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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 127 di mercoledì 07 agosto 2024
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.08

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Abbate,  Leanza,  De  Luca
  Cateno,  Lombardo Giuseppe, Sciotto, Laccoto, Geraci  e  Sammartino
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

    Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  che con DPA 769 del 6/8/20241,  l'onorevole
  Salvatore Scuvera è stato nominato componente della III Commissione
  legislativa   permanente  Attività  produttive,   in   sostituzione
  dell'onorevole    Giuseppe    Sebastiano    Catania,     dichiarato
  ineleggibile.

   Sicilia

   Discussione unificata di mozioni, interpellanze ed interrogazioni
         in ordine alla siccità e alla crisi idrica in Sicilia

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  "Discussione  unificata di mozioni, interpellanze ed interrogazioni
  in ordine alla siccità e alla crisi idrica in Sicilia".
   Il  Governo è presente, è presente l'assessore Di Mauro.  Dichiaro
  aperte le iscrizioni sulla discussione generale.


                        Sull'ordine dei lavori

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Presidente,  io intervengo - mi  creda  -  senza  alcuna
  polemica,  assolutamente,  è  un ordine  del  giorno  che  è  stato
  predisposto  dai Capigruppo e dal Presidente dell'Assemblea  quindi
  io  per nulla voglio creare motivi di dissenso, né voglio cavalcare
   tigri populiste, ci mancherebbe.
   Noi  abbiamo  un  argomento importantissimo da  affrontare  che  è
  quello  della siccità, quindi l'Assemblea si sta riunendo  per  una
  questione  che è vitale nelle nostre comunità però, Presidente,  io
  mi  permetto di dire che si era accennato al fatto che  si  potesse
  anche aggiungere qualcosa a questo ordine del giorno. Mi pare che a
  volte non si tenga conto di quello che avviene nelle dinamiche  non
  solo locali ma che vanno oltre il confine della Sicilia.
   Io  penso  che  innanzitutto noi che siamo  stati  uno  dei  pochi
  Parlamenti  ad  aver  fatto un ordine del  giorno  sui  temi  della
  guerra,  sul  dramma che vivono alcune comunità che sono  veramente
  martoriate: la Palestina ma anche Israele, altri luoghi  del  Medio
  Oriente,  cioè  rispetto a questo tema c'è  nel  panorama  politico
  internazionale un accanirsi, un'accelerazione di alcuni processi.
   A  me pare che quest'Assemblea avrebbe dovuto tener conto anche di
  tutto  ciò,  non  è che noi viviamo fuori dal mondo,  siamo  stati,
  ripeto,  uno  dei  pochi  Parlamenti ad aver  dato  una  linea,  un
  contributo,  non solo ma abbiamo avuto un appello sentito  motivato
  dal  nostro  Papa, da Papa Francesco, che non può  essere  lasciato
  solo.
   Mi  sarei  aspettato  un intervento significativo  del  Parlamento
  europeo, del Parlamento nazionale, noi abbiamo la necessità di dire
  la   nostra  parola,  perché  se  non  si  muove  la  comunità,  le
  Istituzioni  stanno su questo tema non facendo  la  parte  fino  in
  fondo, quindi io pongo questo tema.
   Aggiungo che si era parlato di un'altra questione: quella di dover
  discutere  del  regionalismo differenziato. Non lo abbiamo  chiesto
  solo noi, ci sono state altre forze politiche, altri movimenti  che
  hanno   sollecitato   questo  tema,  hanno   posto   all'attenzione
  dell'opinione pubblica. Noi stiamo facendo una raccolta di firme ma
  io non voglio piegare l'argomento alla strumentalità di un partito,
  è  un  tema sentito dai siciliani,  ripeto, tanto è vero che  altre
  forze  politiche hanno fatto delle dichiarazioni in tal senso:  c'è
  l'esponente e Presidente della Regione Calabria che ha chiesto  una
  moratoria  eppur  di Forza Italia, mi pare, quindi  anche  lui  del
  centrodestra,  però quest'Assemblea che avrebbe  dovuto  discutere,
  ne discutete infine, Presidente - e concludo, le chiedo scusa se ho
  preso   troppo  tempo  -  l'opinione  pubblica  nazionale  è  stata
  pesantemente toccata da alcune notizie di - tra virgolette - pseudo
  malasanità.
   Io   ho   fatto  insieme  al  collega  Leanza  una  richiesta   di
  convocazione della Commissione, ho chiesto al Presidente  che  oggi
  vedo  in  congedo, non abbiamo avuto neanche risposta, quanto  meno
  una  risposta,  si  dica:  "guardate che non  possiamo  riunire  la
  Commissione   per   questo  motivo ".  Noi   abbiamo   chiesto   la
  convocazione perché pensiamo che l'indirizzo che ha dato  anche  il
  Governo,   Presidente,  sia  veramente  discutibile.  Siamo   nelle
  condizioni  di  dover sottolineare che l'importante  è  trovare  un
  capro  espiatorio  rispetto  ad alcuni temi  che  invece  avrebbero
  dovuto   portare   ad   un   approfondimento   tecnico-scientifico,
  Presidente.
   Io  ho  letto, ho cercato di informarmi anche perché  ho  ricevuto
  telefonate  di persone fuori dalla Sicilia: "ma come mai  ingessato
  col  cartone"?  Non  è  vero, quello è  il  tentativo  di  bloccare
  temporaneamente perché dopo che c'è un trauma, specie una frattura,
  c'è un edema e quindi non si può subito ingessare, la necessità  di
  aspettare  che  venga riassorbito - c'è qui il collega  Gilistro  -
  l'edema  e  poi  si può ingessare. Invece, mi pare che  ci  sia  la
  ricerca  subito  del  fatto,  in una certa  maniera,  e  poi  della
  strumentalizzazione.
   Io  non dico che non ci sia la necessità di perfezionare al meglio
  alcune  metodiche, alcune linee guida e anche il materiale  che  va
  utilizzato in alcune cose, però c'è modo e modo di porre e anche di
  criticare  perché  la questione bisogna metterla  al  centro  nella
  maniera   giusta.   Così  come,  invece,  c'è  la   vicenda   della
  cardiochirurgia   che  ci  fa  esprimere  una  cosa   fondamentale,
  Presidente. La Cardiochirurgia, noi con tutto il rispetto di quello
  che avviene a Palermo, diciamo subito, lo diciamo con fermezza, non
  si  tocchi  quella di Taormina che conferma che è necessario  avere
  delle Cardiochirurgie pediatriche nelle nostre comunità.
   Non  si  tocchi,  perché riaffermo una cosa,  che  lei  ha  voluto
  sottolineare: la prossimità. La prossimità è fondamentale e  quindi
  colgo  l'occasione, visto che c'è stato un tema che ha  interessato
  l'opinione  pubblica,  per  ribadire che sulla  Cardiochirurgia  di
  Taormina  noi non faremo alcun passo indietro, la difenderemo  fino
  alla fine.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   Le  rispondo dicendo che, ovviamente, molte delle tematiche da lei
  sollevate  vedremo di approfondirle nella prossima  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Ci  tengo  a  precisare  che sull'autonomia differenziata  c'è  la
  richiesta,  che  è  stata  fatta  da  più  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari, di un'Aula monotematica, c'è l'impegno da parte della
  Presidenza,   ma  anche  da  parte  del  Governo,  di   vedere   di
  calendarizzare  quanto prima, con la presenza  ovviamente  in  base
  alla disponibilità e agli impegni del Presidente della Regione,  in
  maniera  tale  che  si  possa fare un dibattito  anche  di  livello
  importante all'interno di quest'Aula.

   MARANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Marano,  sull'ordine  dei  lavori  e  poi
  iniziamo la discussione.
   Ne ha facoltà.

   MARANO.  Sì, Presidente, però io vorrei evidenziare una cosa.  Lei
  ha  detto una parola chiave in questo momento  dibattito di livello
  importante .
   Io  dico,  in  quest'Aula, oggi stiamo parlando  di  siccità,  c'è
  l'assessore  Di  Mauro, vabbè, che è l'assessore la cui  competenza
  chiaramente  è  chiara  ma, dico, non è  che  il  problema  è  solo
  dell'assessore Di Mauro. Siamo quattro gatti in Aula, il Presidente
  Schifani non c'è - a questo ci siamo già abituati - l'assessore per
  l'agricoltura, dico, la crisi idrica crea danno anche  al  comparto
  agricolo, magari parlarne tutti insieme.
   Cioè, il dibattito parlamentare dovrebbe essere un momento in  cui
  si  discute  in  maniera  costruttiva delle varie  problematiche  e
  magari  ascoltare  parlamentari e  dire  "va  bene",  magari  nasce
  qualche soluzione, nasce qualche idea, parliamone, discutiamone.  A
  Catania si dice "io me la canto, io me la suono".
   Noi   oggi   qua  interveniamo,  c'è  l'assessore  Di  Mauro,   la
  ringraziamo  per  essere  qui, ma non è un  dibattito  che  ha  una
  dignità.
   Di che dobbiamo parlare?
   Qua devono esserci tutti quanti i membri del Governo perché c'è un
  tema  che  è  gravissimo.  Oggi stiamo  per  affrontare  la  guerra
  dell'acqua, c'è una crisi idrica che è gravissima. Ma che  dobbiamo
  fare? Con chi dobbiamo parlarne?
   Con  tutto  il rispetto per la storia di Di Mauro, che  è  qui  in
  Aula,  ma  è  davvero  avvilente fare  il  parlamentare  in  questo
  Parlamento, Presidente.

   PRESIDENTE.   Collega  Marano,  noi  stiamo  dando  seguito   alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che si  è  tenuta
  la  scorsa  settimana. Nella scorsa settimana,  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, si è chiesto  al  Governo  la
  disponibilità  da parte dell'assessore Di Mauro, che ha  competenza
  per quanto riguarda le tematiche inerenti alla siccità. L'Assessore
  Di  Mauro ha dato disponibilità per la giornata di oggi pomeriggio,
  a mio modo di vedere, ma credo così come stabilito nella Conferenza
  dei   Capigruppo,  è  giusto  procedere  con  un'Aula  considerando
  l'emergenza della tematica e quindi il dibattito è giusto che  vada
  avviato.

   MARANO.    E'    questione    di    responsabilità,    Presidente,
  responsabilità

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  La  Vardera,  anche  lei  sull'ordine  dei
  lavori.  Ne ha facoltà. Poi avviamo il dibattito, perché  di  fatto
  stiamo sulla tematica.

   LA  VARDERA. Presidente, onorevoli colleghi, Assessore  Di  Mauro,
   Sud  Chiama Nord  annuncia l'assenza alla discussione in Aula  per
  la  mozione sulla siccità. Il movimento  Sud Chiama Nord   comunica
  ufficialmente  che  non  parteciperà  alla  discussione   in   Aula
  riguardante  la  mozione  sulla  siccità.  La  nostra  decisione  è
  motivata  dall'assenza  del  Presidente  della  Regione  siciliana,
  Renato   Schifani,  che  riteniamo  indispensabile  per  affrontare
  adeguatamente  questo tema cruciale. In Sicilia i sindaci  sono  in
  trincea,  vittime di una gestione inadeguata da parte  del  Governo
  regionale.  Il Governo Musumeci prima e quello Schifani adesso  non
  hanno   fatto  nulla  per  contrastare  la  siccità  e   ha   perso
  finanziamenti  vitali  per il settore. Ricordiamoci  il  fallimento
  delle  ATI  idriche, che non sono riusciti ad affidare il  servizio
  idrico integrato a Catania, Messina, Trapani e Siracusa che non  ha
  permesso,  oltre  a  una  gestione efficiente,  la  possibilità  di
  attingere  a  fondi extrabilancio per i lavori sulle perdite  delle
  reti  idriche,  pozzi  e captazioni. Altro fallimento  riguarda  la
  perdita di fondi PNRR per 430 milioni di euro sui fondi per le reti
  irrigue  (31  progetti su 31 bocciati) nel settore agricolo;  altro
  plateale fallimento per un ulteriore fondo di circa 700 milioni  di
  euro    a    valere   sui   fondi   PNRR   per   il   potenziamento
  dell'approvvigionamento  idrico  ad  uso  potabile  per  le  civili
  abitazioni,  di  cui  il Presidente Musumeci  ne  è  stato  autore.
  Gestione   fallimentare   anche  dei  fondi   extrabilancio   della
  Programmazione  2014-2020 e 2021-2027 dei 6.3  miliardi  degli  FSC
  2021-2027,  solo  77  milioni di euro  sono  stati  assegnati  alla
  ristrutturazione di reti idriche e nuovi approvvigionamenti, di cui
  40 milioni solo per Agrigento, la sua provincia, Assessore, a parte
  i  90 milioni per i dissalatori che saranno fondi persi perché  non
  si potranno riavviare e servirà demolirli.
   Quindi  la  Regione  siciliana  - concludendo  -  sta  affrontando
  un'emergenza  idrica senza precedenti con soli 20  milioni  dati  a
  Schifani  quale Commissario per emergenza idrica e pochi  spiccioli
  agli  amici  degli  FSC 2021-2027, mentre 1.9 miliardi  sono  stati
  strappati  per  il  Ponte  sullo Stretto  e  800  milioni  per  due
  inceneritori  di  rifiuti,  altro  fallimento  di  questo   e   del
  precedente Governo regionale.
   Inoltre  la Regione è rimasta senza un Assessore per l'agricoltura
  nei  mesi  più difficili dell'emergenza, un ruolo che  Schifani  ha
  tenuto  in  standby  per usarlo come merce di scambio  politico  in
  vista delle elezioni europee.
   La   presenza  dell'ologramma  dell'Assessore  Di  Mauro   non   è
  sufficiente.  Chiediamo che il Presidente Schifani si  presenti  in
  Aula   per   assumersi  le  proprie  responsabilità  e   affrontare
  direttamente  le  problematiche che affliggono la  nostra  Regione.
   Sud  Chiama  Nord ,  che  io  qui oggi  rappresento,  non  intende
  affrontare  questo  argomento  senza  la  presenza  del  Presidente
  Schifani  in Aula che ricordiamo ha tenuto per sé anche  la  delega
  per  la  programmazione  dei  fondi e  su  questo  tema  ha  sempre
  rifuggito il confronto a quest'Aula, non ha potuto mai evitare  non
  soltanto le informazioni che volevamo ma anche la soddisfazione  di
  un confronto con il Governo regionale.
   Riteniamo,  infine,  che solo con la sua partecipazione  si  possa
  garantire  un dibattito serio e concreto sulle soluzioni necessarie
  per contrastare la siccità e sostenere i nostri agricoltori.
   Concludo,  caro  Assessore, raccontando  un'esperienza  personale:
  diversi  parenti che arrivano dalla Germania e che hanno deciso  di
  emigrare  in Germania, addirittura il Ministero degli Esteri  della
  Germania  manda i messaggi ai concittadini tedeschi, dicendo:  "Non
  andate in Sicilia perché non c'è acqua".
   Stiamo  facendo  una  figura imbarazzante  in  tutto  il  mondo  e
  addirittura  il turismo, e qui vedo l'Assessore Amata, presente  in
  Aula, sta avendo delle ricadute bestiali e pazzesche.
   Questo  Governo, in continuità con quello di Musumeci, rappresenta
  il  fallimento  dei  siciliani  Abbiate il coraggio  finalmente  di
  guardare  in  faccia  la realtà e di dare a questa  Terra  ciò  che
  merita,  perché un popolo senza acqua purtroppo è un popolo  a  cui
  viene  tolta la dignità di vivere, di sopravvivere nella  terra  in
  cui si è nati. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Varrica ha  chiesto  congedo
  per la giornata odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Colleghi, se interveniamo sulla tematica, per piacere, non  stiamo
  intervenendo  sull'ordine  dei lavori,  stiamo  intervenendo  sulla
  discussione generale per quanto riguarda il tema siccità.

                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA ANTONINO. E' corretto, Presidente,  infatti non interverrò
  sulla  tematica  ma  credo  che  anche  nel  ruolo  sia  importante
  stigmatizzare  il  momento e le assenze perché  io  non  credo  che
  quando in Conferenza dei Capigruppo abbiamo chiesto con forza  alle
  opposizioni  di  realizzare un momento di dibattito  sull'emergenza
  siccità questo significasse che siccome l'Assessore Di Mauro  è  il
  titolare della delega diretta allora è sufficiente affinché  questo
  dibattito  si  svolga in maniera corretta la sua  sola  e  semplice
  presenza  perché io credo e, vorrei che qualcuno desse  conferma  o
  meno, che il problema della siccità è un problema che investe tutti
  i  Gruppi  parlamentari,  tutto il Governo   e  tutti  i  cittadini
  siciliani.  Perché  è  un  problema che si  riflette  sul  turismo,
  infatti  c'è  l'Assessore al Turismo, è un  problema  che  riguarda
  acqua  e rifiuti infatti c'è l'Assessore per le acque e rifiuti  ma
  credo  che  sia un problema che riguarda innanzitutto il Presidente
  della   Regione  che  al  momento  non  c'è.   Credo  che  riguardi
  l'agricoltura  e  quindi  l'Assessore per l'Agricoltura  che  credo
  dovrebbe  esserci  e  invece non c'è. Credo  che  sia  un  problema
  sanitario  e  quindi  vorrebbe che ci fosse  anche  la  Presidenza,
  l'Assessore  alla  sanità  e così via dicendo.  Invece  il  Governo
  sembra    dobbiamo  fare  quest'Aula,  mando  uno,  due  Assessori,
  l'Assessore che ha la delega competente e finisce lì .
   L'Aula è per tre quarti deserta al netto poi delle motivazioni che
  può  portare  ogni  Gruppo per giustificare la  sua  assenza,  però
  quello  che manca è esattamente quella che è la linfa del dibattito
  parlamentare  e  quindi  un  numero di  parlamentari  adeguato  che
  dovrebbe vedere l'interessamento delle Commissioni competenti,  dei
  Presidenti  di  Commissioni competenti, di tutti gli Assessori  del
  Governo,  dei  Capigruppo e così via. Non è un'Aula  chiesta  tanto
  perché  si deve fare perché questo messaggio sta passando guardando
  i  banchi  del  Governo vuoti. Si deve fare,  va  bene  facciamola,
  sbrighiamoci il prima possibile, togliamoci l'argomento  tanto  poi
  agosto va avanti e la gente penserà a farsi le ferie.
   Allora,  Presidente, io credo che sia giusto e doveroso  da  parte
  nostra  stigmatizzare e lasciare agli atti quello che  ritengo  che
  sia un comportamento poco consono alla dignità di questo Parlamento
  e  all'importanza di questo argomento che sta investendo in maniera
  drammatica  la vita di tutti i siciliani. Ci sono città  che  hanno
  l'acqua  in  casa  una volta ogni venti giorni,  ci  sono  esercizi
  commerciali  che hanno difficoltà o che preparano, che svolgono  il
  loro  lavoro  con enorme difficoltà, c'è un aumento dei  costi  non
  indifferente sia per i comuni sia per gli imprenditori.
   Tutto questo viene trattato con una certa sufficienza, ci dovrebbe
  essere  l'Assessore alle attività produttive perché ci  sono  tante
  imprese  che  hanno  difficoltà in questo momento  perché  non  c'è
  l'acqua, è un problema di incendi che correlato anche agli  incendi
  il  fatto  che  non  abbiamo riserve idriche a  sufficienza,  è  un
  problema di dissesto idrogeologico.
   Allora  credo  che  veramente  si commenti  da  sé  vedere  questa
  desolazione  con  la  sola presenza degli Assessori  al  turismo  e
  all'acqua e rifiuti.
   Presidente, che resti agli atti e che sia comunicato a  tutti  gli
  assessorati  e al Presidente della Regione che era dato  aspettarsi
  poco  ma non trovare neppure quello è veramente sintomatico di come
  questo  Governo ha riguardo al Parlamento e alla vita  di  tutti  i
  siciliani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.

   Sicilia

   Discussione unificata di mozioni, interpellanze ed interrogazioni
         in ordine alla siccità e alla crisi idrica in Sicilia

   PRESIDENTE. Iniziamo con la discussione degli atti presentati  dai
  vari Gruppi e dai vari parlamentari.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Grazie,  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  ovviamente  chi mi ha preceduto dei colleghi, parlando  sull'ordine
  dei  lavori, ha tutto il diritto di lamentare quella che è  la  non
  presenza, Presidente, del Governo in Aula, al di là della  presenza
  dell'assessore  Di Mauro o dell'assessore Amata. Però,  Presidente,
  mi sarei aspettato, dopo settimane e mesi sulla discussione che noi
  più  volte  abbiamo  richiesto - e poco fa il mio  collega  Burtone
  parlava  di  un altro argomento, per noi fondamentale ed importante
  per  questa  nostra  Regione, quello dell'autonomia  differenziata,
  quasi  come  un  regalo, una concessione - ci è stata  concessa  la
  possibilità  soltanto giorno 7 di agosto, dopo  mozioni,  che  oggi
  discutiamo,  di  cui  addirittura due del Gruppo  parlamentare  del
  Partito  Democratico presentate il 15 di gennaio  su  un  tema  che
  riguardava  la  siccità,  che dopo mesi la  sensibilità  di  questo
  Governo  regionale, su un tema così dirimente e importante, venisse
  svolta il 7 di agosto.
   Abbiamo  acconsentito, come forze di opposizione, all'espletamento
  di  tutti  i  lavori,  perché  abbiamo ritenuto  che  era  corretto
  arrivare  a  quelle  che erano le emergenze con  le  variazioni  di
  bilancio.   E  altresì  abbiamo  permesso,  dentro  i   testi,   di
  intervenire su argomenti che hanno un riverbero proprio  su  quello
  che  la  siccità  sta procurando agli allevamenti, alla  zootecnia,
  all'agricoltura, mettendo dentro anche delle norme che  hanno  dato
  contributi,  sicuramente non bastevoli; ma di fatto le  opposizioni
  hanno  lavorato per potere incrementare le somme che questo Governo
  regionale  -  mi  consenta  di dire - non  aveva  assolutamente  la
  lungimiranza  e  la  volontà di mettere somme  che  potessero  dare
  qualche ristoro.
   Bene,  signor Presidente, noi oggi ci accingiamo ad affrontare  il
  tema della siccità e la non presenza di Schifani in Aula - che fino
  a  ieri l'altro era il detentore della delega all'agricoltura,  con
  la  nomina  di  ieri  del nuovo Assessore con giuramento  -  mi  fa
  comprendere qual è il reale interesse - tranne qualche articolo  di
  giornale  slogan  -  da  parte di questo  Governo  regionale  e  le
  risoluzioni che pongono su un tema così importante, che  si  chiama
  siccità.
   Perché  è  vero, Presidente, che noi siamo di fronte ad un  cambio
  climatico importante. È vero che questo Governo, più volte, e anche
  quest'Aula lo ha sottolineato e detto - e se l'assessore  Di  Mauro
  mi  ascoltasse, dato che lui oggi ha la delega su acqua e  rifiuti,
  sarebbe cosa gradita - ... è vero lo abbiamo più volte detto,  però
  la sensibilità non c'è stata, perché l'Europa ne parla da anni. Noi
  ci  ritroviamo,  oggi,  in Europa, partiti  che  compongono  questa
  maggioranza   di  Governo  a  non  essere  nemmeno  rappresentativi
  nell'Europa stessa, per dare una mano alla nostra Nazione.
   È  vero che questo Governo vorrebbe nascondersi sul problema della
  desertificazione.  Lo  abbiamo  detto,  è  vero,  c'è  un  problema
  importante.  È  vero  che noi in questi mesi,  più  volte,  abbiamo
  sottolineato - e mi fa piacere che c'è l'assessore Aricò, che forse
  magari,  rispetto  a qualcuno nella Giunta, ha una  velocità  anche
  rispetto a quelle che sono le crisi e ha firmato con i Prefetti  un
  documento  che  avvalora  e che velocizza le  procedure,  e  questo
  glielo  riconosco  -  è vero che noi nei mesi abbiamo  detto,  caro
  assessore  Di Mauro, lei che è il detentore delle reti  idriche  in
  Sicilia,  che  c'è il 42 per cento delle perdite. È  vero  che  noi
  abbiamo una grande difficoltà nella spesa amministrativa.
   E  sono vere tante altre cose. Però una cosa è vera, assessore  Di
  Mauro,  considerato che oggi è lei colui al quale noi parlamentari,
  il  giorno 7 di agosto, dobbiamo rivolgerci per parlare di un  tema
  abbastanza importante che è quello della siccità.
   E'  vero  che questo Governo regionale ha dormito ha nicchiato,  e
  che  oggi  propone, attraverso slogan e riunioni che si  fanno  con
  operatori  e con gli amministratori, per potere dire che  forse  la
  risoluzione dei problemi della siccità sono quella dei dissalatori,
  quella  di  aumentare le autobotti, quello di dire  ai  comuni  che
  abbiamo  una  procedura sulle autobotti. E  poi,  invece,  senti  i
  sindaci che per le autobotti ci vogliono 180 giorni.
   E  allora,  Presidente  Di Paola, io davvero  ritengo  che  questo
  Governo regionale oggi dovrebbe, nella sua interezza, ammettere che
  su un altro argomento, che ormai da diversi anni essendo un Governo
  che  governa la Sicilia, ha fallito. Anche perché poi ci ritroviamo
  a fare la guerra dei poveri, e mi dispiace l'assenza del Presidente
  della  Regione,  fino  a  ieri l'altro,  ma  adesso  dell'assessore
  all'agricoltura.
   Perché  poi  abbiamo gli agricoltori che litigano sulla turnazione
  dell'acqua, tra l'approvvigionamento della diga del Lago Arancio  o
  della  diga Gargia, come è accaduto qualche giorno fa, in provincia
  di  Agrigento,  dove noi abbiamo l'assessore di  riferimento,  dove
  tutto  funziona,  dove tutto sta funzionando  dal  punto  di  vista
  idrico.  Perché l'assessore Di Mauro dovrebbe spiegare a quest'Aula
  che  il  modello agrigentino, dato che sta funzionando, lo dovrebbe
  esportare in tutta la Sicilia
   Ebbene  sì,  Presidente  Di  Paola.  Fino  a  qualche  giorno   fa
  l'assessore  Di  Mauro, che si dovrebbe occupare della  risoluzione
  dei problemi, si occupa invece di quello che sono gli organi in cui
  si  vanno a votare la Presidenza dell'ATI, dove ovviamente  c'è  la
  società  consortile AICA che gestisce l'acqua. E allora  Presidente
  Di  Mauro, considerando che lei detiene tutte queste cose ATI, AICA
  io quello che le chiedo, considerando che ci sono nostri sindaci  e
  comunque noi sappiamo un percorso, la prima cosa che dovrebbe fare,
  Assessore, con un sussulto d'orgoglio partendo dalla sua Provincia,
  inizi  ad azzerare quello che non funziona, cioè AICA. Perché AICA,
  in questo momento, oltre ai disservizi che sta dando nella comunità
  agrigentina,  è  davvero  un  dramma e  dovrebbe  lei  intervenire,
  assessore  Di Mauro, azzerando tutto quello che ha messo attraverso
  la politica.
   E  oggi  io, da quest'Aula, glielo voglio dire perché sa  io  sono
  abituato, in forma schietta, a dire le cose come le penso.  E  noi,
  fino  a  qualche  giorno fa, guardi fino ad oggi,  fino  a  qualche
  giorno fa, abbiamo avuto una protesta, che mi vede vicino e leale a
  sostenerla,  sui  cittadini  che si  ribellano  a  quello  che  sta
  avvenendo  -  lo dico per la provincia di Agrigento, per  dirla  su
  tutte  le altre province - perché non è normale che tremila persone
  vanno a protestare  Non è normale, assessore Di Mauro  C'è qualcosa
  che non funziona, e lei dovrebbe immediatamente prendere subito  la
  possibilità  di  capire quello che non funziona, partendo  dal  suo
  assessorato stesso, assessore Di Mauro.
   E lo dico perché, strumentalmente Presidente Di Paola, se qualcuno
  volesse  polemizzare,  in  queste ore, con  quello  che  il  gruppo
  parlamentare del Partito democratico che più volte, in  quest'aula,
  con  forza  ha  richiesto  la  presenza  del  Governo,  per  potere
  dibattere  di  un  tema straordinariamente importante  come  quello
  della  siccità, che porta davvero una regione in ginocchio, non  ci
  basta  che  il Presidente della Regione dica che ci sono  le  false
  notizie,  da parte di chi vuole scoraggiare i turisti a  venire  in
  Sicilia   Perché  è  reale   Non è possibile  che  i  comuni  hanno
  turnazioni,  ogni dieci giorni, di acqua  Non è possibile  che  noi
  abbiamo  comuni  come  Cammarata, con trentamila  capi,  che  hanno
  difficoltà  per le cose più semplici che sono quelle di poter  dare
  l'acqua  agli animali e sono queste le cose che ci portano a  dover
  dire che questo Governo regionale è fallimentare.
   E'  fallimentare su tutto ciò che è l'impianto di un tema  davvero
  drammatico  che  è  quello della siccità e, allora,  Presidente  Di
  Paola  concludo. Io, davvero, le dico che questo Governo  regionale
  farebbe bene non a pensare con slogan o con idee approssimative  ma
  farebbe bene a mettere la concretezza perché non pensare, assessore
  Di  Mauro,  io  più  di  un  mese fa sono  venuto  da  lei  a  dire
  utilizziamole le acque reflue attraverso un sistema di depurazione,
  costa  centomila euro. Mettiamo quella idea di depurare  per  poter
  irrigare  i territori e poi, come Gruppo parlamentare, noi  qualche
  settimana  fa, il mio collega Burtone mi osserva, lo  abbiamo  pure
  fatto.
   Non  è vero che la Sicilia è senz'acqua, addirittura ci sono degli
  studi   sui   Monti  iblei,  abbiamo  presentato  l'interrogazione:
  centosettanta chilometri, l'università di Malta parla di giacimenti
  di  acqua  sottosuolo  e, in più, ci sono tantissime  sorgenti  con
  sindaci delle Madonie, delle zone montane, che mi dicono 'onorevole
  Catanzaro,  lo  sa  chi  sono i nostri migliori  suggeritori  delle
  sorgive?  I pastori, la gente che va a raccogliere funghi  .
   Perché noi abbiamo tantissimi giacimenti e questo, caro Presidente
  Di  Paola,  dimostra  il  fatto  che  questo  Governo  regionale  è
  scollegato  con  la  comunità  e con i  cittadini.  Questo  Governo
  regionale  è arrivato in ritardo nel periodo d'agosto. Si,  non  ha
  piovuto,  è  vero  abbiamo una mancanza d'acqua ma  questo  Governo
  regionale  è  vero che non ha visione e nemmeno è  lungimirante  in
  prospettiva,  e  lo dico ai miei colleghi di maggioranza,  lo  dico
  anche  a loro perché io non so come loro fanno ogni volta a tornare
  sui  territori  e giustificare l'assenza totale di  questo  Governo
  regionale.

                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori.
  Premesso  che  le  questioni  che  diceva  per  ultimo  il  collega
  Catanzaro,  il  mio capogruppo, è chiaro che fanno parte  -  scusi,
  almeno  il  rispetto per l'Aula, siamo quattro gatti, eventualmente
  gli  mandi un WhatsApp se vi parlate attraverso il telefono  -   è'
  chiaro  che in quest'Aula oggi tutti noi rappresentiamo una rabbia,
  ed  è  la rabbia dell'impotenza. io credo che anche per capire  che
  tipo  di  lavori  dobbiamo fare, perché c'è  chi  annuncia  di  non
  partecipare, il Governo ce n'è una parte, non c'è il Presidente.
   Ma  partiamo  con  un  ordine:  il  Governo  che  è  presente  con
  l'assessore, con uno degli assessori al ramo, anche se la questione
  della  siccità  non  riguarda  soltanto  l'assessore  Di  Mauro  ma
  riguarda l'agricoltura, riguarda il turismo, riguardo la Sicilia ci
  dica,  prima  di  tutto, prima di cominciare un dibattito  a  ruota
  libera  come  si sta e cosa si sta pensando di fare per affrontare,
  da  un  lato l'emergenza, ma per affrontare i nodi strutturali  che
  questa  Regione  ha  da decenni sul tema dell'approvvigionamento  e
  della distribuzione delle risorse idriche.
   Perché  se  non diamo anche un ordine alla discussione,  rischiamo
  che  tutti partecipiamo a un rito sapendo che c'è una Sicilia  e  i
  siciliani  che  ci  guardano, quei pochi o  molti  non  lo  so,  si
  aspettano di capire rispetto ai problemi che ci sono quali sono  le
  risposte  della  politica, delle istituzioni.  Ecco  perché  io  le
  chiedo,   presidente,  di  chiedere  al  governo  ancor  prima   di
  sbizzarrirci su un dibattito che è, evidente, segnato da  rabbia  e
  anche  da  molta disperazione di provare a dare un ordine a  questo
  confronto per capire se ci sono, se siamo nelle condizioni  di  far
  fare  un  passo in avanti e soprattutto per informare  i  siciliani
  sullo stato delle cose reali.
   Ecco,   perché   le   chiedo  di  dare  la   parola   innanzitutto
  all'assessore  Di  Mauro  e  poi - se vorranno  anche  per  i  dati
  connessi  alle  proprie competenze - anche agli altri  assessori  e
  fare un dibattito ordinato.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, accolgo la sua richiesta e chiedo
  al  Governo  -  ovviamente poi avrà la possibilità  di  intervenire
  anche  al  termine della discussione - e all'assessore Di Mauro  se
  vuole  introdurre  sulla tematica, dando un minimo  di  discussione
  iniziale da parte del Governo nei confronti dell'Aula, riservandosi
  ovviamente a fine di discussione e a fine degli interventi  che  ci
  saranno poi dai colleghi in Aula, un ulteriore intervento finale.
   Ha facoltà di intervenire l'Assessore Di Mauro, ne ha facoltà.

   Discussione unificata di mozioni, interpellanze ed interrogazioni
         in ordine alla siccità e alla crisi idrica in Sicilia

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Per prassi consolidata, onorevole Cracolici, si inizia  la
  discussione con lo sviluppo delle mozioni, cioè con gli  interventi
  di  coloro  i  quali  hanno  presentato le  mozioni,  che  vogliono
  illustrarla per una discussione rispetto alla quale poi  ovviamente
  si aprirà un dibattito.
   Tuttavia,    se   i   colleghi   rinunciano   alla   presentazione
  dell'illustrazione della mozione, passo ad una mia relazione -  che
  ho  preparato  ovviamente abbastanza complessa e  lunga  -  che  ho
  scritto  e  che,  a mio parere, per renderla completa  va  soltanto
  letta.
   I  cambiamenti climatici, uniti ad altri fattori strutturali, sono
  alla  base  della  più  grave emergenza per  siccità  degli  ultimi
  decenni.
   La  scarsità  delle  precipitazioni  pluviometriche  nelle  ultime
  stagioni,  autunnale ed invernale, che si sono ridotte del  45  per
  cento  rispetto allo stesso periodo del 2023, ha determinato -  tra
  l'altro  - una rilevante riduzione dei deflussi idrici superficiali
  nonché la mancata ricarica delle falde e conseguentemente un'esigua
  disponibilità di acqua negli invasi, nelle falde idriche.
   A  questo  fenomeno, vanno aggiunte le alte temperature  sopra  la
  media  per gran parte dell'anno che hanno aggravato lo stato  delle
  riserve  idriche  superficiali che soffrono, oltre  al  deficit  di
  precipitazione di elevata evapotraspirazione.
   La  carenza  di risorse idriche investe ormai l'intero  territorio
  regionale  e,  dunque,  si  caratterizza  come  elemento  di  crisi
  attualmente   riscontrato  in  tutte  le  province  della   Regione
  siciliana.
     A  vantaggio di una trattazione sistemica dell'argomento, appare
  opportuno  inquadrare  brevemente  le  prerogative  che  la   norma
  attribuisce   ai  vari  soggetti  istituzionali   in   materia   di
  organizzazione  della governance, del servizio idrico  integrato  e
  dell'affidamento della gestione unica e quanto, in questo senso,  è
  stato   sviluppato  insieme  all'Assessorato  Energia,  a   partire
  dall'insediamento dell'attuale Governo regionale.
   In  base all'articolo 149 del decreto legislativo 151 del 2006, la
  competenza  sull'organizzazione della  governance  e  l'affidamento
  della gestione del servizio idrico integrato è affidato all'ente di
  governo  d'ambito territoriale ottimale che vi provvede sulla  base
  di un piano d'ambito che costituisce il documento di programmazione
  tecnico,  economico-finanziario  per  l'espletamento  del  servizio
  gestionale e l'attuazione degli investimenti nell'arco temporale di
  affidamento e gestione a gestore unico generalmente un trentennio.
   Come  è  noto,  a norma della legge n. 19 del 2015, il  territorio
  regionale   siciliano  è  suddiviso  in  nove  ambiti  territoriali
  ciascuno   coincidenti  con  i  limiti  geografici  delle  province
  regionali.
   Le  attività  di  regolazione e controllo  di  ciascun  atto  sono
  demandate  ai rispettivi enti di governo dell'ambito che,  a  norma
  della  legge  regionale  19/2015,  in  Sicilia  sono  le  assemblee
  territoriali  idriche costituite dai sindaci dei  comuni  ricadenti
  nell'ambito e presieduta da uno dei sindaci.
   Compito  dell'ATI  è quello di regolare, adottare,  approvare,  il
  piano  d'ambito, scegliere la forma di gestione del servizio idrico
  integrato,  affidare  la  gestione del servizio  idrico  integrato,
  individuare   la   forma   di  gestione   salvaguardata   a   norma
  dell'articolo 147, comma 2 bis del decreto legislativo 152.
   L'espletamento  almeno  di  parte  delle  superiori  incombenze  è
  condizione   necessaria  per  il  raggiungimento  delle  cosiddette
  condizioni  abilitanti cioè il possesso dei  requisiti  minimi  per
  l'accesso alle risorse comunitarie.
   In  questo  quadro attuativo il compito della Regione è quello  di
  sovrintendere e vigilare gli enti di governo d'ambito  e  i  comuni
  affinché  il  processo di riforma organizzativa venga costantemente
  attuato in tempi compatibili per il rispetto dei tempi normativi  e
  l'utilizzo delle risorse specie quelle contaminate.
   In  quest'ottica  la  Regione ha riconosciuto  la  possibilità  di
  attivare dei poteri sostitutivi attraverso i commissariamenti degli
  enti inadempienti.
   All'atto  del  mio  insediamento la  situazione  nei  vari  ambiti
  territoriali   in  tema  di  organizzazione  della   governance   e
  affidamento  di  gestione  è  la  seguente:   due  ambiti  con  Ati
  strutturata  a piano d'ambito approvato e affidamento del  servizio
  integrato  concluso  (Enna e Caltanissetta);  due  ambiti  con  Ati
  strutturate,   aggiornamento  del  piano  d'ambito   in   fase   di
  approvazione  (Vas  in corso e affidamento del  servizio  integrato
  concluso  Palermo  e  Agrigento); un ambito Ati strutturata,  piano
  d'ambito  in  fase  approvazione, Vas in corso  e  affidamento  del
  servizio  idrico in corso (Ragusa); due ambiti con Ati  strutturate
  con  il  piano  d'ambito in fase di approvazione, Vas  in  corso  e
  affidamento   del  servizio  integrato  non  avviato   (Messina   e
  Siracusa);  un  ambito  con  Ati  strutturata  col  piano  d'ambito
  approvato  all'affidamento caratterizzato da un pesante contenzioso
  ancora in essere (Catania); un ambito con Ati non strutturata,  con
  un  piano  d'ambito  in  fase  di  approvazione,  Vas  in  corso  e
  affidamento del servizio idrico integrato non avviato (Trapani).
   Inoltre,  in vari ambiti, anche quelli con gestione già  affidate,
  si  registrava  la  mancata  consegna degli  impianti  e  reti  dai
  precedenti  gestori,  generalmente comuni,  al  gestore  unico  del
  servizio idrico integrato.
   In  questo quadro organizzativo, l'Assessorato ha posto in  essere
  le seguenti principali attività acceleratorie.
   Primo:  la nomina di un commissario ai sensi dell'articolo 14  del
  decreto legislativo n. 115 del 2022 per gli ambiti territoriali  di
  Messina,  Siracusa e Trapani per l'affidamento del servizio  idrico
  integrato  previa adozione degli atti per la scelta del  Governo  e
  dell'eventuale  denominazione societaria. In  atto  sono  in  corso
  delle procedure di affidamento dell'ambito di Messina.
   L'Ati di Siracusa è stato aggiudicato.
   Per  l'ambito  di Trapani l'assenza di una struttura organizzativa
  d'ambito  che  è  stata colmata con l'attività  di  un  commissario
  nominato  per  l'approvazione  dei  bilanci  e  l'affidamento   del
  servizio di tesoreria e la nomina della struttura organizzativa non
  ha  consentito  neppure  di avviare le procedure  per  la  gara  di
  affidamento  del  servizio  a  causa  di  un  piano  economico   in
  disequilibrio.  Pertanto, si è proposta al Ministero  dell'Ambiente
  l'attivazione delle procedure previste dall'articolo 14 del decreto
  legge  n.  115/2022  a carico della Presidenza  del  Consiglio  dei
  Ministri.
   Nomina dei vari commissari ad acta ai sensi dell'articolo 172  del
  decreto  legislativo 152 e dell'articolo 11 della legge n.  19/2005
  n.  19/2008 per il trasferimento di reti di impianti ai gestori del
  servizio   integrato   (Comune  di  Cinisi,  Terrasini,   Borgetto,
  Camastra, Voltano eccetera).
   Nomina  commissario ad acta per l'approvazione e la stipula  della
  convenzione   di  gestione  del  servizio  idrico   integrato   per
  ottemperanza  delle disposizioni contenute nelle sentenze  del  CGA
  della Sicilia ad esito del lunghissimo contenzioso sull'affidamento
  del servizio idrico integrato nel lato catanese.
   Attività  di coordinamento nel completamento le procedure  di  Vas
  sui    piani   d'ambito   delle   Ati   della   Sicilia,   attività
  concretizzatasi con il completamento delle procedure di Vas e degli
  ambiti  di  Ragusa,  Palermo e Messina mentre  risulta  alla  firma
  dell'assessore l'approvazione della Vas dell'ambito di Trapani.
   Dal  quadro delineato della normativa, appare evidente come  tutte
  le  interrogazioni  e  le interpellanze che  hanno  come  contenuto
  l'attività  di  gestione e servizio idrico integrato (interpellanza
  n.   104,  interrogazione  nn.  746,  835  e  1136)  esulano  delle
  competenze   di  questo  Assessorato.  Pur  tuttavia,   sentiti   i
  rispettivi  ambiti territoriali o in assenza dei relativi  gestori,
  si  è  proceduto a riscontrare gli atti ispettivi mediante risposte
  scritte a disposizione degli interroganti alle quali si rimanda per
  una  più  dettagliata informazione, ferma restando la disponibilità
  alla trattazione orale.
   E' un mio personale convincimento che l'individuazione del governo
  del  gestore  unico rappresenta di per sé un valore che  esula  dal
  mero  procedimento amministrativo, assurgendo a fonte del risparmio
  economico grazie anche ad un processo quasi educativo nei confronti
  dell'utenza  che impara a gestire consapevolmente l'utilizzo  della
  risorsa idrica. Sotto altro profilo questo stesso modello affidando
  al  gestore  unico  anche la costruzione e o il  rifacimento  delle
  reti,  comporta inevitabilmente un livello decisamente maggiore  di
  cura del sistema infrastrutturale.
   Entrando   nello  specifico  dell'emergenza  della   società,   va
  sottolineato  che  la  Regione  nelle  sue  diverse  articolazioni,
  insieme  alle  società  di gestione, ha avviato  sin  dal  mese  di
  gennaio  del  corrente anno oltre a un monitoraggio  stretto  della
  risorsa  idrica i possibili interventi di mitigazione  consistenti,
  in particolare, nella riduzione dei prelievi di acqua dagli invasi,
  nel  destinare  tale  riserva di acqua a favore  del  comparto  del
  potabile, nonché successive misure di riduzione dell'acqua  immessa
  nelle reti e nei casi più gravi misure di turnazione.
   Tali  interventi  preventivi e precauzionali di  risparmio  idrico
  hanno  consentito una maggiore durata dell'acqua disponibile  negli
  invasi  e  una  migliore gestione della crisi idrica.  Mozione  61,
  interrogazione...  agli  interventi  precauzionali  si   aggiungono
  quelli  volti ad eseguire interventi urgenti di sistemazione  della
  rete  idrica, come nel caso del Comune di Agrigento, per  il  quale
  sulle  somme già previste verrà chiesto nel corso dell'assestamento
  di    bilancio   un'anticipazione   per   consentire   alla   ditta
  aggiudicataria l'immediato avvio dei lavori.
   L'Autorità  di bacino del distretto idrografico della  Sicilia  ha
  predisposto,  da  anni, la strategia regionale  di  contrasto  alla
  desertificazione  e  redatto il piano di lotta alla  siccità,  atti
  questi  approvati rispettivamente con decreto del Presidente  della
  Regione  n. 1 del 2019 e n. 7 del 2020, due documenti pianificatori
  si configurano quali stralci del Piano di gestione acque aggiornata
  nel  2023 con decreto del Consiglio dei Ministri del 7 giugno 2020.
  I  piani,  oltre  a fotografare lo stato dell'arte  della  gestione
  delle  infrastrutture idriche ed evidenziare le criticità presenti,
  contengono  tutte le misure strutturali e non che  i  diversi  rami
  dell'Amministrazione regionale e i soggetti gestori degli ambiti di
  sovrambito devono avviare per superare le protette criticità.
   Alla pianificazione dell'Autorità di bacino devono adeguarsi tutti
  gli strumenti programmatori del distretto idrico siciliano. ... nel
  febbraio  2024, la grave crisi idrica ha accelerato il processo  di
  pianificazione con l'elaborazione degli scenari sulla disponibilità
  delle  risorse  idriche in armonia con l'indicazione derivanti  dai
  piani  d'ambito  di bacino e in pieno accordo con la programmazione
  delle  Autorità commissariale con il Dipartimento acqua e  rifiuti.
  Con decreto del Presidente n. 524 del 2024 attuativo della delibera
  Giunta n. 148 del 2024, è stata istituita apposita cabina di  regia
  per  il  coordinamento delle strategie e degli  interventi  urgenti
  indifferibili  per  mitigare gli effetti della  crisi  idrica.  Con
  delibera  del  Consiglio dei Ministri del 6  maggio  2024  è  stato
  dichiarato  lo  stato  di  emergenza idrica  nel  territorio  della
  regione siciliana.
   Lo  stato di emergenza è regolato da un'ordinanza della Protezione
  civile,  n.  84  del  19  maggio, con la  quale,  tra  l'altro,  il
  Presidente  della  Regione siciliana è stato  nominato  Commissario
  delegato  per  la  realizzazione degli interventi finalizzati  alla
  gestione  idrica.  Di  conseguenza,  sono  state  implementate   le
  strategie  e  i  piani di intervento a brevissimo,  breve  e  medio
  termine, anche in conseguenza della costituzione della cabina regia
  regionale  quale momento attuativo del procedimento  amministrativo
  normativo,  sopra indicata, culminato con l'approvazione  da  parte
  del  Dipartimento della protezione civile, degli interventi urgenti
  predisposti  dal  Commissario delegato ai  sensi  dell'articolo  1,
  comma 3, dell'ordinanza 1084/2024  per l'importo complessivo di  20
  milioni.
   Il  piano approvato dal dipartimento di protezione civile prevede,
  finanzia  e  autorizza  n. 52 interventi  strutturali  di  tipo  B,
  interventi su oltre 100 pozzi, sorgenti e condotte e per  circa  19
  milioni  di  euro  con  nuova acqua per circa 1300  litri  secondo,
  nonché   numero   86  interventi  di  tipo  "a"  per  manutenzione,
  acquisizione e autobotti per circa 2 milioni di euro, di  cui  solo
  700.000  euro  sono su fondi statali e la restante parte  a  carico
  della Regione.
   Il provvedimento della Protezione civile nazionale ha ammesso solo
  interventi  realizzabili in 1-6 mesi avendo certezza di reperimento
  dell'acqua e quindi escluso le ricerche idriche o trivellazione  di
  pozzi in assenza di studi comprovanti l'acqua.
   Alla  data  del  primo  agosto 2024,  circa  il  67%  delle  opere
  infrastrutturali del Piano previste è stato portato a termine  o  è
  già  in  corso  l'ultimazione, nello specifico sono stati  ultimati
  venti interventi e immessi in rete 593 litri/secondo; 16 interventi
  sono  in  cantiere  e forniranno ulteriori 285  litri/secondo;    4
  interventi  sono  in  affidamento per una contribuzione  idrica  ad
  interventi realizzati per 130 litri/secondo.
   In  aggiunta,  sono  in  fase di approvazione  12  interventi  che
  contribuiranno  per 274,5 litri/secondo; infine, con l'approvazione
  della variazione di bilancio, nella seduta del 30 luglio 2024, sono
  stati  stanziati ulteriori dieci milioni di euro che  consentiranno
  la realizzazione di ulteriori interventi, (Interrogazione 822).
   Va  sottolineato  che  tutti gli interventi ammissibili  sono,  di
  norma, quelli individuati dall'articolo 25, lettera b), del decreto
  legislativo 1 del 2018, volte al ripristino della funzionalità  del
  servizio  idrico  e cioè nella fattispecie finalizzati  a  mitigare
  l'emergenza  idropotabile in corso e di scenario e  pertanto,   nel
  più  breve  tempo  possibile e comunque  efficace  a  garantire  un
  beneficio entro il corrente anno 2024.
   A    titolo   esemplificativo,  gli  interventi   ammissibili   al
  finanziamento sono quelli:
   -di riuso ed efficientamento, revamping di pozzi e sorgenti,
  -realizzazione di pozzi gemelli,
  -rifacimento potenziamento di pompe di impianti di sollevamento,
  -rifacimento, efficientamento o bypass  di condotte con notevoli
  perdite il cui recupero è tale da equivalere in termini di costi
  benefici a una risorsa idrica,
  -realizzazione di nuovi pozzi e di opere di presa da sorgenti e
  fluenze a condizione che sussistano studi e ricerche geologiche che
  evidenzino l'effettiva e congrua disponibilità di risorse.
   Presupposto  legittimante, si ribadisce, è lo stato  di  emergenza
  idropotabile  della popolazione colpita e ciò può essere  acclarata
  con alcuni parametri oggettivi quali:
   il  confronto  tra i dati mensili del 2023 e 2024 dei quantitativi
  di acqua, in lt/sec, immessa in rete,
   le  interruzioni del servizio nella giornata (ore di  interruzione
  nella giornata);
   le turnazioni (giornata di erogazione ogni xx giorni);
   il  ricorso  all'approvvigionamento  con  autobotti,  specificando
  anche di massima, i viaggi e il numero;
   lo  scenario  dei prossimi mesi fino a tutto il 2024  e  al  primo
  trimestre 2025, in dipendenza delle fonti di approvvigionamento.
   Tali  dati  devono  essere  riferiti al comune,  se  omogenei  per
  l'intero  territorio,  ovvero per le  zone  omogenee  (non  essendo
  significativo   oltre   che  scorretto  dichiarare,   ad   esempio,
  turnazione ogni 7 gg. per il comune quando tale misura è in  realtà
  applicata a solo alcuni quartieri).
   La  risposta a diverse interpellanze e interrogazioni consente  di
  dare indicazioni sulla programmazione di medio periodo con la quale
  è   stata   condotta   un'attività   esplorativa   riguardante   la
  realizzazione di nuovi impianti di installazione per far fronte  al
  deficit  di  risorsa idrica conseguente alle sfavorevoli condizioni
  meteo-climatiche perduranti che non può essere colmato con le  sole
  misure urgenti delineate nell'ambito delle ordinanze emergenziali.
   Da  qui  è scaturita la programmazione di tre poli di dissalazione
  dalle potenzialità complessiva di circa 530 litri/s da ubicare  nei
  tre  siti  (Porto  Empedocle,  Gela e Trapani)  ove,  storicamente,
  insistevano altrettanti poli di dissalazione di vecchia  concezione
  impiantistica ormai dismessi da quasi un quindicennio.
   La  scelta del mantenimento dei siti preesistenti è stata  operata
  in  ragione della possibilità di utilizzo delle aree di sedime  già
  disponibili  e  di  parte delle opere civili,  nonché  della  dalla
  possibilità   di   vettoriamento  della  risorsa  idrica   prodotta
  attraverso il circuito di adduzione del sistema di trasporto idrico
  a   scala   sovra   provinciale,  circostanza   che   permette   il
  trasferimento   dell'acqua   sull'ampio  circuito   acquedottistico
  interconnesso e quindi non soltanto nell'intorno del territorio  di
  ubicazione dei rispettivi impianti.
   È opportuno porre l'attenzione sulla necessità del mantenimento in
  linea  di  esercizio  degli impianti non soltanto  per  il  periodo
  necessario  al  superamento  dell'emergenza,  ma  anche  in  quello
  successivo  ove,  per evitare il deterioramento di  apparecchiature
  che  si trovano in costante contatto con elementi aggressivi (acqua
  di  mare)  devono essere mantenuti in continua produzione,  con  il
  sostenimento dei costi correlati.
   Sotto  l'aspetto programmatorio gli interventi sono stati inseriti
  a  cura  del Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti  nella
  Programmazione FSC 21/27, per un importo complessivo di 90 M .
   Sono  in  fase  di  definizione le modalità  di  attuazione  degli
  interventi, che comunque terranno conto di uno studio, in  fase  di
  implementazione avanzata, elaborato dal Dipartimento dell'Energia e
  finalizzato  ad  individuare soluzioni tecniche per  l'utilizzo  di
  fonti  rinnovabile al fine di abbattere il costo dell'energia,  che
  rappresenta una delle voci principali di costo della gestione.
   Per quanto attiene i risultati ottenuti finora dai dissalatori  in
  termini   di  riduzione  della  pressione  sulle  risorse   idriche
  tradizionali    e    quale    miglioramento    vi     sia     stato
  nell'approvvigionamento  idrico  delle   comunità   coinvolte,   si
  rappresenta quanto di seguito.
   In  atto  sul  territorio siciliano non vi sono  più  impianti  di
  dissalazione in linea di esercizio, essendo stati dismessi da circa
  un quindicennio quelli realizzati a cavallo tra gli anni settanta e
  novanta,  in quanto ormai obsoleti sia come tecnologia in  generale
  applicata che come conservazione delle infrastrutture. Si  trattava
  in  particolare di impianti fortemente energivori e di tipo termico
  i  cui costi di gestione (posti a carico della Regione) risultavano
  oltremodo elevati.
   Detti  impianti  sono  stati  dismessi  in  concomitanza  con   il
  rifacimento delle principali dorsali acquedottistiche che  venivano
  tra  loro  interconnesse consentendo l'utilizzo più elastico  delle
  risorse idriche convenzionali.
   L'esigenza di ricorrere a nuovi impianti di dissalazione (di  tipo
  osmotico)  si  avverte  a  seguito  della  riduzione  media   della
  piovosità,  circostanza che negli ultimi anni si è  presentata  con
  frequenza sistemica.
   La  produzione di acqua dissalata permane allo stato  attiva  solo
  sulle  isole  minori  (Lipari, Vulcano, Ustica, Lampedusa,  Linosa,
  Pantelleria)   ove   l'assenza  di   qualunque   altra   forma   di
  alimentazione  convenzionale (con esclusione delle  navi  cisterna)
  rende imprescindibile l'impiego degli impianti di dissalazione.
   Sempre  nell'ottica di una programmazione di medio  periodo  e  in
  accordo   con   il  piano  di  gestione  siccità,  che  costituisce
  attuazione  delle  misure individuate nel  Piano  di  Gestione  del
  Distretto  idrografico della Sicilia, e che  prevede  il  riuso  in
  agricoltura  e  nei  sistemi industriali  delle  acque  reflue  dei
  depuratori  urbani  e  riciclo  delle acque  nell'uso  industriale,
  questo   Assessorato,   dopo   avere   disciplinato   con   decreto
  dell'assessore  regionale dell'energia e dei  servizi  di  pubblica
  utilità  n. 6 del 6 febbraio 2024 il riutilizzo delle acque  reflue
  urbane  affinate ai fini irrigui, industriali, civili e ambientali,
  ha  avviato,  di  concerto  con il Commissario  della  Depurazione,
  un'attività di censimento degli impianti di depurazione costruiti e
  costruendi,  prossimi alle infrastrutture di distribuzione  irrigua
  adeguabili  al  riuso, in particolare per rispondere alle  esigenze
  idriche a fini irrigui.
   Al   completamento  del  suddetto  censimento,  si  provvederà   a
  stipulare delle apposite convenzioni tra Regione Siciliana  -  DAR,
  gli  enti  gestori  e  i Consorzi di Bonifica.  Tale  strategia  di
  sviluppo garantirà l'utilizzo di una risorsa idrica aggiuntiva  che
  h  meno  sensibile alla stagionalità dei fenomeni  meteorologici  e
  consente di garantire al settore agricolo la disponibilità di acqua
  anche  in  periodi  di  forte  siccità. Inoltre  appare  importante
  sottolineare che l'utilizzo delle acque reflue, oltre a tutelare la
  qualità  dei  corpi idrici, può apportare benefici  alle  proprietà
  fisiche  del suolo veicolando una giusta dose di nutrienti  (azoto,
  fosforo  e  potassio) e altri elementi migliorativi della fertilità
  del terreno, permettendo di ridurre l'uso di fertilizzanti minerali
  con vantaggi ambientali ed economici per le aziende agricole.
   In   quest'ottica,  il  depuratore  al  servizio  del  Comune   di
  Castelvetrano  e  delle  frazioni  di  Marinella  e   Triscina   di
  Selinunte, è stato autorizzato, con apposito Decreto del  Direttore
  Generale  del Dipartimento Acqua e Rifiuti, tra i primi in  Italia,
  all'utilizzo   dei   reflui  depurati  per  uso  irriguo,   l'acqua
  proveniente   dal   depuratore   di  Castelvetrano   sarà   immessa
  nell'adduttore  diramazione ovest del sistema  Garcia-Arancio,  che
  alimenta  sia  gli  usi  irrigui del Consorzio  di  bonifica  3  di
  Agrigento  che  quelli  del Consorzio 1 di Trapani  e  interessa  i
  territori  dei Comuni di Sambuca di Sicilia, Sciacca, Menfi,  Santa
  Margherita  Belice, Partanna e Castelvetrano,  con  un  apporto  di
  circa 8 milioni di metri cubi.
   Oltre  al  depuratore  di Castelvetrano,  anche  i  depuratori  di
  Cefalù,  Sciacca e Macchitella Gela sono compatibili con l'allaccio
  delle  reti  Consorti  ai quali si potranno  aggiungere  quelli  di
  Campobello  di  Mazara  e  Palermo  Acqua dei  Corsari   ed  infine
  Agrigento   dopo  la  realizzazione  e  una  volta  verificata   la
  possibilità di vettoriamento dell'acqua nella rete di distribuzione
  del Consorzio di Bonifica 3 (Mozione 60).
   Il  potenziamento degli invasi affidati alla gestione Dipartimento
  Acqua  e  Rifiuti  rientra  in  un'ottica  programmatica  di  lungo
  periodo,  per  l'importanza sia economica che ingegneristica  degli
  interventi.
   Il  Dipartimento  Acqua e Rifiuti, per quanto  di  sua  competenza
  quale  gestore  di  grandi  dighe, e in  ossequio  alle  pertinenze
  istituzionali  attribuite,  ha anche  il  compito  di  individuare,
  pianificare ed attuare quegli interventi, finalizzati:
   -  al  complessivo  miglioramento delle capacità  di  accumulo  ed
  erogazione delle risorse idriche raccolte negli invasi da destinare
  agli usi potabili, irrigui ed industriali, tenendo conto dei sempre
  più   ricorrenti  periodi  siccitosi  da  contrastare  tramite  una
  programmazione  pluriennale delle riserve d'acqua  e  il  recupero,
  dove presenti, delle perdite idriche nei sistemi gestiti;
   -  alla salvaguardia delle comunità e dei territori posti a  valle
  degli   impianti  di  ritenuta,  grazie  alle  loro   funzioni   di
  mitigazione  degli  effetti causati dai  fenomeni  atmosferici  che
  imporrebbero,  tra  l'altro, l'adozione  di  politiche  volte  allo
  sviluppo   di   una   maggiore  responsabilità   collettiva   verso
  l'ambiente, alla promozione di iniziative in campo infrastrutturale
  fondate  su  principi di economia circolare nonché  di  adattamento
  alle mutate e ormai sistematiche condizioni climatiche.
   Proprio  per conseguire tali obiettivi e superare le problematiche
  rilevate  nelle opere gestite, sono stati avviati dal DAR  numerosi
  interventi  da  realizzare  tramite  diversi  programmi  operativi,
  riguardanti  gli  appalti  sia  di  soli  servizi  tecnici  (studi,
  indagini  e progettazioni) che di servizi e conseguenti  lavori  da
  eseguire alla luce dei progetti nel frattempo acquisiti.
   In atto, viste le attuali linee di programmazione ed alla luce dei
  provvedimenti  emanati, delle risorse finanziarie appostate  nonché
  del  rispetto  delle  scadenze prescritte per il  mantenimento  dei
  finanziamenti, gli interventi

   CRACOLICI.  Assessore Di Mauro, non se la legga da solo, la  legga
  anche a noi

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Lascio delle copie per consentirne la lettura.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  l'Assessore sta rispondendo  e  sta  dando
  indicazioni su tutte le interrogazioni, le interpellanze e gli atti
  che in questo momento sono all'ordine del giorno di quest'Aula.
   Il  documento  -  e  ringrazio il Governo -  verrà  depositato  in
  maniera  tale  che lo possiamo mettere agli atti  e  tutti  possano
  leggerla.
   Ringrazio  il Governo, su richiesta da parte dell'Aula,  di  poter
  relazionare   sulla  tematica  e  dopo  di  che,   do   la   parola
  all'onorevole Cracolici sulla discussione, ovviamente  considerando
  che il Governo ha relazionato su tutti gli atti parlamentari perché
  ad  oggi,  all'ordine  del giorno, ci sono  pure  interrogazioni  e
  interpellanze.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  Vorrei aggiungere, e adesso lo distribuirò, che  ci  sono
  anche  gli  interventi sulle dighe. Ci sono dodici  interventi  che
  sono  stati  già  programmati e altri  interventi  che  sono  stati
  previsti nei fondi FSC.
   Questo,  però, è giusto distribuirlo per avere contezza di  queste
  cose.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Prego, onorevole Cracolici, continuiamo sulla discussione.

   CRACOLICI.   Le ultime battute che ha fatto l'Assessore  sarebbero
  state,   molto  meglio,  se  fossero  diventate  il   cuore   della
  comunicazione  che  l'Assessore, quindi che il  Governo,  faceva  a
  quest'Aula.

     DI  MAURO,  assessore  per l'energia ed i  servizi  di  pubblica
  utilità. Vorrei intervenire per dire che

   PRESIDENTE.   Però, colleghi, altrimenti diventa  un  dibattito  a
  due.

   CRACOLICI.  Io ancora non ho iniziato

   PRESIDENTE.     Assessore,   facciamo   completare    l'intervento
  all'onorevole  Cracolici, agli altri colleghi e  poi  eventualmente
  interviene alla fine.
   Prego, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Io  ribadisco. Credo che sia stato  opportuno  che  il
  Governo  in  una  vicenda  assai, come dire,  ad  alta  sensibilità
  sociale e dell'opinione pubblica, come in questo momento è il  tema
  della  siccità  introduca, non solo per rispetto al  Parlamento  ma
  anche  per  rispondere ai siciliani, quali sono  le  azioni  e  gli
  strumenti  che  si  stanno  mettendo  in  campo,  sia  in   termini
  emergenziali, sia in termini strutturali, rispetto ad  un'emergenza
  -   non  capisco  perché il volume voce si abbassa   e  si  alza  -
  rispetto  ad  una  vicenda ed un tema che come ha detto  lo  stesso
  Assessore  all'inizio  della sua relazione  siamo  in  presenza  di
  cambiamenti climatici epocali che segneranno, ci piaccia o  no,  la
  nostra vita e soprattutto un territorio come la Sicilia che  è   ad
  alto rischio desertificazione.
   Di fronte a questi temi, io credo che noi dobbiamo dare in qualche
  modo  all'opinione  pubblica anche la  consapevolezza  che  c'è  un
  Governo  che sta sul tema - quando finisce il collega Lombardo  io,
  per  non disturbare  -   che sta sul tema e non sta sul tema perché
  lo  racconta  ai  parlamentari che sono qui  presenti  e  che  sono
  purtroppo  una parte minoritaria del Parlamento e, questa  la  dice
  lunga  come è stato già fatto rilevare ad alcuni colleghi sul fatto
  che il Parlamento che rappresenta i siciliani, oggi, di fronte alla
  più   grande  emergenza  che  vive  la  Sicilia  è  sostanzialmente
  disattento, o almeno la maggioranza dei parlamentari, ma anche  per
  affrontare alcuni nodi strutturali.
   Ora noi continuiamo a parlare di questioni che attengono

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.18, è ripresa alle ore 16.42)

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, completi il suo intervento.
   Onorevoli colleghi, ovviamente sto dando qualche minuto in più, vi
  chiedo  comunque di rimanere nell'intervento all'interno dei cinque
  minuti per i colleghi che interverranno subito dopo.

   CRACOLICI.  Ha  detto bene, completo, solo che non  avevo  nemmeno
  iniziato,  ma  comunque, io non voglio aggiungere a una  situazione
  delicata ulteriori elementi di tensione.
   Io  vorrei  soltanto provare a dire una cosa e lo dico con  grande
  rispetto  anche per il lavoro che fa l'assessore Di  Mauro,  in  un
  Assessorato difficile perché l'Assessorato Energia, acqua e rifiuti
  è   un   Assessorato  che  in  questi  anni  è  stato   considerato
  l'Assessorato delle emergenze, in una condizione in  cui  tutta  la
  politica  ha  fatto spallucce rispetto a dei dati che  sono  stati,
  sono ed erano, come dire, scritti dove ci avrebbero portato
   Noi  siamo  la  Regione  che  non riesce  a  spendere  le  risorse
  assegnate  con  i programmi extra regionali sia per gli  interventi
  nel  settore dell'acqua, sia per la parte sui rifiuti. Abbiamo  una
  capacità di spesa bassissima rispetto a quanto programmiamo sia con
  i fondi Fesr che per quanto riguarda i fondi Fsc.
   Non  è  un caso che noi rendicontiamo quelle spese soltanto con  i
  cosiddetti  progetti  coerenti o progetti sponda  per  giustificare
  buona  parte delle spese che non riusciamo a fare rispetto a quanto
  programmato.
   Tutto  questo ci consegna il dato che è sotto gli occhi di  tutti.
  Noi  siamo  a  un  livello di arretratezza nel  settore  sia  delle
  attività di accumulo e di conservazione delle acque, aggiungo anche
  di ricerca, che sulla grande emergenza che riguarda le reti, questo
  anche  a causa di un fatto, cioè che in questi anni si è in qualche
  modo  fatto  prevalere  una dimensione localistica  nella  gestione
  delle  risorse  idriche piuttosto che una capacità del  sistema  di
  prendere  il toro per le corna, perché il fatto che noi in  Sicilia
  siamo  una  delle  Regioni  con la più alta  dispersione  di  acqua
  addirittura  nel Mezzogiorno d'Italia, lo si deve al fatto  che  le
  nostre  reti sono colabrodo. Quindi noi non abbiamo solo la siccità
  a  causa  delle  condizioni climatiche e del fatto  che  il  nostro
  sistema  di invasamento delle acque determina un paradosso che  pur
  avendo  fatto  tantissimi invasi in Sicilia abbiamo un  livello  di
  manutenzione   dei  nostri  invasi  abbastanza  diciamo   relativo,
  l'onorevole  Di  Mauro lo sa bene, non voglio  ricordare  che  gran
  parte  delle dighe che utilizziamo non sono mai state collaudate  e
  questo  perché gli invasi, la creazione di dighe, la  creazione  di
  così  un po' come le discariche di una volta, sostanzialmente  sono
  servite  al  sistema economico più pericoloso che c'è  in  Sicilia,
  cioè  le  imprese del movimento terra, che come è noto sono imprese
  ad alto rischio di controllo della criminalità. Mentre non ci siamo
  occupati  di  quello che una Regione che prevede una condizione  di
  desertificazione  connessa al mutamento del clima,  avrebbe  dovuto
  fare.  Dobbiamo  occuparci  di  come  avere  l'acqua  non  soltanto
  aspettando  la  pioggia  ma utilizzando  le  risorse  naturali  che
  abbiamo:  il  mare e anche il sottosuolo. Su questo  abbiamo  perso
  anni  decisivi,  aggiungo che oggi il tema delle  reti  è  un  tema
  dirimente, perché non è tollerabile che una Regione come la Sicilia
  abbia  una  dispersione, il Capogruppo diceva il 44% delle  risorse
  idriche vengono disperse, mi risulta molto più alto.
   E  allora come la raccontiamo la siccità? Soltanto con l'autobotte
  che compriamo per far fronte all'emergenza? Sulle emergenze bene  o
  male   ce   la   caviamo  perché  ormai  abbiamo   il   "know   how
  dell'emergenza"  Ma possiamo continuare ad affrontare  il  tema  in
  termini di emergenza? E' questo che ci saremmo aspettati oggi  qui,
  lo dico con rispetto perché so che l'Assessore si è fatto preparare
  una  relazione dai suoi Uffici, cercando in qualche modo di offrire
  una lettura sistemica del problema della siccità, Assessore se oggi
  fosse  stato  collegato in diretta con i siciliani  che  magari  in
  televisione l'ascoltavano mi chiedo cosa hanno capito?  Non  perché
  lei leggeva e perché poi ha avuto anche il malore che ha avuto,  le
  esprimo  la  mia  massima  solidarietà,  perché  obiettivamente  il
  profilo, la cifra con la quale il Governo affronta questa questione
  è  un  mix  di  avremmo  voluto  ma non  siamo  riusciti,  ci  sono
  interventi  in emergenza. Basta ricordare che la cabina  di  regia,
  che  lei  ha citato nella sua relazione, sull'emergenza  idrica  in
  Sicilia  è  stata istituita ad aprile quando è da oltre un  anno  e
  mezzo che c'è l'emergenza idrica in Sicilia e che noi come tutte le
  visioni   affidate  alle divinità, abbiamo rinviato  sperando,  una
  volta  si  diceva "piove, Governo ladro " sperando che  la  pioggia
  avrebbe  assolto  la competenza e le competenze  del  Governo,  del
  Governo della Regione ma anche del governo dei sistemi di gestione,
  perché  l'assessore ha ricordato tutta la situazione degli  ATO  in
  Sicilia  e  una  condizione assurda e vergognosa  che  continua  ad
  esserci  in Sicilia sul tema degli ambiti territoriali.  Siamo  una
  sorta   di  groviera  di  meccanismi  di  competenze  localistiche,
  municipalistiche e questo deresponsabilizza tutti perché  poi  alla
  fine è un modo per autoassolverci.
   Allora,  dissalatori:  possiamo  far  fronte  o  dicendo   che   i
  dissalatori  siccome  sono  energivori, almeno  quelli  di  vecchia
  generazione,  sono  una  soluzione che non  è  compatibile  con  la
  gestione economica? Penso che dobbiamo cominciare a capire  che  la
  dissalazione  delle  acque di mare, attraverso le  tecnologie  oggi
  moderne,  l'osmosi  inversa, etc., etc., sono una  delle  soluzioni
  alle  quali dobbiamo guardare per provare ad affrontare il problema
  strutturale di questa Regione.
   C'era  un  assessore negli anni '80/'90 che era  un  assessore  al
  turismo,  che  una  volta  disse in quest'Aula  che  la  Sicilia  è
  un'Isola  e  questa era un'affermazione come dire di  novità  ed  è
  circondata  dal mare. Ora al di là della banalità, dell'ovvietà  di
  quell'affermazione, ma il fatto che abbiamo oltre 1.300  chilometri
  di  costa  che la Sicilia ...  ma il mare è una delle  risorse  che
  dobbiamo   cominciare   a   pensare   come   utilizzare   sia   per
  l'idropotabile,  sia per le attività connesse all'emergenza  idrica
  che,  soprattutto  nel  settore  agricolo,  non  riguarda  solo  il
  bestiame  che  è  una delle questioni assai delicate,  ma  riguarda
  anche le coltivazioni.
   Noi  stiamo  perdendo intere coltivazioni in  Sicilia,  la  nostra
  agricoltura  sta  cambiando  perché  non  avendo  l'acqua  dobbiamo
  cambiare  anche  le tipologie di piante con le quali  produciamo  i
  nostri prodotti agricoli.
   Allora, io mi auguro, Assessore, che da questa discussione, se  si
  vuole  fare una questione seria - e non soltanto come ho  detto  in
  maniera banale - e non fare una discussione come quando si va  allo
  stadio  e si critica l'arbitro, in genere la critica all'arbitro  è
  con  un  epiteto  senza però poi avere l'obiettivo di  cambiare  il
  risultato  della partita, ognuno di noi si sfoga e  io  ho  temuto
  ecco  perché  ho  chiesto al Governo di anticipare la  discussione,
  perché il rischio che questa discussione sulla siccità diventi  uno
  sfogatoio  in  cui  ognuno si mette l'abitino di  appartenenza,  la
  maggioranza  per non sapere leggere e scrivere sta  muta,  per  non
  sbagliare sta silente, il Governo balbetta e l'opposizione urla. Ma
  la  sostanza  è:  oggi  come  facciamo ad  affrontare  innanzitutto
  l'emergenza, quante quantità di acqua siamo in grado di reperire da
  qui  alle prossime settimane attraverso escavazione di pozzi, nuovi
  pozzi,  rifunzionalizzazione di sorgenti idriche, il caso di  fiumi
  che  scaricano a mare e non vengono convogliati, è un tema  che  ci
  dobbiamo porre anche in termini di interventi strutturali sui quali
  dobbiamo agire.
   E  allora, dicevo, la cabina di regia si è fatta ad aprile ed è la
  conferma  che  il  tema dell'emergenza idrica non  è  un  tema  che
  riguarda la politica in Sicilia. Noi ci siamo scandalizzati  che  i
  giornali  internazionali hanno detto che la Sicilia  è  assetata  e
  quindi  perdiamo il turismo, è un po' come una volta che si  diceva
  che parlare di mafia faceva male al turismo.
   Non  è  così  che noi salviamo la Sicilia, abbiamo  il  dovere  di
  affrontare  i  problemi, di dire le cose come stanno  e  di  sapere
  essere  all'altezza  come  classe dirigente  di  offrire  soluzioni
  concrete  e possibili. Ce la farete? Voi oggi governate e avete  il
  compito  di trovare e indicare delle soluzioni sulle quali  si  può
  condividere o non condividere ma parliamo di cose concrete.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cracolici. Colleghi, io ho iscritti
  a parlare sette colleghi dopodiché chiudo la discussione generale.
   E'  iscritto  a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha  facoltà.  Nel
  frattempo, se c'è qualcuno che si deve iscrivere, perché poi chiudo
  le iscrizioni.

   CAMBIANO.  Grazie, Presidente, Governo, colleghi,  noi  non  siamo
  qua,  come qualcuno ben diceva e non rappresentiamo tifoserie,  non
  siamo qui a fare il tifo per una parte o per l'altra però siamo qui
  a  svolgere il nostro ruolo e i cittadini ci osservano e il  nostro
  ruolo  è  quello  di  indirizzo,  di  controllo  e  quello  che  in
  quest'Aula dovrebbe avvenire è anche un confronto schietto, deciso,
  sulle tematiche e sulle emergenze che attanagliano questa Terra.
   Non  posso che dire che questa cabina di regia o queste cabine  di
  regie istituite per governare le emergenze mi sanno purtroppo di un
  film già visto e non possiamo non puntualizzare che questo Governo,
  con  il Presidente Schifani in testa, si è posto in continuità  del
  precedente  Governo,  si  è  posto in continuità  di  un'azione  di
  Governo ritenuta efficace nell'interesse dei siciliani.
   E,  allora, il nostro ruolo non è che evidenziare che la direzione
  intrapresa  probabilmente non è quella corretta.  Non  tifiamo  per
  nessuno, tifiamo per questa Terra, tifiamo per i siciliani, tifiamo
  per quel Governo, per quei governi che risolvono i problemi e danno
  soluzione  ai problemi. Ma c'è da dire che la direzione intrapresa,
  probabilmente,  è quella sbagliata perché sette  anni  e  mezzo  di
  Governo  per parlare di emergenza idrica perché ai cittadini  manca
  l'acqua, perché arrivano le disdette agli operatori turistici e  la
  nostra  Terra  rischia di non diventare attrattiva, perché  non  si
  pensa  a  misure  di  ristoro,  a misure  eccezionali  di  ristoro,
  dovremmo  parlare  di  questo, in questa sede,  per  gli  operatori
  commerciali che hanno subito un danno, per il comparto agricolo.
   Ecco qui non c'è sotto accusa un assessore piuttosto che un altro,
  però  a  volte  la  supponenza con la quale ci si pone  perché,  ad
  esempio,  io  in  un  consiglio comunale  sono  stato  definito  un
  demagogo,  in un Consiglio comunale, a Licata, qualcuno diceva  che
  il problema già è stato egregiamente affrontato dal Governo perché,
  a  ottobre,  entreranno in funzione i dissalatori  di  Gela,  Porto
  Empedocle  e  Trapani, salvo poi assistere alle  dichiarazioni  del
  capo  della  Protezione civile, l'ingegnere Cocina, che  con  molta
  sincerità  ha  detto ai siciliani che ci vorranno almeno  18  mesi,
  affinché quelle infrastrutture possano entrare in funzione. E  qual
  è  stata  la colpa mia per esser poi finito sotto attacco  in  quel
  Consiglio  comunale?  Quella di aver denunciato  l'inefficienza  di
  Siciliacque,  compartecipata  dalla  Regione  siciliana  e   quella
  società Siciliacque che, in virtù di una convenzione stipulata  nel
  2004,  avrebbe  dovuto realizzare delle opere  che,  ad  oggi,  non
  risultano   totalmente  completate.  Eppure  noi,  negli  strumenti
  finanziari  recenti,  abbiamo  anche  elargito  risorse  a   questa
  società.
   Ecco,  allora, la riflessione che abbiamo tutti da fare  "cosa  ha
  fatto    questo   Governo   per   affrontare   questa   emergenza"?
  Innanzitutto,  si rincorre l'emergenza perché lo  sapevamo  già  da
  tempo  che avremmo vissuto questa terribile crisi ma noi la  cabina
  di  regia  e  i  pozzi e l'acqua la stiamo cercando adesso,  stiamo
  attivando  adesso  i  pozzi, ai primi di  agosto  stiamo  attivando
  qualche pozzo.
   E allora la domanda è  e la risposta che vorrebbero i siciliani è,
  "perché  non  si è fatto prima"? Perché anziché fare  arrivare  una
  nave  che si è scoperto dopo che costava 50 mila euro, e quindi  43
  euro  al  metro  cubo  d'acqua, non si è preferito  installare  dei
  moduli di dissalazione che quella quantità d'acqua la producono  in
  24 ore, con un costo di 700 mila euro? E non mi si venga a dire che
  questa  Regione,  in  una  manovra che ha  approvato,  di  duecento
  milioni di euro, non trovava qualche centinaia di migliaia di  euro
  per dare risposte ai siciliani.
   Ecco, è un Governo che naviga a vista, che non sa programmare, che
  non riesce a programmare e questo ce lo dobbiamo dire.
   Quindi,  Agrigento  è  la  provincia che  in  questo  momento  sta
  soffrendo  maggiormente la crisi, tremila cittadini sono  scesi  in
  piazza  qualche  giorno fa con un cartello sociale,  guidato  anche
  dalla  Chiesa che si è unita a questa forma di protesta,  che  cosa
  raccontiamo stasera, che cosa diciamo? Quello che ci ha  raccontato
  l'assessore Di Mauro? Che cosa diciamo, quali interventi  ha  posto
  in essere questo Governo?
   Presidente,  ci  sarebbe tanto da dire perché mi piacerebbe  avere
  una  risposta  da  parte del Governo, anche per poter  informare  i
  cittadini rispetto ai tempi di intervento, perché questo chiedono i
  siciliani  però, purtroppo, mi pare che queste risposte tardano  ad
  arrivare.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano.
   Colleghi, vi ricordo di restare con gli interventi all'interno dei
  cinque  minuti,  perché si sono iscritti a parlare una  dozzina  di
  colleghi.  Cercherò di chiamarvi non in ordine di registrazione  ma
  cercando  di  dare  la  possibilità  a  tutti  i  Gruppi  di  poter
  intervenire in maniera.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.

   GILISTRO.  Grazie, Presidente, grazie colleghi, grazie  Assessore.
  Tutto  quello  che abbiamo detto e tutto quello che hanno  detto  i
  colleghi,  Presidente, è giusto. L'unica problematica  che  rimane,
  cari  colleghi, ascoltate quello che sto per dirvi, avete  presente
  una  barca, avete presente una nave che ha una falla, una barca che
  ha  una falla che perde acqua, che ha una falla grossissima? E  noi
  cosa  stiamo  facendo con questo Governo? Prendiamo  l'acqua  e  la
  mettiamo dentro una barca che perde acqua.
   Abbiamo  una dispersione idrica che arriva fino al 70 per cento  a
  Siracusa. Noi stiamo chiedendo ai cittadini di risparmiare l'acqua,
  di  non lavarsi i denti, di stare attenti allo sciacquone e poi che
  cosa  succede?  Che  il  70  per cento  dell'acqua  che  c'è  nelle
  condutture viene persa. E cosa succede? Che su 31 progetti - quello
  che  ho  ascoltato  oggi è inascoltabile - di finanziamenti  non  è
  stato  approvato neanche uno  Cioè i fondi PNRR che servirebbero  a
  ricostruire e prima di tutto tappare la falla. Assessore,  lo  dico
  col  cuore,  lo dico con tanto affetto e con tanto amore:  vogliamo
  utilizzare  gli  scolari? Vogliamo utilizzare le  scuole?  Vogliamo
  utilizzare le scuole elementari, le scuole medie facendogli fare il
  compito  del giorno? Un tema dal titolo: come risolvere il problema
  della crisi idrica in Sicilia.
   Le  posso  garantire che i ragazzini delle scuole medie  avrebbero
  sicuramente più ingegno e più capacità di fare questo,  perché  noi
  continuiamo a correre dietro l'emergenza senza tappare la falla. La
  siccità  non è il calore, non sono i 50 gradi, la siccità significa
  "flagello". Sapete cos'è il flagello? Il flagello di Dio?
   La  siccità  porta alla desertificazione, porta alla  carestia  un
  domani. In un'isola come la nostra significa anche abbandono  delle
  nostre  terre,  abbandono da parte degli allevatori;  abbandono  da
  parte  gli agricoltori. E noi cosa facciamo? Continuiamo a  mettere
  acqua  prendendola  dal  mare  e mettendola  nelle  condutture  che
  disperdono il 70 per cento dell'acqua. Allora, la prima cosa  -  lo
  saprebbe anche uno studente di scuola elementare - sarebbe  tappare
  le  falle. La prima cosa è cercare di ricostruire le reti  idriche.
  La  prima assoluta  Assessore, ma è semplice questa cosa. Al di  là
  di  qualunque  di  qualunque  altro  progetto.  Poi  arriveranno  i
  dissalatori.
   E'  inutile ingannare le persone, dicendo tutto quello che lei  ha
  detto  oggi,  e  cioè che praticamente domani mattina  per  esempio
  l'onorevole  Cambiano arriva a Gela e a Licata e dice di  aprire  i
  rubinetti  perché domani ci sarà l'acqua. L'acqua domani mattina  i
  licatesi e i gelesi non l'avranno  Il buon senso è quello di  avere
  sulla siccità una programmazione, non possiamo continuare a buttare
  soldi  nelle  emergenze. Nelle emergenze c'è anche la speculazione,
  perché  quando  c'è  emergenza naturalmente c'è  speculazione,  c'è
  sempre  speculazione  quando c'è emergenza   Allora  cosa  dobbiamo
  fare? Dare i compiti a casa ai bambini delle scuole medie per dirci
  come  risolvere i problemi di questa Regione e sono  certo  che  lo
  faranno  meglio di noi  Ci daranno quei suggerimenti che saranno  i
  migliori.  E  sapete  perché gli studenti ci  daranno  suggerimenti
  migliori? Perché non hanno bisogno del consenso elettorale,  perché
  sono  liberi anche da questo problema e perché sono puri  e  sapete
  perché  gli studenti e i ragazzi e gli scolari ci saranno  risposte
  migliori?  Perché loro vogliono decidere loro del  loro  futuro.  I
  ragazzi  vogliono decidere loro del loro futuro. Vedo un  silenzio,
  un  buon silenzio. Questo significa e questo fa meditare perché  ai
  ragazzini  che  cosa gli diremo? Che noi li manderemo  via  da  una
  Sicilia desertificata.
   L'ultima cosa, Presidente, perdoni ma lo dico, lo devo dire perché
  è veramente importante questo. Il problema della siccità è legata a
  tanti  altri  fattori. E' legata anche al fattore  che  più  questa
  città,  più  questa Regione si desertifica per gli incendi  più  si
  riduce  il  verde,  il verde, il verde condiziona assolutamente  le
  precipitazioni di una Regione.
   Questa  è una cosa importante quindi come fanno in Spagna  e  come
  fanno  in  tante Regioni, in tante nazioni virtuose,  noi  dovremmo
  pensare  a  un rimboscamento importante sia nelle città  sia  nelle
  zone  agricole  montane dove questo potrebbe  richiamare  veramente
  acqua   durante  le  stagioni  giuste.  L'ultima  cosa  Presidente,
  Assessore,  non  c'è l'Assessore Elvira Amata, sul  bagnato  piove,
  oltre  il  danno la beffa, stiamo continuando a dire,  a  reclamare
  questo problema della siccità.

   PRESIDENTE. Onorevole, vada alla conclusione.

   GILISTRO. Perdoni, Presidente perché questa è una cosa importante.
  Stanno  disdicendo tutti gli americani 30/40 per cento di  disdette
  turistiche  perché  noi,  il  nostro  problema  della  siccità  sta
  danneggiando  anche  il settore turistico. L'abbiamo  detto  prima,
  quindi  io  invito l'Assessore Elvira Amata, come ha fatto  già  il
  Presidente,  a  dichiarare ufficialmente che questo problema  della
  siccità,  soprattutto nel settore turistico,  riguarda  delle  zone
  della  Sicilia  e quindi non impaurire i tedeschi,  gli  americani,
  questo  significa dopo il danno la beffa, perché non  riceveremo  e
  avremo ancora problemi, meno risorse per quanto riguarda il turismo
  in Sicilia.
   Questo  è  fondamentale,  quindi  una  campagna  di  informazione,
  Assessore,  una  campagna  di informazione  corretta  per  non  far
  rimanere   fuori   dalla  Sicilia  tanti  turisti   perché   stanno
  scioccando, conosco e so che gli operatori turistici sono in questo
  momento in grave difficoltà.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, più volte siamo intervenuti su  questa
  materia,  personalmente, l'ho qui detto noi  abbiamo  iniziato  nel
  marzo   del   2023.   C'erano  già  gli  esiti  di   una   stagione
  difficilissima nel 2022, il 2023, come noi anticipammo, è stata una
  stagione in cui le piogge non ci sono state, rarissime in tutta  la
  Sicilia  e il 2024 lo stiamo vivendo. Ma io credo che la  cosa  che
  dobbiamo  sottolineare, che man mano che va avanti la  siccità,  la
  condizione  di  emergenza le conseguenze ci sono. I colleghi  hanno
  parlato sulle problematiche legate al turismo. Mi permetto di  dire
  le  aziende  agricole. Le aziende agricole già hanno  un  fatturato
  notevolmente  inferiore, basta leggere alcuni dati. La granicoltura
  è  crollata  del  cinquanta per cento e gli agrumi purtroppo  hanno
  caratteristiche  di  produzione che non trova mercato  perché  sono
  troppo  piccoli subito dopo la maturazione e quindi il  consumatore
  non li preferisce.
   Io  credo  che questo debba essere tenuto presente cioè,  noi  non
  siamo  a  bocce ferme, c'è la siccità e tutto continua come  prima.
  No,  le  conseguenze  già ci sono e quindi  io  penso  che  bisogna
  innanzitutto  dire  una  cosa  fondamentale:  quello  che   abbiamo
  deliberato in questa Assemblea si può finalmente utilizzare? È  una
  domanda  retorica,  lo capisco. Ma è chiaro  che  per  fare  questa
  sottolineatura  io ho parlato fino a qualche ora fa  con  operatori
  zootecnici;  era  stata  data una notizia -  mi  dispiace  non  sia
  presente  l'Assessore all'agricoltura - che si sarebbero realizzati
  dei punti di distribuzione del foraggio, ma non si è realizzato, ad
  oggi, nulla. Ad oggi nulla.
   Quindi,  noi  chiediamo  questo:  intanto  si  utilizzino   queste
  risorse, si mettano in moto, perché significa far respirare. E  poi
  si  seguano alcune questioni che riteniamo fondamentali. Perché  il
  Governo  nazionale non vuole dare lo stato di emergenza  anche  per
  l'agricoltura? È un dato chiaro, netto. Ci si accanisce
   Io  ho  letto qualche dichiarazione del Ministro dell'agricoltura,
  che   era  in  transito  in  una  località  del  siracusano.  Delle
  dichiarazioni irripetibili, nel momento in cui parla di milioni  di
  euro  Ma dove sono  Dove sono questi milioni di euro che si possono
  spendere subito  Ma di quali programmi parlano  Certo ora per il G7
  faranno  una  passerella,  perché  il  tema  è  che  si  presenterà
  l'agroalimentare, il Made in Italy, la grande capacità  dei  nostri
  cuochi.  Ci sarà questo. Ma le aziende agricole, lo abbiamo  detto,
  quelle che sono alla base del Made in Italy, stanno fallendo  E  se
  oggi un'azienda su quattro fallisce, domani saranno due su quattro.
   Allora, io chiedo proprio questo: si mobilizzino le risorse  e  si
  segua   questo   percorso,  quello  del  dare,  innanzitutto   agli
  agricoltori,  la  speranza  di  poter  rinviare  qualche   cambiale
  agraria,  di  poter  non pagare qualche mutuo a tasso  libero,  che
  purtroppo la Banca centrale europea non cambia. Questo è  il  dato,
  quello che raccogliamo dai produttori e dagli operatori zootecnici.
  Riguardo  alla  prospettiva, Presidente, ma un dato centrale  -  lo
  diceva  il  collega  Gilistro - è che le nostre reti  idriche  sono
  colabrodo;  non solo in Sicilia. Io spesso sento dire "ma  come  il
  nostro  Comune"... sono colabrodo in tutta Italia  Questo  ci  deve
  fare  rassegnare:  il  PNRR  ha avuto  delle  finalità  molteplici;
  certamente  non  ho  avuto  quella di mettere  al  centro  il  tema
  dell'acqua   Sul  tema  dell'acqua ora  qualcosa  si  muove.  Anche
  l'Assessore  ne ha parlato, il tentativo è quello di ristrutturare.
  Io   spero,   intanto,   che  si  realizzino   alcune   opere,   le
  canalizzazioni. Ormai ci sono questi Consorzi di bonifica che  sono
  stati  riattivati, questi lavoratori li si faccia lavorare;  e  poi
  vengano pagati. Perché se non si puliscono le canalizzazioni, anche
  se ci dovesse essere qualche possibilità di pioggia, questa pioggia
  non  arriverà. Così come per la zona di Paterno, si è  parlato  più
  volte  di  questa acqua che si perde da Ponte Barca per la mancanza
  di caditoie; ma si realizzino
   Allora,  io  concludo Presidente, ripeto, le  reti  idriche  vanno
  messe  al centro. Dopodiché c'è la questione dei depuratori  e  dei
  dissalatori.  Sui depuratori, da quello che si dice,  pare  che  si
  possa  andare  avanti  con  una doppia  depurazione  e  si  possano
  utilizzare per l'industria e per l'agricoltura. Ma su questo perché
  ci   sono  questi  ritardi?  Si  vada  avanti,  così  come  per   i
  dissalatori. Ci sono dissalatori di nuova generazione  che  vengono
  utilizzati  nel Qatar, ma perché non si utilizzano?  Anche  questi,
  sono  piccoli  dissalatori  con  la  possibilità  dell'utilizzo  di
  energia alternativa; questa è la strada che a noi serve, che a  noi
  pare  necessaria.  Perché  pensare  ai  dissalatori  della  vecchia
  generazione,  con  le  membrane,  non  è  possibile,  perché  tutti
  sappiamo che i costi sono esorbitanti e i tempi sono lunghi.
   Quindi, Presidente, io mi avvio alla conclusione: l'acqua è  stata
  l'elemento  di  unità  delle  comunità.  Io  vengo  da  un  Comune,
  Militello in val di Catania, dove nel Cinquecento c'era un principe
  illuminato;  portò migliaia di libri, quindicimila libri  giuridici
  nel  comune; si attorniava nella sua corte di poeti e di scrittori;
  ma  la cosa più importante che fece fu un acquedotto  E quello  che
  emerge è che, da quel momento, la comunità trovò una possibilità di
  unità.  Quello  che avveniva con i romani. I romani  arrivavano,  e
  facevano  gli acquedotti, perché l'acqua è centrale nella  vita  di
  una comunità
   E  purtroppo, Presidente - e concludo - per come stanno procedendo
  alcuni atti l'acqua sta diventando motivo di divisione, compreso il
  prezzo dell'acqua potabile. Compreso il prezzo dell'acqua potabile.
  Da  quando c'è...è stata varata la legge Galli, nel '94, non  si  è
  più trattato un tema che è fondamentale per le nostre comunità.
   Io  chiedo  all'assessore,  che è una  persona,  Di  Mauro,  molto
  attenta su alcune problematiche, di riprendere questo discorso,  di
  mettere  al  centro il fatto che c'è una quota vitale che  non  può
  essere  negata ai cittadini. Perché l'acqua non significa  soltanto
  poter  bere,  ma  significa anche potersi lavare. C'è  un  problema
  igienico, e quando qualcuno dice "chiuderemo perché non pagano" eh,
  io  credo  che il problema lo si debba porre e dobbiamo  porre  con
  grande serietà.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE.  Signor  Presidente,  colgo  positivamente  il  tono  e   il
  contenuto  di  alcuni  colleghi  delle  opposizioni,  perché  fanno
  comprendere che questo dramma, che la Sicilia sta vivendo, non è un
  dramma  che  può essere ascritto all'inefficienza o alla incapacità
  di  questo  Governo. E dobbiamo parlare chiaro e con la  verità  ai
  siciliani.
   Il  dramma che stiamo vivendo in questo 2024, io ho 53 anni e,  al
  rigor di memoria, abbiamo vissuto altre annate di siccità ma questa
  annata  non ha eguali. Ci sono state annate, nel comprensorio  dove
  vivo  io, che tutto sommato si è riusciti, con sacrifici, con prese
  di posizione, con delle manifestazioni pubbliche, con assunzioni di
  responsabilità ad attenuare il problema.
   Qua   dobbiamo  renderci  conto  che  -  nonostante   gli   sforzi
  dell'attuale  Governo,  nonostante  gli  sforzi  anche  dell'intero
  Parlamento,  che ha affrontato, assunto anche decisioni  investendo
  con  fondi pubblici su questo tema - è un problema così grave,  che
  non riusciamo a venirne a capo.
   Io, onestamente, non posso rimproverare né il Presidente Schifani,
  né  l'assessore Di Mauro, né gli altri assessori perché, da  aprile
  in  avanti, attraverso le cabine di regia, attraverso il  confronto
  con il Governo della nazione si sta cercando, in mille maniere,  di
  venirne a capo. Ma il problema è che acqua non ce n'è
   Oggi  ho  partecipato,  con  l'assessore  Di  Mauro,  all'ennesima
  riunione  e  mi  metto, però, anche dalla parte dei  cittadini.  Mi
  metto  dalla  parte, in questo caso, degli agricoltori.  In  alcune
  realtà  manca  l'acqua nelle case, che è un dramma  nelle  attività
  commerciali,  nei  bar,  nei ristoranti,  negli  hotel.  In  alcune
  realtà,  oltre  a mancare l'acqua nelle case, manca  l'acqua  nelle
  campagne  Il comprensorio di mia provenienza è un comprensorio  che
  vive  esclusivamente di agricoltura. Da calcoli fatti,  non  da  me
  stesso che sono un ignorante in materia, ma dalle organizzazioni di
  categoria,  caro assessore Aricò, hanno calcolato un danno  attuale
  di quel piccolo comprensorio di ottocento milioni di euro.
   E non si è preoccupati per questo danno attuale perché già si sono
  rassegnati, purtroppo, a sapere che la produzione prossima  non  ci
  sarà.
   Il  dramma  che  stanno  vivendo è che se  noi  non  riusciamo  ad
  assumerci  anche qualche responsabilità importante, caro  assessore
  Di  Mauro, so che domani c'è un altro tavolo molto serio, è che  si
  perdono  le  colture  e,  siccome non si tratta  di  lattuga  o  di
  cetrioli  ma  si  tratta  di agrumeti, si tratta  di  frutteti,  se
  perdiamo   le   colture  il  danno  di  800  milioni  lo   dobbiamo
  moltiplicare per 10, per 12, per 15 anni
   E,  quindi,  faccio  un appello agli esponenti  del  Governo:  non
  possiamo  rimanere  insensibili. i calcoli  matematici,  i  calcoli
  burocratici spesso fanno a pugni con le esigenze dei territori.  Io
  non  posso  biasimare i sindaci che si stanno mettendo  a  capo  di
  alcune manifestazioni di protesta che sappiamo dove partono  e  non
  sappiamo  dove  possono  andare a finire. Non  posso  biasimare  le
  organizzazioni  di  categoria  o i comitati  spontanei  che  stanno
  nascendo,  perché stanno combattendo per un loro diritto sacrosanto
  e che vedono anni e anni di sacrifici svanire nel nulla.
   Io  mi auguro, invece, che il presidente Schifani e mi avvio  alle
  conclusioni,   il   Governo   attraverso   le   cabine   di   regia
  dell'idropotabile,  dell'irriguo possano  incidere  ancora  di  più
  perché,  e  non  me ne vogliano gli animalisti, se domani  dobbiamo
  scegliere  fra  la fauna ittica che ha chiaramente il  rispetto  di
  tutti i presenti e la sopravvivenza di un territorio, io penso  che
  non  c'è dubbio alcuno su cosa scegliere, ma è chiaro che se queste
  scelte  le  affidiamo alla burocrazia il destino dei siciliani,  il
  destino degli agricoltori siciliani, potrebbe essere segnato. Se  a
  fianco,  invece,  dei burocrati si affianca la politica  con  la  P
  maiuscola,  e in questo caso il Parlamento siciliano sta  mostrando
  grande  senso di responsabilità, probabilmente riusciamo  anche  ad
  avere una soluzione.
   E,  infine, ma non ultimo per importanza, il mio intervento  si  è
  soffermato  troppo  nell'affrontare l'emergenza.  L'intervento  mio
  vero,   invece,  dovrebbe  basarsi  su  quello  che  questa  classe
  politica, questa classe dirigente siciliana, vuole programmare  per
  il  futuro. Non possiamo vivere a colpi di emergenza. Questa annata
  siccitosa  è stata straordinaria e l'ho detto poco fa e non  voglio
  contraddirmi  ma  dobbiamo cominciare a immaginare  che  di  queste
  annate  siccitose potrebbero verificarsi, auguriamoci di no,  anche
  negli  anni futuri e, quindi, questa classe politica deve fare  una
  scelta.  Deve  affidarsi al fato, al destino, alle  piogge  o  deve
  saper  programmare con investimenti mirati e oculati anche  per  il
  futuro?
   E,  quindi, sicuramente uno sguardo va all'acqua che non avrà  mai
  fine   che  è  l'acqua  del  mare  e,  quindi,  agli  impianti   di
  dissalazione  e  lo  sguardo va a nuovi invasi, caro  onorevole  Di
  Mauro,  che  non  può essere più una bestemmia.  Se  vogliamo  dare
  serenità    ai    nostri   agricoltori,   se    vogliamo    puntare
  sull'agricoltura  come  volano  vero  dell'economia  siciliana  non
  possiamo non pensare a nuove infrastrutture, a nuove dighe, a nuovi
  invasi,  e come diceva qualche collega credo Gilistro, Cracolici  e
  altri,  è inutile immettere acqua se poi le nostre condutture  sono
  dei colabrodo e, quindi, servono

   PRESIDENTE. Onorevole Pace, vada alla conclusione.

   PACE.  Servono investimenti seri e importanti. Quindi  la  scelta.
  Questo Governo e questo Parlamento ormai stanno compiendo due  anni
  dal  mandato e penso che dobbiamo avere una mission nel  completare
  il nostro mandato.
   Penso  che  la  mission  ce  la  stia  dando  la  nostra  attività
  giornaliera, quello che viviamo nei nostri territori e - mi  auguro
  -  che  la  mission di questo Parlamento e di questo Governo  possa
  essere  ricordata  per  avere - non dico -  risolto  del  tutto  ma
  affrontato dignitosamente, diligentemente il problema della siccità
  in Sicilia, una volta per tutte

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente,  Governo, colleghi  deputati,  io  sui
  giornali  leggo  delle  notizie  molto  confortanti  riguardo  alla
  siccità in Sicilia.
   Oggi,  in  particolare,  il Presidente Schifani  annunciava  delle
  spese  per  720 milioni di euro così ripartiti: 20 dallo Stato,  38
  milioni  dalla  Regione per lo stato di emergenza, 90  milioni  per
  l'ammodernamento dei tre dissalatori, 300 milioni per la  messa  in
  sicurezza  delle  dighe, 140 milioni per le reti  idropotabili,  70
  milioni  il  rinnovo delle infrastrutture idriche, per  il  rinnovo
  delle perdite e la realizzazione di altri dissalatori nelle piccole
  isole,  60  milioni recupero dei volumi nei serbatoi artificiali  e
  interconnessioni  tra  i  bacini  ideografici  e  20  milioni  sono
  arrivati come bonus - li abbiamo varati giusto oggi in Commissione.
   Di  fatto, di queste somme penso che i siciliani abbiano visto ben
  poco perché lo stesso Presidente dichiara che ancora soltanto il 13
  per cento delle opere è stato portato a termine.
   Eppure, il Presidente ha detto che sta correndo, si sta sbrigando,
  ma  noi queste corse, Presidente Di Paola, non le vediamo perché  è
  già da nove mesi che parliamo del problema siccità
   Fra   l'altro,   la   protesta  degli  agricoltori,   dei   nostri
  agricoltori,  era  già  montata e già  si  discuteva  di  tutte  le
  problematiche che avrebbero investito non solo il raccolto ma anche
  gli  allevatori  che  hanno  problemi anche  di  approvvigionamento
  idrico per gli animali e per il fieno.
   Il bonus fieno è arrivato soltanto ieri.
   Il  6  agosto  siamo già alla stagione estiva inoltrata,  già  gli
  animali hanno sofferto tantissimo e quindi, Presidente, cosa voglio
  dire  di  tutte queste somme che interessano chiaramente  tutta  la
  filiera dell'acqua?
   Perché  i  problemi  sono  strutturali e non  riguardano  soltanto
  l'approvvigionamento idrico, perché una volta che l'acqua c'è,  poi
  deve attraversare delle reti, delle condutture, che sappiamo essere
  fatiscenti, colabrodo, hanno delle perdite del 50 per cento
   Abbiamo  il  problema  degli  invasi perché  quest'acqua  dove  la
  dobbiamo mettere?
    Gli invasi, cioè quasi tutte le nostre dighe, non sono collaudate
  perché  sono  state costruite anni fa, non rispettano le  normative
  antisismiche, le possiamo riempire solo per i due terzi della  loro
  capacità  e quando quest'acqua supera il livello - addirittura  nei
  mesi  di  piena, nei mesi invernali - dobbiamo abbassare le paratie
  disperdendo tutta quest'acqua.
   Ricordo  ancora gli allagamenti dei campi causati dalla  diga  del
  Regoleto a Marina di Acate che hanno fatto dei danni ingenti  anche
  al raccolto.
   Questi  sono tutti i problemi che riguardano l'acqua  ma  oggi  il
  problema principale è l'approvvigionamento dell'acqua.
   Lo  diceva  anche l'onorevole Pace, non è che la politica  si  può
  affidare  alla pioggia - come ha dichiarato a maggio il  presidente
  Schifani  -  perché se no qua ci metteremmo tutti a fare  la  danza
  della pioggia
   E no  L'approvvigionamento idrico lo dobbiamo risolvere in maniera
  strutturale.
   Ho sentito parlare di dissalatori. Oggi l'Assessore Barbagallo, in
  Commissione,  ci  ha  detto che comunque i dissalatori  sono  utili
  solamente  per  l'uso  potabile,  non  sarebbero  sufficienti   per
  l'agricoltura.
   Si  parlava  quindi  anche di recuperare le acque  reflue  ma  per
  recuperare le acque reflue è chiaro che ci vogliono dei sistemi  di
  depurazione nettamente diversi da quelli che abbiamo in Sicilia.
   C'era,  poi,  un altro caso, Presidente Di Paola, che  voglio  qua
  sottolineare.
   Si  era  parlato di vasto giacimento di acqua sotto i Monti Iblei,
  in  particolare nella fondazione di Gela e addirittura si parla  di
  700  metri  di  profondità  che non  è  poi  così  tanto  e  quindi
  quest'acqua   potrebbe   essere  intercettata.   Io   avevo   fatto
  un'interrogazione  al  Presidente  Schifani  subito  dopo   che   i
  ricercatori  sei  mesi  fa  avevano  dichiarato  che  c'era  questo
  giacimento e ho ricevuto delle risposte poco rassicuranti  dove  mi
  si  diceva che non si era preso in considerazione questo giacimento
  perché ancora si doveva indagare sulle reali possibilità. Ma io  ho
  ricordo che già l'assessore Armao, nella passata Legislatura, aveva
  ricevuto  8  milioni  di fondo proprio per  uno  studio  su  questo
  giacimento  e  mi  chiedo  oggi che fine ha  fatto  quella  ricerca
  dell'Assessore Armao e quel fondo e perché Schifani  risponde  solo
  oggi,  a  distanza di sei mesi, che vuole incontrare  finalmente  i
  ricercatori per verificare la fattibilità di questo sito acqua,  di
  questo vasto giacimento d'acqua?
   E  comunque,  in  ogni  caso, io spero che gli  Assessori  possano
  portare  un mio appello al Presidente Schifani: se questo  incontro
  si  possa  fare  proprio  nella zona  dei  monti  Iblei  perché  la
  popolazione ha molta fiducia in questa possibilità e quindi sarebbe
  opportuno  incontrarli in sito, fare un sopralluogo, piuttosto  che
  chiudersi nelle stanze per questi tavoli tecnici e queste cabine di
  regia che poi di fatto a nulla portano.
   Quindi,  signor  Presidente,  noi ci aspettiamo  che  il  problema
  dell'acqua  possa  essere  affrontato in  maniera  strutturale,  ma
  siccome  ci  rendiamo conto che ad oggi, e il Presidente  ha  anche
  dichiarato che per arrivare al 30% dei progetti ancora siamo in una
  fase  di  studio di fattibilità, passerà molto tempo forse i  primi
  risultati li avremo per l'estate prossima quella del 2025.
   Sono  contenta che oggi in Commissione Attività produttive abbiamo
  votato  per un fondo di 15 milioni da dare appunto agli agricoltori
  e  ai  comuni  per risolversi, quanto meno da soli, nell'immediato,
  una  parte  del  problema  ma è chiaro che  è  insufficiente  tutto
  questo.
   Ci  aspettiamo molto di più da questo Governo che mi  rendo  conto
  che  deve colmare le negligenze anche del Governo precedente  e  di
  quello precedente ancora. Grazie

   PRESIDENTE.  E  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessore,  lei
  nell'incipit del suo ragionamento della nota che ha letto  all'Aula
  ha  parlato,  evidentemente, dei cambiamenti  climatici  e  poi  ha
  citato  alcuni  numeri, riferendosi in particolare agli  interventi
  realizzati  dalla cabina di regia dalla Protezione  civile  che  ha
  gestito  gli interventi dei comuni, che ha coordinato i  comuni,  i
  famosi venti milioni per la crisi dell'idropotabile, e ha detto che
  sono state realizzate opere per circa il 67% degli interventi.  Poi
  ci  ha rassegnato tutta una serie di problemi che nonostante questo
  67% di interventi realizzati ancora sussistono.
   E  lei  parlava di questi interventi e li descriveva come qualcosa
  di  ben fatto, ma in realtà se andiamo a verificare quella che è la
  condizione dei siciliani, leggiamo giornalmente sui giornali che ci
  sono  quartieri  di Caltanissetta che non ricevono  l'acqua  da  20
  giorni  o che hanno turnazioni, lei stesso ne parlava, i turni  per
  giorni  x, bene a Caltanissetta 20 giorni, ad Alcamo 15 giorni,  in
  altri comuni 10 giorni, nei più virtuosi una volta la settimana con
  attività  che sono costrette ad approvvigionarsi continuamente  con
  le  autobotti  private,  con il rischio di essere  sottoposti  alla
  speculazione  delle autobotti private, perché è un dato  che  viene
  registrato in queste settimane che qualche metro cubo di acqua  che
  prima costava per esempio 70 euro, adesso costa 150 euro.
   Dunque, c'è evidentemente un fenomeno speculativo, perché il costo
  dell'acqua  non è aumentato, il costo dei carburanti ci  rassegnano
  che  ultimamente è pure diminuito, il costo del personale è rimasto
  invariato,  è inspiegabile che il costo di un'autobotte  aumenti  a
  dismisura  e  che  noi  non  si faccia niente  per  evitare  questo
  fenomeno speculativo. Però vede, quello che balza agli occhi è  che
  mentre  diciamo bene, siamo stati bravi, abbiamo messo a  terra  il
  67% degli interventi, c'è tutta questa turnazione, c'è tutta questa
  crisi d'acqua. Allora cosa significa? Significa, Assessore che  gli
  interventi che abbiamo programmato e che sono stati programmati, in
  particolare  i  nuovi pozzi, qualche nuovo pozzo, il  revamping  di
  qualche  altro  pozzo  esistente, l'acquisto  di  nuove  pompe  per
  evitare   il  fenomeno  del  distacco,  perché  molto   spesso   le
  attrezzature vetuste hanno impedito il regolare afflusso dell'acqua
  delle  nostre  case,  sono  un mero palliativo  perché  comunque  i
  quantitativi  di acqua che servono per alimentare le  nostre  città
  sono  maggiori rispetto a quelli che stiamo portando. A  questo  si
  collega  un problema, il problema che sì, abbiamo provato e  stiamo
  provando  ad  affrontare  l'emergenza ma  non  stiamo  programmando
  l'uscita  dalla  crisi.  Ne  parlavamo l'altro  giorno,  ricorderà,
  abbiamo presentato al Governo nazionale oltre un miliardo di  euro,
  più  di  un miliardo e mezzo di interventi che sono stati  inseriti
  all'interno  del Piano nazionale per la tutela delle infrastrutture
  idrauliche e in questo Piano ci sono opere pensate più di  20  anni
  fa  quando non c'erano i cambiamenti climatici, o meglio, quando  i
  cambiamenti climatici già c'erano ma una certa politica negava  che
  questi esistessero.
   Quando  qualcuno  poneva  l'attenzione  sulla  necessità  di   non
  consumare  tutte le risorse, altri pensavano solo che  la  crescita
  fosse  l'obiettivo che si doveva perseguire e si attaccavano coloro
  i  quali  dicevano  "forse  è  meglio che  pensiamo  a  un  sistema
  ambientale e di tutela ambientale che garantisca giustizia  sociale
  ma che contempli, allo stesso tempo, il più adeguato e una maggiore
  attenzione  all'utilizzo delle risorse". Dinanzi a questo,  ora  ci
  troviamo  ad  inserire in quel piano opere che si  basavano  su  un
  clima  che  a  settembre, anzi nella nostra Regione si  diceva  che
  superata  la  metà di agosto, cominciava a piovere fino  a  ottobre
  raggiungendo  i  picchi.  Ebbene,  oramai  non  è  più  questa   la
  condizione,  ma  presentiamo opere che si basano su  quel  sistema.
  Allora assessore quello che manca non è la gestione dell'emergenza,
  nell'emergenza  si sta facendo tutto il possibile, purtroppo  tutto
  il  possibile non è sufficiente perché anche quando avremo speso il
  100%  delle  risorse non avremo raggiunto l'obiettivo di assicurare
  l'acqua ai siciliani, perché stiamo parlando di 20 milioni di  euro
  per  5  milioni di cittadini e abbiamo Comuni, per i quali leggiamo
  sui giornali, la polemica che si rubano l'acqua tra di loro, chi ne
  ha  20 litri, chi ne vuole 15 litri, leggiamo della polemica tra il
  Sindaco Lagalla e il Presidente della Regione per le turnazioni nel
  Capoluogo di Regione, nella più importante città siciliana.
   Allora,   dinanzi  a  questo  è  chiaro  e  ribadisco  l'emergenza
  probabilmente non potevamo che gestirla così, sono questi  i  soldi
  che  ci hanno mandato, ma probabilmente potevamo chiederne di  più,
  potevamo  chiedere interventi urgenti sulle infrastrutture,  perché
  quando da un pozzo dove oggi attingo 100 litri al secondo domani ne
  attingerò  200 ma la perdita è sempre del 60-50-40%,  sto sprecando
  una risorsa perché quando avrò emunto da quella fonte 200 litri  se
  non  pioverà quella fonte, quella sorgente, andrà ad esaurimento  e
  dunque l'acqua non sarà arrivata ai siciliani.
   Quello  che  dobbiamo  pretendere dal Governo  e  pretendiamo  dal
  Governo  è  che  metta in campo una strategia complessiva  che,  al
  netto  della  crisi, ci dica come si vuole intervenire sulle  reti,
  come  si  vuole  pensare a una dissalazione che sia più  spinta  di
  quella  che oggi avete immaginato e come si vuole mettere in  campo
  un  sistema che in agricoltura non si basi più sulle acque  piovane
  ma  si  basi  sul riuso e sul riuso - ne parlavamo  anche  oggi  in
  Commissione  - non basta evocare l'esistenza da più di  dieci  anni
  del  Commissario  per la depurazione, perché  - come  dicevo  anche
  oggi  - la nomenclatura,  commissario per la depurazione' vuol dire
  che  il  Commissario si occupa solo di fare interventi che  puntano
  alla  depurazione  delle  acque e non  al  riuso,  c'è  bisogno  di
  programmare  interventi  che invece possono  trasformare  -  e  son
  d'accordo con l'assessore Barbagallo - 10-12 non tutti i Comuni  ma
  i  più  grandi depuratori che funzionano in Sicilia debbono  essere
  immediatamente predisposti per il riuso perché, altrimenti,  avremo
  questa commistione di fonti che in un periodo di scarsità di  acqua
  ci  renderà  veramente  impossibile  soddisfare  tanto  ai  bisogni
  dell'idropotabile tanto a quelli dell'agricoltura.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole Safina.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.  Grazie,  Presidente, onorevoli colleghi,  rappresentanti
  della  Giunta,  abbiamo  ascoltato  quest'oggi  la  relazione   del
  Governo, ci saremmo aspettati una presa di coscienza di ciò che sta
  accadendo,   delle   responsabilità  ben   precise,   una   qualche
  autocritica, un'azione in grado di rassicurare non solo  quest'Aula
  ma anche i tantissimi siciliani che fanno i conti con una emergenza
  idrica  senza precedenti e, invece, abbiamo ascoltato  una  cronaca
  che potremmo definire  come una cronaca  di un disastro annunciato.
   Tantissime  parole abbiamo ascoltato, non solo oggi, ma  anche  in
  queste  settimane  sulle innumerevoli emergenze che  riguardano  la
  Sicilia,  ma  la  forza  evocativa delle immagini  ha  un'efficacia
  comunicativa  che,  consentitemi di dire,  supera  persino  la  più
  limpida e loquace espressione verbale.
   Tre  immagini  sono rimaste impresse nella memoria  collettiva  ed
  hanno  fatto il giro del mondo in questa torrida estate  siciliana,
  immagini  che  nel  loro insieme descrivono  in  maniera  eloquente
  l'incapacità di questo Governo regionale di affrontare le emergenze
  che attanagliano la nostra Isola.
     La prima immagine è quella di un paziente con la gamba ingessata
  con  un  cartone  all'ospedale di Patti, una  foto  che  è  la  più
  efficace  rappresentazione  dello  stato  di  salute  della  sanità
  siciliana.
   Avete cercato di scaricare la colpa delle vostre inefficienze  sul
  personale  sanitario  da anni sottodimensionato,  esposto  a  turni
  massacranti  e  molto  spesso senza le  attrezzature  e  i  presìdi
  necessari  per  poter operare, ma i siciliani sanno  che  le  liste
  d'attesa  infinite,  i  reparti  ospedalieri  chiusi,  le   carenze
  organizzative,  la  mancanza di medici e  infermieri  è  frutto  di
  scelte politiche sbagliate che hanno considerato la sanità solo  un
  bottino  di  guerra da gestire, da spartirsi e solo per  le  nomine
  clientelari e non certo per assicurare un servizio ai cittadini.
   La  seconda  immagine  è quella dei cumuli di  rifiuti  sparsi  in
  queste  settimane  nelle  strade di Palermo,  discariche  piene  di
  immondizia  che  talvolta bruciano, mancanza di un  adeguato  piano
  regionale  per lo smaltimento, aumento spropositato  dei  costi  di
  conferimento.
   Oggi  abbiamo  appreso  dalla stampa che i rifiuti  della  Sicilia
  arrivano anche in Turchia, gestione privatistica che condiziona  un
  sistema  malato  e  sempre più piegato a logiche affaristiche  e  a
  corruttele  varie, come hanno dimostrato vecchie e  nuove  indagini
  della Magistratura.
   E  in un siffatto contesto il Governo regionale ha definanziato lo
  scorso  anno  decine  e decine di progetti dei Comuni  relativi  ai
  centri  comunali di raccolta e al compostaggio di comunità portando
  avanti    con    logiche   propagandistiche   la   questione    dei
  termovalorizzatori   che  voi  per  primi   sapete   non   verranno
  realizzate.
   La  terza e ultima immagine è quella del prosciugamento totale del
  lago  di Pergusa forse la più tangibile rappresentazione, non  solo
  della  grave  siccità che sta colpendo la nostra  Isola,  ma  della
  totale  e  colpevole  sottovalutazione  che  state  compiendo   nei
  confronti di questa emergenza.
   Mentre assistevamo all'inverno meno piovoso degli ultimi decenni e
  mentre   dai   banchi  di  quest'Aula,  attraverso  numerosi   atti
  parlamentari,  chiedevamo  al Governo di  intervenire  con  urgenza
  rispetto a ciò che stava accadendo, voi eravate occupati a litigare
  sulle  nomine dei vertici delle strutture sanitarie siciliane  e  a
  spartirvi le poltrone
   Mentre  le  dighe lentamente si prosciugano e le condotte  idriche
  colabrodo  perdevano decine di milioni di metri cubi  d'acqua,  voi
  eravate  intenti a gestire in maniera clientelare  e  senza  alcuna
  visione  strategica  le  risorse del  Fondo  sviluppo  e  coesione,
  destinando  solo  le briciole alla grande attuale  questione  della
  carenza delle risorse idriche e del clima.
   Mentre  il  comparto agricolo protestava per la  drammatica  crisi
  dovuta  alla  siccità, con raccolti più che dimezzati, voi  eravate
  impegnati  nella  campagna elettorale delle  elezioni  europee  per
  ribadire,  con una logica feudale, il peso politico  di  partiti  e
  correnti per la gestione di potere di ampie fette di spesa pubblica
  da cui trarre consenso.
   Quanto  tempo  ancora dobbiamo aspettare affinché  la  Sicilia  si
  possa  dotare di un piano regionale per l'adattamento agli  effetti
  dei cambiamenti climatici?
   Quello   delineato  dagli  scienziati  è  purtroppo  uno  scenario
  apocalittico.  L'aumento  delle  temperature  medie,  la   drastica
  diminuzione  delle piogge e la tropicalizzazione del clima  rischia
  di  far  piombare la Sicilia in un contesto spettrale. Senza azioni
  incisive  e  immediate,  fra ottant'anni, il  70  per  cento  della
  superficie  coltivabile  rischia  di  desertificarsi  mettendo   in
  ginocchio il settore agricolo e, in questo contesto, ritornerà  con
  una  nuova  declinazione il latifondo, non più quello  agrario  del
  secolo  scorso, ma quello energetico e le nostre campagne, non  più
  coltivabili,  saranno sommersi da mega impianti fotovoltaici  nelle
  mani delle grandi multinazionali.
   Mentre  le aree interne si popoleranno definitivamente,  i  nostri
  giovani   saranno  costretti  ad  emigrare  e  la  popolazione   si
  dimezzerà.
   È  questo lo scenario a cui rischiamo di andare incontro senza una
  immediata  presa  di  posizione politica.  Che  servisse  un  piano
  straordinario di efficientamento delle dighe, che già da mesi  sono
  vuote, e massicci investimenti per ridurre le perdite idriche, ogni
  anno  in Sicilia si perdono 300 milioni di metri cubi d'acqua.  Che
  necessitasse  di  riattivare i dissalatori a causa  della  costante
  diminuzione delle piogge - in Spagna ce ne sono 800 e coprono quasi
  il  10  per  cento del fabbisogno idrico nazionale - che occorresse
  sostenere un sistema di riutilizzo delle acque reflue e di accumulo
  delle  acque piovane, attraverso incentivi mirati, era risaputo  da
  tempo.  Ma avete preferito affrontare con approssimazione  ciò  che
  stava accadendo e i risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti.
   Anziché   metterci  la  faccia  e  affrontare  con  determinazione
  l'emergenza,    programmando   per   tempo,   stanziando    risorse
  significative  e  attuando  una  legislazione  di  emergenza  avete
  delegato  l'intera  gestione  della crisi  istituendo  solo  tavoli
  tecnici e cabine di regia.
   Il   Governo   nazionale,  impegnato  ad  approvare   la   riforma
  dell'autonomia  differenziata, se ne è accorto  soltanto  a  inizio
  maggio  che la Sicilia era alle prese con una gravissima  emergenza
  idrica,  un colpevole ritardo di cui ancora oggi ne stiamo  pagando
  le conseguenze.
   E  mentre  accadeva  ciò,  per centodieci lunghi  giorni,  abbiamo
  dovuto  attendere - e solo per mere logiche di potere - che  questa
  Regione potesse avere un nuovo assessore dell'agricoltura in  grado
  di   occuparsi  quotidianamente  della  grave  crisi  del  comparto
  agricolo.
   La  verità  è che rendendovi conto della gravità della situazione,
  anziché  assumervi  le vostre responsabilità,  state  rispolverando
  l'antica pratica dello scaricabarile.
   Il ministro Musumeci, lo stesso che durante la sua presidenza si è
  fatto bocciare trentuno progetti su trentuno, colpito da un'amnesia
  politica,  se la prende con la regione che lui stesso ha  governato
  per  cinque  anni.  Ma  c'è  chi in queste  settimane,  in  maniera
  subdola,  sta cercando di scaricare la colpa sui sindaci  i  quali,
  senza  risorse  e  competenze specifiche, stanno diventando  giorno
  dopo giorno il capro espiatorio dei cittadini.
   Mi  accingo  a  concludere, Presidente. E al di là delle  immagini
  evocative  già richiamate, vorrei concentrare l'attenzione  su  una
  parola  che  più  volte è stata evocata in questa vicenda  politica
  tutta  siciliana:  si  tratta della parola  "fortuna",  dal  latino
  "fors,  fortis", cioè caso, sorte. L'ha usata, in assenza di  freni
  inibitori,  il Ministro dell'agricoltura, Lollobrigida, riferendosi
  alla  siccità  che per  fortuna' aveva colpito solo  il  sud  della
  Sicilia.  Un  lapsus  freudiano che ci ha  consegnato  il  giudizio
  politico,  ormai nitidamente coloniale da parte del Governo  Meloni
  nei  confronti  del  Meridione e della Sicilia.  Scriveva  Fabrizio
  Caramagna: "La fortuna è sempre immeritata e per questo  si  chiama
  fortuna. E' un regalo che grazia di ogni errore chi lo riceve e non
  ha una grande durata.".
   Ma,  in  effetti,  in questo immobilismo politico abbiamo  davvero
  bisogno in questo momento, cari colleghi e cari siciliani, di tanta
  fortuna  e  di alzare lo sguardo verso il cielo nella speranza  che
  possa  essere la natura a risolvere i problemi che la politica  non
  riesce  nemmeno  ad  affrontare. Ma in questa  Terra  disperante  e
  disperata,  i siciliani hanno avuto purtroppo anche la sfortuna  di
  avere un Governo regionale inadeguato che non gestisce l'ordinario,
  che  non  affronta le emergenze e che non è in grado di programmare
  iniziative di ampio respiro. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Venezia.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA.  Grazie,  Presidente, Assessore,  Governo  e  colleghi.
  Intanto intervengo per solidarietà nei confronti dell'Assessore  Di
  Mauro,  io  credo  che abbia ereditato il peggiore assessorato  che
  poteva  ereditare. Dal 2012 sono in quest'Aula ed è da  allora  che
  sento  parlare  di  acqua,  di criticità,  di  problemi,  di  acqua
  pubblica,  non pubblica... E la memoria dei siciliani  forse  si  è
  ristretta perché credo che i problemi per la nostra Terra siano  da
  farsi  risalire  al  2004, quando qualcuno ha  svenduto  quel  bene
  prezioso che questa Terra aveva.
   Da  allora è stato un continuo di problemi e situazioni che, a mio
  modesto modo di vedere - e sto intervenendo più da sindaco  che  da
  deputato  di questa Assemblea - sono da dividersi in due categorie:
  c'è  il  problema per uso umano, da un lato, e c'è il problema  per
  uso  irriguo dall'altro lato, perché se è vero come è vero  che  la
  nostra  Terra  si basa sul turismo - ed è rispettabilissima  questa
  affermazione  -  è  anche  vero  che  la  nostra  Terra   si   basa
  sull'agricoltura, sulle eccellenze e in questo momento,  in  questi
  ultimi anni queste eccellenze sono andate completamente disperse  e
  mi riferisco agli agrumeti, mi riferisco ai vigneti, agli uliveti.
   Io  sono sindaco e sono un sindaco il cui territorio insiste nella
  Valle  del Belìce, ed è una Valle che oggi piange lacrime e sangue,
  perché gli agricoltori non riescono ad irrigare, da un lato, perché
  la  risorsa del lago Arancio all'ultimo minuto viene dirottata  sul
  trapanese  anziché  sugli agricoltori che il 4 e  5  agosto  scorso
  erano pronti per irrigare e la mattina stessa hanno saputo che  non
  era più il loro turno, dico però che dall'altro lato vero è che  il
  turismo lo dobbiamo "privilegiare", "agevolare", eccetera, ma a mio
  modesto  modo  di  vedere  la prima cosa  da  privilegiare  sono  i
  siciliani  e  la  necessità  che questi siciliani  hanno  di  avere
  l'acqua  in  casa non ogni venti giorni, ogni mese ogni  due  mesi,
  come  accade  nella mia provincia di Agrigento,  ma  avere  l'acqua
  corrente,  considerando  le esigenze e le necessità  di  tutti.  Al
  primo  posto,  ci  sono  i  disabili, al primo  posto  ci  sono  le
  famiglie, i bambini e i malati.
   Allora,  capisco da qui il grande lavoro che cerca secondo  me  di
  fare,  dico cerca e tenta di fare l'Assessore Di Mauro,  ma  io  ho
  poche  aspettative rispetto ai risultati perché questa è una  terra
  che si piange addosso per decenni ed è una terra che poi non riesce
  a  trovare  soluzioni  e non riesce a mettere in  campo  situazioni
  concrete.
   La   prima   tra  tutte,  io  dico,  ho  sentito  nella  relazione
  dell'Assessore  Di  Mauro  parlare del  sovrambito'.  Ecco,  questo
  sovrambito  che gestisce le nostre reti idriche, quanti  interventi
  reali  ha  fatto, investendo denaro e mi riferisco  alle  reti,  mi
  riferisco ai depuratori, mi riferisco alla possibilità di attingere
  e poi mettere in rete nella mia provincia dove l'ATI, credo che sia
  stata  una  delle poche province dove nel 2016 si è costituito  uno
  dei primi ATI idrico, questo non è avvenuto. Il sovrambito continua
  a  vendere  acqua  a  0,73  centesimi al metro  cubo  con  bollette
  salatissime per un ritorno pari a zero o pari a nulla.
   Una  cosa che mi preme sottolineare è quella di dire che se il  55
  per   cento  delle  nostre  reti,  mi  riferisco  sempre  alla  mia
  provincia, le altre saranno di meno, se il 55 per cento delle  reti
  non funziona, 'inserire acqua' come dice qualcuno, non fa altro che
  causare colpi di ariete che finiscono per sfondare le condotte.
   Allora,  penso  che i primi interventi, lo dico  all'onorevole  Di
  Mauro,  lo  dico  al Governatore e lo dico a questo sovrambito  che
  sembra  essere  una  realtà  eterea, la prendiamo  e  non  possiamo
  parlarci,  non  possiamo sapere da chi, da  chi  è  composta,  cosa
  decide  di  fare  sulle nostre teste. La prima cosa  è  mettere  in
  sicurezza le reti idriche, perché quel poco tanto di acqua non vada
  disperso,  perché  se  il 55 per cento viene disperso  il  conto  è
  presto fatto
   L'altra cosa che volevo sottolineare in questo momento è che nella
  nostra provincia, nella mia provincia, il Prefetto ha preso in mano
  la  situazione,  cercandola di gestire. Io ho grande  rispetto  per
  l'autorità  del  Prefetto ma la sottolineatura che  voglio  fare  è
  quella  di  dire  noi  sindaci, assieme  al  Prefetto,  assieme  al
  Governo,  siamo  i  primi  soggetti  investiti  dai  problemi   dei
  cittadini. Allora la domanda è una: se come è avvenuto c'è stato un
  S.O.S.  da  parte della Protezione civile per invitare i sindaci  a
  trovare  nuove risorse, nuove sorgenti, nuovi pozzi e  qualcuno  di
  noi  lo ha fatto la domanda e la richiesta che faccio, queste nuove
  risorse devono essere immediatamente inserite in rete senza passare
  dal sovrambito. Non è possibile che una risorsa di un comune, oggi,
  nel  2024, Assessore Di Mauro, venga immessa in un circuito che  fa
  un  giro lungo per essere lavato a 0,73 centesimi ed essere venduto
  ai  cittadini  ancora  più caro quando la  si  può  mettere  quella
  risorsa direttamente in rete a 0,03 centesimi in maniera tale  che,
  almeno  il  cittadino  pianga con un  occhio,  cioè  a  dire  abbia
  bollette meno salate. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole. Ha chiesto di parlare  l'onorevole
  Marano.
   Ne ha facoltà.

   MARANO. Grazie, Presidente.
    Quando tempo fa vedevo le immagini in Sudan dove da tempo lottano
  contro  il  tema  della  siccità, dove hanno problematiche,  guerre
  sull'aggressione dell'acqua fra agricoltori, fra allevatori  quando
  vedevo le immagini di questa gente che ogni otto giorni si andava a
  prendere l'acqua con i bidoncini pensavo, 'mizzica' ma come  fanno?
  Come fanno a vivere queste situazioni così estreme?
   Oggi, quelle immagini le stiamo vedendo, le stiamo vivendo qui  in
  Sicilia. Vediamo queste immagini e, allo stesso tempo, tutto sembra
  paralizzato  perché  non si vedono azioni  che  nel  lungo  termine
  possano rimediare a questa problematica.
   Poco  fa  un  collega parlava delle azioni del Governo  nazionale,
  della   cabina  di  regia,  di  questa  volontà  di  lavorare   per
  programmare.  Io  so  per  certo che a  Roma  abbiamo  un  Ministro
  all'agricoltura  - perché chiaramente il problema dell'acqua  ha  a
  che  fare  con  le  persone  e con le utenze,  ma  ha  a  che  fare
  chiaramente  con  gli  agricoltori, che da una  vita  investono  in
  questo  lavoro con amore e passione -, io so per certo che  c'è  un
  Ministro  che mesi fa se ne uscì dicendo "meno male che la  siccità
  ha colpito il Sud".
   Ora  leggevo  sulla  stampa del Piano Mattei e di  questo  accordo
  fatto  con  l'Algeria per piantare legumi e cereali in Algeria  per
  l'Italia;   cioè   da   noi   arriveranno   praticamente   prodotti
  dall'Algeria. Mi chiedo perché questo Governo e questo Ministro non
  investano  nel  Sud  Italia  e in Sicilia,  luoghi  che  hanno  una
  grandissima e preziosa tradizione.
   Rispetto  alla cabina di regia sulla crisi idrica, Presidente,  io
  tempo fa ho fatto una richiesta di accesso agli atti per sapere  di
  cosa  si  parla  in  questa cabina di regia,  perché  penso  che  i
  parlamentari hanno il diritto di sapere di che stanno  parlando  in
  questa  cabina di regia. Bene, sono trascorsi 30 giorni,  gli  atti
  non  mi  sono  arrivati   Ho  fatto un sollecito,  ho  chiamato  il
  Dipartimento, che sa di questa richiesta di accesso agli  atti;  ho
  provato a chiamare il dirigente stamattina e non mi ha risposto  al
  telefono. Questi verbali, di questa regia, ancora non si conoscono.
  Farò  l'ennesimo  sollecito per capire di che stanno  parlando,  di
  cosa parla questo Governo nell'ottica di questa programmazione.
   E poi, Presidente, si assiste alle liti tra Schifani tra Musumeci,
  sui  prezzi  dell'acqua, delle autobotti. Cioè,  è  davvero  triste
  vedere tutto questo teatrino attorno ad un problema così grave,  un
  Governo  che  sta  lavorando  in perfetta  continuità  col  Governo
  Musumeci, Governo che ai tempi si fece bocciare 31 progetti  su  31
  del PNRR per intervenire sulle reti idriche.
   Ma  come  bisogna governare questa Terra? E se andiamo a vedere  i
  dati dell'Istat, Presidente, nel 2022, in Sicilia la perdita idrica
  nella  fase di immissione in rete dell'acqua per usi autorizzati  è
  stata  del  51,6 per cento, per un volume di 339 milioni  di  metri
  cubi di acqua sprecata
   La  manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti idriche è un
  miraggio, Presidente, un miraggio. E oggi la mancanza - come dicevo
  poc'anzi,   in   apertura  -  la  mancanza   anche   dell'Assessore
  all'agricoltura, al di là delle competenze, fa davvero  riflettere.
  Perché, Presidente, ok la competenza dell'assessore Di Mauro, ma  è
  una questione di responsabilità  Noi siamo qui a parlare di un tema
  troppo  importante,  ce  la insegnano all'asilo  nido  l'importanza
  dell'acqua  Ma si può pensare che un Governo che governa  un'Isola,
  una  Regione, non percepisce il fatto che tra un po'  di  anni  qua
  probabilmente  bisognerà anche valutare se restare o  meno,  perché
  avremo anche il problema dell'acqua? Ma è un problema serio  Perché
  l'acqua  è  razionata in alcuni comuni; ora sono alcuni, in  alcune
  province, ma se si continua così aumenterà e diventerà un disastro
  E sarà l'ennesimo motivo, Presidente, per scappare da quest'Isola.
   In  Arabia  hanno  fatto  il  primo dissalatore  a  impatto  zero.
  Spiegatemi  perché  qui  non  si  può  pensare  di  poter  fare   i
  dissalatori a impatto zero. In Arabia sì, in Sicilia no  E feci una
  norma,  presentai una norma lo scorso anno e mi risero  in  faccia,
  perché non si poteva fare e continuano a dirlo anche oggi  ci vuole
  tempo,  onorevole ci vuole tempo, non si può fare. Ma che cosa?  Il
  dissalatore? Ma u sapi quantu tempu ci vuoli?"
   Cosa  possiamo  immaginare, che fra cinque anni, fra  dieci  anni,
  siamo ancora con le autobotti? No  Bisogna risolvere il problema
   Per   non  parlare,  Presidente,  e  chiudo,  hanno  fatto,  hanno
  annunciato  un  esposto  anche i rappresentanti  del  Codacons  sul
  mercato  nero dell'acqua. Il mercato nero dell'acqua,  a  discapito
  degli  agricoltori e degli allevatori, Presidente. A  chi  dobbiamo
  dare  conto? Ai siciliani o al mercato nero, Presidente? Facciamoci
  tutti  un  esame  di coscienza, il Governo in primis  e  tutti  gli
  assessori, perché qui bisogna intervenire seriamente, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA.   Grazie,  Presidente. Guardi,  come  Partito  Democratico,
  abbiamo  sottoposto  al  Governo,  già  a  dicembre  del  2023,  la
  questione  dei cambiamenti climatici, che ha riportato  l'assessore
  Di  Mauro durante la sua relazione, e lo abbiamo fatto chiedendo il
  riconoscimento,  da parte del Governo regionale,  dell'Osservatorio
  che, appunto, riconoscesse i cambiamenti climatici in atto.
   Purtroppo,  autorevoli esponenti non solo  di  questo  Governo  ma
  anche  del  Governo  nazionale, fino a  qualche  anno  fa,  non  ci
  credevano  nemmeno  ai cambiamenti climatici, salvo  poi  scoprire,
  sulla  nostra pelle, che i cambiamenti climatici esistono e  stanno
  incidendo   ed   impattando  nella  nostra  vita  e,   soprattutto,
  all'interno dei nostri territori, delle amministrazioni locali, dei
  nostri cittadini.
   E  allora,  Presidente, io non voglio ripetere tutte le iniziative
  che, in maniera egregia, hanno esposto i miei colleghi deputati del
  Partito Democratico, rispetto a quello che dovrebbe essere fatto  e
  rispetto   alle  azioni  che  si  potrebbero  portare   avanti:   i
  dissalatori,  piuttosto che il riammodernamento dei depuratori  per
  l'utilizzo  dell'acqua,  sia  in agricoltura  ma  anche  in  ambito
  industriale,  piuttosto che il rifacimento delle reti idriche  che,
  oggi, sono un colabrodo.
   Io  quello  che voglio chiedere al Governo regionale  è  di  farsi
  promotore,  nei  confronti anche del Governo nazionale,  di  poteri
  speciali per poter intervenire nell'immediato.
   Presidente, non è accettabile che il direttore Cocina, in  maniera
  legittima,  dichiari  appunto che per la  realizzazione  di  questi
  interventi  occorrano 18 mesi  Noi non possiamo attendere  18  mesi
  per  vedere  i primi risultati dell'azione, non solo di Governo  ma
  anche di quest'Aula.
   Quindi,  occorrerebbero dei poteri speciali, che consentissero  di
  derogare  a  tutta una serie di procedure e superare nell'imminente
  la  crisi  idrica. Diversamente, Presidente, l'immagine che  stiamo
  continuando  a dare all'esterno e ai nostri cittadini è  quella  di
  una politica non in grado di incidere, non in grado di programmare,
  ma,  soprattutto, non in grado di farsi carico delle  esigenze  dei
  nostri  concittadini e vedere come in alcune realtà il razionamento
  dell'acqua abbia dei tempi che arrivino fino a 20, 30 giorni.
   Scusate, colleghi, non riesco a concentrarmi. E' la dimostrazione,
  è la dimostrazione... non sono bravo come lei, onorevole Cracolici
  è  la  dimostrazione che i nostri territori si sentono  abbandonati
  dalla  politica,  perché pensare che per avere  l'acqua  un  comune
  debba  aspettare venti giorni, trenta giorni penso sia un  qualcosa
  di inaccettabile. E tutto questo dibattito che oggi stiamo facendo,
  in  quest'Aula,  assessore Di Mauro, se  non  sostenuto  da  azioni
  consequenziali,   concrete,  che  non  possono   essere   solo   le
  interrogazioni,  le  mozioni, la discussione in  Aula,  ma  che  si
  devono  tradurre  in  azione  concreta sul  territorio,  credo  che
  delegittimi non solo la nostra figura, di autorevoli rappresentanti
  delle  Istituzioni di questa Regione, ma soprattutto la  figura  di
  questo  Governo  regionale,  che  sicuramente  avrà  una  parte  di
  responsabilità  rispetto a quello che noi  oggi  ci  ritroviamo  ad
  affrontare,  perché il problema della crisi idrica  è  un  problema
  atavico  che  esiste in questa Terra da diversi anni e  da  diverse
  legislature.
   Ma questo non significa che ci dobbiamo accontentare o accomodare,
  rispetto  a quello che non è stato fatto in passato. Immaginiamo  e
  pensiamo, invece, di intervenire in maniera concreta oggi, con  gli
  strumenti a disposizione dell'Assessorato e con quelli che potrebbe
  avere   questo   Governo.  Se  il  Governo   nazionale   iniziasse,
  finalmente,  a  programmare e ad avere a cuore le sorti  di  questa
  Terra,  cosa che fino ad oggi non ha dimostrato perché,  quando  si
  parla di Sicilia e lo ha dimostrato l'ultimo intervento che è stato
  fatto  dal Governo nazionale con lo stanziamento dei 20 milioni  su
  interventi  che  possono  riguardare solamente  iniziative  che  si
  concludano  nell'arco  di uno o sei mesi e, quindi,  ovviamente  il
  Governo  regionale e il responsabile del Dipartimento di Protezione
  civile l'unica cosa che può programmare è quella di reperire  acqua
  senza  fare  materialmente degli interventi di programmazione  e  a
  lungo termine.
   Quindi  apriamo  un dibattito rispetto a questo  ma,  soprattutto,
  Assessore,  interveniamo nell'immediato per provare  a  dare  delle
  risposte concrete ai nostri cittadini.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  ora
  ho  capito,  forse, perché in Aula oggi sono presenti soltanto  due
  assessori: perché il resto della Giunta, probabilmente, è impegnato
  nella  danza della pioggia. Perché forse questa è l'unica soluzione
  che  a  questo Governo regionale rimane. Forse si affiderà a questa
  unica  soluzione  perché  qua noi oggi  ci  saremmo  aspettati  una
  relazione e, soprattutto, una presa di posizione da parte di questo
  Governo  regionale con la presentazione di una visione. Una visione
  a  breve,  a  medio  e  a  lungo  termine,  cosa  che  non  abbiamo
  assolutamente ascoltato.
   Io faccio un plauso all'Assessore Di Mauro, che è rimasto in Aula,
  sebbene  un  piccolo malore ma, certamente, non glielo posso  fare,
  Assessore, per una cosa in particolare: il suo è un Assessorato che
  è  vuoto.  Mancano  le  competenze specifiche  per  portare  avanti
  qualsiasi  tipo  di  progettualità e io, da  parte  sua,  mi  sarei
  aspettato  una  levata  di scudi all'inizio di  questa  legislatura
  perché lei non può mandare avanti la sua attività con l'assenza  di
  ingegneri che possano controllare, collaudare le dighe, che possano
  portare  avanti dei progetti specifici. Così come pensavo  che  lei
  avesse chiesto, sin dal primo giorno del suo lavoro, una task force
  di  competenze  specifiche.  Cosa che  non  è  avvenuta  e  noi  ci
  ritroviamo a inseguire un'emergenza.
   Il  suo  Assessorato ha due emergenze gravissime: da una parte  la
  siccità che stiamo tentando di affrontare con la responsabilità  di
  tutte  le  forze di minoranza e dall'altra i rifiuti.  Non  si  può
  vedere l'immagine del Tmb di Palermo, di Bellolampo, circondato  da
  tonnellate di rifiuti. Non è più pensabile una cosa del genere  con
  la  città  capoluogo della Regione dove adesso i turisti vengono  a
  fotografare  i  nuovi monumenti: cumuli di immondizia  in  tutti  i
  vicoli del centro storico e delle periferie.
   Ma  tornando all'emergenza siccità: due miliardi e mezzo dal  2007
  sono stati spesi dai governi che si sono susseguiti senza risolvere
  alcunché. Con l'acquisto, gli investimenti in dissalatori che erano
  già  obsoleti  ancora prima di essere costruiti e,  allora,  io  mi
  chiedo:  perché  fare  il  revamping su questi  dissalatori?  Avete
  consultato  la comunità scientifica? Ecco perché abbiamo presentato
  nella  mozione la possibilità di inserire, all'interno della cabina
  di  regia,  chi di questa materia ne mangia, ne mastica.  E  allora
  interpellate  le Università, gli esperti, il Cnr per potere  capire
  qual è la strada da percorrere.
   Perché  investire  sui  vecchi dissalatori anziché  costruirne  di
  nuovi,  di  nuova  generazione come è  stato  detto  già  da  altri
  colleghi?   O  ancora  perché  non  fare  un  controllo   specifico
  sull'acqua, sull'erogazione dell'acqua che sta avvenendo in  questi
  giorni?
   Mi  chiedo:  ma  perché le autobotti l'acqua  ce  l'hanno  sempre?
  Sempre   Le  ditte private riescono a erogare l'acqua. Da  dove  la
  prendono l'acqua?
   E'  stato fatto un controllo su queste autobotti che possibilmente
  hanno anche acqua inquinata, così come è stato detto dal Codacons?
   Oppure  ancora  calmierare le tariffe  Non  si  spiega  perché  il
  trasporto delle autobotti per il trasporto dell'acqua sia aumentato
  quando  non  è  aumentato il carburante, non ci  sono  stati  degli
  aumenti  che giustificano un aumento quasi del doppio del trasporto
  delle autobotti.
   Assessore, facciamo qualcosa di concreto intanto per i cittadini e
  cercate   di  potenziare  questi  controlli  anche  attraverso   le
  Prefetture  che  sono  assolutamente disposte  a  dare  il  proprio
  personale per il controllo e diamo un segnale ai cittadini che,  in
  questi   giorni,  veramente  hanno  un'emergenza  a  tutto   tondo:
  emergenza per l'acqua potabile, emergenza per l'irrigazione, quindi
  per gli agricoltori.
   Assessore, soprattutto, investimenti a 360 gradi anche sulle acque
  reflue.
   Ma  perché  non  pensare di utilizzare gli Uffici  pubblici  della
  Regione per potere raccogliere le acque piovane e di utilizzarle  -
  magari - per gli sciacquoni oppure per altro?
   Ancora,  sentivo un esperto in questi giorni che diceva  che,  con
  gli  ultimi tipi di raffreddamento degli edifici, le acque  vengono
  rimesse nella fognatura.
   Pensare di fare di investimenti a lungo termine di questo tipo per
  l'utilizzo  delle  acque che vengono emesse dai condizionatori.  Ci
  sono tante di quelle cose da poter fare, ma utilizziamo la comunità
  scientifica  che  ci  può dare sicuramente  un  aiuto  concreto  ed
  evitiamo di pensare solo alla danza delle piogge.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non le nascondo
  il  mio  imbarazzo in un'Aula così vuota, con pochissimi componenti
  della maggioranza.
   Un  tema così delicato, così importante per la nostra Sicilia, non
  dico  gli interventi, ma quanto meno essere presenti in Aula  credo
  sarebbe  stato un gesto di attenzione nei confronti dei  siciliani,
  seppur minimo, perché poi alla fine contano i fatti, fatti che  non
  ci sono, che mancano.
   E'  sotto  gli  occhi  di tutti, visto che  siamo  passati  da  un
  Assessore   per   l'agricoltura  odontoiatra   ad   un   professore
  universitario di idraulica agraria.
   Mi aspettavo oggi la presenza del neo Assessore per l'agricoltura,
  sarebbe  stato anche un bel gesto di attenzione del Governo  su  un
  tema che riguarda principalmente lui.
   Ben venga il Vicepresidente Di Mauro, l'Assessore per l'energia, è
  sempre  presente  l'Assessore  Aricò,  per  le  infrastrutture,  ma
  certamente  un  messaggio da parte di quello che è l'Assessore  per
  l'agricoltura,  in  un momento così delicato, visto  che  oggi  era
  anche  presente in Commissione  Attività produttive , sarebbe stato
  un bel segnale al Parlamento.
   Non so veramente da dove partire.
   Presidente, lei consideri che io andavo alle scuole elementari e i
  consorzi  di  bonifica  erano  commissariati   Stessi  consorzi  di
  bonifica che ci hanno fatto perdere 500 milioni di euro del PNRR.
   Oggi sentiamo pontificare da Roma il Ministro Musumeci su tutte le
  Regioni,  tra cui la Sicilia, che non riescono a spendere  i  soldi
  sulla siccità del PNRR.
   Meraviglioso  Presidente della Regione fino a un anno e mezzo  fa,
  che oggi si sveglia e ci dice cosa va fatto e cosa non va fatto
   Se  a  questo  aggiungiamo  una mancata riforma  dei  consorzi  di
  bonifica, che si attende non so da quanti anni, questo Governo l'ha
  ripresentata, ferma in Commissione "Bilancio", riportata nuovamente
  là,  mancati  investimenti sulle dighe,  mancano  i  collaudi,  non
  vengono completate.
   Poco fa discutevamo di alcune delle dighe della nostra Regione che
  ancora tardano a essere completate, alcune dove addirittura l'acqua
  la  gettiamo  a  mare  perché non riusciamo neanche  a  trattenerla
  all'interno degli invasi. Poi ci sono tantissime idee su come poter
  in  qualche  modo  trovare delle soluzioni, ma tutto  si  ferma  in
  questo  Palazzo, in questi Palazzi della nostra Regione dove sembra
  che  programmare sia una parola da non pronunciare mai, da non fare
  mai, non portare mai avanti.
   Discutevo poco fa con un collega dell'agrigentino, dove in  questo
  momento   stanno  subendo  veramente  dei  ritardi  nell'erogazione
  dell'acqua potabile, quindi l'uso cittadino veramente imbarazzante,
  e   dicevo   all'onorevole  Cambiano:  ma  quindi  stasera   quando
  incontrerai un tuo concittadino che ti chiederà cosa state facendo,
  cosa dobbiamo fare? Farlo ascoltare o far leggere il documento  che
  il Vicepresidente Di Mauro ha consegnato all'Aula?
   Quindi  sembra che tutto sia a posto, risolto, che il Governo  sta
  lavorando  alla  grande  e che tra qualche  mese,  ringraziando  il
  Cielo, avremo risolto tutti i problemi della nostra Terra.
   Io  non  mi  aspetto  chissacchè  e  non  mi  aspetto  nemmeno  la
  risoluzione  del  problema  in  maniera  definitiva,  però  non  le
  nascondo  che  vedo un immobilismo che mi fa paura e  mi  fa  paura
  quando i più grandi territori della nostra Regione si ritrovano  ad
  agosto senza avere un goccio d'acqua a casa, senza avere gli invasi
  con un minimo d'acqua per poter affrontare i prossimi mesi.
   Giusto   qualche  settimana  addietro,  sono  salito  nella   diga
  Rosamarina,  una  delle  più  grandi dighe  della  nostra  Regione,
  situata  all'interno del palermitano, faceva veramente  impressione
  vedere come quel territorio era completamente desertificato.
   Ma  non  è  come  qualcuno diceva un problema  da  affrontare  con
  l'emergenza  o di cui si possa immaginare una soluzione  immediata,
  ma  non ci sono i segnali nemmeno di una soluzione. E questa  è  la
  cosa  che  fa  più paura cioè l'impossibilità, al di là dell'elenco
  delle  opere  finanziate che si ripete e sentiamo  da  decenni:  50
  milioni  per  quello,  20 milioni per quello, 250  per  quell'altro
  salvo  poi  vedere che i lavori non vengono appaltati, non  vengono
  realizzati e nel frattempo i siciliani continuano a pagare i  danni
  creati  da una politica che non riesce nemmeno a fare una legge  di
  riforma  che  è  quello  per cui veniamo pagati  mensilmente  anche
  questo mese.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a a parlare l'onorevole Giambona.  Ne  ha
  facoltà

   GIAMBONA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  quest'oggi  ho  qualche  difficoltà ad  approcciare  all'argomento.
  Intanto  rilevo  oramai la costante assenza  del  Presidente  della
  Regione siciliana, ma ce ne siamo fatti ormai un'abitudine,  ma  mi
  sarei     aspettato,    giusto    all'indomani    dell'insediamento
  dell'Assessore per l'agricoltura, quanto meno la sua presenza oggi,
  anche   per  dare  un  segnale  di  apertura,  di  dialogo  con   i
  parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana.
   Questo è un primo tema su cui riflettere.
   Un  altro,  signor Presidente, è il momento in cui noi  discutiamo
  questa  mozione. Cioè, io mi chiedo per coloro che oggi ci  seguono
  nella  diretta  o  che ci vedranno nelle registrazioni  qual  è  la
  considerazione  sul lavoro della maggioranza Schifani,  sul  lavoro
  dei parlamentari, giacché il 7 agosto affrontiamo una mozione sulla
  siccità? Io credo che sia inqualificabile.
   E'  come  dire  al moribondo che sta per morire, a colui  che  sta
  esalando l'ultimo respiro che quasi glielo comunichiamo qual è  che
  sarà l'esito.
   Io credo che questo sia assolutamente inaccettabile per quello che
  è  la  programmazione,  devo dire inesistente,  e  lo  dimostra  la
  discussione che è stata prevista per oggi.
   Anche perché noi parlamentari del Partito Democratico, non solo  a
  livello  regionale ma anche a livello nazionale, è già da  parecchi
  mesi che presentiamo atti ispettivi, mozioni e ogni altro documento
  per chiedere la trattazione di questo argomento.
   La mozione che oggi discutiamo, e naturalmente ne convengo con gli
  altri  Gruppi  parlamentari che hanno deciso di non  partecipare  a
  questa  discussione, è assolutamente intempestiva. E'  una  mozione
  che  per  certi versi non può che determinare, in quello che  è  il
  nostro  tessuto sociale, rabbia, perché irrispettosa nei  confronti
  di  coloro  che  oggi hanno il razionamento dell'acqua,  non  hanno
  l'acqua  a  casa,  è assolutamente scandalosa nei  confronti  degli
  operatori  agricoli,  degli operatori della zootecnica.  Ma  questo
  evidentemente nasce da un presupposto di base sul quale  credo  che
  questo Governo ancora non abbia fatto le dovute riflessioni, perché
  quello che accade, Presidente e onorevoli colleghi, in Sicilia  non
  è  frutto  di  un'emergenza, non è frutto di una  calamità,  perché
  tutto  era  ampiamente  previsto,  perché  abbiamo  un  piano   dei
  cambiamenti  climatici  della Regione siciliana  che  dovremmo  già
  conoscere,  abbiamo degli studi scientifici che  risalgono  già  al
  2008  nei  quali si delineano purtroppo, in funzione di quelli  che
  sono  i cambiamenti climatici, gli effetti di una desertificazione,
  oramai  inesorabile.  E  guardate tutti e tutto,  oramai  smentisce
  quelli che sono i negazionisti più ostinati e devo dire che noi  ne
  abbiamo  qualcuno  anche  a  livello nazionale,  qualche  ministro,
  qualche  vice Premier che non ha mai creduto a quelli che sono  gli
  effetti  di  questi  cambiamenti climatici che  purtroppo  dobbiamo
  registrare drammaticamente nella nostra Regione e sono loro i primi
  responsabili  di  quelli che sono gli effetti di  una  mancanza  di
  condotta  adeguata sulla nostra rete idrica, su  quella  che  è  la
  necessità  di  porre  in essere una serie di  azioni  concrete  per
  migliorare  la  possibilità di accumulare acqua o di trovare  delle
  soluzioni  alternative per immagazzinare quella che è  una  risorsa
  preziosissima.
   Ebbene,  in  funzione di tutto questo, colleghi, l'unica  risposta
  che  vedo nelle ultime settimane a quello che è il grido di  dolore
  degli  operatori della nostra società che non ha acqua è quello  di
  creare  tavoli,  come se i tavoli servissero a dare  da  bere  alle
  persone  o  ad  irrigare i campi o a dare da  bere  purtroppo  agli
  allevamenti   che   ne  hanno  bisogno  in  maniera   assolutamente
  essenziale.  Tavoli  tecnici, il primo,  e  sono  entrambi  del  26
  luglio,  una  consulta consortile dei consorzi - già questo  sembra
  uno  scioglilingua: una consulta consortile dei consorzi,  guardate
  sembra  una  barzelletta - oppure ancora un  tavolo  regionale  per
  l'emergenza  in  agricoltura, che deve essere costituito  dando  le
  indicazioni  entro 15 giorni dal 26 luglio e solo  dopo  funzionerà
  con un decreto che deve essere emanato. Nel frattempo, arriveremo a
  settembre inoltrato, forse a ottobre, ma forse non è chiaro che  la
  situazione deve essere risolta nel più breve tempo possibile e deve
  essere risolta con adeguati mezzi. E se la Regione siciliana,  come
  sembrerebbe, non è nelle condizioni di affrontare questa  emergenza
  sociale  che è in corso, dovrebbe intervenire il Governo nazionale,
  magari  commissariando la Regione siciliana  sulla  gestione  della
  siccità  in Sicilia. Perché proprio il Governo nazionale,  fino  ad
  oggi,  è intervenuto, malgrado abbiamo un Ministro della Protezione
  civile  che è stato, fino a ieri l'altro, Presidente della  Regione
  siciliana  e  quindi dovrebbe essere sensibile  ai  problemi  della
  nostra  Regione,  giacché  li ha determinati  anche  lui  facendosi
  bocciare  31  progetti  su 31 sulla nostra  riqualificazione  delle
  condotte  idriche.  Ecco,  lui dovrebbe  essere  il  primo  a  dare
  sostegno alla nostra Regione, invece nulla di tutto questo   Sembra
  che  il problema non interessi questo Governo, che non interessi  i
  nostri  parlamentari  che sono a Roma del  centrodestra,  eppure  i
  cittadini  ne devono patire e pagare le conseguenze e questo  credo
  che sia assolutamente inaccettabile.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  per  quello  che c'è nel senso che colpa agli assenti e  plauso  ai
  presenti,  che  quanto  meno dimostrato  attaccamento  alla  maglia
  perché solo questo è rimasto   C'è un detto siciliano che dice  che
  "piangere  il  morto sono lacrime perse". Secondo me voi  la  state
  trattando  un  po' così questa emergenza, che di emergenza  ha  ben
  poco,  perché  l'emergenza è quella che consegue un  terremoto,  un
  evento  inaspettato  che a un certo punto succede,  nessuno  poteva
  prevederlo,  c'è  un  disastro  e si lavora  in  emergenza  invece,
  assessore Di Mauro, a parte che ad ascoltare la sua relazione lunga
  sembrerebbe quasi che la soluzione dei problemi ce l'avevate pronta
  nel  cassetto  e  non si capisce perché non l'avete  uscita  prima,
  perché dice ho tutte le soluzioni, cioè che avete fatto questi  due
  anni, cinque precedenti, cioè ce le avevate  E non l'avete messa in
  pratica?  Non ha senso oggettivamente ma soprattutto,  secondo  me,
  bisognerebbe  avere quella serenità per ammettere quanto  meno  che
  avete  sbagliato,  perché  io ricordo  quando  i  Capigruppo  fummo
  convocati  dall'allora  Vicepresidente e assessore  all'agricoltura
  Sammartino - credo che fosse il mese di marzo o aprile - per  dirci
  ci  sono  dei  problemi,  stiamo andando  incontro  a  una  siccità
  importante,   gli   anni  prossimi  sarà  peggio  ancora,   occorre
  intraprendere  un percorso di confronto  tra il Governo,  i  Gruppi
  parlamentari  e  il  Parlamento per addivenire  a  delle  soluzioni
  condivise  che poi abbiano un percorso agevolato che ci  consentono
  di    fronteggiare   nell'immediato   la   siccità    ebbene,    in
  quell'occasione io chiesi all'assessore Sammartino:  "Guarda  Luca,
  se  il  concetto  quello che voi ci volete proporre  è  di  buttare
  milioni  di  euro in autobotti e non avete intenzione di presentare
  un piano infrastrutturale di investimenti che sia serio e condiviso
  e  che  abbia  come scopo quello innanzitutto di non  scaricare  le
  responsabilità altrove - dove per altrove intendiamo i Comuni, dove
  per  altrove  intendiamo  i Consorzi, dove per  altrove  intendiamo
  qualunque soggetto tranne quelli che hanno governato questa Regione
  negli  ultimi sette anni - il dialogo probabilmente si può aprire .
  Quello  che  non immaginavo è che non sarebbe arrivato né  l'uno  e
  nell'altro, cioè c'è stato un immobilismo per mesi, come  se  tutto
  sommato  la  questione fosse gestibile in qualche modo  e  oggi  ci
  ritroviamo  qui  ad  affrontare nuovamente  l'argomento  ad  agosto
  inoltrato  quando  è  evidente che la linea è  stata  fallimentare,
  perché  come ha detto bene il mio collega Angelo Cambiano poc'anzi,
  non  si può andare in giro a dire che noi realizzeremo delle  opere
  nell'arco  di 10-15-20-30-60 giorni, quando sappiamo benissimo  che
  per ottenere una via ci vuole un certo tempo
   Noi  sappiamo  benissimo  quali sono le  procedure  amministrative
  preliminari  che  occorrono  per realizzare  determinati  impianti,
  persino per mettere un tubo a mare.
   E allora quello che probabilmente è mancato in questi anni oltre a
  un'incapacità  assoluta  e  di questo il  primo  colpevole  è  l'ex
  Presidente  della Regione Nello Musumeci, che è stato correttamente
  premiato e fatto diventare Ministro della Repubblica Italiana  alla
  Protezione  civile, ma vedete che la questione è logica  perché  tu
  prima  crei il danno e poi ti mettono dove dovresti risolverlo  ma,
  giustamente, chi conosce quel danno meglio di chi l'ha creato?
   E allora, se ci pensate la questione funziona, ha una sua logica e
  nessun aiuto può arrivare da lì perché è evidente che l'unica  cosa
  che interessa all'oggi Ministro è quella di buttare sempre la palla
  in tribuna e dire quando era Presidente della Regione la colpa è  a
  Roma, adesso che è a Roma dice che la colpa è dei Consorzi che  non
  hanno  il  personale,  si dimentica che si era  fatto  da  solo  un
  ufficio  per la progettazione che sarebbe dovuto servire agli  Enti
  regionali e agli Enti locali a dare una mano a progettare.
   Presidente, mi avvio alla conclusione: allora assessore Di  Mauro,
  quello  che quest'Aula le chiede fondamentalmente non è  quello  di
  illustrare un ulteriore piano progetti che non vedrà la luce  prima
  di  un  certo  numero di anni ma è quello di avere una concretezza,
  una serenità, una capacità anche di semplificare le procedure.
   Portateci  delle proposte in cui noi, quella che ormai è diventata
  un'emergenza  con dolo perché si sapeva, quanto meno che  si  possa
  intervenire  in  tempi  rapidi, che alle procedure  previste  dalla
  normativa nazionale, quanto meno nella gestione dell'emergenza, non
  si  aggiungono anche gli intoppi burocratici regionali,  che  siano
  attivate quanto meno delle strutture che realisticamente, realmente
  poi  fronteggiano  con provvedimenti rapidi,  celeri  ed  efficaci,
  perché non è veramente normale che a un problema che stiamo vivendo
  oggi, si dia una risposta - peraltro parziale - nel giro di sedici,
  diciotto o ventiquattro mesi.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
   Nel  frattempo  colleghi, intanto vi ringrazio  per  il  dibattito
  costruttivo  e per gli interventi che sono stati fatti nell'odierna
  seduta.
   Nel  vostro tablet troverete un ordine del giorno che è  stato  da
  voi firmato il 224, nel frattempo che lo visionate, l'assessore  Di
  Mauro  se  vuole fare una breve replica, considerando  che  già  ha
  relazionato,  quindi  Assessore, se  riesce  ad  essere  sintetico.
  Prego.

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Cercherò di essere sintetico al massimo.
   Intervengo  perché, parliamoci chiaro, la mia  relazione  era  una
  relazione   che   sul  piano  tecnico  era  funzionale   a   potere
  rappresentare,  sotto  l'aspetto  tecnico,  proprio  esclusivamente
  tecnico, i dati in possesso della cabina di regia, del dipartimento
  di  cui,  io  in questo momento, come Assessore ho la  delega,  per
  rappresentare  ai colleghi lo stato dell'arte, quello  che  si  sta
  facendo  e non nego che una certa attivazione è arrivata a  seguito
  dell'emergenza che è stata dichiarata.
   Lo  dico  questo  senza volere usare nessuno in passato  ma,  come
  tutti sappiamo, i precedenti Governi, al di là del colore politico,
  avevano  sulla  gestione dell'acqua una sorta di atteggiamento  che
  non  portava alla soluzione dei problemi, portava alla ad  impedire
  quasi una sorta di programmazione attenta e adeguata, come è giusto
  che  sia,  perché tutti sappiamo che - per favore - tutti  sappiamo
  che  c'è una legge Galli, che è la 36 del 1994, che ha visto questo
  Parlamento per trent'anni dividersi le forze politiche, da un  lato
  c'era  chi sosteneva che l'acqua doveva restare ai comuni poi forse
  eventualmente la società in house, e dall'altra parte c'era l'altra
  parte politica che sosteneva invece l'applicazione di quella che  è
  una legge nazionale che scaturisce da direttive europee.
   In  questi  trent'anni,  non  si  è  affrontata  adeguatamente  la
  questione  fin  quanto  non è intervenuta  -  onorevole  Cracolici,
  onorevole  Cracolici la prego, perché per potere  avere  un  quadro
  complessivo  delle  cose - finché il Governo  precedente,  rispetto
  alla  Meloni,  con decreto legge n. 115 del 2022, ha  stabilito  un
  obbligo  di  percorso, e cioè che ci dovesse essere necessariamente
  l'affidamento,  attraverso la scelta della forma  di  gestione  che
  poteva  essere  in  house, che poteva essere società  mista  e  che
  poteva   essere   società  ovviamente  affidata   direttamente   al
  privato No,  onorevole  Cracolici  le  cose  ce  le  dobbiamo  dire
  chiaramente
   Il  decreto legge n. 115 del 2022, finalmente, taglia  in  due  la
  situazione e dice è inutile che parliate di comune e di altre  cose
  dovete, limitarvi praticamente ad applicare rigorosamente la  legge
  che  è  stata  fatta,  la  n.  36 del 1994,  che  scaturisce  dalla
  direttiva europea e che impone una gestione che venga fatta secondo
  i  crismi  della legalità, perché nel momento in cui  noi  sappiamo
  come  sono messi i comuni del nostro territorio siciliano,  pensare
  che  i  comuni  siciliani possano essere in grado di affrontare  il
  tema infrastrutturale, era mera follia
   Quindi,   escludendo  la  gestione  dell'house,  perché   comunque
  andrebbe  dimostrato  con i numeri alla mano che  la  realizzazione
  degli  interventi è di gran lunga vantaggiosa, affidata al  privato
  rispetto alla società mista e alla società pubblica e alla  società
  del  gestore  quindi dell'imprenditore privato,  l'unica  soluzione
  sono due.
   Per  quanto ci riguarda, avendo nominato il commissario  il  quale
  nelle  attività che ha fatto, ha preferito sia a Siracusa e  sia  a
  Messina,  dove che ci sono stati due bandi - di cui uno Siracusa  è
  stato  aggiudicato  e l'altro è andato deserto -  praticamente  una
  società mista che prevede il 51 per cento fatto dai sindaci è il 49
  per cento fatto dai privati. Qual è la ragione di questa scelta  di
  forma di gestione?
   E'  una  scelta  che consente un controllo da parte  del  soggetto
  pubblico  ante  l'attività  programmatoria  del  soggetto  gestore,
  perché  nel momento in cui noi sappiamo che ci sono in un consiglio
  di  amministrazione fatto di cinque persone la maggioranza assoluta
  al  51  per  cento  è dell'amministrazione comunale,  dei  sindaci,
  sindaci  accorti  e  impegnati che hanno il dovere  di  controllare
  l'imprenditore privato che deve realizzare le opere. Ma attenzione,
  non c'è solo questo, questa è una parte del ragionamento.
   Nei  patti  parasociali abbiamo anche inserito che il comitato  di
  gestione deve essere un comitato in cui i privati possono esprimere
  il componente ma deve essere gradito dai soggetti pubblici.
   Questa è l'impostazione che è stata data. Siracusa l'ha accettata;
  Messina, per ragioni ovviamente del territorio e per difficoltà  di
  impresa,  no.  E  quindi  pubblicheremo  questo  bando  con  alcune
  modifiche  nel tentativo di trovare il soggetto interessato.  Fermo
  restando  che ormai non c'è più distinzione tra quella  che  poteva
  essere  l'idea  di una parte della politica con un'altra,  cioè  la
  gestione dei comuni o la gestione in house, io credo che invece  di
  parlare e di indicare iniziative che vorrebbero avere una copertura
  finanziaria  di  miliardi  di euro, non milioni,  miliardi,  perché
  quando  si  parla  "dobbiamo  fare la ristrutturazione";  "dobbiamo
  pensare,  caro  Governo  regionale, a  sistemare  le  reti";  "devi
  intervenire  per rifare le reti"... e devi fare in modo  che  tutto
  funziona  adeguatamente   Questo non è mestiere  che  può  fare  un
  soggetto praticamente che è il soggetto gestore, il quale in queste
  condizioni, in questo momento, non fa altro che fare l'appalto. Una
  volta  fatto l'appalto, se non c'è la costruzione-gestione, non  si
  fanno  le  cose  bene, perché se chi costruisce ha l'obbligo  della
  gestione  chiaramente si adopererà perché ci  sia  una  costruzione
  adeguata.
   Fino  ad  oggi,  in Sicilia, tutti gli interventi che  sono  stati
  fatti,  dai  tempi  del  Governo  Nicolosi  a  dopo,  hanno   visto
  interventi  e spreco di denaro affidato ad imprese che hanno  messo
  le  tubazioni,  alcuni forse anche senza un concetto di  ingegneria
  idraulica,  con  la  conseguenza che spesso - lo  dico  per  quanto
  riguarda  il  territorio che conosco bene che  è  Agrigento  -  per
  portare l'acqua in un appartamento del quinto o sesto piano  di  un
  palazzo l'acqua deve montare ore e ore perché la progettualità  che
  è  stata  messa  in  campo  non  è una progettualità  adeguata,  ma
  soprattutto  non  c'è un referente di questa progettualità   L'idea
  della  scelta  dell'affidamento ad una società  che  possa  gestire
  attraverso  un  privato è l'unica soluzione che ci  può  essere  se
  vogliamo  che  non ci siano più perdite, ho sentito numeri,  ma  la
  verità è che in Sicilia c'è la media del cinquantotto per cento.
   Dobbiamo pensare ad una gestione seria, affidata a professionalità
  adeguata col controllo dei sindaci perché questa può essere l'unica
  soluzione - che ripeto - elimina le perdite e soprattutto coinvolge
  i cittadini in un percorso virtuoso di risparmio energetico, perché
  sapendo  che pagano non tengono i rubinetti sempre aperti. E'  come
  l'energia: se tieni sempre la luce accesa è chiaro che paghi di più
  se la spegni, paghi di meno.
   Vi dico un esempio paradossale: a Enna, dove la società ha rifatto
  l'intera rete idrica, l'acqua arriva ogni giorno. In questo momento
  a Piazza Armerina, mi dispiace che non c'è la collega, si lamentano
  perché  l'acqua arriva ogni quattro giorni. (sorride) In  provincia
  di  Enna,  si lamentano perché l'acqua arriva ogni quattro  giorni,
  con  turni  che  io conosco di tante realtà, uno per  tutti  quella
  della  provincia di Agrigento, in cui ci sono realtà in cui l'acqua
  arriva  ogni ventiquattro giorni  Tant'è che nel provvedimento  che
  ha  fatto Cocina, a proposito dell'individuazione delle risorse  da
  assegnare  all'amministrazione o al soggetto - per favore onorevole
  Catanzaro,  ha  parlato, lasci parlare, ha parlato,  lasci  parlare
  agli  altri  -  ma  il valore anche aggiunto di questi  interventi,
  lasciatemelo   dire,  questi  che  chiamiamo  emergenziali,   state
  attenti, che come diceva l'onorevole Ruvolo hanno un costo di  0,03
  e  soprattutto  la  società non andrà a pagare il costo  dell'acqua
  anche   a   Siciliacque  e  avrà  anche  un  risparmio   di   circa
  tremilioniquattrocentomila euro, con interventi che nel giro di due
  mesi  hanno  determinato, entro il mese  di  agosto  di  circa  170
  litri/secondo che sono stati ripresi alla provincia di Agrigento ed
  entro il mese di settembre arriveremo a circa 270.
   Ma  questo  è  un  fenomeno che riguarda tutte le  province.  Cioè
  l'idea  di  avere  messo in atto una strategia che  sembrava  quasi
  banale,  rigenerazione  di pozzi e invece  abbiamo  avuto  modo  di
  verificare,  l'ho detto nella relazione, che per ben  milletrecento
  litri  al  secondo allo stato attuale siamo riusciti a  recuperarlo
  con  ovviamente  costi bassi, l'ho detto poco  fa,  ma  soprattutto
  abbiamo  scoperto  che  ci  sono tanti pozzi  che  dovevano  essere
  soltanto rigenerati.
   Andiamo  agli  interventi di medio periodo,  diciotto-ventiquattro
  mesi. Sono i dissalatori. State attenti, i dissalatori sono un tema
  molto  delicato, non è vero che noi andremo a riprendere  i  vecchi
  dissalatori, perché sono obsoleti, sono stati chiusi tanti anni fa,
  sono stati vandalizzati. Noi utilizzeremo quei tre siti per ragioni
  ovvie,  lo  sapete tutti, sono quelle ragioni che già vedono  parte
  dell'impiantistica   realizzata,   gli   adduttori   realizzati   e
  soprattutto  vedono la possibilità di realizzare  questi  benedette
  infrastrutture  che  hanno  però  un  punto  debole  e  ci   stiamo
  adoperando perché questo punto debole possa essere superato.
   E'  chiaro  che  l'energia  che  è  la  gestione  dell'impianto  è
  un'energia che dovrebbe essere calata sul costo dell'acqua,  quindi
  un  costo che si alza moltissimo cioè da un primo esame sembrerebbe
  che  parliamo  di  tre euro praticamente ogni  metro  cubo,  quindi
  stiamo  adoperandoci perché di pari passo all'impianto  dissalatore
  ci  sia  l'impianto  energetico che così,  da  una  prima  sommaria
  valutazione,  ci sarebbero circa sessanta Megawatt che  andremmo  a
  installare,  non certo a ridosso di Porto Empedocle,  della  fascia
  costiera  o  di  Trapani o di Gela ma andremo  a  realizzare  nelle
  cosiddette aree attrattive che sono indicate nel Pears.
   Gli interventi delle acque reflue. Noi siamo la Regione, credo che
  siamo la prima Regione che ha fatto questo benedetto decreto  ed  è
  stato, voglio dargliene atto, un suggerimento importante, l'abbiamo
  fatto  la  scorsa  legislatura,  certamente  l'onorevole  Cracolici
  ricorderà  quando il mio Gruppo parlamentare si fece carico  di  un
  disegno  di  legge a proposito dell'utilizzo delle acque  reflue  e
  giustamente  in  questa legislatura, in cui l'onorevole  Compagnone
  non  è  stato  eletto, mi disse vedi di rendere applicativa  questa
  legge.  Abbiamo fatto un decreto, abbiamo impiegato circa  un  anno
  per  fare  questo decreto perché abbiamo consultato  Arpa,  abbiamo
  consultato  praticamente  le Università, ci  siamo  consultati  con
  tanti soggetti e finalmente abbiamo tirato fuori questo decreto che
  è  uno  dei  primi d'Italia e in sintonia, lasciatemelo  dire,  con
  l'autorità  delle  depurazioni abbiamo scoperto che  costoro  hanno
  realizzato  due  impianti di depuratori con le  membrane  che  sono
  proprio  quelle  particolarità che consentono l'immediata  gestione
  attraverso  piccoli  accorgimenti per la valorizzazione  dell'acqua
  reflua,  è  chiaro che poi ci vuole il collegamento con il  sistema
  irriguo dei consorzi di bonifica ma ci sono almeno altri depuratori
  che  in  Sicilia sono stati realizzati con questa patologia  e  noi
  riteniamo  che oltre a sperare sempre che il buon Dio ci aiuti  con
  la temperatura, ci sia anche una risorsa da parte nostra attraverso
  l'utilizzazione delle acque reflue per consentire, laddove le dighe
  sono  promiscue  e cioè acqua consumo umano ci sia  ovviamente  una
  sostituzione per intero verso il consumo umano.
   Quindi nessun revamping dei vecchi dissalatori e, infine, il  tema
  importante,  che è quello delle dighe. Le dighe sono la prospettiva
  degli  anni  futuri.  E  noi  abbiamo  già  avuto  la  possibilità,
  partecipando  al  bando  del  Ministero  delle  infrastrutture,  di
  inserire progetti - è nella penultima pagina - per 292.603.000 euro
  e il 70 per cento di questi progetti è cantierabile. E siccome sono
  stati  inseriti alcuni in fascia B, altri in fascia  C,  alcuni  di
  questi  li abbiamo inseriti anche nell'FSC, perché il progetto  che
  arriva per primo, dove lì ci sono allocati 130 milioni di risorse e
  gran  parte  di questi progetti sono cantierabili, così  come  sono
  cantierabili i 77 milioni delle reti idriche, non appena il decreto
  sarà  firmato, potremo procedere agli appalti. E inoltre - lo avete
  detto  voi,  lo  voglio  ripetere io - è  giusto  che  ci  sia  una
  sollecitazione anche in termini di procedura ed è quello  che  ieri
  abbiamo  chiesto  al Governo nazionale, di avere le  procedure  per
  accelerare  al  massimo i tempi, senza che ci sia, ovviamente,  una
  violazione di quelle che sono le norme urbanistiche, di quelle  che
  sono  le norme sull'ambiente; massimo rispetto. Soltanto accorciare
  i  tempi per potere consentire la realizzazione di alcune cose:  se
  abbiamo  le  procedure i dissalatori, invece di ventiquattro  mesi,
  credo che in diciotto mesi potremmo realizzarli.
   Ma  sarà  una  scelta definitiva di campo. Lo diceva qualcuno  dei
  colleghi  che è intervenuto: non è una scelta in questo momento,  è
  una  scelta  definitiva, perché questi dissalatori dovranno  sempre
  funzionare e dovranno essere al centro del processo che noi abbiamo
  messo in campo.
   Per  la cabina di regia ho visto che c'è un ordine del giorno. Noi
  abbiamo  già  inserito l'Università. Volete inserire qualche  altra
  cosa? Per carità, fatelo pure. Ma tutto il lavoro è stato fatto  in
  sintonia  con l'Università, con i componenti che sono  inseriti  in
  questa  struttura,  che è proprio allargata a costoro  proprio  per
  dare un contributo, anche di natura scientifica, alle iniziative.
   Da parte nostra, colleghi, ce la stiamo mettendo tutta e credo che
  sia  necessario. Lo dico questo senza infingimenti: che ci  sia  un
  tavolo di discussione tra il Governo e la sede istituzionale, che è
  la  Commissione  Ambiente, allargata anche  ai  Capigruppo,  perché
  possano  non  esserci contrasti sull'acqua, cosa che peraltro  devo
  dire  non  ho  notato  nelle mozioni, ho notato  nelle  mozioni  un
  chiedere  e  fare domande per sapere come facciamo  questo  e  come
  facciamo  quello. Noi siamo a disposizione, ma il tavolo  io  credo
  che  debba  essere  perenne  e  costituito  presso  la  Commissione
  Ambiente,  che  è  la sede istituzionale; o se  decidete  un  altro
  luogo,  perché  ci sia sempre un confronto continuo tra  Governo  e
  parlamentari, perché tutti assieme dobbiamo cercare di  far  fronte
  ad  una  situazione emergenziale che, continuando così, se non  c'è
  un'adeguata azione, durerà ancora diversi anni.


                           Ordini del giorno

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Allora colleghi, ci sono gli ordini
  del giorno n. 222 e n. 223 che vengono accolti come raccomandazione
  da  parte del Governo. Mentre nell'ordine del giorno n. 224 c'è  un
  errore  a  pagina  6:  rimane  la  frase  "a  collaudare  le  dighe
  esistenti", questa frase rimane; mentre viene cancellata  la  frase
  "e a completare quelle in fase di realizzazione".
   Con  questa  precisazione e modifica, pongo in votazione  l'ordine
  del giorno n. 224. Il parere del Governo?

   DI  MAURO,  assessore  per  l'energia ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore. Pongo in votazione  l'ordine  del
  giorno  n.  224. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Tutti  gli  altri  atti che sono contenuti all'ordine  del  giorno
  della  presente seduta sono ritirati, perché abbiamo votato  questo
  ordine del giorno testé approvato.
   Onorevoli  colleghi,  per  la  prossima  seduta  vi  arriverà   la
  comunicazione  direttamente  presso le  vostre  e-mail  per  quanto
  riguarda la data. Le Commissioni sono autorizzate dal 28 agosto  in
  poi.

                   La seduta è tolta alle ore 18.55

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio


   1 Il citato decreto presidenziale è allegato al presente Resoconto
  stenografico