Presidenza del Presidente Galvagno
La seduta è aperta alle ore 15.00
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Burtone sarà in missione il
16 ottobre 2024.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che con nota datata 19 settembre 2024,
trasmessa con e-mail di pari data e protocollata al n. 5244-
ARS/2024 del 20 settembre successivo, l'onorevole Alessandro De Leo
ha dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare Forza Italia
all'ARS .
Conseguentemente, con pari decorrenza, l'onorevole De Leo cessa di
appartenere al Gruppo Misto.
Con nota datata 23 settembre 2024, protocollata al n. 1913-
PRE/2024 del 24 settembre successivo, l'onorevole Marco Intravaia
ha dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare Forza Italia
all'ARS .
Conseguentemente, con pari decorrenza, l'onorevole Intravaia cessa
di appartenere al Gruppo Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione sul disegno di legge Norme in materia
di sistema integrato e diffuso di prevenzione, cura, riduzione del
danno e inclusione sociale in materia di dipendenze (nn. 551-258-
272-339/A).
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge. Si procede con il seguito della
discussione sul disegno di legge Norme in materia di sistema
integrato e diffuso di prevenzione, cura, riduzione del danno e
inclusione sociale in materia di dipendenze (nn. 551-258-272-
339/A).
Allora, colleghi visto e considerato che la volta scorsa si è
discussa la relazione circa il disegno di legge in questione oggi,
chiedo intanto che la VI Commissione possa insediarsi e poi vediamo
chi aprirà la discussione generale e chi si iscriverà a parlare.
Sulla situazione del personale dell'AST
CASTIGLIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Giunta, volevo
portare a conoscenza di quest'Aula e anche del Governo, pensavo che
fosse presente l'Assessore per l'economia, perché oggi mi è stata
segnalata da parte di alcuni dipendenti dell'AST - tra l'altro
ricordo a me stesso che quest'Aula ha dato la possibilità di 30
milioni di euro -, che il personale che lavora all'AST spesso
purtroppo per esigenze personali chiede il quinto dello stipendio e
l'AST ogni mese luglio, agosto e settembre trattiene questo quinto,
come è giusto che sia, nella busta paga, però l'AST non paga alle
varie compagnie...
PRESIDENTE. Onorevole Castiglione, per essere equilibrato nei
confronti di tutti, conosco la vicenda dell'AST ed è giusto che ne
parleremo ma siccome siamo in discussione generale per quanto
concerne il disegno di legge sul crack, quando sarà finita la
discussione generale, quando si sarà votato, lei ai sensi
dell'articolo 83 potrà chiedere...
CASTIGLIONE. La ringrazio. Volevo solo portare a conoscenza perché
credo che molti di voi, anche i colleghi, sapevano questa
situazione.
PRESIDENTE. E' un argomento assolutamente importante che conosco e
che vorremmo certamente portare avanti. La invito a fare
l'intervento alla fine del disegno di legge contro il crack.
Riprende la discussione sul disegno di legge nn. 551-258-272-339/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi dispiace che non ci sia
l'Assessore per la salute, considerato che è una materia che la
riguarda, in quanto prevalentemente l'attività che andremo a
discutere se avessi detto alla famiglia avrei guardato
l'Assessore, so che non è l'Assessore per la salute, e quindi parlo
di chi principalmente ha la responsabilità di attuazione - non è la
sola - di quello che stiamo per andare ad approvare. L'assenza,
purtroppo, devo dire testimonia che siamo ancora lontani da
un'attenzione vera a un tema che è entrato nel dibattito politico -
lo ricordava il Presidente della Commissione nel presentare questo
disegno di legge - grazie al fatto che la società è entrata con
forza in Parlamento, facendo scoprire a questo Parlamento
un'emergenza che è diffusa nella nostra società siciliana, che non
è solo presente nelle grandi città ma che purtroppo si sta
diffondendo in maniera preoccupante nei medi e nei piccoli centri.
La Sicilia è diventata una grande piazza di spaccio, e tutto questo
è avvenuto sostanzialmente senza che le istituzioni e la politica
ne avessero contezza, se non grazie al fatto che il dramma che
vivono spesso in solitudine centinaia di famiglie che si trovano a
gestire problemi enormi con ragazzi, o peggio, ragazzini che sono
vittime di questo consumo, parlo del crack, ma dobbiamo sempre più
considerare che l'uso di droghe, soprattutto lo spaccio di droga
che in Sicilia - come ho avuto modo di sottolineare - è un fenomeno
che continua ad essere controllato dalle organizzazioni mafiose,
ebbene l'uso di droghe sempre più presenta, anche caratteristiche
nuove, droghe a basso costo e droghe che hanno impatti devastanti
sui consumatori, con una conseguenza da un lato ma anche con una
situazione che rischia di determinare anche una sorta di impotenza.
Mentre nel passato per alcune droghe, in particolare l'eroina, i
tossicodipendenti, sono entrati anche in un circuito pubblico
grazie alla somministrazione di metadone, che diventava un modo per
accogliere e governare anche in qualche modo il fenomeno, così come
le stesse comunità che gestiscono e accolgono tanti ragazzi, nel
settore delle droghe di cui parliamo oggi, il crack in particolare,
non esistono - almeno così ci spiegano gli esperti del sistema -
forme di contrasto, anche di tipo farmacologico, che possano in
qualche modo ridurne l'effetto e l'impatto sui consumatori.
Dicevo, è entrato nel dibattito grazie alla società, grazie al
fatto che la politica è stata costretta a prendere atto di fenomeni
che esistono e che non vedeva, così come le istituzioni socio-
sanitarie. Ed io plaudo al fatto che questo disegno di legge, che è
arrivato con un certo travaglio, tra l'altro elaborato innanzitutto
dalla società, potremmo dire il primo vero disegno di legge di
iniziativa popolare, anche se non si sono raccolte le firme attorno
a questo disegno di legge ma l'elaborazione e l'impianto culturale
che lo ha ispirato è stato prodotto, elaborato, scritto da non
parlamentari ma da esponenti delle nostre Università, esponenti
dell'associazionismo e così via.
Perché ho chiesto di parlare? Veda, Presidente, in questo
Parlamento, in questa legislatura il tema delle droghe è iniziato,
diciamo, con un dibattito, ricorderà l'Assessore per la famiglia
che è stata convocata per la prima volta in Commissione Antimafia'
il 22 giugno del 2023, cioè oltre un anno e tre mesi, quattro mesi
fa, per affrontare il 'cosa facciamo' di fronte ad un fenomeno in
cui si manifesta di fatto l'assenza o la capacità di risposta del
sistema istituzionale nel provare a rispondere su cosa facciamo .
Una cosa si è avviata dopo quell'incontro, poi è nato l'Intergruppo
parlamentare dei colleghi sul fenomeno della tossicodipendenza,
l'Intergruppo ha fatto da interfaccia con le associazioni che in
qualche modo hanno promosso questo disegno di legge.
Dicevo, un risultato si è prodotto a seguito di quell'incontro, in
assenza di una legge abbiamo provato a mettere in campo un'azione
amministrativa e il 6 ottobre del 2023 è stato pubblicato un bando
ancorché non specificatamente perché non c'era una legge che
consentisse un bando finalizzato esclusivamente al fenomeno delle
devianze, delle tossicodipendenze, in particolare del crack, parlo
del crack perché è una tipologia di fenomeno per certi versi
diversa rispetto alla tossicodipendenza che abbiamo conosciuto
purtroppo in questi lunghi anni, perché riguarda sempre più
ragazzini, riguarda una condizione di droghe a basso costo e a
largo consumo e a consumo ripetuto: non siamo in presenza di una
dose che viene consumata in un giorno ma in alcuni casi a 10-15-20
dosi che vengono consumate in un giorno con tutti gli effetti
sociali che questo ha.
Dicevo, il risultato è che il 6 ottobre è stato pubblicato un
bando mettendo a disposizione 5 milioni di euro della ex legge
sulla povertà per consentire di dare una prima risposta attraverso
il tessuto associazionistico del terzo settore. Purtroppo la
Regione è un pachiderma, va detto con onestà. Il bando è stato
pubblicato il 6 ottobre cioè un anno fa, siamo al 25 settembre e
difficilmente il 6 ottobre del 2024 avremo finalmente il bando
operativo perché siamo ancora in presenza di istanze, di
istruttorie, di graduatorie, che diciamo, uso un'espressione
dialettale che è molto efficace che determina il presupposto 'che
mentre il medico sturia, u malatu sta per andare via o è già andato
via'. Quindi, questo è il primo presupposto da cui partire per dire
sì alla legge, senza se e senza ma
E' evidente che questa legge non risolverà il problema del crack,
e forse non risolverà neanche come dire la disattenzione
istituzionale che c'è attorno al tema del crack, del consumo del
crack nelle nostre città, ma obbligherà a prenderne atto, a fare in
modo che il sistema socio-sanitario, che non esiste in Sicilia, ed
è l'altro grande buco dell'azione amministrativa di questa nostra
Terra, perché ci sono problemi come quello di cui stiamo parlando
che non può essere né solo un problema sociale, né solo un problema
culturale, né solo un problema sanitario.
Allora è evidente che di fronte ad una dimensione, come dire che
non può essere atomizzata, l'intervento sistemico è una possibile
risposta per dare efficacia a quello che in qualche modo questo
fenomeno ci rappresenta e bisogna riconoscerlo. Il nostro sistema
non è preparato, non è attrezzato, non ha la voglia di mettersi in
discussione rispetto alle proprie certezze burocratiche,
amministrative.
Il sistema sanitario non interloquisce con quello sociale, il
sistema sociale non interloquisce con quello sanitario, la
conseguenza che questi due mondi assieme all'attività formativa e
dell'istruzione, non si parlano; se si parlano, si parlano più per
forma che per sostanza. La conseguenza è che noi non siamo in grado
di affrontare e dare soluzione a questo tema.
Allora, questa legge? E chiudo. Noi siamo andati persino allo
Sperone a parlare di crack, in una delle piazze di spaccio della
nostra città, ma questo riguarderebbe tantissime piazze, lo abbiamo
fatto a Catania, lo abbiamo fatto a Siracusa, a Caltanissetta,
quando non si parlava di crack e si diceva che il fenomeno era solo
a Palermo e a Catania, cosa non vera: la Sicilia è inondata. È
inondata
Allora, quello che chiediamo - e ho chiesto in tal senso al
Presidente della Commissione - è che al di là della legge, va bene,
partiamo; ci sono ancora delle risorse non perfettamente funzionali
alla realizzazione dei servizi? Va bene, partiamo. Ma quello che
dobbiamo in qualche modo riuscire a imporre è che tra gli obiettivi
di salute che vengono consegnati ai direttori delle aziende
sanitarie di nuova nomina vi sia anche quello del sistema di aiuto
sociale e di aiuto nelle nostre città.
Questa è la sfida di questa legge Tutto il resto è importante, ma
è secondario. Non possiamo trattare la questione del crack con la
stessa logica di tipo ospedaliero, né con la logica del
volontariato. L'una serve con l'altra, ma assieme siamo in grado di
fare la differenza.
E allora la sfida - e chiudo, Presidente - è che questa legge sia
un inizio. Un inizio intanto di metodo, di ascolto di quello che
c'è fuori da questo Palazzo. Ma soprattutto un inizio anche di
metodologia: l'aiuto non può essere solo un aspetto tipicamente
sanitario in senso classico; abbiamo bisogno di creare nuovi
servizi. Si sono sperimentati: Palermo ha aperto questo ambulatorio
importante e va dato il plauso di avere avviato questo inizio. Ma
il tema che abbiamo davanti riguarda la Sicilia, non riguarda né
Palermo, né Catania, né Messina; riguarda il sistema della garanzia
del diritto alla salute sia per i consumatori, ma anche per le
famiglie che vivono questo dramma, il più delle volte nella
solitudine e nel silenzio delle istituzioni.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Io ho iscritti a parlare
gli onorevoli Schillaci, Burtone e Chinnici. Ci sono altri iscritti
a parlare? Allora, li segniamo adesso: Campo, La Vardera, Gilistro,
Sunseri, Di Paola, Saverino, Catanzaro, Pellegrino, Figuccia.
Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare. È iscritta a parlare
l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori e colleghi deputati, credo
che stiamo vivendo un momento storico particolare per la genesi che
ha avuto questo disegno di legge, come hanno detto prima, un
disegno di legge che parte dal basso, quindi con la condivisione di
chi vive un dramma che è quello delle tossicodipendenze,
soprattutto da droghe sintetiche, da droghe che colpiscono i centri
cerebrali e che trasformano i nostri ragazzi che ne fanno uso in
veri e propri zombie che si apprestano a girovagare per la città.
Questo è un disegno di legge che, come dicevo, è partito grazie
all'impulso delle associazioni e delle famiglie. E per questo
ringraziamo queste associazioni, La casa di Giulio , Sos Ballarò
e tante altre; ma soprattutto le università di Palermo, con le
professoresse Bartoli e Cavallaro che hanno partecipato alla
stesura del testo, gli Uffici che lo hanno rimodulato per rendere
questo testo di legge operativo e, naturalmente, i colleghi
deputati dell'Intergruppo, che ha capito immediatamente il dramma
di queste famiglie.
Veda, ci troviamo in una fase storica particolare perché, per me
che sono della generazione boomer, che ha vissuto gli anni Ottanta,
che ha perso tanti amici sotto l'effetto dell'eroina, queste
droghe, che diciamo si affacciano sui nostri mercati, sono delle
droghe completamente diverse, che avevano bisogno di un approccio
di tipo intrigato e sistemico.
Ecco perché questo disegno di legge è fondamentale, perché fa
proprio sistema e integra tutti gli attori pubblici e privati con
la costituzione di un tavolo operativo-tecnico, che siede al tavolo
chi può dire la sua e può aiutare le famiglie che sono state
totalmente abbandonate.
Io conosco famiglie che hanno preferito denunciare i propri figli,
e farli arrestare, perché non sapevano dove portarli. Oppure
preferivano saperli in carcere, che in giro per la città senza
sapere dove fossero i loro figli, comprese le ragazzine che
finiscono col prostituirsi, per procacciarsi la quantità di denaro
utile per farsi di crack.
Ecco siamo davanti ad una emergenza, che è davvero immane ma che
è, non solo sanitaria, ma che è sociale, che rischia di cancellare
un'intera generazione perché verrà sempre più emarginata dalla
società. Ecco, questo è un disegno di legge che, veramente, può
essere epocale perché è un disegno di legge sperimentale. E noi,
caro Presidente, potremmo essere i pionieri perché non ci sono
disegni di legge per il contrasto a questo tipo di droghe
sintetiche - come il Fentanil, il crack - in nessuna parte
dell'Italia.
Quindi, questo disegno di legge può essere davvero, diciamo,
precursore perché il problema non è solo in Sicilia, il problema è
un problema sociale a livello nazionale. Sempre più ragazzi
decidono di emarginarsi, ma anche adulti che sono ai margini della
società.
Per cui, cari colleghi, penso che questo sia un passo importante e
dobbiamo essere tutti fieri di questo disegno di legge
Ma fatemi finire, per ultimo, con il ringraziare il Presidente
della Regione che ha capito, dietro sollecitazione del Cardinale
Lorefice, che questo era un momento per intervenire e
immediatamente. Le risorse in campo erano davvero esigue. Questo
disegno di legge non sarà risolutivo, ma è l'inizio di un percorso
che credo sia assolutamente importante e imprescindibile.
Quindi ringrazio, appunto, il presidente Schifani che ha deciso di
mettere in campo una quantità di risorse, diciamo che ci danno la
possibilità di iniziare. Noi, naturalmente, da Intergruppo
cercheremo di vigilare sul disegno di legge, perché adesso la cosa
importante è intervenire sui decreti attuativi, e chiedo agli
Uffici di intervenire soprattutto nell'istituzione delle comunità
terapeutiche, che credo siano la principale risposta al bisogno, al
fabbisogno delle famiglie che si trovano in emergenza. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. E' iscritto a parlare
l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, il collega Presidente della Commissione
Antimafia, Antonello Cracolici, ha iniziato il suo intervento
dicendo che questo disegno di legge, questa legge - speriamo che
venga approvata al più presto - non è maturata soltanto all'interno
delle Istituzioni. C'è stata una spinta forte, un vento che ha
soffiato da parte della società, della società civile. Innanzitutto
le famiglie, quelle colpite da questa calamità e poi le istituzioni
associative e l'impegno della Chiesa cattolica a partire dal
Cardinale ma anche alcuni vescovi che si sono mobilitati e hanno
chiesto alla politica di dare una risposta ad un fenomeno che è
diventato estremamente negativo, pericoloso: la diffusione di una
nuova droga.
Noi abbiamo vissuto fasi diverse, abbiamo visto come l'eroina e,
quindi, l'aids abbia colpito numerosi giovani. Tanti sono morti E
poi il flagello della cocaina utilizzata, spesso, nel fine
settimana e poi c'era stata l'esplosione delle droghe sintetiche.
Si era pensato che le droghe sintetiche potessero essere la nuova
frontiera pericolosa per i nostri giovani, in verità è venuta fuori
l'utilizzazione di questa droga che è un derivato, potremmo dire,
della cocaina, cocaina che poi viene posta insieme al bicarbonato e
liquefatta per essere poi fumata: il crack, questa nuova droga che
colpisce pesantemente le giovani generazioni.
Non c'è la città metropolitana che con le piazze presenta questo
flagello, sono ormai anche le piccole comunità, anche perché,
diciamocelo, è una droga a basso costo e, quindi, il giovane la può
comprare. Anzi il basso costo dà l'impressione di qualcosa che,
addirittura, possa non essere illegale. E invece il crack colpisce
pesantemente e crea tanti, tanti problemi. Problemi che sono di
natura sanitaria e sono anche di natura sociale.
Il tema, però, non è quello di fermare l'attenzione soltanto sulla
sostanza, va posto un ragionamento attorno alle cause,
all'utilizzazione e soprattutto all'impegno che deve essere
promosso per fronteggiare questa diffusione di una droga che sta
mietendo vittime. Non ci sono degli incurabili, lo dobbiamo dire,
però nessuno si illuda che siamo davanti alla possibilità di avere
una soluzione miracolistica, cioè si assume un farmaco e questa
droga viene bloccata. Assolutamente no E non è soltanto un
problema sanitario, è anche un problema sanitario, ma guai a
focalizzarlo come il tema che riguarda le strutture della sanità.
Noi abbiamo la necessità di dire che avremmo bisogno nuovamente di
una frontiera che guarda al pubblico ma guarda anche al privato
sociale. C'è bisogno di rimettere in campo le strutture di
psichiatria, c'è bisogno di avere i nuovi Sert, ma c'è bisogno
innanzitutto di comunità di autoaiuto.
Ricordo, li ho conosciuti personalmente perché mi sono occupato
nel tempo di questo tema, l'impegno di Don Mazzi, di Don Picchi, di
Padre Religio con Gianni Rivera che era uno dei sostenitori di
mondo X, ricordo l'impegno di don Albanese e tanti altri. A
Catania, Padre Galan, a Caltanissetta Padre Sorge, tanti che si
sono occupati e sono stati la vera frontiera perché le comunità
dell'autoaiuto sono quelle che maggiormente nel passato hanno dato
delle risposte significative al problema.
Allora, anche questa volta, Presidente, il tema è quello di avere
queste strutture. E questa volta, però, mi si permette e questo è
il tema più delicato su cui la commissione si è fermata e ha
ragionato perché è l'elemento di novità di quello che stiamo
facendo. Noi non abbiamo una situazione semplice, perché la
patologia che colpisce coloro i quali consumano crack è una doppia
patologia. E' la patologia legata alla schizofrenia paranoide, è la
patologia legata alla tossicodipendenza
Quindi, il tema è quello di avere la riconoscibilità di una doppia
diagnosi e questo non lo possono fare tutti, lo possono fare gli
esperti in psichiatria, in questo tema ma anche e soprattutto
quelli che si sono impegnati in questa frontiera.
Noi non abbiamo delle comunità diffuse di autoaiuto che abbiano la
capacità di incidere su questa doppia patologia cioè credo una sola
comunità, avremmo bisogno di far sviluppare, ecco perché nella
legge c'è un sostegno forte alla crescita del sociale, del privato
sociale, che possa dare delle risposte significative a questo
problema e, quindi, un impegno che deve essere promosso nei
prossimi mesi, ed è un impegno che non si ferma però alla cura.
È stato detto bisogna lavorare sulla prevenzione, ma lavorare
sulla prevenzione non significa mettere un manifesto o promuovere
una partita di calcio o una gara o qualcosa che possa essere
diffusivo del messaggio, c'è bisogno di una costante azione di
prevenzione e questa costante azione di prevenzione, deve essere di
prevenzione primaria.
La prevenzione primaria è quella che ha l'obiettivo di allontanare
tutto il mondo giovanile e non solo dalla tossicodipendenza e dal
consumo, quindi, nello specifico di questa droga, c'è la
prevenzione secondaria è quella che incide su coloro i quali
cominciano a fare utilizzo di questa sostanza, c'è la prevenzione
terziaria che si rivolge a quelli che hanno una pesante condizione
di consumo della sostanza, quindi, una prevenzione che deve essere
diffusa, deve toccare il mondo della scuola con la formazione degli
insegnanti perché possano conoscere questo fenomeno e poi accanto
alla scuola anche le Istituzioni locali a partire dai sindaci, dai
comuni, ai servizi sociali, per passare al mondo dello sport, al
mondo sociale, al mondo ricreativo, c'è bisogno di fare tutto ciò
perché è necessario che si riconosca questa patologia perché
parlare di schizofrenia paranoide significa parlare di una
patologia che colpisce persone che negano di avere la malattia, che
negano di aver utilizzato la droga e, quindi, il problema centrale
continua ad essere questo.
Accanto alla prevenzione, lo dicevo, c'è bisogno della cura e
nella cura io individuo un limite e, lo ripeto, l'ho fatto a tre
volte, noi dobbiamo potenziare i reparti di psichiatria ma se non
ci sono i medici disponibili perché questi sono in numero ridotto a
causa del numero chiuso della Facoltà di Medicina noi possiamo
parlare della necessità di avere le migliori strutture
psichiatriche, di dover lavorare per la doppia diagnosi però il
numero dei medici, degli psichiatri in particolare, è assolutamente
ridotto e, quindi, bisogna guardare a questo orizzonte, avere più
medici che possano lavorare nelle strutture pubbliche e nelle
strutture private.
E accanto alla cura poi c'è il tema della prevenzione, cura
riabilitazione, non c'è dubbio che dopo la cura il giovane deve
essere reinserito, e il reinserimento non può che venire con una
valorizzazione delle caratteristiche umane, professionali di chi ha
avuto questo limite di essere entrato nel tunnel della droga e in
tal senso credo che una svolta fondamentale non possa che essere il
riconoscimento dei diritti a partire dal diritto al lavoro.
Infine, la repressione, anche qui c'è un doppio binario su cui
bisogna lavorare, la prima repressione è quella che guarda il
narcotraffico, di chi trafficante sparge morte nella comunità,
vende questa droga insieme alle altre droghe che creano soltanto un
flagello negativo tra i nostri giovani, e poi l'impegno che bisogna
promuovere per quelli che da dipendenti, da tossicodipendenti per
procurarsi la droga fanno dei reati e, quindi, possono anche
incorrere in dei processi e qui va ribadito l'impegno che bisogna
portare avanti affinché anche le strutture carcerarie possano
operare in tal senso.
Quindi, caro signor Presidente, io credo che sia necessario
ribadire che questa legge cerca di affrontare i temi, noi abbiamo
posto questa grande attenzione nei confronti della realizzazione di
comunità che guardino alla doppia diagnosi, questo è fondamentale
perché altrimenti noi non troveremo il modo per poter curare dei
tossicodipendenti che hanno caratteristiche diverse rispetto a
quello che abbiamo visto nel passato.
E concludo Presidente, veda noi della nostra generazione abbiamo
avuto un faro illuminante, era un vescovo brasiliano Hélder Camara,
egli diceva che quando una persona sogna siamo davanti ad un sogno
ma quando lo stesso sogno lo fanno più persone siamo davanti a una
nuova realtà.
La nuova realtà è rappresentata da quelli che hanno spinto le
nostre Istituzioni e la Sicilia a fare questa legge, è un movimento
che non si deve fermare, è un appello che faccio a loro perché
difendono la vita dei nostri giovani e quindi è necessario che
possano continuare.
E l'ultima considerazione, Presidente, spesso la Sicilia viene
indicata come la Regione che non legifera in maniera tempestiva,
che fa delle leggi che non sono adeguate rispetto ai problemi,
questa volta possiamo dire che abbiamo fatto un passo avanti,
abbiamo anticipato tutti.
La Sicilia ha fatto una legge importante che può essere di
insegnamento anche alle altre comunità, è la Sicilia delle carte in
regola, come diceva Piersanti Mattarella, perché mette al centro il
tema della libertà dei giovani, di non essere soggetti ad una
droga, che mette in campo la solidarietà che bisogna avere verso
chi soffre e mette al centro anche il tema della salute, perché
questi giovani indubbiamente rischiano di perdere la loro vita.
Ecco perché la legge che stiamo affrontando, e che io spero venga
votata al più presto è una legge importante per la nostra comunità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone per il suo prezioso
intervento. E' iscritto a parlare l'onorevole Chinnici, ne ha
facoltà.
Prego tutti i colleghi ad attenersi strettamente ai tempi per
poter dare la possibilità ad ognuno di apportare il proprio
contributo.
CHINNICI. Grazie Presidente, oggi è sicuramente un giorno
importante perché - come è stato stabilito dalla Conferenza dei
Capigruppo - approveremo questo disegno di legge, mi aspetto
appunto che l'approvazione sarà oggi, visto che preso l'impegno di
fronte alla società civile, di fronte alle associazioni dei
familiari, di fronte al Vescovo Lorefice, quindi io voglio
ringraziare certamente il Governo per questa sensibilità e perché,
appunto, verrà mantenuta questa promessa.
Noi vigileremo, vigileremo perché questa legge non faccia la fine
della legge sul diritto allo studio che esiste solo sulla carta,
perché poi di fatto il diritto, purtroppo, sappiamo bene che non
viene garantito.
Basti pensare alle migliaia di alunni e alunne che restano a piedi
perché non hanno i trasporti per arrivare a scuola, ma vigileremo
soprattutto perché funzioni il sistema ordinario, il sistema
ordinario strutturato, pensiamo ai Sert: solo nella città di
Palermo ce n'erano cinque adesso ne sono rimasti tre, ci lavorano
soltanto 35 operatori che seguono oltre 3 mila tossicodipendenti.
Sono numeri che fanno impressione e che rendono il senso
dell'inefficienza di un sistema. Questa legge avrà un senso,
Presidente, se servirà a fare funzionare l'ordinario
Il dottore Iacolino e l'Assessore per la salute dicevano in Aula
che, in realtà, quasi non serviva questa legge, perché le leggi già
ci sono, vero è, e nelle altre Regioni funzionano, ma qui ci è
voluto una spinta in più, ci è voluto mettere un focus in più,
proprio perché di fatto come sappiamo bene il primo Centro a doppia
diagnosi, è arrivato soltanto neanche sei mesi fa, e sempre sulla
spinta della società civile e sempre sulla spinta di chi, come gli
studenti e le studentesse di Giurisprudenza, guidati dalla docente
Clelia Bartoli, che hanno voluto questa legge, perché altrimenti
non avremmo neanche questo centro a Leonforte, che voglio
ricordarlo a tutti accoglie al momento solo venti persone, venti,
venti
È l'unico centro di tutta la Sicilia dove si fa la doppia diagnosi
al momento, solo venti ragazzi sono là.
È chiaro che di fronte a questi dati, capiamo che assolutamente i
servizi sono in questo momento irrisori. Lo stesso Centro servizi a
bassa soglia, il cosiddetto Centro crisi dell'Asp di Palermo, anche
questo per fortuna in fretta e furia, è stato messo in piedi da
poco, ma anche lì il carico di lavoro e il servizio prestato è
assolutamente insufficiente, anche lì solo venti ragazzi.
E allora finché non diamo corpo e gambe al servizio sanitario, non
riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi, che sono quelli di
ridare una speranza a questi ragazzi e a queste ragazze.
Poco fa ci arrivava il dato di Mazara del Vallo, parliamo di 50000
abitanti e gli accessi ai Sert sono più di 1200. Sono numeri
impressionanti
Speriamo che questa legge, dotata degli opportuni finanziamenti,
possa servirci.
E concludo. Concludo dicendo una cosa. Questo oggi è un momento
sicuramente di concordia perché le istituzioni, perché i
parlamentari, perché questa è una vittoria trasversale di tutte le
forze politiche ma, più che altro, della società civile. Ripeto, le
forze politiche servono solo come tramite verso le istituzioni e
dentro i palazzi.
Però fatemi fare un piccolo passaggio. Stiamo andando, per
fortuna, in controtendenza con l'approvazione di questo disegno di
legge rispetto a uno scenario nazionale che punta, più che altro,
alla repressione. Noi oggi, con questo disegno di legge, puntiamo
alla rieducazione, alla prevenzione dei ragazzi e delle ragazze con
tossicodipendenze.
Le nostre carceri sono ancora troppo piene di persone che soffrono
di disturbi mentali e di dipendenze. Non è punendo e sanzionando
che possiamo recuperare questi ragazzi E' col reinserimento
lavorativo, e ringrazio l'assessore Albano che su questo ha voluto
mettere appunto anche lei un contributo importante, è là che ci
giochiamo tutto, nella scuola, nell'istruzione nell'educazione, nel
reinserimento lavorativo, per ridare un luogo, una collocazione un
orizzonte di speranza e di dignità a questi ragazzi e, soprattutto,
per non lasciare più sole le loro famiglie che hanno il carico
psicologico, emotivo, fisico e che sono troppo spesso lasciate
assolutamente sole di fronte al disagio, alla dipendenza e al
disagio mentale, ovviamente, che spesso è correlato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole La Vardera. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Presidente del Parlamento, esponenti del Governo,
onorevoli colleghi, oggi sarà un giorno memorabile per questo
Parlamento e dell'intera legislatura.
Per me è difficile nascondere la commozione e la gioia per un
obiettivo tanto desiderato, voluto e cercato.
A due anni dal nostro insediamento, infatti, ci apprestiamo a
votare una legge fondamentale per la nostra terra. Una legge che
parte dal basso, dalla società civile, dal dolore di chi ha perso
un proprio caro, una legge che prova a dare una concreta risposta
al dilagare di un nemico invisibile che sta distruggendo tante
vite, dilaniando altrettante famiglie, il crack. Una droga
potentissima, una droga che toglie la dignità, la libertà e spesso
purtroppo anche la vita.
In quest'Aula, caro Presidente, la ringrazio per avere accolto la
mia richiesta. Ho voluto fortemente che ci fossero tutti gli attori
della società civile che hanno lavorato al raggiungimento di questo
grande obiettivo, cioè Francesco Zavatteri, cui dobbiamo un immenso
grazie per aver condiviso il dolore grande di perdere un figlio
provando a scuotere le coscienze della nostra società, ci sono i
ragazzi delle università di Palermo, che coordinati da una prof.
speciale, Clelia Bartoli, hanno lavorato al testo della legge, ci
sono tutte le associazioni che lavorano ogni giorno silenziosamente
nella nostra città per strappare ogni giorno quanti più giovani al
crack.
C'è Don Enzo Volpe, che da vero uomo di Dio, porta luce nelle
tenebre di Ballarò. C'è gente come Nino Oddo che cercano per strada
i giovani che hanno perso la loro identità a causa del crack. Non
c'è, ma è come se ci fosse, il vescovo di Palermo che ha dato una
grande spinta contro quello che, lui stesso, ha chiamato nuova
peste.
Non c'è, ma è come se ci fosse, il dottore Spinnato che ogni
giorno, silenziosamente, con grande cura prova a dare una spinta
importante all'Asp di Palermo. Non c'è, è come se ci fosse, la
ringrazio, la dottoressa Faraoni, che ha voluto fortemente
inaugurare un centro di pronto intervento per i ragazzi di Palermo.
Ci sono soprattutto i colleghi deputati dell'Intergruppo contro le
droghe, cui mi onoro di essere Presidente. Colleghi di tutti i
gruppi politici, maggioranza e opposizione, destra, sinistra, tutti
uniti contro un nemico comune che si chiama mafia e crack.
Stiamo dimostrando che davanti a questi temi la politica deve
essere compatta, coesa, unita
Oggi, cari colleghi, scriveremo un pezzettino importante
approvando una legge che certamente potrà essere perfettibile, che
sicuramente dovrà avere sempre più risorse, dovrà cercare sempre
più soldi, ma che senza dubbio apre uno squarcio in ciò che da ieri
non c'era e che oggi c'è, ossia una legge.
Ci sarà
Per questo vi dico grazie a nome di chi combatte silenziosamente,
ma con grande dignità, ogni giorno contro le dipendenze. Voglio
ringraziare lei, Presidente Galvagno, che ha dato anche un input
importante affinché oggi potessimo discutere questa legge e la
potessimo approvare, perché tutti noi prima di essere deputati,
presidenti, assessori o qualsiasi altro incarico, siamo uomini e
oggi lo stiamo dimostrando.
E, nel concludere, io mi auguro che oggi, così come ha stabilito
la Conferenza dei Capigruppo, si possa votare perché ho letto degli
articoli di stampa che non saranno sicuramente veri, non voglio
pensare che siccome oggi, purtroppo, il presidente Schifani non è
in Aula dobbiamo aspettare che torni martedì prossimo.
No, no, no, no, no Perché se questa cosa dovesse succedere,
onestamente, sarebbe una cosa gravissima cui noi dobbiamo rendere
conto alla società civile che guarda quest'Aula oggi e chiede a
quest'Aula di esitare una legge che è una legge fondamentale per la
nostra Terra.
Io quindi sono convinto, e lo ringrazio, perché il presidente
Schifani, ha messo le risorse giuste. È vero, ha dato la
possibilità di mettere dei soldi, e lo dico spesso e volentieri io
che spesso e volentieri condanno e accuso questo Governo, bravo
Governo, bravo assessore Dagnino che non lo vedo, perché avete dato
una risposta.
Basteranno questi soldi?
Forse no. Ma intanto il Governo ha dato una risposta, e a loro
dico grazie nella persona del capogruppo Pellegrino
Questo è un giorno di coesione di questo Parlamento, e mi auguro
che questo Parlamento, con grande dignità, perché noi siamo stati
chiamati a svolgere un ruolo fondamentale, approvi questa legge
senza rinvii. Senza rinvii. Non perché martedì cambia qualcosa.
Perché c'è una Conferenza dei Capigruppo che ha stabilito che oggi
c'è la discussione generale e ci possa essere il voto. Ed io sono
sicuro che questo avverrà
Ho 37 secondi, mi permetterà signor Presidente, per leggere il
pensiero di Francesco che ha voluto fortemente che io potessi
leggere un suo pensiero.
Lui non è deputato, il padre di Giulio.
Mi ha chiesto per favore leggi questo pensiero.
Lo voglio leggere, mi scuserete, onorevoli colleghi, se prendo
qualche minuto in più.
"ARS 24 settembre 2024.
Discussione in Aula del ddl dalla dipendenza all'interdipendenza .
Parla il Papà di Giulio.
La Regione siciliana da troppo tempo attendeva una legge che si
occupasse di dipendenze patologiche.
Noemi, Giulio, Diego hanno smarrito le loro giovani e preziose
vite perché si facesse qualcosa per la cura delle fragilità che
sfocia nella patologia.
Probabilmente non sapremo mai quali sono le ragioni della
dipendenza da sostanze stupefacenti, ma abbiamo la certezza che
molti ragazzi si sono persi e molti di più si perderanno se non
intraprenderanno un percorso collettivo di consapevolezza e di
responsabilità verso coloro che saranno i cittadini del domani.
Il nostro dovere morale è quello di offrire un mondo migliore ai
nostri figli, ai figli tutti.
Il crack, sostanza stupefacente e devastante per il sistema
nervoso centrale, è spacciato a Palermo da oltre 8 anni.
Mi chiedo se è possibile che nulla o poco si è fatto per prevenire
e arginare il fenomeno.
Il nostro Giulio, Giulio, di tutti forse oggi sarebbe qui a farci
ridere con il suo umor prezioso.
Siamo all'inizio di un percorso complesso e in salita. Dobbiamo
impegnarci per lavorare nell'educazione scolastica, aprire un
dialogo con questi ragazzi spesso soli in un mondo nel quale hanno
difficoltà a integrarsi, riscoprire che nelle esperienze semplici
si trova il bello dell'esistenza, lavorare nelle periferie
abbandonate per creare strutture ricettive, campi sportivi
attrezzati dove i ragazzi possono sostituire la noia con lo sport,
agevolare chi fa volontariato a monte ed offrire a questi giovani
per sfuggire le fascinazioni dello stile di vita malavitoso.
Oggi è un passo importante, una vittoria della società civile che
dobbiamo anche alla sensibilità di questa Assemblea, di tutti i
parlamentari e in particolar modo l'onorevole Ismaele La Vardera
che ha speso molte delle sue energie per raggiungere questo
risultato.
Adesso lavoriamo affinché nascano dei luoghi di cura
all'avanguardia a bassa, media e alta soglia dove chi soffre di
dipendenza deve trovarsi in un luogo piacevole a contatto con la
natura con percorsi terapeutici, tenendo presente che l'impegno e
il lavoro sono la migliore terapia come San Patrignano ci ha
insegnato.
Lavoriamo per questi ragazzi che potranno essere una risorsa per
la salvezza dei tanti e delle loro famiglie .
Caro Francesco, questo Parlamento oggi dice grazie a te. Grazie a
nome di tutti perché hai messo a disposizione la tua esperienza
terribile di perdere un tuo caro e oggi questo Parlamento e tutta
la politica ti dice grazie perché sappiamo che oggi è un giorno
memorabile per questa nostra Legislatura.
Grazie.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il crack è
una droga particolare perché in questo momento in cui si parla di
caro vita e tutto sale con i prezzi alle stelle paradossalmente la
droga più si manifesta nella sua devastante potenza e meno costa,
diventa facilmente accessibile a tutti, diventa popolare, diventa
il simbolo perfetto di questa società dei consumi dove si alimenta
il desiderio e il desiderio stesso ti consuma, consuma la tua vita,
la tua esistenza fino a farti preferire il crack alla vita stessa,
5 euro costa una dose, 5 euro è il prezzo di mezz'ora di sballo,
poi il down e poi di nuovo il down e se ti prostituisci è gratis.
A due passi da questo Parlamento, qua sotto, in uno dei mercati
storici più grandi, turistici e importanti di Palermo abbiamo la
nostra crack zone, la zona dove abito anche io Presidente nei
giorni della settimana in cui frequento il Parlamento, è una zona
dove c'è indifferenza, dove questi ragazzi dalle facce scavate e
dai movimenti sincopati allungano il braccio chiedendo qualche
moneta e interrompendo i nostri momenti di quiete, di serenità, ma
nessuno li guarda o meglio non li guardano molte volte i turisti,
gli esercenti, i residenti.
Eppure qualcuno li ha guardati questi ragazzi, li ha guardati bene
ed è per questo motivo che oggi siamo qua e ringrazio anche io le
associazioni "La casa di Giulio", "SOS Ballarò", ora sicuramente
non le riuscirò a elencare tutte, ringrazio il vescovo,
l'Università, perché ci hanno fornito questo strumento, perché
hanno fatto in modo che anche questo Parlamento guardasse con
attenzione quello che stava succedendo da anni e anni qua a Palermo
così come in tante altre città d'Italia. E questa crack zone che è
fatta di fessure, di fratture dove si insinuano tutte queste
situazioni che sono difficilissime da risolvere oggi hanno uno
spiraglio e mi auguro che, ora non sto qua a dire se le somme sono
tante, poche, bastevoli o no, perché chiaramente è un fenomeno
sproporzionato più grande di ognuno di noi, però è un inizio ed è
un inizio che sicuramente parte da questo Parlamento che ha
recepito le richieste di tutte le associazioni ma che non si deve
interrompere. Mi auguro che l'Intergruppo continui a esistere anche
dopo l'approvazione della legge, a vigilare sulla riuscita appunto
della sulla fattività della legge stessa e che si continui a
lavorare per, non dico risolvere, ma quanto meno fronteggiare e
attenzionare un problema che riguarda tutti noi.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sono
molto felice Presidente Laccoto di questo lavoro che abbiamo fatto
in Commissione tutti insieme e per la prima volta sentire parlare
altri colleghi che in genere da questo scranno hanno inveito contro
il Governo invece oggi dicono grazie, questo mi crea veramente una
grande soddisfazione. Questo è un lavoro di equipe, un lavoro che
tutti insieme stiamo mettendo a segno nei riguardi di questa
problematica gravissima, la parola corretta Presidente gravissima.
Vorrei che tutta la legislatura fosse così, che tutti quanti
quando ci togliamo dal nostro impegno politico e dal nostro colore
politico possiamo ambire ad avere risultati concreti per i nostri
cittadini per ogni cosa al di fuori dello del crack stesso.
Il crack non è una droga, il crack è un qualcosa di più, molto più
di una droga, è qualcosa che veramente supera ogni immaginazione di
tutto quello che abbiamo finora visto: dipendenza, aggressività,
alienazione.
Le parole concrete da utilizzare sono come questa: alienazione. È
la cronaca di tutti i giorni, dei telegiornali, quello a cui
assistiamo ogni giorno con questi ragazzi che spesso compiono
gesti, atti esageratamente brutti e criminali e spesso non hanno
neanche la consapevolezza di quello che fanno.
Il crack è sì a basso costo, ma la problematica non parte dalla
dose, parte dal fatto che questa sostanza crea dipendenza in
maniera molto più rapida di qualunque altra sostanza finora
impiegata.
Per cui c'è sempre la necessità di reintegrare, di avere di nuovo
una risposta alla dipendenza di questa sostanza, che significa che
già man mano che si usa in pochissimi giorni si ha una tolleranza
alla sostanza, e quindi un importante aumento di consumo della
sostanza stessa.
Presidente, non è qui che voglio arrivare oggi, questo l'abbiamo
detto tutti e lo conosciamo tutti, però noi in questo momento
stiamo investendo soprattutto con le risorse per cercare di mettere
freno a questa piaga. Quando però parliamo di piaga dobbiamo capire
quali sono le origini concrete, le origini vere di questa piaga.
Non dobbiamo e non possiamo pensare che noi dobbiamo intervenire
soltanto a fatto conclamato, ma dobbiamo capire assolutamente da
dove origina la necessità di utilizzo di questa droga. Questo è
importante. Quindi l'ansia nei nostri ragazzi, dei nostri scolari,
nelle scuole: l'ansia, l'insicurezza, la paura,
l'insoddisfazione... ragazzi che sono senza punti di riferimento.
Bullismo e cyberbullismo portano ineluttabilmente alla ricerca di
qualcosa che potenzi, che possa potenziare il loro modo di agire.
Ecco come si cade facilmente in questa grave trappola.
Sto cercando, insieme all'Ufficio scolastico regionale,
all'Assessorato alla famiglia, all'Assessorato alla pubblica
istruzione di creare un tavolo insieme ai Presidenti delle società
più importanti di pediatria a livello nazionale, e di creare un
protocollo d'intesa affinché possiamo arrivare alle origini del
problema, quindi non solo bisogna intervenire subito su quello che
sta succedendo, ma se non interveniamo anche sulla genitorialità,
sulla scuola, sulla famiglia, sui ragazzi già nella primissima
infanzia, noi abbiamo fallito il nostro compito.
Quindi, tutti insieme, tutti questi attori, partendo dagli
insegnanti, dai pediatri, dalla famiglia, sono importantissimi;
attori importantissimi per la reale prevenzione. Dobbiamo
interrompere assolutamente questo enorme dispendio, e ricordo
un'ultima cosa prima di chiudere: quando uno di questi ragazzi
arriva a diventare il criminale incallito, perché non può farne più
a meno, è sempre più difficile recuperarlo. E questi ragazzi
diventano veramente la vera piaga della società. Dallo scippo, al
furto, al piccolo problema di criminalità diffusa e a loro stessi a
spacciare per avere la loro dose.
Io ringrazio tutto il Parlamento, oggi è una giornata speciale
anche per me come pediatra, perché se riusciamo tutti a fare
qualcosa di più, questo è un momento che ci porta a nobilitare il
nostro ruolo in questo Parlamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro. È iscritto a parlare
l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente. Assessori e onorevoli colleghi,
intanto apprezziamo la presenza dell'Assessore alla salute, che non
vedevamo da diversi mesi in Assemblea, certamente impegnata a
risolvere i vari problemi che riguardano la nostra sanità. Dispiace
l'assenza del Presidente della Regione, visto che comunque anche
quanto meno nei media, aveva espresso particolare attenzione nei
confronti al tema, sono certo che arriverà a breve e comunque
certamente l'Assemblea credo abbia il diritto e la necessità di
procedere con i lavori.
Non possiamo che accogliere favorevolmente questa norma che
riguarda un tema a cui occorre veramente puntare una importante
lente di ingrandimento, una piaga che colpisce la nostra città,
Palermo, ma tutta la Regione, che riguarda ovviamente una droga che
fa parecchi danni alla nostra società e ai nostri ai nostri
giovani. Quindi diciamo l'accogliamo assolutamente con grande
attenzione soprattutto favorevolmente. Anche poco fa, stavo
riguardando diversi emendamenti presentati dai colleghi da lì devo
dire che si capisce, si denota l'importanza del tema e soprattutto
l'attenzione che è stata posta su questo argomento che viene
trattato non solo a livello parlamentare, quindi non solo la
Commissione, non solamente l'Assemblea ma viene trattata con le
associazioni che quotidianamente trattano questi argomenti.
Lei Presidente, sa benissimo che io su questo tema, su questi
argomenti sono particolarmente attento e li ho affrontati su
tantissimi aspetti e ho organizzato diversi incontri anche in
Assemblea regionale siciliana e, lo sanno tutti, sono favorevole
alla legalizzazione delle droghe leggere credo sia un tema che
abbiamo affrontato sotto tantissimi aspetti che vanno dalle
dipendenze ovviamente ma attraversano quelli che riguardano la
lotta alla criminalità organizzata, un mondo che viene gestito
purtroppo dalla mafia senza che lo Stato in qualche modo trovi
delle soluzioni, anzi che attui una politica del proibizionismo che
ad oggi ha sotto gli occhi di tutti miseramente fallito. Ecco, su
questi argomenti ci sarebbe da parlare veramente per ore, ore, e
ore provare ad affrontarla in maniera più determinata possibile
perché molte volte la si affronta con grande superficialità o con
frasi fatte quando invece dietro ci sono vite, ci sono persone, ci
sono c'è la quotidianità dei nostri giovani e quindi andrebbe
veramente affrontato in maniera assolutamente più ampia, al di là
diciamo degli steccati ideologici, con in mano probabilmente dati e
numeri che magari oggi non competono la nostra Regione ma che
certamente competono al nostro Paese per mostrare il fallimento
delle politiche che ad oggi sono state adottate nei confronti delle
droghe ed è palesemente sotto gli occhi di tutti.
Quello che ci tengo a precisare è che a questa legge ho presentato
un solo emendamento che si troverà all'interno del fascicolo perché
ritengo sia importante che l'Assemblea venga e ottenga una
relazione annuale da parte dell'Assessore alla Salute sullo stato
di attuazione della norma perché la Regione si sta impegnando tanto
da un punto di vista economico, da un punto di vista finanziario ma
soprattutto perché vogliamo vedere i risultati, speriamo positivi,
dell'applicazione di questa norma e quindi ci auguriamo che
annualmente l'Assessore alla Salute venga a relazionare la
commissione competente affinché ci porti dei dati confortanti su
quell' importante investimento che la Regione sta facendo nei
confronti di questa piaga della nostra società e che quindi ci
permetta di valutare effetti positivi e negativi dell'attuazione
della norma ma soprattutto magari anche la possibilità di
rifinanziarla e metterci ulteriori risorse rispetto a quelle oggi
preventivate.
Quindi lascio come dire piacevolmente oggi questo scranno dicendo
che c'è la massima attenzione da parte del nostro Gruppo
parlamentare che ha affrontato già in Commissione il tema e che mi
auguro oggi l'Aula abbia la possibilità di affrontarlo in maniera
serena e soprattutto emendamento dopo emendamento, anche come dire,
vista soprattutto l'assenza del Presidente della Regione. Grazie.
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
dopo un bel lavoro che è stato fatto in Commissione Salute, Servizi
sociali e sanitari è arrivato in Parlamento questo provvedimento al
quale, come Gruppo parlamentare di Sud chiama Nord, abbiamo posto
la nostra attenzione attraverso quella che è stata un'attività
intensa, che ha svolto il collega La Vardera. Ismaele fin
dall'inizio, da quando ha messo piede in questo Parlamento, ha
posto delle questioni, costringendoci - e ha fatto bene - anche a
fare la prova del capello. Pochi lo hanno fatto, pochi colleghi.
Noi ci siamo assolutamente sottoposti a questo esame, perché questo
è il Parlamento che deve essere anche l'esempio per tutti, anche
per i giovani. Naturalmente sono state delle attività di
sensibilizzazione che le istituzioni e chi le rappresenta deve
saper svolgere e, soprattutto, diffondere con grande buon senso.
Io voglio ringraziare, oltre che ovviamente il collega La Vardera,
anche la Commissione per il lavoro svolto e lo voglio fare come
genitore, perché oggi sicuramente uno dei mestieri o missioni più
delicate è fare il genitore, in una società sempre più fluida, in
una società nella quale - Presidente - non siamo più noi a dettare
i tempi, ma non sappiamo chi li detta. Noi non ci rendiamo più
conto di chi detta i nostri tempi e soprattutto le nostre
attenzioni. Ed è ovvio che l'isolamento all'interno delle famiglie
parte anche da questa situazione paradossale che stiamo vivendo.
Siamo tutti eterodiretti, è inutile che ci giriamo attorno. Spesso
non ci rendiamo neanche conto della dipendenza che abbiamo dal
cellulare. Ed ecco che è ovvio che questo tema è un tema delicato e
questo Parlamento sicuramente oggi sta affrontando una delle leggi
più importanti che ha avuto modo di esaminare ed approvare.
Ecco perché, signor Presidente, il 10 di settembre - lei lo
ricorderà bene - io nella Conferenza dei Capigruppo ho chiesto che
venisse calendarizzato questo testo, come Sud Chiama Nord, ma devo
dire che c'è stata la condivisione di tutti i capigruppo. Lo
abbiamo calendarizzato e abbiamo stabilito un percorso. Oggi noi
partiamo dal presupposto che questa legge sarà esaminata e sarà
approvata.
Veda, il Presidente Schifani non verrà, perché è lì che attende
ancora l'AST, che passi l'autobus dell'AST, come è capitato a mia
figlia stamattina per l'ennesima volta a Fiumedinisi.
E allora è inutile che si cerchi di trovare l'escamotage per
votare domani, signor Presidente. Noi non siamo d'accordo. E
soprattutto non siamo d'accordo che passi il messaggio che questo
Parlamento è alle dipendenze del Presidente Schifani
È ancora l'ennesima volta che il Presidente Schifani, dal suo
yacht o dal suo eremo, fa il suo ruttino politico ed ecco che
cambiano le carte in tavola, come oggi nella Commissione 'Affari
istituzionali' è scomparso "l'assessore per tutti". Assessore
Dagnino, un miracolo Ma così è stato. La potenza di un ologramma,
che neanche ci dà la soddisfazione di apparire, è tale.
Bene, questo Parlamento non è alle dipendenze del Presidente
Schifani. E ci sono anche delle regole di bon ton, Presidente, mi
permetto, che lei ha sempre salvaguardato, che riguardano il
percorso che la Conferenza dei Capigruppo stabilisce. E in
quell'occasione più volte abbiamo chiesto la disponibilità al
Presidente Schifani di affrontare tanti temi e non è venuto.
E non è la prima volta che il Parlamento legifera in assenza del
Presidente del Governo, non è la prima volta Anzi, lo ribadisco
per l'ennesima volta. Il Presidente Schifani già ha superato il
record: è il Presidente più assenteista della storia del Parlamento
siciliano
E allora di che cosa stiamo parlando? Se oggi qualcuno vuole
insinuare in questo Parlamento l'ipotesi del rinvio
dell'approvazione di questo testo, perché non bisogna fare lo
sgarbo al Presidente Schifani, no Presidente Galvagno, perché veda,
qua non si tratta di sgarbo, qua si tratta di rispetto; di rispetto
di un'Aula, di un percorso che è stato fatto, di quelle
associazioni alle quali dobbiamo dire grazie. Dobbiamo dire grazie
a quei genitori che affrontano da soli certe tragedie, ed è nel
rispetto dei loro confronti. E se qualcuno, oggi, si pone anche il
problema - e chiudo, Presidente - di non voler dare il merito a
qualcuno che ci ha lavorato, beh, come disse qualcuno, il
Presidente Schifani stia sereno Nessuno di noi, qui, è pronto a
fare post per il risultato ottenuto, perché questo è un risultato
di civiltà che deve appartenere all'intero Parlamento, e che quindi
non può essere barattato nei confronti di una istituzione che in
questo Parlamento si è, ormai, registrato come soggetto totalmente
assente. E quando è presente, abbiamo anche qualche dubbio che lo
sia realmente.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha
facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, saluto gli assessori e i colleghi. I
colleghi già hanno detto tutto, e sono stata ad ascoltarli. Questo
è un risultato che abbiamo raggiunto tutti noi, perché è qualcosa
che riguarda l'intera società. Però bisogna ammettere che il
Presidente Schifani ha avuto la sensibilità di rendersi conto di
quello che stava accadendo, di mettere undici milioni di euro e di
far sì...
(Intervento fuori microfono)
VOLO, assessore per la salute. Tredici milioni.
LANTIERI. Tredici? Allora ho sbagliato. Tredici milioni di euro e
di far sì che questa legge, oggi, venga approvata e possa essere a
disposizione di tutti quelli, purtroppo, che hanno bisogno.
Io volevo ringraziare l'onorevole Chinnici, perché oggi ha parlato
del centro di Leonforte, l'unico centro siciliano, inaugurato
qualche mese fa, a Leonforte. L'unico centro della doppia diagnosi.
Volevo dire grazie a tutti i colleghi, ma volevo dire che,
purtroppo, quel giorno, purtroppo e per fortuna ero presente, ho
visto i ragazzi. Ma la cosa che mi ha fatto più male è stato vedere
i genitori dei ragazzi. Purtroppo chi già aveva perso un figlio, e
chi invece si appresta ancora a risolvere questo annoso problema.
Perciò voglio dire io, da mamma e da nonna, voglio ringraziare
tutti i parlamentari ma, prima di tutto, il Presidente Schifani,
l'assessore Albano e l'assessore Volo, anche l'assessore Dagnino,
l'Assessore al bilancio, perché hanno fatto di tutto per trovare
delle soluzioni prima possibile, senza polemica. Perché prima di
tutto ho ringraziato i colleghi. Anche il collega Ismaele e La
Vardera che ha fatto una battaglia, che ha evidenziato. Perché
vedi, noi non dobbiamo litigare. Dobbiamo raggiungere il risultato.
Hai condotto una battaglia valida, perché da giovane certe cose io
le sconoscevo. Ho capito quello che stava accadendo. Perciò, grazie
Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, io
intervengo perché, così come ha detto, come hanno detto altri
colleghi che sono intervenuti prima di me, oggi è un giorno
importante. Perché quando l'Assemblea regionale siciliana discute,
e approva, un disegno di legge che nasce dalla società civile, che
nasce dalle associazioni, che nasce dalla spinta dei cittadini che
capiscono che c'è un problema e che non può essere messo sotto il
tappeto, come spesso si fa con le diversità, come spesso si fa con
tutte quelle situazioni che, magari, non vogliamo, in qualche modo,
vedere. No? Perché poi la società, a volte, si stringe e lascia
chi? Lascia i genitori, lascia spesso i sindaci, gli
amministratori, gli assessori, i consiglieri comunali, le
associazioni a dover gestire situazioni immani.
E Presidente, sa perché dico genitori, sindaci e assessori? Perché
il Presidente della Regione, che oggi è assente, ha definito con
una lettera che ha inviato ad un giornale siciliano 'poltronari' i
sindaci e gli assessori
Cioè, chi in questo momento è in trincea, assieme ai genitori,
assieme alle associazioni, assieme a tutta la società civile,
perché noi stiamo attraversando un momento di difficoltà enorme, il
Presidente della Regione, quando definisce la poltrona di un
assessore, la sedia di un assessore che poi è una sedia che scotta,
così come scottano le sedie delle associazioni, di chi è in prima
linea, della Chiesa che in questo momento è lì a dovere affrontare
problemi immani e, allora, vuol dire che c'è un Presidente della
Regione che si sta staccando, non solo da questa Assemblea
regionale siciliana, ma si sta staccando da chi è in prima linea,
si sta staccando dai Comuni, si sta staccando dai sindaci, dalle
associazioni E noi, Presidente, nonostante in questo momento non
governiamo, perché siamo all'opposizione, noi saremo sempre accanto
ai sindaci, ai consiglieri comunali, agli assessori
E quelle poltrone, quelle sedie, quei ruoli non le definiremo mai
poltrone', perché quelle non sono poltrone, Presidente. Le
poltrone sono quelle di chi, e me ne assumo la responsabilità, è
seduto all'interno di palazzi a percepire migliaia e migliaia di
euro girandosi le spalle rispetto a problemi che ci sono e che
viviamo quotidianamente.
Allora, Presidente, io sono contento che questa legge, dopo due
anni, approda qui in Assemblea e mi ricorda tanto, Presidente, il
percorso che è stato fatto sulla legge dell'accoglienza e
l'inclusione della scorsa legislatura. E anche nella scorsa
legislatura, Presidente, così come in questa, qualcuno diceva 'ah
sì, ma questa legge, questo disegno di legge cosa volete che
risolverà?'.
Si fa un percorso. I disegni di legge, le leggi sono fatte per
cercare di regolamentare tutto quello che non è gestito dalla cosa
pubblica. Poi si può migliorare, assolutamente sì, poi ci devono
essere i fondi e ha fatto bene il Governo a mettere dei fondi, se
ne servono di più ne metteremo di più e l'Assemblea spingerà il
Governo regionale a metterne di più
Però le leggi servono, e mi dispiace che ci sia qualcuno che
diceva vabbè, questa legge però così come l'altra legge che cosa
potrà risolvere'? Il problema è talmente grande' Ma la politica,
la società civile deve realizzare leggi affinché qualunque problema
possa diventare poi nel tempo non più un problema ma possa essere
affrontato poi come un'opportunità che può essere data a quei
tantissimi giovani che oggi, ahimè, sono avvicinati da queste
devianze.
E, allora, dobbiamo essere uniti sotto questo punto di vista. Io
spero che il Presidente della Regione possa venire qui in Aula a
votare qualcuno degli articoli, a votare magari il disegno di legge
finale.
Noi lo aspettiamo ma o il Presidente è presente o il Presidente
non è presente, l'Assemblea è comunque sovrana L'Assemblea vota,
l'Assemblea decide e se c'è un Presidente della Regione che pensa
che i sindaci e gli assessori sono poltronari' o che le
associazioni e tutti quelli che sono in trincea in questo momento
non lavorano appieno ma, come dire, stanno facendo opere non utili,
allora sarà l'Assemblea regionale a dare valore a quei ruoli, a
dare valore a tutti quelli che sono in prima linea
SAVERINO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Noi
oggi siamo qui a discutere una legge così come hanno già detto
prima di me tanti altri colleghi che ci è stata richiesta, appunto,
dalla parte sana della nostra società perché ci arrivano queste
richieste dall'università, dalle parrocchie ma anche dalle
strutture sanitarie che prendono in carico questi giovani e che,
purtroppo, sono lì per cercare di affrontare queste dipendenze ma,
soprattutto, ci è stato chiesto dalla società civile, dalle
associazioni, dalle famiglie, le famiglie che giorno dopo giorno
nei quartieri vivono questo fenomeno, osservano questo fenomeno e
le conseguenze, purtroppo, di questo di questo fenomeno, un
fenomeno che si è divulgato in maniera allarmante perché ha
sostituito anche l'hashish e la marjuana tra i più giovani e
naturalmente le conseguenze di tutto questo, dal vagabondaggio ai
furti e, purtroppo, anche a conseguenze sicuramente più fatali.
Ricordo a noi, tutti noi, che il 5 dicembre scorso proprio queste
famiglie, le associazioni sono venute davanti il nostro Palazzo per
urlare "la Sicilia sta facendo crack " ed era così quello che
veniva scritto su questo striscione che loro tenevano in mano
perché le conseguenze di queste sostanze sta portando proprio a
mietere vittime e le conseguenze sono devastanti.
Da pochi giorni si era avuta la notizia di Giulio, ne parlavamo
prima, il padre lo trovò vicino al proprio letto e in
quell'occasione tutti noi che siamo scesi, molti noi eravamo scesi
davanti al Parlamento, abbiamo detto che non li avremmo abbandonato
e che ci saremmo ricordati di questo e oggi siamo qui in
quest'Aula, proprio perché è compito della politica ma anche delle
Istituzioni pensare e lottare contro questi fenomeni e cercare di
intervenire in maniera più veloce possibile, purtroppo, già è
passato un anno, quindi, noi abbiamo perso già troppo tempo e credo
che non si possa ancora perdere tempo, perché bisogna intervenire
subito con la prevenzione, ne parlavano bene tutti prima, la
prevenzione, le campagne informative, tante volte anche repressive
però noi dobbiamo portare avanti le leggi ed è quella di cui oggi
noi stiamo parlando e le leggi devono essere attuate, quindi, oggi
spero che si possa veramente arrivare a votare questa legge ma non
finisce qui il nostro compito perché poi dobbiamo continuare a
osservare, dobbiamo essere certi che venga, che si possa attuare
nel più breve tempo possibile.
Noi, Presidente, non abbandoneremo i nostri giovani e,
soprattutto, non faremo sì che i nostri quartieri, che le nostre
periferie cadano sempre più nel degrado e voglio ringraziare
anch'io, come hanno fatto tanti colleghi prima di me, non solo
tutte le famiglie, le associazioni ma tutte quelle persone che si
sono presentate qui davanti al Parlamento che ci hanno ricordato
qual è il nostro compito, qual è il compito della politica e delle
Istituzioni e, soprattutto, ci hanno ricordato perché noi siamo
qui, quindi facciamo leggi e le dobbiamo fare attuare. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha
facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
nell'associarmi al collega La Vardera, Presidente dell'Intergruppo
di cui in questi mesi ho svolto anche il ruolo di Vicepresidente,
voglio ringraziare tutte le realtà, i colleghi deputati, le
associazioni, la famiglia Zavatteri, la Curia che per conto e che
attraverso il Vescovo, ha dato manforte e sostegno a questa
iniziativa parlamentare.
Ma, soprattutto, voglio Presidente, oggi porre all'attenzione
dell'Aula il tema che ci apprestiamo ad affrontare, ovvero quello
della tossicodipendenza, io ritengo che si è parlato tanto di
tossicodipendenza in questi anni senza materialmente intervenire in
maniera concreta: oggi il costo della tossicodipendenza sui bilanci
anche delle singole realtà territoriali e parlo della Regione,
parlo anche dei comuni, definiti all'interno delle relazioni che
annualmente vengono pubblicate anche dal Parlamento su quello che è
il costo anche e il danno che provoca e che causa la
tossicodipendenza rispetto anche all'economia del nostro Paese, ci
deve fare riflettere, ci deve fare riflettere perché,
paradossalmente, ci occupiamo e ci siamo occupati in queste
settimane di pensare a dove recuperare 12 milioni di euro, anzi 13
milioni di euro, non guardando all'impatto negativo perché la
tossicodipendenza oggi in Italia, Presidente, impatta per l'1,8 per
cento del Pil nazionale
Parliamo di quasi 28 miliardi di euro e quindi non guardando il
danno che la tossicodipendenza crea nel sistema nazionale o nel
sistema regionale e voglio dire questo perché oggi, nonostante ci
stiamo apprestando all'approvazione di un disegno di legge, che in
qualche modo vuole mettere mano e quindi riformare il sistema che
poi definisce tutte le azioni da mettere in campo, non ci stiamo
occupando in maniera concreta di quello che è l'approccio da parte
della Regione nei confronti di realtà, come sono state citate
durante la conferenza stampa di prima dal padre di Giulio, come la
realtà e la comunità di San Patrignano che oggi paradossalmente
invece viene ostacolata dalla nostra Regione.
Mi ha colpito molto la dichiarazione che ha fatto il padre di
Giulio durante la conferenza stampa di poc'anzi, nelle sue
dichiarazioni mi sono ritrovato perché ho vissuto anche io nel
portare avanti la mia azione di contrasto alle tossicodipendenze
questo fenomeno, durante la conferenza stampa alla domanda della
giornalista di Repubblica in quale momento si sia sentito solo e
abbandonato dalle istituzioni, il padre di Giulio ha risposto che
si è sentito abbandonato e solo quando Giulio aveva 15 anni e alla
richiesta di trasferire il ragazzino presso la comunità di San
Patrignano - individuata come una realtà in grado di affrontare e
di recuperare il ragazzino - si è messo di traverso un medico, il
Sert di riferimento, non consentendo questo trasferimento e
lasciando Giulio nelle mani e nella gestione che molto spesso non
guarda a quello che è il recupero dei ragazzini ma che molto spesso
guarda al profitto senza voler commentare tutto quello che è
successo dopo.
E allora oggi la Regione deve fare un passo in avanti, al di là
dell'approvazione di questa norma, oggi la Regione deve riconoscere
le eccellenze che abbiamo anche a livello nazionale, come la
comunità di San Patrignano, perché guardi Presidente, noi oggi ci
approcciamo nei confronti di una patologia o di una malattia
rivolgendoci al migliore ospedale che appunto abbiamo rispetto a
quella patologia stessa, dovremmo iniziare a farlo anche nei
confronti della tossicodipendenza, dovremmo iniziare a farlo per
cercare di salvare tantissimi ragazzi, tantissime famiglie, che
purtroppo oggi vengono ostacolate dalla nostra Regione perché si
guarda solo ed esclusivamente, molto spesso, al profitto senza
guardare a quella che è la tutela e la salvaguardia di chi oggi si
rivolge presso i centri che dovrebbero in qualche modo dare delle
risposte a queste famiglie.
Quindi, e concludo Presidente, il lavoro che è stato fatto dalla
Commissione e dall'Intergruppo, da tutti i colleghi parlamentari, è
un lavoro meritevole, spero che venga approvata oggi questa riforma
e spero che non rimanga una riforma spot, che ci siano i decreti
attuativi e che ci sia un controllo rispetto alle azioni che
dovranno essere messe in campo, perché la legge approvata e attuata
solo con i decreti attuativi non sortirà gli effetti desiderati.
Concludo, dicendo che ho presentato un emendamento che è stato,
come dire, dichiarato inammissibile e bocciato questa mattina dalla
Commissione bilancio, che prevede l'istituzione di un fondo per la
prevenzione destinato agli enti del terzo settore per mettere in
campo anche iniziative di progetti sperimentali volti proprio al
recupero di questi ragazzi, spero che l'Aula possa prenderne atto e
rivalutarla, diversamente spero che nella prossima manovra
finanziaria o nell'assestamento di bilancio si possa tenere conto
di questa iniziativa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino. Ne ha
facoltà.
PELLEGRINO. Presidente, intanto ringrazio per avermi dato la
parola e debbo ringraziare, in particolare, tutte le associazioni,
i privati, le autorità - anche religiose - che si sono spese per
strutturare questo disegno di legge e deve essere ringraziato anche
il nostro Governo, in particolare, gli Assessori che si sono spesi,
l'assessore Volo, l'assessore Dagnino che sono presenti e
l'assessore Albano che si sono spesi per l'approvazione di questo
disegno di legge.
Dicevo, è un momento fondamentale per la prevenzione e per la
tutela dei nostri giovani e per il contrasto alle droghe, in
particolare, al crack. E proprio per questo motivo, proprio perché
vi è stato questo importante e decisivo intervento del Governo, in
relazione ad una norma importante che, nonostante alcune
anticipazioni dei colleghi che mi hanno preceduto, chiedo
all'Assemblea e al Presidente ovviamente un rinvio a domani, in
modo che possa essere presente il presidente Schifani che non è
assente oggi non per motivi personali o per ragioni slegate dal suo
mandato, il presidente Schifani sta lavorando a Roma per la Sicilia
per ragioni improrogabili ma, d'altra parte, vi è qui la sua
Giunta, vi sono gli Assessori che sono interessati direttamente al
disegno di legge, vi è l'assessore Dagnino, l'assessore Volo,
l'assessore Albano, poi c'è l'assessore Savarino, l'assessore
Messina quindi il Governo è presente ma, proprio per l'importanza
decisiva sotto il profilo del contrasto alla droga di questa norma,
il Presidente ha interesse e vuole essere presente.
Per cui se quest'Assemblea potesse concedere questo rinvio, un
rinvio a domani per dare la possibilità anche al Presidente di
avere contezza di quella che è l'Aula, di quello che è stato
l'intervento di tutte le forze politiche perché, l'ho detto in
altre occasioni e specialmente in occasione di disegni di legge
approvati da questa Commissione e ringrazio il presidente Laccoto,
ringrazio la collaborazione e l'assoluta competenza con cui spesso
animano la nostra Commissione l'onorevole Burtone e l'onorevole
Gilistro, che sono gli specialisti della nostra Commissione, e che
sarebbe assolutamente opportuna la presenza.
Ma ringrazio anche l'Intergruppo, ringrazio - ripeto - la
Commissione Sanità' e so sicuramente che avranno a cuore il fatto
che vi sia anche il Presidente, il Presidente che è stato detto non
c'è, è assente ma noi curiamo le attività assembleari e curiamo
solo le attività assembleari, il Presidente deve essere presente ed
è presente nei momenti topici dell'attività legislativa e questo è
un momento topico e ha interesse ad essere presente, ribadisco, per
l'importanza della norma.
Ma, dicevo, a parte questi momenti ha anche altri interessi e,
soprattutto, l'interesse dei siciliani e l'interesse dei siciliani
va tutelato attraverso la partecipazione ai tavoli nazionali, ai
tavoli internazionali e di questo certamente non si può fare alcuna
ammenda al nostro Presidente.
La norma non è solo prevenzione, la norma è anche cura e anche
assistenza e va nel solco attraverso proprio questa copertura
importante.
Sappiamo benissimo che ci sono gravissimi problemi e gravissimi
disagi per la Sicilia: la siccità; l'agricoltura; la crisi idrica e
nonostante tutto abbiamo ritenuto, quest'Assemblea, la Commissione
ha ritenuto che vi sono altrettanti problemi che ci portano a
contrastare un fenomeno dilagante che è quello della droga, che è
quello del crack, in particolare, che può essere confezionato in
maniera molto più semplice e meno controllabile.
E quindi, dicevo, va nel solco di altre attività che aveva
compiuto il Governo attraverso il Centro di pronta accoglienza di
via La Loggia, attraverso la copertura finanziaria di questo
intervento di 2 milioni di euro, attraverso un percorso
motivazionale e multidisciplinare che è stato costituito, che è
stato realizzato e che è stato inaugurato a gennaio di quest'anno.
Quindi, intanto debbo ringraziare tutti, debbo ringraziare,
ripeto, le associazioni, debbo ringraziare i privati, le autorità
civili, le autorità religiose che si sono prodigate per portare
avanti questo disegno di legge, debbo ringraziare l'Assemblea
perché quando si lavora uniti abbiamo la prova che si possono
raggiungere tutti i traguardi e tutti i risultati legislativi
possibili.
E quindi mi pare, ripeto, come fatto di garbo istituzionale e come
rispetto verso l'istituzione Regione, perché l'istituzione Regione
ha rispetto di quest'Assemblea perché gli Assessori che sono di
volta in volta interessati alle discussioni d'Aula sono presenti,
dico come garbo istituzionale mi pare che sia doveroso attendere la
presenza del Presidente che domani pomeriggio ritornerà da Roma.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su
questo testo oggi sia stato davvero detto tutto.
Non posso non condividere le considerazioni che arrivano anche dal
Presidente della Commissione Antimafia', onorevole Cracolici, e
certamente se un plauso va dato, quello va nella direzione del
coinvolgimento dal basso, una spinta che ha voluto davvero mettere
assieme il mondo dell'associazionismo, il mondo cattolico, gli
stakeholder. Ma questo, mi permetta il collega, e non è un
dibattito che si vuole aprire con le forze di opposizione,
assolutamente, questo è un testo a cui si è arrivati grazie alla
condivisione di tutti, però certamente la Commissione Sanità' ha
contribuito a fare un grande lavoro.
Lo stesso sforzo non si può che intravedere anche nell'azione di
Governo, quindi vorrei un attimino, signor Presidente, rispetto
all'intervento fatto dall'onorevole collega Pellegrino, presidente
di Forza Italia, dire che coinvolgere il Governo fino alle battute
finali nell'approvazione di questo testo dove, nel cuore delle
emergenze che coinvolgono la Sicilia, si trova uno sguardo
importante ed attento al tema delle dipendenze patologiche rispetto
al quale si decide di fare un investimento importante di 11 milioni
di euro che, ovviamente, coinvolgerà certamente le periferie delle
aree metropolitane ma anche i piccoli comuni delle aree interne,
ecco, la richiesta oggettivamente mi sembra assolutamente
condivisibile.
Quindi, potremmo probabilmente portarci avanti rispetto alla
trattazione del testo, iniziare a votare, però, ripeto, credo sia
una richiesta di buon senso che domani magari si possa arrivare al
voto finale alla presenza del Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia. E' iscritto a parlare
l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, veramente due minuti
per ribadire che probabilmente questo che stiamo vivendo è il
momento più alto dell'attività di questo Parlamento e quindi è un
risultato che non si vuole ascrivere soltanto la maggioranza, che
non si vuole ascrivere soltanto il Governo, ma è un risultato di
tutto il Parlamento che ha voluto condividere anche con le parti
sociali, con le associazioni, con il mondo dell'università, con la
Chiesa. Proprio per questo, e veramente il mio intervento sarà
brevissimo, Presidente, perché penso che stiamo approvando l'atto
più importante dell'intera legislatura, comunque fra i più
importanti e considerato che il Governo è presente e la parte del
Governo che manca non è assente perché è andato in vacanza o in
gita scolastica ma perché è impegnato in altri momenti
istituzionali, chiedo a tutti i colleghi, quelli di maggioranza che
secondo me sono già convinti, ma anche ai colleghi
dell'opposizione, in un momento così importante non soltanto per il
Parlamento ma per la Sicilia, ritengo che la presenza del legale
rappresentante della nostra Regione, che è il presidente Schifani,
possa essere oltre che un atto formale anche sostanziale.
La proposta fatta dal collega Pellegrino per me è condivisibile:
se tutto il Parlamento condivide di consumare oggi tutti i
passaggi, comprensivi di quelli dell'approvazione di eventuali
emendamenti ed articoli e per il voto finale, se siamo tutti
d'accordo, di rinviare la votazione finale domani, aspettando che,
se non ho capito male la proposta di Pellegrino è di rinviarlo a
domani, sapendo che domani possiamo avere anche la presenza del
presidente Schifani che non farà un'invasione di campo ma
ratificherà la scelta, che non è solo del Governo che ha avuto
comunque il merito assieme a tutti di mettere a disposizione 11 o
13 milioni di euro, ma di condividere assieme al Parlamento, ebbene
non vuole togliere merito né all'opposizione né alla maggioranza,
ma condividere con noi questo momento così importante. Grazie,
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pace. E' iscritto a parlare
l'onorevole Galluzzo. Ne ha facoltà.
GALLUZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ripercorro tutti
i ringraziamenti che sono stati fatti dalla maggioranza e
dall'opposizione e da tutti gli interventi e se l'Aula ha fatto un
grande lavoro, se le Commissioni hanno fatto un grande lavoro,
bisogna dare merito comunque a chi rappresenta il Governo, in
questo caso il presidente Schifani e il presidente dell'Assemblea
Gaetano Galvagno, che hanno reso possibile che questo disegno di
legge avesse le dovute coperture per poi avere la funzione che il
disegno di legge deve avere.
Oggi, purtroppo, ancora una volta l'Aula, proprio in questo
momento di unione, ha visto qualcuno non rinunciare al proprio
momento per individuare colpe o del Governo o in altri settori che
riguardano probabilmente linee politiche diverse, sensibilità
diverse, ho sentito anche interventi criticare il Governo nazionale
perché ha una linea dura riguardo alla lotta alla droga.
Questa che facciamo oggi è una norma che può dare assistenza e
prevenzione ma non combatte gli spacciatori di morte e lo dice Papa
Francesco "sono degli assassini ".
Quindi, ringrazio tutto il Parlamento, sicuramente il Governo
perché darà vita a una norma che darà più prevenzione e più
assistenza, ma ringrazio il Governo nazionale per avere adottato
una linea dura verso gli spacciatori di morte
Allora, Presidente, oggi e stasera le faccio una proposta, in
alternativa a quella del collega Pellegrino, domani entriamo in
Aula a prescindere. Penso che il presidente Schifani debba essere
presente, perché ha dato un contributo notevole, principale alla
norma, ha dato il significato alla norma. Il Parlamento ha fatto il
lavoro e il Presidente ha stanziato i soldi, e quindi questa è una
nota di grande merito e ritengo perciò che debba essere presente.
Però, faccio anche un'altra proposta. Domani, Presidente, - e
questa la faccio a lei -, entriamo in Aula, facciamo un minuto di
silenzio in onore di tutte le vittime di questa enorme piaga e
votiamo questa legge in silenzio, e smettiamola con le polemiche
anche quando si parla di problemi drammatici come quelli del crack
e della droga. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Galluzzo. È iscritto a parlare
l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Grazie, Presidente. Poco fa ero fuori ed avevo anche
chiesto di non intervenire più, ma mi preme intervenire, anche
perché i miei colleghi che sono intervenuti del Gruppo del Partito
Democratico hanno espresso in lungo e largo quello che è stato
l'iter di questo disegno di legge.
Dalle ultime parole del collega Galluzzo - non me ne voglia -
questa non è una giornata per fare polemiche, onorevole Galluzzo -
però è anche ovvio e lo dico anche al collega Capogruppo
Pellegrino, che il Parlamento siciliano, Presidente dell'Assemblea,
mi rivolgo a lei, è sempre chiamato con atto di responsabilità
quando il Presidente della Regione non è presente, a posticipare
con un argomento così importante.
Ricordo a quest'Aula, che già la scorsa settimana è stato chiesto
ai colleghi deputati di trattare il tema sul crack, stabilito in
Conferenza di Capigruppo, per questa settimana. Oggi ci viene detto
- per carità, con la presenza degli autorevoli Assessori di questo
Governo - che, per esigenze di Governo, il Presidente si trova a
Roma e ancora una volta i parlamentari sono chiamati al senso di
responsabilità. Però mi domando una cosa: per quale motivo i
colleghi parlamentari sono sempre chiamati al senso di
responsabilità, mentre un Presidente della Regione non è mai
responsabile quando i parlamentari chiedono la sua presenza in
Aula, soprattutto su un tema importante che ormai da settimane
viene reiterato, e cioè il tema sul diritto alla salute? Abbiamo
qui l'assessore Volo, però alla fine non abbiamo alcuna risposta,
non abbiamo alcun cenno. E i colleghi di maggioranza? Lo dico ai
Capigruppo, ovviamente oggi chiamano noi al senso di responsabilità
in quest'Aula e li invito a farsi portavoce presso il Presidente
della Regione per farlo venire qui e trattare temi che, fino ad
ora, abbiamo visto solo sui giornali, come le dichiarazioni
riguardanti la fuga dei medici dalla Sicilia e il malfunzionamento
della sanità. Tuttavia, oggi non ne parliamo, perché questa è una
giornata in cui dobbiamo rimanere in silenzio. È un momento
importante di coesione tra le forze di maggioranza e opposizione.
Bene, è vero, io saluto le Associazioni, saluto i ragazzi, saluto
chi rappresenta le Istituzioni e la Chiesa. Saluto Francesco, e lo
ringrazio perché un anno e due mesi fa, mi trovavo con i miei
colleghi, con la collega Chinnici, con la collega Severino, eravamo
a piazza Brunaccini ad affrontare di domenica pomeriggio il tema
del crack e Francesco ci raccontava le vicissitudini, la storia, il
dramma di quello che ha vissuto lui in famiglia, come tanti altri
genitori continuano a vivere.
Poco fa, il collega La Vardera ringraziava chi si occupa di
Ballarò e dell'Albergheria. Ve lo dice qualcuno che ha vissuto lì
per dodici o quattordici anni da studente universitario, essendo
stato nel pensionato San Saverio. Con Don Cosimo Scordato, ho
condiviso molte esperienze e ricordo bene quelle situazioni. Per
questo dico che quella realtà è davvero un dramma, e oggi ci
troviamo ad affrontare un tema che, secondo me, Presidente
Galvagno, al di là di qualsiasi polemica, al di là di qualsiasi
proposta, quest'Aula è chiamata ad affrontare e a portare avanti,
al di là di quelle che sono, lo dico all'assessore Dagnino che due
settimane fa, dopo un iter che ovviamente ci vede perché ricordo a
quest'Aula che già nella penultima finanziaria siamo andati con
delegazione, presidente Galvagno lei lo ricorderà, sono venuti dai
colleghi parlamentari perché già c'era una proposta di mettere 5
milioni di euro per il tema del crack, cosa che poi alla fine il
Governo non ha supportato rispetto a quello che era l'aspetto
economico ma che ben venga.
Due settimane fa, in Commissione Bilancio' abbiamo chiesto
all'assessore Dagnino perché qua c'è il presidente della
Commissione Sanità', onorevole Laccoto, dove si parlava di due
milioni di euro prima erano ottocentomila euro, alla fine sono
contento che il Governo abbia compreso di mettere mano al
portafoglio, come si suole dire, e mettere una somma che almeno
possa essere congrua, come qualcuno scrive, anche nei tre anni,
previsto come piano triennale.
Allora, presidente Galvagno, davvero invito i colleghi di
quest'Aula a immaginare di proseguire con quello che sono i lavori
e chiedo a lei Presidente, lo chiedo per l'ennesima volta e so che
lei più volte si è fatto portavoce, considerando che il presidente
Schifani ha questa enorme sensibilità, che il presidente Schifani
domani, vediamo quello che accade sul tema del crack, che il
presidente Schifani lo dico ai colleghi di maggioranza, possa anche
affrontare davvero la giornata che per noi è dirimente, importante,
sul tema del diritto alla salute anche perché il Gruppo
parlamentare del Partito Democratico ha presentato una mozione che
ancora attende risposta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Grazie
Presidente, grazie colleghi tutti, certamente la classe dirigente
diventa classe dirigente credibile quando sa fare l'interprete di
quelli che sono i bisogni della società e sa interpretare quella
che è la realtà attuale.
Oggi credo, che tutti i colleghi della Commissione Sanità', così
come in questa occasione, come in altre occasioni per esempio
quella sulla legge sullo psicologo di base, abbia dimostrato una
particolare attenzione a questi temi e a questi problemi.
Ora vedete, un giorno così, così è stato manifestato, un giorno di
grande splendore per l'Assemblea regionale siciliana, credo che non
vada guastato proprio per qualche tipo di interpretazione. Noi
vogliamo dimostrare, credo, Presidente, che sia l'Assemblea e sia
il Governo in questo caso, siano un tutt'uno e che facciano fronte
comune rispetto a quelle che sono le piaghe di questa società e
questa è una delle più tremende piaghe della società.
Allora, penso che tutti insieme, anche continuando con la
trattazione degli articoli fino al voto finale domani alla presenza
del presidente Schifani, sia un fatto anche che possa mettere tutti
d'accordo, cioè non fermiamoci ora, iniziamo l'articolato, iniziamo
l'esame degli emendamenti e domani alle 17.30 facciamo il voto
finale alla presenza del presidente Schifani.
LA VARDERA. Pure l'orario?
LACCOTO. Ma va bene. Dico non c'è bisogno di fare così.
Io credo comunque, onorevole, così come sia stato disponibile il
Presidente della Regione a venire incontro immediatamente perché
l'importo che è stato messo è 1 milione e 700 per quest'anno, 10
milioni e più per il 2025, circa 11 milioni per il 2026, e quindi è
stato anche un atto quello di avere accettato l'appello che veniva
sia dalle forze sociali ma anche dal Parlamento: proprio questo
credo che anche con l'inizio della trattazione degli articoli
eccetera non sia un fatto, ecco, così importante. Dopo avere
aspettato anni e mesi, la prima legge che viene fatta da una
Regione - e di questo siamo veramente fieri - dalla Regione
siciliana, credo che per il voto finale si possa aspettare
sicuramente una giornata, anche perché se iniziamo ora con
l'articolato, continueremo dando un termine ultimo, che può essere
quello che ho detto io. Non era un termine preciso, era il termine
ultimo, tutto qui.
PRESIDENTE. Facciamo che alla fine lo decidiamo in maniera
differente.
Allora colleghi, credo che interessi tutti. Onorevole De Luca e
onorevole La Vardera, prendete posto. Gli interventi sono conclusi.
Io ho ascoltato con grandissima pazienza gli interventi da parte
di tutti e, chiaramente, ricordo anche i vari passaggi che sono
stati fatti. Da quell'incontro che c'è stato in Sala Mattarella, in
cui è emerso questo disegno di legge. I disegni di legge
solitamente sono di iniziativa parlamentare o di iniziativa
governativa; questo possiamo dire che sia proprio un disegno di
legge di iniziativa popolare. Ringrazio tutti coloro i quali oggi
si sono adoperati affinché questo disegno di legge potesse arrivare
al punto in cui si trova.
Dall'altro canto ricordo, anche a me stesso, che nella finanziaria
in cui erano state destinate le prime risorse, c'era un impegno da
parte di questa Presidenza, in un momento in cui di risorse non ce
n'erano o ce n'erano veramente poche, di mettere a disposizione
tutto il budget che potevamo avere ed erano delle cifre chiaramente
irrisorie. Ma ritengo che quando non si ha niente, mettere tutto
sia già un gesto di generosità. Ed era stato inserito un
emendamento che potesse mettere 500 mila euro.
Questi 500 mila euro in finanziaria sono diventati un milione di
euro. Questo milione di euro, con la discussione di questo disegno
di legge nelle Commissioni di merito, facendo capire le grandi
difficoltà di questo fenomeno, è stato incrementato; e già c'era
soddisfazione per un importo che andava dai 3 ai 5 milioni di euro.
Ne abbiamo discusso e sono sicuro che sia l'onorevole La Vardera,
sia l'onorevole Spada ricorderanno quando anche nei corridoi
parlavamo di questo.
E un ultimo intervento anche dell'onorevole Catanzaro, da parte
dell'opposizione, chiedeva che potessero essere inseriti 10 milioni
di euro come risorse. Sono stati inseriti circa 11 milioni di euro
per quanto concerne questo disegno di legge, quindi c'è stato un
grandissimo sforzo da parte del Governo, del Presidente della
Regione, che ha accolto comunque le istanze.
Se poi, però, dobbiamo pensare che - fossero 11 milioni o fossero
20 - noi riusciremo certamente a eliminare questo problema, secondo
me saremmo dei sognatori. Ci vuole tantissimo sforzo Non è
soltanto un problema di natura economica, ma anche sotto il profilo
della natura economica credo che si sia soddisfatta la richiesta
rispetto al vario dibattito che c'è stato a livello parlamentare.
Ora però siamo a un bivio. Da una parte, mi trovo le lacrime di un
padre, al quale è stato strappato un figlio da un fenomeno, che è
quello della droga, e che immagino possa stringere il cuore di
ognuno di noi; una persona che ho incontrato, anche a telecamere
spente, senza alcun genere di comunicato stampa, perché non ritengo
che occorra necessariamente occuparsi in modo plateale di
determinate dinamiche; è una persona che rispetto tanto e ho
ascoltato. Dall'altra parte, però, abbiamo un Presidente della
Regione che, vuoi o non vuoi, ha messo tutte le risorse che sono
state richieste, forse anche qualcosa in più, per un disegno di
legge assolutamente importante.
E allora noi, rifacendoci agli interventi di tutti - e anche a
quello dell'onorevole De Luca, che ha fatto sì che comunque la
Capigruppo fosse stella polare - noi oggi intanto andremo avanti
con l'articolato. Prima del voto finale, ci fermeremo per una
Capigruppo. E ritengo che non sia assolutamente scabroso l'invito
da parte dei deputati di maggioranza nel chiedere che nel voto
finale, visto e considerato che dare il voto finale al disegno di
legge oggi o domani non cambia nulla rispetto alla pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale, non credo che sia una richiesta così
sbagliata da parte dei colleghi. Pertanto, intanto, andiamo avanti
con l'articolato e dopo ci fermeremo cinque minuti per una
Capigruppo.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Principi e finalità
1. La presente legge reca disposizioni volte a realizzare un
sistema integrato e diffuso di interventi sociosanitari ed
educativi in materia di dipendenze patologiche derivanti da
comportamenti ovvero connesse all'utilizzo non terapeutico di
sostanze psicotrope, per la prevenzione, la cura, la riduzione dei
danni e la limitazione dei rischi.
2. A tal fine, la presente legge si propone di:
a) introdurre un modello di gestione partecipata e reticolare che
valorizzi il contributo di tutti gli individui e le organizzazioni
che a vario titolo hanno competenze, sensibilità ed esperienza sul
tema;
b) definire organi, servizi e procedure capaci di coevolvere con
il rapido e costante trasformarsi del fenomeno delle dipendenze
patologiche;
c) predisporre percorsi di diagnosi, trattamento e riabilitazione
sanitaria, di inclusione sociale, lavorativa e ricreativa in una
prospettiva di piena realizzazione della persona;
d) offrire spazi di accoglimento e ascolto profondo del malessere,
nonché di accrescimento del benessere, anche nei casi in cui non si
pervenga ad una piena emancipazione dalla dipendenza;
e) attivare e sostenere progetti di prevenzione e informazione in
vari contesti, in primis nei setting scolastici, che prevedano la
compartecipazione delle Istituzioni coinvolte, secondo metodologie
scientifiche avanzate, accreditate e di comprovata efficacia nonché
promuovere l'attivazione delle antenne scolastiche e territoriali
di cui all'articolo 13;
f) agire attraverso l'approccio dialogico inteso come connettore
di un sistema integrato tra e con i diversi servizi e Istituzioni.
3. La presente legge disciplina l'assetto organizzativo
sociosanitario regionale idoneo a garantire i livelli essenziali di
assistenza in materia di consumi e abusi di sostanze psicotrope e
di dipendenze patologiche in attuazione della legge 26 giugno 1990,
n. 162 Aggiornamento, modifiche ed integrazioni della legge 22
dicembre 1975, n. 685, recante disciplina degli stupefacenti e
sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei
relativi stati di tossicodipendenza , della legge 30 marzo 2001, n.
125 Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati
e del D.P.C.M. 12 gennaio 2017 Definizione e aggiornamento dei
livelli essenziali di assistenza di cui all'art. 1, co. 7, d.lgs.
30 dicembre 1992, n. 502 , con particolare riferimento agli
articoli 28 e 35. A tal fine, sono recepiti i principi della legge
n. 328 del 2000, Legge quadro per la realizzazione del sistema
integrato di interventi e servizi sociali nonché le disposizioni
di cui al D.M. n. 444 del 1990 Regolamento concernente la
determinazione dell'organico e delle caratteristiche organizzative
e funzionali dei servizi per le tossicodipendenze da istituire
presso le unità sanitarie locali .
Ci sono due emendamenti della Commissione che sono emendamenti
tecnici.
Si passa all'emendamento 1.1. Il parere della Commissione,
chiaramente, sarà favorevole visto che l'ha proposto. Il parere del
Governo?
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 1.2, sempre della Commissione.
Il parere del Governo?
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Obiettivi
1. La presente legge promuove e coordina le attività di soggetti
pubblici e strutture private accreditate operanti nel settore delle
dipendenze al fine di:
a) mettere in rete i servizi e le realtà attive in area
dipendenze' per colmare le carenze, integrare le risorse, far
circolare il sapere e mettere in comune le buone pratiche
attraverso il principio di interdipendenza, di sinergia orizzontale
e verticale, nonché di prossimità sociosanitaria;
b) migliorare significativamente la qualità di vita delle persone
con dipendenze patologiche, dei familiari e dei contesti
relazionali di riferimento, interrompendo il circolo vizioso
dipendenza-problemi sociosanitari' e dipendenza-comportamenti
illegali';
c) favorire nelle persone con dipendenze processi di discernimento
e di iniziativa riguardo al proprio progetto di vita tramite il
supporto di equipe multidisciplinari e altri attori sociali utili a
tale fine;
d) sostenere e incentivare la costituzione di contesti di
minimizzazione del rischio e del danno, grazie a politiche e
interventi nell'ambito abitativo, sociale, sanitario ed educativo
per la promozione di competenze e strategie in chi è consumatore
problematico di sostanze o dipendente in senso lato, mirate ad un
uso più sicuro, autoregolato e sostenibile;
e) incentivare e sostenere la prevenzione primaria, secondaria e
terziaria attraverso attività educative e di formazione permanente;
f) predisporre iniziative di supporto per le famiglie e i contesti
relazionali di riferimento delle persone con dipendenze
patologiche, con particolare attenzione ai soggetti più
vulnerabili;
g) valorizzare, sostenere e incentivare la costituzione dei gruppi
di auto/mutuo aiuto, di cui all'articolo 10, sia di persone con
dipendenze, sia dei familiari e di altre figure rilevanti nei
contesti affettivi e relazionali di riferimento;
h) riconoscere il ruolo dell'arte, della cultura, dello sport,
dell'educazione, della promozione del lavoro dignitoso e della
cittadinanza attiva quali componenti fondamentali del contrasto
all'insorgenza e allo sviluppo delle dipendenze patologiche,
servendosi del contributo di enti pubblici, di soggetti del terzo
settore, come di altri attori sociali, anche informali;
i) valorizzare i servizi e i progetti che impieghino l'apporto dei
peer specialist, di cui all'articolo 11;
l) mettere a disposizione immobili inutilizzati del proprio
patrimonio immobiliare, secondo la normativa vigente, utilizzabili
per attività di prevenzione, riduzione del danno e del rischio,
trattamento e cura delle dipendenze patologiche ovvero come sedi
per i gruppi di auto/mutuo aiuto, di cui all'articolo 10 .
Onorevoli colleghi, c'è sempre un emendamento, che è il 2.1, a
firma della Commissione. Pertanto chiediamo il parere da parte del
Governo. Assessore?
VOLO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Destinatari
1. Sono destinatari delle misure di cui alla presente legge i
soggetti che presentano dipendenze patologiche da sostanze sia
legali che illegali, ovvero da comportamenti e stili di vita
compulsivi (in riferimento al DSM5). In particolare, sono previsti
interventi specifici per coloro che sono più a rischio di
sviluppare dipendenze patologiche in ragione dell'età o
dell'esposizione ambientale, i soggetti con una dipendenza in corso
per i quali occorre prevenire l'aggravamento o la cronicizzazione
nonché i soggetti affetti da altre patologie e disagi di natura
fisica, psichica e sociale, coloro che presentano maggiori
condizioni di vulnerabilità e di rischio, secondo quanto
individuato dalle più moderne e accreditate ricerche scientifiche.
2. Sono altresì destinatari degli interventi sociali ed educativi
di cui alla presente legge i familiari e i soggetti appartenenti ai
contesti affettivi e relazionali di riferimento delle persone con
dipendenze patologiche.
3. La presente legge riconosce alle persone con esperienza di
dipendenza nonché ai loro familiari o alle altre figure per esse
affettivamente rilevanti il ruolo di attori coprotagonisti della
prevenzione, della cura, della riduzione del danno e della
promozione della riflessione critica delle comunità di riferimento,
di cui agli articoli 11, 12, 13 e 14. .
Non ci sono emendamenti. Pertanto, pongo in votazione direttamente
l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Comitato regionale di indirizzo sulle dipendenze (CRID)
1. Entro 2 mesi dall'entrata in vigore della presente legge, con
decreto del Presidente della Regione è istituito presso il
Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio
Epidemiologico (DASOE) dell'Assessorato della Salute il Comitato
regionale di indirizzo sulle dipendenze (CRID).
2. Il CRID è presieduto dal Presidente della Regione o da un suo
delegato ed è formato dall'Assessore per la Famiglia, le Politiche
sociali e il Lavoro, dall'Assessore per la Salute, dall'Assessore
per l'Istruzione e la Formazione professionale o da un loro
delegato.
3. I compiti del CRID sono i seguenti:
a) promuovere la formazione e l'esecuzione degli atti della Giunta
in materia di dipendenze, necessari per la realizzazione delle
strategie di intervento;
b) incentivare progetti di studio e ricerca in materia di
dipendenze;
c) individuare immobili del patrimonio regionale inutilizzati da
assegnare ad attività di prevenzione, riduzione del danno e del
rischio, trattamento e cura delle dipendenze patologiche, ovvero da
adibire a sedi dei gruppi di auto/mutuo aiuto di cui all'articolo
10.
4. La partecipazione al CRID di cui al presente articolo è a
titolo gratuito e ai componenti dello stesso non spettano
indennità, gettoni di presenza o rimborsi spese .
Non ci sono emendamenti. Pertanto, pongo in votazione direttamente
l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Tavolo per la ricerca e il coordinamento partecipato in area
dipendenze
(TaRCoPaD)
1. Entro 3 mesi dall'entrata in vigore della presente legge, con
decreto del Presidente della Regione, è istituito presso il DASOE
il Tavolo regionale di ricerca e coordinamento partecipato in area
dipendenze' (TaRCoPaD).
2. Il TaRCoPaD collabora con il Tavolo tecnico regionale
permanente per la prevenzione delle dipendenze da sostanze e
comportamenti, istituito con D.A. n. 52/2023.
3. Il TaRCoPaD è presieduto dal Presidente della Regione o da un
suo delegato ed è composto da:
a) il Dirigente Generale, o suo delegato, del DASOE;
b) il Dirigente generale del Dipartimento della Famiglia e delle
Politiche Sociali, o suo delegato, dell'Assessorato della Famiglia,
delle Politiche sociali e del Lavoro;
c) i Direttori o loro delegati delle UOC o Aree Dipartimentali
Dipendenze Patologiche dei Dipartimenti Salute Mentale, Dipendenze
Patologiche e Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza
delle Aziende Sanitarie provinciali siciliane;
d) i Presidenti, o loro delegati, di ciascuna delle società
scientifiche accreditate in area dipendenze', a livello regionale;
e) i rappresentanti delle Reti che riuniscono gli Enti del
privato sociale e del terzo settore che gestiscono servizi
accreditati per la cura e la riabilitazione di persone con
dipendenze patologiche;
f) due rappresentanti dei gruppi di auto/mutuo aiuto presenti in
Sicilia individuati dalla Rete regionale diffusa sulle dipendenze
di cui all'articolo 6;
g) un delegato del Comitato regionale universitario della Sicilia.
4. Le funzioni del TaRCoPaD sono:
a) individuare i metodi di indagine più efficaci per lo
svolgimento delle attività di prevenzione, diagnosi, trattamento,
riduzione dei danni e dei rischi, reinserimento sociale e
lavorativo;
b) monitorare i servizi sanitari di bassa, media e alta soglia
esistenti sul territorio regionale, identificando eventuali carenze
da segnalare al CRID;
c) adottare le linee guida utili per la predisposizione di
progetti sulle dipendenze, tenuto conto delle buone pratiche
esistenti;
d) collaborare con il CRID, con il Tavolo tecnico regionale
permanente per la prevenzione delle dipendenze da sostanze e
comportamenti del DASOE e dialogare con la Rete regionale diffusa
sulle dipendenze, di cui all'articolo 6, per migliorare la sinergia
tra i diversi servizi e le realtà attive sul territorio regionale;
e) partecipare all'organizzazione dell'incontro annuale della Rete
regionale diffusa sulle dipendenze di cui all'articolo 6 e ad altre
occasioni di confronto con i soggetti della rete.
5. La partecipazione al TaRCoPaD di cui al presente articolo è a
titolo gratuito e ai componenti dello stesso non spettano
indennità, gettoni di presenza o rimborsi spese .
All'articolo 5 è stato presentato l'emendamento 5.1,
dell'onorevole Figuccia ed altri. E' mantenuto o ritirato?
FIGUCCIA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VOLO, assessore per la salute. Va bene.
PRESIDENTE. Favorevole. Benissimo. Pongo in votazione
l'emendamento 5.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Rete regionale diffusa sulle dipendenze (RReDD)
1. Entro 4 mesi dalla entrata in vigore della presente legge, con
decreto dell'Assessore regionale per la Salute, è costituita presso
il DASOE, la Rete regionale diffusa sulle dipendenze (RReDD) al
fine di migliorare il monitoraggio, la comunicazione, la
collaborazione in azioni e progetti, lo scambio di buone pratiche e
la sinergia tra azioni e servizi del pubblico, del privato
accreditato e della cittadinanza attiva, promuovendo una gestione
partecipata e una presa in carico trasversale del fenomeno delle
dipendenze patologiche.
2. Possono fare parte della RReDD tutti i soggetti pubblici o
privati che intervengono nella prevenzione, formazione, riduzione
dei danni e dei rischi, trattamento e reinserimento nel campo delle
dipendenze. In particolare possono farne parte:
a) i Servizi per le dipendenze (Ser.D);
b) le rappresentanze dei medici di medicina generale e dei
pediatri di libera scelta;
c) gli Uffici scolastici territoriali;
d) il personale dei Dipartimenti delle Università siciliane
interessati al tema;
e) le comunità terapeutiche residenziali e semiresidenziali;
f) il personale dei servizi a bassa soglia (sportelli di ascolto,
unità mobili e drop-in) attivi sul territorio regionale;
g) le organizzazioni di settore, pubbliche e private accreditate,
operanti sul territorio regionale nel campo delle dipendenze;
h) i gruppi di auto/mutuo aiuto anche informali, di cui all'art.
10;
i) i referenti delle scuole e delle associazioni che si
costituiscono come antenne , di cui all'art. 13;
l) le associazioni e i consorzi che partecipano, in area
dipendenze, alla prevenzione, cura, riduzione del danno e
reinserimento sociale e lavorativo;
m) una rappresentanza dei comuni designata da ANCI Sicilia;
n) quattro rappresentanti degli studenti universitari eletti tra i
rappresentanti degli studenti nei consigli di amministrazione delle
Università siciliane.
3. La RReDD può, altresì, articolarsi su base provinciale.
4. Obiettivi della RReDD sono:
a) contribuire alla implementazione di un sistema unico regionale
di accessibilità ai diversi tipi di servizi in materia di
dipendenze nonché ai dati e alle informazioni idonei a informare il
cittadino in merito alle opzioni di prevenzione, contrasto e cura
delle dipendenze;
b) favorire il coinvolgimento della società civile nella
prevenzione, monitoraggio e partecipazione al contrasto dello
sviluppo di dipendenze patologiche, promuovendo la partecipazione
della stessa e degli enti del terzo settore in azioni e progetti di
prevenzione, cura, formazione e reinserimento abitativo, sociale e
lavorativo, riconoscendone il ruolo anche nel sistema di
accreditamento e contrattualizzazione;
c) condividere e diffondere la ricerca, lo studio e le buone
pratiche inerenti alla prevenzione e al trattamento delle
dipendenze patologiche;
d) sollecitare l'attività del CRID e del TaRCoPaD;
e) organizzare la conferenza annuale della RReDD per condividere
conoscenze aggiornate sul fenomeno delle dipendenze - a livello non
solo locale - e delle strategie più idonee, evidenziando criticità,
potenzialità e proposte per una governance regionale partecipata.
5. Ciascun componente della RReDD individua un proprio
rappresentante per la costituzione di un'equipe di facilitazione
della RReDD alla quale sono attribuiti i seguenti compiti:
a) monitorare il territorio, identificando tutti i soggetti
potenzialmente interessati e invitandoli a fare parte della RReDD;
b) coordinare la realizzazione di un vademecum, annualmente
aggiornato e divulgato sul portale dell'Assessorato della Salute
Costruire salute , indicante percorsi, servizi e strutture per le
persone con dipendenze, le famiglie, le scuole e altri contesti
relazionali di riferimento;
c) identificare bandi e supportare la progettazione di interventi
coerenti con gli obiettivi della presente legge che possano
coinvolgere membri della RReDD valorizzando sinergie e risorse
locali e creando rapporti di partenariato interni ed esterni alla
Rete, a livello locale, nazionale, comunitario e internazionale;
d) segnalare aggiornamenti della sezione sulle dipendenze del
portale dell'Assessorato della salute Costruire Salute , con
particolare riferimento a:
1) ciascun componente della Rete;
2) dati, studi e altri materiali utili alla comprensione del
fenomeno delle dipendenze patologiche e degli approcci di cura;
3) iniziative ed eventi inerenti alla Rete;
4) il vademecum di cui alla lettera b) del comma 5 del presente
articolo;
5) le comunità terapeutiche accreditate, evidenziando i posti
disponibili ed eventuali liste di attesa al fine di un utilizzo
ottimale del sistema;
6) una sezione dove imprese, enti del terzo settore e altre
organizzazioni possano venire a conoscenza o rendere noti progetti
e opportunità legati al reinserimento formativo, sociale e
lavorativo di persone con una esperienza di dipendenze;
7) avvisi relativi a corsi, tirocini e opportunità di impiego per
il reinserimento e l'inclusione sociale;
8) un'area per le antenne scolastiche e territoriali, di cui
all'art. 13;
9) un'area per la proposta di collaborazioni e partenariati
progettuali .
All'articolo 6 sono stati presentati due emendamenti.
Si passa all'emendamento 6.2, a firma della Commissione.
Il parere del Governo?
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 6.1, degli onorevoli Figuccia ed altri.
E' mantenuto o ritirato?
FIGUCCIA. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
Art. 7.
Servizi di bassa soglia volti alla riduzione del danno e
limitazione dei rischi
1. È istituito, presso le Aziende sanitarie provinciali, un
servizio di unità mobili per interventi di presenza, screening,
sostegno e assistenza (outreach) sul territorio. Il servizio opera
in particolare nei contesti abituali di consumo, individuati anche
su segnalazione dei Comuni, al fine di stabilire un contatto di
fiducia, distribuire materiali informativi sulla prevenzione e
sulla riduzione del danno nonché sui servizi ai quali affidarsi,
fornire materiale sanitario sterile di prevenzione, soccorrere in
caso di malessere, compiere test tossicologici e di drug-checking,
porre in essere attività di screening, in particolare per malattie
quali HIV, HBV, HCV e infezioni sessualmente trasmissibili.
2. Entro 6 mesi dall'entrata in vigore della presente legge,
l'Assessore per la Salute stabilisce, con proprio decreto:
a) il numero minimo di operatori da destinare alle unità mobili di
cui al comma 1 garantendo, per ciascuna unità, supporto medico,
infermieristico, psicologico e sociale;
b) le modalità operative con cui effettuare gli screening previsti
al comma 1;
c) l'articolazione sul territorio delle unità mobili, prevedendo,
in ogni caso, una unità in ciascun capoluogo di provincia e, in
presenza di situazioni critiche, anche più di una per provincia che
possa presidiare zone ad alto tasso di tossicodipendenza.
3. La Regione promuove la predisposizione, da parte dei Comuni o
da parte di enti del terzo settore accreditato, di servizi di drop-
in o di centri a bassa soglia ad accesso diretto e immediato,
rivolti a consumatori e a persone con dipendenze, al fine di far
fronte a crisi temporanee ovvero supportare percorsi di
disintossicazione e riabilitazione.
4. Entro 6 mesi dall'entrata in vigore della presente legge,
l'Assessore per la Salute e l'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro provvedono con decreto
interassessoriale alla definizione delle caratteristiche minime dei
servizi di drop-in di cui al comma 3, ivi comprese l'organizzazione
e le modalità di accoglienza e di erogazione delle prestazioni,
nonché l'articolazione sul territorio, al fine di garantire la
presenza di almeno un drop-in in ogni capoluogo di provincia .
Sono stati presentati due emendamenti. Il 7.2 non si può votare
perché c'è il parere contrario della Commissione Bilancio.
Si passa all'emendamento 7.1 degli onorevoli De Luca ed altri.
CHINNICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, si è deciso di votare domani, giusto?
Abbiamo capito che voteremo domani. Approveremo domani. Siccome,
comunque, ci sono degli emendamenti che noi stiamo vedendo
chiaramente oggi, perché sono stati presentati entro il termine,
sto chiedendo, vorrei poi capire, diciamo nel merito di alcuni,
anche per fare capire a chi ci segue di che cosa stiamo parlando,
quindi magari chi li ha proposti li può spiegare.
Dico, l'onorevole...
PRESIDENTE. Se lei ha sentito, ogni volta chiedo se sono mantenuti
o ritirati.
CHINNICI. Lo capisco, sto dicendo di entrare nel merito del
singolo emendamento. Per esempio gli emendamenti dell'onorevole
Figuccia vanno ad incrementare ed aumentare i tavoli e la
partecipazione che sono già cospicui e che, a mio modestissimo
parere, già magari sono anche...
PRESIDENTE. Onorevole, quell'emendamento è stato dichiarato
inammissibile. Pertanto, discutere di una cosa...
CHINNICI. No, Presidente, no.
PRESIDENTE. Abbiamo avuto tre emendamenti fino a questo momento.
CHINNICI. No, l'abbiamo approvato
PRESIDENTE. Per essere chiari: abbiamo avuto tre emendamenti. Ogni
qual volta...
CHINNICI. L'emendamento 5.1
PRESIDENTE. Ascolti, ogni qual volta c'è l'emendamento presentato
da un deputato, il deputato può parlare dell'emendamento. Non è
costretto. E' una sua facoltà, se volesse discuterlo.
CHINNICI. Io stavo chiedendo sull'ordine dei lavori se fosse
possibile spiegarci, per esempio, come abbiamo appena approvato...
Ora non dico di tornare indietro, per carità, siccome stiamo
andando parecchio velocemente.
PRESIDENTE. Non è obbligatorio, ribadisco, è una facoltà del
deputato poterlo illustrare. Non è obbligatorio.
CHINNICI. Lo capisco, è un mio bisogno di avere dei chiarimenti.
Tutto qua.
BURTONE. Chiedo di parlare sull'emendamento 7.1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, abbiamo
parlato come Commissione. Per noi il parere è favorevole perché si
opera nel campo delle unità di strada. La legge che riprende anche
esperienze del passato vuole mettere al centro questa presenza che
ha l'obiettivo di venire incontro alle problematiche presenti nel
mondo giovanile da quelli che, purtroppo, fanno uso di queste
droghe.
E, quindi, avvicinarsi essere prossimi e non aspettare che queste
persone, questi cittadini, questi giovani vengano nelle
istituzioni. Tra l'altro, lo abbiamo detto, la patologia è
caratterizzata anche dalla schizofrenia paranoide che porta alla
menzogna, a non dichiarare che c'è un'esigenza e un bisogno.
Quindi l'operatore di strada, se formato, può essere di grande
aiuto.
PRESIDENTE. Chiedo però, formalmente, il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che è in congedo per oggi l'onorevole Grasso.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
Art. 8
Equipe integrate multidisciplinari (E.I.M.)
1. Fermo restando il rispetto della normativa nazionale e
regionale in materia di Ser.D, con particolare riferimento al D.M.
444/90 e al D.P.C.M. 12 gennaio 2017, sono istituite, laddove già
non presenti in altra forma o con altra denominazione, all'interno
degli istituti detentivi, e negli istituti penali minorili, le
equipe integrate multidisciplinari (E.I.M.) per la presa in carico
globale dell'adulto o del minore tossicodipendente o consumatore di
sostanze, al fine di garantire un percorso assistenziale adeguato
sia all'interno di tali strutture che nelle fasi successive.
2. Entro 6 mesi dall'entrata in vigore della presente legge,
l'Assessore per la Salute provvede, con proprio decreto, alla
definizione dei profili professionali degli operatori di ciascuna
tipologia di E.I.M .
Comunico che è stato presentato l'emendamento 8.1, che è proprio
dell'onorevole Chinnici.
Se ha bisogno di intervenire, diversamente chiedo il parere.
Benissimo, allora il parere del Governo?
ALBANO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
Art. 9.
Centri ad alta soglia - Comunità terapeutiche residenziali e
semiredenziali
1. L'Assessorato della Salute procede alla costituzione pubblica o
all'accreditamento di strutture residenziali per il trattamento
delle persone con doppia diagnosi, secondo quanto previsto dagli
artt. 8 bis e ss. d.lgs. n. 502 del 1992, nonché in conformità agli
obiettivi previsti dal Piano sanitario regionale.
2. L'Assessorato della Salute procede alla costituzione pubblica o
all'accreditamento di un Centro di pronta accoglienza (o centro di
crisi) per ciascuna provincia.
3. Entro 6 mesi dall'entrata in vigore della presente legge,
l'Assessore per la Salute provvede, con proprio decreto, alla
definizione delle funzioni e delle caratteristiche alle strutture
di cui ai commi 1 e 2, ivi compresa l'organizzazione, gli orari di
apertura, il numero minimo degli operatori previsti e i relativi
profili professionali, nonché la distribuzione sul territorio.
C'è un emendamento che è della Commissione, il 9.1, pertanto
chiedo il parere del Governo?
VOLO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
Art. 10.
Gruppi di auto/mutuo aiuto
1. La Regione valorizza i gruppi di auto/mutuo aiuto e ne agevola
la costituzione favorendo l'implementazione di questa metodologia
di supporto attivo nonché gli scambi di buone pratiche, la
formazione dei facilitatori, la messa a disposizione di eventuali
immobili del proprio patrimonio disponibile, in cui riunirsi.
All'articolo 10 non ci sono emendamenti, pertanto lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
Art. 11.
Esperto nel supporto tra pari (peer specialist)
1. La Regione valorizza la figura dell'esperto nel supporto tra
pari (peer specialist) quale soggetto, operante nell'ambito dei
piani di zona ovvero facente parte degli enti del terzo settore
accreditato, che vive o ha vissuto, in prima persona o in quanto
familiare, esperienze legate alle dipendenze comportamentali o da
sostanze ed è in grado di condividere consapevolezze e competenze
derivate dal proprio vissuto in favore di persone con analoghe
problematiche, nonché a beneficio della società.
All'articolo 11 c'è un solo emendamento, solo che è inammissibile
perché ha parere contrario della Commissione Bilancio.
Pertanto, pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura
Art. 12.
Prevenzione attraverso l'educazione e la formazione permanente
1. L'Assessorato dell'Istruzione e della Formazione professionale
e l'Assessorato della Salute sostengono, promuovono e realizzano
progetti di prevenzione nelle scuole di ogni ordine e grado
scolastico dedicati all'informazione e alla sensibilizzazione sul
tema delle dipendenze attraverso una didattica partecipativa,
rivolti sia agli studenti che agli adulti impegnati nella cura,
quali genitori o tutori, docenti, educatori anche attraverso
l'utilizzo della Rete SHE - School for Health in Europe, attivata
con l'intesa tra l'Assessorato della Salute e l'Ufficio scolastico
regionale (USR).
2. Con decreto dell'Assessore per l'Istruzione e la Formazione
professionale sono individuati i criteri di riparto, su base
provinciale, per l'individuazione delle istituzioni scolastiche
presso le quali realizzare gli interventi di cui al comma
precedente.
Si passa all'emendamento 12.1 a firma della Commissione. Il parere
del Governo?
VOLO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
Art. 13.
Antenne scolastiche e territoriali
1. Sono antenne scolastiche e territoriali i gruppi formali o
informali di familiari di persone con dipendenze, le scuole, le
Università, le associazioni, e ogni altra formazione sociale che si
attivi per organizzare eventi di prevenzione, allertando la RReDD e
i servizi competenti nel caso siano rilevate situazioni a rischio o
conclamate di diffusione delle dipendenze, mettendo a conoscenza i
diretti interessati, i familiari e le autorità.
2. La Regione promuove l'attività di antenne scolastiche e
territoriali in tutti i contesti di svolgimento della vita
relazionale, con particolare attenzione alla scuola, al fine di
agevolare la prevenzione delle dipendenze, l'emersione di
circostanze critiche, l'orientamento e la mediazione sociale.
Non ci sono emendamenti, pertanto pongo in votazione l'articolo
13. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
Art. 14.
Reinserimento sociale e lavorativo
1. La Regione promuove, ai fini di un efficace processo di
inclusione e di reinserimento sociale e lavorativo dei soggetti con
dipendenze patologiche, percorsi rieducativi e formativi
multilivello, che consentano alla persona, compreso il detenuto, di
acquisire, oltre a competenze spendibili nel mondo del lavoro, un
equilibrio psico-fisico che favorisca il benessere integrale e lo
sviluppo cognitivo ed emotivo, con particolare attenzione per
coloro che per età, condizioni sociali o mediche presentano profili
di maggiore fragilità.
Non ci sono emendamenti, pertanto pongo in votazione l'articolo
14. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 15. Ne do lettura:
Art. 15.
Norma finanziaria
1. Dalle disposizioni di cui agli articoli 4, 5, 6, 7, commi 3 e
4, 8, 10, 11 e 13 della presente legge non derivano nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.
2. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui all'articolo 7,
commi 1 e 2, quantificati in 2.084 migliaia di euro per l'anno
2025, e in 2.500 migliaia di euro a decorrere dall'anno 2026, si
provvede a valere sulle risorse del Fondo Sanitario Regionale.
3. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui all'articolo 9,
comma 1, si provvede con le risorse del Fondo Sanitario Regionale
senza maggiori oneri rispetto alla dotazione del predetto fondo per
l'anno 2024. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui
all'articolo 9, commi 2 e 3, quantificati per ciascuno degli anni
2025 e 2026 in 5.400 migliaia di euro, si provvede, in ciascun
anno, per l'importo di 3.000 migliaia di euro a valere sulle
risorse dei fondi PNES progetto Salute mentale - adattamento e
sperimentazione dei PTRP nei DSM della Regione e per l'importo di
2.400 migliaia di euro mediante riduzione della Missione 20,
Programma 3, capitolo 215770.
4. Per le finalità di cui all'articolo 12, è autorizzata la spesa
di 1.736.629,44 euro per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026 cui
si provvede, per pari importo, per l'esercizio finanziario 2024 con
le maggiori entrate di cui al Titolo I, Tipologia 103, capitolo
1023 e per ciascuno degli anni 2025 e 2026 mediante riduzione della
Missione 20, Programma 3, capitolo 215770.
5. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui all'articolo 14,
quantificati per ciascuno degli anni 2025 e 2026 in 1.500 migliaia
di euro, si provvede a valere sulle risorse del FSE+ 2021/2027,
Priorità 3, Obiettivo specifico ESO4.8, codice di intervento 153.3.
Ci sono degli emendamenti. Tra gli emendamenti fuori sacco ,
onorevoli colleghi, doveste trovare il subemendamento
all'emendamento 15.1, a firma della Commissione Bilancio che tiene
conto della proposta da parte dell'onorevole Safina ed altri, lo
trovate tra gli emendamenti fuori sacco .
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, quindi, se viene approvato con il
subemendamento fatto dalla Commissione Bilancio se volete leggo,
possono destinare invece della parola destinate ; la Commissione
Bilancio ha posto parere favorevole con questo subemendamento
possono destinare fino a , va bene?
Il parere del Governo sul subemendamento 15.1.1.
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 15.1.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 15.1, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ci sono degli emendamenti aggiuntivi che sono ammissibili tra cui
l'emendamento A.1 dell'onorevole Schillaci e altri, quindi, questo
emendamento si può votare ad eccezione del comma 3, quindi, la
mancata compilazione della relazione.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sì, io
leggendo tutto l'impianto della legge, ravvisavo la mancanza di un
monitoraggio a conclusione, diciamo, delle attività, delle azioni
espletate sul territorio, quindi, chiedevo appunto di apprezzare
questo emendamento che serve proprio a monitorare negli anni,
essendo un disegno di legge sperimentale, l'attività in sinergia
con tra le associazioni e le Istituzioni.
PRESIDENTE. Stiamo trattando però l'emendamento A.1 non
l'emendamento A.2.
SCHILLACI. Sto parlando dell'emendamento A.1.
PRESIDENTE. No, credo che stessimo parlando di cose diverse, in
tutti i casi noi possiamo mettere in votazione l'emendamento A.1
senza il comma 3, quindi, siccome lei ne è firmataria, noi possiamo
metterlo in votazione senza il comma 3, se lei ritenesse assorbito
l'A.1 con l'emendamento A.2, benissimo allora noi possiamo mettere,
possiamo chiedere il parere sull'emendamento A.1 senza il comma 3.
Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole ad esclusione
del comma 3.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VOLO, assessore per la salute. Favorevole ad esclusione del comma
3.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.1 ad esclusione del
comma 3. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento A.2 a firma dell'onorevole
Sunseri e altri. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VOLO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.2 dell'onorevole
Sunseri ed altri. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.3 dell'onorevole Venezia ed altri. C'è
un emendamento di riscrittura da parte della Commissione Bilancio,
che è l'A.3.1. Il parere del Governo?
DAGNINO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.3.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.4, che è inammissibile per mancanza di
copertura.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, intanto per la mancanza di copertura ho
individuato il capitolo dove prendere i soldi, quindi il problema
non è la mancanza di copertura, poi sulla volontà politica di
destinare i soldi della prevenzione dell'articolo 15, comma 4, o
meno alle associazioni del terzo settore questa è una valutazione
politica.
Io quello che chiedo - e non ne faccio una questione di principio
- al di là del destinare o meno cinquecentomila euro
all'iniziativa, Presidente, glielo dico a lei in quanto Presidente
della Commissione, vorrei che si facesse carico lei del buon
senso della norma al di là dell'aspetto economico e di
eventualmente subemendarla con una risorsa che ritenete congrua
rispetto al capitolo e poi da implementarla successivamente o
nell'assestamento di bilancio oppure in finanziaria; però, il fatto
- e lo dico perché questo non è un emendamento che mi sono sognato,
inventato io, questo è un emendamento che mi viene sollecitato da
chi oggi sta fuori, da chi oggi sta sul campo e che non vede
destinato un euro diretto nelle attività di prevenzione
sperimentali che quotidianamente fanno sul territorio - quindi io
dico, fermo restando che questi progetti devono essere valutati
sempre dalla Commissione regionale che poi si occupa della
prevenzione, direi intanto di istituire il fondo regionale per la
prevenzione da destinare agli enti del terzo settore, decidete voi
la cifra, magari possiamo farlo considerato che si vota domani
Presidente, considerato che il voto finale lo daremo domani,
abbiamo queste 12 ore di tempo per valutare bene le risorse da
destinare ed eventualmente approvare questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Spada, in virtù del fatto che qualsiasi
richiesta rispetto a una modifica sugli importi ed eventuali
emendamenti del genere deve ritornare in Commissione Bilancio, in
funzione del fatto che mi sembra che ci sia grande disponibilità
nel voler portare a casa questo disegno di legge e, soprattutto,
cercare di apprezzare tutti i suggerimenti che ci vengano dati, io
credo che rallenteremo. Quindi, in virtù di quello che è il suo
intervento, di quello che è l'auspicio, noi possiamo pensare
intanto di portare a casa questo risultato, ci saranno dei momenti
per poter implementare o comunque apprezzare e migliorare il testo,
eviterei per un emendamento di ritornare in Commissione e riaprire
il termine per gli emendamenti e perdere ulteriore tempo, se lei è
d'accordo e ritengo di sì.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPADA. Colgo il suo invito e chiedo di trasformarlo eventualmente
in ordine del giorno, in modo tale da poterlo poi discutere in un
altro momento.
DAGNINO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, se ne era
già parlato in Commissione, è la tecnica della copertura
finanziaria che non convince, perché viene realizzata la copertura
tramite la riduzione degli stanziamenti di cui al 15, comma 4, che
erano già stati quantificati per soddisfare le esigenze del 15,
comma 4. Quindi è un problema tecnico sulla modalità di copertura
individuale, comunque mi pare superato, visto la trasformazione in
ordine del giorno.
PRESIDENTE. Non c'è più bisogno di interventi, abbiamo concluso.
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
Art. 16.
Entrata in vigore
1. La presente legge è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque di osservarla e di farla osservare
come legge della Regione .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per dieci minuti e chiedo a
tutti i Capigruppo di raggiungermi in Sala Lettura.
(La seduta, sospesa alle ore 17.20, è ripresa alle ore 17.51)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo aver parlato e ascoltato i
Capigruppo, a maggioranza, la maggioranza ha stabilito che il voto
finale si darà domani.
Pertanto, la seduta è sospesa e rinviata a domani, mercoledì 25
settembre 2024, alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.51 di martedì 24 settembre 2024,
è ripresa alle ore 15:40 di mercoledì 25 settembre 2024)
La seduta è ripresa.
Missione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Giuffrida
sarà in missione dal 5 al 7 novembre 2024.
L'Assemblea ne prende atto.
Nomina di componenti Commissioni
PRESIDENTE. Con decreto numero 857 del 24 settembre 2024,
l'onorevole Giuseppe Zitelli è nominato componente della I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali, in
sostituzione dell'onorevole Giuseppa Savarino, nominata Assessore
regionale.
Con decreto numero 858 del 24 settembre 2024, l'onorevole
Salvatore Scuvera è nominato componente della IV Commissione
legislativa permanente Ambiente territorio e mobilità, in
sostituzione dell'onorevole Giuseppe Zitelli, dimissionario.
Con decreto numero 859 del 24 settembre 2024, l'onorevole Giuseppe
Bica è nominato componente della V Commissione legislativa
permanente Cultura formazione e lavoro, in sostituzione
dell'onorevole Giuseppa Savarino, nominata Assessore regionale.
Con decreto 860 del 24 settembre 2024, l'onorevole Salvo Tomarchio
è nominato componente della III Commissione legislativa permanente
Attività produttive, in sostituzione dell'onorevole Michele
Mancuso, dimissionario.
Disegno di legge numero 105-230-331/A "Norme in materia di enti
locali"
PRESIDENTE. Allora, comunico che la I Commissione Affari
istituzionali ha esitato per l'Aula il disegno di legge numero 105-
230-331/A "Norme in materia di enti locali" le cui disposizioni
assorbono i contenuti del disegno di legge numero 738/A - Stralcio
I/A pertanto, in conformità a quanto deliberato nella Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari del 10 settembre 2024, il
disegno di legge numero 738/A stralcio I/A è espunto dall'ordine
del giorno.
L'Aula procederà alla discussione del disegno di legge numero 105-
230-331/A che trovate sui tablet, già caricato. Quindi diamo
termine per gli emendamenti a venerdì (27 settembre 2024) alle 20,
cosicché possiate avere ampio margine per poter, eventualmente,
presentare emendamenti.
Nel frattempo, sospendiamo l'Aula per un'ora. Chiedo, però, prima
della sospensione, avevo capito che c'è volontà da parte dei
Capigruppo di voler fare dichiarazioni di voto. Io ho iscritto a
parlare soltanto l'onorevole Catanzaro e l'onorevole La Vardera. Ci
sono altri che devono iscriversi in qualità di Capigruppo? Sempre
per dichiarazione di voto, non per il discorso dell'AST, immagino.
Onorevole Castiglione, ci sono altri? Abbiamo discusso della
possibilità che potessero parlare. Se lei volesse intervenire, può
intervenire. Va bene, e l'onorevole Di Paola.
Allora ci sono cinque iscritti a parlare, alla ripresa dei lavori
ricominceremo proprio da qui. Quindi la seduta è sospesa per
un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 15.45, è ripresa alle ore 17.43)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Grasso ha
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Su un ordine del giorno
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, intanto la ringrazio per avermi dato la
parola sull'ordine dei lavori che stiamo svolgendo.
Io intervengo perché voglio segnalare alla Presidenza un ordine
del giorno che abbiamo presentato. Lo segnalo perché vorremmo che
venisse votato, e non accettato soltanto dal Governo, perché il
tema posto nell'ordine del giorno lo riteniamo di grande importanza
e attualità.
L'ordine del giorno fa riferimento alla violenza che si consuma
negli ospedali e nei luoghi di cura; è un ordine del giorno che ha
come primo firmatario il nostro Capogruppo, onorevole Catanzaro.
PRESIDENTE. Lo avete già depositato?
BURTONE. Sì, sì. È un ordine del giorno che ha primo firmatario
l'onorevole Catanzaro e poi tutto il Gruppo del PD, e ci
permettiamo mettere in evidenza le difficoltà che oggi vivono gli
operatori sanitari in tanti reparti.
Nel 2023, Presidente, sono state fatte 16 mila denunce di chi ha
subito violenza. Si parla che probabilmente sono stati 18 mila
quelli che realmente hanno avuto questi problemi. Noi segnaliamo la
questione perché riteniamo che il Governo si debba muovere con
celerità per realizzare dei punti di sicurezza, di controllo, di
vigilanza nei vari reparti e soprattutto nei pronto soccorso e
nelle guardie mediche, ma anche per chiedere che si faccia un
investimento da parte di tutte le strutture sanitarie per avere dei
luoghi, dei reparti tutti videosorvegliati.
Perché, Presidente, il problema esiste e purtroppo vediamo che è
in continuo aumento. Mi permetto di aggiungere che sarebbe
opportuno, però, anche da parte degli ospedali, delle Asp, fare dei
protocolli per dare le informazioni opportune ai parenti degli
ammalati, perché questo dialogo, questa prossimità con i cittadini
è importante, così come riteniamo che si debba lavorare sempre più
per avere dei reparti con un numero maggiore di medici e di
infermieri, ma su questo, Presidente, lei conosce il mio pensiero,
credo che diventerà sempre un problema con maggiori problematiche
perché debbo dire che purtroppo il tema ha come riferimento il
numero chiuso della facoltà e i medici diventano sempre inferiori
rispetto alle richieste.
Concludo, Presidente, anche queste ultime mie considerazioni non
vogliono essere giustificative di quello che accade, è vero ci sono
problemi nella comunicazione e nella presenza degli operatori nei
reparti, però nessuno si deve permettere di usare violenza nei
confronti di coloro i quali pensano a curare i nostri cittadini.
Ecco perché, signor Presidente, noi abbiamo presentato l'ordine
del giorno, lo abbiamo voluto anche esporre ed evidenziare perché
riteniamo che sia un problema che va affrontato con grande urgenza.
Per dichiarazione di voto sul disegno di legge Norme in materia
di sistema integrato e diffuso di prevenzione, cura, riduzione del
danno e inclusione sociale in materia di dipendenze (nn. 551-258-
272-339/A)
MARCHETTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARCHETTA. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, oggi
l'Aula approverà definitivamente la legge cosiddetta "anticrack",
una legge che io voglio chiamare al contempo "legge per la
affermazione della cultura del diritto alla vita, per la tutela dei
giovani e delle loro famiglie, per la speranza di un futuro
migliore".
Oggi sento ancor più l'orgoglio di essere deputata dell'Assemblea
regionale siciliana per questa diciottesima legislatura e,
consentitemi di rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i
deputati, nessuno escluso, per la sensibilità e la maturità
mostrata nella convinta volontà di contrastare la piaga della
diffusione delle droghe e della cultura della morte.
Per onestà intellettuale, ritengo tuttavia doveroso ringraziare
nominativamente l'onorevole Ismaele La Vardera, primo firmatario
del disegno di legge, il Presidente della Regione, onorevole Renato
Schifani, e per suo tramite il Governo che presiede, per aver
creduto fortemente in questa battaglia, schierandosi apertamente
dalla parte di chi soffre e dando copertura finanziaria al disegno
di legge con lo stanziamento di ben oltre 11 milioni di euro.
Un grazie particolare consentitemi di rivolgerlo all'Arcivescovo
di Palermo, Sua Eccellenza Monsignor Corrado Lorefice, per aver
sollecitato l'approvazione della legge diffondendo il grido
d'allarme di tante famiglie del capoluogo siciliano; un
ringraziamento al dottor Francesco Zavatteri, padre di Giulio,
ucciso dal crack il 15 settembre del 2022, a tutti gli altri
genitori coraggiosi che quotidianamente denunciano il fenomeno
dilagante dello spaccio nelle piazze delle nostre città e dei
nostri paesi, anche più piccoli.
La legge che oggi approviamo, nell'intento di dichiarare il
proprio fermo contrasto al crack, ha il pregio di coniugare
prevenzione dell'assistenza e nell'ottica della prevenzione alla
diffusione del crack e delle altre droghe.
Onorevoli colleghi, dobbiamo convincerci - ove già questo non
fosse chiaro - che un ruolo strategico hanno famiglia e la scuola,
che vanno supportate con ogni mezzo.
Ho presentato dei disegni di legge per l'introduzione della figura
dello psicologo scolastico e dell'unità di pedagogia scolastica
nelle scuole siciliane. Disegni di legge che hanno, fra le altre,
la finalità di prevenire e contrastare il disagio, la povertà
educativa, l'insuccesso formativo, la dispersione e l'abbandono
scolastico, il bullismo e il cyberbullismo.
Questo non vuole essere un passaggio autoreferenziale, ma reputo
opportuno offrire a tutti voi uno spunto di riflessione sulla
necessità, soprattutto per i giovani, di aiuto a decifrare il
presente e costruirsi un futuro. Ciò che potrà avvenire
introducendo e valorizzando le figure professionali a ciò più
adeguate.
Concludo dicendo che oggi - e parlo anche da mamma di cinque
figli, da nonna e da cattolica impegnata in politica - è stata
scritta una bella pagina di vita parlamentare che rimarrà negli
annali e che contribuisce a sanare quel vulnus rappresentato dalla
disaffezione, dalla crescente sfiducia dei cittadini elettori verso
la politica e le istituzioni parlamentari. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marchetta.
DE LEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LEO. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Governo regionale.
Oggi siamo chiamati a votare un disegno di legge di grande
rilevanza e importanza per il benessere della nostra società.
Questa legge è frutto - è già stato detto - di una convergenza
trasversale del Parlamento e della disponibilità del Governo
regionale, per questo ritengo che anche alcune polemiche sollevate
nella giornata di ieri siano poco congrue però, credo che oggi
bisogna analizzare questo disegno di legge che realmente dà una
svolta rispetto al contrasto alle dipendenze patologiche, rispetto
a quelle che sono le soluzioni che vengono messe in campo.
Perché non si tratta più di trattare la materia in modo
individualista, quindi, che riguarda il trattamento del soggetto,
del singolo individuo, ma si costruisce una rete integrata, una
rete di supporto che interviene in modo più collegiale, più
collettivo con tutte le associazioni, con tutti coloro che daranno
appunto il supporto per contrastare le dipendenze patologiche, per
cercare di creare quei percorsi, quei percorsi completi, che non
sono più solamente la cura del singolo individuo, ma che è anche la
riabilitazione, che è anche un processo di vera inclusione nella
società, nel mondo del lavoro.
Ritengo che questo sia estremamente importante e innovativo, come
lo è l'inserimento di una nuova figura professionale che è il "Peer
Specialist" che mette la sua esperienza, quello che ha vissuto, e
tanti di questi sono i familiari, sono i genitori che hanno vissuto
questi drammi e che mettono la propria esperienza a disposizione
per cercare di contrastare l'espansione delle droghe.
E quindi un altro elemento fondamentale rispetto a quelle che sono
le dipendenze patologiche, ma rispetto a quello che è il commercio
delle droghe, è che questo disegno di legge è un disegno di legge
che ha una chiara dimensione antimafia. Perché sappiamo tutti che
le principali fonti di finanziamento della criminalità organizzata
sono appunto lo spaccio di droghe.
Questo è un elemento portante, un elemento fondamentale, quindi
oggi, cari colleghi, siamo chiamati a votare - e mi auguro che ci
sia il voto unanime, favorevole, unanime del Parlamento - una legge
importante, una legge che appunto guarda al futuro, cerca di
intervenire guardando al futuro.
E credo che abbiamo fatto tutti - io ho fatto parte anche
dell'Intergruppo - un buon lavoro rispetto a questa norma e credo
che però anche l'importante stanziamento di risorse, quindi da
parte del Governo regionale di più di 11 milioni di euro, sia un
elemento importante per ringraziare anche il Presidente della
Regione e il Governo per la disponibilità. Grazie.
CASTIGLIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, io
sono qua solo per la dichiarazione di voto da parte dell'Mpa e
ringrazio i colleghi presenti perché, ricordo a me stesso, oggi
avevamo con l'onorevole Lombardo un impegno importante a Catania,
ma riteniamo che questo disegno di legge sul crack non ha una
valenza politica, ma giustamente la politica doveva fare il suo
corso, e credo che sia il Governo Schifani e quindi tutta la
Giunta, e anche l'Assemblea, stanno dando un valore aggiunto per
questo disegno di legge.
Credo che 11 milioni non sono il massimo. Si poteva ottenere
ancora di più, ma credo che è una somma importante per questo
disegno di legge.
E quindi mi rivolgo a tutta l'Aula. Credo che oggi non c'è un
colore politico su questo disegno di legge, ma è fatta solo per i
nostri giovani e per le nostre famiglie siciliane.
Quindi il voto dell'Mpa è favorevole e ringrazio sia il Governo
che tutti gli onorevoli colleghi dell'Assemblea.
Grazie.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per dichiarazione
di voto era scontato, ma è giusto ribadirlo che il Gruppo di
Fratelli d'Italia voterà a favore di questa norma che in
Commissione ha trovato sin da subito il sostegno dei nostri
componenti che ringrazio, l'onorevole Galluzzo e l'onorevole
Zitelli, che in Commissione Sanità hanno dato il loro importante
contributo perché questo disegno di legge si migliorasse di seduta
in seduta.
E oggi il testo che ci accingiamo ad approvare, credo che sia un
testo che può fare anche da apripista per le altre Regioni
d'Italia, e quindi stiamo scrivendo come Parlamento siciliano,
sicuramente, una bella pagina, e che questa pagina sia scritta a
più mani, anzi, oserei dire all'unisono da tutta l'Aula, è un
elemento ancora più importante
PRESIDENTE. È arrivato il Presidente della Regione.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione è stato detto tanto ieri nella discussione
generale, e anch'io voglio rimarcare in sua presenza, visto che
oggi ci teneva particolarmente ad essere presente, onorevole
Presidente della Regione, come dire, quello che sinteticamente ieri
abbiamo riferito.
Fino a un anno e mezzo fa del tema crack non se ne parlava. Non se
ne parlava in quest'Aula perché evidentemente lo ritenevamo un
problema lontano dalle nostre vedute.
Io ringrazio ancora una volta Francesco Zavatteri, che ha dato
vita a questo Intergruppo parlamentare, ecco la genesi di questo
disegno di legge, di cui mi onoro essere primo firmatario.
Abbiamo coinvolto tutti i colleghi, di tutte le forze politiche,
ed è una cosa storica, un fatto importante di questo Parlamento che
attorno a un tema così delicato, attorno ad un tema così
importante, non abbiamo visto schieramenti politici e non abbiamo
guardato alle appartenenze politiche.
Pubblicamente, voglio ringraziare i colleghi dell'Intergruppo
parlamentare che, sin dal primo momento, hanno compreso che era un
tema che riguardava tutti noi.
Vedo l'assessore Savarino, allora deputata, che mi disse è un
tema che potrebbe riguardare anche i nostri figli e, quindi, ci
siamo, siamo al vostro fianco e siamo uniti accanto alle famiglie
che hanno questo grande dramma .
Abbiamo preparato, ovviamente con i ragazzi dell'Università di
Palermo, questo disegno di legge che hanno - di fatto - scritto.
Voglio anche ringraziare il Presidente della Commissione "Sanità",
onorevole Laccoto, che ha immediatamente compreso l'emergenza del
tema e ha lavorato insieme ai suoi uffici.
E' giusto anche ringraziare gli Uffici della Commissione "Sanità",
gli uffici della Commissione "Bilancio", che hanno dovuto rendere
il testo ovviamente uniforme rispetto ad un testo che non era
scritto da politici, ma era scritto dalla società civile
Abbiamo chiesto, a più riprese, che il Governo potesse mettere
risorse, lo dico non perché oggi in quest'Aula nessuno vuole
assumersi la paternità rispetto a questa legge, però è vero che
abbiamo più volte, anche con i colleghi delle opposizioni, chiesto
- a gran voce - che il Governo mettesse risorse adeguate.
Devo dire con onestà intellettuale che questo è accaduto e quando
questo accade, ogni deputato, che sia di maggioranza o di
opposizione, deve, con onestà intellettuale, ammettere quando il
Governo fa qualcosa. Questo è un tema su cui il Governo ha fatto
qualcosa
E' una legge che da domani permetterà ai ragazzi di non usare più
crack? Purtroppo no, non dobbiamo illuderci Il tema è serio ed è
grave ed è a pochi passi da noi, ma apre uno squarcio a quello che
ieri non c'era, perché ieri non c'era nulla sul sistema che
riguardava la prevenzione.
Siamo forse una delle prime Regioni - o forse la prima delle
Regioni in Italia - ad assumere un disegno di legge così composito,
così preciso, così puntuale.
Mi arrivano già delle richieste da altri colleghi di altre Regioni
di avere copia di questo disegno di legge perché vogliono essere
assolutamente anche coinvolti in questo percorso.
Bene, è un inizio, Presidente Guai a pensare che questo disegno
di legge possa essere ovviamente bastevole. E' un inizio
Poi dobbiamo lavorare, come abbiamo detto ieri con la collega
Schillaci e Chinnici, dobbiamo lavorare affinché questo disegno di
legge venga applicato, perché molto spesso, in questa Regione,
tanti disegni di legge, caro Presidente, rimangono inapplicati.
Questo non ce lo possiamo permettere
Dobbiamo lavorare affinché gli Assessorati possano immediatamente
lavorare - da domani - ai decreti attuativi, dobbiamo assolutamente
far sì che queste risorse vengano spese in modo oculato.
Voglio ringraziare anche l'Assessore per il bilancio che è stato
anche da tramite rispetto a questo tema.
Noi non possiamo, comunque, non riconoscere il lavoro che questo
Governo ha fatto e lo facciamo pubblicamente perché è giusto, in
ottica di collaborazione.
Anche il Presidente di questo Parlamento che ha compreso -
evidentemente - la serietà del tema e ha cercato di accelerare il
tema.
Io, stranamente, che sono - come sa, Presidente - molto critico
nei confronti della sua Presidenza e del suo Governo, su questo
tema, oggi, non possiamo che riconoscere che c'è un primo segnale.
Guai a pensare che questo primo segnale possa trasformarsi in una
risoluzione totale del problema
E' un inizio
A questo inizio, Presidente, noi, come Gruppo Sud chiama Nord
esprimeremo compattamente un voto positivo, un voto favorevole, un
voto convinto, ma voglio anche - se mi permetterà -, in questa
assise autorevole e con i colleghi parlamentari, approfittare del
fatto che vedere lei qui, in questi corridoi, è una cosa abbastanza
rara vederla.
Fatta la parte pulita e dolce di La Vardera - se la segni questa
cosa, perché è una cosa rara che non succederà mai -, ma è giusto
su questo tema farlo, ricordarle anche, caro Presidente, lo faccio
in questa seduta perché è giusto farlo, presidente Schifani, se
fosse possibile sapere da parte del suo Governo, Presidente, cosa
farete rispetto alle centinaia di alunni che si trovano in grandi
difficoltà perché manca l'assistenza all'autonomia ai disabili,
soprattutto per la provincia di Palermo, che sono rimasti senza
assistenti all'autonomia.
E' un tema che voglio dire davanti a lei perché possa dirci
qualcosa.
Mancano gli assistenti per i disabili nelle scuole, non solo a
Palermo ma in tutta la Sicilia, come purtroppo, Presidente, mancano
anche le corse per i ragazzini dell'AST.
Ma questo è un altro tema.
Se ci volesse dare anche qualche indicazione sul tema sarebbe
anche cosa giusta, ma fermiamoci al disegno di legge.
L'Intergruppo - lo dico ai colleghi dell'Intergruppo - non si
scioglierà, anzi sarà, come dire, uno strumento utile per
l'esercizio del buongoverno, ma quando oggi è un giorno storico
perché quando la politica attorno a un tema si unisce,
evidentemente, stiamo dando un buon esempio a questo, alle persone
che ci seguono di buona politica e questo è un giorno storico che
voglio sottolineare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, oggi è
un giorno importante, lo ha detto il collega La Vardera, ma ancora
più importante perché finalmente abbiamo l'apparizione del
Presidente della Regione in Aula e, Presidente, mi consenta, mi
consenta Presidente, non è un fuori tema, però, prima di passare al
testo, Presidente Schifani, noi ormai da settimane e mesi in
Conferenza dei Capigruppo chiediamo la sua presenza dentro
quest'Aula, con il suo Governo, per temi che più volte abbiamo
cercato di mettere in agenda per essere discussi. Partendo
dall'autonomia differenziata, dalla siccità, e non per ultimo sul
diritto alla salute, sulla sanità, con quello che sono le
esternazioni fatte nei giornali. E questo, Presidente, mi dispiace
che lei magari non lo sta ascoltando perché parla con i suoi
Assessori, però, essendo l'occasione ghiotta con la sua presenza in
quest'Aula, io, Presidente Galvagno, penso di poterlo esprimere
questo pensiero
PRESIDENTE. Per dichiarazione di voto, andiamo, onorevole
Catanzaro.
CATANZARO. Fermo restando che come Gruppo del Partito Democratico,
Presidente Galvagno, è fuori da ogni discussione che noi siamo
favorevoli ed esprimeremo il voto favorevole, perché, non è da
adesso, che il tema del crack il Gruppo parlamentare del Partito
Democratico lo affronta; lo abbiamo fatto anche nella scorsa
legislatura e continuiamo a farlo adesso, perché già dal 2013 il
Gruppo del Partito Democratico aveva presentato una mozione su
questo tema. Voglio solamente fare un piccolo excursus, perché,
ieri, nella discussione generale, lo abbiamo anche toccato,
Presidente Galvagno, e lo abbiamo toccato perché abbiamo presentato
dei disegni di legge nel passato e adesso, in questa legislatura,
con la nascita dell'Intergruppo e con, ovviamente, quella che è
stata la volontà del Gruppo parlamentare proprio di portare avanti
questo tema e ricordo che già noi, come Gruppo parlamentare, più
volte abbiamo chiesto al Governo, soprattutto negli strumenti
finanziari e lei, Presidente Galvagno, è stato colui il quale ha
ricevuto anche i colleghi deputati che avevamo delle proposte
partendo dai 5 milioni di euro, arrivate fino a 10 milioni di euro,
proprio per il tema del crack.
E' vero, oggi è un giorno importante, perché è chiaro che la
coesione del Parlamento, ecco, in questo senso, il Parlamento si
esprime e legifera, in questo caso, un disegno di legge che diventa
legge proprio con la nostra approvazione di oggi, una legge
importante e questa è la sinergia che dovrebbe avere un Parlamento
e il rispetto che dovrebbe avere lo stesso Parlamento da chi
governa. E io proprio per questo dico che, oggi, sicuramente è un
punto di partenza fondamentale ed importante perché siamo partiti
con l'idea di ottocentomila euro, poi due milioni e mezzo di euro,
è chiaro un grande risultato con un lavoro collegiale, con lo
sforzo del Governo su un tema, quello del crack, di undici milioni
di euro e su questo nulla da dire, anzi qualcosa di importante si è
mosso perché da come eravamo partiti a come siamo arrivati
sicuramente è un punto di inizio importante.
Ritengo che quella di oggi è una giornata importante, però ritengo
che questo Governo regionale davvero può fare tanto.
Poco fa, chi mi ha preceduto ha detto che ci sono diversi temi che
dovrebbero essere affrontati anche nella prosecuzione del testo che
stiamo per approvare del crack, uno su tutti appunto è non
dimenticare la prevenzione, quindi, come Gruppo del Partito
Democratico, io ringrazio i colleghi che nelle varie Commissioni,
nell'Intergruppo hanno dato il loro contributo, i colleghi del
Partito Democratico per arrivare al raggiungimento di questa
giornata.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà. La prego di mantenersi nei tempi così come ha fatto
l'onorevole Catanzaro.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori e,
soprattutto, Presidente della Regione, che oggi ci onora della sua
presenza, devo sottolineare la fase storica per questo disegno di
legge.
Un disegno di legge che nasce dal basso per la prima volta, viene
portato in quest'Aula e, per questo, occorre ringraziare tutti gli
attori, sia pubblici che privati, che hanno collaborato a questo
testo, ai colleghi in maniera trasversale. E' un importante momento
perché questo è un disegno di legge sperimentale, diciamocelo,
potremmo essere i pionieri a livello nazionale per questo disegno
di legge. Occorre che, come tutti hanno fatto la loro parte, dalla
Commissione Sanità , all'Intergruppo, ma, soprattutto, al
Presidente della Regione che ha capito con la sua sensibilità
l'importanza e l'emergenza che stiamo vivendo, in questo momento
storico di degrado sociale, dove il crack e le dipendenze, le
droghe che colpiscono i centri cerebrali stanno, veramente,
disseminando morti e creando degli zombie che camminano per le
nostre cittadine, per le nostre città siciliane.
Le famiglie sono state abbandonate per troppo tempo e ora è
arrivato il momento che si dia davvero un segnale. Io sono contenta
della presenza del Presidente, ma soprattutto, per una richiesta:
io chiedo al Presidente un'assunzione di responsabilità, perché
approvare una legge è importante, è un primo segnale, ma la legge
non cammina da sola e occorre che si faccia veramente tanto per i
decreti attuativi e, soprattutto, per dare delle risposte
immediate.
Quindi, rassegno e faccio questa richiesta al Presidente della
Regione di sovrintendere, così come faremo noi, come Gruppo, come
Intergruppo, che questi decreti attuativi vengano approvati e
vengano emanati nel più breve tempo possibile, soprattutto per
l'istituzione delle unità mobiliari nelle varie province, i centri
di prima accoglienza e le comunità terapeutiche, perché sono
proprio quelle che aiuteranno le famiglie e daranno il primo
segnale di non essere totalmente abbandonate al loro destino.
Quindi, ringrazio tutti e, chissà, saremo davvero i primi pionieri
per un disegno di legge che prende le mosse e potrà fare la storia
a livello nazionale.
Ordini del giorno e votazione ordini del giorno nn. 228 e 230
PRESIDENTE. Prima di dare il voto finale a questo disegno di
legge, chiedo al Governo un minuto di attenzione perché ci sono
alcuni ordini del giorno e sono esattamente cinque. Quindi, chiedo
di poterli leggere e, successivamente, vedere come andare avanti.
Quindi, se il Governo li attenzionasse un minuto, per favore. Sono
già caricati sul tablet.
SPADA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ha chiesto di intervenire sull'ordine
del giorno sta intervenendo il suo collega, Spada. Va bene? Sono
caricati tutti gli ordini del giorno.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente
della Regione, è quello sui medici? No, voglio intervenire
brevemente per sottoporre all'attenzione del Governo l'ordine del
giorno che ho presentato insieme al Gruppo del Partito Democratico
che prova, in qualche modo a sanare un vulnus che si trova
all'interno di questa legge che stiamo per approvare.
Abbiamo dimenticato e non abbiamo attenzionato la disponibilità di
prevedere dei progetti di prevenzione sperimentali nei confronti
degli enti del terzo settore. Quindi, assessore Dagnino, se può
magari non solo apprezzare l'ordine del giorno che istituisce un
fondo per la prevenzione sulle tossicodipendenze ma che questo
ordine del giorno serva nell'assestamento di bilancio ad
individuare delle somme da destinare agli enti del terzo settore,
che oggi sono quelli che stanno sul campo, che stanno sulla strada
e, che purtroppo, di questa legge vedranno solamente delle briciole
e che non darà concretamente delle risorse adeguate per
l'espletamento delle attività sul campo. Grazie.
PRESIDENTE. Assessore, su questi ordini del giorno, a parte quello
che aveva segnalato l'onorevole Burtone che, ho capito, ha chiesto,
l'onorevole Burtone, che venisse votato per alzata e seduta, non
accolto per raccomandazione, sugli altri se accettati come
raccomandazione, andiamo avanti e votiamo soltanto quello
dell'onorevole Burtone, che è il numero 228.
DAGNINO, assessore per l'economia. L'ordine del giorno sul fondo
regionale, da inserire nel Documento di programmazione economica e
finanziaria, abbiamo già discusso di questo in Commissione Bilancio
e abbiamo fatto notare che si tratta di allocare delle risorse
sottraendole ad altri soggetti...
CRACOLICI. Votiamo anche quello della Commissione
SPADA. E' l'impegno a recuperare delle risorse.
DAGNINO, assessore per l'economia. Ma non nel Documento di
programmazione economica e finanziaria, qui si parla del Documento
di programmazione finanziaria regionale. E' una cosa che si può
valutare nella legge di stabilità, il Documento di programmazione è
il DEFR.
PRESIDENTE. Quindi, Assessore, è favorevole? Lo possiamo
accogliere come raccomandazione.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 228. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 230, a firma della
Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Gli altri sono accolti come raccomandazione.
(Si tratta degli ordini del giorno recanti numero d'ordine 227,
229 e 231)
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole De Luca Antonino ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
nn. 551-258-272-339/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia di sistema integrato e diffuso di prevenzione,
cura, riduzione del danno e inclusione sociale in materia di
dipendenze» (nn. 551-258-272-339/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Norme in materia di sistema integrato e
diffuso di prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione
sociale in materia di dipendenze» (nn. 551-258-272-339/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione, con dichiarazione di voto da parte
dell'onorevole Pace che è favorevole, come pure dell'onorevole
Castiglione e dell'onorevole Galluzzo.
Risultato della votazione
Presenti 5
9
Votanti . 5
4
Maggioranza 2
8
Favorevoli 5
............ 4
Contrari 0
............
Astenuti 0
. ...........
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Si è votato all'unanimità il disegno di legge e,
quindi, ringrazio tutti quanti i colleghi.
Spero che ci possa essere la stessa attenzione per il disegno di
legge "Liberi di scegliere", che mi è stato sottoposto dal dottore
Di Bella, e che quest'Aula possa riunirsi in questa maniera per
cercare di trovare sempre un percorso di condivisione, specie su
temi come questi.
L'onorevole Varrica ha votato favorevolmente. Chiedo agli Uffici
di poter registrare questa votazione. Già l'ho detto, onorevole
Galluzzo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 1 ottobre 2024,
alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 18.19 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
133a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 1 ottobre 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Norme in materia di enti locali" (n. 105-230-331/A) (Seguito)
Relatore: On. Abbate
2) Disposizioni in materia di urbanistica (n. 499/A Stralcio
I/A).
Relatore: On. Carta
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio