Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.03
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che per ragioni del suo Ufficio l'onorevole
Abbate è missione dal 12 al 14 settembre 2024.
Avverto che le comunicazioni di rito, di cui all'articolo 83 del
Regolamento interno dell'Assemblea, saranno riportate nell'allegato
A al resoconto dell'odierna seduta.
Costituzione di Intergruppi parlamentari
PRESIDENTE. Informo che con nota dell'8 agosto 2024, pervenuta con
email di pari data e protocollata al n. 4802 dell'8 agosto 2024,
l'onorevole Marano ha comunicato che in data 7 agosto 2024 è stato
costituito l'Intergruppo parlamentare "Tutela dei consumatori"
composto dagli onorevoli Marano, Gilistro, Spada, Sciotto,
Intravaia, Abbate, Laccoto, Bica, Pellegrino, Balsamo, Caronia,
Figuccia e Castiglione e che il direttivo risulta così composto:
onorevole Marano Presidente, onorevole Gilistro Vicepresidente
vicario, onorevole Caronia Vicepresidente, onorevole Spada
Segretario.
Con nota dell'8 agosto 2024, pervenuta con mail di pari data e
protocollata al numero 4803 dell'8 agosto 2024, l'onorevole Marano
ha comunicato che in data 7 agosto 2024 è stato costituito
l'Intergruppo parlamentare Ecodigital composto dagli onorevoli:
Marano, Zitelli, De Luca Cateno, Cambiano, Pace, Grasso, Di Paola,
Carta, De Leo, Auteri, Geraci, Giambona, Micciché e Safina e che il
direttivo risulta così composto: onorevole Marano Presidente,
onorevole Cambiano Vicepresidente vicario, onorevole De Leo Vice
Presidente, onorevole Safina Segretario.
L'Assemblea ne prende atto
Copia integrale di tutta la documentazione è depositata presso il
Servizio di Ragioneria e il Servizio Lavori d'Aula.
della Presidenza della Regione, dottoressa Maria Mattarella
In memoria del Segretario generale
della Presidenza della Regione, dottoressa Maria Mattarella
PRESIDENTE. Colleghi, ritorniamo in Aula dopo questo periodo di
vacanza, purtroppo non ritorniamo con belle notizie. Come
certamente saprete, purtroppo, ieri è venuta a mancare l'avvocato
Maria Mattarella che è stata e ha servito la nostra Regione come
Segretario regionale, pertanto chiedo a tutta l'Aula un minuto di
silenzio per poterla ricordare.
(l'Aula osserva un minuto di silenzio)
Grazie, colleghi. Visto e considerato che dobbiamo ripartire anche
in maniera assolutamente tempestiva per cercare di poterci
coordinare al meglio, sospendiamo la seduta per mezz'ora e
svolgiamo una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in
Sala lettura.
Quindi chiedo a tutti quanti i Presidenti dei Gruppi parlamentari
di poterci raggiungere.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.07, riprende alle ore 16.43)
Rocca
Sull'interrogazione parlamentare n. 1191 a firma dell'onorevole La
Rocca
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Chiedo, intanto, all'onorevole Di Paola di raggiungere i banchi
della Presidenza, così da potermi sostituire. Prima, però, volevo
rispondere a quella che era stata un'interlocuzione con l'onorevole
La Rocca Ruvolo circa la richiesta, rispetto ai sensi dell'articolo
143, su un'interrogazione urgente a risposta scritta, perché è
successa un'anomalia rispetto a una risposta ad un'interrogazione
che non era mai stata formalmente, sostanzialmente inviata, perché
proprio cercando di venire incontro alla richiesta da parte
dell'onorevole La Rocca Ruvolo, ai sensi dell'articolo 143, avrei
dovuto confrontarmi con il Presidente della Regione per poter dare
seguito a questa interrogazione.
L'anomalia - cosicché l'onorevole La Rocca Ruvolo ne è
eventualmente a conoscenza - sta nel fatto che io ho ricevuto una
risposta a un'interrogazione, ma formalmente noi non l'abbiamo mai
mandata. Pertanto, sto inviando una nota dove spiego che, oggi,
abbiamo inviato questa interrogazione e, quindi, l'abbiamo
autorizzata, l'Assessore Volo potrà rispondere a questa
interrogazione come riterrà più opportuno.
E' evidente anche dal fatto che nelle copie che noi abbiamo in
possesso l'interrogazione è incompleta, comincia con un de quo ,
quindi, certamente, non può iniziare così un'interrogazione.
Pertanto, sarà adesso cura da parte dell'Assessore rispondere in
maniera formale a una nota che adesso le è arrivata in maniera
assolutamente formale.
Chiedo all'onorevole Di Paola di potermi sostituire per poter
spiegare quello che è stato determinato durante la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e, quindi, il cronoprogramma da
seguire.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Colleghi, comunico quanto deciso dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e poi ha chiesto di intervenire
l'onorevole La Rocca Ruvolo.
Però, un attimino, leggo quanto deciso in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e poi le do la parola.
Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi il 10 settembre 2024, sotto la
Presidenza del Presidente dell'Assemblea, presente il Vice
Presidente onorevole Di Paola, e con la partecipazione dei
Presidenti della Commissione I e della Commissione II, alla
presenza degli assessori Dagnino e Messina, ha approvato
all'unanimità il seguente programma-calendario dei lavori
parlamentari per la sessione corrente:
E' stato stabilito di dare priorità all'esame in commissione dei
seguenti disegni di legge:
Ddl in materia di contrasto al crack ( VI Commissione)
Ddl liberi di scegliere (VI Commissione);
Ddl in materia di edilizia n. 499 (IV Commissione)
Ddl in materia di dirigenza regionale (I Commissione).
L'Aula terrà seduta:
mercoledì 11 settembre per la relazione della Commissione Bilancio
sul DEFR 2025-2027; a maggioranza è stato deliberato di iscrivere
all'ordine del giorno della stessa seduta il ddl in materia di
urbanistica;
martedì 17 settembre per il seguito della discussione sul DEFR e
la votazione del relativo ordine del giorno;
mercoledì 18 settembre per avviare la discussione generale sul ddl
in materia di contrasto al crack;
martedì 24 settembre per la votazione del disegno di legge in
materia di contrasto al crack e per la votazione del disegno di
legge n. 738 Stralcio I/A (già all'ordine del giorno dell'Aula),
salvo che venga esitato entro la medesima data dalla Commissione I
il ddl n. 105 in materia di enti locali. In quest'ultimo caso, si
procederà alla discussione del disegno di legge che contiene tutte
le norme in materie di enti locali.
Si è infine convenuto di dedicare apposite sedute d'Aula, previo
raccordo con il Governo regionale, alle seguenti tematiche: Sanità,
Rifiuti ed Autonomia Differenziata, con priorità anche rispetto
agli altri argomenti eventualmente già all'ordine del giorno
dell'Aula.
L'Assemblea ne prende atto.
Prego onorevole La Rocca Ruvolo, a lei la parola.
Rocca
Sull'interrogazione parlamentare n. 1191 a firma dell'onorevole La
Rocca
LA ROCCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, per
chiarire non solo ai presenti ma a chi ci segue da casa credo che
bisogna fare un passo indietro. Io avevo presentato
un'interrogazione ai primi di giugno all'Assessorato alla salute,
circa un incarico dirigenziale, secondo il mio punto di vista
illegittimo, non ero rimasta soddisfatta della risposta che mi era
stata data in data 3 luglio, motivo per cui il 12 luglio ripresento
una seconda interrogazione a chiarimento della prima, specificando
ulteriori passaggi di questo atto che era stato fatto dalla Giunta
regionale.
Non ricevo nulla, per cui nell'ultima seduta d'Aula - cioè a dire
mi pare intorno al 10 di agosto - ho chiesto al dottore Di Piazza
se era possibile, secondo il Regolamento dell'Assemblea, invocare
l'articolo 143, cioè a dire quello dell'urgenza, per poter avere la
risposta.
Il dottore Di Piazza mi fa notare, giustamente, che questo lo
potevo fare, ma previa autorizzazione del Presidente dell'ARS,
perché, secondo l'articolo 143, il Presidente dell'ARS, di raccordo
con il Presidente della Regione, accolgono la mia istanza. Istanza
che non è stata accolta ed io, siccome sono abituata ad aspettare e
ad avere pazienza, aspettavo la risposta alla mia seconda
interrogazione del 12 luglio.
Senonché, oggi, vengo chiamata dal dottore Di Piazza e dal
Presidente Galvagno per una cosa alquanto incresciosa, cioè a dire
era arrivata la risposta da parte dell'Assessorato a questa mia
interrogazione del 12 luglio, ma la mia interrogazione da
quest'Assemblea, dagli Uffici di quest'Assemblea, in maniera
ufficiale, protocollata, seguendo, diciamo, i criteri
dell'assegnazione, non c'era ancora stata. Cioè, non è ancora
partita, ma ricevo una risposta che ancora non hanno avuto
ufficialmente. C'è una nota del Presidente della Regione che dice
all'Assessorato alla salute in data 28 agosto, trasmetto quanto
ricevuto, si prega di dare risposta con urgenza in quanto si tratta
dell'articolo 143 .
Questi sono i fatti. È ovvio che non voglio fare commenti
ulteriori, però sicuramente la prima cosa che salta agli occhi di
tutti é l'anomalia di tutto ciò. Peraltro, la mia interrogazione
viene trasmessa al Presidente, e lui poi la trasmette a sua volta
all'assessore Volo, in maniera incompleta, cioè manca la prima
grossa parte.
Allora, il problema qui è capire - e ringrazio per questo subito
l'attenzione posta dal Presidente Galvagno, dal Segretario
generale, dal dottore Di Piazza -, da chi e per quale motivo, in
maniera sottobanco, il sistema informatico di quest'Assemblea è
stato violato, facendo arrivare sulla scrivania o nella posta del
Presidente della Regione un'interrogazione incompleta,
un'interrogazione non trasmessa secondo i canali ufficiali.
E lo dico non a salvaguardia soltanto dell'interrogazione
dell'onorevole La Rocca, ma lo dico a salvaguardia di tutti i
colleghi, e lo dico a salvaguardia di un sistema che sicuramente,
in questo caso, o si è mostrato vulnerabile - e, quindi, dovremmo
capire per quale motivo - oppure c'è qualcuno che in maniera
autonoma decide cosa mandare, cosa non mandare e come mandarla,
perché quell'interrogazione è stata inoltrata in maniera
incompleta.
Detto questo ringrazio il dottore Di Piazza. Non ho finito. Non
prendo mai la parola, però questa cosa bisogna chiarirla. A mio
modo di vedere, va informata la polizia postale, perché un sistema
è stato violato qua, all'interno di quest'Assemblea.
L'Assemblea, per quanto mi riguarda, è la sede istituzionale a cui
io mi rivolgo da deputato, con i poteri che ho, per ottenere le
informazioni che devo ricevere e devo ottenere. E, ripeto, ho
aspettato pazientemente.
La questione qui è anche un'altra: un'interrogazione per cui si ha
già una risposta senza che l'interrogazione dagli Uffici
dell'Assemblea sia partita e non è partita dall'interrogante,
perché giustamente il dottore Di Piazza, nel trasmettere, oggi, il
testo ufficiale dell'interrogazione n. 1191 dell'onorevole La
Rocca, fa notare che non era completa, che non è passata attraverso
i canali istituzionali e, soprattutto, dice, giustamente, che
nessun atto se non è numerato può essere trasmesso direttamente
dall'interrogante. Chiarisco che l'interrogante non aveva trasmesso
nulla, perché con pazienza sta aspettando la risposta. Peraltro, mi
arriva, e se non fosse per il rispetto che ho per quest'Aula, direi
di sentirmi su Scherzi a parte , perché mi arriva una risposta che
ancora non ho letto da parte dell'Assessorato. Come fanno a
rispondermi se non hanno capito il significato di quello che veniva
chiesto? Come fanno a rispondermi con una interrogazione
incompleta? Cosa mi dicono a maggiore riprova di quello che non mi
hanno detto il 3 luglio?
Questo per me, oggi, è un fatto grave. Ho chiesto e ho
sottolineato se è legittimo, non legittimo un atto che si è
consumato, l'anno scorso, nella nomina di un direttore generale. A
questo punto, la metterò sulla mia pagina web questa cosa, così
chiunque può vedere che tipo di interrogazione ho fatto, se è
legittimo, non è legittimo se tu fai un avviso.
L'articolo 2 e l'articolo 3, f), di quell'avviso pubblico sono
chiari: bisogna non essere incorsi in valutazioni negative
nell'espletamento degli incarichi ricoperti e per l'articolo 3 il
candidato avrebbe dovuto dichiarare, sotto la propria
responsabilità, di non essere stato in quanto dirigente pubblico o
privato, perché non è questo un escamotage se sei nel privato,
licenziato per giusta causa o decaduto. Siccome, nel caso in
questione, non solo è stato licenziato, ma per insubordinazione e
per tutta una serie di cose, io penso di avere fatto
un'interrogazione legittima nel cercare di capire come può essere
nominato un dirigente che ha un bagaglio culturale di questa
natura. Questo è il corpo della mia interrogazione. Penso e sono
convinta che, innanzitutto, noi siamo un organo di verifica, un
organo di controllo ed è nelle prerogative di un deputato avere una
risposta concreta ad una domanda che pone una marea di dubbi.
Ma, oggi, la questione non è questa. In quest'Aula, la questione
che i miei colleghi devono sapere è che questo sistema, oggi, è
stato violato. Qualunque atto può essere trasmesso così. E siccome
c'è la mano dell'uomo, bisogna capire chi è stato il responsabile a
trasmettere questi atti al Palazzo accanto senza una procedura
legittima, consequenziale, che è caratterizzata, come dice il
dottore Di Piazza nella sua lettera, dalla firma del Segretario
generale e con un protocollo preciso. Senonché, come dice il testo
dell'atto allegato dal Presidente della Regione, risulta
palesemente incompleto a causa di un mero disguido informatico,
circostanza riconoscibile, innanzitutto, per l'assenza dei
destinatari dell'atto parlamentare nel corpo del testo
dell'interrogazione, nonché per la mancanza di parte della premessa
dello stesso onorevole interrogante, premessa che, invece, è
presente nell'originale dell'atto depositato e che è stata
puntualmente riprodotta nel testo ufficiale qui trasmesso, mentre a
valle è pervenuta da parte dell'assessore delegato una risposta ad
un atto parlamentare parimenti incompleto.
Quindi, se gli atti parlamentari fanno questa fine, noi deputati
veniamo privati anche di questa prerogativa, oltre all'isolamento
che è una conseguenza di una legittima richiesta.
Questo lo voglio dire da questo microfono, e non lo voglio dire
solo per quest'Aula, lo voglio dire anche per tutti quei siciliani
che seguono i lavori d'Aula. Significa che veniamo privati anche di
questo, oltre che l'isolamento naturale, a cui ormai molti di noi
si sono abituati. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Rocca Ruvolo.
Prima di dare la parola all'onorevole Miccichè, volevo precisare
però una cosa, anche per capire bene la questione in base anche
all'intervento che è stato fatto dall'onorevole. Sul sito online
dell'Assemblea regionale siciliana vengono caricati, a livello
informatico, le interrogazioni e tutti gli altri parlamentari che,
man mano, arrivano dai vari deputati.
L'atto in questione, è scritto anche nella nota che è stata fatta
dagli Uffici dell'Assemblea, è stato caricato per mero errore in
maniera incompleta Cosa succede? Che il Presidente della Regione
risponde ad un'interrogazione scaricandola, da quello che posso
capire, dal sito dell'Assemblea in quanto incompleta, perché
l'interrogazione completa è stata inviata successivamente e questa
interrogazione, ad oggi, perché l'interrogazione viene inviata alla
Presidenza della Regione in maniera ufficiale e poi si risponde,
eventualmente, all'interrogazione che viene mandata in maniera
ufficiale.
L'interrogazione è stata mandata in maniera ufficiale,
correggetemi se sbaglio, in data odierna. Quindi l'interrogazione è
stata inviata in data odierna, in via ufficiale e completa.
Questo diciamo, cioè non c'è stata la violazione
Prego, onorevole Micciché.
MICCICHÈ. Grazie, Presidente.
Io, in realtà, avevo chiesto la parola per tutt'altra motivazione,
per cui le chiedo di far rimanere valida la mia richiesta di
intervento per dopo, quando sarà possibile, perché non posso non
intervenire in questo dibattito e in questa situazione particolare
che si è venuta a creare.
Allora, Presidente, sono uno di quelli che considera un obbligo
dire la verità e, siccome quelli che sono tenuti a dirla non sempre
si sentono obbligati a farlo, pretendo di avere almeno il diritto
di sapere la verità.
Questa storia è di una chiarezza esagerata, quello che c'era
scritto in quell'interrogazione il Presidente della Regione lo
sapeva benissimo, perché lo sanno tutti i giornali, lo scrivono
tutti i giorni, grazie a Dio. Parliamo chiaramente, il dottor
Iacolino era stato licenziato dall'Asp di Siracusa per cui,
evidentemente, nell'attestazione in cui si dice di dichiarare se si
è mai stati licenziati, se si è mai avuta una nota negativa,
eccetera, quando lui scrive che non ha mai ricevuto una cosa di
questo genere, è palesemente falso. Come dire, non c'è neanche da
discuterla la cosa, non ci sarebbe nemmeno da fare
l'interrogazione, ci sarebbe soltanto da andare in qualche Procura
e dire "avete l'obbligatorietà dell'azione penale". Scusate, questo
è un falso ideologico, come viene chiamato in questi casi, cioè una
firma su un attestato falso perché era falso il fatto che lui non
avesse mai ricevuto valutazioni contrarie e non fosse mai stato
licenziato.
Allora, conosco bene questa Assemblea, essendone stato Presidente,
e conosco molto bene i signori che sono seduti lì accanto a lei e
ne conosco benissimo il livello di serietà e di onestà che
considero assoluto, proprio assoluto. Qui è evidente che c'è stata
una qualche manovra, che non dipende certamente da loro, né
immagino dipenda dal Presidente dell'Assemblea, ma la cui
conclusione è una, non ce ne possono essere altre, la consegna alla
Procura delle carte, alla Polizia postale e alla Procura. Non credo
che possano esserci discussioni di altro tipo, non credo che ci
possa essere una soluzione diversa da quella che sto suggerendo,
perché è stato commesso un fatto grave, perché questo signore che è
stato nominato, in maniera falsa, perché non poteva essere
nominato, è quello che poi ha nominato tutti i direttori delle Asp.
È colui che ha materialmente nominato tutta la classe dirigente
della sanità di cui oggi, guarda caso, un po' si discute in
Sicilia, tant'è che c'è una richiesta che è avvenuta in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamenti - e lei lo sa benissimo
essendo Presidente dell'Assemblea - che comunque non ha potuto che
accettare la richiesta di tutti i Presidenti dei Gruppi
parlamentari sul dibattito sulla sanità disastrosa che abbiamo qui
in Sicilia.
Per cui, siccome uno più uno fa due sempre, non si possono
immaginare soluzioni diverse da questa, io ritengo - non sta a me
deciderlo, sta a voi deciderlo - ma ritengo che non ci possa essere
soluzione diversa da quella di inviare immediatamente tutte le
carte, per prima l'interrogazione dell'onorevole La Rocca Ruvolo,
alla Procura della Repubblica e alla Polizia postale, non so cosa
possa fare quello per l'informatica, ha ragione probabilmente anche
il nostro collega. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, devo
consegnare una riflessione, un pensiero che dopo avere finito la
Conferenza dei Capigruppo e tornato in Aula per il mio consueto
modo di fare il confronto con i miei colleghi deputati rimango
davvero basito, rimango senza parole, perché l'ha detto
nell'intervento l'onorevole Micciché che mi ha preceduto, in
Conferenza dei Capigruppo lei era presente da Vicepresidente
dell'Assemblea, e mi dispiace che non ci sia il Presidente
Galvagno, io, al di là di quello che è stato l'ordine che dovevamo
dare sulla calendarizzazione dei disegni di legge, ho posto un tema
forte che era quello che non possiamo tacere e non possiamo noi,
come parlamentari, all'interno di quest'Aula rimanere silenti
rispetto a quello che sono in queste giornate gli articoli che si
succedono soprattutto sul tema sul diritto alla salute. Ma ancora
non ero arrivato in Aula; dopo avere ascoltato l'onorevole La Rocca
Ruvolo che, pur essendo un deputato della stessa maggioranza, sta
tirando fuori un fatto grave, anzi gravissimo. E lo dico, signor
Presidente, perché lei ha letto quello che è stato il verbale della
Conferenza dei Capigruppo, però le posso garantire che dopo il mio
intervento e dopo aver ascoltato quello che l'onorevole La Rocca
Ruvolo ancora con più forza le dico: guardi che noi come Gruppo del
Partito Democratico, ma penso anche come opposizioni, arrivati al
punto in cui siamo pensiamo anche ad azioni eclatanti perché
rimanere in silenzio rispetto a quello che sta venendo fuori sui
giornali dove il Presidente della Regione, addirittura poco fa
qualcuno del Governo che non è presente tra i banchi dello stesso
Governo, perché era presente in Conferenza dei Capigruppo, mi viene
detto che non sappiamo nemmeno se abbiamo il Presidente la Regione
in Aula a parlare di un tema che oggi ancor di più scopriamo un
tema davvero assurdo, quello che è accaduto.
Io non voglio entrare in quello che accade negli Uffici
dell'Assemblea perché conosco tutti e penso che magari ci sia buona
fede, ci siano sviste, ci sia tutto, però l'onorevole Gianfranco
Micciché pone un tema e noi lo abbiamo detto, e mi dispiace che non
ci sia il Presidente Abbate della I Commissione. Lo abbiamo detto
se vi ricordate, quando in quei giorni l'onorevole Lombardo, che è
qua presente, i colleghi della I Commissione, abbiamo avuto
veramente minuti di tensione con il Presidente Abbate per quello
che stava accadendo in I Commissione.
Lo abbiamo detto che c'era qualcosa che non andava e abbiamo
preteso che quelle carte venissero verbalizzate e trasferite alla
Procura perché capivamo che c'era qualcosa che non andava sulle
nomine e lo abbiamo detto con forza.
Adesso veniamo a scoprire anche con le interrogazioni che c'è
davvero un ulteriore problema che aggrava la situazione.
E allora mi domando: ma a che cosa serve quest'Aula? A che cosa
servono i deputati che nel momento in cui votiamo un ordine del
giorno, un atto di indirizzo, qualsiasi altra cosa, il Governo se
ne infischia?
Noi non siamo qui a passare carte per il Governo, che con la sua
presunzione d'arroganza si permette di parlare attraverso i
giornali, attraverso i comunicati stampa, attraverso gli slogan
Vengano in Aula a dire le responsabilità Il Presidente della
Regione deve venire in Aula, perché non è vero che un Presidente
della Regione può lavarsi le mani dicendo "Io non c'entro nulla
sulle nomine E chi le ha fatte le nomine Chi le ha decise I
criteri, la valutazione? No Li ha decisi la politica, perché la
politica ha fatto assistere allo sdegno più totale il popolo
siciliano, a quello che è stato il balletto delle nomine Qua
dentro ci sono anche colleghi deputati di maggioranza "incazzati",
perché ovviamente nelle ultime ore è successo di tutto.
E allora smettiamola Dentro quest'Aula i deputati tutti,
maggioranza e opposizione, hanno bisogno di essere rispettati e lo
dico da Capogruppo del Gruppo parlamentare del PD. Non ne possiamo
più, non ne possiamo più Noi abbiamo bisogno di essere rispettati
Non è così che possiamo procedere, Presidente Di Paola Noi abbiamo
il dovere di sapere e capire quello che sta accadendo attorno ad un
argomento che noi, come Gruppo parlamentare, forse qualche volta il
Governo ci ha sbeffeggiato, ma abbiamo sempre detto che l'abbiamo
messo come primo punto nell'agenda di opposizione, perché sul
diritto alla salute non si scherza E oggi, questo Governo
regionale - mi dispiace assessore Messina, l'hanno lasciata da solo
- questo Governo regionale risulta, alla ripresa dei lavori, essere
qua a discutere se dobbiamo approvare il disegno di legge 738 o
dobbiamo... No
Anche stamattina, il Presidente della Regione vuole davvero
affrontare un problema da un anno che lo abbiamo detto anche la
penultima volta in cui si è discusso strumenti finanziari in
quest'Aula, abbiamo prodotto dicendo "mettiamo 5 milioni di euro
contro il crack"
Stamattina io, in Commissione Bilancio', ho detto all'Assessore
Dagnino: "Assessore ci dica qual è l'idea del Governo, rispetto
all'aspetto economico che si vuole mettere su un tema importante
come quello del crack". Non ci vengono a prendere per i fondelli
con 800 mila euro Se realmente questo Governo ha a cuore il
problema del crack, come ovviamente tutti ne parlano, prendano 10
milioni di euro e li mettano su questo tema, invece di scherzare
Ecco, noi, come deputati, Presidente Di Paola, da oggi abbiamo
davvero il dovere di comprendere. Allora, al di là di quello che è
accaduto sulla scaletta, le chiedo di nuovo con forza e lo chiederò
al presidente Galvagno - al di là degli strumenti del DEFR, del ddl
738, degli enti locali che sono tutti temi importanti che dobbiamo
trattare - il Presidente della Regione deve venire in Aula a
riferire su quello che è accaduto sulla sanità, e su quello che sta
accadendo. Lui ci deve raccontare quello che sta accadendo, perché
non può sottrarsi E se non è lui ad avere responsabilità, chi è
responsabile deve pagare perché questo non lo deve all'Aula ma lo
deve tutto al popolo siciliano. Quindi, questo è quello che
chiediamo con forza, e io lo reitero.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Per precisare che,
comunque onorevole, ovviamente nella Conferenza dei Capigruppo noi
abbiamo detto che, se il Presidente della Regione dà la
disponibilità, daremo priorità ad un'Aula con il Presidente della
Regione sulle tre tematiche che abbiamo individuato. Quindi è
prioritaria, però il Presidente della Regione deve dare la
disponibilità.
GILISTRO. Senza se
PRESIDENTE. Concordo. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca
Cateno. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, quel che
rimane del Governo. Abbiamo fatto una Conferenza dei Capigruppo per
aprire questa fase post estiva, e quindi ci siamo confrontati sugli
argomenti da discutere. Abbiamo anche avuto un confronto con
l'Assessore per l'economia per quello che è un documento per noi
importante, il DEFR, e ovviamente, siamo in attesa di leggere, anzi
di sentire la relazione in quest'Aula dell'Assessore per quanto
riguarda le questioni che abbiamo posto già come opposizione per
ben due volte e cioè l'assenza di una visione strategica e anche
l'assenza di un ragionamento complessivo riguardo a quelle che sono
le emergenze della Sicilia.
E da questa voglio partire per quella che è una fase che noi
sindaci abbiamo vissuto sul territorio, l'emergenza idrica, perché
ci siamo trovati anche con l'onorevole Pellegrino che è qui
presente a dibattere sui giornali per quanto riguarda
l'interpretazione della nomina a Commissario per l'emergenza idrica
del Presidente Schifani del quale se n'è lavato le mani e ha
sicuramente fatto rivoltare nella tomba Ponzio Pilato. Non se ne è
occupato affatto, anzi ha nominato una cabina di regia e,
soprattutto, la sua pavidità, lo ha portato a non approfittare di
quelle che erano le deroghe che sono previste in questo decreto che
lo ha nominato Commissario, si è limitato ad inserire cinquanta
interventi e ha portato avanti con le procedure ordinarie, per fare
un esempio, io a Taormina ho impiegato un mese per fare un pozzo,
dovrò aspettare un anno, nonostante già possiedo la potabilità
dell'acqua, ho le analisi fatte in contraddittorio con l'Asp, devo
aspettare almeno un anno prima di prendere quell'acqua e metterla
nel civico acquedotto, diversamente dovrò dichiarare la non
potabilità di tutte le risorse idriche del nostro sistema civico
acquedotto perché sto inserendo una parte formalmente non potabile,
pensate un po' di cosa stiamo parlando
Ebbene, ci siamo confrontati a distanza tra un pesce al sale e
l'altro da parte del Presidente Pellegrino mentre era a Marsala il
quale mi ha dato pure dell'ignorante E no signori, noi su questo
dobbiamo essere chiari, simpaticamente ignorante, nel senso che io
ignoravo, no io non ignoravo perché su questa questione, onorevole
Pellegrino la prego, su questa questione è ignorante il Presidente
della Regione, ma non è ignorante, è pavido, non è cosa sua perché
il Presidente della Regione aveva la possibilità di nominare
soggetti attuatori tutti i sindaci della Sicilia e ogni sindaco
poteva inserire in quel piano quell'intervento che doveva fare,
quanto meno avrebbe fatto un'azione in deroga, per come è
contemplato punto per punto all'interno di quell'ordinanza, a
prescindere dalla copertura finanziaria, non solo ma il Presidente
della Regione aveva la facoltà attraverso l'apertura della
cosiddetta contabilità speciale, di far confluire su quel capitolo
di spesa altre risorse.
Noi abbiamo dato ventotto milioni in quest'Aula, ancora non si sa
dove sono andati a finire, non sono stati programmati, poteva
prendere un pezzo del Fondo sviluppo e coesione e metterlo subito
lì e, quindi, mettere a disposizione della Sicilia realmente degli
strumenti operativi che, addirittura, andavano in variante anche
alle norme sulle valutazioni di impatto ambientale che sono delle
eccezioni che vengono previste proprio per le vere emergenze.
Noi abbiamo un Presidente della Regione che non ha idea, ieri ha
fatto un "ruttino" politico, l'ho detto nell'Assemblea, ad un certo
punto ha fatto un "ruttino" politico, accusa il Parlamento
siciliano di voler istituire un nuovo "poltronificio" per quanto
riguarda questa norma che porterà un Assessore in più negli enti
locali, ma guardate un po', state scomparendo voi grillini e ora
avremo il nuovo grillino , il nuovo grillino sarà proprio
Schifani, che ogni tanto si alzerà la mattina, farà un "ruttino"
politico e la sua maggioranza si adegua, tanto è vero che era
finita quasi a cazzotti nell'ultima Conferenza dei Capigruppo prima
dell'ultima seduta che abbiamo fatto perché c'era la pretesa di
dover votare questo disegno di legge per quanto riguarda gli enti
locali, il cosiddetto 738 Stralcio, e si è preteso di lasciarlo
iscritto all'ordine del giorno del Parlamento in modo tale che
quando si sarebbero aperti i lavori si votava perché era urgente
Siccome ieri ha fatto il "ruttino", il Presidente della Regione
siciliana e, allora, la sua maggioranza è entrata in crisi. Perché?
Perché il buon Schifani ha detto che aumentare gli Assessori nei
comuni è un poltronificio
Guardate un po' da quale pulpito arriva questa questione
Ma d'altronde per chi non ha mai amministrato neanche un
condominio, perché Schifani non ha mai amministrato un condominio,
non ha idea di cosa sia l'amministrazione, ha idea di altro - e lo
abbiamo visto perché sfugge al confronto.
Quando si parla di passaggi amministrativi, lui scappa, è ovvio,
non ha idea e non posso accettare, ecco perché sono stato
contrario all'interno della Conferenza dei Capigruppo a non votare
questo 738 - semplicemente perché la maggioranza si piega ai
ruttini del Presidente Schifani, io no
Non sono d'accordo ed ovviamente abbiamo detto che si deve andare
avanti.
Dopodiché, sul fatto di votare ed esprimere quella che è la
propria posizione su un Assessorato in più o in meno, ognuno di noi
ha già espresso la propria idea e, soprattutto, parto dal
presupposto che l'autonomia degli enti locali non possa metterla in
discussione il Presidente della Regione che ogni tanto si sveglia e
si ricorda che è Presidente perché, ovviamente, in questo momento
abbiamo visto lo schema dell'ologramma.
Vado alla conclusione. Noi non possiamo accettare che il
Presidente della Regione dia confidenza a questo Parlamento quando
devono giurare gli Assessori.
Se andiamo a fare la statistica di quelle che sono state le
presenze dei Presidenti della Regione in questo Parlamento,
sicuramente Schifani è quello che ha registrato ormai il record
negativo ma non solo per la presenza ma anche per la sua assenza
quando è presente, perché lo vedo assente, pur essendo presente
Ogni tanto chiedo agli Assessori: ma toccatelo, è lui o no?
E' uno scherzo perché è totalmente avulso da quello che è il vero
confronto con questo Parlamento.
Poi attiva ogni tanto il suo portavoce, l'onorevole Pellegrino,
per cercare di rispondere a quelle che sono le nostre cose di
merito.
Onorevole Pellegrino, su quelli che sono aspetti amministrativi -
con tutto il rispetto - posso dare lezioni più io
Ma non per presunzione, perché viviamo il territorio da decenni e,
onestamente, ci rendiamo conto e quando ci permettiamo di dare un
suggerimento a chi ha la possibilità di poter intervenire sui
procedimenti amministrativi, lo facciamo a ragion veduta, non per
partito preso
Ed ecco che nella confusione auspico che questa Presidenza non
consenta al presidente Schifani di continuare a fare il coyote di
professione. Non può scappare
Non può scappare da grandi temi posti dai colleghi del PD sulla
sanità Non può scappare sul tema dei rifiuti che sta scombinando i
bilanci dei comuni perché ormai non sappiamo più dove portarli, non
più in Italia ma all'estero
Quindi, i sindaci continuano a fare i dazieri, le sanguisughe
delle proprie comunità perché ci ritroviamo con Schifani che invece
insiste su delle linee ovviamente che, per quanto ci riguarda, sono
lontane da quelle che sono le esigenze nel territorio.
Naturalmente, su questi aspetti pretendiamo che ci sia la sua
presenza.
Per quello che è anche il DEFR, non ci aspettiamo grandi novità
Certo, se ci fosse il Presidente della Regione, onorevole
Pellegrino, magari quando andate a mangiare il pesce al sale
stasera glielo dica da parte mia, saremmo onorati di avere il
Presidente della Regione siciliana qui anche per capire, dopo quasi
due anni dal suo insediamento, se realmente si è reso conto di
quelle che sono le vere esigenze della Sicilia e dei siciliani
oppure vuole continuare a portare avanti una visione affaristica
della politica e soprattutto anche a piegare ormai il suo intero
partito come la dépendance di certi club che sicuramente non hanno
a cuore gli interessi dei siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. E' iscritto a parlare
l'onorevole Sunseri. Poi l'onorevole La Vardera.
Rocca
Sull'interrogazione parlamentare n. 1191 a firma dell'onorevole La
Rocca
SUNSERI. Presidente, Assessore, onorevoli colleghi. Presidente,
non so se lei ha mai visto il film "Inception" con Leonardo Di
Caprio - bellissimo - a un certo punto mi è sembrato di viverlo in
questa Assemblea, non ci ho capito più niente.
La prima volta - non le nascondo - dopo tanti anni in cui
praticamente scopro che un deputato di maggioranza fa
un'interrogazione, questa interrogazione non arriva mai al
Presidente della Regione che però risponde all'interrogazione, poi
parte l'interrogazione e non sappiamo se la risposta che ha dato il
Presidente della Regione sia congrua all'interrogazione che era
arrivata
Una storia che a raccontarla secondo me i giornali avranno
difficoltà domani, probabilmente dovranno ascoltare più volte
l'Aula per provare a comprenderla. Ma è evidente che è successo
qualcosa ed è il tema, il problema non è l'interrogazione perché,
Presidente, non credo neanche, immagino che gliel'abbiano suggerito
la risposta o sia la risposta degli Uffici, non credo alla versione
del Presidente della Regione che spulcia il sito dell'Assemblea,
guarda l'interrogazione, risponde all'interrogazione dell'onorevole
La Rocca Ruvolo, perché fa ridere anche solo a raccontarla. Me lo
auguro, cioè che il Presidente la controlli, anzi può essere
l'occasione buona, finalmente questa Assemblea, magari la
proporremo alla Presidenza, che le risposte vengano rese pubbliche,
cioè credo siamo uno dei pochi Parlamenti in cui l'interrogante fa
un'interrogazione, abbiamo le interrogazioni ma le risposte sono
private, cioè le sanno solo i deputati a meno che non vengano lette
in Aula ma diciamo poi, del resto, non se ne conosce più salvo,
come dire, tramite i comunicati stampa, ma lascia il tempo che
trova, questa è una proposta che magari faccio alla sua Presidenza
che so essere sensibile al tema.
Ma è chiaro che invece sull'argomento trattato vada fatta
chiarezza e mi auguro, ci auguriamo, che il Presidente della
Regione, insieme all'Assessore alla sanità, vengano a rispondere
all'interrogazione a firma dell'onorevole La Rocca Ruvolo che ormai
è diventata, come dire, quasi l'interrogazione dell'Assemblea, cioè
vogliamo conoscere qual è la risposta del Presidente della Regione
su un tema così importante, perché non stiamo parlando, come dire,
di bazzecole di questa nostra Regione, parliamo di un tema
fondamentale che è la sanità, delle nomine del direttore generale,
del direttore generale ed è chiaro che su questo tema vada fatto un
minimo di chiarezza e certamente non basterà la risposta scritta
all'onorevole La Rocca Ruvolo, per quanto lei abbia dichiarato di
renderla pubblica poi sul suo profilo Facebook. Credo che invece il
Parlamento, vista diciamo tutta l'anomalia che precede il percorso
amministrativo dell'interrogazione, ma soprattutto vista
l'importanza dell'interrogazione stessa e il tema che tratta,
ritengo essere assolutamente fondante per questa Assemblea che
venga svolta in seduta pubblica davanti a tutti i parlamentari che
avranno la possibilità di ascoltare ed eventualmente di
intervenire.
Mi permetto Presidente di fare un appunto sul tema trattato poco
fa in Capigruppo, credo che questa Regione abbia decine e decine
di emergenze, che non manchino certamente i disegni di legge che
possano arrivare direttamente in Aula e che quello degli enti
locali, pur essendo un tema molto importante, mi spiace però non
aver letto nulla di qualificante in questa riforma degli enti
locali proposta più volte da più persone come se nessuno di noi
sapesse che i temi più importanti dei nostri comuni sono i
trasferimenti che la Regione dà, la possibilità di spendere le
risorse, i residui che ancora non vengono sbloccati dalla nostra
Regione, i pagamenti che non arrivano, i crediti di dubbia
esigibilità, non credo che il tema degli Assessori o delle
indennità del Vicepresidente siano così fondamentali, cruciali
nell'autonomia locale delle amministrazioni siciliane, ma non
possiamo rimanere in attesa dopo un mese di vacanza di altri
disegni di legge affinché vengano trattati quelli piuttosto che gli
altri, mi auguro che invece l'Assemblea prenda carico, così come
alcuni disegni di legge sono stati già esitati e arriveranno, di
cominciare a trattare quelli che sono i disegni di legge proposti
dai parlamentari, dal Governo (quando li presenta) e non arrivare
in Aula solamente per le variazioni di bilancio
Oggi leggiamo dai giornali che c'è l'ennesima variazione di
bilancio che ingolosisce, diciamo, i palati di tutti i parlamentari
ma che di fatto non pone l'accento sui temi che son quelli del vero
del legislatore regionale che deve trattare i problemi della nostra
Terra e provare a risolverli. L'augurio, diciamo dopo questo mese
di relax estivo, è quello che arrivino in Aula, come dire, disegni
di legge qualificanti che possano essere trattati dall'Assemblea in
maniera parimenti qualificante, che possano portare dei risultati
qualificanti per la nostra Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Però, colleghi, è giusto
che precisi alcune cose perché altrimenti... Le risposte alle
interrogazioni sono già pubbliche e lo dice l'articolo 144, comma
3, del Regolamento interno "Tutte le interrogazioni, le risposte
alle interrogazioni sono allegate al resoconto stenografico di ogni
Aula . Questo anche da Regolamento interno dell'Assemblea.
Per quanto riguarda - perché è giusto che ve le dica queste cose -
la risposta a questa interrogazione, l'interrogazione è stata
trasmessa in via ufficiale in data odierna, se poi il Presidente
della Regione ha risposto ad un'interrogazione, se è stato il
Presidente o i suoi collaboratori a guardarla online, io questo non
lo so, però le interrogazioni vengono inviate in via ufficiale,
dopodiché le risposte arrivano in Aula e vengono poi messe per
iscritto all'interno del resoconto stenografico di ogni Aula e
questo ai sensi dell'articolo 144 comma 3 del Regolamento interno.
Anche la risposta scritta che viene trattata all'interno dell'Aula
viene allegata al resoconto dell'Aula, quindi è bene che questo lo
si dica in maniera chiara, perché è giusto, perché altrimenti passa
un messaggio all'esterno come se l'Aula o l'Assemblea non
pubblicasse le risposte. Ripeto, le risposte vengono tutte
pubblicate, questa risposta non è stata pubblicata perché
l'Assemblea in via ufficiale ha inviato l'interrogazione solamente
oggi. L'Assemblea non ha inviato nessuna interrogazione, in data
odierna è stata inviata, se poi il Presidente della Regione ha
risposto guardandosela su Internet, se i collaboratori hanno
spulciato il sito, questo noi non lo sappiamo e non è dato sapere
questa informazione da parte dell'Assemblea, però tutte le
interrogazioni poi vengono pubblicate.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comunque al di
là della situazione io vorrei esprimere solidarietà all'onorevole
La Rocca Ruvolo per la situazione in cui si è trovata e soprattutto
ritengo che - come diceva bene l'onorevole Micciché, con cui mi
trovo d'accordo - di questa storia debba occuparsene la Procura e
la Polizia Postale, ma al di là di questa situazione, che
sicuramente ha preso il dibattito d'Aula, io invece mi soffermo
sulle comunicazioni che lei ha iniziato a dare in quest'Aula, in
cui finalmente leggiamo tra le sue comunicazioni che la prossima
settimana e che entro il mese di settembre il tanto anelato
sofferto e lavorato disegno di legge contro il crack dovrebbe avere
luce.
Noi non possiamo che essere contenti, io ovviamente, i miei
colleghi dell'Intergruppo parlamentare contro il crack, ricordo che
da ormai un anno e mezzo lavoriamo assiduamente affinché questo
risultato possa essere raggiunto ed evidentemente vedere che nei
giorni scorsi anche il vescovo di Palermo, Lorefice, abbia preso
una posizione netta e specifica incontrando il Presidente Schifani,
può farci che piacere però, come dire, non dobbiamo cantare
vittoria - mi permetto di dire - perché se approviamo un disegno di
legge così importante come quello contro il crack ma non ci sono le
risorse economiche sufficienti per affrontarlo è come a sua volta
creare un boomerang, cioè noi approviamo un disegno di legge
fondamentale come quello contro il crack ma dobbiamo dotarlo di
risorse economiche sufficienti perché, altrimenti, poi le
associazioni che lo hanno consegnato nelle nostre mani ovviamente
ci ridono in faccia e ci dicono ci avete preso in giro, abbiamo
approvato una legge ma poi senza i soldi questa legge non aveva
nessuna parte.
E quindi il grido d'allarme prima ancora che venga affrontato in
Aula con la discussione generale e poi il voto finale è quello di
dire attraverso questi banchi al Governo di fare seriamente
un'azione concreta, di mettere i soldi, perché quando volete sui
vostri temi i soldi li trovate, quando volete sulle feste e i
festini - ora ci vuole - i soldi li trovate.
Stamattina mi hanno detto che in Commissione bilancio è stata
affrontata la questione e che l'Assessore Dagnino dice di dovere
dare una risposta entro la prossima settimana sulle risorse
economiche, perché il milione di euro che c'è in questo momento fa
ridere, non serve, è inutile. Allora il Governo - come diceva bene
l'onorevole Catanzaro - deve mettere mano alla "sacchetta" e deve
almeno mettere dieci milioni di euro come un inizio, perché mentre
stiamo parlando - lo ricordo ormai da questi banchi da ormai anni e
quasi sono diventato un disco rotto - c'è una città come quella di
Palermo, c'è un quartiere come Ballarò, c'è una intera Regione
siciliana che è distrutta dal crack, intere famiglie distrutte dal
crack e non ci sono delle risposte adeguate che questo Governo è in
grado di dare con degli strumenti fondamentali.
Ecco perché nasce questo disegno di legge, scritto dalle
associazioni di cui io mi onoro di essere primo firmatario, ma è un
lavoro congiunto, con tanti colleghi che vedo qui presenti e quindi
è fondamentale dare una risposta concreta, perché altrimenti
approveremo un disegno di legge bello nella sua composizione
generale ma poi vuoto perché non ha le risorse economiche
finanziarie per poter essere applicato.
Allora, io mi auguro che in questo mese, in questa settimana di
riflessione, il Governo venga a dirci in quest'Aula, venga a dirlo
in Commissione Bilancio di avere trovato le risorse necessarie.
Non è un tema che ha un colore politico, l'abbiamo sempre
ribadito. E' un tema che riguarda tutti e che davanti al quale
tutti ci dobbiamo fare un bagno di umiltà perché c'è un'emergenza,
mi permetto di dire regionale, oso dire anche nazionale dove il
Governo centrale di Roma deve dare una mano a questa nostra
Regione, se è il caso anche mandando l'esercito in quei quartieri
dove ci sono le bande e le avvisaglie che hanno in possesso interi
quartieri e che vendono morte ai nostri figli, perché il tema è
questo.
Non dobbiamo girarci dall'altra faccia e veementemente con forza e
con coraggio dobbiamo dire che questa piaga sociale, che è la nuova
droga di questo millennio, purtroppo, deve essere abbattuta con
l'impegno di tutti, di tutto il Parlamento completo.
Quindi da un lato sono, ovviamente, favorevole al fatto che ci sia
stata questa velocità nel riportare in Aula a settembre questo
tema, da un lato sono preoccupato perché le risorse economiche
finanziarie che sono state messe a disposizione ritengo che non
siano sufficienti.
Domenica 15 settembre la casa di Giulio che fa un grande lavoro
inaugurerà nel quartiere Ballarò la prima unità mobile che è stata
acquistata grazie anche un emendamento alla scorsa finanziaria
nella quale abbiamo dato la possibilità, che ho firmato, che ho
voluto, di poter acquistare questa unità mobile, sarà una prima
risorsa.
Ma non possiamo demandare alle associazioni di natura privata
quello che deve fare lo Stato, perché le associazioni fanno
attività di volontaria e va un grande plauso a queste associazioni
ma quello che conta è la presenza dello Stato in quei quartieri
dove spesso e volentieri le bande criminali la fanno da padrone.
SCHILLACI. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intanto, naturalmente, esprimo la mia solidarietà alla collega La
Rocca di cui ne conosco le qualità, la serietà e anche l'impegno in
questi anni in questo Parlamento. Presidente, io credo che si debba
fare chiarezza su quanto è accaduto quindi la invito, invito la
Presidenza dell'Assemblea regionale, ma anche gli Uffici, a fare
immediata chiarezza su quanto è accaduto perché questo credo che
sia a garanzia dell'operato di tutti i deputati di questa
Assemblea. Anche perché qui siamo in veste di rappresentanza del
popolo siciliano, quindi dobbiamo avere le prerogative nelle nostre
azioni politiche e di rappresentanza.
Naturalmente esprimo la mia delusione per quanto è avvenuto oggi
in Commissione Bilancio perché abbiamo portato con tanta
determinazione avanti questo disegno di legge sul crack e noi ci
aspettavamo che oggi il disegno di legge e la commissione potesse
esprimere un parere definitivo con una relazione tecnica di
accompagno su quelle che erano le quantificazioni di risorse che
sarebbero dovute essere messe in campo per questo disegno di legge.
Quindi io mi auguro che la prossima settimana questa relazione
tecnica di accompagnamento sia finalmente esaustiva per potere dare
il via a questo disegno di legge. Ricordiamolo: un disegno di legge
che viene dal basso, che è stato portato avanti da tutto
l'Intergruppo contro il crack e che deve essere un concreto aiuto
alle famiglie che, in questo momento, non sanno come affrontare
questa piaga e, quindi, io mi auguro che si possa dare immediatezza
al disegno di legge così come abbiamo chiesto delle aule dedicate
per dei temi che, secondo me, sono di fondamentale importanza.
Abbiamo detto un'Aula dedicata alla sanità così come ai rifiuti e
anche all'autonomia differenziata che, credo, sia uno dei temi più
importanti da affrontare perché quello di affrontare anche quel gap
infrastrutturale che non farà altro che aumentare la
diversificazione tra regioni ricche e regioni più povere, spesso
del sud Italia. E quando parliamo di autonomia differenziata e di
gap infrastrutturale oltre a quello della rete viaria, della rete
ferroviaria, io mi rivolgo anche A quel gap infrastrutturale che
parla di asili nido, che parla di tempo pieno nelle scuole, di
edilizia privata e di edilizia scolastica che sono, assolutamente,
ancora oggi noi abbiamo le dichiarazioni dei nostri dirigenti
scolastici che devono terminare, molto probabilmente, l'inizio
scuola alle ore 11, perché non abbiamo non hanno i climatizzatori;
e in inverno le elezioni devono essere fatte con abbigliamento
piuttosto pesante, perché i nostri ragazzi non hanno la
climatizzazione, il riscaldamento all'interno delle scuole.
Presidente, quello del tema del gap infrastrutturale - io l'ho
chiesto oggi in Capigruppo - credo che sia uno dei temi
fondamentali da affrontare in questa Regione, che ci distingue
fondamentalmente per questo enorme gap, che con l'autonomia
differenziata non farà altro che spaccare l'Italia in due, ma
aumentare la diversificazione tra regioni ricche e regioni povere,
spesso quelle del Sud Italia.
Quindi io mi auguro che vengano affrontati questi temi e che
vengano affrontati alla presenza del Presidente della Regione e
quindi ne chiedo, assolutamente, la presenza in Aula per le
prossime settimane, proprio per venirci a raccontare che sanità
vuole, che visione ha del ciclo dei rifiuti in Sicilia e,
soprattutto, che dia una risposta sull'autonomia differenziata che,
invece, mi pare che questo Governo regionale e, soprattutto, le
forze di maggioranza stanno facendo passare in sordina.
Rocca
Sull'interrogazione parlamentare n. 1191 a firma dell'onorevole La
Rocca
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sempre per maggiore trasparenza,
gli Uffici hanno già risposto con una nota che è arrivata pure in
copia all'onorevole La Rocca Ruvolo, nota che io ritengo abbastanza
chiara. Chiedo agli Uffici che possa essere pubblicata nel
resoconto stenografico, cioè in allegato al resoconto stenografico,
perché va a dare tutta la cronistoria di quello che è successo, a
mio modo di vedere in maniera abbastanza chiara. Così, al di là
delle posizioni politiche, sappiamo che c'è già un documento di
risposta, che va a ricostruire il tutto, che è arrivato alla
collega La Rocca Ruvolo. E chiedo agli Uffici che possa essere
allegato nel resoconto stenografico.
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
io pensavo di non intervenire, Presidente, ma dopo l'intervento che
ha fatto la collega La Rocca Ruvolo mi viene una battuta spontanea:
sembra che sulla sanità, come si suol dire, "a sciarra è pa'
cutra".
Noi in queste settimane abbiamo assistito a un dibattito veramente
indegno. È partito il Presidente Schifani, che ha parlato di
incrostazione. Ha risposto l'ex Presidente Cuffaro, che ha parlato
di prevaricazione. Ha risposto l'ex Presidente Lombardo, che ha
parlato di essere stato estromesso dalle scelte sulla sanità. Gli
unici che non hanno parlato, Presidente, sono i colleghi della
Lega. Evidentemente, sono stati quelli che sono stati accontentati
più di ogni altra parte politica della maggioranza.
Io adesso, Presidente, mi chiedo e dobbiamo chiederci, ma perché
durante quella fase che abbiamo vissuto soprattutto - come ha
richiamato poco fa alla memoria il collega Catanzaro - in I
Commissione, quando il Presidente Abbate ... là sì che ci sono
stati atti di prevaricazione E Presidente, mi dispiace che lei - e
chiamo in causa lei e la Segreteria generale della Presidenza
dell'Assemblea - ancora non mi avete dato la risposta sulle
modalità adottate dal Presidente Abbate sulle convocazioni e
sconvocazioni delle sedute Là sì che c'è stato un atto di
prevaricazione
E mi chiedo, collega La Rocca, ma Forza Italia - mi pare che lei
faccia parte di Forza Italia - in quella fase, quando noi
denunciamo il conflitto di interesse del direttore Iacolino, tant'è
che fu sostituito dall'avvocato Bologna, in quella fase, se si
ricorda collega Micciché, perché in quella fase non ha parlato
nessuno? Perché stanno parlando tutti adesso, dopo che sono state
fatte le nomine dei direttori sanitari e dei direttori
amministrativi? Noi l'abbiamo denunciato. Evidentemente non è stato
adottato il manuale Cencelli. Evidentemente, non sono state
accontentate in percentuale tutte le parti in causa della
maggioranza. Questo è vergognoso, Presidente Non la procedura su
una interrogazione, che viene presentata, che viene letta, che non
viene risposta, per carità, ci sta anche questo, ma non dobbiamo
soffermarci sulle procedure dell'Aula.
Penso che la cosa più vergognosa che dobbiamo denunciare, che l'ha
denunciata il presidente Schifani, non dimentichiamolo, collega
Micciché. In Procura dovremmo mandare le affermazioni fatte dal
presidente Schifani che ha ricevuto un manager, che ha chiesto
indicazioni, lui l'ha rimandato al mittente e poi il presidente
Schifani stesso ha detto che quel manager ha nominato dei direttori
generali, dei direttori sanitari e amministrativi che hanno un nome
e cognome. Quello dovremmo denunciare noi e non una procedura su
una presentazione di un'interrogazione che viene letta poi sul
portale, che viene data la risposta, che non viene data risposta e
che nemmeno io ho capito quello che è successo.
Spero che adesso da quei documenti si possa avere un po' più di
chiarezza, ma Presidente, io la invito a ricordarsi della mia
richiesta e desidero avere la risposta urgentemente, perché il
Segretario generale non se ne vuole lavare le mani e poi noi
arrivare qua in Aula e non sapere a distanza di mesi se quelle
convocazioni sono regolari o meno, perché oggi ci preoccupiamo di
un'interrogazione, ieri ci siamo preoccupati di una convocazione
fatta d'arbitrio.
Ma noi, Presidente, allora qua che ci stiamo a fare? Il Segretario
generale che ci sta a fare? E nel frattempo fuori vengono fatte
nomine al di fuori di quelli che dovrebbero essere i criteri di
merito; vengono fatte nomine nella sanità - e abbiamo scoperto
l'acqua calda - perché Forza Italia oggi scopre, le forze di
maggioranza oggi scoprono. Perché fino ad oggi cosa hanno fatto le
forze di maggioranza?
Ricordate la linea che c'è stata la volta scorsa, credo tra
Falcone e Micciché, sulle nomine della sanità? Sulla spartizione,
sulla lottizzazione mica è una novità? Però ci deve fare pensare e
riflettere su quello che succede: maggioranza e opposizione,
soprattutto maggioranza in questo momento che hanno la
responsabilità di governare.
Quindi, Presidente, la prego, mi dia quello che le ho richiesto e
per l'invio degli atti che ha fatto come richiesta il collega
Micciché, aggiunga anche la dichiarazione del presidente Schifani.
Lui ha denunciato una lottizzazione non meritocratica Lui ha detto
che le nomine fatte da un manager che è andato a trovarlo hanno un
nome e cognome, significa che non sono stati fatti per meritocrazia
o per curricula, ma che sono state fatte per pressione politica.
Che faccia il nome, Presidente Schifani, e che dica chi è quel
manager e chi ha nominato e chi ha dato quei nomi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questa nota, per quanto riguarda
la vicenda di questa interrogazione, sarà - come dicevo prima -
pubblicata nel resoconto stenografico di quest'Aula. Per quanto
riguarda la richiesta che ha fatto bene lei a reiterare sullo
scranno, sarà mia cura comunque farle avere una risposta rispetto
alla richiesta che lei stesso ha fatto in Aula qualche settimana
fa.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo una
amarezza, non solo personale, ma soprattutto di alcuni cittadini
che mi hanno chiamato e che aspettavano, Presidente, questa sera
una serie di risposte. Sono rimasti delusi. Delusi, dall'ordine del
giorno che aveva preparato la Presidenza. Io ho grande rispetto
della Capigruppo, ci mancherebbe, so che spesso la tendenza è
quella di andare a fare quadrato, di fare i lavori d'Aula per dare
un minimo di ordine e di andare all'unanimità delle scelte, però
anche questa decisione che è stata presa di fare questo calendario
- a mio parere -crea uno stato di disagio nella comunità.
Perché veda, Presidente, noi ci siamo lasciati con l'approvazione
di un ordine del giorno, che era quello dell'agricoltura e, come
spesso avviene in questa Assemblea, quello che si discute, si
decide e poi rimane sospeso, non si riprende. Io so che lei difende
la Presidenza e lo scranno importante dell'Aula però, mi permetta,
non lo dico personalmente a lei, ma neanche voglio individuare un
colpevole in senso personale ma, in maniera generale, la percezione
è che invece di avere una Assemblea produttiva, che individua un
problema, dà delle proposte, cerca di dare delle risposte e il
Governo se ne fa carico, noi troviamo un'Assemblea che ha votato e
poi tutto viene lasciato al caso.
Quindi non mi meraviglia quello che è accaduto in queste ore, dico
soltanto che gli agricoltori aspettavano una risposta rispetto ai
problemi della siccità, Presidente, aspettavano prima di sapere se
è vero che c'è questa grande quantità di acqua nel territorio degli
Iblei e, invece, abbiamo letto, per caso, per chi l'ha potuto fare,
che c'era stata una riunione e hanno deciso di non fare una
trivellazione, perché dicono che l'acqua è troppo profonda e che
sarebbe non utilizzabile.
Ma se non è stata trivellata, Presidente, chi stabilisce? E poi
c'era stata un'indicazione dell'Assemblea, precisa, vogliamo sapere
che cosa c'è veramente. Se un articolo così, che deve creare un
minimo di interesse culturale, scientifico, propagandistico, oppure
se è una cosa vera. Invece nulla, nulla di tutto ciò.
Così come, Presidente, si era parlato di dissalatori. Io ho
sentito un tecnico di Gela, mi diceva - lei frequenta continuamente
visto che la sua provincia, leggo di contatti i suoi continui -
diceva che questo dissalatore, realizzato nel 92, quindi
progettato quando c'era Presidente Rino Nicolosi, questo
dissalatore è stato fatto, ha funzionato, ha dato risposta, poi nel
2012 si è fermato. Mi si dice che con 7 milioni di euro potrebbe
essere riattivato e dare acqua potabile, me lo ha detto un tecnico
- da verificare probabilmente - e dare acqua potabile alla
provincia di Agrigento che, è stato scritto, è la provincia che ha
maggiori difficoltà dal punto di vista idropotabile e alla
provincia di Caltanissetta. E queste risposte chi dovrebbe darle,
il Governo? Sì, ma lo avremmo voluto stasera qua per dire "quello
che voi avete discusso a luglio, a settembre vi stiamo dando una
risposta ". Anche perché abbiamo letto che il Presidente non è
andato in ferie per affrontare questi problemi e quindi ci saremmo
aspettati, non solo dal Presidente ma anche dall'Assessore
all'agricoltura, una presenza dall'Assessore che si occupa di
acqua, una presenza ma una presenza parlante, di chi ci spiega che
cosa è stato deciso.
Così come, Presidente, si era parlato di depuratori, si era detto
"basta una doppia depurazione per utilizzare queste risorse". Nulla
di tutto ciò. Ma era soltanto questo il tema? Se ne sono aggiunti
altri. Veda, Presidente, io ho espresso un minimo di contrarietà
quando abbiamo chiuso i lavori, avete chiuso i lavori dell'Aula a
luglio, e si era detto avremmo discusso anche del regionalismo
differenziato, doveva essere all'ordine del giorno, non c'è stato,
così come non c'è stato stasera. Si dice che ci sarà nei prossimi
giorni.
Ora, vede Presidente, noi abbiamo già fatto una discussione qui in
Aula sul regionalismo differenziato, abbiamo affrontato alcune
questioni, c'era un solo assessore, ora parlamentare europeo,
Falcone, la maggioranza era quasi deserta, c'era forse l'onorevole
Pellegrino, qualche altro, mancavano quasi tutti i componenti della
maggioranza. Quello che ci ha lasciato perplessi è che non si è
votato neanche un documento. Poi abbiamo sentito che il Presidente
dell'Assemblea si era impegnato di andare in una riunione dei
Presidenti e chiedere un intervento sulla insularità, ma qui non
abbiamo avuto risposte. Quindi, quando si parla di questa Assemblea
che discute e non decide, non si dice una cosa sbagliata. Quando si
afferma che alcune procedure sono delle procedure, diciamo così,
abbastanza approssimative, non c'è un atto di accusa nei confronti
degli uffici, ci mancherebbe, ma c'è la individuazione di una
precisa questione politica.
Io mi sono permesso di dire: noi non siamo il dopolavoro Non è
l'azienda ferrovie che ha un'associazione in cui raduna quelli che
sono in pensione o quelli che a Natale si riuniscono per dare i
doni ai bambini.
E' un'Assemblea legislativa, è un Parlamento che avrebbe dovuto
discutere di questi temi.
Così come abbiamo posto alcuni temi importanti.
Sulla sanità, signor Presidente, non è stata l'opposizione a dire
alcune cose. E' stata la maggioranza.
Abbiamo letto alcuni parlamentari dire delle cose non gravi,
gravissime, e il Presidente della Regione lo ha sottolineato.
Ora, sarebbe stato giusto venire qui in Assemblea per dire: bene,
queste cose che abbiamo detto erano il frutto delle emotività,
della rabbia, non si capisce legata a che cosa, oppure della
razionalità. E se sul piano razionale in cui noi abbiamo messo le
questioni, abbiamo detto, visto che tutti vi ritenete insoddisfatti
perché è stato frutto tutto di un baratto, noi vi diciamo
annullateli
Se tutti non siete contenti, se tutti avete qualcosa da dire dalla
Democrazia Cristiana, nominata impropriamente, all'MPA, a Forza
Italia, a Fratelli d'Italia... tutti che dicono che in fondo c'è
stato un baratto interno, ma allora si arrivi alla determinazione
conseguenziale, quella di persone che hanno un minimo di interesse
per la comunità siciliana ed è quella di annullare e di procedere
secondo un criterio che può essere accettato da tutti, lo
accetteremmo anche noi dell'opposizione, quello di dire facciamo
dei criteri e in base a criteri si sceglierà senza fare esami e
senza fare discrezioni.
Anche perché parliamo di dirigenti che hanno una funzione
significativa.
E poi le altre questioni.
Io non sottovaluto il programma che è stato fatto, in modo
particolare la lotta alla droga e quindi al crack, questo micidiale
prodotto che sta creando tanti problemi.
Ma noi avremmo voluto che si aggiungesse anche un dibattito su un
tema che è molto, molto discusso nella nostra comunità, io ho
interloquito tramite la stampa con l'onorevole Pellegrino, perché
c'è stato il segretario nazionale di Forza Italia che ha detto:
bene, si vada avanti su lo ius scholae, cioè di dare la
cittadinanza ai bambini che frequentano le nostre scuole, che
frequentano le elementari, le medie, le superiori e lo si dia al
diciassettesimo anno data, non a due anni.
Io debbo dire l'ho trovata una proposta razionale su cui non
strumentalizzare, perché quando io ho avanzato di fare una proposta
che fosse quella di una legge voto è perché ho detto accompagniamo
questo processo, facciamo sentire il Parlamento siciliano
protagonista in un tema molto avvertito nelle nostre comunità.
E io credo che non saranno sfuggite le indicazioni che sono state
date dalla stampa, alcuni sondaggi che dicono che i cittadini sono
d'accordo, che è improponibile che dei bambini che vivono insieme
uno sia italiano e l'altro non lo sia solo perché ha un genitore
che è venuto fuori dall'Italia.
E concludo, signor Presidente, veda è stato sottolineato che ci
sono aspetti inaccettabili.
Io debbo dire che condivido questo aspetto. La gestione dell'Aula
deve cambiare. Deve cambiare a partire al fatto che chiediamo
maggiore presenza da parte del Presidente dell'Assemblea.
Non c'è una sottovalutazione del Vicepresidente, ci mancherebbe,
ma l'Aula nei momenti particolari come quello di stasera avrebbe
dovuto vedere protagonista il Presidente dell'Assemblea.
Per quel che mi riguarda, io rispetto le cose che mi dice il mio
Capogruppo, ma sia chiaro, sia chiaro, ho visto troppe cose che
vedono un inserimento improprio di forze che cercano di deviare le
decisioni assunte dalla nostra Assemblea e vedo che quello che
viene realizzato spesso viene sospeso, messo da parte, chi sa per
quale intervento che venga dall'esterno oppure perché le cose non
debbono andare.
Le porto un esempio che qualcuno ha sottovalutato: io sono
intervenuto, signor Presidente, e concludo per chiedere un
intervento presso la nostra ambasciata del Venezuela in Italia
perché ci sono i nostri emigrati che hanno vissuto la propria vita
in quel Paese e che si trovano in pericolo rispetto ai problemi
gravi dell'ordine pubblico, della tenuta democratica. Vorrei sapere
se questo documento è arrivato al Ministero degli Esteri, o se è
rimasto carta qui in Assemblea Perché è inaccettabile Io lo
chiedo formalmente, Presidente Voglio sapere se è arrivato
all'ambasciata, perché questo è stato richiesto da me. E potrei
continuare, continuare anche su altre questioni che vedono
impegnata l'Assemblea e che trovano poi una insufficiente azione
che faccia dimostrare che l'Assemblea lavora, legifera va avanti
rispetto ai problemi che vengono posti per dare le risposte ai
siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, collega Burtone. Le vorrei, però, dire il
Presidente dell'Assemblea era presente, oggi pomeriggio, alla
Capigruppo. Ovvio che sulla presenza del Presidente della Regione
l'Assemblea e il Presidente dell'Assemblea fanno richiesta al
Governo della presenza del Presidente della Regione in Aula. Poi è
corretto che, se il Presidente della Regione non risponde ad una
richiesta fatta dalla Presidenza dell'Assemblea, le opposizioni e
le minoranze sottolineano il fatto che il Presidente della Regione
non è presente.
Dopo di che concordo con lei - lei mi ha tirato in causa per
quanto riguarda l'ex dissalatore che era presente a Gela, onorevole
Burtone se mi ascolta...
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Miccichè)
Dico, onorevole Micciché, la politica si prende i suoi tempi.
Quindi è corretto, diciamo, che le risposte vengono date perché è
corretto che chi sta qui ascolti e poi risponda.
Onorevole Burtone, concordo con lei, sul discorso del dissalatore
di Gela che poi è stato dismesso nel 2012, dissalatore che era
funzionante e immetteva acqua all'interno delle condutture per le
province di Agrigento e Caltanissetta. E' stato spento nel 2012.
Non so se effettivamente quell'importo possa essere bastevole per
una riattivazione, però é ovvio, considerando la grossa crisi che
noi stiamo attraversando che è una crisi che penso che continuerà
nel corso dei mesi e probabilmente degli anni, che ci sia una task
force da parte del Governo che possa riattivare, quanto meno nei
luoghi strategici dove già le condutture sono presenti, impianti di
questo tipo.
Onorevoli colleghi, io ho iscritti a parlare, e poi termino con le
iscrizioni, non iscrivo più ulteriori colleghi, gli onorevoli
Campo, Giambona, Spada, Gilistro, Cambiano e l'onorevole Micciché,
perché mi aveva chiesto nuovamente di intervenire.
Prego, onorevole Campo. Ha facoltà di intervenire. Poi l'onorevole
Micciché.
CAMPO. Signor Presidente, intervengo ai sensi dell'ex articolo 83
per ricordare che a gennaio questo Parlamento aveva approvato
all'unanimità una legge, con l'articolo 10, che voleva stabilizzare
tutti i precari ASU. Fu un grande lavoro di tutti i parlamentari e
fu annunciato, a gran voce, dal Presidente Schifani. Mi va di
ricordare anche le parole che furono scritte. Qua io ho stampato
anche alcuni comunicati stampa dell'epoca.
"Nel mio programma di governo era provvisto previsto lo stop al
precariato e stiamo mantenendo l'impegno". E la stessa assessore al
lavoro, Nuccia Albano, dichiara in contemporanea "La
stabilizzazione dei lavoratori ASU adesso è realtà".
Quindi questi lavoratori, che sono stati utilizzati - sono circa
duecentocinquanta - negli anni nel comparto dei beni culturali,
finalmente dovevano finire il loro precariato. Ricordo che è dal
2014 che lavorano all'interno dei beni culturali per essere
stabilizzati, secondo una norma di legge approvata da questo
Parlamento.
Nel frattempo, Presidente, succedono delle cose incredibili e
proprio in questo mese di agosto, il 6 agosto in occasione di un
sit-in, sotto il palazzo della Presidenza del Governo, è lo stesso
Governo che fa inversione di marcia e dice che non si possono
stabilizzare tutti questi lavoratori.
Al che, il Presidente della Prima Commissione propone di far
transitare questi lavoratori con una nuova norma di legge
all'interno di SAIS, una partecipata della Regione siciliana.
Ora io qua, Presidente, ho stampato dei dati che sono anche frutto
di un grande lavoro del nostro collega Luigi Sunseri di tutte le
partecipate in liquidazione di questa Regione: abbiamo 163
partecipate, ben otto società sono in liquidazione e i trentasette
enti pubblici vigilati da questa Regione sono in liquidazione. Lo
stesso Presidente Schifani, in questi giorni, ha dichiarato di
voler liquidare la società Interporti che è una partecipata che è
in attivo, non è neanche in passivo.
Quindi, io dico, ma che valore ha questa proposta di questa
maggioranza del Governo e della Prima Commissione di prendere
questi lavoratori e farli transitare in una società partecipata
quando sappiamo che le partecipate di questa Regione fanno una
brutta fine perché vengono liquidate, molte volte senza motivo,
hanno una brutta fama, sono considerate spesso dei veri e propri
carrozzoni, dei parcheggi della politica. Allora, non mi sembra
rispettoso nei confronti di queste persone che, fra l'altro ci
tengo a ricordarlo a tutti, sono quelle stesse persone che hanno
permesso in questa stagione estiva e in questi lunghi quattordici
anni di tenere aperti i siti culturali, si figuri Presidente, che
noi a Ragusa abbiamo un museo archeologico regionale dove c'è un
solo dipendente regionale, gli altri sono lavoratori Asu, se non ci
fossero loro questo dipendente non potrebbe neanche assentarsi un
minuto per le esigenze fisiologiche primarie, quindi, noi dobbiamo
agli Asu la riconoscenza di aver mantenuto vivi e aperti i nostri
siti culturali.
E' sempre notizia di oggi, leggo che il Presidente Schifani e
l'assessore Scarpinato hanno avuto la bellissima idea di mettere in
rete i nostri parchi archeologici, di fare il biglietto unico e
allora dov'è l'interesse per i siti archeologici, per i nostri beni
culturali se non sia ha un minimo di cura e di rispetto del
personale?
Allora, quello che chiediamo, Presidente, è che venga applicata
una norma che è stata votata da questo Parlamento, per rispetto di
questo Parlamento stesso, una norma che anche se non c'è la
capacità assunzionale di poterli reclutare tutti duecentoquaranta
in una stessa volta, venga fatto a scaglioni ma si rispettino i
lavoratori e non si prendano in giro con questa assurdità di farli
transitare in una partecipata che, probabilmente, fra qualche anno
verrà posta in liquidazione, mettendo letteralmente i nostri
lavoratori fuori dalla porta
Mi sembra veramente una cosa indegna e irrispettosa
Io la ringrazio, Presidente, mi dispiace che non c'è nessun
componente della Giunta ma spero che questo accorato appello possa
arrivare al Presidente della Regione. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha
facoltà.
MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo,
in realtà avrei voluto essere un po' più completo ma sarò
brevissimo per rispondere alla sua richiesta.
Il Comitato "Esistono i Diritti" a Palermo, presieduto da Gaetano
D'Amico che è un vecchissimo radicale, una persona di grande
livello, secondo me, e di cui io faccio parte, ha deciso di aderire
alla proposta, quindi, alla protesta che è stata fatta
dall'Associazione romana di un giorno di digiuno a persona per
sollecitare in qualche maniera i nostri governanti a mettere la
testa sul problema del sovraffollamento delle carceri.
Ora io credo che è inutile dire che la coscienza di tutti noi ci
dice che è una cosa fin troppo ovvia e fin troppo giusta da fare ma
che vada fatta qualche riflessione: la prima è stiamo attenti a non
immaginare che le carceri siano un problema perché le carceri sono
una soluzione, non un problema, nel senso che chi delinque, se non
esistessero le carceri, non si saprebbe che pena dare, per cui di
fronte alla delinquenza non c'è dubbio che le carceri sono
fondamentali.
Perché oggi le carceri sono passate da essere una soluzione ad
essere un problema?
Perché sono gestite in maniera pazzesca, al di là - mi permetto di
dire - del sovraffollamento perché per il sovraffollamento si
potrebbe immaginare di costruirne altre, ma io non credo che il
problema del carcerato oggi sia quello di avere due metri in più o
tre metri in più disponibili nella sua cella, perché i carcerati
non si suicidano perché hanno due metri in meno, si suicidano
perché vengono trattati come esseri diversi, perché vengono
annientati mentalmente.
Scusatemi, potreste uscire un attimo, onorevole Catanzaro nel
silenzio la tua voce è più forte della mia, se ti puoi spostare un
attimo, ti ringrazio, sei un amico.
Dicevo, oggi quello che manca nelle carceri italiane è il rapporto
tra il
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore, in Aula la voce
rimbomba.
MICCICHÈ. E' un discorso difficile ed anche importante - credo -
che faresti bene ad ascoltare da capogruppo del PD piuttosto che a
parlarci di sopra.
Il problema delle carceri in Italia nasce da tutti i partiti,
anche dal tuo, anche dal mio e da tutti quelli che io ho
frequentato nelle varie Assemblee nazionali e regionali.
Il problema delle carceri è un problema strutturale ma è anche un
problema mentale.
Non si può pensare che le carceri italiane siano affidate al
singolo direttore che, se è un illuminato, i carcerati stanno bene
- bene non si può dire - ma insomma stanno in maniera dignitosa
perché quel direttore crea loro la possibilità di vivere in qualche
maniera, gli insegna qualcosa, li fa leggere, li fa studiare, li fa
in qualche maniera occupare.
Sapete che significa stare 24 ore al giorno senza fare niente?
Quando mi capita, per quelle poche ore il giorno che mi capita,
impazzisco Figuratevi queste persone
Allora, credo che siccome la pena la devono espiare ma la pena è
già il fatto di stare chiusi in una cella, la pena è già il fatto
di non vedere i propri parenti, i propri amici, il fatto di non
avere rapporti corporei, la pena è già insita nello stare là
dentro, ma perché esagerarla? Perché aumentarla? Perché mortificare
quotidianamente con azioni che sono quasi sempre gratuite?
Quello che io chiedo è un impegno a tutti, proprio veramente un
impegno di tutti, a far sì che si possa fare una norma che non dica
quanti metri quadri siano necessari per tenere un carcerato ma che
crei dei criteri diversi per la nomina dei direttori, che crei
delle situazioni per cui un esperto della psiche possa stare sempre
là dentro con cui potere parlare, perché ci possano essere, non il
prete, ma i preti - se è necessario - comunque le persone che
possano ascoltarli.
Quest'anno ci sono stati quasi 70 suicidi, è evidente che il
suicidio è un atto estremo a cui si arriva soltanto se si è
disperati.
Tanti carcerati sono disperati per il solo fatto di essere in
carcere - per carità - tanti carcerati potrebbero non essere in
carcere, ma questo dipende da tutt'altro ragionamento, da
tutt'altro tipo di legge, ma per quelli che sono là, l'invito che
io faccio a tutti è realmente quello di considerare queste persone
delle persone e di non considerarle animali.
Oggi, credetemi, mi viene brutto dirlo ma c'è più attenzione nel
nostro Paese alla vita delle galline in gabbia, che ci lamentiamo
che sono troppo strette in quella gabbia e si trova la soluzione
allevandole a terra.
Ma con i carcerati? Questo tipo di mortificazione quotidiana che
questi soggetti hanno, stando là dentro, si può provare in qualche
maniera a lenirla e a non esagerarla?
Questo è il motivo per cui aderisco volentieri a questa staffetta
dello sciopero del digiuno che stiamo facendo in tanti, ringrazio
il Comitato "Esistono i diritti", il suo Presidente e tutti gli
altri partecipanti a questo Comitato, sono qui a Palermo
tantissimi, ringrazio anche di avermelo fatto conoscere, ringrazio
Gaetano D'Amico di avermelo fatto conoscere e avermi dato la
possibilità di partecipare perché credo che sia certamente per me
un arricchimento.
PRESIDENTE. Ringrazio anch'io il Comitato di cui anche io, assieme
all'onorevole Micciché e ad altri colleghi deputati dell'Assemblea
- siamo in molti - facciamo parte perché comunque promuovono
veramente delle situazioni e dei temi importanti per i cittadini.
E' iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà. A
seguire gli onorevoli Gilistro, Spada e Cambiano.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi non era
previsto un mio intervento, però nel corso della seduta ci sono
stati fatti ed atti che in un certo qual modo rendono
indispensabile fare alcune puntualizzazioni.
Ritengo che un primo fatto grave, onorevoli colleghi, sta in
quello che noi oggi stiamo guardando, non so se da casa riescono a
vedere quella che è una desolazione, in questo momento non solo non
c'è il Presidente della Regione siciliana qui tra noi che ormai non
dibatte più con il Parlamento siciliano da tempo immemore, ma non
c'è nessuno del Governo. Credo che questo sia qualcosa di
assolutamente inqualificabile ed è inqualificabile che ciò avvenga
nella prima seduta dopo la ripresa della pausa estiva ed è
inqualificabile dal punto di vista degli atti perché avremmo dovuto
oggi parlare delle emergenze della nostra Sicilia.
Abbiamo chiuso parlando della mozione della siccità, dei problemi
dell'agricoltura, del tema della sanità, oggi la cosa che è
assolutamente grave e sconcertante è che all'ordine del giorno la
discussione avrebbe dovuto prevedere la reintroduzione di posti di
sottogoverno con le province o prevedere ancora i rimborsi per i
consiglieri provinciali. Questa non è una risposta rispetto a
quelle che sono le esigenze che si aspettano i nostri regionali.
Un'estate che è stata assolutamente stucchevole rispetto a quello
che è il dibattito politico, l'unico argomento affrontato è stato
quello delle poltrone, anche lì il tema delle poltrone della
sanità.
Voglio andare proprio su questo punto, prendendo appunto spunto
rispetto a quello che è successo negli interventi che mi hanno
preceduto perché quello che sta accadendo nel mondo della sanità,
checché ne dica il nostro Presidente della Regione, è tutta una sua
responsabilità e noi l'abbiamo detto a chiare lettere. Faccio parte
della Prima Commissione Affari istituzionali , e quando abbiamo
lavorato per settimane sulla valutazione dei curricula e dei
manager, siamo andati a ritroso anche sulle dichiarazioni del
Presidente della Regione Schifani, il quale a un certo punto ebbe a
dire che vi sarebbe stata una discontinuità ovvero che sarebbe
stato confermato solamente chi aveva lavorato bene.
E allora guardate, onorevoli colleghi, su diciotto caselle a
livello regionale da riempire ben dodici fondamentalmente sono
state conferme o promozioni da direttori sanitari a direttori
generali. Allora delle due l'una: o il Presidente ha mentito, ha
dichiarato qualcosa che in effetti non intendeva raggiungere o
evidentemente riteneva che la sanità siciliana vada bene
Evidentemente non è così e allora ci sono dei nodi al pettine che
non si riescono a risolvere, dei nodi al pettine che evidentemente
si riscontrano anche in quelli che sono oramai le interlocuzioni
tra i partiti di maggioranza che sul tema della sanità vanno a
discutere non tanto andando ad interpellare direttamente
l'assessore della maggioranza stessa ma presentando una
interrogazione parlamentare.
Noi nella Prima Commissione, quando abbiamo discusso delle nomine,
abbiamo rappresentato che vi erano delle enormi anomalie e in
quell'occasione e abbiamo pure chiesto che venissero trasmessi gli
atti per le opportune valutazioni a quelle che sono le sedi
competenti ma gli ulteriori elementi che emergono oggi ci fanno
ulteriormente riflettere rispetto a quello che è un sistema che
purtroppo è un sistema che è complessivamente da rivedere ed è da
rivedere anche quello che è l'approccio politico di chi ci governa,
che vuole adesso scaricare quelli che sono i risultati della
gestione del sistema sanitario regionale sui direttori generali,
non avendo consapevolezza ma lo sappiamo tutti che lui è stato il
primo artefice del sistema, di come sono state riempite le caselle
di ruoli di responsabilità a livello apicale.
E allora, io rinnovo in maniera ferma, in maniera esplicita, a lei
Presidente dell'Assemblea e a tutti i colleghi, le esigenze che ha
rappresentato il nostro Capogruppo, Michele Catanzaro, noi non
possiamo che dare risposte rispetto a quelle che sono le emergenze
che ci chiedono i siciliani di affrontare, non possiamo parlare di
poltrone, non possiamo parlare di indennità ma dobbiamo parlare di
aspetti concreti che riguardano il nostro quotidiano.
Allora l'esigenza è che il Presidente della Regione debba venire
qui in Aula a riferire fatti e antefatti e quello che sta
succedendo e le prospettive sulla questione della gestione della
sanità in Sicilia.
Io credo che questo sia doveroso, che lo si faccia nel più breve
tempo possibile affinché si dia chiarezza assoluta su questo
balletto che ormai da settimane seguiamo nei giornali e che oggi
abbiamo avuto un'ulteriore riprova. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà. Poi l'onorevole Spada e infine l'onorevole Cambiano.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sento
costretto oggi a intervenire in Aula perché mi sono arrivate delle
segnalazioni da parte di genitori, da parte di insegnanti, su
questa impropria apertura anticipata delle scuole.
Presidente, noi abbiamo in estate salvaguardato la salute degli
operai, abbiamo permesso agli operai di non operare, di non
lavorare durante le ore più calde, ma io ricordo che ai tempi miei
andavamo a scuola a settembre, già 30, 40, 50 anni fa andavamo a
scuola il 25 settembre, il 23 settembre, il 20 settembre chi si
ricorda, cioè anticipare Presidente questa apertura delle scuole in
Sicilia il 9 di settembre per me, come pediatra, come politico, è
immorale
E' una cattiveria che stiamo facendo ai nostri ragazzi;
umanamente, parlo umanamente, è una cattiveria, perché queste
temperature estreme, siamo nel momento in cui le temperature stanno
raggiungendo una umidità, temperature estreme le chiamiamo, ogni
mese che stiamo attraversando è il mese più caldo di sempre.
Allora, Presidente, ho scoperto da parte dell'Assessore Turano che
soltanto il sei per cento delle scuole ha nelle proprie strutture
climatizzazione, allora vogliamo parlare di infrastrutture,
Presidente? Vogliamo parlare di che cosa vogliamo fare per i
ragazzi? Oppure i ragazzi non sono persone umane, oppure i ragazzi
sono animali? Di che cosa stiamo parlando, cioè con le temperature
a cui assistiamo ogni anno ancora abbiamo solo il sei per cento di
scuole attrezzate da climatizzazione.
Perché dico questo Presidente e colleghi? Noi abbiamo delle
risorse per poter rendere efficienti le nostre scuole, però non
esistono nelle scuole persone o tecnici competenti per dare loro
una mano a portare risorse per fotovoltaico e climatizzazione, che
poi può servire anche in inverno, perché ricordo che le pompe di
calore possono servire in estate come climatizzazione e come freddo
ma possono in inverno riscaldare le aule.
Quindi, caro Presidente, possiamo sollecitare questo Governo a
fare qualcosa affinché metta a disposizione delle scuole un team di
tecnici che possa permettere e favorire la costruzione di progetti
per ottenere dei fondi alle scuole, per renderle climaticamente
efficienti?
Questa è la prima cosa a cui tengo. Fra le altre cose dal freddo,
colleghi, ci si può benissimo in parte anche salvaguardare
coprendosi ma dal caldo estremo, da queste temperature estreme e
dall'umidità che ci fa pensare ad un clima che è diventato quasi
thailandese, quasi tropicale, in questo senso.
Tra le altre cose la Sicilia è diventata ormai permanentemente
sotto la bolla africana. Noi sappiamo che esiste, prima c'era come
lo vogliamo chiamare, questo anticiclone che era l'anticiclone
delle Azzorre che portava temperature moderate, oggi abbiamo un
anticiclone che è permanentemente sulla nostra Sicilia, ne abbiamo
conseguenze drammatiche, oltretutto per la siccità e per il
problema idrico, per il problema anche della climatizzazione.
Sappiamo che ormai la Sicilia è sotto la persistenza di un
anticiclone che non è più quello delle Azzorre ma è un anticiclone
africano. Ormai sappiamo che è così e lo sarà per i prossimi anni.
Vogliamo prevedere, Presidente, un team tecnico che aiuti gli
scolari, gli studenti, le scuole ad ottenere praticamente questo
efficientamento? Vogliamo rimandare l'apertura delle scuole come si
è sempre fatto? Io capisco la necessità dei 200 giorni di
mantenimento dell'istruzione, 200 giorni scolastici, va bene, ma
abbiamo fatto sempre da una vita che le scuole in Sicilia potessero
aprire a fine settembre.
Allora, Presidente, io lo chiedo con fermezza assoluta che questo
non debba più accadere nei prossimi anni.
SPADA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, spiace
constatare che anche oggi abbiamo un Governo latitante, un Governo
che non si presenta, un Governo che non tiene conto delle legittime
istanze che i parlamentari, democraticamente eletti dal popolo
siciliano, portano in quest'Aula ed il fatto che stiamo qui
continuamente a parlare di questioni che non hanno nessuna
attinenza con quelli che sono i bisogni e le necessità dei
siciliani ne è la dimostrazione.
E mi voglio riagganciare all'argomento che è stato esposto
poc'anzi per sottolineare l'importanza che la questione posta
dall'onorevole Gilistro oggi, e per come impatta soprattutto nelle
famiglie siciliane. Presidente, possiamo mai pensare di mandare i
nostri figli all'interno di strutture scolastiche che non sono
organizzate e che non sono adeguate per accoglierli rispetto alle
temperature che noi oggi stiamo vivendo in questa regione? Possiamo
mai pensare di lasciare i nostri figli all'interno di strutture
scolastiche che non superano le prove antisismiche? Che non hanno
la certificazione antisismica? Che stanno cadendo? Che in inverno
non hanno gli infissi adeguati per proteggerli dal freddo e che in
estate, invece, sono costretti a morire di caldo? Questa è la
dimensione della nostra Regione. Questa è la dimensione con cui ci
occupiamo delle famiglie siciliane.
E allora, Presidente, noi abbiamo due strumenti per poter tutelare
l'onorabilità dei parlamentari eletti in quest'Aula. Uno di questi
è l'applicazione del regolamento d'Aula che impone a questi
parlamentari ma, soprattutto, al Governo, di rispondere alle
interrogazioni che vengono fatte ma, soprattutto, che impone di
dare seguito agli ordini del giorno che approviamo in quest'Aula
Cosa che viene continuamente disattesa dal Governo - e lo diceva
prima l'onorevole Burtone - noi abbiamo approvato un ordine del
giorno che interessava le Misericordie della nostra Regione, in cui
invitavamo il Governo regionale a mettersi in contatto con il
Ministero, per vedere di fare rientrare le Misericordie che sono
state escluse dall'ultimo bando che consentiva loro di fare quelle
piccole assunzioni con il Servizio civile, che purtroppo oggi non
hanno più a disposizione.
E allo stesso modo abbiamo approvato un ordine del giorno per
consentire al Comune di Militello in Val di Catania di potere
acquisire un bene del Comune, che era gestito dal Comune e che
invece è stato ceduto ad un'associazione privata, senza tenere
conto dell'ordine del giorno approvato in quest'Aula, facendo
venire meno il nostro ruolo
E allora, Presidente, se dobbiamo continuare questo teatrino,
questa manfrina per cui gli ordini del giorno non valgono niente,
le interrogazioni non hanno seguito, dimettiamoci Andiamo tutti a
casa Perché diversamente non ha senso venire qui e prendersi lo
stipendio per non fare nulla, per non dare risposte all'esterno e
per proporre temi che non hanno - ripeto - attinenza con quelle che
sono le esigenze del popolo siciliano. Lei mi potrebbe rispondere:
onorevole Spada, se lei ci tiene così tanto, può iniziare lei
dimettendosi.
Io quello che le voglio dire, Presidente, e la mia non è una
provocazione, la mia è la manifestazione di un sentimento di
disagio che si vive e che si percepisce all'interno di quest'Aula e
tra i nostri colleghi. Quindi, o riusciamo a dare un cambio di
passo ai lavori di quest'Aula, facendo prevalere il ruolo
istituzionale dei parlamentari, gli onorevoli - perché noi avendo
lo Statuto speciale siamo parlamentari, deputati, onorevoli della
Regione siciliana - quindi o riusciamo a far valere questa
prerogativa anche all'esterno di questo Palazzo, o altrimenti non
avremmo risolto non solo i problemi atavici che ci portiamo dietro
da diversi anni all'interno di questa Regione, ma non riusciremo a
dare le risposte basilari minime che ci chiedono quotidianamente i
nostri concittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada, io le ricordo ulteriormente
che alle prerogative che lei ha detto, che comunque noi
parlamentari abbiamo la forza anche di portare avanti i disegni di
legge. Perché lei sa benissimo che comunque le Commissioni hanno
disegni di legge che portano avanti e possono arrivare benissimo in
Aula. Quindi comunque, ribadisco, alle prerogative che lei ha
detto, noi abbiamo ulteriori prerogative per portare avanti, come
dire, atti che possono essere concreti nei confronti dei Siciliani
e anche del Governo, perché è ovvio che se ci fosse un disegno di
legge incardinato e se si dovesse votare, probabilmente, il Governo
tutto, compresi il Presidente e gli Assessori, potrebbero benissimo
essere presenti.
È iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha facoltà.
CAMBIANO. Grazie, Presidente. Oggi, al rientro, avremmo dovuto
occuparci di problemi che attanagliano questa terra e i Siciliani.
E invece abbiamo per ore discusso di quasi faide politiche interne
alla maggioranza, rispetto a interrogazioni - prerogativa di ogni
parlamentare - da parte di deputati di maggioranza su un tema
scottante, che insieme a tante altre tematiche, devo dire, non vede
un'azione forte e decisa da parte di questo Governo: il tema della
sanità. Perché i Siciliani si sono fatti una strana idea della
politica, purtroppo, e si allontanano sempre di più dalla politica,
perché il messaggio che passa all'esterno è quello di lotte
intestine per il potere.
Mi dispiace utilizzare questi termini forti, però è stato proprio
il Presidente della Regione a parlare di un sistema "incancrenito"
a parlare, facendo affermazioni gravi, dicendo che non si farà
"tirare per la giacca" da nessuno della sua maggioranza politica.
Sono stato all'Asp di Agrigento qualche giorno fa per chiedere
l'acquisto di un ecografo a Licata, a Sciacca, perché mancano gli
ecografi di poche decine di migliaia di euro, circa 25 mila euro, e
vede, mentre nei poliambulatori - mentre i medici in prima linea,
gli operatori sanitari fanno enormi sacrifici per rendere un
servizio, la politica anziché facilitare il loro percorso, anziché
essere a sostegno e a supporto di questi che sono "eroi" per ciò
che fanno, si ritrova a discutere di nomine e di spartizione di
potere
E' inutile che ci giriamo attorno è una spartizione di potere,
perché nella sanità si gestisce e si esercita il potere, salvo poi
però assistere alle dichiarazioni sulla stampa del Presidente che
stoppa una norma che va in favore degli enti locali, di quei
sindaci, di quegli amministratori che giornalmente non hanno
strumenti per dare risposte ai cittadini e che da anni chiedono per
il tramite delle associazioni che li rappresentano, compreso ANCI,
un sostegno ed un supporto concreto sull'aumento delle somme da
trasferire agli enti locali stessi, sulla possibilità, laddove ci
sono le condizioni, anche ad invarianza di spesa, di avere un
rappresentante nelle giunte comunali in più che molto spesso si
sostituiscono ai dirigenti e ai funzionari per le situazioni in cui
sono i comuni Abbiamo assistito alle dichiarazioni: "no a
poltrone; basta poltronifici " Trecentonovantuno poltrone. La
politica vuole aumentare le poltrone, lo dico con coraggio e non mi
vergogno perché sono stato amministratore. Quelle sono poltrone che
scottano, quelle sono poltrone a cui il cittadino si rivolge per
trovare risposte alle enormi esigenze che hanno i territori, però
poi incrementiamo e alimentiamo la spartizione del potere nella
sanità, ed io oggi mi sarei aspettato risposte dal Governo
regionale sul tema della sanità, sul tema dell'acqua,
dell'emergenza idrica, perché non è che qualche millimetro di
pioggia ci ha fatto dimenticare un'emergenza e ce ne pone dinanzi a
noi altre, come quella degli allagamenti, della fragilità del
nostro territorio, dell'erosione costiera, perché rincorriamo
sempre l'emergenza Mentre sull'emergenza idropotabile ce lo siamo
scordati, nonostante turni di erogazione sfiorano sempre i venti
giorni E mentre il Presidente aveva dato l'okay ad esplorare la
fattibilità per la realizzazione di un dissalatore a Licata,
l'assessore Di Mauro è intervenuto con un'intervista su una testata
locale stoppando l'iniziativa, dicendo che non si può fare un
dissalatore in ogni comune della Regione, come se ogni comune ha la
possibilità di approvvigionarsi all'acqua del mare
Licata era stata presa in considerazione perché ha delle
condizioni logistiche differenti rispetto agli altri comuni. E,
quindi, aspetteremo dissalatori probabilmente di Trapani, Porto
Empedocle e Gela fra ventiquattro mesi con i fondi FSC Sviluppo e
Coesione
Abbiamo sempre dato la nostra collaborazione nel nostro ruolo,
anche come gruppo del Movimento Cinque Stelle e, Presidente Di
Paola, lei è testimone di una norma voluta fortemente dal
sottoscritto e da lei, sostenuta dal Gruppo e dall'Aula che
introduceva le royalties per i comuni di Butera, Gela e Licata per
l'estrazione di gas in mare. Ecco, senza alcuna concertazione,
senza alcun dialogo con i territori, apprendiamo da notizie di
stampa e da sodali politici dell'assessore Di Mauro che è stato
fatto il decreto per l'assegnazione di queste risorse, senza
sentire gli operatori locali, senza sentire le marinerie che
soffrono, principalmente, questo progetto calato dall'alto per
l'estrazione di gas in mare che servirà l'intera Nazione. Ecco, è
un Governo che sembra che non ascolti nessuno e sia concentrato
solo sulla gestione del potere, speriamo che si ravveda e speriamo
che questo dibattito parlamentare induca a una riflessione il
Presidente e il Governo regionale.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano.
Non me ne voglia l'onorevole Saverino ma ho chiuso le
registrazioni a parlare. So che sicuramente il suo intervento era
rivolto a qualche disegno di legge che le sta a cuore, a prima
firma, che deve essere, diciamo, esitato quanto prima possibile in
Commissione e in Aula.
SAVERINO. Per i pareri. I pareri sono fermi
PRESIDENTE. Per i pareri. Sarà mia cura, poi, alla prossima Aula,
eventualmente, darle la parola.
Con questo, colleghi, vi comunico che la seduta è rinviata a
domani, mercoledì 11 settembre 2024, alle ore 15.00, con all'ordine
del giorno la relazione sul DEFR.
La seduta è tolta alle ore 18.41 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
129a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 11 settembre 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA REGIONALE
(DEFR) PER GLI ANNI 2025 - 2027.
Relatore: on. Daidone
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
1) Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 (n. 738
Stralcio I/A) (Seguito)
Relatore: On. Abbate
2) Disposizioni in materia di urbanistica (n. 499/A Stralcio
I/A)
Relatore: On. Carta
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
SEGUE ALLEGATO A