Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 130 di martedì 17 settembre 2024
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Di Paola

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15:29

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Giuffrida e Leanza.
   Comunico  che  l'onorevole  Chinnici ha  chiesto  congedo  dal  17
  settembre al 18 settembre 2024.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di decreto di nomina componente di Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  che con decreto n.  833  dell'11  settembre
  2024,  l'onorevole Giorgio Assenza è nominato componente  della  II
  Commissione   legislativa  permanente  'Bilancio'  in  sostituzione
  dell'onorevole Giuseppe Sebastiano Catania dichiarato  ineleggibile
  alla carica di deputato regionale.

   Avverto che le comunicazioni di rito, di cui all'articolo  83  del
  Regolamento interno dell'Assemblea, saranno riportate nell'allegato
  A al resoconto dell'odierna seduta.

   regionale (DEFR) per gli anni 2025 - 2027

     Seguito della discussione del Documento di economia e finanza
                           regionale (DEFR)
                       per gli anni 2025 - 2027.

   PRESIDENTE.  Si  passa al punto II dell'ordine del giorno  recante
  "Seguito  della  discussione del Documento di  economia  e  finanza
  regionale (DEFR) per gli anni 2025 - 2027".

   Dò   la  parola  all'Assessore  per  l'economia  per  svolgere  la
  relazione sul DEFR.

   DAGNINO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, in  sintesi
  le  notizie  che  emergono  dal Documento  di  economia  e  finanza
  regionale  per  gli  anni  2025 2027 sono ampiamente  positive,  lo
  voglio dire subito come premessa del ragionamento e adesso darò nel
  dettaglio i dati.
   È  importante sottolineare che si tratta di dati ufficiali, quelli
  che leggiamo sono dati ufficiali, quindi non è come dire propaganda
  del  Governo,  sono informazioni che risultano dagli studi  redatti
  dall'Istat  e poi naturalmente l'attività del Governo è  quella  di
  determinare il Pil programmatico come effetto migliorativo rispetto
  al Pil tendenziale che risulta dalle indagini statistiche.
   Quindi il Documento di economia e finanza, sostanzialmente il  suo
  contenuto essenziale, è proiettare, determinare il Pil tendenziale,
  i  dati  tendenziali,  il  Pil  è  il  più  importante  di  quelli,
  naturalmente,   significa  il  dato  a  legislazione   vigente,   e
  determinare il Pil programmatico che dovrebbe ottenersi per effetto
  dell'attuazione delle politiche governative.
   Quindi,  questo in sintesi è il contenuto essenziale del Documento
  di  economia  e  finanza, oltre naturalmente poi  a  descrivere  le
  politiche che il Governo intende realizzare.
   Allora   partiamo  dai  dati  che  sono,  credo,  l'elemento   più
  importante perché sono elementi obiettivi.
   Possiamo  dire  che  la  Sicilia registra e  consolida  una  netta
  inversione di tendenza rispetto al passato, e addirittura in alcuni
  ambiti, la Sicilia ha una performance persino superiore alla  media
  dello Stato, sono fatti, credo, molto significativi.
   Nel  Documento di economia e finanza regionale in discussione,  si
  fa  riferimento a una stima del tendenziale, quindi a  legislazione
  vigente, formulata dallo Svimez per l'anno 2023 (ancora il  2023  è
  il  consuntivo Istat che il dato che noi poi utilizziamo come  dato
  effettivo  e  che verrà poi contemplato nella Nota di aggiornamento
  del  Documento  di economia, quel documento a cui lavoreremo  nelle
  prossime  settimane) ci dà un dato dell'aumento di un  aumento  del
  Pil del 2,2%.
   Quindi,  secondo  lo Svimez, la Sicilia nel 2023 è  cresciuta  del
  2,2%.
   Onde  evitare  rischi di eccesso di ottimismo, ad  ogni  modo  nel
  Documento  di finanza voi trovate un'assunzione molto più  prudente
  di  quella formulata dallo Svimez, quindi noi abbiamo formulato una
  ipotesi di andamento tendenziale, quindi a legislazione vigente del
  Pil,  0,9%  in aumento, ripeto, contro una stima dello  Svimez  del
  2,2%.
   Consideriamo che la media del Mezzogiorno è stimata nello 0,7  per
  cento.  Quindi secondo lo Svimez noi cresciamo il 2,2 a  fronte  di
  una  media del Mezzogiorno dello 0,7 e comunque - ribadisco  -  che
  per  prudenza si è assunto un dato invece molto più basso del  mero
  0,9 per cento.
   La media nazionale è determinata in misura pari all'1 per cento.
   Si  prevede che l'Italia nel suo complesso nel 2023 sia cresciuta,
  si stima che sia cresciuta dell'1 per cento a fronte di uno 0,9 che
  è  la stima - parliamo di 2023 perché il dato finale del 2023 non è
  ancora  stato  pubblicato dall'Istat, si  attende  a  settimane  la
  pubblicazione del dato dell'Istat.
   Andiamo avanti.
   Il  Pil  è il dato naturalmente più rilevante perché è la  sintesi
  maggiore.
   La  spesa  per le famiglie. Qua parliamo di dati invece registrati
  quindi  già  rilevati dall'Istat per il 2023,  ci  dice  che  si  è
  notevolmente  ridotto,  in  relazione  all'indicatore  spesa  delle
  famiglie, il divario tra Nord e Sud.
   Per  dare  un'evidenza quantitativa nel 2014 il gap tra  la  spesa
  delle  famiglie  del  Nord, il Nord Est che  era  la  porzione  del
  territorio  dove la spesa era più elevata - quindi il dato  estremo
  in termini positivi - e il Sud, in particolare le isole, era di 963
  euro.
   Le  famiglie  delle isole italiane spendevano  963  euro  in  meno
  rispetto alle famiglie del Nord Est.
   Nel  2023, quindi, dieci anni dopo il gap si è ridotto da 963 euro
  a  773  euro, quindi il 26 per cento in meno contro il 34 per cento
  in meno di dieci anni fa.
   Vuol dire che, sebbene ci sia ancora molto gap da recuperare, però
  ridotto  questo gap dal 34 al 26 per cento, una notevole  riduzione
  in dieci anni.
   Un  altro  dato molto importante davvero significativo è  l'indice
  cosiddetto  di deprivazione materiale e sociale cioè  l'indice  che
  identifica  la percentuale di famiglie estremamente povere,  quindi
  non  quelle  sulla soglia di povertà ma quelle che hanno  un  grave
  stato di povertà.
   Il  dato nazionale è 4,7 per cento, in Sicilia nel 2023 il dato  è
  5,2 per cento quindi soltanto mezzo punto percentuale rispetto alla
  media nazionale.
   Ma  quello  che  è  più importante è la tendenza perché  nel  2022
  questo numero era 6,1 quindi in un solo anno il Governo regionale è
  riuscito a far ridurre l'indice di deprivazione sociale dal 6,1  al
  5,1 - addirittura un punto percentuale in meno su sei -, moltissimo
  naturalmente
   Un  altro  dato  molto significativo - devo dire la  verità  anche
  forse per certi versi sorprendente rispetto al sentire comune  -  è
  che  l'indicatore  acquisto  di autoveicoli  immatricolati,  quindi
  nuovi  veicoli immatricolati che certamente è un dato significativo
  per  descrivere la capacità di spesa degli individui e  addirittura
  nel  primo  quadrimestre  del  2024,  questo  è  un  dato  recente,
  aggiornato, in Sicilia abbiamo registrato un +11,7 di acquisto,  di
  immatricolazione di autoveicoli nuovi a fronte di un dato nazionale
  del 7 per cento.
   In   Sicilia   dunque  si  sono  acquistati  quasi  cinque   punti
  percentuale  in più di veicoli nuovi rispetto alla media  italiana.
  Questo    a   confermare   un   andamento   estremamente   positivo
  dell'economia.
   Altro  dato  che  ci sembra importante far valere,  come  dato  da
  evidenziare,  il  2022  è  stato  un  anno  di  boom  nel   settore
  immobiliare  -  parliamo di compravendite immobiliari  -  la  media
  italiana  di  compravendita nel 2022 è  stata  +30  per  cento,  in
  Sicilia  +37,5.  Siamo sette punti percentuali e  mezzo  più  della
  media nazionale in Sicilia.
   Il  2023, invece, ha registrato un'inversione di tendenza per  cui
  addirittura quel +30 del 2022 a livello nazionale è diventata -9,5,
  addirittura  40 per cento in meno in un crollo delle  compravendite
  immobiliari, in Sicilia si è attutito notevolmente per cui  abbiamo
  avuto  un  -2,7 a fronte - ripeto - di -9,5 della media  nazionale.
  Anche questo dato estremamente significativo
   Altro  dato  che  credo sia utile riportare è  quello  del  valore
  dell'export.  Nel  2023 la Sicilia ha avuto un aumento  dell'export
  del  9  per  cento, quindi anche questo molto, molto significativo,
  con  0,1  in  più  soltanto nell'agro alimentare,  quindi  comunque
  stabile l'agro alimentare.
   Ma  abbiamo picchi come il 12,9 per cento, il 13 per cento, quasi,
  delle  esportazioni dei mobili, mobili d'arredo e, addirittura,  un
  sorprendente  più  133 per cento, quindi quasi due  volte  e  mezzo
  rispetto   all'anno  scorso,  nel  settore  delle   apparecchiature
  elettriche.
   Questo  dato  credo che non sia ricadente nel sentire  comune,  le
  apparecchiature  elettriche,  infatti,  hanno  avuto   un'impennata
  dell'export quasi due volte e mezzo. Il dato che forse  sta  più  a
  cuore di tutti è quello dell'occupazione. Anche sull'occupazione il
  trend favorevole che ho delineato si conferma, perché abbiamo avuto
  un  aumento del 5,5 per cento, pari a 74.000 posti di lavoro in  un
  solo anno, quindi nuovi 74.000 posti di lavoro. Quindi l'incremento
  dell'occupazione in Sicilia è stato del più 5 e mezzo, a fronte  di
  una media nazionale soltanto del 2,1.
   Cresce  l'occupazione in ragione del doppio, anzi oltre il doppio,
  della   media   nazionale   e   nell'occupazione.   Con   un   dato
  particolarmente  significativo nell'industria,  dove  soltanto  nel
  comparto industria abbiamo avuto un incremento dell'occupazione del
  19 per cento in un solo anno.
   Sono  dati  straordinari del Governo regionale, non è naturalmente
  merito di chi vi parla che è arrivato soltanto da poco, ma mi piace
  avere  la possibilità di poter illustrare dati così tanto positivi.
  Nell'industria si registrano, dei 74.000 nuovi posti di lavoro  che
  si  sono  creati,  sono 24.000 in un anno. Si  cresce  in  tutti  i
  settori.  Addirittura  nel  settore  dei  servizi  per  alloggi   e
  ristorazione abbiamo una crescita del 40 per cento.
   La  disoccupazione è ancora elevata, e si è ridotta  di  quasi  un
  punto  percentuale, quindi il dato è positivo, ma  naturalmente  in
  termini   assoluti,  e  ancora  il  16  per  cento  il   tasso   di
  disoccupazione a fronte di una media nazionale del 7,8  per  cento.
  Quindi questo è importante segnalarlo perché, sebbene abbiamo anche
  qua  un'inversione  di tendenza, però è un gap molto  significativo
  ancora   da  colmare.  Quindi  lavorare  per  la  riduzione   della
  disoccupazione - lo sanno tutti - è confermata anche dai dati, deve
  essere  una  priorità,  ed è certamente una  priorità  del  Governo
  Schifani.
   Andiamo  all'altro indicatore di lavori pubblici  2023,  dato  che
  confronta il 2022, abbiamo un più 16,8 per cento di bandi  di  gara
  rispetto  all'anno precedente, in un anno sono cresciuti quasi  del
  17 per cento i bandi di gara, passando da un valore di 3,8 miliardi
  di euro a 5 miliardi di euro in un solo anno i nuovi bandi di gara.
   Ho  quasi  finito di illustrare i dati fondamentali.  È  intuitivo
  questo, credo che sia sotto gli occhi tutti, le presenze turistiche
  si  trovano  in  un  trend positivo: più 11  per  cento  nel  2023,
  rispetto  al 2022, per un totale di 16 milioni e mezzo di presenze.
  Il  dato ancora più rilevante nell'ambito del turismo è che, mentre
  in passato il turismo era prevalentemente nazionale, nel 2023 circa
  la  metà dei turisti che arrivano in Sicilia sono diventati turisti
  stranieri, quindi la proporzione tra italiani e stranieri  è  circa
  il  50 per cento, con l'elemento rilevante per cui gli stranieri in
  un  solo  anno sono aumentati del 28,6 per cento rispetto  all'anno
  precedente.  Il  turismo  siciliano si sta internazionalizzando,  è
  quindi    una    crescita    che    è    derivata    anche    dalla
  internazionalizzazione.
   Poi,  l'altra  cosa  rilevante è la  spesa  per  lo  sviluppo  che
  riguarda  tutti i vari fondi: PO-FESR, POC, PSC, FSC e  riguardo  a
  questo  aspetto il Documento di Economia e Finanza rileva il  fatto
  che  siamo  nella  chiusura del ciclo, quindi alla  chiusura  della
  spesa,  in  particolare quella 2014-2020, con corrispondente  avvio
  del  nuovo ciclo 2021-2027, poiché nel 2024 chiuderemo la spesa del
  ciclo 2014- 2020 è prevista una forte impennata della spesa.
   Come sappiamo, infatti, alla chiusura del ciclo arriva la resa dei
  conti  sui  valori della spesa, e quindi c'è l'attesa di una  forte
  impennata  della  spesa, appunto, per la chiusura del  ciclo  della
  programmazione  comunitaria  il che  -   qua  posso  arrivare  alle
  conclusioni  -  fa  formulare delle stime  ampiamente  positive  in
  relazione  alle previsioni programmatiche che formula  il  Governo,
  per cui noi avremo un'attesa di crescita a prezzi correnti del 4  e
  mezzo  per  cento che si riduce in programmatico a prezzi costanti,
  tenuto  conto del deflatore dell'economia pari al 2 virgola  6  per
  cento.
   L'andamento in termini assoluti del Pil nominale è quindi  stimato
  per  il ciclo considerato nel Documento di Economia e Finanza 2025-
  2027, in ragione di 112 miliardi di Pil siciliano stimato nel  2025
  che dovrebbe arrivare per effetto delle politiche - sulle quali non
  mi  diffonderò,  perché  il  tempo sarebbe  insufficiente  ma  sono
  redatte nel Documento di Economia e Finanza - a un 121 miliardi  di
  Pil nel 2027.
   Quindi,  in  estrema  sintesi,  dati  assolutamente  positivi  per
  l'economia regionale, il che può anche naturalmente far contare  su
  nuove entrate, su maggiori entrate il cui impatto abbiamo già visto
  con  i  conguagli  Irpef  che  sono stati  concessi,  e  che  hanno
  consentito di eseguire una precedente manovra a cui tutti voi avete
  preso  parte  di variazione di bilancio, che deriva appunto  da  un
  conguaglio Irpef derivante proprio dall'incremento rispetto al dato
  storico, registrato dal Ministero dell'economia e quindi trasferito
  alla  Regione, e un ulteriore conguaglio Irpef che ci consentirà  a
  fine mese di incardinare la manovra di assestamento di bilancio,  e
  che  sarà  l'ultima manovra finanziaria verosimilmente prima  della
  fine  dell'esercizio e quindi poi dell'approvazione della legge  di
  stabilità.
   Credo che il Governo debba, questo è l'intendimento del Presidente
  della  Regione, proseguire sulla linea delle politiche già  avviate
  che  stanno  - certamente i dati lo confermano - e non  può  essere
  solo merito del mercato, ma certamente anche merito delle politiche
  governative,  vista la straordinarietà dei numeri che  ho  poc'anzi
  elencato.  Quindi i dati ci consentono di pensare, di  ritenere  di
  proseguire  nel  solco  delle politiche già  avviate  potenziandole
  ulteriormente  e  destinando sempre più importi  rilevanti  sia  al
  mondo delle imprese che al mondo degli investimenti.
   Tenuto  conto del fatto che dal punto di vista - mi limito a  dire
  questo  -  sotto il profilo della finanza pubblica, è già condiviso
  il  percorso  col  MEF, ed è anche oggetto dell'accordo  ultimo  di
  finanza  pubblica  che  la  Regione siciliana  debba  ulteriormente
  incrementare  la  porzione  di  spesa destinata  agli  investimenti
  pubblici rispetto alla porzione di spesa corrente, tenuto conto del
  fatto che la spesa per investimenti determina innanzitutto la spesa
  pubblica  nel  suo  complesso, un moltiplicatore  Keynesiano,  come
  sappiamo, che ha già dato i suoi risultati, e inoltre determina  un
  effetto  di  accelerazione  degli  investimenti  pubblici,   quindi
  notizie, credo, assolutamente positive.
   Naturalmente  con  la  nota  di  aggiornamento  del  Documento  di
  Economia   e  Finanza  indicheremo  eventuali  ulteriori  politiche
  correttive per realizzare ancora più efficaci e ancora più  elevati
  risultati di finanza pubblica. Grazie per l'attenzione.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore. Dichiaro  aperta  la  discussione
  generale, ogni deputato avrà dieci minuti. Si è iscritto a  parlare
  l'onorevole De Luca Cateno, ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno. Grazie Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,
  prima  di  iniziare il mio intervento sul merito del  DEFR,  chiedo
  alla  Presidenza  che venga data una maggiore disponibilità,  anche
  sulla scorta dell'esperienza degli anni scorsi, per poter esprimere
  le   nostre  osservazioni,  ma  ci  permettiamo  anche   i   nostri
  suggerimenti, anche se l'Assessore probabilmente già  avrà  cercato
  di studiare per bene.
   E  visto  che  lei è anche noto per i suoi trenta e  lode  che  ha
  preso,  e  sono  tanti, facciamo i complimenti,  le  faccio  io  un
  esamino oggi, anche perché è il suo vero debutto per quello  che  è
  un  documento che per noi è importante, non solo sotto  il  profilo
  politico del confronto, ma lo dovrebbe essere anche per il  Governo
  che  attraverso il DEFR individua quelle che sono le direttrici  di
  una strategia complessiva di tutte le risorse di cui dispone.
   Assessore,  lei  lo  sa  che nel DEFR il Ponte  sullo  Stretto  di
  Messina  non  risulta  nemmeno una volta? Lo  sapeva?  È  colpa  di
  Falcone,  del ragioniere di sottoscala? Lei lo sa che nel suo  DEFR
  microcriminalità  organizzata e mafia  non  risultano  nemmeno  una
  volta?
   Veda, l'ho letto, ho cercato di capire, ma ci ho capito poco,  ora
  le  spiego  pure  perché: intanto è un DEFR che  non  individua  un
  elemento  per  caratterizzare la nostra  Terra.  Ci  dica  un  solo
  elemento su cui può caratterizzare la nostra Terra, e scusi  se  mi
  permetto un piccolo riferimento alla città di Messina. Lei  conosce
  bene  il  forum  di Cernobbio, perché qualche volta  c'è  stato,  e
  nell'ultimo documento, per quanto riguarda la sostenibilità urbana,
  a  un  certo punto si dice "un altro settore strategico su cui oggi
  Messina sta concentrando sforzi significativi, anche in termini  di
  decarbonizzazione, è il trasporto pubblico locale. Al 2022  infatti
  il  parco  mezzi  TPL di Messina risulta tra i più sostenibili  del
  Paese".  Ero io il sindaco di Messina, ho preso nel 2018 un'azienda
  trasporti  con  90  milioni di debiti e  ho  investito,  ho  voluto
  caratterizzare la mia azione di Governo, e io oggi le sto chiedendo
  questo,  e  capisco il suo compito difficile, anche perché  non  mi
  sono  permesso  di  chiederle lei a che titolo  è  qui.  Perché  il
  titolare della programmazione è l'ologramma Schifani, e quindi  lei
  oggi  qui  ovviamente rappresenta una parte  di  quella  che  è  la
  strategia, ma la programmazione lei non ce l'ha, e noi ci  dobbiamo
  confrontare, con rispetto della sua persona guardi, con il capo del
  pastificio, che è Schifani.
   Ora,  rispetto a questo dobbiamo cominciare a fare qualche piccola
  riflessione,  lasciamo stare i dati statistici che lei  ci  ha  qui
  declinato, perché ogni anno poi vengono smentiti da quelli che sono
  ovviamente  i dati dell'economia reale, e noi viviamo  di  economia
  reale, mica viviamo di economia virtuale.
   E  su  questo  le faccio solo un piccolo riferimento  proprio  per
  chiudere  anche  la  noiosa declinazione dei  dati  statistici:  la
  Sicilia e la Sardegna, nell'arco temporale 2000-2020, rispetto alle
  altre  Regioni d'Europa è quella che ha registrato un gap superiore
  di decrescita. Questo è il dato  Tutto il resto sono chiacchiere
   Poi   andiamo   invece   agli   altri  elementi   che   dovrebbero
  caratterizzare  l'azione  di  Governo.  Voi  siete  al  Governo  da
  trent'anni, perché lei ha fatto una scelta di campo, lei si è tolto
  la sua verginità politica ed è entrato in un campo di centrodestra,
  piaccia o non piaccia, perché veda, lei non può qui oggi dirci  che
  il  DEFR  è stato approvato dalla Giunta a fine giugno, e  lei  non
  c'era, perché il principio della continuità amministrativa e  della
  responsabilità politica non le consente quest'alibi,  e  quindi  su
  questo  fronte  lei  non  merita neanche il diciotto  politico,  mi
  dispiace,  veda  sta andando in controtendenza  rispetto  alla  sua
  storia.
   Noi  abbiamo presentato, e ora glielo consegneremo, Assessore,  un
  nostro  documento che è di ausilio, glielo consegneremo se avrà  la
  bontà  di leggerlo, e anche di integrare quello che è l'ordine  del
  giorno  che  predisporrà  la  maggioranza  e,  di  conseguenza,   i
  suggerimenti,  non di chi sta all'opposizione, ma di  chi  vive  la
  quotidianità sul territorio.
   E   su   questo,   già   alcuni  suggerimenti   mi   permetto   di
  declinarglieli;  veda, in quest'Aula, in questi due  anni,  abbiamo
  lottato  per  cancellare  quello che era  un  malcostume,  dare  le
  coperture   finanziarie  annuali  a  quelli   che   erano   servizi
  pluriennali,   lei   ci   insegna   che   nella   pluriennalità   e
  nell'obbligatorietà dei servizi, ovviamente,  si  dà  la  copertura
  pluriennale,  ebbene  faccio un esempio  perché  è  stato  caso  di
  polemica in questi giorni, quelle che sono le attività che le città
  metropolitane, veda, io racconto la realtà, le città metropolitane,
  i  liberi  consorzi, devono garantire per gli studenti diversamente
  abili,  e quindi l'assistenza che bisogna dare agli studenti  delle
  scuole superiori.
   Lo  sa  che,  nonostante abbiamo fatto la battaglia  per  dare  la
  copertura  triennale, perché prima era annuale,  gli  uffici  della
  Regione continuano a fare decreti di impegno annuale, ecco,  prenda
  nota  e  io  ora le consegnerò anche l'ultimo decreto che  è  stato
  fatto, quindi, cosa fanno le città metropolitane? Fanno gare per un
  anno,  dopodiché la gara va deserta, e nasce il problema,  partono,
  iniziano  le  scuole,  e  noi  ci troviamo  con  le  famiglie  che,
  ovviamente,  sono in piena difficoltà: da dove parte tutto,  sempre
  dalla  Regione siciliana: ecco quali sono gli elementi che un  buon
  amministratore  deve  tenere presente, e le  consegnerò,  non  solo
  quello che è stato l'ultimo decreto in merito, ma anche quella che,
  purtroppo,  da  questo  punto  di  vista,  ha  fatto  la  copertura
  finanziaria triennale nell'ultima legge di stabilità.
   Altri  elementi  che sono da tenere presente, casi pratici,  crisi
  idrica,  non  fate  un  cenno concreto, veda se  noi  entriamo  nel
  dettaglio di quella che è la quotidianità sui rifiuti, sulla  crisi
  idrica, su tutto e le dico quale elemento che manca  Veda noi siamo
  abituati,  noi  sindaci, quando programmiamo le risorse,  a  tenere
  presente qual è il fabbisogno di ogni azione che facciamo,  qua  ci
  sono tanti colleghi che sono anche sindaci, che sono stati sindaci,
  mi  vuole  dire, Assessore, qual è il fabbisogno per  ogni  settore
  strategico,  per  ogni servizio pubblico essenziale  della  Regione
  siciliana? Parliamo dei rifiuti? Lei sa quanti miliardi ci vogliono
  per  raggiungere  gli  obiettivi imposti  dalla  Comunità  europea,
  eccetera  eccetera,  per  la costruzione  dell'intera  filiera  del
  secondo livello e infrastrutture e, quindi, evitare la vergogna  di
  continuare  a  portare  i rifiuti all'estero  e  di  trasformare  i
  sindaci in dazieri? Non lo sa? Non c'è scritto nel DEFR  Lei lo  sa
  quanto  ci  vuole per mettere a sistema già come servizio  adeguato
  quello  che  è  l'approvvigionamento idrico in  agricoltura  e  per
  quanto  riguarda anche quello che è l'approvvigionamento idrico  di
  tutti i nostri contesti urbani? Lei non lo sa  Non c'è scritto
   Allora lei lo sa che avete anche sbagliato i calcoli su quello che
  sono  l'FSC,  non avete tenuto conto dell'atto di  coesione  che  è
  stato  sottoscritto a fine maggio, e ancora risulta che la  Sicilia
  ha  quasi  sette miliardi, no, un miliardo e tre ve  lo  hanno  già
  scippato,  ed  anche  i  numeri, date i numeri,  ma  d'altronde  la
  Sicilia è abituata a sentire numeri in continuazione
   Veda,  proprio  perché  ci avete costretto  a  leggere  il  vostro
  documento, e qui qualche suggerimento pure pratico, sa come abbiamo
  risolto,  assessore, è il primo anno che a Taormina in  estate  non
  manca  l'acqua. Sarà una coincidenza e sono sindaco io? No,  non  è
  una coincidenza. Ci siamo messi d'accordo col comune di Castelmola,
  abbiamo  aperto un pozzo lì, nel territorio di Castelmola,  abbiamo
  fatto accordi tra Comuni.
   Cosa abbiamo scritto in questo documento? E' possibile che non  si
  possano  incentivare  gli accordi di vallata tra  enti  pubblici  e
  semplificare  quelle che sono le procedure?  Lo  sa  che  io  è  da
  quindici   giorni   che  ho  la  certificazione  della   potabilità
  dell'acqua  però  non  la posso immettere nel  serbatoio?  Noi  non
  vogliamo che qui salga in cattedra, chi è all'altezza di farlo  per
  carità,  ma  che  ci  declini  la Sicilia  virtuale,  quella  delle
  statistiche, perché la quotidianità è totalmente altra.
   Cosa  dobbiamo anche aggiungere sul fronte del trasporto  pubblico
  locale? Per esempio: è possibile che questo Governo si caratterizzi
  sempre per essere più Governo delle lobby o degli affari? Cioè, noi
  stiamo  prendendo  l'AST,  le stiamo lasciando  l'osso,  le  stiamo
  lasciando forse le tratte sociali, quindi privatizziamo i guadagni,
  perché  questo  sta succedendo, e socializziamo i costi.  Una  sola
  parola su quella che è la visione strategica, su quelli che sono  i
  livelli essenziali della mobilità non c'è scritta, Assessore. Veda,
  qui  mancano  i punti di riferimento, quindi qualunque numero  voi,
  anche  sbagliato,  e  le ho dimostrato pure  questo,  perché,  cari
  colleghi,  è pensabile che questo DEFR, dopo tutta la polemica  che
  c'è  stata in quest'Aula, dopo lo scippo che ha subito la  Sicilia,
  ai  siciliani  per  quanto riguarda il Fondo sviluppo  e  coesione,
  quindi  un  miliardo  e  trecento tolti alla Sicilia,  più  600/700
  milioni   di   euro   a  regia  statale  indirizzati   sempre   per
  l'attraversamento  per quanto riguarda il Ponte  sullo  Stretto  di
  Messina,  è possibile che il DEFR neanche una volta citi  il  Ponte
  sullo Stretto di Messina?
   Questa  è  la  dimostrazione che, non solo non avete  una  visione
  unitaria, ma che continuate, in quelle che sono le vostre azioni, a
  rappresentare  esattamente  proprio l'improvvisazione  al  comando.
  Noi,  al di là ora di quelle che possono essere le nostre prese  di
  posizione che, ovviamente, sono basate su elementi concreti e ne ho
  solo  voluto  citarne  alcune, il documento che  abbiamo  preparato
  riguarda  anche altri aspetti fondamentali. Azione  che  voi  avete
  messo in campo.
   Cosa  avete  previsto  per  le  città  metropolitane  e  i  liberi
  consorzi? Ma voi pensate che ora andiamo ad eleggere i consiglieri,
  facciamo  gli  assessori  e li mettiamo a fare  i  cantonieri?  C'è
  qualcuno che ha fatto una radiografia dello Stato di come sono oggi
  combinate  le città metropolitane e i liberi consorzi in  relazione
  alle  funzioni che hanno? E quindi quanto ci vuole per  mettere  in
  moto  una  macchina  che  si è fermata? O qualcuno  pensa  che  con
  l'elezione diretta o indiretta si risolve il problema delle  strade
  di   penetrazione   agricola  o  delle   strade   intercomunali   e
  quant'altro?  Non c'è un solo rigo anche su questo aspetto,  eppure
  andremo  a  votare, tra qualche mese. Diciamo allora chiaramente  a
  chi  si  candida che, se va bene, andrà a fare il cantoniere perché
  d'altronde non ci saranno più alibi, perché per ora c'è l'alibi che
  le  province e le città metropolitane non funzionano perché non c'è
  il  consiglio, non c'è la giunta. E, Pellegrino, ora che faremo  un
  esercito  di pellegrini? Diamogli gli strumenti ed ecco  perché  ci
  permettiamo  a questo Governo di incalzarlo su quelle che  sono  le
  situazioni che, naturalmente, sta cercando di portare avanti.
   Sul  tema  dei rifiuti: veda io non so se lei ha avuto la fortuna,
  assessore, di fare l'amministratore locale o come si dice in  gergo
  e  non  me  ne  voglia  se  non  ha  mai  amministrato  neanche  un
  condominio. Sa, è importante questo perché è lo spartiacque tra  la
  teoria  e la pratica. Tra la teoria e la pratica c'è un abisso  che
  si chiama  amministrazione .
   Per  amministrare  c'è proprio un'esperienza di vita  vissuta  sul
  campo  di  cui  noi siamo portatori, noi sindaci, e la  trasferiamo
  proprio  qui.  Veda,  sui  rifiuti:  è  l'altro  elemento  che   ha
  caratterizzato  il fallimento di questi governi di  centrodestra  e
  state  continuando  a fare questo  E quando sento  dire  che  avete
  programmato  700 milioni di euro per gli inceneritori,  o  come  li
  volete chiamare, non ponendovi il problema che comunque l'umido non
  si  può bruciare e non ponendovi il problema che qui c'è un tema di
  filiera. Perché Messina ha sfondato la percentuale del 60 per cento
  di  raccolta  differenziata e ancora a Palermo e  Catania  è  ferma
  sotto  il  20?  Vi  siete  posti  la  domanda?  Ma  siete  voi  che
  amministrate, ma lasciate stare questo, qual è la strategia che  la
  Regione  siciliana  ha  messo in campo?  Quella  di  trasformare  i
  sindaci in questuanti, ci avete dato il contributo di 50 milioni di
  euro  una tantum, mi scusi ma tutto il sovrapprezzo che noi  stiamo
  continuando a far pagare ai nostri cittadini, come la mettiamo? Per
  omissioni della Regione siciliana, di chi governa  Perché noi  già,
  per carità, non siamo infallibili, commettiamo i nostri errori,  ma
  stiamo  intervenendo in una cornice dove la Regione non fa  il  suo
  mestiere.
   Lo  stesso  per  quanto riguarda il servizio idrico  integrato.  A
  Messina è andata per la seconda volta deserta la gara. Cosa  volete
  fare  ora  su  questo  fronte?  Come vi  volete  muovere?  Dobbiamo
  continuare a svendere ormai anche l'aria che respiriamo alle  lobby
  o  la  Regione  vuol prendere una posizione diversa? Vuol  rivedere
  alcune  situazioni, magari vuole attenuare quella che è la svendita
  dei  servizi pubblici essenziali ai privati, e le faccio  un  altro
  esempio: dopo che mi sono insediato a Taormina ho avuto uno scontro
  feroce,  le scintille, con chi gestiva il servizio di raccolta  dei
  rifiuti; dopo un anno di guerra siamo riusciti a mandarli via  e  a
  contestargli  anche 5 milioni di danni  Lo sa qual è il  paradosso
  Che  io  rischio  tra  un anno di ritrovarmi la  stessa  ditta  che
  parteciperà alla gara indetta dalla SRR che magari vincerà di nuovo
  il servizio a Taormina
   Eppure ci sono degli esempi virtuosi, Troina, facciamo un esempio,
  ha una gestione in house, se non sbaglio, no? Bene, l'abbiamo fatto
  pure  noi,  lo sa che in tre mesi la sola raccolta differenziata  è
  aumentata  di  7  punti,  ma non solo, la qualità  del  servizio  è
  aumentata.  E  allora  perché in questi  casi,  fermo  restando  il
  rispetto  dell'ambito ottimale, non dare la possibilità  al  comune
  che  si  può  attrezzare,  che  ha la possibilità  anche  di  dover
  personalizzare il servizio di poterlo fare in concessione  diretta,
  perché  non  andare qui ad approfondire quello che  è  il  rispetto
  dell'ambito   territoriale  e  garantire  quanto  meno,   dare   la
  possibilità ai comuni di potersi gestire la raccolta? Perché poi il
  tema  dei  rifiuti  vero è lo smaltimento   E  anche  il  trasporto
  consorziato, ma non la raccolta  Ecco, veda, altro esempio  pratico
  di cui voi non parlate.
   Concludo,  signor Presidente, la ringrazio perché mi  ha  dato  la
  possibilità di dire qualche parola in più. Noi presenteremo  questo
  documento,  lo consegneremo alla Presidenza, lo consegneremo  anche
  all'Assessore,  con  l'auspicio che questi suggerimenti,  che  sono
  quelli  dell'economia reale,  li faccia propri -  noi  non  abbiamo
  problemi di copyright, guardi, assolutamente - quindi fateli vostri
  e cercate di aprirvi a quella che è la visione amministrativa delle
  azioni  e  delle  politiche regionali  ed  è  ovvio  che  questa  è
  l'occasione  per cercare di arrivare a una sintesi  di  quelle  che
  sono  strategie  anche condivise e nello stesso  tempo,  veda,  con
  l'aggiornamento  della  Nadefr ci sarà la possibilità  di  rivedere
  alcune  politiche,  sì,  però Assessore,  si  parte  male,  il  suo
  debutto,  mi  dispiace,  per quanto io la stimi  e  per  quanto  io
  conosca  bene  la  sua  storia, il suo debutto  non  è  neanche  da
  diciotto politico, mi dispiace ma il suo debutto la porta ad essere
  bocciato. Grazie.

   CATANZARO. Quindi è bocciato? Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Grazie,   signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  Assessore, io sul DEFR leggerò alcuni appunti che ho preso leggendo
  le  trecento e passa pagine di documento finanziario, però prima di
  iniziare, Presidente Lantieri, a disquisire su quelle che  sono  le
  riflessioni  sul  DEFR,  gradirei  richiamare,  ancora  una  volta,
  l'Aula,  e  lo  dico a lei perché il Presidente Galvagno  oggi  non
  presiede.  Nell'ultima Conferenza dei Capigruppo abbiamo  posto  un
  tema   al   quale,  essendoci  l'assessore  Savarino   presente   e
  l'assessore  Dagnino,  avremmo  il  piacere  di  sapere  quando  il
  Presidente della Regione abbia idea di venire in Aula, per  venirci
  a riferire sul tema della sanità.
   Perché  noi,  non  è  che  lo  diciamo  perché  vogliamo  attirare
  l'attenzione  dei  titoli di giornale per  parlare  di  sanità,  lo
  diciamo  perché riteniamo che su questo tema, Presidente  Lantieri,
  non  si  può  derogare con il tempo. Abbiamo una esigenza  di  fare
  chiarezza  dentro quest'Aula, e io ogni settimana, come Gruppo  del
  Partito  Democratico,  non  faremo  altro,  anche  sull'ordine  dei
  lavori,  per  parlare  di questo tema fino a quando  il  Presidente
  della Regione non avrà la sensibilità di rispettare tutti coloro  i
  quali siedono in quest'Aula, ma soprattutto il popolo siciliano
   Perché  noi  abbiamo  presentato anche una mozione,  e  gradiremmo
  rispetto  su quelle che sono le richieste fatte. E quindi chiediamo
  alla  Presidenza dell'Assemblea che ci possa fare sapere quando  il
  Presidente ci dia la data per venire in Aula, perché non è  che  si
  pensa che da una settimana all'altra noi lo dimentichiamo.
   Quindi,  Presidente Lantieri, io spero che lei stia  prendendo  un
  appunto  per potere riferire e parlare con il Governo, perché,  noi
  al  di là di approvare i punti dal calendario che abbiamo stabilito
  in  Conferenza  dei  Capigruppo, su questo tema siamo  anche  nelle
  condizioni di immaginare che non facciamo più lavori d'Aula, fino a
  quando non abbiamo chiarezza sul tema della sanità. E lo dico senza
  togliere nulla rispetto a quelli che sono gli argomenti che andremo
  a trattare dal DEFR, al crack, alla riforma degli enti locali.
   Bene,  Assessore Dagnino, lei, ovviamente, è arrivato da poco,  da
  poche  settimane,  quindi  si ritrova a  dovere  affrontare  su  un
  argomento  che, magari forse, alcuni pensano che sia  un  argomento
   Vabbè,  lo  trattiamo tanto per trattarlo , perché  alla  fine  si
  vota,  diciamo,  con un voto improprio diciamo con  l'Aula  che  si
  esprime  Però sul DEFR io ritengo che bisogna, invece, soffermarsi,
  perché quello che stiamo affrontando del 2024/2026 è sicuramente un
  atto  importante, con il quale si dovrebbero definire gli obiettivi
  di finanza pubblica, e declinare gli interventi per raggiungere gli
  obiettivi che appare al contrario, ad esempio, un mero esercizio di
  stile,   un  obbligo  formale  appunto  quello  che  noi   dobbiamo
  assolvere.
   Emerge,  da  questo  documento,  uno  scollamento  con  la   reale
  condizione  della  Sicilia, che abbiamo visto,  in  questi  giorni,
  essere un concentrato di problemi e criticità.
   Da  un  lato  c'è,  nel documento, una mera elencazione  di  buoni
  propositi  da  parte  del  Governo e  dall'altro,  invece,  noi  ci
  troviamo  i  problemi di quello che la Sicilia  vera  affronta.  La
  Sicilia della mancanza del lavoro, dei giovani che fuggono via,  la
  Sicilia  delle  liste  d'attesa in sanità  -  con  i  proclami  dei
  quarantotto milioni di euro, che sono serviti ad abbattere le liste
  d'attesa  -, la Sicilia con le infrastrutture da terzo mondo,  dove
  troviamo i Ministri del Governo nazionale proclamare il Ponte sullo
  Stretto,  che  poi di fatto doveva essere messa prima  del  periodo
  estivo la prima pietra, e invece abbiamo le doppie linee ferrate  o
  la Gela-Castelvetrano che, ovviamente, non si possono ancora sapere
  quali sono le evoluzioni. La Sicilia della desertificazione e della
  siccità.
   La  lettura  di questo DEFR ha un effetto, assessore, oserei  dire
  quasi  sedativo  perché sembra che vada tutto bene, ma  soprattutto
  non  c'è  quel  senso  l'urgenza che dovrebbe  invece  spingere  un
  Governo  a fare qualcosa ora, subito, qualcosa prima che il declino
  della nostra Regione diventi definitivo.
   Nessun  intervento che tenti di cambiare la rotta, che dia impulso
  per  il  cambiamento; ma solo una mera e sola sommatoria di piccoli
  interventi tampone, che denunciano un paralizzante immobilismo.
   D'altro canto, lo abbiamo anche visto, assessori, con le leggi che
  sono  state  approvate  nel  corso di questa  attuale  legislatura.
  Nell'esercizio finanziario del 2023, le politiche finanziarie della
  Regione  si sono espresse soprattutto tramite delle leggi  omnibus,
  approvate  dopo  la  legge di stabilità e, quindi,  slegate  da  un
  contesto  che  disegna una strategia e che hanno  comportato  nuove
  autorizzazioni   di   spesa  di  brevissimo   respiro.   Interventi
  contingenti e interventi che hanno assorbito per la maggiore  parte
  le entrate di cui la Regione ha goduto, quelle dell'Irpef, dell'Iva
  o  del  bollo  auto; maggiori entrate che per il 2023  ammontano  a
  circa  un  miliardo di euro. Il che equivale a dire che  non  vi  è
  nell'azione   di  questo  attuale  Governo  un  intervento   serio,
  riformatore  dei  tanti settori in sofferenza di questa  Regione  e
  citiamo, ad esempio, uno su tutti - qua dentro quest'Aula c'è anche
  l'ex assessore per l'agricoltura - i consorzi di bonifica.
   Si  è  preferito andare avanti con una distribuzione a pioggia  di
  fondi,  finanziando sagre, presepi, feste di Natale, piuttosto  che
  impegnare questi fondi per sistemare delle inefficienze di tanti  -
  tantissimi a dire il vero - comparti regionali.
   Anche  l'attuale esercizio finanziario, assessore Dagnino, presumo
  stia  andando in questa direzione. Per cui chiediamo a cosa davvero
  serve  il DEFR presentato dal Governo, se poi le priorità realmente
  perseguite con le leggi che vengono approvate sono altre.
   Vogliamo  davvero continuare, colleghi, lo dico a voi,  in  questo
  modo fino a fine legislatura?
   Quanto ai numeri contenuti nel Documento di economia e finanza, ce
  ne  sono alcuni confortanti, come l'aumento del Pil nel 2023 al 2,2
  per   cento:  la  crescita  più  consistente  tra  le  Regioni  del
  Mezzogiorno.  Ma questo numero non ci descrive nulla  della  realtà
  che realmente vive la nostra Regione, con una povertà che aumenta e
  una sfida per la competitività che la Sicilia non ha ancora nemmeno
  iniziato. Si tratta di un incremento legato alla chiusura del ciclo
  della programmazione del 2014-2020 e al conseguente incremento  dei
  pagamenti,   un  fatto  pertanto  contingente  e  non   di   sicuro
  strutturale.
   Lo  Svimez,  in un rapporto pubblicato nel marzo del 2024,  ci  fa
  sapere  che  negli  anni tra il 2000 il 2020 la  Sicilia  ha  perso
  diverse posizioni in termini di Pil pro capite nel confronto con le
  altre  regioni d'Europa. Se nel 2000 la Sicilia era al 154   posto
  nel  2027  la  Sicilia  ha  perso ben diciassette  posizioni  nella
  classifica.  Tra  il  2022  e  il 2023  è  aumentata  la  quota  di
  popolazione a rischio povertà o esclusione sociale, con percentuali
  che  addirittura  superano  il  41 per  cento;  peggio  di  noi  fa
  solamente  la Calabria, mentre il dato nazionale si colloca  al  22
  per  cento. D'altro canto il tasso di disoccupazione è  al  16  per
  cento, più del doppio del dato nazionale, che è al 7, quasi  8  per
  cento. Il tasso di occupazione, seppur in aumento rispetto al 2022,
  rimane  sempre inchiodato a numeri sconfortanti. Numeri ancora  più
  impressionanti se guardiamo alla popolazione giovanile
   Mi  pare che questo Governo ha fatto ben poco tranne slogan  sulla
  popolazione giovanile. Infatti nella fascia tra i 15 e 24  anni  il
  tasso  di  disoccupazione è al 42% contro la  media  nazionale  del
  22,7%.  Anche  le  misure europee rivolte ai  Neet  come  'Garanzia
  giovani 2' non hanno sortito gli effetti desiderati.
   Solamente  5  mila giovani hanno usufruito delle  nuove  misure  a
  fronte  delle 160 mila adesioni iniziali per il progetto  'Garanzia
  1'.
   Situazioni  simili  anche  per  il  programma  del  progetto  'Gol
  Sicilia' finanziato con i fondi del PNRR che non ha prodotto nessun
  tipo di risultato significativo.
   Così  continua  la  fuga dei siciliani dalla  loro  stessa  terra,
  soprattutto  per  i giovani e laureati. In valori assoluti,  signor
  Presidente,  la  Sicilia  è  la seconda Regione  d'Italia  con  più
  emigrazione e la destinazione preferita è una delle città del  Nord
  Italia.
   Da  tutto questo emerge che non ha alcun senso, assessore Dagnino,
  compiacersi    come   fa   il   Presidente   della   Regione    che
  nell'introduzione al documento dell'incremento  del  Pil  del  2023
  parla dell'incremento del 2,2%. Questo numero non intacca in nessun
  modo la distanza che c'è con l'Europa e il resto d'Italia e non  si
  intravede nessun percorso di slancio che ci faccia ben sperare.
   Tutti  i  comparti, nessuno escluso, vivono un grande  momento  di
  enorme sofferenza. Basti pensare al comparto agricolo. Tra il  2023
  e  2024  si  è  perso  il 3,1% di imprese del comparto  agricolo  e
  vedremo  anche quest'anno quello che succederà con l'acuirsi  della
  crisi idrica.
   Il comparto ha anche subito un forte calo in termini di produzioni
  e  di occupati, ma in questo documento non è nemmeno per un istante
  affrontato.
   L'ho cercato, ma io le posso garantire, assessore Dagnino, che non
  ho  trovato nulla. In 348 pagine di questo documento non si  espone
  alcuna   strategia,   alcuna  linea  di  sviluppo   per   sostenere
  l'agricoltura  siciliana e sappiamo quello che stanno  vivendo  gli
  agricoltori alle prese con la siccità, con le coltivazioni che sono
  in  sofferenza e stanno morendo, vanificando anni ed anni  di  duro
  lavoro.
   Però  nel DEFR 2025-2027 non una riga dedicata a questo argomento:
  la siccità.
   Nel  documento, assessore Di Mauro, si prende atto che oltre  alla
  realizzazione  di  investimenti volti al reperimento  di  fonti  di
  approvvigionamento  integrative, occorre promuovere  interventi  di
  lunga pianificazione finalizzati al recupero delle perdite di rete,
  alle ottimizzazioni delle reti acquedottistiche e degli impianti.
   La  dimensione  del  programma, considerato il  diffuso  stato  di
  fatiscenza della rete di distribuzione siciliana, non può  pensarsi
  limitata  ad un solo triennio, ma deve inquadrarsi in un'ottica  di
  programmazione pluriennale.
   Ottimi propositi, ma quando si guardano i fondi a disposizione per
  realizzare  questo  ambizioso  programma  ci  accorgiamo  che   pur
  sommando le risorse POC, FSC e FESR non si superano nemmeno  i  300
  milioni di euro nel triennio 2025-2027.
   E,  allora,  ve lo dico, assessori: cerchiamo di non prenderci  in
  giro.
   Non  un  passo  avanti sulla questione rifiuti. Ad  oggi  sappiamo
  soltanto  che 800 milioni di fondi FSC ci sono stati sottratti  per
  realizzare due termovalorizzatori.
   Ma, nel frattempo, non mi pare che ci sia nulla
   I  rifiuti  continuano a viaggiare su e giù tra la Sicilia  e  nel
  resto  del  mondo - anzi dell'Italia - con costi davvero onerosi  e
  pesanti.
   Allora,  signor Presidente, avendo già trattato quello  che  è  il
  tema  della sanità, ritengo che ovviamente chi mi ha preceduto,  il
  collega Cateno De Luca, che ha parlato di una bocciatura sul  voto,
  io  ritengo  Presidente  Lantieri,  che  purtroppo  questo  Governo
  regionale,  in continuità con il passato Governo regionale,  perché
  non  dimentichiamo che nei cinque anni passati,  prima  ancora  che
  iniziasse questa legislatura, il colore politico del Governo era lo
  stesso.
   Ritengo  che  questo Governo oggi, a distanza di  due  anni  dalla
  nostra attività, ha fallito con politiche fallimentari
   E'  questo  quello che noi prevediamo e spero, assessore  Dagnino,
  che  da  qui  in avanti venga in Aula con idee concrete  di  questo
  Governo,  soprattutto, per quello che nei giorni passati  ci  siamo
  detti  in  Commissione, affrontando quello che è  lo  strumento  di
  previsione più importante e quindi la finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente, assessori, colleghi  deputati,  io  ho
  ascoltato   con  interesse  l'assessore  Dagnino,  che  nella   sua
  introduzione  dice  di  non  aver dato volutamente  dati  positivi,
  relativamente al Pil, per non essere troppo ottimista ma i dati  mi
  sembrano  più  che  ottimistici e sono  negativi,  molto  negativi,
  perché  quello  che si evince, Assessore, è questo,  cioè  che  noi
  abbiamo  registrato una crescita dell'8,1 per cento nel  2021,  del
  2,7  per  cento  nel 2022, dello 0,9 per cento nel 2023  mentre  le
  previsioni del 2024 sono ancora inferiori.
   In  pratica, dopo un primo momento di crescita economica  dopo  il
  Covid,  abbiamo avuto una decrescita molto rapida che ci fa pensare
  - addirittura - a una recessione che avverrà negli anni a seguire.
   Questo  perché  mancano investimenti, mancano tanti  investimenti,
  soprattutto nel settore delle grandi infrastrutture, per esempio.
   Vorrei  parlare  di  aeroporti perché il  Presidente  Schifani  ha
  dichiarato che il settore degli aeroporti è in crescita.
   Di  fatto,  tra  i dati che avevamo nel 2023 e quelli  di  adesso,
  abbiamo avuto effettivamente un incremento.
   Sono  attivi i voli di linea per la Sicilia su 27 città  italiane,
  collegamenti  internazionali con 32 Paesi  e  circa  90  città.  Un
  aumento  quasi  del  50  per cento. Tuttavia,  questo  aumento  non
  registra affatto l'aeroporto di Comiso, è l'unico a fare eccezione.
   Catania  conferma  il  primato dei transiti in  Sicilia  con  10,7
  milioni  di  passeggeri,  seguita  da  Palermo  con  8  milioni  di
  passeggeri  mentre  su  Comiso abbiamo  una  decrescita  totale  di
  passeggeri.  Eppure, Nico Torrisi, l'amministratore delegato  della
  SAC,  aveva annunciato che l'aeroporto di Comiso sarebbe  stato  in
  crescita  con  -  addirittura - voli superiori  dell'80  per  cento
  rispetto ai 133.000 passeggeri.
   Quello  che avvertiamo è che le grandi previsioni che erano  tutte
  affidate  al  cargo, secondo il presidente Schifani,  non  ci  sono
  state  e ancora nessuno ci ha spiegato perché Ryanair è andata  via
  da Comiso. Abbiamo fatto tante e tante interrogazioni.
   Ryanair  è  la  compagnia più importante che fa  scali  su  questa
  Regione,  addirittura  di quattro volte superiori  alle  altre  due
  compagnie importanti che sono, lo ricordo, ITA Airways e Easy  Jet,
  ma  nessuna  di  queste tre compagnie vola su Comiso.  La  stagione
  summer  è finita; tutti i voli adesso sono praticamente dismessi  e
  gli  unici voli che restano sono quelli di Aeroitalia, su solo  sei
  città  italiane,  e  anche  queste hanno  avuto  più  e  più  volte
  cancellazioni in questo periodo, quindi una situazione  disastrosa.
  A questa aggiungiamo anche quella della Siracusa-Gela.
   Assessore  Aricò,  mi fa piacere vederla. Lei era  venuto  fino  a
  Scicli  per  annunciare che nessuno avrebbe soppresso  la  bretella
  della  Siracusa-Gela che doveva arrivare fino a  Scicli,  lo  aveva
  addirittura  promesso al sindaco di Scicli con un grande  annuncio,
  quando  avevamo  denunciato che dei 350 milioni di euro  che  erano
  stati  appostati dal Governo precedente non c'era più traccia,  lei
  addirittura  disse che questi 350 milioni non solo sarebbero  stati
  ripristinati, ne sarebbero stati aggiunti altri 250 milioni  perché
  a   causa  del  "caro  prezzi"  serviva  una  cifra  superiore  per
  realizzare  quella bretella che - ricordo a tutti - è  già  con  un
  progetto  esecutivo  e finanziata precedentemente.  Di  questo  non
  abbiamo  avuto più nessuna traccia se non l'unica cosa, addirittura
  nel  DEFR non si cita mai la Siracusa-Gela, come se questa  Regione
  invece  di  essere un triangolo fosse una losanga, dove il  Sud-Est
  viene  completamente  spazzato via, non ha motivo  di  esistere  in
  termini  di  investimenti  sulle  infrastrutture.  Dei  Fondi  FSC,
  ricordo  a  tutti, sono stati presi ben un miliardo e  tre  per  il
  "farlocco"  ponte  -  del  nulla - sullo  Stretto  di  Messina  per
  togliere  risorse alle nostre infrastrutture, soldi  che  purtroppo
  non  serviranno neanche per il "farlocco" Ponte sullo  Stretto  del
  nulla,  ma  serviranno solo per la società,  per  le  consulenze  e
  quindi  questo  è  stato un grande "scippo"  che  ci  ha  tolto  la
  possibilità di prolungare la nostra unica e sola autostrada.
   Un'altra  cosa, Assessore Dagnino: il turismo. Questo  Governo  si
  vanta  voler  fare  investimenti sul turismo; si vanta  appunto  di
  voler  incrementare, mettere a rete il nostro patrimonio culturale.
  Ad  oggi,  abbiamo fatto solo una magra figura. Siamo  stati  tutti
  derisi nei più importanti salotti delle emittenti televisive per la
  pagliacciata  del  concerto,  con tanto  di  montoni,  giubbotti  e
  cappotti  ma  che - ricordo - ci è costato un milione  duecentomila
  euro, incassati da Mediaset
   Voglio  sorvolare  su  tutte le varie faccende  ed  inchieste  che
  riguardano  il  settore  turistico-ricettivo,  che  vedono   Manlio
  Messina  come  protagonista  e voglio invece  parlare  di  un'altra
  questione.  La questione riguarda i famosi, le famose procedure  di
  Partenariato  Pubblico  Privato (PPP) e  di  Partenariato  Speciale
  Pubblico Privato (PSPP). Queste nuove procedure che non sono  altro
  che  un  meccanismo  per bypassare dei normalissimi  e  trasparenti
  bandi  pubblici  e  affidare  il  nostro  patrimonio  culturale  ad
  personam,  a  soggetti che ne fanno richiesta  sulla  base  di  una
  proposta. È un metodo di cui il sindaco di Ragusa si è appassionato
  di   questa   cosa   e  sta  svendendo  ben  tre   siti   culturali
  importantissimi  grazie  a queste leggi che  provengono  da  questo
  Governo  di  centrodestra.  Noi stiamo  svendendo  il  Castello  di
  Donnafugata,  Palazzo  Zacco e la Sala Falcone-Borsellino.  Ebbene,
  noi  ci aspettavamo di avere delle amministrazioni, a partire dalla
  Regione  fino agli enti locali, con degli amministratori e non  con
  dei  commissari  liquidatori che svendessero il  nostro  patrimonio
  culturale.
   Si  dice che al peggio non c'è mai fine, questo documento,  questo
  DEFR ne è la prova. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Campo.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.   Grazie, Presidente, onorevoli colleghi,  rappresentanti
  della Giunta, il DEFR è uno strumento che ci consegna le cifre  per
  poter  attuare  una  programmazione che poi viene  ad  esplicitarsi
  attraverso, appunto, gli strumenti della finanziaria ma ci consente
  anche  di misurare gli obiettivi che il Governo alla luce dei  dati
  macroeconomici intende portare avanti.
   L'assessore  Dagnino ha relazionato in quest'Aula ed ha  messo  in
  evidenza  alcuni  dati che, ovviamente, non si  prestano  certo  ad
  interpretazione   sul  piano  delle  cifre,   dei   numeri,   delle
  percentuali ma il dato di fondo che emerge per un'analisi  politica
  è  che  il  DEFR,  sia nell'analisi ma anche negli  obiettivi,  non
  fotografa esattamente la realtà che la Sicilia e i siciliani stanno
  vivendo in questo momento.
   Anzitutto  è  da  rilevare  un  costante  rallentamento  del   Pil
  regionale  dal  2022  al 2023 e poi al 2024,  è  un  dato  che   ci
  consegna  una cifra anche politica che nell'ultimo biennio  non  vi
  sono  state  iniziative  di  una  certa  consistenza  in  grado  di
  rilanciare  un  trend economico che apparteneva  ad  una  sorta  di
  economia assistita legata alla gestione del Covid e del post  Covid
  e  io  credo  che gli effetti dell'azione politica, che giudichiamo
  assolutamente   insufficiente  da  parte  del   Governo   Schifani,
  fotografa questo lento e inesorabile declino verso il basso.
   Si  registra  una  crescita - lo dicono  anche  le  relazioni  del
  Servizio  di bilancio - una crescita sovrastimata del Pil  rispetto
  anche  alla condizione reale che, purtroppo, nonostante la nota  di
  aggiornamento,  non tiene conto di alcune questioni  che  hanno  un
  impatto notevolissimo per la nostra economia.
   Non vi è per esempio - ed è stato già ribadito dai miei colleghi -
  un'analisi  dettagliata e una fotografia nitida della  grave  crisi
  del  comparto  agricolo siciliano che incide  complessivamente  per
  almeno  l'otto  per cento del prodotto interno lordo  della  nostra
  Isola.
   Gli  effetti nefasti della siccità, dell'aumento dei prezzi  delle
  materie prime e della crisi generalizzata del comparto agricolo  li
  stiamo  vivendo  in queste settimane, li abbiamo vissuti  nei  mesi
  scorsi  e  li vivremo ancora di più nel prossimo futuro, perché  il
  comparto  agricolo  tira  con sé il settore  della  trasformazione,
  dell'agroalimentare e di tutto quello che ruota a caduta  anche  in
  termini di turismo, di valorizzazione dei prodotti di qualità.
   C'è  un dato che preoccupa - anche rispetto agli obiettivi che  il
  Governo regionale non sembra porsi con uno slancio importante - che
  è la spesa dei fondi extra regionali. Il prossimo anno ad aprile si
  conclude  il  ciclo  di programmazione del PSR e  se  omettiamo  le
  misure  a  superficie, una parte consistente del piano di  sviluppo
  rurale  rischia di non essere spesa nonostante il comparto agricolo
  sia letteralmente in ginocchio.
   Noi abbiamo detto questo nei mesi scorsi e, rispetto a questo, non
  vediamo  un'accelerazione della spesa in tal senso, per non parlare
  anche  dei  fondi  del PNRR, attraverso numerosi atti  parlamentari
  abbiamo  acceso i riflettori anche sulla spesa regionale a  partire
  dalle  tante  centinaia  di milioni di euro  dedicati  al  comparto
  sanità.
   Non  sappiamo a che punto sono le realizzazioni degli ospedali  di
  comunità,   dei  presidi  sanitari,  dell'edilizia  sanitaria,   in
  generale,  che  all'indomani  del  Covid  aveva  visto  una   certa
  priorità.  Così  come ci giunge notizia che a  causa  del  notevole
  ritardo nella fase di riaccertamento dei residui, i pagamenti della
  spesa extra regionale purtroppo sono fermi al palo.
   La Missione dell'architettura rurale, per esempio, che gestisce il
  Dipartimento dei beni culturali non riesce ancora a fare  pagamenti
  rispetto a circa 600 progetti finanziati nell'ambito del PNRR.  Per
  non  parlare  della nuova programmazione che porta due  date  2021-
  2027,  ecco  siamo  a  tre  anni  dall'avvio  del  nuovo  ciclo  di
  programmazione,  non  abbiamo chiuso  completamente  il  vecchio  e
  ancora  sono  state  spese  programmate  le  briciole  della  nuova
  programmazione  e  ricordo in questa sede  al  Governo  la  vicenda
  legata  alle  risorse territorializzate che voi  avete  messo  come
  obiettivo all'interno del DEFR.
   Ci  sono più di un miliardo e mezzo fermi perché il Governo non ha
  ancora  compreso l'entità di questa scelta operata nel  passato  di
  dare   protagonismo  ai  territori  per  la  spesa  delle   risorse
  territorializzate.  C'è  un accentramento  che  parte  anche  dalle
  scelte  nefaste  del  ministro Fitto che non solo  non  sono  state
  criticate dal Governo Schifani ma vengono addirittura assecondate.
   Mancano  due  parole chiave che comprometteranno  a  mio  sommesso
  avviso  lo  scenario macroeconomico siciliano per i prossimi  anni,
  non  si parla di riforme, non vi è un quadro chiaro rispetto ad una
  sanità che è sempre al collasso, ad una gestione dei rifiuti che  è
  sempre più fallimentare, i rifiuti siciliani -  abbiamo appreso nei
  mesi  scorsi  -  arrivano anche in Turchia,  dei  trasporti,  della
  gestione  di  un apparato burocratico sempre più immobile  che  non
  riesce  a far fronte non solo alle emergenze ma anche all'ordinaria
  amministrazione.
   L'unico dato positivo, Assessore Dagnino, è quello dei conti,  per
  fortuna in questo quadro di immobilismo politico sta migliorando il
  trend  dei conti e si sta ripianando lentamente il grosso disavanzo
  che  aveva  accompagnato il cammino finanziario di  questa  Regione
  nell'ultimo ventennio. Il potere d'acquisto delle famiglie è sempre
  più logorato, aumenta il disagio sociale, il disagio abitativo,  il
  dato  dell'occupazione in aumento, dobbiamo dire, è  trainato  solo
  dal  numero di addetti nel settore delle costruzioni, ma grazie  ai
  bonus  che  avevano  messo  in  piedi una  capacità,  diciamo,  nel
  territorio di rigenerazione urbana in grado di dare sostegno e  che
  il  governo  Meloni  ha  bloccato mettendo in  crisi  non  solo  il
  comparto  ma anche la tenuta finanziaria di tante piccole  e  medie
  aziende edili della Sicilia.
   Ecco,  il  tema  dei temi è la crisi idrica che  non  viene  messa
  sufficientemente  in  evidenza in uno strumento  di  programmazione
  importante  come il DEFR che è un atto, a mio avviso,  di  coerenza
  rispetto  anche ad una gestione fallimentare della crisi idrica  da
  parte di questo Governo; già a partire dai primi mesi di quest'anno
  soltanto 146 milioni di euro stanziati per la crisi idrica,  mentre
  sappiamo  che per efficientare il sistema delle dighe, per  ridurre
  le  perdite idriche nelle condotte di distribuzione e di  adduzione
  servirebbero  cifre almeno dieci volte superiori a  quelle  che  il
  Governo intende programmare.
   Dicevo,  due parole sono assenti da questo documento fondamentale,
  le  parole "cambiamento climatico" che appaiono non certo  presenti
  nel vocabolario di una certa Destra a livello nazionale, europeo  e
  che,  ovviamente,  viene  presa come riferimento  anche  da  questo
  Governo  regionale,  il  tema  dei cambiamenti  climatici  dovrebbe
  rappresentare la priorità di questo Governo in un tempo  in  cui  i
  fenomeni  estremi sono triplicati, in cui la tropicalizzazione  del
  clima sta investendo la Sicilia, in cui c'è il rischio concreto che
  possa  mettere in ginocchio definitivamente l'economia  del  nostro
  territorio. E poi, assessore Dagnino, dovevate inserire nella  Nota
  di   aggiornamento   altre   due   parole   che   sono   "autonomia
  differenziata" perché io credo che non avete ancora fatto  i  conti
  con   quello   che   succederà   in  questa   Regione   a   seguito
  dell'applicazione  dell'autonomia  differenziata,  aumenteranno  le
  diseguaglianze,  ci  saranno  tutta  una  serie  di  problemi   che
  emergeranno nella loro interezza e che sottovalutati non sarete  in
  grado  di  affrontare. Ci saremmo aspettati dal Presidente Schifani
  parole di chiarezza rispetto a questo tema, come hanno fatto  altri
  presidenti   di   regione,  ma  vediamo   che   anche   l'autonomia
  differenziata,  ecco, vuole essere messa sotto il tappeto  per  non
  essere affrontata né degnamente in quest'Aula né negli strumenti di
  programmazione della Regione.
   Ecco,  questo è un quadro che, come dire, ci consegna una  Sicilia
  che  non guarda al futuro con prosperità, che non guarda al  futuro
  con  speranza  ma  che  guarda al futuro  solo  con  immobilismo  e
  improvvisazione  e da questo punto di vista il nostro  giudizio  su
  questo  documento  non  può  che essere  negativo  e,  quindi,  noi
  voteremo convintamente contro questo DEFR. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  scritto  a  parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  anch'io
  come  alcuni  colleghi  del Partito Democratico  confermerò  questa
  linea  in dissenso alle cose dette dall'Assessore, i dati riportati
  dal  Documento  economico  finanziario sono  molto  contraddittori,
  Assessore,  perché è vero, si fa cenno a queste indicazioni  macro-
  economiche,  alcuni  settori  quali  quelli  delle  costruzioni  in
  attività con una crescita anche del PIL, tenuto conto del fatto che
  ancora oggi ci sono le code dell'effetto del 110 per cento ma anche
  una ricaduta positiva delle risorse che sono arrivate col PNRR, con
  gli  interventi regionali che sono stati predisposti. A noi,  però,
  sembra  che  quell'isola  da lei indicata non  ci  sia,  assessore,
  quello che è indicato dal Documento che lei richiama, perché  veda,
  io  sono sindaco di Militello in Val di Catania, un borgo collocato
  in  un'area interna e vivo la realtà concreta delle nostre comunità
  e  debbo  dire  che  a  fronte delle cose da lei  dette  riscontra,
  invece,  una situazione sotto certi aspetti anche preoccupante  dal
  punto  di  vista economico: lei non cita, per esempio assessore,  i
  dati  che derivano dalle ricadute negative della guerra, la  guerra
  non  è  un  fenomeno drammatico, tragico, doloroso, che porta  alla
  morte di tanti innocenti, fatto principale che dovrebbe scuotere le
  coscienze   della  comunità  mondiale,  delle  istituzioni,   dalle
  istituzioni dell'Onu all'Unione Europea.  La guerra ha anche  degli
  effetti   economici  e  gli  effetti  economici,  Assessore,   sono
  negativi   C'è stata un'impennata del costo dell'energia  e  questa
  impennata  del  costo dell'energia non è ricaduta sull'istituzione,
  la  ricaduta è sui cittadini che pagano in maniera assai elevata le
  bollette rispetto al passato
   Io  credo che questa situazione debba essere valutata attentamente
  così come, Assessore, la decisione della Banca Centrale Europea  di
  aumentare   i  tassi  in  maniera  assolutamente  irrazionale   per
  bloccare,  veniva  detto, l'inflazione. ha portato  una  situazione
  veramente  di grande depressione economica. Ed è grave  che  ancora
  oggi la Banca centrale europea tentenni nell'abbassare i tassi  dei
  mutui, perché questo comprime l'attività economica.
   Quindi,  io guarderei con maggiore attenzione, Assessore,  i  dati
  che sono stati indicati. Sono dati a mio parere preoccupanti, anche
  perché lei ha citato il PNRR, ma diciamolo con franchezza: speriamo
  che ora il nuovo commissario, l'onorevole Fitto, che debbo dire  ci
  ha  fatto  vedere  buio fitto nel momento in cui è  stato  nominato
  Ministro   della   Repubblica,  e  che  ora   possa   operare   con
  un'inversione  di  tendenza perché il PNRR, fino a  quando  abbiamo
  avuto  in  attività il Governo di Draghi, era un continuo  inserire
  risorse  nelle nostre comunità, perché il PNRR dava delle  scadenze
  ai   sindaci   e   alle   amministrazioni  comunali,   alle   città
  metropolitane  e  debbo dire che, invece, da quando  c'è  stato  il
  cambio  di  Governo abbiamo visto col contagocce la  emanazione  di
  alcuni nuovi bandi.
   In  particolare,  aspettavamo alcune indicazioni  precise,  alcuni
  nuovi  bandi per la situazione idrica notevolmente compromessa  nel
  nostro  Paese e, invece, tutto ciò non è accaduto, anzi si indicano
  delle  date stringenti rispetto alla necessità di chiudere i lavori
  e  quello  che più preoccupa ci sono delle anticipazioni  che  sono
  state  date. Ne avrebbero dovuto dare altre, invece, pare che tutto
  ciò non stia avvenendo.
   Quindi, se il PNRR non dà delle risposte, a perdere saranno  anche
  le  iniziative per la realizzazione di alcune infrastrutture perché
  veda,  Assessore, lei ha richiamato il settore del  turismo  ma  il
  turismo  vive  se  c'è soprattutto un sistema di  collegamento  che
  aiuti soprattutto il cittadino ad arrivare là dove c'è una presenza
  culturale,  una  presenza ambientale di valore tale  da  richiamare
  l'attenzione  di  chi  si  muove per turismo.  In  tal  senso,  noi
  riteniamo che non ci sia, invece, un'attenzione e, soprattutto, una
  conseguente attività da parte del Governo adeguata per avere  delle
  infrastrutture  che  possano servire alla nostra  comunità.  Perché
  veda, Assessore, lei è subentrato ora, però avrebbe dovuto avere le
  informazioni  da  parte del suo predecessore ma anche  dagli  altri
  colleghi  di Governo che si stanno spendendo parecchie risorse  per
  migliorare l'infrastruttura ferroviaria, però noi non avremo l'alta
  velocità. Avremo un miglioramento per cui da Catania a Palermo  non
  si  arriverà in un'ora e venti come si arriva da Roma  a  Napoli  e
  avremo  un miglioramento del sistema ferroviario, però, non  avremo
  quella che è una specificità presente in tutte le parti del Paese e
  ciò  è  una  penalizzazione  ed è una penalizzazione  inaccettabile
  perché  le risorse per migliorare il sistema ferroviario in Italia,
  in  Sicilia, in modo particolare si stanno spendendo. Sì,  si  dice
  arriverà  qualcosa  in più perché c'è il Ponte  sullo  Stretto  che
  stiamo realizzando.
   Io,  guardi, non entro nel merito di questo dibattito se fare,  se
  non  fare  il  ponte perché dovremmo prendere tutta  una  giornata,
  delle  ore  da  impiegare  per discutere di  cose  che  ormai  sono
  conosciute, sono portate avanti da fronti contrapposti.
   Però,  signor  Presidente, io debbo dire  a  lei,  lo  dico  anche
  all'Assessore,  io  ho sentito più volte il nostro  Ministro  delle
  infrastrutture, il Ministro Salvini dire: «Guardate, il ponte  sarà
  importante come infrastruttura, ma soprattutto darà delle  ricadute
  in termini occupazionali». E l'ho visto dire: «Avremo cinquantamila
  nuovi  posti di lavoro». Poi l'ho sentito un'altra volta: -  perché
  cerco  di mettere attenzione quando ci sono i telegiornali -   «No,
  noi  avremo  il  ponte,  il ponte oltre che dare  un'infrastruttura
  importante  per  il  passaggio degli automezzi,  dei  treni,  delle
  locomotive, darà ottantamila posti di lavoro». Ultimamente -  ed  è
  riscontrabile  su  Google, se andate a  vedere  -  il  Ministro  ha
  parlato    di    centocinquantamila   nuovi   posti   di    lavoro,
   centocinquantamila  nuovi posti di lavoro, lo dico a chi  sostiene
  la   Lega,   a   chi   è   compagno   nel   governo   della   Lega,
  centocinquantamila nuovi posti di lavoro  Ma per fare che  cosa   E
  dove  saranno  questi  posti di lavoro? Ma  l'onorevole  Salvini  è
  consapevole che in Sicilia ci sono persone che sanno leggere e  che
  sanno  scrivere? Che ci sono persone che sanno anche  analizzare  i
  dati?  Centocinquantamila posti di lavoro  Ma come, per  fare  che
  Per  fare  il  ponte? No, perché basteranno credo tre,  quattromila
  operai,  cinquemila, diecimila operai  E poi  gli  altri  che  cosa
  faranno? Che cosa faranno, laveranno i vetri? Venderanno biglietti?
  Venderanno gadget? Ma quali sono questi nuovi posti di lavoro? Qual
  è  il  settore  in  cui dovranno essere inseriti? Ma  si  vergogni,
  Ministro   È  un  Ministro della Repubblica  Che ha  giurato  sulla
  Costituzione,  che non rispetta  E sappiamo anche  perché,  non  lo
  riprendo qui perché c'è un processo  Però, sia chiaro che  non  può
  venire  a dire delle cose ai siciliani, a deridere la Sicilia,  noi
  non   glielo  permettiamo   E  non  glielo  permettiamo  da  questo
  Parlamento,  lo  dovrebbe  fare  il Presidente  della  Regione,  il
  Presidente    dell'Assemblea,    non    lo    fanno,    è    grave
  Centocinquantamila  nuovi posti di lavoro,  ma  con  chi  crede  di
  parlare,   ma   con  chi  crede  di  parlare     Quali   sono   gli
  interlocutori?
   Quindi,  quale  cambiamento determineranno queste  infrastrutture,
  per  non  parlare  dei settori produttivi  Signor  Presidente,  noi
  abbiamo  più  volte posto il tema della siccità e lei,  lo  sa,  ne
  parliamo da marzo del 2023, però, pensavamo che ci fosse una svolta
  in  estate quando abbiamo approvato l'ordine del giorno,  e  quando
  abbiamo  approvato  l'ordine  del giorno  si  è  detto  ci  saranno
  interventi  per  la trivellazione di nuovi pozzi,  si  era  parlato
  anche  di quest'acqua presente in alcune aree importanti dei  Monti
  Iblei.   Poi  si  era  detto  si  parlerà  anche  dissalatori,   di
  depuratori,  però  alla ripresa dell'attività  del  Parlamento  non
  abbiamo trovato nulla, non c'è stata una sola risposta.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

     Nei  giorni  scorsi il Governo nazionale, ancora una  volta  con
  Salvini  che dava le carte, ha detto che ha già messo cento milioni
  di  euro  per  i dissalatori. Ha detto: «Questi sono  pronti  e  li
  daranno  a Dell'Acqua», che dovrebbe essere il commissario  che  in
  Sicilia,  non  si  è visto. E questo commissario  dovrebbe  gestire
  questi cento milioni di euro.
   Io  faccio  una  richiesta, ci sono qui autorevoli  esponenti  del
  Governo, a partire dall'Assessore per l'economia, all'Assessore per
  le  infrastrutture, per l'ambiente, per il lavoro, ma possiamo  tra
  un  mese  sapere di questi cento milioni di euro quanti ne  saranno
  spesi? O quanto meno, io non voglio neppure sapere se saranno spesi
  o   meno,  ma  quanto  meno  possiamo  sapere  a  che  punto   sarà
  l'istruttoria per i dissalatori?
   Io  la  settimana  scorsa  ho detto che  il  dissalatore  di  Gela
  potrebbe  essere  riattivato con meno di  dieci  milioni  di  euro,
  vedremo  se sarà fatta qualcosa. Quanto meno, Presidente Di  Paola,
  può  passare  questa  richiesta  al Presidente  dell'Assemblea,  al
  Presidente  della  Regione, che l'Aula vorrebbe sapere  che  questi
  cento  milioni di euro indicati ultimamente dal Governo, come  sono
  stati già posti in istruttoria per essere utilizzati.
   Io  non dico che debbano essere utilizzati domani, ma quanto  meno
  sapere  Sono stati individuati per Gela  Sono stati individuati per
  Agrigento,  per  Trapani?  Almeno questo  a  noi  interessa,  anche
  perché, Presidente, la situazione dell'agricoltura, Assessore,  non
  è  brillante - lei non l'ha neanche sfiorata, credo -  però,  a  me
  pare  che  la  siccità  qualche problema l'abbia  creato,  ci  sono
  problemi molto seri nel campo agricolo, la produzione, a detta  dei
  produttori, è del 50 per cento rispetto all'anno scorso; un 20  per
  cento  di  aziende  ha  già  chiuso, quindi  non  parliamo  di  una
  situazione  qualsiasi;  i  consorzi di  bonifica,  in  gran  parte,
  navigano  al  buio   Io so che il consorzio di  Lentini,  anche  il
  consorzio di Caltagirone non pagano gli operai che pure sono  lì  a
  fare  attività  e  questa è una cosa molto grave  perché  sono  dei
  lavoratori che aspettano di essere pagati
   Allora,  il tema della siccità è un tema ancora presente. Sì,  c'è
  stata  qualche pioggia nei territori, ma minima. Non  è  stata  per
  nulla  superata. Si adoperi il Governo, questo tema dei dissalatori
  a  noi  interessa.  Potremmo  dire il Governo  ha  detto  una  cosa
  inattuabile? No  Noi lo aspettiamo al varco. Chiediamo  che  vadano
  avanti,  anzi se vanno avanti li sosterremo perché parlano  di  100
  milioni  di  euro  che  dovranno essere  subito  utilizzati  da  un
  commissario,  da  questo  commissario  dell'acqua  che  ha   poteri
  straordinari.  Quindi,  credo  che  su  questo  tema  ci  si  debba
  ritornare.
   Così  come  un  tema  significativo, sul  piano  degli  interventi
  produttivi,  è  rappresentato dalla Zes. Si era detto  la  Zes  può
  essere  uno strumento importante. L'averla allargata, per decisione
  del Governo nazionale, ha portato dei problemi perché, ad oggi,  ci
  sono  3200  miliardi di euro e le richieste sono di 9  miliardi  di
  euro, perché è stata allargata in maniera assai ampia e, quindi non
  c'è  la  possibilità, in questo momento, di avere  le  risorse  per
  quegli  imprenditori  che  hanno  già  predisposto  dei  piani  per
  l'utilizzo di queste risorse. Avrebbero voluto avere subito  queste
  risorse  da spendere per gli investimenti e mi pare che  tutto  ciò
  sarà molto più difficile.
   E  vado alla conclusione, Presidente. Noi abbiamo due diritti  che
  vogliamo  difendere, e lo dico all'Assessore per l'economia.  Spero
  che  il Governo nazionale non tiri fuori di nuovo questo escamotage
  di  mettere  un ulteriore ridimensionamento scolastico nel  decreto
  fiscale,  in  modo  da  impedire che possa  essere  impugnato.  Noi
  crediamo  che la scuola sia fondamentale, sia fondamentale rispetto
  alle devianze.
   Noi domani affronteremo il dibattito sulla necessità di combattere
  il crack. Ma il crack non si combatte con una medicina, non ci sono
  soluzioni miracolistiche, si combatte con un piano molto serio, dal
  punto  di  vista  della prevenzione. E nella prevenzione  un  ruolo
  fondamentale ce l'ha la scuola, una scuola che mette al  centro  il
  dirigente  scolastico  che interloquisce  con  il  sindaco,  con  i
  Carabinieri, con le parrocchie, con la società in modo  da  frenare
  le devianze che sono presenti purtroppo nel nostro mondo giovanile.
   Così come per la sanità, Presidente. Abbiamo letto che ci sarà  un
  nuovo  piano per la realizzazione della rete sanitaria ospedaliera.
  So  che  stanno lavorando i tecnici, ma sappiano quelli del Governo
  che  innanzitutto è la politica che dovrà, in questo caso a  chiare
  lettere,  in maniera trasparente, individuare quali debbono  essere
  gli  obiettivi  che la sanità deve portare avanti, perché  ci  sono
  problemi  molto  seri  e  sono  i problemi  afferenti  innanzitutto
  all'organizzazione del territorio, alla migliore  realizzazione  di
  una  rete  che possa permettere l'abbattimento vero, non  fittizio,
  delle  lunghe  liste  d'attesa, l'impegno  per  affrontare  la  non
  autosufficienza.
   Sono  questi  i  settori  su  cui lavorare,  sapendo  che  c'è  un
  problema,  un problema centrale è quello rappresentato  dal  numero
  assai  basso di nuovi medici che si laureano, perché c'è stata  una
  scelta dissennata portata avanti - e concludo Presidente - da tutti
  i  governi  e   io  in questo non salvo nessuno,  compreso  il  mio
  partito  che  su  questo  tema è stato  e  rimane  troppo  prudente
  rispetto  alla necessità di andare avanti per ridare ai giovani  la
  possibilità di laurearsi in medicina e servire le proprie comunità,
  rispondere ai bisogni di chi soffre e si trova con grandi problemi.
   E  concludo, Presidente. Sono rimasto particolarmente  deluso  nel
  vedere  che  invece di rispondere all'agricoltura si  sia  inserito
  all'ordine  del  giorno un disegno di legge sugli enti  locali.  In
  verità, gli enti locali hanno bisogno di una spinta. Mi auguro  che
  si  possano  trovare  le argomentazioni per  migliorare  la  nostra
  struttura  amministrativa, perché oggi le risposte  possono  venire
  dai   comuni,   possono  venire  da  quelle  cellule  che   possono
  interloquire  col  cittadino, che sono le prime  porte  aperte  che
  bisogna tenere nei confronti delle comunità rispetto a ciò che deve
  essere  chiesto  allo Stato. Ma per fare questo bisogna  affrontare
  situazioni  molto  difficili: sono quelle del federalismo  fiscale,
  del fatto che i comuni trovino difficoltà ad avere le risorse utili
  per  i  servizi, perché sappiamo tutti che non ci sono evasori,  ci
  sono debitori di tanti cittadini che sono in difficoltà. Tra questi
  -  e  concludo il mio intervento, Presidente - ci sono  quelli  che
  avevano  il  reddito di cittadinanza; lei sa che  erano  oltre  200
  mila,  oggi  sono 80 mila, molti di meno. E se oggi le piazze  sono
  tornate  in  mano  alla criminalità organizzata,  che  distribuisce
  morte  ai giovani con il traffico della droga, è anche perché tanti
  sono  tornati a non avere un lavoro, a non avere un aiuto. E questo
  è un aspetto molto significativo.
   Ecco  perché, Presidente, dico all'Assessore meno ottimismo e  più
  lavoro, più attività nella nostra comunità.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone. Con l'onorevole  Cracolici
  dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
   È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,  guardi  ha
  ragione   l'onorevole  De  Luca:  lei  non   è   l'Assessore   alla
  programmazione e quindi sarebbe stato più corretto avere  anche  la
  presenza  del  presidente  Schifani. Però,  devo  dire  la  verità,
  leggendo  questo documento, questa Nota d'aggiornamento, devo  dire
  che  la  presenza del presidente Schifani sarebbe stata  del  tutto
  inutile,  perché questo documento non contiene alcuna  prospettiva,
  non  contiene  un disegno su quella che è la Sicilia  che  vogliamo
  costruire.
   E  però,  veda, lei ha citato molti dati statistici, dei resoconti
  che  ci  sono stati consegnati, oltre che dallo Svimez, dall'Istat,
  dalla  Banca d'Italia - li ha citati tutti, ovviamente  non  ha  in
  alcun  modo  mentito, me ne guarderei bene dal dire  una  cosa  del
  genere  -, però non ha dato una lettura politica a quei numeri,  ha
  cercato  di edulcorare, se mi consente, la realtà, perché veda  lei
  ha  parlato  per esempio della spesa, della capacità di  spesa  dei
  cittadini siciliani, tratteggiando quasi un quadro roseo, ma i dati
  sono  nefasti  per le nostre famiglie: la capacità di  spesa  delle
  famiglie siciliane è diminuita; la capacità di indebitamento  delle
  famiglie siciliane è ridotta all'osso. E in Sicilia c'è un dato che
  qui  non è riportato ed è grave che non lo sia: ci sono i più  alti
  tassi  di  interesse rispetto al resto del Paese. Questo vuol  dire
  che  non  solo  le  famiglie siciliane non hanno  una  capacità  di
  indebitamento, ma vuol dire che il sistema finanziario e il sistema
  bancario   non   accorda  loro  una  fiducia  tale  da   consentire
  l'applicazione di più bassi tassi. E lei, che di queste questioni è
  un esperto, dovrebbe sapere che è questo il dato che emerge.
   E  la  stessa cosa riguarda le imprese, perché le imprese  non  si
  indebitano  più  e non si indebitano più: a) perché  non  hanno  la
  capacità  di  farlo a questi tassi di interesse, b) perché  c'è  il
  crollo  della  domanda interna. E il sistema economico  italiano  e
  siciliano si regge prevalentemente sulla domanda interna e rispetto
  a tutto questo, ad eccezione degli aiuti e delle prebende che erano
  previste prima dell'insediamento del governo Meloni, non c'è alcuna
  misura  reale  che  mira  a  mettere in campo  iniziative  volte  a
  sostenere  la  capacità di spesa delle famiglie e  la  capacità  di
  affrancarsi dallo stato di bisogno.
   Tutte le misure che erano previste le avete cancellate e non avete
  reintrodotto nulla che possa consentire alle famiglie siciliane  di
  recuperare la spesa.
   E   quando   parlate  di  imprese,  quando  parlate  di   imprese,
  dimenticate totalmente un settore perché vede, Assessore,  ci  sono
  molte  pagine dedicate all'industria. L'industria vale  il  10  per
  cento  del  Pil siciliano, meno della metà rispetto alla media  del
  Paese (nel Paese l'industria vale circa il 20 per cento, in Sicilia
  il 10 per cento).
   E  la  maggior  parte  del peso deriva dalla trasformazione  degli
  idrocarburi,  quindi  vuol dire che solo  un  settore  è  realmente
  trainante.  Negli  altri  rami di quello che  può  essere  definito
  industria siamo particolarmente carenti.
   Rispetto  a  questo, al di là di richiamare ancora  una  volta  la
  norma  dell'ultima finanziaria che prevede i 40 milioni di  euro  a
  sostegno  delle assunzioni, non avete null'altro da  scrivere.  Non
  c'è uno straccio di politica industriale. Tutto si basa sulla spesa
  dei  fondi  delle diverse programmazioni europee, ma  non  c'è  per
  esempio uno studio sull'impatto che questi fondi hanno avuto  sulla
  crescita del Pil siciliano.
   E sulla crescita del Pil di cui tanto vi vantate, vorrei ricordare
  che i soldi dell'ultima programmazione 2014-2020, nell'ultimo anno,
  non  sono  stati  spesi  per investimenti,  perché  rischiavamo  il
  definanziamento,  Assessore, lei non era ovviamente  presente,  non
  gliene faccio una colpa, ma chi l'ha preceduta e comunque lei ha la
  responsabilità politica di essere l'Assessore per l'economia di  un
  Governo  di centrodestra che è stato preceduto da un altro  Governo
  di centrodestra.
   Gli  800  milioni  di  euro che rischiavamo  di  dover  restituire
  all'Unione  Europea non li abbiamo utilizzati per investimenti,  li
  abbiamo  utilizzati per spesa corrente perché abbiamo sfruttato  la
  deroga  che è derivata dall'emergenza Covid, non eravamo  stati  in
  condizione  di spenderli, c'è stato consentito di fare  questo,  ma
  abbiamo  sottratto risorse agli investimenti, quindi alla  capacità
  di fare.
   Lei parlava correttamente di politiche keynesiane. Giusto
   La  mia  storia  politica  non può che  portarmi  a  dire  che  le
  politiche  keynesiane  sono corrette perché non  esiste  il  debito
  necessariamente cattivo. Il debito può essere buono se è fatto  per
  investimenti.
   L'investimento  pubblico,  la spesa pubblica  se  serve  per  fare
  investimenti è un moltiplicatore della ricchezza, ma se serve  solo
  per  fare  spesa corrente improduttiva è solo debito ed è  un  peso
  sulla crescita della nostra Regione. E di tutto questo nel DEFR non
  c'è traccia.
   Si  vuole  cancellare  un pezzo di storia dei  governi  siciliani,
  cancellandolo con un tratto di penna.
   Noi  abbiamo fatto crescere il Pil nel 2023 per effetto di  quella
  spesa,  ma è una crescita effimera che non conta nulla perché  poi,
  di  fatto, non abbiamo attivato la crescita che può derivare  dagli
  investimenti privati, perché è vero che cresciamo un  po'  più  per
  effetto della coda della programmazione europea, ma è pur vero  che
  gli  investimenti privati latitano e non hanno contribuito in alcun
  modo alla crescita della nostra economia.
   E  dinanzi a questo non c'è un'indicazione di una via che dovremmo
  perseguire  per  invertire la rotta. Se continueremo  sotto  questo
  profilo  e  su  questa strada, avremo un ulteriore  decremento  del
  nostro  Pil, un ulteriore decremento della qualità della  vita  dei
  nostri  cittadini,  una  minore  capacità  di  spesa  delle  nostre
  famiglie  e  guardate che, anche quando parlate  di  lavoro,  avete
  scritto  ed  è vero, ripeto non metto in dubbio i numeri,  che  gli
  occupati,   occupati-disoccupati  sono  statistiche   diverse,   mi
  riferisco  ovviamente  al  numero  assoluto  degli  occupati,  sono
  cresciuti del 5 per cento.
   Ma  avete valutato la qualità del lavoro di questo 5 per cento  in
  più?  Avete  visto  quanti sono i lavoratori precari?  Avete  visto
  quanti  sono  i  lavoratori che hanno un reddito  che  non  gli  fa
  superare la soglia di povertà?
   No   Questo dato statistico non lo avete minimamente esaminato  ma
  basta vedere quello che dice l'Inps e scoprirete che solo lavoro, o
  prevalentemente  lavoro precario, lavoro poco pagato,  lavoro  poco
  specializzato,  senza alcun valore aggiunto di know  how  e  non  è
  quello che può fare la svolta alla Sicilia. A noi serviva un 5  per
  cento  di  lavoro  ben retribuito, ben qualificato  e  che  potesse
  mettere un valore aggiunto al nostro sistema produttivo.
   Non c'è questo  Tutto questo non c'è
   E  poi,  dicevo  poc'anzi,  parlavate di  imprese.  Ebbene,  avete
  totalmente dimenticato un settore.
   Riconoscete  che  l'agricoltura  vale  il  7  per  cento  del  Pil
  siciliano,  riconoscete  che dal 2022 ad oggi  l'agricoltura  è  un
  settore  che  ha  subito  una  crisi per  effetto  dei  cambiamenti
  climatici, per effetto della siccità che è senza precedenti  e  non
  avete  dedicato un rigo - dico un rigo - a quello che  volete  fare
  per l'agricoltura in Sicilia, quindi del 10 per cento si parla,  il
  7 per cento si dimentica non comprendendo che quel disagio sociale,
  presente  nei  nostri  territori rischia di  aumentare  perché  gli
  agricoltori,  soprattutto i piccoli agricoltori, non  sono  più  in
  condizione di sfamare le loro famiglie.
   Dinanzi  a questo non dedicate nemmeno una proposta, probabilmente
  -  anzi  con certezza - perché non ne avete  E questo è  il  quadro
  generale della nostra economia.
   Però,  devo  dire  però la verità, apprezzo la vostra  correttezza
  istituzionale quando nel DEFR parlate dei rapporti tra lo  Stato  e
  la  Regione  perché  il  mio collega Venezia parlava  di  autonomia
  differenziata - ha ragione  -, il presidente Schifani dovrebbe dire
  qualcosa  in  più  su  quelli che saranno  gli  effetti  nei  fasti
  dell'autonomia differenziata.
   Ma  il problema vero è che il Governo, che Roma non sta aspettando
  la  concreta - e concludo, Presidente - applicazione dell'autonomia
  differenziata per danneggiare i siciliani perché c'è  un  dato,  di
  cui voi date atto, che è quello per cui nella finanziaria del 2023,
  a  seguito delle riforme dell'Iva e dell'Irpef che per le Regioni a
  Statuto  speciale hanno modificato i trasferimenti da  parte  dello
  Stato,  la  Regione siciliana, a fronte di una perdita  di  entrate
  pari  a  più di 240 milioni di euro, otterrà come ristoro  solo  78
  milioni di euro.
   Ergo,  il  Governo ha già sottratto ai siciliani  170  milioni  di
  entrate  che  dovevano, per effetto dell'accordo  sottoscritto  nel
  2023, essere trasferiti al Governo regionale, ai siciliani.
   Ebbene, questo non è stato fatto
   Vi  siete  limitati  a fare l'impugnativa della finanziaria  sotto
  questo  profilo ma quello che emerge è che Roma ha  già  deciso  di
  abbandonare la Sicilia.
   Hai  voglia  di  riempirci la bocca che con  questa  comunione  di
  intenti tra i governi, i siciliani ne avrebbero avuto un beneficio.
  Li stiamo vedendo i benefici, 170 milioni di euro
   E  poi,  Presidente, c'è un dato. Vi azzardate  a  scrivere  -  mi
  auguro  che  sia  vero  a questo punto - che il  deficit  è  fermo,
  scenderà  a 1,3 miliardi. Vorrei ricordare a me stesso che l'ultimo
  rendiconto approvato e parificato è quello del 2019.
   I  rendiconti  del  2020  e  del 2021 non  sono  né  approvati  né
  parificati, sono stati impugnati innanzi alla Corte costituzionale.
  Il  2020  è  già stato bocciato, il 2021 verrà anch'esso  impugnato
  perché  ha  gli stessi problemi del 2020 e anche il rendiconto  del
  2022  è stato approvato sulla base dei medesimi principi che  hanno
  condotto all'impugnazione del 2023.
   Lei  aveva annunciato che l'avrebbe portato al più presto in Aula,
  mi auguro che arrivi, vorremmo vederlo
   Ma  prima  di  dire  quant'è l'indebitamento  che  ha  la  Regione
  siciliana,  sarebbe  utile  approvarli  quei  documenti  contabili,
  sarebbe  utile  vederli  e sarebbe utile che  venissero  parificati
  dalla Corte dei Conti e sottratti a eventuali impugnative.
   Dunque  su  questo,  così  come  ho avuto,  ho  riconosciuto,  che
  ovviamente  i dati non possono che essere corretti su questo  penso
  che si sia fatto l passo più lungo della gamba. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Safina.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente, membri del Governo,
  deputati  colleghi,  qualche settimana fa  l'assessore  Dagnino  ha
  giustamente ricordato, in Commissione  Bilancio', come il DEFR 2025-
  2027, che oggi viene discusso qui in Aula, non è stato confezionato
  da lui ma che certamente da qui a breve ci aspettiamo quella che  è
  la  Nota  di  aggiornamento. Mi auguro che questo  dibattito  possa
  suggerire spunti e occasioni di riflessione, anche per il  Governo,
  per  approntare  politiche correttive su alcuni fronti,  su  alcuni
  aspetti  che  oggi  sono stati esaminati dall'Aula.  Però,  da  una
  lettura generale del DEFR che oggi discutiamo qui, emerge, al di là
  delle  previsioni di crescita del Pil e degli indicatori  economici
  di  riferimento,  come  comunque la fase espansiva  post  pandemica
  abbia   subito  un  rallentamento.  E  questo  rallentamento  della
  crescita  non può che avere ricadute su quelle che sono le famiglie
  siciliane,  ricadute ovviamente negative, perché come è certificato
  da  un  rapporto  della  Banca  d'Italia  del  2023  si  è  ridotto
  notevolmente il potere di acquisto delle famiglie siciliane,  circa
  il 19 per cento in meno rispetto alla media nazionale, la ricchezza
  posseduta  è  di gran lunga inferiore, si parla di 95.000  euro  in
  termini  pro capite, a fronte di una media nazionale pro capite  di
  177.000 euro.
   Su  questo  aspetto,  dopo che ovviamente i  miei  colleghi  hanno
  dissertato su quelle che sono le linee generali economiche,  vorrei
  soffermarmi, perché la famiglia, e quindi la persona,  deve  essere
  al  centro  della prossima manovra finanziaria. Mi auguro  che  sia
  anche  al centro della prossima Nota di aggiornamento del Documento
  di economia e finanza regionale.
   C'è un capitolo che non è stato oggi trattato e che mi sta molto a
  cuore  che  è  quello della sanità. Siamo alla vigilia anche  della
  manovra  di  bilancio del Governo nazionale e  pare,  almeno  dalla
  lettura dei giornali, che si voglia porre un'attenzione particolare
  sul tema demografico.
   Mi  duole  dover constatare che purtroppo su alcuni  aspetti  -  e
  parliamo  appunto  di  sanità,  come è  quello  della  procreazione
  medicalmente assistita, su cui non c'è cenno in questo  DEFR  e  mi
  auguro  che la Nota di aggiornamento possa a tal riguardo apportare
  correttivi  -  le risorse previste attualmente sono  insufficienti,
  certamente  insufficienti rispetto a quello  che  è  il  fabbisogno
  reale.
   Eppure  si tratta di una materia che rientra nei LEA del 2017,  il
  fatto  che ancora il Governo nazionale non abbia emanato il decreto
  di aggiornamento delle tariffe ovviamente ci pone in una condizione
  di difficoltà. Nel frattempo, però, le altre Regioni si sono dotate
  di  un  nomenclatore  tariffario  regionale,  come  ad  esempio  la
  Campania,  e  appunto sul fronte della lotta alla mobilità  passiva
  sanitaria mi sembra importante e indispensabile prevedere anche  su
  questo fronte adeguate risorse.
   Si  parla  di revisione della rete ospedaliera. Io mi  auguro  che
  nella  Nota di aggiornamento siano fissati almeno i principi perché
  di  rete  ospedaliera  si è parlato in questi mesi  in  Commissione
   Sanità', presieduta dal collega Laccoto, ma non sappiamo nulla, se
  non da indiscrezioni giornalistiche.
   Si  parla  di  principi e noi come parte politica  ovviamente  non
  possiamo che ispirare la rete ospedaliera del domani a principi  di
  efficienza  della  sanità,  a principi  di  riduzione  del  rischio
  clinico  del  paziente, al potenziamento dei  presidi  ospedali  di
  periferia,  magari  apportando quei correttivi necessari  per  quei
  presidi  ospedalieri  che si trovano vicini,  a  pochi  chilometri,
  eliminare  i  reparti doppioni e soprattutto potenziare  i  reparti
  ospedalieri   che   hanno   una   rianimazione.   Certamente,   non
  consentiremo  che la rete ospedaliera di domani sia  improntata  al
  principio del potente locale di turno.
   Sul  PNRR della sanità: ritardi su ritardi. Le case comunità,  gli
  ospedali della salute si stanno realizzando e mi auguro che nel più
  breve  tempo possibile si possa costruire questa rete di assistenza
  del  territorio, ma certamente non possiamo non constatare un  dato
  di  fatto  che sulle cure domiciliari, sull'assistenza  domiciliare
  siamo  indietro, siamo il fanalino di coda delle Regioni  italiane.
  Se  noi su questi temi riuscissimo nei prossimi mesi a cambiare  il
  passo  di  marcia certamente i nostri Pronto Soccorso soffrirebbero
  molto meno.
   E  poi il sostegno alle imprese. Ecco, questo è un capitolo che mi
  interessa  particolarmente  anche  perché  ho  registrato   segnali
  positivi  da  parte del Governo, dell'azione che è stata  messa  in
  campo  in  questi anni, gli aiuti alle imprese che hanno consentito
  investimenti,  stanno consentendo investimenti, stanno  consentendo
  anche  di  attrarre  grosse imprese nazionali  ma  che  consentono,
  ovviamente, anche di dare un futuro ai nostri giovani invertendo la
  tendenza negativa della disoccupazione.
   L'agricoltura  è  un tema a me particolarmente  caro,  per  carità
  abbiamo  registrato in questi anni, in questi mesi,  la  drammatica
  crisi  della  siccità,  l'impegno  di  questo  Parlamento  è  stato
  totalizzante,  sono  state stanziate decine e  decine,  milioni  di
  risorse per l'agricoltura e per l'emergenza siccità, tuttavia  però
  registriamo ancora zone della nostra Terra e in particolar modo del
  Calatino,   da   cui   provengo,  che   sono   tuttora   prive   di
  approvvigionamento  idrico per quanto riguarda  appunto  le  nostre
  campagne.
   Si   è   salutata  con  grande  favore  l'apertura  e   finalmente
  l'approvvigionamento idrico proveniente dalla diga di Lentini,  due
  pompe di sollevamento, investimenti importanti ma si è limitato, si
  è  circoscritta  quella  irrigazione soltanto  a  mille  ettari  di
  territorio, lasciando senza acqua gran parte del Calatino, per  non
  parlare anche delle campagne di Paternò.
   Ecco,  su  questo tema, sulle condotte idriche occorre impegnarsi,
  buttarsi  pancia a terra e soprattutto provvedere a consentire  una
  regolare distribuzione dell'acqua.
   Mi spiace dover constatare che soltanto una mezza pagina sia stata
  dedicata  al tema di scottante attualità, che è quello dell'Azienda
  siciliana trasporti. Abbiamo votato come parte politica autonomista
  nella  cosiddetta manovra bis - anche se a denti stretti e non  con
  grande  convinzione  - la norma - l'abbiamo fatto  per  spirito  di
  lealtà - che consente la trasformazione della società in house.
     Abbiamo  anche  votato la ricapitalizzazione, abbiamo  stanziato
  anche  risorse  per  procurare la disponibilità di  nuovi  autobus,
  abbiamo   constatato  come  qualche  giorno  fa   per   un   errore
  imperdonabile di programmazione della governance che si è  arrivati
  a   ridosso   dell'inizio  dell'anno  scolastico  senza  provvedere
  all'acquisto  o comunque al noleggio degli autobus e questo  se  mi
  consente è un errore imperdonabile della governance dell'AST.
   Su  questo  tema non concederemo più deleghe in bianco,  assessore
  Dagnino,  non  concederemo più deleghe in  bianco  perché  vogliamo
  vederci  chiaro,  vogliamo  vederci chiaro  sul  perché  di  alcuni
  atteggiamenti,  di  alcune  defenestrazioni  ad  orologeria  quando
  l'azienda  negli ultimi anni aveva notevolmente ridotto il  proprio
  debito.
   Vogliamo  capire sulle tratte dei servizi urbani  che  sono  state
  soppresse quali erano quelle deficitarie e qualcuna credo,  più  di
  qualcuna,  mi riferisco a quella di Milazzo e a quelle di Acireale,
  di  Ragusa,  di  Modica se non altre erano in  perfetto  equilibrio
  economico finanziario.
   Vogliamo vederci chiaro e spero che domani, spero che nei prossimi
  giorni il Governo riferisca alla Commissione presieduta dal collega
  Carta  su  quella  che  è la gara dell'affidamento  ai  privati  di
  qualcosa come 52 milioni di chilometri annui per circa 819  milioni
  di  euro  di  gara  per il trasporto pubblico locale  dai  contorni
  nebulosi su cui aspettiamo una risposta.
   Inoltre,  in  relazione al tema del rapporto con gli enti  locali,
  credo  che  gli  enti locali vadano sostenuti e  voglio  sottoporre
  all'attenzione del Governo un ordine del giorno - che è stato da me
  presentato  e  votato in Aula in occasione dell'approvazione  della
  legge  25/2024 - la cosiddetta manovra ter, che impegna il  Governo
  regionale a dare una mano importante ai comuni siciliani che ancora
  una  volta  devono subire il fronte dell'aumento  dei  costi  delle
  rette dei servizi socio-assistenziali.
   Nel  febbraio di quest'anno è stato modificato, è stato approntato
  un  nuovo contatto collettivo nazionale di lavoro delle cooperative
  che  prevede  un  aumento del costo del 14  per  cento  del  costo,
  appunto, del lavoro e ovviamente le ricadute sono sui comuni.
    E' certamente una buona notizia per le cooperative ma soprattutto
  per  gli  operatori  che  svolgono  quotidianamente  un  lavoro  di
  straordinaria  importanza e di grande valenza sociale,  tuttavia  i
  comuni  devono sostenere questo costo che aggrava ancor di  più  le
  loro  casse e mi auguro che la Regione siciliana, attraverso  anche
  un'interlocuzione  proficua  con l'Anci,  in  modo  tale  da  avere
  contezza  di  quelli che sono i reali costi, possa intervenire  per
  dare un sostegno concreto ai comuni su questo fronte. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Lombardo  Giuseppe  Geremia.  E'
  iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  quasi  quasi  non  c'è  nemmeno bisogno del mio  intervento  perché
  ascoltando da fuori fra Lombardo Geremia e Lombardo Giuseppe, quasi
  quasi  gli  interventi si possono anche condividere perché  non  ho
  capito  bene  più, visto anche le dichiarazioni, e finalmente  dico
  io,  finalmente  qualcosa si sta muovendo in quest'Aula  visto  che
  l'assessore Aricò è andato via per quanto riguarda AST, per  quanto
  riguarda questo nebuloso modello di affidamento ai privati, così  è
  stato  definito dal collega Lombardo. Ma ci arriverò perché intanto
  voglio   dare   benvenuto  finalmente  su  un  documento   politico
  all'assessore Dagnino.
   Lei  ha fallito la prima assessore, lei ha fallito la prima perché
  mi  aspettavo di più da lei, lei è stato presentato quando è  stato
  scelto al posto dell'assessore Falcone come un bravo tecnico e  che
  sarebbe stato all'altezza del ruolo, perché l'assessore al bilancio
  per   la   Regione  siciliana  è  l'assessorato  più   ambito   fra
  l'assessorato al bilancio e l'assessorato alla salute.
   Lei  ha fallito, lo sa perché assessore? Da lei mi sarei aspettato
  un'illustrazione  di questo DEFR, anche se non è  il  suo,  ma  per
  continuità  amministrativa  diventa il suo,  una  illustrazione  su
  tutta quella che è la parte strategica che deve avere un DEFR.  Lei
  si  è  limitato soltanto, e vado all'indice, si è limitato soltanto
  alle  prime cinquantotto pagine, parlando di tutti quelli che  sono
  gli  aspetti macro economici e di tutti i dati statistici, poi alle
  ultime  tredici  pagine e su un totale di trecentocinquanta  pagine
  lei  ne conosce o ne disconosce oltre 280 pagine, tutte quelle  che
  riguardano  la  strategia che si deve mettere in atto  da  oggi  in
  avanti,  perché il DEFR rappresenta come documento quello  che  poi
  sarà  tutta  l'attività  che deve fare il Governo  con  disegni  di
  legge,  con  la  legge di stabilità, con delibere  di  Giunta,  per
  portare avanti quelle strategie che vengono approvate nel DEFR.
   Tutto  ciò non l'ho sentito assessore, lei non ha parlato di nulla
  del  capitolo  2, il capitolo 2 è, e glielo dico in sintesi,  tutto
  quello che riguarda l'area istituzionale, tutta quella che riguarda
  l'area  economica, tutta quella che riguarda sviluppo, agricoltura,
  area  culturale,  turismo. Solo sul turismo le  faccio  un  esempio
  perché  non  vedo strategia nella sua illustrazione,  non  ne  vedo
  strategia  nemmeno  sul DEFR, lei ha dato un dato,  per  questo  mi
  soffermo  sul  turismo, relativo a quelle che sono le  presenze  in
  Sicilia del 2023, vantandosi dell'incremento di quasi dodici  punti
  percentuali  ma  se  lei  lo dà come dato relativamente  solo  alla
  Sicilia,  senza  fare  un  confronto con quelli  che  sono  i  dati
  nazionali,  le do soltanto un numero che sicuramente lei conoscerà,
  perché  è  un  bravo tecnico, il Trentino Alto Adige rispetto  alla
  Sicilia, nel 2023 fa 56 milioni di presenze, la Sicilia ne fa  16,8
  e lei si è vantato dei 16,8 della Sicilia
   Ma  si rende conto qual è la differenza fra il Trentino Alto Adige
  e  la  Sicilia? La Sicilia è il centro del mondo dal punto di vista
  di attrattività culturale, paesaggistiche, storiche, monumentali, e
  un  altro dato su cui ci dobbiamo anche soffermare è che di  queste
  56  milioni di presenze c'è una media di permanenza sugli arrivi di
  4,17  giorni per ogni arrivo, in Sicilia la media è di  2,9  giorni
  per  ogni  arrivo,  significa che con gli  stessi  arrivi,  se  noi
  avessimo  la stessa permanenza media che ha il Trentino alto  Adige
  passeremmo  da  16,8 milioni di presenze a più  di  23  milioni  di
  presenze annue. Allora, che significa? Un DEFR è quello che mi deve
  consentire  di  valutare le strategie che devo mettere  in  atto  e
  farlo approvare.
   Oggi  colleghi  vi  voglio richiamare solo a questa  procedura  di
  approvazione  del  DEFR,  alla fine si  consuma  un  documento,  un
  documento  che  va  fatto  per legge entro  il  30  di  giugno,  un
  documento  che va approvato perché altrimenti non puoi  fare  tutte
  quelle che sono le norme successive al DEFR, previste dall'articolo
  118  e lo stiamo approvando con un ordine del giorno e non capisco,
  scusami  collega  Geremia, come hai fatto a  firmarlo  come  Gruppo
  politico quell'ordine del giorno visto che hai contestato tutto  di
  questo  DEFR,  hai  contestato tutti i punti, l'MPA  ha  contestato
  perché  se  non parla nessun altro dell'MPA il collega  Geremia  ha
  parlato  per  conto  dell'MPA e non lo so se n'è andato,  onorevole
  Cracolici,  ma ci starà ascoltando, ha contestato tutto il  collega
  Geremia però ha sottoscritto l'ordine del giorno, colleghi,  ma  lo
  sapete cosa andrà approvare questa maggioranza?
   Questa  maggioranza andrà ad approvare un ordine  del  giorno  che
  alla  fine, solo per consumare un passaggio, si limita  a  dire  al
  Governo  di  perseguire  tra  gli obiettivi  il  reperimento  delle
  risorse necessarie ad esercitare l'opzione prevista dal bando  Cig,
  numero,  numero,  numero, per la costruzione di  una  seconda  nave
  traghetti  da parte di Fincantieri e a garantire che la stessa  sia
  realizzata  presso il cantiere navale di Palermo,  cioè  alla  fine
  trecentocinquanta pagine di strategia, di analisi, di  studi  e  di
  dati  macro-economici  si  risolvono,  soltanto,  con  l'invito  ad
  acquistare una nave in più, cioè, noi stiamo facendo oggi  un  bene
  alla  nostra  terra  o  stiamo  soltanto  consumando  un  passaggio
  formale, Assessore?
   Questo  deve  essere  lei,  nella sua  replica  che  spero  faccia
  puntuale  a  tutti gli interventi che abbiamo fatto  in  Aula  fino
  adesso e anche quelli che saranno fatti dopo il mio intervento, per
  capire, visto che lei qua oggi rappresenta sia la sua delega che la
  delega  alla  programmazione  che ha il  Presidente  Schifani,  per
  sapere dove vuole andare questo Governo, in questo momento non si è
  capito dove volete andare, non si è capito e lo sa perché?
   Perché già gliel'ha detto il collega Geremia che è seduto là ma lo
  cerco  da questo lato, cioè non c'è nulla che prevede sviluppo  per
  questa  terra, voi state consumando solo un passaggio e io  capisco
  la  sua  difficoltà,  questo non è un suo  documento,  lei  se  l'è
  ritrovato, lei non si è nemmeno sforzato ad aggiungere -  e  questo
  glielo  chiedo, glielo dico anche con franchezza, Assessore  -  lei
  non  si  è  sforzato  nemmeno di aggiungere una  sua  introduzione,
  perché  ha  lasciato quella dell'assessore Falcone,  mezzo  che  si
  poteva fare Presidente Di Paola, giusto?
   Per accompagnarla all'Aula perché l'ha presentato lei, quindi, lei
  non  ci  ha  dato nemmeno questo, non c'è strategia,  per  esempio,
  sulla  gestione dei rifiuti in Sicilia, l'unica strategia è  quella
  che  si  sta attuando e non è scritta nel DEFR, la stiamo  leggendo
  sulle pagine dei giornali, l'unica strategia che si sta attuando in
  Sicilia  è  quella di privatizzare tutto, privatizzare  la  sanità,
  come  ha  detto il collega anche Geremia, privatizzare il trasporto
  pubblico locale, privatizzare la gestione dei rifiuti, privatizzare
  anche gli aeroporti ma può essere che la strategia per aumentare le
  presenze  in  Sicilia  dei  turisti è quella  di  privatizzare  gli
  aeroporti?
   Il   Governo  sta  privatizzando  tutto  dove  c'è  profitto,  sui
  trasporti, sugli aeroporti, sui rifiuti, sulla salute e che resta a
  fare  la  Regione? Soltanto per consentire a chi vuole  lucrare  su
  quelli che sono i servizi pubblici essenziali in questa terra e non
  parliamo poi di quelle che sono le energie rinnovabili, una  parola
  non è stata detta. Perché?
   Perché  non  c'è  scritto qua dentro qual è la  vostra  strategia,
  assessore,  la  vostra strategia viene scritta in  altre  sedi,  la
  strategia  viene decisa in altri luoghi, non sicuramente  sul  DEFR
  che  noi  approveremo,  non noi Aula, non noi  opposizione  ma  voi
  maggioranza,  approverete con un ordine del giorno  che  si  limita
  soltanto a consumare un passaggio formale e, mi dispiace dirglielo,
  Assessore,  io  spero che lei nella sua replica  si  ricordi  delle
  altre  300  pagine che nemmeno ci dà, se non solo per  un  semplice
  passaggio.
   Assessore, io le consegno queste mie riflessioni, così  sto  anche
  nei  dieci  minuti e spero che lei possa prendere spunto da  questo
  dibattito.  Ma  prenda spunto, soprattutto, da  chi  ha  contestato
  questo  DEFR  ma  le  voterà a favore. Ha  detto  bene  il  collega
  Lombardo,  mi dispiace che oramai è diventato riferimento  del  mio
  intervento ma una parte politica, e stasera si consuma in  Aula  un
  passaggio  politico importante, una parte politica  che  in  questo
  momento non so di quanti deputati sia composta, cinque, sei, quanti
  siete collega? Siete cinque, siete sei? Sette? Si consuma quasi uno
  strappo  politico, stasera. Qualcuno vi ha detto  per  nome  e  per
  conto dell'MPA che non avrà più delega in bianco

   PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, vada a conclusione.

   LOMBARDO  Giuseppe.  Dobbiamo stare nei 40 minuti  per  i  quattro
  colleghi.  Stasera  si consuma un passaggio che questo  Governo,  e
  l'assessore Aricò fa finta di non sentire, si consuma un  passaggio
  su  AST  rappresentato  dall'intervento che  ha  fatto  il  collega
  Geremia.
   Non  avrete  più  delega in bianco. Finalmente non  sono  solo  su
  questa  vicenda, perché quello che abbiamo raccontato negli  ultimi
  sei  mesi in quest'Aula, in pochi fino adesso, ma spero che  saremo
  sempre  di  più,  sia  di opposizione che di  maggioranza.  Si  sta
  concretizzando in questi giorni, Assessore, lei ha la  delega  alle
  partecipate  se  non  sbaglio,  Ast  la  rappresenta  lei,  insieme
  all'assessore Aricò.
   Voi  state  consentendo a un sistema di mettere mano sul trasporto
  pubblico  locale senza fare nulla. State consentendo  a  chi  vuole
  prendere quello che era un fiore all'occhiello, e cioè il trasporto
  pubblico  locale fatto da AST, senza guardare in faccia le  regole.
  Cioè  in questi giorni lo stiamo vivendo, io non so domani cosa  ci
  sarà  raccontato in Commissione, visto che la settimana scorsa  non
  si  è  potuta tenere la Commissione sul trasporto che riguarda  gli
  alunni ma c'è tanto da discutere.
   Non  si  può  ascoltare in quest'Aula un collega che dice  che  il
  Presidente  di una Commissione autorevole, che il Presidente  della
  IV Commissione fa una richiesta di accesso agli atti e gli atti non
  vengono dati. Ma cosa significa questo? quel nebuloso che ha  detto
  poco  fa  il  collega  Lombardo  Geremia  o  pure  per  insipienza?
  Assessore Dagnino, io spero che tutto si possa chiarire nelle  sedi
  istituzionali,  a  partire  dalla  IV  Commissione   per   arrivare
  finalmente  in Aula e a ridiscutere tutto quello che è stato  detto
  fino adesso perché ancora siamo in tempo per salvare veramente AST.
   Mi  avvio  a concludere, Presidente. Io, naturalmente, a nome  del
  Gruppo,  dico  che voteremo contrario a quell'ordine del  giorno  e
  spero  che venga bocciato quell'ordine del giorno, spero che  l'MPA
  sia  conseguenziale all'intervento che ha fatto il collega  Geremia
  perché, altrimenti, vuol dire che si sta alzando soltanto il prezzo
  su una questione politica interna e non perché, veramente, si vuole
  dare risposta a questa idea.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà

   SUNSERI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  Assessore, non le nascondo che nei giorni scorsi ho letto il DEFR e
  mi ero convinto di fare un intervento in Aula parlando un po' degli
  argomenti trattati all'interno del DEFR.
   Poi,  oggi,  ho  ascoltato  la sua  relazione  in  Aula  e  ci  ho
  ripensato. Ha raccontato una Sicilia dove tutto va bene:  siamo  in
  ripresa, le infrastrutture e gli investimenti vanno bene,  il  PNRR
  si  spende  bene,  sulla  sanità  va  tutto  a  posto,  le  società
  funzionano  e  ho  detto   vabbè'  ma,  evidentemente,   anche   da
  opposizione  sarebbe quasi inutile intervenire, salvo poi  renderci
  conto,  agli  interventi di tanti altri colleghi, ma  anche  quelli
  della  stessa maggioranza che, invece, probabilmente non è  proprio
  un quadro roseo, positivo, quello che riguarda la nostra Regione.
   Gli  argomenti  sono  tra i più disparati e oggi,  in  così  pochi
  minuti,  sarà difficile provare ad elencarli tutti ma  partirei  da
  una  cosa che è la più palese e che salta agli occhi di tutti, come
  all'interno del DEFR non ci sia riferimento alcuno all'investimento
  più  importante,  da un punto di vista economico quanto  meno,  che
  riguarda la nostra Regione e cioè il Ponte sullo Stretto,  sono  un
  miliardo  e  trecento  milioni di euro di  fondi  per  investimenti
  scippati   alla   nostra  Sicilia  per  realizzare   infrastrutture
  all'interno  della nostra Regione, per costruire questa importante,
  imponente  opera  -  forse - infrastrutturale,  che  dovrebbe  dare
  posti,  migliaia  e migliaia di posti ai siciliani,  rilanciare  la
  nostra  economia per i collegamenti infrastrutturali e poi  vediamo
  che nel documento più importante di fatto non viene neanche citata,
  non  viene neanche discussa, non viene nemmeno inserita. Salvo  poi
  ritrovarci,  credo negli ultimi di questa Regione, l'Interporto  di
  Termini  Imerese, un investimento che si aspetta da circa  25  anni
  che  prima era di 150 milioni di euro e per cui il Governo Schifani
  ha stanziato con trenta milioni di euro.
   Io  non  so  cosa realizzeranno con trenta milioni di euro,  forse
  qualche  porticina,  una  piazzola, una  recinzione,  qualcosa  che
  riguardi l'Interporto, dubito che un progetto che vent'anni fa  era
  da  150  milioni di euro, nel 2024 si possa realizzare  con  trenta
  milioni di euro, ma questo poi magari ce lo spiegherete nelle  sedi
  opportune, a meno che non servirà per l'ennesima volta a finanziare
  le  consulenze  di  quella  società che oggi  il  Presidente  della
  Regione  decide  di  mettere, anzi dichiara, di  voler  mettere  in
  liquidazione, la società degli interporti. Assessore, lei  sa  bene
  che è una società di scopo realizzata, istituita esclusivamente per
  realizzare  due interporti, quello di Catania e quello  di  Termini
  Imerese,  quello  di  Catania diciamo quasi completato,  quello  di
  Termini Imerese mai vista nemmeno una pietra.
   E all'interno di questo DEFR poi non si capisce, non si discute di
  due temi fondamentali della nostra Regione, faccio riferimento alle
  infrastrutture,  scompare del tutto qualsiasi riferimento  al  CAS,
  non  sappiamo  che  genere di investimenti in quei  tratti  gestiti
  malissimo  da  questo  ente pubblico della nostra  Regione,  faccio
  riferimento alla Buonfornello-Messina, chiunque la percorra si  può
  rendere conto dello stato di salute di quel tratto infrastrutturale
  della  nostra Regione e della ormai famosissima, dal 1968 ad  oggi,
  Siracusa-Gela della quale oggi non si ha alcuna notizia e che  poco
  fa  la  collega Campo ne citava l'assenza totale del finanziamento,
  tolto dal Governo Meloni e non finanziata dal Governo Schifani.
   Senza  poi dimenticare tutti gli investimenti per la crisi idrica,
  quelli  che  riguardano le nostre infrastrutture  quali  le  dighe,
  ancora sotto la gestione del dipartimento Acque e rifiuti, e  senza
  dimenticare  invece la gestione più importante  che  è  quella  dei
  rifiuti   dove   sostanzialmente  non  vi  è   praticamente   alcun
  riferimento;  per  capire,  al di là delle  misure  spot,  poco  fa
  qualche  collega citava i cinquanta milioni di euro  destinati  una
  tantum  ai  comuni  per  coprire gli  extra  costi  della  raccolta
  dell'umido,  di  fatto  scomparsi, mi  ricordo  ci  fu  l'Assessore
  Pierobon  che tentò con un bando da diciotto milioni di  euro  anni
  addietro a finanziare le compostiere di comunità, salvo poi  andare
  praticamente deserti e non finanziarne nemmeno una e non  risolvere
  in  alcun  modo se non con l'ennesimo intervento spot  del  Governo
  nazionale che ci sottrae ottocento milioni di euro per la  gestione
  dei rifiuti e la realizzazione degli inceneritori all'interno della
  nostra  Regione, di quegli inceneritori che non so se serviranno  a
  risolvere  sicuramente la gestione pessima dei rifiuti  soprattutto
  delle città metropolitane, ma che certamente sottraggono risorse ad
  un comparto e ad un settore che doveva servire certamente ad altro.
   E  ultimo, non per ultimo, Assessore, oggi veniamo a sapere  della
  nomina del ministro Fitto a Commissario europeo con delega al  PNRR
  ,  e  lo  stato di attuazione del PNRR nella nostra Regione, perché
  anche  come  Commissione parlamentare abbiamo provato ad  avere  un
  quadro  un  po' più chiaro e non le nascondo che ancora ad  oggi  i
  numeri   sono   abbastanza  fumosi,  con  evidenti   difficoltà   a
  comprendere  cosa  effettivamente questa Regione stia  riuscendo  a
  mettere  a  terra, come si dice nel gergo, cioè provare a  lasciare
  qualcosa,  gli investimenti della nostra Sicilia, perché  di  fatto
  queste opportunità probabilmente non le avremo più. Se gestiremo il
  PNRR, se gestirete il PNRR come sono stati gestite le risorse extra
  regionali  del  Fesr,  o  quelle  nazionali  del  POC  e  dell'Fsc,
  sostanzialmente  avremo l'ennesimo fallimento,  di  una  terra  che
  vuole provare a investire in qualcosa che possa dare uno slancio, e
  che invece terribilmente non può che prendere atto del fallimento.
   Ultimo, e non per ultimo, mi perdoni se cito per l'ennesima  volta
  i  fondi  extra  regionali - anche se lei non ne ha  come  dire  la
  delega,  però  comprenderà che sono di fatto gli  unici  fondi  per
  investimenti  che ha la nostra Regione, al di là  di  quelle  poche
  risorse  che vengono, al di là di quelle poche risorse che  vengono
  stanziate  in  Assemblea, diciamo dai deputati  qualche  intervento
  territoriale - ma c'è un vulnus importante che riguarda le  risorse
  territorializzate del FESR.
   Assessore,  consideri che nella scorsa legislatura -  nella  2014-
  2020 - la programmazione FESR 2014-20 ammontavano a 600 milioni  di
  euro,  e  di  fatto queste risorse non sono state quasi  del  tutto
  spese  dai territori. Faccio riferimento alle agende urbane e  alle
  aree interne.
   Adesso  in  questa programmazione, quella che vedrete  voi  adesso
  gestire, la 2021-27 c'è ben tre volte quello stanziamento, cioè  un
  miliardo e ottocento milioni di euro, che, ancora ad oggi, non vede
  le  strategie  approvate, che ancora ad oggi non vede  né  le  aree
  urbane,  né le aree interne, né tanto meno le SIRU partire,  perché
  non  sono  state  approvate le strategie. Se ne  attendeva,  se  ne
  attendeva  - grazie, Presidente, anche perché diciamo da  un  altro
  Presidente   -   se   ne   attendeva,   come   dire   l'attuazione,
  l'approvazione, ma ancora oggi tardano ad arrivare, e  i  territori
  che   sono  in  forte  difficoltà  già  a  spendere  i  fondi   per
  investimenti, si vedono nel 2024 ancora a non potere neanche  avere
  approvate  le  strategie,  e  quindi  poter  iniziare  quegli  iter
  affinché  possano  in  qualche modo partire quegli  appalti  utili.
  Ricordo  un miliardo e ottocento milioni di euro, quindi una  spesa
  molto  importante,  che possa aiutare la nostra Regione  a  vedere,
  quanto meno, un barlume di luce.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, il Documento di  economia  e  finanza
  regionale  e  questo Governo sono due rette parallele  che  non  si
  incontreranno mai. Certo l'infinito...quinto postulato di  Euclide.
  Perché,  da  una parte, il DEFR dovrebbe essere quel  documento  di
  programmazione dove si pianifica, si pianificano tutte le  attività
  di  una Regione, dall'altra parte c'è invece la gestione in perenne
  emergenza di questo Governo.
   Quindi  due  cose che sono sempre distinte e separate   Da  quando
  sono in questo Parlamento, Presidente, non mi ricordo un momento in
  cui   abbiamo  programmato,  nel  medio,  nel  lungo  termine,  per
  immaginare le sorti di questa Sicilia cambiare.
   Un  documento  pieno di contraddizioni, Presidente,  e  ne  elenco
  qualcuna.  Per esempio, facendo riferimento al patrimonio boschivo,
  è   chiaramente  esplicitata  nel  DEFR,  una  logica  strettamente
  economica   di   contenimento   dei   costi,   atta   a   garantire
  esclusivamente  i livelli occupazionali dei lavoratori,  che  cozza
  con la necessità di tutelare e migliorare il patrimonio boschivo, e
  aumenta, di conseguenza, il fenomeno...

   PRESIDENTE.  Colleghi,  se facciamo un po'  di  silenzio  in  Aula
  riesco  ad  ascoltare l'intervento dell'onorevole Marano. Colleghi.
  Onorevole   Pellegrino,  non  riesco  nemmeno   io   ad   ascoltare
  l'intervento della collega.

   MARANO.   Anch'io   mi  distraggo.  Quindi  diciamo,   la   logica
  dell'emergenza,  Presidente,  ha  distrutto  il  nostro  patrimonio
  boschivo.  E  quali sono le azioni che si metteranno  in  atto  del
  futuro?
   Mi  piace  ricordare  il fatto che nella scorsa  finanziaria,  per
  esempio,   abbiamo  approvato  un  mio  emendamento  per  applicare
  l'intelligenza  artificiale, quindi l'innovazione tecnologica,  per
  la   prevenzione   degli   incendi,  perché   risulterebbe   essere
  un'innovazione che consente di agire in maniera tempestiva, ma  non
  c'è  traccia  dell'intelligenza artificiale, o per lo  meno  di  un
  inizio  di una procedura per poter concretizzare e mettere in  atto
  questa norma approvata lo scorso anno.
   Ma  mi  viene in mente l'acqua. Ancor più paradossali sono appunto
  le considerazioni riportate nel capitolo dedicato alla gestione del
  servizio  idrico.  La  siccità rappresenta  uno  dei  problemi  più
  importanti  di  quest'Isola e non si possono  accettare  le  misure
  indicate, non si può accettare il fatto che le misure indicate  nel
  DEFR  sono uguali a quelle degli anni scorsi, o modificate, o  sono
  inserite  cambiando  l'ordine rispetto  agli  anni  precedenti  nei
  documenti, nei DEFR degli anni precedenti.
   Presidente,  non  è  accettabile  Non  è  accettabile  parlare  di
  resilienza dei sistemi idrici e riduzione della dispersione, quando
  le  nostre  reti perdono oltre il 55,60 per cento dell'acqua  ed  è
  un'offesa a tutti i Siciliani
   E  ancora, le contraddizioni sui rifiuti  Come facciamo a  parlare
  di  interventi volti alla riduzione del conferimento in  discarica,
  di  potenziamento degli impianti per la raccolta differenziata,  di
  realizzazione  di  impianti  di compostaggio,  di  selezione  della
  raccolta  differenziata, di strategie integrate, di risoluzione  di
  produzione  dei rifiuti e incentivazione del riuso e  compostaggio,
  quando  questo  Governo vuole poi realizzare i  termovalorizzatori?
  Cioè,  da  una  parte scrivete una cosa, dall'altra pare  agite  in
  maniera diversa  Una contraddizione su tutto, Presidente
   La  domanda  allora  è semplice: ma il Governo  crede  davvero  ai
  risultati da raggiungere indicati nel DEFR, quindi alla percentuale
  del  65  per cento di raccolta differenziata, alla riduzione  della
  produzione dei rifiuti, al riuso dei materiali, oppure ha scelto  a
  prescindere la bandiera ideologica dei termovalorizzatori?
   E  poi  mi  viene in mente il tema del trasporto pubblico  locale,
  dell'AST.  L'avevamo detto, lo avevo detto in varie  occasioni:  la
  trasformazione  in  house della società non  era  la  soluzione.  È
  chiaro  che le cose non cambiano dall'oggi al domani. È  ovvio.  Ma
  quello  che noi vediamo è che da anni, da anni, la gente  rimane  a
  piedi.  Siamo  usciti  sulle pagine dei giornali,  sulla  questione
  dell'AST,  con  migliaia di studenti a cui viene tolto  il  diritto
  alla mobilità per recarsi a scuola  Questa è la realtà  Questa è la
  realtà  delle  cose rispetto a quello che viene scritto  in  questo
  libro dei sogni. Come ogni anno
   La  sanità.  Presidente, sulla sanità, davvero, non c'è  più  cosa
  dire.  Le  persone non si possono curare, i Siciliani se  ne  vanno
  fuori  a  curarsi nelle altre Regioni, creando centinaia di milioni
  di euro di buco in termini economici in Sicilia e tutto rimane così
  com'è.
   Fatevi   un  esame  di  coscienza,  perché  veramente  qua  stiamo
  solamente affondando

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO.  Signor  Presidente,  Governo,  colleghi,  ho  dato  una
  lettura,  Assessore, al Documento di economia e finanza  regionale.
  Devo dire la verità - colleghi, per cortesia, assessore Aricò,  per
  cortesia  - Assessore, volevo dirle una cosa importante. Ho  letto,
  ho  dato un'occhiata e poi quello che lei ci ha raccontato oggi  in
  Aula,  devo  dirle  la verità, mi è sembrato di essere  dentro  una
  favola,  e  mi  è venuta in mente immediatamente  Alice  nel  paese
  delle  meraviglie , perché questo documento a me sembra una  favola
  e, le ribadisco, una favola vera, perché è illuminato
   Tutto  quello  che  ci  ha  detto ci fa  sperare  e  personalmente
  sognare
   Poi,  mentre  leggevo questa favola, mi sono  svegliato.  Mi  sono
  svegliato  e  ho  detto: ma cosa stiamo leggendo?  Di  cosa  stiamo
  parlando in questa in questo DEFR, Assessore? L'hanno detto tutti i
  colleghi.
   Tutti i colleghi che mi hanno preceduto hanno parlato, ognuno  con
  dati alla mano
   Se  apriamo  bene  gli occhi siamo davanti a un libro  di  favole.
  Rifiuti, Assessore. Rifiuti. Qualunque documento stiamo presentando
  sui  rifiuti,  basta guardare in giro, uscire  con  la  macchina  e
  vedere  come  la  Sicilia non è altro che  una  discarica  a  cielo
  aperto   Lo sanno tutti i turisti, lo sanno tutti i turisti,  basta
  fare  100 metri in qualunque città metropolitana, in qualunque buco
  del  Paese  Sicilia,  i  rifiuti sono solo una  discarica  a  cielo
  aperto
   E noi pensiamo di risolvere con questo DEFR il problema?
   Assessore,  veramente, glielo dico col cuore, non  è  polemica  la
  mia, è soltanto un invito a razionalizzare.
   Lei  non c'era, una volta ho portato qui anche l'abaco per  capire
  come  si può agire e come si può fare una programmazione seria  per
  la prevenzione di questi fenomeni.
   Sulla  sanità  in  questi giorni sono usciti  tanti  articoli  sui
  giornali  e cosa leggo? Leggo che, al solito, come sempre ormai  da
  decenni,  in questa Regione, tavolo tecnico per la rete ospedaliera
  assenti Siracusa, Trapani, Ragusa.
   E  questo ho chiesto stamattina all'assessore Volo, che ringrazio,
  perché ha capito l'importanza - tutti i giornali ne stanno parlando
  -  come  pensiamo di parlare di sanità dove addirittura 3  province
  sono  state  escluse  dal  tavolo tecnico? E  ribadisco,  ringrazio
  l'Assessore  che mi ha detto che avrebbe provveduto  a  reintegrare
  queste province.
   Questa  è una cosa estremamente grave, perché significa che queste
  province,   le   piccole   province,   dovranno   continuativamente
  sottostare all'egemonia dei grandi delle città metropolitane.
   Trasporti.  Cosa  devo  dire  sui  trasporti?  Disastro,  disastro
  completo sui trasporti
   Dove  sono  i ragazzi, come devono raggiungere le proprie  scuole?
  Parliamo di dispersione scolastica, dispersione scolastica  e  come
  agiamo?  Con  un obsoleto servizio di autotrasporti  che  ormai  ci
  portiamo dietro come un carrozzone.
   Ma,  Assessore, mi ascolti, che questo è molto importante,  quello
  che  le sto per dire. C'è un problema gravissimo e mi taccio  anche
  prima dei minuti che mi toccano: il caro voli, il caro voli  Non  è
  più  accettabile, non è più accettabile che le Compagnie continuino
  a  fare quello che hanno fatto fino ad ora. Dopo tutte le pressioni
  fatte dal Governo non è cambiato nulla in questi 2 anni, anzi  sono
  aumentate le tariffe ulteriormente e questo vorrei chiaramente  una
  spiegazione.
   I flussi migratori della sanità non contengono solo le spese della
  Regione,  ma  le spese delle famiglie per raggiungere questi  posti
  fuori  dalla  nostra  Regione, e sono  tutte  spese  a  carico  dei
  cittadini.
   Parliamo  di  turismo. Come pensiamo col caro voli  e  con  queste
  linee e con queste tariffe di attrarre i turisti in Sicilia? Ci  si
  lamenta come mai il Trentino abbia tutti questi milioni di presenze
  e  noi  no.  Certo, in Trentino con la macchina fai  50,  200,  150
  chilometri e non devi prendere un aereo.
   Le faccio un esempio invece molto importante.
   Perché  le  Baleari, tre isolette quasi come le Eolie, le  Baleari
  hanno più presenze turistiche della Sicilia con tutto il patrimonio
  turistico,  archeologico,  gastronomico che  abbiamo  nella  nostra
  Regione,  invidiabile, impagabile nel mondo?  E  noi  abbiamo  meno
  turisti rispetto a Ibiza, alle Baleari spagnole - me lo spiega?
   Anche  lì  devono  prendere l'aereo, Assessore mi ascolti,  perché
  veramente la storia degli aerei è fondamentale
   Certo,  non  ci andranno in macchina alle Baleari,  certo  non  ci
  andranno  praticamente  in  nave alle  Baleari,  tranne  che  dalla
  Spagna, non ci andranno a piedi o a nuoto, ci vanno con i voli
   Mi  deve  spiegare perché tutti i voli verso le Baleari  hanno  un
  costo accessibilissimo a tutti e per arrivare in Sicilia questo non
  succede?  Questa  è una cosa grave, Assessore, cui  questa  Regione
  deve dare risposte.
   Un'ultima cosa, Assessore, Governo, colleghi, abbiamo un  problema
  sociale, emergenza senza precedenti
   Per  la  prima  volta, stamattina, abbiamo esitato un  disegno  di
  legge in Commissione "Salute  di cui sono felice, con tutti i  miei
  colleghi, il problema sociale, il problema psicologico del  disagio
  sociale,  soprattutto giovanile, delle droghe, delle  dipendenze  e
  delle  scuole è un momento veramente drammatico e storico  che  non
  abbiamo mai vissuto fino ad oggi.
   Io  chiedo  a  lei, Assessore, a tutti quanti di  mettere  risorse
  ingenti  e  importanti perché alla prevenzione della salute,  della
  salute mentale, del problema psicologico dei giovani, delle scuole,
  del  disastro che stiamo vivendo nelle nostre strade, fra cui anche
  gli incidenti stradali che spesso sono causati da alcool, da droga,
  noi dobbiamo fare qualcosa in questo senso.
   Dobbiamo fare investimenti importanti soprattutto - come ho  detto
  mille volte in quest'Aula - soprattutto sulla prevenzione.
   La prevenzione sta alla base di tutto quello che noi vogliamo fare
  e chiudo col problema della siccità. Abbiamo il G7 sull'agricoltura
  Siracusa  la  prossima  settimana. Molti  di  noi  saremo  insieme,
  staremo insieme lì.
   Vorrei  che si parlasse e si sfidasse il G7 a Siracusa per  questo
  gravissimo   problema  della  siccità  in  Sicilia.   L'anticiclone
  africano ormai è persistentemente sopra la nostra Isola.
   Ogni  anno sarà peggio di quello precedente e non possiamo  ancora
  stare qui a parlare.
   Gli  agricoltori stanno soffrendo una delle crisi  più  importanti
  della storia. Quasi stiamo rasentando le famose problematiche delle
  famose carestie  Stiamo assistendo a questo: grano, foraggi per gli
  animali, e cosa stiamo facendo? Abbiamo fatto già qualcosa? Nulla
   La  diga  di  Ancipa è quasi vuota e cosa stiamo  facendo?  Nulla
  Abbiamo intercettato un esperto dal Ministero che è venuto qui  per
  indagare  sui pozzi che si possono fare, ha scoperto un  giacimento
  importantissimo  sotto la Regione iblea, ha avuto un'interlocuzione
  importante e poi? È tutto sparito in una bolla.
   Ribadisco,  Assessore, non possiamo continuare  a  sognare  e  poi
  svegliarci  all'indomani  per vedere che tutto  quello  che  stiamo
  facendo era solo un sogno
   Quindi  il  mio augurio a lei, a tutti i colleghi, agli Assessori,
  al Governo, è di cominciare a cambiare rotta
   Presidente, chiudo il mio intervento con questo augurio,  dobbiamo
  lavorare molto di più insieme, al di là dei colori politici, perché
  insieme si costruisce di più

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Giambona,  ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.  Grazie,  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo.  Ho
  ascoltato con particolare attenzione la relazione dell'Assessore al
  bilancio sul Documento di economia e finanze, un po' quello che  ha
  decantato  in  termini di numeri per come li ha snocciolati,  sugli
   zero-virgola    che  riguardano  la  nostra  economia,   il   Pil,
  l'occupazione.
   Io  darei un suggerimento - come parlamentare - di andarci  cauto,
  Assessore,  con quelle che sono le visioni positive, perché  in  un
  certo  qual  modo io credo che abbiamo difficoltà  a  farci  capire
  dalla gente comune, da coloro che ci sentono e che hanno difficoltà
  ad  arrivare alla fine del mese; a coloro che vedono dei disservizi
  - oramai diffusi - nella nostra Regione e che sono costretti il più
  delle  volte  ad  emigrare per cercare lavoro e  fortuna  in  altre
  Terre, perché la Sicilia non è in grado di garantire il futuro ad i
  nostri giovani.
   Dico  questo  perché il Documento di economia e  finanze  dovrebbe
  essere  un  documento, non visto come questo Governo lo vede,  cioè
  come un documento per dare una risposta burocratica, ma deve essere
  un  modo  per dare una programmazione, per determinare uno sviluppo
  ed una crescita del nostro territorio.
   Al contrario, vediamo una modalità di "auto-esaltazione", da parte
  di una politica regionale che parla solamente di alcuni numeri, dei
  numeri  che  fanno  - per così dire - "gola" di  essere  ad  essere
  decantati  in  questo contesto, ma di altri numeri  non  se  ne  fa
  assolutamente menzione.
   Dei  numeri che parlano di una Sicilia in grande difficoltà, parlo
  della  povertà educativa, della povertà economica, sociale ed anche
  di quella culturale, del tema della sanità che non viene affrontata
  a  fondo,  di  quelli  che sono i problemi della  nostra  economia:
  dell'agricoltura, qualcun altro prima di me ne ha citato.
   Come  della  questione della crisi della pubblica Amministrazione;
  potremmo   parlare  anche  della  siccità  e  dei  problemi   della
  insularità.  Questo  DEFR, che oggi abbiamo in  discussione,  è  il
  "libro  dei  sogni".  È e il "libro dei sogni"  di  questo  Governo
  regionale  che  non  rappresenta in alcun modo  quelle  che  devono
  essere  le  modalità  con  cui  risolvere  i  problemi  dei  nostri
  siciliani, e per certi versi è una forma di autoesaltazione.
   E  mi  riferisco a due punti in particolare: quando  si  parla  di
  qualificazione  della  spesa  a  livello  regionale,   e   sappiamo
  benissimo  delle centinaia di milioni di euro che vengono  sprecati
  nelle  varie  misure  che questo Parlamento ha approvato;  per  non
  parlare poi di quello che è il tema dell'accelerazione della spesa.
  Accelerazione di cosa? Di quando? Se noi abbiamo creditori in tutta
  la Sicilia che attendono che la Regione siciliana paghi.
   Ancora  attendiamo il riaccertamento dei residui dei  fondi  extra
  regionali. Mi risulta che tra il riaccertamento di fondi  regionali
  extraregionali  le aziende in Sicilia attendano risorse  per  oltre
  due  miliardi  di  euro, altro che tempestività dei  pagamenti   Di
  questo noi dobbiamo parlare. L'esaltazione continua su quello che è
  il  tema che in un certo qual modo mi permette di essere d'accordo,
  cioè  il fatto che la Regione siciliana riduce quella che è la  sua
  esposizione  debitoria.  Aggiungo io: ma a  che  prezzo  si  riduce
  questa esposizione debitoria?
   Sul   tema  della  sanità.  Sappiamo  benissimo  qual  è  che   la
  situazione: la carenza di medici; la carenza di infrastrutture;  la
  carenza  di  farmaci; la carenza di dispositivi. Lo  abbiamo  visto
  l'altro  ieri per quanto riguarda la tematica dei diabetici.  Nella
  questione della sanità si parla solamente di "poltrone". E  ancora,
  annuncio  -  in un certo qual modo - quella che è la richiesta  del
  nostro capogruppo, Michele Catanzaro, che si affronti quanto  prima
  e  speditamente  in una Aula all'uopo dedicata a quella  che  è  la
  situazione  drammatica delle nomine della sanità e che  venga  data
  piena spiegazione a quello che sta accadendo.
   Per  non  parlare  poi  della questione dei  trasporti.  Vedo  qui
  l'Assessore  al ramo. Io mi auguro che domani, quando si  discuterà
  in  Commissione della situazione dell'Azienda Siciliana  Trasporti,
  ci  sarà  qualche risposta da potere dare ai sindaci siciliani  che
  non  sanno cosa dire ai propri studenti che in questi giorni  hanno
  ripreso  le  loro  attività scolastiche; per  non  parlare  poi  di
  un'alta velocità che noi non avremo mai in Sicilia, di quanto tempo
  ci  mettiamo per andare da Siracusa fino a Trapani: tempi da  terzo
  mondo ed oltre.
   Sul  contrasto  della povertà, ho visto che  il  DEFR  dedica  una
  parte,  e  mi soffermo da questo punto di vista per fare una  breve
  chiosa,  per  dire che i dati sono contrastanti, quelli  che  a  me
  risultano  rispetto  a  quelli che sono stati  declinati  poc'anzi,
  perché sulla tematica della povertà, nel resto d'Italia, il rischio
  di  entrare nella fascia di povertà si riduce mentre nella  Regione
  Sicilia aumenta.
   E allora, da questo punto di vista, io ritengo che sono necessarie
  delle  azioni coraggiose, purtroppo il Governo nazionale ha  deciso
  di  tagliare  il reddito di cittadinanza e in Sicilia sono  ben  40
  mila le famiglie che prima ne beneficiavano e adesso non sanno  più
  come sbarcare il lunario. E per questo motivo esiste un disegno  di
  legge che trova firma non solo nel Partito Democratico ma anche  in
  altri Gruppi della maggioranza di questo di questo Parlamento,  che
  vorrebbe utilizzare le risorse del Fondo sociale europeo -  risorse
  che il più delle volte vengono sprecate - creando un fondo apposito
  per  contrastare la povertà, come del resto è stato fatto in  altre
  regioni d'Italia come, ad esempio, la Regione Puglia.
   Altro  tema  la questione demografica: noi abbiamo una  situazione
  assolutamente allarmante, negli ultimi vent'anni abbiamo perso  ben
  300  mila siciliani, e sono per lo più giovani, sono neolaureati  e
  sono nella fascia di età tra i 18 e i 35, allora è evidente che  se
  dovessimo  andare in questo trend tra una ventina d'anni,  tra  una
  trentina  d'anni  la  situazione che  dovremmo  affrontare  sia  in
  termini  di  disagio sociale e di disagio economico non  potrà  che
  essere ancora più preoccupante.
   Un  DEFR che non affronta alcune altre tematiche che per noi  sono
  assolutamente fondamentali, come la questione del settore  primario
  dell'agricoltura, della zootecnia, sappiamo lo stato  di  crisi  in
  cui  versano e il fatto che ancora il Governo nazionale  non  abbia
  chiesto  gli  aiuti al Governo europeo, al Parlamento  europeo  per
  esempio  sull'utilizzo del fondo europeo all'uopo preposto per  gli
  aiuti.
   Un   DEFR   che   non   parla  di  una  riforma   della   pubblica
  Amministrazione,  una  riforma della  burocrazia  regionale  che  è
  assolutamente  indispensabile,  servono  rinnovare  speditamente  i
  contratti  collettivi  dei nostri impiegati  regionali,  serve  una
  riforma  spedita di quella che è la dirigenza della nostra Regione.
  Giusto oggi, abbiamo cominciato a parlarne, ma il percorso io credo
  che  non  sia tortuoso come quello che ancora non porta al  rinnovo
  dei contratti collettivi; come serve una macchina regionale che sia
  assolutamente più snella, più veloce, in grado di affrontare quelle
  che  sono  le nuove sfide e per questo motivo dobbiamo aprire  alla
  stagione dei concorsi, tantissime figure professionali servono alla
  nostra  Regione,  in un certo qual modo anche per dare  risposta  a
  quello  che  è  il cardine di una manovra di Governo  che  dovrebbe
  affrontare  per una Sicilia che dal punto di vista dell'occupazione
  piange  da  parecchio  tempo - e mi riferisco  alla  questione  del
  lavoro  -  un  tasso di disoccupazione che è il doppio della  media
  nazionale e ancor di più sono drammatici i dati quando parliamo  di
  disoccupazione giovanile e di disoccupazione femminile.
   Quindi,  cari  colleghi, Governo, questo documento di  economia  e
  finanza,  per  come rappresentato dai tanti colleghi che  mi  hanno
  preceduto,  io mi auguro, o quanto meno vorrei anche capire  se  ci
  sarà qualcuno che si presenterà da questo pulpito ed esprimerà  dei
  pareri favorevoli sul documento stesso.
   Allo stato attuale non me ne risulta nessuno, ma sarei curioso  di
  capire  se  qualcuno si esprimerà favorevolmente sul  documento  di
  economia  e  finanza che non va ad inquadrare quelle  che  sono  le
  necessità di una nostra Regione, di una Regione che ha necessità di
  cambiare passo, di essere al tempo e al passo con i nostri tempi  e
  di  affrontare quelle che sono le esigenze dei nostri corregionali.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Giambona.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Schillaci, ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Grazie  Presidente,  colleghi,  Assessori   in   Aula,
  Assessore  Dagnino  io ho letto e ho ascoltato  con  attenzione  la
  presentazione di questo DEFR che sappiamo, anche dalle  sue  parole
  in  Capigruppo,  non  essere  frutto di  un  suo  lavoro,  per  cui
  attenderemo con ansia un documento presentato da lei, perché io  le
  riconosco   delle   doti  professionali  e  soprattutto   un'onestà
  intellettuale,   infatti   sono  convinta   che   nel   leggere   e
  nell'articolare questo documento lei sicuramente provava  un  certo
  imbarazzo.
   Sì,  perché  vede lei ha parlato, ad esempio, di alcuni  dati  che
  sono  i  dati  statistici  possono essere  presentati  e  letti  in
  svariati modi, lo sappiamo, a seconda degli indicatori che  abbiamo
  a  riferimento. Quindi lei ha parlato di occupazione con  un  trend
  favorevole, però possiamo certamente dire che sì,  l'occupazione  è
  aumentata,  ma  stiamo  parlando  di  lavoro  povero,  lavoro   con
  pochissime ore, con dei contratti farlocchi, e questo in Sicilia  è
  assolutamente da tenere in conto.
   Ecco  perché le chiedo che dobbiamo chiedere al Governo  nazionale
  il  potenziamento degli ispettori del lavoro, che hanno  un  lavoro
  immane da fare in Sicilia, e per il lavoro povero, ma anche per  il
  lavoro il legittimo che viene sciorinato nel nostro territorio.
   Ancora lei ha parlato di gap che si è ridotto in dieci anni, ma io
  il  gap  solitamente  lo  misuro in termini di  infrastrutture,  ad
  esempio  nei  trasporti, negli asili nido e  nel  tempo  pieno  che
  ancora oggi nel nostro territorio abbiamo la percentuale più  bassa
  di  asili  nido  e  di tempo pieno, e su questo sappiamo  bene  che
  bisogna  chiedere  anche al Governo nazionale affinché  aumenti  la
  quota   di  tempo  libero  nelle  nostre  scuole,  così  come   gli
  investimenti  sulle mense. Ieri ho sentito che soltanto  tre  mense
  sono  state finanziate nella città di Palermo, un numero  veramente
  irrisorio e ridicolo.
   Oppure ancora parliamo di presenze turistiche, e io mi chiedo:  il
  nostro  è un miracolo turistico perché non è certo a questo Governo
  regionale   che   abbiamo  un  11%  in  più  considerato   il   gap
  infrastrutturale che abbiamo, senza trasporti non c'è turismo  ecco
  perché   bisogna  fare  davvero  tanto,  chiudere  degli   accordi,
  aumentare  i vettori che vengono sul nostro territorio,  così  come
  chiediamo dalla scorsa legislatura una card turistica, così come ci
  sono  in tutte le città metropolitane a livello internazionale,  il
  biglietto  unico lo stiamo ancora aspettando, assessore Amata,  non
  lo  abbiamo  ancora,  eppure è stata una  delle  prime  sedute  che
  abbiamo fatto in Commissione quinta.
   Sono  tutte  cose che vanno fatte, ma se non abbiamo il trasporto,
  lei  parlava  e  diceva che abbiamo un 5% in più di  richieste  per
  autoveicoli, e ci credo, non abbiamo una rete ferroviaria per cui i
  nostri  cittadini  come  dovrebbero  spostarsi  all'interno   della
  Regione?
   E  ancora questo documento, a mio avviso, si dovrebbe chiamare  un
  documento dell'emergenza e dei diritti negati: diritto allo  studio
  prima  di ogni cosa, abbiamo ancora, assessore Albano, 100 studenti
  solo  nella  città di Palermo che sono rimasti a  casa  perché  non
  hanno l'assistenza igienico personale.
   Lei   giustamente  fa  spallucce  così,  lo  sa  però.  ogni  anno
  rincorriamo  questa emergenza, quindi diritto allo  studio,  quindi
  fragilità  nelle fragilità, cioè questi studenti che devono  essere
  tutelati  maggiormente rispetto agli altri sono a  casa,  e  lo  sa
  anche perché? Perché molti assistenti igienico personali sono stati
  stabilizzati, e ormai questi studenti vengono tutelati soltanto dai
  collaboratori  scolastici, che non hanno una preparazione  ad  hoc,
  quindi  dobbiamo assolutamente valorizzare questo personale che  ha
  una esperienza maturata negli anni, e che non li possiamo mandare a
  casa, perché dobbiamo tutelare i nostri studenti fragili.
   E  ancora  siamo  passati  dalla scorsa  legislatura  dove  alcuni
  studenti,  piccoli  studenti, per raggiungere il plesso  scolastico
  dovevano  prendere più corse per raggiungere la scuola e svegliarsi
  alle  cinque  del mattino, ebbene siamo passati da questa  cosa  al
  cancellare  direttamente le corse, quindi viene  negato  ancora  il
  diritto allo studio
   Ecco, assessore, dobbiamo diventare una Regione dignitosa, noi non
  siamo  una Regione dignitosa e civile, è quello che manca in questa
  Regione.
   E,  infine, vorrei anche citare il fatto che poco spazio in questo
  documento  viene  data  all'anticorruzione, si  parla  soltanto  di
  implementazione e il contrasto alla corruzione attraverso un  piano
  triennale, ebbene, assessore Dagnino, non è sufficiente, occorre un
  monitoraggio, guardi che noi ci siamo imbattuti in enti pubblici  o
  partecipate che hanno Collegi dei revisori da 16 anni, in  barba  a
  tutte  le  norme  e ai propri statuti o, ancora,  CDA,  membri  del
  Consiglio di amministrazione che non rispettano il principio  della
  rotazione, e che fanno più e più mandati.
   Ecco,  questo non è più tollerabile, anche perché voglio ricordare
  che  la  corruzione  costa 237 miliardi in  Italia,  e  nella  sola
  Sicilia  ci  aggiriamo intorno ai 12 miliardi, io credo che  questo
  non  fa  bene  alle  casse regionali, ma non fa bene  neanche  alle
  politiche  sociali, perché poi assistiamo dall'altra  parte  a  uno
  spopolamento, i nostri giovani vanno via e vanno a fare la  fortuna
  di  tante  altre  Regioni  e  di altri paesi  europei.  Ottantamila
  studenti  sono andati, cittadini giovani siciliani sono andati  via
  dalla nostra Terra, questo non è più tollerabile, e non c'è granché
  in  questo  documento  di programmazione sul tema  delle  politiche
  giovanili  o  delle politiche attive del lavoro,  questo  veramente
  manca.
   Infine,  vorrei ricordare anche che l'avere tolto  il  reddito  di
  cittadinanza  è  stato un danno enorme, poteva  essere  sicuramente
  rimodulato, ma toglierlo è stato un danno incredibile, trasformarlo
  semplicemente nell'Adi che non funziona neanche, perché ancora oggi
  ci  sono persone che hanno difficoltà di accesso a questo sostegno,
  che  è l'unica fonte di reddito che le persone hanno, d'altro canto
  assistiamo giornalmente a fatti di cronaca con aumento di  violenza
  e  di  piccola criminalità organizzata che non diciamo  perché  non
  risponde  alle  esigenze di questi cittadini che  sono  ai  margini
  della società.
   Quindi,  da  parte di questo Governo regionale noi  ci  attendiamo
  delle  risposte più consone e, soprattutto, una visione  strategica
  per  quella  che è una visione di Sicilia nuova, innovativa  e,  ad
  esempio Assessore, è passata nella scorsa legislatura una norma per
  istituire uno sportello unico di disabilità, perché ancora oggi  le
  famiglie che hanno a carico un disabile vengono sballottati  da  un
  ufficio all'altro senza potere, invece, fare una semplice richiesta
  online, è veramente vergognoso e io mi sono sentita dire che non si
  può  realizzare  perché la Regione siciliana  non  è  in  grado  di
  digitalizzare la pubblica Amministrazione.
   Siamo nel 2024 e tutto questo non è più tollerabile, quindi, io mi
  auguro  che  da  questo  momento in poi ci sia  una  inversione  di
  tendenza, e mi voglio augurare un documento di programmazione  vero
  che  porti  avanti  una  visione di una nuova  Sicilia,  e  non  un
  documento dell'emergenza e dei diritti negati. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Schillaci. Onorevoli colleghi  io  ho
  gli  ultimi  due  interventi,  quello  dell'onorevole  Cracolici  e
  dell'onorevole Varrica. Prego, onorevole Cracolici, ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore  lei
  oggi  ha  fatto il battesimo del fuoco in quest'Aula, perché  credo
  che  sia il suo, per modo di dire, atto di impatto con un'Assemblea
  dove  sostanzialmente, per chi c'è stato in questi ultimi due anni,
  sa che è stata una caratteristica costante di questa Assemblea, una
  minoranza che parla, una maggioranza silente
   Ma  la  maggioranza  non è silente perché, come  dire,  lascia  al
  Governo  il  compito di portare avanti il suo progetto  perché  poi
  elementi  peggiorativi,  uno per tutti, lei  ha  parlato  del  dato
  dell'industria,  è vero, ma nel dato dell'industria  per  la  prima
  volta in Sicilia il dato che ha attirato sull'industria è stato  il
  dato  dell'edilizia e di tutte le attività connesse  dell'edilizia,
  in particolare grazie al superbonus, al 110 e a tutti gli incentivi
  che  hanno  consentito di aprire centinaia di cantieri privati,  ma
  che,  non  solo  non si è bloccato, ma che nello  stesso  tempo  ha
  creato  una  situazione  finanziaria di grande  difficoltà  per  il
  credito fiscale che, in qualche modo, moltissime aziende hanno  nei
  loro cassetti ma non riescono a cederlo ai soggetti per i quali, in
  qualche misura, si era creata un'attesa di cessione. Quindi, già il
  2024, diciamo, i dati macroeconomici ci dicono che la situazione  è
  più  complessa  di  quella che gli uffici le hanno  prodotto  nella
  relazione.  Ma poiché parliamo delle stime per l'anno a venire,  ci
  dobbiamo preoccupare non di quale sarà il numero di stima,  ripeto,
  che  lascia  il tempo che trova, ma di quali sono le politiche  che
  mettiamo  in campo per sostenere l'economia siciliana, a fronte  di
  alcuni dati che sono evidenti e sotto gli occhi di tutti.
   Noi abbiamo una condizione che forse la nostra generazione non  ha
  mai  conosciuto  così  con le dimensioni con  le  quali  la  stiamo
  conoscendo   oggi.  Ogni  anno,  vanno  via  almeno   cinquantamila
  siciliani, si presume che da qui a dieci anni oltre cinquecentomila
  siciliani lasceranno la Sicilia e non per qualche mese. Questo è un
  dato   che   ci  offre  condizioni  nelle  quali  la  sostenibilità
  finanziaria, anche del bilancio della stessa Regione, sarà messo  a
  dura  prova, perché venendo meno la base sociale demografica  verrà
  meno  la base imponibile e, quindi, venendo meno la base imponibile
  avremo minori entrate per soddisfare i diversi fabbisogni e i nuovi
  fabbisogni.  Tratteremo domani la legge sul crack che è  uno  degli
  aspetti  che stiamo introducendo di novità rispetto a un fabbisogno
  che  si  è,  nel corso degli ultimi tempi, generato e  rispetto  al
  quale  la politica, fino ad oggi, ha fatto, come dire, si è  girata
  la faccia, non l'ha ritenuta una emergenza come invece essa è. E, a
  fronte  di  tutto  questo, noi avremo a che fare, quindi,  con  una
  condizione finanziaria di minore capacità di riscossione e, quindi,
  di far fronte, attraverso le entrate, a quelle uscite necessarie.
   Aggiungo: siamo a fine esercizio finanziario per quanto riguarda i
  programmi  extraregionali, i nuovi programmi partiranno,  bene  che
  vada,  tra la fine 2025 e il 2026, sappiamo bene che una componente
  importante   della  capacità  di  mettere  in  campo  risorse   per
  investimenti  in  Sicilia  è  data  dalle  risorse  extraregionali.
  Quindi,  noi  prevediamo che nel corso del 2024 e poi nel  2025  la
  condizione  finanziaria sentirà il peso di una minore  capacità  di
  spesa.  Nulla  abbiamo  ancora  chiaro  sul  piano  della  capacità
  effettiva  di utilizzo del PNRR e sulla sua effettività  di  spesa,
  perché,  al  di  là di tutto quello che si racconta  nei  programmi
  macroeconomici,  la capacità di spesa reale, quindi,  i  cosiddetti
  mandati  di pagamento a favore delle imprese che stanno realizzando
  questi lavori sono di 1/3 rispetto al programmato.
   Allora, perché dico questo? Io mi sarei aspettato, anche perché il
  suo battesimo del fuoco coincidesse con, come dire, l'ambizione  di
  un  nuovo Assessore che si presenta all'Aula e si gioca una partita
  da professionista, da persona che ha svolto fino ad ora con dignità
  il   suo   compito  professionale  proponendo  e  dicendo    voglio
  scommettermi  e  voglio  contribuire a  determinare  le  condizioni
  perché  la Sicilia su due, tre, quattro questioni provi in  qualche
  modo a cambiare corso  .
   Nel  suo intervento, ma probabilmente qualcuno le ha suggerito  di
  dedicarsi   ai  numeri  e  non  alla  politica,  però,  attenzione,
  Assessore, lei rischia di fare non l'assessore al bilancio, di fare
  il  contabile,  che è un altro mestiere dignitoso, ma  è  un  altro
  mestiere.  L'assessore al bilancio deve avere anche una  dimensione
  economica,  una  dimensione, come dire, prospettica,  la  capacità,
  cioè  di  indicare  quegli obiettivi di spesa  capaci  di  generare
  quegli effetti moltiplicatori. E non l'abbiamo intravisto nella sua
  relazione.
   I  miei  colleghi hanno parlato di agricoltura, hanno  parlato  di
  industria, hanno parlato delle condizioni, delle crisi esistenti in
  Sicilia,  i  rifiuti, l'acqua, la siccità. Noi, fino  ad  oggi,  ci
  stiamo  occupando di emergenze. Fino ad oggi, questo è  il  Governo
  che  ha  affrontato,  come  il  112, ad  ogni  emergenza,  prova  a
  tamponare.
   Ma  qual  è  il disegno prospettico, che siamo a metà legislatura?
  Lei  è  arrivato  ora, ma prima di lei ci sono stati  due  anni  di
  legislatura e del Presidente che l'ha nominato. E devo dire che,  a
  due  anni  di legislatura, siamo al nulla, al nulla. Non c'è  nulla
  che si possa ricordare come azione intrapresa da questo Governo.
   Il  Governo  Musumeci, e chiudo, Assessore, perché non  la  voglio
  fare...  Presidente, non la voglio fare lunga, il Governo  Musumeci
  rimarrà  alla storia per il Presidente che ha voluto la  fiera  dei
  cavalli - come si chiamava? - a Emberia

   ALBANO,  assessore  per  la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Ambelia

   CRACOLICI. Per il resto è stato travolto anche lui dal  Covid,  la
  gestione  del  Covid  e tutto quello che ne è  conseguito.  Ma  qui
  neanche la fiera dei cavalli c'è più
   Mi  è  appena arrivato un invito per fare la cena di gala  per  la
  Coppia  degli  assi, che va bene. Io tutto quello che  promuove  la
  Sicilia  lo sostengo. Ma, attenzione, non è quella la strada  sulla
  quale  noi  possiamo  pensare di creare un progetto  di  futuro,  e
  soprattutto di far credere ai siciliani che vale la pena impegnarsi
  e  lavorare, studiare e investire in questa nostra Terra. Questo  è
  il  problema, è il corto circuito tra la politica, la sua  capacità
  di  suscitare  una  visione,  una immaginazione  e  la  realtà,  la
  società.
   Ecco  perché  io  considero questo compitino, che  oggi  le  hanno
  assegnato,  la  fotografia di un Governo che non ha,  come  la  sua
  maggioranza, che non ha in mente nessuna strategia di governare  la
  Sicilia per il futuro, ma di continuare a vivacchiare nel presente,
  avere  qualche  nomina, qualche amico da indicare in  qualche  ente
  diretto  o  indiretto, prendersi qualche finanziamento per  qualche
  amico,  continuare a sostenere sagre e festini.  Ma  la  Sicilia  è
  un'altra  cosa. E io credo che questa, questa di oggi è la conferma
  della  assoluta inadeguatezza ad affrontare i problemi del  governo
  di questa Terra.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Varrica. Ne ha facoltà.

   VARRICA. Signor Presidente, grazie Presidente Di Paola, assessore,
  sia  la  Commissione  Bilancio che la IV  Commissione  hanno  fatto
  propria  la  proposta,  per la quale mi batto  da  circa  un  anno,
  relativa all'opzione per la realizzazione del secondo traghetto, da
  parte  di Fincantieri, presso il Cantiere navale di Palermo. Mi  fa
  piacere  aver  visto  questa convergenza su questa  battaglia,  che
  portiamo  avanti  appunto  da  quando  è  stato  firmato  il  primo
  contratto. Io adesso chiedo un impegno formale da parte,  oltre  le
  parole,  da  parte del Governo regionale affinché  questa  cosa  si
  possa concretizzare. Si parla di centinaia, se non di migliaia,  di
  posti di lavoro che possiamo portare su Palermo e sulla Sicilia per
  tanti  anni, rivitalizzare l'indotto che già sta ripartendo  grazie
  alla  realizzazione  del primo traghetto.  Peraltro,  si  parla  di
  economia assolutamente reale, posti di lavoro assolutamente  reali,
  per  realizzare  un  traghetto per le Isole  minori  green,  che  è
  assolutamente necessario.
   Per  cui io con questo intervento rinnovo l'invito. C'è l'impegno,
  a quanto pare, da parte di tutto il Parlamento, su questa tematica,
  visto che è l'unica osservazione che è stata proposta anche durante
  la  relazione.  Chiedo che il Governo possa concretizzare,  in  una
  maniera o nell'altra, questa situazione.
   Mi risulta, ho appreso dalla stampa, che è stata mandata una prima
  nota  a  Roma per ottenere queste risorse. Io chiedo veramente  che
  vengano   verificate   tutte  le  strade  per  raggiungere   questo
  importante  obiettivo: non lasciamo e non abbandoniamo il  Cantiere
  navale di Palermo, che lo stiamo rilanciando. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica, mi unisco al suo appello.
   Assessore   Dagnino,  lei  vuole  replicare?   Prego,   Assessore,
  dopodiché procederemo con il voto.

   DAGNINO,  assessore  per  l'economia. Grazie.  Signor  Presidente,
  onorevoli  deputati,  ho  ascoltato in  verità  con  molta,  credo,
  attenzione,   sebbene  siano  stati  numerosi  gli   interventi   e
  abbastanza frastagliati nel loro contenuto. Frastagliati  al  punto
  tale  che  naturalmente  non  mi è  possibile,  come  ho  fatto  in
  precedenza,  replicare  in maniera puntuale a  ciascun  intervento,
  però in modo trasversale qualche osservazione la vorrei formulare.
   L'intervento   su  cui  ho  preso  più  appunti  è  stato   quello
  dell'onorevole De Luca, che ha parlato tanto. Insomma, i  contenuti
  dell'onorevole  De Luca, per quello che ho colto,  sono  che  avrei
  perso  la mia "verginità politica". Insomma, direi che a 48 anni  è
  anche il momento di perderla la verginità, quindi, può anche andare
  bene questa osservazione.
   Poi, lui, l'onorevole De Luca ha dato a sé stesso 30 e lode e a me
  ha dato 18, politico, no anzi neanche il 18 politico. Quindi, anche
  questa  osservazione la prendiamo con simpatia. È evidente  che  ci
  aspettiamo  una minore autoreferenzialità: solitamente  i  voti  si
  ricevono,  non si danno. Come ho detto nel mio primo intervento  in
  Aula, noi qua siamo tutti allievi e i docenti sono i cittadini  che
  poi  dovranno  giudicarci. Quindi, auto attribuirsi  voti  elevati,
  assegnando  voti bassi alle controparti politiche, se  vogliamo,  è
  una osservazione simpatica, però, insomma, penso che lasci il tempo
  che trova.
   Ha  toccato molti altri aspetti. Ecco, più interventi, sia  quello
  dell'onorevole  De  Luca, che anche quelli  di  altri,  ad  esempio
  l'onorevole Catanzaro ha ripreso il dato per cui la Sicilia avrebbe
  una  performance  economica negativa rispetto  alle  altre  Regioni
  europee.  E'  un  dato tratto da Istituzioni comunitarie,  però  ai
  numeri  si  può  fare,  dire quello che si  vuole.  Questo  dato  è
  riferito  al ventennio 2000-2020, quindi, se noi prendiamo  i  dati
  del ventennio per valutare un Governo che è entrato in funzione nel
  2022, mi sembra novembre 2022 se non vado errato, insomma, mi  pare
  che  sia un modo per forzare il carattere comunicativo delle parole
  e dei numeri.
   In  realtà,  i  numeri  che io ho sommessamente  riportato  -  non
  prendendomene  i  meriti  e,  naturalmente,  neanche   i   demeriti
  eventuali  che,  invece,  mi sono stati, forse,  in  qualche  modo,
  attribuiti - sono numeri dell'Istat. Noi non abbiamo preso in esame
  i   numeri   eccessivamente  ottimistici  -  o  forse,   non   dico
  eccessivamente, i numeri evidentemente ottimistici  -  come  quelli
  dello  Svimez,  che danno la Sicilia addirittura  al  2,2  del  Pil
  sull'anno  2023, cioè la prima Regione del Mezzogiorno  e  di  gran
  lunga  superiore alla media italiana. Questi numeri, che pure  sono
  formulati  da  una  istituzione  estremamente  autorevole  come  lo
  Svimez, non sono stati presi a base. Noi abbiamo indicato i  numeri
  che  ci ha dato l'Istat, quindi sentire delle repliche in relazione
  al  fatto  che  questi numeri sono, come dire, più  volte  è  stata
  ripetuta la locuzione "libro dei sogni" ... ecco non è un libro dei
  sogni. In questa sede io mi sono limitato - non a caso, devo dire -
  a riportare i numeri consuntivi del 2023.
   La  deduzione politica - quindi, anche in questo, replico a chi ha
  segnalato la mancanza di profondità politica di visione, ma  non  è
  una  questione personale, naturalmente -, la deduzione politica che
  in  questa  sede  se ne può trarre è che ad oggi le  politiche,  le
  politiche,  ribadisco  la parola, politica  del  Governo  regionale
  hanno  secondo  i numeri, non secondo formule di autoreferenzialità
  come  quelle che ho sentito formulare da parte di alcuni  esponenti
  dell'opposizione, hanno alla fine dei conti spiegato effetti.
   E'  come quando si fanno le disamine sui risultati delle elezioni:
  si può dire che siamo stati bravi, ma se poi la percentuale è bassa
  diventa autoreferenziale.
   Noi  non  diciamo  che  siamo stati bravi,  diciamo  solo  che  la
  percentuale  è  alta. Le percentuali sono estremamente  favorevoli,
  quindi,  io ribadisco l'ottimismo non fondato su prospettive,  come
  dire, speranzose ma su constatazioni di dati che le politiche  fino
  ad oggi attuate hanno spiegato effetti favorevoli.
   Naturalmente, in questo rispondo a chi mi dice  non hai illustrato
  la  parte seconda con l'esame delle singole politiche . Insomma, il
  documento è naturalmente stato esaminato e messo a disposizione  di
  tutti, non è questa la sede, anche perché, altrimenti, sommando  il
  tempo che avrei dedicato al tempo che si è preso la gran parte  del
  dibattito d'Aula, naturalmente avremmo finito a mezzanotte,  ma  di
  solito  a  mezzanotte  si finisce se c'è un motivo  finalizzato  ad
  approvare  emendamenti  come gli ultimi  che  abbiamo  visto  nella
  variazione di bilancio, là si giustifica, mi sembra che  l'Aula  in
  quel  caso accetti di fare mezzanotte, mentre in questo caso l'Aula
  non  credo che abbia tanto desiderio di fare mezzanotte, preferisce
  un  paio  di  ore  così  giusto perché siamo  in  diretta  e  siamo
  registrati  per fare un po' di, come dire, polemiche su  questioni,
  su  quello che non c'è nel DEFR. Ma quello che non c'è nel DEFR, al
  netto di alcune cose che potrebbero naturalmente essere inserite, è
  probabilmente  quello  che  avrebbe  inserito  nel  DEFR  chi   sta
  all'opposizione se avesse governato. Evidentemente, quello non  c'è
  perché  non è stato inserito secondo le scelte che sono state  sino
  ad  ora formulate. Con l'eccezione, naturalmente, di alcuni aspetti
  come il Ponte sullo Stretto. Il Ponte sullo Stretto, come sappiamo,
  deve  ancora  iniziare,  quindi,  non  è  forse  corretto  inserire
  elementi nel DEFR che non è, attenzione, il programma politico  del
  Governo.  Il DEFR ha un compito ben delimitato, che in questa  sede
  forse si è voluto, diciamo, invece intendere in senso estensivo. Il
  DEFR  contiene  le  stime  tendenziali e  le  stime  programmatiche
  all'esito della eventuale applicazione delle politiche del Governo.
   Quindi,  la  valutazione politica che qua abbiamo  fatto,  che  in
  questa sede chi vi parla ha fatto è che ad oggi le politiche che ho
  trovato come assessore per l'economia, naturalmente condividendo le
  scelte  del  Governo,  altrimenti  non  avrei  accettato  di   fare
  l'assessore  per  l'economia, quindi è evidente  che  condivido  le
  scelte sono state fino ad ora, hanno prodotto dei risultati.
   Naturalmente,  il  primo  documento  che  da  chi  vi  parla  sarà
  elaborato   sarà   la  Nota  di  aggiornamento,  qualcuno   lo   ha
  evidenziato, qualcun altro mi pare che abbia fatto un po'...  abbia
  inteso  in  senso sostitutivo il DEFR dalla Nota di  aggiornamento,
  insomma ho sentito un po' chi parlava di nota, chi parlava di  DEFR
  ma, insomma, il documento, il primo che avrò occasione di redigere,
  come  sapete,  sarà  la  Nota di aggiornamento.  Nota  che  dovremo
  verosimilmente  elaborare  nei  prossimi  giorni   perché   il   20
  settembre,  entro il 20 settembre - cioè a giorni - si  attende  la
  Nota di aggiornamento del Governo nazionale.
   Qualcuno trova, e in questo io devo dire ho ammirazione, soluzioni
  elementari a problemi complessi. E' stato detto che addirittura, io
  non  ero  in  effetti presente, si è ritenuto di  esporre  in  Aula
  l'abaco  come a fare i calcoli nell'abaco. Però, ecco, l'esperienza
  mia, e questo è un approccio politico e tecnico al contempo, è  che
  di  solito  non vi sono soluzioni semplici a problemi complessi.  A
  problemi complessi si devono contrapporre soluzioni complesse  come
  quella,  e  lo  dico  in  conclusione  perché  è  stato  più  volte
  richiamato,  che  ho avuto modo di condividere  con  il  resto  del
  Governo  e  con  il  Presidente della  Regione  -  qua  è  presente
  l'assessore per le infrastrutture e la mobilità - relativa all'AST,
  alla  quale non si è volutamente data una somma di denaro per  dire
   spendiamo   altri  soldi  e  facciamo  un  salvataggio   veramente
  finanziario .
   Si  è  voluto  porre una scommessa all'AST, quella di redigere  un
  piano  economico-finanziario non di tipo, e lo dico ancor una volta
  perché   mi   preme,   autoreferenziale,   autoreferenzialità   che
  personalmente  ho  sempre  aborrito, ma al  contrario  si  è  detto
  all'AST   dotati  di un piano finanziario che sia attestato  da  un
  attestatore indipendente . Ed è su questo che noi stiamo contando e
  l'Ast  ha  accolto  questa  sfida, anche il  nuovo  Presidente  neo
  incaricato, di svolgere una mission quasi impossible, nel senso che
  il  tempo che è stato assegnato è un tempo, è impossibile, sotto il
  profilo temporale, - non impossibile ovviamente confidiamo -  ma  è
  una missione molto sfidante per la ristrettezza temporale che ci si
  trova  davanti  che  è  necessitata, tenuto  conto  del  fatto  che
  l'intervento  finanziario è fatto con variazioni  di  bilancio  che
  richiedono  un  impegno  delle  somme  entro  il  31  dicembre   di
  quest'anno.
   Quindi, avremmo potuto semplicemente dire "mettiamo questi  soldi"
  e  poi  rischiavamo  che quelle somme finissero nel  calderone  dei
  costi  dell'AST e, quindi, che fosse uno spreco di denaro pubblico.
  Invece,  non  si è voluto fare questo, si è voluto dare credibilità
  al   piano  industriale  sostenuto  tramite  l'attestazione  di  un
  valutatore indipendente che si gioca la faccia in questo e anche il
  portafoglio - mi si lasci dire - perché la valutazione indipendente
  determina un'assunzione anche di responsabilità.
   Questo  è  forse  un nuovo paradigma che, con la condivisione  del
  Presidente,  si  è  voluto indurre sotto il profilo  dell'approccio
  alle problematiche con uno dei primi atti quale ho avuto l'onore di
  poter contribuire.
   Quindi, concludendo, chiedo a nome del Governo regionale - a  meno
  che i colleghi non abbiano altro da aggiungere - l'approvazione con
  ordine  del  giorno  di  maggioranza del Documento  di  economia  e
  finanza regionale per gli anni 2025-2027.

   PRESIDENTE.  A  questo  punto,  colleghi,  mettiamo  in  votazione
  l'ordine del giorno numero 225.


                       Per dichiarazioni di voto

   LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe.  Signor Presidente, se  mi  avessero  dato  la
  possibilità, avrei già finito.
   Su quell'ordine del giorno esprimiamo voto contrario.
   Voglio  semplicemente dire all'Assessore che  la  sua  replica  ci
  lascia veramente a bocca aperta
   Lei  ha  detto che non ha replicato sul fatto che, su 350  pagine,
  non  si  parla  del  Ponte sullo Stretto di Messina  perché  ancora
  devono  iniziare i lavori. Ma perché per tutto il resto  già  avete
  iniziato  i  lavori? Per i termovalorizzatori avete già iniziato  i
  lavori?  Di  tutte  quelle che sono le infrastrutture  programmate,
  avete iniziato i lavori?
   Ma,  Assessore, non 18 politico, non la facevo nemmeno  presentare
  agli esami
   E votiamo contrario


                Votazione dell'ordine del giorno n. 225

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero  225,  a
  firma di tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari di maggioranza.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  L'ordine  del  giorno  è  approvato  con  il   parere
  contrario  del Gruppo PD, del Movimento 5 Stelle e di   Sud  chiama
  Nord .
   (L'ordine del giorno n. 226 è da intendersi pertanto precluso,  ai
  sensi  del  comma  3  dell'art. 73 bis.1  del  Regolamento  interno
  dell'ARS, dall'approvazione dell'ordine del giorno n. 225)
   L'Aula è rinviata a domani, mercoledì 18 settembre 2024, alle  ore
  15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 18:59 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XII SESSIONE ORDINARIA


                         131a SEDUTA PUBBLICA

                Mercoledì 18 settembre 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

  II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1)  Norme   in   materia  di  sistema  integrato  e   diffuso   di
      prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione sociale  in
      materia di dipendenze . (nn. 551-258-272-339/A).

            Relatore: On. Laccoto

   2)  Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15  (n. 738
      Stralcio I/A). (Seguito)

            Relatore: On. Abbate

   3)   Disposizioni  in materia di urbanistica  (n.  499/A  Stralcio
  I/A).

            Relatore: On. Carta

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio