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Resoconto d'Aula della Seduta n. 138 di martedì 22 ottobre 2024
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.30

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.
   Ai  sensi del comma 9 dell'articolo 127 del Regolamento interno do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento  elettronico che dovessero  aver  luogo  nel
  corso  della presente seduta. Invito pertanto i deputati a  munirsi
  per tempo della testa della personale di voto.
   Ricordo  che  anche  la richiesta di verifica del  numero  legale,
  ovvero  la  domanda di scrutinio segreto, sono effettuate  mediante
  procedimento elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


     Discussione del disegno di legge  Disposizioni in materia di
                             urbanistica
                   (n. 499/A Stralcio I/A) (Seguito)

   Si  passa  al  II  punto  all'ordine del giorno   Disposizioni  in
  materia   di   urbanistica   (n.  499/A  Stralcio  I/A)  (Seguito).
  Colleghi,  così  come avevamo concordato durante la Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, oggi esiteremo il  disegno  di
  legge numero 499.
   Chiedo alla Commissione IV di potersi insediare.


                        Sull'ordine dei lavori

   BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Presidente, nei giorni scorsi in Sicilia, in questa Terra
  flagellata dalla siccità, abbiamo avuto delle copiose piogge.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Burtone, le chiedo  perdono.  Lei  sa  il
  grandissimo  rispetto che ho nei suoi confronti, ma  ho  negato  la
  possibilità di fare interventi al di fuori dell'ordine  dei  lavori
  agli altri colleghi.

   BURTONE. Sull'ordine dei lavori, Presidente.

   PRESIDENTE. È sull'ordine dei lavori? Siccome sentivo  che  stesse
  parlando dei...

   BURTONE.  No,  sull'ordine  dei  lavori  perché  volevo  chiederle
  intervento  su due temi che io credo... siccome c'è in discussione,
  in  bilancio,  l'esame degli emendamenti volevo porre all'Assemblea
  l'attenzione rispetto a due questioni.
   Una, che io spero lei possa affrancare, e l'altra che riguarda  la
  Commissione,  nello specifico su alcuni emendamenti, perché  questa
  situazione   delle  piogge  copiose  che  noi  abbiamo   avuto   ha
  determinato  notevoli  danni in diverse  comunità.  Il  Governo  ha
  dichiarato  lo  stato di calamità, le risorse a noi  sono  sembrate
  assolutamente  esigue perché, pur non essendo tantissimi  i  centri
  colpiti,  però  alcuni  hanno avuto delle  problematiche  veramente
  serie,  e  quindi  noi  abbiamo presentato un  emendamento  in  cui
  chiediamo un aumento delle risorse.
   L'altra  questione, Presidente, è quella relativa ad  un  qualcosa
  che  è  avvenuto,  un  avvenimento che io credo  debba  interessare
  questo  Parlamento,  che  è avvenuta nei giorni  scorsi  proprio  a
  seguito della bomba d'acqua che c'è stata a Catania, e via Etnea si
  è trasformata in un fiume in piena.
   Un  giovane rider è scivolato, era in motorino, stava lavorando  e
  stava  correndo  seri  rischi, di avere delle  problematiche  molto
  serie  dal  punto di vista fisico. E' intervenuta una  signora,  la
  signora  Angela Isaac, questa signora ha avuto un atto di coraggio,
  io  non  voglio  enfatizzare - intervengo  e  lei  mi  permetta  se
  probabilmente  ho  deviato  rispetto a quelle  che  sono  le  norme
  specifiche  dell'ordine  dei lavori - io  sto  intervenendo  perché
  conosco la sua sensibilità e le chiedo, Presidente, di scrivere  al
  Prefetto  di  Catania  per  segnalare, come  Parlamento  siciliano,
  quanto  accaduto, come un segno di civiltà, di altruismo  e  quindi
  vedere  se  si è nelle possibilità - la signora ha un  permesso  di
  soggiorno,  però non ha la cittadinanza italiana - e vedere  se  si
  può  accelerare  questo percorso, anche perché ha una  bambina  che
  meriterebbe, per la madre che ha, di essere un'italiana

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone.
   Conosco  anche la vicenda, sia per quanto concerne  il  rider  che
  stava  svolgendo  il  proprio lavoro, sia per  l'atto  di  generoso
  altruismo  svolto  dalla signora che, tra l'altro,  addirittura  mi
  dicono  purtroppo  avere perso anche il telefonino  durante  questo
  salvataggio.
   Cercheremo  di  fare  il  possibile,  e  vedremo  anche  di  poter
  accontentare quella che è la sua richiesta però, arrivato a  questo
  punto...  no,  onorevole Cambiano io non l'avevo fatta  intervenire
  perché  si  andava  diciamo fuori dall'ordine dei  lavori  però  ho
  capito che ci tenesse.

   CAMBIANO. Presidente, ci tenevo, unendomi anche all'appello  fatto
  dall'onorevole Burtone, eventi calamitosi che hanno  colpito  parte
  del territorio siciliano, Enna, Siracusa, Catania, la provincia  di
  Caltanissetta, e a Licata l'esondazione del fiume Salso ha messo in
  difficoltà, in crisi, un intero comparto, quello agricolo.
   Stamattina  in  Commissione "Bilancio", l'Assessore Barbagallo  ha
  annunciato  che  domani sarà nei territori di  Licata,  Butera  per
  constatare  con mano, vedere con i propri occhi quanta devastazione
  c'è,  per mettere in campo misure urgenti che però non creino  solo
  aspettative.
   Quello  che  chiedono  gli agricoltori, in  questo  momento,  sono
  procedure  semplificate  evitando di  ritrovarsi  ingarbugliati  in
  procedure  burocratiche perché le colture sono assicurabili  mentre
  danni alle strutture no.
   Ecco,  io  credo che ci possa essere la sensibilità da  parte  del
  Governo  regionale per accogliere la richiesta della  dichiarazione
  dello  stato di calamità e stanziare le risorse necessarie per  far
  ripartire comparti fondamentali per il nostro territorio.
   In  variazione  di  bilancio presenteremo degli emendamenti,  come
  Gruppo,  e  spero  che questo Parlamento possa  condividere  questa
  azione politica.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.

   PACE.  Presidente,  non  posso  che  apprezzare  l'intervento  del
  collega,  Angelo  Cambiano,  e  a  nome  mio  e  del  partito   che
  rappresento,   la  Democrazia  Cristiana,  intanto   un   atto   di
  solidarietà nei confronti di tutti i comuni siciliani colpiti dalla
  recente alluvione.
   La solidarietà fine a sé stessa però non avrebbe senso, se poi non
  la facciamo seguire da atti concreti.
   Per  questo, mi preme sottolineare il ringraziamento al presidente
  Schifani,  al suo Governo e al Governo nella sua interezza  per  la
  tempestività  e  la  sensibilità di aver approvato  -  seppure  con
  risorse  ridotte,  quasi 3 milioni di euro  -  ma  avere  approvato
  l'atto di declaratoria dello stato di calamità.
   Mi  auguro che anche all'interno della prossima manovra,  che  sta
  facendo i passi nelle varie Commissioni e poi approderà in Aula, ci
  possa   essere   uno  sguardo  nei  confronti  delle   popolazioni,
  soprattutto dei comparti produttivi colpiti.
   Per  questo  sono  certo  che  non soltanto  ci  saranno  proposte
  dell'opposizione  ma - posso dire - che ci saranno  delle  proposte
  della maggioranza e del Governo in tal senso.
   Per  entrare  nel tema, io non so se già siamo entrati  nel  tema,
  perché  sono  arrivato in ritardo, però devo lasciare anzitempo  il
  Parlamento,  e ne approfitto per dire un sentito ringraziamento  al
  Presidente  Carta e alla sua Commissione che fa approdare  un  atto
  importante, qual è la riforma urbanistica in quest'Aula,  e  quindi
  anche l'onorevole Savarino.
   Mi  auguro  che questo atto possa essere esitato all'unanimità  da
  tutto il Parlamento.
   Voglio  fare  un appello a questo Parlamento - e lo faccio  perché
  sono stato, come sapete, sindaco di una comunità per diversi anni.
   La  Regione,  per  troppo tempo, ha osato fare  come  lo  struzzo,
  mettendo  la testa sotto la sabbia, facendo finta di non accorgersi
  di ciò che succede in Sicilia, nei comuni rivieraschi.
   Ci   sono   degli  emendamenti  di  alcuni  esponenti  di   questo
  Parlamento,  della  maggioranza, che volgono lo sguardo  ad  annose
  vicende  che  non  colpiscono soltanto una zona della  Sicilia,  ma
  colpiscono tutte le nostre coste.
   Non dico che noi dobbiamo esitare favorevolmente un atto piuttosto
  che  un  altro, dico che il Parlamento della Regione deve avere  il
  coraggio  di  affrontare questo tema e di dire la  sua  in  maniera
  inequivocabile,  non soltanto a tutti i sindaci siciliani  che,  su
  questa  vicenda  si trovano in trincea, ma soprattutto  a  tutti  i
  cittadini.
   Non  possiamo  lavarcene le mani, mi riferisco al fenomeno  che  è
  successo  in  questi anni nelle abitazioni entro i 150  metri,  non
  possiamo  girarci  dall'altro  lato, non  possiamo  non  affrontare
  questo   tema.   Non  sono  qua  a  dire  che  dobbiamo   approvare
  l'emendamento  di  Giorgio  Assenza,  ma  questo  Parlamento   deve
  occuparsi  di  questa  vicenda e porre fine finalmente  in  maniera
  inequivocabile con una parola certa per tutti i sindaci e per tutti
  i cittadini coinvolti

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  volevo
  intervenire  ma  quando  sento  dire  in  quest'Aula  che  dobbiamo
  ringraziare  Schifani perché, per i danni che ci sono  stati  negli
  ultimi  giorni  dovuti alle alluvioni, ha dato  questo  contributo,
  anche se minimo, di 2.800.000 euro, mi si rivolta lo stomaco
   Appartengo  ad  un Territorio che nel 2012 è stato vittima  di  un
  ciclone,  è  stato  il  ciclone Athos, e che  dopo  tanti  anni  di
  richieste,  di  denunzie,  di  sette anni  di  questa  maggioranza,
  abbiamo avuto la possibilità di avere spiccioli, di avere... faccio
  un esempio lo 0,2% su Athos dei danni subiti dalle aziende
   Dopodiché, c'è stato un altro evento disastroso nel 2023, l'8 e  9
  di  febbraio,  Schifani  è  arrivato con  l'elicottero,  tutti  gli
  Assessori,  la maggioranza sul nostro Territorio, l'8 - 9  febbraio
  del  2025  faremo due anni, abbiamo ricevuto un cavolo  Un  cavolo
  Quindi  capite com'è vergognoso? Al solito, è un cliché, si  lancia
  questo  slogan,  l'elemosina, le briciole, poi  nei  territori  non
  arriva nulla, la declaratoria dello stato di crisi.
   Non  si  è  riusciti, a differenza dell'Emilia  Romagna,  che  dal
  Governo  Meloni  il  Presidente dell'Emilia Romagna  è  riuscito  a
  ottenere anche se poco, ma un miliardo quasi di risorse per i danni
  subiti,  e  noi  che abbiamo rilanciato, voi che  avete  rilanciato
  sempre  il  fatto dell'allineamento, l'importanza della convergenza
  con   il   Governo  nazionale,  alla  fine  cosa  ha  portato?   Le
  declaratorie? Gli interventi fatti dal Governo Schifani  in  Giunta
  con  lo  stato  di crisi cosa hanno portato? Athos  zero,  i  danni
  subiti a febbraio del 2023 zero, gli altri zero
   Oggi possiamo ancora ringraziare, mentre ancora c'è chi aspetta da
  anni  che  arrivi  qualche  risorsa  nei  territori,  e  parlo   in
  particolar modo degli agricoltori e degli allevatori della Sicilia,
  o  di buona parte della Sicilia. Inadempienti, mi auguro e concludo
  subito Presidente, mi auguro che gli strumenti finanziari che  sono
  alle porte già dalle variazioni di bilancio, invece contengano  dei
  segnali  seri e concreti per dire "noi ci siamo", ma non  per  fare
  per  uno spot elettorale, ma ci siamo perché comprendiamo veramente
  il  disastro,  la  crisi,  e noi ci siamo  con  interventi  seri  e
  concreti
   Noi  ci siamo anche, vigileremo su questo insieme, e non solo come
  Partito   Democratico,  ma  sicuramente  insieme   con   tutte   le
  opposizioni,  affinché non vi dimentichiate, al di là degli  slogan
  delle  cose  non  concrete, che vanno date al comparto  agricolo  e
  zootecnico risposte invece serie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Di Pasquale.

            Assume la Presidenza il Vicepresidente DI PAOLA

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Sinceramente non ho capito di  cosa  parliamo,  perché
  avendo  ascoltato  l'onorevole Pace ho capito che  stiamo  parlando
  così, a tema libero, nel senso, al di là dei ringraziamenti che  ha
  fatto  relativamente all'iniziativa assunta dalla Giunta di Governo
  che,  come ha detto l'onorevole Dipasquale, fa emergere un modo  di
  affrontare le varie emergenze che via via si manifestano in Sicilia
  in maniera diversa da parte della stessa Giunta di Governo...
   Detto questo, io vorrei, siccome l'onorevole Pace dice che parlava
  perché  se  ne doveva andare, e ha fatto un appello ad approvare  -
  non   si   capisce   bene  cosa  -  un  emendamento   che   conosco
  dell'onorevole  Assenza che, tra l'altro, lo stesso  Assenza  si  è
  impegnato a non presentare in questo disegno di legge  Mi riferisco
  alla  questione  dei 150 metri o meno, cioè si fanno  interventi  a
  propaganda   di   cose  che  addirittura  non   ci   sono,   perché
  probabilmente si vuole parlare fuori dall'Aula e non all'Aula, però
  suggerirei a tutti di tenerci in una linea di serietà e di rigore.
   Tra  l'altro,  questo disegno di legge l'Aula e la Conferenza  dei
  Capigruppo  credo che abbia assunto un impegno di non consentire  e
  non  considerare  ammissibili emendamenti fuori dal  testo,  quindi
  l'onorevole Pace, pur essendo Capogruppo, forse non ha partecipato,
  non  era stato informato della decisione. Quindi, mi auguro che  si
  possa  fare  una  discussione nel merito per  gli  aspetti  tecnici
  contenuti  in  questo disegno di legge, ed evitare di  assurgere  a
  toni  e far assurgere a questo disegno di legge toni trionfalistici
  rispetto  a  questioni che nulla hanno a che vedere col disegno  di
  legge in questione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Io confermo quanto  detto
  dall'onorevole Cracolici, che in Capigruppo si è stabilito  di  non
  ammettere  emendamenti che non riguardano il testo  e  che  possono
  essere aggiuntivi.
   La  Commissione  vuole  intervenire? Onorevole  Assenza,  facciamo
  prima  la relazione o sull'ordine dei lavori, mi dica lei, facciamo
  prima  la relazione? Prego, Presidente Carta e poi diamo la  parola
  all'onorevole Assenza.


   Seguito   del  disegno  di  legge   Disposizioni  in  materia   di
  urbanistica  (n. 499/A Stralcio I/A)

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Grazie Presidente.
  Onorevoli  colleghi, il disegno di legge che si sottopone all'esame
  dell'Aula apporta modifiche e integrazioni alla legge regionale  13
  agosto  2020,  n.  19, che disciplina per la Regione  siciliana  la
  materia del governo del territorio.
   In  vero, il disegno di legge all'esame che nasce da un'iniziativa
  del  Governo regionale era originariamente suddiviso in due titoli,
  il  primo  per lo più dedicato alla pianificazione urbanistica,  il
  secondo volta a modificare disposizioni in materia di edilizia,  in
  alcuni   casi  necessarie  per  recepire  l'ordinamento  regionale,
  modifiche  normative intervenute a livello nazionale, in altri  per
  interventi  sulla disciplina in materia di controllo  dell'attività
  urbanistico-edilizia e della sanatoria delle opere abusive.
   Il  disegno  di  legge,  come  appena descritto,  composto  da  27
  articoli, era stato esitato dalla Commissione nella seduta  del  16
  gennaio   2024  e  trasmesso  all'Aula  corredato  della   relativa
  relazione  di  accompagnamento, tuttavia nelle more dell'esame  del
  disegno  di  legge  da  parte dell'Aula, il  Governo  nazionale  ha
  approvato il decreto  legge del 29 maggio del 2024, n. 69,  recante
  "Disposizioni  urgenti  in  materia di semplificazione  edilizia  e
  urbanistica"  il quale consta di tre articoli, il primo  dei  quali
  modifica  alcune  disposizioni del DPR n. 380 del  6  giugno  2001,
  testo unico delle disposizioni legislative regolamentari in materia
  edilizia, recepito in Sicilia in parte con modifiche con  la  legge
  regionale n. 16 del 2016.
   Tale  circostanza  ha  comportato la scelta  formalizzata  da  una
  decisione  della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  di  rinviare il disegno di legge n. 499/A in Commissione, ai  sensi
  dell'articolo 121 quater del Regolamento interno, per un  ulteriore
  approfondimento  istruttorio, così da accertare in  che  misura  il
  decreto-legge  n.  69  del 2024 incida sui  relativi  contenuti  ed
  eventualmente provvedere alle modifiche ritenute necessarie.
   La Commissione perciò, esaminato nuovamente il disegno di legge  e
  considerata  la  necessità  di attendere  il  decreto  n.  69/2024,
  completato  l'iter  di conversione in legge, nella  seduta  del  10
  luglio  2024,  ha  deliberato  di approfondire  successivamente  le
  disposizioni  in materia di edilizia e di trasmettere  all'Aula  la
  sola  parte  del  disegno  di legge 499/A contenente  le  norme  in
  materia di governo del territorio.
   Il  testo  che  si sottopone all'Aula, è dunque, fatto  di  questa
  decisione  adottata  dalla Commissione tenuto conto,  da  un  canto
  della  necessità di approfondire le norme in materia  edilizia,  ma
  dall'altra dell'opportunità - in parte anche sottolineate  in  sede
  di  istruttoria  legislativa nel corso del ciclo di  audizioni  che
  hanno  visto  partecipi gli ordini professionali,  le  associazioni
  rappresentative, gli enti locali, le parti sociali - di  provvedere
  rapidamente  alla modifica di alcuni articoli della  legge  19  del
  2020 che si sono verificati di difficile attuazione.

   PRESIDENTE.   Grazie,  Presidente  Carta,   dichiaro   aperta   la
  discussione  generale  sul disegno di legge È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Assenza, ne ha facoltà.

   ASSENZA. Grazie Presidente, più che sul disegno di legge in sé, io
  volevo  intervenire sull'ordine dei lavori, però già  la  relazione
  del Presidente Carta in gran parte mi ha anticipato.
   Onorevole  Cracolici, io sono di parola, non ho presentato  nessun
  emendamento  che  riguarda materia estranea al testo,  però  vorrei
  richiamare l'Aula e l'Ufficio di Presidenza, che come ricordava  il
  Presidente nella relazione, in Commissione si è lavorato  da  parte
  di  tutti i componenti della Commissione per più di un anno,  e  si
  era pervenuti all'approvazione di un testo complessivo, testo che è
  arrivato tutto in Aula o comunque pronto per l'Aula.
   Dopodiché,  poiché  è  stata  rappresentata  l'esigenza  che   gli
  articoli  in tema di urbanistica che riguardano le nuove  procedure
  di  adozione  dei Piani regolatori, che oggi assumono denominazione
  diversa,  e  che andiamo ad esaminare nel disegno di legge  odierno
  dovessero avere la prevalenza, si è stralciata quella parte  che  è
  rimasta   per  quasi  un  anno  ferma,  perché  poi  tutta   questa
  accelerazione che dovevano imporre non l'abbiamo avuta, se  è  vero
  come  è  vero  che da gennaio 2024 ne stiamo discutendo  a  ottobre
  2024,  il  resto è rimasto in Commissione, con l'intesa che  subito
  dopo si sarebbe cominciato a parlare anche dell'edilizia.
   Nel  frattempo,  è stato approvato il "decreto salva  casa",  oggi
  "legge salva casa", denominata "Salvini" che di  salva casa  ha ben
  poco, mi perdonino gli amici, perché non salva un bel niente, forse
  salva  l'attività  di  qualche  geometra  di  provincia  che   vede
  aumentate  le proprie competenze, però poi nel merito dei  problemi
  veri  dell'edilizia in Sicilia, non entra completamente, per cui  è
  stato   sottoposto  alla  Commissione  questo  disegno  ed   è   in
  discussione in questi giorni.
   Allora,  io  non  voglio  appesantire nulla,  né  voglio  mettermi
  d'ostacolo   all'approvazione  di  questo  decreto,   però   questa
  Assemblea, la Commissione e il Parlamento devono decidere, al di là
  dei  150 metri, che è uno dei cento articoli che riguardano  quella
  materia, vogliamo buttare a mare il lavoro fatto per più di un anno
  dalla  Commissione dove ci sono alla fine emendamenti approvati  da
  parte di tutti i Gruppi, perché ce ne sono alcuni di provenienza di
  Fratelli d'Italia, alcuni firmati dal sottoscritto, ma ce  ne  sono
  altri  del PD, del Movimento Cinque Stelle e quant'altro  e  quindi
  quella materia merita di essere discussa in Parlamento con la sorte
  che  poi  il voto finale deciderà, ma se noi dobbiamo oggi  con  la
  scusa   di  accelerare  i  piani  approvare  questa  norma,  domani
  approvare  solo il decreto Salvini e quella norma viene  messa  nel
  dimenticatoio  allora io personalmente non ci sto, e chiedo per  un
  sussulto  di  dignità  al  Parlamento e alla  Commissione,  che  ha
  lavorato  su  quel  testo  per più di  un  anno,  di  prendere  una
  posizione chiara
   Quella  norma  va posta all'attenzione del Parlamento,  che  potrà
  approvarla  o  bocciare,  ma  ostacoli  di  sorta  assolutamente  o
  barriere  di  principio  assolutamente,  non  possono  essere   più
  consentiti
   Quindi  Presidente,  mi  rivolgo  a  lei,  perché  credo  che   la
  Conferenza  dei  Capigruppo  si debba occupare  necessariamente  di
  questo tema, poi il Parlamento è sovrano, per carità, ma proprio in
  un  momento  come  questo,  dove anche il  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa  ha  sollevato l'eccezione di incostituzionalità  su
  quelle norme che bloccavano l'applicazione sui 150 metri delle case
  realizzate, sarebbe assurdo che questo Palamento abdicasse alle sue
  prerogative. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, colleghi parlamentari. Innanzitutto
  il  decreto legislativo n. 69, il decreto "salva casa",  non  è  di
  Salvini,  è  del Governo Meloni. No, no, mi deve perdonare,  è  del
  Governo Meloni
   Prendo  atto  che  il  Capogruppo - non è  un'offesa  Giorgio,  ti
  supplico,  qui  siamo  in  un  Parlamento  -  prendo  atto  che  il
  Capogruppo  di  Fratelli d'Italia considera  un  provvedimento  del
  Governo  Meloni  un provvedimento inutile  Noi dall'opposizione  lo
  registriamo, ne prendiamo atto, la pensiamo diversamente, cioè  nel
  senso  che  secondo noi il recepimento di quella  norma  va  fatta,
  l'abbiamo detto oggi in Commissione, per noi va fatta  Non  è  vero
  che  è  assolutamente  inutile, ci sono  degli  aspetti  che  hanno
  comunque toccato, poteva farsi di più e meglio, ma quel poco che ha
  fatto,  a  nostro  avviso, quella norma, noi, la  Sicilia,  non  la
  possiamo perdere
   La verità qual è? Che voi avete altro in mente, che voi pensate di
  superare  anche  il Governo nazionale, ma quando ci  entreremo  nel
  merito e le norme nazionali, quando poi ci entreremo in merito, che
  non è questo il momento, oggi parlare dei 150 metri, 200 metri, non
  ha significato
   Oggi   stiamo   discutendo  d'altro,  e  non  potete   sicuramente
  rimproverare noi dell'opposizione se da un anno non arriva in Aula
  Mi permetto di dire che governate le Commissioni, con i Presidenti,
  a  proposito:  per  Regolamento, dopo due anni, i Presidenti  vanno
  cambiati   Il tempo è scaduto, i due anni sono trascorsi,  iniziate
  ad  avviare  tutte  le procedure per cambiare i  Presidenti  e  per
  rispettare  lo  Statuto  Su questa cosa vi faremo  mancare  l'aria
  Abbiamo  avuto modo di apprezzare i Presidenti, sono  stati  bravi,
  bravissimi, ma è ora che si lasci uno spazio ad altri in  modo  che
  abbiamo noi anche la possibilità di apprezzarli nello stesso  modo,
  parentesi chiusa
   Oggi noi discutiamo una parte di una norma, è vero che quello  che
  è  stato  detto  che riguarda una serie di cose, noi non  l'abbiamo
  votato,  noi  non lo abbiamo votato perché io e il collega  Tiziano
  Spada,  ci  sono  cose che condividiamo, ce ne sono  altre  su  cui
  abbiamo  perplessità, dubbi e quindi non lo abbiamo votato  proprio
  per  lasciare libero poi il Gruppo parlamentare e anche noi  stessi
  di  poter  affrontare la discussione, veramente in  libertà,  e  di
  capire  verso dove andare. Però una cosa, poi entreremo  in  merito
  dei  vari  articoli,  una  cosa  non  capisco  e  una  cosa  chiedo
  all'Assessore: ritengo veramente privo di significato non approvare
  in  questo  disegno di legge il recepimento della  norma  nazionale
  "salva  casa": capisco che non vi sia piaciuto e che non vi piaccia
  il  lavoro  che  ha fatto la Meloni, non piace anche  a  noi,  però
  proprio  questo  riteniamo  che debba  essere  inserito  in  questo
  disegno  di  legge,  a  meno che qualcuno pensi  di  utilizzare  il
  recepimento  della norma per tenere in ostaggio  il  Parlamento  su
  altro  e  questo non lo possiamo permettere  Quindi, penso  che  il
  nostro  atteggiamento  da costruttivo, propositivo  e  di  profondo
  ostruzionismo,  di  profondo ostruzionismo su questa  norma,  passi
  dalle  cose ricordate dall'onorevole Cracolici, fermiamoci là  dove
  ci  dobbiamo  fermare  e  seconda  cosa  dall'inserimento,  siccome
  nessuno si può permettere il lusso di tenere in ostaggio lo  stesso
  Governo  e tutto il Parlamento, di fare le cose che è giusto  fare,
  vediamo  cosa va approvato, vediamo cosa va modificato ma la  norma
  di  recepimento  del  "salva casa" la dobbiamo inserire  in  questo
  disegno  di legge perché tanto abbiamo iniziato oggi la discussione
  in  Commissione, non dobbiamo aggiungere nulla in questa norma, non
  dobbiamo aggiungere nulla, procediamo all'approvazione così com'è e
  penso  che  si  possa  fare un buon lavoro, viceversa  se  dobbiamo
  andare  oltre  utilizzeremo  tutte le  possibilità  che  ci  dà  il
  Regolamento e lo Statuto per fare profondo ostruzionismo.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
  grazie della parola. Mi corre l'obbligo da rappresentante della  IV
  Commissione  legislativa   Territorio,  ambiente  e  mobilità'   di
  chiarire come sono andati i fatti e, soprattutto, raccontare quello
  che  non è figlio di intimidazione e, soprattutto, non è figlio  di
  clamore  perché  fino  a prova contraria io, come  Presidente,  gli
  altri  come Presidenti delle Commissioni legislative, abbiamo fatto
  rispettare  i  Regolamenti e quando una  persona  è  maleducata  va
  resettata e zittita.
   Finita  questa discussione, non posso che dare la mia  più  grande
  solidarietà  al  deputato Assenza. Perché  la  mia  solidarietà  al
  deputato Assenza? Non perché è l'autore della fusione giuridica che
  porta un atteggiamento giurisprudenziale in questo Parlamento e con
  la  sua  mansione  di avvocato ha portato un valore  aggiunto  alla
  Commissione fin quando ne è stato componente, ma perché ha  portato
  un   quesito  che  è  stato  trattato  al  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa e che è stato sicuramente non negato  ma  approntato
  alla  Corte Costituzionale per chiarire se gli aspetti e i  criteri
  di  questo  emendamento  potessero essere  al  vaglio  dei  giudici
  costituzionali  con una fase positiva o con una fase  negativa;  ad
  oggi questa notizia non l'abbiamo, quindi, non sappiamo se questa è
  una  norma  costituzionale e che rivede  i  principi  ed  evita  la
  discriminazione  fra  i  cittadini, oppure,  è  una  norma  che  va
  abrogata perché abnorme, oppure, perché non appartiene allo Statuto
  di questa Regione e alla Costituzione del nostro Stato.
   Ma  vorrei aggiungere per chiarire tutti gli aspetti: la legge che
  oggi si discute in quest'Aula è una legge che esamina il piano e la
  programmazione urbanistica della nostra Regione; la parte  edilizia
  è stata tolta e stralciata per tornare in Commissione e l'esame del
  testo  è  iniziato  oggi. Poi mi stupisce come il deputato  Assenza
  critichi positivamente una norma chiamata norma "Salvini", ormai in
  tutte le televisioni d'Italia, giustamente, approvata da un Governo
  presieduto  dalla  Presidente Meloni, positivamente  perché  se  si
  migliorano le norme nazionali facciamo bene al nostro Statuto, alla
  nostra  autonomia,  alla nostra capacità di fare  norme  e  non  ci
  dimentichiamo che alcune norme sono state usate come laboratorio in
  Italia,  fatte  da questo autorevole Parlamento, Presidente,  e  mi
  stupisce  come  un  deputato del Partito Democratico  possa  essere
  allineato  alle considerazioni, prima del Governo regionale  e  poi
  del Governo nazionale.
   E  la cosa che più mi stupisce, caro Presidente, lo sa cosa è? Che
  forse  non  siamo  noi  e nessuno, penso, di questa  maggioranza  a
  tenere  sotto  scacco il Governo, ma non vorrei  che  al  contrario
  forse  ci  si  mette  davanti, come la testa d'ariete,  per  creare
  un'azione   per  farsi  contattare  e  sedersi  al   tavolo   delle
  trattative  Quindi, prima di accusare e prima di intimare,  ricordo
  a  tutti  che siamo per il rispetto del Regolamento e, soprattutto,
  che nessuno ha l'attaccamento alla poltrona uguale a quella che  ha
  il soggetto che ha chiesto la rotazione.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare per fatto personale.

   CARTA. Io sono per la rotazione anche degli ulteriori atti e fatti
  di  questa  Assemblea, così che finalmente  Presidente, io  non  ho
  interrotto nessuno. Presidente, glielo dicevo che era una questione
  di  educazione. Quindi, sotto gli aspetti personali, mi permetto di
  dirle  Presidente, che l'intimidazione a togliere errore a  qualcun
  altro,  è  la  fine  della democrazia e del confronto  democratico.
  Purtroppo alcuni non ci si sono abituati. Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta. Dico, non serve onorevole  Di
  Pasquale,  perché  comunque, dico io,  direttamente  ha  citato  il
  Regolamento  dell'Assemblea che prevede che a metà  legislatura  si
  possano cambiare i Presidenti

   DIPASQUALE. C'è il fatto personale e lei mi deve dare  la  parola,
  perché  ha detto una cosa chiara: che il deputato che è intervenuto
  era attaccato alla poltrona

   PRESIDENTE.  Io  non  vorrei  però, onorevole  Dipasquale,  perché
  siccome siamo in discussione generale se le do la parola per  fatto
  personale  e poi a seconda di quello che lei vorrà dire, ovviamente
  poi  l'onorevole  Carta vorrà intervenire pure per fatto  personale
  non ce ne usciamo

   DIPASQUALE. Purtroppo, il fatto personale c'è, e lei ha il  dovere
  di darmi la parola.

   PRESIDENTE. Se lei, mi promette di intervenire un minuto,  proprio
  per  puntualizzare  l'intervento e  non  generare  ulteriori  fatti
  personali, le do la parola. Prego, onorevole.


                          Per fatto personale

     DIPASQUALE.  Ci mancherebbe. Io - a differenza di  altri  -  non
  offendo mai, non sono maleducato e non insulto mai i miei colleghi.
  Ma  ognuno  ha  la  sua formazione politica, ed è  abituato  poi  a
  comportarsi in determinati modi.
   Io  mi  sono  permesso,  solamente, di  dire  cosa?  Di  fare  una
  riflessione  politica sulla norma, di non condividere il  fatto  di
  non  inserire  il  recepimento della  norma  nazionale,  e  poi  ho
  richiamato  il  rispetto del Regolamento per la rotazione.  Non  mi
  sono  permesso  di insultare nessuno, e mi sembra  veramente  fuori
  luogo  essere considerato maleducato, attaccato alla poltrona  solo
  per essermi permesso di dire a qualcuno che esiste la rotazione dei
  Presidenti. Ma non era rivolto a un Presidente, era rivolto a tutti
  e  si è sempre fatto  Quindi, purtroppo, mi dispiace Presidente, ma
  sono stato costretto a chiarire.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole.  La  ringrazio  anche   per   la
  correttezza dell'intervento.


    Riprende la discussione generale del disegno di legge n. 499/A
                             Stralcio I/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ciminnisi.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINNISI.    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  riportare, un attimo, la discussione su quello che è il disegno  di
  legge  che  oggi  l'Aula  è  chiamata  a  votare  o,  comunque,  ad
  analizzare  perché la scorsa settimana - quando la  Conferenza  dei
  Capigruppo ha deciso di andare avanti con questo disegno  di  legge
  che era ormai incardinato da un po' di tempo, però senza seguito  -
  avevo  avuto  quasi  la  sensazione che ci fosse  la  necessità  di
  tappare  un  buco, in un vuoto dell'attività d'Aula e,  quindi  che
  facciamo?  Facciamo  urbanistica  Come se l'urbanistica  fosse  una
  questione,  sicuramente, non delle più diciamo amene e  divertenti,
  magari   anche  un  po'  noiosa  perché  questa  è  una  legge   di
  recepimento,  non  di recepimento, di modifica  della  legge  19  e
  quindi è una norma estremamente tecnica, ma è stata un po' trattata
  quasi  come una disciplina di secondaria importanza, comunque  roba
  da  addetti ai lavori su cui la politica poco può dire e poco ha da
  intervenire.
   Oggi, però, penso che questo Parlamento sia chiamato ad un atto di
  grande  responsabilità perché quello che stiamo vivendo  in  questi
  giorni, la nostra Regione piegata dal maltempo e, credetemi  datemi
  la  possibilità di esprimere anche la mia personale  solidarietà  a
  tutti  quei comuni e ai cittadini che in queste ore stanno  vivendo
  le  conseguenze devastanti delle alluvioni che io stessa ho vissuto
  nel  mio  territorio due anni fa, nel 2022, e qui voglio però  fare
  una  piccola  parentesi, un po' 'off topic'  se  mi  permettete  su
  quanto dichiarato dal collega Pace quando diceva 'grazie al governo
  Schifani  per aver subito previsto uno stanziamento di 2 milioni  e
  mezzo', perché noi a Trapani per avere 5 milioni stanziati,  perché
  ancora  nessuno ha visto un centesimo, abbiamo dovuto  attendere  e
  lottare  per  otto  mesi  prima  che il  governo  Schifani  davanti
  all'alluvione  di  Salina  Grande  -  Trapani  e  altri  comuni  si
  decidesse  a stanziare un minimo di somme che, ripeto ancora  oggi,
  non sono state erogate ai cittadini, a distanza di due anni
   Detto  ciò, l'urbanistica, cioè pensare oggi davanti a quello  che
  succede  nel nostro territorio che l'urbanistica sia una  questione
  di cui la politica non debba occuparsi è criminale, è folle, per il
  semplice fatto che quello che stiamo vivendo oggi non è, e  di  cui
  tutti  siamo  a  parole rammaricati e dispiaciuti, non  è  solo  il
  frutto  di  anni di omessa manutenzione di ogni sorta,  quindi  hai
  voglia  il Presidente, l'ex presidente Musumeci di dire che abbiamo
  anni  e  anni  di  ritardo come se lui non avesse governato  questa
  Regione, come se questo Governo non fosse in continuità col Governo
  Musumeci   Hai  voglia di dire ai cittadini 'assicuratevi  le  case
  perché nessuno vi pagherà più danni' perché siamo di fronte  a  una
  crisi  climatica che attenzione c'è, e fa il resto, fa del  suo,  e
  guai  a  negarlo. E lo dico qua dentro e lo voglio dire qua  dentro
  perché  questo Parlamento e, lo dico anche ai colleghi di  Fratelli
  d'Italia,  nell'ultima  manovra si è concesso  anche  il  lusso  di
  finanziare associazioni vicine a ex deputati dell'area, sicuramente
  di  destra,  che  oggi  con  i soldi anche  di  questo  Parlamento,
  provvedono  ad  indottrinare probabilmente anche una certa  visione
  nella  libertà  di  espressione e di pensiero dicendo  quasi  quasi
  'signori,   il   cambiamento  climatico   non   esiste,   è   tutta
  un'invenzione, la transizione ecologica ci sta riportando indietro,
  la follia ecologista....', cose di questo tipo che comunque vengono
  anche finanziate da questo Parlamento. Ogni tanto quando facciamo i
  maxiemendamenti, guardiamole le  marchette  che si  fanno,  dopo  a
  distanza di mesi dove vanno a finire.
   Questa  è  una scelta importante perché l'omessa manutenzione  per
  decenni,  il  cambiamento climatico che fa il  suo,  e  decenni  di
  politiche   e   di  scelte  urbanistiche  scellerate   nel   nostro
  territorio, in Sicilia, hanno portato, hanno contribuito  a  creare
  tutte  quelle  situazioni  che oggi  siamo  qui  a  commiserare,  a
  constatare,  a dire ops dobbiamo fare qualcosa o dobbiamo  fare  di
  più
   Eppure, nella legge urbanistica, basta a iniziare dall'articolo  1
  e  vedere come questo Parlamento oggi è chiamato a votare una norma
  che  va a distruggere, a demolire uno dei principi fondamentali  su
  cui dovremmo orientare l'azione politica di questo Parlamento ed  è
  quello  del consumo di suolo anziché impedire il consumo di  suolo,
  anziché  puntare all'azzeramento del consumo di suolo  quanto  meno
  all'allineamento  del  consumo  di  suolo,  alla   reale   crescita
  demografica della nostra Regione, che lo sappiamo tutti non cresce,
  a  cosa  serve  consumare ulteriore suolo in una  Regione  che  sta
  vivendo  oggi  il  dramma  che  sta vivendo,  e  noi  possiamo  già
  iniziare, ci basta solo l'articolo 1 per dire che questa legge  sta
  andando  nella  direzione  sbagliata.  E  non  parlo  delle   norme
  tecniche, basta l'articolo 1 per dire che probabilmente la  visione
  di questo Governo è quella di prevenire, ma non troppo
   Non  impediamolo il consumo del suolo; conteniamolo, non  sia  mai
  che  preveniamo troppo  Inutile che poi stiamo qua a parlare  delle
  alluvioni,  a  parlare  di come dobbiamo  ristorare  i  privati,  a
  parlare  di  quello  che non è stato fatto,  a  dire  ai  siciliani
  "assicuratevi la casa, perché noi non vi possiamo più pagare".
   Presidente, chiedo ancora un po' di tempo e poi chiudo.  Solo  per
  dare  anche  un'altra lettura, poi nel merito degli emendamenti  ci
  entreremo,  però  il  momento  credo che  sia  caduto  veramente  a
  fagiolo. Oggi siamo chiamati a fare delle scelte importanti  e  per
  quanto attiene alla sanatoria dei 150 metri, non è vero che  non  è
  tema  di  questo  disegno  di  legge, perché  dobbiamo  inviare  un
  messaggio   chiaro,  culturale  fuori  da  questo   Parlamento   e,
  personalmente  e penso come Movimento Cinque Stelle  dire:  non  si
  sanano  case entro i 150 metri e soprattutto, se non si  sanano  le
  case  dei poveri cristi, a maggior ragione le case dei mafiosi  sul
  mare  devono  essere demolite  Assessore, confido  nel  lavoro  che
  stiamo facendo insieme. Oggi abbiamo votato, col parere favorevole,
  un  aumento del fondo di rotazione per le demolizioni; le case  dei
  mafiosi, a maggior ragione, vanno demolite  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Ciminnisi. È  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Presidente, condivido molte delle cose  che  sono  state
  dette  dalla  collega  Ciminnisi. Anch'io penso  che  non  dobbiamo
  sprecare  questa  occasione. Non è una  discussione  qualsiasi,  si
  torna  a  parlare di urbanistica, si torna a mettere al  centro  il
  tema  della pianificazione delle nostre città e dobbiamo  riportare
  il  nostro  pensiero,  non soltanto su quelli  che  sono  i  guasti
  evidenti  del  territorio  nel momento  in  cui  alcune  condizioni
  climatiche le evidenziano, in particolare stiamo vedendo quello che
  è accaduto non soltanto in Sicilia ma anche in altre parti d'Italia
  e  quindi la necessità di lavorare in questo con equilibrio,  avere
  consapevolezza che il territorio va tutelato, va preservato.
   Non  c'è  dubbio  che  dobbiamo rimettere al  centro  i  temi  che
  normalmente  discutiamo  quando  parliamo  di  devianze  giovanili.
  Quante  volte, anche in occasione del dibattito sul crack,  abbiamo
  detto che ad essere colpite sono soprattutto le periferie, che sono
  cresciute  senza il giusto equilibrio, senza la cura  dei  servizi,
  senza  la  centralità dei luoghi di socializzazione.  Ecco  perché,
  Presidente, non deve essere un'occasione per mettere al centro temi
  che  non  riguardano la tutela del territorio. Noi  dobbiamo  avere
  questa linea di condotta: tutelare e salvaguardare, anche perché le
  nostre città soffrono di questa dimensione, di una dimensione delle
  periferie assolutamente inadeguate, di un traffico abnorme ma anche
  di problematiche legate a fattori ambientali.
   Un   tema   che   viene   trascurato,   soprattutto   nelle   aree
  metropolitane,  è  quello relativo alla raccolta dei  rifiuti.  C'è
  quasi  una  rassegnazione  Si vedono queste nostre città e  accanto
  alle  città  anche  le  vie di fuga, le  vie  di  uscita  che  sono
  devastate  dai rifiuti depositati da cittadini che non hanno  alcun
  senso   civico.   Ecco   perché  dobbiamo   ripartire   da   questa
  consapevolezza, avere in noi la capacità di dire che quello  che  è
  stato  fatto, in termini urbanistici, non è stato adeguato, che  le
  piazze,  per  esempio, che erano fondamentali, in una  stagione  di
  abusivismo  sono  scomparse. Quindi,  la  necessità  di  dotare  di
  strutture  alternative  le  nostre  città  che  sono  i  luoghi  di
  socializzazione, che spesso non coincidono ormai con le  piazze  ma
  debbono  coincidere  con i luoghi in cui si  fa  sport,  in  cui  i
  giovani  si  ritrovano, in cui i cittadini possano  vivere  in  una
  dimensione  diversa rispetto a quella della solitudine. Noi  questo
  tema  lo  dobbiamo, quindi, tenere presente e il dibattito non  può
  che   partire   da  questo,  con  una  centralità,  la   centralità
  democratica.
   Io non so se l'emendamento che ho presentato sarà approvato meno -
  mi auguro, lo spero - però sono un sindaco che ha vinto le elezioni
  una  prima volta, una seconda volta, una maggioranza monocolore del
  mio  partito, però considero che sarebbe sbagliato delegare le  vie
  direttive, le linee direttive alla Giunta. Il Consiglio comunale  è
  il  luogo della democrazia di una città e deve essere questo  luogo
  in  cui si deve dibattere come definire il disegno di una comunità,
  un  disegno  che deve essere democratico e, quindi, rappresentativo
  delle varie componenti, non solo delle componenti di maggioranza ma
  anche  delle componenti di minoranza, perché la sfida è  una  sfida
  pesante, abbiamo bisogno di tornare a ragionare sulle nostre  città
  che, ripeto, hanno soltanto alcuni luoghi di aggregazione che ormai
  sono rappresentati dai centri commerciali, e non altri, e quindi la
  capacità  di  riflettere  su  quelle che  sono  le  caratteristiche
  fondamentali della nostra Isola.
   La  Sicilia  è  un'isola  che ha 1.600  chilometri  di  costa  sul
  Mediterraneo  e  il problema della nostra comunità non  può  essere
  quello  di dire "stiamo attenti, arrivano da fuori", ma deve essere
  l'accoglienza  e,  nel contempo, anche la capacità  di  mettere  in
  correlazione  le  nostre città con il mare. Così  come  nelle  aree
  interne  se  c'è  il  declino demografico,  avere  la  capacità  di
  guardare  a  quelle strutture agricole che rappresentano  anche  un
  bene ambientale, basta guardare quelli che erano i nostri agrumeti,
  oggi  devastati purtroppo dalla siccità e dalla inadeguatezza degli
  interventi  del  Governo,  pensare ai  nostri  vigneti,  ai  nostri
  uliveti,  che  erano  luoghi in cui c'era la bellezza  anche  della
  nostra natura.
   E infine, i siti Unesco. Noi siamo la regione che 111 siti Unesco,
  sono  orgoglioso di essere nella Val di Noto, una città,  Militello
  in  Val  di  Catania,  che è anche un luogo  in  cui  c'è  l'ultima
  fioritura  del  barocco  europeo. Essere  siti  Unesco,  patrimonio
  dell'umanità,  sono  questi atti importanti ma che  debbono  essere
  finalizzati a rendere le nostre città accoglienti, con  un  turismo
  che  possa  essere  apprezzato al di fuori della  nostra  comunità,
  anche nazionale.
   E  concludo,  Presidente. Benevolo che era  un  grande  architetto
  diceva  che  l'architettura è significativa ed  importante  per  le
  nostre  città ma non può trasformare una città dall'oggi al domani,
  che  bisogna lavorare e costruire e che la costruzione della  città
  non  deve  partire  soltanto da quello che è  il  desiderio  di  un
  architetto,  ma  deve  partire dalla  consapevolezza  che  ci  sono
  bisogni,  che  ci  sono richieste ai cittadini che  debbono  essere
  centrali nell'azione architettonica.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole Burtone. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Spada. Ne ha facoltà.

   SPADA.  Grazie,  Presidente.  Parlando,  diciamo,  dell'articolato
  ritengo  che  -  come detto in precedenza anche da parte  dei  miei
  colleghi  - l'articolo 1 sia una stortura rispetto a quello  che  è
  stato  prodotto  anche  dallo  scorso Governo,  ovvero  il  governo
  Musumeci,  ovvero il Governo di cui faceva parte anche  l'assessore
  Savarino   che,   tra  l'altro,  all'epoca  era  Presidente   della
  Commissione  Ambiente e Territorio'.
   Il  fatto di avere previsto di impedire l'espansione territoriale,
  in linea con quelle che sono le direttive, le normative europee che
  guardano la prospettiva da qui al 2050, era una scelta dettata  non
  solo  nell'ottica di adeguarsi a quelli che sono gli standard  e  a
  quello che è il percorso intrapreso dalla Comunità europea ma anche
  per dare un segnale a questo territorio, a questa Terra, che si sta
  sempre  più  spopolando e che sta in qualche modo  -  come  dire  -
  perdendo la centralità anche nel Mediterraneo.
   Nascono  sempre  meno  bambini e quei pochi giovani  che  ci  sono
  stanno andando via ed è il motivo per cui ritengo che l'articolo  1
  debba  essere abrogato, debba essere bocciato, perché dà una  linea
  distorta  di quella che dovrebbe essere la prospettiva sul  consumo
  del  suolo,  all'interno del nostro territorio e all'interno  della
  Comunità europea.
   Presidente,  mi consenta una parentesi perché ritengo  che  questo
  strumento,  questa  norma  consenta agli amministratori  locali  di
  superare diverse criticità che negli anni si sono presentate.
   E'  una  norma  tecnica  che va a modificare,  per  la  stragrande
  maggioranza, una legge che è quella del 2020 e che poi,  di  fatto,
  ha  bloccato  alcune  iniziative di sviluppo  anche  nelle  singole
  realtà territoriali.
   Non  possiamo  però  accettare, come Partito Democratico,  che  si
  possa insinuare la possibilità o il dubbio che qualche deputato del
  Partito  Democratico,  a  parte essere  in  linea  con  il  Governo
  nazionale, cosa che abbiamo dimostrato in tutti le sedi non  essere
  così,  ma  che  qualche  deputato  del  Partito  Democratico  possa
  assumere  un  atteggiamento di ostruzionismo nei confronti  di  una
  norma o a favore nei confronti di un'altra solo per farsi chiamare.
   Presidente, questi metodi non ci appartengono, non appartengono al
  Partito Democratico e ai deputati del Partito Democratico
   Noi  portiamo avanti un'azione forte di contrasto, laddove c'è  da
  contrastare   questo   Governo,  anche  quando   veniamo   chiamati
  continuiamo  nella nostra azione politica perché non  è  questo  il
  metro  di  misurazione dell'azione politica, non è  l'ostruzionismo
  fine  a  sé  stesso,  non  è  la creazione  del  problema  per  poi
  risolverlo  che  ci  qualifica nei rispettivi territori  e  che  ci
  qualifica agli occhi dei nostri elettori.
   Noi portiamo avanti delle battaglie, delle iniziative che sono  di
  natura politica
   Quindi,  se  riteniamo  che il recepimento del  disegno  di  legge
  "salva  casa", promosso dal Governo Meloni, possa in  qualche  modo
  superare  alcune criticità sollevate dagli amministratori locali  e
  dalle  comunità locali, che si vada avanti; diversamente, se  siamo
  convinti  invece - come lo siamo - perché non abbiamo approvato  in
  Commissione, come parlamentari del Partito Democratico alcune norme
  e  l'impianto  generale  di  riforma, che  la  legge  che  riguarda
  l'edilizia  presenti  delle storture che  non  fanno  il  bene  dei
  siciliani  ma  che anzi rischiano di creare ulteriori problemi,  la
  battaglia   la  continueremo  non  solo  come  abbiamo   fatto   in
  Commissione ma la continueremo anche in quest'Aula. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Spada.  E'  iscritto  a   parlare
  l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, Governo, colleghi, credo che
  questa  sia  un  po'   un'occasione persa in quanto  il  Parlamento
  regionale, se non fosse stato nelle scorse settimane, per non  dire
  negli   ultimi  due  anni,  assolutamente  dilaniato  dalle   lotte
  intestine del centrodestra, avrebbe ben potuto, all'interno  di  un
  testo  che riguarda l'urbanistica, non solo trattare anche il  tema
  correlato  e  su  cui ha dirette connessioni l'urbanistica,  che  è
  quello  dell'edilizia, ma avrebbe potuto fare uno studio  serio  ed
  operare  una  seria rinnovazione su quelli che sono  gli  strumenti
  urbanistici,  ovviamente  all'interno delle  norme  nazionali,  che
  ancora oggi regolano lo sviluppo delle nostre città e che, complice
  anche  lo  spopolamento  delle nostre città, sicuramente  avrebbero
  bisogno  di essere ridefiniti, rivisitati, riadattati alle  moderne
  esigenze al fine di dare anche spazio e sviluppo alle città secondo
  un concetto più moderno.
   Relativamente  a  questo disegno di legge, oltre alla  aberrazione
  contenuta  nell'articolo 1, relativamente   al  consumo  di  suolo,
  tengo  a esporre il mio punto di vista sull'articolo 14 che ritengo
  abominevole,  abominevole  perché le  norme  che  regolamentano  il
  divieto di realizzazione di immobili a 150 metri dalla battigia non
  sono delle norme che entrano nel merito delle qualità morali di chi
  ha realizzato quell'opera ma sono delle norme a difesa del suolo, a
  difesa  del paesaggio e a difesa dell'incolumità umana,  innanzi  a
  quei  processi  di erosione costiera che, certamente,  non  possono
  essere regolamentati con legge, perché quelli li detta la natura, e
  per me l'ipotesi di sanare un immobile costruito abusivamente da un
  mafioso  sulla  riva  del mare sol perché è stato  acquisito  dallo
  Stato,  è  un'aberrazione giuridica, morale, etica e  politica  che
  questo Parlamento non si può permettere.
   Le  persone,  quando  passano da quel luogo, devono  dire  che  un
  delinquente  ha  costruito e che lo Stato ha  ridotto  in  pristino
  stato,  non  deve dire lo Stato se l'è preso e l'ha sanato,  perché
  questa  è  una  porcheria Presidente, una porcheria di  cui  questo
  Parlamento non si può macchiare ancor prima di ragionare che questo
  aprirebbe  le  strade  ad altre sanatorie o  che  costituirebbe  un
  precedente pericolosissimo, ancor prima è un'aberrazione che questo
  Parlamento  non  si  può  permettere e  mi  auguro  e  confido  che
  l'Assessore  insieme  al Governo tutto, che tante  volte  anche  si
  spendono   in  contesti  pubblici  per  ricordare  la  memoria   di
  Borsellino  e compagnia cantando, abbiano il coraggio di  dire  che
  quella  norma  deve uscire da questo testo perché è  inaccettabile,
  inaccettabile

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Safina, e poi non ho
  altri  interventi sulla discussione generale, l'Assessore poi potrà
  replicare. Ha facoltà di parlare l'onorevole Safina.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  so  che
  lei, Assessore, in queste settimane, perché ho avuto modo di essere
  presente  a  una  delle  iniziative, sta  girando  la  Sicilia  per
  presentare  il  PTR. Devo dire che l'ho anche lodata  pubblicamente
  per lo stile col quale lei ha presentato l'iniziativa, perché non è
  stato  uno  stile partigiano, non è stata di parte, ma ha mantenuto
  un  aplomb istituzionale, ha consentito a tutti di confrontarsi  su
  un  tema  fondamentale  che è quello di come  dobbiamo  programmare
  l'utilizzo e lo sviluppo del territorio.
   Perché  Trapani,  parlo della mia città, una città  devastata  dal
  fatto per esempio che abbiamo un'area industriale a ridosso di  una
  riserva. Ora, noi questi errori non li possiamo più ripetere,  dove
  abbiamo  una  conurbazione  che ha creato  attività  antropiche  in
  luoghi,  ne parlava qualcuno poc'anzi, le coste che invece  avremmo
  dovuto tutelare per utilizzarle al meglio, per consentire di godere
  della  bellezza  del  nostro paesaggio, della bellezza  del  nostro
  ambiente, della capacità di offrire scenari probabilmente unici.
   Questo Parlamento, oggi, sta perdendo un'occasione, perché se  non
  siamo convinti che la riforma del 2020, poi novellata nel 2021  sia
  la  migliore delle riforme, avremmo dovuto affrontare la  questione
  dell'adeguato utilizzo del territorio, con un approccio sicuramente
  diverso,  invece  questo  Parlamento ha preferito  discutere  della
  sanatoria  per le abitazioni dai 150 metri dal mare, la Commissione
  ne ha discusso per un anno intero con la fortissima opposizione del
  Partito  Democratico,  ma non solo, per altro  con  la  volontà  di
  legiferare   -  ma sta diventando oramai una moda  per  quello  che
  sento  in queste ore -  quando si aspetta una sentenza della  Corte
  costituzionale o in alcuni casi come per le province,  consentitemi
  la  digressione, in aperto contrasto con tre sentenze  della  Corte
  costituzionale  che  dicono  che  non  si  può  più  procedere   in
  commissariamenti, ma questo Parlamento sta oramai prendendo  questo
  stile,  quello  di  infischiarsene di quello che  un  altro  Organo
  costituzionale come la Corte costituzionale fa e sancisce.
   Io  penso che questo disegno di  legge sia sbagliato nell'incipit,
  poi la maggior parte sono norme tecniche sulle quali so che ci si è
  confrontati con gli Ordini, ma quando si vuole modificare l'incipit
  di  una norma,  dicendo che dal principio di consumo zero -  e  lei
  Assessore era Presidente della Commissione di quel testo di legge -
  e  si  chiede di passare a un più blando "ma diciamo vediamo se  ci
  riusciamo a fare questo consumo zero" quando moltissimi comuni sono
  già  impegnati nella redazione dei PUG e  uno dei temi che dovremmo
  affrontare è quello di come far parlare i PUG con il PTR, perché se
  non  facciamo  parlare i PUG con i PTR nascerà un  corto  circuito,
  Assessore,   che  rischierà  di  pregiudicare,  ulteriormente,   lo
  sviluppo del nostro territorio
   Questo  è  il  tema  che il Parlamento avrebbe  dovuto  affrontare
  all'interno  di  un  reticolato nel  quale  il  consumo  zero  deve
  rimanere  l'obiettivo  primario, invece qui sembra  che  si  voglia
  annacquare  questo principio, che ci si infischi del fatto  che  il
  percorso del PTR è partito e che molti comuni sono anche in ritardo
  nelle  pratiche che devono condurre all'approvazione del PUG perché
  non hanno le risorse.
   Lo  so,  ho visto che stiamo mettendo 600 mila euro, c'è un bando,
  io spero che si voglia innanzitutto ripartire dai comuni che a quel
  bando  hanno  partecipato per una questione  di  giustizia,  perché
  prima  bisognerà partire da chi sta credendo in una  pianificazione
  territoriale  moderna  e poi quando ci saranno  le  altre  risorse,
  perché  dovremmo  metterle,  si aprirà spero  una  nuova  procedura
  selettiva  ma  noi i comuni li dobbiamo aiutare,  perché  gli  enti
  locali  non  hanno le risorse per fare tutti gli studi  che  i  PUG
  prevedono,   molto  spesso  annaspano  perché  non  hanno   né   le
  professionalità interne né la capacità di rivolgersi all'esterno.
   Noi  dobbiamo  comprendere che se la pianificazione  territoriale,
  che   è  quella  che  è  mancata  negli  anni,  è  una  delle  cose
  fondamentali  per  lo  sviluppo  armonico  di  un  territorio,  noi
  dobbiamo  aiutare gli enti locali a farlo e dobbiamo fare  sì  -  e
  concludo - che la Regione svolga il suo ruolo attraverso i PTR  che
  sono  uno  strumento moderno di programmazione, perché non  si  può
  pensare  che  lo sviluppo di conurbazioni confinanti,  Palermo  con
  Capaci, Paceco con Trapani, avvenga senza che si parlino
   Quindi,   un   quadro  di  insieme  evitando,  ovviamente,   però,
  Assessore,  l'abbiamo anche detto quello che è accaduto in  passato
  con  i  piani  paesaggistici che c'erano comuni che  approvavano  i
  piani  territoriali,  i  piani regolatori  e  poi  se  li  vedevano
  sostanzialmente disossati dall'intervento del piano  paesaggistico,
  quindi il dialogo va creato prima per evitare anche questo tipo  di
  corto circuito. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. Non essendoci altri iscritti
  a  parlare  dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà  di
  parlare l'Assessore per una replica.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie
  Presidente, mi corre d'obbligo di una premessa, l'ordine dei lavori
  rispetto  ai  testi  che sono arrivati in Aula è  stato  deliberato
  prima che io mi insediassi, quindi che fosse deciso che solo questa
  parte  dell'urbanistica venisse in Aula, che un'altra parte  che  è
  legata  all'edilizia fosse accantonata e quant'altro, era  già  una
  scelta che io mi sono ritrovata insediandomi.
   Il  testo che è arrivato in Aula è un testo di cui non conosco  la
  genesi,  io ovviamente  l'ho approfondito e siccome la legge  19  è
  stata  una  legge che abbiamo fatto insieme a  più mani,  non  solo
  maggioranza e opposizione, ma addirittura con il contributo fattivo
  degli  ordini  professionali, degli accademici, ritengo  che  anche
  sulle modifiche bisognerà muoversi allo stesso modo, qualora queste
  modifiche  siano  necessarie e andando sul testo  che,  quindi,  ho
  ritrovato incardinato in Aula, alcune sono modifiche che servono  a
  snellire  l'iter,  altre  sono modifiche  che  servono  a  recepire
  ulteriori  modifiche,  cioè se la 152 ha  dimezzato  i  termini,  è
  giusto  che  questo recepimento venga fatto anche qui,  sempre  per
  favorire gli enti locali, dare una procedura più snella. Altre sono
  venute  fuori  da una necessità di coordinamento del  testo  che  è
  emerso in fase applicativa, quindi stiamo parlando di piccole cose,
  altre,  onestamente,  io ritengo che mi rimetterò  all'Aula  perché
  sono valutazioni di cui non conosco la  motivazione iniziale che ha
  portato a quella necessità, per cui ritengo di ascoltare l'Aula per
  capire  da dove arrivano, compreso l'articolo 1, perché quando  noi
  abbiamo fatto la legge 19 avevamo trovato una sintesi tutti insieme
  sulla  finalità di quella legge che dovesse portare al  consumo  di
  suolo  tendente a zero, che vuol dire? Che nell'arco di pochi anni,
  e  l'obiettivo  che ci siamo dati è il 2050, dovevamo  arrivare  al
  "consumo  di suolo zero", siccome non potevamo metterlo in  maniera
  radicale,  subito,  "consumo di suolo  zero",  ci  siamo  dati  una
  tempistica  in  modo  tale che tutti gli enti locali  e  la  nostra
  pianificazione si adeguasse a questa normativa.
   Cambiare  e  impedire, contenere in una finalità che  comunque  ha
  normato  in  tutta  la sua disciplina, non mi  ricordo  più  quanti
  articoli  sono,  una quarantina di articoli se  non  oltre,  questo
  principio mi sembra o ultroneo, visto che poi comunque è codificato
  in  una  serie  di norme che sanciscono quello che  avevamo  deciso
  tutti  insieme,  "consumo di suolo tendente a  zero"  obiettivo  da
  raggiungere  nel 2050, quindi o è ultronea questa norma  o  non  ne
  capisco il senso, me lo spiegherà chi lo ha scritto.
   Su altre, ripeto, in maniera molto laica mi rimetterò all'Aula, su
  quelle  che  sono  obiettivamente utili perché snelliscono,  perché
  aggiustano  alcuni  problemi tecnici  che  in  corso  d'opera  sono
  emersi,  ritengo  che  siano  norme  di  buon  senso  sulla  quale,
  immagino, ci possa essere un percorso condiviso.
   Così come, ripeto, è stato condiviso il percorso dell'approvazione
  della normativa a monte.
   "Salva casa", è emerso l'altro tema, l'abbiamo incardinato oggi in
  Commissione.
   Noi  abbiamo fatto un lavoro di massima velocità, sia nel recepire
  con  la  circolare la parte che avevamo la possibilità che  venisse
  recepita in maniera dinamica, perché quando abbiamo fatto la  legge
  16, alcune norme della 380 le avevamo recepite "sic et simpliciter"
  così com'erano e, quindi, le successive modificazioni operavano  in
  maniera  dinamica, subito, e con la circolare, credo, 8 o 9 agosto,
  quindi pochi giorni dopo il mio insediamento, abbiamo chiarito alle
  Amministrazioni e ai tecnici quali fossero queste norme.
   Sulle altre invece, c'era la necessità di un adeguamento normativo
  perché,  nella  16  avevamo recepito la 380  su  alcune  parti  con
  modifiche,   quindi  avendo   voluto  fare  delle   modifiche,   le
  successive novità legislative della 380 non vengono più recepite in
  maniera  dinamica, questo comporta il testo che ho portato  il  più
  velocemente  possibile, perché poi si capisce, c'è bisogno  di  una
  relazione tecnica, la relazione dell'Ufficio di Ragioneria,  quindi
  abbiamo  fatto  in  maniera veloce, ma  non  perché  chi  sa  quale
  rivoluzione la legge "salva casa" porti,  ma perché è assolutamente
  legittimo  che  anche la Sicilia si adegui a una normativa  che  in
  questo  momento  è  in  vigore in tutta  Italia  e  che  su  alcune
  tematiche  agevola  il  mercato immobiliare,  perché  sono  piccole
  irregolarità di case che, comunque, sono già esistenti, che partono
  con  un  titolo  abilitativo e che però hanno  subìto  dei  piccoli
  errori, delle modifiche, dei piccoli abusi che con la "salva  casa"
  vengono  regolamentati  e questo permette anche  di  liberarle  nel
  mercato immobiliare.
   Quindi, questa era la necessità che noi abbiamo sentito, dopodiché
  comprendo anche -  per carità - che qualcuno probabilmente  avrebbe
  voluto una normativa più incisiva nel "salva casa" e so che ci sono
  sollecitazioni   di  diversa  natura,  c'erano  anche   la   scorsa
  legislatura,  e se vi ricordate alcune di quelle sollecitazioni  le
  abbiamo anche messe su norma e approvate.
   Qualcuna  è stata bloccata dal Servizio Studi dell'Ars ritenendola
  illegittima; qualcun'altra è stata anche impugnata.
   Quindi  io  sarei prudente, nel senso che finché  ci  limitiamo  a
  recepire il "salva casa" della normativa nazionale, siamo certi  di
  non  incorrere in nessuna incostituzionalità o illegittimità, e  se
  lo  facciamo  il  più  presto possibile, accontentiamo  gli  ordini
  professionali   e   gli  enti  locali  che  pressano   per   questo
  recepimento,  perché  sanno  che può agevolare  alcuni  percorsi  e
  perché  negli enti locali permette anche di fare cassa, perché  c'è
  anche questo.
   Se,  però,  dovessimo  decidere  di  fare  una  scelta  diversa  e
  allargare le maglie di questa normativa potremmo affrontare  rischi
  diversi, rischi di filtro del Servizio Studi, come c'è stato  negli
  altri anni o filtro romano, una volta approvato.
   Questa è una valutazione che io onestamente rimetto all'Aula, alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, se è il caso  di
  definirla  tutti  insieme  in un percorso  che  vuole  più  o  meno
  agevolare o amplificare e ampliare il testo di riferimento.
   Come  Governo, l'indicazione che mi permetto di dare, è quella  di
  dare una corsia veloce e più semplice possibile al recepimento  del
  "salva  casa", dopodiché se ci sono percorsi diversi,  per  carità,
  l'Aula, l'Assemblea, è sovrana, però, attenzione a creare illusioni
  in chi ci ascolta rispetto a fantasiose normative siciliane che poi
  non  trovano  sbocco legittimo. Attenzione, perché poi ci  potremmo
  ritrovare,  se  non recepiamo la "salva casa", che  magari  a  Roma
  decidono, che ne so, sulla doppia conformità di andare un  po'  più
  in  là  rispetto  alla disciplina che hanno approvato,  se  noi  la
  recepiamo quelle nuove novelle legislative di cui si sente  parlare
  sarebbero recepite subito in maniera dinamica, se noi oggi  non  lo
  facciamo e ci muoviamo in maniera fantasiosa, restiamo fuori  anche
  da  quel punto di vista, quindi rischiamo poi di trovarci scoperti,
  come  siamo  adesso su alcune normative che, appunto,  non  abbiamo
  recepito in maniera dinamica.
   Per  cui,  ripeto, il nostro atteggiamento è assolutamente  laico.
  Parto   dal  presupposto  che  preferisco,  per  mio  atteggiamento
  culturale e per i precedenti che abbiamo visto in questa Assemblea,
  su   queste  norme  che  hanno  una  natura  così  importante,  che
  riguardano la pianificazione in Sicilia, che riguardano  il  futuro
  della  Regione siciliana, di tanti comuni, non andare  a  colpi  di
  maggioranza ma cercare di fare un percorso condiviso tutti insieme.
  Questo  è il mio presupposto, è il mio approccio e l'approccio  del
  Governo  Schifani perché, ovviamente, anche il Presidente la  pensa
  come  me e, quindi, io mi muovo in linea con quanto è stato  deciso
  insieme al presidente Schifani. Se la Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari dovesse decidere, signor Presidente, un ordine
  dei  lavori  diversi, noi ci rimettiamo a quanto possa decidere  la
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  in  maniera
  condivisa. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore. Prima di rinviare l'Aula a  domani,
  così  come  è stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari, perché l'articolato inizierà il voto domani, comunico
  che   hanno  chiesto  di  intervenire  l'onorevole  Cracolici,  poi
  l'onorevole   Gilistro  e  l'onorevole  Campo.   Prego,   onorevole
  Cracolici.

   CRACOLICI.  Siccome io ho apprezzato l'intervento  dell'Assessore,
  che è un mix di saggezza, di prudenza e di come dire preoccupazione
  che  il troppo stroppia, io chiedo al Governo, al di là dell'essere
  laica,   ed   è  un  approccio  corretto,  però  di  essere   anche
  responsabile  di  un provvedimento che poi, quando sarà  approvato,
  diventa  il  provvedimento per cui a Roma dovete interloquire  come
  Governo, non interloquisce il Parlamento.
   Quindi,   io le segnalo alcune questioni, i compiti per  casa,  in
  maniera  tale  che domani una cosa è, come lei ha già  fatto  e  ha
  detto,  l'articolo 1 è ultroneo, in realtà non è ultroneo  è,  come
  dire,  è  un  tentativo di slalom ma qui non pratichiamo  sci,  qui
  facciamo  leggi  perché  è evidente che una  cosa  è  dire  che  si
  impedisce, un'altra cosa si contiene, la parola non è la stessa,  è
  un  principio che ha effetti diversi, però, io ho apprezzato perché
  il  concetto di impedimento nella sintesi con cui fu fatto nel 2019
  ha poi una sua, come dire, coordinata rispetto al resto della legge
  sulla questione dell'azzeramento del consumo del suolo.
   Io  le pongo un altro tema che, veda, ci sono norme sicuramente di
  ordine    necessario,   burocratico,   amministrativo,   i   tempi,
  quarantacinque  giorni piuttosto che, uniformare diciamo  anche  la
  tempistica  amministrativa  in una  legge  è  sempre  bene,  perché
  evitiamo  di  confonderci, però nell'apparente valutazione  tecnica
  delle  norme  ci sono scelte politiche, ad esempio,  di  consentire
  come  si  fa  nell'articolo 8 di poter fare un PUG  in  nome  della
  riqualificazione urbana che prevede che posso fare un  PUG  che  in
  qualche  modo  prevede  l'aumento di cubatura  del  30  per  cento,
  guardi,  neanche il "Piano casa", non di Salvini, quello famoso  di
  Berlusconi si era spinto a tanto, perché ricordo che in  quel  caso
  eravamo  tra l'altro in ambito molto, molto ristretto, qui parliamo
  di  PUG  che è un'altra cosa, che era il massimo del 20 per  cento:
  ora,  è  pensabile  che  in nome di una norma  di  adeguamento,  di
  aggiustamento,  di  verifiche, si introduca una bomba  atomica  che
  aumenta  le  cubature del 30 per cento quando nella legge  19,  del
  2019,  la legge non mi ricordo che numero è, la legge 19 del  2020,
  si  era lasciato alla valutazione di chi approva il PUG, sulla base
  di  un  regolamento  e  di  un  atto  di  convenzione,  di  parlare
  genericamente,   ai   sensi   del  comma   3   di   quell'articolo,
  dell'articolo credo 36 o 38, la possibilità di parlare  di  aumenti
  di  volumetrie  ma non farlo diventare una norma, come  dire,  erga
  omnes  per  tutto ciò che riguarda la valutazione, la modalità  con
  cui  si  fanno  i  PUG,  prima questione   Quindi,  le  chiedo  con
  altrettanto   equilibrio  che  ha  mostrato  oggi,   possa   domani
  consentire all'Aula di sciogliere nodi che sono nodi sostanziali di
  politica;  c'è un'altra questione che ho accennato precedentemente,
  la  possibilità  di  trasferire i diritti  di  proprietà,  cioè  di
  cubature, per chi ha avuto apposti vincoli di natura paesaggistica,
  sismica, eccetera, non può essere riconosciuta a prescindere,  cioè
  nel  senso che io comprendo che se ho un terreno dove era prevista,
  come  dire,  zona  B  o  zona  C, e quindi  aveva  una  possibilità
  edificatoria o zona A seppure nei limiti delle zone A, che  laddove
  ci  sono dei vincoli sopravvenuti, io possa trasferire quei diritti
  edificatori in altri siti ci può stare, ma questo bisogna limitarlo
  al  diritto del proprietario, perché qualora lo lasciassimo come  è
  scritto qui sa che cosa si apre in Sicilia? Il mercato dei diritti,
  diciamo, successivi ai provvedimenti di vincoli apposti in tutte le
  tipologie  di terreno  E allora, da questo punto di vista,  bisogna
  disciplinare  e  limitare in maniera tale che,  con  norme  che  si
  scrivono  spesso  in maniera generale, generica, noi  facciamo  più
  danni di quelli che pensiamo nel risolvere i problemi
   Per  cui,  ad esempio, io penso che i diritti edificatori  possono
  essere trasferiti solo in presenza dello stesso proprietario. Ma se
  muta  il  proprietario  o  ha  ceduto, il  proprietario,  ad  altri
  successivi  proprietari e i vincoli sono stati  apposti  prima  che
  venisse  trasferito  il  diritto  di  proprietà,  non  può   essere
  trasferito il diritto edificatorio  Ripeto, altrimenti si  apre  il
  mercato dei diritti
   Ecco,  ci sono alcune disposizioni. Poi qualcosa, una lettera  "C"
  che  si  abolisce, non ho capito neanche la ragione - quello  sulla
  vicenda dei piani archeologici - eccetera. Ecco, Assessore,  io  le
  chiedo  non  di rimettersi genericamente all'Aula ma  di  valutare,
  come  Governo,  l'impatto per le cose che lei ha detto  in  maniera
  tale  che  domani il Governo si esprima anche su alcune  di  queste
  norme, dicendoci - come prevede il Regolamento - il suo parere.
   Mi  auguro  che  lo stesso Governo faccia richiesta di  stralciare
  quelle  norme,  e di non consentire che entrino nel  nostro...  non
  stralciare... di proporre la bocciatura e, qualora lei la proponga,
  il  Presidente sarà così attento di stralciarle direttamente.  Ecco
  se  vogliamo fare una legge tecnica e veloce, altrimenti  si  apre,
  chiaramente, il dibattito, e diventa tutt'altro

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   GILISTRO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Gilistro  e  poi
  l'onorevole  Campo.  Così  poi rinviamo  l'Aula  a  domani.  Prego,
  onorevole Gilistro.

   GILISTRO. Grazie Presidente, grazie colleghi, grazie Assessore.
   Presidente, è successo un fatto increscioso, veramente increscioso
  a  Siracusa,  ieri  mattina. Vorrei sottoporre,  all'attenzione  di
  questa Assemblea, quello che è successo nella mattinata di ieri: un
  tetto di una scuola elementare di Siracusa è caduto sui bambini  di
  scuola  elementare.  Questo tetto ha sfiorato,  fortunatamente,  un
  ragazzino,  ferendolo lievemente al braccio ma poteva andare  molto
  peggio.
   Io  credo,  Presidente, che se una madre, un padre,  una  famiglia
  porta i propri bambini a scuola è perché ritiene che quella scuola,
  quel  posto  dove porta i propri bambini, sia un posto  sicuro.  Il
  problema è che questo non è il primo caso a Siracusa. E' caduto  un
  tetto   all'Istituto   Insolera,  sono  caduti   pezzi   di   tetto
  all'Istituto Fermi, ci sono due palestre inagibili a Siracusa,  c'è
  un   Istituto  agrario  totalmente  inagibile  -  è  stato  chiuso,
  quest'anno, alle attività.
   Io  mi chiedo e chiedo a questo Governo - e lo chiedo proprio  con
  fermezza,  lo  chiedo, ripeto sempre, oltre  che  da  politico,  da
  pediatra  -  cosa dobbiamo e cosa possiamo fare per dire  a  questi
  genitori di poter stare tranquilli quando portano i loro bambini  a
  scuola?
   La  situazione...io credo che ben due casi, due casi,  quello  del
  "Fermi"  e quello dell'"Insolera" sono accaduti mentre non  c'erano
  ragazzi. Allora, cosa aspettiamo? Che prima o poi, dopo due ore  di
  pioggia, possa crollare un altro soffitto e questa volta, invece di
  ferire un bambino, lo uccida?
   La città di Siracusa, la provincia di Siracusa è l'unica provincia
  in  cui,  Presidente,  il libero consorzio, l'ex  Provincia,  è  in
  dissesto economico e non ha fondi da poter utilizzare, non ha fondi
  per poter portare in sicurezza tutte queste scuole
   Allora,  ho  presentato  un  emendamento  al  Governo  in   questa
  finanziaria che possa concedere dei fondi proprio per questo unico,
  per  questo  unico libero Consorzio, che è in dissesto,  per  poter
  dare  almeno e riuscire a risolvere le emergenze di questi istituti
  scolastici.  Non siamo a Gaza, signor Presidente, dove ci  vogliono
  le  bombe per far crollare i soffitti degli edifici e delle scuole.
  Qua bastano quattro piogge, quattro gocce di pioggia per far cadere
  i  soffitti.  Ma in che scuole andiamo, ma in che Stato  siamo?  Ma
  dico  un'altra cosa e me ne prendo la responsabilità, perché  tante
  telefonate mi sono arrivate anche da parte dei dirigenti scolastici
  e  questa  è  una denuncia che faccio a questo Governo, al  Governo
  nazionale,  al  Governo  europeo.  E'  normale,  secondo  voi,  che
  arrivino   milioni,  milioni,  milioni  di  euro   per   acquistare
  apparecchiature  digitali, computer che le scuole non  sanno  ormai
  dove  mettere, invece di fare arrivare fondi per mettere le  scuole
  stesse in sicurezza?
   Io  credo  che  questo  non  sia  normale.  Milioni  di  euro  per
  acquistare  computer, per acquistare apparecchiature digitali,  per
  acquistare  progetti e non c'è un euro per mettere in sicurezza  le
  scuole. Questo non è più accettabile
   Chiedo  al Governo - qui c'è il Presidente del Gruppo parlamentare
  -,  al Presidente Schifani, che ha detto tante volte, gli credo, di
  avere cuore verso i bambini - che questa volta, almeno per la  zona
  di  Siracusa e, ribadisco, Siracusa, perché è l'unica provincia  in
  cui  il  libero  Consorzio è in dissesto, possa dare un  contributo
  straordinario  attraverso  questo  emendamento  per  soddisfare  le
  esigenze dei nostri bambini e per metterli in sicurezza.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Grazie, Presidente Di Paola, assessore e colleghi deputati,
  intervengo  su  un fatto che mi è successo personalmente  e  voglio
  sperare  che sia circoscritto alla sola provincia di Ragusa,  anche
  se in realtà dalle numerose segnalazioni che ho ricevuto, in questi
  giorni, a quanto pare è un fenomeno diffuso in tutta la Sicilia.
   Signor Presidente, io, ben sette mesi fa, ho prenotato tramite CUP
  una  mammografia con esenzione. Ho aspettato sette mesi, mi è stata
  assegnata una delle famose cliniche convenzionate perché  l'Asp  di
  Ragusa,  spendendo ben 3 milioni di euro per 7 mila 250 prestazioni
  esterne, ha convenzionato delle strutture.
   Ebbene,  appena  sono  andata a fare questa  visita,  mi  è  stato
  chiesto un extra costo per le nuove tecnologie, come se fosse ormai
  legittimato  pagare  una extra tassa per le  tecnologie  di  ultima
  generazione  in  queste  strutture convenzionate  che,  quindi,  si
  avvalgono  del  beneficio di avere tanti e tanti pazienti  in  più,
  proprio perché convenzionate, quindi, tutti questi pazienti vengono
  mandati  dalla  struttura sanitaria, dall'ASP, e poi  chiedono  una
  tassa  aggiuntiva.  Mi sono confrontata in sala d'aspetto  con  gli
  altri ed era successo a tutte le altre pazienti.
   Io  ho  avviato un'interrogazione parlamentare, signor Presidente,
  perché  questa cosa, in questi giorni, è montata; mi hanno chiamato
  tante  persone  e  questa esperienza non si è verificata  solamente
  nella  clinica  in  questione con il mammografo,  ma  in  tutta  la
  provincia, anche con tanti altri tipi di esami.
   Io mi chiedo a questo punto, e chiedo all'Asp di Ragusa, che mi ha
  risposto  dicendo  che non ne sapevano nulla e  che  hanno  avviato
  un'indagine per capire cosa stesse succedendo, mi chiedo come  mai,
  dopo  che  vengono  spesi 3 milioni di fondi  pubblici  di  cui  ci
  eravamo anche lamentati e ci avevano risposto che lo dovevano  fare
  per  forza  perché erano vincolati per le strutture  convenzionate,
  come mai nessuno controlla?
   Quindi,  noi  spendiamo soldi pubblici, li  diamo  alle  strutture
  convenzionate, senza alcun tipo di controllo
   In  questi  giorni,  mi sono imbattuta in un  servizio  di  Milena
  Gabanelli  che  - guarda caso - parlava dello stesso  argomento  in
  questione  e  la  stessa Gabanelli, che ha avviato un'indagine,  si
  chiedeva    quanti   mammografi,   quante   strutture    utilizzano
  apparecchiature  di ultima generazione o apparecchiature  obsolete,
  dove le visite che vengono fatte ma non danno neanche una sicurezza
  poi nel referto medico.
   Signor  Presidente,  le  dico che secondo l'Associazione  italiana
  ingegneri clinici, un'apparecchiatura medica per essere efficace  e
  dare un referto medico attendibile deve avere almeno dieci anni. Io
  mi  chiedo  adesso  se  queste convenzioni  sono  state  fatte  con
  macchinari  obsoleti  e poi quando ci si reca nelle  strutture  per
  avere dei macchinari moderni bisogna pagare di più. Ma è normale?
   Secondo  un'indagine, le strutture pubbliche del Nord Italia  sono
  dotate  di  questi macchinari. Addirittura, sempre  secondo  questa
  inchiesta della Gabanelli, a Roma, di otto mammografi, solo  uno  è
  vecchio, ha più di dieci anni; a Milano, di cinque mammografi, solo
  uno ha più di dieci anni, mentre i privati è più facile che abbiano
  mammografi  vecchi. In Sicilia, succede l'esatto contrario.  Sempre
  nella  stessa  indagine, nella stessa inchiesta, ben l'ottanta  per
  cento  del pubblico ha mammografi vecchi, datati, che hanno più  di
  dieci  anni.  Ed  è il privato che è stato dotato, però  con  fondi
  pubblici, di mammografi di ultima generazione, che però,  a  quanto
  pare, non rientrano nella convenzione e li fanno pagare.
   Per  concludere, signor Presidente, se è un dovere da parte di  un
  cittadino  curarsi e fare prevenzione, deve essere  un  obbligo  da
  parte delle strutture sanitarie avere le giuste apparecchiature  di
  ultima  generazione,  perché lo sa che cosa  sta  succedendo,  solo
  quest'anno,  in  Sicilia?  Il 7,2 per cento  della  popolazione  ha
  rinunciato alle cure. Proprio per tutti questi problemi,  la  gente
  sceglie di morire. Questa è la verità. Indecenza totale  Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Campo.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  23
  ottobre   2024,  alle  ore  15.00.  Inizieremo  con  la   votazione
  dell'articolato del disegno di legge discusso oggi.

                   La seduta è tolta alle ore 17.08


   L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato sul  sito
  web   istituzionale  dell'Assemblea  regionale  siciliana,   è   il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XII SESSIONE ORDINARIA


                         139a SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 23 ottobre 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

  II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

   - Disposizioni in materia di urbanistica . (n. 499/A Stralcio I/A)
      (Seguito)

            Relatore: On. Carta

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

   Allegato A - Comunicazioni (v. oltre)