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Resoconto d'Aula della Seduta n. 134 di martedì 08 ottobre 2024
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.13

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ferrara e Intravaia saranno
  in missione dal 10 al 15 ottobre 2024.
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


     Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della Rubrica:
                         Territorio e ambiente

   PRESIDENTE.  Con riferimento all'interrogazione n.  1219  a  firma
  dell'onorevole  La Vardera e altri, di cui all'allegato  all'ordine
  del  giorno dell'odierna seduta, comunico che con nota n.  9391/Gab
  del  7  ottobre 2024, pervenuta con pec protocollata al  n.  25647-
  DIG/2024  di  pari data, l'Assessore on. Savarino  ha  eccepito  la
  propria incompetenza.
   Pertanto  l'interrogazione in questione sarà svolta una volta  che
  il   Presidente  della  Regione  avrà  provveduto  ad   individuare
  l'Assessore competente.
   Si  passa  all'interpellanza numero 118   Iniziativa  del  Governo
  regionale  per  contrastare  il  fenomeno  degli  incendi  estivi ,
  dell'onorevole Venezia ed altri, non vedo nessuno dei  firmatari...
  bene, c'è l'onorevole Spada. Prego, Assessore.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie
  Presidente, con riferimento all'atto ispettivo indicato in oggetto,
  con  il  quale l'onorevole interrogante chiede chiarimenti riguardo
  le  iniziative  del Governo regionale per contrastare  il  fenomeno
  degli  incendi  estivi, sulla base degli elementi  acquisiti  dagli
  Uffici si rappresenta quanto segue.
   In  attuazione  del  Piano regionale per la  programmazione  delle
  attività  di  previsione  prevenzione e  lotta  attiva  contro  gli
  incendi  boschivi,  in breve da ora in poi AIB,  approvato  con  il
  decreto  del Presidente della Regione 560 del 2023, il Comando  del
  Corpo  forestale della Regione siciliana ha da tempo intrapreso  un
  percorso di modernizzazione e di avvalimento di tecnologie avanzate
  per  la  prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi  e  di
  vegetazione
   Infatti, il corpo forestale, si è dotato di una flotta di velivoli
  a  pilotaggio  remoto, droni, costituita da novantasette  droni  di
  nuova generazione con telecamera infrarossi, assegnati e in un  uso
  ai comandi e distaccamenti.
   L'impiego  dei droni si è dimostrato particolarmente  efficace  in
  termini di prevenzione in quanto, attraverso la videocamera ad alta
  risoluzione,  4  K,  può intercettare precocemente  i  principi  di
  incendio,  permettendo  un  celere  intervento  delle  squadre   di
  spegnimento
   Durante la pianificazione delle operazioni di spegnimento, laddove
  il  numero  di personale lo permetta, e in assenza di  velivoli  in
  zona, la possibilità di un immediato impiego dei droni permette una
  ricognizione precoce della zona, dando indicazioni fondamentali per
  un corretto attacco al fronte fuoco.
   Inoltre, a seguito di incendio, i droni vengono utilizzati per  il
  rilievo  fotogrammetrico dell'area percorsa dal fuoco, che serve  a
  integrare  la  piattaforma SIF, sistema informatico forestale,  con
  dati   utili  ai  comuni  dell'Isola  e  per  gli  adempimenti   di
  competenza.
   Altre azioni sono state intraprese e sono in fase di sviluppo  per
  potenziare  il sistema di contrasto ai fenomeni di illegalità,  tra
  cui  il progetto Sicily Cyber Security, finanziato dal Pon legalità
  dalla  Regione Siciliana per un valore di circa 31 milioni di euro.
  Il progetto prevede l'implementazione di soluzioni tecnologiche per
  il monitoraggio delle aree maggior tasso di illegalità. L'obiettivo
  è   creare   condizioni  per  un  controllo  diffuso  e  capillare,
  soprattutto delle aree industriali e rurali, attraverso  l'utilizzo
  di    soluzioni   innovative,   garantendo   maggiore    controllo,
  monitoraggio  e  una  ancor  più  ampia  messa  in  sicurezza   del
  territorio stesso.
   Con  riferimento al parco automezzi, è stato già attuato un  primo
  intervento  di ammodernamento e potenziamento attraverso l'acquisto
  di  un  totale di 119 autobotti ad integrazione del parco automezzi
  esistente,  messe  in  esercizio  già  nel  corso  della   campagna
  antincendio   2023.   In   aggiunta  è  già  previsto   l'ulteriore
  potenziamento  e  ammodernamento  del  parco  automezzi  attraverso
  l'utilizzo  dei  fondi Fesr 2021-2027, finalizzato all'acquisto  di
  autocarri  pesanti,  pick-up con allestimento antincendio,  per  un
  importo stimato di circa 34 milioni di euro.
   Compatibilmente  con  le risorse che saranno assegnate  sui  fondi
  Fsc, si procederà all'acquisizione di ulteriori automezzi leggeri e
  pesanti nonché di automezzi medi e leggeri.
   Nel  corso  del  2024,  in analogia a quanto avvenuto  negli  anni
  passati, verranno impiegati anche mezzi aerei e in particolare,  al
  fine di contrastare in maniera più efficace gli incendi boschivi  e
  di vegetazione, il Comando Corpo forestale della Regione siciliana,
  oltre  ad  avvalersi  dei  mezzi aerei nazionali,  i  Canadair,  ha
  attivato  una  flotta aerea regionale composta da n. 10  elicotteri
  leggeri, dislocati sul territorio regionale.
   Con l'intento prevalente di aumentare la consistenza della propria
  flotta  regionale  è stata, altresì, attivata una  convenzione  con
  l'Arma dei Carabinieri per la dislocazione di un ulteriore velivolo
  ad  ala  rotante,  di stanza presso l'aeroporto di  Boccadifalco  a
  Palermo,  adeguatamente  attrezzato  per  intervenire  nella  lotta
  attiva  agli  incendi  boschivi nonché  per  effettuare  azioni  di
  prevenzione  e  contrasto agli incendi boschivi  mediante  apposite
  missioni  ricognitive  o di controllo del territorio,  che  possono
  essere demandate ai Carabinieri.
   Sempre  in  tema di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi,
  si  è  provveduto ad acquistare nel corso del 2023 n. 28 vasche  di
  accumulo  che,  unitamente  alle nuove  acquisite,  acquistate  già
  nell'anno  precedente, sono state collocate su tutto il  territorio
  regionale,  in modo da ridurre i tempi di approvvigionamento  e  di
  rotazione sia dei mezzi terrestri, che degli elicotteri.
   Sotto   il  profilo  dell'organizzazione  del  Comando  del  Corpo
  forestale  si rileva che l'attuale organico del Comando  del  Corpo
  forestale  della  Regione siciliana conta  meno  di  600  unità  di
  personale, e risulta fortemente deficitario rispetto alla dotazione
  prevista  dal  decreto presidenziale del 20 aprile 2007,  il  quale
  indica  in  complessive 3.180 unità di personale, di cui 1.380  con
  qualifica di PG, 1.800 dei ruoli tecnici amministrativi. Tale gap è
  destinato ad incrementarsi in ragione del collocamento in coscienza
  circa 40-50 unità all'anno.
   Tuttavia,  l'acquisizione  di nuove risorse  non  può  prescindere
  dalla  disponibilità  di  risorse  assunzionali,  come  individuata
  nell'apposita   sezione   del  Piano   integrato   e   attività   e
  organizzazione  2024-2026, che consentiranno - previo  appostamento
  delle somme occorrenti per il materiale espletamento delle relative
  procedure  - l'assunzione di nuovi agenti forestali: nel corso  del
  2024 di n. 63 unità, nel 2025 di 86 e nel 2026 di 98 unità.
   Nelle  more  e nell'intento di sopperire alla notoria  carenza  di
  personale da impiegare nella lotta a terra degli incendi boschivi e
  di  vegetazione,  è  stato definito un accordo di  programma  e  il
  relativo programma operativo, che ha previsto una collaborazione in
  materia  di  protezione civile per il concorso  alla  lotta  attiva
  contro  gli  incendi,  con  il Ministero dell'interno,  Vigili  del
  fuoco,  il  Dipartimento  della  Protezione  civile  della  Regione
  siciliana  e  il  Comando forestale della Regione siciliana,  e  il
  conseguente   schieramento   di   ulteriori   squadre   antincendio
  aggiuntive del Corpo dei vigili del fuoco.
   Per  quanto  riguarda  la  situazione degli  operai  del  comparto
  agricolo  forestale, si evidenzia che in forza  delle  disposizioni
  contenute dall'articolo 15 della legge regionale 1/2024, a  partire
  dalla  corrente  campagna antincendio, il Comando  potrà  avvalersi
  degli  operai forestali con garanzia occupazionale di 151  giornate
  lavorative per l'intera fascia di garanzia occupazionale.
   È  comunque  in itinere, su iniziativa dell'Assessorato  regionale
  all'agricoltura dello sviluppo rurale e della pesca, il disegno  di
  legge  "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale  n.  16  del
  1996,  riordino della legislazione in materia forestale  di  tutela
  della vegetazione".
   Infine,  si  evidenzia che questo Assessorato sta procedendo  alla
  predisposizione di una legge di riforma organica dell'intero  Corpo
  forestale della Regione siciliana.
   Tanto si doveva.

   PRESIDENTE. Grazie Assessore.
   Onorevole Venezia, come si dichiara?

   VENEZIA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi.
   Assessore,  lei si è insediata da qualche settimana, e  ha  dovuto
  far  fronte all'emergenza degli incendi estivi, a partire dal  mese
  di  agosto,  con  i  colpi di coda che si sono registrati  anche  a
  settembre,  e  dunque  per il passato non  ha  una  responsabilità,
  diciamo politica, come Assessore al ramo.
   Abbiamo  avuto  modo  di  ascoltare il contenuto  della  risposta,
  soprattutto  in  merito agli investimenti per il  parco  mezzi  che
  necessita  di  interventi  adeguati per  una  piena  operatività  e
  funzionalità  e  nell'ambito della programmazione, della  redazione
  del  nuovo  piano anti ingenti, per l'anno che verrà,  mi  permetto
  Assessore sommessamente di suggerire un paio di cose.
   La   prima  è  che  occorrerebbe  un'attenzione  particolare   nei
  confronti  dei  distaccamenti volontari dei Vigili  del  fuoco.  In
  Sicilia ci sono ventiquattro distaccamenti volontari dei Vigili del
  fuoco,  per un totale di circa un migliaio di volontari che operano
  soprattutto  nelle  aree  rurali e  nelle  zone  svantaggiate,  per
  cercare di domare gli incendi.
   Molto  spesso,  questi  distaccamenti volontari  non  hanno  mezzi
  adeguati, proprio per le caratteristiche orografiche del territorio
  dove  operano,  e  altre  regioni come la Lombardia,  il  Veneto  e
  l'Emilia Romagna si sono dotate di apposite norme, anche regionali,
  e hanno stanziato dei fondi - anche nell'ambito delle risorse extra
  regionali  -  per l'acquisto di mezzi per questi distaccamenti  che
  potrebbero essere di grande supporto, diciamo, delle operazioni  di
  spegnimento di emergenza in generale.
   Chiederemmo  anche  alla Regione siciliana di avere  un'attenzione
  particolare per questo comparto di volontari che opera con  spirito
  di abnegazione ma, soprattutto, opera in contesti territoriali dove
  appunto questi volontari conoscono bene il territorio dove operano.
   Nella  legge  di stabilità, su nostra proposta, vennero  stanziati
  trecentomila  euro  per  la formazione di  questo  personale,  ecco
  adesso  Assessore  occorrerebbe uno sforzo maggiore  da  parte  del
  Governo per dotare di mezzi idonei questi distaccamenti.
   La  seconda  questione che mi permetto di porre in questa  sede  è
  quella  dell'utilizzazione  di  dispositivi  e  strumentazioni   di
  intelligenza artificiale per la prevenzione degli incendi.
   La   ricerca,  l'innovazione,  ha  prodotto  delle  strumentazioni
  particolari  che  consentono  di rilevare  gli  incendi  nei  primi
  minuti,  e  tutto  questo,  ovviamente,  attiva  la  procedura   di
  spegnimento che, anziché arrivare sul posto le squadre dopo un'ora,
  un'ora  e  mezza, due ore, riescono ad arrivare molto  prima,  e  a
  contenere l'incendio prima della fase di espansione.
   Questi dispositivi di intelligenza artificiale, in particolare  mi
  riferisco    ai    rilevatori   antifumo,   che   grazie    appunto
  all'intelligenza artificiale riescono a individuare ottantasei tipi
  di  fumi  diversi, e soprattutto quelli provenienti  dagli  incendi
  ecco,  è  già stata sperimentata in un comune siciliano, su un'area
  boscata  di venti ettari, e reputiamo che ci sono delle  aree,  dei
  territori  particolarmente  vulnerabili  sotto  il  profilo   degli
  incendi  che hanno anche, diciamo, un vincolo naturalistico  perché
  sono aree e territori e boschi di pregio che necessiterebbero anche
  di un'attenzione particolare.
   Quindi,  riteniamo opportuno sollecitare anche il suo  assessorato
  affinché, tra le attività di contrasto e prevenzione, si possa fare
  uso  dei  nuovi  dispositivi che l'intelligenza artificiale  ci  fa
  disporre.
   Detto   questo,   ci  riteniamo  parzialmente  soddisfatti   dalla
  risposta.
   Ci  riterremo  pienamente  soddisfatti quando,  nel  nuovo  piano,
  vedremo  anche  un'attenzione particolare rispetto  alle  cose  che
  abbiamo posto.

   PRESIDENTE.    L'  onorevole  Venezia  si  dichiara   parzialmente
  soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione 1048 - "Iniziative urgenti  inerenti
  alla  tutela del patrimonio ambientale del territorio di Sampieri",
  a prima firma La Vardera ed altri.
   Ha facoltà di intervenire l'Assessore per fornire la risposta.

   SAVARINO,  assessore per il territorio e l'ambiente.   Presidente,
  volevo ringraziare l'onorevole Venezia per i suggerimenti.
   Stiamo  lavorando a un piano con fondi extra regionali per  dotare
  le  riserve dei mezzi, ma ho posto la criticità che, per utilizzare
  fondi   extra  regionali,  devo  fare  degli  acquisti   di   mezzi
  antincendio, sapendo già a chi li darò, perché chi li detiene  deve
  avere un particolare patentino, una particolare professionalità.
   Ho  una certa difficoltà ad acquistarli per poi darli. Dovrei  già
  avere il soggetto beneficiario.
   Quindi,  o  facciamo  un  approfondimento  -  magari  creiamo  una
  convenzione con le riserve già esistenti - oppure io sarò costretta
  a  comprare  per le riserve, per le aree a rischio  e  per  proprio
  monitorare  meglio l'antincendio solo Panda 4x4, attraverso  Consip
  ovviamente, che possono aiutare a controllare il territorio, ma non
  tipicamente  con le strutture antincendio perché hanno bisogno  che
  siano  finalizzate  all'acquisto con persone  che  abbiano  già  il
  requisito, le capacità professionali, per poterli utilizzare.
   Se no li diamo - e non c'è nessuno che poi utilizza il bocchettone
  - ma ne possiamo parlare
   Io la ringrazio per i suggerimenti.
   Con l'interrogazione numero 1048, relativa alle iniziative urgenti
  inerenti  alla  tutela del patrimonio ambientale del territorio  di
  Sampieri, l'onorevole interrogante pone i seguenti quesiti: se alla
  luce  dei  fatti  esposti in premessa, le preoccupazioni  sollevate
  dalla  comunità  locale, dagli esperti del  settore,  quali  misure
  cautelative  intendono adottare al fine di evitare ulteriori  danni
  al  territorio  di  Sampieri.  Come intendano,  altresì,  attivarsi
  affinché  venga garantita una rigorosa valutazione  dei  rischi  di
  contaminazione  ambientale causati dai rifiuti che saranno  versati
  nella   cava  in  contrada  Trippatore,  auspicando  che  qualsiasi
  intervento  sia conforme ai principi di sostenibilità ambientale  e
  di tutela della salute dei cittadini?
   Interrogati  gli Uffici, il Dipartimento ambiente rappresenta  che
  risulta   in   corso  una  procedura  di  valutazione  di   impatto
  ambientale, ex articolo 23 della legge n. 152 del 2006  del  Codice
  dell'ambiente,  relativa  ad  un'attività  estrattiva  in  contrada
  Trippatore, riconducibili alle società Multiservice Italia Srl, per
  un  progetto integrato di apertura di una cava di calcare e  di  un
  centro di recupero di rifiuti inerti, non pericolosi da ubicare  in
  contrada Trippatore, nel territorio di Scicli.
   In  sintesi,  il  progetto  riguarda l'apertura  di  una  cava  di
  calcare,  di  cui  è  previsto  a fine  estrazione,  il  totale  di
  colmamento dei luoghi e di un centro di recupero di rifiuti  inerti
  non pericolosi, al fine di produrre materia prima secondaria.
   L'ufficio, così come prevede il decreto legislativo, ha pubblicato
  in  data 27 marzo 2024 sul portale delle valutazioni ambientali, la
  documentazione tecnica e amministrativa, al fine di  permettere  ai
  soggetti   competenti  in  materia  ambientale  di  visionare   gli
  elaborati ed eventualmente richiedere integrazioni documentali.
   A  seguito  di ciò, il 24 aprile 2024 è pervenuta la richiesta  di
  integrazione da parte del libero Consorzio di Ragusa,  per  cui  la
  pubblicazione della documentazione al pubblico è prevista a seguito
  del deposito della integrazione da parte della ditta proponente.
   Sono pervenuti, inoltre, parere di non competenza del comando  del
  Corpo  forestale  - Ispettorato ripartimentale di  Ragusa  -  il  5
  aprile  2024, parere non favorevole della Soprintendenza  dei  beni
  culturali  di Ragusa, il 17 aprile 2024, richiesta di  riesame  del
  parere  della  Soprintendenza da parte  della  società  proponente,
  parere   favorevole  del  servizio  geologico   e   geofisico   del
  dipartimento   regionale  energia  del  10  maggio   2024,   parere
  favorevole,  con  prescrizioni, del libero  consorzio  comunale  di
  Ragusa  del 26 giugno 2024, reitero di diniego della Soprintendenza
  ai beni culturali di Ragusa del 3 luglio 2024.
   Si  precisa  che il progetto rientra nel piano delle cave  e  sarà
  valutato, dal punto di vista ambientale, dalla Commissione tecnico-
  scientifica dopo il periodo di osservazioni da parte del pubblico.
   Il  Dipartimento Energia rappresenta che all'interno dell'area  di
  progetto  insiste  una  cava  dismessa  da  parecchi  anni  che  il
  proponente  intende ricomprendere nel piano di recupero  ambientale
  redatto  unitamente  al  progetto di  cava  per  la  produzione  di
  materiali  da  destinare nei vari cantieri pubblici e  privati  del
  comprensorio ragusano.
   Il   sito   di  cava  non  ricade  in  alcun  vincolo  di   tutela
  paesaggistica,   naturalistica  e   archeologico-culturale   e   la
  tipologia di giacimento esclude del tutto la produzione di  rifiuti
  estrattivi o di scarti di lavorazione.
   Unitamente  alla  cava sarà realizzato un centro  di  recupero  di
  rifiuti  inerti  non pericolosi che avrà la funzione  di  riciclare
  tutti  i rifiuti edili e di scavo provenienti dai cantieri pubblici
  e   privati  producendo  nuovi  materiali  edili  da  rimettere  in
  commercializzazione.
   Dalla valutazione degli impatti ambientali è risultato che in fase
  di  esercizio,  nel  complesso, l'ampliamento dei  lavori  di  cava
  comporterebbe  un  impatto ambientale basso in quanto  il  sito  si
  presenta in uno stato morfologico-ambientale fortemente influenzato
  dall'attività  di  estrazione, mentre in  fase  di  cessazione  gli
  impatti  ambientali  si riducono notevolmente anche  rispetto  allo
  status quo in quanto l'esercente di cava avrà l'obbligo di eseguire
  le  opere  di recupero ambientale che apporteranno un miglioramento
  sotto  l'aspetto floro-faunistico e paesaggistico in quanto a  fine
  progetto  è  previsto il regolamento di tutta la fossa  di  cava  -
  materiali di riporto.
   Relativamente al progetto di cava è stato previsto di  attuare  in
  progress il recupero morfologico-ambientale tramite il ricolmamento
  del  vuoto  di cava con rifiuti inerti non pericolosi,  ascrivibile
  alle  categorie 7.1 e 7.31 bis, secondo l'operazione  in  procedura
  semplificata  R  10  di  cui agli articoli 214  e  216  del  Codice
  dell'ambiente,  oltre che con terre e rocce di scavo  a  regime  di
  sottoprodotto ai sensi dell'articolo 186 del suddetto decreto.
   I  lavori di recupero morfologico-ambientale saranno in gran parte
  sincroni  a  quelli  estrattivi cioè, man mano  che  si  concluderà
  l'escavazione  in un singolo settore di cava, si procederà  al  suo
  ricolmamento  e  contestualmente  a  localizzare  l'estrazione  del
  settore  successivo  determinando una  temporanea  sincronizzazione
  delle attività di scavo e riporto.
   Il  progetto  di  cava  prevede a latere l'implementazione  di  un
  centro  di recupero di rifiuti inerti e non pericolosi in procedura
  semplificata  R  13  ed R 5, avvalendosi di un impianto  mobile  di
  frantumazione  e  vagliatura da cui si otterranno  degli  aggregati
  riciclati da destinare alle opere di ingegneria civile.
   I   rifiuti  non  pericolosi  che  si  intendono  trattare   nelle
  operazioni  in  procedura semplificata in R 10, R5 ed  R  13  hanno
  perlopiù  una  provenienza cantieristica e di  tipo  edile  e  sono
  ascrivibili  alle  seguenti tipologie: 7.1) rifiuti  costituiti  da
  laterizi,  intonaci, conglomerati di cemento armato e non  comprese
  le  traverse  e  traversoni ferroviari e di  pali  in  calcestruzzo
  armato provenienti da linee ferroviarie, telematiche ed elettriche,
  frammenti  di  rivestimenti stradali purché privi di amianto;  7.6)
  miscele  e bituminose; 7.11) pietrisco per massicciate ferroviarie;
  7.31 bis) terre o rocce di scavo.
   Dal  punto di vista urbanistico, la zona ricade all'interno  della
  zona  E  5,  zona  agricola di transizione,  del  piano  regolatore
  generale vigente del comune di Scicli e nelle aree di piano di cavo
  di  secondo livello RG 8 2 ed in passato la porzione nord orientale
  è  stata  interessata  dai lavori estrattivi giusta  autorizzazione
  rilasciata dal distretto minerario di Catania.
   Il criterio di localizzare il centro di recupero all'interno delle
  aree    di   pertinenza   alla   cava   è   pienamente   supportato
  dall'indicazione  dettata  dal capitolo nono  del  piano  regionale
  della  gestione  dei  rifiuti speciali in  Sicilia,  approvato  con
  decreto presidenziale n. 10 del 2017, pubblicato in Gazzetta nel n.
  23 del 2017, il quale suggerisce che la localizzazione ideale degli
  impianti   di  trattamento  dei  rifiuti  inerti  è  da   ritenersi
  preferenziale all'interno di cave attive o dismesse.
   Il  Dipartimento delle acque e dei rifiuti è infine  rappresentato
  che  allo  stato attuale non ha elementi riconducibili al  sito  di
  Contrada Trippatore nel territorio di Sampieri.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di intervenire l'onorevole La Vardera  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   LA  VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, già
  un  anno fa erano stati sollevati timori riguardo alla presenza  di
  una discarica occulta in contrada Trippatore di Sampieri, Ragusa.
   Ancora  oggi  l'opinione pubblica, assessore, e  gli  esperti  del
  settore, sono contrari alla creazione dell'impianto.
   L'entrata  in  funzione di questa struttura,  infatti,  causerebbe
  l'immissione  dell'ambiente, sia di polvere bianca,  che  di  forte
  rumore,  tutto  questo  con conseguenze disastrose  sul  turismo  e
  sull'agricoltura.
   Inoltre,  un netto rifiuto alla realizzazione della discarica  era
  stato espresso dal  Sovrintendente di Ragusa, il quale ha affermato
  che  la zona di Sampieri presenta notevole importanza paesaggistica
  ambientale,  tanto da essere papabile per ottenere  il  prestigioso
  riconoscimento  di  bandiera blu per le sue spiagge  incontaminate,
  quindi,  Assessore,  al  netto della sua  risposta,  io  le  chiedo
  formalmente  in  quest'Aula di tenere in particolare considerazione
  la vicenda che riguarda una delle spiagge più belle, una delle zone
  più  belle  della nostra Terra, che quella in provincia di  Ragusa,
  nella  fattispecie  di  Sampieri, pur  non  essendo  io  di  quella
  provincia, e diversi cittadini mi hanno sollecitato di occuparmi di
  questa situazione.
   Io  ho  letto  che, secondo la sua relazione, che ha  spiegato  in
  quest'Aula,  la  situazione è sotto controllo del suo  Assessorato,
  quindi,  le  chiedo  di attenzionare questa situazione  in  maniera
  specifica  e precisa, ed evitare che in quella zona possa  accadere
  qualcosa  che per i cittadini è di estrema preoccupazione,  quindi,
  certo del fatto che lei approfondirà in maniera specifica e precisa
  questa situazione, mi ritengo parzialmente soddisfatto. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie  onorevole  La  Vardera   che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1057 "Notizie in merito  alla
  criticità   finanziaria   dell'Arpa   Sicilia",   a   prima   firma
  dell'onorevole Chinnici ed altri. Ha facoltà di parlare l'Assessore
  per rispondere all'interrogazione.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, con l'interrogazione specificata in
  oggetto,  in  merito alle criticità finanziarie  di  Arpa  Sicilia,
  l'onorevole interrogante pone i seguenti quesiti: quali siano stati
  gli  esiti  del  confronto avviato con l'Arpa e in  relazione  alle
  prestazioni  afferenti  all'erogazione  dei  lea,  quali  siano  le
  ragioni per le quali nel bilancio triennale 2024-2026 della Regione
  siciliana  non sia previsto alcuno stanziamento per il 2026,  quali
  siano le ragioni per le quali non sia stata regolarmente versata la
  quota  di finanziamento disposta in favore dell'Arpa, in attuazione
  della  deliberazione di Giunta regionale numero 131  del  21  marzo
  2023,  quali  atti o iniziative si intendano adottare  al  fine  di
  garantire  all'Arpa Sicilia un finanziamento certo ed adeguato  che
  consente  all'ente la pianificazione delle attività di  competenza,
  particolarmente, rilevante in tema di tutela dell'ambiente e  della
  salute.
   Come  è  noto,  la  questione attinente al finanziamento  di  Arpa
  Sicilia  è  stata  ridefinita  dal  legislatore  regionale  che  ha
  assegnato all'Arpa Sicilia un contributo annuale a valere sul  Fesr
  quantificato per il triennio 2023 - 2025 per un importo massimo  di
  ventiquattro  milioni di euro, a valere sul Fesr senza quantificare
  detto importo per l'anno 2026 e per le successive annualità.
   A  detta disposizione normativa è seguita la delibera di giunta di
  Governo  numero  131  del 2023, che ha previsto  l'adozione  di  un
  programma  di  attività dell'Arpa Sicilia, approvato  dalla  Giunta
  regionale, nel rispetto delle disposizioni che disciplinano i  lea,
  a  seguito della definizione del percorso delineato di intesa tra i
  dipartimenti  regionali dell'Assessorato regionale della  salute  e
  del  dipartimento  regionale dell'Ambiente  e  l'arpa  Sicilia  per
  l'individuazione del costo delle prestazioni correlabili ai lea.
   Inoltre,  la medesima delibera ha confermato al fine di  garantire
  continuità  all'erogazione dei flussi  di  cassa,  e  garantire  il
  normale  funzionamento di Arpa l'assegnazione mensile  ad  Arpa,  a
  titolo  di acconto, di una quota pari ad un dodicesimo del  novanta
  per  cento del finanziamento previsto dall'articolo 90 della  legge
  regionale  6  del 2001, come novellato dall'articolo 4 della  legge
  regionale  2023,  salvo  conguaglio a  seguito  di  rendicontazione
  dell'attività  svolta nell'anno precedente e che  dimostri  che  il
  contributo  remunerazione  assegnato a  valere  sul  Fesr  è  stato
  pienamente  e  coerentemente utilizzato per la realizzazione  delle
  attività preordinate Elea.
   Ancora,  la medesima delibera di Giunta di Governo numero 131,  ha
  stabilito  che il programma di attività di Arpa per il triennio2023
  -  2025  avrebbe dovuto essere presentato dagli Assessori regionali
  per  il  territorio  e  l'ambiente e per la salute  entro  sessanta
  giorni  dall'adozione della deliberazione medesima, e che  per  gli
  esercizi  finanziari successivi il programma avrebbe dovuto  essere
  aggiornato   entro  il  28  febbraio  di  ciascun  anno,   con   la
  presentazione  di report trimestrali per la verifica  dell'attività
  svolta.
   In  attuazione al richiamato atto di indirizzo sono stati definiti
  dal Dasoa, con nota numero 16972 del 15 maggio 2023, la metodologia
  per la quantificazione dei costi delle prestazioni e la matrice  di
  correlazione  leal  left,  approvata e condivisa  nel  corso  degli
  incontri del tavolo tecnico di cui al verbale del 5 ottobre 2023, e
  da  ultimo  il modello di rendicontazione redatto sulla base  della
  metodologia positivamente valutata dall'Assessorato alla  salute  e
  dall'Assessorato  al  territorio, nel corso  dell'incontro  del  14
  febbraio u.s.
   Si  fa  presente  che,  sempre a seguito delle  indicazioni  della
  Giunta  di  Governo  e dell'atto di indirizzo dell'Assessorato  del
  territorio,  nota  protocollare n. 2838 del  15  marzo  2023,  Arpa
  Sicilia  ha  adottato e sviluppato, dal mese  di  maggio  2023,  un
  modello di contabilità analitica, necessario per la rilevazione dei
  costi, con cui l'Agenzia ha riepilogato le attività svolte,  e  che
  in  merito  a  tale modello il Collegio dei revisori di  Arpa,  con
  verbale n. 27 dell'8 novembre 2023, ha constatato che il sistema di
  contabilità analitica adottato ha consentito ad Arpa di  realizzare
  la  valorizzazione  economica delle attività  e  degli  interventi,
  pervenendo  ad  una  stima dei costi volta alla  realizzazione  dei
  LEPTA,  consentendo  di quantificare i costi  che  concorrono  alla
  realizzazione  dei  LEA  con  attività  che  rappresentano  l'89,6%
  dell'intera quota di finanziamento.
   Ancora, si rammenta che Arpa ha prodotto, per come richiesto dalla
  delibera,  i report trimestrali delle attività, nonché  il  proprio
  programma  delle attività e da ultimo, in data 29  marzo  2024,  la
  rendicontazione  definitiva  sui dati consolidati  al  31  dicembre
  2023.
   In  merito  a  tale rendicontazione il Collegio dei revisori,  con
  verbale  n.  101  dell'11  giugno 2024,  trasmessa  all'Assessorato
  all'ambiente,  ha  reso  parere  favorevole  sull'esattezza   della
  rendicontazione  definitiva per centri di  costo,  esercizio  2023,
  espresso  sulla base di calcolo della rendicontazione rappresentata
  dai  costi  sostenuti dall'Agenzia nell'anno 2023, sulla  base  dei
  dati del bilancio di esercizio 2023, integrato con le scritture  di
  assestamento  e  rettificata  al  fine  di  definirne  i  costi  di
  competenza dell'esercizio in chiusura, e nel rispetto dei  principi
  di redazione del bilancio di esercizio sanciti dal Codice civile  e
  dai principi contabili redatti.
   Fermo restando quanto sopra, il percorso delineato dalla Giunta di
  Governo,  non  sembra in atto concluso, in quanto,  nonostante  sia
  noto  che  l'Assessore  al territorio pro tempore  abbia  trasmesso
  all'Assessore  alla salute la proposta di delibera di  approvazione
  dei  programmi  di  attività  Arpa 2023  per  la  sottoscrizione  e
  condivisione, ad oggi non risulta nessuna adozione.
   Per  quanto rappresentato alla luce degli adempimenti eseguiti  ad
  oggi, Arpa Sicilia non è stata destinataria per tutto l'anno 2023 e
  per  la  parte  decorsa del 2024, nonostante  la  previsione  della
  deliberazione n. 131 del 2023, dell'assegnazione mensile, a  titolo
  di  acconto,  di  una  quota  pari a  un  dodicesimo  del  90%  del
  finanziamento previsto dall'articolo 90, comma 10, lettera b) della
  legge regionale n. 6 del 2001, come novellato dall'articolo 4 della
  legge  regionale  del  2023,  con  tutte  le  difficoltà  operative
  discendenti.
   Inoltre, si rappresenta che nonostante un importo rendicontato  da
  Arpa per costi rendicontati riconducibili ai LEA, pari a 28.214.519
  di  euro, importo avallato anche dal collegio dei revisori di Arpa,
  e  nonostante la previsione assegni ad Arpa un finanziamento per il
  2023  per  un  importo massimo di 24 milioni di euro a  valere  sul
  FESR,  il  Dipartimento regionale per la pianificazione strategica,
  con  D.R.S.  n. 586 del 30 maggio 2024, ha disposto il pagamento  a
  favore  di  Arpa  Sicilia della residua somma di  13.467.823  euro,
  quale fondo sanitario regionale da destinare al finanziamento  Arpa
  Sicilia,  a  saldo  definitivo del contributo a  valere  del  FESR,
  liquidato in euro 20.667.823.
   Sulle  questioni  in  argomento,  il  Dipartimento  pianificazione
  strategica  dell'assessorato salute ha rappresentato quanto  segue.
  Con  l'articolo  4,  comma 1, della legge regionale  n.  2  del  22
  febbraio 2023 e successiva deliberazione della Giunta regionale  n.
  131  del  2023,  sono  stati  atti dettati  nuovi  criteri  per  il
  finanziamento dell'Agenzia.
   Con decreto n. 402 del 4 maggio 2023 sono stati disposti l'impegno
  e la liquidazione del pagamento dell'importo di euro 7.200.000, per
  garantire il normale funzionamento dell'Arpa Sicilia per il periodo
  gennaio-aprile 2023, quale somma degli acconti mensili  determinati
  in  un  dodicesimo del 90% del finanziamento previsto dall'articolo
  90,  comma 10, lettera b) della legge regionale numero 6 del  2001,
  così come modificata nel 2023.
   Si  è  ritenuto,  in via prudenziale, sospendere  la  liquidazione
  delle restanti anticipazioni in acconto nelle more del giudizio  di
  legittimità   costituzionale  dinanzi  alla  Corte   costituzionale
  sull'articolo  90, comma 10, della legge regionale siciliana  n.  6
  del  2001,  come sostituito dall'articolo 58, comma 2, della  legge
  regionale  n.  9 del 2015, in materia di finanziamento dell'Agenzia
  regionale per la protezione ambientale siciliana.
   Considerando  che in caso di soccombenza la stessa avrebbe  dovuto
  restituire  alla Regione gli utili portati a nuovo, generati  dalle
  risorse  assegnate  negli  anni  precedenti,  a  valere  sul  Fondo
  sanitario regionale a copertura di eventuali rimborsi che la stessa
  potrebbe  essere  chiamata ad effettuare  in  favore  del  Servizio
  sanitario regionale.
   La  Corte  costituzionale,  con la sentenza  n.  1  del  2024,  ha
  effettivamente   dichiarato   l'illegittimità   costituzionale   e,
  pertanto,  si provvederà definire le modalità con cui Arpa  Sicilia
  dovrà restituire tali somme.
   L'Assessore   alla   salute,  congiuntamente  ai   dirigenti   del
  Dipartimento di pianificazione strategica del Dasoe, ha  comunicato
  che  si  procederà  con l'assegnazione a titolo di  contributo  per
  funzionamento ed erogazione delle prestazioni correlate  i  Lea  di
  20.667.823  a  valere sull'esercizio 2023, che sarà  erogato  nella
  misura  di 13.467.823 quale saldo definitivo rispetto agli  acconti
  pari  a  7.200.000,  già corrisposti per il periodo  gennaio-aprile
  2023.
   Per  quanto  concerne l'esercizio 2024, il Dirigente generale  del
  Dipartimento  della Pianificazione strategica ha  evidenziato,  con
  nota  n.  24240 del 20 maggio, che si riserva di procedere d'intesa
  con  l'Assessore  regionale alla salute e il Dirigente  del  Dasoe,
  tenuto conto di quanto stabilito per ultimo con la richiamata  nota
  assessoriale n. 2518 del 30 aprile 2024.
   Con  decreto  n.  586 del 30 maggio 2024, sono stati  disposti  la
  liquidazione  del  pagamento della somma di euro 13.467.823,  quale
  saldo per l'esercizio 2023, come determinato dalla succitata norma.
  In  merito  alla  mancanza  di uno stanziamento  per  il  2026  sul
  capitolo  quota  di  Fondo  sanitario  regionale  da  destinare  al
  finanziamento  dell'Arpa Sicilia, nel bilancio di previsione  della
  Regione  siciliana 2024-2026, si rappresenta che il suo  menzionato
  bilancio  è  stato approvato con legge regionale n. 2  del  2024  e
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del  20
  gennaio 2024.
   Come  è noto, a legislazione vigente, il comma 10 dell'articolo  9
  della  legge  regionale n. 6 del 2001 recitava: "Nelle  more  della
  valorizzazione dei lepta di cui al comma 1 dell'articolo  9,  della
  legge   n.   132  del  2016,  al  fine  di  garantire   l'autonomia
  amministrativa  e  contabile  per il  funzionamento  per  le  spese
  correnti  e  per  gli investimenti è assegnato ad Arpa  Sicilia  un
  contributo  annuale di funzionamento indistinto di  7  milioni,  un
  contributo  annuale per il triennio 2023-2025 a  valere  sul  fondo
  sanitario  regionale  per  il  perseguimento  degli  obiettivi   di
  prevenzione   primaria  correlati  e  determinati  ai  determinanti
  ambientali e climatici associati direttamente e indirettamente alla
  prevenzione al controllo dei rischi sanitari, correlati alla regola
  all'erogazione dei Lea e al finanziamento dei costi per prestazioni
  che abbiano tali caratteristiche sulla base delle indirizzi dettati
  dalla  Giunta  regionale su base triennale.  Per il triennio  2023-
  2025 tale contributo è quantificato nella misura massima di quattro
  milioni  di  euro  annui,  nel  rispetto  delle  disposizioni   che
  disciplinano  i  Lea  e  nel  rispetto del  programma  di  attività
  dell'Arpa approvato dalla giunta regionale .
   Con  l'articolo  3 della legge regionale n. 17 del  2024  è  stata
  superata  la criticità emersa prevedendo all'articolo 9, comma  10,
  lettera  b, della legge regionale n. 6 del 2001 dopo le parole  "un
  contributo  annuale" sono cassate le parole "per il triennio  2023-
  2025"   rendendo  pertanto  il  predetto  contributo   annuale,   e
  consentendo   quindi   lo   stanziamento  finanziario   anche   per
  l'annualità 2026.

   PRESIDENTE.  Grazie  Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Chinnici   per  dichiararsi  soddisfatta  o  meno  della   risposta
  dell'Assessore.

   CHINNICI. Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatta, vorrei
  chiedere  all'Assessora  intanto se poi  può  fornire  la  risposta
  scritta,  perché anche il riferimento chiaramente a  numerosi  atti
  normativi  per  me  è  interessante, resta il  fatto  che  intanto,
  appunto, per l'anno 2023, di fatto, nonostante la condivisione  del
  modello   appunto  di  cui  lei  stessa  parlava,  il  modello   di
  riconoscimento  dei costi, con l'Assessorato, di  fatto  vengono  a
  mancare rispetto ai soldi pianificati, 2 milioni e 700 mila euro, e
  che per il 2024 a tutt'oggi nessuna somma è stata erogata all'ARPA.
   Quindi, diciamo, probabilmente, ci vuole, mi dispiace che  non  ci
  sia  appunto  l'Assessorato  alla  salute,  perché  in  realtà,  la
  ringrazio  per la presenza certamente, perché l'interrogazione  era
  fatta  a tutti e due gli assessorati, chiaramente per la sua  parte
  lei  mi ha risposto in maniera completa, però mi pare che si  siano
  evidenziate infatti delle criticità afferenti all'Assessorato  alla
  salute.
   Per  questo motivo mi ritengo parzialmente soddisfatta, e  attendo
  comunque l'invio anche via posta elettronica, grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Chinnici,   che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatta.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1078  "Notizie  sulle  richieste
  pendenti  di  autorizzazione  dei progetti  di  impianti  eolici  e
  fotovoltaici" a prima firma Giambona ed altri.
   Chiedo  all'Assessore se è possibile, considerando  il  numero  di
  atti  ispettivi  che  dobbiamo discutere oggi  in  Aula,  fare  una
  sintesi  sulle  risposte, e poi il testo scritto trasmetterlo  agli
  interroganti, però quanto meno fare provare a fare se possibile una
  sintesi.

   SAVARINO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Sarò  un  po'
  celere, ho cercato di sintetizzare, ma siccome sono spesso risposte
  tecniche a domande particolari, come poc'anzi con la collega  c'era
  la  necessità di elencare una serie di delibere e di normative,  di
  atti che sono stati intrapresi da ARPA in questo anno.
   Con  l'interrogazione  in  oggetto,  relativa  alla  richiesta  di
  notizie  sulle  richieste pendenti di autorizzazione  dei  progetti
  d'impianti eolici e fotovoltaici, l'onorevole interrogante pone  il
  seguente  quesito:  per sapere come e se intendano  riferire  sullo
  stato  delle  richieste pendenti di autorizzazione dei progetti  di
  impianti  eolici  e  fotovoltaici in Sicilia e  in  generale  sulla
  valutazione dei progetti per gli impianti di energia solare, eolica
  e eolica offshore.
   Come  noto, la costruzione ed esercizio di impianti alimentati  da
  fonti  rinnovabili  avviene in base a sei  differenti  procedimenti
  amministrativi,  di  cui due di competenza  regionale  quale  è  il
  provvedimento autorizzativo unico regionale il PAUR, che  comprende
  la  valutazione d'impatto ambientale di competenza del Dipartimento
  ambientale, e l'autorizzazione unica di competenza del Dipartimento
  dell'energia che dal 22 aprile 2023, è diventato l'atto  conclusivo
  di  un  procedimento  unico  che si  instaura  presso  il  predetto
  Dipartimento  dell'energia, e costituisce  titolo  a  costruire  ed
  esercire gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati
  da  fonti rinnovabili in conformità al progetto approvato in deroga
  al  PAUR,  ex  articolo  27  del  decreto  legislativo  del  codice
  dell'ambiente.
   Ciò  posto,  in  merito  al  quesito posto  dall'interrogante,  si
  rappresenta che riguardo alla valutazione relativa ai progetti  per
  gli impianti di energia solare, eolica e eolica offshore, questa si
  attesta  in  capo  al  ministero dell'ambiente  e  della  sicurezza
  energetica.   In   merito   alla  valutazione   dei   progetti   di
  autorizzazione  degli impianti solari ed eolici  di  competenza  di
  questo    assessorato,   si   rappresenta   che   il   Dipartimento
  dell'ambiente ha riferito di avere concluso, con provvedimenti  VIA
  e PAUR, 332 procedure per un equivalente di circa 8 Gigawatt, e che
  attualmente   sono   in   corso  di  valutazione   ambientale   344
  procedimenti per un equivalente di circa 7 Giga.
   Riguardo  il  numero degli impianti installati e in esercizio,  si
  rileva  che tale dato di competenza dell'assessorato per l'energia,
  e nello specifico del Dipartimento dell'energia in capo al quale si
  attesta  la  competenza al rilascio del titolo autorizzativo  unico
  come sopra riferito, grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  assessore, ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Giambona.

   GIAMBONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la tematica  che
  oggi   affrontiamo   in  questa  interrogazione   è   assolutamente
  complessa,  ne  converrà  con me la neo  assessore,  che  ringrazio
  insomma per aver affrontato in prima battuta questo argomento  così
  spinoso.
   Abbiamo  piena consapevolezza che dobbiamo affrontare  quelli  che
  sono  gli obiettivi previsti dal piano nazionale, per cui entro  il
  2030  tutta l'Italia dovrà migrare verso quelle forme di energia  e
  produzione alternativa, gli obiettivi sono alquanto ambiziosi.
   Il motivo della mia interrogazione è proprio quello di riuscire  a
  capire  in  che  modo la Regione siciliana, che è una  Regione  che
  dovrebbe  fare  passi  notevoli  in avanti  sulla  migrazione  alle
  energie  rinnovabili, come si stia muovendo rispetto a  quelli  che
  sono  i  notevoli  arretrati  sulla gestione  delle  pratiche  oggi
  esistenti in capo a quelli che sono gli uffici competenti, perché è
  vero  che  c'è  un'autorizzazione che deve rilasciare il  Ministero
  dell'ambiente  ma  è  altrettanto vero che c'è  un  rimpallo  molto
  spesso  di  competenze,  di  responsabilità,  tra  il  Dipartimento
  all'energia e il nostro Assessorato del territorio e dell'ambiente.
   A  ciò aggiungo un altro aspetto sul quale chiedo, insomma, che si
  lavori  a  stretto  giro  perché il DM  del  21  giugno  del  2024,
  Assessore, ecco prevede una serie di attività da porre in essere in
  capo a tutte le Regioni italiane: cioè individuare le aree idonee e
  quelle  non  idonee  su  cui, eventualmente, andare  ad  impiantare
  quelli che sono impianti di energia eolica, energia solare.
   Non  mi  risulta  che, ad oggi, vi sia un'attività  da  parte  del
  nostro  Governo, dei nostri Assessorati competenti. Al  riguardo  è
  necessario portare avanti quanto prima un tavolo tecnico da  parte,
  appunto,  dell'Assessorato  del  territorio  e  dell'ambiente,  dei
  lavori  pubblici, dall'Assessorato dell'agricoltura,  perché  credo
  che oggi non abbiamo deroghe possibili, non solo per quello che  ci
  impone il Piano nazionale entro il 2030, ma rispetto a quello che è
  oramai  una conclamata esigenza di far fronte a quelle che sono  le
  esigenze  di tutela ambientale. Stiamo vedendo quelli che sono  gli
  effetti dei cambiamenti climatici che producono, ahimè, effetti non
  solamente economici ma anche dal punto di vista sociale.
   Allora,  l'invito che voglio porre oggi all'Assessore, al Governo,
  è quello di portare particolarmente attenzione a quelle che sono le
  procedure  pendenti  di  richiesta di tutte le  autorizzazioni,  di
  quale   che   sia  natura  di  impianti  di  energia   alternativa,
  rinnovabile,  fotovoltaici ma anche i parchi eolici  e  di  rendere
  quanto più trasparente l'attività che viene posta in essere in capo
  alle Commissioni preposte.
   Mi risulta che, per esempio, le istanze che vengono presentate non
  risultano  in  alcun modo che siano poi documentabili sull'iter  di
  presentazione e, quindi, volendo seguire un cronoprogramma  sarebbe
  auspicabile  che  chi  sono  i presentatori  delle  istanze  stesse
  abbiano  possibilità  di  capire  lo  stato  dell'arte  delle  loro
  istanze,  perché abbiamo perfetta consapevolezza in  questa  nostra
  Terra  che quando si creano questi disagi, anche dal punto di vista
  informativo, ecco poi ne discendono disagi di ogni ordine e grado.
   Assessore, mi dichiaro parzialmente soddisfatto rispetto a  quella
  che  è  la  risposta  fornita,  nell'auspicio  di  avere  ulteriori
  approfondimenti  rispetto  alle  tematiche  che  ho  rappresentato.
  Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole   Giambona   che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione  n.  1098  "Iniziative  urgenti  per
  tutelare  il  patrimonio naturalistico dell'isola  di  Vulcano",  a
  firma degli onorevoli Sciotto ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie
  Presidente. Collega Giambona poi, in coda all'Aula, la aggiorno  su
  alcune  cose  che abbiamo posto in essere proprio da quando  io  mi
  sono insediata in merito alle sue sollecitazioni legittime.
   Con  riferimento all'interrogazione avente per oggetto  iniziative
  urgenti  per  tutelare  il patrimonio naturalistico  dell'isola  di
  Vulcano  con la quale l'interrogante chiede per sapere se, al  fine
  di tutelare questo prezioso ecosistema, e considerato che è uno dei
  crateri  privati ancora esistenti, non si ritenga opportuno mettere
  in  atto  tutte le iniziative possibili per farlo rientrare  tra  i
  beni del patrimonio regionale.
   Si   rappresenta  che,  sentiti  gli  Uffici  ed  approfondita  la
  questione in esame, è stato evidenziato quanto segue.
   La  Riserva naturale orientata isola di Vulcano è stata  istituita
  con  decreto assessoriale n. 79744 del 28 dicembre 2000  contenente
  il relativo confine di riserva e il regolamento recante la modalità
  d'uso ed i divieti vigenti nella riserva.
   Detta  Riserva  è  stata  affidata  in  gestione  al  Dipartimento
  regionale  dello  sviluppo rurale e territoriale.  Com'è  noto,  il
  regime  di  proprietà  dei terreni che in moltissimi  siti  risulta
  estremamente  frammentato,  rappresenta  una  delle  più  rilevanti
  problematiche  per  realizzare  gli  interventi  di  ripristino   e
  miglioramento  degli habitat. Infatti, per ovviare  in  parte  alle
  criticità  sopra  rilevate,  è prevista nella  programmazione  FESR
  2021/2027  l'acquisizione al demanio di aree di particolare  pregio
  con  habitat di importanza comunitaria nell'ambito del piano  delle
  azioni  prioritarie,  il  Paf,  per la  tutela  della  biodiversità
  siciliana.  Una  volta  acquisita l'area  si  potranno  programmare
  diverse   attività   che  sfruttino  le  caratteristiche   naturali
  dell'Isola così come l'interrogante suggerisce.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Sciotto  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   SCIOTTO. Sono soddisfatto della risposta. La ringrazio Assessore.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sciotto, che si dichiara soddisfatto
  della risposta.
   Si  passa all'interrogazione 1100  Iniziative urgenti al  fine  di
  colmare  le  gravi  carenze di organico del Corpo  Forestale  della
  Regione siciliana , a firma degli onorevoli La Vardera ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.   Con  nota
  protocollata  numero  19525  del  25  giugno  2024,  la  Segreteria
  generale  della  Presidenza della Regione, Area 2, ha  delegato  la
  scrivente a curare la trattazione dell'interrogazione orale  numero
  1100  dell'onorevole La Vardera Ismaele  Iniziative urgenti al fine
  di colmare le gravi carenze di organico del Corpo Forestale  .
   L'interrogazione   di   che  trattasi  è   rivolta   all'onorevole
  Presidente  della Regione siciliana e all'Assessore  regionale  per
  sapere come intendano attivarsi urgentemente nel merito della grave
  e  cronica  carenza di personale del Corpo Forestale della  Regione
  siciliana  e quali misure concrete ed immediate intendano  adottare
  per  rafforzare  il  servizio  antincendio  da  terra  al  fine  di
  scongiurare  il  ripetersi degli eventi come  quelli  dello  scorso
  anno.
   In  merito  al primo quesito la criticità in cui versa il  Comando
  del  Corpo Forestale della Regione siciliana sotto il profilo della
  carenza organica è ben nota ed è stata già ampiamente rappresentata
  anche  nel corso degli anni passati. L'organico del Corpo forestale
  della  Regione  siciliana a fronte di una  dotazione  prevista  dal
  decreto  presidenziale del 20 aprile 2007 di  ben  3.180  unità  di
  personale di cui 1.380 con qualifica di PG e 1800 dei ruoli tecnici
  e  amministrativi conta oggi - dato riferito all'1 gennaio  2024  -
  sole  604 unità di cui 450 unità con qualifica di PG e PS, cioè  in
  divisa, e 154 unità appartenenti ai ruoli tecnici e amministrativi.
   Tale  gap è destinato ad incrementarsi in ragione del collocamento
  in  quiescenza  di  circa quaranta, cinquanta  unità  all'anno.  Le
  risorse  disponibili hanno consentito esclusivamente  l'attivazione
  in via d'urgenza della procedura di mobilità interna che ha portato
  all'acquisizione di 105 agenti forestali e al bando di concorso per
  ulteriori   46   nuovi  agenti  forestali  ancora   in   corso   di
  espletamento.
   Solo recentemente, la rimodulazione dell'accordo Stato-Regione  ha
  determinato  una  modifica  di criteri  di  calcolo  delle  risorse
  assunzionali  e  il  Comando  del Corpo  Forestale  ha  prontamente
  provveduto ad aggiornare l'apposita sezione del piano integrato  di
  attività   e   organizzazione   il   PIAO   2024-2026,   prevedendo
  l'assunzione  di nuovi agenti forestali in numero di 63  unità  nel
  corso del 2024, 86 nel 2025 e 98 nel 2026.
   Nelle  more,  nell'intento di sopperire alla  notoria  carenza  di
  personale da impiegare nella lotta a terra degli incendi boschivi e
  di vegetazione, si sta procedendo ad una rimodulazione funzionale e
  territoriale dei distaccamenti forestali al fine di garantire anche
  un  idoneo  servizio  di  vigilanza  e  la  presenza  su  tutto  il
  territorio  regionale di un adeguato numero di  dosso  che  sono  i
  direttori delle operazioni di spegnimento.
   In  tale  contesto,  si  è anche proceduto  alla  revisione  delle
  funzioni dei nuclei operativi provinciali attraverso l'accorpamento
  delle  competenze già attribuite con quelle poste in capo al nucleo
  operativo   regionale   individuando  presso  ciascun   Ispettorato
  ripartimentale un referente provinciale di comprovata  capacità  ed
  esperienza e la possibilità da parte del nucleo operativo regionale
  di avvalersi di tutte le strutture operative periferiche settoriali
  o  di altri reparti operativi del Corpo Forestale che forniranno di
  volta   in   volta  il  supporto  di  personale  nonché   logistico
  necessario.
   In conclusione, relativamente alla grave carenza di personale come
  precisato  in premessa, sono state individuate nel Piano  integrato
  di  attività  organizzazione  le  risorse  e  le  modalità  per  il
  reclutamento  di  nuovi  agenti  forestali.  Le  procedure  saranno
  attivate previo reperimento delle somme occorrenti per il materiale
  espletamento  del concorso e della successiva formazione  anche  in
  regime di convenzione con enti o organismi qualificati.
   In   merito  al  secondo  quesito  sulle  azioni  intraprese   per
  rafforzare  il  servizio  antincendio, si  richiamano  le  seguenti
  attività.
   Modernizzazione   ed   efficientamento  del  sistema   antincendio
  regionale.  Il Comando del Corpo Forestale della Regione  siciliana
  da  tempo  ha  intrapreso  un  percorso  di  modernizzazione  e  di
  avvalimento  di tecnologia avanzata per la prevenzione  alla  lotta
  attiva  agli  incendi boschivi e di vegetazione, dotandosi  di  una
  flotta  di velivoli a pilotaggio remoto, costituita da 97 droni  di
  nuova generazione con telecamera a infrarossi, assegnati in uso  ai
  comandi dei distaccamenti.
   Inoltre, a seguito di incendio, i droni vengono utilizzati per  il
  rilievo  fotogrammetrico dell'area percorsa dal fuoco, che serve  a
  integrare la piattaforma del sistema informatico forestale con dati
  utili ai comuni dell'Isola per gli adempimenti di competenza.
   Ammodernamento e potenziamento del parco automezzi.  È  stato  già
  attuato  un  primo  intervento  di ammodernamento  e  potenziamento
  attraverso  l'acquisto di 119 autobotti ad integrazione  del  parco
  automezzi  antincendio esistente, messe in esercizio già nel  corso
  della campagna antincendi 2023. Inoltre, è già previsto l'ulteriore
  potenziamento  e  ammodernamento  del  parco  automezzi  attraverso
  l'utilizzo  dei  Fondi FESR 2021-2027, finalizzato all'acquisto  di
  autocarri pesanti, di pick-up con allestimento antincendio, per  un
  importo stimato di circa 34 milioni di euro.
   Convenzione  con la Direzione regionale dei Vigili  del  Fuoco.  È
  stato  definito  un  Accordo  di Programma,  che  ha  previsto  una
  collaborazione in materia di protezione civile per il concorso alla
  lotta   attiva  contro  gli  incendi  boschivi,  tra  il  Ministero
  dell'Interno  -  Direzione  regionale  dei  Vigili  del  Fuoco  del
  Soccorso  Pubblico e della Difesa, il Dipartimento della Protezione
  Civile  della Presidenza della Regione siciliana ed il Comando  del
  Corpo   Forestale   della  Regione  siciliana  e   il   conseguente
  schieramento di ulteriori squadre antincendio aggiuntive del  Corpo
  dei Vigili del Fuoco.
   Potenziamento delle attività antincendio svolte dagli  operai  del
  settore  agricolo forestale. Ai sensi della legge regionale 1/2024,
  il  Comando  del Corpo Forestale della Regione siciliana  ha  avuto
  facoltà di avvalersi, per le attività di spegnimento degli incendi,
  del  contingente di operai forestali per un periodo  corrispondente
  alla  fascia di garanzia occupazionale di appartenenza: 51 giornate
  lavorative in più per circa 2.100 operai. Ciò ha consentito per  la
  campagna antincendi corrente di anticiparne l'inizio al 15 maggio e
  di  posticiparne il termine al 31 ottobre. Inoltre la stessa  norma
  di  legge  consente, in caso di gravi criticità legata all'attività
  di  repressione  degli  incendi boschivi, di  destinare  un  numero
  adeguato di lavoratori forestali a tempo determinato in attività di
  sorveglianza  e controllo del territorio, a supporto  degli  uffici
  del Comando del Corpo Forestale della Regione siciliana.
   Flotta  aerea regionale. Il Comando del Corpo Forestale, oltre  ad
  avvalersi dei mezzi aerei nazionali, Canadair, assegnati dal Centro
  Operativo  Aeronautico Unificato, il COAU, ha attivato  una  flotta
  aerea regionale composta da n. 10 elicotteri leggeri dislocati  sul
  territorio regionale. È stata altresì attivata una convenzione  con
  l'Arma dei Carabinieri per la dislocazione di un ulteriore velivolo
  ad  ala  rotante  di  stanza  presso l'Aeroporto  di  Boccadifalco,
  adeguatamente attrezzato per intervenire nella lotta  attiva  degli
  incendi  boschivi  nonché per effettuare azioni  di  prevenzione  e
  contrasto   agli   incendi  boschivi  mediante  apposite   missioni
  ricognitive  o  di  controllo del territorio,  che  possono  essere
  demandate ai Carabinieri.
   Si  è  provveduto anche ad acquistare nel corso  del  2023  n.  28
  vasche  di accumulo che, unitamente alle nuove acquistate nell'anno
  precedente, sono state collegate su tutto il territorio  regionale,
  secondo   le   previsioni  del  piano  operativo  antincendio,   in
  prossimità  di  aree  ad  alto  rischio  incendi.  Tale  intervento
  consentirà,   ed   ha   consentito,   di   ridurre   i   tempi   di
  approvvigionamento e di rotazione sia dei mezzi terrestri che degli
  elicotteri. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  La  Vardera  per  dichiararsi soddisfatto  o  meno  della  risposta
  dell'Assessore.

   LA  VARDERA.  Grazie, Presidente. Assessore, ho ascoltato  la  sua
  risposta.  Qui  si  parla delle persone che trovano  impiego  nella
  repressione dei reati contro l'ambiente, nella tutela  e  cura  del
  bosco  produttivo  che, ricordo, è per definizione  la  più  grande
  entità  produttiva  che  assorbe la CO2, emette  ossigeno,  produce
  legno  e  concorre  a migliorare la qualità della  vita.  Sono  gli
  organici del Corpo Forestale della Regione siciliana, oggi  ridotti
  all'inefficienza e inefficacia per una carenza enorme di personale,
  di mezzi e di attrezzature.
   Il  Corpo  Forestale della Regione siciliana  oggi  è  carente  in
  attrezzature  e  del  90  per cento del  personale  previsto  della
  propria pianta organica, di cui alla legge del 27 febbraio 2007, n.
  24  e  del successivo decreto presidenziale del 20 aprile 2007.  Si
  badi bene che la pianta organica del Corpo Forestale è ben distinta
  da   quella   del  restante  personale  della  Regione   siciliana,
  trattandosi di personale di un corpo di Polizia, al Corpo Forestale
  la legislazione regionale ha affidato il comando dell'operazione di
  spegnimento  degli incendi boschivi. Ricordo per i più  sprovveduti
  che  la  legge  Renzi-Madia, che ha di  fatto  soppresso  il  Corpo
  Forestale  dello Stato a far data dal 31 dicembre  2016,  ha  nello
  stesso  tempo  riconosciuto la valenza dei  Corpi  Forestali  della
  Regione  e Province autonome, con le stesse funzioni e compiti  del
  disciolto  Corpo  Forestale dello Stato,  cioè  sono  un  Corpo  di
  Polizia ambientale con grande valenza tecnica ed educativa.
   Forte   di   quanto  detto  durante  un  convegno  nel   Ministero
  dell'interno, Roberto Maroni, datato l'11 luglio 2008,  durante  un
  evento  riguardante il PON sicurezza 2007, svoltosi presso  l'Hotel
  Villa  Igea, ebbene il Ministro Maroni chiese all'allora Presidente
  della  Regione  siciliana come mai il Corpo Forestale  del  Regione
  siciliana non avesse mai chiesto di accedere ai Fondi del  PON,  lì
  ci sono i fondi per tutte le necessità del Corpo.
   Oggi  a  legislazione vigente, anche nazionale, il Corpo Forestale
  della  Regione  siciliana, parimenti agli altri Corpi  Forestali  e
  delle  Regioni e Province autonome d'Italia, è a tutti gli  effetti
  un  Corpo  di Polizia, così come recita il comma 7 dell'articolo  8
  della  legge 7 agosto 2015 n. 214: "Nei territori della  Regione  a
  statuto  speciale,  delle Province autonome di  Trento  e  Bolzano,
  restano  ferme tutte le attribuzioni spettanti ai rispettivi  Corpi
  Forestali,  regionali  e provinciali, anche  con  riferimento  alle
  funzioni  di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria".  Ancora,
  rispetto  alla squallida vicenda di qualche mese fa riguardante  il
  bando di concorso per l'assunzione di personale del Corpo Forestale
  della  Sicilia,  che  ho fortemente denunciato  insieme  a  diversi
  colleghi,  dove  sono  emerse gravi criticità,  è  stato  annullato
  questo  concorso, ancora ad oggi si attende di capire che  cosa  ne
  sarà.
   Ricordo  che la Sicilia è socia ordinaria del Formez che,  come  è
  noto,  svolge  con merito tutti i concorsi dei Corpi di  Polizia  e
  quindi  non si capisce, o si capisce molto bene, perché svolge  con
  merito  tutti  i corsi dei Corpi di Polizia e quindi non  si  possa
  indire e intestare a svolgere con noi gli stessi concorsi.
   Ancora  ribadisco che i Corpi di Polizia non sottostanno ad  alcun
  blocco  delle  assunzioni  e i relativi  fondi  sono,  come  detto,
  accessibili al Ministero dell'interno.
   Ricordo a me stesso e a tutti che la legge regionale vigente, la 4
  del  27 febbraio del 2007, all'articolo 1 comma 5, sul riordino del
  Corpo  forestale,  recita "al fine di far fronte al  fabbisogno  di
  organico,  il  dirigente generale del Corpo  applica  le  procedure
  concorsuali",  quindi  siamo di fronte a uno  scavalcamento  di  un
  percorso ampiamente voluto dalla legge, le cui responsabilità  sono
  in  capo  al  dirigente generale che, in carenza di organico,  deve
  avviare  le procedure concorsuali per restaurare la pianta organica
  esistente.
   Io  ho raggiunto diverse organizzazioni sindacali, nello specifico
  il  Sifus, che mi racconta come, ad oggi, la situazione sia davvero
  particolarmente  sensibile rispetto a questa criticità  all'interno
  del  Corpo  Forestale. Sono certo, Assessore, che lei,  essendo  da
  poco  insediata,  prenderà a cuore - come ha già  più  volte  detto
  anche  attraverso  la  stampa - l'ordine  di  questo  Corpo  che  è
  fondamentale per la nostra regione e che è assolutamente necessario
  nella   lotta,  non  soltanto  ovviamente  alla  salvaguardia   nei
  confronti di quegli sprovveduti delinquenti che bruciano  i  nostri
  boschi  ma, è soprattutto una entità fondamentale per salvaguardare
  i grandi parchi e boschi della nostra Regione siciliana che sono di
  una fondamentale importanza.
   Quindi, mi dichiaro parzialmente soddisfatto, nella consapevolezza
  e  nella speranza e nella fiducia che le voglio dare come Assessore
  appena  insediatosi  nel  veramente voler  mettere  mani  al  Corpo
  Forestale perché ritengo che bisogna rilanciarlo, perché merita  di
  più  e  all'interno  di quello stesso Corpo ci  sono  delle  figure
  straordinarie   che,  sicuramente,  la  politica  ha   bisogno   di
  valorizzare. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  La  Vardera  che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione  numero  1109  "Chiarimenti  urgenti
  inerenti  alla  salubrità e fruibilità in sicurezza della  spiaggia
   La Plaia di Catania", a firma degli onorevoli La Vardera ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   SAVARINO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente.
   Con  l'interrogazione  numero  1109  avente  oggetto   Chiarimenti
  inerenti   la  salubrità  della  spiaggia  La  Plaia  di  Catania",
  l'onorevole  interrogante chiede, in particolare, quali  misure  si
  intendano  intraprendere per garantire che l'Arpa Sicilia  disponga
  del   personale   e   delle  risorse  necessarie   per   effettuare
  tempestivamente l'analisi dei corsi d'acqua che sfociano  nel  mare
  de  La  Plaia  di  Catania, al fine di prevenire potenziali  rischi
  conseguenti   all'inquinamento   industriale;   se   siano    stati
  pianificati  ulteriori interventi volti a vigilare sulle  procedure
  di smaltimento industriale, alla bonifica dei torrenti che sfociano
  nella  spiaggia  La  Plaia  di Catania  al  fine  di  garantire  la
  sicurezza  e  la solubilità delle acque destinate alla balneazione,
  tutelando così la salute pubblica e l'incolumità dei cittadini.
   Gli  Uffici  interpellati  hanno rappresentato,  ciascuno  per  le
  proprie competenze, in ordine ai chiarimenti richiesti.
   Il  Servizio 4 del Dipartimento "Attività sanitarie e Osservatorio
  epidemiologico" ha fornito ulteriori chiarimenti, sulla base  della
  relazione  del  direttore del Dipartimento  di  prevenzione  e  del
  direttore  del Laboratorio di sanità pubblica dell'Asp di  Catania,
  riportando  quanto  segue: le acque di balneazione  del  tratto  di
  costa  interessato sono costantemente monitorate poiché i  relativi
  punti di campionamento, canale Arci e canale Forcile, sono inseriti
  nell'allegato D del decreto del direttore generale numero  324  del
  2024  che indica i tratti di mare interessati da immissioni, fiumi,
  depuratori  e  valloni  che, a titolo precauzionale,  sono  esclusi
  dalla  balneazione per 100 metri lineari a destra e per  100  metri
  lineari a sinistra del sito di immissione.
   Le  analisi  effettuate  dal Laboratorio  di  sanità  pubblica  su
  campioni  di  acqua di mare, prelevati in prossimità  dai  predetti
  punti,  hanno dato esito negativo relativamente al superamento  dei
  parametri  microbiologici rispetto ai valori  di  limite,  previsti
  dalla vigente normativa.
   Dai  numerosi  sopralluoghi effettuati, è stato accertato  che  il
  canale  Arci,  il  cui punto normale di immissione  è  tra  i  lidi
  Alcamar  e  Roma,  ha  deviato il corso  verso  sud,  sfociando  in
  prossimità del lido internazionale, scorrendo per circa  200  metri
  in  direzione  parallela  alla battigia,  impedendo  di  fatto,  il
  diretto accesso al mare.
   Di  detta  situazione, l'Unità operativa sanitaria igiene pubblica
  territoriale  di  Catania ha informato la  Direzione  politica  per
  l'ambiente  del  comune  di Catania, l'Agenzia  del  demanio  e  la
  Capitaneria    di   porto   per   l'adozione   dei    provvedimenti
  conseguenziali.
   Da  ultimo,  sopralluogo effettuato il 18  giugno  2024,  è  stato
  accertato che è in corso un intervento da parte della Sidra S.p.A.,
  che  gestisce  il servizio idrico integrato nell'area metropolitana
  di  Catania e di alcuni comuni limitrofi, finalizzato ad  eliminare
  le  predette  criticità, ripristinando il percorso  del  canale  in
  questione  con  conseguente riversamento  delle  acque  in  un'area
  balneabile.
   Per  quanto  attiene  il  secondo quesito dell'interrogazione,  si
  riferisce in ordine alla risposta fornita dall'Autorità di  bacino,
  Servizio 6, che ha chiarito per gli aspetti inerenti al Testo unico
  numero  523/1904  e al Piano per l'assetto idrogeologico,  per  gli
  aspetti  relativi al Testo unico delle disposizioni di legge  sulle
  opere  idrauliche, approvato con Regio decreto n. 523 del 1904  ed,
  in  particolare,  che  la  costa de La  Plaia  di  Catania  risulta
  attraversata, da nord a sud, da diversi corsi d'acqua pubblici, dal
  vallone  Acquicella, dal torrente Forcile, dal canale Fontanarossa,
  dal  fosso  dell'Arci,  dal canale Buttaceto  e  infine  dal  fiume
  Simeto,  iscritti  negli elenchi ufficiali  delle  acque  pubbliche
  della provincia di Catania.
   Per  le  problematiche  segnalate sul fosso  dell'Arci,  l'ufficio
  competente, a seguito di corrispondenza con gli enti interessati  e
  riunioni  presso  la  prefettura  di  Catania  e  inoltre  per   le
  segnalazioni riguardanti violazioni di legge nel tratto fociale  di
  detto  corso  d'acqua,  ha  coinvolto  gli  enti  istituzionalmente
  preposti  ad  effettuare  le verifiche  per  dare  attuazione  alle
  disposizioni  dettate dalla medesima autorità di bacino,  ai  sensi
  della  normativa  vigente  nell'esercizio proprio  dell'obbligo  di
  vigilanza  e  di prevenzione degli eventuali rischi  connessi  alla
  tutela  della  pubblica  incolumità per la  presenza  di  manufatti
  limitrofi, lidi balneari realizzati in violazione di legge,  poiché
  ricadenti  all'interno delle fasce fluviali soggette a  limitazioni
  previste dall'articolo 96 del Regio decreto appena citato.
   Ha  inoltre emesso l'ordinanza di rimessa in pristino dei  luoghi,
  per  infrazione al Testo unico delle disposizioni di legge  intorno
  alle  opere  idrauliche  delle  diverse  categorie,  relativa  allo
  sbarramento  del  canale  Arci, recettore di  scarichi  industriali
  provenienti dal canale artificiale Pantano.
   Tale  opera  idraulica, di totale sbarramento per come  realizzata
  negli  anni  passati alterando il corso naturale  delle  acque  del
  canale  Arci,  anche  in  concomitanza  di  eventi  meteo  modesti,
  provocava l'aggravamento delle condizioni di deflusso e un aggravio
  dei dissesti idraulici presenti nella zona, causando allagamenti  e
  rischi per la pubblica e privata incolumità.
   Recentemente,  presso le sedi istituzionali preposte,  sono  state
  proposte  delle  soluzioni alternative allo sbarramento,  anche  al
  fine di dare attuazione all'ordinanza del tribunale di Catania  del
  2021,  fermo restando il divieto di realizzare opere di sbarramento
  assoluto all'interno dell'alveo.
   Inoltre,  le  necessarie soluzioni indicate - a  breve  termine  -
  hanno   riguardato  la  realizzazione  di  una  soglia  temporanea,
  opportunamente  dimensionata, atta a garantire comunque  un  franco
  libero  minimo di sicurezza non inferiore ad un terzo della sezione
  idraulica  di deflusso, prevedendo che le acque raccolte,  a  monte
  della  soglia, possano essere derivate attraverso opportuni sistemi
  idonei,  in modo da non determinare l'aggravamento delle condizioni
  di  deflusso  ed il dissesto idraulico in atto presente  nel  corso
  d'acqua in questione.
   Entrambi i casi sono stati segnalati al Comune di Catania al  fine
  di  adottare tutte le procedure necessarie per garantire la  tutela
  della  vita privata e della pubblica incolumità in occasione  degli
  avvisi  di  allerta per rischio idrogeologico e idraulico  diramati
  dalla Protezione civile nelle zone a rischio.
   Per gli aspetti relativi al Piano stralcio di bacino per l'assetto
  idraulico  la  costa de La Plaia di Catania risulta interessata  da
  numerosi dissesti idraulici come meglio individuabili sul SITR, che
  è  il sistema informativo territoriale regionale, e in particolare:
  il  tratto  di  spiaggia  compresa  tra  i  corsi  d'acqua  Vallone
  Acquicella e torrente Forcile a pericolosità idraulica variabile da
  P3 alta in corrispondenza dei corsi d'acqua a variabile P2 moderata
  a P1 bassa nelle aree circostanti; il fosso dell'Arci in prossimità
  della  stradale  Primosole  a  sito  di  attenzione  equiparato   a
  pericolosità  P4 molto elevata; il tratto di spiaggia  in  sinistra
  idraulica  dei  corsi d'acqua canale Buttaceto  e  fiume  Simeto  a
  pericolosità idraulica P3 elevata.
   Al  riguardo,  si precisa che il Comune di Catania è  destinatario
  come   soggetto   attuatore   di   alcuni   finanziamenti   gestiti
  dall'Ufficio   Commissario   di   Governo   contro   il    dissesto
  idrogeologico in particolare Patto per lo sviluppo della  città  di
  Catania, riqualificazione e sistemazione del torrente Forcile e dei
  suoi affluenti, completamento collettore pluviale B, Vallone Cuba e
  di riqualificazione e sistemazione del canale Buttaceto.
   Ciò  premesso,  in  ordine  alle  richieste  formulate  nel  corpo
  dell'interrogazione  in  questione, corre obbligo  evidenziare  che
  agli atti dei servizi competenti non risulta alcuna segnalazione da
  parte  del  Comune  di Catania che attenga interventi  sul  demanio
  idrico  fluviale  programmati  e  operati  sui  corsi  d'acqua  che
  sfociano  nella  zona  de La Plaia di Catania volti  esclusivamente
  alla rifunzionalizzazione idraulica degli stessi.
   Occorre precisare che in ordine al Regio decreto n. 523 del  1904,
  articolo  10, comma 1, appartengono alla quinta categoria le  opere
  che  provvedono  specialmente alla difesa  dell'abitato  di  città,
  villaggi  e  borgate  contro la corrosione di un  corso  d'acqua  e
  contro  le frane. Al comma 2 dello stesso articolo, si dispone  che
  tali opere si eseguono e si mantengono a cura del Comune.
   Pertanto,  qualora  il Comune ritenga necessario  intervenire  sui
  citati  corsi d'acqua, si possono programmare le opportune attività
  anche attraverso un apposito sopralluogo congiunto sui siti oggetto
  della segnalazione predisponendo gli eventuali provvedimenti che si
  renderanno necessari per la soluzione delle criticità, dando  avvio
  all'attività di pianificazione degli interventi sul demanio idrico-
  fluviale  prevista dall'articolo 12 delle norme di  attuazione  del
  piano  di  gestione  dei  rischi  e alluvioni,  conformemente  alle
  modalità espresse dall'autorità di bacino inoltrate, tra gli altri,
  a  tutti  i  comuni  dell'Isola e in tal modo le criticità  oggetto
  della  segnalazione  potranno  essere  inserite  nei  programmi  di
  intervento  che  si  andranno  a definire  a  valere  sui  fondi  a
  disposizione dell'autorità di bacino.
   Per  quanto  riguarda l'Assessorato dell'energia e dei servizi  di
  pubblica utilità, Dipartimento delle acque e dei rifiuti, l'Ufficio
  bonifica ha rappresentato la propria incompetenza nell'ambito degli
  argomenti  riguardanti scarico non autorizzato, pulizia  alveo  del
  torrente Acquicella e depuratori di reflui precisando che, ai sensi
  del  comma  12  dell'articolo  242  del  codice  dell'ambiente,  le
  indagini ad attività istruttoria sono svolte dalla Provincia che si
  avvale  della  competenza  tecnica dell'Agenzia  regionale  per  la
  protezione   dell'ambiente   e   si   coordina   con    le    altre
  amministrazioni.
   Mentre il Servizio 1 Idrico Integrato - Dissalazione Sovrambito ha
  rappresentato che, ai sensi dell'articolo 40, comma 1, della  legge
  regionale  n. 27 del 1986, i comuni sono responsabili del controllo
  ed  autorizzano gli scarichi provenienti da insediamenti civili che
  recapitano  in  pubblica  fognatura, gli  scarichi  provenienti  da
  insediamenti  civili delle classi a, b e c che  non  recapitano  in
  pubbliche  fognature, gli scarichi prove di insediamenti produttivi
  che recapitano in pubbliche fognature, gli scarichi provenienti  da
  insediamenti produttivi che non recapitano in pubbliche fognature.
   Pertanto,  secondo la normativa di riferimento, spetta  ai  comuni
  prevedere   il   rilascio   delle  autorizzazioni   dello   scarico
  provenienti  da insediamenti civili o produttivi che recapitano  in
  pubbliche  fognature i cui reflui sono indipendentemente  scaricati
  in reti fognarie o meno.
   Nel  caso  di  specie,  in capo al comune  di  Catania  ricade  la
  competenza  in ordine alla verifica del rispetto delle prescrizioni
  dei  titoli  autorizzativi  dallo  stesso  rilasciati  e  quella  a
  provvedere,  in  casi  di  ottemperanza,  ad  emettere  diffida   e
  contestuale sospensione dell'autorizzazione allo scarico ovvero  di
  revoca,  mentre  in carico al Dipartimento dell'energia  rimane  la
  competenza  al  rilascio dell'autorizzazione allo scarico  per  gli
  impianti di depurazione del servizio integrato; ricordiamo che  nel
  territorio  di  Catania  è presente, come  è  noto,  l'impianto  di
  depurazione    in    località    Pantano   d'Arci'    a    servizio
  dell'agglomerato di Catania per il quale è in corso  di  attuazione
  l'intervento riguardante il completamento del depuratore consortile
  ed  estensione della rete fognaria, che prevede anche il ripristino
  dello scarico del depuratore nel canale Junghetto: in relazione  al
  carico   organico   trattato,   il  refluo   depurato   in   uscita
  dall'impianto di  Pantano d'Arci' rispetta i limiti attribuiti  con
  i   predetti   provvedimenti,  pertanto,  ad   escludere   che   la
  problematica di cui alla presente interrogazione sia da  ricondurre
  al predetto impianto. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore. Onorevole  La  Vardera,  come  si
  dichiara?

   LA  VARDERA. Signor Presidente, grazie Assessore, ho ascoltato  la
  sua spiegazione e mi dichiaro soddisfatto. Grazie, Assessore.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole per la sintesi della  sua  risposta
  che si dichiara, ovviamente, soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1110  "Notizie  in  merito  alla
  bonifica,  alla tutela e alla corretta gestione del fiume Nocella",
  a prima firma degli onorevoli Giambona ed altri.
   Prego   Assessore,  ha  facoltà  di  intervenire  per   rispondere
  all'interrogazione.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'onorevole  interrogante  pone  i
  seguenti  quesiti: se nell'ultimo quinquennio siano state stanziate
  spese   o  risorse per provvedere alla bonifica del fiume  Nocella,
  nonché quali misure intendono porre in essere al fine di provvedere
  al  risanamento  del  corpo  idrico, le determinazioni  del  tavolo
  tecnico  volto  al superamento delle problematiche  ambientali  che
  insistono  nella valle del fiume Nocella e affluenti,  avviato  nel
  2018  dall'Assessorato all'ambiente, nonché  le  connesse  attività
  intraprese,  lo  stato dell'arte del contratto  fiume,  utile  alla
  tutela e corretta gestione del corso d'acqua in oggetto di cui si è
  annunciato l'avvio nel 2019 e notizia in riferimento alle inchieste
  poste in essere dalle autorità preposte al fine di individuare  gli
  autori degli sversamenti che si continuano a perpetuare da anni.
   In  merito  al  primo quesito, l'Autorità di bacino del  distretto
  ideografico  della Sicilia ha rappresentato che negli  ultimi  anni
  non  sono  stati  effettuati  o programmati  interventi  sul  fiume
  Nocella.
   In  merito  ai  quesiti relativi al tavolo tecnico  e  allo  stato
  dell'arte del contratto di fiume Autorità in parola, in qualità  di
  referente unico dei contratti di fiume della Regione siciliana,  fa
  presente che consultando l'Osservatorio nazionale sui contratti  di
  fiume,  il tavolo nazionale e i comuni interessati non risulta  che
  sia  avviato  il  contratto di fiume del Nocella,  l'unica  traccia
  relativa  al  fiume  Nocella si riscontra nel  contratto  di  costa
  Imago,  comune  capofila Alcamo in cui ricade  la  foce  del  fiume
  Nocella, territori dei comuni di Terrasini e Trappeto, adottato  da
  quasi tutti i comuni coinvolti con uno stato di avanzamento che  ha
  riguardato la condivisione di un documento di intenti contenente le
  motivazioni  e  gli  obiettivi  generali,  la  messa   appunto   di
  un'appropriata  analisi  conoscitiva  preliminare  integrata  sugli
  aspetti ambientali sociali ed economici del territorio oggetto  del
  contratto  di  fiume  e la elaborazione di un documento  strategico
  nonché la definizione di un programma d'azione.
   In  merito  allo  stato  del  fiume  Nocella,  l'Arpa  Sicilia  ha
  rappresentato  di  avere seguito in data 7  novembre  2023  diversi
  sopralluoghi lungo il corso del fiume Nocella al fine  di  indagare
  sullo  stato  del  fiume e dei suoi affluenti, torrente  Puddastri,
  torrente  Margiu  ed  effettuare  dei  campionamenti  delle   acque
  superficiali.
   Come  è  noto,  il  fiume  Nocella assume tale  definizione  nella
  confluenza  del  canale  De  Simone  con  il  vallone  Margiu,   di
  conseguenza si è provveduto ad effettuare diversi sopralluoghi  nei
  due  torrenti e nei relativi affluenti nonché sul torrente  Margiu,
  costituendo  esso  uno dei principali affluenti a destra  idraulica
  del  fiume  Nocella,  ciò al fine di verificare  se  lo  stato  del
  torrente  sia  influenzato anche da sporadici  scarichi  di  civili
  abitazioni.
   Da  una  ricognizione  preliminare  il  fiume  Nocella  e  i  suoi
  affluenti  non presentavano macroscopiche particolari  alterazioni,
  in  quanto  le acque dei corpi idrici superficiali suindicati,  non
  mostravano  colorazioni  e odori particolari,  si  è  proceduto  ad
  eseguire   campionamenti   delle  acque   superficiali   in   punti
  particolari e rappresentativi del bacino fluviale scelti sulla base
  delle maggiori pressioni antropiche.
   Per ogni campione è stata analizzata una serie di parametri, macro-
  descrittori,  metalli  ed  escherichia  coli.  Dai  risultati   dei
  rapporti di prova dei campioni prelevati è stato evidenziato che il
  tratto  più antropizzato è quello del torrente Puddastri, il  quale
  si trova a monte del depuratore comunale di Partinico.
   L'antropizzazione di tale tratto è nota, in quanto esso  riceve  i
  reflui  domestici di alcune unità abitative appartenenti ai  comuni
  di Partinico e di Borgetto che non sono state ancora collettate nei
  rispettivi  depuratori  comunali.  Successivamente,  le  acque  del
  Puddastri vengono parzialmente diluite all'affluente del depuratore
  comunale di Partinico, pur mantenendo una notevole carica batterica
  e  un  valore più alto del COD, fino alla confluenza con  il  fiume
  Nocella.
   Anche  il fiume Nocella, a monte, si presenta antropizzato,  anche
  se in misura minore rispetto al torrente Puddastri: scendendo verso
  valle,  la  carica batterica del fiume Nocella diminuisce,  e  poco
  prima della confluenza con il Vallone Puddastri mostra il minimo di
  carica  batterica,  per  poi aumentare alla foce  per  l'immissione
  delle acque dell'affluente.
   Nel  corso del 2023, è stato effettuato il monitoraggio del  corpo
  idrico fiume Nocella, con l'analisi dei parametri chimico-fisici  e
  chimici, per la valutazione dello stato ecologico e chimico  e  per
  la  valutazione dello stato chimico. I risultati hanno  evidenziato
  per  lo stato chimico un giudizio non buono a causa del superamento
  degli  standard  di qualità ambientali; per lo stato  ecologico  un
  giudizio  da  inferiore  a  sufficiente,  evidenziando  quindi   il
  fallimento dell'obiettivo "buono", a causa del superamento  per  la
  somma  di  pesticidi  e di pesticidi singoli che  si  continuano  a
  sversare, i cui dati sono stati trasmessi alle autorità competenti.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di intervenire l'onorevole  Giambona  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   GIAMBONA. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, ho ascoltato con
  attenzione   la  risposta  dell'Assessore,  che  ringrazio   perché
  permette  di affrontare un tema, quello della tutela ambientale  di
  questo importante sito naturalistico, che abbraccia un po' tutti  i
  territori,  da Partinico a Borgetto, fino ad arrivare a  Terrasini,
  alla baia di San Cataldo, che molti di noi conosciamo.
   Diciamocelo chiaro, Assessore: ci sono degli sversamenti illegali,
  che  ormai  si protraggono da fin troppo tempo  Ci sono sversamenti
  di aziende agricole, sversamenti di frantoi, tant'è che siamo in un
  periodo  di produzione dell'olio e già mi hanno segnalato  come  la
  situazione  cominci  a  diventare  critica,  il  colore  dell'acqua
  cambia,   diventa  nero,  verde  o  viola,  abbiamo   anche   delle
  distillerie in questa porzione di territorio.
   Quindi, è evidente che ci vogliono una serie di interventi, motivo
  per il quale la mia interrogazione appunto verteva sull'esigenza di
  capire se alcuni interventi sono stati posti in essere. Capisco che
  ancora,  negli ultimi anni, ecco, non ne rinveniamo alcuni,  quindi
  invito l'Amministrazione regionale a porre particolare attenzione a
  questo sito, come criticità che ci sono sul Contratto di Fiume.
   Io  ricordo  che  questo  tema è anche balzato  agli  onori  della
  cronaca  per alcuni servizi, tra l'altro di "Striscia la  notizia";
  in  quell'occasione  già  tutte  le organizzazioni  e  associazioni
  ambientaliste  come  WWF, Legambiente, come l'Associazione  di  San
  Cataldo, rappresentarono lo scempio che quotidianamente si registra
  in questa porzione di territorio.
   L'invito  del Partito Democratico, ma credo di farmi portavoce  di
  tutti  coloro  che vivono quel territorio, è di garantire  maggiore
  attenzione  a  quelle  che  sono le esigenze  di  monitoraggio  del
  territorio,  dobbiamo  verificare questi sversamenti  illegali,  ci
  vuole  un controllo in loco, in tutto quello che è il percorso  del
  torrente Nocella e del fiume Puddastri.

   PRESIDENTE.  Grazie,  all'onorevole  Giambona,  che  si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1122, "Somme relative al dissesto
  idrogeologico  destinate al Comune di Licata (AG) in  seguito  agli
  eventi meteorologici del 28 novembre 2016 e del settembre 2018",  a
  firma dell'onorevole Cambiano e altri. Prego, Assessore.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Grazie,
  Presidente. Con l'interrogazione in oggetto l'interrogante  pone  i
  seguenti  quesiti:  se  la  mitigazione del  rischio  idrogeologico
  rientri o meno tra le tematiche di interesse del Governo regionale,
  per  quali  ragioni non si è ancora dato avvio ai  lavori  relativi
  alle  opere descritte in premessa, quali siano le ragioni  ostative
  che  impediscono la pronta definizione delle gare; se l'ente locale
  coinvolto  e  gli  uffici  preposti, l'ultimo  essersi  prontamente
  attivate  al  fine di scongiurare il mancato avvio  delle  opere  e
  quali  misure  correttive intendono assumere  in  riferimento  alla
  questione  in oggetto al fine di superare la perdurante persistente
  situazione di stallo.
   Preliminarmente,  si  rappresenta  che  la  sottoscritta  è  stata
  delegata  a curare la trattazione dell'interrogazione in argomento,
  con  l'invito all'Assessore regionale per l'economia, al  dirigente
  regionale  della  Protezione civile e  al  soggetto  attuatore  del
  Commissario di Governo per il dissesto idrogeologico della  Regione
  siciliana  di  fornire ogni utile elemento all'Assessore  delegato.
  Ciò posto, si rileva che l'Assessore per l'economia ad oggi non  ha
  fatto pervenire elementi di risposta.
   Il  soggetto attuatore del Commissario di Governo per il  dissesto
  idrogeologico ha precisato che l'Ufficio del Commissario di Governo
  per il contrasto del dissesto idrogeologico nella Regione siciliana
  è  attuatore di interventi che derivano da programmazioni  e  fondi
  supportati  da  linee di finanziamento dedicate  all'esecuzione  di
  opere   strutturali,  non  avendo  in  gestione  per  le   medesime
  motivazioni  né  interventi  di  somma  urgenza  né  interventi  di
  protezione civile e che l'interrogazione parlamentare richiamata in
  oggetto  non  comprende  aspetti ricadenti nell'ambito  di  propria
  competenza.
   Infine,  il  Dirigente generale del Dipartimento  regionale  della
  Protezione civile ha rappresentato quanto segue riguardo lo  status
  dell'iter tecnico amministrativo dei lavori previsti nel Comune  di
  Licata  di  competenza  del Dipartimento  della  Protezione  civile
  siciliana.
   Per  l'ordinanza  del Capo del Dipartimento n. 458  dell'1  giugno
  2017,  recante  "Primi  interventi  urgenti  di  protezione  civile
  conseguenti  alle eccezionali eventi meteorologici verificatisi  il
  giorno  19  novembre 2016 nel territorio dei comuni di  Licata,  in
  provincia  di  Agrigento, nei giorni 24  e  25  novembre  2016  nel
  territorio delle provincie di Agrigento e Messina , nel  comune  di
  Licata  sono stati completati lavori di normalizzazione dei  tratti
  di  fognature  nelle vie Palma, Via Campobello, Corso  Roma,  Corso
  Umberto,   Corso   Serrovira  e  traverse  limitrofe,   lavori   di
  efficientamento  sistema allontanamento acque  meteoriche  contrada
   Plaia  Fondachello'  e adeguamento condotte  e  smaltimento  acque
  bianche   via  Caselle;  interventi urgenti per  la  ottimizzazione
  delle  chiuse degli scarichi e degli scaricatori sulle  sponde  del
  fiume Salso.
   E'  in  corso  di  espletamento  la  gara  per  i  lavori  urgenti
  localizzati   di  funzionalizzazione  di  tratti  della   viabilità
  stradale  di  contrade San Sita, Policia, Nicolizia  e  rifacimento
  manto  stradale  aggravato e compromesso in  diverse  vie  comunali
  mentre  è  stato integrato con fondi PNRR il finanziamento relativo
  all'efficientamento sistema allontanamento acque meteoriche  canale
  di  Corso  Argentina per acque provenienti da  Piazza  Duomo  e  da
  Piazza   Gondar   con   adeguamento   impianto,   sollevamento    e
  funzionalizzazione delle condotte.
   Per  l'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile
  n.  558 del 15  novembre 2018, recante "Primi interventi urgenti di
  protezione   civile   in  conseguenza  degli   eccezionali   eventi
  meteorologici  che  hanno  interessato  Calabria,  Emilia  Romagna,
  Friuli  Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Sardegna, Toscana, Sicilia,
  Veneto  e  le  Province autonome di Trento e Bolzano colpito  dagli
  eccezionali eventi meteo a partire dall'ottobre 2018" è in fase  di
  stipula  di  contratto l'affidamento per la messa in sicurezza  del
  Fiume  Salso,  nel  tratto urbano zona est del  comune  di  Licata:
  importo complessivo Euro 7.865.000,00. Tanto è dovuto.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Cambiano   per  dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della   risposta
  dell'Assessore.

   CAMBIANO. Grazie, Presidente, grazie Assessore per la risposta.
   E'  doverosa  una  puntualizzazione,  siamo  qui  a  discutere  di
  interventi  urgenti a seguito di eventi alluvionali  eccezionali  -
  che avvenivano nel 2016 - a distanza di otto anni ancora attendiamo
  quegli interventi urgenti
   E'  chiaro che non è una critica nei confronti dell'Assessore, che
  si è insediata da qualche settimana, ma è una riflessione che tutta
  la  politica deve fare; otto anni per intervenire, per  mettere  in
  sicurezza  un  territorio  fragile,  in  un  momento  in   cui   il
  cambiamento  climatico e i cambiamenti climatici dovrebbero  essere
  il  punto  fondamentale di un'azione di governo,  di  un'azione  di
  governo  che,  mi  dispiace dire, è inefficace  in  questo  momento
  perché  oggi  parliamo  di  siccità, oggi  parliamo  dell'emergenza
  siccità  e  della mancanza d'acqua, fra qualche settimana parleremo
  di  bombe d'acqua e di rischio idrogeologico per territori fragili,
  per   un  continuo  rincorrere  l'emergenza  con  la  mancanza   di
  pianificazione.
   Ecco,  Assessore,  sono  certo -  e siamo certi  come  Gruppo  del
  Movimento  Cinque  Stelle  -   che lei  saprà  interpretare  questa
  emergenza  che  necessita  di  azioni  di  pianificazione,  non  di
  interventi  tampone, sia quello della siccità che  è  un  argomento
  attuale  perché ancora i turni di erogazione sfiorano i  15  giorni
  nella  provincia di Agrigento - in alcune zone della  provincia  di
  Agrigento - e so che è un tema che le sta a  cuore, sia quello  del
  dissesto  geologico,  dell'erosione costiera, della  fragilità  del
  territorio.
   Ho dovuto presentare ben due interrogazioni per avere una risposta
  e  la ringrazio della risposta fornita, ma avevo acquisito, per  le
  vie  brevi  purtroppo, delle informazioni che hanno penalizzato  il
  Comune di Licata che si trovava destinatario di 30 milioni di euro,
  in  un'assegnazione di 30 milioni di euro di fondi  POC,  programmi
  operativi complementari,  che evidentemente sono stati destinati ad
  altri  interventi  e poi si è posto rimedio con due  interventi  di
  protezione civile che lei ha menzionato, uno che riguarda il  fiume
  Salso,  l'altro  che riguarda la zona centrale per l'allontanamento
  delle  acque  meteoriche  e  l'altro che  riguarda  tutta  la  zona
  costiera dove insistono frane e dove la viabilità è compromessa  da
  Nicolizia, Carrubella Santa Zita, Policia, Torre San Nicola,  delle
  zone  splendide  del  nostro territorio che  dovremmo  sinceramente
  attenzionare.
   Quindi,  la  ringrazio  per la risposta, mi dichiaro  parzialmente
  soddisfatto  e  spero  che il Governo ponga al  centro  dell'agenda
  politica  il  tema  del cambiamento climatico  e  delle  azioni  di
  pianificazione per dare soluzioni strutturali a queste emergenze.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Cambiano,   che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si   passa  all'interpellanza  n.  135  "Iniziative  urgenti   per
  scongiurare  il concreto rischio di desertificazione  del  lago  di
  Pergusa  e  della  sua  riserva naturale speciale"  a  prima  firma
  onorevole Venezia ed altri.

   SAVARINO,   assessore  per  il  territorio   e   l'ambiente.   Con
  riferimento  all'atto  ispettivo indicato in  oggetto,  l'onorevole
  interpellante chiede se non si ritenga opportuno mettere  in  campo
  misure   urgenti   per   scongiurare   il   concreto   rischio   di
  desertificazione  del  lago, di perdita  definitiva  della  riserva
  idrica,  se  non  si ritenga opportuno programmare con  la  massima
  sollecitudine  iniziative  per  la  pulizia,  il  mantenimento   in
  efficienza dei canali di adduzione delle acque pluviali al lago, la
  separazione  del  sistema  fognario e di raccolta  delle  acque  di
  dilavamento superficiale del villaggio, la creazione di sistemi  di
  decantazione  nei  luoghi  dei due maggiori  canaloni  per  evitare
  l'accumulo  di  detriti solidi nelle parti  sub  orizzontali  e  in
  galleria.
   Preliminarmente,  si rappresenta che il libero Consorzio  comunale
  di Enna, in qualità di ente gestore della Riserva, riscontrando una
  nota  di  questi  uffici, ha relazionato sulle criticità  contenute
  anche  nell'interpellanza in argomento ed ha  rappresentato  quanto
  segue.    In merito alle misure concrete messe in atto al  fine  di
  scongiurare  il rischio di desertificazione del lago e  di  perdita
  definitiva  della riserva idrica è stata effettuata la pulizia  dei
  canali  sottesi  al bacino imbrifero in coerenza  con  gli  impegni
  presi  ai  vari  tecnici convocati all'uopo. Attraverso  una  prima
  azione  ricognitiva  è  stato attivato  un  video,  tramite  drone,
  dell'area interessata dagli sbocchi dei canali adducenti  le  acque
  di  pioggia  evidenziando che a seguito dei  depositi  detritici  e
  alluvionali  che si sono accumulati allo sbocco dei canali  si  era
  determinato  l'innalzamento della quota di fondo  che  ostruiva  il
  regolare  scolo delle acque verso il lago. Quindi si  è  provveduto
  alla   rimessa  in  pristino  degli  sbocchi  finali  nonché   alla
  disostruzione  completa  dei canali, assicurando  in  tal  modo  il
  raggiungimento delle acque piovane che dovessero accumularsi  nella
  strada  per  la  quale  in  seguito ad eventi  pluviometrici.  Tale
  intervento  alquanto dispendioso è stato effettuato  con  fondi  di
  bilancio  del  libero  Consorzio  comunale  di  Enna.  Al  fine  di
  pianificare iniziative per il superamento delle criticità nel quale
  versa  il  lago  di  Pergusa già nel novembre del  2022  il  libero
  Consorzio, su proposta di alcune associazione ambientaliste,  aveva
  convocato  un  tavolo tecnico presso la propria  sede  composto  da
  rappresentanti  delle  autorità di bacino, Enel,  Comune  di  Enna,
  Distaccamento  forestale,  Genio  Civile,  Lega  Ambiente,  WWF  e,
  successivamente,  gli  stessi  soggetti  sono  riuniti  presso   il
  Dipartimento Ambiente di questo Assessorato nell'agosto del 2023 .
   In   quella  sede  furono  illustrate  varie  possibili  soluzioni
  tecniche per il superamento delle principali criticità tra le quali
  quelle poste nella presente interpellanza.
   Ai  fini di quanto richiesto nell'ambito dell'interpellanza di cui
  in  oggetto,  in  particolare al primo dei due  punti,  si  riporta
  quanto comunicato dall'Autorità di bacino del distretto idrografico
  della  Sicilia. L'Autorità ha rappresentato che, nell'ambito  delle
  proprie competenze, ai fini della salvaguardia del corpo idrico, il
  Piano  di gestione del Distretto come ricavabile al programma delle
  misure  dell'attuazione  della  KTM  quali  quelle  relative   alla
  riduzione  dell'inquinamento nutrienti di agricoltura, da pesticidi
  in agricoltura e servizi di consulenza per l'agricoltura, e il lago
  come  è  noto  ricade all'interno di un'area SIC e, pertanto,  come
  specificato nel programma delle misure deve applicarsi alla  misura
  KTM 99 che prevede l'attuazione del Piano di gestione dei SIC e ZPS
  al  fine  di  consentire  il raggruppamento degli  obiettivi  delle
  Direttive  Habitat e uccelli e, implicitamente, degli obiettivi  di
  qualità ambientale della Direttiva-quadro sulle acque.
   Tale  azione  si esplicita attraverso l'attuazione  del  Piano  di
  gestione della Riserva approvato in via definitiva con decreto  del
  dirigente del Dipartimento regionale dell'Ambiente n. 625 del  2011
  che  interessa il sito  Natura 2000', codice Ita 060002, così  come
  integrato dal Beneficiario provinciale Provincia regionale di Enna.
  Il  lago di Pergusa, come è noto, è rappresentato da un particolare
  corpo  idrico superficiale di tipo endoreico. Esso occupa la  parte
  più  depressa di un sinclinale costituita dalla formazione  marnosa
  pliocenica.
   Il  lago  è  originato  sia dal contributo  idrico  dell'acquifero
  sabbioso  e  calcareo che affiora diffusamente su tutta l'aria  che
  trova  il  suo recapito naturale nella depressione lacustre  nonché
  dalle  precipitazioni  che  direttamente investono  la  depressione
  endoreica.
   Il  lago  di Pergusa, da quando gli studi idrogeologici  ne  danno
  notizie,  e  le  prime  risalgono al  1860,  è  stato  soggetto  ad
  amplissime   oscillazioni   del  livello  dell'acqua   strettamente
  connesse  alle  precipitazioni  che negli  anni  hanno  interessato
  l'area del bacino idrogeologico del lago.
   Pertanto,  accurate  e pianificate misure dei livelli  idrici  nei
  pozzi  sono  necessarie  ad assicurare il  delicato  ed  articolato
  equilibrio   idrogeologico  del  lago  e   fornire   una   corretta
  valutazione  del  bilancio  dell'acquifero  e  del  lago  nel  loro
  insieme.
   Per  quanto  sopra,  risulta necessario che l'ente  preposto  alla
  gestione  della Riserva, ovvero il libero Consorzio di Enna,  dovrà
  con urgenza avviare un programma di monitoraggio dei livelli idrici
  nei pozzi presenti in un intorno significativo del lago contestuale
  e la misura dei livelli idrici del pelo libero nel lago. L'autorità
  di  bacino ha rappresentato che, nell'ambito del Po Fesr 2014-2020,
  miglioramento delle qualità delle acque per aggiornamento del piano
  di  gestione delle acque, procederà ad acquisire utili informazioni
  sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo del lago.
   Tali  informazioni saranno richieste nell'ambito dei vari  accordi
  di  collaborazione con enti di ricerche universitarie che  in  atto
  l'autorità gestisce.
   In  particolare, l'Università con la quale è in atto un accordo di
  collaborazione,  dovrà aggiornare i modelli concettuali  dei  corpi
  idrici sotterranei, e il lago di Pergusa rientra nel CIS denominato
  Piazza  Armerina. Per tale CIS, l'autorità provvederà a  richiedere
  una  priorità  all'Università di tutti i dati di monitoraggio,  con
  particolare  riferimento a quelli utili a verificare gli  equilibri
  idrogeologici  tra il lago e l'acquifero ad esso  sotteso.  Inoltre
  l'autorità  richiederà ad Arpa Sicilia, individuato quale  soggetto
  esecutore  per lo svolgimento delle suddette attività,  di  fornire
  con  priorità  ogni utile aggiornamento che possa contribuire  alla
  salvaguardia del sistema lago di Pergusa.
   Al  fine  di  coordinare le attività finalizzate all'aggiornamento
  dello  stato  quantitativo e collettivo  che  compone  il  delicato
  equilibrio idrogeologico, l'autorità richiederà ai vari enti, e  in
  modo  particolare al Comune di Enna, di mettere a disposizione ogni
  documento, studio e relazione di ogni genere e tipologia in passato
  prodotti.
   Al  riguardo  l'autorità di bacino ha disposto il finanziamento  e
  l'impegno delle somme per la manutenzione e la rifunzionalizzazione
  idraulica del tratto finale del corso d'acqua che sbocca  nel  lago
  di Pergusa
   A  tal  fine,  in  data  2 agosto 2024, la scrivente  Autorità  ha
  sollecitato  il  comune  di  Enna, ed  il  commissario  del  libero
  Consorzio   di   Enna,  ad  attuare  interventi  finalizzati   alla
  ricostituzione dell'equilibrio idrogeologico del lago
   Alla  luce  degli  aggiornamenti degli  studi,  e  attraverso  uno
  specifico coordinamento tra gli Enti a vario titolo interessati, si
  potranno  valutare  le  seguenti azioni di  salvaguardia  del  lago
  quali,  la  ricarica del lago attraverso pozzi  esterni  al  bacino
  idrogeologico  e  con  acque chimicamente  idonee  al  mantenimento
  dell'ecosistema lacustre.
   Tale  eventuale  risorsa,  a  seguito  di  opportune  valutazioni,
  potrebbe  integrare il volume idrico dell'invaso anche nel  periodo
  invernale,  così  da  restituire al lago una maggiore  capacità  di
  resilienza durante la stagione calda, almeno fino a quando potranno
  nuovamente  essere immesse al lago le acque in eccesso  dell'invaso
  Ancipa, la cui rete di connessione è già realizzata.
   Altra  azione  di  salvaguardia è la rimozione  dei  materiali  di
  interramento  con  rimodellamento delle  rive,  per  permettere  la
  ricostituzione del volume originario del lago. L'intervento  mirerà
  alla  rimozione  dei limi melmosi che ospitano la fauna  anaerobica
  che  determina la principale condizione di asfitticità delle acque.
  Tale intervento, inoltre, potrà migliorare e rendere più rapido gli
  effetti  della ricarica dell'acquifero verso il lago,  riducendo  i
  tempi di risposta e drenaggio delle acque sotterranee verso il lago
  stesso
   Ed infine, l'intervento relativo alla proposta di studio applicato
  al  riutilizzo delle acque reflue depurate dal depuratore  comunale
  di Enna. Grazie

   PRESIDENTE. Grazie, assessore. Onorevole Venezia come si dichiara?

   VENEZIA.  Grazie  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessore,  la
  risposta a questa interrogazione è abbastanza articolata, e tocca i
  punti salienti che erano stati posti.
   Però,  mi  sia consentito di fare un breve excursus sulle  vicende
  legate  al  lago  di  Pergusa, almeno nell'ultimo  biennio,  quando
  diverse associazioni, ma anche noi attraverso atti parlamentari, il
  Consiglio  comunale di Enna, hanno cercato di porre  all'attenzione
  delle  autorità  competenti  un problema assolutamente  importante,
  cioè  la  scomparsa del lago a causa della mancanza di manutenzione
  ordinaria nei canali di adduzione delle acque piovane, della  delle
  opere di manutenzione.
   Questa  estate  abbiamo anche rilevato la dispersione  di  liquidi
  fognari  che  andavano nel letto del lago, e  tutta  una  serie  di
  problematiche  rispetto  alle  quali non  c'è  stata  un'attenzione
  concreta  né  dall'Ente gestore, che ovviamente  si  trova  in  una
  condizione di gravi criticità finanziarie, e non può affrontare con
  il  proprio  bilancio,  le  spese necessarie  per  questo  tipo  di
  interventi, e parlo del libero Consorzio di Enna.
   Il lago di Pergusa è arrivato alle cronache, anche internazionali,
  le  foto della scomparsa del lago questa estate sono arrivate anche
  oltre   oceano,  e  il  lago  come  è  noto  insiste  in  un   sito
  naturalistico  di grande pregio, fa parte e ricade dentro  uno  dei
  due geoparchi riconosciuti dall'Unesco in Sicilia.
   Prendiamo  atto dalla risposta che, finalmente, si  sta  attivando
  con l'università, l'attività di monitoraggio, che negli anni scorsi
  ci  risulta essere mancata, prendiamo atto che l'Autorità di bacino
  sta  finanziando  interventi  più  significativi  per  cercare   di
  risolvere   alcuni   problemi   impellenti   che   riguardano    la
  sopravvivenza del lago
   Per   quanto  riguarda  la  ricarica  attraverso  risorse  idriche
  provenienti  da altri laghi, su questo, ovviamente, ci  sembra  una
  versione romantica, perché l'Ancipa in questo momento non riesce  a
  soddisfare nemmeno alle esigenze preminenti per cui è nata, cioè il
  fabbisogno  idrico  per  la  popolazione  civile,  immaginiamo   se
  possiamo trasportare acqua dall'Ancipa al Lago di Pergusa
   Per  cui  l'idea  di  mettere  in campo,  insieme  all'Assessorato
  dell'acqua e dei rifiuti, dei finanziamenti che possono trasformare
  le  acque reflue che provengono dalla città di Enna, attraverso  un
  depuratore  che ci risulta, allo stato, non adeguato rispetto  alla
  normativa vigente, può essere un'idea, come la raccolta delle acque
  piovane che gravitano attorno al bacino del lago.
   Certo,  le risposte che sono arrivate da parte di questo  Governo,
  nel  mese di agosto, quando le polemiche imperavano sulla stampa  e
  quando  tutti  erano allarmati sulla scomparsa del lago,  non  sono
  state per nulla soddisfacenti.
   L'Assessore   che   l'ha  preceduta,  assessore  Savarino,   aveva
  convocato un tavolo tecnico nell'agosto del 2023; dopo un anno, non
  si  fece più niente e poi, nell'agosto nel 2024, ci siamo ritrovati
  in una manovra di bilancio delle risorse per la costituzione di una
  fondazione,  sulla  quale  - per come è nata  -  non  possiamo  che
  esprimere,   anche  in  questa  sede,  le  nostre  perplessità.   E
  invitiamo,  a  tal  proposito, l'Assessore, la invito,  a  rivedere
  anche questa posizione, perché noi crediamo che l'ente gestore  che
  possa  occuparsi della gestione della Riserva - e quindi anche  del
  lago e di ciò che sta attorno - debba essere individuato attraverso
  un  processo  partecipativo della comunità  ennese  e  di  tutti  i
  soggetti che gravitano attorno al Lago di Pergusa e non può  essere
  calato dall'alto con questa idea della Fondazione.
   Per  quanto  ci riguarda, continueremo a tenere alta  l'attenzione
  sul  Lago  di  Pergusa,  come sugli altri invasi  siciliani,  e  ci
  auguriamo che alle parole, alle buone intenzioni possano seguire  i
  fatti.
   Per queste ragioni ci riteniamo parzialmente soddisfatti.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole   Venezia,   che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatto.
   Si  passa  all'interpellanza  n. 139 "Intenzioni  in  merito  alla
  tutela  e  alla valorizzazione della RNO Isola delle Femmine,  c.d.
  'Isolotto',  e della ANP Capo Gallo-Isola delle Femmine",  a  firma
  degli onorevoli Giambona ed altri.
   Prego, Assessore.

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie, signor
  Presidente.
   Con   riferimento  all'atto  ispettivo  in  oggetto,   l'onorevole
  interpellante   vuole  sapere,  in  merito  alla  tutela   e   alla
  valorizzazione della Riserva naturale orientata Isola delle Femmine
  e  dell'area marina protetta Capo Gallo-Isola delle Femmine, se  vi
  sia  l'intenzione di avviare un tavolo di confronto con  tutti  gli
  attori  coinvolti, al fine di esaminare le criticità,  i  piani  di
  tutela  e  valorizzazione  della  Riserva  Isola  delle  Femmine  e
  dell'area  marina protetta Capo Gallo-Isola delle  Femmine;  se  le
  risorse  stanziate  in  favore degli  enti  gestori  delle  riserve
  naturali,  al  fine  di assicurare lo svolgimento  ordinario  delle
  attività e consentire il perseguimento dei fini istitutivi di  ogni
  singola  riserva,  siano  congrue alle reali  necessità  e  vi  sia
  l'intenzione di provvedere al relativo incremento.
   In   merito  al  primo  punto,  si  rappresenta  che,  considerata
  l'importanza che riveste la Riserva naturale, sia per la flora  che
  per  la  fauna  presenti,  e  in  particolar  modo  per  le  specie
  nidificanti e migratorie, la IV Commissione 'Ambiente, territorio e
  mobilità'   dell'Assemblea  regionale  siciliana  ha  adottato   la
  risoluzione  n.  7, recante "Iniziative volte alla  tutela  e  alla
  valorizzazione  della riserva orientata di Isola  delle  Femmine  e
  dell'area  marina  protetta  Capo  Gallo,  impegnando  il   Governo
  regionale  -  e  per esso il Presidente della Regione  siciliana  e
  l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente -  ad  avviare
  un  tavolo di confronto, volto ad esaminare le criticità e i  piani
  di  tutela  e  valorizzazione della riserva con  il  coinvolgimento
  degli  attori interessati, quali il Ministero dell'ambiente e della
  sicurezza energetica, i comuni di Palermo e di Isola delle Femmine,
  la  Capitaneria di Porto di Palermo, l'ente gestore  della  Riserva
  naturale orientata e di tutte le parti ritenute opportune.
   A tal proposito, la sottoscritta, con nota protocollata al n. 8999
  del  16  settembre 2024, ha dato l'avvio al tavolo tecnico  oggetto
  della  risoluzione, invitando le istituzioni competenti,  quali  il
  Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, il comune  di
  Palermo, la Lipu, in qualità di ente gestore della Riserva naturale
  orientata  Isola  delle  Femmine, e  la  Capitaneria  di  porto  di
  Palermo, a designare un proprio rappresentante quale componente del
  tavolo in argomento, al fine di porre in essere tutte le necessarie
  interlocuzioni finalizzate ad individuare l'ente gestore  dell'area
  marina  protetta  Capo Gallo-Isola delle Femmine per  approvare  il
  relativo regolamento.
   In merito al secondo punto dell'interpellanza, si rappresenta che,
  con  riferimento alle risorse economiche stanziate in favore  degli
  enti  gestori delle riserve naturali, l'importo da erogare all'ente
  gestore  è  stabilito in convenzione e viene finanziato tramite  il
  capitolo   443302,  sulla  base  della  disponibilità   finanziaria
  risultante  a  seguito  dello  stanziamento  annuale  in   bilancio
  stabilito dalla legge di stabilità e può essere variato,  anche  in
  aumento se noi vogliamo, con una prossima legge di stabilità.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Onorevole Giambona, come si dichiara?

   GIAMBONA.   Grazie,   signor   Presidente,   onorevoli   colleghi.
  Assessore,  la ringrazio per la puntuale ricostruzione  rispetto  a
  quello  che  è lo stato dell'arte. Come noi sappiamo, qualche  mese
  fa,  è  avvenuto  un fatto increscioso, in questo sito  dall'enorme
  importanza dal punto di vista naturalistico e anche grazie a quelle
  che  sono  state le segnalazioni di Legambiente, WWF, ma  anche  di
  Marevivo,  abbiamo  fatto un focus su quella che  è  l'esigenza  di
  porre chiarezza, non solamente sulla Riserva naturale orientata, ma
  anche sull'area marina protetta.
   È  un sito di interesse comunitario, tra l'altro molto vasto,  che
  si estende da Capo Gallo fino ad arrivare ad Isola delle Femmine  e
  comprende,  tra l'altro, due porti, appunto: quello della  comunità
  di Isola delle Femmine e quello di Sferracavallo.
   Le  problematiche sono tante, non per ultima il fatto  increscioso
  del  party  del  29  giugno ma, ecco, un luogo questo  che  conosco
  molto,  molto bene, che è mortificato quotidianamente con ancoraggi
  illegali,  con  pesca abusiva e ringrazio l'ente  gestore  che,  in
  questo  momento, si occupa dell'area marina protetta, mi  riferisco
  alla  Capitaneria  di  porto  che fa il  massimo,  con  i  mezzi  a
  disposizione, come fanno il massimo anche i pescatori, il Consorzio
  Cogepa, le associazioni di categoria e ambientaliste, ma è evidente
  che  bisogna fare un passo avanti, un passo oltre per la tutela  di
  questo importante sito, e colgo con grande apprezzamento quello che
  è l'iter che si sta ponendo avanti.
   Assessore,  io  sono stato promotore di quella risoluzione  che  è
  stata approvata in Commissione Territorio e ambiente e apprendo con
  grande  soddisfazione  che  si sta portando  avanti  quella  che  è
  l'interlocuzione  necessaria con gli organi  competenti  a  livello
  nazionale, in primis con il Ministero dell'ambiente.
   Noi  abbiamo la necessità di avere un ente gestore, al pari  delle
  altre  aree  marine  protette in cui insistono  tra  l'altro  delle
  riserve.  Questa area marina protetta è lasciata a sé  stessa,  non
  c'è   attività   di   sensibilizzazione,  non   c'è   nemmeno   una
  cartellonistica, non c'è una sede, si potrebbe fare tanta  attività
  anche  coinvolgendo  le  scolaresche su quello  che  è  un  impegno
  ambientale  che  ormai  possiamo  dire  non  può  che  essere   che
  quotidiano.
   Allora,  io monitoro con grande puntualità l'attività che  si  sta
  portando  avanti,  nell'obiettivo di dare  quanto  prima  possibile
  all'area  marina protetta di Isola delle Femmine un  ente  gestore,
  così da garantire una maggiore tutela di un sito che, dal punto  di
  vista  naturalistico,  geologico  e  botanico,  sicuramente  non  è
  secondo a nessuno.
   Grazie, signor Presidente.
   Mi ritengo soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Giambona,   che   si   dichiara
  soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1183 "Iniziative urgenti inerenti
  alla  recente  illegittimità  costituzionale  delle  norme  per  la
  proroga dei termini di presentazione delle domande di rinnovo delle
  concessioni demaniali marittime".
   Non  vedo  il  primo  firmatario in Aula,  che  è  l'onorevole  La
  Vardera,   quindi,  assessore,  la  consideriamo   trasformata   in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta. Grazie.
   Si  passa all'interrogazione n. 1184 "Chiarimenti urgenti inerenti
  alla  dotazione  dei  mezzi antincendio della  Regione  siciliana".
  Anche  questa  la  consideriamo trasformata in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.
   Sì,  abbiamo  già  risposto a questa,  se  non  sbaglio,  era  una
  interrogazione similare, precedentemente, quindi, anche  questa  la
  consideriamo   trasformata  in  interrogazione  con  richiesta   di
  risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1194  "Verifica  della  salubrità
  dell'area della frazione Cassibile-Fontane Bianche di Siracusa",  a
  firma dell'onorevole Spada. Prego.

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie, signor
  Presidente.
   Con  l'interrogazione l'onorevole Spada chiede la  verifica  della
  salubrità  dell'area  nella frazione Cassibile-Fontane  Bianche  di
  Siracusa  e, in particolare, vuole sapere se le molestie  olfattive
  siano  state segnalate all'Arpa Sicilia e se non intende  attivarsi
  in  merito affinché siano effettuati i dovuti  campionamenti  e  le
  analisi  necessarie  per  verificare  la  salubrità  dell'aria   ed
  adottare  tutti  i  provvedimenti utili a rimuovere  le  cause  del
  cattivo odore, tutelando la popolazione residente della frazione di
  Cassibile-Fontane Bianche.
     L'ufficio Arpa Sicilia, interpellato per competenza al riguardo,
  ha  rappresentato  in ordine ai chiarimenti richiesti  specificando
  che la zona di Cassibile-Fontane Bianche dista oltre 25 chilometri,
  in  linea  d'aria, dalla più vicina stazione di monitoraggio  della
  qualità  dell'aria  di Siracusa Pantheon, di quelle  ubicate  nella
  ERCA gestita dall'Arpa Sicilia.
   Nei  primi  15  giorni di settembre, dal comune di  Siracusa  sono
  pervenute 77 segnalazioni che non hanno comunque determinato né  un
  alert né un pre-alert.
   Si  è  registrato, in particolare, nel comune di Augusta  un  pre-
  alert il 6 settembre ed un alert il 9 settembre.
     Il report Nose, che è un progetto di ricerca, di monitoraggio  e
  studio dell'aria, della qualità ambientale, e le relazioni sui dati
  di qualità dell'aria che sarà pubblicato sul sito web dell'Agenzia,
  evidenziano i dati che si sintetizzano.
   Le stazioni di monitoraggio nello stesso periodo, e cioè nei primi
  15 giorni del mese di settembre, evidenziano alcuni picchi orari di
  idrocarburi non metanici, superiori al valore soglia. I più elevati
  nella stazione Augusta Marcellino.
   Si  rilevavano  alcuni picchi orari di anidrite solforosa,  sempre
  nella zona di Augusta, in data 8, 9 e 11 settembre.
   Il  valore più elevato alle ore 2.00 del 9 settembre, pari  a  243
  microgrammi di inquinante gassoso per ogni metro cubo di aria.
   Infine, il limite della concentrazione media giornaliera del  PM10
  è  stato  superato dalla stazione di Augusta Megara il 10 e  il  13
  settembre,  rispettivamente pari a 85 e 82  microgrammo  inquinante
  gassoso per ogni metro cubo di aria.
   Nella  stessa  giornata, nessuna stazione ha rilevato  superamenti
  del  valore medio giornaliero, per cui è verosimile che la sorgente
  emissiva sia stata prossima alla stazione.
   Mentre,    tornando    alla   zona   di   interesse    evidenziata
  nell'interrogazione  in argomento, nessun picco  è  stato  rilevato
  nelle stazioni di monitoraggio ubicate nel comune di Siracusa,  che
  sarà  pubblicato  sul  sito  web dell'Agenzia,  nelle  stazioni  di
  monitoraggio,  nei  primi 15 giorni del mese di  settembre  e  sono
  stati  rilevati  alcuni  picchi orari  idrocarburi,  non  metanici,
  indicatore di qualità dell'aria.
   Nessun   picco,  invece,  è  stato  rilevato  nelle  stazioni   di
  monitoraggio ubicate nel comune di Siracusa e quindi nella frazione
  Cassibile-Fontane  Bianche di Siracusa,  quale  zona  di  interesse
  della richiesta di cui alla presente interrogazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Spada, si dichiara soddisfatto o meno  della
  risposta dell'Assessore?

   SPADA. Signor Presidente, grazie, Assessore, per la risposta.
   Pongo  un  tema che interessa la provincia di Siracusa,  nel  caso
  specifico,  l'interrogazione riguardava un  periodo  specifico  del
  territorio di Siracusa, la frazione Cassibile-Fontane Bianche  che,
  oltre  ad  essere  stato  oggetto di miasmi olfattivi  che  abbiamo
  scoperto dopo - perché l'interrogazione è datata - essere collegati
  al  compost  che  viene utilizzato come fertilizzante  nei  terreni
  limitrofi,   vive   un  contesto  che  denuncio,   all'interno   di
  quest'Aula, ormai da diversi mesi.
   Assessore,  sa  benissimo, perché prima di diventare  Assessore  è
  stata  Presidente della Commissione "Ambiente e territorio",  è  un
  autorevole  deputato di questa Assemblea regionale e  sa  benissimo
  come  la  provincia  di  Siracusa vive da diversi  anni,  ma  si  è
  intensificato  ancora di più in questi ultimi mesi, un  dramma  dal
  punto di vista dei miasmi olfattivi che interessano le comunità  di
  Priolo,   Melilli,  Augusta,  Floridia,  Solarino,  che   sono   le
  cosiddette  aree ad alto rischio ambientale .
   Le  dico questo, Assessore, perché, oltre alle denunce che  faccio
  in  quest'Aula  da diversi mesi rispetto all'impatto odorigeno  che
  l'industria  sta avendo su quei territori, abbiamo assistito  tutti
  alla  cosiddetta  pioggia oleosa  che ha investito,  non  solo  dal
  punto  di  vista  dell'impatto olfattivo, ma proprio concretamente,
  danneggiando pannelli e impianti di fotovoltaico, il parco auto  di
  diverse  industrie e attività che comunque facevano anche  noleggio
  di  questi  mezzi  ed  è il motivo per cui ho  fatto  richiesta  di
  convocazione   e   sarà  convocata  domani   un'audizione   in   IV
  Commissione,  alla  quale spero parteciperà, dove  ho  coinvolto  i
  player  della  zona  industriale e anche, diciamo,  i  vertici  del
  depuratore  consortile  IAS che, come lei  ben  sa,  è  oggetto  di
  sequestro da parte della Procura, così come anche l'impianto che  è
  stato oggetto di quell'incidente che ha prodotto materialmente  poi
  quella pioggia oleosa.
   L'appello  che le faccio, Assessore, è di attenzionare  il  nostro
  territorio,  perché  di  questo,  come  dire,  conto  ne   dovremmo
  rispondere politicamente.
   Io  ho  fatto un'ulteriore richiesta all'Assessorato e ne  abbiamo
  parlato,   perché  ho  condiviso  insieme  a  lei  l'iniziativa   e
  soprattutto  il progetto. La richiesta era quella di  dare  seguito
  all'iniziativa di Arpa per l'assunzione di 30 unità di personale da
  destinare alla zona industriale di Siracusa.
   Questo   poteva  essere  e  può  essere  fatto  con  un   progetto
  sperimentale della durata di 2 o 3 anni, adesso non ricordo, e  può
  mettere  finalmente  freno ad un contesto  che,  a  mio  avviso,  è
  sfuggito   di   mano,  dal  punto  di  vista  sia  della   gestione
  territoriale,  ma  anche dal punto di vista  politico.  E  le  dico
  questo perché noi, oggi, in provincia di Siracusa, abbiamo il  polo
  industriale più grande d'Europa e abbiamo solamente 2 unità di Arpa
  adibite al controllo di questo polo industriale.
   E'  mai  pensabile che il polo più grande in Europa  possa  essere
  controllato rispetto alle segnalazioni che vengono fatte da 2 unità
  di personale? Tra l'altro, quando una è in malattia e l'altra non è
  reperibile  non  abbiamo  neanche la possibilità  del  monitoraggio
  dell'area  oltre, diciamo, al lavoro che fanno le cabine  dislocate
  lungo il territorio provinciale.
   Quindi, Assessore, le chiedo di dare seguito a questa iniziativa e
  le  chiedo  anche  un'attenzione  maggiore  da  parte  del  Governo
  regionale  rispetto ad una condizione che sta mettendo in ginocchio
  quelle  comunità.  Una  zona diventata  invivibile.  Una  zona  che
  convive con l'industria da più di sessant'anni, quindi non si  sono
  svegliati  ieri  e  si  sono accorti del  problema,  dei  miasmi  o
  dell'impatto  d'origine che l'industria ha su  quei  territori.  Ma
  oggi la situazione è peggiorata e sta peggiorando.
   Quindi,  se una comunità sente di doversi ribellare nei  confronti
  di  una  gestione che non sta rispettando, a loro avviso, i criteri
  di  tutela  ambientale,  ma  soprattutto  di  impatto  sociale  che
  l'industria  ha  su  quei cittadini, occorre  un  intervento  della
  politica,  perché  ad  oggi c'è stata un'assenza  interventista  da
  parte  della  politica  e  invece  c'è  stata  un'azione  solo   ed
  esclusivamente da parte degli Uffici giudiziari e della  Procura  e
  penso  che  in quanto parlamentari non possiamo abdicare al  nostro
  ruolo  politico e, quindi, parallelamente a quella che  è  l'azione
  che  sta  portando avanti la Procura e la Magistratura, occorre  un
  intervento e una linea chiara da parte della politica.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Spada, come si dichiara?

   SPADA. Soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 1202 "Chiarimenti  in
  merito  allo stato di attuazione del 'Programma di lavoro 2023-2326
  sui  cambiamenti climatici nella Regione Siciliana. Sicilia Climate
  Change  2023-2026' di cui alla delibera di Giunta  n.  320  del  27
  luglio 2023", a firma degli onorevoli Venezia ed altri.

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  L'onorevole
  interrogante  chiede  che si riferisca sulla costituzione  e  sulla
  relativa attività del gruppo di lavoro interdipartimentale  per  la
  strategia  di mitigazione, adattamento per i cambiamenti  climatici
  della Regione siciliana, sullo stato di attuazione del programma di
  lavoro   2023-2026,   sui  cambiamenti  climatici   nella   Regione
  siciliana, Sicilia Climate Change 2023-2026 di cui alla delibera di
  Giunta n. 320 del 27 luglio 2023.
   Premesso  che  la delibera di Giunta, oltre ad aver apprezzato  il
  programma  di  lavoro  Sicilia Climate  Change  per  i  cambiamenti
  climatici,  ha  individuato  il  Dipartimento  Ambiente  di  questo
  Assessorato  quale  struttura  regionale  di  riferimento  per   lo
  sviluppo e il coordinamento delle attività previste avvalendosi del
  Servizio   2   dello   stesso  Dipartimento  quale   struttura   di
  coordinamento   e   ha   dato   mandato   all'Assessore   regionale
  dell'Ambiente di costituire un gruppo di lavoro interdipartimentale
  per  la  strategia di mitigazione e adattamento per  i  cambiamenti
  climatici  della  Regione siciliana, si rappresenta  quanto  segue.
  Interrogato  il  competente Dipartimento  sulla  questione  oggetto
  dell'interrogazione, questo ha evidenziato di avere avviato  l'iter
  procedurale per la costituzione del gruppo di lavoro già  con  nota
  protocollo  numero  8830  dell'8  novembre  2023,  individuando   e
  proponendo  all'Assessore  protempore, un  elenco  di  dipartimenti
  interessati per la costituzione del gruppo di lavoro in  argomento,
  così  composto,  Protezione  civile,  programmazione,  Autorità  di
  bacino,    Attività   produttive,   energia   acque    e    rifiuti
  infrastrutture,  sviluppo rurale, agricoltura,  urbanistica,  Corpo
  forestale  e  beni  culturali, tutti i Dipartimenti;  condivisa  la
  proposta con nota protocollo del 9 febbraio 2024, indirizzata  alle
  predette   strutture,  il  Dipartimento  Ambiente  ha  chiesto   la
  designazione  di  un rappresentante ai fini della costituzione  del
  gruppo  di lavoro interdipartimentale, le predette strutture  hanno
  dato riscontro destinando i propri rappresentanti, ad oggi non sono
  ancora  pervenuti  i  riscontri  del Dipartimento  alla  Protezione
  civile e del Dipartimento delle infrastrutture. Tuttavia, con  nota
  del 23 settembre 2024, il Dipartimento Ambiente ha dato avvio a una
  propedeutica  attività ricognitiva per le tematiche trattate  dagli
  stessi   Dipartimenti  al  fine  di  conoscere   quali   siano   le
  problematiche  già emerse e riconducibili al cambiamento  climatico
  con eventuali proposte atte a mitigare gli effetti avversi.
   Tale  ricognizione  sarà di utilità per la stesura  del  documento
  "Analisi  dei rischi climatici regionali" che secondo il  Programma
  di  lavoro Sicilia Climate Change dovrà essere completato entro  il
  giugno 2025, contenente l'analisi di contesto costituito dal quadro
  socio-economico  ambientale e territoriale e dall'inventario  degli
  eventi  pregressi,  con gli impatti avvenuti, l'individuazione  dei
  rischi  climatici  derivanti da diverse sorgenti  di  pericoli  per
  settori   ed   elementi  esposti,  popolazione,  beni,  produzione,
  infrastruttura, finalizzata a comprendere gli impatti attesi  nelle
  aree di pianificazione in relazione ai diversi scenari climatici  e
  alla  vulnerabilità rilevate. Riguardo al secondo quesito  relativo
  alla  stato  di  attuazione del programma di lavoro, richiamato  in
  oggetto,  si  rappresenta quanto segue: in riferimento all'attività
  denominata  "Ricognizione dello stato dell'arte" è stata effettuata
  la  ricognizione prevista, è stata redatta una bozza del  documento
  di   sintesi   con  riferimento  all'attività  denominata   "Quadro
  climatico  generale regionale", con nota protocollo del  17  luglio
  2024  è stata avanzata la richiesta di stanziamento di risorse pari
  a  centomila euro, trasmettendo bozza di emendamento alla legge  di
  stabilità  2024 - 2026 con la relativa relazione illustrativa,  ciò
  al  fine di potere dare avvio alle attività ed, in particolare, per
  la  stipula di convenzioni con enti di ricerca ed organizzazioni di
  supporto  tecnico specialistico e alla data odierna si è ancora  in
  attesa.
   Riguardo  alle  attività di cui ai punti c), "analisi  dei  rischi
  climatici   regionali"  e  l'attività  denominata  "predisposizione
  proposta   strategica  regionale  di  adattamento  ai   cambiamenti
  climatici  e  processo  partecipativo",  questi  sono  previsti  in
  scadenza  nell'anno 2025, mentre per il punto denominato  "attività
  di  comunicazione,  partecipazione  e  sensibilizzazione"  è  stata
  realizzata  una  sezione  sul cambiamento climatico  nel  sito  web
  istituzionale del Dipartimento Ambiente.
   Inoltre,  si  è ritenuto opportuno avanzare formale  richiesta  al
  Dipartimento regionale Agricoltura e ad Arpa Sicilia, l'Autorità di
  bacino,  di  designare  un  rappresentante  istituzionale  per   la
  costituzione   della   struttura  di  supporto  tecnico-scientifico
  prevista dal programma in oggetto. Le predette strutture hanno dato
  riscontro  designando  il  rispettivo  rappresentante  in  data  25
  luglio,  è stata convocata una prima riunione conoscitiva  tenutasi
  presso  i  locali del Dipartimento dell'Ambiente e con  i  predetti
  componenti  della struttura tecnico-scientifica alla  presenza  del
  gruppo  di valutazione del Dipartimento di programmazione  e  anche
  della  relativa assistenza tecnica, volta alla conoscenza dei  dati
  climatici in possesso dell'amministrazione regionale.
   Si rappresenta, inoltre, che il Dipartimento regionale Ambiente ha
  aderito  al  progetto  "Climate  and  Power,  user  driven  climate
  application  empowering regional resilience", il  cui  obiettivo  è
  quello  di rafforzare le competenze delle autorità regionali  e  di
  altri portatori di interesse, di cinque Regioni dell'Unione Europea
  tra  cui figura la Regione siciliana, al fine di affrontare elevati
  rischi climatici.
   Inoltre,  il Dipartimento in parola ha sostenuto, con  lettera  di
  supporto, il progetto "Life" presentato dalla Regione Veneto,  come
  beneficiario  e  coordinatore nell'ambito del progetto  "Life  2023
  Strat".
   Con  delibera n. 422 del 26 ottobre 2023, la Giunta di Governo  ha
  apprezzato  l'adesione  della Regione siciliana  alla  Carta  della
  missione    "Adattamento   ai   cambiamenti   climatici"   promossa
  dall'Unione Europea. L'adesione alla predetta Carta consentirà alla
  Regione  l'accesso  alla piattaforma europea  di  attuazione  della
  Missione, che offrirà sostegno ed assistenza tecnica alle  autorità
  regionali e locali nella valutazione dei rischi e degli impatti dei
  cambiamenti climatici, nonché nella formazione del proprio piano di
  adattamento,  anche  attraverso  l'accesso  alle  sovvenzioni   del
  programma  Orizon Europe . In particolare, aderendo alla Carta,  la
  Regione  diventerà parte di una comunità di pratiche in materia  di
  adattamento  ai  cambiamenti climatici, potendo creare  contatti  e
  confrontarsi   con   altre  regioni  e  Comunità   europee.   Potrà
  partecipare  a  un  forum  annuale  della  Missione  che   favorirà
  confronti dinamici e la condivisione di esperienza, potrà  accedere
  ai servizi della piattaforma di attuazione della Missione, aiuto ad
  accedere  alla  conoscenza e ai metodi di  valutazione  dei  rischi
  climatici, accesso ad esempi di buone pratiche di altre Regioni  ed
  informazioni sui risultati della ricerca più recente, sostegno  per
  collegare  tali  esempi, i risultati della ricerca con  tabelle  di
  marcia,  piani e percorsi locali in materia di adattamento, accesso
  a  strumenti,  esempi  e  migliori pratiche  per  dialogare  con  i
  cittadini, consulenze su possibili fonti di finanziamento pubbliche
  e private per l'adattamento al cambiamento climatico.
   Si   evidenzia,  a  tal  proposito,  che  il  Dipartimento   della
  Programmazione   è  destinatario  di  un  supporto   specifico   di
  assistenza da parte di  Jasper , per il supporto allo sviluppo  del
  Piano   di   azione  regionale  per  l'adattamento  ai  cambiamenti
  climatici per la Sicilia e individuazione dei relativi investimenti
  prioritari, a cui ha aderito il Dipartimento ambiente che  fornisce
  gratuitamente  consulenza tecnica e supporto a rafforzamento  delle
  competenze per la preparazione nello specifico e per lo sviluppo di
  un   Piano   di  azione  relativo  all'adattamento  al  cambiamento
  climatico per la Regione siciliana.
   Il  Jasper Sicilian Regional adaptation climate change action Plan
  è un'iniziativa della Commissione europea e della Banca europea per
  gli  investimenti, per fornire consulenza indipendente  e  gratuita
  alle Regioni europee per progetti di investimento di ampia portata,
  da finanziare mediante il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.
   Infine, con riguardo alla costituzione dell'Osservatorio regionale
  sui cambiamenti climatici, si rappresenta che le designazioni degli
  esperti  da  parte  degli enti individuati dalla  legge  hanno  già
  ricevuto,  in  data  18  settembre, il  parere  positivo  della  IV
  Commissione  legislativa permanente dell'ARS, e pertanto  si  è  in
  attesa della conclusione dell'iter procedurale.
   Stamattina, c'è stato un ulteriore passo avanti rispetto a questo,
  con   un'ulteriore  conferenza  tecnica  che  si  è  tenuta  presso
  l'Assessorato che presiedo.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Onorevole Venezia, come si dichiara?

   VENEZIA. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1203 "Chiarimenti circa
  i   procedimenti  gestiti  dall'Ufficio  territoriale  Ambiente  di
  Siracusa in ordine alle concessioni demaniali marittime",  a  firma
  degli onorevoli Spada ed altri.
   Prego, Assessore.

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie, signor
  Presidente.
   Con  l'interrogazione  in  oggetto, l'onorevole  pone  i  seguenti
  quesiti:  sapere quale iniziativa si intenda adottare in  relazione
  ai comportamenti omissivi tenuti dall'Ufficio territoriale ambiente
  di   Siracusa,   e   quali  ulteriori  provvedimenti   ritenga   di
  intraprendere  per  velocizzare lo svolgimento  delle  pratiche  in
  tempi conformi alle disposizioni di legge.
   Consultati gli uffici di competenza, si rappresenta quanto  segue:
  l'articolo   24  del  regolamento  del  Codice  della  navigazione,
  rubricato  "Variazione  al  contenuto della  concessione",  recita:
  "Qualsiasi variazione dell'estensione della zona concessa  o  delle
  opere   o  delle  modalità  di  esercizio,  deve  essere  richiesta
  preventivamente, e può essere consentita mediante  atto  o  licenza
  suppletivi dopo l'espletamento dell'istruttoria. Qualora, peraltro,
  non  venga  apportata alterazione sostanziale  al  complesso  della
  concessione  o  non  vi  sia  modifica  della  zona  demaniale,  la
  variazione  può  essere  autorizzata  per  iscritto  dal  Capo  del
  compartimento,  previo nulla osta dell'Autorità  che  ha  approvato
  l'atto di concessione".
   Si   ritiene,  quindi,  necessario  e  conforme  al  comma  2  del
  richiamato  articolo  24 avviare un procedimento  istruttorio  ogni
  qualvolta   l'istanza  del  concessionario  determina  qualsivoglia
  variazione   nell'estensione  dell'area  demaniale  originariamente
  concessa, tale procedimento amministrativo e contabile  si conclude
  con  l'emissione  di un'autorizzazione ex articolo  24  del  Codice
  della  navigazione che andrà trasmessa agli uffici della Ragioneria
  per  la  parte  contabile  e  legata all'avvenuta  rideterminazione
  dell'ammontare del canone per gli accertamenti di competenza.
   Per  quanto concerne le istanze ante 2020, riguardanti la modifica
  delle  concessioni demaniali sostanziali e non, le stesse  derivano
  dalla conferma interesse sul portale demaniale marittimo che andava
  fatta entro il 30 giugno 2021, ai sensi dell'articolo 3 della legge
  32 del 2020.
   Ciò  detto  risultano  solamente sei le istanze  di  modifica  non
  apportanti  variazioni sostanziali al complesso della  concessione,
  quindi  una variazione senza ampliamento e non definite per  motivi
  non imputabili alla struttura territoriale di Siracusa.
   Per  quanto riguarda le istanze di variazione di tipo sostanziale,
  quindi  variazione con ampliamento, risultano in  corso  numero  18
  istanze  la  cui istruttoria ha avuto un decorso più  complesso  in
  quanto  si è reso necessario acquisire la documentazione necessaria
  da  inoltrare  agli  uffici  deputati al  rilascio  dei  pareri  di
  competenza. A ciò si aggiunga, quale dato non affatto trascurabile,
  che  si  è in attesa del pronunciamento del CGA sui ricorsi avverso
  le  sentenze del Tar Catania n. 2116 del 2024 e 2117 del  2024,  il
  cui  pronunciamento potrebbe avere effetti determinanti  sull'esito
  delle  istanze  pendenti  e  presentate ante  31.12.2020.  Tanto  è
  dovuto. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Spada   per   dichiararsi  soddisfatto  o   meno   della   risposta
  dell'Assessore.

   SPADA.  Signor  Presidente, io ritengo  che  la  negligenza  degli
  uffici - magari depotenziati del personale - siano sotto gli  occhi
  di tutti.
   Io  la  invito,  Assessore,  a  fare un'ispezione  su  Siracusa  e
  verificare quello che accade, perché mi risulta che alcune pratiche
  abbiano  un  esito  celere nell'esitazione mentre  altre  rimangono
  ferme  lì per anni addirittura e quindi verificare e controllare  è
  compito   anche  dell'Assessorato  e  soprattutto  è   un'ulteriore
  garanzia  nei confronti di tanti imprenditori che hanno  deciso  di
  investire  in questa Regione e che oggi, a causa della  burocrazia,
  si trovano fermi nel limbo.
   Grazie, mi ritengo soddisfatto.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Spada che si dichiara soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1209 "Chiarimenti in merito  alla
  gestione  delle  spiagge libere in Sicilia", a firma dell'onorevole
  Figuccia, che trasformiamo con richiesta di risposta scritta perché
  è assente l'interrogante.
   Si   passa   all'interrogazione   n.   1214   "Chiarimenti   sulla
  balneabilità dei tratti costieri dei comuni di Terrasini e  Termini
  Imerese", a firma dell'onorevole Cracolici, che in accordo  con  il
  Gruppo PD trasformerei in scritta.
   Si  passa  all'interrogazione 1216 "Chiarimenti urgenti in  merito
  alla  realizzazione  di  un nuovo solarium  sul  lungomare  Peppino
  Impastato", a firma dell'onorevole La Vardera ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, con l'interrogazione specificata in oggetto, in  merito
  alla  richiesta di chiarimenti urgenti in merito alla realizzazione
  del  nuovo  solarium sul lungomare Peppino Impastato di  Terrasini,
  l'onorevole  Ismaele La Vardera intende sapere se sia a  conoscenza
  del  progetto di realizzazione di una nuova struttura solarium  sul
  lungomare  Peppino  Impastato di Terrasini  e  se  non  si  ritenga
  necessario  e urgente attivarsi per esaminare la legittimità  della
  procedura  eventualmente  adottata  dal  comune  di  Terrasini  per
  l'approvazione  del  progetto  di  realizzazione  del  solarium  ed
  acquisire informazioni dettagliate e complete a riguardo,   inclusi
  gli  studi  di impatto ambientale e le valutazioni di sostenibilità
  condotte.
   In  riscontro  all'interrogazione in argomento, gli  uffici  hanno
  rappresentato,  per quanto di competenza, che agli atti  di  questo
  Assessorato   non   risultano   pervenute   richieste   da    parte
  dell'Amministrazione    comunale    di    Terrasini     riguardante
  l'autorizzazione-concessione in area  demaniale  marittima  per  la
  realizzazione  di  un  progetto  di  realizzazione  di  una   nuova
  struttura solarium sul Lungomare Peppino Impastato.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  La  Vardera  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LA VARDERA. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  La  Vardera  che   si   dichiara
  soddisfatto.
   Si  passa all'interrogazione n. 1219 "Chiarimenti urgenti inerenti
  alla  frana  che  ha interessato il viale Minosse  in  località  di
  Eraclea Minoa". Questa è quella a cui non può rispondere (essendone
  stata  eccepita  l'incompetenza da parte  dell'Assessore,  come  da
  precisazione della Presidenza, più sopra comunicata).
   Va bene.

   LA VARDERA. Perché non può rispondere?

   PRESIDENTE. Perché a inizio in Aula abbiamo comunicato che  non  è
  competenza  dell'Assessore e quindi si aspetta  che  il  Presidente
  della Regione dia la competenza adeguata.
   Abbiamo finito con gli atti ispettivi colleghi.


           Comunicazioni ex articolo 83 Regolamento interno

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo  83,  aveva
  chiesto   la   parola   l'onorevole  Lombardo   inizialmente,   poi
  l'onorevole  Gilistro  e  gli  onorevoli  Ciminnisi,  Gambona,   La
  Vardera.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe.

   LOMBARDO   Giuseppe.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  Assessore,  per  fortuna  che abbiamo l'Assessore  presente  perché
  l'argomento riguarda proprio lei, Assessore, e riguarda  lei  anche
  se indirettamente, perché quando è stato fatto questo provvedimento
  lei ancora non era Assessore.
   Il tema del giorno sono i superpoteri che ha richiesto Schifani  e
  che  sono  in  corso di approvazione già è stato fatto  al  Senato,
  adesso si deve passare alla Camera. Su questa vicenda Assessore, mi
  segua bene, sui termovalorizzatori, si sta giocando una partita che
  vale 4 virgola 6 miliardi di euro
   Abbiamo  avuto  la  conferma in Commissione che  queste  strutture
  saranno  realizzate  come  già  sapevamo  con  fondi  pubblici   ed
  esattamente con 800 milioni del Fondo di sviluppo e coesione e  poi
  saranno  dati in gestione agli stessi privati che realizzeranno  le
  strutture.
   Si  tratta  di  una  gestione  che  ben  che  vada  durerà  almeno
  trent'anni,  si  tratta  di impianti che dovranno  gestire  ciascun
  impianto  300000  tonnellate  di rifiuti  l'anno  quindi  significa
  600000 tonnellate di rifiuti, con una tariffa che si aggira fra  le
  280 e le 320 euro a tonnellata
   Assessore le chiedo, non è questa la sede nella quale lei mi dovrà
  rispondere  ma lei si deve fare carico di questo quesito,  dobbiamo
  capire  il perché c'è un procedimento che era stato già predisposto
  dalla  CTS  ed esattamente il 15 di marzo e non è stato  pubblicato
  perché non è stato numerato.
   C'è  un'iniziativa  privata che è partita  esattamente  il  15  di
  aprile  del  2020, si è conclusa in quattro anni, una procedura  di
  valutazione di impatto ambientale ed il riferimento è il 1019 e non
  si  sa  perché  è  stata fermata questa procedura, non  si  capisce
  perché  si è passato da un'iniziativa privata a utilizzare  risorse
  pubbliche  e  lo sa quale è la beffa Assessore? Che  non  solo  noi
  utilizzeremo  800 milioni di risorse pubbliche per  realizzare  due
  impianti  che  in ogni caso gestiranno privati, che  in  ogni  caso
  realizzeranno privati  perché le dico questo? Perché  non  ci  sarà
  nessun beneficio
   Oggi  gliel'abbiamo detto al Presidente della RAP e  gliel'abbiamo
  detto  all'assessore  delegato  dal  sindaco  Lagalla  proprio  per
  l'impianto di Bellolampo e gli ho fatto due conti e non sono  stato
  smentito dall'assessore Di Mauro su questo che i palermitani devono
  conoscere,  i  siciliani devono conoscere. Dalla  realizzazione  di
  questi   impianti  non  ci  sarà  non  solo  nessun  beneficio   ma
  addirittura  per  la  città di Palermo ci  sarà  un  aumento  della
  tariffa  che  ben che vada sarà dal 30% al 40% se nel 2009  Palermo
  raggiungerà  un obiettivo almeno del 55% di raccolta differenziata,
  se  no  con  i dati attuali l'aumento sarà di oltre il  60%  perché
  trecentomila    tonnellate    di    rifiuti    che    andranno    a
  termovalorizzazione a 300   a tonnellata valgono 90 milioni di euro
  l'anno
   Non  capisco  il  perché  il buon Armao ha  dovuto  dichiarare  in
  Commissione che siamo in attesa di un parere dell'Avvocatura  dello
  Stato per capire che fine farà questa procedura.
   Allora  io mi chiedo e che vada lei, Assessore, e si faccia carico
  di  questo quesito con il presidente Schifani. Questa variazione  è
  per salvare veramente l'emergenza che non c'è in Sicilia. Emergenza
  rifiuti  in  Sicilia non ce n'è, Assessore. Se  serve  veramente  a
  regalare  la  gestione  dei rifiuti per i  prossimi  trent'anni  ai
  privati  o  se  c'è  dietro qualcosa che ancora  noi  non  siamo  a
  conoscenza  e  vogliamo capirlo il perché. Perché, caro  Assessore,
  non  è  il  suo settore ma in questo momento le città di Palermo  e
  Catania producono la stessa quantità di rifiuti indifferenziati che
  producono 106 comuni della Sicilia sopra i 10.000 abitanti.  Stiamo
  parlando  di quattrocentomila tonnellate di rifiuti indifferenziati
  l'anno.
   Allora   l'emergenza  non  esiste,  l'emergenza  è  voluta  perché
  dobbiamo giustificare qualcosa che non c'è. Prendere 800 milioni di
  risorse  pubbliche  e  metterli  a  disposizione  dei  privati   Il
  presidente Schifani quando ha fatto l'ordinanza per la discarica di
  Lentini,  ai  sensi dell'articolo 19 del Testo unico sull'ambiente,
  aveva  l'obbligo entro 120 giorni, ai sensi del secondo  comma  del
  191,  di  attivare tutte le procedure per incentivare  la  raccolta
  differenziata  e, vado a concludere, cosa ha fatto  per  Catania  e
  Palermo  il presidente Schifani? Ha chiesto solo i poteri  speciali
  per  derogare,  addirittura, al codice dei contratti  e  realizzare
  impianti per un miliardo di euro senza dare conto a quello che è il
  Codice dei contratti.
   E   allora,  Assessore,  si  ricordi  bene  questo  numero:  1019.
  Assessore,  si  ricordi bene questo numero, e spieghi pubblicamente
  il  perché  la  CTS  ha fermato questa procedura  di  un'iniziativa
  privata  che sarebbe stato a costo zero per le tasche dei siciliani
  e  non  è  possibile  immaginare  che,  invece,  di  completare  un
  procedimento avviato nel 2020, si prenda un miliardo di euro  e  si
  spendono sempre a favore dei privati

   PRESIDENTE. Invito i colleghi che intervengono ex articolo  83  di
  rispettare  il  limite  dei cinque minuti. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Gilistro. Ha facoltà di parlare.

   GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore. Il mio
  intervento  riguarda  una  mozione,  la  mozione  136,  che  io  ho
  depositato in questa Regione il 14 novembre del 2023.
   Questa  mozione  riguarda, Presidente, le accise  sui  carburanti.
  Questo  mio  intervento  oggi, perché? perché  i  cittadini,  e  io
  raccogliendo  le preoccupazioni dei cittadini porto  qui  in  Aula,
  sull'aumento delle accise che questo Governo Meloni che, durante la
  campagna  elettorale  aveva promesso di ridurre  o  addirittura  di
  eliminare,  invece  adesso  in barba a  qualunque  promessa,  vuole
  aumentare    Ora  sta  tornando  un  po'  indietro,   forse   vuole
  rimodulare,  non abbiamo capito cosa vuol dire ancora   rimodulare'
  le  accise.  Allora  faccio  presente di  una  beffa  ulteriore:  i
  cittadini  italiani e siciliani devono sapere che  il  costo  della
  materia  grigia sui carburanti è di circa il 45%, il  restante  55%
  sono tasse.
   Ma  la  beffa più grande è che l'Iva del 22% applicata su un  bene
  così  importante,  che è un bene non sicuramente  di  lusso,  viene
  applicato questo 22% non sulla materia prima ma, addirittura, sulle
  stesse accise  Quindi come se il Governo stesse tassando due  volte
  il cittadino mettendo l'iva sulla materia prima e sulle accise, ben
  due  volte  Basterebbe che si togliesse l'iva sulle accise per  già
  apportare una riduzione del costo del carburante di oltre  il  10%
  Questa è la prima cosa che metto in evidenza.
   Presidente, dobbiamo anche immaginare e questo fa parte della  mia
  mozione, che la Sicilia produce, anzi estrae, più del 30 per  cento
  del  carburante  che  noi utilizziamo in tutta Italia,  che  questa
  Regione Sicilia, nel polo industriale più grande d'Europa, uno  dei
  poli industriali più grandi d'Europa, raffina oltre il 30 per cento
  del carburante che utilizziamo in tutta Italia.
   Dove voglio arrivare? I nostri siciliani e la Regione Sicilia,  la
  città  di  Siracusa,  di  Priolo,  e  i  comuni  limitrofi,  pagano
  un'accisa,  un'altra accisa, che non è quella che stiamo applicando
  sul  carburante.  Presidente,  mi  ascolti  in  questo  momento,  è
  importante quello che sto per dire.
   Noi  paghiamo  un'accisa invisibile, cioè i  siracusani,  il  polo
  industriale,   paga   un'accisa   invisibile   che    è    l'accisa
  dell'inquinamento, l'accisa dei morti per l'inquinamento,  l'accisa
  per  la nostra salute  E non è finita, perché paghiamo un'ulteriore
  accisa,  che  è  l'accisa del territorio, della depauperazione  del
  territorio,  del  nostro  grande bellissimo territorio  siracusano,
  hanno  inquinato e distrutto il nostro territorio e le  nostre  più
  belle spiagge
   Allora  cosa chiedo a questo Governo, considerato che  noi  stiamo
  producendo  ed estraendo il 30, 35 per cento del carburante,  credo
  che  i cittadini siciliani, in particolare i comuni intorno al polo
  industriale, possano ottenere, Presidente Schifani, faccia una cosa
  veramente  eccezionale  questa volta,  se  vuole  stare  veramente,
  realmente,  accanto ai cittadini siciliani, vada avanti con  questa
  mozione,  riducendo le accise e il costo dei carburanti, almeno  in
  quella  Regione  che produce carburante per tutto  il  resto  della
  Nazione
   Quindi,  la mia mozione Presidente è importante affinché  possiamo
  riuscire finalmente a ridurre questo costo di carburante almeno  ai
  nostri cittadini siciliani. Grazie

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Gilistro, ha chiesto di intervenire
  l'onorevole Ciminnisi. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.  Grazie  Presidente,  intervengo  approfittando   della
  presenza  dell'assessore Savarino, perché avevo già segnalato  agli
  Uffici  dell'Assemblea alcune delle tante interrogazioni che  avevo
  presentato,  per  cui  era  stato  delegato  l'Assessorato  per  il
  territorio  dell'ambiente,  che però non  hanno  ancora  avuto  una
  risposta.
   Naturalmente,  non parlo di quelle più recenti, per esempio  sulle
  concessioni  demaniali marittime, sulle riserve dello Stagnone,  ma
  mi riferisco anche a delle interrogazioni datate addirittura del  6
  febbraio  2023,  quindi  parliamo  dell'inizio  della  Legislatura.
  Comprendo  che non era lei l'Assessore, però dico l'Assessorato  di
  riferimento  delegato  era  sempre  questo,  quindi  ho  una  lista
  innumerevole che avevo già segnalato alla Presidenza dell'Ars il  3
  ottobre del 2023.
   A  distanza  di  quasi  un anno, da quando io  ho  segnalato  alla
  Presidenza che non avevo ricevuto risposta a un legittimo esercizio
  delle  mie prerogative, continuo a non avere risposta su moltissime
  delle interrogazioni delegate al suo assessorato.
   Voglio segnalare un'altra questione che attiene alle aree idonee e
  non  idonee, visto che il collega Giambona ha ricevuto una risposta
  sull'argomento, per segnalare alla vostra attenzione il  fatto  che
  questa legge deve essere emanata entro il 31 dicembre, abbiamo  sei
  mesi   di   tempo,   ma  non  abbiamo  nessun   tipo   di   notizie
  sull'individuazione delle aree idonee e non idonee  che  dovrebbero
  essere  pervenute.  Anche io avevo presentato un'interrogazione  su
  questo  tema,  ma  probabilmente  è  stato  delegato  l'assessorato
  all'energia sulla stessa interrogazione.
   Infine, approfitto di questo momento, perché in queste ore,  negli
  ultimi giorni è tornato attuale il tema del deposito nazionale  dei
  rifiuti  radioattivi, che ha visto quest'Aula esprimersi in maniera
  unanime, in maniera contraria, nel mese di maggio, rispetto ad  una
  mozione  firmata da tutto il Movimento Cinque Stelle che,  appunto,
  impegnava  il  Presidente  della Regione  ad  attivarsi  presso  il
  Governo nazionale, affinché dichiarasse la propria contrarietà alla
  costruzione  del deposito nazionale nelle due aree  idonee  che  in
  quel  momento erano state individuate, quindi quella di Calatafimi-
  Segesta e quella di Trapani-Fulgatore.
   Purtroppo,  dobbiamo registrare che le notizie che  si  susseguono
  sui  giornali non sono per niente rassicuranti, considerato  che  a
  fronte  di  un impegno - ripeto, all'unanimità - che  è  venuto  da
  questo  Parlamento nei confronti del Governo regionale, il  Governo
  regionale  non  ha mosso un dito o quanto meno non abbiamo  notizie
  sul  fatto che il Governo si sia attivato. Come, invece, era  stato
  fatto  precedentemente, perché il Presidente Musumeci,  quando  nel
  2018  questa  stessa Assemblea ha approvato un'analoga mozione,  al
  contrario,  il Presidente Musumeci si era adoperato, tant'è  che  i
  siti idonei in Sicilia da quattro erano passati a due.
   Oggi abbiamo due siti idonei individuati nella Carta nazionale. La
  Sogin  fino  a  stamattina  precisava che l'ipotesi  delle  miniere
  dismesse, che era stata avanzata nei giornali in questi giorni,  in
  realtà non è confermata, perché i due siti confermati continuano  a
  rimanere Trapani e Calatafimi-Segesta.
   Ora,  a fronte di questo impegno, io le chiedo Assessore di  farsi
  portavoce,  anche  presso  il Presidente  della  Regione,  affinché
  quell'impegno  venga  rispettato, affinché  quindi  il  Governo  si
  attivi  concretamente, anche con la Sogin  e  con  il  Ministero  a
  livello  nazionale, per prendere posizione conformemente  a  quanto
  quest'Aula  e,  quindi,  i Siciliani hanno  chiesto  all'unanimità.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Ciminnisi. Solo per precisare che  le
  interrogazioni e le interpellanze che sono state inserite  in  Aula
  sono  quelle a risposta orale fino a settembre 2024, quindi  se  ci
  sono altre interrogazioni sono con risposta scritta o eventualmente
  presentate con risposta in Commissione.
   È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  io
  oggi  intervengo perché ieri ho partecipato a una iniziativa, a  un
  sit-in  che si è tenuto davanti alla Presidenza, organizzato  dalle
  organizzazioni sindacali che rappresentano il comparto  dei  nostri
  funzionari dell'Amministrazione regionale siciliana.
   Presidente,  io credo che oggi abbiamo raggiunto la misura  colma.
  Nei volti dei lavoratori che ieri erano davanti alla Presidenza  ho
  visto  la  rassegnazione,  ho visto anche  la  mortificazione.  Una
  protesta,  un  sit-in sin troppo pacifico, perché  è  assolutamente
  inaudito  -  ribadisco,  inaudito  -  che  impiegati  della  nostra
  Amministrazione  regionale  attendano  il  rinnovo  del   contratto
  collettivo  da  oltre sei anni. L'ultimo rinnovo  risale  al  2018.
  Attendiamo la piattaforma che ottenga definitiva approvazione dalla
  Corte dei conti, anche attraverso un adempimento che manca, perché,
  ironia  della  sorte,  non si arriva al definitivo  compimento  del
  contratto collettivo 2019-2021 perché non c'è il riaccertamento dei
  residui.  Siamo  giunti oramai ad ottobre e manca il riaccertamento
  straordinario  dei  residui, che serve poi per  portare  avanti  il
  rendiconto e gli altri atti che sono indispensabili.
   Guardate,  l'impiego  nella  nostra Amministrazione  regionale  un
  tempo  era  ambito.  Adesso  siamo fanalino  di  coda:  la  Regione
  siciliana,  i  dipendenti dell'Amministrazione regionale  sono  gli
  ultimi  di  tutto il comparto della funzione pubblica nazionale  in
  termini di contratto collettivo.
   Ma  il  problema,  naturalmente, non è solamente  il  rinnovo  nel
  contratto  2019-2021, il rinnovo del contratto 2022-2024.  C'è  una
  enorme   questione   che  hanno  rappresentato  le   organizzazioni
  sindacali,  ovvero la riqualificazione del personale, la formazione
  del  personale, le progressioni. Abbiamo laureati, coloro che hanno
  dei  master  all'interno  delle  nostre  amministrazioni  che  sono
  classificati come B. Quindi è importante ed è assolutamente urgente
  portare  avanti un'azione di riqualificazione e di progressione  di
  questi lavoratori, per non parlare poi di quello che sta succedendo
  nella  dirigenza dove lì, il contratto del 2019-2021 nemmeno se  ne
  vede  l'ombra. E questo perché non abbiamo quelli che sono i giusti
  interlocutori  che devono affrontare questi temi, mi  riferisco  al
  fatto  che  l'Aran è perennemente commissariata e  non  capisco  il
  motivo per il quale il Governo regionale, il Governo Schifani,  non
  designi  i  componenti che devono fare parte di  questo  importante
  organismo di delegazione tra tante, anche perché su questo tema, ne
  aggiungo  un  altro, non capisco il motivo per il  quale  i  nostri
  dipendenti regionali non possono per esempio aderire a delle  forme
  di  previdenza  complementare  che  garantirebbe  appunto  loro  la
  possibilità di avere una forma alternativa a quella oggi pubblica.
   E  allora l'impegno che io chiedo al Governo regionale, Assessore,
  che  si  faccia portavoce con il presidente Schifani.  I  contratti
  collettivi  dei nostri impiegati regionali devono essere aggiornati
  subito,  non  c'è più da attendere, si deve porre  in  essere  ogni
  iniziativa nel più breve tempo possibile perché abbiamo la perfetta
  consapevolezza  che la macchina amministrativa regionale  passa  da
  una  macchina burocratica che sia efficiente e i nostri  funzionari
  regionali  non  possono che essere al centro di  questo  importante
  percorso.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole  Spada.  Ne  ha
  facoltà.
   In ultimo l'intervento dell'onorevole La Vardera.

   SPADA.  Signor  Presidente, mi ha anticipato il collega  Giambona.
  Ritengo  che  questo  Governo  non  possa  più  continuare  a   non
  considerare  quello  che è un comparto, quello dei  regionali,  che
  oggi  attende da più di sei anni l'adeguamento del contratto. Siamo
  stati  bravi,  Presidente,  ad inizio legislatura  ad  adeguare  le
  nostre indennità, all'interno di quest'Aula, e lo abbiamo fatto  in
  barba a tutti quelli che erano i lavoratori che attendevano appunto
  da  diversi  anni, come il comparto regionale. Ma per  entrare  nel
  merito della vicenda stiamo parlando di56 euro al mese, Presidente.
   Cioè  non solo stiamo mortificando e continuando a mortificare  un
  intero  comparto, non dando delle risposte che si attendono da  sei
  anni,   ma  non  si  intravede  nemmeno  la  soluzione  di   questa
  problematica.
   Quindi,  quello  che  invito a fare e lo  faccio  come  dire  come
  appello  a  lei  che  spero possa riportarlo  al  Presidente  della
  Regione, é quello - come diceva prima bene l'onorevole Gambona - di
  attivarsi per chiudere diciamo questa vicenda annosa e dare dignità
  ad  un  comparto  e a dei lavoratori che da diversi  anni  chiedono
  solamente  il  rispetto e l'applicazione di quelli  che  dovrebbero
  essere  i  loro  diritti. Un'altra questione,  Presidente,  che  le
  voglio  sottoporre  invece molto più seria, molto  più  grave,  che
  interessa i nostri bambini e che per l'ennesima volta rischiamo  di
  far diventare, come dire, coloro i quali pagheranno le inadempienze
  della  nostra  regione,  riguarda la somministrazione  del  vaccino
  virale contro diciamo le infezioni respiratorie che ad oggi  non  è
  stato autorizzato da parte del governo nazionale.
   Questo vaccino, Presidente, per intenderci è un vaccino che l'anno
  scorso,  a  seguito  dei  ritardi portati  avanti  da  parte  della
  regione,  ha comportato l'intasamento di quasi tutti i  reparti  di
  terapie  intensive all'interno degli ospedali, delle  Utin,  perché
  riguarda  e  interessa  i bambini sotto l'anno  di  età.  E  questo
  fenomeno  rischia,  quest'anno, di aumentare  ulteriormente  perché
  mentre  l'anno  scorso  siamo arrivati  in  ritardo  rispetto  alla
  somministrazione  del  vaccino,  quest'anno  non  abbiamo   neanche
  contezza della disponibilità del vaccino da somministrare a  questi
  bambini  e  tenga  conto,  Presidente, che  oggi  una  bronchiolite
  contratta da un bambino sotto l'anno di età, e ancora più grave  da
  un  bambino  prematuro, rischia di portarlo in terapia intensiva  e
  rischia di causargli anche la morte
   Allora,  io penso che la Regione, essendo in piano di rientro,  ha
  tutta  una serie di ostacoli, di limiti che non hanno consentito  -
  appunto  -  la  partecipazione alla gara per l'acquisto  di  questo
  farmaco da somministrare ai nostri bambini.
   Penso che il Presidente della Regione debba farsi carico di questa
  vicenda  e,  nei tavoli ministeriali, portare avanti  le  legittime
  istanze  di tante famiglie siciliane che oggi non sanno se dovranno
  acquistare  presso un'altra Regione questo vaccino o se la  Regione
  siciliana riuscirà a garantire, entro fino a ottobre, massimo prime
  settimane di novembre, prima di contrarre l'influenza o comunque la
  bronchiolite a carico dei propri figli.
   Presidente,  ritengo  questa  questione  che  è  stata  ampiamente
  discussa  su  tutte le testate giornalistiche, non si è minimamente
  menzionata all'interno di quest'Aula.
   Devo   ringraziare   l'onorevole  Giambona   che   ha   presentato
  un'interrogazione, sottoscritta da tutti i parlamentari del Partito
  Democratico,  perché  il tempo scorre, Presidente,  e  la  stagione
  invernale e alle porte.
   Se  non vogliamo avere anche sulle coscienze la responsabilità  di
  tutta una serie di danni che questa influenza potrebbe causare  sui
  nostri   piccoli,  attiviamoci  subito  perché  non  avremo   alibi
  diversamente.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole La Vardera,  ne  ha
  facoltà.

   LA  VARDERA. Presidente, onorevoli colleghi, per riportare in Aula
  alla vostra attenzione, anche del Governo, la situazione che è  già
  abbastanza  complicata, ormai in quest'Aula  argomento  di  diversi
  interventi, che riguarda la grave emergenza idrica che sta colpendo
  diverse province siciliane.
   Nella  fattispecie,  sono situazioni che  registrano  province  di
  Enna, una delle province più colpite con il dramma di dovere pagare
  l'acqua a un costo esorbitante.
   Proprio  ieri  nelle  trasmissioni nazionali,  abbiamo  affrontato
  l'argomento, come abbiamo visto la figura veramente drammatica  che
  il  presidente  Schifani ha fatto davanti a una  troupe  televisiva
  delle   Iene  che, letteralmente, scappava perché quel  giornalista
  gli chiedeva come fosse possibile che Siciliacque non abbia speso i
  soldi, svariati milioni di euro a loro dedicati.
   La situazione è davvero drammatica
   A   questo  registro  in  quest'Aula,  che  si  sta  impedendo  al
  sottoscritto  di  esercitare  una delle  principali  funzioni  che,
  ovviamente, spettano ai deputati di questa Assemblea regionale  che
  è  l'accesso  agli atti, è l'accesso agli atti formale  rispetto  a
  quello che è il comparto dell'Acqua Enna.
   Infatti, ormai, da diversi mesi, nonostante la legge parla  chiaro
  e dà dei tempi specifici entro i quali gli organi devono rispondere
  all'accesso  formale  agli  atti,  ho  chiesto  ad  Acqua  Enna   -
  specificatamente   ormai  da  diverso   tempo   -   di   avere   la
  documentazione  specifica di tutti quelli che sono i  contratti  in
  essere  dei  lavoratori e, soprattutto, ho chiesto di  entrare  nel
  merito di alcune vicende che, per quanto mi riguarda e mi assumo la
  responsabilità di quello che dico, sono ai limiti della legalità.
   Allora,  Acqua Enna ha pensato bene, non solo di non rispondere  a
  una  richiesta  legittima di accesso agli atti di  un  deputato  di
  questa  Regione  siciliana, di fatto facendo venir meno  una  delle
  principali  prerogative  che spettano a  noi  deputati,  quella  di
  andare  a  controllare alcune situazioni che non sono assolutamente
  chiare.
   Questo  per  raccontare  qual è il clima che  sta  vivendo  quella
  provincia,  una delle province più colpite con acqua che  manca  da
  diverso tempo ma ci possiamo spostare in altre province.
   Io  sono di Palermo, da ieri Palermo ha l'acqua razionata e  -  di
  fatto - ci sono alcuni quartieri di serie A e quartieri di serie B.
   Abbiamo  detto  che  certi quartieri che  -  guarda  caso  sono  i
  quartieri  della  borghesia palermitana - non vengono  colpiti  dal
  razionamento  dell'acqua e le periferie ovviamente, dove  purtroppo
  vive  la  maggior  parte dei palermitani, hanno  e  stanno  subendo
  razionamenti dell'acqua praticamente quotidianamente.
   Oggi  toccava a diversi quartieri, domani ad altri quartieri e  la
  Sicilia  e Palermo rimane a guardare inerme davanti a questo  stato
  di cose.
   Caro Presidente, noi questo non ce lo possiamo permettere
   Abbiamo  chiesto più volte al presidente Schifani di  riferire  in
  Aula  quali erano i progetti messi in campo per cercare di limitare
  i danni.
   Lo  dico  anche al collega Cambiano che più volte ha rappresentato
  l'idea  di  portare questo benedetto dissalatore a  Licata,  ancora
  oggi  non sappiamo esattamente che cosa sta accadendo, e io  chiedo
  formalmente  che ci sia un sussulto di dignità e che con  tutto  il
  rispetto  per  San  Francesco  dove è  andato  il  buon  presidente
  Schifani ed Assisi a pregare, certo la frase emblematica di Cuffaro
  che dice alla trasmissione televisiva "Le Iene" che  ci affidiamo a
  San  Francesco  e  preghiamo  per l'acqua ,  io  credo  che  non  è
  possibile,  onestamente,  andare  avanti  in  questa  condizione  e
  affrontare il problema con la serietà che merita che non può essere
  affidarsi ai santi, ma piuttosto spendere le risorse economiche  in
  maniera  oculata  e  non  spenderle  per  dei  dissalatori  che  in
  provincia di Caltanissetta, come esempio a Gela, signor Presidente,
  lei  è  di  Gela  e  lo saprà, questo dissalatore che  ormai  costa
  qualcosa  come 800 mila euro al mese, di fatto è in  uno  stato  di
  completo  abbandono ed è in una condizione pietosa e  paghiamo  800
  mila euro al mese e questo non è più pensabile
   Allora,   mi   appresto  alla  conclusione,  ritengo  che   questo
  Parlamento  meriti rispetto dal presidente Schifani perché  se  non
  vuole  rispondere alle troupe televisive, ne ha tutto il diritto  e
  tutta  la facoltà perché è nelle sue prerogative la libertà o  meno
  di  rispondere  alla stampa, ma il suo dovere  è  di  rispondere  a
  questo  Parlamento. Non è prerogativa, non è facoltà,  non  è  come
  dire  opinabile, non è opinione, non può dire lo faccio  o  non  lo
  faccio.
   A questo Parlamento deve rispondere
   Questo  Parlamento  aspetta  da mesi risposte  che  non  sono  mai
  arrivate di un Presidente che ha disatteso le aspettative non  solo
  dei  siciliani,  ma  io ritengo anche di questi Governi  nazionali,
  perché  il  dilaniare di questa lotta fratricida che sta  avvenendo
  all'interno della maggioranza dove si chiede al sindaco di  Palermo
  di  estromettere Italia dei Valori e a sua volta c'è una  resa  dei
  conti  sull'assessore in più o assessore in meno.  Allora  io  dico
  Italia  dei  Valori,  pardon,  ancora diciamo  siamo  passati  alla
  vecchia  vita, il buon partito di Renzi, è stato, diciamo così,  un
  lapsus froidiano che è Italia Viva
   Va  beh,  la cosa non cambia, tra Italia dei Valori e Italia  Viva
  diciamo che sono tutti gli stessi.
   Detto questo io sono convinto che la situazione è drammatica e  mi
  rivolgo ad Acqua Enna perché risponda a un accesso agli atti di  un
  deputato  e  non  si  permetta di non  mantenere  una  risposta  al
  direttore  La  Pira,  Franz, come si chiama,  qualsiasi  esso  sia,
  risponda  all'accesso agli atti di un deputato  della  Regione  che
  chiede  di sapere cose specifiche e lei lo sa, direttore  di  Acqua
  Enna, a che cosa mi riferisco.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino. Signor Presidente, assessore, colleghi rimasti
  vedo c'è solo qualche collega del Movimento Cinque Stelle e qualcun
  altro  sempre dei partiti di opposizione, maggioranza assolutamente
  non pervenuta.
   Ah  no, ce ne è uno che ha cambiato da poco, ma credevo che De Leo
  fosse rimasto Sud chiama Nord e invece no.
   Però, signor Presidente, io tenevo a denunciare con rammarico  una
  situazione  di  mancanza di coraggio e di mancanza  di  trasparenza
  perché il Movimento Cinque Stelle, approfitto della presenza  anche
  dell'assessore Savarino, assessore di Fratelli d'Italia,  azionista
  di  maggioranza  di questo Governo, in quanto il  Movimento  Cinque
  Stelle  chiede ormai da quasi 2 anni che si svolga un'Aula dedicata
  al  tema SeeSicily, argomento gestito dal partito Fratelli d'Italia
  attraverso  l'Assessorato del turismo, sport  e  spettacolo  che  è
  stato  guidato dagli ultimi quattro-cinque assessori, da  assessori
  di  Fratelli  d'Italia  e che da ultimo è nuovamente  alla  ribalta
  proprio  perché si è tenuta nell'albergo, nel resort che  è  stato,
  sarà  magari  anche  una  casualità, ma è  argomento  che  è  stato
  nascosto  al dibattito parlamentare che quando è franco,  quando  è
  serio,  quando  è  sereno  non ha nulla da  nascondere  e  che  per
  casualità  ha  tenuto la sua convention proprio nel resort  dove  è
  stato  l'albergo, la struttura che, a quanto pare, avrebbe ricevuto
  più fondi proprio dal bando SeeSicily.
   E questa sicuramente è una casualità non è una cosa studiata.
   Sono convinto che non ci sia nulla di sbagliato.
   Quello  che  è sbagliato e non discutere di un tema  che  vede  la
  Sicilia  costretta a dovere restituire dei fondi extra regionali  a
  quanto  pare  per una mancanza di rendicontazione, insomma,  perché
  non  tutte le cose che riguardano il procedimento sono state  fatte
  come  dovevano  essere fatte e che, probabilmente, può  dare  anche
  adito  a  un  qualche  sorta di responsabilità politica,  erariale,
  amministrativa,   non  dico  che  ci  deve  essere   un   malaffare
  necessariamente  ma  perché  non se ne può  discutere  liberamente,
  francamente, con trasparenza, con serenità, in Aula? Perché ci deve
  essere un velo che poi è quel velo che lascia serpeggiare anche  il
  sospetto, il dubbio che non se ne voglia parlare, come se ci  fosse
  un  motivo  per  cui  non se ne deve parlare  se,  invece,  c'è  la
  serenità anche quella serenità che all'interno di un procedimento è
  più che legittimo si possa fare una scelta sbagliata, un errore, si
  immagina  un  risultato e poi ne arriva uno che più deludente,  può
  succedere  di tutto, per carità, dico, però perché non  se  ne  può
  parlare,  perché quest'Aula deve tacere su questo argomento?  Ecco,
  io  questo  non  me  lo riesco a spiegare e, allora,  sarei  lieto,
  felice, se, Presidente, anche lei se ne facesse portavoce come  già
  ha  fatto  in  passato insieme al sottoscritto, se  se  ne  facesse
  portavoce anche l'assessore Savarino con i suoi colleghi di partito
  affinché  questo argomento venga affrontato e poi accantonato  come
  tanti  altri  che  sono  stati  affrontati  e  poi  accantonati  in
  quest'Aula;  ma perché non se ne può discutere, perché deve  essere
  argomento  delle  testate  giornalistiche,  a  volte  anche  quelle
  scandalistiche, perché deve essere argomento deposto dei social  di
  Facebook,  di Instagram e non deve essere tema d'Aula, perché  deve
  essere  tema di inchiesta giornalistica e non deve essere  tema  di
  dibattito  parlamentare? Qual è il problema? Allora questo  chiedo,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'Aula  è  rinviata  a  domani,
  mercoledì  9 ottobre, alle ore 15.00 con lo svolgimento degli  atti
  ispettivi della Rubrica "Beni culturali e identità siciliana".


                 La seduta è tolta alle ore 18.10 (*)

   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XII SESSIONE ORDINARIA


                         135a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 9 ottobre 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II  -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA  RUBRICA:
     Beni culturali e identità siciliana  (V. allegato)

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio