Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.13
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ferrara e Intravaia saranno
in missione dal 10 al 15 ottobre 2024.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della Rubrica:
Territorio e ambiente
PRESIDENTE. Con riferimento all'interrogazione n. 1219 a firma
dell'onorevole La Vardera e altri, di cui all'allegato all'ordine
del giorno dell'odierna seduta, comunico che con nota n. 9391/Gab
del 7 ottobre 2024, pervenuta con pec protocollata al n. 25647-
DIG/2024 di pari data, l'Assessore on. Savarino ha eccepito la
propria incompetenza.
Pertanto l'interrogazione in questione sarà svolta una volta che
il Presidente della Regione avrà provveduto ad individuare
l'Assessore competente.
Si passa all'interpellanza numero 118 Iniziativa del Governo
regionale per contrastare il fenomeno degli incendi estivi ,
dell'onorevole Venezia ed altri, non vedo nessuno dei firmatari...
bene, c'è l'onorevole Spada. Prego, Assessore.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie
Presidente, con riferimento all'atto ispettivo indicato in oggetto,
con il quale l'onorevole interrogante chiede chiarimenti riguardo
le iniziative del Governo regionale per contrastare il fenomeno
degli incendi estivi, sulla base degli elementi acquisiti dagli
Uffici si rappresenta quanto segue.
In attuazione del Piano regionale per la programmazione delle
attività di previsione prevenzione e lotta attiva contro gli
incendi boschivi, in breve da ora in poi AIB, approvato con il
decreto del Presidente della Regione 560 del 2023, il Comando del
Corpo forestale della Regione siciliana ha da tempo intrapreso un
percorso di modernizzazione e di avvalimento di tecnologie avanzate
per la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi e di
vegetazione
Infatti, il corpo forestale, si è dotato di una flotta di velivoli
a pilotaggio remoto, droni, costituita da novantasette droni di
nuova generazione con telecamera infrarossi, assegnati e in un uso
ai comandi e distaccamenti.
L'impiego dei droni si è dimostrato particolarmente efficace in
termini di prevenzione in quanto, attraverso la videocamera ad alta
risoluzione, 4 K, può intercettare precocemente i principi di
incendio, permettendo un celere intervento delle squadre di
spegnimento
Durante la pianificazione delle operazioni di spegnimento, laddove
il numero di personale lo permetta, e in assenza di velivoli in
zona, la possibilità di un immediato impiego dei droni permette una
ricognizione precoce della zona, dando indicazioni fondamentali per
un corretto attacco al fronte fuoco.
Inoltre, a seguito di incendio, i droni vengono utilizzati per il
rilievo fotogrammetrico dell'area percorsa dal fuoco, che serve a
integrare la piattaforma SIF, sistema informatico forestale, con
dati utili ai comuni dell'Isola e per gli adempimenti di
competenza.
Altre azioni sono state intraprese e sono in fase di sviluppo per
potenziare il sistema di contrasto ai fenomeni di illegalità, tra
cui il progetto Sicily Cyber Security, finanziato dal Pon legalità
dalla Regione Siciliana per un valore di circa 31 milioni di euro.
Il progetto prevede l'implementazione di soluzioni tecnologiche per
il monitoraggio delle aree maggior tasso di illegalità. L'obiettivo
è creare condizioni per un controllo diffuso e capillare,
soprattutto delle aree industriali e rurali, attraverso l'utilizzo
di soluzioni innovative, garantendo maggiore controllo,
monitoraggio e una ancor più ampia messa in sicurezza del
territorio stesso.
Con riferimento al parco automezzi, è stato già attuato un primo
intervento di ammodernamento e potenziamento attraverso l'acquisto
di un totale di 119 autobotti ad integrazione del parco automezzi
esistente, messe in esercizio già nel corso della campagna
antincendio 2023. In aggiunta è già previsto l'ulteriore
potenziamento e ammodernamento del parco automezzi attraverso
l'utilizzo dei fondi Fesr 2021-2027, finalizzato all'acquisto di
autocarri pesanti, pick-up con allestimento antincendio, per un
importo stimato di circa 34 milioni di euro.
Compatibilmente con le risorse che saranno assegnate sui fondi
Fsc, si procederà all'acquisizione di ulteriori automezzi leggeri e
pesanti nonché di automezzi medi e leggeri.
Nel corso del 2024, in analogia a quanto avvenuto negli anni
passati, verranno impiegati anche mezzi aerei e in particolare, al
fine di contrastare in maniera più efficace gli incendi boschivi e
di vegetazione, il Comando Corpo forestale della Regione siciliana,
oltre ad avvalersi dei mezzi aerei nazionali, i Canadair, ha
attivato una flotta aerea regionale composta da n. 10 elicotteri
leggeri, dislocati sul territorio regionale.
Con l'intento prevalente di aumentare la consistenza della propria
flotta regionale è stata, altresì, attivata una convenzione con
l'Arma dei Carabinieri per la dislocazione di un ulteriore velivolo
ad ala rotante, di stanza presso l'aeroporto di Boccadifalco a
Palermo, adeguatamente attrezzato per intervenire nella lotta
attiva agli incendi boschivi nonché per effettuare azioni di
prevenzione e contrasto agli incendi boschivi mediante apposite
missioni ricognitive o di controllo del territorio, che possono
essere demandate ai Carabinieri.
Sempre in tema di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi,
si è provveduto ad acquistare nel corso del 2023 n. 28 vasche di
accumulo che, unitamente alle nuove acquisite, acquistate già
nell'anno precedente, sono state collocate su tutto il territorio
regionale, in modo da ridurre i tempi di approvvigionamento e di
rotazione sia dei mezzi terrestri, che degli elicotteri.
Sotto il profilo dell'organizzazione del Comando del Corpo
forestale si rileva che l'attuale organico del Comando del Corpo
forestale della Regione siciliana conta meno di 600 unità di
personale, e risulta fortemente deficitario rispetto alla dotazione
prevista dal decreto presidenziale del 20 aprile 2007, il quale
indica in complessive 3.180 unità di personale, di cui 1.380 con
qualifica di PG, 1.800 dei ruoli tecnici amministrativi. Tale gap è
destinato ad incrementarsi in ragione del collocamento in coscienza
circa 40-50 unità all'anno.
Tuttavia, l'acquisizione di nuove risorse non può prescindere
dalla disponibilità di risorse assunzionali, come individuata
nell'apposita sezione del Piano integrato e attività e
organizzazione 2024-2026, che consentiranno - previo appostamento
delle somme occorrenti per il materiale espletamento delle relative
procedure - l'assunzione di nuovi agenti forestali: nel corso del
2024 di n. 63 unità, nel 2025 di 86 e nel 2026 di 98 unità.
Nelle more e nell'intento di sopperire alla notoria carenza di
personale da impiegare nella lotta a terra degli incendi boschivi e
di vegetazione, è stato definito un accordo di programma e il
relativo programma operativo, che ha previsto una collaborazione in
materia di protezione civile per il concorso alla lotta attiva
contro gli incendi, con il Ministero dell'interno, Vigili del
fuoco, il Dipartimento della Protezione civile della Regione
siciliana e il Comando forestale della Regione siciliana, e il
conseguente schieramento di ulteriori squadre antincendio
aggiuntive del Corpo dei vigili del fuoco.
Per quanto riguarda la situazione degli operai del comparto
agricolo forestale, si evidenzia che in forza delle disposizioni
contenute dall'articolo 15 della legge regionale 1/2024, a partire
dalla corrente campagna antincendio, il Comando potrà avvalersi
degli operai forestali con garanzia occupazionale di 151 giornate
lavorative per l'intera fascia di garanzia occupazionale.
È comunque in itinere, su iniziativa dell'Assessorato regionale
all'agricoltura dello sviluppo rurale e della pesca, il disegno di
legge "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 16 del
1996, riordino della legislazione in materia forestale di tutela
della vegetazione".
Infine, si evidenzia che questo Assessorato sta procedendo alla
predisposizione di una legge di riforma organica dell'intero Corpo
forestale della Regione siciliana.
Tanto si doveva.
PRESIDENTE. Grazie Assessore.
Onorevole Venezia, come si dichiara?
VENEZIA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi.
Assessore, lei si è insediata da qualche settimana, e ha dovuto
far fronte all'emergenza degli incendi estivi, a partire dal mese
di agosto, con i colpi di coda che si sono registrati anche a
settembre, e dunque per il passato non ha una responsabilità,
diciamo politica, come Assessore al ramo.
Abbiamo avuto modo di ascoltare il contenuto della risposta,
soprattutto in merito agli investimenti per il parco mezzi che
necessita di interventi adeguati per una piena operatività e
funzionalità e nell'ambito della programmazione, della redazione
del nuovo piano anti ingenti, per l'anno che verrà, mi permetto
Assessore sommessamente di suggerire un paio di cose.
La prima è che occorrerebbe un'attenzione particolare nei
confronti dei distaccamenti volontari dei Vigili del fuoco. In
Sicilia ci sono ventiquattro distaccamenti volontari dei Vigili del
fuoco, per un totale di circa un migliaio di volontari che operano
soprattutto nelle aree rurali e nelle zone svantaggiate, per
cercare di domare gli incendi.
Molto spesso, questi distaccamenti volontari non hanno mezzi
adeguati, proprio per le caratteristiche orografiche del territorio
dove operano, e altre regioni come la Lombardia, il Veneto e
l'Emilia Romagna si sono dotate di apposite norme, anche regionali,
e hanno stanziato dei fondi - anche nell'ambito delle risorse extra
regionali - per l'acquisto di mezzi per questi distaccamenti che
potrebbero essere di grande supporto, diciamo, delle operazioni di
spegnimento di emergenza in generale.
Chiederemmo anche alla Regione siciliana di avere un'attenzione
particolare per questo comparto di volontari che opera con spirito
di abnegazione ma, soprattutto, opera in contesti territoriali dove
appunto questi volontari conoscono bene il territorio dove operano.
Nella legge di stabilità, su nostra proposta, vennero stanziati
trecentomila euro per la formazione di questo personale, ecco
adesso Assessore occorrerebbe uno sforzo maggiore da parte del
Governo per dotare di mezzi idonei questi distaccamenti.
La seconda questione che mi permetto di porre in questa sede è
quella dell'utilizzazione di dispositivi e strumentazioni di
intelligenza artificiale per la prevenzione degli incendi.
La ricerca, l'innovazione, ha prodotto delle strumentazioni
particolari che consentono di rilevare gli incendi nei primi
minuti, e tutto questo, ovviamente, attiva la procedura di
spegnimento che, anziché arrivare sul posto le squadre dopo un'ora,
un'ora e mezza, due ore, riescono ad arrivare molto prima, e a
contenere l'incendio prima della fase di espansione.
Questi dispositivi di intelligenza artificiale, in particolare mi
riferisco ai rilevatori antifumo, che grazie appunto
all'intelligenza artificiale riescono a individuare ottantasei tipi
di fumi diversi, e soprattutto quelli provenienti dagli incendi
ecco, è già stata sperimentata in un comune siciliano, su un'area
boscata di venti ettari, e reputiamo che ci sono delle aree, dei
territori particolarmente vulnerabili sotto il profilo degli
incendi che hanno anche, diciamo, un vincolo naturalistico perché
sono aree e territori e boschi di pregio che necessiterebbero anche
di un'attenzione particolare.
Quindi, riteniamo opportuno sollecitare anche il suo assessorato
affinché, tra le attività di contrasto e prevenzione, si possa fare
uso dei nuovi dispositivi che l'intelligenza artificiale ci fa
disporre.
Detto questo, ci riteniamo parzialmente soddisfatti dalla
risposta.
Ci riterremo pienamente soddisfatti quando, nel nuovo piano,
vedremo anche un'attenzione particolare rispetto alle cose che
abbiamo posto.
PRESIDENTE. L' onorevole Venezia si dichiara parzialmente
soddisfatto.
Si passa all'interrogazione 1048 - "Iniziative urgenti inerenti
alla tutela del patrimonio ambientale del territorio di Sampieri",
a prima firma La Vardera ed altri.
Ha facoltà di intervenire l'Assessore per fornire la risposta.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Presidente,
volevo ringraziare l'onorevole Venezia per i suggerimenti.
Stiamo lavorando a un piano con fondi extra regionali per dotare
le riserve dei mezzi, ma ho posto la criticità che, per utilizzare
fondi extra regionali, devo fare degli acquisti di mezzi
antincendio, sapendo già a chi li darò, perché chi li detiene deve
avere un particolare patentino, una particolare professionalità.
Ho una certa difficoltà ad acquistarli per poi darli. Dovrei già
avere il soggetto beneficiario.
Quindi, o facciamo un approfondimento - magari creiamo una
convenzione con le riserve già esistenti - oppure io sarò costretta
a comprare per le riserve, per le aree a rischio e per proprio
monitorare meglio l'antincendio solo Panda 4x4, attraverso Consip
ovviamente, che possono aiutare a controllare il territorio, ma non
tipicamente con le strutture antincendio perché hanno bisogno che
siano finalizzate all'acquisto con persone che abbiano già il
requisito, le capacità professionali, per poterli utilizzare.
Se no li diamo - e non c'è nessuno che poi utilizza il bocchettone
- ma ne possiamo parlare
Io la ringrazio per i suggerimenti.
Con l'interrogazione numero 1048, relativa alle iniziative urgenti
inerenti alla tutela del patrimonio ambientale del territorio di
Sampieri, l'onorevole interrogante pone i seguenti quesiti: se alla
luce dei fatti esposti in premessa, le preoccupazioni sollevate
dalla comunità locale, dagli esperti del settore, quali misure
cautelative intendono adottare al fine di evitare ulteriori danni
al territorio di Sampieri. Come intendano, altresì, attivarsi
affinché venga garantita una rigorosa valutazione dei rischi di
contaminazione ambientale causati dai rifiuti che saranno versati
nella cava in contrada Trippatore, auspicando che qualsiasi
intervento sia conforme ai principi di sostenibilità ambientale e
di tutela della salute dei cittadini?
Interrogati gli Uffici, il Dipartimento ambiente rappresenta che
risulta in corso una procedura di valutazione di impatto
ambientale, ex articolo 23 della legge n. 152 del 2006 del Codice
dell'ambiente, relativa ad un'attività estrattiva in contrada
Trippatore, riconducibili alle società Multiservice Italia Srl, per
un progetto integrato di apertura di una cava di calcare e di un
centro di recupero di rifiuti inerti, non pericolosi da ubicare in
contrada Trippatore, nel territorio di Scicli.
In sintesi, il progetto riguarda l'apertura di una cava di
calcare, di cui è previsto a fine estrazione, il totale di
colmamento dei luoghi e di un centro di recupero di rifiuti inerti
non pericolosi, al fine di produrre materia prima secondaria.
L'ufficio, così come prevede il decreto legislativo, ha pubblicato
in data 27 marzo 2024 sul portale delle valutazioni ambientali, la
documentazione tecnica e amministrativa, al fine di permettere ai
soggetti competenti in materia ambientale di visionare gli
elaborati ed eventualmente richiedere integrazioni documentali.
A seguito di ciò, il 24 aprile 2024 è pervenuta la richiesta di
integrazione da parte del libero Consorzio di Ragusa, per cui la
pubblicazione della documentazione al pubblico è prevista a seguito
del deposito della integrazione da parte della ditta proponente.
Sono pervenuti, inoltre, parere di non competenza del comando del
Corpo forestale - Ispettorato ripartimentale di Ragusa - il 5
aprile 2024, parere non favorevole della Soprintendenza dei beni
culturali di Ragusa, il 17 aprile 2024, richiesta di riesame del
parere della Soprintendenza da parte della società proponente,
parere favorevole del servizio geologico e geofisico del
dipartimento regionale energia del 10 maggio 2024, parere
favorevole, con prescrizioni, del libero consorzio comunale di
Ragusa del 26 giugno 2024, reitero di diniego della Soprintendenza
ai beni culturali di Ragusa del 3 luglio 2024.
Si precisa che il progetto rientra nel piano delle cave e sarà
valutato, dal punto di vista ambientale, dalla Commissione tecnico-
scientifica dopo il periodo di osservazioni da parte del pubblico.
Il Dipartimento Energia rappresenta che all'interno dell'area di
progetto insiste una cava dismessa da parecchi anni che il
proponente intende ricomprendere nel piano di recupero ambientale
redatto unitamente al progetto di cava per la produzione di
materiali da destinare nei vari cantieri pubblici e privati del
comprensorio ragusano.
Il sito di cava non ricade in alcun vincolo di tutela
paesaggistica, naturalistica e archeologico-culturale e la
tipologia di giacimento esclude del tutto la produzione di rifiuti
estrattivi o di scarti di lavorazione.
Unitamente alla cava sarà realizzato un centro di recupero di
rifiuti inerti non pericolosi che avrà la funzione di riciclare
tutti i rifiuti edili e di scavo provenienti dai cantieri pubblici
e privati producendo nuovi materiali edili da rimettere in
commercializzazione.
Dalla valutazione degli impatti ambientali è risultato che in fase
di esercizio, nel complesso, l'ampliamento dei lavori di cava
comporterebbe un impatto ambientale basso in quanto il sito si
presenta in uno stato morfologico-ambientale fortemente influenzato
dall'attività di estrazione, mentre in fase di cessazione gli
impatti ambientali si riducono notevolmente anche rispetto allo
status quo in quanto l'esercente di cava avrà l'obbligo di eseguire
le opere di recupero ambientale che apporteranno un miglioramento
sotto l'aspetto floro-faunistico e paesaggistico in quanto a fine
progetto è previsto il regolamento di tutta la fossa di cava -
materiali di riporto.
Relativamente al progetto di cava è stato previsto di attuare in
progress il recupero morfologico-ambientale tramite il ricolmamento
del vuoto di cava con rifiuti inerti non pericolosi, ascrivibile
alle categorie 7.1 e 7.31 bis, secondo l'operazione in procedura
semplificata R 10 di cui agli articoli 214 e 216 del Codice
dell'ambiente, oltre che con terre e rocce di scavo a regime di
sottoprodotto ai sensi dell'articolo 186 del suddetto decreto.
I lavori di recupero morfologico-ambientale saranno in gran parte
sincroni a quelli estrattivi cioè, man mano che si concluderà
l'escavazione in un singolo settore di cava, si procederà al suo
ricolmamento e contestualmente a localizzare l'estrazione del
settore successivo determinando una temporanea sincronizzazione
delle attività di scavo e riporto.
Il progetto di cava prevede a latere l'implementazione di un
centro di recupero di rifiuti inerti e non pericolosi in procedura
semplificata R 13 ed R 5, avvalendosi di un impianto mobile di
frantumazione e vagliatura da cui si otterranno degli aggregati
riciclati da destinare alle opere di ingegneria civile.
I rifiuti non pericolosi che si intendono trattare nelle
operazioni in procedura semplificata in R 10, R5 ed R 13 hanno
perlopiù una provenienza cantieristica e di tipo edile e sono
ascrivibili alle seguenti tipologie: 7.1) rifiuti costituiti da
laterizi, intonaci, conglomerati di cemento armato e non comprese
le traverse e traversoni ferroviari e di pali in calcestruzzo
armato provenienti da linee ferroviarie, telematiche ed elettriche,
frammenti di rivestimenti stradali purché privi di amianto; 7.6)
miscele e bituminose; 7.11) pietrisco per massicciate ferroviarie;
7.31 bis) terre o rocce di scavo.
Dal punto di vista urbanistico, la zona ricade all'interno della
zona E 5, zona agricola di transizione, del piano regolatore
generale vigente del comune di Scicli e nelle aree di piano di cavo
di secondo livello RG 8 2 ed in passato la porzione nord orientale
è stata interessata dai lavori estrattivi giusta autorizzazione
rilasciata dal distretto minerario di Catania.
Il criterio di localizzare il centro di recupero all'interno delle
aree di pertinenza alla cava è pienamente supportato
dall'indicazione dettata dal capitolo nono del piano regionale
della gestione dei rifiuti speciali in Sicilia, approvato con
decreto presidenziale n. 10 del 2017, pubblicato in Gazzetta nel n.
23 del 2017, il quale suggerisce che la localizzazione ideale degli
impianti di trattamento dei rifiuti inerti è da ritenersi
preferenziale all'interno di cave attive o dismesse.
Il Dipartimento delle acque e dei rifiuti è infine rappresentato
che allo stato attuale non ha elementi riconducibili al sito di
Contrada Trippatore nel territorio di Sampieri.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, già
un anno fa erano stati sollevati timori riguardo alla presenza di
una discarica occulta in contrada Trippatore di Sampieri, Ragusa.
Ancora oggi l'opinione pubblica, assessore, e gli esperti del
settore, sono contrari alla creazione dell'impianto.
L'entrata in funzione di questa struttura, infatti, causerebbe
l'immissione dell'ambiente, sia di polvere bianca, che di forte
rumore, tutto questo con conseguenze disastrose sul turismo e
sull'agricoltura.
Inoltre, un netto rifiuto alla realizzazione della discarica era
stato espresso dal Sovrintendente di Ragusa, il quale ha affermato
che la zona di Sampieri presenta notevole importanza paesaggistica
ambientale, tanto da essere papabile per ottenere il prestigioso
riconoscimento di bandiera blu per le sue spiagge incontaminate,
quindi, Assessore, al netto della sua risposta, io le chiedo
formalmente in quest'Aula di tenere in particolare considerazione
la vicenda che riguarda una delle spiagge più belle, una delle zone
più belle della nostra Terra, che quella in provincia di Ragusa,
nella fattispecie di Sampieri, pur non essendo io di quella
provincia, e diversi cittadini mi hanno sollecitato di occuparmi di
questa situazione.
Io ho letto che, secondo la sua relazione, che ha spiegato in
quest'Aula, la situazione è sotto controllo del suo Assessorato,
quindi, le chiedo di attenzionare questa situazione in maniera
specifica e precisa, ed evitare che in quella zona possa accadere
qualcosa che per i cittadini è di estrema preoccupazione, quindi,
certo del fatto che lei approfondirà in maniera specifica e precisa
questa situazione, mi ritengo parzialmente soddisfatto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Vardera che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interrogazione numero 1057 "Notizie in merito alla
criticità finanziaria dell'Arpa Sicilia", a prima firma
dell'onorevole Chinnici ed altri. Ha facoltà di parlare l'Assessore
per rispondere all'interrogazione.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con l'interrogazione specificata in
oggetto, in merito alle criticità finanziarie di Arpa Sicilia,
l'onorevole interrogante pone i seguenti quesiti: quali siano stati
gli esiti del confronto avviato con l'Arpa e in relazione alle
prestazioni afferenti all'erogazione dei lea, quali siano le
ragioni per le quali nel bilancio triennale 2024-2026 della Regione
siciliana non sia previsto alcuno stanziamento per il 2026, quali
siano le ragioni per le quali non sia stata regolarmente versata la
quota di finanziamento disposta in favore dell'Arpa, in attuazione
della deliberazione di Giunta regionale numero 131 del 21 marzo
2023, quali atti o iniziative si intendano adottare al fine di
garantire all'Arpa Sicilia un finanziamento certo ed adeguato che
consente all'ente la pianificazione delle attività di competenza,
particolarmente, rilevante in tema di tutela dell'ambiente e della
salute.
Come è noto, la questione attinente al finanziamento di Arpa
Sicilia è stata ridefinita dal legislatore regionale che ha
assegnato all'Arpa Sicilia un contributo annuale a valere sul Fesr
quantificato per il triennio 2023 - 2025 per un importo massimo di
ventiquattro milioni di euro, a valere sul Fesr senza quantificare
detto importo per l'anno 2026 e per le successive annualità.
A detta disposizione normativa è seguita la delibera di giunta di
Governo numero 131 del 2023, che ha previsto l'adozione di un
programma di attività dell'Arpa Sicilia, approvato dalla Giunta
regionale, nel rispetto delle disposizioni che disciplinano i lea,
a seguito della definizione del percorso delineato di intesa tra i
dipartimenti regionali dell'Assessorato regionale della salute e
del dipartimento regionale dell'Ambiente e l'arpa Sicilia per
l'individuazione del costo delle prestazioni correlabili ai lea.
Inoltre, la medesima delibera ha confermato al fine di garantire
continuità all'erogazione dei flussi di cassa, e garantire il
normale funzionamento di Arpa l'assegnazione mensile ad Arpa, a
titolo di acconto, di una quota pari ad un dodicesimo del novanta
per cento del finanziamento previsto dall'articolo 90 della legge
regionale 6 del 2001, come novellato dall'articolo 4 della legge
regionale 2023, salvo conguaglio a seguito di rendicontazione
dell'attività svolta nell'anno precedente e che dimostri che il
contributo remunerazione assegnato a valere sul Fesr è stato
pienamente e coerentemente utilizzato per la realizzazione delle
attività preordinate Elea.
Ancora, la medesima delibera di Giunta di Governo numero 131, ha
stabilito che il programma di attività di Arpa per il triennio2023
- 2025 avrebbe dovuto essere presentato dagli Assessori regionali
per il territorio e l'ambiente e per la salute entro sessanta
giorni dall'adozione della deliberazione medesima, e che per gli
esercizi finanziari successivi il programma avrebbe dovuto essere
aggiornato entro il 28 febbraio di ciascun anno, con la
presentazione di report trimestrali per la verifica dell'attività
svolta.
In attuazione al richiamato atto di indirizzo sono stati definiti
dal Dasoa, con nota numero 16972 del 15 maggio 2023, la metodologia
per la quantificazione dei costi delle prestazioni e la matrice di
correlazione leal left, approvata e condivisa nel corso degli
incontri del tavolo tecnico di cui al verbale del 5 ottobre 2023, e
da ultimo il modello di rendicontazione redatto sulla base della
metodologia positivamente valutata dall'Assessorato alla salute e
dall'Assessorato al territorio, nel corso dell'incontro del 14
febbraio u.s.
Si fa presente che, sempre a seguito delle indicazioni della
Giunta di Governo e dell'atto di indirizzo dell'Assessorato del
territorio, nota protocollare n. 2838 del 15 marzo 2023, Arpa
Sicilia ha adottato e sviluppato, dal mese di maggio 2023, un
modello di contabilità analitica, necessario per la rilevazione dei
costi, con cui l'Agenzia ha riepilogato le attività svolte, e che
in merito a tale modello il Collegio dei revisori di Arpa, con
verbale n. 27 dell'8 novembre 2023, ha constatato che il sistema di
contabilità analitica adottato ha consentito ad Arpa di realizzare
la valorizzazione economica delle attività e degli interventi,
pervenendo ad una stima dei costi volta alla realizzazione dei
LEPTA, consentendo di quantificare i costi che concorrono alla
realizzazione dei LEA con attività che rappresentano l'89,6%
dell'intera quota di finanziamento.
Ancora, si rammenta che Arpa ha prodotto, per come richiesto dalla
delibera, i report trimestrali delle attività, nonché il proprio
programma delle attività e da ultimo, in data 29 marzo 2024, la
rendicontazione definitiva sui dati consolidati al 31 dicembre
2023.
In merito a tale rendicontazione il Collegio dei revisori, con
verbale n. 101 dell'11 giugno 2024, trasmessa all'Assessorato
all'ambiente, ha reso parere favorevole sull'esattezza della
rendicontazione definitiva per centri di costo, esercizio 2023,
espresso sulla base di calcolo della rendicontazione rappresentata
dai costi sostenuti dall'Agenzia nell'anno 2023, sulla base dei
dati del bilancio di esercizio 2023, integrato con le scritture di
assestamento e rettificata al fine di definirne i costi di
competenza dell'esercizio in chiusura, e nel rispetto dei principi
di redazione del bilancio di esercizio sanciti dal Codice civile e
dai principi contabili redatti.
Fermo restando quanto sopra, il percorso delineato dalla Giunta di
Governo, non sembra in atto concluso, in quanto, nonostante sia
noto che l'Assessore al territorio pro tempore abbia trasmesso
all'Assessore alla salute la proposta di delibera di approvazione
dei programmi di attività Arpa 2023 per la sottoscrizione e
condivisione, ad oggi non risulta nessuna adozione.
Per quanto rappresentato alla luce degli adempimenti eseguiti ad
oggi, Arpa Sicilia non è stata destinataria per tutto l'anno 2023 e
per la parte decorsa del 2024, nonostante la previsione della
deliberazione n. 131 del 2023, dell'assegnazione mensile, a titolo
di acconto, di una quota pari a un dodicesimo del 90% del
finanziamento previsto dall'articolo 90, comma 10, lettera b) della
legge regionale n. 6 del 2001, come novellato dall'articolo 4 della
legge regionale del 2023, con tutte le difficoltà operative
discendenti.
Inoltre, si rappresenta che nonostante un importo rendicontato da
Arpa per costi rendicontati riconducibili ai LEA, pari a 28.214.519
di euro, importo avallato anche dal collegio dei revisori di Arpa,
e nonostante la previsione assegni ad Arpa un finanziamento per il
2023 per un importo massimo di 24 milioni di euro a valere sul
FESR, il Dipartimento regionale per la pianificazione strategica,
con D.R.S. n. 586 del 30 maggio 2024, ha disposto il pagamento a
favore di Arpa Sicilia della residua somma di 13.467.823 euro,
quale fondo sanitario regionale da destinare al finanziamento Arpa
Sicilia, a saldo definitivo del contributo a valere del FESR,
liquidato in euro 20.667.823.
Sulle questioni in argomento, il Dipartimento pianificazione
strategica dell'assessorato salute ha rappresentato quanto segue.
Con l'articolo 4, comma 1, della legge regionale n. 2 del 22
febbraio 2023 e successiva deliberazione della Giunta regionale n.
131 del 2023, sono stati atti dettati nuovi criteri per il
finanziamento dell'Agenzia.
Con decreto n. 402 del 4 maggio 2023 sono stati disposti l'impegno
e la liquidazione del pagamento dell'importo di euro 7.200.000, per
garantire il normale funzionamento dell'Arpa Sicilia per il periodo
gennaio-aprile 2023, quale somma degli acconti mensili determinati
in un dodicesimo del 90% del finanziamento previsto dall'articolo
90, comma 10, lettera b) della legge regionale numero 6 del 2001,
così come modificata nel 2023.
Si è ritenuto, in via prudenziale, sospendere la liquidazione
delle restanti anticipazioni in acconto nelle more del giudizio di
legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale
sull'articolo 90, comma 10, della legge regionale siciliana n. 6
del 2001, come sostituito dall'articolo 58, comma 2, della legge
regionale n. 9 del 2015, in materia di finanziamento dell'Agenzia
regionale per la protezione ambientale siciliana.
Considerando che in caso di soccombenza la stessa avrebbe dovuto
restituire alla Regione gli utili portati a nuovo, generati dalle
risorse assegnate negli anni precedenti, a valere sul Fondo
sanitario regionale a copertura di eventuali rimborsi che la stessa
potrebbe essere chiamata ad effettuare in favore del Servizio
sanitario regionale.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 1 del 2024, ha
effettivamente dichiarato l'illegittimità costituzionale e,
pertanto, si provvederà definire le modalità con cui Arpa Sicilia
dovrà restituire tali somme.
L'Assessore alla salute, congiuntamente ai dirigenti del
Dipartimento di pianificazione strategica del Dasoe, ha comunicato
che si procederà con l'assegnazione a titolo di contributo per
funzionamento ed erogazione delle prestazioni correlate i Lea di
20.667.823 a valere sull'esercizio 2023, che sarà erogato nella
misura di 13.467.823 quale saldo definitivo rispetto agli acconti
pari a 7.200.000, già corrisposti per il periodo gennaio-aprile
2023.
Per quanto concerne l'esercizio 2024, il Dirigente generale del
Dipartimento della Pianificazione strategica ha evidenziato, con
nota n. 24240 del 20 maggio, che si riserva di procedere d'intesa
con l'Assessore regionale alla salute e il Dirigente del Dasoe,
tenuto conto di quanto stabilito per ultimo con la richiamata nota
assessoriale n. 2518 del 30 aprile 2024.
Con decreto n. 586 del 30 maggio 2024, sono stati disposti la
liquidazione del pagamento della somma di euro 13.467.823, quale
saldo per l'esercizio 2023, come determinato dalla succitata norma.
In merito alla mancanza di uno stanziamento per il 2026 sul
capitolo quota di Fondo sanitario regionale da destinare al
finanziamento dell'Arpa Sicilia, nel bilancio di previsione della
Regione siciliana 2024-2026, si rappresenta che il suo menzionato
bilancio è stato approvato con legge regionale n. 2 del 2024 e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del 20
gennaio 2024.
Come è noto, a legislazione vigente, il comma 10 dell'articolo 9
della legge regionale n. 6 del 2001 recitava: "Nelle more della
valorizzazione dei lepta di cui al comma 1 dell'articolo 9, della
legge n. 132 del 2016, al fine di garantire l'autonomia
amministrativa e contabile per il funzionamento per le spese
correnti e per gli investimenti è assegnato ad Arpa Sicilia un
contributo annuale di funzionamento indistinto di 7 milioni, un
contributo annuale per il triennio 2023-2025 a valere sul fondo
sanitario regionale per il perseguimento degli obiettivi di
prevenzione primaria correlati e determinati ai determinanti
ambientali e climatici associati direttamente e indirettamente alla
prevenzione al controllo dei rischi sanitari, correlati alla regola
all'erogazione dei Lea e al finanziamento dei costi per prestazioni
che abbiano tali caratteristiche sulla base delle indirizzi dettati
dalla Giunta regionale su base triennale. Per il triennio 2023-
2025 tale contributo è quantificato nella misura massima di quattro
milioni di euro annui, nel rispetto delle disposizioni che
disciplinano i Lea e nel rispetto del programma di attività
dell'Arpa approvato dalla giunta regionale .
Con l'articolo 3 della legge regionale n. 17 del 2024 è stata
superata la criticità emersa prevedendo all'articolo 9, comma 10,
lettera b, della legge regionale n. 6 del 2001 dopo le parole "un
contributo annuale" sono cassate le parole "per il triennio 2023-
2025" rendendo pertanto il predetto contributo annuale, e
consentendo quindi lo stanziamento finanziario anche per
l'annualità 2026.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Chinnici per dichiararsi soddisfatta o meno della risposta
dell'Assessore.
CHINNICI. Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatta, vorrei
chiedere all'Assessora intanto se poi può fornire la risposta
scritta, perché anche il riferimento chiaramente a numerosi atti
normativi per me è interessante, resta il fatto che intanto,
appunto, per l'anno 2023, di fatto, nonostante la condivisione del
modello appunto di cui lei stessa parlava, il modello di
riconoscimento dei costi, con l'Assessorato, di fatto vengono a
mancare rispetto ai soldi pianificati, 2 milioni e 700 mila euro, e
che per il 2024 a tutt'oggi nessuna somma è stata erogata all'ARPA.
Quindi, diciamo, probabilmente, ci vuole, mi dispiace che non ci
sia appunto l'Assessorato alla salute, perché in realtà, la
ringrazio per la presenza certamente, perché l'interrogazione era
fatta a tutti e due gli assessorati, chiaramente per la sua parte
lei mi ha risposto in maniera completa, però mi pare che si siano
evidenziate infatti delle criticità afferenti all'Assessorato alla
salute.
Per questo motivo mi ritengo parzialmente soddisfatta, e attendo
comunque l'invio anche via posta elettronica, grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici, che si dichiara
parzialmente soddisfatta.
Si passa all'interrogazione n. 1078 "Notizie sulle richieste
pendenti di autorizzazione dei progetti di impianti eolici e
fotovoltaici" a prima firma Giambona ed altri.
Chiedo all'Assessore se è possibile, considerando il numero di
atti ispettivi che dobbiamo discutere oggi in Aula, fare una
sintesi sulle risposte, e poi il testo scritto trasmetterlo agli
interroganti, però quanto meno fare provare a fare se possibile una
sintesi.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sarò un po'
celere, ho cercato di sintetizzare, ma siccome sono spesso risposte
tecniche a domande particolari, come poc'anzi con la collega c'era
la necessità di elencare una serie di delibere e di normative, di
atti che sono stati intrapresi da ARPA in questo anno.
Con l'interrogazione in oggetto, relativa alla richiesta di
notizie sulle richieste pendenti di autorizzazione dei progetti
d'impianti eolici e fotovoltaici, l'onorevole interrogante pone il
seguente quesito: per sapere come e se intendano riferire sullo
stato delle richieste pendenti di autorizzazione dei progetti di
impianti eolici e fotovoltaici in Sicilia e in generale sulla
valutazione dei progetti per gli impianti di energia solare, eolica
e eolica offshore.
Come noto, la costruzione ed esercizio di impianti alimentati da
fonti rinnovabili avviene in base a sei differenti procedimenti
amministrativi, di cui due di competenza regionale quale è il
provvedimento autorizzativo unico regionale il PAUR, che comprende
la valutazione d'impatto ambientale di competenza del Dipartimento
ambientale, e l'autorizzazione unica di competenza del Dipartimento
dell'energia che dal 22 aprile 2023, è diventato l'atto conclusivo
di un procedimento unico che si instaura presso il predetto
Dipartimento dell'energia, e costituisce titolo a costruire ed
esercire gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati
da fonti rinnovabili in conformità al progetto approvato in deroga
al PAUR, ex articolo 27 del decreto legislativo del codice
dell'ambiente.
Ciò posto, in merito al quesito posto dall'interrogante, si
rappresenta che riguardo alla valutazione relativa ai progetti per
gli impianti di energia solare, eolica e eolica offshore, questa si
attesta in capo al ministero dell'ambiente e della sicurezza
energetica. In merito alla valutazione dei progetti di
autorizzazione degli impianti solari ed eolici di competenza di
questo assessorato, si rappresenta che il Dipartimento
dell'ambiente ha riferito di avere concluso, con provvedimenti VIA
e PAUR, 332 procedure per un equivalente di circa 8 Gigawatt, e che
attualmente sono in corso di valutazione ambientale 344
procedimenti per un equivalente di circa 7 Giga.
Riguardo il numero degli impianti installati e in esercizio, si
rileva che tale dato di competenza dell'assessorato per l'energia,
e nello specifico del Dipartimento dell'energia in capo al quale si
attesta la competenza al rilascio del titolo autorizzativo unico
come sopra riferito, grazie.
PRESIDENTE. Grazie assessore, ha facoltà di parlare l'onorevole
Giambona.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la tematica che
oggi affrontiamo in questa interrogazione è assolutamente
complessa, ne converrà con me la neo assessore, che ringrazio
insomma per aver affrontato in prima battuta questo argomento così
spinoso.
Abbiamo piena consapevolezza che dobbiamo affrontare quelli che
sono gli obiettivi previsti dal piano nazionale, per cui entro il
2030 tutta l'Italia dovrà migrare verso quelle forme di energia e
produzione alternativa, gli obiettivi sono alquanto ambiziosi.
Il motivo della mia interrogazione è proprio quello di riuscire a
capire in che modo la Regione siciliana, che è una Regione che
dovrebbe fare passi notevoli in avanti sulla migrazione alle
energie rinnovabili, come si stia muovendo rispetto a quelli che
sono i notevoli arretrati sulla gestione delle pratiche oggi
esistenti in capo a quelli che sono gli uffici competenti, perché è
vero che c'è un'autorizzazione che deve rilasciare il Ministero
dell'ambiente ma è altrettanto vero che c'è un rimpallo molto
spesso di competenze, di responsabilità, tra il Dipartimento
all'energia e il nostro Assessorato del territorio e dell'ambiente.
A ciò aggiungo un altro aspetto sul quale chiedo, insomma, che si
lavori a stretto giro perché il DM del 21 giugno del 2024,
Assessore, ecco prevede una serie di attività da porre in essere in
capo a tutte le Regioni italiane: cioè individuare le aree idonee e
quelle non idonee su cui, eventualmente, andare ad impiantare
quelli che sono impianti di energia eolica, energia solare.
Non mi risulta che, ad oggi, vi sia un'attività da parte del
nostro Governo, dei nostri Assessorati competenti. Al riguardo è
necessario portare avanti quanto prima un tavolo tecnico da parte,
appunto, dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente, dei
lavori pubblici, dall'Assessorato dell'agricoltura, perché credo
che oggi non abbiamo deroghe possibili, non solo per quello che ci
impone il Piano nazionale entro il 2030, ma rispetto a quello che è
oramai una conclamata esigenza di far fronte a quelle che sono le
esigenze di tutela ambientale. Stiamo vedendo quelli che sono gli
effetti dei cambiamenti climatici che producono, ahimè, effetti non
solamente economici ma anche dal punto di vista sociale.
Allora, l'invito che voglio porre oggi all'Assessore, al Governo,
è quello di portare particolarmente attenzione a quelle che sono le
procedure pendenti di richiesta di tutte le autorizzazioni, di
quale che sia natura di impianti di energia alternativa,
rinnovabile, fotovoltaici ma anche i parchi eolici e di rendere
quanto più trasparente l'attività che viene posta in essere in capo
alle Commissioni preposte.
Mi risulta che, per esempio, le istanze che vengono presentate non
risultano in alcun modo che siano poi documentabili sull'iter di
presentazione e, quindi, volendo seguire un cronoprogramma sarebbe
auspicabile che chi sono i presentatori delle istanze stesse
abbiano possibilità di capire lo stato dell'arte delle loro
istanze, perché abbiamo perfetta consapevolezza in questa nostra
Terra che quando si creano questi disagi, anche dal punto di vista
informativo, ecco poi ne discendono disagi di ogni ordine e grado.
Assessore, mi dichiaro parzialmente soddisfatto rispetto a quella
che è la risposta fornita, nell'auspicio di avere ulteriori
approfondimenti rispetto alle tematiche che ho rappresentato.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 1098 "Iniziative urgenti per
tutelare il patrimonio naturalistico dell'isola di Vulcano", a
firma degli onorevoli Sciotto ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie
Presidente. Collega Giambona poi, in coda all'Aula, la aggiorno su
alcune cose che abbiamo posto in essere proprio da quando io mi
sono insediata in merito alle sue sollecitazioni legittime.
Con riferimento all'interrogazione avente per oggetto iniziative
urgenti per tutelare il patrimonio naturalistico dell'isola di
Vulcano con la quale l'interrogante chiede per sapere se, al fine
di tutelare questo prezioso ecosistema, e considerato che è uno dei
crateri privati ancora esistenti, non si ritenga opportuno mettere
in atto tutte le iniziative possibili per farlo rientrare tra i
beni del patrimonio regionale.
Si rappresenta che, sentiti gli Uffici ed approfondita la
questione in esame, è stato evidenziato quanto segue.
La Riserva naturale orientata isola di Vulcano è stata istituita
con decreto assessoriale n. 79744 del 28 dicembre 2000 contenente
il relativo confine di riserva e il regolamento recante la modalità
d'uso ed i divieti vigenti nella riserva.
Detta Riserva è stata affidata in gestione al Dipartimento
regionale dello sviluppo rurale e territoriale. Com'è noto, il
regime di proprietà dei terreni che in moltissimi siti risulta
estremamente frammentato, rappresenta una delle più rilevanti
problematiche per realizzare gli interventi di ripristino e
miglioramento degli habitat. Infatti, per ovviare in parte alle
criticità sopra rilevate, è prevista nella programmazione FESR
2021/2027 l'acquisizione al demanio di aree di particolare pregio
con habitat di importanza comunitaria nell'ambito del piano delle
azioni prioritarie, il Paf, per la tutela della biodiversità
siciliana. Una volta acquisita l'area si potranno programmare
diverse attività che sfruttino le caratteristiche naturali
dell'Isola così come l'interrogante suggerisce.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sciotto per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
SCIOTTO. Sono soddisfatto della risposta. La ringrazio Assessore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sciotto, che si dichiara soddisfatto
della risposta.
Si passa all'interrogazione 1100 Iniziative urgenti al fine di
colmare le gravi carenze di organico del Corpo Forestale della
Regione siciliana , a firma degli onorevoli La Vardera ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Con nota
protocollata numero 19525 del 25 giugno 2024, la Segreteria
generale della Presidenza della Regione, Area 2, ha delegato la
scrivente a curare la trattazione dell'interrogazione orale numero
1100 dell'onorevole La Vardera Ismaele Iniziative urgenti al fine
di colmare le gravi carenze di organico del Corpo Forestale .
L'interrogazione di che trattasi è rivolta all'onorevole
Presidente della Regione siciliana e all'Assessore regionale per
sapere come intendano attivarsi urgentemente nel merito della grave
e cronica carenza di personale del Corpo Forestale della Regione
siciliana e quali misure concrete ed immediate intendano adottare
per rafforzare il servizio antincendio da terra al fine di
scongiurare il ripetersi degli eventi come quelli dello scorso
anno.
In merito al primo quesito la criticità in cui versa il Comando
del Corpo Forestale della Regione siciliana sotto il profilo della
carenza organica è ben nota ed è stata già ampiamente rappresentata
anche nel corso degli anni passati. L'organico del Corpo forestale
della Regione siciliana a fronte di una dotazione prevista dal
decreto presidenziale del 20 aprile 2007 di ben 3.180 unità di
personale di cui 1.380 con qualifica di PG e 1800 dei ruoli tecnici
e amministrativi conta oggi - dato riferito all'1 gennaio 2024 -
sole 604 unità di cui 450 unità con qualifica di PG e PS, cioè in
divisa, e 154 unità appartenenti ai ruoli tecnici e amministrativi.
Tale gap è destinato ad incrementarsi in ragione del collocamento
in quiescenza di circa quaranta, cinquanta unità all'anno. Le
risorse disponibili hanno consentito esclusivamente l'attivazione
in via d'urgenza della procedura di mobilità interna che ha portato
all'acquisizione di 105 agenti forestali e al bando di concorso per
ulteriori 46 nuovi agenti forestali ancora in corso di
espletamento.
Solo recentemente, la rimodulazione dell'accordo Stato-Regione ha
determinato una modifica di criteri di calcolo delle risorse
assunzionali e il Comando del Corpo Forestale ha prontamente
provveduto ad aggiornare l'apposita sezione del piano integrato di
attività e organizzazione il PIAO 2024-2026, prevedendo
l'assunzione di nuovi agenti forestali in numero di 63 unità nel
corso del 2024, 86 nel 2025 e 98 nel 2026.
Nelle more, nell'intento di sopperire alla notoria carenza di
personale da impiegare nella lotta a terra degli incendi boschivi e
di vegetazione, si sta procedendo ad una rimodulazione funzionale e
territoriale dei distaccamenti forestali al fine di garantire anche
un idoneo servizio di vigilanza e la presenza su tutto il
territorio regionale di un adeguato numero di dosso che sono i
direttori delle operazioni di spegnimento.
In tale contesto, si è anche proceduto alla revisione delle
funzioni dei nuclei operativi provinciali attraverso l'accorpamento
delle competenze già attribuite con quelle poste in capo al nucleo
operativo regionale individuando presso ciascun Ispettorato
ripartimentale un referente provinciale di comprovata capacità ed
esperienza e la possibilità da parte del nucleo operativo regionale
di avvalersi di tutte le strutture operative periferiche settoriali
o di altri reparti operativi del Corpo Forestale che forniranno di
volta in volta il supporto di personale nonché logistico
necessario.
In conclusione, relativamente alla grave carenza di personale come
precisato in premessa, sono state individuate nel Piano integrato
di attività organizzazione le risorse e le modalità per il
reclutamento di nuovi agenti forestali. Le procedure saranno
attivate previo reperimento delle somme occorrenti per il materiale
espletamento del concorso e della successiva formazione anche in
regime di convenzione con enti o organismi qualificati.
In merito al secondo quesito sulle azioni intraprese per
rafforzare il servizio antincendio, si richiamano le seguenti
attività.
Modernizzazione ed efficientamento del sistema antincendio
regionale. Il Comando del Corpo Forestale della Regione siciliana
da tempo ha intrapreso un percorso di modernizzazione e di
avvalimento di tecnologia avanzata per la prevenzione alla lotta
attiva agli incendi boschivi e di vegetazione, dotandosi di una
flotta di velivoli a pilotaggio remoto, costituita da 97 droni di
nuova generazione con telecamera a infrarossi, assegnati in uso ai
comandi dei distaccamenti.
Inoltre, a seguito di incendio, i droni vengono utilizzati per il
rilievo fotogrammetrico dell'area percorsa dal fuoco, che serve a
integrare la piattaforma del sistema informatico forestale con dati
utili ai comuni dell'Isola per gli adempimenti di competenza.
Ammodernamento e potenziamento del parco automezzi. È stato già
attuato un primo intervento di ammodernamento e potenziamento
attraverso l'acquisto di 119 autobotti ad integrazione del parco
automezzi antincendio esistente, messe in esercizio già nel corso
della campagna antincendi 2023. Inoltre, è già previsto l'ulteriore
potenziamento e ammodernamento del parco automezzi attraverso
l'utilizzo dei Fondi FESR 2021-2027, finalizzato all'acquisto di
autocarri pesanti, di pick-up con allestimento antincendio, per un
importo stimato di circa 34 milioni di euro.
Convenzione con la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco. È
stato definito un Accordo di Programma, che ha previsto una
collaborazione in materia di protezione civile per il concorso alla
lotta attiva contro gli incendi boschivi, tra il Ministero
dell'Interno - Direzione regionale dei Vigili del Fuoco del
Soccorso Pubblico e della Difesa, il Dipartimento della Protezione
Civile della Presidenza della Regione siciliana ed il Comando del
Corpo Forestale della Regione siciliana e il conseguente
schieramento di ulteriori squadre antincendio aggiuntive del Corpo
dei Vigili del Fuoco.
Potenziamento delle attività antincendio svolte dagli operai del
settore agricolo forestale. Ai sensi della legge regionale 1/2024,
il Comando del Corpo Forestale della Regione siciliana ha avuto
facoltà di avvalersi, per le attività di spegnimento degli incendi,
del contingente di operai forestali per un periodo corrispondente
alla fascia di garanzia occupazionale di appartenenza: 51 giornate
lavorative in più per circa 2.100 operai. Ciò ha consentito per la
campagna antincendi corrente di anticiparne l'inizio al 15 maggio e
di posticiparne il termine al 31 ottobre. Inoltre la stessa norma
di legge consente, in caso di gravi criticità legata all'attività
di repressione degli incendi boschivi, di destinare un numero
adeguato di lavoratori forestali a tempo determinato in attività di
sorveglianza e controllo del territorio, a supporto degli uffici
del Comando del Corpo Forestale della Regione siciliana.
Flotta aerea regionale. Il Comando del Corpo Forestale, oltre ad
avvalersi dei mezzi aerei nazionali, Canadair, assegnati dal Centro
Operativo Aeronautico Unificato, il COAU, ha attivato una flotta
aerea regionale composta da n. 10 elicotteri leggeri dislocati sul
territorio regionale. È stata altresì attivata una convenzione con
l'Arma dei Carabinieri per la dislocazione di un ulteriore velivolo
ad ala rotante di stanza presso l'Aeroporto di Boccadifalco,
adeguatamente attrezzato per intervenire nella lotta attiva degli
incendi boschivi nonché per effettuare azioni di prevenzione e
contrasto agli incendi boschivi mediante apposite missioni
ricognitive o di controllo del territorio, che possono essere
demandate ai Carabinieri.
Si è provveduto anche ad acquistare nel corso del 2023 n. 28
vasche di accumulo che, unitamente alle nuove acquistate nell'anno
precedente, sono state collegate su tutto il territorio regionale,
secondo le previsioni del piano operativo antincendio, in
prossimità di aree ad alto rischio incendi. Tale intervento
consentirà, ed ha consentito, di ridurre i tempi di
approvvigionamento e di rotazione sia dei mezzi terrestri che degli
elicotteri. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
La Vardera per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
LA VARDERA. Grazie, Presidente. Assessore, ho ascoltato la sua
risposta. Qui si parla delle persone che trovano impiego nella
repressione dei reati contro l'ambiente, nella tutela e cura del
bosco produttivo che, ricordo, è per definizione la più grande
entità produttiva che assorbe la CO2, emette ossigeno, produce
legno e concorre a migliorare la qualità della vita. Sono gli
organici del Corpo Forestale della Regione siciliana, oggi ridotti
all'inefficienza e inefficacia per una carenza enorme di personale,
di mezzi e di attrezzature.
Il Corpo Forestale della Regione siciliana oggi è carente in
attrezzature e del 90 per cento del personale previsto della
propria pianta organica, di cui alla legge del 27 febbraio 2007, n.
24 e del successivo decreto presidenziale del 20 aprile 2007. Si
badi bene che la pianta organica del Corpo Forestale è ben distinta
da quella del restante personale della Regione siciliana,
trattandosi di personale di un corpo di Polizia, al Corpo Forestale
la legislazione regionale ha affidato il comando dell'operazione di
spegnimento degli incendi boschivi. Ricordo per i più sprovveduti
che la legge Renzi-Madia, che ha di fatto soppresso il Corpo
Forestale dello Stato a far data dal 31 dicembre 2016, ha nello
stesso tempo riconosciuto la valenza dei Corpi Forestali della
Regione e Province autonome, con le stesse funzioni e compiti del
disciolto Corpo Forestale dello Stato, cioè sono un Corpo di
Polizia ambientale con grande valenza tecnica ed educativa.
Forte di quanto detto durante un convegno nel Ministero
dell'interno, Roberto Maroni, datato l'11 luglio 2008, durante un
evento riguardante il PON sicurezza 2007, svoltosi presso l'Hotel
Villa Igea, ebbene il Ministro Maroni chiese all'allora Presidente
della Regione siciliana come mai il Corpo Forestale del Regione
siciliana non avesse mai chiesto di accedere ai Fondi del PON, lì
ci sono i fondi per tutte le necessità del Corpo.
Oggi a legislazione vigente, anche nazionale, il Corpo Forestale
della Regione siciliana, parimenti agli altri Corpi Forestali e
delle Regioni e Province autonome d'Italia, è a tutti gli effetti
un Corpo di Polizia, così come recita il comma 7 dell'articolo 8
della legge 7 agosto 2015 n. 214: "Nei territori della Regione a
statuto speciale, delle Province autonome di Trento e Bolzano,
restano ferme tutte le attribuzioni spettanti ai rispettivi Corpi
Forestali, regionali e provinciali, anche con riferimento alle
funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria". Ancora,
rispetto alla squallida vicenda di qualche mese fa riguardante il
bando di concorso per l'assunzione di personale del Corpo Forestale
della Sicilia, che ho fortemente denunciato insieme a diversi
colleghi, dove sono emerse gravi criticità, è stato annullato
questo concorso, ancora ad oggi si attende di capire che cosa ne
sarà.
Ricordo che la Sicilia è socia ordinaria del Formez che, come è
noto, svolge con merito tutti i concorsi dei Corpi di Polizia e
quindi non si capisce, o si capisce molto bene, perché svolge con
merito tutti i corsi dei Corpi di Polizia e quindi non si possa
indire e intestare a svolgere con noi gli stessi concorsi.
Ancora ribadisco che i Corpi di Polizia non sottostanno ad alcun
blocco delle assunzioni e i relativi fondi sono, come detto,
accessibili al Ministero dell'interno.
Ricordo a me stesso e a tutti che la legge regionale vigente, la 4
del 27 febbraio del 2007, all'articolo 1 comma 5, sul riordino del
Corpo forestale, recita "al fine di far fronte al fabbisogno di
organico, il dirigente generale del Corpo applica le procedure
concorsuali", quindi siamo di fronte a uno scavalcamento di un
percorso ampiamente voluto dalla legge, le cui responsabilità sono
in capo al dirigente generale che, in carenza di organico, deve
avviare le procedure concorsuali per restaurare la pianta organica
esistente.
Io ho raggiunto diverse organizzazioni sindacali, nello specifico
il Sifus, che mi racconta come, ad oggi, la situazione sia davvero
particolarmente sensibile rispetto a questa criticità all'interno
del Corpo Forestale. Sono certo, Assessore, che lei, essendo da
poco insediata, prenderà a cuore - come ha già più volte detto
anche attraverso la stampa - l'ordine di questo Corpo che è
fondamentale per la nostra regione e che è assolutamente necessario
nella lotta, non soltanto ovviamente alla salvaguardia nei
confronti di quegli sprovveduti delinquenti che bruciano i nostri
boschi ma, è soprattutto una entità fondamentale per salvaguardare
i grandi parchi e boschi della nostra Regione siciliana che sono di
una fondamentale importanza.
Quindi, mi dichiaro parzialmente soddisfatto, nella consapevolezza
e nella speranza e nella fiducia che le voglio dare come Assessore
appena insediatosi nel veramente voler mettere mani al Corpo
Forestale perché ritengo che bisogna rilanciarlo, perché merita di
più e all'interno di quello stesso Corpo ci sono delle figure
straordinarie che, sicuramente, la politica ha bisogno di
valorizzare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interrogazione numero 1109 "Chiarimenti urgenti
inerenti alla salubrità e fruibilità in sicurezza della spiaggia
La Plaia di Catania", a firma degli onorevoli La Vardera ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente.
Con l'interrogazione numero 1109 avente oggetto Chiarimenti
inerenti la salubrità della spiaggia La Plaia di Catania",
l'onorevole interrogante chiede, in particolare, quali misure si
intendano intraprendere per garantire che l'Arpa Sicilia disponga
del personale e delle risorse necessarie per effettuare
tempestivamente l'analisi dei corsi d'acqua che sfociano nel mare
de La Plaia di Catania, al fine di prevenire potenziali rischi
conseguenti all'inquinamento industriale; se siano stati
pianificati ulteriori interventi volti a vigilare sulle procedure
di smaltimento industriale, alla bonifica dei torrenti che sfociano
nella spiaggia La Plaia di Catania al fine di garantire la
sicurezza e la solubilità delle acque destinate alla balneazione,
tutelando così la salute pubblica e l'incolumità dei cittadini.
Gli Uffici interpellati hanno rappresentato, ciascuno per le
proprie competenze, in ordine ai chiarimenti richiesti.
Il Servizio 4 del Dipartimento "Attività sanitarie e Osservatorio
epidemiologico" ha fornito ulteriori chiarimenti, sulla base della
relazione del direttore del Dipartimento di prevenzione e del
direttore del Laboratorio di sanità pubblica dell'Asp di Catania,
riportando quanto segue: le acque di balneazione del tratto di
costa interessato sono costantemente monitorate poiché i relativi
punti di campionamento, canale Arci e canale Forcile, sono inseriti
nell'allegato D del decreto del direttore generale numero 324 del
2024 che indica i tratti di mare interessati da immissioni, fiumi,
depuratori e valloni che, a titolo precauzionale, sono esclusi
dalla balneazione per 100 metri lineari a destra e per 100 metri
lineari a sinistra del sito di immissione.
Le analisi effettuate dal Laboratorio di sanità pubblica su
campioni di acqua di mare, prelevati in prossimità dai predetti
punti, hanno dato esito negativo relativamente al superamento dei
parametri microbiologici rispetto ai valori di limite, previsti
dalla vigente normativa.
Dai numerosi sopralluoghi effettuati, è stato accertato che il
canale Arci, il cui punto normale di immissione è tra i lidi
Alcamar e Roma, ha deviato il corso verso sud, sfociando in
prossimità del lido internazionale, scorrendo per circa 200 metri
in direzione parallela alla battigia, impedendo di fatto, il
diretto accesso al mare.
Di detta situazione, l'Unità operativa sanitaria igiene pubblica
territoriale di Catania ha informato la Direzione politica per
l'ambiente del comune di Catania, l'Agenzia del demanio e la
Capitaneria di porto per l'adozione dei provvedimenti
conseguenziali.
Da ultimo, sopralluogo effettuato il 18 giugno 2024, è stato
accertato che è in corso un intervento da parte della Sidra S.p.A.,
che gestisce il servizio idrico integrato nell'area metropolitana
di Catania e di alcuni comuni limitrofi, finalizzato ad eliminare
le predette criticità, ripristinando il percorso del canale in
questione con conseguente riversamento delle acque in un'area
balneabile.
Per quanto attiene il secondo quesito dell'interrogazione, si
riferisce in ordine alla risposta fornita dall'Autorità di bacino,
Servizio 6, che ha chiarito per gli aspetti inerenti al Testo unico
numero 523/1904 e al Piano per l'assetto idrogeologico, per gli
aspetti relativi al Testo unico delle disposizioni di legge sulle
opere idrauliche, approvato con Regio decreto n. 523 del 1904 ed,
in particolare, che la costa de La Plaia di Catania risulta
attraversata, da nord a sud, da diversi corsi d'acqua pubblici, dal
vallone Acquicella, dal torrente Forcile, dal canale Fontanarossa,
dal fosso dell'Arci, dal canale Buttaceto e infine dal fiume
Simeto, iscritti negli elenchi ufficiali delle acque pubbliche
della provincia di Catania.
Per le problematiche segnalate sul fosso dell'Arci, l'ufficio
competente, a seguito di corrispondenza con gli enti interessati e
riunioni presso la prefettura di Catania e inoltre per le
segnalazioni riguardanti violazioni di legge nel tratto fociale di
detto corso d'acqua, ha coinvolto gli enti istituzionalmente
preposti ad effettuare le verifiche per dare attuazione alle
disposizioni dettate dalla medesima autorità di bacino, ai sensi
della normativa vigente nell'esercizio proprio dell'obbligo di
vigilanza e di prevenzione degli eventuali rischi connessi alla
tutela della pubblica incolumità per la presenza di manufatti
limitrofi, lidi balneari realizzati in violazione di legge, poiché
ricadenti all'interno delle fasce fluviali soggette a limitazioni
previste dall'articolo 96 del Regio decreto appena citato.
Ha inoltre emesso l'ordinanza di rimessa in pristino dei luoghi,
per infrazione al Testo unico delle disposizioni di legge intorno
alle opere idrauliche delle diverse categorie, relativa allo
sbarramento del canale Arci, recettore di scarichi industriali
provenienti dal canale artificiale Pantano.
Tale opera idraulica, di totale sbarramento per come realizzata
negli anni passati alterando il corso naturale delle acque del
canale Arci, anche in concomitanza di eventi meteo modesti,
provocava l'aggravamento delle condizioni di deflusso e un aggravio
dei dissesti idraulici presenti nella zona, causando allagamenti e
rischi per la pubblica e privata incolumità.
Recentemente, presso le sedi istituzionali preposte, sono state
proposte delle soluzioni alternative allo sbarramento, anche al
fine di dare attuazione all'ordinanza del tribunale di Catania del
2021, fermo restando il divieto di realizzare opere di sbarramento
assoluto all'interno dell'alveo.
Inoltre, le necessarie soluzioni indicate - a breve termine -
hanno riguardato la realizzazione di una soglia temporanea,
opportunamente dimensionata, atta a garantire comunque un franco
libero minimo di sicurezza non inferiore ad un terzo della sezione
idraulica di deflusso, prevedendo che le acque raccolte, a monte
della soglia, possano essere derivate attraverso opportuni sistemi
idonei, in modo da non determinare l'aggravamento delle condizioni
di deflusso ed il dissesto idraulico in atto presente nel corso
d'acqua in questione.
Entrambi i casi sono stati segnalati al Comune di Catania al fine
di adottare tutte le procedure necessarie per garantire la tutela
della vita privata e della pubblica incolumità in occasione degli
avvisi di allerta per rischio idrogeologico e idraulico diramati
dalla Protezione civile nelle zone a rischio.
Per gli aspetti relativi al Piano stralcio di bacino per l'assetto
idraulico la costa de La Plaia di Catania risulta interessata da
numerosi dissesti idraulici come meglio individuabili sul SITR, che
è il sistema informativo territoriale regionale, e in particolare:
il tratto di spiaggia compresa tra i corsi d'acqua Vallone
Acquicella e torrente Forcile a pericolosità idraulica variabile da
P3 alta in corrispondenza dei corsi d'acqua a variabile P2 moderata
a P1 bassa nelle aree circostanti; il fosso dell'Arci in prossimità
della stradale Primosole a sito di attenzione equiparato a
pericolosità P4 molto elevata; il tratto di spiaggia in sinistra
idraulica dei corsi d'acqua canale Buttaceto e fiume Simeto a
pericolosità idraulica P3 elevata.
Al riguardo, si precisa che il Comune di Catania è destinatario
come soggetto attuatore di alcuni finanziamenti gestiti
dall'Ufficio Commissario di Governo contro il dissesto
idrogeologico in particolare Patto per lo sviluppo della città di
Catania, riqualificazione e sistemazione del torrente Forcile e dei
suoi affluenti, completamento collettore pluviale B, Vallone Cuba e
di riqualificazione e sistemazione del canale Buttaceto.
Ciò premesso, in ordine alle richieste formulate nel corpo
dell'interrogazione in questione, corre obbligo evidenziare che
agli atti dei servizi competenti non risulta alcuna segnalazione da
parte del Comune di Catania che attenga interventi sul demanio
idrico fluviale programmati e operati sui corsi d'acqua che
sfociano nella zona de La Plaia di Catania volti esclusivamente
alla rifunzionalizzazione idraulica degli stessi.
Occorre precisare che in ordine al Regio decreto n. 523 del 1904,
articolo 10, comma 1, appartengono alla quinta categoria le opere
che provvedono specialmente alla difesa dell'abitato di città,
villaggi e borgate contro la corrosione di un corso d'acqua e
contro le frane. Al comma 2 dello stesso articolo, si dispone che
tali opere si eseguono e si mantengono a cura del Comune.
Pertanto, qualora il Comune ritenga necessario intervenire sui
citati corsi d'acqua, si possono programmare le opportune attività
anche attraverso un apposito sopralluogo congiunto sui siti oggetto
della segnalazione predisponendo gli eventuali provvedimenti che si
renderanno necessari per la soluzione delle criticità, dando avvio
all'attività di pianificazione degli interventi sul demanio idrico-
fluviale prevista dall'articolo 12 delle norme di attuazione del
piano di gestione dei rischi e alluvioni, conformemente alle
modalità espresse dall'autorità di bacino inoltrate, tra gli altri,
a tutti i comuni dell'Isola e in tal modo le criticità oggetto
della segnalazione potranno essere inserite nei programmi di
intervento che si andranno a definire a valere sui fondi a
disposizione dell'autorità di bacino.
Per quanto riguarda l'Assessorato dell'energia e dei servizi di
pubblica utilità, Dipartimento delle acque e dei rifiuti, l'Ufficio
bonifica ha rappresentato la propria incompetenza nell'ambito degli
argomenti riguardanti scarico non autorizzato, pulizia alveo del
torrente Acquicella e depuratori di reflui precisando che, ai sensi
del comma 12 dell'articolo 242 del codice dell'ambiente, le
indagini ad attività istruttoria sono svolte dalla Provincia che si
avvale della competenza tecnica dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente e si coordina con le altre
amministrazioni.
Mentre il Servizio 1 Idrico Integrato - Dissalazione Sovrambito ha
rappresentato che, ai sensi dell'articolo 40, comma 1, della legge
regionale n. 27 del 1986, i comuni sono responsabili del controllo
ed autorizzano gli scarichi provenienti da insediamenti civili che
recapitano in pubblica fognatura, gli scarichi provenienti da
insediamenti civili delle classi a, b e c che non recapitano in
pubbliche fognature, gli scarichi prove di insediamenti produttivi
che recapitano in pubbliche fognature, gli scarichi provenienti da
insediamenti produttivi che non recapitano in pubbliche fognature.
Pertanto, secondo la normativa di riferimento, spetta ai comuni
prevedere il rilascio delle autorizzazioni dello scarico
provenienti da insediamenti civili o produttivi che recapitano in
pubbliche fognature i cui reflui sono indipendentemente scaricati
in reti fognarie o meno.
Nel caso di specie, in capo al comune di Catania ricade la
competenza in ordine alla verifica del rispetto delle prescrizioni
dei titoli autorizzativi dallo stesso rilasciati e quella a
provvedere, in casi di ottemperanza, ad emettere diffida e
contestuale sospensione dell'autorizzazione allo scarico ovvero di
revoca, mentre in carico al Dipartimento dell'energia rimane la
competenza al rilascio dell'autorizzazione allo scarico per gli
impianti di depurazione del servizio integrato; ricordiamo che nel
territorio di Catania è presente, come è noto, l'impianto di
depurazione in località Pantano d'Arci' a servizio
dell'agglomerato di Catania per il quale è in corso di attuazione
l'intervento riguardante il completamento del depuratore consortile
ed estensione della rete fognaria, che prevede anche il ripristino
dello scarico del depuratore nel canale Junghetto: in relazione al
carico organico trattato, il refluo depurato in uscita
dall'impianto di Pantano d'Arci' rispetta i limiti attribuiti con
i predetti provvedimenti, pertanto, ad escludere che la
problematica di cui alla presente interrogazione sia da ricondurre
al predetto impianto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Onorevole La Vardera, come si
dichiara?
LA VARDERA. Signor Presidente, grazie Assessore, ho ascoltato la
sua spiegazione e mi dichiaro soddisfatto. Grazie, Assessore.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole per la sintesi della sua risposta
che si dichiara, ovviamente, soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 1110 "Notizie in merito alla
bonifica, alla tutela e alla corretta gestione del fiume Nocella",
a prima firma degli onorevoli Giambona ed altri.
Prego Assessore, ha facoltà di intervenire per rispondere
all'interrogazione.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole interrogante pone i
seguenti quesiti: se nell'ultimo quinquennio siano state stanziate
spese o risorse per provvedere alla bonifica del fiume Nocella,
nonché quali misure intendono porre in essere al fine di provvedere
al risanamento del corpo idrico, le determinazioni del tavolo
tecnico volto al superamento delle problematiche ambientali che
insistono nella valle del fiume Nocella e affluenti, avviato nel
2018 dall'Assessorato all'ambiente, nonché le connesse attività
intraprese, lo stato dell'arte del contratto fiume, utile alla
tutela e corretta gestione del corso d'acqua in oggetto di cui si è
annunciato l'avvio nel 2019 e notizia in riferimento alle inchieste
poste in essere dalle autorità preposte al fine di individuare gli
autori degli sversamenti che si continuano a perpetuare da anni.
In merito al primo quesito, l'Autorità di bacino del distretto
ideografico della Sicilia ha rappresentato che negli ultimi anni
non sono stati effettuati o programmati interventi sul fiume
Nocella.
In merito ai quesiti relativi al tavolo tecnico e allo stato
dell'arte del contratto di fiume Autorità in parola, in qualità di
referente unico dei contratti di fiume della Regione siciliana, fa
presente che consultando l'Osservatorio nazionale sui contratti di
fiume, il tavolo nazionale e i comuni interessati non risulta che
sia avviato il contratto di fiume del Nocella, l'unica traccia
relativa al fiume Nocella si riscontra nel contratto di costa
Imago, comune capofila Alcamo in cui ricade la foce del fiume
Nocella, territori dei comuni di Terrasini e Trappeto, adottato da
quasi tutti i comuni coinvolti con uno stato di avanzamento che ha
riguardato la condivisione di un documento di intenti contenente le
motivazioni e gli obiettivi generali, la messa appunto di
un'appropriata analisi conoscitiva preliminare integrata sugli
aspetti ambientali sociali ed economici del territorio oggetto del
contratto di fiume e la elaborazione di un documento strategico
nonché la definizione di un programma d'azione.
In merito allo stato del fiume Nocella, l'Arpa Sicilia ha
rappresentato di avere seguito in data 7 novembre 2023 diversi
sopralluoghi lungo il corso del fiume Nocella al fine di indagare
sullo stato del fiume e dei suoi affluenti, torrente Puddastri,
torrente Margiu ed effettuare dei campionamenti delle acque
superficiali.
Come è noto, il fiume Nocella assume tale definizione nella
confluenza del canale De Simone con il vallone Margiu, di
conseguenza si è provveduto ad effettuare diversi sopralluoghi nei
due torrenti e nei relativi affluenti nonché sul torrente Margiu,
costituendo esso uno dei principali affluenti a destra idraulica
del fiume Nocella, ciò al fine di verificare se lo stato del
torrente sia influenzato anche da sporadici scarichi di civili
abitazioni.
Da una ricognizione preliminare il fiume Nocella e i suoi
affluenti non presentavano macroscopiche particolari alterazioni,
in quanto le acque dei corpi idrici superficiali suindicati, non
mostravano colorazioni e odori particolari, si è proceduto ad
eseguire campionamenti delle acque superficiali in punti
particolari e rappresentativi del bacino fluviale scelti sulla base
delle maggiori pressioni antropiche.
Per ogni campione è stata analizzata una serie di parametri, macro-
descrittori, metalli ed escherichia coli. Dai risultati dei
rapporti di prova dei campioni prelevati è stato evidenziato che il
tratto più antropizzato è quello del torrente Puddastri, il quale
si trova a monte del depuratore comunale di Partinico.
L'antropizzazione di tale tratto è nota, in quanto esso riceve i
reflui domestici di alcune unità abitative appartenenti ai comuni
di Partinico e di Borgetto che non sono state ancora collettate nei
rispettivi depuratori comunali. Successivamente, le acque del
Puddastri vengono parzialmente diluite all'affluente del depuratore
comunale di Partinico, pur mantenendo una notevole carica batterica
e un valore più alto del COD, fino alla confluenza con il fiume
Nocella.
Anche il fiume Nocella, a monte, si presenta antropizzato, anche
se in misura minore rispetto al torrente Puddastri: scendendo verso
valle, la carica batterica del fiume Nocella diminuisce, e poco
prima della confluenza con il Vallone Puddastri mostra il minimo di
carica batterica, per poi aumentare alla foce per l'immissione
delle acque dell'affluente.
Nel corso del 2023, è stato effettuato il monitoraggio del corpo
idrico fiume Nocella, con l'analisi dei parametri chimico-fisici e
chimici, per la valutazione dello stato ecologico e chimico e per
la valutazione dello stato chimico. I risultati hanno evidenziato
per lo stato chimico un giudizio non buono a causa del superamento
degli standard di qualità ambientali; per lo stato ecologico un
giudizio da inferiore a sufficiente, evidenziando quindi il
fallimento dell'obiettivo "buono", a causa del superamento per la
somma di pesticidi e di pesticidi singoli che si continuano a
sversare, i cui dati sono stati trasmessi alle autorità competenti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Giambona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GIAMBONA. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, ho ascoltato con
attenzione la risposta dell'Assessore, che ringrazio perché
permette di affrontare un tema, quello della tutela ambientale di
questo importante sito naturalistico, che abbraccia un po' tutti i
territori, da Partinico a Borgetto, fino ad arrivare a Terrasini,
alla baia di San Cataldo, che molti di noi conosciamo.
Diciamocelo chiaro, Assessore: ci sono degli sversamenti illegali,
che ormai si protraggono da fin troppo tempo Ci sono sversamenti
di aziende agricole, sversamenti di frantoi, tant'è che siamo in un
periodo di produzione dell'olio e già mi hanno segnalato come la
situazione cominci a diventare critica, il colore dell'acqua
cambia, diventa nero, verde o viola, abbiamo anche delle
distillerie in questa porzione di territorio.
Quindi, è evidente che ci vogliono una serie di interventi, motivo
per il quale la mia interrogazione appunto verteva sull'esigenza di
capire se alcuni interventi sono stati posti in essere. Capisco che
ancora, negli ultimi anni, ecco, non ne rinveniamo alcuni, quindi
invito l'Amministrazione regionale a porre particolare attenzione a
questo sito, come criticità che ci sono sul Contratto di Fiume.
Io ricordo che questo tema è anche balzato agli onori della
cronaca per alcuni servizi, tra l'altro di "Striscia la notizia";
in quell'occasione già tutte le organizzazioni e associazioni
ambientaliste come WWF, Legambiente, come l'Associazione di San
Cataldo, rappresentarono lo scempio che quotidianamente si registra
in questa porzione di territorio.
L'invito del Partito Democratico, ma credo di farmi portavoce di
tutti coloro che vivono quel territorio, è di garantire maggiore
attenzione a quelle che sono le esigenze di monitoraggio del
territorio, dobbiamo verificare questi sversamenti illegali, ci
vuole un controllo in loco, in tutto quello che è il percorso del
torrente Nocella e del fiume Puddastri.
PRESIDENTE. Grazie, all'onorevole Giambona, che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 1122, "Somme relative al dissesto
idrogeologico destinate al Comune di Licata (AG) in seguito agli
eventi meteorologici del 28 novembre 2016 e del settembre 2018", a
firma dell'onorevole Cambiano e altri. Prego, Assessore.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Con l'interrogazione in oggetto l'interrogante pone i
seguenti quesiti: se la mitigazione del rischio idrogeologico
rientri o meno tra le tematiche di interesse del Governo regionale,
per quali ragioni non si è ancora dato avvio ai lavori relativi
alle opere descritte in premessa, quali siano le ragioni ostative
che impediscono la pronta definizione delle gare; se l'ente locale
coinvolto e gli uffici preposti, l'ultimo essersi prontamente
attivate al fine di scongiurare il mancato avvio delle opere e
quali misure correttive intendono assumere in riferimento alla
questione in oggetto al fine di superare la perdurante persistente
situazione di stallo.
Preliminarmente, si rappresenta che la sottoscritta è stata
delegata a curare la trattazione dell'interrogazione in argomento,
con l'invito all'Assessore regionale per l'economia, al dirigente
regionale della Protezione civile e al soggetto attuatore del
Commissario di Governo per il dissesto idrogeologico della Regione
siciliana di fornire ogni utile elemento all'Assessore delegato.
Ciò posto, si rileva che l'Assessore per l'economia ad oggi non ha
fatto pervenire elementi di risposta.
Il soggetto attuatore del Commissario di Governo per il dissesto
idrogeologico ha precisato che l'Ufficio del Commissario di Governo
per il contrasto del dissesto idrogeologico nella Regione siciliana
è attuatore di interventi che derivano da programmazioni e fondi
supportati da linee di finanziamento dedicate all'esecuzione di
opere strutturali, non avendo in gestione per le medesime
motivazioni né interventi di somma urgenza né interventi di
protezione civile e che l'interrogazione parlamentare richiamata in
oggetto non comprende aspetti ricadenti nell'ambito di propria
competenza.
Infine, il Dirigente generale del Dipartimento regionale della
Protezione civile ha rappresentato quanto segue riguardo lo status
dell'iter tecnico amministrativo dei lavori previsti nel Comune di
Licata di competenza del Dipartimento della Protezione civile
siciliana.
Per l'ordinanza del Capo del Dipartimento n. 458 dell'1 giugno
2017, recante "Primi interventi urgenti di protezione civile
conseguenti alle eccezionali eventi meteorologici verificatisi il
giorno 19 novembre 2016 nel territorio dei comuni di Licata, in
provincia di Agrigento, nei giorni 24 e 25 novembre 2016 nel
territorio delle provincie di Agrigento e Messina , nel comune di
Licata sono stati completati lavori di normalizzazione dei tratti
di fognature nelle vie Palma, Via Campobello, Corso Roma, Corso
Umberto, Corso Serrovira e traverse limitrofe, lavori di
efficientamento sistema allontanamento acque meteoriche contrada
Plaia Fondachello' e adeguamento condotte e smaltimento acque
bianche via Caselle; interventi urgenti per la ottimizzazione
delle chiuse degli scarichi e degli scaricatori sulle sponde del
fiume Salso.
E' in corso di espletamento la gara per i lavori urgenti
localizzati di funzionalizzazione di tratti della viabilità
stradale di contrade San Sita, Policia, Nicolizia e rifacimento
manto stradale aggravato e compromesso in diverse vie comunali
mentre è stato integrato con fondi PNRR il finanziamento relativo
all'efficientamento sistema allontanamento acque meteoriche canale
di Corso Argentina per acque provenienti da Piazza Duomo e da
Piazza Gondar con adeguamento impianto, sollevamento e
funzionalizzazione delle condotte.
Per l'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile
n. 558 del 15 novembre 2018, recante "Primi interventi urgenti di
protezione civile in conseguenza degli eccezionali eventi
meteorologici che hanno interessato Calabria, Emilia Romagna,
Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Sardegna, Toscana, Sicilia,
Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano colpito dagli
eccezionali eventi meteo a partire dall'ottobre 2018" è in fase di
stipula di contratto l'affidamento per la messa in sicurezza del
Fiume Salso, nel tratto urbano zona est del comune di Licata:
importo complessivo Euro 7.865.000,00. Tanto è dovuto.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Cambiano per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
CAMBIANO. Grazie, Presidente, grazie Assessore per la risposta.
E' doverosa una puntualizzazione, siamo qui a discutere di
interventi urgenti a seguito di eventi alluvionali eccezionali -
che avvenivano nel 2016 - a distanza di otto anni ancora attendiamo
quegli interventi urgenti
E' chiaro che non è una critica nei confronti dell'Assessore, che
si è insediata da qualche settimana, ma è una riflessione che tutta
la politica deve fare; otto anni per intervenire, per mettere in
sicurezza un territorio fragile, in un momento in cui il
cambiamento climatico e i cambiamenti climatici dovrebbero essere
il punto fondamentale di un'azione di governo, di un'azione di
governo che, mi dispiace dire, è inefficace in questo momento
perché oggi parliamo di siccità, oggi parliamo dell'emergenza
siccità e della mancanza d'acqua, fra qualche settimana parleremo
di bombe d'acqua e di rischio idrogeologico per territori fragili,
per un continuo rincorrere l'emergenza con la mancanza di
pianificazione.
Ecco, Assessore, sono certo - e siamo certi come Gruppo del
Movimento Cinque Stelle - che lei saprà interpretare questa
emergenza che necessita di azioni di pianificazione, non di
interventi tampone, sia quello della siccità che è un argomento
attuale perché ancora i turni di erogazione sfiorano i 15 giorni
nella provincia di Agrigento - in alcune zone della provincia di
Agrigento - e so che è un tema che le sta a cuore, sia quello del
dissesto geologico, dell'erosione costiera, della fragilità del
territorio.
Ho dovuto presentare ben due interrogazioni per avere una risposta
e la ringrazio della risposta fornita, ma avevo acquisito, per le
vie brevi purtroppo, delle informazioni che hanno penalizzato il
Comune di Licata che si trovava destinatario di 30 milioni di euro,
in un'assegnazione di 30 milioni di euro di fondi POC, programmi
operativi complementari, che evidentemente sono stati destinati ad
altri interventi e poi si è posto rimedio con due interventi di
protezione civile che lei ha menzionato, uno che riguarda il fiume
Salso, l'altro che riguarda la zona centrale per l'allontanamento
delle acque meteoriche e l'altro che riguarda tutta la zona
costiera dove insistono frane e dove la viabilità è compromessa da
Nicolizia, Carrubella Santa Zita, Policia, Torre San Nicola, delle
zone splendide del nostro territorio che dovremmo sinceramente
attenzionare.
Quindi, la ringrazio per la risposta, mi dichiaro parzialmente
soddisfatto e spero che il Governo ponga al centro dell'agenda
politica il tema del cambiamento climatico e delle azioni di
pianificazione per dare soluzioni strutturali a queste emergenze.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano, che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interpellanza n. 135 "Iniziative urgenti per
scongiurare il concreto rischio di desertificazione del lago di
Pergusa e della sua riserva naturale speciale" a prima firma
onorevole Venezia ed altri.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Con
riferimento all'atto ispettivo indicato in oggetto, l'onorevole
interpellante chiede se non si ritenga opportuno mettere in campo
misure urgenti per scongiurare il concreto rischio di
desertificazione del lago, di perdita definitiva della riserva
idrica, se non si ritenga opportuno programmare con la massima
sollecitudine iniziative per la pulizia, il mantenimento in
efficienza dei canali di adduzione delle acque pluviali al lago, la
separazione del sistema fognario e di raccolta delle acque di
dilavamento superficiale del villaggio, la creazione di sistemi di
decantazione nei luoghi dei due maggiori canaloni per evitare
l'accumulo di detriti solidi nelle parti sub orizzontali e in
galleria.
Preliminarmente, si rappresenta che il libero Consorzio comunale
di Enna, in qualità di ente gestore della Riserva, riscontrando una
nota di questi uffici, ha relazionato sulle criticità contenute
anche nell'interpellanza in argomento ed ha rappresentato quanto
segue. In merito alle misure concrete messe in atto al fine di
scongiurare il rischio di desertificazione del lago e di perdita
definitiva della riserva idrica è stata effettuata la pulizia dei
canali sottesi al bacino imbrifero in coerenza con gli impegni
presi ai vari tecnici convocati all'uopo. Attraverso una prima
azione ricognitiva è stato attivato un video, tramite drone,
dell'area interessata dagli sbocchi dei canali adducenti le acque
di pioggia evidenziando che a seguito dei depositi detritici e
alluvionali che si sono accumulati allo sbocco dei canali si era
determinato l'innalzamento della quota di fondo che ostruiva il
regolare scolo delle acque verso il lago. Quindi si è provveduto
alla rimessa in pristino degli sbocchi finali nonché alla
disostruzione completa dei canali, assicurando in tal modo il
raggiungimento delle acque piovane che dovessero accumularsi nella
strada per la quale in seguito ad eventi pluviometrici. Tale
intervento alquanto dispendioso è stato effettuato con fondi di
bilancio del libero Consorzio comunale di Enna. Al fine di
pianificare iniziative per il superamento delle criticità nel quale
versa il lago di Pergusa già nel novembre del 2022 il libero
Consorzio, su proposta di alcune associazione ambientaliste, aveva
convocato un tavolo tecnico presso la propria sede composto da
rappresentanti delle autorità di bacino, Enel, Comune di Enna,
Distaccamento forestale, Genio Civile, Lega Ambiente, WWF e,
successivamente, gli stessi soggetti sono riuniti presso il
Dipartimento Ambiente di questo Assessorato nell'agosto del 2023 .
In quella sede furono illustrate varie possibili soluzioni
tecniche per il superamento delle principali criticità tra le quali
quelle poste nella presente interpellanza.
Ai fini di quanto richiesto nell'ambito dell'interpellanza di cui
in oggetto, in particolare al primo dei due punti, si riporta
quanto comunicato dall'Autorità di bacino del distretto idrografico
della Sicilia. L'Autorità ha rappresentato che, nell'ambito delle
proprie competenze, ai fini della salvaguardia del corpo idrico, il
Piano di gestione del Distretto come ricavabile al programma delle
misure dell'attuazione della KTM quali quelle relative alla
riduzione dell'inquinamento nutrienti di agricoltura, da pesticidi
in agricoltura e servizi di consulenza per l'agricoltura, e il lago
come è noto ricade all'interno di un'area SIC e, pertanto, come
specificato nel programma delle misure deve applicarsi alla misura
KTM 99 che prevede l'attuazione del Piano di gestione dei SIC e ZPS
al fine di consentire il raggruppamento degli obiettivi delle
Direttive Habitat e uccelli e, implicitamente, degli obiettivi di
qualità ambientale della Direttiva-quadro sulle acque.
Tale azione si esplicita attraverso l'attuazione del Piano di
gestione della Riserva approvato in via definitiva con decreto del
dirigente del Dipartimento regionale dell'Ambiente n. 625 del 2011
che interessa il sito Natura 2000', codice Ita 060002, così come
integrato dal Beneficiario provinciale Provincia regionale di Enna.
Il lago di Pergusa, come è noto, è rappresentato da un particolare
corpo idrico superficiale di tipo endoreico. Esso occupa la parte
più depressa di un sinclinale costituita dalla formazione marnosa
pliocenica.
Il lago è originato sia dal contributo idrico dell'acquifero
sabbioso e calcareo che affiora diffusamente su tutta l'aria che
trova il suo recapito naturale nella depressione lacustre nonché
dalle precipitazioni che direttamente investono la depressione
endoreica.
Il lago di Pergusa, da quando gli studi idrogeologici ne danno
notizie, e le prime risalgono al 1860, è stato soggetto ad
amplissime oscillazioni del livello dell'acqua strettamente
connesse alle precipitazioni che negli anni hanno interessato
l'area del bacino idrogeologico del lago.
Pertanto, accurate e pianificate misure dei livelli idrici nei
pozzi sono necessarie ad assicurare il delicato ed articolato
equilibrio idrogeologico del lago e fornire una corretta
valutazione del bilancio dell'acquifero e del lago nel loro
insieme.
Per quanto sopra, risulta necessario che l'ente preposto alla
gestione della Riserva, ovvero il libero Consorzio di Enna, dovrà
con urgenza avviare un programma di monitoraggio dei livelli idrici
nei pozzi presenti in un intorno significativo del lago contestuale
e la misura dei livelli idrici del pelo libero nel lago. L'autorità
di bacino ha rappresentato che, nell'ambito del Po Fesr 2014-2020,
miglioramento delle qualità delle acque per aggiornamento del piano
di gestione delle acque, procederà ad acquisire utili informazioni
sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo del lago.
Tali informazioni saranno richieste nell'ambito dei vari accordi
di collaborazione con enti di ricerche universitarie che in atto
l'autorità gestisce.
In particolare, l'Università con la quale è in atto un accordo di
collaborazione, dovrà aggiornare i modelli concettuali dei corpi
idrici sotterranei, e il lago di Pergusa rientra nel CIS denominato
Piazza Armerina. Per tale CIS, l'autorità provvederà a richiedere
una priorità all'Università di tutti i dati di monitoraggio, con
particolare riferimento a quelli utili a verificare gli equilibri
idrogeologici tra il lago e l'acquifero ad esso sotteso. Inoltre
l'autorità richiederà ad Arpa Sicilia, individuato quale soggetto
esecutore per lo svolgimento delle suddette attività, di fornire
con priorità ogni utile aggiornamento che possa contribuire alla
salvaguardia del sistema lago di Pergusa.
Al fine di coordinare le attività finalizzate all'aggiornamento
dello stato quantitativo e collettivo che compone il delicato
equilibrio idrogeologico, l'autorità richiederà ai vari enti, e in
modo particolare al Comune di Enna, di mettere a disposizione ogni
documento, studio e relazione di ogni genere e tipologia in passato
prodotti.
Al riguardo l'autorità di bacino ha disposto il finanziamento e
l'impegno delle somme per la manutenzione e la rifunzionalizzazione
idraulica del tratto finale del corso d'acqua che sbocca nel lago
di Pergusa
A tal fine, in data 2 agosto 2024, la scrivente Autorità ha
sollecitato il comune di Enna, ed il commissario del libero
Consorzio di Enna, ad attuare interventi finalizzati alla
ricostituzione dell'equilibrio idrogeologico del lago
Alla luce degli aggiornamenti degli studi, e attraverso uno
specifico coordinamento tra gli Enti a vario titolo interessati, si
potranno valutare le seguenti azioni di salvaguardia del lago
quali, la ricarica del lago attraverso pozzi esterni al bacino
idrogeologico e con acque chimicamente idonee al mantenimento
dell'ecosistema lacustre.
Tale eventuale risorsa, a seguito di opportune valutazioni,
potrebbe integrare il volume idrico dell'invaso anche nel periodo
invernale, così da restituire al lago una maggiore capacità di
resilienza durante la stagione calda, almeno fino a quando potranno
nuovamente essere immesse al lago le acque in eccesso dell'invaso
Ancipa, la cui rete di connessione è già realizzata.
Altra azione di salvaguardia è la rimozione dei materiali di
interramento con rimodellamento delle rive, per permettere la
ricostituzione del volume originario del lago. L'intervento mirerà
alla rimozione dei limi melmosi che ospitano la fauna anaerobica
che determina la principale condizione di asfitticità delle acque.
Tale intervento, inoltre, potrà migliorare e rendere più rapido gli
effetti della ricarica dell'acquifero verso il lago, riducendo i
tempi di risposta e drenaggio delle acque sotterranee verso il lago
stesso
Ed infine, l'intervento relativo alla proposta di studio applicato
al riutilizzo delle acque reflue depurate dal depuratore comunale
di Enna. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Onorevole Venezia come si dichiara?
VENEZIA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, la
risposta a questa interrogazione è abbastanza articolata, e tocca i
punti salienti che erano stati posti.
Però, mi sia consentito di fare un breve excursus sulle vicende
legate al lago di Pergusa, almeno nell'ultimo biennio, quando
diverse associazioni, ma anche noi attraverso atti parlamentari, il
Consiglio comunale di Enna, hanno cercato di porre all'attenzione
delle autorità competenti un problema assolutamente importante,
cioè la scomparsa del lago a causa della mancanza di manutenzione
ordinaria nei canali di adduzione delle acque piovane, della delle
opere di manutenzione.
Questa estate abbiamo anche rilevato la dispersione di liquidi
fognari che andavano nel letto del lago, e tutta una serie di
problematiche rispetto alle quali non c'è stata un'attenzione
concreta né dall'Ente gestore, che ovviamente si trova in una
condizione di gravi criticità finanziarie, e non può affrontare con
il proprio bilancio, le spese necessarie per questo tipo di
interventi, e parlo del libero Consorzio di Enna.
Il lago di Pergusa è arrivato alle cronache, anche internazionali,
le foto della scomparsa del lago questa estate sono arrivate anche
oltre oceano, e il lago come è noto insiste in un sito
naturalistico di grande pregio, fa parte e ricade dentro uno dei
due geoparchi riconosciuti dall'Unesco in Sicilia.
Prendiamo atto dalla risposta che, finalmente, si sta attivando
con l'università, l'attività di monitoraggio, che negli anni scorsi
ci risulta essere mancata, prendiamo atto che l'Autorità di bacino
sta finanziando interventi più significativi per cercare di
risolvere alcuni problemi impellenti che riguardano la
sopravvivenza del lago
Per quanto riguarda la ricarica attraverso risorse idriche
provenienti da altri laghi, su questo, ovviamente, ci sembra una
versione romantica, perché l'Ancipa in questo momento non riesce a
soddisfare nemmeno alle esigenze preminenti per cui è nata, cioè il
fabbisogno idrico per la popolazione civile, immaginiamo se
possiamo trasportare acqua dall'Ancipa al Lago di Pergusa
Per cui l'idea di mettere in campo, insieme all'Assessorato
dell'acqua e dei rifiuti, dei finanziamenti che possono trasformare
le acque reflue che provengono dalla città di Enna, attraverso un
depuratore che ci risulta, allo stato, non adeguato rispetto alla
normativa vigente, può essere un'idea, come la raccolta delle acque
piovane che gravitano attorno al bacino del lago.
Certo, le risposte che sono arrivate da parte di questo Governo,
nel mese di agosto, quando le polemiche imperavano sulla stampa e
quando tutti erano allarmati sulla scomparsa del lago, non sono
state per nulla soddisfacenti.
L'Assessore che l'ha preceduta, assessore Savarino, aveva
convocato un tavolo tecnico nell'agosto del 2023; dopo un anno, non
si fece più niente e poi, nell'agosto nel 2024, ci siamo ritrovati
in una manovra di bilancio delle risorse per la costituzione di una
fondazione, sulla quale - per come è nata - non possiamo che
esprimere, anche in questa sede, le nostre perplessità. E
invitiamo, a tal proposito, l'Assessore, la invito, a rivedere
anche questa posizione, perché noi crediamo che l'ente gestore che
possa occuparsi della gestione della Riserva - e quindi anche del
lago e di ciò che sta attorno - debba essere individuato attraverso
un processo partecipativo della comunità ennese e di tutti i
soggetti che gravitano attorno al Lago di Pergusa e non può essere
calato dall'alto con questa idea della Fondazione.
Per quanto ci riguarda, continueremo a tenere alta l'attenzione
sul Lago di Pergusa, come sugli altri invasi siciliani, e ci
auguriamo che alle parole, alle buone intenzioni possano seguire i
fatti.
Per queste ragioni ci riteniamo parzialmente soddisfatti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Venezia, che si dichiara
parzialmente soddisfatto.
Si passa all'interpellanza n. 139 "Intenzioni in merito alla
tutela e alla valorizzazione della RNO Isola delle Femmine, c.d.
'Isolotto', e della ANP Capo Gallo-Isola delle Femmine", a firma
degli onorevoli Giambona ed altri.
Prego, Assessore.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie, signor
Presidente.
Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto, l'onorevole
interpellante vuole sapere, in merito alla tutela e alla
valorizzazione della Riserva naturale orientata Isola delle Femmine
e dell'area marina protetta Capo Gallo-Isola delle Femmine, se vi
sia l'intenzione di avviare un tavolo di confronto con tutti gli
attori coinvolti, al fine di esaminare le criticità, i piani di
tutela e valorizzazione della Riserva Isola delle Femmine e
dell'area marina protetta Capo Gallo-Isola delle Femmine; se le
risorse stanziate in favore degli enti gestori delle riserve
naturali, al fine di assicurare lo svolgimento ordinario delle
attività e consentire il perseguimento dei fini istitutivi di ogni
singola riserva, siano congrue alle reali necessità e vi sia
l'intenzione di provvedere al relativo incremento.
In merito al primo punto, si rappresenta che, considerata
l'importanza che riveste la Riserva naturale, sia per la flora che
per la fauna presenti, e in particolar modo per le specie
nidificanti e migratorie, la IV Commissione 'Ambiente, territorio e
mobilità' dell'Assemblea regionale siciliana ha adottato la
risoluzione n. 7, recante "Iniziative volte alla tutela e alla
valorizzazione della riserva orientata di Isola delle Femmine e
dell'area marina protetta Capo Gallo, impegnando il Governo
regionale - e per esso il Presidente della Regione siciliana e
l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente - ad avviare
un tavolo di confronto, volto ad esaminare le criticità e i piani
di tutela e valorizzazione della riserva con il coinvolgimento
degli attori interessati, quali il Ministero dell'ambiente e della
sicurezza energetica, i comuni di Palermo e di Isola delle Femmine,
la Capitaneria di Porto di Palermo, l'ente gestore della Riserva
naturale orientata e di tutte le parti ritenute opportune.
A tal proposito, la sottoscritta, con nota protocollata al n. 8999
del 16 settembre 2024, ha dato l'avvio al tavolo tecnico oggetto
della risoluzione, invitando le istituzioni competenti, quali il
Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, il comune di
Palermo, la Lipu, in qualità di ente gestore della Riserva naturale
orientata Isola delle Femmine, e la Capitaneria di porto di
Palermo, a designare un proprio rappresentante quale componente del
tavolo in argomento, al fine di porre in essere tutte le necessarie
interlocuzioni finalizzate ad individuare l'ente gestore dell'area
marina protetta Capo Gallo-Isola delle Femmine per approvare il
relativo regolamento.
In merito al secondo punto dell'interpellanza, si rappresenta che,
con riferimento alle risorse economiche stanziate in favore degli
enti gestori delle riserve naturali, l'importo da erogare all'ente
gestore è stabilito in convenzione e viene finanziato tramite il
capitolo 443302, sulla base della disponibilità finanziaria
risultante a seguito dello stanziamento annuale in bilancio
stabilito dalla legge di stabilità e può essere variato, anche in
aumento se noi vogliamo, con una prossima legge di stabilità.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Onorevole Giambona, come si dichiara?
GIAMBONA. Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi.
Assessore, la ringrazio per la puntuale ricostruzione rispetto a
quello che è lo stato dell'arte. Come noi sappiamo, qualche mese
fa, è avvenuto un fatto increscioso, in questo sito dall'enorme
importanza dal punto di vista naturalistico e anche grazie a quelle
che sono state le segnalazioni di Legambiente, WWF, ma anche di
Marevivo, abbiamo fatto un focus su quella che è l'esigenza di
porre chiarezza, non solamente sulla Riserva naturale orientata, ma
anche sull'area marina protetta.
È un sito di interesse comunitario, tra l'altro molto vasto, che
si estende da Capo Gallo fino ad arrivare ad Isola delle Femmine e
comprende, tra l'altro, due porti, appunto: quello della comunità
di Isola delle Femmine e quello di Sferracavallo.
Le problematiche sono tante, non per ultima il fatto increscioso
del party del 29 giugno ma, ecco, un luogo questo che conosco
molto, molto bene, che è mortificato quotidianamente con ancoraggi
illegali, con pesca abusiva e ringrazio l'ente gestore che, in
questo momento, si occupa dell'area marina protetta, mi riferisco
alla Capitaneria di porto che fa il massimo, con i mezzi a
disposizione, come fanno il massimo anche i pescatori, il Consorzio
Cogepa, le associazioni di categoria e ambientaliste, ma è evidente
che bisogna fare un passo avanti, un passo oltre per la tutela di
questo importante sito, e colgo con grande apprezzamento quello che
è l'iter che si sta ponendo avanti.
Assessore, io sono stato promotore di quella risoluzione che è
stata approvata in Commissione Territorio e ambiente e apprendo con
grande soddisfazione che si sta portando avanti quella che è
l'interlocuzione necessaria con gli organi competenti a livello
nazionale, in primis con il Ministero dell'ambiente.
Noi abbiamo la necessità di avere un ente gestore, al pari delle
altre aree marine protette in cui insistono tra l'altro delle
riserve. Questa area marina protetta è lasciata a sé stessa, non
c'è attività di sensibilizzazione, non c'è nemmeno una
cartellonistica, non c'è una sede, si potrebbe fare tanta attività
anche coinvolgendo le scolaresche su quello che è un impegno
ambientale che ormai possiamo dire non può che essere che
quotidiano.
Allora, io monitoro con grande puntualità l'attività che si sta
portando avanti, nell'obiettivo di dare quanto prima possibile
all'area marina protetta di Isola delle Femmine un ente gestore,
così da garantire una maggiore tutela di un sito che, dal punto di
vista naturalistico, geologico e botanico, sicuramente non è
secondo a nessuno.
Grazie, signor Presidente.
Mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giambona, che si dichiara
soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 1183 "Iniziative urgenti inerenti
alla recente illegittimità costituzionale delle norme per la
proroga dei termini di presentazione delle domande di rinnovo delle
concessioni demaniali marittime".
Non vedo il primo firmatario in Aula, che è l'onorevole La
Vardera, quindi, assessore, la consideriamo trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta. Grazie.
Si passa all'interrogazione n. 1184 "Chiarimenti urgenti inerenti
alla dotazione dei mezzi antincendio della Regione siciliana".
Anche questa la consideriamo trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Sì, abbiamo già risposto a questa, se non sbaglio, era una
interrogazione similare, precedentemente, quindi, anche questa la
consideriamo trasformata in interrogazione con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1194 "Verifica della salubrità
dell'area della frazione Cassibile-Fontane Bianche di Siracusa", a
firma dell'onorevole Spada. Prego.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie, signor
Presidente.
Con l'interrogazione l'onorevole Spada chiede la verifica della
salubrità dell'area nella frazione Cassibile-Fontane Bianche di
Siracusa e, in particolare, vuole sapere se le molestie olfattive
siano state segnalate all'Arpa Sicilia e se non intende attivarsi
in merito affinché siano effettuati i dovuti campionamenti e le
analisi necessarie per verificare la salubrità dell'aria ed
adottare tutti i provvedimenti utili a rimuovere le cause del
cattivo odore, tutelando la popolazione residente della frazione di
Cassibile-Fontane Bianche.
L'ufficio Arpa Sicilia, interpellato per competenza al riguardo,
ha rappresentato in ordine ai chiarimenti richiesti specificando
che la zona di Cassibile-Fontane Bianche dista oltre 25 chilometri,
in linea d'aria, dalla più vicina stazione di monitoraggio della
qualità dell'aria di Siracusa Pantheon, di quelle ubicate nella
ERCA gestita dall'Arpa Sicilia.
Nei primi 15 giorni di settembre, dal comune di Siracusa sono
pervenute 77 segnalazioni che non hanno comunque determinato né un
alert né un pre-alert.
Si è registrato, in particolare, nel comune di Augusta un pre-
alert il 6 settembre ed un alert il 9 settembre.
Il report Nose, che è un progetto di ricerca, di monitoraggio e
studio dell'aria, della qualità ambientale, e le relazioni sui dati
di qualità dell'aria che sarà pubblicato sul sito web dell'Agenzia,
evidenziano i dati che si sintetizzano.
Le stazioni di monitoraggio nello stesso periodo, e cioè nei primi
15 giorni del mese di settembre, evidenziano alcuni picchi orari di
idrocarburi non metanici, superiori al valore soglia. I più elevati
nella stazione Augusta Marcellino.
Si rilevavano alcuni picchi orari di anidrite solforosa, sempre
nella zona di Augusta, in data 8, 9 e 11 settembre.
Il valore più elevato alle ore 2.00 del 9 settembre, pari a 243
microgrammi di inquinante gassoso per ogni metro cubo di aria.
Infine, il limite della concentrazione media giornaliera del PM10
è stato superato dalla stazione di Augusta Megara il 10 e il 13
settembre, rispettivamente pari a 85 e 82 microgrammo inquinante
gassoso per ogni metro cubo di aria.
Nella stessa giornata, nessuna stazione ha rilevato superamenti
del valore medio giornaliero, per cui è verosimile che la sorgente
emissiva sia stata prossima alla stazione.
Mentre, tornando alla zona di interesse evidenziata
nell'interrogazione in argomento, nessun picco è stato rilevato
nelle stazioni di monitoraggio ubicate nel comune di Siracusa, che
sarà pubblicato sul sito web dell'Agenzia, nelle stazioni di
monitoraggio, nei primi 15 giorni del mese di settembre e sono
stati rilevati alcuni picchi orari idrocarburi, non metanici,
indicatore di qualità dell'aria.
Nessun picco, invece, è stato rilevato nelle stazioni di
monitoraggio ubicate nel comune di Siracusa e quindi nella frazione
Cassibile-Fontane Bianche di Siracusa, quale zona di interesse
della richiesta di cui alla presente interrogazione.
PRESIDENTE. Onorevole Spada, si dichiara soddisfatto o meno della
risposta dell'Assessore?
SPADA. Signor Presidente, grazie, Assessore, per la risposta.
Pongo un tema che interessa la provincia di Siracusa, nel caso
specifico, l'interrogazione riguardava un periodo specifico del
territorio di Siracusa, la frazione Cassibile-Fontane Bianche che,
oltre ad essere stato oggetto di miasmi olfattivi che abbiamo
scoperto dopo - perché l'interrogazione è datata - essere collegati
al compost che viene utilizzato come fertilizzante nei terreni
limitrofi, vive un contesto che denuncio, all'interno di
quest'Aula, ormai da diversi mesi.
Assessore, sa benissimo, perché prima di diventare Assessore è
stata Presidente della Commissione "Ambiente e territorio", è un
autorevole deputato di questa Assemblea regionale e sa benissimo
come la provincia di Siracusa vive da diversi anni, ma si è
intensificato ancora di più in questi ultimi mesi, un dramma dal
punto di vista dei miasmi olfattivi che interessano le comunità di
Priolo, Melilli, Augusta, Floridia, Solarino, che sono le
cosiddette aree ad alto rischio ambientale .
Le dico questo, Assessore, perché, oltre alle denunce che faccio
in quest'Aula da diversi mesi rispetto all'impatto odorigeno che
l'industria sta avendo su quei territori, abbiamo assistito tutti
alla cosiddetta pioggia oleosa che ha investito, non solo dal
punto di vista dell'impatto olfattivo, ma proprio concretamente,
danneggiando pannelli e impianti di fotovoltaico, il parco auto di
diverse industrie e attività che comunque facevano anche noleggio
di questi mezzi ed è il motivo per cui ho fatto richiesta di
convocazione e sarà convocata domani un'audizione in IV
Commissione, alla quale spero parteciperà, dove ho coinvolto i
player della zona industriale e anche, diciamo, i vertici del
depuratore consortile IAS che, come lei ben sa, è oggetto di
sequestro da parte della Procura, così come anche l'impianto che è
stato oggetto di quell'incidente che ha prodotto materialmente poi
quella pioggia oleosa.
L'appello che le faccio, Assessore, è di attenzionare il nostro
territorio, perché di questo, come dire, conto ne dovremmo
rispondere politicamente.
Io ho fatto un'ulteriore richiesta all'Assessorato e ne abbiamo
parlato, perché ho condiviso insieme a lei l'iniziativa e
soprattutto il progetto. La richiesta era quella di dare seguito
all'iniziativa di Arpa per l'assunzione di 30 unità di personale da
destinare alla zona industriale di Siracusa.
Questo poteva essere e può essere fatto con un progetto
sperimentale della durata di 2 o 3 anni, adesso non ricordo, e può
mettere finalmente freno ad un contesto che, a mio avviso, è
sfuggito di mano, dal punto di vista sia della gestione
territoriale, ma anche dal punto di vista politico. E le dico
questo perché noi, oggi, in provincia di Siracusa, abbiamo il polo
industriale più grande d'Europa e abbiamo solamente 2 unità di Arpa
adibite al controllo di questo polo industriale.
E' mai pensabile che il polo più grande in Europa possa essere
controllato rispetto alle segnalazioni che vengono fatte da 2 unità
di personale? Tra l'altro, quando una è in malattia e l'altra non è
reperibile non abbiamo neanche la possibilità del monitoraggio
dell'area oltre, diciamo, al lavoro che fanno le cabine dislocate
lungo il territorio provinciale.
Quindi, Assessore, le chiedo di dare seguito a questa iniziativa e
le chiedo anche un'attenzione maggiore da parte del Governo
regionale rispetto ad una condizione che sta mettendo in ginocchio
quelle comunità. Una zona diventata invivibile. Una zona che
convive con l'industria da più di sessant'anni, quindi non si sono
svegliati ieri e si sono accorti del problema, dei miasmi o
dell'impatto d'origine che l'industria ha su quei territori. Ma
oggi la situazione è peggiorata e sta peggiorando.
Quindi, se una comunità sente di doversi ribellare nei confronti
di una gestione che non sta rispettando, a loro avviso, i criteri
di tutela ambientale, ma soprattutto di impatto sociale che
l'industria ha su quei cittadini, occorre un intervento della
politica, perché ad oggi c'è stata un'assenza interventista da
parte della politica e invece c'è stata un'azione solo ed
esclusivamente da parte degli Uffici giudiziari e della Procura e
penso che in quanto parlamentari non possiamo abdicare al nostro
ruolo politico e, quindi, parallelamente a quella che è l'azione
che sta portando avanti la Procura e la Magistratura, occorre un
intervento e una linea chiara da parte della politica.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Spada, come si dichiara?
SPADA. Soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1202 "Chiarimenti in
merito allo stato di attuazione del 'Programma di lavoro 2023-2326
sui cambiamenti climatici nella Regione Siciliana. Sicilia Climate
Change 2023-2026' di cui alla delibera di Giunta n. 320 del 27
luglio 2023", a firma degli onorevoli Venezia ed altri.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'onorevole
interrogante chiede che si riferisca sulla costituzione e sulla
relativa attività del gruppo di lavoro interdipartimentale per la
strategia di mitigazione, adattamento per i cambiamenti climatici
della Regione siciliana, sullo stato di attuazione del programma di
lavoro 2023-2026, sui cambiamenti climatici nella Regione
siciliana, Sicilia Climate Change 2023-2026 di cui alla delibera di
Giunta n. 320 del 27 luglio 2023.
Premesso che la delibera di Giunta, oltre ad aver apprezzato il
programma di lavoro Sicilia Climate Change per i cambiamenti
climatici, ha individuato il Dipartimento Ambiente di questo
Assessorato quale struttura regionale di riferimento per lo
sviluppo e il coordinamento delle attività previste avvalendosi del
Servizio 2 dello stesso Dipartimento quale struttura di
coordinamento e ha dato mandato all'Assessore regionale
dell'Ambiente di costituire un gruppo di lavoro interdipartimentale
per la strategia di mitigazione e adattamento per i cambiamenti
climatici della Regione siciliana, si rappresenta quanto segue.
Interrogato il competente Dipartimento sulla questione oggetto
dell'interrogazione, questo ha evidenziato di avere avviato l'iter
procedurale per la costituzione del gruppo di lavoro già con nota
protocollo numero 8830 dell'8 novembre 2023, individuando e
proponendo all'Assessore protempore, un elenco di dipartimenti
interessati per la costituzione del gruppo di lavoro in argomento,
così composto, Protezione civile, programmazione, Autorità di
bacino, Attività produttive, energia acque e rifiuti
infrastrutture, sviluppo rurale, agricoltura, urbanistica, Corpo
forestale e beni culturali, tutti i Dipartimenti; condivisa la
proposta con nota protocollo del 9 febbraio 2024, indirizzata alle
predette strutture, il Dipartimento Ambiente ha chiesto la
designazione di un rappresentante ai fini della costituzione del
gruppo di lavoro interdipartimentale, le predette strutture hanno
dato riscontro destinando i propri rappresentanti, ad oggi non sono
ancora pervenuti i riscontri del Dipartimento alla Protezione
civile e del Dipartimento delle infrastrutture. Tuttavia, con nota
del 23 settembre 2024, il Dipartimento Ambiente ha dato avvio a una
propedeutica attività ricognitiva per le tematiche trattate dagli
stessi Dipartimenti al fine di conoscere quali siano le
problematiche già emerse e riconducibili al cambiamento climatico
con eventuali proposte atte a mitigare gli effetti avversi.
Tale ricognizione sarà di utilità per la stesura del documento
"Analisi dei rischi climatici regionali" che secondo il Programma
di lavoro Sicilia Climate Change dovrà essere completato entro il
giugno 2025, contenente l'analisi di contesto costituito dal quadro
socio-economico ambientale e territoriale e dall'inventario degli
eventi pregressi, con gli impatti avvenuti, l'individuazione dei
rischi climatici derivanti da diverse sorgenti di pericoli per
settori ed elementi esposti, popolazione, beni, produzione,
infrastruttura, finalizzata a comprendere gli impatti attesi nelle
aree di pianificazione in relazione ai diversi scenari climatici e
alla vulnerabilità rilevate. Riguardo al secondo quesito relativo
alla stato di attuazione del programma di lavoro, richiamato in
oggetto, si rappresenta quanto segue: in riferimento all'attività
denominata "Ricognizione dello stato dell'arte" è stata effettuata
la ricognizione prevista, è stata redatta una bozza del documento
di sintesi con riferimento all'attività denominata "Quadro
climatico generale regionale", con nota protocollo del 17 luglio
2024 è stata avanzata la richiesta di stanziamento di risorse pari
a centomila euro, trasmettendo bozza di emendamento alla legge di
stabilità 2024 - 2026 con la relativa relazione illustrativa, ciò
al fine di potere dare avvio alle attività ed, in particolare, per
la stipula di convenzioni con enti di ricerca ed organizzazioni di
supporto tecnico specialistico e alla data odierna si è ancora in
attesa.
Riguardo alle attività di cui ai punti c), "analisi dei rischi
climatici regionali" e l'attività denominata "predisposizione
proposta strategica regionale di adattamento ai cambiamenti
climatici e processo partecipativo", questi sono previsti in
scadenza nell'anno 2025, mentre per il punto denominato "attività
di comunicazione, partecipazione e sensibilizzazione" è stata
realizzata una sezione sul cambiamento climatico nel sito web
istituzionale del Dipartimento Ambiente.
Inoltre, si è ritenuto opportuno avanzare formale richiesta al
Dipartimento regionale Agricoltura e ad Arpa Sicilia, l'Autorità di
bacino, di designare un rappresentante istituzionale per la
costituzione della struttura di supporto tecnico-scientifico
prevista dal programma in oggetto. Le predette strutture hanno dato
riscontro designando il rispettivo rappresentante in data 25
luglio, è stata convocata una prima riunione conoscitiva tenutasi
presso i locali del Dipartimento dell'Ambiente e con i predetti
componenti della struttura tecnico-scientifica alla presenza del
gruppo di valutazione del Dipartimento di programmazione e anche
della relativa assistenza tecnica, volta alla conoscenza dei dati
climatici in possesso dell'amministrazione regionale.
Si rappresenta, inoltre, che il Dipartimento regionale Ambiente ha
aderito al progetto "Climate and Power, user driven climate
application empowering regional resilience", il cui obiettivo è
quello di rafforzare le competenze delle autorità regionali e di
altri portatori di interesse, di cinque Regioni dell'Unione Europea
tra cui figura la Regione siciliana, al fine di affrontare elevati
rischi climatici.
Inoltre, il Dipartimento in parola ha sostenuto, con lettera di
supporto, il progetto "Life" presentato dalla Regione Veneto, come
beneficiario e coordinatore nell'ambito del progetto "Life 2023
Strat".
Con delibera n. 422 del 26 ottobre 2023, la Giunta di Governo ha
apprezzato l'adesione della Regione siciliana alla Carta della
missione "Adattamento ai cambiamenti climatici" promossa
dall'Unione Europea. L'adesione alla predetta Carta consentirà alla
Regione l'accesso alla piattaforma europea di attuazione della
Missione, che offrirà sostegno ed assistenza tecnica alle autorità
regionali e locali nella valutazione dei rischi e degli impatti dei
cambiamenti climatici, nonché nella formazione del proprio piano di
adattamento, anche attraverso l'accesso alle sovvenzioni del
programma Orizon Europe . In particolare, aderendo alla Carta, la
Regione diventerà parte di una comunità di pratiche in materia di
adattamento ai cambiamenti climatici, potendo creare contatti e
confrontarsi con altre regioni e Comunità europee. Potrà
partecipare a un forum annuale della Missione che favorirà
confronti dinamici e la condivisione di esperienza, potrà accedere
ai servizi della piattaforma di attuazione della Missione, aiuto ad
accedere alla conoscenza e ai metodi di valutazione dei rischi
climatici, accesso ad esempi di buone pratiche di altre Regioni ed
informazioni sui risultati della ricerca più recente, sostegno per
collegare tali esempi, i risultati della ricerca con tabelle di
marcia, piani e percorsi locali in materia di adattamento, accesso
a strumenti, esempi e migliori pratiche per dialogare con i
cittadini, consulenze su possibili fonti di finanziamento pubbliche
e private per l'adattamento al cambiamento climatico.
Si evidenzia, a tal proposito, che il Dipartimento della
Programmazione è destinatario di un supporto specifico di
assistenza da parte di Jasper , per il supporto allo sviluppo del
Piano di azione regionale per l'adattamento ai cambiamenti
climatici per la Sicilia e individuazione dei relativi investimenti
prioritari, a cui ha aderito il Dipartimento ambiente che fornisce
gratuitamente consulenza tecnica e supporto a rafforzamento delle
competenze per la preparazione nello specifico e per lo sviluppo di
un Piano di azione relativo all'adattamento al cambiamento
climatico per la Regione siciliana.
Il Jasper Sicilian Regional adaptation climate change action Plan
è un'iniziativa della Commissione europea e della Banca europea per
gli investimenti, per fornire consulenza indipendente e gratuita
alle Regioni europee per progetti di investimento di ampia portata,
da finanziare mediante il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.
Infine, con riguardo alla costituzione dell'Osservatorio regionale
sui cambiamenti climatici, si rappresenta che le designazioni degli
esperti da parte degli enti individuati dalla legge hanno già
ricevuto, in data 18 settembre, il parere positivo della IV
Commissione legislativa permanente dell'ARS, e pertanto si è in
attesa della conclusione dell'iter procedurale.
Stamattina, c'è stato un ulteriore passo avanti rispetto a questo,
con un'ulteriore conferenza tecnica che si è tenuta presso
l'Assessorato che presiedo.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Onorevole Venezia, come si dichiara?
VENEZIA. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1203 "Chiarimenti circa
i procedimenti gestiti dall'Ufficio territoriale Ambiente di
Siracusa in ordine alle concessioni demaniali marittime", a firma
degli onorevoli Spada ed altri.
Prego, Assessore.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie, signor
Presidente.
Con l'interrogazione in oggetto, l'onorevole pone i seguenti
quesiti: sapere quale iniziativa si intenda adottare in relazione
ai comportamenti omissivi tenuti dall'Ufficio territoriale ambiente
di Siracusa, e quali ulteriori provvedimenti ritenga di
intraprendere per velocizzare lo svolgimento delle pratiche in
tempi conformi alle disposizioni di legge.
Consultati gli uffici di competenza, si rappresenta quanto segue:
l'articolo 24 del regolamento del Codice della navigazione,
rubricato "Variazione al contenuto della concessione", recita:
"Qualsiasi variazione dell'estensione della zona concessa o delle
opere o delle modalità di esercizio, deve essere richiesta
preventivamente, e può essere consentita mediante atto o licenza
suppletivi dopo l'espletamento dell'istruttoria. Qualora, peraltro,
non venga apportata alterazione sostanziale al complesso della
concessione o non vi sia modifica della zona demaniale, la
variazione può essere autorizzata per iscritto dal Capo del
compartimento, previo nulla osta dell'Autorità che ha approvato
l'atto di concessione".
Si ritiene, quindi, necessario e conforme al comma 2 del
richiamato articolo 24 avviare un procedimento istruttorio ogni
qualvolta l'istanza del concessionario determina qualsivoglia
variazione nell'estensione dell'area demaniale originariamente
concessa, tale procedimento amministrativo e contabile si conclude
con l'emissione di un'autorizzazione ex articolo 24 del Codice
della navigazione che andrà trasmessa agli uffici della Ragioneria
per la parte contabile e legata all'avvenuta rideterminazione
dell'ammontare del canone per gli accertamenti di competenza.
Per quanto concerne le istanze ante 2020, riguardanti la modifica
delle concessioni demaniali sostanziali e non, le stesse derivano
dalla conferma interesse sul portale demaniale marittimo che andava
fatta entro il 30 giugno 2021, ai sensi dell'articolo 3 della legge
32 del 2020.
Ciò detto risultano solamente sei le istanze di modifica non
apportanti variazioni sostanziali al complesso della concessione,
quindi una variazione senza ampliamento e non definite per motivi
non imputabili alla struttura territoriale di Siracusa.
Per quanto riguarda le istanze di variazione di tipo sostanziale,
quindi variazione con ampliamento, risultano in corso numero 18
istanze la cui istruttoria ha avuto un decorso più complesso in
quanto si è reso necessario acquisire la documentazione necessaria
da inoltrare agli uffici deputati al rilascio dei pareri di
competenza. A ciò si aggiunga, quale dato non affatto trascurabile,
che si è in attesa del pronunciamento del CGA sui ricorsi avverso
le sentenze del Tar Catania n. 2116 del 2024 e 2117 del 2024, il
cui pronunciamento potrebbe avere effetti determinanti sull'esito
delle istanze pendenti e presentate ante 31.12.2020. Tanto è
dovuto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Spada per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
SPADA. Signor Presidente, io ritengo che la negligenza degli
uffici - magari depotenziati del personale - siano sotto gli occhi
di tutti.
Io la invito, Assessore, a fare un'ispezione su Siracusa e
verificare quello che accade, perché mi risulta che alcune pratiche
abbiano un esito celere nell'esitazione mentre altre rimangono
ferme lì per anni addirittura e quindi verificare e controllare è
compito anche dell'Assessorato e soprattutto è un'ulteriore
garanzia nei confronti di tanti imprenditori che hanno deciso di
investire in questa Regione e che oggi, a causa della burocrazia,
si trovano fermi nel limbo.
Grazie, mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Spada che si dichiara soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 1209 "Chiarimenti in merito alla
gestione delle spiagge libere in Sicilia", a firma dell'onorevole
Figuccia, che trasformiamo con richiesta di risposta scritta perché
è assente l'interrogante.
Si passa all'interrogazione n. 1214 "Chiarimenti sulla
balneabilità dei tratti costieri dei comuni di Terrasini e Termini
Imerese", a firma dell'onorevole Cracolici, che in accordo con il
Gruppo PD trasformerei in scritta.
Si passa all'interrogazione 1216 "Chiarimenti urgenti in merito
alla realizzazione di un nuovo solarium sul lungomare Peppino
Impastato", a firma dell'onorevole La Vardera ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, con l'interrogazione specificata in oggetto, in merito
alla richiesta di chiarimenti urgenti in merito alla realizzazione
del nuovo solarium sul lungomare Peppino Impastato di Terrasini,
l'onorevole Ismaele La Vardera intende sapere se sia a conoscenza
del progetto di realizzazione di una nuova struttura solarium sul
lungomare Peppino Impastato di Terrasini e se non si ritenga
necessario e urgente attivarsi per esaminare la legittimità della
procedura eventualmente adottata dal comune di Terrasini per
l'approvazione del progetto di realizzazione del solarium ed
acquisire informazioni dettagliate e complete a riguardo, inclusi
gli studi di impatto ambientale e le valutazioni di sostenibilità
condotte.
In riscontro all'interrogazione in argomento, gli uffici hanno
rappresentato, per quanto di competenza, che agli atti di questo
Assessorato non risultano pervenute richieste da parte
dell'Amministrazione comunale di Terrasini riguardante
l'autorizzazione-concessione in area demaniale marittima per la
realizzazione di un progetto di realizzazione di una nuova
struttura solarium sul Lungomare Peppino Impastato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole La Vardera per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LA VARDERA. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Vardera che si dichiara
soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 1219 "Chiarimenti urgenti inerenti
alla frana che ha interessato il viale Minosse in località di
Eraclea Minoa". Questa è quella a cui non può rispondere (essendone
stata eccepita l'incompetenza da parte dell'Assessore, come da
precisazione della Presidenza, più sopra comunicata).
Va bene.
LA VARDERA. Perché non può rispondere?
PRESIDENTE. Perché a inizio in Aula abbiamo comunicato che non è
competenza dell'Assessore e quindi si aspetta che il Presidente
della Regione dia la competenza adeguata.
Abbiamo finito con gli atti ispettivi colleghi.
Comunicazioni ex articolo 83 Regolamento interno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 83, aveva
chiesto la parola l'onorevole Lombardo inizialmente, poi
l'onorevole Gilistro e gli onorevoli Ciminnisi, Gambona, La
Vardera.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lombardo Giuseppe.
LOMBARDO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessore, per fortuna che abbiamo l'Assessore presente perché
l'argomento riguarda proprio lei, Assessore, e riguarda lei anche
se indirettamente, perché quando è stato fatto questo provvedimento
lei ancora non era Assessore.
Il tema del giorno sono i superpoteri che ha richiesto Schifani e
che sono in corso di approvazione già è stato fatto al Senato,
adesso si deve passare alla Camera. Su questa vicenda Assessore, mi
segua bene, sui termovalorizzatori, si sta giocando una partita che
vale 4 virgola 6 miliardi di euro
Abbiamo avuto la conferma in Commissione che queste strutture
saranno realizzate come già sapevamo con fondi pubblici ed
esattamente con 800 milioni del Fondo di sviluppo e coesione e poi
saranno dati in gestione agli stessi privati che realizzeranno le
strutture.
Si tratta di una gestione che ben che vada durerà almeno
trent'anni, si tratta di impianti che dovranno gestire ciascun
impianto 300000 tonnellate di rifiuti l'anno quindi significa
600000 tonnellate di rifiuti, con una tariffa che si aggira fra le
280 e le 320 euro a tonnellata
Assessore le chiedo, non è questa la sede nella quale lei mi dovrà
rispondere ma lei si deve fare carico di questo quesito, dobbiamo
capire il perché c'è un procedimento che era stato già predisposto
dalla CTS ed esattamente il 15 di marzo e non è stato pubblicato
perché non è stato numerato.
C'è un'iniziativa privata che è partita esattamente il 15 di
aprile del 2020, si è conclusa in quattro anni, una procedura di
valutazione di impatto ambientale ed il riferimento è il 1019 e non
si sa perché è stata fermata questa procedura, non si capisce
perché si è passato da un'iniziativa privata a utilizzare risorse
pubbliche e lo sa quale è la beffa Assessore? Che non solo noi
utilizzeremo 800 milioni di risorse pubbliche per realizzare due
impianti che in ogni caso gestiranno privati, che in ogni caso
realizzeranno privati perché le dico questo? Perché non ci sarà
nessun beneficio
Oggi gliel'abbiamo detto al Presidente della RAP e gliel'abbiamo
detto all'assessore delegato dal sindaco Lagalla proprio per
l'impianto di Bellolampo e gli ho fatto due conti e non sono stato
smentito dall'assessore Di Mauro su questo che i palermitani devono
conoscere, i siciliani devono conoscere. Dalla realizzazione di
questi impianti non ci sarà non solo nessun beneficio ma
addirittura per la città di Palermo ci sarà un aumento della
tariffa che ben che vada sarà dal 30% al 40% se nel 2009 Palermo
raggiungerà un obiettivo almeno del 55% di raccolta differenziata,
se no con i dati attuali l'aumento sarà di oltre il 60% perché
trecentomila tonnellate di rifiuti che andranno a
termovalorizzazione a 300 a tonnellata valgono 90 milioni di euro
l'anno
Non capisco il perché il buon Armao ha dovuto dichiarare in
Commissione che siamo in attesa di un parere dell'Avvocatura dello
Stato per capire che fine farà questa procedura.
Allora io mi chiedo e che vada lei, Assessore, e si faccia carico
di questo quesito con il presidente Schifani. Questa variazione è
per salvare veramente l'emergenza che non c'è in Sicilia. Emergenza
rifiuti in Sicilia non ce n'è, Assessore. Se serve veramente a
regalare la gestione dei rifiuti per i prossimi trent'anni ai
privati o se c'è dietro qualcosa che ancora noi non siamo a
conoscenza e vogliamo capirlo il perché. Perché, caro Assessore,
non è il suo settore ma in questo momento le città di Palermo e
Catania producono la stessa quantità di rifiuti indifferenziati che
producono 106 comuni della Sicilia sopra i 10.000 abitanti. Stiamo
parlando di quattrocentomila tonnellate di rifiuti indifferenziati
l'anno.
Allora l'emergenza non esiste, l'emergenza è voluta perché
dobbiamo giustificare qualcosa che non c'è. Prendere 800 milioni di
risorse pubbliche e metterli a disposizione dei privati Il
presidente Schifani quando ha fatto l'ordinanza per la discarica di
Lentini, ai sensi dell'articolo 19 del Testo unico sull'ambiente,
aveva l'obbligo entro 120 giorni, ai sensi del secondo comma del
191, di attivare tutte le procedure per incentivare la raccolta
differenziata e, vado a concludere, cosa ha fatto per Catania e
Palermo il presidente Schifani? Ha chiesto solo i poteri speciali
per derogare, addirittura, al codice dei contratti e realizzare
impianti per un miliardo di euro senza dare conto a quello che è il
Codice dei contratti.
E allora, Assessore, si ricordi bene questo numero: 1019.
Assessore, si ricordi bene questo numero, e spieghi pubblicamente
il perché la CTS ha fermato questa procedura di un'iniziativa
privata che sarebbe stato a costo zero per le tasche dei siciliani
e non è possibile immaginare che, invece, di completare un
procedimento avviato nel 2020, si prenda un miliardo di euro e si
spendono sempre a favore dei privati
PRESIDENTE. Invito i colleghi che intervengono ex articolo 83 di
rispettare il limite dei cinque minuti. E' iscritto a parlare
l'onorevole Gilistro. Ha facoltà di parlare.
GILISTRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore. Il mio
intervento riguarda una mozione, la mozione 136, che io ho
depositato in questa Regione il 14 novembre del 2023.
Questa mozione riguarda, Presidente, le accise sui carburanti.
Questo mio intervento oggi, perché? perché i cittadini, e io
raccogliendo le preoccupazioni dei cittadini porto qui in Aula,
sull'aumento delle accise che questo Governo Meloni che, durante la
campagna elettorale aveva promesso di ridurre o addirittura di
eliminare, invece adesso in barba a qualunque promessa, vuole
aumentare Ora sta tornando un po' indietro, forse vuole
rimodulare, non abbiamo capito cosa vuol dire ancora rimodulare'
le accise. Allora faccio presente di una beffa ulteriore: i
cittadini italiani e siciliani devono sapere che il costo della
materia grigia sui carburanti è di circa il 45%, il restante 55%
sono tasse.
Ma la beffa più grande è che l'Iva del 22% applicata su un bene
così importante, che è un bene non sicuramente di lusso, viene
applicato questo 22% non sulla materia prima ma, addirittura, sulle
stesse accise Quindi come se il Governo stesse tassando due volte
il cittadino mettendo l'iva sulla materia prima e sulle accise, ben
due volte Basterebbe che si togliesse l'iva sulle accise per già
apportare una riduzione del costo del carburante di oltre il 10%
Questa è la prima cosa che metto in evidenza.
Presidente, dobbiamo anche immaginare e questo fa parte della mia
mozione, che la Sicilia produce, anzi estrae, più del 30 per cento
del carburante che noi utilizziamo in tutta Italia, che questa
Regione Sicilia, nel polo industriale più grande d'Europa, uno dei
poli industriali più grandi d'Europa, raffina oltre il 30 per cento
del carburante che utilizziamo in tutta Italia.
Dove voglio arrivare? I nostri siciliani e la Regione Sicilia, la
città di Siracusa, di Priolo, e i comuni limitrofi, pagano
un'accisa, un'altra accisa, che non è quella che stiamo applicando
sul carburante. Presidente, mi ascolti in questo momento, è
importante quello che sto per dire.
Noi paghiamo un'accisa invisibile, cioè i siracusani, il polo
industriale, paga un'accisa invisibile che è l'accisa
dell'inquinamento, l'accisa dei morti per l'inquinamento, l'accisa
per la nostra salute E non è finita, perché paghiamo un'ulteriore
accisa, che è l'accisa del territorio, della depauperazione del
territorio, del nostro grande bellissimo territorio siracusano,
hanno inquinato e distrutto il nostro territorio e le nostre più
belle spiagge
Allora cosa chiedo a questo Governo, considerato che noi stiamo
producendo ed estraendo il 30, 35 per cento del carburante, credo
che i cittadini siciliani, in particolare i comuni intorno al polo
industriale, possano ottenere, Presidente Schifani, faccia una cosa
veramente eccezionale questa volta, se vuole stare veramente,
realmente, accanto ai cittadini siciliani, vada avanti con questa
mozione, riducendo le accise e il costo dei carburanti, almeno in
quella Regione che produce carburante per tutto il resto della
Nazione
Quindi, la mia mozione Presidente è importante affinché possiamo
riuscire finalmente a ridurre questo costo di carburante almeno ai
nostri cittadini siciliani. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro, ha chiesto di intervenire
l'onorevole Ciminnisi. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie Presidente, intervengo approfittando della
presenza dell'assessore Savarino, perché avevo già segnalato agli
Uffici dell'Assemblea alcune delle tante interrogazioni che avevo
presentato, per cui era stato delegato l'Assessorato per il
territorio dell'ambiente, che però non hanno ancora avuto una
risposta.
Naturalmente, non parlo di quelle più recenti, per esempio sulle
concessioni demaniali marittime, sulle riserve dello Stagnone, ma
mi riferisco anche a delle interrogazioni datate addirittura del 6
febbraio 2023, quindi parliamo dell'inizio della Legislatura.
Comprendo che non era lei l'Assessore, però dico l'Assessorato di
riferimento delegato era sempre questo, quindi ho una lista
innumerevole che avevo già segnalato alla Presidenza dell'Ars il 3
ottobre del 2023.
A distanza di quasi un anno, da quando io ho segnalato alla
Presidenza che non avevo ricevuto risposta a un legittimo esercizio
delle mie prerogative, continuo a non avere risposta su moltissime
delle interrogazioni delegate al suo assessorato.
Voglio segnalare un'altra questione che attiene alle aree idonee e
non idonee, visto che il collega Giambona ha ricevuto una risposta
sull'argomento, per segnalare alla vostra attenzione il fatto che
questa legge deve essere emanata entro il 31 dicembre, abbiamo sei
mesi di tempo, ma non abbiamo nessun tipo di notizie
sull'individuazione delle aree idonee e non idonee che dovrebbero
essere pervenute. Anche io avevo presentato un'interrogazione su
questo tema, ma probabilmente è stato delegato l'assessorato
all'energia sulla stessa interrogazione.
Infine, approfitto di questo momento, perché in queste ore, negli
ultimi giorni è tornato attuale il tema del deposito nazionale dei
rifiuti radioattivi, che ha visto quest'Aula esprimersi in maniera
unanime, in maniera contraria, nel mese di maggio, rispetto ad una
mozione firmata da tutto il Movimento Cinque Stelle che, appunto,
impegnava il Presidente della Regione ad attivarsi presso il
Governo nazionale, affinché dichiarasse la propria contrarietà alla
costruzione del deposito nazionale nelle due aree idonee che in
quel momento erano state individuate, quindi quella di Calatafimi-
Segesta e quella di Trapani-Fulgatore.
Purtroppo, dobbiamo registrare che le notizie che si susseguono
sui giornali non sono per niente rassicuranti, considerato che a
fronte di un impegno - ripeto, all'unanimità - che è venuto da
questo Parlamento nei confronti del Governo regionale, il Governo
regionale non ha mosso un dito o quanto meno non abbiamo notizie
sul fatto che il Governo si sia attivato. Come, invece, era stato
fatto precedentemente, perché il Presidente Musumeci, quando nel
2018 questa stessa Assemblea ha approvato un'analoga mozione, al
contrario, il Presidente Musumeci si era adoperato, tant'è che i
siti idonei in Sicilia da quattro erano passati a due.
Oggi abbiamo due siti idonei individuati nella Carta nazionale. La
Sogin fino a stamattina precisava che l'ipotesi delle miniere
dismesse, che era stata avanzata nei giornali in questi giorni, in
realtà non è confermata, perché i due siti confermati continuano a
rimanere Trapani e Calatafimi-Segesta.
Ora, a fronte di questo impegno, io le chiedo Assessore di farsi
portavoce, anche presso il Presidente della Regione, affinché
quell'impegno venga rispettato, affinché quindi il Governo si
attivi concretamente, anche con la Sogin e con il Ministero a
livello nazionale, per prendere posizione conformemente a quanto
quest'Aula e, quindi, i Siciliani hanno chiesto all'unanimità.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ciminnisi. Solo per precisare che le
interrogazioni e le interpellanze che sono state inserite in Aula
sono quelle a risposta orale fino a settembre 2024, quindi se ci
sono altre interrogazioni sono con risposta scritta o eventualmente
presentate con risposta in Commissione.
È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io
oggi intervengo perché ieri ho partecipato a una iniziativa, a un
sit-in che si è tenuto davanti alla Presidenza, organizzato dalle
organizzazioni sindacali che rappresentano il comparto dei nostri
funzionari dell'Amministrazione regionale siciliana.
Presidente, io credo che oggi abbiamo raggiunto la misura colma.
Nei volti dei lavoratori che ieri erano davanti alla Presidenza ho
visto la rassegnazione, ho visto anche la mortificazione. Una
protesta, un sit-in sin troppo pacifico, perché è assolutamente
inaudito - ribadisco, inaudito - che impiegati della nostra
Amministrazione regionale attendano il rinnovo del contratto
collettivo da oltre sei anni. L'ultimo rinnovo risale al 2018.
Attendiamo la piattaforma che ottenga definitiva approvazione dalla
Corte dei conti, anche attraverso un adempimento che manca, perché,
ironia della sorte, non si arriva al definitivo compimento del
contratto collettivo 2019-2021 perché non c'è il riaccertamento dei
residui. Siamo giunti oramai ad ottobre e manca il riaccertamento
straordinario dei residui, che serve poi per portare avanti il
rendiconto e gli altri atti che sono indispensabili.
Guardate, l'impiego nella nostra Amministrazione regionale un
tempo era ambito. Adesso siamo fanalino di coda: la Regione
siciliana, i dipendenti dell'Amministrazione regionale sono gli
ultimi di tutto il comparto della funzione pubblica nazionale in
termini di contratto collettivo.
Ma il problema, naturalmente, non è solamente il rinnovo nel
contratto 2019-2021, il rinnovo del contratto 2022-2024. C'è una
enorme questione che hanno rappresentato le organizzazioni
sindacali, ovvero la riqualificazione del personale, la formazione
del personale, le progressioni. Abbiamo laureati, coloro che hanno
dei master all'interno delle nostre amministrazioni che sono
classificati come B. Quindi è importante ed è assolutamente urgente
portare avanti un'azione di riqualificazione e di progressione di
questi lavoratori, per non parlare poi di quello che sta succedendo
nella dirigenza dove lì, il contratto del 2019-2021 nemmeno se ne
vede l'ombra. E questo perché non abbiamo quelli che sono i giusti
interlocutori che devono affrontare questi temi, mi riferisco al
fatto che l'Aran è perennemente commissariata e non capisco il
motivo per il quale il Governo regionale, il Governo Schifani, non
designi i componenti che devono fare parte di questo importante
organismo di delegazione tra tante, anche perché su questo tema, ne
aggiungo un altro, non capisco il motivo per il quale i nostri
dipendenti regionali non possono per esempio aderire a delle forme
di previdenza complementare che garantirebbe appunto loro la
possibilità di avere una forma alternativa a quella oggi pubblica.
E allora l'impegno che io chiedo al Governo regionale, Assessore,
che si faccia portavoce con il presidente Schifani. I contratti
collettivi dei nostri impiegati regionali devono essere aggiornati
subito, non c'è più da attendere, si deve porre in essere ogni
iniziativa nel più breve tempo possibile perché abbiamo la perfetta
consapevolezza che la macchina amministrativa regionale passa da
una macchina burocratica che sia efficiente e i nostri funzionari
regionali non possono che essere al centro di questo importante
percorso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Spada. Ne ha
facoltà.
In ultimo l'intervento dell'onorevole La Vardera.
SPADA. Signor Presidente, mi ha anticipato il collega Giambona.
Ritengo che questo Governo non possa più continuare a non
considerare quello che è un comparto, quello dei regionali, che
oggi attende da più di sei anni l'adeguamento del contratto. Siamo
stati bravi, Presidente, ad inizio legislatura ad adeguare le
nostre indennità, all'interno di quest'Aula, e lo abbiamo fatto in
barba a tutti quelli che erano i lavoratori che attendevano appunto
da diversi anni, come il comparto regionale. Ma per entrare nel
merito della vicenda stiamo parlando di56 euro al mese, Presidente.
Cioè non solo stiamo mortificando e continuando a mortificare un
intero comparto, non dando delle risposte che si attendono da sei
anni, ma non si intravede nemmeno la soluzione di questa
problematica.
Quindi, quello che invito a fare e lo faccio come dire come
appello a lei che spero possa riportarlo al Presidente della
Regione, é quello - come diceva prima bene l'onorevole Gambona - di
attivarsi per chiudere diciamo questa vicenda annosa e dare dignità
ad un comparto e a dei lavoratori che da diversi anni chiedono
solamente il rispetto e l'applicazione di quelli che dovrebbero
essere i loro diritti. Un'altra questione, Presidente, che le
voglio sottoporre invece molto più seria, molto più grave, che
interessa i nostri bambini e che per l'ennesima volta rischiamo di
far diventare, come dire, coloro i quali pagheranno le inadempienze
della nostra regione, riguarda la somministrazione del vaccino
virale contro diciamo le infezioni respiratorie che ad oggi non è
stato autorizzato da parte del governo nazionale.
Questo vaccino, Presidente, per intenderci è un vaccino che l'anno
scorso, a seguito dei ritardi portati avanti da parte della
regione, ha comportato l'intasamento di quasi tutti i reparti di
terapie intensive all'interno degli ospedali, delle Utin, perché
riguarda e interessa i bambini sotto l'anno di età. E questo
fenomeno rischia, quest'anno, di aumentare ulteriormente perché
mentre l'anno scorso siamo arrivati in ritardo rispetto alla
somministrazione del vaccino, quest'anno non abbiamo neanche
contezza della disponibilità del vaccino da somministrare a questi
bambini e tenga conto, Presidente, che oggi una bronchiolite
contratta da un bambino sotto l'anno di età, e ancora più grave da
un bambino prematuro, rischia di portarlo in terapia intensiva e
rischia di causargli anche la morte
Allora, io penso che la Regione, essendo in piano di rientro, ha
tutta una serie di ostacoli, di limiti che non hanno consentito -
appunto - la partecipazione alla gara per l'acquisto di questo
farmaco da somministrare ai nostri bambini.
Penso che il Presidente della Regione debba farsi carico di questa
vicenda e, nei tavoli ministeriali, portare avanti le legittime
istanze di tante famiglie siciliane che oggi non sanno se dovranno
acquistare presso un'altra Regione questo vaccino o se la Regione
siciliana riuscirà a garantire, entro fino a ottobre, massimo prime
settimane di novembre, prima di contrarre l'influenza o comunque la
bronchiolite a carico dei propri figli.
Presidente, ritengo questa questione che è stata ampiamente
discussa su tutte le testate giornalistiche, non si è minimamente
menzionata all'interno di quest'Aula.
Devo ringraziare l'onorevole Giambona che ha presentato
un'interrogazione, sottoscritta da tutti i parlamentari del Partito
Democratico, perché il tempo scorre, Presidente, e la stagione
invernale e alle porte.
Se non vogliamo avere anche sulle coscienze la responsabilità di
tutta una serie di danni che questa influenza potrebbe causare sui
nostri piccoli, attiviamoci subito perché non avremo alibi
diversamente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole La Vardera, ne ha
facoltà.
LA VARDERA. Presidente, onorevoli colleghi, per riportare in Aula
alla vostra attenzione, anche del Governo, la situazione che è già
abbastanza complicata, ormai in quest'Aula argomento di diversi
interventi, che riguarda la grave emergenza idrica che sta colpendo
diverse province siciliane.
Nella fattispecie, sono situazioni che registrano province di
Enna, una delle province più colpite con il dramma di dovere pagare
l'acqua a un costo esorbitante.
Proprio ieri nelle trasmissioni nazionali, abbiamo affrontato
l'argomento, come abbiamo visto la figura veramente drammatica che
il presidente Schifani ha fatto davanti a una troupe televisiva
delle Iene che, letteralmente, scappava perché quel giornalista
gli chiedeva come fosse possibile che Siciliacque non abbia speso i
soldi, svariati milioni di euro a loro dedicati.
La situazione è davvero drammatica
A questo registro in quest'Aula, che si sta impedendo al
sottoscritto di esercitare una delle principali funzioni che,
ovviamente, spettano ai deputati di questa Assemblea regionale che
è l'accesso agli atti, è l'accesso agli atti formale rispetto a
quello che è il comparto dell'Acqua Enna.
Infatti, ormai, da diversi mesi, nonostante la legge parla chiaro
e dà dei tempi specifici entro i quali gli organi devono rispondere
all'accesso formale agli atti, ho chiesto ad Acqua Enna -
specificatamente ormai da diverso tempo - di avere la
documentazione specifica di tutti quelli che sono i contratti in
essere dei lavoratori e, soprattutto, ho chiesto di entrare nel
merito di alcune vicende che, per quanto mi riguarda e mi assumo la
responsabilità di quello che dico, sono ai limiti della legalità.
Allora, Acqua Enna ha pensato bene, non solo di non rispondere a
una richiesta legittima di accesso agli atti di un deputato di
questa Regione siciliana, di fatto facendo venir meno una delle
principali prerogative che spettano a noi deputati, quella di
andare a controllare alcune situazioni che non sono assolutamente
chiare.
Questo per raccontare qual è il clima che sta vivendo quella
provincia, una delle province più colpite con acqua che manca da
diverso tempo ma ci possiamo spostare in altre province.
Io sono di Palermo, da ieri Palermo ha l'acqua razionata e - di
fatto - ci sono alcuni quartieri di serie A e quartieri di serie B.
Abbiamo detto che certi quartieri che - guarda caso sono i
quartieri della borghesia palermitana - non vengono colpiti dal
razionamento dell'acqua e le periferie ovviamente, dove purtroppo
vive la maggior parte dei palermitani, hanno e stanno subendo
razionamenti dell'acqua praticamente quotidianamente.
Oggi toccava a diversi quartieri, domani ad altri quartieri e la
Sicilia e Palermo rimane a guardare inerme davanti a questo stato
di cose.
Caro Presidente, noi questo non ce lo possiamo permettere
Abbiamo chiesto più volte al presidente Schifani di riferire in
Aula quali erano i progetti messi in campo per cercare di limitare
i danni.
Lo dico anche al collega Cambiano che più volte ha rappresentato
l'idea di portare questo benedetto dissalatore a Licata, ancora
oggi non sappiamo esattamente che cosa sta accadendo, e io chiedo
formalmente che ci sia un sussulto di dignità e che con tutto il
rispetto per San Francesco dove è andato il buon presidente
Schifani ed Assisi a pregare, certo la frase emblematica di Cuffaro
che dice alla trasmissione televisiva "Le Iene" che ci affidiamo a
San Francesco e preghiamo per l'acqua , io credo che non è
possibile, onestamente, andare avanti in questa condizione e
affrontare il problema con la serietà che merita che non può essere
affidarsi ai santi, ma piuttosto spendere le risorse economiche in
maniera oculata e non spenderle per dei dissalatori che in
provincia di Caltanissetta, come esempio a Gela, signor Presidente,
lei è di Gela e lo saprà, questo dissalatore che ormai costa
qualcosa come 800 mila euro al mese, di fatto è in uno stato di
completo abbandono ed è in una condizione pietosa e paghiamo 800
mila euro al mese e questo non è più pensabile
Allora, mi appresto alla conclusione, ritengo che questo
Parlamento meriti rispetto dal presidente Schifani perché se non
vuole rispondere alle troupe televisive, ne ha tutto il diritto e
tutta la facoltà perché è nelle sue prerogative la libertà o meno
di rispondere alla stampa, ma il suo dovere è di rispondere a
questo Parlamento. Non è prerogativa, non è facoltà, non è come
dire opinabile, non è opinione, non può dire lo faccio o non lo
faccio.
A questo Parlamento deve rispondere
Questo Parlamento aspetta da mesi risposte che non sono mai
arrivate di un Presidente che ha disatteso le aspettative non solo
dei siciliani, ma io ritengo anche di questi Governi nazionali,
perché il dilaniare di questa lotta fratricida che sta avvenendo
all'interno della maggioranza dove si chiede al sindaco di Palermo
di estromettere Italia dei Valori e a sua volta c'è una resa dei
conti sull'assessore in più o assessore in meno. Allora io dico
Italia dei Valori, pardon, ancora diciamo siamo passati alla
vecchia vita, il buon partito di Renzi, è stato, diciamo così, un
lapsus froidiano che è Italia Viva
Va beh, la cosa non cambia, tra Italia dei Valori e Italia Viva
diciamo che sono tutti gli stessi.
Detto questo io sono convinto che la situazione è drammatica e mi
rivolgo ad Acqua Enna perché risponda a un accesso agli atti di un
deputato e non si permetta di non mantenere una risposta al
direttore La Pira, Franz, come si chiama, qualsiasi esso sia,
risponda all'accesso agli atti di un deputato della Regione che
chiede di sapere cose specifiche e lei lo sa, direttore di Acqua
Enna, a che cosa mi riferisco.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, assessore, colleghi rimasti
vedo c'è solo qualche collega del Movimento Cinque Stelle e qualcun
altro sempre dei partiti di opposizione, maggioranza assolutamente
non pervenuta.
Ah no, ce ne è uno che ha cambiato da poco, ma credevo che De Leo
fosse rimasto Sud chiama Nord e invece no.
Però, signor Presidente, io tenevo a denunciare con rammarico una
situazione di mancanza di coraggio e di mancanza di trasparenza
perché il Movimento Cinque Stelle, approfitto della presenza anche
dell'assessore Savarino, assessore di Fratelli d'Italia, azionista
di maggioranza di questo Governo, in quanto il Movimento Cinque
Stelle chiede ormai da quasi 2 anni che si svolga un'Aula dedicata
al tema SeeSicily, argomento gestito dal partito Fratelli d'Italia
attraverso l'Assessorato del turismo, sport e spettacolo che è
stato guidato dagli ultimi quattro-cinque assessori, da assessori
di Fratelli d'Italia e che da ultimo è nuovamente alla ribalta
proprio perché si è tenuta nell'albergo, nel resort che è stato,
sarà magari anche una casualità, ma è argomento che è stato
nascosto al dibattito parlamentare che quando è franco, quando è
serio, quando è sereno non ha nulla da nascondere e che per
casualità ha tenuto la sua convention proprio nel resort dove è
stato l'albergo, la struttura che, a quanto pare, avrebbe ricevuto
più fondi proprio dal bando SeeSicily.
E questa sicuramente è una casualità non è una cosa studiata.
Sono convinto che non ci sia nulla di sbagliato.
Quello che è sbagliato e non discutere di un tema che vede la
Sicilia costretta a dovere restituire dei fondi extra regionali a
quanto pare per una mancanza di rendicontazione, insomma, perché
non tutte le cose che riguardano il procedimento sono state fatte
come dovevano essere fatte e che, probabilmente, può dare anche
adito a un qualche sorta di responsabilità politica, erariale,
amministrativa, non dico che ci deve essere un malaffare
necessariamente ma perché non se ne può discutere liberamente,
francamente, con trasparenza, con serenità, in Aula? Perché ci deve
essere un velo che poi è quel velo che lascia serpeggiare anche il
sospetto, il dubbio che non se ne voglia parlare, come se ci fosse
un motivo per cui non se ne deve parlare se, invece, c'è la
serenità anche quella serenità che all'interno di un procedimento è
più che legittimo si possa fare una scelta sbagliata, un errore, si
immagina un risultato e poi ne arriva uno che più deludente, può
succedere di tutto, per carità, dico, però perché non se ne può
parlare, perché quest'Aula deve tacere su questo argomento? Ecco,
io questo non me lo riesco a spiegare e, allora, sarei lieto,
felice, se, Presidente, anche lei se ne facesse portavoce come già
ha fatto in passato insieme al sottoscritto, se se ne facesse
portavoce anche l'assessore Savarino con i suoi colleghi di partito
affinché questo argomento venga affrontato e poi accantonato come
tanti altri che sono stati affrontati e poi accantonati in
quest'Aula; ma perché non se ne può discutere, perché deve essere
argomento delle testate giornalistiche, a volte anche quelle
scandalistiche, perché deve essere argomento deposto dei social di
Facebook, di Instagram e non deve essere tema d'Aula, perché deve
essere tema di inchiesta giornalistica e non deve essere tema di
dibattito parlamentare? Qual è il problema? Allora questo chiedo,
Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula è rinviata a domani,
mercoledì 9 ottobre, alle ore 15.00 con lo svolgimento degli atti
ispettivi della Rubrica "Beni culturali e identità siciliana".
La seduta è tolta alle ore 18.10 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
135a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 9 ottobre 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
Beni culturali e identità siciliana (V. allegato)
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio