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Resoconto d'Aula della Seduta n. 116 di martedì 18 giugno 2024
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.23

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Come  da nota ed acclusa certificazione  prevenuta  a
  questa Presidenza e protocollata al n. 1269-PRE/2024 dell'11 giugno
  2024,  è stato comunicato che l'on. Cateno De Luca è in malattia  a
  far  data  dal 10 giugno 2024, nota cui ha fatto seguito  ulteriore
  certificazione  medica  protocollata al  n.  1284-PRE/2024  del  12
  giugno 2024.
   Pertanto,   fermo  restando  quanto  prescritto   dalla   relativa
  normativa interna dell'ARS per l'aspetto amministrativo, lo  stesso
  deputato  è  posto  in  congedo  ai  fini  parlamentari,  ai  sensi
  dell'art.  83 del Regolamento interno dell'Assemblea,  a  decorrere
  dalla presente seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


            Precisazioni su programma-calendario dei lavori

   PRESIDENTE. Preciso che il disegno di legge cui faceva riferimento
  il  programma-calendario dei lavori della Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari  dell'11 giugno  2024,  comunicato  nella
  seduta  n.  115 dell'11 giugno 2024, recava il numero   739/A ,  in
  luogo di quello, corretto, di  739/A-Stralcio II .
   Avverto    che    lo   stesso   programma-calendario    è    stato
  conseguentemente  aggiornato  con gli  estremi  esatti  del  citato
  disegno  di  legge, così come riportato nel resoconto  stenografico
  della seduta n. 115 dell'11 giugno 2024.

   L'Assemblea ne prende atto.


          Precisazione su interrogazione parlamentare n. 160

   PRESIDENTE. Avverto che, nella nota di risposta dell'Assessore per
  i  beni culturali e l'identità siciliana all'interrogazione n.  160
  nonché   nella  successiva  nota  integrativa,  le  quali   saranno
  pubblicate  in  allegato al resoconto stenografico  della  presente
  seduta,  viene riportato quale primo firmatario dell'atto ispettivo
  l'onorevole Roberta  Ragusa , in luogo del nominativo corretto, on.
  Roberta  Schillaci .
   L'Assemblea ne prende atto.

   e ambiente"

        Differimento dello svolgimento della programmata Rubrica
                         Territorio e ambiente

   PRESIDENTE.  Comunico che, con riferimento alla rubrica  ispettiva
   Territorio e ambiente  prevista per la seduta di domani 19  giugno
  2024, a seguito della nota (protocollata al n. 3684-ARS/2024 del 12
  giugno  2024)  del  Capo  di Gabinetto dell'On.  Assessore  per  le
  infrastrutture  e  la mobilità, designato per  i  rapporti  tra  il
  Governo  e l'Assemblea regionale, si era trasmesso (con nota  prot.
  n. 16790-DIG/2024 del 17 giugno 2024) l'elenco degli atti ispettivi
  da svolgere nella citata seduta d'Aula.
   Pur  tuttavia, con note pec protocollate ai numeri 16822 e  16823-
  DIG/2024  del  17  giugno 2024, l'Assessore  per  il  territorio  e
  l'ambiente ha rappresentato che giorno 19 giugno p.v. è convocato a
  Roma  dal  Sottosegretario  di Stato al Ministero  dell'Ambiente  e
  della  sicurezza energetica per una riunione relativa agli  incendi
  boschivi nella Regione siciliana.
   Ciò premesso, lo svolgimento della programmata rubrica ispettiva è
  differita ad altra data.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della Rubrica
                "Famiglia, politiche sociali e lavoro"

   PRESIDENTE.  Si passa al punto II dell'ordine del giorno  recante:
  Svolgimento   di  interrogazioni  e  interpellanze  della   rubrica
  "Famiglia, politiche sociali e lavoro".
   Si  passa all'interrogazione n. 860 "Chiarimenti ed iniziative per
  scongiurare la chiusura dell'I.P.A.B. "Salvatore Bellia - S.  Luigi
  Gonzaga  -  Costanzo Cuore" di Paternò a prima firma dell'onorevole
  Saverino ed altri.
   L'onorevole non è in Aula. Ci sono però i colleghi del PD.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente  si
  richiama  la normativa regionale in materia di istituzione pubblica
  e di assistenza e beneficenza.
   Il  decreto  legislativo  4 maggio 2001,  n.  207,  "Riordino  del
  sistema  delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza  a
  norma  dell'articolo 10 della legge 8 novembre 2000, n.  328",  con
  cui   lo  Stato  ha  disposto  una  nuova  disciplina  delle  IPAB,
  trasformate  e  riordinate in aziende pubbliche  di  servizio  alla
  persona o in persone giuridiche di diritto privato, in Sicilia  non
  ha  avuto  ancora alcuna attuazione pur essendovi alcune iniziative
  legislative in corso depositate in Assemblea.
   Mentre  a  livello  nazionale, il Legislatore  è  intervenuto  sul
  riordino del settore con il citato decreto legislativo, in  Sicilia
  è tuttora contenuta nella legge 17 luglio 1890 n. 6972 - cosiddetta
  legge  Crispi - e nel regolamento di attuazione approvato con Regio
  decreto  il 5 febbraio 1981, n. 99, tutt'ora vigenti e nella  legge
  regionale  9  maggio  1986, n. 22 "Riordino  dei  servizi  e  delle
  attività  socio  assistenziali  in  Sicilia".  Pertanto,  le  IPAB,
  presenti  sul territorio della Regione siciliana, sono  attualmente
  riconosciute   come  enti  pubblici,  non  economici,   dotati   di
  personalità  giuridica  di diritto pubblico, autonomia  statutaria,
  patrimoniale, gestionale, finanziaria ed amministrativa.
   Ciò  premesso,  i più recenti disegni di leggi di  riordino  delle
  IPAB  presentati,  non  hanno avuto ancora il  seguito  legislativo
  previsto,  ciò  in quanto gli interventi di riforma  proposti  sono
  stati  sempre  riferiti alla totalità degli  enti  che  presentando
  differenti   caratteristiche  ed  esigenze  di   tipo   gestionale,
  finanziario  e  strategico,  hanno  reso  difficile  una  soluzione
  univoca soprattutto dal punto di vista finanziario e funzionale.
   Lo  stato  di  crisi delle IPAB è ormai storicizzato,  il  mancato
  intervento  legislativo e il protrarsi dell'inerzia  a  non  volere
  dichiarare la liquidazione delle stesse è stato un rimedio peggiore
  della  dichiarazione di estinzione. Infatti nel tempo,  nell'ultimo
  ventennio,  è aumentato esponenzialmente in modo incontrollato,  il
  debito  della suddetta istituzione nei confronti di terzi, compresi
  i  lavoratori per mancata corresponsione delle retribuzioni e  cosa
  ancora   più   grave  per  il  mancato  versamento  dei  contributi
  previdenziali presso l'INPS che ammonta a diversi milioni di euro.
   La  mancanza  di  interventi  nelle strutture  negli  immobili  di
  proprietà  ha  inoltre creato un depauperamento  del  valore  degli
  immobili e un aumento della spesa degli interventi, in alcuni  casi
  oggetto  di  ordinanze  sindacali  per  pubblica  incolumità.   Gli
  interventi a soccorso, nei pochissimi casi in cui ci sono stati due
  casi  in  provincia di Trapani in provincia di Catania, sono  stati
  oggetto  di  critica  politica  e  di  malcontento  da  parte   dei
  dipendenti   delle  altre  IPAB  che  non  percepiscono  stipendio,
  facendosi  rilevare una disparità di trattamento  e  un  privilegio
  solo per alcuni.
   Al  di  là dei commenti più o meno condivisibili c'è uno stato  di
  bisogno che riguarda una platea di dipendenti, interventi sporadici
  che non sono utili a rilanciare la struttura costituiscono semplici
  sovvenzioni  destinate  ad  esaurirsi  in  un  arco  temporale  già
  passato.
   Gran  parte  delle IPAB sono in uno stato di crisi  tale  per  cui
  l'intervento  economico  non consente un rilancio  delle  strutture
  attraverso   la  ricostituzione  di  un  equilibrio  di   bilancio,
  trattandosi  di  crisi strutturale, in altre  parole  non  sono  in
  condizione  di  stare  sul mercato e di sostenere  la  legge  della
  domanda e dell'offerta in un equilibrio economico.
   A  nulla  sono  valsi gli interventi finanziari che ogni  anno  il
  legislatore  dispone  ai  sensi della  legge  regionale  numero  71
  dell'82,  il  legislatore  è libero di potersi  determinare  in  un
  contributo  ad  hoc,  non è certo compito di un Assessore  proporre
  interventi per un singolo ente.
   Andando  più  semplicemente all'oggetto  dell'atto  ispettivo,  la
  dichiarazione  dello  stato  di crisi  disposto  con  delibera  del
  Commissario,  peraltro sospesa sine die, è una  valutazione  e  una
  responsabilità  che  il  commissario,  per  quanto   accennato   in
  premessa,  assume in proprio. Le IPAB infatti godono  di  autonomia
  finanziaria, decisionale e patrimoniale.
   Fatte  queste premesse, l'interrogazione mi permette di  informare
  quest'Aula  dello  stato di crisi irreversibile  in  cui  versa  la
  stragrande maggioranza delle IPAB e anticipo le iniziative in campo
  per affrontare l'emergenza.
   Non  è  più  il  tempo  di  tergiversare né  di  pensare  che  una
  fantomatica  riforma  vagheggiata da tutti i governi  che  si  sono
  succeduti  nel  tempo  possa  essere  la  soluzione  per  tutte  le
  istituzioni.  Occorre prendere coscienza dello stato attuale  delle
  IPAB   siciliane,  delle  loro  capacità  finanziarie,  delle  loro
  capacità  di  erogare  servizi a fronte di una offerta  concorrente
  meno  gravosa  economicamente  per gli  utenti  rispetto  a  quella
  offerta delle IPAB.
   Al  riguardo  basta fare una semplice riflessione.  Le  opere  pie
  antesignane  delle  contemporanee IPAB  dovevano  infatti  la  loro
  creazione alla pietas, alla caritas di genesi umana che, attraverso
  lasciti   testamentari  e  donazioni  da  parte  dei   benefattori,
  erogavano i servizi oggi delle IPAB.
   Oggi,  con il proliferare degli enti del terzo settore che  godono
  di  vantaggi anche fiscali l'offerta del privato è pari e  a  volte
  migliore, anche se tante volte purtroppo elusiva delle norme  della
  legge  di quelle offerte dalle IPAB i cui costi di gestione proprio
  perché  sono  grandi  strutture,  sono  enormi  e  non  sostenibili
  rispetto   alla   domanda   dei   servizi.   Pertanto,   ormai    è
  improcrastinabile  che questi enti provvedono al  ripianamento  dei
  debiti  con risorse proprie vendendo il patrimonio che non  produce
  rendita,  procedono  alla  fusione ove possibile  per  contenere  i
  costi, liberare risorse per pagare i debiti e in ultimo, se ciò non
  fosse sufficiente, procedere alla liquidazione.
   Pensare  di provvedere con interventi straordinari per risanare  i
  debiti e costruirne di nuovi è un percorso battuto da decenni i cui
  i risultati si sono rivelati fallimentari e sono sotto gli occhi di
  tutti.
   Si  ritiene  pertanto  strategico e  prioritario  intervenire  con
  mirati  interventi  normativi chirurgici a  modifica  dal  contesto
  normativo  esistente, privilegiando in prima battuta le IPAB  sulle
  quali insistono gravi problematiche di tipo gestionale, finanziario
  che  non svolgono più la loro missione istituzionale e che  per  lo
  più coincidono con quegli enti che nel tempo sono stati interessati
  dagli effetti della sentenza n. 135/2020 della Corte Costituzionale
  che  come  è noto aveva riconosciuto l'illegittimità costituzionale
  dell'articolo   34,  comma  2  della  legge  regionale   2286   che
  disciplinava il processo di estinzione delle IPAB.
   Tale procedura infatti prevedeva che il personale, le passività ad
  esso connesso, in casi di crisi irreversibile e relativa insolvenza
  degli  enti,  passassero  direttamente al  Comune  territorialmente
  competente  generando incondizionatamente un  rischio  di  dissesto
  finanziario per i Comuni.
   Giova sottolineare che la Corte Costituzionale con la sentenza  in
  parola aveva evidenziato l'obbligo per il legislatore regionale  di
  provvedere alla complessiva risoluzione del problema delle IPAB  in
  dissesto.
   Un  intervento  normativo in tale direzione  è  in  itinere  e  si
  ritiene  possa  rappresentare  un  freno  ai  numerosi  e  continui
  contenziosi promossi dal personale e dai fornitori delle  IPAB  nei
  confronti della Regione che hanno comportato e comportano  continue
  procedure  esecutive  per  le  quali è  evidente  il  tentativo  di
  coinvolgere  direttamente in solido anche la Regione  per  una  sua
  presunta  responsabilità quale organo di vigilanza  generando,  per
  quanto  contestabile,  un  debito fuori  bilancio  a  carico  della
  Regione.
   La  proposta normativa inoltre intende contenere il depauperamento
  del  patrimonio immobiliare delle IPAB, in alcuni casi di  notevole
  pregio,  minacciato dalle procedure esecutive in corso  su  istanza
  dei creditori senza alcun controllo da parte della Regione che come
  destinatarie  ha  le  IPAB  che risultano con  attività  totalmente
  parzialmente  sospesa, per le quali è evidente  l'impossibilità  di
  conseguire  lo scopo statutario o per le quali manifesta  la  grave
  situazione  economica  e finanziaria. Contiene  anche  le  modalità
  d'impiego  del  personale assunto a tempo indeterminato  presso  le
  suddette  istituzioni che, a seguito della liquidazione, confluisce
  in  un elenco ad esaurimento, dal quale potranno attingere gli enti
  locali,  i  distretti socio assistenziali, le Asp gli enti  di  cui
  all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n.  10,  anche
  per   mobilità,  e  gli  enti  e  le  associazioni   che   ricevono
  finanziamenti  dalla Regione per la realizzazione  di  progetti  in
  ambito socio sanitari che la Regione finanzierà con una quota parte
  dello stanziamento di cui alla legge regionale n. 71 del 1982.
   In  ogni caso, il decreto legge non è in contrasto con una  futura
  riforma ma faciliterebbe un riordino complessivo perché taglierebbe
  i  remi  secchi,  gli enti in dissesto che sono la  causa  ostativa
  all'adozione di una riforma organica del settore.

   PRESIDENTE. Assessore Albano, grazie per l'esaustiva risposta.
   Le  chiedo, però, prima di dare la parola all'onorevole  Saverino,
  se  è  possibile,  per  le prossime risposte,  essere  un  po'  più
  sintetica, magari facendo una brevissima introduzione e poi  andare
  subito alla risposta perché altrimenti, anche per i colleghi  viene
  difficile pure seguire un po' tutta la risposta orale.
   Ha  facoltà  di  intervenire l'onorevole Saverino per  dichiararsi
  soddisfatta o meno della risposta.

   SAVERINO.   Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore   Albano,
  innanzitutto grazie per la sua risposta, naturalmente io  comprendo
  anche  la  situazione debitoria importante che ha l'IPAB  Salvatore
  Bellia di Paternò.
   Ciò  non  toglie  che da diversi anni ospita  42  persone,  ha  10
  dipendenti  vincitori  di  concorso e  16  figure  professionali  a
  contratto  che,  nonostante non ricevessero in  questo  periodo  lo
  stipendio  ormai da diversi mesi, hanno continuato  a  prestare  la
  propria  attività lavorativa e l'assistenza agli ospiti, garantendo
  comunque sempre un servizio ed anche lo svolgimento di una funzione
  sociale importante per tutto il territorio di Paternò e non solo.
   Quindi,  comprendo le difficoltà che ci sono, e ho visto  che  c'è
  anche  una  difficoltà  a portare avanti una  riforma,  per  quanto
  riguarda le IPAB.
   Però,  è  anche vero che comporterà per tutti i lavoratori  grosse
  difficoltà,  non  solo perché tutti i dipendenti di  ruolo  saranno
  costretti  a essere messi in mobilità ma molti - quelli a contratto
  -  cesseranno  definitivamente anche il  proprio  lavoro,  il  loro
  rapporto di lavoro. E non solo.
   I  42  ospiti  dovranno  anche  cercare  altre  soluzioni  se  non
  addirittura  tornare a casa, lasciando scoperto  un  territorio  su
  interventi che sono poi fondamentali nella vita di tutti  i  giorni
  per le persone.
   Si era chiesta anche la possibilità di istituire un tavolo tecnico
  per mettere a confronto tutti gli organi competenti per cercare  di
  trovare una soluzione sulla questione in oggetto e quindi anche per
  capire  quali progetti potevano essere finalizzati per il  rilancio
  dell'IPAB stesso.
   Però, appunto, mi rendo conto che forse la situazione debitoria ha
  creato  una impossibilità di portare avanti questo ma, a quanto  ho
  compreso  oggi,  è  generalizzato  un  po'  tutta  all'IPAB  questa
  situazione.
   Credo  che, comunque, la Regione ne debba prendere atto,  e  debba
  anche  considerare se questa è la strada giusta  per  risolvere  il
  problema,  e se risolvere le situazioni debitorie delle varie  IPAB
  potrebbe  essere anche una gestione più oculata e  -  nello  stesso
  tempo - dare dei servizi ai territori.
   Quindi, Assessore, lei naturalmente ha dato una risposta completa,
  e non posso che condividerla.
   Naturalmente,  la speranza è sempre che si possano  trovare  altre
  soluzioni piuttosto che la chiusura per cercare di non togliere  un
  altro servizio - quel po' che rimane anche di assistenza sociale  e
  anche sanitaria nei confronti di alcuni territori che sono forse un
  po' meno considerati
   Mi dichiaro parzialmente soddisfatta.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 866  "Chiarimenti  in
  merito alla risoluzione dei problemi tecnici del portale SILAV",  a
  firma dell'onorevole Catanzaro ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Allora, per fare una sintesi premetto che, intanto, a tutte
  queste  interrogazioni è stata già inviata, a suo tempo, l'anticipo
  scritto  della  risposta, quindi evito di fare  la  citazione,  per
  essere più ristretta possibile, delle norme.
   In  ordine  ai  problemi tecnici rilevati, essi  sono  determinati
  dalla  complessità dei sistemi di cooperazione applicativa  e  alla
  difficoltà  di interscambio tra la Regione siciliana, il  Ministero
  del  Lavoro,  l'INPS e ANPAL, che a causa dei continui e  necessari
  aggiornamenti  e  adeguamenti  dei  predetti  sistemi  informativi,
  finalizzati  alla  gestione delle varie misure  introdotte  con  il
  decreto  legge n. 85 del 2023, e destinate agli ex beneficiari  del
  reddito  di  cittadinanza, e all'elevato numero di  utenze  che  la
  Regione siciliana si trova a gestire, si rappresenta che, attesa la
  prossima  scadenza  contrattuale con Rt e  T  s.p.a.  group,  si  è
  provveduto,  con determina del dirigente generale del  Dipartimento
  lavoro,  ad  affidare la gestione, conduzione e assistenza  tecnica
  del sistema informativo del lavoro, alla società "Sicilia Digitale"
  per un periodo di 36 mesi.
   Nelle  more,  è  stata simulata una proroga tecnica con  l'attuale
  gestore,  dopo  il  quale  il servizio verrà  affidato  a  "Sicilia
  Digitale".

   PRESIDENTE.   Grazie,  Assessore.   Ha  facoltà   di   intervenire
  l'onorevole  Catanzaro  per dichiararsi soddisfatto  o  meno  della
  risposta.

   CATANZARO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione 871 "Notizie  in  merito
  allo  stato di attuazione dell'articolo 7 della legge regionale  31
  luglio   2003   n.  10  "Concorso  alle  spese  per   le   adozioni
  internazionali"  a  firma dell'onorevole Venezia  ed  altri.  Prego
  Assessore,  anche  qui, se riuscisse a fare una sintesi,  le  sarei
  grato.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Allora, non citando tutto il pregresso fino  al  2020,  il
  tema  posto con l'atto ispettivo del rifinanziamento del  fondo  di
  cui  all'articolo 7 della legge regionale n. 10  del  2003  per  il
  contributo  alle  spese sostenute da coloro che intendono  adottare
  minori  con  procedure di adozione internazionale, è all'attenzione
  dell'Assessorato Famiglia.
   I  signori  deputati interroganti hanno opportunamente evidenziato
  che  la diminuzione significativa delle adozioni internazionali può
  essere   ricollegata   alle   gravi  situazioni   di   crisi,   sia
  epidemiologiche che belliche, che hanno colpito appunto la comunità
  internazionale a partire dal 2019.
   È  opportuno  segnalare  che, comunque, dalle  medesime  fonti  di
  informazione utilizzate dei signori deputati interroganti,  risulta
  un  calo  generalizzato delle adozioni internazionali che coinvolge
  tutte  le  Regioni  italiane, con un trend  in  costante  e  rapida
  discesa  negli ultimi cinque anni, salve una lieve e  non  duratura
  ripresa che si è rilevata nel secondo semestre del 2022.
   Può  essere  utile  evidenziare che gli stessi dati  dell'Istituto
  degli    Innocenti,   relativa   alla   distribuzione   percentuale
  dell'adozione internazionale distribuiti per Regione, devono essere
  opportunamente  interpretati.  Il  significato  di   questi   dati,
  infatti, può risultare parzialmente diverso alla luce di altri dati
  statistici   di  carattere  generale,  che  ovviamente   non   sono
  utilizzati dal CAI.
   In    particolare,   si   potrebbero   individuare   significative
  correlazioni  con  i  dati  statistici generali  per  cogliere  con
  maggiore  evidenza  il  significato dei dati  utilizzati.  Lasciamo
  perdere queste comparazioni...
   Il contributo delle spese sostenute per l'adozione internazionale,
  in  base  al decreto n. 90 del 2018, è stato definito nella  misura
  massima  di 5.000 euro per le famiglie con ISEE inferiore a  35.000
  euro  per  gli anni 2013-2018, e comunque nei limiti delle  risorse
  disponibili in base al bilancio della Regione.
   Premesso  quanto  sopra,  ovviamente si  condivide  l'esigenza  di
  sostenere  nei  limiti di competenza, fatto salvo il  principio  di
  gratuità  dell'adozione  di cui alla legge  1184  /1983,  l'impegno
  della scrivente non può andare oltre i limiti dettati dalle vigenti
  leggi   di   bilancio   di  stabilità  finanziarie   e   si   deve,
  necessariamente,  risolvere nella proposta di  rifinanziamento  del
  capitolo  di  bilancio  relativo all'articolo  7,  legge  regionale
  numero 10 del 2003.
   Sarà  competenza dell'Ars implementare il capitolo con le  risorse
  adeguate  al  fabbisogno individuato sulla base  dei  provvedimenti
  giudiziari  di adozione e per gli anni per i quali non  sono  stati
  erogati contributi. Il mio impegno è quello di proporre in sede  di
  bilancio di previsione un congruo stanziamento anche se i dati  che
  emergono   in  Sicilia  nell'ultimo  quinquennio  non  sono   molto
  confortanti.  Penso  anche,  al  di  là  del  fatto  economico,  la
  diminuzione  della  domanda è dovuta sia alla lungaggine  dell'iter
  burocratico e da una cultura inversa rispetto al dettato normativo:
  dare una famiglia al minore e non viceversa.
   La  normativa in materia intende tutelare il minore, non garantire
  un  figlio  alle  coppie che non lo hanno. Il compito  del  Governo
  regionale  in  tale  direzione è di abbattere  quegli  ostacoli  di
  carattere economico-sociale e culturale che costituiscono un limite
  all'applicazione   della   legge.  Tale  argomento   sarà   portato
  all'attenzione  dell'Osservatorio regionale della famiglia  che  ho
  recentemente costituito.

   PRESIDENTE. Onorevole Venezia come si dichiara?

   VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore  Albano.
  Nel  2003  la  Regione  siciliana si è  dotata  di  una  legge  per
  sostenere le adozioni internazionali, esattamente la legge  10  del
  31  luglio 2003. Questa norma è stata attuata fino al 2019 e, dagli
  anni  successivi, diciamo la Regione non ha più inserito le risorse
  nell'apposito capitolo di spesa e non ha più emanato  nessun  bando
  per  sostenere  diciamo  le famiglie che scelgono  l'adozione.  Nel
  frattempo,  c'è stato il Covid-19 che ha influito, inevitabilmente,
  diciamo sul blocco delle adozioni.
   La  crisi  determinata dalla pandemia, e i risultati dai dati  che
  sono  stati  pubblicati dalla Commissione Adozioni  internazionali,
  vedono la Sicilia come una delle regioni con un calo che supera  il
  30%. Nel 2019, ci sono state solo 50 adozioni per 34 coppie.
   Noi,  al  di  là  della risposta diciamo di  rito  da  parte  sua,
  Assessore,  che mette in evidenza il quadro attuale,  chiediamo  un
  impegno. Chiediamo che nelle prossime variazioni di bilancio  venga
  ripristinato  il capitolo relativo ai contributi per  le  adozioni,
  parliamo  non di milioni di euro, ma parliamo di qualche decina  di
  migliaia di euro rispetto ai dati in nostro possesso e, come  dire,
  torniamo  ad  attuare una norma importante che in un  momento  come
  questo  può servire a sensibilizzare e a sostenere quelle  famiglie
  che scelgono, appunto, l'adozione.
   È   un   impegno,  assessore,  che  noi  le  chiediamo,  e   siamo
  parzialmente  soddisfatti dalla sua risposta, saremo  assolutamente
  soddisfatti  quando vedremo nelle prossime imminenti variazioni  di
  bilancio  che  il capitolo verrà riattivato, e l'Assessorato  della
  famiglia  emanerà  un  bando  per  ripristinare  queste  risorse  e
  assegnarle per le finalità previste dalla legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Venezia, come si dichiara?

   VENEZIA. Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 885 "Chiarimenti ed
  iniziative per creare o implementare servizi educativi per la prima
  infanzia" a prima firma Saverino ed altri.
   Prego, Assessore.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  In  merito  alle  iniziative  intraprese  dall'Assessorato
  Famiglia, politiche sociali e lavoro, che si elencano di seguito  a
  valere sul PO FERS 2014/ 2020 azione 9.3.2 e Fondo Nazionale per la
  famiglia   2010/2012  "Aiuti per sostenere gli  investimenti  nelle
  strutture  di servizi socio-educativi per la prima infanzia",  sono
  state destinate risorse per circa 11 milioni di euro agli enti  del
  terzo   settore per il finanziamento di numero 68 progetti  per  la
  realizzazione  di  asili  nido la cui  attuazione  è   in  fase  di
  definizione.
   Con  l'Azione 9. 3.1 del PO FESR 2014/2020 "Finanziamento  per  la
  realizzazione di asili nido, centri ludici, servizi integrativi per
  la  prima  infanzia, ludoteche e centri diurni per minori, comunità
  socio-educativi", sono stati finanziati complessivamente numero  19
  progetti di cui la metà per asili nido, la cui attuazione è in fase
  di definizione.
   Con  il  Fondo nazionale per le politiche della famiglia -  intesa
  2010/2012  è stato emanato l'Avviso per la richiesta di  aiuti  per
  sostenere  gli  investimenti  nelle  strutture  di  servizi  socio-
  educative  per  la  prima  infanzia rivolto  agli  enti  del  terzo
  settore, per l'importo complessivo di 4 milioni di euro.
   È   in  corso  la  definizione  della  graduatoria  che  vedrà  il
  finanziamento di numero 26 asili nido.
   Con  il  progetto regionale in Sicilia FESR 2021  /27  sono  state
  destinate  ulteriori risorse per il rafforzamento e  qualificazione
  dei servizi socio educativi, asili nido e strutture per l'infanzia,
  per  un  totale  netto complessivi di 38 milioni di euro  destinati
  agli enti locali e al terzo settore.
   Per  l'emanazione relativi agli Avvisi pubblici al fine di evitare
  eventuale sovrapposizione si attende la riprogrammazione  del  PNRR
  considerato  che  il programma destina risorse finanziarie  per  la
  stessa tipologia di servizi.
   Il PO-FESR più 2021/27 prevede l'azione "Interventi per rafforzare
  l'offerta  degli  asili  nido per circa 15 milioni  di  euro.  Tale
  intervento  per  il quale sarà emanato un Avviso  pubblico  prevede
  misure economiche destinate alle famiglie per l'abbattimento  delle
  rette degli asili nido.
   Siamo  in  una  fase  di immediato avvio della programmazione  per
  mettere  a  frutto le risorse che provengono da tutti  i  programmi
  nazionali e comunitari, purtroppo questi strumenti non sempre  sono
  coordinati,  quanto meno a livello temporale,  il  che  spesso  non
  consente  una  vera e propria strategia sinergica anche  in  questo
  ciclo  di  programmazione gli obiettivi di servizio e, quindi,  gli
  asili  nido  che  ne  fanno  parte,  sono  centrali  e  catalizzano
  un'importante quota di risorse.
   Spesso  però queste risorse sono destinate ad interventi in  conto
  capitale,  quindi lavori e nuove realizzazioni di strutture  seppur
  mediante  la  ristrutturazione di edifici esistenti e pertanto  dal
  patrimonio.
   Ma  la  componente  strategica per consentire un  vero  cambio  di
  marcia,   è   accompagnare   questi  interventi   con   altrettante
  significative  dotazioni  finanziarie  che  possano  da  una  parte
  sostenere la gestione di servizi esistenti, dall'altro accompagnare
  l'implementazione  del servizio sia in termini  di  nuova  capacità
  ricettiva che di ampliamento orario al servizio indispensabile  per
  rispondere in maniera efficace alle esigenze delle famiglie,  delle
  mamme lavoratrici.
   Per  questo,  stiamo  lavorando con  gli  uffici  per  individuare
  risorse  anche residuali precedente programmazione per dedicarla  a
  questo scopo.
   Per  quanto riguarda la competenza specifica della mia delega  che
  riguarda nell'ambito dello 0-6, servizi della prima infanzia,  0-3,
  dagli  asili  nido  ai  servizi integrativi, già  nella  precedente
  programmazione  si è avviata una specifica linea di interventi  per
  l'implementazione  dell'offerta  territoriale,  affiancando  quella
  pubblica dei Comuni a quella qualificata del privato sociale presso
  il  quale  le Amministrazioni comunali possono avviare percorsi  di
  accreditamento o acquisto posti con le risorse messe a disposizione
  dal  decreto  legislativo n. 65/2017 ed  dal fondo  di  solidarietà
  nazionale.
   Si tratta di un intervento di aiuti in de minimis proprio a favore
  del privato sociale per l'adeguamento
  delle strutture e la loro iscrizione all'albo regionale.
   Questa  linea ha già avuto una prosecuzione con un avviso  per  il
  quale  è  stata da poco emanata la graduatoria definitiva e prevede
  un nuovo avviso entro l'inizio dell'anno prossimo, ciò a supportare
  quel  principio  di  integrazione ai servizi territoriali  promosso
  dallo  stesso  decreto legislativo 65 del 2017 che  costituisce  la
  componente strategica per un concreto avanzamento all'indicatore di
  presa in carico dei bambini e delle bambine siciliane.
   Per  quanto  riguarda la necessità di adeguamento normativo  delle
  strutture  esistenti,  questa costituirà  un  focus  specifico  nei
  prossimi   avvisi   per  indirizzare  le  iniziative,   soprattutto
  comunali,  a  porre un'attenzione specifica sul tema  che  diverrà,
  pertanto, oggetto di premialità.
   Il  numero ridotto delle istanze presentate a valere sul  PNRR  da
  parte  dei  comuni ha molteplici motivazioni: intanto, il confluire
  di  più programmi e, pertanto, avvisi con la medesima finalità  PO-
  FESR-PSC-PRNN  crea  un inevitabile overbooking dall'offerta.  Poi,
  questa offerta deve essere gestita, quasi nella sua totalità, dalle
  amministrazioni  comunali  che costituiscono  il  90  percento  dei
  beneficiari previsti da tutti questi programmi.
   L'importante  carenza  di personale specializzato  e  dedicato,  a
  fronte  del  progressivo invecchiamento dello  stesso,  con  pianta
  organica  ridotta all'osso, soggetti responsabili spesso a scavalco
  in  varie  amministrazioni comunali, crea una  difficoltà  tecnico-
  amministrativa  che limita moltissimo la capacità  progettuale.  Ma
  certamente,  il  problema  più incidente  è  che  in  tutti  questi
  problemi,  tutti  questi  programmi,  compreso  il  PNRR,  dedicano
  risorse   essenzialmente  alla  realizzazione  di  contenitori   di
  servizio,  quindi, infrastrutture, senza accompagnare tali  risorse
  con  altrettante sulla sostenibilità degli stessi e,  pertanto,  la
  loro gestione.
   La  limitatezza delle risorse che arrivano ai comuni e  dal  fondo
  dipende  da  tutto  questo. Seppur significative  costituiscono  un
  reale  deterrente  per  i comuni che vivono  la  crisi  finanziaria
  attuale.   E'  necessaria un'inversione di tendenza  rispetto  alle
  modalità  di  intervento  che hanno riguardato  tutti  i  piani  di
  finanziamento da due programmazioni.
   Questa  parte che hanno riguardato i servizi per la prima infanzia
  che  sposti  l'attenzione dalla realizzazione alle  strutture  alla
  loro  sostenibilità e che supporti l'ampliamento  del  servizio  ma
  anche  eviti  la  chiusura, il ridimensionamento, dei  servizi  già
  esistenti.  In tale direzione, è mia intenzione portare l'argomento
  in sede Conferenza Stato-Regioni.
   Ho  già  avuto  un  incontro con il Presidente dell'Anci  Sicilia,
  mercoledì 12 giugno, nel quale si è affrontato l'argomento  oggetto
  dell'interrogazione.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Saverino come si dichiara?

   SAVERINO. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi.
   Assessore  Albano,  io  ho ascoltato con molto  interesse  la  sua
  puntuale  risposta  e la ringrazio perché, appunto,  ha  affrontato
  tutti i vari aspetti.
   Lei  sa  bene quanto io tenga, e questo è un argomento a me  molto
  caro, perché quando si tratta di infanzia, più volte, mi sono spesa
  su questo tema.
   E naturalmente non possiamo che considerare che la Sicilia risulta
  tra  le regioni con meno servizi educativi per la prima infanzia  e
  in alcuni casi, purtroppo, mancano del tutto.
   Non  è  un caso che nel Sud noi abbiamo, per quanto riguarda mense
  scolastiche  o tempo pieno, abbiamo il quindici percento  in  meno,
  per  quanto  riguarda  invece  i nidi nel  Meridione,  siamo  dieci
  percento in meno, a differenza invece del Nord dove noi abbiamo più
  ventiquattro percento.
   E  naturalmente  sappiamo bene sia se partiamo  dall'infanzia,  ma
  anche  con  i  ragazzi più grandi, che proprio  la  mancanza  delle
  strutture,  la mancanza del tempo pieno, porta i nostri studenti  a
  ricevere un anno e mezzo di formazione in meno rispetto ai  ragazzi
  del Nord.
   Questo  significa che poi, quando si dovranno affacciare al  mondo
  del lavoro, naturalmente, non riusciranno a essere competitivi come
  i ragazzi del Nord.
   Quindi,  per  noi  è fondamentale che si possa veramente  dare  un
  rilancio  su questo aspetto e ho visto appunto le varie  iniziative
  che  sono state portate avanti, ma lo dico soprattutto perché,  non
  solo  noi   dobbiamo affrontare anche un dato della bassa  natalità
  che  è  un  declino demografico, che è molto importante nel  nostro
  territorio, e non solo, ma a tutto questo, la mancanza di strutture
  e  la mancanza di servizi porta anche la minor partecipazione delle
  donne  al  mondo  del lavoro che naturalmente  è  legata  anche  ai
  carichi  familiari. alla disponibilità di servizi per l'infanzia  e
  la cura e i vari modelli culturali.
   Proprio  dai  dati  ISTAT vediamo che le donne,  proprio  giù,  in
  Sicilia,  quelle nel Meridione, sono coloro che hanno meno  accesso
  al  mondo del lavoro e se ce l'hanno, troppo spesso, sono costrette
  a  fare un part-time e pur avendo anche un elevato titolo di studio
  non  riescono,  proprio  anche  per questo  motivo,  a  raggiungere
  posizioni apicali.
   E  anche per quanto riguarda il PNRR, che lei ha appunto ha detto,
  c'è  stata  la  strategia  che era proprio per  raggiungere  questa
  parità  di genere del 2021/2026 ma di fronte all'80% del Nord  Est,
  l'84,2%  al  Nord  Est,  noi abbiamo un  valore  minimo  invece  di
  progetti presentati del 40% nelle Isole.
   Quindi,  proprio vediamo che, anche da questo punto di vista,  noi
  non riusciamo comunque neanche a tenere la media con il Nord.
   Naturalmente  io ho visto, Assessore, lei in maniera  puntuale  ha
  citato  i  fondi  risalenti  alla Programmazione  2014-2020  oppure
  quella del 2010-2012,  lei ricopre questo ruolo da poco, quindi non
  è responsabile di tutto ciò, però, oggi siamo nel 2024, e riteniamo
  che questi interventi sono veramente fondamentali e necessari oggi,
  ancor  più  di  ieri, e quindi io la prego con la sua  sensibilità,
  visto  che  insomma  più  volte  è stata  vicina  a  queste  nostre
  richieste,  quella di poter intercedere affinché  questi  progetti,
  l'attuazione di questi progetti, che sono sempre in via definitiva,
  invece  si  possano veramente vedere realizzati. E questo  serve  a
  tutti   noi,  serve  alle  famiglie  siciliane,  serve  alle  donne
  siciliane e soprattutto ai nostri bambini.
   Questo è per cercare anche di colmare quel divario che c'è tra  il
  Nord e il Sud, quindi, naturalmente, sono soddisfatta e spero nella
  sensibilità   dell'assessore  Albano  nello   spingere   e   vedere
  finalmente attuate queste iniziative.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole, che si dichiara soddisfatta.
   Si  passa all'interrogazione 915 "Chiarimenti urgenti inerenti  al
  mancato  riconoscimento dello status di vittima della mafia  a  Lia
  Pipitone tragicamente uccisa a Palermo nel 1983", a prima firma  La
  Vardera.
   Prego, assessore.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Presidente, salto tutta la questione normativa riguardante
  le vittime di mafia.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  In  ordine, diciamo, all'oggetto di questa interrogazione,
  sinteticamente,  in  data  23/09/2023 è pervenuta  al  Dipartimento
  della  famiglia, l'istanza di assunzione di Alessio Cordaro,  nella
  qualità di figlio di Rosalia Pipitone, deceduta il 23/09/1983.
   In   uno   all'istanza,  veniva  trasmessa  un'informativa   della
  Prefettura di Palermo indirizzata al Ministero dell'Interno, avente
  per  oggetto  la  legge 302 del 1990, istanza  del  signor  Cordaro
  Alessio, nella quale veniva, altresì, rappresentato che la  signora
  Pipitone  Lia non poteva considerarsi vittima innocente essendo  la
  stessa  obiettivo  dell'evento criminoso, né che avesse  intrapreso
  un'azione di contrasto contro la criminalità organizzata mafiosa ma
  non  riconoscendo di fatto lo status al signor Cordaro  Alessio  di
  orfano di vittima innocente.
   Pertanto,  in  assenza  del riconoscimento ai  sensi  della  legge
  302/90,  da  parte  del Ministero dell'Interno,  per  quanto  sopra
  esplicitato,  il  Dipartimento ha comunicato  il  non  accoglimento
  dell'istanza avanzata dal signor Cordaro.
   Con  nota  del 26/03/24, è stato chiesto dall'Assessorato Famiglia
  alla  Prefettura  di  Palermo se fossero  intervenuti  fatti  nuovi
  rispetto   a   quanto   comunicato  dalla   stessa   al   Ministero
  dell'Interno.
   Con un'altra nota del 26/03/24, è stata chiesto all'Ufficio, prima
  Vittima   del  terrorismo  e  della  criminalità  organizzata   del
  Ministero dell'Interno se l'istanza di riconoscimento avanzata  dal
  signor  Cordaro  Alessio  fosse  stata  esitata  positivamente  con
  l'emanazione  del decreto ministeriale di concessione dei  benefici
  di  cui  alla legge 302/90; ad oggi siamo in attesa di ricevere  la
  comunicazione da parte del Ministero.
   Nel    settembre    scorso,    nel    quarantesimo    anniversario
  dell'assassinio  di  Lia  Pipitone,  l'Assessorato  ha  partecipato
  all'inaugurazione  di  una panchina in memoria  della  donna  e  di
  Rosanna   Lisa   Siciliano,  uccisa  dal  marito  carabiniere,   in
  quell'occasione abbiamo incontrato Alessio Cordaro ed  ho  chiamato
  all'attenzione i miei uffici per valutare il caso nell'ambito della
  nostra competenza.
   E'  evidente  che qualora la Prefettura rilasci la  certificazione
  attestante  lo  status di vittime innocenti di  mafia,  gli  uffici
  potranno attivare in tempi celeri le procedure per l'assunzione. E'
  una  vicenda  molto  delicata al vaglio della  Magistratura,  delle
  Forze dell'Ordine, dove il profilo è molto sottile.
   Ci  auguriamo che si possa dimostrare che Lia Pipitone sia vittima
  incolpevole  e  innocente  di mafia in quanto  soggetto  che  si  è
  ribellata  alla  cultura  mafiosa  della  sua  famiglia  d'origine;
  sarebbe  un  riscatto per lei e  un invito a tutti i familiari  dei
  mafiosi  a  ribellarsi  alla  cultura  criminale,  perché  un'altra
  strada, quella sana,  esiste.
   Onorevole  Presidente, informo sugli ultimi  sviluppi  documentali
  ricevuti nei giorni scorsi rispetto alla risposta già trasmessa con
  nota  del  10  aprile del 2024:  il 20 maggio abbiamo  ricevuto  la
  risposta  da  parte del Ministero, attivata con protocollo  del  26
  marzo  2024,  tengo a precisare che nella richiesta  inoltrata  sia
  alla  Prefettura  che  al  Ministero si  è  inserito  -  su  nostro
  suggerimento  -  la  parte interessata proprio per  consentirle  di
  partecipare   al   procedimento   amministrativo   finalizzata   al
  riconoscimento  dello  status, affinché la  parte  potesse  portare
  nuovi  e maggiori elementi a suffragio della sua richiesta. Con  la
  citata  nota, il Ministero ha confermato diniego. In data 14 giugno
  ultimo scorso gli uffici dell'Assessorato hanno inoltrato una  nota
  con  comunicazione  di  non sussistenza di  nuove  fattispecie  che
  possano   consentire   la   revisione  del  procedimento,   mancato
  accoglimento  della richiesta, come si evince dagli  atti  tutto  è
  stato  composto affinché la parte potesse prendere  parte  in  sede
  giurisdizionale e fare valere le sue ragioni.

   PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, come si dichiara?

   LA  VARDERA.  Grazie Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  qui
  rappresentato  dall'Assessore Albano, io ho ascoltato  attentamente
  la  sua  analisi e ho chiaramente compreso che da parte vostra,  da
  parte  del  suo  Assessorato sono state poste in  essere  tutte  le
  opportune  valutazioni affinché potesse giungersi  compiutamente  e
  positivamente  a una situazione che onestamente - lei bene ha detto
  -  grida giustizia, perché lo ricordo, l'ha ricordato anche lei, di
  Lia Pipitone, della sua storia, dovremmo essere tutti orgogliosi  e
  siamo tutti orgogliosi perché ha dato la possibilità in un contesto
  assai  complicato di vivere e confermando che è possibile, un'altra
  Sicilia è possibile, la parte più bella della Sicilia.
   Ebbene, io comprendo che lei, giustamente, fa riferimento  a  note
  del  Ministero, a note di carta bollata, protocolli, leggi e  tutto
  quello  che può essere sicuramente conseguenziale a quella  che  la
  legge  ci  dice  che  possiamo fare. Però,  io  credo  che  Alessio
  Cordaro,  che  conduce una battaglia di dignità, una  battaglia  di
  resistenza,  preveda che cosa? Preveda che se il  Governo  pone  in
  essere  tutte le condizioni perché è d'accordo, perché lei bene  ha
  detto  che noi siamo d'accordo e vogliamo, vorremmo tanto  assumere
  Alessio nel comparto regionale, ma se c'è una Amministrazione cieca
  in questo caso mi rivolgo a Roma, che continua in modo insensato  a
  non  volere  riconoscere lo status di questa vittima  innocente  di
  mafia, perché Lia Pipitone è una vittima innocente di mafia Davanti
  a  questa  risposta che non ha assolutamente senso, caro Assessore,
  al  di  là  della  sua, come dire, positiva visione  della  vicenda
  perché  lei l'ha inquadrata bene, ha detto sì, noi vorremmo  tanto,
  però come diceva il cantante Fedez: "vorrei ma non posso".
   Io  non  posso  credere che ci dobbiamo fermare davanti  a  questa
  risposta  al   vorrei ma non posso', perché credo che  la  politica
  quando  vuole  e quando la politica si assume la responsabilità  di
  dire  andiamo oltre, andiamo oltre le carte bollate,  io  mi  sarei
  aspettato  un  Presidente della Regione che per  primo  battesse  i
  pugni con Roma e dicesse non è possibile che questa famiglia ancora
  una  volta si faccian sbattere le porte in faccia  Io non dico  che
  dal  punto di vista formale e squisitamente, come dire, tecnico voi
  avete torto.  No, per nulla. Voi dal punto di vista tecnico-formale
  state  facendo  quello che la legge vi dice di fare, cioè  seguendo
  pedissequamente  tutto quello che ovviamente dovete  fare.  Ma  qua
  siamo  ad  un  livello ulteriore, non della carta  bollata  in  sé.
  Perché ci sono delle cose, signor Presidente e Assessore, che vanno
  al  di là delle carte bollate o delle risposte scritte di questo  o
  di  quell'altro Ministero e parlano di buon senso, che è una parola
  che   oggi  in  politica  spesso  e  volentieri,  molto  spesso   e
  volentieri, non viene posta in essere.
   Quindi,   io   mi   auguro  quasi  che  il  Presidente   Schifani,
  l'Assessore,  si vadano ad incatenare a Roma perché davanti  a  una
  cosa di questo tipo è una battaglia della Regione intera, non è una
  battaglia di un gruppo di quell'altro gruppo della visione  che  si
  ha di quell'altro gruppo, è una battaglia di dignità
   Una donna che dice no alle mafie è una donna che decide di mettere
  cuore e passione in un momento in cui era complicato anche solo per
  una persona potere dire no. Lei lo ha fatto
   E  cosa facciamo? Siccome la carta bollata del Ministero dice  che
  non è vittima perché la parolina si gioca sulla vittima, innocenza,
  se  non  è  vittima innocente e allora non l'assumiamo.  Io  questa
  cosa, onestamente, non la comprendo.
   E quindi io mi auguro che in questa battaglia, come lei ben diceva
  Assessore, ci possiamo trovare nella stessa e identica situazione e
  direzione  perché  voi siete al Governo, voi potete  anche  andando
  contro quello che può essere il parere dello Stato perché noi siamo
  una  Regione  che deve avere il coraggio di dire a volte  anche  mi
  metto contro lo Stato quando quella norma non la condividiamo.
   E  lo potrei dire per tanti altri esempi, e dopo lo diremo, perché
  qui  in Aula ho portato le storie di vita umana, ma lo faremo  alla
  fine  nell'intervento finale. Quindi, io non  mi  posso  dichiarare
  soddisfatto, assolutamente no
   Sono  soddisfatto perché comunque ha dato la sua spiegazione e  ne
  prendo atto, ma non sono soddisfatto nella risposta definitiva, nel
  merito  perché di più si deve fare per questa storia di  quest'uomo
  che merita più attenzione dei valori bollati.
   E  quindi  andiamo oltre perché altrimenti ricanteranno  la  nuova
  versione di: "vorrei ma non posso".

   PRESIDENTE. L'onorevole La Vardera si dichiara non soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 960 "Notizie  circa  l'attuazione
  dell'articolo  27  della l. r. numero 22 del 1986,  come  integrato
  all'art.  38  della l. r. n. 9 del 2021 e successive modificazioni,
  in  materia  di controlli sulle strutture assistenziali gestite  da
  privati"   a   firma  dell'onorevole  Giambona  ed  altri.   Prego,
  Assessore.

   ALBANO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  ed  il
  lavoro.  Con  riferimento all'interrogazione si rappresenta  quanto
  segue.
   La  legge regionale 9 maggio 1986 n. 22, legge quadro in  tema  di
  servizi  socio-assistenziali disciplina il  ruolo  dei  comuni  nel
  settore.
   Diversamente  dall'articolo  26 che  disciplina  l'albo  regionale
  delle   istituzioni   assistenziali,   l'articolo   27   disciplina
  l'iscrizione  all'albo  dei  privati.  I  privati  che   gestiscono
  strutture  diurne  o residenziali all'infuori di convenzioni  e  di
  rapporti  con gli enti locali sono tenute a iscriversi ad  appositi
  albi  comunali  al  fine  della vigilanza igienico-sanitaria  sugli
  ambienti  adibiti all'attività svolte sul personale dipendente.  La
  vigilanza  è esercitata dal comune territorialmente competente  che
  si  avvale  dell'unità sanitaria locale, oggi ASP, nel  cui  ambito
  ricade la struttura.
   Dal  combinato disposto dei due articoli è evidente la  differenza
  delle  due  iscrizioni e della relativa vigilanza. Nel primo  caso,
  per  delega della Regione, nel secondo caso per competenza  diretta
  degli enti stessi.
     Si  evidenzia  che la norma dispone che i sindaci all'inizio  di
  ogni  anno  comunicano  a questo Dipartimento  i  provvedimenti  di
  iscrizione  o  cancellazione intervenuti nell'anno  precedente.  La
  comunicazione presuppone un'attività di controllo e vigilanza sulle
  strutture al fine di verificare la permanenza dei requisiti.
   Recenti  episodi hanno fatto emergere talune criticità in  qualche
  struttura rilevata dalle Forze dell'ordine, a tal riguardo mi  sono
  attivata   e  con  nota  del  2  maggio  2024  è  stata  richiamata
  l'attenzione  dei  comuni della Regione siciliana sull'applicazione
  dell'articolo  27  della  legge 22/86  e  alla  vigilanza  di  loro
  competenza sulle strutture iscritte all'albo dei privati.

   PRESIDENTE. Onorevole Giambona, come si dichiara?

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, questa
  mia   interrogazione,  fondamentalmente,  verte  sul   sistema   di
  controlli previsti dalla normativa attuale, quindi dall'articolo 27
  della legge regionale numero 22 del 1986, nello specifico attiene i
  controlli sulle strutture assistenziali gestite da privati,  quelle
  che  sono  le  case  di riposo su cui ripongono molte  famiglie  la
  fiducia nell'affidare loro le persone anziane, le persone fragili.
   E'  evidente che anche in questi luoghi, dove ci sono persone  più
  in  là  con  gli anni, debbono essere garantiti quelli che  sono  i
  diritti  essenziali: naturalmente il diritto ad essere  curati,  il
  diritto alla salute, al rispetto della dignità umana, rispetto alla
  vita  privata a non subire sicuramente maltrattamenti e  ad  essere
  garantito quello che è il benessere psicofisico.
   La  mia  interrogazione, colleghi, nasce dopo l'ennesimo  caso  di
  violenza che purtroppo si registra in queste strutture private.  E'
  ovvio  che in questo contesto non vogliamo generalizzare perché  ci
  sono  delle strutture efficienti che rispettano le regole, però,  è
  altresì  vero  che  la cronaca è assolutamente  piena  di  casi  di
  anziani   che   vengono  maltrattati,  che  vengono   mal   curati,
  abbandonati in scarse o precarie condizioni sanitarie e  igieniche.
  In  alcuni  casi abbiamo addirittura letto articoli di giornale  in
  cui  alcuni  vecchietti  o  alcune vecchiette  vengono  addirittura
  legati o ingabbiati.
   Nel  2021,  stante  appunto la criticità della situazione,  fu  il
  Partito  Democratico  a  proporre una  modifica  dell'articolo  27,
  prevedendo dei puntuali controlli da parte dei comuni. E proprio su
  questo aspetto, sulla integrazione proposta a suo tempo dal Partito
  Democratico  con l'articolo 38 della legge numero 9  del  2021  che
  verte  questa  mia  interrogazione, che è  stata  sottoscritta  dai
  colleghi del Partito Democratico tra l'altro.
   Ho avuto modo di ascoltare la risposta dell'Assessore. Mi permetto
  di  dire che la mia interrogazione riprende quello che è l'impianto
  normativo,  abbiamo perfetta conoscenza della norma attualmente  in
  vigore,  la  risposta  che vorrei sapere è l'attuazione  di  questa
  norma, cara assessore. Se sono state erogate delle sanzioni  e  poi
  mi  risulta che l'assessore al ramo debba venire in Aula proprio  a
  riferire sullo stato di attuazione di questa norma.
   Quindi,    ritengo   che   probabilmente   c'è    stato    qualche
  misunderstandig sulla gestione di questa  mia interrogazione perché
  non  vi  è  una  risposta, c'è una riproposizione di quello  che  è
  l'impianto  normativo,  che  è di nostra conoscenza,  anche  perché
  abbiamo  piena  consapevolezza che il settore delle gestioni  delle
  strutture  private delle case di riposo debba essere  assolutamente
  attenzionato affinché vengano rispettati quelli che sono i  diritti
  fondamentali, i diritti essenziali e aggiungo anche i  diritti  dei
  lavoratori,  perché  ci  sono sempre più  casi  di  lavoratori  che
  vengono  sottopagati, ai quali non si applicano quelli che  sono  i
  contratti collettivi, e sono soggetti a turni massacranti.
   Quindi, invito l'assessore qui presente a raccordarsi anche con il
  nucleo  ispettivo  dell'Ispettorato del Lavoro di Palermo  affinché
  venga  fatto  un  lavoro certosino anche da questo punto  di  vista
  perché  ritengo  che  debba essere assolutamente  una  priorità  da
  portare avanti.
   Quindi, sulla risposta, permetterà, io non mi ritengo soddisfatto.
  Grazie.

   ALBANO,  assessore  per  la  famiglia, le  politiche  sociali,  il
  lavoro. Signor Presidente, vorrei replicare

   PRESIDENTE.  Assessore, io eviterei l'ulteriore replica.  Passiamo
  avanti e in caso integra nella prossima interpellanza.
   Si   passa  all'interpellanza  n.  110  'Iniziative  del   Governo
  regionale  in  merito  ai tagli del servizio civile  universale'  a
  prima firma onorevole Venezia.
   Prego, Assessore Albano.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. In esecuzione di quanto previsto, appunto, dalla norma  per
  il  servizio civile universale con decreto legislativo n. 40 del  6
  marzo  2017,  è  stato istituito questo servizio che è  finalizzato
  alla  difesa  non  armata  e  non violenta  della  Patria,  materia
  rientrante  nella  competenza  esclusiva  dello  Stato   ai   sensi
  all'articolo 117, comma 1, lettera d della Costituzione.
   Il ruolo svolto dalla Regione, dalle Province autonome nell'ambito
  del  sistema è definito dell'articolo 7 dal decreto legislativo  n.
  40  del  2017 che individua al comma 1) le funzioni loro attribuite
  concernente il coinvolgimento nelle attività di programmazione,  di
  valutazione  dei programmi di intervento accentrato  in  capo  allo
  Stato  e  prevede al comma 2) la sottoscrizione di accordi  tra  la
  Presidenza  del Consiglio dei Ministri,  la Regione e  le  Province
  autonome per lo svolgimento delle seguenti funzioni: formazione  da
  erogare   al  personale  degli  enti  servizio  civile  universali,
  controllo  sulla  gestione delle attività  svolte  dagli  enti  nei
  territori  di ciascuna Regione o Provincia autonoma, valutazione  e
  risultati relativi agli interventi svolti dagli enti realizzati nei
  territori  di  ciascuna  Regione  o  Provincia  autonoma  o   città
  metropolitana,  ispezione presso gli enti  che  operano  unicamente
  negli  ambiti territoriali Regione e Province autonome  finalizzata
  alla  verifica della corretta realizzazione degli interventi nonché
  da regolare impiego degli operatori del servizio civile universale.
   L'istituzione   di  tale  servizio  ha  portato  un  significativo
  cambiamento  al  preesistente modello di servizio civile  delineato
  dal  decreto  del 2002. Con il servizio civile universale  è  stata
  superata  l'organizzazione distinta sul livello  centrale  e  tanti
  livelli regionali. Tra gli altri strumenti previsti da questa nuova
  normativa  vi  è anche l'istituzione di un unico albo  di  servizio
  civile universale articolato in sezioni regionali.
   Considerato che ad oggi le funzioni previste dall'articolo  7  del
  decreto  legge  del  2017 non hanno avuto attuazione,  le  Regioni,
  compresa  la  Regione  siciliana,  in  sede  di  tavoli  presso  la
  Conferenza  unificata  hanno  cercato più  volte  di  intraprendere
  un'interlocuzione con il Ministero delle politiche giovanili e  del
  servizio civile universale, ad oggi ancora in itinere.
   Oggetto  di  tale  interlocuzione è  la  ricerca  della  soluzione
  organizzativa  più  idonea  per  il  perseguimento  delle  finalità
  previste dalla normativa attraverso la sottoscrizione di un accordo
  quadro  contenente  le  funzioni e  i  criteri  generali  ai  sensi
  dell'articolo  4  del  decreto legislativo  n.  281  del  1997  tra
  Governo, Regione e Province autonome.
   Pertanto,  in  assenza della compiuta realizzazione  dei  principi
  contenuti  appunto  nel decreto legge n. 40 del 2017,  il  previsto
  apporto  della  Regione,  anche in sede di  programmazione  risulta
  essere  molto limitato. E' interesse della Sicilia portare maggiori
  risorse per ulteriori posizioni e rivedere l'attuale meccanismo.
   Mi  impegno  a portare le giuste istanze in questa sede  che  sono
  state  puntualmente  rappresentate in  sede  di  conferenza  Stato-
  Regione.  Occorre  la piena attuazione dei principi  contenente  al
  decreto legislativo n. 281 del 1997.

   PRESIDENTE.   Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
  Venezia.

   VENEZIA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, Assessore Albano.
  La  sua risposta alla nostra interrogazione ha centrato il tema che
  avevamo  posto, cioè che i criteri di distribuzione  delle  risorse
  all'interno del sistema non hanno tenuto conto della territorialità
  e hanno fortemente penalizzato territori come quello siciliano.
   C'è  da  mettere in evidenza pure che, rispetto al bando del  2022
  che  è  stato poi operativo nel 2023, c'è stato un taglio di  circa
  ventimila   unità  rispetto  all'anno  precedente   e   questo   ha
  penalizzato molto il Meridione d'Italia e la Sicilia.
   Noi  sappiamo  quali  servizi svolgono i  volontari  del  Servizio
  civile  e  cosa  riescono  a fare nelle comunità,  nelle  aree  più
  svantaggiate, per le persone più fragili. Un servizio assolutamente
  importante  che  non  può interrompersi per un meccanismo  che  non
  tiene conto dei territori e delle esigenze dei comuni.
   Per   questa   ragione,  abbiamo  voluto  accendere  i  riflettori
  attraverso  questa  interpellanza parlamentare. In  passato,  anche
  altri  colleghi,  come l'onorevole Tiziano Spada,  hanno  posto  la
  questione  del  Servizio  civile  in  quest'Aula,  prendiamo   atto
  dell'impegno da parte del Governo regionale di interloquire con  il
  Governo  nazionale  per cambiare le modalità  di  attribuzione  dei
  punteggi   e   di   tenere  conto  anche  di  criteri   prettamente
  territoriali.  Riteniamo  opportuno  che  vengano  inserite   delle
  riserve  per  le aree marginali, i piccoli comuni dove  il  lavoro,
  l'impegno,  il volontariato del Servizio civile riesce  a  dare  un
  impulso  importante  su vari settori: dall'apertura  dei  musei  ai
  servizi   di   accompagnamento  per  gli   anziani,   alla   tutela
  dell'ambiente, per fare qualche esempio.
   Stamattina, in Commissione  Bilancio', il Governo aveva presentato
  un  emendamento  che stanziava 5 milioni di euro  per  scorrere  la
  graduatoria del Servizio civile nazionale per gli enti operanti  in
  Sicilia.  Questo  permetterà, in caso  di  approvazione,  di  poter
  scorrere  la graduatoria e dare la possibilità a poco  più  di  800
  volontari di poter svolgere questo servizio importante.
   Noi,  come  Gruppo parlamentare del Partito Democratico, chiediamo
  che  questo  stanziamento venga aumentato a  10  milioni  di  euro,
  anziché  5,  per dare una maggiore copertura su tutto il territorio
  regionale  e  che, ovviamente, venga data priorità  agli  enti  che
  hanno presentato progetti aventi sede legale in Sicilia.
   Ci auguriamo che l'emendamento, che è stato stamattina accantonato
  in  Commissione  Bilancio', venga riproposto in Aula  nei  prossimi
  giorni  e  che  il  Governo sia sensibile  a  questa  tematica  che
  riguarda  non  solo  i  giovani  ma  anche  servizi  importanti  ed
  essenziali per le comunità.
   Per  queste  ragioni,  ci dichiariamo parzialmente  soddisfatti  e
  attendiamo passi concreti da parte del Governo.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole   Venezia,   che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si  passa all'interrogazione n. 988 "Chiarimenti sui fondi  per  i
  distretti  sociosanitari",  a  firma degli  onorevoli  Chinnici  ed
  altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Premesso  che  le  modalità  di  trasferimento  dei  fondi
  nazionali alla Regione negli anni hanno subito molte modifiche,  si
  rappresenta  che la norma richiamata nell'interrogazione,  adottata
  durante il periodo pandemico, prevedeva il trasferimento di risorse
  nazionali,  previa  rendicontazione  da  parte  della  Regione   al
  Ministero  dell'avvenuto trasferimento ai distretti socio  sanitari
  di  almeno il 75 per cento quale quota del fondo nazionale  per  le
  politiche sociali, relativa alla seconda annualità precedente.
   Pertanto,  ai fini della suddetta rendicontazione, era sufficiente
  che l'Amministrazione regionale trasferisse le risorse ai distretti
  sociosanitari dopo l'avvenuta approvazione del piano di zona.
   Questo   meccanismo  ha  consentito  alla  Regione  di   acquisire
  l'assegnazione  del fondo nazionale per politiche sociali  fino  al
  2020, finanziando in tal modo i piani di zona 2021.
   Successivamente,  ai  sensi della suddetta  previsione  normativa,
  richiamata  all'articolo 3, comma 3, del decreto  interministeriale
  22  ottobre  2021, il Ministero ha condizionato l'erogazione  delle
  risorse spettanti a ciascuna Regione alla rendicontazione, da parte
  dei distretti sociosanitari, all'effettivo utilizzo di almeno il 75
  per  cento, su base regionale, delle risorse ripartite nel  secondo
  anno precedente.
   Detta  rendicontazione deve essere effettuata da ciascun distretto
  sociosanitario  mediante l'inserimento degli atti  di  spesa  nella
  scheda  "Rendicontazione fondo nazionale delle  politiche  sociali"
  della piattaforma SIOSS. Pertanto, sul piano della spesa, così come
  indicato  nelle  direttive  regionali,  è  necessario  che  ciascun
  distretto   sociosanitario  si  attivi,   inserendo   nel   sistema
  informativo  SIOSS  - istituito dal Ministero del  lavoro  e  delle
  politiche   sociali  con  decreto  del  22   agosto   2019   -   la
  documentazione attestante la spesa sostenuta.
   Questo   Assessorato,  per  quanto  di  propria   competenza,   ha
  provveduto  a  inserire  nella suddetta  piattaforma  gli  atti  di
  programmazione, a far data dal piano di zona 2019-2020, e le  somme
  assegnate a ciascun distretto sociosanitario.
   Il  mancato caricamento dei dati relativa alla spesa effettuata da
  ciascun distretto sociosanitario per le singole annualità del Fondo
  nazionale  politiche  sociali,  non  consentirà  alla  Regione   di
  accedere  alle  annualità successive del  suddetto  fondo,  con  la
  conseguenza  di  non  potere trasferire  più  risorse  agli  ambiti
  territoriali per il finanziamento dei piani di zona successivi.
   Al  fine  di  supportare i distretti sociosanitari nelle  attività
  connesse  all'attuazione dei piani di zona,  nel  mese  di  gennaio
  2023,  questo  Dipartimento ha avviato  il  progetto  a  titolarità
  regionale  "Politiche  sociali in Sicilia  -  supporto  tecnico  ai
  distretti sociosanitari", gestito dal Formez.
   L'esiguità del personale comunale, sia amministrativo che tecnico,
  la proliferazione delle linee di finanziamento e dei relativi atti,
  l'instabilità finanziaria della maggior parte dei comuni  siciliani
  sono  alcuni  degli elementi che hanno fortemente  condizionato  il
  welfare  siciliano. Da qui l'esigenza di prevedere  un  progetto  a
  supporto  dei distretti sociosanitari per l'attività connessa  alla
  gestione,  rendicontazione e valutazione di diversi fondi destinati
  alle politiche sociali, soprattutto quelli provenienti dallo Stato,
  per  i  quali  necessitano  adempimenti  più  specifici  sul  piano
  gestionale  e  per i quali risulta urgente poter  disporre  di  una
  consulenza adeguata in grado di superare possibili gap formativi  e
  operativi  che,  di fatto, rallentano l'utilizzo  tempestivo  delle
  risorse pubbliche a disposizione.
   L'obiettivo   non  è,  dunque,  solo  di  fornire   al   distretto
  sociosanitario l'apporto di alcuni profili tecnici e operativi  per
  lo  svolgimento dell'attività di gestione, ma anche  di  rafforzare
  competenze  di  gestione e governance già presente e  interna  alla
  Pubblica   Amministrazione,  in  una   chiave   di   ottimizzazione
  organizzativa  e miglioramento dei saperi e delle conoscenze  degli
  individui coinvolti in questi processi.
   Il  progetto prevede delle task force interprovinciali composte da
  set expertise e si concluderà entro il 2024. Attraverso il suddetto
  progetto,  è stato possibile monitorare lo stato di attuazione  dei
  diversi piani di zona, rilevando una performance di spesa limitata.
  In  ragione  di ciò, l'attività di assistenza tecnica dei  restanti
  mesi  verrà  rafforzata  presso quei  distretti  sociosanitari  che
  registrano ancora maggiori ritardi.
   Mi  riservo  di  trasmettere agli onorevoli  interroganti  i  dati
  relativi  alle  percentuali dei fondi, non  appena  gli  uffici  li
  avranno   acquisiti.  Posso  solo  affermare  che  ad   una   prima
  rilevazione  la percentuale è molto bassa, per le note vicende  che
  riguardano le azioni dei distretti.
   Alla  luce  di quanto esposto, al fine di ottimizzare  le  risorse
  umane  e  finanziare  in  questione e  risolvere  le  problematiche
  accennate  stiamo interloquendo con ANCI per valutare  una  riforma
  del  settore  finalizzata ad istituire il distretto  sociosanitario
  quale oggetto giuridico, così come in altre Regioni d'Italia.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Chinnici   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   CHINNICI.  Grazie,  signor  Presidente.   Che  dire?  Sicuramente,
  diciamo,   parzialmente  soddisfatta  dalla  spiegazione   puntuale
  dell'Assessore     ma    assolutamente    insoddisfatta     perché,
  evidentemente,  le nostre preoccupazioni erano più che  motivate  e
  siccome  sappiamo che la sanità è uno dei vulnera più  gravi  della
  nostra Regione, certamente diciamo le risposte purtroppo confermano
  il  sottoutilizzo di queste somme stanziate e, quindi, è  veramente
  per noi necessario e fondamentale un monitoraggio puntuale.
   Quindi la prego, Assessore, di tenerci veramente informati perché,
  purtroppo, spesso come abbiamo visto anche per altre situazioni non
  bastano le task force, non bastano gruppi, cabine di regia e tavoli
  perché viviamo in continue emergenze che emergenze non sono  e,  in
  realtà, le risposte poi non arrivano
   E'  importante  che stiate fornendo adesso supporto  ai  distretti
  sociosanitari,  però dico chiaramente è una realtà che  conosciamo,
  che sappiamo, ci arrivano sempre di più, appunto, preoccupazioni  e
  denunce  di  fatto del sottoutilizzo assoluto di  queste  somme  e,
  d'altronde, anche la risposta all'Assessore va in questo in  questa
  direzione.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Chinnici,   che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatta.
   Si  passa  all'interpellanza n. 115 "Chiarimenti  in  ordine  alla
  decadenza  dei  consigli di amministrazione  delle  IPAB   Casa  di
  ospitalità  S.  Teresa  del  Bambin Gesù'  e   Ignazio  e  Giovanni
  Sillitti'  di  Campobello di Licata (AG)", a firma degli  onorevoli
  Catanzaro ed altri.
   Io,  se  mi  date  l'okay,  la trasformerei  in  risposta  scritta
  considerando...  Va  bene, quindi Assessore a questa  interpellanza
  diamo seguito con risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione n. 1004 "Interventi urgenti al fine di
  revocare   la   sospensione  degli  orchestrali  della   Fondazione
  Orchestra Sinfonica Siciliana e garantire la libertà di espressione
  dei  lavoratori" a firma degli onorevoli La Vardera  ed  altri.  Ha
  facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Il numero, Presidente?

   PRESIDENTE. La numero 1004.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Io ho la 1041, non ho la 1004. Peraltro, dico, credo che...
  Io  ho la 1036, la 1041, peraltro la 1041 riguarda "Supporto per la
  formazione e il lavoro".
   No, non ce l'ho Presidente. Non so se...

   PRESIDENTE.  Assessore, questa la rinviamo. Onorevole La  Vardera,
  va bene?

   LA  VARDERA. Presidente, resto un po' esterrefatto. Noi aspettiamo
  mesi   per   avere  risposte  dagli  Assessorati,   ci   sono   tre
  interrogazioni in croce, perché ci devono anche dire quali sono  le
  risposte   che   dobbiamo   avere   rispetto,   ovviamente,    alle
  interrogazioni  che  diamo perché, chiaramente,  si  fa  anche  una
  cernita  a  monte di quelle che sono le interrogazioni dei  singoli
  deputati. Si viene in Aula, abbiamo tre interrogazioni in croce, su
  tre  interrogazioni in croce, una sfugge ed era fondamentale perché
  era  una  interrogazione che riguardava una libertà di espressione,
  di  parola dei lavoratori dell'Orchestra Sinfonica Siciliana cui  è
  stato...

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Presidente

   LA VARDERA. Che è successo?

   PRESIDENTE.  Prego, Assessore.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Chiedo  scusa   Interrogazione n. 1004  dell'onorevole  La
  Vardera.  All'Assessore regionale per il turismo,  lo  sport  e  lo
  spettacolo. Quindi, l'abbiamo  E' anche per l'Assessore per i  beni
  culturali oltre che per l'Assessore per la famiglia.
   Mi  hanno informato gli uffici che questa interrogazione  è  stata
  inviata all'Assessore per i beni culturali.

   PRESIDENTE.   Va bene, grazie Assessore. Non riguarda  diciamo  le
  competenze dell'Assessore.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Non è di nostra competenza.

   LA   VARDERA.   Presidente,  allora  perché  gli  Uffici   l'hanno
  calendarizzata  oggi?  Perché parliamo di lavoro.  Parliamo  di  un
  gruppo  di lavoratori dell'Orchestra Sinfonica Siciliana  a  cui  è
  stato  impedito il diritto sacrosanto alla parola. Quindi, parliamo
  di  sviluppo, turismo e spettacolo? Parliamo di lavoro. L'Assessore
  è competente in materia di lavoro. Di lavoro

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.   Mi scusi, è la Segreteria della Regione che l'ha  inviata
  in primis all'Assessore per il turismo.

   PRESIDENTE.   Assessore,   va  bene.   L'Assessore   si   dichiara
  incompetente. E' stata rinviata ad altri Assessorati.
   Si  passa all'interrogazione n. 1010 "Chiarimenti urgenti inerenti
  lo scioglimento dei consigli di amministrazione delle IPAB  Casa di
  ospitalità  S.  Teresa  del  Bambin Gesù'  e   Ignazio  e  Giovanni
  Sillitti'   di  Campobello  di  Licata  (AG)".  Questa   è   simile
  all'interrogazione  precedente. Onorevole  La  Vardera,  se  lei  è
  d'accordo,  la trasformiamo pure questa con risposta  scritta  così
  come abbiamo fatto con l'interrogazione precedente.
   Si passa all'interrogazione n. 1036 "Notizie in merito al riordino
  delle  istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza  (IPAB)  e
  sull'attuazione dei percorsi di riqualificazione/qualificazione del
  personale , a firma degli onorevoli Giambona ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Questa è pure lunghissima, Presidente.

   PRESIDENTE. Se può fare una sintesi, le sarei grato.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.   Intanto  premetto  che già la discussione  sulle  IPAB  è
  eguale  a  quella che abbiamo fatto in relazione a  una  precedente
  interrogazione,  credo quella di Paternò, per cui vi  risparmio  la
  ripetizione  soprattutto per quanto riguarda il dissesto  economico
  su   cui   versano   tantissime  IPAB  siciliane,  il   decadimento
  strutturale,  perché  ormai, come ho già  detto,  sono  cambiati  i
  tempi,  queste  opere pie sono state donate da  benefattori  perché
  dovevano  accogliere minori, persone fragili  e  sono  delle  opere
  enormi ingestibili, ce  ne sono poche che sono produttrici anche di
  molte  risorse  economiche ma si possono contare sulle  dita  delle
  mani;  la maggior parte sono tutte in dissesto finanziario,  perché
  gli  enti  del  terzo settore che si occupano appunto  del  privato
  sociale  preferiscono avere, diciamo, dei locali  da  affittare  in
  base  alle   esigenze,  cioè adesso non  abbiamo  più  ricoveri  di
  bambini  per 100, 200, 300 dove c'erano gli orfanotrofi, adesso  le
  leggi  ci dicono che bisogna avere 15 bambini, quindi 5 mila  metri
  quadrati di una struttura non possono essere utilizzati per  questi
  fini.
   Per  cui  non  voglio  più  tornare su questo  argomento.  Abbiamo
  proposto, adesso andrà in delibera di Giunta, una rivisitazione per
  potere  cercare  intanto tutte quelle IPAB che sono strutturalmente
  in decadenza, che non hanno alcun cespite, metterle in liquidazione
  coattiva,  cercare di tutelare i dipendenti che  nel  passato  sono
  stati  assunti  e  sono  senza stipendio, soprattutto  senza  alcun
  versamento di contributo ma per tutto il resto non ci sarà nulla da
  fare.
   Allora,  in  ordine al secondo quesito, riscontro che in  data  30
  settembre  del  2021  è stato sottoscritto tra l'Assessore  per  la
  salute (quindi ci riferiamo al vecchio Governo), l'Assessore per la
  famiglia  e  le organizzazioni sindacali confederali, un protocollo
  di  intesa approvato successivamente con decreto interassessoriale,
  finalizzato    all'attivazione    di    specifici    percorsi    di
  riqualificazione professionale a favore dei dipendenti in  servizio
  presso le IPAB siciliane.
   L'obiettivo  è  stato  inserire  tale  personale  sulla  base  del
  fabbisogno dei posti disponibili o di nuove istituzioni presenti in
  dotazione organica presso le aziende sanitarie provinciali.
   Con  decreto legge del 15 giugno 2022, è stata affidata al  CEFPAS
  l'attuazione   di   percorsi   di  riqualificazione/qualificazione,
  attribuendo  al centro anche l'onere di acquisire gli attestati  di
  qualifica già conseguiti, al fine di verificarne la veridicità e il
  rispetto delle norme vigenti.
   Con  delibera del 21 settembre 2022, la direzione del  Centro,  ha
  istituito l'ufficio speciale "corsi IPAB per OSS , per rendere  più
  efficace la gestione delle relative attività formative.
   Vi risparmio una tabella dove sono rappresentate le qualifiche,  i
  numeri  delle  persone che hanno partecipato  a  questo  bando,  le
  attività  formative sono configurate in corso di qualificazione  in
  OSS,  corsi  di  riqualificazione. I due corsi hanno completato  le
  attività  d'aula  in  data 29 marzo 2023, i  corsisti  frequentanti
  effettivi risultano numero 36.
   Il   CEFPAS  ha  attivato  le  procedure  per  la  stipula   delle
  convenzioni di tirocinio con le ASP, ha comunicato che  sono  state
  definite tutte le convenzioni con le ASP; risultano mancanti quelle
  di Palermo e di Enna che non hanno ancora firmato la convenzione.
   L'ASP di Caltanissetta ha firmato la convenzione il 4 aprile 2024.
  Restano  da avviare le visite mediche per l'idoneità della mansione
  agli operatori prima dell'avvio del tirocinio che sarà svolto negli
  ospedali di Caltanissetta, di San Cataldo e Gela.
   Con  tutte  le  altre  Asp,  sono stati  già  avviati  i  tirocini
  aziendali   dopo  l'effettuazione  delle  visite  di  idoneità   ai
  corsisti.  Dobbiamo  sperare  che  questo  personale  dopo   essere
  qualificato,  possa  essere impiegato presso  le  nostre  strutture
  pubbliche,  anche  quelle  accreditate,  convenzionate  in   ambito
  sociosanitario.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Giambona   per  dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della   risposta
  dell'Assessore.

   GIAMBONA. Grazie, Presidente e onorevoli colleghi.
   Ringrazio intanto l'assessore Albano che ha affrontato in  diverse
  interrogazioni la tematica delle IPAB e la condizione drammatica in
  cui versano nella nostra Regione.
   Questa  mia interrogazione nasce intanto dalle segnalazioni  delle
  organizzazioni   sindacali  maggiormente   rappresentative   e   in
  particolare dal confronto con alcuni lavoratori della provincia  di
  Palermo,   dell'IPAB,   per  esempio,  Palagonia,   Santa   Flavia,
  Ventimiglia, che sono in una situazione, per così dire, drammatica.
   Noi  intanto  dobbiamo partire dal quadro normativo  di  base.  La
  legge  328  del 2000, fondamentalmente, prevedeva la trasformazione
  di  questi  enti di assistenza e beneficenza in aziende di  servizi
  alla persona.
   La  Regione siciliana ad oggi è l'unica Regione a non aver attuato
  il percorso di riforma di queste strutture.
   Sono  state  nel  tempo  annunciate l'attuazione,  appunto,  delle
  riforme,  una  è stata presentata in questa legislatura  anche  dal
  Partito  Democratico ma, fondamentalmente, non  abbiamo  da  questo
  punto  di vista nulla in concreto. Concordo con l'assessore  Albano
  su  quelle che sono le tante criticità che attraversano le circa 35
  strutture  ed  i  poco  meno  di 200  dipendenti  che  a  tutt'oggi
  sarebbero  impiegati, molti dei quali non ricevono retribuzioni  da
  mesi  e  mesi, non hanno i contributi versati da mesi  e  mesi,  in
  alcuni casi da anni.
   Io  credo che questo sia qualcosa di intollerabile per cui  non  è
  più   assolutamente  rinviabile  il  tema  e  concordo  con  quanto
  dichiarato  dall'assessore  Albano  sulla  difficoltà  di   rendere
  nuovamente   operative  queste  strutture,  sulla  difficoltà   nel
  rilanciarle.
   E' altresì vero che dobbiamo evitare in ogni modo che si deteriori
  ulteriormente un importante patrimonio immobiliare in loro possesso
  ma  dobbiamo  ricordarci che i lavoratori che  sono  impiegati  non
  hanno  una  cassa  integrazione,  non  hanno  alcun  ammortizzatore
  sociale.
   E,  allora, abbiamo sicuramente una presa di coscienza rispetto  a
  quello  che è il tema che questo Parlamento e il Governo  regionale
  devono  affrontare sulle IPAB siciliane ma sul concreto  credo  che
  occorra  fare  dei  passi concreti ed in avanti.  E'  stato  citato
  quello  che  è il protocollo di intesa, sottoscritto nel  2021,  ma
  dobbiamo dare anche corretta esecuzione attraverso l'impiego  delle
  figure che possono essere utilizzabili nelle ASP siciliane, portare
  avanti il percorso di riqualificazione di quelli che sono gli altri
  dipendenti,  prevedere  degli  ammortizzatori  sociali   ma   anche
  prevedere,  Assessore e colleghi parlamentari, eventuali  incentivi
  alla  fuoriuscita  da parte di questo bacino perché  ricordo  a  me
  stesso  e a voi tutti che l'età è molto avanzata e molti di  questi
  impiegati e operai hanno oltre sessant'anni, oltre che prevedere un
  eventuale  percorso  di mobilità presso partecipate  della  Regione
  siciliana o enti locali della Regione stessa.
   Quindi, da questo punto di vista, in risposta a quella che è stata
  la  puntuale  ricostruzione in questa e in altre interrogazioni  da
  parte dell'Assessore, mi ritengo parzialmente soddisfatto, anche se
  chiedo  che in questo scorcio finale della legislatura del  governo
  Schifani  si  dia una piena impronta affinché si dia risoluzione  a
  questa  problematica  e  si  dia dignità  ai  lavoratori  che  sono
  impiegati nelle IPAB siciliane. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Giambona,   che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si  passa all'ultima interrogazione, la n. 1041 "Chiarimenti sulla
  mancata  attivazione di corsi di formazione previsti  dal  supporto
  per  la  formazione e il lavoro", a firma degli onorevoli Campo  ed
  altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Allora, per quanto riguarda gli aventi diritto al supporto
  per  la  formazione e il lavoro, ad oggi risultano  29.093  domande
  presentate, delle quali 3.144 percepiscono già il sussidio.
   Nella   fase   iniziale  in  cui  si  è  transitati   dalla   fine
  dell'erogazione del reddito di cittadinanza a quello  del  supporto
  formazione  lavoro, i percettori di tale supporto hanno  fruito  di
  una  mensilità  di beneficio in quanto agganciati  alla  misura  di
  politica attiva del lavoro, dell'orientamento specialistico erogata
  dall'Agenzia per il lavoro a seguito di comunicazione al Centro per
  l'impiego  che  aveva  in  carico il  beneficiario.  Si  tratta  di
  politica,  cosiddetta breve, che ha permesso  l'erogazione  di  una
  mensilità.
   Le  politiche più lunghe che permettono la regolazione su più mesi
  a   sussidio,  come  appunto  quella  della  formazione,  sono   di
  competenza  del  Dipartimento  formazione  professionale  per   cui
  abbiamo   assolto   il   nostro  compito,  il   successivo   spetta
  all'Assessorato Formazione.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Ha   facoltà   di   parlare  l'onorevole  Campo  per   dichiararsi
  soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   CAMPO.  Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore  che,  a  questo
  punto,  ha  appena  dichiarato che non è di sua competenza  quindi,
  chiaramente, non ho avuto una risposta. E' da mesi che sento dire a
  questa Regione, al presidente Schifani e agli Assessori che ci sarà
  la  presa  in  carico di queste 96 mila famiglie che, ad  oggi,  da
  quando   il  governo  Meloni  ha  sottratto  loro  il  reddito   di
  cittadinanza, non hanno di che vivere, ma questa presa in carico si
  è  di  fatto  trasformata in una vera e propria presa in  giro  per
  queste   persone,  perché  il  sussidio  che  era  stato  promesso,
  supplementare al reddito di cittadinanza, è strettamente  legato  a
  dei  corsi  di  formazione che non sono mai partiti, dei  corsi  di
  formazione  che  ad oggi non esistono nonostante le  domande  siano
  state  presentate.  Sono domande di soggetti definiti  "occupabili"
  dalla Regione stessa e domande del tutto regolari.
   Quindi,  mi  dichiaro insoddisfatta aspettando che, prima  o  poi,
  partano questi corsi di formazione che possano dare queste 350 euro
  di ristoro a queste famiglie che stanno soffrendo veramente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Campo,  che  si  dichiarano   non
  soddisfatta.
   Abbiamo  finito  con  le   Interrogazioni e  interpellanze"  della
  Rubrica.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti a parlare, ai sensi dell'articolo  83,
  l'onorevole La Vardera, l'onorevole Campo, l'onorevole  Cambiano  e
  poi gli onorevoli Sunseri e Chinnici.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quel che resta
  del Governo perché è abbastanza, diciamo, drammatico, vedere che  a
  distanza  dalle elezioni europee il presidente Schifani continua  a
  latitare quest'Aula e, in questo momento, i giochi di partito e  di
  Palazzo  sono  attorno  al fatto se il buon Edmondo  Tamajo,  detto
  Tamaio,  anzi  detto Di Maio, perché nella scheda elettorale  c'era
  scritto  Edmondo Tamajo, detto Di Maio, debba restare in Sicilia  o
  debba  andare  a Bruxelles perché, in questo momento,  la  politica
  regionale  è  praticamente schiava di una, come dire, lottizzazione
  del  potere  in  ogni dove, in ogni margine, in ogni  segmento  del
  potere  e siamo qui in attesa di capire che cosa ne sarà di  questa
  Regione  mentre questa Regione si appropinqua a una nuova  stagione
  che,  mi auguro, non sia assolutamente come quella dell'anno scorso
  ma  che,  purtroppo, le premesse sono abbastanza  particolari  alla
  luce  anche dell'incendio che ha colpito ieri sera la discarica  di
  Bellolampo  e  che,  sicuramente, non  guarderà  e  non  resterà  a
  guardare e mi auguro che non accadrà così
   In  quest'Aula, come per le scorse volte, una nuova rappresentanza
  delle persone che hanno perso la loro casa, ce ne sono almeno sette
  qui  presenti, tra cui uno in particolare che addirittura ha  perso
  l'intera  palazzina  di casa sua e che per  diversi  mesi  è  stato
  costretto  a  vivere in una macchina, ma ci sono quelli  che  hanno
  perso le loro aziende, ci sono soggetti che hanno perso le case, le
  seconde  case,  soggetti che a causa di una politica  ignava  hanno
  avuto  dei danni allucinanti a seguito degli incendi e sono  venuti
  qui in Aula e a loro, che sono in mezzo al pubblico, va un pensiero
  di  ringraziamento.  Lo ricorderà l'onorevole Chinnici  che  è  qui
  presente, siamo stati ricevuti dal presidente Schifani qualche mese
  fa,  con grandi rassicurazioni: "La Vardera non ti preoccupare, noi
  non   lasceremo   nessuno  indietro,  noi  non  lasceremo   nessuno
  indietro ".
   Ebbene, se il sottoscritto non avesse portato avanti l'emendamento
  che   metteva  trecentomila  euro,  hai  voglia  se  vi  lasciavano
  indietro   Quei  3 milioni che vi hanno dato, che  sono  pannicelli
  caldi,  perché parliamo di pannicelli caldi, nemmeno quelli avreste
  avuto
   Allora,  siamo davanti a questi soggetti che hanno perso  tutto  a
  causa  degli  incendi e oggi l'unica risposta che si  sono  sentiti
  dire  è:   Vi diamo questi 3 milioni di euro  - l'IRFIS  fa  questo
  bando di avviso pubblico per dare qualcosa come fino a 50 mila euro
  a  gente che ha perso le proprie case e  addirittura gente  che  ha
  perso case per un valore di oltre 300 mila euro -  vi diamo 50 mila
  euro  e  dopo si vede , però, nel frattempo, siamo qua a disquisire
  se  Tamajo  se ne va in Europa o chi sarà il prossimo assessore  al
  posto della Pagana; cioè siamo ridotti al lumicino, una Regione che
  è completamente ai limiti del collasso
   Ieri  nominano  i  manager della sanità  e,  diceva  bene  Roberto
  Puglisi  su Live Sicilia "Non dobbiamo fare i manager della sanità,
  dobbiamo  rifare la sanità in questa Regione", non è cambiando  gli
  uomini  o  confermando i manager della sanità che si cambia  questa
  Regione,  ma è rifarla da capo e se in questo momento l'Assessorato
  alla  sanità  è  in  palio al primo che viene -  perché  in  questo
  momento   di   questo   stiamo  parlando  -  o   se   l'Assessorato
  all'agricoltura  è in palio a chi ha preso più voti  o  meno  voti,
  mentre  ci  sono gli animali che sono costretti a bere  dal  fango,
  perché  sono queste le immagini devastanti che ci restituisce  oggi
   Repubblica ... Non c'è più acqua, siamo davanti a  una  situazione
  di precarietà e oggi in Aula ci sono due deputati della maggioranza
  e un assessore che deve venire qua a rispondere alle interrogazioni
  -  vivaddio perché lo fa  - e il Presidente della Regione  Schifani
  che  latita,  è  un  latitante politico   Renato  Schifani  sei  un
  latitante
   Allora, siamo qua davanti a una situazione di difficoltà enorme  e
  continuiamo a fare delle Aule in risposta alle interrogazioni. Dove
  sono le riforme? Dove sono gli aiuti per gli agricoltori? Dove sono
  gli aiuti per coloro che hanno perso la loro casa? E' una vergogna
   E  da questo pulpito noi lo continueremo a urlare, a indignarci, a
  dire  che  le cose così come stanno non ci stanno bene, saremo  una
  voce  di  uno  che  grida nel deserto - come dicono  bene  i  passi
  evangelici -, di uno che grida nel deserto, che così non andiamo da
  nessuna  parte, che questa Regione è nel default più totale,  nella
  confusione più totale
   Chiediamo che il Presidente Schifani riceva coloro che hanno perso
  le loro case, non perché si sono fatti il barbecue e il barbecue  è
  andato a male e hanno bruciato la loro casa, perché la politica per
  anni  ha  fatto  una politica fallimentare in tema  di  prevenzione
  degli  incendi e non è colpa loro che sono qui oggi e  che  pregano
  quasi  di  essere  ricevuti da Schifani, è colpa  di  una  politica
  assente, inefficiente, che abbandona che i territori
   Allora, da questo scranno, l'unica cosa che ci è rimasta da fare è
  urlare,  lo  faremo  finché avremo fiato,  finché  avremo  energie,
  finché avremo forza, per dire a questo Governo che siete un Governo
  di debosciati politici, solo questo siete

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie,  signor Presidente, Governo  che  non  c'è  più  e
  colleghi  deputati, io volevo denunciare quello che sta  succedendo
  nella cosiddetta  fascia trasformata , riguardo alla produzione  di
  plastiche per il settore ortofrutticolo.
   Queste   plastiche   sono  totalmente   nelle   mani   dei   clan.
  Recentemente,  ci sono stati anche degli arresti e  in  particolare
  nelle  mani del clan dei Greco, ma è stato accertato che  ci  siano
  delle strette correlazioni anche con il clan Santapaola-Ercolano di
  Catania, i Nardo di Lentini e i Rinzivillo di Gela. E come funziona
  questo  sistema?  Funziona  nel cercare di  terrorizzare,  incutere
  terrore  e  incutere  anche col proprio potere criminale  paura  in
  tutte quelle persone che sono costrette chiaramente ad aderire alla
  filiera  della plastica per conto di questi clan e la filiera  fino
  al suo smaltimento è nelle mani della criminalità organizzata.
   Molte  persone  hanno  denunciato che vengono  praticamente  anche
  minacciate di dover smaltire la plastica con piccole organizzazioni
  criminali  che  poi  si  impossessano  dei  terreni  incolti  nelle
  vicinanze e la bruciano proprio là, dopo aver preso chiaramente  da
  questi  agricoltori delle grosse somme per lo smaltimento  illecito
  delle plastiche.
   Bruciare  le  plastiche significa, chiaramente, emettere  diossina
  nell'aria,  quindi,  creare delle forti dosi  di  inquinamento  nel
  territorio  ed  è  il cosiddetto fenomeno delle fumarole,  che  noi
  denunciamo ormai da anni.
   A  questo  punto,  vado  a chiudere il mio intervento:  io  vorrei
  capire  che  cosa  sta  facendo il Governo  su  una  tematica  così
  importante  come quella delle fumarole. Ora siamo in  estate  e  il
  fenomeno  chiaramente  si acuisce e non  solo  si  acuisce  per  la
  questione,  appunto, d'inquinamento dell'aria, ma può essere  anche
  causa  di incendi pesanti - prima l'onorevole La Vardera ha parlato
  dei  gravi  incendi che ci sono stati qua a Palermo con le  nefaste
  conseguenze  per  alcune famiglie -, di questo Governo,  nonostante
  siano   stati   presentati  svariati  disegni  di  legge   e   atti
  parlamentari, non abbiamo nessuna notizia
   Addirittura,  i  due  settori  chiave  che  sono  l'agricoltura  e
  l'ambiente,  in uno non abbiamo più l'assessore perché è  soggetto,
  appunto, a delle questioni giudiziarie personali, e nell'altro oggi
  si  parla di rimpasto e, quindi, che l'assessore non ci sarà  Ma la
  questione  non  può più attendere, anche perché in quelle  zone,  e
  l'ho  vissuto io direttamente in prima persona, quando ho  ricevuto
  una  segnalazione, ci sono parecchi bambini che  giocano  in  mezzo
  alle  fumarole, come se non fosse nulla. Addirittura, tutti  questi
  rifiuti spesso vengono gettati all'interno del fiume Dirillo e  poi
  viene dato fuoco direttamente dentro il fiume.
   Quindi,  lo  abbiamo  segnalato alle  autorità  giudiziarie,  alla
  Procura,  abbiamo fatto tantissime e tantissime proposte, io  avevo
  addirittura  presentato i dieci punti per salvare  Macconi,  perché
  questa   zona  della  fascia  trasformata,  che  è  particolarmente
  soggetta,  appunto,  è il litorale di Marina di  Acate,  che  viene
  denominato Macconi, ma non abbiamo avuto ancora alcuna risposta.
   Io,  signor Presidente, lo segnalo, nonostante il Governo  non  ci
  sia,  e  spero  che queste non siano le ennesime parole  al  vento.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cambiano.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMBIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, 18 giugno  2024,
  intervento d'Aula per ribadire con forza da questo pulpito che  non
  serve  a  fare  le prediche, che nel territorio che io  rappresento
  manca l'acqua
   Signor  Presidente,  abbiamo sfiorato i 15  giorni  di  turnazione
  nell'erogazione idrica. Manca l'acqua per usi civili.  Eppure,  già
  qualche mese fa, avevo fatto un intervento d'Aula prendendo  spunto
  da  una  manifestazione  di  piazza a Licata,  dove  un  gruppo  di
  cittadini,  sostenuto dagli agricoltori, il 24  marzo,  chiedeva  a
  gran  voce  misure  per cercare di contrastare e dare  soluzioni  a
  questa  siccità  che  era programmata, in  qualche  modo,  che  era
  prevedibile,  perché  anche il nostro Ministro dell'agricoltura  di
  Fratelli d'Italia lo ha certificato con delle sue affermazioni
   Eppure, che cosa ha fatto il Governo regionale e che cosa ha fatto
  questa maggioranza politica per dare risposte ai cittadini?
   Dei  fondi  FSC  ci sono delle misure e degli interventi  che  non
  sappiamo  quando  troveranno  attuazione.   Sempre  riferendomi  ai
  territori  prossimi  a  Licata: dissalatore di  Porto  Empedocle  e
  dissalatore di Gela.
   L'assemblea  territoriale  idrica  pare  che  non  abbia  ricevuto
  nessuna forma di finanziamento per attuare interventi straordinari.
  Ecco, siamo nella straordinarietà  Servono misure straordinarie per
  fronteggiare una situazione emergenziale e pare che qualcuno non ne
  prenda coscienza.
   Purtroppo, rischiamo tensioni sociali e non è un intervento,  come
  qualcuno   magari   vuol   fare  apparire,   rispetto   ad   alcune
  considerazioni  fatte di tacciare, di creare  danno  al  territorio
  perché non arrivano i turisti se denunciamo che manca l'acqua
   E'  un  problema che c'è e va affrontato e quando si è parlato  di
  navi  dissalatore  o di navi cisterna è stato quasi  redarguito  da
  qualche  autorevole  esponente della maggioranza  dicendo  che  non
  possiamo  esportare  un'immagine negativa  della  città.  Ma  manca
  l'acqua    Manca  l'acqua  per  usi  civili,  manca   l'acqua   per
  l'agricoltura, non si può programmare la prossima stagione agraria,
  manca l'acqua. In questo momento, che tipo di risposta intende dare
  questo Governo regionale?
   Fondi  FSC:  spesi un miliardo e 300 milioni per il  ponte,  bene
  Acqua  e rifiuti sono temi che questa maggioranza politica affronta
  quasi  ininterrottamente dagli anni 2000 e governa  questa  Regione
  ininterrottamente  da sette anni, i cittadini attendono  risposte .
  E'  stata  premiata questa maggioranza di Governo dalle urne,  ecco
  gli elettori vi hanno premiato, i cittadini attendono risposte. Non
  credo che possiamo continuare con questo stato di cose.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  un  anno  fa  il
  Gruppo che mi onoro di rappresentare ha fatto una conferenza stampa
  dove  annunciava  una grossissima débâcle della  misura  SeeSicily,
  immaginata  e creata dal precedente Governo regionale, con  a  capo
  l'attuale   Ministro   Musumeci   e   l'assessore   Messina,   oggi
  parlamentare nazionale di Fratelli d'Italia. E' trascorso un  anno,
  tutto  quello  che  avevamo immaginato, è  addirittura  peggiorato,
  perché  quello che avevamo previsto era un buco di 7/8  milioni  di
  euro, siamo arrivati praticamente quasi a 22 milioni di euro, 11 de-
  certificati dalla Commissione europea per spesa irregolare  e  9  e
  mezzo ad oggi senza copertura. Da un anno chiediamo alla Presidenza
  dell'Assemblea  la  possibilità di parlarne in  quest'Aula,  perché
  sembra  quasi,  come  dire,  un tema  che  interessi  solamente  ai
  giornali  e  non  a  chi ha pensato, immaginato e  soprattutto  non
  comprendiamo  quali sono le azioni che intende  portare  avanti  il
  presidente Schifani e questa maggioranza per coprire un  danno  che
  per  la  nostra  Regione  equivale  chiaramente  a  un  grossissimo
  ammontare e per risposta abbiamo ricevuto il silenzio.
   L'augurio  che mi permetto di fare alla Regione e all'Assemblea  è
  che  questo  silenzio  porti  a  un risultato,  che  il  presidente
  Schifani  tolga l'Assessorato del turismo a Fratelli d'Italia,  che
  lo ha di fatto monopolizzato nel corso di questi anni, e lo metta a
  disposizione  di  qualche altro partito di questa maggioranza,  che
  soprattutto quest'Assemblea possa affrontare questo tema non quando
  arriverà  poi un assessore a portare una delibera o un  emendamento
  per  coprire il danno arrecato alle casse della nostra Regione,  ma
  che  si possa affrontare per individuarne le responsabilità  e  per
  non  commettere nuovamente quegli errori che erano stati ampiamente
  previsti e che, purtroppo, oggi, quest'Assemblea prima o poi  dovrà
  trovare per dare una copertura.
   Ecco,  signor  Presidente, non sono una persona che tende  a  fare
  sterile  polemica politica, però, non le nascondo che ho  parecchio
  rammarico  per il silenzio del Presidente della Regione  e  per  il
  silenzio del Presidente dell'Assemblea, che non hanno fatto  quello
  che  andava fatto: portare alla luce al dibattito di quest'Aula  un
  argomento   così  delicato,  quando,  invece,  adesso,   purtroppo,
  leggeremo,  abbiamo  già  letto e leggeremo,  sono  certo,  che  la
  Procura  della  Corte  dei Conti è dovuta  intervenire  quando  noi
  potevamo farlo ben prima.
   Ecco,  poi  a  pagarne le conseguenze, purtroppo,  sono  sempre  i
  siciliani;  però,  se fossimo intervenuti in tempo,  probabilmente,
  non  saremmo qui, oggi, a parlare di un epilogo che è nero  per  la
  nostra Regione.

   PRESIDENTE.   E'  iscritta a parlare l'onorevole Chinnici.  Ne  ha
  facoltà.

   CHINNICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ancora   per
  tornare  velocemente  alla questione veramente  triste  e  dolorosa
  degli  incendi,  anche  perché purtroppo ci  avviamo  a  una  nuova
  stagione estiva e chiaramente temiamo, le avvisaglie ci sono tutte,
  nuovi disastri.
   Volevo  solo  ricordare,  ripercorrere velocemente,  le  promesse,
  appunto, che il Presidente Schifani ci aveva fatto. Era l'8 gennaio
  del  2024, andammo qui accanto al Palazzo d'Orleans, io, il collega
  Ismaele La Vardera e la collega Saverino. Il Presidente Schifani ci
  parlò  della  Control  Room, che era stata appaltata  alla  società
  Leonardo  per  prevenire gli incendi, ma non lo  so,  speriamo  che
  l'abbiano fatta almeno questa, non lo so; però, al di là di questo,
  cercò, appunto, di dare  in collo  ai sindaci, che sono stati parte
  lesa  e  danneggiata gravemente dagli incendi, ma cercò di dare  la
  colpa,  appunto,  ai sindaci, dicendo che non avevano  adottato  le
  ordinanze  di sgombero che la Protezione civile nazionale  chiedeva
  come  documentazione obbligatoria per concedere il famoso stato  di
  calamità  che  il  Ministro  Musumeci  non  è  stato  in  grado  di
  concedere, mentre sappiamo benissimo che per altre situazioni e per
  altre Regioni italiane lo stato di calamità è stato concesso.  Così
  come  lo  aveva concesso, nel 2021, il Governo Draghi, proprio  con
  una  deroga  per  la Sicilia. Ma questo Governo  regionale  con  il
  Governo  nazionale e con un Ministro che è siciliano e che è  stato
  il Presidente della Regione precedente tutto sanno fare, purtroppo,
  tranne gli interessi dei siciliani
   Noi  non  avremmo  nessun  problema  di  onestà  intellettuale   a
  riconoscere se ci fosse stata una battaglia, se ci fosse  stato  un
  minimo di contrattazione, un minino di volontà. Invece, il Ministro
  Musumeci è stato molto tranciante, da ultimo, qualche giorno fa, ha
  detto  chiaro che gli incendi sono di competenza alla  Regione,  lo
  Stato non può fare e non farà niente
   Ecco, a fronte di questa reiterata presa di posizione del Ministro
  Musumeci,  di  fatto  io,  oggi, mi sono  informata  anche  con  il
  Ragioniere  generale,  ho cercato di capire.  Si  parla  di  questa
  documentazione  che  è  stata  mandata  poi  dal  dottore   Cocina,
  pervenuta  da  tutti  i  Comuni, non  arriva  ancora  risposta  dal
  Ministro  Musumeci, ma sembra che questa documentazione  sarà  solo
  tesa a dare ai Comuni qualche ristoro relativo alle infrastrutture,
  non  ai civili che hanno perso la casa, a volte prima e unica casa,
  e  che  tuttora, dopo oltre un anno, sono ancora in  quella  stessa
  situazione.
   Quindi, questo dovevo dirlo, perché dobbiamo almeno noi provare  a
  tenere  il  filo, purtroppo, dell'inefficienza dolosa e colposa  di
  questa  Regione,  di  questo  Stato,  all'inerzia  e,  soprattutto,
  veramente  chiediamo di non essere presi in giro, cioè siamo  stati
  presi  in  giro  noi  deputati che alla fine  portavamo  un'istanza
  insieme  alle famiglie, ma soprattutto cosa che, ripeto  molto  più
  grave,  sono state prese in giro le aspettative giuste e  legittime
  delle  persone danneggiate. A noi veramente questo dispiace, perché
  alla  fine  toglie fiducia nelle Istituzioni e lo  paghiamo  tutti,
  tanto  è  vero che in Sicilia non si è arrivati neanche al  30%  di
  partecipazione all'ultima tornata elettorale e in questo  caso  non
  si può continuare a stigmatizzare chi non vota più.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
   E'  iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.  Poi ho
  finito con gli interventi.

   BURTONE.  Signor Presidente, per noi dell'opposizione oggi  è  una
  giornata particolare, perché tra qualche ora saremo in piazza con i
  cittadini, perché abbiamo l'obiettivo di socializzare con le nostre
  comunità  il dibattito che oggi è presente nel Parlamento nazionale
  che riguarda le riforme.
   Intervengo   non  per  evidenziare  quella  che  è  la  necessaria
  mobilitazione dei partiti di una coalizione, intervengo soprattutto
  per  mettere in rilievo la gravità del tipo di riforma che si vuole
  portare avanti.
   Non  sfugge  a  chi ha letto attentamente la riforma,  a  chi  sta
  seguendo  il  dibattito,  come una votazione,  così  come  è  stata
  determinata,  in  alcune  fasi  dei  passaggi  parlamentari   possa
  stravolgere completamente la nostra Carta costituzionale.
   Mi riferisco, innanzitutto, al regionalismo differenziato.
   La  richiesta che può essere avanzata da parte delle  Regioni  per
  avere, addirittura, 23 deleghe in più concorrenti con quelle  dello
  Stato  e legiferare in settori delicatissimi che porteranno ad  una
  sostanziale  differenziazione della  nostra  Italia,  sapendo,  tra
  l'altro,  che è evidente che un numero maggiore di deleghe  porterà
  ad  un  trasferimento  anche  di  risorse  e  ad  essere  messo  in
  discussione il fondo perequativo, signor Presidente, il  fondo  che
  in  questi anni è servito per dare equilibrio nel nostro  Paese,  a
  compensare  quelle  aree,  come  il Mezzogiorno,  che  hanno  avuto
  maggiore difficoltà, minori entrate dal punto di vista fiscale.
   Se  poi  tutto ciò si intreccia con il progetto avanzato,  da  una
  parte   della  coalizione,  di  andare  ad  un  assetto   di   tipo
  costituzionale ed istituzionale ben diverso dal parlamentarismo  e,
  quindi,  con  il  premierato, è evidente che la Costituzione,  nata
  dalla  Resistenza,  voluta  da chi si è  sacrificato,  ha  dato  la
  propria  vita  per la libertà del nostro Paese, oltre  che  per  la
  cacciata dei nazifascisti dall'Italia, quella Costituzione non sarà
  più la Costituzione del nostro Paese
   Ecco perché noi ci mobiliteremo
   Lo  abbiamo fatto come scelta in questa occasione; oggi, saremo in
  piazza  per  discutere con i nostri cittadini, con le donne  e  gli
  uomini  che saranno presenti, però, signor Presidente, io  concludo
  dicendo ancora una volta una cosa che a me sembra necessaria.
   Signor  Presidente,  noi abbiamo fatto un dibattito  in  Aula  che
  riguardava  la riforma del cosiddetto  regionalismo differenziato .
  E'  stato  un  dibattito  -  mi  si  permetta  -  asfittico.  Siamo
  intervenute  le minoranze, per la maggioranza ha risposto  soltanto
  un  rappresentante del Governo, allora l'onorevole Falcone,  e  non
  c'è stata alcuna discussione. Ma la cosa ancora più grave è che non
  c'è stata una votazione di un documento
   Era  un dibattito senza un minimo di introduzione che avrebbe -  a
  mio   parere   -   dovuto  fare  la  Presidenza,  con  l'autorevole
  considerazione preliminare da parte del Presidente della Regione.
   Non  capisco perché il Governo della Regione e quest'Assemblea,  e
  soprattutto la maggioranza, debbano trascurare quello che è un atto
  fondamentale.
   Noi  non siamo la sede del dopolavoro, siamo in uno dei Parlamenti
  più  rappresentativi  del  nostro Paese,  non  soltanto  perché  la
  Sicilia  è  grande per numero di abitanti ma perché  ha  tradizioni
  parlamentari che sono antiche nel tempo.
   Ecco  perché, signor Presidente, la richiesta che reitero  -  l'ho
  fatto  più volte, ci torno - è quella di discutere, perché noi  non
  stiamo parlando di un argomento qualsiasi.
   Stasera, i colleghi hanno fatto una disamina, che io condivido, di
  tanti  problemi  presenti  che - io spero -  determinino  un'azione
  concreta da parte del Parlamento nelle prossime settimane.
   Ma  c'è  un  tema  di fondo che noi non possiamo  e  non  dobbiamo
  allontanare: le riforme costituzionali.
   Una    riforma   che,   intrecciando   insieme   il   regionalismo
  differenziato  e  premierato, sconvolgerà la vita  democratica  del
  nostro  Paese, un'Italia che sarà divisa e soprattutto  in  cui  ci
  sarà  una  concentrazione di potere che negli altri Paesi  europei,
  non credo, sia stata di grandi esempi.
   Quindi,  signor  Presidente, mi permetto  di  sottolineare  questi
  aspetti.
   Spero,  mi  auguro, che la Presidenza decida di  fare  una  seduta
  dedicata  alle riforme costituzionali, con l'autorevole  Presidenza
  del Presidente dell'Assemblea e del Presidente della Regione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rinvio l'Aula a domani,  mercoledì
  19 giugno 2024, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 17.24 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         X SESSIONE ORDINARIA


                         117a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 19 giugno 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I. COMUNICAZIONI

     II. DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

      - Norne in materia di Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.  (n. 739/A
        - Stralcio II)

          Relatore: on. Caronia

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio