Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.23
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Come da nota ed acclusa certificazione prevenuta a
questa Presidenza e protocollata al n. 1269-PRE/2024 dell'11 giugno
2024, è stato comunicato che l'on. Cateno De Luca è in malattia a
far data dal 10 giugno 2024, nota cui ha fatto seguito ulteriore
certificazione medica protocollata al n. 1284-PRE/2024 del 12
giugno 2024.
Pertanto, fermo restando quanto prescritto dalla relativa
normativa interna dell'ARS per l'aspetto amministrativo, lo stesso
deputato è posto in congedo ai fini parlamentari, ai sensi
dell'art. 83 del Regolamento interno dell'Assemblea, a decorrere
dalla presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Precisazioni su programma-calendario dei lavori
PRESIDENTE. Preciso che il disegno di legge cui faceva riferimento
il programma-calendario dei lavori della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari dell'11 giugno 2024, comunicato nella
seduta n. 115 dell'11 giugno 2024, recava il numero 739/A , in
luogo di quello, corretto, di 739/A-Stralcio II .
Avverto che lo stesso programma-calendario è stato
conseguentemente aggiornato con gli estremi esatti del citato
disegno di legge, così come riportato nel resoconto stenografico
della seduta n. 115 dell'11 giugno 2024.
L'Assemblea ne prende atto.
Precisazione su interrogazione parlamentare n. 160
PRESIDENTE. Avverto che, nella nota di risposta dell'Assessore per
i beni culturali e l'identità siciliana all'interrogazione n. 160
nonché nella successiva nota integrativa, le quali saranno
pubblicate in allegato al resoconto stenografico della presente
seduta, viene riportato quale primo firmatario dell'atto ispettivo
l'onorevole Roberta Ragusa , in luogo del nominativo corretto, on.
Roberta Schillaci .
L'Assemblea ne prende atto.
e ambiente"
Differimento dello svolgimento della programmata Rubrica
Territorio e ambiente
PRESIDENTE. Comunico che, con riferimento alla rubrica ispettiva
Territorio e ambiente prevista per la seduta di domani 19 giugno
2024, a seguito della nota (protocollata al n. 3684-ARS/2024 del 12
giugno 2024) del Capo di Gabinetto dell'On. Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, designato per i rapporti tra il
Governo e l'Assemblea regionale, si era trasmesso (con nota prot.
n. 16790-DIG/2024 del 17 giugno 2024) l'elenco degli atti ispettivi
da svolgere nella citata seduta d'Aula.
Pur tuttavia, con note pec protocollate ai numeri 16822 e 16823-
DIG/2024 del 17 giugno 2024, l'Assessore per il territorio e
l'ambiente ha rappresentato che giorno 19 giugno p.v. è convocato a
Roma dal Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Ambiente e
della sicurezza energetica per una riunione relativa agli incendi
boschivi nella Regione siciliana.
Ciò premesso, lo svolgimento della programmata rubrica ispettiva è
differita ad altra data.
L'Assemblea ne prende atto.
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della Rubrica
"Famiglia, politiche sociali e lavoro"
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno recante:
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della rubrica
"Famiglia, politiche sociali e lavoro".
Si passa all'interrogazione n. 860 "Chiarimenti ed iniziative per
scongiurare la chiusura dell'I.P.A.B. "Salvatore Bellia - S. Luigi
Gonzaga - Costanzo Cuore" di Paternò a prima firma dell'onorevole
Saverino ed altri.
L'onorevole non è in Aula. Ci sono però i colleghi del PD.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente si
richiama la normativa regionale in materia di istituzione pubblica
e di assistenza e beneficenza.
Il decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207, "Riordino del
sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza a
norma dell'articolo 10 della legge 8 novembre 2000, n. 328", con
cui lo Stato ha disposto una nuova disciplina delle IPAB,
trasformate e riordinate in aziende pubbliche di servizio alla
persona o in persone giuridiche di diritto privato, in Sicilia non
ha avuto ancora alcuna attuazione pur essendovi alcune iniziative
legislative in corso depositate in Assemblea.
Mentre a livello nazionale, il Legislatore è intervenuto sul
riordino del settore con il citato decreto legislativo, in Sicilia
è tuttora contenuta nella legge 17 luglio 1890 n. 6972 - cosiddetta
legge Crispi - e nel regolamento di attuazione approvato con Regio
decreto il 5 febbraio 1981, n. 99, tutt'ora vigenti e nella legge
regionale 9 maggio 1986, n. 22 "Riordino dei servizi e delle
attività socio assistenziali in Sicilia". Pertanto, le IPAB,
presenti sul territorio della Regione siciliana, sono attualmente
riconosciute come enti pubblici, non economici, dotati di
personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia statutaria,
patrimoniale, gestionale, finanziaria ed amministrativa.
Ciò premesso, i più recenti disegni di leggi di riordino delle
IPAB presentati, non hanno avuto ancora il seguito legislativo
previsto, ciò in quanto gli interventi di riforma proposti sono
stati sempre riferiti alla totalità degli enti che presentando
differenti caratteristiche ed esigenze di tipo gestionale,
finanziario e strategico, hanno reso difficile una soluzione
univoca soprattutto dal punto di vista finanziario e funzionale.
Lo stato di crisi delle IPAB è ormai storicizzato, il mancato
intervento legislativo e il protrarsi dell'inerzia a non volere
dichiarare la liquidazione delle stesse è stato un rimedio peggiore
della dichiarazione di estinzione. Infatti nel tempo, nell'ultimo
ventennio, è aumentato esponenzialmente in modo incontrollato, il
debito della suddetta istituzione nei confronti di terzi, compresi
i lavoratori per mancata corresponsione delle retribuzioni e cosa
ancora più grave per il mancato versamento dei contributi
previdenziali presso l'INPS che ammonta a diversi milioni di euro.
La mancanza di interventi nelle strutture negli immobili di
proprietà ha inoltre creato un depauperamento del valore degli
immobili e un aumento della spesa degli interventi, in alcuni casi
oggetto di ordinanze sindacali per pubblica incolumità. Gli
interventi a soccorso, nei pochissimi casi in cui ci sono stati due
casi in provincia di Trapani in provincia di Catania, sono stati
oggetto di critica politica e di malcontento da parte dei
dipendenti delle altre IPAB che non percepiscono stipendio,
facendosi rilevare una disparità di trattamento e un privilegio
solo per alcuni.
Al di là dei commenti più o meno condivisibili c'è uno stato di
bisogno che riguarda una platea di dipendenti, interventi sporadici
che non sono utili a rilanciare la struttura costituiscono semplici
sovvenzioni destinate ad esaurirsi in un arco temporale già
passato.
Gran parte delle IPAB sono in uno stato di crisi tale per cui
l'intervento economico non consente un rilancio delle strutture
attraverso la ricostituzione di un equilibrio di bilancio,
trattandosi di crisi strutturale, in altre parole non sono in
condizione di stare sul mercato e di sostenere la legge della
domanda e dell'offerta in un equilibrio economico.
A nulla sono valsi gli interventi finanziari che ogni anno il
legislatore dispone ai sensi della legge regionale numero 71
dell'82, il legislatore è libero di potersi determinare in un
contributo ad hoc, non è certo compito di un Assessore proporre
interventi per un singolo ente.
Andando più semplicemente all'oggetto dell'atto ispettivo, la
dichiarazione dello stato di crisi disposto con delibera del
Commissario, peraltro sospesa sine die, è una valutazione e una
responsabilità che il commissario, per quanto accennato in
premessa, assume in proprio. Le IPAB infatti godono di autonomia
finanziaria, decisionale e patrimoniale.
Fatte queste premesse, l'interrogazione mi permette di informare
quest'Aula dello stato di crisi irreversibile in cui versa la
stragrande maggioranza delle IPAB e anticipo le iniziative in campo
per affrontare l'emergenza.
Non è più il tempo di tergiversare né di pensare che una
fantomatica riforma vagheggiata da tutti i governi che si sono
succeduti nel tempo possa essere la soluzione per tutte le
istituzioni. Occorre prendere coscienza dello stato attuale delle
IPAB siciliane, delle loro capacità finanziarie, delle loro
capacità di erogare servizi a fronte di una offerta concorrente
meno gravosa economicamente per gli utenti rispetto a quella
offerta delle IPAB.
Al riguardo basta fare una semplice riflessione. Le opere pie
antesignane delle contemporanee IPAB dovevano infatti la loro
creazione alla pietas, alla caritas di genesi umana che, attraverso
lasciti testamentari e donazioni da parte dei benefattori,
erogavano i servizi oggi delle IPAB.
Oggi, con il proliferare degli enti del terzo settore che godono
di vantaggi anche fiscali l'offerta del privato è pari e a volte
migliore, anche se tante volte purtroppo elusiva delle norme della
legge di quelle offerte dalle IPAB i cui costi di gestione proprio
perché sono grandi strutture, sono enormi e non sostenibili
rispetto alla domanda dei servizi. Pertanto, ormai è
improcrastinabile che questi enti provvedono al ripianamento dei
debiti con risorse proprie vendendo il patrimonio che non produce
rendita, procedono alla fusione ove possibile per contenere i
costi, liberare risorse per pagare i debiti e in ultimo, se ciò non
fosse sufficiente, procedere alla liquidazione.
Pensare di provvedere con interventi straordinari per risanare i
debiti e costruirne di nuovi è un percorso battuto da decenni i cui
i risultati si sono rivelati fallimentari e sono sotto gli occhi di
tutti.
Si ritiene pertanto strategico e prioritario intervenire con
mirati interventi normativi chirurgici a modifica dal contesto
normativo esistente, privilegiando in prima battuta le IPAB sulle
quali insistono gravi problematiche di tipo gestionale, finanziario
che non svolgono più la loro missione istituzionale e che per lo
più coincidono con quegli enti che nel tempo sono stati interessati
dagli effetti della sentenza n. 135/2020 della Corte Costituzionale
che come è noto aveva riconosciuto l'illegittimità costituzionale
dell'articolo 34, comma 2 della legge regionale 2286 che
disciplinava il processo di estinzione delle IPAB.
Tale procedura infatti prevedeva che il personale, le passività ad
esso connesso, in casi di crisi irreversibile e relativa insolvenza
degli enti, passassero direttamente al Comune territorialmente
competente generando incondizionatamente un rischio di dissesto
finanziario per i Comuni.
Giova sottolineare che la Corte Costituzionale con la sentenza in
parola aveva evidenziato l'obbligo per il legislatore regionale di
provvedere alla complessiva risoluzione del problema delle IPAB in
dissesto.
Un intervento normativo in tale direzione è in itinere e si
ritiene possa rappresentare un freno ai numerosi e continui
contenziosi promossi dal personale e dai fornitori delle IPAB nei
confronti della Regione che hanno comportato e comportano continue
procedure esecutive per le quali è evidente il tentativo di
coinvolgere direttamente in solido anche la Regione per una sua
presunta responsabilità quale organo di vigilanza generando, per
quanto contestabile, un debito fuori bilancio a carico della
Regione.
La proposta normativa inoltre intende contenere il depauperamento
del patrimonio immobiliare delle IPAB, in alcuni casi di notevole
pregio, minacciato dalle procedure esecutive in corso su istanza
dei creditori senza alcun controllo da parte della Regione che come
destinatarie ha le IPAB che risultano con attività totalmente
parzialmente sospesa, per le quali è evidente l'impossibilità di
conseguire lo scopo statutario o per le quali manifesta la grave
situazione economica e finanziaria. Contiene anche le modalità
d'impiego del personale assunto a tempo indeterminato presso le
suddette istituzioni che, a seguito della liquidazione, confluisce
in un elenco ad esaurimento, dal quale potranno attingere gli enti
locali, i distretti socio assistenziali, le Asp gli enti di cui
all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, anche
per mobilità, e gli enti e le associazioni che ricevono
finanziamenti dalla Regione per la realizzazione di progetti in
ambito socio sanitari che la Regione finanzierà con una quota parte
dello stanziamento di cui alla legge regionale n. 71 del 1982.
In ogni caso, il decreto legge non è in contrasto con una futura
riforma ma faciliterebbe un riordino complessivo perché taglierebbe
i remi secchi, gli enti in dissesto che sono la causa ostativa
all'adozione di una riforma organica del settore.
PRESIDENTE. Assessore Albano, grazie per l'esaustiva risposta.
Le chiedo, però, prima di dare la parola all'onorevole Saverino,
se è possibile, per le prossime risposte, essere un po' più
sintetica, magari facendo una brevissima introduzione e poi andare
subito alla risposta perché altrimenti, anche per i colleghi viene
difficile pure seguire un po' tutta la risposta orale.
Ha facoltà di intervenire l'onorevole Saverino per dichiararsi
soddisfatta o meno della risposta.
SAVERINO. Presidente, onorevoli colleghi, assessore Albano,
innanzitutto grazie per la sua risposta, naturalmente io comprendo
anche la situazione debitoria importante che ha l'IPAB Salvatore
Bellia di Paternò.
Ciò non toglie che da diversi anni ospita 42 persone, ha 10
dipendenti vincitori di concorso e 16 figure professionali a
contratto che, nonostante non ricevessero in questo periodo lo
stipendio ormai da diversi mesi, hanno continuato a prestare la
propria attività lavorativa e l'assistenza agli ospiti, garantendo
comunque sempre un servizio ed anche lo svolgimento di una funzione
sociale importante per tutto il territorio di Paternò e non solo.
Quindi, comprendo le difficoltà che ci sono, e ho visto che c'è
anche una difficoltà a portare avanti una riforma, per quanto
riguarda le IPAB.
Però, è anche vero che comporterà per tutti i lavoratori grosse
difficoltà, non solo perché tutti i dipendenti di ruolo saranno
costretti a essere messi in mobilità ma molti - quelli a contratto
- cesseranno definitivamente anche il proprio lavoro, il loro
rapporto di lavoro. E non solo.
I 42 ospiti dovranno anche cercare altre soluzioni se non
addirittura tornare a casa, lasciando scoperto un territorio su
interventi che sono poi fondamentali nella vita di tutti i giorni
per le persone.
Si era chiesta anche la possibilità di istituire un tavolo tecnico
per mettere a confronto tutti gli organi competenti per cercare di
trovare una soluzione sulla questione in oggetto e quindi anche per
capire quali progetti potevano essere finalizzati per il rilancio
dell'IPAB stesso.
Però, appunto, mi rendo conto che forse la situazione debitoria ha
creato una impossibilità di portare avanti questo ma, a quanto ho
compreso oggi, è generalizzato un po' tutta all'IPAB questa
situazione.
Credo che, comunque, la Regione ne debba prendere atto, e debba
anche considerare se questa è la strada giusta per risolvere il
problema, e se risolvere le situazioni debitorie delle varie IPAB
potrebbe essere anche una gestione più oculata e - nello stesso
tempo - dare dei servizi ai territori.
Quindi, Assessore, lei naturalmente ha dato una risposta completa,
e non posso che condividerla.
Naturalmente, la speranza è sempre che si possano trovare altre
soluzioni piuttosto che la chiusura per cercare di non togliere un
altro servizio - quel po' che rimane anche di assistenza sociale e
anche sanitaria nei confronti di alcuni territori che sono forse un
po' meno considerati
Mi dichiaro parzialmente soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 866 "Chiarimenti in
merito alla risoluzione dei problemi tecnici del portale SILAV", a
firma dell'onorevole Catanzaro ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Allora, per fare una sintesi premetto che, intanto, a tutte
queste interrogazioni è stata già inviata, a suo tempo, l'anticipo
scritto della risposta, quindi evito di fare la citazione, per
essere più ristretta possibile, delle norme.
In ordine ai problemi tecnici rilevati, essi sono determinati
dalla complessità dei sistemi di cooperazione applicativa e alla
difficoltà di interscambio tra la Regione siciliana, il Ministero
del Lavoro, l'INPS e ANPAL, che a causa dei continui e necessari
aggiornamenti e adeguamenti dei predetti sistemi informativi,
finalizzati alla gestione delle varie misure introdotte con il
decreto legge n. 85 del 2023, e destinate agli ex beneficiari del
reddito di cittadinanza, e all'elevato numero di utenze che la
Regione siciliana si trova a gestire, si rappresenta che, attesa la
prossima scadenza contrattuale con Rt e T s.p.a. group, si è
provveduto, con determina del dirigente generale del Dipartimento
lavoro, ad affidare la gestione, conduzione e assistenza tecnica
del sistema informativo del lavoro, alla società "Sicilia Digitale"
per un periodo di 36 mesi.
Nelle more, è stata simulata una proroga tecnica con l'attuale
gestore, dopo il quale il servizio verrà affidato a "Sicilia
Digitale".
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di intervenire
l'onorevole Catanzaro per dichiararsi soddisfatto o meno della
risposta.
CATANZARO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione 871 "Notizie in merito
allo stato di attuazione dell'articolo 7 della legge regionale 31
luglio 2003 n. 10 "Concorso alle spese per le adozioni
internazionali" a firma dell'onorevole Venezia ed altri. Prego
Assessore, anche qui, se riuscisse a fare una sintesi, le sarei
grato.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Allora, non citando tutto il pregresso fino al 2020, il
tema posto con l'atto ispettivo del rifinanziamento del fondo di
cui all'articolo 7 della legge regionale n. 10 del 2003 per il
contributo alle spese sostenute da coloro che intendono adottare
minori con procedure di adozione internazionale, è all'attenzione
dell'Assessorato Famiglia.
I signori deputati interroganti hanno opportunamente evidenziato
che la diminuzione significativa delle adozioni internazionali può
essere ricollegata alle gravi situazioni di crisi, sia
epidemiologiche che belliche, che hanno colpito appunto la comunità
internazionale a partire dal 2019.
È opportuno segnalare che, comunque, dalle medesime fonti di
informazione utilizzate dei signori deputati interroganti, risulta
un calo generalizzato delle adozioni internazionali che coinvolge
tutte le Regioni italiane, con un trend in costante e rapida
discesa negli ultimi cinque anni, salve una lieve e non duratura
ripresa che si è rilevata nel secondo semestre del 2022.
Può essere utile evidenziare che gli stessi dati dell'Istituto
degli Innocenti, relativa alla distribuzione percentuale
dell'adozione internazionale distribuiti per Regione, devono essere
opportunamente interpretati. Il significato di questi dati,
infatti, può risultare parzialmente diverso alla luce di altri dati
statistici di carattere generale, che ovviamente non sono
utilizzati dal CAI.
In particolare, si potrebbero individuare significative
correlazioni con i dati statistici generali per cogliere con
maggiore evidenza il significato dei dati utilizzati. Lasciamo
perdere queste comparazioni...
Il contributo delle spese sostenute per l'adozione internazionale,
in base al decreto n. 90 del 2018, è stato definito nella misura
massima di 5.000 euro per le famiglie con ISEE inferiore a 35.000
euro per gli anni 2013-2018, e comunque nei limiti delle risorse
disponibili in base al bilancio della Regione.
Premesso quanto sopra, ovviamente si condivide l'esigenza di
sostenere nei limiti di competenza, fatto salvo il principio di
gratuità dell'adozione di cui alla legge 1184 /1983, l'impegno
della scrivente non può andare oltre i limiti dettati dalle vigenti
leggi di bilancio di stabilità finanziarie e si deve,
necessariamente, risolvere nella proposta di rifinanziamento del
capitolo di bilancio relativo all'articolo 7, legge regionale
numero 10 del 2003.
Sarà competenza dell'Ars implementare il capitolo con le risorse
adeguate al fabbisogno individuato sulla base dei provvedimenti
giudiziari di adozione e per gli anni per i quali non sono stati
erogati contributi. Il mio impegno è quello di proporre in sede di
bilancio di previsione un congruo stanziamento anche se i dati che
emergono in Sicilia nell'ultimo quinquennio non sono molto
confortanti. Penso anche, al di là del fatto economico, la
diminuzione della domanda è dovuta sia alla lungaggine dell'iter
burocratico e da una cultura inversa rispetto al dettato normativo:
dare una famiglia al minore e non viceversa.
La normativa in materia intende tutelare il minore, non garantire
un figlio alle coppie che non lo hanno. Il compito del Governo
regionale in tale direzione è di abbattere quegli ostacoli di
carattere economico-sociale e culturale che costituiscono un limite
all'applicazione della legge. Tale argomento sarà portato
all'attenzione dell'Osservatorio regionale della famiglia che ho
recentemente costituito.
PRESIDENTE. Onorevole Venezia come si dichiara?
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Albano.
Nel 2003 la Regione siciliana si è dotata di una legge per
sostenere le adozioni internazionali, esattamente la legge 10 del
31 luglio 2003. Questa norma è stata attuata fino al 2019 e, dagli
anni successivi, diciamo la Regione non ha più inserito le risorse
nell'apposito capitolo di spesa e non ha più emanato nessun bando
per sostenere diciamo le famiglie che scelgono l'adozione. Nel
frattempo, c'è stato il Covid-19 che ha influito, inevitabilmente,
diciamo sul blocco delle adozioni.
La crisi determinata dalla pandemia, e i risultati dai dati che
sono stati pubblicati dalla Commissione Adozioni internazionali,
vedono la Sicilia come una delle regioni con un calo che supera il
30%. Nel 2019, ci sono state solo 50 adozioni per 34 coppie.
Noi, al di là della risposta diciamo di rito da parte sua,
Assessore, che mette in evidenza il quadro attuale, chiediamo un
impegno. Chiediamo che nelle prossime variazioni di bilancio venga
ripristinato il capitolo relativo ai contributi per le adozioni,
parliamo non di milioni di euro, ma parliamo di qualche decina di
migliaia di euro rispetto ai dati in nostro possesso e, come dire,
torniamo ad attuare una norma importante che in un momento come
questo può servire a sensibilizzare e a sostenere quelle famiglie
che scelgono, appunto, l'adozione.
È un impegno, assessore, che noi le chiediamo, e siamo
parzialmente soddisfatti dalla sua risposta, saremo assolutamente
soddisfatti quando vedremo nelle prossime imminenti variazioni di
bilancio che il capitolo verrà riattivato, e l'Assessorato della
famiglia emanerà un bando per ripristinare queste risorse e
assegnarle per le finalità previste dalla legge.
PRESIDENTE. Onorevole Venezia, come si dichiara?
VENEZIA. Parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 885 "Chiarimenti ed
iniziative per creare o implementare servizi educativi per la prima
infanzia" a prima firma Saverino ed altri.
Prego, Assessore.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. In merito alle iniziative intraprese dall'Assessorato
Famiglia, politiche sociali e lavoro, che si elencano di seguito a
valere sul PO FERS 2014/ 2020 azione 9.3.2 e Fondo Nazionale per la
famiglia 2010/2012 "Aiuti per sostenere gli investimenti nelle
strutture di servizi socio-educativi per la prima infanzia", sono
state destinate risorse per circa 11 milioni di euro agli enti del
terzo settore per il finanziamento di numero 68 progetti per la
realizzazione di asili nido la cui attuazione è in fase di
definizione.
Con l'Azione 9. 3.1 del PO FESR 2014/2020 "Finanziamento per la
realizzazione di asili nido, centri ludici, servizi integrativi per
la prima infanzia, ludoteche e centri diurni per minori, comunità
socio-educativi", sono stati finanziati complessivamente numero 19
progetti di cui la metà per asili nido, la cui attuazione è in fase
di definizione.
Con il Fondo nazionale per le politiche della famiglia - intesa
2010/2012 è stato emanato l'Avviso per la richiesta di aiuti per
sostenere gli investimenti nelle strutture di servizi socio-
educative per la prima infanzia rivolto agli enti del terzo
settore, per l'importo complessivo di 4 milioni di euro.
È in corso la definizione della graduatoria che vedrà il
finanziamento di numero 26 asili nido.
Con il progetto regionale in Sicilia FESR 2021 /27 sono state
destinate ulteriori risorse per il rafforzamento e qualificazione
dei servizi socio educativi, asili nido e strutture per l'infanzia,
per un totale netto complessivi di 38 milioni di euro destinati
agli enti locali e al terzo settore.
Per l'emanazione relativi agli Avvisi pubblici al fine di evitare
eventuale sovrapposizione si attende la riprogrammazione del PNRR
considerato che il programma destina risorse finanziarie per la
stessa tipologia di servizi.
Il PO-FESR più 2021/27 prevede l'azione "Interventi per rafforzare
l'offerta degli asili nido per circa 15 milioni di euro. Tale
intervento per il quale sarà emanato un Avviso pubblico prevede
misure economiche destinate alle famiglie per l'abbattimento delle
rette degli asili nido.
Siamo in una fase di immediato avvio della programmazione per
mettere a frutto le risorse che provengono da tutti i programmi
nazionali e comunitari, purtroppo questi strumenti non sempre sono
coordinati, quanto meno a livello temporale, il che spesso non
consente una vera e propria strategia sinergica anche in questo
ciclo di programmazione gli obiettivi di servizio e, quindi, gli
asili nido che ne fanno parte, sono centrali e catalizzano
un'importante quota di risorse.
Spesso però queste risorse sono destinate ad interventi in conto
capitale, quindi lavori e nuove realizzazioni di strutture seppur
mediante la ristrutturazione di edifici esistenti e pertanto dal
patrimonio.
Ma la componente strategica per consentire un vero cambio di
marcia, è accompagnare questi interventi con altrettante
significative dotazioni finanziarie che possano da una parte
sostenere la gestione di servizi esistenti, dall'altro accompagnare
l'implementazione del servizio sia in termini di nuova capacità
ricettiva che di ampliamento orario al servizio indispensabile per
rispondere in maniera efficace alle esigenze delle famiglie, delle
mamme lavoratrici.
Per questo, stiamo lavorando con gli uffici per individuare
risorse anche residuali precedente programmazione per dedicarla a
questo scopo.
Per quanto riguarda la competenza specifica della mia delega che
riguarda nell'ambito dello 0-6, servizi della prima infanzia, 0-3,
dagli asili nido ai servizi integrativi, già nella precedente
programmazione si è avviata una specifica linea di interventi per
l'implementazione dell'offerta territoriale, affiancando quella
pubblica dei Comuni a quella qualificata del privato sociale presso
il quale le Amministrazioni comunali possono avviare percorsi di
accreditamento o acquisto posti con le risorse messe a disposizione
dal decreto legislativo n. 65/2017 ed dal fondo di solidarietà
nazionale.
Si tratta di un intervento di aiuti in de minimis proprio a favore
del privato sociale per l'adeguamento
delle strutture e la loro iscrizione all'albo regionale.
Questa linea ha già avuto una prosecuzione con un avviso per il
quale è stata da poco emanata la graduatoria definitiva e prevede
un nuovo avviso entro l'inizio dell'anno prossimo, ciò a supportare
quel principio di integrazione ai servizi territoriali promosso
dallo stesso decreto legislativo 65 del 2017 che costituisce la
componente strategica per un concreto avanzamento all'indicatore di
presa in carico dei bambini e delle bambine siciliane.
Per quanto riguarda la necessità di adeguamento normativo delle
strutture esistenti, questa costituirà un focus specifico nei
prossimi avvisi per indirizzare le iniziative, soprattutto
comunali, a porre un'attenzione specifica sul tema che diverrà,
pertanto, oggetto di premialità.
Il numero ridotto delle istanze presentate a valere sul PNRR da
parte dei comuni ha molteplici motivazioni: intanto, il confluire
di più programmi e, pertanto, avvisi con la medesima finalità PO-
FESR-PSC-PRNN crea un inevitabile overbooking dall'offerta. Poi,
questa offerta deve essere gestita, quasi nella sua totalità, dalle
amministrazioni comunali che costituiscono il 90 percento dei
beneficiari previsti da tutti questi programmi.
L'importante carenza di personale specializzato e dedicato, a
fronte del progressivo invecchiamento dello stesso, con pianta
organica ridotta all'osso, soggetti responsabili spesso a scavalco
in varie amministrazioni comunali, crea una difficoltà tecnico-
amministrativa che limita moltissimo la capacità progettuale. Ma
certamente, il problema più incidente è che in tutti questi
problemi, tutti questi programmi, compreso il PNRR, dedicano
risorse essenzialmente alla realizzazione di contenitori di
servizio, quindi, infrastrutture, senza accompagnare tali risorse
con altrettante sulla sostenibilità degli stessi e, pertanto, la
loro gestione.
La limitatezza delle risorse che arrivano ai comuni e dal fondo
dipende da tutto questo. Seppur significative costituiscono un
reale deterrente per i comuni che vivono la crisi finanziaria
attuale. E' necessaria un'inversione di tendenza rispetto alle
modalità di intervento che hanno riguardato tutti i piani di
finanziamento da due programmazioni.
Questa parte che hanno riguardato i servizi per la prima infanzia
che sposti l'attenzione dalla realizzazione alle strutture alla
loro sostenibilità e che supporti l'ampliamento del servizio ma
anche eviti la chiusura, il ridimensionamento, dei servizi già
esistenti. In tale direzione, è mia intenzione portare l'argomento
in sede Conferenza Stato-Regioni.
Ho già avuto un incontro con il Presidente dell'Anci Sicilia,
mercoledì 12 giugno, nel quale si è affrontato l'argomento oggetto
dell'interrogazione.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Saverino come si dichiara?
SAVERINO. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi.
Assessore Albano, io ho ascoltato con molto interesse la sua
puntuale risposta e la ringrazio perché, appunto, ha affrontato
tutti i vari aspetti.
Lei sa bene quanto io tenga, e questo è un argomento a me molto
caro, perché quando si tratta di infanzia, più volte, mi sono spesa
su questo tema.
E naturalmente non possiamo che considerare che la Sicilia risulta
tra le regioni con meno servizi educativi per la prima infanzia e
in alcuni casi, purtroppo, mancano del tutto.
Non è un caso che nel Sud noi abbiamo, per quanto riguarda mense
scolastiche o tempo pieno, abbiamo il quindici percento in meno,
per quanto riguarda invece i nidi nel Meridione, siamo dieci
percento in meno, a differenza invece del Nord dove noi abbiamo più
ventiquattro percento.
E naturalmente sappiamo bene sia se partiamo dall'infanzia, ma
anche con i ragazzi più grandi, che proprio la mancanza delle
strutture, la mancanza del tempo pieno, porta i nostri studenti a
ricevere un anno e mezzo di formazione in meno rispetto ai ragazzi
del Nord.
Questo significa che poi, quando si dovranno affacciare al mondo
del lavoro, naturalmente, non riusciranno a essere competitivi come
i ragazzi del Nord.
Quindi, per noi è fondamentale che si possa veramente dare un
rilancio su questo aspetto e ho visto appunto le varie iniziative
che sono state portate avanti, ma lo dico soprattutto perché, non
solo noi dobbiamo affrontare anche un dato della bassa natalità
che è un declino demografico, che è molto importante nel nostro
territorio, e non solo, ma a tutto questo, la mancanza di strutture
e la mancanza di servizi porta anche la minor partecipazione delle
donne al mondo del lavoro che naturalmente è legata anche ai
carichi familiari. alla disponibilità di servizi per l'infanzia e
la cura e i vari modelli culturali.
Proprio dai dati ISTAT vediamo che le donne, proprio giù, in
Sicilia, quelle nel Meridione, sono coloro che hanno meno accesso
al mondo del lavoro e se ce l'hanno, troppo spesso, sono costrette
a fare un part-time e pur avendo anche un elevato titolo di studio
non riescono, proprio anche per questo motivo, a raggiungere
posizioni apicali.
E anche per quanto riguarda il PNRR, che lei ha appunto ha detto,
c'è stata la strategia che era proprio per raggiungere questa
parità di genere del 2021/2026 ma di fronte all'80% del Nord Est,
l'84,2% al Nord Est, noi abbiamo un valore minimo invece di
progetti presentati del 40% nelle Isole.
Quindi, proprio vediamo che, anche da questo punto di vista, noi
non riusciamo comunque neanche a tenere la media con il Nord.
Naturalmente io ho visto, Assessore, lei in maniera puntuale ha
citato i fondi risalenti alla Programmazione 2014-2020 oppure
quella del 2010-2012, lei ricopre questo ruolo da poco, quindi non
è responsabile di tutto ciò, però, oggi siamo nel 2024, e riteniamo
che questi interventi sono veramente fondamentali e necessari oggi,
ancor più di ieri, e quindi io la prego con la sua sensibilità,
visto che insomma più volte è stata vicina a queste nostre
richieste, quella di poter intercedere affinché questi progetti,
l'attuazione di questi progetti, che sono sempre in via definitiva,
invece si possano veramente vedere realizzati. E questo serve a
tutti noi, serve alle famiglie siciliane, serve alle donne
siciliane e soprattutto ai nostri bambini.
Questo è per cercare anche di colmare quel divario che c'è tra il
Nord e il Sud, quindi, naturalmente, sono soddisfatta e spero nella
sensibilità dell'assessore Albano nello spingere e vedere
finalmente attuate queste iniziative.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole, che si dichiara soddisfatta.
Si passa all'interrogazione 915 "Chiarimenti urgenti inerenti al
mancato riconoscimento dello status di vittima della mafia a Lia
Pipitone tragicamente uccisa a Palermo nel 1983", a prima firma La
Vardera.
Prego, assessore.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Presidente, salto tutta la questione normativa riguardante
le vittime di mafia.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. In ordine, diciamo, all'oggetto di questa interrogazione,
sinteticamente, in data 23/09/2023 è pervenuta al Dipartimento
della famiglia, l'istanza di assunzione di Alessio Cordaro, nella
qualità di figlio di Rosalia Pipitone, deceduta il 23/09/1983.
In uno all'istanza, veniva trasmessa un'informativa della
Prefettura di Palermo indirizzata al Ministero dell'Interno, avente
per oggetto la legge 302 del 1990, istanza del signor Cordaro
Alessio, nella quale veniva, altresì, rappresentato che la signora
Pipitone Lia non poteva considerarsi vittima innocente essendo la
stessa obiettivo dell'evento criminoso, né che avesse intrapreso
un'azione di contrasto contro la criminalità organizzata mafiosa ma
non riconoscendo di fatto lo status al signor Cordaro Alessio di
orfano di vittima innocente.
Pertanto, in assenza del riconoscimento ai sensi della legge
302/90, da parte del Ministero dell'Interno, per quanto sopra
esplicitato, il Dipartimento ha comunicato il non accoglimento
dell'istanza avanzata dal signor Cordaro.
Con nota del 26/03/24, è stato chiesto dall'Assessorato Famiglia
alla Prefettura di Palermo se fossero intervenuti fatti nuovi
rispetto a quanto comunicato dalla stessa al Ministero
dell'Interno.
Con un'altra nota del 26/03/24, è stata chiesto all'Ufficio, prima
Vittima del terrorismo e della criminalità organizzata del
Ministero dell'Interno se l'istanza di riconoscimento avanzata dal
signor Cordaro Alessio fosse stata esitata positivamente con
l'emanazione del decreto ministeriale di concessione dei benefici
di cui alla legge 302/90; ad oggi siamo in attesa di ricevere la
comunicazione da parte del Ministero.
Nel settembre scorso, nel quarantesimo anniversario
dell'assassinio di Lia Pipitone, l'Assessorato ha partecipato
all'inaugurazione di una panchina in memoria della donna e di
Rosanna Lisa Siciliano, uccisa dal marito carabiniere, in
quell'occasione abbiamo incontrato Alessio Cordaro ed ho chiamato
all'attenzione i miei uffici per valutare il caso nell'ambito della
nostra competenza.
E' evidente che qualora la Prefettura rilasci la certificazione
attestante lo status di vittime innocenti di mafia, gli uffici
potranno attivare in tempi celeri le procedure per l'assunzione. E'
una vicenda molto delicata al vaglio della Magistratura, delle
Forze dell'Ordine, dove il profilo è molto sottile.
Ci auguriamo che si possa dimostrare che Lia Pipitone sia vittima
incolpevole e innocente di mafia in quanto soggetto che si è
ribellata alla cultura mafiosa della sua famiglia d'origine;
sarebbe un riscatto per lei e un invito a tutti i familiari dei
mafiosi a ribellarsi alla cultura criminale, perché un'altra
strada, quella sana, esiste.
Onorevole Presidente, informo sugli ultimi sviluppi documentali
ricevuti nei giorni scorsi rispetto alla risposta già trasmessa con
nota del 10 aprile del 2024: il 20 maggio abbiamo ricevuto la
risposta da parte del Ministero, attivata con protocollo del 26
marzo 2024, tengo a precisare che nella richiesta inoltrata sia
alla Prefettura che al Ministero si è inserito - su nostro
suggerimento - la parte interessata proprio per consentirle di
partecipare al procedimento amministrativo finalizzata al
riconoscimento dello status, affinché la parte potesse portare
nuovi e maggiori elementi a suffragio della sua richiesta. Con la
citata nota, il Ministero ha confermato diniego. In data 14 giugno
ultimo scorso gli uffici dell'Assessorato hanno inoltrato una nota
con comunicazione di non sussistenza di nuove fattispecie che
possano consentire la revisione del procedimento, mancato
accoglimento della richiesta, come si evince dagli atti tutto è
stato composto affinché la parte potesse prendere parte in sede
giurisdizionale e fare valere le sue ragioni.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, come si dichiara?
LA VARDERA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo qui
rappresentato dall'Assessore Albano, io ho ascoltato attentamente
la sua analisi e ho chiaramente compreso che da parte vostra, da
parte del suo Assessorato sono state poste in essere tutte le
opportune valutazioni affinché potesse giungersi compiutamente e
positivamente a una situazione che onestamente - lei bene ha detto
- grida giustizia, perché lo ricordo, l'ha ricordato anche lei, di
Lia Pipitone, della sua storia, dovremmo essere tutti orgogliosi e
siamo tutti orgogliosi perché ha dato la possibilità in un contesto
assai complicato di vivere e confermando che è possibile, un'altra
Sicilia è possibile, la parte più bella della Sicilia.
Ebbene, io comprendo che lei, giustamente, fa riferimento a note
del Ministero, a note di carta bollata, protocolli, leggi e tutto
quello che può essere sicuramente conseguenziale a quella che la
legge ci dice che possiamo fare. Però, io credo che Alessio
Cordaro, che conduce una battaglia di dignità, una battaglia di
resistenza, preveda che cosa? Preveda che se il Governo pone in
essere tutte le condizioni perché è d'accordo, perché lei bene ha
detto che noi siamo d'accordo e vogliamo, vorremmo tanto assumere
Alessio nel comparto regionale, ma se c'è una Amministrazione cieca
in questo caso mi rivolgo a Roma, che continua in modo insensato a
non volere riconoscere lo status di questa vittima innocente di
mafia, perché Lia Pipitone è una vittima innocente di mafia Davanti
a questa risposta che non ha assolutamente senso, caro Assessore,
al di là della sua, come dire, positiva visione della vicenda
perché lei l'ha inquadrata bene, ha detto sì, noi vorremmo tanto,
però come diceva il cantante Fedez: "vorrei ma non posso".
Io non posso credere che ci dobbiamo fermare davanti a questa
risposta al vorrei ma non posso', perché credo che la politica
quando vuole e quando la politica si assume la responsabilità di
dire andiamo oltre, andiamo oltre le carte bollate, io mi sarei
aspettato un Presidente della Regione che per primo battesse i
pugni con Roma e dicesse non è possibile che questa famiglia ancora
una volta si faccian sbattere le porte in faccia Io non dico che
dal punto di vista formale e squisitamente, come dire, tecnico voi
avete torto. No, per nulla. Voi dal punto di vista tecnico-formale
state facendo quello che la legge vi dice di fare, cioè seguendo
pedissequamente tutto quello che ovviamente dovete fare. Ma qua
siamo ad un livello ulteriore, non della carta bollata in sé.
Perché ci sono delle cose, signor Presidente e Assessore, che vanno
al di là delle carte bollate o delle risposte scritte di questo o
di quell'altro Ministero e parlano di buon senso, che è una parola
che oggi in politica spesso e volentieri, molto spesso e
volentieri, non viene posta in essere.
Quindi, io mi auguro quasi che il Presidente Schifani,
l'Assessore, si vadano ad incatenare a Roma perché davanti a una
cosa di questo tipo è una battaglia della Regione intera, non è una
battaglia di un gruppo di quell'altro gruppo della visione che si
ha di quell'altro gruppo, è una battaglia di dignità
Una donna che dice no alle mafie è una donna che decide di mettere
cuore e passione in un momento in cui era complicato anche solo per
una persona potere dire no. Lei lo ha fatto
E cosa facciamo? Siccome la carta bollata del Ministero dice che
non è vittima perché la parolina si gioca sulla vittima, innocenza,
se non è vittima innocente e allora non l'assumiamo. Io questa
cosa, onestamente, non la comprendo.
E quindi io mi auguro che in questa battaglia, come lei ben diceva
Assessore, ci possiamo trovare nella stessa e identica situazione e
direzione perché voi siete al Governo, voi potete anche andando
contro quello che può essere il parere dello Stato perché noi siamo
una Regione che deve avere il coraggio di dire a volte anche mi
metto contro lo Stato quando quella norma non la condividiamo.
E lo potrei dire per tanti altri esempi, e dopo lo diremo, perché
qui in Aula ho portato le storie di vita umana, ma lo faremo alla
fine nell'intervento finale. Quindi, io non mi posso dichiarare
soddisfatto, assolutamente no
Sono soddisfatto perché comunque ha dato la sua spiegazione e ne
prendo atto, ma non sono soddisfatto nella risposta definitiva, nel
merito perché di più si deve fare per questa storia di quest'uomo
che merita più attenzione dei valori bollati.
E quindi andiamo oltre perché altrimenti ricanteranno la nuova
versione di: "vorrei ma non posso".
PRESIDENTE. L'onorevole La Vardera si dichiara non soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 960 "Notizie circa l'attuazione
dell'articolo 27 della l. r. numero 22 del 1986, come integrato
all'art. 38 della l. r. n. 9 del 2021 e successive modificazioni,
in materia di controlli sulle strutture assistenziali gestite da
privati" a firma dell'onorevole Giambona ed altri. Prego,
Assessore.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali ed il
lavoro. Con riferimento all'interrogazione si rappresenta quanto
segue.
La legge regionale 9 maggio 1986 n. 22, legge quadro in tema di
servizi socio-assistenziali disciplina il ruolo dei comuni nel
settore.
Diversamente dall'articolo 26 che disciplina l'albo regionale
delle istituzioni assistenziali, l'articolo 27 disciplina
l'iscrizione all'albo dei privati. I privati che gestiscono
strutture diurne o residenziali all'infuori di convenzioni e di
rapporti con gli enti locali sono tenute a iscriversi ad appositi
albi comunali al fine della vigilanza igienico-sanitaria sugli
ambienti adibiti all'attività svolte sul personale dipendente. La
vigilanza è esercitata dal comune territorialmente competente che
si avvale dell'unità sanitaria locale, oggi ASP, nel cui ambito
ricade la struttura.
Dal combinato disposto dei due articoli è evidente la differenza
delle due iscrizioni e della relativa vigilanza. Nel primo caso,
per delega della Regione, nel secondo caso per competenza diretta
degli enti stessi.
Si evidenzia che la norma dispone che i sindaci all'inizio di
ogni anno comunicano a questo Dipartimento i provvedimenti di
iscrizione o cancellazione intervenuti nell'anno precedente. La
comunicazione presuppone un'attività di controllo e vigilanza sulle
strutture al fine di verificare la permanenza dei requisiti.
Recenti episodi hanno fatto emergere talune criticità in qualche
struttura rilevata dalle Forze dell'ordine, a tal riguardo mi sono
attivata e con nota del 2 maggio 2024 è stata richiamata
l'attenzione dei comuni della Regione siciliana sull'applicazione
dell'articolo 27 della legge 22/86 e alla vigilanza di loro
competenza sulle strutture iscritte all'albo dei privati.
PRESIDENTE. Onorevole Giambona, come si dichiara?
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, questa
mia interrogazione, fondamentalmente, verte sul sistema di
controlli previsti dalla normativa attuale, quindi dall'articolo 27
della legge regionale numero 22 del 1986, nello specifico attiene i
controlli sulle strutture assistenziali gestite da privati, quelle
che sono le case di riposo su cui ripongono molte famiglie la
fiducia nell'affidare loro le persone anziane, le persone fragili.
E' evidente che anche in questi luoghi, dove ci sono persone più
in là con gli anni, debbono essere garantiti quelli che sono i
diritti essenziali: naturalmente il diritto ad essere curati, il
diritto alla salute, al rispetto della dignità umana, rispetto alla
vita privata a non subire sicuramente maltrattamenti e ad essere
garantito quello che è il benessere psicofisico.
La mia interrogazione, colleghi, nasce dopo l'ennesimo caso di
violenza che purtroppo si registra in queste strutture private. E'
ovvio che in questo contesto non vogliamo generalizzare perché ci
sono delle strutture efficienti che rispettano le regole, però, è
altresì vero che la cronaca è assolutamente piena di casi di
anziani che vengono maltrattati, che vengono mal curati,
abbandonati in scarse o precarie condizioni sanitarie e igieniche.
In alcuni casi abbiamo addirittura letto articoli di giornale in
cui alcuni vecchietti o alcune vecchiette vengono addirittura
legati o ingabbiati.
Nel 2021, stante appunto la criticità della situazione, fu il
Partito Democratico a proporre una modifica dell'articolo 27,
prevedendo dei puntuali controlli da parte dei comuni. E proprio su
questo aspetto, sulla integrazione proposta a suo tempo dal Partito
Democratico con l'articolo 38 della legge numero 9 del 2021 che
verte questa mia interrogazione, che è stata sottoscritta dai
colleghi del Partito Democratico tra l'altro.
Ho avuto modo di ascoltare la risposta dell'Assessore. Mi permetto
di dire che la mia interrogazione riprende quello che è l'impianto
normativo, abbiamo perfetta conoscenza della norma attualmente in
vigore, la risposta che vorrei sapere è l'attuazione di questa
norma, cara assessore. Se sono state erogate delle sanzioni e poi
mi risulta che l'assessore al ramo debba venire in Aula proprio a
riferire sullo stato di attuazione di questa norma.
Quindi, ritengo che probabilmente c'è stato qualche
misunderstandig sulla gestione di questa mia interrogazione perché
non vi è una risposta, c'è una riproposizione di quello che è
l'impianto normativo, che è di nostra conoscenza, anche perché
abbiamo piena consapevolezza che il settore delle gestioni delle
strutture private delle case di riposo debba essere assolutamente
attenzionato affinché vengano rispettati quelli che sono i diritti
fondamentali, i diritti essenziali e aggiungo anche i diritti dei
lavoratori, perché ci sono sempre più casi di lavoratori che
vengono sottopagati, ai quali non si applicano quelli che sono i
contratti collettivi, e sono soggetti a turni massacranti.
Quindi, invito l'assessore qui presente a raccordarsi anche con il
nucleo ispettivo dell'Ispettorato del Lavoro di Palermo affinché
venga fatto un lavoro certosino anche da questo punto di vista
perché ritengo che debba essere assolutamente una priorità da
portare avanti.
Quindi, sulla risposta, permetterà, io non mi ritengo soddisfatto.
Grazie.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali, il
lavoro. Signor Presidente, vorrei replicare
PRESIDENTE. Assessore, io eviterei l'ulteriore replica. Passiamo
avanti e in caso integra nella prossima interpellanza.
Si passa all'interpellanza n. 110 'Iniziative del Governo
regionale in merito ai tagli del servizio civile universale' a
prima firma onorevole Venezia.
Prego, Assessore Albano.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. In esecuzione di quanto previsto, appunto, dalla norma per
il servizio civile universale con decreto legislativo n. 40 del 6
marzo 2017, è stato istituito questo servizio che è finalizzato
alla difesa non armata e non violenta della Patria, materia
rientrante nella competenza esclusiva dello Stato ai sensi
all'articolo 117, comma 1, lettera d della Costituzione.
Il ruolo svolto dalla Regione, dalle Province autonome nell'ambito
del sistema è definito dell'articolo 7 dal decreto legislativo n.
40 del 2017 che individua al comma 1) le funzioni loro attribuite
concernente il coinvolgimento nelle attività di programmazione, di
valutazione dei programmi di intervento accentrato in capo allo
Stato e prevede al comma 2) la sottoscrizione di accordi tra la
Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione e le Province
autonome per lo svolgimento delle seguenti funzioni: formazione da
erogare al personale degli enti servizio civile universali,
controllo sulla gestione delle attività svolte dagli enti nei
territori di ciascuna Regione o Provincia autonoma, valutazione e
risultati relativi agli interventi svolti dagli enti realizzati nei
territori di ciascuna Regione o Provincia autonoma o città
metropolitana, ispezione presso gli enti che operano unicamente
negli ambiti territoriali Regione e Province autonome finalizzata
alla verifica della corretta realizzazione degli interventi nonché
da regolare impiego degli operatori del servizio civile universale.
L'istituzione di tale servizio ha portato un significativo
cambiamento al preesistente modello di servizio civile delineato
dal decreto del 2002. Con il servizio civile universale è stata
superata l'organizzazione distinta sul livello centrale e tanti
livelli regionali. Tra gli altri strumenti previsti da questa nuova
normativa vi è anche l'istituzione di un unico albo di servizio
civile universale articolato in sezioni regionali.
Considerato che ad oggi le funzioni previste dall'articolo 7 del
decreto legge del 2017 non hanno avuto attuazione, le Regioni,
compresa la Regione siciliana, in sede di tavoli presso la
Conferenza unificata hanno cercato più volte di intraprendere
un'interlocuzione con il Ministero delle politiche giovanili e del
servizio civile universale, ad oggi ancora in itinere.
Oggetto di tale interlocuzione è la ricerca della soluzione
organizzativa più idonea per il perseguimento delle finalità
previste dalla normativa attraverso la sottoscrizione di un accordo
quadro contenente le funzioni e i criteri generali ai sensi
dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 281 del 1997 tra
Governo, Regione e Province autonome.
Pertanto, in assenza della compiuta realizzazione dei principi
contenuti appunto nel decreto legge n. 40 del 2017, il previsto
apporto della Regione, anche in sede di programmazione risulta
essere molto limitato. E' interesse della Sicilia portare maggiori
risorse per ulteriori posizioni e rivedere l'attuale meccanismo.
Mi impegno a portare le giuste istanze in questa sede che sono
state puntualmente rappresentate in sede di conferenza Stato-
Regione. Occorre la piena attuazione dei principi contenente al
decreto legislativo n. 281 del 1997.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Venezia.
VENEZIA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, Assessore Albano.
La sua risposta alla nostra interrogazione ha centrato il tema che
avevamo posto, cioè che i criteri di distribuzione delle risorse
all'interno del sistema non hanno tenuto conto della territorialità
e hanno fortemente penalizzato territori come quello siciliano.
C'è da mettere in evidenza pure che, rispetto al bando del 2022
che è stato poi operativo nel 2023, c'è stato un taglio di circa
ventimila unità rispetto all'anno precedente e questo ha
penalizzato molto il Meridione d'Italia e la Sicilia.
Noi sappiamo quali servizi svolgono i volontari del Servizio
civile e cosa riescono a fare nelle comunità, nelle aree più
svantaggiate, per le persone più fragili. Un servizio assolutamente
importante che non può interrompersi per un meccanismo che non
tiene conto dei territori e delle esigenze dei comuni.
Per questa ragione, abbiamo voluto accendere i riflettori
attraverso questa interpellanza parlamentare. In passato, anche
altri colleghi, come l'onorevole Tiziano Spada, hanno posto la
questione del Servizio civile in quest'Aula, prendiamo atto
dell'impegno da parte del Governo regionale di interloquire con il
Governo nazionale per cambiare le modalità di attribuzione dei
punteggi e di tenere conto anche di criteri prettamente
territoriali. Riteniamo opportuno che vengano inserite delle
riserve per le aree marginali, i piccoli comuni dove il lavoro,
l'impegno, il volontariato del Servizio civile riesce a dare un
impulso importante su vari settori: dall'apertura dei musei ai
servizi di accompagnamento per gli anziani, alla tutela
dell'ambiente, per fare qualche esempio.
Stamattina, in Commissione Bilancio', il Governo aveva presentato
un emendamento che stanziava 5 milioni di euro per scorrere la
graduatoria del Servizio civile nazionale per gli enti operanti in
Sicilia. Questo permetterà, in caso di approvazione, di poter
scorrere la graduatoria e dare la possibilità a poco più di 800
volontari di poter svolgere questo servizio importante.
Noi, come Gruppo parlamentare del Partito Democratico, chiediamo
che questo stanziamento venga aumentato a 10 milioni di euro,
anziché 5, per dare una maggiore copertura su tutto il territorio
regionale e che, ovviamente, venga data priorità agli enti che
hanno presentato progetti aventi sede legale in Sicilia.
Ci auguriamo che l'emendamento, che è stato stamattina accantonato
in Commissione Bilancio', venga riproposto in Aula nei prossimi
giorni e che il Governo sia sensibile a questa tematica che
riguarda non solo i giovani ma anche servizi importanti ed
essenziali per le comunità.
Per queste ragioni, ci dichiariamo parzialmente soddisfatti e
attendiamo passi concreti da parte del Governo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia, che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 988 "Chiarimenti sui fondi per i
distretti sociosanitari", a firma degli onorevoli Chinnici ed
altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Premesso che le modalità di trasferimento dei fondi
nazionali alla Regione negli anni hanno subito molte modifiche, si
rappresenta che la norma richiamata nell'interrogazione, adottata
durante il periodo pandemico, prevedeva il trasferimento di risorse
nazionali, previa rendicontazione da parte della Regione al
Ministero dell'avvenuto trasferimento ai distretti socio sanitari
di almeno il 75 per cento quale quota del fondo nazionale per le
politiche sociali, relativa alla seconda annualità precedente.
Pertanto, ai fini della suddetta rendicontazione, era sufficiente
che l'Amministrazione regionale trasferisse le risorse ai distretti
sociosanitari dopo l'avvenuta approvazione del piano di zona.
Questo meccanismo ha consentito alla Regione di acquisire
l'assegnazione del fondo nazionale per politiche sociali fino al
2020, finanziando in tal modo i piani di zona 2021.
Successivamente, ai sensi della suddetta previsione normativa,
richiamata all'articolo 3, comma 3, del decreto interministeriale
22 ottobre 2021, il Ministero ha condizionato l'erogazione delle
risorse spettanti a ciascuna Regione alla rendicontazione, da parte
dei distretti sociosanitari, all'effettivo utilizzo di almeno il 75
per cento, su base regionale, delle risorse ripartite nel secondo
anno precedente.
Detta rendicontazione deve essere effettuata da ciascun distretto
sociosanitario mediante l'inserimento degli atti di spesa nella
scheda "Rendicontazione fondo nazionale delle politiche sociali"
della piattaforma SIOSS. Pertanto, sul piano della spesa, così come
indicato nelle direttive regionali, è necessario che ciascun
distretto sociosanitario si attivi, inserendo nel sistema
informativo SIOSS - istituito dal Ministero del lavoro e delle
politiche sociali con decreto del 22 agosto 2019 - la
documentazione attestante la spesa sostenuta.
Questo Assessorato, per quanto di propria competenza, ha
provveduto a inserire nella suddetta piattaforma gli atti di
programmazione, a far data dal piano di zona 2019-2020, e le somme
assegnate a ciascun distretto sociosanitario.
Il mancato caricamento dei dati relativa alla spesa effettuata da
ciascun distretto sociosanitario per le singole annualità del Fondo
nazionale politiche sociali, non consentirà alla Regione di
accedere alle annualità successive del suddetto fondo, con la
conseguenza di non potere trasferire più risorse agli ambiti
territoriali per il finanziamento dei piani di zona successivi.
Al fine di supportare i distretti sociosanitari nelle attività
connesse all'attuazione dei piani di zona, nel mese di gennaio
2023, questo Dipartimento ha avviato il progetto a titolarità
regionale "Politiche sociali in Sicilia - supporto tecnico ai
distretti sociosanitari", gestito dal Formez.
L'esiguità del personale comunale, sia amministrativo che tecnico,
la proliferazione delle linee di finanziamento e dei relativi atti,
l'instabilità finanziaria della maggior parte dei comuni siciliani
sono alcuni degli elementi che hanno fortemente condizionato il
welfare siciliano. Da qui l'esigenza di prevedere un progetto a
supporto dei distretti sociosanitari per l'attività connessa alla
gestione, rendicontazione e valutazione di diversi fondi destinati
alle politiche sociali, soprattutto quelli provenienti dallo Stato,
per i quali necessitano adempimenti più specifici sul piano
gestionale e per i quali risulta urgente poter disporre di una
consulenza adeguata in grado di superare possibili gap formativi e
operativi che, di fatto, rallentano l'utilizzo tempestivo delle
risorse pubbliche a disposizione.
L'obiettivo non è, dunque, solo di fornire al distretto
sociosanitario l'apporto di alcuni profili tecnici e operativi per
lo svolgimento dell'attività di gestione, ma anche di rafforzare
competenze di gestione e governance già presente e interna alla
Pubblica Amministrazione, in una chiave di ottimizzazione
organizzativa e miglioramento dei saperi e delle conoscenze degli
individui coinvolti in questi processi.
Il progetto prevede delle task force interprovinciali composte da
set expertise e si concluderà entro il 2024. Attraverso il suddetto
progetto, è stato possibile monitorare lo stato di attuazione dei
diversi piani di zona, rilevando una performance di spesa limitata.
In ragione di ciò, l'attività di assistenza tecnica dei restanti
mesi verrà rafforzata presso quei distretti sociosanitari che
registrano ancora maggiori ritardi.
Mi riservo di trasmettere agli onorevoli interroganti i dati
relativi alle percentuali dei fondi, non appena gli uffici li
avranno acquisiti. Posso solo affermare che ad una prima
rilevazione la percentuale è molto bassa, per le note vicende che
riguardano le azioni dei distretti.
Alla luce di quanto esposto, al fine di ottimizzare le risorse
umane e finanziare in questione e risolvere le problematiche
accennate stiamo interloquendo con ANCI per valutare una riforma
del settore finalizzata ad istituire il distretto sociosanitario
quale oggetto giuridico, così come in altre Regioni d'Italia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Chinnici per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
CHINNICI. Grazie, signor Presidente. Che dire? Sicuramente,
diciamo, parzialmente soddisfatta dalla spiegazione puntuale
dell'Assessore ma assolutamente insoddisfatta perché,
evidentemente, le nostre preoccupazioni erano più che motivate e
siccome sappiamo che la sanità è uno dei vulnera più gravi della
nostra Regione, certamente diciamo le risposte purtroppo confermano
il sottoutilizzo di queste somme stanziate e, quindi, è veramente
per noi necessario e fondamentale un monitoraggio puntuale.
Quindi la prego, Assessore, di tenerci veramente informati perché,
purtroppo, spesso come abbiamo visto anche per altre situazioni non
bastano le task force, non bastano gruppi, cabine di regia e tavoli
perché viviamo in continue emergenze che emergenze non sono e, in
realtà, le risposte poi non arrivano
E' importante che stiate fornendo adesso supporto ai distretti
sociosanitari, però dico chiaramente è una realtà che conosciamo,
che sappiamo, ci arrivano sempre di più, appunto, preoccupazioni e
denunce di fatto del sottoutilizzo assoluto di queste somme e,
d'altronde, anche la risposta all'Assessore va in questo in questa
direzione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici, che si dichiara
parzialmente soddisfatta.
Si passa all'interpellanza n. 115 "Chiarimenti in ordine alla
decadenza dei consigli di amministrazione delle IPAB Casa di
ospitalità S. Teresa del Bambin Gesù' e Ignazio e Giovanni
Sillitti' di Campobello di Licata (AG)", a firma degli onorevoli
Catanzaro ed altri.
Io, se mi date l'okay, la trasformerei in risposta scritta
considerando... Va bene, quindi Assessore a questa interpellanza
diamo seguito con risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1004 "Interventi urgenti al fine di
revocare la sospensione degli orchestrali della Fondazione
Orchestra Sinfonica Siciliana e garantire la libertà di espressione
dei lavoratori" a firma degli onorevoli La Vardera ed altri. Ha
facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Il numero, Presidente?
PRESIDENTE. La numero 1004.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Io ho la 1041, non ho la 1004. Peraltro, dico, credo che...
Io ho la 1036, la 1041, peraltro la 1041 riguarda "Supporto per la
formazione e il lavoro".
No, non ce l'ho Presidente. Non so se...
PRESIDENTE. Assessore, questa la rinviamo. Onorevole La Vardera,
va bene?
LA VARDERA. Presidente, resto un po' esterrefatto. Noi aspettiamo
mesi per avere risposte dagli Assessorati, ci sono tre
interrogazioni in croce, perché ci devono anche dire quali sono le
risposte che dobbiamo avere rispetto, ovviamente, alle
interrogazioni che diamo perché, chiaramente, si fa anche una
cernita a monte di quelle che sono le interrogazioni dei singoli
deputati. Si viene in Aula, abbiamo tre interrogazioni in croce, su
tre interrogazioni in croce, una sfugge ed era fondamentale perché
era una interrogazione che riguardava una libertà di espressione,
di parola dei lavoratori dell'Orchestra Sinfonica Siciliana cui è
stato...
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Presidente
LA VARDERA. Che è successo?
PRESIDENTE. Prego, Assessore.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Chiedo scusa Interrogazione n. 1004 dell'onorevole La
Vardera. All'Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo
spettacolo. Quindi, l'abbiamo E' anche per l'Assessore per i beni
culturali oltre che per l'Assessore per la famiglia.
Mi hanno informato gli uffici che questa interrogazione è stata
inviata all'Assessore per i beni culturali.
PRESIDENTE. Va bene, grazie Assessore. Non riguarda diciamo le
competenze dell'Assessore.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Non è di nostra competenza.
LA VARDERA. Presidente, allora perché gli Uffici l'hanno
calendarizzata oggi? Perché parliamo di lavoro. Parliamo di un
gruppo di lavoratori dell'Orchestra Sinfonica Siciliana a cui è
stato impedito il diritto sacrosanto alla parola. Quindi, parliamo
di sviluppo, turismo e spettacolo? Parliamo di lavoro. L'Assessore
è competente in materia di lavoro. Di lavoro
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Mi scusi, è la Segreteria della Regione che l'ha inviata
in primis all'Assessore per il turismo.
PRESIDENTE. Assessore, va bene. L'Assessore si dichiara
incompetente. E' stata rinviata ad altri Assessorati.
Si passa all'interrogazione n. 1010 "Chiarimenti urgenti inerenti
lo scioglimento dei consigli di amministrazione delle IPAB Casa di
ospitalità S. Teresa del Bambin Gesù' e Ignazio e Giovanni
Sillitti' di Campobello di Licata (AG)". Questa è simile
all'interrogazione precedente. Onorevole La Vardera, se lei è
d'accordo, la trasformiamo pure questa con risposta scritta così
come abbiamo fatto con l'interrogazione precedente.
Si passa all'interrogazione n. 1036 "Notizie in merito al riordino
delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) e
sull'attuazione dei percorsi di riqualificazione/qualificazione del
personale , a firma degli onorevoli Giambona ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Questa è pure lunghissima, Presidente.
PRESIDENTE. Se può fare una sintesi, le sarei grato.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Intanto premetto che già la discussione sulle IPAB è
eguale a quella che abbiamo fatto in relazione a una precedente
interrogazione, credo quella di Paternò, per cui vi risparmio la
ripetizione soprattutto per quanto riguarda il dissesto economico
su cui versano tantissime IPAB siciliane, il decadimento
strutturale, perché ormai, come ho già detto, sono cambiati i
tempi, queste opere pie sono state donate da benefattori perché
dovevano accogliere minori, persone fragili e sono delle opere
enormi ingestibili, ce ne sono poche che sono produttrici anche di
molte risorse economiche ma si possono contare sulle dita delle
mani; la maggior parte sono tutte in dissesto finanziario, perché
gli enti del terzo settore che si occupano appunto del privato
sociale preferiscono avere, diciamo, dei locali da affittare in
base alle esigenze, cioè adesso non abbiamo più ricoveri di
bambini per 100, 200, 300 dove c'erano gli orfanotrofi, adesso le
leggi ci dicono che bisogna avere 15 bambini, quindi 5 mila metri
quadrati di una struttura non possono essere utilizzati per questi
fini.
Per cui non voglio più tornare su questo argomento. Abbiamo
proposto, adesso andrà in delibera di Giunta, una rivisitazione per
potere cercare intanto tutte quelle IPAB che sono strutturalmente
in decadenza, che non hanno alcun cespite, metterle in liquidazione
coattiva, cercare di tutelare i dipendenti che nel passato sono
stati assunti e sono senza stipendio, soprattutto senza alcun
versamento di contributo ma per tutto il resto non ci sarà nulla da
fare.
Allora, in ordine al secondo quesito, riscontro che in data 30
settembre del 2021 è stato sottoscritto tra l'Assessore per la
salute (quindi ci riferiamo al vecchio Governo), l'Assessore per la
famiglia e le organizzazioni sindacali confederali, un protocollo
di intesa approvato successivamente con decreto interassessoriale,
finalizzato all'attivazione di specifici percorsi di
riqualificazione professionale a favore dei dipendenti in servizio
presso le IPAB siciliane.
L'obiettivo è stato inserire tale personale sulla base del
fabbisogno dei posti disponibili o di nuove istituzioni presenti in
dotazione organica presso le aziende sanitarie provinciali.
Con decreto legge del 15 giugno 2022, è stata affidata al CEFPAS
l'attuazione di percorsi di riqualificazione/qualificazione,
attribuendo al centro anche l'onere di acquisire gli attestati di
qualifica già conseguiti, al fine di verificarne la veridicità e il
rispetto delle norme vigenti.
Con delibera del 21 settembre 2022, la direzione del Centro, ha
istituito l'ufficio speciale "corsi IPAB per OSS , per rendere più
efficace la gestione delle relative attività formative.
Vi risparmio una tabella dove sono rappresentate le qualifiche, i
numeri delle persone che hanno partecipato a questo bando, le
attività formative sono configurate in corso di qualificazione in
OSS, corsi di riqualificazione. I due corsi hanno completato le
attività d'aula in data 29 marzo 2023, i corsisti frequentanti
effettivi risultano numero 36.
Il CEFPAS ha attivato le procedure per la stipula delle
convenzioni di tirocinio con le ASP, ha comunicato che sono state
definite tutte le convenzioni con le ASP; risultano mancanti quelle
di Palermo e di Enna che non hanno ancora firmato la convenzione.
L'ASP di Caltanissetta ha firmato la convenzione il 4 aprile 2024.
Restano da avviare le visite mediche per l'idoneità della mansione
agli operatori prima dell'avvio del tirocinio che sarà svolto negli
ospedali di Caltanissetta, di San Cataldo e Gela.
Con tutte le altre Asp, sono stati già avviati i tirocini
aziendali dopo l'effettuazione delle visite di idoneità ai
corsisti. Dobbiamo sperare che questo personale dopo essere
qualificato, possa essere impiegato presso le nostre strutture
pubbliche, anche quelle accreditate, convenzionate in ambito
sociosanitario.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Giambona per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
GIAMBONA. Grazie, Presidente e onorevoli colleghi.
Ringrazio intanto l'assessore Albano che ha affrontato in diverse
interrogazioni la tematica delle IPAB e la condizione drammatica in
cui versano nella nostra Regione.
Questa mia interrogazione nasce intanto dalle segnalazioni delle
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e in
particolare dal confronto con alcuni lavoratori della provincia di
Palermo, dell'IPAB, per esempio, Palagonia, Santa Flavia,
Ventimiglia, che sono in una situazione, per così dire, drammatica.
Noi intanto dobbiamo partire dal quadro normativo di base. La
legge 328 del 2000, fondamentalmente, prevedeva la trasformazione
di questi enti di assistenza e beneficenza in aziende di servizi
alla persona.
La Regione siciliana ad oggi è l'unica Regione a non aver attuato
il percorso di riforma di queste strutture.
Sono state nel tempo annunciate l'attuazione, appunto, delle
riforme, una è stata presentata in questa legislatura anche dal
Partito Democratico ma, fondamentalmente, non abbiamo da questo
punto di vista nulla in concreto. Concordo con l'assessore Albano
su quelle che sono le tante criticità che attraversano le circa 35
strutture ed i poco meno di 200 dipendenti che a tutt'oggi
sarebbero impiegati, molti dei quali non ricevono retribuzioni da
mesi e mesi, non hanno i contributi versati da mesi e mesi, in
alcuni casi da anni.
Io credo che questo sia qualcosa di intollerabile per cui non è
più assolutamente rinviabile il tema e concordo con quanto
dichiarato dall'assessore Albano sulla difficoltà di rendere
nuovamente operative queste strutture, sulla difficoltà nel
rilanciarle.
E' altresì vero che dobbiamo evitare in ogni modo che si deteriori
ulteriormente un importante patrimonio immobiliare in loro possesso
ma dobbiamo ricordarci che i lavoratori che sono impiegati non
hanno una cassa integrazione, non hanno alcun ammortizzatore
sociale.
E, allora, abbiamo sicuramente una presa di coscienza rispetto a
quello che è il tema che questo Parlamento e il Governo regionale
devono affrontare sulle IPAB siciliane ma sul concreto credo che
occorra fare dei passi concreti ed in avanti. E' stato citato
quello che è il protocollo di intesa, sottoscritto nel 2021, ma
dobbiamo dare anche corretta esecuzione attraverso l'impiego delle
figure che possono essere utilizzabili nelle ASP siciliane, portare
avanti il percorso di riqualificazione di quelli che sono gli altri
dipendenti, prevedere degli ammortizzatori sociali ma anche
prevedere, Assessore e colleghi parlamentari, eventuali incentivi
alla fuoriuscita da parte di questo bacino perché ricordo a me
stesso e a voi tutti che l'età è molto avanzata e molti di questi
impiegati e operai hanno oltre sessant'anni, oltre che prevedere un
eventuale percorso di mobilità presso partecipate della Regione
siciliana o enti locali della Regione stessa.
Quindi, da questo punto di vista, in risposta a quella che è stata
la puntuale ricostruzione in questa e in altre interrogazioni da
parte dell'Assessore, mi ritengo parzialmente soddisfatto, anche se
chiedo che in questo scorcio finale della legislatura del governo
Schifani si dia una piena impronta affinché si dia risoluzione a
questa problematica e si dia dignità ai lavoratori che sono
impiegati nelle IPAB siciliane. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona, che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'ultima interrogazione, la n. 1041 "Chiarimenti sulla
mancata attivazione di corsi di formazione previsti dal supporto
per la formazione e il lavoro", a firma degli onorevoli Campo ed
altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Allora, per quanto riguarda gli aventi diritto al supporto
per la formazione e il lavoro, ad oggi risultano 29.093 domande
presentate, delle quali 3.144 percepiscono già il sussidio.
Nella fase iniziale in cui si è transitati dalla fine
dell'erogazione del reddito di cittadinanza a quello del supporto
formazione lavoro, i percettori di tale supporto hanno fruito di
una mensilità di beneficio in quanto agganciati alla misura di
politica attiva del lavoro, dell'orientamento specialistico erogata
dall'Agenzia per il lavoro a seguito di comunicazione al Centro per
l'impiego che aveva in carico il beneficiario. Si tratta di
politica, cosiddetta breve, che ha permesso l'erogazione di una
mensilità.
Le politiche più lunghe che permettono la regolazione su più mesi
a sussidio, come appunto quella della formazione, sono di
competenza del Dipartimento formazione professionale per cui
abbiamo assolto il nostro compito, il successivo spetta
all'Assessorato Formazione.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per dichiararsi
soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
CAMPO. Grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessore che, a questo
punto, ha appena dichiarato che non è di sua competenza quindi,
chiaramente, non ho avuto una risposta. E' da mesi che sento dire a
questa Regione, al presidente Schifani e agli Assessori che ci sarà
la presa in carico di queste 96 mila famiglie che, ad oggi, da
quando il governo Meloni ha sottratto loro il reddito di
cittadinanza, non hanno di che vivere, ma questa presa in carico si
è di fatto trasformata in una vera e propria presa in giro per
queste persone, perché il sussidio che era stato promesso,
supplementare al reddito di cittadinanza, è strettamente legato a
dei corsi di formazione che non sono mai partiti, dei corsi di
formazione che ad oggi non esistono nonostante le domande siano
state presentate. Sono domande di soggetti definiti "occupabili"
dalla Regione stessa e domande del tutto regolari.
Quindi, mi dichiaro insoddisfatta aspettando che, prima o poi,
partano questi corsi di formazione che possano dare queste 350 euro
di ristoro a queste famiglie che stanno soffrendo veramente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo, che si dichiarano non
soddisfatta.
Abbiamo finito con le Interrogazioni e interpellanze" della
Rubrica.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare, ai sensi dell'articolo 83,
l'onorevole La Vardera, l'onorevole Campo, l'onorevole Cambiano e
poi gli onorevoli Sunseri e Chinnici.
Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quel che resta
del Governo perché è abbastanza, diciamo, drammatico, vedere che a
distanza dalle elezioni europee il presidente Schifani continua a
latitare quest'Aula e, in questo momento, i giochi di partito e di
Palazzo sono attorno al fatto se il buon Edmondo Tamajo, detto
Tamaio, anzi detto Di Maio, perché nella scheda elettorale c'era
scritto Edmondo Tamajo, detto Di Maio, debba restare in Sicilia o
debba andare a Bruxelles perché, in questo momento, la politica
regionale è praticamente schiava di una, come dire, lottizzazione
del potere in ogni dove, in ogni margine, in ogni segmento del
potere e siamo qui in attesa di capire che cosa ne sarà di questa
Regione mentre questa Regione si appropinqua a una nuova stagione
che, mi auguro, non sia assolutamente come quella dell'anno scorso
ma che, purtroppo, le premesse sono abbastanza particolari alla
luce anche dell'incendio che ha colpito ieri sera la discarica di
Bellolampo e che, sicuramente, non guarderà e non resterà a
guardare e mi auguro che non accadrà così
In quest'Aula, come per le scorse volte, una nuova rappresentanza
delle persone che hanno perso la loro casa, ce ne sono almeno sette
qui presenti, tra cui uno in particolare che addirittura ha perso
l'intera palazzina di casa sua e che per diversi mesi è stato
costretto a vivere in una macchina, ma ci sono quelli che hanno
perso le loro aziende, ci sono soggetti che hanno perso le case, le
seconde case, soggetti che a causa di una politica ignava hanno
avuto dei danni allucinanti a seguito degli incendi e sono venuti
qui in Aula e a loro, che sono in mezzo al pubblico, va un pensiero
di ringraziamento. Lo ricorderà l'onorevole Chinnici che è qui
presente, siamo stati ricevuti dal presidente Schifani qualche mese
fa, con grandi rassicurazioni: "La Vardera non ti preoccupare, noi
non lasceremo nessuno indietro, noi non lasceremo nessuno
indietro ".
Ebbene, se il sottoscritto non avesse portato avanti l'emendamento
che metteva trecentomila euro, hai voglia se vi lasciavano
indietro Quei 3 milioni che vi hanno dato, che sono pannicelli
caldi, perché parliamo di pannicelli caldi, nemmeno quelli avreste
avuto
Allora, siamo davanti a questi soggetti che hanno perso tutto a
causa degli incendi e oggi l'unica risposta che si sono sentiti
dire è: Vi diamo questi 3 milioni di euro - l'IRFIS fa questo
bando di avviso pubblico per dare qualcosa come fino a 50 mila euro
a gente che ha perso le proprie case e addirittura gente che ha
perso case per un valore di oltre 300 mila euro - vi diamo 50 mila
euro e dopo si vede , però, nel frattempo, siamo qua a disquisire
se Tamajo se ne va in Europa o chi sarà il prossimo assessore al
posto della Pagana; cioè siamo ridotti al lumicino, una Regione che
è completamente ai limiti del collasso
Ieri nominano i manager della sanità e, diceva bene Roberto
Puglisi su Live Sicilia "Non dobbiamo fare i manager della sanità,
dobbiamo rifare la sanità in questa Regione", non è cambiando gli
uomini o confermando i manager della sanità che si cambia questa
Regione, ma è rifarla da capo e se in questo momento l'Assessorato
alla sanità è in palio al primo che viene - perché in questo
momento di questo stiamo parlando - o se l'Assessorato
all'agricoltura è in palio a chi ha preso più voti o meno voti,
mentre ci sono gli animali che sono costretti a bere dal fango,
perché sono queste le immagini devastanti che ci restituisce oggi
Repubblica ... Non c'è più acqua, siamo davanti a una situazione
di precarietà e oggi in Aula ci sono due deputati della maggioranza
e un assessore che deve venire qua a rispondere alle interrogazioni
- vivaddio perché lo fa - e il Presidente della Regione Schifani
che latita, è un latitante politico Renato Schifani sei un
latitante
Allora, siamo qua davanti a una situazione di difficoltà enorme e
continuiamo a fare delle Aule in risposta alle interrogazioni. Dove
sono le riforme? Dove sono gli aiuti per gli agricoltori? Dove sono
gli aiuti per coloro che hanno perso la loro casa? E' una vergogna
E da questo pulpito noi lo continueremo a urlare, a indignarci, a
dire che le cose così come stanno non ci stanno bene, saremo una
voce di uno che grida nel deserto - come dicono bene i passi
evangelici -, di uno che grida nel deserto, che così non andiamo da
nessuna parte, che questa Regione è nel default più totale, nella
confusione più totale
Chiediamo che il Presidente Schifani riceva coloro che hanno perso
le loro case, non perché si sono fatti il barbecue e il barbecue è
andato a male e hanno bruciato la loro casa, perché la politica per
anni ha fatto una politica fallimentare in tema di prevenzione
degli incendi e non è colpa loro che sono qui oggi e che pregano
quasi di essere ricevuti da Schifani, è colpa di una politica
assente, inefficiente, che abbandona che i territori
Allora, da questo scranno, l'unica cosa che ci è rimasta da fare è
urlare, lo faremo finché avremo fiato, finché avremo energie,
finché avremo forza, per dire a questo Governo che siete un Governo
di debosciati politici, solo questo siete
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, signor Presidente, Governo che non c'è più e
colleghi deputati, io volevo denunciare quello che sta succedendo
nella cosiddetta fascia trasformata , riguardo alla produzione di
plastiche per il settore ortofrutticolo.
Queste plastiche sono totalmente nelle mani dei clan.
Recentemente, ci sono stati anche degli arresti e in particolare
nelle mani del clan dei Greco, ma è stato accertato che ci siano
delle strette correlazioni anche con il clan Santapaola-Ercolano di
Catania, i Nardo di Lentini e i Rinzivillo di Gela. E come funziona
questo sistema? Funziona nel cercare di terrorizzare, incutere
terrore e incutere anche col proprio potere criminale paura in
tutte quelle persone che sono costrette chiaramente ad aderire alla
filiera della plastica per conto di questi clan e la filiera fino
al suo smaltimento è nelle mani della criminalità organizzata.
Molte persone hanno denunciato che vengono praticamente anche
minacciate di dover smaltire la plastica con piccole organizzazioni
criminali che poi si impossessano dei terreni incolti nelle
vicinanze e la bruciano proprio là, dopo aver preso chiaramente da
questi agricoltori delle grosse somme per lo smaltimento illecito
delle plastiche.
Bruciare le plastiche significa, chiaramente, emettere diossina
nell'aria, quindi, creare delle forti dosi di inquinamento nel
territorio ed è il cosiddetto fenomeno delle fumarole, che noi
denunciamo ormai da anni.
A questo punto, vado a chiudere il mio intervento: io vorrei
capire che cosa sta facendo il Governo su una tematica così
importante come quella delle fumarole. Ora siamo in estate e il
fenomeno chiaramente si acuisce e non solo si acuisce per la
questione, appunto, d'inquinamento dell'aria, ma può essere anche
causa di incendi pesanti - prima l'onorevole La Vardera ha parlato
dei gravi incendi che ci sono stati qua a Palermo con le nefaste
conseguenze per alcune famiglie -, di questo Governo, nonostante
siano stati presentati svariati disegni di legge e atti
parlamentari, non abbiamo nessuna notizia
Addirittura, i due settori chiave che sono l'agricoltura e
l'ambiente, in uno non abbiamo più l'assessore perché è soggetto,
appunto, a delle questioni giudiziarie personali, e nell'altro oggi
si parla di rimpasto e, quindi, che l'assessore non ci sarà Ma la
questione non può più attendere, anche perché in quelle zone, e
l'ho vissuto io direttamente in prima persona, quando ho ricevuto
una segnalazione, ci sono parecchi bambini che giocano in mezzo
alle fumarole, come se non fosse nulla. Addirittura, tutti questi
rifiuti spesso vengono gettati all'interno del fiume Dirillo e poi
viene dato fuoco direttamente dentro il fiume.
Quindi, lo abbiamo segnalato alle autorità giudiziarie, alla
Procura, abbiamo fatto tantissime e tantissime proposte, io avevo
addirittura presentato i dieci punti per salvare Macconi, perché
questa zona della fascia trasformata, che è particolarmente
soggetta, appunto, è il litorale di Marina di Acate, che viene
denominato Macconi, ma non abbiamo avuto ancora alcuna risposta.
Io, signor Presidente, lo segnalo, nonostante il Governo non ci
sia, e spero che queste non siano le ennesime parole al vento.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha
facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, 18 giugno 2024,
intervento d'Aula per ribadire con forza da questo pulpito che non
serve a fare le prediche, che nel territorio che io rappresento
manca l'acqua
Signor Presidente, abbiamo sfiorato i 15 giorni di turnazione
nell'erogazione idrica. Manca l'acqua per usi civili. Eppure, già
qualche mese fa, avevo fatto un intervento d'Aula prendendo spunto
da una manifestazione di piazza a Licata, dove un gruppo di
cittadini, sostenuto dagli agricoltori, il 24 marzo, chiedeva a
gran voce misure per cercare di contrastare e dare soluzioni a
questa siccità che era programmata, in qualche modo, che era
prevedibile, perché anche il nostro Ministro dell'agricoltura di
Fratelli d'Italia lo ha certificato con delle sue affermazioni
Eppure, che cosa ha fatto il Governo regionale e che cosa ha fatto
questa maggioranza politica per dare risposte ai cittadini?
Dei fondi FSC ci sono delle misure e degli interventi che non
sappiamo quando troveranno attuazione. Sempre riferendomi ai
territori prossimi a Licata: dissalatore di Porto Empedocle e
dissalatore di Gela.
L'assemblea territoriale idrica pare che non abbia ricevuto
nessuna forma di finanziamento per attuare interventi straordinari.
Ecco, siamo nella straordinarietà Servono misure straordinarie per
fronteggiare una situazione emergenziale e pare che qualcuno non ne
prenda coscienza.
Purtroppo, rischiamo tensioni sociali e non è un intervento, come
qualcuno magari vuol fare apparire, rispetto ad alcune
considerazioni fatte di tacciare, di creare danno al territorio
perché non arrivano i turisti se denunciamo che manca l'acqua
E' un problema che c'è e va affrontato e quando si è parlato di
navi dissalatore o di navi cisterna è stato quasi redarguito da
qualche autorevole esponente della maggioranza dicendo che non
possiamo esportare un'immagine negativa della città. Ma manca
l'acqua Manca l'acqua per usi civili, manca l'acqua per
l'agricoltura, non si può programmare la prossima stagione agraria,
manca l'acqua. In questo momento, che tipo di risposta intende dare
questo Governo regionale?
Fondi FSC: spesi un miliardo e 300 milioni per il ponte, bene
Acqua e rifiuti sono temi che questa maggioranza politica affronta
quasi ininterrottamente dagli anni 2000 e governa questa Regione
ininterrottamente da sette anni, i cittadini attendono risposte .
E' stata premiata questa maggioranza di Governo dalle urne, ecco
gli elettori vi hanno premiato, i cittadini attendono risposte. Non
credo che possiamo continuare con questo stato di cose.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, un anno fa il
Gruppo che mi onoro di rappresentare ha fatto una conferenza stampa
dove annunciava una grossissima débâcle della misura SeeSicily,
immaginata e creata dal precedente Governo regionale, con a capo
l'attuale Ministro Musumeci e l'assessore Messina, oggi
parlamentare nazionale di Fratelli d'Italia. E' trascorso un anno,
tutto quello che avevamo immaginato, è addirittura peggiorato,
perché quello che avevamo previsto era un buco di 7/8 milioni di
euro, siamo arrivati praticamente quasi a 22 milioni di euro, 11 de-
certificati dalla Commissione europea per spesa irregolare e 9 e
mezzo ad oggi senza copertura. Da un anno chiediamo alla Presidenza
dell'Assemblea la possibilità di parlarne in quest'Aula, perché
sembra quasi, come dire, un tema che interessi solamente ai
giornali e non a chi ha pensato, immaginato e soprattutto non
comprendiamo quali sono le azioni che intende portare avanti il
presidente Schifani e questa maggioranza per coprire un danno che
per la nostra Regione equivale chiaramente a un grossissimo
ammontare e per risposta abbiamo ricevuto il silenzio.
L'augurio che mi permetto di fare alla Regione e all'Assemblea è
che questo silenzio porti a un risultato, che il presidente
Schifani tolga l'Assessorato del turismo a Fratelli d'Italia, che
lo ha di fatto monopolizzato nel corso di questi anni, e lo metta a
disposizione di qualche altro partito di questa maggioranza, che
soprattutto quest'Assemblea possa affrontare questo tema non quando
arriverà poi un assessore a portare una delibera o un emendamento
per coprire il danno arrecato alle casse della nostra Regione, ma
che si possa affrontare per individuarne le responsabilità e per
non commettere nuovamente quegli errori che erano stati ampiamente
previsti e che, purtroppo, oggi, quest'Assemblea prima o poi dovrà
trovare per dare una copertura.
Ecco, signor Presidente, non sono una persona che tende a fare
sterile polemica politica, però, non le nascondo che ho parecchio
rammarico per il silenzio del Presidente della Regione e per il
silenzio del Presidente dell'Assemblea, che non hanno fatto quello
che andava fatto: portare alla luce al dibattito di quest'Aula un
argomento così delicato, quando, invece, adesso, purtroppo,
leggeremo, abbiamo già letto e leggeremo, sono certo, che la
Procura della Corte dei Conti è dovuta intervenire quando noi
potevamo farlo ben prima.
Ecco, poi a pagarne le conseguenze, purtroppo, sono sempre i
siciliani; però, se fossimo intervenuti in tempo, probabilmente,
non saremmo qui, oggi, a parlare di un epilogo che è nero per la
nostra Regione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha
facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora per
tornare velocemente alla questione veramente triste e dolorosa
degli incendi, anche perché purtroppo ci avviamo a una nuova
stagione estiva e chiaramente temiamo, le avvisaglie ci sono tutte,
nuovi disastri.
Volevo solo ricordare, ripercorrere velocemente, le promesse,
appunto, che il Presidente Schifani ci aveva fatto. Era l'8 gennaio
del 2024, andammo qui accanto al Palazzo d'Orleans, io, il collega
Ismaele La Vardera e la collega Saverino. Il Presidente Schifani ci
parlò della Control Room, che era stata appaltata alla società
Leonardo per prevenire gli incendi, ma non lo so, speriamo che
l'abbiano fatta almeno questa, non lo so; però, al di là di questo,
cercò, appunto, di dare in collo ai sindaci, che sono stati parte
lesa e danneggiata gravemente dagli incendi, ma cercò di dare la
colpa, appunto, ai sindaci, dicendo che non avevano adottato le
ordinanze di sgombero che la Protezione civile nazionale chiedeva
come documentazione obbligatoria per concedere il famoso stato di
calamità che il Ministro Musumeci non è stato in grado di
concedere, mentre sappiamo benissimo che per altre situazioni e per
altre Regioni italiane lo stato di calamità è stato concesso. Così
come lo aveva concesso, nel 2021, il Governo Draghi, proprio con
una deroga per la Sicilia. Ma questo Governo regionale con il
Governo nazionale e con un Ministro che è siciliano e che è stato
il Presidente della Regione precedente tutto sanno fare, purtroppo,
tranne gli interessi dei siciliani
Noi non avremmo nessun problema di onestà intellettuale a
riconoscere se ci fosse stata una battaglia, se ci fosse stato un
minimo di contrattazione, un minino di volontà. Invece, il Ministro
Musumeci è stato molto tranciante, da ultimo, qualche giorno fa, ha
detto chiaro che gli incendi sono di competenza alla Regione, lo
Stato non può fare e non farà niente
Ecco, a fronte di questa reiterata presa di posizione del Ministro
Musumeci, di fatto io, oggi, mi sono informata anche con il
Ragioniere generale, ho cercato di capire. Si parla di questa
documentazione che è stata mandata poi dal dottore Cocina,
pervenuta da tutti i Comuni, non arriva ancora risposta dal
Ministro Musumeci, ma sembra che questa documentazione sarà solo
tesa a dare ai Comuni qualche ristoro relativo alle infrastrutture,
non ai civili che hanno perso la casa, a volte prima e unica casa,
e che tuttora, dopo oltre un anno, sono ancora in quella stessa
situazione.
Quindi, questo dovevo dirlo, perché dobbiamo almeno noi provare a
tenere il filo, purtroppo, dell'inefficienza dolosa e colposa di
questa Regione, di questo Stato, all'inerzia e, soprattutto,
veramente chiediamo di non essere presi in giro, cioè siamo stati
presi in giro noi deputati che alla fine portavamo un'istanza
insieme alle famiglie, ma soprattutto cosa che, ripeto molto più
grave, sono state prese in giro le aspettative giuste e legittime
delle persone danneggiate. A noi veramente questo dispiace, perché
alla fine toglie fiducia nelle Istituzioni e lo paghiamo tutti,
tanto è vero che in Sicilia non si è arrivati neanche al 30% di
partecipazione all'ultima tornata elettorale e in questo caso non
si può continuare a stigmatizzare chi non vota più.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà. Poi ho
finito con gli interventi.
BURTONE. Signor Presidente, per noi dell'opposizione oggi è una
giornata particolare, perché tra qualche ora saremo in piazza con i
cittadini, perché abbiamo l'obiettivo di socializzare con le nostre
comunità il dibattito che oggi è presente nel Parlamento nazionale
che riguarda le riforme.
Intervengo non per evidenziare quella che è la necessaria
mobilitazione dei partiti di una coalizione, intervengo soprattutto
per mettere in rilievo la gravità del tipo di riforma che si vuole
portare avanti.
Non sfugge a chi ha letto attentamente la riforma, a chi sta
seguendo il dibattito, come una votazione, così come è stata
determinata, in alcune fasi dei passaggi parlamentari possa
stravolgere completamente la nostra Carta costituzionale.
Mi riferisco, innanzitutto, al regionalismo differenziato.
La richiesta che può essere avanzata da parte delle Regioni per
avere, addirittura, 23 deleghe in più concorrenti con quelle dello
Stato e legiferare in settori delicatissimi che porteranno ad una
sostanziale differenziazione della nostra Italia, sapendo, tra
l'altro, che è evidente che un numero maggiore di deleghe porterà
ad un trasferimento anche di risorse e ad essere messo in
discussione il fondo perequativo, signor Presidente, il fondo che
in questi anni è servito per dare equilibrio nel nostro Paese, a
compensare quelle aree, come il Mezzogiorno, che hanno avuto
maggiore difficoltà, minori entrate dal punto di vista fiscale.
Se poi tutto ciò si intreccia con il progetto avanzato, da una
parte della coalizione, di andare ad un assetto di tipo
costituzionale ed istituzionale ben diverso dal parlamentarismo e,
quindi, con il premierato, è evidente che la Costituzione, nata
dalla Resistenza, voluta da chi si è sacrificato, ha dato la
propria vita per la libertà del nostro Paese, oltre che per la
cacciata dei nazifascisti dall'Italia, quella Costituzione non sarà
più la Costituzione del nostro Paese
Ecco perché noi ci mobiliteremo
Lo abbiamo fatto come scelta in questa occasione; oggi, saremo in
piazza per discutere con i nostri cittadini, con le donne e gli
uomini che saranno presenti, però, signor Presidente, io concludo
dicendo ancora una volta una cosa che a me sembra necessaria.
Signor Presidente, noi abbiamo fatto un dibattito in Aula che
riguardava la riforma del cosiddetto regionalismo differenziato .
E' stato un dibattito - mi si permetta - asfittico. Siamo
intervenute le minoranze, per la maggioranza ha risposto soltanto
un rappresentante del Governo, allora l'onorevole Falcone, e non
c'è stata alcuna discussione. Ma la cosa ancora più grave è che non
c'è stata una votazione di un documento
Era un dibattito senza un minimo di introduzione che avrebbe - a
mio parere - dovuto fare la Presidenza, con l'autorevole
considerazione preliminare da parte del Presidente della Regione.
Non capisco perché il Governo della Regione e quest'Assemblea, e
soprattutto la maggioranza, debbano trascurare quello che è un atto
fondamentale.
Noi non siamo la sede del dopolavoro, siamo in uno dei Parlamenti
più rappresentativi del nostro Paese, non soltanto perché la
Sicilia è grande per numero di abitanti ma perché ha tradizioni
parlamentari che sono antiche nel tempo.
Ecco perché, signor Presidente, la richiesta che reitero - l'ho
fatto più volte, ci torno - è quella di discutere, perché noi non
stiamo parlando di un argomento qualsiasi.
Stasera, i colleghi hanno fatto una disamina, che io condivido, di
tanti problemi presenti che - io spero - determinino un'azione
concreta da parte del Parlamento nelle prossime settimane.
Ma c'è un tema di fondo che noi non possiamo e non dobbiamo
allontanare: le riforme costituzionali.
Una riforma che, intrecciando insieme il regionalismo
differenziato e premierato, sconvolgerà la vita democratica del
nostro Paese, un'Italia che sarà divisa e soprattutto in cui ci
sarà una concentrazione di potere che negli altri Paesi europei,
non credo, sia stata di grandi esempi.
Quindi, signor Presidente, mi permetto di sottolineare questi
aspetti.
Spero, mi auguro, che la Presidenza decida di fare una seduta
dedicata alle riforme costituzionali, con l'autorevole Presidenza
del Presidente dell'Assemblea e del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rinvio l'Aula a domani, mercoledì
19 giugno 2024, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 17.24 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
X SESSIONE ORDINARIA
117a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 19 giugno 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I. COMUNICAZIONI
II. DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norne in materia di Azienda Siciliana Trasporti S.p.A. (n. 739/A
- Stralcio II)
Relatore: on. Caronia
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio