Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.19
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in assenza
di osservazioni in contrario, nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che con nota datata 15 ottobre 2024 e
protocollata al n. 5677-ARS/2024 di pari data, pervenuta con e-mail
del 15 ottobre 2024, l'onorevole Chinnici, nella sua qualità di
primo firmatario, ha dichiarato di ritirare l'interrogazione n.
1181 Chiarimenti sull'Avviso n. 12/24 PR Sicilia FSE+ 2021-2027
per la presentazione di operazioni per l'inserimento socio-
lavorativo dei soggetti in esecuzione penale a seguito della
presentazione di successiva più completa interrogazione recante il
numero d'ordine 1221.
Poiché l'interrogazione n. 1181 era stata già trasmessa al Governo
e annunciata nella seduta d'Assemblea n. 128 del 10 settembre 2024,
dispongo che la presente comunicazione venga inviata al Presidente
della Regione e all'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro nella sua qualità di Assessore
delegato alla relativa trattazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione del disegno di legge Norme in materia di enti
locali" (n. 105-230-331/A)
PRESIDENTE. Colleghi, si passa al secondo punto dell'ordine del
giorno: Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il disegno di legge Norme in materia di enti
locali (n. 105-230-331/A).
Chiedo alla Commissione di prendere posto al banco assegnato.
La Commissione è presente.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, gli argomenti che dovremmo andare a
trattare con il presente disegno di legge sono assolutamente
sensibili dal punto di vista amministrativo, per quanto riguarda la
gestione dei comuni, degli enti locali, che sono il front office
della Pubblica amministrazione. Quindi, a questo punto, considerate
le interlocuzioni che ci sono state nelle Conferenze dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, nelle diverse attività di interlocuzione,
anche con i diversi Gruppi, sia anche dell'opposizione, ritengo che
sia assolutamente necessario, in questo momento, dato che le norme
non possono essere di colore perché riguardano tutti i sindaci,
riguardano tutti gli enti, che sarebbe opportuno un approfondimento
per trovare un punto di coesione, un punto di condivisione da parte
di tutti e, quindi, sarebbe opportuno che il disegno di legge
tornasse in I Commissione, in modo che il Presidente, con la
gestione del Presidente, si possa pervenire anche ad una
condivisione degli articoli e cercare di tornare in Aula con un
testo assolutamente condiviso e che possa essere, non dico di
gradimento, ma che comunque possa essere condiviso da tutti o che
possa trovare un accoglimento, anche se parziale, da parte della
maggioranza, da parte dell'opposizione, da parte di tutti i
partiti. Perché, ripeto, si tratta di norme, di regole, che
verranno ad incidere nella gestione di tutti i comuni della Sicilia
e non è giusto che si vada a un voto, anche ad un voto segreto,
senza che ci sia invece una responsabilità da parte di tutti i
deputati nel riformare gli enti locali.
Quindi, formalmente, chiedo un rinvio in Commissione del disegno
di legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino. Poi dinanzi a quello che
è un ragionamento sotto il profilo del voto segreto, si figuri se
non sfonda una porta aperta Essendoci però una richiesta formale
di rinvio in Commissione, ci possono essere solo due interventi:
uno a favore e uno contro.
Quindi, chi parla a favore? Mettetevi d'accordo. Siete in tanti
che me l'avete chiesto. Così è il Regolamento: un intervento a
favore, uno contro. Lo chiede, lo chiede lei; gli altri possono
intervenire dopo la votazione. Quindi, ha chiesto di parlare
l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, attendevamo di ascoltare
l'intervento del Presidente del Gruppo parlamentare di Forza
Italia, perché, ovviamente, lo stesso, anche dopo le dichiarazioni
del Presidente Schifani, che un giorno dichiara una cosa, un giorno
ne dichiara un'altra, è chiaro che ci ritroviamo non al confronto o
alla condivisione come il Capogruppo di Forza Italia vuole fare
passare in quest'Aula, perché così non è
Perché noi ci troviamo ad affrontare un testo, caro Presidente
Abbate, dopo, lei bene dice, le diverse audizioni, dopo ovviamente
un anno di confronto, ci troviamo ad affrontare e a parlare di un
testo che è il ddl 105 dove pensavamo di affrontare una riforma
degli enti locali in modo organico, che fosse davvero un qualcosa
che va verso i territori e gli amministratori e invece siamo di
fronte a degli articoli con esigenze di territori e di alcuni
deputati.
Perché è chiaro che noi ormai, da diverso tempo, lo dico come
Gruppo parlamentare del Partito Democratico, ma anche come
componente della I Commissione, con il collega Giambona più volte
lo abbiamo detto in Commissione, ed è la quarta, la quinta, la
sesta volta che questa maggioranza, Presidente Galvagno, lo
ribadisco fallimentare, confusa e che nella sua stessa maggioranza
litiga rispetto a quello che sono le argomentazioni e oggi, dopo
diverse settimane, la chiamo io di "tira e molla", ci ritroviamo in
Aula a parlare del testo n. 105, innanzi all'ennesima richiesta di
riportarlo in Commissione con il tentativo ieri, per l'ennesima
volta, di chiedere alle opposizioni quali fossero le norme da
condividere
Bene, Presidente Galvagno, non ce ne sono norme da condividere
Noi abbiamo detto che questo testo e lei che è interprete, perché
più volte con lei proprio nel rispetto di quest'Aula abbiamo
condiviso i lavori e li abbiamo portati tutti a casa come
risultato, adesso è chiaro che c'è una norma scollegata da tutto e
soprattutto, vorrei capire, abbiamo audito l'Anci ma io fino a ieri
sera ho avuto interlocuzioni con l'Anci e mi pare che sì, ci sono
un paio di cose che riguardano l'Anci, che ovviamente l'Anci stessa
ha chiesto, ma poi tutte cose scollegate, perché i veri problemi
degli amministratori non sono quelli di queste giornate che vengono
affrontate, del consigliere, del consigliere supplente,
dell'assessore aggiunto, ma sono altri, sono i problemi che hanno
della mancanza di personale, sono i problemi che non possono
assumere
C'è un problema dirimente che noi continuiamo ad affrontare e che
con forza, fino a ieri lei Presidente Galvagno è stato così cortese
in forma trasversale da udire quello che è stata una
rappresentanza, quella delle donne, che è diciamo del 40 per cento,
nel recepimento delle norme nazionali Ebbene abbiamo dovuto più
volte in Commissione andare giù per dire 'Guardate che non possiamo
trattare sul 20, 25, 30 per cento, c'è il recepimento della norma
nazionale su un tema importante che è quello delle donne '.
Ebbene, cari colleghi, questi sono i veri temi che un disegno di
legge serio sugli enti locali dovrebbe affrontare, non quello che
ognuno dà un proprio desiderio, dà un proprio articolo, dà un
proprio emendamento. Ed è chiaro, Presidente Galvagno, che noi
riteniamo che per l'ennesima volta rinviare questo testo in
Commissione è un fallimento non soltanto della maggioranza ma
soprattutto del Governo che fa finta di non essere presente su
questo argomento e non interessato, ma che ha tutta la
responsabilità, Assessore Messina, lo dico anche a lei, perché lei
ovviamente è venuto più volte in Commissione, ma soprattutto lo
dico al Presidente della Regione Schifani che tende a lavarsi le
mani.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire per l'intervento a favore il
Presidente Abbate. Ne ha facoltà.
ABBATE, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io apprendo anche dal Capogruppo di
Forza Italia, ma penso da parte della maggioranza, la necessità di
poter approfondire o trovare una sintesi su un disegno di legge che
già è stato sintesi in Commissione. Ma penso che dobbiamo prendere
anche un lato positivo da questa esperienza di questi giorni, il
fatto che ci sia un'ulteriore possibilità, anche nei confronti
dell'opposizione, di partecipare in Commissione, come abbiamo fatto
fino ad oggi, e prendere per buono quello che già si era riusciti a
trovare, una sintesi come quella sulla quota rosa , la quota di
genere all'interno delle amministrazioni locali, nelle giunte e
nelle amministrazioni locali, ebbene si era trovato un accordo sul
40 per cento in ordine al recepimento della norma nazionale. E
quindi partiamo da quelli che sono alcuni punti fermi di accordo
che si erano già trovati così come per quanto riguarda la riforma
dei revisori dei conti, così come per quanto riguarda le schede
elettorali con l'antifrode.
Ci sono alcuni argomenti che erano già, come si dice, riusciti a
trovare una sintesi. Sarà il sottoscritto, ma insieme con la
Commissione, già nei prossimi giorni, a riconvocare l'Anci perché è
giusto che l'Anci dica la sua, oltre che l'abbiamo sentito già
tantissime volte, dirà la sua anche sulla possibilità di potere
inserire ulteriori norme all'interno di questo disegno di legge.
Sarà poi compito di tutti, tentare tutti insieme di fare anche una
sintesi con i Capigruppo di maggioranza e di opposizione in
Commissione, per riuscire a portarla in Aula, anche ampliando su
altri argomenti che l'Anci cerca ha chiesto di inserire.
Siccome già abbiamo sentito tante volte l'Anci, così come abbiamo
sentito l'Ancrel, così come abbiamo sentito i dottori
commercialisti, come pure tutti gli attori di questo disegno di
legge, risentiremo di nuovo, vedendo se l'Anci stessa ci dice di
intervenire con altri argomenti all'interno di questo, vedremo
quelli che sono gli argomenti che servono in questo momento e che
siano di competenza della Regione siciliana per quanto riguarda gli
enti locali.
Quindi sarà un momento su come approfondire, trovare la sintesi e
integrare rispetto a quelle che sono le richieste dell'Anci, su
cosa vuole portare e mettere all'interno di questo disegno di
legge. Penso che da parte di tutti ci sia la volontà di lavorare, e
dal sottoscritto, ma dalla Commissione tutta, dove penso che i
commissari hanno lavorato in modo attivo, di maggioranza e
opposizione, per portare avanti un disegno di legge che è nato
anche in due anni di esigenze e di richieste da parte del mondo
politico, degli amministratori, di quello che è il governo degli
enti locali.
Quindi, per questo, prendiamo il lato buono, che può essere anche
un momento di confronto, ma anche di ampliamento e di condivisione,
per poi riportare di nuovo il disegno di legge in Aula, sperando
che la terza volta sia la volta buona per l'approvazione.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbate.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Marano.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge
Norme in materia di enti locali" (n. 105-230-331/A)
PRESIDENTE. Mi permetto di aggiungere, rispetto alla riflessione
che è stata fatta, che questo disegno di legge probabilmente ha
assunto o ha fatto assumere dei connotati, anche ai deputati
stessi, talvolta di bipolarismo, perché una stessa norma talvolta
poteva avere un effetto in un Comune dove si aveva una convenienza
e in altri meno.
Allora, io ritengo che - ed è come auspicio - partendo dal
presupposto che dobbiamo vedere come si determinerà l'Aula, che
comunque il rinvio eventuale in Commissione possa essere fatto per
lavorare su dei principi che devono essere assolutamente lontani da
quello che può essere un interesse speciale, ma soprattutto
coinvolgendo anche l'Anci, come avete fatto, e forse bisogna
continuare a farlo, e tenendo come capisaldi quelle che sono delle
norme che credo siano condivise e mi sembra di capire da tutte le
forze politiche, tanto di opposizione quanto di maggioranza, come
il ddl sulla parità di genere.
Pertanto, formalmente, pongo in votazione il rinvio in Commissione
del disegno di legge.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario al rinvio si alzi.
(È approvato)
Hanno votato contro il Gruppo parlamentare del Partito
Democratico, del Movimento Cinque Stelle, di Sud chiama Nord e
anche il Gruppo Misto.
Discussione del disegno di legge Disposizioni in materia di
urbanistica
(n. 499/A Stralcio I/A)
Si passa al II punto all'ordine del giorno Disposizioni in
materia di urbanistica (n. 499/A Stralcio I/A)
Allora, colleghi, al punto due dell'ordine del giorno abbiamo le
disposizioni in materia di urbanistica pertanto - visto e
considerato che anche questo disegno di legge rappresenta un
momento importante - ritengo che l'Aula vada sospesa per dieci
minuti, così da decidere insieme qual è il termine per gli
emendamenti e il percorso da seguire.
Pertanto, sospendiamo la seduta e teniamo una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 15.34, è ripresa alle ore 15.53)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Così come stabilito nella Capigruppo, colleghi, il
termine per gli emendamenti del disegno di legge in materia
urbanistica è fissato alle ore 14.00 di lunedì e poi martedì alle
ore 15.00 si inizierà con la discussione generale. Sugli
emendamenti, così come deciso dalla Capigruppo, verranno ammessi
solo gli emendamenti pertinenti al testo.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
LA VARDERA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha la facoltà.
LA VARDERA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi. Io ritengo che
quello che è accaduto in quest'Aula qualche istante fa non può che
non avere una riflessione seria rispetto al fatto che ci avete
tenuto ostaggio per diverse settimane di quella che doveva essere
una delle riforme annunciate di questo Governo.
E poi, di fatto, voi stessi come sempre implodete su voi stessi,
maggioranza ormai che non esiste più, che si raccoglie a cocci, e
avete tenuto ostaggio questo Parlamento in quella che doveva essere
una delle più grandi riforme annunciate dal Governo Schifani, non
essendo in grado di portare a casa il risultato, e noi ci siamo
trovati a venire in Aula più volte in queste settimane e in questi
mesi perché dovevamo portare a casa a quella che voi, maggioranza
di questo Governo, ritenevate una riforma epocale degli enti locali
quando, di fatto, ci ritroviamo un nulla di fatto, ci ritroviamo a
una proposta rispedita alle Commissioni.
Possiamo dire che questa è la legislatura dei rinvii in
Commissione. Non è la prima volta che un vostro disegno di legge
viene distrutto dalla stessa maggioranza che non esiste, che vive
all'interno di un Governo Schifani che è un Governo frammentato, un
Governo fratricida, un Governo dove c'è una lotta interna di quale
area deve prevalere sull'altra, e questo lo dobbiamo dire
schiettamente ai siciliani che seguono i lavori di quest'Aula, e
vedono che quest'Aula è impantanata su sé stessa, non perché le
opposizioni non hanno elementi per potere ragionare
Sono state proprio le opposizioni a voler portare in Aula una
delle poche leggi approvate in questo Parlamento che è il DDL
anticrack che, grazie all'impegno delle opposizioni, è stato
portato in Aula.
Però quando c'è da fare una riforma vera, e voi maggioranza dovete
portarla in Aula, non avete, non solo i numeri, ma non avete il
coraggio di sfidare le opposizioni, vi rifugiate in quella che è...
tanto siccome questo testo, onorevole Pellegrino, lei è veramente
un cantastorie Lei racconta le fiabe, lei doveva avere il coraggio
in quest'Aula, onorevole Pellegrino, di dire che questo disegno di
legge ha dilaniato questa ormai pseudo-maggioranza, basata soltanto
su un'accozzaglia di cose indefinite. Lei doveva avere il coraggio,
onorevole Pellegrino, di dire a quest'Aula la verità dei fatti: che
non avete il coraggio di riportare una sola riforma in questa
Regione
Avete tenuto ostaggio un intero Parlamento per settimane, che si è
riunito a botti di rinvii, e non state facendo neppure una cosa
positiva per questa Regione che, ricordiamolo, perché se lo
dimentichiamo, là fuori c'è la gente che chiede riforme concrete e
reali sui problemi veri, e voi non li sapete affrontare
Allora è questa la verità, caro avvocato Pellegrino, qua non siamo
in un'aula di tribunale che, con le sue arringhe può,
evidentemente, raccontare le fiabe o le favole Qua ci sono fatti
politici, e lei doveva assumersi la responsabilità di dire che
parla sempre per interposta persona, perché ormai lei è il
fiduciario di re Schifani II, che nemmeno viene in Aula, gli manda
i messaggi, gli dice 'devi dire questo' e lei, pedissequamente,
ripete quello che dice il presidente Schifani
Lei doveva avere il coraggio di dire non ce l'abbiamo i numeri,
perché al nostro stesso interno ci stiamo distruggendo, perché un
pezzo di Forza Italia vuole una cosa, un pezzo della Democrazia
Cristiana ne vuole un'altra, un pezzo degli Autonomisti ne vuole
un'altra .
Allora è questa la realtà nuda e cruda, e la gente deve sapere, i
siciliani devono sapere che questo Parlamento, profumatamente
pagato per fare leggi e riforme serie e concrete, è ostaggio di
numeri che non avete, ed è ostaggio di lotte interne che dovrebbero
essere conosciute ai più. Allora, questo noi diremo con coraggio.
Finalmente spero che dopo questo mio attacco frontale, sì,
onorevole Pellegrino, siccome non mi ha mai dedicato un comunicato
stampa, è il momento giusto per farlo, come sa fare lei in estrema
difesa del suo alfiere, del suo re, il re Schifani.
Per l'ennesima volta è un Governo che, ovviamente, nella persona
del suo Presidente latita, perché anche oggi quando si riforma - e
mi avvio a conclusione - la democrazia, quando si mette mano alla
democrazia, deve essere il Presidente ad assumersi la
responsabilità di venire in Aula e a dire la sua visione degli Enti
locali che sono stati trattati come numeri
Ci sono i sindaci nelle chat che si sono arrabbiati dicendo
volete giocare col nostro futuro .
Vi siete svegliati soltanto perché alcune donne, a maggior
ragione, a ragion veduta, di questa Assemblea, ma l'intero
Parlamento e di interi Consigli regionali e comunali hanno deciso
di fare una manifestazione qua davanti e, ovviamente, siete
arretrati perché, evidentemente, avete capito di averla fatta
grossa
Questo Parlamento continua a parlare delle donne come se fossero
quote: la quota tonno, la quota latte, ci vuole il quaranta, ci
vuole il cinquanta. Questo è veramente vergognoso rispetto al fatto
che, spesso e volentieri, sulla difesa delle donne sono le stesse
donne che lo fanno, e gli uomini stanno a guardare Allora è giusto
anche che siano gli uomini a prendere posizione rispetto a un'idea
sbagliata che si ha di una visione assolutamente poco visionaria,
di un Governo assente, che ancora oggi dimostra di non avere i
numeri per governare, e di non fare riforme serie che riguardano i
cittadini ma questo, ovviamente, la storia restituirà quello che
voi state facendo
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro, poi
gli onorevoli De Luca e Sunseri. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Gilistro.
GILISTRO. Grazie Presidente, colleghi, Assessori, sono molto
contento oggi, è una giornata per me importante, una giornata
felice. Oggi, in Commissione Sanità, è stato esitato con voto
unanime, e con la collaborazione di tutte le forze politiche,
quindi ringrazio soprattutto il Presidente Laccoto, la Commissione
e tutti i deputati della Commissione, per avere esitato questo
disegno di legge da presentare al Parlamento nazionale. Il disegno
di legge sulla regolamentazione e il divieto, in alcune fasce di
età, dei cellulari.
Oggi la letteratura internazionale, non regionale, non nazionale,
ma la scienza mondiale ha stabilito che questi marchingegni
provocano danni alla salute dei nostri bambini. E noi possiamo solo
dire tutti insieme - questa è una cosa che nobilita questo
Parlamento, nobilita questa unità di intenti per la salute dei
nostri ragazzi e dei nostri bambini-, lo dico lo ribadisco sempre
con più forza, non permettiamo a chi fa profitto, a chi fa profitto
sui nostri bambini, sui nostri ragazzi, sui nostri figli non
permetteremo di utilizzare i nostri figli, con i danni che possono
avere da questo utilizzo smodato e scriteriato di questi
smartphone.
Quindi un grazie, veramente, a questo Parlamento per avermi dato
la possibilità di mettere sotto i riflettori un argomento così
importante, da poterlo portare a livello nazionale. La salute dei
nostri figli e dei nostri bambini è la nostra priorità Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro. È iscritto a parlare
l'onorevole De Luca Antonino. Prego, onorevole.
DE LUCA Antonino. Presidente, Governo assente - al netto dei due
Assessori presenti - e questa sarebbe stata, probabilmente,
un'occasione in cui chi ha messo voce, a mezzo stampa, offrendo
indicazioni all'Aula e al suo partito di riferimento, tra l'altro
comandandolo di uscire dall'Aula e di abbandonare i lavori d'Aula,
ove si fosse votato con il voto segreto, che è una prerogativa di
questo Parlamento e delle opposizioni
Oggi sarebbe stata, probabilmente, gradita la presenza del
Presidente Schifani, anche magari per illustrare all'Aula come mai,
in questa occasione che ricordo a me stesso si tratta di un disegno
di legge di iniziativa parlamentare, abbia messo tanta veemenza
nelle sue dichiarazioni stampa pur rifiutando, come evidente,
qualsiasi tipo di confronto parlamentare. Questo è un fatto
abbastanza singolare, che un Presidente della Regione interferisca
in maniera così dura, in maniera così anche plateale all'interno di
un dibattito che, per carità, a causa della disomogeneità di questo
disegno di legge, era sicuramente tutt'altro che una riforma.
Perché dire che il disegno di legge sugli enti locali, che era
pervenuto in Aula, era una riforma significativa, oggettivamente, è
non avere il concetto giuridico normativo di riforma. Perché quella
non era una riforma. Riforma è un testo organico, che prende tutte
le norme e che prende tutto il processo e lo va a declinare,
articolo dopo articolo, comma dopo comma, in maniera organica,
uniforme e, soprattutto, non contraddittoria
Questo, invece, era nato come uno stralcio di tre, quattro norme,
che non avevano trovato spazio in un disegno di legge, ed erano
tornate in commissione. Lì si sono buttati tutti i desiderata dei
singoli parlamentari e, all'interno di questi desiderata,
all'interno del centrodestra che ha la maggioranza, fino a prova
contraria in quest'Aula - e, per non avere questa prova contraria,
si è preferito rimandare il testo in Commissione - fino a prova
contraria queste norme, entrate in questo testo, erano
semplicemente delle convenienze territoriali, erano semplicemente
delle promesse elettorali, che non hanno trovato e che
probabilmente mai troveranno soddisfazione in quest'Aula, perché
non solo creano delle contraddizioni all'interno della maggioranza,
ma trovano delle contraddizioni non sanabili all'interno dei
singoli partiti, e in qualche caso delle opportunità, ma anche
delle difficoltà in capo al medesimo parlamentare; perché magari
una determinata norma gli conviene in un comune e non gli conviene
in un altro comune, quindi lo mette davanti alla contraddizione se
portare avanti o meno quella stessa norma
Tutto ciò per dire cosa, Presidente? Che una riforma degli enti
locali, un disegno di legge che entra nella carne viva delle
amministrazioni, non può muovere dalla convenienza del momento,
dalla convenienza del singolo partito o del singolo deputato.
La materia degli enti locali, in quanto tale, non può prescindere
da un confronto sereno su quelle che sono le problematiche che i
nostri comuni e i nostri amministratori vivono, e su quelle che
possono essere le soluzioni a breve, medio e lungo termine che le
norme che produciamo possono o meno offrire.
Diversamente, il disegno di legge sugli enti locali, non troverà
mai la luce. E questa è una responsabilità che - a differenza di
ciò che ha detto il presidente Pellegrino, che adesso si è
allontanato - è tutta in capo alla maggioranza Per le opposizioni
oggi si poteva serenamente votare, per il Movimento Cinque Stelle
oggi si poteva serenamente votare, articolo per articolo E
sappiamo benissimo, li potremmo andare a enunciare uno per uno,
quali articoli sarebbero stati approvati e quali sarebbero stati
bocciati
Ma veda, Presidente, non ci si può nascondere dietro al dito, non
ci si può nascondere dietro alla frase "le opposizioni, la
maggioranza". Questa è responsabilità della maggioranza, che non ha
evidentemente voluto portare avanti il tema della presenza delle
donne nelle Giunte, che non ha voluto portare avanti il tema dei
revisori dei conti, che non ha voluto portare avanti tutte le altre
norme, perché non c'era all'interno della maggioranza un filo
conduttore, proprio perché le norme portate avanti dalla
maggioranza erano dettate dalle convenienze elettorali o materiali
del singolo deputato
E questo è un metodo, è un metodo, che non dovrebbe trovare
accoglimento né nelle Commissioni di merito, né tanto meno
nell'Aula parlamentare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. È iscritto a parlare
l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, siamo
di fronte all'improvvisazione di una maggioranza che non riesce a
portare in Aula un disegno di legge di natura parlamentare, e
all'incapacità di un Governo che non riesce ad affrontare i temi
probabilmente più importanti della nostra Regione
Assessore, ci siamo confrontati tante volte su questi argomenti.
Io mi auguro che porti lei un disegno di legge di riforma degli
enti locali, e che non nasca da un coacervo di norme proposte dai
singoli deputati in maniera confusionaria, non argomentata, non
strutturata, che non affronta i problemi seri degli enti locali, ma
che affronta semplicemente delle piccole esigenze dei vari deputati
che territorialmente devono coprire un problema piuttosto che un
altro.
Da un Governo di questa Regione ci aspettiamo una riforma
organica, che prenda tutti gli aspetti degli enti locali, che ad
oggi si trovano in grandissima difficoltà: stiamo parlando di 70
comuni su 390 che sono in dissesto, parliamo di 110 comuni che sono
tra dissesto e predissesto. Parliamo di una situazione economico-
finanziaria dei nostri comuni che non va affrontata con il
consigliere supplente, l'assessore, le indennità, le trasferte o
altro, ma va affrontata in maniera seria, organica ed è questo
quello che ci si aspetta dal Governo della Regione, e non
certamente queste misure spot, che poi fanno, purtroppo, la fine
che abbiamo visto, Presidente.
Arrivare in Aula, tornare in Commissione, tornare in Aula, andare
in Bilancio, darsi pareri su emendamenti aggiuntivi, ritornare Aula
e oggi nuovamente ritornare in Commissione, bloccando di fatto i
lavori di questa Assemblea, quando ci sono argomenti ben più
importanti da affrontare, ma soprattutto dimostrare che una
maggioranza che non riesce a mettersi d'accordo nemmeno sugli enti
locali, ad oggi non ha i numeri per affrontare una riforma del
genere
Quindi l'augurio è non che non ritorni più un disegno sugli enti
locali. L'augurio è che possa ritornare un disegno di legge sugli
enti locali, ma che a farlo possibilmente sia il Governo,
immaginando un percorso di risanamento dei conti, ma comunque se
dovesse essere il Parlamento, che tratti l'argomento in maniera
organica, e non certamente spot come è stato fatto finora. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie Presidente, Assessori e colleghi deputati. Io devo
dire una cosa, in questo Parlamento, al di là delle norme
finanziarie, poi non arriva nient'altro, e devo riconoscere alla I
Commissione quanto meno, anche se purtroppo ha partorito i più
grandi obbrobri giuridici di questo Parlamento, una fervida
attività, perché è l'unica che riesce a portare in Aula delle norme
che siano leggibili, o i vari tentativi di andare ad elezioni delle
Province nonostante la legge Delrio non sia mai stata abrogata,
fino ad arrivare a quest'ultimo tentativo di normare e di
avvantaggiare i nostri enti locali di una struttura, appunto, di un
apparato normativo che possa aiutarli.
Chiaramente, a questo punto, ci tengo a dire che forse il problema
non è della I Commissione o del Presidente della I Commissione, ma
è di questo Parlamento che è sprovvisto di maggioranza.
Questo Governo naviga a vista. Sta portando avanti una accozzaglia
di proposte che vanno ad accontentare i deputati di ogni singolo
comune dove ci sono i sindaci di riferimento, ma poi di fatto una
riforma organica che possa funzionare, non oggi, per questa
legislatura per i prossimi quattro, cinque anni, ma che possa
funzionare per tanti e tanti anni, che sia veramente una risorsa
per i governi locali non c'è
Perché noi stiamo andando a sistemare una cosa in un comune
distruggendone un'altra, e un'altra ancora, ed è chiaro che poi non
si riesce a trovare la quadra, e quindi questa norma continuamente
viene rimbalzata dall'Aula alla Commissione, dall'Aula alla
Commissione, fino ad oggi che è l'ennesima giornata in cui alcuni
di noi, Presidente, vengono da molto lontano, e fanno viaggi a
vuoto settimanalmente, già da tante settimane per questo tipo di
riforma, che nel suo complesso, nonostante sia strutturata in
questa maniera, e lo hanno detto anche i miei colleghi che non si
può fare una riforma in questo modo, aveva al suo interno comunque
delle norme importanti, delle norme di buon senso.
Mi riferisco al 40% delle quote rosa, che questo Parlamento ancora
non si è adeguato a una normativa nazionale, e che finalmente
poteva dare una rappresentanza di genere adeguata e che sia uguale
al resto della nazione. Mi riferisco all'altra proposta che ho
portato avanti insieme alla collega Ardizzone di dare una
rappresentanza agli under 30 nelle Giunte locali.
La Sicilia che è sempre stata tacciata di essere l'ultima Regione,
fanalino di coda che fa scappare i giovani I giovani vanno a
lavorare fuori, all'estero, cervelli in fuga e quant'altro, poteva
dare un segnale, uno scatto d'orgoglio, andare in controtendenza, e
fare appunto una norma che avesse proprio i giovani, ma non perché
ci serva una rappresentanza che abbia un limite di età, ma perché
questa rappresentanza rappresenta anche quella che è l'innovazione,
l'evoluzione, la visione, che è un modo per far capire ai giovani
che bisogna ritornare alla politica, che bisogna partecipare
Ecco qualcosa che racchiudeva in sé veramente tante e tante cose
Poi chiaramente in questa proposta che racchiude brutture e cose
anche interessanti, poi ne pagano tutti i cittadini siciliani, così
come le pagano tutti i sindaci, perché a questo punto la norma
tornerà in Commissione, poi saremo qua nuovamente a discutere delle
variazioni di bilancio, poi saremo qua a discutere se rinviare o
non rinviare le elezioni di secondo livello per le province.
Quindi io penso che noi continueremo a rimballare questa norma
dall'Aula alla Commissione per molti e molti mesi ancora
Questa è la situazione di un Governo inefficiente che non cammina,
che si è ridotto ad essere una macchina elefantiaca più di quanto
non lo fosse già prima. E questo ci tengo a sottolinearlo, signor
Presidente, perché al di là di quattro norme finanziarie che
accontentano i deputati, noi non vediamo nient'altro in questo
Parlamento.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori, colleghi, semplicemente
per ringraziare le donne che ieri, ma anche gli uomini, hanno
partecipato in piazza, e che si sarebbero aspettati un epilogo
completamente diverso dal disegno di legge che è stato rimandato in
Commissione.
Veda, signor Presidente, quell'articolo sulla rappresentanza di
genere per le giunte comunali, con la percentuale al 20, non
sarebbe dovuto neanche arrivare nel testo Una vergogna Questa è
la difficoltà di questa Sicilia che cammina lentamente, e qualche
volta rimane totalmente immobile, ma se cammina, cammina in maniera
retrograda Ecco noi non ci stiamo, il Movimento Cinque Stelle da
sempre ha portato le donne dentro il Parlamento, sia regionale che
nazionale, che nel 2018 è passato dal 19 per cento al 35 per cento
di presenze femminili, così come nel Parlamento regionale.
Bene, da questo scranno, signor Presidente, io la invito a
salvaguardare questa norma, perché altrimenti la porteremo come un
recepimento tout court della norma nazionale, perché è
assolutamente vergognoso, e noi come donne non ci stiamo a questo
andazzo in questa Sicilia davvero retrograda.
PRESIDENTE. Colleghi, così come è stabilito dalla Conferenza dei
Capigruppo, l'Aula è rinviata a martedì 22 ottobre 2024, alle ore
15:00, con l'ordine del giorno stabilito dalla Conferenza dei
Capigruppo.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 16:17
L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul sito
web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
138a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 22 ottobre 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Disposizioni in materia di urbanistica . (n. 499/A Stralcio I/A)
(Seguito)
Relatore: On. Carta
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A - Comunicazioni (v. oltre)