Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.30
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi del comma 9 dell'articolo 127 del Regolamento interno do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della presente seduta. Invito pertanto i deputati a munirsi
per tempo della testa della personale di voto.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale,
ovvero la domanda di scrutinio segreto, sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Discussione del disegno di legge Disposizioni in materia di
urbanistica
(n. 499/A Stralcio I/A) (Seguito)
Si passa al II punto all'ordine del giorno Disposizioni in
materia di urbanistica (n. 499/A Stralcio I/A) (Seguito).
Colleghi, così come avevamo concordato durante la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, oggi esiteremo il disegno di
legge numero 499.
Chiedo alla Commissione IV di potersi insediare.
Sull'ordine dei lavori
BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, nei giorni scorsi in Sicilia, in questa Terra
flagellata dalla siccità, abbiamo avuto delle copiose piogge.
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, le chiedo perdono. Lei sa il
grandissimo rispetto che ho nei suoi confronti, ma ho negato la
possibilità di fare interventi al di fuori dell'ordine dei lavori
agli altri colleghi.
BURTONE. Sull'ordine dei lavori, Presidente.
PRESIDENTE. È sull'ordine dei lavori? Siccome sentivo che stesse
parlando dei...
BURTONE. No, sull'ordine dei lavori perché volevo chiederle
intervento su due temi che io credo... siccome c'è in discussione,
in bilancio, l'esame degli emendamenti volevo porre all'Assemblea
l'attenzione rispetto a due questioni.
Una, che io spero lei possa affrancare, e l'altra che riguarda la
Commissione, nello specifico su alcuni emendamenti, perché questa
situazione delle piogge copiose che noi abbiamo avuto ha
determinato notevoli danni in diverse comunità. Il Governo ha
dichiarato lo stato di calamità, le risorse a noi sono sembrate
assolutamente esigue perché, pur non essendo tantissimi i centri
colpiti, però alcuni hanno avuto delle problematiche veramente
serie, e quindi noi abbiamo presentato un emendamento in cui
chiediamo un aumento delle risorse.
L'altra questione, Presidente, è quella relativa ad un qualcosa
che è avvenuto, un avvenimento che io credo debba interessare
questo Parlamento, che è avvenuta nei giorni scorsi proprio a
seguito della bomba d'acqua che c'è stata a Catania, e via Etnea si
è trasformata in un fiume in piena.
Un giovane rider è scivolato, era in motorino, stava lavorando e
stava correndo seri rischi, di avere delle problematiche molto
serie dal punto di vista fisico. E' intervenuta una signora, la
signora Angela Isaac, questa signora ha avuto un atto di coraggio,
io non voglio enfatizzare - intervengo e lei mi permetta se
probabilmente ho deviato rispetto a quelle che sono le norme
specifiche dell'ordine dei lavori - io sto intervenendo perché
conosco la sua sensibilità e le chiedo, Presidente, di scrivere al
Prefetto di Catania per segnalare, come Parlamento siciliano,
quanto accaduto, come un segno di civiltà, di altruismo e quindi
vedere se si è nelle possibilità - la signora ha un permesso di
soggiorno, però non ha la cittadinanza italiana - e vedere se si
può accelerare questo percorso, anche perché ha una bambina che
meriterebbe, per la madre che ha, di essere un'italiana
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
Conosco anche la vicenda, sia per quanto concerne il rider che
stava svolgendo il proprio lavoro, sia per l'atto di generoso
altruismo svolto dalla signora che, tra l'altro, addirittura mi
dicono purtroppo avere perso anche il telefonino durante questo
salvataggio.
Cercheremo di fare il possibile, e vedremo anche di poter
accontentare quella che è la sua richiesta però, arrivato a questo
punto... no, onorevole Cambiano io non l'avevo fatta intervenire
perché si andava diciamo fuori dall'ordine dei lavori però ho
capito che ci tenesse.
CAMBIANO. Presidente, ci tenevo, unendomi anche all'appello fatto
dall'onorevole Burtone, eventi calamitosi che hanno colpito parte
del territorio siciliano, Enna, Siracusa, Catania, la provincia di
Caltanissetta, e a Licata l'esondazione del fiume Salso ha messo in
difficoltà, in crisi, un intero comparto, quello agricolo.
Stamattina in Commissione "Bilancio", l'Assessore Barbagallo ha
annunciato che domani sarà nei territori di Licata, Butera per
constatare con mano, vedere con i propri occhi quanta devastazione
c'è, per mettere in campo misure urgenti che però non creino solo
aspettative.
Quello che chiedono gli agricoltori, in questo momento, sono
procedure semplificate evitando di ritrovarsi ingarbugliati in
procedure burocratiche perché le colture sono assicurabili mentre
danni alle strutture no.
Ecco, io credo che ci possa essere la sensibilità da parte del
Governo regionale per accogliere la richiesta della dichiarazione
dello stato di calamità e stanziare le risorse necessarie per far
ripartire comparti fondamentali per il nostro territorio.
In variazione di bilancio presenteremo degli emendamenti, come
Gruppo, e spero che questo Parlamento possa condividere questa
azione politica.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
PACE. Presidente, non posso che apprezzare l'intervento del
collega, Angelo Cambiano, e a nome mio e del partito che
rappresento, la Democrazia Cristiana, intanto un atto di
solidarietà nei confronti di tutti i comuni siciliani colpiti dalla
recente alluvione.
La solidarietà fine a sé stessa però non avrebbe senso, se poi non
la facciamo seguire da atti concreti.
Per questo, mi preme sottolineare il ringraziamento al presidente
Schifani, al suo Governo e al Governo nella sua interezza per la
tempestività e la sensibilità di aver approvato - seppure con
risorse ridotte, quasi 3 milioni di euro - ma avere approvato
l'atto di declaratoria dello stato di calamità.
Mi auguro che anche all'interno della prossima manovra, che sta
facendo i passi nelle varie Commissioni e poi approderà in Aula, ci
possa essere uno sguardo nei confronti delle popolazioni,
soprattutto dei comparti produttivi colpiti.
Per questo sono certo che non soltanto ci saranno proposte
dell'opposizione ma - posso dire - che ci saranno delle proposte
della maggioranza e del Governo in tal senso.
Per entrare nel tema, io non so se già siamo entrati nel tema,
perché sono arrivato in ritardo, però devo lasciare anzitempo il
Parlamento, e ne approfitto per dire un sentito ringraziamento al
Presidente Carta e alla sua Commissione che fa approdare un atto
importante, qual è la riforma urbanistica in quest'Aula, e quindi
anche l'onorevole Savarino.
Mi auguro che questo atto possa essere esitato all'unanimità da
tutto il Parlamento.
Voglio fare un appello a questo Parlamento - e lo faccio perché
sono stato, come sapete, sindaco di una comunità per diversi anni.
La Regione, per troppo tempo, ha osato fare come lo struzzo,
mettendo la testa sotto la sabbia, facendo finta di non accorgersi
di ciò che succede in Sicilia, nei comuni rivieraschi.
Ci sono degli emendamenti di alcuni esponenti di questo
Parlamento, della maggioranza, che volgono lo sguardo ad annose
vicende che non colpiscono soltanto una zona della Sicilia, ma
colpiscono tutte le nostre coste.
Non dico che noi dobbiamo esitare favorevolmente un atto piuttosto
che un altro, dico che il Parlamento della Regione deve avere il
coraggio di affrontare questo tema e di dire la sua in maniera
inequivocabile, non soltanto a tutti i sindaci siciliani che, su
questa vicenda si trovano in trincea, ma soprattutto a tutti i
cittadini.
Non possiamo lavarcene le mani, mi riferisco al fenomeno che è
successo in questi anni nelle abitazioni entro i 150 metri, non
possiamo girarci dall'altro lato, non possiamo non affrontare
questo tema. Non sono qua a dire che dobbiamo approvare
l'emendamento di Giorgio Assenza, ma questo Parlamento deve
occuparsi di questa vicenda e porre fine finalmente in maniera
inequivocabile con una parola certa per tutti i sindaci e per tutti
i cittadini coinvolti
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
intervenire ma quando sento dire in quest'Aula che dobbiamo
ringraziare Schifani perché, per i danni che ci sono stati negli
ultimi giorni dovuti alle alluvioni, ha dato questo contributo,
anche se minimo, di 2.800.000 euro, mi si rivolta lo stomaco
Appartengo ad un Territorio che nel 2012 è stato vittima di un
ciclone, è stato il ciclone Athos, e che dopo tanti anni di
richieste, di denunzie, di sette anni di questa maggioranza,
abbiamo avuto la possibilità di avere spiccioli, di avere... faccio
un esempio lo 0,2% su Athos dei danni subiti dalle aziende
Dopodiché, c'è stato un altro evento disastroso nel 2023, l'8 e 9
di febbraio, Schifani è arrivato con l'elicottero, tutti gli
Assessori, la maggioranza sul nostro Territorio, l'8 - 9 febbraio
del 2025 faremo due anni, abbiamo ricevuto un cavolo Un cavolo
Quindi capite com'è vergognoso? Al solito, è un cliché, si lancia
questo slogan, l'elemosina, le briciole, poi nei territori non
arriva nulla, la declaratoria dello stato di crisi.
Non si è riusciti, a differenza dell'Emilia Romagna, che dal
Governo Meloni il Presidente dell'Emilia Romagna è riuscito a
ottenere anche se poco, ma un miliardo quasi di risorse per i danni
subiti, e noi che abbiamo rilanciato, voi che avete rilanciato
sempre il fatto dell'allineamento, l'importanza della convergenza
con il Governo nazionale, alla fine cosa ha portato? Le
declaratorie? Gli interventi fatti dal Governo Schifani in Giunta
con lo stato di crisi cosa hanno portato? Athos zero, i danni
subiti a febbraio del 2023 zero, gli altri zero
Oggi possiamo ancora ringraziare, mentre ancora c'è chi aspetta da
anni che arrivi qualche risorsa nei territori, e parlo in
particolar modo degli agricoltori e degli allevatori della Sicilia,
o di buona parte della Sicilia. Inadempienti, mi auguro e concludo
subito Presidente, mi auguro che gli strumenti finanziari che sono
alle porte già dalle variazioni di bilancio, invece contengano dei
segnali seri e concreti per dire "noi ci siamo", ma non per fare
per uno spot elettorale, ma ci siamo perché comprendiamo veramente
il disastro, la crisi, e noi ci siamo con interventi seri e
concreti
Noi ci siamo anche, vigileremo su questo insieme, e non solo come
Partito Democratico, ma sicuramente insieme con tutte le
opposizioni, affinché non vi dimentichiate, al di là degli slogan
delle cose non concrete, che vanno date al comparto agricolo e
zootecnico risposte invece serie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Pasquale.
Assume la Presidenza il Vicepresidente DI PAOLA
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Sinceramente non ho capito di cosa parliamo, perché
avendo ascoltato l'onorevole Pace ho capito che stiamo parlando
così, a tema libero, nel senso, al di là dei ringraziamenti che ha
fatto relativamente all'iniziativa assunta dalla Giunta di Governo
che, come ha detto l'onorevole Dipasquale, fa emergere un modo di
affrontare le varie emergenze che via via si manifestano in Sicilia
in maniera diversa da parte della stessa Giunta di Governo...
Detto questo, io vorrei, siccome l'onorevole Pace dice che parlava
perché se ne doveva andare, e ha fatto un appello ad approvare -
non si capisce bene cosa - un emendamento che conosco
dell'onorevole Assenza che, tra l'altro, lo stesso Assenza si è
impegnato a non presentare in questo disegno di legge Mi riferisco
alla questione dei 150 metri o meno, cioè si fanno interventi a
propaganda di cose che addirittura non ci sono, perché
probabilmente si vuole parlare fuori dall'Aula e non all'Aula, però
suggerirei a tutti di tenerci in una linea di serietà e di rigore.
Tra l'altro, questo disegno di legge l'Aula e la Conferenza dei
Capigruppo credo che abbia assunto un impegno di non consentire e
non considerare ammissibili emendamenti fuori dal testo, quindi
l'onorevole Pace, pur essendo Capogruppo, forse non ha partecipato,
non era stato informato della decisione. Quindi, mi auguro che si
possa fare una discussione nel merito per gli aspetti tecnici
contenuti in questo disegno di legge, ed evitare di assurgere a
toni e far assurgere a questo disegno di legge toni trionfalistici
rispetto a questioni che nulla hanno a che vedere col disegno di
legge in questione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Io confermo quanto detto
dall'onorevole Cracolici, che in Capigruppo si è stabilito di non
ammettere emendamenti che non riguardano il testo e che possono
essere aggiuntivi.
La Commissione vuole intervenire? Onorevole Assenza, facciamo
prima la relazione o sull'ordine dei lavori, mi dica lei, facciamo
prima la relazione? Prego, Presidente Carta e poi diamo la parola
all'onorevole Assenza.
Seguito del disegno di legge Disposizioni in materia di
urbanistica (n. 499/A Stralcio I/A)
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Grazie Presidente.
Onorevoli colleghi, il disegno di legge che si sottopone all'esame
dell'Aula apporta modifiche e integrazioni alla legge regionale 13
agosto 2020, n. 19, che disciplina per la Regione siciliana la
materia del governo del territorio.
In vero, il disegno di legge all'esame che nasce da un'iniziativa
del Governo regionale era originariamente suddiviso in due titoli,
il primo per lo più dedicato alla pianificazione urbanistica, il
secondo volta a modificare disposizioni in materia di edilizia, in
alcuni casi necessarie per recepire l'ordinamento regionale,
modifiche normative intervenute a livello nazionale, in altri per
interventi sulla disciplina in materia di controllo dell'attività
urbanistico-edilizia e della sanatoria delle opere abusive.
Il disegno di legge, come appena descritto, composto da 27
articoli, era stato esitato dalla Commissione nella seduta del 16
gennaio 2024 e trasmesso all'Aula corredato della relativa
relazione di accompagnamento, tuttavia nelle more dell'esame del
disegno di legge da parte dell'Aula, il Governo nazionale ha
approvato il decreto legge del 29 maggio del 2024, n. 69, recante
"Disposizioni urgenti in materia di semplificazione edilizia e
urbanistica" il quale consta di tre articoli, il primo dei quali
modifica alcune disposizioni del DPR n. 380 del 6 giugno 2001,
testo unico delle disposizioni legislative regolamentari in materia
edilizia, recepito in Sicilia in parte con modifiche con la legge
regionale n. 16 del 2016.
Tale circostanza ha comportato la scelta formalizzata da una
decisione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
di rinviare il disegno di legge n. 499/A in Commissione, ai sensi
dell'articolo 121 quater del Regolamento interno, per un ulteriore
approfondimento istruttorio, così da accertare in che misura il
decreto-legge n. 69 del 2024 incida sui relativi contenuti ed
eventualmente provvedere alle modifiche ritenute necessarie.
La Commissione perciò, esaminato nuovamente il disegno di legge e
considerata la necessità di attendere il decreto n. 69/2024,
completato l'iter di conversione in legge, nella seduta del 10
luglio 2024, ha deliberato di approfondire successivamente le
disposizioni in materia di edilizia e di trasmettere all'Aula la
sola parte del disegno di legge 499/A contenente le norme in
materia di governo del territorio.
Il testo che si sottopone all'Aula, è dunque, fatto di questa
decisione adottata dalla Commissione tenuto conto, da un canto
della necessità di approfondire le norme in materia edilizia, ma
dall'altra dell'opportunità - in parte anche sottolineate in sede
di istruttoria legislativa nel corso del ciclo di audizioni che
hanno visto partecipi gli ordini professionali, le associazioni
rappresentative, gli enti locali, le parti sociali - di provvedere
rapidamente alla modifica di alcuni articoli della legge 19 del
2020 che si sono verificati di difficile attuazione.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Carta, dichiaro aperta la
discussione generale sul disegno di legge È iscritto a parlare
l'onorevole Assenza, ne ha facoltà.
ASSENZA. Grazie Presidente, più che sul disegno di legge in sé, io
volevo intervenire sull'ordine dei lavori, però già la relazione
del Presidente Carta in gran parte mi ha anticipato.
Onorevole Cracolici, io sono di parola, non ho presentato nessun
emendamento che riguarda materia estranea al testo, però vorrei
richiamare l'Aula e l'Ufficio di Presidenza, che come ricordava il
Presidente nella relazione, in Commissione si è lavorato da parte
di tutti i componenti della Commissione per più di un anno, e si
era pervenuti all'approvazione di un testo complessivo, testo che è
arrivato tutto in Aula o comunque pronto per l'Aula.
Dopodiché, poiché è stata rappresentata l'esigenza che gli
articoli in tema di urbanistica che riguardano le nuove procedure
di adozione dei Piani regolatori, che oggi assumono denominazione
diversa, e che andiamo ad esaminare nel disegno di legge odierno
dovessero avere la prevalenza, si è stralciata quella parte che è
rimasta per quasi un anno ferma, perché poi tutta questa
accelerazione che dovevano imporre non l'abbiamo avuta, se è vero
come è vero che da gennaio 2024 ne stiamo discutendo a ottobre
2024, il resto è rimasto in Commissione, con l'intesa che subito
dopo si sarebbe cominciato a parlare anche dell'edilizia.
Nel frattempo, è stato approvato il "decreto salva casa", oggi
"legge salva casa", denominata "Salvini" che di salva casa ha ben
poco, mi perdonino gli amici, perché non salva un bel niente, forse
salva l'attività di qualche geometra di provincia che vede
aumentate le proprie competenze, però poi nel merito dei problemi
veri dell'edilizia in Sicilia, non entra completamente, per cui è
stato sottoposto alla Commissione questo disegno ed è in
discussione in questi giorni.
Allora, io non voglio appesantire nulla, né voglio mettermi
d'ostacolo all'approvazione di questo decreto, però questa
Assemblea, la Commissione e il Parlamento devono decidere, al di là
dei 150 metri, che è uno dei cento articoli che riguardano quella
materia, vogliamo buttare a mare il lavoro fatto per più di un anno
dalla Commissione dove ci sono alla fine emendamenti approvati da
parte di tutti i Gruppi, perché ce ne sono alcuni di provenienza di
Fratelli d'Italia, alcuni firmati dal sottoscritto, ma ce ne sono
altri del PD, del Movimento Cinque Stelle e quant'altro e quindi
quella materia merita di essere discussa in Parlamento con la sorte
che poi il voto finale deciderà, ma se noi dobbiamo oggi con la
scusa di accelerare i piani approvare questa norma, domani
approvare solo il decreto Salvini e quella norma viene messa nel
dimenticatoio allora io personalmente non ci sto, e chiedo per un
sussulto di dignità al Parlamento e alla Commissione, che ha
lavorato su quel testo per più di un anno, di prendere una
posizione chiara
Quella norma va posta all'attenzione del Parlamento, che potrà
approvarla o bocciare, ma ostacoli di sorta assolutamente o
barriere di principio assolutamente, non possono essere più
consentiti
Quindi Presidente, mi rivolgo a lei, perché credo che la
Conferenza dei Capigruppo si debba occupare necessariamente di
questo tema, poi il Parlamento è sovrano, per carità, ma proprio in
un momento come questo, dove anche il Consiglio di Giustizia
Amministrativa ha sollevato l'eccezione di incostituzionalità su
quelle norme che bloccavano l'applicazione sui 150 metri delle case
realizzate, sarebbe assurdo che questo Palamento abdicasse alle sue
prerogative. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, colleghi parlamentari. Innanzitutto
il decreto legislativo n. 69, il decreto "salva casa", non è di
Salvini, è del Governo Meloni. No, no, mi deve perdonare, è del
Governo Meloni
Prendo atto che il Capogruppo - non è un'offesa Giorgio, ti
supplico, qui siamo in un Parlamento - prendo atto che il
Capogruppo di Fratelli d'Italia considera un provvedimento del
Governo Meloni un provvedimento inutile Noi dall'opposizione lo
registriamo, ne prendiamo atto, la pensiamo diversamente, cioè nel
senso che secondo noi il recepimento di quella norma va fatta,
l'abbiamo detto oggi in Commissione, per noi va fatta Non è vero
che è assolutamente inutile, ci sono degli aspetti che hanno
comunque toccato, poteva farsi di più e meglio, ma quel poco che ha
fatto, a nostro avviso, quella norma, noi, la Sicilia, non la
possiamo perdere
La verità qual è? Che voi avete altro in mente, che voi pensate di
superare anche il Governo nazionale, ma quando ci entreremo nel
merito e le norme nazionali, quando poi ci entreremo in merito, che
non è questo il momento, oggi parlare dei 150 metri, 200 metri, non
ha significato
Oggi stiamo discutendo d'altro, e non potete sicuramente
rimproverare noi dell'opposizione se da un anno non arriva in Aula
Mi permetto di dire che governate le Commissioni, con i Presidenti,
a proposito: per Regolamento, dopo due anni, i Presidenti vanno
cambiati Il tempo è scaduto, i due anni sono trascorsi, iniziate
ad avviare tutte le procedure per cambiare i Presidenti e per
rispettare lo Statuto Su questa cosa vi faremo mancare l'aria
Abbiamo avuto modo di apprezzare i Presidenti, sono stati bravi,
bravissimi, ma è ora che si lasci uno spazio ad altri in modo che
abbiamo noi anche la possibilità di apprezzarli nello stesso modo,
parentesi chiusa
Oggi noi discutiamo una parte di una norma, è vero che quello che
è stato detto che riguarda una serie di cose, noi non l'abbiamo
votato, noi non lo abbiamo votato perché io e il collega Tiziano
Spada, ci sono cose che condividiamo, ce ne sono altre su cui
abbiamo perplessità, dubbi e quindi non lo abbiamo votato proprio
per lasciare libero poi il Gruppo parlamentare e anche noi stessi
di poter affrontare la discussione, veramente in libertà, e di
capire verso dove andare. Però una cosa, poi entreremo in merito
dei vari articoli, una cosa non capisco e una cosa chiedo
all'Assessore: ritengo veramente privo di significato non approvare
in questo disegno di legge il recepimento della norma nazionale
"salva casa": capisco che non vi sia piaciuto e che non vi piaccia
il lavoro che ha fatto la Meloni, non piace anche a noi, però
proprio questo riteniamo che debba essere inserito in questo
disegno di legge, a meno che qualcuno pensi di utilizzare il
recepimento della norma per tenere in ostaggio il Parlamento su
altro e questo non lo possiamo permettere Quindi, penso che il
nostro atteggiamento da costruttivo, propositivo e di profondo
ostruzionismo, di profondo ostruzionismo su questa norma, passi
dalle cose ricordate dall'onorevole Cracolici, fermiamoci là dove
ci dobbiamo fermare e seconda cosa dall'inserimento, siccome
nessuno si può permettere il lusso di tenere in ostaggio lo stesso
Governo e tutto il Parlamento, di fare le cose che è giusto fare,
vediamo cosa va approvato, vediamo cosa va modificato ma la norma
di recepimento del "salva casa" la dobbiamo inserire in questo
disegno di legge perché tanto abbiamo iniziato oggi la discussione
in Commissione, non dobbiamo aggiungere nulla in questa norma, non
dobbiamo aggiungere nulla, procediamo all'approvazione così com'è e
penso che si possa fare un buon lavoro, viceversa se dobbiamo
andare oltre utilizzeremo tutte le possibilità che ci dà il
Regolamento e lo Statuto per fare profondo ostruzionismo.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
grazie della parola. Mi corre l'obbligo da rappresentante della IV
Commissione legislativa Territorio, ambiente e mobilità' di
chiarire come sono andati i fatti e, soprattutto, raccontare quello
che non è figlio di intimidazione e, soprattutto, non è figlio di
clamore perché fino a prova contraria io, come Presidente, gli
altri come Presidenti delle Commissioni legislative, abbiamo fatto
rispettare i Regolamenti e quando una persona è maleducata va
resettata e zittita.
Finita questa discussione, non posso che dare la mia più grande
solidarietà al deputato Assenza. Perché la mia solidarietà al
deputato Assenza? Non perché è l'autore della fusione giuridica che
porta un atteggiamento giurisprudenziale in questo Parlamento e con
la sua mansione di avvocato ha portato un valore aggiunto alla
Commissione fin quando ne è stato componente, ma perché ha portato
un quesito che è stato trattato al Consiglio di Giustizia
Amministrativa e che è stato sicuramente non negato ma approntato
alla Corte Costituzionale per chiarire se gli aspetti e i criteri
di questo emendamento potessero essere al vaglio dei giudici
costituzionali con una fase positiva o con una fase negativa; ad
oggi questa notizia non l'abbiamo, quindi, non sappiamo se questa è
una norma costituzionale e che rivede i principi ed evita la
discriminazione fra i cittadini, oppure, è una norma che va
abrogata perché abnorme, oppure, perché non appartiene allo Statuto
di questa Regione e alla Costituzione del nostro Stato.
Ma vorrei aggiungere per chiarire tutti gli aspetti: la legge che
oggi si discute in quest'Aula è una legge che esamina il piano e la
programmazione urbanistica della nostra Regione; la parte edilizia
è stata tolta e stralciata per tornare in Commissione e l'esame del
testo è iniziato oggi. Poi mi stupisce come il deputato Assenza
critichi positivamente una norma chiamata norma "Salvini", ormai in
tutte le televisioni d'Italia, giustamente, approvata da un Governo
presieduto dalla Presidente Meloni, positivamente perché se si
migliorano le norme nazionali facciamo bene al nostro Statuto, alla
nostra autonomia, alla nostra capacità di fare norme e non ci
dimentichiamo che alcune norme sono state usate come laboratorio in
Italia, fatte da questo autorevole Parlamento, Presidente, e mi
stupisce come un deputato del Partito Democratico possa essere
allineato alle considerazioni, prima del Governo regionale e poi
del Governo nazionale.
E la cosa che più mi stupisce, caro Presidente, lo sa cosa è? Che
forse non siamo noi e nessuno, penso, di questa maggioranza a
tenere sotto scacco il Governo, ma non vorrei che al contrario
forse ci si mette davanti, come la testa d'ariete, per creare
un'azione per farsi contattare e sedersi al tavolo delle
trattative Quindi, prima di accusare e prima di intimare, ricordo
a tutti che siamo per il rispetto del Regolamento e, soprattutto,
che nessuno ha l'attaccamento alla poltrona uguale a quella che ha
il soggetto che ha chiesto la rotazione.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare per fatto personale.
CARTA. Io sono per la rotazione anche degli ulteriori atti e fatti
di questa Assemblea, così che finalmente Presidente, io non ho
interrotto nessuno. Presidente, glielo dicevo che era una questione
di educazione. Quindi, sotto gli aspetti personali, mi permetto di
dirle Presidente, che l'intimidazione a togliere errore a qualcun
altro, è la fine della democrazia e del confronto democratico.
Purtroppo alcuni non ci si sono abituati. Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta. Dico, non serve onorevole Di
Pasquale, perché comunque, dico io, direttamente ha citato il
Regolamento dell'Assemblea che prevede che a metà legislatura si
possano cambiare i Presidenti
DIPASQUALE. C'è il fatto personale e lei mi deve dare la parola,
perché ha detto una cosa chiara: che il deputato che è intervenuto
era attaccato alla poltrona
PRESIDENTE. Io non vorrei però, onorevole Dipasquale, perché
siccome siamo in discussione generale se le do la parola per fatto
personale e poi a seconda di quello che lei vorrà dire, ovviamente
poi l'onorevole Carta vorrà intervenire pure per fatto personale
non ce ne usciamo
DIPASQUALE. Purtroppo, il fatto personale c'è, e lei ha il dovere
di darmi la parola.
PRESIDENTE. Se lei, mi promette di intervenire un minuto, proprio
per puntualizzare l'intervento e non generare ulteriori fatti
personali, le do la parola. Prego, onorevole.
Per fatto personale
DIPASQUALE. Ci mancherebbe. Io - a differenza di altri - non
offendo mai, non sono maleducato e non insulto mai i miei colleghi.
Ma ognuno ha la sua formazione politica, ed è abituato poi a
comportarsi in determinati modi.
Io mi sono permesso, solamente, di dire cosa? Di fare una
riflessione politica sulla norma, di non condividere il fatto di
non inserire il recepimento della norma nazionale, e poi ho
richiamato il rispetto del Regolamento per la rotazione. Non mi
sono permesso di insultare nessuno, e mi sembra veramente fuori
luogo essere considerato maleducato, attaccato alla poltrona solo
per essermi permesso di dire a qualcuno che esiste la rotazione dei
Presidenti. Ma non era rivolto a un Presidente, era rivolto a tutti
e si è sempre fatto Quindi, purtroppo, mi dispiace Presidente, ma
sono stato costretto a chiarire.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. La ringrazio anche per la
correttezza dell'intervento.
Riprende la discussione generale del disegno di legge n. 499/A
Stralcio I/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ciminnisi. Ne ha
facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
riportare, un attimo, la discussione su quello che è il disegno di
legge che oggi l'Aula è chiamata a votare o, comunque, ad
analizzare perché la scorsa settimana - quando la Conferenza dei
Capigruppo ha deciso di andare avanti con questo disegno di legge
che era ormai incardinato da un po' di tempo, però senza seguito -
avevo avuto quasi la sensazione che ci fosse la necessità di
tappare un buco, in un vuoto dell'attività d'Aula e, quindi che
facciamo? Facciamo urbanistica Come se l'urbanistica fosse una
questione, sicuramente, non delle più diciamo amene e divertenti,
magari anche un po' noiosa perché questa è una legge di
recepimento, non di recepimento, di modifica della legge 19 e
quindi è una norma estremamente tecnica, ma è stata un po' trattata
quasi come una disciplina di secondaria importanza, comunque roba
da addetti ai lavori su cui la politica poco può dire e poco ha da
intervenire.
Oggi, però, penso che questo Parlamento sia chiamato ad un atto di
grande responsabilità perché quello che stiamo vivendo in questi
giorni, la nostra Regione piegata dal maltempo e, credetemi datemi
la possibilità di esprimere anche la mia personale solidarietà a
tutti quei comuni e ai cittadini che in queste ore stanno vivendo
le conseguenze devastanti delle alluvioni che io stessa ho vissuto
nel mio territorio due anni fa, nel 2022, e qui voglio però fare
una piccola parentesi, un po' 'off topic' se mi permettete su
quanto dichiarato dal collega Pace quando diceva 'grazie al governo
Schifani per aver subito previsto uno stanziamento di 2 milioni e
mezzo', perché noi a Trapani per avere 5 milioni stanziati, perché
ancora nessuno ha visto un centesimo, abbiamo dovuto attendere e
lottare per otto mesi prima che il governo Schifani davanti
all'alluvione di Salina Grande - Trapani e altri comuni si
decidesse a stanziare un minimo di somme che, ripeto ancora oggi,
non sono state erogate ai cittadini, a distanza di due anni
Detto ciò, l'urbanistica, cioè pensare oggi davanti a quello che
succede nel nostro territorio che l'urbanistica sia una questione
di cui la politica non debba occuparsi è criminale, è folle, per il
semplice fatto che quello che stiamo vivendo oggi non è, e di cui
tutti siamo a parole rammaricati e dispiaciuti, non è solo il
frutto di anni di omessa manutenzione di ogni sorta, quindi hai
voglia il Presidente, l'ex presidente Musumeci di dire che abbiamo
anni e anni di ritardo come se lui non avesse governato questa
Regione, come se questo Governo non fosse in continuità col Governo
Musumeci Hai voglia di dire ai cittadini 'assicuratevi le case
perché nessuno vi pagherà più danni' perché siamo di fronte a una
crisi climatica che attenzione c'è, e fa il resto, fa del suo, e
guai a negarlo. E lo dico qua dentro e lo voglio dire qua dentro
perché questo Parlamento e, lo dico anche ai colleghi di Fratelli
d'Italia, nell'ultima manovra si è concesso anche il lusso di
finanziare associazioni vicine a ex deputati dell'area, sicuramente
di destra, che oggi con i soldi anche di questo Parlamento,
provvedono ad indottrinare probabilmente anche una certa visione
nella libertà di espressione e di pensiero dicendo quasi quasi
'signori, il cambiamento climatico non esiste, è tutta
un'invenzione, la transizione ecologica ci sta riportando indietro,
la follia ecologista....', cose di questo tipo che comunque vengono
anche finanziate da questo Parlamento. Ogni tanto quando facciamo i
maxiemendamenti, guardiamole le marchette che si fanno, dopo a
distanza di mesi dove vanno a finire.
Questa è una scelta importante perché l'omessa manutenzione per
decenni, il cambiamento climatico che fa il suo, e decenni di
politiche e di scelte urbanistiche scellerate nel nostro
territorio, in Sicilia, hanno portato, hanno contribuito a creare
tutte quelle situazioni che oggi siamo qui a commiserare, a
constatare, a dire ops dobbiamo fare qualcosa o dobbiamo fare di
più
Eppure, nella legge urbanistica, basta a iniziare dall'articolo 1
e vedere come questo Parlamento oggi è chiamato a votare una norma
che va a distruggere, a demolire uno dei principi fondamentali su
cui dovremmo orientare l'azione politica di questo Parlamento ed è
quello del consumo di suolo anziché impedire il consumo di suolo,
anziché puntare all'azzeramento del consumo di suolo quanto meno
all'allineamento del consumo di suolo, alla reale crescita
demografica della nostra Regione, che lo sappiamo tutti non cresce,
a cosa serve consumare ulteriore suolo in una Regione che sta
vivendo oggi il dramma che sta vivendo, e noi possiamo già
iniziare, ci basta solo l'articolo 1 per dire che questa legge sta
andando nella direzione sbagliata. E non parlo delle norme
tecniche, basta l'articolo 1 per dire che probabilmente la visione
di questo Governo è quella di prevenire, ma non troppo
Non impediamolo il consumo del suolo; conteniamolo, non sia mai
che preveniamo troppo Inutile che poi stiamo qua a parlare delle
alluvioni, a parlare di come dobbiamo ristorare i privati, a
parlare di quello che non è stato fatto, a dire ai siciliani
"assicuratevi la casa, perché noi non vi possiamo più pagare".
Presidente, chiedo ancora un po' di tempo e poi chiudo. Solo per
dare anche un'altra lettura, poi nel merito degli emendamenti ci
entreremo, però il momento credo che sia caduto veramente a
fagiolo. Oggi siamo chiamati a fare delle scelte importanti e per
quanto attiene alla sanatoria dei 150 metri, non è vero che non è
tema di questo disegno di legge, perché dobbiamo inviare un
messaggio chiaro, culturale fuori da questo Parlamento e,
personalmente e penso come Movimento Cinque Stelle dire: non si
sanano case entro i 150 metri e soprattutto, se non si sanano le
case dei poveri cristi, a maggior ragione le case dei mafiosi sul
mare devono essere demolite Assessore, confido nel lavoro che
stiamo facendo insieme. Oggi abbiamo votato, col parere favorevole,
un aumento del fondo di rotazione per le demolizioni; le case dei
mafiosi, a maggior ragione, vanno demolite Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi. È iscritto a parlare
l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, condivido molte delle cose che sono state
dette dalla collega Ciminnisi. Anch'io penso che non dobbiamo
sprecare questa occasione. Non è una discussione qualsiasi, si
torna a parlare di urbanistica, si torna a mettere al centro il
tema della pianificazione delle nostre città e dobbiamo riportare
il nostro pensiero, non soltanto su quelli che sono i guasti
evidenti del territorio nel momento in cui alcune condizioni
climatiche le evidenziano, in particolare stiamo vedendo quello che
è accaduto non soltanto in Sicilia ma anche in altre parti d'Italia
e quindi la necessità di lavorare in questo con equilibrio, avere
consapevolezza che il territorio va tutelato, va preservato.
Non c'è dubbio che dobbiamo rimettere al centro i temi che
normalmente discutiamo quando parliamo di devianze giovanili.
Quante volte, anche in occasione del dibattito sul crack, abbiamo
detto che ad essere colpite sono soprattutto le periferie, che sono
cresciute senza il giusto equilibrio, senza la cura dei servizi,
senza la centralità dei luoghi di socializzazione. Ecco perché,
Presidente, non deve essere un'occasione per mettere al centro temi
che non riguardano la tutela del territorio. Noi dobbiamo avere
questa linea di condotta: tutelare e salvaguardare, anche perché le
nostre città soffrono di questa dimensione, di una dimensione delle
periferie assolutamente inadeguate, di un traffico abnorme ma anche
di problematiche legate a fattori ambientali.
Un tema che viene trascurato, soprattutto nelle aree
metropolitane, è quello relativo alla raccolta dei rifiuti. C'è
quasi una rassegnazione Si vedono queste nostre città e accanto
alle città anche le vie di fuga, le vie di uscita che sono
devastate dai rifiuti depositati da cittadini che non hanno alcun
senso civico. Ecco perché dobbiamo ripartire da questa
consapevolezza, avere in noi la capacità di dire che quello che è
stato fatto, in termini urbanistici, non è stato adeguato, che le
piazze, per esempio, che erano fondamentali, in una stagione di
abusivismo sono scomparse. Quindi, la necessità di dotare di
strutture alternative le nostre città che sono i luoghi di
socializzazione, che spesso non coincidono ormai con le piazze ma
debbono coincidere con i luoghi in cui si fa sport, in cui i
giovani si ritrovano, in cui i cittadini possano vivere in una
dimensione diversa rispetto a quella della solitudine. Noi questo
tema lo dobbiamo, quindi, tenere presente e il dibattito non può
che partire da questo, con una centralità, la centralità
democratica.
Io non so se l'emendamento che ho presentato sarà approvato meno -
mi auguro, lo spero - però sono un sindaco che ha vinto le elezioni
una prima volta, una seconda volta, una maggioranza monocolore del
mio partito, però considero che sarebbe sbagliato delegare le vie
direttive, le linee direttive alla Giunta. Il Consiglio comunale è
il luogo della democrazia di una città e deve essere questo luogo
in cui si deve dibattere come definire il disegno di una comunità,
un disegno che deve essere democratico e, quindi, rappresentativo
delle varie componenti, non solo delle componenti di maggioranza ma
anche delle componenti di minoranza, perché la sfida è una sfida
pesante, abbiamo bisogno di tornare a ragionare sulle nostre città
che, ripeto, hanno soltanto alcuni luoghi di aggregazione che ormai
sono rappresentati dai centri commerciali, e non altri, e quindi la
capacità di riflettere su quelle che sono le caratteristiche
fondamentali della nostra Isola.
La Sicilia è un'isola che ha 1.600 chilometri di costa sul
Mediterraneo e il problema della nostra comunità non può essere
quello di dire "stiamo attenti, arrivano da fuori", ma deve essere
l'accoglienza e, nel contempo, anche la capacità di mettere in
correlazione le nostre città con il mare. Così come nelle aree
interne se c'è il declino demografico, avere la capacità di
guardare a quelle strutture agricole che rappresentano anche un
bene ambientale, basta guardare quelli che erano i nostri agrumeti,
oggi devastati purtroppo dalla siccità e dalla inadeguatezza degli
interventi del Governo, pensare ai nostri vigneti, ai nostri
uliveti, che erano luoghi in cui c'era la bellezza anche della
nostra natura.
E infine, i siti Unesco. Noi siamo la regione che 111 siti Unesco,
sono orgoglioso di essere nella Val di Noto, una città, Militello
in Val di Catania, che è anche un luogo in cui c'è l'ultima
fioritura del barocco europeo. Essere siti Unesco, patrimonio
dell'umanità, sono questi atti importanti ma che debbono essere
finalizzati a rendere le nostre città accoglienti, con un turismo
che possa essere apprezzato al di fuori della nostra comunità,
anche nazionale.
E concludo, Presidente. Benevolo che era un grande architetto
diceva che l'architettura è significativa ed importante per le
nostre città ma non può trasformare una città dall'oggi al domani,
che bisogna lavorare e costruire e che la costruzione della città
non deve partire soltanto da quello che è il desiderio di un
architetto, ma deve partire dalla consapevolezza che ci sono
bisogni, che ci sono richieste ai cittadini che debbono essere
centrali nell'azione architettonica.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. E' iscritto a parlare
l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.
SPADA. Grazie, Presidente. Parlando, diciamo, dell'articolato
ritengo che - come detto in precedenza anche da parte dei miei
colleghi - l'articolo 1 sia una stortura rispetto a quello che è
stato prodotto anche dallo scorso Governo, ovvero il governo
Musumeci, ovvero il Governo di cui faceva parte anche l'assessore
Savarino che, tra l'altro, all'epoca era Presidente della
Commissione Ambiente e Territorio'.
Il fatto di avere previsto di impedire l'espansione territoriale,
in linea con quelle che sono le direttive, le normative europee che
guardano la prospettiva da qui al 2050, era una scelta dettata non
solo nell'ottica di adeguarsi a quelli che sono gli standard e a
quello che è il percorso intrapreso dalla Comunità europea ma anche
per dare un segnale a questo territorio, a questa Terra, che si sta
sempre più spopolando e che sta in qualche modo - come dire -
perdendo la centralità anche nel Mediterraneo.
Nascono sempre meno bambini e quei pochi giovani che ci sono
stanno andando via ed è il motivo per cui ritengo che l'articolo 1
debba essere abrogato, debba essere bocciato, perché dà una linea
distorta di quella che dovrebbe essere la prospettiva sul consumo
del suolo, all'interno del nostro territorio e all'interno della
Comunità europea.
Presidente, mi consenta una parentesi perché ritengo che questo
strumento, questa norma consenta agli amministratori locali di
superare diverse criticità che negli anni si sono presentate.
E' una norma tecnica che va a modificare, per la stragrande
maggioranza, una legge che è quella del 2020 e che poi, di fatto,
ha bloccato alcune iniziative di sviluppo anche nelle singole
realtà territoriali.
Non possiamo però accettare, come Partito Democratico, che si
possa insinuare la possibilità o il dubbio che qualche deputato del
Partito Democratico, a parte essere in linea con il Governo
nazionale, cosa che abbiamo dimostrato in tutti le sedi non essere
così, ma che qualche deputato del Partito Democratico possa
assumere un atteggiamento di ostruzionismo nei confronti di una
norma o a favore nei confronti di un'altra solo per farsi chiamare.
Presidente, questi metodi non ci appartengono, non appartengono al
Partito Democratico e ai deputati del Partito Democratico
Noi portiamo avanti un'azione forte di contrasto, laddove c'è da
contrastare questo Governo, anche quando veniamo chiamati
continuiamo nella nostra azione politica perché non è questo il
metro di misurazione dell'azione politica, non è l'ostruzionismo
fine a sé stesso, non è la creazione del problema per poi
risolverlo che ci qualifica nei rispettivi territori e che ci
qualifica agli occhi dei nostri elettori.
Noi portiamo avanti delle battaglie, delle iniziative che sono di
natura politica
Quindi, se riteniamo che il recepimento del disegno di legge
"salva casa", promosso dal Governo Meloni, possa in qualche modo
superare alcune criticità sollevate dagli amministratori locali e
dalle comunità locali, che si vada avanti; diversamente, se siamo
convinti invece - come lo siamo - perché non abbiamo approvato in
Commissione, come parlamentari del Partito Democratico alcune norme
e l'impianto generale di riforma, che la legge che riguarda
l'edilizia presenti delle storture che non fanno il bene dei
siciliani ma che anzi rischiano di creare ulteriori problemi, la
battaglia la continueremo non solo come abbiamo fatto in
Commissione ma la continueremo anche in quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada. E' iscritto a parlare
l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, Governo, colleghi, credo che
questa sia un po' un'occasione persa in quanto il Parlamento
regionale, se non fosse stato nelle scorse settimane, per non dire
negli ultimi due anni, assolutamente dilaniato dalle lotte
intestine del centrodestra, avrebbe ben potuto, all'interno di un
testo che riguarda l'urbanistica, non solo trattare anche il tema
correlato e su cui ha dirette connessioni l'urbanistica, che è
quello dell'edilizia, ma avrebbe potuto fare uno studio serio ed
operare una seria rinnovazione su quelli che sono gli strumenti
urbanistici, ovviamente all'interno delle norme nazionali, che
ancora oggi regolano lo sviluppo delle nostre città e che, complice
anche lo spopolamento delle nostre città, sicuramente avrebbero
bisogno di essere ridefiniti, rivisitati, riadattati alle moderne
esigenze al fine di dare anche spazio e sviluppo alle città secondo
un concetto più moderno.
Relativamente a questo disegno di legge, oltre alla aberrazione
contenuta nell'articolo 1, relativamente al consumo di suolo,
tengo a esporre il mio punto di vista sull'articolo 14 che ritengo
abominevole, abominevole perché le norme che regolamentano il
divieto di realizzazione di immobili a 150 metri dalla battigia non
sono delle norme che entrano nel merito delle qualità morali di chi
ha realizzato quell'opera ma sono delle norme a difesa del suolo, a
difesa del paesaggio e a difesa dell'incolumità umana, innanzi a
quei processi di erosione costiera che, certamente, non possono
essere regolamentati con legge, perché quelli li detta la natura, e
per me l'ipotesi di sanare un immobile costruito abusivamente da un
mafioso sulla riva del mare sol perché è stato acquisito dallo
Stato, è un'aberrazione giuridica, morale, etica e politica che
questo Parlamento non si può permettere.
Le persone, quando passano da quel luogo, devono dire che un
delinquente ha costruito e che lo Stato ha ridotto in pristino
stato, non deve dire lo Stato se l'è preso e l'ha sanato, perché
questa è una porcheria Presidente, una porcheria di cui questo
Parlamento non si può macchiare ancor prima di ragionare che questo
aprirebbe le strade ad altre sanatorie o che costituirebbe un
precedente pericolosissimo, ancor prima è un'aberrazione che questo
Parlamento non si può permettere e mi auguro e confido che
l'Assessore insieme al Governo tutto, che tante volte anche si
spendono in contesti pubblici per ricordare la memoria di
Borsellino e compagnia cantando, abbiano il coraggio di dire che
quella norma deve uscire da questo testo perché è inaccettabile,
inaccettabile
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Safina, e poi non ho
altri interventi sulla discussione generale, l'Assessore poi potrà
replicare. Ha facoltà di parlare l'onorevole Safina.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, so che
lei, Assessore, in queste settimane, perché ho avuto modo di essere
presente a una delle iniziative, sta girando la Sicilia per
presentare il PTR. Devo dire che l'ho anche lodata pubblicamente
per lo stile col quale lei ha presentato l'iniziativa, perché non è
stato uno stile partigiano, non è stata di parte, ma ha mantenuto
un aplomb istituzionale, ha consentito a tutti di confrontarsi su
un tema fondamentale che è quello di come dobbiamo programmare
l'utilizzo e lo sviluppo del territorio.
Perché Trapani, parlo della mia città, una città devastata dal
fatto per esempio che abbiamo un'area industriale a ridosso di una
riserva. Ora, noi questi errori non li possiamo più ripetere, dove
abbiamo una conurbazione che ha creato attività antropiche in
luoghi, ne parlava qualcuno poc'anzi, le coste che invece avremmo
dovuto tutelare per utilizzarle al meglio, per consentire di godere
della bellezza del nostro paesaggio, della bellezza del nostro
ambiente, della capacità di offrire scenari probabilmente unici.
Questo Parlamento, oggi, sta perdendo un'occasione, perché se non
siamo convinti che la riforma del 2020, poi novellata nel 2021 sia
la migliore delle riforme, avremmo dovuto affrontare la questione
dell'adeguato utilizzo del territorio, con un approccio sicuramente
diverso, invece questo Parlamento ha preferito discutere della
sanatoria per le abitazioni dai 150 metri dal mare, la Commissione
ne ha discusso per un anno intero con la fortissima opposizione del
Partito Democratico, ma non solo, per altro con la volontà di
legiferare - ma sta diventando oramai una moda per quello che
sento in queste ore - quando si aspetta una sentenza della Corte
costituzionale o in alcuni casi come per le province, consentitemi
la digressione, in aperto contrasto con tre sentenze della Corte
costituzionale che dicono che non si può più procedere in
commissariamenti, ma questo Parlamento sta oramai prendendo questo
stile, quello di infischiarsene di quello che un altro Organo
costituzionale come la Corte costituzionale fa e sancisce.
Io penso che questo disegno di legge sia sbagliato nell'incipit,
poi la maggior parte sono norme tecniche sulle quali so che ci si è
confrontati con gli Ordini, ma quando si vuole modificare l'incipit
di una norma, dicendo che dal principio di consumo zero - e lei
Assessore era Presidente della Commissione di quel testo di legge -
e si chiede di passare a un più blando "ma diciamo vediamo se ci
riusciamo a fare questo consumo zero" quando moltissimi comuni sono
già impegnati nella redazione dei PUG e uno dei temi che dovremmo
affrontare è quello di come far parlare i PUG con il PTR, perché se
non facciamo parlare i PUG con i PTR nascerà un corto circuito,
Assessore, che rischierà di pregiudicare, ulteriormente, lo
sviluppo del nostro territorio
Questo è il tema che il Parlamento avrebbe dovuto affrontare
all'interno di un reticolato nel quale il consumo zero deve
rimanere l'obiettivo primario, invece qui sembra che si voglia
annacquare questo principio, che ci si infischi del fatto che il
percorso del PTR è partito e che molti comuni sono anche in ritardo
nelle pratiche che devono condurre all'approvazione del PUG perché
non hanno le risorse.
Lo so, ho visto che stiamo mettendo 600 mila euro, c'è un bando,
io spero che si voglia innanzitutto ripartire dai comuni che a quel
bando hanno partecipato per una questione di giustizia, perché
prima bisognerà partire da chi sta credendo in una pianificazione
territoriale moderna e poi quando ci saranno le altre risorse,
perché dovremmo metterle, si aprirà spero una nuova procedura
selettiva ma noi i comuni li dobbiamo aiutare, perché gli enti
locali non hanno le risorse per fare tutti gli studi che i PUG
prevedono, molto spesso annaspano perché non hanno né le
professionalità interne né la capacità di rivolgersi all'esterno.
Noi dobbiamo comprendere che se la pianificazione territoriale,
che è quella che è mancata negli anni, è una delle cose
fondamentali per lo sviluppo armonico di un territorio, noi
dobbiamo aiutare gli enti locali a farlo e dobbiamo fare sì - e
concludo - che la Regione svolga il suo ruolo attraverso i PTR che
sono uno strumento moderno di programmazione, perché non si può
pensare che lo sviluppo di conurbazioni confinanti, Palermo con
Capaci, Paceco con Trapani, avvenga senza che si parlino
Quindi, un quadro di insieme evitando, ovviamente, però,
Assessore, l'abbiamo anche detto quello che è accaduto in passato
con i piani paesaggistici che c'erano comuni che approvavano i
piani territoriali, i piani regolatori e poi se li vedevano
sostanzialmente disossati dall'intervento del piano paesaggistico,
quindi il dialogo va creato prima per evitare anche questo tipo di
corto circuito. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. Non essendoci altri iscritti
a parlare dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di
parlare l'Assessore per una replica.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie
Presidente, mi corre d'obbligo di una premessa, l'ordine dei lavori
rispetto ai testi che sono arrivati in Aula è stato deliberato
prima che io mi insediassi, quindi che fosse deciso che solo questa
parte dell'urbanistica venisse in Aula, che un'altra parte che è
legata all'edilizia fosse accantonata e quant'altro, era già una
scelta che io mi sono ritrovata insediandomi.
Il testo che è arrivato in Aula è un testo di cui non conosco la
genesi, io ovviamente l'ho approfondito e siccome la legge 19 è
stata una legge che abbiamo fatto insieme a più mani, non solo
maggioranza e opposizione, ma addirittura con il contributo fattivo
degli ordini professionali, degli accademici, ritengo che anche
sulle modifiche bisognerà muoversi allo stesso modo, qualora queste
modifiche siano necessarie e andando sul testo che, quindi, ho
ritrovato incardinato in Aula, alcune sono modifiche che servono a
snellire l'iter, altre sono modifiche che servono a recepire
ulteriori modifiche, cioè se la 152 ha dimezzato i termini, è
giusto che questo recepimento venga fatto anche qui, sempre per
favorire gli enti locali, dare una procedura più snella. Altre sono
venute fuori da una necessità di coordinamento del testo che è
emerso in fase applicativa, quindi stiamo parlando di piccole cose,
altre, onestamente, io ritengo che mi rimetterò all'Aula perché
sono valutazioni di cui non conosco la motivazione iniziale che ha
portato a quella necessità, per cui ritengo di ascoltare l'Aula per
capire da dove arrivano, compreso l'articolo 1, perché quando noi
abbiamo fatto la legge 19 avevamo trovato una sintesi tutti insieme
sulla finalità di quella legge che dovesse portare al consumo di
suolo tendente a zero, che vuol dire? Che nell'arco di pochi anni,
e l'obiettivo che ci siamo dati è il 2050, dovevamo arrivare al
"consumo di suolo zero", siccome non potevamo metterlo in maniera
radicale, subito, "consumo di suolo zero", ci siamo dati una
tempistica in modo tale che tutti gli enti locali e la nostra
pianificazione si adeguasse a questa normativa.
Cambiare e impedire, contenere in una finalità che comunque ha
normato in tutta la sua disciplina, non mi ricordo più quanti
articoli sono, una quarantina di articoli se non oltre, questo
principio mi sembra o ultroneo, visto che poi comunque è codificato
in una serie di norme che sanciscono quello che avevamo deciso
tutti insieme, "consumo di suolo tendente a zero" obiettivo da
raggiungere nel 2050, quindi o è ultronea questa norma o non ne
capisco il senso, me lo spiegherà chi lo ha scritto.
Su altre, ripeto, in maniera molto laica mi rimetterò all'Aula, su
quelle che sono obiettivamente utili perché snelliscono, perché
aggiustano alcuni problemi tecnici che in corso d'opera sono
emersi, ritengo che siano norme di buon senso sulla quale,
immagino, ci possa essere un percorso condiviso.
Così come, ripeto, è stato condiviso il percorso dell'approvazione
della normativa a monte.
"Salva casa", è emerso l'altro tema, l'abbiamo incardinato oggi in
Commissione.
Noi abbiamo fatto un lavoro di massima velocità, sia nel recepire
con la circolare la parte che avevamo la possibilità che venisse
recepita in maniera dinamica, perché quando abbiamo fatto la legge
16, alcune norme della 380 le avevamo recepite "sic et simpliciter"
così com'erano e, quindi, le successive modificazioni operavano in
maniera dinamica, subito, e con la circolare, credo, 8 o 9 agosto,
quindi pochi giorni dopo il mio insediamento, abbiamo chiarito alle
Amministrazioni e ai tecnici quali fossero queste norme.
Sulle altre invece, c'era la necessità di un adeguamento normativo
perché, nella 16 avevamo recepito la 380 su alcune parti con
modifiche, quindi avendo voluto fare delle modifiche, le
successive novità legislative della 380 non vengono più recepite in
maniera dinamica, questo comporta il testo che ho portato il più
velocemente possibile, perché poi si capisce, c'è bisogno di una
relazione tecnica, la relazione dell'Ufficio di Ragioneria, quindi
abbiamo fatto in maniera veloce, ma non perché chi sa quale
rivoluzione la legge "salva casa" porti, ma perché è assolutamente
legittimo che anche la Sicilia si adegui a una normativa che in
questo momento è in vigore in tutta Italia e che su alcune
tematiche agevola il mercato immobiliare, perché sono piccole
irregolarità di case che, comunque, sono già esistenti, che partono
con un titolo abilitativo e che però hanno subìto dei piccoli
errori, delle modifiche, dei piccoli abusi che con la "salva casa"
vengono regolamentati e questo permette anche di liberarle nel
mercato immobiliare.
Quindi, questa era la necessità che noi abbiamo sentito, dopodiché
comprendo anche - per carità - che qualcuno probabilmente avrebbe
voluto una normativa più incisiva nel "salva casa" e so che ci sono
sollecitazioni di diversa natura, c'erano anche la scorsa
legislatura, e se vi ricordate alcune di quelle sollecitazioni le
abbiamo anche messe su norma e approvate.
Qualcuna è stata bloccata dal Servizio Studi dell'Ars ritenendola
illegittima; qualcun'altra è stata anche impugnata.
Quindi io sarei prudente, nel senso che finché ci limitiamo a
recepire il "salva casa" della normativa nazionale, siamo certi di
non incorrere in nessuna incostituzionalità o illegittimità, e se
lo facciamo il più presto possibile, accontentiamo gli ordini
professionali e gli enti locali che pressano per questo
recepimento, perché sanno che può agevolare alcuni percorsi e
perché negli enti locali permette anche di fare cassa, perché c'è
anche questo.
Se, però, dovessimo decidere di fare una scelta diversa e
allargare le maglie di questa normativa potremmo affrontare rischi
diversi, rischi di filtro del Servizio Studi, come c'è stato negli
altri anni o filtro romano, una volta approvato.
Questa è una valutazione che io onestamente rimetto all'Aula, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, se è il caso di
definirla tutti insieme in un percorso che vuole più o meno
agevolare o amplificare e ampliare il testo di riferimento.
Come Governo, l'indicazione che mi permetto di dare, è quella di
dare una corsia veloce e più semplice possibile al recepimento del
"salva casa", dopodiché se ci sono percorsi diversi, per carità,
l'Aula, l'Assemblea, è sovrana, però, attenzione a creare illusioni
in chi ci ascolta rispetto a fantasiose normative siciliane che poi
non trovano sbocco legittimo. Attenzione, perché poi ci potremmo
ritrovare, se non recepiamo la "salva casa", che magari a Roma
decidono, che ne so, sulla doppia conformità di andare un po' più
in là rispetto alla disciplina che hanno approvato, se noi la
recepiamo quelle nuove novelle legislative di cui si sente parlare
sarebbero recepite subito in maniera dinamica, se noi oggi non lo
facciamo e ci muoviamo in maniera fantasiosa, restiamo fuori anche
da quel punto di vista, quindi rischiamo poi di trovarci scoperti,
come siamo adesso su alcune normative che, appunto, non abbiamo
recepito in maniera dinamica.
Per cui, ripeto, il nostro atteggiamento è assolutamente laico.
Parto dal presupposto che preferisco, per mio atteggiamento
culturale e per i precedenti che abbiamo visto in questa Assemblea,
su queste norme che hanno una natura così importante, che
riguardano la pianificazione in Sicilia, che riguardano il futuro
della Regione siciliana, di tanti comuni, non andare a colpi di
maggioranza ma cercare di fare un percorso condiviso tutti insieme.
Questo è il mio presupposto, è il mio approccio e l'approccio del
Governo Schifani perché, ovviamente, anche il Presidente la pensa
come me e, quindi, io mi muovo in linea con quanto è stato deciso
insieme al presidente Schifani. Se la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari dovesse decidere, signor Presidente, un ordine
dei lavori diversi, noi ci rimettiamo a quanto possa decidere la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in maniera
condivisa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Prima di rinviare l'Aula a domani,
così come è stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, perché l'articolato inizierà il voto domani, comunico
che hanno chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici, poi
l'onorevole Gilistro e l'onorevole Campo. Prego, onorevole
Cracolici.
CRACOLICI. Siccome io ho apprezzato l'intervento dell'Assessore,
che è un mix di saggezza, di prudenza e di come dire preoccupazione
che il troppo stroppia, io chiedo al Governo, al di là dell'essere
laica, ed è un approccio corretto, però di essere anche
responsabile di un provvedimento che poi, quando sarà approvato,
diventa il provvedimento per cui a Roma dovete interloquire come
Governo, non interloquisce il Parlamento.
Quindi, io le segnalo alcune questioni, i compiti per casa, in
maniera tale che domani una cosa è, come lei ha già fatto e ha
detto, l'articolo 1 è ultroneo, in realtà non è ultroneo è, come
dire, è un tentativo di slalom ma qui non pratichiamo sci, qui
facciamo leggi perché è evidente che una cosa è dire che si
impedisce, un'altra cosa si contiene, la parola non è la stessa, è
un principio che ha effetti diversi, però, io ho apprezzato perché
il concetto di impedimento nella sintesi con cui fu fatto nel 2019
ha poi una sua, come dire, coordinata rispetto al resto della legge
sulla questione dell'azzeramento del consumo del suolo.
Io le pongo un altro tema che, veda, ci sono norme sicuramente di
ordine necessario, burocratico, amministrativo, i tempi,
quarantacinque giorni piuttosto che, uniformare diciamo anche la
tempistica amministrativa in una legge è sempre bene, perché
evitiamo di confonderci, però nell'apparente valutazione tecnica
delle norme ci sono scelte politiche, ad esempio, di consentire
come si fa nell'articolo 8 di poter fare un PUG in nome della
riqualificazione urbana che prevede che posso fare un PUG che in
qualche modo prevede l'aumento di cubatura del 30 per cento,
guardi, neanche il "Piano casa", non di Salvini, quello famoso di
Berlusconi si era spinto a tanto, perché ricordo che in quel caso
eravamo tra l'altro in ambito molto, molto ristretto, qui parliamo
di PUG che è un'altra cosa, che era il massimo del 20 per cento:
ora, è pensabile che in nome di una norma di adeguamento, di
aggiustamento, di verifiche, si introduca una bomba atomica che
aumenta le cubature del 30 per cento quando nella legge 19, del
2019, la legge non mi ricordo che numero è, la legge 19 del 2020,
si era lasciato alla valutazione di chi approva il PUG, sulla base
di un regolamento e di un atto di convenzione, di parlare
genericamente, ai sensi del comma 3 di quell'articolo,
dell'articolo credo 36 o 38, la possibilità di parlare di aumenti
di volumetrie ma non farlo diventare una norma, come dire, erga
omnes per tutto ciò che riguarda la valutazione, la modalità con
cui si fanno i PUG, prima questione Quindi, le chiedo con
altrettanto equilibrio che ha mostrato oggi, possa domani
consentire all'Aula di sciogliere nodi che sono nodi sostanziali di
politica; c'è un'altra questione che ho accennato precedentemente,
la possibilità di trasferire i diritti di proprietà, cioè di
cubature, per chi ha avuto apposti vincoli di natura paesaggistica,
sismica, eccetera, non può essere riconosciuta a prescindere, cioè
nel senso che io comprendo che se ho un terreno dove era prevista,
come dire, zona B o zona C, e quindi aveva una possibilità
edificatoria o zona A seppure nei limiti delle zone A, che laddove
ci sono dei vincoli sopravvenuti, io possa trasferire quei diritti
edificatori in altri siti ci può stare, ma questo bisogna limitarlo
al diritto del proprietario, perché qualora lo lasciassimo come è
scritto qui sa che cosa si apre in Sicilia? Il mercato dei diritti,
diciamo, successivi ai provvedimenti di vincoli apposti in tutte le
tipologie di terreno E allora, da questo punto di vista, bisogna
disciplinare e limitare in maniera tale che, con norme che si
scrivono spesso in maniera generale, generica, noi facciamo più
danni di quelli che pensiamo nel risolvere i problemi
Per cui, ad esempio, io penso che i diritti edificatori possono
essere trasferiti solo in presenza dello stesso proprietario. Ma se
muta il proprietario o ha ceduto, il proprietario, ad altri
successivi proprietari e i vincoli sono stati apposti prima che
venisse trasferito il diritto di proprietà, non può essere
trasferito il diritto edificatorio Ripeto, altrimenti si apre il
mercato dei diritti
Ecco, ci sono alcune disposizioni. Poi qualcosa, una lettera "C"
che si abolisce, non ho capito neanche la ragione - quello sulla
vicenda dei piani archeologici - eccetera. Ecco, Assessore, io le
chiedo non di rimettersi genericamente all'Aula ma di valutare,
come Governo, l'impatto per le cose che lei ha detto in maniera
tale che domani il Governo si esprima anche su alcune di queste
norme, dicendoci - come prevede il Regolamento - il suo parere.
Mi auguro che lo stesso Governo faccia richiesta di stralciare
quelle norme, e di non consentire che entrino nel nostro... non
stralciare... di proporre la bocciatura e, qualora lei la proponga,
il Presidente sarà così attento di stralciarle direttamente. Ecco
se vogliamo fare una legge tecnica e veloce, altrimenti si apre,
chiaramente, il dibattito, e diventa tutt'altro
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
GILISTRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro e poi
l'onorevole Campo. Così poi rinviamo l'Aula a domani. Prego,
onorevole Gilistro.
GILISTRO. Grazie Presidente, grazie colleghi, grazie Assessore.
Presidente, è successo un fatto increscioso, veramente increscioso
a Siracusa, ieri mattina. Vorrei sottoporre, all'attenzione di
questa Assemblea, quello che è successo nella mattinata di ieri: un
tetto di una scuola elementare di Siracusa è caduto sui bambini di
scuola elementare. Questo tetto ha sfiorato, fortunatamente, un
ragazzino, ferendolo lievemente al braccio ma poteva andare molto
peggio.
Io credo, Presidente, che se una madre, un padre, una famiglia
porta i propri bambini a scuola è perché ritiene che quella scuola,
quel posto dove porta i propri bambini, sia un posto sicuro. Il
problema è che questo non è il primo caso a Siracusa. E' caduto un
tetto all'Istituto Insolera, sono caduti pezzi di tetto
all'Istituto Fermi, ci sono due palestre inagibili a Siracusa, c'è
un Istituto agrario totalmente inagibile - è stato chiuso,
quest'anno, alle attività.
Io mi chiedo e chiedo a questo Governo - e lo chiedo proprio con
fermezza, lo chiedo, ripeto sempre, oltre che da politico, da
pediatra - cosa dobbiamo e cosa possiamo fare per dire a questi
genitori di poter stare tranquilli quando portano i loro bambini a
scuola?
La situazione...io credo che ben due casi, due casi, quello del
"Fermi" e quello dell'"Insolera" sono accaduti mentre non c'erano
ragazzi. Allora, cosa aspettiamo? Che prima o poi, dopo due ore di
pioggia, possa crollare un altro soffitto e questa volta, invece di
ferire un bambino, lo uccida?
La città di Siracusa, la provincia di Siracusa è l'unica provincia
in cui, Presidente, il libero consorzio, l'ex Provincia, è in
dissesto economico e non ha fondi da poter utilizzare, non ha fondi
per poter portare in sicurezza tutte queste scuole
Allora, ho presentato un emendamento al Governo in questa
finanziaria che possa concedere dei fondi proprio per questo unico,
per questo unico libero Consorzio, che è in dissesto, per poter
dare almeno e riuscire a risolvere le emergenze di questi istituti
scolastici. Non siamo a Gaza, signor Presidente, dove ci vogliono
le bombe per far crollare i soffitti degli edifici e delle scuole.
Qua bastano quattro piogge, quattro gocce di pioggia per far cadere
i soffitti. Ma in che scuole andiamo, ma in che Stato siamo? Ma
dico un'altra cosa e me ne prendo la responsabilità, perché tante
telefonate mi sono arrivate anche da parte dei dirigenti scolastici
e questa è una denuncia che faccio a questo Governo, al Governo
nazionale, al Governo europeo. E' normale, secondo voi, che
arrivino milioni, milioni, milioni di euro per acquistare
apparecchiature digitali, computer che le scuole non sanno ormai
dove mettere, invece di fare arrivare fondi per mettere le scuole
stesse in sicurezza?
Io credo che questo non sia normale. Milioni di euro per
acquistare computer, per acquistare apparecchiature digitali, per
acquistare progetti e non c'è un euro per mettere in sicurezza le
scuole. Questo non è più accettabile
Chiedo al Governo - qui c'è il Presidente del Gruppo parlamentare
-, al Presidente Schifani, che ha detto tante volte, gli credo, di
avere cuore verso i bambini - che questa volta, almeno per la zona
di Siracusa e, ribadisco, Siracusa, perché è l'unica provincia in
cui il libero Consorzio è in dissesto, possa dare un contributo
straordinario attraverso questo emendamento per soddisfare le
esigenze dei nostri bambini e per metterli in sicurezza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie, Presidente Di Paola, assessore e colleghi deputati,
intervengo su un fatto che mi è successo personalmente e voglio
sperare che sia circoscritto alla sola provincia di Ragusa, anche
se in realtà dalle numerose segnalazioni che ho ricevuto, in questi
giorni, a quanto pare è un fenomeno diffuso in tutta la Sicilia.
Signor Presidente, io, ben sette mesi fa, ho prenotato tramite CUP
una mammografia con esenzione. Ho aspettato sette mesi, mi è stata
assegnata una delle famose cliniche convenzionate perché l'Asp di
Ragusa, spendendo ben 3 milioni di euro per 7 mila 250 prestazioni
esterne, ha convenzionato delle strutture.
Ebbene, appena sono andata a fare questa visita, mi è stato
chiesto un extra costo per le nuove tecnologie, come se fosse ormai
legittimato pagare una extra tassa per le tecnologie di ultima
generazione in queste strutture convenzionate che, quindi, si
avvalgono del beneficio di avere tanti e tanti pazienti in più,
proprio perché convenzionate, quindi, tutti questi pazienti vengono
mandati dalla struttura sanitaria, dall'ASP, e poi chiedono una
tassa aggiuntiva. Mi sono confrontata in sala d'aspetto con gli
altri ed era successo a tutte le altre pazienti.
Io ho avviato un'interrogazione parlamentare, signor Presidente,
perché questa cosa, in questi giorni, è montata; mi hanno chiamato
tante persone e questa esperienza non si è verificata solamente
nella clinica in questione con il mammografo, ma in tutta la
provincia, anche con tanti altri tipi di esami.
Io mi chiedo a questo punto, e chiedo all'Asp di Ragusa, che mi ha
risposto dicendo che non ne sapevano nulla e che hanno avviato
un'indagine per capire cosa stesse succedendo, mi chiedo come mai,
dopo che vengono spesi 3 milioni di fondi pubblici di cui ci
eravamo anche lamentati e ci avevano risposto che lo dovevano fare
per forza perché erano vincolati per le strutture convenzionate,
come mai nessuno controlla?
Quindi, noi spendiamo soldi pubblici, li diamo alle strutture
convenzionate, senza alcun tipo di controllo
In questi giorni, mi sono imbattuta in un servizio di Milena
Gabanelli che - guarda caso - parlava dello stesso argomento in
questione e la stessa Gabanelli, che ha avviato un'indagine, si
chiedeva quanti mammografi, quante strutture utilizzano
apparecchiature di ultima generazione o apparecchiature obsolete,
dove le visite che vengono fatte ma non danno neanche una sicurezza
poi nel referto medico.
Signor Presidente, le dico che secondo l'Associazione italiana
ingegneri clinici, un'apparecchiatura medica per essere efficace e
dare un referto medico attendibile deve avere almeno dieci anni. Io
mi chiedo adesso se queste convenzioni sono state fatte con
macchinari obsoleti e poi quando ci si reca nelle strutture per
avere dei macchinari moderni bisogna pagare di più. Ma è normale?
Secondo un'indagine, le strutture pubbliche del Nord Italia sono
dotate di questi macchinari. Addirittura, sempre secondo questa
inchiesta della Gabanelli, a Roma, di otto mammografi, solo uno è
vecchio, ha più di dieci anni; a Milano, di cinque mammografi, solo
uno ha più di dieci anni, mentre i privati è più facile che abbiano
mammografi vecchi. In Sicilia, succede l'esatto contrario. Sempre
nella stessa indagine, nella stessa inchiesta, ben l'ottanta per
cento del pubblico ha mammografi vecchi, datati, che hanno più di
dieci anni. Ed è il privato che è stato dotato, però con fondi
pubblici, di mammografi di ultima generazione, che però, a quanto
pare, non rientrano nella convenzione e li fanno pagare.
Per concludere, signor Presidente, se è un dovere da parte di un
cittadino curarsi e fare prevenzione, deve essere un obbligo da
parte delle strutture sanitarie avere le giuste apparecchiature di
ultima generazione, perché lo sa che cosa sta succedendo, solo
quest'anno, in Sicilia? Il 7,2 per cento della popolazione ha
rinunciato alle cure. Proprio per tutti questi problemi, la gente
sceglie di morire. Questa è la verità. Indecenza totale Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 23
ottobre 2024, alle ore 15.00. Inizieremo con la votazione
dell'articolato del disegno di legge discusso oggi.
La seduta è tolta alle ore 17.08
L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul sito
web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
139a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 23 ottobre 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Disposizioni in materia di urbanistica . (n. 499/A Stralcio I/A)
(Seguito)
Relatore: On. Carta
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A - Comunicazioni (v. oltre)