Presidenza del Presidente Galvagno
La seduta è aperta alle ore 14.36
PRESIDENTE. Colleghi, avverto che del verbale della seduta
precedente sarà data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Gallo, La Rocca Ruvolo, Intravaia e Auteri.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge
«Norme in materia di Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.
Disposizioni finanziarie varie»
(n. 739/A - Stralcio II/A)
PRESIDENTE. Allora colleghi, si passa all'esame articolo 7. Ne do
lettura:
«Art. 7.
Anticipazione finanziaria per il supporto tecnico al Commissario
per l'emergenza rifiuti
1. Agli oneri previsti per il supporto tecnico di cui al comma 4
dell'articolo 14 del decreto legge 7 maggio 2024, n. 60 si fa
fronte, per l'esercizio finanziario 2024, con somme anticipate per
euro 200.000,00 a carico del bilancio della Regione. A seguito del
trasferimento delle risorse finanziarie nella contabilità speciale
prevista dalla medesima disposizione, le somme anticipate saranno
riversate, entro il 31 dicembre 2025, dalla stessa contabilità
speciale e per il medesimo importo, al bilancio della Regione.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2024, la spesa di euro 200.000,00 (Missione
9, Programma 3).».
Colleghi, siccome all'articolo sono stati presentati soltanto
emendamenti soppressivi, come ricorderete in questo caso si vota il
mantenimento dell'articolo stesso.
Pertanto, pongo in votazione l'articolo 7.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Impianto di depurazione consortile I.A.S. s.p.a.
1. Per il finanziamento, secondo quanto previsto dal decreto del
Ministro delle Imprese e del made in Italy di concerto con il
Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica del 12
settembre 2023, degli interventi manutentivi per la messa in
sicurezza dell'impianto di depurazione consortile della società per
azioni Industria Acqua Siracusana s.p.a. (I.A.S. s.p.a.), sito nel
territorio del comune di Priolo Gargallo (SR), volti alla
manutenzione straordinaria delle strutture e degli impianti per un
corretto funzionamento del processo e per garantire altresì la
staticità e la sicurezza degli impianti e del personale operante, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2024, la spesa di euro
9.024.340,00 (Missione 9 Programma 2).».
Onorevole Gilistro, c'è un emendamento a sua firma, il numero 8.2,
che è assorbito dal testo, quindi la invito al ritiro. Lo considero
ritirato? È assorbito dal testo, quindi se vuole può ritirarlo,
oppure possiamo porlo in votazione, come preferisce.
GILISTRO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
Allora, essendo rimasti soltanto emendamenti soppressivi
dell'articolo, si vota il mantenimento dell'articolo.
Pertanto, pongo in votazione l'articolo 8.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Extra costi nel settore rifiuti
1. Al fine di supportare la finanza pubblica delle amministrazioni
comunali, per l'esercizio finanziario 2024, è riconosciuto un
contributo a copertura dei c.d. extra costi sostenuti nel settore
dei rifiuti.
2. Il contributo di cui al comma 1 è ripartito, con decreto del
dirigente generale del Dipartimento regionale dell'acqua e dei
rifiuti, tra i comuni individuati in conformità ai criteri
stabiliti con le deliberazioni della Giunta regionale n. 109 del 3
marzo 2023 e n. 376 del 28 settembre 2023 e con i relativi decreti
attuativi del dirigente generale, riparametrando il contributo per
ciascun comune al finanziamento previsto dal presente articolo.
3. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2024, la spesa di 50.000 migliaia di euro
(Missione 9, Programma 9).».
Chiedo all'onorevole Lombardo se intende mantenere il suo
emendamento.
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, Governo, colleghi, se
l'assessore Di Mauro mi dedica due minuti, visto che l'articolo
riguarda la sua delega, gliene sarei grato.
PRESIDENTE. Può cominciare il suo intervento, onorevole.
LOMBARDO Giuseppe. Assessore Di Mauro, questo articolo che prevede
il ristoro di 50 milioni di euro per extracosti sostenuti dai
comuni per il trasferimento dei rifiuti all'estero, certifica il
fallimento, come quello che sta succedendo in questi giorni, della
politica dei rifiuti in Sicilia.
Questa certificazione ha un nome e un cognome: si chiama, l'ex
Presidente, onorevole Musumeci e in continuità il Presidente
Schifani.
Assessore Di Mauro, noi abbiamo vissuto cinque giornate veramente
allucinanti.
Negli ultimi cinque giorni il Governo ha certificato, Presidente,
c'è un vocio, c'è un sottofondo, c'è di tutto e di più - per
carità - io capisco che il problema non riguarda forse tanti
colleghi però almeno l'attenzione dell'Assessore ce l'ho.
Assessore, con questi 50 milioni noi non abbiamo risolto il
problema
Con questi 50 milioni voi state dando quello che già i comuni
hanno sostenuto nel 2022 e nel 2023
Assessore Falcone, no Non è qualcosina in più
Perché se lei ricorda bene, Assessore Falcone, sono in meno perché
il prospetto del decreto che aveva fatto il dirigente Burgio, che
poi ha ritirato, era in riduzioni percentuali per tutti i comuni
perché le risorse, 45 milioni stanziati dalla Giunta Musumeci non
erano bastati.
Ora state aggiungendo 5 milioni, che sono soltanto il 10 per cento
in più, ma non arrivano a coprire l'intero costo sostenuto in più
dai comuni.
Ma non è questo il senso del mio intervento, Assessore Falcone,
Assessore Di Mauro.
Voi state mettendo una pezza a una falla di una diga che non
riuscite più a contenere Voi state cercando di fermare il mare con
le mani Non è che risolviamo il problema con questi 50 milioni I
rifiuti stanno continuando ad andare all'estero
I rifiuti per essere trattati in un impianto, ancora privato, il
Governo ha avuto la necessità di fare due ordinanze per andare
avanti e per non creare l'emergenza. E lo sapete cosa vi dico?
Che mi sto cominciando a convincere che questa emergenza non è
causata chissà da che cosa o perché non ci sono gli impianti,
secondo me questa emergenza è voluta
Collega Geraci, avete la pessima abitudine di non avere rispetto
di chi interviene L'Assessore Falcone appena finirà la seduta,
sarà a sua completa disposizione.
Voi non state risolvendo il problema con questi 50 milioni. Con
questi 50 milioni state mettendo una pezza
Ci sono ancora da affrontare almeno tre-quattro anni di emergenza,
ci sono almeno da affrontare tre-quattro anni di extracosti.
Desidero, Presidente, che l'Assessore Falcone - ancora per qualche
settimana Assessore per l'economia di questa Regione - dica qual è
la risposta anche per l'anno in corso, dica quale sarà la risposta
per gli anni che mancano fino a quando non si arriverà alla
soluzione, dica l'Assessore Di Mauro a quest'Aula, e su questo
articolo chiedo che intervengano entrambi, qual è la soluzione?
Perché la soluzione non sono i due termovalorizzatori che si
vogliono realizzare.
Lo sa che cosa mi fa specie, Presidente? Mi dia qualche minuto in
più, che in questi cinque giorni di emergenza dei rifiuti in
Sicilia si è parlato solo di impianti che non sono disponibili o
che non sono autorizzati o che non sono autorizzabili.
Ma perché nessuno ha parlato che questa crisi dell'impiantistica
in Sicilia, della non capacità di gestione dei rifiuti che si
producono in Sicilia, ha due città che sono la causa principale di
questa crisi?
Perché non diciamo che Catania e Palermo non hanno nemmeno messo
in piedi, se non Catania per qualche parte, una modalità di
raccolta che possa evitare che la Regione sia sempre sotto
emergenza?
E allora mi comincia a venire il sospetto che siccome nessuno dice
le cose come stanno, che Catania e Palermo non stanno facendo
quello che è previsto per legge, che questa emergenza è causata
scientificamente per far passare il messaggio che alla fine i
termovalorizzatori sono l'unica soluzione, e far calare
nell'opinione pubblica la realizzazione di due termovalorizzatori,
che sono anche di più rispetto a quello che è necessario.
Signor Presidente, le voglio fare soltanto notare che in questa
tabella, che il rapporto dell'ISP, poi non intervengo più, della
produzione dei rifiuti del 2022, la Sicilia è l'ultima Regione
d'Italia in percentuale di raccolta differenziata. La Sicilia ha
raggiunto obiettivi nel 2022 del 51,5% di raccolta differenziata,
che doveva raggiungere nel 2009, li ha raggiunti con tredici anni
di ritardo, ci sono tredici anni di complicità di chi ha governato
la politica dei rifiuti in Sicilia, e quindi io sono convinto che
questa emergenza non nasce a caso, questa emergenza è pilotata per
avere la nomina di Schifani come Commissario straordinario, per
avere la possibilità di prendere 800 milioni dal Fondo di sviluppo
e coesione e utilizzarlo per darlo ai privati e realizzare due
termovalorizzatori con fondi pubblici, e poi darli in gestione a
privati.
Vorrei capire perché su tutto ciò nessuno dice chi è veramente
responsabile di tutto questo? I responsabili hanno un nome e un
cognome, oggi si chiama assessore Di Mauro, oggi si chiama
Presidente Schifani, se siamo in emergenza la responsabilità è
vostra
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare gli onorevoli: Safina,
Dipasquale, Sunseri, Spada, Gilistro, Marano.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti del
Governo, andare incontro alle esigenze degli enti locali è
sicuramente corretto, però dire che questi 50 milioni sono
sufficienti o possono realmente bloccare gli auspicati aumenti
della TARI o gli annunciati aumenti della TARI è sicuramente una
"boutade" perché già, come diceva il collega Lombardo, con 45
milioni finanziavamo il 18% in meno di quello che era stimato sul
2023 per far fronte agli extra costi per il trasporto dei rifiuti
all'estero, e 5 milioni ovviamente non riescono a colmare questo 18
per cento che avevamo già sottratto, come risulta dal decreto del
Dirigente generale che aveva fatto la liquidazione, che aveva
provveduto a liquidare le somme che sarebbero spettate a ciascun
Comune.
A questo si aggiunge, caro onorevole Falcone, caro assessore
Falcone, che l'extracosto stimato per il 2024 è ben maggiore delle
somme che, per effetto dell'artificio contabile, i Comuni
riceveranno nel 2024.
Ci sono comuni che riceveranno 20.000 euro che hanno un extra
costo di 100.000 euro, Comuni che ne riceveranno 200.000 hanno un
extra costo stimato da un milione di euro, e questo, vedete,
provoca un paradosso che è tutto siciliano, perché noi abbiamo
detto ai siciliani, al netto di quello che avviene, come diceva
bene Lombardo, a Palermo e Catania, fate la differenziata, perché
con la differenziata voi avrete, oltre che un beneficio sicuramente
ambientale, anche un beneficio nelle vostre tasche, perché
pagherete meno di TARI.
Invece noi stiamo facendo la differenziata, ci sono Comuni che
hanno spinto moltissimo, anche comuni medi, la Sicilia ha visto
aumentare notevolmente le sue performances sulla raccolta
differenziata ma, a causa della mancanza degli impianti, a causa
della mancata approvazione di un piano dei rifiuti, che ricordo a
me stesso è stato bocciato dall'Unione Europea, ci troviamo ad
avere detto ai cittadini o fatto dire dagli amministratori
"aumentiamo la differenziata perché ne avrete un beneficio".
Invece questo beneficio non c'è perché, anche i Comuni che avevano
invertito la tendenza sulla TARI, ci sono Comuni che negli anni
hanno diminuito la TARI, da quest'anno si troveranno costretti ad
aumentarla nuovamente perché la mancanza degli impianti e,
guardate, al di là delle cose che ci siamo detti sui
termovalorizzatori, che sono una tecnologia vecchia, ammesso e non
concesso che quello che abbiamo detto sull'errore di stanziare 800
milioni di euro sui termovalorizzatori fosse totalmente sbagliato,
comunque i termovalorizzatori non sono la soluzione immediata.
Perché i termovalorizzatori li avremo, probabilmente, nel 2031, nel
2032 ma, da qui al 2032 che facciamo, continuiamo con questa
carenza di impianti ad aumentare la Tari ai cittadini che si stanno
anche loro impegnando per rendere le nostre città più accoglienti,
più pulite, più sostenibili?
Allora, il Governatore Schifani aveva annunziato questo piano
rifiuti, perché non aprire un dibattito su questo piano rifiuti,
sull'impiantistica che serve, su come anche aiutare i Comuni che
stanno indietro a fare un passo avanti? Perché è chiaro che quando
un terzo dei cittadini siciliani, quelli che risiedono a Palermo e
a Catania, non fanno la differenziata è un problema per gli altri
due terzi perché l'impiantistica è chiaro che sarà totalmente
diversa laddove questi Comuni iniziassero a fare una differenziata
spinta ma quando hanno percentuali da registro telefonico affossano
il sistema siciliano.
Allora, pensare di venire incontro anche alle esigenze di questi
territori per rendere appetibile e vantaggiosa la differenziata e
per strutturare un piano rifiuti e un piano impiantistico che tenga
conto dell'incremento della differenziata che questi Comuni devono
fare, è fondamentale, perché, altrimenti assessore Di Mauro, i
cittadini non comprenderanno più il valore della differenziata, e
avremo l'effetto di diminuire la differenza che attualmente
facciamo con, ovviamente, un incremento notevole della Tari. Che
vuol dire? annullare tutti i sacrifici che negli anni abbiamo fatto
e che gli Enti lo avevano fatto.
Quindi io consiglio al Governo, piuttosto che stanziare risorse su
misure che non producono alcun effetto positivo e di traino allo
sviluppo della Sicilia, fare un passo in più verso gli enti locali,
aiutarli a uscire fuori da questa crisi, evitare che la chiusura di
Lentini provochi ulteriori extracosti, perché queste ordinanze,
Assessore, lei lo sa meglio di me, non risolveranno il problema
degli extracosti, perché quando si abbanca per più giorni un
rifiuto, l'abbancamento senza lo smaltimento provoca
necessariamente un aumento dei costi, e se nei venti giorni lei non
riuscirà a trovare il modo per superare la deroga, per arrivare
all'autorizzazione, le discariche che avete individuato in quale
tempo si esauriranno? E dopo che si esauriranno quelle discariche
come già si sono esaurite quelle della provincia di Trapani dove
hanno conferito oltre 100 comuni che cosa faremo? Dove li
porteremo?
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Basta che
alza bene il microfono, onorevole, che poi non la sentiamo. Dal
podio?
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Ne
approfitto, innanzitutto, perché è la prima occasione in cui lo
vedo per fare gli auguri al neoeletto assessore Falcone, e poi
ribadisco che, secondo me, oggi la non presenza del Presidente è un
fatto non bello.
Io non so quando è venuto l'ultima volta in Aula il Presidente,
glielo dovete spiegare che deve venire in Aula ogni tanto, e questa
era un'occasione buona, anche perché ci sono tutte una serie di
argomenti, e questo è uno degli argomenti che, giustamente, a chi è
che poi c'è da qualche anno ci ritornano in mente tutta una serie
di cose.
I problemi non possono essere, non li possiamo scaricare a chi
oggi fa l'assessore, mi tocca giustificare l'assessore Di Mauro.
Quando non tredici anni, onorevole Lombardo, perché la situazione
che avevamo lasciato noi con il Governo Crocetta era assolutamente
diversa rispetto a come l'avete ridotta voi in queste due
legislature, e ci sono due responsabili su questa vicenda: uno si
chiama Musumeci e l'altro si chiama Schifani.
Sette anni di Governo, la storia degli extracosti già era arrivata
in Aula, tanti anni fa Prima erano 45 milioni. Pronti 45 milioni
per i Comuni, e allora siamo intervenuti e avevamo detto che non
era una soluzione. 2018 - 2019. Avevamo detto che era vergognoso
perché prendevamo i soldi della Comunità Europea per pagare.
Collega Lombardo, purtroppo questa vicenda era partita in Aula, e
quando avevate presentato la proposta dei 45 milioni di euro per
gli extracosti vi avevamo detto che non si possono utilizzare le
risorse della Comunità Europea che servono per lo sviluppo, per
pagare il conferimento dei rifiuti.
Le responsabilità che avete sono enormi, perché non siete riusciti
a garantire, no le favolette degli inceneritori, che voi avevate la
maggioranza, avevate il Governo, potevate farne uno, due, tre e poi
noi protestavamo, ma non sono arrivate neanche in Aula.
Non ve la potete prendere neanche con le opposizioni, perché non è
che c'è stata l'opposizione che vi ha bloccato.
No, vi siete bloccati voi stessi. Cioè voi non siete riusciti a
portare avanti nulla di quello che era la strategia per i rifiuti.
Non siete riusciti a determinare negli ambiti neanche la
realizzazione degli impianti per lo smaltimento
dell'indifferenziato, perché lì avete responsabilità enormi.
Perché avete commissariato i Comuni, li avete commissariati
Dopo di che, siccome erano amici vostri, buona parte, e siccome
gli veniva stretto fare l'impianto nel territorio, non gliel'avete
imposto, e quindi commissariamenti di un anno, due anni, tre anni,
quattro anni che non hanno determinato la chiusura del ciclo
Cioè, perché quando gli inceneritori che avevate promesso non li
avete realizzati nei sette anni, gli impianti per conferire
l'indifferenziato li avete fatti morire, e non ne avete fatto uno
in più rispetto a quelli del passato. La vostra inadempienza è
un'inadempienza totale che pagheranno i cittadini.
Perché voi tutti sapete che l'aumento del costo poi coincide con
l'aumento della Tari, che già è iniziato Non si risolve il
problema con i 50 milioni che è una favola che ritorna - è durata
tanti anni, io non so se finalmente riusciremo a vederle queste
risorse - ma comunque non rappresenterà una soluzione
E, morale della favola, noi leggeremo tra i bilanci dei Comuni dei
prossimi anni incrementi dei costi, perché qualsiasi soluzione non
è che alle porte, qualsiasi sia: realizzazione degli impianti per
lo smaltimento per l'indifferenziata, inceneritori, quello che
volete voi.
I sette anni vostri di inadempienza costeranno ai siciliani il 30
- 40 -50 per cento di aumento della Tari e voi siete responsabili
di tutto questo
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dipasquale.
È iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Dopo gli onorevoli
Spada, Gilistro, Marano e Di Paola.
SUNSERI. Grazie Presidente, Assessori, onorevoli colleghi.
Presidente, io non so, volevo iniziare a fare un discorso serio,
poi mi sono soffermato a leggere qualche emendamento, le devo dire
che una piccola risata me la sono fatta, perché l'argomento è
serissimo.
E nei cinquanta milioni ho trovato un emendamento per la pulizia
del verde dei comuni di Pachino e Rosolini, ho pensato di
subemendarlo e inserire qualche altro Comune per fare un po' di
pulizia del verde anche in altre città, con tutto rispetto
ovviamente per chi ha presentato l'emendamento.
Però ritengo che molte volte bisogna avere anche il buon senso nel
presentare determinati argomenti o dei temi, soprattutto quando
stiamo a parlare di un fallimento chiaro dei Governi della stella
nostra Regione nella gestione dei rifiuti.
Scorrevo velocemente su Facebook qualche mio vecchio post sulla
questione dei rifiuti, io non la seguo in maniera approfondita,
però, a volte, leggo anche io i giornali e ricordo quando a Lentini
la Guardia Finanza trovò nella discarica un milione di euro,
sotterrato dentro i fusti bianchi di plastica, c'erano i soldi
dentro la discarica, ben sotterrati dentro dei fusti bianchi. È,
diciamo, storia di questa di questa Regione, dove non si trova
posto per i rifiuti però il milione di euro dei fusti bianchi erano
ben conservati all'interno della discarica di Lentini.
Io proverei a ricordare da dove parte o comunque quello che non è
stato fatto nel corso degli anni. Ricordo un piano rifiuti che
arriva in enorme ritardo e blocca, perché condizione abilitante per
gestire i fondi del FESR, circa 110 milioni di euro di fondi
europei per la gestione dei rifiuti in Sicilia, un piano dei
rifiuti che arriva col Governo Musumeci in enorme ritardo, dura
appena qualche mese, non riusciamo a sbloccare quelle risorse, il
buon Pierobon si inventa un bando da 18, 19 milioni di euro per
fare i centri di compostaggio comunale, di compostaggio e nessun
Comune riesce ad utilizzare quei 18 milioni di euro che perdiamo
definitivamente, risorse che servivano per gestire il rifiuto umido
della nostra Regione, uno dei più grandi e importanti temi nella
gestione dei rifiuti e, insieme a quello, tutta una serie di
inefficienze e incapacità a gestire, come dire, proprio la raccolta
indifferenziata dei rifiuti dei nostri Comuni.
Qualcuno, poco fa, ricordava bene Palermo e Catania che da soli
fanno quasi il 40 per cento di rifiuti indifferenziati della nostra
Regione, mentre l'emendamento, Assessore, parla solamente dei
Comuni che hanno portato fuori i rifiuti dei propri Comuni
all'estero, o comunque fuori dalla nostra Regione, e noi veniamo in
soccorso. Ieri sentivo il sindaco di Alcamo che mi diceva che, per
ordinanza della Regione, ha dovuto conferire i rifiuti della
propria città, che ha una percentuale raccolta differenziata molto
alta, da Trapani a Catania e ha avuto un aumento di costi da un
milione di euro e non rientra nel riparto delle risorse, diciamo,
che noi stiamo destinando a questi Comuni. E quindi, praticamente,
chi si è ritrovato a doverli portare fuori dalla Sicilia avrà
queste briciole, questo contentino da parte della Regione, chi
invece per ordinanza della stessa Regione si è vista obbligata a
trasferire i propri rifiuti all'interno della Regione, in altre
discariche rispetto a prima, all'interno del proprio ambito dove
conferiva, e si ritrova a dover dire ai cittadini "vi devo
aumentare la Tari ", che se ci pensate è una follia perché io,
sindaco di un Comune, che mi impegno a raggiungere percentuali di
raccolta differenziata superiori al 70 per cento e devo dire pure
ai miei cittadini "vi devo aumentare la Tari perché la Regione non
mi garantisce le discariche dove poter conferire o dei centri dove
poter conferire" è veramente una stortura talmente grave che è
inspiegabile a qualsiasi cittadino di buon senso Anche perché poi
a essere attaccati sono sempre i sindaci, gli assessori comunali e,
ovviamente, chi invece ha il compito di dover trovare delle
soluzioni, non viene minimamente schierato.
Allora, al di là diciamo della battuta iniziale, propongo un'idea,
assessore, vediamo se riusciamo a trovare un momento di sintesi su
questo emendamento.
Perché non aumentare il budget che in questo momento viene
stanziato e ci fermiamo due minuti per individuare un percorso
diverso? I cinquanta milioni restano per i Comuni che hanno portato
fuori dalla Sicilia i rifiuti e stanziamo delle risorse per quei
Comuni che per ordinanza della Regione si sono visti obbligati a
conferire i rifiuti in qualche altra discarica, aumentando i propri
costi e che si trovano completamente tagliati fuori da questa
norma.
Credo che sia un atto di buon senso nei confronti di tantissimi
sindaci, tantissimi sindaci tantissimi Comuni della nostra Regione
che permetterebbe a tutti quanto meno di mettere un freno
all'aumento della Tari che, altrimenti, risulterebbe veramente
inspiegabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà
SPADA. Signor Presidente, io intervengo sull'emendamento che
dovrebbe, in teoria, stanziare questi cinquanta milioni di euro nei
confronti dei Comuni che hanno visto in questi mesi aumentare, in
maniera spropositata, il costo del conferimento dei rifiuti.
Una cosa che però non abbiamo detto in quest'Aula, assessore
Falcone, assessore Di Mauro, è che questi cinquanta milioni di euro
- come detto dall'onorevole Dipasquale - oltre ad essere stati
immaginati dal Governo Musumeci hanno una copertura che arriva fino
al 30 aprile 2023.
E allora se noi diamo questi 50 milioni di euro, le dicevo
assessore Falcone, la copertura di questi 50 milioni di euro
consente di coprire fino al mese di aprile 2023, per tutto il
resto dell'anno, quindi fino a giugno 2024, come si intende
intervenire, perché noi stiamo raccontando all'esterno che questi
extracosti risolveranno il problema dell'aumento della Tari, cosa
che non avverrà, perché la Tari aumenterà e dobbiamo dire in
maniera chiara ai cittadini e ai sindaci che se aumenterà la Tari
la responsabilità sarà di questo Governo e anche di quello
precedente perché non sono riusciti a fare la copertura che si
richiedeva da tempo.
Allora, siccome in quel capitolo, in quel famoso capitolo,
assessore Falcone, in cui lei diceva ieri di esserci milioni e
milioni di euro, se riuscissimo ad aumentare la copertura e a dare
almeno una copertura che riesca integralmente a coprire il 2023,
forse i comuni riusciranno ad avere un po' di ossigeno, riusciranno
ad approvare i piani economico-finanziari cui è stata data una
proroga fino al 20 luglio ed eviteremmo l'aumento della Tari che,
diversamente, è alle porte e di cui questo Governo si dovrà
assumere la responsabilità. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire una
parola chiave - grazie onorevole Falcone e complimenti e auguri
ancora per il successo - sono rammaricato, perché rammaricato? Da
quanto faccio parte di questo Governo, da un anno e mezzo circa ...
PRESIDENTE. Dell'Assemblea, ha avuto un lapsus onorevole Gilistro,
a meno che non ci siano stravolgimenti.
(Brusio dall'Aula)
GILISTRO. Scusate colleghi, davvero non sapevo, perché non
facciamo parte di questo Governo parlamentare?
PRESIDENTE. Lei no
(Brusio dall'Aula)
GILISTRO. Governo nel senso tecnico, perdonate.
PRESIDENTE. Lei no, però le strade del Signore sono infinite.
GILISTRO. Allora, colleghi, mettiamola così: io sono un membro
dell'opposizione di questo Governo di cui noi facciamo parte, sono
membro dell'opposizione di questo Governo di cui comunque noi
facciamo parte o fate parte di qualche altro Governo? Questo è il
problema.
PRESIDENTE. Andiamo al tema.
GILISTRO. Andiamo al tema, qual è il problema? Rammaricato perché?
Perché in un momento così grave, Presidente, di siccità in Sicilia
l'unica parola che tuona in questo Parlamento è emergenza
Perché questa è una parola che qua dentro tuona e tuona in
continuazione, perché tuona questa parola? Perché non ci sono altre
parole in questo Parlamento: emergenza pronti soccorso, emergenza
sanità, emergenza liste d'attesa, emergenza rifiuti, emergenza
idrica, emergenza incendi, emergenza sociale, emergenza strutture
scolastiche. Cosa funziona in questo Parlamento? Vorrei sapere cosa
funziona, mi piacerebbe poter dire che i soldi che noi investiamo,
che spendiamo in questo Parlamento, non siano solo dedicati
all'emergenza, Presidente, ma siano dedicati, come in tanti Paesi
più virtuosi, al miglioramento dei servizi, non per cercare di
tappare il buco dell'emergenza.
Dovremmo essere, come abbiamo detto più volte più inclini, a
spendere in prevenzione e, soprattutto, nei rifiuti.
Soldi Ci vantiamo 50 milioni qua, 10 milioni là, 10 milioni per
gli agricoltori. Siccità, emergenza siccità. L'unica
cosa...dissalatori, no L'unica cosa che possiamo fare, in questo
momento, sapete cos'è colleghi? Dissalare il sudore degli
agricoltori siciliani Possiamo dissalarlo il sudore, Presidente
Perché è l'unica cosa che ci rimane è dissalare il sudore di questi
poveri disgraziati, che stanno abbattendo i capi, stanno abbattendo
i capi di bestiame perché non riescono a dargli a mangiare Perché
non riescono neanche a mietere il grano per dargli da mangiare Noi
dobbiamo migliorarli i servizi, non correre dietro le emergenze
A proposito di rifiuti, questa è una cosa veramente che io non lo
so cosa sta succedendo in Sicilia, ma è un tema che non riguarda
questo Governo riguarda, i Governi precedenti. Capisco, abbiamo
ereditato, avete ereditato anche da altri Governi questa
problematica ma è possibile che in Sicilia non si riesca a
risolvere questo problema, ormai annoso? Io credo che in questo
momento bisogna pensare a un reset, a un reset in questo Parlamento
un reset strutturale, etico, morale, cominciare a pensare con una
visione che vada ben oltre l'emergenza. Bisogna cominciare a
pensare con una visione che vada ben oltre qualunque emergenza. Non
è possibile, Presidente, che noi non riusciamo a fare, naturalmente
e chiaramente, dare risorse per le emergenze ma,
contemporaneamente, dare delle risorse affinché queste emergenze
nei prossimi dieci anni non avvengano più.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ci sono dopo
gli ultimi tre interventi, gli onorevoli Di Paola, Campo e Burtone.
Prego, onorevole Marano.
MARANO. Signor Presidente, siamo qui a parlare dell'ennesima
emergenza, a parlare ogni anno della solita storia. Io, ormai, sono
qui da sei anni e mezzo e ogni estate, non mi ricordo un'estate in
cui non abbiamo visto i cumuli di rifiuti per strada, che non si
sia parlato di emergenza rifiuti, che non si ha parlato di costi
elevatissimi da gestire per lo smaltimento di questi rifiuti,
spedizione all'estero, eccetera, eccetera.
Oggi siamo sul Fatto Quotidiano, Presidente, e vorrei condividere
con voi, con quest'Aula, e con i siciliani che ci ascoltano, un
articolo dove fanno davvero una sintesi che rappresenta, proprio
simboleggia la situazione siciliana; "Sicilia, il pasticcio della
discarica di Lentini. Cancelli riaperti, dopo quattro giorni di
emergenza rifiuti in 200 comuni. L'immondizia è rimasta per il
quarto giorno di fila, ancora una volta, in casa e per le strade
dei siciliani. Nella tarda serata di martedì, 25 giugno, si è
trovata una nuova soluzione, per far fronte all'ennesima emergenza
rifiuti dell'isola. Una svolta avvenuta dopo le interlocuzioni tra
Schifani, l'assessore Di Mauro, il Prefetto, ARPA, Sicula
Trasporti". Ma come si è arrivati alla chiusura? "La Sicula
Trasporti è finita sotto amministrazione giudiziaria, nel 2020, a
seguito dell'inchiesta "Mazzetta sicula", della procura di Catania
e del Gi.co, che ha portato all'arresto del patron Antonino
Leonardi, insieme ad altre otto persone, con l'accusa di
associazione per delinquere, reati ambientali, frode, corruzione.
La società è stata assegnata, poi, agli amministratori Belfiore,
Castorina eccetera, eccetera. In una prima fase, la Regione ha
firmato un decreto ponte, che consente alla Sicula di proseguire
l'attività, in attesa che si concluda l'iter. Atto, però, annullato
a marzo. Gli amministratori hanno, quindi, chiesto nuovamente di
poter usare l'impianto, avviando la verifica di assoggettabilità
della valutazione dell'impatto ambientale. Una procedura che debba
valutare se un progetto determina potenziali impatti ambientali
significativi e negativi ed è sottoposto al procedimento di
Valutazione di impatto ambientale. Ma lo scorso 10 giugno il
Dipartimento regionale Ambiente rigetta la richiesta di
prosecuzione, in quanto mancano le valutazioni definitive da parte
della Città metropolitana di Catania e dell'Arpa sui rischi
sanitari, ambientali e culturali. Dieci giorni dopo, il 20 giugno,
il Gip Montoneri ha deciso, in assenza delle autorizzazioni di
Valutazione di impatto ambientale, di sospendere l'attività
dell'impianto. Atto che ha trovato impreparata la Regione, e
persino l'Assessore, che ha tentato di chiedere al Gip il
differimento di 10 o 15 giorni dalla chiusura. Richiesta che non è
stata neppure presa in considerazione: venerdì 21 giugno la Sicula
chiude i cancelli, dando la colpa all'Assessorato del territorio e
ambiente - Dipartimento dell'ambiente - Servizio autorizzazioni e
valutazioni ambientali, che ha negato l'autorizzazione al
proseguimento dell'attività, in attesa della definizione delle
istanze di verifica di assoggettabilità alla Valutazione impatto
ambientale. In poche ore il panico: si fermano 200 comuni, succede
il caos".
Si blocca l'esistenza in Sicilia su questi rifiuti e non si sa
dove si devono andare a spedire, a buttare. il caos E poi
l'articolo si conclude dicendo: "Il caso Sicula mostra come, per
l'ennesima volta, quando si tratta di rifiuti dell'Isola, c'è
un'assenza di piano strategico della Regione, che resta
assoggettata agli impianti privati e costretta a continui atti
emergenziali".
Sempre la stessa storia E poi ci meravigliamo perché le persone
non vanno più a votare, perché i cittadini ormai hanno sfiducia
nella politica e nella pubblica amministrazione che, anziché
soddisfare i bisogni dei Siciliani, finisce sui giornali per questo
tipo di dinamiche.
Presidente, la Sicilia è stanca di sentire ogni anno la stessa
storia Abbiate veramente la volontà, il rispetto per la gente e i
Siciliani, che hanno bisogno di vivere in un'Isola dove i servizi
funzionano, perché veramente già pare di rivivere il Musumeci bis,
perché anche Musumeci parlava di mettere fine a questa gestio, ma
di fatto non è mai successo niente. E penso che a fine legislatura
sarà la stessa cosa anche per questo.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente. Governo, onorevoli colleghi,
assessore Di Mauro, io sono convinto che di articoli come questo,
da qui ai prossimi mesi, ne troveremo un bel po', perché ahimè - e
lo sappiamo benissimo tutti, l'Assessore si è ritrovato in questa
condizione - la Sicilia è sprovvista di impiantistica. E non che si
stia facendo chissà quale pianificazione per far sì che
l'impiantistica che è assente, territorio per territorio possa
essere realizzata.
Vedo, Assessore, che all'interno del Dipartimento c'è moltissima
confusione, anche perché ho letto velocemente le due ordinanze che
sono state realizzate nel corso dei due giorni e dicono tutto e il
contrario di tutto. Quindi anche all'interno del Dipartimento c'è
confusione, perché se io ho un'ordinanza il 24 di giugno e poi ne
faccio un'altra il 25 di giugno è ovvio che c'è qualche cosa che
all'interno stesso del Dipartimento non funziona. E tra l'altro sta
esponendo il Presidente della Regione, perché il decreto legge
fatto dal Governo di destra, dal Governo Meloni, non dà i poteri al
Presidente della Regione di poter spostare i rifiuti e decidere
dove smaltire i rifiuti, ma dà poteri speciali per completare il
Piano rifiuti e per procedere all'impiantistica, alla realizzazione
dell'impiantistica.
Quindi noi stiamo andando a deroghe su deroghe, esponendo questo
Governo ed esponendo il Presidente della Regione.
Tra l'altro, Presidente Galvagno, io mi sarei aspettato in questi
mesi - e non è avvenuto - una riforma sul sistema rifiuti, una
riforma che era stata presentata dal Governo regionale passato ma
che poi da questo Governo non è stata portata, non è stata
migliorata per portarla avanti perché, veda Presidente, in giro per
i vari territori oramai le SRR e, lo abbiamo detto più e più volte
all'interno di quest'Aula, hanno un dominio quasi esclusivo sui
rifiuti e ci sono anche due mondi politici che si scontrano.
Io ho visto ad esempio più volte, non vedo il collega Pace, ho
visto più volte scontrarsi la linea di pensiero di Cuffaro e la
linea di pensiero di Lombardo che sono due linee completamente
divergenti, cioè non la pensano allo stesso modo sulla gestione dei
rifiuti. Sono due linee completamente divergenti che stanno
danneggiando questa Regione e che stanno danneggiando tutti i
siciliani perché di fatto noi, mettendo milioni di euro sugli
extracosti che continueremo a mettere Presidente, da qui ai
prossimi mesi, da qui ai prossimi anni, perché non è che c'è
soluzione in questo momento.
E lo sappiamo benissimo che gli inceneritori, i termovalorizzatori
non sono la soluzione perché come diceva il collega Di Pasquale
forse, se mai, dovessero essere realizzati li vedremo fra cinque,
sei, sette anni e poi il prossimo Governo, io sono convinto che poi
bloccherà l'iter di questi mega impianti che non servono alla
Sicilia.
Noi, più e più volte, abbiamo detto che serve l'impiantistica
territoriale ma per realizzare l'impiantistica territoriale serve
un sistema di governance diverso da quello che c'è attualmente
perché quello che c'è attualmente non funziona e la linea di
pensiero di Cuffaro rispetto alla linea di pensiero di Lombardo
continuano a scontrarsi, a non trovare nessuna soluzione.
Allora, Assessore Di Mauro, io il consiglio che posso dare a lei e
a questo Governo, al di là dell'aiuto ai comuni che noi possiamo
dare oggi, possiamo dare fra due mesi, fra tre mesi, possiamo
continuare a dare, ma lei che è Assessore all'energia e rifiuti, e
credo che abbia anche un'idea e un indirizzo su come risolvere il
problema, inizi a presentare una riforma in Commissione ambiente e
territorio e da lì, soprattutto in questi primi anni, dove mi
aspettavo chissà quante riforme da parte di questo Governo, ma io
ad oggi non ne ho visto in Aula, Presidente, una riforma essenziale
per modificare finalmente questo sistema di governance che non
funziona e non funziona per quanto riguarda la gestione dei
dipendenti e delle assunzioni, non funziona per quanto riguarda la
realizzazione dell'impiantistica.
L'attuale governance non funziona E noi possiamo andare avanti di
mesi in mesi e ci ritroveremo a dare milioni e milioni di euro di
soldi dei siciliani, non abbassando minimamente la Tari, perché la
Tari andrà ad aumentare, lo possiamo dire tranquillamente ai
cittadini, e ci ritroveremo col prossimo Governo regionale a
riaffrontare la stessa situazione, ma stavolta Presidente con meno
impiantistica, perché le discariche ormai sono tutte in esaurimento
e, finisco Presidente, al di là delle continue deroghe, poi sarà la
Magistratura ad intervenire. Perché noi possiamo derogare e
continuare a derogare, a fare ordinanze, ma poi sarà la
Magistratura, così come è successo a Lentini, ad intervenire e a
continuare a lasciare questa Regione in emergenza.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
Poi rimangono soltanto gli onorevoli Burtone e Castiglione e poi
ha chiesto di intervenire l'Assessore.
CAMPO. Signore Presidente, Governo, colleghi deputati, noi ci
ritroviamo 50 milioni di euro di extracosti in questa manovra che
dovrebbe salvare alcune criticità della nostra Regione per un
motivo semplicissimo. Il motivo è l'incapacità, l'incapacità di
questo Governo e del Governo precedente di concepire quello che è
lo smaltimento dei rifiuti in maniera organica, in maniera
produttiva, perché un Governo dove il Presidente si fa nominare
Commissario straordinario ai rifiuti solo con l'obiettivo,
l'appannaggio politico di costruire due mega inceneritori che sono
impianti obsoleti, che forse vedremo fra 5, 6, 7, 10 anni, non lo
sappiamo, senza invece pensare all'impiantistica di cui è
sprovvista questa Regione, ci dà un chiaro esempio della miopia
politica di questo Governo, che non ha idee, non ha proposte, non
ha soluzioni, e quindi si ritrova a dover mettere soldi per mettere
pezze sopra pezze.
Io ricordo che nel Governo precedente, anche il Presidente
Musumeci era stato nominato commissario straordinario ai rifiuti, e
doveva realizzare degli impianti. Tra questi impianti, uno di
questi era, per esempio, il centro di compostaggio di Vittoria, che
non è mai stato realizzato: avrebbe permesso a un'intera
collettività e ad un intero territorio di attuare quel principio di
smaltimento di rifiuti di prossimità, avendo l'autosufficienza.
Parlo di un territorio che spesso si è ritrovato a dover spedire
rifiuti a Trapani, a cinque ore di strada, e molte volte anche
fuori Regione, in Calabria o a Roma, e quindi con un aggravio
enorme di costi sulle spalle dei cittadini.
Quindi, se non si ha la visione di fare, prima di ogni altra cosa,
gli impianti - e gli impianti, signori miei, devono essere pubblici
- perché se continuiamo a lavorare con impianti privati, il caso
Lentini o il caso di qualsiasi altra discarica privata, perché non
è la prima volta che in piena estate viene fatto un provvedimento
per bloccare una discarica che serve 200 comuni siciliani - quindi
per una Regione di 391 comuni, 200 conferivano a Lentini -
discarica che viene bloccata in piena estate, ed è una discarica
privata. Quindi, dobbiamo avere la visione di realizzare gli
impianti pubblici.
Anche questa cosa degli inceneritori non si è capita molto bene,
perché io vorrei capire per quale motivo sono stati vincolati 800
milioni di euro di fondi FSC per realizzare questi mega-
inceneritori, di cui non sappiamo ancora neanche i costi? Però sui
giornali leggo costantemente che l'idea di Schifani è quella di
farla in project financing, quindi di affidarli nuovamente ai
privati.
È un'indecenza, perché non si capisce che questo meccanismo malato
non farà mai bene a questa Regione, e continuerà a portare lo
stesso eterno disservizio di sempre, sommersi dai rifiuti
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, il dibattito che finora si è
sviluppato ci dice che c'è un impegno cui bisogna adempiere, da
parte dell'Assemblea, di dare un sostegno a quei comuni che hanno
avuto un esborso notevole negli anni scorsi.
Io ho seguito tramite la stampa stamani, e in questa seduta viene
ripreso questo argomento in maniera forte, e credo sia doveroso da
parte nostra affrontare la questione, che ha due terminali però,
Presidente, in senso generale.
Un terminale per la questione dei rifiuti sono i comuni: i comuni
debbono affrontare il tema dei costi, tenendo conto che è tutto a
carico dei cittadini, cioè non c'è una parte che il comune può
individuare per diminuire l'esborso delle tasse da parte della
comunità. Tutto ciò sta comportando, anche quest'anno, non solo per
i comuni che hanno avuto l'extracosto, ma per tutti i comuni, un
aumento in media del 10% della Tari, perché in base ai calcoli
disposti dall'ARERA, e alle condizioni di inflazione che hanno le
nostre comunità, i cittadini saranno chiamati, al di là anche della
realizzazione della differenziata, ad avere un costo maggiore.
Tutto ciò che cosa determina? Determina un altro fatto
fondamentale, che i cittadini finiscono in larga parte per non
pagare.
Cioè, dobbiamo tenere conto, io credo che l'assessorato abbia, da
questo punto di vista, dei dati, che nei comuni questa Tari non è
poi a totale copertura dei cittadini, perché finiscono per non
essere evasori ma debitori, sono debitori che non riescono a pagare
perché non sono nelle condizioni di rispondere ad una
sollecitazione, ad una richiesta che viene da parte dei comuni.
Allora, io credo che questo tema sia fondamentale, cioè il non
pagamento ha delle che poi tutti sappiamo, perché in Sicilia c'è
poi questa specificità derivante dal cosiddetto federalismo fiscale
che bisogna accumulare delle risorse per i fondi non facilmente
esigibili, per i debiti non facilmente esigibili.
Un fondo crediti che - sappiamo - aumentando, determina le
condizioni per cui i comuni vanno prima in squilibrio di bilancio e
poi successivamente al dissesto.
Allora, Presidente, il tema non è soltanto quello di aiutare
giustamente alcuni comuni. Il tema è che sta andando avanti,
purtroppo, una politica della riscossione che grava sui cittadini e
che determina delle problematiche all'interno dei comuni.
Credo che questa sia la questione da affrontare, sì
l'impiantistica, non so se può realizzare una diminuzione dei
costi. Magari Magari Finora è stata una lievitazione dei costi.
Quello che dobbiamo porci è che, continuando in questo modo,
avremo tutti i comuni in dissesto, non c'è riparo, perché accanto
al pagamento della Tari, poi c'è l'Imu, poi c'è l'impennata che
stanno avendo i costi relativi all'acqua, essendo diventata
privatizzata, ha degli aumenti notevoli, tutti a carico di
cittadini.
Concludo, Presidente. Nei giorni scorsi sono usciti i dati della
Svimez che ci dicono che la Sicilia ha aumentato il proprio PIL.
Come diceva Bob Kennedy purtroppo nel PIL non sono comprese alcune
problematiche e alcune fasce fondamentali che vivono le nostre
comunità, alcuni temi che sono rilevanti nella vita dei cittadini.
Parlare di un aumento del Pil può far pensare che le condizioni
della Sicilia siano migliorate. No Se si tiene conto anche di
questi temi, le condizioni della Sicilia sono precarie
Ecco perché dobbiamo avere consapevolezza dell'opportunità che ci
viene offerta da un ragionamento nuovo da portare avanti anche
rispetto alle problematiche legate alla tassazione che, purtroppo,
se così continua finisce per pesare sulla vita dei cittadini e
sulla vita dei comuni.
Mi permetto di fare senza polemica, Presidente, questo
ragionamento affinché la nostra Assemblea possa affrontare nei
prossimi giorni, nelle prossime settimane, temi che afferiscono
veramente alla vita dei nostri cittadini.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, infine, l'onorevole
Castiglione.
CASTIGLIONE. Presidente, saluto il Governo, saluto i colleghi
onorevoli, credo che oggi noi siamo qui perché stiamo, nel
frattempo che noi discutiamo, parliamo, ci confrontiamo e tra
l'altro i temi che stiamo per votare, sono cose fondamentali per la
Sicilia e sono purtroppo delle emergenze, ci sono decine - anzi
migliaia - di cittadini siciliani che ci stanno ascoltando e ci
stanno ascoltando perché? Perché questo Governo, anche grazie alla
Commissione "Bilancio" e a tutte le Commissioni che ci sono qui
presenti, stiamo dando l'opportunità di dare circa 30 milioni per
l'AST e ci sono 800 dipendenti - sapete bene l'intervento che ho
fatto ieri sul fatto che non condivido alcune cose del Governo - ma
dare l'opportunità all'AST di 30 milioni credo sia fondamentale.
Oggi noi stiamo discutendo e stiamo parlando sul fatto che stiamo
dando, sia il Governo sia anche l'Assemblea regionale, 45 milioni
per quanto riguarda le piccole e medie imprese.
Oggi noi stiamo parlando, vedo l'assessore Di Mauro e l'ho detto,
Assessore, che ieri non c'era perché stava facendo Conferenze di
servizio per quanto riguarda una vicenda grave e spero e sono certo
che, nell'arco di breve, si possa risolvere il problema dei rifiuti
della nostra Sicilia perché già è iniziato anche il turismo.
Sappiamo bene che nelle nostre città, Catania, Palermo, Messina e
anche negli altri comuni più piccoli già ci sono migliaia di
turisti che tutti i giorni sono nella città.
Se oggi noi non approviamo questi 50 milioni per la discarica e
per dare l'opportunità per quanto riguarda i rifiuti, le città
saranno sempre più sporche.
Poi ci sono 20 milioni che questo Governo e questa Assemblea - mi
auguro che a breve, entro oggi, approveremo -, i 20 milioni per
quanto riguarda i comuni in dissesto. Qualcuno di voi parlava dei
comuni in dissesto e gli stiamo dando l'opportunità, non so quanti
siano esattamente, oggi ne parlavamo in Commissione enti locali,
questi 20 milioni, alcuni Comuni Tra l'altro anche la città di
Catania credo che avrà una somma consistente, circa 500/600 mila
euro. Poi ci sono 9 milioni per quanto riguarda Priolo, poi ci sono
9 milioni riguardanti la Protezione civile e poi c'erano anche
soldi per quanto riguarda, soprattutto nella zona di Trapani,
Siciliacque.
Quindi chiedo - e sono certo che con grande senso di
responsabilità questa Assemblea, come ha sempre fatto - di votare
quello che stiamo facendo, delle emergenze che ci sono purtroppo
della Sicilia e successivamente, magari Presidente dal giorno dopo,
anche da domani, se è possibile approvare un'altra piccola manovra,
anche a luglio, ad agosto, perché credo che nessuno di noi si
tirerà indietro, per dare l'opportunità ai Comuni, ai siciliani e
alla Sicilia di andare avanti.
Quindi credo che oggi ci vuole responsabilità per tutto quello che
stiamo approvando, perché il Governo regionale, neanche
l'Assemblea, non ci sono questioni personali ma solo purtroppo
emergenze che dobbiamo affrontare e dobbiamo dare risposte alla
Sicilia e ai siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Castiglione, mi sembra che comunque gli
accorgimenti che sono stati fatti dalle forze di opposizione siano
per cercare di migliorare il testo. Se poi, così come lei ha detto,
ma ho già anticipato, ci dovesse essere un momento successivo per
rendere ancora migliore il testo ed aggiungere delle risorse che si
potrebbero sbloccare da qui a breve, sappiamo già che nel mese di
luglio, in considerazione anche del fatto che siamo in una
situazione assolutamente emergenziale, ci sarà un'altra finestra
normativa che permetterà l'inserimento anche di alcune proposte che
vengono proprio da questo Parlamento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà. Quindi
dopo l'onorevole Cambiano ha chiesto di intervenire l'assessore Di
Mauro. Non so se l'assessore Falcone chiede di intervenire.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo la sua
precisazione è doverosa anche una precisazione da parte mia a
seguito dell'intervento dell'onorevole Castiglione.
Stiamo erogando risorse, sono state elencate le risorse che stiamo
erogando, ma ricordiamoci che non stiamo dando soldi del Monopoli,
stiamo erogando risorse e soldi pubblici, dei siciliani, dei
cittadini siciliani e probabilmente stiamo erogando queste risorse
per far fronte a delle nefandezze o a danni generati e causati
dalla stessa politica. Purtroppo in politica, e qui faccio un
ragionamento politico, non passa il messaggio che chi sbaglia paga,
infatti, chi ha effettuato delle scelte sbagliate non ha pagato.
Dico ciò perché se oggi abbiamo degli extracosti nel settore dei
rifiuti, probabilmente è responsabilità di qualcosa che non ha
funzionato. Se oggi nei comuni il costo del servizio è incrementato
di oltre il trecento per cento, in un Comune di 35 mila abitanti,
che conosco bene, siamo passati da un costo del servizio annuale di
6 milioni e 500 mila euro a un costo del servizio di 11 milioni di
euro, nel giro di quattro anni, probabilmente quelle scelte
politiche fatte a livello centrale regionale sono state scelte
politiche scellerate, per cui oggi stanno pagando i siciliani e
stiamo erogando risorse dei siciliani per porre rimedio a scelte
politiche scellerate Perché se il centrodestra fa dei ragionamenti
condivisibili, condivisi anche da me, probabilmente sulla
responsabilità, quando oggi è d'attualità il tema della
responsabilità della Magistratura, della responsabilità dei medici,
della responsabilità imprenditoriale, se qualcuno sbaglia e compie
delle scelte errate è giusto che si assuma la responsabilità delle
scelte che ha compiuto.
Purtroppo in politica questo ragionamento non funziona e in
Sicilia ancor di più questo ragionamento è amplificato, perché oggi
con questa manovra poniamo rimedio, onorevole Castiglione, a delle
scelte scellerate per quanto riguarda il servizio di trasporto
pubblico locale, per quanto riguarda il servizio di gestione di
acqua e rifiuti, perché le riforme sono iniziate nel lontano 2006,
ma ad oggi probabilmente non abbiamo risolto nulla, continuano ad
aumentare il costo del servizio dei rifiuti e tutto è a carico dei
cittadini e probabilmente ci sarà un motivo, per cui quando si
parla di acqua e di rifiuti, alla parola rifiuti viene associato
spesso il termine "business dei rifiuti". Perché è un business
quello dei rifiuti? Perché un business quello dei rifiuti? Perché,
probabilmente, sulle spalle dei cittadini e su scelte politiche
errate qualcuno ci lucra, qualcuno ci lucra e ci lucra sulla pelle
dei siciliani.
Quindi, bene i 50 milioni di euro ai Comuni perché siamo vicini
agli amministratori locali, perché comprendiamo le difficoltà degli
amministratori locali che spesso sono lasciati soli a fronteggiare
situazioni emergenziali e non hanno gli strumenti per dare risposte
ai cittadini, perché non hanno l'acqua in tasca o la discarica a
portata di mano dove potere andare a conferire. Però serve cambiare
rotta, serve cambiare rotta e so che in un mare mosso, in questo
momento, perché le correnti sono tante all'interno del Governo e
tra correnti contrapposte il mare si agita, però serve cambiare
rotta.
Quindi, da parte nostra massima responsabilità, ma se c'è un
segnale e l'impegno da parte di questo Governo a cambiare rotta e a
non erogare risorse per porre rimedio e porre solo interventi
emergenziali che non hanno nulla di programmazione e, quindi, che
non hanno nulla di visione e di bene per queste terre e per i
siciliani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'assessore Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, credo che sia
giusto da parte mia intervenire per rappresentare un po', rispetto
alle cose che sono state dette, qual è il punto di vista del
Governo.
Intanto, con questo provvedimento inserito nel disegno di legge,
l'articolo 9, abbiamo dato una risposta a una sollecitazione che ci
è stata fatta da più parti, da tutti i partiti, dai Comuni,
dall'Anci, da tutta una situazione che nel tempo era stata
rappresentata, a cominciare dal 2022, e che ha visto anche una
sorta di Commissione che abbiamo istituito a suo tempo per decidere
un po' come queste risorse devono essere definite. Le risorse che,
inizialmente, avevano una copertura finanziaria con fondi del Covid
abbiamo visto che, in realtà, non era possibile impegnare e,
quindi, abbiamo atteso un po' che la situazione finanziaria lo
consentisse e, quindi, abbiamo inserito in questo disegno di legge
una somma superiore a quello che avevamo previsto all'inizio
facendo riferimento agli atti deliberativi che la Giunta a suo
tempo aveva approvato, dove sono inseriti anche i metodi e i
criteri dell'assegnazione.
La seconda parte del mio intervento è legata un po' alle
osservazioni, alle considerazioni politiche, in gran parte fatte da
tutti i deputati che sono intervenuti ovviamente di opposizione, di
maggioranza è intervenuto soltanto l'onorevole Castiglione, perché
è giusto che il Governo dia la sua opinione e, soprattutto, dica
quello che è stato fatto.
Noi ci siamo insediati il 22 novembre del 2022. Qualcuno lo ha
ricordato che non è questo Governo che ha fatto queste cose. Queste
sono cose che sono state ereditate dalla situazione precedente, non
vogliamo parlare di governi di centrodestra, di governo di
centrosinistra, perché queste sono le forze politiche che si sono
alternate negli ultimi dieci anni e, in questi quindici mesi,
sedici mesi di insediamento, noi credo che abbiamo fatto una cosa
molto importante ed è, sostanzialmente, il Piano rifiuti che, al di
là delle cose che sono state dette, credo anche errate da parte di
diversi colleghi, noi abbiamo previsto per la prima volta una seria
programmazione di quello che deve essere il funzionamento del
sistema impiantistico in Sicilia che ha una certa risposta nella
Sicilia occidentale più la provincia di Enna e una carenza di
infrastrutture nella Sicilia orientale che, certamente, non è stata
voluta da nessun governo di ieri e di oggi ma che ha segnato una
certa inattività da parte delle SRR e, quindi, lasciatemelo dire
anche dei sindaci perché non si sono realizzati impianti pubblici:
perché, di fatto, non c'è stata una programmazione delle SRR,
perché ognuno di queste SRR della Sicilia orientale, ripeto con
esclusione di Enna, hanno evitato di realizzare strutture, che si
chiamassero TMB, che si chiamassero trattamento meccanico, che si
chiamassero discariche, non sono mai state attivate procedure che
consentissero l'ACTS e poi al Governo di rilasciare le
autorizzazioni.
Questo è un dato di fatto che è incontrovertibile, e tutti quanti
lo constatiamo quotidianamente, e che ci permette di potere dire
che attraverso il Piano dei rifiuti ci siamo posti questa esigenza
primaria.
Non vuol dire questo che abbiamo immaginato soltanto di dare una
risposta alla Sicilia occidentale ma la Sicilia orientale è stata
attenzionata da noi con la individuazione di che cosa? Di quattro
piattaforme che funzionassero in termini di trattamento meccanico,
biologico, ma andassero al di là, affinché si potesse transitare
dal conferimento del rifiuto e, quindi, invece, di essere sempre un
prodotto rifiuti caratterizzato dal codice 19 12 12 a diventare
19 12 10 , che altro non è che la soluzione affinché usciamo dal
tema dei rifiuti.
Cosa voglio dire? Voglio dire che questi interventi, quattro
intermedi, per cui per alcuni abbiamo già i progetti e devo dire
che abbiamo inserito anche nell'ambito della programmazione del
Fondo FSC la relativa copertura finanziaria e quindi per alcuni si
potrà andare a gara a breve, abbiamo cercato di pensare e
immaginare di dare una risposta concreta in un piano che prevede
che non si possono realizzare più discariche.
Perché questo ce lo chiede l'economia circolare, questo viene
chiesto continuamente in ogni incontro che si fa. Bisogna
accelerare la raccolta differenziata, non pensiamo alle discariche,
ma io ho cercato, invece, di comprendere entrambe le esigenze, mi
riferisco a tutte le istanze che sono state presentate presso
l'Amministrazione regionale - in questo caso Assessorato Energia e
Arta - di discariche, alcune pubbliche, parliamoci chiaro. Per
esempio Enna ha previsto un'ulteriore discarica di 2 milioni di
metri cubi. A Trapani, abbiamo finanziato, e il collega certamente
Safina lo ricorderà, un impianto di TMB che sarà, mi dicono,
completato entro il 15 luglio, che ci aiuterà ad evitare che i
rifiuti possano essere trasferiti ancora da Trapani a Lentini.
Ma abbiamo anche previsto il finanziamento di una discarica a
Trapani perché ci era stato chiesto dalle SRR per circa un milione
di metri cubi, che è importante.
A Palermo, abbiamo sollecitato il Governo della città a presentare
la settima vasca bis, perché sappiamo che esiste soltanto in questo
momento una disponibilità di una vasca di un milione di metri cubi
e abbiamo in buona sostanza cercato di mettere a punto un sistema
che possa essere comprensivo di quelle che sono le esigenze,
tenendo come scorta anche, che cosa? Una serie di impianti che, a
nostro parere, devono essere fatti in termini anche di discarica,
perché la realizzazione dei due termovalorizzatori non è una cosa
che si realizza dall'oggi al domani.
Questo è il tema che noi abbiamo affrontato. Non solo lo abbiamo
affrontato con un piano che è stato approvato dall'ACTS, non è cosa
di poco conto, ma abbiamo anche, entro il 31 luglio, la necessità,
ovviamente, di dare risposta ai tredici punti che l'ACTS ci ha
chiesto, e lo faremo regolarmente.
Abbiamo, ripeto, dato copertura finanziaria a questi interventi,
soprattutto nella Sicilia orientale e uno di ampliamento della
discarica di Gela per circa undici milioni, proprio perché vogliamo
cercare di affrontare concretamente l'argomento.
Ma venire a dire che la governance di questo, del sistema dei
rifiuti non esiste, o venire a dire che la governance del sistema
dei rifiuti non ha compreso quello che si deve fare
Noi nella circostanza che abbiamo vissuto per Lentini, nonostante
avessimo posto rimedio in data 29 marzo, 29 marzo, giusto, anzi no,
in data 7 aprile Un decreto ponte e che consentiva di potere
continuare a lavorare la discarica il TMB di Lentini. Questi
signori hanno ovviamente avuto necessità e hanno impiegato circa
sette mesi per presentare la documentazione all'ARTA.
Sapete tutto quello che è successo: l'ARTA non ha condiviso quindi
l'ordinanza di chiusura e noi abbiamo dovuto ovviamente correre ai
ripari, una situazione di emergenza che è fin troppo facile non
immaginare.
Perché quando in un territorio di circa due milioni di persone c'è
solo una struttura che può essere in grado di lavorare il rifiuto,
è chiaro che tutto questo non può essere risolto in un battibaleno.
Occorreva il piano rifiuti, occorreva il finanziamento,
occorreranno le gare e occorrerà la realizzazione dei lavori,
quindi non pensiamo che qualcuno abbia la bacchetta magica per cui
nel giro di qualche giorno può essere risolto.
Oggi questa è la conseguenza di una serie di comportamenti che,
nella Sicilia orientale, non hanno dato seguito all'applicazione di
quella che è la legge n. 9 del 2010.
Di chi è la colpa? Lasciamo perdere di chi è la colpa. Noi come
Governo abbiamo pensato di porre rimedio, attraverso un piano che
risponde a queste esigenze. Dopodiché lasciateci lavorare nel tempo
necessario per riuscire a realizzare le infrastrutture.
L'abbiamo previsto a Ragusa, l'abbiamo previsto a Siracusa,
l'abbiamo previsto a Catania, l'abbiamo previsto anche in provincia
di Messina, perché, in quel territorio così vasto, è assolutamente,
posso dire, incredibile che in trent'anni non si sia fatta una
discarica, non si siano fatti impianti TMB e lasciamo perdere se
poi erano pubblici o se erano privati, non c'è stata nessuna
iniziativa perché c'è stato palesemente un territorio che non ha
voluto questi impianti.
Oggi, nelle condizioni in cui siamo o cerchiamo di correre per
realizzare questi impianti o saremo sempre in una condizione di
natura emergenziale.
Questo è il quadro vero che certamente tutti conoscete, al di là
degli interventi perché il Piano rifiuti è pubblico. Venire a dire
qui, dal pulpito, che sostanzialmente non abbiamo un'idea, l'idea
c'è, sono state fatte le osservazioni ma questa progettualità è
stata approvata dalla CTS e su questa progettualità abbiamo chiesto
i soldi anche al Governo nazionale e aspettiamo la firma del
decreto dell'FSC dei 6 miliardi e 8.
Inoltre, abbiamo anche altre risorse del FESR e, entro luglio, mi
auguro che possiamo riuscire a fare i bandi perché ci sarà la
necessità di finanziare i CCR, di finanziare i centri comunali di
compostaggio, ci saranno da fare altre cose, ma è tutto un insieme
di opere, di infrastrutture che si devono fare e su questo, non c'è
dubbio, che il Governo chiede la collaborazione delle forze
politiche, perché se ci sono suggerimenti utili, importanti, in
alcune porzioni di territorio che si candidano a volere realizzare
TMB o altri impianti che possano essere funzionali... ci sono per
esempio in costruzione altri 19 impianti di biometano, li abbiamo
inseriti nel Piano dei rifiuti perché vogliamo non ostacolare
nessuna iniziativa privata e vogliamo consentire di raggiungere un
obiettivo importante che è quello della riduzione della tariffa.
Questo è lo scopo, credo non solo nostro ma anche vostro, perché i
cittadini, come è più volte stato detto è inutile che continuiamo
a fare raccolta differenziata se poi il prezzo è così alto
Perché questo prezzo possa diminuire, occorrono infrastrutture,
occorrono gli impianti di biodigestione, occorrono gli impianti
delle piattaforme, occorre che ci sia un'operazione di natura -
lasciatemelo dire - tecnica, perché questo rifiuto esca fuori dal
giro dei rifiuti e possa essere portato - lasciatemelo dire -
quando parlo di 19 12 10 , voglio dire una cosa sola, cioè fare in
modo che possa essere portato presso gli impianti di cemento o gli
impianti che fanno il bitume, per essere venduto a questi e
realizzare praticamente questi prodotti. Quindi ridurre le spese a
carico ovviamente dell'amministrazione comunale e riuscire a
mettere su un processo virtuoso.
Questo è l'obiettivo del Governo che credo - e lo ripeto per
l'ennesima volta - debba essere l'obiettivo di tutti. Le critiche
vanno fatte, è giusto farle, ma vanno fatte in un contesto di reale
attività che questo Governo ha compiuto, degli atti che sono stati
posti in essere e tutto ciò che continuamente facciamo ogni giorno
per cercare di risolvere il problema dei rifiuti in Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Di Mauro.
Si passa all'emendamento 9.2 a firma degli onorevoli Lombardo ed
altri.
Chiedo se è mantenuto o ritirato. È un soppressivo, onorevole
Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe. È ritirato.
PRESIDENTE. È ritirato? Grazie.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.6, a firma degli onorevoli De Luca
Antonino ed altri.Mantenuto o ritirato? Ritirato? Grazie.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.3, a firma degli onorevoli Lombardo ed
altri.
È mantenuto o ritirato? Ritirato. Grazie.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.7. La stessa cosa.
È precluso. Movimento 5 Stelle , fatemi un cenno. È ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 9.1 è inammissibile.
L'emendamento 9.4 è inammissibile.
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Certo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Questo emendamento era già stato dichiarato
inammissibile in Commissione. Noi lo abbiamo ripresentato. Lo
possiamo trasformare in ordine del giorno e votarlo alla fine della
seduta?
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Poi si vedrà, lo accettiamo come raccomandazione.
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Assessore Di Mauro, lei ci ha raccontato una
bellissima favola che vorremmo tutti che si realizzasse nei tempi
più brevi possibili, però ci consenta di impegnare il Governo
affinché dia almeno una prospettiva ai comuni.
Come abbiamo trovato le risorse oggi - assessore Falcone, io non
so chi sarà a sostituirla, ma sicuramente ci sarà qualcuno bravo
almeno quanto lei -, nel 2025, nel 2026, è possibile mai che non si
trovano risorse per poter dare ristoro, fino a quando non ci sarà
una risposta definitiva all'emergenza gestione dell'impiantistica
in Sicilia?
Almeno consentiteci di fare un atto di indirizzo e impegnarvi
affinché, anche nel 2025 e 2026 ci sia un minimo di copertura su
questi extracosti, altrimenti dobbiamo dire ai comuni che per i
prossimi anni dovranno aumentare ogni anno del 20, del 30 per cento
la tariffa Non è che stiamo chiedendo chissà che cosa.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Onorevole Lombardo, io certamente non posso impedire che
lei presenti l'ordine del giorno, anzi lo presenti.
Per quanto mi riguarda, le ricordo che noi abbiamo presentato
questo disegno di legge oggi perché solo oggi abbiamo avuto la
certezza attraverso le entrate di poter certificare 50 milioni.
Io le preannuncio che dirò come raccomandazione, ma non posso
esprimere parere favorevole perché non sono nemmeno le entrate nel
2025 e del 2026, è un fatto tecnico.
PRESIDENTE. L'onorevole Lombardo però ha detto semplicemente, se
non ho capito male, di trasformare in ordine del giorno e lei lo
può fare, quindi assolutamente sì.
Si passa all'emendamento 9.4. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento 9.8, a firma degli onorevoli De Luca ed
altri.
E' mantenuto o ritirato?
SUNSERI. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato. Grazie.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.12, a firma degli onorevoli Sunseri ed
altri.
E' mantenuto o ritirato?
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, ribadisco quello ho detto
precedentemente, cioè vorremmo capire le intenzioni del Governo, al
di là dell'emendamento. Credo sia una cosa di buon senso.
Con questo articolo stiamo dando delle risorse ai comuni che hanno
trasferito i rifiuti fuori dalla nostra Regione. Ci sono comuni che
con ordinanza della stessa Regione, hanno dovuto trasferire i
rifiuti fuori dalla propria provincia, aumentando decisamente i
costi del conferimento della propria città e del proprio
territorio, perché le portavo un esempio concreto - ma giusto
perché ieri ho sentito il sindaco di Alcamo, ma ce ne saranno a
decine di esempi del genere - conferivano a Trapani e quindi c'era
un costo pari a 1, conferiscono a Catania il costo è diventato 3.
E' evidente che è un aumento, diciamo, non dovuto a una scelta
delle SRR o del sindaco ma imposto dalla Regione che, ovviamente, i
cittadini si ritrovano a dover coprire.
L'emendamento dice che se i comuni conferiscono a distanza
superiore a cento chilometri vengono inseriti all'interno di questa
ripartizione, quindi o si vota l'emendamento o c'è da parte del
Governo l'impegno a dire che si stanziano maggiori risorse, i
cinquanta milioni sono fatti salvi per i comuni che hanno conferito
i rifiuti fuori dalla nostra Regione: stanziamo dieci milioni di
euro, non lo so, è un ragionamento che ovviamente deve fare il
Governo affinché vengano coperti anche gli extracosti dei comuni
che, invece, per imposizione della Regione, cioè non è che se li
sono inventati, hanno dovuto trasferire i propri rifiuti fuori dal
proprio ambito territoriale, anche per conoscere la posizione.
PRESIDENTE. Grazie. Quindi, se ho capito bene, se ci fosse un
impegno da parte del Governo ritirerebbe l'emendamento.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Vorrei chiarire: la questione di Trapani, l'ho detto poco
fa, l'ho accennato, hanno lavorato per un certo periodo con TM
Mobile, con un impianto mobile che non è stato in grado di
rispettare alcuni valori che erano stati stabiliti tre anni or
sono, per tre anni c'è stata una sorta di proroga... e che - no,
no, stiamo spiegando di cosa si tratta - e che poco fa, le ricordo,
ho detto che mi è stato assicurato, da parte della società, che il
15 luglio dovrebbero consegnare l'impianto. Addirittura, si stanno
organizzando perché dal 1 agosto dovrebbero praticamente iniziare
a conferire nella struttura, che è collegata col... Oggi non
abbiamo risorse. Io le posso dire, come ho detto all'onorevole
Lombardo, presenti un emendamento. Lo accettiamo come
raccomandazione, e poi vedremo quello che c'è da fare in ordine
alle entrate. Perché le entrate non le posso sapere oggi quali
saranno.
PRESIDENTE. Grazie. Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli
Ciminnisi e Laccoto.
CIMINNISI. Non sono intervenuta sulla questione ampia dei rifiuti,
su cui forse dovremmo prenderci una giornata, una seduta, perché è
un tema che andrebbe affrontato in maniera compiuta e non,
sicuramente, con due o tre norme inserite in questo disegno di
legge in cui abbiamo da una parte duecentomila euro, per non si sa
bene che cosa, all'articolo 7, per il commissario ai rifiuti, da
un'altra parte, gli extracosti per coprire i maggiori costi,
appunto, affrontati dai comuni.
Quindi, visto che questo è il modo in cui comunque si affronta la
questione, io approfitto di questo emendamento, di cui sono
cofirmataria insieme al collega Sunseri, che ha spiegato
chiaramente qual è la questione. Però, ieri, l'assessore Falcone -
la mia domanda è rivolta all'assessore Falcone - abbiamo parlato di
un capitolo, che era il 1023, in entrata, che aveva delle risorse,
una capienza veramente straordinaria con cui si poteva, ovviamente,
coprire delle cose che sono state presentate in Aula, anche seduta
stante.
Mi chiedo, e chiedo soprattutto al Governo, da ignorante, così, se
non sia possibile dare una maggiore copertura, attingendo al
capitolo 1023, alla richiesta fatta dal collega Sunseri. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Laccoto.
Prego.
LACCOTO. Sì, Presidente, onorevoli Assessori, colleghi.
Io intervengo su quello che ha dichiarato l'onorevole Sunseri. Il
problema è che queste somme, che noi stiamo vedendo qua, i 50
milioni, sono frutto di una somma di 45 milioni, già distribuito ai
comuni nell'anno precedente e che erano state messe nei bilanci dei
comuni, che poi sono stati praticamente ritirati con decreto del
dirigente generale perché non erano fondi che potevano essere a
copertura. E quindi, io credo che sia giusto che vengano dati
secondo quei criteri già avviati.
Come ritengo giusto, se noi facciamo una prossima variazione di
bilancio, che quello che dice l'onorevole Sunseri venga preso in
considerazione perché i costi che stanno aumentando, a dismisura,
provocano due effetti: uno è quello dell'aumento della TARI. Il
secondo effetto, seguitemi assessori, seguitemi, c'è un secondo
effetto che non bisogna sottovalutare, che più aumenta la TARI, più
i cittadini non pagano e più aumentano, quindi, i crediti di dubbia
esigibilità che stanno mettendo in ginocchio tutti i comuni. Ed è
un problema che noi dobbiamo affrontare, perché a livello nazionale
non vogliono comprendere, penalizzando quelle che sono le
situazioni specialmente della Sicilia e del Sud, che in queste
condizioni tutti i comuni arriveranno in dissesto.
Quindi, io ritengo che quella somma di cinquanta milioni vada
ormai destinata proprio, e che in una prossima relazione venga
preso in considerazione, perché altrettanti aumenti ci sono per i
costi dei comuni che, praticamente, vengono spostati da un posto
all'altro, e con ogni spostamento ogni tre mesi, con la scusa della
chiusura, vi sono aumenti di tariffe. Questa è la verità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Laccoto, ma sulla proposta
dell'onorevole Sunseri e di altri mi sembra che la mediazione possa
essere proprio questa, cioè, senza alcuna certezza ma rispetto a
quella che sarà la manovra successiva, riuscire a capire se
riusciamo ad individuare delle risorse che possano incrementare,
con l'emendamento, anche presentato da lei, si può direttamente
mandare in Commissione.
Quindi, se noi siamo d'accordo, senza avere nessuna garanzia che
queste risorse ci siano, sarà oggetto di dibattito sia in
Commissione che in Aula, secondo me possiamo andare avanti.
Pertanto, onorevole Sunseri, mantiene o ritira l'emendamento 9.12?
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Apprezzo lo sforzo che sta facendo nel darmi un minimo di
conforto sulla possibilità di ritrovarlo al prossimo. Volevo
ascoltare l'Assessore, perché se l'Assessore dice che insieme al
Parlamento ci impegniamo a individuare delle risorse affinché ...
CRACOLICI. Quale Assessore?
SUNSERI. L'Assessore per l'energia, ovviamente, insieme... Ma
Falcone, da qua alla prossima manovra sarà a Bruxelles, gli
possiamo telefonare al massimo, ma non credo che sarà...
CRACOLICI. Ma quindi dirà sicuramente si
SUNSERI. Però se insieme all'assessore Di Mauro, col Parlamento,
ci prendiamo l'impegno che nella manovra che arriverà nei prossimi
venti giorni, trenta giorni, individuiamo delle risorse per coprire
gli extracosti dei comuni che si vedono esclusi dal conferimento
extra Regione, da parte mia possiamo tranquillamente ritirare
l'emendamento e valutare la possibilità di inserirlo nella prossima
manovra.
PRESIDENTE. Per essere chiari - lo dirò dopo, quando avremo la
Conferenza dei Capigruppo - noi la settimana prossima, giorno 3,
faremo attività ispettiva, il 4 non potremo perché ci sono i
concorsi e riprenderemo comunque giorno 10. La finestra è proprio
quella e da lì dovremo dare il termine per gli emendamenti,
mandarli in Commissione e fare tutto il percorso... non credo però
che l'Assessore comunque possa prendere l'impegno che questa cosa
ci sia al cento per cento.
SUNSERI. No, l'impegno no, ma quantomeno condividere l'idea.
PRESIDENTE. Non lo so, vediamo cosa pensa l'assessore Di Mauro o
l'assessore Falcone. L'assessore Di Mauro no, l'assessore Falcone.
Prego Assessore.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie Presidente. Io vorrei
rassicurare, innanzitutto.
È chiaro che vorrei anche precisare alcune cose. Questo articolo,
guardate, nasce proprio perché abbiamo preso un impegno, il Governo
ha preso un impegno già a gennaio, quando si comprese che i fondi
del PSC non potevano essere utilizzati.
Vorrei ricordare che, comunque, il Governo Musumeci aveva già
appostato ben 45 milioni a seguito di tutto un ragionamento che
venne fatto. Noi abbiamo con questa manovra, preannunciamo, e
abbiamo messo 50 milioni di euro; ecco perché io dico qualche euro
in più rispetto a quelle che erano le esigenze.
È chiaro che quello che dice il presidente Sunseri è certamente
legittimo, rappresenta un'emergenza dei comuni, ma è altra cosa
rispetto alla materia di cui stiamo parlando.
Apprezziamo, allora, sia l'ordine del giorno che l'onorevole
Lombardo vorrà presentare, che magari sarà accolto come
raccomandazione; altrettanto, l'ordine del giorno, eventualmente,
che il presidente Sunseri riterrà di presentare in sostituzione di
questo emendamento, e valutare assieme in Capigruppo' quelle che
possono essere le risorse che potremo utilizzare, perché non sono
un pozzo senza fondo le maggiori entrate Irpef. Il capitolo 1023,
che sta dando già copertura finanziaria in questa manovra per 320
milioni di euro, al netto di altri emendamenti che sono stati
accantonati per essere discussi, non è la volontà per dire no o per
dire sì a seconda di una discrezionalità che non sarà soppesata o
meditata, ma a un certo punto, magari, ci si fermerà e cercheremo
di capire cosa possiamo aggiungere in questa manovra.
Uno dei tanti temi sarà l'articolo 13. Ieri l'onorevole Pace ha
posto un tema, che già è un tema che abbiamo posto noi: capire se
dobbiamo, ad esempio, sospendere e quasi dare un dato, diciamo
così, di rinvio per i canoni idrici per i consorzi di bonifica o
se, invece, come ritengo anch'io personalmente, dobbiamo eliminare,
esentare per il 2024 tutti gli agricoltori, raggiungendo due
obiettivi. Il primo è l'obiettivo di esentare veramente, di dare un
serio contributo agli agricoltori; il secondo è di mettere in forza
e di dare un'iniezione economica agli stessi consorzi di bonifica.
Altro tema l'articolo 2 che abbiamo sospeso... l'articolo 3 che
abbiamo sospeso ieri, non è dire... non si vuole dire no a una
legittima richiesta da parte di una forza politica per quanto
riguarda un comparto, che è quello agricolo; ma anche qua, non
abbiamo un pozzo senza fondo. Quindi, a un certo punto andiamo
avanti, approviamo questi articoli e a un certo punto eventualmente
ci si siederà e insieme decideremo quello che dobbiamo e che è
opportuno fare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io credo che le dichiarazioni che ha appena
fatto l'Assessore, improntate anche al buon senso, però, meritano
non solo una riflessione, ma un atto di trasparenza verso
quest'Aula.
Noi abbiamo approvato in Commissione, e lo abbiamo mandato in
Aula, un testo che sostanzialmente si limitava a questi interventi
assumendo anche un impegno ad evitare di introdurre altre materie
rinviando ad una prossima data, sarà il 10 luglio, sarà quello che
sarà, l'ulteriore diciamo manovra correttiva alla luce di un dato
che ad oggi, come dire, non è dato sapere perché stiamo giocando a
tressette col morto. Il Governo fa il morto e gli altri devono
giocare a tressette. Perché? Ad oggi non sappiamo quant'è l'entità
di questo pozzo senza fondo di cui parlava l'Assessore ma che sarà,
giustamente non può essere un pozzo senza fondo, ma vogliamo sapere
quant'è il pozzo. E non è che lo si può sapere, come dire, sulla
base della singola sollecitazione per cui ci fermiamo all'articolo
13, rivediamo l'articolo 3, perché così non funziona. Perché o
abbiamo una visione di insieme di tutti i problemi che ha questa
terra, oppure rischiamo di fare come il carciofo, non come la
margherita, che a forza di sfogliare le singole foglie del
carciofo, lei sa cosa ci rimane dentro.
Allora, dobbiamo essere onesti e chiari. Dobbiamo sapere di che
morte dobbiamo morire. Perché o facciamo un provvedimento che ha
una sua, come dire, emergenza dell'emergenza, la chiamerei io
perché così c'è stato detto. L'AST si va... con i libri in
tribunale, i comuni già li hanno iscritti in bilancio, le imprese,
ci sono i tassi di interesse che dobbiamo immediatamente abbattere
e così via, però se quella era la priorità, quella era la
priorità Se c'è un'altra manovra e non può essere il Governo che
in Aula arriva dice 'no', possiamo aggiungere anche questo,
possiamo aggiungere quest'altro, così non funziona
Quindi, in maniera seria, ripeto, per me si può sospendere anche
questa trattazione e la facciamo con l'insieme. Non è che dobbiamo
aspettare il 10 luglio, perché ci può essere a un certo punto la
valutazione che, visto che abbiamo questa manovra in Aula, e
considerato che non appare più un'emergenza dell'emergenza, visto
che stiamo parlando di diverse emergenze, il Governo ci dice:
'guardate, ci sono altre questioni che vogliamo aggiungere,
fermiamoci perché dobbiamo fare una valutazione'. O altrimenti si
procede così come si era definito. La manovra che è in Aula è
questa, tutto il resto - dico, tutto il resto - va in apposita
manovra ma sapendo prima, con atto di trasparenza, qual è il pozzo,
perché questo giochino che il pozzo è senza fondo, o pieno, o
mezzo vuoto, a secondo chi, come dire, lo propone, è inaccettabile,
insopportabile e spero che l'Assessore Falcone voglia concludere la
sua esperienza di assessore con un atto di onestà e di trasparenza
verso il Parlamento e non con questi giochini, diciamo, a
nascondino, su quello che è il pozzo.
PRESIDENTE. Grazie, Onorevole Cracolici, così come ampiamente
detto anche durante la Conferenza dei Capigruppo, l'impegno che è
stato preso è stato preso principalmente per le norme che ci sono
all'interno di questo testo che è stato esitato dalla Commissione
Bilancio nel rispetto delle emergenze, più emergenze che sono
certamente quelle dell'AST, degli extra costi e tutto quello che
c'è all'interno di questo testo e si è anche pensato e voluto di
concerto, anche il Presidente della Regione, di voler aprire
un'altra finestra normativa dove all'interno ci potesse essere la
voce di tutto il Parlamento.
Quindi, la sua proposta, lei ne ha fatte due, una delle due,
ovvero la seconda, è assolutamente già avallata e concordata,
sapendo certamente prima qual è il perimetro del campo d'azione e
non facendo come con la buccia di carciofo perché non si può andare
a fare una manovra simile se non si ha quanto meno una base, una
certezza, una solidità, sulla quale far andare tutto il percorso
che noi avvieremo insieme.
Pertanto, subito dopo aver votato l'articolato, noi sospenderemo
l'Aula per qualche minuto, concorderemo in sede di Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari le date sulle quali noi possiamo
lavorare, perché così come dicevo, la settimana prossima, giorni 2,
3 e 4 luglio, ci sarà lo svolgimento di concorsi qui in Assemblea,
e pertanto non potremo fare attività legislativa.
Certamente, però, nulla toglie di poter dare l'opportunità alla
Commissione "Bilancio" di poter esitare tutti gli emendamenti che
sono stati presentati, ma permettetemi di dire, anche nuovi
emendamenti, perché non si era concordato questo percorso e,
quindi, sembra opportuno, nei confronti di tutti i Gruppi
parlamentari, poter dare l'opportunità di presentare le proprie
istanze.
Pertanto, procediamo con la votazione dell'emendamento 9.12.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Schillaci.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Norme in materia di Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.
Disposizioni finanziarie varie»
(n. 739/A - Stralcio II/A)
PRESIDENTE. Sempre sull'emendamento 9.12, chiedo all'onorevole
Sunseri se lo vuole mantenere o ritirare, per me è indifferente.
SUNSERI. Signor Presidente, mi dispiace che non sia intervenuto
l'assessore Di Mauro. Onestamente, mi aspettavo una sua risposta.
Detto ciò, accolgo con favore l'invito fatto dall'Assessore, fermo
restando che da quello che dice, pare ci siano 60-70 milioni di
euro che, probabilmente, spunteranno poi da un momento all'altro
all'articolo 13, per coprire i costi dei consorzi di bonifica - di
tanto stiamo parlando, a meno che non mi sfugga qualcosa - mi
auguro che nel prossimo, anche con l'impegno che ha preso lei,
Presidente, ci possa essere una discussione.
PRESIDENTE. Io siccome sono abituato a mantenere gli impegni, così
come quello di portare a casa la manovra, nel rispetto dei tanti
lavoratori e delle tante famiglie dell'AST, preciso: noi questo
emendamento lo riproponiamo in Commissione, il tema è trovare la
copertura. Io sono l'ultimo ad avere il polso, né col fondo, né
senza fondo, quindi è oggetto di dibattito all'interno della
Commissione.
Se avessi conforto da parte dell'Assessore, sarei più sereno, ma
se mi devo accollare la responsabilità di questo emendamento,
allora le dico di lasciarlo e lo mettiamo in votazione.
SUNSERI. Allora lo mantengo e lo mettiamo in votazione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Sammartino.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Norme in materia di Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.
Disposizioni finanziarie varie»
(n. 739/A - Stralcio II/A)
PRESIDENTE. Dunque, chiedo ai colleghi di prendere posto.
Sull'emendamento 9.12, il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Contrario.
ARDIZZONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 9.12
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 9.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 57
Votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 9
Contrari 33
Astenuti 7
(Non è approvato)
Gli emendamenti 9.5 e 9.9 sono preclusi. Gli emendamenti 9.10 e
9.11 sono inammissibili.
Esaurito l'esame degli emendamenti, pongo in votazione l'articolo
9.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Compensi dei presidenti e vicepresidenti delle sezioni
territoriali dell'URC
1. I compensi dei presidenti e dei vicepresidenti, interni ed
esterni all'Amministrazione regionale, delle sezioni territoriali
dell'Ufficio regionale di committenza (URC) sono calcolati nella
misura prevista dall'articolo 2 del decreto presidenziale 14
gennaio 2005, n. 1, come ridotti dall'articolo 50, comma 1 della
legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 e dall'articolo l, comma 4
della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2024, la spesa di 102.375,00 euro e per gli
esercizi finanziari 2025 e 2026 la spesa di 175.500,00 euro annui
(Missione 1, Programma 6, capitolo 276515).
3. A decorrere dall'esercizio finanziario 2027, l'onere per le
finalità di cui al comma 1 è quantificato annualmente con legge di
bilancio ai sensi del comma l dell'articolo 38 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni.».
PRESIDENTE. Siccome tutti gli emendamenti sono soppressivi, si
vota il mantenimento dell'articolo.
CRACOLICI. La domanda che rivolgo all'Assessore per gli Uffici di
committenza e gli uffici di gara devono essere equiparati?
PRESIDENTE. Votiamo semplicemente il mantenimento dell'articolo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Avevo fatto una domanda ma non ho avuto risposta.
Presidente, l'ufficio di committenza è uno dei due soggetti che fa
le gare in Sicilia, cioè l'Ufficio per i lavori pubblici, le gare,
e l'Ufficio di committenza per l'acquisizione di beni e servizi.
La domanda è se hanno un trattamento economico diverso. Allora,
certo in che senso?
Lo spieghi, perché vorrei capire perché aumentiamo quello della
committenza e non quello dei lavori pubblici.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'Assessore Aricò.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Presidente,
non è un aumentare nessuna indennità.
Noi stiamo mantenendo la stessa indennità per i presidenti degli
ex Urega che hanno un trattamento similare al capo servizio.
Per quanto riguarda invece l'ex CUC, che è il secondo ramo
dell'Amministrazione, invece, su proposta dell'assessore Falcone,
l'ex CUC è diventato un ufficio speciale, con le prerogative e
anche l'indennità riservata agli uffici speciali.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione per il mantenimento
dell'articolo 10.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
Art. 11.
Incrementi ad autorizzazioni di spesa
1. Le autorizzazioni di spesa, di seguito elencate, di
cui alla tabella 1 del comma 2 dell'articolo 26 della
legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1, per le finalità a
fianco specificate, sono incrementate dei seguenti
importi:
Norm M P T A R Cap Descrizio 2024 2025 2026
ativa i ro i mm ub itolo ne
di s gr t .n ri
rifer s am o e ca
iment i ma l
o o o
n
e
Variazioni in
incremento
L.R. 1 5 1 8 22741 SPESE PER 250.0 250.0
35/20 0 10 IL 250.00 00,00 00,00
21, RAFFORZAMEN 0,00
TO DEI
ART. SERVIZI Dl
2, VIGILANZA E
COMMA MANUTENZION
19 E STRADALE
TRAMITE IL
PERSONALE
DEL BACINO
EX
SERVIRAIL E
FERROTEL DA
COFINANZIAR
E CON IL
CONSORZIO
PER LE
AUTOSTRADE
SICILIANA
CAS
L.R. 8 2 1 8 42725 SPESE PER 60.0 60.0 60.0
12/20 23 IL 00,00 00,00 00,00
11, FUNZIONAMEN
TO DELLA
ART. CONFERENZA
5, SPECIALE Dl
COMMA SERVIZI PER
21 I LAVORI
PUBBLICI E
DELLA
COMMISSIONE
REGIONALE
DEI LAVORI
PUBBLICI
D.LGS 1 6 1 8 4 284 SPESE PER 25.0 25.0 0,00
. 770 IL 00,00 00,00
50/20 MANTENIMENT
16, O E
ART. FUNZIONAMEN
26; TO
DELL'ORGANI
L.R. SMO
13/20 D'ISPEZIONE
22, DI TIPO
ART. B , AI
6, C. SENSI DELLA
6 NORMA UNI
CEI EN
ISO/IEC
17020 -
DELLA
REGIONE
SICILIANA
PRESIDENTE. E' stato presentato un soppressivo, a firma
dell'onorevole Lombardo.
Si vota semplicemente il mantenimento dell'articolo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Lo avevo già posto nel mio intervento in discussione
generale.
Vedo qui la variazione di bilancio su capitoli per i quali sono in
atto alcune attività. In particolare, mi riferivo al capitolo
274110 che riguarda il rafforzamento dei servizi di vigilanza e
manutenzione stradale. Immagino stiamo parlando del CAS.
Vorrei ricordare che, giusto qualche mese fa, è stata riproposta
una gara d'appalto ed è stata aggiudicata - addirittura -
distinguendo in due lotti, prima era in un solo lotto. Vorrei anche
ricordare ci sono stati arresti, ci sono state una serie di
vicissitudini.
Allora, nella gara d'appalto era previsto, il bando messo a gara
prevedeva un costo. Oggi perché stiamo prevedendo una
maggiorazione? Per quale tipologia di lavoratori, visto che questo
servizio è stato messo a gara? Ora, parliamo di 250.000, poi per il
resto posso capire che ci sono aumenti relativi al funzionamento
dell'ufficio di gara, l'organismo di ispezione di tipo B, a cui non
so in questo momento non riesco a capire di cosa parliamo.
Ma certamente il primo capitolo di questo articolo 11 merita
quantomeno un chiarimento.
Ce lo dica l'Assessore, perché - ripeto - la questione oggi è,
attraverso una gara, affidata con un costo definito.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'assessore Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Presidente, è giusto quello che
dice il presidente Cracolici, merita un chiarimento.
Sostanzialmente, però, è molto più semplice di quanto sembra. Due
anni abbiamo previsto un servizio di stage per gli ex Keller ma vi
ricorderete, in quel famoso art. 80 vennero inseriti ex Keller, ex
Servirail ed ex Ferrotel. Erano tre categorie, tre bacini di ex
lavoratori delle cuccette. Cosa è successo? Che gli ex Keller
prestarono un servizio presso l'ANAS, come stage, e invece gli ex
Servirail e gli ex Ferrotel dovevano prestare un servizio presso il
CAS, e in effetti così nel 2023 è stato effettuato, iniziò il
servizio - doveva iniziare a luglio ma iniziò a ottobre - per
varie vicende burocratiche. Nel 2024, 2025, 2026 questo stage
doveva continuare. Inavvertitamente, durante la manovra
finanziaria, è stato commesso un errore che nel capitolo che
prevedeva la continuazione di questi stage, non sono state
appostate le relative somme che sono 250.000,00 euro. Per cui
questi signori, che saranno circa una trentina - 33 - stanno
prestando questo stage per il CAS, non si sono fermati, perché c'è
stato un impegno, diciamo così verbale, che comunque questo errore
sarebbe stato corretto.
Stiamo correggendo soltanto un errore, stiamo correggendo a favore
degli ex lavoratori che li abbiamo reintrodotti, non il mercato del
lavoro, ma stanno prestando proprio uno stage, non si sostituiscono
alle gare nel servizio di vigilanza o di manutenzione,
assolutamente, o lavorano per il CAS e prestano questo servizio e
questo avviamento al lavoro con questa formula dello stage.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è condivisibile, e
condivido le parole dell'Assessore, il problema è che 250.000,00
euro per quest'anno bastano, per il prossimo non bastano. Lei
ricorderà, Assessore, che erano 385.000,00 euro anche per il 2024,
ricorderà l'Assessore che avevamo messo 250 perché erano in periodo
di tirocinio, di stage per quest'anno e quindi i 250 erano
sufficienti per l'anno corrente, per il 2025 e il 2026, 285.000 non
erano sufficienti, infatti abbiamo presentato un emendamento per
ripristinare maggiori risorse per gli anni successivi, per
quest'anno andava bene, per i prossimi - in questo caso - non
vanno bene. Faccia un check anche lei, ma lo ricordo bene dalla
finanziaria, dal momento della finanziaria.
PRESIDENTE. L'emendamento 11.2 a firma dell'onorevole Sunseri non
è ammissibile perché non c'è copertura ma possiamo, così come per
tutti gli altri emendamenti da parte del Gruppo inserirli nella
manovra successiva.
Si passa alla votazione del mantenimento dell'articolo 11, perché
sono soltanto emendamenti soppressivi. Pongo in votazione
l'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Riduzioni di autorizzazioni di spesa
1. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 3 dell'articolo 1
della legge regionale 16 gennaio 2024, n. l, per le finalità di cui
al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 9 maggio 2017, n.
8 e successive modificazioni, è ridotta dell'importo di euro
1.670.500,00 per l'esercizio finanziario 2025 (Missione 18,
Programma 1, capitolo 191302).
2. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 5 dell'articolo 18
della legge regionale 25 maggio 2022, n. 13 e successive
modificazioni, per le finalità di cui al comma 21 dell'articolo 3
della legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27 e successive
modificazioni, è ridotta per ciascuno degli esercizi finanziari
2025 e 2026 di 4.000 migliaia di euro (Missione 20, Programma 3,
capitolo 215754).
3. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 dell'articolo 26
della legge regionale n. 1/2024, Tabella A , è ridotta per
l'esercizio finanziario 2026 di euro 1.645.500,00 (Missione 20,
Programma 3, capitolo 215704).».
All'articolo 12 gli emendamenti sono solo soppressivi, pertanto si
vota esclusivamente il mantenimento dell'articolo. Pongo in
votazione l'articolo 12. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Interventi per fronteggiare la crisi idrica in
agricoltura
1. Al fine di consentire la realizzazione di interventi in conto
capitale per far fronte allo stato di crisi e di emergenza idrica
in agricoltura è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2024, la
spesa di 15.000 migliaia di euro.
2. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale
dell'agricoltura, previo parere della competente commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, sono disciplinate
le modalità di attuazione del comma 1 nel rispetto del regolamento
(UE) n. 2023/2831/UE del 13 dicembre 2023 della Commissione e alle
previsioni del Quadro temporaneo di crisi e transizione per misure
di aiuti di Stato a sostegno dell'economia a seguito
dell'aggressione della Russia contro l'Ucraina, adottato con
comunicazione della Commissione C/2023/1711 final del 9 marzo 2023
e aggiornato con comunicazione della Commissione C/2023/1188 del 21
novembre 2023.
3. A sostegno degli agricoltori che operano nel settore della
produzione primaria di prodotti agricoli, che hanno subito una
fortissima contrazione della predetta produzione a seguito della
grave situazione climatica che ha determinato la dichiarazione di
calamità naturale per l'emergenza idrica e dell'aumento vertiginoso
dei costi di produzione, i Consorzi di bonifica della Sicilia sono
autorizzati a sospendere sino al 31 ottobre 2024 la riscossione
degli incassi relativi al servizio idrico e dei relativi ruoli
consortili.»
Sono stati presentati diversi emendamenti e non sono soppressivi,
pertanto ad uno ad uno. Emendamento 13.1 a firma dell'onorevole
Lombardo, è ritirato. Si passa all'emendamento 13.7 a firma degli
onorevoli Di Paola ed altri.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intervengo per chiedere che questo articolo venga
accantonato per le ragioni che abbiamo detto poc'anzi, per capire
se invece ci fermiamo un attimo, 15 minuti di sospensione, e
possiamo fare un momento di riflessione su tutto ciò che resta, per
capire anche, appunto, come era stato detto e in ragione di quello
che è stato detto che l'assessore per l'economia vuole fare anche
un po'di chiarezza e vuole dire come stanno le cose, così cerchiamo
di comprendere come possiamo procedere, dove ci possiamo spingere e
dove eventualmente ci dobbiamo fermare.
PRESIDENTE. Accantoniamo l'art. 13, così come richiesto dal
Governo ma andiamo avanti
Alla fine, tutti gli articoli così come l'1, il 3, il 5 e il 13 li
discuteremo, cinque minuti in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e stabiliamo insieme il percorso per completare la
manovra.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14
Continuità territoriale isole minori
1. E' riconosciuta la legittimità del debito fuori bilancio ai
sensi della lettera e) del comma 1 dell'articolo 73 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni in
relazione agli obblighi assunti dalla Regione per la
compartecipazione alle spese per la continuità territoriale
siciliana inerente alla convenzione stipulata tra l'E.N.A.C. e
ALITALIA CAI s.p.a. in data 26 giugno 2014 per il regolare
affidamento dell'esercizio del servizio di trasporto aereo di linea
sulle rotte delle isole minori di Pantelleria e Lampedusa.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2024, la spesa complessiva di euro
3.002.434,40 (Missione 10, Programma 4, Capitolo 478109)».
Ci sono soltanto emendamenti soppressivi, pertanto votiamo il
mantenimento dell'articolo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Su
questo articolo 14, visto che ieri il Governo ha posto una
questione che riguarda l'aeroporto di Lampedusa, perché AST come
AST aeroservizi, allora piuttosto che fare quella cosa confusa che
ieri proponeva l'Assessore 'aumentiamo quello' si faccia qui un
mero, come dire, si dica in questo articolo che interviene proprio
sugli aeroporti minori con quell'aumento di finanziamento per AST
aeroservizi, per la gestione dell'aeroporto di Lampedusa.
Mi sembra il modo più trasparente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendiamo l'Aula per un quarto
d'ora.
Chiedo ai Capigruppo, all'Assessore Falcone e al Presidente della
Commissione Daidone di venire in Sala Lettura.
(La seduta, sospesa alle ore 16.36, è ripresa alle ore 17.37)
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Eravamo arrivati all'articolo 14. Bisogna votare semplicemente il
mantenimento dell'articolo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Avevamo accantonato l'articolo 13. Nel fascicolo ci
dovrebbe essere l'emendamento del Governo. Sugli emendamenti
all'articolo 13, chiedo all'onorevole Lombardo se il 13.1 è
mantenuto o ritirato. E' un soppressivo.
LOMBARDO Giuseppe. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 13.7, a firma dell'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 13.2, a firma dell'onorevole Lombardo.
LOMBARDO Giuseppe. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 13.8, a firma dell'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 13.5. Il parere del Governo sulla
copertura? Aumenta di 15 milioni di euro.
FALCONE, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.5. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 13.3 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 13.9, a firma dell'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 13.11. E' quello che si deve votare, del
Governo, quindi l'emendamento tecnico. Non c'è bisogno di parere
perché è vostro.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 13.4, dell'onorevole
Lombardo. E' mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento 13.10. Onorevole Di Paola, ritirato o
mantenuto?
DI PAOLA. Ritirato.
PRESIDENTE. Ritirato, grazie.
Si passa all'emendamento13.12, a firma degli onorevoli Cambiano ed
altri. Cambiano non c'è.
CIMINNISI. Lo possiamo accantonare? Sì, perché era una cosa
tecnica...
PRESIDENTE. Accantonare? Sì, se chiama l'onorevole Cambiano mi fa
una cortesia. Me lo ridà l'emendamento? Io inavvertitamente l'ho
dato. Scusami, scusami, dovevo mettere l'ok. Scusami.
Allora, onorevole Ardizzone, sta arrivando l'onorevole Cambiano?
Ok.
Allora, in questo momento, lo accantoniamo. Possiamo andare
comunque avanti. Il 13.6 potrebbe essere precluso. Stiamo
aspettando l'onorevole Cambiano, perché c'è un suo emendamento. Se
mi riuscite a dire qualcosa, onorevole Sunseri. Sta venendo?
FALCONE, assessore per l'economia. Ma è identico al testo.
PRESIDENTE. Se è identico, lo mettiamo in votazione, lo facciamo
votare e lo approviamo. Onorevole Cambiano, il 13.12 è un suo
emendamento ma sembra, apparentemente, uguale al testo. A meno che
non c'è qualcosa che non riusciamo a cogliere.
CAMBIANO. No, Presidente, era solo una specifica rispetto al comma
13, a sostegno degli agricoltori che operano nel settore della
produzione primaria di prodotti agricoli, che hanno subito una
fortissima contrazione della predetta produzione, a seguito della
grave situazione climatica. Sembrerebbe interpretare come se ci
dovesse essere un criterio sulla contrazione, o sulla fortissima
contrazione. Invece la riscrittura prevede, ma non so qual è la
volontà, credo che sia...
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 13.12. Il parere del
Governo?
FALCONE, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Il 13.6 è precluso, scusate.
Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'articolo 1, che è quello dell'AST. Ne do lettura:
Art. 1.
Norme in materia di Azienda siciliana trasporti s.p.a.
1. Per l'espletamento dei servizi di trasporto pubblico locale a
carattere extraurbano, l'Azienda siciliana trasporti s.p.a. è
trasformata in società in house, nel rispetto delle disposizioni di
cui agli articoli 4 e 16 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n.
175 e successive modificazioni. Non possono far parte degli organi
societari quanti siano incorsi in responsabilità amministrativo-
contabile accertata con sentenza definitiva.
2. Al fine di consentire il risanamento della società di cui al
comma 1, è autorizzata la spesa, come di seguito riportata, da
iscrivere in appositi fondi del Dipartimento regionale bilancio e
tesoro:
a) per l'esercizio finanziario 2024 di euro 20.946.886,00 per il
ripiano parziale delle perdite complessive ammontanti al 31
dicembre 2022 ad euro 28.709.747,00. La restante quota di perdita
pari ad euro 7.762.861,00 trova copertura mediante l'utilizzo delle
riserve presenti nel bilancio della società alla data del 31
dicembre 2022 (Missione 1, Programma 3);
b) per l'esercizio finanziario 2024 nel limite massimo di euro
8.000.000,00 e per ciascuno degli esercizi finanziari 2025 e 2026
nel limite massimo di euro 5.000.000,00, da destinare come spesa
corrente all'acquisizione in leasing degli automezzi previsti nel
redigendo piano industriale. (Missione 1, Programma 3).
3. Gli interventi finanziari previsti al comma 2 sono subordinati
alla presentazione di apposito piano di risanamento aziendale e
alla sua approvazione, previo parere della Commissione Bilancio'
dell'Assemblea regionale siciliana, secondo le modalità previste
dall'articolo 14 del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175, dal quale
risulti comprovata la sussistenza di concrete prospettive di
recupero dell'equilibrio economico delle attività, nel rispetto dei
principi di efficienza, efficacia e di economicità e di qualità dei
servizi ».
L'emendamento 1.13 pare che lo ritirassero.
Allora, andiamo all'articolo 1. C'erano emendamenti del Governo?
Assessore Falcone, siamo all'articolo 1. L'1.13 è ritirato,
immagino. No, non ce l'ha lì. Era caricato a parte, era un fuori
sacco .
FALCONE, assessore per l'economia. Ritirato.
PRESIDENTE. Sì, ritirato, giusto? Ritirato, benissimo.
L'1.14 è ritirato, giusto?
FALCONE, assessore per l'economia. Ritirato.
PRESIDENTE. Sì. Allora, adesso, pongo in votazione l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Indennizzi alle imprese di produzione di foraggi e cereali
1. Per gli indennizzi ad ettaro alle imprese agricole di
produzione di foraggi e cereali, da riferirsi alle dichiarazioni
colturali di AGEA per l'annata agraria 2023/2024, è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2024, la spesa di 10.000 migliaia di
euro .».
PRESIDENTE. L'articolo 3 rimane così, com'è nel testo. Mettiamo...
(Interruzione fuori microfono)
CRACOLICI. Aspetti
PRESIDENTE. Non c'è la riscrittura. E' stata ritirata. Vado più
lentamente, se vuole, onorevole. Ha due giovani accanto
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Modifiche alla legge regionale 22 maggio 2024, n. 20
1. Il comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 22 maggio
2024, n. 20 è soppresso.
2. All'articolo 1 della l.r. 20/2024 è aggiunto il seguente comma:
6. Agli oneri derivanti dal presente articolo, limitatamente
all'importo di 5.000 migliaia di euro, si provvede per l'esercizio
finanziario 2024 con le maggiori entrate di cui al Titolo l,
Tipologia 103, capitolo 1023. .».
Come emendamenti fuori sacco ci sono il 5.12, il 5.12.1 e il
5.13.R.
Si passa all'emendamento 5.12 e al 5.12.1, entrambi a firma della
Commissione.
Sull'ordine dei lavori
BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, non so perché abbiamo questa pausa,
rispetto però i lavori d'Aula.
Mi permetta di utilizzare la possibilità di intervenire
sull'ordine dei lavori per reiterare una proposta che più volte ho
fatto in Aula, in sua assenza, però, Presidente; adesso la voglio
fare in sua presenza, perché ritengo che il suo sia un ruolo
autorevole in tal senso.
Io ho chiesto un dibattito sulla riforma del regionalismo
differenziato, lei sa che lo abbiamo fatto in quest'Aula. Lo
abbiamo fatto, però, in sua assenza, in assenza del Governo. Era
presente solo l'onorevole Falcone e alla fine non abbiamo votato
nulla.
Quindi, siccome noi non siamo in un'Assemblea del dopolavoro, ma
siamo nel Parlamento siciliano, di fronte ad una riforma che
cambierà sostanzialmente il volto del nostro Paese, lo dividerà - è
questa la mia opinione, gli altri possono pensarla diversamente -,
io credo che ci debba essere un dibattito con la presenza del
Presidente della Regione, che dai giornali leggiamo non essere
preoccupato della riforma, e anche in sua presenza, perché lei
rappresenta il Parlamento, e quindi abbiamo la necessità di
affrontare un argomento che, sotto certi aspetti, potrebbe
determinare un aggravio della situazione economica e sociale della
nostra Regione, perché lei ben comprende che, nel momento in cui le
altre Regioni chiederanno altre deleghe, chiederanno anche risorse.
Il residuo fiscale che serviva per formare il fondo perequativo si
disperderà, non ci sarà più, né tantomeno possiamo accontentarci
dei cosiddetti "LEP", dei livelli essenziali di prestazione, perché
già lei sa che i livelli essenziali di assistenza sono
diversificati in Italia, quindi abbiamo bisogno di una discussione
che io ritengo fondamentale.
Ecco perché mi sono permesso, vedremo cosa accadrà anche in
Parlamento, se questa riforma si intreccerà con quella del
"premierato", ma già la riforma c'è, e siccome alcuni di noi si
muoveranno per il referendum, altri per il ricorso alla Corte
Costituzionale, io penso che all'interno del Parlamento se ne
debba discutere, e le chiedo di essere presente e di convocare al
più presto l'Aula su una questione che sta vedendo discutere il
mondo politico, il mondo istituzionale, il mondo accademico, i
cittadini. E ritengo sia necessario che ci sia una discussione in
un Parlamento che subirà, invece, delle decisioni che
legittimamente il Parlamento nazionale ha determinato, ma che io
credo vedano contrari tanti cittadini siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Nella prossima Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, se il vostro Gruppo volesse
richiedere la possibilità di dedicare una seduta, sarà certamente
valutata, e faremo in modo da poter dedicare un'ampia seduta.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Norme in materia di Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.
Disposizioni finanziarie varie»
(n. 739/A - Stralcio II/A)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.12.R., che potete già
trovare caricato sui tablet d'Aula.
Onorevole Cracolici, se volesse rileggere l'emendamento, per i
suoi consigli.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Così è riscritto correttamente, benissimo.
Pongo quindi in votazione l'emendamento 5.12.R. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'emendamento 5.13.R., anch'esso
già caricato nei tablet.
Anche qui, se l'onorevole Cracolici lo può apprezzare, visto che è
stato formulato anche con i suoi suggerimenti. Così può andare
bene?
Pongo in votazione l'emendamento 5.13.R. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Dobbiamo votare gli ultimi due emendamenti, quello sui
Pip e quello su Siciliacque con relativa relazione, su richiesta
del Partito Democratico.
Si passa all'emendamento A.11, riguardante i lavoratori PIP, che
trovate sui vostri tablet - gli ultimi due emendamenti e abbiamo
finito.
Pongo in votazione l'emendamento A.11. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Adesso aspettiamo la relazione e la bollinatura, così
come è stato richiesto, anche dal Partito Democratico che
ringraziamo per la disponibilità insieme a tutti gli altri Gruppi
di opposizione.
Trovate l'emendamento A51 R sui vostri tablet, chiedo di poterlo
leggere.
CAMBIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Ieri abbiamo fatto un'ampia discussione sull'articolo 6.
Abbiamo approvato il comma 1 in cui si prevedeva una
ricapitalizzazione, quindi 5 milioni di euro e gli altri 5 milioni
di euro, a titolo di contributo di anticipazione, dovevano essere
subordinati ad una serie di attività di intervento, di relazioni in
cui venivano esplicitate le esigenze di Siciliacque.
Sono state prodotte queste ?
PRESIDENTE. Durante la Conferenza dei Capigruppo, abbiamo proprio
spiegato che il comma 1 e il comma 2 sarebbero inefficaci, se non
ci fossero proprio queste risorse. Pertanto, abbiamo detto che tra
i quattro emendamenti che avremo...
ARDIZZONE. Veramente non abbiamo detto questo.
PRESIDENTE. Come no? Di Siciliacque ne abbiamo parlato
ARDIZZONE. Abbiamo detto che la inseriremo nel prossimo
PRESIDENTE. Siciliacque in questo, rendendosi inefficaci il comma
1 e il comma 2, è stato detto di mettere questo. Chiaramente va
votato.
ARDIZZONE. Ma era subordinato ad avere la relazione da parte della
Commissione.
PRESIDENTE. Ma la relazione c'è, l'hanno prodotta, quindi si può
votare.
CAMBIANO. Dove la troviamo la relazione?
PRESIDENTE. Nell'emendamento dovrebbe trovarla.
SUNSERI. Ci dia due minuti.
PRESIDENTE. Sì, non metto in votazione niente. C'è soltanto un
errore materiale perché la copertura è di 4,8 e non di 5 così come
c'è scritto.
Chiaramente non lo metto in votazione fintanto che non lo abbiate
letto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, "la pezza è
peggio del buco" perché mentre l'articolo, quello che avevamo già
approvato, il comma 1 e 2, seguiva il processo di
ricapitalizzazione secondo le quote possedute dalla Regione e dal
soggetto privato presso Siciliacque, e quindi c'è una richiesta
formalmente letta in Aula in cui la società chiede di
ricapitalizzare per 20 milioni il capitale della stessa, con questo
ulteriore emendamento stiamo dicendo una cosa che non sta né in
cielo né in terra. Cioè la Regione anticipa, non si capisce perché
4,8 milioni, 5 milioni, 10 milioni, sulla quota di competenza della
Regione, cioè che è il 25%. Quindi c'è un'anticipazione di cosa?
Perché è un prestito, non è un'anticipazione di ricapitalizzazione
Quindi è un prestito che facciamo a Siciliacque, senza che il
socio privato ci metta un euro Scusatemi Non si capisce la
ragione per la quale facciamo il prestito nel limite del 25%. Di
cosa, del capitale sociale che stiamo ricapitalizzando? E già ci
sono 5 milioni che abbiamo approvato sui complessivi 20 milioni.
Signor Presidente questa norma è illegittima perché non possiamo
anticipare a una società privata, ancorché partecipata dal pubblico
ed essendo tra l'altro di minoranza, risorse se non altro perché
viola qualunque principio di rapporto tra la Pubblica
Amministrazione un soggetto terzo. Chiedo al Governo di ritirarlo,
evitiamo di farci ridere addosso, ripeto così com'è scritto è
peggio di come era scritto prima.
FALCONE, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è chiaro che ribadisco che questo articolo serve a dare
un sostegno a un territorio. Avevo però detto ieri che eravamo
assolutamente disponibili a creare una norma che non determinasse
poi ulteriori problemi soprattutto di interpretazione. Se l'Aula
ritiene il Governo lo possa anche ritirare, capendo però che il
problema persiste, c'è un problema in una determinata provincia
CRACOLICI. Non è vero Qui si vede un'altra cosa
FALCONE, assessore per l'economia. L'impegno, però, è quello che
eventualmente nella manovra che andremo a fare da qui a breve, vuol
dire lo andiamo a delineare, a definire bene. Per cui, Presidente,
ritiriamo l'emendamento, siamo arrivati alla fine della manovra,
abbiamo completato un percorso importante, vorrei ringraziare tutti
i colleghi che hanno contribuito alla realizzazione di questa
iniziativa parlamentare, oltre che di Governo, per cui ci rivediamo
nei prossimi giorni per definire il resto della manovra.
PRESIDENTE. Assessore, però le chiedo, prima di confrontarsi anche
con l'assessore Di Mauro, perché quello che ho colto io è che
sarebbe inefficace senza questa copertura di 5 milioni o 4,8
milioni quello che abbiamo fatto sino adesso per quel che riguarda
questo articolo.
Quindi, se un minuto, va bene se è scritto male eventualmente si
fa una riscrittura, ma ritirarlo è un'altra cosa. Quindi le chiedo
un minuto per confrontarsi con l'assessore Di Mauro.
(La seduta, sospesa alle 18.09, è ripresa alle ore 18.44)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Dovreste avere, tra un minuto, sui vostri tablet l'emendamento
cosicché possiate leggerlo.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento A51.R
bis. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Variazioni al bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2024 e per il
triennio 2024-2026 sono introdotte le variazioni di cui alle
annesse tabella A e tabella B , comprensive di quelle
discendenti dall'applicazione delle disposizioni della presente
legge.».
Poiché gli emendamenti presentati sono inammissibili, lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo finito di esaminare
l'articolato, pertanto possiamo votare il disegno di legge. Invito
i colleghi a prendere posto.
Hanno chiesto di intervenire, per dichiarazione di voto, gli
onorevoli Lombardo e La Vardera.
Prego, onorevole Lombardo, ne ha facoltà.
Per dichiarazione di voto
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, Governo, colleghi, su questa
norma e su tutti gli articoli richiamati in questa norma, abbiamo
cercato di spiegare quali erano le criticità, in ogni articolo.
Noi apprezziamo, Presidente, le buone intenzioni del Governo di
cercare, per come abbiamo detto, delle pezze al disastro che ha
causato questo stesso Governo, in continuità con il Governo
precedente.
Lo abbiamo detto per l'AST, perché con questa norma non salviamo
l'AST, anzi la affossiamo definitivamente.
Lo abbiamo detto sugli extracosti per i rifiuti: non risolviamo il
problema, mettiamo una pezza, perché diamo quello che abbiamo già
tolto ai comuni per responsabilità diretta di questo Governo e del
Governo precedente.
Lo abbiamo detto per l'emergenza idrica, perché i Governi che ci
hanno preceduto e che hanno preceduto questo Governo, per tempo non
hanno posto rimedio a quello che era un disastro annunciato
Quindi, Presidente, su tutto quello che già abbiamo detto sui
singoli articoli, questa norma altro non fa che mettere pezze ai
disastri causati, e non possiamo essere favorevoli.
Ma non è che non siamo favorevoli agli effetti di questa norma,
non siamo favorevoli al metodo che si sta utilizzando per porre
rimedio a quelli che sono disastri annunciati perché se il rimedio
è quello di gestire sempre le emergenze, con contributi dati a
pioggia, e non per risolvere strutturalmente quelle che sono le
criticità della Regione siciliana, non possiamo essere favorevoli a
questo metodo.
Naturalmente, gli effetti speriamo che siano non risolutivi,
perché non possono essere, ma che siano veloci e che sia veloce
anche la risposta data dal Governo subito dopo l'approvazione della
norma.
Ma sul metodo adottato con questa norma, siamo contrari e voteremo
contrari, Presidente, non per quello che si sta mettendo ma per
come si sta mettendo e come si sta agendo su queste emergenze.
Presidente, vorrei che fosse chiaro questo passaggio, perché
naturalmente siamo favorevoli affinché si dia una mano di aiuto
all'agricoltura piuttosto che all'emergenza idrica ma il metodo è
sbagliato.
Intervenire in emergenza ed intervenire senza risolvere
strutturalmente le problematiche che vorrebbe affrontare questa
norma non ci possono vedere favorevoli, signor Presidente.
E sull'AST ribadisco - spero che le mie parole vadano a finire a
mare, Presidente - ma noi staremo qua ad assistere e ad aspettare
gli effetti di questa norma perché siamo sicuri, Presidente, che
nel momento in cui quel piano industriale che deciderete di
adottare, perché ancora non l'avete deciso visto che ne avete tre
versioni, diventerà la pietra tombale su una delle società più
importanti e che hanno dato più lustro a questa Terra in termini di
servizio di trasporto pubblico locale.
Assessore Falcone e Assessore Aricò, vi chiamerò in causa per le
vostre responsabilità politiche sull'eventuale disastro che -
purtroppo - andremo a verificare da qua a qualche anno sull'Azienda
siciliana trasporti per colpa di una politica miope che non ha
saputo programmare per tempo e garantire a una società, come AST,
di essere oggi competitiva anziché una società, come di fatto sta
diventando, che andrà a finire in liquidazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole La Vardera. Ne ha
facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io voglio
esprimere dichiarazione di voto contraria rispetto a questa norma
che non ha visione, non ha strategia, che mette delle pezze, che
non fa altro che non risolvere i drammi e i problemi che stiamo
affrontando e che - evidentemente - svilisce anche il ruolo di
questo Parlamento, rispetto anche al lavoro concreto che questo
Parlamento può fare per alzare il livello.
Ma d'altronde, caro onorevole Dipasquale, lei poco fa nel suo
intervento diceva come mai non c'è il presidente Schifani.
Il presidente Schifani era a Roma qualche ora fa con il buon
Tajani, questa è la foto plastica che dimostra dell'interesse che
questo Governatore ha di questa Regione che, in un momento così
importante di dibattito, in quest'Aula se ne va a Roma per dire che
Edmondo Tamajo, detto Di Maio, dopo che ha preso 120.000 voti,
fondamentalmente fa la piroetta e dice "abbiamo scherzato, rimango
qua, rimango in Sicilia " a voler dimostrare che in Sicilia, di
questa Terra non interessa niente a nessuno.
Io, ovviamente, da questo pulpito chiederò le scuse
dell'onorevole - ormai Assessore Tamajo - perché come si fa a
prendere 120.000 voti e poi dire abbiamo scherzato, resto in
Sicilia
Bravo Falcone che, quantomeno, rispetto a questa storia del buon
Tamajo è consequenziale e sta andando a svolgere il ruolo per cui i
cittadini l'hanno eletta.
Questa è una cosa gravissima Il fatto che noi siamo qua in Aula a
parlare di questi temi così fondamentali e il presidente Schifani,
per l'ennesima volta, snobbi questo Parlamento e questa foto è la
sintesi del lavoro di questi anni del presidente Schifani, è la
sintesi del trattamento che riserva a questo Governo, dicendo che
preferisce al Parlamento i palazzi romani che contano con il buon
Tajani, per dire che cosa?
No, Tamajo rimarrà qui E la domanda la faccio da questo pulpito:
Tamajo cosa ti hanno promesso? Ci sarà una contropartita rispetto a
questa tua scelta Cosa stai avendo in cambio
E lo devi dire a questo Parlamento
Questi giochi di palazzo e di potere sulle spalle dei siciliani e
mi auguro che quei centoventimila elettori portino in causa con
un'azione popolare il buon Tamajo per chiedere il risarcimento di
quel voto mancato, di quel voto perso, di quel voto infranto Lo
volevano fare con me, quando cinque anni fa addirittura qualcuno mi
aveva accusato di attentato al corpo delle istituzioni elettorali,
lo stesso reato che addirittura volevano imputare al buon Riina
quando vi ricorderete a Palermo ero candidato a sindaco di Salvini
e della Meloni e ho dimostrato che la mia campagna era
assolutamente regolare. Sono stato portato in sentenza e ho vinto
la causa con il buon Matteo Salvini e in quel caso dei cittadini
giustamente volevano sapere di più di quell'esito di quel voto e
chiesero addirittura l'intervento popolare.
Allora, mi auguro che quei centoventimila elettori chiedano il
risarcimento del voto, di un voto andato a perdere e questa è la
dimostrazione plastica che questo Parlamento né al presidente
Schifani, né al nuovo assessore Tamajo possano fregare qualcosa e
ovviamente aspettiamo una risposta dal buon Di Maio, perché così si
faceva chiamare nella scheda elettorale, detto Di Maio, per
spiegarci che cosa ha avuto in cambio per rimanere in Sicilia,
facendo andare la Caterina Chinnici a Bruxelles. Ai posteri l'ardua
sentenza e ai siciliani, ancora una volta, beffati da questo voto
che non risulterà concreto e a questo punto era meglio se votavate
Falcone, ma così purtroppo non è andata.
Regolamento interno
Sull'opportunità di un emendamento ai sensi dell'art. 117 del
Regolamento interno
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio fare
ragionamenti, quello che avevo da dire su questa legge l'ho detto
durante l'esame, voglio soltanto manifestare una grande
preoccupazione. Il Governo qualche giorno fa, per voce del suo
Presidente e assessore, ha fatto un'intesa con le organizzazioni di
categoria agricole relativamente al famoso contributo per il
foraggio degli animali.
Mi viene segnalato un tema, non ho le competenze tecniche per dire
se questo tema è corretto o non corretto, il fatto che non ci sia
un assessore all'agricoltura, non ci sia un'interlocuzione in tempo
reale con gli Uffici, non mi consente di dire se è vero o non è
vero, ma mi dicono che la modifica che abbiamo appena apportato con
questa legge, estendendo anche ai mangimi il contributo per quanto
riguarda la crisi della siccità e quindi la mancanza di foraggio,
può determinare il blocco del contributo del voucher che è stato
concordato e sottoscritto dalle organizzazioni di categoria facendo
ripartire tutta la procedura da capo.
Ripeto, non ho idea se è corretta questa interpretazione, se così
è vi state assumendo la responsabilità che dopo giorni di proteste
degli agricoltori, con anche un presidio a piazza Indipendenza da
parte di Coldiretti e aver fatto un'intesa che ha in qualche modo
creato le condizioni per superare quel momento di crisi, la legge
che stiamo per approvare rischia di modificare il decreto che è
stato fatto in applicazione della legge approvata nel mese di
maggio. Quindi ho il dovere di dirlo, secondo me in autotutela
sarebbe opportuno che col 117 prima del voto finale procedessimo a
rimuovere eventuali modalità che possano bloccare l'iter della
legge, dopodiché il Governo in mano vostra, assumetevi la
responsabilità io per la mia parte vi dico soltanto qual è il
rischio, il rischio che a fronte della crisi non diamo nulla agli
agricoltori.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici visto che ha sottoposto la
questione e siamo ancora in tempo e ancora abbiamo la possibilità
di poterci appellare all'articolo 117, eventualmente chiedo al
Governo se durante gli interventi ritenessero calzante il
suggerimento che dà l'onorevole Cracolici e rivedere e modificare
nel senso di quanto ci è stato detto. Sono iscritti a parlare gli
onorevoli Assenza, Catanzaro, Di Paola.
Prego, onorevole Assenza.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
l'onorevole Cracolici ha suscitato un problema che in parte mi era
stato già sottoposto. Penso che il problema si ponga non per il
decreto già emanato ma per l'applicazione di questo nuovo e non per
i fondi già stanziati. Ma sui fondi già stanziati c'è invece un
problema più serio, si è adottato questo benedetto sistema dei
voucher, i voucher però non coprono gli acquisti fatti in
precedenza dalle aziende, quindi, dobbiamo far capire agli Uffici
che evidentemente questa, l'interpretazione dei voucher deve
essere, oppure dobbiamo intervenire normativamente per indicare
che, comunque, il ristoro va per gli acquisti effettuati a
prescindere sia con i voucher sia in altra maniera e, comunque,
documentati per quanto già avvenuto, come anche mi si pone un
problema tecnico che nella dizione di foraggio, gli uffici non
intendono far ricomprendere anche i trinciati di erba, che sono pur
sempre un prodotto naturale, sostitutivo in alcuni casi del
foraggio e per cui negano il ristoro agli acquisti dei trinciati di
erba.
Io intervengo perché rimanga a verbale e che si può intervenire
anche con un'applicazione da parte di una circolare assessoriale se
non si vuole proprio ricorrere, sono osservazioni spicciole che
però poi se nella pratica non se ne tiene conto, si rende quasi
inutilizzabile il sistema normativo degli aiuti.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, per
dichiarazione di voto, questo lo farà il Capogruppo però mi
permetto, io ci ho provato a fermarla in questo processo veloce di
approvazione di questo emendamento che ha inserito i mangimi, cioè
noi abbiamo commesso un errore, l'errore principale è che siamo
entrati in merito ad una proposta che era stata elaborata dalle
organizzazioni di categoria, cioè noi non l'abbiamo neanche
modificata in Commissione, mi dispiace che non c'è il Presidente
della Commissione "Agricoltura", noi ci siamo seduti in Commissione
"Agricoltura", abbiamo preso atto del lavoro fatto dalle
organizzazioni di categorie in merito a questa proposta di sostegno
agli allevatori per quanto riguardava il foraggio, l'acquisto del
foraggio e non l'abbiamo toccata proprio tutti quanti anche noi
dell'opposizione, io e il collega Safina abbiamo preso atto che era
quella la volontà delle organizzazioni e l'abbiamo votato.
Oggi, inserendo questo elemento, noi veramente rischiamo di far
saltare il banco e, allora, io vi prego, evitiamo, siccome dobbiamo
ritornarci fra poco, intanto i bandi devono fare il loro percorso,
anche il secondo, quindi, completiamo questo percorso anche
rispetto alle organizzazioni di categoria che avevano sviluppato
tutto questo processo, completiamo questo percorso, eliminiamo con
il 117 l'inserimento della norma che è stata fatta un'ora fa e poi,
se abbiamo da ritornarci, ci ritorniamo ma ritorniamoci sempre con
il conforto delle organizzazioni di categoria: a che cosa serve
chiamarli, confrontarci con loro, prendere atto di quali sono i
loro suggerimenti e poi in Aula fregarcene alla prima occasione far
saltare tutto? Quindi, io penso che la modifica attraverso il 117
non solo è possibile ma è opportuna e ci mette in condizione al di
là delle questioni di forma che, comunque, sono importanti, ci
mette in condizione di poter di evitare strafalcioni.
Per dichiarazione di voto
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
intervengo perché è palese che questo disegno di legge che noi
stiamo andando ad approvare è frutto di un lavoro fatto nelle
Commissioni, fatto anche su sua spinta, sulla spinta del Presidente
della Commissione Bilancio perché mi dispiace dirlo, Presidente, e
magari lei si può fare portavoce nei confronti del Presidente della
Regione.
Questo disegno di legge che ha articoli che riguardano anche
categorie differenti è stato sposato o comunque tutti i componenti
dell'Assemblea Regionale Siciliana hanno lavorato nelle
Commissioni.
E poi in Aula per cercare di dare delle risposte a cui, così come
hanno detto altri colleghi, siccome c'è stato un Governo che
dall'altra parte - mi dispiace dirlo - era impegnato con la
campagna elettorale per le Europee, noi non sappiamo se gli
articoli che verranno approvati in questo disegno di legge una
volta divenuta legge, daranno quelle risposte che le categorie oggi
si aspettano.
Questo percorso, Presidente, non può continuare in questo modo.
Cioè, non si possono scaricare le responsabilità su cose
importanti, per quanto riguarda i rifiuti, per quanto riguarda una
partecipata importante come l'AST, per quanto riguarda gli
agricoltori.
Non si può scaricare o non si possono scaricare le responsabilità
in maniera continua all'Assemblea Regionale perché oggi tutta la
deputazione, nessuno escluso, ha fatto sì che questo disegno di
legge approdasse in Aula e venisse votato senza la presenza del
Presidente della Regione e senza un'unione di intenti da parte del
Governo.
Perché all'interno del Governo non c'è un'unione di intenti, anche
nelle soluzioni delle singole categorie.
Allora Presidente io le chiedo, noi con il mio Gruppo che adesso
andrà a votare, siamo qui presenti in maniera responsabile,
voteremo e voteremo contro questo disegno di legge perché noi non
siamo sicuri che gli articoli che sono stati proposti dal Governo -
perché è il Governo che ha proposto queste misure - possano dare
effettivamente le risposte che chiedono le varie categorie. Però
Presidente, lei si deve fare portavoce nei confronti del Presidente
della Regione, perché questo andazzo non può continuare.
Cioè noi non possiamo andare avanti in questo modo, non possiamo
andare avanti con degli articoli su categorie differenti che
vengono buttati nelle Commissioni, che vengono buttati in
Commissione Bilancio dove spesso non c'è nemmeno l'Assessore, dove
poi in Aula non c'è nemmeno il Presidente della Regione che viene
qui a spiegarci che questo è un disegno di legge emergenziale per
alcune categorie.
Noi siamo presenti, siamo stati presenti nell'arco delle scorse
settimane, nonostante la campagna elettorale, perché eravamo tutti
in campagna elettorale.
Il Governo è stato assente Il Governo è stato presente solo con
alcuni Assessori e mi dispiace dirlo agli Assessori, che sono
presenti, non c'è stata, non c'è stata un'unione di intenti, una
visione univoca da parte del Governo Perché nel frattempo che
l'Assessore alle infrastrutture magari mi raccontava una cosa e mi
portava una visione, l'Assessore al bilancio me ne portava
un'altra, l'Assessore all'energia e rifiuti un'altra ancora, e in
tutto questo il Presidente della Regione è assente.
Tutto questo non può continuare, Presidente, e quindi le chiedo di
farsi portavoce, perché questo è l'ultimo disegno di legge che
viene portato nelle Commissioni e in Aula in questo modo.
Noi non possiamo continuare ad avallare un Governo regionale che
lavora solo ed esclusivamente con le emergenze. Noi ci aspettiamo
le riforme noi ci aspettiamo provvedimenti seri per quanto riguarda
le categorie e non articoli buttati qua e là che arrivano in
Commissione, magari con un emendamento del Governo o che arrivano
in Aula, con sempre l'emendamento del Governo e con le opposizioni
che poi devono cercare in qualche modo di essere responsabili.
Così non può funzionare ma non può funzionare non solo per
l'Assemblea, Presidente, non può funzionare per i siciliani tutti
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro, è
l'ultimo intervento.
Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, io
ieri sono intervenuto nel merito di questo disegno di legge che
ovviamente con l'Assessore Turano ieri sera abbiamo discusso,
dobbiamo ritornare a discutere anche stasera.
PRESIDENTE. No, L'Assessore Turano si è seduto proprio per
ascoltarla.
CATANZARO. Sono intervenuto ieri proprio su questo disegno di
legge, cercando di fare emergere quelle che erano le criticità
perché il Gruppo del Partito Democratico ancora una volta - lo ha
detto proprio nell'ultimo intervento il collega Di Paola - dimostra
insieme agli altri Gruppi di opposizione un forte senso di
responsabilità all'interno di quest'Aula per il popolo siciliano.
Però, io ritengo, signor Presidente dell'Assemblea, che oggi ci
sono due cose da evidenziare. Una, la non presenza del Presidente
della Regione, non è una bella cosa perché è un fatto ormai
continuativo nel momento in cui si trattano temi che hanno
carattere di importanza strategica per la nostra Regione e, seconda
- lo dico anche ai colleghi di maggioranza - i colleghi di
opposizione in maniera sistemica, sono sempre presenti in Aula a
dare un supporto, un contributo nel migliorare - signor Presidente
- quelle che sono le norme. Lo abbiamo cercato di fare ieri, lo
abbiamo cercato di fare ieri su proposte con emendamenti da parte
del Gruppo del Partito Democratico proprio su temi che riguardano
quelli trattati adesso, che si trovano in questi articoli,
l'agricoltura, la siccità.
Lo abbiamo fatto anche su temi come l'AST, dove ritengo che il
Governo, assessore Aricò, qualche scivolone lo ha fatto in queste
settimane, soprattutto forse per acchiappare qualche consenso in
più in campagna elettorale, scaricando la responsabilità alle
opposizioni ma, di fatto, così non è.
Lo abbiamo fatto - Presidente Galvagno se riuscisse ad ascoltarmi
- anche con temi che ieri sera mi hanno visto proprio dibattere su
argomenti che hanno carattere come quello di Siciliacque, con
grande senso di responsabilità, avevamo ragione noi, perché non
eravamo contro una norma ma eravamo per costruire la norma,
cercando di mettere dentro quello che una Regione dovrebbe mettere,
perché altrimenti la corsa poi a quella che è l'impugnativa, escono
da quest'Aula come quella che accade ora, del collega Cracolici,
Dipasquale, che hanno detto che ovviamente dobbiamo richiamare
perché sono delle norme che vengono scritte e che poi potrebbero
essere nell'immediato impugnate.
Signor Presidente noi abbiamo finito una Conferenza dei Capigruppo
dove dentro questo disegno di legge c'erano altri due temi che, a
mio modo di vedere, hanno un'importanza che non è un'importanza
legata al singolo ma è un'importanza legata a tutti quegli
amministratori, che noi abbiamo in Sicilia e sono con l'impegno, lo
dico perché c'è stata una proposta sul riequilibrio dei Comuni ma
anche di altri comuni che hanno la difficoltà economica per
intervenire.
Noi, ancora una volta, Presidente Galvagno, con grande senso di
responsabilità siamo qui in Aula a mantenere quello che è il lavoro
per il quale i cittadini ci hanno chiamato a sedere in questi
banchi al posto dell'opposizione.
Però, Presidente dell'Assemblea, io spero che quello che ci siamo
detti, anche dentro la Conferenza dei Capigruppo, fra dieci giorni
ritorneremo dentro quest'Aula per apporre altre correzioni che
servono alla Sicilia e che danno anche un respiro ai nostri
sindaci, ai territori.
Presidente Galvagno, io ritengo che potevamo fare, come quando si
va a scuola e c'è il ricevimento, "si poteva fare di più"
L'assessore Falcone ovviamente, ormai è preso da quello che non è
più la Sicilia, è l'Europa, e io gli faccio un grande in bocca al
lupo per il lavoro che potrà andare a fare in Europa, però noi
abbiamo bisogno, adesso, di certezze rispetto ad un Governo che, in
alcune occasioni e forse quasi sempre, si fa trovare impreparato e
precario anche per argomenti importanti ed è per questo che il
Gruppo parlamentare del Partito Democratico non può essere
favorevole rispetto ad una manovra che doveva sicuramente vedere
quelle fasi emergenziali come l'agricoltura, la siccità, l'AST che
noi avevamo determinato e deciso, però non con una manciata, ma con
risorse importanti, perché se andassimo sui comuni, sugli
extracosti - lo abbiamo detto - sono risorse non bastevoli.
E quindi, Presidente dell'Assemblea, io auspico che questo
Governo, dopo un anno e otto mesi, non so bene l'aspetto temporale,
possa davvero iniziare a governare perché fino ad ora mi sembra che
ha cercato di tirare a campare, come si suol dire.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per un paio di minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.16, è ripresa alle ore 19.26)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, dopo il giusto appunto fatto da alcuni
colleghi, si sta caricando l'emendamento per quanto concerne il
117, da pare il Governo; trovate l'emendamento soppressivo del
5.12.R, è l'emendamento 117.1.
È semplicemente il soppressivo dell'emendamento di cui abbiamo
parlato prima.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Ordini del giorno
Ci sono alcuni ordini del giorno, il 186, 188, 189, 190, 191, 192,
193, 194, 195 e 196. Se il Governo li accetta come raccomandazione
possiamo andare avanti.
ARICÒ, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Il Governo
li accoglie come raccomandazione.
PRESIDENTE. Benissimo. Allora possiamo procedere con il voto
finale. Chiedo ai colleghi di prendere posto, si vota per scrutinio
palese nominale.
n. 739/A Stralcio II/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia di Azienda siciliana trasporti s.p.a.
Disposizioni finanziarie varie" (n. 739/A Stralcio II/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge "Norme in materia di Azienda siciliana
trasporti s.p.a.. Disposizioni finanziarie varie" (739/A - Stralcio
II/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno di legge
"Norme in materia di Azienda siciliana trasporti s.p.a.
Disposizioni finanziarie varie" (739/A Stralcio II/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 27
Contrari 22
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Mi pare che aveva chiesto la parola l'onorevole Saverino.
SAVERINO. Signor Presidente, le avevo chiesto appunto la parola,
perché mi sono accorta che nella votazione palese n. 1, quella che
abbiamo fatto alle 16.19 [sull'emendamento 9.12], io risulto
assente, risulto non essere presente, quindi c'è stato un problema.
Mi sono astenuta come tutto il Gruppo parlamentare.
PRESIDENTE. La ringrazio.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Assenza. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, io ho solo presentato due ordini del
giorno, che chiedevo che il Governo avesse la possibilità di
apprezzare.
PRESIDENTE. Sono già stati apprezzati.
La seduta è rinviata a mercoledì 3 luglio 2024, alle ore 15:00.
La seduta è tolta alle ore 19.29 (*)
(*) D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai
deputati con e-mail del 27 giugno 2024, la seduta n. 120, già
convocata per mercoledì 3 luglio 2024 alle ore 15.00, è stata
rinviata a martedì 9 luglio 2024 alla stessa ora e con il medesimo
ordine del giorno.
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XI SESSIONE ORDINARIA
120a SEDUTA PUBBLICA (*)
Martedì 9 luglio 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA RUBRICA
Attività produttive (V. allegato)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio