo di analizzarla.
   Sicuramente,  la  storia  mi  viene  segnalata  da  un  gruppo  di
  cittadini  in capo al dottore La Barbera del comune di  Campofelice
  di  Roccella  che  mi  hanno  investito  di  questa  situazione  di
  difficoltà  perché vorrebbero che in quella sede, dove  insiste  un
  ecomostro  che  negli anni ha deturpato quella  costa,  in  qualche
  maniera, si potesse realizzare un parco verde e in quella zona  che
  è   davanti  al  mare  e  potrebbe  essere  veramente  una   chicca
  straordinaria per quel territorio.
   E, quindi, sollecitato da questi cittadini, in testa il dottore La
  Barbera, ho ritenuto di interrogarla e apprendo, ovviamente da lei,
  le  risposte che mi ha appena dato sollecitandola non dal punto  di
  vista  tecnico, perché dal punto di vista tecnico comprendo che  ci
  sono  tutta  una  serie di passaggi, dal punto  di  vista  politico
  invece  la  invito a fare un salto a Campofelice  di  Roccella,  si
  renderà  conto che davanti al mare c'è questo ecomostro che insiste
  da  diverso tempo, ormai da diversi anni e che potrebbe essere anzi
  un  grande  parco  perché questo progetto  di  questi  cittadini  è
  straordinario,  vogliono realizzare, in quel contesto  preciso,  un
  grande  parco  che  potrebbe  essere  un  polmone  verde  per  quel
  territorio di Campofelice di Roccella.
   Quindi pur apprezzando il tecnicismo della sua risposta, dal punto
  di  vista  politico  invece l'indirizzo  che  le  chiedo  di  dare,
  ovviamente  anche incontrando il sindaco, è quello  di  sollecitare
  perché  questi cittadini possano avere una risposta che  in  questa
  sede  comunque  è  stata data, motivo per  il   quale  mi  dichiaro
  ovviamente parzialmente soddisfatto, prendendo una copia della  sua
  risposta. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  La  Vardera,  che  si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 750 "Chiarimenti in  merito  alla
  gestione  del  patrimonio naturalistico e dei servizi  ecosistemici
  della  riserva  naturale Bosco d'Alcamo", a firma  degli  onorevoli
  Ciminnisi  ed  altri,  che non vedo in Aula, quindi,  si  considera
  presentata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 824 "Notizie circa la tutela della
  salute  dei  cittadini e della salubrità dell'aria  del  Comune  di
  Licata (AG), a firma degli onorevoli Catanzaro ed altri.

   PAGANA,  assessore per il territorio e l'ambiente. Sto provando  a
  fare sintesi, raccogliendo il suo suggerimento.

   PRESIDENTE. La ringrazio.

   PAGANA,  assessore per il territorio e l'ambiente. Allora,  questa
  interrogazione   mi   è   stata  assegnata  a   seguito,   appunto,
  dell'incendio  che c'è stato nel Comune di Licata,  per  verificare
  quelle che erano le azioni che sono state fatte per la tutela e  la
  salubrità dell'aria.
   L'incendio  che c'è stato nel tardo pomeriggio del 20 gennaio  del
  2024 ha interessato l'imballaggio dei materiali compositi, e quindi
  vetro da demolizione, cavi, materiali isolanti, prodotti tessili  e
  rifiuti  urbani  che non erano specificati; è  durato  fino  al  24
  gennaio  2024, producendo chiaramente un'elevata quantità  di  fumi
  che,  spostandosi  verso il centro abitato, hanno  preoccupato  non
  poco i cittadini.
   Abbiamo    interpellato   anche   il   Dipartimento   responsabile
  dell'Assessorato   alla  salute,  per  cui  il   dirigente   medico
  responsabile del Pronto Soccorso di Licata ha rappresentato di  non
  aver registrato accessi per problematiche riconducibili ai fumi che
  si  sono  generati  nell'incendio.  Tuttavia,  considerato  che  il
  fenomeno ha interessato anche la sede del Presidio ospedaliero  nei
  giorni  23,  24  e 25 gennaio, l'attività delle sale  operatorie  è
  stata  prudenzialmente  sospesa.  Anche  nei  punti  di  continuità
  assistenziale  non  sono  stati registrati  accessi  per  patologie
  correlate all'evento in argomento.
   Chiaramente,  in considerazione della persistenza dei  fumi,  sono
  state  diverse le ordinanze che sono state emanate dal  Sindaco  di
  Licata nei giorni, appunto, che riguardano l'incendio.
   Con  l'ordinanza  n. 17 del 27 gennaio 2024 è  stata  disposta  la
  ripresa   delle   attività   commerciali   e   scolastiche,   delle
  manifestazioni  all'aperto  e  del pascolo  degli  animali;  questo
  escludendo  però  le  aree  che erano  comprese  nel  raggio  di  2
  chilometri. Con la successiva ordinanza, è stata obbligata la ditta
  Omnia  a  mettere  in sicurezza e a bloccare il cumulo  di  rifiuti
  combusti.
   L'Arpa ha comunicato che i campionamenti effettuati dal Comune  di
  Licata  sono stati effettuati nel periodo dal 20 al 29 gennaio  del
  2024  ed è risultato che i valori per i composti organici volatili,
  nelle  adiacenze dell'impianto Omnia e del Palazzo di Città,  erano
  al  di  sotto dei limiti di normale tollerabilità per lavoratori  e
  cittadini,  eccetto per l'acroleina e il benzene, che nei  campioni
  del  29  gennaio  2024  risultavano rientrati  già  nei  valori  di
  tollerabilità.
   Nell'area dell'incendio e presso un ristorante limitrofo  è  stato
  rilevato  un alto livello di diossina e furani per valori superiori
  ai limiti di tollerabilità, che sono fissati dall'OMS.
   Nella  successiva relazione del 5 febbraio 2024, l'Arpa  ha  anche
  comunicato che i campionamenti eseguiti il 26 e 28 gennaio a  circa
  trecento metri dalla discarica indicavano valori entro i limiti  di
  tollerabilità fissati dall'Organizzazione mondiale della sanità.
   Il dirigente medico di igiene pubblica del Presidio Asp di Licata,
  con nota del 25 gennaio 2024, ha segnalato al sindaco del comune di
  Licata  l'opportunità di vietare il consumo di alimenti di  origine
  animale  proveniente  dalla  zona  interessata  all'incendio  e  di
  sottoporre al lavaggio accurato strade e spazi aperti e,  con  nota
  del  26 gennaio, ha rappresentato l'importanza di individuare punti
  di campionamento aggiuntivi a quelli individuati dall'Arpa.
   Inoltre, con la nota del 27 gennaio, ha espresso il nulla osta per
  la riapertura delle scuole dal 29 gennaio.
   Il  Servizio  igiene, alimenti e nutrizione, di  concerto  con  il
  Dipartimento di prevenzione e il dirigente medico d'igiene pubblica
  del   Presidio  Asp  di  Licata,  hanno  suggerito  l'adozione   di
  un'ordinanza di divieto di immissione in commercio di alimenti,  se
  non  dopo  apposite analisi in auto controllo, secondo la normativa
  sulla sicurezza alimentare.
   Con  successiva nota, sempre il Dasoe ha richiesto al Dipartimento
  della  Prevenzione  dell'Asp di Agrigento un  aggiornamento  e  dei
  campioni di acqua effettuati in data 5 febbraio.
   Il  Dipartimento  di Prevenzione dell'Asp ha comunicato  di  avere
  effettuato,   nelle   vicinanze   del   sito   dell'incendio,   dei
  campionamenti   di   matrice  vegetale  che  sono   stati   inviati
  all'Istituto zooprofilattico sperimentale di Palermo per la ricerca
  di metalli pesanti, diossine e altre sostanze.
   Nella  stessa  nota è stato rappresentato che dal  laboratorio  di
  sanità  pubblica di Enna, a cui erano stati inviati alcuni campioni
  di  acqua, sono pervenuti i risultati da cui si evince che tutti  i
  parametri ricercati rientravano nei valori di norma.
   Ho allegato tutta la corrispondenza che riguarda il Dasoe.
   Per  quanto invece attiene più all'Assessorato o, per meglio dire,
  l'Arpa,  come  è  stato  accennato dallo  stesso  Assessorato  alla
  salute, è stato effettuato un piano di campionamenti di aria.
   In  una  prima fase, suddividendo l'area interessata in postazioni
  di  prelievo  nei  siti  che erano proprio più  prossimi  al  luogo
  dell'incendio,  tranne una postazione che era  proprio  ubicata  in
  prossimità   della  città  di  Licata,  quindi,  si   è   proceduto
  all'analisi  dei  composti organici volatici,  diossine,  furani  e
  idrocarburi.
   I  dati  sono  stati  aggiornati nelle  date  del  20  gennaio,  6
  febbraio,  8  febbraio, 16 febbraio, 20 febbraio, 21  febbraio,  26
  febbraio,  29 febbraio e 27 marzo e le risultanze sono state  tutte
  pubblicate sul sito dell'Arpa.
   Si  è evidenziato cosa? Una diminuzione delle sostanze monitorate,
  sia  per  il  venire  meno della sorgente  emissiva,  sia  per  una
  questione  temporanea, cioè per questione temporale, allontanandosi
  anche  la data dell'incendio, e soltanto per seguire le indicazioni
  dell'OMS e, quindi, per il principio di precauzione, si è proceduto
  a  un nuovo campionamento nelle altre postazioni e, quindi, i nuovi
  campionamenti sono stati fatti a fine febbraio, il 29 febbraio e il
  2  marzo,  e  hanno  segnato anche questi  nuovi  campionamenti  la
  diminuzione di tutti i contaminanti che erano stati esaminati.
   Per  quanto  riguarda  lo  stato di  emergenza,  chiaramente,  non
  compete  all'Assessorato,  in quanto lo stato  di  emergenza  viene
  posto in carico da una parte al Dipartimento di Protezione Civile e
  l'altro tema che riguarda i ristori sollecitati nell'interrogazione
  fanno riferimento, invece, al Dipartimento dell'Agricoltura.

   PRESIDENTE.  Grazie, assessore.
   Onorevole Catanzaro, come si dichiara?

   CATANZARO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Parzialmente soddisfatto.
   Si passa all'interrogazione n. 826 "Criticità ambientali derivanti
  dall'incendio sviluppatosi all'interno di un impianto di stoccaggio
  di rifiuti sito nel comune di Licata, zona di contrada Bugiades", a
  firma degli onorevoli Cambiano ed altri.

   PAGANA,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  E'  uguale
  all'interrogazione precedente.

   PRESIDENTE. Perfetto. Onorevole Cambiano, vuole intervenire?  Come
  si dichiara?

   CAMBIANO.  Grazie, signor Presidente, io non apprezzo la  risposta
  dell'Assessore  Pagana,  ma  in quanto rappresentante  del  Governo
  regionale, mi pare che nessuna parola sia stata proferita in merito
  al  superamento delle criticità, perché nell'area di Piano Bugiades
  ancora insistono i rifiuti combusti, tonnellate di rifiuti combusti
  e  di rifiuti non combusti, che con l'incremento delle temperature,
  nelle  prossime settimane, potrebbero destare preoccupazione,  cioè
  l'area non è stata posta in sicurezza.
   L'Arpa  aveva suggerito di coprire anche temporaneamente  con  dei
  teli  i  rifiuti  combusti  e ciò non  è  stato  fatto,  non  si  è
  provveduto  alla  rimozione dei rifiuti presenti  in  quell'area  e
  ancora insistono nell'area i rifiuti non combusti e mi risulta  che
  ci  sia  un  capannone pieno di amianto, tutto ciò  a  ridosso  del
  centro abitato, quindi, a pochi metri dal centro abitato di Licata.
   Ci  sono  i  residenti  di Contrada Piano  Bugiades  che,  proprio
  qualche  giorno  fa, hanno protestato rispetto alle condizioni  del
  sito  e  rispetto alla insufficienza delle azioni poste in  essere,
  quindi,  apprezzabilissimo  lo sforzo nel  gestire  l'emergenza  e,
  nonostante  non ci siano stati accessi al Pronto soccorso,  lei  ha
  detto che prudenzialmente sono state sospese le attività delle sale
  operatorie. Ad oggi, però, sussiste il pericolo e si pone  un  tema
  di sicurezza della popolazione rispetto ad aree di stoccaggio  e ad
  autorizzazioni  emesse  dal Governo regionale  e  dai  Dipartimenti
  competenti su aree di stoccaggio a ridosso dei centri abitati.
   Nello  specifico,  i  rifiuti ancora sono  là  e  non  sono  state
  rispettate  le  previsioni e l'invito da parte dell'Assessorato  di
  sua  competenza,  che era quello di provvedere immediatamente  alla
  rimozione perché il contatto con gli agenti atmosferici dei rifiuti
  combusti,  considerate  le alte emissioni  che  ci  sono  state  di
  diossina   e   di  sostanze  inquinanti,  avrebbero   arrecato   un
  pregiudizio alla salute.
   Ad oggi, non è cambiato nulla rispetto a quel 24 gennaio, quando è
  stato  domato  l'incendio, quindi, Assessore, la  pregherei  se  ha
  qualche aggiornamento per poter rassicurare soprattutto i residenti
  di  Piano  Bugiades,  che  vivono a pochi metri  da  quell'area  di
  stoccaggio, in cui ripeto, insistono ancora rifiuti combusti e  non
  combusti ed un capannone pieno di amianto. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Cambiano,  che  si  dichiara  non
  soddisfatto.
   Si  passa  all'  interpellanza n. 102 "Chiarimenti  relativi  alle
  procedure  delle  nomine dei componenti della 'Commissione  Tecnica
  Specialistica  - CTS (VIA-VAS)'", a firma degli onorevoli  Chinnici
  ed  altri,  che  se  c'è un accordo tra le parti,  la  considererei
  trasformata come con risposta scritta, così proseguiamo.
   Si passa, quindi, all'interrogazione n. 908  Chiarimenti in merito
  al  recupero  degli arretrati contrattuali 2006-2008  indebitamente
  percepiti  dai  forestali ,  a firma degli  onorevoli  Figuccia  ed
  altri.  L'onorevole Figuccia è presente. La consideriamo,  altresì,
  presentata con richiesta di risposta scritta? Grazie, quindi, anche
  questa  la  consideriamo con richiesta di risposta scritta  e  poi,
  assessore,  sospenderei l'Aula per un paio di minuti, e continuiamo
  dopo con l'interrogazione n. 912 dell'onorevole La Vardera.
   La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.44, è ripresa alle ore 16.52)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Si  passa  all'interrogazione n. 912 "Iniziative urgenti  inerenti
  alla  richiesta  di  rimborso recapitata  ai  lavoratori  forestali
  relativi  agli  arretrati contrattuali percepiti  a  far  data  dal
  2009", a firma dell'onorevole La Vardera.
   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   PAGANA,  assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,  signor
  Presidente,  signori  onorevoli,  questa  è  una  questione   molto
  importante,  che  abbiamo  anche  attenzionato  e  che  chiaramente
  scaturisce  da una serie di vicende che possono essere rintracciate
  a   proposito   degli   arretrati   nei   tempi,   appunto,   della
  contrattazione che riguarda, oggi, gli arretrati contrattuali  2006
  -  2008. I documenti, sì, completo solo dicendo che la questione è,
  ovviamente,  stata attenzionata, anche perché poi noi ai  forestali
  non possiamo che essere grati per il lavoro che fanno e chiaramente
  vedersi gli arretrati contrattuali tutti in una volta, insieme agli
  interessi, ovviamente, a maggior ragione, a seguito, ecco,  di  una
  stagione  antincendio che è stata molto impegnativa e che ha  visto
  anche  pagare alcuni di loro in termini di vite umane,  chiaramente
  mi  rendo conto che non è una questione per cui possiamo far  finte
  di  niente, dicendo che si tratta di atto dovuto. Dico ciò  perché,
  di fatto, amministrativamente, dal punto di vista giuridico, è così
  che  si  doveva procedere; l'unico margine, ed è questo un  impegno
  che  ho  anche preso in sede di incontro con i sindacati, ribadendo
  da  una  parte  la  doverosità dell'azione di recupero  che  doveva
  essere posta, ed è stata posta, dall'Amministrazione e, quindi,  al
  Comando del Corpo forestale, e considerato anche il fatto che si  è
  arrivati  ora  per, diciamo, la complessità, ecco,  della  macchina
  burocratica  dalla quale questa vicenda è scaturita e  anche  dalla
  normativa perché, comunque, c'è stato un mix di condizioni  che  ha
  portato a questo, l'impegno che ho assunto è quello con gli  Uffici
  del  Comando  del  Corpo  forestale, che  è  competente,  che  sono
  competenti  alle procedure di recupero, è quella di  formulare  una
  richiesta  di parere alla competente Avvocatura Distrettuale  dello
  Stato  con  cui  rappresentare l'opportunità  quanto  meno  di  non
  applicare  gli interessi legali e moratori sulle somme a titolo  di
  sorte capitale, ed in subordine la percorribilità di eventuali atti
  transattivi  con  gli  operai in questione, al  fine,  appunto,  di
  dirimere  un  probabile  e cospicuo contenzioso  che  porterebbe  a
  esporre  l'Amministrazione ad un notevole  aggravio  per  le  casse
  pubbliche.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole La Vardera  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   LA   VARDERA.  Grazie,  signor  Presidente.  Assessore,   rispetto
  all'interrogazione  che ho sollecitato più volte  di  discutere  in
  quest'Aula, sono stato tra i primi tre deputati che si  è  occupato
  di queste ingiuste cartelle che sono arrivate a casa dei lavoratori
  forestali.
   Ricordo che addirittura sono arrivate anche a qualcuno che  non  è
  più  in  vita, come dire, chiedere loro di potere restituire questi
  sacrosanti  e  legittimi soldi che hanno ricevuto e non  hanno  mai
  chiesto  perché la questione è proprio quella: loro hanno  ricevuto
  dei soldi perché dovevano riceverli, non li hanno mai chiesti.
   A loro è stato chiesto addirittura di restituire quei soldi ma con
  il  paradosso e la beffa di restituirli con gli interessi e con  la
  mora.  Quindi, ci sono dei casi eclatanti di soggetti che  dovevano
  500  euro a cui è stato chiesto di restituirne 1.500, soggetti  che
  sono  morti,  a  cui è stato chiesto praticamente di restituire  lo
  stesso i soldi.
   Quindi,  che  lei mi venga a dire qui, Assessore,  che  voi  siete
  particolarmente grati ai lavoratori del comparto forestale e poi  a
  quegli  stessi lavoratori del comparto forestale  li  trattiamo  in
  questa  maniera, credo che sia assolutamente, insomma, poco attento
  riguardo al rispetto di quel lavoro sacrosanto
   Con  il Sifus, sindacato indipendente, abbiamo più volte sollevato
  la  questione,  abbiamo  fatto anche  diversi  presìdi  davanti  ai
  Palazzi  della  Regione,  e  ovviamente con  Maurizio  Grosso,  che
  ringrazio  per  l'attenzione  sempre continua  a  questo  comparto,
  apprendo  dalle sue parole che sta cercando di vagliare  attraverso
  l'Avvocatura, o comunque gli uffici dell'Assessorato, l'opportunità
  di  non far restituire gli interessi di mora, ma non basta, secondo
  me,  Assessore. Perché dire a questi lavoratori  non  vi  chiediamo
  gli  interessi di mora , ma vogliamo restituito quello che voi  non
  avete chiesto, onestamente, non è una vittoria.
   Certamente,  è  un primo passo perché rispetto al  fatto  che  gli
  chiedete addirittura gli interessi quasi strozzini, perché  i  dati
  sono  allucinanti,  cioè i dati sono quasi ai  limiti  paragonabili
  allo  strozzinaggio, il fatto che poi facciate un passo indietro  e
  dite "sapete che c'è? Forse quelli di mora non ce li dovete dare ma
  comunque ce li dovete restituire" credo che non sia opportuno.
   Quindi,  lo  sforzo  che chiedo al suo Assessorato  è  di  aiutare
  davvero  il  comparto  forestale non  facendogli  pervenire  questo
  benservito
   Ma,  ogni  giorno,  e noi siamo assolutamente, abbiamo  presentato
  anche  un  disegno di legge che speriamo che venga trattato  quanto
  prima,  perché finalmente si possa mettere fine a questo precariato
  a cui spesso la politica ha voluto in qualche maniera circoscrivere
  questo  comparto, che chiaramente ha fini, a mio avviso,  puramente
  elettorali,  cioè  li  si  lascia in questo  limbo  e  si  crea  il
  problema,  si  crea il bisogno affinché siano sempre  pronti  lì  a
  dovere  fare  la  questua con la politica e  a  dovere  cercare  in
  qualche maniera di essere sempre tirati per la giacca.
   Noi  abbiamo  fatto un disegno di legge specifico con  Sud  Chiama
  Nord   e  anche coinvolto le opposizioni e la posizione  di  questa
  situazione  è anche opportuna, è occasione propizia, per ricordare,
  Assessore,  che  a  questi lavoratori dobbiamo dire   grazie   ogni
  giorno e, quando arrivano a casa loro queste richieste, loro stessi
  si  rendono  conto  e dicono "ma per chi stiamo  lavorando  se  poi
  veniamo trattati così?".
   Quindi,  non  mi  trovo  assolutamente soddisfatto  rispetto  alla
  risposta e sarò soddisfatto quando ci sarà uno scatto d'orgoglio in
  più  da  parte  del  suo  Assessorato, non di  non  restituire  gli
  interessi  di  mora,  ma  di  non  chiedere  assolutamente   quegli
  arretrati,  anche  a  titolo  di  bonus,  per  garantire  a  questi
  lavoratori  e  dire a questi lavoratori "grazie per il  lavoro  che
  fate  ogni  giorno, grazie per quello che avete fatto nella  scorsa
  estate  e grazie per quello che farete in questa estate che  verrà,
  dove speriamo che non ci possa essere un'estate terribile", che  ha
  visto addirittura, diceva bene lei, perdere anche vite umane,  alle
  quali va il nostro pensiero, la nostra vicinanza assolutamente alle
  famiglie  di  coloro  i  quali hanno perso la  vita  per  garantire
  ovviamente il sacrosanto diritto di difendere i nostri boschi.
   E questa situazione non fa altro che alimentare questo dissenso da
  parte di questi lavoratori che chiedono semplicemente il rispetto e
  che  chiedono dignità lavorativa che, in questo momento, non hanno.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera, si dichiara?

   LA VARDERA. Non soddisfatto

   PRESIDENTE. Non soddisfatto. Va bene.
   Si passa all'interrogazione numero 936 "Chiarimenti in ordine allo
  sversamento anomalo di sostanze chimiche lungo il canale Arci della
  zona industriale di Catania", a firma degli onorevoli Ardizzone  ed
  altri.
   La  collega  Ardizzone non è presente e, quindi,  la  consideriamo
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 955 "Notizie in  merito  alla
  gestione  dell'Arpa Sicilia , a firma degli onorevoli Schillaci  ed
  altri.
   Prego, assessore.

   PAGANA,  assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,  signor
  Presidente, andrò veloce e poi il dettaglio magari lo fornisco  per
  iscritto  all'onorevole interrogante, anche perché i quesiti  posti
  sono  stati  diversi in quanto è stato chiesto se si è a conoscenza
  della  situazione  evidenziata all'interno  dell'interrogazione  e,
  quindi, la verifica della congruità delle iniziative che sono state
  finanziate  da  Arpa;  si  va anche alla gestione  degli  incarichi
  affidati,  in  riferimento alle procedure; si fa  riferimento  alle
  iniziative  di competenza, per far sì che vi sia il pieno  rispetto
  della  disciplina  regolante  le  procedure  di  concorso  per   il
  reclutamento dei dirigenti appartenenti al ruolo sanitario di Arpa;
  quali  iniziative di competenza si intendano assumere  al  fine  di
  garantire che Arpa applichi, puntualmente, le disposizioni in  tema
  di trasparenza e quali misure, ulteriori misure, si intenda mettere
  in  atto  per  effettuare  un'effettiva  ed  efficace  attività  di
  vigilanza  su  un'agenzia  che  riveste  un  ruolo  fondamentale  e
  importante.
   Verificando  un  po' e interrogando anche l'Agenzia  su  quanto  è
  stato  detto  in tema intanto della trasparenza, si può  dire  -  e
  quindi  delle  presunte violazioni del decreto legislativo  33  del
  2013 - che sul sito di Arpa Sicilia, c'è la sezione Amministrazione
  trasparente,   in   cui   c'è  anche  la  sezione   "consulenti   e
  collaboratori"   e,   il   sottotitolo,   titolari   di   incarichi
  collaborazione , ed è visionabile la lista degli incarichi che sono
  conferiti indicando proprio i dati che sono da indicare.
   Riguardo,  invece,  alle  iniziative che  sono  state  finanziate,
  bisogna  intanto  partire da un presupposto, che nell'ambito  della
  mission  propria  di  Arpa, rientra - e quindi  non  soltanto  Arpa
  Sicilia,   ma  dell'intero  sistema  nazionale  per  la  protezione
  dell'ambiente - anche l'attività di educazione ambientale. Questo è
  anche  riportato,  appunto, nella legge  nazionale  132  del  2016,
  quindi  all'intero sistema di Arpa che partecipa o,  comunque,  che
  partecipa a tante e a diverse iniziative, allargando chiaramente  e
  approfondendo tutti quegli aspetti che riguardano, nello specifico,
  la mission della tutela dell'ambiente.
   Su  questo  tema  mi  rendo  conto  che,  comunque,  si  può  fare
  diversamente ed è il motivo per cui ho, dato specifica disposizione
  al  Direttore  generale di Arpa di stabilire un criterio  generale,
  valido  per  tutti  e  comunque una normativa per  disciplinare  al
  meglio questi interventi.
   Poi  si faceva, anche, riferimento alle presunte anomalie relative
  al  conferimento  di incarichi e di consulenze, che costituirebbero
  violazione  dell'articolo 7, comma 6, del decreto  legislativo  165
  del 2001.
   Nel  corso  delle annualità 2023/2024, interrogata  appunto  Arpa,
  sono  stati affidati diversi incarichi che non sono stati a  carico
  del  bilancio  di  Arpa in sé, perché facevano parte  di  specifici
  progetti  o  accordi di cooperazione. E' il caso del  programma  di
  cooperazione "Interreg Italia-Malta", in cui gli oneri  sono  stati
  integralmente a carico del programma di cooperazione.  E'  il  caso
  del  progetto  "Eden  Med",  in  cui sono  stati  affidati  diversi
  incarichi  e considerato anche il problema di fondo, che  è  quello
  del  poco  personale che, purtroppo ad oggi, opera  all'interno  di
  Arpa  Sicilia  ed  è  il motivo per cui siamo intervenuti  con  una
  riforma  e stiamo accelerando, ma quello era il primo passo  perché
  al  momento  dell'insediamento c'è stata una pronuncia della  Corte
  dei  Conti  che ci ha spinto a riformare totalmente - e lo  abbiamo
  fatto  insieme  al Parlamento - l'impostazione di Arpa  e,  allora,
  chiaramente  quello  è  il  problema  principale  per  cui   si   è
  intervenuti  in  questo modo. Lo si è fatto nel caso dell'emergenza
  incendi  con  il conferimento di alcuni incarichi o ancora  per  il
  tema  importante  della  bonifica e della  messa  in  sicurezza  di
  Biancavilla  del  Monte  Calvario.  Anche  là  c'era   bisogno   di
  personale.
   Poi   sono  stati  anche  conferiti  altri  incarichi  con   oneri
  interamente  a  carico, anche in questo caso  del  progetto,  e  mi
  riferisco  alla  linea di finanziamento PO-FSC, la  linea  d'azione
  2.3.1  che  gli interventi per il miglioramento della  qualità  dei
  corpi  idrici.  Le  do l'elenco ed evito di leggerlo  anche  perché
  parlo da due ore e sono un po'stanca.
   Però,  è chiaro che molte volte Arpa si trova ad intervenire anche
  per  gestire,  lo  abbiamo visto poco fa nel caso dell'incendio  di
  Licata, lo abbiamo visto quest'estate per l'incendio di Bellolampo,
  situazioni  che sono urgenti e situazioni per le quali non  abbiamo
  tutto questo grande personale ed è il motivo per cui appunto stiamo
  spingendo molto sui concorsi.
   La  risposta, siccome il quesito era molto dettagliato  e  ritengo
  che  debba  essere molto dettagliata gliela fornisco per  iscritto,
  magari tramite gli Uffici dell'Assemblea.
   Però una cosa ci tenevo anche qui a dirla, cioè quello che con  il
  Governo regionale abbiamo fatto per Arpa è un qualcosa di  storico,
  coniando  il  modello di Arpa Veneto, facendoci aiutare attivamente
  dal  sistema  nazionale di protezione dell'ambiente, confrontandoci
  con  le  altre  agenzie regionali di protezione  ambientale  perché
  siamo convinti che sia proprio il gioco di squadra a fare la forza,
  soprattutto in tematiche come queste in cui abbiamo ancora tanto da
  imparare  soprattutto  a  livello  di  modelli,  abbiamo  riformato
  totalmente Arpa intervenendo sul finanziamento di Arpa.
   Noi  abbiamo  detto  che  Arpa non ha più  un  contributo  venendo
  incontro chiaramente alle osservazioni che sono state fatte proprio
  dalla  Corte  dei  Conti. Noi abbiamo detto che  Arpa  deve  essere
  pagata   dal  Fondo  sanitario  regionale  quando  effettua  quelle
  prestazioni che sono direttamente riconducibili ai Lea  e,  quindi,
  abbiamo  fatto  uno  sforzo  pazzesco fissando  scadenze,  fissando
  cronoprogrammi,  lavorando attivamente in un qualcosa  che  per  la
  Regione  siciliana  era completamente nuovo, elencando  prestazione
  per  prestazione, dotandoci di un sistema di contabilità  analitico
  appunto  che  interviene prestazione per prestazione  per  indicare
  quanto  e  cosa  e in che misura è a carico del servizio  sanitario
  regionale  perché è Lea, tutto questo inserendoci  in  un  contesto
  nazionale  in  cui  sulla  materia  appunto  si  sta  intervenendo,
  stabilendo  una matrice di correlazione con un dibattito  piuttosto
  vivo  e accesso tra i diversi Dipartimenti della Regione, però ecco
  su  tutto  questo stiamo anche mettendo chiarezza per far  lavorare
  l'Arpa  al  meglio perché avere un'agenzia regionale di  protezione
  ambientale  che  funziona  bene ovviamente  fa  bene  non  soltanto
  all'agenzia ma fa bene a tutti.
   Abbiamo avuto tutti modo di apprezzare quelle che sono le attività
  svolte  considerato  anche il periodo in cui  questi  provvedimenti
  normativi sono stati presi, che hanno portato l'Agenzia ad  operare
  molte  volte  in  situazione di esercizio  provvisorio  se  non  di
  gestione  provvisoria. Gli sforzi che sono stati fatti sono  tanti,
  ciò non toglie la legittimità dei quesiti e le risposte che fornirò
  all'Assemblea regionale ai deputati per iscritto.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Schillaci  per  dichiararsi
  soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   SCHILLACI.  Grazie, Presidente, non sono soddisfatta e dico  anche
  il  perché:  non sono soddisfatta, intanto, per quanto  attiene  la
  pubblicità, quindi la violazione del decreto legislativo n. 33  del
  2013,  perché in un intero anno, il 2023, non sono pubblicate tutte
  le  consulenze e gli incarichi, probabilmente lei si  riferisce  al
  2024 e non al 2023, dopodiché  - mi scusi Assessore - ma la mission
  dell'Arpa, l'Agenzia regionale per il territorio e l'ambiente,  per
  la  tutela dell'ambiente, quindi la mission principale deve  essere
  quella  del  monitoraggio dell'ambiente, del  suolo,  delle  acque,
  delle  radiazioni,  non  certo  la  partecipazione  a  sagre  -  le
  chiamerei  io  -  così  come, ad esempio,  il  presepe  vivente  di
  Partanna    Mondello,    12.000   euro;   la    partecipazione    a
  Earth Technology Expo,  per cui è stata stanziata la somma di 4.800
  euro;  ancora  Naxos Street Food Festival, somma  di  12.000  euro;
  Scruscio Note di Sicilia, una manifestazione di carattere musicale,
  altri 12.000 euro e potrei continuare ancora così.
   Noi  abbiamo  dei Dipartimenti che si occupano di questo  tipo  di
  attività,  non  certo  l'Arpa, e vediamo  l'intero  territorio  con
  sversamento  di  rifiuti,  di acque reflue  non  adeguate,  abbiamo
  l'inquinamento  di  falde acquifere, abbiamo  l'inquinamento  e  lo
  sversamento nei mari.
   Credo che Arpa si dovrebbe occupare principalmente di tutto questo
  e  non  di  partecipazioni, seppur di cifre inferiori ma sommandole
  sono tante cifre e, comunque, sono cifre dei cittadini siciliani.
   Dopodiché,  continuo  a dire che le segnalazioni  pervenute  anche
  sull'anomalia  degli  incarichi dirigenziali dove,  messo  nero  su
  bianco  dal  Regolamento di Arpa, si parla che bisogna dare  questi
  incarichi di livello dirigenziale seguendo delle regole ben precise
  e  si  tratta di concorsi pubblici, di selezione pubblica e non  di
  affidi  diretti,  come  è  avvenuto in qualche  caso,  seguendo  il
  contratto  collettivo  nazionale del  lavoro,  che  è  il  comparto
  sanitario,  quindi prevede delle regole ben precise  che  non  sono
  state eseguite per quanto afferisce ad Arpa ma, vede, su questo  ci
  sono  altri  enti  e altre istituzioni che si stanno  occupando  di
  Arpa.
   In questo momento Arpa ha la Guardia di Finanza al suo interno che
  sta facendo delle verifiche dettagliate mandate proprio dalla Corte
  dei  Conti,  perché la Corte dei Conti ha messo nero su bianco  che
  Arpa  ha  ricevuto 29 milioni di euro del Fondo sanitario regionale
  che  avrebbero  dovuto  prevedere  -  come  ha  ben  detto  lei   -
  l'assoggettamento di questo utilizzo di risorse proprio per i Lea.
   Veda,  anche  il  Collegio dei revisori aveva già individuato  nel
  2023  delle  anomalie di gestione perché non era stato adottato  il
  budget  come metodo gestionale, così come la contabilità  analitica
  gestionale che prevede un resoconto analitico di quelli che sono  i
  costi  e  i  ricavi, proprio per il raggiungimento  di  determinati
  obiettivi e l'ha messo il Collegio dei revisori nero su bianco.
   Quindi,  Assessore, non la prenderei così alla leggera per  quanto
  attiene  Arpa perché, come ha detto lei, è un'agenzia  di  assoluta
  importanza,  perché significa parlare della salute  dei  cittadini,
  della   qualità  dell'ambiente,  del  suolo,  delle  acque:  invito
  l'Assessore  a fare delle verifiche più puntuali, anche  perché  il
  territorio e ambiente ha una vigilanza diretta su questo organismo.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Schillaci,  che  si  dichiara  non
  soddisfatta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 964 «Chiarimenti in  merito  alle
  modalità   di   notificazione  adottate  dal  Servizio  Ispettorato
  Ripartimentale  delle  Foreste di Palermo  per  la  consegna  della
  richiesta  di  recupero degli arretrati contrattuali ai  lavoratori
  forestali  del Servizio Antincendio dell'ex Provincia regionale  di
  Palermo.",  a  firma  degli  onorevoli  La  Vardera  ed  altri  che
  trasformiamo  con richiesta di risposta scritta. Grazie,  onorevole
  La Vardera.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1009 «Chiarimenti in merito  alla
  pericolosità, delle scie chimiche emesse dagli scarichi degli aerei
  in  volo non meglio identificati», a firma dell'onorevole Figuccia,
  che trasformiamo anch'essa con richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 1032 «Iniziative urgenti al fine di
  risolvere   le   gravi  problematiche  inerenti   alla   situazione
  finanziaria  dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente
  (ARPA)»,   a  firma  degli  onorevoli  La  Vardera  ed  altri   che
  trasformiamo anche questa con richiesta di risposta scritta.
   Abbiamo  concluso  la  Rubrica degli atti  ispettivi   Ambiente  e
  territorio'. Ringrazio l'Assessore.
   Si  erano  iscritti  a  parlare, ex  articolo  83  l'onorevole  La
  Vardera...

   CHINNICI. C'era l'interpellanza n. 102

   PRESIDENTE.   Onorevole   Chinnici,  l'abbiamo   trasformata   con
  richiesta  di risposta scritta perché non era in Aula,  era  uscita
  forse un attimo fuori.

   CHINNICI. Mi ero allontanata un attimo.

   PRESIDENTE.   L'abbiamo  trasformata  in  richiesta  di   risposta
  scritta,  onorevole Chinnici, io l'ho chiamata, è  successo  almeno
  mezz'oretta  fa, però dico, l'abbiamo trasformata in  richiesta  di
  risposta  scritta,  ne  riceverà il testo scritto  della  risposta,
  comunque,  non  l'abbiamo fatta decadere, l'abbiamo trasformata  in
  richiesta di risposta scritta.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

    LA VARDERA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  deputati  di
  maggioranza che non ci sono, Governo che ovviamente è rappresentato
  da   un  Assessore,  non  posso  in  quest'Aula  non  trattare  una
  necessità, un bisogno, una problematica, Presidente se lei  mi  può
  dare  una  mano,  devo  fare un trasloco, devo  trasferire  qualche
  pianta,  la pasta al forno, delle fave a casa mia al mare,  se  c'è
  un'auto  blu  a disposizione, insomma dell'Assemblea, potrei  anche
  eventualmente  utilizzarla,  perché ho  necessità  di  fare  questo
  trasporto  e  anzi  uno sbarazzo, trasloco, trasporto  e  sbarazzo,
  perché onestamente, insomma, ho necessità, ho bisogno, quindi se mi
  date  una  mano,  a  parte lo scherzo, c'è poco  da  scherzare,  la
  situazione è tragicomica
   Quello che ha coinvolto in questi giorni, in queste ore, in queste
  ultime  ore  l'ex  Presidente del Parlamento  siciliano  Gianfranco
  Micciché,  è  surreale, è surreale perché è lesivo del rispetto  di
  questa  Istituzione.  Io mi sono sentito offeso  come  deputato  di
  questa Regione siciliana. Mi sono sentito offeso e vilipeso  da  un
  soggetto che si permetteva di utilizzare un bene pubblico, un  bene
  dei  cittadini,  un  bene  di  tutti  noi  come  se  fosse  il  suo
  scendiletto.  Lui e l'autista compreso. Davanti a  cose  di  questo
  tipo  rivendico quello che ho detto un anno fa. Più volte  mi  sono
  rivolto  al Presidente del Parlamento chiedendo gli un sussulto  di
  dignità. E ho detto: come il presidente Micciché si è fatto  questa
  norma ad personam prima di andare via dal Parlamento e quindi della
  serie  Se non dovessi essere rieletto Presidente ma deputato voglio
  avere  l'auto blu , io ho detto al presidente Galvagno   Presidente
  Galvagno, anche lei attraverso un DPA può cambiare queste cose .
   Allora,  stamattina ho letto le interviste del presidente Galvagno
  che  dice  Io non l'avrò . Bravo presidente Galvagno, sono contento
  per  lei, ma lei deve immediatamente dare atto e seguito, alla luce
  di  quello  che  sta succedendo con le risultanze ovviamente  della
  Magistratura  che rispettiamo e di cui attendiamo  i  risvolti,  ma
  quello  che  viene fuori è drammatico, poi ci chiediamo  perché  la
  gente  non  va  a votare e perché quando andiamo per  strada  quasi
  quasi ci dà degli epiteti infelici. Hanno ragione.
   E  quindi  quello  che chiedo - e lo dico da questi  banchi,  l'ho
  fatto   già   pubblicamente  -  è  che   il   presidente   Galvagno
  immediatamente   riformuli  questo  inutile  privilegio   togliendo
  immediatamente l'auto blu al presidente Micciché, a quello che  era
  il  presidente Micciché. E non possiamo rimanere a guardare, a  far
  sì  che  in  questa intera seduta d'Aula non si parlasse di  questa
  questione, non possiamo girarci dall'altra parte, c'è una questione
  di  moralizzazione  della  politica che non  può  essere  argomento
  ultimo di una disquisizione morale.
   Io  apprezzo le sue parole, Vicepresidente, perché lei è  uno  dei
  pochi  che  ha deciso legittimamente di non utilizzare  l'auto  blu
  nonostante  sia  nel suo diritto. Io qui non sono  sull'utilizzo  o
  meno  dell'auto blu, perché per fini istituzionali  ben  venga  chi
  utilizza  l'auto blu, ma non per farsi i trasporti, i  traslochi  e
  gli  sbarazzi  a  casa  propria   Non  c'è  scritto  nell'auto  blu
   trasporti  e  sbarazzi   E un auto blu  e  serve  per  la  propria
  funzione   legislativa  o  in  questo  caso  le  proprie   funzioni
  rappresentative  del  Parlamento. Quello che  emerge  fuori  è  uno
  spaccato  di un soggetto che dice anche con degli epiteti  che  non
  posso  ripetere in questo Parlamento, "tanto ce la...".  Ma  stiamo
  scherzando?
   Presidente Micciché, abbia un sussulto di dignità. Io le chiedo da
  questo  pulpito non soltanto di smetterla di utilizzare  quest'auto
  blu,  ma  per  la  sua  faccia e per la  rispettabilità  di  questo
  Parlamento le chiedo di andarsene a casa  Le chiedo di dimettersi
   E  chiedo  al  Presidente,  a questa Presidenza  e  al  presidente
  Galvagno  in  particolare, di avere il  coraggio  non  di  dire  la
  toglierò  a  me stesso, ma che la tolga fin da subito  con  effetto
  immediato, perché mentre stiamo parlando, Micciché può continuare a
  utilizzare  quell'auto, perché ovviamente la Magistratura  si  deve
  fermare.  Ma  perché  aspettare  sempre  la  Magistratura,   perché
  aspettare sempre l'intervento dei magistrati, quando un anno fa  da
  questi  banchi  io e altri colleghi, dopo quello che era  successo,
  avevamo chiesto di togliere questo inutile privilegio?
   E  perdoni il mio tono, Presidente, ma questo è sacrosanto, perché
  ci siamo sentiti, io in particolare e altri deputati che ho sentito
  al  telefono,  offesi  dall'utilizzo della  cosa  pubblica  a  fini
  personali.
   Davanti a tutto questo dobbiamo avere un sussulto di dignità, come
  Parlamento  intero,  nel  dire che  atti  di  questo  tipo  non  ci
  rappresentano,  nel  dire che quella non è la politica  di  cui  ha
  bisogno la nostra Regione
   E  io  qui,  attraverso  questo pulpito, sono  convinto  e  credo,
  attraverso anche una petizione su change.org che ho lanciato e  che
  sta  raggiungendo  dei  numeri importanti di cittadini  che  stanno
  firmando  e sottoscrivendo questa petizione e, dico anche a  questa
  Presidenza  che, se questa cosa non avverrà, sono  anche  pronto  a
  gesti  eclatanti.  Ovviamente, non è una minaccia,  è  un  dato  di
  fatto, una constatazione, cioè se a questa cosa non verrà messa una
  fine, cioè se l'auto blu a Micciché non verrà tolta, sarò una spina
  nel   fianco   e   non  mi  fermerò,  perché  bisogna   ristabilire
  l'equilibrio in un momento in cui la politica, in questi  casi,  ci
  ha  perso  la  faccia.  E io la faccia non ce  la  voglio  perdere.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.

   BURTONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Presidente, proprio in questi giorni l'Istat ha messo  in
  evidenza  alcuni  dati  emersi dal punto di vista  economico  nella
  nostra comunità. Finalmente l'Italia supera i momenti di crisi  del
  2008   e   del   2013,  crisi  finanziarie  pesanti,   e   incrocia
  positivamente alcune economie anche dell'Europa.
   Questi  dati  che appaiono confortanti, non lo sono per  tutto  il
  Paese, però Presidente, perché ancora una volta il Mezzogiorno e la
  Sicilia,  in  modo  particolare, si trovano  in  una  posizione  di
  inferiorità  rispetto all'altra parte della nostra comunità.  Anzi,
  una  parte  dell'area  del  Mezzogiorno  sembra  ancorarsi  più  al
  Mezzogiorno rispetto al Nord della nostra comunità.
   Io  credo che ci sia necessità di una riflessione: dire che i dati
  emersi  sono  determinati da una condizione presente  nella  nostra
  Sicilia,  che  più volte noi abbiamo qui richiamato  all'attenzione
  del  Parlamento  regionale, una Sicilia che  ha  una  grande  crisi
  demografica, una perdita non soltanto nelle aree interne, ma  anche
  in  tante  parti  della  Sicilia,  di  cittadini  che  preferiscono
  spostarsi nel Nord del Paese e alcuni nei Paesi europei.
   C'è  un  altro  dato che è quello rappresentato da una  differenza
  anche di stipendi, di pagamenti, di lavoro rispetto alle altre aree
  della  nostra comunità: un lavoro cosiddetto povero, con condizioni
  differenziate  rispetto  a tutto il resto dell'Italia.  E  pertanto
  questi  dati  fanno emergere una difficoltà obiettiva: innanzitutto
  dover fronteggiare, con questi elementi di difficoltà, una crescita
  anche  dei  prezzi  che  si  sono  avuti  nel  Mezzogiorno,  alcuni
  ingiustificati  quando parliamo di beni di prima necessità.  Questi
  dati, quindi, sono dati su cui dobbiamo tornare.
   La  cosa  che  voglio  aggiungere - e vado verso  la  conclusione,
  Presidente - è che c'è un dato poi che viene fornito dalla Caritas:
  c'è  una  richiesta di aumento del 30 per cento di coloro  i  quali
  hanno  bisogno di essere aiutati e questo è un dato che  deve  fare
  pensare, deve far pensare soprattutto alle modifiche che sono state
  introdotte  da  parte  del  Governo nazionale,  subite  dal  nostro
  Governo regionale senza alcuna reazione e senza alcun intervento di
  supplenza, ed è quello relativo al reddito di cittadinanza.
   Io,  da  sindaco, so che a chiedere questi aiuti sono innanzitutto
  quelli che avevano un paracadute sociale, che era rappresentato  da
  questo aiuto fornito dallo Stato.
   Non è stata una modifica quella che ha voluto il governo Meloni, è
  stato  un  vero  e  proprio taglio pesante  e  portata  avanti  con
  irrazionalità, una fobia quasi ideologica perché bisognava togliere
  questo   provvedimento,  non  tenendo  conto  che  invece  incideva
  positivamente nelle nostre realtà, tanto è vero che anche  le  cose
  che  erano  state  dette per coloro i quali fuori  dal  reddito  di
  cittadinanza  avrebbero dovuto avere un minimo di  assistenza,  non
  sono state fatte.
   Ecco  perché intervengo, Presidente - è presente qui il Governo  -
  credo che dopo questo appuntamento elettorale europeo, se non lo si
  può  fare prima, si debba tornare a discutere di questi temi perché
  è  necessario  dare una risposta, è inaccettabile che  alcuni  enti
  professionali non siano messi nelle condizioni di fare quello che è
  stato  detto,  per  legge, di far fare i corsi a  questi  soggetti,
  poter  dare  un  minimo  di assistenza,  di  aiuto,  un  minimo  di
  paracadute sociale. Dico ciò, Presidente, perché tra poco alcuni di
  noi andranno in Commissione  Antimafia', proprio a Capaci.
   Tra le cose che diceva Falcone c'era proprio che le emarginazioni,
  le  devianze sociali aiutano la mafia a fare reclutamento,  quindi,
  si  tenga  conto anche di questo, della necessità di  incidere,  di
  lavorare  perché  non  dare  protezione  sociale  significa   anche
  compromettere altri ambiti e sono gli ambiti della scolarizzazione.
  Quelli  che  hanno avuto il reddito di cittadinanza,  i  percettori
  hanno  avuto l'obbligo di far frequentare i propri figli a  scuola.
  Tutto ciò non sta più avvenendo e la dispersione scolastica torna a
  salire.
   Mi  permetto quindi di fare questa segnalazione, mi auguro che  il
  Governo  sia  sensibile e che al più presto  si  possa,  in  questo
  Parlamento, discutere di questioni che afferiscono alla  vita  vera
  delle nostre comunità.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   Onorevoli  colleghi,  a  questo punto, se non  ci  sono  ulteriori
  interventi,  in  base  a  quanto  stabilito  dalla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari, rinvio  la  prossima  seduta
  d'Aula a martedì 11 giugno, alle ore 15.00, con l'ordine del giorno
  che verrà inserito successivamente.

                 La seduta è tolta alle ore 17.28 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         X SESSIONE ORDINARIA


                         115a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 11 giugno 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

       -COMUNICAZIONI

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

   Allegato all'ordine del giorno - Interrogazioni e interpellanze
  della
   Rubrica: "Territorio e ambiente"  (v.oltre)