Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15.21
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Leanza.
L'Assemblea ne prende atto.
In memoria dell'ex calciatore Totò Schillaci
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, rubo qualche minuto all'Aula, però ci
tenevo a dare un saluto a una persona straordinaria, che non è più
con noi. Un personaggio sportivo molto amato dai Siciliani e non
solo. Parlo di Totò Schillaci, che stamani è morto a seguito di una
grave malattia. È stato un calciatore molto seguito. Lo ricordiamo
nelle notti magiche con delle prestazioni eccezionali che sono
state da lui determinate e lo ricordiamo con questo modo
particolare, lo sguardo che aveva, quasi spiritato, di una persona
incredula rispetto a quello che riusciva a fare; e, soprattutto,
per i ringraziamenti che lui faceva, a volte anche motivo di ironia
da parte di qualche giornalista, perché ringraziava tutti, perché
aveva questa concezione dello sport come impegno collettivo.
Presidente, io intervengo intanto per ricordare il personaggio, ma
poi per sottolineare due aspetti. Totò Schillaci veniva da un
quartiere a rischio e noi tra qualche minuto inizieremo una
discussione su un disegno di legge importante, quello sul crack.
Non tutti seguono la deviazione, ci sono persone che si salvano
grazie alla famiglia, grazie alla scuola. Ma ci sono anche persone
che riescono ad avere un protagonismo davanti a tante difficoltà e
lo sport, da questo punto di vista, aiuta E noi nella legge
abbiamo cercato di dare questa linea sulla prevenzione,
sull'importanza di lavorare in un ampio raggio per evitare che le
persone possano deviare
E poi vogliamo anche sottolineare l'aspetto che riguarda la
genuinità di persone che, pur avendo raggiunto grandi obiettivi,
rimangono modesti, umili. Totò Schillaci è un rappresentante di
questa schiera di persone e io credo che oggi pomeriggio noi non
potevamo non ricordarlo, non solo perché è una persona
straordinaria che ha fatto molto nel mondo dello sport, ma perché è
un esempio, un esempio per tanti giovani.
PRESIDENTE. Anche la Presidenza e penso tutti i colleghi, tutta
l'Assemblea, i colleghi deputati, si uniscono al dolore della
famiglia. Ricordare un personaggio, come diceva l'onorevole
Burtone, che ha dato lustro alla nostra Terra, che è riuscito a
trasformare quelle che erano le proprie origini e ha trasformato
tutto in un lato positivo. Dobbiamo guardare anche la sua malattia,
lui fino all'ultimo ha sperato di potercela fare e come è
importante, proprio in questo momento, esprimere la solidarietà ed
evidenziare l'importanza della sanità siciliana, l'importanza della
prevenzione e l'importanza delle cure, perché lui fino all'ultimo
ha creduto nelle cure, ha creduto nella nostra sanità. Perciò,
l'onorevole Burtone ha evidenziato la parte sportiva, la parte
dell'uomo che ha vissuto in tutti questi anni, io voglio
evidenziare la parte dell'uomo che nell'ultimo periodo aveva tanta
speranza Perciò, ci uniamo al dolore della famiglia e propongo un
minuto di silenzio.
(L'Aula osserva un minuto di silenzio)
Norme in materia di sistema integrato e diffuso di prevenzione,
cura, riduzione del danno
e inclusione sociale in materia di dipendenze (nn. 551-258-272-
339/A)
PRESIDENTE. Comunico ai colleghi che il termine per gli
emendamenti al disegno di legge sul contrasto al crack, di cui
l'onorevole Laccoto ne leggerà la relazione, è fissato a giorno 20
alle ore 12.00, si è deciso in Aula con i colleghi presenti che la
discussione si farà la prossima settimana perché i colleghi hanno
evidenziato che ci sarà presente Sua Eccellenza il Vescovo, ci
saranno anche le scuole, perciò diventa un fatto di comunicazione
più intenso per quanto riguarda l'Aula.
SPADA. Il termine per la presentazione degli emendamenti si può
spostare a lunedì 23?
PRESIDENTE. La Presidenza accoglie la sua proposta e fissa il
termine per la presentazione degli emendamenti a lunedì 23
settembre 2024, alle ore 12.00. Adesso l'onorevole Presidente
Laccoto ha facoltà di illustrare la relazione, preannuncio
frattanto che l'Aula viene rinviata a martedì 24 settembre 2024,
alle ore 15.00.
LACCOTO presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, è tristemente noto il dilagare,
nella nostra Regione, delle dipendenze da sostanze stupefacenti, da
alcool, dalle cosiddette nuove droghe. Queste ultime in particolare
si caratterizzano per la elevata accessibilità da parte dei
consumatori in ragione dei costi molto contenuti e per la rapidità
dell'insorgere delle dipendenze stesse fin dalle primissime
assunzioni. Quella che viviamo è una vera e propria emergenza
sociale che, purtroppo, vede protagonisti i soggetti più deboli
come i giovani e le persone che presentano fragilità psicologiche,
fisiche, economiche e sociali.
La diffusione di vecchie e nuove droghe è una catastrofe, in primo
luogo per coloro che ne fanno uso e per i loro familiari e, in
secondo luogo, per quanti a causa di depurazioni sociali ed
economiche diventano, con facilità, manovalanza a buon mercato del
narcotraffico.
A tale riguardo, uno dei fenomeni più allarmanti attiene alla
diffusione del crack, il quale viene prodotto direttamente nelle
abitazioni delle principali aree di spaccio. Esso infatti è sovente
cucinato in casa da donne in condizioni di spiccata marginalità, i
cui figli si ritrovano ad essere impiegati come piccoli agenti
dello smercio, spesso precocissimi assuntori con pesantissime
ricadute per la loro salute, educazione e predestinazione sociale.
Il disegno di legge presentato si propone di organizzare un
sistema integrato e diffuso per prevenire, curare e arginare
tempestivamente il devastante impatto che le dipendenze patologiche
e il mercato che le alimenta possano avere non solo sui singoli
individui, peraltro sempre più numerosi, ma sull'intero tessuto
sociale, culturale e produttivo della Regione.
Prima di soffermarsi dettagliatamente sull'articolato, è doveroso
rammentare che l'intervento normativo che oggi si sottopone a
sovrano giudizio di quest'Aula ha avuto una genesi particolarmente
complessa e partecipata. Già nel 2018, infatti, in seguito alla
denuncia del Comitato Liberi Tutti e dell'Assemblea pubblica Sos
Ballarò , relativa al preoccupante aumento dello spaccio e del
consumo di crack e altre sostanze nel quartiere Albergheria, l'Asp
di Palermo aveva attivato una unità mobile che ha poi operato fino
all'inizio della pandemia da Covid 19. Successivamente, anche a
causa del lockdown, si è avuta una recrudescenza del fenomeno e le
morti per overdose di ragazze e ragazzi sempre più giovani, come
Noemi, Giulio e Diego, hanno drammaticamente riportato alla ribalta
il problema.
Il 4 novembre del 2022 si è svolto a Palermo un partecipato corteo
per denunciare l'emergenza "crack", organizzato da realtà di
quartiere e cittadine quali Sos Ballarò , il Circolo Arci Porco
Rosso , il gruppo di mutuo aiuto La Casa di Giulio , fondata dalla
famiglia Zavatteri, scuole e università, realtà religiose quali
Casa Ancora , l'oratorio di Santa Chiara, la comunità di
Danisinni, la Chiesa Valdese oltre che l'Arcidiocesi di Palermo,
nella persona stessa dell'Arcivescovo, Monsignor Corrado Lorefice.
Dalla citata mobilitazione della società civile, dunque, ha preso
vita l'idea di elaborare un testo di legge in grado di colmare le
lacune presenti nell'ordinamento regionale, con riferimento ai
servizi di prevenzione, di cura e di riduzione del danno provocato
dalle dipendenze.
Il primo progetto, in tal senso, nasce dal lavoro collettivo degli
studenti e dei docenti del dipartimento di giurisprudenza
dell'Università di Palermo, in collaborazione con esponenti delle
associazioni Ourvoice , Sos Ballarò , Progetto In&Out , Centro
Peppino Impastato e Casa di Giulio .
In seguito, è stato avviato un fruttuoso dialogo con l'Intergruppo
regionale sul fenomeno del consumo di droghe nei giovani e negli
adolescenti, istituito da tutti i Gruppi parlamentari rappresentati
presso l'Assemblea regionale siciliana.
Attraverso l'attività dell'Intergruppo è stato, quindi, elaborato
e presentato un disegno di legge largamente condiviso che,
incardinato presso la VI Commissione Salute, Servizi sociali e
sanitari che mi onoro di presiedere, ha costituito il testo base
su cui, per mesi, la Commissione stessa ha lavorato.
Il nostro è stato un lavoro di approfondimento e di elaborazione
tecnica di norme che nella prima stesura non avevano il carattere
dell'efficienza e dell'efficacia in senso giuridico. Ne è derivato
un articolato normativo che si propone di adottare un vero e
proprio sistema per le dipendenze patologiche, disponendo
l'introduzione dei servizi che mancano, l'implementazione dei
presidi carenti e la costruzione di una rete tra attori
istituzionali del privato sociale della società civile operanti in
questo campo.
Per quanto riguarda l'articolato, mi rimetto alla relazione per
l'analisi dettagliata e volevo solo dire che a seguito anche della
Commissione Bilancio, la Commissione sta preparando un ordine del
giorno richiesto da alcuni componenti della Commissione Bilancio
per poter dare come obiettivo ai direttori generali quello di
attivarsi immediatamente e concretamente su quello che è il disegno
di legge, l'onorevole Cracolici era uno di quelli che aveva chiesto
questo.
Per quanto riguarda le somme noi abbiamo - da un'analisi
approfondita da quello che è uscito dalla Commissione Bilancio -
1.736.629 per il 2024 - che poi è la fase di prima applicazione e
quindi per qualche piccolo periodo, 10.720.629 per il 2025,
11.136.629 per il 2026.
Onorevoli colleghi, certo, questo non risolverà completamente il
problema naturalmente delle dipendenze patologiche, ma io credo che
è stato fatto uno sforzo unanime per avviare un processo che veda
sempre più protagonista quest'Assemblea in un momento particolare
della nostra società. Intanto abbiamo dato un primo input che è
quello di portare a termine questo disegno di legge che può essere
considerato, come dicevo, la fase di avvio. Ringrazio certamente
tutti i componenti della Commissione Salute, servizi sociali e
sanitari perché siamo stati sempre in questa fase all'unanimità,
perché ognuno ha voluto dare un contributo e finalmente oggi io
credo che sia un giorno importante per quello che noi oggi vogliamo
rappresentare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente Laccoto, grazie alla
Commissione, come concordato l'Aula viene rinviata a martedì 24
settembre 2024, alle ore 15.00. La discussione generale si farà
martedì, alle ore 15.00.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
SPADA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie, signor Presidente, prima di chiudere l'Aula volevo
sottoporre al Governo una questione, e soprattutto alla Presidenza,
una questione che interessa il Consorzio di bonifica di Lentini.
All'inizio di questo mese, è stato sostanzialmente notificato al
Consorzio di bonifica di Lentini il pignoramento dei conti correnti
per un debito che non è stato pagato. Questo debito ammonta a circa
sei milioni di euro e spero possa essere attenzionato da parte del
Governo e dell'Assessorato competente, perché oggi sono a rischio
gli stipendi dei lavoratori e tutto l'impianto del Consorzio di
bonifica di Lentini. Quindi, signor Presidente, mi permetto di
chiedere a lei di farsi carico anche di questa vicenda - so che a
breve avremo la discussione anche in Commissione Bilancio per fare
un assestamento di bilancio, da qui a fine ottobre - e di tenere
conto soprattutto delle difficoltà in cui incorreranno, da qui alle
prossime settimane, le famiglie e i lavoratori che sono legati ai
consorzi di bonifica. Grazie.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo per
mettere al centro della discussione del Parlamento in assenza,
purtroppo, dell'assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana - qui però il Governo è rappresentato dall'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro - il problema
relativo al Parco archeologico e minerario Pumex di Lipari. E' una
vicenda che è venuta fuori in maniera forte negli anni scorsi, nel
2020/2021, una protesta promossa attraverso importanti organi di
stampa da alcuni intellettuali, da alcuni giornalisti che in quella
fase misero in evidenza che una delle aree pregevoli del comune di
Lipari, dell'isola di Lipari, quella che per anni è stata una cava
che ha fornito pomice a tante comunità, quell'area man mano si è
degradata - c'era un grande manufatto in cui i lavoratori venivano
impiegati -, quell'area si era fortemente, dicevo, deteriorata e
quindi questi intellettuali chiedevano un intervento da parte del
Governo.
Devo dire che allora il Presidente della Regione, Musumeci,
convocò questi intellettuali e prese un impegno, un impegno che
mantenne: quello di realizzare con un suo decreto il Parco
archeologico e minerario della pomice localizzato a Lipari.
Però, purtroppo, il decreto, a detta del Tar, era un decreto
abbastanza debole tanto è vero che i liquidatori di quell'azienda
impugnarono il decreto e purtroppo quel decreto è stato, diciamo,
abolito. E i liquidatori intrapresero una trattativa con un
investitore svizzero e queste bellezze ambientali che hanno anche
un'importanza di natura storica, antropologica, ebbene, queste
bellezze ambientali furono vendute per 3 milioni di euro, credo, ad
un investitore svizzero che vorrebbe realizzare, allora pose questo
tema, un albergo
Da quando è stata acquistata però quell'area, non c'è stata alcuna
notizia. Tutto si è fermato.
Ora gli stessi intellettuali: Asso cultura; FederMusei; il
Touring; ma anche intellettuali come Antonio Calabrò, come Gian
Antonio Stella, una serie di associazioni rappresentate
dall'avvocato Andrea Nicolosi, queste associazioni, questi
cittadini hanno posto con forza il tema di riprendere la questione
del degrado di quell'area e di riproporre la realizzazione del
museo. Tra l'altro, mettendo in campo anche un'ipotesi pubblico-
privato, quindi coinvolgendo l'investitore che ad oggi però, dopo
aver acquistato quel bel sito, non si è più fatto sentire.
Io credo che il Presidente della Regione in questo caso debba
prendere iniziativa.
Io ho avuto da questo punto di vista una buona esperienza. Quando
ci fu la vicenda di Antonio Presti, dell'albergo che stava per
essere chiuso, mi sono rivolto al Presidente e così faccio.
Mi rivolgo, Assessore, tramite lei, al Presidente Schifani perché
possa riprendere questo tema e tentare di salvare uno dei luoghi
più belli che ha Lipari dal punto di vista ambientale e possa
essere valorizzato anche con la realizzazione di un museo della
pomice - e non solo -, una struttura che possa essere trasferita
alle future generazioni.
Credo che si possa fare, ripeto, quando c'è stata un'emergenza in
provincia di Messina, dettata da un grande intellettuale, qual è
Antonio Presti, il Presidente ha dimostrato sensibilità ed ha
risolto. Chiedo lo stesso percorso affinché si possa dare una
risposta ad una situazione che viene sostenuta da tanti cittadini
di Lipari ma anche da un mondo culturale che spinge affinché in
Sicilia si faccia qualche cosa di positivo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
VENEZIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENEZIA. Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
rappresentanti della Giunta, io intervengo quest'oggi, ancora una
volta, per denunciare la gestione fallimentare della crisi idrica
in Sicilia da parte del Governo regionale.
Da molti mesi in quest'Aula ribadiamo la necessità di interventi
urgenti, di una pianificazione e di una gestione che sia in grado
di dare delle risposte ai cittadini, alle imprese e persino anche
al comparto agricolo.
Da gennaio chiedevamo un piano di razionamento che potesse
consentire nei mesi estivi e autunnali ai cittadini di non avere
interruzioni idriche per sette giorni, nove giorni, dodici giorni,
quindici giorni, ma alla fine a prevalere è stata la logica di
mercato, perché abbiamo affidato un bene prezioso e vitale come
l'acqua alla gestione privatistica che non ha guardato, purtroppo,
nemmeno di fronte all'emergenza, all'interesse generale delle
comunità ma solo al lucro e alla fatturazione mensile e questi sono
oggi i risultati.
Appare alquanto sconcertante di tanto in tanto la dichiarazione
dell'attuale Ministro Musumeci che fino a ieri accusava la Regione
siciliana di non essere stata capace di attivare delle
progettualità di lungo respiro in questi anni, dimenticando ancora
una volta egli stesso che è stato per cinque anni Presidente di
questa Regione.
E il tema dell'efficientamento delle dighe, delle perdite nelle
condutture di distribuzione non è un tema che abbiamo scoperto ora,
si perde il 51 per cento dell'acqua che parte dalle dighe
siciliane, 339 milioni di metri cubi l'anno, e il Ministro Musumeci
nonché ex Presidente della Regione questo lo dovrebbe sapere meglio
e più degli altri.
Da quello che ci dice, la cabina di regia fra qualche settimana
non ci sarà più acqua nella diga Ancipa e molti Comuni ennesi e
qualche Comune nisseno non hanno una fonte di approvvigionamento
alternativa, rischiano di rimanere per lungo tempo senza acqua nei
propri rubinetti.
Noi reputiamo che sia inaccettabile tutto ciò, già molti cittadini
sono costretti a turni non degni di un paese civile a partire dal
comune di Enna, Calascibetta, Nicosia, Gagliano, Cerami, Troina,
Sperlinga e anche Comuni nisseni.
Noi chiediamo al Governo misure urgenti per contrastare quella che
si preannuncia una vera e propria emergenza. Nel caso in cui
l'Ancipa non potrà più erogare acqua a queste comunità, il Governo
ha un piano "B" per consentire di ridurre i disagi ai cittadini?
Noi chiediamo con forza al presidente Schifani e agli Assessori
che stanno gestendo questa emergenza idrica di non continuare a
sottovalutare quello che sta succedendo, perché non reputiamo che
sia opportuno che a pagare il prezzo di questo immobilismo e di
questa incapacità politica nella gestione dell'emergenza siano
ancora una volta i cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia. Io non dovrei rispondere,
dovrebbe rispondere il Governo, però, per verità di cronaca, ieri
c'è stata proprio una riunione con il Presidente Schifani che è
molto preoccupato per quello che sta accadendo nella Regione
siciliana. Il Presidente ha preso delle posizioni nette con la
cabina di regia, ne abbiamo già accennato stamattina ma anche per
dirlo a tutti i colleghi, ribadisce che tutte le somme disponibili
per l'avvio di nuovi pozzi, per la pulizia delle dighe,
disponibilità assoluta, indubbiamente negli anni c'è stato tanto
abbandono, anche battaglie che ho fatto io negli anni, appunto, e
noi che siamo della provincia di Enna, io sconosco le altre realtà
perché ci occupiamo della nostra provincia, tutte le battaglie che
nel Governo precedente abbiamo fatto proprio per la pulitura delle
dighe, per quello che era tutto un percorso di efficientare quello
che erano le condotte, i progetti che avevano presentato a livello
nazionale, non sono andati a buon fine: adesso sembra che qualcosa
col Governo Schifani si muove, perciò speriamo bene per noi e per
il popolo siciliano.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questi giorni
è suonata la campanella in tutte le istituzioni scolastiche ma la
campanella non è suonata allo stesso modo, appunto, in tutte le
scuole della Sicilia perché le segnalazioni che mi arrivano in
questi giorni rispetto allo stato in cui versa la scuola siciliana
sono assolutamente importanti e riguardano complessivamente un po'
tutto l'apparato complessivamente inteso. Alle questioni fino ad
oggi irrisolte, delle mancanze di spazi, di luoghi di aggregazione,
la mancanza del tempo pieno, l'assenza, per esempio, in molte
istituzioni scolastiche di palestre, quest'anno si stanno
aggiungendo le indisponibilità di alcuni plessi scolastici dovuti
ai ritardi nella realizzazione del Piano nazionale di ripresa e
resilienza.
A ciò si aggiunge una difficoltà che quest'anno a tutti i livelli,
a livello nazionale, purtroppo, dobbiamo registrare, ovvero, il
fatto che un quarto dei dipendenti, degli insegnanti a tutti i
livelli scolastici, sono insegnanti precari e questo credo che sia
qualcosa che è inconcepibile rispetto al nostro Stato, quello
italiano, che dovrebbe mettere al centro l'esigenza di garantire
adeguati livelli di istruzione. Ma a ciò si aggiunge anche un altro
problema, in un anno molto particolare, quello del dimensionamento
scolastico. Ne abbiamo discusso a più riprese in quest'Aula,
abbiamo pure presentato un disegno di legge voto per osteggiare una
riforma che di fatto crea notevoli penalizzazioni al nostro sistema
di istruzione, alle nostre aree interne, il fatto che si siano
accorpate delle istituzioni scolastiche, in questo anno, in
particolare, il fatto che ancora non siano stati assunti tutti i
dipendenti dell'area tecnico-amministrativa sta determinando
ulteriori problemi proprio per permettere e dare attuazione a
quelli che sono i piani del dimensionamento scolastico.
Ma poi c'è un altro tema, un tema che è tutto siciliano, che è
quello del diritto alla mobilità degli studenti: stamane abbiamo
avuto un'audizione in IV Commissione che già chiedevamo da diverse
settimane, proprio per discutere del problema annoso della
questione dell'Azienda Siciliana Trasporti. Noi abbiamo settemila
studenti in tutta la Sicilia che hanno il diritto ogni mattina di
arrivare a scuola, di arrivare in tempo e di non gravare sulle
proprie famiglie che devono andare ogni qualvolta ad accompagnarli
a scuola ed è questo quello che sta accadendo, registriamo che
tantissime sono state le proteste, mi arrivano segnalazioni da
tutte le parti della Sicilia di un servizio che ancora non parte, i
sindaci quotidianamente si lamentano con noi, con l'Assessorato per
avere notizie rispetto a quando partirà il servizio di trasporto
degli allievi.
Io credo che questo sia assolutamente inconcepibile, perché
l'Azienda Siciliana Trasporti aveva tutto il tempo di organizzare
il servizio, cosa che non ha fatto e c'è una enorme responsabilità
politica dal punto di vista della gestione, dal punto di vista
della programmazione, i mezzi che mancano, i mezzi che sono
fatiscenti. Le ultime notizie ci dicono di una possibile, oramai
certa, per così dire, gestione da parte del privato.
E allora noi ci poniamo quella che è una domanda scontata: quale
sarà il grado di garanzia che noi offriremo ai lavoratori
dell'Azienda siciliana trasporti? Non solo ai lavoratori diretti,
ma anche ai lavoratori dell'indotto. Queste devono essere delle
risposte, chiare e nette, che il Governo deve dare nelle prossime
settimane: garantire il servizio di trasporto ai nostri studenti e
garantire i livelli occupazionali.
Aggiungo a questo un altro tema, che è la questione del caro libri
e del caro scuola. E' assolutamente inconcepibile che una famiglia
debba sostenere centinaia e centinaia di euro per l'acquisto dei
libri, già a partire dalle scuole medie, oltre 400 euro già dalla
prima media sono necessarie per garantire il diritto allo studio.
Sette, ottocento euro per i ragazzi delle scuole superiori. Da
questo punto di vista, il Parlamento siciliano deve garantire un
diritto, costituzionalmente previsto: quello all'istruzione. Un
diritto che deve essere garantito ad ognuno, a pari livello.
Proprio per questo motivo, mi sono impegnato, e presenterò nei
prossimi giorni una proposta di legge, a firma del Partito
Democratico, per garantire un aiuto e un sostegno alle famiglie
siciliane. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Grazie, signor Presidente. In realtà il tema sul quale
volevo porre l'attenzione, che mi viene sottoposto sia dalle
organizzazioni sindacali degli assistenti all'autonomia e alla
comunicazione ma in realtà anche dal mondo della scuola, inteso
complessivamente - chiaramente al mondo dei docenti e degli
assistenti stessi, ma soprattutto rispetto al riferimento alle
famiglie -, è un decreto, diciamo, della Regione, di questi giorni.
Certamente il Governo regionale ha affrontato, anche con
autorevolezza, la questione delle risorse finanziarie da destinarsi
a questa categoria e, con l'ultimo decreto di questo settembre,
sono state stanziate le somme di 12.170.448,62, in favore delle
Città metropolitane e dei liberi Consorzi.
Con queste somme, ovviamente, viene garantito questo servizio ai
disabili, ripeto, per gli assistenti all'autonomia e alla
comunicazione, nelle scuole provinciali, quindi nelle scuole di
secondo grado. Tuttavia, sembrerebbe, diciamo, dal riconteggio
delle somme, fatta una equiparazione con gli anni precedenti -
sempre con riferimento al decreto 2292 del 9 settembre -, che le
somme hanno qualcosa in meno, diciamo vengono ritoccate in qualche
modo al ribasso rispetto all'annualità precedente. Non so, diciamo,
se questo tiene conto di alcune variabili che riguardano il mondo
di questi lavoratori, non so se è prevista la possibilità di
rimpinguare il capitolo per i prossimi mesi, però, passando da 33
milioni di euro a 30 milioni, insomma il rischio é che,
effettivamente, le Città metropolitane e liberi Consorzi -
segnatamente la questione però riguarda Palermo - potrebbero
insomma non essere nelle condizioni di erogare il servizio.
Quindi, su questo aspetto, vorrei che si facesse, un attimino, un
controllo per verificare se, effettivamente, le somme accreditate
saranno bastevoli per arrivare a dicembre, per erogare gli stipendi
e quindi per garantire il servizio agli alunni disabili.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia. Basta andare in
assessorato e vedere com'é fatto il riparto. No, non è...
L'assessorato agli enti locali, per quanto riguarda il riparto che
attiene alla disabilità. Ci sono le quote, perciò occorre fare una
cosa congiunta con i due assessorati.
FIGUCCIA. Perfetto. Andare in assessorato, lo so. Il problema è
che, signor Presidente, diciamo, vorrei che questa cosa venisse
attenzionata, come componente di questa maggioranza. Ho fatto
riferimento al fatto che il Governo sta affrontando bene questa
vicenda.
PRESIDENTE. Bene, per fare velocemente, se c'è una necessità, si
può aggiustare, così può portare avanti una battaglia valida,
onorevole Figuccia.
L'Aula è rinviata a martedì, 24 settembre 2024, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 16:00 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
132a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 24 settembre 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme in materia di sistema integrato e diffuso di
prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione sociale in
materia di dipendenze . (nn. 551-258-272-339/A). (Seguito)
Relatore: On. Laccoto
2) Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 (n. 738
Stralcio I/A). (Seguito)
Relatore: On. Abbate
3) Disposizioni in materia di urbanistica (n. 499/A Stralcio
I/A).
Relatore: On. Carta
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio