Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 16.26
Discussione del disegno di legge Disposizioni finanziarie
discendenti dalla decisione della Corte dei conti del 3 dicembre
2022 sul rendiconto generale della Regione per l'esercizio
finanziario 2020. (n. 226/A)
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge Disposizioni
finanziarie discendenti dalla decisione della Corte dei conti del 3
dicembre 2022 sul rendiconto generale della Regione per l'esercizio
finanziario 2020. (n. 226/A).
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare la Vicepresidente della Commissione,
onorevole La Rocca Ruvolo, per svolgere la relazione.
LA ROCCA, vicepresidente della Commissione. Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE. La Vicepresidente si rimette al testo.
Assessore Falcone, vuole relazionare? Se il Governo vuole
relazionare, e dopodiché apriamo la discussione generale. Potete
chiedere di intervenire, man mano vi iscrivo a parlare.
Prego, Assessore.
FALCONE, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il disegno di legge che andiamo, da qui a qualche
momento, a trattare riguarda un vero e proprio assestamento di
bilancio nel senso che si è reso necessario per poter fronteggiare
alcune irregolarità che la Corte dei conti - nell'ultima seduta di
parifica - ha manifestato verso la Regione siciliana.
Con questo disegno di legge andiamo ad accantonare ben 68 milioni
di Euro che sono somme che riguardano economie, cioè risorse non
spese nell'anno 2022, che serviranno per creare un accantonamento
positivo al fine di poter fronteggiare - come dicevamo - di poter
sostenere e coprire alcune irregolarità che la Corte dei conti ha
segnalato.
Perché facciamo questo? Facciamo questo perché così noi potremo,
nell'anno 2023, non trovarci un buco di bilancio ma avere - appunto
- delle partite, delle poste in bilancio, necessarie per poter
coprire questo disavanzo, questo ulteriore disavanzo.
Vorrei ricordare che già nella precedente legge di bilancio, il
Governo precedente, aveva inserito una voce come disavanzo
programmato pari a 47 milioni di Euro proprio perché si riteneva
già a quell'epoca possibile o probabile che vi fossero delle
partite da regolarizzare.
All'inizio - vorrei ricordarlo, Presidente - il disegno di legge
era formato da due articoli: il primo articolo era relativo
all'accertamento di nuove entrate, utilizziamo questo termine che
in parte è improprio, di 200 milioni di Euro discendenti
dall'intervento del Parlamento nazionale, del Governo nazionale,
che ha riconosciuto alla Sicilia, in ragione della sentenza n. 62
del 2020 della Corte Costituzionale, 200 milioni di Euro solo per
il 2022 quale fissazione del principio della riduzione della
compartecipazione alla spesa sanitaria da parte della Regione
siciliana.
Alla fine, però, noi questo primo comma lo abbiamo abrogato oggi
in Commissione per due ragioni. Primo, perché ancora il Parlamento
non si è determinato e se noi domani, presumibilmente domani,
approvassimo o approveremo questo disegno di legge di assestamento,
approveremo in entrata una previsione che, in effetti, non esiste
ancora perché la legge di stabilità nazionale non è stata ancora
approvata. Inoltre, dal Mef, dal Ministero dell'economia e finanze,
è stato detto che noi possiamo ben utilizzare queste risorse nel
2023, anche se non li prevediamo, li accantoniamo nel 2022. Quindi,
di fatto, abbiamo tolto anche quell'articolo che, da qualche
collega dell'opposizione, come dire, aveva suscitato in qualche
collega dell'opposizione qualche perplessità. Rimane, quindi, come
abbiamo detto, l'articolo 2 che, appunto, sono questi 68 milioni di
euro e li accantoneremo al fine appunto di intervenire su alcune
irregolarità.
C'è un ulteriore articolo-emendamento, che abbiamo oggi approvato
che riguarda il conto consuntivo del 2021 e, quindi, andiamo a
fissare, per legge, quello che ci è stato detto sempre dalla Corte
dei conti, nel senso che fissiamo la cassa al 1 gennaio 2021. E'
un emendamento che, oggi, è diventato l'articolo numero 2; è un
emendamento tecnico che serve, appunto, come base di partenza per
poter stilare da qui al prossimo 15 gennaio il nuovo Rendiconto
2021 e poter, così, completare anche tutto ciò che riguarda quel
consuntivo che è rimasto, o quel rendiconto, che è rimasto ancora
in itinere. Dopodiché, poi procederemo con il Rendiconto del 2022.
Quindi, Presidente, il disegno di legge è formato abbiamo detto da
due articoli, sono molto semplici: uno è di accantonamento
positivo, l'altro invece è un articolo tecnico, per cui di facile
comprensione così come oggi lo abbiamo esplicitato in Commissione
Bilancio .
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Man mano chi
si vuole iscrivere, può farlo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici, dieci minuti.
Nel frattempo, do il termine per la presentazione degli
emendamenti per il disegno di legge n. 226 a domani alle ore 11.00.
CRACOLICI. L'assessore Falcone l'ha fatta semplice, nel senso che
si è presentato con un atto meramente tecnico, siamo al 27
dicembre, che, sostanzialmente, questa manovra è nata per iscrivere
200 milioni in bilancio, salvo poi scoprire che l'iscrizione in
bilancio, al di là del fatto che prendo atto che l'Assessore ha
detto in Aula oggi una cosa che in Commissione quasi quasi veniva
considerata una bestemmia, cioè nel senso che se non c'è la legge
di stabilità, che prevede questo contributo a favore della Regione,
cioè non è pubblicato in Gazzetta ufficiale, non si capisce come
poteva iscrivere in bilancio la Regione un contributo da parte
dello Stato di una legge che ancora non c'è.
Ci sarà. Ma in diritto il ci sarà dipende dalle pubblicazioni in
Gazzetta ufficiale, altrimenti siamo nel campo delle suggestioni
che somiglia molto a quelle che ha fatto il suo predecessore, visto
che una delle querelle che si è determinata, a proposito della
famosa spalmatura del debito in dieci anni, è nata dal fatto che
noi abbiamo spalmato, a far data da un certo periodo, malgrado
l'atto formale da parte dello Stato sia stato autorizzato nel
gennaio dell'anno successivo, credo 2020 se non ricordo male, a
fronte, quindi, di una spalmatura che non poteva tecnicamente che
avvenire da quel momento in poi. E siamo dentro questa storia che,
mi auguro, questa norma che è stata anch'essa annunciata e
approvata su iniziativa parlamentare, e questo già la dice lunga su
che cosa, come dire, la solidità, anche da parte del Governo
nazionale, di dare certezza al provvedimento che autorizza, da un
certo momento in poi, la possibilità di spalmare il debito, più che
debito la cancellazione dei residui attivi da un certo periodo, dal
2018 in poi.
Quindi, anche quella è una norma che aspettiamo, sarà pubblicata,
vedremo. Però, una cosa mi colpisce: questa manovra in realtà è
stata presentata per far fronte ai 200 milioni che si iscrivevano
in bilancio per scoprire; lo dice, come dire, con l'ingenuità
dell'inizio del percorso da Assessore al bilancio, l'assessore
Falcone, dice beh, siccome lo Stato ci ha detto che potevamo
utilizzarli anche nel 2023, a questo punto non era utile inserirli
nel 2022 . Diciamo che non è proprio la stessa cosa. Io credo che
sia più opportuno dire che siccome non c'è ancora la legge che
trasferisce queste risorse alla Regione non potevano essere
iscritti nel bilancio 2022, perché dire che invece non si iscrivono
in bilancio nel 2022 perché così non si iscrivono per spenderli nel
2023, vorrei ricordare che tutte le entrate nel corso di un
esercizio vanno a determinare l'avanzo e il disavanzo complessivo
dell'anno per il quale non è che puoi decidere tu quando e se
spostare di un'annualità, perché trattasi di una cosa delicata dal
punto di vista della tecnica di bilancio, non voglio esplicitarla
per non creare allarmi inutili. Io prendo atto che non c'è la legge
dello Stato e che quindi non si può iscrivere in bilancio. Punto.
Tutto il resto è fuffa.
C'è, però, un'altra cosa. Quindi, questa mini variazione nasce con
quell'intento, nel corso dell'esame in Commissione o comunque della
preparazione del testo il Governo dice: "va bene, abbiamo previsto
un accantonamento per le cosiddette irregolarità oggetto di
verifica da parte della Corte dei Conti". Anche questo, poiché
trattasi di irregolarità al consuntivo 2020, che tra l'altro
ricordo non essere stato parificato, in teoria è nel corso del 2022
che devi far fronte alle irregolarità, perché vanno a gravare sul
disavanzo del 2020 che devono trovare copertura nel 2021, figurati
nel 2022. Di fatto, noi lo stiamo spostando al 2023, perché è vero
che facciamo un accantonamento, ma se quelle irregolarità accertate
dalla Corte dei conti sono tali, aveva il Governo il compito di
dare copertura a quelle irregolarità nel corso dell'esercizio che
stiamo affrontando. Anche questa è una tecnica, diciamo, cosiddetta
di fantasia legislativa, che però a forza di fare fantasie siamo
ridotti, come dire, ad una incertezza sulla contabilità che non c'è
mai stata nella storia di questa Regione.
Ma la cosa più grave - e chiudo - io ho letto anche l'intervista
che ha fatto il Presidente della Regione qualche giorno fa per
dirci che i 200 milioni che la Regione ha ottenuto da parte dello
Stato come anticipo o come primo provvedimento riservandosi nel
2023 di riaprire la vertenza sulla cosiddetta quota di
compartecipazione sanitaria, è un successo perché questo successo è
dato dal fatto che non ci erano dovuti i 15 anni per i quali la
Regione, invece, ha contribuito al Fondo sanitario regionale per
circa 600 milioni l'anno in più rispetto a quello per il quale la
nuova sentenza della Corte costituzionale, in qualche modo, ha
obbligato a un tavolo tecnico, riconoscendo di fatto, ancorché non
ne ha definito l'ammontare. Però, il Presidente della Regione dice:
ma noi quei 9 miliardi non c'è scritto da nessuna parte che li
dobbiamo avere . No, sbaglia. Perché c'è scritto nel provvedimento
che ha firmato lui. Lui il 16 dicembre ha sottoscritto un accordo
con lo Stato in cui dice esplicitamente che nulla ha a richiedersi
per quanto riguarda il differenziale di compartecipazione della
Regione dal 2007 al 2022 - quindi 15 anni - e quindi la Regione
rinuncia con la sottoscrizione di quell'Accordo a qualunque
richiesta che possa riferirsi al passato.
Quindi, non è vero che non c'era; non era quantificato, era
oggetto di una trattativa. Ma se tu alla trattativa ci arrivi, come
dire, e ti siedi stabilendo già dall'inizio che nulla hai a
pretendere sul passato, mi pare che più che una trattativa è una
resa. E la resa è resa ancor più evidente - scusate il bisticcio di
parole - non solo per il fatto che la Regione rinuncia ai 15 anni
di differenza di compartecipazione, ma il fatto che sottoscrivi
l'accordo nel 2022 quanto meno aveva la necessità di recuperare la
quota dell'annualità 2022. Cioè, la sola annualità del 2022 è un
meno 600 milioni di euro; la Regione ha firmato un accordo che
dice: va bene 200 milioni.
Questo non è un accordo, è una Caporetto Tra l'altro, fatto a
inizio legislatura, quando il Governo - tra l'altro, anche qui, se
prima potevano essere accampate motivazioni che c'era il Governo
tecnico, prima c'era il Governo Conte che era avversario del
Governo Musumeci, e così via - oggi siamo in presenza di un Governo
che quello regionale si spertica in lodi, addirittura parla di
essere un Governo in continuità con il precedente. E quindi, a
fronte di questa continuità, ha fatto in modo che questa continuità
la paghi solo la Regione siciliana. Altro che accordo È un accordo
che in qualche modo danneggia le finanze e la credibilità, aggiungo
io, della Regione siciliana.
Oltretutto, io credo che su quell'accordo, Presidente - capisco
che lei in questo momento è il delegato, anche se Vicepresidente in
funzione e come tale presiede l'Aula - però noi su quell'Accordo,
prima della manovra, abbiamo bisogno di discutere.
Io credo che l'Accordo che è stato sottoscritto il 16 dicembre,
come si suol dire in silenzio , non solo perché nessun
provvedimento è stato inviato alla Commissione, così come prevede
un ordine del giorno approvato nella scorsa Legislatura, in cui si
fa riferimento al fatto che il Presidente della Regione, per
sottoscrivere gli accordi con lo Stato, deve preventivamente
informare la Commissione "Bilancio" dicendo quali sono i termini di
un accordo; tra l'altro, per rafforzare la sua la sua funzione, non
certo per indebolirla. Così ci ha fatto trovare un accordo
sottoscritto che ribadisce, quell'Accordo, una tra le tante cose,
una cosa che è devastante per questa nostra Regione, cioè fino al
2029, la Regione continua a impegnarsi per non procedere a nessuna
nuova assunzione anche rispetto alle sostituzioni del personale che
via via, non che va in pensione a causa dei provvedimenti
cosiddetti varati dalla Regione per anticipare la pensione a una
serie di persone che avevano alcuni requisiti, ma anche quelli che
ordinariamente, diciamo così, con le varie varianti della Fornero
sono andati via nel corso di questi ultimi mesi e che non potranno
essere sostituiti.
Quindi, è un accordo di liquidazione della Regione, altro che
autonomia, che rilancio Perché lo ribadisco Assessore, non ci sarà
nessun rilancio di questa nostra isola, e parlo della Sicilia e non
della Regione, fino a quando avremo una Regione incapace di
amministrare la cosa pubblica; perché è illusorio che questa
Regione, questa nostra Terra, possa ripartire nei vari settori
dell'economia e della società, dall'energia al settore sociale, a
quello economico-imprenditoriale, con una Regione che non ha più
l'apparato burocratico e anche quelle competenze necessarie a far
funzionare la macchina pubblica.
Ecco perché io dico che questa manovra è una manovra della resa,
altro che assestamento tecnico, una leggina, tutto sommato si può
fare in dieci minuti, niente di che Ma ciò che la muove e la
ispira, intanto lo stato confusionale del Governo che prima mette i
200 milioni in entrata, poi li cancella, poi fa diventare la
variazione Abbiamo dovuto cambiare persino il titolo. Il titolo
della legge che era entrato in Aula, cari colleghi, non è quello
che vedete ora, il titolo era, come dire, Recepimento dell'accordo
firmato dal Presidente della Regione , da cui ne discendeva il
fatto che ci fossero questi 200 milioni.
Quindi, già il testo di legge che era arrivato in Aula aveva
un'altra finalità. Il Governo si è reso conto che stava andando a
sbattere la faccia e alla fine ci ha messo una pezza ma penso che
questa pezza è peggiore del buco.
Ecco perché limitandomi al fatto meramente tecnico, ripeto, però
che i 67 milioni di euro che stiamo accantonando potevano e
dovevano essere una copertura certa alle irregolarità evidenziate
dalla Corte dei conti non nel 2023 con un accantonamento, ma nel
2022 con le coperture certe di quelle irregolarità accertate dalla
Corte dei conti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Grazie, Presidente. Buongiorno colleghi,
Governo.
Presidente, io oggi avrei gradito fortemente che ci fosse in Aula
la presenza del Presidente Schifani, però non mi stupisco che lo
stesso non ci sia. Come non mi sono stupito per nulla dell'iter che
questo provvedimento ha avuto.
Il Governo si era dichiarato pronto non solo ad arrivare in Aula e
approvare entro il 31 dicembre la finanziaria, il rendiconto 2021,
ma alla fine non è riuscito neppure a portare a casa l'assestamento
di bilancio nella forma e nei termini in cui l'aveva presentato. E
il termine che meglio descrive questa azione politica è certamente
"approssimazione". Sono stati approssimativi nel dichiarare i loro
intenti, sono stati approssimativi nell'andare a Roma a battere
cassa, salvo tornare poi a casa con un pugno di mosche, sono stati
approssimativi anche nel scrivere nero su bianco queste norme. Ed è
incredibile perché io capisco che loro vogliono agire in continuità
col Governo Musumeci, però, come si dice in dialetto, "manca sta
manera" manco in questo modo soprattutto nel peggiorare i risultati
che il Governo precedente aveva portato. E il dato più drammatico è
che tutta questa azione oltre ad essere inefficace è stata
totalmente autonoma.
Ecco, io ho notato questo, che il Presidente Schifani anche in
questa occasione è andato a Roma ha firmato un accordo, dicono
senza neppure una deliberazione di Giunta in tal senso, di sicuro
senza confrontarsi con il Parlamento ed è andato a Roma non solo
per cercare una somma che non è riuscito a portare a casa, ma anche
rinunciando al buio a una somma che nella migliore delle ipotesi
non è definita nella sua entità, perché se oggi si parla di 8, 9
miliardi, vede Presidente Di Paola, a me la cosa che più atterrisce
e che loro si difendono, quindi la pezza è peggiore del buco,
dicendo No, non è detto che siano 8 miliardi, magari sono un po'
meno, non c'è una misura precisa, ci sono state delle sentenze di
Corte costituzionale che ci hanno dato torto ; però, vede
Presidente, io credo che chi rappresenta la Sicilia in questo
momento drammatico, soprattutto in questo momento drammatico, prima
di sedersi a Roma a discutere e ancor prima di rinunciare senza
neppure sapendo a cosa sta rinunciando dovrebbe avere le idee non
chiare, Assessore Falcone, le dovrebbe avere chiarissime, dovrebbe
sapere al centesimo, cosa ci tocca, dovrebbe sapere al centesimo a
cosa sta rinunciando ma soprattutto dovrebbe avere una delega
chiara e inequivocabile e non solo dalla Giunta perché quello è un
atto tecnico, ma anche dal Parlamento che è quello che è stato
votato dai siciliani. Mentre voi non avete avuto rispetto non solo
delle opposizioni, ma neppure della vostra stessa maggioranza, al
punto tale che il provvedimento non ha visto la luce e vede anche
venire in Commissione Bilancio dopo che siamo andati nelle
Commissioni di merito a dire i 200 milioni non li mettiamo
nell'assestamento del 2022 perché devono andare nel 2023 , vede
assessore Falcone questa cosa qui desta una preoccupazione
incredibile nei parlamentari perché ci stiamo domandando in questo
momento in che mani siamo; e da questo punto di vista voi dovreste
avere la serietà vi abbiamo dovuto in un certo senso portare a
offrire l'esercizio provvisorio, vi abbiamo dato un salvagente, e
voi quasi lo stavate rifiutando e dovreste rendervi conto che
sareste affondati e avreste fatto affondare tante imprese dietro al
vostro fallimento.
E allora, da questo punto di vista, assessore Falcone, se il
buongiorno si vede dal mattino io sono molto preoccupato ancor di
più per i prossimi anni. E allora la inviterei a fermarsi un attimo
a confrontarsi con il suo Presidente e a venire qui in Aula prima
di fare qualunque altro passo a confrontarvi col Parlamento, perché
vorremmo capire con quali risorse intendete andare avanti.
Voi parlate di ponte sullo Stretto, ma non avete chiare neppure
le risorse a cui state rinunciando, sei, sette, otto, nove miliardi
e tornate a casa con duecento milioni? Che neanche li abbiamo
potuti utilizzare in questa manovra?
Allora, Assessore Falcone, cercate da questo punto di vista di
mettervi una mano sulla coscienza e di capire che quello che state
facendo o lo fate con la massima serietà e con una reale contezza o
sarete voi a fare brillare il Governo Crocetta, quello che tutti
abbiamo attaccato perché per portare a casa la mancetta ha
sconvolto i bilanci degli anni a seguire; e voi state facendo
peggio, state facendo peggio Quindi, vi chiedo un atto di serietà,
sennò non saranno più semplici dimostrazioni, contrapposizioni di
forza, la mozione di sfiducia, tutte queste cose. Dovete essere
seri
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca Antonino.
E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Intanto, prendiamo atto che manca il
Presidente della Regione. Comprendo che l'atto che è stato
trasferito
CRACOLICI. C'è l'Assessore delegato. Auguri
SUNSERI Ah C'è l'Assessore a trattare col Parlamento. Ma
prendiamo atto che manca il Presidente della Regione, è
comprensibile che la norma che avevano inviato è tutt'altro
rispetto a quello che stiamo trattando. Ma guardi, Presidente, io
sono parecchio in difficoltà, perché mai avere immaginato di fare
un intervento del genere, come dire, al primo documento finanziario
di questo nuovo Governo, perché proviamo a riassumere diciamo per i
non addetti ai lavori quello che è successo in maniera semplice e
veloce.
Il Presidente della Regione prende un volo col suo Vicepresidente,
col Ragioniere generale e l'Assessore per l'economia, incontra il
Ministro per l'economia Giorgetti, chiede 650 milioni di euro, si
fanno la foto, la pubblicano su Facebook, ritornano a Palermo, sono
felici, fanno i comunicati stampa, poi si scopre che qualche giorno
dopo si firma un patto che è tutt'altra cosa e poi si scopre che
inviano all'Aula un disegno di legge che è tutt'altra cosa ancora.
Sembriamo il paradosso. Chiediamo 650 milioni torniamo con 200 e
rinunciamo a 8 miliardi, questo diciamo è il quadro nel quale ci
stiamo muovendo. E io non capisco come si possa rinunciare a
qualcosa che non si ha, perché il Presidente della Regione ha
dichiarato: Sciocchezze - questa è l'intervista che rilasciò a
Natale a Live Sicilia' - sciocchezze, questi miliardi non ci sono
mai stati e quindi accontentiamoci di 200 milioni , fatto salvo che
nel patto che ha sottoscritto appena due settimane fa si dice che
la Regione siciliana rinuncia a tutte le risorse che si dovevano
dal 2007 al 2021. Quindi, come si fa rinunciare a una compensazione
che invece ritiene il Presidente della Regione di non dover avere
E, come se non bastasse, non solo non torna con i 650 milioni di
euro, che ha chiesto al Ministro all'economia, ma torna con una
cifra forfettaria e una tantum di 200 milioni di euro, quindi meno
di un terzo rispetto a quello che ha richiesto al Ministro per
l'Economia, e rimanda al 2023 e al 2024 a un futuro accordo che
dovrà sottoscrivere. Peggio del 2007 Peggio del 2021 Perché
almeno in quegli anni si è avuta la buona correttezza e cortesia di
portare il patto in Aula, di parlarne in Commissione Bilancio , ma
soprattutto di avere un mandato da parte della Giunta, cosa che
oggi il Presidente della Regione non ha; non c'è un atto, una
delibera di Giunta che dà mandato al Presidente della Regione di
trattare in maniera così capestra, come dire, un accordo con lo
Stato che solamente ci danneggia. Perché se ci avessero portati 200
milioni di euro per rimandare un accordo successivo, quanto meno si
poteva comprendere; ma salire, chiedere più di 600 milioni, tornare
con 200 a rinunciare per sempre in maniera perentoria a 8 miliardi
di euro credo che nessuno avrebbe mai potuto immaginarlo neanche
lontanamente quando nelle dichiarazioni programmatiche del
Presidente della Regione rivendicava, giustamente, le risorse della
legge del 2007 che stanziava, che obbligava la Regione siciliana a
aumentare la compartecipazione della spesa pubblica della sanità,
ma dall'altra parte a riavere indietro qualcosa come 600 milioni di
euro ogni anno di accise.
Questo è quello che ci aspettavamo, ci aspettavamo un Presidente
della Regione di centrodestra, quindi maggioranza qui in Sicilia e
maggioranza col Governo Meloni al Governo della nostra nazione, di
ottenere qualcosa in più per la nostra Regione. E invece di tutto
questo nulla.
Ora, in Commissione Bilancio all'assessore abbiamo chiesto
tante cose, quello che ora hanno chiamato come salva Sicilia . La
prima domanda che viene spontanea è: ma scusate con questa norma
che permette di spalmare il disavanzo del 2018 in dieci anni, la
Corte dei conti ritira il profilo di incostituzionalità che ha
sollevato la Corte costituzionale? Perché tutto lì si gioca. Cioè,
se la Corte dei conti aveva solamente la necessità di avere una
nuova norma approvata dal Parlamento anziché al decreto
legislativo, immagino che delle interlocuzioni ci siano state con
la Corte dei conti Se passasse semplicemente la norma: ritiro il
profilo di incostituzionalità o fa riferimento alle disparità
intergenerazionali che determinano il dilazionare di quello che è
dovuto alla nostra Regione nel nostro bilancio? Tutto lì è. Perché
se noi oggi stiamo parlando di qualcosa che ad oggi non c'è una
norma a 200 milioni, un salva Sicilia che non risolve in alcun
modo il ripiano del disavanzo decennale, quindi in un arco
temporale che va ben oltre al ciclo ordinario del bilancio.
Altrimenti ad oggi questo Governo possiamo dichiararlo
perfettamente fallimentare, non ha portato un euro in più alla
nostra Regione non ha garantito nulla nel bilancio triennale quindi
nel 2023-2024, si rinvia a un futuro accordo: peggio della norma
del 2007 Perché quanto meno li avevamo una legge, qui non ce
l'abbiamo nemmeno, e soprattutto portato all'attenzione del
Parlamento in una forma assolutamente inusuale, cioè quella di un
disegno di legge portato all'attenzione della Commissione
Bilancio' in cui si chiedeva di procedere all'approvazione nel più
breve tempo possibile perché andavano iscritti in bilancio, quando
invece parliamo di miliardi dovuti alla nostra Regione, parliamo di
milioni di euro che dovevano o si dovevano ottenere per il 2023 e
il 2024 e, invece, prendiamo una misera mancetta da 200 milioni di
euro senza nulla a pretendere, perché in quel patto si scrive in
maniera chiara che la Sicilia rinuncia in maniera definitiva a
qualsiasi compensazione, che il Presidente della Regione dichiara
nell'intervista non esserci, dal 2007 al 2021.
E come se non bastasse, Presidente, noi nelle ultime settimane
abbiamo letto le dichiarazioni dell'assessore Falcone che diceva:
bilancio e finanziaria entro il 31 dicembre, il rendiconto 21
entro il 31 dicembre ; Presidente non approveremo neanche
l'esercizio provvisorio, cioè peggio dell'ultimo anno del governo
Musumeci.
Ora, capisco che l'assessore Falcone faceva parte di quel Governo,
ma qui stiamo andando oltre l'immaginazione, cioè noi pensavamo,
oggi i miei colleghi sono venuti qui a Palermo perché quanto meno
ci saremmo ritrovati ad approvare l'esercizio provvisorio, anche il
31 e invece domani approviamo questa variazione di bilancio e ce ne
torniamo a casa, la Sicilia andrà nemmeno in esercizio provvisorio,
andrà in gestione provvisoria, ci rivedremo il prossimo anno a
dover approvare l'esercizio provvisorio per uno, due mesi, non lo
sappiamo; certamente, come dire, tre cose avevano chiesto e tre
cose non hanno ottenuto: 650 milioni, approvazione della
finanziaria entro il 31 dicembre, approvazione del rendiconto del
21 entro il 31 dicembre. Nessuna di tutte e tre si è avverata, il
meraviglioso mondo del governo Schifani, cioè promette una cosa al
Parlamento e fa l'esatto opposto.
E poi ultimo e non per ultimo, Presidente, non comprendo come si
possa, in questa Regione, faccio riferimento alle dichiarazioni di
chiusura del presidente Musumeci e quelle di apertura del
presidente Schifani, dove si dice che la Regione è virtuosa, è
riuscita a spendere tutti i soldi della programmazione, siamo in
linea con la spesa europea, come se fosse tutto ok.
Noi la prima cosa che abbiamo fatto in Assemblea è audire il
direttore generale della programmazione e il quadro che è venuto
anche dopo l'ultimo comitato di sorveglianza è allarmante. Noi
della programmazione 2014-2020 abbiamo speso il 50 per cento; su 4
miliardi dopo otto anni ne abbiamo spesi 2 e dobbiamo spendere i
restanti 2 entro la fine del prossimo anno, quindi un ritardo
strutturale talmente grave che non si era mai visto nella storia
della nostra Regione ed è certamente imputabile ai governi di
centro destra che ci ha governato l'ultimo quinquennio e ci sta per
governare nel futuro, perché adesso il messaggio che stiamo
lanciando soprattutto ai territori, alle agende urbane, alle aree
interne è che tutte quelle risorse che erano destinate ai comuni e
all'unione dei comuni non verranno spese nemmeno per un euro, cioè
dei 620 milioni di euro che la Regione siciliana aveva stanziato
per le cosiddette somme territorializzate, quindi destinate ai
comuni, all'unione dei comuni e alle agende urbane spenderemo, alla
fine del 2023, zero euro e zero non è un modo di dire, zero è la
cifra esatta che la Regione siciliana si appresterà a rendicontare
alla fine della programmazione 2014-2020, salvo poi però già
iniziare gli incontri per la 21-27 e promettere nuovamente ai
territori chissà quanti milioni di euro, gli stessi milioni di euro
che questi governi continuano a promettere col PNRR come se fosse
la panacea di tutti i mali, salvo poi come abbiamo visto col
governo Musumeci riuscire a perdere più di 500 milioni di euro per
i consorzi di bonifica.
Quindi, Assessore, mi permetto di darle un suggerimento, la
prossima volta evitiamo magari le dichiarazioni sulla stampa dove
addirittura erano usciti gli articoli della finanziaria in cui si
diceva la manovra del Governo regionale salvo poi non dire che non
abbiamo né il rendiconto, né i 200 milioni, né l'esercizio
provvisorio né tanto meno la finanziaria, quindi quanto meno la
prossima volta trasferiamolo al Parlamento, cominciamo a discutere
e poi i titoli sui giornali li facciamo dopo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie Presidente, Assessori, colleghi. Assessore
Falcone, qualche giorno prima del Natale lei è arrivato in
Conferenza dei Capigruppo - siccome c'è il delegato Assessore se
non la disturba mi ascolta un minuto - e siamo stati più di un'ora
e mezza a disquisire perché lei era super convinto, qualche
collega di maggioranza Capogruppo che era lì presente sosteneva che
lei fosse prontissimo con il suo bilancio, non serviva l'esercizio
provvisorio, quasi quasi si stava arrivando al punto che c'erano le
opposizioni che non volevano fare proseguire il Governo e, quindi,
qualcuno tentava di dare la responsabilità a quelle opposizioni che
tentavano di non fare proseguire i lavori al Governo con il proprio
bilancio. Quindi, abbiamo fatto una discussione di un'ora e mezza
per poi arrivare a tutta una 'road map' di date, compresa quella di
oggi che serviva per incardinare l'esercizio provvisorio che
avevamo concordato che era quell'esercizio provvisorio che serviva
fino al 31 di gennaio, nel frattempo lei parlava del bilancio che
doveva essere portato in Giunta e quindi questa era tutta
l'impalcatura che c'è stata consegnata come riflessione.
Oggi siamo al 27 di dicembre e ci ritroviamo con una situazione
abbastanza particolare.
Innanzitutto le dico che gli interventi che mi hanno preceduto,
quelli dei colleghi che condivido, soprattutto quello del mio
collega Cracolici e quindi non entro nel merito di tutto l'aspetto
tecnico, però, una cosa la voglio dire dato che ci sono gli
Assessori presenti. Il presidente Schifani aveva parlato nella sua
relazione programmatica che voleva avere un rapporto con il
Parlamento, il più schietto e sincero possibile e doveva
condividere con il Parlamento. Oggi, mi rendo conto che invece il
16 dicembre il presidente Schifani insieme al Vicepresidente,
andando in ordine, il vicepresidente Sammartino ha dichiarato che
il credito non è mai stato realmente riconosciuto da nessuno
facendo intendere che la Sicilia non manterrebbe nulla dei circa 9
miliardi dal 2017 al 2021 come riconoscimento delle accise, come
contropartita all'aumento della spesa sanitaria dal 42 al 49 per
cento prevista nella finanziaria del 2007 dello Stato, salvo poi
smentirsi e dichiarare che quelle somme saranno a regime dal
prossimo anno.
La stessa storiella l'abbiamo seguita il 24 aprile scorso con
l'assessore Armao che al termine del tavolo tecnico che ha concluso
i lavori sulla questione sempre uguale nel marzo 2022 sempre con
questo accordo siglato. Quindi, questo è un film che si rivede.
Questo accordo, caro assessore Falcone, intanto è un accordo che è
stato siglato al ribasso per la nostra Regione e sono davvero
preoccupato perché non è chiaro quello che è accaduto, non è chiaro
quello che sia successo e non voglio entrare nel merito delle cose
che ci siamo detti perché è inutile parlare di tutte quelle
categorie che attendono risposta da parte del Governo regionale.
Però una cosa la voglio dire, assessore Falcone, non ci potete
licenziare come Aula su un accordo che il Governo regionale fa a
Roma non sapendo quello che in questo accordo troviamo perché noi
non sappiamo quello che voi realmente avete fatto. Ci sono
tantissime domande che non hanno oggi alcuna risposta e noi come
Aula e come parlamentare e soprattutto i siciliani abbiamo il
dovere di sapere cosa c'è in quell'accordo.
Allora per questo, caro assessore Falcone, noi come Gruppo del
Partito Democratico presentiamo un ordine del giorno che vuole
invitare il Governo a fare chiarezza, a fare chiarezza proprio nel
rispetto di quello che è il nostro ruolo, per capire quello che è
accaduto e ancor prima, assessore Falcone, di procedere sullo
strumento finanziario, su tutto, chiediamo prima il rispetto e
seconda cosa che il Governo, lei e il Presidente della Regione
veniate in Aula a spiegare quello che è accaduto, ancor prima di
proseguire con quello che è l'esercizio provvisorio, con quello che
è il bilancio perché ritengo che quello che è accaduto non sia una
cosa semplice, che vada licenziata su due parole o altro; quella è
una cosa importante e l'Aula merita di sapere e di capire quello
che c'è.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Grazie, Presidente. Oggettivamente, Assessore, dopo aver
ascoltato gli interventi dagli scranni dell'opposizione ho sentito
forte, perché no, il dovere di rappresentare le cose con chi vuole,
in maniera oggettiva, senza polemiche, senza posizioni di parte
provare a sgomberare il campo da dubbi e da vicende che,
effettivamente, altrimenti rischierebbero di raccontare all'esterno
qualcosa che di fatto non è.
Lei, Assessore, l'ha rappresentato credo con estrema semplicità e
soltanto chi non ha voluto ascoltare, o si è volutamente distratto,
può raccontare una realtà diversa. E veda, siccome io non faccio
parte della Commissione Bilancio' - Presidente e assessore Falcone
lei mi conosce bene - cerco di avere una visione fuori dalle
posizioni di parte, informandomi e seguendo le procedure a partire
dal lavoro degli Uffici. Quindi, senza svelare le fonti, vi
garantisco, Presidente e Assessore, che non ho fatto un
ragionamento col mio Partito, ho fatto un ragionamento con gli
Uffici come credo che sia giusto fare per chi, come me, non è
esperto di bilanci e cerca poi di rappresentare all'esterno con un
linguaggio semplice, che è il linguaggio di chi viene poi a
chiedere cosa stiamo facendo, con il linguaggio dell'uomo della
strada, come stanno effettivamente le cose.
Noi abbiamo un primo articolo, assessore Falcone, con i 68
milioni di euro all'articolo 1 che, di fatto, è un accantonamento -
mi corregga se sbaglio - e un secondo che, di fatto, non è altro
che un articolo tecnico con una sorta di rettifica del saldo.
Quindi, fondamentalmente, oggi stiamo votando un assestamento sulla
base dei rilievi che, d'altra parte, ci sono stati posti dalla
Corte dei Conti. Quindi, non abbiamo fatto altro che dare una
risposta a quello che dall'organo della Magistratura contabile ci
viene rappresentato.
Io devo dire la verità, Assessore, forse sarei andato oltre,
rispetto alla cautela che il Governo ha utilizzato, tuttavia, è
giusto rappresentare all'esterno che è più che apprezzabile
l'atteggiamento di un Governo che, per dare voce o ascolto alle
sensibilità di un'opposizione che mostra alcune perplessità legate
al fatto che le somme potrebbero essere considerate più una
previsione di entrata che una certezza - mi riferisco a 200 milioni
- decide, alla fine, di abrogare l'articolo che prevede i 200
milioni di euro.
Un atteggiamento cauto, un atteggiamento responsabile, un
atteggiamento di chi vuole tendere la mano alle minoranze, una
posizione non, Assessore, eccessivamente aggressiva la vostra, una
posizione di chi vuole mediare? Bene, apprezzabile Però,
Assessore, onestamente, vedere che gli stessi uomini
dell'opposizione, che sono quelli che hanno portato a definire
questo disegno di legge stringato in Aula sono gli stessi che, in
Commissione, hanno chiesto fortemente minacciando le barricate se
non si procedeva attraverso l'abrogazione di quell'articolo, adesso
vederli in Aula a gridare lo scandalo, questo oggettivamente,
Presidente - anche lei che in un ruolo terzo pur facendo parte
dell'opposizione -, mi sembra un eccesso.
Capisco che questo poi diventi il luogo della rappresentazione,
capisco che la maggioranza deve fare la maggioranza e l'opposizione
deve fare opposizione, però, Presidente, oggettivamente così mi
sembra davvero troppo
Così come mi sembra davvero abbastanza, oltremodo demagogico e
strumentale, parlare di chi li ricorda come 9 miliardi, chi invece
accusa il Governo di non sapere - assessore Falcone, la prego mi
segua - se si tratta di 9, 8, 7 miliardi, ma io vorrei chiedere, al
di là di questa previsione che va dal 2007 al 2021 dove il Governo
viene accusato di non sapere se si tratta di 9 o di 8 miliardi, ma
perché prima del 2007 quali soldi ha dato lo Stato alla Regione?
Finalmente ci svegliamo e diciamo che lo Stato ci deve dare 9
miliardi e che questo mancato incasso è un accordo al ribasso. Ma
perché non interrogarci sui fallimenti del passato o sulle cose non
fatte?
Se è un accordo al ribasso - non mi ricordo come l'ha definito
l'onorevole Cracolici prima - un accordo, un disegno di legge della
resa, se questo viene definito un atto della resa, non oso
immaginare come si potesse definire quell'accordo fatto da tanti
dei Governi precedenti, da Baccei con Crocetta - altro che
spalmatura del disavanzo, altro che recupero di un debito con la
possibilità di un rientro in dieci anni
Ricorderete, adesso siamo passati all'accusa del fatto che si è
cambiato il titolo di un disegno di legge perché quel titolo lo ha
voluto cambiare la minoranza che sta avendo giusto rispetto in
quest'Aula. Giocando poi con le parole, spingendosi addirittura a
dire che si cambiano le pezze con i buchi o i buchi con le
pezze , volendo decisamente fare questo gioco che punta solo a
buttare fumo negli occhi, che punta solo a creare terrorismo, che
porta solo a non far comprendere alla gente cosa davvero accade nel
Palazzo. E questo non è corretto
Non è corretto rispetto a chi aspetta le riforme, non è corretto
rispetto a chi attende che si entri nel merito delle questioni che
riguardano il lavoro, la sanità, le infrastrutture. Quelli sì,
colleghi, credo saranno i momenti veri nei quali dovremo
confrontarci.
Assessore Falcone, direi che la strada che stiamo percorrendo è
quella giusta, continuiamo su questo percorso tracciato.
Il mio invito alle opposizioni ovviamente è quello di accompagnare
tutto questo con un atteggiamento di serietà, di lealtà e di
responsabilità. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
E' iscritta a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha facoltà.
Colleghi, non ho altri iscritti a parlare. C'è qualcun altro che
vuole intervenire? Altrimenti chiudo le iscrizioni.
ARDIZZONE. Presidente, Assessori, colleghi, Assessore Falcone, mi
dispiace che non ci sia il presidente Schifani quindi questa patata
bollente stasera tocca a lei Però, così è Mi dispiace
Come da tradizione ormai ci accingiamo al Capodanno, come da
tradizione quando si arriva a Capodanno si fa di solito sempre un
bilancio di quelli che sono stati i pro e i contro del lavoro,
delle attività, delle iniziative durante l'anno.
Vorrei fare con lei un excursus degli ultimi trenta giorni di
lavoro di Governo - che poi sono stati i primi di questo Governo
che ormai possiamo dire già dagli attacchi iniziali di nuovo ha
molto poco e, coerentemente con la linea, siamo vicini a un nuovo
esercizio provvisorio che è il sesto consecutivo dopo cinque su
cinque del governo Musumeci.
Ora possiamo partire da metà novembre, lo scorso 25 novembre
quando questo Governo è salito a Roma, ha chiuso un accordo con il
Mef dicendo che una collaborazione, una proficua collaborazione
porterà delle risoluzioni a quella che è la gestione finanziaria, i
problemi economici finanziari della Regione siciliana e qui ci
abbiamo creduto tutti. Lo dico con molta sincerità.
Ora scopriamo che, questo accordo, però ha del fantastico perché
abbiamo col piattino 200 milioni, dall'altra parte gliene diamo 8
miliardi, li prendiamo, non li prendiamo, dico sono nostri su
questo penso che non ci sia da ridire. Tra l'altro noi osanniamo
questa cosa, c'è stato un momento, una settimana nella quale le
dichiarazioni del Governo erano una sopra l'altra. C'era la lotta a
chi si prendeva i meriti di questi 200 milioni. Come se non
bastasse, errore clamoroso del Governo dopo esattamente una
settimana perché, appunto, questi 200 milioni non possono essere
inseriti per l'annualità 2022 quando l'accordo, invece, prevede che
i 200 milioni devono essere e sono riferiti all'anno 2022, invece
dobbiamo iscriverli nel 2023. Quindi, cancelliamo questi 200
milioni, non sono mai esistiti, e questo è stato veramente,
Assessore, un errore clamoroso.
Io le dico con tutta sincerità: questo Governo, lei, è riuscito a
confonderci. A un certo punto non sapevo più come giustificarla,
cioè dicevo: non è possibile perché un errore del genere va contro
tutte quelle che sono le regole contabili e lo sappiamo. Però,
tanto ci siamo fidati di lei e di questo Governo che non ci
credevamo. Poi arriva la sua corsa in avanti per approvare la
finanziaria che, dico, è stata anche una mossa secondo me molto
triste perché dare la responsabilità all'Assemblea di non approvare
una finanziaria in tempi ristretti e, grazie a Dio, questa sua
proposta di approvare la finanziaria è stata arrestata non solo dai
colleghi, ma soprattutto dal Presidente dell'Assemblea, Galvagno
che, ovviamente, è garante di quelli che sono i lavori, il rispetto
delle procedure istituzionali. Nel frattempo importantissima è
arrivata la parifica, anzi la non parifica della Corte dei Conti
che ha certificato e sottoscritto il fallimento delle precedenti
legislature, non solo quella Musumeci, purtroppo, ma delle
precedenti legislature a cui dico, Assessore, se posso, lei non ha
reagito benissimo perché è sembrato come un bambino capriccioso.
Capisco, magari c'è quella voglia di difendere il proprio lavoro,
il proprio impegno, per quello che si è fatto, però dico rispondere
a un parere della Corte dei Conti dicendo: no ora chiediamo a Roma
la norma interpretativa per risolvere tutti i problemi va contro
anche quello che dice la gestione e l'operazione verità sui conti.
Poi tutto è stato condito da scaramucce interne di partito,
all'interno della coalizione, a neanche tre mesi dalle elezioni,
nella quali è uscito forse il lato più oscuro e aggiungerei subdolo
di una politica, di un sistema, che converrà con me, Assessore, non
funziona più perché queste nomine fatte di notte, che vengono fatte
solamente sulla base di numeri, non funziona. E poi per concludere
ci ritroviamo oggi a discutere di un disegno di legge di
assestamento che prima era carne, tanto che il titolo di questo
disegno di legge parla di un accordo Stato-Regione che oggi non c'è
e, adesso, è diventato pesce e che tra l'altro prevede una modifica
tecnica che conferma quello che è un difetto e cioè che ci
ostiniamo ad approvare previsionali su previsionali senza approvare
i rendiconti precedenti, e anche questo sistema, Assessore, non
funziona.
Quindi dico, insomma Assessore, in conclusione per fare questo
bilancio di fine anno, direi che non è andato benissimo; siamo
anche sotto il periodo natalizio, quindi siamo tutti più buoni,
quindi non vorremmo demoralizzarla, però se possiamo darle un
suggerimento: tagli totalmente con il passato, con quella che è
stata la linea di Musumeci, con questo modus operandi che non
funziona, perché altro che "Salva Sicilia", ci servono le
intercessioni dei Santi con i miracoli. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone.
Non ci sono più colleghi iscritti a parlare, quindi se l'Assessore
vuole intervenire per osservazioni, ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per l'economia. Grazie Presidente, grazie ai
colleghi per il dibattito forbito e interessante che hanno voluto
alimentare stasera e lo voglio dire soprattutto ai colleghi
dell'opposizione che si sono susseguiti in articolazioni,
elucubrazioni finanziarie, concettuali. Ma oggi guardate, onorevoli
colleghi, non c'è niente di eccezionale, niente di fantastico. Noi
avevamo certamente presentato un disegno di legge di assestamento
che al primo comma, al primo articolo, metteva in entrata 200
milioni. Lo facemmo quando giorno 16 dicembre si fece l'accordo,
l'accordo tra il Presidente Schifani ed il Ministro Giorgetti,
perché eravamo convinti che giorno 22, massimo 23 dicembre, avremmo
avuto la legge di stabilità nazionale. Purtroppo, quando ci siamo
resi conto che questo non è accaduto o non poteva accadere - come
ho detto nel mio intervento introduttivo - abbiamo ritenuto
opportuno che questo articolo venisse abrogato. E in più lo abbiamo
anche abrogato perché, alla fine, con una interlocuzione, ma anche
con una norma che abbiamo messo in campo dell'articolo 118, ci
accorgiamo che questi fondi li potremo comunque utilizzare. Quindi,
stia sereno l'onorevole Cracolici e tutti, l'onorevole De Luca, il
presidente Catanzaro ed anche chi dopo è intervenuto perché nulla
di preoccupante.
Seconda cosa: nessuna fantasia quindi legislativa, né tanto meno
preoccupazione. Ho sentito preoccupazione da parte dei colleghi,
preoccupazione circa il disegno di legge di bilancio. Bene, noi
abbiamo fatto una Capigruppo, presidente Assenza, ed in quella
Capigruppo avevamo stabilito dei tempi, un cronoprogramma che
avremo approvato dopo due giorni in Giunta i disegni di legge di
bilancio e di stabilità e lo abbiamo fatto; che giorno 27 dicembre
pubblicavamo la delibera dei disegni di legge di bilancio e di
stabilità, e fra qualche momento vi prego di guardare il sito
perché sarà fatto; che domani, giorno 28 arriverà il disegno di
legge di bilancio e di stabilità col parere dei revisori dei conti,
e domani l'Assemblea riceverà il disegno di legge, anzi vorrei fare
una precisazione: vi prego guardate il parere dei revisori dei
conti, il parere del collegio dei revisori, vi accorgerete come
l'indice tendenziale porta in una grande riduzione del disavanzo
che partiva - lo vorrei ricordare - da 7 miliardi e 400 milioni di
euro. Vi invito a guardare la relazione e così poi potrete venire
in Aula a verificare e a dire se quel debito, se quel disavanzo ha
avuto una riduzione progressiva o se invece il disavanzo si è
aggravato.
E poi, ancora, non a caso noi abbiamo un attimino temporeggiato
sull'esercizio provvisorio, perché siete stati voi stessi, i
Presidenti dei Gruppi parlamentari, a chiederci - attenzione,
onorevole Figuccia - ci dissero: l'esercizio provvisorio deve
poggiare su una base legislativa, contabile e finanziaria che non
guardi e non abbia i capitoli a zero, così come l'attuale
legislazione vigente. Ecco perché non abbiamo portato l'esercizio
provvisorio, perché abbiamo aspettato che oggi lo pubblichiamo, che
domani lo depositiamo in Assemblea col parere dei revisori, per
capire se funziona. Dopodiché, giorno 29, in Giunta, approveremo,
adotteremo l'esercizio provvisorio, che consegneremo all'Aula,
all'Assemblea, alle Commissioni e all'Aula per potere essere
approvato se riterranno opportuno. Diversamente, si potrà sempre
procedere con la gestione provvisoria con il disegno di legge di
bilancio e la legge di stabilità. Ma è una scelta che abbiamo
assunto e che stiamo assolutamente rispettando.
L'onorevole Antonio De Luca, chiaramente, non essendo in
Commissione Bilancio, malgrado sia Presidente del suo Gruppo
parlamentare - si rende conto? - dice che siamo tornati con una
con un pugno di mosche da Roma.
Io lo inviterei ad aprire questa mano: non ci sono le mosche, caro
avvocato De Luca. Il quale avvocato, lo dico proprio, posso capire
che non ha capacità giuridica l'onorevole Cracolici, ma non lei.
Perché se lei fosse tornato indietro, da buon conoscitore qual è
degli atti parlamentari e giudiziari, si sarebbe reso conto che,
nel 2010, dopo che la legge finanziaria n. 296 del 2006 aveva
previsto il progressivo aumento della compartecipazione sanitaria
della Regione siciliana - nel 2007 al 44,50, nel 2008 al 47,50, per
arrivare nel 2009 al 49,11% -, l'allora Governo Lombardo propose
una impugnativa del bilancio dello Stato alla Corte Costituzionale,
dicendo che per il 2010 si doveva ritornare, perché noi stavamo
dando più soldi rispetto al dovuto.
Ebbene, avvocato De Luca, con la sentenza n. 246 del 2010 la
Corte Costituzionale ritenne la questione inammissibile, quindi
nulla era dovuto. Ecco allora perché prima di parlare di sette,
otto, dieci miliardi di euro, studiamo un attimino, vi prego,
approfondiamo, altrimenti rischiamo di fare magra figura nelle cose
che diciamo. Però, poiché il tema è abbastanza interessante, il
Governo della Regione è pronto a venire in Aula e a discutere
approfonditamente della questione, come è giusto che sia. Non ci
sottraiamo certamente. Dopodiché, vi vorrei dire che nel 2018 il
Governo Musumeci, nuovamente, impugnò e sollevò la questione di
legittimità costituzionale. E la Corte costituzionale con la
sentenza n. 62 del 2020 non ha detto mica che alla Regione spettano
600 milioni di euro l'anno. Non l'ha detto. Ha detto che c'è una
questione che va affrontata in maniera pattizia, con una sentenza
che viene definita "monitoria" dagli addetti ai lavori.
E, allora, in questo senso, noi cosa abbiamo fatto? Siamo andati a
Roma. E Roma cosa ha fatto? Per la prima volta ha fissato un
principio. Non a caso, la norma non è tanto importante per i 200
milioni di euro, anche, ma la norma è eccezionalmente importante
perché dice "visto il principio, alla luce della sentenza n. 62 del
2020 della Corte Costituzionale, eccetera, eccetera...," cioè fissa
il principio che alla Regione siciliana bisogna retrocedere
qualcosa con degli accordi, certamente.
E, allora, siccome ne dobbiamo discutere, oggi, ho voluto, come
dire, precisare, perché il rischio, caro Presidente Di Paola, è che
noi andiamo fuori tema rispetto all'argomento. Chiedo venia e mi
fermo qua, ma ne possiamo discutere; è giusto che ne discutiamo in
una seduta appropriata.
Ecco perché, come dire, agli altri colleghi che sono intervenuti
voglio dire che la questione va affrontata nei termini opportuni e
soprattutto il disegno di legge che ci apprestiamo a votare e ad
approvare, oltre che a verificare e, quindi, ad apprezzare, è un
disegno di legge che fissa alcuni principi importanti, che mette
ulteriormente in sicurezza i conti della Regione e, soprattutto vi
devo dire, lo vedremo nei prossimi giorni, quando leggeremo la
relazione dei revisori dei conti ci renderemo conto che anche lo
stesso rendiconto del 2021 non è arrivato nei termini perché, a
seguito dell'intervento della Corte dei Conti, dei rilievi della
stessa, siamo ritornati in Giunta e abbiamo dovuto fare ulteriori
correttivi secondo il disposto della Corte dei Conti, quindi, noi
continuiamo, per cui questo testo è un testo assolutamente chiaro
che merita l'apprezzamento dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Avverto che, con nota datata 27 dicembre 2022 e
protocollata in pari data al n. 7774-ARS/2022, il Presidente del
Gruppo parlamentare Democrazia Cristiana Nuova , on. Carmelo Pace,
ha comunicato che lo stesso Gruppo parlamentare ha deliberato, nel
corso della riunione tenutasi il 20 dicembre 2022, di assumere la
seguente nuova denominazione: Democrazia Cristiana .
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, il termine per la presentazione degli
emendamenti vi ricordo che è fissato a domani, mercoledì 28
dicembre 2022, alle 11.00.
La seduta è rinviata a domani alle ore 15.00
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, vuole intervenire ai sensi
dell'articolo 83?
DE LUCA ANTONINO. No, per fatto personale.
PRESIDENTE. No, per fatto personale, non c'è non c'è il fatto.
Onorevole De Luca, no, se vuole intervenire come ex articolo 83.
Onorevole De Luca, se continuiamo il dibattito, le tolgo la parola.
Colleghi, il passaggio all'esame degli articoli lo faremo domani.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare, ai sensi dell'articolo 83,
comma 2, del Regolamento interno, gli onorevoli De Luca Antonino e
Figuccia. Vi tolgo la parola se andiamo fuori ex articolo 83.
DE LUCA ANTONINO. No, signor Presidente, però, ricordi che in quel
ruolo, Presidente Di Paola, deve tutelare le opposizioni, non se lo
scordi
In questo caso mi rivolgo, visto che i termini ce lo consentono,
al collega avvocato Falcone rappresentandogli un fatto. Anche se è
un'Aula questa non è un'Aula di Tribunale in cui le è consentito di
utilizzare una sentenza a suo uso e consumo dimenticandosi di
quello che dice dopo la sentenza, perché la stessa Corte
Costituzionale, con sentenza successiva, le ha detto "cara Regione
siciliana, ti siedi con lo Stato..." scusate, colleghi, "...ti
siedi con lo Stato...".
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, si avvii alla conclusione.
DE LUCA ANTONINO "...e stabilisci un tavolo tecnico in cui si
stabilisce quanto lo Stato ti deve dare".
Allora, siccome lei era in Giunta col precedente Governo, conti in
Commissione Bilancio gli atti del tavolo tecnico e vediamo se siete
usciti a zero o se in quell'accordo che avete firmato il 16
dicembre avete rinunciato a qualcosa. Vediamo se avete fatto il
vostro mestiere bene o se l'avete fatto male e poi...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Onorevole Figuccia, vuole intervenire? Rinuncia? Grazie.
Vi ricordo che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato a domani, mercoledì 28 dicembre 2022, alle ore 11.00.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 28
dicembre 2022, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 17.42 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
I SESSIONE ORDINARIA
13a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 28 dicembre 2022 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Disposizioni finanziarie discendenti dalla decisione della
Corte dei conti del 3 dicembre 2022 sul rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2020 (n. 226/A) (Seguito)
Relatore: on. Daidone
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio