Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Lantieri
La seduta è aperta alle ore 15.21
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di elezione suppletiva di Vicepresidente
PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta n. 79 del 25 settembre
2024, la III Commissione legislativa permanente 'Attività
produttive' ha proceduto all'elezione suppletiva del Vicepresidente
ed è risultato eletto l'onorevole Salvatore Scuvera.
Comunicazione di decadenza di atti ispettivi e di indirizzo
politico
PRESIDENTE. Comunico che a seguito della dichiarazione di
ineleggibilità dell'onorevole Giuseppe Sebastiano Catania alla
carica di deputato regionale di cui l'Assemblea ha preso atto nella
seduta n. 123 del 29 luglio 2024, sono decadute le interrogazioni
numero 868, 869, 1159.
E' decaduta infine la firma dello stesso deputato dalla mozione n.
159.
Per quanto riguarda le cariche precedentemente ricoperte dal
deputato medesimo nelle Commissioni parlamentari, con altrettanti
Decreti Presidenziali già comunicati all'Assemblea, si è proceduto
alle relative sostituzioni.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge
"Norme in materia di enti locali" (n. 105-230-331/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto 2) all'ordine
del giorno: Discussione di disegni di legge.
Così come avevamo concordato nella passata seduta, si passa alla
discussione generale del disegno di legge numero 105-230-331/A.
Dò la parola all'onorevole Abbate, presidente della Commissione e
relatore, per svolgere la relazione.
ABBATE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, Governo, colleghi, mi accingo a relazionare sui lavori
svolti dalla I Commissione legislativa inerenti ai disegni di legge
numero 105, 230, 331/A che hanno all'ordine del giorno come materia
la discussione in tema di enti locali.
Onorevoli colleghi, il presente disegno di legge che si propone
per l'approvazione è il risultato dell'abbinamento, effettuato
dalla I Commissione, di tre disegni di legge finalizzati
all'introduzione di nuove norme disciplinanti particolari aspetti
della normativa sugli enti locali.
La I Commissione, durante la fase istruttoria, al fine di
approfondire gli elementi principali del disegno di legge in esame,
ha realizzato delle audizioni con l'ANCI e con l'associazione degli
amministratori degli enti locali, nonché con dirigenti regionali e
con rappresentanti degli ordini professionali e dei revisori
legali.
La Commissione ha successivamente richiesto il parere alla II
Commissione Bilancio, ai sensi dell'articolo 65, comma 7, del
Regolamento interno; quest'ultima, ha dato parere favorevole ed ha
quantificato la copertura finanziaria solo per la norma relativa
alle spese prodotte dal tagliando antifrode .
L'articolo 1 interviene sulla normativa inerente ai revisori negli
enti locali. Si prevede che vi sia un revisore unico nei comuni
aventi una popolazione fino ai 3 mila abitanti ed un collegio nei
restanti enti locali. È stabilito che i revisori siano iscritti in
appositi elenchi e che ricevano l'incarico coloro che hanno
risposto all'avviso e che siano stati estratti a sorte. È inoltre
disciplinata l'istituzione dell'Elenco speciale dei presidenti
degli organi collegiali di revisione economico-finanziaria e del
relativo aggiornamento. È regolamentata una migliore formazione dei
revisori tramite la necessità di ottenere un maggiore numero di
crediti formativi rispetto alla normativa previgente. Sono infine
previste norme relative all'incompatibilità dei revisori dei conti
nonché alla corresponsione di un equo compenso.
L'articolo 2 recepisce la normativa nazionale sulla possibilità di
effettuare il terzo mandato dei sindaci nei comuni aventi una
popolazione compresa tra i 5 mila ed i 15 mila abitanti. Prevede
inoltre il rispetto del principio della rappresentanza di genere
nelle giunte dei comuni, specificando altresì che in quelli aventi
una popolazione superiore a 3 mila abitanti, nessuno dei due sessi
possa essere rappresentato in misura inferiore al 20 per cento. È
infine previsto l'istituto del consigliere comunale supplente che
subentra temporaneamente al consigliere comunale nominato
assessore. Sono infine disciplinati taluni casi di incompatibilità
per gli assessori comunali e per coloro che sono stati nominati
rappresentanti del Comune.
L'articolo 3 interviene in materia di rappresentanza del
Presidente del Consiglio comunale ed introduce disposizioni
relative alla sua partecipazione ad eventi istituzionali.
L'articolo 4 intende adeguare la normativa regionale alla
normativa nazionale attraverso la previsione di un tagliando
antifrode inserito nelle schede elettorali. Tale previsione è
finalizzata a contrastare la sostituzione fraudolenta della scheda
elettorale all'interno della cabina elettorale. Vengono
contestualmente quantificati gli oneri per provvedere al suddetto
intervento.
L'articolo 5 aggiunge alle fattispecie che derogano ai casi di
ineleggibilità l'ipotesi del comando presso altra amministrazione,
anche disposto nel corso del mandato elettorale.
L'articolo 6 dispone che la misura massima delle indennità di
funzione e dei gettoni di presenza degli amministratori locali
venga determinata con delibera di Giunta regionale, e che al
Presidente del consiglio comunale venga corrisposta un'indennità di
funzione su sua richiesta, sostitutiva del gettone di presenza
dovuto in qualità di consigliere comunale.
L'articolo 7 modifica la legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30,
incrementando i permessi orari e gli esoneri previsti per garantire
ai componenti delle giunte e dei consigli regionali la
partecipazione alle sedute degli stessi organi. Si garantisce,
così, il pieno espletamento del mandato senza pregiudizio per i
diritti derivanti dai rapporti di lavoro degli amministratori
locali. È inoltre stabilito che le finestre temporali per le
consultazioni referendarie vengano indicate dalla Regione.
L'articolo 8 individua il quorum deliberativo della mozione di
sfiducia degli organi di governo nel settanta per cento dei
componenti del Consiglio.
L'articolo 9 prevede che gli obblighi di trasparenza e
pubblicazione delle informazioni relative ai soggetti candidati
alle elezioni politiche siano estesi alle consultazioni elettorali
amministrative.
L'articolo 10 sostituisce integralmente l'art. 5 della legge
regionale del 15 giugno 2021, n. 13, stabilendo che gli enti in
esercizio provvisorio o in gestione provvisoria possano, con
delibera di giunta, effettuare variazioni di bilancio per
assicurare il conseguimento del pieno impiego dei trasferimenti
provenienti dalla Regione, dallo Stato, o dall'Unione europea.
L'articolo 11 stabilisce che i controlli sull'attività degli enti
locali vengano esercitati dal personale in servizio presso il
Dipartimento regionale delle autonomie locali con anzianità di
almeno due anni, in luogo della precedente previsione che
richiedeva il conseguimento di un'anzianità almeno quinquennale. Si
dispone, inoltre, che i controlli sostitutivi e ispettivi siano
effettuati da personale in possesso di specifici titoli di studio e
di servizio, iscritto in un apposito elenco istituito presso
l'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica.
L'articolo 12 prevede il diritto di prelazione del Comune sulla
concessione in uso dei beni monumentali e dei siti archeologici
insistenti sul proprio territorio.
L'articolo 13 dispone abrogazioni di precedenti norme.
L'articolo 14, infine, dispone l'entrata in vigore della legge.
Signor Presidente, questo è un disegno di legge che nasce da
un'attività portata avanti per mesi dell'intera Commissione, che ha
recepito tante indicazioni che provengono sia dall'opposizione che
dalla maggioranza, quindi portando avanti un disegno di legge che
sia rispondente al massimo a quelle che sono le indicazioni della
Commissione stessa.
Pertanto, per questo voglio ringraziare i miei colleghi Cambiano,
Castiglione, Intravaia, Catanzaro, Ardizzone, Gallo, Giambona,
Laccoto, Lombardo, Micciché e Pellegrino, che in questi mesi hanno
svolto un lavoro importante in Commissione che ha portato
all'approvazione di un disegno di legge, il numero 105, che oggi ci
accingiamo a poter sicuramente votare ed ampliare, tramite i tanti
emendamenti che sono stati presentati dai Gruppi parlamentari, ma
finalmente potere anche adeguare quelle che sono le esigenze degli
enti locali, attualmente anche richieste da parte dell'Anci, e
poter così portare alle amministrazioni locali la possibilità di un
disegno di legge che sia rispondente alle esigenze di questo
periodo.
Presidenza della Vicepresidente LANTIERI
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbate. Dichiaro aperta la
discussione generale.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, è vero che la Commissione ha fatto un
lavoro di approfondimento significativo rispetto alle proposte che
sono state fatte, in modo particolare il suo Presidente ha cercato
di raccogliere le questioni poste dai vari parlamentari, e debbo
dire che alcuni temi sono stati affrontati e hanno trovato la
condivisione quasi unanime della Commissione.
Però, Presidente, io voglio cogliere l'occasione per discutere di
alcuni aspetti degli enti locali che non sono stati oggetto di
emendamenti, e quindi non li ritroviamo all'interno della proposta
di legge, aspetti però che considero fondamentali per la vita delle
nostre comunità, in questa fase che vive la Sicilia, e debbo dire
quindi che la valutazione che io dò del disegno di legge è che
incide, ma incide dal punto di vista dell'assestamento
istituzionale: c'è ben altro per le nostre città, ci sono richieste
che partono dal basso e che dovrebbero trovare una risposta da
parte delle Istituzioni.
Il primo tema, Presidente, è che le nostre comunità soffrono il
declino demografico. Noi vediamo che, in modo particolare le aree
interne, ma io penso anche le altre realtà, dico questo anche
perché ne ho trovato conferma in alcuni studi che sono stati fatti
e pubblicati, è la Sicilia che vive una fase difficile, c'è un
flusso migratorio - soprattutto di giovani - che lasciano la nostra
comunità, e che di fatto impoveriscono la Sicilia, perché sono
soggetti intellettualmente preparati, che vengono a mancare come
contributo importante per il rilancio della nostra comunità.
Nelle settimane scorse un giornalista, Giambattista Pepi, ha
scritto anche su questo. Ha fatto un'analisi: io non ho visto gli
approfondimenti, però nell'articolo si evidenziava che addirittura
questo flusso migratorio diventava compensativo della migrazione
che è presente anche in Lombardia, a sua volta diretta verso il
nord dell'Europa. Queste correlazioni, ripeto, non sono state
oggetto di approfondimento nell'articolo, però ci dicono che
soprattutto dalla Sicilia partono tanti giovani, partono per
studiare e poi si fermano laddove si laureano, e quindi viene a
mancare questo importante contributo che può venire dalle giovani
generazioni.
Il problema del declino demografico è un problema molto serio,
Presidente, e io credo che si debba affrontare con determinazione,
anche perché è correlato con l'altra questione, che è la questione
del lavoro.
Io so che alcuni accennano a dei dati di crescita
dell'occupazione, per chi vive nelle nostre realtà delle aree
interne questo dato sembra non reale nel momento in cui
verifichiamo che il lavoro è spesso un lavoro in nero, quando si
realizzano contratti, sono contratti di lavoro povero, perché il
livello di stipendio è molto più basso rispetto a quello delle
realtà del nord del Paese e, nella maggior parte dei casi,
assistiamo ad un fenomeno, quello che è stato definito NEET , che
è quello dei ragazzi che non studiano e non lavorano, quindi una
situazione difficile che è fortemente collegata anche alla crisi
produttiva delle nostre realtà.
Ci sono alcuni nuclei industriali che stanno fornendo alcune
opportunità occupazionali, parlo della realtà della ST di Catania,
ma anche altre comunità che danno una risposta a settori
particolari, però non c'è dubbio che alcuni settori, a partire da
quello agricolo in grande crisi, è inutile che qui approfondiamo,
non è questo il momento, però è chiaro che la siccità, prima, e poi
questo disimpegno da parte del Governo, perché nulla è stato fatto,
sta impoverendo la nostra realtà produttiva.
Parlo degli agricoltori che in gran parte hanno dovuto abbandonare
le proprie imprese, parlo di agricoltori che hanno visto dimezzato
il proprio prodotto quest'anno per mancanza, ripeto, di acqua e
tutto ciò sta portando ad una situazione grave e difficile rispetto
alla quale non c'è stata una risposta, neppure nella ultima vicenda
che ha toccato in maniera rilevante la nostra Sicilia, la provincia
di Siracusa, Ortigia, la realizzazione di questo G7 che ha, di
fatto, discusso di temi ben lontani, però, da quella che è la crisi
vera, l'emergenza che vive il mondo produttivo siciliano.
Accanto ai problemi degli agricoltori, non c'è dubbio, c'è quello
degli operatori zootecnici che hanno visto la decurtazione del
proprio patrimonio di bovini e di ovini perché sono stati,
purtroppo, posti in condizioni tali, non avendo la possibilità di
avere foraggio e acqua, di passare dalla macellazione, perché non
erano in condizioni, i produttori zootecnici, di dare dovuto
foraggio e la possibilità di superare le altre problematiche; tra
l'altro il settore della zootecnia oggi è toccato anche da una
patologia virale, quella che viene chiamata la Lingua blu che,
invece, presenta ulteriori e pesanti ripercussioni in questo
importante settore produttivo.
Ma i temi del lavoro sono temi molto ampi che toccano i diversi
settori, ma che sono centrali rispetto alle difficoltà che vive la
Sicilia.
E la questione della importanza che deve essere data ai servizi,
da parte dei nostri enti locali: servizi che afferiscono
innanzitutto all'articolo 32 della Costituzione, quindi i servizi
sanitari, abbiamo visto quanto importante è stata la risposta di
alcuni territori e quanto, invece, deficitaria è stata la risposta
di altre comunità nel momento in cui siamo stati travolti
dall'infezione virale del Covid e, quindi, là dove ci sono dei
presidi ospedalieri, là dove c'è la presenza di una sanità attiva
che presenta anche delle attività rilevanti di medicina, di
chirurgia, di rianimazione, quelli debbono essere salvaguardati,
perché altrimenti si finisce per costituire un sistema sanitario
tutto metropolitanocentrico.
Poi c'è il tema della scuola: noi speriamo che quest'anno il
Governo nazionale non insegua la follia del ridimensionamento
scolastico, perché altrimenti le nostre realtà dei comuni, in modo
particolare i comuni delle aree interne, si troverebbero in grande
disagio non avendo una guida scolastica, non avendo la possibilità
di interloquire rispetto ai problemi seri che sono determinati -
prima di tutto - dalla dispersione scolastica, così come i comuni
necessitano di maggiori risorse per affrontare i temi della
disabilità, della non autosufficienza.
Sono questi, a nostro parere, i temi fondamentali che dobbiamo
mettere al centro, come enti locali, perché gli enti locali sono la
prima porta dello Stato e, molto spesso, però non sono in
condizioni di dare quelle risposte necessarie che vengono richieste
dai cittadini.
Io, Presidente, penso che su questo si debba tornare.
Il disegno di legge ha un suo percorso - ripeto - tutto
all'interno dell'ambito istituzionale ma ci sono i temi, invece,
che interessano le comunità che debbono essere affrontate.
Vado alla conclusione.
Un tema fondamentale è quello finanziario, Presidente.
Si sottovaluta - mi dispiace che l'Assessore per gli enti locali
si sia allontanato -, però c'è l'Assessore per la famiglia,
l'Assessore per il territorio e l'ambiente che possono riferire.
Il tema che è notevolmente affiorato è che i nostri comuni sono
quelli che hanno maggiori difficoltà finanziarie.
In Sicilia c'è un numero rilevante, rispetto alle altre Regioni,
di comuni che vanno in dissesto che vanno in piano di riequilibrio,
perché? Noi non abbiamo - credo - evasori, abbiamo debitori
Col federalismo fiscale i comuni sono legati ai tributi che
vengono erogati da parte di cittadini.
Ed in Sicilia questo comincia a pesare perché la realtà economica
porta molto spesso a non pagare il dovuto.
Questo non giustifica, per quel che ci riguarda, credo che il tema
sia però quello di avere responsabilità e richiedere i giusti
contributi, anche se i comuni sono chiamati a pagare in maniera
anomala - per esempio - l'energia elettrica.
Quando vengono poste norme di salvaguardia per cui vedono
aumentare ulteriormente le proprie incombenze, credo che ci sia la
necessità di dover lavorare intensamente subito per i piani di
riequilibrio finanziario perché i comuni, chiamati a mettere da
parte delle risorse per i crediti non facilmente esigibili,
finiscono per iniziare questo percorso che porterà dissesto.
Sono questi, Presidente, i temi - credo - su cui ci si debba
fermare e valutare attentamente per dare un rilancio ai nostri enti
locali.
Sì, può essere utile qualche innesto, così com'è stato fatto
qualche cambiamento, ma io credo che la Sicilia meriti di più
Abbiamo bisogno di entrare in profondità rispetto ai problemi e
dare delle risposte serie ai nostri concittadini.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha
facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, componenti del
Governo, intervengo in questa discussione generale anche perché,
come componente della I Commissione, abbiamo lavorato parecchio,
devo dire, probabilmente, oltremodo rispetto a quello che è il
tempo che normalmente dovrebbe essere impiegato per esitare una
norma.
Sappiamo benissimo qual è stato il percorso di questo disegno, più
volte - malgrado esitato dalla Commissione - e poi proposto per
l'Aula è tornato indietro per verifiche o accorgimenti vari.
Naturalmente, questo ha creato anche delle difficoltà nei
territori.
Molti sindaci e amministratori ci hanno rappresentato a più
riprese quale fosse la sorte, l'esito di questo disegno di legge.
Motivo per il quale, io ritengo che siamo in una fase politica
nella quale questo Parlamento debba prendersi la responsabilità di
una riforma che affronti tanti temi che noi tocchiamo, appunto, con
questo disegno di legge.
Il Partito democratico ha dato un grande contributo a questa
norma. Abbiamo dato un segnale importante rispetto a quelli che
erano alcuni punti programmatici e politici che ci eravamo
prefissati.
E tra questi ne voglio annoverare qualcuno.
Intanto, abbiamo evitato, Presidente, l'assalto alla diligenza,
quello che è avvenuto e che si voleva fare su alcune norme già
nella prima variazione di bilancio, inserire norme che riguardano
gli enti locali in qualsiasi altro provvedimento normativo che non
fosse coerente rispetto alla norma stessa.
Come Partito Democratico abbiamo preteso e ho ottenuto poi, con la
collaborazione di tutta la Commissione che ringrazio, di trattare
in maniera organica il tema degli enti locali, e ciò ha permesso di
potere anche ascoltare gli attori in campo, di poter avere quello
che è stato il contributo importante di chi rappresenta gli
amministratori dei nostri Territori come Anci, di avere il
contributo dei commercialisti e dei revisori contabili.
Proprio da questo punto di vista, ritengo che un primo obiettivo
che ha ottenuto il Partito Democratico riguarda proprio la norma
che concerne i revisori contabili degli enti locali siciliani. In
prima battuta, la proposta era quella di determinare una modalità
di composizione dell'organo di revisione economico-finanziaria che
fosse mista, ovvero che i componenti fossero con il sorteggio,
mentre il presidente con la nomina da parte dei consiglieri
comunali.
Sin dal primo momento, ascoltando le organizzazioni di categoria,
ascoltando i commercialisti, abbiamo rappresentato che quella
sarebbe stata una scelta sbagliata. I commercialisti siciliani e i
revisori contabili svolgono un ruolo fondamentale a fianco dei
sindaci, a fianco degli delle amministrazioni comunali, hanno
bisogno di svolgerlo con imparzialità e con terzietà.
Devo dire che la Commissione tutta è addivenuta poi a una
soluzione, che è quella di determinare un elenco per i presidenti
in maniera tale da garantire che la modalità di individuazione del
collegio stesso sia assolutamente non discrezionale, per come in
prima battuta si pensava di fare. Abbiamo anche previsto una
graduazione diversa in funzione dell'impegno dei revisori nelle
città che man mano hanno più abitanti, quindi una maggiore
competenza che ci richiedono i sindaci. Abbiamo anche toccato altri
argomenti, come una retribuzione equa e retribuzione proporzionata
rispetto all'impegno che profondono quotidianamente.
Come Partito Democratico ci siamo impegnati anche su altre misure,
una che ritengo che sia assolutamente innovativa che è quella che
pone la necessità di determinare maggiore trasparenza nelle
composizioni delle liste di coloro che si propongono ai consigli
comunali delle nostre municipalità, abbiamo chiesto e ottenuto la
introduzione di una norma che prevede appunto l'obbligo nelle
municipalità con più di quindicimila abitanti di pubblicare quelli
che sono i curricula dei consiglieri che si propongono alle
elezioni, con stesso obbligo in capo alle municipalità.
Riteniamo che questa sia una norma assolutamente innovativa, che
avvicina notevolmente i cittadini agli elettori, anche perché
comprende qual è la proposta politica che si vuole avanzare.
Abbiamo proposto una norma che oggi ancora non ha, per così dire,
ottenuto l'approvazione della Commissione, ma ci auguriamo che nei
lavori d'Aula ecco abbia il sostegno da parte delle forze
politiche, che è quella di aumentare la partecipazione di genere,
di quale che sia il genere.
In questo momento, nel testo di legge abbiamo fissato al 20%,
riteniamo che la quota debba essere almeno del 40%. Siamo
intervenuti coerentemente con quelle che sono le richieste del
territorio, degli amministratori sulla tematica dei congedi, sulla
tematica dei permessi, abbiamo discusso di assessori, supplenti, e
quant'altro. Devo dire che con questo disegno di legge riusciamo a
dare delle risposte a quelli che sono i nostri amministratori dei
territori, ma aggiungo a che prezzo? O al contrario, quali sono le
risorse che vengono messe in campo per dare attuazione a questa
norma?
Sentiamo quotidianamente gli amministratori locali, i sindaci e
sappiamo benissimo le difficoltà in cui si trovano, hanno
difficoltà a fornire i servizi essenziali, quelli indispensabili
per il cittadino, e ciò è fortemente legato anche all'aumento di
alcuni costi, mi riferisco ai costi relativi allo smaltimento dei
rifiuti, al conferimento dei rifiuti. I nostri sindaci si devono
fare carico dei disabili psichici, guardate paradossalmente anche
gestire un cane abbandonato per le nostre comunità, per i nostri
amministratori è una sciagura
E allora io chiedo e mi domando, se noi pensiamo in quest'Aula di
fare politica a spese degli amministratori locali, io credo che
abbiamo sbagliato assolutamente la modalità.
Noi sappiamo benissimo il contesto in cui siamo, dei 392 Comuni
siciliani, ben il 20 per cento non riesce a chiudere quelli che
sono i bilanci, un terzo dei Comuni è in dissesto e in predissesto,
e quindi abbiamo consapevolezza che le risorse che vengono
trasferite sono inadeguate
Basti pensare, Presidente, al confronto con la Regione Sardegna,
dove la spesa di trasferimento pro capite è di 308 euro, in Sicilia
di soli 73 euro. Ed è stucchevole che il Presidente della Regione
abbia dichiarato nelle ultime settimane nei confronti di Anci, che
è la stessa organizzazione che rappresenta i nostri amministratori
nel territorio, che abbia avuto già tanto, come se lavorasse in
maniera autoreferenziale.
Anci, come le altre organizzazioni che rappresentano gli
amministratori del territorio, lo fa per garantire quelli che sono
i servizi al cittadino, e sarebbe impensabile portare avanti oggi
una manovra senza dare sostegno ai nostri Comuni, ai Comuni
siciliani, perché significherebbe a quel punto incidere
ulteriormente sui servizi al cittadino, perché ci sarebbero meno
risorse per la manutenzione, meno risorse per l'istruzione, meno
risorse per i servizi di welfare che, purtroppo, sono quelle che
vengono tagliate per prime quando ci sono meno disponibilità
economiche.
Del resto abbiamo piena consapevolezza, cari colleghe e colleghi,
che quando un servizio non viene reso in un comune, non vengono a
lamentarsi all'Assemblea regionale siciliana, i cittadini vanno
direttamente nei Comuni, e vanno direttamente a parlare con i
sindaci, che sono avamposto e frontman delle comunità.
E allora, con ragionevolezza, il Partito Democratico è disponibile
ad affrontare questa riforma degli enti locali, ma è indispensabile
prevedere risorse per i comuni stessi, prevedere risorse per
garantire i servizi essenziali. Proporremo, come abbiamo già
presentato diversi emendamenti in tal senso, perché l'obiettivo è
quello di lasciare una riforma che migliori il sistema attuale.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Giambona. È iscritto a parlare
l'onorevole Safina. Ne ha facoltà.
SAFINA. Presidente, colleghi, devo dire la verità, mi avrebbe
fatto piacere la presenza dell'Assessore agli Enti locali, tema che
a lui dovrebbe interessare, e mi dispiace constatare l'assenza in
un momento in cui si discute di quella che ovviamente non può
definirsi ...
PACE. È stato sempre presente.
SAFINA. Bisogna esserci nel momento giusto. Sicuramente, non
possiamo parlare di questo disegno di legge come una riforma degli
enti locali, riformare gli enti locali avrebbe sicuramente
significato altro.
Avrebbe significato, in primo luogo, rafforzare il ruolo e le
funzioni degli enti locali nelle nostra società, considerato che
sono proprio gli enti locali l'ente di prossimità rispetto agli
interessi e ai diritti dei cittadini, e per discutere di una
riforma degli enti locali, avremmo dovuto discutere di come si
aumentano le risorse del Fondo delle autonomie, Fondo delle
autonomie che in Sicilia oramai si è ridotto a 350 milioni di euro,
all'interno del quale ci sono le riserve, a fronte di Regioni che,
in condizioni ben diverse dalle nostre per abitanti, per numero di
enti locali, hanno un fondo delle autonomie che è più del doppio.
Lo diceva anche il collega Giambona: la Sardegna, 600 e più
milioni di euro, per una Regione che conta poco più di un milione
di abitanti, a fronte dei 4,8 milioni in discesa della Regione
siciliana, e avremmo dovuto discutere di come si aiutano i comuni,
per esempio, ad aumentare le loro performance della riscossione.
È un tema questo che non abbiamo affrontato, perché se noi abbiamo
più di 70 comuni in dissesto, più di 100 in riequilibrio, se
andiamo a vedere i numeri di quei comuni e anche degli altri 250,
scopriamo che questi comuni hanno un fondo, che si chiama 'Fondo
crediti di dubbia esigibilità' che, oramai, pareggia, quasi al
cento per cento, il monte crediti che questi comuni vantano nei
confronti dei cittadini, di chi fruisce dei servizi per la Tari,
per l'acqua, per altri servizi di natura patrimoniale.
Ebbene, questo fondo evidenzia, da un lato per molti comuni, un
elemento virtuoso, perché vuol dire che si stanno rispettando i
principi contabili. Perché se un comune ha dieci milioni di crediti
e ha nove milioni di crediti sul fondo crediti, significa che sta
rispettando un criterio contabile che garantisce la trasparenza di
quel bilancio, ed è nel rapporto tra amministrati e amministratori
qualcosa di virtuoso. Ma, al contempo, quel numero evidenzia una
incapacità, che è l'incapacità dei comuni di riscuotere i propri
crediti.
Allora, rispetto a questo tema - tenuto conto che oramai i comuni
per effetto delle diverse discipline che hanno bloccato il
turnover, che hanno impedito di rimpinguare gli organici - è chiaro
che la Regione siciliana si dovrebbe porre la questione di come si
aiutano i comuni ad aumentare la performance nella riscossione
delle entrate. Anche perché la mancata riscossione delle entrate,
soprattutto delle entrate tributarie, in particolare la Tari,
significa che quello che non riusciamo a riscuotere viene caricato
come costo sui cittadini virtuosi che pagano.
E allora, dinanzi a questo, noi obiettivamente non abbiamo detto
nulla, e anzi ci basiamo, sempre più sul sistema delle riserve nel
Fondo crediti, e non immaginiamo una - ovviamente, nei limiti di
quelle che sono le competenze dell'Assemblea regionale siciliana -
non immaginiamo un sostegno reale ai comuni, che devono superare
una crisi notevole che significa blocco, ovviamente, dei servizi
per i cittadini.
Vuol dire che non possiamo assicurare manutenzioni nelle scuole,
che non possiamo assicurare il tempo pieno, significa che non
possiamo assicurare - qua c'è l'assessore Albano - che abbiamo
difficoltà sugli ASACOM, che abbiamo difficoltà sull'assistenza
agli anziani. Perché quando ingessiamo il bilancio e lo blocchiamo,
significa che stiamo tagliando, stiamo tagliando servizi
Ora, di questo è chiaro che dovremmo, laddove avessimo la reale
volontà di mettere in campo una riforma degli Enti locali, questo è
un tema che dovremmo necessariamente affrontare.
Poi, attenzione, va dato atto che questa, per quanto non sia una
riforma, è un disegno di legge che, una volta, avremmo definito
omnibus che contiene norme di carattere contabile, che contiene
norme ordinamentali, che sono state volute più o meno da tutte le
forze politiche e rispetto al quale la Commissione, che va
ringraziata per il lavoro che ha fatto, ha diciamo ricostruito
tenuto conto di quelli che sono stati gli emendamenti, in più
occasioni e in più disegni di legge, presentati da diversi
parlamentari e dalle diverse forze politiche.
Però c'è un tema che manca. Un altro tema che manca è quello,
almeno se lo vogliamo affrontare in termini reali, è quello della
rappresentatività, perché la rappresentatività non si può risolvere
solo parlando del consigliere supplente, o parlando dell'assessore
in più.
Io penso che sia arrivato il momento di affrontare la questione
della riforma elettorale negli Enti locali. È un tema che questa
Assemblea si deve porre, perché il sistema che abbiamo messo in
campo, che ha portato ad un incremento dei comuni in cui si vota
col sistema maggioritario, e il sistema della proliferazione delle
liste civiche sta, obiettivamente, creando un sistema che oramai si
va inceppando.
Allora, io penso che sia arrivato il momento di affrontare il tema
della riforma elettorale, mettendo al centro la capacità di essere
maggiormente rappresentativi, di quello che è, ovviamente, di
quella che è la cittadinanza. E va affrontata, va affrontata
mettendo al centro la politica.
Possiamo dire che, probabilmente, è stato un errore prevedere
l'elezione maggioritaria nei comuni da diecimila a quindicimila
abitanti? Possiamo dire che, in certi casi, ci sono partiti che
rimangono fuori dal consiglio comunale, perché abbiamo tagliato il
numero dei consiglieri comunali in città che hanno trentamila
abitanti? E ci sono forze politiche che hanno un peso, e che non
vengono rappresentate perché a seguito dell'introduzione del premio
di maggioranza - che va difeso - ci sono però partiti che, pur
avendo uno a rappresentatività, non vengono a occupare scranni nei
consigli comunali.
Sono temi che, secondo me, vanno affrontati in maniera laica,
sapendo che al centro ci deve essere il rispetto della
rappresentatività democratica e ci deve essere, ovviamente,
l'efficienza del funzionamento dei comuni.
Quindi io mi auguro che, veramente, in questa metà di legislatura
che ancora manca, oltre ad affrontare questioni specifiche, quali
sono state quelle dei revisori dei conti... peraltro anche lì: ma
pensiamo che sia corretto, visto che c'è il sorteggio, che il
sindaco di un comune x, della provincia y, con 8 o 9 mila abitanti
- quindi con un bilancio risicato, alla luce anche dei problemi cui
accennavo poc'anzi - si trova costretto ad avere tre revisori dei
conti che provengono dalla provincia di Trapani, magari questo
comune è nella provincia di Messina e deve pagargli l'onorario e la
trasferta?
Questo significa aggravare i comuni di costi eccessivi. Si può
immaginare che lo strumento della revisione contabile, almeno nei
comuni fino a 10 mila abitanti venga affidato a un solo revisore?
Oppure dobbiamo per forza aggravare i comuni di questo onere
ulteriore? Perché, vedete, io talvolta ho riscontrato, nelle
discussioni che abbiamo fatto, il discostarsi da parte nostra da un
principio che, invece, almeno per quello che sono i miei studi, era
fondamentale.
Gli enti locali sono enti autarchici, sono enti che, nei limiti
delle competenze dettate dalla legge, devono organizzarsi
autonomamente. Devo dire la verità che, rispetto alla materia degli
enti locali, talvolta, questo Parlamento ha deciso di violare
sostanzialmente il principio dell'autarchia e di entrare in
questioni che, invece, dovrebbero disciplinare gli enti locali in
ragione della loro autonomia.
E allora io non penso che vada buttato il bambino con l'acqua
sporca, perché bisogna salvare sempre il bambino; ma penso che
questo disegno di legge, in quest'Aula, debba subire delle
modifiche per rendere più efficace l'azione delle amministrazioni,
ma per rendere anche più efficiente quel rapporto tra rappresentati
e rappresentanti che sta alla base della nostra democrazia. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. È iscritta a parlare l'onorevole
Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Grazie, Presidente. Governo, colleghi io intervengo
brevemente solamente su un tema: sulla rappresentanza delle donne
nelle Giunte nei comuni sopra i 3 mila abitanti. Io ho letto il
testo e ho visto che è stata fissata questa quota minima del 20 per
cento come rappresentanza delle donne in Giunta.
Beh, secondo me si va a velocità diverse: il mondo va in una
direzione e in questo Palazzo, secondo me, si va in un'altra
direzione; perché reputo che con i numeri che ci sono, con le basse
percentuali della rappresentanza delle donne in politica,
sinceramente non mi sembra una norma che incentivi le donne, che
incentivi i partiti a prendere le donne, coinvolgerle e farle
candidare o, in questo caso, nominarle nelle Giunte. Reputo che sia
davvero in controtendenza con ogni tipo di obiettivo che ci si pone
ad ogni livello istituzionale. Credo che sia anche un tantino
offensivo per tutte le donne che si impegnano, ogni giorno, e che
fanno politica. Io, sinceramente, da donna mi sento offesa quando
leggo queste percentuali così irrisorie e inutili.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, non si sente niente, la collega
Marano sta parlando. Grazie.
MARANO. Quindi, per questo motivo ho presentato un emendamento,
che spero il Parlamento faccia suo quando discuteremo degli
emendamenti, che alza la soglia al 50 per cento, perché la parità
di genere fra uomini e donne non si raggiunge facendo passerelle e
cerimonie e a dire: «si, è importante che le donne facciano
politica» e poi nei fatti concreti non si fa nulla quando si
legifera
Se si crede in quello che si dice, e mi rivolgo a tutti i colleghi
in maniera trasversale, se si crede in quello che si dice, visto
che siamo legislatori, dobbiamo consentire che quello che diciamo
venga attuato.
Quindi, essendo in questo Parlamento, ripeto, io e il mio Gruppo
parlamentare abbiamo presentato diversi emendamenti, questo prevede
l'alzamento della soglia al 50%.
Quindi se vogliamo cambiare il paradigma, se vogliamo fare passi
avanti in questo senso è bene che sia accolto da tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cambiano. Ne ha
facoltà.
CAMBIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore.
Rispetto ad alcuni interventi che mi hanno preceduto io sarò un po'
più critico e voglio essere critico per indurre l'Aula e il Governo
ad una riflessione.
Riflettevo e riflettevo su un termine, faccio una breve
introduzione: "ammuina". All'ordine: "facite ammuina " tutti
quelli che stanno a prua vadano a poppa, quelli a poppa vadano a
prua, quelli a dritta vadano a sinistra, quelli a sinistra vanno a
dritta, tutti quelli sottocoperta salgano sul ponte e quelli del
ponte scendano sottocoperta, passando tutti per lo stesso
boccaporto, chi non ha niente da fare si dia da fare qua e là
Perché questa introduzione? L'espressione trae origine da un fatto
realmente accaduto dopo la nascita della Regia Marina italiana. Un
ufficiale, Federico Cafiero, fu trovato a dormire e per questo fu
arrestato e, allora, quando c'era una visita di un ufficiale
superiore o di un ammiraglio, ritrovandosi al comando
dell'imbarcazione, diede quest'ordine: facite ammuina , fate
confusione, muovetevi, in maniera tale che si potesse dare un
segnale all'esterno di attività, e la genesi di questo disegno di
legge che si inizia a discutere all'atto quasi dell'insediamento di
questo Governo regionale, di questa Assemblea regionale, mi pare
che sia analoga a questo fatto realmente accaduto. Un disegno di
legge che parte con buoni propositi, con una riforma organica degli
Enti locali, audizioni, contro-audizioni, arriva in Aula e viene
rimandato in Commissione, nuovamente audizioni, contro-audizioni,
sintesi politiche, dichiarazioni del Presidente della Regione:
«stop a poltronifici »; il Presidente della Regione all'esterno, è
questo il messaggio che voleva far passare meno male che c'è lui
che blocca la moltiplicazione delle poltrone
Quindi, questa Assemblea, cari colleghi anche di maggioranza,
siamo solo buoni a moltiplicare le poltrone, ed è da due anni che
discutiamo di che cosa? Di una riforma degli Enti locali che di
riforma non ha proprio nulla Perché ho detto sarò più critico
rispetto agli interventi di chi mi ha preceduto? Perché, signori
miei, gli Enti locali e i sindaci ci osservano e non è questa
l'ammuina' che si aspettano: andiamo avanti, andiamo indietro,
andiamo in Commissione, lo discutiamo fra una settimana, fra due
settimane
Gli Enti locali e i sindaci hanno difficoltà a garantire servizi
essenziali Gli Enti locali hanno avuto difficoltà, come qualcuno
bene ha detto, a far partire il servizio di assistenza
all'autonomia e alla comunicazione per i nostri bambini
diversamente abili. Gli Enti locali non hanno alcun
approvvigionamento idrico, hanno difficoltà ad erogare l'acqua. Gli
Enti locali spendono risorse per il ricovero di minori stranieri
non accompagnati e di minori assegnati dall'autorità giudiziaria.
Gli Enti locali non riescono a garantire il servizio di refezione
scolastica ai nostri bambini con un enorme divario. Questa è
l'autonomia differenziata che la Regione siciliana si sta
permettendo? I nostri bambini non hanno diritto al tempo pieno
perché non riusciamo a garantire la refezione scolastica e noi qui
facciamo ammuina, quelli che sono a prua vanno a poppa, quelli che
sono a dritta vanno in un'altra direzione, perché discutiamo e
ridiscutiamo di che cosa? Del consigliere supplente, discutiamo e
ridiscutiamo di che cosa?
Io veramente, chiaramente dico, questo Governo ha necessità di
cambiare passo Non è questo di cui ha bisogno la Sicilia e i
siciliani. I sindaci aspettano altro Come Gruppo del Movimento
Cinque Stelle siamo a disposizione per migliorare questo testo di
legge, ripeto, che di organico non ha nulla. Questo testo di legge
che mi pare abbia in qualche modo seguito l'iter delle province.
All'atto dell'insediamento, dovevamo reintrodurre immediatamente le
province perché questa era l'esigenza, ridare la parola ai
cittadini ed è da due anni che discutiamo di province. Gli enti
locali avevano necessità di interventi strutturali sul
trasferimento delle risorse e ad oggi siamo qua a discutere
veramente di poca roba. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. E' iscritto a parlare l'onorevole
De Luca del Movimento Cinque Stelle. Subito dopo, l'onorevole
Cateno De Luca.
Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Presidente, colleghi, Governo, ciò che è
pervenuto, perché vedo che neanche l'Assessore agli Enti Locali, il
Presidente Schifani che tanto si è espresso su questo disegno di
legge con tanto di diktat, in cui dice al Parlamento cosa si può
fare, cosa non si può fare, salvo poi guardarsi bene
dall'intervenire su quelli che sono i temi realmente sensibili
degli enti locali che questo disegno di legge non ha mai avuto, per
carità, neppure la pretesa di avvicinarsi a trattare.
E' infatti evidente che per la maggioranza e per questo Governo
che si sono fatti portatori di questo disegno di legge, non è
importante capire come i comuni o fornire loro degli strumenti
utili a salvaguardare i loro bilanci, a limitare le responsabilità
dei sindaci e degli organi esecutivi di fronte a delle situazioni
in cui non possono fare altro che dichiararsi impotenti, hanno
piuttosto cercato di capire come trarre vantaggio politico-
partitico, introducendo questa o quella norma, il consigliere
supplente, così faccio scalare le liste e arrivo a fare contenti
tutti, perché non li ho potuti accontentare con le elezioni dirette
delle Province E allora io dico a tutto 'sto esercito' di primi,
di secondi, diversi dei non eletti in qualche modo gli devo dare
una risposta. Allora ci si inventa il consigliere supplente andando
a immaginare un'incompatibilità tra l'essere assessore del comune
di Roccacannuccia e l'essere financo consigliere in quel comune
Poi se tu sei assessore regionale e deputato regionale non ci fa
nulla Però, se tu fai l'assessore, il consigliere comunale in un
comune di qualche migliaio di abitanti, attenzione, quello non si
può fare perché si sa che poi l'assessore nel piccolo comune è
impegnato notte e giorno e non può... e allora io mi chiedo e mi
domando dove sia anche la coerenza in alcuni passaggi
La realtà qual è? Che all'interno di questo disegno di legge, ogni
partito, ha semplicemente cercato di mettere le pezze e gli
interventi che gli interessavano per sistemarsi le questioni
interne di partito ma di utilità, per il popolo siciliano, durante
i mesi in cui questo ha subìto l'infamia di dover stare a casa
senza avere neppure una goccia d'acqua che sgorga dal rubinetto e
avere lì dei sindaci impotenti a manutenzionare le loro reti
idriche? In città colme di rifiuti, senza neppure averli sbloccati
i fondi che servivano per portarli via? Nel frattempo il Presidente
Schifani si sbracciava al Senato per avere i poteri speciali,
tornerà Superman a governare la Sicilia, farà gli inceneritori e
risolverà il problema
Ecco, tutto questo poi sta sfociando in un provvedimento che
entrerà in quest'Aula e uscirà fatto a pezzi dalla stessa
maggioranza, che finge davanti al proprio parterre di voler trovare
la quadra, però non è d'accordo neanche al suo interno; non è
d'accordo tra partiti e ogni partito non è d'accordo al suo
interno. Per cui quello che succederà lo vedremo nelle prossime
settimane.
Sono arrivati circa 350 emendamenti e, quindi, avremo modo di
discutere ampiamente, di mettere ampiamente a prova la tenuta della
maggioranza, per chi verrà, perché sono convinto anche che saranno
copiose le assenze a seconda del percorso che il disegno di legge
incontrerà.
Ecco, credo che questa sia l'ennesima occasione persa, da parte di
chi governa in questo momento la Regione siciliana, per affrontare
alcuni problemi di cui i nostri sindaci avrebbero avuto bisogno di
trovarsi il Parlamento e il Governo regionale al proprio fianco,
perché mai come in questo momento è difficile governare un comune
siciliano, soprattutto se andiamo a guardare ai folli progetti del
Governo nazionale, della presidente Meloni, del ministro Salvini,
che vorrebbero andare avanti su questo progetto "idiota"
dell'autonomia differenziata, che rischia di affossare la nostra
Regione e di rendere assolutamente inutile anche la specialità del
nostro Statuto, che sinora è tale solo sulla carta e poco e nulla
nei fatti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. È iscritto a parlare
l'onorevole De Luca Cateno. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Grazie, Presidente.
Onorevoli colleghi, ho cercato di capire la finalità e la
strategicità di questo testo ma dietro ogni norma fondamentalmente
ho trovato la soluzione per qualche questua che è stata posta in
termini territoriali. Pare che ci sia, per esempio, in un comune -
così a caso - nella provincia di Ragusa, un problema di mozione di
sfiducia dove c'è il consigliere in più o in meno. E allora, se noi
lasciamo quello che già la legge prevede, signor Presidente, che è
credo due terzi del numero dei consiglieri assegnati in quel
comune, la mozione non solo viene votata ma decade quindi il
sindaco, viene sfiduciato. E siccome c'è una trattativa in corso
per un consigliere in più e un consigliere in meno, qualcuno ha
pensato bene di portare in questo Parlamento l'innalzamento della
soglia al 70 per cento così non serve quel consigliere
Potremmo anche fare altri esempi che sono veramente stupefacenti,
dietro ogni norma che sto leggendo: un puzzle di "stronzate" che,
ovviamente, squalificano questo Parlamento. Siamo arrivati ormai
proprio nella fase di tenere a guinzaglio il territorio attraverso
queste operazioni che, come è già stato ben detto, sono quelle
"parassitarie", quelle sotto il profilo politico-affaristiche,
perché questo Parlamento quando si occupa degli enti locali fa solo
danni Perché, ovviamente, non è il Parlamento nella qualità di
organo legislativo, ma sono i singoli deputati che sono portatori
di quisquilie di quartiere. È ovvio che è offensivo È offensivo
mettere all'ordine del giorno dell'Aula un testo così scoordinato,
sconclusionato, dove è stato anche rubato il ruolo ai miei colleghi
dei Cinque Stelle. Per me - e lo dico al collega Di Paola per
dirlo a tutti - vedere il presidente Schifani che ammonisce dal suo
yacht il Parlamento, dicendo: "attenzione alla moltiplicazione
delle poltrone, poltronari, poltroni " perché Perché la sua stessa
maggioranza già aveva stabilito, in un ragionamento complessivo -
pare che, comunque, era una norma condivisa - che ogni comune
avrebbe avuto un assessore in più.
A un certo punto, lui ha fatto il ruttino, e ha detto: "no", e io
ho visto, ovviamente, sì, ho sorriso nella mia mente, perché questo
ruolo di "Cinque Stelle 4.0", non so a quale versione saremo con
Schifani, obiettivamente non gli si addice. E che cosa è successo?
Il testo è stato strappato e lo abbiamo riscritto. Chissà, se ci
sarà, Presidente, lei che magari è informata, qualche altro ruttino
in programma rispetto al testo? Così ci prepariamo tutti quanti a
quelli che sono anche questi rapporti dislessici tra il Presidente
Schifani e la sua maggioranza.
Credo che noi dovremmo occuparci degli enti locali in un'ottica
totalmente diversa. Partendo anche dalla pavidità del nostro
presidente Schifani, il quale ha perso una grande occasione, nella
qualità di commissario per l'emergenza idrica, nel nominare tutti i
sindaci soggetti attuatori, e quindi soggetti che potevano prendere
i progetti che avevano nei cassetti - e ne abbiamo tanti a Messina,
io ne ho a Taormina - ma ogni sindaco su quella che è l'emergenza
idrica ne avrà, perché ovviamente si occupa di questioni concrete
nel suo territorio e, quindi, fargli acquisire quei pareri che per
le vie ordinarie ci vogliono anni, perché per avere un parere di
valutazione d'impatto ambientale lo sappiamo tutti quanti che ci
vogliono anni, e lì nella legge è previsto un mese, un mese
E ancora ci troviamo con Schifani che deve calare il pacco ai
siciliani con i termovalorizzatori. Ma scusate, sono questi gli
argomenti che dovrebbero riguardare i sindaci, perché? Perché le
nefandezze anche dello smaltimento e della raccolta dei rifiuti,
noi le scarichiamo sui sindaci, sono i sindaci che prendono le
sputazzate' dai cittadini, perché non riescono a dare bene il
servizio, e perché il servizio ormai è diventato un servizio da
gioielleria Ma è questo Parlamento che ha favorito i privati in
questi anni È questo Parlamento che ha consentito a logiche
politico-mafiose di gestire questo servizio Ogni Presidente ha
annunciato di metterci mano, e non l'ha fatto E chi è che ha
pagato il prezzo? Il territorio e i sindaci
Ebbene no, Presidente, quando questo Parlamento si deve occupare
realmente di quello che è il sistema delle autonomie locali, lo
deve fare con serietà, e non intervenendo su aspetti che, anche da
un punto di vista contabile, oggi mi creano mille perplessità.
Quando io modifico lo status del consigliere comunale, su quelli
che sono i permessi retribuiti e quant'altro, vi siete chiesti se
ci sono comuni in condizioni di poterne sopportare il costo? Quella
è una norma che richiede, se si può fare consenso con buon senso,
una copertura finanziaria, se no noi stiamo stabilendo, noi, di
modificare lo status dei consiglieri comunali, degli assessori, dei
sindaci, a spese dei cittadini E no, tutto questo perché Perché
c'è la logica del lacchè, perché ognuno di noi ragiona con l'ottica
di ingraziarsi il più possibile chi sta sul territorio, che per
carità, sicuramente faranno pure un lavoro più meritorio di noi, e
allora gli stiamo dando la mancia, gli stiamo dando un giorno in
più di permesso retribuito e pagato da chi? Siete volgari Veda,
non c'è altro aggettivo per come definire la maggioranza che porta
questo testo in Parlamento: la maggioranza volgare
Io sfido qualunque Capogruppo dei partiti di maggioranza a
spiegare la ratio complessiva, la logica di questa proposta di
legge, di quegli articoli che sono disarticolati e, mi scusi
Presidente del gioco di parole e concludo, ma che ovviamente dietro
hanno il nome e il cognome di una questua, di un lacchè: questo non
è il Parlamento che può legiferare nella logica dei lacchè E se
questa maggioranza si è ridotta così, ebbene, non lo farà con la
complicità di Sud Chiama Nord' e, credo, neanche degli altri
colleghi dell'opposizione
E ho visto ancora, Presidente, l'ennesimo tentativo di cancellare
quella norma che suscita magari reazione a qualche sindaco che non
vuole dare conto del proprio operato al consiglio comunale È la
quarta volta che la maggioranza tenta di cancellare quel
provvedimento che ho introdotto io durante la legge di stabilità,
con i colleghi dell'opposizione, riguardante le sanzioni per la
mancata presentazione della relazione annuale sull'attuazione del
programma dei sindaci
Ebbene, perché solo il 10 per cento dei sindaci, compreso me, ha
dato conto al consiglio comunale della propria attività, creando
quel dibattito legittimo che ogni anno così si viene a fare ed
evitare che poi le campagne elettorali diventino il festival delle
minchiate Perché
E allora è ovvio che c'è anche qui un'operazione che squalifica la
categoria dei sindaci, quindi è ovvio che la maggioranza si è
piegata su quella logica di sindaci omertosi che non vogliono dare
conto del proprio operato E per noi la logica dell'omertà
appartiene a una certa cultura Non può appartenere ai
rappresentanti delle massime istituzioni, né in questo Parlamento
né negli enti locali, a maggior ragione
E, quindi, il tentativo, anche lì, è la battaglia che abbiamo
dovuto sostenere per cercare di portare la sanzione al sindaco che
non presenta la relazione.
Ma io sono stato vittima del consiglio comunale quando ero sindaco
di Messina, perché dopo aver presentato al primo anno la relazione
di sindaco e aver relazionato per 14 ore sul mio operato dopo un
anno di attività, il consiglio comunale si è rifiutato, dal secondo
anno in poi - il presidente del consiglio comunale - di convocare
il consiglio e discutere la relazione: ecco perché avevo previsto
che la stessa sanzione prevista nella legge, che attualmente è in
vigore, valesse anche per i consiglieri comunali o per il
presidente del consiglio che si rende omissivo come il sindaco che
non presenti la relazione. Tutto ha una logica
E allora, Presidente, e concludo, noi proponiamo come Gruppo Sud
Chiama Nord' che questo testo venga ritirato, venga riportato in
Commissione e si dia una visione organica; data la visione organica
poi c'è un ragionamento anche di legittimo confronto tra forze
politiche, ma ognuno deve essere in grado di poter spiegare
pubblicamente ai siciliani la ratio di ogni singola norma che è un
disegno organico, che si chiama legge in quel caso, venga portata
in questo Parlamento e, quindi, possa essere votata. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente - il Governo è appena entrato in Aula - noi
stiamo affrontando una delle leggi che in qualche modo agisce sulle
istituzioni più importanti che abbiamo: le amministrazioni locali,
gli enti locali, i comuni, i sindaci, ed è stato già rilevato che
questo è un disegno di legge che non ha né capo né coda, perché
agisce sulla base di singoli desiderata, senza che vi sia né la
capacità di indicare un obiettivo che in qualche modo risponda ai
problemi che manifestano le amministrazioni locali né, a mio
avviso, pone accento sui problemi reali che in questo momento si
stanno misurando negli enti locali.
Siamo la terra dove abbiamo il più alto numero di comuni che sono
o in dissesto o in predissesto: è colpa dei sindaci? Forse c'è
qualche problema di come rappresentare una nuova negoziazione tra
la Sicilia e lo Stato rispetto alle modalità con le quali i comuni
non riescono a chiudere i propri bilanci.
Ma questo, siccome non è competenza nostra, la Regione ha un
potere di rappresentanza nei confronti dello Stato, però non lo
affrontiamo.
Ci sono interi settori che oggi vedono i comuni siciliani esclusi
anche da fondi che sono stabiliti sul piano nazionale ma, siccome
godiamo di quella che si chiama autonomia speciale, i nostri comuni
non possono accedere ai fondi nazionali, in alcuni casi sol perché
non c'è qualcuno che li rappresenta nella negoziazione
Tutto questo non è tema di come affrontiamo il tema degli enti
locali
Aggiungo, qualcuno lo diceva, forse dovremmo anche interrogarci -
dopo trent'anni e dopo le varie modifiche che sono intervenute in
questi trent'anni - su come eleggiamo la rappresentanza nei comuni,
come eleggiamo i sindaci.
L'elezione diretta che in Sicilia è stata la prima grande riforma,
che fu fatta agli inizi degli anni Novanta e fu fatta prima in
Italia, in qualche modo introdusse momenti di innovazione
strutturale nel sistema del rapporto tra enti locali e cittadini.
Nel corso del tempo, abbiamo trasformato l'elezione diretta del
sindaco in una sorta di elezione accompagnata, con la conseguenza
che questa elezione accompagnata dalla proliferazione di tante
liste, oggi, in qualche modo è delegittimata anche dal fatto che in
moltissimi comuni la gran parte della rappresentanza viene fatta
attraverso la produzione di liste civiche che non rispondono
minimamente alle modalità con cui si seleziona la classe dirigente
locale e si propone agli elettori, con un rischio grave di degrado
delle Istituzioni.
Stiamo assistendo - l'ho detto già durante la fase in cui ho
presentato la relazione dell'Antimafia -, attenzione, cari
colleghi, c'è una deriva molto pericolosa che riguarda oggi il
condizionamento dei nostri comuni e delle nostre amministrazioni,
rispetto a settori della malavita organizzata nei comuni stessi.
C'è un abbassamento della guardia
E dobbiamo interrogarci non in senso moralistico - noi non siamo
qua chiamati ad esprimere un giudizio morale - ma affrontare il
tema politico per provare a rendere più difficile e più complesso
il rapporto tra eletti ed elettori.
Questo non lo affrontiamo
Abbiamo sindaci chiamati a giudizio su questioni di relazioni
pericolose nel proprio territorio, ma ci giriamo la faccia
Credo che questa Regione abbia oggi bisogno di affrontare il tema
di come lavorare ad una riforma degli enti locali che aiuti le
amministrazioni locali e rigeneri un rapporto fecondo E lo dico ai
partiti dalla maggioranza, anche a quei partiti che hanno una lunga
tradizione
Non possiamo diventare il Parlamento che asseconda i singoli
desideri perché questa dimensione produce un disegno di legge come
questo.
Per cui, dovremmo, da un lato, produrre il consigliere supplente -
che non so che grado di costituzionalità abbia - ma è come se noi
non ce ne occupassimo In Sicilia, siccome siamo a Statuto
speciale, possiamo fare tutto ed il contrario di tutto
Questo a parole, poi in realtà scopriamo che così, fortunatamente,
non è
E però, tanto se qualcuno ce lo chiede, ci mettiamo a
disposizione La stessa storia sullo status degli amministratori.
Ora, al di là di chi paga, se sono i comuni, ma siete sicuri che
noi possiamo intervenire su questa materia senza che, in qualche
modo, incorriamo in una violazione di un principio di unicità sullo
status degli amministratori locali che è proprio dello Stato-
Nazione, che è proprio dell'ordinamento nazionale?
Faccio un esempio. Possiamo legiferare su una diversa modalità di
concessione dei permessi agli amministratori, considerato che in
alcuni casi i permessi vengono rimborsati ai datori di lavoro?
Siamo sicuri che non si apre una confusione e anche un contenzioso
enorme tra datori di lavoro e amministrazioni locali su quali leggi
bisogna rispettare, se quella regionale o quella nazionale? Ci
siamo interrogati nell'elaborazione di queste norme? Ho la
sensazione di no
Attenzione, il tema che viene posto sulla modalità di potere
esercitare la funzione elettiva, la funzione amministrativa, il
tempo necessario a disposizione c'è, ma per farlo non basta fare
una legge che tanto accontentiamo a parole chi ce lo chiede ma
tanto sappiamo pure che questa cosa non produrrà effetti se non un
ulteriore elemento di conflitto con lo Stato sulle competenze reali
tra la Regione e lo Stato E' un disegno di legge che può andare
avanti? Secondo me no
Ora approfittiamo del fatto che il testo vada in Commissione per
affrontare i singoli emendamenti ma qua va riscritto, va ripensato
e soprattutto va definito qual è l'obiettivo di questo disegno di
legge. Cosa vogliamo affrontare? Il tema se i revisori -
fortunatamente è stato cambiato - devono essere eletti dal
consiglio comunale, il Presidente, o essere sorteggiati dal
Segretario generale?
E' questo il tema dirimente sul quale, fermo restando che dico
meno male che il testo oggi in Aula ha cancellato la prima
previsione, che prevedeva, appunto, la nomina dei consigli
comunali, quindi dando al revisore un'attività più di sottogoverno
che non una funzione di legalità sulla contabilità interna degli
enti locali. Allora, chiedo al Governo, alla maggioranza, ai
Capigruppo della maggioranza, a quelli più sensibili, forse perché
ho la sensazione che anche queste discussioni tra di noi sono
diventate discussioni tra sordi, ognuno privatamente, singolarmente
manifesta dubbi, gigantesche perplessità, ma poi c'è una sorta di
paralisi dell'agire politico che impedisce di svolgere appunto una
funzione politica.
Perché dobbiamo fare una legge di questo tipo e in funzione di
quali obiettivi? Se si chiariscono gli obiettivi forse faremo una
legge migliore. Ad esempio, sono d'accordo con Safina, penso che
sia venuto il tempo di affrontare il tema della legge elettorale
degli enti locali. Forse è venuto il tempo di separare l'elezione
del Sindaco da quella del Consiglio comunale, così come era la n. 7
del 92, per gli effetti devastanti di cui stiamo vedendo oggi gli
elementi più chiari nel rapporto anche con fenomeni degenerativi
nelle Istituzioni.
E' un tema sul quale dobbiamo interrogarci e quest'Assemblea può
aprire una stagione di riforme reali su questo terreno. La stessa
storia della rappresentanza. Signori, non possiamo continuare ad
apparire una sorta di Regione col torcicollo. Il tema della
rappresentanza di genere non può essere una concessione, un braccio
di ferro tra chi propone la rappresentanza generica, tra chi indica
il 20%, tra chi indica il 25%, tra chi indica il 40%; c'è un tema
che riguarda principi costituzionali e anche la stessa legislazione
nazionale
Possiamo continuare a far finta di non vedere che anche in Sicilia
la metà del nostro corpo elettorale è fatto di donne? O pensiamo
per davvero che la Sicilia possa considerarsi una sorta di Isola?
Addirittura, volete fare il ponte; se c'è il ponte, in qualche
modo, inevitabilmente, non saremo più un'isola nel senso tecnico
della parola Siamo collegati alla terraferma attraverso strutture
che connettono alla terraferma
Allora, adesso, al di là della battuta, ma possiamo pensare che in
questa Terra si fanno leggi che aprono più problemi di quelli che
risolvono? Ecco, non so se la strada è che torniamo in Commissione,
affrontiamo gli emendamenti, va ripensato il senso di questa legge
e soprattutto va rimessa nella sua funzione propria dei poteri che
ha questa Regione che può disciplinare in materia di autonomie
locali ma non può fare norme che violano principi costituzionali
Questo deve essere chiaro, deve esserci un senso del limite in
ognuno di noi, non possiamo fare quello che ci passa per la testa;
ognuno di noi agisce e deve agire nei limiti dei principi che, in
qualche modo, ispirano le norme a carattere universale.
Chiudo, signor Presidente. Mi auguro che ci sia qualcuno che si
ponga questo interrogativo, l'Assessore ha il compito politico, ne
risponde lui, perché, è vero, il testo, come dice il Presidente
della Regione "ma il testo è dell'Aula, l'Aula è sovrana ". Lo
ringraziamo per questa concessione di sovranità al Parlamento, ma
c'è una responsabilità politica che è in capo innanzitutto al
Governo, che è uno dei soggetti che ha proposto un testo di legge
sulla materia e da cui poi si è composto questo disegno di legge
definitivo da parte della Commissione.
Allora, il Governo deve indicare che rotta vuole tracciare per
governare un processo di rinnovamento e di soluzione ai problemi
degli enti locali; non si possono fare norme a spizzichi e bocconi
come quella che è stata qui proposta che tutto è ma non chiamiamola
riforma, perché io ormai sento parlare di riforme, sono tentato di
chiamare i Carabinieri, perché dietro la parola riforma si nasconde
l'idea non di una riforma ma di una regressiva modalità di
legiferare in Sicilia che ci fa tornare forse al peggior passato.
Affrontiamo, se vogliamo affrontare, i problemi con serietà, con
una regia politica che si assume la responsabilità delle scelte
politiche e non affidando ai singoli deputati e alle singole
richieste che vengono dal territorio il modo per comporre il
mosaico di un testo di legge che, alla fine, magari, il mosaico
sarà composto con tanti tasselli, ma alla fine il disegno non si è
capito qual è
E un mosaico senza un disegno finale, è solo un mero aggeggio che
costruisce confusione e non risolve i problemi Spero che questa
discussione non serva, abbiamo fatto la discussione generale e ora
vediamo che facciamo, mi rivolgo innanzitutto ai Capigruppo di
maggioranza, perché quest'Aula ha bisogno di qualcuno che la
dirige. Ci sono dei Capigruppo eletti dalle forze di maggioranza
che hanno il compito anche di indicare obiettivi e discutere con
l'Aula. Non lasciamo che tutto sia alla viva il parroco , dove si
sta determinando un sistema davvero incontrollabile che non può che
peggiorare la qualità della nostra legislazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, come sempre un
intervento chirurgico. Grazie.
CRACOLICI. Grazie, faccio il medico
PRESIDENTE. Complimenti, è la verità, lei lo sa.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scuvera sarà in missione l'1
e il 2 ottobre 2024.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge
"Norme in materia di enti locali" (n. 105-230-331/A)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Grazie. Signor Presidente, Assessori, colleghi
deputati, ringrazio la presenza dell'Assessore per gli enti locali,
che credo sia fondamentale in questo momento, perché siamo chiamati
a esprimerci su questo disegno di legge che non è certamente - come
h stato detto dai più - una riforma, bensì piuttosto il tentativo
di assecondare le esigenze dei singoli e non certo per risolvere i
problemi degli Enti locali, degli enti territoriali che secondo il
principio di sussidiarietà erano le cellule più vicine ai cittadini
e quegli enti che avrebbero dovuto governare e gestire le esigenze
della popolazione e dei cittadini. Ebbene, questo disegno di legge
fa acqua da tutte le parti perché, sebbene siano state fatte,
condotte nella Commissione di competenza una serie di audizioni, a
partire dall'Anci, che aveva espresso una serie di esigenze che non
mi pare ritrovare in questo disegno di legge, primo fra tutti
l'istituzione di una cabina di regia a disposizione e a supporto
degli enti locali, che sappiamo che da un punto di vista sia
quantitativo che qualitativo non hanno delle professionalità,
delle figure competenti che possano aiutare i comuni e districarsi
nella complicata vicenda dei fondi extraregionali. Ed è grido e
allarme da parte, diciamo, dell'ANCI, in Sicilia, dove sono a
rischio un miliardo del PNRR per le città, di cui il 46 per cento
per quanto attiene la rigenerazione urbana e il resto dei fondi per
i piani urbani integrati.
Ora io non ho trovato nulla in questo disegno di legge, sebbene
sia stato approvato già in diverse altre Aule, da questo
Parlamento, anche ordini del giorno del Movimento Cinque Stelle,
proprio per istituire queste cabine di regia. Non abbiamo,
Assessore, saputo più nulla. Senza poi parlare del grido di
vendetta che fa questo 20 per cento, per l'alternanza di genere, in
barba alle norme nazionali, come la n. 56 del 2014, il decreto
legislativo del 2004 che prevede il recepimento delle direttive
europee. E poi calpestiamo, continuiamo a calpestare i diritti e
gli articoli della Costituzione, quindi l'articolo 51, che prevede
pari dignità.
Ora, il 20 per cento non si può assolutamente sentire, perché
allora era meglio che non lo introducevate. Io lo dico alle
colleghe deputate delle altre forze, soprattutto quelle di
maggioranza. Non è possibile quando le norme, e la normativa
nazionale, prevede il 40 per cento con arrotondamento aritmetico e
noi introduciamo il 20 per cento Non lo fate proprio, perché è
veramente ridicolo.
E poi, ancora, parliamo di... abbiamo provato, come Movimento
Cinque Stelle, a inserire con una serie di emendamenti dei
suggerimenti, delle migliorie al testo, così come l'alternanza di
genere per i vicepresidenti del consiglio comunale.
L'unica cosa che io posso salvare da questo disegno di legge è il
tagliando antifrode che il Movimento Cinque Stelle ha introdotto
per le elezioni degli enti territoriali, quindi per le comunali e
per le regionali, così come già avviene a partire dal 2018, oppure
per le elezioni politiche che renderanno la scheda elettorale unica
e irriconoscibile, e quindi verrà garantita una maggiore
trasparenza e libertà, mi auguro, nel voto. Presidente e Assessore,
io, naturalmente, non posso che ritenermi soddisfatta di questo
testo; e, ancora, volevo evidenziare come non sono stati neanche
accolti tutti i suggerimenti degli Ordini dei commercialisti, per
quanto riguarda il Collegio dei revisori, e non è assolutamente una
garanzia avere un revisore unico, sebbene nei consigli comunali con
popolazione inferiore, perché viene a mancare quella garanzia della
collegialità, nelle decisioni, che credo sia, invece, unica da
mantenere.
Per cui mi auguro che questo disegno di legge possa essere
modificato, secondo quelle che sono le esigenze e le priorità degli
enti locali.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
Prego, onorevole.
DIPASQUALE. No, aspetto che finisca di parlare l'assessore. Dico
già siamo pochi. Rappresentanti del Governo non ce n'è. Schifani
non sappiamo neanche... l'ha dimenticata l'Aula. Se non abbiamo la
possibilità neanche che ci ascolti l'assessore al ramo, veramente
il disegno che vi siete messi in testa, che è quello di svuotare di
contenuti il Parlamento Perché la strategia è una strategia chiara
ormai, cioè quella di svuotarlo il Parlamento, evitare di creare il
contraddittorio, evitare che il Presidente della Regione venga,
minimizzare tutto quello, tutto quello che passa dal Parlamento, in
modo che rimane solamente la gestione degli assessori, rimane
solamente una parte gestionale di piccole cose e poi il nulla.
Ovviamente, noi, io dico in particolar modo le opposizioni, oggi
diventano il baluardo a difesa di tutto questo. Noi dobbiamo
difendere il Parlamento e il ruolo del Parlamento fino alla fine. E
lo faremo, nonostante non ci viene facile: quante volte ci
ritroviamo senza nessuno della maggioranza in Aula e a volte anche
senza assessori, l'attività ispettiva è inesistente. Quindi, questa
azione esiste.
Allora, la norma sugli enti locali... Onorevole Cracolici, la
prossima volta che intervieni, invece di sedermi là, io mi metterò
in giro a disturbare tutta l'Aula.
CRACOLICI. È una minaccia?
DIPASQUALE. Poi te lo faccio vedere. Detto questo - perché anche
noi diamo il nostro contributo verso questa direzione -, questa
norma non è una norma, è l'aggiustamento di una serie di esigenze
da parte di alcuni componenti di maggioranza: c'è chi ha bisogno di
sistemare un assessore, e lo fa con un articolo; c'è che deve
sistemare un consigliere, e lo fa con un altro articolo; c'è chi
deve sfiduciare il sindaco e non ha i numeri e quindi modifica la
norma; e così via. Cioè, noi, in poche parole, siamo arrivati e
stiamo arrivando al punto che facciamo norme, entriamo nel merito
di cose importantissime, come sono gli enti locali, con l'approccio
di consiglieri di quartiere Non con l'approccio di parlamentari,
non con l'approccio di deputati; con l'approccio di consiglieri di
quartiere, per vedere nei singoli territori se ci possiamo
sistemare qualche piccola esigenza, che ci porta un assessore, un
consigliere, qualcosa in più per aumentare il consenso; o ancora -
cosa più brutta -, di creare le condizioni per tenere un sindaco
sotto ricatto, perché ci sono anche meccanismi in questo senso.
Guardate che abbiamo veramente bisogno di creare un fronte
contrario a tutto questo, un fronte che non ha colore politico.
Quando in un Parlamento si presentano questo tipo di problematiche,
veramente, non c'è sinistra e destra, ma c'è buon senso e il buon
senso deve portare le persone serie - e ce ne sono tante in
quest'Aula, sia nel centrosinistra che nel centrodestra - a fare un
blocco, a dire di no
Le cose che hanno detto i miei colleghi Safina, Cracolici, che
condivido tutte, sono cose sacrosante. Noi dobbiamo riuscire
veramente io mi auguro che andrà in Commissione, andrà sicuramente
in Commissione, l'ha detto anche Cateno De Luca, e in Commissione
riuscire a far capire che dobbiamo fare una norma vera sugli enti
locali, non dobbiamo sistemare le questioni di Dipasquale o di
Spada.
Dobbiamo fare una norma vera, anche perché ce n'è bisogno. Siamo
arrivati a un punto dopo tanti anni - lo diceva prima Cracolici,
che faceva riferimento alla norma del 1992 -, dopo tanti anni, nel
1994 è entrata in vigore l'elezione diretta con tutto il sistema...
CRACOLICI. Nel 1993
DIPASQUALE. Nel 1993, e poi ci furono le elezioni amministrative
nel 1994, dove furono eletti già in consiglio comunale personaggi
di altissimo piano, tra cui il sottoscritto.
Detto questo, veramente va fatto un punto sui trent'anni. Sono
trent'anni che un sistema elettorale è stato messo su che, con le
luci e le ombre, comunque ha cambiato - secondo me in positivo -
uno scenario, lo scenario degli enti locali
Ma dopo trent'anni noi abbiamo l'esigenza di entrare nel merito di
questo. Ma può essere l'approccio della sistemazione del
consigliere o dell'Assessore o come fare per sfiduciare ? Non può
essere questo, e in primis il Governo, io direi: dovrebbe essere il
Presidente della Regione ma è inesistente, ma dico l'Assessore deve
avere la forza e la determinazione di non prestarsi a tutto questo
e, veramente, invece di non fare da passacarte, ma essere il primo
a mettere tutte le forze, l'energia, affinché questo Parlamento
possa confrontarsi veramente su una norma seria.
A me dispiace che mentre noi discutiamo dei non problemi e poi un
altro aspetto, aberrante, cercare di cambiare le regole durante il
gioco. Questo guardate che non è possibile Non ci possiamo
mangiare cinquant'anni di democrazia in questo Parlamento dove ci
sono state cose e principi inderogabili Quando si decide e si
determina una scelta vale dalla legislatura successiva, vale per le
legislature successive. Questo deve essere chiaro
Quando ritorna in Commissione, vi prego, determinate questo tipo
di approccio perché in Aula, davanti a queste cose, ci sarà la
catastrofe, perché faremo di tutto per evitare che passino
porcherie e mettere in condizione il parlamentare, il capobastone
di turno, di utilizzare le operazioni parlamentari per sistemarsi
le cose in casa. Questo lo volevo dire, con chiarezza.
Articolo 2. Il Parlamento ha votato l'articolo 2 che prevede i
contributi per i Comuni in dissesto. Ecco, di queste cose, mentre
noi parliamo di questo, noi abbiamo i Comuni in dissesto che ancora
non hanno, non possono avere le risorse che abbiamo previsto
all'articolo 2. Io so che voi la procedura l'avete avviata, già
avete chiesto i dati al Ministero. Bene, avete chiesto un parere
legale perché la norma non vi piace. Mi permetto di ricordare che
sugli emendamenti date parere, anche il Governo. Ma ci sta bene, la
norma non era scritta perfetta, l'Assessore era distratto nel
parere...
MESSINA, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Non ero distratto
DIPASQUALE. Ha dato parere negativo. Non ha dato parere? Ma come
no? Sugli emendamenti date pareri, forse non se n'è accorto. Quando
noi votiamo, il Presidente dell'Assemblea dice: Emendamento n.
111. Parere del Governo? Favorevole o contrario? Parere della
Commissione? Favorevole o contrario? .
Lei non se n'è accorto in questi due anni, questo è come avviene
Allora, fate tutto quello che volete ma, non solo, le dico una
cosa, che il primo pensiero che dovevate avere, se c'erano
difficoltà di comprensione su questa norma, dovevate presentare un
emendamento in questa legge. Stiamo parlando di Comuni in dissesto
che hanno bisogno delle risorse, che sono fondamentali. Quindi,
bisognava presentare una norma, una modifica. E questo non lo avete
fatto. Quindi, bene, l'iter, l'avete avviato. Io lo sa perché mi
agito, assessore? Perché lei capisce bene che dietro ci sono
esigenze serie. Stiamo parlando non di sistemare un assessore o di
fare un consigliere comunale, no. Stiamo parlando di tanti Comuni
siciliani per i quali quelle risorse rappresentano veramente una
grande occasione.
Quindi, auspico che venga superato velocemente tutto questo e che
queste risorse possano essere utilizzate al più preso.
PRESIDENTE. L'assessore voleva dire che non era governativo il
disegno di legge, no che non l'aveva capito. L'ha capito benissimo.
DIPASQUALE. Non significa niente
PRESIDENTE. Sì, però era della Commissione. Non gridi Non gridi,
non facciamo spettacolo che non è il caso
DIPASQUALE. Soprattutto il parere dell'Aula e della Commissione
Giampilieri e Scaletta nel 2009
In memoria delle vittime della tragica alluvione occorsa a
Giampilieri e Scaletta nel 2009
DE LUCA Cateno. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
io la invito, Presidente, si avvicina l'ora, anzi è iniziata in
questo momento, quindici anni fa, il nubifragio che causò
trentasette morti a Giampilieri e a Messina.
Le chiedo se possiamo fare un minuto di silenzio e soprattutto di
raccoglimento in ricordo di quella tragedia.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
Riprende il seguito della discussione generale
sul disegno di legge nn. 105-230-331/A
«Norme in materia di enti locali»
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi, cittadini.
Presidente, intervengo per cercare insomma di rispondere ad alcune
dichiarazioni.
Il Presidente della Regione questa mattina finalmente ha fatto una
dichiarazione. La dichiarazione che ha fatto il Presidente della
Regione: l'Assemblea è sovrana .
Già questa cosa, devo dire, che considerando che finora molti
input, molti diktat sono venuti tramite comunicati stampa e tramite
giornali nei confronti di quest'Assemblea perché non ho visto - e,
dico e penso tutti i parlamentari sia di maggioranza che di
minoranza e, molti lo hanno anche denunciato qui da questo scranno
-, ovviamente per vari motivi istituzionali e altri, la presenza in
questi due anni del presidente della Regione, Schifani, ma ho visto
continui input che venivano dall'esterno.
Ebbene, quest'Aula non si può permettere che dall'esterno arrivino
input e che in automatico ci si muova in base ai desiderata del
Presidente piuttosto che di altri pezzi di Governo o di altri pezzi
collegati al Governo. No, non funziona così
Il fatto che oggi finalmente il Presidente della Regione abbia
dichiarato - mi sarei aspettato che magari fosse qui oggi presente
per dichiararlo in quest'Aula - l'Assemblea è sovrana è già un
passo avanti perché, vedete colleghi, in questi mesi mi sono
permesso anche di osservare la comunicazione del Presidente. Bella
comunicazione Si fanno le nomine in sanità, direttori generali,
direttori sanitari, direttori amministrativi, non è il Presidente
che decide, non è il Governo che decide, ma è un dirigente. Strano
E' la prima volta che mi capita. Per giorni, per giorni, la
comunicazione del Presidente punta su un dirigente, nel frattempo
che i direttori generali, i direttori sanitari e i direttori
amministrativi sono stati nominati dalla politica, Presidente.
Mi dispiace che poi ci sia qualche parlamentare, sia di
maggioranza che d'opposizione, che poi abbocca a questi escamotage
comunicativi di cui oramai il Presidente della Regione, dico, sta
cercando, come dire, di migliorarsi sempre di più e allora, qualche
mese fa, a un certo punto il Presidente della Regione che cosa fa,
anzi no, qualche settimana fa: il problema non è la visione degli
enti locali che non esiste; c'erano i colleghi poco fa che sono
intervenuti e l'Assessore dice che non è un disegno di legge
governativo.
Ma quali sono i disegni di legge governativi, di riforme che sono
stati portati in due anni da parte di questo Governo all'interno
delle Commissioni? E diceva bene il collega che è intervenuto, e
ma l'Assessore è presente in Commissione, ha una sua maggioranza ,
ovvio che se mi arriva un emendamento piuttosto che un articolo
devo dire sì, sono d'accordo , no, non sono d'accordo .
Quindi, in automatico quel disegno di legge, di natura
parlamentare, diventa anche governativo
Allora il Presidente della Regione cosa fa? Per non ammettere che
non c'è una visione di riforma, di miglioramento degli enti locali
a un certo punto attacca i sindaci. Mi dispiace, perché mi
aspettavo qui i sindaci, perché noi abbiamo deputati che hanno ,
come li chiama il Presidente della Regione? Due poltrone: quella di
deputato e quella di sindaco Io mi sarei aspettato qui i sindaci
intervenire per dire: "il ruolo di un sindaco e di un Assessore è
una poltrona o è uno sgabello?". A confronto alle poltrone di
Assessori e Presidente regionale che oggi è assente, qui è presente
l'Assessore per gli enti locali.
Ebbene, io mi sarei aspettato qua i sindaci intervenire per dire
in Aula, ma anche a livello comunicativo, visto che poi a un certo
punto il Presidente l'ha spostata sull'aspetto comunicativo.
Quello dell'assessore o del sindaco, del consigliere comunale, non
è una poltrona, è uno sgabello semmai, perché come dicevano anche
altri colleghi, i sindaci, gli assessori, i consiglieri comunali
sono sempre seduti nella loro poltrona, nella loro sedia, nel loro
sgabello a ricevere i cittadini e a fronteggiare le emergenze che
ci sono giorno per giorno
Mi riferisco alla crisi idrica, mi riferisco alla crisi sui
rifiuti, alla crisi di lavoro Sono i sindaci, gli assessori e i
consiglieri comunali che sono lì a far fronte Se crollano i
comuni, Presidente, non ha senso di esistere nemmeno l'Assemblea
regionale siciliana
E allora, il fatto che poi ad un certo punto il Presidente - e mi
dispiace che ci sia qualcuno che si faccia strumentalizzare sotto
questo punto di vista - butti la palla in tribuna, non parliamo del
fatto che non abbiamo una visione, infatti da due anni aspettiamo
un disegno di legge sugli enti locali. Quindi, non parliamo del
fatto che non ci sia una visione di Governo, non c'è una visione di
Assemblea da parte della maggioranza, non c'è una discussione che,
anch'io sono d'accordo può avvenire sia dal centro destra che dal
centro sinistra, non è questo il punto. Allora, buttiamo la palla
in tribuna e parliamo del consigliere comunale supplente, parliamo
dell'assessore in più, parliamo di tanti aspetti che poco poi a un
certo punto possono riguardare la visione di una norma.
Veda, Presidente, c'è stato un collega che mi ha preceduto che si
è rivolto ai Capigruppo di maggioranza, io mi rivolgo anche alle
forze di minoranza, ai Capigruppo di minoranza, che proprio in
questa fase, se c'è a un certo punto un governo che ha difficoltà,
allora lì bisogna intervenire cercando di trovare una visione che
possa essere a vantaggio, che possa essere a supporto degli enti
locali
Veda, Presidente, mi aspettavo che questo discorso lo facesse un
sindaco. L'ho fatto io che sono stato amministratore, perché sono
stato assessore di un comune e spesso mi trovo ad entrare nei
consigli comunali aperti da parte dei sindaci e dei consigli
comunali. Lì aria di poltrone non ce n'è, io vedo solo ed
esclusivamente sgabelli e sedie che al più scottano, Presidente. Io
vedo consigli comunali infuocati, soprattutto in questa fase che è
una fase di forte emergenza siciliana, e mi sarei aspettato dal
Presidente della Regione non una lettera al Giornale di Sicilia, mi
sarei aspettato un Presidente della Regione che venisse qui in Aula
e dicesse all'Aula il suo pensiero, desse all'Aula una linea, una
visione, che convocasse, perché so che c'è stata anche una riunione
di maggioranza, da parte delle forze politiche di maggioranza, e
che desse una visione, e la visione non può essere solo quella di
buttare la palla in tribuna e attaccare gli assessori o i sindaci,
mettendoli in forte difficoltà, non può essere questa.
E, allora, dico, le minoranze, parlo al Movimento Cinque Stelle,
al Partito Democratico a quello che è rimasto di Sud chiama Nord,
dobbiamo cercare, non ho assolutamente dubbi sotto questo punto di
vista, così come diceva il collega Cateno De Luca, non
un'opposizione, una minoranza 4.0 ma un'opposizione, una minoranza
che dica ai siciliani guardate che noi una visione ce l'abbiamo e
se questa visione viene sposata dal Parlamento e dall'Aula è una
visione che può essere in aggiunta agli enti locali non per forza
bisogna aspettare i due anni e mezzo, un anno, ora non lo so,
Assessore, non lo so quando il Presidente della Regione deciderà di
dimettersi oppure di mandare nuovamente quest'Assemblea al voto.
Dico un'ultima cosa, Presidente, veda, qui facciamo molti
interventi, siamo contrari agli inceneritori, siamo contrari al
Ponte sullo Stretto, siamo a favore di tante altre cose, però dico,
Presidente, poi a un certo punto da parlamentari dobbiamo fare
quelle azioni conseguenziali che permettono anche a volte all'Aula
di fermarsi perché questo disegno di legge, lo hanno detto in
molti, non ha una visione, di fermarsi e far sì che l'Aula possa
essere sovrana perché poi, altrimenti, noi possiamo dire sono
contrario a questo, sono a favore a questo, possiamo fare le
dirette facebook, come fa il collega De Luca, possiamo fare i post
sui social, possiamo fare i comunicati stampa, però è l'azione
parlamentare che fa la differenza e la fa con il Regolamento che ci
viene in soccorso e se c'è a un certo punto di dover dimostrare
alla maggioranza, al Governo, guardate che quello che state
portando avanti non è un disegno di legge che può essere consono
per gli enti locali, allora lì dobbiamo utilizzare tutto il
Regolamento di quest'Assemblea che ci dice anche e ci dà la
possibilità, e non me ne vergogno, Presidente, di poter chiedere,
ovviamente, se è supportato, il voto segreto su ogni articolo e su
ogni comma
Allora Presidente, ritengo e sono convinto perché ho ascoltato
anche le parole del Presidente della Commissione che il tempo,
perché sono convinto che il giusto tempo necessario possa portare a
migliori consigli. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. E' iscritto a parlare
l'onorevole Tomarchio. Ne ha facoltà.
TOMARCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento il piacere
e il dovere di intervenire per contribuire a offrire anche uno
spunto di dibattito all'Aula perché a sentire gli interventi che si
sono succeduti fino ad ora sembra che il Parlamento si appresti a
votare quella che è una legge che appare come il male del mondo e
io, in realtà, non penso che sia così e, quindi, ripeto fosse solo
per il piacere di sentire due campane sento il dovere di
intervenire.
Veda, Presidente, man mano che ascoltavo gli interventi sul
dibattito di questo disegno di legge che pur partecipando da pochi
mesi a quest'Aula seguo da un anno, un anno e mezzo, per
l'interesse che ho sempre avuto verso gli enti locali, mi venivano
in mente i ricordi di quelli che erano le prime esperienze da
amministratore locale. Ho iniziato a diciannove anni, quindi, una
dozzina di anni fa, forse anche una dozzina di chili fa, a fare
l'amministratore locale in un comune di tremila e cinquecento
abitanti che è il comune di Aci Bonaccorsi, un comune che viene
definito la Svizzera dei paesi etnei dalle nostre parti proprio per
le buone prassi, la buona amministrazione che ha accompagnato anni
di amministrazione bonaccorsese - l'assessore Messina è un nostro
vicino di casa, quindi lo conosce bene - e poi ho fatto
l'amministratore di una grande città che è quella di Catania, una
Città metropolitana, con deleghe parecchio impegnative: l'ambiente,
l'ecologia, il verde pubblico e i parchi, quindi, ho vissuto quella
che è la realtà di due di due amministrazioni, una piccola e una di
una Città metropolitana, e nel ripetere e nel ricordare queste
esperienze ricordo pure che non ho avuto per età, avendo fatto 32
anni pochi giorni fa, l'opportunità di votare per le elezioni
provinciali.
Perché le cito, Presidente? Le cito perché durante la mia
esperienza, la prima, ho avuto la fortuna di incontrare ancora
quello che era il presidente della Provincia, che diventava il
primo interlocutore di quelli che erano gli amministratori locali,
specie per chi veniva dalla provincia come me. Quegli enti, come
sappiamo, sono saltati, sono in mano a commissari e allora chi sono
i primi riferimenti degli amministratori locali, dei sindaci, degli
assessori e dei consiglieri? Sono diventati deputati regionali.
Perché dico questo, Presidente? Non lo dico a caso, non lo dico
perché sono affetto da una sindrome di amarcord questo pomeriggio
durante i lavori d'Aula, lo dico perché gioverebbe ricordare a
tutti noi che, essendo noi in questo momento, vuoi anche solo per
la mancanza di un ente di secondo livello, i primi riferimenti e
forse anche gli unici riferimenti di quelli che sono gli
amministratori locali, faremmo bene a ricordare che fuori da
quest'Aula, probabilmente anche mentre parliamo, collegati in
diretta sul sito dell'Ars, ci sono decine, decine, decine e decine
di consiglieri, amministratori e sindaci che guardano a questi
lavori d'Aula convinti forse anche che oggi avremmo votato.
E giova secondo me ricordarlo. Giova ricordarlo perché noi oggi
stiamo portando in Aula un disegno di legge rispetto al quale il
dibattito si sta concentrando sulla figura del consigliere
supplente, sulla figura dell'assessore in più, sulla presenza o
meno del presidente Schifani, sulla risoluzione dei comuni in
dissesto, eccetera, eccetera, eccetera.
Probabilmente sarò nuovo, però pur essendo giovane qualche piccola
esperienza d'Aula me la sono fatta e so che quando si inizia a
parlare dei mali del mondo ma non del merito di quello di cui si
sta parlando, non è altro che un tentativo di distrarre la partita,
lanciare la palla in tribuna e cambiare argomento
Allora l'appello che faccio a quest'Aula è quello di ricordarci
cosa stiamo andando a votare; siccome sono ancora un po' restio
all'abituarmi a quello che alcuni colleghi anche mi dicono rispetto
a quelli che sono i tempi di quest'Aula, poco fa un amico e un
collega mi diceva alleggiu diremmo a Catania, piano, piano; dico:
ma quando votiamo? Alleggiu , alleggiu
Ora, purtroppo, venendo proprio dalle amministrazioni locali -
assessore, penso che quella esperienza la ricorderà molto bene da
sindaco - ecco, io non mi abituo a questi tempi, allora dico un
appello a quest'Aula, un appello anche al Governo, un appello alla
Presidenza, un appello a tutti: concentriamoci su quello che è il
merito della legge e andiamo a votare articolo per articolo, non è
una legge che probabilmente risolverà i problemi del mondo, non
risolverà la fame nel mondo, non porterà la pace nel mondo, non è
la riforma delle riforme degli enti locali, mette ordine a una
serie di cose che mi sono anche appuntato - e concludo l'intervento
perché vedo che il tempo è quasi scaduto - proprio per ricordarle a
me stesso, ce le ho qui scritte.
E allora, questa legge parla dei revisori: siamo d'accordo o no
rispetto a quello che è descritto nella legge? Se siamo d'accordo
la votiamo, se non siamo d'accordo la bocciamo; questa legge parla
del terzo mandato dei sindaci: ci sono tanti sindaci fuori da
quest'Aula che attendono di capire, quindi non è fuffa , ci sono
sindaci che hanno amministrato bene, che sono stati eletti anche
con percentuali bulgare - c'è un comune nella provincia di
Caltanissetta, lo cito tanto per dirlo, il comune di Serradifalco
dove il sindaco è stato eletto con il 92 per cento, probabilmente
avrà amministrato bene - e, allora, glielo vogliamo dire a questa
popolazione, a questa amministrazione, se ha diritto a ricandidarsi
l'anno prossimo o no? Quindi, vogliamo entrare nel merito di questo
terzo mandato? Se siamo d'accordo l'approviamo, se non siamo
d'accordo, viva la democrazia, la bocciamo
E poi le quote rosa: le quote rosa sono importanti o non sono
importanti? Anche questo, votiamolo.
Il consigliere supplente: c'è chi dice che è per fare eleggere il
primo dei non eletti, c'è chi dice che è una marchetta . Non sono
d'accordo E' una misura, secondo me, di grande intelligenza
politica, è una misura che permette agli assessori, anzi, una
grande autonomia all'interno delle giunte perché poi, se vogliamo
andare e scendere nella realpolitik, quello che accade, senza fare
troppa filosofia, chi fa le liste, chi frequenta gli enti locali lo
sa bene, si fanno le liste, si vincono le elezioni, spesso e
volentieri gli assessori vengono scelti per competenze, certo, ma
anche per preferenze, magari i primi degli eletti, i secondi, i
terzi. Chi ha fatto il sindaco lo sa bene.
Allora, perché no? Perché non allargare la democrazia e fare
eleggere, nell'attesa, nel momento in cui, quella figura fa
l'Assessore, svolge le sue funzioni - anche con forza rispetto al
proprio sindaco - perché non deve preoccuparsi di essere revocato
il giorno dopo. Perché non approvare questa norma sul consigliere
supplente? Ma anche lì, ci si rimette alla volontà dell'Aula.
La relazione sullo stato di attuazione del programma, i permessi
dei consiglieri che risolvono problematiche non di poco conto, non
banali, l'ora di strada, l'ora del permesso, ne abbiamo parlato in
Commissione, assessore Messina, la sfiducia ai sindaci, il
tagliando antifrode sulle schede elettorali.
Questo è un testo - lo ricordo a me stesso, lo ricordo a
quest'Aula - che è stato migliorato da tante proposte anche venute
dall'opposizione. E' un testo che credo sia di tutti, è un testo
che credo possa essere sentito da parte di tutta l'Aula.
Ma poi ce ne è un altro. Il collega Burtone in Commissione lo
ricorderà, il diritto di prelazione dei comuni sulle concessioni in
uso dei beni monumentali e siti archeologici, su cui sono
assolutamente d'accordo, collega Burtone, assolutamente d'accordo
La trasparenza sulle candidature.
Poi c'è questa questione dell'assessore in più o in meno. Ma lo
dico chiaramente, io sono laico su questa posizione Non credo
neanch'io che si possano definire gli amministratori locali,
poltronari E non credo che questo fosse l'intento, in massima
onestà, delle dichiarazioni del presidente Schifani, anche perché -
devo dire e concludo, Presidente - da amministratore di una grande
città come quella di Catania, questo Governo l'ho sentito vicino.
L'ho sentito vicino nel trasferimento di risorse mai così cospicue
come negli ultimi anni, grazie a questo Governo, l'ho sentito
vicino nella misura degli extracosti sui rifiuti, l'ho sentito
molto vicino Quindi è un Governo che tiene agli enti locali, che
li accompagna per mano Non credo che fosse quello il senso della
dichiarazione.
Presidente, cosa voglio dire? Andiamo nel merito della
discussione, andiamo a calendarizzare questa votazione, votiamo
articolo per articolo e non affossiamo un disegno di legge che,
invece, secondo me, reca parecchie cose buone che noi avremmo il
dovere di approvare
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tomarchio. E' iscritto a parlare
l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Presidente, Assessore, perché è rimasto l'ultimo nonché
unico qui in Aula, onorevoli colleghi.
Presidente, ho studiato, ho approfondito il disegno di legge che è
all'attenzione dell'Aula. Non le nascondo che, come hanno detto già
alcuni colleghi precedentemente, mi aspettavo un testo unico che
comprendesse diverse norme sugli enti locali e che affrontasse in
maniera organica - realmente - tutte le difficoltà che affrontano
quotidianamente gli amministratori locali e, invece, diceva bene
poco fa un collega, viene trattato come un disegno di legge dove si
può tranquillamente e facilmente individuare chi ha proposto quel
testo, chi ha proposto il consigliere supplente, perché lo ha
fatto, chi ha proposto le indennità dei consiglieri comunali, i
vicepresidenti, piccole attività meramente localistiche che servono
forse ad accaparrarsi un po' di consenso in più ma che certamente
non affronta in alcun modo i difficili argomenti che riguardano gli
enti locali.
In questi anni, più volte, ci siamo confrontati anche su temi che
non riguardano strettamente la nostra Regione ma che in qualche
modo la attraversano.
In questo momento, in Sicilia, ci sono 70 comuni che sono in
dissesto, 43 in piano di riequilibrio e nessuno ha mai affrontato i
temi economici e finanziari: fondo credito di dubbia esigibilità,
il numero esiguo di dirigenti e funzionari all'interno dei comuni.
Ci sono sindaci che non hanno la possibilità di avere un proprio
segretario comunale, ci sono sindaci che non hanno la possibilità
di avere un proprio ragioniere, un dirigente degli affari delle
opere pubbliche, con enormi difficoltà a gestire l'ingente quantità
di risorse che in questo periodo stanno arrivando, parlo del PNRR,
del Fondo di sviluppo e coesione, di tantissime risorse che
potrebbero e dovrebbero vedere i comuni maggiormente coinvolti e
invece poi ci ritroviamo a discutere se vale la pena sostituire il
consigliere comunale che diventa assessore piuttosto che
individuarne degli altri.
Ecco il messaggio che purtroppo la Commissione lancia, è quello di
non trattare realmente gli argomenti che invece mi auguro
tratteremo nel più breve tempo possibile in Aula, punto dopo punto,
affinché si possano smontare alcune cose palesemente
incostituzionali, presenti nel testo che rischieranno nuovamente di
intorbidire la legislazione vigente e non risolvere alcun problema
a sindaci e consiglieri comunali e che invece non si provi
realmente a creare un testo unico degli enti locali che possa
rivedere completamente la normativa.
Non le nascondo che anche semplicemente presentare un emendamento
a questo disegno di legge non è stato facile perché c'era
l'articolo 1, comma 2, lettera d), numero 2, dell'articolo 1, che
faceva diventare veramente obbrobrioso il testo di legge con
un'enorme difficoltà, semplicemente, a emendarlo e che è la cartina
tornasole della mancanza di visione che si ha sia da parte del
Governo sia l'impossibilità da parte della Commissione di
individuare gli argomenti principali che affliggono i nostri comuni
e poi, invece, lasciare la discussione solamente al deputato X, Y
che presenta l'emendamento per dare in pasto agli amministratori
locali qualcosa che possa tornare utile probabilmente a se stesso e
non certamente ai sindaci.
Nel merito delle proposte, mi soffermerò ampiamente perché intendo
intervenire su ogni articolo, su ogni comma di questo disegno di
legge, quando ce ne sarà data possibilità perché sembra che qui
praticamente ogni volta che arriva in Aula la prima volta è
tornato in Commissione, la seconda volta è stato stralciato, la
terza volta è stata stralciata solamente la parte delle Province,
la quarta volta arriva in Aula e probabilmente verrà rinviato in
Commissione per un'ennesima discussione, sembra che quasi nessuno
si voglia prendere la responsabilità delle cose che ci sono scritte
e la responsabilità politica delle cose che ci sono scritte
all'interno e soprattutto dare la possibilità ai parlamentari che
non fanno parte né della I Commissione, né della Commissione
Bilancio', di parlarne e discuterne in Aula e quindi dare la
possibilità ai colleghi di smontare punto dopo punto quelli che
sono gli argomenti scritti male.
Mi viene in mente un segretario comunale che mi diceva l'articolo
10 non è scritto nemmeno in italiano. E' vero Mi sono andato a
rileggere l'articolo 10 sulle variazioni di bilancio, per esempio,
del disegno di legge: ed è illeggibile, ma è talmente illeggibile
che lo rende inapplicabile, quindi seppure la volontà può essere
condivisibile ma poi nella sua attuazione lo rende veramente
illeggibile anche agli addetti lavori, non oso immaginare ai
cittadini ai quali dobbiamo spiegare del perché abbiamo fatto una
norma piuttosto che un'altra
Quindi, Presidente non so come Capigruppo, la sua Presidenza
deciderà di continuare i lavori d'Aula, l'augurio è che gli
emendamenti aggiuntivi, che non sono passati dalle Commissioni, non
vengano presi nemmeno in considerazione, perché altrimenti stiamo
parlando del nulla perché non sono stati neanche trattati davanti
al dirigente generale, non hanno le eventuali coperture, non sono
passati dalla I Commissione, non sono passati dalla Commissione
QBilancio', quindi l'augurio è che quanto meno quelli non
presentati in Commissione o non discussi in Commissione non vengano
presi neanche in considerazione dalla sua Presidenza. Perché,
altrimenti, significherebbe che il lavoro delle Commissioni
parlamentari verrebbe totalmente depauperato del proprio potere e
che quindi in Aula si possa fare quello che si ritiene più
opportuno. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Onorevoli colleghi, come già anticipato, l'Aula terrà seduta
martedì 8 ottobre 2024, alle ore 15.00, per lo svolgimento
dell'attività ispettiva della Rubrica Territorio e ambiente".
Per quanto riguarda il disegno di legge in materia di enti locali,
l'Aula è convocata giorno 15 ottobre 2024, sempre alle ore 15.00,
per l'inizio delle votazioni dei vari articoli. Questo perché ci
sono più di 350 emendamenti, così gli Uffici hanno il tempo di
valutarli e di renderli ammissibili.
CRACOLICI. Per valutare se rendere ammissibile il disegno di
legge
PRESIDENTE. Concordo con lei onorevole Cracolici, venga in Aula
per votare gli articoli.
La seduta è rinviata a martedì 8 ottobre 2024, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 17.31 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
134a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 8 ottobre 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
Territorio e ambiente (V. allegato)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio