Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 16.04
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Zitelli.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa al congedo dell'onorevole De Luca Cateno
PRESIDENTE. Facendo seguito alla comunicazione resa nella seduta
n. 116 del 18 giugno 2024 relativamente al congedo dell'on. Cateno
De Luca, comunico che in considerazione di ulteriore certificazione
medica protocollata al n. 1339-PRE/2024 del 25 giugno 2024, il
numero complessivo di giorni di congedo richiesti dal deputato è
pari a complessivi giorni 18 a decorrere dal 10 giugno 2024.
Pertanto, fermo restando quanto prescritto dalla relativa
normativa interna dell'ARS per l'aspetto amministrativo, lo stesso
deputato è da considerarsi in congedo ai fini parlamentari, ai
sensi dell'art. 83 del Regolamento interno dell'Assemblea, per il
periodo di tempo sopra specificato.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Avverto che, con nota indirizzata a questa Presidenza
datata 17 giugno 2024 e protocollata al n. 1318-PRE/2024 del 19
giugno successivo, l'onorevole Intravaia ha comunicato la sua
formale adesione al Gruppo parlamentare Misto, ribadendo che
rimane inalterato il ( ) sostegno politico alla maggioranza di
Governo e al Presidente Renato Schifani ( ) .
Conseguentemente, a far data dal 19 giugno 2024 lo stesso deputato
cessa di far parte del Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia XVIII
Legislatura .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa alla diversa modalità di svolgimento di
interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che da ultimo, con e-mail del 20 giugno 2024,
protocollata al n. 3925-ARS/2024 del 21 giugno successivo, l'on.
Varrica, nella qualità di unico firmatario dell'interrogazione a
risposta orale n. 1033 Chiarimenti in merito agli interventi di
bonifica della 'sub area verde' e alla riapertura dell'intero Parco
già intestato alla memoria del Commissario Ninni Cassarà che
insiste sul territorio del Comune di Palermo , ne ha chiesto la
trasformazione in interrogazione a risposta in Commissione.
Poiché la stessa interrogazione, annunziata nella seduta n. 110
del 7 maggio 2024 era già stata inviata al Governo in data 22
aprile 2024, dispongo che l'odierna comunicazione venga trasmessa
al Governo e allo stesso firmatario, oltreché alla competente
Commissione per il relativo svolgimento.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge
«Norme in materia di Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.» (n. 739/A
- Stralcio II/A)
PRESIDENTE. Allora colleghi, così come concordato nell'ultima
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si passa al
punto II dell'ordine del giorno: Discussione di disegni di legge.
Oggi apriamo la discussione generale per il disegno di legge
«Norme in materia di Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.» (numero
739/A - Stralcio II/A).
Dichiaro aperta la discussione generale.
Se ci sono iscritti a parlare, dichiaro aperta l'iscrizione che
chiuderemo tra un quarto d'ora e, quindi, se volete iscrivervi,
gentilmente fate un segnale al deputato segretario e assicuratevi
che vi abbia iscritto a parlare.
Sull'ordine dei lavori
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Adesso la faccio intervenire. Ricordo che gli
interventi sull'ordine dei lavori non sono gli interventi ai sensi
dell'articolo 83 e, quindi, eventualmente cerchiamo di attenerci
realmente all'ordine dei lavori.
Onorevole Lombardo, ha facoltà di parlare.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, Governo. Le assicuro
Presidente che mi atterrò alla richiesta che le ho fatto e cioè
interverrò soltanto sull'ordine dei lavori.
Presidente, il disegno di legge n. 739/A che andiamo a discutere
prevede norme che sono di estrema urgenza e che sono in capo, in
questo momento, al Presidente della Regione che ha anche l'interim
per quanto riguarda l'agricoltura. Le norme principali che sono
iscritte in questo disegno di legge riguardano i rifiuti e in
questo momento siamo in piena emergenza rifiuti e il Presidente, in
cinque giorni con l'assessore Di Mauro, ancora non è stato in grado
di dare risposte a duecento comuni della Regione siciliana.
Ci sono norme che riguardano l'agricoltura, che riguardano
l'emergenza siccità e l'assessore ad interim e il presidente
Schifani. Presidente, basta guardare l'Aula per capire che in
questo momento non solo non c'è il Presidente, non solo non c'è
l'Assessore con la delega, non c'è nemmeno la maggioranza, quindi,
Presidente, le chiedo prima di iniziare i lavori di verificare di
avere immediatamente la presenza del presidente Schifani che ha
l'interim all'agricoltura, altrimenti Presidente, discutiamo senza
il diretto interessato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo, chiameremo il Presidente
della Regione e vedremo se in questa situazione di emergenza è
nelle condizioni di poter di poter venire.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
739/A - Stralcio II/A
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori
presenti in Aula, naturalmente anche noi non siamo favorevoli al
fatto di discutere un disegno di legge voluto da questo Governo
regionale senza la presenza del presidente Schifani.
Un documento e un disegno di legge assolutamente inadeguato e
tardivo che dimostra come sia inadeguata la risposta di questo
Governo regionale alle esigenze dei siciliani, di tutti i
siciliani, quelli privati da ogni sostentamento per via del fatto
che è stato abolito il reddito di cittadinanza e non sono partiti i
famosi corsi di avviamento al lavoro e alla formazione
professionale e abbiamo fatto un'interrogazione all'Assessore per
l'istruzione per capire: ventinovemila persone hanno fatto
richiesta di questi corsi e soltanto tremilacinquecento ricevono un
piccolo sussidio di trecentocinquanta euro. Come dovrebbero vivere?
Non lo sappiamo
Ma anche la parte produttiva del nostro territorio è alle prese
con lentezza burocratica, difficoltà di accesso alla liquidità, al
credito e il comparto agricolo e zootecnico sono sull'orlo del
fallimento, lo sappiamo e arriva un disegno di legge con delle
azioni da parte di questo Governo regionale che oltre a essere
tardive sono anche inadeguate perché in questo momento noi parliamo
e molte imprese agricole e zootecniche potrebbero fallire da un
momento all'altro, infatti, una delle principali richieste,
Presidente, era quella di avere l'accessibilità semplice e
immediata alla liquidità che è quello che chiedono le nostre
imprese agricole e zootecniche, ecco perché abbiamo presentato al
testo originale base e agli emendamenti del Governo degli
emendamenti che spero potranno essere apprezzati dall'Aula, ma
abbiamo degli indennizzi alle imprese per il foraggio che sono
assolutamente inadeguati, per non parlare della madre di tutte le
crisi ed emergenze che è quella della crisi idrica che sta
attanagliando la nostra Regione. Già è partito il razionamento
dell'acqua, riduzione della pressione dell'acqua fino al 30 per
cento a Palermo, in altre zone della Sicilia è già partita la
turnazione, aumento di costi per l'acquisto di autobotti con prezzi
che variano dai cinquanta ai duecentocinquanta euro, naturalmente
sulla pelle dei cittadini siciliani e a vantaggio dei privati
proprietari dei pozzi senza alcun controllo e con il Codacons che
ci ha anche avvertito su questo tema, in quanto non ci sono
controlli su questa acqua che viene trasportata dalle autobotti a
rischio contaminazione. Quindi, su questo, Presidente e Assessori
che sono presenti in Aula, che possano veramente stare in guardia
su questo tema perché abbiamo non solo trasporto abusivo che sfugge
ad ogni controllo ma anche a quello fiscale, quindi, c'è anche
evasione da questo punto di vista, quindi, chiediamo non solo agli
Assessori in Aula ma anche ai Prefetti soprattutto nell'informare i
cittadini che inconsapevolmente fanno uso di acqua contaminata.
Crisi idrica naturalmente che ha radici profonde e che sono
lontane nel tempo, frutto dell'inefficienza di diversi Governi. Gli
ultimi due Governi hanno stanziato 2,5 milioni di euro per
contrastare la siccità tra dighe, pozzi e reti di collegamento. Il
governo Crocetta aveva accumulato quasi 2 miliardi di euro per la
sicurezza degli invasi e delle reti idriche e il governo Musumeci
aveva destinato 400 milioni nel 2018 per l'ammodernamento delle
dighe.
Ecco, bene, di tutto questo, cari colleghi non abbiamo visto
nulla. Abbiamo un triste primato in Sicilia sugli impianti di
depurazione, due soli impianti di depurazione in Sicilia con l'85
per cento di infrazioni comunitarie che risiedono al Sud Italia,
mentre abbiamo sei impianti di depurazione al Nord e questo fa
parte sempre di quel gap infrastrutturale che la nostra Regione
purtroppo subisce ormai da anni. Quindi carenza di depuratori,
inefficienza dei sistemi fognari, smaltimento dei fanghi e
inadeguatezza delle dighe.
Il governo Schifani si troverà a fronteggiare una crisi sanitaria
anche causata dalla chiusura dell'impianto di trattamento dei
rifiuti di Lentini col rischio che i rifiuti rimangono per strada a
causa delle alte temperature e della mancanza di spazi nelle
discariche siciliane. L'impianto TMB di Trapani potrebbe aiutare
alla ripresa delle operazioni dal primo agosto ma non risolve il
problema della Sicula Trasporti.
Quindi, caro Presidente, questo Governo non ha risolto un bel
niente dall'inizio di questa legislatura
CRACOLICI. Presidente, c'è il Gruppo di Forza Italia che sta
facendo confusione
PRESIDENTE. Non c'è nessuno del PD
CRACOLICI. Scioglietevi
PRESIDENTE. Ordine
SCHILLACI. Signor Presidente, la crisi del sistema dei rifiuti è
sotto gli occhi di tutti, questo Governo regionale non fa altro che
passare, come nel passato, da un'ordinanza emergenziale all'altra e
certamente i termovalorizzatori, che non riducono le emissioni di
sostanze tossiche nell'aria, non sono la soluzione.
Caro Presidente, abbiamo bisogno di una visione alternativa che è
fatta sul sistema dell'economia circolare con impianti di
prossimità per evitare anche il famoso balletto del trasporto dei
rifiuti che dietro nasconde un business per quanto riguarda il
sistema dei trasporti dei rifiuti. Quindi, non solo denunciamo,
come Movimento Cinque Stelle, l'inadeguatezza di queste azioni, che
sono anche tardive, ma lo dobbiamo dire, lo dobbiamo dire a chi ci
ascolta a casa.
PRESIDENTE. Onorevole, dobbiamo concludere, purtroppo, siamo già
oltre due minuti fuori il tempo massimo.
SCHILLACI. L'ultima cosa che vorrei dire nel concludere è il tema
dell'autonomia differenziata che è stata al centro di questi ultimi
giorni con delle dichiarazioni, che vorrei dire, sono assolutamente
vergognose da parte di un ex Presidente della Regione. I siciliani
non vogliono piangere, se lui riprende la classe dirigente dicendo
che li inchioda alle proprie responsabilità
Deve parlare innanzitutto con sé stesso
PRESIDENTE. Onorevole, purtroppo non so come dirglielo, bisogna
concludere gli interventi entro i 5 minuti, se guardaste i
Regolamenti di altri consigli siamo oltre
SCHILLACI. D'accordo, Presidente. Concludo dicendo che queste
opposizioni, il Movimento Cinque Stelle è qui in Aula oggi
inchiodato alle proprie responsabilità per dare una parziale
risposta agli agricoltori e al comparto zootecnico ma non siamo
assolutamente soddisfatti di questo Governo regionale.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole, le abbiamo concesso del tempo in
più in qualità di Vicecapogruppo perché non c'è il Capogruppo, vi
chiedo di attenervi sempre nei tempi regolamentari. Sono iscritti a
parlare gli onorevoli: Marano, Burtone, Campo, Castiglione, Safina,
Catanzaro, Lombardo, Cracolici, Giambona. Benissimo, chiudo la
lista degli interventi.
E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Grazie, Presidente. Presidente, intervengo in merito alla
questione dell'AST. Questione rispetto alla quale il Governo ha
agito sempre, diciamo, dicendo tutto e il contrario di tutto. Prima
la società era in crisi, poi andava risanata, poi doveva essere
trasformata. Prima deve essere concorrenziale, poi abbiamo appreso,
con un po' di soddisfazione, visto che lo dicevamo da mesi, che
l'AST assolve anche ad una funzione sociale e che siamo di fronte
ad una crisi aziendale. Quindi, va adottato l'articolo 14, del
decreto legislativo 175 del 2016.
Insomma, visti questi presupposti mi chiedo come questo Governo
immagini questa società tra dieci, venti, trenta anni perché ancora
diciamo non si è capito bene.
La trasformazione della società partecipata AST in società in
house, a mio modestissimo parere, è un chiaro tentativo di aggirare
le gare pubbliche. Infatti, con il termine "affidamento in house" -
Presidente c'è veramente un delirio in Aula, è difficile veramente
parlare - o "in house providing" viene indicata la fattispecie in
cui un soggetto, tenuto l'obbligo dell'evidenza pubblica, derogando
al principio generale dell'obbligo di indire una gara pubblica,
invece di procedere all'affidamento di determinate prestazioni
provvede proprio in house all'esecuzione delle stesse, affidando
l'esecuzione dell'appalto o la titolarità del servizio a altra
entità giuridica senza gara.
Una prassi che questo Governo, diciamo, adotta per il trasporto
pubblico, per le concessioni demaniali, un chiaro tentativo sempre
di mandare la palla in fallo laterale, visto che siamo, diciamo, in
tempi di europei.
Ma la domanda che mi sorge è: si metteranno a bando - qualora lo
si volesse ancora fare - solamente le tratte redditizie per i
privati, e si lasceranno quelle antieconomiche alla società in
house in modo tale da essere sempre in crisi, oppure alla nascente
società in house verranno affidate tutte le tratte, quindi anche
quelle redditizie? Come ci ricorda il testo unico sulle
partecipate, una crisi conclamata non si può risolvere
semplicemente ripianando le perdite, oppure destinando delle
risorse a degli interventi specifici tra l'altro di spesa corrente
come l'acquisizione in leasing di automezzi, ma si risolve
chiaramente con una visione strategica e un orientamento di fondo,
che questa azienda, purtroppo, non ha.
Aver limitato, Presidente, il servizio di trasporto nei confronti
del solo socio della Regione siciliana, escludendo i servizi svolti
nei confronti dei comuni, poiché in una società in house, una delle
tre condizioni previste dal Codice dei contratti pubblici è che
l'attività prevalente della società - ovvero l'ottanta per cento
del fatturato - sia svolta nei confronti del socio unico,
pregiudica, secondo me, la mobilità ai cittadini siciliani a cui il
servizio verrà tolto. E con quali iniziative verrà garantita la
mobilità ai siciliani?
Inoltre, Presidente, ancora più preoccupante è la questione,
chiaramente, dei lavoratori perché appare del tutto evidente, anche
dal parere che hanno rilasciato gli avvocati che sono stati
incaricati dal Governo, viene detto appunto da questi avvocati in
questo parere, che una riduzione delle attività dell'AST comporta,
di fatto, che tutte le unità lavorative possano transitare nella
nascente società, ma solo attraverso la redazione di un piano
industriale si potranno sapere quali sono le reali esigenze della
società. E a quanto ammontano, mi chiedo, i lavoratori e che fine
faranno questi lavoratori in esubero? Oppure, diciamo, occorrerà
aprire l'ennesimo tavolo di crisi al Ministero del lavoro?
Mi appresto alla conclusione. Chiaramente tutto ciò a me sembra,
davvero, l'ennesimo tentativo di mettere una pezza al buco
all'ennesimo problema di questa Regione perché, chiaramente, senza
un piano di ristrutturazione preciso, determinato, non è possibile
fare alcuna trasformazione. Quindi, mi chiedo, potremo avere
accesso a questo documento? È possibile vedere questo piano di
ristrutturazione del debito o dovremo votare sempre l'ennesima
cambiale in bianco? Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento
in esame è molto importante, lo sappiamo tutti. Innanzitutto perché
tocca uno dei settori vitali dell'economia siciliana, quello
agricolo: un settore in grande difficoltà ormai da tempo - vorrei
dire da anni - e che vive una drammatica condizione proprio in
queste ultime settimane, una condizione difficilissima, che si è
prolungata nel tempo.
Nel provvedimento, che si spera venga approvato al più presto, ci
sono aiuti alla zootecnia, agli agricoltori, ad alcuni comparti
dell'agricoltura; sono stati aumentati i fondi per le aziende
zootecniche, si parla di altri 10 milioni di euro. Però, veda
Presidente, il problema non è soltanto mettere le risorse, il
problema è che ormai siamo oltre il dramma nel comparto agricolo.
Quindi, la prima cosa che mi permetto di chiedere al Governo,
considerato che l'Assessore per l'agricoltura non è operativo, che
c'è un Presidente della Regione che ha dovuto assumere le deleghe,
chiedo innanzitutto di velocizzare eventuali aiuti, contributi.
C'erano dei voucher che erano stati previsti prima della pausa
elettorale e ancora, ad oggi, non sono stati attribuiti. Quindi,
l'emergenza deve determinare una velocità nel dare le risorse. Lo
diceva la collega Schillaci e io condivido: non si tratta di dare
soltanto delle indicazioni finanziarie, bisogna concretamente fare
arrivare queste risorse al mondo agricolo anche perché gli
agricoltori ormai sono stremati, sono stremati gli operatori
zootecnici e aspettano una risposta.
Una risposta però, Presidente, che non è sufficiente, perché
parliamo ormai di una siccità che è oltre il biennio, perché nel
2023 abbiamo avuto una situazione difficilissima, l'abbiamo anche
quest'anno e noi, da tempo, sosteniamo la necessità di intervenire.
Guardi, non si tratta di dire "io ho la coscienza a posto". Il
Partito Democratico ha fatto il possibile, però va detto, anche
perché i cittadini debbono sapere che c'è stato chi nel marzo del
2023 ha posto il problema. Il problema è stato posto dicendo che
avevate parlato di un Governo amico a livello nazionale, che
avrebbe aiutato il Governo della Regione e la Regione siciliana in
modo particolare.
Questo vostro Governo amico, Presidente Galvagno, ha prodotto nel
maggio del 2023 un Commissario per l'acqua. Casualmente,
stranamente, si chiama "Dell'Acqua" il commissario. Noi vorremmo
sapere dal Governo nazionale, tramite voi, che cosa ha prodotto
questo Commissario Non c'è un solo atto che sia stato determinato
Nessun atto Noi sappiamo che ci sono delle condizioni
straordinarie, quanto meno questo Commissario è venuto a fare un
giro panoramico della Sicilia? Sa qual è la condizione della
Sicilia dal un punto di vista dell'utilizzo delle acque?
C'è stata una riunione di Governo alla quale ha partecipato il
Presidente della Regione, cosa che non è abituale, è una cosa
straordinaria che ha un suo valore.
Per noi che sappiamo che cosa sia costata l'autonomia, diciamo che
è stato un fatto importante aver partecipato a quella riunione di
Governo, ma che ha prodotto soltanto un'ordinanza di emergenza e
soltanto per l'acqua potabile, importante perché noi, nei comuni,
sappiamo che c'è un abbassamento della falda acquifera, e c'è
quindi la necessità di operare in maniera straordinaria.
Ma tutto ciò non basta, ecco perché, Presidente, bisogna guardare
celermente alla possibilità di dare le risorse agli operatori
agricoli e zootecnici, e nel contempo reiteriamo la richiesta al
Governo della Regione di chiedere al Governo nazionale - che è
insensibile, questo vostro Governo amico - di emanare una norma per
riconoscere lo stato di emergenza alla Sicilia per i problemi
agricoli, perché se non si fa questo, gli agricoltori dovranno
pagare i mutui, non avranno nessuna possibilità di utilizzare
canali che possano permettere un risparmio. La stessa vicenda dei
tributi che sono stati emessi dai consorzi di bonifica ha del
paradossale; con lo stato di emergenza, tutto ciò non sarebbe
avvenuto
Ecco perché noi reiteriamo tutto questo in maniera forte, lo
chiediamo al Governo Si faccia qualcosa, non si produca un
commissario che rimarrà a Roma a fare che cosa? Un solo atto non lo
ha prodotto, quindi, Presidente, risorse subito e nel contempo la
necessità di arrivare allo stato di emergenza, anche perché, se ci
fosse uno stato di emergenza il lago del Biviere di Lentini
verrebbe utilizzato. Sono le poche risorse che ci sono. A Paternò,
la vicenda della quota 100 avrebbe avuto degli effetti diversi.
Noi queste cose le reiteriamo non perché abbiamo interesse a
dirlo, ma perché qualcosa si vuole fare concretamente,
concretamente si debbono fare questi atti. A partire
dall'emergenza. Che cosa impedisce al Governo nazionale di
riconoscere lo stato di emergenza? È vero o non è vero che per due
anni noi abbiamo avuto siccità? Abbiamo avuto siccità, perché si
fanno cose diverse per le altre Regioni?
PRESIDENTE. La invito a concludere.
BURTONE. Presidente, noi prendiamo il nostro tempo, sto
completando.
Poi, accanto a questi temi dell'agricoltura, c'è la vicenda dei
comuni. Anche su questo, Presidente, è importante l'intervento che
è stato previsto dalla Commissione Bilancio , perché aiutare i
comuni che hanno maggiori spese per il piano economico-finanziario
dei rifiuti, per la Tari, significa dare un minimo di ossigeno a
delle realtà che, piaccia o non piaccia, sono la prima porta dello
Stato, quelli che hanno un confronto diretto con i cittadini.
Quindi, i comuni vanno sostenuti con questo aiuto, perché la
vicenda dei rifiuti è diventata complessa, l'ARERA che pone alcune
condizioni, le difficoltà operative per portare i nostri rifiuti in
discarica in maniera corretta, ci sono discariche che si sono
chiuse, ci sono centri che avevano un grande valore nel nostro
territorio, parlo della KALAT, che ha subìto un incendio doloso e
che, ancora oggi, non ha visto un recupero della struttura.
Ecco perché abbiamo bisogno, e bisogna fare in tal senso presto,
così come i comuni hanno bisogno di essere aiutati rispetto ad
un'ultima sentenza della Corte costituzionale che ha cassato la
possibilità di utilizzare il Fondo di rotazione per il riequilibrio
di bilancio. È una cosa significativa, ci sono tanti comuni che
hanno bisogno di questo intervento straordinario della Regione, che
ancora una volta dovrà fare a meno dello Stato, e fare da sola per
dare una risposta alle nostre comunità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. È iscritta a parlare
l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Assessori, colleghi deputati, quello che
io non riesco a capire di questa manovra sono i vantaggi di questa
operazione che si sta portando avanti su AST.
Di fatto, l'assessore Aricò ci ha spiegato che questa è una cosa
curativa, addirittura la chiama gestione in house providing, come
se fosse una medicina per curare tutti i mali di AST.
Ma in realtà, se noi facciamo due conti vediamo che sì, è vero,
AST ha 70 milioni di euro di debiti, però vanta anche dei crediti
con la Regione, non riscossi, 50 milioni e se si fosse, Assessore,
provveduto per tempo nella scorsa finanziaria a inserire i 20
milioni, con un contributo straordinario, oggi potremmo
tranquillamente dire che AST può avviare un percorso virtuoso di
risanamento.
Del resto, sappiamo che ha chiuso i bilanci del 2021 e del 2022 e
che, addirittura, nel 2023 vanta 2 milioni in più rispetto agli
anni precedenti, invece no, si è voluto portare avanti, io non lo
definisco piano industriale, lo definisco piano di smantellamento,
piano distruzione di AST, perché vede Assessore è da anni che i
disservizi vengono addirittura creati, non si fa nulla per evitarli
e gliene posso elencare alcuni che hanno continuamente segnalato i
tanti studenti pendolari e passeggeri che sono rimasti più volte
con corse saltate senza preavviso, mezzi obsoleti che si fermano
per strada, addirittura che prendono fuoco, inaffidabilità, mezzi
sporchi privi di aria condizionata, mezzi riciclati, riverniciati,
ma che molte volte viaggiavano senza neanche l'assicurazione - e ce
ne siamo accorti anche a causa di incidenti che sono avvenuti lungo
il tragitto - tutto questo, proprio per innescare nell'opinione
pubblica il fatto che smantellare AST adesso è una cosa buona, è
una cosa positiva. Adesso il cittadino è contento che si sono messe
le mani sulla più grossa azienda siciliana del trasporto e si stia
smantellando, si stia riducendo in una società in house e la prima
cosa è stata quella di bloccare le tratte urbane, affidando ai
sindaci, ai comuni, il compito di dover fare i bandi per dare
questi servizi ai privati
Adesso sappiamo benissimo cosa succederà, Assessore, tutte le
tratte redditizie entreranno nelle mani di tutte le ditte private e
ad AST non resterà altro che occuparsi dei collegamenti dei piccoli
comuni, le cosiddette tratte sociali o non redditizie, in maniera
che non si incasserà nulla e sarà sempre alla canna del gas, senza
praticamente nessuna possibilità di sviluppo; un giocattolino
giusto per dire che la Regione ha fatto qualcosa, questo io lo dico
con cognizione di causa.
E allora è stato studiato questo apposito disservizio, perché il
presidente Schifani, così come ha fatto con tutti gli altri servizi
essenziali della Regione, dalla sanità ai rifiuti, a tutto, ha
sempre questo interesse di privatizzare. La privatizzazione al
primo posto, come se fosse qualcosa che possa portare ricchezza e
benefici ai siciliani e invece sappiamo che non è assolutamente
vero, che non è così, perché noi stiamo smantellando e stiamo
lasciando a privati la ricchezza dei siciliani.
Presidenza della Vicepresidente LANTIERI
CAMPO. Io ricordo bene che AST, se fosse stata gestita meglio,
oggi non sarebbe in questa situazione, perché nel 2019 - lo
avevamo denunciato noi stessi del Movimento Cinque Stelle - si
facevano tutte quelle assunzioni clientelari per mani della
politica, che erano assunzioni affidate alle agenzie interinali -
se vi ricordate - e oggi a pagarne le principali conseguenze di
questa operazione, che questo Governo ha messo in atto e ha voluto,
saranno i lavoratori, 549 famiglie più i 200 interinali che non
sanno da luglio che fine faranno; 170 già lo hanno denunciato anche
i sindacati, non prendono lo stipendio da maggio
Io, Assessore Aricò, le dico una cosa, avevo fatto degli
emendamenti in questa manovra che andavano proprio nella direzione
di tutelare questi lavoratori e sono stati bocciati dalla
maggioranza, mi sembra veramente scandaloso che la priorità di
questo Governo non sia quella delle persone che lavorano ma di
mettere le mani sulla società per farla diventare un giocattolo e
regalare ai privati tutte le possibili tratte redditizie, è
indecoroso
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. E' iscritto a parlare
l'onorevole Castiglione, ne ha facoltà.
CASTIGLIONE. Grazie. Presidente. Saluto i colleghi deputati,
saluto gli Assessori, e Assessore Falcone, auguri perché è
diventato parlamentare europeo, anche io e il mio partito abbiamo
votato Forza Italia, però noi avevamo la Chinnici, quindi le faccio
gli auguri di un buon lavoro.
CRACOLICI. Non si dice il voto, il voto è segreto
CASTIGLIONE. E tra l'altro le auguro di impegnarsi, Assessore, di
impegnarsi per la Sicilia e per i siciliani, questo credo che lo
debba a tutti quanti
Presidente, credo che quello che stiamo per discutere oggi, non
credo che ci sono solo cose negative, perché noi oggi stiamo
parlando dei soldi per l'agricoltura, stiamo parlando di 50 milioni
per quanto riguarda i rifiuti, dimenticavo l'Assessore Di Mauro non
h presente in questo momento in Aula perché io l'ho chiamato,
perché ha una Conferenza di Servizi col Prefetto, per tutta una
serie di cose, per quanto riguarda la discarica.
Ci sono 9 milioni per Priolo, ci sono 45 milioni per quanto
riguarda il discorso dell'IRFIS per le piccole e medie imprese, ci
sono 20 milioni per i Comuni in dissesto e anche Catania fa parte
di questi 20 milioni, ci sono 10 milioni per Siciliacque, quindi ci
sono alcune cose che stiamo facendo che tra l'altro sono pure le
emergenze che ci sono in questo momento: siccità, agricoltura,
incendi, protezione civile e quant'altro. Ovviamente, Presidente,
io devo aggiungere e devo dare lettura per quanto riguarda la
vicenda dell'AST, perché per me è una questione di famiglia e
quindi la conosco bene la realtà, però ci sono alcune cose che per
quanto riguarda l'AST non condivido, ed è giusto che da deputato,
anche se faccio parte della maggioranza, è giusto che le debba dire
e così rimarranno a verbale.
Un'azienda che dal 1947 ha svolto i servizi a favore di milioni di
siciliani, seppure scontando in periodi alterni inefficienze e
intollerabili sprechi.
Oggi siamo chiamati ad approvare una norma che garantisca il
servizio ai siciliani e stabilità finanziaria e organizzativa
all'Azienda.
La guida dell'AST fu affidata al Presidente, dottore Giammarra e
al direttore, ingegnere Parlavecchio. Considerata la serietà di
detti professionisti e la volontà degli uffici preposti alle
verifiche potrebbe apparire superfluo richiamare: le leggi
regionali 15 del 1993, e 19 del 1997 che dispongono le iscrizioni
nel registro dei revisori dei componenti relativi ai colleghi
delle società partecipate; il decreto legislativo 19 del 2013 in
materia di inconferibilità degli incarichi di amministratori di
società nelle quali siano stati svolti i ruoli nei due anni
precedenti; la legge regionale 19 del 1997 in materia di organi di
vigilanza e di controllo e societario che disciplina le ipotesi di
conflitto di interesse e che fissa in non più di tre mandati
consecutivi gli incarichi nelle società regionali; il decreto legge
165 del 2001 che inibisce per un periodo di tre anni la nomina dei
dipendenti pubblici che abbiano svolto ruoli autoritativi-negoziali
verso i soggetti destinatari di detta attività; il decreto-legge
39 del 2013 che inibisce incarichi dirigenziali in società
pubbliche a chi ha svolto precedenti incarichi dirigenziali presso
l'amministrazione che conferisce l'incarico, oppure a chi è stato
componente di organi politici; la legge regionale 25 del 2008 sul
blocco delle assunzioni; la legge regionale 3 del 2002 in tema di
nomina e scadenza della legislatura; la legge regionale 21 del
2006 e 22 del 1950 in materia di pubblico concorso AST.
Intervengo Presidente anche per altre tre questioni che ritengo
fondamentali: la prima questione attiene all'assolvimento dei
propri compiti da parte dell'Azienda, da più di un anno infatti
assistiamo al mancato adeguamento di molti servizi, il 2023 è stato
l'anno di una crisi produttiva molto grave.
Si è registrata l'abolizione di migliaia e di migliaia di corse e
servizi extraurbani e non per fatti straordinari o imprevisti,
sarebbe utile conoscere il dato di un milione di chilometri
percorsi in meno con disagi, più volte denunciato attraverso i mass
media da cittadini e operatori.
Pertanto, il cosiddetto utile del 2023 non dovuto dalla riduzione
della spesa bensì alla drastica riduzione dei servizi a fronte
della riduzione del contributo.
Nel 2023, inoltre, sono stati abbandonati i servizi pubblici: a
Siracusa la SAIS, a Milazzo la SAIS, a Modica Etna trasporti, a
Ragusa la SAIS, ad Acireale la Zappalà Torrisi. Siamo certo che i
Comuni hanno ottenuto condizioni più vantaggiose dei privati? Mi
permetto di dire che qualche dubbio ce l'ho.
Siamo certi che nell'erogazione tra contributo regionale e il
contributo comunale, il servizio per ciascun Comune non sarebbe
costato di meno e invece oggi costa di più? Io sono certo del
contrario.
So, ad esempio, che il Comune di Ragusa parteciperà alla gestione
del servizio con una spesa aggiuntiva di circa ottocentomila euro
l'anno e, inoltre, non risulta che la Regione abbia cessato di
erogare all'AST il contributo per il servizio, come per altri che
riguardano i Comuni interessati.
Infine, una parola va detta sul piano industriale sul quale si
sarebbe dovuto basare la ricapitalizzazione di AST. A me risulta
che ad oggi non c'è un piano industriale asseverato dal Governo
regionale. Quest'Aula avrebbe la necessità di conoscere questo
piano industriale prima di approvare una legge che porterà
l'esborso di milioni e milioni di euro.
Ci sono state più versioni di piano industriale: una prima, una
seconda, una terza, scenario base, uno scenario alternativo.
Intendo evidenziare con forza la paradossale questione del piano
industriale di AST, perché da gennaio a maggio di quest'anno i
vertici dell'AST hanno consegnato quattro diverse versioni del
piano industriale dove sono state fatte ipotesi e previsioni anche
molto diverse e incoerenti tra loro
Se nessuna delle quattro versioni è mai stata asseverata dalla
Kpmg, e se ancora adesso nessuna di queste quattro versioni è stata
considerata degna di approvazione e condivisione da parte del
socio, degli uffici regionali competenti, credo che sia necessario
un immediato cambio di rotta.
Vorremmo essere resi edotti circa un piano di risanamento o di
ristrutturazione così come richiesto dall'articolo 14 del decreto
legislativo 175 del 2016, quale precondizione per poter procedere
alla ricapitalizzazione di un'azienda pubblica come AST.
Infine, mi chiedo e dovremmo chiederci tutti perché assegnare ad
AST, dopo la trasformazione in house, solo servizi improduttivi e
sociali riservando, meglio donando, regalando all'esterno i più
remunerativi servizi? Per giunta, disponendo con legge, riservando
al Parlamento, c'è una responsabilità che porterà al fallimento
dell'azienda
Infatti, se si assegnano ai privati per decine e decine di milioni
di euro le linee più remunerative, l'AST avrà bilanci sempre in
perdita fino a quando le difficoltà porteranno a chiuderla.
Siamo in tempo per impedirlo per assicurare una gestione
manageriale trasparente ed efficiente che compensi con gli utili le
linee più convenienti dei tratti sociali in perdita.
Presidente, io vi ringrazio credo che questo mio intervento è
fatto per affetto e per stima nei confronti di circa ottocento
lavoratori AST, perché ricordo a me che ci sono circa seicento che
sono a tempo indeterminato e circa centonovanta che sono a tempo
determinato.
E credo che quest'Aula e questo Governo che ha sempre contribuito
e lavorato per gli interessi dei siciliani lo dovrebbe fare anche
per l'AST che è un'azienda importante della Sicilia e dei
siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Castiglione. E' iscritto a parlare
l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Presidente, Governo, onorevoli colleghi. Sicuramente in
questa fase, diciamo, di crisi uno stanziamento di circa duecento
milioni di euro può avere una rilevanza.
Senonché, non possiamo non constatare come alcune delle misure che
sono introdotte in questo provvedimento siano in qualche modo
sganciate da una politica, da scelte politiche più complessive, e
in particolare mi riferisco ai quarantacinque milioni di euro
destinati all'abbattimento degli interessi per le piccole e medie
imprese.
Perché una tale misura all'interno di una politica industriale ben
definita, avrebbe una ragion d'essere, ma questo Governo, oramai in
quasi due anni di legislatura, si è ben guardato dallo strutturare
e dal presentare a questo Parlamento e ai siciliani e alle imprese
siciliane delle scelte di politiche industriali reali in materia
infrastrutturale, in materia di distretti che si vogliono sostenere
e tutelare, in materia di attività che si vogliono sostenere, se
non con norme spot, le norme sulle concessioni balneari, prorogate
in maniera illegittima, le norme sugli interessi, le norme sulle
assunzioni che abbiamo varato la scorsa finanziaria, norme che sono
tuttora bloccate perché non è arrivato il via libera della
Commissione europea e perché non c'è stato uno studio di quelle che
sono le esigenze di occupazione del mercato del lavoro siciliano.
Sono solo spot che ben poco potranno produrre a vantaggio dei
siciliani, però stiamo appostando quarantacinque milioni di euro
che avremmo potuto destinare a misure anticicliche quali quelle -
come diceva bene il collega Burtone - a sostegno dell'agricoltura.
Abbiamo fatto delle piccole cose sul foraggio ma, per esempio,
sulla vitivinicoltura abbiamo stanziato solo venticinque milioni di
euro, a fronte di 350 milioni di euro di danni stimati dal Governo
regionale, non certamente dall'opposizione.
E poi, bene abbiamo fatto a prevedere circa dodici milioni di euro
per la vendemmia verde, perché è chiaro che anche quest'anno la
siccità colpirà e la vendemmia verde sarà un ristoro diretto per
gli agricoltori ma, al contempo, in questa finanziaria - nonostante
sollecitati - non si è pensato a venire incontro alle cantine
sociali, se non per misure a debito, finanziando l'abbattimento dei
costi fissi. Perché nel momento in cui fai la vendemmia verde, è
chiaro che l'ammasso diminuirà, l'ammasso delle uve diminuirà e,
quindi, i costi fissi per ogni cantina sociale aumenteranno e
questo vorrà dire che le cantine pagheranno meno di quanto hanno
pagato negli anni passati agli agricoltori soci. E allora
contribuire all'abbattimento dei costi fissi delle cantine sociali
sarebbe una misura utile a contenere, ovviamente, i costi delle
cantine e a renderle più competitive e, al contempo, ad assicurare
un prezzo più alto per chi ammassa le uve in queste strutture
sociali.
E poi le misure sull'AST. Anche qui, io leggo che dovrà essere
presentato il piano industriale per sbloccare il finanziamento ma,
al contempo, leggo nella stessa norma, che cinque milioni di euro
sono già destinati all'acquisto dei nuovi autobus. Io vorrei far
rilevare che di autobus ne possiamo comprare quanti ne vogliamo,
manca il personale per farli viaggiare Non c'è più personale
perché con le varie disposizioni che hanno agevolato l'uscita dal
mondo del lavoro, il personale di AST è assolutamente inadeguato ad
assicurare i servizi.
E dunque, caro assessore Aricò, anche laddove la trasformassimo in
società in house è chiaro che non saremo in condizione di
assicurare alcun servizio ai siciliani e nemmeno quelli che evocava
l'onorevole Campo, cioè le tratte non vantaggiose dal punto di
vista economico ma che comunque rappresentano la tutela di un
interesse pubblico, l'interesse alla mobilità e il diritto alla
mobilità dei siciliani. Senza personale, non è possibile far
viaggiare gli autobus. E, aggiungo, che in queste settimane si è
concretizzato uno scippo che è quello della esternalizzazione delle
officine.
Ci sono agenzie dell'AST che hanno calcolato che
l'esternalizzazione delle officine costerà più di quanto si spende
attualmente per la manutenzione degli autobus, dei mezzi.
Ma se la stiamo trasformando in house per migliorare il servizio,
è un miglioramento del servizio l'esternalizzazione delle officine
che comporterà un aggravio dei costi? Cioè, stiamo già erodendo le
risorse che noi vogliamo destinare.
Io vorrei che veramente questo piano industriale venisse discusso,
almeno nella Commissione parlamentare competente, perché non è
possibile che si pensi a rilanciare una società pubblica, la più
antica società pubblica probabilmente in Italia, facendo degli
interventi che, a poco a poco, eroderanno le risorse che stiamo
stanziando senza alcun reale rilancio, se non per quei privati che
si aggiudicheranno le tratte più vantaggiose, senza alcuna garanzia
nel mantenimento di un servizio adeguato.
Quindi, io penso che queste norme, questi duecento milioni di euro
andrebbero spesi meglio, andrebbero spesi per far fronte a quelle
che sono le reali emergenze che stanno vivendo i siciliani:
l'agricoltura, la pesca, i comuni.
Perché, guardate che noi stiamo stanziando - e mi avvio alle
conclusioni - cinquanta milioni di euro per gli extracosti per il
conferimento dei rifiuti, che vuol dire per alcuni Comuni,
7.000/8.000, per Comuni più grandi 150.000/200.000, ma siamo fermi
al 2023, nel frattempo Comuni medi, come può essere il comune di
Trapani, nel 2024 hanno un extracosto da un milione di euro e che
la discarica di Siculiana sarebbe stata chiusa per effetto della
mancanza della V.I.A. gli uffici lo sapevano due mesi fa, tre mesi
fa, e in questi tre mesi il Governo regionale nulla ha fatto per
contrastare questo rischio e ci siamo trovati...
PRESIDENTE. Onorevole Safina. la invito a concludere
SAFINA. ... un'ordinanza, ho concluso Presidente, fare
un'ordinanza che non risolve alcun problema perché ancora non
sappiamo con quali quantità e in quali quantità e in che modo i
Comuni dovranno conferire i rifiuti.
Questi 50 milioni di euro sicuramente servono ma, rispetto alle
reali esigenze, sono un pannicello caldo e ci sono imprese che, per
effetto dell'aumento della Tari che dovranno deliberare i Comuni,
altro che i 45 milioni di euro di riduzione degli interessi
dovranno pagare migliaia e migliaia di euro in più di Tari per
potere soddisfare le richieste dei Comuni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Presidente, ci troviamo ad affrontare questa manovra che nelle
settimane scorse è stata oggetto anche di alcune esternazioni da
parte di assessori che, in questo momento, magari non ascoltano
però, su argomenti che sono dentro questa manovra, dando
responsabilità alle opposizioni che come dire avevano la
responsabilità di non trattare temi come quello dell'AST.
Mi riferisco, assessore Aricò, a lei che ha portato all'esterno,
anche attraverso sindacati che additavano i gruppi di opposizione
di non occuparsi di questi temi.
Io ritengo che questi temi, Presidente, sono temi invece che i
gruppi di opposizione, anche oggi lo dimostrano lo dico ai colleghi
di maggioranza, con grande senso di responsabilità stanno
affrontando in questa giornata, perché in una manovra che la
definisco io correttiva' con delle somme che dovrebbero essere
messe lì per dare un sostegno a quello che sono le situazioni
emergenziali che stiamo vivendo in questi mesi. Perché in questi
mesi e in queste settimane noi stiamo continuando a vivere delle
situazioni emergenziali.
I gruppi di opposizione si ritrovano con grande senso di
responsabilità, come hanno fatto ormai negli ultimi mesi e da
quando è iniziata questa legislatura a stare qua, perché di
maggioranza non ne vediamo traccia, chi dovrebbe oggi occuparsi
dei temi e chi è qua non ascolta nemmeno l'opposizione rispetto a
quelli che sono i temi perché, forse, pensano ad altro e invece noi
siamo qua, Presidente, ad occuparci di quelli che sono i temi,
perché abbiamo a cuore davvero quei temi che sono fondamentali ed
importanti per la Sicilia.
E oggi, lo diceva poc'anzi il collega che ha preceduto me
nell'intervento, il collega Safina, io mi aspetto da parte di un
Governo regionale che, forse, ha utilizzato nelle ultime settimane
per via degli slogan della campagna delle europee, però mi
aspettavo che ci fossero risorse più importanti su temi che,
ovviamente, non sono temi che stiamo affrontando adesso ma sono
temi che ci ritroviamo ormai da anni, perché questo Governo
regionale, in continuità con quello che c'era in precedenza, dello
stesso colore politico, un anno fa parlava della cessazione
dell'attività dell'AST, oggi invece parla di un nuovo piano
industriale che di fatto noi non conosciamo, però, dà la
responsabilità ai gruppi di opposizione di non volersi occupare del
tema AST e, addirittura, lasciando intendere che eravamo noi quelli
che non volevano e non avevano a cuore i lavoratori
Parliamo di agricoltura. Io mi aspetto che questo Governo
regionale, rispetto a tutte le volontà che ci sono state nei
confronti del comparto agricolo avrebbe, assessore Falcone, lei,
ovviamente, ormai ha poco interesse di rimanere qua in Sicilia,
dato che andrà in Europa io mi aspettavo, dicevo, che ci fossero
somme più importanti sull'agricoltura e sulla siccità, e lo dico,
perché? Perché, ovviamente, è assurdo, è assurdo che noi, nel 2024,
in molte province della Regione siciliana assistiamo a quello che
stiamo assistendo, in queste settimane, cioè con la turnazione, con
la problematica dell'erogazione dell'acqua, perché qua non è più un
problema solo ed esclusivamente del comparto agricolo, ma qua c'è
un problema, signor Presidente, che è quello sull'acqua potabile
Noi, oggi, come Governo regionale, lo dico al Governo, quando mesi
fa bisognava intervenire su una fase emergenziale che era alle
porte oggi, ci ritroviamo al collasso, perché ci ritroviamo con
invasi vuoti, ci ritroviamo con i problemi dell'erogazione
dell'acqua, parlo io una su tutte la provincia di Agrigento, forse
l'ottanta percento dei comuni ha acqua razionata e arriva l'acqua
ogni cinque, sei giorni, e siamo in una situazione dove l'estate
ormai non è più alle porte, ma siamo durante il periodo estivo, con
un danno di immagine enorme, con cancellazioni importanti e questo
è il risultato che noi stiamo avendo per questo Governo regionale
che, ovviamente, ancora festeggia sui risultati delle Europee, però
di fatto non mi pare che ci siano a cuore quelli che sono i
problemi che, invece, noi dovremmo affrontare.
Allora, io dico che noi, per l'ennesima volta, da opposizione
siamo in quest'Aula; lo abbiamo fatto già in Commissione Bilancio,
lo dico perché i colleghi della Commissione Bilancio del Gruppo
parlamentare del PD hanno fatto per l'ennesima volta un egregio
lavoro, cercando di mettere dentro quelle norme che sono essenziali
per affrontare una variazione impegnando le risorse per quelli che
sono i temi importanti che, ovviamente, noi dobbiamo affrontare in
queste settimane.
Secondo me, queste norme, assessore Falcone, potrebbero essere
tranquillamente rimpinguate se abbiamo e se dovessimo avere
risorse, perché comparti come quello dell'agricoltura, della pesca,
comparti che, ovviamente, hanno una enorme difficoltà e,
soprattutto, con queste condizioni climatiche hanno bisogno di più
risorse
Inoltre, voglio dire, ancora una volta, secondo me, in un'altra
condizione tardiva, quella dell'emergenza incendi, siamo di nuovo
punto e a capo; c'era stata l'anno precedente; c'era stata dopo un
tira e molla la presenza del Presidente della Regione in Aula per
venirci a raccontare qual era il suo piano degli incendi.
Mi risulta che in tante province, il piano degli incendi non sta
funzionando in quanto ci sono molti incendi che sono ripartiti e
noi, ancora oggi, mi sembra che non abbiamo risolto nulla, tranne
che qualche articolo di giornale per essere slogan ormai post
elettorale di questo Governo regionale che mi sembra sempre più
fallimentare anche rispetto a prima.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe.
Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intanto, saluto l'assessore Falcone e gli faccio gli auguri per il
nuovo incarico, però, assessore Falcone, lei sarà oggetto del mio
intervento perché, signor Presidente, stavo quasi quasi pensando di
rinunciare all'intervento, lo sa perché? Perché oggi sembra che
stiamo consumando un rito su un disegno di legge tanto per
consumarlo, perché va approvato, punto e basta, senza preoccuparci
di quello che sta succedendo attorno a noi e fuori da quest'Aula.
Oggi, stiamo discutendo del disegno di legge n. 739, Stralcio II,
e ne leggo il testo e il titolo, di una norma che proprio si chiama
Salva AST . Alla norma Salva AST , si aggiungono norme che
riguardano la Sicilia per quanto riguarda l'emergenza rifiuti,
quindi, Salva Sicilia dai rifiuti , norme che riguardano
l'emergenza agricoltura, quindi, Salva Sicilia dai problemi
sull'agricoltura , norme che riguardano le crisi che stanno subendo
tutti gli allevatori, quindi, norma sul Salva agricoltori e
allevatori . Cioè, oggi, stiamo discutendo di una Regione che è al
fallimento e siamo qua a discutere su come salvarla Ma salvarla
come, Presidente? Con interventi, tanto per fare qualche articolo
sul giornale? Tanto per dare qualche risposta che, se è vero,
arriverà ai diretti interessati dopo che supereremo anche il
periodo dell'estate? Perché una norma approvata oggi non produce
effetti prima di due mesi. Quindi, quale Salva Sicilia ? Stiamo
discutendo tanto per lavarci la coscienza.
E vado al titolo del disegno di legge 739, Stralcio II, assessore
Falcone, assessore Aricò, assessore Amata, dedicatemi due minuti di
attenzione perché siete i due responsabili di quello che sta
succedendo, in questi momenti, sull'AST
Siamo a discutere di una norma che si legge "Salva AST", ma
significa "privati, fate quello che volete ". Perché Perché
l'unica motivazione reale per cui si sta correndo e si è provato a
farlo prima delle elezioni europee, di approvare questa norma é per
poter giustificare quello che non è stato fatto negli ultimi cinque
anni Assessore Falcone, lei nella precedente legislatura aveva un
obbligo, lei nella qualità di assessore per le infrastrutture e la
mobilità è andato contro quello che ha scritto il Garante della
concorrenza e del mercato
Avete fatto proroghe illegittime, avete causato un danno,
continuando con i contratti di affidamento provvisorio, che
possiamo quantificare appena sarà aggiudicata la gara, fra qualche
mese, perché siete andati in prosecuzione senza fare le gare e,
siccome ora siete arrivati all'ennesima scadenza, che è prevista il
31 agosto del 2024, avete l'esigenza di chiudere sull'AST e dare
seguito a una gara che già aveva fatto il suo Assessorato con una
preinformazione che è scaduta nel 2022 e poi non avete dato seguito
e siete andate avanti con le proroghe e i privati si sono
arricchiti senza partecipare a nessuna gara, senza nessun ribasso e
oggi mi parlate di Salva AST ?
Oggi dovete chiedere scusa perché non avete applicato le regole
del mercato e ve l'ha detto il Presidente dell'Autorità Garante per
la concorrenza e il mercato, e ve l'ha detto l'anno scorso,
assessore Falcone, non si distragga con l'assessore Pagana, perché
lei è responsabile di questo atto illegittimo, chiaro?
Per quanto riguarda quindi l'AST oggi vi presentate in Aula, e mi
riservo di approfondire l'intervento sull'argomento perché stanno
finendo i cinque minuti, con un documento che rappresenta,
assessore Messina, vi state presentando in Aula con una norma che
servirà soltanto a giustificare perché state mettendo a gara
cinquantadue milioni di chilometri che valgono per i prossimi nove
anni, ottocentoventi milioni di contratti. Questo state facendo
voi Vi state lavando la coscienza e state facendo una sanatoria,
rispetto a tutto quello che non avete fatto, negli ultimi cinque
anni, facendo finta di salvare l'AST Vi state presentando con una
norma.
Per quanto riguarda gli extracosti, assessore, è vero che lei
aveva preso l'impegno, e l'ha mantenuto, che avrebbe portato in
Aula questa manovra per dare ristoro ai comuni, ma non state dando
nulla se non quello che è il vostro disastro che avete fatto, negli
ultimi venticinque anni, di gestione dei rifiuti.
Non avete mantenuto un impegno, avete fatto il minimo sindacale a
dare ristoro ai comuni. E la risposta qual è? Che oggi i comuni, da
cinque giorni, duecento comuni della Sicilia, sono senza una
discarica, perché negli ultimi venticinque anni avete giocato sui
rifiuti, avete foraggiato i privati, con nomi e cognomi
Non avete fatto impianti pubblici, tant'è che sul Piano regionale
rifiuti, su un milione e ottocento metri cubi di disponibilità,
oltre un milione sono in mano ai privati e quindi è normale che
alla fine siete finiti sempre là.
E' normale che il Presidente Schifani, può sbattere la testa
quanto vuole, ma alla fine deve andare in ginocchio e pregare i
privati per aprire le porte. E' normale che si finisca così, che i
comuni debbano pagare 400 euro a tonnellata perché agiscono in
regime di monopolio. O fai quello che ti dico io, o tieni i rifiuti
a casa
E voi pensate di lavarvi la coscienza con 50 milioni, così dati
perché avete sbagliato anche un decreto su una delibera di Giunta
fatta dal Presidente Musumeci nel 2021. Voi state giocando, state
giocando sulla pelle dei siciliani e non state dando risposte,
state semplicemente mettendo pezze ai buchi che avete fatto con
questo Governo, in prosecuzione del Governo precedente. E,
naturalmente, Presidente, le chiedo scusa se sono andato oltre, mi
riserverò di intervenire in ogni singolo articolo sui singoli
argomenti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Grazie, signor Presidente. E, sentendo le parole del collega
Lombardo, mi veniva una frase celebre che abbiamo studiato tutti
sui libri di storia, del gennaio del 1859, quando qualcuno disse
"non siamo insensibili al grido di dolore che si leva da ogni parte
d'Italia", in questo caso da ogni parte della Sicilia.
E, quindi, ritengo che non ci sia nulla di male se in un
provvedimento che nasce, come l'onorevole Lombardo ha ribattezzato
"Salva AST", poi il Governo ha inteso immettere dei provvedimenti,
quindi, immettere liquidità, su altri settori.
E per questo, invece, io voglio ringraziare non soltanto il
Governo, ma è giusto ringraziare l'intera Commissione Bilancio - il
Presidente, la maggioranza e l'opposizione - che, in maniera quasi
inedita e quasi corale unanime, hanno trovato l'intesa per portare
alla luce questo provvedimento importantissimo.
E' chiaro che è un provvedimento, Presidente, parziale. Mi auguro
sia un provvedimento tampone e temporaneo, perché su alcuni temi -
e uno su tutti il tema dell'agricoltura - voglio immaginare che il
Governo e il Parlamento vogliano continuare a investire e a
immettere, cari assessori, liquidità in questo settore.
Vero è che alcuni provvedimenti sono calati in questo disegno di
legge, dai quindici milioni di euro per chi in questa annata
siccitosa ha inteso realizzare, o voglia farlo adesso, dei laghetti
collinari o comunque piccoli rimedi per far fronte alla siccità, o
alla sospensione dei ruoli del consorzio di bonifica. Vero è che
gli agricoltori non pagheranno, per quest'anno, le poche o la poca
irrigazione che faranno, ma nelle variazioni di bilancio,
Presidente, vorrò suggerire al Governo e al Parlamento di esonerare
del tutto gli agricoltori dal pagamento di questo ruolo, perché gli
agricoltori stanno vivendo un momento davvero triste e se noi li
accontentiamo semplicemente con una sospensione e diciamo poi "però
a novembre vi toccherà pagare ", è quasi come se li stessimo
prendendo in giro. Quindi, il provvedimento della sospensione,
questo sì, spero voglia essere un provvedimento soltanto
provvisorio e nelle variazioni di bilancio inserire le somme per
esonerare del tutto gli agricoltori.
Il provvedimento prevede anche 50 milioni di euro per
l'abbattimento degli interessi passivi per la piccola e media
impresa, ma anche 2 milioni e mezzo di euro per gli interessi
passivi degli agricoltori. Un ulteriore contributo di 10 milioni
per l'acquisto del foraggio, che si sommano agli altri 10 milioni
di euro già messi da questo Parlamento, e 10 milioni di euro per i
danni che hanno avuto i produttori di cereali.
È chiaro che ci rendiamo conto, prima noi della maggioranza, che
realmente sono dei piccoli provvedimenti.
E torno a fare un appello al Governo e al Parlamento: servono dei
provvedimenti seri e mirati; serve non soltanto immettere
liquidità. L'agricoltura siciliana, che è il vero motore e il vero
volano della nostra Sicilia, è nel baratro. Se noi non aiutiamo, ma
realmente, i nostri agricoltori per tutti i danni che stanno
subendo... e quando parlo di aiuti non mi rivolgo ai colleghi
parlamentari pensando a una pacca sulla spalla o ad ascoltare gli
agricoltori, quando parlo di aiuti voglio immaginare degli aiuti
economici, immediati, veri nei confronti dell'intero sistema.
Serve, caro Governo, portare in Aula la riforma dei Consorzi di
bonifica e dobbiamo farlo immediatamente, prima che il sistema
imploda, e col collega Venezia e con altri ce ne stiamo occupando.
Già alcuni attuali Consorzi di bonifica rischiano di non poter
pagare gli stipendi. Il Consorzio di bonifica di Palermo già non
sta pagando gli stipendi e penso che presto altri Consorzi di
bonifica saranno nelle stesse condizioni. Serve immediatamente,
dopo trent'anni, la riforma dei Consorzi di bonifica
E poi, caro Governo, ormai ci avviamo a un processo di
desertificazione sistemica. Non possiamo pensare di vivere in una
Regione a valenza agricola e non immaginare altri invasi per i
nostri agricoltori. Mentre io parlo - e per l'ennesima volta da
questo pulpito lo voglio ribadire - ci sono ancora fiumi che
scaricano acqua al mare e la gente impazzisce, perché da un lato
stiamo dicendo che stiamo vivendo un'annata drammaticamente
siccitosa, dall'altro lato ci sono alcuni fiumi, il Fiume Verdura
in primis, che continua a scaricare acqua al mare
E mentre fino a qualche decennio fa, quando si parlava di nuovi
invasi in Sicilia, sembrava quasi di bestemmiare, oggi dobbiamo
renderci conto che se vogliamo continuare a investire in
agricoltura non possiamo fare a meno di nuovi invasi.
Io mi avvio alle conclusioni, con un invito al Governo e un
appello al Parlamento: in Commissione Bilancio abbiamo dimostrato
davvero maturità e sensibilità su alcuni temi; mi auguro che con il
comportamento in Aula, sicuramente in queste ore per l'approvazione
di questo disegno di legge e soprattutto con una visione non
soltanto della maggioranza, ma dell'intero Parlamento, possiamo
portare entro il mese di luglio, entro i primi quindici giorni di
luglio, altri provvedimenti, economicamente ancora più importanti,
in direzione dei settori strategici della nostra Isola. E,
ribadisco, in primis nel settore dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace.
È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi sarei aspettato che il Governo,
per bocca dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
all'apertura di questa seduta, avesse chiesto scusa al Parlamento.
Abbiamo approvato, nel mese di maggio, una prima variazione di
questa lunga sequenza di variazioni che ci attende da qui a fine
anno, perché, come è ormai noto, le manovre finanziarie in questa
Regione - l'ho usata in altre occasioni - sono come la sequenza
delle serie tv Netflix: le facciamo a puntate, con la conseguenza
che non si ha mai chiaro non solo quello che si fa, ma se quello
che si fa serve
Perché noi passiamo da emergenza a emergenza, senza però capire se
per l'emergenza che effettivamente affrontiamo, con le nostre norme
produciamo risultati ed efficacia per superare eventualmente
l'emergenza stessa.
Faccio un esempio: ho sentito per ultimo l'onorevole Pace... se
disturbo il Presidente dell'Assemblea interrompo...
Ho sentito l'onorevole Pace parlare dell'emergenza agricoltura,
emergenza che c'è, è innegabile, di tutta la filiera agricola, però
non ho sentito nulla sul fatto che da qui ai prossimi quindici mesi
ci apprestiamo a disimpegnare circa 800 milioni del PSR ancora
vigente, sulla cosiddetta misura 4.1, 800 milioni su 2 miliardi
complessivi, perché la Regione, con quel bando, non ha creato le
condizioni perché sia effettivamente utilizzabile.
L'ipotesi che viene suggerita, di cui si è discusso nel comitato
di sorveglianza - non è su questo che deve chiedere scusa
l'Assessore, ci arriverò fra un attimo - si appresta a varare una
modifica della cosiddetta Programmazione sul PSR - l'accordo Stato-
Regione -, che prevede che quelle misure, finanziate su linee di
investimento, ovvero che producono quei processi di ammodernamento
e di innovazione delle nostre aziende agricole, vengano
sostanzialmente orientate ad essere spese sulle cosiddette "misure
a superficie", cioè al contributo, diciamo, sui terreni che si
posseggono, non che si coltivano, perché le misure a superficie non
determinano l'obbligo di coltivazione, ma il mero possesso.
Quindi noi stiamo buttando o comunque ci apprestiamo a buttare 800
milioni, verso chi già riceve oltre 2 miliardi e mezzo con la PAC,
misura gestita direttamente da AGEA, perché non riusciamo a
spendere sulle misure a investimento.
Leggo che in questa manovra ci sarebbe un piccolo intervento per
contribuire a fare i laghetti, i piccoli bacini aziendali, non so
con quale effettiva dimensione, ha cognizione l'onorevole Pace,
stiamo parlando di una cifra che non serve neanche a finanziare -
altro che laghetti - un rubinetto in molti casi
Anche perché vorrei ricordare, a quanti parlano senza conoscere le
cose di cui parlano, che noi siamo ancora sottoposti al regime
degli aiuti e il regime degli aiuti prevede dei massimali che
nell'arco di un triennio non possono essere sforati, per cui molte
aziende alle quali pensiamo di fare misure di sostegno, di aiuto,
su questo e su quell'altro, potranno ricevere complessivamente 30
mila euro nel corso del triennio per tutti i regimi di aiuto;
quindi, noi siamo messi che facciamo una misura su questo piuttosto
che su un altro rischiando di non utilizzarli e di non poterli
spendere.
E allora perché io dico che noi stiamo affrontando nel peggiore
dei modi e proprio questo modo spezzettato di fare le manovre ci fa
perdere la dimensione sia delle vere emergenze, sia su come
affrontare le stesse emergenze e vengo alla questione delle scuse
dell'assessore Aricò: noi a maggio abbiamo approvato una manovra in
cui ad un certo punto l'Aula, di fronte a quella emergenza che era
relativa agli agricoltori e alla possibilità di sostenere le
aziende zootecniche con l'acquisto o con contributi per l'acquisto
del foraggio, si è determinata raddoppiando il contributo da 5 a 10
milioni di euro e finanziando quei 5 milioni in più dalla
previsione che era fatta nella stessa norma di sostenere per circa
7 milioni l'AST, sia per il ripiano perdite, sia per
complessivamente non portare i libri in Tribunale.
E' stata fatta una durissima polemica, l'opposizione è stata
accusata di voler chiudere l'AST, abbiamo avuto anche un comunicato
delle organizzazioni sindacali che, sostenendo in maniera quanto
meno impropria le posizioni del Governo, ha finito per far credere
che quel mancato finanziamento nel mese di maggio avrebbe
determinato i libri in Tribunale dell'AST e quindi la chiusura; si
scopre poi che a distanza di meno di un mese, i 7 milioni che erano
previsti dalla manovra di maggio diventano circa 40, tra misure
d'investimento e misure di ripiano perdite con la manovra di
giugno
Quindi il Governo ha bleffato, ha cercato di costruire una finta
emergenza, arrivando addirittura a quadruplicare - anzi di più - il
finanziamento per rimettere in bonis l'AST sia sulle perdite sia
sulla capacità di fare quello per cui è destinata e chiamata a
fare, cioè trasporto pubblico. E per fare il trasporto pubblico
innanzitutto ci vogliono gli autobus.
Allora, come si vede, quando facciamo queste manovre, queste
manovre sono tutte fondate su delle bugie ed è dimostrato dal fatto
che il Governo ha detto il falso durante la manovra di maggio.
Vorrei ricordare - e lo dico a quei pochi colleghi che sono
rimasti in Aula - che la manovra di maggio, che ha consentito di
fare questo primo stanziamento di dieci milioni di euro per il
foraggio, si è fatta grazie al fatto che qualche deputato di
maggioranza è rimasto in Aula, la stragrande maggioranza, e
precisamente l'intero Gruppo di Forza Italia ha abbandonato l'Aula
per non far votare il testo definitivo, cioè in nome di quella
bugia che ha alimentato l'idea che si stava per fare un
provvedimento che avrebbe chiuso l'AST, la maggioranza e Forza
Italia in particolare ha cercato di boicottare il voto finale sulla
legge - mi dicono - ispirato dal Presidente della Regione con le
varie telefonate che faceva ai singoli deputati. Lei non c'era
perché era impegnato in altre faccende, affaccendato, ma penso che
fosse consapevole di quello che stava avvenendo in Aula e quindi
impedire che l'Aula si determinasse su quel provvedimento, per poi
fare un comunicato visto che a seguito della protesta degli
agricoltori, il Presidente della Regione ha fatto un comunicato
dicendo: ma come il Governo ha messo 10 milioni a favore del
foraggio per le aziende zootecniche Il Governo Il Governo ha
cercato di impedire che ci fosse una previsione di 10 milioni, cioè
si va di bugia in bugia e io credo che anche in questa manovra
stiamo affrontando l'insieme delle emergenze fondando, non perché
non ci siano i problemi, ma come spesso avviene, ci sono dei
problemi veri e alcuni che diventano problemi per giustificare
soluzioni
Faccio un esempio, l'articolo 11 di questa manovra che c'entra con
l'urgenza dei 50 milioni per i Comuni, delle ulteriori risorse per
le aziende zootecniche e le aziende produttrici di grano, per il
ripiano perdite, diciamo, il contributo ai Comuni per i maggiori
costi sui rifiuti, che c'entra? Parliamo di un articolo che
sostanzialmente, se ho capito bene, serve a sostenere delle
attività che a partire da quelle del CAS sono in corso, ma se sono
in corso mi auguro che siano state autorizzate in forza di una
copertura, quindi se sono in corso vuol dire che sono state o
autorizzate come dire senza copertura e mi chiedo come siano state
autorizzate, perché, tranne se uno non fa l'indovino di prevedere
una ulteriore risorsa, quindi stiamo facendo una norma di sanatoria
a un provvedimento autorizzato senza copertura finanziaria
Signori, questo - lo posso dire a bassa voce, così non mi sente
nessuno - si chiama reato contabile Volete continuare così Volete
continuare a costruire su falsità annunciate e su modalità di
affrontare i problemi e le soluzioni ai problemi costruiti su atti
che traballano?
E allora lo dico chiaramente: voi potete continuare all'infinito a
fare variazioni di bilancio, ora ho sentito che entro luglio ne
arriverà un'altra, immagino che da qui a fine anno un altro paio le
faremo, quindi avete fatto la guerra civile per avere il bilancio
approvato a inizio anno per portare lo scalpo: "mai più esercizi
provvisori ", siamo al sesto mese dell'anno e siamo alla terza,
questa è la terza azione finanziaria dalla legge di bilancio alla
manovra di maggio a quella di giugno, a luglio dice che ne faremo
un'altra e prevedo che da qui a fine anno ce ne saranno... quindi
un bilancio si fa in sei puntate
È questa la visione con la quale affrontare i problemi e le
emergenze che ci sono in Sicilia? Io credo che così non solo non
affrontate emergenze ma state continuando a imbrogliare le persone
e stiamo facendo male alla modalità di gestione dei problemi,
perché senza una reale programmazione nessuna soluzione sarà
possibile ai problemi che ha la Sicilia.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, ero
presente in Conferenza dei Capigruppo, Presidente e colleghi,
quando abbiamo pianificato i lavori di queste settimane.
In quell'occasione, abbiamo ragionato di quelle che erano le
urgenze, le priorità che questa Assemblea avrebbe dovuto
affrontare, allora io ritengo e noi riteniamo, come Partito
Democratico, che le emergenze debbano essere affrontate come tali,
contenere quelli che sono i danni a persone e cose e poi porre in
essere tutti gli atti necessari per riportare il tutto alla
normalità.
Ebbene, in questi giorni abbiamo analizzato il disegno di legge
739, abbiamo migliorato per quello che potevamo, ma nulla va nella
direzione di contenere ulteriori danni o di riportare la situazione
ad una condizione di normalità.
Del resto, cari onorevoli, qui stiamo a trattare alcuni temi,
alcune emergenze, urgenze e criticità, per come le vogliamo
chiamare, che sono determinate e sono state determinate da questo
Governo di centrodestra che governa la Sicilia dal 2017,
ininterrottamente.
Uno fra tutti il tema dell'AST. Diciamocelo chiaramente.
Chi mi ha preceduto ha rappresentato quelle che sono state le
mancanze del Governo Musumeci e ora del Governo Schifani ma ricordo
a me stesso e a voi altri che nell'ultima finanziaria è stato
proprio il Governo a stralciare un articolo che prevedeva la
ricapitalizzazione dell'AST per poi dire nell'ultima seduta d'Aula
che la mancanza era del Partito Democratico
Io credo che questo sia assolutamente irriguardoso nei confronti
di chi si impegna, nei confronti di quella che è un'azienda
siciliana che noi dobbiamo salvaguardare, come salvaguardare i
lavoratori sia a tempo indeterminato, che a tempo determinato che
sono col fiato sospeso.
Sulla tematica degli extracosti, deputati, io ritengo che 45
milioni di euro siano assolutamente inadeguati e sono
fondamentalmente il frutto di una mancanza di politica di gestione
dei rifiuti di questo Governo e del Governo Musumeci.
Nessun nuovo impianto, nessuna nuova politica sul riuso e sul
riciclo dei rifiuti
Sulla questione della crisi idrica, siamo al paradosso
Da una parte abbiamo avuto il Presidente Musumeci che ha
determinato questa urgenza, questa emergenza, facendosi bocciare
nella precedente legislatura 31 progetti su 31, sulla
riqualificazione delle nostre condotte idriche. Oggi, lo stesso
Musumeci nella sua qualità di Ministro della Protezione Civile non
è nelle condizioni di dare una soluzione concreta a quelli che sono
i problemi dei siciliani.
Andiamo alla tematica dell'agricoltura.
Acquisisco da dichiarazioni del Presidente della Regione che ha
intenzione di non chiedere più aiuti al Governo amico, a quello che
veniva definito il Governo dello stesso colore politico, per
esempio per chiedere come dare risorse sulla moratoria dei debiti,
su come attingere al Fondo Nazionale di Solidarietà o su come dare
degli aiuti fiscali. Ma decide fondamentalmente di rivolgersi a
Bruxelles, quantificando i danni per la zootecnia e per
l'agricoltura in Sicilia in oltre un miliardo di Euro.
Ed è questa la dimostrazione che oggi in questa Aula le misure che
vengono proposte dal Governo sono delle vere e proprie briciole e
briciole proposte in un momento inadeguato perché sono
assolutamente intempestive.
E allora io mi auguro che questo Governo, che questa maggioranza,
esca oggi dalla bolla, dalla bolla elettorale in cui sono stati
impegnati, perché abbiamo avuto ben sette deputati regionali
impegnati nelle elezioni europee, ben quattro assessori che hanno
di fatto ingolfato una già lenta macchina amministrativa e
burocratica.
Ancora oggi non sappiamo chi sarà il nuovo Assessore
all'agricoltura e in un momento così fondamentale sarebbe
indispensabile averlo presente oggi qui quando non abbiamo nemmeno
il Presidente della Regione. Non sappiamo se ci sarà un rimpasto.
Fondamentalmente, queste elezioni servono per determinare potere.
Già, proprio quel potere, la mancanza di difesa rispetto a quelle
che sono le esigenze della Sicilia.
E' emblematica la questione, Presidente, su quello che il tema dei
temi che non viene affrontato da questo Governo, non viene
affrontato da questa maggioranza.
Io mi riferisco alla questione dell'autonomia differenziata.
Non una parola, non una parola da parte di Schifani, non una
parola da parte del suo Governo, non una parola da parte dei
parlamentari che stanno a Roma eletti dal centrodestra
Ebbene, altri presidenti di regioni del Sud hanno preso posizione.
Presidenti di regione anche della maggioranza, mi riferisco a Forza
Italia, Occhiuto in Calabria, Bardi per la Basilicata.
E hanno rappresentato come questa riforma sia una riforma
pericolosa.
Allora, noi vorremmo sapere qual è la posizione della maggioranza,
del Governo Schifani.
Di Schifani stesso se non ritiene che questa, se non crede che
questa norma sia pericolosa per evitare che spacchi l'Italia, che
aumenti quelle che sono le diseguaglianze.
Ovvero ritiene che questa sia un'opportunità o come l'ha definita
l'ex Presidente della Regione Musumeci, ecco, è una riforma che
migliora la Sicilia perché noi siciliani ci dobbiamo qualificare
come dei piagnoni
E allora è importante che venga a riferire Schifani sulla tematica
dell'autonomia differenziata e si ricordi qual è che il tema, il
tema fondamentale del mandato sottoscritto con i siciliani perché
il nostro Presidente della Regione deve difendere gli interessi
della Sicilia e magari verrà qui a spiegarci cosa è successo nelle
ultime settimane, intanto sulla dicotomia di Fratelli d'Italia
quando da una parte ci parla di patria, ci parla di...
PRESIDENTE. Colleghi scusate, scusate.
Il collega Giambona sta facendo un discorso abbastanza serio,
penso che ci sia troppo brusio.
GIAMBONA. Grazie Presidente, assolutamente per la considerazione.
Stavo parlando dell'autonomia differenziata e di quello che si sta
determinando in queste ultime settimane, della dicotomia della
nostra Presidente del Consiglio Meloni, da una parte si parla di
Patria, si parla del nostro tricolore, dall'altro lato invece, con
l'autonomia differenziata, si sta federando l'Italia.
E allora Schifani dovrebbe venire a discutere di questo, andare a
spiegare ai siciliani del taglio dei fondi FSC, del taglio del
credito di imposta al Sud, di quelle che sono state le manovre che
tolgono nella disponibilità degli imprenditori siciliani di avere
la decontribuzione
C'è un attacco sistematico, oggi in atto, nei confronti del Sud,
che non fa altro che avvantaggiare quelle che sono le regioni del
Nord.
E allora, Presidente, io mi accingo a concludere. Io ritengo che
da questo momento in poi, e considerato quanta carne c'è al fuoco,
sia indispensabile la presenza del Presidente Schifani in Aula,
deve venire necessariamente a riferire
Nel merito del disegno di legge il Partito Democratico ha proposto
una serie di migliorie perché le risorse messe a disposizione per
l'agricoltura e per la zootecnia sono delle risorse risibili,
inadeguate e nel corso dei lavori d'Aula noi intendiamo migliorare
questa manovra.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Abbate. Ne ha
facoltà.
ABBATE. Grazie Presidente, Governo, colleghi. Io penso che siamo
alle prese con un disegno di legge presentato dal Governo ma che è
stato anche emendato e rivisto in Commissione Bilancio per quanto
riguarda il sostegno al mondo produttivo siciliano, e in
particolare l'agricoltura, ma anche le attività produttive, gli
enti locali, l'azienda AST, così come speriamo anche i consorzi di
bonifica.
È un provvedimento che, rispetto a tanti altri provvedimenti, per
la prima volta è mirato alcuni tessuti produttivi della Regione che
può dare dei risultati, va ad incidere direttamente per migliaia e
migliaia di imprese siciliane.
Sappiamo che il mondo dell'agricoltura è un mondo in grande
difficoltà, specialmente l'agricoltura tradizionale, quella non
trasformata, e quindi che ha bisogno sicuramente di sostegno anche
perché è palese, sotto gli occhi di tutti quelli che sono stati gli
investimenti strutturali negli anni passati, sono stati un
fallimento. Un fallimento per quanto riguarda l'approvvigionamento
idrico, il fallimento di portare ogni singola azienda la
possibilità di potere avere acqua a disposizione per poter produrre
in modo innovativo anche, ed essere competitivo sui mercati.
Oggi non parliamo di essere competitivi, oggi addirittura si parla
di poter tenere in vita le aziende che in questo momento si trovano
in grande difficoltà e penso che quei provvedimenti che sono stati
messi in campo, specialmente quelli per i piccoli interventi che
vanno a mettere a disposizione il cento per cento dei piccoli
investimenti, io parlo di dieci, quindici, ventimila euro che ogni
singola azienda può mettere in campo, senza tanta burocrazia per
poter realizzare un pozzo trivellato, per poter realizzare un
piccolo invaso, va a sanare quelle che sono state le storture o
quelle che sono state le cattive indicazioni negli anni passati per
quanto riguarda gli investimenti strutturali sulla nostra Regione.
E quindi come va per quanto riguarda gli aiuti e il sostegno per
le aziende zootecniche per l'acquisto del foraggio, per l'acquisto
dei beni di prima necessità per quanto riguarda le aziende stesse,
per poter tenere in vita e poter portare avanti gli allevamenti...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Abbate.
Gentilmente, i colleghi che non sono interessati al dibattito
vadano fuori, perché c'è troppo brusio e non si sente niente.
Grazie.
ABBATE. Grazie Presidente.
Io penso che i nostri interventi, anche che vengono spontanei
poterli fare e poter rimanere agli atti, nascono anche delle
esigenze visto che tanto lavoro c'è stato dietro a questo
provvedimento che è arrivato in Aula e l'abbiamo fatto in
Commissione, abbiamo fatto il raccordo col Governo, abbiamo fatto
raccordo con tanti deputati che in Commissione Bilancio abbiamo
lavorato su questi provvedimenti e penso che un pizzico di orgoglio
anche di chi ha contribuito positivamente, dico di maggioranza e di
opposizione, a redigere questi provvedimenti legislativi, può
essere anche espresso anche in Aula dicendo che, finalmente, c'è un
provvedimento che ancora deve essere sicuramente con l'approvazione
di emendamenti o subemendamenti ancora più aggiustato e sistemato
perché può, finalmente, dare delle risposte alle aziende del nostro
del nostro territorio e, quindi, io penso - uno su tutti -
finalmente dare la possibilità di avere un ristoro su quanto
riguarda le aziende che producono foraggio e cereali così come per
l'acquisto del fieno, della paglia che sarà emendato.
Sarà data la possibilità anche di poterle acquistare direttamente
dalle aziende che producono nel territorio, quindi senza uscire,
entrare nel circolo vizioso che sono stato contrario dal primo
momento dell'acquisto a grosse aziende che si registrano e lì
rischiamo sulla speculazione e, quindi, di andare direttamente a
poterli acquistare dove fino ad ora l'hanno acquistato, ma poter
estendere l'acquisto non solo dei foraggi ma anche del mangime e
degli insilati.
Così per quanto riguarda le aziende che possono riceverle e quindi
nella prima fase si era pensato solo alle aziende indenne, sappiamo
che questo è un aiuto per tenere in vita gli animali e, quindi, non
significa un'azienda che non è indenne perché ha avuto la sfortuna
di avere uno, due, tre casi di tubercolosi o di brucellosi dove gli
animali sono stati al macello e sono stati uccisi e poi distrutti,
non possono ricevere gli aiuti.
Sono tutte attività che abbiamo messe in campo e che saranno nelle
prossime ore saranno approvate, che possono, che vanno a dare, ad
aggiustare un provvedimento importante che è stato messo in campo
anche col confronto con le associazioni di categoria e quello che
hanno chiesto le associazioni di categoria. Così come il
provvedimento è importantissimo sia per le aziende agricole che per
tutte il resto delle aziende artigiane, commerciali e industriali,
per quanto riguarda l'abbattimento del costo degli interessi.
Sappiamo che negli ultimi mesi il tasso di interessi sugli
interessi passivi su quelle che sono le anticipazioni che uno va a
chiedere agli istituti bancari sono cresciuti tantissimo, al punto
che siamo arrivati ormai 7, 8 punti percentuale, quindi sono 50
milioni di euro che vanno a sostenere direttamente le imprese. Così
come l'aiuto per quanto riguarda gli enti locali che sappiamo che
entro il 31, ora c'è stato lo slittamento di venti giorni per
quanto riguarda l'approvazione del FESR, per quanto riguarda la
tassa dei rifiuti solidi urbani, sappiamo quanto sia importante,
perché non approvare un provvedimento del genere, subito, in modo
tempestivo, da potere inserire nel FESR, significherebbe aumentare
indistintamente almeno del 10% quella che è la bolletta della Tari
per ogni singolo siciliano.
Come provvedimenti che sono fra gli emendamenti che speriamo che
saranno approvati anche per sostenere quei comuni che sono in piano
di riequilibrio, un dissesto che hanno bisogno di un sostegno anche
perché in questo momento, la difficoltà, la disponibilità, delle
famiglie a poter pagare ed onorare quelle che sono le scadenze dei
tributi è sempre minore e, quindi, dei comuni sono in grossissima
difficoltà nel tenere in piedi il bilancio. Così come i consorzi di
bonifica, guardate è importante per i consorzi di bonifica in
questo momento, dove le forze lavoro, significa dipendenti, che
devono essere messe a disposizione quelle che sono le
infrastrutture per potere erogare acqua alle aziende, è necessario
che quello stesso personale abbia più ore a disposizione, più
giornate lavorative per poter mettere in campo tutti quei lavori
aggiuntivi per poter mettere a disposizione l'acqua alle aziende.
Per questo nasce la necessità anche di aumentare le giornate
lavorative per gli stagionali, così come per quanto riguarda il
personale che diventa full time, che diventa a tempo indeterminato
e, quindi, che possa lavorare tutto l'anno senza interruzione di
servizio. quindi sono provvedimenti importanti che sono in questo
articolato e che il Governo ha messo a disposizione dell'Assemblea,
a disposizione della Commissione; la Commissione l'ha migliorato e
l'ha supportato anche in questo percorso di sostegno, sia per
quanto riguarda le aziende produttrici della nostra regione sia per
quanto riguarda gli enti locali, sia ancora per quanto riguarda le
aziende partecipate.
Quindi credo che un buon lavoro è stato fatto e credo che il
Parlamento può ancora migliorare e che, sicuramente, darà risposte
ai cittadini della nostra regione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Mancuso ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge 739/A -
Stralcio II
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, noi
abbiamo approvato una norma per la stabilizzazione degli ASU,
abbiamo fatto una grande cosa, è stato dato grande risalto,
finalmente siamo riusciti ad avere il nulla osta da parte del
Governo nazionale, c'è un piccolo problema che si potrebbe
risolvere, se una volta per tutte si quantificassero le somme che
mancano, perché ad oggi il limite che ha posto l'assessorato di 19,
massimo di 19 mila euro, non riesce nemmeno a fare stabilizzare a
24 ore la categorie A, pensate B e C, tutto questo significa poter
quantificare, saranno due, tre milioni che noi potremmo trovare per
dare anche un atto compiuto che è quello della stabilizzazione a 24
ore, altrimenti si creerebbero delle disparità enormi, se vi dico
che i nuovi contratti non consentono nemmeno alla categorie A di
potere essere stabilizzata a 24 ore, questo significa figurarsi per
le categorie B e C
Io credo che il Dipartimento, l'Assessore tramite il Dipartimento,
dovrebbe dare una quantificazione di quante siano queste somme
perché ha già le categorie A, B e C da potere stabilizzare in modo
da mettere con un emendamento una somma che sarà di due milioni e
mezzo, tre milioni, e quantificarla per poi stabilizzare tutti a 24
ore, perché altrimenti vanificheremmo una norma che è stata
approvata all'unanimità dall'Ars, che è stata inseguita per tanti
anni da tutti i colleghi per cui io credo che attraverso anche
questa quantificazione che deve essere fatta, di concerto con un
emendamento, si può arrivare a stabilizzare a 24 ore.
In queste condizioni, consentitemi, noi passiamo dalle 36 ore, non
riusciamo nemmeno a farle a 19 ore, io credo che tutto questo non
sia nemmeno, ecco plausibile, non era questo lo spirito della legge
quando l'abbiamo votata, quando l'ha votato tutta l'Assemblea e,
quindi, chiedo, ecco, cortesemente l'abbiamo fatto per le vie brevi
ma non abbiamo avuto fortuna, lo faccio qui ufficialmente dai
banchi dell'Assemblea regionale per potere avere questa
quantificazione e alla prima occasione fare questo emendamento e
mettere le somme in modo da quantificarle e stabilizzare tutti a 24
ore.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
Presidenza del Presidente GALVAGNO
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ma io mi
aspettavo onestamente dal Governo in una manovra da duecento
milioni di dare seguito a quello che era stato ribadito più volte
in Aula, l'assessore Falcone manca oggi il suo collega, anzi non
so, collega lo scopriremo a giorni perché lei probabilmente il volo
per Bruxelles già lo ha prenotato, l'assessore, onorevole Tamajo
non so se deciderà di seguirla a Bruxelles o meno, ma certamente
entrambi durante la finanziaria avevate preso un impegno nei
confronti dei comuni dove ricadono le aree industriali, glielo
ricordo, il Presidente della Regione aveva portato in Finanziaria
una norma che prevedeva di compensare le maggiori spese da parte
dei comuni nelle aree industriali. L'aveva annunciato in una
conferenza ad Anci, era arrivata in Commissione Bilancio, salvo poi
essere bocciata dallo stesso Governo in Commissione Bilancio,
parlavamo di qualcosa di due milioni di euro, tra i due e i cinque
milioni di euro ed io speravo, vista anche la campagna elettorale
delle europee, che l'assessore Tamajo e l'assessore Falcone che
avevano preso l'impegno e i comuni dove Irsap ormai non gestisce
più le aree industriali, che in una variazione di bilancio,
soprattutto, così importante ci fossero queste risorse, cosa che,
invece purtroppo, non c'è e che, invece, mi auguro venga accolto.
So che diversi comuni hanno inviato una nota alla Presidenza, alla
Presidenza della Regione, alla Presidenza dell'Assemblea, agli
assessori competenti chiedendo che venga dato seguito a quello che
è una sentenza della Corte Costituzionale che vede e impone alla
Regione di trovare delle risorse, la sentenza 73 del 2023, impone
alla Regione siciliana di trovare delle risorse atte proprio a dare
seguito a questo mancato trasferimento che nel 2018 il Governo
dimenticò quando decise di trasferire le aree da IRSAP ai Comuni,
salvo poi non trasferire invece le risorse che oggi praticamente ha
lasciato in mano ai Comuni che come ben sapete sono assolutamente
incapaci di gestire già la viabilità, le strade e le infrastrutture
all'interno del proprio territorio, immaginiamo anche nella zona
industriale
Invece troviamo di tutto e di più, i miei colleghi si sono già
dilungati abbastanza nel valutare l'efficacia reale o meno di
diverse norme che troviamo oggi e che purtroppo mi troverò poi a
dover valutare nei prossimi mesi sicuramente negativamente, bene ha
fatto l'onorevole Cracolici poco fa a ricordare la vicenda di AST,
mai onestamente ricordo un comunicato del Governo e delle sigle
sindacali contro le opposizioni, quasi quasi a voler ostacolare
AST, salvo poi arrivare tranquillamente a fine giugno e
probabilmente dimostrare con i fatti che non mancava certamente per
le opposizioni, per la minoranza, ma che mancava per il Governo e
poi bisognerà valutare la reale efficacia di queste risorse.
Sono convinto che non è la ricapitalizzazione a salvare l'AST ma
che serve un piano di investimenti molto importante al quale oggi è
completamente nascosto al Parlamento, non abbiamo un piano
industriale, non abbiamo la possibilità di valutare se AST come,
dove e quando continuerà a investire nel nostro territorio e
soprattutto quali tratte e soprattutto quali mezzi potranno
utilizzare e comprare, cosa che purtroppo nel corso degli anni
diciamo non è avvenuto.
E poi mi permetto di anticipare qualche emendamento, almeno un
emendamento a cui tengo particolarmente che riguarda la questione
dei rifiuti. Signor Presidente c'è un emendamento che riguarda il
trasferimento delle risorse ai Comuni che hanno spedito fuori dalla
nostra Regione i rifiuti perché impossibilitati a conferirli nella
discarica ma dimentichiamo che ci sono tantissimi Comuni che hanno
dovuto aumentare i propri costi perché non li hanno trasferiti
fuori ma li hanno trasferiti in discariche ben distanti, ben più
distanti rispetto a quello che diciamo, su cui conferivano qualche
mese prima e anche questi Comuni stiamo dimenticando, cioè stiamo
aiutando solamente chi ha purtroppo dovuto ampliare e aumentare i
propri costi per trasferire i rifiuti fuori dalla nostra Regione e
abbiamo dimenticato tutti quei Comuni, mi veniva in mente poco fa
alcuni comuni del trapanese, che conferivano a Trapani e invece si
sono dovuti spostare nel catanese o nel siracusano, cosa che invece
ovviamente gli veniva più semplice conferire prima nel proprio
territorio d'ambito, ebbene si sono dovuti vedere aumentare i costi
perché le loro discariche si sono ritrovate chiuse.
Ecco, è sicuramente una cosa che manca nella manovra che mi auguro
l'Assemblea possa cogliere, diciamo nel senso piuttosto che
nell'emendamento proposto da qualcuno della minoranza ma nel buon
senso di aiutare anche quei Comuni che si sono visti comunque
aumentare le proprie tariffe, facendo passare un messaggio distorto
alla cittadinanza: perché quando i cittadini chiediamo di aumentare
la raccolta differenziata ma poi di fatto si vede aumentata la
TARI, non comprendono più neanche quella che è una pratica virtuosa
e diventa addirittura un danno per le proprie tasche, per la TARI
della propria città.
PRESIDENTE. Dopo l'onorevole Figuccia farà un intervento di due
minuti l'onorevole Gilistro e poi cominciamo a votare, quindi
chiedo ai colleghi di prendere posto.
FIGUCCIA. Signor Presidente solo una piccola nota tecnica perché
poco c'è da aggiungere rispetto all'analisi di una manovra che in
realtà dà l'occasione di porgere davvero una mano tesa alle
categorie in difficoltà, certamente il sostegno ai Comuni sul tema
dei rifiuti, il tema dell'agricoltura, dei foraggi e, se non erro,
approfittando della presenza dell'ottimo assessore al Bilancio,
Falcone, in Aula, che dovrebbe esserci un intervento risolutivo per
una categoria che, quando io arrivai in questo Parlamento, insieme
ereditammo, dai tempi passati dove noi effettivamente non eravamo
in quest'Aula, una categoria che, insieme a quella degli ASU che
qualche collega ricordava prima, finalmente vede risolto il
problema del precariato E io, da palermitano, di questa cosa sono
particolarmente orgoglioso, perché arriviamo qui che questa gente,
gli appartenenti al bacino ex Pip, prendevano qualcosa come un
sussidio, ora non ricordo la cifra esatta, finalmente questa gente
ha uno stipendio, è transitata all'interno della SAS - io per
questo, assessore, voglio dirle grazie, insieme a lei al Governo
Schifani - e so che, finalmente, oggi tra l'altro arriverà questa
chiusura del cerchio perché andremmo a mettere qualcosa come 3,7
milioni per il 2024, e 18,7 per ciascuno degli anni 2025 e 2026.
Questo consentirà, ad una platea di tantissimi palermitani, di
mettere la parola fine a questa condizione di marginalità sociale,
di precariato. Potranno finalmente avere, come dire, il quinto
dello stipendio, avere accesso ad una busta paga come tutti i
liberi cittadini
A lei faccio gli auguri per questo grande successo, che un po' lo
deve anche i palermitani che l'hanno sostenuta e l'auspicio, al
Governo regionale che con il prossimo assessore al bilancio,
speriamo, saprà fare un buon lavoro, come lei ha fatto, potrà
chissà magari anche aumentare le ore a questi lavoratori che,
finalmente, potranno anche loro avere una vita dignitosa.
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gilistro. Prego,
onorevole Gilistro.
Chiedo ai colleghi di prendere posto, perché dopo si comincerà a
votare.
GILISTRO. Signor Presidente, una puntualizzazione soltanto e ci
tengo perché è una cosa che credo sia indispensabile perché quello
che c'era da dire l'hanno detto già i nostri colleghi, i miei
colleghi, tutti quanti stiamo cercando di capire come correre
dietro sempre a questa unica, grande, granitica parola che si
chiama emergenza.
Non facciamo altro che correre dietro le emergenze, perché non
riusciamo ad avere una visione prospettica per quella che è una
visione vera, per quella che è la prevenzione.
La problematica è, caro Presidente, non è quella di quest'anno.
Come tutti, dico tutti, gli esperti di clima stanno declinando
ormai da diversi anni, noi stiamo per avere un problema così serio,
che riguarda la desertificazione, la desertificazione Perché un
problema serio è quello che l'anticiclone africano, che ormai
peserà pesantemente, peserà pesantemente sulla nostra Regione, non
fa prevedere nulla di buono, nulla di buono
Per cui, adesso, dobbiamo cominciare a prepararci a qualche, mi
sembra brutto dirlo, è pessimistico, ma dobbiamo prevedere che
negli anni prossimi non sarà così, come quest'anno, sarà e potrebbe
essere ancora peggio
Quindi avere una visione a lungo termine, di prevenzione, per
quello che riguarda la carestia, per quello riguarda gli animali,
per quello che riguarda il settore agricolo, per quello che
riguarda la siccità, non solo Ma non solo, perché tutte queste
problematiche avranno una ripercussione molto seria e molto grave
anche sulla sanità, sulla salute dei nostri cittadini
Quindi questo è quello che dobbiamo cercare di fare, avere una
visione lunga e non miope di quello che sta accadendo. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Norme in materia di Azienda siciliana trasporti s.p.a.
1. Per l'espletamento dei servizi di trasporto pubblico locale a
carattere extraurbano, l'Azienda siciliana trasporti s.p.a. è
trasformata in società in house, nel rispetto delle disposizioni di
cui agli articoli 4 e 16 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n.
175 e successive modificazioni. Non possono far parte degli organi
societari quanti siano incorsi in responsabilità amministrativo-
contabile accertata con sentenza definitiva.
2. Al fine di consentire il risanamento della società di cui al
comma 1, è autorizzata la spesa, come di seguito riportata, da
iscrivere in appositi fondi del Dipartimento regionale bilancio e
tesoro:
a) per l'esercizio finanziario 2024 di euro 20.946.886,00 per il
ripiano parziale delle perdite complessive ammontanti al 31
dicembre 2022 ad euro 28.709.747,00. La restante quota di perdita
pari ad euro 7.762.861,00 trova copertura mediante l'utilizzo delle
riserve presenti nel bilancio della società alla data del 31
dicembre 2022 (Missione 1, Programma 3);
b) per l'esercizio finanziario 2024 nel limite massimo di euro
8.000.000,00 e per ciascuno degli esercizi finanziari 2025 e 2026
nel limite massimo di euro 5.000.000,00, da destinare come spesa
corrente all'acquisizione in leasing degli automezzi previsti nel
redigendo piano industriale. (Missione 1, Programma 3).
3. Gli interventi finanziari previsti al comma 2 sono subordinati
alla presentazione di apposito piano di risanamento aziendale e
alla sua approvazione, previo parere della Commissione Bilancio'
dell'Assemblea regionale siciliana, secondo le modalità previste
dall'articolo 14 del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175, dal quale
risulti comprovata la sussistenza di concrete prospettive di
recupero dell'equilibrio economico delle attività, nel rispetto dei
principi di efficienza, efficacia e di economicità e di qualità dei
servizi».
Onorevoli, prendiamo posto. Grazie.
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, le chiedo scusa, mi deve
dare un minuto, il tempo di riorganizzare i miei appunti. Se c'è
qualcun altro...
PRESIDENTE. No, non credo, hanno parlato tutti. Prego.
PACE. Un argomento a piacere.
LOMBARDO Giuseppe. No, non è un argomento a piacere, collega Pace,
visto che tu hai citato pure Vittorio Emanuele II, se non sbaglio.
E allora, Presidente, Assessore, articolo 1. Leggo letteralmente
quello che è scritto al comma 3 dell'articolo 1, Presidente,
assessore Aricò e assessore Falcone, visto che voi scrivete che:
"gli interventi finanziari previsti al comma 2" - e cioè i famosi
20 milioni, più gli 8, quindi circa 30 milioni di euro - "sono
subordinati alla presentazione di apposito piano di risanamento
aziendale e alla sua approvazione, previo parere della Commissione
'Bilancio' dell'Assemblea regionale siciliana, secondo le modalità
previste dall'articolo 14 del decreto legislativo 19 agosto 2016,
n. 175, dal quale risulti comprovata la sussistenza di concrete
prospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attività,
nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia e di economicità
e di qualità dei servizi".
Allora Presidente, questa norma è nata male e rischia di finire
peggio. Perché? Perché siccome l'assessore Aricò è un
giocherellone, gli piace giocare, siccome i vertici dell'AST
pensano che hanno a che fare...
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo .
LOMBARDO Giuseppe. Mi consenta, Presidente, ci sta nella critica
politica e nella dialettica politica, ci sta Siccome i vertici
dell'AST pensano che hanno a che fare con degli sprovveduti, il
sottoscritto già quattro mesi fa, aveva fatto regolare richiesta di
accesso agli atti, perché si parlava di un piano industriale. Poco
fa il collega Catanzaro diceva che questo Parlamento non conosce il
Piano industriale. Non è che non conosce il Piano industriale
questo Parlamento - collega Catanzaro - è che i vertici dell'AST
ancora un Piano industriale definitivo non l'hanno fatto
La prima versione io, Presidente, la ricevo esattamente il 9 di
aprile con una mail mandata dal direttore generale Parlavecchio.
Dopodiché, veniamo a scoprire che quella versione non è più
attuale; lo veniamo a scoprire in II Commissione, dove l'architetto
Lizzio, con un messaggio whatsapp, mi gira due nuove versioni di
Piano industriale, che sono datate 9 maggio: una si chiama Piano
industriale, l'altra si chiama Scenario alternativo. Cioè, noi
giochiamo e siamo alla terza versione Quella del 9 aprile, quella
del 9 maggio e quella, a scelta, scenario alternativo.
Cioè, nel momento in cui un Governo propone di salvare l'AST,
dando delle risorse, subordinandole all'approvazione del Piano di
risanamento e nel Piano industriale, che non è approvato, io leggo
che per salvare il piano economico, e quindi avere il riequilibrio
del piano economico, è prevista lo sa che cosa? È prevista una
strategia di rientro e di equilibrio, ipotizzando che nell'arco-
tempo, che nell'arco-periodo del Piano industriale, il traffico del
trasporto pubblico locale aumenta addirittura del 29 per cento,
come se nei prossimi quattro anni tutti incominceranno a prendere
il pullman Prevedono che il riequilibrio economico del prossimo
Piano industriale si mantenga, aumentando di circa il 30 per cento
all'anno la tariffa dei biglietti, come se un biglietto, che oggi
costa 6-7 euro, che è una tratta media, fra quattro anni costerà
15, 17, 18 euro
Quindi, è impensabile che un piano industriale con questa
previsione di equilibrio possa essere approvato da qualcuno Di
quale risanamento stiamo parlando? In più, nel piano industriale lo
sa cosa è previsto, Presidente? Collega Catanzaro, lo sa cosa è
previsto? È previsto che degli attuali 18 milioni di chilometri, si
passi a 11 milioni 800 mila chilometri da gestire come AST.
Ma di quale risanamento state parlando? Voi state promettendo 30
milioni di euro con una norma che subordina l'erogazione del
contributo all'approvazione di un piano che è inapprovabile È una
vergogna quello che state facendo È una vergogna, perché state
prendendo in giro il Parlamento, e colleghi, tutti quelli che
andrete ad approvare questa norma, sappiate che state approvando,
non il "salva AST", state approvando la scusa per poter mettere a
gara 52 milioni di chilometri ai privati, che non si può fare
altrimenti.
Tolto quello che lasci ad AST, tutto il resto lo si mette a gara
Che dovevi fare, assessore Falcone, già dal 2019, perché quella
norma del 2019, la Corte costituzionale le ha detto che era
illegittima, tutte le prosecuzioni sono tutte illegittime
Avete continuato facendo degli affidamenti illegittimi, e oggi
volete che questo Governo riceva che cosa da quest'Aula? Un sì su
una norma che non salva l'AST, salva gli interessi dei privati, e
mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo, assessore
Falcone, chiaro?
Quindi, o modifica questa norma, o non avrà il nostro voto, perché
con il mio voto non mando a casa 175 interinali Con il mio voto
non affosso una delle società più antiche di questa Regione,
istituita con una legge del 1947. Chiaro, assessore Falcone?
Chiaro, assessore Aricò? Voi siete responsabili entrambi di questo
disastro, lei come assessore precedente, e Aricò perché in
continuità.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2, soppressivo
dell'articolo.
Onorevole Lombardo, lo mantiene?
LOMBARDO Giuseppe. Lo mantengo
PRESIDENTE. Si procede, dunque, con l'emendamento 1.2. Il parere
della Commissione?
CARONIA, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 1.8 è dunque precluso.
Si passa all'esame dell'emendamento 1.3, a firma dell'onorevole
Lombardo ed altri, soppressivo del comma 1.
Onorevole Lombardo, lo mantiene?
LOMBARDO Giuseppe. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CARONIA, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 19
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
L'emendamento 1.9 è, quindi, precluso.
Si passa all'emendamento 1.12, dell'onorevole Schillaci ed altri.
Invito l'onorevole Schillaci al ritiro, perché è assorbito dal
testo.
SCHILLACI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. La ringrazio. Si passa all'emendamento 1.4,
dell'onorevole Lombardo ed altri.
Onorevole Lombardo, Lo ritira o lo mantiene?
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, può intervenire una volta su tutti gli articoli,
quindi mi deve dire solo se è mantenuto.
LOMBARDO Giuseppe. Mantenuto.
PRESIDENTE. Mantenuto, va bene. E' soppressivo del comma 2. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 1.10 dell'onorevole De Luca ed altri è precluso.
Si passa all'emendamento 1.7 a firma degli onorevoli Campo e Di
Paola. Invitiamo al ritiro, è assorbito dal testo.
CAMPO. È assorbito dal testo?
PRESIDENTE. È assorbito dal testo, così dicono gli Uffici.
Onorevoli colleghi, c'è un emendamento, l'1.13 e lo trovate tra
gli emendamenti fuori sacco, non lo metto in votazione, non vi
preoccupate, prima lo leggiamo. Ha facoltà di parlare l'Assessore
Falcone per illustrare l'emendamento.
FALCONE, assessore per l'economia. Soltanto perché trattasi di un
emendamento tecnico, nel senso che è da iscrivere in appositi fondi
del Dipartimento regionale Bilancio e tesoro, sono soppresse, serve
per regolarizzare ai fini contabili la posta di bilancio.
CRACOLICI. Dove vengono iscritti?
FALCONE, assessore per l'economia. C'è l'Ufficio speciale, li
mettiamo direttamente all'Ufficio speciale.
CRACOLICI. Allora scriviamolo.
FALCONE, assessore per l'economia. Ho capito, però l'Ufficio ha
preparato mettendoli così, li abbiamo tolto dal Dipartimento e li
mettiamo in capo all'Ufficio speciale per le liquidazioni per le
partecipate.
CRACOLICI. Non è scritto.
FALCONE, assessore per l'economia. Ma è già scritto, così va bene.
Non c'è, perché l'Ufficio non è soltanto Partecipate e
liquidazione, è un unico Ufficio.
CATANZARO. Si deve specificare perché se no vanno a Bruxelles
FALCONE. Secondo la nostra previsione della predisposizione del
bilancio di previsione annuale e pluriennale, hanno un capitolo
autonomo e va direttamente allocato là.
Abbiamo eliminato questa frase per evitare delle complicazioni, ne
abbiamo parlato con l'Ufficio, mi sto prendendo la responsabilità e
ve la sto rappresentando, basta.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Allora per essere chiari, il tema non è di lana
caprina, perché è evidente che se è iscritto al Dipartimento
Bilancio e Tesoro, e non può che essere iscritto in quel
Dipartimento, il problema è chi approva il piano industriale.
Perché non lo può approvare l'Assessorato ai Trasporti, e
l'autorizzazione la deve dare il Bilancio, il piano industriale
deve essere approvato dal soggetto che deve fare il decreto di
finanziamento, quindi il Bilancio e Tesoro. Questo emendamento ha
un obiettivo: sottrarsi alla responsabilità di approvare il piano
industriale da parte di un Dipartimento, e non si sa bene chi lo
dovrebbe approvare.
Questa è la mia interpretazione, esiste un'interpretazione, come
dire, la mia è un'interpretazione, mi dica il contrario, no perché
lei lo toglie al Tesoro e lo lascia a un Ufficio speciale?
L'ufficio speciale per sua natura è un Ufficio solo a tempo
determinato, chiaro? L'Amministrazione regionale è organizzata per
Dipartimenti, e in ogni Dipartimento c'è un Dirigente generale, che
è l'unico abilitato a fare i decreti di finanziamento, quindi non
giochiamo con le cose serie
Allora, il Bilancio non vuole questa responsabilità, e allora
faccia un emendamento che lo lascia in capo ai Trasporti, ma
giocare a nascondino non funziona.
PRESIDENTE. Allora, accantoniamo per il momento l'emendamento
1.13.
Si passa all'emendamento 1.5. Onorevole Lombardo, è mantenuto?
Allora, che è successo?
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, un attimo soltanto.
Prima di passare all'emendamento 1.5, o meglio noi possiamo
passarci, però dovremo ritornare sul comma 2, perché il Governo sta
predisponendo un emendamento per aumentare da 20 milioni e
novecentomila a 21 milioni 670, perché in questa, diciamo così, in
questa cifra risiedono...
PRESIDENTE. Assessore, ci possiamo tornare anche dopo quindi, è un
problema?
FALCONE, assessore per l'economia. Va bene, basta.
PRESIDENTE. E lo spiega dopo, nel momento in cui dobbiamo, lo
presenta, ora come ora non c'è neanche la copertura, non c'è la
firma, quindi stiamo parlando di una cosa che non c'è.
Pongo in votazione l'emendamento 1.5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 1.11 è precluso. Si passa all'emendamento 1.1.
Onorevole Lombardo, è mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe. Mantenuto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1.
SCHILLACI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese.
PRESIDENTE. Vediamo se è appoggiata la richiesta.
(La richiesta non risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Non è approvata la richiesta.
Come non avete avuto il tempo? Da quando lei l'ha detto, onorevole
Schillaci
Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Allora Assessore Falcone è pronto questo emendamento?
Abbiamo finito tutti gli emendamenti, quindi ora dobbiamo andare
all'emendamento che lei ha presentato.
Era tra gli aggiuntivi onorevole Schillaci? Se tra gli aggiuntivi
non sarà trattato.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie Presidente, ho presentato un emendamento che era
stato richiesto dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali in
Commissione Bilancio, che è quello di istituire un tavolo di
confronto, appunto con le organizzazioni sindacali per condividere
la conoscenza del piano industriale proprio di AST. Quindi, se era
possibile prelevarlo e trattarlo
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci alla fine dell'esame del testo
valutiamo se tra gli aggiuntivi prenderemo qualcosa, ed
eventualmente lei ce lo sottoporrà nuovamente.
L'ho capito, ma è all'esame di tutto il testo, perché c'è l'AST,
ci sono gli extracosti, ci sono diversi articoli dove ci saranno
degli aggiuntivi, quindi si farà un ragionamento unico per tutti.
Ci siamo riusciti? Ok, allora carichiamo l'emendamento del Governo
1.14, lo trovate tra un minuto sui vostri tablet. Onorevole
Catanzaro, visto che lei ha chiesto, è stato caricato in questo
momento.
Assessore, se vuole spiegare l'emendamento 1.14, per favore.
Grazie.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie, Presidente.
L'emendamento 1.14 riguarda una migliore e più puntuale
ricognizione di questo intervento finanziario a sostegno dell'AST.
Era di 20 milioni 900 mila euro, diventa di ulteriori 728 mila
euro, perché in questo ripiano e in questo intervento finanziario
c'è anche Aeroservizi, cioè stiamo mettendo l'intera AST. Che
significa? L'intera AST, dicevo, e riguarda tutto un piano
industriale, riguarda soprattutto l'aeroporto di Lampedusa, il
quale aeroporto di Lampedusa ha superato una soglia di passeggeri e
deve avere un aumento di capitale di un ulteriore milione e 700
mila euro. Era stato previsto 1 milione ma deve arrivare a 1
milione e 700 mila euro.
CRACOLICI. Su Lampedusa c'è l'articolo
FALCONE, assessore per l'economia. È un'altra cosa Lampedusa.
Quello è un vecchio debito che hanno Lampedusa e Pantelleria con
l'Enac, del 2014, quello è un riconoscimento di debito fuori
bilancio, questo invece è l'adeguamento che stiamo facendo così
come abbiamo fatto per Birgi, quando abbiamo dato 3 milioni di
euro, perché aveva superato il milione di passeggeri. Qui, superato
i 300 mila passeggeri, per questa ragione l'aeroporto o Aeroservizi
aspettava questa ulteriore iniezione finanziaria che l'AST da sola
non può fare, quindi è soltanto per questo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Schillaci.
CRACOLICI. Scusi, Presidente, premesso che se fosse e non ho
motivo di dubitare che ci sia necessità di fare un intervento
finanziario per la ricapitalizzazione di AST Aeroservizi per la
gestione dell'aeroporto di Lampedusa, basterebbe fare un
emendamento scrivendo che serve a questo
Nel caso, invece specifico, mi permetto di contraddire l'Assessore
perché noi aumentiamo la quota di cosiddetto "contributo ripiano
perdite" da 20.946 a 21.700 e qualcosa sulla base di un bilancio di
chiusura approvato nel 2023 che ci dice che le perdite relative al
2023 sono 28 milioni 709 mila euro e qualche altra cosa, 20,946
milioni li copriamo con il contributo della Regione e 7 milioni 762
mediante l'utilizzo delle riserve previste dal bilancio della
società. Quindi, se aumentiamo i 900 mila euro per dare "contributo
ripiano perdite", dobbiamo ridurre la quota di compartecipazione
che il bilancio della società, attraverso le riserve, deve
prevedere.
Io non ho idea se le riserve siano solo 7 milioni e 700, perché
non ho davanti il bilancio dell'azienda, in ogni caso questo
emendamento, scritto all'ultimo istante, tra l'altro di una cosa
assai complessa e delicata perché conosciamo la vicenda
dell'aeroporto di Lampedusa e le questioni relative agli effetti
dell'AST Aeroservizi, così com'è scritto non funziona O fa un
emendamento in cui dice che la Regione riconosce un contributo per
la ricapitalizzazione di AST Aeroservizi di 900.000 euro, quant'è,
ma non può dire che ripiana le perdite di ulteriori 900.000 euro
senza modificare quello che a valle succede, visto che diciamo che
la parte dei 7 milioni e 700 che manca, ci deve pensare l'AST dalle
riserve proprio del bilancio
Così com'è congegnato non funziona. Quindi, il Governo si prenda
una pausa di riflessione, così come sull'emendamento 1.13, ci
rifletta bene, ci dica come stanno le cose e poi voteremo quello
che c'è da votare. Ma così, col fogliettino all'ultimo minuto, di
una cosa su cui ci sono voluti mesi e mesi di lavoro per capire
qual è l'ammontare effettivo delle perdite dell'AST, ci sembra
quanto meno irrispettoso. Ecco perché, lo dico io, di sospendere
l'articolo 1, chiedere al Governo l'approfondimento su questi due
subemendamenti, in maniera tale che ci venga a dire la verità delle
ragioni per cui si propongono questi emendamenti.
E' evidente che non ci possiamo fidare di dichiarazioni
estemporanee fatte in Aula.
PRESIDENTE. Assessore credo che...
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima, c'era l'onorevole Schillaci, quindi Sunseri e
poi Lombardo. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, diciamo che in parte mi ha preceduto
il collega. La vicenda di AST Aeroservizi la conosciamo bene sin
dalla scorsa legislatura, quindi chiedo un chiarimento
all'Assessore che è venuta a riferire anche in Commissione
Antimafia regionale nella scorsa legislatura, sapendo che c'è già
stato un problema di continuità aziendale con violazioni non solo
del Codice civile ma anche dello stesso Statuto dell'AST, perché
sappiamo bene essere mancata la vigilanza da parte del Dipartimento
economia e finanze di questa Regione siciliana nei confronti
proprio di AST Aeroservizi.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, condivido l'analisi dell'onorevole
Cracolici perché è chiaro che se serve per AST Aeroservizi bisogna
specificarlo nel testo, perché così serve semplicemente a
incrementare il fondo previsto dall'emendamento.
Poi, Presidente, mi scusi ma la copertura 1023 che vuol dire? Che
capitolo è?
FALCONE, assessore per l'economia. Aumento Irpef.
SUNSERI. E quanto è capiente questo articolo? Almeno lo sapevamo
prima, potevamo presentare...
FALCONE, assessore per l'economia. Tanto.
SUNSERI. Dovremmo metterlo diciamo alla disponibilità dell'Aula
anche per capire, perché potevamo anche incrementare altri
capitoli, metterli così diciamo alla mercé dell'Aula, quanto meno
agli emendamenti del Governo che, al momento che gli serve lo tira
fuori e invece in discussione questa cosa non è venuta fuori
nemmeno in Commissione Bilancio', anzi sembrava abbastanza tirato,
mi sembra veramente inopportuno, Presidente.
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, per capire, per questo le ho
chiesto di intervenire prima dell'assessore Falcone: siccome la
copertura che viene data con il comma 2 è subordinata
dall'approvazione del comma 3 e cioè se tu approvi il piano
industriale di AST ma AST Aeroservizi è un'altra società,
interamente partecipata dall'AST.
FALCONE, assessore per l'economia. Rientra nel piano industriale.
LOMBARDO Giuseppe. Assessore, poi lo spiegherà all'Aula perché,
come dice il collega Cracolici, state facendo il gioco dell'oca
sull'AST. Nel momento in cui tu subordini all'approvazione del
piano industriale di AST Trasporti non di AST Aeroservizi,
significa che tu li stai mettendo in un contenitore che poi in quel
contenitore AST Aeroservizi qualora non dovesse essere approvato il
piano industriale di AST Trasporti, non potrà prendere un
centesimo. Ma di che cosa stiamo parlando?
In più, Presidente, mi consenta, la bocciatura dell'emendamento
1.3 presentato dal nostro Gruppo che prevedeva il mantenimento
delle concessioni attuali significa che al Governo di AST non
gliene frega nulla, perché se veramente voleva salvare AST, avrebbe
detto di approvare questo emendamento, manteniamo le attuali
concessioni, manteniamo gli attuali chilometri, se tu vuoi ridurre
i chilometri e non dai la possibilità di mantenere l'equilibrio
economico della società vuol dire che la vuoi chiudere, chiaro
Presidente? Grazie.
PRESIDENTE. Allora, Assessore, visto e considerato che ci sono
diverse riflessioni e, comunque, i ragionamenti fatti dai colleghi
deputati mi sembrano anche abbastanza ragionevoli, accantoniamo
l'articolo 1, facciamo poi un'interlocuzione, cerchiamo di capire i
chiarimenti che servono e tanto non scappa nessuno, domani dobbiamo
completare il testo.
Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Incremento delle autorizzazioni di spesa di cui all'art. 1 della
l.r. n. 20/2024
1. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 5 dell'articolo 1
della legge regionale 22 maggio 2024, n. 20 è incrementata per
l'esercizio finanziario 2024, di 20.000 migliaia di euro (Missione
11, Programma 2, capitolo 117318).
2. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1, lett. b)
dell'articolo 1 della legge regionale 22 maggio 2024, n. 20 è
incrementata, per l'esercizio finanziario 2024, di 10.000 migliaia
di euro (Missione 16, Programma l, capitolo 154821)».
Si passa all'emendamento 2.1, il soppressivo. Ci siamo? Non si
preoccupi, onorevole Cracolici
Allora siamo all'emendamento 2.1, degli onorevoli Lombardo
Giuseppe ed altri.
E' mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'articolo 2.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, intervengo sull'articolo 2,
semplicemente: vogliamo capire l'incremento delle autorizzazioni di
spesa, la finalità e se l'Assessore ci spiega dove vanno a finire,
noi poi possiamo intervenire, quindi, se l'Assessore ce lo
illustra, visto che non è stato in Commissione Bilancio' perché
era impegnato giustamente per gli impegni successivi all'elezione
al Parlamento europeo, ci illustri l'articolo 2 e poi interveniamo.
Grazie.
CRACOLICI. L'Assessore è impreparato, rinviamo alla prossima
legislatura, anzi al prossimo Assessore
PRESIDENTE. Sempre preparato l'Assessore
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, si calmi onorevole Cracolici la prego
Allora, Presidente, intervengo sull'articolo 2 perché c'è una
riscrittura del Governo che viene anche, diciamo così, suggerita
dall'ufficio e che, di fatto, cerca di differenziare appunto
l'intervento finanziario che è stato già fatto e che riguarda
appunto 20 milioni di euro che, poi, se andiamo a vedere sono 20
milioni di euro aggiuntivi rispetto a un precedente intervento che
già era stato fatto, infatti, l'abbiamo già depositato, Presidente,
gli Uffici non l'hanno caricato.
No, no, no, ce n'è un altro, mi è stato detto che era stato
modificato l'articolo 2. E' l'emendamento 2.8, esatto, se lo
leggete siamo a pagina 10, sostanzialmente si sta intervenendo
sulla precedente norma 20 del 2024 laddove è stato anche
rivendicato, onorevole Cracolici, l'intervento che era stato fatto
al Parlamento relativamente agli 8 milioni 600 mila euro. Cosa
stiamo dicendo? Che una parte, pari a 6 milioni di euro, serviranno
per spese in conto capitale, una parte serviranno, 6 milioni e 600
per spese correnti, per cui questo è un emendamento che ci
suggerisce il Dipartimento, la Protezione civile, proprio per poter
meglio regolamentare la spesa e meglio poter intervenire, cercando
anche di differenziare gli interventi.
Per cui queste risorse sono tutti interventi che vengono fatti
come è stato detto in Commissione Bilancio', il Presidente
Catanzaro era presente, ed è stato esplicitato appunto proprio,
questi ulteriori 20 milioni che si aggiungono agli 8 milioni e 600
mila euro, per fronteggiare la crisi idrica che, purtroppo, incombe
nella nostra Regione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Scusi Assessore, quindi se ho capito bene, i 20 milioni
rimangono destinati in conto capitale all'acquisto di attrezzature
come ulteriore contributo, gli ex 8 milioni e 600 li stiamo
separando una parte in conto capitale e una parte per spesa
corrente. Però, Assessore, le faccio la domanda: ma noi come li
avevamo coperti gli 8 milioni e 600 sulla quota conto capitale o
sulla quota spesa corrente? Perché se gli 8 milioni e 600 avevano
una copertura per investimenti, non possono essere ora destinati a
spesa corrente, quindi verificate la copertura degli 8 milioni e
600, perché se erano già per investimenti, difficilmente credo che
sia stata data copertura con spesa corrente essendo com'è noto
quella più rigida. Quindi, diteci come stanno le cose perché o
stiamo liberando 7 milioni circa dalla spesa corrente e li stiamo
trasferendo sugli investimenti o viceversa, cioè gli 8 milioni e
600 erano tutti investimenti e ora li stiamo facendo diventare, ma
non lo possiamo fare, spesa corrente, per 1 milione e 600, non lo
possiamo fare perché la copertura deve avere la stessa origine, la
stessa capacità di utilizzo cioè se la copertura era finalizzata a
spesa per investimenti non possiamo farla diventare ora spesa
corrente.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, cerco di
essere un pochettino più chiaro. L'origine delle risorse, è chiaro,
è sempre la stessa, nel senso che in questo caso è l'aumento del
gettito IRPEF, così come ha attestato il Ministero dell'economia e
finanze. La destinazione è quella che differisce, cioè noi partiamo
da una stessa fonte finanziaria per poi destinarli a spese in conto
capitale o a spese correnti.
Il servizio o il Dipartimento della Protezione civile ci ha
chiesto di differenziare proprio perché una parte di queste risorse
andava imputata per acquisto di autobotti o di interventi in conto
capitale e una parte invece per spese correnti. E' soltanto questo,
non cambia la fonte di finanziamento di questi interventi è la
medesima, cambia invece la destinazione finale, quindi ecco perché
alla fine istituiamo anche un nuovo capitolo, perché un capitolo
sarà per spesa corrente, altro capitolo sarà invece per spese in
conto capitale. Per cui il dubbio che ha sollevato l'onorevole
Cracolici è fugato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.1 a firma degli onorevoli
Lombardo ed altri. E' mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe. Mantenuto.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.5, che è precluso.
Si passa all'emendamento 2.8, I parte, a firma del Governo. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.2, a firma degli onorevoli Lombardo ed
altri. E' mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe. Mantenuto.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.6, che è precluso.
Si passa all'emendamento 2.8, II parte, a firma del Governo. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.3, a firma degli onorevoli Lombardo e
altri. E' mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe. E' mantenuto.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.7, che è precluso.
Si passa all'emendamento 2.4, a firma degli onorevoli Venezia e
altri. E' mantenuto o ritirato?
VENEZIA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Allora, il Governo deve dire se è coperto o meno.
FALCONE, assessore per l'economia. Il Governo è contrario, esprime
parere contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Parere contrario del Governo, parere contrario della
Commissione. Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Ci sento io. Io sì.
CRACOLICI. Però, se non lo chiedo ad alta voce...
PRESIDENTE. No, no, no, con me non è mai successo in questa
legislatura, ancora, onorevole Cracolici. Ha la memoria corta.
Allora c'è richiesta di voto palese. Vediamo se è appoggiata.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.4.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 2.4, con parere contrario della Commissione e del
Governo. Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole voti
verde, chi è contrario voti rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti . 56
Votanti .. 49
Maggioranza . 25
Favorevoli......... 22
Contrari............. 27
Astenuti . 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Andiamo... Come?
SUNSERI. Non sono apparsi i risultati.
PRESIDENTE. 27 contrari, 22 favorevoli. Però, se aspetta un
istante, faccio dare un estratto del verbale ed eventualmente lo
fornisco. Mi date una copia. 27 e 22, per quanto ancora la memoria
un po' ce l'ho, 27 contrari e 22 favorevoli. Se volete, la copia
del verbale è posta a disposizione dei deputati.
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Indennizzi alle imprese di produzione di foraggi e cereali
1. Per gli indennizzi ad ettaro alle imprese agricole di
produzione di foraggi e cereali, da riferirsi alle dichiarazioni
colturali di AGEA per l'annata agraria 2023/2024, è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2024, la spesa di 10.000 migliaia di
euro».
Comunico che sono stati presentati emendamenti soppressivi. Si
passa all'emendamento 3.1, a firma degli onorevoli Lombardo ed
altri. E' mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato. Benissimo, grazie. Si passa all'emendamento
3.3, a firma degli onorevoli De Luca A. ed altri. E' mantenuto o
ritirato?
SUNSERI. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie. Si passa all'emendamento 3.2, a
firma degli onorevoli Venezia ed altri. Aspetta, intanto è
mantenuto?
VENEZIA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Benissimo. Assessore Falcone, il parere
sull'emendamento 3.2. Favorevole o contrario?
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Benissimo, lo pongo in votazione.
CATANZARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Prima vediamo se c'è l'appoggio sulla richiesta di
voto palese. Non ho capito. Siamo in fase di votazione, onorevole.
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe. Dico, non capisco, è successo poco fa con
l'emendamento precedente. Cioè, poco fa, ha detto l'assessore
Falcone, che sul 1023 ci sono risorse, quante ne vogliamo Perché
esprime parere contrario? Ma perché esprime parere contrario? Le
risorse ci sono Lo spieghi il motivo almeno, no Non dica
contrario e basta Dica contrario perché lo ha fatto l'opposizione
Dica contrario e si inventi una scusa
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, ora al di là se dare o no la motivazione.
Io il punto però che pongo...
PRESIDENTE. La sigaretta... Con tutto il rispetto, però.
CRACOLICI. E' spenta.
PRESIDENTE. Ci mancherebbe che fosse accesa.
CRACOLICI. Però, così mi fa ridere. Allora, il punto chiaramente è
di natura politica. Il Governo ha incontrato le organizzazioni di
categoria, in particolare Coldiretti qualche giorno fa, che ha
fatto un presidio a Piazza Indipendenza, con le tende, eccetera,
eccetera e si è impegnato ad aumentare le risorse, non rispetto...
già il fatto che aveva detto 10 milioni approvati dall'Aula, che
erano 5 e noi li abbiamo fatti diventare 10, ma già l'ho detto. Ma
tutti sanno che le questioni di cui stiamo parlando non si
risolvono né con i 10, né con i 20, perché stiamo parlando della
più grave crisi di approvvigionamento del settore zootecnico in
Sicilia.
Allora, la proposta che qui viene fatta è di aumentare il fondo
per renderlo effettivamente un fondo in grado di dare gli aiuti.
Altrimenti, parliamo di pannicelli caldi. Quindi, invito il Governo
a rivedere l'ipotesi, se ci sono le risorse nella disponibilità
delle entrate, al fine di consentire questo aumento di capitolo,
per dare un aiuto concreto alle aziende zootecniche siciliane.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, intanto vorrei
ricordare che questo articolo 3 - almeno mi si dice, non ero
presente - nasce in Commissione e nasce in Commissione a seguito di
un emendamento che qualche collega, mi pare, avrà presentato,
almeno mi è stato detto.
È chiaro che questo articolo, così com'è, se vi devo dire la
verità, non funziona. Non funziona perché quando si danno 1 euro o
100 milioni di euro si deve sapere come si danno, in ragione,
diciamo così, ci deve essere un criterio, che qua non c'è. Deve
essere almeno disciplinato in un decreto, deve essere previsto un
decreto attuativo dell'Assessore, del Capo di Dipartimento.
Allora, siccome ci sono tante questioni che andrebbero
approfondite e il Governo è anche disponibile a mettere,
eventualmente, anche delle risorse aggiuntive, su questo dico:
fermiamoci un attimo, accantoniamolo e così, stasera e domani,
potremmo capire.
CRACOLICI. Sono d'accordo.
FALCONE, assessore per l'economia. Vi devo dire una cosa, ad
esempio - scusate non stiamo scherzando - siccome anche questo
articolo qua non c'era, è un articolo che è stato immesso e qua il
Governo vuole trovare una soluzione veramente a favore della
zootecnia e dell'agricoltura e degli agricoltori. Noi siamo pronti
a fare la nostra parte e diciamo anche che abbiamo anche un metodo
di assegnazione; domani magari o questa sera ne parleremo e così lo
riarticoliamo, lo riscriviamo ed eventualmente...
CRACOLICI. Il metodo è quello previsto dalla legge del 24 maggio:
lì, nella norma approvata, avevamo previsto che l'Assessorato
dell'agricoltura, sentite le associazioni di categoria, poteva o...
DAIDONE. Sono due cose diverse.
CRACOLICI. Ha ragione.
FALCONE, assessore per l'economia. Lì c'erano dei voucher. Qua,
invece, possiamo verificare di mettere, ad esempio, se trattasi di
foraggio - ma è una cosa che stiamo proponendo - ci sono le partite
Iva, lì sanno quanto vale ogni azienda in ragione di ogni capo
bovino, degli UB, e possiamo assegnare. Lo riscriviamo insieme,
ecco, non c'è la volontà di un braccio di ferro.
ABBATE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ABBATE. Grazie, Presidente.
PACE. Calma Calma
ABBATE. Sono calmo, perché ci vuole calma per poter sentire alcune
cose. Io penso che la Regione Sicilia sia in un momento
particolare, caro assessore Falcone, e uno per conoscere
l'argomento e quello di cui stiamo parlando deve essere anche
padrone dell'argomento. Significa che quando si è fatta una
ricostruzione rispetto ai foraggi, si è andati nella direzione di
sostenere le imprese, che erano imprese per poter mettere a
disposizione del foraggio, le aziende zootecniche. In quel momento,
visto che ancora non c'era stata la contrattazione, non c'era con
le aziende, con le associazioni di categoria, si era completamente
trascurata la parte della produzione. Significa cioè l'80 per cento
delle produzioni, per questo non c'è il foraggio della Sicilia,
legate sia alla cerealicoltura e sia, per quanto riguarda la
produzione del foraggio, che quest'anno hanno avuto come ricavo
della produzione e quindi di quello che era il ricavo, uguale a
zero. Significa rispetto all'investimento dell'azienda che vive
esclusivamente di prodotto che viene dalla produzione di foraggio e
cereale e ha avuto riconosciuto zero Questa produzione è una
produzione che viene ad essere individuata automaticamente, cioè
significa ogni anno, quando si fa la semina, si fa la dichiarazione
all'AGEA: si comunica quelle che sono le produzioni e le quantità
di cereali che vengono ad essere seminati e, quindi, la produzione
di cereali, lo stesso per quanto riguarda i foraggi. Quindi, già è
individuata direttamente da parte dell'Assessorato, perché
l'Assessorato è in possesso dei dati, particella per particella,
della produzione in tutta la Sicilia.
Il ragionamento, quindi, nasce dalle esigenze di poter dare la
possibilità a queste aziende di poter avere almeno un minimo di
ristoro per poter riseminare in autunno e comprare le sementi per
potere di nuovo reimmettere e poter continuare quella che è la
produzione.
Gli importi che si sono individuati in quel momento, che erano di
10 milioni di euro, con la presenza anche del direttore generale
Cartabellotta e del capo di gabinetto della Presidenza, lasciando
poi la possibilità in Aula, se c'erano ulteriori risorse, di
portarla a risorse minime che dovrebbero essere intorno a 15
milioni di euro, che erano quelle di 150 euro ad ettaro, perché è
stimata in 100 migliaia di ettari la produzione in Sicilia, che è
l'importo utile per poter riseminare e, quindi, poter reimmettere
la produzione sul territorio.
Questo è stato il percorso che è stato fatto in Commissione, in
raccordo con gli Uffici, con l'Assessorato e con tutti coloro
presenti alla Commissione stessa.
Quindi, andava a sanare quello che era stato in quel momento un
vulnus, perché andavamo a dare l'aiuto alle aziende zootecniche e
avevamo completamente abbandonato quelle della produzione, che
erano quelle che necessitavano di più, quelle che poi hanno portato
avanti le lotte.
Quindi, nasce in questa direzione, ma andando a individuare
precisamente il modo di andare a dividere le risorse messe a
disposizione, che sono quelle delle colture delle dichiarazioni e
denunce aziendali di ogni singola realtà, che sono state
individuate e trasmesse all'Agea, e quindi verificate anche con
l'aerofotogrammetria, quindi già individuato anche il modo di come
potere andare ad erogare le risorse in modo automatico alle
aziende.
Questo per capire la storia di questo emendamento, da dove
proviene; è stata scritta in due righe anche la possibilità di
potere dare l'erogazione, perché questa cosa è stata concertata
anche con gli uffici che devono andare poi ad erogare queste somme,
e metterle a disposizione delle aziende.
PRESIDENTE. Visto e considerato che sono convinto che questa
Assemblea voglia fare la propria parte per provare - non significa
risolvere - ad attutire quelli che sono i disastri, purtroppo,
relativi ai problemi che ci sono in questo momento, e visto e
considerato che anche l'Assessore mi sembra d'accordo nel volerlo
accantonare per fare una riscrittura, cercando di venire incontro a
quelli che sono gli interventi dei colleghi, potremmo metterlo da
parte e riscriverlo per trattarlo domani.
CATANZARO. Più che riscriverlo, Presidente, aumentare le somme
PRESIDENTE. Sì, stiamo parlando di questo, in funzione del fatto
che c'è una crisi importante, pensare...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Abbate)
PRESIDENTE. Non la sento, può parlare al microfono?
ABBATE. Signor Presidente, ho detto "riscrittura", non cercare di
poter trovare ulteriori risorse. Riscrittura ha un altro
significato.
PRESIDENTE. Mi perdoni, nel dettaglio, riscrittura trovando anche
risorse aggiuntive.
ABBATE. Signor Presidente, siccome c'è chi ci lavora su queste
cose, non diamo queste situazioni.
CATANZARO. Bravo
PRESIDENTE. Noi no. Assessore, mettiamo da parte l'articolo 3.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Soltanto per dire, Presidente,
accantoniamolo, proprio perché c'è la volontà. Il Governo vuole
fare un ulteriore riflessione, è giusto che venga fatta, se è il
caso anche di riscrittura. Verificheremo se va riscritto, se
funziona così lo presenteremo così, faremo un ulteriore
approfondimento, anche perché dobbiamo anche dire, io leggo dalla
nota introduttiva, che non vi è un particolare chiarimento. Per
l'Aula, noi eravamo per approvarlo: quindi diamo anche spazio
all'Aula in una sorta di condivisione. Domani procederemo ad
approvarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Disposizioni in materia di aiuti e incentivi alle
imprese
1. Il Dipartimento regionale delle attività produttive è
autorizzato ad erogare a Irfis FinSicilia s.p.a. la somma di 45.000
migliaia di euro per la costituzione di un plafond nell'ambito del
Fondo Sicilia di cui all'articolo 2 della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1 e successive modificazioni, destinato
all'erogazione di contributi a fondo perduto, nel rispetto della
normativa comunitaria in materia di aiuti de minimis , per
l'abbattimento degli interessi sui mutui in essere all'l gennaio
2024 erogati alle micro imprese e PMI operanti in Sicilia da banche
e intermediari finanziari per programmi di investimento o per
fabbisogno finanziario circolante. Con decreto dell'Assessore
regionale per l'economia previo parere della Commissione Bilancio'
dell'Assemblea regionale siciliana, sono indicate misure massime,
condizioni, modalità di concessione, priorità e regolamentazione
delle agevolazioni di cui al presente comma.
2. Tutte le risorse restituite allo strumento finanziario Ripresa
Sicilia' gestito da Irfis FinSicilia s.p.a. a valere sulle risorse
di cui alle deliberazioni della Giunta regionale n. 129 del 23
marzo 2022, n. 610 del 29 dicembre 2022 e n. 101 del 15 febbraio
2023 sono riutilizzate nel rispetto delle previsioni di cui
all'articolo 62 del regolamento (UE) 2021/1060. Al termine del
periodo di ammissibilità, tali risorse confluiscono nelle
disponibilità del Fondo Sicilia di cui all'articolo 2 della l.r.
1/2019 e successive modificazioni e sono a destinazione vincolata
per le medesime finalità dello strumento finanziario Ripresa
Sicilia'.
3. Le misure di cui al comma 1 sono attuate entro i limiti e in
conformità alla disciplina europea in materia di aiuti de minimis
di cui al regolamento (UE) n. 2023/2831/UE del 13 dicembre 2023
della Commissione e alle previsioni del Quadro temporaneo di crisi
e transizione per misure di aiuti di Stato a sostegno dell'economia
a seguito dell'aggressione della Russia contro l'Ucraina, adottato
con comunicazione della Commissione C/2023/1711 final del 9 marzo
2023 e aggiornato con comunicazione della Commissione C/2023/1188
del 21 novembre 2023.
4. Il Dipartimento regionale delle finanze e del credito è
autorizzato ad erogare a Irfis FinSicilia s.p.a., per l'esercizio
finanziario 2024, la somma di 2.500 migliaia di euro al fine di
incrementare il Fondo Sicilia, di cui all'articolo 2 della l.r.
1/2019 e successive modificazioni, per la realizzazione di
interventi ai sensi del decreto dell'Assessore regionale per
l'economia n. 17/GAB del 17 giugno 2019, a favore
dell'imprenditoria femminile, delle imprese giovanili e delle start-
up.
5. Il Dipartimento regionale dell'agricoltura è autorizzato a
erogare alle imprese agricole operanti in Sicilia contributi a
fondo perduto, nel rispetto della normativa dell'Unione europea in
materia di aiuti de minimis , per l'abbattimento degli interessi
passivi sui finanziamenti in essere all'l gennaio 2024 erogati da
banche e intermediari finanziari. Ai fini del presente comma, per
l'esercizio finanziario 2024, è autorizzata la spesa di 2.500
migliaia di euro.».
Si passa all'emendamento 4.1, dell'onorevole Lombardo ed altri.
Onorevole Lombardo, lo mantiene o lo ritira?
LOMBARDO Giuseppe. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo.
Si passa all'emendamento 4.10, a firma dell'onorevole Antonino De
Luca ed altri. È mantenuto o ritirato?
SCHILLACI. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.2, a firma dell'onorevole
Lombardo ed altri. E' ritirato.
LOMBARDO Giuseppe. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.10 dell'onorevole De Luca
ed altri. E' mantenuto o ritirato?
SCHILLACI. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato. Si passa all'emendamento 4.11
dell'onorevole De Luca ed altri. E' ritirato.
Si passa all'emendamento 4.7 a firma dell'onorevole Micciché. Non
essendo l'onorevole Micciché presente in Aula l'emendamento si
intende ritirato.
Si passa all'emendamento 4.8 a firma dell'onorevole Di Paola ed
altri, è mantenuto o ritirato?
SCHILLACI. Mantenuto.
PRESIDENTE. Mantenuto. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.17, a firma dell'onorevole
Schillaci. Onorevole, le chiedo di ritirarlo.
SCHILLACI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo vuole mantenere?
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie Presidente, io chiedo all'Aula di apprezzare
questo emendamento perché dai dati impietosi dell'Inail sono
stati 406 i morti sul lavoro in Sicilia e, quindi, io chiedo di
dare un segnale alle imprese che invece investono in sicurezza del
lavoro, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti di cronaca:
ricordiamo il bracciante Satnam che ha perso il braccio ed è stato
abbandonato dal suo datore di lavoro, e dobbiamo, quindi, dare un
segnale per quelle imprese che invece virtuose investono sulla
sicurezza e sulla salute dei lavoratori.
PRESIDENTE. Sì, però così come è scritto non è coerente al testo,
quindi l'invito è che si trasformi in ordine del giorno.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. L'intento della collega è nobile ma non c'entra nulla,
perché qui stiamo intervenendo sugli interessi di mutui già
contratti da parte delle imprese che con il nostro contributo, così
come abbiamo fatto per le famiglie lo facciamo per le imprese, per
ridurre il plafond dei mutui che gravano sulle imprese medesime.
Quindi, le spese sono già state fatte, cioè i mutui sono stati già
contratti e sono in corso di pagamento. Questa misura, il primo
comma, riduce l'impatto degli interessi sul costo dei mutui stessi,
quindi non c'entra nulla né la salute, né la sicurezza. Ripeto
l'intento è nobile ma non è finalizzabile con questo tipo di
attività.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Allora, onorevole
Schillaci, se volesse potremmo trasformarlo in ordine del giorno.
SCHILLACI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Lo ritira, benissimo. Si passa all'emendamento 4.17
dell'onorevole Schillaci ed altri.
SCHILLACI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. E' ritirato. Si passa all'emendamento 4.3
dell'onorevole Lombardo e altri. E' mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie. Si passa all'emendamento 4.12
dell'onorevole De Luca e altri. E' mantenuto o ritirato? E' il
soppressivo del comma 2.
SCHILLACI. Ritirato.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 4.4 e 4.13 sono inammissibili. Si
passa all'emendamento 4.5, a firma dell'onorevole Lombardo ed
altri. E' mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie. Si passa all'emendamento 4.14 a
firma dell'onorevole De Luca e altri. E' mantenuto o ritirato?
SCHILLACI. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 4.6, a firma dell'onorevole
Lombardo e altri. E' mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie. Si passa all'emendamento 4.15, a
firma dell'onorevole De Luca e altri. E' mantenuto o ritirato?
SCHILLACI. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie. Si passa all'emendamento 4.9, a
firma dell'onorevole De Luca e altri. E' mantenuto o ritirato?
SCHILLACI. Mantenuto.
PRESIDENTE. Mantenuto. Allora lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
SCHILLACI. C'è un altro emendamento.
CATANZARO. Presidente, degli onorevoli De Luca e Di Paola passa
tutto, e noi ...
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Presidente c'era un altro emendamento all'articolo 4,
comma 5, che probabilmente è stato considerato un aggiuntivo, però
io chiedo che si prelevi, perché è quello che chiedono le imprese,
è un'accessibilità di un credito più facilitato, che non è sempre
attraverso l'IRFIS, le cui procedure sono molto arzigogolate, tra
l'altro si chiede alla Regione di fare delle convenzioni con gli
istituti bancari operanti in Sicilia, proprio per agevolare secondo
la legge 662, che è il Fondo di garanzia.
PRESIDENTE. Sì, ma non c'entra questo, è materia aggiuntiva,
onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Non è aggiuntivo, perché fa parte di un'agevolazione
nei confronti delle imprese agricole del comparto zootecnico,
quindi non è una materia totalmente aggiuntiva.
PRESIDENTE. Non possiamo trattarla in questo momento, è
considerata materia aggiuntiva quindi, andiamo avanti, votando
l'articolo 4. Mettiamo in votazione l'articolo 4, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi;
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5
Modifiche alla legge regionale 22 maggio 2024, n. 20
1. Il comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 22
maggio 2024, n. 20 è soppresso.
2. All'articolo 1 della l.r. 20/2024 è aggiunto il
seguente comma:
6. Agli oneri derivanti dal presente articolo,
limitatamente all'importo di 5.000 migliaia di euro, si
provvede per l'esercizio finanziario 2024 con le maggiori
entrate di cui al Titolo l, Tipologia 103, capitolo
1023. .».
Si passa all'emendamento 5.1, si calmi, siamo al 5.1, intanto,
vuole intervenire l'onorevole Giambona sull'articolo 5.
GIAMBONA. Presidente, perdoni, io su questo articolo 5 avrei
necessità di avere qualche chiarimento da parte del Governo, se per
favore ci può fornire qualche delucidazione, grazie.
PRESIDENTE. Prego, assessore Falcone.
FALCONE, assessore per l'economia. Sì, Presidente, purtroppo
questo emendamento, questo articolo serve per ovviare ad un
problema che è sorto.
Nella norma 2024 sono stati utilizzati ai fini di alcuni
interventi per l'agricoltura o comunque per le emergenze di cui
soffriva la Sicilia, prendendo 5 milioni dal fondo delle ex
province.
Inavvertitamente il direttore, comunque, delle ex province, il
direttore ha proceduto ad assegnare l'intera somma di 103 milioni e
non a procedere alla riduzione ai 103, meno 5, cioè 98, per cui
cosa abbiamo? Noi abbiamo quei 5 milioni che avevamo preso dalle
ex province che non possiamo utilizzare, perché nel frattempo il
capitolo è esaurito, allora con questi 5 milioni che mettiamo
consentiamo che la misura, diciamo così varata qualche settimana
fa, possa essere adeguatamente attuata.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Giambona.
GIAMBONA. Quindi, Assessore se non ho mal capito, fondamentalmente
l'articolo 3, comma 1, della legge regionale 20 del 2024 non aveva
copertura. Questo è quello che si evince dalla ricostruzione che ha
fornito l'Assessore Falcone, un po' sulla stregua di quanto
accaduto poc'anzi
PRESIDENTE. In una fase successiva è stato sprovvisto di
copertura.
GIAMBONA. No, Presidente, mi permetta, noi abbiamo il capitolo
191302 che parla di liberi consorzi, nel 2023 avevamo 98 milioni e
mezzo poi aumentati a 103, e 5 nel 2024.
Con la legge 20 del 2024, appunto, articolo 3, comma 1, noi
riduciamo la disponibilità del capitolo a 98 milioni e mezzo, in
quell'occasione per finanziare alcuni interventi in agricoltura.
Ora noi abroghiamo quello che è l'articolo 3, comma 1, della legge
20 numero 24 e la dotazione torna a 103 milioni virgola cinque,
fondamentalmente la somma era già stata impegnata con il decreto
numero 53 del 2024, era stata già impegnata per cento tre e mezzo,
quindi in sostanza la legge regionale 2024, articolo 3, comma 1,
quando questo Parlamento ha esitato quella misura non aveva
copertura, fondamentalmente. Grazie, Presidente.
CRACOLICI. Vergogna.
PRESIDENTE. Assessore vuole dare delucidazioni?
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente hanno fatto una
cosa senza di me
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.1 dell'onorevole Lombardo e
altri. Mantenuto o ritirato? Mantenuto. Lo mettiamo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto;
(Non è approvato)
L'emendamento 5.9 è assorbito. L'emendamento 5.2 è assorbito.
L'emendamento 5.10 a firma dell'onorevole De Luca e altri. E'
mantenuto o ritirato? Mantenuto. Ma è sempre , ok è assorbito anche
l'emendamento 5.10.
Si passa all'emendamento 5.3 a firma dell'onorevole Lombardo e
altri. E' mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe. Mantenuto.
Pongo in votazione l'emendamento 5.3. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 5.11 è assorbito.
Ci sono tre emendamenti fuori sacco , della Commissione. Nei
"fuori sacco" dovreste trovare sul tablet tre emendamenti che sono:
il 5.12, il 5.12.1 e 5.13.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Presidente, scusate, colleghi.
Presidente io chiedo di intervenire perché sull'articolo 5, come
modificato dalla Commissione, al comma 3, è abrogato il periodo "in
possesso della qualifica di allevamento indenne da brucellosi
tubercolosi e leucosi": pongo una riflessione all'Aula.
Sostanzialmente, con la legge regionale all'articolo 1, comma 3,
sono stati previsti gli interventi per lo stato di crisi in favore
degli allevamenti del comparto zootecnico.
Naturalmente, così come naturale fosse, il Dirigente Generale del
Dipartimento in attuazione alla norma ha pubblicato l'avviso.
Avviene che tanti allevamenti quindi sono, non ufficialmente, non
risultano essere indenni da tubercolosi, leucosi. Ma perché? Non
perché non hanno avviato l'iter previsto, ma perché possano
risultare gli allevamenti indenni è necessario, dal momento in cui
seguono tutte le indicazioni dei direttori del dipartimento e
quindi dei direttori dei veterinari e quant'altro, dai 12 ai 18
mesi.
Quindi, pur avendo, ponendo in essere tutti gli accorgimenti,
ufficialmente non risultano indenni e soprattutto tante aziende,
quindi tanti allevamenti, risulterebbero così esclusi dal
beneficio.
Ed è a mio avviso una restrizione e una disparità di trattamento
che io pongo come riflessione all'Aula, tant'è che la Commissione
evidentemente ha esaminato e si è accorta che c'era una discrasia e
un problema perché effettivamente questo emendamento possa essere
accolto.
Vi parlo perché soprattutto nella mia Provincia, e nei Nebrodi,
abbiamo una situazione drammatica, ma anche una gestione non
perfettamente, possiamo dire, capillare del comparto veterinario e
tante aziende sono, veramente, in grande sofferenza. Quindi, vi
dico che l'ottanta per cento della provincia di Messina non può.
Quindi, se magari non abrogate o possibilmente si mette quelle
aziende che dimostrano di avere iniziato e intrapreso l'iter per
risultare poi l'allevamento indenne ma anche dare la possibilità a
chi effettivamente non ha responsabilità di potere utilizzare, di
potere accedere al contributo, grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.
Ne ha facoltà
CRACOLICI. Comprendo il ragionamento che ha fatto la collega e
immagino anche proponente dell'emendamento però, io vi voglio porre
una questione, che dobbiamo essere tutti persone serie.
Noi siamo la prima Regione, in Italia, per malattie connesse alla
brucellosi con effetti umani. Siamo la Regione dove c'è il più alto
numero di ricoveri per gli effetti della brucellosi che si riversa
sull'uomo. Noi non riusciamo a debellare, come in altre regioni è
avvenuto, dalla Campania che era la Regione più a rischio, le
bufale, eccetera eccetera.
Noi non riusciamo a debellare il problema della brucellosi in
Sicilia perché continua ad esserci - mi ascolti Presidente, mi
ascolti - perché continua ad esserci un sistema malato, non solo
sui controlli ma anche sulle possibilità di gestire gli effetti
della brucellosi, con l'illusione del vaccino che continua a essere
somministrato clandestinamente nei nostri allevamenti, molti dei
quali sono allo stato brado e si diffondono in territori
sconfinati.
Io penso che la Sicilia ha il dovere di dire basta ad aziende che
continuano ad allevare animali che possono essere affetti dalla
malattia da brucellosi con gli effetti sulle persone.
Ecco perché io non condivido questo emendamento. Io penso che se
vogliamo affrontare il problema, possiamo trovare una soluzione per
le aziende che da almeno sei mesi hanno avviato il piano di
risanamento. Si trovino soluzioni ma mandare un messaggio in
Sicilia che è la Regione con la più alta concentrazione di capi
bovini, e per gli effetti anche sugli ovini di altre tipologie di
malattia come la blue tongue, eccetera, non possiamo mandare il
messaggio che se un'azienda non è indenne è uguale a quella
indenne.
Non è giusto per quelle che hanno macellato, dismesso capi di
bestiame per avere la certificazione di indennità Quindi, se si
vuole trovare una soluzione che dica che negli ultimi sei mesi
abbiano avviato processi di, come dire, abbiano in atto processi
di... ottemperato ai processi di... eccetera eccetera...
Vabbè... sei mesi è pochino ora n'hamu a sciarriari sui mesi?
Quindi io vi propongo questo ragionamento.
PRESIDENTE. Grazie. Allora, accantoniamo l'emendamento 5.13.
Allora, visto che ci sono delle riflessioni da fare, accantoniamo
l'articolo 5, tanto, così come per gli altri, da oggi a domani si
possono riscrivere.
Si passa direttamente all'articolo n. 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Interventi a favore di Siciliacque s.p.a.
1. La Regione è autorizzata a sottoscrivere e versare l'aumento
oneroso del capitale sociale di Siciliacque s.p.a., in maniera
inscindibile e in proporzione alla partecipazione dalla stessa
detenuta, per euro 5.000.000,00 al fine di sostenere
finanziariamente la società e consentire la prosecuzione del
servizio idrico integrato nell'ambito della Regione e la
realizzazione degli investimenti infrastrutturali strategici ed
urgenti di efficientamento delle reti.
2. Per le finalità di cui al comma 1, le disponibilità della
Missione l, Programma 3, capitolo 615609, sono incrementate, per
l'esercizio finanziario 2024, di euro 5.000.000,00.
3. L'Assessorato regionale dell'economia è autorizzato a concedere
a Siciliacque s.p.a., per l'esercizio finanziario 2024, la somma di
euro 5.000.000,00 a titolo di finanziamento del socio, da
utilizzare nell'immediato per far fronte alle urgenti esigenze
operative della società e scongiurare interruzioni del servizio
pubblico essenziale in favore della collettività. Le modalità di
restituzione sono concordate dall'Assessorato regionale
dell'economia con la società, tenendo conto della necessità di
scongiurare interruzioni del servizio pubblico essenziale e,
comunque, a decorrere dall'1 gennaio 2027.».
Si passa all'emendamento 6.2.
CAMBIANO. Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Sul 6? Certo.
Prego, onorevole Cambiano.
CAMBIANO. Grazie Presidente.
Avevo chiesto di intervenire in discussione generale, non è stato
possibile ma puntualizzo qui il concetto che avrei voluto
esprimere.
A Siciliacque, diamo con questa manovra e con questo intervento,
10 milioni di euro, tra l'altro leggo negli emendamenti fuori sacco
che vengono fatte delle specifiche rispetto a un contributo
concesso a Siciliacque che viene specificato meglio, viene concesso
a titolo di anticipazione.
In un momento in cui intere aree della Regione, nello specifico la
provincia di Agrigento, circa cinquecentomila abitanti patiscono la
sete, in un momento in cui i turni di erogazione, e lo ribadisco
hanno sfiorato i ventuno giorni, in un momento in cui i cittadini
sono costretti con un avviso pubblicato sul sito di AICA a pagare
l'acqua due volte, perché viene chiesto ai cittadini di pagare il
trasporto dell'acqua, quindi a parte già quella che viene pagata
con una bolletta e tramite le utenze, viene chiesto di pagare le
spese di trasporto per l'acqua, oggi il Governo regionale, anziché
fare una riflessione profonda in questa fase e, quindi, chiedere un
momento di riflessione rispetto a degli interventi straordinari da
porre in essere, per permettere le normali attività quotidiane per
affrontare una stagione estiva (perché Agrigento da capitale della
cultura qualcuno mi suggeriva si sta trasformando in capitale della
siccità), sono stato invitato insieme ad altri otto colleghi
parlamentari giovedì in un Consiglio comunale aperto ad Agrigento
mentre lunedì, primo luglio, ci sarà un Consiglio comunale aperto a
Licata per l'emergenza idrica.
Non comprendiamo perché, e vorrei comprendere in questa sede,
perché diamo 10 milioni di euro a una società che ha 90 milioni di
euro di debiti nel bilancio del 2022 che ho letto, dal sito di
Siciliacque, e a una società che spende, per quello che leggo
pubblicato sul sito, seicentomila euro in consulenze a parte le
spese del personale.
Quindi, il Governo chiarisca a che titolo vengano date queste
risorse a Siciliacque e chiarisca come vuole intervenire e che tipo
di risposte vuole dare a tutti quei residenti in provincia di
Agrigento che pagano l'acqua due volte e che chiedono, lo sapete
che cosa? Un dissalatore che costa, forse i 100 litri di acqua al
secondo si riescono a produrre con la metà di quei soldi che stiamo
dando a Siciliacque in questa manovra finanziaria.
Attendo una risposta da parte del Governo rispetto alla modalità
di erogazione di questo contributo a Siciliacque e che tipo di
interventi siano previsti con i 5 milioni di euro.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Chiedo all'Assessore la massima
attenzione cosicché dopo possa rispondere alle domande.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
non posso non raccogliere quello che è stato l'intervento
dell'onorevole Cambiano e sottoscriverlo, non è un intervento
contro un contributo della Regione a Siciliacque, attenzione, però
è ovvio, Presidente Galvagno, mentre un Governo che nel frattempo
ovviamente non ascolta, oltre ad andare in corto circuito, che il
Presidente della Regione chiama per fare le cabine di regia sulla
siccità con i prefetti che scrivono, con le province che sono al
collasso, con quelle che sono state le parole dette dall'onorevole
Cambiano rispetto alla situazione che sta avvenendo in provincia di
Agrigento su...cortesemente, Presidente, dico forse devo
comprendere con chi interloquire...
Io ritengo che è fuori da ogni logica, nel momento in cui noi
siamo con la protesta di autobottisti, Aica che è in difficoltà,
parliamo della provincia di Agrigento, la Protezione civile che
interviene che non ha nemmeno la possibilità di fornire autobotti,
di fornire ai Comuni supporto.
Noi in questo momento vorremmo capire se e quale idea da parte del
Governo per dare un contributo di cinque milioni di euro in una
condizione davvero drammatica che stanno vivendo diverse province
della Sicilia su questo tema e vorremmo capire, presidente
Galvagno, davvero che qualcuno spiegasse in maniera dettagliata a
cosa servono cinque milioni di euro a Siciliacque con una
condizione drammatica che noi stiamo vivendo nei territori e
soprattutto lo diciamo, chi vive in una provincia come quella di
Agrigento, dove c'è una situazione che è davvero drammatica,
quindi, sarebbe auspicabile prima di procedere su questo articolo,
che è l'articolo 6, che il Governo intervenisse e spiegasse un
attimino il contributo dei 5 milioni di euro.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, allora, l'articolo 6 di "Siciliacque" ha due e così lo
spieghiamo ed evitiamo anche degli equivoci, vuole due interventi,
il comma 1 e il comma 2, e l'emendamento 6.13 spiega bene anche il
secondo intervento, che è una vera e propria anticipazione.
Consideriamo che Siciliacque è una delle società partecipate della
Regione che più di tutte, più di tutte sconta una difficoltà
finanziaria e non è a causa propria ma a causa di altri ed è a
causa degli enti locali. Oggi, la Regione ha un'esigenza e,
siccome, parliamo appunto della provincia di Trapani, a causa
della, se vogliamo, poca volontà o della impossibilità o della
negligenza dei comuni e poi, quindi, così rispondiamo, di diversi
comuni, è chiaro che il Governo si sta assumendo ulteriormente la
volontà di intervenire:
a) al comma 1 perché stiamo aumentando il capitale sociale per
rafforzare l'azienda, malgrado le difficoltà o a causa delle
difficoltà da cui è attraversata;
b) per consentire che quest'azienda possa continuare e, quindi,
al comma 3, diamo un'anticipazione. Ma quest'anticipazione la
stiamo posticipando e stiamo posticipando la restituzione, appunto,
nel 2027; con questo intervento di dieci milioni di euro, cinque a
fondo perduto e cinque quale anticipazione, riteniamo di poter far
continuare quest'azienda, nelle more e nella speranza che i comuni
possano finalmente mettersi in regola e capire che vi deve essere
una leale collaborazione istituzionale.
CAMBIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io mi
scuso per l'enfasi con cui ho condotto l'intervento di poc'anzi,
però le assicuro che vivere in un territorio, in un contesto nel
quale dobbiamo raggiungere, aspettare 20 giorni per riempire le
cisterne e spiegare ai bambini come devono razionare l'acqua, che è
una cosa giusta e corretta, e poi sentire dire dal Governo stiamo
dando 5 milioni di euro a fondo perduto , sembra che siano soldi
non del Governo, ma sono soldi dei siciliani e soldi pubblici
Allora, chiedo al Governo, considerato che lei nel suo intervento
dice stiamo pagando lo scotto di alcuni comuni che non hanno
adempiuto ai propri obblighi o a obblighi di legge, siccome c'è un
Fondo Autonomie locali e dei trasferimenti che vengono dati ai
comuni, ogni comune si assume la responsabilità di non aver dato
delle somme a Siciliacque, ma non credo che i soldi dei siciliani
in un momento così particolare di emergenza, possano coprire delle
inadempienze dei comuni, e nel frattempo e nelle more un territorio
assetato non sa che tipo di interventi vengono effettuati con quei
cinque milioni di euro, come ha detto lei a fondo perduto, soldi
dei siciliani. Grazie
PRESIDENTE. Credo, comunque, si tratti di anticipazione, non a
fondo perduto.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, se non
ho capito male dalle parole dell'assessore Falcone, stiamo parlando
dell'antica vicenda che riguarda alcuni comuni del trapanese, ex
EAS, che rimanevano senza servizio idrico e questo servizio idrico
per legge deve essere garantito, Siciliacque se n'è fatta carico,
questo costo chi lo paga? I Comuni non lo pagano e quindi lo
paghiamo noi come Regione siciliana, come ARS, per conto di questi
comuni che sono ancora in fase di transizione, ogni anno, e ci
ritroviamo ad anticipare questi soldi a Siciliacque, perché svolge
un servizio, nonostante ci sia un disordine normativo ancora nella
provincia di Trapani dove si dovrà fare un'ATI, non so se è partita
ma comunque c'è una situazione di vulnus giuridico e per cui
comunque il servizio deve essere garantito e questi sono i soldi.
Ritengo, signor Presidente, che potrebbe essere utile, visto che
anche oggi tra l'altro non c'è l'assessore al ramo che è impegnato
nell'emergenza rifiuti, convocare una seduta nelle prossime
settimane in cui il tema della crisi idrica possa essere trattato
in ARS, perché è vero che c'è questa emergenza che è venuta ormai
all'ordine del giorno, ma è anche vero che il Governo ha messo in
atto e sta mettendo in atto uno sforzo incredibile.
E' di poche settimane fa la firma dell'Accordo di programma tra il
Governo Meloni e il Governo Schifani, in cui sono state accantonate
e individuate le somme per tre dissalatori, parlo di Gela, di Porto
Empedocle e di Trapani, dissalatori che se non si fossero chiusi,
oggi, probabilmente, non ci sarebbe stato bisogno di oltre 20
milioni di euro per il revamping, perché quei dissalatori sono
stati chiusi allora perché ritenuti troppo onerosi, ma sappiamo
bene che probabilmente un finanziamento di impianto di fotovoltaico
avrebbe abbattuto i costi e si sarebbe evitata la chiusura e,
quindi, oggi, non avere la possibilità di avere quell'acqua
dissalata nelle condutture ricordo che il dissalatore di Gela
serviva con la Gela Aragona gran parte della provincia di Agrigento
e il resto veniva servito proprio dal dissalatore di Porto
Empedocle, oggi, non ci saremmo trovati con questa difficoltà.
Ma è chiaro che sono tante le opere che devono essere messe in
atto. Ci sono finanziati progetti per sei dighe, ci sono finanziate
anche reti idriche e noi scontiamo il costo, anche il ritardo di
queste reti idriche.
Non vorrei ricordare a quest'Aula che i problemi che ha avuto la
provincia di Agrigento, quando siamo passati da una situazione di
un'azienda privata a un'ATI pubblica, cosa che è stata peraltro
anche accompagnata da risoluzioni votate in Commissione, da atti
votati in Aula, da noi promossi, perché abbiamo chiesto che ci
fosse maggiore attenzione e trasparenza, e poi la Magistratura ha
evidenziato, dopo che noi abbiamo fatto questi atti, che
effettivamente di maggiore trasparenza c'era bisogno. Ma questo ha
portato a dei ritardi nei lavori delle reti idriche perché c'è
stato un braccio di ferro tra la vecchia società che gestiva il
servizio e le ATI idriche adesso che dovrebbero fare una gara
d'appalto. Quindi, si sono congelate le risorse in attesa di
sbrigare, di sbrogliare questo nodo. Quindi, i temi sono tanti, la
nota positiva è che adesso accanto alla risoluzione dei problemi
sono state individuate anche le risorse, lo si è fatto con
l'Accordo di coesione firmato tra il Governo Meloni e il Governo
Schifani e, quindi, già una traiettoria è stata tracciata.
Ritengo, signor Presidente, che possa essere utile, nelle prossime
settimane, trattare in una seduta unica questo tema, in modo da
avere le rassicurazioni che tutti noi cerchiamo e in modo da avere
anche la certezza che questi fondi, che sono stati individuati,
vengano spesi, in tempi brevi, su progetti certi che possano
portare alla risoluzione di un problema che si è atavico ma che
oggi con i cambiamenti climatici sta diventando un problema
assolutamente inaccettabile e che ha bisogno di soluzioni
immediate.
Ringrazio il Presidente Schifani perché proprio personalmente si
sta occupando di seguire, con una cabina di regia che presiede, la
risoluzione di questi problemi. Per questo sarà utile trattarli in
Assemblea. Grazie.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi ha chiesto di parlare l'onorevole
Cracolici. Prego, onorevole.
SAFINA. Grazie. Signor Presidente, Governo, vorrei, un attimo,
fare delle precisazioni rispetto all'intervento dell'assessore
Falcone che, nel dire certamente alcune verità, però ha taciuto,
probabilmente perché non è a conoscenza, alcuni elementi
determinanti di questa storia. Perché, assessore Falcone, la storia
dei 16 comuni del trapanese che non pagano, che non, diciamo, oggi
sono riforniti da Siciliacque e che non hanno bollettazione, è una
storia che nasce da lontano ed ha, ed è attraversata da traversie
giuridiche molto complesse. Perché, a seguito della liquidazione
dell'Eas, nel 2017, l'Assemblea regionale siciliana vota l'obbligo,
per i comuni, di acquisire le reti. Senonché, quell'obbligo viene
bocciato dal Tar e poi da una successiva sentenza della Corte
costituzionale, che dice che i comuni non possono essere costretti
ad acquisire le reti. Peraltro, rammento a me stesso che la maggior
parte dei comuni della provincia di Trapani fa la manutenzione di
quelle reti senza esserne titolare, a sue spese perché l'Eas, in
liquidazione, non interviene, Siciliacque è grossista di acqua, non
è proprietaria di reti - per noi averlo tutti chiaro, casomai
qualcuno volesse ingenerare in quest'Aula delle confusioni - non è
proprietaria di alcunché. E allora si è creato questo sistema
ibrido, per cui nel momento in cui la Regione siciliana insieme a
Veolia prima, a Snam adesso, costituisce questa società
"Siciliacque", che deve rifornire in qualità di grossista con
tariffa che ricordo, Assessore essere provvisoria e anch'essa
probabilmente illegittima perché... anzi dichiarata illegittima,
dichiarata illegittima la tariffa di 0,73 centesimi, ma comunque
ancora applicata in via provvisoria.
Quindi, probabilmente, molti dei comuni che oggi pagano questi
famosi 73 centesimi comprensivi di Iva, stanno pagando più del
dovuto a Siciliacque e questa è una vicenda che, prima o poi, dovrà
concludersi.
E, allora, dinanzi a questo quadro, vero è che questi 16 comuni
oggi non stanno pagando, però è pur vero che la vicenda dell'ATI
trapanese è una vicenda più complessa di quello che ha descritto
lei, perché le ragioni dei ritardi nell'approvazione del Piano
d'ambito non risiedono nelle responsabilità esclusive dei comuni -
peraltro alcuni micro-comuni, per avere chiaro, quindi, stiamo
parlando di consumi idrici assolutamente irrisori tra questi 16 -,
ma risiedono nelle responsabilità di questo Governo che, nel 2023,
ha nominato i commissari, ha nominato un commissario che aveva i
poteri degli uffici amministrativi ed un altro commissario che
doveva approvare il Piano d'ambito.
Ebbene, il commissario, che doveva approvare il piano d'ambito,
non ha fatto nulla Il commissario che doveva sostituire gli uffici
amministrativi, non ha fatto nulla
Adesso, i comuni hanno, con l'Assemblea, ricostituito gli
organismi nel 2023, e hanno mandato alla VAS il Piano d'ambito,
hanno fatto lo scooping, hanno nominato la struttura
amministrativa. Però, c'è un problema, rispetto al quale o la
Regione se ne fa carico o non ne usciremo mai. Il Piano d'ambito
della provincia di Trapani non bilancia Non può bilanciare, a meno
che non si voglia dire che i cittadini della provincia di Trapani
debbano pagare un costo dell'acqua pari a quattro euro circa a
metro cubo.
Vuol dire, sostanzialmente, affermare che i cittadini della
provincia di Trapani dovranno pagare l'acqua per casta Chi se lo
potrà permettere l'acquisterà, chi non se lo potrà permettere non
l'avrà Allora, se volete trasformare l'acqua in un bene per pochi,
ditelo Ma lo dovete dire apertis verbis, dovete avere il coraggio
di andare davanti ai siciliani e ai trapanesi e dire che l'acqua
può costare quattro euro a metro cubo. Questa è la verità O la
Regione interviene per consentire che quel Piano d'ambito bilanci,
oppure sono solo chiacchiere al vento Tra l'altro, col rischio che
la mancata approvazione definitiva del Piano d'ambito della
provincia di Trapani blocchi tutti i fondi del PNRR per questo
settore in Sicilia. Del FESR, scusami, potevi suggerirmelo ad alta
voce.
E, allora, che sia chiaro questo Non si può raccontare la
storiella come la racconta l'assessore Falcone, altrimenti si mette
la croce sugli enti locali, enti locali che in questi anni non
abbiamo sostenuto, non avete sostenuto, perché è da sette anni che
governate la Regione siciliana, non da ieri E, quindi, smettiamola
con questa storiella. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici.
Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Ci sono diverse storie che ho sentito: Trapani, la
gestione e liquidazione dell'Eas, che sono tutte vere, ma non tutte
giustificano il problema che ha Siciliacque.
Siciliacque ha l'acqua più cara che vende - l'assessore non mi
ascolta, ma poco importa - ed è un problema irrisolto questo, con
la scusa che essendo una società partecipata pubblico-privata ed
essendo che il valore dell'acqua all'ingrosso era già contenuto
nell'atto costitutivo che ha costituito questa società - parliamo
di una società fatta vent'anni fa, unica società che esiste in
Italia, che è una sorta di sovrambito... Quando fu introdotta la
cosiddetta "legge Galli", la Sicilia si dotò di questa
superfetazione in cui, assieme agli ambiti territoriali, c'era un
sovrambito che gli vendeva l'acqua e aveva anche l'obbligo di
manutenere tutti gli impianti, compresi gli invasi e anche le reti
per distribuirla.
Ora, io però non voglio discutere di tutta la storia. So che è
cambiato il partner privato, ora c'è la Snam, però io non capisco
due cose, Assessore. Questa misura che qui proponete cozza con due
elementi fondamentali.
Primo: il primo comma parla di ricapitalizzazione della società
per la quota parte della Regione. Ora mi do una testata al muro Lo
so che state parlando del caso, non so se sapete di cosa parlate,
però.
Col primo comma diamo un contributo per la ricapitalizzazione.
Scusate, ma la ricapitalizzazione in una società viene decisa dai
soci. I soci hanno deciso la ricapitalizzazione? Perché mi risulta
che il socio Regione è minoranza in Siciliacque. Quindi, la Regione
siciliana decide di ricapitalizzare la sua quota, ma non ci dice se
il socio privato ha deciso di ricapitalizzare, perché a fronte dei
nostri 5 milioni, circa 13, 14 li deve mettere il socio privato.
Quindi, vorremmo capire se è una ricapitalizzazione, diciamo, vera
o è una sorta di surrettizio finanziamento in nome di una
ricapitalizzazione.
Secondo. Col terzo comma introduciamo una inedita modalità di
rapporto con le società, cioè le facciamo un prestito, cioè, la
Regione fa un prestito a una società di cui è socia di minoranza e
in cambio dice "poi vedremo come lo pagherai e comunque non prima
del 2027".
Assessore, ci sono sentenze che hanno stabilito, e anche qualche
condanna, anche della Corte dei Conti per alcuni nostri dirigenti
regionali che hanno autorizzato sistemi di, come dire, prestiti a
società private. Ne ricordo una per tutte - lo ricorderà forse la
collega -, la società di cui era parte socia la Regione, per
vincere la gara d'appalto sulle navi traghetto per le Isole minori.
Qui la Regione fece la società, e concedeva alla società che ha
vinto la gara un prestito di conduzione: la Corte dei Conti ci ha
fatto "neri"
Allora, in questo articolo, come in tutti gli articoli che nascono
più per "vediamo cosa possiamo fare", mi pare che il "cosa possiamo
fare" è quantomeno discutibile sulle modalità.
Ribadisco: la ricapitalizzazione, nel momento in cui si fa, deve
essere certo che tutti i soci facciano la ricapitalizzazione,
perché non credo, Assessore, che la SNAM, che è appena entrata
nella quota, diciamo, privata, e che ha il 75% della società,
faccia decidere alla Regione che ricapitalizza la sua quota,
riducendo, quindi, la quota della parte privata nella stessa
società. Mi pare un modo per dare un contributo.
Allora, Assessore, forse su questo articolo, più che sospenderlo
per vedere come riscriverlo, abbiamo bisogno di chiarimenti
profondi in Aula che ci dicano la verità delle cose, perché così,
io non credo che questo riguarda i debiti dei soggetti che non
pagano, chi non paga ci sono mille modi per farlo pagare, basta
deciderlo, ma non è quello di dare surrettiziamente un contributo
per chi non paga, perché questo non si può fare.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, io capisco
le perplessità, le preoccupazioni di tutti e soprattutto quelle
dell'onorevole Cracolici, però è chiaro che gli articoli, le
proposte di legge che presenta il Governo non è che cadono
dall'alto, dal cielo.
Quello che abbiamo fatto è proprio perché va in direzione
assolutamente analoga o nella stessa direzione che lei ha
auspicato, onorevole Cracolici.
Con nota del 7 giugno 2024, Siciliacque, in una nota che indirizza
alla Regione, a seguito della quale è emersa la proposta che oggi
stiamo dibattendo, dice questo: "in particolare", riferisce
Siciliacque, "nella seduta del 3 giugno 2024, il consiglio di
amministrazione, per quel che in questa sede interessa ha
deliberato di approvare (...) la proposta di operazione di
finanziamento da parte dei soci per un importo di euro 20 milioni,
che verrebbero versati pro quota da IdroSicilia Spa per 15 milioni
e dalla Regione per la quota della Regione Sicilia, per euro 5
milioni, che la società potrà utilizzare per far fronte alle
esigenze di cassa in base a necessità stimate al 3/9/2024." Le
risparmio tutto il resto, ma la nota è firmata sia dal Presidente
Castrovinci che dall'amministratore delegato, Giuseppe Alessio, con
tutto un piano di cui è corredata, e porta la data del 7 giugno
2024.
CRACOLICI. Proposta di ricapitalizzazione o di rifinanziamento?
FALCONE, assessore per l'economia. Di ricapitalizzazione. E questo
è il primo comma. Nel secondo, stiamo dando un'anticipazione, che
non sono soldi buttati, dati a fondo perduto, è un breve
un'anticipazione.
CATANZARO. Non si può fare
FALCONE, assessore per l'economia. Si può fare, perché questa è
una erogazione che diamo che sarà reintrodotta nelle casse della
Regione. Questo è quanto.
Quindi, invitiamo l'Aula a poter apprezzare favorevolmente questo
articolo.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Catanzaro)
CAMBIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Siciliacque ha già 6 milioni di euro di debiti nei
confronti della Regione, quindi, deve restituirci già 6 milioni di
euro; poi, per quanto riguarda gli interventi infrastrutturali, si
può sapere, considerato che siamo soci, che tipo di interventi
infrastrutturali intende attuare Siciliacque, considerato che nel
sito istituzionale si vanta di aver dismesso i dissalatori e di
attuare politiche differenti, e considerato che poco fa è stato
citato in quest'Aula l'accordo in cui sono stati rifinanziati tre
dissalatori? Sappiamo in che direzione stiamo andando, queste
risorse per cosa verranno spese?
Io chiedo di fare chiarezza, credo non ci siano le condizioni per
votarlo l'articolo, quanto meno una riflessione. Grazie.
PRESIDENTE. Però, se è così, ribattiamo sempre...
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, non entro nel merito, ma io le
chiedo, mi affido al suo buon senso nel prendere l'impegno che
nelle prossime settimane lei riuscirà a individuare una data
insieme al Governo in cui si tratterà il tema della crisi idrica in
maniera più attenta e puntuale, così da fugare i dubbi che hanno i
colleghi, le incertezze, e anche i cittadini che sono in attesa di
capire come questo Governo e quali strade sta individuando per
risolvere un problema che sì è atavico ma che si è accentuato con
la crisi climatica.
Io mi affido a lei, signor Presidente, e questa è la richiesta che
le facevo: oggi andiamo avanti perché c'è un'urgenza e l'assessore
Falcone ha già spiegato nel dettaglio ma, secondo me, se lei prende
questo impegno, probabilmente...
PRESIDENTE. Io la ringrazio, però, così mi dà una responsabilità
troppo grande perché le cose non si fanno in maniera unilaterale,
cioè, da parte mia possiamo rimanere - così come ho detto più
volte - il giovedì, il venerdì, il sabato, anche la domenica,
specie in un periodo come questo, dove siamo con un'emergenza
continua e perenne, però, chiaramente, non so poi la disponibilità
da parte di chi dovrà venire in Aula e non vorrei prendere un
impegno che io posso mantenere per la mia parte ma non so
dall'altra parte se il Governo può essere presente. Quindi,
l'assessore Falcone, che annuisce, mi deve dire se c'è questa
disponibilità a questo confronto, io, si figuri
CRACOLICI. Il comma 3 lo toglie o no?
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, vorrei fare una proposta che ha buon
senso. Allora, i colleghi, chi è intervenuto, io, tutti i colleghi
abbiamo fatto questo intervento, l'Assessore ha relazionato sul
fatto che è arrivata una nota e mi sembra che, secondo me, il primo
e il secondo comma dell'articolo 6, alla fine, sulla
ricapitalizzazione, su quello che è stato detto va bene; sul comma
3, io chiedo all'assessore Falcone, invece, di insistere, perché è
come se fosse non una ricapitalizzazione ma un prestito della
Regione. Io chiederei davvero il buon senso di toglierlo
dall'articolo 6, altrimenti questo articolo, così per com'è
nell'impianto, ovviamente, noi saremmo costretti sul comma 3 a
insistere anche sul voto segreto.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, possiamo trovare, però, un impegno tra
galantuomini. Il Governo toglie il comma, però, il Governo farà poi
un approfondimento con l'azienda; se l'azienda ci dovesse domandare
che questi cinque milioni siano assolutamente necessari, nella
prossima manovra ci rivediamo e l'impegno, però, che deve prendere
l'Aula è di venire incontro...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Catanzaro)
PRESIDENTE. Ma quello è un secondo momento. Assessore, l'idea è di
buon senso, le opposizioni stanno chiedendo di rivalutare l'ipotesi
dell'emendamento e successivamente poi, se nella prossima manovra
si riterrà opportuno di mettere delle risorse, lo si proporrà come
Governo e l'Aula eventualmente apprezzerà o meno.
Adesso, però, andiamo a votare. Assessore Falcone, stralciamo,
quindi, il comma 3.
FALCONE, assessore per l'economia. Si, con tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Chiaramente, con tutti gli emendamenti che ne
conseguono, quindi, rimangono in vita soltanto il comma 1 e il
comma 2.
Cominciamo con i soppressivi. Onorevole Lombardo, l'emendamento
6.2 è mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe. Mantenuto.
PRESIDENTE. Mantenuto. Allora, pongo in votazione l'emendamento
6.2. Chi è favorevole...
(E' richiesta la votazione per scrutinio palese)
PRESIDENTE. Vediamo se c'è l'appoggio sulla richiesta di voto
palese.
E' aperta la verifica del numero dei richiedenti che non è
appoggiata.
Si vota quindi per alzata e seduta.
Chi è favorevole si alzi, chi è contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 6.6, a firma dell'onorevole De Luca Antonino ed
altri, è precluso.
Gli emendamenti 6.3, a firma dell'onorevole Lombardo e altri e
6.7, a firma dell'onorevole De Luca Antonino ed altri, sono
preclusi.
L'emendamento 6.1, a firma dell'onorevole Lantieri ed altri, è
inammissibile.
Si passa all'emendamento 6.10, a firma Schillaci ed altri, che non
è coerente col testo.
SCHILLACI. Perché non è coerente?
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, questa riformulazione non è
coerente col testo quindi se lo vuole riformulare, bene
Diversamente la invito al ritiro.
SCHILLACI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 6.12, 6.4 e 6.8 sono preclusi.
Tutti gli emendamenti dal 6.5 in poi sono superati perché
materialmente abbiamo stralciato il comma 3.
Ha chiesto di intervenire l'assessore Turano. Ne ha facoltà.
Sta intervenendo dallo scranno Assessore, perché si è messo lì? Ha
la duplice veste di Assessore e deputato.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, parlo perché conosco profondamente l'emergenza
idrica della provincia di Trapani e la soppressione del comma 3 può
determinare per davvero l'interruzione del servizio.
Abbiamo assunto un impegno tra galantuomini, giusto?
Chiedo soltanto di fare un ragionamento al contrario: approvare il
comma 3, onorevole Catanzaro, le chiedo scusa, l'assessore Falcone
ha manifestato la disponibilità a stralciarlo.
CRACOLICI. Il Presidente lo ha stralciato
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Presidente, posso parlare?
PRESIDENTE. Certo che può parlare
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Non sto parlando di una banalità
Le chiedo soltanto, visto che nel testo era inserito il comma 3,
se è possibile fare il contrario di quello che abbiamo deciso, a
tutela dell'Assemblea e del servizio che viene garantito.
Cioè, poiché l'assessore Falcone ha detto che incontrerà i vertici
della società per concordare con loro una modalità e qualora questa
modalità venisse concordata si provvederà a fare una legge per
mettere 5 milioni e poiché questa legge entrerà in vigore soltanto
fra 15 giorni, il mandato di pagamento o l'erogazione delle somme
deve essere sempre disposta dall'Assessore.
Nulla toglie che noi oggi la possiamo approvare e, in un momento
di emergenza sulla crisi idrica, il segnale che daremo è pari a
quello che lei poc'anzi ha evidenziato.
Io dico di approvare il comma 3 e, qualora il Governo nel nome
dell'Assessore Falcone, dovesse considerare incongruenti le
proposte della società non erogherà la somma e verrà qua a togliere
le risorse.
Chiedo soltanto di fare il contrario, in un patto tra
galantuomini, vale l'altro e vale anche questo
CATANZARO. Ma lo ha stralciato
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Ma chiedo soltanto, onorevole Catanzaro, guardi le posso dire una
cosa, io vivo la realtà della provincia di Trapani ...
CATANZARO. L'abbiamo stralciato
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Non è così
Sto chiedendo al Presidente che ha, su suggerimento delle
opposizioni e con una condivisione del Governo, ritenuto di
stralciare la proposta, il Presidente non ha stralciato la proposta
perché la proposta era in violazione del Regolamento e dunque era
una valutazione sua.
Non è così
Il Presidente è venuto incontro alle necessità dell'opposizione
che condividevano, onorevole Cracolici, mi faccia parlare
CRACOLICI. Ha dichiarato inammissibili gli emendamenti al comma 3
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Per la semplice ragione, onorevole Cracolici, mi fa completare il
ragionamento?
Mi creda, ripeto, io non sono qua la verità, e neanche lei.
Abbiamo tutti e due una necessità quella di garantire che in
questo momento di crisi idrica non possa la stessa essere aggravata
per una valutazione di opportunità fatta in capo alla società.
Quindi va bene il ragionamento pure contrario se c'è l'impegno del
Governo a non erogare le somme se le proposte non vengono.
Anzi vado oltre. Io dico di approvare anche il comma 3, impegnando
il Governo con un ordine del giorno a non erogare le risorse se
prima non riferisce in Aula sull'incontro con la società.
Ma così, quando questo sarà fatto, siamo nelle condizioni di poter
agire immediatamente. Diversamente, dovremmo ricominciare con
l'iter legislativo e ritornare qua, magari fra venti giorni, quando
la situazione potrebbe essere, per l'emergenza che stiamo vivendo,
anche complicata. Quindi mi sto appellando
PRESIDENTE. Assessore, onorevole Turano, intanto noi non possiamo
fare un ragionamento relativo al fatto che un ordine del giorno
abbia più peso rispetto a una norma.
Se si approva la norma, non è che si alza la mattina l'Assessore
Falcone e può pensare di non erogare più queste risorse, né
l'Assessore Falcone e né nessun altro.
TURANO. Ma l'Assemblea può ritornare
PRESIDENTE. Si può ritornare ma non è che ci siamo inventati il
percorso o è stata un'espressione determinata solo dalla mia
volontà. In virtù di quella che è stata un'interlocuzione con i
parlamentari, si è convenuto nell'approvare sia il comma 1 che il
comma 2. Nulla quaestio rispetto alla libertà di poter inserire il
comma 3 in un momento successivo, dove ci sono tante altre norme e
tante altre necessità.
Si figuri se da parte della Presidenza o dei parlamentari ci possa
mai essere l'interesse di stralciare il comma il comma 3, ma tra
non avere neanche la norma e averla, forse è meglio averla
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Allora è un impegno. Rispetto tra galantuomini
Qualora questa interlocuzione dovesse arrivare entro domani con la
formalizzazione degli impegni in capo alla società, domani stesso
nel prosieguo dei lavori, possiamo rivedere di nuovo la decisione
di stralciare il comma 3? Questa è una proposta di buon senso.
Interessa il Governo, interessa la provincia di Trapani, ma
interessa anche la società. E con il consenso di tutti
PRESIDENTE. Assessore Turano se ci fosse l'unanimità rispetto a
quella che è la proposta che lei fa, io posso eventualmente pensare
di accantonare l'articolo e domani valutare anche l'inserimento
all'unanimità.
TURANO. Va bene.
PRESIDENTE. Alt. Unanimità significa che nessuno si può e
sovvertire quello che comunque è uno stralcio.
TURANO, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Perfetto e allora, chiedo scusa, onorevole Cambiano. Onorevole
Catanzaro, le posso dire una cosa?
L'unanimità per ventiquattro ore di tempo? L'unanimità per
ventiquattro ore di tempo? Per ventiquattro ore di tempo che serve
a risolvere il problema di un territorio Ma ventiquattro ore di
tempo ha chiesto e siccome ha chiesto l'unanimità qualora non c'è
io ne prendo atto.
Le sto chiedendo soltanto lei che è il capogruppo di un partito
così importante, chiedo scusa, le chiedo scusa, le chiedo scusa e
io le sto chiedendo.
CATANZARO. Lei quel dito non me lo deve puntare
PRESIDENTE. Assessore, come vede, non mi pare che ci sia.
TURANO. Registriamo che manca l'unanimità.
PRESIDENTE. Va bene, registriamo questo e ritorniamo adesso alla
votazione.
Pongo in votazione l'articolo 6, senza il comma 3, così come
concordato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Adesso colleghi, visto e considerato che sono le 20.00 passate,
sono le 20.10 e mi pare che sia pacifico come orario, visto che
avevo stabilito di sospendere i lavori alle 20.00, la seduta è
rinviata a domani, mercoledì 26 giugno 2024, alle ore 14.00.
La seduta è tolta alle ore 20.10 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
X SESSIONE ORDINARIA
119a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 26 giugno 2024 - ore 14.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme in materia di Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.
Disposizioni finanziarie varie (n. 739/A - Stralcio II/A)
(Seguito)
Relatore: on. Caronia
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio