Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.49
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi del comma 9 dell'articolo 127 del Regolamento interno do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della presente seduta. Invito pertanto i deputati a munirsi
per tempo della testa della personale di voto.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale,
ovvero la domanda di scrutinio segreto, sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Pace.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io la ringrazio.
Devo dire che non prevedevo, venendo stamattina all'Ars, di dover
fare questo intervento che sto per fare, però, ritengo opportuno
farlo perché avevo la sensazione che arrivando all'Ars, dove c'è la
barra per entrare, ci fosse una telecamera, qualche giornalista che
mi diceva che qui siamo su "Scherzi a parte". Perché è evidente
che, stamattina leggo La Repubblica, e scopro che la maggioranza
parlamentare si sarebbe determinata nel provare a fare un disegno
di legge per consentire il voto a suffragio universale, l'elezione
diretta in Sicilia, rinviando le elezioni provinciali che sono
state fissate con decreto del Presidente della Regione qualche
giorno fa per il 15 dicembre.
Ora, al di là del fatto che poi scopro è stato depositato ieri un
testo, che è stato assegnato - per la verità ancora non abbiamo
neanche la comunicazione dell'assegnazione del testo alla I
Commissione -che la I Commissione ha immediatamente iscritto al
punto all'ordine del giorno e fissato addirittura i termini per gli
emendamenti, se non sbaglio, lunedì e che, quindi, si è avviata una
procedura che in qualche modo consentirà a questo Parlamento,
attraverso la I Commissione e poi la Commissione Bilancio , se ci
dovessero essere oneri finanziari, e poi il Parlamento a
rioccuparsi - non so per la "quantesima" volta - della stessa
questione sulla quale qualche settimana fa, qualche mese fa, ci si
era pronunciato in maniera tombale sul tema, anche perché ci pare
del tutto evidente che, ad oggi, e non sono cambiate né le
argomentazioni né le ragioni giuridiche che impediscono, ribadisco
ad oggi, nel fare cose diverse da quanto previsto dalla legge
Delrio.
Tra l'altro, ho scoperto che oggi, nel Parlamento nazionale, si
stava discutendo e si sta discutendo la norma sullo Statuto
speciale della Regione Friuli che, nelle sue proposte di modifiche
sottoposte al Parlamento, prevede l'elezione a suffragio universale
e diretta dei Presidenti delle Province di quella Regione.
Mi sono chiesto, visto che da tempo, almeno da due anni, per la
verità anche il predecessore cioè Musumeci ne ha fatto di questo un
cavallo di battaglia, almeno a parole, mi sono chiesto come mai il
centrodestra che ha la maggioranza in Parlamento non abbia fatto un
emendamento a quel testo con due righe che la Regione siciliana è
autorizzata al voto per le elezioni dei liberi consorzi e delle
città metropolitane in deroga alla legge vigente che è appunto la
Delrio. Basterebbe una legge del Parlamento per consentire alla
Sicilia di votare a suffragio universale, per i presidenti
metropolitani direttamente eletti dai cittadini, tutto quello che
si vuole, ma con un principio autorizzativo che ci consente di
non... di derogare a ciò che oggi è un obbligo sostanziale perché è
inutile - lo ripeto - la Delrio è una grande riforma economico-
sociale.
Ma al di là di questi aspetti diciamo che ritengo... non so se
sono volutamente non utilizzati perché io temo che su questa
questione è più la propaganda che l'obiettivo reale di far votare
per le province, e io credo che tutto si può consentire ma dopo
dodici anni che sono commissariate le province non si può più
consentire, dodici anni - la prima è stata Ragusa nel 2012 - dopo
dodici anni non si può più consentire questo giochino e giochetto
Ma perché sto intervenendo? Perché, vedete, noi stiamo giocando
col fuoco, e lo dico chiedendo a tutti i deputati di assumervi la
responsabilità delle cose di cui ci stiamo occupando. Attenzione,
siamo nel solco della grave violazione statutaria, e come tale
motivo di scioglimento dell'Assemblea regionale siciliana.
Aggiungo, potete fare tutte le leggi che volete, il signor
Cracolici, ve lo dico oggi per domani, presenterà - un minuto dopo
il rinvio delle elezioni o soprattutto il giorno dopo le nuove
elezioni - anzi lo farò prima, a prescindere di chi vincerà, per
chiedere l'annullamento del voto, perché non potrà esercitarsi con
diverso sistema elettorale, se non quello previsto dalla legge
Delrio, il rinnovo delle elezioni provinciali, tranne che il
Parlamento non faccia le modifiche che consentano alla Sicilia di
derogare a quella legge
Io credo che siamo arrivati a un punto, come dire ormai, ridicolo,
ridicolo, stiamo superando, non ci interroghiamo che a due mesi da
quella che appariva essere la data per le elezioni - finisco - per
le elezioni fissate dal Presidente della Regione, dove consiglieri
e amministratori si stanno comunque provando a capire come
organizzarsi per queste elezioni, di introdurre un ulteriore
elemento di destabilizzazione, o c'è una preoccupazione? Che è
quella che i deputati regionali pensano che l'unica cosa da fare è
non far votare mai più le province, perché l'eventuale elezione di
organi nelle province apre una competizione ulteriore rispetto ai
propri collegi elettorali per ognuno di noi - parlo di me stesso
per parlare a tutti noi - e, quindi, un giorno rinviamo, un giorno
cambiamo, un giorno forse tutto, perché da qui al 2027 - quando
scadrà questa Assemblea - non ci siano potenziali competitori nei
collegi provinciali che possano minare la rielezione di ognuno di
noi Capite che siamo dinanzi a interessi privati in atti
d'ufficio?
Ecco, io, Presidente, mi auguro che già a partire dalle procedure,
ripeto oggi c'è all'ordine del giorno di una Commissione un testo
che ancora non ci è stato comunicato che è stato, è stato
comunicato all'Aula che è stato depositato e che ci è stato
comunicato di essere stato assegnato, quindi abbiamo anticipato
tutte le procedure. Nessuno pensi di poter fare quello che vuole
perché non è a casa sua, c'è un Regolamento e si rispetta il
Regolamento, nel rispetto di tutti. Mi auguro che questa buffonata
venga fermata in tempo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Io ora dovrò dare la
parola all'onorevole Ardizzone. Onorevole Cracolici, lei aveva
chiesto per quanto concerne l'ordine dei lavori.
CRACOLICI. Non le pare sull'ordine dei lavori?
PRESIDENTE. L'ordine dei lavori in questo momento riguarda un
altro ddl, un'altra questione che non è attinente, le ho fatto
completare il ragionamento, però adesso sono abbastanza convinto
che ci potrebbero essere altri interventi che vengono richiesti
sull'ordine dei lavori e che poco avranno a che fare con l'ordine
dei lavori. Ciò non di meno, ha chiesto di intervenire l'onorevole
Ardizzone.
L'onorevole Ardizzone interviene dopo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Sammartino.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei sa bene che da parte mia
abbiamo sempre cercato di essere molto rispettosi, anche sui tempi,
ne abbiamo dato dimostrazione anche nella passata finanziaria con i
quarantacinque giorni che hanno assicurato ai parlamentari di poter
compiere tutti i lavori nei periodi stabiliti, e certamente ci sarà
sempre la salvaguardia di quello che è il nostro Regolamento
dell'Assemblea.
Noi però oggi parliamo di altro, c'è un'interlocuzione col
presidente della Commissione IV che rispetto a un disegno di legge
che ha all'interno della Commissione, e che stanno esitando, ha
chiesto di poter approfondire per trovare un percorso comune che,
possibilmente, riesca a riunire i testi in un unico disegno di
legge; pertanto, sospendo l'Aula per mezz'ora e convoco una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala lettura.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.00, è ripresa alle ore 16.40)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo terminato con la
Conferenza Capigruppo. Vi dico quanto stabilito.
È emerso, all'interno della Conferenza dei Capigruppo, di voler
approfondire l'articolato del disegno di legge ad oggi in
discussione e gli emendamenti che sono stati presentati.
Quindi, la proposta della Conferenza Capigruppo, la decisione
della Conferenza Capigruppo, anche in virtù del fatto che è emerso
che si vuole inserire all'interno di questo disegno di legge, il
Ssalva- casa , e lo si vuole inserire così come è stato approvato a
livello nazionale, senza nessun'altra modifica o distinzione, in
questi giorni verrà fatto quest'ulteriore lavoro da parte dei
colleghi deputati e, dopodiché, martedì 29 inizierà la votazione
dell'articolato del disegno di legge.
Quindi martedì alle ore 15 s'inizierà la votazione del disegno di
legge che verrà, come dire, modificato o comunque con gli ulteriori
approfondimenti che sono stati richiesti dalla Conferenza dei
Capigruppo.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
dell'Assemblea
PRESIDENTE. L'onorevole Ardizzone e poi l'onorevole Burtone
chiedono di parlare ai sensi dell'articolo 83.
Prego, onorevole Ardizzone, ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, intervengo solo per chiedere un po'
di tregua a questa maggioranza, a questo Governo Schifani, perché
obiettivamente ci siamo stancati di svegliarci la mattina e leggere
delle notizie che superano ormai l'assurdo
Il collega Cracolici, sull'ordine dei lavori, mi ha anticipata ma
io oggi ho vissuto in Commissione Affari istituzionali un momento
veramente che tocca assurdità incredibili.
Sono passati mesi dopo una enorme bocciatura di un disegno di
legge sulle elezioni dirette delle province, argomentato e
argomentato per mesi, ci ritroviamo oggi a leggere dalla stampa
dichiarazioni del centrodestra che proclama vittoria sul fatto che
si è trovata una linea comune, un accordo comune sul riesumare le
province, come se in effetti tutto quello che nei mesi precedenti,
tutti i deputati, il lavoro in Commissione e qui in Aula non sia
esistito
E nessuno, e dico nessuno, in una delle dichiarazioni - se non
diciamo alcune parole do il merito all'onorevole Assenza - ha detto
esplicitamente qual è il vero problema delle elezioni dirette delle
province, ossia la chiara ed evidente incostituzionalità delle
elezioni dirette, fino a quando non si procederà a Roma, quindi nel
Parlamento nazionale, all'abrogazione della legge Delrio che
prevede le elezioni indirette, quindi alla Corte Costituzionale non
interessa e non interesserà del fatto che questo centrodestra non è
neanche capace di mettersi d'accordo sui territori per le elezioni
indirette.
Quindi io chiedo, veramente con il cuore in mano, "basta, basta ",
questa Assemblea vuole lavorare su temi seri, i siciliani hanno
bisogno di risposte serie su argomenti che ormai sono all'ordine
del giorno. Parliamo di emergenza siccità, parliamo di alluvioni,
non possiamo parlare una volta di disegno di legge sugli enti
locali e questa maggioranza dimostra di non avere gli accordi e
viene affossato e poi ritorna di nuovo alle province e poi di nuovo
torna al disegno di legge sugli enti locali
E' chiaramente una evidente sconfitta di questa maggioranza e io
dico - ma lo suggerisco pure a voi - evitatevi l'ennesima
umiliazione, risparmieremmo tutti energie, lavori, possiamo
concentrarci su altri temi; non ha davvero senso e non lo dico
perché sono contraria alle elezioni dirette o sono favorevole a
quelle dirette o indirette, neanche ci entro nel merito della
discussione
Parlo del fatto che questa Assemblea deve iniziare a dimostrare la
serietà che dovrebbe.
Faccio questo intervento perché mi serve che sia da monito per i
lavori che succederanno nelle prossime settimane, perché già da
oggi in Commissione Affari Istituzionali abbiamo iniziato a captare
quella che è l'atmosfera. Non pensate di mettere fretta a questa
Assemblea e a questi deputati, non vi dovete permettere di dettare
tempi, che tra l'altro non sono neanche tutelati dal Regolamento.
Quest'Assemblea lavorerà con serietà e con i termini stabiliti dal
Regolamento senza accelerare su niente, non perché nelle stanze dei
palazzi vi siete fatte le riunioni per stabilire che le province
devono rientrare entro due settimane, le elezioni dirette alle
province devono rientrare in due settimane, prima delle elezioni
dirette, non esiste, che sia chiaro
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ardizzone. Ovviamente solo per
sottolineare - e accolgo la sua richiesta - che comunque questa
Presidenza ha sempre, soprattutto in questi due anni, fatto
rispettare al massimo i Regolamenti e continueremo nel rispetto del
Regolamento.
E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, colleghi, intervengo semplicemente
per dare contezza all'Aula di una richiesta che ho fatto in
Capigruppo al Presidente Galvagno, di chiedere di calendarizzare un
disegno di legge che è un recepimento tout court della legge
nazionale 56, che prevede il 40 per cento delle donne in Giunta.
Questo disegno di legge io l'ho depositato e credo che ce ne siano
anche altri, anche da parte di colleghe deputate che sicuramente mi
hanno preannunciato che ne depositeranno altri, perché Presidente?
Perché noi dobbiamo dare e mostrare solidarietà e rispetto alle
donne che si sono mobilitate nelle scorse settimane, anche dinanzi
al Parlamento regionale per dire che la Sicilia vuole essere non
una Regione diversa dalle altre, quindi vogliamo assolutamente che
venga recepita la norma nazionale per la presenza e l'alternanza di
genere nelle giunte comunali e, soprattutto, il rispetto al
comitato che si è creato spontaneamente e che vede la presenza di
donne presenti nei consigli comunali del nostro territorio
regionale in maniera trasversale.
E' un messaggio chiaro, senza alcun dubbio, quindi Presidente noi
ci aspettiamo a breve la calendarizzazione di questo disegno di
legge.
DI PAOLA. E' iscritto a parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, la sessione estiva si è chiusa con
l'approvazione in quest'Aula di un ordine del giorno riguardante la
siccità in Sicilia. E' stato votato da tutti i Gruppi parlamentari,
c'è stata un'ampia discussione, c'erano interventi significativi;
una prima parte, ristori per gli agricoltori, per gli operatori
zootecnici; un'altra parte, riferimenti ad interventi strutturali
importanti per la ripresa di un'attività agricola dignitosa e
quindi la realizzazione di alcune infrastrutture fondamentali.
Debbo dire che poi, subito dopo questa approvazione nel mese
successivo, ad Ortigia, a Siracusa, si è tenuto il G7
sull'agricoltura con grande enfasi, io ho seguito attentamente
dalla stampa, non sono andato in questa importante assise, però mi
sono informato. Non mi pare che si sia discusso minimamente della
vicenda agricola siciliana, però subito dopo il G7 abbiamo avuto
una serie di dichiarazioni, prima del Ministro delle
infrastrutture, l'onorevole Salvini, il quale ha fatto riferimento
alla destinazione per la Sicilia di 90 milioni di euro per alcune
opere infrastrutturali importanti, i dissalatori e poi c'è stato un
dialogo, più che un dialogo mi è sembrata quasi una rissa, se non
ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere, tra i Governi amici, il
Governo nazionale e Governo regionale, un battere continuo, un ping
pong tra alcuni Ministri e il Presidente della Regione su chi non
ha operato. Una cosa che va oltre il ridicolo
Ora, io non voglio entrare nel merito di queste questioni,
qualcuno dovrebbe tacere e non parlare delle vicende siciliane con
l'approssimazione con le quali si parla, io credo che sia
fondamentale discutere di ciò che si realizzi. Siccome il Ministro
Salvini in un'altra dichiarazione ha detto che sta lavorando dalla
mattina alla notte per la Sicilia, vorremmo sapere di quei 90
milioni per i dissalatori quanti ne siano stati spesi.
Presidente, io che cosa chiedo? Le chiedo, nei limiti del
possibile, io non so se la Presidenza questo tipo di lavoro lo
regolarizza ma si faccia una riunione per evidenziare che cosa si è
prodotto con un ordine del giorno, l'Assemblea di un Parlamento
quando definisce un ordine del giorno non scherza, non è carta
straccia, non è sprecare carta, è un indirizzo che viene poi
assunto all'unanimità, ora io ho altri esempi su cui potrei tornare
che abbiamo approvato degli ordini del giorno all'unanimità e gli
Assessori li hanno messi da parte non sapendo che, invece,
dovrebbero seguire in maniera categorica ciò che negli ordini del
giorno viene scritto
Ora per l'agricoltura, lo ripeto, noi vogliamo sapere quanti
dissalatori siano stati studiati, si è fatto un progetto e che cosa
si intenda fare, anche perché stanno passando i mesi, così come e,
concludo, Presidente, non voglio prendere altro tempo, c'è bisogno
dei ristori, ci sono queste somme, le diano agli agricoltori e agli
operatori zootecnici anche perché questi non stanno più
intervenendo sulle proprie aziende, in questi giorni c'è la
trasformazione delle olive in olio, lavorano i frantoi, la
produzione dell'olio è al di sotto di un quarto di quello dell'anno
scorso, ora vedremo che cosa accadrà per gli agrumi, ci sono
aziende che sono chiuse, non operano più gli agricoltori quello
che sta avvenendo a seguito della siccità non è un fatto qualsiasi,
siccome si parla di un'isola che non c'è, di una Sicilia che sta
producendo ma quale Sicilia? Quale Sicilia?
Allora, io chiedo che si intervenga sulle opere infrastrutturali,
i dissalatori da quello che si era capito c'erano novanta milioni,
per detta del Ministro Salvini e poi si dia questo aiuto agli
operatori agricoli e agli operatori zootecnici, ci sono le risorse
e si spendano
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desideravo
prendere parola relativamente a un articolo di questa legge che
avremmo dovuto discutere anche oggi ma che per l'ennesima volta
abbiamo ulteriormente rinviato e l'abbiamo detto nella scorsa
seduta del Parlamento, è diventata l'Aula dei rinvii in
Commissione, no?
Praticamente, stiamo continuamente rimandando i testi, non stiamo
esitando leggi a parte qualche legge che, ovviamente, tra l'altro,
arriva dalle opposizioni e questo io lo voglio sottolineare, questo
Parlamento ha deciso di fare una sorta, diciamo, di vivere in un
limbo, quasi diciamo di vacanza, che è veramente snervante
E' snervante perché poi quando accade che portiamo in Aula dei
testi, dentro quei testi ci sono delle aberrazioni e mi riferisco
all'articolo 14. Bene diceva l'onorevole De Luca del Movimento
Cinque Stelle ieri che riguarderebbe, parrebbe, una sanatoria di
eventuali beni confiscati alla mafia che sono in possesso dei
Comuni e che, eventualmente, noi vogliamo in qualche maniera dire
saniamoli tout court perché, alla fine, c'è uno scopo sociale .
Allora, bene, io la settimana scorsa, proprio su questo ho
visitato un bene confiscato alla mafia, una villa veramente
imponente appartenuta a Scarpuzzedda, boss dei Greco di Bagheria, a
Mongerbino che è veramente magnifica. Una villa sul mare, con un
ingresso privato al mare, magnifica dal punto di vista di chi l'ha
fatta, ovviamente, avendo il mare avanti, dal punto di vista
ambientale mostruosa perché, ovviamente, non si può pensare
minimamente di potere sanare un bene di questo tipo.
Ebbene, il sindaco di Bagheria, giustamente, mi diceva io non ci
posso fare nulla perché è un bene che ho acquisito al patrimonio,
devo soltanto abbatterla, spesso e volentieri non ho i soldi per
poterlo fare e, quindi, si crea questo limbo. Allora questa regione
meravigliosa, questo Governo, fa una cosa straordinaria: siccome
non li possiamo abbattere, saniamoli, ma questa è una follia E'
una follia, una contraddizione in termini perché non possiamo
lasciare e far passare il messaggio devastante che, siccome, c'è un
utilizzo sociale del bene confiscato alla mafia allora,
evidentemente, possiamo anche sanare ville che sono assolutamente
un mostro, non solo dal punto di vista ambientale, ma
dell'immaginazione, dell'immaginario comune. Cioè, spesso e
volentieri si sono abbattute delle ville ovviamente, di cittadini
comuni, delle case di cittadini comuni ma, siccome, è una villa che
può essere utilizzata per uno scopo sociale le dobbiamo lasciare.
Chiaramente, su questa cosa io - come, ovviamente, qualche collega
ha detto - ci opporremo fermamente perché non possiamo far passare
il messaggio devastante che, siccome queste ville possono essere
utilizzate per un bene sociale, dobbiamo eventualmente sanarle in
maniera così impropria. E' veramente una follia Allora su questo
vorrei, ulteriormente, porre un accento e porre un accento perché
quando questo accade lo Stato ha perso Quando lo Stato non ha il
coraggio di prendere di petto, ovviamente, casi di questo tipo e
dire da che parte si sta e in maniera così puntuale decidere di
abbattere quei beni, quei mostri, evidentemente è una sconfitta per
tutti
Allora, noi vogliamo lavorare nella direzione e lo abbiamo detto
anche pubblicamente di restituire la discesa a mare a Mongerbino
che è un posto meraviglioso dove gli stessi cittadini non hanno
dove andare al mare perché l'accesso al mare viene impedito da
questi ecomostri. Allora, noi vogliamo, e stiamo lavorando in tal
senso, per restituire e dare la possibilità ai cittadini di avere
l'accesso al mare da questa scalinata che permette di passare dal
bene confiscato il quale, ovviamente, apparteneva ad un boss
sanguinario che è anche tra l'altro responsabile di diversi omicidi
anche abbastanza cruenti e di potere restituire alla collettività
quell'accesso al mare Ma l'idea, come dice l'articolo 14 di questo
disegno di legge, di potere sanare le case dei boss solo perché,
eventualmente, non abbiamo il coraggio di poter dire da che parte
si sta o, spesso e volentieri, peggio e male, mi sento dire che non
ci sono i soldi per poterle abbattere, anziché fare queste leggi
che non hanno assolutamente un senso, il Governo abbia il coraggio,
forse, di dare i soldi ai Comuni per potere permettere
l'abbattimento di quelle ville perché poi, chiaramente, i sindaci
si trovano nella impossibilità di poterlo fare e si creano questi
vuoti che sono, assolutamente, propri di una democrazia,
ovviamente, di una tipologia di democrazia impavida, in questo caso
di questo Governo che non vuole prendere di petto certi argomenti
ma che ci vuole andare alla larga.
Allora, io ho preso parola per raccontare questo elemento ma,
soprattutto, per richiamare questo Parlamento, ma come già più
volte hanno detto diversi colleghi dell'opposizione a fare norme, a
fare leggi, a riunirsi non soltanto per discutere e per disquisire
le leggi finanziarie ed, eventualmente, come dire a chi dobbiamo
destinare quei soldi e quegli altri soldi ma fare, veramente, delle
leggi che possano rispondere ai bisogni dei siciliani, perché è un
Parlamento stantio, chiuso su se stesso e che quando il governo, la
maggioranza, prova a portare in quest'Aula una legge, non ha i
numeri per poterla esitare e deve accettare, eventualmente, di
poter fare ulteriori rinvii. Ora, davanti a questo stato dell'arte
io, veramente, da deputato di primo conio di questo Parlamento
vorrei, invece, lavorare affinché si possano portare avanti,
ovviamente, leggi importanti.
PRESIDENTE. L'ultimo intervento è dell'onorevole Antonino De Luca.
Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Io vorrei invitare il
Parlamento, ma soprattutto la maggioranza e il Governo, a una
riflessione che il contesto che... forse se calma i colleghi,
magari.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Scusate colleghi, se possiamo ascoltare l'intervento
del collega. Grazie.
DE LUCA Antonino. Io vorrei prendere spunto da quello che è
successo, ancora una volta, che sta bloccando e, anche, comportando
non solo una perdita di tempo, ma anche una spesa importante per
l'Assemblea regionale, perché per l'ennesima volta siamo stati
convocati senza che in quest'Aula si avvii una discussione sul
testo di legge che è posto all'attenzione parlamentare.
Ancora una volta, fondamentalmente, si sospendono i lavori e
vorrei invitare, da questo punto di vista, la maggioranza a
chiarirsi con sé stessa, perché quello che normalmente è un fatto
sporadico, in questa legislatura sta diventando un fatto quasi
abituale. Cioè, qui ormai, prima di entrare in Aula, ci si chiede
"Che si fa oggi?" "Niente, come al solito. Si rinvia" E si rinvia
sempre perché non c'è mai accordo, soprattutto all'interno della
maggioranza, perché che l'opposizione non sia d'accordo con la
maggioranza è quasi un fatto fisiologico, naturale tante volte, se
no non saremmo due parti contrapposte al momento in cui ci
presentiamo agli elettori. Il problema è quando, poi, all'interno
della maggioranza, che dovrebbe essere, in teoria, unita da un
programma e da una comune visione e negli strumenti che porta in
Aula e nell'attuazione del programma, invece vi è un'insanabile
divisione al punto tale da dover costringere, spesso e volentieri,
i provvedimenti a tornare in Commissione, oppure ad essere
rivalutati dopo uno, due, a seconda, settimane di pausa - come già
è successo, per esempio, col disegno di legge enti locali' o in
altra occasione.
Anche perché spesso, veda, per cercare di sanare queste
contrapposizioni, la soluzione non è quella di trovare un accordo
politico sul merito di ciò che si vuole fare. Spesso l'accordo
viene trovato sul "va bene, facciamo entrare quest'altro articolo.
Va bene, facciamo entrare questo altro emendamento",
infischiandocene di quelle che sono le norme basilari del
procedimento legislativo.
E per fare l'ultimo recente esempio, è proprio quello che insieme
al Movimento Cinque Stelle abbiamo denunciato ieri, è l'articolo 14
che prevedrebbe la sanatoria degli immobili confiscati alla mafia.
Perché veda, quell'articolo cosa dice? Che se il mafioso ha
costruito l'immobile l'anno scorso e gli è stato sequestrato
adesso, noi lo possiamo sanare Quindi, neanche dici sono cose che
sono lì buttate da cinquant'anni, da settant'anni, da cento anni,
sono... da subito dopo che è entrato il divieto di edificare sulle
coste Possono essere anche immobili fatti recentemente, e questo
va totalmente in contraddizione con la normativa nazionale che
prevede, appunto, il divieto assoluto di edificazione.
E se una norma simile passa, partendo dal presupposto che gli
uffici di commissione e quelli che ci assistono non sono preparati,
sono iperpreparati, io neanche glielo vada a chiedere So che
gliel'hanno detto. Ma poi la politica ha forzato, perché se no il
provvedimento magari non arrivava qui. Poi, dopo che arriva qui e
scopriamo gli altarini, lo facciamo tornare indietro
E allora occorre, Presidente, che l'Ufficio di Presidenza
responsabilizzi anche i Presidenti di commissione affinché, se un
determinato articolo ha delle evidenti e manifeste illogicità o
illegittimità, non arrivi neppure in Aula, perché ci dobbiamo anche
risparmiare l'indecoroso spettacolo di un deputato che sale sullo
scranno per fare notare simili nefandezze a tutto il popolo
siciliano Che noi, magari, le conosciamo ma far capire quanto
vergognoso e basso, a volte, è il terreno su cui si trova
l'accordo, che non è politico e numerico, è veramente disgustoso.
Se proprio, dato che il Presidente Schifani, che tra l'altro per
ora parla di grandi temi, dice che bisogna discutere di grandi
temi, apriamolo un grande tema sui beni confiscati alla mafia che
andrebbero abbattuti: in finanziaria costituiamo un fondo, quando
il Comune deve abbattere un immobile gli diamo i soldini e lo
abbattiamo Questo fa una Regione seria che vuole affrontare
seriamente il problema degli immobili da abbattere, così non
esponiamo i nostri sindaci al contatto diretto con questo tipo di
operazioni che a volte non è semplice - soprattutto nelle piccole
comunità - e facciamo vedere che siamo accanto ai nostri
amministratori locali, soprattutto facciamo quello che lo Stato
dovrebbe fare in queste occasioni. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è convocata martedì 29
ottobre 2024, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 17.06
L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul sito
web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
140a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 29 ottobre 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Disposizioni in materia di urbanistica . (n. 499/A Stralcio I/A)
(Seguito)
Relatore: On. Carta
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio