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Resoconto d'Aula della Seduta n. 131 di mercoledì 18 settembre 2024
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   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15.21

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Leanza.

   L'Assemblea ne prende atto.


             In memoria dell'ex calciatore Totò Schillaci

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, rubo qualche minuto all'Aula, però  ci
  tenevo a dare un saluto a una persona straordinaria, che non è  più
  con  noi. Un personaggio sportivo molto amato dai Siciliani  e  non
  solo. Parlo di Totò Schillaci, che stamani è morto a seguito di una
  grave  malattia. È stato un calciatore molto seguito. Lo ricordiamo
  nelle  notti  magiche  con delle prestazioni eccezionali  che  sono
  state   da  lui  determinate  e  lo  ricordiamo  con  questo   modo
  particolare, lo sguardo che aveva, quasi spiritato, di una  persona
  incredula  rispetto a quello che riusciva a fare;  e,  soprattutto,
  per i ringraziamenti che lui faceva, a volte anche motivo di ironia
  da  parte di qualche giornalista, perché ringraziava tutti,  perché
  aveva questa concezione dello sport come impegno collettivo.
   Presidente, io intervengo intanto per ricordare il personaggio, ma
  poi  per  sottolineare  due aspetti. Totò Schillaci  veniva  da  un
  quartiere  a  rischio  e  noi  tra qualche  minuto  inizieremo  una
  discussione  su un disegno di legge importante, quello  sul  crack.
  Non  tutti  seguono la deviazione, ci sono persone che  si  salvano
  grazie  alla famiglia, grazie alla scuola. Ma ci sono anche persone
  che riescono ad avere un protagonismo davanti a tante difficoltà  e
  lo  sport,  da  questo punto di vista, aiuta   E  noi  nella  legge
  abbiamo   cercato   di   dare  questa  linea   sulla   prevenzione,
  sull'importanza di lavorare in un ampio raggio per evitare  che  le
  persone possano deviare
   E  poi  vogliamo  anche  sottolineare l'aspetto  che  riguarda  la
  genuinità  di  persone che, pur avendo raggiunto grandi  obiettivi,
  rimangono  modesti,  umili. Totò Schillaci è un  rappresentante  di
  questa  schiera di persone e io credo che oggi pomeriggio  noi  non
  potevamo   non   ricordarlo,  non  solo  perché   è   una   persona
  straordinaria che ha fatto molto nel mondo dello sport, ma perché è
  un esempio, un esempio per tanti giovani.

   PRESIDENTE.  Anche la Presidenza e penso tutti i  colleghi,  tutta
  l'Assemblea,  i  colleghi  deputati, si uniscono  al  dolore  della
  famiglia.   Ricordare  un  personaggio,  come  diceva   l'onorevole
  Burtone,  che  ha dato lustro alla nostra Terra, che è  riuscito  a
  trasformare  quelle che erano le proprie origini e  ha  trasformato
  tutto in un lato positivo. Dobbiamo guardare anche la sua malattia,
  lui  fino  all'ultimo  ha  sperato  di  potercela  fare  e  come  è
  importante, proprio in questo momento, esprimere la solidarietà  ed
  evidenziare l'importanza della sanità siciliana, l'importanza della
  prevenzione  e l'importanza delle cure, perché lui fino  all'ultimo
  ha  creduto  nelle  cure, ha creduto nella nostra  sanità.  Perciò,
  l'onorevole  Burtone  ha evidenziato la parte  sportiva,  la  parte
  dell'uomo   che  ha  vissuto  in  tutti  questi  anni,  io   voglio
  evidenziare la parte dell'uomo che nell'ultimo periodo aveva  tanta
  speranza  Perciò, ci uniamo al dolore della famiglia e propongo  un
  minuto di silenzio.

                (L'Aula osserva un minuto di silenzio)


    Norme in materia di sistema integrato e diffuso di prevenzione,
                       cura, riduzione del danno
   e inclusione sociale in materia di dipendenze  (nn. 551-258-272-
                                339/A)

   PRESIDENTE.   Comunico  ai  colleghi  che  il  termine   per   gli
  emendamenti  al  disegno di legge sul contrasto al  crack,  di  cui
  l'onorevole Laccoto ne leggerà la relazione, è fissato a giorno  20
  alle ore 12.00, si è deciso in Aula con i colleghi presenti che  la
  discussione  si farà la prossima settimana perché i colleghi  hanno
  evidenziato  che  ci sarà presente Sua Eccellenza  il  Vescovo,  ci
  saranno  anche  le scuole, perciò diventa un fatto di comunicazione
  più intenso per quanto riguarda l'Aula.

   SPADA.  Il termine per la presentazione degli emendamenti  si  può
  spostare a lunedì 23?

   PRESIDENTE.  La  Presidenza accoglie la sua proposta  e  fissa  il
  termine  per  la  presentazione  degli  emendamenti  a  lunedì   23
  settembre  2024,  alle  ore  12.00. Adesso  l'onorevole  Presidente
  Laccoto   ha   facoltà  di  illustrare  la  relazione,  preannuncio
  frattanto  che  l'Aula viene rinviata a martedì 24 settembre  2024,
  alle ore 15.00.

   LACCOTO   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, è tristemente  noto  il  dilagare,
  nella nostra Regione, delle dipendenze da sostanze stupefacenti, da
  alcool, dalle cosiddette nuove droghe. Queste ultime in particolare
  si  caratterizzano  per  la  elevata  accessibilità  da  parte  dei
  consumatori in ragione dei costi molto contenuti e per la  rapidità
  dell'insorgere   delle  dipendenze  stesse  fin  dalle   primissime
  assunzioni.  Quella  che  viviamo è una vera  e  propria  emergenza
  sociale  che,  purtroppo, vede protagonisti i soggetti  più  deboli
  come  i giovani e le persone che presentano fragilità psicologiche,
  fisiche, economiche e sociali.
   La diffusione di vecchie e nuove droghe è una catastrofe, in primo
  luogo  per  coloro che ne fanno uso e per i loro  familiari  e,  in
  secondo  luogo,  per  quanti  a causa  di  depurazioni  sociali  ed
  economiche diventano, con facilità, manovalanza a buon mercato  del
  narcotraffico.
   A  tale  riguardo,  uno dei fenomeni più allarmanti  attiene  alla
  diffusione  del  crack, il quale viene prodotto direttamente  nelle
  abitazioni delle principali aree di spaccio. Esso infatti è sovente
  cucinato in casa da donne in condizioni di spiccata marginalità,  i
  cui  figli  si  ritrovano ad essere impiegati come  piccoli  agenti
  dello  smercio,  spesso  precocissimi  assuntori  con  pesantissime
  ricadute per la loro salute, educazione e predestinazione sociale.
   Il  disegno  di  legge  presentato si propone  di  organizzare  un
  sistema  integrato  e  diffuso  per prevenire,  curare  e  arginare
  tempestivamente il devastante impatto che le dipendenze patologiche
  e  il  mercato che le alimenta possano avere non solo  sui  singoli
  individui,  peraltro  sempre più numerosi, ma  sull'intero  tessuto
  sociale, culturale e produttivo della Regione.
   Prima  di soffermarsi dettagliatamente sull'articolato, è doveroso
  rammentare  che  l'intervento normativo che  oggi  si  sottopone  a
  sovrano  giudizio di quest'Aula ha avuto una genesi particolarmente
  complessa  e  partecipata. Già nel 2018, infatti, in  seguito  alla
  denuncia del Comitato  Liberi Tutti  e dell'Assemblea pubblica  Sos
  Ballarò ,  relativa  al preoccupante aumento dello  spaccio  e  del
  consumo di crack e altre sostanze nel quartiere Albergheria,  l'Asp
  di  Palermo aveva attivato una unità mobile che ha poi operato fino
  all'inizio  della  pandemia da Covid 19. Successivamente,  anche  a
  causa del lockdown, si è avuta una recrudescenza del fenomeno e  le
  morti  per  overdose di ragazze e ragazzi sempre più giovani,  come
  Noemi, Giulio e Diego, hanno drammaticamente riportato alla ribalta
  il problema.
   Il 4 novembre del 2022 si è svolto a Palermo un partecipato corteo
  per  denunciare  l'emergenza  "crack",  organizzato  da  realtà  di
  quartiere  e cittadine quali  Sos Ballarò , il Circolo Arci   Porco
  Rosso , il gruppo di mutuo aiuto  La Casa di Giulio , fondata dalla
  famiglia  Zavatteri,  scuole e università, realtà  religiose  quali
   Casa   Ancora ,  l'oratorio  di  Santa  Chiara,  la  comunità   di
  Danisinni,  la Chiesa Valdese oltre che l'Arcidiocesi  di  Palermo,
  nella persona stessa dell'Arcivescovo, Monsignor Corrado Lorefice.
   Dalla  citata mobilitazione della società civile, dunque, ha preso
  vita  l'idea di elaborare un testo di legge in grado di colmare  le
  lacune  presenti  nell'ordinamento regionale,  con  riferimento  ai
  servizi  di prevenzione, di cura e di riduzione del danno provocato
  dalle dipendenze.
   Il primo progetto, in tal senso, nasce dal lavoro collettivo degli
  studenti   e   dei   docenti  del  dipartimento  di  giurisprudenza
  dell'Università  di Palermo, in collaborazione con esponenti  delle
  associazioni  Ourvoice ,  Sos Ballarò ,  Progetto In&Out ,   Centro
  Peppino Impastato  e  Casa di Giulio .
   In seguito, è stato avviato un fruttuoso dialogo con l'Intergruppo
  regionale  sul fenomeno del consumo di droghe nei giovani  e  negli
  adolescenti, istituito da tutti i Gruppi parlamentari rappresentati
  presso l'Assemblea regionale siciliana.
   Attraverso l'attività dell'Intergruppo è stato, quindi,  elaborato
  e   presentato  un  disegno  di  legge  largamente  condiviso  che,
  incardinato  presso la VI Commissione  Salute,  Servizi  sociali  e
  sanitari   che mi onoro di presiedere, ha costituito il testo  base
  su cui, per mesi, la Commissione stessa ha lavorato.
   Il  nostro  è stato un lavoro di approfondimento e di elaborazione
  tecnica  di norme che nella prima stesura non avevano il  carattere
  dell'efficienza e dell'efficacia in senso giuridico. Ne è  derivato
  un  articolato  normativo che si propone  di  adottare  un  vero  e
  proprio   sistema   per   le  dipendenze  patologiche,   disponendo
  l'introduzione  dei  servizi  che  mancano,  l'implementazione  dei
  presidi   carenti  e  la  costruzione  di  una  rete   tra   attori
  istituzionali del privato sociale della società civile operanti  in
  questo campo.
   Per  quanto  riguarda l'articolato, mi rimetto alla relazione  per
  l'analisi dettagliata e volevo solo dire che a seguito anche  della
  Commissione Bilancio, la Commissione sta preparando un  ordine  del
  giorno  richiesto  da alcuni componenti della Commissione  Bilancio
  per  poter  dare  come obiettivo ai direttori  generali  quello  di
  attivarsi immediatamente e concretamente su quello che è il disegno
  di legge, l'onorevole Cracolici era uno di quelli che aveva chiesto
  questo.
   Per   quanto  riguarda  le  somme  noi  abbiamo  -  da  un'analisi
  approfondita  da quello che è uscito dalla Commissione  Bilancio  -
  1.736.629  per il 2024 - che poi è la fase di prima applicazione  e
  quindi  per  qualche  piccolo  periodo,  10.720.629  per  il  2025,
  11.136.629 per il 2026.
   Onorevoli  colleghi, certo, questo non risolverà completamente  il
  problema naturalmente delle dipendenze patologiche, ma io credo che
  è  stato fatto uno sforzo unanime per avviare un processo che  veda
  sempre  più  protagonista quest'Assemblea in un momento particolare
  della  nostra società. Intanto abbiamo dato un primo  input  che  è
  quello  di portare a termine questo disegno di legge che può essere
  considerato,  come  dicevo, la fase di avvio. Ringrazio  certamente
  tutti  i  componenti della Commissione  Salute, servizi  sociali  e
  sanitari   perché siamo stati sempre in questa fase  all'unanimità,
  perché  ognuno  ha voluto dare un contributo e finalmente  oggi  io
  credo che sia un giorno importante per quello che noi oggi vogliamo
  rappresentare. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Presidente  Laccoto,  grazie  alla
  Commissione,  come concordato l'Aula viene rinviata  a  martedì  24
  settembre  2024,  alle ore 15.00. La discussione generale  si  farà
  martedì, alle ore 15.00.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   SPADA.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   SPADA.  Grazie, signor Presidente, prima di chiudere l'Aula volevo
  sottoporre al Governo una questione, e soprattutto alla Presidenza,
  una  questione che interessa il Consorzio di bonifica  di  Lentini.
  All'inizio  di  questo mese, è stato sostanzialmente notificato  al
  Consorzio di bonifica di Lentini il pignoramento dei conti correnti
  per un debito che non è stato pagato. Questo debito ammonta a circa
  sei  milioni di euro e spero possa essere attenzionato da parte del
  Governo  e dell'Assessorato competente, perché oggi sono a  rischio
  gli  stipendi  dei lavoratori e tutto l'impianto del  Consorzio  di
  bonifica  di  Lentini. Quindi, signor Presidente,  mi  permetto  di
  chiedere a lei di farsi carico anche di questa vicenda - so  che  a
  breve avremo la discussione anche in Commissione Bilancio per  fare
  un  assestamento di bilancio, da qui a fine ottobre - e  di  tenere
  conto soprattutto delle difficoltà in cui incorreranno, da qui alle
  prossime  settimane, le famiglie e i lavoratori che sono legati  ai
  consorzi di bonifica. Grazie.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo  per
  mettere  al  centro  della discussione del Parlamento  in  assenza,
  purtroppo,   dell'assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana - qui però il Governo è rappresentato dall'Assessore  per
  la  famiglia,  le  politiche sociali ed il  lavoro  -  il  problema
  relativo al Parco archeologico e minerario Pumex di Lipari. E'  una
  vicenda che è venuta fuori in maniera forte negli anni scorsi,  nel
  2020/2021,  una protesta promossa attraverso importanti  organi  di
  stampa da alcuni intellettuali, da alcuni giornalisti che in quella
  fase misero in evidenza che una delle aree pregevoli del comune  di
  Lipari, dell'isola di Lipari, quella che per anni è stata una  cava
  che  ha fornito pomice a tante comunità, quell'area man mano  si  è
  degradata - c'era un grande manufatto in cui i lavoratori  venivano
  impiegati  -,  quell'area si era fortemente, dicevo, deteriorata  e
  quindi  questi intellettuali chiedevano un intervento da parte  del
  Governo.
   Devo  dire  che  allora  il  Presidente della  Regione,  Musumeci,
  convocò  questi  intellettuali e prese un impegno, un  impegno  che
  mantenne:  quello  di  realizzare  con  un  suo  decreto  il  Parco
  archeologico e minerario della pomice localizzato a Lipari.
   Però,  purtroppo,  il  decreto, a detta del Tar,  era  un  decreto
  abbastanza  debole tanto è vero che i liquidatori di  quell'azienda
  impugnarono  il decreto e purtroppo quel decreto è stato,  diciamo,
  abolito.  E  i  liquidatori  intrapresero  una  trattativa  con  un
  investitore  svizzero e queste bellezze ambientali che hanno  anche
  un'importanza  di  natura  storica, antropologica,  ebbene,  queste
  bellezze ambientali furono vendute per 3 milioni di euro, credo, ad
  un investitore svizzero che vorrebbe realizzare, allora pose questo
  tema, un albergo
   Da quando è stata acquistata però quell'area, non c'è stata alcuna
  notizia. Tutto si è fermato.
   Ora  gli  stessi  intellettuali:  Asso  cultura;  FederMusei;   il
  Touring;  ma  anche intellettuali come Antonio Calabrò,  come  Gian
  Antonio   Stella,   una   serie   di   associazioni   rappresentate
  dall'avvocato   Andrea   Nicolosi,  queste   associazioni,   questi
  cittadini  hanno posto con forza il tema di riprendere la questione
  del  degrado  di  quell'area e di riproporre la  realizzazione  del
  museo.  Tra  l'altro, mettendo in campo anche un'ipotesi  pubblico-
  privato,  quindi coinvolgendo l'investitore che ad oggi però,  dopo
  aver acquistato quel bel sito, non si è più fatto sentire.
   Io  credo  che  il Presidente della Regione in questo  caso  debba
  prendere iniziativa.
   Io  ho avuto da questo punto di vista una buona esperienza. Quando
  ci  fu  la  vicenda di Antonio Presti, dell'albergo che  stava  per
  essere chiuso, mi sono rivolto al Presidente e così faccio.
   Mi  rivolgo, Assessore, tramite lei, al Presidente Schifani perché
  possa  riprendere questo tema e tentare di salvare uno  dei  luoghi
  più  belli  che  ha  Lipari dal punto di vista ambientale  e  possa
  essere  valorizzato anche con la realizzazione di  un  museo  della
  pomice  -  e  non solo -, una struttura che possa essere trasferita
  alle future generazioni.
   Credo che si possa fare, ripeto, quando c'è stata un'emergenza  in
  provincia  di Messina, dettata da un grande intellettuale,  qual  è
  Antonio  Presti,  il  Presidente ha dimostrato  sensibilità  ed  ha
  risolto.  Chiedo  lo stesso percorso affinché  si  possa  dare  una
  risposta  ad una situazione che viene sostenuta da tanti  cittadini
  di  Lipari  ma anche da un mondo culturale che spinge  affinché  in
  Sicilia si faccia qualche cosa di positivo.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone.

   VENEZIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENEZIA.    Grazie.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  rappresentanti della Giunta, io intervengo quest'oggi,  ancora  una
  volta,  per denunciare la gestione fallimentare della crisi  idrica
  in Sicilia da parte del Governo regionale.
   Da  molti  mesi in quest'Aula ribadiamo la necessità di interventi
  urgenti,  di una pianificazione e di una gestione che sia in  grado
  di  dare delle risposte ai cittadini, alle imprese e persino  anche
  al comparto agricolo.
   Da  gennaio  chiedevamo  un  piano  di  razionamento  che  potesse
  consentire  nei mesi estivi e autunnali ai cittadini di  non  avere
  interruzioni idriche per sette giorni, nove giorni, dodici  giorni,
  quindici  giorni,  ma alla fine a prevalere è stata  la  logica  di
  mercato,  perché abbiamo affidato un bene prezioso  e  vitale  come
  l'acqua  alla gestione privatistica che non ha guardato, purtroppo,
  nemmeno  di  fronte  all'emergenza,  all'interesse  generale  delle
  comunità ma solo al lucro e alla fatturazione mensile e questi sono
  oggi i risultati.
   Appare  alquanto  sconcertante di tanto in tanto la  dichiarazione
  dell'attuale Ministro Musumeci che fino a ieri accusava la  Regione
  siciliana   di   non   essere  stata  capace  di   attivare   delle
  progettualità di lungo respiro in questi anni, dimenticando  ancora
  una  volta  egli stesso che è stato per cinque anni  Presidente  di
  questa Regione.
   E  il  tema dell'efficientamento delle dighe, delle perdite  nelle
  condutture di distribuzione non è un tema che abbiamo scoperto ora,
  si  perde  il  51  per  cento  dell'acqua  che  parte  dalle  dighe
  siciliane, 339 milioni di metri cubi l'anno, e il Ministro Musumeci
  nonché ex Presidente della Regione questo lo dovrebbe sapere meglio
  e più degli altri.
   Da  quello  che ci dice, la cabina di regia fra qualche  settimana
  non  ci  sarà più acqua nella diga Ancipa e molti Comuni  ennesi  e
  qualche  Comune  nisseno non hanno una fonte di  approvvigionamento
  alternativa, rischiano di rimanere per lungo tempo senza acqua  nei
  propri rubinetti.
   Noi reputiamo che sia inaccettabile tutto ciò, già molti cittadini
  sono  costretti a turni non degni di un paese civile a partire  dal
  comune  di  Enna, Calascibetta, Nicosia, Gagliano, Cerami,  Troina,
  Sperlinga e anche Comuni nisseni.
   Noi chiediamo al Governo misure urgenti per contrastare quella che
  si  preannuncia  una  vera e propria emergenza.  Nel  caso  in  cui
  l'Ancipa non potrà più erogare acqua a queste comunità, il  Governo
  ha un piano "B" per consentire di ridurre i disagi ai cittadini?
   Noi  chiediamo  con forza al presidente Schifani e agli  Assessori
  che  stanno  gestendo questa emergenza idrica di non  continuare  a
  sottovalutare  quello che sta succedendo, perché non reputiamo  che
  sia  opportuno  che a pagare il prezzo di questo immobilismo  e  di
  questa  incapacità  politica  nella gestione  dell'emergenza  siano
  ancora una volta i cittadini. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Venezia. Io non dovrei  rispondere,
  dovrebbe  rispondere il Governo, però, per verità di cronaca,  ieri
  c'è  stata  proprio una riunione con il Presidente Schifani  che  è
  molto  preoccupato  per  quello che  sta  accadendo  nella  Regione
  siciliana.  Il  Presidente ha preso delle posizioni  nette  con  la
  cabina  di regia, ne abbiamo già accennato stamattina ma anche  per
  dirlo  a tutti i colleghi, ribadisce che tutte le somme disponibili
  per   l'avvio   di  nuovi  pozzi,  per  la  pulizia  delle   dighe,
  disponibilità  assoluta, indubbiamente negli anni c'è  stato  tanto
  abbandono,  anche battaglie che ho fatto io negli anni, appunto,  e
  noi  che siamo della provincia di Enna, io sconosco le altre realtà
  perché ci occupiamo della nostra provincia, tutte le battaglie  che
  nel  Governo precedente abbiamo fatto proprio per la pulitura delle
  dighe,  per quello che era tutto un percorso di efficientare quello
  che  erano le condotte, i progetti che avevano presentato a livello
  nazionale, non sono andati a buon fine: adesso sembra che  qualcosa
  col  Governo Schifani si muove, perciò speriamo bene per noi e  per
  il popolo siciliano.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questi  giorni
  è  suonata la campanella in tutte le istituzioni scolastiche ma  la
  campanella  non è suonata allo stesso modo, appunto,  in  tutte  le
  scuole  della  Sicilia perché le segnalazioni che  mi  arrivano  in
  questi  giorni rispetto allo stato in cui versa la scuola siciliana
  sono assolutamente importanti e riguardano complessivamente un  po'
  tutto  l'apparato complessivamente inteso. Alle questioni  fino  ad
  oggi irrisolte, delle mancanze di spazi, di luoghi di aggregazione,
  la  mancanza  del  tempo pieno, l'assenza, per  esempio,  in  molte
  istituzioni   scolastiche  di  palestre,   quest'anno   si   stanno
  aggiungendo  le indisponibilità di alcuni plessi scolastici  dovuti
  ai  ritardi  nella realizzazione del Piano nazionale di  ripresa  e
  resilienza.
   A ciò si aggiunge una difficoltà che quest'anno a tutti i livelli,
  a  livello  nazionale, purtroppo, dobbiamo registrare,  ovvero,  il
  fatto  che  un quarto dei dipendenti, degli insegnanti  a  tutti  i
  livelli scolastici, sono insegnanti precari e questo credo che  sia
  qualcosa  che  è  inconcepibile rispetto al  nostro  Stato,  quello
  italiano,  che dovrebbe mettere al centro l'esigenza  di  garantire
  adeguati livelli di istruzione. Ma a ciò si aggiunge anche un altro
  problema,  in un anno molto particolare, quello del dimensionamento
  scolastico.  Ne  abbiamo  discusso a  più  riprese  in  quest'Aula,
  abbiamo pure presentato un disegno di legge voto per osteggiare una
  riforma che di fatto crea notevoli penalizzazioni al nostro sistema
  di  istruzione,  alle nostre aree interne, il fatto  che  si  siano
  accorpate  delle  istituzioni  scolastiche,  in  questo  anno,   in
  particolare,  il fatto che ancora non siano stati assunti  tutti  i
  dipendenti   dell'area  tecnico-amministrativa   sta   determinando
  ulteriori  problemi  proprio per permettere  e  dare  attuazione  a
  quelli che sono i piani del dimensionamento scolastico.
   Ma  poi  c'è un altro tema, un tema che è tutto siciliano,  che  è
  quello  del  diritto alla mobilità degli studenti: stamane  abbiamo
  avuto  un'audizione in IV Commissione che già chiedevamo da diverse
  settimane,   proprio  per  discutere  del  problema  annoso   della
  questione  dell'Azienda Siciliana Trasporti. Noi abbiamo  settemila
  studenti  in tutta la Sicilia che hanno il diritto ogni mattina  di
  arrivare  a  scuola, di arrivare in tempo e di  non  gravare  sulle
  proprie  famiglie che devono andare ogni qualvolta ad accompagnarli
  a  scuola  ed  è  questo quello che sta accadendo, registriamo  che
  tantissime  sono  state  le proteste, mi arrivano  segnalazioni  da
  tutte le parti della Sicilia di un servizio che ancora non parte, i
  sindaci quotidianamente si lamentano con noi, con l'Assessorato per
  avere  notizie rispetto a quando partirà il servizio  di  trasporto
  degli allievi.
   Io  credo  che  questo  sia  assolutamente  inconcepibile,  perché
  l'Azienda  Siciliana Trasporti aveva tutto il tempo di  organizzare
  il  servizio, cosa che non ha fatto e c'è una enorme responsabilità
  politica  dal  punto di vista della gestione, dal  punto  di  vista
  della  programmazione,  i  mezzi che  mancano,  i  mezzi  che  sono
  fatiscenti.  Le  ultime notizie ci dicono di una possibile,  oramai
  certa, per così dire, gestione da parte del privato.
   E  allora noi ci poniamo quella che è una domanda scontata:  quale
  sarà   il  grado  di  garanzia  che  noi  offriremo  ai  lavoratori
  dell'Azienda  siciliana trasporti? Non solo ai lavoratori  diretti,
  ma  anche  ai  lavoratori dell'indotto. Queste devono essere  delle
  risposte,  chiare e nette, che il Governo deve dare nelle  prossime
  settimane: garantire il servizio di trasporto ai nostri studenti  e
  garantire i livelli occupazionali.
   Aggiungo a questo un altro tema, che è la questione del caro libri
  e  del caro scuola. E' assolutamente inconcepibile che una famiglia
  debba  sostenere centinaia e centinaia di euro per  l'acquisto  dei
  libri,  già a partire dalle scuole medie, oltre 400 euro già  dalla
  prima  media sono necessarie per garantire il diritto allo  studio.
  Sette,  ottocento  euro per i ragazzi delle  scuole  superiori.  Da
  questo  punto  di vista, il Parlamento siciliano deve garantire  un
  diritto,  costituzionalmente previsto:  quello  all'istruzione.  Un
  diritto  che  deve  essere  garantito ad ognuno,  a  pari  livello.
  Proprio  per  questo motivo, mi sono impegnato,  e  presenterò  nei
  prossimi  giorni  una  proposta  di  legge,  a  firma  del  Partito
  Democratico,  per  garantire un aiuto e un sostegno  alle  famiglie
  siciliane. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Giambona.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Grazie, signor Presidente. In realtà il tema sul  quale
  volevo  porre  l'attenzione,  che mi  viene  sottoposto  sia  dalle
  organizzazioni  sindacali  degli assistenti  all'autonomia  e  alla
  comunicazione  ma  in realtà anche dal mondo della  scuola,  inteso
  complessivamente  -  chiaramente  al  mondo  dei  docenti  e  degli
  assistenti  stessi,  ma soprattutto rispetto  al  riferimento  alle
  famiglie -, è un decreto, diciamo, della Regione, di questi giorni.
   Certamente   il  Governo  regionale  ha  affrontato,   anche   con
  autorevolezza, la questione delle risorse finanziarie da destinarsi
  a  questa  categoria e, con l'ultimo decreto di  questo  settembre,
  sono  state  stanziate le somme di 12.170.448,62, in  favore  delle
  Città metropolitane e dei liberi Consorzi.
   Con  queste somme, ovviamente, viene garantito questo servizio  ai
  disabili,   ripeto,  per  gli  assistenti  all'autonomia   e   alla
  comunicazione,  nelle scuole provinciali, quindi  nelle  scuole  di
  secondo  grado.  Tuttavia,  sembrerebbe, diciamo,  dal  riconteggio
  delle  somme,  fatta una equiparazione con gli  anni  precedenti  -
  sempre  con riferimento al decreto 2292 del 9 settembre -,  che  le
  somme  hanno qualcosa in meno, diciamo vengono ritoccate in qualche
  modo al ribasso rispetto all'annualità precedente. Non so, diciamo,
  se  questo tiene conto di alcune variabili che riguardano il  mondo
  di  questi  lavoratori,  non  so se è prevista  la  possibilità  di
  rimpinguare il capitolo per i prossimi mesi, però, passando  da  33
  milioni  di  euro  a  30  milioni,  insomma  il  rischio   é   che,
  effettivamente,  le  Città  metropolitane  e  liberi   Consorzi   -
  segnatamente  la  questione  però  riguarda  Palermo  -  potrebbero
  insomma non essere nelle condizioni di erogare il servizio.
   Quindi, su questo aspetto, vorrei che si facesse, un attimino,  un
  controllo  per verificare se, effettivamente, le somme  accreditate
  saranno bastevoli per arrivare a dicembre, per erogare gli stipendi
  e quindi per garantire il servizio agli alunni disabili.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Figuccia.   Basta   andare   in
  assessorato  e  vedere  com'é  fatto  il  riparto.  No,  non   è...
  L'assessorato agli enti locali, per quanto riguarda il riparto  che
  attiene alla disabilità. Ci sono le quote, perciò occorre fare  una
  cosa congiunta con i due assessorati.

   FIGUCCIA.  Perfetto. Andare in assessorato, lo so. Il  problema  è
  che,  signor  Presidente, diciamo, vorrei che questa  cosa  venisse
  attenzionata,  come  componente di  questa  maggioranza.  Ho  fatto
  riferimento  al  fatto che il Governo sta affrontando  bene  questa
  vicenda.

   PRESIDENTE.  Bene, per fare velocemente, se c'è una necessità,  si
  può  aggiustare,  così  può portare avanti  una  battaglia  valida,
  onorevole Figuccia.
   L'Aula è rinviata a martedì, 24 settembre 2024, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 16:00 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XII SESSIONE ORDINARIA


                         132a SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 24 settembre 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

  II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1)  Norme   in   materia  di  sistema  integrato  e   diffuso   di
      prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione sociale  in
      materia di dipendenze . (nn. 551-258-272-339/A). (Seguito)

            Relatore: On. Laccoto

   2)  Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15  (n. 738
      Stralcio I/A). (Seguito)

            Relatore: On. Abbate

   3)  Disposizioni  in  materia di urbanistica  (n.  499/A  Stralcio
      I/A).

            Relatore: On. Carta

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio