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Resoconto d'Aula della Seduta n. 118 di martedì 25 giugno 2024
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 16.04

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Zitelli.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione relativa al congedo dell'onorevole De Luca Cateno

   PRESIDENTE.  Facendo seguito alla comunicazione resa nella  seduta
  n.  116 del 18 giugno 2024 relativamente al congedo dell'on. Cateno
  De Luca, comunico che in considerazione di ulteriore certificazione
  medica  protocollata al n. 1339-PRE/2024 del  25  giugno  2024,  il
  numero  complessivo di giorni di congedo richiesti dal  deputato  è
  pari a complessivi giorni 18 a decorrere dal 10 giugno 2024.
   Pertanto,   fermo  restando  quanto  prescritto   dalla   relativa
  normativa interna dell'ARS per l'aspetto amministrativo, lo  stesso
  deputato  è  da  considerarsi in congedo ai fini  parlamentari,  ai
  sensi  dell'art. 83 del Regolamento interno dell'Assemblea, per  il
  periodo di tempo sopra specificato.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Avverto che, con nota indirizzata a questa  Presidenza
  datata  17  giugno 2024 e protocollata al n. 1318-PRE/2024  del  19
  giugno  successivo,  l'onorevole Intravaia  ha  comunicato  la  sua
  formale  adesione  al  Gruppo  parlamentare  Misto,  ribadendo  che
   rimane  inalterato  il ( ) sostegno politico alla  maggioranza  di
  Governo e al Presidente Renato Schifani ( ) .
   Conseguentemente, a far data dal 19 giugno 2024 lo stesso deputato
  cessa di far parte del Gruppo parlamentare  Fratelli d'Italia XVIII
  Legislatura .

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione relativa alla diversa modalità di svolgimento di
                            interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che da ultimo, con e-mail del 20 giugno 2024,
  protocollata  al  n. 3925-ARS/2024 del 21 giugno successivo,  l'on.
  Varrica,  nella  qualità di unico firmatario dell'interrogazione  a
  risposta  orale n. 1033  Chiarimenti in merito agli interventi   di
  bonifica della 'sub area verde' e alla riapertura dell'intero Parco
  già  intestato  alla  memoria  del  Commissario Ninni  Cassarà  che
  insiste  sul territorio del  Comune di Palermo , ne ha  chiesto  la
  trasformazione in interrogazione a risposta in Commissione.
   Poiché  la stessa interrogazione, annunziata nella seduta  n.  110
  del  7  maggio  2024 era già stata inviata al Governo  in  data  22
  aprile  2024, dispongo che l'odierna comunicazione venga  trasmessa
  al  Governo  e  allo  stesso firmatario, oltreché  alla  competente
  Commissione per il relativo svolgimento.

   L'Assemblea ne prende atto.


            Seguito della discussione del disegno di legge
  «Norme in materia di Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.» (n. 739/A
                           - Stralcio II/A)

   PRESIDENTE.  Allora  colleghi, così  come  concordato  nell'ultima
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari,  si  passa  al
  punto II dell'ordine del giorno: Discussione di disegni di legge.
   Oggi  apriamo  la  discussione generale per il  disegno  di  legge
  «Norme  in  materia di Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.»  (numero
  739/A - Stralcio II/A).
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Se  ci  sono iscritti a parlare, dichiaro aperta l'iscrizione  che
  chiuderemo  tra  un  quarto d'ora e, quindi, se volete  iscrivervi,
  gentilmente  fate un segnale al deputato segretario e  assicuratevi
  che vi abbia iscritto a parlare.


                        Sull'ordine dei lavori

   LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Adesso  la  faccio  intervenire.  Ricordo   che   gli
  interventi sull'ordine dei lavori non sono gli interventi ai  sensi
  dell'articolo  83 e, quindi, eventualmente cerchiamo  di  attenerci
  realmente all'ordine dei lavori.
   Onorevole Lombardo, ha facoltà di parlare.

   LOMBARDO   Giuseppe.  Signor  Presidente,  Governo.  Le   assicuro
  Presidente  che mi atterrò alla richiesta che le ho  fatto  e  cioè
  interverrò soltanto sull'ordine dei lavori.
   Presidente,  il disegno di legge n. 739/A che andiamo a  discutere
  prevede  norme che sono di estrema urgenza e che sono in  capo,  in
  questo  momento, al Presidente della Regione che ha anche l'interim
  per  quanto  riguarda l'agricoltura. Le norme principali  che  sono
  iscritte  in  questo disegno di legge riguardano  i  rifiuti  e  in
  questo momento siamo in piena emergenza rifiuti e il Presidente, in
  cinque giorni con l'assessore Di Mauro, ancora non è stato in grado
  di dare risposte a duecento comuni della Regione siciliana.
   Ci   sono  norme  che  riguardano  l'agricoltura,  che  riguardano
  l'emergenza  siccità  e  l'assessore ad  interim  e  il  presidente
  Schifani.  Presidente,  basta guardare l'Aula  per  capire  che  in
  questo  momento non solo non c'è il Presidente, non  solo  non  c'è
  l'Assessore con la delega, non c'è nemmeno la maggioranza,  quindi,
  Presidente,  le chiedo prima di iniziare i lavori di verificare  di
  avere  immediatamente la presenza del presidente  Schifani  che  ha
  l'interim all'agricoltura, altrimenti Presidente, discutiamo  senza
  il diretto interessato. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Lombardo, chiameremo il  Presidente
  della  Regione  e vedremo se in questa situazione  di  emergenza  è
  nelle condizioni di poter di poter venire.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                         739/A - Stralcio II/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori
  presenti  in  Aula, naturalmente anche noi non siamo favorevoli  al
  fatto  di  discutere un disegno di legge voluto da  questo  Governo
  regionale senza la presenza del presidente Schifani.
   Un  documento  e  un disegno di legge assolutamente  inadeguato  e
  tardivo  che  dimostra come sia inadeguata la  risposta  di  questo
  Governo   regionale  alle  esigenze  dei  siciliani,  di  tutti   i
  siciliani, quelli privati da ogni sostentamento per via  del  fatto
  che è stato abolito il reddito di cittadinanza e non sono partiti i
  famosi   corsi   di   avviamento  al  lavoro  e   alla   formazione
  professionale  e abbiamo fatto un'interrogazione all'Assessore  per
  l'istruzione   per  capire:  ventinovemila  persone   hanno   fatto
  richiesta di questi corsi e soltanto tremilacinquecento ricevono un
  piccolo sussidio di trecentocinquanta euro. Come dovrebbero vivere?
  Non lo sappiamo
   Ma  anche  la parte produttiva del nostro territorio è alle  prese
  con lentezza burocratica, difficoltà di accesso alla liquidità,  al
  credito  e  il  comparto agricolo e zootecnico sono  sull'orlo  del
  fallimento,  lo  sappiamo e arriva un disegno di  legge  con  delle
  azioni  da  parte di questo Governo regionale che  oltre  a  essere
  tardive sono anche inadeguate perché in questo momento noi parliamo
  e  molte  imprese agricole e zootecniche potrebbero fallire  da  un
  momento   all'altro,  infatti,  una  delle  principali   richieste,
  Presidente,  era  quella  di  avere  l'accessibilità   semplice   e
  immediata  alla  liquidità  che è quello  che  chiedono  le  nostre
  imprese  agricole e zootecniche, ecco perché abbiamo presentato  al
  testo   originale  base  e  agli  emendamenti  del  Governo   degli
  emendamenti  che  spero  potranno essere apprezzati  dall'Aula,  ma
  abbiamo  degli  indennizzi alle imprese per il  foraggio  che  sono
  assolutamente inadeguati, per non parlare della madre di  tutte  le
  crisi  ed  emergenze  che  è  quella della  crisi  idrica  che  sta
  attanagliando  la  nostra  Regione. Già è partito  il  razionamento
  dell'acqua,  riduzione della pressione dell'acqua fino  al  30  per
  cento  a  Palermo,  in altre zone della Sicilia è  già  partita  la
  turnazione, aumento di costi per l'acquisto di autobotti con prezzi
  che  variano  dai cinquanta ai duecentocinquanta euro, naturalmente
  sulla  pelle  dei  cittadini siciliani e a  vantaggio  dei  privati
  proprietari  dei pozzi senza alcun controllo e con il Codacons  che
  ci  ha  anche  avvertito  su questo tema, in  quanto  non  ci  sono
  controlli  su questa acqua che viene trasportata dalle autobotti  a
  rischio  contaminazione. Quindi, su questo, Presidente e  Assessori
  che  sono presenti in Aula, che possano veramente stare in  guardia
  su questo tema perché abbiamo non solo trasporto abusivo che sfugge
  ad  ogni  controllo  ma anche a quello fiscale, quindi,  c'è  anche
  evasione da questo punto di vista, quindi, chiediamo non solo  agli
  Assessori in Aula ma anche ai Prefetti soprattutto nell'informare i
  cittadini che inconsapevolmente fanno uso di acqua contaminata.
   Crisi  idrica  naturalmente  che ha radici  profonde  e  che  sono
  lontane nel tempo, frutto dell'inefficienza di diversi Governi. Gli
  ultimi  due  Governi  hanno  stanziato  2,5  milioni  di  euro  per
  contrastare la siccità tra dighe, pozzi e reti di collegamento.  Il
  governo Crocetta aveva accumulato quasi 2 miliardi di euro  per  la
  sicurezza  degli invasi e delle reti idriche e il governo  Musumeci
  aveva  destinato  400  milioni nel 2018 per l'ammodernamento  delle
  dighe.
   Ecco,  bene,  di  tutto questo, cari colleghi  non  abbiamo  visto
  nulla.  Abbiamo  un  triste primato in Sicilia  sugli  impianti  di
  depurazione, due soli impianti di depurazione in Sicilia  con  l'85
  per  cento  di infrazioni comunitarie che risiedono al Sud  Italia,
  mentre  abbiamo  sei impianti di depurazione al Nord  e  questo  fa
  parte  sempre  di quel gap infrastrutturale che la  nostra  Regione
  purtroppo  subisce  ormai da anni. Quindi  carenza  di  depuratori,
  inefficienza  dei  sistemi  fognari,  smaltimento  dei   fanghi   e
  inadeguatezza delle dighe.
   Il  governo Schifani si troverà a fronteggiare una crisi sanitaria
  anche  causata  dalla  chiusura dell'impianto  di  trattamento  dei
  rifiuti di Lentini col rischio che i rifiuti rimangono per strada a
  causa  delle  alte  temperature e della  mancanza  di  spazi  nelle
  discariche  siciliane. L'impianto TMB di Trapani  potrebbe  aiutare
  alla  ripresa delle operazioni dal primo agosto ma non  risolve  il
  problema della Sicula Trasporti.
   Quindi,  caro  Presidente, questo Governo non ha  risolto  un  bel
  niente dall'inizio di questa legislatura

   CRACOLICI.  Presidente,  c'è il Gruppo di  Forza  Italia  che  sta
  facendo confusione

   PRESIDENTE. Non c'è nessuno del PD

   CRACOLICI. Scioglietevi

   PRESIDENTE. Ordine

   SCHILLACI. Signor Presidente, la crisi del sistema dei  rifiuti  è
  sotto gli occhi di tutti, questo Governo regionale non fa altro che
  passare, come nel passato, da un'ordinanza emergenziale all'altra e
  certamente  i termovalorizzatori, che non riducono le emissioni  di
  sostanze tossiche nell'aria, non sono la soluzione.
   Caro Presidente, abbiamo bisogno di una visione alternativa che  è
  fatta   sul   sistema  dell'economia  circolare  con  impianti   di
  prossimità  per evitare anche il famoso balletto del trasporto  dei
  rifiuti  che  dietro  nasconde un business per quanto  riguarda  il
  sistema  dei  trasporti dei rifiuti. Quindi, non  solo  denunciamo,
  come Movimento Cinque Stelle, l'inadeguatezza di queste azioni, che
  sono anche tardive, ma lo dobbiamo dire, lo dobbiamo dire a chi  ci
  ascolta a casa.

   PRESIDENTE. Onorevole, dobbiamo concludere, purtroppo,  siamo  già
  oltre due minuti fuori il tempo massimo.

   SCHILLACI. L'ultima cosa che vorrei dire nel concludere è il  tema
  dell'autonomia differenziata che è stata al centro di questi ultimi
  giorni con delle dichiarazioni, che vorrei dire, sono assolutamente
  vergognose da parte di un ex Presidente della Regione. I  siciliani
  non  vogliono piangere, se lui riprende la classe dirigente dicendo
  che li inchioda alle proprie responsabilità
   Deve parlare innanzitutto con sé stesso

   PRESIDENTE.  Onorevole, purtroppo non so come  dirglielo,  bisogna
  concludere  gli  interventi  entro  i  5  minuti,  se  guardaste  i
  Regolamenti di altri consigli siamo oltre

   SCHILLACI.  D'accordo,  Presidente. Concludo  dicendo  che  queste
  opposizioni,  il  Movimento  Cinque  Stelle  è  qui  in  Aula  oggi
  inchiodato  alle  proprie  responsabilità  per  dare  una  parziale
  risposta  agli agricoltori e al comparto zootecnico  ma  non  siamo
  assolutamente soddisfatti di questo Governo regionale.

   PRESIDENTE.  Grazie. Onorevole, le abbiamo concesso del  tempo  in
  più  in qualità di Vicecapogruppo perché non c'è il Capogruppo,  vi
  chiedo di attenervi sempre nei tempi regolamentari. Sono iscritti a
  parlare gli onorevoli: Marano, Burtone, Campo, Castiglione, Safina,
  Catanzaro,  Lombardo,  Cracolici, Giambona.  Benissimo,  chiudo  la
  lista degli interventi.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.

   MARANO. Grazie, Presidente. Presidente, intervengo in merito  alla
  questione  dell'AST. Questione rispetto alla quale  il  Governo  ha
  agito sempre, diciamo, dicendo tutto e il contrario di tutto. Prima
  la  società  era in crisi, poi andava risanata, poi  doveva  essere
  trasformata. Prima deve essere concorrenziale, poi abbiamo appreso,
  con  un  po' di soddisfazione, visto che lo dicevamo da  mesi,  che
  l'AST  assolve anche ad una funzione sociale e che siamo di  fronte
  ad  una  crisi  aziendale. Quindi, va adottato l'articolo  14,  del
  decreto legislativo 175 del 2016.
   Insomma,  visti  questi presupposti mi chiedo come questo  Governo
  immagini questa società tra dieci, venti, trenta anni perché ancora
  diciamo non si è capito bene.
   La  trasformazione  della società partecipata AST  in  società  in
  house, a mio modestissimo parere, è un chiaro tentativo di aggirare
  le gare pubbliche. Infatti, con il termine "affidamento in house" -
  Presidente c'è veramente un delirio in Aula, è difficile  veramente
  parlare  - o "in house providing" viene indicata la fattispecie  in
  cui un soggetto, tenuto l'obbligo dell'evidenza pubblica, derogando
  al  principio  generale dell'obbligo di indire una  gara  pubblica,
  invece  di  procedere  all'affidamento di  determinate  prestazioni
  provvede  proprio  in house all'esecuzione delle stesse,  affidando
  l'esecuzione  dell'appalto o la titolarità  del  servizio  a  altra
  entità giuridica senza gara.
   Una  prassi  che questo Governo, diciamo, adotta per il  trasporto
  pubblico, per le concessioni demaniali, un chiaro tentativo  sempre
  di mandare la palla in fallo laterale, visto che siamo, diciamo, in
  tempi di europei.
   Ma  la domanda che mi sorge è: si metteranno a bando - qualora  lo
  si  volesse  ancora fare -  solamente le tratte  redditizie  per  i
  privati,  e  si  lasceranno quelle antieconomiche alla  società  in
  house  in modo tale da essere sempre in crisi, oppure alla nascente
  società  in  house verranno affidate tutte le tratte, quindi  anche
  quelle   redditizie?  Come  ci  ricorda  il   testo   unico   sulle
  partecipate,   una   crisi  conclamata   non   si   può   risolvere
  semplicemente  ripianando  le  perdite,  oppure  destinando   delle
  risorse  a degli interventi specifici tra l'altro di spesa corrente
  come   l'acquisizione  in  leasing  di  automezzi,  ma  si  risolve
  chiaramente con una visione strategica e un orientamento di  fondo,
  che questa azienda, purtroppo, non ha.
   Aver  limitato, Presidente, il servizio di trasporto nei confronti
  del solo socio della Regione siciliana, escludendo i servizi svolti
  nei confronti dei comuni, poiché in una società in house, una delle
  tre  condizioni  previste dal Codice dei contratti pubblici  è  che
  l'attività  prevalente della società - ovvero l'ottanta  per  cento
  del   fatturato  -  sia  svolta  nei  confronti  del  socio  unico,
  pregiudica, secondo me, la mobilità ai cittadini siciliani a cui il
  servizio  verrà  tolto. E con quali iniziative verrà  garantita  la
  mobilità ai siciliani?
   Inoltre,  Presidente,  ancora  più preoccupante  è  la  questione,
  chiaramente, dei lavoratori perché appare del tutto evidente, anche
  dal  parere  che  hanno  rilasciato gli  avvocati  che  sono  stati
  incaricati  dal Governo, viene detto appunto da questi avvocati  in
  questo  parere, che una riduzione delle attività dell'AST comporta,
  di  fatto,  che tutte le unità lavorative possano transitare  nella
  nascente  società,  ma  solo attraverso la redazione  di  un  piano
  industriale  si potranno sapere quali sono le reali esigenze  della
  società.  E a quanto ammontano, mi chiedo, i lavoratori e che  fine
  faranno  questi  lavoratori in esubero? Oppure, diciamo,  occorrerà
  aprire l'ennesimo tavolo di crisi al Ministero del lavoro?
   Mi  appresto alla conclusione. Chiaramente tutto ciò a me  sembra,
  davvero,  l'ennesimo  tentativo  di  mettere  una  pezza  al   buco
  all'ennesimo problema di questa Regione perché, chiaramente,  senza
  un  piano di ristrutturazione preciso, determinato, non è possibile
  fare  alcuna  trasformazione.  Quindi,  mi  chiedo,  potremo  avere
  accesso  a  questo documento? È possibile vedere  questo  piano  di
  ristrutturazione  del  debito o dovremo  votare  sempre  l'ennesima
  cambiale in bianco? Grazie.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  provvedimento
  in esame è molto importante, lo sappiamo tutti. Innanzitutto perché
  tocca  uno  dei  settori  vitali  dell'economia  siciliana,  quello
  agricolo: un settore in grande difficoltà ormai da tempo  -  vorrei
  dire  da  anni  - e che vive una drammatica condizione  proprio  in
  queste  ultime settimane, una condizione difficilissima, che  si  è
  prolungata nel tempo.
   Nel provvedimento, che si spera venga approvato al più presto,  ci
  sono  aiuti  alla  zootecnia, agli agricoltori, ad alcuni  comparti
  dell'agricoltura;  sono  stati aumentati i  fondi  per  le  aziende
  zootecniche,  si  parla di altri 10 milioni  di  euro.  Però,  veda
  Presidente,  il  problema non è soltanto  mettere  le  risorse,  il
  problema è che ormai siamo oltre il dramma nel comparto agricolo.
   Quindi,  la  prima  cosa che mi permetto di chiedere  al  Governo,
  considerato che l'Assessore per l'agricoltura non è operativo,  che
  c'è  un Presidente della Regione che ha dovuto assumere le deleghe,
  chiedo  innanzitutto  di velocizzare eventuali  aiuti,  contributi.
  C'erano  dei  voucher che erano stati previsti  prima  della  pausa
  elettorale  e  ancora, ad oggi, non sono stati attribuiti.  Quindi,
  l'emergenza  deve determinare una velocità nel dare le risorse.  Lo
  diceva  la collega Schillaci e io condivido: non si tratta di  dare
  soltanto delle indicazioni finanziarie, bisogna concretamente  fare
  arrivare  queste  risorse  al  mondo  agricolo  anche  perché   gli
  agricoltori  ormai  sono  stremati,  sono  stremati  gli  operatori
  zootecnici e aspettano una risposta.
   Una  risposta  però,  Presidente, che non  è  sufficiente,  perché
  parliamo  ormai di una siccità che è oltre il biennio,  perché  nel
  2023  abbiamo avuto una situazione difficilissima, l'abbiamo  anche
  quest'anno e noi, da tempo, sosteniamo la necessità di intervenire.
   Guardi,  non  si tratta di dire "io ho la coscienza a  posto".  Il
  Partito  Democratico ha fatto il possibile, però  va  detto,  anche
  perché  i cittadini debbono sapere che c'è stato chi nel marzo  del
  2023  ha  posto il problema. Il problema è stato posto dicendo  che
  avevate  parlato  di  un  Governo amico a  livello  nazionale,  che
  avrebbe aiutato il Governo della Regione e la Regione siciliana  in
  modo particolare.
   Questo vostro Governo amico, Presidente Galvagno, ha prodotto  nel
  maggio   del   2023   un  Commissario  per  l'acqua.   Casualmente,
  stranamente,  si chiama "Dell'Acqua" il commissario.  Noi  vorremmo
  sapere  dal  Governo nazionale, tramite voi, che cosa  ha  prodotto
  questo Commissario  Non c'è un solo atto che sia stato determinato
  Nessun   atto    Noi   sappiamo  che  ci  sono   delle   condizioni
  straordinarie, quanto meno questo Commissario è venuto  a  fare  un
  giro  panoramico  della  Sicilia? Sa qual  è  la  condizione  della
  Sicilia dal un punto di vista dell'utilizzo delle acque?
   C'è  stata  una  riunione di Governo alla quale ha partecipato  il
  Presidente  della  Regione, cosa che non è  abituale,  è  una  cosa
  straordinaria che ha un suo valore.
   Per noi che sappiamo che cosa sia costata l'autonomia, diciamo che
  è  stato un fatto importante aver partecipato a quella riunione  di
  Governo,  ma  che ha prodotto soltanto un'ordinanza di emergenza  e
  soltanto  per l'acqua potabile, importante perché noi, nei  comuni,
  sappiamo  che  c'è  un abbassamento della falda  acquifera,  e  c'è
  quindi la necessità di operare in maniera straordinaria.
   Ma  tutto ciò non basta, ecco perché, Presidente, bisogna guardare
  celermente  alla  possibilità di dare  le  risorse  agli  operatori
  agricoli  e  zootecnici, e nel contempo reiteriamo la richiesta  al
  Governo  della  Regione di chiedere al Governo nazionale  -  che  è
  insensibile, questo vostro Governo amico - di emanare una norma per
  riconoscere  lo  stato  di emergenza alla Sicilia  per  i  problemi
  agricoli,  perché  se  non si fa questo, gli  agricoltori  dovranno
  pagare  i  mutui,  non  avranno nessuna possibilità  di  utilizzare
  canali  che possano permettere un risparmio. La stessa vicenda  dei
  tributi  che  sono  stati emessi dai consorzi di  bonifica  ha  del
  paradossale;  con  lo  stato di emergenza, tutto  ciò  non  sarebbe
  avvenuto
   Ecco  perché  noi  reiteriamo tutto questo in  maniera  forte,  lo
  chiediamo  al  Governo   Si  faccia qualcosa,  non  si  produca  un
  commissario che rimarrà a Roma a fare che cosa? Un solo atto non lo
  ha  prodotto, quindi, Presidente, risorse subito e nel contempo  la
  necessità di arrivare allo stato di emergenza, anche perché, se  ci
  fosse  uno  stato  di  emergenza il lago  del  Biviere  di  Lentini
  verrebbe  utilizzato. Sono le poche risorse che ci sono. A Paternò,
  la vicenda della quota 100 avrebbe avuto degli effetti diversi.
   Noi  queste  cose  le  reiteriamo non perché abbiamo  interesse  a
  dirlo,   ma   perché   qualcosa   si  vuole   fare   concretamente,
  concretamente   si   debbono   fare   questi   atti.   A    partire
  dall'emergenza.  Che  cosa  impedisce  al  Governo   nazionale   di
  riconoscere lo stato di emergenza? È vero o non è vero che per  due
  anni  noi  abbiamo avuto siccità? Abbiamo avuto siccità, perché  si
  fanno cose diverse per le altre Regioni?

   PRESIDENTE. La invito a concludere.

   BURTONE.   Presidente,  noi  prendiamo  il   nostro   tempo,   sto
  completando.
   Poi,  accanto a questi temi dell'agricoltura, c'è la  vicenda  dei
  comuni. Anche su questo, Presidente, è importante l'intervento  che
  è  stato  previsto dalla Commissione  Bilancio , perché  aiutare  i
  comuni  che hanno maggiori spese per il piano economico-finanziario
  dei  rifiuti, per la Tari, significa dare un minimo di  ossigeno  a
  delle  realtà che, piaccia o non piaccia, sono la prima porta dello
  Stato, quelli che hanno un confronto diretto con i cittadini.
   Quindi,  i  comuni  vanno sostenuti con questo  aiuto,  perché  la
  vicenda dei rifiuti è diventata complessa, l'ARERA che pone  alcune
  condizioni, le difficoltà operative per portare i nostri rifiuti in
  discarica  in  maniera  corretta, ci sono discariche  che  si  sono
  chiuse,  ci  sono  centri che avevano un grande valore  nel  nostro
  territorio, parlo della KALAT, che ha subìto un incendio  doloso  e
  che, ancora oggi, non ha visto un recupero della struttura.
   Ecco  perché abbiamo bisogno, e bisogna fare in tal senso  presto,
  così  come  i  comuni hanno bisogno di essere aiutati  rispetto  ad
  un'ultima  sentenza della Corte costituzionale che  ha  cassato  la
  possibilità di utilizzare il Fondo di rotazione per il riequilibrio
  di  bilancio.  È una cosa significativa, ci sono tanti  comuni  che
  hanno bisogno di questo intervento straordinario della Regione, che
  ancora una volta dovrà fare a meno dello Stato, e fare da sola  per
  dare una risposta alle nostre comunità.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Burtone.  È  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, Assessori, colleghi deputati, quello che
  io  non riesco a capire di questa manovra sono i vantaggi di questa
  operazione che si sta portando avanti su AST.
   Di  fatto, l'assessore Aricò ci ha spiegato che questa è una  cosa
  curativa,  addirittura la chiama gestione in house providing,  come
  se fosse una medicina per curare tutti i mali di AST.
   Ma  in  realtà, se noi facciamo due conti vediamo che sì, è  vero,
  AST  ha  70 milioni di euro di debiti, però vanta anche dei crediti
  con  la Regione, non riscossi, 50 milioni e se si fosse, Assessore,
  provveduto  per  tempo nella scorsa finanziaria  a  inserire  i  20
  milioni,   con   un   contributo   straordinario,   oggi   potremmo
  tranquillamente  dire che AST può avviare un percorso  virtuoso  di
  risanamento.
   Del resto, sappiamo che ha chiuso i bilanci del 2021 e del  2022 e
  che,  addirittura,  nel 2023 vanta 2 milioni in più  rispetto  agli
  anni  precedenti, invece no, si è voluto portare avanti, io non  lo
  definisco  piano industriale, lo definisco piano di smantellamento,
  piano  distruzione di AST, perché vede Assessore è da  anni  che  i
  disservizi vengono addirittura creati, non si fa nulla per evitarli
  e  gliene posso elencare alcuni che hanno continuamente segnalato i
  tanti  studenti pendolari e passeggeri che sono rimasti  più  volte
  con  corse  saltate senza preavviso, mezzi obsoleti che si  fermano
  per  strada, addirittura che prendono fuoco, inaffidabilità,  mezzi
  sporchi  privi di aria condizionata, mezzi riciclati, riverniciati,
  ma che molte volte viaggiavano senza neanche l'assicurazione - e ce
  ne siamo accorti anche a causa di incidenti che sono avvenuti lungo
  il  tragitto  -  tutto questo, proprio per innescare  nell'opinione
  pubblica  il fatto che smantellare AST adesso è una cosa  buona,  è
  una cosa positiva. Adesso il cittadino è contento che si sono messe
  le  mani sulla più grossa azienda siciliana del trasporto e si stia
  smantellando, si stia riducendo in una società in house e la  prima
  cosa  è  stata  quella di bloccare le tratte urbane,  affidando  ai
  sindaci,  ai  comuni, il compito di dover fare  i  bandi  per  dare
  questi servizi ai privati
   Adesso  sappiamo  benissimo cosa succederà,  Assessore,  tutte  le
  tratte redditizie entreranno nelle mani di tutte le ditte private e
  ad AST non resterà altro che occuparsi dei collegamenti dei piccoli
  comuni,  le cosiddette tratte sociali o non redditizie, in  maniera
  che  non si incasserà nulla e sarà sempre alla canna del gas, senza
  praticamente  nessuna  possibilità  di  sviluppo;  un  giocattolino
  giusto per dire che la Regione ha fatto qualcosa, questo io lo dico
  con cognizione di causa.
   E  allora è stato studiato questo apposito disservizio, perché  il
  presidente Schifani, così come ha fatto con tutti gli altri servizi
  essenziali  della  Regione, dalla sanità ai rifiuti,  a  tutto,  ha
  sempre  questo  interesse di privatizzare.  La  privatizzazione  al
  primo  posto, come se fosse qualcosa che possa portare ricchezza  e
  benefici  ai  siciliani e invece sappiamo che non  è  assolutamente
  vero,  che  non  è  così, perché noi stiamo smantellando  e  stiamo
  lasciando a privati la ricchezza dei siciliani.

               Presidenza della Vicepresidente LANTIERI

   CAMPO.  Io  ricordo bene che AST, se fosse stata  gestita  meglio,
  oggi  non  sarebbe  in questa situazione, perché  nel  2019  -   lo
  avevamo  denunciato noi stessi del Movimento Cinque  Stelle  -   si
  facevano  tutte  quelle  assunzioni  clientelari  per  mani   della
  politica,  che erano assunzioni affidate alle agenzie interinali  -
  se  vi  ricordate - e oggi a pagarne le principali  conseguenze  di
  questa operazione, che questo Governo ha messo in atto e ha voluto,
  saranno  i lavoratori,  549 famiglie più i 200 interinali  che  non
  sanno da luglio che fine faranno; 170 già lo hanno denunciato anche
  i sindacati,  non prendono lo stipendio da maggio
   Io,   Assessore  Aricò,  le  dico  una  cosa,  avevo  fatto  degli
  emendamenti in questa manovra che andavano proprio nella  direzione
  di   tutelare  questi  lavoratori  e  sono  stati  bocciati   dalla
  maggioranza,  mi  sembra veramente scandaloso che  la  priorità  di
  questo  Governo  non sia quella delle persone che  lavorano  ma  di
  mettere  le mani sulla società per farla diventare un giocattolo  e
  regalare  ai  privati  tutte  le  possibili  tratte  redditizie,  è
  indecoroso

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Campo.  E'  iscritto  a   parlare
  l'onorevole Castiglione, ne ha facoltà.

   CASTIGLIONE.  Grazie.  Presidente.  Saluto  i  colleghi  deputati,
  saluto  gli  Assessori,  e  Assessore  Falcone,  auguri  perché   è
  diventato  parlamentare europeo, anche io e il mio partito  abbiamo
  votato Forza Italia, però noi avevamo la Chinnici, quindi le faccio
  gli auguri di un buon lavoro.

   CRACOLICI. Non si dice il voto, il voto è segreto

   CASTIGLIONE.  E tra l'altro le auguro di impegnarsi, Assessore, di
  impegnarsi  per la Sicilia e per i siciliani, questo credo  che  lo
  debba a tutti quanti
   Presidente,  credo che quello che stiamo per discutere  oggi,  non
  credo  che  ci  sono  solo cose negative, perché  noi  oggi  stiamo
  parlando dei soldi per l'agricoltura, stiamo parlando di 50 milioni
  per quanto riguarda i rifiuti, dimenticavo l'Assessore Di Mauro non
  h  presente  in  questo momento in Aula perché  io  l'ho  chiamato,
  perché  ha  una Conferenza di Servizi col Prefetto, per  tutta  una
  serie di cose, per quanto riguarda la discarica.
   Ci  sono  9  milioni  per Priolo, ci sono 45  milioni  per  quanto
  riguarda il discorso dell'IRFIS per le piccole e medie imprese,  ci
  sono  20 milioni per i Comuni in dissesto e anche Catania fa  parte
  di questi 20 milioni, ci sono 10 milioni per Siciliacque, quindi ci
  sono  alcune cose che stiamo facendo che tra l'altro sono  pure  le
  emergenze  che  ci  sono  in questo momento: siccità,  agricoltura,
  incendi,  protezione civile e quant'altro. Ovviamente,  Presidente,
  io  devo  aggiungere  e devo dare lettura per  quanto  riguarda  la
  vicenda  dell'AST,  perché per me è una  questione  di  famiglia  e
  quindi la conosco bene la realtà, però ci sono alcune cose che  per
  quanto  riguarda l'AST non condivido, ed è giusto che da  deputato,
  anche se faccio parte della maggioranza, è giusto che le debba dire
  e così rimarranno a verbale.
   Un'azienda che dal 1947 ha svolto i servizi a favore di milioni di
  siciliani,  seppure  scontando in periodi  alterni  inefficienze  e
  intollerabili sprechi.
   Oggi  siamo  chiamati  ad approvare una norma  che  garantisca  il
  servizio  ai  siciliani  e  stabilità finanziaria  e  organizzativa
  all'Azienda.
   La  guida dell'AST fu affidata al Presidente, dottore Giammarra  e
  al  direttore,  ingegnere Parlavecchio. Considerata la  serietà  di
  detti  professionisti  e  la  volontà degli  uffici  preposti  alle
  verifiche   potrebbe  apparire  superfluo  richiamare:   le   leggi
  regionali  15 del 1993, e 19 del 1997 che dispongono le  iscrizioni
  nel  registro  dei  revisori dei componenti relativi  ai   colleghi
  delle  società partecipate; il decreto legislativo 19 del  2013  in
  materia  di  inconferibilità degli incarichi di  amministratori  di
  società  nelle  quali  siano stati svolti  i  ruoli  nei  due  anni
  precedenti; la legge regionale 19 del 1997 in materia  di organi di
  vigilanza  e di controllo e societario che disciplina le ipotesi di
  conflitto  di  interesse e che fissa  in non  più  di  tre  mandati
  consecutivi gli incarichi nelle società regionali; il decreto legge
  165 del 2001  che inibisce per un periodo di tre anni la nomina dei
  dipendenti pubblici che abbiano svolto ruoli autoritativi-negoziali
  verso  i  soggetti destinatari di detta attività; il  decreto-legge
  39   del  2013  che  inibisce  incarichi  dirigenziali  in  società
  pubbliche a chi ha svolto precedenti incarichi dirigenziali  presso
  l'amministrazione che conferisce l'incarico, oppure a chi  è  stato
  componente di organi politici; la legge regionale  25 del 2008  sul
  blocco  delle assunzioni; la legge regionale 3 del 2002 in tema  di
  nomina  e  scadenza della legislatura; la legge regionale   21  del
  2006 e 22  del 1950 in materia di pubblico concorso AST.
   Intervengo  Presidente anche per altre tre questioni  che  ritengo
  fondamentali:  la  prima  questione  attiene  all'assolvimento  dei
  propri  compiti  da parte dell'Azienda, da più di un  anno  infatti
  assistiamo al mancato adeguamento di molti servizi, il 2023 è stato
  l'anno di una crisi produttiva molto grave.
   Si è registrata l'abolizione di migliaia e di migliaia di corse  e
  servizi  extraurbani  e  non per fatti straordinari  o  imprevisti,
  sarebbe  utile  conoscere  il  dato di  un  milione  di  chilometri
  percorsi in meno con disagi, più volte denunciato attraverso i mass
  media da cittadini e operatori.
   Pertanto,  il cosiddetto utile del 2023 non dovuto dalla riduzione
  della  spesa  bensì alla drastica riduzione dei  servizi  a  fronte
  della riduzione del contributo.
   Nel  2023,  inoltre, sono stati abbandonati i servizi pubblici:  a
  Siracusa  la  SAIS, a Milazzo la SAIS, a Modica Etna  trasporti,  a
  Ragusa la SAIS, ad Acireale la Zappalà Torrisi. Siamo certo  che  i
  Comuni  hanno ottenuto condizioni più vantaggiose dei privati?   Mi
  permetto di dire che qualche dubbio ce l'ho.
   Siamo  certi  che nell'erogazione tra contributo  regionale  e  il
  contributo  comunale, il servizio per ciascun  Comune  non  sarebbe
  costato  di  meno e invece oggi costa di più?  Io  sono  certo  del
  contrario.
   So,  ad esempio, che il Comune di Ragusa parteciperà alla gestione
  del  servizio con una spesa aggiuntiva di circa ottocentomila  euro
  l'anno  e,  inoltre, non risulta che la Regione  abbia  cessato  di
  erogare  all'AST il contributo per il servizio, come per altri  che
  riguardano i Comuni interessati.
   Infine,  una  parola va detta sul piano industriale sul  quale  si
  sarebbe  dovuto basare la ricapitalizzazione di AST. A  me  risulta
  che  ad  oggi  non c'è un piano industriale asseverato dal  Governo
  regionale.   Quest'Aula avrebbe la necessità  di  conoscere  questo
  piano   industriale  prima  di  approvare  una  legge  che  porterà
  l'esborso di milioni e milioni di euro.
   Ci  sono  state più versioni di piano industriale: una prima,  una
  seconda, una terza, scenario base, uno scenario alternativo.
   Intendo  evidenziare con forza la paradossale questione del  piano
  industriale  di  AST, perché da gennaio a maggio  di  quest'anno  i
  vertici  dell'AST  hanno consegnato quattro  diverse  versioni  del
  piano  industriale dove sono state fatte ipotesi e previsioni anche
  molto diverse e incoerenti tra loro
   Se  nessuna  delle  quattro versioni è mai stata asseverata  dalla
  Kpmg, e se ancora adesso nessuna di queste quattro versioni è stata
  considerata  degna  di  approvazione e condivisione  da  parte  del
  socio,  degli uffici regionali competenti, credo che sia necessario
  un immediato cambio di rotta.
   Vorremmo  essere  resi edotti circa un piano di risanamento  o  di
  ristrutturazione così come richiesto dall'articolo 14  del  decreto
  legislativo  175 del 2016, quale precondizione per poter  procedere
  alla ricapitalizzazione di un'azienda pubblica come AST.
   Infine,  mi chiedo e dovremmo chiederci tutti perché assegnare  ad
  AST, dopo la trasformazione  in house, solo servizi improduttivi  e
  sociali  riservando, meglio donando, regalando  all'esterno  i  più
  remunerativi servizi? Per giunta, disponendo con legge,  riservando
  al  Parlamento,  c'è una responsabilità che porterà  al  fallimento
  dell'azienda
   Infatti, se si assegnano ai privati per decine e decine di milioni
  di  euro  le linee più remunerative, l'AST avrà bilanci  sempre  in
  perdita fino a quando le difficoltà porteranno a chiuderla.
   Siamo   in   tempo  per  impedirlo  per  assicurare  una  gestione
  manageriale trasparente ed efficiente che compensi con gli utili le
  linee più convenienti dei tratti sociali in perdita.
   Presidente,  io  vi ringrazio credo che questo  mio  intervento  è
  fatto  per  affetto  e per stima nei confronti di  circa  ottocento
  lavoratori AST, perché ricordo a me che ci sono circa seicento  che
  sono  a  tempo indeterminato e circa centonovanta che sono a  tempo
  determinato.
   E  credo che quest'Aula e questo Governo che ha sempre contribuito
  e  lavorato per gli interessi dei siciliani lo dovrebbe fare  anche
  per   l'AST  che  è  un'azienda  importante  della  Sicilia  e  dei
  siciliani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Castiglione.  E' iscritto a  parlare
  l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Presidente, Governo, onorevoli colleghi.  Sicuramente  in
  questa  fase, diciamo, di crisi uno stanziamento di circa  duecento
  milioni di euro può avere una rilevanza.
   Senonché, non possiamo non constatare come alcune delle misure che
  sono  introdotte  in  questo provvedimento siano  in  qualche  modo
  sganciate  da una politica, da scelte politiche più complessive,  e
  in  particolare  mi  riferisco ai quarantacinque  milioni  di  euro
  destinati all'abbattimento degli interessi per le piccole  e  medie
  imprese.
   Perché una tale misura all'interno di una politica industriale ben
  definita, avrebbe una ragion d'essere, ma questo Governo, oramai in
  quasi  due anni di legislatura, si è ben guardato dallo strutturare
  e  dal presentare a questo Parlamento e ai siciliani e alle imprese
  siciliane  delle scelte di politiche industriali reali  in  materia
  infrastrutturale, in materia di distretti che si vogliono sostenere
  e  tutelare,  in materia di attività che si vogliono sostenere,  se
  non  con norme spot, le norme sulle concessioni balneari, prorogate
  in  maniera  illegittima, le norme sugli interessi, le norme  sulle
  assunzioni che abbiamo varato la scorsa finanziaria, norme che sono
  tuttora  bloccate  perché  non  è  arrivato  il  via  libera  della
  Commissione europea e perché non c'è stato uno studio di quelle che
  sono le esigenze di occupazione del mercato del lavoro siciliano.
   Sono  solo  spot  che ben poco potranno produrre a  vantaggio  dei
  siciliani,  però stiamo appostando quarantacinque milioni  di  euro
  che  avremmo potuto destinare a misure anticicliche quali quelle  -
  come  diceva bene il collega Burtone - a sostegno dell'agricoltura.
  Abbiamo  fatto  delle piccole cose sul foraggio  ma,  per  esempio,
  sulla vitivinicoltura abbiamo stanziato solo venticinque milioni di
  euro,  a fronte di 350 milioni di euro di danni stimati dal Governo
  regionale, non certamente dall'opposizione.
   E poi, bene abbiamo fatto a prevedere circa dodici milioni di euro
  per  la  vendemmia verde, perché è chiaro che anche  quest'anno  la
  siccità  colpirà e la vendemmia verde sarà un ristoro  diretto  per
  gli agricoltori ma, al contempo, in questa finanziaria - nonostante
  sollecitati  -  non  si  è pensato a venire incontro  alle  cantine
  sociali, se non per misure a debito, finanziando l'abbattimento dei
  costi  fissi. Perché nel momento in cui fai la vendemmia  verde,  è
  chiaro  che  l'ammasso diminuirà, l'ammasso delle uve diminuirà  e,
  quindi,  i  costi  fissi  per ogni cantina sociale  aumenteranno  e
  questo  vorrà  dire che le cantine pagheranno meno di quanto  hanno
  pagato   negli  anni  passati  agli  agricoltori  soci.  E   allora
  contribuire all'abbattimento dei costi fissi delle cantine  sociali
  sarebbe  una  misura utile a contenere, ovviamente, i  costi  delle
  cantine  e a renderle più competitive e, al contempo, ad assicurare
  un  prezzo  più  alto  per chi ammassa le uve in  queste  strutture
  sociali.
   E  poi  le  misure sull'AST. Anche qui, io leggo che dovrà  essere
  presentato il piano industriale per sbloccare il finanziamento  ma,
  al  contempo, leggo nella stessa norma, che cinque milioni di  euro
  sono  già  destinati all'acquisto dei nuovi autobus. Io vorrei  far
  rilevare  che  di autobus ne possiamo comprare quanti ne  vogliamo,
  manca  il  personale  per farli viaggiare  Non  c'è  più  personale
  perché  con le varie disposizioni che hanno agevolato l'uscita  dal
  mondo del lavoro, il personale di AST è assolutamente inadeguato ad
  assicurare i servizi.
   E dunque, caro assessore Aricò, anche laddove la trasformassimo in
  società  in  house  è  chiaro  che  non  saremo  in  condizione  di
  assicurare alcun servizio ai siciliani e nemmeno quelli che evocava
  l'onorevole  Campo,  cioè le tratte non vantaggiose  dal  punto  di
  vista  economico  ma che comunque rappresentano  la  tutela  di  un
  interesse  pubblico, l'interesse alla mobilità e  il  diritto  alla
  mobilità  dei  siciliani.  Senza personale,  non  è  possibile  far
  viaggiare  gli autobus. E, aggiungo, che in queste settimane  si  è
  concretizzato uno scippo che è quello della esternalizzazione delle
  officine.
   Ci    sono    agenzie   dell'AST   che   hanno    calcolato    che
  l'esternalizzazione delle officine costerà più di quanto si  spende
  attualmente per la manutenzione degli autobus, dei mezzi.
   Ma  se la stiamo trasformando in house per migliorare il servizio,
  è  un miglioramento del servizio l'esternalizzazione delle officine
  che comporterà un aggravio dei costi? Cioè, stiamo già erodendo  le
  risorse che noi vogliamo destinare.
   Io vorrei che veramente questo piano industriale venisse discusso,
  almeno  nella  Commissione parlamentare competente,  perché  non  è
  possibile  che si pensi a rilanciare una società pubblica,  la  più
  antica  società  pubblica probabilmente in  Italia,  facendo  degli
  interventi  che,  a poco a poco, eroderanno le risorse  che  stiamo
  stanziando senza alcun reale rilancio, se non per quei privati  che
  si aggiudicheranno le tratte più vantaggiose, senza alcuna garanzia
  nel mantenimento di un servizio adeguato.
   Quindi, io penso che queste norme, questi duecento milioni di euro
  andrebbero spesi meglio, andrebbero spesi per far fronte  a  quelle
  che  sono  le  reali  emergenze  che stanno  vivendo  i  siciliani:
  l'agricoltura, la pesca, i comuni.
   Perché,  guardate  che noi stiamo stanziando -  e  mi  avvio  alle
  conclusioni - cinquanta milioni di euro per gli extracosti  per  il
  conferimento  dei  rifiuti,  che  vuol  dire  per  alcuni   Comuni,
  7.000/8.000, per Comuni più grandi 150.000/200.000, ma siamo  fermi
  al  2023,  nel frattempo Comuni medi, come può essere il comune  di
  Trapani, nel 2024 hanno un extracosto da un milione di euro  e  che
  la  discarica  di Siculiana sarebbe stata chiusa per effetto  della
  mancanza della V.I.A. gli uffici lo sapevano due mesi fa, tre  mesi
  fa,  e  in questi tre mesi il Governo regionale nulla ha fatto  per
  contrastare questo rischio e ci siamo trovati...

   PRESIDENTE. Onorevole Safina. la invito a concludere

   SAFINA.   ...   un'ordinanza,   ho   concluso   Presidente,   fare
  un'ordinanza  che  non  risolve alcun problema  perché  ancora  non
  sappiamo  con quali quantità e in quali quantità e in  che  modo  i
  Comuni dovranno conferire i rifiuti.
   Questi  50  milioni di euro sicuramente servono ma, rispetto  alle
  reali esigenze, sono un pannicello caldo e ci sono imprese che, per
  effetto  dell'aumento della Tari che dovranno deliberare i  Comuni,
  altro  che  i  45  milioni  di  euro di riduzione  degli  interessi
  dovranno  pagare  migliaia e migliaia di euro in più  di  Tari  per
  potere soddisfare le richieste dei Comuni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
   Presidente,  ci  troviamo ad affrontare questa manovra  che  nelle
  settimane  scorse è stata oggetto anche di alcune  esternazioni  da
  parte  di  assessori che, in questo momento, magari  non  ascoltano
  però,   su   argomenti  che  sono  dentro  questa  manovra,   dando
  responsabilità   alle  opposizioni  che  come   dire   avevano   la
  responsabilità di non trattare temi come quello dell'AST.
   Mi  riferisco, assessore Aricò, a lei che ha portato  all'esterno,
  anche  attraverso sindacati che additavano i gruppi di  opposizione
  di non occuparsi di questi temi.
   Io  ritengo  che questi temi, Presidente, sono temi invece  che  i
  gruppi di opposizione, anche oggi lo dimostrano lo dico ai colleghi
  di   maggioranza,   con  grande  senso  di  responsabilità   stanno
  affrontando  in  questa  giornata, perché in  una  manovra  che  la
  definisco  io   correttiva' con delle somme che  dovrebbero  essere
  messe  lì  per  dare  un sostegno a quello che sono  le  situazioni
  emergenziali  che stiamo vivendo in questi mesi. Perché  in  questi
  mesi  e  in queste settimane noi stiamo continuando a vivere  delle
  situazioni emergenziali.
   I   gruppi  di  opposizione  si  ritrovano  con  grande  senso  di
  responsabilità,  come  hanno fatto ormai negli  ultimi  mesi  e  da
  quando  è   iniziata  questa legislatura a  stare  qua,  perché  di
  maggioranza  non ne vediamo traccia,  chi dovrebbe  oggi  occuparsi
  dei  temi e chi è qua non ascolta nemmeno l'opposizione rispetto  a
  quelli che sono i temi perché, forse, pensano ad altro e invece noi
  siamo  qua,  Presidente, ad occuparci di quelli che  sono  i  temi,
  perché  abbiamo a cuore davvero quei temi che sono fondamentali  ed
  importanti per la Sicilia.
   E  oggi,  lo  diceva  poc'anzi  il collega  che  ha  preceduto  me
  nell'intervento, il collega Safina, io mi aspetto da  parte  di  un
  Governo  regionale che, forse, ha utilizzato nelle ultime settimane
  per  via  degli  slogan  della  campagna  delle  europee,  però  mi
  aspettavo  che  ci  fossero risorse più  importanti  su  temi  che,
  ovviamente,  non sono temi che stiamo affrontando  adesso  ma  sono
  temi  che  ci  ritroviamo  ormai da  anni,  perché  questo  Governo
  regionale, in continuità con quello che c'era in precedenza,  dello
  stesso  colore  politico,  un  anno  fa  parlava  della  cessazione
  dell'attività  dell'AST,  oggi  invece  parla  di  un  nuovo  piano
  industriale  che  di  fatto  noi  non  conosciamo,  però,   dà   la
  responsabilità ai gruppi di opposizione di non volersi occupare del
  tema AST e, addirittura, lasciando intendere che eravamo noi quelli
  che non volevano e non avevano a cuore i lavoratori
   Parliamo  di  agricoltura.  Io  mi  aspetto  che  questo   Governo
  regionale,  rispetto  a  tutte le volontà che  ci  sono  state  nei
  confronti  del comparto agricolo  avrebbe, assessore Falcone,  lei,
  ovviamente,  ormai ha poco interesse di rimanere  qua  in  Sicilia,
  dato  che andrà in Europa  io mi aspettavo, dicevo, che ci  fossero
  somme  più importanti sull'agricoltura e sulla siccità, e lo  dico,
  perché? Perché, ovviamente, è assurdo, è assurdo che noi, nel 2024,
  in  molte province della Regione siciliana assistiamo a quello  che
  stiamo assistendo, in queste settimane, cioè con la turnazione, con
  la problematica dell'erogazione dell'acqua, perché qua non è più un
  problema solo ed esclusivamente del comparto agricolo, ma  qua  c'è
  un problema, signor Presidente, che è quello sull'acqua potabile
   Noi, oggi, come Governo regionale, lo dico al Governo, quando mesi
  fa  bisognava  intervenire su una fase emergenziale  che  era  alle
  porte   oggi,  ci ritroviamo al collasso, perché ci ritroviamo  con
  invasi   vuoti,   ci  ritroviamo  con  i  problemi  dell'erogazione
  dell'acqua, parlo io  una su tutte la provincia di Agrigento, forse
  l'ottanta  percento dei comuni ha acqua razionata e arriva  l'acqua
  ogni  cinque,  sei giorni, e siamo in una situazione dove  l'estate
  ormai non è più alle porte, ma siamo durante il periodo estivo, con
  un  danno di immagine enorme, con cancellazioni importanti e questo
  è  il  risultato che noi stiamo avendo per questo Governo regionale
  che, ovviamente, ancora festeggia sui risultati delle Europee, però
  di  fatto  non  mi  pare che ci siano a cuore  quelli  che  sono  i
  problemi che, invece, noi dovremmo affrontare.
   Allora,  io  dico  che noi, per l'ennesima volta,  da  opposizione
  siamo  in quest'Aula; lo abbiamo fatto già in Commissione Bilancio,
  lo  dico  perché i colleghi della Commissione Bilancio  del  Gruppo
  parlamentare  del  PD hanno fatto per l'ennesima volta  un  egregio
  lavoro, cercando di mettere dentro quelle norme che sono essenziali
  per  affrontare una variazione impegnando le risorse per quelli che
  sono i temi importanti che, ovviamente, noi dobbiamo affrontare  in
  queste settimane.
   Secondo  me,  queste norme, assessore Falcone,  potrebbero  essere
  tranquillamente  rimpinguate  se  abbiamo  e  se  dovessimo   avere
  risorse, perché comparti come quello dell'agricoltura, della pesca,
  comparti   che,   ovviamente,  hanno  una  enorme   difficoltà   e,
  soprattutto, con queste condizioni climatiche hanno bisogno di  più
  risorse
   Inoltre,  voglio dire, ancora una volta, secondo me,  in  un'altra
  condizione tardiva, quella dell'emergenza incendi, siamo  di  nuovo
  punto e a capo; c'era stata l'anno precedente; c'era stata dopo  un
  tira  e molla la presenza del Presidente della Regione in Aula  per
  venirci a raccontare qual era il suo piano degli incendi.
   Mi  risulta che in tante province, il piano degli incendi non  sta
  funzionando  in quanto ci sono molti incendi che sono  ripartiti  e
  noi,  ancora oggi, mi sembra che non abbiamo risolto nulla,  tranne
  che  qualche  articolo  di giornale per essere  slogan  ormai  post
  elettorale  di  questo Governo regionale che mi sembra  sempre  più
  fallimentare anche rispetto a prima.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo  Giuseppe.
  Ne ha facoltà.

   LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  intanto, saluto l'assessore Falcone e gli faccio gli auguri per  il
  nuovo  incarico, però, assessore Falcone, lei sarà oggetto del  mio
  intervento perché, signor Presidente, stavo quasi quasi pensando di
  rinunciare  all'intervento, lo sa perché? Perché  oggi  sembra  che
  stiamo  consumando  un  rito  su un  disegno  di  legge  tanto  per
  consumarlo,  perché va approvato, punto e basta, senza preoccuparci
  di quello che sta succedendo attorno a noi e fuori da quest'Aula.
   Oggi, stiamo discutendo del disegno di legge n. 739, Stralcio  II,
  e ne leggo il testo e il titolo, di una norma che proprio si chiama
   Salva  AST .  Alla  norma   Salva AST , si  aggiungono  norme  che
  riguardano  la  Sicilia  per quanto riguarda  l'emergenza  rifiuti,
  quindi,    Salva   Sicilia  dai  rifiuti ,  norme  che   riguardano
  l'emergenza  agricoltura,  quindi,   Salva  Sicilia  dai   problemi
  sull'agricoltura , norme che riguardano le crisi che stanno subendo
  tutti  gli  allevatori,  quindi, norma  sul   Salva  agricoltori  e
  allevatori . Cioè, oggi, stiamo discutendo di una Regione che è  al
  fallimento  e siamo qua a discutere su come salvarla   Ma  salvarla
  come,  Presidente? Con interventi, tanto per fare qualche  articolo
  sul  giornale?  Tanto per dare qualche risposta  che,  se  è  vero,
  arriverà  ai  diretti  interessati dopo  che  supereremo  anche  il
  periodo  dell'estate? Perché una norma approvata oggi  non  produce
  effetti  prima  di due mesi. Quindi, quale  Salva Sicilia ?  Stiamo
  discutendo tanto per lavarci la coscienza.
   E  vado al titolo del disegno di legge 739, Stralcio II, assessore
  Falcone, assessore Aricò, assessore Amata, dedicatemi due minuti di
  attenzione  perché  siete  i due responsabili  di  quello  che  sta
  succedendo, in questi momenti, sull'AST
   Siamo  a  discutere  di  una norma che si legge  "Salva  AST",  ma
  significa  "privati,  fate  quello  che  volete ".  Perché   Perché
  l'unica motivazione reale per cui si sta correndo e si è provato  a
  farlo prima delle elezioni europee, di approvare questa norma é per
  poter giustificare quello che non è stato fatto negli ultimi cinque
  anni  Assessore Falcone, lei nella precedente legislatura aveva  un
  obbligo, lei nella qualità di assessore per le infrastrutture e  la
  mobilità  è  andato contro quello che ha scritto il  Garante  della
  concorrenza e del mercato
   Avete   fatto  proroghe  illegittime,   avete  causato  un  danno,
  continuando  con  i  contratti  di  affidamento  provvisorio,   che
  possiamo quantificare appena sarà aggiudicata la gara, fra  qualche
  mese,  perché siete andati in prosecuzione senza fare  le  gare  e,
  siccome ora siete arrivati all'ennesima scadenza, che è prevista il
  31  agosto del 2024, avete l'esigenza di chiudere sull'AST  e  dare
  seguito  a una gara che già aveva fatto il suo Assessorato con  una
  preinformazione che è scaduta nel 2022 e poi non avete dato seguito
  e  siete  andate  avanti  con  le proroghe  e  i  privati  si  sono
  arricchiti senza partecipare a nessuna gara, senza nessun ribasso e
  oggi mi parlate di  Salva AST ?
   Oggi  dovete chiedere scusa perché non avete applicato  le  regole
  del mercato e ve l'ha detto il Presidente dell'Autorità Garante per
  la  concorrenza  e  il  mercato, e ve  l'ha  detto  l'anno  scorso,
  assessore Falcone, non si distragga con l'assessore Pagana,  perché
  lei è responsabile di questo atto illegittimo, chiaro?
   Per quanto riguarda quindi l'AST oggi vi presentate in Aula, e  mi
  riservo  di approfondire l'intervento sull'argomento perché  stanno
  finendo   i  cinque  minuti,  con  un  documento  che  rappresenta,
  assessore  Messina, vi state presentando in Aula con una norma  che
  servirà  soltanto  a  giustificare perché  state  mettendo  a  gara
  cinquantadue milioni di chilometri che valgono per i prossimi  nove
  anni,  ottocentoventi  milioni di contratti. Questo  state  facendo
  voi   Vi  state lavando la coscienza e state facendo una sanatoria,
  rispetto  a  tutto quello che non avete fatto, negli ultimi  cinque
  anni, facendo finta di salvare l'AST  Vi state presentando con  una
  norma.
   Per  quanto  riguarda gli extracosti, assessore, è  vero  che  lei
  aveva  preso  l'impegno, e l'ha mantenuto, che avrebbe  portato  in
  Aula  questa manovra per dare ristoro ai comuni, ma non state dando
  nulla se non quello che è il vostro disastro che avete fatto, negli
  ultimi venticinque anni, di gestione dei rifiuti.
   Non avete mantenuto un impegno, avete fatto il minimo sindacale  a
  dare ristoro ai comuni. E la risposta qual è? Che oggi i comuni, da
  cinque  giorni,  duecento  comuni della  Sicilia,  sono  senza  una
  discarica,  perché negli ultimi venticinque anni avete giocato  sui
  rifiuti, avete foraggiato i privati, con nomi e cognomi
   Non  avete fatto impianti pubblici, tant'è che sul Piano regionale
  rifiuti,  su  un  milione e ottocento metri cubi di  disponibilità,
  oltre  un  milione sono in mano ai privati e quindi è  normale  che
  alla fine siete finiti sempre là.
   E'  normale  che  il  Presidente Schifani, può sbattere  la  testa
  quanto  vuole, ma alla fine deve andare in ginocchio  e  pregare  i
  privati per aprire le porte. E' normale che si finisca così, che  i
  comuni  debbano  pagare 400 euro a tonnellata  perché  agiscono  in
  regime di monopolio. O fai quello che ti dico io, o tieni i rifiuti
  a casa
   E  voi  pensate di lavarvi la coscienza con 50 milioni, così  dati
  perché  avete sbagliato anche un decreto su una delibera di  Giunta
  fatta  dal Presidente Musumeci nel 2021. Voi state giocando,  state
  giocando  sulla  pelle  dei siciliani e non state  dando  risposte,
  state  semplicemente mettendo pezze ai buchi che  avete  fatto  con
  questo   Governo,  in  prosecuzione  del  Governo  precedente.   E,
  naturalmente, Presidente, le chiedo scusa se sono andato oltre,  mi
  riserverò  di  intervenire  in ogni singolo  articolo  sui  singoli
  argomenti. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE. Grazie, signor Presidente. E, sentendo le parole del collega
  Lombardo,  mi  veniva una frase celebre che abbiamo studiato  tutti
  sui  libri  di storia, del gennaio del 1859, quando qualcuno  disse
  "non siamo insensibili al grido di dolore che si leva da ogni parte
  d'Italia", in questo caso da ogni parte della Sicilia.
   E,  quindi,  ritengo  che  non ci sia  nulla  di  male  se  in  un
  provvedimento che nasce, come l'onorevole Lombardo ha  ribattezzato
  "Salva  AST", poi il Governo ha inteso immettere dei provvedimenti,
  quindi, immettere liquidità, su altri settori.
   E  per  questo,  invece,  io voglio ringraziare  non  soltanto  il
  Governo, ma è giusto ringraziare l'intera Commissione Bilancio - il
  Presidente, la maggioranza e l'opposizione - che, in maniera  quasi
  inedita  e quasi corale unanime, hanno trovato l'intesa per portare
  alla luce questo provvedimento importantissimo.
   E'  chiaro che è un provvedimento, Presidente, parziale. Mi auguro
  sia un provvedimento tampone e temporaneo, perché su alcuni temi  -
  e  uno su tutti il tema dell'agricoltura - voglio immaginare che il
  Governo  e  il  Parlamento  vogliano continuare  a  investire  e  a
  immettere, cari assessori, liquidità in questo settore.
   Vero  è che alcuni provvedimenti sono calati in questo disegno  di
  legge,  dai  quindici  milioni di euro per  chi  in  questa  annata
  siccitosa ha inteso realizzare, o voglia farlo adesso, dei laghetti
  collinari o comunque piccoli rimedi per far fronte alla siccità,  o
  alla  sospensione dei ruoli del consorzio di bonifica. Vero  è  che
  gli  agricoltori non pagheranno, per quest'anno, le poche o la poca
  irrigazione   che  faranno,  ma  nelle  variazioni   di   bilancio,
  Presidente, vorrò suggerire al Governo e al Parlamento di esonerare
  del tutto gli agricoltori dal pagamento di questo ruolo, perché gli
  agricoltori stanno vivendo un momento davvero triste e  se  noi  li
  accontentiamo semplicemente con una sospensione e diciamo poi "però
  a  novembre  vi  toccherà pagare ", è quasi  come  se  li  stessimo
  prendendo  in  giro.  Quindi, il provvedimento  della  sospensione,
  questo   sì,   spero   voglia  essere  un  provvedimento   soltanto
  provvisorio  e nelle variazioni di bilancio inserire le  somme  per
  esonerare del tutto gli agricoltori.
   Il   provvedimento   prevede  anche  50  milioni   di   euro   per
  l'abbattimento  degli  interessi passivi per  la  piccola  e  media
  impresa,  ma  anche  2 milioni e mezzo di euro  per  gli  interessi
  passivi  degli agricoltori. Un ulteriore contributo di  10  milioni
  per  l'acquisto del foraggio, che si sommano agli altri 10  milioni
  di euro già messi da questo Parlamento, e 10 milioni di euro per  i
  danni che hanno avuto i produttori di cereali.
   È  chiaro che ci rendiamo conto, prima noi della maggioranza,  che
  realmente sono dei piccoli provvedimenti.
   E  torno a fare un appello al Governo e al Parlamento: servono dei
  provvedimenti   seri   e  mirati;  serve  non  soltanto   immettere
  liquidità. L'agricoltura siciliana, che è il vero motore e il  vero
  volano della nostra Sicilia, è nel baratro. Se noi non aiutiamo, ma
  realmente,  i  nostri  agricoltori per tutti  i  danni  che  stanno
  subendo...  e  quando  parlo di aiuti non mi  rivolgo  ai  colleghi
  parlamentari  pensando a una pacca sulla spalla o ad ascoltare  gli
  agricoltori,  quando parlo di aiuti voglio immaginare  degli  aiuti
  economici, immediati, veri nei confronti dell'intero sistema.
   Serve,  caro  Governo, portare in Aula la riforma dei Consorzi  di
  bonifica  e  dobbiamo farlo immediatamente, prima  che  il  sistema
  imploda,  e col collega Venezia e con altri ce ne stiamo occupando.
  Già  alcuni  attuali Consorzi di bonifica rischiano  di  non  poter
  pagare  gli stipendi. Il Consorzio di bonifica di Palermo  già  non
  sta  pagando  gli  stipendi e penso che presto  altri  Consorzi  di
  bonifica  saranno  nelle stesse condizioni.  Serve  immediatamente,
  dopo trent'anni, la riforma dei Consorzi di bonifica
   E   poi,  caro  Governo,  ormai  ci  avviamo  a  un  processo   di
  desertificazione sistemica. Non possiamo pensare di vivere  in  una
  Regione  a  valenza agricola e non immaginare altri  invasi  per  i
  nostri  agricoltori.  Mentre io parlo - e per l'ennesima  volta  da
  questo  pulpito  lo  voglio ribadire - ci  sono  ancora  fiumi  che
  scaricano  acqua al mare e la gente impazzisce, perché da  un  lato
  stiamo   dicendo   che  stiamo  vivendo  un'annata  drammaticamente
  siccitosa,  dall'altro lato ci sono alcuni fiumi, il Fiume  Verdura
  in primis, che continua a scaricare acqua al mare
   E  mentre  fino a qualche decennio fa, quando si parlava di  nuovi
  invasi  in  Sicilia, sembrava quasi di bestemmiare,  oggi  dobbiamo
  renderci   conto  che  se  vogliamo  continuare  a   investire   in
  agricoltura non possiamo fare a meno di nuovi invasi.
   Io  mi  avvio  alle conclusioni, con un invito  al  Governo  e  un
  appello  al  Parlamento: in Commissione Bilancio abbiamo dimostrato
  davvero maturità e sensibilità su alcuni temi; mi auguro che con il
  comportamento in Aula, sicuramente in queste ore per l'approvazione
  di  questo  disegno  di legge e soprattutto  con  una  visione  non
  soltanto  della  maggioranza, ma dell'intero  Parlamento,  possiamo
  portare  entro il mese di luglio, entro i primi quindici giorni  di
  luglio,  altri provvedimenti, economicamente ancora più importanti,
  in   direzione  dei  settori  strategici  della  nostra  Isola.  E,
  ribadisco, in primis nel settore dell'agricoltura.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace.
   È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, mi sarei aspettato che il  Governo,
  per  bocca  dell'Assessore  per le infrastrutture  e  la  mobilità,
  all'apertura di questa seduta, avesse chiesto scusa al Parlamento.
   Abbiamo  approvato,  nel mese di maggio, una prima  variazione  di
  questa  lunga sequenza di variazioni che ci attende da qui  a  fine
  anno,  perché, come è ormai noto, le manovre finanziarie in  questa
  Regione  -  l'ho usata in altre occasioni - sono come  la  sequenza
  delle  serie  tv Netflix: le facciamo a puntate, con la conseguenza
  che  non  si ha mai chiaro non solo quello che si fa, ma se  quello
  che si fa serve
   Perché noi passiamo da emergenza a emergenza, senza però capire se
  per l'emergenza che effettivamente affrontiamo, con le nostre norme
  produciamo   risultati  ed  efficacia  per  superare  eventualmente
  l'emergenza stessa.
   Faccio  un  esempio: ho sentito per ultimo l'onorevole Pace...  se
  disturbo il Presidente dell'Assemblea interrompo...
   Ho  sentito  l'onorevole Pace parlare dell'emergenza  agricoltura,
  emergenza che c'è, è innegabile, di tutta la filiera agricola, però
  non ho sentito nulla sul fatto che da qui ai prossimi quindici mesi
  ci  apprestiamo  a disimpegnare circa 800 milioni  del  PSR  ancora
  vigente,  sulla cosiddetta misura 4.1, 800 milioni  su  2  miliardi
  complessivi,  perché la Regione, con quel bando, non ha  creato  le
  condizioni perché sia effettivamente utilizzabile.
   L'ipotesi  che viene suggerita, di cui si è discusso nel  comitato
  di  sorveglianza  -  non  è  su  questo  che  deve  chiedere  scusa
  l'Assessore, ci arriverò fra un attimo - si appresta a  varare  una
  modifica della cosiddetta Programmazione sul PSR - l'accordo Stato-
  Regione  -, che prevede che quelle misure, finanziate su  linee  di
  investimento,  ovvero che producono quei processi di ammodernamento
  e   di   innovazione   delle  nostre  aziende   agricole,   vengano
  sostanzialmente orientate ad essere spese sulle cosiddette  "misure
  a  superficie",  cioè al contributo, diciamo, sui  terreni  che  si
  posseggono, non che si coltivano, perché le misure a superficie non
  determinano l'obbligo di coltivazione, ma il mero possesso.
   Quindi noi stiamo buttando o comunque ci apprestiamo a buttare 800
  milioni, verso chi già riceve oltre 2 miliardi e mezzo con la  PAC,
  misura  gestita  direttamente  da  AGEA,  perché  non  riusciamo  a
  spendere sulle misure a investimento.
   Leggo  che in questa manovra ci sarebbe un piccolo intervento  per
  contribuire a fare i laghetti, i piccoli bacini aziendali,  non  so
  con  quale  effettiva dimensione, ha cognizione  l'onorevole  Pace,
  stiamo  parlando di una cifra che non serve neanche a finanziare  -
  altro che laghetti - un rubinetto in molti casi
   Anche perché vorrei ricordare, a quanti parlano senza conoscere le
  cose  di  cui  parlano, che noi siamo ancora sottoposti  al  regime
  degli  aiuti  e  il  regime degli aiuti prevede dei  massimali  che
  nell'arco di un triennio non possono essere sforati, per cui  molte
  aziende  alle quali pensiamo di fare misure di sostegno, di  aiuto,
  su  questo e su quell'altro, potranno ricevere complessivamente  30
  mila  euro  nel  corso del triennio per tutti i  regimi  di  aiuto;
  quindi, noi siamo messi che facciamo una misura su questo piuttosto
  che  su  un  altro rischiando di non utilizzarli e di  non  poterli
  spendere.
   E  allora  perché io dico che noi stiamo affrontando nel  peggiore
  dei modi e proprio questo modo spezzettato di fare le manovre ci fa
  perdere  la  dimensione  sia  delle vere  emergenze,  sia  su  come
  affrontare  le stesse emergenze e vengo alla questione delle  scuse
  dell'assessore Aricò: noi a maggio abbiamo approvato una manovra in
  cui  ad un certo punto l'Aula, di fronte a quella emergenza che era
  relativa  agli  agricoltori  e  alla possibilità  di  sostenere  le
  aziende  zootecniche con l'acquisto o con contributi per l'acquisto
  del foraggio, si è determinata raddoppiando il contributo da 5 a 10
  milioni  di  euro  e  finanziando  quei  5  milioni  in  più  dalla
  previsione che era fatta nella stessa norma di sostenere per  circa
  7   milioni   l'AST,   sia  per  il  ripiano   perdite,   sia   per
  complessivamente non portare i libri in Tribunale.
   E'  stata  fatta  una  durissima polemica, l'opposizione  è  stata
  accusata di voler chiudere l'AST, abbiamo avuto anche un comunicato
  delle  organizzazioni sindacali che,  sostenendo in maniera  quanto
  meno  impropria le posizioni del Governo, ha finito per far credere
  che   quel  mancato  finanziamento  nel  mese  di  maggio   avrebbe
  determinato i libri in Tribunale dell'AST e quindi la chiusura;  si
  scopre poi che a distanza di meno di un mese, i 7 milioni che erano
  previsti  dalla  manovra di maggio diventano circa 40,  tra  misure
  d'investimento  e  misure  di ripiano perdite  con  la  manovra  di
  giugno
   Quindi  il Governo ha bleffato, ha cercato di costruire una  finta
  emergenza, arrivando addirittura a quadruplicare - anzi di più - il
  finanziamento  per rimettere in bonis l'AST sia sulle  perdite  sia
  sulla  capacità  di fare quello per cui è destinata  e  chiamata  a
  fare,  cioè  trasporto pubblico. E per fare il  trasporto  pubblico
  innanzitutto ci vogliono gli autobus.
   Allora,  come  si  vede,  quando facciamo queste  manovre,  queste
  manovre sono tutte fondate su delle bugie ed è dimostrato dal fatto
  che il Governo ha detto il falso durante la manovra di maggio.
   Vorrei  ricordare  -  e  lo dico a quei pochi  colleghi  che  sono
  rimasti  in  Aula - che la manovra di maggio, che ha consentito  di
  fare  questo  primo stanziamento di dieci milioni di  euro  per  il
  foraggio,  si  è  fatta  grazie al fatto che  qualche  deputato  di
  maggioranza  è  rimasto  in  Aula,  la  stragrande  maggioranza,  e
  precisamente l'intero Gruppo di Forza Italia ha abbandonato  l'Aula
  per  non  far  votare il testo definitivo, cioè in nome  di  quella
  bugia   che  ha  alimentato  l'idea  che  si  stava  per  fare   un
  provvedimento  che  avrebbe chiuso l'AST, la  maggioranza  e  Forza
  Italia in particolare ha cercato di boicottare il voto finale sulla
  legge  - mi dicono - ispirato dal Presidente della Regione  con  le
  varie  telefonate  che faceva ai singoli deputati.  Lei  non  c'era
  perché era impegnato in altre faccende, affaccendato, ma penso  che
  fosse  consapevole di quello che stava avvenendo in Aula  e  quindi
  impedire che l'Aula si determinasse su quel provvedimento, per  poi
  fare  un  comunicato   visto  che a seguito  della  protesta  degli
  agricoltori,  il  Presidente della Regione ha fatto  un  comunicato
  dicendo:  ma  come  il  Governo ha messo 10 milioni  a  favore  del
  foraggio  per  le aziende zootecniche  Il Governo   Il  Governo  ha
  cercato di impedire che ci fosse una previsione di 10 milioni, cioè
  si  va  di  bugia  in bugia e io credo che anche in questa  manovra
  stiamo  affrontando l'insieme delle emergenze fondando, non  perché
  non  ci  siano  i  problemi, ma come spesso avviene,  ci  sono  dei
  problemi  veri  e  alcuni che diventano problemi  per  giustificare
  soluzioni
   Faccio un esempio, l'articolo 11 di questa manovra che c'entra con
  l'urgenza dei 50 milioni per i Comuni, delle ulteriori risorse  per
  le  aziende zootecniche e le aziende produttrici di grano,  per  il
  ripiano  perdite, diciamo, il contributo ai Comuni per  i  maggiori
  costi  sui  rifiuti,  che  c'entra? Parliamo  di  un  articolo  che
  sostanzialmente,  se  ho  capito  bene,  serve  a  sostenere  delle
  attività che a partire da quelle del CAS sono in corso, ma se  sono
  in  corso  mi  auguro che siano state autorizzate in forza  di  una
  copertura,  quindi  se sono in corso vuol dire  che  sono  state  o
  autorizzate come dire senza copertura e mi chiedo come siano  state
  autorizzate,  perché, tranne se uno non fa l'indovino di  prevedere
  una ulteriore risorsa, quindi stiamo facendo una norma di sanatoria
  a un provvedimento autorizzato senza copertura finanziaria
   Signori,  questo - lo posso dire a bassa voce, così non  mi  sente
  nessuno - si chiama reato contabile  Volete continuare così  Volete
  continuare  a  costruire su falsità annunciate  e  su  modalità  di
  affrontare i problemi e le soluzioni ai problemi costruiti su  atti
  che traballano?
   E allora lo dico chiaramente: voi potete continuare all'infinito a
  fare  variazioni  di bilancio, ora ho sentito che entro  luglio  ne
  arriverà un'altra, immagino che da qui a fine anno un altro paio le
  faremo,  quindi avete fatto la guerra civile per avere il  bilancio
  approvato  a  inizio anno per portare lo scalpo: "mai più  esercizi
  provvisori ",  siamo al sesto mese dell'anno e  siamo  alla  terza,
  questa  è la terza azione finanziaria dalla legge di bilancio  alla
  manovra  di maggio a quella di giugno, a luglio dice che ne  faremo
  un'altra  e prevedo che da qui a fine anno ce ne saranno...  quindi
  un bilancio si fa in sei puntate
   È  questa  la  visione con la quale affrontare  i  problemi  e  le
  emergenze  che ci sono in Sicilia? Io credo che così non  solo  non
  affrontate emergenze ma state continuando a imbrogliare le  persone
  e  stiamo  facendo  male  alla modalità di gestione  dei  problemi,
  perché  senza  una  reale  programmazione  nessuna  soluzione  sarà
  possibile ai problemi che ha la Sicilia.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  ero
  presente  in  Conferenza  dei Capigruppo,  Presidente  e  colleghi,
  quando abbiamo pianificato i lavori di queste settimane.
   In  quell'occasione,  abbiamo ragionato di  quelle  che  erano  le
  urgenze,   le   priorità  che  questa  Assemblea   avrebbe   dovuto
  affrontare,  allora  io  ritengo  e  noi  riteniamo,  come  Partito
  Democratico, che le emergenze debbano essere affrontate come  tali,
  contenere quelli che sono i danni a persone e cose e poi  porre  in
  essere  tutti  gli  atti  necessari per  riportare  il  tutto  alla
  normalità.
   Ebbene,  in questi giorni abbiamo analizzato il disegno  di  legge
  739,  abbiamo migliorato per quello che potevamo, ma nulla va nella
  direzione di contenere ulteriori danni o di riportare la situazione
  ad una condizione di normalità.
   Del  resto,  cari  onorevoli, qui stiamo a trattare  alcuni  temi,
  alcune  emergenze,  urgenze  e  criticità,  per  come  le  vogliamo
  chiamare,  che sono determinate e sono state determinate da  questo
  Governo   di  centrodestra  che  governa  la  Sicilia   dal   2017,
  ininterrottamente.
   Uno fra tutti il tema dell'AST. Diciamocelo chiaramente.
   Chi  mi  ha  preceduto ha rappresentato quelle che sono  state  le
  mancanze del Governo Musumeci e ora del Governo Schifani ma ricordo
  a  me  stesso  e  a voi altri che nell'ultima finanziaria  è  stato
  proprio  il  Governo  a  stralciare un articolo  che  prevedeva  la
  ricapitalizzazione dell'AST per poi dire nell'ultima seduta  d'Aula
  che la mancanza era del Partito Democratico
   Io  credo  che questo sia assolutamente irriguardoso nei confronti
  di  chi  si  impegna,  nei  confronti di quella  che  è  un'azienda
  siciliana  che  noi  dobbiamo salvaguardare, come  salvaguardare  i
  lavoratori  sia a tempo indeterminato, che a tempo determinato  che
  sono col fiato sospeso.
   Sulla  tematica  degli extracosti, deputati,  io  ritengo  che  45
  milioni   di   euro   siano   assolutamente   inadeguati   e   sono
  fondamentalmente il frutto di una mancanza di politica di  gestione
  dei rifiuti di questo Governo e del Governo Musumeci.
   Nessun  nuovo  impianto, nessuna nuova politica sul  riuso  e  sul
  riciclo dei rifiuti
   Sulla questione della crisi idrica, siamo al paradosso
   Da   una  parte  abbiamo  avuto  il  Presidente  Musumeci  che  ha
  determinato  questa  urgenza, questa emergenza, facendosi  bocciare
  nella   precedente   legislatura   31   progetti   su   31,   sulla
  riqualificazione delle nostre condotte idriche.   Oggi,  lo  stesso
  Musumeci nella sua qualità di Ministro della Protezione Civile  non
  è nelle condizioni di dare una soluzione concreta a quelli che sono
  i problemi dei siciliani.
   Andiamo alla tematica dell'agricoltura.
   Acquisisco  da dichiarazioni del Presidente della Regione  che  ha
  intenzione di non chiedere più aiuti al Governo amico, a quello che
  veniva  definito  il  Governo  dello stesso  colore  politico,  per
  esempio  per chiedere come dare risorse sulla moratoria dei debiti,
  su  come attingere al Fondo Nazionale di Solidarietà o su come dare
  degli  aiuti  fiscali. Ma decide fondamentalmente di  rivolgersi  a
  Bruxelles,   quantificando  i  danni  per  la   zootecnia   e   per
  l'agricoltura in Sicilia in oltre un miliardo di Euro.
   Ed è questa la dimostrazione che oggi in questa Aula le misure che
  vengono  proposte dal Governo sono delle vere e proprie briciole  e
  briciole   proposte   in   un  momento   inadeguato   perché   sono
  assolutamente intempestive.
   E  allora io mi auguro che questo Governo, che questa maggioranza,
  esca  oggi  dalla bolla, dalla bolla elettorale in cui  sono  stati
  impegnati,  perché  abbiamo  avuto  ben  sette  deputati  regionali
  impegnati  nelle elezioni europee, ben quattro assessori che  hanno
  di  fatto  ingolfato  una  già  lenta  macchina  amministrativa   e
  burocratica.
   Ancora   oggi   non   sappiamo  chi  sarà   il   nuovo   Assessore
  all'agricoltura   e   in  un  momento  così  fondamentale   sarebbe
  indispensabile averlo presente oggi qui quando non abbiamo  nemmeno
  il  Presidente della Regione. Non sappiamo se ci sarà un  rimpasto.
  Fondamentalmente,  queste elezioni servono per determinare  potere.
  Già,  proprio quel potere, la mancanza di difesa rispetto a  quelle
  che sono le esigenze della Sicilia.
   E' emblematica la questione, Presidente, su quello che il tema dei
  temi  che  non  viene  affrontato  da  questo  Governo,  non  viene
  affrontato da questa maggioranza.
   Io mi riferisco alla questione dell'autonomia differenziata.
   Non  una  parola,  non una parola da parte di  Schifani,  non  una
  parola  da  parte  del  suo Governo, non una parola  da  parte  dei
  parlamentari che stanno a Roma eletti dal centrodestra
   Ebbene, altri presidenti di regioni del Sud hanno preso posizione.
  Presidenti di regione anche della maggioranza, mi riferisco a Forza
  Italia, Occhiuto in Calabria, Bardi per la Basilicata.
   E   hanno  rappresentato  come  questa  riforma  sia  una  riforma
  pericolosa.
   Allora, noi vorremmo sapere qual è la posizione della maggioranza,
  del Governo Schifani.
   Di  Schifani  stesso se non ritiene che questa, se non  crede  che
  questa  norma sia pericolosa per evitare che spacchi l'Italia,  che
  aumenti quelle che sono le diseguaglianze.
   Ovvero  ritiene che questa sia un'opportunità o come l'ha definita
  l'ex  Presidente  della Regione Musumeci, ecco, è una  riforma  che
  migliora  la  Sicilia perché noi siciliani ci dobbiamo  qualificare
  come dei piagnoni
   E allora è importante che venga a riferire Schifani sulla tematica
  dell'autonomia differenziata e si ricordi qual è che  il  tema,  il
  tema  fondamentale del mandato sottoscritto con i siciliani  perché
  il  nostro  Presidente della Regione deve difendere  gli  interessi
  della  Sicilia e magari verrà qui a spiegarci cosa è successo nelle
  ultime  settimane,  intanto sulla dicotomia  di  Fratelli  d'Italia
  quando da una parte ci parla di patria, ci parla di...

   PRESIDENTE. Colleghi scusate, scusate.
   Il  collega  Giambona  sta facendo un discorso  abbastanza  serio,
  penso che ci sia troppo brusio.

   GIAMBONA. Grazie Presidente, assolutamente per la considerazione.
   Stavo parlando dell'autonomia differenziata e di quello che si sta
  determinando  in  queste ultime settimane,  della  dicotomia  della
  nostra  Presidente del Consiglio Meloni, da una parte si  parla  di
  Patria, si parla del nostro tricolore, dall'altro lato invece,  con
  l'autonomia differenziata, si sta federando l'Italia.
   E  allora Schifani dovrebbe venire a discutere di questo, andare a
  spiegare  ai  siciliani del taglio dei fondi FSC,  del  taglio  del
  credito di imposta al Sud, di quelle che sono state le manovre  che
  tolgono  nella disponibilità degli imprenditori siciliani di  avere
  la decontribuzione
   C'è  un attacco sistematico, oggi in atto, nei confronti del  Sud,
  che  non fa altro che avvantaggiare quelle che sono le regioni  del
  Nord.
   E  allora, Presidente, io mi accingo a concludere. Io ritengo  che
  da  questo momento in poi, e considerato quanta carne c'è al fuoco,
  sia  indispensabile la presenza del Presidente  Schifani  in  Aula,
  deve venire necessariamente a riferire
   Nel merito del disegno di legge il Partito Democratico ha proposto
  una  serie di migliorie perché le risorse messe a disposizione  per
  l'agricoltura  e  per  la  zootecnia sono delle  risorse  risibili,
  inadeguate  e nel corso dei lavori d'Aula noi intendiamo migliorare
  questa manovra.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Abbate.  Ne  ha
  facoltà.

   ABBATE.  Grazie Presidente, Governo, colleghi. Io penso che  siamo
  alle prese con un disegno di legge presentato dal Governo ma che  è
  stato  anche emendato e rivisto in Commissione Bilancio per  quanto
  riguarda   il  sostegno  al  mondo  produttivo  siciliano,   e   in
  particolare  l'agricoltura, ma anche le  attività  produttive,  gli
  enti locali, l'azienda AST, così come speriamo anche i consorzi  di
  bonifica.
   È  un provvedimento che, rispetto a tanti altri provvedimenti, per
  la prima volta è mirato alcuni tessuti produttivi della Regione che
  può dare dei risultati, va ad incidere direttamente per migliaia  e
  migliaia di imprese siciliane.
   Sappiamo  che  il  mondo dell'agricoltura è  un  mondo  in  grande
  difficoltà,  specialmente  l'agricoltura tradizionale,  quella  non
  trasformata, e quindi che ha bisogno sicuramente di sostegno  anche
  perché è palese, sotto gli occhi di tutti quelli che sono stati gli
  investimenti  strutturali  negli  anni  passati,  sono   stati   un
  fallimento.  Un fallimento per quanto riguarda l'approvvigionamento
  idrico,   il   fallimento  di  portare  ogni  singola  azienda   la
  possibilità di potere avere acqua a disposizione per poter produrre
  in modo innovativo anche, ed essere competitivo sui mercati.
   Oggi non parliamo di essere competitivi, oggi addirittura si parla
  di poter tenere in vita le aziende che in questo momento si trovano
  in  grande difficoltà e penso che quei provvedimenti che sono stati
  messi  in  campo, specialmente quelli per i piccoli interventi  che
  vanno  a  mettere  a  disposizione il cento per cento  dei  piccoli
  investimenti,  io parlo di dieci, quindici, ventimila euro che ogni
  singola  azienda può mettere in campo, senza tanta  burocrazia  per
  poter  realizzare  un  pozzo trivellato, per  poter  realizzare  un
  piccolo  invaso, va a sanare quelle che sono state  le  storture  o
  quelle che sono state le cattive indicazioni negli anni passati per
  quanto riguarda gli investimenti strutturali sulla nostra Regione.
   E  quindi come va per quanto riguarda gli aiuti e il sostegno  per
  le  aziende zootecniche per l'acquisto del foraggio, per l'acquisto
  dei  beni di prima necessità per quanto riguarda le aziende stesse,
  per poter tenere in vita e poter portare avanti gli allevamenti...

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Abbate.
   Gentilmente,  i  colleghi  che non sono interessati  al  dibattito
  vadano  fuori,  perché  c'è troppo brusio e non  si  sente  niente.
  Grazie.

   ABBATE. Grazie Presidente.
   Io  penso  che  i  nostri interventi, anche che vengono  spontanei
  poterli  fare  e  poter  rimanere agli atti,  nascono  anche  delle
  esigenze  visto  che  tanto  lavoro  c'è  stato  dietro  a   questo
  provvedimento  che  è  arrivato  in  Aula  e  l'abbiamo  fatto   in
  Commissione,  abbiamo fatto il raccordo col Governo, abbiamo  fatto
  raccordo  con  tanti deputati che in Commissione  Bilancio  abbiamo
  lavorato su questi provvedimenti e penso che un pizzico di orgoglio
  anche di chi ha contribuito positivamente, dico di maggioranza e di
  opposizione,  a  redigere  questi  provvedimenti  legislativi,  può
  essere anche espresso anche in Aula dicendo che, finalmente, c'è un
  provvedimento che ancora deve essere sicuramente con l'approvazione
  di  emendamenti o subemendamenti ancora più aggiustato e  sistemato
  perché può, finalmente, dare delle risposte alle aziende del nostro
  del  nostro  territorio  e, quindi, io  penso  -  uno  su  tutti  -
  finalmente  dare  la  possibilità di avere  un  ristoro  su  quanto
  riguarda le aziende che producono foraggio e cereali così come  per
  l'acquisto del fieno, della paglia che sarà emendato.
   Sarà  data la possibilità anche di poterle acquistare direttamente
  dalle  aziende  che producono nel territorio, quindi senza  uscire,
  entrare  nel  circolo  vizioso che sono stato contrario  dal  primo
  momento  dell'acquisto  a grosse aziende che  si  registrano  e  lì
  rischiamo  sulla speculazione e, quindi, di andare  direttamente  a
  poterli  acquistare dove fino ad ora l'hanno acquistato,  ma  poter
  estendere  l'acquisto non solo dei foraggi ma anche del  mangime  e
  degli insilati.
   Così per quanto riguarda le aziende che possono riceverle e quindi
  nella prima fase si era pensato solo alle aziende indenne, sappiamo
  che questo è un aiuto per tenere in vita gli animali e, quindi, non
  significa un'azienda che non è indenne perché ha avuto la  sfortuna
  di avere uno, due, tre casi di tubercolosi o di brucellosi dove gli
  animali  sono stati al macello e sono stati uccisi e poi distrutti,
  non possono ricevere gli aiuti.
   Sono tutte attività che abbiamo messe in campo e che saranno nelle
  prossime  ore saranno approvate, che possono, che vanno a dare,  ad
  aggiustare un provvedimento importante che è stato messo  in  campo
  anche  col confronto con le associazioni di categoria e quello  che
  hanno   chiesto  le  associazioni  di  categoria.  Così   come   il
  provvedimento è importantissimo sia per le aziende agricole che per
  tutte  il resto delle aziende artigiane, commerciali e industriali,
  per  quanto  riguarda  l'abbattimento del  costo  degli  interessi.
  Sappiamo  che  negli  ultimi  mesi  il  tasso  di  interessi  sugli
  interessi passivi su quelle che sono le anticipazioni che uno va  a
  chiedere agli istituti bancari sono cresciuti tantissimo, al  punto
  che  siamo  arrivati ormai 7, 8 punti percentuale, quindi  sono  50
  milioni di euro che vanno a sostenere direttamente le imprese. Così
  come  l'aiuto per quanto riguarda gli enti locali che sappiamo  che
  entro  il  31,  ora  c'è stato lo slittamento di venti  giorni  per
  quanto  riguarda  l'approvazione del FESR, per quanto  riguarda  la
  tassa  dei  rifiuti solidi urbani, sappiamo quanto sia  importante,
  perché  non approvare un provvedimento del genere, subito, in  modo
  tempestivo, da potere inserire nel FESR, significherebbe  aumentare
  indistintamente almeno del 10% quella che è la bolletta della  Tari
  per ogni singolo siciliano.
   Come  provvedimenti che sono fra gli emendamenti che speriamo  che
  saranno approvati anche per sostenere quei comuni che sono in piano
  di riequilibrio, un dissesto che hanno bisogno di un sostegno anche
  perché  in  questo momento, la difficoltà, la disponibilità,  delle
  famiglie a poter pagare ed onorare quelle che sono le scadenze  dei
  tributi  è  sempre minore e, quindi, dei comuni sono in grossissima
  difficoltà nel tenere in piedi il bilancio. Così come i consorzi di
  bonifica,  guardate  è  importante per i consorzi  di  bonifica  in
  questo  momento,  dove le forze lavoro, significa  dipendenti,  che
  devono   essere   messe  a  disposizione   quelle   che   sono   le
  infrastrutture per potere erogare acqua alle aziende, è  necessario
  che  quello  stesso  personale abbia più ore  a  disposizione,  più
  giornate  lavorative per poter mettere in campo tutti  quei  lavori
  aggiuntivi per poter mettere a disposizione l'acqua alle aziende.
   Per  questo  nasce  la  necessità anche di aumentare  le  giornate
  lavorative  per  gli stagionali, così come per quanto  riguarda  il
  personale  che diventa full time, che diventa a tempo indeterminato
  e,  quindi,  che possa lavorare tutto l'anno senza interruzione  di
  servizio.  quindi sono provvedimenti importanti che sono in  questo
  articolato e che il Governo ha messo a disposizione dell'Assemblea,
  a  disposizione della Commissione; la Commissione l'ha migliorato e
  l'ha  supportato  anche in questo percorso  di  sostegno,  sia  per
  quanto riguarda le aziende produttrici della nostra regione sia per
  quanto riguarda gli enti locali, sia ancora per quanto riguarda  le
  aziende partecipate.
   Quindi  credo  che un buon lavoro è stato fatto  e  credo  che  il
  Parlamento può ancora migliorare e che, sicuramente, darà  risposte
  ai cittadini della nostra regione.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Mancuso ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge 739/A -
                              Stralcio II

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  noi
  abbiamo  approvato  una  norma per la  stabilizzazione  degli  ASU,
  abbiamo  fatto  una  grande  cosa, è  stato  dato  grande  risalto,
  finalmente  siamo  riusciti ad avere il nulla  osta  da  parte  del
  Governo   nazionale,  c'è  un  piccolo  problema  che  si  potrebbe
  risolvere, se una volta per tutte si quantificassero le  somme  che
  mancano, perché ad oggi il limite che ha posto l'assessorato di 19,
  massimo  di 19 mila euro, non riesce nemmeno a fare stabilizzare  a
  24  ore la categorie A, pensate B e C, tutto questo significa poter
  quantificare, saranno due, tre milioni che noi potremmo trovare per
  dare anche un atto compiuto che è quello della stabilizzazione a 24
  ore,  altrimenti si creerebbero delle disparità enormi, se vi  dico
  che  i nuovi contratti non consentono nemmeno alla categorie  A  di
  potere essere stabilizzata a 24 ore, questo significa figurarsi per
  le categorie B e C
   Io credo che il Dipartimento, l'Assessore tramite il Dipartimento,
  dovrebbe  dare  una  quantificazione di quante siano  queste  somme
  perché ha già le categorie A, B e C da potere stabilizzare in  modo
  da  mettere con un emendamento una somma che sarà di due milioni  e
  mezzo, tre milioni, e quantificarla per poi stabilizzare tutti a 24
  ore,  perché  altrimenti  vanificheremmo  una  norma  che  è  stata
  approvata  all'unanimità dall'Ars, che è stata inseguita per  tanti
  anni  da  tutti  i colleghi  per cui io credo che attraverso  anche
  questa  quantificazione che deve essere fatta, di concerto  con  un
  emendamento, si può arrivare a stabilizzare a 24 ore.
   In queste condizioni, consentitemi, noi passiamo dalle 36 ore, non
  riusciamo  nemmeno a farle a 19 ore, io credo che tutto questo  non
  sia nemmeno, ecco plausibile, non era questo lo spirito della legge
  quando  l'abbiamo votata, quando l'ha votato tutta  l'Assemblea  e,
  quindi, chiedo, ecco, cortesemente l'abbiamo fatto per le vie brevi
  ma  non  abbiamo  avuto  fortuna, lo faccio qui  ufficialmente  dai
  banchi   dell'Assemblea   regionale   per   potere   avere   questa
  quantificazione  e alla prima occasione fare questo  emendamento  e
  mettere le somme in modo da quantificarle e stabilizzare tutti a 24
  ore.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ma io  mi
  aspettavo  onestamente  dal  Governo in  una  manovra  da  duecento
  milioni  di dare seguito a quello che era stato ribadito più  volte
  in  Aula,  l'assessore Falcone manca oggi il suo collega, anzi  non
  so, collega lo scopriremo a giorni perché lei probabilmente il volo
  per  Bruxelles  già lo ha prenotato, l'assessore, onorevole  Tamajo
  non  so  se  deciderà di seguirla a Bruxelles o meno, ma certamente
  entrambi  durante  la  finanziaria avevate  preso  un  impegno  nei
  confronti  dei  comuni  dove ricadono le aree  industriali,  glielo
  ricordo,  il  Presidente della Regione aveva portato in Finanziaria
  una  norma che prevedeva di compensare le maggiori spese  da  parte
  dei  comuni  nelle  aree  industriali. L'aveva  annunciato  in  una
  conferenza ad Anci, era arrivata in Commissione Bilancio, salvo poi
  essere  bocciata  dallo  stesso Governo  in  Commissione  Bilancio,
  parlavamo di qualcosa di due milioni di euro, tra i due e i  cinque
  milioni  di  euro ed io speravo, vista anche la campagna elettorale
  delle  europee,  che l'assessore Tamajo e l'assessore  Falcone  che
  avevano  preso l'impegno e i comuni dove Irsap ormai  non  gestisce
  più  le  aree  industriali,  che in  una  variazione  di  bilancio,
  soprattutto, così importante ci fossero queste risorse,  cosa  che,
  invece purtroppo, non c'è e che, invece, mi auguro venga accolto.
   So che diversi comuni hanno inviato una nota alla Presidenza, alla
  Presidenza  della  Regione,  alla Presidenza  dell'Assemblea,  agli
  assessori competenti chiedendo che venga dato seguito a quello  che
  è  una  sentenza della Corte Costituzionale che vede e impone  alla
  Regione  di trovare delle risorse, la sentenza 73 del 2023,  impone
  alla Regione siciliana di trovare delle risorse atte proprio a dare
  seguito  a  questo mancato  trasferimento che nel 2018  il  Governo
  dimenticò  quando decise di trasferire le aree da IRSAP ai  Comuni,
  salvo poi non trasferire invece le risorse che oggi praticamente ha
  lasciato  in  mano ai Comuni che come ben sapete sono assolutamente
  incapaci di gestire già la viabilità, le strade e le infrastrutture
  all'interno  del proprio territorio, immaginiamo anche  nella  zona
  industriale
   Invece  troviamo di tutto e di più, i miei colleghi  si  sono  già
  dilungati  abbastanza  nel valutare l'efficacia  reale  o  meno  di
  diverse  norme che troviamo oggi e che purtroppo mi troverò  poi  a
  dover valutare nei prossimi mesi sicuramente negativamente, bene ha
  fatto l'onorevole Cracolici poco fa a ricordare la vicenda di  AST,
  mai  onestamente ricordo un comunicato del Governo  e  delle  sigle
  sindacali  contro  le opposizioni, quasi quasi a  voler  ostacolare
  AST,   salvo   poi  arrivare  tranquillamente  a  fine   giugno   e
  probabilmente dimostrare con i fatti che non mancava certamente per
  le  opposizioni, per la minoranza, ma che mancava per il Governo  e
  poi bisognerà valutare la reale efficacia di queste risorse.
   Sono  convinto che non è la ricapitalizzazione a salvare l'AST  ma
  che serve un piano di investimenti molto importante al quale oggi è
  completamente  nascosto  al  Parlamento,  non  abbiamo   un   piano
  industriale,  non abbiamo la possibilità di valutare se  AST  come,
  dove  e  quando  continuerà a investire  nel  nostro  territorio  e
  soprattutto  quali  tratte  e  soprattutto  quali  mezzi   potranno
  utilizzare  e  comprare, cosa che purtroppo nel  corso  degli  anni
  diciamo non è avvenuto.
   E  poi  mi  permetto di anticipare qualche emendamento, almeno  un
  emendamento  a cui tengo particolarmente che riguarda la  questione
  dei  rifiuti. Signor Presidente c'è un emendamento che riguarda  il
  trasferimento delle risorse ai Comuni che hanno spedito fuori dalla
  nostra Regione i rifiuti perché impossibilitati a conferirli  nella
  discarica ma dimentichiamo che ci sono tantissimi Comuni che  hanno
  dovuto  aumentare  i  propri costi perché non li  hanno  trasferiti
  fuori  ma li hanno trasferiti in discariche ben distanti,  ben  più
  distanti rispetto a quello che diciamo, su cui conferivano  qualche
  mese  prima e anche questi Comuni stiamo dimenticando, cioè  stiamo
  aiutando solamente chi ha purtroppo dovuto  ampliare e aumentare  i
  propri costi per trasferire i rifiuti fuori dalla nostra Regione  e
  abbiamo  dimenticato tutti quei Comuni, mi veniva in mente poco  fa
  alcuni comuni del trapanese, che conferivano a Trapani e invece  si
  sono dovuti spostare nel catanese o nel siracusano, cosa che invece
  ovviamente  gli  veniva più semplice conferire  prima  nel  proprio
  territorio d'ambito, ebbene si sono dovuti vedere aumentare i costi
  perché le loro discariche si sono ritrovate chiuse.
   Ecco, è sicuramente una cosa che manca nella manovra che mi auguro
  l'Assemblea  possa  cogliere,  diciamo  nel  senso  piuttosto   che
  nell'emendamento proposto da qualcuno della minoranza ma  nel  buon
  senso  di  aiutare  anche quei Comuni che si  sono  visti  comunque
  aumentare le proprie tariffe, facendo passare un messaggio distorto
  alla cittadinanza: perché quando i cittadini chiediamo di aumentare
  la  raccolta  differenziata ma poi di fatto si  vede  aumentata  la
  TARI, non comprendono più neanche quella che è una pratica virtuosa
  e  diventa addirittura un danno per le proprie tasche, per la  TARI
  della propria città.

   PRESIDENTE.  Dopo l'onorevole Figuccia farà un intervento  di  due
  minuti  l'onorevole  Gilistro  e poi cominciamo  a  votare,  quindi
  chiedo ai colleghi di prendere posto.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente solo una piccola nota tecnica  perché
  poco  c'è da aggiungere rispetto all'analisi di una manovra che  in
  realtà  dà  l'occasione  di  porgere davvero  una  mano  tesa  alle
  categorie in difficoltà, certamente il sostegno ai Comuni sul  tema
  dei  rifiuti, il tema dell'agricoltura, dei foraggi e, se non erro,
  approfittando  della  presenza dell'ottimo assessore  al  Bilancio,
  Falcone, in Aula, che dovrebbe esserci un intervento risolutivo per
  una  categoria che, quando io arrivai in questo Parlamento, insieme
  ereditammo,  dai tempi passati dove noi effettivamente non  eravamo
  in  quest'Aula, una categoria che, insieme a quella degli  ASU  che
  qualche  collega  ricordava  prima,  finalmente  vede  risolto   il
  problema del precariato  E io, da palermitano, di questa cosa  sono
  particolarmente orgoglioso, perché arriviamo qui che questa  gente,
  gli  appartenenti  al bacino ex Pip, prendevano  qualcosa  come  un
  sussidio, ora non ricordo la cifra esatta, finalmente questa  gente
  ha  uno  stipendio, è transitata all'interno della  SAS  -  io  per
  questo,  assessore, voglio dirle grazie, insieme a lei  al  Governo
  Schifani  - e so che, finalmente, oggi tra l'altro arriverà  questa
  chiusura  del cerchio perché andremmo a mettere qualcosa  come  3,7
  milioni per il 2024, e 18,7 per ciascuno degli anni 2025 e 2026.
   Questo  consentirà,  ad una platea di tantissimi  palermitani,  di
  mettere  la parola fine a questa condizione di marginalità sociale,
  di  precariato.  Potranno finalmente avere, come  dire,  il  quinto
  dello  stipendio,  avere accesso ad una busta  paga  come  tutti  i
  liberi cittadini
   A  lei faccio gli auguri per questo grande successo, che un po' lo
  deve  anche  i  palermitani che l'hanno sostenuta e l'auspicio,  al
  Governo  regionale  che  con  il prossimo  assessore  al  bilancio,
  speriamo,  saprà  fare un buon lavoro, come  lei  ha  fatto,  potrà
  chissà  magari  anche  aumentare le ore a  questi  lavoratori  che,
  finalmente, potranno anche loro avere una vita dignitosa.

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Gilistro.  Prego,
  onorevole Gilistro.
   Chiedo  ai colleghi di prendere posto, perché dopo si comincerà  a
  votare.

   GILISTRO.  Signor Presidente, una puntualizzazione soltanto  e  ci
  tengo  perché è una cosa che credo sia indispensabile perché quello
  che  c'era  da  dire l'hanno detto già i nostri  colleghi,  i  miei
  colleghi,  tutti  quanti  stiamo cercando di  capire  come  correre
  dietro  sempre  a  questa unica, grande, granitica  parola  che  si
  chiama emergenza.
   Non  facciamo  altro che correre dietro le emergenze,  perché  non
  riusciamo  ad avere una visione prospettica per quella  che  è  una
  visione vera, per quella che è la prevenzione.
   La  problematica è, caro Presidente, non è quella  di  quest'anno.
  Come  tutti,  dico  tutti, gli esperti di clima  stanno  declinando
  ormai da diversi anni, noi stiamo per avere un problema così serio,
  che  riguarda la desertificazione, la desertificazione   Perché  un
  problema  serio  è  quello che l'anticiclone  africano,  che  ormai
  peserà pesantemente, peserà pesantemente sulla nostra Regione,  non
  fa prevedere nulla di buono, nulla di buono
   Per  cui,  adesso, dobbiamo cominciare a prepararci a qualche,  mi
  sembra  brutto  dirlo,  è pessimistico, ma dobbiamo  prevedere  che
  negli anni prossimi non sarà così, come quest'anno, sarà e potrebbe
  essere ancora peggio
   Quindi  avere  una  visione a lungo termine, di  prevenzione,  per
  quello  che riguarda la carestia, per quello riguarda gli  animali,
  per  quello  che  riguarda  il settore  agricolo,  per  quello  che
  riguarda  la  siccità, non solo  Ma non solo, perché  tutte  queste
  problematiche avranno una ripercussione molto seria e  molto  grave
  anche sulla sanità, sulla salute dei nostri cittadini
   Quindi  questo  è quello che dobbiamo cercare di fare,  avere  una
  visione  lunga  e  non miope di quello che sta  accadendo.  Grazie,
  Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
        Norme in materia di Azienda siciliana trasporti s.p.a.

   1.  Per l'espletamento dei servizi di trasporto pubblico locale  a
  carattere  extraurbano,  l'Azienda  siciliana  trasporti  s.p.a.  è
  trasformata in società in house, nel rispetto delle disposizioni di
  cui agli articoli 4 e 16 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n.
  175  e successive modificazioni. Non possono far parte degli organi
  societari  quanti  siano incorsi in responsabilità  amministrativo-
  contabile accertata con sentenza definitiva.

   2.  Al  fine di consentire il risanamento della società di cui  al
  comma  1,  è  autorizzata la spesa, come di seguito  riportata,  da
  iscrivere  in appositi fondi del Dipartimento regionale bilancio  e
  tesoro:

   a)  per l'esercizio finanziario 2024 di euro 20.946.886,00 per  il
  ripiano  parziale  delle  perdite  complessive  ammontanti  al   31
  dicembre  2022 ad euro 28.709.747,00. La restante quota di  perdita
  pari ad euro 7.762.861,00 trova copertura mediante l'utilizzo delle
  riserve  presenti  nel  bilancio della società  alla  data  del  31
  dicembre 2022 (Missione 1, Programma 3);

   b)  per  l'esercizio finanziario 2024 nel limite massimo  di  euro
  8.000.000,00 e per ciascuno degli esercizi finanziari 2025  e  2026
  nel  limite  massimo di euro 5.000.000,00, da destinare come  spesa
  corrente  all'acquisizione in leasing degli automezzi previsti  nel
  redigendo piano industriale. (Missione 1, Programma 3).

   3.  Gli interventi finanziari previsti al comma 2 sono subordinati
  alla  presentazione  di apposito piano di risanamento  aziendale  e
  alla  sua  approvazione, previo parere della Commissione  Bilancio'
  dell'Assemblea  regionale siciliana, secondo le  modalità  previste
  dall'articolo  14  del d.lgs. 19 agosto 2016,  n.  175,  dal  quale
  risulti  comprovata  la  sussistenza  di  concrete  prospettive  di
  recupero dell'equilibrio economico delle attività, nel rispetto dei
  principi di efficienza, efficacia e di economicità e di qualità dei
  servizi».

   Onorevoli, prendiamo posto. Grazie.

   LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe. Signor Presidente, le chiedo  scusa,  mi  deve
  dare  un minuto, il tempo di riorganizzare i miei appunti.  Se  c'è
  qualcun altro...

   PRESIDENTE. No, non credo, hanno parlato tutti. Prego.

   PACE. Un argomento a piacere.

   LOMBARDO Giuseppe. No, non è un argomento a piacere, collega Pace,
  visto che tu hai citato pure Vittorio Emanuele II, se non sbaglio.
   E  allora,  Presidente, Assessore, articolo 1. Leggo letteralmente
  quello  che  è  scritto  al  comma 3 dell'articolo  1,  Presidente,
  assessore  Aricò e assessore Falcone, visto che voi  scrivete  che:
  "gli  interventi finanziari previsti al comma 2" - e cioè i  famosi
  20  milioni,  più gli 8, quindi circa 30 milioni di  euro  -  "sono
  subordinati  alla  presentazione di apposito piano  di  risanamento
  aziendale  e alla sua approvazione, previo parere della Commissione
  'Bilancio' dell'Assemblea regionale siciliana, secondo le  modalità
  previste  dall'articolo 14 del decreto legislativo 19 agosto  2016,
  n.  175,  dal  quale risulti comprovata la sussistenza di  concrete
  prospettive  di recupero dell'equilibrio economico delle  attività,
  nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia e di economicità
  e di qualità dei servizi".
   Allora  Presidente, questa norma è nata male e rischia  di  finire
  peggio.   Perché?   Perché   siccome   l'assessore   Aricò   è   un
  giocherellone,  gli  piace  giocare,  siccome  i  vertici  dell'AST
  pensano che hanno a che fare...

   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo .

   LOMBARDO  Giuseppe. Mi consenta, Presidente, ci sta nella  critica
  politica  e  nella dialettica politica, ci sta  Siccome  i  vertici
  dell'AST  pensano  che hanno a che fare con degli  sprovveduti,  il
  sottoscritto già quattro mesi fa, aveva fatto regolare richiesta di
  accesso agli atti, perché si parlava di un piano industriale.  Poco
  fa il collega Catanzaro diceva che questo Parlamento non conosce il
  Piano  industriale.  Non  è che non conosce  il  Piano  industriale
  questo  Parlamento - collega Catanzaro - è che i  vertici  dell'AST
  ancora un Piano industriale definitivo non l'hanno fatto
   La  prima versione io, Presidente, la ricevo esattamente il  9  di
  aprile  con  una mail mandata dal direttore generale  Parlavecchio.
  Dopodiché,  veniamo  a  scoprire che  quella  versione  non  è  più
  attuale; lo veniamo a scoprire in II Commissione, dove l'architetto
  Lizzio,  con  un messaggio whatsapp, mi gira due nuove versioni  di
  Piano  industriale, che sono datate 9 maggio: una si  chiama  Piano
  industriale,  l'altra  si chiama Scenario  alternativo.  Cioè,  noi
  giochiamo e siamo alla terza versione  Quella del 9 aprile,  quella
  del 9 maggio e quella, a scelta, scenario alternativo.
   Cioè,  nel  momento  in cui un Governo propone di  salvare  l'AST,
  dando  delle risorse, subordinandole all'approvazione del Piano  di
  risanamento e nel Piano industriale, che non è approvato, io  leggo
  che  per salvare il piano economico, e quindi avere il riequilibrio
  del  piano  economico, è prevista lo sa che cosa?  È  prevista  una
  strategia  di  rientro e di equilibrio, ipotizzando che  nell'arco-
  tempo, che nell'arco-periodo del Piano industriale, il traffico del
  trasporto  pubblico locale aumenta addirittura del  29  per  cento,
  come  se  nei prossimi quattro anni tutti incominceranno a prendere
  il  pullman   Prevedono che il riequilibrio economico del  prossimo
  Piano  industriale si mantenga, aumentando di circa il 30 per cento
  all'anno  la tariffa dei biglietti, come se un biglietto, che  oggi
  costa  6-7  euro, che è una tratta media, fra quattro anni  costerà
  15, 17, 18 euro
   Quindi,  è  impensabile  che  un  piano  industriale  con   questa
  previsione  di  equilibrio possa essere approvato da  qualcuno   Di
  quale risanamento stiamo parlando? In più, nel piano industriale lo
  sa  cosa  è previsto, Presidente? Collega Catanzaro, lo sa  cosa  è
  previsto? È previsto che degli attuali 18 milioni di chilometri, si
  passi a 11 milioni 800 mila chilometri da gestire come AST.
   Ma  di quale risanamento state parlando? Voi state promettendo  30
  milioni  di  euro  con  una  norma che subordina  l'erogazione  del
  contributo all'approvazione di un piano che è inapprovabile  È  una
  vergogna  quello  che state facendo  È una vergogna,  perché  state
  prendendo  in  giro  il Parlamento, e colleghi,  tutti  quelli  che
  andrete  ad  approvare questa norma, sappiate che state approvando,
  non  il "salva AST", state approvando la scusa per poter mettere  a
  gara  52  milioni  di chilometri ai privati, che non  si  può  fare
  altrimenti.
   Tolto  quello che lasci ad AST, tutto il resto lo si mette a gara
  Che  dovevi  fare, assessore Falcone, già dal 2019,  perché  quella
  norma  del  2019,  la  Corte costituzionale le  ha  detto  che  era
  illegittima, tutte le prosecuzioni sono tutte illegittime
   Avete  continuato  facendo degli affidamenti illegittimi,  e  oggi
  volete che questo Governo riceva che cosa da quest'Aula? Un  sì  su
  una  norma che non salva l'AST, salva gli interessi dei privati,  e
  mi  assumo  la responsabilità di quello che sto dicendo,  assessore
  Falcone, chiaro?
   Quindi, o modifica questa norma, o non avrà il nostro voto, perché
  con  il  mio voto non mando a casa 175 interinali  Con il mio  voto
  non  affosso  una  delle  società più antiche  di  questa  Regione,
  istituita  con  una  legge  del 1947.  Chiaro,  assessore  Falcone?
  Chiaro, assessore Aricò? Voi siete responsabili entrambi di  questo
  disastro,  lei  come  assessore  precedente,  e  Aricò  perché   in
  continuità.

   PRESIDENTE.    Si    passa   all'emendamento   1.2,    soppressivo
  dell'articolo.
   Onorevole Lombardo, lo mantiene?

   LOMBARDO Giuseppe. Lo mantengo

   PRESIDENTE. Si procede, dunque, con l'emendamento 1.2.  Il  parere
  della Commissione?

   CARONIA, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.8 è dunque precluso.
   Si  passa  all'esame dell'emendamento 1.3, a firma  dell'onorevole
  Lombardo ed altri, soppressivo del comma 1.
   Onorevole Lombardo, lo mantiene?

   LOMBARDO Giuseppe. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CARONIA, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 1.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 56
   Votanti                  50
   Maggioranza              26
   Favorevoli               19
   Contrari                 31
   Astenuti                  0

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.9 è, quindi, precluso.
   Si  passa all'emendamento 1.12, dell'onorevole Schillaci ed altri.
  Invito  l'onorevole  Schillaci al ritiro, perché  è  assorbito  dal
  testo.

   SCHILLACI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   La   ringrazio.   Si  passa   all'emendamento   1.4,
  dell'onorevole Lombardo ed altri.
   Onorevole Lombardo, Lo ritira o lo mantiene?

   LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  No, può intervenire una volta su tutti gli  articoli,
  quindi mi deve dire solo se è mantenuto.

   LOMBARDO Giuseppe. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Mantenuto, va bene. E' soppressivo del  comma  2.  Lo
  pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.10 dell'onorevole De Luca ed altri è precluso.
   Si  passa all'emendamento 1.7 a firma degli onorevoli Campo  e  Di
  Paola. Invitiamo al ritiro, è assorbito dal testo.

   CAMPO. È assorbito dal testo?

   PRESIDENTE. È assorbito dal testo, così dicono gli Uffici.
   Onorevoli  colleghi, c'è un emendamento, l'1.13 e lo  trovate  tra
  gli  emendamenti  fuori sacco, non lo metto in  votazione,  non  vi
  preoccupate,  prima lo leggiamo. Ha facoltà di parlare  l'Assessore
  Falcone per illustrare l'emendamento.

   FALCONE, assessore per l'economia. Soltanto perché trattasi di  un
  emendamento tecnico, nel senso che è da iscrivere in appositi fondi
  del Dipartimento regionale Bilancio e tesoro, sono soppresse, serve
  per regolarizzare ai fini contabili la posta di bilancio.

   CRACOLICI. Dove vengono iscritti?

   FALCONE,  assessore  per  l'economia. C'è l'Ufficio  speciale,  li
  mettiamo direttamente all'Ufficio speciale.

   CRACOLICI. Allora scriviamolo.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Ho capito, però  l'Ufficio  ha
  preparato mettendoli così, li abbiamo tolto dal Dipartimento  e  li
  mettiamo  in capo all'Ufficio speciale per le liquidazioni  per  le
  partecipate.

   CRACOLICI. Non è scritto.

   FALCONE, assessore per l'economia. Ma è già scritto, così va bene.
  Non   c'è,   perché   l'Ufficio  non  è  soltanto   Partecipate   e
  liquidazione, è un unico Ufficio.

   CATANZARO. Si deve specificare perché se no vanno a Bruxelles

   FALCONE.  Secondo  la nostra previsione della predisposizione  del
  bilancio  di  previsione annuale e pluriennale, hanno  un  capitolo
  autonomo e va direttamente allocato là.
   Abbiamo eliminato questa frase per evitare delle complicazioni, ne
  abbiamo parlato con l'Ufficio, mi sto prendendo la responsabilità e
  ve la sto rappresentando, basta.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Allora  per  essere chiari, il  tema  non  è  di  lana
  caprina,  perché  è  evidente  che se è  iscritto  al  Dipartimento
  Bilancio  e  Tesoro,  e  non  può  che  essere  iscritto  in   quel
  Dipartimento, il problema è chi approva il piano industriale.
   Perché  non  lo  può  approvare  l'Assessorato  ai  Trasporti,   e
  l'autorizzazione  la  deve dare il Bilancio, il  piano  industriale
  deve  essere  approvato dal soggetto che deve fare  il  decreto  di
  finanziamento,  quindi il Bilancio e Tesoro. Questo emendamento  ha
  un  obiettivo: sottrarsi alla responsabilità di approvare il  piano
  industriale  da parte di un Dipartimento, e non si sa bene  chi  lo
  dovrebbe approvare.
   Questa  è la mia interpretazione, esiste un'interpretazione,  come
  dire,  la mia è un'interpretazione, mi dica il contrario, no perché
  lei  lo  toglie  al  Tesoro  e lo lascia  a  un  Ufficio  speciale?
  L'ufficio  speciale  per  sua natura è  un  Ufficio  solo  a  tempo
  determinato, chiaro? L'Amministrazione regionale è organizzata  per
  Dipartimenti, e in ogni Dipartimento c'è un Dirigente generale, che
  è  l'unico abilitato a fare i decreti di finanziamento, quindi  non
  giochiamo con le cose serie
   Allora,  il  Bilancio  non vuole questa responsabilità,  e  allora
  faccia  un  emendamento  che lo lascia in  capo  ai  Trasporti,  ma
  giocare a nascondino non funziona.

   PRESIDENTE.  Allora,  accantoniamo per  il  momento  l'emendamento
  1.13.
   Si passa all'emendamento 1.5. Onorevole Lombardo, è mantenuto?
   Allora, che è successo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, un attimo soltanto.
   Prima  di  passare  all'emendamento 1.5,  o  meglio  noi  possiamo
  passarci, però dovremo ritornare sul comma 2, perché il Governo sta
  predisponendo  un  emendamento  per  aumentare  da  20  milioni   e
  novecentomila a 21 milioni 670, perché in questa, diciamo così,  in
  questa cifra risiedono...

   PRESIDENTE. Assessore, ci possiamo tornare anche dopo quindi, è un
  problema?

   FALCONE, assessore per l'economia. Va bene, basta.

   PRESIDENTE.  E  lo  spiega dopo, nel momento in cui  dobbiamo,  lo
  presenta,  ora come ora non c'è neanche la copertura,  non  c'è  la
  firma, quindi stiamo parlando di una cosa che non c'è.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.5. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.11 è precluso. Si passa all'emendamento 1.1.
   Onorevole Lombardo, è mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1.

   SCHILLACI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese.

   PRESIDENTE.  Vediamo se è appoggiata la richiesta.

    (La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE. Non è approvata la richiesta.
   Come non avete avuto il tempo? Da quando lei l'ha detto, onorevole
  Schillaci
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.1. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Allora Assessore Falcone è pronto questo emendamento?
   Abbiamo  finito tutti gli emendamenti, quindi ora dobbiamo  andare
  all'emendamento che lei ha presentato.
   Era  tra gli aggiuntivi onorevole Schillaci? Se tra gli aggiuntivi
  non sarà trattato.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Grazie Presidente, ho presentato un emendamento che era
  stato richiesto dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali  in
  Commissione  Bilancio,  che  è quello di  istituire  un  tavolo  di
  confronto,  appunto con le organizzazioni sindacali per condividere
  la  conoscenza del piano industriale proprio di AST. Quindi, se era
  possibile prelevarlo e trattarlo

   PRESIDENTE.  Onorevole Schillaci alla fine  dell'esame  del  testo
  valutiamo   se   tra   gli  aggiuntivi  prenderemo   qualcosa,   ed
  eventualmente lei ce lo sottoporrà nuovamente.
   L'ho  capito, ma è all'esame di tutto il testo, perché c'è  l'AST,
  ci  sono  gli extracosti, ci sono diversi articoli dove ci  saranno
  degli aggiuntivi, quindi si farà un ragionamento unico per tutti.
   Ci siamo riusciti? Ok, allora carichiamo l'emendamento del Governo
  1.14,   lo  trovate  tra  un  minuto sui vostri  tablet.  Onorevole
  Catanzaro,  visto  che lei ha chiesto, è stato caricato  in  questo
  momento.
   Assessore,  se  vuole  spiegare l'emendamento  1.14,  per  favore.
  Grazie.

   FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente.
   L'emendamento   1.14  riguarda  una  migliore   e   più   puntuale
  ricognizione di questo intervento finanziario a sostegno dell'AST.
   Era  di  20 milioni 900 mila euro, diventa di ulteriori  728  mila
  euro,  perché in questo ripiano e in questo intervento  finanziario
  c'è  anche  Aeroservizi,  cioè stiamo mettendo  l'intera  AST.  Che
  significa?  L'intera  AST,  dicevo,  e  riguarda  tutto  un   piano
  industriale,  riguarda  soprattutto l'aeroporto  di  Lampedusa,  il
  quale aeroporto di Lampedusa ha superato una soglia di passeggeri e
  deve  avere  un aumento di capitale di un ulteriore milione  e  700
  mila  euro.  Era  stato previsto 1 milione ma  deve  arrivare  a  1
  milione e 700 mila euro.

   CRACOLICI. Su Lampedusa c'è l'articolo

   FALCONE,  assessore  per  l'economia. È un'altra  cosa  Lampedusa.
  Quello  è  un vecchio debito che hanno Lampedusa e Pantelleria  con
  l'Enac,  del  2014,  quello  è un riconoscimento  di  debito  fuori
  bilancio,  questo  invece è l'adeguamento che stiamo  facendo  così
  come  abbiamo  fatto per Birgi, quando abbiamo dato  3  milioni  di
  euro, perché aveva superato il milione di passeggeri. Qui, superato
  i 300 mila passeggeri, per questa ragione l'aeroporto o Aeroservizi
  aspettava questa ulteriore iniezione finanziaria che l'AST da  sola
  non può fare, quindi è soltanto per questo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Schillaci.

   CRACOLICI.  Scusi,  Presidente, premesso che se  fosse  e  non  ho
  motivo  di  dubitare  che ci sia necessità di  fare  un  intervento
  finanziario  per  la ricapitalizzazione di AST Aeroservizi  per  la
  gestione   dell'aeroporto   di  Lampedusa,   basterebbe   fare   un
  emendamento scrivendo che serve a questo
   Nel caso, invece specifico, mi permetto di contraddire l'Assessore
  perché  noi  aumentiamo la quota di cosiddetto "contributo  ripiano
  perdite" da 20.946 a 21.700 e qualcosa sulla base di un bilancio di
  chiusura approvato nel 2023 che ci dice che le perdite relative  al
  2023  sono  28  milioni 709 mila euro e qualche altra cosa,  20,946
  milioni li copriamo con il contributo della Regione e 7 milioni 762
  mediante  l'utilizzo  delle  riserve previste  dal  bilancio  della
  società. Quindi, se aumentiamo i 900 mila euro per dare "contributo
  ripiano  perdite",  dobbiamo ridurre la quota di  compartecipazione
  che   il  bilancio  della  società,  attraverso  le  riserve,  deve
  prevedere.
   Io  non  ho idea se le riserve siano solo 7 milioni e 700,  perché
  non  ho  davanti  il  bilancio dell'azienda, in  ogni  caso  questo
  emendamento, scritto all'ultimo istante, tra l'altro  di  una  cosa
  assai   complessa   e   delicata  perché  conosciamo   la   vicenda
  dell'aeroporto  di Lampedusa e le questioni relative  agli  effetti
  dell'AST  Aeroservizi, così com'è scritto non  funziona   O  fa  un
  emendamento in cui dice che la Regione riconosce un contributo  per
  la  ricapitalizzazione di AST Aeroservizi di 900.000 euro, quant'è,
  ma  non  può dire che ripiana le perdite di ulteriori 900.000  euro
  senza modificare quello che a valle succede, visto che diciamo  che
  la parte dei 7 milioni e 700 che manca, ci deve pensare l'AST dalle
  riserve proprio del bilancio
   Così  com'è congegnato non funziona. Quindi, il Governo si  prenda
  una  pausa  di  riflessione,  così come sull'emendamento  1.13,  ci
  rifletta  bene,  ci dica come stanno le cose e poi voteremo  quello
  che  c'è da votare. Ma così, col fogliettino all'ultimo minuto,  di
  una  cosa  su cui ci sono voluti mesi e mesi di lavoro  per  capire
  qual  è  l'ammontare  effettivo delle perdite dell'AST,  ci  sembra
  quanto  meno  irrispettoso. Ecco perché, lo dico io, di  sospendere
  l'articolo  1, chiedere al Governo l'approfondimento su questi  due
  subemendamenti, in maniera tale che ci venga a dire la verità delle
  ragioni per cui si propongono questi emendamenti.
   E'   evidente   che  non  ci  possiamo  fidare  di   dichiarazioni
  estemporanee fatte in Aula.

   PRESIDENTE.  Assessore credo che...

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prima, c'era l'onorevole Schillaci, quindi  Sunseri  e
  poi Lombardo. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, diciamo che in parte mi ha preceduto
  il  collega. La vicenda di AST Aeroservizi la conosciamo  bene  sin
  dalla    scorsa   legislatura,   quindi   chiedo   un   chiarimento
  all'Assessore  che  è  venuta  a  riferire  anche  in   Commissione
  Antimafia regionale nella scorsa legislatura, sapendo che  c'è  già
  stato  un problema di continuità aziendale con violazioni non  solo
  del  Codice  civile ma anche dello stesso Statuto dell'AST,  perché
  sappiamo bene essere mancata la vigilanza da parte del Dipartimento
  economia  e  finanze  di  questa Regione  siciliana  nei  confronti
  proprio di AST Aeroservizi.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, condivido  l'analisi  dell'onorevole
  Cracolici perché è chiaro che se serve per AST Aeroservizi  bisogna
  specificarlo   nel  testo,  perché  così  serve   semplicemente   a
  incrementare il fondo previsto dall'emendamento.
   Poi, Presidente, mi scusi ma la copertura 1023 che vuol dire?  Che
  capitolo è?

   FALCONE, assessore per l'economia. Aumento Irpef.

   SUNSERI.   E quanto è capiente questo articolo? Almeno lo sapevamo
  prima, potevamo presentare...

   FALCONE, assessore per l'economia. Tanto.

   SUNSERI.   Dovremmo metterlo diciamo alla disponibilità  dell'Aula
  anche   per  capire,  perché  potevamo  anche  incrementare   altri
  capitoli,  metterli così diciamo alla mercé dell'Aula, quanto  meno
  agli  emendamenti del Governo che, al momento che gli serve lo tira
  fuori  e  invece  in  discussione questa cosa non  è  venuta  fuori
  nemmeno in Commissione  Bilancio', anzi sembrava abbastanza tirato,
  mi sembra veramente inopportuno, Presidente.

   LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, per capire, per questo le ho
  chiesto  di  intervenire prima dell'assessore Falcone:  siccome  la
  copertura   che   viene  data  con  il  comma   2   è   subordinata
  dall'approvazione  del  comma  3 e cioè  se  tu  approvi  il  piano
  industriale   di  AST  ma  AST  Aeroservizi  è  un'altra   società,
  interamente partecipata dall'AST.

   FALCONE, assessore per l'economia. Rientra nel piano industriale.

   LOMBARDO  Giuseppe.  Assessore, poi lo spiegherà all'Aula  perché,
  come  dice  il  collega Cracolici, state facendo il gioco  dell'oca
  sull'AST.  Nel  momento  in cui tu subordini  all'approvazione  del
  piano   industriale  di  AST  Trasporti  non  di  AST  Aeroservizi,
  significa che tu li stai mettendo in un contenitore che poi in quel
  contenitore AST Aeroservizi qualora non dovesse essere approvato il
  piano   industriale  di  AST  Trasporti,  non  potrà  prendere   un
  centesimo. Ma di che cosa stiamo parlando?
   In  più,  Presidente, mi consenta, la bocciatura  dell'emendamento
  1.3  presentato  dal  nostro Gruppo che prevedeva  il  mantenimento
  delle  concessioni  attuali significa che al  Governo  di  AST  non
  gliene frega nulla, perché se veramente voleva salvare AST, avrebbe
  detto  di  approvare  questo  emendamento,  manteniamo  le  attuali
  concessioni, manteniamo gli attuali chilometri, se tu vuoi  ridurre
  i  chilometri  e  non dai la possibilità di mantenere  l'equilibrio
  economico  della  società vuol dire che la  vuoi  chiudere,  chiaro
  Presidente? Grazie.

   PRESIDENTE.  Allora, Assessore, visto e considerato  che  ci  sono
  diverse  riflessioni e, comunque, i ragionamenti fatti dai colleghi
  deputati  mi  sembrano  anche abbastanza ragionevoli,  accantoniamo
  l'articolo 1, facciamo poi un'interlocuzione, cerchiamo di capire i
  chiarimenti che servono e tanto non scappa nessuno, domani dobbiamo
  completare il testo.
   Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
   Incremento delle autorizzazioni di spesa di cui all'art. 1 della
                            l.r. n. 20/2024

   1.  L'autorizzazione di spesa di cui al comma  5  dell'articolo  1
  della  legge  regionale 22 maggio 2024, n. 20  è  incrementata  per
  l'esercizio finanziario 2024, di 20.000 migliaia di euro  (Missione
  11, Programma 2, capitolo 117318).

   2.  L'autorizzazione  di  spesa  di  cui  al  comma  1,  lett.  b)
  dell'articolo  1  della legge regionale 22 maggio  2024,  n.  20  è
  incrementata, per l'esercizio finanziario 2024, di 10.000  migliaia
  di euro (Missione 16, Programma l, capitolo 154821)».

     Si  passa all'emendamento 2.1, il soppressivo. Ci siamo? Non  si
  preoccupi, onorevole Cracolici
   Allora   siamo  all'emendamento  2.1,  degli  onorevoli   Lombardo
  Giuseppe ed altri.
   E' mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'articolo 2.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, intervengo sull'articolo  2,
  semplicemente: vogliamo capire l'incremento delle autorizzazioni di
  spesa,  la finalità e se l'Assessore ci spiega dove vanno a finire,
  noi  poi  possiamo  intervenire,  quindi,  se  l'Assessore  ce   lo
  illustra,  visto  che non è stato in Commissione  Bilancio'  perché
  era  impegnato giustamente per gli impegni successivi  all'elezione
  al Parlamento europeo, ci illustri l'articolo 2 e poi interveniamo.
  Grazie.

   CRACOLICI.  L'Assessore  è  impreparato,  rinviamo  alla  prossima
  legislatura, anzi al prossimo Assessore

   PRESIDENTE. Sempre preparato l'Assessore

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, si calmi onorevole Cracolici la prego
   Allora,  Presidente, intervengo sull'articolo  2  perché  c'è  una
  riscrittura  del  Governo che viene anche, diciamo così,  suggerita
  dall'ufficio  e  che,  di  fatto, cerca  di  differenziare  appunto
  l'intervento  finanziario  che è stato già  fatto  e  che  riguarda
  appunto  20 milioni di euro che, poi, se andiamo a vedere  sono  20
  milioni di euro aggiuntivi rispetto a un precedente intervento  che
  già era stato fatto, infatti, l'abbiamo già depositato, Presidente,
  gli Uffici non l'hanno caricato.
   No,  no,  no,  ce  n'è un altro, mi è stato detto  che  era  stato
  modificato  l'articolo  2.  E' l'emendamento  2.8,  esatto,  se  lo
  leggete  siamo  a  pagina 10, sostanzialmente si  sta  intervenendo
  sulla   precedente  norma  20  del  2024  laddove  è  stato   anche
  rivendicato, onorevole Cracolici, l'intervento che era stato  fatto
  al  Parlamento  relativamente agli 8 milioni 600  mila  euro.  Cosa
  stiamo dicendo? Che una parte, pari a 6 milioni di euro, serviranno
  per  spese in conto capitale, una parte serviranno, 6 milioni e 600
  per  spese   correnti,  per  cui questo è  un  emendamento  che  ci
  suggerisce il Dipartimento, la Protezione civile, proprio per poter
  meglio  regolamentare la spesa e meglio poter intervenire, cercando
  anche di differenziare gli interventi.
   Per  cui  queste risorse sono tutti interventi che  vengono  fatti
  come  è  stato  detto  in  Commissione   Bilancio',  il  Presidente
  Catanzaro  era  presente, ed è stato esplicitato  appunto  proprio,
  questi ulteriori 20 milioni che si aggiungono agli 8 milioni e  600
  mila euro, per fronteggiare la crisi idrica che, purtroppo, incombe
  nella nostra Regione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Scusi Assessore, quindi se ho capito bene, i 20 milioni
  rimangono  destinati in conto capitale all'acquisto di attrezzature
  come  ulteriore  contributo, gli ex  8  milioni  e  600  li  stiamo
  separando  una  parte  in conto capitale  e  una  parte  per  spesa
  corrente.  Però, Assessore, le faccio la domanda: ma  noi  come  li
  avevamo  coperti gli 8 milioni e 600 sulla quota conto  capitale  o
  sulla  quota spesa corrente? Perché se gli 8 milioni e 600  avevano
  una copertura per investimenti, non possono essere ora destinati  a
  spesa  corrente, quindi verificate la copertura degli 8  milioni  e
  600, perché se erano già per investimenti, difficilmente credo  che
  sia  stata  data  copertura con spesa corrente essendo  com'è  noto
  quella  più  rigida. Quindi, diteci come stanno le  cose  perché  o
  stiamo  liberando 7 milioni circa dalla spesa corrente e li  stiamo
  trasferendo  sugli investimenti o viceversa, cioè gli 8  milioni  e
  600 erano tutti investimenti e ora li stiamo facendo diventare,  ma
  non  lo possiamo fare, spesa corrente, per 1 milione e 600, non  lo
  possiamo fare perché la copertura deve avere la stessa origine,  la
  stessa capacità di utilizzo cioè se la copertura era finalizzata  a
  spesa  per  investimenti  non possiamo farla  diventare  ora  spesa
  corrente.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  cerco  di
  essere un pochettino più chiaro. L'origine delle risorse, è chiaro,
  è  sempre  la stessa, nel senso che in questo caso è l'aumento  del
  gettito IRPEF, così come ha attestato il Ministero dell'economia  e
  finanze. La destinazione è quella che differisce, cioè noi partiamo
  da una stessa fonte finanziaria per poi destinarli a spese in conto
  capitale o a spese correnti.
   Il  servizio  o  il  Dipartimento della Protezione  civile  ci  ha
  chiesto di differenziare proprio perché una parte di queste risorse
  andava imputata per acquisto di autobotti o di interventi in  conto
  capitale e una parte invece per spese correnti. E' soltanto questo,
  non  cambia  la  fonte di finanziamento di questi interventi  è  la
  medesima, cambia invece la destinazione finale, quindi ecco  perché
  alla  fine  istituiamo anche un nuovo capitolo, perché un  capitolo
  sarà  per  spesa corrente, altro capitolo sarà invece per spese  in
  conto  capitale.  Per  cui il dubbio che ha  sollevato  l'onorevole
  Cracolici è fugato.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 2.1 a firma degli  onorevoli
  Lombardo ed altri. E' mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.5, che è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 2.8, I parte, a firma del  Governo.  Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.2, a firma degli onorevoli Lombardo ed
  altri. E' mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.6, che è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 2.8, II parte, a firma del Governo.  Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.3, a firma degli onorevoli Lombardo  e
  altri. E' mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe. E' mantenuto.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.7, che è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 2.4, a firma degli onorevoli Venezia  e
  altri. E' mantenuto o ritirato?

   VENEZIA. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Allora, il Governo deve dire se è coperto o meno.

   FALCONE, assessore per l'economia. Il Governo è contrario, esprime
  parere contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Parere contrario del Governo, parere contrario  della
  Commissione. Lo pongo in votazione.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE. Ci sento io. Io sì.

   CRACOLICI. Però, se non lo chiedo ad alta voce...

   PRESIDENTE.  No,  no,  no, con me non è  mai  successo  in  questa
  legislatura,  ancora,  onorevole Cracolici. Ha  la  memoria  corta.
  Allora c'è richiesta di voto palese. Vediamo se è appoggiata.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.4.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 2.4, con parere contrario della Commissione e  del
  Governo.  Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole  voti
  verde, chi è contrario voti rosso.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti   . 56
   Votanti   .. 49
   Maggioranza . 25
   Favorevoli......... 22
   Contrari............. 27
   Astenuti   .  0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Andiamo... Come?

   SUNSERI. Non sono apparsi i risultati.

   PRESIDENTE.  27  contrari,  22 favorevoli.  Però,  se  aspetta  un
  istante,  faccio  dare un estratto del verbale ed eventualmente  lo
  fornisco. Mi date una copia. 27 e 22, per quanto ancora la  memoria
  un  po'  ce l'ho, 27 contrari e 22 favorevoli. Se volete, la  copia
  del verbale è posta a disposizione dei deputati.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
      Indennizzi alle imprese di produzione di foraggi e cereali

   1.   Per  gli  indennizzi  ad  ettaro  alle  imprese  agricole  di
  produzione  di  foraggi e cereali, da riferirsi alle  dichiarazioni
  colturali  di  AGEA per l'annata agraria 2023/2024, è  autorizzata,
  per  l'esercizio finanziario 2024, la spesa di 10.000  migliaia  di
  euro».

   Comunico  che  sono stati presentati emendamenti  soppressivi.  Si
  passa  all'emendamento  3.1, a firma degli  onorevoli  Lombardo  ed
  altri. E' mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Ritirato. Benissimo, grazie. Si passa all'emendamento
  3.3,  a firma degli onorevoli De Luca A. ed altri.  E' mantenuto  o
  ritirato?

   SUNSERI. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Ritirato,  grazie. Si passa  all'emendamento  3.2,  a
  firma  degli  onorevoli  Venezia  ed  altri.  Aspetta,  intanto   è
  mantenuto?

   VENEZIA. Mantenuto.

   PRESIDENTE.    Benissimo.    Assessore    Falcone,    il    parere
  sull'emendamento 3.2. Favorevole o contrario?

   FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Benissimo, lo pongo in votazione.

   CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE.  Prima  vediamo se c'è l'appoggio sulla  richiesta  di
  voto palese. Non ho capito. Siamo in fase di votazione, onorevole.

   LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Lombardo.

   LOMBARDO  Giuseppe.  Dico, non capisco, è  successo  poco  fa  con
  l'emendamento  precedente.  Cioè, poco  fa,  ha  detto  l'assessore
  Falcone,  che sul 1023 ci sono risorse, quante ne vogliamo   Perché
  esprime  parere contrario? Ma perché esprime parere  contrario?  Le
  risorse  ci  sono   Lo  spieghi  il motivo  almeno,  no   Non  dica
  contrario e basta  Dica contrario perché lo ha fatto l'opposizione
  Dica contrario e si inventi una scusa

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, ora al di là se dare o no la  motivazione.
  Io il punto però che pongo...

   PRESIDENTE. La sigaretta... Con tutto il rispetto, però.

   CRACOLICI. E' spenta.

   PRESIDENTE. Ci mancherebbe che fosse accesa.

   CRACOLICI. Però, così mi fa ridere. Allora, il punto chiaramente è
  di  natura politica. Il Governo ha incontrato le organizzazioni  di
  categoria,  in  particolare Coldiretti qualche giorno  fa,  che  ha
  fatto  un  presidio a Piazza Indipendenza, con le tende,  eccetera,
  eccetera  e si è impegnato ad aumentare le risorse, non rispetto...
  già  il  fatto che aveva detto 10 milioni approvati dall'Aula,  che
  erano 5 e noi li abbiamo fatti diventare 10, ma già l'ho detto.  Ma
  tutti  sanno  che  le  questioni di  cui  stiamo  parlando  non  si
  risolvono  né  con i 10, né con i 20, perché stiamo parlando  della
  più  grave  crisi di approvvigionamento del settore  zootecnico  in
  Sicilia.
   Allora,  la proposta che qui viene fatta è di aumentare  il  fondo
  per  renderlo effettivamente un fondo in grado di dare  gli  aiuti.
  Altrimenti, parliamo di pannicelli caldi. Quindi, invito il Governo
  a  rivedere  l'ipotesi, se ci sono le risorse  nella  disponibilità
  delle  entrate, al fine di consentire questo aumento  di  capitolo,
  per dare un aiuto concreto alle aziende zootecniche siciliane.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cracolici.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per  l'economia. Presidente,  intanto  vorrei
  ricordare  che  questo articolo 3 - almeno  mi  si  dice,  non  ero
  presente - nasce in Commissione e nasce in Commissione a seguito di
  un  emendamento  che  qualche collega, mi  pare,  avrà  presentato,
  almeno mi è stato detto.
   È  chiaro  che  questo articolo, così com'è, se vi  devo  dire  la
  verità, non funziona. Non funziona perché quando si danno 1 euro  o
  100  milioni  di  euro si deve sapere come si  danno,  in  ragione,
  diciamo  così,  ci deve essere un criterio, che qua non  c'è.  Deve
  essere  almeno disciplinato in un decreto, deve essere previsto  un
  decreto attuativo dell'Assessore, del Capo di Dipartimento.
   Allora,   siccome   ci   sono  tante  questioni   che   andrebbero
  approfondite   e  il  Governo  è  anche  disponibile   a   mettere,
  eventualmente,  anche  delle risorse aggiuntive,  su  questo  dico:
  fermiamoci  un  attimo, accantoniamolo e così,  stasera  e  domani,
  potremmo capire.

   CRACOLICI. Sono d'accordo.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Vi devo  dire  una  cosa,  ad
  esempio  -  scusate  non stiamo scherzando - siccome  anche  questo
  articolo qua non c'era, è un articolo che è stato immesso e qua  il
  Governo  vuole  trovare  una soluzione  veramente  a  favore  della
  zootecnia e dell'agricoltura e degli agricoltori. Noi siamo  pronti
  a  fare la nostra parte e diciamo anche che abbiamo anche un metodo
  di assegnazione; domani magari o questa sera ne parleremo e così lo
  riarticoliamo, lo riscriviamo ed eventualmente...

   CRACOLICI. Il metodo è quello previsto dalla legge del 24  maggio:
  lì,  nella  norma  approvata,  avevamo previsto  che  l'Assessorato
  dell'agricoltura, sentite le associazioni di categoria, poteva o...

   DAIDONE. Sono due cose diverse.

   CRACOLICI. Ha ragione.

   FALCONE,  assessore per l'economia.  Lì c'erano dei voucher.  Qua,
  invece, possiamo verificare di mettere, ad esempio, se trattasi  di
  foraggio - ma è una cosa che stiamo proponendo - ci sono le partite
  Iva,  lì  sanno quanto vale ogni azienda in ragione  di  ogni  capo
  bovino,  degli  UB,  e possiamo assegnare. Lo riscriviamo  insieme,
  ecco, non c'è la volontà di un braccio di ferro.

   ABBATE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ABBATE. Grazie, Presidente.

   PACE. Calma  Calma

   ABBATE. Sono calmo, perché ci vuole calma per poter sentire alcune
  cose.   Io  penso  che  la  Regione  Sicilia  sia  in  un   momento
  particolare,   caro   assessore  Falcone,  e  uno   per   conoscere
  l'argomento  e  quello  di cui stiamo parlando  deve  essere  anche
  padrone  dell'argomento.  Significa  che  quando  si  è  fatta  una
  ricostruzione rispetto ai foraggi, si è andati nella  direzione  di
  sostenere  le  imprese,  che  erano imprese  per  poter  mettere  a
  disposizione del foraggio, le aziende zootecniche. In quel momento,
  visto  che ancora non c'era stata la contrattazione, non c'era  con
  le  aziende, con le associazioni di categoria, si era completamente
  trascurata la parte della produzione. Significa cioè l'80 per cento
  delle  produzioni,  per questo non c'è il foraggio  della  Sicilia,
  legate  sia  alla  cerealicoltura e sia,  per  quanto  riguarda  la
  produzione  del  foraggio, che quest'anno hanno avuto  come  ricavo
  della  produzione  e quindi di quello che era il ricavo,  uguale  a
  zero.  Significa  rispetto all'investimento dell'azienda  che  vive
  esclusivamente di prodotto che viene dalla produzione di foraggio e
  cereale  e  ha  avuto riconosciuto zero  Questa  produzione  è  una
  produzione  che  viene ad essere individuata automaticamente,  cioè
  significa ogni anno, quando si fa la semina, si fa la dichiarazione
  all'AGEA:  si comunica quelle che sono le produzioni e le  quantità
  di  cereali che vengono ad essere seminati e, quindi, la produzione
  di cereali, lo stesso per quanto riguarda i foraggi. Quindi, già  è
  individuata   direttamente   da  parte   dell'Assessorato,   perché
  l'Assessorato  è  in possesso dei dati, particella per  particella,
  della produzione in tutta la Sicilia.
   Il  ragionamento, quindi, nasce dalle esigenze di  poter  dare  la
  possibilità  a queste aziende di poter avere almeno  un  minimo  di
  ristoro  per poter riseminare in autunno e comprare le sementi  per
  potere  di  nuovo reimmettere e poter continuare quella  che  è  la
  produzione.
   Gli importi che si sono individuati in quel momento, che erano  di
  10  milioni  di euro, con la presenza anche del direttore  generale
  Cartabellotta  e del capo di gabinetto della Presidenza,  lasciando
  poi  la  possibilità  in  Aula, se c'erano  ulteriori  risorse,  di
  portarla  a  risorse  minime che dovrebbero  essere  intorno  a  15
  milioni  di euro, che erano quelle di 150 euro ad ettaro, perché  è
  stimata in 100 migliaia di ettari la produzione in Sicilia,  che  è
  l'importo  utile per poter riseminare e, quindi, poter  reimmettere
  la produzione sul territorio.
   Questo  è  stato il percorso che è stato fatto in Commissione,  in
  raccordo  con  gli  Uffici, con l'Assessorato e  con  tutti  coloro
  presenti alla Commissione stessa.
   Quindi,  andava a sanare quello che era stato in quel  momento  un
  vulnus,  perché andavamo a dare l'aiuto alle aziende zootecniche  e
  avevamo  completamente  abbandonato quelle  della  produzione,  che
  erano quelle che necessitavano di più, quelle che poi hanno portato
  avanti le lotte.
   Quindi,  nasce  in  questa  direzione, ma  andando  a  individuare
  precisamente  il  modo  di andare a dividere  le  risorse  messe  a
  disposizione,  che sono quelle delle colture delle dichiarazioni  e
  denunce   aziendali  di  ogni  singola  realtà,  che   sono   state
  individuate  e  trasmesse all'Agea, e quindi verificate  anche  con
  l'aerofotogrammetria, quindi già individuato anche il modo di  come
  potere  andare  ad  erogare  le risorse  in  modo  automatico  alle
  aziende.
   Questo  per  capire  la  storia  di questo  emendamento,  da  dove
  proviene;  è  stata  scritta in due righe anche la  possibilità  di
  potere  dare  l'erogazione, perché questa cosa è  stata  concertata
  anche con gli uffici che devono andare poi ad erogare queste somme,
  e metterle a disposizione delle aziende.

   PRESIDENTE.  Visto  e  considerato che sono  convinto  che  questa
  Assemblea  voglia fare la propria parte per provare - non significa
  risolvere  -  ad  attutire quelli che sono i  disastri,  purtroppo,
  relativi  ai  problemi che ci sono in questo  momento,  e  visto  e
  considerato  che anche l'Assessore mi sembra d'accordo nel  volerlo
  accantonare per fare una riscrittura, cercando di venire incontro a
  quelli  che sono gli interventi dei colleghi, potremmo metterlo  da
  parte e riscriverlo per trattarlo domani.

   CATANZARO. Più che riscriverlo, Presidente, aumentare le somme

   PRESIDENTE. Sì, stiamo parlando di questo, in funzione  del  fatto
  che c'è una crisi importante, pensare...

          (Intervento fuori microfono dell'onorevole Abbate)

   PRESIDENTE. Non la sento, può parlare al microfono?

   ABBATE. Signor Presidente, ho detto "riscrittura", non cercare  di
  poter   trovare  ulteriori  risorse.  Riscrittura   ha   un   altro
  significato.

   PRESIDENTE. Mi perdoni, nel dettaglio, riscrittura trovando  anche
  risorse aggiuntive.

   ABBATE.  Signor  Presidente, siccome c'è chi ci lavora  su  queste
  cose, non diamo queste situazioni.

   CATANZARO. Bravo

   PRESIDENTE. Noi no. Assessore, mettiamo da parte l'articolo 3.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Soltanto per dire, Presidente,
  accantoniamolo,  proprio perché c'è la volontà.  Il  Governo  vuole
  fare  un ulteriore riflessione, è giusto che venga fatta, se  è  il
  caso  anche  di  riscrittura. Verificheremo  se  va  riscritto,  se
  funziona   così   lo   presenteremo  così,  faremo   un   ulteriore
  approfondimento, anche perché dobbiamo anche dire, io  leggo  dalla
  nota  introduttiva,  che non vi è un particolare  chiarimento.  Per
  l'Aula,  noi  eravamo  per approvarlo: quindi  diamo  anche  spazio
  all'Aula  in  una  sorta  di condivisione.  Domani  procederemo  ad
  approvarlo.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
           Disposizioni in materia di aiuti e incentivi alle
                                imprese

   1.   Il   Dipartimento  regionale  delle  attività  produttive   è
  autorizzato ad erogare a Irfis FinSicilia s.p.a. la somma di 45.000
  migliaia di euro per la costituzione di un plafond nell'ambito  del
  Fondo  Sicilia  di  cui  all'articolo 2 della  legge  regionale  22
  febbraio   2019,   n.  1  e  successive  modificazioni,   destinato
  all'erogazione  di contributi a fondo perduto, nel  rispetto  della
  normativa  comunitaria  in  materia  di  aiuti   de  minimis ,  per
  l'abbattimento  degli interessi sui mutui in essere  all'l  gennaio
  2024 erogati alle micro imprese e PMI operanti in Sicilia da banche
  e  intermediari  finanziari per programmi  di  investimento  o  per
  fabbisogno   finanziario  circolante.  Con  decreto  dell'Assessore
  regionale per l'economia previo parere della Commissione  Bilancio'
  dell'Assemblea  regionale siciliana, sono indicate misure  massime,
  condizioni,  modalità di concessione, priorità  e  regolamentazione
  delle agevolazioni di cui al presente comma.

   2. Tutte le risorse restituite allo strumento finanziario  Ripresa
  Sicilia' gestito da Irfis FinSicilia s.p.a. a valere sulle  risorse
  di  cui  alle deliberazioni della Giunta regionale n.  129  del  23
  marzo  2022,  n. 610 del 29 dicembre 2022 e n. 101 del 15  febbraio
  2023  sono  riutilizzate  nel  rispetto  delle  previsioni  di  cui
  all'articolo  62  del regolamento (UE) 2021/1060.  Al  termine  del
  periodo   di   ammissibilità,  tali  risorse   confluiscono   nelle
  disponibilità del Fondo Sicilia di cui all'articolo  2  della  l.r.
  1/2019  e  successive modificazioni e sono a destinazione vincolata
  per  le  medesime  finalità  dello strumento  finanziario   Ripresa
  Sicilia'.

   3.  Le misure di cui al comma 1 sono attuate entro i limiti  e  in
  conformità alla disciplina europea in materia di aiuti  de minimis
  di  cui  al  regolamento (UE) n. 2023/2831/UE del 13 dicembre  2023
  della  Commissione e alle previsioni del Quadro temporaneo di crisi
  e transizione per misure di aiuti di Stato a sostegno dell'economia
  a  seguito dell'aggressione della Russia contro l'Ucraina, adottato
  con  comunicazione della Commissione C/2023/1711 final del 9  marzo
  2023  e  aggiornato con comunicazione della Commissione C/2023/1188
  del 21 novembre 2023.

   4.  Il  Dipartimento  regionale delle  finanze  e  del  credito  è
  autorizzato  ad erogare a Irfis FinSicilia s.p.a., per  l'esercizio
  finanziario  2024, la somma di 2.500 migliaia di euro  al  fine  di
  incrementare  il Fondo Sicilia, di cui all'articolo  2  della  l.r.
  1/2019   e  successive  modificazioni,  per  la  realizzazione   di
  interventi  ai  sensi  del  decreto  dell'Assessore  regionale  per
  l'economia   n.   17/GAB   del   17   giugno   2019,    a    favore
  dell'imprenditoria femminile, delle imprese giovanili e delle start-
  up.

   5.  Il  Dipartimento regionale dell'agricoltura  è  autorizzato  a
  erogare  alle  imprese  agricole operanti in Sicilia  contributi  a
  fondo perduto, nel rispetto della normativa dell'Unione europea  in
  materia  di aiuti  de minimis , per l'abbattimento degli  interessi
  passivi  sui finanziamenti in essere all'l gennaio 2024 erogati  da
  banche  e intermediari finanziari. Ai fini del presente comma,  per
  l'esercizio  finanziario  2024, è autorizzata  la  spesa  di  2.500
  migliaia di euro.».

   Si passa all'emendamento 4.1, dell'onorevole Lombardo ed altri.
   Onorevole Lombardo, lo mantiene o lo ritira?

   LOMBARDO Giuseppe. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
   Si  passa all'emendamento 4.10, a firma dell'onorevole Antonino De
  Luca ed altri.  È mantenuto o ritirato?

   SCHILLACI. Ritirato.

   PRESIDENTE. Grazie.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.2, a firma dell'onorevole
  Lombardo ed altri. E' ritirato.

   LOMBARDO Giuseppe. Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.10 dell'onorevole  De  Luca
  ed altri. E' mantenuto o ritirato?

   SCHILLACI. Ritirato.

   PRESIDENTE.    Ritirato.     Si   passa    all'emendamento    4.11
  dell'onorevole De Luca ed altri. E' ritirato.
   Si  passa all'emendamento 4.7 a firma dell'onorevole Micciché. Non
  essendo  l'onorevole  Micciché presente in  Aula  l'emendamento  si
  intende ritirato.

   Si  passa  all'emendamento 4.8 a firma dell'onorevole Di Paola  ed
  altri, è mantenuto o ritirato?

   SCHILLACI. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Mantenuto. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 4.17, a firma dell'onorevole
  Schillaci. Onorevole, le chiedo di ritirarlo.

   SCHILLACI.  Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo vuole mantenere?

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie  Presidente, io chiedo all'Aula  di  apprezzare
  questo   emendamento  perché   dai dati impietosi  dell'Inail  sono
  stati  406  i  morti sul lavoro in Sicilia e, quindi, io chiedo  di
  dare un segnale alle imprese che invece investono in sicurezza  del
  lavoro,  soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti di cronaca:
  ricordiamo il bracciante Satnam  che ha perso il braccio ed è stato
  abbandonato dal suo datore di lavoro, e  dobbiamo, quindi,  dare un
  segnale  per  quelle  imprese che invece virtuose  investono  sulla
  sicurezza e sulla salute dei lavoratori.

   PRESIDENTE. Sì, però così come è scritto non è coerente al  testo,
  quindi l'invito è che si trasformi in ordine del giorno.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  L'intento della collega è nobile ma non c'entra nulla,
  perché  qui  stiamo  intervenendo  sugli  interessi  di  mutui  già
  contratti da parte delle imprese che con il nostro contributo, così
  come abbiamo fatto per le famiglie lo facciamo per le imprese,  per
  ridurre il plafond dei mutui che gravano sulle imprese medesime.
   Quindi, le spese sono già state fatte, cioè i mutui sono stati già
  contratti  e  sono in corso di pagamento. Questa misura,  il  primo
  comma, riduce l'impatto degli interessi sul costo dei mutui stessi,
  quindi  non  c'entra  nulla né la salute, né la  sicurezza.  Ripeto
  l'intento  è  nobile  ma non è finalizzabile  con  questo  tipo  di
  attività.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Cracolici.   Allora,   onorevole
  Schillaci, se volesse potremmo trasformarlo in ordine del giorno.

   SCHILLACI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Lo  ritira, benissimo. Si passa all'emendamento  4.17
  dell'onorevole Schillaci ed altri.

   SCHILLACI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   E'   ritirato.   Si   passa   all'emendamento    4.3
  dell'onorevole Lombardo e altri. E' mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Ritirato,  grazie.  Si  passa  all'emendamento   4.12
  dell'onorevole  De  Luca e altri. E' mantenuto o  ritirato?  E'  il
  soppressivo del comma 2.

   SCHILLACI. Ritirato.

   PRESIDENTE.   Gli  emendamenti 4.4 e 4.13 sono  inammissibili.  Si
  passa  all'emendamento  4.5,  a firma  dell'onorevole  Lombardo  ed
  altri. E' mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Ritirato,  grazie. Si passa  all'emendamento  4.14  a
  firma dell'onorevole De Luca e altri. E' mantenuto o ritirato?

   SCHILLACI. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 4.6, a firma dell'onorevole
  Lombardo e altri. E' mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Ritirato,  grazie. Si passa all'emendamento  4.15,  a
  firma dell'onorevole De Luca e altri. E' mantenuto o ritirato?

   SCHILLACI. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Ritirato,  grazie. Si passa  all'emendamento  4.9,  a
  firma dell'onorevole De Luca e altri. E' mantenuto o ritirato?

   SCHILLACI. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Mantenuto.  Allora lo pongo in votazione.  Il  parere
  del Governo?

   FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   SCHILLACI. C'è un altro emendamento.

   CATANZARO.  Presidente, degli onorevoli De Luca e Di  Paola  passa
  tutto, e noi ...

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Presidente c'era un altro emendamento all'articolo  4,
  comma 5, che probabilmente è stato considerato un aggiuntivo,  però
  io  chiedo che si prelevi, perché è quello che chiedono le imprese,
  è  un'accessibilità di un credito più facilitato, che non è  sempre
  attraverso  l'IRFIS, le cui procedure sono molto arzigogolate,  tra
  l'altro  si chiede alla Regione di fare delle convenzioni  con  gli
  istituti bancari operanti in Sicilia, proprio per agevolare secondo
  la legge 662, che è  il Fondo di garanzia.

   PRESIDENTE.  Sì,  ma  non c'entra questo,  è  materia  aggiuntiva,
  onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Non  è aggiuntivo, perché fa parte di  un'agevolazione
  nei  confronti  delle  imprese agricole  del  comparto  zootecnico,
  quindi non è una materia totalmente aggiuntiva.

   PRESIDENTE.   Non   possiamo  trattarla  in  questo   momento,   è
  considerata  materia  aggiuntiva quindi,  andiamo  avanti,  votando
  l'articolo  4.  Mettiamo  in  votazione  l'articolo  4,  nel  testo
  risultante.   Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi;

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                «Art. 5
         Modifiche alla legge regionale 22 maggio 2024, n. 20

       1.  Il comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale  22
     maggio 2024, n. 20 è soppresso.

       2.  All'articolo  1  della l.r. 20/2024  è  aggiunto  il
     seguente comma:

        6.   Agli   oneri  derivanti  dal  presente   articolo,
     limitatamente all'importo di 5.000 migliaia  di  euro,  si
     provvede  per l'esercizio finanziario 2024 con le maggiori
     entrate  di  cui  al  Titolo l,  Tipologia  103,  capitolo
     1023. .».

      Si  passa all'emendamento 5.1, si calmi, siamo al 5.1, intanto,
  vuole intervenire l'onorevole Giambona sull'articolo 5.

   GIAMBONA.  Presidente,  perdoni, io su  questo  articolo  5  avrei
  necessità di avere qualche chiarimento da parte del Governo, se per
  favore ci può fornire qualche delucidazione, grazie.

   PRESIDENTE.  Prego, assessore Falcone.

   FALCONE,  assessore  per  l'economia.  Sì,  Presidente,  purtroppo
  questo  emendamento,  questo  articolo  serve  per  ovviare  ad  un
  problema che è sorto.
   Nella   norma  2024  sono  stati  utilizzati  ai  fini  di  alcuni
  interventi  per  l'agricoltura o comunque per le emergenze  di  cui
  soffriva  la  Sicilia,  prendendo 5  milioni  dal  fondo  delle  ex
  province.
   Inavvertitamente  il direttore, comunque, delle  ex  province,  il
  direttore ha proceduto ad assegnare l'intera somma di 103 milioni e
  non  a  procedere alla riduzione ai 103, meno 5, cioè 98,  per  cui
  cosa  abbiamo? Noi abbiamo quei 5 milioni che avevamo  preso  dalle
   ex province  che non possiamo utilizzare, perché nel frattempo  il
  capitolo  è  esaurito,  allora con questi 5  milioni  che  mettiamo
  consentiamo  che  la misura, diciamo così varata qualche  settimana
  fa, possa essere adeguatamente attuata.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Giambona.

   GIAMBONA. Quindi, Assessore se non ho mal capito, fondamentalmente
  l'articolo 3, comma 1, della legge regionale 20 del 2024 non  aveva
  copertura. Questo è quello che si evince dalla ricostruzione che ha
  fornito  l'Assessore  Falcone,  un  po'  sulla  stregua  di  quanto
  accaduto poc'anzi

   PRESIDENTE.   In  una  fase  successiva  è  stato  sprovvisto   di
  copertura.

   GIAMBONA.   No, Presidente, mi permetta, noi abbiamo  il  capitolo
  191302 che parla di liberi consorzi, nel 2023 avevamo 98 milioni  e
  mezzo poi aumentati a 103, e 5 nel 2024.
   Con  la  legge  20  del 2024, appunto, articolo 3,  comma  1,  noi
  riduciamo  la disponibilità del capitolo a 98 milioni e  mezzo,  in
  quell'occasione per finanziare alcuni interventi in agricoltura.
   Ora noi abroghiamo quello che è l'articolo 3, comma 1, della legge
  20  numero  24  e la dotazione torna a 103 milioni virgola  cinque,
  fondamentalmente la somma era già stata impegnata  con  il  decreto
  numero  53 del 2024, era stata già impegnata per cento tre e mezzo,
  quindi  in sostanza la legge regionale 2024, articolo 3,  comma  1,
  quando  questo  Parlamento  ha  esitato  quella  misura  non  aveva
  copertura, fondamentalmente. Grazie, Presidente.

   CRACOLICI. Vergogna.

   PRESIDENTE. Assessore vuole dare delucidazioni?

   FALCONE,  assessore per l'economia.  Presidente  hanno  fatto  una
  cosa senza di me

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.1 dell'onorevole Lombardo e
  altri.  Mantenuto o  ritirato? Mantenuto. Lo mettiamo in votazione.
  Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto;

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 5.9 è assorbito. L'emendamento 5.2 è assorbito.
   L'emendamento  5.10 a firma dell'onorevole De  Luca  e  altri.  E'
  mantenuto o ritirato? Mantenuto. Ma è sempre , ok è assorbito anche
  l'emendamento 5.10.
   Si  passa  all'emendamento 5.3 a firma dell'onorevole  Lombardo  e
  altri. E' mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe. Mantenuto.

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 5.3.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. L'emendamento 5.11 è assorbito.
   Ci  sono  tre  emendamenti  fuori sacco , della  Commissione.  Nei
  "fuori sacco" dovreste trovare sul tablet tre emendamenti che sono:
  il 5.12, il 5.12.1 e 5.13.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Presidente, scusate, colleghi.
   Presidente io chiedo di intervenire perché sull'articolo  5,  come
  modificato dalla Commissione, al comma 3, è abrogato il periodo "in
  possesso  della  qualifica  di allevamento  indenne  da  brucellosi
  tubercolosi e leucosi": pongo una riflessione all'Aula.
   Sostanzialmente, con la legge regionale all'articolo 1,  comma  3,
  sono  stati previsti gli interventi per lo stato di crisi in favore
  degli allevamenti del comparto zootecnico.
   Naturalmente, così come naturale fosse, il Dirigente Generale  del
  Dipartimento in attuazione alla norma ha pubblicato l'avviso.
   Avviene che tanti allevamenti quindi sono, non ufficialmente,  non
  risultano  essere indenni da tubercolosi, leucosi. Ma  perché?  Non
  perché  non  hanno  avviato  l'iter  previsto,  ma  perché  possano
  risultare gli allevamenti indenni è necessario, dal momento in  cui
  seguono  tutte  le  indicazioni dei direttori  del  dipartimento  e
  quindi  dei direttori dei veterinari e quant'altro, dai  12  ai  18
  mesi.
   Quindi,  pur  avendo,  ponendo in essere tutti  gli  accorgimenti,
  ufficialmente  non risultano indenni e soprattutto  tante  aziende,
  quindi   tanti   allevamenti,  risulterebbero  così   esclusi   dal
  beneficio.
   Ed  è  a mio avviso una restrizione e una disparità di trattamento
  che  io  pongo come riflessione all'Aula, tant'è che la Commissione
  evidentemente ha esaminato e si è accorta che c'era una discrasia e
  un  problema perché effettivamente questo emendamento possa  essere
  accolto.
   Vi  parlo  perché soprattutto nella mia Provincia, e nei  Nebrodi,
  abbiamo  una  situazione  drammatica, ma  anche  una  gestione  non
  perfettamente, possiamo dire, capillare del comparto veterinario  e
  tante  aziende  sono, veramente, in grande sofferenza.  Quindi,  vi
  dico che l'ottanta per cento della provincia di Messina non può.
   Quindi,  se  magari non abrogate o possibilmente si  mette  quelle
  aziende  che dimostrano di avere iniziato e intrapreso  l'iter  per
  risultare poi l'allevamento indenne ma anche dare la possibilità  a
  chi  effettivamente non ha responsabilità di potere utilizzare,  di
  potere accedere al contributo, grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.
  Ne ha facoltà

   CRACOLICI.  Comprendo il ragionamento che ha fatto  la  collega  e
  immagino anche proponente dell'emendamento però, io vi voglio porre
  una questione, che dobbiamo essere tutti persone serie.
   Noi  siamo la prima Regione, in Italia, per malattie connesse alla
  brucellosi con effetti umani. Siamo la Regione dove c'è il più alto
  numero  di ricoveri per gli effetti della brucellosi che si riversa
  sull'uomo. Noi non riusciamo a debellare, come in altre  regioni  è
  avvenuto,  dalla  Campania che era la Regione  più  a  rischio,  le
  bufale, eccetera eccetera.
   Noi  non  riusciamo  a debellare il problema della  brucellosi  in
  Sicilia  perché  continua ad esserci - mi  ascolti  Presidente,  mi
  ascolti  - perché continua ad esserci un sistema malato,  non  solo
  sui  controlli  ma anche sulle possibilità di gestire  gli  effetti
  della brucellosi, con l'illusione del vaccino che continua a essere
  somministrato  clandestinamente nei nostri allevamenti,  molti  dei
  quali   sono  allo  stato  brado  e  si  diffondono  in   territori
  sconfinati.
   Io  penso che la Sicilia ha il dovere di dire basta ad aziende che
  continuano  ad  allevare animali che possono essere  affetti  dalla
  malattia da brucellosi con gli effetti sulle persone.
   Ecco  perché io non condivido questo emendamento. Io penso che  se
  vogliamo affrontare il problema, possiamo trovare una soluzione per
  le  aziende  che  da  almeno sei mesi hanno  avviato  il  piano  di
  risanamento.  Si  trovino  soluzioni ma  mandare  un  messaggio  in
  Sicilia  che  è la Regione con la più alta concentrazione  di  capi
  bovini,  e per gli effetti anche sugli ovini di altre tipologie  di
  malattia  come  la blue tongue, eccetera, non possiamo  mandare  il
  messaggio  che  se  un'azienda non è  indenne  è  uguale  a  quella
  indenne.
   Non  è  giusto  per quelle che hanno macellato, dismesso  capi  di
  bestiame  per avere la certificazione di indennità  Quindi,  se  si
  vuole  trovare  una soluzione che dica che negli  ultimi  sei  mesi
  abbiano  avviato processi di, come dire, abbiano in  atto  processi
  di... ottemperato ai processi di... eccetera eccetera...
   Vabbè... sei mesi è pochino  ora  n'hamu a sciarriari  sui mesi?
   Quindi io vi propongo questo ragionamento.

   PRESIDENTE.  Grazie. Allora, accantoniamo l'emendamento 5.13.
   Allora,  visto che ci sono delle riflessioni da fare, accantoniamo
  l'articolo 5, tanto, così come per gli altri, da oggi a  domani  si
  possono riscrivere.
   Si passa direttamente all'articolo n. 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
               Interventi a favore di Siciliacque s.p.a.

   1.  La  Regione è autorizzata a sottoscrivere e versare  l'aumento
  oneroso  del  capitale sociale di Siciliacque  s.p.a.,  in  maniera
  inscindibile  e  in  proporzione alla partecipazione  dalla  stessa
  detenuta,    per   euro   5.000.000,00   al   fine   di   sostenere
  finanziariamente  la  società  e  consentire  la  prosecuzione  del
  servizio   idrico  integrato  nell'ambito  della   Regione   e   la
  realizzazione  degli  investimenti infrastrutturali  strategici  ed
  urgenti di efficientamento delle reti.

   2.  Per  le  finalità  di cui al comma 1, le  disponibilità  della
  Missione  l,  Programma 3, capitolo 615609, sono incrementate,  per
  l'esercizio finanziario 2024, di euro 5.000.000,00.

   3. L'Assessorato regionale dell'economia è autorizzato a concedere
  a Siciliacque s.p.a., per l'esercizio finanziario 2024, la somma di
  euro   5.000.000,00  a  titolo  di  finanziamento  del  socio,   da
  utilizzare  nell'immediato  per far fronte  alle  urgenti  esigenze
  operative  della  società e scongiurare interruzioni  del  servizio
  pubblico  essenziale in favore della collettività. Le  modalità  di
  restituzione    sono    concordate    dall'Assessorato    regionale
  dell'economia  con  la società, tenendo conto  della  necessità  di
  scongiurare  interruzioni  del  servizio  pubblico  essenziale   e,
  comunque, a decorrere dall'1 gennaio 2027.».

   Si passa all'emendamento 6.2.

   CAMBIANO. Chiedo di intervenire.

   PRESIDENTE. Sul 6? Certo.
   Prego, onorevole Cambiano.

   CAMBIANO. Grazie Presidente.
   Avevo  chiesto di intervenire in discussione generale, non è stato
  possibile   ma  puntualizzo  qui  il  concetto  che  avrei   voluto
  esprimere.
   A  Siciliacque, diamo con questa manovra e con questo  intervento,
  10 milioni di euro, tra l'altro leggo negli emendamenti fuori sacco
  che  vengono  fatte  delle  specifiche  rispetto  a  un  contributo
  concesso a Siciliacque che viene specificato meglio, viene concesso
  a titolo di anticipazione.
   In un momento in cui intere aree della Regione, nello specifico la
  provincia di Agrigento, circa cinquecentomila abitanti patiscono la
  sete,  in  un momento in cui i turni di erogazione, e lo  ribadisco
  hanno  sfiorato i ventuno giorni, in un momento in cui i  cittadini
  sono  costretti con un avviso pubblicato sul sito di AICA a  pagare
  l'acqua  due volte, perché viene chiesto ai cittadini di pagare  il
  trasporto  dell'acqua, quindi a parte già quella che  viene  pagata
  con  una  bolletta e tramite le utenze, viene chiesto di pagare  le
  spese  di trasporto per l'acqua, oggi il Governo regionale, anziché
  fare una riflessione profonda in questa fase e, quindi, chiedere un
  momento di riflessione rispetto a degli interventi straordinari  da
  porre in essere, per permettere le normali attività quotidiane  per
  affrontare una stagione estiva (perché Agrigento da capitale  della
  cultura qualcuno mi suggeriva si sta trasformando in capitale della
  siccità),  sono  stato  invitato insieme  ad  altri  otto  colleghi
  parlamentari  giovedì in un Consiglio comunale aperto ad  Agrigento
  mentre lunedì, primo luglio, ci sarà un Consiglio comunale aperto a
  Licata per l'emergenza idrica.
   Non  comprendiamo  perché, e vorrei comprendere  in  questa  sede,
  perché diamo 10 milioni di euro a una società che ha 90 milioni  di
  euro  di  debiti nel bilancio del 2022 che ho letto,  dal  sito  di
  Siciliacque,  e  a  una società che spende, per  quello  che  leggo
  pubblicato  sul sito, seicentomila euro in consulenze  a  parte  le
  spese del personale.
   Quindi,  il  Governo  chiarisca a che titolo vengano  date  queste
  risorse a Siciliacque e chiarisca come vuole intervenire e che tipo
  di  risposte  vuole  dare a tutti quei residenti  in  provincia  di
  Agrigento  che pagano l'acqua due volte e che chiedono,  lo  sapete
  che  cosa? Un dissalatore che costa, forse i 100 litri di acqua  al
  secondo si riescono a produrre con la metà di quei soldi che stiamo
  dando a Siciliacque in questa manovra finanziaria.
   Attendo  una risposta da parte del Governo rispetto alla  modalità
  di  erogazione  di questo contributo a Siciliacque e  che  tipo  di
  interventi siano previsti con i 5 milioni di euro.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Chiedo  all'Assessore  la   massima
  attenzione cosicché dopo possa rispondere alle domande.

   CATANZARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  Io
  non   posso   non  raccogliere  quello  che  è  stato  l'intervento
  dell'onorevole  Cambiano  e sottoscriverlo,  non  è  un  intervento
  contro un contributo della Regione a Siciliacque, attenzione,  però
  è  ovvio,  Presidente Galvagno, mentre un Governo che nel frattempo
  ovviamente non ascolta, oltre ad andare in corto circuito,  che  il
  Presidente  della Regione chiama per fare le cabine di regia  sulla
  siccità  con i prefetti che scrivono, con le province che  sono  al
  collasso,  con quelle che sono state le parole dette dall'onorevole
  Cambiano rispetto alla situazione che sta avvenendo in provincia di
  Agrigento    su...cortesemente,   Presidente,    dico forse    devo
  comprendere con chi interloquire...
   Io  ritengo  che è fuori da ogni logica, nel momento  in  cui  noi
  siamo  con  la protesta di autobottisti, Aica che è in  difficoltà,
  parliamo  della  provincia di Agrigento, la Protezione  civile  che
  interviene  che non ha nemmeno la possibilità di fornire autobotti,
  di fornire ai Comuni supporto.
   Noi in questo momento vorremmo capire se e quale idea da parte del
  Governo  per  dare un contributo di cinque milioni di euro  in  una
  condizione  davvero drammatica che stanno vivendo diverse  province
  della   Sicilia  su  questo  tema  e  vorremmo  capire,  presidente
  Galvagno,  davvero che qualcuno spiegasse in maniera dettagliata  a
  cosa  servono  cinque  milioni  di  euro  a  Siciliacque  con   una
  condizione  drammatica  che  noi stiamo  vivendo  nei  territori  e
  soprattutto  lo diciamo, chi vive in una provincia come  quella  di
  Agrigento,  dove  c'è  una  situazione che  è  davvero  drammatica,
  quindi,  sarebbe auspicabile prima di procedere su questo articolo,
  che  è  l'articolo 6, che il Governo intervenisse  e  spiegasse  un
  attimino il contributo dei 5 milioni di euro.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, allora, l'articolo 6 di "Siciliacque" ha due  e  così  lo
  spieghiamo  ed evitiamo anche degli equivoci, vuole due interventi,
  il  comma 1 e il comma 2, e l'emendamento 6.13 spiega bene anche il
  secondo intervento, che è una vera e propria anticipazione.
   Consideriamo che Siciliacque è una delle società partecipate della
  Regione  che  più  di  tutte, più di tutte  sconta  una  difficoltà
  finanziaria  e non è a causa propria ma a causa di  altri  ed  è  a
  causa  degli  enti  locali.  Oggi, la  Regione  ha  un'esigenza  e,
  siccome,  parliamo  appunto della provincia  di  Trapani,  a  causa
  della,  se  vogliamo,  poca volontà o della impossibilità  o  della
  negligenza  dei comuni e poi, quindi, così rispondiamo, di  diversi
  comuni,  è chiaro che il Governo si sta assumendo ulteriormente  la
  volontà di intervenire:
   a)  al  comma  1 perché stiamo aumentando il capitale sociale  per
  rafforzare  l'azienda,  malgrado le  difficoltà  o  a  causa  delle
  difficoltà da cui è attraversata;
     b)  per consentire che quest'azienda possa continuare e, quindi,
  al  comma  3,  diamo  un'anticipazione. Ma  quest'anticipazione  la
  stiamo posticipando e stiamo posticipando la restituzione, appunto,
  nel 2027; con questo intervento di dieci milioni di euro, cinque  a
  fondo perduto e cinque quale anticipazione, riteniamo di poter  far
  continuare quest'azienda, nelle more e nella speranza che i  comuni
  possano  finalmente mettersi in regola e capire che vi deve  essere
  una leale collaborazione istituzionale.

   CAMBIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  mi
  scuso  per  l'enfasi con cui ho condotto l'intervento di  poc'anzi,
  però  le  assicuro che vivere in un territorio, in un contesto  nel
  quale  dobbiamo  raggiungere, aspettare 20 giorni per  riempire  le
  cisterne e spiegare ai bambini come devono razionare l'acqua, che è
  una  cosa giusta e corretta, e poi sentire dire dal Governo  stiamo
  dando  5  milioni di euro a fondo perduto , sembra che siano  soldi
  non del Governo, ma sono soldi dei siciliani e soldi pubblici
   Allora,  chiedo al Governo, considerato che lei nel suo intervento
  dice  stiamo  pagando  lo scotto di alcuni  comuni  che  non  hanno
  adempiuto ai propri obblighi o a obblighi di legge, siccome c'è  un
  Fondo  Autonomie  locali e dei trasferimenti che  vengono  dati  ai
  comuni,  ogni comune si assume la responsabilità di non  aver  dato
  delle  somme a Siciliacque, ma non credo che i soldi dei  siciliani
  in  un momento così particolare di emergenza, possano coprire delle
  inadempienze dei comuni, e nel frattempo e nelle more un territorio
  assetato non sa che tipo di interventi vengono effettuati con  quei
  cinque  milioni  di euro, come ha detto lei a fondo perduto,  soldi
  dei siciliani. Grazie

   PRESIDENTE.  Credo,  comunque, si tratti di anticipazione,  non  a
  fondo perduto.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  se  non
  ho capito male dalle parole dell'assessore Falcone, stiamo parlando
  dell'antica  vicenda che riguarda alcuni comuni del  trapanese,  ex
  EAS,  che rimanevano senza servizio idrico e questo servizio idrico
  per  legge deve essere garantito, Siciliacque se n'è fatta  carico,
  questo  costo  chi  lo paga? I Comuni non lo  pagano  e  quindi  lo
  paghiamo noi come Regione siciliana, come ARS, per conto di  questi
  comuni  che  sono ancora in fase di transizione, ogni  anno,  e  ci
  ritroviamo ad anticipare questi soldi a Siciliacque, perché  svolge
  un  servizio, nonostante ci sia un disordine normativo ancora nella
  provincia di Trapani dove si dovrà fare un'ATI, non so se è partita
  ma  comunque  c'è  una  situazione di vulnus giuridico  e  per  cui
  comunque il servizio deve essere garantito e questi sono i soldi.
   Ritengo,  signor Presidente, che potrebbe essere utile, visto  che
  anche  oggi tra l'altro non c'è l'assessore al ramo che è impegnato
  nell'emergenza   rifiuti,  convocare  una  seduta  nelle   prossime
  settimane  in cui il tema della crisi idrica possa essere  trattato
  in  ARS, perché è vero che c'è questa emergenza che è venuta  ormai
  all'ordine del giorno, ma è anche vero che il Governo ha  messo  in
  atto e sta mettendo in atto uno sforzo incredibile.
   E' di poche settimane fa la firma dell'Accordo di programma tra il
  Governo Meloni e il Governo Schifani, in cui sono state accantonate
  e individuate le somme per tre dissalatori, parlo di Gela, di Porto
  Empedocle  e di Trapani, dissalatori che se non si fossero  chiusi,
  oggi,  probabilmente,  non ci sarebbe stato  bisogno  di  oltre  20
  milioni  di  euro  per il revamping, perché quei  dissalatori  sono
  stati  chiusi  allora perché ritenuti troppo onerosi,  ma  sappiamo
  bene che probabilmente un finanziamento di impianto di fotovoltaico
  avrebbe  abbattuto  i  costi e si sarebbe evitata  la  chiusura  e,
  quindi,  oggi,  non  avere  la  possibilità  di  avere  quell'acqua
  dissalata  nelle  condutture  ricordo che il  dissalatore  di  Gela
  serviva con la Gela Aragona gran parte della provincia di Agrigento
  e  il  resto  veniva  servito  proprio  dal  dissalatore  di  Porto
  Empedocle, oggi, non ci saremmo trovati con questa difficoltà.
   Ma  è  chiaro che sono tante le opere che devono essere  messe  in
  atto. Ci sono finanziati progetti per sei dighe, ci sono finanziate
  anche  reti  idriche e noi scontiamo il costo, anche il ritardo  di
  queste reti idriche.
   Non  vorrei ricordare a quest'Aula che i problemi che ha avuto  la
  provincia  di Agrigento, quando siamo passati da una situazione  di
  un'azienda  privata a un'ATI pubblica, cosa che  è  stata  peraltro
  anche  accompagnata da risoluzioni votate in Commissione,  da  atti
  votati  in  Aula, da noi promossi, perché abbiamo  chiesto  che  ci
  fosse  maggiore attenzione e trasparenza, e poi la Magistratura  ha
  evidenziato,   dopo  che  noi  abbiamo  fatto  questi   atti,   che
  effettivamente di maggiore trasparenza c'era bisogno. Ma questo  ha
  portato  a  dei  ritardi nei lavori delle reti idriche  perché  c'è
  stato  un  braccio di ferro tra la vecchia società che  gestiva  il
  servizio  e  le  ATI idriche adesso che dovrebbero  fare  una  gara
  d'appalto.  Quindi,  si  sono congelate le  risorse  in  attesa  di
  sbrigare, di sbrogliare questo nodo. Quindi, i temi sono tanti,  la
  nota  positiva è che adesso accanto alla risoluzione  dei  problemi
  sono  state  individuate  anche le  risorse,  lo  si  è  fatto  con
  l'Accordo  di coesione firmato tra il Governo Meloni e  il  Governo
  Schifani e, quindi, già una traiettoria è stata tracciata.
   Ritengo, signor Presidente, che possa essere utile, nelle prossime
  settimane,  trattare in una seduta unica questo tema,  in  modo  da
  avere  le rassicurazioni che tutti noi cerchiamo e in modo da avere
  anche  la  certezza  che questi fondi, che sono stati  individuati,
  vengano  spesi,  in  tempi  brevi, su progetti  certi  che  possano
  portare  alla  risoluzione di un problema che si è atavico  ma  che
  oggi  con  i  cambiamenti  climatici  sta  diventando  un  problema
  assolutamente   inaccettabile  e  che  ha  bisogno   di   soluzioni
  immediate.
   Ringrazio  il Presidente Schifani perché proprio personalmente  si
  sta occupando di seguire, con una cabina di regia che presiede,  la
  risoluzione di questi problemi. Per questo sarà utile trattarli  in
  Assemblea. Grazie.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Poi ha chiesto di parlare  l'onorevole
  Cracolici. Prego, onorevole.

   SAFINA.  Grazie.  Signor Presidente, Governo, vorrei,  un  attimo,
  fare  delle  precisazioni  rispetto  all'intervento  dell'assessore
  Falcone  che, nel dire certamente alcune verità, però  ha  taciuto,
  probabilmente   perché   non  è  a  conoscenza,   alcuni   elementi
  determinanti di questa storia. Perché, assessore Falcone, la storia
  dei  16 comuni del trapanese che non pagano, che non, diciamo, oggi
  sono riforniti da Siciliacque e che non hanno bollettazione, è  una
  storia  che nasce da lontano ed ha, ed è attraversata da  traversie
  giuridiche  molto  complesse. Perché, a seguito della  liquidazione
  dell'Eas, nel 2017, l'Assemblea regionale siciliana vota l'obbligo,
  per  i  comuni, di acquisire le reti. Senonché, quell'obbligo viene
  bocciato  dal  Tar  e  poi da una successiva sentenza  della  Corte
  costituzionale, che dice che i comuni non possono essere  costretti
  ad acquisire le reti. Peraltro, rammento a me stesso che la maggior
  parte  dei comuni della provincia di Trapani fa la manutenzione  di
  quelle  reti senza esserne titolare, a sue spese perché  l'Eas,  in
  liquidazione, non interviene, Siciliacque è grossista di acqua, non
  è  proprietaria  di  reti - per noi averlo  tutti  chiaro,  casomai
  qualcuno volesse ingenerare in quest'Aula delle confusioni - non  è
  proprietaria  di  alcunché. E allora si  è  creato  questo  sistema
  ibrido,  per cui nel momento in cui la Regione siciliana insieme  a
  Veolia   prima,   a   Snam  adesso,  costituisce   questa   società
  "Siciliacque",  che  deve  rifornire in qualità  di  grossista  con
  tariffa  che   ricordo, Assessore  essere provvisoria  e  anch'essa
  probabilmente  illegittima perché... anzi  dichiarata  illegittima,
  dichiarata  illegittima la tariffa di 0,73 centesimi,  ma  comunque
  ancora applicata in via provvisoria.
   Quindi,  probabilmente, molti dei comuni che  oggi  pagano  questi
  famosi  73  centesimi comprensivi di Iva, stanno  pagando  più  del
  dovuto a Siciliacque e questa è una vicenda che, prima o poi, dovrà
  concludersi.
   E,  allora, dinanzi a questo quadro, vero è che questi  16  comuni
  oggi  non  stanno pagando, però è pur vero che la vicenda  dell'ATI
  trapanese  è  una vicenda più complessa di quello che ha  descritto
  lei,  perché  le  ragioni dei ritardi nell'approvazione  del  Piano
  d'ambito non risiedono nelle responsabilità esclusive dei comuni  -
  peraltro  alcuni  micro-comuni, per avere  chiaro,  quindi,  stiamo
  parlando di consumi idrici assolutamente irrisori tra questi 16  -,
  ma  risiedono nelle responsabilità di questo Governo che, nel 2023,
  ha  nominato i commissari, ha nominato un commissario che  aveva  i
  poteri  degli  uffici  amministrativi ed un altro  commissario  che
  doveva approvare il Piano d'ambito.
     Ebbene,  il commissario, che doveva approvare il piano d'ambito,
  non ha fatto nulla  Il commissario che doveva sostituire gli uffici
  amministrativi, non ha fatto nulla
   Adesso,   i  comuni  hanno,  con  l'Assemblea,  ricostituito   gli
  organismi  nel  2023, e hanno mandato alla VAS il  Piano  d'ambito,
  hanno    fatto   lo   scooping,   hanno   nominato   la   struttura
  amministrativa.  Però,  c'è un problema, rispetto  al  quale  o  la
  Regione  se  ne fa carico o non ne usciremo mai. Il Piano  d'ambito
  della provincia di Trapani non bilancia  Non può bilanciare, a meno
  che  non  si voglia dire che i cittadini della provincia di Trapani
  debbano  pagare  un costo dell'acqua pari a quattro  euro  circa  a
  metro cubo.
   Vuol  dire,  sostanzialmente,  affermare  che  i  cittadini  della
  provincia di Trapani dovranno pagare l'acqua per casta  Chi  se  lo
  potrà  permettere l'acquisterà, chi non se lo potrà permettere  non
  l'avrà  Allora, se volete trasformare l'acqua in un bene per pochi,
  ditelo   Ma lo dovete dire apertis verbis, dovete avere il coraggio
  di  andare  davanti ai siciliani e ai trapanesi e dire che  l'acqua
  può  costare  quattro euro a metro cubo. Questa è la verità   O  la
  Regione  interviene per consentire che quel Piano d'ambito bilanci,
  oppure sono solo chiacchiere al vento  Tra l'altro, col rischio che
  la   mancata  approvazione  definitiva  del  Piano  d'ambito  della
  provincia  di  Trapani blocchi tutti i fondi del  PNRR  per  questo
  settore in Sicilia. Del FESR, scusami, potevi suggerirmelo ad  alta
  voce.
   E,  allora,  che  sia  chiaro questo  Non  si  può  raccontare  la
  storiella come la racconta l'assessore Falcone, altrimenti si mette
  la  croce  sugli  enti locali, enti locali che in questi  anni  non
  abbiamo sostenuto, non avete sostenuto, perché è da sette anni  che
  governate la Regione siciliana, non da ieri  E, quindi, smettiamola
  con questa storiella. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie. Ha chiesto di parlare l'onorevole  Cracolici.
  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Ci  sono  diverse storie che ho sentito:  Trapani,  la
  gestione e liquidazione dell'Eas, che sono tutte vere, ma non tutte
  giustificano il problema che ha Siciliacque.
   Siciliacque  ha  l'acqua più cara che vende - l'assessore  non  mi
  ascolta,  ma poco importa - ed è un problema irrisolto questo,  con
  la  scusa  che essendo una società partecipata pubblico-privata  ed
  essendo  che  il valore dell'acqua all'ingrosso era  già  contenuto
  nell'atto  costitutivo che ha costituito questa società -  parliamo
  di  una  società fatta vent'anni fa, unica società  che  esiste  in
  Italia,  che  è una sorta di sovrambito... Quando fu introdotta  la
  cosiddetta   "legge   Galli",  la  Sicilia  si   dotò   di   questa
  superfetazione in cui, assieme agli ambiti territoriali,  c'era  un
  sovrambito  che  gli  vendeva l'acqua e aveva  anche  l'obbligo  di
  manutenere tutti gli impianti, compresi gli invasi e anche le  reti
  per distribuirla.
   Ora,  io  però non voglio discutere di tutta la storia. So  che  è
  cambiato  il partner privato, ora c'è la Snam, però io non  capisco
  due  cose, Assessore. Questa misura che qui proponete cozza con due
  elementi fondamentali.
   Primo:  il  primo comma parla di ricapitalizzazione della  società
  per la quota parte della Regione. Ora mi do una testata al muro  Lo
  so  che  state parlando del caso, non so se sapete di cosa parlate,
  però.
   Col  primo  comma  diamo un contributo per la  ricapitalizzazione.
  Scusate,  ma la ricapitalizzazione in una società viene decisa  dai
  soci.  I soci hanno deciso la ricapitalizzazione? Perché mi risulta
  che il socio Regione è minoranza in Siciliacque. Quindi, la Regione
  siciliana decide di ricapitalizzare la sua quota, ma non ci dice se
  il  socio privato ha deciso di ricapitalizzare, perché a fronte dei
  nostri  5  milioni, circa 13, 14 li deve mettere il socio  privato.
  Quindi, vorremmo capire se è una ricapitalizzazione, diciamo,  vera
  o  è  una  sorta  di  surrettizio  finanziamento  in  nome  di  una
  ricapitalizzazione.
   Secondo.  Col  terzo  comma introduciamo una inedita  modalità  di
  rapporto  con  le società, cioè le facciamo un prestito,  cioè,  la
  Regione fa un prestito a una società di cui è socia di minoranza  e
  in  cambio dice "poi vedremo come lo pagherai e comunque non  prima
  del 2027".
   Assessore,  ci sono sentenze che hanno stabilito, e anche  qualche
  condanna,  anche della Corte dei Conti per alcuni nostri  dirigenti
  regionali  che hanno autorizzato sistemi di, come dire, prestiti  a
  società  private. Ne ricordo una per tutte - lo ricorderà forse  la
  collega  -,  la  società  di cui era parte socia  la  Regione,  per
  vincere la gara d'appalto sulle navi traghetto per le Isole minori.
  Qui  la  Regione fece la società, e concedeva alla società  che  ha
  vinto  la gara un prestito di conduzione: la Corte dei Conti ci  ha
  fatto "neri"
   Allora, in questo articolo, come in tutti gli articoli che nascono
  più per "vediamo cosa possiamo fare", mi pare che il "cosa possiamo
  fare" è quantomeno discutibile sulle modalità.
   Ribadisco: la ricapitalizzazione, nel momento in cui si  fa,  deve
  essere  certo  che  tutti  i soci facciano  la  ricapitalizzazione,
  perché  non  credo, Assessore, che la SNAM, che  è  appena  entrata
  nella  quota,  diciamo,  privata, e che ha il  75%  della  società,
  faccia  decidere  alla  Regione che  ricapitalizza  la  sua  quota,
  riducendo,  quindi,  la  quota della  parte  privata  nella  stessa
  società. Mi pare un modo per dare un contributo.
   Allora,  Assessore, forse su questo articolo, più che  sospenderlo
  per   vedere  come  riscriverlo,  abbiamo  bisogno  di  chiarimenti
  profondi  in Aula che ci dicano la verità delle cose, perché  così,
  io  non  credo  che questo riguarda i debiti dei soggetti  che  non
  pagano,  chi  non paga ci sono mille modi per farlo  pagare,  basta
  deciderlo,  ma non è quello di dare surrettiziamente un  contributo
  per chi non paga, perché questo non si può fare.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Signor Presidente, io  capisco
  le  perplessità,  le  preoccupazioni di tutti e soprattutto  quelle
  dell'onorevole  Cracolici,  però è  chiaro  che  gli  articoli,  le
  proposte  di  legge  che  presenta il  Governo  non  è  che  cadono
  dall'alto, dal cielo.
   Quello  che  abbiamo  fatto  è  proprio  perché  va  in  direzione
  assolutamente  analoga  o  nella  stessa  direzione  che   lei   ha
  auspicato, onorevole Cracolici.
   Con nota del 7 giugno 2024, Siciliacque, in una nota che indirizza
  alla  Regione, a seguito della quale è emersa la proposta che  oggi
  stiamo   dibattendo,  dice  questo:  "in  particolare",   riferisce
  Siciliacque,  "nella  seduta del 3 giugno  2024,  il  consiglio  di
  amministrazione,  per  quel  che  in  questa  sede   interessa   ha
  deliberato  di  approvare  (...)  la  proposta  di  operazione   di
  finanziamento da parte dei soci per un importo di euro 20  milioni,
  che  verrebbero versati pro quota da IdroSicilia Spa per 15 milioni
  e  dalla  Regione per la quota della Regione Sicilia,  per  euro  5
  milioni,  che  la  società potrà utilizzare  per  far  fronte  alle
  esigenze  di  cassa in base a necessità stimate  al  3/9/2024."  Le
  risparmio  tutto il resto, ma la nota è firmata sia dal  Presidente
  Castrovinci che dall'amministratore delegato, Giuseppe Alessio, con
  tutto  un  piano di cui è corredata, e porta la data del  7  giugno
  2024.

   CRACOLICI. Proposta di ricapitalizzazione o di rifinanziamento?

   FALCONE, assessore per l'economia. Di ricapitalizzazione. E questo
  è  il primo comma. Nel secondo, stiamo dando un'anticipazione,  che
  non  sono  soldi  buttati,  dati  a  fondo  perduto,  è  un  breve
  un'anticipazione.

   CATANZARO. Non si può fare

   FALCONE,  assessore per l'economia. Si può fare, perché  questa  è
  una  erogazione che diamo che sarà reintrodotta nelle  casse  della
  Regione. Questo è quanto.
   Quindi, invitiamo l'Aula a poter apprezzare favorevolmente  questo
  articolo.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Catanzaro)

   CAMBIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMBIANO.  Siciliacque  ha già 6 milioni di  euro  di  debiti  nei
  confronti della Regione, quindi, deve restituirci già 6 milioni  di
  euro; poi, per quanto riguarda gli interventi infrastrutturali,  si
  può  sapere,  considerato che siamo soci, che  tipo  di  interventi
  infrastrutturali intende attuare Siciliacque, considerato  che  nel
  sito  istituzionale si vanta di aver dismesso i  dissalatori  e  di
  attuare  politiche differenti, e considerato che poco  fa  è  stato
  citato  in quest'Aula l'accordo in cui sono stati rifinanziati  tre
  dissalatori?  Sappiamo  in  che direzione  stiamo  andando,  queste
  risorse per cosa verranno spese?
   Io  chiedo di fare chiarezza, credo non ci siano le condizioni per
  votarlo l'articolo, quanto meno una riflessione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Però, se è così, ribattiamo sempre...

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, non entro  nel  merito,  ma  io  le
  chiedo,  mi  affido  al suo buon senso nel prendere  l'impegno  che
  nelle  prossime  settimane  lei riuscirà  a  individuare  una  data
  insieme al Governo in cui si tratterà il tema della crisi idrica in
  maniera più attenta e puntuale, così da fugare i dubbi che hanno  i
  colleghi, le incertezze, e anche i cittadini che sono in attesa  di
  capire  come  questo  Governo e quali strade sta  individuando  per
  risolvere  un problema che sì è atavico ma che si è accentuato  con
  la crisi climatica.
   Io mi affido a lei, signor Presidente, e questa è la richiesta che
  le  facevo: oggi andiamo avanti perché c'è un'urgenza e l'assessore
  Falcone ha già spiegato nel dettaglio ma, secondo me, se lei prende
  questo impegno, probabilmente...

   PRESIDENTE.   Io la ringrazio, però, così mi dà una responsabilità
  troppo  grande perché le cose non si fanno in maniera  unilaterale,
  cioè,  da  parte mia possiamo rimanere -  così come  ho  detto  più
  volte  -   il  giovedì, il venerdì, il sabato, anche  la  domenica,
  specie  in  un  periodo  come questo, dove siamo  con  un'emergenza
  continua  e perenne, però, chiaramente, non so poi la disponibilità
  da  parte  di  chi  dovrà venire in Aula e non vorrei  prendere  un
  impegno  che  io  posso  mantenere per  la  mia  parte  ma  non  so
  dall'altra  parte  se  il  Governo  può  essere  presente.  Quindi,
  l'assessore  Falcone,  che annuisce, mi deve  dire  se  c'è  questa
  disponibilità a questo confronto, io, si figuri

   CRACOLICI. Il comma 3 lo toglie o no?

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, vorrei fare una proposta che ha buon
  senso.  Allora, i colleghi, chi è intervenuto, io, tutti i colleghi
  abbiamo  fatto  questo intervento, l'Assessore ha  relazionato  sul
  fatto che è arrivata una nota e mi sembra che, secondo me, il primo
  e   il   secondo   comma   dell'articolo  6,   alla   fine,   sulla
  ricapitalizzazione, su quello che è stato detto va bene; sul  comma
  3, io chiedo all'assessore Falcone, invece, di insistere, perché  è
  come  se  fosse  non  una ricapitalizzazione ma un  prestito  della
  Regione.   Io   chiederei  davvero  il  buon  senso  di   toglierlo
  dall'articolo  6,  altrimenti  questo  articolo,  così  per   com'è
  nell'impianto,  ovviamente, noi saremmo costretti  sul  comma  3  a
  insistere anche sul voto segreto.

   FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, possiamo trovare, però, un impegno tra
  galantuomini. Il Governo toglie il comma, però, il Governo farà poi
  un approfondimento con l'azienda; se l'azienda ci dovesse domandare
  che  questi  cinque  milioni siano assolutamente  necessari,  nella
  prossima  manovra ci rivediamo e l'impegno, però, che deve prendere
  l'Aula è di venire incontro...

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Catanzaro)

   PRESIDENTE. Ma quello è un secondo momento. Assessore, l'idea è di
  buon senso, le opposizioni stanno chiedendo di rivalutare l'ipotesi
  dell'emendamento  e successivamente poi, se nella prossima  manovra
  si  riterrà opportuno di mettere delle risorse, lo si proporrà come
  Governo e l'Aula eventualmente apprezzerà o meno.
   Adesso,  però,  andiamo a votare. Assessore  Falcone,  stralciamo,
  quindi, il comma 3.

   FALCONE, assessore per l'economia.  Si, con tutti gli emendamenti.

   PRESIDENTE.  Chiaramente,  con  tutti  gli  emendamenti   che   ne
  conseguono,  quindi, rimangono in vita soltanto il  comma  1  e  il
  comma 2.
   Cominciamo  con  i soppressivi. Onorevole Lombardo,  l'emendamento
  6.2 è mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  Mantenuto.  Allora, pongo in votazione  l'emendamento
  6.2. Chi è favorevole...

           (E' richiesta la votazione per scrutinio palese)

   PRESIDENTE.  Vediamo  se c'è l'appoggio sulla  richiesta  di  voto
  palese.
   E'  aperta  la  verifica  del numero dei  richiedenti  che  non  è
  appoggiata.
   Si vota quindi per alzata e seduta.
   Chi è favorevole si alzi, chi è contrario rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  6.6,  a firma dell'onorevole De  Luca  Antonino  ed
  altri, è precluso.
   Gli  emendamenti 6.3, a firma dell'onorevole Lombardo  e  altri  e
  6.7,  a  firma  dell'onorevole  De Luca  Antonino  ed  altri,  sono
  preclusi.
   L'emendamento  6.1, a firma dell'onorevole Lantieri  ed  altri,  è
  inammissibile.
   Si passa all'emendamento 6.10, a firma Schillaci ed altri, che non
  è coerente col testo.

   SCHILLACI. Perché non è coerente?

   PRESIDENTE.   Onorevole  Schillaci, questa  riformulazione  non  è
  coerente   col   testo  quindi  se  lo  vuole  riformulare,   bene
  Diversamente la invito al ritiro.

   SCHILLACI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 6.12, 6.4 e 6.8 sono preclusi.
   Tutti  gli  emendamenti  dal  6.5  in  poi  sono  superati  perché
  materialmente abbiamo stralciato il comma 3.
   Ha chiesto di intervenire l'assessore Turano. Ne ha facoltà.
   Sta intervenendo dallo scranno Assessore, perché si è messo lì? Ha
  la duplice veste di Assessore e deputato.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor  Presidente, parlo perché conosco profondamente  l'emergenza
  idrica della provincia di Trapani e la soppressione del comma 3 può
  determinare per davvero l'interruzione del servizio.
   Abbiamo assunto un impegno tra galantuomini, giusto?
   Chiedo soltanto di fare un ragionamento al contrario: approvare il
  comma  3, onorevole Catanzaro, le chiedo scusa, l'assessore Falcone
  ha manifestato la disponibilità a stralciarlo.

   CRACOLICI. Il Presidente lo ha stralciato

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Presidente, posso parlare?

   PRESIDENTE. Certo che può parlare

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Non sto parlando di una banalità
   Le  chiedo soltanto, visto che nel testo era inserito il comma  3,
  se  è  possibile fare il contrario di quello che abbiamo deciso,  a
  tutela dell'Assemblea e del servizio che viene garantito.
   Cioè, poiché l'assessore Falcone ha detto che incontrerà i vertici
  della società per concordare con loro una modalità e qualora questa
  modalità  venisse  concordata si provvederà a fare  una  legge  per
  mettere  5 milioni e poiché questa legge entrerà in vigore soltanto
  fra  15 giorni, il mandato di pagamento o l'erogazione delle  somme
  deve essere sempre disposta dall'Assessore.
   Nulla  toglie che noi oggi la possiamo approvare e, in un  momento
  di  emergenza sulla crisi idrica, il segnale che daremo  è  pari  a
  quello che lei poc'anzi ha evidenziato.
   Io  dico  di approvare il comma 3 e, qualora il Governo  nel  nome
  dell'Assessore   Falcone,  dovesse  considerare   incongruenti   le
  proposte della società non erogherà la somma e verrà qua a togliere
  le risorse.
   Chiedo   soltanto  di  fare  il  contrario,  in   un   patto   tra
  galantuomini, vale l'altro e vale anche questo

   CATANZARO. Ma lo ha stralciato

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Ma  chiedo soltanto, onorevole Catanzaro, guardi le posso dire  una
  cosa, io vivo la realtà della provincia di Trapani ...

   CATANZARO. L'abbiamo stralciato

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Non è così
   Sto   chiedendo  al  Presidente  che  ha,  su  suggerimento  delle
  opposizioni  e  con  una  condivisione  del  Governo,  ritenuto  di
  stralciare la proposta, il Presidente non ha stralciato la proposta
  perché  la proposta era in violazione del Regolamento e dunque  era
  una valutazione sua.
   Non è così
   Il  Presidente  è  venuto incontro alle necessità dell'opposizione
  che condividevano, onorevole Cracolici, mi faccia parlare

   CRACOLICI. Ha dichiarato inammissibili gli emendamenti al comma 3

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Per  la semplice ragione, onorevole Cracolici, mi fa completare  il
  ragionamento?
   Mi creda, ripeto, io non sono qua la verità, e neanche lei.
   Abbiamo  tutti  e  due una necessità quella di  garantire  che  in
  questo momento di crisi idrica non possa la stessa essere aggravata
  per una valutazione di opportunità fatta in capo alla società.
   Quindi va bene il ragionamento pure contrario se c'è l'impegno del
  Governo a non erogare le somme se le proposte non vengono.
   Anzi vado oltre. Io dico di approvare anche il comma 3, impegnando
  il  Governo  con un ordine del giorno a non erogare le  risorse  se
  prima non riferisce in Aula sull'incontro con la società.
   Ma così, quando questo sarà fatto, siamo nelle condizioni di poter
  agire  immediatamente.  Diversamente,  dovremmo  ricominciare   con
  l'iter legislativo e ritornare qua, magari fra venti giorni, quando
  la  situazione potrebbe essere, per l'emergenza che stiamo vivendo,
  anche complicata. Quindi mi sto appellando

   PRESIDENTE. Assessore, onorevole Turano, intanto noi non  possiamo
  fare  un  ragionamento relativo al fatto che un ordine  del  giorno
  abbia più peso rispetto a una norma.
   Se  si  approva la norma, non è che si alza la mattina l'Assessore
  Falcone  e  può  pensare  di non erogare  più  queste  risorse,  né
  l'Assessore Falcone e né nessun altro.

   TURANO. Ma l'Assemblea può ritornare

   PRESIDENTE.  Si può ritornare ma non è che ci siamo  inventati  il
  percorso  o  è  stata  un'espressione determinata  solo  dalla  mia
  volontà.  In  virtù di quella che è stata un'interlocuzione  con  i
  parlamentari, si è convenuto nell'approvare sia il comma 1  che  il
  comma 2. Nulla quaestio rispetto alla libertà di poter inserire  il
  comma 3 in un momento successivo, dove ci sono tante altre norme  e
  tante altre necessità.
   Si figuri se da parte della Presidenza o dei parlamentari ci possa
  mai  essere l'interesse di stralciare il comma il comma 3,  ma  tra
  non avere neanche la norma e averla, forse è meglio averla

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Allora è un impegno. Rispetto tra galantuomini
   Qualora questa interlocuzione dovesse arrivare entro domani con la
  formalizzazione degli impegni in capo alla società,  domani  stesso
  nel  prosieguo dei lavori, possiamo rivedere di nuovo la  decisione
  di  stralciare  il comma 3? Questa è una proposta  di  buon  senso.
  Interessa  il  Governo,  interessa  la  provincia  di  Trapani,  ma
  interessa anche la società. E con il consenso di tutti

   PRESIDENTE.  Assessore Turano se ci fosse l'unanimità  rispetto  a
  quella che è la proposta che lei fa, io posso eventualmente pensare
  di  accantonare  l'articolo e domani valutare  anche  l'inserimento
  all'unanimità.

   TURANO. Va bene.

   PRESIDENTE.  Alt.  Unanimità  significa  che  nessuno  si  può   e
  sovvertire quello che comunque è uno stralcio.

   TURANO,  assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Perfetto  e  allora,  chiedo scusa, onorevole  Cambiano.  Onorevole
  Catanzaro, le posso dire una cosa?
   L'unanimità  per  ventiquattro  ore  di  tempo?  L'unanimità   per
  ventiquattro ore di tempo? Per ventiquattro ore di tempo che  serve
  a  risolvere il problema di un territorio  Ma ventiquattro  ore  di
  tempo  ha chiesto e siccome ha chiesto l'unanimità qualora non  c'è
  io ne prendo atto.
   Le  sto  chiedendo soltanto lei che è il capogruppo di un  partito
  così  importante, chiedo scusa, le chiedo scusa, le chiedo scusa  e
  io le sto chiedendo.

   CATANZARO. Lei quel dito non me lo deve puntare

   PRESIDENTE. Assessore, come vede, non mi pare che ci sia.

   TURANO. Registriamo che manca l'unanimità.

   PRESIDENTE.  Va bene, registriamo questo e ritorniamo adesso  alla
  votazione.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 6, senza il comma  3,  così  come
  concordato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Adesso  colleghi, visto e considerato che sono le  20.00  passate,
  sono  le  20.10 e mi pare che sia pacifico come orario,  visto  che
  avevo  stabilito  di sospendere i lavori alle 20.00,  la  seduta  è
  rinviata a domani, mercoledì 26 giugno 2024, alle ore 14.00.

                 La seduta è tolta alle ore 20.10 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         X SESSIONE ORDINARIA


                         119a  SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 26 giugno 2024 - ore 14.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

      -   Norme  in  materia  di Azienda Siciliana  Trasporti  S.p.A.
       Disposizioni  finanziarie varie  (n. 739/A  -  Stralcio  II/A)
       (Seguito)

        Relatore: on. Caronia

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio