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Resoconto d'Aula della Seduta n. 12 di martedì 27 dicembre 2022
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 16.26

   Discussione   del  disegno  di  legge   Disposizioni   finanziarie
  discendenti  dalla decisione della Corte dei conti del  3  dicembre
  2022   sul   rendiconto  generale  della  Regione  per  l'esercizio
  finanziario 2020.  (n. 226/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con la discussione del disegno di legge  Disposizioni
  finanziarie discendenti dalla decisione della Corte dei conti del 3
  dicembre 2022 sul rendiconto generale della Regione per l'esercizio
  finanziario 2020.  (n. 226/A).
   Invito  i  componenti la seconda Commissione a prendere  posto  al
  banco delle Commissioni.
   Ha   facoltà  di  parlare  la  Vicepresidente  della  Commissione,
  onorevole La Rocca Ruvolo, per svolgere la relazione.

   LA ROCCA, vicepresidente della Commissione. Mi rimetto al testo.

    PRESIDENTE. La Vicepresidente si rimette al testo.
   Assessore   Falcone,  vuole  relazionare?  Se  il  Governo   vuole
  relazionare,  e  dopodiché apriamo la discussione generale.  Potete
  chiedere di intervenire, man mano vi iscrivo a parlare.
   Prego, Assessore.

   FALCONE,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il  disegno  di  legge che andiamo,  da  qui  a  qualche
  momento,  a  trattare  riguarda un vero e proprio  assestamento  di
  bilancio  nel senso che si è reso necessario per poter fronteggiare
  alcune irregolarità che la Corte dei conti - nell'ultima seduta  di
  parifica - ha manifestato verso la Regione siciliana.
   Con  questo disegno di legge andiamo ad accantonare ben 68 milioni
  di  Euro  che sono somme che riguardano economie, cioè risorse  non
  spese  nell'anno 2022, che serviranno per creare un  accantonamento
  positivo  al fine di poter fronteggiare - come dicevamo - di  poter
  sostenere e coprire alcune irregolarità che la Corte dei  conti  ha
  segnalato.
   Perché  facciamo questo? Facciamo questo perché così noi  potremo,
  nell'anno 2023, non trovarci un buco di bilancio ma avere - appunto
  -  delle  partite,  delle poste in bilancio, necessarie  per  poter
  coprire questo disavanzo, questo ulteriore disavanzo.
   Vorrei  ricordare che già nella precedente legge di  bilancio,  il
  Governo   precedente,  aveva  inserito  una  voce  come   disavanzo
  programmato  pari a 47 milioni di Euro proprio perché  si  riteneva
  già  a  quell'epoca  possibile o probabile  che  vi  fossero  delle
  partite da regolarizzare.
   All'inizio - vorrei ricordarlo, Presidente - il disegno  di  legge
  era  formato  da  due  articoli: il  primo  articolo  era  relativo
  all'accertamento di nuove entrate, utilizziamo questo  termine  che
  in   parte   è  improprio,  di  200  milioni  di  Euro  discendenti
  dall'intervento  del Parlamento nazionale, del  Governo  nazionale,
  che ha riconosciuto alla Sicilia,  in ragione della sentenza n.  62
  del  2020 della Corte Costituzionale, 200 milioni di Euro solo  per
  il  2022  quale  fissazione  del principio  della  riduzione  della
  compartecipazione  alla  spesa sanitaria  da  parte  della  Regione
  siciliana.
   Alla  fine, però, noi questo primo comma lo abbiamo abrogato  oggi
  in  Commissione per due ragioni. Primo, perché ancora il Parlamento
  non  si  è  determinato  e  se noi domani, presumibilmente  domani,
  approvassimo o approveremo questo disegno di legge di assestamento,
  approveremo in entrata una previsione che, in effetti,  non  esiste
  ancora  perché la legge di stabilità nazionale non è  stata  ancora
  approvata. Inoltre, dal Mef, dal Ministero dell'economia e finanze,
  è  stato  detto che noi possiamo ben utilizzare queste risorse  nel
  2023, anche se non li prevediamo, li accantoniamo nel 2022. Quindi,
  di  fatto,  abbiamo  tolto  anche quell'articolo  che,  da  qualche
  collega  dell'opposizione, come dire, aveva  suscitato  in  qualche
  collega dell'opposizione qualche perplessità. Rimane, quindi,  come
  abbiamo detto, l'articolo 2 che, appunto, sono questi 68 milioni di
  euro  e  li accantoneremo al fine appunto di intervenire su  alcune
  irregolarità.
   C'è  un ulteriore articolo-emendamento, che abbiamo oggi approvato
  che  riguarda  il  conto consuntivo del 2021 e, quindi,  andiamo  a
  fissare, per legge, quello che ci è stato detto sempre dalla  Corte
  dei  conti, nel senso che fissiamo la cassa al 1  gennaio 2021.  E'
  un  emendamento che, oggi, è diventato l'articolo numero  2;  è  un
  emendamento  tecnico che serve, appunto, come base di partenza  per
  poter  stilare  da  qui al prossimo 15 gennaio il nuovo  Rendiconto
  2021  e  poter, così, completare anche tutto ciò che riguarda  quel
  consuntivo  che è rimasto, o quel rendiconto, che è rimasto  ancora
  in itinere. Dopodiché, poi procederemo con il Rendiconto del 2022.
   Quindi, Presidente, il disegno di legge è formato abbiamo detto da
  due   articoli,  sono  molto  semplici:  uno  è  di  accantonamento
  positivo,  l'altro invece è un articolo tecnico, per cui di  facile
  comprensione  così come oggi lo abbiamo esplicitato in  Commissione
   Bilancio .

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Man mano  chi
  si vuole iscrivere, può farlo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici, dieci minuti.
   Nel   frattempo,   do  il  termine  per  la  presentazione   degli
  emendamenti per il disegno di legge n. 226 a domani alle ore 11.00.

   CRACOLICI.  L'assessore Falcone l'ha fatta semplice, nel senso che
  si  è  presentato  con  un  atto meramente  tecnico,  siamo  al  27
  dicembre, che, sostanzialmente, questa manovra è nata per iscrivere
  200  milioni  in  bilancio, salvo poi scoprire che l'iscrizione  in
  bilancio,  al  di là del fatto che prendo atto che  l'Assessore  ha
  detto  in Aula oggi una cosa che in Commissione quasi quasi  veniva
  considerata una bestemmia, cioè nel senso che se non c'è  la  legge
  di stabilità, che prevede questo contributo a favore della Regione,
  cioè  non  è pubblicato in Gazzetta ufficiale, non si capisce  come
  poteva  iscrivere  in  bilancio la Regione un contributo  da  parte
  dello Stato di una legge che ancora non c'è.
   Ci sarà. Ma in diritto il  ci sarà  dipende dalle pubblicazioni in
  Gazzetta  ufficiale, altrimenti siamo nel campo  delle  suggestioni
  che somiglia molto a quelle che ha fatto il suo predecessore, visto
  che  una  delle  querelle che si è determinata, a  proposito  della
  famosa  spalmatura del debito in dieci anni, è nata dal  fatto  che
  noi  abbiamo  spalmato,  a far data da un certo  periodo,  malgrado
  l'atto  formale  da  parte dello Stato sia  stato  autorizzato  nel
  gennaio  dell'anno successivo, credo 2020 se non  ricordo  male,  a
  fronte,  quindi, di una spalmatura che non poteva tecnicamente  che
  avvenire da quel momento in poi. E siamo dentro questa storia  che,
  mi  auguro,  questa  norma  che  è  stata  anch'essa  annunciata  e
  approvata su iniziativa parlamentare, e questo già la dice lunga su
  che  cosa,  come  dire,  la solidità, anche da  parte  del  Governo
  nazionale, di dare certezza al provvedimento che autorizza,  da  un
  certo momento in poi, la possibilità di spalmare il debito, più che
  debito la cancellazione dei residui attivi da un certo periodo, dal
  2018 in poi.
   Quindi,  anche quella è una norma che aspettiamo, sarà pubblicata,
  vedremo.  Però, una cosa mi colpisce: questa manovra  in  realtà  è
  stata  presentata per far fronte ai 200 milioni che si  iscrivevano
  in  bilancio  per  scoprire; lo dice, come  dire,  con  l'ingenuità
  dell'inizio  del  percorso  da Assessore al  bilancio,  l'assessore
  Falcone,  dice   beh,  siccome lo Stato ci ha  detto  che  potevamo
  utilizzarli anche nel 2023, a questo punto non era utile  inserirli
  nel  2022 . Diciamo che non è proprio la stessa cosa. Io credo  che
  sia  più  opportuno dire che siccome non c'è ancora  la  legge  che
  trasferisce  queste  risorse  alla  Regione  non  potevano   essere
  iscritti nel bilancio 2022, perché dire che invece non si iscrivono
  in bilancio nel 2022 perché così non si iscrivono per spenderli nel
  2023,  vorrei  ricordare  che tutte le  entrate  nel  corso  di  un
  esercizio  vanno a determinare l'avanzo e il disavanzo  complessivo
  dell'anno  per  il quale non è che puoi decidere  tu  quando  e  se
  spostare di un'annualità, perché trattasi di una cosa delicata  dal
  punto  di  vista della tecnica di bilancio, non voglio esplicitarla
  per non creare allarmi inutili. Io prendo atto che non c'è la legge
  dello  Stato e che quindi non si può iscrivere in bilancio.  Punto.
  Tutto il resto è fuffa.
   C'è, però, un'altra cosa. Quindi, questa mini variazione nasce con
  quell'intento, nel corso dell'esame in Commissione o comunque della
  preparazione del testo il Governo dice: "va bene, abbiamo  previsto
  un   accantonamento  per  le  cosiddette  irregolarità  oggetto  di
  verifica  da  parte  della Corte dei Conti". Anche  questo,  poiché
  trattasi  di  irregolarità  al consuntivo  2020,  che  tra  l'altro
  ricordo non essere stato parificato, in teoria è nel corso del 2022
  che  devi far fronte alle irregolarità, perché vanno a gravare  sul
  disavanzo del 2020 che devono trovare copertura nel 2021,  figurati
  nel  2022. Di fatto, noi lo stiamo spostando al 2023, perché è vero
  che facciamo un accantonamento, ma se quelle irregolarità accertate
  dalla  Corte  dei conti sono tali, aveva il Governo il  compito  di
  dare  copertura a quelle irregolarità nel corso dell'esercizio  che
  stiamo affrontando. Anche questa è una tecnica, diciamo, cosiddetta
  di  fantasia  legislativa, che però a forza di fare fantasie  siamo
  ridotti, come dire, ad una incertezza sulla contabilità che non c'è
  mai stata nella storia di questa Regione.
   Ma  la  cosa più grave - e chiudo - io ho letto anche l'intervista
  che  ha  fatto  il Presidente della Regione qualche giorno  fa  per
  dirci  che i 200 milioni che la Regione ha ottenuto da parte  dello
  Stato  come  anticipo o come primo provvedimento  riservandosi  nel
  2023   di   riaprire   la  vertenza  sulla  cosiddetta   quota   di
  compartecipazione sanitaria, è un successo perché questo successo è
  dato  dal  fatto che non ci erano dovuti i 15 anni per i  quali  la
  Regione,  invece, ha contribuito al Fondo sanitario  regionale  per
  circa  600 milioni l'anno in più rispetto a quello per il quale  la
  nuova  sentenza  della Corte costituzionale, in  qualche  modo,  ha
  obbligato a un tavolo tecnico, riconoscendo di fatto, ancorché  non
  ne ha definito l'ammontare. Però, il Presidente della Regione dice:
   ma  noi  quei 9 miliardi non c'è scritto da nessuna parte  che  li
  dobbiamo  avere . No, sbaglia. Perché c'è scritto nel provvedimento
  che  ha  firmato lui. Lui il 16 dicembre ha sottoscritto un accordo
  con  lo Stato in cui dice esplicitamente che nulla ha a richiedersi
  per  quanto  riguarda  il differenziale di compartecipazione  della
  Regione  dal  2007 al 2022 - quindi 15 anni - e quindi  la  Regione
  rinuncia   con  la  sottoscrizione  di  quell'Accordo  a  qualunque
  richiesta che possa riferirsi al passato.
   Quindi,  non  è  vero  che non c'era; non  era  quantificato,  era
  oggetto di una trattativa. Ma se tu alla trattativa ci arrivi, come
  dire,  e  ti  siedi  stabilendo già dall'inizio  che  nulla  hai  a
  pretendere  sul passato, mi pare che più che una trattativa  è  una
  resa. E la resa è resa ancor più evidente - scusate il bisticcio di
  parole  - non solo per il fatto che la Regione rinuncia ai 15  anni
  di  differenza  di compartecipazione, ma il fatto  che  sottoscrivi
  l'accordo nel 2022 quanto meno aveva la necessità di recuperare  la
  quota  dell'annualità 2022. Cioè, la sola annualità del 2022  è  un
  meno  600  milioni di euro; la Regione ha firmato  un  accordo  che
  dice: va bene 200 milioni.
   Questo  non  è un accordo, è una Caporetto  Tra l'altro,  fatto  a
  inizio legislatura, quando il Governo - tra l'altro, anche qui,  se
  prima  potevano essere accampate motivazioni che c'era  il  Governo
  tecnico,  prima  c'era  il Governo Conte  che  era  avversario  del
  Governo Musumeci, e così via - oggi siamo in presenza di un Governo
  che  quello  regionale  si spertica in lodi, addirittura  parla  di
  essere  un  Governo in continuità con il precedente.  E  quindi,  a
  fronte di questa continuità, ha fatto in modo che questa continuità
  la paghi solo la Regione siciliana. Altro che accordo  È un accordo
  che in qualche modo danneggia le finanze e la credibilità, aggiungo
  io, della Regione siciliana.
   Oltretutto,  io credo che su quell'accordo, Presidente  -  capisco
  che lei in questo momento è il delegato, anche se Vicepresidente in
  funzione  e  come tale presiede l'Aula - però noi su quell'Accordo,
  prima della manovra, abbiamo bisogno di discutere.
   Io  credo  che l'Accordo che è stato sottoscritto il 16  dicembre,
  come   si   suol  dire   in  silenzio ,  non  solo  perché   nessun
  provvedimento è stato inviato alla Commissione, così  come  prevede
  un  ordine del giorno approvato nella scorsa Legislatura, in cui si
  fa  riferimento  al  fatto  che il Presidente  della  Regione,  per
  sottoscrivere  gli  accordi  con  lo  Stato,  deve  preventivamente
  informare la Commissione "Bilancio" dicendo quali sono i termini di
  un accordo; tra l'altro, per rafforzare la sua la sua funzione, non
  certo  per  indebolirla.  Così  ci  ha  fatto  trovare  un  accordo
  sottoscritto che ribadisce, quell'Accordo, una tra le  tante  cose,
  una  cosa che è devastante per questa nostra Regione, cioè fino  al
  2029,  la Regione continua a impegnarsi per non procedere a nessuna
  nuova assunzione anche rispetto alle sostituzioni del personale che
  via  via,  non  che  va  in  pensione  a  causa  dei  provvedimenti
  cosiddetti  varati dalla Regione per anticipare la pensione  a  una
  serie di persone che avevano alcuni requisiti, ma anche quelli  che
  ordinariamente, diciamo così, con le varie varianti  della  Fornero
  sono  andati via nel corso di questi ultimi mesi e che non potranno
  essere sostituiti.
   Quindi,  è  un  accordo di liquidazione della Regione,  altro  che
  autonomia, che rilancio  Perché lo ribadisco Assessore, non ci sarà
  nessun rilancio di questa nostra isola, e parlo della Sicilia e non
  della  Regione,  fino  a  quando avremo  una  Regione  incapace  di
  amministrare  la  cosa  pubblica; perché  è  illusorio  che  questa
  Regione,  questa  nostra Terra, possa ripartire  nei  vari  settori
  dell'economia e della società, dall'energia al settore  sociale,  a
  quello  economico-imprenditoriale, con una Regione che non  ha  più
  l'apparato burocratico e anche quelle competenze necessarie  a  far
  funzionare la macchina pubblica.
   Ecco  perché io dico che questa manovra è una manovra della  resa,
  altro  che assestamento tecnico, una leggina, tutto sommato si  può
  fare  in  dieci  minuti, niente di che  Ma ciò che la  muove  e  la
  ispira, intanto lo stato confusionale del Governo che prima mette i
  200  milioni  in  entrata, poi li cancella,  poi  fa  diventare  la
  variazione   Abbiamo dovuto cambiare persino il titolo.  Il  titolo
  della  legge che era entrato in Aula, cari colleghi, non  è  quello
  che vedete ora, il titolo era, come dire,  Recepimento dell'accordo
  firmato  dal  Presidente della Regione , da cui  ne  discendeva  il
  fatto che ci fossero questi 200 milioni.
   Quindi,  già  il  testo di legge che era arrivato  in  Aula  aveva
  un'altra  finalità. Il Governo si è reso conto che stava andando  a
  sbattere  la faccia e alla fine ci ha messo una pezza ma penso  che
  questa pezza è peggiore del buco.
   Ecco  perché limitandomi al fatto meramente tecnico, ripeto,  però
  che  i  67  milioni  di  euro che stiamo  accantonando  potevano  e
  dovevano  essere una copertura certa alle irregolarità  evidenziate
  dalla  Corte dei conti non nel 2023 con un accantonamento,  ma  nel
  2022  con le coperture certe di quelle irregolarità accertate dalla
  Corte dei conti.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.  Grazie,  Presidente.  Buongiorno  colleghi,
  Governo.
   Presidente, io oggi avrei gradito fortemente che ci fosse in  Aula
  la  presenza del Presidente Schifani, però non mi stupisco  che  lo
  stesso non ci sia. Come non mi sono stupito per nulla dell'iter che
  questo provvedimento ha avuto.
   Il Governo si era dichiarato pronto non solo ad arrivare in Aula e
  approvare entro il 31 dicembre la finanziaria, il rendiconto  2021,
  ma alla fine non è riuscito neppure a portare a casa l'assestamento
  di bilancio nella forma e nei termini in cui l'aveva presentato.  E
  il  termine che meglio descrive questa azione politica è certamente
  "approssimazione". Sono stati approssimativi nel dichiarare i  loro
  intenti,  sono  stati approssimativi nell'andare a Roma  a  battere
  cassa, salvo tornare poi a casa con un pugno di mosche, sono  stati
  approssimativi anche nel scrivere nero su bianco queste norme. Ed è
  incredibile perché io capisco che loro vogliono agire in continuità
  col  Governo Musumeci, però, come si dice in dialetto,  "manca  sta
  manera" manco in questo modo soprattutto nel peggiorare i risultati
  che il Governo precedente aveva portato. E il dato più drammatico è
  che  tutta  questa  azione  oltre  ad  essere  inefficace  è  stata
  totalmente autonoma.
   Ecco,  io  ho notato questo, che il Presidente Schifani  anche  in
  questa  occasione  è  andato a Roma ha firmato un  accordo,  dicono
  senza  neppure una deliberazione di Giunta in tal senso, di  sicuro
  senza  confrontarsi con il Parlamento ed è andato a Roma  non  solo
  per cercare una somma che non è riuscito a portare a casa, ma anche
  rinunciando  al buio a una somma che nella migliore  delle  ipotesi
  non  è definita nella sua entità, perché se oggi si parla di  8,  9
  miliardi, vede Presidente Di Paola, a me la cosa che più atterrisce
  e  che  loro  si  difendono, quindi la pezza è peggiore  del  buco,
  dicendo  No, non è detto che siano 8 miliardi, magari sono  un  po'
  meno,  non c'è una misura precisa, ci sono state delle sentenze  di
  Corte   costituzionale  che  ci  hanno  dato  torto ;  però,   vede
  Presidente,  io  credo  che chi rappresenta la  Sicilia  in  questo
  momento drammatico, soprattutto in questo momento drammatico, prima
  di  sedersi  a  Roma a discutere e ancor prima di rinunciare  senza
  neppure  sapendo a cosa sta rinunciando dovrebbe avere le idee  non
  chiare,  Assessore Falcone, le dovrebbe avere chiarissime, dovrebbe
  sapere al centesimo, cosa ci tocca, dovrebbe sapere al centesimo  a
  cosa  sta  rinunciando  ma soprattutto dovrebbe  avere  una  delega
  chiara e inequivocabile e non solo dalla Giunta perché quello è  un
  atto  tecnico,  ma anche dal Parlamento che è quello  che  è  stato
  votato dai siciliani. Mentre voi non avete avuto rispetto non  solo
  delle  opposizioni, ma neppure della vostra stessa maggioranza,  al
  punto  tale che il provvedimento non ha visto la luce e vede  anche
  venire  in  Commissione   Bilancio  dopo  che  siamo  andati  nelle
  Commissioni  di  merito  a  dire  i 200  milioni  non  li  mettiamo
  nell'assestamento  del 2022 perché devono andare  nel  2023 ,  vede
  assessore   Falcone  questa  cosa  qui  desta  una   preoccupazione
  incredibile nei parlamentari perché ci stiamo domandando in  questo
  momento  in che mani siamo; e da questo punto di vista voi dovreste
  avere  la  serietà vi abbiamo dovuto in un certo  senso  portare  a
  offrire  l'esercizio provvisorio, vi abbiamo dato un salvagente,  e
  voi  quasi  lo  stavate rifiutando e dovreste  rendervi  conto  che
  sareste affondati e avreste fatto affondare tante imprese dietro al
  vostro fallimento.
   E  allora,  da  questo punto di vista, assessore  Falcone,  se  il
  buongiorno si vede dal mattino io sono molto preoccupato  ancor  di
  più per i prossimi anni. E allora la inviterei a fermarsi un attimo
  a  confrontarsi con il suo Presidente e a venire qui in Aula  prima
  di fare qualunque altro passo a confrontarvi col Parlamento, perché
  vorremmo capire con quali risorse intendete andare avanti.
     Voi  parlate di ponte sullo Stretto, ma non avete chiare neppure
  le risorse a cui state rinunciando, sei, sette, otto, nove miliardi
  e  tornate  a  casa  con duecento milioni? Che neanche  li  abbiamo
  potuti utilizzare in questa manovra?
   Allora,  Assessore Falcone, cercate da questo punto  di  vista  di
  mettervi una mano sulla coscienza e di capire che quello che  state
  facendo o lo fate con la massima serietà e con una reale contezza o
  sarete  voi a fare brillare il Governo Crocetta, quello  che  tutti
  abbiamo  attaccato  perché  per  portare  a  casa  la  mancetta  ha
  sconvolto  i  bilanci  degli anni a seguire; e  voi  state  facendo
  peggio, state facendo peggio  Quindi, vi chiedo un atto di serietà,
  sennò  non saranno più semplici dimostrazioni, contrapposizioni  di
  forza,  la  mozione di sfiducia, tutte queste cose.  Dovete  essere
  seri

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca Antonino.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Grazie, Presidente. Intanto, prendiamo atto che manca  il
  Presidente  della  Regione.  Comprendo  che  l'atto  che  è   stato
  trasferito

   CRACOLICI. C'è l'Assessore delegato. Auguri

     SUNSERI  Ah   C'è  l'Assessore a  trattare  col  Parlamento.  Ma
  prendiamo   atto   che  manca  il  Presidente  della   Regione,   è
  comprensibile  che  la  norma  che  avevano  inviato  è  tutt'altro
  rispetto  a quello che stiamo trattando. Ma guardi, Presidente,  io
  sono  parecchio in difficoltà, perché mai avere immaginato di  fare
  un intervento del genere, come dire, al primo documento finanziario
  di questo nuovo Governo, perché proviamo a riassumere diciamo per i
  non  addetti ai lavori quello che è successo in maniera semplice  e
  veloce.
   Il Presidente della Regione prende un volo col suo Vicepresidente,
  col  Ragioniere generale e l'Assessore per l'economia, incontra  il
  Ministro  per l'economia Giorgetti, chiede 650 milioni di euro,  si
  fanno la foto, la pubblicano su Facebook, ritornano a Palermo, sono
  felici, fanno i comunicati stampa, poi si scopre che qualche giorno
  dopo  si  firma un patto che è tutt'altra cosa e poi si scopre  che
  inviano all'Aula un disegno di legge che è tutt'altra cosa ancora.
   Sembriamo il paradosso. Chiediamo 650 milioni torniamo con  200  e
  rinunciamo  a 8 miliardi, questo diciamo è il quadro nel  quale  ci
  stiamo  muovendo.  E  io  non capisco come si  possa  rinunciare  a
  qualcosa  che  non  si ha, perché il Presidente  della  Regione  ha
  dichiarato:   Sciocchezze  - questa è l'intervista che  rilasciò  a
  Natale a  Live Sicilia' -  sciocchezze, questi miliardi non ci sono
  mai stati e quindi accontentiamoci di 200 milioni , fatto salvo che
  nel  patto che ha sottoscritto appena due settimane fa si dice  che
  la  Regione  siciliana rinuncia a tutte le risorse che si  dovevano
  dal 2007 al 2021. Quindi, come si fa rinunciare a una compensazione
  che  invece ritiene il Presidente della Regione di non dover avere
  E,  come  se non bastasse, non solo non torna con i 650 milioni  di
  euro,  che  ha chiesto al Ministro all'economia, ma torna  con  una
  cifra forfettaria e una tantum di 200 milioni di euro, quindi  meno
  di  un  terzo  rispetto a quello che ha richiesto al  Ministro  per
  l'Economia,  e  rimanda al 2023 e al 2024 a un futuro  accordo  che
  dovrà  sottoscrivere.  Peggio del 2007   Peggio  del  2021   Perché
  almeno in quegli anni si è avuta la buona correttezza e cortesia di
  portare il patto in Aula, di parlarne in Commissione  Bilancio , ma
  soprattutto  di  avere un mandato da parte della Giunta,  cosa  che
  oggi  il  Presidente della Regione non ha; non  c'è  un  atto,  una
  delibera  di Giunta che dà mandato al Presidente della  Regione  di
  trattare  in  maniera così capestra, come dire, un accordo  con  lo
  Stato che solamente ci danneggia. Perché se ci avessero portati 200
  milioni di euro per rimandare un accordo successivo, quanto meno si
  poteva comprendere; ma salire, chiedere più di 600 milioni, tornare
  con  200 a rinunciare per sempre in maniera perentoria a 8 miliardi
  di  euro  credo che nessuno avrebbe mai potuto immaginarlo  neanche
  lontanamente   quando   nelle  dichiarazioni   programmatiche   del
  Presidente della Regione rivendicava, giustamente, le risorse della
  legge del 2007 che stanziava, che obbligava la Regione siciliana  a
  aumentare  la compartecipazione della spesa pubblica della  sanità,
  ma dall'altra parte a riavere indietro qualcosa come 600 milioni di
  euro ogni anno di accise.
   Questo  è  quello che ci aspettavamo, ci aspettavamo un Presidente
  della Regione di centrodestra, quindi maggioranza qui in Sicilia  e
  maggioranza col Governo Meloni al Governo della nostra nazione,  di
  ottenere  qualcosa in più per la nostra Regione. E invece di  tutto
  questo nulla.
     Ora,  in  Commissione  Bilancio  all'assessore  abbiamo  chiesto
  tante cose, quello che ora hanno chiamato come  salva Sicilia .  La
  prima  domanda che viene spontanea è: ma scusate con  questa  norma
  che  permette di spalmare il disavanzo del 2018 in dieci  anni,  la
  Corte  dei  conti  ritira il profilo di incostituzionalità  che  ha
  sollevato la Corte costituzionale? Perché tutto lì si gioca.  Cioè,
  se  la  Corte dei conti aveva solamente la necessità di  avere  una
  nuova   norma   approvata  dal  Parlamento   anziché   al   decreto
  legislativo, immagino che delle interlocuzioni ci siano  state  con
  la  Corte dei conti  Se passasse semplicemente la norma: ritiro  il
  profilo  di  incostituzionalità  o fa  riferimento  alle  disparità
  intergenerazionali che determinano il dilazionare di quello  che  è
  dovuto  alla nostra Regione nel nostro bilancio? Tutto lì è. Perché
  se  noi  oggi stiamo parlando di qualcosa che ad oggi non  c'è  una
  norma  a  200 milioni, un  salva Sicilia  che non risolve in  alcun
  modo  il  ripiano  del  disavanzo  decennale,  quindi  in  un  arco
  temporale  che  va  ben  oltre  al ciclo  ordinario  del  bilancio.
  Altrimenti    ad   oggi   questo   Governo   possiamo   dichiararlo
  perfettamente  fallimentare, non ha portato un  euro  in  più  alla
  nostra Regione non ha garantito nulla nel bilancio triennale quindi
  nel  2023-2024, si rinvia a un futuro accordo: peggio  della  norma
  del  2007   Perché  quanto meno li avevamo una legge,  qui  non  ce
  l'abbiamo   nemmeno,  e  soprattutto  portato  all'attenzione   del
  Parlamento in una forma assolutamente inusuale, cioè quella  di  un
  disegno   di   legge   portato  all'attenzione  della   Commissione
   Bilancio' in cui si chiedeva di procedere all'approvazione nel più
  breve  tempo possibile perché andavano iscritti in bilancio, quando
  invece parliamo di miliardi dovuti alla nostra Regione, parliamo di
  milioni di euro che dovevano o si dovevano ottenere per il  2023  e
  il  2024 e, invece, prendiamo una misera mancetta da 200 milioni di
  euro  senza nulla a pretendere, perché in quel patto si  scrive  in
  maniera  chiara  che  la Sicilia rinuncia in maniera  definitiva  a
  qualsiasi  compensazione, che il Presidente della Regione  dichiara
  nell'intervista non esserci, dal 2007 al 2021.
   E  come  se  non bastasse, Presidente, noi nelle ultime  settimane
  abbiamo  letto le dichiarazioni dell'assessore Falcone che  diceva:
   bilancio  e  finanziaria entro il 31 dicembre,  il  rendiconto  21
  entro   il   31  dicembre ;  Presidente  non  approveremo   neanche
  l'esercizio  provvisorio, cioè peggio dell'ultimo anno del  governo
  Musumeci.
   Ora, capisco che l'assessore Falcone faceva parte di quel Governo,
  ma  qui  stiamo andando oltre l'immaginazione, cioè noi  pensavamo,
  oggi  i miei colleghi sono venuti qui a Palermo perché quanto  meno
  ci saremmo ritrovati ad approvare l'esercizio provvisorio, anche il
  31 e invece domani approviamo questa variazione di bilancio e ce ne
  torniamo a casa, la Sicilia andrà nemmeno in esercizio provvisorio,
  andrà  in  gestione provvisoria, ci rivedremo il  prossimo  anno  a
  dover  approvare l'esercizio provvisorio per uno, due mesi, non  lo
  sappiamo;  certamente, come dire, tre cose avevano  chiesto  e  tre
  cose   non   hanno   ottenuto:  650  milioni,  approvazione   della
  finanziaria  entro il 31 dicembre, approvazione del rendiconto  del
  21  entro il 31 dicembre. Nessuna di tutte e tre si è avverata,  il
  meraviglioso mondo del governo Schifani, cioè promette una cosa  al
  Parlamento e fa l'esatto opposto.
   E  poi ultimo e non per ultimo, Presidente, non comprendo come  si
  possa, in questa Regione, faccio riferimento alle dichiarazioni  di
  chiusura   del  presidente  Musumeci  e  quelle  di  apertura   del
  presidente  Schifani,  dove si dice che la Regione  è  virtuosa,  è
  riuscita  a spendere tutti i soldi della programmazione,  siamo  in
  linea con la spesa europea, come se fosse tutto ok.
   Noi  la  prima  cosa che abbiamo fatto in Assemblea  è  audire  il
  direttore  generale della programmazione e il quadro che  è  venuto
  anche  dopo  l'ultimo comitato di sorveglianza  è  allarmante.  Noi
  della programmazione 2014-2020 abbiamo speso il 50 per cento; su  4
  miliardi  dopo otto anni ne abbiamo spesi 2 e dobbiamo  spendere  i
  restanti  2  entro  la fine del prossimo anno,  quindi  un  ritardo
  strutturale  talmente grave che non si era mai visto  nella  storia
  della  nostra  Regione  ed è certamente imputabile  ai  governi  di
  centro destra che ci ha governato l'ultimo quinquennio e ci sta per
  governare  nel  futuro,  perché  adesso  il  messaggio  che  stiamo
  lanciando  soprattutto ai territori, alle agende urbane, alle  aree
  interne è che tutte quelle risorse che erano destinate ai comuni  e
  all'unione dei comuni non verranno spese nemmeno per un euro,  cioè
  dei  620  milioni di euro che la Regione siciliana aveva  stanziato
  per  le  cosiddette  somme territorializzate, quindi  destinate  ai
  comuni, all'unione dei comuni e alle agende urbane spenderemo, alla
  fine  del 2023, zero euro e zero non è un modo di dire, zero  è  la
  cifra  esatta che la Regione siciliana si appresterà a rendicontare
  alla  fine  della  programmazione 2014-2020,  salvo  poi  però  già
  iniziare  gli  incontri  per la 21-27 e  promettere  nuovamente  ai
  territori chissà quanti milioni di euro, gli stessi milioni di euro
  che  questi governi continuano a promettere col PNRR come se  fosse
  la  panacea  di  tutti  i mali, salvo poi come  abbiamo  visto  col
  governo Musumeci riuscire a perdere più di 500 milioni di euro  per
  i consorzi di bonifica.
   Quindi,  Assessore,  mi  permetto di  darle  un  suggerimento,  la
  prossima  volta evitiamo magari le dichiarazioni sulla stampa  dove
  addirittura erano usciti gli articoli della finanziaria in  cui  si
  diceva la manovra del Governo regionale salvo poi non dire che  non
  abbiamo  né  il  rendiconto,  né  i  200  milioni,  né  l'esercizio
  provvisorio  né  tanto meno la finanziaria, quindi quanto  meno  la
  prossima  volta trasferiamolo al Parlamento, cominciamo a discutere
  e poi i titoli sui giornali li facciamo dopo. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Grazie  Presidente,  Assessori,  colleghi.   Assessore
  Falcone,   qualche  giorno  prima del  Natale  lei  è  arrivato  in
  Conferenza  dei Capigruppo - siccome c'è il delegato  Assessore  se
  non  la disturba mi ascolta un minuto - e siamo stati più di un'ora
  e  mezza  a  disquisire  perché lei era  super  convinto,   qualche
  collega di maggioranza Capogruppo che era lì presente sosteneva che
  lei fosse prontissimo con il suo bilancio,  non serviva l'esercizio
  provvisorio, quasi quasi si stava arrivando al punto che c'erano le
  opposizioni che non volevano fare proseguire il Governo e,  quindi,
  qualcuno tentava di dare la responsabilità a quelle opposizioni che
  tentavano di non fare proseguire i lavori al Governo con il proprio
  bilancio. Quindi, abbiamo fatto una discussione di un'ora  e  mezza
  per poi arrivare a tutta una 'road map' di date, compresa quella di
  oggi  che  serviva  per  incardinare  l'esercizio  provvisorio  che
  avevamo  concordato che era quell'esercizio provvisorio che serviva
  fino  al 31 di gennaio, nel frattempo lei parlava del bilancio  che
  doveva  essere  portato  in  Giunta  e  quindi  questa  era   tutta
  l'impalcatura che c'è stata consegnata come riflessione.
   Oggi  siamo  al 27 di dicembre e ci ritroviamo con una  situazione
  abbastanza particolare.
   Innanzitutto  le  dico che gli interventi che mi hanno  preceduto,
  quelli  dei  colleghi  che condivido, soprattutto  quello  del  mio
  collega  Cracolici e quindi non entro nel merito di tutto l'aspetto
  tecnico,  però,  una  cosa la voglio dire  dato  che  ci  sono  gli
  Assessori presenti. Il presidente Schifani aveva parlato nella  sua
  relazione  programmatica  che  voleva  avere  un  rapporto  con  il
  Parlamento,   il  più  schietto  e  sincero  possibile   e   doveva
  condividere con il Parlamento. Oggi, mi rendo conto che  invece  il
  16  dicembre  il  presidente  Schifani insieme  al  Vicepresidente,
  andando in ordine,  il vicepresidente Sammartino ha dichiarato  che
  il  credito  non  è  mai  stato realmente riconosciuto  da  nessuno
  facendo intendere che la Sicilia non manterrebbe nulla dei circa  9
  miliardi  dal  2017 al 2021 come riconoscimento delle accise,  come
  contropartita all'aumento della spesa sanitaria dal 42  al  49  per
  cento  prevista nella finanziaria del 2007 dello Stato,  salvo  poi
  smentirsi  e  dichiarare  che quelle somme  saranno  a  regime  dal
  prossimo anno.
   La  stessa  storiella l'abbiamo seguita il 24  aprile  scorso  con
  l'assessore Armao che al termine del tavolo tecnico che ha concluso
  i  lavori  sulla questione sempre uguale nel marzo 2022 sempre  con
  questo accordo siglato. Quindi, questo è un film che si rivede.
   Questo accordo, caro assessore Falcone, intanto è un accordo che è
  stato  siglato  al  ribasso per la nostra Regione  e  sono  davvero
  preoccupato perché non è chiaro quello che è accaduto, non è chiaro
  quello che sia successo e non voglio entrare nel merito delle  cose
  che  ci  siamo  detti  perché è inutile  parlare  di  tutte  quelle
  categorie  che  attendono risposta da parte del Governo  regionale.
  Però  una  cosa  la voglio dire, assessore Falcone, non  ci  potete
  licenziare  come Aula su un accordo che il Governo regionale  fa  a
  Roma  non sapendo quello che in questo accordo troviamo perché  noi
  non  sappiamo  quello  che  voi  realmente  avete  fatto.  Ci  sono
  tantissime  domande che non hanno oggi alcuna risposta e  noi  come
  Aula  e  come  parlamentare e soprattutto i  siciliani  abbiamo  il
  dovere di sapere cosa c'è in quell'accordo.
   Allora  per  questo, caro assessore Falcone, noi come  Gruppo  del
  Partito  Democratico  presentiamo un ordine del  giorno  che  vuole
  invitare il Governo a fare chiarezza, a fare chiarezza proprio  nel
  rispetto di quello che è il nostro ruolo, per capire quello  che  è
  accaduto  e  ancor  prima, assessore Falcone,  di  procedere  sullo
  strumento  finanziario, su tutto, chiediamo  prima  il  rispetto  e
  seconda  cosa  che  il Governo, lei e il Presidente  della  Regione
  veniate  in Aula a spiegare quello che è accaduto, ancor  prima  di
  proseguire con quello che è l'esercizio provvisorio, con quello che
  è  il bilancio perché ritengo che quello che è accaduto non sia una
  cosa semplice, che vada licenziata su due parole o altro; quella  è
  una  cosa  importante e l'Aula merita di sapere e di capire  quello
  che c'è.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Grazie, Presidente. Oggettivamente, Assessore, dopo aver
  ascoltato gli interventi dagli scranni dell'opposizione ho  sentito
  forte, perché no, il dovere di rappresentare le cose con chi vuole,
  in  maniera  oggettiva, senza polemiche, senza posizioni  di  parte
  provare  a  sgomberare  il  campo  da  dubbi  e  da  vicende   che,
  effettivamente, altrimenti rischierebbero di raccontare all'esterno
  qualcosa che di fatto non è.
   Lei, Assessore, l'ha rappresentato credo con estrema semplicità  e
  soltanto chi non ha voluto ascoltare, o si è volutamente distratto,
  può  raccontare una realtà diversa. E veda, siccome io  non  faccio
  parte della Commissione  Bilancio' - Presidente e assessore Falcone
  lei  mi  conosce  bene  - cerco di avere una  visione  fuori  dalle
  posizioni di parte, informandomi e seguendo le procedure a  partire
  dal  lavoro  degli  Uffici.  Quindi, senza  svelare  le  fonti,  vi
  garantisco,   Presidente  e  Assessore,  che  non   ho   fatto   un
  ragionamento  col  mio  Partito, ho fatto un ragionamento  con  gli
  Uffici  come  credo che sia giusto fare per chi,  come  me,  non  è
  esperto di bilanci e cerca poi di rappresentare all'esterno con  un
  linguaggio  semplice,  che  è il linguaggio  di  chi  viene  poi  a
  chiedere  cosa  stiamo facendo, con il linguaggio  dell'uomo  della
  strada, come stanno effettivamente le cose.
     Noi  abbiamo  un  primo articolo, assessore Falcone,  con  i  68
  milioni di euro all'articolo 1 che, di fatto, è un accantonamento -
  mi  corregga se sbaglio - e un secondo che, di fatto, non  è  altro
  che  un  articolo  tecnico con una sorta di  rettifica  del  saldo.
  Quindi, fondamentalmente, oggi stiamo votando un assestamento sulla
  base  dei  rilievi  che, d'altra parte, ci sono stati  posti  dalla
  Corte  dei  Conti.  Quindi, non abbiamo fatto altro  che  dare  una
  risposta  a quello che dall'organo della Magistratura contabile  ci
  viene rappresentato.
   Io  devo  dire  la  verità, Assessore, forse sarei  andato  oltre,
  rispetto  alla  cautela che il Governo ha utilizzato,  tuttavia,  è
  giusto   rappresentare  all'esterno  che  è  più  che  apprezzabile
  l'atteggiamento  di un Governo che, per dare voce  o  ascolto  alle
  sensibilità di un'opposizione che mostra alcune perplessità  legate
  al  fatto  che  le  somme  potrebbero essere  considerate  più  una
  previsione di entrata che una certezza - mi riferisco a 200 milioni
  -  decide,  alla  fine, di abrogare l'articolo che  prevede  i  200
  milioni di euro.
      Un  atteggiamento  cauto,  un  atteggiamento  responsabile,  un
  atteggiamento  di  chi vuole tendere la mano  alle  minoranze,  una
  posizione non, Assessore, eccessivamente aggressiva la vostra,  una
  posizione   di   chi  vuole  mediare?  Bene,  apprezzabile    Però,
  Assessore,    onestamente,   vedere   che   gli    stessi    uomini
  dell'opposizione,  che  sono quelli che hanno  portato  a  definire
  questo  disegno di legge stringato in Aula sono gli stessi che,  in
  Commissione,  hanno chiesto fortemente minacciando le barricate  se
  non si procedeva attraverso l'abrogazione di quell'articolo, adesso
  vederli  in  Aula  a  gridare lo scandalo,  questo  oggettivamente,
  Presidente  -  anche lei che in un ruolo terzo  pur  facendo  parte
  dell'opposizione -, mi sembra un eccesso.
   Capisco  che  questo poi diventi il luogo della  rappresentazione,
  capisco che la maggioranza deve fare la maggioranza e l'opposizione
  deve  fare  opposizione, però, Presidente, oggettivamente  così  mi
  sembra davvero troppo
   Così  come  mi  sembra davvero abbastanza, oltremodo demagogico  e
  strumentale, parlare di chi li ricorda come 9 miliardi, chi  invece
  accusa  il Governo di non sapere - assessore Falcone, la  prego  mi
  segua - se si tratta di 9, 8, 7 miliardi, ma io vorrei chiedere, al
  di  là di questa previsione che va dal 2007 al 2021 dove il Governo
  viene accusato di non sapere se si tratta di 9 o di 8 miliardi,  ma
  perché prima del 2007 quali soldi ha dato lo Stato alla Regione?
   Finalmente  ci  svegliamo e diciamo che lo Stato ci  deve  dare  9
  miliardi  e che questo mancato incasso è un accordo al ribasso.  Ma
  perché non interrogarci sui fallimenti del passato o sulle cose non
  fatte?
   Se  è  un  accordo al ribasso - non mi ricordo come l'ha  definito
  l'onorevole Cracolici prima - un accordo, un disegno di legge della
  resa,  se  questo  viene  definito un  atto  della  resa,  non  oso
  immaginare  come si potesse definire quell'accordo fatto  da  tanti
  dei  Governi  precedenti,  da  Baccei  con  Crocetta  -  altro  che
  spalmatura  del disavanzo, altro che recupero di un debito  con  la
  possibilità di un rientro in dieci anni
   Ricorderete, adesso siamo passati all'accusa del fatto  che  si  è
  cambiato il titolo di un disegno di legge perché quel titolo lo  ha
  voluto  cambiare  la  minoranza che sta avendo giusto  rispetto  in
  quest'Aula.  Giocando poi con le parole, spingendosi addirittura  a
  dire  che  si  cambiano  le pezze con i buchi  o  i  buchi  con  le
  pezze ,  volendo  decisamente fare questo gioco che  punta  solo  a
  buttare  fumo negli occhi, che punta solo a creare terrorismo,  che
  porta solo a non far comprendere alla gente cosa davvero accade nel
  Palazzo. E questo non è corretto
   Non  è  corretto rispetto a chi aspetta le riforme, non è corretto
  rispetto a chi attende che si entri nel merito delle questioni  che
  riguardano  il  lavoro,  la sanità, le infrastrutture.  Quelli  sì,
  colleghi,   credo  saranno  i  momenti  veri  nei   quali   dovremo
  confrontarci.
   Assessore  Falcone, direi che la strada che stiamo  percorrendo  è
  quella giusta, continuiamo su questo percorso tracciato.
   Il mio invito alle opposizioni ovviamente è quello di accompagnare
  tutto  questo  con  un atteggiamento di serietà,  di  lealtà  e  di
  responsabilità. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha facoltà.
   Colleghi,  non ho altri iscritti a parlare. C'è qualcun altro  che
  vuole intervenire? Altrimenti chiudo le iscrizioni.

   ARDIZZONE. Presidente, Assessori, colleghi, Assessore Falcone,  mi
  dispiace che non ci sia il presidente Schifani quindi questa patata
  bollente stasera tocca a lei  Però, così è  Mi dispiace
   Come  da  tradizione  ormai ci accingiamo al  Capodanno,  come  da
  tradizione quando si arriva a Capodanno si fa di solito  sempre  un
  bilancio  di  quelli  che sono stati i pro e i contro  del  lavoro,
  delle attività, delle iniziative durante l'anno.
   Vorrei  fare  con  lei un excursus degli ultimi trenta  giorni  di
  lavoro  di  Governo - che poi sono stati i primi di questo  Governo
  che  ormai  possiamo dire già dagli attacchi iniziali di  nuovo  ha
  molto  poco e, coerentemente con la linea, siamo vicini a un  nuovo
  esercizio  provvisorio che è il sesto consecutivo  dopo  cinque  su
  cinque del governo Musumeci.
   Ora  possiamo  partire  da metà novembre, lo  scorso  25  novembre
  quando questo Governo è salito a Roma, ha chiuso un accordo con  il
  Mef  dicendo  che  una collaborazione, una proficua  collaborazione
  porterà delle risoluzioni a quella che è la gestione finanziaria, i
  problemi  economici  finanziari della Regione siciliana  e  qui  ci
  abbiamo creduto tutti. Lo dico con molta sincerità.
   Ora  scopriamo che, questo accordo, però ha del fantastico  perché
  abbiamo  col piattino 200 milioni, dall'altra parte gliene diamo  8
  miliardi,  li  prendiamo, non li prendiamo,  dico  sono  nostri  su
  questo  penso  che non ci sia da ridire. Tra l'altro noi  osanniamo
  questa  cosa,  c'è stato un momento, una settimana nella  quale  le
  dichiarazioni del Governo erano una sopra l'altra. C'era la lotta a
  chi  si  prendeva  i  meriti di questi 200  milioni.  Come  se  non
  bastasse,  errore  clamoroso  del  Governo  dopo  esattamente   una
  settimana  perché, appunto, questi 200 milioni non  possono  essere
  inseriti per l'annualità 2022 quando l'accordo, invece, prevede che
  i  200  milioni devono essere e sono riferiti all'anno 2022, invece
  dobbiamo  iscriverli  nel  2023.  Quindi,  cancelliamo  questi  200
  milioni,  non  sono  mai  esistiti, e  questo  è  stato  veramente,
  Assessore, un errore clamoroso.
   Io le dico con tutta sincerità: questo Governo, lei, è riuscito  a
  confonderci.  A  un certo punto non sapevo più come  giustificarla,
  cioè  dicevo: non è possibile perché un errore del genere va contro
  tutte  quelle  che  sono le regole contabili e lo  sappiamo.  Però,
  tanto  ci  siamo  fidati  di lei e di questo  Governo  che  non  ci
  credevamo.  Poi  arriva  la sua corsa in avanti  per  approvare  la
  finanziaria  che,  dico, è stata anche una mossa secondo  me  molto
  triste perché dare la responsabilità all'Assemblea di non approvare
  una  finanziaria  in tempi ristretti e, grazie a  Dio,  questa  sua
  proposta di approvare la finanziaria è stata arrestata non solo dai
  colleghi,  ma  soprattutto dal Presidente dell'Assemblea,  Galvagno
  che, ovviamente, è garante di quelli che sono i lavori, il rispetto
  delle  procedure  istituzionali. Nel  frattempo  importantissima  è
  arrivata  la parifica, anzi la non parifica della Corte  dei  Conti
  che  ha  certificato e sottoscritto il fallimento delle  precedenti
  legislature,  non  solo  quella  Musumeci,  purtroppo,   ma   delle
  precedenti legislature a cui dico, Assessore, se posso, lei non  ha
  reagito  benissimo  perché è sembrato come un bambino  capriccioso.
  Capisco,  magari c'è quella voglia di difendere il proprio  lavoro,
  il proprio impegno, per quello che si è fatto, però dico rispondere
  a un parere della Corte dei Conti dicendo:  no ora chiediamo a Roma
  la  norma interpretativa per risolvere tutti i problemi  va  contro
  anche quello che dice la gestione e l'operazione verità sui conti.
   Poi  tutto  è  stato  condito da scaramucce  interne  di  partito,
  all'interno  della coalizione, a neanche tre mesi  dalle  elezioni,
  nella quali è uscito forse il lato più oscuro e aggiungerei subdolo
  di una politica, di un sistema, che converrà con me, Assessore, non
  funziona più perché queste nomine fatte di notte, che vengono fatte
  solamente  sulla base di numeri, non funziona. E poi per concludere
  ci   ritroviamo  oggi  a  discutere  di  un  disegno  di  legge  di
  assestamento  che  prima era carne, tanto che il titolo  di  questo
  disegno di legge parla di un accordo Stato-Regione che oggi non c'è
  e, adesso, è diventato pesce e che tra l'altro prevede una modifica
  tecnica  che  conferma  quello che è  un  difetto  e  cioè  che  ci
  ostiniamo ad approvare previsionali su previsionali senza approvare
  i  rendiconti  precedenti, e anche questo sistema,  Assessore,  non
  funziona.
   Quindi  dico,  insomma Assessore, in conclusione per  fare  questo
  bilancio  di  fine  anno, direi che non è andato  benissimo;  siamo
  anche  sotto  il periodo natalizio, quindi siamo tutti  più  buoni,
  quindi  non  vorremmo  demoralizzarla, però se  possiamo  darle  un
  suggerimento:  tagli totalmente con il passato, con  quella  che  è
  stata  la  linea  di Musumeci, con questo modus  operandi  che  non
  funziona,   perché  altro  che  "Salva  Sicilia",  ci  servono   le
  intercessioni dei Santi con i miracoli. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone.
   Non ci sono più colleghi iscritti a parlare, quindi se l'Assessore
  vuole intervenire per osservazioni, ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore per l'economia. Grazie Presidente,  grazie  ai
  colleghi  per il dibattito forbito e interessante che hanno  voluto
  alimentare  stasera  e  lo  voglio  dire  soprattutto  ai  colleghi
  dell'opposizione   che   si  sono  susseguiti   in   articolazioni,
  elucubrazioni finanziarie, concettuali. Ma oggi guardate, onorevoli
  colleghi, non c'è niente di eccezionale, niente di fantastico.  Noi
  avevamo  certamente presentato un disegno di legge di  assestamento
  che  al  primo  comma, al primo articolo, metteva  in  entrata  200
  milioni.  Lo  facemmo quando giorno 16 dicembre si fece  l'accordo,
  l'accordo  tra  il  Presidente Schifani ed il  Ministro  Giorgetti,
  perché eravamo convinti che giorno 22, massimo 23 dicembre, avremmo
  avuto  la legge di stabilità nazionale. Purtroppo, quando ci  siamo
  resi  conto che questo non è accaduto o non poteva accadere -  come
  ho  detto  nel  mio  intervento  introduttivo  -  abbiamo  ritenuto
  opportuno che questo articolo venisse abrogato. E in più lo abbiamo
  anche  abrogato perché, alla fine, con una interlocuzione, ma anche
  con  una  norma  che abbiamo messo in campo dell'articolo  118,  ci
  accorgiamo che questi fondi li potremo comunque utilizzare. Quindi,
  stia sereno l'onorevole Cracolici e tutti, l'onorevole De Luca,  il
  presidente  Catanzaro ed anche chi dopo è intervenuto perché  nulla
  di preoccupante.
   Seconda  cosa: nessuna fantasia quindi legislativa, né tanto  meno
  preoccupazione.  Ho sentito preoccupazione da parte  dei  colleghi,
  preoccupazione  circa il disegno di legge di  bilancio.  Bene,  noi
  abbiamo  fatto  una Capigruppo, presidente Assenza,  ed  in  quella
  Capigruppo  avevamo  stabilito  dei tempi,  un  cronoprogramma  che
  avremo  approvato dopo due giorni in Giunta i disegni di  legge  di
  bilancio  e di stabilità e lo abbiamo fatto; che giorno 27 dicembre
  pubblicavamo  la  delibera dei disegni di legge di  bilancio  e  di
  stabilità,  e  fra  qualche momento vi prego di  guardare  il  sito
  perché  sarà  fatto; che domani, giorno 28 arriverà il  disegno  di
  legge di bilancio e di stabilità col parere dei revisori dei conti,
  e domani l'Assemblea riceverà il disegno di legge, anzi vorrei fare
  una  precisazione:  vi prego guardate il parere  dei  revisori  dei
  conti,  il  parere  del collegio dei revisori, vi accorgerete  come
  l'indice  tendenziale porta in una grande riduzione  del  disavanzo
  che partiva - lo vorrei ricordare - da 7 miliardi e 400 milioni  di
  euro.  Vi invito a guardare la relazione e così poi potrete  venire
  in  Aula a verificare e a dire se quel debito, se quel disavanzo ha
  avuto  una  riduzione progressiva o se invece  il  disavanzo  si  è
  aggravato.
   E  poi,  ancora, non a caso noi abbiamo un attimino  temporeggiato
  sull'esercizio  provvisorio,  perché  siete  stati  voi  stessi,  i
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari, a  chiederci  -  attenzione,
  onorevole  Figuccia  -  ci  dissero: l'esercizio  provvisorio  deve
  poggiare su una base legislativa, contabile e finanziaria  che  non
  guardi  e  non  abbia  i  capitoli  a  zero,  così  come  l'attuale
  legislazione  vigente. Ecco perché non abbiamo portato  l'esercizio
  provvisorio, perché abbiamo aspettato che oggi lo pubblichiamo, che
  domani  lo  depositiamo in Assemblea col parere dei  revisori,  per
  capire  se  funziona. Dopodiché, giorno 29, in Giunta, approveremo,
  adotteremo  l'esercizio  provvisorio,  che  consegneremo  all'Aula,
  all'Assemblea,  alle  Commissioni  e  all'Aula  per  potere  essere
  approvato  se  riterranno opportuno. Diversamente, si potrà  sempre
  procedere  con la gestione provvisoria con il disegno di  legge  di
  bilancio  e  la  legge di stabilità. Ma è una  scelta  che  abbiamo
  assunto e che stiamo assolutamente rispettando.
   L'onorevole   Antonio  De  Luca,  chiaramente,  non   essendo   in
  Commissione  Bilancio,  malgrado  sia  Presidente  del  suo  Gruppo
  parlamentare  - si rende conto? - dice che siamo tornati  con  una
  con un pugno di mosche da Roma.
   Io lo inviterei ad aprire questa mano: non ci sono le mosche, caro
  avvocato De Luca. Il quale avvocato, lo dico proprio, posso  capire
  che  non  ha capacità giuridica l'onorevole Cracolici, ma non  lei.
  Perché  se lei fosse tornato indietro, da buon conoscitore  qual  è
  degli  atti  parlamentari e giudiziari, si sarebbe reso conto  che,
  nel  2010,  dopo  che la legge finanziaria n. 296  del  2006  aveva
  previsto  il progressivo aumento della compartecipazione  sanitaria
  della Regione siciliana - nel 2007 al 44,50, nel 2008 al 47,50, per
  arrivare  nel  2009 al 49,11% -, l'allora Governo Lombardo  propose
  una impugnativa del bilancio dello Stato alla Corte Costituzionale,
  dicendo  che  per il 2010 si doveva ritornare, perché  noi  stavamo
  dando più soldi rispetto al dovuto.
     Ebbene,  avvocato De Luca, con la sentenza n. 246  del  2010  la
  Corte  Costituzionale  ritenne la questione  inammissibile,  quindi
  nulla  era  dovuto. Ecco allora perché prima di parlare  di  sette,
  otto,  dieci  miliardi  di euro, studiamo un  attimino,  vi  prego,
  approfondiamo, altrimenti rischiamo di fare magra figura nelle cose
  che  diciamo.  Però, poiché il tema è abbastanza  interessante,  il
  Governo  della  Regione è pronto a venire in  Aula  e  a  discutere
  approfonditamente della questione, come è giusto che  sia.  Non  ci
  sottraiamo  certamente. Dopodiché, vi vorrei dire che nel  2018  il
  Governo  Musumeci, nuovamente, impugnò e sollevò  la  questione  di
  legittimità  costituzionale.  E  la  Corte  costituzionale  con  la
  sentenza n. 62 del 2020 non ha detto mica che alla Regione spettano
  600  milioni di euro l'anno. Non l'ha detto. Ha detto che  c'è  una
  questione  che va affrontata in maniera pattizia, con una  sentenza
  che viene definita "monitoria" dagli addetti ai lavori.
   E, allora, in questo senso, noi cosa abbiamo fatto? Siamo andati a
  Roma.  E  Roma  cosa  ha fatto? Per la prima volta  ha  fissato  un
  principio. Non a caso, la norma non è tanto importante  per  i  200
  milioni  di  euro, anche, ma la norma è eccezionalmente  importante
  perché dice "visto il principio, alla luce della sentenza n. 62 del
  2020 della Corte Costituzionale, eccetera, eccetera...," cioè fissa
  il   principio  che  alla  Regione  siciliana  bisogna  retrocedere
  qualcosa con degli accordi, certamente.
   E,  allora,  siccome ne dobbiamo discutere, oggi, ho voluto,  come
  dire, precisare, perché il rischio, caro Presidente Di Paola, è che
  noi  andiamo fuori tema rispetto all'argomento. Chiedo venia  e  mi
  fermo qua, ma ne possiamo discutere; è giusto che ne discutiamo  in
  una seduta appropriata.
   Ecco  perché, come dire, agli altri colleghi che sono  intervenuti
  voglio dire che la questione  va affrontata nei termini opportuni e
  soprattutto  il disegno di legge che ci apprestiamo a votare  e  ad
  approvare,  oltre che a verificare e, quindi, ad apprezzare,  è  un
  disegno  di legge che fissa alcuni principi importanti,  che  mette
  ulteriormente in sicurezza i conti della Regione e, soprattutto  vi
  devo  dire,  lo  vedremo nei prossimi giorni, quando  leggeremo  la
  relazione  dei revisori dei conti ci renderemo conto che  anche  lo
  stesso  rendiconto  del 2021 non è arrivato nei termini  perché,  a
  seguito  dell'intervento della Corte dei Conti, dei  rilievi  della
  stessa,  siamo ritornati in Giunta e abbiamo dovuto fare  ulteriori
  correttivi  secondo il disposto della Corte dei Conti, quindi,  noi
  continuiamo,  per cui questo testo è un testo assolutamente  chiaro
  che merita l'apprezzamento dell'Assemblea.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.


      Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Avverto  che,  con nota datata  27  dicembre  2022  e
  protocollata  in pari data al n. 7774-ARS/2022, il  Presidente  del
  Gruppo parlamentare  Democrazia Cristiana Nuova , on. Carmelo Pace,
  ha  comunicato che lo stesso Gruppo parlamentare ha deliberato, nel
  corso  della riunione tenutasi il 20 dicembre 2022, di assumere  la
  seguente nuova denominazione:  Democrazia Cristiana .

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli   colleghi,  il  termine  per  la  presentazione   degli
  emendamenti  vi  ricordo  che  è fissato  a  domani,  mercoledì  28
  dicembre 2022, alle 11.00.
   La seduta è rinviata a domani alle ore 15.00

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca,  vuole  intervenire   ai   sensi
  dell'articolo 83?

   DE LUCA ANTONINO. No, per fatto personale.

   PRESIDENTE.  No, per fatto personale, non c'è  non c'è  il  fatto.
  Onorevole  De  Luca, no, se vuole intervenire come ex articolo  83.
  Onorevole De Luca, se continuiamo il dibattito, le tolgo la parola.
   Colleghi, il passaggio all'esame degli articoli lo faremo domani.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti a parlare, ai sensi dell'articolo  83,
  comma 2, del Regolamento interno, gli onorevoli De Luca Antonino  e
  Figuccia. Vi tolgo la parola se andiamo fuori ex articolo 83.

   DE LUCA ANTONINO. No, signor Presidente, però, ricordi che in quel
  ruolo, Presidente Di Paola, deve tutelare le opposizioni, non se lo
  scordi
   In  questo  caso mi rivolgo, visto che i termini ce lo consentono,
  al collega avvocato Falcone rappresentandogli un fatto. Anche se  è
  un'Aula questa non è un'Aula di Tribunale in cui le è consentito di
  utilizzare  una  sentenza  a  suo uso e consumo  dimenticandosi  di
  quello   che  dice  dopo  la  sentenza,  perché  la  stessa   Corte
  Costituzionale, con sentenza successiva, le ha detto "cara  Regione
  siciliana,  ti  siedi con lo Stato..."  scusate,  colleghi,  "...ti
  siedi con lo Stato...".

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, si avvii alla conclusione.

   DE  LUCA  ANTONINO "...e stabilisci un tavolo tecnico  in  cui  si
  stabilisce quanto lo Stato ti deve dare".
   Allora, siccome lei era in Giunta col precedente Governo, conti in
  Commissione Bilancio gli atti del tavolo tecnico e vediamo se siete
  usciti  a  zero  o  se  in quell'accordo che avete  firmato  il  16
  dicembre  avete  rinunciato a qualcosa. Vediamo se avete  fatto  il
  vostro mestiere bene o se l'avete fatto male e poi...

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Onorevole Figuccia, vuole intervenire? Rinuncia? Grazie.
   Vi ricordo che il termine per la presentazione degli emendamenti è
  fissato a domani, mercoledì 28 dicembre 2022, alle ore 11.00.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  28
  dicembre 2022, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 17.42 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                         I SESSIONE ORDINARIA


                          13a SEDUTA PUBBLICA

                Mercoledì 28 dicembre 2022 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

       I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

     -     Disposizioni finanziarie discendenti dalla decisione della
       Corte dei conti del 3 dicembre 2022 sul rendiconto generale della
       Regione per l'esercizio finanziario 2020  (n. 226/A) (Seguito)

         Relatore: on. Daidone

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio