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Resoconto d'Aula della Seduta n. 133 di martedì 01 ottobre 2024
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Lantieri


                   La seduta è aperta alle ore 15.21

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

        Comunicazione di elezione suppletiva di Vicepresidente

   PRESIDENTE.  Comunico che, nella seduta n.  79  del  25  settembre
  2024,   la   III   Commissione  legislativa  permanente   'Attività
  produttive' ha proceduto all'elezione suppletiva del Vicepresidente
  ed è risultato eletto l'onorevole Salvatore Scuvera.

      Comunicazione di decadenza di atti ispettivi e di indirizzo
                               politico

   PRESIDENTE.   Comunico  che  a  seguito  della  dichiarazione   di
  ineleggibilità  dell'onorevole  Giuseppe  Sebastiano  Catania  alla
  carica di deputato regionale di cui l'Assemblea ha preso atto nella
  seduta  n.  123 del 29 luglio 2024, sono decadute le interrogazioni
  numero 868, 869, 1159.
   E' decaduta infine la firma dello stesso deputato dalla mozione n.
  159.
   Per  quanto  riguarda  le  cariche precedentemente  ricoperte  dal
  deputato  medesimo nelle Commissioni parlamentari, con  altrettanti
  Decreti  Presidenziali già comunicati all'Assemblea, si è proceduto
  alle relative sostituzioni.
   L'Assemblea ne prende atto.


            Seguito della discussione del disegno di legge
         "Norme in materia di enti locali" (n. 105-230-331/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al punto  2)  all'ordine
  del giorno: Discussione di disegni di legge.
   Così  come avevamo concordato nella passata seduta, si passa  alla
  discussione generale del disegno di legge numero 105-230-331/A.
   Dò la parola all'onorevole Abbate, presidente della Commissione  e
  relatore, per svolgere la relazione.

   ABBATE,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, Governo, colleghi, mi accingo a relazionare sui  lavori
  svolti dalla I Commissione legislativa inerenti ai disegni di legge
  numero 105, 230, 331/A che hanno all'ordine del giorno come materia
  la discussione in tema di enti locali.
   Onorevoli  colleghi, il presente disegno di legge che  si  propone
  per  l'approvazione  è  il  risultato dell'abbinamento,  effettuato
  dalla   I   Commissione,  di  tre  disegni  di  legge   finalizzati
  all'introduzione  di nuove norme disciplinanti particolari  aspetti
  della normativa sugli enti locali.
   La  I  Commissione,  durante  la  fase  istruttoria,  al  fine  di
  approfondire gli elementi principali del disegno di legge in esame,
  ha realizzato delle audizioni con l'ANCI e con l'associazione degli
  amministratori degli enti locali, nonché con dirigenti regionali  e
  con  rappresentanti  degli  ordini  professionali  e  dei  revisori
  legali.
   La  Commissione  ha successivamente richiesto il  parere  alla  II
  Commissione  Bilancio,  ai sensi dell'articolo  65,  comma  7,  del
  Regolamento interno; quest'ultima, ha dato parere favorevole ed  ha
  quantificato  la copertura finanziaria solo per la  norma  relativa
  alle spese prodotte dal  tagliando antifrode .
   L'articolo 1 interviene sulla normativa inerente ai revisori negli
  enti  locali.  Si prevede che vi sia un revisore unico  nei  comuni
  aventi  una popolazione fino ai 3 mila abitanti ed un collegio  nei
  restanti enti locali. È stabilito che i revisori siano iscritti  in
  appositi  elenchi  e  che  ricevano  l'incarico  coloro  che  hanno
  risposto  all'avviso e che siano stati estratti a sorte. È  inoltre
  disciplinata  l'istituzione  dell'Elenco  speciale  dei  presidenti
  degli  organi collegiali di revisione economico-finanziaria  e  del
  relativo aggiornamento. È regolamentata una migliore formazione dei
  revisori  tramite  la necessità di ottenere un maggiore  numero  di
  crediti  formativi rispetto alla normativa previgente. Sono  infine
  previste norme relative all'incompatibilità dei revisori dei  conti
  nonché alla corresponsione di un equo compenso.
   L'articolo 2 recepisce la normativa nazionale sulla possibilità di
  effettuare  il  terzo  mandato dei sindaci nei  comuni  aventi  una
  popolazione  compresa tra i 5 mila ed i 15 mila  abitanti.  Prevede
  inoltre  il rispetto del principio della rappresentanza  di  genere
  nelle  giunte dei comuni, specificando altresì che in quelli aventi
  una  popolazione superiore a 3 mila abitanti, nessuno dei due sessi
  possa  essere rappresentato in misura inferiore al 20 per cento.  È
  infine  previsto l'istituto del consigliere comunale supplente  che
  subentra   temporaneamente   al   consigliere   comunale   nominato
  assessore.  Sono infine disciplinati taluni casi di incompatibilità
  per  gli  assessori comunali e per coloro che sono  stati  nominati
  rappresentanti del Comune.
   L'articolo   3   interviene  in  materia  di  rappresentanza   del
  Presidente   del  Consiglio  comunale  ed  introduce   disposizioni
  relative alla sua partecipazione ad eventi istituzionali.
   L'articolo   4  intende  adeguare  la  normativa  regionale   alla
  normativa  nazionale  attraverso la  previsione  di  un   tagliando
  antifrode   inserito  nelle schede elettorali.  Tale  previsione  è
  finalizzata a contrastare la sostituzione fraudolenta della  scheda
  elettorale    all'interno   della   cabina   elettorale.    Vengono
  contestualmente quantificati gli oneri per provvedere  al  suddetto
  intervento.
   L'articolo  5 aggiunge alle fattispecie che derogano  ai  casi  di
  ineleggibilità  l'ipotesi del comando presso altra amministrazione,
  anche disposto nel corso del mandato elettorale.
     L'articolo  6 dispone che la misura massima delle  indennità  di
  funzione  e  dei  gettoni di presenza degli  amministratori  locali
  venga  determinata  con  delibera di Giunta  regionale,  e  che  al
  Presidente del consiglio comunale venga corrisposta un'indennità di
  funzione  su  sua  richiesta, sostitutiva del gettone  di  presenza
  dovuto in qualità di consigliere comunale.
   L'articolo 7 modifica la legge regionale 23 dicembre 2000, n.  30,
  incrementando i permessi orari e gli esoneri previsti per garantire
  ai   componenti   delle   giunte  e  dei  consigli   regionali   la
  partecipazione  alle  sedute degli stessi  organi.  Si  garantisce,
  così,  il  pieno espletamento del mandato senza pregiudizio  per  i
  diritti  derivanti  dai  rapporti di  lavoro  degli  amministratori
  locali.  È  inoltre  stabilito che le  finestre  temporali  per  le
  consultazioni referendarie vengano indicate dalla Regione.
   L'articolo  8  individua il quorum deliberativo della  mozione  di
  sfiducia  degli  organi  di  governo nel  settanta  per  cento  dei
  componenti del Consiglio.
   L'articolo   9   prevede  che  gli  obblighi  di   trasparenza   e
  pubblicazione  delle  informazioni relative ai  soggetti  candidati
  alle  elezioni politiche siano estesi alle consultazioni elettorali
  amministrative.
   L'articolo  10  sostituisce integralmente  l'art.  5  della  legge
  regionale  del 15 giugno 2021, n. 13, stabilendo che  gli  enti  in
  esercizio  provvisorio  o  in  gestione  provvisoria  possano,  con
  delibera   di   giunta,  effettuare  variazioni  di  bilancio   per
  assicurare  il  conseguimento del pieno impiego  dei  trasferimenti
  provenienti dalla Regione, dallo Stato, o dall'Unione europea.
   L'articolo 11 stabilisce che i controlli sull'attività degli  enti
  locali  vengano  esercitati dal personale  in  servizio  presso  il
  Dipartimento  regionale  delle autonomie locali  con  anzianità  di
  almeno   due  anni,  in  luogo  della  precedente  previsione   che
  richiedeva il conseguimento di un'anzianità almeno quinquennale. Si
  dispone,  inoltre,  che i controlli sostitutivi e  ispettivi  siano
  effettuati da personale in possesso di specifici titoli di studio e
  di  servizio,  iscritto  in  un apposito  elenco  istituito  presso
  l'Assessorato  regionale delle autonomie locali  e  della  funzione
  pubblica.
   L'articolo  12 prevede il diritto di prelazione del  Comune  sulla
  concessione  in  uso dei beni monumentali e dei  siti  archeologici
  insistenti sul proprio territorio.
   L'articolo 13 dispone abrogazioni di precedenti norme.
   L'articolo 14, infine, dispone l'entrata in vigore della legge.
   Signor  Presidente,  questo è un disegno di  legge  che  nasce  da
  un'attività portata avanti per mesi dell'intera Commissione, che ha
  recepito tante indicazioni che provengono sia dall'opposizione  che
  dalla  maggioranza, quindi portando avanti un disegno di legge  che
  sia  rispondente al massimo a quelle che sono le indicazioni  della
  Commissione stessa.
   Pertanto,  per questo voglio ringraziare i miei colleghi Cambiano,
  Castiglione,  Intravaia,  Catanzaro,  Ardizzone,  Gallo,  Giambona,
  Laccoto, Lombardo, Micciché e Pellegrino, che in questi mesi  hanno
  svolto   un  lavoro  importante  in  Commissione  che  ha   portato
  all'approvazione di un disegno di legge, il numero 105, che oggi ci
  accingiamo a poter sicuramente votare ed ampliare, tramite i  tanti
  emendamenti  che sono stati presentati dai Gruppi parlamentari,  ma
  finalmente potere anche adeguare quelle che sono le esigenze  degli
  enti  locali,  attualmente anche richieste da  parte  dell'Anci,  e
  poter così portare alle amministrazioni locali la possibilità di un
  disegno  di  legge  che  sia rispondente alle  esigenze  di  questo
  periodo.

               Presidenza della Vicepresidente LANTIERI

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Abbate.   Dichiaro   aperta   la
  discussione generale.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, è vero che la Commissione ha fatto  un
  lavoro di approfondimento significativo rispetto alle proposte  che
  sono  state fatte, in modo particolare il suo Presidente ha cercato
  di  raccogliere le questioni poste dai vari parlamentari,  e  debbo
  dire  che  alcuni  temi sono stati affrontati e  hanno  trovato  la
  condivisione quasi unanime della Commissione.
   Però, Presidente, io voglio cogliere l'occasione per discutere  di
  alcuni  aspetti  degli enti locali che non sono  stati  oggetto  di
  emendamenti, e quindi non li ritroviamo all'interno della  proposta
  di legge, aspetti però che considero fondamentali per la vita delle
  nostre  comunità, in questa fase che vive la Sicilia, e debbo  dire
  quindi  che  la valutazione che io dò del disegno di  legge  è  che
  incide,   ma   incide   dal   punto  di   vista   dell'assestamento
  istituzionale: c'è ben altro per le nostre città, ci sono richieste
  che  partono  dal  basso e che dovrebbero trovare una  risposta  da
  parte delle Istituzioni.
   Il  primo  tema, Presidente, è che le nostre comunità soffrono  il
  declino  demografico. Noi vediamo che, in modo particolare le  aree
  interne,  ma  io  penso anche le altre realtà,  dico  questo  anche
  perché ne ho trovato conferma in alcuni studi che sono stati  fatti
  e  pubblicati,  è  la Sicilia che vive una fase difficile,  c'è  un
  flusso migratorio - soprattutto di giovani - che lasciano la nostra
  comunità,  e  che  di fatto impoveriscono la Sicilia,  perché  sono
  soggetti  intellettualmente preparati, che vengono a  mancare  come
  contributo importante per il rilancio della nostra comunità.
   Nelle  settimane  scorse  un giornalista,  Giambattista  Pepi,  ha
  scritto  anche su questo. Ha fatto un'analisi: io non ho visto  gli
  approfondimenti, però nell'articolo si evidenziava che  addirittura
  questo  flusso  migratorio diventava compensativo della  migrazione
  che  è  presente anche in Lombardia, a sua volta diretta  verso  il
  nord  dell'Europa.  Queste correlazioni,  ripeto,  non  sono  state
  oggetto  di  approfondimento  nell'articolo,  però  ci  dicono  che
  soprattutto  dalla  Sicilia  partono  tanti  giovani,  partono  per
  studiare  e  poi si fermano laddove si laureano, e quindi  viene  a
  mancare  questo importante contributo che può venire dalle  giovani
  generazioni.
   Il  problema  del declino demografico è un problema  molto  serio,
  Presidente,  e io credo che si debba affrontare con determinazione,
  anche  perché è correlato con l'altra questione, che è la questione
  del lavoro.
   Io   so   che   alcuni   accennano  a   dei   dati   di   crescita
  dell'occupazione,  per  chi vive nelle  nostre  realtà  delle  aree
  interne   questo  dato  sembra  non  reale  nel  momento   in   cui
  verifichiamo  che il lavoro è spesso un lavoro in nero,  quando  si
  realizzano  contratti, sono contratti di lavoro povero,  perché  il
  livello  di  stipendio è molto più basso rispetto  a  quello  delle
  realtà  del  nord  del  Paese  e, nella  maggior  parte  dei  casi,
  assistiamo ad un fenomeno, quello che è stato definito  NEET ,  che
  è  quello  dei ragazzi che non studiano e non lavorano, quindi  una
  situazione  difficile che è fortemente collegata anche  alla  crisi
  produttiva delle nostre realtà.
   Ci  sono  alcuni  nuclei  industriali che stanno  fornendo  alcune
  opportunità occupazionali, parlo della realtà della ST di  Catania,
  ma   anche  altre  comunità  che  danno  una  risposta  a   settori
  particolari, però non c'è dubbio che alcuni settori, a  partire  da
  quello  agricolo in grande crisi, è inutile che qui  approfondiamo,
  non è questo il momento, però è chiaro che la siccità, prima, e poi
  questo disimpegno da parte del Governo, perché nulla è stato fatto,
  sta impoverendo la nostra realtà produttiva.
   Parlo degli agricoltori che in gran parte hanno dovuto abbandonare
  le  proprie imprese, parlo di agricoltori che hanno visto dimezzato
  il  proprio  prodotto quest'anno per mancanza, ripeto, di  acqua  e
  tutto ciò sta portando ad una situazione grave e difficile rispetto
  alla quale non c'è stata una risposta, neppure nella ultima vicenda
  che ha toccato in maniera rilevante la nostra Sicilia, la provincia
  di  Siracusa,  Ortigia, la realizzazione di questo G7  che  ha,  di
  fatto, discusso di temi ben lontani, però, da quella che è la crisi
  vera, l'emergenza che vive il mondo produttivo siciliano.
   Accanto ai problemi degli agricoltori, non c'è dubbio, c'è  quello
  degli  operatori  zootecnici che hanno visto  la  decurtazione  del
  proprio  patrimonio  di  bovini  e  di  ovini  perché  sono  stati,
  purtroppo,  posti in condizioni tali, non avendo la possibilità  di
  avere  foraggio e acqua, di passare dalla macellazione, perché  non
  erano  in  condizioni,  i  produttori zootecnici,  di  dare  dovuto
  foraggio  e la possibilità di superare le altre problematiche;  tra
  l'altro  il  settore della zootecnia oggi è toccato  anche  da  una
  patologia  virale, quella che viene chiamata la  Lingua  blu   che,
  invece,  presenta  ulteriori  e  pesanti  ripercussioni  in  questo
  importante settore produttivo.
   Ma  i  temi del lavoro sono temi molto ampi che toccano i  diversi
  settori, ma che sono centrali rispetto alle difficoltà che vive  la
  Sicilia.
   E  la  questione della importanza che deve essere data ai servizi,
  da   parte   dei  nostri  enti  locali:  servizi  che   afferiscono
  innanzitutto all'articolo 32 della Costituzione, quindi  i  servizi
  sanitari,  abbiamo visto quanto importante è stata la  risposta  di
  alcuni  territori e quanto, invece, deficitaria è stata la risposta
  di   altre  comunità  nel  momento  in  cui  siamo  stati  travolti
  dall'infezione  virale del Covid e, quindi, là  dove  ci  sono  dei
  presidi  ospedalieri, là dove c'è la presenza di una sanità  attiva
  che  presenta  anche  delle  attività  rilevanti  di  medicina,  di
  chirurgia,  di  rianimazione, quelli debbono essere  salvaguardati,
  perché  altrimenti  si finisce per costituire un sistema  sanitario
  tutto metropolitanocentrico.
   Poi  c'è  il  tema  della scuola: noi speriamo che  quest'anno  il
  Governo  nazionale  non  insegua la  follia  del  ridimensionamento
  scolastico, perché altrimenti le nostre realtà dei comuni, in  modo
  particolare i comuni delle aree interne, si troverebbero in  grande
  disagio  non avendo una guida scolastica, non avendo la possibilità
  di  interloquire rispetto ai problemi seri che sono  determinati  -
  prima  di tutto - dalla dispersione scolastica, così come i  comuni
  necessitano  di  maggiori  risorse  per  affrontare  i  temi  della
  disabilità, della non autosufficienza.
   Sono  questi,  a nostro parere, i temi fondamentali  che  dobbiamo
  mettere al centro, come enti locali, perché gli enti locali sono la
  prima  porta  dello  Stato  e,  molto  spesso,  però  non  sono  in
  condizioni di dare quelle risposte necessarie che vengono richieste
  dai cittadini.
   Io, Presidente, penso che su questo si debba tornare.
   Il  disegno  di  legge  ha  un  suo  percorso  -  ripeto  -  tutto
  all'interno  dell'ambito istituzionale ma ci sono i  temi,  invece,
  che interessano le comunità che debbono essere affrontate.
   Vado alla conclusione.
   Un tema fondamentale è quello finanziario, Presidente.
   Si  sottovaluta - mi dispiace che l'Assessore per gli enti  locali
  si  sia  allontanato  -,  però  c'è l'Assessore  per  la  famiglia,
  l'Assessore per il territorio e l'ambiente che possono riferire.
   Il  tema  che è notevolmente affiorato è che i nostri comuni  sono
  quelli che hanno maggiori difficoltà finanziarie.
   In  Sicilia c'è un numero rilevante, rispetto alle altre  Regioni,
  di comuni che vanno in dissesto che vanno in piano di riequilibrio,
  perché? Noi non abbiamo - credo - evasori, abbiamo debitori
   Col  federalismo  fiscale  i comuni sono  legati  ai  tributi  che
  vengono erogati da parte di cittadini.
   Ed  in Sicilia questo comincia a pesare perché la realtà economica
  porta molto spesso a non pagare il dovuto.
   Questo non giustifica, per quel che ci riguarda, credo che il tema
  sia  però  quello  di  avere responsabilità e richiedere  i  giusti
  contributi,  anche  se i comuni sono chiamati a pagare  in  maniera
  anomala - per esempio - l'energia elettrica.
   Quando   vengono  poste  norme  di  salvaguardia  per  cui  vedono
  aumentare ulteriormente le proprie incombenze, credo che ci sia  la
  necessità  di  dover lavorare intensamente subito per  i  piani  di
  riequilibrio  finanziario perché i comuni, chiamati  a  mettere  da
  parte  delle  risorse  per  i  crediti  non  facilmente  esigibili,
  finiscono per iniziare questo percorso che porterà dissesto.
   Sono  questi,  Presidente, i temi - credo - su  cui  ci  si  debba
  fermare e valutare attentamente per dare un rilancio ai nostri enti
  locali.
   Sì,  può  essere  utile qualche innesto, così  com'è  stato  fatto
  qualche  cambiamento,  ma io credo che la Sicilia  meriti  di  più
  Abbiamo  bisogno di entrare in profondità rispetto  ai  problemi  e
  dare delle risposte serie ai nostri concittadini.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  Giambona.  Ne  ha
  facoltà.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  componenti  del
  Governo,  intervengo in questa discussione generale  anche  perché,
  come  componente  della I Commissione, abbiamo lavorato  parecchio,
  devo  dire,  probabilmente, oltremodo rispetto a quello  che  è  il
  tempo  che  normalmente dovrebbe essere impiegato per  esitare  una
  norma.
   Sappiamo benissimo qual è stato il percorso di questo disegno, più
  volte  -  malgrado esitato dalla Commissione - e poi  proposto  per
  l'Aula è tornato indietro per verifiche o accorgimenti vari.
   Naturalmente,   questo  ha  creato  anche  delle  difficoltà   nei
  territori.
   Molti  sindaci  e  amministratori ci  hanno  rappresentato  a  più
  riprese  quale fosse la sorte, l'esito di questo disegno di  legge.
  Motivo  per  il  quale, io ritengo che siamo in una  fase  politica
  nella quale questo Parlamento debba prendersi la responsabilità  di
  una riforma che affronti tanti temi che noi tocchiamo, appunto, con
  questo disegno di legge.
   Il  Partito  democratico  ha dato un grande  contributo  a  questa
  norma.  Abbiamo dato un segnale importante rispetto  a  quelli  che
  erano   alcuni  punti  programmatici  e  politici  che  ci  eravamo
  prefissati.
   E tra questi ne voglio annoverare qualcuno.
   Intanto,  abbiamo evitato, Presidente, l'assalto  alla  diligenza,
  quello  che  è  avvenuto e che si voleva fare su alcune  norme  già
  nella  prima variazione di bilancio, inserire norme che  riguardano
  gli  enti locali in qualsiasi altro provvedimento normativo che non
  fosse coerente rispetto alla norma stessa.
   Come Partito Democratico abbiamo preteso e ho ottenuto poi, con la
  collaborazione di tutta la Commissione che ringrazio,  di  trattare
  in maniera organica il tema degli enti locali, e ciò ha permesso di
  potere  anche ascoltare gli attori in campo, di poter avere  quello
  che  è  stato  il  contributo importante  di  chi  rappresenta  gli
  amministratori  dei  nostri  Territori  come  Anci,  di  avere   il
  contributo dei commercialisti e dei revisori contabili.
   Proprio  da questo punto di vista, ritengo che un primo  obiettivo
  che  ha  ottenuto il Partito Democratico riguarda proprio la  norma
  che  concerne i revisori contabili degli enti locali siciliani.  In
  prima  battuta, la proposta era quella di determinare una  modalità
  di  composizione dell'organo di revisione economico-finanziaria che
  fosse  mista,  ovvero che i componenti fossero  con  il  sorteggio,
  mentre  il  presidente  con  la nomina  da  parte  dei  consiglieri
  comunali.
   Sin  dal primo momento, ascoltando le organizzazioni di categoria,
  ascoltando  i  commercialisti,  abbiamo  rappresentato  che  quella
  sarebbe stata una scelta sbagliata. I commercialisti siciliani e  i
  revisori  contabili  svolgono un ruolo fondamentale  a  fianco  dei
  sindaci,  a  fianco  degli  delle amministrazioni  comunali,  hanno
  bisogno di svolgerlo con imparzialità e con terzietà.
   Devo  dire  che  la  Commissione tutta  è  addivenuta  poi  a  una
  soluzione,  che è quella di determinare un elenco per i  presidenti
  in  maniera tale da garantire che la modalità di individuazione del
  collegio  stesso sia assolutamente non discrezionale, per  come  in
  prima  battuta  si  pensava  di fare. Abbiamo  anche  previsto  una
  graduazione  diversa in funzione dell'impegno  dei  revisori  nelle
  città  che  man  mano  hanno  più  abitanti,  quindi  una  maggiore
  competenza che ci richiedono i sindaci. Abbiamo anche toccato altri
  argomenti,  come una retribuzione equa e retribuzione proporzionata
  rispetto all'impegno che profondono quotidianamente.
   Come Partito Democratico ci siamo impegnati anche su altre misure,
  una  che ritengo che sia assolutamente innovativa che è quella  che
  pone   la  necessità  di  determinare  maggiore  trasparenza  nelle
  composizioni  delle liste di coloro che si propongono  ai  consigli
  comunali  delle nostre municipalità, abbiamo chiesto e ottenuto  la
  introduzione  di  una  norma che prevede  appunto  l'obbligo  nelle
  municipalità con più di quindicimila abitanti di pubblicare  quelli
  che  sono  i  curricula  dei consiglieri  che  si  propongono  alle
  elezioni, con stesso obbligo in capo alle municipalità.
   Riteniamo  che questa sia una norma assolutamente innovativa,  che
  avvicina  notevolmente  i  cittadini agli  elettori,  anche  perché
  comprende  qual  è  la  proposta politica che  si  vuole  avanzare.
  Abbiamo  proposto una norma che oggi ancora non ha, per così  dire,
  ottenuto l'approvazione della Commissione, ma ci auguriamo che  nei
  lavori  d'Aula  ecco  abbia  il  sostegno  da  parte  delle   forze
  politiche,  che è quella di aumentare la partecipazione di  genere,
  di quale che sia il genere.
   In  questo  momento, nel testo di legge abbiamo  fissato  al  20%,
  riteniamo  che  la  quota  debba  essere  almeno  del  40%.   Siamo
  intervenuti  coerentemente con quelle che  sono  le  richieste  del
  territorio, degli amministratori sulla tematica dei congedi,  sulla
  tematica dei permessi, abbiamo discusso di assessori, supplenti,  e
  quant'altro. Devo dire che con questo disegno di legge riusciamo  a
  dare  delle risposte a quelli che sono i nostri amministratori  dei
  territori, ma aggiungo a che prezzo? O al contrario, quali sono  le
  risorse  che  vengono messe in campo per dare attuazione  a  questa
  norma?
   Sentiamo  quotidianamente gli amministratori locali, i  sindaci  e
  sappiamo   benissimo  le  difficoltà  in  cui  si  trovano,   hanno
  difficoltà  a  fornire i servizi essenziali, quelli  indispensabili
  per  il  cittadino, e ciò è fortemente legato anche all'aumento  di
  alcuni  costi, mi riferisco ai costi relativi allo smaltimento  dei
  rifiuti,  al conferimento dei rifiuti. I nostri sindaci  si  devono
  fare  carico dei disabili psichici, guardate paradossalmente  anche
  gestire  un cane abbandonato per le nostre comunità, per  i  nostri
  amministratori è una sciagura
   E  allora io chiedo e mi domando, se noi pensiamo in quest'Aula di
  fare  politica a spese degli amministratori locali,  io  credo  che
  abbiamo sbagliato assolutamente la modalità.
   Noi  sappiamo benissimo il contesto in cui siamo, dei  392  Comuni
  siciliani,  ben  il 20 per cento non riesce a chiudere  quelli  che
  sono i bilanci, un terzo dei Comuni è in dissesto e in predissesto,
  e   quindi  abbiamo  consapevolezza  che  le  risorse  che  vengono
  trasferite sono inadeguate
   Basti  pensare, Presidente, al confronto con la Regione  Sardegna,
  dove la spesa di trasferimento pro capite è di 308 euro, in Sicilia
  di  soli  73 euro. Ed è stucchevole che il Presidente della Regione
  abbia dichiarato nelle ultime settimane nei confronti di Anci,  che
  è  la stessa organizzazione che rappresenta i nostri amministratori
  nel  territorio,  che abbia avuto già tanto, come se  lavorasse  in
  maniera autoreferenziale.
   Anci,   come   le  altre  organizzazioni  che  rappresentano   gli
  amministratori del territorio, lo fa per garantire quelli che  sono
  i  servizi al cittadino, e sarebbe impensabile portare avanti  oggi
  una  manovra  senza  dare  sostegno ai  nostri  Comuni,  ai  Comuni
  siciliani,   perché   significherebbe   a   quel   punto   incidere
  ulteriormente  sui servizi al cittadino, perché ci  sarebbero  meno
  risorse  per  la manutenzione, meno risorse per l'istruzione,  meno
  risorse  per i servizi di welfare che, purtroppo, sono  quelle  che
  vengono  tagliate  per  prime  quando ci  sono  meno  disponibilità
  economiche.
   Del  resto abbiamo piena consapevolezza, cari colleghe e colleghi,
  che  quando un servizio non viene reso in un comune, non vengono  a
  lamentarsi  all'Assemblea regionale siciliana,  i  cittadini  vanno
  direttamente  nei  Comuni, e vanno direttamente  a  parlare  con  i
  sindaci, che sono avamposto e frontman delle comunità.
   E allora, con ragionevolezza, il Partito Democratico è disponibile
  ad affrontare questa riforma degli enti locali, ma è indispensabile
  prevedere  risorse  per  i  comuni stessi,  prevedere  risorse  per
  garantire  i  servizi  essenziali.  Proporremo,  come  abbiamo  già
  presentato  diversi emendamenti in tal senso, perché l'obiettivo  è
  quello  di  lasciare una riforma che migliori il  sistema  attuale.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Giambona.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.

   SAFINA.  Presidente,  colleghi, devo dire la  verità,  mi  avrebbe
  fatto piacere la presenza dell'Assessore agli Enti locali, tema che
  a  lui dovrebbe interessare, e mi dispiace constatare l'assenza  in
  un  momento  in  cui  si discute di quella che ovviamente  non  può
  definirsi ...

   PACE. È stato sempre presente.

   SAFINA.  Bisogna  esserci  nel momento  giusto.  Sicuramente,  non
  possiamo parlare di questo disegno di legge come una riforma  degli
  enti   locali,  riformare  gli  enti  locali  avrebbe   sicuramente
  significato altro.
   Avrebbe  significato, in primo luogo, rafforzare  il  ruolo  e  le
  funzioni  degli  enti locali nelle nostra società, considerato  che
  sono  proprio  gli enti locali l'ente di prossimità  rispetto  agli
  interessi  e  ai  diritti dei cittadini, e  per  discutere  di  una
  riforma  degli  enti locali, avremmo dovuto discutere  di  come  si
  aumentano  le  risorse  del  Fondo  delle  autonomie,  Fondo  delle
  autonomie che in Sicilia oramai si è ridotto a 350 milioni di euro,
  all'interno del quale ci sono le riserve, a fronte di Regioni  che,
  in  condizioni ben diverse dalle nostre per abitanti, per numero di
  enti locali, hanno un fondo delle autonomie che è più del doppio.
   Lo  diceva  anche  il  collega Giambona: la Sardegna,  600  e  più
  milioni  di euro, per una Regione che conta poco più di un  milione
  di  abitanti,  a  fronte dei 4,8 milioni in discesa  della  Regione
  siciliana, e avremmo dovuto discutere di come si aiutano i  comuni,
  per esempio, ad aumentare le loro performance della riscossione.
   È un tema questo che non abbiamo affrontato, perché se noi abbiamo
  più  di  70  comuni  in  dissesto, più di 100 in  riequilibrio,  se
  andiamo  a vedere i numeri di quei comuni e anche degli altri  250,
  scopriamo  che  questi comuni hanno un fondo, che si chiama  'Fondo
  crediti  di  dubbia  esigibilità' che, oramai, pareggia,  quasi  al
  cento  per  cento, il monte crediti che questi comuni  vantano  nei
  confronti  dei cittadini, di chi fruisce dei servizi per  la  Tari,
  per l'acqua, per altri servizi di natura patrimoniale.
   Ebbene,  questo fondo evidenzia, da un lato per molti  comuni,  un
  elemento  virtuoso,  perché vuol dire che si stanno  rispettando  i
  principi contabili. Perché se un comune ha dieci milioni di crediti
  e  ha nove milioni di crediti sul fondo crediti, significa che  sta
  rispettando un criterio contabile che garantisce la trasparenza  di
  quel  bilancio, ed è nel rapporto tra amministrati e amministratori
  qualcosa  di  virtuoso. Ma, al contempo, quel numero evidenzia  una
  incapacità,  che è l'incapacità dei comuni di riscuotere  i  propri
  crediti.
   Allora, rispetto a questo tema - tenuto conto che oramai i  comuni
  per  effetto  delle  diverse  discipline  che  hanno  bloccato   il
  turnover, che hanno impedito di rimpinguare gli organici - è chiaro
  che la Regione siciliana si dovrebbe porre la questione di come  si
  aiutano  i  comuni  ad aumentare la performance  nella  riscossione
  delle  entrate. Anche perché la mancata riscossione delle  entrate,
  soprattutto  delle  entrate tributarie,  in  particolare  la  Tari,
  significa che quello che non riusciamo a riscuotere viene  caricato
  come costo sui cittadini virtuosi che pagano.
   E  allora, dinanzi a questo, noi obiettivamente non abbiamo  detto
  nulla, e anzi ci basiamo, sempre più sul sistema delle riserve  nel
  Fondo  crediti, e non immaginiamo una - ovviamente, nei  limiti  di
  quelle che sono le competenze dell'Assemblea regionale siciliana  -
  non  immaginiamo  un sostegno reale ai comuni, che devono  superare
  una  crisi  notevole che significa blocco, ovviamente, dei  servizi
  per i cittadini.
   Vuol  dire che non possiamo assicurare manutenzioni nelle  scuole,
  che  non  possiamo  assicurare il tempo pieno,  significa  che  non
  possiamo  assicurare  - qua c'è l'assessore Albano  -  che  abbiamo
  difficoltà  sugli  ASACOM,  che abbiamo difficoltà  sull'assistenza
  agli anziani. Perché quando ingessiamo il bilancio e lo blocchiamo,
  significa che stiamo tagliando, stiamo tagliando servizi
   Ora,  di  questo è chiaro che dovremmo, laddove avessimo la  reale
  volontà di mettere in campo una riforma degli Enti locali, questo è
  un tema che dovremmo necessariamente affrontare.
   Poi,  attenzione, va dato atto che questa, per quanto non sia  una
  riforma,  è  un  disegno di legge che, una volta, avremmo  definito
  omnibus  che  contiene norme di carattere contabile,  che  contiene
  norme  ordinamentali, che sono state volute più o meno da tutte  le
  forze  politiche  e  rispetto  al  quale  la  Commissione,  che  va
  ringraziata  per  il  lavoro che ha fatto, ha  diciamo  ricostruito
  tenuto  conto  di  quelli che sono stati gli  emendamenti,  in  più
  occasioni  e  in  più  disegni  di  legge,  presentati  da  diversi
  parlamentari e dalle diverse forze politiche.
   Però  c'è  un  tema che manca. Un altro tema che manca  è  quello,
  almeno  se lo vogliamo affrontare in termini reali, è quello  della
  rappresentatività, perché la rappresentatività non si può risolvere
  solo  parlando del consigliere supplente, o parlando dell'assessore
  in più.
   Io  penso  che sia arrivato il momento di affrontare la  questione
  della  riforma elettorale negli Enti locali. È un tema  che  questa
  Assemblea  si  deve porre, perché il sistema che abbiamo  messo  in
  campo,  che ha portato ad un incremento dei comuni in cui  si  vota
  col  sistema maggioritario, e il sistema della proliferazione delle
  liste civiche sta, obiettivamente, creando un sistema che oramai si
  va inceppando.
   Allora, io penso che sia arrivato il momento di affrontare il tema
  della  riforma elettorale, mettendo al centro la capacità di essere
  maggiormente  rappresentativi, di  quello  che  è,  ovviamente,  di
  quella  che  è  la  cittadinanza. E va  affrontata,  va  affrontata
  mettendo al centro la politica.
   Possiamo  dire  che,  probabilmente, è stato un  errore  prevedere
  l'elezione  maggioritaria  nei comuni da diecimila  a  quindicimila
  abitanti?  Possiamo dire che, in certi casi, ci  sono  partiti  che
  rimangono fuori dal consiglio comunale, perché abbiamo tagliato  il
  numero  dei  consiglieri  comunali in città  che  hanno  trentamila
  abitanti?  E ci sono forze politiche che hanno un peso, e  che  non
  vengono rappresentate perché a seguito dell'introduzione del premio
  di  maggioranza  -  che va difeso - ci sono però partiti  che,  pur
  avendo uno a rappresentatività, non vengono a occupare scranni  nei
  consigli comunali.
   Sono  temi  che,  secondo me, vanno affrontati in  maniera  laica,
  sapendo   che   al   centro  ci  deve  essere  il  rispetto   della
  rappresentatività   democratica  e  ci  deve  essere,   ovviamente,
  l'efficienza del funzionamento dei comuni.
   Quindi  io mi auguro che, veramente, in questa metà di legislatura
  che  ancora manca, oltre ad affrontare questioni specifiche,  quali
  sono  state quelle dei revisori dei conti... peraltro anche lì:  ma
  pensiamo  che  sia  corretto, visto che c'è il  sorteggio,  che  il
  sindaco  di un comune x, della provincia y, con 8 o 9 mila abitanti
  - quindi con un bilancio risicato, alla luce anche dei problemi cui
  accennavo  poc'anzi - si trova costretto ad avere tre revisori  dei
  conti  che  provengono  dalla provincia di Trapani,  magari  questo
  comune è nella provincia di Messina e deve pagargli l'onorario e la
  trasferta?
   Questo  significa  aggravare i comuni di costi eccessivi.  Si  può
  immaginare  che lo strumento della revisione contabile, almeno  nei
  comuni  fino a 10 mila abitanti venga affidato a un solo  revisore?
  Oppure  dobbiamo  per  forza aggravare i  comuni  di  questo  onere
  ulteriore?  Perché,  vedete,  io  talvolta  ho  riscontrato,  nelle
  discussioni che abbiamo fatto, il discostarsi da parte nostra da un
  principio che, invece, almeno per quello che sono i miei studi, era
  fondamentale.
   Gli  enti  locali sono enti autarchici, sono enti che, nei  limiti
  delle   competenze   dettate  dalla  legge,   devono   organizzarsi
  autonomamente. Devo dire la verità che, rispetto alla materia degli
  enti  locali,  talvolta, questo Parlamento  ha  deciso  di  violare
  sostanzialmente  il  principio  dell'autarchia  e  di  entrare   in
  questioni  che, invece, dovrebbero disciplinare gli enti locali  in
  ragione della loro autonomia.
   E  allora  io  non penso che vada buttato il bambino  con  l'acqua
  sporca,  perché  bisogna salvare sempre il bambino;  ma  penso  che
  questo  disegno  di  legge,  in  quest'Aula,  debba  subire   delle
  modifiche  per rendere più efficace l'azione delle amministrazioni,
  ma per rendere anche più efficiente quel rapporto tra rappresentati
  e rappresentanti che sta alla base della nostra democrazia. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole. È iscritta a parlare  l'onorevole
  Marano. Ne ha facoltà.

   MARANO.   Grazie,  Presidente.  Governo,  colleghi  io  intervengo
  brevemente  solamente su un tema: sulla rappresentanza delle  donne
  nelle  Giunte nei comuni sopra i 3 mila abitanti. Io  ho  letto  il
  testo e ho visto che è stata fissata questa quota minima del 20 per
  cento come rappresentanza delle donne in Giunta.
   Beh,  secondo  me  si va a velocità diverse: il mondo  va  in  una
  direzione  e  in  questo Palazzo, secondo me,  si  va  in  un'altra
  direzione; perché reputo che con i numeri che ci sono, con le basse
  percentuali   della   rappresentanza  delle  donne   in   politica,
  sinceramente  non mi sembra una norma che incentivi le  donne,  che
  incentivi  i  partiti  a prendere le donne,  coinvolgerle  e  farle
  candidare o, in questo caso, nominarle nelle Giunte. Reputo che sia
  davvero in controtendenza con ogni tipo di obiettivo che ci si pone
  ad  ogni  livello  istituzionale. Credo che sia  anche  un  tantino
  offensivo per tutte le donne che si impegnano, ogni giorno,  e  che
  fanno  politica. Io, sinceramente, da donna mi sento offesa  quando
  leggo queste percentuali così irrisorie e inutili.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Scusate, colleghi, non si sente  niente,  la  collega
  Marano sta parlando. Grazie.

   MARANO.  Quindi,  per questo motivo ho presentato un  emendamento,
  che  spero  il  Parlamento  faccia  suo  quando  discuteremo  degli
  emendamenti, che alza la soglia al 50 per cento, perché  la  parità
  di genere fra uomini e donne non si raggiunge facendo passerelle  e
  cerimonie  e  a  dire:  «si, è importante  che  le  donne  facciano
  politica»  e  poi  nei fatti concreti non si  fa  nulla  quando  si
  legifera
   Se si crede in quello che si dice, e mi rivolgo a tutti i colleghi
  in  maniera  trasversale, se si crede in quello che si dice,  visto
  che  siamo legislatori, dobbiamo consentire che quello che  diciamo
  venga attuato.
   Quindi,  essendo in questo Parlamento, ripeto, io e il mio  Gruppo
  parlamentare abbiamo presentato diversi emendamenti, questo prevede
  l'alzamento della soglia al 50%.
   Quindi  se vogliamo cambiare il paradigma, se vogliamo fare  passi
  avanti in questo senso è bene che sia accolto da tutti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cambiano.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMBIANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore.
  Rispetto ad alcuni interventi che mi hanno preceduto io sarò un po'
  più critico e voglio essere critico per indurre l'Aula e il Governo
  ad una riflessione.
   Riflettevo   e  riflettevo  su  un  termine,  faccio   una   breve
  introduzione:  "ammuina".  All'ordine:  "facite  ammuina "    tutti
  quelli  che stanno a prua vadano a poppa, quelli a poppa  vadano  a
  prua, quelli a dritta vadano a sinistra, quelli a sinistra vanno  a
  dritta,  tutti quelli sottocoperta salgano sul ponte e  quelli  del
  ponte   scendano  sottocoperta,  passando  tutti  per   lo   stesso
  boccaporto, chi non ha niente da fare si dia da fare qua e là
   Perché questa introduzione? L'espressione trae origine da un fatto
  realmente accaduto dopo la nascita della Regia Marina italiana.  Un
  ufficiale, Federico Cafiero, fu trovato a dormire e per  questo  fu
  arrestato  e,  allora,  quando c'era una  visita  di  un  ufficiale
  superiore   o   di   un   ammiraglio,   ritrovandosi   al   comando
  dell'imbarcazione,  diede  quest'ordine:   facite  ammuina ,   fate
  confusione,  muovetevi,  in maniera tale che  si  potesse  dare  un
  segnale  all'esterno di attività, e la genesi di questo disegno  di
  legge che si inizia a discutere all'atto quasi dell'insediamento di
  questo  Governo regionale, di questa Assemblea regionale,  mi  pare
  che  sia  analoga a questo fatto realmente accaduto. Un disegno  di
  legge che parte con buoni propositi, con una riforma organica degli
  Enti  locali, audizioni, contro-audizioni, arriva in Aula  e  viene
  rimandato  in  Commissione, nuovamente audizioni, contro-audizioni,
  sintesi  politiche,  dichiarazioni del  Presidente  della  Regione:
  «stop a poltronifici »; il Presidente della Regione all'esterno,  è
  questo  il messaggio che voleva far passare  meno male che c'è  lui
  che blocca la moltiplicazione delle poltrone
   Quindi,  questa  Assemblea, cari colleghi  anche  di  maggioranza,
  siamo  solo buoni a moltiplicare le poltrone, ed è da due anni  che
  discutiamo  di  che cosa? Di una riforma degli Enti locali  che  di
  riforma  non  ha  proprio nulla  Perché ho detto sarò  più  critico
  rispetto  agli  interventi di chi mi ha preceduto? Perché,  signori
  miei,  gli  Enti  locali e i sindaci ci osservano e  non  è  questa
   l'ammuina'  che  si aspettano: andiamo avanti,  andiamo  indietro,
  andiamo  in Commissione, lo discutiamo fra una settimana,  fra  due
  settimane
   Gli  Enti locali e i sindaci hanno difficoltà a garantire  servizi
  essenziali   Gli Enti locali hanno avuto difficoltà, come  qualcuno
  bene   ha   detto,  a  far  partire  il  servizio   di   assistenza
  all'autonomia   e   alla  comunicazione  per   i   nostri   bambini
  diversamente   abili.   Gli   Enti   locali   non    hanno    alcun
  approvvigionamento idrico, hanno difficoltà ad erogare l'acqua. Gli
  Enti  locali  spendono risorse per il ricovero di minori  stranieri
  non  accompagnati e di minori assegnati dall'autorità  giudiziaria.
  Gli  Enti  locali non riescono a garantire il servizio di refezione
  scolastica  ai  nostri  bambini con un  enorme  divario.  Questa  è
  l'autonomia   differenziata  che  la  Regione  siciliana   si   sta
  permettendo?  I  nostri bambini non hanno diritto  al  tempo  pieno
  perché non riusciamo a garantire la refezione scolastica e noi  qui
  facciamo ammuina, quelli che sono a prua vanno a poppa, quelli  che
  sono  a  dritta  vanno in un'altra direzione, perché  discutiamo  e
  ridiscutiamo  di che cosa? Del consigliere supplente, discutiamo  e
  ridiscutiamo di che cosa?
   Io  veramente,  chiaramente dico, questo Governo ha  necessità  di
  cambiare  passo   Non è questo di cui ha bisogno  la  Sicilia  e  i
  siciliani.  I  sindaci aspettano altro  Come Gruppo  del  Movimento
  Cinque  Stelle siamo a disposizione per migliorare questo testo  di
  legge, ripeto, che di organico non ha nulla. Questo testo di  legge
  che  mi  pare abbia in qualche modo seguito l'iter delle  province.
  All'atto dell'insediamento, dovevamo reintrodurre immediatamente le
  province  perché  questa  era  l'esigenza,  ridare  la  parola   ai
  cittadini  ed  è da due anni che discutiamo di province.  Gli  enti
  locali   avevano   necessità   di   interventi   strutturali    sul
  trasferimento  delle  risorse  e ad  oggi  siamo  qua  a  discutere
  veramente di poca roba. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.   Grazie, onorevole. E' iscritto a parlare l'onorevole
  De  Luca  del  Movimento  Cinque Stelle. Subito  dopo,  l'onorevole
  Cateno De Luca.
   Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Presidente,  colleghi,  Governo,  ciò  che  è
  pervenuto, perché vedo che neanche l'Assessore agli Enti Locali, il
  Presidente  Schifani che tanto si è espresso su questo  disegno  di
  legge  con tanto di diktat, in cui dice al Parlamento cosa  si  può
  fare,   cosa   non   si   può  fare,  salvo  poi   guardarsi   bene
  dall'intervenire  su  quelli che sono i  temi  realmente  sensibili
  degli enti locali che questo disegno di legge non ha mai avuto, per
  carità, neppure la pretesa di avvicinarsi a trattare.
   E'  infatti  evidente che per la maggioranza e per questo  Governo
  che  si  sono  fatti portatori di questo disegno di  legge,  non  è
  importante  capire  come i comuni o fornire  loro  degli  strumenti
  utili  a salvaguardare i loro bilanci, a limitare le responsabilità
  dei  sindaci e degli organi esecutivi di fronte a delle  situazioni
  in  cui  non  possono fare altro che dichiararsi  impotenti,  hanno
  piuttosto   cercato  di  capire  come  trarre  vantaggio  politico-
  partitico,  introducendo  questa o  quella  norma,  il  consigliere
  supplente,  così faccio scalare le liste e  arrivo a fare  contenti
  tutti, perché non li ho potuti accontentare con le elezioni dirette
  delle  Province  E allora io dico a tutto 'sto esercito' di  primi,
  di  secondi, diversi dei non eletti in qualche modo gli  devo  dare
  una risposta. Allora ci si inventa il consigliere supplente andando
  a  immaginare un'incompatibilità tra l'essere assessore del  comune
  di Roccacannuccia e l'essere financo consigliere in quel comune
   Poi  se tu sei assessore regionale e deputato regionale non ci  fa
  nulla  Però, se tu fai l'assessore, il consigliere comunale  in  un
  comune  di qualche migliaio di abitanti, attenzione, quello non  si
  può  fare  perché  si sa che poi l'assessore nel piccolo  comune  è
  impegnato  notte e giorno e non può... e allora io mi chiedo  e  mi
  domando dove sia anche la coerenza in alcuni passaggi
   La realtà qual è? Che all'interno di questo disegno di legge, ogni
  partito,  ha  semplicemente  cercato di  mettere  le  pezze  e  gli
  interventi  che  gli  interessavano  per  sistemarsi  le  questioni
  interne  di partito ma di utilità, per il popolo siciliano, durante
  i  mesi  in  cui questo ha subìto l'infamia di dover stare  a  casa
  senza  avere neppure una goccia d'acqua che sgorga dal rubinetto  e
  avere  lì  dei  sindaci  impotenti a manutenzionare  le  loro  reti
  idriche?  In città colme di rifiuti, senza neppure averli sbloccati
  i fondi che servivano per portarli via? Nel frattempo il Presidente
  Schifani  si  sbracciava  al Senato per avere  i  poteri  speciali,
  tornerà  Superman a governare la Sicilia, farà gli  inceneritori  e
  risolverà il problema
   Ecco,  tutto  questo  poi sta sfociando in  un  provvedimento  che
  entrerà  in  quest'Aula  e  uscirà  fatto  a  pezzi  dalla   stessa
  maggioranza, che finge davanti al proprio parterre di voler trovare
  la  quadra,  però  non è d'accordo neanche al suo  interno;  non  è
  d'accordo  tra  partiti  e ogni partito  non  è  d'accordo  al  suo
  interno.  Per  cui quello che succederà lo vedremo  nelle  prossime
  settimane.
   Sono  arrivati  circa 350 emendamenti e, quindi,  avremo  modo  di
  discutere ampiamente, di mettere ampiamente a prova la tenuta della
  maggioranza, per chi verrà, perché sono convinto anche che  saranno
  copiose  le assenze a seconda del percorso che il disegno di  legge
  incontrerà.
   Ecco, credo che questa sia l'ennesima occasione persa, da parte di
  chi  governa in questo momento la Regione siciliana, per affrontare
  alcuni problemi di cui i nostri sindaci avrebbero avuto bisogno  di
  trovarsi  il  Parlamento e il Governo regionale al proprio  fianco,
  perché  mai come in questo momento è difficile governare un  comune
  siciliano, soprattutto se andiamo a guardare ai folli progetti  del
  Governo  nazionale, della presidente Meloni, del ministro  Salvini,
  che   vorrebbero   andare  avanti  su  questo   progetto   "idiota"
  dell'autonomia  differenziata, che rischia di affossare  la  nostra
  Regione e di rendere assolutamente inutile anche la specialità  del
  nostro  Statuto, che sinora è tale solo sulla carta e poco e  nulla
  nei fatti. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De  Luca.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Cateno. Grazie, Presidente.
   Onorevoli  colleghi,  ho  cercato  di  capire  la  finalità  e  la
  strategicità  di questo testo ma dietro ogni norma fondamentalmente
  ho  trovato la soluzione per qualche questua che è stata  posta  in
  termini territoriali. Pare che ci sia, per esempio, in un comune  -
  così a caso - nella provincia di Ragusa, un problema di mozione  di
  sfiducia dove c'è il consigliere in più o in meno. E allora, se noi
  lasciamo quello che già la legge prevede, signor Presidente, che  è
  credo  due  terzi  del  numero dei consiglieri  assegnati  in  quel
  comune,  la  mozione  non solo viene votata  ma  decade  quindi  il
  sindaco,  viene sfiduciato. E siccome c'è una trattativa  in  corso
  per  un  consigliere in più e un consigliere in meno,  qualcuno  ha
  pensato  bene di portare in questo Parlamento l'innalzamento  della
  soglia al 70 per cento così non serve quel consigliere
   Potremmo  anche fare altri esempi che sono veramente stupefacenti,
  dietro  ogni norma che sto leggendo: un puzzle di "stronzate"  che,
  ovviamente,  squalificano questo Parlamento. Siamo  arrivati  ormai
  proprio  nella fase di tenere a guinzaglio il territorio attraverso
  queste  operazioni  che, come è già stato ben  detto,  sono  quelle
  "parassitarie",  quelle  sotto  il  profilo  politico-affaristiche,
  perché questo Parlamento quando si occupa degli enti locali fa solo
  danni   Perché,  ovviamente, non è il Parlamento nella  qualità  di
  organo  legislativo, ma sono i singoli deputati che sono  portatori
  di  quisquilie di quartiere. È ovvio che è offensivo   È  offensivo
  mettere  all'ordine del giorno dell'Aula un testo così scoordinato,
  sconclusionato, dove è stato anche rubato il ruolo ai miei colleghi
  dei  Cinque  Stelle.  Per me - e lo dico al collega  Di  Paola  per
  dirlo a tutti - vedere il presidente Schifani che ammonisce dal suo
  yacht  il  Parlamento,  dicendo: "attenzione  alla  moltiplicazione
  delle poltrone, poltronari, poltroni " perché  Perché la sua stessa
  maggioranza  già aveva stabilito, in un ragionamento complessivo  -
  pare  che,  comunque, era una norma condivisa  -  che  ogni  comune
  avrebbe avuto un assessore in più.
   A  un certo punto, lui ha fatto il ruttino, e ha detto: "no", e io
  ho visto, ovviamente, sì, ho sorriso nella mia mente, perché questo
  ruolo  di  "Cinque Stelle 4.0", non so a quale versione saremo  con
  Schifani,  obiettivamente non gli si addice. E che cosa è successo?
  Il  testo è stato strappato e lo abbiamo riscritto. Chissà,  se  ci
  sarà, Presidente, lei che magari è informata, qualche altro ruttino
  in  programma rispetto al testo? Così ci prepariamo tutti quanti  a
  quelli  che sono anche questi rapporti dislessici tra il Presidente
  Schifani e la sua maggioranza.
   Credo  che  noi dovremmo occuparci degli enti locali in  un'ottica
  totalmente  diversa.  Partendo  anche  dalla  pavidità  del  nostro
  presidente Schifani, il quale ha perso una grande occasione,  nella
  qualità di commissario per l'emergenza idrica, nel nominare tutti i
  sindaci soggetti attuatori, e quindi soggetti che potevano prendere
  i progetti che avevano nei cassetti - e ne abbiamo tanti a Messina,
  io  ne  ho a Taormina - ma ogni sindaco su quella che è l'emergenza
  idrica  ne avrà, perché ovviamente si occupa di questioni  concrete
  nel  suo territorio e, quindi, fargli acquisire quei pareri che per
  le  vie  ordinarie ci vogliono anni, perché per avere un parere  di
  valutazione  d'impatto ambientale lo sappiamo tutti quanti  che  ci
  vogliono anni, e lì nella legge è previsto un mese, un mese
   E  ancora  ci  troviamo con Schifani che deve calare il  pacco  ai
  siciliani  con i termovalorizzatori.  Ma scusate, sono  questi  gli
  argomenti  che dovrebbero riguardare i sindaci, perché?  Perché  le
  nefandezze  anche dello smaltimento e della raccolta  dei  rifiuti,
  noi  le  scarichiamo sui sindaci, sono i sindaci  che  prendono  le
   sputazzate'  dai cittadini, perché non riescono  a  dare  bene  il
  servizio,  e  perché il servizio ormai è diventato un  servizio  da
  gioielleria   Ma è questo Parlamento che ha favorito i  privati  in
  questi  anni   È  questo  Parlamento che ha  consentito  a  logiche
  politico-mafiose  di gestire questo servizio   Ogni  Presidente  ha
  annunciato  di  metterci mano, e non l'ha fatto  E  chi  è  che  ha
  pagato il prezzo? Il territorio e i sindaci
   Ebbene  no, Presidente, quando questo Parlamento si deve  occupare
  realmente  di  quello che è il sistema delle autonomie  locali,  lo
  deve fare con serietà, e non intervenendo su aspetti che, anche  da
  un punto di vista contabile, oggi mi creano mille perplessità.
   Quando  io modifico lo status del consigliere comunale, su  quelli
  che  sono i permessi retribuiti e quant'altro, vi siete chiesti  se
  ci sono comuni in condizioni di poterne sopportare il costo? Quella
  è  una  norma che richiede, se si può fare consenso con buon senso,
  una  copertura  finanziaria, se no noi stiamo stabilendo,  noi,  di
  modificare lo status dei consiglieri comunali, degli assessori, dei
  sindaci,  a spese dei cittadini  E no, tutto questo perché   Perché
  c'è la logica del lacchè, perché ognuno di noi ragiona con l'ottica
  di  ingraziarsi  il più possibile chi sta sul territorio,  che  per
  carità, sicuramente faranno pure un lavoro più meritorio di noi,  e
  allora  gli stiamo dando la mancia, gli stiamo dando un  giorno  in
  più  di  permesso retribuito e pagato da chi? Siete volgari   Veda,
  non  c'è altro aggettivo per come definire la maggioranza che porta
  questo testo in Parlamento: la maggioranza volgare
   Io  sfido  qualunque  Capogruppo  dei  partiti  di  maggioranza  a
  spiegare  la  ratio  complessiva, la logica di questa  proposta  di
  legge,  di  quegli  articoli  che sono disarticolati  e,  mi  scusi
  Presidente del gioco di parole e concludo, ma che ovviamente dietro
  hanno il nome e il cognome di una questua, di un lacchè: questo non
  è  il  Parlamento che può legiferare nella logica dei lacchè  E  se
  questa  maggioranza si è ridotta così, ebbene, non lo farà  con  la
  complicità  di   Sud  Chiama Nord' e, credo,  neanche  degli  altri
  colleghi dell'opposizione
   E  ho visto ancora, Presidente, l'ennesimo tentativo di cancellare
  quella norma che suscita magari reazione a qualche sindaco che  non
  vuole  dare conto del proprio operato al consiglio comunale   È  la
  quarta   volta   che  la  maggioranza  tenta  di  cancellare   quel
  provvedimento  che ho introdotto io durante la legge di  stabilità,
  con  i  colleghi dell'opposizione, riguardante le sanzioni  per  la
  mancata  presentazione della relazione annuale sull'attuazione  del
  programma dei sindaci
   Ebbene, perché solo il 10 per cento dei sindaci, compreso  me,  ha
  dato  conto  al consiglio comunale della propria attività,  creando
  quel  dibattito  legittimo che ogni anno così si viene  a  fare  ed
  evitare che poi le campagne elettorali diventino il festival  delle
  minchiate  Perché
   E allora è ovvio che c'è anche qui un'operazione che squalifica la
  categoria  dei  sindaci, quindi è ovvio che  la  maggioranza  si  è
  piegata su quella logica di sindaci omertosi che non vogliono  dare
  conto  del  proprio  operato   E  per  noi  la  logica  dell'omertà
  appartiene   a   una   certa  cultura   Non  può   appartenere   ai
  rappresentanti  delle massime istituzioni, né in questo  Parlamento
  né negli enti locali, a maggior ragione
   E,  quindi,  il  tentativo, anche lì, è la battaglia  che  abbiamo
  dovuto sostenere per cercare di portare la sanzione al sindaco  che
  non presenta la relazione.
   Ma io sono stato vittima del consiglio comunale quando ero sindaco
  di  Messina, perché dopo aver presentato al primo anno la relazione
  di  sindaco e aver relazionato per 14 ore sul mio operato  dopo  un
  anno di attività, il consiglio comunale si è rifiutato, dal secondo
  anno  in  poi - il presidente del consiglio comunale - di convocare
  il  consiglio e discutere la relazione: ecco perché avevo  previsto
  che  la stessa sanzione prevista nella legge, che attualmente è  in
  vigore,  valesse  anche  per  i  consiglieri  comunali  o  per   il
  presidente del consiglio che si rende omissivo come il sindaco  che
  non presenti la relazione. Tutto ha una logica
   E  allora, Presidente, e concludo, noi proponiamo come Gruppo  Sud
  Chiama  Nord'  che questo testo venga ritirato, venga riportato  in
  Commissione e si dia una visione organica; data la visione organica
  poi  c'è  un  ragionamento anche di legittimo confronto  tra  forze
  politiche,  ma  ognuno  deve  essere in  grado  di  poter  spiegare
  pubblicamente ai siciliani la ratio di ogni singola norma che è  un
  disegno  organico, che si chiama legge in quel caso, venga  portata
  in questo Parlamento e, quindi, possa essere votata. Grazie.

   PRESIDENTE. È iscritto a l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente - il Governo è appena entrato in Aula -  noi
  stiamo affrontando una delle leggi che in qualche modo agisce sulle
  istituzioni più importanti che abbiamo: le amministrazioni  locali,
  gli  enti locali, i comuni, i sindaci, ed è stato già rilevato  che
  questo  è  un  disegno di legge che non ha né capo né coda,  perché
  agisce  sulla base di singoli desiderata, senza che vi  sia  né  la
  capacità  di indicare un obiettivo che in qualche modo risponda  ai
  problemi  che  manifestano  le amministrazioni  locali  né,  a  mio
  avviso,  pone accento sui problemi reali che in questo  momento  si
  stanno misurando negli enti locali.
   Siamo la terra dove abbiamo il più alto numero di comuni che  sono
  o  in  dissesto  o in predissesto: è colpa dei sindaci?  Forse  c'è
  qualche  problema di come rappresentare una nuova negoziazione  tra
  la  Sicilia e lo Stato rispetto alle modalità con le quali i comuni
  non riescono a chiudere i propri bilanci.
   Ma  questo,  siccome non è competenza nostra,  la  Regione  ha  un
  potere  di  rappresentanza nei confronti dello Stato, però  non  lo
  affrontiamo.
   Ci  sono interi settori che oggi vedono i comuni siciliani esclusi
  anche  da fondi che sono stabiliti sul piano nazionale ma,  siccome
  godiamo di quella che si chiama autonomia speciale, i nostri comuni
  non  possono accedere ai fondi nazionali, in alcuni casi sol perché
  non c'è qualcuno che li rappresenta nella negoziazione
   Tutto  questo  non è tema di come affrontiamo il tema  degli  enti
  locali
   Aggiungo, qualcuno lo diceva, forse dovremmo anche interrogarci  -
  dopo  trent'anni e dopo le varie modifiche che sono intervenute  in
  questi trent'anni - su come eleggiamo la rappresentanza nei comuni,
  come eleggiamo i sindaci.
   L'elezione diretta che in Sicilia è stata la prima grande riforma,
  che  fu  fatta  agli inizi degli anni Novanta e fu fatta  prima  in
  Italia,   in   qualche  modo  introdusse  momenti  di   innovazione
  strutturale nel sistema del rapporto tra enti locali e cittadini.
   Nel  corso  del tempo, abbiamo trasformato l'elezione diretta  del
  sindaco  in  una sorta di elezione accompagnata, con la conseguenza
  che  questa  elezione  accompagnata dalla proliferazione  di  tante
  liste, oggi, in qualche modo è delegittimata anche dal fatto che in
  moltissimi  comuni la gran parte della rappresentanza  viene  fatta
  attraverso  la  produzione  di liste  civiche  che  non  rispondono
  minimamente alle modalità con cui si seleziona la classe  dirigente
  locale  e si propone agli elettori, con un rischio grave di degrado
  delle Istituzioni.
   Stiamo  assistendo  - l'ho detto già durante la  fase  in  cui  ho
  presentato   la   relazione  dell'Antimafia  -,  attenzione,   cari
  colleghi,  c'è  una deriva molto pericolosa che  riguarda  oggi  il
  condizionamento  dei nostri comuni e delle nostre  amministrazioni,
  rispetto a settori della malavita organizzata nei comuni stessi.
   C'è un abbassamento della guardia
   E  dobbiamo interrogarci non in senso moralistico - noi non  siamo
  qua  chiamati  ad esprimere un giudizio morale - ma  affrontare  il
  tema  politico per provare a rendere più difficile e più  complesso
  il rapporto tra eletti ed elettori.
   Questo non lo affrontiamo
   Abbiamo  sindaci  chiamati a giudizio su  questioni  di  relazioni
  pericolose nel proprio territorio, ma ci giriamo la faccia
   Credo che questa Regione abbia oggi bisogno di affrontare il  tema
  di  come  lavorare ad una riforma degli enti locali  che  aiuti  le
  amministrazioni locali e rigeneri un rapporto fecondo  E lo dico ai
  partiti dalla maggioranza, anche a quei partiti che hanno una lunga
  tradizione
   Non  possiamo  diventare  il Parlamento che  asseconda  i  singoli
  desideri perché questa dimensione produce un disegno di legge  come
  questo.
   Per cui, dovremmo, da un lato, produrre il consigliere supplente -
  che  non so che grado di costituzionalità abbia - ma è come se  noi
  non  ce  ne  occupassimo    In Sicilia,  siccome  siamo  a  Statuto
  speciale, possiamo fare tutto ed il contrario di tutto
   Questo a parole, poi in realtà scopriamo che così, fortunatamente,
  non è
   E   però,   tanto  se  qualcuno  ce  lo  chiede,  ci  mettiamo   a
  disposizione  La stessa storia sullo status degli amministratori.
   Ora,  al di là di chi paga, se sono i comuni, ma siete sicuri  che
  noi  possiamo intervenire su questa materia senza che,  in  qualche
  modo, incorriamo in una violazione di un principio di unicità sullo
  status  degli  amministratori locali che  è  proprio  dello  Stato-
  Nazione, che è proprio dell'ordinamento nazionale?
   Faccio un esempio. Possiamo legiferare su una diversa modalità  di
  concessione  dei permessi agli amministratori, considerato  che  in
  alcuni casi i permessi vengono rimborsati ai datori di lavoro?
   Siamo sicuri che non si apre una confusione e anche un contenzioso
  enorme tra datori di lavoro e amministrazioni locali su quali leggi
  bisogna  rispettare,  se quella regionale o  quella  nazionale?  Ci
  siamo   interrogati  nell'elaborazione  di  queste  norme?  Ho   la
  sensazione di no
   Attenzione,  il  tema  che viene posto sulla  modalità  di  potere
  esercitare  la  funzione elettiva, la funzione  amministrativa,  il
  tempo  necessario a disposizione c'è, ma per farlo non  basta  fare
  una  legge  che tanto accontentiamo a parole chi ce  lo  chiede  ma
  tanto sappiamo pure che questa cosa non produrrà effetti se non  un
  ulteriore elemento di conflitto con lo Stato sulle competenze reali
  tra  la  Regione e lo Stato  E' un disegno di legge che può  andare
  avanti? Secondo me no
   Ora  approfittiamo del fatto che il testo vada in Commissione  per
  affrontare i singoli emendamenti ma qua va riscritto, va  ripensato
  e  soprattutto va definito qual è l'obiettivo di questo disegno  di
  legge.   Cosa  vogliamo  affrontare?  Il  tema  se  i  revisori   -
  fortunatamente  è  stato  cambiato  -  devono  essere  eletti   dal
  consiglio  comunale,  il  Presidente,  o  essere  sorteggiati   dal
  Segretario generale?
   E'  questo  il tema dirimente sul quale, fermo restando  che  dico
  meno  male  che  il  testo  oggi in Aula  ha  cancellato  la  prima
  previsione,   che  prevedeva,  appunto,  la  nomina  dei   consigli
  comunali,  quindi dando al revisore un'attività più di sottogoverno
  che  non  una funzione di legalità sulla contabilità interna  degli
  enti  locali.  Allora,  chiedo  al Governo,  alla  maggioranza,  ai
  Capigruppo della maggioranza, a quelli più sensibili, forse  perché
  ho  la  sensazione che anche queste discussioni  tra  di  noi  sono
  diventate discussioni tra sordi, ognuno privatamente, singolarmente
  manifesta dubbi, gigantesche perplessità, ma poi c'è una  sorta  di
  paralisi dell'agire politico che impedisce di svolgere appunto  una
  funzione politica.
   Perché  dobbiamo fare una legge di questo tipo e  in  funzione  di
  quali  obiettivi? Se si chiariscono gli obiettivi forse faremo  una
  legge  migliore. Ad esempio, sono d'accordo con Safina,  penso  che
  sia  venuto  il tempo di affrontare il tema della legge  elettorale
  degli  enti  locali. Forse è venuto il tempo di separare l'elezione
  del Sindaco da quella del Consiglio comunale, così come era la n. 7
  del   92, per gli effetti devastanti di cui stiamo vedendo oggi gli
  elementi  più  chiari nel rapporto anche con fenomeni  degenerativi
  nelle Istituzioni.
   E'  un tema sul quale dobbiamo interrogarci e quest'Assemblea  può
  aprire  una stagione di riforme reali su questo terreno. La  stessa
  storia  della  rappresentanza. Signori, non possiamo continuare  ad
  apparire  una  sorta  di  Regione col  torcicollo.  Il  tema  della
  rappresentanza di genere non può essere una concessione, un braccio
  di ferro tra chi propone la rappresentanza generica, tra chi indica
  il  20%, tra chi indica il 25%, tra chi indica il 40%; c'è un  tema
  che riguarda principi costituzionali e anche la stessa legislazione
  nazionale
   Possiamo continuare a far finta di non vedere che anche in Sicilia
  la  metà  del nostro corpo elettorale è fatto di donne? O  pensiamo
  per  davvero che la Sicilia possa considerarsi una sorta di  Isola?
  Addirittura,  volete  fare il ponte; se c'è il  ponte,  in  qualche
  modo,  inevitabilmente, non saremo più un'isola nel  senso  tecnico
  della  parola  Siamo collegati alla terraferma attraverso strutture
  che connettono alla terraferma
   Allora, adesso, al di là della battuta, ma possiamo pensare che in
  questa  Terra si fanno leggi che aprono più problemi di quelli  che
  risolvono? Ecco, non so se la strada è che torniamo in Commissione,
  affrontiamo gli emendamenti, va ripensato il senso di questa  legge
  e  soprattutto va rimessa nella sua funzione propria dei poteri che
  ha  questa  Regione  che può disciplinare in materia  di  autonomie
  locali ma non può fare norme che violano principi costituzionali
   Questo  deve  essere chiaro, deve esserci un senso del  limite  in
  ognuno  di noi, non possiamo fare quello che ci passa per la testa;
  ognuno  di noi agisce e deve agire nei limiti dei principi che,  in
  qualche modo, ispirano le norme a carattere universale.
   Chiudo,  signor Presidente. Mi auguro che ci sia qualcuno  che  si
  ponga questo interrogativo, l'Assessore ha il compito politico,  ne
  risponde  lui,  perché, è vero, il testo, come dice  il  Presidente
  della  Regione  "ma il testo è dell'Aula, l'Aula  è  sovrana ".  Lo
  ringraziamo  per questa concessione di sovranità al Parlamento,  ma
  c'è  una  responsabilità  politica che è in  capo  innanzitutto  al
  Governo,  che è uno dei soggetti che ha proposto un testo di  legge
  sulla  materia e da cui poi si è composto questo disegno  di  legge
  definitivo da parte della Commissione.
   Allora,  il  Governo deve indicare che rotta vuole  tracciare  per
  governare  un processo di rinnovamento e di soluzione  ai  problemi
  degli  enti locali; non si possono fare norme a spizzichi e bocconi
  come quella che è stata qui proposta che tutto è ma non chiamiamola
  riforma, perché io ormai sento parlare di riforme, sono tentato  di
  chiamare i Carabinieri, perché dietro la parola riforma si nasconde
  l'idea  non  di  una  riforma  ma di  una  regressiva  modalità  di
  legiferare in Sicilia che ci fa tornare forse al peggior passato.
   Affrontiamo,  se vogliamo affrontare, i problemi con serietà,  con
  una  regia  politica che si assume la responsabilità  delle  scelte
  politiche  e  non  affidando ai singoli  deputati  e  alle  singole
  richieste  che  vengono  dal territorio il  modo  per  comporre  il
  mosaico  di  un testo di legge che, alla fine, magari,  il  mosaico
  sarà composto con tanti tasselli, ma alla fine il disegno non si  è
  capito qual è
   E  un mosaico senza un disegno finale, è solo un mero aggeggio che
  costruisce  confusione e non risolve i problemi  Spero  che  questa
  discussione non serva, abbiamo fatto la discussione generale e  ora
  vediamo  che  facciamo, mi rivolgo innanzitutto  ai  Capigruppo  di
  maggioranza,  perché  quest'Aula ha  bisogno  di  qualcuno  che  la
  dirige.  Ci  sono dei Capigruppo eletti dalle forze di  maggioranza
  che  hanno  il compito anche di indicare obiettivi e discutere  con
  l'Aula. Non lasciamo che tutto sia alla  viva il parroco  , dove si
  sta determinando un sistema davvero incontrollabile che non può che
  peggiorare la qualità della nostra legislazione.

   PRESIDENTE.    Grazie,  onorevole  Cracolici,   come   sempre   un
  intervento chirurgico. Grazie.

   CRACOLICI. Grazie, faccio il medico

   PRESIDENTE. Complimenti, è la verità, lei lo sa.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scuvera sarà in missione  l'1
  e il 2 ottobre 2024.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Seguito della discussione del disegno di legge
         "Norme in materia di enti locali" (n. 105-230-331/A)

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.   Grazie.   Signor  Presidente,   Assessori,   colleghi
  deputati, ringrazio la presenza dell'Assessore per gli enti locali,
  che credo sia fondamentale in questo momento, perché siamo chiamati
  a esprimerci su questo disegno di legge che non è certamente - come
  h  stato detto dai più -  una riforma, bensì piuttosto il tentativo
  di assecondare le esigenze dei singoli e non certo per risolvere  i
  problemi degli Enti locali, degli enti territoriali che secondo  il
  principio di sussidiarietà erano le cellule più vicine ai cittadini
  e  quegli enti che avrebbero dovuto governare e gestire le esigenze
  della  popolazione e dei cittadini. Ebbene, questo disegno di legge
  fa  acqua  da  tutte  le parti perché, sebbene siano  state  fatte,
  condotte nella Commissione di competenza una serie di audizioni,  a
  partire dall'Anci, che aveva espresso una serie di esigenze che non
  mi  pare  ritrovare  in questo disegno di legge,  primo  fra  tutti
  l'istituzione di una cabina di regia a disposizione  e  a  supporto
  degli  enti  locali,  che sappiamo che da un  punto  di  vista  sia
  quantitativo  che  qualitativo  non hanno   delle  professionalità,
  delle  figure competenti che possano aiutare i comuni e districarsi
  nella  complicata vicenda dei fondi extraregionali. Ed  è  grido  e
  allarme  da  parte,  diciamo, dell'ANCI, in Sicilia,  dove  sono  a
  rischio  un miliardo del PNRR per le città, di cui il 46 per  cento
  per quanto attiene la rigenerazione urbana e il resto dei fondi per
  i piani urbani integrati.
   Ora  io  non ho trovato nulla in questo disegno di legge,  sebbene
  sia   stato  approvato  già  in  diverse  altre  Aule,  da   questo
  Parlamento,  anche ordini del giorno del Movimento  Cinque  Stelle,
  proprio   per  istituire  queste  cabine  di  regia.  Non  abbiamo,
  Assessore,  saputo  più  nulla. Senza  poi  parlare  del  grido  di
  vendetta che fa questo 20 per cento, per l'alternanza di genere, in
  barba  alle  norme  nazionali, come la n. 56 del 2014,  il  decreto
  legislativo  del  2004 che prevede il recepimento  delle  direttive
  europee.  E poi calpestiamo, continuiamo a calpestare i  diritti  e
  gli  articoli della Costituzione, quindi l'articolo 51, che prevede
  pari dignità.
   Ora,  il  20  per  cento non si può assolutamente sentire,  perché
  allora  era  meglio  che  non lo introducevate.  Io  lo  dico  alle
  colleghe   deputate  delle  altre  forze,  soprattutto  quelle   di
  maggioranza.  Non  è  possibile quando le  norme,  e  la  normativa
  nazionale, prevede il 40 per cento con arrotondamento aritmetico  e
  noi  introduciamo  il 20 per cento  Non lo fate proprio,  perché  è
  veramente ridicolo.
   E  poi,  ancora,  parliamo di... abbiamo provato,  come  Movimento
  Cinque  Stelle,  a  inserire  con  una  serie  di  emendamenti  dei
  suggerimenti,  delle migliorie al testo, così come l'alternanza  di
  genere per i vicepresidenti del consiglio comunale.
   L'unica cosa che io posso salvare da questo disegno di legge è  il
  tagliando  antifrode che il Movimento Cinque Stelle  ha  introdotto
  per  le elezioni degli enti territoriali, quindi per le comunali  e
  per  le regionali, così come già avviene a partire dal 2018, oppure
  per le elezioni politiche che renderanno la scheda elettorale unica
  e   irriconoscibile,   e  quindi  verrà  garantita   una   maggiore
  trasparenza e libertà, mi auguro, nel voto. Presidente e Assessore,
  io,  naturalmente,  non posso che ritenermi soddisfatta  di  questo
  testo;  e,  ancora, volevo evidenziare come non sono stati  neanche
  accolti  tutti i suggerimenti degli Ordini dei commercialisti,  per
  quanto riguarda il Collegio dei revisori, e non è assolutamente una
  garanzia avere un revisore unico, sebbene nei consigli comunali con
  popolazione inferiore, perché viene a mancare quella garanzia della
  collegialità,  nelle  decisioni, che credo sia,  invece,  unica  da
  mantenere.
   Per  cui  mi  auguro  che  questo disegno di  legge  possa  essere
  modificato, secondo quelle che sono le esigenze e le priorità degli
  enti locali.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha  facoltà.
  Prego, onorevole.

   DIPASQUALE.  No, aspetto che finisca di parlare l'assessore.  Dico
  già  siamo  pochi. Rappresentanti del Governo non ce n'è.  Schifani
  non sappiamo neanche... l'ha dimenticata l'Aula. Se non abbiamo  la
  possibilità  neanche che ci ascolti l'assessore al ramo,  veramente
  il disegno che vi siete messi in testa, che è quello di svuotare di
  contenuti il Parlamento  Perché la strategia è una strategia chiara
  ormai, cioè quella di svuotarlo il Parlamento, evitare di creare il
  contraddittorio,  evitare che il Presidente  della  Regione  venga,
  minimizzare tutto quello, tutto quello che passa dal Parlamento, in
  modo  che  rimane  solamente la gestione  degli  assessori,  rimane
  solamente  una  parte gestionale di piccole cose e  poi  il  nulla.
  Ovviamente,  noi,  io dico in particolar modo le opposizioni,  oggi
  diventano  il  baluardo  a  difesa di tutto  questo.  Noi  dobbiamo
  difendere il Parlamento e il ruolo del Parlamento fino alla fine. E
  lo  faremo,  nonostante  non  ci  viene  facile:  quante  volte  ci
  ritroviamo senza nessuno della maggioranza in Aula e a volte  anche
  senza assessori, l'attività ispettiva è inesistente. Quindi, questa
  azione esiste.
   Allora,  la  norma  sugli enti locali... Onorevole  Cracolici,  la
  prossima volta che intervieni, invece di sedermi là, io mi  metterò
  in giro a disturbare tutta l'Aula.

   CRACOLICI. È una minaccia?

   DIPASQUALE.  Poi te lo faccio vedere. Detto questo - perché  anche
  noi  diamo  il nostro contributo verso questa direzione  -,  questa
  norma  non è una norma, è l'aggiustamento di una serie di  esigenze
  da parte di alcuni componenti di maggioranza: c'è chi ha bisogno di
  sistemare  un  assessore, e lo fa con un  articolo;  c'è  che  deve
  sistemare  un consigliere, e lo fa con un altro articolo;  c'è  chi
  deve  sfiduciare il sindaco e non ha i numeri e quindi modifica  la
  norma;  e  così via. Cioè, noi, in poche parole, siamo  arrivati  e
  stiamo  arrivando al punto che facciamo norme, entriamo nel  merito
  di cose importantissime, come sono gli enti locali, con l'approccio
  di  consiglieri di quartiere  Non con l'approccio di  parlamentari,
  non con l'approccio di deputati; con l'approccio di consiglieri  di
  quartiere,  per  vedere  nei  singoli  territori  se  ci   possiamo
  sistemare  qualche piccola esigenza, che ci porta un assessore,  un
  consigliere, qualcosa in più per aumentare il consenso; o ancora  -
  cosa  più  brutta -, di creare le condizioni per tenere un  sindaco
  sotto ricatto, perché ci sono anche meccanismi in questo senso.
   Guardate  che  abbiamo  veramente  bisogno  di  creare  un  fronte
  contrario  a  tutto questo, un fronte che non ha  colore  politico.
  Quando in un Parlamento si presentano questo tipo di problematiche,
  veramente, non c'è sinistra e destra, ma c'è buon senso e  il  buon
  senso  deve  portare  le persone serie - e  ce  ne  sono  tante  in
  quest'Aula, sia nel centrosinistra che nel centrodestra - a fare un
  blocco, a dire di no
   Le  cose  che  hanno detto i miei colleghi Safina, Cracolici,  che
  condivido  tutte,  sono  cose  sacrosante.  Noi  dobbiamo  riuscire
  veramente  io mi auguro che andrà in Commissione, andrà sicuramente
  in  Commissione, l'ha detto anche Cateno De Luca, e in  Commissione
  riuscire  a far capire che dobbiamo fare una norma vera sugli  enti
  locali,  non  dobbiamo sistemare le questioni di  Dipasquale  o  di
  Spada.
   Dobbiamo  fare una norma vera, anche perché ce n'è bisogno.  Siamo
  arrivati  a  un punto dopo tanti anni - lo diceva prima  Cracolici,
  che  faceva riferimento alla norma del 1992 -, dopo tanti anni, nel
  1994 è entrata in vigore l'elezione diretta con tutto il sistema...

   CRACOLICI. Nel 1993

   DIPASQUALE.  Nel 1993, e poi ci furono le elezioni  amministrative
  nel  1994,  dove furono eletti già in consiglio comunale personaggi
  di altissimo piano, tra cui il sottoscritto.
   Detto  questo,  veramente va fatto un punto sui  trent'anni.  Sono
  trent'anni che un sistema elettorale è stato messo su che,  con  le
  luci  e  le ombre, comunque ha cambiato - secondo me in positivo  -
  uno scenario, lo scenario degli enti locali
   Ma dopo trent'anni noi abbiamo l'esigenza di entrare nel merito di
  questo.   Ma   può   essere  l'approccio  della  sistemazione   del
  consigliere o dell'Assessore o come fare per sfiduciare ?  Non  può
  essere questo, e in primis il Governo, io direi: dovrebbe essere il
  Presidente della Regione ma è inesistente, ma dico l'Assessore deve
  avere  la forza e la determinazione di non prestarsi a tutto questo
  e,  veramente, invece di non fare da passacarte, ma essere il primo
  a  mettere  tutte  le forze, l'energia, affinché questo  Parlamento
  possa confrontarsi veramente su una norma seria.
   A me dispiace che mentre noi discutiamo dei non problemi  e poi un
  altro aspetto, aberrante, cercare di cambiare le regole durante  il
  gioco.  Questo  guardate  che  non è possibile    Non  ci  possiamo
  mangiare cinquant'anni di democrazia in questo Parlamento  dove  ci
  sono  state  cose e principi inderogabili  Quando si  decide  e  si
  determina una scelta vale dalla legislatura successiva, vale per le
  legislature successive. Questo deve essere chiaro
   Quando  ritorna in Commissione, vi prego, determinate questo  tipo
  di  approccio  perché in Aula, davanti a queste cose,  ci  sarà  la
  catastrofe,  perché  faremo  di  tutto  per  evitare  che   passino
  porcherie  e  mettere in condizione il parlamentare, il capobastone
  di  turno,  di utilizzare le operazioni parlamentari per sistemarsi
  le cose in casa. Questo lo volevo dire, con chiarezza.
   Articolo  2.  Il Parlamento ha votato l'articolo 2 che  prevede  i
  contributi  per i Comuni in dissesto. Ecco, di queste cose,  mentre
  noi parliamo di questo, noi abbiamo i Comuni in dissesto che ancora
  non  hanno,  non  possono  avere le risorse  che  abbiamo  previsto
  all'articolo  2.  Io so che voi la procedura l'avete  avviata,  già
  avete  chiesto i dati al Ministero. Bene, avete chiesto  un  parere
  legale  perché la norma non vi piace. Mi permetto di ricordare  che
  sugli emendamenti date parere, anche il Governo. Ma ci sta bene, la
  norma  non  era  scritta perfetta, l'Assessore  era  distratto  nel
  parere...

   MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Non ero distratto

   DIPASQUALE.  Ha dato parere negativo. Non ha dato parere? Ma  come
  no? Sugli emendamenti date pareri, forse non se n'è accorto. Quando
  noi  votiamo,  il  Presidente dell'Assemblea dice:  Emendamento  n.
  111.  Parere  del  Governo? Favorevole o  contrario?  Parere  della
  Commissione? Favorevole o contrario? .
   Lei  non se n'è accorto in questi due anni, questo è come avviene
  Allora,  fate  tutto quello che volete ma, non solo,  le  dico  una
  cosa,  che  il  primo  pensiero  che  dovevate  avere,  se  c'erano
  difficoltà di comprensione su questa norma, dovevate presentare  un
  emendamento in questa legge. Stiamo parlando di Comuni in  dissesto
  che  hanno  bisogno  delle risorse, che sono fondamentali.  Quindi,
  bisognava presentare una norma, una modifica. E questo non lo avete
  fatto.  Quindi, bene, l'iter, l'avete avviato. Io lo sa  perché  mi
  agito,  assessore?  Perché lei capisce  bene  che  dietro  ci  sono
  esigenze serie. Stiamo parlando non di sistemare un assessore o  di
  fare  un consigliere comunale, no. Stiamo parlando di tanti  Comuni
  siciliani  per  i quali quelle risorse rappresentano veramente  una
  grande occasione.
   Quindi, auspico che venga superato velocemente tutto questo e  che
  queste risorse possano essere utilizzate al più preso.

   PRESIDENTE.   L'assessore voleva dire che non era  governativo  il
  disegno di legge, no che non l'aveva capito. L'ha capito benissimo.

   DIPASQUALE. Non significa niente

   PRESIDENTE.  Sì, però era della Commissione. Non gridi  Non gridi,
  non facciamo spettacolo che non è il caso

   DIPASQUALE. Soprattutto il parere dell'Aula e della Commissione

   Giampilieri e Scaletta nel 2009

      In memoria delle vittime della tragica alluvione occorsa a
                    Giampilieri e Scaletta nel 2009

   DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Cateno.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
  io  la  invito, Presidente, si avvicina l'ora, anzi è  iniziata  in
  questo   momento,  quindici  anni  fa,  il  nubifragio  che   causò
  trentasette morti a Giampilieri e a Messina.
   Le  chiedo se possiamo fare un minuto di silenzio e soprattutto di
  raccoglimento in ricordo di quella tragedia.

        (I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)


            Riprende il seguito della discussione generale
                sul disegno di legge nn. 105-230-331/A
                   «Norme in materia di enti locali»

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   PAOLA.   Grazie  Presidente,  Governo,  colleghi,  cittadini.
  Presidente, intervengo per cercare insomma di rispondere ad  alcune
  dichiarazioni.
   Il Presidente della Regione questa mattina finalmente ha fatto una
  dichiarazione.  La dichiarazione che ha fatto il  Presidente  della
  Regione:  l'Assemblea è sovrana .
   Già  questa  cosa,  devo dire, che considerando che  finora  molti
  input, molti diktat sono venuti tramite comunicati stampa e tramite
  giornali nei confronti di quest'Assemblea perché non ho visto -  e,
  dico  e  penso  tutti  i  parlamentari sia di  maggioranza  che  di
  minoranza e, molti lo hanno anche denunciato qui da questo  scranno
  -, ovviamente per vari motivi istituzionali e altri, la presenza in
  questi due anni del presidente della Regione, Schifani, ma ho visto
  continui input che venivano dall'esterno.
   Ebbene, quest'Aula non si può permettere che dall'esterno arrivino
  input  e  che  in automatico ci si muova in base ai desiderata  del
  Presidente piuttosto che di altri pezzi di Governo o di altri pezzi
  collegati al Governo. No, non funziona così
   Il  fatto  che  oggi finalmente il Presidente della Regione  abbia
  dichiarato - mi sarei aspettato che magari fosse qui oggi  presente
  per  dichiararlo in quest'Aula -  l'Assemblea è sovrana  è  già  un
  passo  avanti  perché,  vedete colleghi, in  questi  mesi  mi  sono
  permesso anche di osservare la comunicazione del Presidente.  Bella
  comunicazione   Si  fanno le nomine in sanità, direttori  generali,
  direttori  sanitari, direttori amministrativi, non è il  Presidente
  che decide, non è il Governo che decide, ma è un dirigente. Strano
  E'  la  prima  volta  che  mi capita. Per giorni,  per  giorni,  la
  comunicazione  del Presidente punta su un dirigente, nel  frattempo
  che  i  direttori  generali, i direttori  sanitari  e  i  direttori
  amministrativi sono stati nominati dalla politica, Presidente.
   Mi   dispiace  che  poi  ci  sia  qualche  parlamentare,  sia   di
  maggioranza che d'opposizione, che poi abbocca a questi  escamotage
  comunicativi di cui oramai il Presidente della Regione,  dico,  sta
  cercando, come dire, di migliorarsi sempre di più e allora, qualche
  mese fa, a un certo punto il Presidente della Regione che cosa  fa,
  anzi  no, qualche settimana fa: il problema non è la visione  degli
  enti  locali  che non esiste; c'erano i colleghi poco fa  che  sono
  intervenuti  e  l'Assessore dice che non  è  un  disegno  di  legge
  governativo.
   Ma  quali sono i disegni di legge governativi, di riforme che sono
  stati  portati  in due anni da parte di questo Governo  all'interno
  delle  Commissioni? E diceva bene il collega che è intervenuto,   e
  ma  l'Assessore è presente in Commissione, ha una sua maggioranza ,
  ovvio  che  se mi arriva un emendamento piuttosto che  un  articolo
  devo dire  sì, sono d'accordo ,  no, non sono d'accordo .
   Quindi,   in   automatico  quel  disegno  di  legge,   di   natura
  parlamentare, diventa anche governativo
   Allora il Presidente della Regione cosa fa? Per non ammettere  che
  non  c'è una visione di riforma, di miglioramento degli enti locali
  a  un  certo  punto  attacca  i sindaci.  Mi  dispiace,  perché  mi
  aspettavo  qui i sindaci, perché noi abbiamo deputati  che  hanno ,
  come li chiama il Presidente della Regione? Due poltrone: quella di
  deputato  e quella di sindaco  Io mi sarei aspettato qui i  sindaci
  intervenire  per dire: "il ruolo di un sindaco e di un Assessore  è
  una  poltrona  o  è  uno sgabello?". A confronto alle  poltrone  di
  Assessori e Presidente regionale che oggi è assente, qui è presente
  l'Assessore per gli enti locali.
   Ebbene,  io mi sarei aspettato qua i sindaci intervenire per  dire
  in  Aula, ma anche a livello comunicativo, visto che poi a un certo
  punto   il  Presidente  l'ha  spostata  sull'aspetto  comunicativo.
  Quello dell'assessore o del sindaco, del consigliere comunale,  non
  è  una  poltrona, è uno sgabello semmai, perché come dicevano anche
  altri  colleghi,  i sindaci, gli assessori, i consiglieri  comunali
  sono  sempre seduti nella loro poltrona, nella loro sedia, nel loro
  sgabello  a ricevere i cittadini e a fronteggiare le emergenze  che
  ci sono giorno per giorno
   Mi  riferisco  alla  crisi  idrica, mi riferisco  alla  crisi  sui
  rifiuti,  alla crisi di lavoro  Sono i sindaci, gli assessori  e  i
  consiglieri  comunali  che  sono lì a far  fronte   Se  crollano  i
  comuni,  Presidente,  non ha senso di esistere nemmeno  l'Assemblea
  regionale siciliana
   E  allora, il fatto che poi ad un certo punto il Presidente - e mi
  dispiace  che ci sia qualcuno che si faccia strumentalizzare  sotto
  questo punto di vista - butti la palla in tribuna, non parliamo del
  fatto  che  non abbiamo una visione, infatti da due anni aspettiamo
  un  disegno  di legge sugli enti locali. Quindi, non  parliamo  del
  fatto che non ci sia una visione di Governo, non c'è una visione di
  Assemblea da parte della maggioranza, non c'è una discussione  che,
  anch'io  sono d'accordo può avvenire sia dal centro destra che  dal
  centro  sinistra, non è questo il punto. Allora, buttiamo la  palla
  in  tribuna e parliamo del consigliere comunale supplente, parliamo
  dell'assessore in più, parliamo di tanti aspetti che poco poi a  un
  certo punto possono riguardare la visione di una norma.
   Veda, Presidente, c'è stato un collega che mi ha preceduto che  si
  è  rivolto  ai Capigruppo di maggioranza, io mi rivolgo anche  alle
  forze  di  minoranza, ai Capigruppo di minoranza,  che  proprio  in
  questa  fase, se c'è a un certo punto un governo che ha difficoltà,
  allora  lì bisogna intervenire cercando di trovare una visione  che
  possa  essere a vantaggio, che possa essere a supporto  degli  enti
  locali
   Veda,  Presidente, mi aspettavo che questo discorso lo facesse  un
  sindaco.  L'ho fatto io che sono stato amministratore, perché  sono
  stato  assessore  di  un comune e spesso mi trovo  ad  entrare  nei
  consigli  comunali  aperti  da parte dei  sindaci  e  dei  consigli
  comunali.  Lì  aria  di  poltrone non  ce  n'è,  io  vedo  solo  ed
  esclusivamente sgabelli e sedie che al più scottano, Presidente. Io
  vedo consigli comunali infuocati, soprattutto in questa fase che  è
  una  fase  di  forte emergenza siciliana, e mi sarei aspettato  dal
  Presidente della Regione non una lettera al Giornale di Sicilia, mi
  sarei aspettato un Presidente della Regione che venisse qui in Aula
  e  dicesse all'Aula il suo pensiero, desse all'Aula una linea,  una
  visione, che convocasse, perché so che c'è stata anche una riunione
  di  maggioranza, da parte delle forze politiche di  maggioranza,  e
  che  desse una visione, e la visione non può essere solo quella  di
  buttare  la palla in tribuna e attaccare gli assessori o i sindaci,
  mettendoli in forte difficoltà, non può essere questa.
   E,  allora, dico, le minoranze, parlo al Movimento Cinque  Stelle,
  al  Partito Democratico a quello che è rimasto di Sud chiama  Nord,
  dobbiamo cercare, non ho assolutamente dubbi sotto questo punto  di
  vista,   così   come  diceva  il  collega  Cateno  De   Luca,   non
  un'opposizione, una minoranza 4.0 ma un'opposizione, una  minoranza
  che  dica ai siciliani guardate che noi una visione ce l'abbiamo  e
  se  questa visione viene sposata dal Parlamento e dall'Aula  è  una
  visione  che può essere in aggiunta agli enti locali non per  forza
  bisogna  aspettare  i due anni e mezzo, un anno,  ora  non  lo  so,
  Assessore, non lo so quando il Presidente della Regione deciderà di
  dimettersi oppure di mandare nuovamente quest'Assemblea al voto.
   Dico   un'ultima  cosa,  Presidente,  veda,  qui  facciamo   molti
  interventi,  siamo  contrari agli inceneritori, siamo  contrari  al
  Ponte sullo Stretto, siamo a favore di tante altre cose, però dico,
  Presidente,  poi  a  un certo punto da parlamentari  dobbiamo  fare
  quelle  azioni conseguenziali che permettono anche a volte all'Aula
  di  fermarsi  perché questo disegno di legge,  lo  hanno  detto  in
  molti,  non  ha una visione, di fermarsi e far sì che l'Aula  possa
  essere  sovrana  perché  poi, altrimenti, noi  possiamo  dire  sono
  contrario  a  questo,  sono  a favore a questo,  possiamo  fare  le
  dirette facebook, come fa il collega De Luca, possiamo fare i  post
  sui  social,  possiamo fare i comunicati stampa,  però  è  l'azione
  parlamentare che fa la differenza e la fa con il Regolamento che ci
  viene  in  soccorso e se c'è a un certo punto di  dover  dimostrare
  alla  maggioranza,  al  Governo,  guardate  che  quello  che  state
  portando  avanti non è un disegno di legge che può  essere  consono
  per  gli  enti  locali,  allora  lì dobbiamo  utilizzare  tutto  il
  Regolamento  di  quest'Assemblea che ci  dice  anche  e  ci  dà  la
  possibilità,  e non me ne vergogno, Presidente, di poter  chiedere,
  ovviamente, se è supportato, il voto segreto su ogni articolo e  su
  ogni comma
   Allora  Presidente,  ritengo e sono convinto perché  ho  ascoltato
  anche  le  parole del Presidente della Commissione  che  il  tempo,
  perché sono convinto che il giusto tempo necessario possa portare a
  migliori consigli. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Di Paola. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.

   TOMARCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento il piacere
  e  il  dovere  di intervenire per contribuire a offrire  anche  uno
  spunto di dibattito all'Aula perché a sentire gli interventi che si
  sono  succeduti fino ad ora sembra che il Parlamento si appresti  a
  votare  quella che è una legge che appare come il male del mondo  e
  io,  in realtà, non penso che sia così e, quindi, ripeto fosse solo
  per  il  piacere  di  sentire  due  campane  sento  il  dovere   di
  intervenire.
   Veda,  Presidente,  man  mano  che ascoltavo  gli  interventi  sul
  dibattito di questo disegno di legge che pur partecipando da  pochi
  mesi  a  quest'Aula  seguo  da  un  anno,  un  anno  e  mezzo,  per
  l'interesse che ho sempre avuto verso gli enti locali, mi  venivano
  in  mente  i  ricordi  di quelli che erano le prime  esperienze  da
  amministratore locale. Ho iniziato a diciannove anni,  quindi,  una
  dozzina  di  anni fa, forse anche una dozzina di chili fa,  a  fare
  l'amministratore  locale  in un comune  di  tremila  e  cinquecento
  abitanti  che  è il comune di Aci Bonaccorsi, un comune  che  viene
  definito la Svizzera dei paesi etnei dalle nostre parti proprio per
  le  buone prassi, la buona amministrazione che ha accompagnato anni
  di  amministrazione bonaccorsese - l'assessore Messina è un  nostro
  vicino  di  casa,  quindi  lo  conosce  bene  -  e  poi  ho   fatto
  l'amministratore di una grande città che è quella di  Catania,  una
  Città metropolitana, con deleghe parecchio impegnative: l'ambiente,
  l'ecologia, il verde pubblico e i parchi, quindi, ho vissuto quella
  che è la realtà di due di due amministrazioni, una piccola e una di
  una  Città  metropolitana, e nel ripetere e  nel  ricordare  queste
  esperienze ricordo pure che non ho avuto per età, avendo  fatto  32
  anni  pochi  giorni  fa, l'opportunità di votare  per  le  elezioni
  provinciali.
   Perché  le  cito,  Presidente?  Le  cito  perché  durante  la  mia
  esperienza,  la  prima, ho avuto la fortuna  di  incontrare  ancora
  quello  che  era  il presidente della Provincia, che  diventava  il
  primo  interlocutore di quelli che erano gli amministratori locali,
  specie  per  chi veniva dalla provincia come me. Quegli enti,  come
  sappiamo, sono saltati, sono in mano a commissari e allora chi sono
  i primi riferimenti degli amministratori locali, dei sindaci, degli
  assessori e dei consiglieri? Sono diventati deputati regionali.
   Perché  dico questo, Presidente? Non lo dico a caso, non  lo  dico
  perché  sono affetto da una sindrome di amarcord questo  pomeriggio
  durante  i  lavori  d'Aula, lo dico perché gioverebbe  ricordare  a
  tutti  noi che, essendo noi in questo momento, vuoi anche solo  per
  la  mancanza  di un ente di secondo livello, i primi riferimenti  e
  forse   anche  gli  unici  riferimenti  di  quelli  che  sono   gli
  amministratori  locali,  faremmo bene  a  ricordare  che  fuori  da
  quest'Aula,  probabilmente  anche  mentre  parliamo,  collegati  in
  diretta sul sito dell'Ars, ci sono decine, decine, decine e  decine
  di  consiglieri,  amministratori e sindaci che  guardano  a  questi
  lavori d'Aula convinti forse anche che oggi avremmo votato.
   E  giova  secondo me ricordarlo. Giova ricordarlo perché noi  oggi
  stiamo  portando in Aula un disegno di legge rispetto al  quale  il
  dibattito   si  sta  concentrando  sulla  figura  del   consigliere
  supplente,  sulla  figura dell'assessore in più, sulla  presenza  o
  meno  del  presidente  Schifani, sulla risoluzione  dei  comuni  in
  dissesto, eccetera, eccetera, eccetera.
   Probabilmente sarò nuovo, però pur essendo giovane qualche piccola
  esperienza  d'Aula  me la sono fatta e so che quando  si  inizia  a
  parlare  dei mali del mondo ma non del merito di quello di  cui  si
  sta parlando, non è altro che un tentativo di distrarre la partita,
  lanciare la palla in tribuna e cambiare argomento
   Allora  l'appello che faccio a quest'Aula è quello  di  ricordarci
  cosa  stiamo  andando a votare; siccome sono ancora un  po'  restio
  all'abituarmi a quello che alcuni colleghi anche mi dicono rispetto
  a  quelli  che sono i tempi di quest'Aula, poco fa un  amico  e  un
  collega mi diceva  alleggiu  diremmo a Catania, piano, piano; dico:
  ma quando votiamo?  Alleggiu ,  alleggiu
   Ora,  purtroppo,  venendo proprio dalle amministrazioni  locali  -
  assessore, penso che quella esperienza la ricorderà molto  bene  da
  sindaco  -  ecco, io non mi abituo a questi tempi, allora  dico  un
  appello a quest'Aula, un appello anche al Governo, un appello  alla
  Presidenza, un appello a tutti: concentriamoci su quello che  è  il
  merito della legge e andiamo a votare articolo per articolo, non  è
  una  legge  che probabilmente risolverà i problemi del  mondo,  non
  risolverà la fame nel mondo, non porterà la pace nel mondo,  non  è
  la  riforma  delle riforme degli enti locali, mette  ordine  a  una
  serie di cose che mi sono anche appuntato - e concludo l'intervento
  perché vedo che il tempo è quasi scaduto - proprio per ricordarle a
  me stesso, ce le ho qui scritte.
   E  allora, questa legge parla dei revisori: siamo d'accordo  o  no
  rispetto  a quello che è descritto nella legge? Se siamo  d'accordo
  la  votiamo, se non siamo d'accordo la bocciamo; questa legge parla
  del  terzo  mandato  dei sindaci: ci sono tanti  sindaci  fuori  da
  quest'Aula che attendono di capire, quindi non è  fuffa ,  ci  sono
  sindaci  che  hanno amministrato bene, che sono stati eletti  anche
  con  percentuali  bulgare  -  c'è  un  comune  nella  provincia  di
  Caltanissetta,  lo cito tanto per dirlo, il comune di  Serradifalco
  dove  il  sindaco è stato eletto con il 92 per cento, probabilmente
  avrà  amministrato bene - e, allora, glielo vogliamo dire a  questa
  popolazione, a questa amministrazione, se ha diritto a ricandidarsi
  l'anno prossimo o no? Quindi, vogliamo entrare nel merito di questo
  terzo  mandato?  Se  siamo  d'accordo l'approviamo,  se  non  siamo
  d'accordo, viva la democrazia, la bocciamo
   E  poi  le  quote rosa: le quote rosa sono importanti o  non  sono
  importanti? Anche questo, votiamolo.
   Il  consigliere supplente: c'è chi dice che è per fare eleggere il
  primo dei non eletti, c'è chi dice che è una  marchetta . Non  sono
  d'accordo   E'  una  misura,  secondo me,  di  grande  intelligenza
  politica,  è  una  misura che permette agli  assessori,  anzi,  una
  grande  autonomia all'interno delle giunte perché poi, se  vogliamo
  andare e scendere nella realpolitik, quello che accade, senza  fare
  troppa filosofia, chi fa le liste, chi frequenta gli enti locali lo
  sa  bene,  si  fanno  le liste, si vincono le  elezioni,  spesso  e
  volentieri gli assessori vengono scelti per competenze,  certo,  ma
  anche  per  preferenze, magari i primi degli eletti, i  secondi,  i
  terzi. Chi ha fatto il sindaco lo sa bene.
   Allora,  perché  no?  Perché non allargare la  democrazia  e  fare
  eleggere,  nell'attesa,  nel  momento  in  cui,  quella  figura  fa
  l'Assessore, svolge le sue funzioni - anche con forza  rispetto  al
  proprio  sindaco - perché non deve preoccuparsi di essere  revocato
  il  giorno  dopo. Perché non approvare questa norma sul consigliere
  supplente? Ma anche lì, ci si rimette alla volontà dell'Aula.
   La  relazione sullo stato di attuazione del programma, i  permessi
  dei  consiglieri che risolvono problematiche non di poco conto, non
  banali, l'ora di strada, l'ora del permesso, ne abbiamo parlato  in
  Commissione,  assessore  Messina,  la  sfiducia  ai   sindaci,   il
  tagliando antifrode sulle schede elettorali.
   Questo  è  un  testo  -  lo  ricordo a me  stesso,  lo  ricordo  a
  quest'Aula - che è stato migliorato da tante proposte anche  venute
  dall'opposizione. E' un testo che credo sia di tutti,  è  un  testo
  che credo possa essere sentito da parte di tutta l'Aula.
   Ma  poi  ce  ne  è un altro. Il collega Burtone in Commissione  lo
  ricorderà, il diritto di prelazione dei comuni sulle concessioni in
  uso   dei  beni  monumentali  e  siti  archeologici,  su  cui  sono
  assolutamente d'accordo, collega Burtone, assolutamente d'accordo
   La trasparenza sulle candidature.
   Poi  c'è questa questione dell'assessore in più o in meno.  Ma  lo
  dico  chiaramente,  io  sono laico su questa posizione   Non  credo
  neanch'io  che  si  possano  definire  gli  amministratori  locali,
  poltronari   E  non  credo che questo fosse l'intento,  in  massima
  onestà, delle dichiarazioni del presidente Schifani, anche perché -
  devo  dire e concludo, Presidente - da amministratore di una grande
  città  come quella di Catania, questo Governo l'ho sentito  vicino.
  L'ho  sentito vicino nel trasferimento di risorse mai così cospicue
  come  negli  ultimi  anni, grazie a questo  Governo,  l'ho  sentito
  vicino  nella  misura  degli extracosti sui rifiuti,  l'ho  sentito
  molto  vicino  Quindi è un Governo che tiene agli enti locali,  che
  li  accompagna per mano  Non credo che fosse quello il senso  della
  dichiarazione.
   Presidente,   cosa   voglio  dire?  Andiamo   nel   merito   della
  discussione,  andiamo  a calendarizzare questa  votazione,  votiamo
  articolo  per  articolo e non affossiamo un disegno di  legge  che,
  invece,  secondo me, reca parecchie cose buone che noi  avremmo  il
  dovere di approvare

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Tomarchio. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Presidente, Assessore, perché è rimasto l'ultimo  nonché
  unico qui in Aula, onorevoli colleghi.
   Presidente, ho studiato, ho approfondito il disegno di legge che è
  all'attenzione dell'Aula. Non le nascondo che, come hanno detto già
  alcuni  colleghi precedentemente, mi aspettavo un testo  unico  che
  comprendesse  diverse norme sugli enti locali e che affrontasse  in
  maniera  organica - realmente - tutte le difficoltà che  affrontano
  quotidianamente  gli amministratori locali e, invece,  diceva  bene
  poco fa un collega, viene trattato come un disegno di legge dove si
  può  tranquillamente e facilmente individuare chi ha proposto  quel
  testo,  chi  ha  proposto il consigliere supplente,  perché  lo  ha
  fatto,  chi  ha proposto le indennità dei consiglieri  comunali,  i
  vicepresidenti, piccole attività meramente localistiche che servono
  forse  ad  accaparrarsi un po' di consenso in più ma che certamente
  non affronta in alcun modo i difficili argomenti che riguardano gli
  enti locali.
   In  questi anni, più volte, ci siamo confrontati anche su temi che
  non  riguardano  strettamente la nostra Regione ma che  in  qualche
  modo la attraversano.
   In  questo  momento,  in Sicilia, ci sono 70 comuni  che  sono  in
  dissesto, 43 in piano di riequilibrio e nessuno ha mai affrontato i
  temi  economici e finanziari: fondo credito di dubbia  esigibilità,
  il numero esiguo di dirigenti e funzionari all'interno dei comuni.
   Ci  sono  sindaci che non hanno la possibilità di avere un proprio
  segretario  comunale, ci sono sindaci che non hanno la  possibilità
  di  avere  un  proprio ragioniere, un dirigente degli affari  delle
  opere pubbliche, con enormi difficoltà a gestire l'ingente quantità
  di  risorse che in questo periodo stanno arrivando, parlo del PNRR,
  del  Fondo  di  sviluppo  e  coesione, di  tantissime  risorse  che
  potrebbero  e dovrebbero vedere i comuni maggiormente  coinvolti  e
  invece poi ci ritroviamo a discutere se vale la pena sostituire  il
  consigliere   comunale   che  diventa   assessore   piuttosto   che
  individuarne  degli altri.
   Ecco il messaggio che purtroppo la Commissione lancia, è quello di
  non   trattare  realmente  gli  argomenti  che  invece  mi   auguro
  tratteremo nel più breve tempo possibile in Aula, punto dopo punto,
  affinché    si    possano   smontare   alcune   cose    palesemente
  incostituzionali, presenti nel testo che rischieranno nuovamente di
  intorbidire la legislazione vigente e non risolvere alcun  problema
  a  sindaci  e  consiglieri  comunali e  che  invece  non  si  provi
  realmente  a  creare  un testo unico degli enti  locali  che  possa
  rivedere completamente la normativa.
   Non  le nascondo che anche semplicemente presentare un emendamento
  a  questo  disegno  di  legge  non  è  stato  facile  perché  c'era
  l'articolo 1, comma 2, lettera d), numero 2, dell'articolo  1,  che
  faceva  diventare  veramente obbrobrioso  il  testo  di  legge  con
  un'enorme difficoltà, semplicemente, a emendarlo e che è la cartina
  tornasole  della  mancanza di visione che si ha sia  da  parte  del
  Governo   sia   l'impossibilità  da  parte  della  Commissione   di
  individuare gli argomenti principali che affliggono i nostri comuni
  e  poi, invece, lasciare la discussione solamente al deputato X,  Y
  che  presenta  l'emendamento per dare in pasto agli  amministratori
  locali qualcosa che possa tornare utile probabilmente a se stesso e
  non certamente ai sindaci.
   Nel merito delle proposte, mi soffermerò ampiamente perché intendo
  intervenire  su ogni articolo, su ogni comma di questo  disegno  di
  legge,  quando  ce ne sarà data possibilità perché sembra  che  qui
  praticamente  ogni  volta che arriva in  Aula   la  prima  volta  è
  tornato  in  Commissione, la seconda volta è stato  stralciato,  la
  terza  volta è stata stralciata solamente la parte delle  Province,
  la  quarta  volta arriva in Aula e probabilmente verrà rinviato  in
  Commissione  per un'ennesima discussione, sembra che quasi  nessuno
  si voglia prendere la responsabilità delle cose che ci sono scritte
  e  la  responsabilità  politica delle  cose  che  ci  sono  scritte
  all'interno  e soprattutto dare la possibilità ai parlamentari  che
  non  fanno  parte  né  della I Commissione,  né  della  Commissione
   Bilancio',  di  parlarne e discuterne in Aula  e  quindi  dare  la
  possibilità  ai  colleghi di smontare punto dopo punto  quelli  che
  sono gli argomenti scritti male.
   Mi  viene in mente un segretario comunale che mi diceva l'articolo
  10  non  è  scritto nemmeno in italiano. E' vero  Mi sono andato  a
  rileggere l'articolo 10 sulle variazioni di bilancio, per  esempio,
  del  disegno  di legge: ed è illeggibile, ma è talmente illeggibile
  che  lo  rende inapplicabile, quindi seppure la volontà può  essere
  condivisibile  ma  poi  nella  sua attuazione  lo  rende  veramente
  illeggibile  anche  agli  addetti lavori,  non  oso  immaginare  ai
  cittadini  ai quali dobbiamo spiegare del perché abbiamo fatto  una
  norma piuttosto che un'altra
   Quindi,  Presidente  non  so come Capigruppo,  la  sua  Presidenza
  deciderà  di   continuare  i lavori d'Aula,  l'augurio  è  che  gli
  emendamenti aggiuntivi, che non sono passati dalle Commissioni, non
  vengano  presi nemmeno in considerazione, perché altrimenti  stiamo
  parlando  del nulla perché non sono stati neanche trattati  davanti
  al  dirigente generale, non hanno le eventuali coperture, non  sono
  passati  dalla  I  Commissione, non sono passati dalla  Commissione
  QBilancio',  quindi  l'augurio  è  che  quanto  meno  quelli    non
  presentati in Commissione o non discussi in Commissione non vengano
  presi  neanche  in  considerazione dalla  sua  Presidenza.  Perché,
  altrimenti,   significherebbe  che  il  lavoro  delle   Commissioni
  parlamentari verrebbe totalmente depauperato del proprio  potere  e
  che  quindi  in  Aula  si  possa fare quello  che  si  ritiene  più
  opportuno. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
   Onorevoli  colleghi,  come  già anticipato,  l'Aula  terrà  seduta
  martedì  8  ottobre  2024,  alle  ore  15.00,  per  lo  svolgimento
  dell'attività ispettiva della Rubrica  Territorio e ambiente".
   Per quanto riguarda il disegno di legge in materia di enti locali,
  l'Aula  è convocata giorno 15 ottobre 2024, sempre alle ore  15.00,
  per  l'inizio delle votazioni dei vari articoli. Questo  perché  ci
  sono  più  di  350 emendamenti, così gli Uffici hanno il  tempo  di
  valutarli e di renderli ammissibili.

   CRACOLICI.  Per  valutare  se rendere ammissibile  il  disegno  di
  legge

   PRESIDENTE.  Concordo con lei onorevole Cracolici, venga  in  Aula
  per votare gli articoli.
   La seduta è rinviata a martedì 8 ottobre 2024, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 17.31 (*)


     (*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XII SESSIONE ORDINARIA


                         134a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 8 ottobre 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II  -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA  RUBRICA:
     Territorio e ambiente  (V. allegato)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio