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Resoconto d'Aula della Seduta n. 139 di mercoledì 23 ottobre 2024
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.49

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano prenderne visione e sarà considerato approvato in assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.
   Ai  sensi del comma 9 dell'articolo 127 del Regolamento interno do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento  elettronico che dovessero  aver  luogo  nel
  corso  della presente seduta. Invito pertanto i deputati a  munirsi
  per tempo della testa della personale di voto.
   Ricordo  che  anche  la richiesta di verifica del  numero  legale,
  ovvero  la  domanda di scrutinio segreto, sono effettuate  mediante
  procedimento elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Pace.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Presidente, io la ringrazio.
   Devo  dire che non prevedevo, venendo stamattina all'Ars, di dover
  fare  questo  intervento che sto per fare, però, ritengo  opportuno
  farlo perché avevo la sensazione che arrivando all'Ars, dove c'è la
  barra per entrare, ci fosse una telecamera, qualche giornalista che
  mi  diceva  che qui siamo su "Scherzi a parte". Perché  è  evidente
  che,  stamattina leggo La Repubblica, e scopro che  la  maggioranza
  parlamentare si sarebbe determinata nel provare a fare  un  disegno
  di  legge per consentire il voto a suffragio universale, l'elezione
  diretta  in  Sicilia,  rinviando le elezioni provinciali  che  sono
  state  fissate  con  decreto del Presidente della  Regione  qualche
  giorno fa per il 15 dicembre.
   Ora, al di là del fatto che poi scopro è stato depositato ieri  un
  testo,  che  è stato assegnato - per la verità ancora  non  abbiamo
  neanche  la  comunicazione  dell'assegnazione  del  testo  alla   I
  Commissione  -che  la I Commissione ha immediatamente  iscritto  al
  punto all'ordine del giorno e fissato addirittura i termini per gli
  emendamenti, se non sbaglio, lunedì e che, quindi, si è avviata una
  procedura  che  in  qualche modo consentirà  a  questo  Parlamento,
  attraverso la I Commissione e poi la Commissione  Bilancio , se  ci
  dovessero   essere  oneri  finanziari,  e  poi  il   Parlamento   a
  rioccuparsi  -  non  so per la "quantesima" volta  -  della  stessa
  questione sulla quale qualche settimana fa, qualche mese fa, ci  si
  era  pronunciato in maniera tombale sul tema, anche perché ci  pare
  del  tutto  evidente  che,  ad oggi, e  non  sono  cambiate  né  le
  argomentazioni né le ragioni giuridiche che impediscono,  ribadisco
  ad  oggi,  nel  fare  cose diverse da quanto previsto  dalla  legge
  Delrio.
   Tra  l'altro,  ho scoperto che oggi, nel Parlamento nazionale,  si
  stava  discutendo  e  si  sta discutendo  la  norma  sullo  Statuto
  speciale  della Regione Friuli che, nelle sue proposte di modifiche
  sottoposte al Parlamento, prevede l'elezione a suffragio universale
  e diretta dei Presidenti delle Province di quella Regione.
   Mi  sono chiesto, visto che da tempo, almeno da due anni,  per  la
  verità anche il predecessore cioè Musumeci ne ha fatto di questo un
  cavallo di battaglia, almeno a parole, mi sono chiesto come mai  il
  centrodestra che ha la maggioranza in Parlamento non abbia fatto un
  emendamento  a quel testo con due righe che la Regione siciliana  è
  autorizzata  al  voto per le elezioni dei liberi consorzi  e  delle
  città  metropolitane in deroga alla legge vigente che è appunto  la
  Delrio.  Basterebbe  una legge del Parlamento per  consentire  alla
  Sicilia   di  votare  a  suffragio  universale,  per  i  presidenti
  metropolitani direttamente eletti dai cittadini, tutto  quello  che
  si  vuole,  ma  con un principio autorizzativo che ci  consente  di
  non... di derogare a ciò che oggi è un obbligo sostanziale perché è
  inutile  -  lo  ripeto - la Delrio è una grande riforma  economico-
  sociale.
   Ma  al  di là di questi aspetti diciamo che ritengo... non  so  se
  sono  volutamente  non  utilizzati perché io  temo  che  su  questa
  questione  è più la propaganda che l'obiettivo reale di far  votare
  per  le  province, e io credo che tutto si può consentire  ma  dopo
  dodici  anni  che sono commissariate le province  non  si  può  più
  consentire, dodici anni - la prima è stata Ragusa nel 2012 -   dopo
  dodici anni non si può più consentire questo giochino e giochetto
   Ma  perché  sto intervenendo? Perché, vedete, noi stiamo  giocando
  col  fuoco, e lo dico chiedendo a tutti i deputati di assumervi  la
  responsabilità  delle cose di cui ci stiamo occupando.  Attenzione,
  siamo  nel  solco della grave violazione statutaria,  e  come  tale
  motivo di scioglimento dell'Assemblea regionale siciliana.
   Aggiungo,  potete  fare  tutte  le leggi  che  volete,  il  signor
  Cracolici, ve lo dico oggi per domani, presenterà  - un minuto dopo
  il  rinvio  delle elezioni o soprattutto il giorno  dopo  le  nuove
  elezioni  -  anzi lo farò prima, a prescindere di chi vincerà,  per
  chiedere l'annullamento del voto, perché non potrà esercitarsi  con
  diverso  sistema  elettorale, se non quello  previsto  dalla  legge
  Delrio,  il  rinnovo  delle  elezioni provinciali,  tranne  che  il
  Parlamento  non faccia le modifiche che consentano alla Sicilia  di
  derogare a quella legge
   Io credo che siamo arrivati a un punto, come dire ormai, ridicolo,
  ridicolo, stiamo superando, non ci interroghiamo che a due mesi  da
  quella che appariva essere la data per le elezioni - finisco -  per
  le  elezioni fissate dal Presidente della Regione, dove consiglieri
  e   amministratori  si  stanno  comunque  provando  a  capire  come
  organizzarsi  per  queste  elezioni,  di  introdurre  un  ulteriore
  elemento  di  destabilizzazione, o c'è una  preoccupazione?  Che  è
  quella che i deputati regionali pensano che l'unica cosa da fare  è
  non far votare mai più le province, perché l'eventuale elezione  di
  organi  nelle province apre una competizione ulteriore rispetto  ai
  propri  collegi elettorali per ognuno di noi - parlo di  me  stesso
  per  parlare a tutti noi - e, quindi, un giorno rinviamo, un giorno
  cambiamo,  un  giorno forse tutto, perché da qui al 2027  -  quando
  scadrà  questa Assemblea - non ci siano potenziali competitori  nei
  collegi  provinciali che possano minare la rielezione di ognuno  di
  noi    Capite  che  siamo  dinanzi  a  interessi  privati  in  atti
  d'ufficio?
   Ecco, io, Presidente, mi auguro che già a partire dalle procedure,
  ripeto  oggi c'è all'ordine del giorno di una Commissione un  testo
  che  ancora  non  ci  è  stato comunicato  che  è  stato,  è  stato
  comunicato  all'Aula  che  è stato depositato  e  che  ci  è  stato
  comunicato  di  essere stato assegnato, quindi  abbiamo  anticipato
  tutte  le  procedure. Nessuno pensi di poter fare quello che  vuole
  perché  non  è  a  casa sua, c'è un Regolamento e  si  rispetta  il
  Regolamento, nel rispetto di tutti. Mi auguro che questa  buffonata
  venga fermata in tempo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cracolici. Io  ora  dovrò  dare  la
  parola  all'onorevole  Ardizzone. Onorevole  Cracolici,  lei  aveva
  chiesto per quanto concerne l'ordine dei lavori.

   CRACOLICI. Non le pare sull'ordine dei lavori?

   PRESIDENTE.  L'ordine  dei lavori in questo  momento  riguarda  un
  altro  ddl,  un'altra questione che non è attinente,  le  ho  fatto
  completare  il  ragionamento, però adesso sono abbastanza  convinto
  che  ci  potrebbero  essere altri interventi che vengono  richiesti
  sull'ordine  dei lavori e che poco avranno a che fare con  l'ordine
  dei  lavori. Ciò non di meno, ha chiesto di intervenire l'onorevole
  Ardizzone.
   L'onorevole Ardizzone interviene dopo

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Sammartino.
   L'Assemblea ne prende atto.

                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, lei sa bene  che  da  parte  mia
  abbiamo sempre cercato di essere molto rispettosi, anche sui tempi,
  ne abbiamo dato dimostrazione anche nella passata finanziaria con i
  quarantacinque giorni che hanno assicurato ai parlamentari di poter
  compiere tutti i lavori nei periodi stabiliti, e certamente ci sarà
  sempre  la  salvaguardia  di quello che  è  il  nostro  Regolamento
  dell'Assemblea.
   Noi  però  oggi  parliamo  di  altro,  c'è  un'interlocuzione  col
  presidente della Commissione IV che  rispetto a un disegno di legge
  che  ha  all'interno della Commissione, e che stanno  esitando,  ha
  chiesto  di poter approfondire per trovare un percorso comune  che,
  possibilmente,  riesca a riunire i testi in  un  unico  disegno  di
  legge;  pertanto,  sospendo  l'Aula  per  mezz'ora  e  convoco  una
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala lettura.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.00, è ripresa alle ore 16.40)

   La seduta è ripresa.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   parlamentari

       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  abbiamo   terminato   con   la
  Conferenza Capigruppo. Vi dico quanto stabilito.
   È  emerso, all'interno della Conferenza dei Capigruppo,  di  voler
  approfondire  l'articolato  del  disegno  di  legge  ad   oggi   in
  discussione e gli emendamenti che sono stati presentati.
   Quindi,  la  proposta  della Conferenza Capigruppo,  la  decisione
  della  Conferenza Capigruppo, anche in virtù del fatto che è emerso
  che  si  vuole inserire all'interno di questo disegno di legge,  il
  Ssalva- casa , e lo si vuole inserire così come è stato approvato a
  livello  nazionale, senza nessun'altra modifica o  distinzione,  in
  questi  giorni  verrà  fatto quest'ulteriore lavoro  da  parte  dei
  colleghi  deputati e, dopodiché, martedì 29 inizierà  la  votazione
  dell'articolato del disegno di legge.
   Quindi martedì alle ore 15 s'inizierà la votazione del disegno  di
  legge che verrà, come dire, modificato o comunque con gli ulteriori
  approfondimenti  che  sono  stati richiesti  dalla  Conferenza  dei
  Capigruppo.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
                            dell'Assemblea

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Ardizzone  e  poi  l'onorevole   Burtone
  chiedono di parlare ai sensi dell'articolo 83.
   Prego, onorevole Ardizzone, ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, intervengo solo per chiedere un  po'
  di  tregua a questa maggioranza, a questo Governo Schifani,  perché
  obiettivamente ci siamo stancati di svegliarci la mattina e leggere
  delle notizie che superano ormai l'assurdo
   Il  collega Cracolici, sull'ordine dei lavori, mi ha anticipata ma
  io  oggi  ho vissuto in Commissione Affari istituzionali un momento
  veramente che tocca assurdità incredibili.
   Sono  passati  mesi dopo una enorme bocciatura di  un  disegno  di
  legge   sulle  elezioni  dirette  delle  province,  argomentato   e
  argomentato  per  mesi, ci ritroviamo oggi a leggere  dalla  stampa
  dichiarazioni del centrodestra che proclama vittoria sul fatto  che
  si  è trovata una linea comune, un accordo comune sul riesumare  le
  province,  come se in effetti tutto quello che nei mesi precedenti,
  tutti  i  deputati, il lavoro in Commissione e qui in Aula non  sia
  esistito
   E  nessuno, e dico nessuno, in una delle dichiarazioni  -  se  non
  diciamo alcune parole do il merito all'onorevole Assenza - ha detto
  esplicitamente qual è il vero problema delle elezioni dirette delle
  province,  ossia  la  chiara ed evidente  incostituzionalità  delle
  elezioni dirette, fino a quando non si procederà a Roma, quindi nel
  Parlamento  nazionale,  all'abrogazione  della  legge  Delrio   che
  prevede le elezioni indirette, quindi alla Corte Costituzionale non
  interessa e non interesserà del fatto che questo centrodestra non è
  neanche  capace di mettersi d'accordo sui territori per le elezioni
  indirette.
   Quindi io chiedo, veramente con il cuore in mano, "basta, basta ",
  questa  Assemblea  vuole lavorare su temi seri, i  siciliani  hanno
  bisogno  di  risposte serie su argomenti che ormai sono  all'ordine
  del  giorno. Parliamo di emergenza siccità, parliamo di  alluvioni,
  non  possiamo  parlare una volta di disegno  di  legge  sugli  enti
  locali  e  questa maggioranza dimostra di non avere gli  accordi  e
  viene affossato e poi ritorna di nuovo alle province e poi di nuovo
  torna al disegno di legge sugli enti locali
   E'  chiaramente una evidente sconfitta di questa maggioranza e  io
  dico  -  ma  lo  suggerisco  pure  a  voi  -  evitatevi  l'ennesima
  umiliazione,   risparmieremmo  tutti  energie,   lavori,   possiamo
  concentrarci  su altri temi; non ha davvero senso  e  non  lo  dico
  perché  sono  contraria alle elezioni dirette o sono  favorevole  a
  quelle  dirette  o  indirette, neanche ci entro  nel  merito  della
  discussione
   Parlo del fatto che questa Assemblea deve iniziare a dimostrare la
  serietà che dovrebbe.
   Faccio questo intervento perché mi serve che sia da monito  per  i
  lavori  che  succederanno nelle prossime settimane, perché  già  da
  oggi in Commissione Affari Istituzionali abbiamo iniziato a captare
  quella  che è l'atmosfera. Non pensate di mettere fretta  a  questa
  Assemblea e a questi deputati, non vi dovete permettere di  dettare
  tempi, che tra l'altro non sono neanche tutelati dal Regolamento.
   Quest'Assemblea lavorerà con serietà e con i termini stabiliti dal
  Regolamento senza accelerare su niente, non perché nelle stanze dei
  palazzi  vi  siete fatte le riunioni per stabilire che le  province
  devono  rientrare  entro due settimane, le  elezioni  dirette  alle
  province  devono rientrare in due settimane, prima  delle  elezioni
  dirette, non esiste, che sia chiaro

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Ardizzone.  Ovviamente  solo  per
  sottolineare  -  e accolgo la sua richiesta - che  comunque  questa
  Presidenza  ha  sempre,  soprattutto  in  questi  due  anni,  fatto
  rispettare al massimo i Regolamenti e continueremo nel rispetto del
  Regolamento.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, colleghi, intervengo  semplicemente
  per  dare  contezza  all'Aula di una  richiesta  che  ho  fatto  in
  Capigruppo al Presidente Galvagno, di chiedere di calendarizzare un
  disegno  di  legge  che  è un recepimento tout  court  della  legge
  nazionale 56, che prevede il 40 per cento delle donne in Giunta.
   Questo disegno di legge io l'ho depositato e credo che ce ne siano
  anche altri, anche da parte di colleghe deputate che sicuramente mi
  hanno  preannunciato che ne depositeranno altri, perché Presidente?
  Perché  noi  dobbiamo dare e mostrare solidarietà e  rispetto  alle
  donne  che si sono mobilitate nelle scorse settimane, anche dinanzi
  al  Parlamento regionale per dire che la Sicilia vuole  essere  non
  una  Regione diversa dalle altre, quindi vogliamo assolutamente che
  venga recepita la norma nazionale per la presenza e l'alternanza di
  genere  nelle  giunte  comunali  e,  soprattutto,  il  rispetto  al
  comitato  che si è creato spontaneamente e che vede la presenza  di
  donne   presenti  nei  consigli  comunali  del  nostro   territorio
  regionale in maniera trasversale.
   E'  un messaggio chiaro, senza alcun dubbio, quindi Presidente noi
  ci  aspettiamo  a breve la calendarizzazione di questo  disegno  di
  legge.

   DI  PAOLA.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, la sessione estiva si  è  chiusa  con
  l'approvazione in quest'Aula di un ordine del giorno riguardante la
  siccità in Sicilia. E' stato votato da tutti i Gruppi parlamentari,
  c'è  stata  un'ampia discussione, c'erano interventi significativi;
  una  prima  parte, ristori per gli agricoltori, per  gli  operatori
  zootecnici;  un'altra parte, riferimenti ad interventi  strutturali
  importanti  per  la  ripresa di un'attività  agricola  dignitosa  e
  quindi la realizzazione di alcune infrastrutture fondamentali.
   Debbo  dire  che  poi,  subito dopo questa approvazione  nel  mese
  successivo,   ad   Ortigia,  a  Siracusa,  si  è   tenuto   il   G7
  sull'agricoltura  con  grande enfasi, io  ho  seguito  attentamente
  dalla stampa, non sono andato in questa importante assise, però  mi
  sono  informato. Non mi pare che si sia discusso minimamente  della
  vicenda  agricola siciliana, però subito dopo il G7  abbiamo  avuto
  una    serie   di   dichiarazioni,   prima   del   Ministro   delle
  infrastrutture, l'onorevole Salvini, il quale ha fatto  riferimento
  alla  destinazione per la Sicilia di 90 milioni di euro per  alcune
  opere infrastrutturali importanti, i dissalatori e poi c'è stato un
  dialogo, più che un dialogo mi è sembrata quasi una rissa,  se  non
  ci  fosse da piangere ci sarebbe da ridere, tra i Governi amici, il
  Governo nazionale e Governo regionale, un battere continuo, un ping
  pong  tra alcuni Ministri e il Presidente della Regione su chi  non
  ha operato. Una cosa che va oltre il ridicolo
   Ora,  io  non  voglio  entrare  nel merito  di  queste  questioni,
  qualcuno dovrebbe tacere e non parlare delle vicende siciliane  con
  l'approssimazione  con  le  quali  si  parla,  io  credo  che   sia
  fondamentale discutere di ciò che si realizzi. Siccome il  Ministro
  Salvini in un'altra dichiarazione ha detto che sta lavorando  dalla
  mattina  alla  notte per la Sicilia, vorremmo  sapere  di  quei  90
  milioni per i dissalatori quanti ne siano stati spesi.
   Presidente,  io  che  cosa  chiedo?  Le  chiedo,  nei  limiti  del
  possibile,  io  non so se la Presidenza questo tipo  di  lavoro  lo
  regolarizza ma si faccia una riunione per evidenziare che cosa si è
  prodotto  con  un ordine del giorno, l'Assemblea di  un  Parlamento
  quando  definisce  un ordine del giorno non scherza,  non  è  carta
  straccia,  non  è  sprecare carta, è un  indirizzo  che  viene  poi
  assunto all'unanimità, ora io ho altri esempi su cui potrei tornare
  che  abbiamo approvato degli ordini del giorno all'unanimità e  gli
  Assessori  li  hanno  messi  da  parte  non  sapendo  che,  invece,
  dovrebbero  seguire in maniera categorica ciò che negli ordini  del
  giorno viene scritto
   Ora  per  l'agricoltura,  lo ripeto, noi  vogliamo  sapere  quanti
  dissalatori siano stati studiati, si è fatto un progetto e che cosa
  si  intenda fare, anche perché stanno passando i mesi, così come e,
  concludo, Presidente, non voglio prendere altro tempo, c'è  bisogno
  dei ristori, ci sono queste somme, le diano agli agricoltori e agli
  operatori   zootecnici   anche  perché  questi   non   stanno   più
  intervenendo  sulle  proprie  aziende,  in  questi  giorni  c'è  la
  trasformazione  delle  olive  in  olio,  lavorano  i  frantoi,   la
  produzione dell'olio è al di sotto di un quarto di quello dell'anno
  scorso,  ora  vedremo  che cosa accadrà per  gli  agrumi,  ci  sono
  aziende  che  sono chiuse, non operano più gli agricoltori   quello
  che sta avvenendo a seguito della siccità non è un fatto qualsiasi,
  siccome  si parla di un'isola che non c'è, di una Sicilia  che  sta
  producendo ma quale Sicilia? Quale Sicilia?
   Allora,  io chiedo che si intervenga sulle opere infrastrutturali,
  i  dissalatori da quello che si era capito c'erano novanta milioni,
  per  detta  del  Ministro Salvini e poi si dia  questo  aiuto  agli
  operatori agricoli e agli operatori zootecnici, ci sono le  risorse
  e si spendano

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  VARDERA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  desideravo
  prendere  parola  relativamente a un articolo di questa  legge  che
  avremmo  dovuto  discutere anche oggi ma che per  l'ennesima  volta
  abbiamo  ulteriormente  rinviato e  l'abbiamo  detto  nella  scorsa
  seduta   del   Parlamento,  è  diventata  l'Aula  dei   rinvii   in
  Commissione, no?
   Praticamente, stiamo continuamente rimandando i testi, non  stiamo
  esitando  leggi a parte qualche legge che, ovviamente, tra l'altro,
  arriva dalle opposizioni e questo io lo voglio sottolineare, questo
  Parlamento  ha deciso di fare una sorta, diciamo, di vivere  in  un
  limbo, quasi diciamo di vacanza, che è veramente snervante
   E'  snervante perché poi quando accade che portiamo  in  Aula  dei
  testi,  dentro quei testi ci sono delle aberrazioni e mi  riferisco
  all'articolo  14.  Bene diceva l'onorevole De  Luca  del  Movimento
  Cinque  Stelle ieri che riguarderebbe, parrebbe, una  sanatoria  di
  eventuali  beni  confiscati alla mafia che  sono  in  possesso  dei
  Comuni  e che, eventualmente, noi vogliamo in qualche maniera  dire
   saniamoli tout court perché, alla fine, c'è uno scopo sociale .
   Allora,  bene,  io  la  settimana scorsa,  proprio  su  questo  ho
  visitato  un  bene  confiscato  alla  mafia,  una  villa  veramente
  imponente appartenuta a Scarpuzzedda, boss dei Greco di Bagheria, a
  Mongerbino  che è veramente magnifica. Una villa sul mare,  con  un
  ingresso privato al mare, magnifica dal punto di vista di chi  l'ha
  fatta,  ovviamente,  avendo  il mare avanti,  dal  punto  di  vista
  ambientale  mostruosa  perché,  ovviamente,  non  si  può   pensare
  minimamente di potere sanare un bene di questo tipo.
   Ebbene, il sindaco di Bagheria, giustamente, mi diceva io  non  ci
  posso  fare  nulla perché è un bene che ho acquisito al patrimonio,
  devo  soltanto abbatterla, spesso e volentieri non ho i  soldi  per
  poterlo fare e, quindi, si crea questo limbo. Allora questa regione
  meravigliosa,  questo  Governo, fa una cosa straordinaria:  siccome
  non  li  possiamo abbattere, saniamoli, ma questa è una follia   E'
  una  follia,  una  contraddizione in termini  perché  non  possiamo
  lasciare e far passare il messaggio devastante che, siccome, c'è un
  utilizzo   sociale   del  bene  confiscato   alla   mafia   allora,
  evidentemente,  possiamo anche sanare ville che sono  assolutamente
  un   mostro,   non   solo  dal  punto  di  vista   ambientale,   ma
  dell'immaginazione,  dell'immaginario  comune.   Cioè,   spesso   e
  volentieri  si sono abbattute delle ville ovviamente, di  cittadini
  comuni, delle case di cittadini comuni ma, siccome, è una villa che
  può essere utilizzata per uno scopo sociale le dobbiamo lasciare.
   Chiaramente, su questa cosa io - come, ovviamente, qualche collega
  ha  detto - ci opporremo fermamente perché non possiamo far passare
  il  messaggio  devastante che, siccome queste ville possono  essere
  utilizzate  per un bene sociale, dobbiamo eventualmente sanarle  in
  maniera  così impropria. E' veramente una follia  Allora su  questo
  vorrei,  ulteriormente, porre un accento e porre un accento  perché
  quando questo accade lo Stato ha perso  Quando lo Stato non  ha  il
  coraggio  di prendere di petto, ovviamente, casi di questo  tipo  e
  dire  da  che  parte si sta e in maniera così puntuale decidere  di
  abbattere quei beni, quei mostri, evidentemente è una sconfitta per
  tutti
   Allora,  noi vogliamo lavorare nella direzione e lo abbiamo  detto
  anche  pubblicamente di restituire la discesa a mare  a  Mongerbino
  che  è  un  posto meraviglioso dove gli stessi cittadini non  hanno
  dove  andare  al  mare perché l'accesso al mare viene  impedito  da
  questi  ecomostri. Allora, noi vogliamo, e stiamo lavorando in  tal
  senso,  per restituire e dare la possibilità ai cittadini di  avere
  l'accesso  al mare da questa scalinata che permette di passare  dal
  bene  confiscato  il  quale, ovviamente,  apparteneva  ad  un  boss
  sanguinario che è anche tra l'altro responsabile di diversi omicidi
  anche  abbastanza cruenti e di potere restituire alla  collettività
  quell'accesso al mare  Ma l'idea, come dice l'articolo 14 di questo
  disegno  di  legge, di potere sanare le case dei boss solo  perché,
  eventualmente, non abbiamo il coraggio di poter dire da  che  parte
  si sta o, spesso e volentieri, peggio e male, mi sento dire che non
  ci  sono  i soldi per poterle abbattere, anziché fare queste  leggi
  che non hanno assolutamente un senso, il Governo abbia il coraggio,
  forse,   di   dare   i  soldi  ai  Comuni  per  potere   permettere
  l'abbattimento di quelle ville perché poi, chiaramente,  i  sindaci
  si  trovano nella impossibilità di poterlo fare e si creano  questi
  vuoti   che   sono,   assolutamente,  propri  di  una   democrazia,
  ovviamente, di una tipologia di democrazia impavida, in questo caso
  di  questo  Governo che non vuole prendere di petto certi argomenti
  ma che ci vuole andare alla larga.
   Allora,  io  ho  preso parola per raccontare questo  elemento  ma,
  soprattutto,  per richiamare questo Parlamento,  ma  come  già  più
  volte hanno detto diversi colleghi dell'opposizione a fare norme, a
  fare  leggi, a riunirsi non soltanto per discutere e per disquisire
  le  leggi  finanziarie ed, eventualmente, come dire a chi  dobbiamo
  destinare quei soldi e quegli altri soldi ma fare, veramente, delle
  leggi che possano rispondere ai bisogni dei siciliani, perché è  un
  Parlamento stantio, chiuso su se stesso e che quando il governo, la
  maggioranza,  prova a portare in quest'Aula una  legge,  non  ha  i
  numeri  per  poterla  esitare e deve accettare,  eventualmente,  di
  poter  fare ulteriori rinvii. Ora, davanti a questo stato dell'arte
  io,  veramente,  da  deputato di primo conio di  questo  Parlamento
  vorrei,  invece,  lavorare  affinché  si  possano  portare  avanti,
  ovviamente, leggi importanti.

   PRESIDENTE. L'ultimo intervento è dell'onorevole Antonino De Luca.
  Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Antonino.  Grazie, Presidente.  Io  vorrei  invitare  il
  Parlamento,  ma  soprattutto la maggioranza e  il  Governo,  a  una
  riflessione  che  il  contesto che... forse se  calma  i  colleghi,
  magari.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Scusate colleghi, se possiamo ascoltare  l'intervento
  del collega. Grazie.

   DE  LUCA  Antonino.  Io vorrei prendere spunto  da  quello  che  è
  successo, ancora una volta, che sta bloccando e, anche, comportando
  non  solo  una perdita di tempo, ma anche una spesa importante  per
  l'Assemblea  regionale,  perché per l'ennesima  volta  siamo  stati
  convocati  senza  che  in quest'Aula si avvii una  discussione  sul
  testo di legge che è posto all'attenzione parlamentare.
   Ancora  una  volta,  fondamentalmente, si sospendono  i  lavori  e
  vorrei  invitare,  da  questo  punto di  vista,  la  maggioranza  a
  chiarirsi con sé stessa, perché quello che normalmente è  un  fatto
  sporadico,  in  questa legislatura sta diventando  un  fatto  quasi
  abituale.  Cioè, qui ormai, prima di entrare in Aula, ci si  chiede
  "Che  si fa oggi?" "Niente, come al solito. Si rinvia"  E si rinvia
  sempre  perché  non c'è mai accordo, soprattutto all'interno  della
  maggioranza,  perché  che l'opposizione non sia  d'accordo  con  la
  maggioranza è quasi un fatto fisiologico, naturale tante volte,  se
  no  non  saremmo  due  parti contrapposte  al  momento  in  cui  ci
  presentiamo  agli elettori. Il problema è quando, poi,  all'interno
  della  maggioranza,  che dovrebbe essere, in teoria,  unita  da  un
  programma  e da una comune visione e negli strumenti che  porta  in
  Aula  e  nell'attuazione del programma, invece vi  è  un'insanabile
  divisione  al punto tale da dover costringere, spesso e volentieri,
  i   provvedimenti  a  tornare  in  Commissione,  oppure  ad  essere
  rivalutati dopo uno, due, a seconda, settimane di pausa - come  già
  è  successo, per esempio, col disegno di legge  enti locali'  o  in
  altra occasione.
   Anche   perché   spesso,  veda,  per  cercare  di  sanare   queste
  contrapposizioni, la soluzione non è quella di trovare  un  accordo
  politico  sul  merito  di ciò che si vuole fare.  Spesso  l'accordo
  viene  trovato sul "va bene, facciamo entrare quest'altro articolo.
  Va    bene,    facciamo   entrare   questo   altro    emendamento",
  infischiandocene  di  quelle  che  sono  le  norme   basilari   del
  procedimento legislativo.
   E  per fare l'ultimo recente esempio, è proprio quello che insieme
  al Movimento Cinque Stelle abbiamo denunciato ieri, è l'articolo 14
  che  prevedrebbe la sanatoria degli immobili confiscati alla mafia.
  Perché  veda,  quell'articolo cosa  dice?  Che  se  il  mafioso  ha
  costruito  l'immobile  l'anno scorso  e  gli  è  stato  sequestrato
  adesso, noi lo possiamo sanare  Quindi, neanche dici sono cose  che
  sono  lì buttate da cinquant'anni, da settant'anni, da cento  anni,
  sono... da subito dopo che è entrato il divieto di edificare  sulle
  coste   Possono essere anche immobili fatti recentemente, e  questo
  va  totalmente  in  contraddizione con la normativa  nazionale  che
  prevede, appunto, il divieto assoluto di edificazione.
   E  se  una  norma simile passa, partendo dal presupposto  che  gli
  uffici di commissione e quelli che ci assistono non sono preparati,
  sono  iperpreparati,  io neanche glielo vada  a  chiedere   So  che
  gliel'hanno detto. Ma poi la politica ha forzato, perché se  no  il
  provvedimento magari non arrivava qui. Poi, dopo che arriva  qui  e
  scopriamo gli altarini, lo facciamo tornare indietro
   E   allora   occorre,  Presidente,  che  l'Ufficio  di  Presidenza
  responsabilizzi anche i Presidenti di commissione affinché,  se  un
  determinato  articolo  ha delle evidenti e manifeste  illogicità  o
  illegittimità, non arrivi neppure in Aula, perché ci dobbiamo anche
  risparmiare l'indecoroso spettacolo di un deputato che  sale  sullo
  scranno  per  fare  notare  simili nefandezze  a  tutto  il  popolo
  siciliano   Che  noi, magari, le conosciamo ma  far  capire  quanto
  vergognoso  e  basso,  a  volte, è  il  terreno  su  cui  si  trova
  l'accordo, che non è politico e numerico, è veramente disgustoso.
   Se  proprio, dato che il Presidente Schifani, che tra l'altro  per
  ora  parla  di  grandi temi, dice che bisogna discutere  di  grandi
  temi,  apriamolo un grande tema sui beni confiscati alla mafia  che
  andrebbero  abbattuti: in finanziaria costituiamo un fondo,  quando
  il  Comune  deve  abbattere un immobile gli diamo i  soldini  e  lo
  abbattiamo   Questo  fa  una  Regione seria  che  vuole  affrontare
  seriamente  il  problema  degli immobili  da  abbattere,  così  non
  esponiamo i nostri sindaci al contatto diretto con questo  tipo  di
  operazioni  che a volte non è semplice - soprattutto nelle  piccole
  comunità  -   e  facciamo  vedere  che  siamo  accanto  ai   nostri
  amministratori  locali, soprattutto facciamo quello  che  lo  Stato
  dovrebbe fare in queste occasioni. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è convocata  martedì  29
  ottobre 2024, alle ore 15.00.

                   La seduta è tolta alle ore 17.06


   L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato sul  sito
  web   istituzionale  dell'Assemblea  regionale  siciliana,   è   il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XII SESSIONE ORDINARIA


                         140a SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 29 ottobre 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

  II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

   - Disposizioni in materia di urbanistica . (n. 499/A Stralcio I/A)
      (Seguito)

            Relatore: On. Carta

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio