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Resoconto d'Aula della Seduta n. 137 di mercoledì 16 ottobre 2024
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.19

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione ed è considerato approvato, in  assenza
  di osservazioni in contrario, nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  con nota  datata  15  ottobre  2024  e
  protocollata al n. 5677-ARS/2024 di pari data, pervenuta con e-mail
  del  15  ottobre 2024, l'onorevole Chinnici, nella sua  qualità  di
  primo  firmatario,   ha dichiarato di ritirare l'interrogazione  n.
  1181  Chiarimenti sull'Avviso n. 12/24  PR  Sicilia  FSE+ 2021-2027
  per  la   presentazione  di  operazioni  per l'inserimento   socio-
  lavorativo  dei   soggetti   in esecuzione penale  a seguito  della
  presentazione di successiva più completa interrogazione recante  il
  numero d'ordine 1221.
   Poiché l'interrogazione n. 1181 era stata già trasmessa al Governo
  e annunciata nella seduta d'Assemblea n. 128 del 10 settembre 2024,
  dispongo  che la presente comunicazione venga inviata al Presidente
  della  Regione  e  all'Assessore  regionale  per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e  il  lavoro nella sua  qualità  di  Assessore
  delegato alla relativa trattazione.

   L'Assemblea ne prende atto.


      Discussione  del  disegno di legge  Norme in  materia  di  enti
  locali" (n. 105-230-331/A)
   PRESIDENTE.  Colleghi, si passa al secondo punto  dell'ordine  del
  giorno: Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede  con  il disegno di legge  Norme in  materia  di  enti
  locali  (n. 105-230-331/A).
   Chiedo alla Commissione di prendere posto al banco assegnato.
   La Commissione è presente.

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO. Signor Presidente, gli argomenti che dovremmo andare a
  trattare  con  il  presente  disegno di  legge  sono  assolutamente
  sensibili dal punto di vista amministrativo, per quanto riguarda la
  gestione  dei  comuni, degli enti locali, che sono il front  office
  della Pubblica amministrazione. Quindi, a questo punto, considerate
  le interlocuzioni che ci sono state nelle Conferenze dei Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari, nelle diverse attività di interlocuzione,
  anche con i diversi Gruppi, sia anche dell'opposizione, ritengo che
  sia  assolutamente necessario, in questo momento, dato che le norme
  non  possono  essere di colore perché riguardano tutti  i  sindaci,
  riguardano tutti gli enti, che sarebbe opportuno un approfondimento
  per trovare un punto di coesione, un punto di condivisione da parte
  di  tutti  e,  quindi, sarebbe opportuno che il  disegno  di  legge
  tornasse  in  I  Commissione, in modo che  il  Presidente,  con  la
  gestione   del  Presidente,  si  possa  pervenire  anche   ad   una
  condivisione  degli articoli e cercare di tornare in  Aula  con  un
  testo  assolutamente  condiviso e che possa  essere,  non  dico  di
  gradimento, ma che comunque possa essere condiviso da tutti  o  che
  possa  trovare un accoglimento, anche se parziale, da  parte  della
  maggioranza,  da  parte  dell'opposizione,  da  parte  di  tutti  i
  partiti.  Perché,  ripeto,  si tratta  di  norme,  di  regole,  che
  verranno ad incidere nella gestione di tutti i comuni della Sicilia
  e  non  è  giusto che si vada a un voto, anche ad un voto  segreto,
  senza  che  ci sia invece una responsabilità da parte  di  tutti  i
  deputati nel riformare gli enti locali.
   Quindi,  formalmente, chiedo un rinvio in Commissione del  disegno
  di legge.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino. Poi dinanzi a quello che
  è  un ragionamento sotto il profilo del voto segreto, si figuri  se
  non  sfonda una porta aperta  Essendoci però una richiesta  formale
  di  rinvio  in Commissione, ci possono essere solo due  interventi:
  uno a favore e uno contro.
   Quindi,  chi parla a favore? Mettetevi d'accordo. Siete  in  tanti
  che  me  l'avete  chiesto. Così è il Regolamento: un  intervento  a
  favore,  uno  contro. Lo chiede, lo chiede lei; gli  altri  possono
  intervenire  dopo  la  votazione. Quindi,  ha  chiesto  di  parlare
  l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.    Signor   Presidente,   attendevamo   di    ascoltare
  l'intervento  del  Presidente  del  Gruppo  parlamentare  di  Forza
  Italia,  perché, ovviamente, lo stesso, anche dopo le dichiarazioni
  del Presidente Schifani, che un giorno dichiara una cosa, un giorno
  ne dichiara un'altra, è chiaro che ci ritroviamo non al confronto o
  alla  condivisione  come il Capogruppo di Forza Italia  vuole  fare
  passare in quest'Aula, perché così non è
   Perché  noi  ci  troviamo ad affrontare un testo, caro  Presidente
  Abbate,  dopo, lei bene dice, le diverse audizioni, dopo ovviamente
  un  anno di confronto, ci troviamo ad affrontare e a parlare di  un
  testo  che  è  il ddl 105 dove pensavamo di affrontare una  riforma
  degli  enti locali in modo organico, che fosse davvero un  qualcosa
  che  va  verso i territori e gli amministratori e invece  siamo  di
  fronte  a  degli  articoli con esigenze di territori  e  di  alcuni
  deputati.
   Perché  è  chiaro che noi ormai, da diverso tempo,  lo  dico  come
  Gruppo   parlamentare  del  Partito  Democratico,  ma  anche   come
  componente della I Commissione, con il collega Giambona  più  volte
  lo  abbiamo  detto in Commissione, ed è la quarta,  la  quinta,  la
  sesta  volta  che  questa  maggioranza,  Presidente  Galvagno,   lo
  ribadisco  fallimentare, confusa e che nella sua stessa maggioranza
  litiga  rispetto a quello che sono le argomentazioni  e oggi,  dopo
  diverse settimane, la chiamo io di "tira e molla", ci ritroviamo in
  Aula a parlare del testo n. 105, innanzi all'ennesima richiesta  di
  riportarlo  in  Commissione con il tentativo ieri,  per  l'ennesima
  volta,  di  chiedere  alle opposizioni quali fossero  le  norme  da
  condividere
   Bene,  Presidente Galvagno, non ce ne sono norme  da  condividere
  Noi  abbiamo detto che questo testo e lei che è interprete,  perché
  più  volte  con  lei  proprio nel rispetto  di  quest'Aula  abbiamo
  condiviso  i  lavori  e  li  abbiamo  portati  tutti  a  casa  come
  risultato, adesso è chiaro che c'è una norma scollegata da tutto  e
  soprattutto, vorrei capire, abbiamo audito l'Anci ma io fino a ieri
  sera  ho avuto interlocuzioni con l'Anci e mi pare che sì, ci  sono
  un paio di cose che riguardano l'Anci, che ovviamente l'Anci stessa
  ha  chiesto,  ma poi tutte cose scollegate, perché i veri  problemi
  degli amministratori non sono quelli di queste giornate che vengono
  affrontate,    del   consigliere,   del   consigliere    supplente,
  dell'assessore aggiunto, ma sono altri, sono i problemi  che  hanno
  della  mancanza  di  personale, sono i  problemi  che  non  possono
  assumere
   C'è  un problema dirimente che noi continuiamo ad affrontare e che
  con forza, fino a ieri lei Presidente Galvagno è stato così cortese
  in   forma   trasversale  da  udire  quello   che   è   stata   una
  rappresentanza, quella delle donne, che è diciamo del 40 per cento,
  nel  recepimento delle norme nazionali  Ebbene abbiamo  dovuto  più
  volte in Commissione andare giù per dire 'Guardate che non possiamo
  trattare  sul 20, 25, 30 per cento, c'è il recepimento della  norma
  nazionale su un tema importante che è quello delle donne '.
   Ebbene,  cari colleghi, questi sono i veri temi che un disegno  di
  legge  serio sugli enti locali dovrebbe affrontare, non quello  che
  ognuno  dà  un  proprio desiderio, dà un proprio  articolo,  dà  un
  proprio  emendamento.  Ed è chiaro, Presidente  Galvagno,  che  noi
  riteniamo  che  per  l'ennesima  volta  rinviare  questo  testo  in
  Commissione  è  un  fallimento non soltanto  della  maggioranza  ma
  soprattutto  del  Governo che fa finta di non  essere  presente  su
  questo   argomento  e  non  interessato,  ma  che   ha   tutta   la
  responsabilità, Assessore Messina, lo dico anche a lei, perché  lei
  ovviamente  è  venuto più volte in Commissione, ma  soprattutto  lo
  dico  al  Presidente della Regione Schifani che tende a lavarsi  le
  mani.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire per l'intervento a favore il
  Presidente Abbate. Ne ha facoltà.

   ABBATE,   Presidente   della  Commissione  e   relatore.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, io apprendo anche dal Capogruppo di
  Forza Italia, ma penso da parte della maggioranza, la necessità  di
  poter approfondire o trovare una sintesi su un disegno di legge che
  già  è stato sintesi in Commissione. Ma penso che dobbiamo prendere
  anche  un  lato positivo da questa esperienza di questi giorni,  il
  fatto  che  ci  sia un'ulteriore possibilità, anche  nei  confronti
  dell'opposizione, di partecipare in Commissione, come abbiamo fatto
  fino ad oggi, e prendere per buono quello che già si era riusciti a
  trovare,  una sintesi come quella sulla  quota rosa , la  quota  di
  genere  all'interno delle amministrazioni locali,  nelle  giunte  e
  nelle amministrazioni locali, ebbene si era trovato un accordo  sul
  40  per  cento  in ordine al recepimento della norma  nazionale.  E
  quindi  partiamo da quelli che sono alcuni punti fermi  di  accordo
  che  si  erano già trovati così come per quanto riguarda la riforma
  dei  revisori  dei conti, così come per quanto riguarda  le  schede
  elettorali con l'antifrode.
   Ci  sono alcuni argomenti che erano già, come si dice, riusciti  a
  trovare  una  sintesi.  Sarà il sottoscritto,  ma  insieme  con  la
  Commissione, già nei prossimi giorni, a riconvocare l'Anci perché è
  giusto  che  l'Anci  dica la sua, oltre che l'abbiamo  sentito  già
  tantissime  volte,  dirà la sua anche sulla possibilità  di  potere
  inserire ulteriori norme all'interno di questo disegno di legge.
   Sarà poi compito di tutti, tentare tutti insieme di fare anche una
  sintesi  con  i  Capigruppo  di maggioranza  e  di  opposizione  in
  Commissione,  per riuscire a portarla in Aula, anche  ampliando  su
  altri argomenti che l'Anci cerca ha chiesto di inserire.
   Siccome  già abbiamo sentito tante volte l'Anci, così come abbiamo
  sentito   l'Ancrel,   così   come   abbiamo   sentito   i   dottori
  commercialisti,  come pure tutti gli attori di  questo  disegno  di
  legge,  risentiremo di nuovo, vedendo se l'Anci stessa ci  dice  di
  intervenire  con  altri argomenti all'interno  di  questo,  vedremo
  quelli che sono gli argomenti che servono in questo momento  e  che
  siano di competenza della Regione siciliana per quanto riguarda gli
  enti locali.
   Quindi sarà un momento su come approfondire, trovare la sintesi  e
  integrare  rispetto  a quelle che sono le richieste  dell'Anci,  su
  cosa  vuole  portare  e mettere all'interno di  questo  disegno  di
  legge. Penso che da parte di tutti ci sia la volontà di lavorare, e
  dal  sottoscritto, ma dalla Commissione tutta,  dove  penso  che  i
  commissari  hanno  lavorato  in  modo  attivo,  di  maggioranza   e
  opposizione,  per  portare avanti un disegno di legge  che  è  nato
  anche  in  due anni di esigenze e di richieste da parte  del  mondo
  politico,  degli amministratori, di quello che è il  governo  degli
  enti locali.
   Quindi, per questo, prendiamo il lato buono, che può essere  anche
  un momento di confronto, ma anche di ampliamento e di condivisione,
  per  poi  riportare di nuovo il disegno di legge in Aula,  sperando
  che la terza volta sia la volta buona per l'approvazione.
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Abbate.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Marano.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Seguito della discussione del disegno di legge
          Norme in materia di enti locali" (n. 105-230-331/A)

   PRESIDENTE.  Mi permetto di aggiungere, rispetto alla  riflessione
  che  è  stata  fatta, che questo disegno di legge probabilmente  ha
  assunto  o  ha  fatto  assumere dei connotati,  anche  ai  deputati
  stessi,  talvolta di bipolarismo, perché una stessa norma  talvolta
  poteva  avere un effetto in un Comune dove si aveva una convenienza
  e in altri meno.
   Allora,  io  ritengo  che  - ed è come  auspicio  -  partendo  dal
  presupposto  che  dobbiamo vedere come si determinerà  l'Aula,  che
  comunque il rinvio eventuale in Commissione possa essere fatto  per
  lavorare su dei principi che devono essere assolutamente lontani da
  quello  che  può  essere  un  interesse  speciale,  ma  soprattutto
  coinvolgendo  anche  l'Anci,  come avete  fatto,  e  forse  bisogna
  continuare a farlo, e tenendo come capisaldi quelle che sono  delle
  norme  che credo siano condivise e mi sembra di capire da tutte  le
  forze  politiche, tanto di opposizione quanto di maggioranza,  come
  il ddl sulla parità di genere.
   Pertanto, formalmente, pongo in votazione il rinvio in Commissione
  del disegno di legge.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario al rinvio si alzi.

                             (È approvato)

   Hanno   votato   contro   il  Gruppo  parlamentare   del   Partito
  Democratico,  del  Movimento Cinque Stelle, di Sud  chiama  Nord  e
  anche il Gruppo Misto.


     Discussione del disegno di legge  Disposizioni in materia di
                             urbanistica
                        (n. 499/A Stralcio I/A)

   Si  passa  al  II  punto  all'ordine del giorno   Disposizioni  in
  materia di urbanistica  (n. 499/A Stralcio I/A)
   Allora,  colleghi, al punto due dell'ordine del giorno abbiamo  le
  disposizioni  in  materia  di  urbanistica  pertanto  -   visto   e
  considerato  che  anche  questo disegno  di  legge  rappresenta  un
  momento  importante  - ritengo che l'Aula vada  sospesa  per  dieci
  minuti,  così  da  decidere  insieme qual  è  il  termine  per  gli
  emendamenti e il percorso da seguire.
   Pertanto,  sospendiamo  la  seduta e teniamo  una  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Grazie.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.34, è ripresa alle ore 15.53)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   parlamentari

       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Così  come stabilito nella Capigruppo,  colleghi,  il
  termine  per  gli  emendamenti  del disegno  di  legge  in  materia
  urbanistica  è fissato alle ore 14.00 di lunedì e poi martedì  alle
  ore   15.00   si  inizierà  con  la  discussione  generale.   Sugli
  emendamenti,  così come deciso dalla Capigruppo,  verranno  ammessi
  solo gli emendamenti pertinenti al testo.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   LA  VARDERA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha la facoltà.

   LA  VARDERA. Grazie Presidente, onorevoli colleghi. Io ritengo che
  quello che è accaduto in quest'Aula qualche istante fa non può  che
  non  avere  una riflessione seria rispetto al fatto  che  ci  avete
  tenuto  ostaggio per diverse settimane di quella che doveva  essere
  una delle riforme annunciate di questo Governo.
   E  poi,  di fatto, voi stessi come sempre implodete su voi stessi,
  maggioranza ormai che non esiste più, che si raccoglie a  cocci,  e
  avete tenuto ostaggio questo Parlamento in quella che doveva essere
  una  delle più grandi riforme annunciate dal Governo Schifani,  non
  essendo  in  grado di portare a casa il risultato, e noi  ci  siamo
  trovati a venire in Aula più volte in queste settimane e in  questi
  mesi  perché  dovevamo portare a casa a quella che voi, maggioranza
  di questo Governo, ritenevate una riforma epocale degli enti locali
  quando, di fatto, ci ritroviamo un nulla di fatto, ci ritroviamo  a
  una proposta rispedita alle Commissioni.
   Possiamo   dire  che  questa  è  la  legislatura  dei  rinvii   in
  Commissione.  Non è la prima volta che un vostro disegno  di  legge
  viene  distrutto dalla stessa maggioranza che non esiste, che  vive
  all'interno di un Governo Schifani che è un Governo frammentato, un
  Governo fratricida, un Governo dove c'è una lotta interna di  quale
  area   deve  prevalere  sull'altra,  e  questo  lo  dobbiamo   dire
  schiettamente  ai siciliani che seguono i lavori di  quest'Aula,  e
  vedono  che  quest'Aula è impantanata su sé stessa, non  perché  le
  opposizioni non hanno elementi per potere ragionare
   Sono  state  proprio le opposizioni a voler portare  in  Aula  una
  delle  poche  leggi approvate in questo Parlamento  che  è  il  DDL
   anticrack   che,  grazie all'impegno delle  opposizioni,  è  stato
  portato in Aula.
   Però quando c'è da fare una riforma vera, e voi maggioranza dovete
  portarla  in  Aula, non avete, non solo i numeri, ma non  avete  il
  coraggio di sfidare le opposizioni, vi rifugiate in quella che è...
  tanto  siccome questo testo, onorevole Pellegrino, lei è  veramente
  un cantastorie  Lei racconta le fiabe, lei doveva avere il coraggio
  in  quest'Aula, onorevole Pellegrino, di dire che questo disegno di
  legge ha dilaniato questa ormai pseudo-maggioranza, basata soltanto
  su un'accozzaglia di cose indefinite. Lei doveva avere il coraggio,
  onorevole Pellegrino, di dire a quest'Aula la verità dei fatti: che
  non  avete  il  coraggio di riportare una sola  riforma  in  questa
  Regione
   Avete tenuto ostaggio un intero Parlamento per settimane, che si è
  riunito  a  botti di rinvii, e non state facendo neppure  una  cosa
  positiva  per  questa  Regione  che,  ricordiamolo,  perché  se  lo
  dimentichiamo, là fuori c'è la gente che chiede riforme concrete  e
  reali sui problemi veri, e voi non li sapete affrontare
   Allora è questa la verità, caro avvocato Pellegrino, qua non siamo
  in   un'aula   di   tribunale  che,  con  le  sue   arringhe   può,
  evidentemente, raccontare le fiabe o le favole  Qua ci  sono  fatti
  politici,  e  lei doveva assumersi la responsabilità  di  dire  che
  parla  sempre  per  interposta  persona,  perché  ormai  lei  è  il
  fiduciario di re Schifani II, che nemmeno viene in Aula, gli  manda
  i  messaggi,  gli  dice 'devi dire questo' e lei,  pedissequamente,
  ripete quello che dice il presidente Schifani
   Lei  doveva avere il coraggio di dire  non ce l'abbiamo i  numeri,
  perché  al nostro stesso interno ci stiamo distruggendo, perché  un
  pezzo  di  Forza  Italia vuole una cosa, un pezzo della  Democrazia
  Cristiana  ne vuole un'altra, un pezzo degli Autonomisti  ne  vuole
  un'altra  .
   Allora è questa la realtà nuda e cruda, e la gente deve sapere,  i
  siciliani  devono  sapere  che  questo  Parlamento,  profumatamente
  pagato  per  fare leggi e riforme serie e concrete, è  ostaggio  di
  numeri che non avete, ed è ostaggio di lotte interne che dovrebbero
  essere  conosciute ai più. Allora, questo noi diremo con  coraggio.
  Finalmente  spero  che  dopo  questo  mio  attacco  frontale,   sì,
  onorevole  Pellegrino, siccome non mi ha mai dedicato un comunicato
  stampa,  è il momento giusto per farlo, come sa fare lei in estrema
  difesa del suo alfiere, del suo re, il re Schifani.
   Per  l'ennesima volta è un Governo che, ovviamente, nella  persona
  del suo Presidente latita, perché anche oggi quando si riforma -  e
  mi  avvio a conclusione - la democrazia, quando si mette mano  alla
  democrazia,   deve   essere   il   Presidente   ad   assumersi   la
  responsabilità di venire in Aula e a dire la sua visione degli Enti
  locali che sono stati trattati come numeri
   Ci  sono  i  sindaci  nelle  chat che si sono  arrabbiati  dicendo
   volete giocare col nostro futuro  .
   Vi  siete  svegliati  soltanto  perché  alcune  donne,  a  maggior
  ragione,   a  ragion  veduta,  di  questa  Assemblea,  ma  l'intero
  Parlamento  e di interi Consigli regionali e comunali hanno  deciso
  di  fare  una  manifestazione  qua  davanti  e,  ovviamente,  siete
  arretrati  perché,  evidentemente, avete  capito  di  averla  fatta
  grossa
   Questo  Parlamento continua a parlare delle donne come se  fossero
  quote:  la  quota tonno, la quota latte, ci vuole il  quaranta,  ci
  vuole il cinquanta. Questo è veramente vergognoso rispetto al fatto
  che,  spesso e volentieri, sulla difesa delle donne sono le  stesse
  donne che lo fanno, e gli uomini stanno a guardare  Allora è giusto
  anche  che siano gli uomini a prendere posizione rispetto a un'idea
  sbagliata  che si ha di una visione assolutamente poco  visionaria,
  di  un  Governo assente, che ancora oggi dimostra di  non  avere  i
  numeri per governare, e di non fare riforme serie che riguardano  i
  cittadini  ma questo, ovviamente, la storia restituirà  quello  che
  voi state facendo

   PRESIDENTE.   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro,  poi
  gli  onorevoli De Luca e Sunseri. Ha facoltà di parlare l'onorevole
  Gilistro.

   GILISTRO.  Grazie  Presidente,  colleghi,  Assessori,  sono  molto
  contento  oggi,  è  una  giornata per me importante,  una  giornata
  felice.  Oggi,  in  Commissione Sanità, è stato  esitato  con  voto
  unanime,  e  con  la  collaborazione di tutte le  forze  politiche,
  quindi  ringrazio soprattutto il Presidente Laccoto, la Commissione
  e  tutti  i  deputati della Commissione, per avere  esitato  questo
  disegno  di legge da presentare al Parlamento nazionale. Il disegno
  di  legge  sulla regolamentazione e il divieto, in alcune fasce  di
  età, dei cellulari.
   Oggi  la letteratura internazionale, non regionale, non nazionale,
  ma  la  scienza  mondiale  ha  stabilito  che  questi  marchingegni
  provocano danni alla salute dei nostri bambini. E noi possiamo solo
  dire  tutti  insieme  -  questa  è una  cosa  che  nobilita  questo
  Parlamento,  nobilita questa unità di intenti  per  la  salute  dei
  nostri  ragazzi e dei nostri bambini-, lo dico lo ribadisco  sempre
  con più forza, non permettiamo a chi fa profitto, a chi fa profitto
  sui  nostri  bambini,  sui nostri ragazzi,  sui  nostri  figli  non
  permetteremo di utilizzare i nostri figli, con i danni che  possono
  avere   da   questo  utilizzo  smodato  e  scriteriato  di   questi
  smartphone.
   Quindi  un grazie, veramente, a questo Parlamento per avermi  dato
  la  possibilità  di  mettere sotto i riflettori un  argomento  così
  importante, da poterlo portare a livello nazionale. La  salute  dei
  nostri figli e dei nostri bambini è la nostra priorità  Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole Gilistro. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole De Luca Antonino. Prego, onorevole.

   DE  LUCA Antonino. Presidente, Governo assente - al netto dei  due
  Assessori   presenti  -  e  questa  sarebbe  stata,  probabilmente,
  un'occasione  in  cui chi ha messo voce, a mezzo  stampa,  offrendo
  indicazioni  all'Aula e al suo partito di riferimento, tra  l'altro
  comandandolo di uscire dall'Aula e di abbandonare i lavori  d'Aula,
  ove  si fosse votato con il voto segreto, che è una prerogativa  di
  questo Parlamento e delle opposizioni
   Oggi  sarebbe  stata,  probabilmente,  gradita  la  presenza   del
  Presidente Schifani, anche magari per illustrare all'Aula come mai,
  in questa occasione che ricordo a me stesso si tratta di un disegno
  di  legge  di  iniziativa parlamentare, abbia messo tanta  veemenza
  nelle  sue  dichiarazioni  stampa pur  rifiutando,  come  evidente,
  qualsiasi  tipo  di  confronto  parlamentare.  Questo  è  un  fatto
  abbastanza  singolare, che un Presidente della Regione interferisca
  in maniera così dura, in maniera così anche plateale all'interno di
  un dibattito che, per carità, a causa della disomogeneità di questo
  disegno di legge, era sicuramente tutt'altro che una riforma.
   Perché  dire  che il disegno di legge sugli enti locali,  che  era
  pervenuto in Aula, era una riforma significativa, oggettivamente, è
  non avere il concetto giuridico normativo di riforma. Perché quella
  non  era una riforma. Riforma è un testo organico, che prende tutte
  le  norme  e  che  prende tutto il processo e lo  va  a  declinare,
  articolo  dopo  articolo, comma dopo comma,  in  maniera  organica,
  uniforme e, soprattutto, non contraddittoria
   Questo, invece, era nato come uno stralcio di tre, quattro  norme,
  che  non  avevano trovato spazio in un disegno di legge,  ed  erano
  tornate  in commissione. Lì si sono buttati tutti i desiderata  dei
  singoli   parlamentari   e,  all'interno  di   questi   desiderata,
  all'interno  del centrodestra che ha la maggioranza, fino  a  prova
  contraria  in quest'Aula - e, per non avere questa prova contraria,
  si  è  preferito rimandare il testo in Commissione - fino  a  prova
  contraria   queste   norme,  entrate   in   questo   testo,   erano
  semplicemente  delle convenienze territoriali, erano  semplicemente
  delle   promesse   elettorali,  che  non  hanno   trovato   e   che
  probabilmente  mai  troveranno soddisfazione in quest'Aula,  perché
  non solo creano delle contraddizioni all'interno della maggioranza,
  ma  trovano  delle  contraddizioni  non  sanabili  all'interno  dei
  singoli  partiti,  e  in qualche caso delle opportunità,  ma  anche
  delle  difficoltà in capo al medesimo parlamentare;  perché  magari
  una  determinata norma gli conviene in un comune e non gli conviene
  in  un altro comune, quindi lo mette davanti alla contraddizione se
  portare avanti o meno quella stessa norma
   Tutto  ciò  per dire cosa, Presidente? Che una riforma degli  enti
  locali,  un  disegno  di  legge che entra nella  carne  viva  delle
  amministrazioni,  non  può muovere dalla convenienza  del  momento,
  dalla convenienza del singolo partito o del singolo deputato.
   La  materia degli enti locali, in quanto tale, non può prescindere
  da  un  confronto sereno su quelle che sono le problematiche che  i
  nostri  comuni  e i nostri amministratori vivono, e su  quelle  che
  possono essere le soluzioni a breve, medio e lungo termine  che  le
  norme che produciamo possono o meno offrire.
   Diversamente, il disegno di legge sugli enti locali,  non  troverà
  mai  la  luce. E questa è una responsabilità che - a differenza  di
  ciò  che  ha  detto  il  presidente Pellegrino,  che  adesso  si  è
  allontanato  - è tutta in capo alla maggioranza  Per le opposizioni
  oggi  si poteva serenamente votare, per il Movimento Cinque  Stelle
  oggi  si  poteva  serenamente  votare,  articolo  per  articolo   E
  sappiamo  benissimo, li potremmo andare a enunciare  uno  per  uno,
  quali  articoli  sarebbero stati approvati e quali sarebbero  stati
  bocciati
   Ma  veda, Presidente, non ci si può nascondere dietro al dito, non
  ci  si  può  nascondere  dietro  alla  frase  "le  opposizioni,  la
  maggioranza". Questa è responsabilità della maggioranza, che non ha
  evidentemente  voluto portare avanti il tema della  presenza  delle
  donne  nelle Giunte, che non ha voluto portare avanti il  tema  dei
  revisori dei conti, che non ha voluto portare avanti tutte le altre
  norme,  perché  non  c'era all'interno della  maggioranza  un  filo
  conduttore,   proprio   perché  le  norme  portate   avanti   dalla
  maggioranza erano dettate dalle convenienze elettorali o  materiali
  del singolo deputato
   E  questo  è  un  metodo, è un metodo, che  non  dovrebbe  trovare
  accoglimento  né  nelle  Commissioni  di  merito,  né  tanto   meno
  nell'Aula parlamentare. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole De  Luca.  È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  siamo
  di  fronte all'improvvisazione di una maggioranza che non riesce  a
  portare  in  Aula  un  disegno di legge di natura  parlamentare,  e
  all'incapacità  di un Governo che non riesce ad affrontare  i  temi
  probabilmente più importanti della nostra Regione
   Assessore,  ci siamo confrontati tante volte su questi  argomenti.
  Io  mi  auguro  che porti lei un disegno di legge di riforma  degli
  enti  locali, e che non nasca da un coacervo di norme proposte  dai
  singoli  deputati  in maniera confusionaria, non  argomentata,  non
  strutturata, che non affronta i problemi seri degli enti locali, ma
  che affronta semplicemente delle piccole esigenze dei vari deputati
  che  territorialmente devono coprire un problema piuttosto  che  un
  altro.
   Da  un  Governo  di  questa  Regione  ci  aspettiamo  una  riforma
  organica,  che prenda tutti gli aspetti degli enti locali,  che  ad
  oggi  si trovano in grandissima difficoltà: stiamo parlando  di  70
  comuni su 390 che sono in dissesto, parliamo di 110 comuni che sono
  tra  dissesto e predissesto. Parliamo di una situazione  economico-
  finanziaria  dei  nostri  comuni  che  non  va  affrontata  con  il
  consigliere  supplente, l'assessore, le indennità, le  trasferte  o
  altro,  ma  va affrontata in maniera seria, organica  ed  è  questo
  quello  che  ci  si  aspetta  dal  Governo  della  Regione,  e  non
  certamente  queste misure spot, che poi fanno, purtroppo,  la  fine
  che abbiamo visto, Presidente.
   Arrivare in Aula, tornare in Commissione, tornare in Aula,  andare
  in Bilancio, darsi pareri su emendamenti aggiuntivi, ritornare Aula
  e  oggi  nuovamente ritornare in Commissione, bloccando di fatto  i
  lavori  di  questa  Assemblea, quando ci  sono  argomenti  ben  più
  importanti  da  affrontare,  ma  soprattutto  dimostrare  che   una
  maggioranza che non riesce a mettersi d'accordo nemmeno sugli  enti
  locali,  ad  oggi  non ha i numeri per affrontare una  riforma  del
  genere
   Quindi  l'augurio è non che non ritorni più un disegno sugli  enti
  locali.  L'augurio è che possa ritornare un disegno di legge  sugli
  enti   locali,  ma  che  a  farlo  possibilmente  sia  il  Governo,
  immaginando  un percorso di risanamento dei conti, ma  comunque  se
  dovesse  essere  il Parlamento, che tratti l'argomento  in  maniera
  organica, e non certamente spot come è stato fatto finora. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Sunseri.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Grazie Presidente, Assessori e colleghi deputati. Io  devo
  dire  una  cosa,  in  questo  Parlamento,  al  di  là  delle  norme
  finanziarie, poi non arriva nient'altro, e devo riconoscere alla  I
  Commissione  quanto  meno, anche se purtroppo ha  partorito  i  più
  grandi   obbrobri  giuridici  di  questo  Parlamento,  una  fervida
  attività, perché è l'unica che riesce a portare in Aula delle norme
  che siano leggibili, o i vari tentativi di andare ad elezioni delle
  Province  nonostante  la legge Delrio non sia mai  stata  abrogata,
  fino  ad  arrivare  a  quest'ultimo  tentativo  di  normare  e   di
  avvantaggiare i nostri enti locali di una struttura, appunto, di un
  apparato normativo che possa aiutarli.
   Chiaramente, a questo punto, ci tengo a dire che forse il problema
  non è della I Commissione o del Presidente della I Commissione,  ma
  è di questo Parlamento che è sprovvisto di maggioranza.
   Questo Governo naviga a vista. Sta portando avanti una accozzaglia
  di  proposte  che vanno ad accontentare i deputati di ogni  singolo
  comune  dove ci sono i sindaci di riferimento, ma poi di fatto  una
  riforma  organica  che  possa  funzionare,  non  oggi,  per  questa
  legislatura  per  i  prossimi quattro, cinque anni,  ma  che  possa
  funzionare  per tanti e tanti anni, che sia veramente  una  risorsa
  per i governi locali non c'è
   Perché  noi  stiamo  andando a sistemare una  cosa  in  un  comune
  distruggendone un'altra, e un'altra ancora, ed è chiaro che poi non
  si  riesce a trovare la quadra, e quindi questa norma continuamente
  viene   rimbalzata  dall'Aula  alla  Commissione,  dall'Aula   alla
  Commissione, fino ad oggi che è l'ennesima giornata in  cui  alcuni
  di  noi,  Presidente, vengono da molto lontano, e  fanno  viaggi  a
  vuoto  settimanalmente, già da tante settimane per questo  tipo  di
  riforma,  che  nel  suo complesso, nonostante  sia  strutturata  in
  questa  maniera, e lo hanno detto anche i miei colleghi che non  si
  può  fare una riforma in questo modo, aveva al suo interno comunque
  delle norme importanti, delle norme di buon senso.
   Mi riferisco al 40% delle quote rosa, che questo Parlamento ancora
  non  si  è  adeguato a una normativa nazionale,  e  che  finalmente
  poteva  dare una rappresentanza di genere adeguata e che sia uguale
  al  resto  della  nazione. Mi riferisco all'altra proposta  che  ho
  portato   avanti  insieme  alla  collega  Ardizzone  di  dare   una
  rappresentanza agli under 30 nelle Giunte locali.
   La Sicilia che è sempre stata tacciata di essere l'ultima Regione,
  fanalino  di  coda  che fa scappare i giovani  I  giovani  vanno  a
  lavorare fuori, all'estero, cervelli in fuga e quant'altro,  poteva
  dare un segnale, uno scatto d'orgoglio, andare in controtendenza, e
  fare  appunto una norma che avesse proprio i giovani, ma non perché
  ci  serva una rappresentanza che abbia un limite di età, ma  perché
  questa rappresentanza rappresenta anche quella che è l'innovazione,
  l'evoluzione, la visione, che è un modo per far capire  ai  giovani
  che bisogna ritornare alla politica, che bisogna partecipare
   Ecco qualcosa che racchiudeva in sé veramente tante e tante cose
   Poi  chiaramente in questa proposta che racchiude brutture e  cose
  anche interessanti, poi ne pagano tutti i cittadini siciliani, così
  come  le  pagano  tutti i sindaci, perché a questo punto  la  norma
  tornerà in Commissione, poi saremo qua nuovamente a discutere delle
  variazioni  di bilancio, poi saremo qua a discutere se  rinviare  o
  non rinviare le elezioni di secondo livello per le province.
   Quindi  io  penso che noi continueremo a rimballare  questa  norma
  dall'Aula alla Commissione per molti e molti mesi ancora
   Questa è la situazione di un Governo inefficiente che non cammina,
  che  si  è ridotto ad essere una macchina elefantiaca più di quanto
  non  lo  fosse già prima. E questo ci tengo a sottolinearlo, signor
  Presidente,  perché  al  di  là di quattro  norme  finanziarie  che
  accontentano  i  deputati, noi non vediamo  nient'altro  in  questo
  Parlamento.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, Assessori, colleghi,  semplicemente
  per  ringraziare  le  donne che ieri, ma anche  gli  uomini,  hanno
  partecipato  in  piazza, e che si sarebbero  aspettati  un  epilogo
  completamente diverso dal disegno di legge che è stato rimandato in
  Commissione.
   Veda,  signor  Presidente, quell'articolo sulla rappresentanza  di
  genere  per  le  giunte  comunali, con la percentuale  al  20,  non
  sarebbe  dovuto neanche arrivare nel testo  Una vergogna  Questa  è
  la  difficoltà di questa Sicilia che cammina lentamente, e  qualche
  volta rimane totalmente immobile, ma se cammina, cammina in maniera
  retrograda  Ecco noi non ci stiamo, il Movimento Cinque  Stelle  da
  sempre ha portato le donne dentro il Parlamento, sia regionale  che
  nazionale, che nel 2018 è passato dal 19 per cento al 35 per  cento
  di presenze femminili, così come nel Parlamento regionale.
   Bene,  da  questo  scranno,  signor Presidente,  io  la  invito  a
  salvaguardare questa norma, perché altrimenti la porteremo come  un
  recepimento   tout   court   della  norma   nazionale,   perché   è
  assolutamente vergognoso, e noi come donne non ci stiamo  a  questo
  andazzo in questa Sicilia davvero retrograda.

   PRESIDENTE.  Colleghi, così come è stabilito dalla Conferenza  dei
  Capigruppo, l'Aula è rinviata a martedì 22 ottobre 2024,  alle  ore
  15:00,  con  l'ordine  del giorno stabilito  dalla  Conferenza  dei
  Capigruppo.
   La seduta è tolta.

                   La seduta è tolta alle ore 16:17


     L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul sito
  web   istituzionale  dell'Assemblea  regionale  siciliana,   è   il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XII SESSIONE ORDINARIA


                         138a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 22 ottobre 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

  II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

   - Disposizioni in materia di urbanistica . (n. 499/A Stralcio I/A)
      (Seguito)

            Relatore: On. Carta

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

   Allegato A - Comunicazioni (v. oltre)