Presidenza del vicepresidente Di Paola
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15:29
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Giuffrida e Leanza.
Comunico che l'onorevole Chinnici ha chiesto congedo dal 17
settembre al 18 settembre 2024.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di nomina componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 833 dell'11 settembre
2024, l'onorevole Giorgio Assenza è nominato componente della II
Commissione legislativa permanente 'Bilancio' in sostituzione
dell'onorevole Giuseppe Sebastiano Catania dichiarato ineleggibile
alla carica di deputato regionale.
Avverto che le comunicazioni di rito, di cui all'articolo 83 del
Regolamento interno dell'Assemblea, saranno riportate nell'allegato
A al resoconto dell'odierna seduta.
regionale (DEFR) per gli anni 2025 - 2027
Seguito della discussione del Documento di economia e finanza
regionale (DEFR)
per gli anni 2025 - 2027.
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno recante
"Seguito della discussione del Documento di economia e finanza
regionale (DEFR) per gli anni 2025 - 2027".
Dò la parola all'Assessore per l'economia per svolgere la
relazione sul DEFR.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, in sintesi
le notizie che emergono dal Documento di economia e finanza
regionale per gli anni 2025 2027 sono ampiamente positive, lo
voglio dire subito come premessa del ragionamento e adesso darò nel
dettaglio i dati.
È importante sottolineare che si tratta di dati ufficiali, quelli
che leggiamo sono dati ufficiali, quindi non è come dire propaganda
del Governo, sono informazioni che risultano dagli studi redatti
dall'Istat e poi naturalmente l'attività del Governo è quella di
determinare il Pil programmatico come effetto migliorativo rispetto
al Pil tendenziale che risulta dalle indagini statistiche.
Quindi il Documento di economia e finanza, sostanzialmente il suo
contenuto essenziale, è proiettare, determinare il Pil tendenziale,
i dati tendenziali, il Pil è il più importante di quelli,
naturalmente, significa il dato a legislazione vigente, e
determinare il Pil programmatico che dovrebbe ottenersi per effetto
dell'attuazione delle politiche governative.
Quindi, questo in sintesi è il contenuto essenziale del Documento
di economia e finanza, oltre naturalmente poi a descrivere le
politiche che il Governo intende realizzare.
Allora partiamo dai dati che sono, credo, l'elemento più
importante perché sono elementi obiettivi.
Possiamo dire che la Sicilia registra e consolida una netta
inversione di tendenza rispetto al passato, e addirittura in alcuni
ambiti, la Sicilia ha una performance persino superiore alla media
dello Stato, sono fatti, credo, molto significativi.
Nel Documento di economia e finanza regionale in discussione, si
fa riferimento a una stima del tendenziale, quindi a legislazione
vigente, formulata dallo Svimez per l'anno 2023 (ancora il 2023 è
il consuntivo Istat che il dato che noi poi utilizziamo come dato
effettivo e che verrà poi contemplato nella Nota di aggiornamento
del Documento di economia, quel documento a cui lavoreremo nelle
prossime settimane) ci dà un dato dell'aumento di un aumento del
Pil del 2,2%.
Quindi, secondo lo Svimez, la Sicilia nel 2023 è cresciuta del
2,2%.
Onde evitare rischi di eccesso di ottimismo, ad ogni modo nel
Documento di finanza voi trovate un'assunzione molto più prudente
di quella formulata dallo Svimez, quindi noi abbiamo formulato una
ipotesi di andamento tendenziale, quindi a legislazione vigente del
Pil, 0,9% in aumento, ripeto, contro una stima dello Svimez del
2,2%.
Consideriamo che la media del Mezzogiorno è stimata nello 0,7 per
cento. Quindi secondo lo Svimez noi cresciamo il 2,2 a fronte di
una media del Mezzogiorno dello 0,7 e comunque - ribadisco - che
per prudenza si è assunto un dato invece molto più basso del mero
0,9 per cento.
La media nazionale è determinata in misura pari all'1 per cento.
Si prevede che l'Italia nel suo complesso nel 2023 sia cresciuta,
si stima che sia cresciuta dell'1 per cento a fronte di uno 0,9 che
è la stima - parliamo di 2023 perché il dato finale del 2023 non è
ancora stato pubblicato dall'Istat, si attende a settimane la
pubblicazione del dato dell'Istat.
Andiamo avanti.
Il Pil è il dato naturalmente più rilevante perché è la sintesi
maggiore.
La spesa per le famiglie. Qua parliamo di dati invece registrati
quindi già rilevati dall'Istat per il 2023, ci dice che si è
notevolmente ridotto, in relazione all'indicatore spesa delle
famiglie, il divario tra Nord e Sud.
Per dare un'evidenza quantitativa nel 2014 il gap tra la spesa
delle famiglie del Nord, il Nord Est che era la porzione del
territorio dove la spesa era più elevata - quindi il dato estremo
in termini positivi - e il Sud, in particolare le isole, era di 963
euro.
Le famiglie delle isole italiane spendevano 963 euro in meno
rispetto alle famiglie del Nord Est.
Nel 2023, quindi, dieci anni dopo il gap si è ridotto da 963 euro
a 773 euro, quindi il 26 per cento in meno contro il 34 per cento
in meno di dieci anni fa.
Vuol dire che, sebbene ci sia ancora molto gap da recuperare, però
ridotto questo gap dal 34 al 26 per cento, una notevole riduzione
in dieci anni.
Un altro dato molto importante davvero significativo è l'indice
cosiddetto di deprivazione materiale e sociale cioè l'indice che
identifica la percentuale di famiglie estremamente povere, quindi
non quelle sulla soglia di povertà ma quelle che hanno un grave
stato di povertà.
Il dato nazionale è 4,7 per cento, in Sicilia nel 2023 il dato è
5,2 per cento quindi soltanto mezzo punto percentuale rispetto alla
media nazionale.
Ma quello che è più importante è la tendenza perché nel 2022
questo numero era 6,1 quindi in un solo anno il Governo regionale è
riuscito a far ridurre l'indice di deprivazione sociale dal 6,1 al
5,1 - addirittura un punto percentuale in meno su sei -, moltissimo
naturalmente
Un altro dato molto significativo - devo dire la verità anche
forse per certi versi sorprendente rispetto al sentire comune - è
che l'indicatore acquisto di autoveicoli immatricolati, quindi
nuovi veicoli immatricolati che certamente è un dato significativo
per descrivere la capacità di spesa degli individui e addirittura
nel primo quadrimestre del 2024, questo è un dato recente,
aggiornato, in Sicilia abbiamo registrato un +11,7 di acquisto, di
immatricolazione di autoveicoli nuovi a fronte di un dato nazionale
del 7 per cento.
In Sicilia dunque si sono acquistati quasi cinque punti
percentuale in più di veicoli nuovi rispetto alla media italiana.
Questo a confermare un andamento estremamente positivo
dell'economia.
Altro dato che ci sembra importante far valere, come dato da
evidenziare, il 2022 è stato un anno di boom nel settore
immobiliare - parliamo di compravendite immobiliari - la media
italiana di compravendita nel 2022 è stata +30 per cento, in
Sicilia +37,5. Siamo sette punti percentuali e mezzo più della
media nazionale in Sicilia.
Il 2023, invece, ha registrato un'inversione di tendenza per cui
addirittura quel +30 del 2022 a livello nazionale è diventata -9,5,
addirittura 40 per cento in meno in un crollo delle compravendite
immobiliari, in Sicilia si è attutito notevolmente per cui abbiamo
avuto un -2,7 a fronte - ripeto - di -9,5 della media nazionale.
Anche questo dato estremamente significativo
Altro dato che credo sia utile riportare è quello del valore
dell'export. Nel 2023 la Sicilia ha avuto un aumento dell'export
del 9 per cento, quindi anche questo molto, molto significativo,
con 0,1 in più soltanto nell'agro alimentare, quindi comunque
stabile l'agro alimentare.
Ma abbiamo picchi come il 12,9 per cento, il 13 per cento, quasi,
delle esportazioni dei mobili, mobili d'arredo e, addirittura, un
sorprendente più 133 per cento, quindi quasi due volte e mezzo
rispetto all'anno scorso, nel settore delle apparecchiature
elettriche.
Questo dato credo che non sia ricadente nel sentire comune, le
apparecchiature elettriche, infatti, hanno avuto un'impennata
dell'export quasi due volte e mezzo. Il dato che forse sta più a
cuore di tutti è quello dell'occupazione. Anche sull'occupazione il
trend favorevole che ho delineato si conferma, perché abbiamo avuto
un aumento del 5,5 per cento, pari a 74.000 posti di lavoro in un
solo anno, quindi nuovi 74.000 posti di lavoro. Quindi l'incremento
dell'occupazione in Sicilia è stato del più 5 e mezzo, a fronte di
una media nazionale soltanto del 2,1.
Cresce l'occupazione in ragione del doppio, anzi oltre il doppio,
della media nazionale e nell'occupazione. Con un dato
particolarmente significativo nell'industria, dove soltanto nel
comparto industria abbiamo avuto un incremento dell'occupazione del
19 per cento in un solo anno.
Sono dati straordinari del Governo regionale, non è naturalmente
merito di chi vi parla che è arrivato soltanto da poco, ma mi piace
avere la possibilità di poter illustrare dati così tanto positivi.
Nell'industria si registrano, dei 74.000 nuovi posti di lavoro che
si sono creati, sono 24.000 in un anno. Si cresce in tutti i
settori. Addirittura nel settore dei servizi per alloggi e
ristorazione abbiamo una crescita del 40 per cento.
La disoccupazione è ancora elevata, e si è ridotta di quasi un
punto percentuale, quindi il dato è positivo, ma naturalmente in
termini assoluti, e ancora il 16 per cento il tasso di
disoccupazione a fronte di una media nazionale del 7,8 per cento.
Quindi questo è importante segnalarlo perché, sebbene abbiamo anche
qua un'inversione di tendenza, però è un gap molto significativo
ancora da colmare. Quindi lavorare per la riduzione della
disoccupazione - lo sanno tutti - è confermata anche dai dati, deve
essere una priorità, ed è certamente una priorità del Governo
Schifani.
Andiamo all'altro indicatore di lavori pubblici 2023, dato che
confronta il 2022, abbiamo un più 16,8 per cento di bandi di gara
rispetto all'anno precedente, in un anno sono cresciuti quasi del
17 per cento i bandi di gara, passando da un valore di 3,8 miliardi
di euro a 5 miliardi di euro in un solo anno i nuovi bandi di gara.
Ho quasi finito di illustrare i dati fondamentali. È intuitivo
questo, credo che sia sotto gli occhi tutti, le presenze turistiche
si trovano in un trend positivo: più 11 per cento nel 2023,
rispetto al 2022, per un totale di 16 milioni e mezzo di presenze.
Il dato ancora più rilevante nell'ambito del turismo è che, mentre
in passato il turismo era prevalentemente nazionale, nel 2023 circa
la metà dei turisti che arrivano in Sicilia sono diventati turisti
stranieri, quindi la proporzione tra italiani e stranieri è circa
il 50 per cento, con l'elemento rilevante per cui gli stranieri in
un solo anno sono aumentati del 28,6 per cento rispetto all'anno
precedente. Il turismo siciliano si sta internazionalizzando, è
quindi una crescita che è derivata anche dalla
internazionalizzazione.
Poi, l'altra cosa rilevante è la spesa per lo sviluppo che
riguarda tutti i vari fondi: PO-FESR, POC, PSC, FSC e riguardo a
questo aspetto il Documento di Economia e Finanza rileva il fatto
che siamo nella chiusura del ciclo, quindi alla chiusura della
spesa, in particolare quella 2014-2020, con corrispondente avvio
del nuovo ciclo 2021-2027, poiché nel 2024 chiuderemo la spesa del
ciclo 2014- 2020 è prevista una forte impennata della spesa.
Come sappiamo, infatti, alla chiusura del ciclo arriva la resa dei
conti sui valori della spesa, e quindi c'è l'attesa di una forte
impennata della spesa, appunto, per la chiusura del ciclo della
programmazione comunitaria il che - qua posso arrivare alle
conclusioni - fa formulare delle stime ampiamente positive in
relazione alle previsioni programmatiche che formula il Governo,
per cui noi avremo un'attesa di crescita a prezzi correnti del 4 e
mezzo per cento che si riduce in programmatico a prezzi costanti,
tenuto conto del deflatore dell'economia pari al 2 virgola 6 per
cento.
L'andamento in termini assoluti del Pil nominale è quindi stimato
per il ciclo considerato nel Documento di Economia e Finanza 2025-
2027, in ragione di 112 miliardi di Pil siciliano stimato nel 2025
che dovrebbe arrivare per effetto delle politiche - sulle quali non
mi diffonderò, perché il tempo sarebbe insufficiente ma sono
redatte nel Documento di Economia e Finanza - a un 121 miliardi di
Pil nel 2027.
Quindi, in estrema sintesi, dati assolutamente positivi per
l'economia regionale, il che può anche naturalmente far contare su
nuove entrate, su maggiori entrate il cui impatto abbiamo già visto
con i conguagli Irpef che sono stati concessi, e che hanno
consentito di eseguire una precedente manovra a cui tutti voi avete
preso parte di variazione di bilancio, che deriva appunto da un
conguaglio Irpef derivante proprio dall'incremento rispetto al dato
storico, registrato dal Ministero dell'economia e quindi trasferito
alla Regione, e un ulteriore conguaglio Irpef che ci consentirà a
fine mese di incardinare la manovra di assestamento di bilancio, e
che sarà l'ultima manovra finanziaria verosimilmente prima della
fine dell'esercizio e quindi poi dell'approvazione della legge di
stabilità.
Credo che il Governo debba, questo è l'intendimento del Presidente
della Regione, proseguire sulla linea delle politiche già avviate
che stanno - certamente i dati lo confermano - e non può essere
solo merito del mercato, ma certamente anche merito delle politiche
governative, vista la straordinarietà dei numeri che ho poc'anzi
elencato. Quindi i dati ci consentono di pensare, di ritenere di
proseguire nel solco delle politiche già avviate potenziandole
ulteriormente e destinando sempre più importi rilevanti sia al
mondo delle imprese che al mondo degli investimenti.
Tenuto conto del fatto che dal punto di vista - mi limito a dire
questo - sotto il profilo della finanza pubblica, è già condiviso
il percorso col MEF, ed è anche oggetto dell'accordo ultimo di
finanza pubblica che la Regione siciliana debba ulteriormente
incrementare la porzione di spesa destinata agli investimenti
pubblici rispetto alla porzione di spesa corrente, tenuto conto del
fatto che la spesa per investimenti determina innanzitutto la spesa
pubblica nel suo complesso, un moltiplicatore Keynesiano, come
sappiamo, che ha già dato i suoi risultati, e inoltre determina un
effetto di accelerazione degli investimenti pubblici, quindi
notizie, credo, assolutamente positive.
Naturalmente con la nota di aggiornamento del Documento di
Economia e Finanza indicheremo eventuali ulteriori politiche
correttive per realizzare ancora più efficaci e ancora più elevati
risultati di finanza pubblica. Grazie per l'attenzione.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Dichiaro aperta la discussione
generale, ogni deputato avrà dieci minuti. Si è iscritto a parlare
l'onorevole De Luca Cateno, ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
prima di iniziare il mio intervento sul merito del DEFR, chiedo
alla Presidenza che venga data una maggiore disponibilità, anche
sulla scorta dell'esperienza degli anni scorsi, per poter esprimere
le nostre osservazioni, ma ci permettiamo anche i nostri
suggerimenti, anche se l'Assessore probabilmente già avrà cercato
di studiare per bene.
E visto che lei è anche noto per i suoi trenta e lode che ha
preso, e sono tanti, facciamo i complimenti, le faccio io un
esamino oggi, anche perché è il suo vero debutto per quello che è
un documento che per noi è importante, non solo sotto il profilo
politico del confronto, ma lo dovrebbe essere anche per il Governo
che attraverso il DEFR individua quelle che sono le direttrici di
una strategia complessiva di tutte le risorse di cui dispone.
Assessore, lei lo sa che nel DEFR il Ponte sullo Stretto di
Messina non risulta nemmeno una volta? Lo sapeva? È colpa di
Falcone, del ragioniere di sottoscala? Lei lo sa che nel suo DEFR
microcriminalità organizzata e mafia non risultano nemmeno una
volta?
Veda, l'ho letto, ho cercato di capire, ma ci ho capito poco, ora
le spiego pure perché: intanto è un DEFR che non individua un
elemento per caratterizzare la nostra Terra. Ci dica un solo
elemento su cui può caratterizzare la nostra Terra, e scusi se mi
permetto un piccolo riferimento alla città di Messina. Lei conosce
bene il forum di Cernobbio, perché qualche volta c'è stato, e
nell'ultimo documento, per quanto riguarda la sostenibilità urbana,
a un certo punto si dice "un altro settore strategico su cui oggi
Messina sta concentrando sforzi significativi, anche in termini di
decarbonizzazione, è il trasporto pubblico locale. Al 2022 infatti
il parco mezzi TPL di Messina risulta tra i più sostenibili del
Paese". Ero io il sindaco di Messina, ho preso nel 2018 un'azienda
trasporti con 90 milioni di debiti e ho investito, ho voluto
caratterizzare la mia azione di Governo, e io oggi le sto chiedendo
questo, e capisco il suo compito difficile, anche perché non mi
sono permesso di chiederle lei a che titolo è qui. Perché il
titolare della programmazione è l'ologramma Schifani, e quindi lei
oggi qui ovviamente rappresenta una parte di quella che è la
strategia, ma la programmazione lei non ce l'ha, e noi ci dobbiamo
confrontare, con rispetto della sua persona guardi, con il capo del
pastificio, che è Schifani.
Ora, rispetto a questo dobbiamo cominciare a fare qualche piccola
riflessione, lasciamo stare i dati statistici che lei ci ha qui
declinato, perché ogni anno poi vengono smentiti da quelli che sono
ovviamente i dati dell'economia reale, e noi viviamo di economia
reale, mica viviamo di economia virtuale.
E su questo le faccio solo un piccolo riferimento proprio per
chiudere anche la noiosa declinazione dei dati statistici: la
Sicilia e la Sardegna, nell'arco temporale 2000-2020, rispetto alle
altre Regioni d'Europa è quella che ha registrato un gap superiore
di decrescita. Questo è il dato Tutto il resto sono chiacchiere
Poi andiamo invece agli altri elementi che dovrebbero
caratterizzare l'azione di Governo. Voi siete al Governo da
trent'anni, perché lei ha fatto una scelta di campo, lei si è tolto
la sua verginità politica ed è entrato in un campo di centrodestra,
piaccia o non piaccia, perché veda, lei non può qui oggi dirci che
il DEFR è stato approvato dalla Giunta a fine giugno, e lei non
c'era, perché il principio della continuità amministrativa e della
responsabilità politica non le consente quest'alibi, e quindi su
questo fronte lei non merita neanche il diciotto politico, mi
dispiace, veda sta andando in controtendenza rispetto alla sua
storia.
Noi abbiamo presentato, e ora glielo consegneremo, Assessore, un
nostro documento che è di ausilio, glielo consegneremo se avrà la
bontà di leggerlo, e anche di integrare quello che è l'ordine del
giorno che predisporrà la maggioranza e, di conseguenza, i
suggerimenti, non di chi sta all'opposizione, ma di chi vive la
quotidianità sul territorio.
E su questo, già alcuni suggerimenti mi permetto di
declinarglieli; veda, in quest'Aula, in questi due anni, abbiamo
lottato per cancellare quello che era un malcostume, dare le
coperture finanziarie annuali a quelli che erano servizi
pluriennali, lei ci insegna che nella pluriennalità e
nell'obbligatorietà dei servizi, ovviamente, si dà la copertura
pluriennale, ebbene faccio un esempio perché è stato caso di
polemica in questi giorni, quelle che sono le attività che le città
metropolitane, veda, io racconto la realtà, le città metropolitane,
i liberi consorzi, devono garantire per gli studenti diversamente
abili, e quindi l'assistenza che bisogna dare agli studenti delle
scuole superiori.
Lo sa che, nonostante abbiamo fatto la battaglia per dare la
copertura triennale, perché prima era annuale, gli uffici della
Regione continuano a fare decreti di impegno annuale, ecco, prenda
nota e io ora le consegnerò anche l'ultimo decreto che è stato
fatto, quindi, cosa fanno le città metropolitane? Fanno gare per un
anno, dopodiché la gara va deserta, e nasce il problema, partono,
iniziano le scuole, e noi ci troviamo con le famiglie che,
ovviamente, sono in piena difficoltà: da dove parte tutto, sempre
dalla Regione siciliana: ecco quali sono gli elementi che un buon
amministratore deve tenere presente, e le consegnerò, non solo
quello che è stato l'ultimo decreto in merito, ma anche quella che,
purtroppo, da questo punto di vista, ha fatto la copertura
finanziaria triennale nell'ultima legge di stabilità.
Altri elementi che sono da tenere presente, casi pratici, crisi
idrica, non fate un cenno concreto, veda se noi entriamo nel
dettaglio di quella che è la quotidianità sui rifiuti, sulla crisi
idrica, su tutto e le dico quale elemento che manca Veda noi siamo
abituati, noi sindaci, quando programmiamo le risorse, a tenere
presente qual è il fabbisogno di ogni azione che facciamo, qua ci
sono tanti colleghi che sono anche sindaci, che sono stati sindaci,
mi vuole dire, Assessore, qual è il fabbisogno per ogni settore
strategico, per ogni servizio pubblico essenziale della Regione
siciliana? Parliamo dei rifiuti? Lei sa quanti miliardi ci vogliono
per raggiungere gli obiettivi imposti dalla Comunità europea,
eccetera eccetera, per la costruzione dell'intera filiera del
secondo livello e infrastrutture e, quindi, evitare la vergogna di
continuare a portare i rifiuti all'estero e di trasformare i
sindaci in dazieri? Non lo sa? Non c'è scritto nel DEFR Lei lo sa
quanto ci vuole per mettere a sistema già come servizio adeguato
quello che è l'approvvigionamento idrico in agricoltura e per
quanto riguarda anche quello che è l'approvvigionamento idrico di
tutti i nostri contesti urbani? Lei non lo sa Non c'è scritto
Allora lei lo sa che avete anche sbagliato i calcoli su quello che
sono l'FSC, non avete tenuto conto dell'atto di coesione che è
stato sottoscritto a fine maggio, e ancora risulta che la Sicilia
ha quasi sette miliardi, no, un miliardo e tre ve lo hanno già
scippato, ed anche i numeri, date i numeri, ma d'altronde la
Sicilia è abituata a sentire numeri in continuazione
Veda, proprio perché ci avete costretto a leggere il vostro
documento, e qui qualche suggerimento pure pratico, sa come abbiamo
risolto, assessore, è il primo anno che a Taormina in estate non
manca l'acqua. Sarà una coincidenza e sono sindaco io? No, non è
una coincidenza. Ci siamo messi d'accordo col comune di Castelmola,
abbiamo aperto un pozzo lì, nel territorio di Castelmola, abbiamo
fatto accordi tra Comuni.
Cosa abbiamo scritto in questo documento? E' possibile che non si
possano incentivare gli accordi di vallata tra enti pubblici e
semplificare quelle che sono le procedure? Lo sa che io è da
quindici giorni che ho la certificazione della potabilità
dell'acqua però non la posso immettere nel serbatoio? Noi non
vogliamo che qui salga in cattedra, chi è all'altezza di farlo per
carità, ma che ci declini la Sicilia virtuale, quella delle
statistiche, perché la quotidianità è totalmente altra.
Cosa dobbiamo anche aggiungere sul fronte del trasporto pubblico
locale? Per esempio: è possibile che questo Governo si caratterizzi
sempre per essere più Governo delle lobby o degli affari? Cioè, noi
stiamo prendendo l'AST, le stiamo lasciando l'osso, le stiamo
lasciando forse le tratte sociali, quindi privatizziamo i guadagni,
perché questo sta succedendo, e socializziamo i costi. Una sola
parola su quella che è la visione strategica, su quelli che sono i
livelli essenziali della mobilità non c'è scritta, Assessore. Veda,
qui mancano i punti di riferimento, quindi qualunque numero voi,
anche sbagliato, e le ho dimostrato pure questo, perché, cari
colleghi, è pensabile che questo DEFR, dopo tutta la polemica che
c'è stata in quest'Aula, dopo lo scippo che ha subito la Sicilia,
ai siciliani per quanto riguarda il Fondo sviluppo e coesione,
quindi un miliardo e trecento tolti alla Sicilia, più 600/700
milioni di euro a regia statale indirizzati sempre per
l'attraversamento per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto di
Messina, è possibile che il DEFR neanche una volta citi il Ponte
sullo Stretto di Messina?
Questa è la dimostrazione che, non solo non avete una visione
unitaria, ma che continuate, in quelle che sono le vostre azioni, a
rappresentare esattamente proprio l'improvvisazione al comando.
Noi, al di là ora di quelle che possono essere le nostre prese di
posizione che, ovviamente, sono basate su elementi concreti e ne ho
solo voluto citarne alcune, il documento che abbiamo preparato
riguarda anche altri aspetti fondamentali. Azione che voi avete
messo in campo.
Cosa avete previsto per le città metropolitane e i liberi
consorzi? Ma voi pensate che ora andiamo ad eleggere i consiglieri,
facciamo gli assessori e li mettiamo a fare i cantonieri? C'è
qualcuno che ha fatto una radiografia dello Stato di come sono oggi
combinate le città metropolitane e i liberi consorzi in relazione
alle funzioni che hanno? E quindi quanto ci vuole per mettere in
moto una macchina che si è fermata? O qualcuno pensa che con
l'elezione diretta o indiretta si risolve il problema delle strade
di penetrazione agricola o delle strade intercomunali e
quant'altro? Non c'è un solo rigo anche su questo aspetto, eppure
andremo a votare, tra qualche mese. Diciamo allora chiaramente a
chi si candida che, se va bene, andrà a fare il cantoniere perché
d'altronde non ci saranno più alibi, perché per ora c'è l'alibi che
le province e le città metropolitane non funzionano perché non c'è
il consiglio, non c'è la giunta. E, Pellegrino, ora che faremo un
esercito di pellegrini? Diamogli gli strumenti ed ecco perché ci
permettiamo a questo Governo di incalzarlo su quelle che sono le
situazioni che, naturalmente, sta cercando di portare avanti.
Sul tema dei rifiuti: veda io non so se lei ha avuto la fortuna,
assessore, di fare l'amministratore locale o come si dice in gergo
e non me ne voglia se non ha mai amministrato neanche un
condominio. Sa, è importante questo perché è lo spartiacque tra la
teoria e la pratica. Tra la teoria e la pratica c'è un abisso che
si chiama amministrazione .
Per amministrare c'è proprio un'esperienza di vita vissuta sul
campo di cui noi siamo portatori, noi sindaci, e la trasferiamo
proprio qui. Veda, sui rifiuti: è l'altro elemento che ha
caratterizzato il fallimento di questi governi di centrodestra e
state continuando a fare questo E quando sento dire che avete
programmato 700 milioni di euro per gli inceneritori, o come li
volete chiamare, non ponendovi il problema che comunque l'umido non
si può bruciare e non ponendovi il problema che qui c'è un tema di
filiera. Perché Messina ha sfondato la percentuale del 60 per cento
di raccolta differenziata e ancora a Palermo e Catania è ferma
sotto il 20? Vi siete posti la domanda? Ma siete voi che
amministrate, ma lasciate stare questo, qual è la strategia che la
Regione siciliana ha messo in campo? Quella di trasformare i
sindaci in questuanti, ci avete dato il contributo di 50 milioni di
euro una tantum, mi scusi ma tutto il sovrapprezzo che noi stiamo
continuando a far pagare ai nostri cittadini, come la mettiamo? Per
omissioni della Regione siciliana, di chi governa Perché noi già,
per carità, non siamo infallibili, commettiamo i nostri errori, ma
stiamo intervenendo in una cornice dove la Regione non fa il suo
mestiere.
Lo stesso per quanto riguarda il servizio idrico integrato. A
Messina è andata per la seconda volta deserta la gara. Cosa volete
fare ora su questo fronte? Come vi volete muovere? Dobbiamo
continuare a svendere ormai anche l'aria che respiriamo alle lobby
o la Regione vuol prendere una posizione diversa? Vuol rivedere
alcune situazioni, magari vuole attenuare quella che è la svendita
dei servizi pubblici essenziali ai privati, e le faccio un altro
esempio: dopo che mi sono insediato a Taormina ho avuto uno scontro
feroce, le scintille, con chi gestiva il servizio di raccolta dei
rifiuti; dopo un anno di guerra siamo riusciti a mandarli via e a
contestargli anche 5 milioni di danni Lo sa qual è il paradosso
Che io rischio tra un anno di ritrovarmi la stessa ditta che
parteciperà alla gara indetta dalla SRR che magari vincerà di nuovo
il servizio a Taormina
Eppure ci sono degli esempi virtuosi, Troina, facciamo un esempio,
ha una gestione in house, se non sbaglio, no? Bene, l'abbiamo fatto
pure noi, lo sa che in tre mesi la sola raccolta differenziata è
aumentata di 7 punti, ma non solo, la qualità del servizio è
aumentata. E allora perché in questi casi, fermo restando il
rispetto dell'ambito ottimale, non dare la possibilità al comune
che si può attrezzare, che ha la possibilità anche di dover
personalizzare il servizio di poterlo fare in concessione diretta,
perché non andare qui ad approfondire quello che è il rispetto
dell'ambito territoriale e garantire quanto meno, dare la
possibilità ai comuni di potersi gestire la raccolta? Perché poi il
tema dei rifiuti vero è lo smaltimento E anche il trasporto
consorziato, ma non la raccolta Ecco, veda, altro esempio pratico
di cui voi non parlate.
Concludo, signor Presidente, la ringrazio perché mi ha dato la
possibilità di dire qualche parola in più. Noi presenteremo questo
documento, lo consegneremo alla Presidenza, lo consegneremo anche
all'Assessore, con l'auspicio che questi suggerimenti, che sono
quelli dell'economia reale, li faccia propri - noi non abbiamo
problemi di copyright, guardi, assolutamente - quindi fateli vostri
e cercate di aprirvi a quella che è la visione amministrativa delle
azioni e delle politiche regionali ed è ovvio che questa è
l'occasione per cercare di arrivare a una sintesi di quelle che
sono strategie anche condivise e nello stesso tempo, veda, con
l'aggiornamento della Nadefr ci sarà la possibilità di rivedere
alcune politiche, sì, però Assessore, si parte male, il suo
debutto, mi dispiace, per quanto io la stimi e per quanto io
conosca bene la sua storia, il suo debutto non è neanche da
diciotto politico, mi dispiace ma il suo debutto la porta ad essere
bocciato. Grazie.
CATANZARO. Quindi è bocciato? Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessore, io sul DEFR leggerò alcuni appunti che ho preso leggendo
le trecento e passa pagine di documento finanziario, però prima di
iniziare, Presidente Lantieri, a disquisire su quelle che sono le
riflessioni sul DEFR, gradirei richiamare, ancora una volta,
l'Aula, e lo dico a lei perché il Presidente Galvagno oggi non
presiede. Nell'ultima Conferenza dei Capigruppo abbiamo posto un
tema al quale, essendoci l'assessore Savarino presente e
l'assessore Dagnino, avremmo il piacere di sapere quando il
Presidente della Regione abbia idea di venire in Aula, per venirci
a riferire sul tema della sanità.
Perché noi, non è che lo diciamo perché vogliamo attirare
l'attenzione dei titoli di giornale per parlare di sanità, lo
diciamo perché riteniamo che su questo tema, Presidente Lantieri,
non si può derogare con il tempo. Abbiamo una esigenza di fare
chiarezza dentro quest'Aula, e io ogni settimana, come Gruppo del
Partito Democratico, non faremo altro, anche sull'ordine dei
lavori, per parlare di questo tema fino a quando il Presidente
della Regione non avrà la sensibilità di rispettare tutti coloro i
quali siedono in quest'Aula, ma soprattutto il popolo siciliano
Perché noi abbiamo presentato anche una mozione, e gradiremmo
rispetto su quelle che sono le richieste fatte. E quindi chiediamo
alla Presidenza dell'Assemblea che ci possa fare sapere quando il
Presidente ci dia la data per venire in Aula, perché non è che si
pensa che da una settimana all'altra noi lo dimentichiamo.
Quindi, Presidente Lantieri, io spero che lei stia prendendo un
appunto per potere riferire e parlare con il Governo, perché, noi
al di là di approvare i punti dal calendario che abbiamo stabilito
in Conferenza dei Capigruppo, su questo tema siamo anche nelle
condizioni di immaginare che non facciamo più lavori d'Aula, fino a
quando non abbiamo chiarezza sul tema della sanità. E lo dico senza
togliere nulla rispetto a quelli che sono gli argomenti che andremo
a trattare dal DEFR, al crack, alla riforma degli enti locali.
Bene, Assessore Dagnino, lei, ovviamente, è arrivato da poco, da
poche settimane, quindi si ritrova a dovere affrontare su un
argomento che, magari forse, alcuni pensano che sia un argomento
Vabbè, lo trattiamo tanto per trattarlo , perché alla fine si
vota, diciamo, con un voto improprio diciamo con l'Aula che si
esprime Però sul DEFR io ritengo che bisogna, invece, soffermarsi,
perché quello che stiamo affrontando del 2024/2026 è sicuramente un
atto importante, con il quale si dovrebbero definire gli obiettivi
di finanza pubblica, e declinare gli interventi per raggiungere gli
obiettivi che appare al contrario, ad esempio, un mero esercizio di
stile, un obbligo formale appunto quello che noi dobbiamo
assolvere.
Emerge, da questo documento, uno scollamento con la reale
condizione della Sicilia, che abbiamo visto, in questi giorni,
essere un concentrato di problemi e criticità.
Da un lato c'è, nel documento, una mera elencazione di buoni
propositi da parte del Governo e dall'altro, invece, noi ci
troviamo i problemi di quello che la Sicilia vera affronta. La
Sicilia della mancanza del lavoro, dei giovani che fuggono via, la
Sicilia delle liste d'attesa in sanità - con i proclami dei
quarantotto milioni di euro, che sono serviti ad abbattere le liste
d'attesa -, la Sicilia con le infrastrutture da terzo mondo, dove
troviamo i Ministri del Governo nazionale proclamare il Ponte sullo
Stretto, che poi di fatto doveva essere messa prima del periodo
estivo la prima pietra, e invece abbiamo le doppie linee ferrate o
la Gela-Castelvetrano che, ovviamente, non si possono ancora sapere
quali sono le evoluzioni. La Sicilia della desertificazione e della
siccità.
La lettura di questo DEFR ha un effetto, assessore, oserei dire
quasi sedativo perché sembra che vada tutto bene, ma soprattutto
non c'è quel senso l'urgenza che dovrebbe invece spingere un
Governo a fare qualcosa ora, subito, qualcosa prima che il declino
della nostra Regione diventi definitivo.
Nessun intervento che tenti di cambiare la rotta, che dia impulso
per il cambiamento; ma solo una mera e sola sommatoria di piccoli
interventi tampone, che denunciano un paralizzante immobilismo.
D'altro canto, lo abbiamo anche visto, assessori, con le leggi che
sono state approvate nel corso di questa attuale legislatura.
Nell'esercizio finanziario del 2023, le politiche finanziarie della
Regione si sono espresse soprattutto tramite delle leggi omnibus,
approvate dopo la legge di stabilità e, quindi, slegate da un
contesto che disegna una strategia e che hanno comportato nuove
autorizzazioni di spesa di brevissimo respiro. Interventi
contingenti e interventi che hanno assorbito per la maggiore parte
le entrate di cui la Regione ha goduto, quelle dell'Irpef, dell'Iva
o del bollo auto; maggiori entrate che per il 2023 ammontano a
circa un miliardo di euro. Il che equivale a dire che non vi è
nell'azione di questo attuale Governo un intervento serio,
riformatore dei tanti settori in sofferenza di questa Regione e
citiamo, ad esempio, uno su tutti - qua dentro quest'Aula c'è anche
l'ex assessore per l'agricoltura - i consorzi di bonifica.
Si è preferito andare avanti con una distribuzione a pioggia di
fondi, finanziando sagre, presepi, feste di Natale, piuttosto che
impegnare questi fondi per sistemare delle inefficienze di tanti -
tantissimi a dire il vero - comparti regionali.
Anche l'attuale esercizio finanziario, assessore Dagnino, presumo
stia andando in questa direzione. Per cui chiediamo a cosa davvero
serve il DEFR presentato dal Governo, se poi le priorità realmente
perseguite con le leggi che vengono approvate sono altre.
Vogliamo davvero continuare, colleghi, lo dico a voi, in questo
modo fino a fine legislatura?
Quanto ai numeri contenuti nel Documento di economia e finanza, ce
ne sono alcuni confortanti, come l'aumento del Pil nel 2023 al 2,2
per cento: la crescita più consistente tra le Regioni del
Mezzogiorno. Ma questo numero non ci descrive nulla della realtà
che realmente vive la nostra Regione, con una povertà che aumenta e
una sfida per la competitività che la Sicilia non ha ancora nemmeno
iniziato. Si tratta di un incremento legato alla chiusura del ciclo
della programmazione del 2014-2020 e al conseguente incremento dei
pagamenti, un fatto pertanto contingente e non di sicuro
strutturale.
Lo Svimez, in un rapporto pubblicato nel marzo del 2024, ci fa
sapere che negli anni tra il 2000 il 2020 la Sicilia ha perso
diverse posizioni in termini di Pil pro capite nel confronto con le
altre regioni d'Europa. Se nel 2000 la Sicilia era al 154 posto
nel 2027 la Sicilia ha perso ben diciassette posizioni nella
classifica. Tra il 2022 e il 2023 è aumentata la quota di
popolazione a rischio povertà o esclusione sociale, con percentuali
che addirittura superano il 41 per cento; peggio di noi fa
solamente la Calabria, mentre il dato nazionale si colloca al 22
per cento. D'altro canto il tasso di disoccupazione è al 16 per
cento, più del doppio del dato nazionale, che è al 7, quasi 8 per
cento. Il tasso di occupazione, seppur in aumento rispetto al 2022,
rimane sempre inchiodato a numeri sconfortanti. Numeri ancora più
impressionanti se guardiamo alla popolazione giovanile
Mi pare che questo Governo ha fatto ben poco tranne slogan sulla
popolazione giovanile. Infatti nella fascia tra i 15 e 24 anni il
tasso di disoccupazione è al 42% contro la media nazionale del
22,7%. Anche le misure europee rivolte ai Neet come 'Garanzia
giovani 2' non hanno sortito gli effetti desiderati.
Solamente 5 mila giovani hanno usufruito delle nuove misure a
fronte delle 160 mila adesioni iniziali per il progetto 'Garanzia
1'.
Situazioni simili anche per il programma del progetto 'Gol
Sicilia' finanziato con i fondi del PNRR che non ha prodotto nessun
tipo di risultato significativo.
Così continua la fuga dei siciliani dalla loro stessa terra,
soprattutto per i giovani e laureati. In valori assoluti, signor
Presidente, la Sicilia è la seconda Regione d'Italia con più
emigrazione e la destinazione preferita è una delle città del Nord
Italia.
Da tutto questo emerge che non ha alcun senso, assessore Dagnino,
compiacersi come fa il Presidente della Regione che
nell'introduzione al documento dell'incremento del Pil del 2023
parla dell'incremento del 2,2%. Questo numero non intacca in nessun
modo la distanza che c'è con l'Europa e il resto d'Italia e non si
intravede nessun percorso di slancio che ci faccia ben sperare.
Tutti i comparti, nessuno escluso, vivono un grande momento di
enorme sofferenza. Basti pensare al comparto agricolo. Tra il 2023
e 2024 si è perso il 3,1% di imprese del comparto agricolo e
vedremo anche quest'anno quello che succederà con l'acuirsi della
crisi idrica.
Il comparto ha anche subito un forte calo in termini di produzioni
e di occupati, ma in questo documento non è nemmeno per un istante
affrontato.
L'ho cercato, ma io le posso garantire, assessore Dagnino, che non
ho trovato nulla. In 348 pagine di questo documento non si espone
alcuna strategia, alcuna linea di sviluppo per sostenere
l'agricoltura siciliana e sappiamo quello che stanno vivendo gli
agricoltori alle prese con la siccità, con le coltivazioni che sono
in sofferenza e stanno morendo, vanificando anni ed anni di duro
lavoro.
Però nel DEFR 2025-2027 non una riga dedicata a questo argomento:
la siccità.
Nel documento, assessore Di Mauro, si prende atto che oltre alla
realizzazione di investimenti volti al reperimento di fonti di
approvvigionamento integrative, occorre promuovere interventi di
lunga pianificazione finalizzati al recupero delle perdite di rete,
alle ottimizzazioni delle reti acquedottistiche e degli impianti.
La dimensione del programma, considerato il diffuso stato di
fatiscenza della rete di distribuzione siciliana, non può pensarsi
limitata ad un solo triennio, ma deve inquadrarsi in un'ottica di
programmazione pluriennale.
Ottimi propositi, ma quando si guardano i fondi a disposizione per
realizzare questo ambizioso programma ci accorgiamo che pur
sommando le risorse POC, FSC e FESR non si superano nemmeno i 300
milioni di euro nel triennio 2025-2027.
E, allora, ve lo dico, assessori: cerchiamo di non prenderci in
giro.
Non un passo avanti sulla questione rifiuti. Ad oggi sappiamo
soltanto che 800 milioni di fondi FSC ci sono stati sottratti per
realizzare due termovalorizzatori.
Ma, nel frattempo, non mi pare che ci sia nulla
I rifiuti continuano a viaggiare su e giù tra la Sicilia e nel
resto del mondo - anzi dell'Italia - con costi davvero onerosi e
pesanti.
Allora, signor Presidente, avendo già trattato quello che è il
tema della sanità, ritengo che ovviamente chi mi ha preceduto, il
collega Cateno De Luca, che ha parlato di una bocciatura sul voto,
io ritengo Presidente Lantieri, che purtroppo questo Governo
regionale, in continuità con il passato Governo regionale, perché
non dimentichiamo che nei cinque anni passati, prima ancora che
iniziasse questa legislatura, il colore politico del Governo era lo
stesso.
Ritengo che questo Governo oggi, a distanza di due anni dalla
nostra attività, ha fallito con politiche fallimentari
E' questo quello che noi prevediamo e spero, assessore Dagnino,
che da qui in avanti venga in Aula con idee concrete di questo
Governo, soprattutto, per quello che nei giorni passati ci siamo
detti in Commissione, affrontando quello che è lo strumento di
previsione più importante e quindi la finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, assessori, colleghi deputati, io ho
ascoltato con interesse l'assessore Dagnino, che nella sua
introduzione dice di non aver dato volutamente dati positivi,
relativamente al Pil, per non essere troppo ottimista ma i dati mi
sembrano più che ottimistici e sono negativi, molto negativi,
perché quello che si evince, Assessore, è questo, cioè che noi
abbiamo registrato una crescita dell'8,1 per cento nel 2021, del
2,7 per cento nel 2022, dello 0,9 per cento nel 2023 mentre le
previsioni del 2024 sono ancora inferiori.
In pratica, dopo un primo momento di crescita economica dopo il
Covid, abbiamo avuto una decrescita molto rapida che ci fa pensare
- addirittura - a una recessione che avverrà negli anni a seguire.
Questo perché mancano investimenti, mancano tanti investimenti,
soprattutto nel settore delle grandi infrastrutture, per esempio.
Vorrei parlare di aeroporti perché il Presidente Schifani ha
dichiarato che il settore degli aeroporti è in crescita.
Di fatto, tra i dati che avevamo nel 2023 e quelli di adesso,
abbiamo avuto effettivamente un incremento.
Sono attivi i voli di linea per la Sicilia su 27 città italiane,
collegamenti internazionali con 32 Paesi e circa 90 città. Un
aumento quasi del 50 per cento. Tuttavia, questo aumento non
registra affatto l'aeroporto di Comiso, è l'unico a fare eccezione.
Catania conferma il primato dei transiti in Sicilia con 10,7
milioni di passeggeri, seguita da Palermo con 8 milioni di
passeggeri mentre su Comiso abbiamo una decrescita totale di
passeggeri. Eppure, Nico Torrisi, l'amministratore delegato della
SAC, aveva annunciato che l'aeroporto di Comiso sarebbe stato in
crescita con - addirittura - voli superiori dell'80 per cento
rispetto ai 133.000 passeggeri.
Quello che avvertiamo è che le grandi previsioni che erano tutte
affidate al cargo, secondo il presidente Schifani, non ci sono
state e ancora nessuno ci ha spiegato perché Ryanair è andata via
da Comiso. Abbiamo fatto tante e tante interrogazioni.
Ryanair è la compagnia più importante che fa scali su questa
Regione, addirittura di quattro volte superiori alle altre due
compagnie importanti che sono, lo ricordo, ITA Airways e Easy Jet,
ma nessuna di queste tre compagnie vola su Comiso. La stagione
summer è finita; tutti i voli adesso sono praticamente dismessi e
gli unici voli che restano sono quelli di Aeroitalia, su solo sei
città italiane, e anche queste hanno avuto più e più volte
cancellazioni in questo periodo, quindi una situazione disastrosa.
A questa aggiungiamo anche quella della Siracusa-Gela.
Assessore Aricò, mi fa piacere vederla. Lei era venuto fino a
Scicli per annunciare che nessuno avrebbe soppresso la bretella
della Siracusa-Gela che doveva arrivare fino a Scicli, lo aveva
addirittura promesso al sindaco di Scicli con un grande annuncio,
quando avevamo denunciato che dei 350 milioni di euro che erano
stati appostati dal Governo precedente non c'era più traccia, lei
addirittura disse che questi 350 milioni non solo sarebbero stati
ripristinati, ne sarebbero stati aggiunti altri 250 milioni perché
a causa del "caro prezzi" serviva una cifra superiore per
realizzare quella bretella che - ricordo a tutti - è già con un
progetto esecutivo e finanziata precedentemente. Di questo non
abbiamo avuto più nessuna traccia se non l'unica cosa, addirittura
nel DEFR non si cita mai la Siracusa-Gela, come se questa Regione
invece di essere un triangolo fosse una losanga, dove il Sud-Est
viene completamente spazzato via, non ha motivo di esistere in
termini di investimenti sulle infrastrutture. Dei Fondi FSC,
ricordo a tutti, sono stati presi ben un miliardo e tre per il
"farlocco" ponte - del nulla - sullo Stretto di Messina per
togliere risorse alle nostre infrastrutture, soldi che purtroppo
non serviranno neanche per il "farlocco" Ponte sullo Stretto del
nulla, ma serviranno solo per la società, per le consulenze e
quindi questo è stato un grande "scippo" che ci ha tolto la
possibilità di prolungare la nostra unica e sola autostrada.
Un'altra cosa, Assessore Dagnino: il turismo. Questo Governo si
vanta voler fare investimenti sul turismo; si vanta appunto di
voler incrementare, mettere a rete il nostro patrimonio culturale.
Ad oggi, abbiamo fatto solo una magra figura. Siamo stati tutti
derisi nei più importanti salotti delle emittenti televisive per la
pagliacciata del concerto, con tanto di montoni, giubbotti e
cappotti ma che - ricordo - ci è costato un milione duecentomila
euro, incassati da Mediaset
Voglio sorvolare su tutte le varie faccende ed inchieste che
riguardano il settore turistico-ricettivo, che vedono Manlio
Messina come protagonista e voglio invece parlare di un'altra
questione. La questione riguarda i famosi, le famose procedure di
Partenariato Pubblico Privato (PPP) e di Partenariato Speciale
Pubblico Privato (PSPP). Queste nuove procedure che non sono altro
che un meccanismo per bypassare dei normalissimi e trasparenti
bandi pubblici e affidare il nostro patrimonio culturale ad
personam, a soggetti che ne fanno richiesta sulla base di una
proposta. È un metodo di cui il sindaco di Ragusa si è appassionato
di questa cosa e sta svendendo ben tre siti culturali
importantissimi grazie a queste leggi che provengono da questo
Governo di centrodestra. Noi stiamo svendendo il Castello di
Donnafugata, Palazzo Zacco e la Sala Falcone-Borsellino. Ebbene,
noi ci aspettavamo di avere delle amministrazioni, a partire dalla
Regione fino agli enti locali, con degli amministratori e non con
dei commissari liquidatori che svendessero il nostro patrimonio
culturale.
Si dice che al peggio non c'è mai fine, questo documento, questo
DEFR ne è la prova. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo. E' iscritto a parlare
l'onorevole Venezia. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti
della Giunta, il DEFR è uno strumento che ci consegna le cifre per
poter attuare una programmazione che poi viene ad esplicitarsi
attraverso, appunto, gli strumenti della finanziaria ma ci consente
anche di misurare gli obiettivi che il Governo alla luce dei dati
macroeconomici intende portare avanti.
L'assessore Dagnino ha relazionato in quest'Aula ed ha messo in
evidenza alcuni dati che, ovviamente, non si prestano certo ad
interpretazione sul piano delle cifre, dei numeri, delle
percentuali ma il dato di fondo che emerge per un'analisi politica
è che il DEFR, sia nell'analisi ma anche negli obiettivi, non
fotografa esattamente la realtà che la Sicilia e i siciliani stanno
vivendo in questo momento.
Anzitutto è da rilevare un costante rallentamento del Pil
regionale dal 2022 al 2023 e poi al 2024, è un dato che ci
consegna una cifra anche politica che nell'ultimo biennio non vi
sono state iniziative di una certa consistenza in grado di
rilanciare un trend economico che apparteneva ad una sorta di
economia assistita legata alla gestione del Covid e del post Covid
e io credo che gli effetti dell'azione politica, che giudichiamo
assolutamente insufficiente da parte del Governo Schifani,
fotografa questo lento e inesorabile declino verso il basso.
Si registra una crescita - lo dicono anche le relazioni del
Servizio di bilancio - una crescita sovrastimata del Pil rispetto
anche alla condizione reale che, purtroppo, nonostante la nota di
aggiornamento, non tiene conto di alcune questioni che hanno un
impatto notevolissimo per la nostra economia.
Non vi è per esempio - ed è stato già ribadito dai miei colleghi -
un'analisi dettagliata e una fotografia nitida della grave crisi
del comparto agricolo siciliano che incide complessivamente per
almeno l'otto per cento del prodotto interno lordo della nostra
Isola.
Gli effetti nefasti della siccità, dell'aumento dei prezzi delle
materie prime e della crisi generalizzata del comparto agricolo li
stiamo vivendo in queste settimane, li abbiamo vissuti nei mesi
scorsi e li vivremo ancora di più nel prossimo futuro, perché il
comparto agricolo tira con sé il settore della trasformazione,
dell'agroalimentare e di tutto quello che ruota a caduta anche in
termini di turismo, di valorizzazione dei prodotti di qualità.
C'è un dato che preoccupa - anche rispetto agli obiettivi che il
Governo regionale non sembra porsi con uno slancio importante - che
è la spesa dei fondi extra regionali. Il prossimo anno ad aprile si
conclude il ciclo di programmazione del PSR e se omettiamo le
misure a superficie, una parte consistente del piano di sviluppo
rurale rischia di non essere spesa nonostante il comparto agricolo
sia letteralmente in ginocchio.
Noi abbiamo detto questo nei mesi scorsi e, rispetto a questo, non
vediamo un'accelerazione della spesa in tal senso, per non parlare
anche dei fondi del PNRR, attraverso numerosi atti parlamentari
abbiamo acceso i riflettori anche sulla spesa regionale a partire
dalle tante centinaia di milioni di euro dedicati al comparto
sanità.
Non sappiamo a che punto sono le realizzazioni degli ospedali di
comunità, dei presidi sanitari, dell'edilizia sanitaria, in
generale, che all'indomani del Covid aveva visto una certa
priorità. Così come ci giunge notizia che a causa del notevole
ritardo nella fase di riaccertamento dei residui, i pagamenti della
spesa extra regionale purtroppo sono fermi al palo.
La Missione dell'architettura rurale, per esempio, che gestisce il
Dipartimento dei beni culturali non riesce ancora a fare pagamenti
rispetto a circa 600 progetti finanziati nell'ambito del PNRR. Per
non parlare della nuova programmazione che porta due date 2021-
2027, ecco siamo a tre anni dall'avvio del nuovo ciclo di
programmazione, non abbiamo chiuso completamente il vecchio e
ancora sono state spese programmate le briciole della nuova
programmazione e ricordo in questa sede al Governo la vicenda
legata alle risorse territorializzate che voi avete messo come
obiettivo all'interno del DEFR.
Ci sono più di un miliardo e mezzo fermi perché il Governo non ha
ancora compreso l'entità di questa scelta operata nel passato di
dare protagonismo ai territori per la spesa delle risorse
territorializzate. C'è un accentramento che parte anche dalle
scelte nefaste del ministro Fitto che non solo non sono state
criticate dal Governo Schifani ma vengono addirittura assecondate.
Mancano due parole chiave che comprometteranno a mio sommesso
avviso lo scenario macroeconomico siciliano per i prossimi anni,
non si parla di riforme, non vi è un quadro chiaro rispetto ad una
sanità che è sempre al collasso, ad una gestione dei rifiuti che è
sempre più fallimentare, i rifiuti siciliani - abbiamo appreso nei
mesi scorsi - arrivano anche in Turchia, dei trasporti, della
gestione di un apparato burocratico sempre più immobile che non
riesce a far fronte non solo alle emergenze ma anche all'ordinaria
amministrazione.
L'unico dato positivo, Assessore Dagnino, è quello dei conti, per
fortuna in questo quadro di immobilismo politico sta migliorando il
trend dei conti e si sta ripianando lentamente il grosso disavanzo
che aveva accompagnato il cammino finanziario di questa Regione
nell'ultimo ventennio. Il potere d'acquisto delle famiglie è sempre
più logorato, aumenta il disagio sociale, il disagio abitativo, il
dato dell'occupazione in aumento, dobbiamo dire, è trainato solo
dal numero di addetti nel settore delle costruzioni, ma grazie ai
bonus che avevano messo in piedi una capacità, diciamo, nel
territorio di rigenerazione urbana in grado di dare sostegno e che
il governo Meloni ha bloccato mettendo in crisi non solo il
comparto ma anche la tenuta finanziaria di tante piccole e medie
aziende edili della Sicilia.
Ecco, il tema dei temi è la crisi idrica che non viene messa
sufficientemente in evidenza in uno strumento di programmazione
importante come il DEFR che è un atto, a mio avviso, di coerenza
rispetto anche ad una gestione fallimentare della crisi idrica da
parte di questo Governo; già a partire dai primi mesi di quest'anno
soltanto 146 milioni di euro stanziati per la crisi idrica, mentre
sappiamo che per efficientare il sistema delle dighe, per ridurre
le perdite idriche nelle condotte di distribuzione e di adduzione
servirebbero cifre almeno dieci volte superiori a quelle che il
Governo intende programmare.
Dicevo, due parole sono assenti da questo documento fondamentale,
le parole "cambiamento climatico" che appaiono non certo presenti
nel vocabolario di una certa Destra a livello nazionale, europeo e
che, ovviamente, viene presa come riferimento anche da questo
Governo regionale, il tema dei cambiamenti climatici dovrebbe
rappresentare la priorità di questo Governo in un tempo in cui i
fenomeni estremi sono triplicati, in cui la tropicalizzazione del
clima sta investendo la Sicilia, in cui c'è il rischio concreto che
possa mettere in ginocchio definitivamente l'economia del nostro
territorio. E poi, assessore Dagnino, dovevate inserire nella Nota
di aggiornamento altre due parole che sono "autonomia
differenziata" perché io credo che non avete ancora fatto i conti
con quello che succederà in questa Regione a seguito
dell'applicazione dell'autonomia differenziata, aumenteranno le
diseguaglianze, ci saranno tutta una serie di problemi che
emergeranno nella loro interezza e che sottovalutati non sarete in
grado di affrontare. Ci saremmo aspettati dal Presidente Schifani
parole di chiarezza rispetto a questo tema, come hanno fatto altri
presidenti di regione, ma vediamo che anche l'autonomia
differenziata, ecco, vuole essere messa sotto il tappeto per non
essere affrontata né degnamente in quest'Aula né negli strumenti di
programmazione della Regione.
Ecco, questo è un quadro che, come dire, ci consegna una Sicilia
che non guarda al futuro con prosperità, che non guarda al futuro
con speranza ma che guarda al futuro solo con immobilismo e
improvvisazione e da questo punto di vista il nostro giudizio su
questo documento non può che essere negativo e, quindi, noi
voteremo convintamente contro questo DEFR. Grazie.
PRESIDENTE. E' scritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, anch'io
come alcuni colleghi del Partito Democratico confermerò questa
linea in dissenso alle cose dette dall'Assessore, i dati riportati
dal Documento economico finanziario sono molto contraddittori,
Assessore, perché è vero, si fa cenno a queste indicazioni macro-
economiche, alcuni settori quali quelli delle costruzioni in
attività con una crescita anche del PIL, tenuto conto del fatto che
ancora oggi ci sono le code dell'effetto del 110 per cento ma anche
una ricaduta positiva delle risorse che sono arrivate col PNRR, con
gli interventi regionali che sono stati predisposti. A noi, però,
sembra che quell'isola da lei indicata non ci sia, assessore,
quello che è indicato dal Documento che lei richiama, perché veda,
io sono sindaco di Militello in Val di Catania, un borgo collocato
in un'area interna e vivo la realtà concreta delle nostre comunità
e debbo dire che a fronte delle cose da lei dette riscontra,
invece, una situazione sotto certi aspetti anche preoccupante dal
punto di vista economico: lei non cita, per esempio assessore, i
dati che derivano dalle ricadute negative della guerra, la guerra
non è un fenomeno drammatico, tragico, doloroso, che porta alla
morte di tanti innocenti, fatto principale che dovrebbe scuotere le
coscienze della comunità mondiale, delle istituzioni, dalle
istituzioni dell'Onu all'Unione Europea. La guerra ha anche degli
effetti economici e gli effetti economici, Assessore, sono
negativi C'è stata un'impennata del costo dell'energia e questa
impennata del costo dell'energia non è ricaduta sull'istituzione,
la ricaduta è sui cittadini che pagano in maniera assai elevata le
bollette rispetto al passato
Io credo che questa situazione debba essere valutata attentamente
così come, Assessore, la decisione della Banca Centrale Europea di
aumentare i tassi in maniera assolutamente irrazionale per
bloccare, veniva detto, l'inflazione. ha portato una situazione
veramente di grande depressione economica. Ed è grave che ancora
oggi la Banca centrale europea tentenni nell'abbassare i tassi dei
mutui, perché questo comprime l'attività economica.
Quindi, io guarderei con maggiore attenzione, Assessore, i dati
che sono stati indicati. Sono dati a mio parere preoccupanti, anche
perché lei ha citato il PNRR, ma diciamolo con franchezza: speriamo
che ora il nuovo commissario, l'onorevole Fitto, che debbo dire ci
ha fatto vedere buio fitto nel momento in cui è stato nominato
Ministro della Repubblica, e che ora possa operare con
un'inversione di tendenza perché il PNRR, fino a quando abbiamo
avuto in attività il Governo di Draghi, era un continuo inserire
risorse nelle nostre comunità, perché il PNRR dava delle scadenze
ai sindaci e alle amministrazioni comunali, alle città
metropolitane e debbo dire che, invece, da quando c'è stato il
cambio di Governo abbiamo visto col contagocce la emanazione di
alcuni nuovi bandi.
In particolare, aspettavamo alcune indicazioni precise, alcuni
nuovi bandi per la situazione idrica notevolmente compromessa nel
nostro Paese e, invece, tutto ciò non è accaduto, anzi si indicano
delle date stringenti rispetto alla necessità di chiudere i lavori
e quello che più preoccupa ci sono delle anticipazioni che sono
state date. Ne avrebbero dovuto dare altre, invece, pare che tutto
ciò non stia avvenendo.
Quindi, se il PNRR non dà delle risposte, a perdere saranno anche
le iniziative per la realizzazione di alcune infrastrutture perché
veda, Assessore, lei ha richiamato il settore del turismo ma il
turismo vive se c'è soprattutto un sistema di collegamento che
aiuti soprattutto il cittadino ad arrivare là dove c'è una presenza
culturale, una presenza ambientale di valore tale da richiamare
l'attenzione di chi si muove per turismo. In tal senso, noi
riteniamo che non ci sia, invece, un'attenzione e, soprattutto, una
conseguente attività da parte del Governo adeguata per avere delle
infrastrutture che possano servire alla nostra comunità. Perché
veda, Assessore, lei è subentrato ora, però avrebbe dovuto avere le
informazioni da parte del suo predecessore ma anche dagli altri
colleghi di Governo che si stanno spendendo parecchie risorse per
migliorare l'infrastruttura ferroviaria, però noi non avremo l'alta
velocità. Avremo un miglioramento per cui da Catania a Palermo non
si arriverà in un'ora e venti come si arriva da Roma a Napoli e
avremo un miglioramento del sistema ferroviario, però, non avremo
quella che è una specificità presente in tutte le parti del Paese e
ciò è una penalizzazione ed è una penalizzazione inaccettabile
perché le risorse per migliorare il sistema ferroviario in Italia,
in Sicilia, in modo particolare si stanno spendendo. Sì, si dice
arriverà qualcosa in più perché c'è il Ponte sullo Stretto che
stiamo realizzando.
Io, guardi, non entro nel merito di questo dibattito se fare, se
non fare il ponte perché dovremmo prendere tutta una giornata,
delle ore da impiegare per discutere di cose che ormai sono
conosciute, sono portate avanti da fronti contrapposti.
Però, signor Presidente, io debbo dire a lei, lo dico anche
all'Assessore, io ho sentito più volte il nostro Ministro delle
infrastrutture, il Ministro Salvini dire: «Guardate, il ponte sarà
importante come infrastruttura, ma soprattutto darà delle ricadute
in termini occupazionali». E l'ho visto dire: «Avremo cinquantamila
nuovi posti di lavoro». Poi l'ho sentito un'altra volta: - perché
cerco di mettere attenzione quando ci sono i telegiornali - «No,
noi avremo il ponte, il ponte oltre che dare un'infrastruttura
importante per il passaggio degli automezzi, dei treni, delle
locomotive, darà ottantamila posti di lavoro». Ultimamente - ed è
riscontrabile su Google, se andate a vedere - il Ministro ha
parlato di centocinquantamila nuovi posti di lavoro,
centocinquantamila nuovi posti di lavoro, lo dico a chi sostiene
la Lega, a chi è compagno nel governo della Lega,
centocinquantamila nuovi posti di lavoro Ma per fare che cosa E
dove saranno questi posti di lavoro? Ma l'onorevole Salvini è
consapevole che in Sicilia ci sono persone che sanno leggere e che
sanno scrivere? Che ci sono persone che sanno anche analizzare i
dati? Centocinquantamila posti di lavoro Ma come, per fare che
Per fare il ponte? No, perché basteranno credo tre, quattromila
operai, cinquemila, diecimila operai E poi gli altri che cosa
faranno? Che cosa faranno, laveranno i vetri? Venderanno biglietti?
Venderanno gadget? Ma quali sono questi nuovi posti di lavoro? Qual
è il settore in cui dovranno essere inseriti? Ma si vergogni,
Ministro È un Ministro della Repubblica Che ha giurato sulla
Costituzione, che non rispetta E sappiamo anche perché, non lo
riprendo qui perché c'è un processo Però, sia chiaro che non può
venire a dire delle cose ai siciliani, a deridere la Sicilia, noi
non glielo permettiamo E non glielo permettiamo da questo
Parlamento, lo dovrebbe fare il Presidente della Regione, il
Presidente dell'Assemblea, non lo fanno, è grave
Centocinquantamila nuovi posti di lavoro, ma con chi crede di
parlare, ma con chi crede di parlare Quali sono gli
interlocutori?
Quindi, quale cambiamento determineranno queste infrastrutture,
per non parlare dei settori produttivi Signor Presidente, noi
abbiamo più volte posto il tema della siccità e lei, lo sa, ne
parliamo da marzo del 2023, però, pensavamo che ci fosse una svolta
in estate quando abbiamo approvato l'ordine del giorno, e quando
abbiamo approvato l'ordine del giorno si è detto ci saranno
interventi per la trivellazione di nuovi pozzi, si era parlato
anche di quest'acqua presente in alcune aree importanti dei Monti
Iblei. Poi si era detto si parlerà anche dissalatori, di
depuratori, però alla ripresa dell'attività del Parlamento non
abbiamo trovato nulla, non c'è stata una sola risposta.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
Nei giorni scorsi il Governo nazionale, ancora una volta con
Salvini che dava le carte, ha detto che ha già messo cento milioni
di euro per i dissalatori. Ha detto: «Questi sono pronti e li
daranno a Dell'Acqua», che dovrebbe essere il commissario che in
Sicilia, non si è visto. E questo commissario dovrebbe gestire
questi cento milioni di euro.
Io faccio una richiesta, ci sono qui autorevoli esponenti del
Governo, a partire dall'Assessore per l'economia, all'Assessore per
le infrastrutture, per l'ambiente, per il lavoro, ma possiamo tra
un mese sapere di questi cento milioni di euro quanti ne saranno
spesi? O quanto meno, io non voglio neppure sapere se saranno spesi
o meno, ma quanto meno possiamo sapere a che punto sarà
l'istruttoria per i dissalatori?
Io la settimana scorsa ho detto che il dissalatore di Gela
potrebbe essere riattivato con meno di dieci milioni di euro,
vedremo se sarà fatta qualcosa. Quanto meno, Presidente Di Paola,
può passare questa richiesta al Presidente dell'Assemblea, al
Presidente della Regione, che l'Aula vorrebbe sapere che questi
cento milioni di euro indicati ultimamente dal Governo, come sono
stati già posti in istruttoria per essere utilizzati.
Io non dico che debbano essere utilizzati domani, ma quanto meno
sapere Sono stati individuati per Gela Sono stati individuati per
Agrigento, per Trapani? Almeno questo a noi interessa, anche
perché, Presidente, la situazione dell'agricoltura, Assessore, non
è brillante - lei non l'ha neanche sfiorata, credo - però, a me
pare che la siccità qualche problema l'abbia creato, ci sono
problemi molto seri nel campo agricolo, la produzione, a detta dei
produttori, è del 50 per cento rispetto all'anno scorso; un 20 per
cento di aziende ha già chiuso, quindi non parliamo di una
situazione qualsiasi; i consorzi di bonifica, in gran parte,
navigano al buio Io so che il consorzio di Lentini, anche il
consorzio di Caltagirone non pagano gli operai che pure sono lì a
fare attività e questa è una cosa molto grave perché sono dei
lavoratori che aspettano di essere pagati
Allora, il tema della siccità è un tema ancora presente. Sì, c'è
stata qualche pioggia nei territori, ma minima. Non è stata per
nulla superata. Si adoperi il Governo, questo tema dei dissalatori
a noi interessa. Potremmo dire il Governo ha detto una cosa
inattuabile? No Noi lo aspettiamo al varco. Chiediamo che vadano
avanti, anzi se vanno avanti li sosterremo perché parlano di 100
milioni di euro che dovranno essere subito utilizzati da un
commissario, da questo commissario dell'acqua che ha poteri
straordinari. Quindi, credo che su questo tema ci si debba
ritornare.
Così come un tema significativo, sul piano degli interventi
produttivi, è rappresentato dalla Zes. Si era detto la Zes può
essere uno strumento importante. L'averla allargata, per decisione
del Governo nazionale, ha portato dei problemi perché, ad oggi, ci
sono 3200 miliardi di euro e le richieste sono di 9 miliardi di
euro, perché è stata allargata in maniera assai ampia e, quindi non
c'è la possibilità, in questo momento, di avere le risorse per
quegli imprenditori che hanno già predisposto dei piani per
l'utilizzo di queste risorse. Avrebbero voluto avere subito queste
risorse da spendere per gli investimenti e mi pare che tutto ciò
sarà molto più difficile.
E vado alla conclusione, Presidente. Noi abbiamo due diritti che
vogliamo difendere, e lo dico all'Assessore per l'economia. Spero
che il Governo nazionale non tiri fuori di nuovo questo escamotage
di mettere un ulteriore ridimensionamento scolastico nel decreto
fiscale, in modo da impedire che possa essere impugnato. Noi
crediamo che la scuola sia fondamentale, sia fondamentale rispetto
alle devianze.
Noi domani affronteremo il dibattito sulla necessità di combattere
il crack. Ma il crack non si combatte con una medicina, non ci sono
soluzioni miracolistiche, si combatte con un piano molto serio, dal
punto di vista della prevenzione. E nella prevenzione un ruolo
fondamentale ce l'ha la scuola, una scuola che mette al centro il
dirigente scolastico che interloquisce con il sindaco, con i
Carabinieri, con le parrocchie, con la società in modo da frenare
le devianze che sono presenti purtroppo nel nostro mondo giovanile.
Così come per la sanità, Presidente. Abbiamo letto che ci sarà un
nuovo piano per la realizzazione della rete sanitaria ospedaliera.
So che stanno lavorando i tecnici, ma sappiano quelli del Governo
che innanzitutto è la politica che dovrà, in questo caso a chiare
lettere, in maniera trasparente, individuare quali debbono essere
gli obiettivi che la sanità deve portare avanti, perché ci sono
problemi molto seri e sono i problemi afferenti innanzitutto
all'organizzazione del territorio, alla migliore realizzazione di
una rete che possa permettere l'abbattimento vero, non fittizio,
delle lunghe liste d'attesa, l'impegno per affrontare la non
autosufficienza.
Sono questi i settori su cui lavorare, sapendo che c'è un
problema, un problema centrale è quello rappresentato dal numero
assai basso di nuovi medici che si laureano, perché c'è stata una
scelta dissennata portata avanti - e concludo Presidente - da tutti
i governi e io in questo non salvo nessuno, compreso il mio
partito che su questo tema è stato e rimane troppo prudente
rispetto alla necessità di andare avanti per ridare ai giovani la
possibilità di laurearsi in medicina e servire le proprie comunità,
rispondere ai bisogni di chi soffre e si trova con grandi problemi.
E concludo, Presidente. Sono rimasto particolarmente deluso nel
vedere che invece di rispondere all'agricoltura si sia inserito
all'ordine del giorno un disegno di legge sugli enti locali. In
verità, gli enti locali hanno bisogno di una spinta. Mi auguro che
si possano trovare le argomentazioni per migliorare la nostra
struttura amministrativa, perché oggi le risposte possono venire
dai comuni, possono venire da quelle cellule che possono
interloquire col cittadino, che sono le prime porte aperte che
bisogna tenere nei confronti delle comunità rispetto a ciò che deve
essere chiesto allo Stato. Ma per fare questo bisogna affrontare
situazioni molto difficili: sono quelle del federalismo fiscale,
del fatto che i comuni trovino difficoltà ad avere le risorse utili
per i servizi, perché sappiamo tutti che non ci sono evasori, ci
sono debitori di tanti cittadini che sono in difficoltà. Tra questi
- e concludo il mio intervento, Presidente - ci sono quelli che
avevano il reddito di cittadinanza; lei sa che erano oltre 200
mila, oggi sono 80 mila, molti di meno. E se oggi le piazze sono
tornate in mano alla criminalità organizzata, che distribuisce
morte ai giovani con il traffico della droga, è anche perché tanti
sono tornati a non avere un lavoro, a non avere un aiuto. E questo
è un aspetto molto significativo.
Ecco perché, Presidente, dico all'Assessore meno ottimismo e più
lavoro, più attività nella nostra comunità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Con l'onorevole Cracolici
dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
È iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, guardi ha
ragione l'onorevole De Luca: lei non è l'Assessore alla
programmazione e quindi sarebbe stato più corretto avere anche la
presenza del presidente Schifani. Però, devo dire la verità,
leggendo questo documento, questa Nota d'aggiornamento, devo dire
che la presenza del presidente Schifani sarebbe stata del tutto
inutile, perché questo documento non contiene alcuna prospettiva,
non contiene un disegno su quella che è la Sicilia che vogliamo
costruire.
E però, veda, lei ha citato molti dati statistici, dei resoconti
che ci sono stati consegnati, oltre che dallo Svimez, dall'Istat,
dalla Banca d'Italia - li ha citati tutti, ovviamente non ha in
alcun modo mentito, me ne guarderei bene dal dire una cosa del
genere -, però non ha dato una lettura politica a quei numeri, ha
cercato di edulcorare, se mi consente, la realtà, perché veda lei
ha parlato per esempio della spesa, della capacità di spesa dei
cittadini siciliani, tratteggiando quasi un quadro roseo, ma i dati
sono nefasti per le nostre famiglie: la capacità di spesa delle
famiglie siciliane è diminuita; la capacità di indebitamento delle
famiglie siciliane è ridotta all'osso. E in Sicilia c'è un dato che
qui non è riportato ed è grave che non lo sia: ci sono i più alti
tassi di interesse rispetto al resto del Paese. Questo vuol dire
che non solo le famiglie siciliane non hanno una capacità di
indebitamento, ma vuol dire che il sistema finanziario e il sistema
bancario non accorda loro una fiducia tale da consentire
l'applicazione di più bassi tassi. E lei, che di queste questioni è
un esperto, dovrebbe sapere che è questo il dato che emerge.
E la stessa cosa riguarda le imprese, perché le imprese non si
indebitano più e non si indebitano più: a) perché non hanno la
capacità di farlo a questi tassi di interesse, b) perché c'è il
crollo della domanda interna. E il sistema economico italiano e
siciliano si regge prevalentemente sulla domanda interna e rispetto
a tutto questo, ad eccezione degli aiuti e delle prebende che erano
previste prima dell'insediamento del governo Meloni, non c'è alcuna
misura reale che mira a mettere in campo iniziative volte a
sostenere la capacità di spesa delle famiglie e la capacità di
affrancarsi dallo stato di bisogno.
Tutte le misure che erano previste le avete cancellate e non avete
reintrodotto nulla che possa consentire alle famiglie siciliane di
recuperare la spesa.
E quando parlate di imprese, quando parlate di imprese,
dimenticate totalmente un settore perché vede, Assessore, ci sono
molte pagine dedicate all'industria. L'industria vale il 10 per
cento del Pil siciliano, meno della metà rispetto alla media del
Paese (nel Paese l'industria vale circa il 20 per cento, in Sicilia
il 10 per cento).
E la maggior parte del peso deriva dalla trasformazione degli
idrocarburi, quindi vuol dire che solo un settore è realmente
trainante. Negli altri rami di quello che può essere definito
industria siamo particolarmente carenti.
Rispetto a questo, al di là di richiamare ancora una volta la
norma dell'ultima finanziaria che prevede i 40 milioni di euro a
sostegno delle assunzioni, non avete null'altro da scrivere. Non
c'è uno straccio di politica industriale. Tutto si basa sulla spesa
dei fondi delle diverse programmazioni europee, ma non c'è per
esempio uno studio sull'impatto che questi fondi hanno avuto sulla
crescita del Pil siciliano.
E sulla crescita del Pil di cui tanto vi vantate, vorrei ricordare
che i soldi dell'ultima programmazione 2014-2020, nell'ultimo anno,
non sono stati spesi per investimenti, perché rischiavamo il
definanziamento, Assessore, lei non era ovviamente presente, non
gliene faccio una colpa, ma chi l'ha preceduta e comunque lei ha la
responsabilità politica di essere l'Assessore per l'economia di un
Governo di centrodestra che è stato preceduto da un altro Governo
di centrodestra.
Gli 800 milioni di euro che rischiavamo di dover restituire
all'Unione Europea non li abbiamo utilizzati per investimenti, li
abbiamo utilizzati per spesa corrente perché abbiamo sfruttato la
deroga che è derivata dall'emergenza Covid, non eravamo stati in
condizione di spenderli, c'è stato consentito di fare questo, ma
abbiamo sottratto risorse agli investimenti, quindi alla capacità
di fare.
Lei parlava correttamente di politiche keynesiane. Giusto
La mia storia politica non può che portarmi a dire che le
politiche keynesiane sono corrette perché non esiste il debito
necessariamente cattivo. Il debito può essere buono se è fatto per
investimenti.
L'investimento pubblico, la spesa pubblica se serve per fare
investimenti è un moltiplicatore della ricchezza, ma se serve solo
per fare spesa corrente improduttiva è solo debito ed è un peso
sulla crescita della nostra Regione. E di tutto questo nel DEFR non
c'è traccia.
Si vuole cancellare un pezzo di storia dei governi siciliani,
cancellandolo con un tratto di penna.
Noi abbiamo fatto crescere il Pil nel 2023 per effetto di quella
spesa, ma è una crescita effimera che non conta nulla perché poi,
di fatto, non abbiamo attivato la crescita che può derivare dagli
investimenti privati, perché è vero che cresciamo un po' più per
effetto della coda della programmazione europea, ma è pur vero che
gli investimenti privati latitano e non hanno contribuito in alcun
modo alla crescita della nostra economia.
E dinanzi a questo non c'è un'indicazione di una via che dovremmo
perseguire per invertire la rotta. Se continueremo sotto questo
profilo e su questa strada, avremo un ulteriore decremento del
nostro Pil, un ulteriore decremento della qualità della vita dei
nostri cittadini, una minore capacità di spesa delle nostre
famiglie e guardate che, anche quando parlate di lavoro, avete
scritto ed è vero, ripeto non metto in dubbio i numeri, che gli
occupati, occupati-disoccupati sono statistiche diverse, mi
riferisco ovviamente al numero assoluto degli occupati, sono
cresciuti del 5 per cento.
Ma avete valutato la qualità del lavoro di questo 5 per cento in
più? Avete visto quanti sono i lavoratori precari? Avete visto
quanti sono i lavoratori che hanno un reddito che non gli fa
superare la soglia di povertà?
No Questo dato statistico non lo avete minimamente esaminato ma
basta vedere quello che dice l'Inps e scoprirete che solo lavoro, o
prevalentemente lavoro precario, lavoro poco pagato, lavoro poco
specializzato, senza alcun valore aggiunto di know how e non è
quello che può fare la svolta alla Sicilia. A noi serviva un 5 per
cento di lavoro ben retribuito, ben qualificato e che potesse
mettere un valore aggiunto al nostro sistema produttivo.
Non c'è questo Tutto questo non c'è
E poi, dicevo poc'anzi, parlavate di imprese. Ebbene, avete
totalmente dimenticato un settore.
Riconoscete che l'agricoltura vale il 7 per cento del Pil
siciliano, riconoscete che dal 2022 ad oggi l'agricoltura è un
settore che ha subito una crisi per effetto dei cambiamenti
climatici, per effetto della siccità che è senza precedenti e non
avete dedicato un rigo - dico un rigo - a quello che volete fare
per l'agricoltura in Sicilia, quindi del 10 per cento si parla, il
7 per cento si dimentica non comprendendo che quel disagio sociale,
presente nei nostri territori rischia di aumentare perché gli
agricoltori, soprattutto i piccoli agricoltori, non sono più in
condizione di sfamare le loro famiglie.
Dinanzi a questo non dedicate nemmeno una proposta, probabilmente
- anzi con certezza - perché non ne avete E questo è il quadro
generale della nostra economia.
Però, devo dire però la verità, apprezzo la vostra correttezza
istituzionale quando nel DEFR parlate dei rapporti tra lo Stato e
la Regione perché il mio collega Venezia parlava di autonomia
differenziata - ha ragione -, il presidente Schifani dovrebbe dire
qualcosa in più su quelli che saranno gli effetti nei fasti
dell'autonomia differenziata.
Ma il problema vero è che il Governo, che Roma non sta aspettando
la concreta - e concludo, Presidente - applicazione dell'autonomia
differenziata per danneggiare i siciliani perché c'è un dato, di
cui voi date atto, che è quello per cui nella finanziaria del 2023,
a seguito delle riforme dell'Iva e dell'Irpef che per le Regioni a
Statuto speciale hanno modificato i trasferimenti da parte dello
Stato, la Regione siciliana, a fronte di una perdita di entrate
pari a più di 240 milioni di euro, otterrà come ristoro solo 78
milioni di euro.
Ergo, il Governo ha già sottratto ai siciliani 170 milioni di
entrate che dovevano, per effetto dell'accordo sottoscritto nel
2023, essere trasferiti al Governo regionale, ai siciliani.
Ebbene, questo non è stato fatto
Vi siete limitati a fare l'impugnativa della finanziaria sotto
questo profilo ma quello che emerge è che Roma ha già deciso di
abbandonare la Sicilia.
Hai voglia di riempirci la bocca che con questa comunione di
intenti tra i governi, i siciliani ne avrebbero avuto un beneficio.
Li stiamo vedendo i benefici, 170 milioni di euro
E poi, Presidente, c'è un dato. Vi azzardate a scrivere - mi
auguro che sia vero a questo punto - che il deficit è fermo,
scenderà a 1,3 miliardi. Vorrei ricordare a me stesso che l'ultimo
rendiconto approvato e parificato è quello del 2019.
I rendiconti del 2020 e del 2021 non sono né approvati né
parificati, sono stati impugnati innanzi alla Corte costituzionale.
Il 2020 è già stato bocciato, il 2021 verrà anch'esso impugnato
perché ha gli stessi problemi del 2020 e anche il rendiconto del
2022 è stato approvato sulla base dei medesimi principi che hanno
condotto all'impugnazione del 2023.
Lei aveva annunciato che l'avrebbe portato al più presto in Aula,
mi auguro che arrivi, vorremmo vederlo
Ma prima di dire quant'è l'indebitamento che ha la Regione
siciliana, sarebbe utile approvarli quei documenti contabili,
sarebbe utile vederli e sarebbe utile che venissero parificati
dalla Corte dei Conti e sottratti a eventuali impugnative.
Dunque su questo, così come ho avuto, ho riconosciuto, che
ovviamente i dati non possono che essere corretti su questo penso
che si sia fatto l passo più lungo della gamba. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. E' iscritto a parlare
l'onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, membri del Governo,
deputati colleghi, qualche settimana fa l'assessore Dagnino ha
giustamente ricordato, in Commissione Bilancio', come il DEFR 2025-
2027, che oggi viene discusso qui in Aula, non è stato confezionato
da lui ma che certamente da qui a breve ci aspettiamo quella che è
la Nota di aggiornamento. Mi auguro che questo dibattito possa
suggerire spunti e occasioni di riflessione, anche per il Governo,
per approntare politiche correttive su alcuni fronti, su alcuni
aspetti che oggi sono stati esaminati dall'Aula. Però, da una
lettura generale del DEFR che oggi discutiamo qui, emerge, al di là
delle previsioni di crescita del Pil e degli indicatori economici
di riferimento, come comunque la fase espansiva post pandemica
abbia subito un rallentamento. E questo rallentamento della
crescita non può che avere ricadute su quelle che sono le famiglie
siciliane, ricadute ovviamente negative, perché come è certificato
da un rapporto della Banca d'Italia del 2023 si è ridotto
notevolmente il potere di acquisto delle famiglie siciliane, circa
il 19 per cento in meno rispetto alla media nazionale, la ricchezza
posseduta è di gran lunga inferiore, si parla di 95.000 euro in
termini pro capite, a fronte di una media nazionale pro capite di
177.000 euro.
Su questo aspetto, dopo che ovviamente i miei colleghi hanno
dissertato su quelle che sono le linee generali economiche, vorrei
soffermarmi, perché la famiglia, e quindi la persona, deve essere
al centro della prossima manovra finanziaria. Mi auguro che sia
anche al centro della prossima Nota di aggiornamento del Documento
di economia e finanza regionale.
C'è un capitolo che non è stato oggi trattato e che mi sta molto a
cuore che è quello della sanità. Siamo alla vigilia anche della
manovra di bilancio del Governo nazionale e pare, almeno dalla
lettura dei giornali, che si voglia porre un'attenzione particolare
sul tema demografico.
Mi duole dover constatare che purtroppo su alcuni aspetti - e
parliamo appunto di sanità, come è quello della procreazione
medicalmente assistita, su cui non c'è cenno in questo DEFR e mi
auguro che la Nota di aggiornamento possa a tal riguardo apportare
correttivi - le risorse previste attualmente sono insufficienti,
certamente insufficienti rispetto a quello che è il fabbisogno
reale.
Eppure si tratta di una materia che rientra nei LEA del 2017, il
fatto che ancora il Governo nazionale non abbia emanato il decreto
di aggiornamento delle tariffe ovviamente ci pone in una condizione
di difficoltà. Nel frattempo, però, le altre Regioni si sono dotate
di un nomenclatore tariffario regionale, come ad esempio la
Campania, e appunto sul fronte della lotta alla mobilità passiva
sanitaria mi sembra importante e indispensabile prevedere anche su
questo fronte adeguate risorse.
Si parla di revisione della rete ospedaliera. Io mi auguro che
nella Nota di aggiornamento siano fissati almeno i principi perché
di rete ospedaliera si è parlato in questi mesi in Commissione
Sanità', presieduta dal collega Laccoto, ma non sappiamo nulla, se
non da indiscrezioni giornalistiche.
Si parla di principi e noi come parte politica ovviamente non
possiamo che ispirare la rete ospedaliera del domani a principi di
efficienza della sanità, a principi di riduzione del rischio
clinico del paziente, al potenziamento dei presidi ospedali di
periferia, magari apportando quei correttivi necessari per quei
presidi ospedalieri che si trovano vicini, a pochi chilometri,
eliminare i reparti doppioni e soprattutto potenziare i reparti
ospedalieri che hanno una rianimazione. Certamente, non
consentiremo che la rete ospedaliera di domani sia improntata al
principio del potente locale di turno.
Sul PNRR della sanità: ritardi su ritardi. Le case comunità, gli
ospedali della salute si stanno realizzando e mi auguro che nel più
breve tempo possibile si possa costruire questa rete di assistenza
del territorio, ma certamente non possiamo non constatare un dato
di fatto che sulle cure domiciliari, sull'assistenza domiciliare
siamo indietro, siamo il fanalino di coda delle Regioni italiane.
Se noi su questi temi riuscissimo nei prossimi mesi a cambiare il
passo di marcia certamente i nostri Pronto Soccorso soffrirebbero
molto meno.
E poi il sostegno alle imprese. Ecco, questo è un capitolo che mi
interessa particolarmente anche perché ho registrato segnali
positivi da parte del Governo, dell'azione che è stata messa in
campo in questi anni, gli aiuti alle imprese che hanno consentito
investimenti, stanno consentendo investimenti, stanno consentendo
anche di attrarre grosse imprese nazionali ma che consentono,
ovviamente, anche di dare un futuro ai nostri giovani invertendo la
tendenza negativa della disoccupazione.
L'agricoltura è un tema a me particolarmente caro, per carità
abbiamo registrato in questi anni, in questi mesi, la drammatica
crisi della siccità, l'impegno di questo Parlamento è stato
totalizzante, sono state stanziate decine e decine, milioni di
risorse per l'agricoltura e per l'emergenza siccità, tuttavia però
registriamo ancora zone della nostra Terra e in particolar modo del
Calatino, da cui provengo, che sono tuttora prive di
approvvigionamento idrico per quanto riguarda appunto le nostre
campagne.
Si è salutata con grande favore l'apertura e finalmente
l'approvvigionamento idrico proveniente dalla diga di Lentini, due
pompe di sollevamento, investimenti importanti ma si è limitato, si
è circoscritta quella irrigazione soltanto a mille ettari di
territorio, lasciando senza acqua gran parte del Calatino, per non
parlare anche delle campagne di Paternò.
Ecco, su questo tema, sulle condotte idriche occorre impegnarsi,
buttarsi pancia a terra e soprattutto provvedere a consentire una
regolare distribuzione dell'acqua.
Mi spiace dover constatare che soltanto una mezza pagina sia stata
dedicata al tema di scottante attualità, che è quello dell'Azienda
siciliana trasporti. Abbiamo votato come parte politica autonomista
nella cosiddetta manovra bis - anche se a denti stretti e non con
grande convinzione - la norma - l'abbiamo fatto per spirito di
lealtà - che consente la trasformazione della società in house.
Abbiamo anche votato la ricapitalizzazione, abbiamo stanziato
anche risorse per procurare la disponibilità di nuovi autobus,
abbiamo constatato come qualche giorno fa per un errore
imperdonabile di programmazione della governance che si è arrivati
a ridosso dell'inizio dell'anno scolastico senza provvedere
all'acquisto o comunque al noleggio degli autobus e questo se mi
consente è un errore imperdonabile della governance dell'AST.
Su questo tema non concederemo più deleghe in bianco, assessore
Dagnino, non concederemo più deleghe in bianco perché vogliamo
vederci chiaro, vogliamo vederci chiaro sul perché di alcuni
atteggiamenti, di alcune defenestrazioni ad orologeria quando
l'azienda negli ultimi anni aveva notevolmente ridotto il proprio
debito.
Vogliamo capire sulle tratte dei servizi urbani che sono state
soppresse quali erano quelle deficitarie e qualcuna credo, più di
qualcuna, mi riferisco a quella di Milazzo e a quelle di Acireale,
di Ragusa, di Modica se non altre erano in perfetto equilibrio
economico finanziario.
Vogliamo vederci chiaro e spero che domani, spero che nei prossimi
giorni il Governo riferisca alla Commissione presieduta dal collega
Carta su quella che è la gara dell'affidamento ai privati di
qualcosa come 52 milioni di chilometri annui per circa 819 milioni
di euro di gara per il trasporto pubblico locale dai contorni
nebulosi su cui aspettiamo una risposta.
Inoltre, in relazione al tema del rapporto con gli enti locali,
credo che gli enti locali vadano sostenuti e voglio sottoporre
all'attenzione del Governo un ordine del giorno - che è stato da me
presentato e votato in Aula in occasione dell'approvazione della
legge 25/2024 - la cosiddetta manovra ter, che impegna il Governo
regionale a dare una mano importante ai comuni siciliani che ancora
una volta devono subire il fronte dell'aumento dei costi delle
rette dei servizi socio-assistenziali.
Nel febbraio di quest'anno è stato modificato, è stato approntato
un nuovo contatto collettivo nazionale di lavoro delle cooperative
che prevede un aumento del costo del 14 per cento del costo,
appunto, del lavoro e ovviamente le ricadute sono sui comuni.
E' certamente una buona notizia per le cooperative ma soprattutto
per gli operatori che svolgono quotidianamente un lavoro di
straordinaria importanza e di grande valenza sociale, tuttavia i
comuni devono sostenere questo costo che aggrava ancor di più le
loro casse e mi auguro che la Regione siciliana, attraverso anche
un'interlocuzione proficua con l'Anci, in modo tale da avere
contezza di quelli che sono i reali costi, possa intervenire per
dare un sostegno concreto ai comuni su questo fronte. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo Giuseppe Geremia. E'
iscritto a parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
quasi quasi non c'è nemmeno bisogno del mio intervento perché
ascoltando da fuori fra Lombardo Geremia e Lombardo Giuseppe, quasi
quasi gli interventi si possono anche condividere perché non ho
capito bene più, visto anche le dichiarazioni, e finalmente dico
io, finalmente qualcosa si sta muovendo in quest'Aula visto che
l'assessore Aricò è andato via per quanto riguarda AST, per quanto
riguarda questo nebuloso modello di affidamento ai privati, così è
stato definito dal collega Lombardo. Ma ci arriverò perché intanto
voglio dare benvenuto finalmente su un documento politico
all'assessore Dagnino.
Lei ha fallito la prima assessore, lei ha fallito la prima perché
mi aspettavo di più da lei, lei è stato presentato quando è stato
scelto al posto dell'assessore Falcone come un bravo tecnico e che
sarebbe stato all'altezza del ruolo, perché l'assessore al bilancio
per la Regione siciliana è l'assessorato più ambito fra
l'assessorato al bilancio e l'assessorato alla salute.
Lei ha fallito, lo sa perché assessore? Da lei mi sarei aspettato
un'illustrazione di questo DEFR, anche se non è il suo, ma per
continuità amministrativa diventa il suo, una illustrazione su
tutta quella che è la parte strategica che deve avere un DEFR. Lei
si è limitato soltanto, e vado all'indice, si è limitato soltanto
alle prime cinquantotto pagine, parlando di tutti quelli che sono
gli aspetti macro economici e di tutti i dati statistici, poi alle
ultime tredici pagine e su un totale di trecentocinquanta pagine
lei ne conosce o ne disconosce oltre 280 pagine, tutte quelle che
riguardano la strategia che si deve mettere in atto da oggi in
avanti, perché il DEFR rappresenta come documento quello che poi
sarà tutta l'attività che deve fare il Governo con disegni di
legge, con la legge di stabilità, con delibere di Giunta, per
portare avanti quelle strategie che vengono approvate nel DEFR.
Tutto ciò non l'ho sentito assessore, lei non ha parlato di nulla
del capitolo 2, il capitolo 2 è, e glielo dico in sintesi, tutto
quello che riguarda l'area istituzionale, tutta quella che riguarda
l'area economica, tutta quella che riguarda sviluppo, agricoltura,
area culturale, turismo. Solo sul turismo le faccio un esempio
perché non vedo strategia nella sua illustrazione, non ne vedo
strategia nemmeno sul DEFR, lei ha dato un dato, per questo mi
soffermo sul turismo, relativo a quelle che sono le presenze in
Sicilia del 2023, vantandosi dell'incremento di quasi dodici punti
percentuali ma se lei lo dà come dato relativamente solo alla
Sicilia, senza fare un confronto con quelli che sono i dati
nazionali, le do soltanto un numero che sicuramente lei conoscerà,
perché è un bravo tecnico, il Trentino Alto Adige rispetto alla
Sicilia, nel 2023 fa 56 milioni di presenze, la Sicilia ne fa 16,8
e lei si è vantato dei 16,8 della Sicilia
Ma si rende conto qual è la differenza fra il Trentino Alto Adige
e la Sicilia? La Sicilia è il centro del mondo dal punto di vista
di attrattività culturale, paesaggistiche, storiche, monumentali, e
un altro dato su cui ci dobbiamo anche soffermare è che di queste
56 milioni di presenze c'è una media di permanenza sugli arrivi di
4,17 giorni per ogni arrivo, in Sicilia la media è di 2,9 giorni
per ogni arrivo, significa che con gli stessi arrivi, se noi
avessimo la stessa permanenza media che ha il Trentino alto Adige
passeremmo da 16,8 milioni di presenze a più di 23 milioni di
presenze annue. Allora, che significa? Un DEFR è quello che mi deve
consentire di valutare le strategie che devo mettere in atto e
farlo approvare.
Oggi colleghi vi voglio richiamare solo a questa procedura di
approvazione del DEFR, alla fine si consuma un documento, un
documento che va fatto per legge entro il 30 di giugno, un
documento che va approvato perché altrimenti non puoi fare tutte
quelle che sono le norme successive al DEFR, previste dall'articolo
118 e lo stiamo approvando con un ordine del giorno e non capisco,
scusami collega Geremia, come hai fatto a firmarlo come Gruppo
politico quell'ordine del giorno visto che hai contestato tutto di
questo DEFR, hai contestato tutti i punti, l'MPA ha contestato
perché se non parla nessun altro dell'MPA il collega Geremia ha
parlato per conto dell'MPA e non lo so se n'è andato, onorevole
Cracolici, ma ci starà ascoltando, ha contestato tutto il collega
Geremia però ha sottoscritto l'ordine del giorno, colleghi, ma lo
sapete cosa andrà approvare questa maggioranza?
Questa maggioranza andrà ad approvare un ordine del giorno che
alla fine, solo per consumare un passaggio, si limita a dire al
Governo di perseguire tra gli obiettivi il reperimento delle
risorse necessarie ad esercitare l'opzione prevista dal bando Cig,
numero, numero, numero, per la costruzione di una seconda nave
traghetti da parte di Fincantieri e a garantire che la stessa sia
realizzata presso il cantiere navale di Palermo, cioè alla fine
trecentocinquanta pagine di strategia, di analisi, di studi e di
dati macro-economici si risolvono, soltanto, con l'invito ad
acquistare una nave in più, cioè, noi stiamo facendo oggi un bene
alla nostra terra o stiamo soltanto consumando un passaggio
formale, Assessore?
Questo deve essere lei, nella sua replica che spero faccia
puntuale a tutti gli interventi che abbiamo fatto in Aula fino
adesso e anche quelli che saranno fatti dopo il mio intervento, per
capire, visto che lei qua oggi rappresenta sia la sua delega che la
delega alla programmazione che ha il Presidente Schifani, per
sapere dove vuole andare questo Governo, in questo momento non si è
capito dove volete andare, non si è capito e lo sa perché?
Perché già gliel'ha detto il collega Geremia che è seduto là ma lo
cerco da questo lato, cioè non c'è nulla che prevede sviluppo per
questa terra, voi state consumando solo un passaggio e io capisco
la sua difficoltà, questo non è un suo documento, lei se l'è
ritrovato, lei non si è nemmeno sforzato ad aggiungere - e questo
glielo chiedo, glielo dico anche con franchezza, Assessore - lei
non si è sforzato nemmeno di aggiungere una sua introduzione,
perché ha lasciato quella dell'assessore Falcone, mezzo che si
poteva fare Presidente Di Paola, giusto?
Per accompagnarla all'Aula perché l'ha presentato lei, quindi, lei
non ci ha dato nemmeno questo, non c'è strategia, per esempio,
sulla gestione dei rifiuti in Sicilia, l'unica strategia è quella
che si sta attuando e non è scritta nel DEFR, la stiamo leggendo
sulle pagine dei giornali, l'unica strategia che si sta attuando in
Sicilia è quella di privatizzare tutto, privatizzare la sanità,
come ha detto il collega anche Geremia, privatizzare il trasporto
pubblico locale, privatizzare la gestione dei rifiuti, privatizzare
anche gli aeroporti ma può essere che la strategia per aumentare le
presenze in Sicilia dei turisti è quella di privatizzare gli
aeroporti?
Il Governo sta privatizzando tutto dove c'è profitto, sui
trasporti, sugli aeroporti, sui rifiuti, sulla salute e che resta a
fare la Regione? Soltanto per consentire a chi vuole lucrare su
quelli che sono i servizi pubblici essenziali in questa terra e non
parliamo poi di quelle che sono le energie rinnovabili, una parola
non è stata detta. Perché?
Perché non c'è scritto qua dentro qual è la vostra strategia,
assessore, la vostra strategia viene scritta in altre sedi, la
strategia viene decisa in altri luoghi, non sicuramente sul DEFR
che noi approveremo, non noi Aula, non noi opposizione ma voi
maggioranza, approverete con un ordine del giorno che si limita
soltanto a consumare un passaggio formale e, mi dispiace dirglielo,
Assessore, io spero che lei nella sua replica si ricordi delle
altre 300 pagine che nemmeno ci dà, se non solo per un semplice
passaggio.
Assessore, io le consegno queste mie riflessioni, così sto anche
nei dieci minuti e spero che lei possa prendere spunto da questo
dibattito. Ma prenda spunto, soprattutto, da chi ha contestato
questo DEFR ma le voterà a favore. Ha detto bene il collega
Lombardo, mi dispiace che oramai è diventato riferimento del mio
intervento ma una parte politica, e stasera si consuma in Aula un
passaggio politico importante, una parte politica che in questo
momento non so di quanti deputati sia composta, cinque, sei, quanti
siete collega? Siete cinque, siete sei? Sette? Si consuma quasi uno
strappo politico, stasera. Qualcuno vi ha detto per nome e per
conto dell'MPA che non avrà più delega in bianco
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, vada a conclusione.
LOMBARDO Giuseppe. Dobbiamo stare nei 40 minuti per i quattro
colleghi. Stasera si consuma un passaggio che questo Governo, e
l'assessore Aricò fa finta di non sentire, si consuma un passaggio
su AST rappresentato dall'intervento che ha fatto il collega
Geremia.
Non avrete più delega in bianco. Finalmente non sono solo su
questa vicenda, perché quello che abbiamo raccontato negli ultimi
sei mesi in quest'Aula, in pochi fino adesso, ma spero che saremo
sempre di più, sia di opposizione che di maggioranza. Si sta
concretizzando in questi giorni, Assessore, lei ha la delega alle
partecipate se non sbaglio, Ast la rappresenta lei, insieme
all'assessore Aricò.
Voi state consentendo a un sistema di mettere mano sul trasporto
pubblico locale senza fare nulla. State consentendo a chi vuole
prendere quello che era un fiore all'occhiello, e cioè il trasporto
pubblico locale fatto da AST, senza guardare in faccia le regole.
Cioè in questi giorni lo stiamo vivendo, io non so domani cosa ci
sarà raccontato in Commissione, visto che la settimana scorsa non
si è potuta tenere la Commissione sul trasporto che riguarda gli
alunni ma c'è tanto da discutere.
Non si può ascoltare in quest'Aula un collega che dice che il
Presidente di una Commissione autorevole, che il Presidente della
IV Commissione fa una richiesta di accesso agli atti e gli atti non
vengono dati. Ma cosa significa questo? quel nebuloso che ha detto
poco fa il collega Lombardo Geremia o pure per insipienza?
Assessore Dagnino, io spero che tutto si possa chiarire nelle sedi
istituzionali, a partire dalla IV Commissione per arrivare
finalmente in Aula e a ridiscutere tutto quello che è stato detto
fino adesso perché ancora siamo in tempo per salvare veramente AST.
Mi avvio a concludere, Presidente. Io, naturalmente, a nome del
Gruppo, dico che voteremo contrario a quell'ordine del giorno e
spero che venga bocciato quell'ordine del giorno, spero che l'MPA
sia conseguenziale all'intervento che ha fatto il collega Geremia
perché, altrimenti, vuol dire che si sta alzando soltanto il prezzo
su una questione politica interna e non perché, veramente, si vuole
dare risposta a questa idea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
Assessore, non le nascondo che nei giorni scorsi ho letto il DEFR e
mi ero convinto di fare un intervento in Aula parlando un po' degli
argomenti trattati all'interno del DEFR.
Poi, oggi, ho ascoltato la sua relazione in Aula e ci ho
ripensato. Ha raccontato una Sicilia dove tutto va bene: siamo in
ripresa, le infrastrutture e gli investimenti vanno bene, il PNRR
si spende bene, sulla sanità va tutto a posto, le società
funzionano e ho detto vabbè' ma, evidentemente, anche da
opposizione sarebbe quasi inutile intervenire, salvo poi renderci
conto, agli interventi di tanti altri colleghi, ma anche quelli
della stessa maggioranza che, invece, probabilmente non è proprio
un quadro roseo, positivo, quello che riguarda la nostra Regione.
Gli argomenti sono tra i più disparati e oggi, in così pochi
minuti, sarà difficile provare ad elencarli tutti ma partirei da
una cosa che è la più palese e che salta agli occhi di tutti, come
all'interno del DEFR non ci sia riferimento alcuno all'investimento
più importante, da un punto di vista economico quanto meno, che
riguarda la nostra Regione e cioè il Ponte sullo Stretto, sono un
miliardo e trecento milioni di euro di fondi per investimenti
scippati alla nostra Sicilia per realizzare infrastrutture
all'interno della nostra Regione, per costruire questa importante,
imponente opera - forse - infrastrutturale, che dovrebbe dare
posti, migliaia e migliaia di posti ai siciliani, rilanciare la
nostra economia per i collegamenti infrastrutturali e poi vediamo
che nel documento più importante di fatto non viene neanche citata,
non viene neanche discussa, non viene nemmeno inserita. Salvo poi
ritrovarci, credo negli ultimi di questa Regione, l'Interporto di
Termini Imerese, un investimento che si aspetta da circa 25 anni
che prima era di 150 milioni di euro e per cui il Governo Schifani
ha stanziato con trenta milioni di euro.
Io non so cosa realizzeranno con trenta milioni di euro, forse
qualche porticina, una piazzola, una recinzione, qualcosa che
riguardi l'Interporto, dubito che un progetto che vent'anni fa era
da 150 milioni di euro, nel 2024 si possa realizzare con trenta
milioni di euro, ma questo poi magari ce lo spiegherete nelle sedi
opportune, a meno che non servirà per l'ennesima volta a finanziare
le consulenze di quella società che oggi il Presidente della
Regione decide di mettere, anzi dichiara, di voler mettere in
liquidazione, la società degli interporti. Assessore, lei sa bene
che è una società di scopo realizzata, istituita esclusivamente per
realizzare due interporti, quello di Catania e quello di Termini
Imerese, quello di Catania diciamo quasi completato, quello di
Termini Imerese mai vista nemmeno una pietra.
E all'interno di questo DEFR poi non si capisce, non si discute di
due temi fondamentali della nostra Regione, faccio riferimento alle
infrastrutture, scompare del tutto qualsiasi riferimento al CAS,
non sappiamo che genere di investimenti in quei tratti gestiti
malissimo da questo ente pubblico della nostra Regione, faccio
riferimento alla Buonfornello-Messina, chiunque la percorra si può
rendere conto dello stato di salute di quel tratto infrastrutturale
della nostra Regione e della ormai famosissima, dal 1968 ad oggi,
Siracusa-Gela della quale oggi non si ha alcuna notizia e che poco
fa la collega Campo ne citava l'assenza totale del finanziamento,
tolto dal Governo Meloni e non finanziata dal Governo Schifani.
Senza poi dimenticare tutti gli investimenti per la crisi idrica,
quelli che riguardano le nostre infrastrutture quali le dighe,
ancora sotto la gestione del dipartimento Acque e rifiuti, e senza
dimenticare invece la gestione più importante che è quella dei
rifiuti dove sostanzialmente non vi è praticamente alcun
riferimento; per capire, al di là delle misure spot, poco fa
qualche collega citava i cinquanta milioni di euro destinati una
tantum ai comuni per coprire gli extra costi della raccolta
dell'umido, di fatto scomparsi, mi ricordo ci fu l'Assessore
Pierobon che tentò con un bando da diciotto milioni di euro anni
addietro a finanziare le compostiere di comunità, salvo poi andare
praticamente deserti e non finanziarne nemmeno una e non risolvere
in alcun modo se non con l'ennesimo intervento spot del Governo
nazionale che ci sottrae ottocento milioni di euro per la gestione
dei rifiuti e la realizzazione degli inceneritori all'interno della
nostra Regione, di quegli inceneritori che non so se serviranno a
risolvere sicuramente la gestione pessima dei rifiuti soprattutto
delle città metropolitane, ma che certamente sottraggono risorse ad
un comparto e ad un settore che doveva servire certamente ad altro.
E ultimo, non per ultimo, Assessore, oggi veniamo a sapere della
nomina del ministro Fitto a Commissario europeo con delega al PNRR
, e lo stato di attuazione del PNRR nella nostra Regione, perché
anche come Commissione parlamentare abbiamo provato ad avere un
quadro un po' più chiaro e non le nascondo che ancora ad oggi i
numeri sono abbastanza fumosi, con evidenti difficoltà a
comprendere cosa effettivamente questa Regione stia riuscendo a
mettere a terra, come si dice nel gergo, cioè provare a lasciare
qualcosa, gli investimenti della nostra Sicilia, perché di fatto
queste opportunità probabilmente non le avremo più. Se gestiremo il
PNRR, se gestirete il PNRR come sono stati gestite le risorse extra
regionali del Fesr, o quelle nazionali del POC e dell'Fsc,
sostanzialmente avremo l'ennesimo fallimento, di una terra che
vuole provare a investire in qualcosa che possa dare uno slancio, e
che invece terribilmente non può che prendere atto del fallimento.
Ultimo, e non per ultimo, mi perdoni se cito per l'ennesima volta
i fondi extra regionali - anche se lei non ne ha come dire la
delega, però comprenderà che sono di fatto gli unici fondi per
investimenti che ha la nostra Regione, al di là di quelle poche
risorse che vengono, al di là di quelle poche risorse che vengono
stanziate in Assemblea, diciamo dai deputati qualche intervento
territoriale - ma c'è un vulnus importante che riguarda le risorse
territorializzate del FESR.
Assessore, consideri che nella scorsa legislatura - nella 2014-
2020 - la programmazione FESR 2014-20 ammontavano a 600 milioni di
euro, e di fatto queste risorse non sono state quasi del tutto
spese dai territori. Faccio riferimento alle agende urbane e alle
aree interne.
Adesso in questa programmazione, quella che vedrete voi adesso
gestire, la 2021-27 c'è ben tre volte quello stanziamento, cioè un
miliardo e ottocento milioni di euro, che, ancora ad oggi, non vede
le strategie approvate, che ancora ad oggi non vede né le aree
urbane, né le aree interne, né tanto meno le SIRU partire, perché
non sono state approvate le strategie. Se ne attendeva, se ne
attendeva - grazie, Presidente, anche perché diciamo da un altro
Presidente - se ne attendeva, come dire l'attuazione,
l'approvazione, ma ancora oggi tardano ad arrivare, e i territori
che sono in forte difficoltà già a spendere i fondi per
investimenti, si vedono nel 2024 ancora a non potere neanche avere
approvate le strategie, e quindi poter iniziare quegli iter
affinché possano in qualche modo partire quegli appalti utili.
Ricordo un miliardo e ottocento milioni di euro, quindi una spesa
molto importante, che possa aiutare la nostra Regione a vedere,
quanto meno, un barlume di luce.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, il Documento di economia e finanza
regionale e questo Governo sono due rette parallele che non si
incontreranno mai. Certo l'infinito...quinto postulato di Euclide.
Perché, da una parte, il DEFR dovrebbe essere quel documento di
programmazione dove si pianifica, si pianificano tutte le attività
di una Regione, dall'altra parte c'è invece la gestione in perenne
emergenza di questo Governo.
Quindi due cose che sono sempre distinte e separate Da quando
sono in questo Parlamento, Presidente, non mi ricordo un momento in
cui abbiamo programmato, nel medio, nel lungo termine, per
immaginare le sorti di questa Sicilia cambiare.
Un documento pieno di contraddizioni, Presidente, e ne elenco
qualcuna. Per esempio, facendo riferimento al patrimonio boschivo,
è chiaramente esplicitata nel DEFR, una logica strettamente
economica di contenimento dei costi, atta a garantire
esclusivamente i livelli occupazionali dei lavoratori, che cozza
con la necessità di tutelare e migliorare il patrimonio boschivo, e
aumenta, di conseguenza, il fenomeno...
PRESIDENTE. Colleghi, se facciamo un po' di silenzio in Aula
riesco ad ascoltare l'intervento dell'onorevole Marano. Colleghi.
Onorevole Pellegrino, non riesco nemmeno io ad ascoltare
l'intervento della collega.
MARANO. Anch'io mi distraggo. Quindi diciamo, la logica
dell'emergenza, Presidente, ha distrutto il nostro patrimonio
boschivo. E quali sono le azioni che si metteranno in atto del
futuro?
Mi piace ricordare il fatto che nella scorsa finanziaria, per
esempio, abbiamo approvato un mio emendamento per applicare
l'intelligenza artificiale, quindi l'innovazione tecnologica, per
la prevenzione degli incendi, perché risulterebbe essere
un'innovazione che consente di agire in maniera tempestiva, ma non
c'è traccia dell'intelligenza artificiale, o per lo meno di un
inizio di una procedura per poter concretizzare e mettere in atto
questa norma approvata lo scorso anno.
Ma mi viene in mente l'acqua. Ancor più paradossali sono appunto
le considerazioni riportate nel capitolo dedicato alla gestione del
servizio idrico. La siccità rappresenta uno dei problemi più
importanti di quest'Isola e non si possono accettare le misure
indicate, non si può accettare il fatto che le misure indicate nel
DEFR sono uguali a quelle degli anni scorsi, o modificate, o sono
inserite cambiando l'ordine rispetto agli anni precedenti nei
documenti, nei DEFR degli anni precedenti.
Presidente, non è accettabile Non è accettabile parlare di
resilienza dei sistemi idrici e riduzione della dispersione, quando
le nostre reti perdono oltre il 55,60 per cento dell'acqua ed è
un'offesa a tutti i Siciliani
E ancora, le contraddizioni sui rifiuti Come facciamo a parlare
di interventi volti alla riduzione del conferimento in discarica,
di potenziamento degli impianti per la raccolta differenziata, di
realizzazione di impianti di compostaggio, di selezione della
raccolta differenziata, di strategie integrate, di risoluzione di
produzione dei rifiuti e incentivazione del riuso e compostaggio,
quando questo Governo vuole poi realizzare i termovalorizzatori?
Cioè, da una parte scrivete una cosa, dall'altra pare agite in
maniera diversa Una contraddizione su tutto, Presidente
La domanda allora è semplice: ma il Governo crede davvero ai
risultati da raggiungere indicati nel DEFR, quindi alla percentuale
del 65 per cento di raccolta differenziata, alla riduzione della
produzione dei rifiuti, al riuso dei materiali, oppure ha scelto a
prescindere la bandiera ideologica dei termovalorizzatori?
E poi mi viene in mente il tema del trasporto pubblico locale,
dell'AST. L'avevamo detto, lo avevo detto in varie occasioni: la
trasformazione in house della società non era la soluzione. È
chiaro che le cose non cambiano dall'oggi al domani. È ovvio. Ma
quello che noi vediamo è che da anni, da anni, la gente rimane a
piedi. Siamo usciti sulle pagine dei giornali, sulla questione
dell'AST, con migliaia di studenti a cui viene tolto il diritto
alla mobilità per recarsi a scuola Questa è la realtà Questa è la
realtà delle cose rispetto a quello che viene scritto in questo
libro dei sogni. Come ogni anno
La sanità. Presidente, sulla sanità, davvero, non c'è più cosa
dire. Le persone non si possono curare, i Siciliani se ne vanno
fuori a curarsi nelle altre Regioni, creando centinaia di milioni
di euro di buco in termini economici in Sicilia e tutto rimane così
com'è.
Fatevi un esame di coscienza, perché veramente qua stiamo
solamente affondando
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, Governo, colleghi, ho dato una
lettura, Assessore, al Documento di economia e finanza regionale.
Devo dire la verità - colleghi, per cortesia, assessore Aricò, per
cortesia - Assessore, volevo dirle una cosa importante. Ho letto,
ho dato un'occhiata e poi quello che lei ci ha raccontato oggi in
Aula, devo dirle la verità, mi è sembrato di essere dentro una
favola, e mi è venuta in mente immediatamente Alice nel paese
delle meraviglie , perché questo documento a me sembra una favola
e, le ribadisco, una favola vera, perché è illuminato
Tutto quello che ci ha detto ci fa sperare e personalmente
sognare
Poi, mentre leggevo questa favola, mi sono svegliato. Mi sono
svegliato e ho detto: ma cosa stiamo leggendo? Di cosa stiamo
parlando in questa in questo DEFR, Assessore? L'hanno detto tutti i
colleghi.
Tutti i colleghi che mi hanno preceduto hanno parlato, ognuno con
dati alla mano
Se apriamo bene gli occhi siamo davanti a un libro di favole.
Rifiuti, Assessore. Rifiuti. Qualunque documento stiamo presentando
sui rifiuti, basta guardare in giro, uscire con la macchina e
vedere come la Sicilia non è altro che una discarica a cielo
aperto Lo sanno tutti i turisti, lo sanno tutti i turisti, basta
fare 100 metri in qualunque città metropolitana, in qualunque buco
del Paese Sicilia, i rifiuti sono solo una discarica a cielo
aperto
E noi pensiamo di risolvere con questo DEFR il problema?
Assessore, veramente, glielo dico col cuore, non è polemica la
mia, è soltanto un invito a razionalizzare.
Lei non c'era, una volta ho portato qui anche l'abaco per capire
come si può agire e come si può fare una programmazione seria per
la prevenzione di questi fenomeni.
Sulla sanità in questi giorni sono usciti tanti articoli sui
giornali e cosa leggo? Leggo che, al solito, come sempre ormai da
decenni, in questa Regione, tavolo tecnico per la rete ospedaliera
assenti Siracusa, Trapani, Ragusa.
E questo ho chiesto stamattina all'assessore Volo, che ringrazio,
perché ha capito l'importanza - tutti i giornali ne stanno parlando
- come pensiamo di parlare di sanità dove addirittura 3 province
sono state escluse dal tavolo tecnico? E ribadisco, ringrazio
l'Assessore che mi ha detto che avrebbe provveduto a reintegrare
queste province.
Questa è una cosa estremamente grave, perché significa che queste
province, le piccole province, dovranno continuativamente
sottostare all'egemonia dei grandi delle città metropolitane.
Trasporti. Cosa devo dire sui trasporti? Disastro, disastro
completo sui trasporti
Dove sono i ragazzi, come devono raggiungere le proprie scuole?
Parliamo di dispersione scolastica, dispersione scolastica e come
agiamo? Con un obsoleto servizio di autotrasporti che ormai ci
portiamo dietro come un carrozzone.
Ma, Assessore, mi ascolti, che questo è molto importante, quello
che le sto per dire. C'è un problema gravissimo e mi taccio anche
prima dei minuti che mi toccano: il caro voli, il caro voli Non è
più accettabile, non è più accettabile che le Compagnie continuino
a fare quello che hanno fatto fino ad ora. Dopo tutte le pressioni
fatte dal Governo non è cambiato nulla in questi 2 anni, anzi sono
aumentate le tariffe ulteriormente e questo vorrei chiaramente una
spiegazione.
I flussi migratori della sanità non contengono solo le spese della
Regione, ma le spese delle famiglie per raggiungere questi posti
fuori dalla nostra Regione, e sono tutte spese a carico dei
cittadini.
Parliamo di turismo. Come pensiamo col caro voli e con queste
linee e con queste tariffe di attrarre i turisti in Sicilia? Ci si
lamenta come mai il Trentino abbia tutti questi milioni di presenze
e noi no. Certo, in Trentino con la macchina fai 50, 200, 150
chilometri e non devi prendere un aereo.
Le faccio un esempio invece molto importante.
Perché le Baleari, tre isolette quasi come le Eolie, le Baleari
hanno più presenze turistiche della Sicilia con tutto il patrimonio
turistico, archeologico, gastronomico che abbiamo nella nostra
Regione, invidiabile, impagabile nel mondo? E noi abbiamo meno
turisti rispetto a Ibiza, alle Baleari spagnole - me lo spiega?
Anche lì devono prendere l'aereo, Assessore mi ascolti, perché
veramente la storia degli aerei è fondamentale
Certo, non ci andranno in macchina alle Baleari, certo non ci
andranno praticamente in nave alle Baleari, tranne che dalla
Spagna, non ci andranno a piedi o a nuoto, ci vanno con i voli
Mi deve spiegare perché tutti i voli verso le Baleari hanno un
costo accessibilissimo a tutti e per arrivare in Sicilia questo non
succede? Questa è una cosa grave, Assessore, cui questa Regione
deve dare risposte.
Un'ultima cosa, Assessore, Governo, colleghi, abbiamo un problema
sociale, emergenza senza precedenti
Per la prima volta, stamattina, abbiamo esitato un disegno di
legge in Commissione "Salute di cui sono felice, con tutti i miei
colleghi, il problema sociale, il problema psicologico del disagio
sociale, soprattutto giovanile, delle droghe, delle dipendenze e
delle scuole è un momento veramente drammatico e storico che non
abbiamo mai vissuto fino ad oggi.
Io chiedo a lei, Assessore, a tutti quanti di mettere risorse
ingenti e importanti perché alla prevenzione della salute, della
salute mentale, del problema psicologico dei giovani, delle scuole,
del disastro che stiamo vivendo nelle nostre strade, fra cui anche
gli incidenti stradali che spesso sono causati da alcool, da droga,
noi dobbiamo fare qualcosa in questo senso.
Dobbiamo fare investimenti importanti soprattutto - come ho detto
mille volte in quest'Aula - soprattutto sulla prevenzione.
La prevenzione sta alla base di tutto quello che noi vogliamo fare
e chiudo col problema della siccità. Abbiamo il G7 sull'agricoltura
Siracusa la prossima settimana. Molti di noi saremo insieme,
staremo insieme lì.
Vorrei che si parlasse e si sfidasse il G7 a Siracusa per questo
gravissimo problema della siccità in Sicilia. L'anticiclone
africano ormai è persistentemente sopra la nostra Isola.
Ogni anno sarà peggio di quello precedente e non possiamo ancora
stare qui a parlare.
Gli agricoltori stanno soffrendo una delle crisi più importanti
della storia. Quasi stiamo rasentando le famose problematiche delle
famose carestie Stiamo assistendo a questo: grano, foraggi per gli
animali, e cosa stiamo facendo? Abbiamo fatto già qualcosa? Nulla
La diga di Ancipa è quasi vuota e cosa stiamo facendo? Nulla
Abbiamo intercettato un esperto dal Ministero che è venuto qui per
indagare sui pozzi che si possono fare, ha scoperto un giacimento
importantissimo sotto la Regione iblea, ha avuto un'interlocuzione
importante e poi? È tutto sparito in una bolla.
Ribadisco, Assessore, non possiamo continuare a sognare e poi
svegliarci all'indomani per vedere che tutto quello che stiamo
facendo era solo un sogno
Quindi il mio augurio a lei, a tutti i colleghi, agli Assessori,
al Governo, è di cominciare a cambiare rotta
Presidente, chiudo il mio intervento con questo augurio, dobbiamo
lavorare molto di più insieme, al di là dei colori politici, perché
insieme si costruisce di più
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona, ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, Governo. Ho
ascoltato con particolare attenzione la relazione dell'Assessore al
bilancio sul Documento di economia e finanze, un po' quello che ha
decantato in termini di numeri per come li ha snocciolati, sugli
zero-virgola che riguardano la nostra economia, il Pil,
l'occupazione.
Io darei un suggerimento - come parlamentare - di andarci cauto,
Assessore, con quelle che sono le visioni positive, perché in un
certo qual modo io credo che abbiamo difficoltà a farci capire
dalla gente comune, da coloro che ci sentono e che hanno difficoltà
ad arrivare alla fine del mese; a coloro che vedono dei disservizi
- oramai diffusi - nella nostra Regione e che sono costretti il più
delle volte ad emigrare per cercare lavoro e fortuna in altre
Terre, perché la Sicilia non è in grado di garantire il futuro ad i
nostri giovani.
Dico questo perché il Documento di economia e finanze dovrebbe
essere un documento, non visto come questo Governo lo vede, cioè
come un documento per dare una risposta burocratica, ma deve essere
un modo per dare una programmazione, per determinare uno sviluppo
ed una crescita del nostro territorio.
Al contrario, vediamo una modalità di "auto-esaltazione", da parte
di una politica regionale che parla solamente di alcuni numeri, dei
numeri che fanno - per così dire - "gola" di essere ad essere
decantati in questo contesto, ma di altri numeri non se ne fa
assolutamente menzione.
Dei numeri che parlano di una Sicilia in grande difficoltà, parlo
della povertà educativa, della povertà economica, sociale ed anche
di quella culturale, del tema della sanità che non viene affrontata
a fondo, di quelli che sono i problemi della nostra economia:
dell'agricoltura, qualcun altro prima di me ne ha citato.
Come della questione della crisi della pubblica Amministrazione;
potremmo parlare anche della siccità e dei problemi della
insularità. Questo DEFR, che oggi abbiamo in discussione, è il
"libro dei sogni". È e il "libro dei sogni" di questo Governo
regionale che non rappresenta in alcun modo quelle che devono
essere le modalità con cui risolvere i problemi dei nostri
siciliani, e per certi versi è una forma di autoesaltazione.
E mi riferisco a due punti in particolare: quando si parla di
qualificazione della spesa a livello regionale, e sappiamo
benissimo delle centinaia di milioni di euro che vengono sprecati
nelle varie misure che questo Parlamento ha approvato; per non
parlare poi di quello che è il tema dell'accelerazione della spesa.
Accelerazione di cosa? Di quando? Se noi abbiamo creditori in tutta
la Sicilia che attendono che la Regione siciliana paghi.
Ancora attendiamo il riaccertamento dei residui dei fondi extra
regionali. Mi risulta che tra il riaccertamento di fondi regionali
extraregionali le aziende in Sicilia attendano risorse per oltre
due miliardi di euro, altro che tempestività dei pagamenti Di
questo noi dobbiamo parlare. L'esaltazione continua su quello che è
il tema che in un certo qual modo mi permette di essere d'accordo,
cioè il fatto che la Regione siciliana riduce quella che è la sua
esposizione debitoria. Aggiungo io: ma a che prezzo si riduce
questa esposizione debitoria?
Sul tema della sanità. Sappiamo benissimo qual è che la
situazione: la carenza di medici; la carenza di infrastrutture; la
carenza di farmaci; la carenza di dispositivi. Lo abbiamo visto
l'altro ieri per quanto riguarda la tematica dei diabetici. Nella
questione della sanità si parla solamente di "poltrone". E ancora,
annuncio - in un certo qual modo - quella che è la richiesta del
nostro capogruppo, Michele Catanzaro, che si affronti quanto prima
e speditamente in una Aula all'uopo dedicata a quella che è la
situazione drammatica delle nomine della sanità e che venga data
piena spiegazione a quello che sta accadendo.
Per non parlare poi della questione dei trasporti. Vedo qui
l'Assessore al ramo. Io mi auguro che domani, quando si discuterà
in Commissione della situazione dell'Azienda Siciliana Trasporti,
ci sarà qualche risposta da potere dare ai sindaci siciliani che
non sanno cosa dire ai propri studenti che in questi giorni hanno
ripreso le loro attività scolastiche; per non parlare poi di
un'alta velocità che noi non avremo mai in Sicilia, di quanto tempo
ci mettiamo per andare da Siracusa fino a Trapani: tempi da terzo
mondo ed oltre.
Sul contrasto della povertà, ho visto che il DEFR dedica una
parte, e mi soffermo da questo punto di vista per fare una breve
chiosa, per dire che i dati sono contrastanti, quelli che a me
risultano rispetto a quelli che sono stati declinati poc'anzi,
perché sulla tematica della povertà, nel resto d'Italia, il rischio
di entrare nella fascia di povertà si riduce mentre nella Regione
Sicilia aumenta.
E allora, da questo punto di vista, io ritengo che sono necessarie
delle azioni coraggiose, purtroppo il Governo nazionale ha deciso
di tagliare il reddito di cittadinanza e in Sicilia sono ben 40
mila le famiglie che prima ne beneficiavano e adesso non sanno più
come sbarcare il lunario. E per questo motivo esiste un disegno di
legge che trova firma non solo nel Partito Democratico ma anche in
altri Gruppi della maggioranza di questo di questo Parlamento, che
vorrebbe utilizzare le risorse del Fondo sociale europeo - risorse
che il più delle volte vengono sprecate - creando un fondo apposito
per contrastare la povertà, come del resto è stato fatto in altre
regioni d'Italia come, ad esempio, la Regione Puglia.
Altro tema la questione demografica: noi abbiamo una situazione
assolutamente allarmante, negli ultimi vent'anni abbiamo perso ben
300 mila siciliani, e sono per lo più giovani, sono neolaureati e
sono nella fascia di età tra i 18 e i 35, allora è evidente che se
dovessimo andare in questo trend tra una ventina d'anni, tra una
trentina d'anni la situazione che dovremmo affrontare sia in
termini di disagio sociale e di disagio economico non potrà che
essere ancora più preoccupante.
Un DEFR che non affronta alcune altre tematiche che per noi sono
assolutamente fondamentali, come la questione del settore primario
dell'agricoltura, della zootecnia, sappiamo lo stato di crisi in
cui versano e il fatto che ancora il Governo nazionale non abbia
chiesto gli aiuti al Governo europeo, al Parlamento europeo per
esempio sull'utilizzo del fondo europeo all'uopo preposto per gli
aiuti.
Un DEFR che non parla di una riforma della pubblica
Amministrazione, una riforma della burocrazia regionale che è
assolutamente indispensabile, servono rinnovare speditamente i
contratti collettivi dei nostri impiegati regionali, serve una
riforma spedita di quella che è la dirigenza della nostra Regione.
Giusto oggi, abbiamo cominciato a parlarne, ma il percorso io credo
che non sia tortuoso come quello che ancora non porta al rinnovo
dei contratti collettivi; come serve una macchina regionale che sia
assolutamente più snella, più veloce, in grado di affrontare quelle
che sono le nuove sfide e per questo motivo dobbiamo aprire alla
stagione dei concorsi, tantissime figure professionali servono alla
nostra Regione, in un certo qual modo anche per dare risposta a
quello che è il cardine di una manovra di Governo che dovrebbe
affrontare per una Sicilia che dal punto di vista dell'occupazione
piange da parecchio tempo - e mi riferisco alla questione del
lavoro - un tasso di disoccupazione che è il doppio della media
nazionale e ancor di più sono drammatici i dati quando parliamo di
disoccupazione giovanile e di disoccupazione femminile.
Quindi, cari colleghi, Governo, questo documento di economia e
finanza, per come rappresentato dai tanti colleghi che mi hanno
preceduto, io mi auguro, o quanto meno vorrei anche capire se ci
sarà qualcuno che si presenterà da questo pulpito ed esprimerà dei
pareri favorevoli sul documento stesso.
Allo stato attuale non me ne risulta nessuno, ma sarei curioso di
capire se qualcuno si esprimerà favorevolmente sul documento di
economia e finanza che non va ad inquadrare quelle che sono le
necessità di una nostra Regione, di una Regione che ha necessità di
cambiare passo, di essere al tempo e al passo con i nostri tempi e
di affrontare quelle che sono le esigenze dei nostri corregionali.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Giambona. È iscritto a parlare
l'onorevole Schillaci, ne ha facoltà.
SCHILLACI. Grazie Presidente, colleghi, Assessori in Aula,
Assessore Dagnino io ho letto e ho ascoltato con attenzione la
presentazione di questo DEFR che sappiamo, anche dalle sue parole
in Capigruppo, non essere frutto di un suo lavoro, per cui
attenderemo con ansia un documento presentato da lei, perché io le
riconosco delle doti professionali e soprattutto un'onestà
intellettuale, infatti sono convinta che nel leggere e
nell'articolare questo documento lei sicuramente provava un certo
imbarazzo.
Sì, perché vede lei ha parlato, ad esempio, di alcuni dati che
sono i dati statistici possono essere presentati e letti in
svariati modi, lo sappiamo, a seconda degli indicatori che abbiamo
a riferimento. Quindi lei ha parlato di occupazione con un trend
favorevole, però possiamo certamente dire che sì, l'occupazione è
aumentata, ma stiamo parlando di lavoro povero, lavoro con
pochissime ore, con dei contratti farlocchi, e questo in Sicilia è
assolutamente da tenere in conto.
Ecco perché le chiedo che dobbiamo chiedere al Governo nazionale
il potenziamento degli ispettori del lavoro, che hanno un lavoro
immane da fare in Sicilia, e per il lavoro povero, ma anche per il
lavoro il legittimo che viene sciorinato nel nostro territorio.
Ancora lei ha parlato di gap che si è ridotto in dieci anni, ma io
il gap solitamente lo misuro in termini di infrastrutture, ad
esempio nei trasporti, negli asili nido e nel tempo pieno che
ancora oggi nel nostro territorio abbiamo la percentuale più bassa
di asili nido e di tempo pieno, e su questo sappiamo bene che
bisogna chiedere anche al Governo nazionale affinché aumenti la
quota di tempo libero nelle nostre scuole, così come gli
investimenti sulle mense. Ieri ho sentito che soltanto tre mense
sono state finanziate nella città di Palermo, un numero veramente
irrisorio e ridicolo.
Oppure ancora parliamo di presenze turistiche, e io mi chiedo: il
nostro è un miracolo turistico perché non è certo a questo Governo
regionale che abbiamo un 11% in più considerato il gap
infrastrutturale che abbiamo, senza trasporti non c'è turismo ecco
perché bisogna fare davvero tanto, chiudere degli accordi,
aumentare i vettori che vengono sul nostro territorio, così come
chiediamo dalla scorsa legislatura una card turistica, così come ci
sono in tutte le città metropolitane a livello internazionale, il
biglietto unico lo stiamo ancora aspettando, assessore Amata, non
lo abbiamo ancora, eppure è stata una delle prime sedute che
abbiamo fatto in Commissione quinta.
Sono tutte cose che vanno fatte, ma se non abbiamo il trasporto,
lei parlava e diceva che abbiamo un 5% in più di richieste per
autoveicoli, e ci credo, non abbiamo una rete ferroviaria per cui i
nostri cittadini come dovrebbero spostarsi all'interno della
Regione?
E ancora questo documento, a mio avviso, si dovrebbe chiamare un
documento dell'emergenza e dei diritti negati: diritto allo studio
prima di ogni cosa, abbiamo ancora, assessore Albano, 100 studenti
solo nella città di Palermo che sono rimasti a casa perché non
hanno l'assistenza igienico personale.
Lei giustamente fa spallucce così, lo sa però. ogni anno
rincorriamo questa emergenza, quindi diritto allo studio, quindi
fragilità nelle fragilità, cioè questi studenti che devono essere
tutelati maggiormente rispetto agli altri sono a casa, e lo sa
anche perché? Perché molti assistenti igienico personali sono stati
stabilizzati, e ormai questi studenti vengono tutelati soltanto dai
collaboratori scolastici, che non hanno una preparazione ad hoc,
quindi dobbiamo assolutamente valorizzare questo personale che ha
una esperienza maturata negli anni, e che non li possiamo mandare a
casa, perché dobbiamo tutelare i nostri studenti fragili.
E ancora siamo passati dalla scorsa legislatura dove alcuni
studenti, piccoli studenti, per raggiungere il plesso scolastico
dovevano prendere più corse per raggiungere la scuola e svegliarsi
alle cinque del mattino, ebbene siamo passati da questa cosa al
cancellare direttamente le corse, quindi viene negato ancora il
diritto allo studio
Ecco, assessore, dobbiamo diventare una Regione dignitosa, noi non
siamo una Regione dignitosa e civile, è quello che manca in questa
Regione.
E, infine, vorrei anche citare il fatto che poco spazio in questo
documento viene data all'anticorruzione, si parla soltanto di
implementazione e il contrasto alla corruzione attraverso un piano
triennale, ebbene, assessore Dagnino, non è sufficiente, occorre un
monitoraggio, guardi che noi ci siamo imbattuti in enti pubblici o
partecipate che hanno Collegi dei revisori da 16 anni, in barba a
tutte le norme e ai propri statuti o, ancora, CDA, membri del
Consiglio di amministrazione che non rispettano il principio della
rotazione, e che fanno più e più mandati.
Ecco, questo non è più tollerabile, anche perché voglio ricordare
che la corruzione costa 237 miliardi in Italia, e nella sola
Sicilia ci aggiriamo intorno ai 12 miliardi, io credo che questo
non fa bene alle casse regionali, ma non fa bene neanche alle
politiche sociali, perché poi assistiamo dall'altra parte a uno
spopolamento, i nostri giovani vanno via e vanno a fare la fortuna
di tante altre Regioni e di altri paesi europei. Ottantamila
studenti sono andati, cittadini giovani siciliani sono andati via
dalla nostra Terra, questo non è più tollerabile, e non c'è granché
in questo documento di programmazione sul tema delle politiche
giovanili o delle politiche attive del lavoro, questo veramente
manca.
Infine, vorrei ricordare anche che l'avere tolto il reddito di
cittadinanza è stato un danno enorme, poteva essere sicuramente
rimodulato, ma toglierlo è stato un danno incredibile, trasformarlo
semplicemente nell'Adi che non funziona neanche, perché ancora oggi
ci sono persone che hanno difficoltà di accesso a questo sostegno,
che è l'unica fonte di reddito che le persone hanno, d'altro canto
assistiamo giornalmente a fatti di cronaca con aumento di violenza
e di piccola criminalità organizzata che non diciamo perché non
risponde alle esigenze di questi cittadini che sono ai margini
della società.
Quindi, da parte di questo Governo regionale noi ci attendiamo
delle risposte più consone e, soprattutto, una visione strategica
per quella che è una visione di Sicilia nuova, innovativa e, ad
esempio Assessore, è passata nella scorsa legislatura una norma per
istituire uno sportello unico di disabilità, perché ancora oggi le
famiglie che hanno a carico un disabile vengono sballottati da un
ufficio all'altro senza potere, invece, fare una semplice richiesta
online, è veramente vergognoso e io mi sono sentita dire che non si
può realizzare perché la Regione siciliana non è in grado di
digitalizzare la pubblica Amministrazione.
Siamo nel 2024 e tutto questo non è più tollerabile, quindi, io mi
auguro che da questo momento in poi ci sia una inversione di
tendenza, e mi voglio augurare un documento di programmazione vero
che porti avanti una visione di una nuova Sicilia, e non un
documento dell'emergenza e dei diritti negati. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Schillaci. Onorevoli colleghi io ho
gli ultimi due interventi, quello dell'onorevole Cracolici e
dell'onorevole Varrica. Prego, onorevole Cracolici, ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore lei
oggi ha fatto il battesimo del fuoco in quest'Aula, perché credo
che sia il suo, per modo di dire, atto di impatto con un'Assemblea
dove sostanzialmente, per chi c'è stato in questi ultimi due anni,
sa che è stata una caratteristica costante di questa Assemblea, una
minoranza che parla, una maggioranza silente
Ma la maggioranza non è silente perché, come dire, lascia al
Governo il compito di portare avanti il suo progetto perché poi
elementi peggiorativi, uno per tutti, lei ha parlato del dato
dell'industria, è vero, ma nel dato dell'industria per la prima
volta in Sicilia il dato che ha attirato sull'industria è stato il
dato dell'edilizia e di tutte le attività connesse dell'edilizia,
in particolare grazie al superbonus, al 110 e a tutti gli incentivi
che hanno consentito di aprire centinaia di cantieri privati, ma
che, non solo non si è bloccato, ma che nello stesso tempo ha
creato una situazione finanziaria di grande difficoltà per il
credito fiscale che, in qualche modo, moltissime aziende hanno nei
loro cassetti ma non riescono a cederlo ai soggetti per i quali, in
qualche misura, si era creata un'attesa di cessione. Quindi, già il
2024, diciamo, i dati macroeconomici ci dicono che la situazione è
più complessa di quella che gli uffici le hanno prodotto nella
relazione. Ma poiché parliamo delle stime per l'anno a venire, ci
dobbiamo preoccupare non di quale sarà il numero di stima, ripeto,
che lascia il tempo che trova, ma di quali sono le politiche che
mettiamo in campo per sostenere l'economia siciliana, a fronte di
alcuni dati che sono evidenti e sotto gli occhi di tutti.
Noi abbiamo una condizione che forse la nostra generazione non ha
mai conosciuto così con le dimensioni con le quali la stiamo
conoscendo oggi. Ogni anno, vanno via almeno cinquantamila
siciliani, si presume che da qui a dieci anni oltre cinquecentomila
siciliani lasceranno la Sicilia e non per qualche mese. Questo è un
dato che ci offre condizioni nelle quali la sostenibilità
finanziaria, anche del bilancio della stessa Regione, sarà messo a
dura prova, perché venendo meno la base sociale demografica verrà
meno la base imponibile e, quindi, venendo meno la base imponibile
avremo minori entrate per soddisfare i diversi fabbisogni e i nuovi
fabbisogni. Tratteremo domani la legge sul crack che è uno degli
aspetti che stiamo introducendo di novità rispetto a un fabbisogno
che si è, nel corso degli ultimi tempi, generato e rispetto al
quale la politica, fino ad oggi, ha fatto, come dire, si è girata
la faccia, non l'ha ritenuta una emergenza come invece essa è. E, a
fronte di tutto questo, noi avremo a che fare, quindi, con una
condizione finanziaria di minore capacità di riscossione e, quindi,
di far fronte, attraverso le entrate, a quelle uscite necessarie.
Aggiungo: siamo a fine esercizio finanziario per quanto riguarda i
programmi extraregionali, i nuovi programmi partiranno, bene che
vada, tra la fine 2025 e il 2026, sappiamo bene che una componente
importante della capacità di mettere in campo risorse per
investimenti in Sicilia è data dalle risorse extraregionali.
Quindi, noi prevediamo che nel corso del 2024 e poi nel 2025 la
condizione finanziaria sentirà il peso di una minore capacità di
spesa. Nulla abbiamo ancora chiaro sul piano della capacità
effettiva di utilizzo del PNRR e sulla sua effettività di spesa,
perché, al di là di tutto quello che si racconta nei programmi
macroeconomici, la capacità di spesa reale, quindi, i cosiddetti
mandati di pagamento a favore delle imprese che stanno realizzando
questi lavori sono di 1/3 rispetto al programmato.
Allora, perché dico questo? Io mi sarei aspettato, anche perché il
suo battesimo del fuoco coincidesse con, come dire, l'ambizione di
un nuovo Assessore che si presenta all'Aula e si gioca una partita
da professionista, da persona che ha svolto fino ad ora con dignità
il suo compito professionale proponendo e dicendo voglio
scommettermi e voglio contribuire a determinare le condizioni
perché la Sicilia su due, tre, quattro questioni provi in qualche
modo a cambiare corso .
Nel suo intervento, ma probabilmente qualcuno le ha suggerito di
dedicarsi ai numeri e non alla politica, però, attenzione,
Assessore, lei rischia di fare non l'assessore al bilancio, di fare
il contabile, che è un altro mestiere dignitoso, ma è un altro
mestiere. L'assessore al bilancio deve avere anche una dimensione
economica, una dimensione, come dire, prospettica, la capacità,
cioè di indicare quegli obiettivi di spesa capaci di generare
quegli effetti moltiplicatori. E non l'abbiamo intravisto nella sua
relazione.
I miei colleghi hanno parlato di agricoltura, hanno parlato di
industria, hanno parlato delle condizioni, delle crisi esistenti in
Sicilia, i rifiuti, l'acqua, la siccità. Noi, fino ad oggi, ci
stiamo occupando di emergenze. Fino ad oggi, questo è il Governo
che ha affrontato, come il 112, ad ogni emergenza, prova a
tamponare.
Ma qual è il disegno prospettico, che siamo a metà legislatura?
Lei è arrivato ora, ma prima di lei ci sono stati due anni di
legislatura e del Presidente che l'ha nominato. E devo dire che, a
due anni di legislatura, siamo al nulla, al nulla. Non c'è nulla
che si possa ricordare come azione intrapresa da questo Governo.
Il Governo Musumeci, e chiudo, Assessore, perché non la voglio
fare... Presidente, non la voglio fare lunga, il Governo Musumeci
rimarrà alla storia per il Presidente che ha voluto la fiera dei
cavalli - come si chiamava? - a Emberia
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Ambelia
CRACOLICI. Per il resto è stato travolto anche lui dal Covid, la
gestione del Covid e tutto quello che ne è conseguito. Ma qui
neanche la fiera dei cavalli c'è più
Mi è appena arrivato un invito per fare la cena di gala per la
Coppia degli assi, che va bene. Io tutto quello che promuove la
Sicilia lo sostengo. Ma, attenzione, non è quella la strada sulla
quale noi possiamo pensare di creare un progetto di futuro, e
soprattutto di far credere ai siciliani che vale la pena impegnarsi
e lavorare, studiare e investire in questa nostra Terra. Questo è
il problema, è il corto circuito tra la politica, la sua capacità
di suscitare una visione, una immaginazione e la realtà, la
società.
Ecco perché io considero questo compitino, che oggi le hanno
assegnato, la fotografia di un Governo che non ha, come la sua
maggioranza, che non ha in mente nessuna strategia di governare la
Sicilia per il futuro, ma di continuare a vivacchiare nel presente,
avere qualche nomina, qualche amico da indicare in qualche ente
diretto o indiretto, prendersi qualche finanziamento per qualche
amico, continuare a sostenere sagre e festini. Ma la Sicilia è
un'altra cosa. E io credo che questa, questa di oggi è la conferma
della assoluta inadeguatezza ad affrontare i problemi del governo
di questa Terra.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
E' iscritto a parlare l'onorevole Varrica. Ne ha facoltà.
VARRICA. Signor Presidente, grazie Presidente Di Paola, assessore,
sia la Commissione Bilancio che la IV Commissione hanno fatto
propria la proposta, per la quale mi batto da circa un anno,
relativa all'opzione per la realizzazione del secondo traghetto, da
parte di Fincantieri, presso il Cantiere navale di Palermo. Mi fa
piacere aver visto questa convergenza su questa battaglia, che
portiamo avanti appunto da quando è stato firmato il primo
contratto. Io adesso chiedo un impegno formale da parte, oltre le
parole, da parte del Governo regionale affinché questa cosa si
possa concretizzare. Si parla di centinaia, se non di migliaia, di
posti di lavoro che possiamo portare su Palermo e sulla Sicilia per
tanti anni, rivitalizzare l'indotto che già sta ripartendo grazie
alla realizzazione del primo traghetto. Peraltro, si parla di
economia assolutamente reale, posti di lavoro assolutamente reali,
per realizzare un traghetto per le Isole minori green, che è
assolutamente necessario.
Per cui io con questo intervento rinnovo l'invito. C'è l'impegno,
a quanto pare, da parte di tutto il Parlamento, su questa tematica,
visto che è l'unica osservazione che è stata proposta anche durante
la relazione. Chiedo che il Governo possa concretizzare, in una
maniera o nell'altra, questa situazione.
Mi risulta, ho appreso dalla stampa, che è stata mandata una prima
nota a Roma per ottenere queste risorse. Io chiedo veramente che
vengano verificate tutte le strade per raggiungere questo
importante obiettivo: non lasciamo e non abbandoniamo il Cantiere
navale di Palermo, che lo stiamo rilanciando. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Varrica, mi unisco al suo appello.
Assessore Dagnino, lei vuole replicare? Prego, Assessore,
dopodiché procederemo con il voto.
DAGNINO, assessore per l'economia. Grazie. Signor Presidente,
onorevoli deputati, ho ascoltato in verità con molta, credo,
attenzione, sebbene siano stati numerosi gli interventi e
abbastanza frastagliati nel loro contenuto. Frastagliati al punto
tale che naturalmente non mi è possibile, come ho fatto in
precedenza, replicare in maniera puntuale a ciascun intervento,
però in modo trasversale qualche osservazione la vorrei formulare.
L'intervento su cui ho preso più appunti è stato quello
dell'onorevole De Luca, che ha parlato tanto. Insomma, i contenuti
dell'onorevole De Luca, per quello che ho colto, sono che avrei
perso la mia "verginità politica". Insomma, direi che a 48 anni è
anche il momento di perderla la verginità, quindi, può anche andare
bene questa osservazione.
Poi, lui, l'onorevole De Luca ha dato a sé stesso 30 e lode e a me
ha dato 18, politico, no anzi neanche il 18 politico. Quindi, anche
questa osservazione la prendiamo con simpatia. È evidente che ci
aspettiamo una minore autoreferenzialità: solitamente i voti si
ricevono, non si danno. Come ho detto nel mio primo intervento in
Aula, noi qua siamo tutti allievi e i docenti sono i cittadini che
poi dovranno giudicarci. Quindi, auto attribuirsi voti elevati,
assegnando voti bassi alle controparti politiche, se vogliamo, è
una osservazione simpatica, però, insomma, penso che lasci il tempo
che trova.
Ha toccato molti altri aspetti. Ecco, più interventi, sia quello
dell'onorevole De Luca, che anche quelli di altri, ad esempio
l'onorevole Catanzaro ha ripreso il dato per cui la Sicilia avrebbe
una performance economica negativa rispetto alle altre Regioni
europee. E' un dato tratto da Istituzioni comunitarie, però ai
numeri si può fare, dire quello che si vuole. Questo dato è
riferito al ventennio 2000-2020, quindi, se noi prendiamo i dati
del ventennio per valutare un Governo che è entrato in funzione nel
2022, mi sembra novembre 2022 se non vado errato, insomma, mi pare
che sia un modo per forzare il carattere comunicativo delle parole
e dei numeri.
In realtà, i numeri che io ho sommessamente riportato - non
prendendomene i meriti e, naturalmente, neanche i demeriti
eventuali che, invece, mi sono stati, forse, in qualche modo,
attribuiti - sono numeri dell'Istat. Noi non abbiamo preso in esame
i numeri eccessivamente ottimistici - o forse, non dico
eccessivamente, i numeri evidentemente ottimistici - come quelli
dello Svimez, che danno la Sicilia addirittura al 2,2 del Pil
sull'anno 2023, cioè la prima Regione del Mezzogiorno e di gran
lunga superiore alla media italiana. Questi numeri, che pure sono
formulati da una istituzione estremamente autorevole come lo
Svimez, non sono stati presi a base. Noi abbiamo indicato i numeri
che ci ha dato l'Istat, quindi sentire delle repliche in relazione
al fatto che questi numeri sono, come dire, più volte è stata
ripetuta la locuzione "libro dei sogni" ... ecco non è un libro dei
sogni. In questa sede io mi sono limitato - non a caso, devo dire -
a riportare i numeri consuntivi del 2023.
La deduzione politica - quindi, anche in questo, replico a chi ha
segnalato la mancanza di profondità politica di visione, ma non è
una questione personale, naturalmente -, la deduzione politica che
in questa sede se ne può trarre è che ad oggi le politiche, le
politiche, ribadisco la parola, politica del Governo regionale
hanno secondo i numeri, non secondo formule di autoreferenzialità
come quelle che ho sentito formulare da parte di alcuni esponenti
dell'opposizione, hanno alla fine dei conti spiegato effetti.
E' come quando si fanno le disamine sui risultati delle elezioni:
si può dire che siamo stati bravi, ma se poi la percentuale è bassa
diventa autoreferenziale.
Noi non diciamo che siamo stati bravi, diciamo solo che la
percentuale è alta. Le percentuali sono estremamente favorevoli,
quindi, io ribadisco l'ottimismo non fondato su prospettive, come
dire, speranzose ma su constatazioni di dati che le politiche fino
ad oggi attuate hanno spiegato effetti favorevoli.
Naturalmente, in questo rispondo a chi mi dice non hai illustrato
la parte seconda con l'esame delle singole politiche . Insomma, il
documento è naturalmente stato esaminato e messo a disposizione di
tutti, non è questa la sede, anche perché, altrimenti, sommando il
tempo che avrei dedicato al tempo che si è preso la gran parte del
dibattito d'Aula, naturalmente avremmo finito a mezzanotte, ma di
solito a mezzanotte si finisce se c'è un motivo finalizzato ad
approvare emendamenti come gli ultimi che abbiamo visto nella
variazione di bilancio, là si giustifica, mi sembra che l'Aula in
quel caso accetti di fare mezzanotte, mentre in questo caso l'Aula
non credo che abbia tanto desiderio di fare mezzanotte, preferisce
un paio di ore così giusto perché siamo in diretta e siamo
registrati per fare un po' di, come dire, polemiche su questioni,
su quello che non c'è nel DEFR. Ma quello che non c'è nel DEFR, al
netto di alcune cose che potrebbero naturalmente essere inserite, è
probabilmente quello che avrebbe inserito nel DEFR chi sta
all'opposizione se avesse governato. Evidentemente, quello non c'è
perché non è stato inserito secondo le scelte che sono state sino
ad ora formulate. Con l'eccezione, naturalmente, di alcuni aspetti
come il Ponte sullo Stretto. Il Ponte sullo Stretto, come sappiamo,
deve ancora iniziare, quindi, non è forse corretto inserire
elementi nel DEFR che non è, attenzione, il programma politico del
Governo. Il DEFR ha un compito ben delimitato, che in questa sede
forse si è voluto, diciamo, invece intendere in senso estensivo. Il
DEFR contiene le stime tendenziali e le stime programmatiche
all'esito della eventuale applicazione delle politiche del Governo.
Quindi, la valutazione politica che qua abbiamo fatto, che in
questa sede chi vi parla ha fatto è che ad oggi le politiche che ho
trovato come assessore per l'economia, naturalmente condividendo le
scelte del Governo, altrimenti non avrei accettato di fare
l'assessore per l'economia, quindi è evidente che condivido le
scelte sono state fino ad ora, hanno prodotto dei risultati.
Naturalmente, il primo documento che da chi vi parla sarà
elaborato sarà la Nota di aggiornamento, qualcuno lo ha
evidenziato, qualcun altro mi pare che abbia fatto un po'... abbia
inteso in senso sostitutivo il DEFR dalla Nota di aggiornamento,
insomma ho sentito un po' chi parlava di nota, chi parlava di DEFR
ma, insomma, il documento, il primo che avrò occasione di redigere,
come sapete, sarà la Nota di aggiornamento. Nota che dovremo
verosimilmente elaborare nei prossimi giorni perché il 20
settembre, entro il 20 settembre - cioè a giorni - si attende la
Nota di aggiornamento del Governo nazionale.
Qualcuno trova, e in questo io devo dire ho ammirazione, soluzioni
elementari a problemi complessi. E' stato detto che addirittura, io
non ero in effetti presente, si è ritenuto di esporre in Aula
l'abaco come a fare i calcoli nell'abaco. Però, ecco, l'esperienza
mia, e questo è un approccio politico e tecnico al contempo, è che
di solito non vi sono soluzioni semplici a problemi complessi. A
problemi complessi si devono contrapporre soluzioni complesse come
quella, e lo dico in conclusione perché è stato più volte
richiamato, che ho avuto modo di condividere con il resto del
Governo e con il Presidente della Regione - qua è presente
l'assessore per le infrastrutture e la mobilità - relativa all'AST,
alla quale non si è volutamente data una somma di denaro per dire
spendiamo altri soldi e facciamo un salvataggio veramente
finanziario .
Si è voluto porre una scommessa all'AST, quella di redigere un
piano economico-finanziario non di tipo, e lo dico ancor una volta
perché mi preme, autoreferenziale, autoreferenzialità che
personalmente ho sempre aborrito, ma al contrario si è detto
all'AST dotati di un piano finanziario che sia attestato da un
attestatore indipendente . Ed è su questo che noi stiamo contando e
l'Ast ha accolto questa sfida, anche il nuovo Presidente neo
incaricato, di svolgere una mission quasi impossible, nel senso che
il tempo che è stato assegnato è un tempo, è impossibile, sotto il
profilo temporale, - non impossibile ovviamente confidiamo - ma è
una missione molto sfidante per la ristrettezza temporale che ci si
trova davanti che è necessitata, tenuto conto del fatto che
l'intervento finanziario è fatto con variazioni di bilancio che
richiedono un impegno delle somme entro il 31 dicembre di
quest'anno.
Quindi, avremmo potuto semplicemente dire "mettiamo questi soldi"
e poi rischiavamo che quelle somme finissero nel calderone dei
costi dell'AST e, quindi, che fosse uno spreco di denaro pubblico.
Invece, non si è voluto fare questo, si è voluto dare credibilità
al piano industriale sostenuto tramite l'attestazione di un
valutatore indipendente che si gioca la faccia in questo e anche il
portafoglio - mi si lasci dire - perché la valutazione indipendente
determina un'assunzione anche di responsabilità.
Questo è forse un nuovo paradigma che, con la condivisione del
Presidente, si è voluto indurre sotto il profilo dell'approccio
alle problematiche con uno dei primi atti quale ho avuto l'onore di
poter contribuire.
Quindi, concludendo, chiedo a nome del Governo regionale - a meno
che i colleghi non abbiano altro da aggiungere - l'approvazione con
ordine del giorno di maggioranza del Documento di economia e
finanza regionale per gli anni 2025-2027.
PRESIDENTE. A questo punto, colleghi, mettiamo in votazione
l'ordine del giorno numero 225.
Per dichiarazioni di voto
LOMBARDO Giuseppe. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, se mi avessero dato la
possibilità, avrei già finito.
Su quell'ordine del giorno esprimiamo voto contrario.
Voglio semplicemente dire all'Assessore che la sua replica ci
lascia veramente a bocca aperta
Lei ha detto che non ha replicato sul fatto che, su 350 pagine,
non si parla del Ponte sullo Stretto di Messina perché ancora
devono iniziare i lavori. Ma perché per tutto il resto già avete
iniziato i lavori? Per i termovalorizzatori avete già iniziato i
lavori? Di tutte quelle che sono le infrastrutture programmate,
avete iniziato i lavori?
Ma, Assessore, non 18 politico, non la facevo nemmeno presentare
agli esami
E votiamo contrario
Votazione dell'ordine del giorno n. 225
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 225, a
firma di tutti i Presidenti dei Gruppi parlamentari di maggioranza.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno è approvato con il parere
contrario del Gruppo PD, del Movimento 5 Stelle e di Sud chiama
Nord .
(L'ordine del giorno n. 226 è da intendersi pertanto precluso, ai
sensi del comma 3 dell'art. 73 bis.1 del Regolamento interno
dell'ARS, dall'approvazione dell'ordine del giorno n. 225)
L'Aula è rinviata a domani, mercoledì 18 settembre 2024, alle ore
15.00.
La seduta è tolta alle ore 18:59 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
131a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 18 settembre 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme in materia di sistema integrato e diffuso di
prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione sociale in
materia di dipendenze . (nn. 551-258-272-339/A).
Relatore: On. Laccoto
2) Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 (n. 738
Stralcio I/A). (Seguito)
Relatore: On. Abbate
3) Disposizioni in materia di urbanistica (n. 499/A Stralcio
I/A).
Relatore: On. Carta
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio