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Resoconto d'Aula provvisorio della Seduta n. 135 di mercoledì 09 ottobre 2024
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   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.34

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Elezione di deputato Segretario III Commissione

   PRESIDENTE.  Si  comunica che, nella seduta n. 80  del  1  ottobre
  2024,   la   III   Commissione  legislativa  permanente    Attività
  produttive'  ha  proceduto  all'elezione  suppletiva  del  deputato
  Segretario ed è risultato eletto l'onorevole Salvo Tomarchio.
   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   SPADA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPADA.   Grazie  Presidente,  sull'ordine  dei  lavori,   ma   non
  interessa,  diciamo,  l'espletamento delle  interpellanze  e  delle
  interrogazioni.  Vorrei  semplicemente sottolineare  a  quest'Aula,
  così  come  ho  fatto anche ieri, che la nostra  Regione  oggi  sta
  rischiando  di non avviare la campagna vaccinale nei  confronti  di
  migliaia di bambini che in questi anni sono, come dire, aumentati.
   Dal  2022 fino al 2024 c'è stato un incremento di bambini che sono
  risultati  positivi  a  questa  bronchiolite,  si  è  passati   dai
  trecento,  fino  ai  mille  solo nel primo  semestre  del  2024,  e
  l'applicazione  di  questa  autonomia differenziata  anticipata  da
  parte  del  Governo  nazionale, non sta consentendo  l'espletamento
  della campagna vaccinale.
   Quindi Presidente, e concludo, se il Governo si può fare carico di
  questa  problematica, gliene sarei grato, e gliene sarebbero  grate
  anche  le  famiglie siciliane, in considerazione del fatto  che  la
  Regione   Toscana,  rispetto  a  questo  divieto,  ha  chiesto   di
  acquistare  le  dosi che non sono state autorizzate  alla  Sicilia,
  cioè i bambini toscani

   PRESIDENTE. Onorevole Spada, non è all'ordine del giorno.

   SPADA. Lo so

   PRESIDENTE. Le ho dato la parola, però.

   SPADA.  No,  lo so, e chiudo, i bambini toscani risultano  per  il
  Governo  nazionale più importanti dei bambini della nostra Regione.
  Grazie per la disponibilità.

   PRESIDENTE.  Prego, onorevole, c'è stato un suo  intervento  anche
  nella  scorsa  nella  scorsa  seduta  d'Aula,  ovvio  che  poi   la
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  può  essere,
  diciamo, da veicolo, se c'è qualche tematica particolare su cui poi
  fare  intervenire  il Governo all'interno dell'Assemblea  regionale
  siciliana.


            «Svolgimento di interrogazioni e interpellanze
         della Rubrica:  Beni culturali e identità siciliana »

   PRESIDENTE.  Si  passa  al punto secondo  dell'ordine  del  giorno
  «Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della Rubrica:  Beni
  culturali e identità siciliana ».
   L'Assessore   è   presente,  inizieremo  con   le   interrogazioni
  all'ordine  del  giorno, io chiedo all'Assessore  se  è  possibile,
  anzi,  non  se  è  possibile perché le interrogazioni  e  gli  atti
  ispettivi  sono un bel po', in quelle interrogazioni  interpellanze
  dove  possibile  di fare una sintesi, cerchiamo  di  farla  il  più
  possibile, poi i colleghi avranno comunque la risposta scritta  che
  potranno, eventualmente, leggere integralmente.
   Si  passa all'interrogazione n. 781  Notizie in merito all'impegno
  di  collaborazione con la Fondazione Antonio Presti ETS, dichiarato
  dal Governo regionale , a firma dell'onorevole Burtone e altri.
   Prego, assessore.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Grazie   Presidente.   Con  riferimento  a   quanto   chiesto   con
  l'interrogazione a risposta orale numero 781 a firma dell'onorevole
  Giovanni  Burtone  ed altri, volta ad acquisire notizie  in  merito
  all'impegno  di  collaborazione con la fondazione  Antonio  Presti,
  dichiarato  dal Governo regionale, si rappresenta quanto  segue  in
  esito   alle   risultanze   fornite  dagli  uffici   dipartimentali
  appositamente interpellati.
   Per   quanto   attiene  all'attuale  stato  dell'iter  procedurale
  inerente  il  percorso di collaborazione tra  Regione  siciliana  e
  Fondazione  Antonio  Presti,  si  rassegnano  i  seguenti  elementi
  informativi.
   Punto  uno,  redazione del protocollo di intesa; due,  concessione
  del contributo straordinario alla Fondazione Antonio Presti per  la
  realizzazione   della   prima   edizione    La   triennale    della
  contemporaneità   per un importo totale pari ad euro  339.500,  con
  imputazione  del  relativo onere al capitolo di  spesa  377931  per
  interventi  volti  alla  valorizzazione dell'identità  siciliana  a
  restauri  e  alla  promozione  delle attività  artistiche,  di  cui
  all'articolo 9 e all'articolo 134 della legge regionale n. 3 del 31
  gennaio 2024.
   Punto  3,  adozione  del  decreto n. 418  del  4  marzo  2024,  di
  approvazione dell'allegato A che disciplina le modalità operative e
  i  termini  di  erogazione  del  contributo  straordinario.  L'ente
  beneficiario   ha   scelto,  come  modalità  di  liquidazione   del
  contributo  una  prima  quota pari al  60  per  cento  delle  somme
  assegnate, e una seconda pari al saldo del 40 per cento del  totale
  del finanziamento concesso.
   Punto 4, adozione del decreto n. 1163 del 6 maggio 2024, con cui è
  stata impegnata la somma di 339.500 a seguito di richiesta avanzata
  dalla Fondazione Antonio Presti di erogazione della prima quota del
  60 per cento con nota del 27 marzo 2024.
   Punto  5,  adozione  del decreto n. 1371 del 14  maggio  2024,  di
  liquidazione della prima quota pari a euro 203.700,  è  il  60  per
  cento della somma impegnata.
   Più  recentemente, con il decreto presidenziale numero 579/Gab del
  10  settembre  2024  è  stato costituito  il  comitato  tecnico  di
  coordinamento  per l'attuazione del protocollo  di  intesa  tra  la
  Regione  siciliana e la Fondazione Antonino Presti, apprezzato  con
  delibera  di Giunta regionale n. 67 del 1 marzo 2024 e sottoscritto
  in data 13 giugno 2024.
   Il  predetto comitato svolgerà i seguenti compiti: assicurare  una
  regia  efficiente ed efficace delle attività che saranno sviluppate
  attraverso   progetti   specifici   nell'ambito   del   protocollo,
  monitorare   l'attuazione   del  protocollo   in   relazione   alle
  tempistiche   stabilite,  all'adeguatezza  e  all'efficacia   degli
  strumenti   attuativi   adottati,   monitorare   le   attività   di
  finanziamento   dei   bandi  regionali,  nazionali   e   comunitari
  individuando progettualità di comune interesse.
   Le  informazioni  sopra riportate costituiscono,  a  parere  dello
  scrivente,  un  valido risconto alle notizie chieste dall'onorevole
  interrogante  circa l'attuale stato dell'iter procedurale  relativo
  al  percorso di collaborazione con la fondazione Presti di Messina,
  assicurando al tempo stesso che sarà posta in essere ogni  utile  e
  ulteriore iniziativa volta a salvaguardare e a promuovere le  opere
  d'arte  della  Fiumara  d'arte,  con  il  prestigioso  ausilio  del
  comitato  tecnico  di coordinamento recentemente istituito  con  il
  citato decreto, 549/Gab del 10 settembre 2024.

   PRESIDENTE.   Grazie  assessore  per  la  celerità,  così   almeno
  riusciamo a fare tutte le interrogazioni. Prego, onorevole Burtone.

   BURTONE.  Signor Presidente, io sono intervenuto sul tema parecchi
  mesi   fa,   mandando  un'interrogazione  parlamentare  per   avere
  cognizione dei passi mossi da parte del Governo regionale.
   Devo  dire  che  la  descrizione fatta  dall'Assessore  rassicura.
  Quando  io  sono intervenuto c'era un rischio, rischio che  venisse
  chiuso  l'albergo di Presti, attività culturali poste in  essere  a
  Fiumara d'Arte. Allora c'era questo rischio, questo pericolo e devo
  dire  che non tutto il Governo fu sensibile a queste indicazioni  a
  me  date,  ha  raccolto questa richiesta, in  modo  particolare  il
  Presidente della Regione.
   Io  oggi ho riparlato con Presti e mi ha rassicurato, mi ha  detto
  che  sono  stati  fatti  tanti passi avanti,  che  qui  sono  stati
  sottolineati dall'Assessore. Non c'è più il rischio di chiudere uno
  dei  parchi culturali più importanti, non solo presenti in  Sicilia
  ma  in Europa, anzi la Regione si sta muovendo per mettere in campo
  strategie che possano sviluppare l'azione culturale di una  persona
  straordinaria  che  ha  fatto  opere  anche  a  Catania,  in   modo
  particolare in un quartiere significativo, Librino. Ci  sono  delle
  perle  culturali che vanno valorizzate e, a dire il vero,  dobbiamo
  riconoscere che, da parte del Presidente della Regione, si è  fatto
  tanto   in   questi   mesi.  Io  non  ero  interessato   a   sapere
  particolarmente i mandati, le cifre corrispondenti, non  è  materia
  che  mi compete, mi serviva questa rassicurazione ulteriore che  ha
  dato l'Assessore.
   Aggiungo  un'ultima  nota, Presidente, se mi si  permette:  io  ho
  fatto  un'ulteriore interrogazione che interessa sempre  la  realtà
  messinese, in particolare Lipari.
   Ho  posto il tema della realizzazione Parco archeologico minerario
  e  del  Museo  della  pomice, perché là c'è un luogo  che  è  stato
  considerato patrimonio dell'Unesco, e che è stato messo in  vendita
  e  acquistato da imprenditori svizzeri per realizzare  un  albergo.
  Verrebbe  distrutta  una  realtà, dal  punto  di  vista  culturale,
  veramente  significativa. Ecco perché io ho fatto l'interrogazione,
  ho chiesto al Governo di muovere delle attività.
   È  un  tema che vede mobilitata tanta opinione pubblica nazionale,
  si  sono mossi esponenti di FederCultura, l'Associazione dei musei,
  Antonio  Calabrò,  Gian Antonio Stella, tanti, tanti  intellettuali
  che  su  questo tema pressano affinché la Regione faccia la propria
  parte.
   Io  faccio  un appello alla Regione, c'è qui presente l'Assessore,
  mi  auguro  che  questa  richiesta venga accolta  perché  parliamo,
  ripeto,   di   uno  dei  luoghi  più  belli  e  più  suggestivi   e
  significativi dal punto di vista culturale che abbiamo in Sicilia.

   PRESIDENTE. L'onorevole Burtone si dichiara soddisfatto. Si  passa
  all'interrogazione  numero 793 "Misure per incrementare  l'afflusso
  dell'utenza  presso il Museo regionale di Messina"  a  prima  firma
  Lombardo ed altri.
   Ha  facoltà di parlare l'Assessore, al solito la ringrazio  sempre
  per la celerità e la sintesi.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Signor    Presidente,   onorevoli   deputati.    Con    riferimento
  all'interrogazione a risposta orale n. 793 dell'onorevole  Giuseppe
  Lombardo   ed   altri  concernente  le  misure   per   l'incremento
  dell'afflusso dell'utenza presso il Museo regionale di Messina, cui
  è  stato già fornito riscontro con nota n. 3218 del 17 giugno 2024,
  erroneamente indirizzata all'altro parlamentare, si trasmettono gli
  elementi  informativi  come  di seguito  esposti  in  seguito  alle
  informazioni  fornite  dagli  uffici  dipartimentali  appositamente
  interpellati.
   Non  ribadisco, Presidente, le domande che vengono poste alla base
  dell'interrogazione, provo ad accelerare.
   Il  primo  quesito. Nel 2023, i visitatori del  Museo  sono  stati
  appena  312  in  più  rispetto al 2017, sicché, chiede  l'onorevole
  interrogante, i visitatori del Museo dopo l'apertura  del  17  sono
  stati  pochi a differenza delle altre strutture di competenza della
  Città metropolitana di Messina o del Comune.
   Poiché  l'incremento dei visitatori paganti  o  gratuiti  è  stato
  insignificante,  al  contrario  dei  siti  di  Giardini   Naxos   e
  dell'Antiquarium  di  Tindari,  e persino  del  Museo  archeologico
  eoliano,   per   sottolineare   la   capacità   di   valorizzazione
  dell'amministrazione  comunale  di  Messina   rispetto   a   quella
  regionale,  l'onorevole  interrogante  dice  che  nel  periodo   30
  settembre  -  5  ottobre  2021 il museo è stato  visitato  da  2291
  persone  alle  quali  il  comune di Messina  ha  donato  l'ingresso
  gratuito acquistato dalla Regione siciliana.
   Da  ciò la considerazione che il museo regionale di Messina non ha
  l'appeal  che  meriterebbe nonostante i turisti in città,  Messina,
  siano quasi in aumento.
   Quattro  dunque i punti fondamentali del quesito, ben  basati  sui
  dati  numerici: i visitatori del museo regionale di Messina paganti
  e  gratuiti  dal 2017 al 2023, i visitatori del Museo regionale  di
  Messina  rispetto  al museo archeologico di Giardini  Naxos,  Museo
  archeologico  Bernabò  Brea di Lipari e  il  Sito  archeologico  di
  Tindari  successivo, ovvero di visitatori dell'iniziativa  promossa
  dal Comune di Messina nel periodo 30 settembre - 5 ottobre 2021.
   Scarso   appeal   del   Museo  regionale   di   Messina   rispetto
  all'incremento  dei turisti della città di Messina.  Considerazioni
  di  risposta  al primo punto del primo quesito. Nella  tabella  che
  segue  sono  riportati  i  dati ufficiali del  Museo  regionale  di
  Messina  dal 17 al 2022, comparati percentualmente con i  dati  dal
  2023.
   Io  la  tabella non la riporto, perché è lunghissima, però  faccio
  una  breve analisi. Il rapporto con gli anni 2020 e 2021 è  falsato
  dalle chiusure dovute al Covid, sicché non possono essere tenuti in
  alcun  conto,  osservando gli altri risulta che  il  confronto  dei
  visitatori  complessivi dal 2023 e con il 2017 non  costituisce  un
  dato  di  riferimento ordinario, per il fatto che il 17  giugno  di
  quest'anno  vi fu l'apertura del nuovo museo, attesa da trent'anni,
  con  accesso  gratuito per una settimana, da cui il  dato  falsato,
  infatti  confrontando  il  dato dei  soli  visitatori  paganti  non
  residenti  si vede che nel 2023 sono stati venduti il  77,55  %  di
  biglietti in più rispetto al 2017.
   Tanto  basta  a  fornire  dati certi  rispetto  a  quanto  esposto
  nell'atto parlamentare in trattazione.
   Il  punto di risposta al II punto del primo quesito: nella tabella
  che  segue sono riportati i dati ufficiali tra gli anni 2021 e 2023
  dei  visitatori del Museo regionale di Messina e dei corrispondenti
  siti  e del Museo archeologico, ovviamente, di Giardini Naxos,  del
  Museo archeologico Bernabò Brea di Lipari e il sito archeologico di
  Tindari.
   La  tabella  è  molto  lunga, variegata e sostanzialmente  vengono
  specificati numeri e cifre.
   Io  provo  a  riassumere  velocemente Presidente,  gli  incrementi
  registrati dal Museo di Messina dal 2022 e il 2023 per i paganti, e
  i   visitatori  complessivi  sono  nettamente  superiori  a  quelli
  registrati da ciascuno degli altri siti, anzi è possibile osservare
  in  assoluto  che nel 2023 i visitatori complessivi  del  Museo  di
  Messina,  34563, sono superiori a quelli di Giardini Naxos,  24784,
  di  Lipari, 21728 e di Tindari, 34047,  tanto basta a fornire  dati
  certi   rispetto  a  quanto  esposto,  nell'atto  parlamentare   in
  trattazione.
   E  ancora il punto C: considerazioni di risposta al III punto  del
  primo quesito.
   Pur   presentando  un  valido  numerico  di  2291   ingressi,   la
  biglietteria  ufficiale di Aditus conferma il numero  di  1752,  il
  dato  preso  a  sé stante non si offre a interpretazione  di  alcun
  tipo, salvo che venga confrontato con un termine di paragone che in
  questo caso è il numero degli accessi gratuiti del 2 ottobre  2022,
  prima  domenica  di mese, con accesso gratuito, in cui  sono  stati
  registrati 726 visitatori.
   L'iniziativa  a cura dell'amministrazione comunale  ha  registrato
  una media di 382 visitatori per giorno, che è a mala pena è la metà
  degli accessi di equivalenza della prima domenica del mese.
   Tanto  basta  a  chiarire  che  l'iniziativa  dell'amministrazione
  comunale   portata   ad   esempio,   è   di   evidenza   successiva
  all'interrogazione  e  l'interrogante  rappresenta  viceversa   una
  partecipazione di media importanza da parte dei cittadini.
   Considerazione   rispetto   al  IV  punto   del   primo   quesito:
  l'interrogante  sostiene che il Museo regionale  di  Messina  abbia
  scarso  appeal  derivando tale convincimento dal confronto  con  il
  consistente   incremento  di  turisti  nella  città,  consegue   la
  necessità  di mettere a confronto il dato consuntivo di  visitatori
  del  museo negli anni 2022/2023 rispetto agli stessi periodi  nella
  città del messinese.
   Sul  sito  dell'amministrazione comunale i dati in  questione  non
  sono  rintracciabili,  sicché  si è  provveduto  a  richiederli  al
  Dipartimento regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo,
  Servizio  16  Messina, che li ha comunicati per intero in  allegato
  alla nota protocollo 8129 del 6 marzo 2024.
   Per  rendere  più  ampio e intellegibile il confronto  sono  stati
  acquisiti anche i dati di Giardini Naxos, Lipari, Patti e Tindari.
   Nella  tabella  che  segue sono riportati  i  dati  ufficiali  dei
  visitatori dei musei regionali di Messina, comparati tra  gli  anni
  2022  e  2023,  e  i corrispettivi dei comuni di Messina,  Giardini
  Naxos, Lipari, Patti e Tindari.
   Non  commento  la  tabella, ma vado all'esplicitazione  di  quanto
  stiamo trattando.
   L'incremento di presenze di turisti di Messina, pari all'8,79  per
  cento,  rispetto  all'anno  precedente, è  un  risultato  positivo,
  superiore  percentualmente a quelli di Giardini Naxos e Lipari.  Ma
  certamente  incomparabile con la crescita di visitatori  registrata
  al  Museo  di  Messina,  cinque volte superiore  a  quella  urbana.
  Parliamo del più 54,17 per cento.
   Tanto  basta a chiarire che l'interrogativo è fondato  su  ipotesi
  prive  di fondamento che - al più - mette ulteriormente in luce  il
  risultato conseguito dall'Istituto regionale, nonostante il modesto
  incremento di turisti a Messina nel 2023.
   Conclusioni  di  risposta  al primo quesito.  Se  il  Governo  non
  ritenga dover attivarsi affinché vengano messe in luce le criticità
  che  non  permettono  al  Museo messinese  di  avere  l'appeal  che
  meriterebbe e che non ha, nonostante i turisti in città in aumento.
   Nella considerazione di risposta che precede, è rappresentato  che
  l'appeal  del  Museo  regionale di Messina è significativamente  in
  aumento,  dimostrato dal fatto che nel 2023 i visitatori del  Museo
  sono  cresciuti del 77,55 per cento e del 4,55 totali, rispetto  al
  2017, e dell'82,24 per cento rispetto al 2022.
   L'incremento  dei  visitatori  del  Museo  di  Messina  nel  2023,
  rispetto al 2022, è del 57,15 per cento.
   È stato quattro volte superiore a quello del Museo archeologico di
  Lipari,  un terzo superiore a quello del Museo di Giardini Naxos  e
  sei volte superiore a quello di Tindari.
   L'iniziativa  del  Comune  di  Messina,  di  regalo  ai  cittadini
  nell'accesso gratuito al Museo, ha raggiunto un risultato pari -  a
  malapena  -  alla  metà  delle presenze in  una  equivalente  prima
  domenica del mese con accesso gratuito.
   L'incremento di visitatori del Museo di Messina nel 2023, rispetto
  al  2022,  del  54,17 per cento è stato oltre sei  volte  superiore
  all'incremento  di  turisti nella città  di  Messina,  che  è  pari
  all'8,79 per cento.
   Vale la pena aggiungere e sottolineare che, nel 2023, il Museo  di
  Messina   ha  conseguito  incrementi  significativi  di  visitatori
  paganti,  71,37  per  cento, e totali 54,17 per  cento,  nonostante
  l'autorità di sistema portuale dello Stretto di Messina  non  abbia
  più  consentito  che  i crocieristi, 5.520.929  nel  duemila  2023,
  sbarcati   dalle  navi,  transitassero  dal  terminal   crocieristi
  all'interno  del quale il Museo di Messina gestiva due monitor  con
  video promozionali e aveva a disposizione un desk per promozione  e
  vendita  biglietti,  nonostante che  la  cartellonistica  turistica
  realizzata   dall'amministrazione   comunale   di   Messina,    con
  indicazione degli itinerari turistici, a partire proprio dal  punto
  di  passaggio dei crocieristi, dalle banchine portuali alla  città,
  non riporti alcuna indicazione del museo regionale.
   Punto 2. Quali siano le motivazioni per le quali vengono rifiutate
  le  proposte  che potrebbero incrementare in maniera  significativa
  l'afflusso d'utenza.
   Con  lettera  recente del 18 settembre 2023, l'assessore  comunale
  delle  politiche comunali di Messina chiedeva la disponibilità  del
  Museo   regionale  di  Messina  a  divenire  partner  istituzionale
  nell'evento   Meet   tourist   Messina,   collaborando   alla   sua
  organizzazione,  accogliendo  le  richieste  di  seguito  elencate:
  accoglienza  istituzionale  del direttore  e  del  suo  staff  agli
  ospiti,  visita guidata gratuita di 30 buyers, prevista per venerdì
  20   ottobre,  distribuzione  materiale  promozionale  del   Museo,
  autorizzazione riprese fotografiche, ecc. ecc. ecc.
   La lettera a cui fa riferimento l'onorevole interrogante consiste,
  dunque,  in richiesta di accesso gratuito alle sale del  museo  con
  accoglienza,  accompagnamento e libera  acquisizione  di  immagini,
  premessa   da   generica   disponibilità   a   diventare    partner
  istituzionale  di  un'organizzazione  già  definita,  completa   di
  programma  dettagliato come giorno per giorno alla quale  il  museo
  non   avrebbe  potuto  apportare  alcun  contributo  pertanto   non
  richiesto.  Non  avendo  avuto facoltà di intervenire  in  fase  di
  costituzione  del progetto, il Museo non ha potuto  far  altro  che
  declinare  l'invito, concedendo il richiesto accesso  gratuito  con
  liberatoria   per   riprese  fotografiche  e   consegna   materiale
  documentale.  Conclusione  di risposta al  secondo  quesito:  quali
  siano  le  motivazioni per le quali vengono rifiutate proposte  che
  potrebbero  incrementare  in  maniera significativa  l'afflusso  di
  utenza.

   PRESIDENTE.   Assessore,  se  magari  è  sul  finire,  l'onorevole
  Lombardo potrebbe intervenire sì, dico, magari nella parte  finale,
  perché  tanto  comunque  la  risposta  poi  sarà  scritta  e   data
  comunque... se può vada alle conclusioni, così l'onorevole Lombardo
  potrà intervenire.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Presidente  salto la parte del terzo quesito e del quarto  quesito:
  quali  possano essere le strategie di sviluppo dell'ampio complesso
  museale.  Vado  alla conclusione. Due mostre hanno incrementato  la
  presenza  di  visitatori, hanno aumentato la conoscenza  del  museo
  presso  un pubblico più vasto, ben consapevoli che molto di più  si
  sarebbe  potuto fare e ancora di più si può fare. La mostra  "città
  museo  città"  è sempre più conosciuta e diffusa e lo potrà  essere
  ancora  di  più con campagne di comunicazione e pubblicità  che  il
  Dipartimento  dei beni culturali sta per sostenere, in  aggiunta  a
  quanto   già   fatto.  La  direzione  del  museo  ha  già   avviato
  l'ampliamento  scientifico della mostra "città museo  città"  e  in
  fase  di elaborazione l'attività di un programma ciclico stagionale
  di   eventi  e  manifestazioni  estive  a  partire  dalla  prossima
  stagione,  sono  in  corso  contratti con  altri  primari  istituti
  museali  nazionali per possibili politiche di scambio tra opere  di
  altissimo  livello, secondo principi di reciprocità ed  equivalenza
  di cui evidentemente non è possibile anticipare alcunché.
   Per  quanto sopra esposto, si ritiene di avere confutato i quesiti
  posti  dall'onorevole interrogante cui porgo la disponibilità dello
  scrivente    qualora   occorressero   ulteriori    chiarimenti    o
  approfondimenti del caso.

   PRESIDENTE.   Grazie Assessore, ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Lombarado.

   LOMBARDO   Giuseppe.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessore. Intanto i quesiti li ha moltiplicati l'Assessore  perché
  quelle  erano  premesse che mi hanno portato poi  ai  tre  quesiti,
  perché   l'interrogazione  si  basa  poi  su  tre  quesiti.   Però,
  Presidente quello che tengo a precisare, naturalmente non mi  posso
  ritenere  soddisfatto  dalla risposta  dell'Assessore,  ma  per  un
  semplice  motivo  perché l'interrogazione  che  riguarda  il  Museo
  regionale  di Messina è solo la punta dell'iceberg di come  vengono
  gestiti   i  beni  culturali  in  Sicilia.  L'ho  detto   poco   fa
  all'Assessore, che naturalmente vanta risultati che ha raggiunto in
  questi  due  anni  da  quando lui fa l'Assessore,  però  io  voglio
  ricordare a me stesso che la Sicilia detiene fra il 20%  e  il  25%
  dei beni culturali monumentali e paesaggistici e architettonici che
  ha  tutta  l'Italia e l'Italia, ne ha il 70% di tutti  i  beni  che
  rappresentano  i beni presenti nel mondo e noi ci stiamo  fissando,
  ci  stiamo basando su una risposta che fa un parlamentare sui cento
  in più i cento in meno
   La  domanda  che io ho posto, assessore, a lei come rappresentante
  del  Governo  per i beni culturali era per aprire una tematica  che
  riguarda  i nostri beni culturali. Facciamo in Sicilia non  più  di
  cinque  milioni di visitatori l'anno e sono dati del  2023,  quando
  questi  dati  li  fa  da  solo il Museo Galleria  degli  Uffizi  di
  Firenze,  cioè noi con un'intera Regione che rappresenta  quasi  il
  30% del patrimonio che detiene l'intera Nazione, facciamo quanto fa
  un  solo sito e lei mi risponde con i cento in più i cento in meno,
  con  il 50% con il 45%? Assessore questo è un dramma, questo  è  un
  dramma  della  Regione  siciliana che non  sa  utilizzare,  non  sa
  promuovere, non sa vendere quelli che sono i propri beni  culturali
  ma  non  per  colpa  sua assessore, non me ne voglia,  ma  per  una
  politica  che si è sempre fatta nel tempo  Lei è l'ultimo  arrivato
  in  quella sede, in quell'assessorato, e i dati che vantate per  il
  2024  nel  primo semestre del 2024, dati che riguardano - questa  è
  una  sua dichiarazione del 5 luglio 2024: "Beni culturali, boom  di
  visitatori nei primi sei mesi del 2024" - ma stiamo parlando sempre
  di dati che non ci porteranno oltre i 5 milioni di visitatori
   Cioè  qual è il risultato ottenuto? Il boom sarebbe stato se da  5
  milioni fossimo passati 10 milioni di visitatori
   Gliel'ho  detto  poco  fa,  Assessore, come  l'ho  fatto  presente
  all'assessore  Dagnino,  che vantava i  risultati  di  crescite  di
  presenze in Sicilia, di crescite di presenze turistiche dell'11 per
  cento  rispetto all'anno precedente, ma noi in Sicilia facciamo  16
  milioni di presenze l'anno di turisti, quando solo il Trentino Alto
  Adige ne fa 56-57 milioni; ma di che cosa ci stiamo vantando, dello
  zero virgola in più? Dei 300 in più?

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Non è lo zero virgola in più

   LOMBARDO Giuseppe. Assessore - e chiudo il mio intervento,  perché
  devo  stare  nei cinque minuti - il quesito era rivolto  a  come  è
  gestito  il Museo regionale di Messina, che è la punta dell'iceberg
  di  come  vengono gestiti i beni culturali in Sicilia. Un direttore
  che  si  vanta di aver fatto risultati rispetto al 2022  di  chissà
  quale  portata,  dimenticando però che in quel  sito  ci  sono  due
  Caravaggio,  un  Antonello da Messina, opere come la  scultura  del
  Nettuno  del  Montorsoli,  e facciamo trentamila  presenze?  Ma  il
  direttore generale doveva stare zitto e dire: abbiamo fatto questo,
  ma  va fatto sicuramente di più perché abbiamo le potenzialità  per
  fare di più. Ma non vantarsi dell'aumento di 300 presenze, rispetto
  ai  5  milioni  che  fa la Galleria degli Uffizi,  rispetto  ai  60
  milioni di presenze che fa il Trentino Alto Adige di turisti  Ma di
  che cosa ci vantiamo? Ci vantiamo del nulla, Assessore.
   Io  adesso  naturalmente le chiederò una copia, visto che  il  suo
  Dipartimento ha fatto un lavoro di analisi su tabelle, su dati.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  No, arriverà per iscritto.

   LOMBARDO  Giuseppe. Ma a me non interessano quelli, a me interessa
  cosa  vuole fare l'Assessore politicamente dei beni culturali, cosa
  vuole fare per aumentare le presenze. Non vantatevi di tabelle  che
  non  sono  frutto della vostra attività, sono frutto  della  nostra
  terra,  che  grazie a Dio, lo diceva già Federico II 800  anni  fa,
  quando  diceva che non invidiava il Paradiso, perché lui già viveva
  in  un  paradiso. Ma noi quel paradiso ce lo siamo  messi  sotto  i
  piedi grazie alla vostra politica scellerata.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Lombardo e grazie per essere  rimasto
  all'interno  dei  cinque minuti. Ovviamente  avrà  la  copia  della
  risposta scritta e si dichiara non soddisfatto, mi sembra evidente.
   Si  passa all'interrogazione n. 811 "Chiarimenti urgenti in merito
  ai  lavori  in  corso  per la realizzazione di  un  nuovo  edificio
  scolastico,  con demolizione dell'intero patrimonio  arboreo  della
  Villa del Sole ad Agrigento effettuati in assenza di autorizzazione
  paesaggistica al progetto appaltato dall'Amministrazione  comunale"
  a prima firma La Vardera ed altri.
   Prego,    Assessore,   al   solito   le   chiedo    una    sintesi
  dell'interrogazione,  l'onorevole  La  Vardera   sicuramente   sarà
  d'accordo nella sintesi e poi nella risposta scritta che gli  verrà
  poi data.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Signor  Presidente, con riferimento all'interrogazione  a  risposta
  orale  n. 811, a firma dell'onorevole Ismaele La Vardera ed  altri,
  riguardante i chiarimenti urgenti in merito ai lavori in corso  per
  la   realizzazione  di  un  edificio  scolastico,  con  demolizione
  dell'intero  patrimonio arboreo della Villa del Sole  ad  Agrigento
  effettuati  in assenza di autorizzazione paesaggistica al  progetto
  appaltato   dell'Amministrazione  comunale,  si   trasmettono   gli
  elementi informativi come di seguito esposti.
   Al  riguardo  si rappresenta che l'area della Villa  del  Sole  di
  Agrigento  ricade nel contesto paesaggistico locale  28,  area  con
  livello   di   tutela  1-28-b,  che  nello  specifico  prevede   la
  valorizzazione delle ville e dei giardini urbani ed è  assoggettata
  a  tutela  paesaggistica ai sensi dell'articolo 136, lett.  b)  del
  decreto  legislativo 42/2004, in forza al DPR 107 A del  12  agosto
  1966.  Pertanto l'esecuzione di lavori in tale area  è  subordinata
  all'autorizzazione che deve essere rilasciata dalla  Soprintendenza
  per  i  beni culturali e ambientali ai sensi dell'articolo 146  del
  decreto  legislativo 42/2004, fatti salvi gli interventi  sottratti
  per legge a tale autorizzazione.
   La   Soprintendenza  per  i  beni  culturali  ambientali  non   ha
  rilasciato autorizzazione per il disboscamento in questione ma  con
  nota   numero  9259  del  19/07/2002  solo  un  parere   preventivo
  favorevole su un progetto definitivo riguardante l'area in  oggetto
  per  la  realizzazione di una scuola materna con  annesso  polo  di
  infanzia, a condizione che in fase esecutiva venisse predisposto un
  adeguato  progetto  di  riqualificazione  dell'intero  giardino  da
  sottoporre   alla   Soprintendenza   medesima   per    la    dovuta
  autorizzazione.
   A  seguito  di  notizie  di stampa di una  segnalazione  da  parte
  dell'Associazione Codacons inerente i lavori compiuti dal Comune di
  Agrigento nella Villa del Sole, la Soprintendenza di Agrigento dopo
  aver  verificato la mancanza dei propri atti nel progetto esecutivo
  per  l'eventuale approvazione, ha chiesto al Comune  di  Agrigento,
  con  nota  numero  11629 del 12/12/2023, di voler  relazionare  con
  urgenza  in  merito  ai  lavori  eseguiti;  la  Sovrintendenza   ha
  trasmesso,  per  conoscenza, la succitata nota alla  Procura  della
  Repubblica  di Agrigento, con nota protocollo 87600 del 13/12/2023;
  il  Comune  di  Agrigento ha riscontrato la predetta  richiesta  di
  chiarimenti affermando tra l'altro quanto segue "in effetti,  oltre
  alle  opere  di cantierizzazione ad oggi non sono stati  avviati  i
  lavori  per  la realizzazione della scuola ma ci si  è  limitati  a
  intraprendere  tutti  gli  interventi  esclusi  dall'autorizzazione
  paesaggistica  ai sensi del punto 14 dell'allegato A  DPR  31/2017,
  quali  sostituzione e/o messa a dimora di alberi ed arbusti singoli
  e  in  gruppo  in aree pubbliche o private eseguita  con  esemplari
  adulti  della  stessa  specie o di specie  autoctone  o,  comunque,
  storicamente  naturalizzate  e  tipiche  del  luogo   purché   tali
  interventi non interessino i beni di cui all'articolo 136, comma 1,
  lettera a) del Codice".
   La  Soprintendenza  di  Agrigento con nota  protocollo  12081  del
  20/12/2023  ha  preso  atto  di quanto  comunicato  dal  Comune  di
  Agrigento e ha ribadito il significato che la Villa del Sole assume
  nel  contesto cittadino come elemento distintivo e qualificante del
  centro  urbano  e  spazio verde realizzato come contrappunto  della
  cementificazione che ha, altresì, comunicato al medesimo Comune  di
  rimanere in attesa di ricevere la formale trasmissione del progetto
  definitivo  ai fini dell'eventuale rilascio dell'autorizzazione  di
  completezza,  così  come  prescritto dal citato  articolo  146  del
  decreto  legislativo 42/2004, diffidando l'ente locale  a  eseguire
  qualsiasi   categoria   di   lavori   nelle   more   del   rilascio
  dell'autorizzazione prescritta per legge.
   Con  successiva  nota  360  del 12/01/2024  la  Soprintendenza  di
  Agrigento ha ribadito al comune di Agrigento la normativa di tutela
  dell'area in questione e ha sollecitato lo stesso a fornire, per il
  rilascio  dell'eventuale autorizzazione di competenza, il  relativo
  progetto  esecutivo;  al  riguardo, visto il  valore  del  contesto
  paesaggistico  di  riferimento, la Sovraintendenza  ha  evidenziato
  all'ente   locale   che  il  medesimo  progetto  esecutivo   doveva
  comprendere  tra  gli  elaborati tecnici una  relazione  agronomica
  stilata  da un esperto botanico e che la realizzazione delle  opere
  doveva  essere preceduta dalla preventiva piantumazione di adeguate
  essenze  arboree  ad uno stato vegetativo maturo  in  modo  che  si
  potessero  dimostrare  la  configurabilità  degli  interventi   già
  effettuati con sostituzione di alberi, di arbusti di cui  al  punto
  14 dell'allegato A.
   Con  nota  numero 10937 dell'8/02/2024, il comune di Agrigento  ha
  trasmesso  alla Sovrintendenza di Agrigento la relazione agronomica
  stilata da un esperto botanico e firmata dal progettista e dal Rup,
  nella  citata  nota  il comune ha precisato che  la  relazione  era
  inviata    ai    fini   di   dimostrare   inequivocabilmente,    la
  configurabilità  degli interventi già effettuati come  sostituzione
  di alberi e arbusti di cui al punto A14 dell'allegato A della legge
  regionale  numero  5  del  06.05.  2019,  non  soggette  per  legge
  all'autorizzazione paesaggistica.
   Con  nota  numero  1416  del  13.02.2024,  la  Soprintendenza   di
  Agrigento  ha  preso atto della relazione agronomica, prodotta  dal
  Comune  di Agrigento, e ha ribadito che il procedimento finalizzato
  al   rilascio  dell'autorizzazione  di  competenza  sarebbe   stato
  definito solo ad avvenuto completamento del previsto intervento  di
  sostituzione degli alberi della Villa del Sole. Successivamente,  è
  pervenuto  dal Comune di Agrigento il documento a firma del  dottor
  Germano  Boccadutri e dal dottor Giovanni Lantro, iscritti all'Albo
  professionale  dei dottori agronomi e dei dottori  forestali  della
  provincia  di  Agrigento, trasmessi in data 19.03.2024,  assunto  a
  protocollo 2589, con il quale è stato attestato l'avvenuto impianto
  sul sito in oggetto di essenze arboree secondo le modalità previste
  dal punto A.14 dell'allegato A della legge regionale 5 del 6 maggio
  2019.
   Pertanto, con nota numero 60.100 del 26.03.2024, la Soprintendente
  di   Agrigento   ha   rilasciato  l'autorizzazione   paesaggistica.
  L'Assessorato  regionale  Territorio  e  Ambiente,   delegato   dal
  Presidente  della  Regione con nota 6197 del  28.02.2024,  è  stato
  delegato  a  fornire  ogni elemento utile  alla  trattazione  e  ha
  rilevato l'eccezione di incompetenza.
   In   conclusione,  si  può  affermare  che  sulla   scorta   delle
  informazioni  fornite  dagli  uffici dipartimentali  sia  possibile
  rassicurare  l'onorevole  interrogante sulla  regolarità  dell'iter
  amministrativo  inerente l'intervento trattato nell'atto  ispettivo
  dell'onorevole La Vardera.

   PRESIDENTE. Grazie Assessore.
   Onorevole La Vardera, come si dichiara?

   LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, beh sicuramente
  rispetto  alla  esaustiva risposta dell'assessore  Scarpinato  che,
  come  dire,  è  stato anche interessato di una materia  che  è  una
  materia  complessa, quella insomma degli alberi, della vegetazione,
  e  quindi  - come dire - riconosco che questo Assessorato ha  fatto
  una risposta puntuale quindi, per quanto mi riguarda, rispetto alla
  risposta dell'Assessore non posso che ritenermi soddisfatto  ma  la
  cosa grave, da quello che emerge Assessore, è che si evince che  da
  questa  storia   - mi permetto di dire pirandelliana  -  che  siamo
  davanti  a  un  fatto ineluttabile, cioè che esiste una  Repubblica
  democratica   di   Agrigento.  Nella  Repubblica   Democratica   di
  Agrigento, città Stato, no, città Stato di Agrigento, il sindaco di
  quella  città il cui nome è Micciché, un nome, una garanzia, decide
  di   fare  che  cosa?  Decide  arbitrariamente,  senza  il   parere
  preventivo  della Sovraintendenza, senza avere sentito  gli  uffici
  competenti, di eliminare... perché chi va da Agrigento  -  per  gli
  amici  che  ovviamente  non conoscono quella  città  -  chi  va  da
  Agrigento proprio a ridosso di una zona che è fondamentale  c'è  un
  parco meraviglioso con degli alberi straordinari, e chi ci va  oggi
  si renderà conto che quegli alberi sono stati eliminati.
   Allora  cosa fa il sindaco di Agrigento che si ritiene  essere  re
  sovrano  della  città  di Agrigento, città stato?  Senza  i  pareri
  preventivi della Sovraintendenza decide di eliminare questo  grande
  polmone  urbano  di questa cittadina e di fare  come  se  fosse  re
  sovrano
   Allora,  grazie all'intervento del Codacons, grazie all'intervento
  dei  cittadini che hanno sollevato una vicenda che ha visto persino
  i  carabinieri  andare  al Comune e a fare delle  perquisizioni  di
  atti,  arriviamo  al  punto  in cui si  dice  -  e  lo  dice  anche
  l'assessore  in  questa  risposta puntuale  per  cui  posso  essere
  soddisfatto  della risposta e dell'operato della Sovraintendenza  -
  si dice che questo sindaco fondamentalmente aveva agito senza avere
  le autorizzazioni.
   Allora  noi  permettiamo, in questa regione  e  questa  è  analisi
  politica  che un sindaco possa essere addirittura al  di  sopra  di
  quello  che  ovviamente  sono  gli enti  preposti?  E  noi  questo,
  assessore, non ce lo possiamo permettere
   Io   mi   auguro,  caro  assessore,  che  quando  lei  si  recherà
  d'Agrigento  e  vedrà il sindaco Micciché una tiratina  d'orecchie,
  amichevolmente  e politicamente, gliela debba dare  perché  c'è  un
  rispetto  dei  ruoli  e  i  sindaci  devono  essere  assolutamente,
  diciamo,  a  servizio del regolamento della nostra terra altrimenti
  diventa  un far west, altrimenti uno si sveglia la mattina  e  dice
  siccome  voglio fare una scuola - ben venga per carità  la  scuola,
  l'asilo  e  tutto  quello  che  ne  consegue  -  allora  decido  di
  sterminare  il  parco  urbano della mia  città,  che  è  quella  di
  Agrigento,   che  guarda  alla  Valle  dei  Templi ,    l'onorevole
  Marchetta  saprà,  perché è di Agrigento,  forse  una  delle  poche
  nell'Aula,   che  è  una  terra  meravigliosa  e  non  ci  possiamo
  permettere che questa cosa possa accadere
   Quindi  noi  abbiamo  dalla sua risposta a  questa  interrogazione
  assunto  dei  fatti  che sono storia e rimangono  nella  storia  di
  quella  cittadina e i cittadini di Agrigento devono sapere  che  il
  sindaco  Micciché, in modo così deliberato, senza  nessun  tipo  di
  autorizzazione, ha deciso bene di far fuori quello che era un parco
  storico straordinario
   Fa  bene  ovviamente la Sovrintendenza a dire  di  ripristinare  e
  mettere  nelle  condizioni di potere assolutamente disporre  quelli
  che sono gli alberi tolti perché, altrimenti, è un problema, quindi
  io faccio un plauso alla sua Sovrintendenza
   Assessore glielo dica al Sovrintendente di Agrigento, perché si  è
  mosso in una maniera che è puntuale, precisa e ineluttabile e anche
  al  suo Assessorato, per cui mi ritengo soddisfatto e oserei  dire:
  Sindaco di Agrigento 1, Assessorato ai beni culturali 10

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 902  "Chiarimenti  in
  merito  alla chiusura al pubblico del Palazzo Mirto di Palermo",  a
  firma  dell'onorevole  Schillaci ed altri. Ha  facoltà  di  parlare
  l'Assessore per fornire la risposta.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Signor   Presidente,   con  riferimento  a   quanto   chiesto   con
  l'interrogazione  a  risposta orale n. 902, a firma  dell'onorevole
  Roberta  Schillaci  ed  altri, volta ad  acquisire  chiarimenti  in
  merito  alla  chiusura al pubblico di Palazzo Mirto di Palermo,  si
  rappresenta  quanto  segue in esito alle risultanze  fornite  dagli
  uffici dipartimentali appositamente interpellati.
   Il  Museo  di  Palazzo  Mirto è stato  chiuso  ai  visitatori  dal
  dicembre  2023 per importanti ragioni di sicurezza; l'impiantistica
  elettrica e antincendio non risponde più alla normativa vigente  in
  tale  ambito,  per  cui fino alla realizzazione e  ultimazione  dei
  lavori di adeguamento delle predette normative, il museo non  potrà
  essere fruito e aperto al pubblico.
   A  seguito  di  un sopralluogo dei Vigili del fuoco  avvenuto  nel
  novembre  del 2022, è emerso che le dotazioni antincendio  presenti
  nel Palazzo fossero assolutamente insufficienti e in ragione di ciò
  la galleria è stata sanzionata, ai sensi del decreto legislativo n.
  8108, con l'intimazione di provvedere a una serie di lavorazioni  e
  dotazioni antincendio.
   Si  è,  pertanto,  provveduto  ad affidare  ad  un  consulente  la
  predisposizione  di un progetto antincendio, che è  stato  validato
  dai Vigili del fuoco e dalla Sovrintendenza di Palermo, quindi si è
  provveduto  ad affidare a professionisti esterni la predisposizione
  di  un  progetto esecutivo antincendio al fine poi di  appaltare  i
  lavori veri e propri.
   Nell'ambito  della  redazione  del  progetto  esecutivo   per   la
  realizzazione  dell'impiantistica di sicurezza  e  antincendio  del
  museo  è  scaturita  l'urgente necessità di  redigere  un  progetto
  esecutivo che interessasse anche il sistema elettrico in  toto,  in
  quanto  quella esistente non soddisfaceva più i parametri  previsti
  dalla vigente normativa.
   Preso atto che in Amministrazione regionale, a seguito di atti  di
  interpello,  non  si  sono  evidenziate figure  in  possesso  delle
  necessarie  competenze disponibili all'assunzione dell'incarico  in
  argomento,  è stata affidata ancora una volta ad esterni l'incarico
  della  redazione del progetto esecutivo e direzione dei lavori  per
  il rifacimento dell'intero impianto elettrico.
   Ovvia  la  considerazione che ne discende  solo  con  un  impianto
  elettrico rispondente alla vigente normativa in materia  e  con  le
  lavorazioni   e   dotazioni  antincendio  potrà  essere   possibile
  depositare  una richiesta di Scia al Comando dei Vigili  del  fuoco
  competenti  per  territorio,  in  assenza  della  quale  l'apertura
  pubblica è severamente vietata.
   Le   somme   necessarie   alla   progettazione   esecutiva,   alla
  realizzazione  dell'impianto  e  alla  direzione  dei   lavori   di
  rifacimento  dell'impianto elettrico, sono già state prenotate  nel
  bilancio  della  Regione  siciliana per  la  somma  complessiva  di
  804.410, sul capitolo 776039, finanziate nel 2024.
   La  redazione  del progetto esecutivo antincendio sta  per  essere
  consegnata  dai  consulenti incaricati e quindi si  procederà  alla
  richiesta delle somme utili ai lavori.
   La  riapertura è subordinata alla tempistica dello sviluppo  delle
  procedure  di  appalto dei lavori, all'esecuzione dei  medesimi  ed
  alla concessione dell'autorizzazione finale da parte degli enti  di
  competenza.
   Quanto   riportato  consente  di  poter  rassicurare   l'onorevole
  interrogante circa i quesiti posti in seno all'interrogazione  902,
  con  riferimento  alle risorse finanziarie stanziate,  alle  misure
  intraprese  per  garantire la salvaguardia e la valorizzazione  del
  patrimonio culturale custodito nel Palazzo Mirto.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Schillaci  per  dichiararsi soddisfatta  o  meno.  Prego  onorevole
  Schillaci.

   SCHILLACI.    Signor   Presidente,   mi   dichiaro    parzialmente
  soddisfatta;  sebbene  sia stata abbastanza esaustiva  la  risposta
  dell'Assessore,  perché  mi  ritengo  parzialmente   insoddisfatta?
  Perché  veda,  Assessore, quello che è mancato  da  dicembre  2023,
  quando il Palazzo è stato chiuso, è la mancanza di organizzazione e
  di comunicazione all'esterno, perché ho avuto diverse segnalazioni,
  ma  anche  personalmente, recandomi al Museo di Palazzo  Mirto,  mi
  sono trovata il portone sbarrato senza alcuna comunicazione, anzi i
  siti  dell'amministrazione  comunale e  regionale  non  riportavano
  affatto  che  il Museo fosse temporaneamente chiuso per  lavori,  e
  credo  che  questo sia un fatto che ci dimostra come i nostri  beni
  culturali  vengono  organizzati e gestiti e credo  che  questo  non
  debba più accadere perché è un primo biglietto da visita di come la
  Regione  si pone nei confronti dei propri cittadini, ma soprattutto
  dei turisti

   PRESIDENTE.   Grazie   onorevole  Schillaci,   che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatta.
   Si   passa   all'interpellanza  n.  103   Notizie  in  merito   ai
  finanziamenti  e  all'iter  dei progetti  di  riqualificazione  del
  complesso   immobiliare  dell'ex  ospedale  Regina  Margherita   di
  Messina  a prima firma dell'onorevole De Leo, che trasformiamo  con
  richiesta di risposta scritta onorevole, va bene?

   DE LEO. Va bene

   PRESIDENTE.    Con    l'accordo   delle   parti,    la    risposta
  all'interpellanza  è  trasformata  in  risposta  scritta.   Grazie,
  onorevole De Leo.
   Passiamo  all'interrogazione n. 922   Iniziative  urgenti  per  la
  messa   in   sicurezza  e  la  conservazione  dell'albero   davanti
  all'abitazione in cui viveva Giovanni Falcone e Palermo ,  a  firma
  dell'onorevole  La  Vardera.  L'interrogazione  è  trasformata   in
  interrogazione  con  richiesta  di  risposta  scritta  per  assenza
  dall'Aula del firmatario.
   Si  passa all'interrogazione n. 930  Iniziative urgenti al fine di
  ripristinare l'accessibilità presso il Museo Archeologico di Aidone
  (EN)   a  firma  dell'onorevole  La  Vardera.  L'interrogazione   è
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta per
  assenza dall'Aula del firmatario.
   Si passa all'interrogazione n. 944  Chiarimenti sull'intitolazione
  del  Museo  archeologico Iblea di Ragusa a Biagio  Pace ,  a  firma
  dell'onorevole  Campo  ed  altri.  Onorevole,  la  trasformiamo  in
  scritta?

   CAMPO. No

   PRESIDENTE. Prego, Assessore.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Signor  Presidente, in ordine ai quesiti posti con l'interrogazione
  a  risposta orale n. 944 dell'onorevole Stefania Campo si riportano
  di  seguito i chiarimenti sull'intitolazione del Museo archeologico
  Ibla a Biagio Pace.
   La  proposta di intitolare il Museo archeologico Ibla di Ragusa  è
  stata  condotta dallo scrivente sulla base di quanto  segnalato  in
  data  7  novembre  2023 dalla Sovrintendente di Ragusa,  la  quale,
  manifestando  un ampio accoglimento, ne ha fondato  la  motivazione
  nell'elevato valore della figura di uno studioso che a pieno titolo
  può  considerarsi uno dei padri della moderna archeologia siciliana
  ed  iblea;  in  data  successiva, quasi  coeva,  esattamente  il  9
  novembre  2023, anche il direttore del Museo di Ragusa ha espresso,
  a   sua   volta,  parere  favorevole  all'intitolazione  del  Museo
  archeologico  Ibla  di  Ragusa allo studioso ragusano  Biagio  Pace
  evidenziando  la notevole statura culturale dell'archeologo  Biagio
  Pace.
   Al   fine   di   esporre   le  motivazioni  che   hanno   condotto
  all'intitolazione  del  Museo archeologico di  Ragusa,  si  ravvisa
  l'opportunità  rassegnare a codesta onorevole Assemblea  una  breve
  sintesi  delle molteplici e significative esperienze dello studioso
  ragusano  Pace,  maturate  nell'ambito  dell'archeologia  siciliana
  iblea:  Biagio Pace, figlio del barone Salvatore Pace  e  di  donna
  Carolina Perrotta, dopo ma la maturità classica a Palermo nel 1909,
  si  laureò  in  lettere  nel  1912 all'Università  di  Palermo  con
  Antonino Salinas. Subito dopo partì per la Grecia ove frequentò per
  due  anni  la  scuola archeologica italiana di Atene ed  ebbe  come
  compagno  di  esperienze e ricerche Gian Giacomo Porro.  Nel  1917,
  conseguita  la libera docenza in archeologia, ottenne per  incarico
  la  cattedra di archeologia all'Università di Palermo, dove insegnò
  fino  al  1924. Conseguito l'ordinariato dal 1927 al  1930  insegnò
  archeologia  e  storia dell'arte classica all'Università  di  Pisa,
  quindi  dal  1931 al 1935 all'Università di Napoli, dove  fu  anche
  preside della Facoltà di Lettere.
   Allora,  Presidente, vengono riportate tutte  una  serie  di  cose
  fatte    proprio    dall'interessato,   a    testimonianza    della
  professionalità  e  di quanto è stato, e quanto  ha  fatto  per  la
  regione Sicilia, e comunque per l'archeologia in generale.
   Vado  avanti. La Giunta di Governo, con delibera 64 del  1   marzo
  2024, ha espresso il proprio apprezzamento.
   Per    quanto   riguarda   il   quesito,   posto   conclusivamente
  dall'onorevole   interrogante,  sulla   ripresa   dei   lavori   di
  completamento dell'ex Convento del Gesù a Ragusa Ibla, si riportano
  le informazioni di seguito esposte.
   Preliminarmente   occorre   evidenziare   che   le   informazioni,
  riguardano  avvenimenti  accaduti  in  piena  emergenza  pandemica,
  nell'impossibilità  di muoversi e incontrarsi  liberamente,  e  con
  grande parte del personale in lavoro agile.
   Il  18  febbraio del 2020 perveniva alla Sovrintendenza di  Ragusa
  una  pec  con cui il coadiutore del concordato in bianco  richiesto
  dalla  ditta  appaltatrice, dottor Dario Giuffrida, comunicava  che
  con  sentenza  numero 12 pubblicata in data 28  gennaio  2020,  era
  stato  dichiarato  il  fallimento della  Schiera  Costruzione  Spa,
  chiedendo  tuttavia  di non prendere iniziative nell'immediato,  in
  considerazione  dell'intenzione della curatela di  subentrare  agli
  appalti della fallita.
   In  effetti, con pec del 4 marzo 2020, lo stesso coadiutore dottor
  Giuffrida, a ciò autorizzato, al curatore del fallimento,  avvocato
  Salvatore  Nicolosi, comunicava che il giudice delegato, dottoressa
  Alessandra  Bellia,  aveva autorizzato la continuazione  temporanea
  dell'impresa  nella  forma  della gestione  provvisoria  indiretta,
  mediante contratto di affitto del ramo di azienda, da stipulare  in
  via d'urgenza.
   Nella  considerazione che i lavori di cui si tratta erano in  fase
  molto avanzata, e potevano essere definiti in tempi molto brevi,  e
  corrispondendo   prevalentemente  l'interesse  dell'Amministrazione
  nell'esecuzione  e  ultimazione dei  lavori,  il  Rup,  nelle  more
  nominato  anche sopraintendente, prendeva atto della volontà  della
  curatela  di  portare avanti l'appalto, rendendosi  disponibile  ai
  successivi adempimenti.
   Il  contratto  d'affitto  del  ramo d'azienda  veniva  in  effetti
  sottoscritto  davanti al notaio Daniela Corsaro  il  successivo  18
  marzo,  e  comunicato dall'affittuario Consorzio Stabile Costruendo
  srl,  con  sede  in  Puegnago  del Garda,  con  nota  acquisita  al
  protocollo dell'ufficio del 27 marzo 2020.
   Solamente  nel  mese  di  aprile  2020,  dopo  la  formalizzazione
  dell'affitto del ramo d'azienda, il curatore fallimentare, avvocato
  Nicolosi  con nota acquisita al protocollo dell'ufficio  14  aprile
  2024,  comunicava  l'avvenuto fallimento della Schiera  Costruzioni
  spa.
   Successivamente,   con   nota  dell'8  luglio   2020,   in   vista
  dell'imminente collocazione in quiescenza del sopraintendente  Rup,
  architetto  Giorgio Battaglia, veniva nominato Rup  dell'intervento
  il  dottor  Antonio De Marco, che immediatamente  si  attivava  per
  richiedere ai competenti Enti tutta la documentazione relativa alle
  verifiche  sulla ditta affittuaria, richiedendo altresì,  con  nota
  dell'8   settembre  2020,  inviata  al  curatore   fallimentare   e
  all'impresa subentrante, copia del contratto di affitto del ramo di
  azienda  e l'indicazione dell'impresa consorziata, individuata  per
  l'effettiva esecuzione dei lavori.
   Nelle   more,  il  Direttore  dei  lavori,  l'architetto   Daniela
  Sparacino, assumeva l'incarico di dirigente responsabile dell'unità
  operativa numero 2 presso il Parco archeologico, per cui  con  nota
  dell'11 settembre 2020 chiedeva di essere sostituita nell'incarico,
  sia  per  motivi legati al nuovo oneroso carico di lavoro, sia  per
  motivi a carattere pratico, sia per motivi personali e di salute. A
  causa   delle   note   carenze  di  personale  impossibilitati   ad
  acconsentire  alla  richiesta sostituzione del Sovrintendente,  con
  nota  numero  del  16  settembre  2020,  si  trovava  costretta   a
  respingere  la richiesta pertanto ribadita dal Dl con la successiva
  nota del 18 settembre 2020.
   Presidente  c'è  una  cronistoria molto  fitta,  mi  accingo  alle
  conclusioni.

   PRESIDENTE.  Sì sì, andiamo alle conclusioni, Assessore.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  All'inizio  del  mese di febbraio 2022, l'impresa ha  provveduto  a
  ripulire parte delle aree esterne del cantiere, ed ha effettuato un
  ulteriore  sopralluogo con una ditta consorziata  indicata  per  la
  definizione  delle  lavorazioni  in  data  7  febbraio  2022  e  ha
  trasmesso  il  contratto  di acquisizione definitiva  del  ramo  di
  azienda.
   Con  il  detto  acquisto del ramo d'azienda il  Consorzio  stabile
  Costruendo'  è  subentrato  definitivamente  alla  fallita  Sikelia
  Costruzioni  ed  ha,  prontamente, richiesto la  rimodulazione  del
  quadro economico alla luce delle novità legislative emanate per far
  fronte  alla  grave  congiuntura venutasi a creare  con  l'epidemia
  Covid  e  con  la sproporzione dei costi conseguenti al  cosiddetto
  Super  bonus.  Al  fine  di  procedere celermente  alla  ripresa  e
  ultimazione  dei  lavori,  il  Dl  ha  prontamente  proceduto  alla
  riqualificazione  delle maggiori somme derivanti  dall'applicazione
  dell'articolo 26 del DL 50 del 17/5/2022, il Decreto Aiuti, per cui
  il  decreto  dipartimentale  1257 del  13  novembre  2023  è  stato
  rideterminato.
   L'ammontare dei lavori residui e il riconoscimento dell'importo in
  aumento  di  costi al citato decreto aiuti, ad oggi il  cantiere  è
  chiuso, i lavori sospesi nelle more di rifinanziamento da parte del
  Ministero della Cultura che ha già inserito il progetto nell'elenco
  delle  opere  da  completare inviato alla Corte dei  Conti  per  le
  verifiche di competenza.

   PRESIDENTE.   L'onorevole   Campo  ha   facoltà   di   dichiararsi
  soddisfatta o meno della risposta fornita.

   CAMPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessore.  Io  ho
  ascoltato qui questi pregi che ha sciorinato dell'archeologo Pace e
  non  ha  speso  una  sola parola per dire chi era veramente  Biagio
  Pace:  esponente  del  Partito Nazionale fascista,  partecipò  alla
  guerra  in  Etiopia, camicia nera, corresponsabile dell'eccidio  di
  cinque contadini in piazza San Giovanni.
   Ma, al di là di questo, Assessore, questa intitolazione è arrivata
  al   nostro  territorio  ibleo  calata  dall'alto,  senza   nessuna
  consultazione neanche della parte politica della città, tant'è  che
  ci  sono  state parecchie giornate di manifestazioni contro  questa
  intitolazione all'archeologo fascista Biagio Pace. Fra l'altro, già
  nel  2012,  la Soprintendenza aveva risposto che non c'era  nessuna
  attinenza  con  la storia civile della nostra città e  l'archeologo
  Pace,  in  quanto  il Museo fu costruito per volere dell'archeologo
  chiaramontano Antonino Di Vita quando già il Pace era morto. Semmai
  Biagio  Pace,  se  dobbiamo  dargli  dei  meriti  come  storico   e
  archeologo,  si  occupò del museo di Kamarina con diversi  scavi  e
  scoperte di Kamarina.
   Quindi  non capiamo perché questa intitolazione, visto che  questo
  Governo  ci teneva particolarmente, non è avvenuta per il museo  di
  Kamarina e, invece, è stato portato a Ragusa, decontestualizzandolo
  totalmente  da  quella  che è la storia del nostro  museo  e  senza
  nessun  rispetto  per  la  figura dell'Antonino  Di  Vita  e  della
  famiglia del Di Vita stesso. Ma questa, vede assessore, è  solo  la
  punta  dell'iceberg dei problemi e delle criticità di questo  Museo
  archeologico regionale che io ho segnalato per tutta l'estate,  che
  è stato il mese di maggiore fruizione turistica, e che ci tengo qua
  un  attimo  a riassumere brevemente. Già il museo si trova  in  una
  situazione  disagiata per via dell'ingresso sotto-strada,  dove  la
  targa  è  apposta  sopra un autolavaggio che dice,  chiaramente,  a
  tutti  coloro che si accingono a visitare il Museo che il  Museo  è
  chiuso
   E,  quindi, c'è anche un'informazione sbagliata da parte di questo
  auto-lavaggista  che  ha la targa del Museo archeologico  regionale
  sopra  la  sua attività, gli orari sono non congrui alla  fruizione
  museale,  perché  un museo non può essere aperto  dalle  9.00  alle
  13.00  e  basta,  davanti alla porta d'ingresso  ci  sono  parecchi
  detriti,  materiali di risulta e di scarti edili e  anche  parecchi
  bidoni  dell'immondizia  sopra, il personale  non  ha  i  supporti,
  tant'è  che  i  biglietti  segnano  ancora  il  prezzo  di  2  euro
  cancellato  a matita, con la scritta 5 euro, perché non sono  stati
  dotati  di biglietti, diciamo, aggiornati; le brochures sono errate
  con  numeri  di  telefono e fotografie che non  corrispondono  alla
  realtà  e  sono  state stampate solamente l'anno  scorso,  non  c'è
  nessuna  indicazione  in  lingua, più  che  un  museo  archeologico
  troviamo  dei  pezzi  di modernariato, come una  stufa  degli  anni
  Settanta,  un  telefono  Sip, ovviamente  non  c'è  Internet  e  un
  ventilatore  di qualche decennio fa, questa è l'aria  condizionata,
  ma  la  cosa  più grave Assessore, io qua le  chiedo di intervenire
  prontamente  e  di venire a Ragusa a fare un sopralluogo  come  già
  avevamo  precedentemente  concordato  in  un  altro  colloquio  che
  abbiamo avuto, le videocamere di sorveglianza, sono dei deterrenti,
  che  in realtà non funzionano e abbiamo parecchi pezzi museali  che
  sono  stati  trasferiti  da  quattro anni  a  Scicli,  delle  teche
  sprovviste  di illuminazione con importanti reperti archeologici  e
  non  abbiamo personale, l'unico  personale che c'è è ASU, non viene
  stabilizzato,  con tutto quello che comporta la problematica  della
  stabilizzazione degli ASU, che abbiamo denunciato  anche  in  altra
  sede  e  con  altro Assessorato competente e queste  sono  soltanto
  alcune   delle  cose  che  adesso  mi  stanno  venendo  in   mente:
  chiaramente  il  museo potrebbe avere anche una segnalazione  sulla
  via  Roma, perché c'è un ascensore che porta direttamente sopra  in
  via   Roma,  che  è la via principale della città, ma  lì  non  c'è
  nessuna   targa  che  segnala  il  Museo  archeologico   regionale,
  Assessore, un museo totalmente dimenticato e adesso oltraggiato con
  questa intitolazione a una persona che a Ragusa non è amata  e  che
  non è riconosciuta.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Oltraggiato no

   CAMPO.  Quindi,  questo  museo  è  veramente  per  noi  un   fiore
  all'occhiello,   è   un   gioiello   dove   abbiamo    dei    pezzi
  importantissimi, addirittura abbiamo dei mosaici  africani  che  ci
  sono  soltanto  a  Ragusa e a Piazza Armerina, ma  il  museo  viene
  trattato in questa maniera, bistrattato e mal nominato.
   Io  spero  che  si possa intervenire intanto con le  problematiche
  legate  alla  fruizione  turistica ma poi  anche  rivedere  la  sua
  intitolazione,  dando ad Antonino Di Vita la giusta  memoria  e  il
  giusto rispetto.

   PRESIDENTE.    Grazie,   onorevole   Campo,   che   si    dichiara
  insoddisfatta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 949  "Chiarimenti  urgenti  sullo
  stato  di  degrado e sulle attività di manutenzione e conservazione
  del sito archeologico di Villa romana del casale di Piazza Armerina
  (EN)", primo firmatario onorevole Venezia ed altri.
   Onorevole  vuole  che la trasformiamo scritta? Grazie,  onorevole,
  l'interrogazione è trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interpellanza n. 108 "Notizie in merito al recupero,
  conservazione,  fruizione e valorizzazione del  sito  Unesco  della
  Villa   romana   del   casale  di  Piazza  Armerina   (EN)   ",   è
  un'interpellanza e decade per assenza dei firmatari.
   Si  passa  all'  interrogazione  n.   962  "Chiarimenti  circa  la
  richiesta di corresponsione di un canone concessorio per l'uso  del
  Teatro  Greco di Siracusa della Fondazione INDA", primo  firmatario
  l'onorevole  Saverino  ed  altri, la trasformiamo  in  scritta  con
  l'accordo del Partito Democratico, che ringrazio.
   Si  passa  all'interrogazione numero 982  "Notizie  in  merito  al
  collocamento  mirato di soggetti disabili con il ruolo  tecnico  di
  antropologo  presso l'Assessorato dei beni culturali  dell'identità
  siciliana", prima firmataria onorevole Schillaci ed altri.
   Prego Assessore, le chiedo, sempre se è possibile, una sintesi.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Ci  proviamo,  perché  è materia un poco delicata,  secondo  me  di
  funzione  pubblica,  però, siamo qui proprio per  notiziare  tant'è
  avevo chiesto all'onorevole, forse era meglio una risposta scritta,
  però va bene.
   Con riferimento all'interrogazione n. 982 - "Notizie in merito  al
  collocamento  mirato di soggetti disabili con ruolo di  antropologo
  presso  l'Assessorato  regionale ai  beni  culturali  dell'identità
  siciliana",  si rassegnano qui di seguito gli elementi  informativi
  in  esito  a  quanto  rappresentato  dagli  uffici  dipartimentali,
  appositamente interpellati.
   Al   riguardo,  si  ritiene  necessario  fare  riferimento  a  una
  specifica nota dell'Assessorato regionale per le autonomie locali e
  per  la  funzione pubblica, Dipartimento della funzione pubblica  e
  del personale, afferente alla medesima tematica dell'interrogazione
  di  che  trattasi,  trasmessa  al  Dipartimento  Beni  culturali  e
  identità  siciliana  in  riscontro  alla  specifica  richiesta   di
  chiarimenti,  a  seguito  di  richiesta  di  accesso  agli  atti  e
  richiesta   di   assunzione  ai  sensi  della  legge   68/99,   sul
  collocamento mirato da parte di funzionario tecnico antropologo.
   Con  la nota n. 69847 del 19 settembre 2024, il Dipartimento della
  funzione  pubblica  e del personale ha chiarito,  come  di  seguito
  riportato,  i motivi che ostano sia all'assunzione di  soggetti  ai
  sensi  della  legge n. 68/99 sia - ad oggi - all'indizione  di  uno
  specifico  bando  di  concorso per la  funzione  di  tecnici  nelle
  discipline  antropologiche, così come pure alla  realizzazione  del
  suddetto bando mediante convenzione tra il suddetto Dipartimento  e
  il Dipartimento regionale al lavoro.
    In primo luogo, con riferimento alla summenzionata legge n. 68/99
  recante  le  norme  per  il  diritto al  lavoro  dei  disabili,  si
  significa  che  essa,  all'articolo 3,  assunzioni  obbligatorie  -
  quote  di riserva' stabilisce in termini percentuali o assoluti,  a
  seconda  del  numero delle unità lavorative dell'ente  che  procede
  all'assunzione, il numero in quota di riserva dei soggetti indicati
  all'articolo  1  che  i datori di lavoro pubblici  e  privati  sono
  tenuti ad assumere.
   L'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 31 agosto 2013,  n.
  101  convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre  2013,  n.
  125  dispone  testualmente  quanto  segue:  6.  Le  Amministrazioni
  pubbliche  procedono  a  rideterminare il numero  delle  assunzioni
  obbligatorie delle categorie protette, sulla base delle quote e dei
  criteri di computo previsti dalla normativa vigente, tenendo  conto
  -  ove  necessario  -  della dotazione organica come  rideterminata
  secondo la legislazione vigente.
   All'esito  della rideterminazione del numero delle assunzioni,  di
  cui  sopra,  ciascuna amministrazione è obbligata  ad  assumere,  a
  tempo  indeterminato, un numero di lavoratori pari alla  differenza
  tra il numero, come rideterminato, e quello allo stato esistente.
   La disposizione del presente comma deroga ai divieti di assunzione
  previsti  dalle  legislazioni  vigenti,  anche  nel  caso  in   cui
  l'amministrazione interessata sia in situazione di soprannumero.
   Dunque,  la  disposizione  in  esame impone  alle  amministrazioni
  pubbliche  l'assunzione obbligatoria delle categorie protette,  nei
  limiti della quota d'obbligo fissata dalla legge vigente n. 68/99.
   Il   decreto  legislativo  n.  165/2001,  articolo  35,  comma  1,
  stabilisce che le determinazioni relative all'avvio di procedure di
  reclutamento  sono  adottate da ciascuna  amministrazione  o  ente,
  sulla  base del piano triennale del fabbisogno, approvato ai  sensi
  dell'articolo 6, comma 4.
   Orbene,  per  l'Amministrazione regionale  siciliana  fino  al  31
  dicembre  2024  è interamente coperta la quota d'obbligo,  pertanto
  nella  sezione 3.3 del piano triennale del fabbisogno del personale
  facente  parte  integrante  del piano  integrativo  di  attività  e
  organizzazione,  PIAO,  della Regione Sicilia,  aggiornato  per  il
  triennio 2024/2026, approvato con deliberazione di Giunta regionale
  n.  47  del  16 febbraio 2024,  trasmessa alla Corte dei conti  con
  decreto  presidenziale n. 2 del 26 febbraio 2024  ed  ammessa  alla
  registrazione alla Corte dei conti del 24 aprile 2024, non è  stata
  pianificata  nessuna  qualsivoglia  assunzione  per  le   categorie
  protette.
   Si   conferma,  dunque,  che  per  nessun  soggetto  portatore  di
  disabilità,  per  le  ragioni suindicate, al  momento  è  possibile
  accogliere  alcuna richiesta di assunzione ex legge  n.  68/99,  in
  secondo  luogo  riguardo l'ipotesi, non essendo stata  abrogata  la
  legge  8  del '99, sussiste il profilo degli antropologi nonostante
  la  trasformazione ai sensi della legge regionale 10 del 2000 e del
  ruolo  di  dirigente a quello di funzionario direttivo, si  osserva
  che  la  legge  regionale  10  del 2000  ha  introdotto  una  nuova
  classificazione  del  personale regionale, si  rende  opportuno  in
  proposito  riportare  di  seguito il testo  dell'articolo  5  della
  legge:  con decreto del Presidente della Regione si procede  previa
  contrattazione  sindacale  per il personale  non  inquadrato  nelle
  qualifiche   dirigenziali  e  per  il  personale   direttivo   alla
  determinazione  delle  qualifiche  funzionali,  dei   criteri   per
  l'individuazione  dei profili professionali distinti  in  relazione
  alla  tipologia della presentazione lavorativa, nonché i  requisiti
  specifici  richiesti  per  il  suo  svolgimento  e  al   grado   di
  responsabilità  e di esplicazione connessi all'identificazione  dei
  profili e di quanto previsto dall'articolo 2 lettera c) della legge
  regionale del 19 giugno '91 n. 38, si procede avendo riguardo  alle
  professionalità definite nel previgente ordinamento della soppressa
  qualifica    e    alle   nuove   esigenze   connesse   all'attività
  professionale. Scendo e vado alla conclusione Presidente,  ci  sono
  tanti articoli e una ricostruzione puntuale delle norme.

   PRESIDENTE.   Andiamo  alla  conclusione,  assessore,   così   poi
  l'onorevole può rispondere.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  In   quinto   luogo,  con  riferimento  agli  ordini   del   giorno
  dell'Assemblea  regionale  ARS 83 del  21.6.2023,  recante  oggetto
  l'emanazione  di  bando  riservato al collegamento  mirato  e  alla
  direzione della struttura dipartimentale Cias e n. 94 del 18.7.2023
  recante  ad  oggetto  l'emanazione di un  bando  riservato  per  la
  direzione    della   struttura   interdipartimentale    del    Cias
  (Coordinamento   interventi  antropologici   speciali),   trasmessi
  mediante  pec  in  data 2.9.2024, acquisita  al  pg  n.  65638  del
  3.9.2020, si evidenzia che entrambi gli ordini del giorno impegnano
  all'emanazione di un bando riservato al collegamento mirato ai fini
  della  direzione della struttura interdipartimentale, Coordinamento
  interventi antropologici speciali. L'emanazione del bando de quo  è
  espressamente  mirato  ai  fini  della  direzione  della  struttura
  interdipartimentale Coordinamenti interventi antropologici speciali
  e  quindi la sua indizione è subordinata all'esistenza del Cias mai
  istituita.  Tutto  ciò  posto e considerato,  giova  ricordare  che
  permane  per  i soggetti disabili la possibilità di partecipare  ai
  concorsi  banditi  da qualsiasi altra pubblica  amministrazione  ex
  articolo  16  della  legge  68/99, si ritiene  utile  riportare  di
  seguito  il testo del suddetto articolo 16, rubricato Concorsi  per
  le   pubbliche   amministrazioni.  Punto  1)  ferme   restando   le
  disposizioni  di  cui agli articoli 3, comma 4  e  5,  comma  1,  i
  disabili  possono partecipare a tutti i concorsi  per  il  pubblico
  impiego da qualsiasi amministrazione pubblica siano banditi. A tale
  fine,   i   bandi  di  concorso  prevedono  speciali  modalità   di
  svolgimento  nelle  prove  di  esame  per  consentire  ai  soggetti
  suddetti  di concorrere in effettive condizioni di parità  con  gli
  altri.  Punto 2) i disabili che abbiano conseguito le idoneità  nei
  concorsi  pubblici possono essere assunti ai fini  dell'adempimento
  dell'obbligo  di cui all'articolo 3 anche se oltre  il  limite  dei
  posti ad essi riservati nel concorso. Punto 3) salvi i requisiti di
  idoneità specifica per singole funzioni, sono abrogate le norme che
  richiedono il requisito della sana e robusta costituzione nei bandi
  di  concorso  per il pubblico impiego. Si ritiene di  aver  fornito
  sulla     base    delle    informazioni    disponibili    riscontro
  all'interrogazione di cui in oggetto e si conferma l'impegno  dello
  scrivente a seguire la tematica di che trattasi.

   PRESIDENTE.  Grazie  assessore, ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Schillaci.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ringrazio
  intanto  assessore per l'excursus molto complesso che la  questione
  ha  richiesto,  tuttavia  mi  dichiaro  parzialmente  insoddisfatta
  perché?  Perché  qua  siamo stati dinanzi alla  lesione  di  alcuni
  diritti    che    hanno   riguardato   un   periodo    particolare,
  cristallizzato, dove a seguito di un bando per questa figura che ai
  tempi  era  richiesta  e dove c'era un vuoto  di  organico,  perché
  altrimenti non sarebbe stato bandito un concorso pubblico da  parte
  del  Dipartimento   ebbene, a seguito  di  tutto  questo,  è  stato
  revocato   il   bando   per   il  divieto   di   assunzione   nelle
  amministrazioni pubbliche regionali, per poi scoprire -   grazie  a
  un  parere  della  Corte dei conti - che per le categorie  protette
  quel tipo di revoca non sarebbe dovuta accadere
   Per  cui  io,  chiaramente, leggerò con attenzione  quello  che  è
  successo, ma in questo momento mi dichiaro parzialmente soddisfatta
  e  le ricordo, Assessore, la categoria dei lavoratori ASU, che sono
  oggi  dei lavoratori fantasma. E sebbene so che lei ha fatto  tutti
  gli   adempimenti  del  caso,  è  anche  vero,  però,  che   questi
  lavoratori, che oggi si trovano in una situazione difficilissima  -
  tanto che oggi manifestano davanti al Museo Pepoli di Trapani -  si
  trovano  in  una  situazione  davvero incredibile.  Quindi,  io  la
  sollecito ad agire nuovamente nei confronti degli altri colleghi  e
  Assessori, che possano risolvere la situazione degli ASU. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Schillaci,   che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatta.
   Si passa all'interrogazione n. 1037 "Chiarimenti urgenti in merito
  alla mancata applicazione dell'articolo 10 della legge regionale 16
  gennaio 2024, n. 1, inerente la stabilizzazione del personale  ASU"
  a   prima   firma   onorevole  La  Vardera,  che  trasformiamo   in
  interrogazione con risposta scritta. Ringrazio l'onorevole.
   Si   passa  all'interpellanza  n.  122  "Notizie  sulla  messa  in
  sicurezza  della Fornace Penna a seguito del D.D.G.  n.  93  del  2
  febbraio  2024",  a  prima firma onorevole Campo  ed  altri.  Prego
  Assessore, al solito le chiedo la massima sintesi.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Con riferimento a quanto chiesto con l'interpellanza n. 122 a firma
  dell'onorevole  Campo  ed altri, volta ad acquisire  notizie  sulla
  messa  in sicurezza della Fornace Penna a seguito del D.D.G. n.  93
  del  2  febbraio 2024, si rappresenta quanto segue  in  esito  alle
  risultanze   fornite  dagli  Uffici  dipartimentali   appositamente
  interpellati,  più  in  dettaglio, in ordine ai  seguenti  quesiti:
  quali  siano  le  tempistiche previste per  la  completa  messa  in
  sicurezza  della Fornace Penna; se sia già stata predisposta  dalla
  Soprintendenza  una  perizia per i primi  interventi  di  messa  in
  sicurezza, a quanto ammonti il costo dell'intervento e in che  modo
  si  intenda  finanziarlo; se non reputino  un  opportuno  prevedere
  ulteriori  misure diverse dalla videosorveglianza per garantire  la
  conservazione  e  la  valorizzazione  della  Fornace   Penna   come
  patrimonio culturale.
   Si  può  riferire  che  nelle  more  della  notifica  a  tutti   i
  comproprietari  del  decreto di esproprio definito  con  D.D.G.  n.
  93/2024,  che  deve  avvenire con le forme degli  atti  processuali
  civili,  si  è  proceduto  alla  trascrizione  presso  il  Pubblico
  registro  immobiliare  di  Ragusa del trasferimento  di  proprietà,
  sottoposto  alla  condizione  sospensiva  della  definizione  delle
  suddette notifiche e della materiale immissione in possesso.
   Senza  frapporre indugio tra la citata immissione  in  possesso  e
  l'avvio  di iniziative volte alla tutela del bene, le cui  precarie
  condizioni  statiche mettono, altresì, in pericolo  la  pubblica  e
  privata  incolumità,  con  nota n. 1084 del  28  febbraio  2024  la
  Soprintendenza  dei  beni  culturali  e  ambientali  di  Ragusa  ha
  predisposto una perizia di somma urgenza per la recensione e  messa
  in  sicurezza dell'area finanziata per 52.000 Euro dal Dipartimento
  regionale  dei  beni culturali e dell'identità  siciliana,  con  il
  decreto del dirigente di servizio n. 870 del 2024.
   Pertanto, a seguito dell'immissione in possesso, avvenuta in  data
  22 luglio 2024, con la recinzione dell'area e l'installazione della
  videosorveglianza è stato avviato un primo intervento di  messa  in
  sicurezza   del  sito,  che  prelude  al  passo  successivo   della
  realizzazione di un progetto al quale la Sovrintendenza  di  Ragusa
  sta  già lavorando, finalizzata al consolidamento del monumento per
  bloccarne  il progressivo degrado. A tal fine, è stato  chiesto  al
  Genio  civile  di Ragusa di attivarsi per mettere in  atto  le  più
  idonee   misure  conservative,  tenuto  conto  delle  risorse   già
  assegnate   al   Dipartimento  regionale  tecnico  dell'Assessorato
  regionale  alle infrastrutture e alla mobilità, pari ad un  milione
  di  euro,  destinati al restauro e alla rifunzionalizzazione  della
  Fornace  Penna,  dei  quali non si era potuto fare  uso  stante  la
  proprietà  risultasse in capo a soggetti privati;  in  effetti,  le
  iniziative  innanzi  descritte già poste in essere  si  configurano
  quali  misure  di messa in salvaguardia del bene nelle  more  della
  definizione  di un più ampio progetto di restauro che  chiederà  un
  imponente   impegno  finanziario  presumibilmente   da   ricercarsi
  nell'ambito   delle   risorse   europee   coerentemente   ad    una
  rifunzionalizzazione del bene per essere ultimamente  destinata  ad
  una pubblica fruizione.
   In  ordine  all'ulteriore  quesito  relativo  a  come  si  intenda
  procedere  in relazione al contenzioso annunciato da alcuni  eredi,
  si  rappresenta  che a fronte di complessivi 26 comproprietari  del
  bene   espropriato,   in  quindici  hanno   ritenuto   di   aderire
  spontaneamente alla cessione della quota ed hanno espresso la  loro
  adesione  all'esproprio accettando l'indennità proposta, in  cinque
  non  hanno  manifestato alcuna volontà e in  sei  hanno  contestato
  l'importo  e hanno richiesto in forza dell'articolo 21 del  decreto
  del  Presidente  della Repubblica dell'8 giugno 2001,  numero  327,
  l'attivazione   delle  procedure  di  rideterminazione   definitiva
  dell'indennità di esplorazione da parte di un collegio arbitrale.
   A tale riguardo si rappresenta che con il decreto del responsabile
  del Servizio Tutela e Acquisizioni Pianificazione Paesaggistica del
  Dipartimento  regionale dei Beni culturali n. 1985  dell'11  giugno
  2024   è  stata  nominata  la  terna  di  tecnici  incaricati  alla
  presentazione   delle   relative  stime  definita   dal   manufatto
  denominato  "Fornace  Penna"  le  cui  attività  sono  in  fase  di
  svolgimento.  Allo stato, dunque, si è in attesa di  acquisire  gli
  esiti   della   terna   arbitrale  e   si   rassicura   l'onorevole
  interpellante  che  da  parte dello scrivente  sarà  adottata  ogni
  azione volta al reperimento delle risorse finanziarie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Ha   facoltà   di   parlare  l'onorevole  Campo  per   dichiararsi
  soddisfatta o meno della risposta.

   CAMPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  questa
  interpellanza  arriva in un momento preciso perché, come  sappiamo,
  la  Fornace  Penna che è reputata un monumento siciliano  definita,
  appunto,  una  cattedrale laica, proprio nella stagione  invernale,
  subisce  i  principali danni perché a causa delle  copiose  piogge,
  degli   agenti   atmosferici  sono  già  crollati  i   contrafforti
  principali  che  la  tenevano in piedi, quindi,  che  cosa  abbiamo
  chiesto alla Sovrintendenza? Che si attivasse in maniera celere per
  evitare   ulteriori  crolli.  Ad  oggi  è  stata   installata   una
  videosorveglianza che fa sicuramente da deterrente per tutti coloro
  che  entrano  anche impropriamente in un'area altamente  pericolosa
  perché soggetta, appunto, a massi che possono rotolare, però ancora
  ad   oggi  non  sono  stati  impiantati  giusti  contrafforti   per
  proteggere la Fornace da ulteriore degrado e ulteriori crolli.
   Oltre a questo, assessore, io avevo, ricordo che il Soprintendente
  incontrò  il  sindaco  di Scicli e si era  deciso  che  si  sarebbe
  avviato  un importante tavolo tecnico anche con i parlamentari  del
  territorio e con le associazioni ritenute, appunto, responsabili di
  tante attività culturali che orbitano attorno alla Fornace Penna  e
  di questo tavolo non abbiamo avuto nessuna notizia, quindi, ad oggi
  io  voglio dare fiducia alla Soprintendenza perché so quanto questo
  bene  è  nel cuore di tutti noi che viviamo nel territorio ibleo  e
  che  è  un  patrimonio culturale chiaramente di tutta  la  Regione,
  oltre  che  location cinematografica dove sono state  girate  anche
  numerose  puntate  della serie di Montalbano. Non  posso  però  che
  dichiararmi  parzialmente soddisfatta perché  di  fatto  il  tavolo
  tecnico non è ancora stato istituito e della messa in sicurezza  ne
  abbiamo visto solo poche tracce. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Campo, che si dichiara parzialmente
  soddisfatta.
   Si  passa  all'interpellanza n. 126 "Intendimenti del  Governo  in
  merito  alla tutela dei ruderi del Castello di Tavi nel  territorio
  di  Leonforte",  a firma degli onorevoli Venezia e altri  che,  per
  accordo  tra  le  parti, consideriamo presentata con  richiesta  di
  risposta scritta. Grazie.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1099 "Notizie circa il  pagamento
  dei contributi a fondo perduto alle imprese editoriali siciliane  a
  seguito dell'emergenza Covid 19", a firma degli onorevoli Catanzaro
  ed altri.
   Prego, Assessore.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Grazie, signor Presidente.
   Con  riferimento all'interrogazione a risposta orale  n.  1099,  a
  firma  dell'onorevole  Michele  Catanzaro  e  ad  altri,  volta  ad
  acquisire notizie circa il pagamento dei contributi a fondo perduto
  alle  imprese editoriali siciliane a seguito dell'emergenza  Covid,
  si  rassegnano qui di seguito gli elementi informativi in  esito  a
  quanto     rappresentato,    recentissimamente,    dagli     uffici
  dipartimentali appositamente interpellati.
   A  tal riguardo, si rappresenta che il Dipartimento regionale  dei
  beni   culturali   e   dell'identità  siciliana,   in   riferimento
  all'impegno  assunto  con  Ddg  n.  5944  del  13.12.2023,  per  il
  finanziamento  delle  69 imprese editoriali  siciliane  ammesse  al
  contributo,  ha  rappresentato che in ragione  dell'emanazione  del
  citato   decreto,  in  prossimità  della  chiusura   dell'esercizio
  finanziario   2023,  per  l'emissione  dei  relativi   decreti   di
  liquidazione   e   titoli  di  spesa,  ha   dovuto   attendere   il
  riaccertamento ordinario dei residui passivi e dell'emanazione  del
  Dd  n.  817  del  28.05.2024 da parte del Ragioniere  generale.  Il
  Dipartimento  ha  altresì  comunicato  che  concluse  le  procedure
  operative,   previste  dal  sistema  informativo  di   gestione   e
  monitoraggio Caronte, propedeutica all'effettuazione dei pagamenti,
  ha  provveduto  all'emanazione dei decreti di  liquidazione  e  dei
  relativi titoli di spesa in favore di 61 imprese editoriali ammesse
  al contributo e che riguardo al pagamento delle rimanenti 8 imprese
  editoriali  è in attesa di riscontro delle richieste già  inoltrate
  all'Inps ed Equitalia ai fini della verifica del Durc e dello stato
  di inadempienza dell'Agenzia delle Entrate.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Onorevole Catanzaro, come si dichiara? Prego.

   CATANZARO.   Grazie,  signor  Presidente.  In  merito   a   questa
  interrogazione,  che  è del 21 maggio 2024,  siamo  sei  mesi  dopo
  quella  che  è  stata una richiesta in merito ad una categoria  che
  ovviamente va in difficoltà.
   Assessore, io ho compreso che su 61, già sono in fase di pagamento
  8...  8, ovviamente sono ancora, diciamo attendono una validità  di
  documentazione ed altro.
   Io  ne approfitto, Assessore, dico è davvero assurdo - Presidente,
  lo dico pure a lei - che in questo preciso istante siamo pochissimi
  colleghi  dentro  quest'Aula rispetto ad  argomenti  importanti,  a
  distanza  di  sei  mesi questo Governo regionale ci  risponde  alle
  interrogazioni. Significa che noi come parlamentari  ci  ritroviamo
  ovviamente,  al  di  là  di  lei, non è  un  qualcosa...  assessore
  Scarpinato,  non è una cosa riferita a lei ma a tutto  il  Governo,
  perché  non è assolutamente pensabile che il ruolo di un  deputato,
  soprattutto  come noi che facciamo l'opposizione a  questo  Governo
  regionale, sia ridotto ad avere una risposta dopo sei mesi  e,  nel
  frattempo,  assessore,  lei può fare... però,  dico...  io  le  sto
  dicendo che questa è la situazione.
   Siccome  lei  è  il  presente  di questo  Governo  e  oggi  stiamo
  disquisendo  della rubrica dei beni culturali,  io  mi  sento  come
  Capogruppo  di  un  Gruppo  dell'opposizione,  quello  del  Partito
  Democratico,  di  rassegnarle  queste  mie  riflessioni  che   sono
  sull'argomentazione.
   Dopo  di che le dico che, sicuramente, si dovrà accorciare, perché
  altrimenti  noi rischiamo di fare delle interrogazioni parlamentari
  e  che  a  quel  punto, al di là di quello che  sono  le  risposte,
  arriviamo dopo sei, sette, otto mesi ed è chiaro che io, rispetto e
  in  merito  alla  risposta che lei mi ha  dato,  non  posso  essere
  soddisfatto  e nemmeno parzialmente soddisfatto perché  mi  ritrovo
  ovviamente  a  dovere,  a distanza di sei mesi,  discutere  di  una
  interrogazione che ovviamente mi hanno chiesto nel mese di aprile e
  noi  l'abbiamo  presentata a fine aprile,  l'abbiamo  presentata  a
  maggio.
   Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Catanzaro,   che   si   dichiara
  insoddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1125 "Chiarimenti in merito  allo
  stato  di  degrado  dell'Area archeologica  di  Solunto",  a  firma
  dell'onorevole  Giambona  ed altri, che  trasformiamo  in  scritta,
  onorevole?

   GIAMBONA. No.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  In  ordine ai quesiti posti con l'interrogazione n. 1125,  a  firma
  degli  onorevoli  Mario Giambona ed altri,  si  forniscono  qui  di
  seguito  i  chiarimenti in merito allo stato di  degrado  dell'Area
  archeologica di Solunto.
   Le    informazioni    pervenute   dagli   uffici   dipartimentali,
  appositamente interpellati, consentono di riferire quanto segue: si
  rappresenta  preliminarmente che il sito di Solunto  comprende  non
  solo  l'Area  archeologica  sul Monte  Catalfano  ma  anche  l'area
  demaniale  della Necropoli ubicata a Santa Flavia in via Consolare,
  nonché   i  seguenti  immobili:  Padiglione  A  e  B,  adibiti   ad
  antiquarium;  immobile  della  biglietteria;  immobile  sede  degli
  uffici  amministrativi  del Parco ex Casa De  Lisi;  il  cosiddetto
  ufficio  scavi  adibito  a  magazzini;  immobile  in  via  Vittorio
  Emanuele   Orlando  a  Santa  Flavia;  due  depositi  in   località
  Sant'Elia; terreni in contrada Campofranco, ex articolo 2 ter della
  legge 31 maggio 1965,  numero 575.
   Nel   merito   del  testo  parlamentare,  si  evidenzia   che   la
  programmazione degli interventi di manutenzione in via  generale  e
  venendo  al testo parlamentare di pulizia si scontra con le  esigue
  risorse  finanziarie disponibili; purtuttavia, il Parco di  Solunto
  ha  cercato  di  ottimizzare  lo stato  dell'Area  archeologica  di
  Solunto  ricorrendo  sia  alle  disposizioni  di  cui  alla   legge
  regionale  15  maggio 2013, n. 9,  che all'articolo 25  prevede  la
  valorizzazione del personale forestale, in un'ottica di tutela e di
  miglioramento   ambientale,  di  miglioramento  dell'attività   del
  paesaggio rurale e ambientale, per la manutenzione delle aree verdi
  pubbliche  di  siti  archeologici e di cura, pulizia  e  scerbatura
  meccanica e manuale di parchi e siti archeologici.
   Il  Parco  Himera,  Solunto  e  Iato,  ha  avanzato  nell'anno  le
  richieste  di  seguito esposte che ne dimostrano l'operatività  nel
  periodo di maggior fabbisogno dal punto di vista climatico  e  cioè
  per il primo semestre 2024.
   In  data  18  gennaio 2024, istanza al Dipartimento regionale  dei
  beni culturali, ai sensi della legge regionale 15 marzo 2013, n. 9,
  relativa all'attuazione degli interventi previsti dall'articolo 25;
  in  data  19 febbraio 2024 all'Ente Sviluppo agricolo; in  data  19
  aprile   2024  al  Dipartimento  regionale  allo  Sviluppo   rurale
  territoriale, Servizio 14, legge regionale n. 155 del 2013,  n.  9,
  attuazione  degli interventi previsti all'articolo 25; in  data  29
  aprile  2024 all'Ente Sviluppo agricolo; in data 5 giugno  2024  al
  dipartimento   regionale  dello  sviluppo  rurale  e  territoriale,
  Servizio 14, attuazione degli interventi previsti dall'articolo 25.
   Per  garantire  la  regolare pulizia del  sito  dalla  vegetazione
  spontanea  è stata posta in essere ogni azione compatibile  con  le
  già riferite carenti risorse finanziarie disponibili da distribuire
  opportunamente anche presso altri sei siti del parco che godono  di
  pari importanza e che sono complessivi di Area archeologica e Museo
  Antiquarium,   infatti,  il  parco  si  è  ulteriormente   attivato
  chiedendo  in  data  24 aprile 2024 a un'impresa  specializzata  la
  disponibilità  ad  eseguire  i  lavori  di  somma  urgenza  per  la
  diserbatura dei siti afferenti al parco.
   In  data  29 aprile 2024 è stato redatto il verbale di sopralluogo
  congiunto  presso  il  sito di Solunto ed è stata  predisposta  una
  perizia di somma urgenza, dando inizio ai lavori di diserbatura del
  2 maggio 2024 che hanno interessato i principali percorsi dell'Area
  archeologica di Solunto.
   L'ottimale fruizione dell'Area archeologica di Solunto sarà  ancor
  più  implementata  a seguito della realizzazione  degli  interventi
  previsti  nel progetto "Solunto una porta di ingresso del distretto
  agricolturale"  dal momento che in data 15 luglio 2024  sono  stati
  consegnati i lavori alla ditta aggiudicatrice che ha comunicato  il
  concreto inizio dei lavori in data 16 luglio 2024.
   I  lavori  e  i servizi previsti vengono esposti qui  di  seguito:
  forniture e posa in essere in posa d'opera di ringhiera di  acciaio
  zincato  di staccionata e di paletti di castagno lungo i  percorsi;
  fornitura  e  collocazione  di cestini e  di  panchine;  ripristino
  impianto  elettrico  esterno; ripristino locale  servizio  in  area
  archeologica; fornitura e posa in opera di segnaletica; fornitura e
  posa  in  opera  di  pannelli esplicativi;  realizzazione  di  area
  didattica  relativa al percorso didattico integrato del  patrimonio
  naturalistico   e   archeologico;   realizzazione   di   aiuole   e
  piantumazione  di  essenze;  ripristino  di  impianto  antincendio;
  finestre  sul  territorio; ripristino e completamento  di  impianto
  anti  intrusione Antiquarium; restauro pavimentazione Casa di Leda;
  restauro  affreschi  Casa di Leda; restauro pavimenti  e  affreschi
  Casa  delle Maschere; lavori di riqualificazione dell'ufficio scavi
  Casa delle Maschere; installazioni multimediali.
   Da quanto sopra, si ritiene di aver fornito esaustiva informazione
  all'onorevole   interrogante,  atteso  che  gli  interventi   sopra
  descritti   rivestono  carattere  strutturale  idonei,  dunque,   a
  conferire all'area archeologica di Solunto quella giusta  veste  ai
  numerosi visitatori.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Giambona  per  dichiararsi
  soddisfatto o meno. Prego, onorevole Giambona.

   GIAMBONA.   Grazie,   signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  Assessore, ho seguito con particolare attenzione quella che è stata
  la  risposta alla mia interrogazione che riguarda l'area di Solunto
  che fa parte dell'area più grande, insomma, del Parco di Himera,  è
  un'area  di  importante  pregio dal punto di vista  architettonico,
  archeologico e naturalistico.
   La  mia  interrogazione nasceva dopo la segnalazione di  operatori
  del settore, ma è anche venuta a galla da un servizio giornalistico
  e  devo dire che, in un certo qual modo, ha centrato il segno,  nel
  senso  che  mi  rendo  conto che tutte quelle  che  sono  state  le
  anomalie e le disfunzioni sono state oggetto di apposito intervento
  e  non  voglio in alcun modo colpevolizzare il direttore del  Parco
  che  si  trova  molto  spesso a gestire  un  ampio  territorio  con
  risibili  e carenti risorse; tant'è che ha fatto seguito,  poi,  la
  richiesta all'Ente Sviluppo Agricolo ma anche alla SAS e  la  piena
  disponibilità di coloro che, appunto, sono preposti ad  intervenire
  e  del  resto  mi risulta, come lei, Assessore, ha confermato,  che
  attraverso  l'interessamento del direttore del Parco a  seguire  si
  sono  svolte attività di pulizia, di cartellonistica, di recinzione
  e quant'altro.
   Detto questo, io nel merito mi ritengo soddisfatto, perché ritengo
  che  siamo  riusciti ad affrontare puntualmente una  questione.  E'
  ovvio  che,  per così dire, l'esigenza è quella di fare  tesoro  di
  questa   situazione, di questa criticità che è emersa nelle  scorse
  settimane  per  far sì che le attenzioni nei confronti  dei  nostri
  siti archeologici, e non solo, siano al massimo in maniera tale  da
  garantire maggiore attenzione rispetto a quelle che sono,  appunto,
  risorse che fanno turismo, fanno crescita e permettono sviluppo per
  la nostra Sicilia. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole   Giambona   che   si   dichiara
  soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1128  Chiarimenti in merito  alla
  mancata  riapertura  dell'area  dedicata  alle  attività  di  scavo
  dell'acropoli  del Parco archeologico di Selinunte,  Pantelleria  e
  Cave di Cusa , a firma dell'onorevole Safina ed altri.
   Prego, assessore.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Allora, con riferimento all'interrogazione a risposta orale n. 1128
   Chiarimenti  in merito alla mancata riapertura dell'area  dedicata
  all'attività  di  scavo  dell'acropoli del  Parco  archeologico  di
  Selinunte,  Pantelleria  e Cave di Cusa ,  a  firma  dell'onorevole
  Dario  Safina  e altri, si rassegnano qui di seguito  gli  elementi
  informativi   in   esito  a  quanto  rappresentato   dagli   uffici
  dipartimentali appositamente interpellati.
   Con  riferimento  alla  richiesta a cui fa  riferimento  l'oggetto
  della  presente  comunicazione,  si  riferisce  quanto  segue:  con
  ordinanza  sindacale  del 4 luglio 2023 il sindaco  di  Pantelleria
  emetteva una interdittiva con conseguente divieto di accesso presso
  gli  scavi archeologici delle colline di Santa Teresa e San  Marco,
  scavi condotti da oltre un decennio dall'Università di Tubinga che,
  diversamente da quanto stabilito dall'articolo 7 della  convenzione
  dell'ultimo triennio 2016-19, non ha mai provveduto al  restauro  e
  alla  messa  in sicurezza degli scavi e del sito nel suo complesso,
  articolo  7,  per quanto attiene al finanziamento  delle  opere  di
  ricerca,    scavo,   inventario,   scerbatura,   studio,   pulizia,
  conservazione  e  restauro da condurre nel nuovo triennio,  l'onere
  verrà  assunto integralmente dall'Istituto di archeologia  classica
  di Frankfurt - Germania.
   La  stessa  obbligazione  è  stata ribadita  con  l'autorizzazione
  temporanea  rilasciata il 18 giugno 2021, nostro  protocollo  2686,
  pur tuttavia, la stessa missione non ha mai provveduto al restauro,
  alla messa in sicurezza degli scavi.
   Punto  2.  Il  permanere  di siffatta situazione  ha  condotto  il
  Sindaco  di Pantelleria, il cui comune è il proprietario dell'area,
  ed emettere l'ordinanza di interdizione. In conseguenza di ciò, con
  nota  a  firma del Direttore del Parco del 7 luglio 2023,  è  stato
  comunicato    al   professor   Thomas   Schäfer,   la   sospensione
  dell'attività  di  scavo  per  l'intervenuta  ordinanza  sindacale,
  richiedendo  espressamente di approntare un piano per  l'attuazione
  della sicurezza del sito.
   Punto 3. Per la ripresa dell'attività di studio è stato approntato
  un  piano  di sicurezza e, malgrado le rassicurazioni del professor
  Thomas Schäfer, non è stato dato corso nel concreto.
   Punto 4. In seguito a un sopralluogo effettuato dal direttore  del
  Parco, nel mese di marzo 2024, il direttore dell'Università è stato
  invitato  ancora una volta a mettere in sicurezza gli  scavi  e  il
  loro  restauro  a  spese della missione universitaria  di  Tubinga,
  facendo  presente  che  fino ad allora non  saranno  autorizzati  a
  proseguire con le attività di ricerca.
   5.  In  una  riunione  congiunta del 19  giugno  2024  tenutasi  a
  Pantelleria  presso  gli  uffici del Comune,  alla  presenza  degli
  altri,  del Sindaco Fabrizio D'Ancona, del professor Thomas Schäfer
  e  del  direttore  del  Parco, è stato deciso che  l'Università  di
  Tubinga si sarebbe fatta carico del restauro e della messa in opera
  di apprestamenti di protezione opportuni per gli scavi.
   L'Amministrazione   comunale  e  la  Direzione   Parco   avrebbero
  sottoscritto  un  accordo  di  collaborazione  tra  Enti   per   la
  realizzazione di opere per la fruizione e la messa in sicurezza del
  sito  di San Marco e Santa Teresa, quale primo nucleo fruibile  del
  sito di Pantelleria.
   L'accordo  è  stato  sottoscritto in data  27  giugno  2024  e  la
  copertura  finanziaria per la redazione delle opere del progetto  è
  garantita  dai  fondi  di  bilancio del Parco,  con  una  specifica
  dotazione  di  100.000 euro su capitolo espressamente  dedicato  ai
  siti di Pantelleria.
   Il  progetto delle opere è stato esitato dai tecnici del Comune di
  Pantelleria  ed approvato dalla Direzione del Parco, attualmente  è
  in  istruttoria  tecnica  per  le  autorizzazioni  archeologiche  e
  paesaggistiche  depositato presso la competente Sopraintendente  di
  Trapani.
   In  merito alla scerbatura del sito si è atteso l'avvio dei lavori
  da  parte  dell'Azienda Foreste che, da notizia per le  vie  brevi,
  dovrebbe iniziare entro la presente settimana.
   Per  completezza d'informazione il Parco ha ricevuto un contributo
  di  insularità di 240 mila euro per interventi sui siti ancora  non
  produttivi del Parco, 100 mila euro dei quali sono stati  destinati
  esclusivamente ai siti di Pantelleria. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore.
   Prego, onorevole Safina.

   SAFINA.  Assessore,  la ringrazio per la risposta  anche  puntuale
  nella  descrizione  dei  fatti  però,  onestamente,  dinnanzi  alla
  comunità  di  Pantelleria,  ma anche, diciamo,  alla  comunità  dei
  siciliani tutti, che quel sito vorrebbero apprezzare
   Un  sito che ci racconta la storia della centralità di quell'Isola
  nei  commerci  durante,  diciamo, l'epoca romana  e  non  solo;  di
  recente, nel mese di settembre, è stato trovato un altro carico  di
  monete  che  racconta  come  nei traffici  commerciali  l'Isola  di
  Pantelleria avesse un ruolo fondamentale.
   Non  posso dichiararmi soddisfatto perché, assessore, un anno  fa,
  più o meno un anno fa, eravamo sempre in quest'Aula a discutere del
  fatto che il Parco archeologico di Pantelleria risultava chiuso; in
  un  anno non è stato fatto niente, non si è agito per porre rimedio
  agli  inadempimenti che ha posto in essere l'Università, alla quale
  era stato affidato il compito di scavare.
   Io  lo  so che adesso si sono fatti i protocolli con l'Università,
  ci  sono stati messi soldi, ma è possibile mai che in questa Terra,
  che ha la maggior parte del patrimonio storico culturale del Paese,
  gli  accessi alle aree archeologiche e ai musei siano poco  più  di
  3,3 milioni, quando solo gli Uffizi ne fanno 5 milioni?
   E  noi, dinnanzi a questo, parlando anche di destagionalizzazione,
  teniamo  quel  Parco chiuso, quel Parco che potrebbe  consentire  a
  quell'Isola di avere un altro polmone di sviluppo e di progresso.
   Allora  io  sono qui, prendo atto che le risorse che il direttore,
  che sta facendo un egregio lavoro anche a Selinunte, quindi non  ho
  nulla  da dire al direttore, ha stanziato centomila euro, che altre
  duecentomila euro sono stati stanziati.
   Mi  auguro  che il suo Dipartimento voglia seguire con  attenzione
  quello  che è avvenuto, quello che accadrà, perché è da dieci  anni
  che  l'Università tedesca ha la convenzione per  lo  scavo,  non  è
  possibile  che  si venga in Sicilia, che si faccia, che  si  voglia
  fare  un'opera  meritoria e poi si tengono le  aree  chiuse.  Tutti
  devono rispettare le nostre regole, che siano essi tedeschi,  siano
  essi  francesi. In primo luogo, ma la colpa di chi non le ha  fatte
  rispettare è nostra, indistintamente negli ultimi dieci anni.
   E  allora  dinanzi  a  questo io voglio  dichiararmi  parzialmente
  insoddisfatto perché tra un anno, tra un anno, anche prima,  vorrei
  che   lei  venisse  ad  annunciare  in  quest'Aula  che  il   Parco
  archeologico di Pantelleria è aperto e fruibile in primo luogo  dai
  cittadini panteschi.
   Lo  sa  che le nuove generazioni non conoscono la storia  di  quel
  parco perché non ci sono mai potuti andare? E allora io vorrei  che
  i  panteschi  in  primo luogo la potessero conoscere  e  poi  tanti
  siciliani  e tanti turisti che vanno in quell'Isola possano  godere
  anche delle bellezze e della storia che quel parco può donarci.

   PRESIDENTE.    L'onorevole   Safina   si   dichiara   parzialmente
  soddisfatto.
   Si  passa  all'interpellanza n. 137 "Intendimenti in  merito  alla
  stabilizzazione del personale Asu in servizio presso  l'Assessorato
  regionale   dei  beni  culturali  e  dell'identità   siciliana   in
  applicazione  dell'articolo 10, comma 2, della legge  regionale  16
  gennaio 2024, n. 1", a firma degli onorevoli Giambona ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Signor    Presidente,   onorevoli   deputati,    con    riferimento
  all'interpellanza  a risposta orale n. 137 del 17/4/2024  volta  ad
  acquisire  gli  intendimenti  in merito  alla  stabilizzazione  del
  personale Asu in servizio presso l'Assessorato regionale  dei  beni
  culturali dell'identità siciliana, in applicazione della  legge  n.
  10, comma 2, della legge regionale del 16 marzo 2024, n. 1, a firma
  dell'onorevole Giambona Mario ed altri si rassegnano di seguito gli
  elementi  informativi anche in esito a quanto  rappresentato  dagli
  uffici dipartimentali.
   In  ordine  al  quesito concernente l'adozione  dei  provvedimenti
  necessari  alla previsione della stabilizzazione del personale  Asu
  in  servizio presso gli uffici dell'Assessorato regionale dei  beni
  culturali   e  dell'identità  siciliana,  nell'ambito   del   piano
  integrativo  di  attività e organizzazione  (Piao),  della  Regione
  siciliana,   al  fine  di  avviare  celermente  le   procedere   di
  stabilizzazione   dei   soggetti   interessati   in    applicazione
  dell'articolo 10, comma 2, della legge regionale 26 del 16  gennaio
  2024,  n.  1, si rappresenta quanto segue, richiamando  quanto  già
  detto e rappresentato nella risposta all'interrogazione n. 1037.
   Si  evidenzia,  preliminarmente, che lo scrivente in  applicazione
  alle disposizioni per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente
  utili  inseriti  nei programmi di fuoriuscita come  previsto  dagli
  articoli 10 e 11 della legge regionale 16 gennaio 2024, n. 1, e  in
  particolare  del  comma 2 dell'articolo 10,  che  individua  tra  i
  soggetti  beneficiari i lavoratori inseriti negli appositi  elenchi
  del  dipartimento  regionale  dei beni  culturali  e  dell'identità
  siciliana, già in data 7 marzo 2024, con nota protocollo  1253,  ha
  segnalato  ai  soggetti coinvolti nell'attuazione  delle  procedure
  previste  dalle suddette norme, quindi Assessore per  le  autonomie
  locali  e  la  funzione pubblica, Assessore  per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali e il lavoro, e i rispettivi Dirigenti  generali,
  la  necessità di avviare per i profili di rispettiva competenza, le
  procedure  volte alla stabilizzazione dei lavoratori in  parola  al
  fine  di  pervenire alla definizione del percorso in tempi brevi  e
  dare  continuità  ai  servizi resi per  la  fruizione  dei  servizi
  culturali, assicurare la stabilità del rapporto di lavoro  e  porre
  fine alla precarietà in cui versa il personale in argomento.
   In tale contesto, è stato evidenziato che il Dipartimento dei beni
  culturali e dell'identità siciliana si avvale di tale personale per
  assicurare  la  funzionalità dei siti culturali e lo  utilizza  con
  integrazione  oraria di 36 ore settimanali e,  in  data  10  aprile
  2024,  con  nota  numero  2019 /Gab del 10  aprile  2024,  è  stato
  inoltrato  agli  stessi  soggetti l'elenco del  suddetto  personale
  sulla  tematica che si occupa, considerando anche il coinvolgimento
  trasversale    delle    competenze   in    capo    a    più    rami
  dell'Amministrazione regionale, è stato convocato dall'Ufficio  del
  Gabinetto  del  Presidente  in data 16/7/2024,  un  tavolo  tecnico
  presso  la  Presidenza della Regione, che coinvolge gli  organi  di
  vertice politico dei componenti dei competenti Assessorati ai  beni
  culturali  dell'identità  siciliana,  delle  autonomie   locali   e
  funzione  pubblica, della famiglia, delle politiche sociali  e  del
  lavoro,  per  le  economie  e i dirigenti  apicali  dei  rispettivi
  Dipartimenti, nonché il Ragioniere generale.
   In  esito  alla  riunione, con nota 3802/Gab del 17/7/2024,  si  è
  provveduto a sollecitare il Direttore generale del Dipartimento  ai
  beni  culturali  a  fornire unitamente ad apposita  relazione,  gli
  elenchi  e  i  dati  e  le  informazioni riguardanti  i  lavoratori
  utilizzati,  ritenuti  necessari  dal  Dipartimento  alla  funzione
  pubblica   del  personale  per  l'individuazione  delle   procedure
  finalizzate alla stabilizzazione.
   L'elenco  e  le  suddette  informazioni  risultano  essere   state
  trasmesse   all'Amministrazione  coinvolta  con  nota  numero   del
  Dipartimento  dei  beni culturali 31067 del  23  luglio  2024,  nel
  prosieguo  del  percorso  intrapreso con le  altre  Amministrazioni
  competenti sulla trattazione della problematica, con riferimento  a
  quanto  successivamente evidenziato dal Dipartimento della funzione
  pubblica  e del personale, lo scrivente ha sollecitato il Direttore
  generale  a  far seguito ad ulteriori richieste emerse  dal  tavolo
  tecnico.
   In  atto,  la  verifica  delle modalità di  stabilizzazione  e  le
  connesse decisioni da assumere, di concerto con la Presidenza e gli
  Assessorati  coinvolti, concernenti anche la  modifica  del  Piano,
  sono in fase di approfondimento nell'ambito dei lavori avviati  nel
  tavolo tecnico sopra citato, al quale sono state invitate anche  le
  organizzazioni sindacali interessate.
   In  conclusione,  sui quesiti posti dall'onorevole  interpellante,
  con  l'atto ispettivo sopra specificato, si ritiene di aver fornito
  esaustiva  risposta e, sulle questioni ancora al vaglio del  tavolo
  tecnico   presso  la  Presidenza,  si  rassicura  l'impegno   dello
  scrivente  per la rapida soluzione e stabilizzazione dei lavoratori
  ASU,  presso  il  Dipartimento  dei  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana.

   PRESIDENTE. Grazie Assessore, onorevole Giambona, prego.

   GIAMBONA.  Grazie  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  ho
  ascoltato con grande attenzione la sua relazione rispetto a  questa
  mia  interrogazione,  ad  onor  del vero,  credo  che  bisogna  far
  chiarezza.
   Questa tematica è assolutamente attuale, fino ad oggi i lavoratori
  ASU  dei  nostri  beni culturali hanno protestato in  un  sit-in  a
  Trapani  e,  dalla sua relazione se ne evince ancora una situazione
  quanto meno incerta.
   Noi  abbiamo  consapevolezza,  come Partito  Democratico,  abbiamo
  rappresentato  già  nel  novembre del 2023 con  una  interpellanza,
  l'esigenza di portare avanti quale che sia iniziativa per  tutelare
  questo importante bacino.
   Ebbene,  ci  siamo riusciti con una norma nell'ultima  finanziaria
  regionale, l'ha ben citata lei Assessore, l'articolo 10,  comma  2,
  della  legge  regionale  1 del 2024, e l'obiettivo  era  quello  di
  sanare  una situazione che è assolutamente inaccettabile, il  fatto
  che  ci  siano ancora, nei confronti di questi lavoratori,  diritti
  negati, sono lavoratori che non hanno i contributi versati, che non
  hanno  il TFR, e sono lavoratori che tengono letteralmente in piedi
  i nostri siti in giro per la Sicilia.
   In  quella situazione il Parlamento siciliano si è determinato con
  una  norma  chiara,  ha  previsto  il  percorso,  ha  previsto   le
  disposizioni  normative e le risorse necessarie per  arrivare  alla
  stabilizzazione,  e  ci sono state pure dichiarazioni  roboanti  da
  parte tra l'altro del nostro Presidente della Regione Schifani,  il
  quale a un certo punto ebbe a dire: in Sicilia abbiamo eliminato il
  precariato.
   Io  ritengo  che queste siano parole, siano solamente  propaganda,
  perché  allo  stato  attuale, viste le proteste che  continuano  da
  parte  dei  nostri  lavoratori,  ecco  queste  dichiarazioni   sono
  assolutamente  fuori luogo, o quanto meno, sarebbero  da  proferire
  solamente quando il problema è definitivamente risolto, perché allo
  stato attuale non lo è.
   La  norma  ha  trovato sia applicazione per i  Comuni  che  stanno
  cominciando a stabilizzare i loro Asu, sia per le accademie, ma per
  coloro  che  sono  impegnati nei nostri  siti  non  si  vede  nulla
  all'orizzonte,  ed  è  critica la situazione rispetto  a  quanto  è
  accaduto successivamente all'approvazione in finanziaria, perché si
  doveva    procedere   all'aggiornamento   del   PIAO,    prevedendo
  l'inserimento di questi stessi lavoratori.
   Ciò  non  è  avvenuto,  e  non  ne  capiamo  quali  che  siano  le
  motivazioni.
   Andiamo avanti con un costante rimpallo di responsabilità da parte
  di quelli che sono gli assessorati competenti.
   A  questo  punto, ritengo che noi, come deputazione, non  possiamo
  che  chiedere  semplicemente una cosa: dare seguito,  Assessore,  a
  quelli che sono gli impegni che ha preso il Parlamento siciliano.
   Il  Parlamento siciliano ha chiesto solo una cosa, di stabilizzare
  i lavoratori Asu siciliani.
   E  allora,  noi  vogliamo capire, in maniera chiara,  se  dobbiamo
  procedere  al  percorso di stabilizzazione, senza pregiudicare  tra
  l'altro  le possibilità occupazionali di altri, di altre  categorie
  di  lavoratori,  perché non vorremmo che tutto ciò  diventasse  una
  lotta tra lavoratori.
   Bisogna che si faccia chiarezza
   Volete procedere a fare una stabilizzazione per scaglioni?
   Che ci si venga detto
   A  me  risulta che dopo 11 giorni di sciopero, nel mese di agosto,
  alle   organizzazioni  sindacali  è  stato  comunicato  che,  entro
  settembre, si doveva dare loro notizia rispetto a quello che  è  il
  percorso da portare avanti da parte dell'Amministrazione regionale.
   Ad oggi nulla di tutto questo, Assessore
   Diamo chiarezza a questa importante platea di lavoratori che danno
  un  contributo al nostro turismo, danno un contributo  alla  nostra
  crescita.
   Io,  nel  merito  rispetto a quella che è la risposta,  non  posso
  ritenermi soddisfatto, ma per un solo motivo, Assessore, mi riterrò
  soddisfatto    solamente   quando   questi    lavoratori    saranno
  stabilizzati.

   PRESIDENTE. L'onorevole Giambona si dichiara insoddisfatto.
   Si  passa all'interrogazione numero 1174 - "Chiarimenti in  merito
  alle  misure adottate per garantire la fruibilità dei luoghi  della
  cultura a soggetti diversamente abili", a prima firma Schillaci  ed
  altri.
   Ha  facoltà di intervenire l'Assessore per fornire la risposta. La
  invito  a  fare  una  sintesi e poi verrà  comunicata  la  risposta
  scritta all'onorevole interrogante.

   SCARPINATO,  assessore  per  i beni  culturali  e  per  l'identità
  siciliana. Con riferimento all'interrogazione, a risposta orale, n.
  1174  del 5 luglio 2024 "Chiarimenti in merito alle misure adottate
  per  garantire la fruibilità dei luoghi della cultura  ai  soggetti
  diversamente abili", a firma dell'onorevole Schillaci  Roberta,  si
  rassegnano gli elementi informativi in esito a quanto rappresentato
  dagli uffici dipartimentali, appositamente interpellati.
   In  ordine  al  quesito posto, si conferma  che  lo  scrivente  ha
  appreso, da notizie diffuse dagli organi di stampa, delle criticità
  nell'accoglienza degli utenti, portatori di handicap, in visita  al
  museo  "Paolo  Orsi"  di  Siracusa, concernenti  il  riconoscimento
  dell'accesso  gratuito,  previsto  dalla  norma  vigente,  per   il
  disabile e l'accompagnatore.
   Al  riguardo,  ritenuto  che l'accessibilità  fisica,  sensoriale,
  culturale  e  l'inclusività  sono  requisiti  imprescindibili   per
  rendere  pienamente  fruibili i luoghi  della  cultura  a  tutti  i
  visitatori  del  patrimonio  siciliano  e,  considerata  la  natura
  gestionale  della questione, con nota, protocollo  n.  3623  del  5
  luglio 2024, indirizzata al Direttore generale del Dipartimento dei
  beni culturali, al Direttore del Parco archeologico di Siracusa, ai
  quali  sono state assegnate le funzioni amministrative e gestionali
  del museo in questione, è stata richiesta la verifica dei fatti,  e
  la  consequenziale  attivazione  degli  adempimenti  di  rispettiva
  competenza, con l'invito a relazionare sugli esiti.
   Con  riferimento  all'increscioso accadimento, in  data  5  luglio
  2024,  con nota recante ad oggetto "Articolo di stampa", la società
  Aditus,  concessionaria  dei  servizi integrati  del  museo  "Paolo
  Orsi",  fra  i  quali il servizio di biglietteria, ha  riconosciuto
  l'errore   ed  ha  presentato  le  proprie  scuse  all'interessata,
  rendendosi disponibile alla restituzione del biglietto di  ingresso
  di entrambi gli accompagnatori.
   In   merito   alle   iniziative  intraprese,  per   la   verifica,
  l'assicurazione che in tutti i siti culturali della  Regione  venga
  puntualmente applicata la normativa che garantisce la fruibilità  e
  l'ingresso  gratuito  ai  disabili ed ai  loro  accompagnatori,  si
  rappresenta  che, in accoglimento del decreto ministeriale  del  14
  aprile  2016,  n.  1111, recante "Regolamento recante  modifica  al
  decreto   11   dicembre  1997,  507  concernente   le   norme   per
  l'istituzione  del  biglietto  di  ingresso  ai  monumenti,  musei,
  gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali  che ha
  modificato  in  maniera  significativa le  procedure  normative  in
  materia, estendendo la gratuità ad alcune categorie di persone,  il
  Dipartimento  dei Beni culturali con la circolare n.  1  protocollo
  3827   del   20.1.2017   ha  provveduto  a   impartire   specifiche
  disposizioni  applicative al fine di uniformare  le  condizioni  di
  ingresso  ai  luoghi della cultura sul territorio regionale  e  non
  creare  situazioni  di  disparità con le norme  vigenti  in  ambito
  nazionale. In particolare, si fa rilevare che la circolare  1/2017,
  opportunamente   diffusa   a  tutto  il  personale   addetto   alla
  biglietteria, prevede l'ingresso gratuito ai portatori di  handicap
  e  ad  un  loro  familiare o altro accompagnatore che  dimostri  la
  propria  appartenenza  a  servizi di  assistenza  socio  sanitaria,
  riprendendo  testualmente il disposto dell'articolo  4  di  cui  al
  Regolamento  nazionale in vigore. Si evidenzia che lo scrivente  ha
  sempre attribuito particolare attenzione al tema dell'accessibilità
  della  fruizione  ampliata del patrimonio mediante la  declinazione
  degli   indirizzi   strategici  e  degli  obiettivi   programmatici
  ricompresi nella programmazione annuale definitiva con la Direttiva
  generale  per  l'attività amministrativa e la gestione  secondo  il
  vigente   sistema   di  misura  e  valutazione  della   performance
  organizzativa e individuale. Numerosi investimenti,  a  valere  sui
  fondi  delle programmazioni comunitarie e complementari, sono stati
  finalizzati  dal  Dipartimento  attraverso  attività,  progetti   e
  interventi   all'ampliamento   del   superamento   delle   barriere
  architettoniche, culturali, cognitive, psicosensoriali  nei  luoghi
  della   cultura;   sono  state  infatti  finalizzate  e  finanziate
  numerose  iniziative volte ad accrescere l'accessibilità  fisica  e
  sensoriale,  alcune  in  corso  di realizzazione  volte  a  rendere
  concreta  la  fruibilità dei luoghi della cultura. Al  riguardo  si
  cita,  a  titolo  di  esempio, il progetto  di  abbattimento  delle
  barriere architettoniche del Parco archeologico di Segesta i lavori
  di  realizzazione,  già in stato di avanzamento,  permetteranno  di
  avere un sentiero per i disabili motori, uno per i sordomuti e  uno
  per  i  non  vedenti con un servizio per i mezzi. Saranno  usati  i
  materiali locali ecocompatibili che non cambieranno l'immagine  dei
  luoghi, inoltre un'app per i sordomuti aiuterà a leggere i luoghi e
  le   legende.  Altro  progetto,  in  parte  realizzato,  è   quello
  comunitario  del  Parco archeologico di Siracusa Eloro,  Villa  del
  Tellaro  e  Akrai  secondo  il quale,  di  recente,  è  stato  reso
  accessibile  un  percorso dall'orecchio di Dioniso che  porta  alla
  Grotta dei Cordari e a quella del Salnitro con la realizzazione  di
  passerelle   immateriali  ecocompatibili,  resi  così   agevolmente
  visitabili anche da chi ha difficoltà nella deambulazione.

   PRESIDENTE. Assessore, andiamo alla conclusione

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Ci  sono  progetti  importanti sia a Siracusa che  anche  in  altre
  parti,  per non parlare di quelle di Agrigento, ma in altri parchi,
  dicevo,  a  testimonianza, Presidente, della grande attenzione  che
  l'assessorato ai beni culturali sta ponendo in essere  proprio  per
  questo  delicato tema. Vorrei anche citare per intero, ma  ci  sono
  quattro  pagine,  lei le riceverà nell'interrogazione  scritta,  il
  progetto che è stato posto in essere alla Valle dei Templi,  che  è
  stato preso come esempio e paradigma di riferimento a testimonianza
  che  la  Sicilia  non  è seconda a nessuno. Vado  alla  conclusione
  Presidente, le chiedo scusa se mi sono dilungato però era  doveroso
  da  parte  mia, visto il tema e il costante lavoro che  poniamo  in
  essere   per   i   diversamente  abili,  questa  precisazione.   In
  conclusione,  sui  quesiti  posti dall'onorevole  interrogante  con
  l'atto  ispettivo  sopra  indicato,  si  ritiene  di  aver  fornito
  esaustiva  risposta  e  in un'ottica di continuo  miglioramento  si
  assicura  l'assiduo  impegno  dello  scrivente  per  accrescere   e
  migliorare  l'accesso  e  la  fruizione  del  patrimonio  culturale
  siciliano.  Mi  creda, Presidente tanto è stato fatto  e  tanto  si
  farà.

   PRESIDENTE.  Grazie  assessore, ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Schillaci.

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ringrazio
  l'assessore per avere ampliato la discussione su questo  argomento.
  Innanzitutto,  devo  concordare  con  chi  mi  ha  preceduto,   noi
  presentiamo  delle  interrogazioni e riceviamo  non  celermente  le
  risposte.
   Questa  è  una vicenda che risale a luglio del 2024, ed  è  andata
  all'attenzione  mediatica.  È stata interdetta  la  possibilità  di
  accedere al Parco archeologico di Siracusa, o per lo meno  è  stata
  richiesta  l'attestazione, il certificato  di  disabilità,  ad  una
  utente in sedia rotelle, ed è stato interdetto l'accesso ad un  suo
  accompagnatore, nonostante ci sia un decreto ministeriale,  il  239
  del 2006.
   Questa è una vicenda che naturalmente ha suscitato scalpore, e  io
  sono  stata  raggiunta anche dal dipendente  che  ha  applicato  la
  circolare.  Quindi  non possiamo naturalmente  bacchettare  noi  il
  dipendente che ha applicato la circolare, che lei stesso ha citato.
  Il  problema è che si dovrebbe organizzare il servizio anche quando
  ... perché la maggior parte dei visitatori non camminano spesso con
  la   certificazione  in  tasca.  Quindi  si  dovrebbero   prevedere
  situazioni di questo genere.
   Ma  lasciamo  perdere  la vicenda, che poi è  stata  chiarita  dal
  Dipartimento, e anche dalla dipendente stessa, che ha chiesto scusa
  a chi ha subito questo torto...

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Fa parte dei servizi aggiuntivi.

   SCHILLACI.  Esatto. Pur lasciando perdere questa  vicenda,  io  mi
  soffermerei,  invece, su una situazione un po' più  complessa,  che
  riguarda i parchi e i siti archeologici della Sicilia: cinque  soli
  su  quattordici  prevedono l'accessibilità  e  la  fruibilità  alle
  persone con disabilità.
   Io  ringrazio  anche il collega Carlo Gilistro, che  mi  ha  fatto
  presente  di  un  report  che  è  stato  fatto,  soprattutto  nella
  provincia  di  Siracusa, dove appunto sono pochissimi  i  siti  che
  consentono  l'adeguata fruizione alle persone  con  disabilità,  in
  barba  anche  alla legge n. 104 del 1992, che tende  a  contrastare
  proprio  l'emarginazione  sociale, e  sottolinea  come  i  percorsi
  culturali siano dei potenti strumenti di inclusione sociale.
   Quindi,  in conclusione, caro Assessore, io leggerò con attenzione
  la  sua relazione su quelli che saranno i progetti futuri. Ma  sono
  progetti  che  sicuramente  non ci consegnano  una  Sicilia  che  è
  all'avanguardia. Assolutamente no, perché sono progetti che avranno
  dei  tempi di realizzazione lunghissimi. Per cui noi possiamo solo,
  invece,  dire che una Regione si misura in termini di  civiltà  per
  come tratta i cittadini, e soprattutto i cittadini più fragili.
   Io  mi auguro che questi progetti di cui lei parla - ma poi ce  ne
  sono tantissimi anche del PNRR, ora non ricordo la missione - ma mi
  auguro  che questi progetti vedano presto la luce, e mi  auguro  un
  suo  sollecito,  perché  i  nostri  siti  culturali  devono  essere
  accessibili agli utenti più fragili. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie   onorevole   Schillaci   che   si   dichiara
  parzialmente soddisfatta.
   Colleghi,  io vorrei precisare una cosa, visto che ci  sono  stati
  più  interventi da parte di colleghi che accusavano il Governo  sul
  ritardo.
   È  ovvio  che  le  interrogazioni con risposta orale  vengono  poi
  calendarizzate  come  ordine del giorno in Aula,  noi  abbiamo  più
  Assessori, e a giro cerchiamo di convocare tutti. Nel caso  in  cui
  si  volesse,  invece,  una risposta un po' più  celere,  magari  si
  potrebbe fare un'interrogazione a risposta scritta. In quel caso la
  risposta  è  di quindici giorni, anziché sessanta nel caso  in  cui
  viene anticipata la risposta orale da un documento scritto.
   Si  passa all'interrogazione n. 1185 "Iniziative per salvaguardare
  i siti culturali di Villa romana del Casale e Parco archeologico di
  Morgantina"  a  prima  firma  Schillaci  ed  altri.  Onorevole   la
  trasformiamo scritta?

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, anche perché è un'interrogazione simile
  ad una precedente.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  io
  avrei  approfittato  di  questa  interrogazione  per  segnalare   e
  denunciare  una  situazione di degrado incredibile  che  abbiamo  a
  Villa del Casale.
   L'interrogazione  verteva sul fatto che, mentre la  maggior  parte
  dei   siti   culturali  pubblicano  i  dati   di   ingresso   dello
  sbigliettamento,  Villa del Casale e Morgantina  non  lo  fanno  e,
  quindi,  noi ci chiediamo perché, e la invito, ai fini della  legge
  33 sulla trasparenza, di sollecitare la pubblicazione dei dati.
   Ma  la  cosa che devo, invece, denunciare e segnalare è  il  fatto
  che,  notizia  di  settimana  fa, ed è apparsa  su  alcune  testate
  online,  le  stesse  guide turistiche hanno denunciato  il  degrado
  incredibile  che  c'è in uno dei siti Unesco del nostro  patrimonio
  culturale,  dove  c'è  gente  che,  diciamo,  bazzica  senza  alcun
  controllo, addirittura, fanno picnic all'interno dell'area di Villa
  del   Casale,  quindi,  Assessore  difendiamo  i  nostri  siti   e,
  soprattutto, proviamo a fare maggiori controlli su queste che  sono
  nostre perle del nostro patrimonio culturale, Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Schillaci, quindi,  l'interrogazione
  1185 la trasformiamo con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1192 "Chiarimenti in merito  alla
  gestione del personale dei beni culturali della Regione siciliana",
  a   prima   firma  dell'onorevole  Venezia,  ma  anche  questa   la
  trasformiamo  con  risposta  iscritta,  in  accordo  dell'onorevole
  firmatario.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1199 "Notizie in merito  agli
  interventi   di   ripristino  del  Parco   minerario   Floristella-
  Grottacalda a seguito del vasto incendio del 24 e 25 luglio  2023",
  anche  questa  la  trasformiamo con risposta  scritta,  sempre  con
  accordo dell'onorevole componente del Gruppo firmatario.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1200 "Chiarimenti  in  merito
  alla  consegna dei lavori di riqualificazione e restauro della Casa
  Museo  regionale  Antonino Uccello", a prima  firma  dell'onorevole
  Spada   ed   altri.  Prego  Assessore,  ha  facoltà  di  rispondere
  all'interrogazione. Al solito, le chiederei di essere breve.

   SCARPINATO, assessore per i beni culturali e l'identità siciliana.
  Signor Presidente, signori onorevoli, sarò breve, avevo sentito che
  si  voleva trasformata con risposta scritta, mi ero fermato,  però,
  va bene.
   In  ordine ai quesiti posti con l'interrogazione a risposta  orale
  n.  1200  a  firma dell'onorevole Spada ed altri, si  riportano  di
  seguito  i chiarimenti: con deliberazione numero 29 del 21  gennaio
  2017,  la Giunta regionale ebbe ad aggiornare interventi del  Patto
  per  lo sviluppo della Sicilia a valere sulle risorse del Fondo per
  lo  sviluppo e coesione 2014 -2020, inserendo il progetto numero 82
  denominato "Lavori di riqualificazione e restauro della casa  museo
  Antonio Uccello del Comune di Palazzolo Acreide".
   Aggiudicataria dell'appalto effettuato con procedura  di  evidenza
  pubblica  fu  l'associazione temporanea  di  imprese  Eredi  Geraci
  Salvatore  srl,  il  contratto d'appalto fu stipulato  in  data  21
  dicembre  2021, la Sovrintendenza per i Beni culturali e ambientali
  rappresentante  dell'Ati per l'importanza culturale  al  netto  del
  ribasso   ecc..  Il  27  febbraio  2023,  nei  limiti  dei   poteri
  discrezionali della direzione dei lavori, fu approntata una perizia
  di  variante  al progetto originario per consentire  di  effettuare
  nuove  categorie di lavori, sinteticamente i lavori sono consistiti
  nel  rifacimento della copertura lignea e i cordoli di  coronamento
  in  muratura armata, i lavori di consolidamento e restauro  lapideo
  del consolidamento di tutti gli impatti, vado avanti, vado avanti.
   Nel  caso  della Casa Museo Antonino Uccello, il collaudo  tecnico
  amministrativo  dell'opera,  come  è  noto,  non  è  stato   ancora
  rilasciato,  poiché  sono  emerse alcune criticità  riguardanti  la
  pratica    dell'impianto   antincendio   che,   secondo   l'Ufficio
  prevenzione  incendi del Comando provinciale dei  Vigili  fuoco  di
  Siracusa,   contemplando  alcune  modifiche   seppur   migliorative
  riguardanti  la via di fuga, dovrà essere oggetto di una  specifica
  istanza,  ai sensi dell'articolo 3 del DPR 151/2011 nella quale  il
  tecnico  incaricato asseveratore dovrà relazionare in  ordine  alla
  valutazione tecnica alle misure adottate.
   Nel   corso  della  visita  del  13  agosto  2024  effettuata  dal
  funzionario   dei  Vigili  fuoco,  è  emerso  che   l'impianto   di
  illuminazione di emergenza, l'impianto di rivelazione  dei  fumi  e
  l'impianto idrico antincendio sono risultati fuori servizio  e  non
  funzionanti a causa di un guasto avutosi il 9 marzo 2024 sulla rete
  di  distribuzione, dopo la consegna delle chiavi  di  accesso  alla
  direttrice   della   Casa  Museo  Uccello,   significatamene   alla
  sovratensione che ha messo fuori uso le relative centraline  e,  da
  altre  parti,  di  apparecchiature di  sicurezza  il  cui  regolare
  funzionamento era stato verificato e verbalizzato a norma di  legge
  nel marzo dell'anno precedente.
   In relazione a quanto evidenziato, il Comando dei Vigili del fuoco
  di  Siracusa  ha  prescritto le attività da  porre  in  essere  per
  rimuovere le criticità rilevate. Al fine si rappresenta agli uffici
  dell'Assessorato, segnatamente la Sovraintendenza ai beni culturali
  e  ambientali  di  Siracusa  quale  stazione  appaltante,  si  sono
  immediatamente  attivati  per provvedere e  rimuovere  le  suddette
  criticità,  e  consentire, in tempi brevi,  l'apertura  della  casa
  Museo.
   In  ordine  alla  ripresa  dei  lavori  dello  scorso  maggio,  si
  rappresenta  che  non vi è stata alcuna ripresa  dei  lavori,  sono
  stati  effettuati  interventi localizzati e di modesta  entità  che
  hanno  riguardato due porte antincendio e alcuni corpi  illuminanti
  al  servizio  dei  percorsi  di fuga  in  caso  di  evacuazione  in
  emergenza della struttura.
   Si  rassicura  che,  una volta ripristinata la funzionalità  degli
  impianti,  e  reinoltrata la richiesta al Comando  provinciale  dei
  Vigili  del Fuoco di Siracusa, si potrà aprire al pubblico la  Casa
  Museo Uccello di Palazzolo Acreide. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Prego, onorevole Spada.

   SPADA.     Allora     Presidente,    io    intervengo     rispetto
  all'interrogazione    perché    questa    interrogazione,     molto
  probabilmente,  sarà oggetto di ricorsi e comunque di  contenziosi,
  perché su questa vicenda non è responsabilità dell'Assessore -  che
  anzi  ringrazio per la puntuale precisazione che i suoi  uffici  le
  hanno  fatto  -  ma su questa vicenda è intervenuto il  Sindaco  di
  Palazzolo.
   Sindaco  di  Palazzolo  che, oltre ad avere  occupato  diciamo  la
  struttura, e ad avere attribuito responsabilità ad uffici e persone
  che  di  queste  responsabilità non  ne  hanno  contezza,  denuncia
  giustamente  il  fatto che il Museo, che ha avuto un  costo  di  un
  milione e seicentomila euro, è fermo da undici mesi dalla fine  dei
  lavori.
   Ora  Assessore, le consegno questi quattro appunti, queste quattro
  osservazioni, proprio per consentirle di dare indicazioni  ai  suoi
  Uffici,  e  di riflesso sui rispettivi territori, onde evitare  che
  l'Assessorato  da  lei  governato possa avere delle  ripercussioni,
  anche  di  immagine, rispetto a tutta l'azione che lei sta mettendo
  in essere, e che purtroppo, a livello territoriale, non riescono  -
  come dire - ad agguantare, o comunque non riescono a risolvere.
   E  vado con ordine. La consegna dei lavori è avvenuta undici  mesi
  dopo  la fine dei lavori, e non è stato fatto il collaudo, come  ha
  detto  giustamente lei, che doveva essere fatto entro  i  sei  mesi
  dopo la fine dei lavori.
   E'   stato  riconsegnato  un  museo  che  presentava  un  impianto
  antincendio difforme dal progetto autorizzato dai vigili del fuoco,
  difforme, non perché c'è stato un evento eccezionale - come dire  -
  come il fulmine che ha messo fuori uso l'impianto di illuminazione,
  ma   perché  all'interno  del  progetto  era  previsto   un   piano
  antincendio  che  prevedeva  delle  porte  di  evacuazione  laddove
  praticamente,  durante  il collaudo i vigili  del  fuoco,  si  sono
  ritrovati   invece   delle  pareti,  quindi  invece   delle   porte
  antincendio  c'erano le pareti, cosa che invece era stato  inserito
  nel piano che, di fatto, era totalmente sbagliato. E a questo punto
  mi  chiedo, come è stato possibile consegnare i lavori con un piano
  antincendio di questo tipo.
   Si attende l'invio della seconda asseverazione ai vigili del fuoco
  -  come giustamente ha detto lei - considerato che la prima è stata
  bocciata. Rispetto a questo, proprio per evitare che sul territorio
  di  Palazzolo, e che il sindaco di Palazzolo possa nuovamente porre
  in essere delle azioni di protesta, le chiedo di magari specificare
  o  comunicare  attraverso il Soprintendente di  Siracusa,  anche  i
  tempi su questa nuova riapertura.
   E  per ultimo, può essere riaperto il museo, se collaudato,  e  ad
  oggi non ci risulta che sia stato nominato un collaudatore.
   Ora,  assessore,  e  concludo, io penso che la gestione  di  tutta
  questa vicenda sia stata una gestione leggera da parte dell'Ufficio
  territoriale,  che  non  ha saputo dare seguito  ad  un'opportunità
  importante che la Regione aveva dato al territorio della  provincia
  di  Siracusa  e,  nello specifico, al comune di Palazzolo,  con  un
  investimento,  ripeto,  da un milione e seicentomila  euro  che,  a
  distanza  di diversi anni non riconsegna il bene alla comunità,  ma
  riconsegna solamente carte bollate e tutta una trafila che  grazie,
  ripeto,  alla  nuova  gestione,  e grazie  al  suo  interessamento,
  finalmente  dovranno  avere  luce  e  riconsegnare  il  bene   alla
  comunità.

   PRESIDENTE.    Grazie,  onorevole  Spada,   quindi   si   dichiara
  soddisfatto?

   SPADA.  Mi  dichiaro  parzialmente soddisfatto rispetto,  appunto,
  alle osservazioni che sono state fatte dagli Uffici territoriali.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada. Abbiamo concluso con gli atti
  ispettivi  della  Rubrica   Territorio e  ambiente   dell'assessore
  Scarpinato.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   BURTONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente, spesso quando si  parla  delle  aree
  interne  si  mette  l'accento sulle difficoltà di collegamento  che
  queste  aree  hanno  con le città metropolitane  e  con  gli  altri
  centri.
   Io  sono  sindaco  di una città, di un paese delle  aree  interne,
  Militello  in  Val  di Catania, e questo paese,  come  tanti  altri
  dell'area  del  Calatino, hanno un collegamento importante  con  la
  città  metropolitana, con l'area del Nisseno, attraverso la  strada
  Catania-Gela.
   Questa  strada  è  importante però,  per  arrivare  ai  comuni  di
  Militello,  di  Scordia,  di Palagonia, necessita  di  un'ulteriore
  connessione con la strada provinciale 69, secondo ciò che  è  stato
  realizzato nel passato attraverso un'area di transito, e debbo dire
  che ultimamente è stato fatto un importante lavoro per collegare al
  meglio le due strade.
   Questo  lavoro  è stato completato nell'agosto del 2023,  però  le
  aree  e  lo svincolo non sono state aperte da parte dell'ANAS,  con
  una  richiesta  anche di un'ulteriore proroga per la  consegna  dei
  lavori previsti per novembre del 2023.
   Presidente,  è  passato un anno, e questi lavori  non  sono  stati
  consegnati, questa strada ripeto è importante. Noi abbiamo avuto la
  settimana scorsa un importante evento enogastronomico, la Sagra del
  ficodindia  e  della  mostarda, abbiamo avuto  un  forte  afflusso,
  notevole presenza di visitatori, ne avremmo avuto molto di  più  se
  questa  strada  fosse stata aperta, non solo, ma è un'area,  quella
  della   contrada  Arci  Musa,  in  cui  ci  sono  realtà   agricole
  significative, ora noi abbiamo bisogno di svincolare al più presto.
   Sappiamo,  io ho avuto alcune interlocuzioni con l'ANAS,  e  forse
  c'è qualche contenzioso, ci sono problemi, ma si faccia come si  fa
  in  Brianza,  si  utilizzi il meglio dell'attività burocratica  per
  definire  al più presto questo contenzioso, perché dopo un  anno  è
  inaccettabile  che  quest'area non venga  utilizzata,  impedita  al
  transito, ed è un'area - ripeto - importante.
   Io  ho  interloquito  continuamente con l'ANAS,  ho  avuto  alcune
  risposte  rassicuranti, mi era stato detto a settembre apriremo,  e
  non è stato visto neppure da lontano un operaio, io mi permetto  di
  chiedere, Presidente, un intervento del Governo.
   Noi  sappiamo  quello  che  sta facendo  il  Presidente,  in  modo
  particolare  sul  miglioramento dell'autostrada, si  vedono  alcuni
  segnali  positivi, anche se ci sono ancora difficoltà  e  problemi,
  però non esistono soltanto le aree metropolitane in Sicilia, e  non
  è necessario soltanto il tratto autostradale che collega importanti
  città.
   Abbiamo  bisogno  di un intervento molto serio  anche  nelle  aree
  interne,  ecco perché sollecito un intervento del Governo, affinché
  possa  essere  aperto questo svincolo e collegare,  finalmente,  la
  statale  417  con questa strada provinciale 69 seconda, all'altezza
  del chilometro 54, perché importante per le nostre comunità.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone. L'Aula è  riconvocata  per
  martedì, 15 ottobre 2024, alle ore 15:00.

                 La seduta è tolta alle ore 18.05 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XII SESSIONE ORDINARIA


                         136a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 15 ottobre 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

  II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1)  "Norme in materia di enti locali" (n. 105-230-331/A) (Seguito)

            Relatore: On. Abbate

   2)  Disposizioni  in  materia di urbanistica  (n.  499/A  Stralcio
      I/A).

            Relatore: On. Carta

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio