Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.08
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Abbate, Leanza, De Luca
Cateno, Lombardo Giuseppe, Sciotto, Laccoto, Geraci e Sammartino
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che con DPA 769 del 6/8/20241, l'onorevole
Salvatore Scuvera è stato nominato componente della III Commissione
legislativa permanente Attività produttive, in sostituzione
dell'onorevole Giuseppe Sebastiano Catania, dichiarato
ineleggibile.
Sicilia
Discussione unificata di mozioni, interpellanze ed interrogazioni
in ordine alla siccità e alla crisi idrica in Sicilia
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
"Discussione unificata di mozioni, interpellanze ed interrogazioni
in ordine alla siccità e alla crisi idrica in Sicilia".
Il Governo è presente, è presente l'assessore Di Mauro. Dichiaro
aperte le iscrizioni sulla discussione generale.
Sull'ordine dei lavori
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, io intervengo - mi creda - senza alcuna
polemica, assolutamente, è un ordine del giorno che è stato
predisposto dai Capigruppo e dal Presidente dell'Assemblea quindi
io per nulla voglio creare motivi di dissenso, né voglio cavalcare
tigri populiste, ci mancherebbe.
Noi abbiamo un argomento importantissimo da affrontare che è
quello della siccità, quindi l'Assemblea si sta riunendo per una
questione che è vitale nelle nostre comunità però, Presidente, io
mi permetto di dire che si era accennato al fatto che si potesse
anche aggiungere qualcosa a questo ordine del giorno. Mi pare che a
volte non si tenga conto di quello che avviene nelle dinamiche non
solo locali ma che vanno oltre il confine della Sicilia.
Io penso che innanzitutto noi che siamo stati uno dei pochi
Parlamenti ad aver fatto un ordine del giorno sui temi della
guerra, sul dramma che vivono alcune comunità che sono veramente
martoriate: la Palestina ma anche Israele, altri luoghi del Medio
Oriente, cioè rispetto a questo tema c'è nel panorama politico
internazionale un accanirsi, un'accelerazione di alcuni processi.
A me pare che quest'Assemblea avrebbe dovuto tener conto anche di
tutto ciò, non è che noi viviamo fuori dal mondo, siamo stati,
ripeto, uno dei pochi Parlamenti ad aver dato una linea, un
contributo, non solo ma abbiamo avuto un appello sentito motivato
dal nostro Papa, da Papa Francesco, che non può essere lasciato
solo.
Mi sarei aspettato un intervento significativo del Parlamento
europeo, del Parlamento nazionale, noi abbiamo la necessità di dire
la nostra parola, perché se non si muove la comunità, le
Istituzioni stanno su questo tema non facendo la parte fino in
fondo, quindi io pongo questo tema.
Aggiungo che si era parlato di un'altra questione: quella di dover
discutere del regionalismo differenziato. Non lo abbiamo chiesto
solo noi, ci sono state altre forze politiche, altri movimenti che
hanno sollecitato questo tema, hanno posto all'attenzione
dell'opinione pubblica. Noi stiamo facendo una raccolta di firme ma
io non voglio piegare l'argomento alla strumentalità di un partito,
è un tema sentito dai siciliani, ripeto, tanto è vero che altre
forze politiche hanno fatto delle dichiarazioni in tal senso: c'è
l'esponente e Presidente della Regione Calabria che ha chiesto una
moratoria eppur di Forza Italia, mi pare, quindi anche lui del
centrodestra, però quest'Assemblea che avrebbe dovuto discutere,
ne discutete infine, Presidente - e concludo, le chiedo scusa se ho
preso troppo tempo - l'opinione pubblica nazionale è stata
pesantemente toccata da alcune notizie di - tra virgolette - pseudo
malasanità.
Io ho fatto insieme al collega Leanza una richiesta di
convocazione della Commissione, ho chiesto al Presidente che oggi
vedo in congedo, non abbiamo avuto neanche risposta, quanto meno
una risposta, si dica: "guardate che non possiamo riunire la
Commissione per questo motivo ". Noi abbiamo chiesto la
convocazione perché pensiamo che l'indirizzo che ha dato anche il
Governo, Presidente, sia veramente discutibile. Siamo nelle
condizioni di dover sottolineare che l'importante è trovare un
capro espiatorio rispetto ad alcuni temi che invece avrebbero
dovuto portare ad un approfondimento tecnico-scientifico,
Presidente.
Io ho letto, ho cercato di informarmi anche perché ho ricevuto
telefonate di persone fuori dalla Sicilia: "ma come mai ingessato
col cartone"? Non è vero, quello è il tentativo di bloccare
temporaneamente perché dopo che c'è un trauma, specie una frattura,
c'è un edema e quindi non si può subito ingessare, la necessità di
aspettare che venga riassorbito - c'è qui il collega Gilistro -
l'edema e poi si può ingessare. Invece, mi pare che ci sia la
ricerca subito del fatto, in una certa maniera, e poi della
strumentalizzazione.
Io non dico che non ci sia la necessità di perfezionare al meglio
alcune metodiche, alcune linee guida e anche il materiale che va
utilizzato in alcune cose, però c'è modo e modo di porre e anche di
criticare perché la questione bisogna metterla al centro nella
maniera giusta. Così come, invece, c'è la vicenda della
cardiochirurgia che ci fa esprimere una cosa fondamentale,
Presidente. La Cardiochirurgia, noi con tutto il rispetto di quello
che avviene a Palermo, diciamo subito, lo diciamo con fermezza, non
si tocchi quella di Taormina che conferma che è necessario avere
delle Cardiochirurgie pediatriche nelle nostre comunità.
Non si tocchi, perché riaffermo una cosa, che lei ha voluto
sottolineare: la prossimità. La prossimità è fondamentale e quindi
colgo l'occasione, visto che c'è stato un tema che ha interessato
l'opinione pubblica, per ribadire che sulla Cardiochirurgia di
Taormina noi non faremo alcun passo indietro, la difenderemo fino
alla fine.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
Le rispondo dicendo che, ovviamente, molte delle tematiche da lei
sollevate vedremo di approfondirle nella prossima Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Ci tengo a precisare che sull'autonomia differenziata c'è la
richiesta, che è stata fatta da più Presidenti dei Gruppi
parlamentari, di un'Aula monotematica, c'è l'impegno da parte della
Presidenza, ma anche da parte del Governo, di vedere di
calendarizzare quanto prima, con la presenza ovviamente in base
alla disponibilità e agli impegni del Presidente della Regione, in
maniera tale che si possa fare un dibattito anche di livello
importante all'interno di quest'Aula.
MARANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Marano, sull'ordine dei lavori e poi
iniziamo la discussione.
Ne ha facoltà.
MARANO. Sì, Presidente, però io vorrei evidenziare una cosa. Lei
ha detto una parola chiave in questo momento dibattito di livello
importante .
Io dico, in quest'Aula, oggi stiamo parlando di siccità, c'è
l'assessore Di Mauro, vabbè, che è l'assessore la cui competenza
chiaramente è chiara ma, dico, non è che il problema è solo
dell'assessore Di Mauro. Siamo quattro gatti in Aula, il Presidente
Schifani non c'è - a questo ci siamo già abituati - l'assessore per
l'agricoltura, dico, la crisi idrica crea danno anche al comparto
agricolo, magari parlarne tutti insieme.
Cioè, il dibattito parlamentare dovrebbe essere un momento in cui
si discute in maniera costruttiva delle varie problematiche e
magari ascoltare parlamentari e dire "va bene", magari nasce
qualche soluzione, nasce qualche idea, parliamone, discutiamone. A
Catania si dice "io me la canto, io me la suono".
Noi oggi qua interveniamo, c'è l'assessore Di Mauro, la
ringraziamo per essere qui, ma non è un dibattito che ha una
dignità.
Di che dobbiamo parlare?
Qua devono esserci tutti quanti i membri del Governo perché c'è un
tema che è gravissimo. Oggi stiamo per affrontare la guerra
dell'acqua, c'è una crisi idrica che è gravissima. Ma che dobbiamo
fare? Con chi dobbiamo parlarne?
Con tutto il rispetto per la storia di Di Mauro, che è qui in
Aula, ma è davvero avvilente fare il parlamentare in questo
Parlamento, Presidente.
PRESIDENTE. Collega Marano, noi stiamo dando seguito alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che si è tenuta
la scorsa settimana. Nella scorsa settimana, in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, si è chiesto al Governo la
disponibilità da parte dell'assessore Di Mauro, che ha competenza
per quanto riguarda le tematiche inerenti alla siccità. L'Assessore
Di Mauro ha dato disponibilità per la giornata di oggi pomeriggio,
a mio modo di vedere, ma credo così come stabilito nella Conferenza
dei Capigruppo, è giusto procedere con un'Aula considerando
l'emergenza della tematica e quindi il dibattito è giusto che vada
avviato.
MARANO. E' questione di responsabilità, Presidente,
responsabilità
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole La Vardera, anche lei sull'ordine dei
lavori. Ne ha facoltà. Poi avviamo il dibattito, perché di fatto
stiamo sulla tematica.
LA VARDERA. Presidente, onorevoli colleghi, Assessore Di Mauro,
Sud Chiama Nord annuncia l'assenza alla discussione in Aula per
la mozione sulla siccità. Il movimento Sud Chiama Nord comunica
ufficialmente che non parteciperà alla discussione in Aula
riguardante la mozione sulla siccità. La nostra decisione è
motivata dall'assenza del Presidente della Regione siciliana,
Renato Schifani, che riteniamo indispensabile per affrontare
adeguatamente questo tema cruciale. In Sicilia i sindaci sono in
trincea, vittime di una gestione inadeguata da parte del Governo
regionale. Il Governo Musumeci prima e quello Schifani adesso non
hanno fatto nulla per contrastare la siccità e ha perso
finanziamenti vitali per il settore. Ricordiamoci il fallimento
delle ATI idriche, che non sono riusciti ad affidare il servizio
idrico integrato a Catania, Messina, Trapani e Siracusa che non ha
permesso, oltre a una gestione efficiente, la possibilità di
attingere a fondi extrabilancio per i lavori sulle perdite delle
reti idriche, pozzi e captazioni. Altro fallimento riguarda la
perdita di fondi PNRR per 430 milioni di euro sui fondi per le reti
irrigue (31 progetti su 31 bocciati) nel settore agricolo; altro
plateale fallimento per un ulteriore fondo di circa 700 milioni di
euro a valere sui fondi PNRR per il potenziamento
dell'approvvigionamento idrico ad uso potabile per le civili
abitazioni, di cui il Presidente Musumeci ne è stato autore.
Gestione fallimentare anche dei fondi extrabilancio della
Programmazione 2014-2020 e 2021-2027 dei 6.3 miliardi degli FSC
2021-2027, solo 77 milioni di euro sono stati assegnati alla
ristrutturazione di reti idriche e nuovi approvvigionamenti, di cui
40 milioni solo per Agrigento, la sua provincia, Assessore, a parte
i 90 milioni per i dissalatori che saranno fondi persi perché non
si potranno riavviare e servirà demolirli.
Quindi la Regione siciliana - concludendo - sta affrontando
un'emergenza idrica senza precedenti con soli 20 milioni dati a
Schifani quale Commissario per emergenza idrica e pochi spiccioli
agli amici degli FSC 2021-2027, mentre 1.9 miliardi sono stati
strappati per il Ponte sullo Stretto e 800 milioni per due
inceneritori di rifiuti, altro fallimento di questo e del
precedente Governo regionale.
Inoltre la Regione è rimasta senza un Assessore per l'agricoltura
nei mesi più difficili dell'emergenza, un ruolo che Schifani ha
tenuto in standby per usarlo come merce di scambio politico in
vista delle elezioni europee.
La presenza dell'ologramma dell'Assessore Di Mauro non è
sufficiente. Chiediamo che il Presidente Schifani si presenti in
Aula per assumersi le proprie responsabilità e affrontare
direttamente le problematiche che affliggono la nostra Regione.
Sud Chiama Nord , che io qui oggi rappresento, non intende
affrontare questo argomento senza la presenza del Presidente
Schifani in Aula che ricordiamo ha tenuto per sé anche la delega
per la programmazione dei fondi e su questo tema ha sempre
rifuggito il confronto a quest'Aula, non ha potuto mai evitare non
soltanto le informazioni che volevamo ma anche la soddisfazione di
un confronto con il Governo regionale.
Riteniamo, infine, che solo con la sua partecipazione si possa
garantire un dibattito serio e concreto sulle soluzioni necessarie
per contrastare la siccità e sostenere i nostri agricoltori.
Concludo, caro Assessore, raccontando un'esperienza personale:
diversi parenti che arrivano dalla Germania e che hanno deciso di
emigrare in Germania, addirittura il Ministero degli Esteri della
Germania manda i messaggi ai concittadini tedeschi, dicendo: "Non
andate in Sicilia perché non c'è acqua".
Stiamo facendo una figura imbarazzante in tutto il mondo e
addirittura il turismo, e qui vedo l'Assessore Amata, presente in
Aula, sta avendo delle ricadute bestiali e pazzesche.
Questo Governo, in continuità con quello di Musumeci, rappresenta
il fallimento dei siciliani Abbiate il coraggio finalmente di
guardare in faccia la realtà e di dare a questa Terra ciò che
merita, perché un popolo senza acqua purtroppo è un popolo a cui
viene tolta la dignità di vivere, di sopravvivere nella terra in
cui si è nati. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Varrica ha chiesto congedo
per la giornata odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Colleghi, se interveniamo sulla tematica, per piacere, non stiamo
intervenendo sull'ordine dei lavori, stiamo intervenendo sulla
discussione generale per quanto riguarda il tema siccità.
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA ANTONINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. E' corretto, Presidente, infatti non interverrò
sulla tematica ma credo che anche nel ruolo sia importante
stigmatizzare il momento e le assenze perché io non credo che
quando in Conferenza dei Capigruppo abbiamo chiesto con forza alle
opposizioni di realizzare un momento di dibattito sull'emergenza
siccità questo significasse che siccome l'Assessore Di Mauro è il
titolare della delega diretta allora è sufficiente affinché questo
dibattito si svolga in maniera corretta la sua sola e semplice
presenza perché io credo e, vorrei che qualcuno desse conferma o
meno, che il problema della siccità è un problema che investe tutti
i Gruppi parlamentari, tutto il Governo e tutti i cittadini
siciliani. Perché è un problema che si riflette sul turismo,
infatti c'è l'Assessore al Turismo, è un problema che riguarda
acqua e rifiuti infatti c'è l'Assessore per le acque e rifiuti ma
credo che sia un problema che riguarda innanzitutto il Presidente
della Regione che al momento non c'è. Credo che riguardi
l'agricoltura e quindi l'Assessore per l'Agricoltura che credo
dovrebbe esserci e invece non c'è. Credo che sia un problema
sanitario e quindi vorrebbe che ci fosse anche la Presidenza,
l'Assessore alla sanità e così via dicendo. Invece il Governo
sembra dobbiamo fare quest'Aula, mando uno, due Assessori,
l'Assessore che ha la delega competente e finisce lì .
L'Aula è per tre quarti deserta al netto poi delle motivazioni che
può portare ogni Gruppo per giustificare la sua assenza, però
quello che manca è esattamente quella che è la linfa del dibattito
parlamentare e quindi un numero di parlamentari adeguato che
dovrebbe vedere l'interessamento delle Commissioni competenti, dei
Presidenti di Commissioni competenti, di tutti gli Assessori del
Governo, dei Capigruppo e così via. Non è un'Aula chiesta tanto
perché si deve fare perché questo messaggio sta passando guardando
i banchi del Governo vuoti. Si deve fare, va bene facciamola,
sbrighiamoci il prima possibile, togliamoci l'argomento tanto poi
agosto va avanti e la gente penserà a farsi le ferie.
Allora, Presidente, io credo che sia giusto e doveroso da parte
nostra stigmatizzare e lasciare agli atti quello che ritengo che
sia un comportamento poco consono alla dignità di questo Parlamento
e all'importanza di questo argomento che sta investendo in maniera
drammatica la vita di tutti i siciliani. Ci sono città che hanno
l'acqua in casa una volta ogni venti giorni, ci sono esercizi
commerciali che hanno difficoltà o che preparano, che svolgono il
loro lavoro con enorme difficoltà, c'è un aumento dei costi non
indifferente sia per i comuni sia per gli imprenditori.
Tutto questo viene trattato con una certa sufficienza, ci dovrebbe
essere l'Assessore alle attività produttive perché ci sono tante
imprese che hanno difficoltà in questo momento perché non c'è
l'acqua, è un problema di incendi che correlato anche agli incendi
il fatto che non abbiamo riserve idriche a sufficienza, è un
problema di dissesto idrogeologico.
Allora credo che veramente si commenti da sé vedere questa
desolazione con la sola presenza degli Assessori al turismo e
all'acqua e rifiuti.
Presidente, che resti agli atti e che sia comunicato a tutti gli
assessorati e al Presidente della Regione che era dato aspettarsi
poco ma non trovare neppure quello è veramente sintomatico di come
questo Governo ha riguardo al Parlamento e alla vita di tutti i
siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Sicilia
Discussione unificata di mozioni, interpellanze ed interrogazioni
in ordine alla siccità e alla crisi idrica in Sicilia
PRESIDENTE. Iniziamo con la discussione degli atti presentati dai
vari Gruppi e dai vari parlamentari.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
ovviamente chi mi ha preceduto dei colleghi, parlando sull'ordine
dei lavori, ha tutto il diritto di lamentare quella che è la non
presenza, Presidente, del Governo in Aula, al di là della presenza
dell'assessore Di Mauro o dell'assessore Amata. Però, Presidente,
mi sarei aspettato, dopo settimane e mesi sulla discussione che noi
più volte abbiamo richiesto - e poco fa il mio collega Burtone
parlava di un altro argomento, per noi fondamentale ed importante
per questa nostra Regione, quello dell'autonomia differenziata,
quasi come un regalo, una concessione - ci è stata concessa la
possibilità soltanto giorno 7 di agosto, dopo mozioni, che oggi
discutiamo, di cui addirittura due del Gruppo parlamentare del
Partito Democratico presentate il 15 di gennaio su un tema che
riguardava la siccità, che dopo mesi la sensibilità di questo
Governo regionale, su un tema così dirimente e importante, venisse
svolta il 7 di agosto.
Abbiamo acconsentito, come forze di opposizione, all'espletamento
di tutti i lavori, perché abbiamo ritenuto che era corretto
arrivare a quelle che erano le emergenze con le variazioni di
bilancio. E altresì abbiamo permesso, dentro i testi, di
intervenire su argomenti che hanno un riverbero proprio su quello
che la siccità sta procurando agli allevamenti, alla zootecnia,
all'agricoltura, mettendo dentro anche delle norme che hanno dato
contributi, sicuramente non bastevoli; ma di fatto le opposizioni
hanno lavorato per potere incrementare le somme che questo Governo
regionale - mi consenta di dire - non aveva assolutamente la
lungimiranza e la volontà di mettere somme che potessero dare
qualche ristoro.
Bene, signor Presidente, noi oggi ci accingiamo ad affrontare il
tema della siccità e la non presenza di Schifani in Aula - che fino
a ieri l'altro era il detentore della delega all'agricoltura, con
la nomina di ieri del nuovo Assessore con giuramento - mi fa
comprendere qual è il reale interesse - tranne qualche articolo di
giornale slogan - da parte di questo Governo regionale e le
risoluzioni che pongono su un tema così importante, che si chiama
siccità.
Perché è vero, Presidente, che noi siamo di fronte ad un cambio
climatico importante. È vero che questo Governo, più volte, e anche
quest'Aula lo ha sottolineato e detto - e se l'assessore Di Mauro
mi ascoltasse, dato che lui oggi ha la delega su acqua e rifiuti,
sarebbe cosa gradita - ... è vero lo abbiamo più volte detto, però
la sensibilità non c'è stata, perché l'Europa ne parla da anni. Noi
ci ritroviamo, oggi, in Europa, partiti che compongono questa
maggioranza di Governo a non essere nemmeno rappresentativi
nell'Europa stessa, per dare una mano alla nostra Nazione.
È vero che questo Governo vorrebbe nascondersi sul problema della
desertificazione. Lo abbiamo detto, è vero, c'è un problema
importante. È vero che noi in questi mesi, più volte, abbiamo
sottolineato - e mi fa piacere che c'è l'assessore Aricò, che forse
magari, rispetto a qualcuno nella Giunta, ha una velocità anche
rispetto a quelle che sono le crisi e ha firmato con i Prefetti un
documento che avvalora e che velocizza le procedure, e questo
glielo riconosco - è vero che noi nei mesi abbiamo detto, caro
assessore Di Mauro, lei che è il detentore delle reti idriche in
Sicilia, che c'è il 42 per cento delle perdite. È vero che noi
abbiamo una grande difficoltà nella spesa amministrativa.
E sono vere tante altre cose. Però una cosa è vera, assessore Di
Mauro, considerato che oggi è lei colui al quale noi parlamentari,
il giorno 7 di agosto, dobbiamo rivolgerci per parlare di un tema
abbastanza importante che è quello della siccità.
E' vero che questo Governo regionale ha dormito ha nicchiato, e
che oggi propone, attraverso slogan e riunioni che si fanno con
operatori e con gli amministratori, per potere dire che forse la
risoluzione dei problemi della siccità sono quella dei dissalatori,
quella di aumentare le autobotti, quello di dire ai comuni che
abbiamo una procedura sulle autobotti. E poi, invece, senti i
sindaci che per le autobotti ci vogliono 180 giorni.
E allora, Presidente Di Paola, io davvero ritengo che questo
Governo regionale oggi dovrebbe, nella sua interezza, ammettere che
su un altro argomento, che ormai da diversi anni essendo un Governo
che governa la Sicilia, ha fallito. Anche perché poi ci ritroviamo
a fare la guerra dei poveri, e mi dispiace l'assenza del Presidente
della Regione, fino a ieri l'altro, ma adesso dell'assessore
all'agricoltura.
Perché poi abbiamo gli agricoltori che litigano sulla turnazione
dell'acqua, tra l'approvvigionamento della diga del Lago Arancio o
della diga Gargia, come è accaduto qualche giorno fa, in provincia
di Agrigento, dove noi abbiamo l'assessore di riferimento, dove
tutto funziona, dove tutto sta funzionando dal punto di vista
idrico. Perché l'assessore Di Mauro dovrebbe spiegare a quest'Aula
che il modello agrigentino, dato che sta funzionando, lo dovrebbe
esportare in tutta la Sicilia
Ebbene sì, Presidente Di Paola. Fino a qualche giorno fa
l'assessore Di Mauro, che si dovrebbe occupare della risoluzione
dei problemi, si occupa invece di quello che sono gli organi in cui
si vanno a votare la Presidenza dell'ATI, dove ovviamente c'è la
società consortile AICA che gestisce l'acqua. E allora Presidente
Di Mauro, considerando che lei detiene tutte queste cose ATI, AICA
io quello che le chiedo, considerando che ci sono nostri sindaci e
comunque noi sappiamo un percorso, la prima cosa che dovrebbe fare,
Assessore, con un sussulto d'orgoglio partendo dalla sua Provincia,
inizi ad azzerare quello che non funziona, cioè AICA. Perché AICA,
in questo momento, oltre ai disservizi che sta dando nella comunità
agrigentina, è davvero un dramma e dovrebbe lei intervenire,
assessore Di Mauro, azzerando tutto quello che ha messo attraverso
la politica.
E oggi io, da quest'Aula, glielo voglio dire perché sa io sono
abituato, in forma schietta, a dire le cose come le penso. E noi,
fino a qualche giorno fa, guardi fino ad oggi, fino a qualche
giorno fa, abbiamo avuto una protesta, che mi vede vicino e leale a
sostenerla, sui cittadini che si ribellano a quello che sta
avvenendo - lo dico per la provincia di Agrigento, per dirla su
tutte le altre province - perché non è normale che tremila persone
vanno a protestare Non è normale, assessore Di Mauro C'è qualcosa
che non funziona, e lei dovrebbe immediatamente prendere subito la
possibilità di capire quello che non funziona, partendo dal suo
assessorato stesso, assessore Di Mauro.
E lo dico perché, strumentalmente Presidente Di Paola, se qualcuno
volesse polemizzare, in queste ore, con quello che il gruppo
parlamentare del Partito democratico che più volte, in quest'aula,
con forza ha richiesto la presenza del Governo, per potere
dibattere di un tema straordinariamente importante come quello
della siccità, che porta davvero una regione in ginocchio, non ci
basta che il Presidente della Regione dica che ci sono le false
notizie, da parte di chi vuole scoraggiare i turisti a venire in
Sicilia Perché è reale Non è possibile che i comuni hanno
turnazioni, ogni dieci giorni, di acqua Non è possibile che noi
abbiamo comuni come Cammarata, con trentamila capi, che hanno
difficoltà per le cose più semplici che sono quelle di poter dare
l'acqua agli animali e sono queste le cose che ci portano a dover
dire che questo Governo regionale è fallimentare.
E' fallimentare su tutto ciò che è l'impianto di un tema davvero
drammatico che è quello della siccità e, allora, Presidente Di
Paola concludo. Io, davvero, le dico che questo Governo regionale
farebbe bene non a pensare con slogan o con idee approssimative ma
farebbe bene a mettere la concretezza perché non pensare, assessore
Di Mauro, io più di un mese fa sono venuto da lei a dire
utilizziamole le acque reflue attraverso un sistema di depurazione,
costa centomila euro. Mettiamo quella idea di depurare per poter
irrigare i territori e poi, come Gruppo parlamentare, noi qualche
settimana fa, il mio collega Burtone mi osserva, lo abbiamo pure
fatto.
Non è vero che la Sicilia è senz'acqua, addirittura ci sono degli
studi sui Monti iblei, abbiamo presentato l'interrogazione:
centosettanta chilometri, l'università di Malta parla di giacimenti
di acqua sottosuolo e, in più, ci sono tantissime sorgenti con
sindaci delle Madonie, delle zone montane, che mi dicono 'onorevole
Catanzaro, lo sa chi sono i nostri migliori suggeritori delle
sorgive? I pastori, la gente che va a raccogliere funghi .
Perché noi abbiamo tantissimi giacimenti e questo, caro Presidente
Di Paola, dimostra il fatto che questo Governo regionale è
scollegato con la comunità e con i cittadini. Questo Governo
regionale è arrivato in ritardo nel periodo d'agosto. Si, non ha
piovuto, è vero abbiamo una mancanza d'acqua ma questo Governo
regionale è vero che non ha visione e nemmeno è lungimirante in
prospettiva, e lo dico ai miei colleghi di maggioranza, lo dico
anche a loro perché io non so come loro fanno ogni volta a tornare
sui territori e giustificare l'assenza totale di questo Governo
regionale.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.
Premesso che le questioni che diceva per ultimo il collega
Catanzaro, il mio capogruppo, è chiaro che fanno parte - scusi,
almeno il rispetto per l'Aula, siamo quattro gatti, eventualmente
gli mandi un WhatsApp se vi parlate attraverso il telefono - è'
chiaro che in quest'Aula oggi tutti noi rappresentiamo una rabbia,
ed è la rabbia dell'impotenza. io credo che anche per capire che
tipo di lavori dobbiamo fare, perché c'è chi annuncia di non
partecipare, il Governo ce n'è una parte, non c'è il Presidente.
Ma partiamo con un ordine: il Governo che è presente con
l'assessore, con uno degli assessori al ramo, anche se la questione
della siccità non riguarda soltanto l'assessore Di Mauro ma
riguarda l'agricoltura, riguarda il turismo, riguardo la Sicilia ci
dica, prima di tutto, prima di cominciare un dibattito a ruota
libera come si sta e cosa si sta pensando di fare per affrontare,
da un lato l'emergenza, ma per affrontare i nodi strutturali che
questa Regione ha da decenni sul tema dell'approvvigionamento e
della distribuzione delle risorse idriche.
Perché se non diamo anche un ordine alla discussione, rischiamo
che tutti partecipiamo a un rito sapendo che c'è una Sicilia e i
siciliani che ci guardano, quei pochi o molti non lo so, si
aspettano di capire rispetto ai problemi che ci sono quali sono le
risposte della politica, delle istituzioni. Ecco perché io le
chiedo, presidente, di chiedere al governo ancor prima di
sbizzarrirci su un dibattito che è, evidente, segnato da rabbia e
anche da molta disperazione di provare a dare un ordine a questo
confronto per capire se ci sono, se siamo nelle condizioni di far
fare un passo in avanti e soprattutto per informare i siciliani
sullo stato delle cose reali.
Ecco, perché le chiedo di dare la parola innanzitutto
all'assessore Di Mauro e poi - se vorranno anche per i dati
connessi alle proprie competenze - anche agli altri assessori e
fare un dibattito ordinato.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, accolgo la sua richiesta e chiedo
al Governo - ovviamente poi avrà la possibilità di intervenire
anche al termine della discussione - e all'assessore Di Mauro se
vuole introdurre sulla tematica, dando un minimo di discussione
iniziale da parte del Governo nei confronti dell'Aula, riservandosi
ovviamente a fine di discussione e a fine degli interventi che ci
saranno poi dai colleghi in Aula, un ulteriore intervento finale.
Ha facoltà di intervenire l'Assessore Di Mauro, ne ha facoltà.
Discussione unificata di mozioni, interpellanze ed interrogazioni
in ordine alla siccità e alla crisi idrica in Sicilia
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Per prassi consolidata, onorevole Cracolici, si inizia la
discussione con lo sviluppo delle mozioni, cioè con gli interventi
di coloro i quali hanno presentato le mozioni, che vogliono
illustrarla per una discussione rispetto alla quale poi ovviamente
si aprirà un dibattito.
Tuttavia, se i colleghi rinunciano alla presentazione
dell'illustrazione della mozione, passo ad una mia relazione - che
ho preparato ovviamente abbastanza complessa e lunga - che ho
scritto e che, a mio parere, per renderla completa va soltanto
letta.
I cambiamenti climatici, uniti ad altri fattori strutturali, sono
alla base della più grave emergenza per siccità degli ultimi
decenni.
La scarsità delle precipitazioni pluviometriche nelle ultime
stagioni, autunnale ed invernale, che si sono ridotte del 45 per
cento rispetto allo stesso periodo del 2023, ha determinato - tra
l'altro - una rilevante riduzione dei deflussi idrici superficiali
nonché la mancata ricarica delle falde e conseguentemente un'esigua
disponibilità di acqua negli invasi, nelle falde idriche.
A questo fenomeno, vanno aggiunte le alte temperature sopra la
media per gran parte dell'anno che hanno aggravato lo stato delle
riserve idriche superficiali che soffrono, oltre al deficit di
precipitazione di elevata evapotraspirazione.
La carenza di risorse idriche investe ormai l'intero territorio
regionale e, dunque, si caratterizza come elemento di crisi
attualmente riscontrato in tutte le province della Regione
siciliana.
A vantaggio di una trattazione sistemica dell'argomento, appare
opportuno inquadrare brevemente le prerogative che la norma
attribuisce ai vari soggetti istituzionali in materia di
organizzazione della governance, del servizio idrico integrato e
dell'affidamento della gestione unica e quanto, in questo senso, è
stato sviluppato insieme all'Assessorato Energia, a partire
dall'insediamento dell'attuale Governo regionale.
In base all'articolo 149 del decreto legislativo 151 del 2006, la
competenza sull'organizzazione della governance e l'affidamento
della gestione del servizio idrico integrato è affidato all'ente di
governo d'ambito territoriale ottimale che vi provvede sulla base
di un piano d'ambito che costituisce il documento di programmazione
tecnico, economico-finanziario per l'espletamento del servizio
gestionale e l'attuazione degli investimenti nell'arco temporale di
affidamento e gestione a gestore unico generalmente un trentennio.
Come è noto, a norma della legge n. 19 del 2015, il territorio
regionale siciliano è suddiviso in nove ambiti territoriali
ciascuno coincidenti con i limiti geografici delle province
regionali.
Le attività di regolazione e controllo di ciascun atto sono
demandate ai rispettivi enti di governo dell'ambito che, a norma
della legge regionale 19/2015, in Sicilia sono le assemblee
territoriali idriche costituite dai sindaci dei comuni ricadenti
nell'ambito e presieduta da uno dei sindaci.
Compito dell'ATI è quello di regolare, adottare, approvare, il
piano d'ambito, scegliere la forma di gestione del servizio idrico
integrato, affidare la gestione del servizio idrico integrato,
individuare la forma di gestione salvaguardata a norma
dell'articolo 147, comma 2 bis del decreto legislativo 152.
L'espletamento almeno di parte delle superiori incombenze è
condizione necessaria per il raggiungimento delle cosiddette
condizioni abilitanti cioè il possesso dei requisiti minimi per
l'accesso alle risorse comunitarie.
In questo quadro attuativo il compito della Regione è quello di
sovrintendere e vigilare gli enti di governo d'ambito e i comuni
affinché il processo di riforma organizzativa venga costantemente
attuato in tempi compatibili per il rispetto dei tempi normativi e
l'utilizzo delle risorse specie quelle contaminate.
In quest'ottica la Regione ha riconosciuto la possibilità di
attivare dei poteri sostitutivi attraverso i commissariamenti degli
enti inadempienti.
All'atto del mio insediamento la situazione nei vari ambiti
territoriali in tema di organizzazione della governance e
affidamento di gestione è la seguente: due ambiti con Ati
strutturata a piano d'ambito approvato e affidamento del servizio
integrato concluso (Enna e Caltanissetta); due ambiti con Ati
strutturate, aggiornamento del piano d'ambito in fase di
approvazione (Vas in corso e affidamento del servizio integrato
concluso Palermo e Agrigento); un ambito Ati strutturata, piano
d'ambito in fase approvazione, Vas in corso e affidamento del
servizio idrico in corso (Ragusa); due ambiti con Ati strutturate
con il piano d'ambito in fase di approvazione, Vas in corso e
affidamento del servizio integrato non avviato (Messina e
Siracusa); un ambito con Ati strutturata col piano d'ambito
approvato all'affidamento caratterizzato da un pesante contenzioso
ancora in essere (Catania); un ambito con Ati non strutturata, con
un piano d'ambito in fase di approvazione, Vas in corso e
affidamento del servizio idrico integrato non avviato (Trapani).
Inoltre, in vari ambiti, anche quelli con gestione già affidate,
si registrava la mancata consegna degli impianti e reti dai
precedenti gestori, generalmente comuni, al gestore unico del
servizio idrico integrato.
In questo quadro organizzativo, l'Assessorato ha posto in essere
le seguenti principali attività acceleratorie.
Primo: la nomina di un commissario ai sensi dell'articolo 14 del
decreto legislativo n. 115 del 2022 per gli ambiti territoriali di
Messina, Siracusa e Trapani per l'affidamento del servizio idrico
integrato previa adozione degli atti per la scelta del Governo e
dell'eventuale denominazione societaria. In atto sono in corso
delle procedure di affidamento dell'ambito di Messina.
L'Ati di Siracusa è stato aggiudicato.
Per l'ambito di Trapani l'assenza di una struttura organizzativa
d'ambito che è stata colmata con l'attività di un commissario
nominato per l'approvazione dei bilanci e l'affidamento del
servizio di tesoreria e la nomina della struttura organizzativa non
ha consentito neppure di avviare le procedure per la gara di
affidamento del servizio a causa di un piano economico in
disequilibrio. Pertanto, si è proposta al Ministero dell'Ambiente
l'attivazione delle procedure previste dall'articolo 14 del decreto
legge n. 115/2022 a carico della Presidenza del Consiglio dei
Ministri.
Nomina dei vari commissari ad acta ai sensi dell'articolo 172 del
decreto legislativo 152 e dell'articolo 11 della legge n. 19/2005
n. 19/2008 per il trasferimento di reti di impianti ai gestori del
servizio integrato (Comune di Cinisi, Terrasini, Borgetto,
Camastra, Voltano eccetera).
Nomina commissario ad acta per l'approvazione e la stipula della
convenzione di gestione del servizio idrico integrato per
ottemperanza delle disposizioni contenute nelle sentenze del CGA
della Sicilia ad esito del lunghissimo contenzioso sull'affidamento
del servizio idrico integrato nel lato catanese.
Attività di coordinamento nel completamento le procedure di Vas
sui piani d'ambito delle Ati della Sicilia, attività
concretizzatasi con il completamento delle procedure di Vas e degli
ambiti di Ragusa, Palermo e Messina mentre risulta alla firma
dell'assessore l'approvazione della Vas dell'ambito di Trapani.
Dal quadro delineato della normativa, appare evidente come tutte
le interrogazioni e le interpellanze che hanno come contenuto
l'attività di gestione e servizio idrico integrato (interpellanza
n. 104, interrogazione nn. 746, 835 e 1136) esulano delle
competenze di questo Assessorato. Pur tuttavia, sentiti i
rispettivi ambiti territoriali o in assenza dei relativi gestori,
si è proceduto a riscontrare gli atti ispettivi mediante risposte
scritte a disposizione degli interroganti alle quali si rimanda per
una più dettagliata informazione, ferma restando la disponibilità
alla trattazione orale.
E' un mio personale convincimento che l'individuazione del governo
del gestore unico rappresenta di per sé un valore che esula dal
mero procedimento amministrativo, assurgendo a fonte del risparmio
economico grazie anche ad un processo quasi educativo nei confronti
dell'utenza che impara a gestire consapevolmente l'utilizzo della
risorsa idrica. Sotto altro profilo questo stesso modello affidando
al gestore unico anche la costruzione e o il rifacimento delle
reti, comporta inevitabilmente un livello decisamente maggiore di
cura del sistema infrastrutturale.
Entrando nello specifico dell'emergenza della società, va
sottolineato che la Regione nelle sue diverse articolazioni,
insieme alle società di gestione, ha avviato sin dal mese di
gennaio del corrente anno oltre a un monitoraggio stretto della
risorsa idrica i possibili interventi di mitigazione consistenti,
in particolare, nella riduzione dei prelievi di acqua dagli invasi,
nel destinare tale riserva di acqua a favore del comparto del
potabile, nonché successive misure di riduzione dell'acqua immessa
nelle reti e nei casi più gravi misure di turnazione.
Tali interventi preventivi e precauzionali di risparmio idrico
hanno consentito una maggiore durata dell'acqua disponibile negli
invasi e una migliore gestione della crisi idrica. Mozione 61,
interrogazione... agli interventi precauzionali si aggiungono
quelli volti ad eseguire interventi urgenti di sistemazione della
rete idrica, come nel caso del Comune di Agrigento, per il quale
sulle somme già previste verrà chiesto nel corso dell'assestamento
di bilancio un'anticipazione per consentire alla ditta
aggiudicataria l'immediato avvio dei lavori.
L'Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia ha
predisposto, da anni, la strategia regionale di contrasto alla
desertificazione e redatto il piano di lotta alla siccità, atti
questi approvati rispettivamente con decreto del Presidente della
Regione n. 1 del 2019 e n. 7 del 2020, due documenti pianificatori
si configurano quali stralci del Piano di gestione acque aggiornata
nel 2023 con decreto del Consiglio dei Ministri del 7 giugno 2020.
I piani, oltre a fotografare lo stato dell'arte della gestione
delle infrastrutture idriche ed evidenziare le criticità presenti,
contengono tutte le misure strutturali e non che i diversi rami
dell'Amministrazione regionale e i soggetti gestori degli ambiti di
sovrambito devono avviare per superare le protette criticità.
Alla pianificazione dell'Autorità di bacino devono adeguarsi tutti
gli strumenti programmatori del distretto idrico siciliano. ... nel
febbraio 2024, la grave crisi idrica ha accelerato il processo di
pianificazione con l'elaborazione degli scenari sulla disponibilità
delle risorse idriche in armonia con l'indicazione derivanti dai
piani d'ambito di bacino e in pieno accordo con la programmazione
delle Autorità commissariale con il Dipartimento acqua e rifiuti.
Con decreto del Presidente n. 524 del 2024 attuativo della delibera
Giunta n. 148 del 2024, è stata istituita apposita cabina di regia
per il coordinamento delle strategie e degli interventi urgenti
indifferibili per mitigare gli effetti della crisi idrica. Con
delibera del Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2024 è stato
dichiarato lo stato di emergenza idrica nel territorio della
regione siciliana.
Lo stato di emergenza è regolato da un'ordinanza della Protezione
civile, n. 84 del 19 maggio, con la quale, tra l'altro, il
Presidente della Regione siciliana è stato nominato Commissario
delegato per la realizzazione degli interventi finalizzati alla
gestione idrica. Di conseguenza, sono state implementate le
strategie e i piani di intervento a brevissimo, breve e medio
termine, anche in conseguenza della costituzione della cabina regia
regionale quale momento attuativo del procedimento amministrativo
normativo, sopra indicata, culminato con l'approvazione da parte
del Dipartimento della protezione civile, degli interventi urgenti
predisposti dal Commissario delegato ai sensi dell'articolo 1,
comma 3, dell'ordinanza 1084/2024 per l'importo complessivo di 20
milioni.
Il piano approvato dal dipartimento di protezione civile prevede,
finanzia e autorizza n. 52 interventi strutturali di tipo B,
interventi su oltre 100 pozzi, sorgenti e condotte e per circa 19
milioni di euro con nuova acqua per circa 1300 litri secondo,
nonché numero 86 interventi di tipo "a" per manutenzione,
acquisizione e autobotti per circa 2 milioni di euro, di cui solo
700.000 euro sono su fondi statali e la restante parte a carico
della Regione.
Il provvedimento della Protezione civile nazionale ha ammesso solo
interventi realizzabili in 1-6 mesi avendo certezza di reperimento
dell'acqua e quindi escluso le ricerche idriche o trivellazione di
pozzi in assenza di studi comprovanti l'acqua.
Alla data del primo agosto 2024, circa il 67% delle opere
infrastrutturali del Piano previste è stato portato a termine o è
già in corso l'ultimazione, nello specifico sono stati ultimati
venti interventi e immessi in rete 593 litri/secondo; 16 interventi
sono in cantiere e forniranno ulteriori 285 litri/secondo; 4
interventi sono in affidamento per una contribuzione idrica ad
interventi realizzati per 130 litri/secondo.
In aggiunta, sono in fase di approvazione 12 interventi che
contribuiranno per 274,5 litri/secondo; infine, con l'approvazione
della variazione di bilancio, nella seduta del 30 luglio 2024, sono
stati stanziati ulteriori dieci milioni di euro che consentiranno
la realizzazione di ulteriori interventi, (Interrogazione 822).
Va sottolineato che tutti gli interventi ammissibili sono, di
norma, quelli individuati dall'articolo 25, lettera b), del decreto
legislativo 1 del 2018, volte al ripristino della funzionalità del
servizio idrico e cioè nella fattispecie finalizzati a mitigare
l'emergenza idropotabile in corso e di scenario e pertanto, nel
più breve tempo possibile e comunque efficace a garantire un
beneficio entro il corrente anno 2024.
A titolo esemplificativo, gli interventi ammissibili al
finanziamento sono quelli:
-di riuso ed efficientamento, revamping di pozzi e sorgenti,
-realizzazione di pozzi gemelli,
-rifacimento potenziamento di pompe di impianti di sollevamento,
-rifacimento, efficientamento o bypass di condotte con notevoli
perdite il cui recupero è tale da equivalere in termini di costi
benefici a una risorsa idrica,
-realizzazione di nuovi pozzi e di opere di presa da sorgenti e
fluenze a condizione che sussistano studi e ricerche geologiche che
evidenzino l'effettiva e congrua disponibilità di risorse.
Presupposto legittimante, si ribadisce, è lo stato di emergenza
idropotabile della popolazione colpita e ciò può essere acclarata
con alcuni parametri oggettivi quali:
il confronto tra i dati mensili del 2023 e 2024 dei quantitativi
di acqua, in lt/sec, immessa in rete,
le interruzioni del servizio nella giornata (ore di interruzione
nella giornata);
le turnazioni (giornata di erogazione ogni xx giorni);
il ricorso all'approvvigionamento con autobotti, specificando
anche di massima, i viaggi e il numero;
lo scenario dei prossimi mesi fino a tutto il 2024 e al primo
trimestre 2025, in dipendenza delle fonti di approvvigionamento.
Tali dati devono essere riferiti al comune, se omogenei per
l'intero territorio, ovvero per le zone omogenee (non essendo
significativo oltre che scorretto dichiarare, ad esempio,
turnazione ogni 7 gg. per il comune quando tale misura è in realtà
applicata a solo alcuni quartieri).
La risposta a diverse interpellanze e interrogazioni consente di
dare indicazioni sulla programmazione di medio periodo con la quale
è stata condotta un'attività esplorativa riguardante la
realizzazione di nuovi impianti di installazione per far fronte al
deficit di risorsa idrica conseguente alle sfavorevoli condizioni
meteo-climatiche perduranti che non può essere colmato con le sole
misure urgenti delineate nell'ambito delle ordinanze emergenziali.
Da qui è scaturita la programmazione di tre poli di dissalazione
dalle potenzialità complessiva di circa 530 litri/s da ubicare nei
tre siti (Porto Empedocle, Gela e Trapani) ove, storicamente,
insistevano altrettanti poli di dissalazione di vecchia concezione
impiantistica ormai dismessi da quasi un quindicennio.
La scelta del mantenimento dei siti preesistenti è stata operata
in ragione della possibilità di utilizzo delle aree di sedime già
disponibili e di parte delle opere civili, nonché della dalla
possibilità di vettoriamento della risorsa idrica prodotta
attraverso il circuito di adduzione del sistema di trasporto idrico
a scala sovra provinciale, circostanza che permette il
trasferimento dell'acqua sull'ampio circuito acquedottistico
interconnesso e quindi non soltanto nell'intorno del territorio di
ubicazione dei rispettivi impianti.
È opportuno porre l'attenzione sulla necessità del mantenimento in
linea di esercizio degli impianti non soltanto per il periodo
necessario al superamento dell'emergenza, ma anche in quello
successivo ove, per evitare il deterioramento di apparecchiature
che si trovano in costante contatto con elementi aggressivi (acqua
di mare) devono essere mantenuti in continua produzione, con il
sostenimento dei costi correlati.
Sotto l'aspetto programmatorio gli interventi sono stati inseriti
a cura del Dipartimento Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti nella
Programmazione FSC 21/27, per un importo complessivo di 90 M .
Sono in fase di definizione le modalità di attuazione degli
interventi, che comunque terranno conto di uno studio, in fase di
implementazione avanzata, elaborato dal Dipartimento dell'Energia e
finalizzato ad individuare soluzioni tecniche per l'utilizzo di
fonti rinnovabile al fine di abbattere il costo dell'energia, che
rappresenta una delle voci principali di costo della gestione.
Per quanto attiene i risultati ottenuti finora dai dissalatori in
termini di riduzione della pressione sulle risorse idriche
tradizionali e quale miglioramento vi sia stato
nell'approvvigionamento idrico delle comunità coinvolte, si
rappresenta quanto di seguito.
In atto sul territorio siciliano non vi sono più impianti di
dissalazione in linea di esercizio, essendo stati dismessi da circa
un quindicennio quelli realizzati a cavallo tra gli anni settanta e
novanta, in quanto ormai obsoleti sia come tecnologia in generale
applicata che come conservazione delle infrastrutture. Si trattava
in particolare di impianti fortemente energivori e di tipo termico
i cui costi di gestione (posti a carico della Regione) risultavano
oltremodo elevati.
Detti impianti sono stati dismessi in concomitanza con il
rifacimento delle principali dorsali acquedottistiche che venivano
tra loro interconnesse consentendo l'utilizzo più elastico delle
risorse idriche convenzionali.
L'esigenza di ricorrere a nuovi impianti di dissalazione (di tipo
osmotico) si avverte a seguito della riduzione media della
piovosità, circostanza che negli ultimi anni si è presentata con
frequenza sistemica.
La produzione di acqua dissalata permane allo stato attiva solo
sulle isole minori (Lipari, Vulcano, Ustica, Lampedusa, Linosa,
Pantelleria) ove l'assenza di qualunque altra forma di
alimentazione convenzionale (con esclusione delle navi cisterna)
rende imprescindibile l'impiego degli impianti di dissalazione.
Sempre nell'ottica di una programmazione di medio periodo e in
accordo con il piano di gestione siccità, che costituisce
attuazione delle misure individuate nel Piano di Gestione del
Distretto idrografico della Sicilia, e che prevede il riuso in
agricoltura e nei sistemi industriali delle acque reflue dei
depuratori urbani e riciclo delle acque nell'uso industriale,
questo Assessorato, dopo avere disciplinato con decreto
dell'assessore regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità n. 6 del 6 febbraio 2024 il riutilizzo delle acque reflue
urbane affinate ai fini irrigui, industriali, civili e ambientali,
ha avviato, di concerto con il Commissario della Depurazione,
un'attività di censimento degli impianti di depurazione costruiti e
costruendi, prossimi alle infrastrutture di distribuzione irrigua
adeguabili al riuso, in particolare per rispondere alle esigenze
idriche a fini irrigui.
Al completamento del suddetto censimento, si provvederà a
stipulare delle apposite convenzioni tra Regione Siciliana - DAR,
gli enti gestori e i Consorzi di Bonifica. Tale strategia di
sviluppo garantirà l'utilizzo di una risorsa idrica aggiuntiva che
h meno sensibile alla stagionalità dei fenomeni meteorologici e
consente di garantire al settore agricolo la disponibilità di acqua
anche in periodi di forte siccità. Inoltre appare importante
sottolineare che l'utilizzo delle acque reflue, oltre a tutelare la
qualità dei corpi idrici, può apportare benefici alle proprietà
fisiche del suolo veicolando una giusta dose di nutrienti (azoto,
fosforo e potassio) e altri elementi migliorativi della fertilità
del terreno, permettendo di ridurre l'uso di fertilizzanti minerali
con vantaggi ambientali ed economici per le aziende agricole.
In quest'ottica, il depuratore al servizio del Comune di
Castelvetrano e delle frazioni di Marinella e Triscina di
Selinunte, è stato autorizzato, con apposito Decreto del Direttore
Generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti, tra i primi in Italia,
all'utilizzo dei reflui depurati per uso irriguo, l'acqua
proveniente dal depuratore di Castelvetrano sarà immessa
nell'adduttore diramazione ovest del sistema Garcia-Arancio, che
alimenta sia gli usi irrigui del Consorzio di bonifica 3 di
Agrigento che quelli del Consorzio 1 di Trapani e interessa i
territori dei Comuni di Sambuca di Sicilia, Sciacca, Menfi, Santa
Margherita Belice, Partanna e Castelvetrano, con un apporto di
circa 8 milioni di metri cubi.
Oltre al depuratore di Castelvetrano, anche i depuratori di
Cefalù, Sciacca e Macchitella Gela sono compatibili con l'allaccio
delle reti Consorti ai quali si potranno aggiungere quelli di
Campobello di Mazara e Palermo Acqua dei Corsari ed infine
Agrigento dopo la realizzazione e una volta verificata la
possibilità di vettoriamento dell'acqua nella rete di distribuzione
del Consorzio di Bonifica 3 (Mozione 60).
Il potenziamento degli invasi affidati alla gestione Dipartimento
Acqua e Rifiuti rientra in un'ottica programmatica di lungo
periodo, per l'importanza sia economica che ingegneristica degli
interventi.
Il Dipartimento Acqua e Rifiuti, per quanto di sua competenza
quale gestore di grandi dighe, e in ossequio alle pertinenze
istituzionali attribuite, ha anche il compito di individuare,
pianificare ed attuare quegli interventi, finalizzati:
- al complessivo miglioramento delle capacità di accumulo ed
erogazione delle risorse idriche raccolte negli invasi da destinare
agli usi potabili, irrigui ed industriali, tenendo conto dei sempre
più ricorrenti periodi siccitosi da contrastare tramite una
programmazione pluriennale delle riserve d'acqua e il recupero,
dove presenti, delle perdite idriche nei sistemi gestiti;
- alla salvaguardia delle comunità e dei territori posti a valle
degli impianti di ritenuta, grazie alle loro funzioni di
mitigazione degli effetti causati dai fenomeni atmosferici che
imporrebbero, tra l'altro, l'adozione di politiche volte allo
sviluppo di una maggiore responsabilità collettiva verso
l'ambiente, alla promozione di iniziative in campo infrastrutturale
fondate su principi di economia circolare nonché di adattamento
alle mutate e ormai sistematiche condizioni climatiche.
Proprio per conseguire tali obiettivi e superare le problematiche
rilevate nelle opere gestite, sono stati avviati dal DAR numerosi
interventi da realizzare tramite diversi programmi operativi,
riguardanti gli appalti sia di soli servizi tecnici (studi,
indagini e progettazioni) che di servizi e conseguenti lavori da
eseguire alla luce dei progetti nel frattempo acquisiti.
In atto, viste le attuali linee di programmazione ed alla luce dei
provvedimenti emanati, delle risorse finanziarie appostate nonché
del rispetto delle scadenze prescritte per il mantenimento dei
finanziamenti, gli interventi
CRACOLICI. Assessore Di Mauro, non se la legga da solo, la legga
anche a noi
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Lascio delle copie per consentirne la lettura.
PRESIDENTE. Colleghi, l'Assessore sta rispondendo e sta dando
indicazioni su tutte le interrogazioni, le interpellanze e gli atti
che in questo momento sono all'ordine del giorno di quest'Aula.
Il documento - e ringrazio il Governo - verrà depositato in
maniera tale che lo possiamo mettere agli atti e tutti possano
leggerla.
Ringrazio il Governo, su richiesta da parte dell'Aula, di poter
relazionare sulla tematica e dopo di che, do la parola
all'onorevole Cracolici sulla discussione, ovviamente considerando
che il Governo ha relazionato su tutti gli atti parlamentari perché
ad oggi, all'ordine del giorno, ci sono pure interrogazioni e
interpellanze.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Vorrei aggiungere, e adesso lo distribuirò, che ci sono
anche gli interventi sulle dighe. Ci sono dodici interventi che
sono stati già programmati e altri interventi che sono stati
previsti nei fondi FSC.
Questo, però, è giusto distribuirlo per avere contezza di queste
cose.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Prego, onorevole Cracolici, continuiamo sulla discussione.
CRACOLICI. Le ultime battute che ha fatto l'Assessore sarebbero
state, molto meglio, se fossero diventate il cuore della
comunicazione che l'Assessore, quindi che il Governo, faceva a
quest'Aula.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Vorrei intervenire per dire che
PRESIDENTE. Però, colleghi, altrimenti diventa un dibattito a
due.
CRACOLICI. Io ancora non ho iniziato
PRESIDENTE. Assessore, facciamo completare l'intervento
all'onorevole Cracolici, agli altri colleghi e poi eventualmente
interviene alla fine.
Prego, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Io ribadisco. Credo che sia stato opportuno che il
Governo in una vicenda assai, come dire, ad alta sensibilità
sociale e dell'opinione pubblica, come in questo momento è il tema
della siccità introduca, non solo per rispetto al Parlamento ma
anche per rispondere ai siciliani, quali sono le azioni e gli
strumenti che si stanno mettendo in campo, sia in termini
emergenziali, sia in termini strutturali, rispetto ad un'emergenza
- non capisco perché il volume voce si abbassa e si alza -
rispetto ad una vicenda ed un tema che come ha detto lo stesso
Assessore all'inizio della sua relazione siamo in presenza di
cambiamenti climatici epocali che segneranno, ci piaccia o no, la
nostra vita e soprattutto un territorio come la Sicilia che è ad
alto rischio desertificazione.
Di fronte a questi temi, io credo che noi dobbiamo dare in qualche
modo all'opinione pubblica anche la consapevolezza che c'è un
Governo che sta sul tema - quando finisce il collega Lombardo io,
per non disturbare - che sta sul tema e non sta sul tema perché
lo racconta ai parlamentari che sono qui presenti e che sono
purtroppo una parte minoritaria del Parlamento e, questa la dice
lunga come è stato già fatto rilevare ad alcuni colleghi sul fatto
che il Parlamento che rappresenta i siciliani, oggi, di fronte alla
più grande emergenza che vive la Sicilia è sostanzialmente
disattento, o almeno la maggioranza dei parlamentari, ma anche per
affrontare alcuni nodi strutturali.
Ora noi continuiamo a parlare di questioni che attengono
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.18, è ripresa alle ore 16.42)
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, completi il suo intervento.
Onorevoli colleghi, ovviamente sto dando qualche minuto in più, vi
chiedo comunque di rimanere nell'intervento all'interno dei cinque
minuti per i colleghi che interverranno subito dopo.
CRACOLICI. Ha detto bene, completo, solo che non avevo nemmeno
iniziato, ma comunque, io non voglio aggiungere a una situazione
delicata ulteriori elementi di tensione.
Io vorrei soltanto provare a dire una cosa e lo dico con grande
rispetto anche per il lavoro che fa l'assessore Di Mauro, in un
Assessorato difficile perché l'Assessorato Energia, acqua e rifiuti
è un Assessorato che in questi anni è stato considerato
l'Assessorato delle emergenze, in una condizione in cui tutta la
politica ha fatto spallucce rispetto a dei dati che sono stati,
sono ed erano, come dire, scritti dove ci avrebbero portato
Noi siamo la Regione che non riesce a spendere le risorse
assegnate con i programmi extra regionali sia per gli interventi
nel settore dell'acqua, sia per la parte sui rifiuti. Abbiamo una
capacità di spesa bassissima rispetto a quanto programmiamo sia con
i fondi Fesr che per quanto riguarda i fondi Fsc.
Non è un caso che noi rendicontiamo quelle spese soltanto con i
cosiddetti progetti coerenti o progetti sponda per giustificare
buona parte delle spese che non riusciamo a fare rispetto a quanto
programmato.
Tutto questo ci consegna il dato che è sotto gli occhi di tutti.
Noi siamo a un livello di arretratezza nel settore sia delle
attività di accumulo e di conservazione delle acque, aggiungo anche
di ricerca, che sulla grande emergenza che riguarda le reti, questo
anche a causa di un fatto, cioè che in questi anni si è in qualche
modo fatto prevalere una dimensione localistica nella gestione
delle risorse idriche piuttosto che una capacità del sistema di
prendere il toro per le corna, perché il fatto che noi in Sicilia
siamo una delle Regioni con la più alta dispersione di acqua
addirittura nel Mezzogiorno d'Italia, lo si deve al fatto che le
nostre reti sono colabrodo. Quindi noi non abbiamo solo la siccità
a causa delle condizioni climatiche e del fatto che il nostro
sistema di invasamento delle acque determina un paradosso che pur
avendo fatto tantissimi invasi in Sicilia abbiamo un livello di
manutenzione dei nostri invasi abbastanza diciamo relativo,
l'onorevole Di Mauro lo sa bene, non voglio ricordare che gran
parte delle dighe che utilizziamo non sono mai state collaudate e
questo perché gli invasi, la creazione di dighe, la creazione di
così un po' come le discariche di una volta, sostanzialmente sono
servite al sistema economico più pericoloso che c'è in Sicilia,
cioè le imprese del movimento terra, che come è noto sono imprese
ad alto rischio di controllo della criminalità. Mentre non ci siamo
occupati di quello che una Regione che prevede una condizione di
desertificazione connessa al mutamento del clima, avrebbe dovuto
fare. Dobbiamo occuparci di come avere l'acqua non soltanto
aspettando la pioggia ma utilizzando le risorse naturali che
abbiamo: il mare e anche il sottosuolo. Su questo abbiamo perso
anni decisivi, aggiungo che oggi il tema delle reti è un tema
dirimente, perché non è tollerabile che una Regione come la Sicilia
abbia una dispersione, il Capogruppo diceva il 44% delle risorse
idriche vengono disperse, mi risulta molto più alto.
E allora come la raccontiamo la siccità? Soltanto con l'autobotte
che compriamo per far fronte all'emergenza? Sulle emergenze bene o
male ce la caviamo perché ormai abbiamo il "know how
dell'emergenza" Ma possiamo continuare ad affrontare il tema in
termini di emergenza? E' questo che ci saremmo aspettati oggi qui,
lo dico con rispetto perché so che l'Assessore si è fatto preparare
una relazione dai suoi Uffici, cercando in qualche modo di offrire
una lettura sistemica del problema della siccità, Assessore se oggi
fosse stato collegato in diretta con i siciliani che magari in
televisione l'ascoltavano mi chiedo cosa hanno capito? Non perché
lei leggeva e perché poi ha avuto anche il malore che ha avuto, le
esprimo la mia massima solidarietà, perché obiettivamente il
profilo, la cifra con la quale il Governo affronta questa questione
è un mix di avremmo voluto ma non siamo riusciti, ci sono
interventi in emergenza. Basta ricordare che la cabina di regia,
che lei ha citato nella sua relazione, sull'emergenza idrica in
Sicilia è stata istituita ad aprile quando è da oltre un anno e
mezzo che c'è l'emergenza idrica in Sicilia e che noi come tutte le
visioni affidate alle divinità, abbiamo rinviato sperando, una
volta si diceva "piove, Governo ladro " sperando che la pioggia
avrebbe assolto la competenza e le competenze del Governo, del
Governo della Regione ma anche del governo dei sistemi di gestione,
perché l'assessore ha ricordato tutta la situazione degli ATO in
Sicilia e una condizione assurda e vergognosa che continua ad
esserci in Sicilia sul tema degli ambiti territoriali. Siamo una
sorta di groviera di meccanismi di competenze localistiche,
municipalistiche e questo deresponsabilizza tutti perché poi alla
fine è un modo per autoassolverci.
Allora, dissalatori: possiamo far fronte o dicendo che i
dissalatori siccome sono energivori, almeno quelli di vecchia
generazione, sono una soluzione che non è compatibile con la
gestione economica? Penso che dobbiamo cominciare a capire che la
dissalazione delle acque di mare, attraverso le tecnologie oggi
moderne, l'osmosi inversa, etc., etc., sono una delle soluzioni
alle quali dobbiamo guardare per provare ad affrontare il problema
strutturale di questa Regione.
C'era un assessore negli anni '80/'90 che era un assessore al
turismo, che una volta disse in quest'Aula che la Sicilia è
un'Isola e questa era un'affermazione come dire di novità ed è
circondata dal mare. Ora al di là della banalità, dell'ovvietà di
quell'affermazione, ma il fatto che abbiamo oltre 1.300 chilometri
di costa che la Sicilia ... ma il mare è una delle risorse che
dobbiamo cominciare a pensare come utilizzare sia per
l'idropotabile, sia per le attività connesse all'emergenza idrica
che, soprattutto nel settore agricolo, non riguarda solo il
bestiame che è una delle questioni assai delicate, ma riguarda
anche le coltivazioni.
Noi stiamo perdendo intere coltivazioni in Sicilia, la nostra
agricoltura sta cambiando perché non avendo l'acqua dobbiamo
cambiare anche le tipologie di piante con le quali produciamo i
nostri prodotti agricoli.
Allora, io mi auguro, Assessore, che da questa discussione, se si
vuole fare una questione seria - e non soltanto come ho detto in
maniera banale - e non fare una discussione come quando si va allo
stadio e si critica l'arbitro, in genere la critica all'arbitro è
con un epiteto senza però poi avere l'obiettivo di cambiare il
risultato della partita, ognuno di noi si sfoga e io ho temuto
ecco perché ho chiesto al Governo di anticipare la discussione,
perché il rischio che questa discussione sulla siccità diventi uno
sfogatoio in cui ognuno si mette l'abitino di appartenenza, la
maggioranza per non sapere leggere e scrivere sta muta, per non
sbagliare sta silente, il Governo balbetta e l'opposizione urla. Ma
la sostanza è: oggi come facciamo ad affrontare innanzitutto
l'emergenza, quante quantità di acqua siamo in grado di reperire da
qui alle prossime settimane attraverso escavazione di pozzi, nuovi
pozzi, rifunzionalizzazione di sorgenti idriche, il caso di fiumi
che scaricano a mare e non vengono convogliati, è un tema che ci
dobbiamo porre anche in termini di interventi strutturali sui quali
dobbiamo agire.
E allora, dicevo, la cabina di regia si è fatta ad aprile ed è la
conferma che il tema dell'emergenza idrica non è un tema che
riguarda la politica in Sicilia. Noi ci siamo scandalizzati che i
giornali internazionali hanno detto che la Sicilia è assetata e
quindi perdiamo il turismo, è un po' come una volta che si diceva
che parlare di mafia faceva male al turismo.
Non è così che noi salviamo la Sicilia, abbiamo il dovere di
affrontare i problemi, di dire le cose come stanno e di sapere
essere all'altezza come classe dirigente di offrire soluzioni
concrete e possibili. Ce la farete? Voi oggi governate e avete il
compito di trovare e indicare delle soluzioni sulle quali si può
condividere o non condividere ma parliamo di cose concrete.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Colleghi, io ho iscritti
a parlare sette colleghi dopodiché chiudo la discussione generale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà. Nel
frattempo, se c'è qualcuno che si deve iscrivere, perché poi chiudo
le iscrizioni.
CAMBIANO. Grazie, Presidente, Governo, colleghi, noi non siamo
qua, come qualcuno ben diceva e non rappresentiamo tifoserie, non
siamo qui a fare il tifo per una parte o per l'altra però siamo qui
a svolgere il nostro ruolo e i cittadini ci osservano e il nostro
ruolo è quello di indirizzo, di controllo e quello che in
quest'Aula dovrebbe avvenire è anche un confronto schietto, deciso,
sulle tematiche e sulle emergenze che attanagliano questa Terra.
Non posso che dire che questa cabina di regia o queste cabine di
regie istituite per governare le emergenze mi sanno purtroppo di un
film già visto e non possiamo non puntualizzare che questo Governo,
con il Presidente Schifani in testa, si è posto in continuità del
precedente Governo, si è posto in continuità di un'azione di
Governo ritenuta efficace nell'interesse dei siciliani.
E, allora, il nostro ruolo non è che evidenziare che la direzione
intrapresa probabilmente non è quella corretta. Non tifiamo per
nessuno, tifiamo per questa Terra, tifiamo per i siciliani, tifiamo
per quel Governo, per quei governi che risolvono i problemi e danno
soluzione ai problemi. Ma c'è da dire che la direzione intrapresa,
probabilmente, è quella sbagliata perché sette anni e mezzo di
Governo per parlare di emergenza idrica perché ai cittadini manca
l'acqua, perché arrivano le disdette agli operatori turistici e la
nostra Terra rischia di non diventare attrattiva, perché non si
pensa a misure di ristoro, a misure eccezionali di ristoro,
dovremmo parlare di questo, in questa sede, per gli operatori
commerciali che hanno subito un danno, per il comparto agricolo.
Ecco qui non c'è sotto accusa un assessore piuttosto che un altro,
però a volte la supponenza con la quale ci si pone perché, ad
esempio, io in un consiglio comunale sono stato definito un
demagogo, in un Consiglio comunale, a Licata, qualcuno diceva che
il problema già è stato egregiamente affrontato dal Governo perché,
a ottobre, entreranno in funzione i dissalatori di Gela, Porto
Empedocle e Trapani, salvo poi assistere alle dichiarazioni del
capo della Protezione civile, l'ingegnere Cocina, che con molta
sincerità ha detto ai siciliani che ci vorranno almeno 18 mesi,
affinché quelle infrastrutture possano entrare in funzione. E qual
è stata la colpa mia per esser poi finito sotto attacco in quel
Consiglio comunale? Quella di aver denunciato l'inefficienza di
Siciliacque, compartecipata dalla Regione siciliana e quella
società Siciliacque che, in virtù di una convenzione stipulata nel
2004, avrebbe dovuto realizzare delle opere che, ad oggi, non
risultano totalmente completate. Eppure noi, negli strumenti
finanziari recenti, abbiamo anche elargito risorse a questa
società.
Ecco, allora, la riflessione che abbiamo tutti da fare "cosa ha
fatto questo Governo per affrontare questa emergenza"?
Innanzitutto, si rincorre l'emergenza perché lo sapevamo già da
tempo che avremmo vissuto questa terribile crisi ma noi la cabina
di regia e i pozzi e l'acqua la stiamo cercando adesso, stiamo
attivando adesso i pozzi, ai primi di agosto stiamo attivando
qualche pozzo.
E allora la domanda è e la risposta che vorrebbero i siciliani è,
"perché non si è fatto prima"? Perché anziché fare arrivare una
nave che si è scoperto dopo che costava 50 mila euro, e quindi 43
euro al metro cubo d'acqua, non si è preferito installare dei
moduli di dissalazione che quella quantità d'acqua la producono in
24 ore, con un costo di 700 mila euro? E non mi si venga a dire che
questa Regione, in una manovra che ha approvato, di duecento
milioni di euro, non trovava qualche centinaia di migliaia di euro
per dare risposte ai siciliani.
Ecco, è un Governo che naviga a vista, che non sa programmare, che
non riesce a programmare e questo ce lo dobbiamo dire.
Quindi, Agrigento è la provincia che in questo momento sta
soffrendo maggiormente la crisi, tremila cittadini sono scesi in
piazza qualche giorno fa con un cartello sociale, guidato anche
dalla Chiesa che si è unita a questa forma di protesta, che cosa
raccontiamo stasera, che cosa diciamo? Quello che ci ha raccontato
l'assessore Di Mauro? Che cosa diciamo, quali interventi ha posto
in essere questo Governo?
Presidente, ci sarebbe tanto da dire perché mi piacerebbe avere
una risposta da parte del Governo, anche per poter informare i
cittadini rispetto ai tempi di intervento, perché questo chiedono i
siciliani però, purtroppo, mi pare che queste risposte tardano ad
arrivare.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano.
Colleghi, vi ricordo di restare con gli interventi all'interno dei
cinque minuti, perché si sono iscritti a parlare una dozzina di
colleghi. Cercherò di chiamarvi non in ordine di registrazione ma
cercando di dare la possibilità a tutti i Gruppi di poter
intervenire in maniera.
E' iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha facoltà.
GILISTRO. Grazie, Presidente, grazie colleghi, grazie Assessore.
Tutto quello che abbiamo detto e tutto quello che hanno detto i
colleghi, Presidente, è giusto. L'unica problematica che rimane,
cari colleghi, ascoltate quello che sto per dirvi, avete presente
una barca, avete presente una nave che ha una falla, una barca che
ha una falla che perde acqua, che ha una falla grossissima? E noi
cosa stiamo facendo con questo Governo? Prendiamo l'acqua e la
mettiamo dentro una barca che perde acqua.
Abbiamo una dispersione idrica che arriva fino al 70 per cento a
Siracusa. Noi stiamo chiedendo ai cittadini di risparmiare l'acqua,
di non lavarsi i denti, di stare attenti allo sciacquone e poi che
cosa succede? Che il 70 per cento dell'acqua che c'è nelle
condutture viene persa. E cosa succede? Che su 31 progetti - quello
che ho ascoltato oggi è inascoltabile - di finanziamenti non è
stato approvato neanche uno Cioè i fondi PNRR che servirebbero a
ricostruire e prima di tutto tappare la falla. Assessore, lo dico
col cuore, lo dico con tanto affetto e con tanto amore: vogliamo
utilizzare gli scolari? Vogliamo utilizzare le scuole? Vogliamo
utilizzare le scuole elementari, le scuole medie facendogli fare il
compito del giorno? Un tema dal titolo: come risolvere il problema
della crisi idrica in Sicilia.
Le posso garantire che i ragazzini delle scuole medie avrebbero
sicuramente più ingegno e più capacità di fare questo, perché noi
continuiamo a correre dietro l'emergenza senza tappare la falla. La
siccità non è il calore, non sono i 50 gradi, la siccità significa
"flagello". Sapete cos'è il flagello? Il flagello di Dio?
La siccità porta alla desertificazione, porta alla carestia un
domani. In un'isola come la nostra significa anche abbandono delle
nostre terre, abbandono da parte degli allevatori; abbandono da
parte gli agricoltori. E noi cosa facciamo? Continuiamo a mettere
acqua prendendola dal mare e mettendola nelle condutture che
disperdono il 70 per cento dell'acqua. Allora, la prima cosa - lo
saprebbe anche uno studente di scuola elementare - sarebbe tappare
le falle. La prima cosa è cercare di ricostruire le reti idriche.
La prima assoluta Assessore, ma è semplice questa cosa. Al di là
di qualunque di qualunque altro progetto. Poi arriveranno i
dissalatori.
E' inutile ingannare le persone, dicendo tutto quello che lei ha
detto oggi, e cioè che praticamente domani mattina per esempio
l'onorevole Cambiano arriva a Gela e a Licata e dice di aprire i
rubinetti perché domani ci sarà l'acqua. L'acqua domani mattina i
licatesi e i gelesi non l'avranno Il buon senso è quello di avere
sulla siccità una programmazione, non possiamo continuare a buttare
soldi nelle emergenze. Nelle emergenze c'è anche la speculazione,
perché quando c'è emergenza naturalmente c'è speculazione, c'è
sempre speculazione quando c'è emergenza Allora cosa dobbiamo
fare? Dare i compiti a casa ai bambini delle scuole medie per dirci
come risolvere i problemi di questa Regione e sono certo che lo
faranno meglio di noi Ci daranno quei suggerimenti che saranno i
migliori. E sapete perché gli studenti ci daranno suggerimenti
migliori? Perché non hanno bisogno del consenso elettorale, perché
sono liberi anche da questo problema e perché sono puri e sapete
perché gli studenti e i ragazzi e gli scolari ci saranno risposte
migliori? Perché loro vogliono decidere loro del loro futuro. I
ragazzi vogliono decidere loro del loro futuro. Vedo un silenzio,
un buon silenzio. Questo significa e questo fa meditare perché ai
ragazzini che cosa gli diremo? Che noi li manderemo via da una
Sicilia desertificata.
L'ultima cosa, Presidente, perdoni ma lo dico, lo devo dire perché
è veramente importante questo. Il problema della siccità è legata a
tanti altri fattori. E' legata anche al fattore che più questa
città, più questa Regione si desertifica per gli incendi più si
riduce il verde, il verde, il verde condiziona assolutamente le
precipitazioni di una Regione.
Questa è una cosa importante quindi come fanno in Spagna e come
fanno in tante Regioni, in tante nazioni virtuose, noi dovremmo
pensare a un rimboscamento importante sia nelle città sia nelle
zone agricole montane dove questo potrebbe richiamare veramente
acqua durante le stagioni giuste. L'ultima cosa Presidente,
Assessore, non c'è l'Assessore Elvira Amata, sul bagnato piove,
oltre il danno la beffa, stiamo continuando a dire, a reclamare
questo problema della siccità.
PRESIDENTE. Onorevole, vada alla conclusione.
GILISTRO. Perdoni, Presidente perché questa è una cosa importante.
Stanno disdicendo tutti gli americani 30/40 per cento di disdette
turistiche perché noi, il nostro problema della siccità sta
danneggiando anche il settore turistico. L'abbiamo detto prima,
quindi io invito l'Assessore Elvira Amata, come ha fatto già il
Presidente, a dichiarare ufficialmente che questo problema della
siccità, soprattutto nel settore turistico, riguarda delle zone
della Sicilia e quindi non impaurire i tedeschi, gli americani,
questo significa dopo il danno la beffa, perché non riceveremo e
avremo ancora problemi, meno risorse per quanto riguarda il turismo
in Sicilia.
Questo è fondamentale, quindi una campagna di informazione,
Assessore, una campagna di informazione corretta per non far
rimanere fuori dalla Sicilia tanti turisti perché stanno
scioccando, conosco e so che gli operatori turistici sono in questo
momento in grave difficoltà.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, più volte siamo intervenuti su questa
materia, personalmente, l'ho qui detto noi abbiamo iniziato nel
marzo del 2023. C'erano già gli esiti di una stagione
difficilissima nel 2022, il 2023, come noi anticipammo, è stata una
stagione in cui le piogge non ci sono state, rarissime in tutta la
Sicilia e il 2024 lo stiamo vivendo. Ma io credo che la cosa che
dobbiamo sottolineare, che man mano che va avanti la siccità, la
condizione di emergenza le conseguenze ci sono. I colleghi hanno
parlato sulle problematiche legate al turismo. Mi permetto di dire
le aziende agricole. Le aziende agricole già hanno un fatturato
notevolmente inferiore, basta leggere alcuni dati. La granicoltura
è crollata del cinquanta per cento e gli agrumi purtroppo hanno
caratteristiche di produzione che non trova mercato perché sono
troppo piccoli subito dopo la maturazione e quindi il consumatore
non li preferisce.
Io credo che questo debba essere tenuto presente cioè, noi non
siamo a bocce ferme, c'è la siccità e tutto continua come prima.
No, le conseguenze già ci sono e quindi io penso che bisogna
innanzitutto dire una cosa fondamentale: quello che abbiamo
deliberato in questa Assemblea si può finalmente utilizzare? È una
domanda retorica, lo capisco. Ma è chiaro che per fare questa
sottolineatura io ho parlato fino a qualche ora fa con operatori
zootecnici; era stata data una notizia - mi dispiace non sia
presente l'Assessore all'agricoltura - che si sarebbero realizzati
dei punti di distribuzione del foraggio, ma non si è realizzato, ad
oggi, nulla. Ad oggi nulla.
Quindi, noi chiediamo questo: intanto si utilizzino queste
risorse, si mettano in moto, perché significa far respirare. E poi
si seguano alcune questioni che riteniamo fondamentali. Perché il
Governo nazionale non vuole dare lo stato di emergenza anche per
l'agricoltura? È un dato chiaro, netto. Ci si accanisce
Io ho letto qualche dichiarazione del Ministro dell'agricoltura,
che era in transito in una località del siracusano. Delle
dichiarazioni irripetibili, nel momento in cui parla di milioni di
euro Ma dove sono Dove sono questi milioni di euro che si possono
spendere subito Ma di quali programmi parlano Certo ora per il G7
faranno una passerella, perché il tema è che si presenterà
l'agroalimentare, il Made in Italy, la grande capacità dei nostri
cuochi. Ci sarà questo. Ma le aziende agricole, lo abbiamo detto,
quelle che sono alla base del Made in Italy, stanno fallendo E se
oggi un'azienda su quattro fallisce, domani saranno due su quattro.
Allora, io chiedo proprio questo: si mobilizzino le risorse e si
segua questo percorso, quello del dare, innanzitutto agli
agricoltori, la speranza di poter rinviare qualche cambiale
agraria, di poter non pagare qualche mutuo a tasso libero, che
purtroppo la Banca centrale europea non cambia. Questo è il dato,
quello che raccogliamo dai produttori e dagli operatori zootecnici.
Riguardo alla prospettiva, Presidente, ma un dato centrale - lo
diceva il collega Gilistro - è che le nostre reti idriche sono
colabrodo; non solo in Sicilia. Io spesso sento dire "ma come il
nostro Comune"... sono colabrodo in tutta Italia Questo ci deve
fare rassegnare: il PNRR ha avuto delle finalità molteplici;
certamente non ho avuto quella di mettere al centro il tema
dell'acqua Sul tema dell'acqua ora qualcosa si muove. Anche
l'Assessore ne ha parlato, il tentativo è quello di ristrutturare.
Io spero, intanto, che si realizzino alcune opere, le
canalizzazioni. Ormai ci sono questi Consorzi di bonifica che sono
stati riattivati, questi lavoratori li si faccia lavorare; e poi
vengano pagati. Perché se non si puliscono le canalizzazioni, anche
se ci dovesse essere qualche possibilità di pioggia, questa pioggia
non arriverà. Così come per la zona di Paterno, si è parlato più
volte di questa acqua che si perde da Ponte Barca per la mancanza
di caditoie; ma si realizzino
Allora, io concludo Presidente, ripeto, le reti idriche vanno
messe al centro. Dopodiché c'è la questione dei depuratori e dei
dissalatori. Sui depuratori, da quello che si dice, pare che si
possa andare avanti con una doppia depurazione e si possano
utilizzare per l'industria e per l'agricoltura. Ma su questo perché
ci sono questi ritardi? Si vada avanti, così come per i
dissalatori. Ci sono dissalatori di nuova generazione che vengono
utilizzati nel Qatar, ma perché non si utilizzano? Anche questi,
sono piccoli dissalatori con la possibilità dell'utilizzo di
energia alternativa; questa è la strada che a noi serve, che a noi
pare necessaria. Perché pensare ai dissalatori della vecchia
generazione, con le membrane, non è possibile, perché tutti
sappiamo che i costi sono esorbitanti e i tempi sono lunghi.
Quindi, Presidente, io mi avvio alla conclusione: l'acqua è stata
l'elemento di unità delle comunità. Io vengo da un Comune,
Militello in val di Catania, dove nel Cinquecento c'era un principe
illuminato; portò migliaia di libri, quindicimila libri giuridici
nel comune; si attorniava nella sua corte di poeti e di scrittori;
ma la cosa più importante che fece fu un acquedotto E quello che
emerge è che, da quel momento, la comunità trovò una possibilità di
unità. Quello che avveniva con i romani. I romani arrivavano, e
facevano gli acquedotti, perché l'acqua è centrale nella vita di
una comunità
E purtroppo, Presidente - e concludo - per come stanno procedendo
alcuni atti l'acqua sta diventando motivo di divisione, compreso il
prezzo dell'acqua potabile. Compreso il prezzo dell'acqua potabile.
Da quando c'è...è stata varata la legge Galli, nel '94, non si è
più trattato un tema che è fondamentale per le nostre comunità.
Io chiedo all'assessore, che è una persona, Di Mauro, molto
attenta su alcune problematiche, di riprendere questo discorso, di
mettere al centro il fatto che c'è una quota vitale che non può
essere negata ai cittadini. Perché l'acqua non significa soltanto
poter bere, ma significa anche potersi lavare. C'è un problema
igienico, e quando qualcuno dice "chiuderemo perché non pagano" eh,
io credo che il problema lo si debba porre e dobbiamo porre con
grande serietà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, colgo positivamente il tono e il
contenuto di alcuni colleghi delle opposizioni, perché fanno
comprendere che questo dramma, che la Sicilia sta vivendo, non è un
dramma che può essere ascritto all'inefficienza o alla incapacità
di questo Governo. E dobbiamo parlare chiaro e con la verità ai
siciliani.
Il dramma che stiamo vivendo in questo 2024, io ho 53 anni e, al
rigor di memoria, abbiamo vissuto altre annate di siccità ma questa
annata non ha eguali. Ci sono state annate, nel comprensorio dove
vivo io, che tutto sommato si è riusciti, con sacrifici, con prese
di posizione, con delle manifestazioni pubbliche, con assunzioni di
responsabilità ad attenuare il problema.
Qua dobbiamo renderci conto che - nonostante gli sforzi
dell'attuale Governo, nonostante gli sforzi anche dell'intero
Parlamento, che ha affrontato, assunto anche decisioni investendo
con fondi pubblici su questo tema - è un problema così grave, che
non riusciamo a venirne a capo.
Io, onestamente, non posso rimproverare né il Presidente Schifani,
né l'assessore Di Mauro, né gli altri assessori perché, da aprile
in avanti, attraverso le cabine di regia, attraverso il confronto
con il Governo della nazione si sta cercando, in mille maniere, di
venirne a capo. Ma il problema è che acqua non ce n'è
Oggi ho partecipato, con l'assessore Di Mauro, all'ennesima
riunione e mi metto, però, anche dalla parte dei cittadini. Mi
metto dalla parte, in questo caso, degli agricoltori. In alcune
realtà manca l'acqua nelle case, che è un dramma nelle attività
commerciali, nei bar, nei ristoranti, negli hotel. In alcune
realtà, oltre a mancare l'acqua nelle case, manca l'acqua nelle
campagne Il comprensorio di mia provenienza è un comprensorio che
vive esclusivamente di agricoltura. Da calcoli fatti, non da me
stesso che sono un ignorante in materia, ma dalle organizzazioni di
categoria, caro assessore Aricò, hanno calcolato un danno attuale
di quel piccolo comprensorio di ottocento milioni di euro.
E non si è preoccupati per questo danno attuale perché già si sono
rassegnati, purtroppo, a sapere che la produzione prossima non ci
sarà.
Il dramma che stanno vivendo è che se noi non riusciamo ad
assumerci anche qualche responsabilità importante, caro assessore
Di Mauro, so che domani c'è un altro tavolo molto serio, è che si
perdono le colture e, siccome non si tratta di lattuga o di
cetrioli ma si tratta di agrumeti, si tratta di frutteti, se
perdiamo le colture il danno di 800 milioni lo dobbiamo
moltiplicare per 10, per 12, per 15 anni
E, quindi, faccio un appello agli esponenti del Governo: non
possiamo rimanere insensibili. i calcoli matematici, i calcoli
burocratici spesso fanno a pugni con le esigenze dei territori. Io
non posso biasimare i sindaci che si stanno mettendo a capo di
alcune manifestazioni di protesta che sappiamo dove partono e non
sappiamo dove possono andare a finire. Non posso biasimare le
organizzazioni di categoria o i comitati spontanei che stanno
nascendo, perché stanno combattendo per un loro diritto sacrosanto
e che vedono anni e anni di sacrifici svanire nel nulla.
Io mi auguro, invece, che il presidente Schifani e mi avvio alle
conclusioni, il Governo attraverso le cabine di regia
dell'idropotabile, dell'irriguo possano incidere ancora di più
perché, e non me ne vogliano gli animalisti, se domani dobbiamo
scegliere fra la fauna ittica che ha chiaramente il rispetto di
tutti i presenti e la sopravvivenza di un territorio, io penso che
non c'è dubbio alcuno su cosa scegliere, ma è chiaro che se queste
scelte le affidiamo alla burocrazia il destino dei siciliani, il
destino degli agricoltori siciliani, potrebbe essere segnato. Se a
fianco, invece, dei burocrati si affianca la politica con la P
maiuscola, e in questo caso il Parlamento siciliano sta mostrando
grande senso di responsabilità, probabilmente riusciamo anche ad
avere una soluzione.
E, infine, ma non ultimo per importanza, il mio intervento si è
soffermato troppo nell'affrontare l'emergenza. L'intervento mio
vero, invece, dovrebbe basarsi su quello che questa classe
politica, questa classe dirigente siciliana, vuole programmare per
il futuro. Non possiamo vivere a colpi di emergenza. Questa annata
siccitosa è stata straordinaria e l'ho detto poco fa e non voglio
contraddirmi ma dobbiamo cominciare a immaginare che di queste
annate siccitose potrebbero verificarsi, auguriamoci di no, anche
negli anni futuri e, quindi, questa classe politica deve fare una
scelta. Deve affidarsi al fato, al destino, alle piogge o deve
saper programmare con investimenti mirati e oculati anche per il
futuro?
E, quindi, sicuramente uno sguardo va all'acqua che non avrà mai
fine che è l'acqua del mare e, quindi, agli impianti di
dissalazione e lo sguardo va a nuovi invasi, caro onorevole Di
Mauro, che non può essere più una bestemmia. Se vogliamo dare
serenità ai nostri agricoltori, se vogliamo puntare
sull'agricoltura come volano vero dell'economia siciliana non
possiamo non pensare a nuove infrastrutture, a nuove dighe, a nuovi
invasi, e come diceva qualche collega credo Gilistro, Cracolici e
altri, è inutile immettere acqua se poi le nostre condutture sono
dei colabrodo e, quindi, servono
PRESIDENTE. Onorevole Pace, vada alla conclusione.
PACE. Servono investimenti seri e importanti. Quindi la scelta.
Questo Governo e questo Parlamento ormai stanno compiendo due anni
dal mandato e penso che dobbiamo avere una mission nel completare
il nostro mandato.
Penso che la mission ce la stia dando la nostra attività
giornaliera, quello che viviamo nei nostri territori e - mi auguro
- che la mission di questo Parlamento e di questo Governo possa
essere ricordata per avere - non dico - risolto del tutto ma
affrontato dignitosamente, diligentemente il problema della siccità
in Sicilia, una volta per tutte
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, io sui
giornali leggo delle notizie molto confortanti riguardo alla
siccità in Sicilia.
Oggi, in particolare, il Presidente Schifani annunciava delle
spese per 720 milioni di euro così ripartiti: 20 dallo Stato, 38
milioni dalla Regione per lo stato di emergenza, 90 milioni per
l'ammodernamento dei tre dissalatori, 300 milioni per la messa in
sicurezza delle dighe, 140 milioni per le reti idropotabili, 70
milioni il rinnovo delle infrastrutture idriche, per il rinnovo
delle perdite e la realizzazione di altri dissalatori nelle piccole
isole, 60 milioni recupero dei volumi nei serbatoi artificiali e
interconnessioni tra i bacini ideografici e 20 milioni sono
arrivati come bonus - li abbiamo varati giusto oggi in Commissione.
Di fatto, di queste somme penso che i siciliani abbiano visto ben
poco perché lo stesso Presidente dichiara che ancora soltanto il 13
per cento delle opere è stato portato a termine.
Eppure, il Presidente ha detto che sta correndo, si sta sbrigando,
ma noi queste corse, Presidente Di Paola, non le vediamo perché è
già da nove mesi che parliamo del problema siccità
Fra l'altro, la protesta degli agricoltori, dei nostri
agricoltori, era già montata e già si discuteva di tutte le
problematiche che avrebbero investito non solo il raccolto ma anche
gli allevatori che hanno problemi anche di approvvigionamento
idrico per gli animali e per il fieno.
Il bonus fieno è arrivato soltanto ieri.
Il 6 agosto siamo già alla stagione estiva inoltrata, già gli
animali hanno sofferto tantissimo e quindi, Presidente, cosa voglio
dire di tutte queste somme che interessano chiaramente tutta la
filiera dell'acqua?
Perché i problemi sono strutturali e non riguardano soltanto
l'approvvigionamento idrico, perché una volta che l'acqua c'è, poi
deve attraversare delle reti, delle condutture, che sappiamo essere
fatiscenti, colabrodo, hanno delle perdite del 50 per cento
Abbiamo il problema degli invasi perché quest'acqua dove la
dobbiamo mettere?
Gli invasi, cioè quasi tutte le nostre dighe, non sono collaudate
perché sono state costruite anni fa, non rispettano le normative
antisismiche, le possiamo riempire solo per i due terzi della loro
capacità e quando quest'acqua supera il livello - addirittura nei
mesi di piena, nei mesi invernali - dobbiamo abbassare le paratie
disperdendo tutta quest'acqua.
Ricordo ancora gli allagamenti dei campi causati dalla diga del
Regoleto a Marina di Acate che hanno fatto dei danni ingenti anche
al raccolto.
Questi sono tutti i problemi che riguardano l'acqua ma oggi il
problema principale è l'approvvigionamento dell'acqua.
Lo diceva anche l'onorevole Pace, non è che la politica si può
affidare alla pioggia - come ha dichiarato a maggio il presidente
Schifani - perché se no qua ci metteremmo tutti a fare la danza
della pioggia
E no L'approvvigionamento idrico lo dobbiamo risolvere in maniera
strutturale.
Ho sentito parlare di dissalatori. Oggi l'Assessore Barbagallo, in
Commissione, ci ha detto che comunque i dissalatori sono utili
solamente per l'uso potabile, non sarebbero sufficienti per
l'agricoltura.
Si parlava quindi anche di recuperare le acque reflue ma per
recuperare le acque reflue è chiaro che ci vogliono dei sistemi di
depurazione nettamente diversi da quelli che abbiamo in Sicilia.
C'era, poi, un altro caso, Presidente Di Paola, che voglio qua
sottolineare.
Si era parlato di vasto giacimento di acqua sotto i Monti Iblei,
in particolare nella fondazione di Gela e addirittura si parla di
700 metri di profondità che non è poi così tanto e quindi
quest'acqua potrebbe essere intercettata. Io avevo fatto
un'interrogazione al Presidente Schifani subito dopo che i
ricercatori sei mesi fa avevano dichiarato che c'era questo
giacimento e ho ricevuto delle risposte poco rassicuranti dove mi
si diceva che non si era preso in considerazione questo giacimento
perché ancora si doveva indagare sulle reali possibilità. Ma io ho
ricordo che già l'assessore Armao, nella passata Legislatura, aveva
ricevuto 8 milioni di fondo proprio per uno studio su questo
giacimento e mi chiedo oggi che fine ha fatto quella ricerca
dell'Assessore Armao e quel fondo e perché Schifani risponde solo
oggi, a distanza di sei mesi, che vuole incontrare finalmente i
ricercatori per verificare la fattibilità di questo sito acqua, di
questo vasto giacimento d'acqua?
E comunque, in ogni caso, io spero che gli Assessori possano
portare un mio appello al Presidente Schifani: se questo incontro
si possa fare proprio nella zona dei monti Iblei perché la
popolazione ha molta fiducia in questa possibilità e quindi sarebbe
opportuno incontrarli in sito, fare un sopralluogo, piuttosto che
chiudersi nelle stanze per questi tavoli tecnici e queste cabine di
regia che poi di fatto a nulla portano.
Quindi, signor Presidente, noi ci aspettiamo che il problema
dell'acqua possa essere affrontato in maniera strutturale, ma
siccome ci rendiamo conto che ad oggi, e il Presidente ha anche
dichiarato che per arrivare al 30% dei progetti ancora siamo in una
fase di studio di fattibilità, passerà molto tempo forse i primi
risultati li avremo per l'estate prossima quella del 2025.
Sono contenta che oggi in Commissione Attività produttive abbiamo
votato per un fondo di 15 milioni da dare appunto agli agricoltori
e ai comuni per risolversi, quanto meno da soli, nell'immediato,
una parte del problema ma è chiaro che è insufficiente tutto
questo.
Ci aspettiamo molto di più da questo Governo che mi rendo conto
che deve colmare le negligenze anche del Governo precedente e di
quello precedente ancora. Grazie
PRESIDENTE. E iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, lei
nell'incipit del suo ragionamento della nota che ha letto all'Aula
ha parlato, evidentemente, dei cambiamenti climatici e poi ha
citato alcuni numeri, riferendosi in particolare agli interventi
realizzati dalla cabina di regia dalla Protezione civile che ha
gestito gli interventi dei comuni, che ha coordinato i comuni, i
famosi venti milioni per la crisi dell'idropotabile, e ha detto che
sono state realizzate opere per circa il 67% degli interventi. Poi
ci ha rassegnato tutta una serie di problemi che nonostante questo
67% di interventi realizzati ancora sussistono.
E lei parlava di questi interventi e li descriveva come qualcosa
di ben fatto, ma in realtà se andiamo a verificare quella che è la
condizione dei siciliani, leggiamo giornalmente sui giornali che ci
sono quartieri di Caltanissetta che non ricevono l'acqua da 20
giorni o che hanno turnazioni, lei stesso ne parlava, i turni per
giorni x, bene a Caltanissetta 20 giorni, ad Alcamo 15 giorni, in
altri comuni 10 giorni, nei più virtuosi una volta la settimana con
attività che sono costrette ad approvvigionarsi continuamente con
le autobotti private, con il rischio di essere sottoposti alla
speculazione delle autobotti private, perché è un dato che viene
registrato in queste settimane che qualche metro cubo di acqua che
prima costava per esempio 70 euro, adesso costa 150 euro.
Dunque, c'è evidentemente un fenomeno speculativo, perché il costo
dell'acqua non è aumentato, il costo dei carburanti ci rassegnano
che ultimamente è pure diminuito, il costo del personale è rimasto
invariato, è inspiegabile che il costo di un'autobotte aumenti a
dismisura e che noi non si faccia niente per evitare questo
fenomeno speculativo. Però vede, quello che balza agli occhi è che
mentre diciamo bene, siamo stati bravi, abbiamo messo a terra il
67% degli interventi, c'è tutta questa turnazione, c'è tutta questa
crisi d'acqua. Allora cosa significa? Significa, Assessore che gli
interventi che abbiamo programmato e che sono stati programmati, in
particolare i nuovi pozzi, qualche nuovo pozzo, il revamping di
qualche altro pozzo esistente, l'acquisto di nuove pompe per
evitare il fenomeno del distacco, perché molto spesso le
attrezzature vetuste hanno impedito il regolare afflusso dell'acqua
delle nostre case, sono un mero palliativo perché comunque i
quantitativi di acqua che servono per alimentare le nostre città
sono maggiori rispetto a quelli che stiamo portando. A questo si
collega un problema, il problema che sì, abbiamo provato e stiamo
provando ad affrontare l'emergenza ma non stiamo programmando
l'uscita dalla crisi. Ne parlavamo l'altro giorno, ricorderà,
abbiamo presentato al Governo nazionale oltre un miliardo di euro,
più di un miliardo e mezzo di interventi che sono stati inseriti
all'interno del Piano nazionale per la tutela delle infrastrutture
idrauliche e in questo Piano ci sono opere pensate più di 20 anni
fa quando non c'erano i cambiamenti climatici, o meglio, quando i
cambiamenti climatici già c'erano ma una certa politica negava che
questi esistessero.
Quando qualcuno poneva l'attenzione sulla necessità di non
consumare tutte le risorse, altri pensavano solo che la crescita
fosse l'obiettivo che si doveva perseguire e si attaccavano coloro
i quali dicevano "forse è meglio che pensiamo a un sistema
ambientale e di tutela ambientale che garantisca giustizia sociale
ma che contempli, allo stesso tempo, il più adeguato e una maggiore
attenzione all'utilizzo delle risorse". Dinanzi a questo, ora ci
troviamo ad inserire in quel piano opere che si basavano su un
clima che a settembre, anzi nella nostra Regione si diceva che
superata la metà di agosto, cominciava a piovere fino a ottobre
raggiungendo i picchi. Ebbene, oramai non è più questa la
condizione, ma presentiamo opere che si basano su quel sistema.
Allora assessore quello che manca non è la gestione dell'emergenza,
nell'emergenza si sta facendo tutto il possibile, purtroppo tutto
il possibile non è sufficiente perché anche quando avremo speso il
100% delle risorse non avremo raggiunto l'obiettivo di assicurare
l'acqua ai siciliani, perché stiamo parlando di 20 milioni di euro
per 5 milioni di cittadini e abbiamo Comuni, per i quali leggiamo
sui giornali, la polemica che si rubano l'acqua tra di loro, chi ne
ha 20 litri, chi ne vuole 15 litri, leggiamo della polemica tra il
Sindaco Lagalla e il Presidente della Regione per le turnazioni nel
Capoluogo di Regione, nella più importante città siciliana.
Allora, dinanzi a questo è chiaro e ribadisco l'emergenza
probabilmente non potevamo che gestirla così, sono questi i soldi
che ci hanno mandato, ma probabilmente potevamo chiederne di più,
potevamo chiedere interventi urgenti sulle infrastrutture, perché
quando da un pozzo dove oggi attingo 100 litri al secondo domani ne
attingerò 200 ma la perdita è sempre del 60-50-40%, sto sprecando
una risorsa perché quando avrò emunto da quella fonte 200 litri se
non pioverà quella fonte, quella sorgente, andrà ad esaurimento e
dunque l'acqua non sarà arrivata ai siciliani.
Quello che dobbiamo pretendere dal Governo e pretendiamo dal
Governo è che metta in campo una strategia complessiva che, al
netto della crisi, ci dica come si vuole intervenire sulle reti,
come si vuole pensare a una dissalazione che sia più spinta di
quella che oggi avete immaginato e come si vuole mettere in campo
un sistema che in agricoltura non si basi più sulle acque piovane
ma si basi sul riuso e sul riuso - ne parlavamo anche oggi in
Commissione - non basta evocare l'esistenza da più di dieci anni
del Commissario per la depurazione, perché - come dicevo anche
oggi - la nomenclatura, commissario per la depurazione' vuol dire
che il Commissario si occupa solo di fare interventi che puntano
alla depurazione delle acque e non al riuso, c'è bisogno di
programmare interventi che invece possono trasformare - e son
d'accordo con l'assessore Barbagallo - 10-12 non tutti i Comuni ma
i più grandi depuratori che funzionano in Sicilia debbono essere
immediatamente predisposti per il riuso perché, altrimenti, avremo
questa commistione di fonti che in un periodo di scarsità di acqua
ci renderà veramente impossibile soddisfare tanto ai bisogni
dell'idropotabile tanto a quelli dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. E' iscritto a parlare
l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti
della Giunta, abbiamo ascoltato quest'oggi la relazione del
Governo, ci saremmo aspettati una presa di coscienza di ciò che sta
accadendo, delle responsabilità ben precise, una qualche
autocritica, un'azione in grado di rassicurare non solo quest'Aula
ma anche i tantissimi siciliani che fanno i conti con una emergenza
idrica senza precedenti e, invece, abbiamo ascoltato una cronaca
che potremmo definire come una cronaca di un disastro annunciato.
Tantissime parole abbiamo ascoltato, non solo oggi, ma anche in
queste settimane sulle innumerevoli emergenze che riguardano la
Sicilia, ma la forza evocativa delle immagini ha un'efficacia
comunicativa che, consentitemi di dire, supera persino la più
limpida e loquace espressione verbale.
Tre immagini sono rimaste impresse nella memoria collettiva ed
hanno fatto il giro del mondo in questa torrida estate siciliana,
immagini che nel loro insieme descrivono in maniera eloquente
l'incapacità di questo Governo regionale di affrontare le emergenze
che attanagliano la nostra Isola.
La prima immagine è quella di un paziente con la gamba ingessata
con un cartone all'ospedale di Patti, una foto che è la più
efficace rappresentazione dello stato di salute della sanità
siciliana.
Avete cercato di scaricare la colpa delle vostre inefficienze sul
personale sanitario da anni sottodimensionato, esposto a turni
massacranti e molto spesso senza le attrezzature e i presìdi
necessari per poter operare, ma i siciliani sanno che le liste
d'attesa infinite, i reparti ospedalieri chiusi, le carenze
organizzative, la mancanza di medici e infermieri è frutto di
scelte politiche sbagliate che hanno considerato la sanità solo un
bottino di guerra da gestire, da spartirsi e solo per le nomine
clientelari e non certo per assicurare un servizio ai cittadini.
La seconda immagine è quella dei cumuli di rifiuti sparsi in
queste settimane nelle strade di Palermo, discariche piene di
immondizia che talvolta bruciano, mancanza di un adeguato piano
regionale per lo smaltimento, aumento spropositato dei costi di
conferimento.
Oggi abbiamo appreso dalla stampa che i rifiuti della Sicilia
arrivano anche in Turchia, gestione privatistica che condiziona un
sistema malato e sempre più piegato a logiche affaristiche e a
corruttele varie, come hanno dimostrato vecchie e nuove indagini
della Magistratura.
E in un siffatto contesto il Governo regionale ha definanziato lo
scorso anno decine e decine di progetti dei Comuni relativi ai
centri comunali di raccolta e al compostaggio di comunità portando
avanti con logiche propagandistiche la questione dei
termovalorizzatori che voi per primi sapete non verranno
realizzate.
La terza e ultima immagine è quella del prosciugamento totale del
lago di Pergusa forse la più tangibile rappresentazione, non solo
della grave siccità che sta colpendo la nostra Isola, ma della
totale e colpevole sottovalutazione che state compiendo nei
confronti di questa emergenza.
Mentre assistevamo all'inverno meno piovoso degli ultimi decenni e
mentre dai banchi di quest'Aula, attraverso numerosi atti
parlamentari, chiedevamo al Governo di intervenire con urgenza
rispetto a ciò che stava accadendo, voi eravate occupati a litigare
sulle nomine dei vertici delle strutture sanitarie siciliane e a
spartirvi le poltrone
Mentre le dighe lentamente si prosciugano e le condotte idriche
colabrodo perdevano decine di milioni di metri cubi d'acqua, voi
eravate intenti a gestire in maniera clientelare e senza alcuna
visione strategica le risorse del Fondo sviluppo e coesione,
destinando solo le briciole alla grande attuale questione della
carenza delle risorse idriche e del clima.
Mentre il comparto agricolo protestava per la drammatica crisi
dovuta alla siccità, con raccolti più che dimezzati, voi eravate
impegnati nella campagna elettorale delle elezioni europee per
ribadire, con una logica feudale, il peso politico di partiti e
correnti per la gestione di potere di ampie fette di spesa pubblica
da cui trarre consenso.
Quanto tempo ancora dobbiamo aspettare affinché la Sicilia si
possa dotare di un piano regionale per l'adattamento agli effetti
dei cambiamenti climatici?
Quello delineato dagli scienziati è purtroppo uno scenario
apocalittico. L'aumento delle temperature medie, la drastica
diminuzione delle piogge e la tropicalizzazione del clima rischia
di far piombare la Sicilia in un contesto spettrale. Senza azioni
incisive e immediate, fra ottant'anni, il 70 per cento della
superficie coltivabile rischia di desertificarsi mettendo in
ginocchio il settore agricolo e, in questo contesto, ritornerà con
una nuova declinazione il latifondo, non più quello agrario del
secolo scorso, ma quello energetico e le nostre campagne, non più
coltivabili, saranno sommersi da mega impianti fotovoltaici nelle
mani delle grandi multinazionali.
Mentre le aree interne si popoleranno definitivamente, i nostri
giovani saranno costretti ad emigrare e la popolazione si
dimezzerà.
È questo lo scenario a cui rischiamo di andare incontro senza una
immediata presa di posizione politica. Che servisse un piano
straordinario di efficientamento delle dighe, che già da mesi sono
vuote, e massicci investimenti per ridurre le perdite idriche, ogni
anno in Sicilia si perdono 300 milioni di metri cubi d'acqua. Che
necessitasse di riattivare i dissalatori a causa della costante
diminuzione delle piogge - in Spagna ce ne sono 800 e coprono quasi
il 10 per cento del fabbisogno idrico nazionale - che occorresse
sostenere un sistema di riutilizzo delle acque reflue e di accumulo
delle acque piovane, attraverso incentivi mirati, era risaputo da
tempo. Ma avete preferito affrontare con approssimazione ciò che
stava accadendo e i risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti.
Anziché metterci la faccia e affrontare con determinazione
l'emergenza, programmando per tempo, stanziando risorse
significative e attuando una legislazione di emergenza avete
delegato l'intera gestione della crisi istituendo solo tavoli
tecnici e cabine di regia.
Il Governo nazionale, impegnato ad approvare la riforma
dell'autonomia differenziata, se ne è accorto soltanto a inizio
maggio che la Sicilia era alle prese con una gravissima emergenza
idrica, un colpevole ritardo di cui ancora oggi ne stiamo pagando
le conseguenze.
E mentre accadeva ciò, per centodieci lunghi giorni, abbiamo
dovuto attendere - e solo per mere logiche di potere - che questa
Regione potesse avere un nuovo assessore dell'agricoltura in grado
di occuparsi quotidianamente della grave crisi del comparto
agricolo.
La verità è che rendendovi conto della gravità della situazione,
anziché assumervi le vostre responsabilità, state rispolverando
l'antica pratica dello scaricabarile.
Il ministro Musumeci, lo stesso che durante la sua presidenza si è
fatto bocciare trentuno progetti su trentuno, colpito da un'amnesia
politica, se la prende con la regione che lui stesso ha governato
per cinque anni. Ma c'è chi in queste settimane, in maniera
subdola, sta cercando di scaricare la colpa sui sindaci i quali,
senza risorse e competenze specifiche, stanno diventando giorno
dopo giorno il capro espiatorio dei cittadini.
Mi accingo a concludere, Presidente. E al di là delle immagini
evocative già richiamate, vorrei concentrare l'attenzione su una
parola che più volte è stata evocata in questa vicenda politica
tutta siciliana: si tratta della parola "fortuna", dal latino
"fors, fortis", cioè caso, sorte. L'ha usata, in assenza di freni
inibitori, il Ministro dell'agricoltura, Lollobrigida, riferendosi
alla siccità che per fortuna' aveva colpito solo il sud della
Sicilia. Un lapsus freudiano che ci ha consegnato il giudizio
politico, ormai nitidamente coloniale da parte del Governo Meloni
nei confronti del Meridione e della Sicilia. Scriveva Fabrizio
Caramagna: "La fortuna è sempre immeritata e per questo si chiama
fortuna. E' un regalo che grazia di ogni errore chi lo riceve e non
ha una grande durata.".
Ma, in effetti, in questo immobilismo politico abbiamo davvero
bisogno in questo momento, cari colleghi e cari siciliani, di tanta
fortuna e di alzare lo sguardo verso il cielo nella speranza che
possa essere la natura a risolvere i problemi che la politica non
riesce nemmeno ad affrontare. Ma in questa Terra disperante e
disperata, i siciliani hanno avuto purtroppo anche la sfortuna di
avere un Governo regionale inadeguato che non gestisce l'ordinario,
che non affronta le emergenze e che non è in grado di programmare
iniziative di ampio respiro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia. E' iscritto a parlare
l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Grazie, Presidente, Assessore, Governo e colleghi.
Intanto intervengo per solidarietà nei confronti dell'Assessore Di
Mauro, io credo che abbia ereditato il peggiore assessorato che
poteva ereditare. Dal 2012 sono in quest'Aula ed è da allora che
sento parlare di acqua, di criticità, di problemi, di acqua
pubblica, non pubblica... E la memoria dei siciliani forse si è
ristretta perché credo che i problemi per la nostra Terra siano da
farsi risalire al 2004, quando qualcuno ha svenduto quel bene
prezioso che questa Terra aveva.
Da allora è stato un continuo di problemi e situazioni che, a mio
modesto modo di vedere - e sto intervenendo più da sindaco che da
deputato di questa Assemblea - sono da dividersi in due categorie:
c'è il problema per uso umano, da un lato, e c'è il problema per
uso irriguo dall'altro lato, perché se è vero come è vero che la
nostra Terra si basa sul turismo - ed è rispettabilissima questa
affermazione - è anche vero che la nostra Terra si basa
sull'agricoltura, sulle eccellenze e in questo momento, in questi
ultimi anni queste eccellenze sono andate completamente disperse e
mi riferisco agli agrumeti, mi riferisco ai vigneti, agli uliveti.
Io sono sindaco e sono un sindaco il cui territorio insiste nella
Valle del Belìce, ed è una Valle che oggi piange lacrime e sangue,
perché gli agricoltori non riescono ad irrigare, da un lato, perché
la risorsa del lago Arancio all'ultimo minuto viene dirottata sul
trapanese anziché sugli agricoltori che il 4 e 5 agosto scorso
erano pronti per irrigare e la mattina stessa hanno saputo che non
era più il loro turno, dico però che dall'altro lato vero è che il
turismo lo dobbiamo "privilegiare", "agevolare", eccetera, ma a mio
modesto modo di vedere la prima cosa da privilegiare sono i
siciliani e la necessità che questi siciliani hanno di avere
l'acqua in casa non ogni venti giorni, ogni mese ogni due mesi,
come accade nella mia provincia di Agrigento, ma avere l'acqua
corrente, considerando le esigenze e le necessità di tutti. Al
primo posto, ci sono i disabili, al primo posto ci sono le
famiglie, i bambini e i malati.
Allora, capisco da qui il grande lavoro che cerca secondo me di
fare, dico cerca e tenta di fare l'Assessore Di Mauro, ma io ho
poche aspettative rispetto ai risultati perché questa è una terra
che si piange addosso per decenni ed è una terra che poi non riesce
a trovare soluzioni e non riesce a mettere in campo situazioni
concrete.
La prima tra tutte, io dico, ho sentito nella relazione
dell'Assessore Di Mauro parlare del sovrambito'. Ecco, questo
sovrambito che gestisce le nostre reti idriche, quanti interventi
reali ha fatto, investendo denaro e mi riferisco alle reti, mi
riferisco ai depuratori, mi riferisco alla possibilità di attingere
e poi mettere in rete nella mia provincia dove l'ATI, credo che sia
stata una delle poche province dove nel 2016 si è costituito uno
dei primi ATI idrico, questo non è avvenuto. Il sovrambito continua
a vendere acqua a 0,73 centesimi al metro cubo con bollette
salatissime per un ritorno pari a zero o pari a nulla.
Una cosa che mi preme sottolineare è quella di dire che se il 55
per cento delle nostre reti, mi riferisco sempre alla mia
provincia, le altre saranno di meno, se il 55 per cento delle reti
non funziona, 'inserire acqua' come dice qualcuno, non fa altro che
causare colpi di ariete che finiscono per sfondare le condotte.
Allora, penso che i primi interventi, lo dico all'onorevole Di
Mauro, lo dico al Governatore e lo dico a questo sovrambito che
sembra essere una realtà eterea, la prendiamo e non possiamo
parlarci, non possiamo sapere da chi, da chi è composta, cosa
decide di fare sulle nostre teste. La prima cosa è mettere in
sicurezza le reti idriche, perché quel poco tanto di acqua non vada
disperso, perché se il 55 per cento viene disperso il conto è
presto fatto
L'altra cosa che volevo sottolineare in questo momento è che nella
nostra provincia, nella mia provincia, il Prefetto ha preso in mano
la situazione, cercandola di gestire. Io ho grande rispetto per
l'autorità del Prefetto ma la sottolineatura che voglio fare è
quella di dire noi sindaci, assieme al Prefetto, assieme al
Governo, siamo i primi soggetti investiti dai problemi dei
cittadini. Allora la domanda è una: se come è avvenuto c'è stato un
S.O.S. da parte della Protezione civile per invitare i sindaci a
trovare nuove risorse, nuove sorgenti, nuovi pozzi e qualcuno di
noi lo ha fatto la domanda e la richiesta che faccio, queste nuove
risorse devono essere immediatamente inserite in rete senza passare
dal sovrambito. Non è possibile che una risorsa di un comune, oggi,
nel 2024, Assessore Di Mauro, venga immessa in un circuito che fa
un giro lungo per essere lavato a 0,73 centesimi ed essere venduto
ai cittadini ancora più caro quando la si può mettere quella
risorsa direttamente in rete a 0,03 centesimi in maniera tale che,
almeno il cittadino pianga con un occhio, cioè a dire abbia
bollette meno salate. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole. Ha chiesto di parlare l'onorevole
Marano.
Ne ha facoltà.
MARANO. Grazie, Presidente.
Quando tempo fa vedevo le immagini in Sudan dove da tempo lottano
contro il tema della siccità, dove hanno problematiche, guerre
sull'aggressione dell'acqua fra agricoltori, fra allevatori quando
vedevo le immagini di questa gente che ogni otto giorni si andava a
prendere l'acqua con i bidoncini pensavo, 'mizzica' ma come fanno?
Come fanno a vivere queste situazioni così estreme?
Oggi, quelle immagini le stiamo vedendo, le stiamo vivendo qui in
Sicilia. Vediamo queste immagini e, allo stesso tempo, tutto sembra
paralizzato perché non si vedono azioni che nel lungo termine
possano rimediare a questa problematica.
Poco fa un collega parlava delle azioni del Governo nazionale,
della cabina di regia, di questa volontà di lavorare per
programmare. Io so per certo che a Roma abbiamo un Ministro
all'agricoltura - perché chiaramente il problema dell'acqua ha a
che fare con le persone e con le utenze, ma ha a che fare
chiaramente con gli agricoltori, che da una vita investono in
questo lavoro con amore e passione -, io so per certo che c'è un
Ministro che mesi fa se ne uscì dicendo "meno male che la siccità
ha colpito il Sud".
Ora leggevo sulla stampa del Piano Mattei e di questo accordo
fatto con l'Algeria per piantare legumi e cereali in Algeria per
l'Italia; cioè da noi arriveranno praticamente prodotti
dall'Algeria. Mi chiedo perché questo Governo e questo Ministro non
investano nel Sud Italia e in Sicilia, luoghi che hanno una
grandissima e preziosa tradizione.
Rispetto alla cabina di regia sulla crisi idrica, Presidente, io
tempo fa ho fatto una richiesta di accesso agli atti per sapere di
cosa si parla in questa cabina di regia, perché penso che i
parlamentari hanno il diritto di sapere di che stanno parlando in
questa cabina di regia. Bene, sono trascorsi 30 giorni, gli atti
non mi sono arrivati Ho fatto un sollecito, ho chiamato il
Dipartimento, che sa di questa richiesta di accesso agli atti; ho
provato a chiamare il dirigente stamattina e non mi ha risposto al
telefono. Questi verbali, di questa regia, ancora non si conoscono.
Farò l'ennesimo sollecito per capire di che stanno parlando, di
cosa parla questo Governo nell'ottica di questa programmazione.
E poi, Presidente, si assiste alle liti tra Schifani tra Musumeci,
sui prezzi dell'acqua, delle autobotti. Cioè, è davvero triste
vedere tutto questo teatrino attorno ad un problema così grave, un
Governo che sta lavorando in perfetta continuità col Governo
Musumeci, Governo che ai tempi si fece bocciare 31 progetti su 31
del PNRR per intervenire sulle reti idriche.
Ma come bisogna governare questa Terra? E se andiamo a vedere i
dati dell'Istat, Presidente, nel 2022, in Sicilia la perdita idrica
nella fase di immissione in rete dell'acqua per usi autorizzati è
stata del 51,6 per cento, per un volume di 339 milioni di metri
cubi di acqua sprecata
La manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti idriche è un
miraggio, Presidente, un miraggio. E oggi la mancanza - come dicevo
poc'anzi, in apertura - la mancanza anche dell'Assessore
all'agricoltura, al di là delle competenze, fa davvero riflettere.
Perché, Presidente, ok la competenza dell'assessore Di Mauro, ma è
una questione di responsabilità Noi siamo qui a parlare di un tema
troppo importante, ce la insegnano all'asilo nido l'importanza
dell'acqua Ma si può pensare che un Governo che governa un'Isola,
una Regione, non percepisce il fatto che tra un po' di anni qua
probabilmente bisognerà anche valutare se restare o meno, perché
avremo anche il problema dell'acqua? Ma è un problema serio Perché
l'acqua è razionata in alcuni comuni; ora sono alcuni, in alcune
province, ma se si continua così aumenterà e diventerà un disastro
E sarà l'ennesimo motivo, Presidente, per scappare da quest'Isola.
In Arabia hanno fatto il primo dissalatore a impatto zero.
Spiegatemi perché qui non si può pensare di poter fare i
dissalatori a impatto zero. In Arabia sì, in Sicilia no E feci una
norma, presentai una norma lo scorso anno e mi risero in faccia,
perché non si poteva fare e continuano a dirlo anche oggi ci vuole
tempo, onorevole ci vuole tempo, non si può fare. Ma che cosa? Il
dissalatore? Ma u sapi quantu tempu ci vuoli?"
Cosa possiamo immaginare, che fra cinque anni, fra dieci anni,
siamo ancora con le autobotti? No Bisogna risolvere il problema
Per non parlare, Presidente, e chiudo, hanno fatto, hanno
annunciato un esposto anche i rappresentanti del Codacons sul
mercato nero dell'acqua. Il mercato nero dell'acqua, a discapito
degli agricoltori e degli allevatori, Presidente. A chi dobbiamo
dare conto? Ai siciliani o al mercato nero, Presidente? Facciamoci
tutti un esame di coscienza, il Governo in primis e tutti gli
assessori, perché qui bisogna intervenire seriamente, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
E' iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie, Presidente. Guardi, come Partito Democratico,
abbiamo sottoposto al Governo, già a dicembre del 2023, la
questione dei cambiamenti climatici, che ha riportato l'assessore
Di Mauro durante la sua relazione, e lo abbiamo fatto chiedendo il
riconoscimento, da parte del Governo regionale, dell'Osservatorio
che, appunto, riconoscesse i cambiamenti climatici in atto.
Purtroppo, autorevoli esponenti non solo di questo Governo ma
anche del Governo nazionale, fino a qualche anno fa, non ci
credevano nemmeno ai cambiamenti climatici, salvo poi scoprire,
sulla nostra pelle, che i cambiamenti climatici esistono e stanno
incidendo ed impattando nella nostra vita e, soprattutto,
all'interno dei nostri territori, delle amministrazioni locali, dei
nostri cittadini.
E allora, Presidente, io non voglio ripetere tutte le iniziative
che, in maniera egregia, hanno esposto i miei colleghi deputati del
Partito Democratico, rispetto a quello che dovrebbe essere fatto e
rispetto alle azioni che si potrebbero portare avanti: i
dissalatori, piuttosto che il riammodernamento dei depuratori per
l'utilizzo dell'acqua, sia in agricoltura ma anche in ambito
industriale, piuttosto che il rifacimento delle reti idriche che,
oggi, sono un colabrodo.
Io quello che voglio chiedere al Governo regionale è di farsi
promotore, nei confronti anche del Governo nazionale, di poteri
speciali per poter intervenire nell'immediato.
Presidente, non è accettabile che il direttore Cocina, in maniera
legittima, dichiari appunto che per la realizzazione di questi
interventi occorrano 18 mesi Noi non possiamo attendere 18 mesi
per vedere i primi risultati dell'azione, non solo di Governo ma
anche di quest'Aula.
Quindi, occorrerebbero dei poteri speciali, che consentissero di
derogare a tutta una serie di procedure e superare nell'imminente
la crisi idrica. Diversamente, Presidente, l'immagine che stiamo
continuando a dare all'esterno e ai nostri cittadini è quella di
una politica non in grado di incidere, non in grado di programmare,
ma, soprattutto, non in grado di farsi carico delle esigenze dei
nostri concittadini e vedere come in alcune realtà il razionamento
dell'acqua abbia dei tempi che arrivino fino a 20, 30 giorni.
Scusate, colleghi, non riesco a concentrarmi. E' la dimostrazione,
è la dimostrazione... non sono bravo come lei, onorevole Cracolici
è la dimostrazione che i nostri territori si sentono abbandonati
dalla politica, perché pensare che per avere l'acqua un comune
debba aspettare venti giorni, trenta giorni penso sia un qualcosa
di inaccettabile. E tutto questo dibattito che oggi stiamo facendo,
in quest'Aula, assessore Di Mauro, se non sostenuto da azioni
consequenziali, concrete, che non possono essere solo le
interrogazioni, le mozioni, la discussione in Aula, ma che si
devono tradurre in azione concreta sul territorio, credo che
delegittimi non solo la nostra figura, di autorevoli rappresentanti
delle Istituzioni di questa Regione, ma soprattutto la figura di
questo Governo regionale, che sicuramente avrà una parte di
responsabilità rispetto a quello che noi oggi ci ritroviamo ad
affrontare, perché il problema della crisi idrica è un problema
atavico che esiste in questa Terra da diversi anni e da diverse
legislature.
Ma questo non significa che ci dobbiamo accontentare o accomodare,
rispetto a quello che non è stato fatto in passato. Immaginiamo e
pensiamo, invece, di intervenire in maniera concreta oggi, con gli
strumenti a disposizione dell'Assessorato e con quelli che potrebbe
avere questo Governo. Se il Governo nazionale iniziasse,
finalmente, a programmare e ad avere a cuore le sorti di questa
Terra, cosa che fino ad oggi non ha dimostrato perché, quando si
parla di Sicilia e lo ha dimostrato l'ultimo intervento che è stato
fatto dal Governo nazionale con lo stanziamento dei 20 milioni su
interventi che possono riguardare solamente iniziative che si
concludano nell'arco di uno o sei mesi e, quindi, ovviamente il
Governo regionale e il responsabile del Dipartimento di Protezione
civile l'unica cosa che può programmare è quella di reperire acqua
senza fare materialmente degli interventi di programmazione e a
lungo termine.
Quindi apriamo un dibattito rispetto a questo ma, soprattutto,
Assessore, interveniamo nell'immediato per provare a dare delle
risposte concrete ai nostri cittadini.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ora
ho capito, forse, perché in Aula oggi sono presenti soltanto due
assessori: perché il resto della Giunta, probabilmente, è impegnato
nella danza della pioggia. Perché forse questa è l'unica soluzione
che a questo Governo regionale rimane. Forse si affiderà a questa
unica soluzione perché qua noi oggi ci saremmo aspettati una
relazione e, soprattutto, una presa di posizione da parte di questo
Governo regionale con la presentazione di una visione. Una visione
a breve, a medio e a lungo termine, cosa che non abbiamo
assolutamente ascoltato.
Io faccio un plauso all'Assessore Di Mauro, che è rimasto in Aula,
sebbene un piccolo malore ma, certamente, non glielo posso fare,
Assessore, per una cosa in particolare: il suo è un Assessorato che
è vuoto. Mancano le competenze specifiche per portare avanti
qualsiasi tipo di progettualità e io, da parte sua, mi sarei
aspettato una levata di scudi all'inizio di questa legislatura
perché lei non può mandare avanti la sua attività con l'assenza di
ingegneri che possano controllare, collaudare le dighe, che possano
portare avanti dei progetti specifici. Così come pensavo che lei
avesse chiesto, sin dal primo giorno del suo lavoro, una task force
di competenze specifiche. Cosa che non è avvenuta e noi ci
ritroviamo a inseguire un'emergenza.
Il suo Assessorato ha due emergenze gravissime: da una parte la
siccità che stiamo tentando di affrontare con la responsabilità di
tutte le forze di minoranza e dall'altra i rifiuti. Non si può
vedere l'immagine del Tmb di Palermo, di Bellolampo, circondato da
tonnellate di rifiuti. Non è più pensabile una cosa del genere con
la città capoluogo della Regione dove adesso i turisti vengono a
fotografare i nuovi monumenti: cumuli di immondizia in tutti i
vicoli del centro storico e delle periferie.
Ma tornando all'emergenza siccità: due miliardi e mezzo dal 2007
sono stati spesi dai governi che si sono susseguiti senza risolvere
alcunché. Con l'acquisto, gli investimenti in dissalatori che erano
già obsoleti ancora prima di essere costruiti e, allora, io mi
chiedo: perché fare il revamping su questi dissalatori? Avete
consultato la comunità scientifica? Ecco perché abbiamo presentato
nella mozione la possibilità di inserire, all'interno della cabina
di regia, chi di questa materia ne mangia, ne mastica. E allora
interpellate le Università, gli esperti, il Cnr per potere capire
qual è la strada da percorrere.
Perché investire sui vecchi dissalatori anziché costruirne di
nuovi, di nuova generazione come è stato detto già da altri
colleghi? O ancora perché non fare un controllo specifico
sull'acqua, sull'erogazione dell'acqua che sta avvenendo in questi
giorni?
Mi chiedo: ma perché le autobotti l'acqua ce l'hanno sempre?
Sempre Le ditte private riescono a erogare l'acqua. Da dove la
prendono l'acqua?
E' stato fatto un controllo su queste autobotti che possibilmente
hanno anche acqua inquinata, così come è stato detto dal Codacons?
Oppure ancora calmierare le tariffe Non si spiega perché il
trasporto delle autobotti per il trasporto dell'acqua sia aumentato
quando non è aumentato il carburante, non ci sono stati degli
aumenti che giustificano un aumento quasi del doppio del trasporto
delle autobotti.
Assessore, facciamo qualcosa di concreto intanto per i cittadini e
cercate di potenziare questi controlli anche attraverso le
Prefetture che sono assolutamente disposte a dare il proprio
personale per il controllo e diamo un segnale ai cittadini che, in
questi giorni, veramente hanno un'emergenza a tutto tondo:
emergenza per l'acqua potabile, emergenza per l'irrigazione, quindi
per gli agricoltori.
Assessore, soprattutto, investimenti a 360 gradi anche sulle acque
reflue.
Ma perché non pensare di utilizzare gli Uffici pubblici della
Regione per potere raccogliere le acque piovane e di utilizzarle -
magari - per gli sciacquoni oppure per altro?
Ancora, sentivo un esperto in questi giorni che diceva che, con
gli ultimi tipi di raffreddamento degli edifici, le acque vengono
rimesse nella fognatura.
Pensare di fare di investimenti a lungo termine di questo tipo per
l'utilizzo delle acque che vengono emesse dai condizionatori. Ci
sono tante di quelle cose da poter fare, ma utilizziamo la comunità
scientifica che ci può dare sicuramente un aiuto concreto ed
evitiamo di pensare solo alla danza delle piogge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non le nascondo
il mio imbarazzo in un'Aula così vuota, con pochissimi componenti
della maggioranza.
Un tema così delicato, così importante per la nostra Sicilia, non
dico gli interventi, ma quanto meno essere presenti in Aula credo
sarebbe stato un gesto di attenzione nei confronti dei siciliani,
seppur minimo, perché poi alla fine contano i fatti, fatti che non
ci sono, che mancano.
E' sotto gli occhi di tutti, visto che siamo passati da un
Assessore per l'agricoltura odontoiatra ad un professore
universitario di idraulica agraria.
Mi aspettavo oggi la presenza del neo Assessore per l'agricoltura,
sarebbe stato anche un bel gesto di attenzione del Governo su un
tema che riguarda principalmente lui.
Ben venga il Vicepresidente Di Mauro, l'Assessore per l'energia, è
sempre presente l'Assessore Aricò, per le infrastrutture, ma
certamente un messaggio da parte di quello che è l'Assessore per
l'agricoltura, in un momento così delicato, visto che oggi era
anche presente in Commissione Attività produttive , sarebbe stato
un bel segnale al Parlamento.
Non so veramente da dove partire.
Presidente, lei consideri che io andavo alle scuole elementari e i
consorzi di bonifica erano commissariati Stessi consorzi di
bonifica che ci hanno fatto perdere 500 milioni di euro del PNRR.
Oggi sentiamo pontificare da Roma il Ministro Musumeci su tutte le
Regioni, tra cui la Sicilia, che non riescono a spendere i soldi
sulla siccità del PNRR.
Meraviglioso Presidente della Regione fino a un anno e mezzo fa,
che oggi si sveglia e ci dice cosa va fatto e cosa non va fatto
Se a questo aggiungiamo una mancata riforma dei consorzi di
bonifica, che si attende non so da quanti anni, questo Governo l'ha
ripresentata, ferma in Commissione "Bilancio", riportata nuovamente
là, mancati investimenti sulle dighe, mancano i collaudi, non
vengono completate.
Poco fa discutevamo di alcune delle dighe della nostra Regione che
ancora tardano a essere completate, alcune dove addirittura l'acqua
la gettiamo a mare perché non riusciamo neanche a trattenerla
all'interno degli invasi. Poi ci sono tantissime idee su come poter
in qualche modo trovare delle soluzioni, ma tutto si ferma in
questo Palazzo, in questi Palazzi della nostra Regione dove sembra
che programmare sia una parola da non pronunciare mai, da non fare
mai, non portare mai avanti.
Discutevo poco fa con un collega dell'agrigentino, dove in questo
momento stanno subendo veramente dei ritardi nell'erogazione
dell'acqua potabile, quindi l'uso cittadino veramente imbarazzante,
e dicevo all'onorevole Cambiano: ma quindi stasera quando
incontrerai un tuo concittadino che ti chiederà cosa state facendo,
cosa dobbiamo fare? Farlo ascoltare o far leggere il documento che
il Vicepresidente Di Mauro ha consegnato all'Aula?
Quindi sembra che tutto sia a posto, risolto, che il Governo sta
lavorando alla grande e che tra qualche mese, ringraziando il
Cielo, avremo risolto tutti i problemi della nostra Terra.
Io non mi aspetto chissacchè e non mi aspetto nemmeno la
risoluzione del problema in maniera definitiva, però non le
nascondo che vedo un immobilismo che mi fa paura e mi fa paura
quando i più grandi territori della nostra Regione si ritrovano ad
agosto senza avere un goccio d'acqua a casa, senza avere gli invasi
con un minimo d'acqua per poter affrontare i prossimi mesi.
Giusto qualche settimana addietro, sono salito nella diga
Rosamarina, una delle più grandi dighe della nostra Regione,
situata all'interno del palermitano, faceva veramente impressione
vedere come quel territorio era completamente desertificato.
Ma non è come qualcuno diceva un problema da affrontare con
l'emergenza o di cui si possa immaginare una soluzione immediata,
ma non ci sono i segnali nemmeno di una soluzione. E questa è la
cosa che fa più paura cioè l'impossibilità, al di là dell'elenco
delle opere finanziate che si ripete e sentiamo da decenni: 50
milioni per quello, 20 milioni per quello, 250 per quell'altro
salvo poi vedere che i lavori non vengono appaltati, non vengono
realizzati e nel frattempo i siciliani continuano a pagare i danni
creati da una politica che non riesce nemmeno a fare una legge di
riforma che è quello per cui veniamo pagati mensilmente anche
questo mese.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
quest'oggi ho qualche difficoltà ad approcciare all'argomento.
Intanto rilevo oramai la costante assenza del Presidente della
Regione siciliana, ma ce ne siamo fatti ormai un'abitudine, ma mi
sarei aspettato, giusto all'indomani dell'insediamento
dell'Assessore per l'agricoltura, quanto meno la sua presenza oggi,
anche per dare un segnale di apertura, di dialogo con i
parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana.
Questo è un primo tema su cui riflettere.
Un altro, signor Presidente, è il momento in cui noi discutiamo
questa mozione. Cioè, io mi chiedo per coloro che oggi ci seguono
nella diretta o che ci vedranno nelle registrazioni qual è la
considerazione sul lavoro della maggioranza Schifani, sul lavoro
dei parlamentari, giacché il 7 agosto affrontiamo una mozione sulla
siccità? Io credo che sia inqualificabile.
E' come dire al moribondo che sta per morire, a colui che sta
esalando l'ultimo respiro che quasi glielo comunichiamo qual è che
sarà l'esito.
Io credo che questo sia assolutamente inaccettabile per quello che
è la programmazione, devo dire inesistente, e lo dimostra la
discussione che è stata prevista per oggi.
Anche perché noi parlamentari del Partito Democratico, non solo a
livello regionale ma anche a livello nazionale, è già da parecchi
mesi che presentiamo atti ispettivi, mozioni e ogni altro documento
per chiedere la trattazione di questo argomento.
La mozione che oggi discutiamo, e naturalmente ne convengo con gli
altri Gruppi parlamentari che hanno deciso di non partecipare a
questa discussione, è assolutamente intempestiva. E' una mozione
che per certi versi non può che determinare, in quello che è il
nostro tessuto sociale, rabbia, perché irrispettosa nei confronti
di coloro che oggi hanno il razionamento dell'acqua, non hanno
l'acqua a casa, è assolutamente scandalosa nei confronti degli
operatori agricoli, degli operatori della zootecnica. Ma questo
evidentemente nasce da un presupposto di base sul quale credo che
questo Governo ancora non abbia fatto le dovute riflessioni, perché
quello che accade, Presidente e onorevoli colleghi, in Sicilia non
è frutto di un'emergenza, non è frutto di una calamità, perché
tutto era ampiamente previsto, perché abbiamo un piano dei
cambiamenti climatici della Regione siciliana che dovremmo già
conoscere, abbiamo degli studi scientifici che risalgono già al
2008 nei quali si delineano purtroppo, in funzione di quelli che
sono i cambiamenti climatici, gli effetti di una desertificazione,
oramai inesorabile. E guardate tutti e tutto, oramai smentisce
quelli che sono i negazionisti più ostinati e devo dire che noi ne
abbiamo qualcuno anche a livello nazionale, qualche ministro,
qualche vice Premier che non ha mai creduto a quelli che sono gli
effetti di questi cambiamenti climatici che purtroppo dobbiamo
registrare drammaticamente nella nostra Regione e sono loro i primi
responsabili di quelli che sono gli effetti di una mancanza di
condotta adeguata sulla nostra rete idrica, su quella che è la
necessità di porre in essere una serie di azioni concrete per
migliorare la possibilità di accumulare acqua o di trovare delle
soluzioni alternative per immagazzinare quella che è una risorsa
preziosissima.
Ebbene, in funzione di tutto questo, colleghi, l'unica risposta
che vedo nelle ultime settimane a quello che è il grido di dolore
degli operatori della nostra società che non ha acqua è quello di
creare tavoli, come se i tavoli servissero a dare da bere alle
persone o ad irrigare i campi o a dare da bere purtroppo agli
allevamenti che ne hanno bisogno in maniera assolutamente
essenziale. Tavoli tecnici, il primo, e sono entrambi del 26
luglio, una consulta consortile dei consorzi - già questo sembra
uno scioglilingua: una consulta consortile dei consorzi, guardate
sembra una barzelletta - oppure ancora un tavolo regionale per
l'emergenza in agricoltura, che deve essere costituito dando le
indicazioni entro 15 giorni dal 26 luglio e solo dopo funzionerà
con un decreto che deve essere emanato. Nel frattempo, arriveremo a
settembre inoltrato, forse a ottobre, ma forse non è chiaro che la
situazione deve essere risolta nel più breve tempo possibile e deve
essere risolta con adeguati mezzi. E se la Regione siciliana, come
sembrerebbe, non è nelle condizioni di affrontare questa emergenza
sociale che è in corso, dovrebbe intervenire il Governo nazionale,
magari commissariando la Regione siciliana sulla gestione della
siccità in Sicilia. Perché proprio il Governo nazionale, fino ad
oggi, è intervenuto, malgrado abbiamo un Ministro della Protezione
civile che è stato, fino a ieri l'altro, Presidente della Regione
siciliana e quindi dovrebbe essere sensibile ai problemi della
nostra Regione, giacché li ha determinati anche lui facendosi
bocciare 31 progetti su 31 sulla nostra riqualificazione delle
condotte idriche. Ecco, lui dovrebbe essere il primo a dare
sostegno alla nostra Regione, invece nulla di tutto questo Sembra
che il problema non interessi questo Governo, che non interessi i
nostri parlamentari che sono a Roma del centrodestra, eppure i
cittadini ne devono patire e pagare le conseguenze e questo credo
che sia assolutamente inaccettabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
per quello che c'è nel senso che colpa agli assenti e plauso ai
presenti, che quanto meno dimostrato attaccamento alla maglia
perché solo questo è rimasto C'è un detto siciliano che dice che
"piangere il morto sono lacrime perse". Secondo me voi la state
trattando un po' così questa emergenza, che di emergenza ha ben
poco, perché l'emergenza è quella che consegue un terremoto, un
evento inaspettato che a un certo punto succede, nessuno poteva
prevederlo, c'è un disastro e si lavora in emergenza invece,
assessore Di Mauro, a parte che ad ascoltare la sua relazione lunga
sembrerebbe quasi che la soluzione dei problemi ce l'avevate pronta
nel cassetto e non si capisce perché non l'avete uscita prima,
perché dice ho tutte le soluzioni, cioè che avete fatto questi due
anni, cinque precedenti, cioè ce le avevate E non l'avete messa in
pratica? Non ha senso oggettivamente ma soprattutto, secondo me,
bisognerebbe avere quella serenità per ammettere quanto meno che
avete sbagliato, perché io ricordo quando i Capigruppo fummo
convocati dall'allora Vicepresidente e assessore all'agricoltura
Sammartino - credo che fosse il mese di marzo o aprile - per dirci
ci sono dei problemi, stiamo andando incontro a una siccità
importante, gli anni prossimi sarà peggio ancora, occorre
intraprendere un percorso di confronto tra il Governo, i Gruppi
parlamentari e il Parlamento per addivenire a delle soluzioni
condivise che poi abbiano un percorso agevolato che ci consentono
di fronteggiare nell'immediato la siccità ebbene, in
quell'occasione io chiesi all'assessore Sammartino: "Guarda Luca,
se il concetto quello che voi ci volete proporre è di buttare
milioni di euro in autobotti e non avete intenzione di presentare
un piano infrastrutturale di investimenti che sia serio e condiviso
e che abbia come scopo quello innanzitutto di non scaricare le
responsabilità altrove - dove per altrove intendiamo i Comuni, dove
per altrove intendiamo i Consorzi, dove per altrove intendiamo
qualunque soggetto tranne quelli che hanno governato questa Regione
negli ultimi sette anni - il dialogo probabilmente si può aprire .
Quello che non immaginavo è che non sarebbe arrivato né l'uno e
nell'altro, cioè c'è stato un immobilismo per mesi, come se tutto
sommato la questione fosse gestibile in qualche modo e oggi ci
ritroviamo qui ad affrontare nuovamente l'argomento ad agosto
inoltrato quando è evidente che la linea è stata fallimentare,
perché come ha detto bene il mio collega Angelo Cambiano poc'anzi,
non si può andare in giro a dire che noi realizzeremo delle opere
nell'arco di 10-15-20-30-60 giorni, quando sappiamo benissimo che
per ottenere una via ci vuole un certo tempo
Noi sappiamo benissimo quali sono le procedure amministrative
preliminari che occorrono per realizzare determinati impianti,
persino per mettere un tubo a mare.
E allora quello che probabilmente è mancato in questi anni oltre a
un'incapacità assoluta e di questo il primo colpevole è l'ex
Presidente della Regione Nello Musumeci, che è stato correttamente
premiato e fatto diventare Ministro della Repubblica Italiana alla
Protezione civile, ma vedete che la questione è logica perché tu
prima crei il danno e poi ti mettono dove dovresti risolverlo ma,
giustamente, chi conosce quel danno meglio di chi l'ha creato?
E allora, se ci pensate la questione funziona, ha una sua logica e
nessun aiuto può arrivare da lì perché è evidente che l'unica cosa
che interessa all'oggi Ministro è quella di buttare sempre la palla
in tribuna e dire quando era Presidente della Regione la colpa è a
Roma, adesso che è a Roma dice che la colpa è dei Consorzi che non
hanno il personale, si dimentica che si era fatto da solo un
ufficio per la progettazione che sarebbe dovuto servire agli Enti
regionali e agli Enti locali a dare una mano a progettare.
Presidente, mi avvio alla conclusione: allora assessore Di Mauro,
quello che quest'Aula le chiede fondamentalmente non è quello di
illustrare un ulteriore piano progetti che non vedrà la luce prima
di un certo numero di anni ma è quello di avere una concretezza,
una serenità, una capacità anche di semplificare le procedure.
Portateci delle proposte in cui noi, quella che ormai è diventata
un'emergenza con dolo perché si sapeva, quanto meno che si possa
intervenire in tempi rapidi, che alle procedure previste dalla
normativa nazionale, quanto meno nella gestione dell'emergenza, non
si aggiungono anche gli intoppi burocratici regionali, che siano
attivate quanto meno delle strutture che realisticamente, realmente
poi fronteggiano con provvedimenti rapidi, celeri ed efficaci,
perché non è veramente normale che a un problema che stiamo vivendo
oggi, si dia una risposta - peraltro parziale - nel giro di sedici,
diciotto o ventiquattro mesi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca.
Nel frattempo colleghi, intanto vi ringrazio per il dibattito
costruttivo e per gli interventi che sono stati fatti nell'odierna
seduta.
Nel vostro tablet troverete un ordine del giorno che è stato da
voi firmato il 224, nel frattempo che lo visionate, l'assessore Di
Mauro se vuole fare una breve replica, considerando che già ha
relazionato, quindi Assessore, se riesce ad essere sintetico.
Prego.
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Cercherò di essere sintetico al massimo.
Intervengo perché, parliamoci chiaro, la mia relazione era una
relazione che sul piano tecnico era funzionale a potere
rappresentare, sotto l'aspetto tecnico, proprio esclusivamente
tecnico, i dati in possesso della cabina di regia, del dipartimento
di cui, io in questo momento, come Assessore ho la delega, per
rappresentare ai colleghi lo stato dell'arte, quello che si sta
facendo e non nego che una certa attivazione è arrivata a seguito
dell'emergenza che è stata dichiarata.
Lo dico questo senza volere usare nessuno in passato ma, come
tutti sappiamo, i precedenti Governi, al di là del colore politico,
avevano sulla gestione dell'acqua una sorta di atteggiamento che
non portava alla soluzione dei problemi, portava alla ad impedire
quasi una sorta di programmazione attenta e adeguata, come è giusto
che sia, perché tutti sappiamo che - per favore - tutti sappiamo
che c'è una legge Galli, che è la 36 del 1994, che ha visto questo
Parlamento per trent'anni dividersi le forze politiche, da un lato
c'era chi sosteneva che l'acqua doveva restare ai comuni poi forse
eventualmente la società in house, e dall'altra parte c'era l'altra
parte politica che sosteneva invece l'applicazione di quella che è
una legge nazionale che scaturisce da direttive europee.
In questi trent'anni, non si è affrontata adeguatamente la
questione fin quanto non è intervenuta - onorevole Cracolici,
onorevole Cracolici la prego, perché per potere avere un quadro
complessivo delle cose - finché il Governo precedente, rispetto
alla Meloni, con decreto legge n. 115 del 2022, ha stabilito un
obbligo di percorso, e cioè che ci dovesse essere necessariamente
l'affidamento, attraverso la scelta della forma di gestione che
poteva essere in house, che poteva essere società mista e che
poteva essere società ovviamente affidata direttamente al
privato No, onorevole Cracolici le cose ce le dobbiamo dire
chiaramente
Il decreto legge n. 115 del 2022, finalmente, taglia in due la
situazione e dice è inutile che parliate di comune e di altre cose
dovete, limitarvi praticamente ad applicare rigorosamente la legge
che è stata fatta, la n. 36 del 1994, che scaturisce dalla
direttiva europea e che impone una gestione che venga fatta secondo
i crismi della legalità, perché nel momento in cui noi sappiamo
come sono messi i comuni del nostro territorio siciliano, pensare
che i comuni siciliani possano essere in grado di affrontare il
tema infrastrutturale, era mera follia
Quindi, escludendo la gestione dell'house, perché comunque
andrebbe dimostrato con i numeri alla mano che la realizzazione
degli interventi è di gran lunga vantaggiosa, affidata al privato
rispetto alla società mista e alla società pubblica e alla società
del gestore quindi dell'imprenditore privato, l'unica soluzione
sono due.
Per quanto ci riguarda, avendo nominato il commissario il quale
nelle attività che ha fatto, ha preferito sia a Siracusa e sia a
Messina, dove che ci sono stati due bandi - di cui uno Siracusa è
stato aggiudicato e l'altro è andato deserto - praticamente una
società mista che prevede il 51 per cento fatto dai sindaci è il 49
per cento fatto dai privati. Qual è la ragione di questa scelta di
forma di gestione?
E' una scelta che consente un controllo da parte del soggetto
pubblico ante l'attività programmatoria del soggetto gestore,
perché nel momento in cui noi sappiamo che ci sono in un consiglio
di amministrazione fatto di cinque persone la maggioranza assoluta
al 51 per cento è dell'amministrazione comunale, dei sindaci,
sindaci accorti e impegnati che hanno il dovere di controllare
l'imprenditore privato che deve realizzare le opere. Ma attenzione,
non c'è solo questo, questa è una parte del ragionamento.
Nei patti parasociali abbiamo anche inserito che il comitato di
gestione deve essere un comitato in cui i privati possono esprimere
il componente ma deve essere gradito dai soggetti pubblici.
Questa è l'impostazione che è stata data. Siracusa l'ha accettata;
Messina, per ragioni ovviamente del territorio e per difficoltà di
impresa, no. E quindi pubblicheremo questo bando con alcune
modifiche nel tentativo di trovare il soggetto interessato. Fermo
restando che ormai non c'è più distinzione tra quella che poteva
essere l'idea di una parte della politica con un'altra, cioè la
gestione dei comuni o la gestione in house, io credo che invece di
parlare e di indicare iniziative che vorrebbero avere una copertura
finanziaria di miliardi di euro, non milioni, miliardi, perché
quando si parla "dobbiamo fare la ristrutturazione"; "dobbiamo
pensare, caro Governo regionale, a sistemare le reti"; "devi
intervenire per rifare le reti"... e devi fare in modo che tutto
funziona adeguatamente Questo non è mestiere che può fare un
soggetto praticamente che è il soggetto gestore, il quale in queste
condizioni, in questo momento, non fa altro che fare l'appalto. Una
volta fatto l'appalto, se non c'è la costruzione-gestione, non si
fanno le cose bene, perché se chi costruisce ha l'obbligo della
gestione chiaramente si adopererà perché ci sia una costruzione
adeguata.
Fino ad oggi, in Sicilia, tutti gli interventi che sono stati
fatti, dai tempi del Governo Nicolosi a dopo, hanno visto
interventi e spreco di denaro affidato ad imprese che hanno messo
le tubazioni, alcuni forse anche senza un concetto di ingegneria
idraulica, con la conseguenza che spesso - lo dico per quanto
riguarda il territorio che conosco bene che è Agrigento - per
portare l'acqua in un appartamento del quinto o sesto piano di un
palazzo l'acqua deve montare ore e ore perché la progettualità che
è stata messa in campo non è una progettualità adeguata, ma
soprattutto non c'è un referente di questa progettualità L'idea
della scelta dell'affidamento ad una società che possa gestire
attraverso un privato è l'unica soluzione che ci può essere se
vogliamo che non ci siano più perdite, ho sentito numeri, ma la
verità è che in Sicilia c'è la media del cinquantotto per cento.
Dobbiamo pensare ad una gestione seria, affidata a professionalità
adeguata col controllo dei sindaci perché questa può essere l'unica
soluzione - che ripeto - elimina le perdite e soprattutto coinvolge
i cittadini in un percorso virtuoso di risparmio energetico, perché
sapendo che pagano non tengono i rubinetti sempre aperti. E' come
l'energia: se tieni sempre la luce accesa è chiaro che paghi di più
se la spegni, paghi di meno.
Vi dico un esempio paradossale: a Enna, dove la società ha rifatto
l'intera rete idrica, l'acqua arriva ogni giorno. In questo momento
a Piazza Armerina, mi dispiace che non c'è la collega, si lamentano
perché l'acqua arriva ogni quattro giorni. (sorride) In provincia
di Enna, si lamentano perché l'acqua arriva ogni quattro giorni,
con turni che io conosco di tante realtà, uno per tutti quella
della provincia di Agrigento, in cui ci sono realtà in cui l'acqua
arriva ogni ventiquattro giorni Tant'è che nel provvedimento che
ha fatto Cocina, a proposito dell'individuazione delle risorse da
assegnare all'amministrazione o al soggetto - per favore onorevole
Catanzaro, ha parlato, lasci parlare, ha parlato, lasci parlare
agli altri - ma il valore anche aggiunto di questi interventi,
lasciatemelo dire, questi che chiamiamo emergenziali, state
attenti, che come diceva l'onorevole Ruvolo hanno un costo di 0,03
e soprattutto la società non andrà a pagare il costo dell'acqua
anche a Siciliacque e avrà anche un risparmio di circa
tremilioniquattrocentomila euro, con interventi che nel giro di due
mesi hanno determinato, entro il mese di agosto di circa 170
litri/secondo che sono stati ripresi alla provincia di Agrigento ed
entro il mese di settembre arriveremo a circa 270.
Ma questo è un fenomeno che riguarda tutte le province. Cioè
l'idea di avere messo in atto una strategia che sembrava quasi
banale, rigenerazione di pozzi e invece abbiamo avuto modo di
verificare, l'ho detto nella relazione, che per ben milletrecento
litri al secondo allo stato attuale siamo riusciti a recuperarlo
con ovviamente costi bassi, l'ho detto poco fa, ma soprattutto
abbiamo scoperto che ci sono tanti pozzi che dovevano essere
soltanto rigenerati.
Andiamo agli interventi di medio periodo, diciotto-ventiquattro
mesi. Sono i dissalatori. State attenti, i dissalatori sono un tema
molto delicato, non è vero che noi andremo a riprendere i vecchi
dissalatori, perché sono obsoleti, sono stati chiusi tanti anni fa,
sono stati vandalizzati. Noi utilizzeremo quei tre siti per ragioni
ovvie, lo sapete tutti, sono quelle ragioni che già vedono parte
dell'impiantistica realizzata, gli adduttori realizzati e
soprattutto vedono la possibilità di realizzare questi benedette
infrastrutture che hanno però un punto debole e ci stiamo
adoperando perché questo punto debole possa essere superato.
E' chiaro che l'energia che è la gestione dell'impianto è
un'energia che dovrebbe essere calata sul costo dell'acqua, quindi
un costo che si alza moltissimo cioè da un primo esame sembrerebbe
che parliamo di tre euro praticamente ogni metro cubo, quindi
stiamo adoperandoci perché di pari passo all'impianto dissalatore
ci sia l'impianto energetico che così, da una prima sommaria
valutazione, ci sarebbero circa sessanta Megawatt che andremmo a
installare, non certo a ridosso di Porto Empedocle, della fascia
costiera o di Trapani o di Gela ma andremo a realizzare nelle
cosiddette aree attrattive che sono indicate nel Pears.
Gli interventi delle acque reflue. Noi siamo la Regione, credo che
siamo la prima Regione che ha fatto questo benedetto decreto ed è
stato, voglio dargliene atto, un suggerimento importante, l'abbiamo
fatto la scorsa legislatura, certamente l'onorevole Cracolici
ricorderà quando il mio Gruppo parlamentare si fece carico di un
disegno di legge a proposito dell'utilizzo delle acque reflue e
giustamente in questa legislatura, in cui l'onorevole Compagnone
non è stato eletto, mi disse vedi di rendere applicativa questa
legge. Abbiamo fatto un decreto, abbiamo impiegato circa un anno
per fare questo decreto perché abbiamo consultato Arpa, abbiamo
consultato praticamente le Università, ci siamo consultati con
tanti soggetti e finalmente abbiamo tirato fuori questo decreto che
è uno dei primi d'Italia e in sintonia, lasciatemelo dire, con
l'autorità delle depurazioni abbiamo scoperto che costoro hanno
realizzato due impianti di depuratori con le membrane che sono
proprio quelle particolarità che consentono l'immediata gestione
attraverso piccoli accorgimenti per la valorizzazione dell'acqua
reflua, è chiaro che poi ci vuole il collegamento con il sistema
irriguo dei consorzi di bonifica ma ci sono almeno altri depuratori
che in Sicilia sono stati realizzati con questa patologia e noi
riteniamo che oltre a sperare sempre che il buon Dio ci aiuti con
la temperatura, ci sia anche una risorsa da parte nostra attraverso
l'utilizzazione delle acque reflue per consentire, laddove le dighe
sono promiscue e cioè acqua consumo umano ci sia ovviamente una
sostituzione per intero verso il consumo umano.
Quindi nessun revamping dei vecchi dissalatori e, infine, il tema
importante, che è quello delle dighe. Le dighe sono la prospettiva
degli anni futuri. E noi abbiamo già avuto la possibilità,
partecipando al bando del Ministero delle infrastrutture, di
inserire progetti - è nella penultima pagina - per 292.603.000 euro
e il 70 per cento di questi progetti è cantierabile. E siccome sono
stati inseriti alcuni in fascia B, altri in fascia C, alcuni di
questi li abbiamo inseriti anche nell'FSC, perché il progetto che
arriva per primo, dove lì ci sono allocati 130 milioni di risorse e
gran parte di questi progetti sono cantierabili, così come sono
cantierabili i 77 milioni delle reti idriche, non appena il decreto
sarà firmato, potremo procedere agli appalti. E inoltre - lo avete
detto voi, lo voglio ripetere io - è giusto che ci sia una
sollecitazione anche in termini di procedura ed è quello che ieri
abbiamo chiesto al Governo nazionale, di avere le procedure per
accelerare al massimo i tempi, senza che ci sia, ovviamente, una
violazione di quelle che sono le norme urbanistiche, di quelle che
sono le norme sull'ambiente; massimo rispetto. Soltanto accorciare
i tempi per potere consentire la realizzazione di alcune cose: se
abbiamo le procedure i dissalatori, invece di ventiquattro mesi,
credo che in diciotto mesi potremmo realizzarli.
Ma sarà una scelta definitiva di campo. Lo diceva qualcuno dei
colleghi che è intervenuto: non è una scelta in questo momento, è
una scelta definitiva, perché questi dissalatori dovranno sempre
funzionare e dovranno essere al centro del processo che noi abbiamo
messo in campo.
Per la cabina di regia ho visto che c'è un ordine del giorno. Noi
abbiamo già inserito l'Università. Volete inserire qualche altra
cosa? Per carità, fatelo pure. Ma tutto il lavoro è stato fatto in
sintonia con l'Università, con i componenti che sono inseriti in
questa struttura, che è proprio allargata a costoro proprio per
dare un contributo, anche di natura scientifica, alle iniziative.
Da parte nostra, colleghi, ce la stiamo mettendo tutta e credo che
sia necessario. Lo dico questo senza infingimenti: che ci sia un
tavolo di discussione tra il Governo e la sede istituzionale, che è
la Commissione Ambiente, allargata anche ai Capigruppo, perché
possano non esserci contrasti sull'acqua, cosa che peraltro devo
dire non ho notato nelle mozioni, ho notato nelle mozioni un
chiedere e fare domande per sapere come facciamo questo e come
facciamo quello. Noi siamo a disposizione, ma il tavolo io credo
che debba essere perenne e costituito presso la Commissione
Ambiente, che è la sede istituzionale; o se decidete un altro
luogo, perché ci sia sempre un confronto continuo tra Governo e
parlamentari, perché tutti assieme dobbiamo cercare di far fronte
ad una situazione emergenziale che, continuando così, se non c'è
un'adeguata azione, durerà ancora diversi anni.
Ordini del giorno
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Allora colleghi, ci sono gli ordini
del giorno n. 222 e n. 223 che vengono accolti come raccomandazione
da parte del Governo. Mentre nell'ordine del giorno n. 224 c'è un
errore a pagina 6: rimane la frase "a collaudare le dighe
esistenti", questa frase rimane; mentre viene cancellata la frase
"e a completare quelle in fase di realizzazione".
Con questa precisazione e modifica, pongo in votazione l'ordine
del giorno n. 224. Il parere del Governo?
DI MAURO, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Pongo in votazione l'ordine del
giorno n. 224. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Tutti gli altri atti che sono contenuti all'ordine del giorno
della presente seduta sono ritirati, perché abbiamo votato questo
ordine del giorno testé approvato.
Onorevoli colleghi, per la prossima seduta vi arriverà la
comunicazione direttamente presso le vostre e-mail per quanto
riguarda la data. Le Commissioni sono autorizzate dal 28 agosto in
poi.
La seduta è tolta alle ore 18.55
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
1 Il citato decreto presidenziale è allegato al presente Resoconto
stenografico