Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.20
Giuramento di deputato
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al I punto dell'ordine
del giorno che reca: "Giuramento di deputato".
Comunico che con pec del 23 ottobre 2024, protocollata al numero
27582 di pari data e assegnata al Servizio Lavori d'Aula il 24
ottobre successivo, e con l'ulteriore pec del 24 ottobre 2024,
protocollata al numero 27591 di pari data rispettivamente trasmessa
dal legale di fiducia di Adorno Erminia Lidia e dell'Avvocatura
distrettuale dello Stato di Palermo, è pervenuta la sentenza del
Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana,
Sezione giurisdizionale n. 810 del 2024, pubblicata il 23 ottobre
2024, con la quale, in riforma della sentenza del Tar Palermo
Sezione prima n. 1523 del 10 maggio 2023, è stata proclamata
deputato regionale Adorno Erminia Lidia, in luogo di Ardizzone
Martina.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto che, dalla data di pubblicazione della citata sentenza,
decorre il termine di venti giorni per la presentazione di
eventuali proteste o reclami ai sensi dell'articolo 61, comma 3,
della legge regionale 20 marzo del 1951 n. 29.
Poiché l'onorevole Adorno è presente in Aula, la invito a prestare
il giuramento prescritto dall'articolo 5 dello Statuto siciliano.
Do lettura della formula di giuramento stabilito dall'articolo 6
delle Norme di attuazione dello Statuto siciliano, Decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 25 marzo del 1947
n. 204: "Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo
Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione,
di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana".
ADORNO. Lo giuro.
PRESIDENTE. Dichiaro immessa l'onorevole Adorno nelle funzioni di
deputato dell'Assemblea regionale siciliana. Complimenti.
(applausi)
Comunicazioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno
"Comunicazioni".
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione e sarà considerato approvato in assenza di osservazioni in
contrario nella presente seduta.
Ai sensi del comma 9 dell'articolo 127 del Regolamento interno do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della presente seduta. Invito pertanto i deputati a munirsi
per tempo della testa della personale di voto.
Ricordo che anche la richiesta di verifica del numero legale,
ovvero la domanda di scrutinio segreto, sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico il congedo dell'onorevole Varrica, per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito, di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea, saranno
riportate nell'allegato a) al resoconto dell'odierna seduta.
Precisazione su interrogazione n. 1006
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione n. 1006 dell'onorevole
Catanzaro ed altri, annunziata nella seduta d'Aula n. 108 del 17
aprile 2024, è da intendersi presentata quale interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Indirizzo di saluto dell'onorevole Adorno
ADORNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADORNO. Grazie Presidente. Innanzitutto desideravo ringraziarla
per la celerità con la quale lei aveva e ha recepito la sentenza
alla prima Aula utile. Quindi volevo ringraziare lei e l'Ufficio di
Presidenza. Volevo ringraziare i deputati per l'accoglienza.
Oggi essere qui per me è un grande onore, perché siamo nel
Parlamento più antico del mondo che è ancora in funzione, e ne
sento tutto l'onore, ma anche tutto l'onere. Ne sento il peso, la
responsabilità, perché viviamo in una Terra assolutamente bella, ma
martoriata.
Io vorrei in questa circostanza che per me è importante, come
immagino capirete, esprimere qualche nota di ringraziamento.
Innanzitutto vorrei ringraziare il Gruppo politico al quale
appartengo, e che ho sempre guardato con grande stima. Grazie per
l'accoglienza.
Poi vorrei ringraziare la Magistratura per il lavoro svolto,
perché ha dimostrato ancora una volta che la giustizia prevale,
perché ha fatto prevalere la volontà degli elettori e i numeri di
ogni singolo elettore hanno prevalso e decretato la volontà.
Desideravo ringraziare gli avvocati e lo studio legale che ha
assistito tutto questo procedimento per il grande lavoro di
recepimento dei documenti, che è stato notevole, e poi desidero, se
mi permette, ringraziare i miei affetti più cari, la mia famiglia.
Ad iniziare da mio marito, senza il quale tutto questo non sarebbe
stato possibile, oggi io non sarei qua. A mia figlia, che mi ha
sempre condiviso, e ha sempre condiviso la sua mamma con gli
impegni politici che sono stati innumerevoli in questo percorso e
che, malgrado questo, mi ha saputo regalare la gioia più grande che
auguro ad ognuno di voi, di vedere un proprio figlio affermato
professionalmente nella propria Terra, e avere il privilegio di
poter vivere nella medesima città. Grazie figlia, mi hai riempito
di orgoglio.
E vorrei anche, se mi permettete ancora, ringraziare mia madre che
non c'è più, che ho perso quando era molto giovane, ma che ho
sempre sentito costantemente accanto, anche in questa circostanza,
non a caso l'ultima udienza era fissata il 9 ottobre, che è la data
del suo compleanno, e mi ha fatto sentire la sua carezza.
Ed infine, ma non per ultimi, permettetemi di ringraziare gli
attivisti e i cittadini, quelli che sono qui presenti, per loro c'è
il mio grande cuore, veramente li ringrazio per la tanta strada
fatta, ma anche quelli che non sono potuti venire per gli
innumerevoli impegni lavorativi.
Questa votazione ha dimostrato e determinato ancora una volta
quanto ogni singolo voto sia prezioso. Sarebbe un bello spot contro
l'astensionismo, perché è importante determinare la propria scelta,
e lo si può fare, e non dobbiamo perderne l'essenza il giorno delle
votazioni.
Il mio impegno sarà massimo, cercherò di portare avanti con la
massima dedizione, ma la mia ambizione più grande sarà quella di
essere uno strumento tra le mani dei cittadini in questo Palazzo, e
lo farò sempre con rispetto e soprattutto con onore e disciplina. E
ci tenevo a non sbagliare le parole, perché le abbiamo più volte in
quest'ultimo periodo sottolineate nei nostri passaggi politici.
Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei.
Seguito del disegno di legge Disposizioni in materia di
urbanistica (n. 499/A Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al III punto dell'ordine
del giorno: Seguito del disegno di legge Disposizioni in materia
di urbanistica (n. 499/A Stralcio I/A).
Chiedo alla Commissione di potersi insediare.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Carta.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
l'altra volta abbiamo sospeso l'Aula per discutere in Conferenza
dei Capigruppo. Si era discusso di rivedere l'articolato nella
parte 1, 8 e 14. Oggi si è effettuata una Commissione, tra
virgolette, consultiva, dove si è discusso di questa parte che era
in discussione e si è arrivati a comprendere quali sono le idee dei
Gruppi parlamentari, per l'articolo 1, per l'articolo 8 e per
l'articolo 14. Per quello che è successo in Commissione si può
iniziare a votare l'articolato e procedere ai lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta. Intanto per me è un piacere
potere sentire che ci sia stato un confronto, e che abbiate potuto
trovare una sintesi migliore, magari di quella che non avevate
avuto sino a questo momento.
Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
DE LUCA Antonino. Manca l'Assessore Savarino.
PRESIDENTE. Aspettiamo che rientri l'Assessore Savarino e votiamo
poi il passaggio agli articoli.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Io non ho ben inteso tutto
ciò che il Presidente Carta ha detto, ma mi è sembrato di capire
che in questa Commissione consultiva, che ovviamente come tale può
esprimere un parere informale, ma di certo non può modificare
l'articolato, non si sarebbe raggiunta neppure alcun tipo di intesa
ideale, mi è sembrato di capire così.
PRESIDENTE. Veramente ha detto l'opposto.
DE LUCA Antonino. Infatti ho detto che non si sentiva bene, allora
avrò sentito male. Può specificare, altrimenti avrei chiesto la
convocazione di una Capigruppo.
PRESIDENTE. Il microfono era lontano. Si avvicini, onorevole
Carta.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Per chiarire: sui
tre articoli discussi, abbiamo stabilito che il primo articolo era
accettabile, venendo soppresso e mantenendo il testo precedente,
che prevedeva l'uso del termine "impedire" invece di "contenere".
Per quanto riguarda l'articolo 8, c'era la possibilità di eliminare
le percentuali, con la successiva discussione nel PUG sulla
percentuale di premialità da concedere per la riqualificazione e la
riorganizzazione dei centri storici. Infine, per il terzo articolo,
l'articolo 14, si attendeva in Commissione l'onorevole Lombardo,
perché assente, che in passato aveva presentato un emendamento per
il suo Gruppo politico. Oggi ha dichiarato che si può votare senza
problemi, quindi, se si desidera, si può sopprimere.
DE LUCA Antonino. Sulla scorta di quello che ha appena dichiarato
il Presidente Carta, le vorrei chiedere se può convocare una
Capigruppo.
PRESIDENTE. Visto e considerato che c'è questa richiesta, se il
Presidente Carta ritiene che sia più opportuno, sospendiamo l'Aula
per dieci minuti e convoco la Capigruppo in sala lettura.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.33, è ripresa alle ore 15.59)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Chiedo al Presidente della Commissione, onorevole
Carta, di poter riprendere posto.
Presidente Carta, va bene, visto e considerato che abbiamo fatto
una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si è trovata
una sintesi migliore rispetto alla precedente, mi pare di avere
capito, pertanto, si passa ad esaminare il disegno di legge n. 499.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1
Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. All'articolo 1 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19 la
parola «impedire» è sostituita dalla parola «contenere».»
Si passa all'emendamento 1.1 soppressivo dell'articolo, mi pare
che l'intesa fosse quella di sopprimere l'articolo 1 e, così come
d'intesa, mi pare di avere capito, che sull'articolo 1 ci fosse
l'intenzione, non si può ritirare, si deve votare e, quindi, di
sopprimere l'articolo 1.
Pongo in votazione l'emendamento 1.1 soppressivo dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pertanto, abbiamo soppresso l'articolo 1.
Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2
Modifiche all'articolo 9 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. Al comma 1, dell'articolo 9, della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19 dopo la parola «insediate» sono aggiunte le seguenti «,
nonché al fine di limitare il ricorso alle procedure
espropriative».
Si passa all'emendamento 2.1, soppressivo dell'articolo 2 a firma
dell'onorevole De Luca Antonio e altri.
E' mantenuto o lo ritirate? Essendoci solamente emendamenti
soppressivi, si vota semplicemente il mantenimento dell'articolo 2.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura:
¡ìArt. 3
Modifiche all'articolo 14 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. Al comma 5, dell'articolo 14, dopo la lettera f), è aggiunta la
seguente:
«f bis) gestisce le procedure per l'approvazione degli strumenti
di pianificazione territoriale e urbanistici.».
Anche in questo ci sono soltanto soppressivi, pertanto, voteremo
il mantenimento dell'articolo 3.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dall'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4
Modifiche all'articolo 25 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. All'articolo 25 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2 la parola «adozione» è sostituita dalla seguente
«approvazione»;
b) alla lettera r) del comma 3 dopo la parola «commerciale» sono
inserite le seguenti «e di tipo turistico anche».»
Si passa all'esame dell'emendamento 4.1 a firma degli onorevoli De
Luca Antonino ed altri. Onorevole De Luca è mantenuto o ritirato?
E' il soppressivo, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Ritirato
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 4.6 a firma
dell'onorevole Ciminnisi ed altri. Mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Mantenuto.
PRESIDENTE. E' il soppressivo dell'articolo. Siccome il suo
Capogruppo l'ha ritirato
CIMINNISI. Mi deve dare il tempo di riguardarlo
PRESIDENTE. Tutto il tempo che vuole
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, volevo
chiedere se ritirando, comunque, l'emendamento 4.6, chiedo, però,
che venga mantenuto l'emendamento 4.3.
PRESIDENTE. L'emendamento 4.3 è successivo
CIMINNISI. E' successivo, sì, infatti ritiro l'emendamento 4.6 ma
mantengo l'emendamento 4.3.
PRESIDENTE. Va bene, l'emendamento 4.2 è inammissibile.
Si passa all'emendamento 4.4 che è sempre suo, onorevole
Ciminnisi, è mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Ritirato.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 4.5, sempre suo,
onorevole Ciminnisi. Mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Mantenuto, Presidente Perché facciamo riferimento, in
maniera specifica, alla parola quindi "di tipo turistico
industriale, manifatturiero, artigianale", invece andiamo a
specificare delle cose che, secondo me, se le lasciamo in maniera
generica è meglio, non facciamo nessun riferimento specifico.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, qualora passasse, chiaramente, è
precluso l'emendamento 4.3, glielo lo sto dicendo.
Il parere del Governo? Mi pare favorevole. Chiedo il parere
sull'emendamento 4.5.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente era più chiaro il 4.4 a firma dell'onorevole Ciminnisi.
PRESIDENTE. L'emendamento 4.4 è stato ritirato onorevole Savarino.
Parere del Governo sull'emendamento 4.5?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.5, chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 4.3 è precluso, pertanto votiamo
l'articolo 4 così come emendato. Chi è favorevole all'articolo 4
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5
Modifiche all'articolo 26 della legge regionale 13
agosto 2020, 19
1. Al comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) dopo le parole «e lo studio archeologico, redatto»
sono aggiunte le seguenti «su scala locale»;
b) dopo le parole «dalla richiesta da parte del
comune.» è aggiunto il seguente periodo «Il predetto
studio archeologico può essere, altresì, redatto da
professionista di comprovata esperienza.».
2. Al comma 8 dell'articolo 26 della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19, le parole «e per estratto nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana» sono
soppresse.
3. Il comma 11 dell'articolo 26 della legge regionale
n. 19/2020 è sostituito dal seguente:
«11. Il progetto di PUG, con i relativi elaborati ed
allegati, compreso il rapporto ambientale e la relativa
sintesi non tecnica, è messo a disposizione degli enti e
soggetti convocati mediante pubblicazione nel sito web
del comune e dell'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente almeno quarantacinque giorni prima della
data fissata per la conferenza. Negli stessi termini e
con le stesse modalità è pubblicato un avviso al pubblico
di cui agli articoli 13, comma 5, e 14 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Entro 45 giorni dalla
sua pubblicazione chiunque può prendere visione della
documentazione e presentare proprie osservazioni in
formato elettronico, anche fornendo nuovi o ulteriori
elementi conoscitivi e valutativi.».
4. Al comma 13 dell'articolo 26 della legge regionale
n. 19/2020 sono apportate le seguenti modificazioni: la
parola «sessanta» è sostituita dalla seguente «novanta»;
la parola «trenta» è sostituita dalla seguente
«quarantacinque»; le parole «entro quindici» sono
sostituite dalle seguenti «entro trenta».
5. Al comma 16 dell'articolo 26 della legge regionale
n. 19/2020 la parola «sessanta» è sostituita dalla
seguente «quarantacinque».
6. Dopo il comma 17 dell'articolo 26 della legge
regionale n. 19/2020 è aggiunto il seguente comma:
«17 bis. A seguito delle modifiche, che possano
produrre effetti sull'ambiente, intervenute nella
Conferenza di pianificazione di cui al comma 17, il
responsabile del procedimento provvede, previo
aggiornamento del rapporto ambientale, alla
ripubblicazione del Piano nel rispetto dell'articolo 14
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e
successivamente a convocare la Conferenza di
pianificazione nell'ambito della quale acquisire un nuovo
parere, ai sensi dell'articolo 15 del citato decreto
legislativo n. 152/2006, prima della trasmissione del
Piano per l'approvazione da parte del consiglio comunale,
ai sensi del comma 18.».
7. Al comma 18 dell'articolo 26 della legge regionale
n. 19/2020 dopo le parole «comma 17» sono inserite le
seguenti «o al comma 17 bis».
E' stato presentato l'emendamento 5.9 a firma degli onorevoli De
Luca Antonio ed altri.
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Si passa all'emendamento 5.13 a firma degli
onorevoli Ciminnisi ed altri.
CIMINNISI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.1 a firma dell'onorevole De
Luca ed altri.
DE LUCA Antonino. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento 5.14 è inammissibile, prevede
l'approvazione del PUG da parte del Consiglio comunale secondo
direttive impartite dallo stesso Consiglio, pertanto è
inammissibile.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando l'ho
presentato non vedevo motivi di inammissibilità. Con l'elezione
diretta dei sindaci c'è stata una maggiore rappresentatività di
quelle che sono le richieste dei cittadini, i poteri, però, si sono
concentrati molto nella figura del sindaco. Proprio per questo, si
è cercato di dare anche un'impostazione che fosse quella di mettere
al centro alcune questioni al potere politico, altre questioni al
potere amministrativo.
Uno dei temi spesso dibattuti è quello delegato alla questione tra
i poteri della Giunta e i poteri del Consiglio. La Giunta viene
nominata dal sindaco, il Consiglio è rappresentativo della città.
Sono sindaco, potrei dire, bene, siccome dobbiamo approntare una
modifica, il Piano regolatore generale noi sindaci potremmo andare
più celermente nel lavoro utilizzando la Giunta per le linee
direttive del Piano regolatore generale, così come veniva
denominato prima.
Mi permetto di dire, però, che questa delega che viene passata
alla Giunta è un qualcosa che personalmente non condivido e non lo
condivide il Partito Democratico, perché la rappresentanza
democratica di un paese sta in capo al Consiglio comunale, perché
il sindaco rappresenta la maggioranza, qualche volta può anche
rappresentare come numero di consiglieri la minoranza, però il
sindaco eletto rappresenta la maggioranza e nomina la Giunta, che
in questo caso darebbe le linee direttive, ma in capo al tema della
democrazia bisogna fare riferimento al consiglio comunale.
Ecco perché, Presidente, le chiedo di rivisitare questa sua
decisione, se è sua, perché credo che il tema sia un tema centrale
nel dibattito stiamo portando avanti. Se parliamo di
pianificazione, la pianificazione afferisce a tutta la città e
quindi alla rappresentanza politica di tutte le forze presenti in
Consiglio comunale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Burtone. Per essere chiari, se le
interessa la risposta, è relativo a un'indicazione che chiaramente
arriva dagli uffici. Ritengo che si possa fare una riscrittura che
sia coerente al testo e che possa avere un giudizio differente
dall'inammissibilità che è stata data sino a questo momento.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Penso che è
stato sufficientemente chiaro l'onorevole Burtone nell'esprimere
qual è il significato dell'emendamento, dare la centralità
all'organo collegiale, però, è vero che, leggendolo nella
complessità...
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, parli vicino al microfono perché
hanno difficoltà anche gli stenografi.
DIPASQUALE. ...leggendolo nella sua interezza, ovviamente entra in
conflitto così come è scritto. Bisogna riscriverlo. Quindi noi,
Presidente, prima che venga stralciato, ci dia un minuto di tempo.
Stiamo presentando un subemendamento, così lo rendiamo coerente con
il resto del testo. Ma la volontà la vogliamo raggiungere, che è
quella espressa dall'onorevole Burtone.
PRESIDENTE. Ma nessuno vuole venire meno alle volontà di un
Parlamento che si può esprimere in un senso piuttosto che
nell'altro.
DIPASQUALE. Sì, abbiamo tutti ragione. Ha ragione l'onorevole
Burtone ed ha ragione lei
PRESIDENTE. Però, dinnanzi ad una valutazione di inammissibilità
non possiamo non tenerne conto. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, io ho letto anche l'articolo 26 vigente,
che così recita: - assessore mi ascolti - "Il PUG è redatto dal
Comune, ed è adottato ed approvato dal Consiglio comunale, secondo
la procedura di seguito specificata, sulla base di direttive
impartite dalla Giunta comunale attraverso un proprio atto di
indirizzo". Questa è la legge vigente.
Non capisco dove nasce la Giunta comunale , e quindi non capisco
l'emendamento del collega Burtone che lo sopprime. Perché se
noi...tra l'altro non capisco il giudizio di inammissibilità,
perché è fuori...però, sto leggendo. Qua in diretta.
Quindi, mi pare chiaro un punto, che il PUG, seppur su scala
ridotta, è uno strumento urbanistico e come tale va lasciato il
potere di approvazione e non di adozione, perché le procedure sono,
come dire, di tipo approvativo, non adotta e approva la Regione,
approva l'organo comunale secondo criteri, per cui, perché dovrebbe
essere la Giunta? Deve essere il Consiglio comunale che approva
l'atto del PUG. Cioè, qui la Giunta dà le direttive non dà forse
il collega Carta mi può dare qualche elemento...
CARTA presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Carta.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Siamo in perfetta
linea con l'onorevole Cracolici. E' questo il senso dell'articolo
5. Infatti la inammissibilità è annessa alla questione che è il
Consiglio comunale che ne detta gli indirizzi e lo approva. Quindi,
la parola "Giunta comunale" non è, diciamo, presente nel testo, e
non c'è nessun documento programmatico che passa dalla Giunta
comunale. Quindi, in relazione a quello che dice Cracolici,
l'articolo 5, se avete un momento di tempo per leggerlo, l'articolo
5 già prevede... è già all'origine che il Consiglio comunale ne dà
gli indirizzi e poi lo approva. Quindi, di fatto quindi, la Giunta
ha poco a che... E' esattamente al contrario. E' la giunta
che...totalmente al contrario
Io ho letto, questo dico. Secondo me, guardi, c'è l'Assessore.
Presidente, se può fare esprimere l'Assessore, per favore, su
questa questione.
PRESIDENTE. Sì, grazie onorevole Carta. Prego, assessore
Savarino.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'articolo 26
va letto tutto, e nel leggerlo tutto la Giunta dà un atto di
indirizzo ma il documento preliminare, secondo il comma 6 dello
stesso articolo, viene dato al Consiglio comunale entro i dieci
giorni successivi alla definizione del documento preliminare.
Se voi vedete, se lo leggete tutto in maniera completa - se volete
ve lo leggo tutto, dall'inizio alla fine - il documento preliminare
viene predisposto dal Consiglio comunale. Quindi c'è già un
equilibrio dei poteri. Il punto è cercare di evitare di perdere
tempo. Quindi c'è un atto di indirizzo, ma c'è un documento
preliminare che viene dal consiglio comunale.
Attenzione, perché scombussoliamo tutto l'iter. Quindi, io invito,
come giustamente ha fatto il Servizio Studi, al ritiro
dell'emendamento perché rischiamo di complicare un iter che già ha
un equilibrio tra giunta e consiglio comunale. Grazie.
CARTA presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA presidente e relatore. A conclusione, poco fa mi sono
interrotto. Ed è chiaro che il Consiglio comunale, oltre ad averlo
diciamo apprezzato, deve adottarlo e poi deve approvarlo. Quindi,
ha cinque passaggi il consiglio comunale. Non ne vedo la
successiva diciamo è togliere il passaggio della Giunta che non fa
altro che istruire il piano regolatore e lo manda in Consiglio
comunale prima per gli indirizzi, poi per apprezzarlo, poi per
adottarlo e l'ultimo per approvarlo e poi aspetta il parere della
Regione e infine per fare l'ultimo passaggio autorizzativo.
Io ho concluso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta.
E' stata presentata la riscrittura, la stanno caricando.
C'è la riscrittura da parte dell'onorevole Burtone sul 5.14 che
così si renderebbe coerente con il testo dove vengono sostituite le
parole: 'sulla base delle direttive' fino ad 'un atto di indirizzo'
che sarebbero soppresse.
Quindi, lo carichiamo e lo mettiamo in votazione.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Carta.
CARTA, presidente e relatore. Per eccessivo chiarimento, nel caso
in cui togliessimo la parola 'atto di indirizzo della Giunta',
tutti i procedimenti di indirizzo fatti dalle Giunte comunali in
Sicilia che hanno fatto sì di iniziare l'iter di realizzazione del
PUG e una norma di questo Parlamento li ha finanziati, e altre
norme li finanzieranno, vanno a decadere. Quindi, attenti alla
definizione di questa norma se vogliamo il bene dei Comuni
siciliani.
PRESIDENTE. Intanto è presentato un emendamento, c'è una
riscrittura, si chiede il parere della Commissione appena
l'emendamento sarà caricato e lei potrà leggerlo, si chiederà il
parere del Governo e poi si metterà in votazione, prego.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. La linea per me è chiara. Le direttive le deve dare il
Consiglio comunale. Non è così, guardi, che quando lei fa un
percorso amministrativo e la Giunta dà delle linee direttive poi la
palla passa ai cittadini che ne discutono, fanno integrazioni e poi
alla fine il Consiglio comunale accetta o respinge. Io sono perché
il processo venga inverso ma ognuno ha le proprie opinioni,
Assessore. Io ho la mia opinione. L'opinione è che il processo
debba partire dal Consiglio comunale che è il centro della
democrazia di una comunità, basta.
Ognuno la pensi come vuole.
PRESIDENTE. Benissimo, l'emendamento è caricato, è il 5.14R.
Chiedo il parere della Commissione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Scusate, siccome parliamo di cose delicate, perché
attengono ad un procedimento che poi ha conseguenze, diciamo, nei
rapporti anche con i cittadini, io sto a quello che leggo che è la
norma vigente.
La norma vigente parla di un documento preliminare, prima di
iniziare qualunque iter, in cui sono perimetrate le parti del
territorio comunale, nelle quali per garantire il raggiungimento
degli obiettivi del piano, che potrebbero essere compromesse
dall'applicazione delle pregresse previsioni urbanistiche, è
sospeso il rilascio di titoli abilitativi, e a far data dalla
delibera di adozione del progetto preliminare e sino
all'approvazione del PUG.
Quindi, c'è un'approvazione di un progetto preliminare. Il
concetto che qui veniva espresso nell'articolo 26, comma 1, è che
il PUG, che ricordiamoci è la variante moderna non più del piano
regolatore generale, ma piani di regolazione per comparto o per
singole parti di territorio, ha la stessa procedura di prima. Cioè
è il consiglio comunale che lo approva, dove poi ci sono le
osservazioni dei cittadini dopo l'approvazione.
Quindi, non siamo nella fase in cui ci sono, sulle cosiddette
direttive, il procedimento che coinvolge i cittadini, cioè non sono
le direttive approvate dalla Giunta che vengono sottoposte alla
valutazione dei cittadini, le linee direttive formano il nuovo PUG
che dà la Giunta ma che lo approva il consiglio comunale. Questa è
la legge che abbiamo Ma allora dobbiamo cambiare la legge che
abbiamo, per questo non capivo questa cosa della Giunta comunale,
perché la Giunta comunale oggi non è nel procedimento
dell'approvazione del PUG se non per le direttive che dà una volta
che il consiglio comunale ha definito il comparto e lo spazio dove
fare il PUG. Mi pare che funzioni un po' meglio.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei è favorevole o contrario
all'emendamento dell'onorevole Burtone?
CRACOLICI. Contrario.
PRESIDENTE. Contrario. Perché se no sembrava non avessimo capito.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Presidente, io voglio dare una testimonianza. Noi se
modifichiamo questa norma, molti di quelli che sono stati già agli
atti di Giunta, così come diceva il Presidente Carta, praticamente
azzeriamo tutti i procedimenti che sono procedimenti lunghi. E'
così. Non dite altre cose. Quello che dice l'onorevole Cracolici è
la realtà della legge che esiste oggi. Non possiamo modificare in
corso, dopo un anno, un anno e mezzo che noi abbiamo seguito alcune
procedure e cambiarle ora con un semplice emendamento Questa è la
situazione
PRESIDENTE. Allora, visto e considerato che dobbiamo comunque
andare avanti e non ci possiamo impantanare per un emendamento, si
passa all'emendamento 5.14.R. Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Come ha accennato
in premessa e come ascoltato dall'onorevole Cracolici e ancora poi
dal Presidente della Commissione Sanità, la Commissione è
contraria.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.3, a firma dell'onorevole De Luca
Antonino ed altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.12, a firma dell'onorevole
Ciminnisi ed altri. È mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.4, a firma dell'onorevole
De Luca Antonino ed altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.11, a firma dell'onorevole
Ciminnisi ed altri. È mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.2, a firma dell'onorevole
De Luca Antonino ed altri. È mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. I soppressivi dei commi sono tutti ritirati.
PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, almeno i soppressivi sono
ritirati?
CIMINNISI. No, Presidente, l'emendamento 5.11 lo mantengo anche
perché è solo una correzione testuale perché c'è un rimando al
codice dell'ambiente e va precisato che il rimando è alla lettera
e), a mio avviso.
PRESIDENTE. Noi lo abbiamo chiesto.
Non si preoccupi, noi lo superiamo questo ostacolo.
CIMINNISI. Se andiamo così velocemente, ci sono quattro testi di
legge che dobbiamo verificare, avere il tempo di verificare.
PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, noi siamo molto lenti e diamo
l'opportunità di leggere a tutti.
Sono stati, forse, ingolfati gli Uffici perché ci sono molti
emendamenti che, probabilmente, sono stati presentati e che -
magari - non erano proprio necessari. Mi riferisco a tutti i
soppressivi.
L'ho chiesto e lei ha fatto segno di ritirarlo.
Cionondimeno, mettiamo in discussione il 5.11, immaginando che lei
si riferisse al 5.10 che è un altro dei soppressivi da lei
presentato, però il tablet lo avete davanti.
Pongo in votazione il 5.11.
Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il 5.11. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.6, a firma dell'onorevole
De Luca, che ha detto che li ritira tutti.
Pongo pertanto in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. E' approvato, col voto contrario dell'onorevole
Burtone e di tutto il Partito Democratico.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6
Modifiche all'articolo 30 della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19
1. Al comma 1 dell'articolo 30 della legge regionale n.
19/2020 sono apportate le seguenti modificazioni: dopo le
parole «sulle quali il PUG» sono inserite le seguenti «o
lo strumento urbanistico generale»; le parole «, previa
perimetrazione da approvarsi da parte del consiglio
comunale se non prevista dal PUG» sono soppresse; le
parole «di cui all'articolo 31» sono sostituite dalle
seguenti «di cui all'articolo 26».
2. Al comma 3, alinea, dell'articolo 30 della legge
regionale n. 19/2020 sono apportate le seguenti
modificazioni: dopo la parola «comune,» sono inserite le
seguenti «redatta sulla base di una convenzione tipo
approvata dal consiglio comunale,»; dopo la parola
«decadenza» sono aggiunte le seguenti «del PPA».
3. Al comma 4 dell'articolo 30 della legge regionale n.
19/2020 sono apportate le seguenti modificazioni: dopo le
parole «Ove il PUG» sono inserite le seguenti «o lo
strumento urbanistico generale»; dopo le parole «previste
dal PUG» sono inserite le seguenti «o dallo strumento
urbanistico generale»; le parole «di iniziativa privata»
sono soppresse.
4. Al comma 5 dell'articolo 30 della legge regionale n.
19/2020 sono apportate le seguenti modificazioni: le
parole «dalla data di approvazione» sono sostituite dalle
seguenti «dalla data di stipula della convenzione»; dopo
le parole «ulteriori cinque anni» sono inserite le
seguenti «, dal responsabile dell'area tecnica del
Comune,»; dopo le parole «vincolo scaduto» sono inserite
le seguenti «, se previste dallo strumento urbanistico
generale,».
5. Al comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale n.
19/2020 dopo le parole «zone disciplinate dal PPA» sono
aggiunte le seguenti «di iniziativa pubblica».
6. Al comma 9 dell'articolo 30 della legge regionale n.
19/2020, le parole «singoli titoli abilitativi» sono
sostituite dalle seguenti «il rilascio dei singoli titoli
abilitativi di cui alla legge regionale 10 agosto 2016,
n.16 e successive modificazioni,».
7. Al comma 10 dell'articolo 30 della legge regionale
n. 19/2020 le parole «, ferma restando la necessità di
formalizzare apposita convenzione per la quale è esclusa
l'approvazione in consiglio comunale» sono soppresse.
8. Al comma 11 dell'articolo 30 della legge regionale
n. 19/2020 sono apportate le seguenti modificazioni: le
parole «non può essere inferiore a» sono sostituite dalle
seguenti «, di norma, è fissata in»; le parole da «se per
documentati motivi,» fino a «10 mila metri quadrati» sono
sostituite dalle seguenti «per documentati motivi, è
ammessa un'estensione inferiore a 10 mila metri quadrati
fino a mille metri quadrati, in tal caso le aree da
cedere al comune saranno calcolate a norma di legge, in
riferimento all'effettiva estensione del PPA».
9. Al comma 13 dell'articolo 30 della legge regionale
n. 19/2020 le parole «e h)» sono sostituite dalle parole
«, h) e m)».
10. Al comma 14 dell'articolo 30 della legge regionale
n. 19/2020 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le lettere a), b), d), e), f), e g) sono abrogate;
b) alla lettera h) le parole «e della legge regionale
10 luglio 2015, n. 13 e successive modificazioni» sono
soppresse.»
PRESIDENTE. Sono stati presentati emendamenti tutti soppressivi,
anzi no, solo nella prima pagina.
Si passa all'emendamento 6.11. Onorevole De Luca sono ritirati i
soppressivi?
DE LUCA Antonino. Sono tutti ritirati.
PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, i soppressivi sono ritirati?
CIMINNISI. Non è ritirato perché il comma 1 fa riferimento alla
previa perimetrazione da approvarsi, da parte del consiglio
comunale, se non prevista dal PUG.
Il PUG richiedeva prima che per i PPA la perimetrazione dovesse
approvarsi in consiglio comunale. E' un ragionamento analogo a
quello che in qualche modo abbiamo già fatto, quindi lo mantengo.
PRESIDENTE. Va bene, è il soppressivo dell'intero articolo.
CIMINNISI. Poi al comma 3 non ho fatto il soppressivo di tutta la
norma ma al comma 3 le parole "di iniziativa privata" sono
soppresse perché non è chiaro, guardando la norma all'articolo 30,
a quale parte del comma 4 ci si riferisca perché ci sono due
riferimenti ai DDA di iniziativa privata.
PRESIDENTE. Rispetto a quello che lei sta dicendo, giusto per
essere precisi, per non cadere nello stesso errore di prima. Il
soppressivo non è di una parte dell'articolo ma è dell'intero
articolo.
Stiamo parlando del 6.13, corretto? Benissimo, allora lo mantiene
o lo ritira?
CIMINNISI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.21, dell'onorevole
Venezia e altri che è mantenuto.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.12, a firma dell'onorevole De Luca e
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. E' una riscrittura
dell'articolo, quindi contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il 6.12.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.1, a firma De Luca,
soppressivo, che è ritirato.
Si passa all'emendamento 6.14 che è al comma 1.
Onorevole Ciminnisi, immagino che sia mantenuto.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
L'ho capito, ma la procedura sempre quella è, o è importante...
devo sempre chiedere alla Commissione.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. L'articolo 31 del
testo lo prevede, quindi è un'aggiunta a un articolo già esistente.
Quindi, parere contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga
seduto,
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.2, soppressivo, a firma dell'onorevole
De Luca. E' ritirato. L'emendamento 6.3 è ritirato.
Si passa all'emendamento 6.15. C'è un soppressivo al comma 3,
dell'onorevole Ciminnisi.
CIMINNISI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Sopprimere "di iniziativa privata", ok
CIMINNISI. L'emendamento interviene sull'articolo 30, comma 4,
all'interno del quale però c'è due volte il riferimento ai PPA di
iniziativa privata. Se il Governo volesse chiarire a quale delle
due frasi si riferisce perché non è chiaro, poiché togliendo la
frase, tra l'altro, il resto del comma non ha un significato in
italiano. Quindi, la norma non avrebbe un senso comprensibile.
PRESIDENTE. Può essere che ci sia un refuso. Chiedo intanto
all'onorevole Carta se dà parere sull'emendamento 6.15,
sostanzialmente alla soppressione delle parole "di iniziativa
privata" che sarebbero riportate due volte all'interno del testo.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo, allora, pongo in votazione l'emendamento
6.15. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.4, che è ritirato. L'emendamento 6.5 è
ritirato. L'emendamento 6.6 è ritirato. L'emendamento 6.7 è
ritirato.
Si passa all'emendamento 6.20, è il comma 7, la soppressione del
comma 7, da parte dell'onorevole Ciminnisi. E' mantenuto o
ritirato?
CIMINNISI. Lo mantengo, signor Presidente, perché riteniamo che
sia necessario anche nel caso in cui ci sia il piano
particolareggiato che rimanga la convenzione con il Comune.
PRESIDENTE. Benissimo, allora, il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario
perché ci sono le convenzioni...
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CARTA presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il soppressivo del comma 7,
l'emendamento 6.20. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è' approvato)
Si passa all'emendamento 6.19. E' mantenuto o ritirato? Sempre
dell'onorevole Ciminnisi.
CIMINNISI. Lo mantengo perché di norma, è fissata in , di norma è
fissata, nell'ordinamento giuridico non funziona
PRESIDENTE. Prego, assessore Savarino
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. E'
l'emendamento 6.18 che mantiene, il 6.18 sì.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 6.19.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'emendamento
6.19 è il soppressivo, lo puoi ritirare. Il 6.18 ci aiuta nella
comprensione del testo, per noi va bene.
PRESIDENTE. Io non l'ho capito, però, non l'ho sentito.
Emendamento 6.19, è mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Ritirato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.8, dell'onorevole De Luca.
E' ritirato.
L'emendamento 6.18 è mantenuto. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione? Onorevole Carta?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo, pongo in votazione l'emendamento 6.18. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.9. E' ritirato.
Si passa all'emendamento 6.16, dell'onorevole Ciminnisi ed altri.
E' mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Mantenuto, perché vorremmo che i PPA continuassero a
contenere le rappresentazioni cartografiche dello stato di fatto e
di progetto della porzione di città del territorio interessato,
quindi introducendo la lettera l) facciamo in modo che continuano
ad essere inclusi.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sul 6.16? Favorevole o
contrario?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 6.16?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.16. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.10, che è ritirato.
Si passa all'emendamento 6.17, dell'onorevole Ciminnisi. E'
mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7.
«Art. 7
Modifiche all'articolo 31 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. Al comma 1 dell'articolo 31 della legge regionale n. 19/2020
sono apportate le seguenti modificazioni: dopo le parole «conformi
al PUG» sono aggiunte le seguenti «o allo strumento urbanistico
generale vigente,»; dopo le parole «varianti al PUG» sono aggiunte
le seguenti «o allo strumento urbanistico generale vigente,».
2. Al comma 2 dell'articolo 31 della legge regionale n. 19/2020
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'alinea, dopo la parola «PUG» sono aggiunte le seguenti «o
allo strumento urbanistico generale vigente,»;
b) la lettera c) è abrogata;
c) alla lettera e), dopo la parola «PUG» sono aggiunte le
seguenti «o nello strumento urbanistico generale vigente».
3. Al comma 4 dell'articolo 31 della legge regionale n. 19/2020
dopo la parola «PUG» sono aggiunte le seguenti «o strumenti
urbanistici generali vigenti».
4. Il comma 5 dell'articolo 31 della legge regionale n. 19/2020 è
sostituito dal seguente:
«5. Il responsabile del procedimento, entro trenta giorni dalla
consegna del progetto definitivo del PPA, di iniziativa sia
pubblica, sia privata, sia mista, conforme al PUG o allo strumento
urbanistico generale vigente, pubblica l'avvio del procedimento di
formazione dei PPA, nonché il progetto di PPA con tutta la
documentazione, mediante avviso sul sito ufficiale del comune.
Nell'avviso è indicato il nome del responsabile unico del
procedimento.».
5. Al comma 6 dell'articolo 31 della legge regionale n. 19/2020
sono apportate le seguenti modificazioni: al primo periodo, le
parole «entro trenta giorni dalla consegna del progetto definitivo
del PPA,» sono sostituite dalle seguenti «dopo almeno trenta giorni
dalla pubblicazione di cui al comma 5,»; le parole «propone
l'indizione, o avendone la competenza,» sono soppresse; dopo le
parole «indice la Conferenza di pianificazione» sono inserite le
seguenti «prevista dall'articolo 10»; le parole da «Alla Conferenza
possono altresì essere invitati a partecipare» fino a «data fissata
per la Conferenza» sono soppressi.
6. Dopo il comma 6 dell'articolo 31 della legge regionale n.
19/2020 è inserito il seguente:
«6 bis. Alla Conferenza di pianificazione per la valutazione dei
PPA conformi al PUG o allo strumento urbanistico vigente, non
partecipa il rappresentante del Dipartimento regionale
dell'urbanistica. L'Autorità competente in materia ambientale
partecipa, previa attivazione da parte del responsabile unico del
procedimento della procedura ex articolo 12 del decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni, soltanto nel caso
in cui lo strumento urbanistico generale vigente non sia già dotato
di autorizzazione ambientale VAS ai sensi dell'articolo 15 del
medesimo decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive
modificazioni.».
7. Il comma 7 dell'articolo 31 della legge regionale n. 19/2020 è
sostituito dal seguente:
«7. Entro dieci giorni dalla chiusura dei lavori della
Conferenza, il responsabile unico del procedimento trasmette alla
Giunta comunale, per l'approvazione, il progetto di PPA su cui è
stato raggiunto l'accordo di pianificazione ai sensi dell'articolo
11. Qualora la Giunta comunale ometta o non è in grado di approvare
il PPA per mancanza di numero legale o per incompatibilità da parte
di componenti della stessa, può essere nominato un commissario ad
acta ai sensi dell'articolo 48.».
8. Al comma 8 dell'articolo 31 della legge regionale n. 19/2020
sono apportate le seguenti modificazioni: le parole «dall'adozione
da parte del consiglio comunale» sono sostituite dalle seguenti
«dall'approvazione da parte della giunta comunale,»; le parole
«dell'avviso di adozione» sono sostituite dalle seguenti
«dell'avviso di approvazione»; le parole «e su almeno un quotidiano
a diffusione regionale» sono soppresse; le parole da «e al deposito
presso» fino a «opposizioni» sono soppresse.
9. Il comma 9 dell'articolo 31 della legge regionale n. 19/2020 è
sostituito dal seguente:
«9. Il PPA acquista efficacia dalla data di stipula della
convenzione di cui all'articolo 30, comma 3. Il PPA, insieme a
tutta la documentazione prodotta, è depositato presso il comune.».
10. I commi 11 e 12 dell'articolo 31 della legge regionale n.
19/2020 sono abrogati».
C'è l'emendamento soppressivo dell'onorevole De Luca.
Abbiamo detto che sono ritirati tutti i soppressivi, quindi, si
passa all'emendamento 7.17, dell'onorevole Ciminnisi, che è un
soppressivo. E' mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Ritirato.
PRESIDENTE. Sono tutti ritirati i soppressivi oppure no? Così
evito di chiederlo.
CIMINNISI. No, per i commi alcuni li mantengo.
PRESIDENTE. Per alcuni li mantiene, allora lo chiederò volta per
volta.
Si passa all'emendamento 7.20, a firma degli onorevoli Venezia,
Catanzaro ed altri. È mantenuto o ritirato? È mantenuto, allora lo
pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 7.1, a firma dell'onorevole Antonino De Luca ed
altri, è ritirato, così come l'emendamento 7.2.
Si passa all'esame dell'emendamento 7.18, a firma dell'onorevole
Cracolici e altri. È mantenuto o ritirato?
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Onorevole, parli al microfono.
CRACOLICI. Se lei non me lo attiva
PRESIDENTE. No, io non lo apro.
CRACOLICI. Lei deve imparare ad aprirlo.
PRESIDENTE. Io posso aprire il mio, non posso aprire il suo, sennò
lo staccavo stavolta. Onorevole, prego.
CRACOLICI. Allora, siccome non comprendo perché viene esclusa la
possibilità che in presenza di varianti connesse a nuovi
ritrovamenti archeologici, ecc., ecc., non si debba variare il PUG,
non capisco perché debba essere escluso.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 7.18, il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Gli emendamenti 7.3, 7.4, 7.5, tutti a firma dell'onorevole
Antonino De Luca ed altri, sono ritirati.
Si passa all'esame dell'emendamento 7.16, a firma dell'onorevole
Ciminnisi ed altri. È mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Signor Presidente, lo manteniamo perché riteniamo che
sia più corretto essere chiari e scrivere "decorsi" anziché
l'espressione "dopo almeno".
PRESIDENTE. Va bene. Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
L'emendamento 7.6, a firma dell'onorevole Antonino De Luca ed
altri, è ritirato.
Si passa all'esame dell'emendamento 7.15, a firma dell'onorevole
Ciminnisi e altri. È mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Signor Presidente, lo manteniamo perché con questo
articolo si esclude la partecipazione dell'autorità competente in
materia ambientale alla conferenza di pianificazione se lo
strumento urbanistico è già dotato di VAS: in questo caso noi
riteniamo che ci sia un minor controllo, quindi le parole del
disegno di legge che abbiamo indicato nell'emendamento vanno
soppresse.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Noi siamo
contrari, perché va a complicare e a burocratizzare ulteriormente i
piani di formazione e di programmazione territoriale.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il parere del
Governo è contrario, perché il PUG già ha la valutazione di impatto
ambientale, quindi se non è in variante ha già avuto anche il PPA.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.15. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 7.7, a firma dell'onorevole Antonino De Luca ed
altri, è ritirato.
Si passa all'esame dell'emendamento 7.14. Formulo un invito al
ritiro, però se lo vuole mantenere, onorevole Ciminnisi...
CIMINNISI. Signor Presidente, lo mantengo, perché ci sono dei casi
in cui il PPA va trasmesso alla Giunta e altri in cui l'organo
deliberante invece è il Consiglio comunale: vorremmo che il Governo
ci chiarisse se è proprio esplicita volontà quella di trasmetterlo
alla Giunta, oppure se magari è meglio genericamente indicare
l'organo deliberante, includendo così anche i casi in cui va in
Consiglio comunale.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il parere è
negativo, perché comunque già è previsto dai poteri sostitutivi
dell'articolo 48 della legge 19, quindi il nostro parere è
negativo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Contrario, come ha
detto il Governo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.14. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 7.8, a firma dell'onorevole De Luca ed altri, è
ritirato.
Si passa all'esame dell'emendamento 7.13, a firma dell'onorevole
Ciminnisi e altri. È mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Signor Presidente, è la stessa questione dell'organo
deliberante, che a volte è il Consiglio comunale, altre volte la
Giunta. Quindi, noi stiamo deliberatamente dicendo che non è più
il Consiglio comunale, che va solo in Giunta in entrambi i casi. Se
dobbiamo includere anche i casi in cui va al consiglio comunale,
sarebbe più corretta l'espressione "organo deliberante", così a
seconda di qual è il PPA, o va in Consiglio comunale o va in
Giunta. Se mettiamo "organo deliberante" in base alla procedura di
riferimento, sarà il Consiglio comunale oppure la Giunta, invece
così stiamo dicendo che è sempre e solo la Giunta, il Consiglio
comunale resta escluso.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, vuole rispondere?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, perché nel
caso specifico è la Giunta e, quindi, per omogeneità del testo,
dove abbiamo detto che è la Giunta rimane Giunta .
PRESIDENTE. Benissimo, il parere è contrario. Il parere della
Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.13. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Gli emendamenti 7.9 e 7.10 sono ritirati.
Si passa all'emendamento 7.19, degli onorevoli Cracolici ed altri.
E' mantenuto o ritirato?
CRACOLICI. Un attimo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Anche più di un attimo.
DIPASQUALE. Lo mantiene.
PRESIDENTE. Va bene, lo mantiene. Il parere della Commissione
sull'emendamento 7.19?
CRACOLICI. Non si capisce perché lo abroghiamo. Perché si toglie
il comma 11?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Perché il
comma 11, da un approfondimento, si è visto che va in contrasto e
diventa inapplicabile con la normativa che disciplina il permesso
di costruire. Per questo chiediamo ora di cassarlo, quello è il
motivo, perché va in contrasto, quindi diventa inapplicabile,
proprio con la normativa che disciplina permessi.
CRACOLICI. Ricordo quando fu fatta questa legge, che questa era
una delle norme di semplificazione, cioè se c'è una delibera di
approvazione del PPA, da parte della Giunta, del Consiglio
comunale, a seconda di qual è l'organo, questa norma dice "ha anche
efficacia, valore di permesso di costruire per gli interventi
edilizi previsti nei progetti definitivi eventualmente allegati al
Ppa". Cioè, approviamo un atto che prevede gli interventi
edificatori allegati al PPA e poi dobbiamo fare pure un'altra
attività di permesso di costruire. Scusate, ma non volevamo
semplificare? Penso che...
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Va in
contrasto con la normativa.
CRACOLICI. Con quale normativa? E' una norma in contrasto con la
complicazione, però siccome si vuole tenere la complicazione come
modello
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie, signor Presidente, intervengo perché
l'emendamento successivo va un po' credo nella stessa direzione del
collega, perché la norma va ad abrogare i commi 11 e 12, ma se noi
abroghiamo il comma 12, che fa riferimento, lo leggo per chiarezza
dell'Aula "per le varianti al PPA che non comportino varianti al
PUG si applica il procedimento del presente articolo". Ma quindi se
noi abroghiamo questo comma 12, non si comprende qual è la norma
che si applica, quindi il procedimento che si applica quando ci
sono i PPA che non comportano variante al PUG. Credo che fosse,
almeno il senso del mio emendamento che sopprime la stessa parte,
non è chiaro quale poi diventa la normativa che si applica nel caso
in cui il PPA non comporta variante al PUG.
PRESIDENTE. Va bene, se diamo il parere, proviamo ad andare
avanti.
CRACOLICI. Forse sarebbe utile accantonarlo un attimo e far fare
un approfondimento agli Uffici per il coordinamento della norma.
PRESIDENTE. Prego, assessore Savarino.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Se l'onorevole
Cracolici vuole che noi approfondiamo, per carità, non ci metto
niente. Però io ho già chiamato gli Uffici e mi dicono che
assolutamente è come le ho detto io, ma accantoniamo così
rassereniamo anche i colleghi.
PRESIDENTE. Accantoniamo l'emendamento 7.19.
È rimasto l'emendamento 7.12. Arrivato a questo punto... è lo
stesso?
Accantoniamo per qualche minuto l'articolo 7. Accantoniamo anche
l'articolo 8.
Si passa direttamente all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Norme per il contenimento del degrado edilizio e del consumo di
suolo e
per favorire la riqualificazione urbana
1. Dopo l'articolo 33 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19
è inserito il seguente:
«Art. 33 bis
Norma per il contenimento del degrado edilizio e del consumo di
suolo
1. La Regione, al fine di contrastare il degrado edilizio e
contenere il consumo del suolo, in coerenza con i principi sanciti
dalla legislazione europea e nazionale, favorisce interventi di
riqualificazione urbana e periurbana che prevedono la demolizione
parziale o integrale di opere incongrue o di elementi di degrado
nonché di manufatti ricadenti in aree a pericolosità idraulica e
geologica con il ripristino del suolo naturale o seminaturale in
qualsiasi area del territorio».
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 9. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne dò lettura:
«Art. 10
Modifiche all'articolo 35 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. Al comma 4 dell'articolo 35 della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19 dopo le parole «forma diretta» sono aggiunte le
seguenti «, prevedendo opportune aree dove allocare i diritti
edificatori dei proprietari delle aree sottoposte a vincoli
paesaggistici, idrologici e sismici».
L'articolo 10 ha un emendamento, il 10.1, che è ritirato.
L'emendamento 10.2, dell'onorevole Cracolici, è mantenuto o
ritirato?
CRACOLICI. È mantenuto, su cui tra l'altro il Governo si era
espresso anche favorevolmente perché si limita a dire che i diritti
di possesso sono in capo, diciamo, al possessore. Non possono
essere trasferiti per dare diritti edificatori successivi ai
vincoli apposti dagli organi preposti.
PRESIDENTE. Grazie. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il parere del
Governo è favorevole. Non so se gli Uffici magari vogliono,
stilisticamente, scriverlo meglio ma nel senso della norma sì,
favorevole.
PRESIDENTE. Allora, accantoniamo anche l'articolo 10, cosicché si
possa riscrivere nella formula più adatta.
Si passa all'articolo11. Ne dò lettura:
«Art. 11
Modifiche all'articolo 37 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. Al comma 1 dell'articolo 37 della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19 le parole «o trasformazione» sono sostituite dalle
seguenti «, trasformazione e/o conservazione».
2. Dopo il comma 2 dell'articolo 37 della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19 è inserito il seguente:
«2 bis. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 prevalgono sulle
disposizioni delle norme tecniche di attuazione degli strumenti
urbanistici generali».
PRESIDENTE. C'è il soppressivo, l'11.3.
Ritirati tutti.
L'emendamento 11.4, dell'onorevole Venezia, è mantenuto o
ritirato?
È ritirato. Grazie.
L'emendamento 11.1 è ritirato.
L'emendamento 11.5 onorevole Lombardo Giuseppe Geremia, mantenuto
o ritirato?
C'è una riscrittura, che è l'11.5R. È caricato... ma tanto non lo
metto in votazione se prima non è caricato, se non viene letto,
quindi è inserito tra gli emendamenti fuori sacco , pertanto, vi
do il tempo di poterlo leggere e poi eventualmente lo mettiamo in
votazione.
Ha chiesto d'intervenire l'onorevole Lombardo.
Prego, onorevole.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, c'è una riscrittura
su questo emendamento.
PRESIDENTE. Stiamo parlando proprio della riscrittura.
L'onorevole Cracolici aveva invitato al ritiro, se volesse esporre
sulla riscrittura dell'11.5R gliene saremmo grati.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Sostanzialmente, l'obiettivo
dell'emendamento è quello di rendere compatibile l'insediamento
produttivo in verde agricolo nei piccoli comuni, ove l'attività
agricola e di trasformazione agroalimentare è spesso integrata con
quella residenziale.
Tra l'altro, anche nell'ultima parte l'emendamento, cioè nella
lettera g), ha l'obiettivo essenzialmente di consentire quella che
è la trasformazione delle imprese agricole in punti di vendita
attraverso anche l'utilizzo di strumenti e di macchine che
consente, appunto, la vendita anche del punto vendita che si trova
nello stesso insediamento produttivo e, in questo modo, allo stato
attuale, ai sensi della normativa vigente, si penalizzerebbero
tutti quegli insediamenti produttivi che non lo potrebbero fare per
le distanze che sono riportate, quindi, sostanzialmente è questo lo
spirito dell'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Prego onorevole,
ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
insisto col collega, se facesse un'opera buona a questo Parlamento
di ritirare questo emendamento, perché è un emendamento molto
delicato, poiché, intanto, introduce il principio che la
programmazione urbanistica diventa connessa alla demografia del
territorio, quindi, c'è sopra i tremila e sotto i tremila abitanti,
le distanze tra le opere pubbliche e gli edifici da duecento passa
a cento e sotto i tremila a 50 metri; di fatto aumenta gli spazi di
edificazione, contravvenendo al principio che abbiamo abrogato con
l'articolo 1, che si voleva contenere, invece, si impedisce il
consumo di suolo, quindi, più contraddittoria di una norma che è in
contraddizione rispetto all'articolo 1 che abbiamo abrogato,
lasciando impedire e di fatto aumentando la superficie edificabile
all'interno dei comuni con una caratterizzazione, addirittura,
sulla base del numero degli abitanti. Io lo considero un
emendamento, come dire, sì, probabilmente a francobollo di
qualcosa, ma che certamente aggrava il procedimento urbanistico. Se
non dovesse ritirarlo, io annuncio di chiedere il voto segreto.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Lombardo. Ha facoltà di intervenire.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Governo, in ordine a quanto ha obiettato l'onorevole Cracolici,
potremmo addivenire ad una riscrittura dell'emendamento, mantenendo
soltanto la lettera g) del subemendamento che ho fatto, cioè
eliminare la modifica della lettera f) e mantenere soltanto la
lettera g), perché, come dicevo prima, risponde all'obiettivo di
salvaguardare la possibilità per le imprese agricole di avvalersi
di strumenti di innovazione che migliorano la redditività delle
imprese agricole. Soltanto questo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, visto che lei ha posto la
questione, ha facoltà di intervenire.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
scusate, oggi un'azienda agricola può realizzare un punto di
distribuzione dei propri prodotti all'interno della stessa azienda,
qui si dice per consentire un punto di vendita dei prodotti
prodotti, scusate il bisticcio di parole; non capisco l'utilità
della norma. Oggi, ripeto, un'azienda agricola ancorché fa solo
produzione primaria, quindi, non trasforma, può comunque avere un
sito all'interno dell'azienda per la vendita del prodotto primario.
Sono tantissime le aziende a chilometro zero, eccetera, eccetera.
Non capisco questa norma dove vuole andare a parare, che sia
coltivatore diretto, che sia cooperativa non fa nessuna differenza,
onorevole Lombardo, per cui la categoria del produttore non cambia
la natura dell'urbanistica, diciamo, se ci può essere anche una
cooperativa che fa produzione agricola o un'azienda familiare con
sinceramente non la capisco questa norma. Insisto col collega di
ritirarla perché è una norma, ripeto, che probabilmente vuole
risolvere qualche problema, ma stiamo parlando di una fase di
programmazione urbanistica, cioè noi vogliamo far diventare una
norma, come dire, che non ha il problema di risolvere un problema
del passato ma che rischia di aprirne di tanti nuovi nel futuro.
Insisto sul ritiro di questa norma, altrimenti chiedo che l'Aula si
esprima.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento è
molto tecnico; nella prima lettura, diciamo, mi lascia indifferente
perché non lo vedo come una cosa negativa e credo che possa essere
utile per le imprese agricole perché se si ha un'azienda di
confezionamento di prodotti agricoli, andarsene a 200 metri dal
centro abitato non credo che abbia molto senso, dato che non
aumenta nemmeno gli spazi di edificazione, però la proposta
dell'onorevole Lombardo, lasciando solamente la lettera g), è utile
perché in questo momento comunque te ne devi andare a 200 metri dal
centro abitato, invece con la norma che viene prevista si può
vendere anche vicino al centro abitato e parliamo esclusivamente di
un punto di vendita aziendale, quindi non si aumenta né la cubatura
né quant'altro, pertanto, non la vedo come una cosa negativa se
viene mantenuta solamente la lettera g).
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi
insisto nel mantenimento dell'emendamento limitatamente alla
lettera g), quindi sopprimendo la lettera f) e poi a rafforzare
quanto detto dall'onorevole Sunseri voglio dire che non esiste
alcun mutamento di quelli che sono i diritti edificatori,
all'interno ovviamente dell'azienda agricola e, quindi nel contesto
urbano presso cui ricade l'azienda agricola, è attualmente
limitante e penalizzante per le aziende agricole che non si
trovano a 200 metri di distanza dal centro abitato, svolgere questo
tipo di attività. Quindi insisto per il mantenimento
dell'emendamento limitatamente alla lettera g).
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, per essere maggiormente chiari,
dovremmo votare soltanto la lettera g). Preferisce fare una
riscrittura? Mi dica lei cosa intende all'interno dell'emendamento.
Se avvicinasse qui, nei banchi della Presidenza, il testo deve
essere coordinato, pertanto dovrebbe avvicinare qui ai banchi della
Presidenza e vedere come poterlo sistemare. Quindi, accantoniamo
per il momento l'emendamento 11.5R, aspettando la riscrittura.
Allora, intanto descrivo l'emendamento, onorevole Cracolici; visto
che le interessava, le dico la riformulazione dell'emendamento che
prevede soltanto di votare la parte dove c'era il comma g), dove la
differenza sta nelle distanze di cui alla lettera f) che non si
applicano rispetto a quello che c'era scritto inizialmente. Chiedo
il parere della Commissione sull'emendamento 11.5R bis.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Ci rimettiamo alla
disponibilità dell'Aula.
PRESIDENTE. Ci rimettiamo all'Aula. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Si rimette all'Aula.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Allora, come si vede, non stiamo più parlando di punto
vendita ma di attività connesse all'attività agricola. Quindi, sul
connesso , c'è tutto e il contrario di tutto. Che ci siano dei
vincoli di rispetto delle distanze, tra l'altro in aziende agricole
dove spesso i confini costituiscono motivi di gravi conflitti
diciamo di lotto, la considero una deroga che, così fatta - ripeto
andrà a regime questa deroga, non è una deroga per qualcosa o per
qualcuno ma va a regime - determina un principio di differenza
delle modalità con le quali sono apposti i vincoli di distanza. Io
sono contrario a questa norma. Quindi, per quanto mi riguarda, per
quel che conta il mio parere, ritengo sbagliato questo articolo.
PRESIDENTE. Va bene. Pongo in votazione l'emendamento.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.5.R BIS
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 11.5.R bis.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 61
Votanti . . 47
Maggioranza . 24
Favorevoli . 24
Contrari . 23
Astenuti . 2
(È approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.2, a firma degli onorevoli
De Luca A. ed altri. E' ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12
Ampliamento di edifici esistenti ad uso diverso dall'abitazione
1. Dopo l'articolo 37 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19
e successive modificazioni è inserito il seguente:
«Art. 37 bis
Ampliamento di edifici esistenti ad uso diverso dall'abitazione
1. Previa autorizzazione dell'amministrazione comunale, per
opifici esistenti regolarmente autorizzati alla data dell'entrata
in vigore della presente legge, possono essere concessi, per
singolo permesso di costruire, ampliamenti strumentali all'attività
produttiva esistente, nella misura massima del 20 per cento della
superficie coperta, da localizzare esclusivamente nelle aree di
pertinenza dell'opificio industriale, nel rispetto delle lettere
b), c), e), f) del comma 2, dell'articolo 37, a condizione che
siano adottati sistemi che utilizzino fonti di energie rinnovabili
che favoriscono l'efficientemente energetico dell'attività
produttiva.
2. I nuovi interventi in ampliamento sono da considerarsi
estensione del manufatto principale, e possono essere costituiti da
capannoni, fabbricati per locali destinati al processo produttivo
vero e proprio, uffici, spogliatoi, mense, portinerie, impianti
tecnici e tutto quanto necessario ad assicurare la continuità e lo
sviluppo dci processo produttivo.
3. L'altezza massima dei fabbricati in estensione è fissato in
metri 20,00, fatta eccezione per le strutture degli impianti
tecnologici e silos.».
L'emendamento soppressivo 12.1, a firma degli onorevoli De Luca A.
ed altri è ritirato.
Si passa all'emendamento 12.2, a firma degli onorevoli Venezia e
altri, E' mantenuto o ritirato?
VENEZIA. E' mantenuto.
PRESIDENTE. E' mantenuto. Il parere della Commissione
sull'emendamento 12.2?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Benissimo. Pongo in votazione l'emendamento 12.2. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13
Modifiche all'articolo 41 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. All'articolo 41 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19,
dopo il comma 2 è inserito il seguente:
«2 bis. Nell'ambito della formazione dei piani urbanistici
generali, i comuni prevedono aree destinate alla produzione di
energia elettrica da fonti rinnovabili per soddisfare il fabbisogno
energetico delle strutture di loro proprietà e/o gestite dall'ente
locale nel rispetto delle norme vigenti.».
Essendo stati presentati solo emendamenti soppressivi, votiamo per
il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14
Modifiche all'articolo 46-bis della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19
1. Alla lettera a), comma 1, dell'articolo 46 bis della legge
regionale 13 agosto 2020, n. 19, dopo le parole «interesse
pubblico» sono aggiunte le seguenti «, ivi compresi i beni
trasferiti, per finalità istituzionali, dall'Agenzia nazionale per
l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e
confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) al patrimonio
indisponibile di Comuni, Liberi consorzi, Città metropolitane e
Regione, che abbiano dichiarato l'esistenza di prevalenti interessi
pubblici ostativi alla loro demolizione».
Sull'articolo 14 mi sembra ci fosse la volontà... Sì, dobbiamo
mettere però in votazione comunque il soppressivo che è
l'emendamento 14.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(È approvato)
DIPASQUALE. No
PRESIDENTE. Infatti abbiamo soppresso l'articolo 14. Siccome ha
detto no, ha detto no lei. Allora, ritorniamo un minuto
all'articolo 10. C'è la riscrittura dell'emendamento, 10.2.R, che è
sul file dei fuori sacco , dove la modifica sta nel
successivamente all'acquisto della proprietà.
Vi lascio il tempo per poterlo leggere e poi lo poniamo in
votazione.
CRACOLICI. Stilisticamente era appropriato
PRESIDENTE. Stilisticamente lo hanno concepito così
Pongo in votazione l'emendamento 10.2.R.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15
Modifiche all'articolo 48 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. Dopo il comma 1 dell'articolo 48 della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19 sono inseriti i seguenti:
«1 bis. Il commissario ad acta è scelto fra i funzionari direttivi
dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente o tra i
dirigenti dell'amministrazione della Regione o dello Stato, aventi
comprovata professionalità tecnica in materia urbanistica, in
servizio o in quiescenza. Al commissario ad acta, insediatosi
presso gli enti locali per porre in essere l'attività sostitutiva,
è riconosciuta un'indennità di carica e di responsabilità di cui
all'articolo 24, comma 2 bis, della legge regionale 3 dicembre
1991, n. 44 e successive modificazioni. La determinazione
dell'indennità di carica e di responsabilità da attribuire al
commissario ad acta insediatosi presso gli enti locali è stabilita
con decreto dell'Assessore regionale del territorio e
dell'ambiente.
1 ter. Gli oneri relativi ai commissari ad acta di cui al comma 1
bis sono a totale carico dei bilanci degli enti locali
inadempienti.».
2. Il comma 3 dell'articolo 48 della legge regionale 13 agosto
2020, n. 19 è abrogato».
Si passa all'emendamento 15.3, a firma degli onorevoli De Luca A.
ed altri che è ritirato.
Si passa all'emendamento 15.4, a firma degli onorevoli Ciminnisi
ed altri. E' un soppressivo dell'intero articolo. E' mantenuto o
ritirato? E' ritirato.
Si passa all'emendamento 15.1, a firma degli onorevoli De Luca A.
ed altri che è ritirato.
Si passa all'emendamento 15.5, a firma degli onorevoli Burtone ed
altri. E' mantenuto o ritirato? E' mantenuto. Il parere della
Commissione?
Questo emendamento prevede la possibilità di nominare commissari
ad acta tra i dirigenti degli enti locali. No? No, no spieghi,
spieghi allora meglio perché dagli Uffici abbiamo questa nota. Può
prendere la parola, onorevole Burtone?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Semplicemente questo articolo dice che tra i dirigenti
degli enti locali nominati commissari ad acta non possono essere
nominati coloro che hanno svolto funzioni nel comune, nella
provincia dove vengono nominati commissari ad acta. E' una
questione di neutralità tra la funzione dirigenziale e gli
interessi territoriali per cui è una norma di buon senso. I
commissari ad acta possono chiaramente essere nominati ma evitando
di nominare coloro che abbiano svolto funzioni in quel territorio.
SPADA. L'onorevole Cracolici ha spiegato l'emendamento 15.6, siamo
invece all'emendamento 15.5.
PRESIDENTE. Appunto stiamo parlando di due cose differenti perché
qui capisco, posso magari non capire, ma ci sono altre dieci
persone che non capiscono. Allora era corretto l'invito al ritiro
Il 15.5, onorevole Cracolici dice quello che sostenevamo qui.
Quindi può ritirarlo.
CRACOLICI. Ok.
PRESIDENTE. Ma non tanto per me, più che altro per gli uffici
perché se cinque capiscono.... ok
CRACOLICI. Sono andato avanti
PRESIDENTE. Lei va sempre avanti perché è avanti a tutti,
onorevole Cracolici. Per fortuna non la inquadrano
Si passa all'emendamento 15.6, a firma degli onorevoli Burtone ed
altri. E' precluso.
Si passa all'emendamento 15.1, a firma degli onorevoli De Luca A.
ed altri che è ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 15.
CRACOLICI. C'era l'emendamento 15.6.
PRESIDENTE. Non ci sono più i dirigenti degli enti locali, è
precluso. Quindi andiamo direttamente a votare l'articolo 15.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16
Modifiche all'articolo 52 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. Al comma 1, lettera b) dell'articolo 52 della legge regionale
13 agosto 2020, n. 19, le parole «su ogni attività inerente alla
materia urbanistica ed edilizia delegata dal giudice del TAR o del
CGA nonché» sono soppresse».
E' stato presentato soltanto un emendamento soppressivo 16.1, a
firma degli onorevoli De Luca A. ed altri, pertanto si vota solo il
mantenimento dell'articolo. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17
Modifiche all'articolo 53 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. Dopo il comma 1 dell'articolo 53 della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19 è inserito il seguente:
«1 bis. I comuni che non hanno provveduto ad adottare il Piano
regolatore generale alla data del 31 marzo 2024 sono tenuti ad
avviare le procedure per la redazione del piano urbanistico
generale (PUG).».
2. Dopo il comma 3 dell'articolo 53 della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19 è aggiunto il seguente:
«3 bis. Nelle more dell'adozione del PTR le Città metropolitane, i
liberi Consorzi comunali e i Comuni, singoli o associati, possono
procedere all'approvazione dei rispettivi piani urbanistico -
territoriali.».
Si passa all'emendamento 17.3, a firma degli onorevoli De Luca A.
ed altri che è ritirato.
Si passa all'emendamento 17.7, a firma degli onorevoli Ciminnisi
ed altri che è ritirato. Si passa all'emendamento 17.1, a firma
degli onorevoli De Luca A. ed altri che è ritirato.
Si passa all'emendamento 17.5, a firma degli onorevoli Giambona ed
altri che è ritirato. Grazie.
Si passa all'emendamento 17.9, a firma degli onorevoli Chinnici ed
altri. E' mantenuto o ritirato? Mantenuto. Benissimo. Il parere
della Commissione? Onorevole Chinnici, vuole prendere la parola?
Il Governo annuncia che dà parere favorevole sul 17.4 e quindi
sostanzialmente si può ritirare il 17.9. Corretto, Assessore?
Assessore Savarino, qual è il parere del Governo sul 17.9?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. A me sembra
più corretto l'emendamento 17.4, su questo tema. Cioè, noi daremo
tempo fino al 31 marzo 2025.
PRESIDENTE. Quindi, quello dell'onorevole Giambona?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì,
esattamente.
CHINNICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Il mio emendamento aggiungeva una cosa: cioè il fatto
che i comuni che avevano in corso e avevano già provveduto alla
redazione, eccetera, devono completare l'iter di adozione entro il
termine di sei mesi dall'approvazione della presente legge. Questo
non c'è nell'altro. Trascorso il quale sono tenuti ad avviare le
procedure per la redazione del PUG.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie, Presidente. Intervengo perché non comprendo il
Governo che ha presentato un emendamento per estendere il termine
al 31 dicembre, salvo poi dare parere favorevole all'emendamento
del collega Giambona, che prolunga ulteriormente. Questa legge
urbanistica è del 2020 quindi i comuni, finora, volendo, hanno già
avuto tantissimo tempo a disposizione. Questo termine si continua a
rimandare, a prorogare di volta in volta, siamo arrivati a marzo
2025, mi sembra che il 31 dicembre 2024 possa già essere uno
spartiacque ragionevole per chi deve completare le procedure e chi
invece le deve avviare, secondo le nuove norme previste dalla legge
urbanistica, quindi le procedure per il PUG.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Presidente, in
riferimento all'articolo 17, sui tempi della realizzazione del PRG,
non è condivisibile se su una mano diamo i soldi per fare il PRG,
dall'altra diamo una scadenza così repentina che non potrà essere
rispettata. Quindi, dico di accantonare questo articolo, in questo
momento, poi facciamo una riscrittura e lo valutiamo più avanti,
durante l'esecuzione di questa seduta.
PRESIDENTE. Stiamo parlando di tutto l'articolo 17?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì, perché
dobbiamo riscrivere per prorogare almeno di un anno. Sentita la
Commissione, l'idea è di accantonare l'articolo per riscrivere
l'emendamento e poi ripresentarlo.
PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo 17, e mi pare che abbiamo
votato tutti gli articoli. Si ritorna all'articolo 8, in precedenza
accantonato. Ne do lettura.
«Art. 8
Modifiche all'articolo 33 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. All'articolo 33 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera c), comma 4, le parole «tra gli interventi
previsti dalla lettera b) possono annoverarsi anche» sono
soppresse;
b) dopo il comma 4 è inserito il seguente:
«4 bis. Nei casi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 4, il
PUG può prevedere incrementi volumetrici fino a un massimo del 30
per cento del volume preesistente, realizzato con regolare titolo
abilitativo, a condizione che vengano perseguiti almeno due degli
obiettivi di cui al comma 3.».
Si passa all'emendamento 8.1, a firma degli onorevoli De Luca ed
altri. E' ritirato.
Si passa all'emendamento 8.5, a firma degli onorevoli Ciminnisi ed
altri. Lo mantiene o lo ritira?
DE LUCA Antonino. Vorrei prendere la parola. Lo manteniamo.
PRESIDENTE. E' il soppressivo dell'articolo.
CIMINNISI. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Presidente Carta, è un soppressivo e lo mantiene.
Onorevole Carta, sull'emendamento 8.1.
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Noi, sull'articolo 8 chiederemo il voto segreto,
e quindi volevo innanzitutto anticipare questo. Dopodiché volevamo
evidenziare che la formulazione dell'articolo, oltre a incidere
sulle percentuali che abbiamo discusso nei giorni scorsi di aumento
di cubatura, non di consumo suolo, ma di aumento di cubatura, ha
sotteso anche un'altra problematica che si ricollega agli obiettivi
da raggiungere per ottenere le premialità, perché a livello di
normativa nazionale sono previste sette, otto, nove, premialità
mentre per come era stato impostato basta raggiungerne un paio per
avere anche la premialità di avere un aumento di cubatura, di una
percentuale nei centri storici e di un'altra percentuale al di
fuori centri storici.
E' un attimino da riconsiderare l'intero impianto, motivo per il
quale il Movimento Cinque Stelle oltre ad opporsi fermamente
chiederà il voto segreto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Il parere della Commissione
sull'articolo 8?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Per chiarire la
discussione sull'articolo 8 della norma oggi in Aula, il punto b),
che è così discusso al comma 4 bis, dà il 30 per cento del volume
preesistente realizzato con regolare titolo abitativo, a condizione
che vengano perseguiti almeno due degli obiettivi di cui al comma
3.
Per intenderci, Presidente, l'articolo 8 permette a tutti i comuni
della Regione siciliana di avere un documento di programmazione che
potrebbe dare la possibilità di riqualificazione all'interno dei
centri abitati dei comuni siciliani, a condizione che il comune
abbia uno strumento di programmazione che è il PUG.
Quindi, il 30 per cento di premialità nasce dal fatto che, in un
comparto all'interno della programmazione, si deve creare
l'opportunità in un documento di programmazione che deve vedere
all'interno dell'organizzazione della città una riqualificazione.
La differenza fra PUG e piani regolatori è sostanzialmente questa:
che nei piani regolatori non è previsto alcun ambito di
riqualificazione invece nel PUG, per ottenere la premialità, devi
riqualificare.
Riqualificare vuol dire riorganizzare parcheggi, area a verde,
parchi, tutta una serie di attenzioni per ottenere la volumetria di
premialità.
Questo lo dico perché, ad oggi, chi istituisce il PUG, presso i
comuni, non ha una percentuale di limite di premialità.
Quindi, qualsiasi consiglio comunale in Sicilia potrebbe oggi
adottare il PUG e dire di concedere ai propri cittadini una
premialità al di sopra del 30 per cento, ad esempio, il 40 e 50 per
cento, che poi tutto questo pacchetto va all'esame del Dipartimento
urbanistica di questa Regione.
Per intenderci, vedo questo articolo come un articolo di buon
senso e che è caratteristico per i comuni siciliani perché dà
l'opportunità di riqualificare e premiare i cittadini con una
maggiore volumetria ma soprattutto col riordino delle aree interne
e dei centri storici. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di intervenire l'onorevole
Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Onorevole Carta, quando la legge fu fatta, questa che
stiamo provvedendo a modificare, consentiva solo per le
riqualificazioni urbanistiche, e non edilizie, la possibilità di
aumento di volumetrie tant'è che c'è non solo un tentativo di
regolare la quantità di incremento con la proposta che viene fatta
da questo testo ma di prevedere anche la lettera a) dell'articolo
33 che riguarda gli interventi di qualificazione edilizia, che
nulla hanno a che vedere con la riqualificazione urbanistica.
Quindi qui stiamo prevedendo che, in nome - ho detto l'altro
giorno con una battuta - neanche il piano casa di Silvio
Berlusconi prevedeva un aumento di volumetrie del 30 per cento per
la qualificazione edilizia.
Mi sembra che qui, in nome della programmazione urbanistica, si
stia procedendo ad un tentativo di cementificazione, in assoluta
contraddizione col principio che abbiamo espresso, sì di consumo
suolo zero, ma addirittura di aumento di volumetrie su progetti di
qualificazione urbanistica.
Io, tra l'altro, penso che sulla qualificazione edilizia non ci
possa essere alcuna ragione di incremento di volumetrie perché si
tratta di ristrutturazioni edilizie così come prevedono i
regolamenti edilizi con ricostruzione, demolizioni, eccetera
eccetera, che sono già normati e qui, invece, prevedremo di
aumentare la volumetria per i beni che vanno demoliti e
ricostruiti, quindi in violazione col principio diciamo della
ricostruzione.
Ma anche la lettera b), Assessore mi sta ascoltando lei? No
Assessore mi sta ascoltando? Parlo con lei, Assessore.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. La sto
ascoltando.
CRACOLICI. Ripeta quello che ho detto (sorridendo)
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. A parole mie
CRACOLICI. Nella legge avevamo appositamente mantenuto un
principio di incremento volumetrico per le riqualificazioni
urbanistiche e, solo per quelle di cui alla lettera b), lasciando
non ad libitum ma con regolamento comunale su progetti che hanno un
interesse generale che è la riqualificazione urbanistica di zone
della propria città degradate, eccetera, eccetera, lasciando al
regolamento comunale la possibilità di prevedere incrementi
volumetrici che sono nella logica della accettabilità, ma ora
stiamo stabilendo, in maniera generale e astratta, che tutti gli
interventi di qualificazione edilizia, per cui la legge non prevede
incrementi volumetrici, e tutti quelli di qualificazione
urbanistica, possano aumentare le volumetrie del 30 per cento
rispetto all'esistente
Ma lo capite di cosa stiamo parlando? Ecco perché chiedo che
questo comma 2, il comma 2 giusto?, ebbene la lettera b) venga
cassata perché la ritengo, come dire, una norma fuori da qualunque
norma in atto vigente nell'ordinamento italiano che consente
aumenti di edificazione al 30 per cento.
Quindi io sono per cassare la lettera b) del comma 1. Mi sono
confuso anch'io
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì per un
ulteriore chiarimento. Questa norma è una norma che premia i comuni
che programmano. Quindi, di fatto, oggi discutere attorno alla
separazione dei due commi e, quindi, individuare la possibilità di
programmare senza dare un limite ai comuni siciliani e quindi di
potere mettere all'interno dei propri progetti regolatori, di PUG
che sono, di fatto, un elemento innovativo per la legislazione
siciliana, senza dare un limite, si verificherebbe che due comuni
limitrofi potrebbero avere due limiti totalmente contrari. Ad
esempio comune A e comune B, in un comune A si potrebbe
riqualificare con una premialità del 50 per cento e in un comune B
si potrebbe riqualificare con una premialità del 30 per cento.
Questo darebbe una disparità e una discriminazione sui territori.
Io, nell'applicazione del buon senso, dare un limite e tenere
all'interno di questo articolo il comma b), darebbe un limite a
tutti i comuni siciliani di programmare e riqualificare i comparti
dei centri urbani con una massima percentuale di premialità nella
volumetria. Questo permetterebbe di avere comuni che non subiscano
alcuna discriminazione ma con un indirizzo massimo di premialità.
Tengo a ricordare a questo Parlamento che questa premialità si può
ottenere esclusivamente a PUG approvato e il PUG approvato vuol
dire determinare tutto un percorso burocratico all'interno dei
comuni, poi degli enti che devono dare pareri, poi della Regione
siciliana, quindi attraverso un iter burocratico che vedrà la
Regione attore come i consigli comunali di una riqualificazione
programmata, ordinata e che abbia una premialità nei confronti di
chi fa investimenti e dà la possibilità di riordinare i centri
abitati.
Quindi, il mio parere, come Presidente di Commissione ma
soprattutto personale, è di grande interesse verso questo articolo,
perché secondo me, potrebbe dare una svolta e un'attività di
linearità nei comuni siciliani.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché è
chiaro che su questo articolo, secondo me, c'è un grande
fraintendimento generale, perché si tende a dire alcune cose e ad
ometterne altre: quando parliamo di premialità, riferendoci ad un
aumento di volumetria fino al 30 per cento, stiamo omettendo però
di dire che la norma di cui stiamo parlando è ancorata all'articolo
33, che è quello che riguarda la rigenerazione urbana,
rigenerazione urbana che si intende conseguita quando si
raggiungono degli obiettivi ben precisi che ci possano consentire
di, eventualmente se vogliamo porre un limite o dare una premialità
in termini di volumetria aggiuntiva, dobbiamo quanto meno dire che
tutti gli obiettivi di rigenerazione urbana sono stati conseguiti
perché se concediamo un aumento di volumetria così importante, il
sacrificio deve valere la pena, cioè deve esserci effettivamente
un'operazione di rigenerazione urbana.
Qui abbiamo un combinato disposto che è devastante, perché da un
lato concediamo volumetria aggiuntiva fino al 30 per cento,
dall'altro riduciamo il raggiungimento degli obiettivi di
rigenerazione urbana a cui la stessa norma è ancorata. Quindi di
fatto, senza fare alcuna rigenerazione urbana reale, si concede un
aumento di volumetria per interventi che, invece, con la
rigenerazione urbana non hanno proprio niente a che fare, perché
abbiamo ridotto gli obiettivi ad almeno 2 di quelli previsti dalla
norma, quindi è un effetto devastante in termini di gestione e di
governo del territorio, perché stiamo completamente abbandonando il
principio di rigenerazione urbana dando una premialità. Ma premiamo
che cosa? La volumetria è un premio a che cosa, nei confronti delle
nostre città? Diamo una volumetria aggiuntiva, quando in realtà non
c'è alcun intervento reale di rigenerazione urbana
Per questo manterremo l'emendamento soppressivo convintamente su
questa norma, perché stravolge il significato della legge
urbanistica che deve andare verso l'azzeramento del consumo di
suolo e la riqualificazione dei nostri centri urbani. Grazie.
SAFINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, vede, si
vuole fare passare l'idea che la legge 19 non contenga alcuna
premialità rispetto a fenomeni di rigenerazione urbana e, invece,
questa premialità, peraltro per i comuni, eventualmente sarebbe una
premialità per i privati, non per i comuni, perché i comuni non
hanno alcuna premialità da questo.
Ma in realtà la legge 19 del 2020 è già adeguata rispetto agli
scopi che si intendono perseguire, perché la lettera c) del comma 4
dell'articolo 33 prevede i casi di rigenerazione urbana e prevede
gli ambiti ristretti in cui la premialità può essere applicata, che
sono quelli appunto di interventi dove c'è scarsa densità
abitativa, dove ci sono zone dismesse, zone marginali, aree
degradate.
Allora, pensare a un recupero nei limiti di cui alla lettera c)
del comma 4 dell'articolo 33 è già sufficiente, volere estendere a
qualsiasi intervento e in qualsiasi area della città, anche in aree
che già sono densamente urbanizzate, non ha senso, è solo volere
attivare processi speculativi, dobbiamo dare ad ogni cosa il
proprio nome, perché se oggi nel centro storico di Trapani o nel
centro storico di Palermo o nel centro storico di Catania
immaginassimo la demolizione e la ricostruzione con un aumento del
30 per cento del volume, staremo parlando di urbanizzare
ulteriormente centri che già sono abbondantemente antropizzati. Non
è immaginabile, non è possibile
Allora, penso che questa norma vada soppressa, questo articolo 8
vada soppresso perché si vuole raccontare una storia che è
totalmente diversa dalla realtà. L'articolo 33, così come è
scritto, va bene.
GIAMBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come abbiamo
avuto modo di vedere, quello che abbiamo rappresentato in
Conferenza di Capigruppo, ovvero gli articoli oggetto di
discussione e di approfondimento, si è visto che fondamentalmente
erano la materia e sono la materia del contendere.
Abbiamo visto l'articolo 1, l'articolo 14, adesso quello che è la
discussione sull'articolo 8, dal quale emerge devo dire una enorme
contraddizione, Presidente e colleghi, perché io ritengo che questa
scrittura dell'articolo strida fortemente rispetto a quella che è
la decisione di questa Assemblea di andare a sopprimere appunto
l'articolo 1, nel quale si voleva modificare la locuzione ed
impedire con quella di contenere ulteriore consumo di suolo.
Del resto, hanno già detto su questo argomento chi mi ha
preceduto, ovvero andare a modificare quello che è l'articolo 33,
della legge n. 19 del 2020, pare superfluo ma non solo superflua in
alcuni aspetti, sicuramente peggiorativo, nel senso che la norma
prevede sei obiettivi qualificanti per avere questa cosiddetta
premialità e io ritengo, noi riteniamo che ridurre solamente a due
obiettivi per avere la premialità addirittura del 30 per cento sia
paradossale. Del resto si tratta di obiettivi assolutamente
raggiungibili, molto spesso raggiunti, da tante comunità che
riguardano il verde, la mobilità sostenibile, addirittura la
raccolta differenziata. Quindi credo che ci sia bisogno su questo
argomento sicuramente maggiore austerità. Da una parte si potrebbe
pensare ad una riscrittura dell'articolo con una maggiore austerity
rispetto a quelli che sono i criteri e gli obiettivi da garantire
rispetto ad una rigenerazione urbana; di converso io direi che noi
non possiamo che mantenere quella che è la soppressione di questo
articolo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, colleghi parlamentari, l'articolo
8, lo sapevamo, era uno degli articoli che non avevano visto,
nonostante l'impegno devo dire di tutti di trovare una sintesi, la
possibilità di una condivisione ampia. Io penso che ci siano tutte
le preoccupazioni e i colleghi che mi hanno preceduto lo hanno
chiarito in maniera inequivocabile, cioè noi stiamo intervenendo in
alcune parti dei nostri territori prevedendo nella nuova
programmazione la possibilità di edificazione, nuova edificazione,
fino al 30 per cento.
Ora, io non è che dico, magari in alcune realtà può essere anche
utile per stimolare aree particolarmente degradate, per stimolare i
privati a ristrutturare, ma prima di immettere tutta questa nuova
volumetria noi dovremmo crearci un problema di ordine diverso, ma
abbiamo bisogno un più 30 per cento di edilizia o abbiamo bisogno
in queste parti più un 30 per cento di piazze, più 30 per cento di
attività sportive, più 30 per cento di attività di verde pubblico,
più 30 per cento di arterie viarie? Il tema oggi nei comparti non
può essere solo questo, cioè come aumentare del 30 per cento il
comparto dove avviene l'intervento di demolizione e di
ricostruzione, perché è veramente limitativo.
Oggi la questione la stiamo affrontando in questi termini, cioè
non attraverso una visione complessiva, dove magari si può
prevedere un aumento e un incremento volumetrico, ma un incremento
volumetrico se non viene accompagnato da un incremento di tutto
quello che sono i servizi, le esigenze di una città che cresce,
l'esigenza dei più giovani, dei bambini, delle associazioni, degli
anziani. Significa solamente ampliare i quartieri dormitori,
solamente questo. Per questo motivo noi siamo contro, e ci
auguriamo veramente di trovare una condivisione ampia su questo
articolo perché, veramente, rischiamo di commettere un errore.
Questa è norma che va pianificata in maniera diversa.
PRESIDENTE. Sia l'onorevole Burtone che l'onorevole Spada che
hanno chiesto di intervenire.
Prego onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
BURTONE. Presidente, qualche settimana fa abbiamo approvato la
legge per la lotta contro il crack.
Io ho sentito diversi interventi in quest'Aula, ma anche fuori dal
Parlamento, tutti a battersi il petto a dire "la devianza sociale
collegata spesso a queste città che non danno vivibilità, che non
offrono servizi, che sono legati spesso a queste periferie che
presentano un'urbanizzazione massiccia e la qualità della vita è
molto abbassata".
Ora abbiamo un'occasione e, in questa occasione, si manifesta una
linea che è quella di dire "cerchiamo di sovraccaricare la città".
La città presenta questa anomala costruzione devastante rispetto al
territorio, si è avuto nel passato la logica "più si costruisce
meglio è". Si vuole continuare. Evidentemente qualcuno ha deciso in
questo Parlamento e fuori da questo Parlamento che bisogna
utilizzare sempre più in maniera chiara, legata al profitto, quelle
che possono essere invece scelte che possono avere un indirizzo
diverso, perché il problema è quello di realizzare luoghi della
socializzazione. I luoghi della socializzazione debbono essere i
centri commerciali o possono essere le piazze, gli impianti
sportivi?
Per noi é questa seconda ipotesi.
Ecco perché, Presidente, noi insistiamo per avere una linea
chiara, netta, che le città non debbono essere sovraccaricate
ulteriormente da processi di urbanizzazione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Burtone. Prego, onorevole Spada.
SPADA. Grazie Presidente.
Qui si vuole mascherare la modifica dell'articolo 33 con, di
fatto, un ampliamento vero e proprio di quelle che sono le
volumetrie degli edifici già esistenti che, in teoria, si
dovrebbero riqualificare.
Allora, se l'intenzione del Governo, della Commissione o comunque
di questa maggioranza è quella di consentire la rigenerazione
urbana, quindi soffermandosi solo ed esclusivamente alla
rigenerazione urbana, che si modifichi questo articolo inserendo ed
eliminando dalla modifica dell'articolo 33 il comma a), la lettera
a), così come proposto dal Partito Democratico che ha visto dove
c'è un emendamento a firma dell'onorevole Chinnici ed eliminiamo,
diciamo, la ristrutturazione o l'aumento di volumetria degli
immobili, delle palazzine perché qui pariamo una politica volta la
rigenerazione dei territori, non mascherandola alla generazione
volta diciamo all'aumento della cubatura che fa, come dire, il
gioco dei palazzinari, oppure stiamo prendendo in giro solo
esclusivamente chi ci guarda dall'esterno mascherando una riforma
dell'articolo 33 con una vera e propria - come dire - operazione
speculativa che noi non consentiremo all'interno di questo
Parlamento.
Grazie.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
PRESIDENTE. Prego, onorevole Carta, a lei la parola.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Io vorrei chiarire
alcuni aspetti perché con tutto questo gioco di parole sembra che
stiamo facendo più una norma dedicata alla discriminazione che una
norma dedicata all'urbanistica.
Per precisare, il comma 1 dell'articolo 33 va letto per
comprendere cosa si intende per rigenerazione urbana nell'ambito
delle iniziative che la Regione persegue ai fini del consumo del
suolo: 1) la Regione promuove iniziative finalizzate al consumo di
suolo tendente a zero anche attraverso la rigenerazione di aree
edificate se esse hanno perduto la loro originaria utilizzazione
mediante la riqualificazione dell'ambiente degradato, secondo i
criteri di sostenibilità richiamati dall'articolo 5 e mediante
l'individuazione di nuove funzioni aventi rilevanza strategica
anche in un'ottica di area vasta; per definire la lettera d), nel
comma 1, del TUEL numero 380/2001 prevede testualmente alla lettera
d) interventi di ristrutturazione edilizia, gli interventi rivolti
a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico
di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in
parte diverso dal precedente, tali interventi comprendono il
ripristino e la sostituzione di alcuni elementi costitutivi
dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'insediamento di
nuovi elementi e di impianti.
Nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono
compresi, altresì, gli interventi di demolizione e ricostituzione
di edifici esistenti con diversa sagoma, prospetti, sedime e
caratteristiche planivolumetriche e tipologie, con le innovazioni
necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica per
l'applicazione della normativa sull'accessibilità per
l'installazione di impianti tecnologici e per l'efficientemente
energetico.
L'intervento può prevedere, altresì, nei soli casi espressamente
previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici
comunali, incrementi di volumetria e, ripeto, strumenti urbanistici
comunali incrementi di volumetria anche per promuovere interventi
della generazione urbana".
Ho letto questi tre articoli, Presidente, per convincere il
Parlamento a terminare questa discussione su un indirizzo e
l'indirizzo è il seguente, senza PUG, senza questo strumento di
programmazione, non si può rigenerare e riqualificare, quindi,
possiamo dire tutto quello che vogliamo ma per rigenerare e
riqualificare i comuni adesso senza questo punto b) si possono
aumentare la premialità come vogliono, quindi, ad oggi si vuole
mettere un tetto alla capacità di rigenerare e riqualificare, se si
vuole fare bene ai siciliani dobbiamo dare questo limite.
CHINNICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, allora
il problema è capirci veramente sui termini, "rigenerazione urbana"
secondo proprio la Treccani, cioè parliamo non tanto
autoreferenzialmente delle nostre stesse leggi, l'onorevole poco fa
parlava di rinnovamento urbano ma rinnovamento urbano e
rigenerazione urbana sono due concetti completamente diversi, non
si può parlare di rigenerazione urbana nel caso di aumentare il
volume di un singolo edificio, non è quella la rigenerazione
urbana, noi stiamo prima di tutto dicendo questo, vogliamo abolire
la lettera a) perché la lettera a) si riferisce a puntuali
interventi su singoli edifici e questa non è rigenerazione urbana,
questo è semplicissimo, cioè basta chiederlo a qualsiasi
architetto, all'ordine degli architetti, sono definizioni base, non
si fa rigenerazione urbana aumentando il volume di un singolo
edificio, punto e basta, quindi noi siamo per l'abolizione della
lettera a) senza se e senza ma
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole Daidone
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Galvagno
PRESIDENTE. Onorevole De Luca è mantenuta la richiesta di voto
segreto sull'emendamento 8.1?
DE LUCA Antonino. Si.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti ................. 62
Votanti .................. 57
Maggioranza . 29
Favorevoli ............. 26
Contrari ................. 31
Astenuti ................. 1
(Non è approvato)
L'emendamento 8.5 è precluso.
Si passa all'emendamento 8.6 a firma degli onorevoli Chinnici ed
altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che
l'Aula avesse chiaro che questa legge che stiamo approvando sarà
qualificata da questa norma che, per la prima volta, estende anche
agli interventi di qualificazione edilizia, che nulla hanno a che
vedere con quella urbanistica, la possibilità di incremento delle
volumetrie al 30% di quelle esistenti. Ripeto, questo è quello che
qualificherà questa legge con tutte le conseguenze, anche
mediatiche, che questa legge avrà.
PRESIDENTE. Intanto bisogna vedere se la richiesta è appoggiata
meno, c'è una richiesta da parte dell'onorevole Cracolici di voto
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.6.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti ................. 62
Votanti .................. 60
Maggioranza . 31
Favorevoli ............. 25
Contrari ................. 35
Astenuti ................. 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.7, dell'onorevole Lombardo Giuseppe
Geremia E' mantenuto o ritirato?
LOMBARDO Giuseppe Geremia. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 8.7?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole, anche
perché darebbe l'opportunità immediatamente di riqualificare i
centri abitati.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.7.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Siamo in votazione. Se è indispensabile, onorevole
Ciminnisi la faccio intervenire.
CIMINNISI. Scusate, scusate sarò brevissima, solo per dire che
tutti i discorsi che abbiamo fatto sul PUG e sul fatto che dovevamo
premiare i comuni che avevano il PUG con questa norma, ovviamente,
non valgono più perché stiamo estendendo anche agli altri strumenti
urbanistici attualmente vigenti. Quindi si smentisce da solo il
Presidente Carta. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ciminnisi. Chi è favorevole
all'emendamento 8.7 resti seduto, chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 8.2 dell'onorevole Cracolici e altri. E'
mantenuto o ritirato?
CRACOLICI. Lo mantengo perché, al punto in cui siamo, cerco di
limitare i danni. Solo per questo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi rimetto
all'Aula.
SPADA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.2.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 8.2 a firma dell'onorevole Cracolici.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti ................. 62
Votanti .................. 61
Maggioranza . 31
Favorevoli ............. 29
Contrari ................. 32
Astenuti ................. 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.3, degli onorevoli De Luca Antonino ed
altri. Onorevole De Luca, è mantenuto o ritirato?
DE LUCA Antonino. Mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.4, dell'onorevole Ciminnisi e altri. E'
mantenuto o ritirato?
CIMINNISI. Lo mantengo. Un appello alla responsabilità di tutta
l'Aula. Veramente. L'articolo che stiamo votando è uno scempio.
Cerchiamo veramente di riagganciare la norma ai principi di
rigenerazione urbana, che in questo modo vengono totalmente
calpestati e si fa speculazione edilizia a discapito della
rigenerazione urbana dei nostri centri abitati E' veramente
necessario che ci sia uno scatto di responsabilità. Non veniamo a
piangere le alluvioni, quando poi ci sono i danni per favore.
Grazie. Basta ipocrisia
DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, vorrei chiedere un attimino,
visto anche il tenore delle argomentazioni che sono state esposte
dai colleghi, di invitare l'assessore a rendersi conto di quelle
che sono anche le responsabilità.
Appena l'Assessore finisce un attimo la conversazione privata,
proseguo Presidente.
Aspetto, non è un problema.
PRESIDENTE. Che sia privata non lo sappiamo. Possibilmente è con
gli uffici.
DE LUCA Antonino. Però non è un problema. Non è una parolaccia
privata.
PRESIDENTE. Prima avete chiesto un approfondimento...
DE LUCA Antonino. Una conversazione privata non è che è una
conversazione cattiva, brutta.
Allora Assessore, volevo chiedere, visto anche il tenore delle
argomentazioni che sono state esposte sinora dai colleghi su questo
articolo e dato che dal giudizio che lei esprimerà derivano anche
delle responsabilità morali per tutto quello che succederà poi nei
comuni amministrati da destra, da sinistra quello che è, però ci
saranno delle conseguenze per forza positive e negative.
Io quello che le voglio chiedere Assessore quanto meno di avere la
responsabilità di collegare questi incrementi di volume perché di
questo si tratta, quanto meno al raggiungimento, come da normativa
nazionale, di tutti gli obiettivi e non di almeno due a scelta,
perché questo significherebbe fondamentalmente dire ai comuni 'fate
quello che volete, aumentate serenamente le cubature perché tanto
non c'è nessuno che controlla ' e per una Regione come la nostra in
cui non c'è area che non rientri nel tratteggio rosso che
simboleggia il dissesto idrogeologico, Assessore questa è una
responsabilità molto grave che lei oggi è chiamata ad assumere o a
rifiutare e lo dovrà fare pubblicamente dando un parere
Per cui quello che le chiediamo Assessore, da questo punto di
vista, è un attimino anche se dobbiamo prenderci qualche minuto, ci
rifletta con attenzione, perché ricollegarla solo a due obiettivi
non esprimendo un parere favorevole a questo emendamento che invece
lo ricollega alla totalità degli obiettivi, della rigenerazione
urbana, è una responsabilità politica e poi, per carità, se lei
deciderà di assumersi ne trarremo le conseguenze e poi l'Aula
voterà. Grazie.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'onorevole Spada così
magari raccogliamo quelle che sono le indicazioni o i suggerimenti
eventuali.
Ne ha facoltà.
SPADA. Signor Presidente, quello che mi chiedo è perché qui in
quest'Aula sembra che la legge 19 del 2020 l'abbia fatta qualche
altro Governo. Chi l'ha fatta questa riforma, Assessore?
Questa riforma l'avete fatta voi, questa riforma l'ha fatta il
Governo Musumeci. Assessore, lei era Presidente della Commissione
Territorio e Ambiente e noi oggi stiamo andando in deroga a una
discussione che abbiamo affrontato nella scorsa legislatura per
limitare il consumo del suolo, per limitare i disastri a cui stiamo
assistendo in tutta Italia. Guardate quello che sta succedendo in
Emilia Romagna, guardate quello che sta succedendo quando piove in
questa Regione e noi che cosa facciamo? Aumentiamo il volume,
aumentiamo la volumetria, consentiamo la speculazione dei
palazzinari, noi stiamo consentendo di riformare la legge
urbanistica a qualcuno che non capisce nulla di urbanistica e che
ha degli interessi specifici Bisogna assumersi la responsabilità
dell'azione che stiamo portando avanti oggi in quest'Aula
Domani sarete sbattuti su tutti i giornali perché sarete quelli
che avranno favorito la speculazione diciamo edilizia su questo
territorio, in un territorio in cui nascono sempre meno bambini, in
cui i giovani se ne vanno sempre più, e invece di pensare alla
rigenerazione, immaginiamo di eliminare gli obiettivi che sono
stati prefissati dalla maggioranza di Musumeci, dal Governo della
scorsa legislatura, un Governo che almeno aveva in questo caso
dimostrato un minimo di buon senso, cosa che il Governo Schifani,
se dovesse passare questa riforma così come è strutturata, non avrà
nemmeno fatto: vi dovrete assumere la responsabilità di essere
coloro i quali avranno consentito la speculazione edilizia e non la
rigenerazione urbana
Colleghi, questo è un articolo su cui vi chiedo di non fare
un'opposizione politica maggioranza e opposizione. Leggetevi
l'articolo e votate secondo coscienza.
PRESIDENTE. Prima ha chiesto di intervenire l'onorevole Catanzaro
e poi l'onorevole La Vardera.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, in queste ore che si è affrontato
questo disegno di legge non ho proferito parola perché i colleghi
Gruppo parlamentare del Partito Democratico hanno fatto un grande
lavoro di buon senso in queste settimane.
Proprio la scorsa settimana si è arrivati a prendere una settimana
in più per poter arrivare in Aula e cercare di trovare una
convergenza, come quest'Aula e noi più volte abbiamo cercato di
fare, nel disegno di legge che hanno una importanza.
Lei, come Presidente dell'Assemblea, ha sempre garantito il lavoro
di quest'Aula e abbiamo convenuto fino a poco fa, in Conferenza dei
Capigruppo, dove su alcuni articoli si è detto che bisognava avere
un approfondimento, alcuni li abbiamo addirittura stralciati, anzi
non stralciati ma li abbiamo votati con il soppressivo mentre
sull'articolo 8 sapevamo che c'era qualcosa che non andava. Adesso
abbiamo fatto delle votazioni con voto segreto per cercare di
sensibilizzare il più possibile quest'Aula su un articolo che di
fatto - i colleghi lo dicono e lo hanno detto - è un articolo che
poi di fatto concentra questo disegno di legge, che è un disegno di
legge che su questo articolo si basa molto, perché è stato detto
più degli interventi.
Adesso, Presidente Galvagno, noi è chiaro che abbiamo trovato, da
parte della maggioranza, un muro che non è un muro dove le
opposizioni o la opposizione o tutti noi interveniamo per cercare
di fare riflettere e dire "guardate che, secondo quello su cui si
sta andando avanti, si va a sbattere". Lo abbiamo detto in tutte le
salse e lo continuiamo a dire e cerchiamo anche fino alla fine,
cioè come lo stiamo facendo adesso, di fare intervenire anche un
minimo di sensibilità rispetto a quello che questo disegno di legge
da parte di questa maggioranza, perché altrimenti quest'Aula, di
fronte ad una legge che esce con la condivisione del lavoro che c'è
stato all'interno della Commissione IV e all'interno dei Gruppi,
purtroppo ritengo che proprio su questo articolo non sta avendo la
lungimiranza di potere trovare un momento di confronto per capire
che forse si va verso una direzione sbagliata.
Allora, Presidente, lo abbiamo detto in tutte le salse, io penso
che se andiamo avanti in questo modo a questo punto noi possiamo
anche annunciare che su tutto l'articolo chiediamo il voto palese-
nominale, proprio per fare comprendere chi è a favore e chi è
contro, rispetto a quello che è questo articolo.
PRESIDENTE. Non ho capito però se il Partito Democratico
sull'emendamento 8.4 annuncia voto palese-nominale.
CATANZARO. Sì, sull'emendamento 8.4 il PD annuncia voto palese-
nominale.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Signor Presidente, anch'io volevo sottoscrivere quanto
detto dal collega Spada, e soprattutto sottolineare a queste
opposizioni che questa maggioranza, colleghi dell'opposizione, ci
sta dando una grande opportunità oggi, cioè quella di dire alla
Sicilia qual è la loro visione e qual è la nostra visione. Quindi,
col voto palese-nominale, così come è giusto che accada, noi
possiamo dire esattamente qual è la visione che ha questa
maggioranza e qual è la nostra visione. Io la definisco una
"porcheria", perché questo è E non si può non chiamare
"porcheria"
Ritengo che sia in linea con quello che è il percorso di questo
Governo finora: è andato sempre avanti non ascoltando le
opposizioni, non ascoltando il buon senso dell'opposizione e allora
in quest'Aula dobbiamo andare a colpi di voto segreto o di voto
palese In questo caso, noi dobbiamo chiedere il voto palese,
colleghi deputati, e questo ci darà la possibilità di essere
rappresentanti di quello che è un percorso diverso e di
differenziazione rispetto a questa maggioranza e alle porcherie che
questa maggioranza vuole approvare in quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, la domanda che sorge assolutamente
spontanea, visti anche gli interventi di tutti i colleghi, è: chi
vuole questa norma?
I siciliani devono sapere chi vuole questa norma e io mi aspetto
che qualcuno della maggioranza oggi intervenga in difesa di questa
norma.
Noi vogliamo sapere chi difende questa norma Perché ha pensato a
questa norma? E perché oggi è disposto a votarla a tutti i costi?
Qui oggi, come può ben vedere l'atteggiamento avuto durante
l'esame e il voto di tutto il disegno di legge, è stato
collaborativo, abbiamo approvato gli emendamenti della maggioranza,
dell'opposizione, siamo andati avanti, abbiamo approvato anche gli
emendamenti col voto trasversale anche delle opposizioni.
Ci sono degli articoli, e questo è esemplificativo di questa
legge, che non vanno assolutamente bene. Abbiamo - e credo
soprattutto i siciliani - hanno il dovere di sapere chi oggi sta
andando in direzione contraria e opposta a quello che avviene nel
resto d'Italia
Mentre nel resto d'Italia si parla di rigenerazione urbana, spazi
verdi, possibilità di non produrre nuovamente aumenti volumetrici,
in Sicilia si sta facendo l'esatto opposto E solo in Sicilia
Allora, Presidente, la volete questa norma? C'è qualcuno che se ne
prende la patria potestà?
Lo dica in Aula
Ci sia uno che si prenda la responsabilità di dire questa norma è
buona per queste ragioni
Purtroppo, però, siccome molte volte dietro questa norma c'è molta
codardia e ci si nasconde dietro il voto segreto, il voto in
un'Aula in cui poi tanto i siciliani se lo dimenticano, chi ci
guarda, non ci guarda con attenzione, non lo sapremo mai.
Però, da parte nostra, da parte delle opposizioni, difendere
questa Terra, difendere la possibilità che venga realizzato tutto
secondo una norma nazionale che non prevede questi aumenti
volumetrici, credo che sia il minimo segnale di rispetto nei
confronti dei siciliani che oggi ci hanno mandato qui.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Di Paola,
Chinnici, Assenza, Burtone e Carta.
Prego, onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, colleghi, sono già intervenuti altri
colleghi in merito a questo articolo.
Noi, come altri colleghi hanno detto, ci siamo presi un'ulteriore
settimana di pausa perché c'erano delle criticità all'interno
dell'articolato.
Presidente, questo articolo è frutto, ovviamente, di una posizione
- se emergerà - da parte dei partiti e delle forze politiche che
oggi sono al Governo della Regione siciliana.
Presidente, però, ci tengo a dire, proprio perché so quanto anche
il premier Meloni e Fratelli d'Italia tenga a questi argomenti, noi
rischiamo, con l'approvazione di questo articolo, non solo di fare
un danno alla nostra Regione - e già altri colleghi hanno discusso
e argomentato sul perché - ma rischiamo di andare su tutti i
giornali, anche a livello nazionale, perché stiamo facendo un danno
alla nostra Regione completamente in distacco sia dal Governo
nazionale sia dal Governo regionale precedente che, in teoria,
aveva portato una norma, una legge sull'urbanistica e mi pare che
in queste settimane ci sia stata la massima collaborazione da parte
di tutte le forze politiche per cercare di migliorare il testo.
Ora dico, se c'è una volontà da parte di Fratelli d'Italia, che è
il maggiore azionista del Governo nazionale e del Governo
regionale, a portare avanti questo articolato, noi chiederemo per
il voto finale a questo articolo il voto palese.
Chi chiederà il voto segreto in quest'Aula sull'articolo 8 è a
favore dei palazzinari
Lo diciamo bene e a gran voce in maniera che chi è fuori ci
ascolta.
Chi chiederà il voto segreto sul voto finale di questo articolo è
a favore dei palazzinari e sta facendo un danno ai siciliani e a
questa Regione
Faccio un appello, Presidente, al partito di maggioranza di questo
Governo perché sono convinto che è nella stessa linea e lunghezza
d'onda del Premier Meloni e del Governo nazionale che non può
approvare questo articolo così come è stato scritto.
PRESIDENTE. Personalmente, dico da Presidente dell'Assemblea sono
sempre equilibrato, ma mi rivedo perfettamente nelle posizioni del
Premier Meloni.
Il voto è un voto d'Aula che viene determinato da tutte le forze
politiche che, responsabilmente, mi auguro possano votare secondo
coscienza. Poi se, a maggior ragione, riuscissero a votare per
essere chiari e rispettosi nei confronti dei siciliani, non
nascondendosi dietro il voto segreto, questo chiaramente mi auguro
che possa avvenire. Però, certamente, anche io mi rivedo fermamente
nelle posizioni del Premier.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
Dopo vi sono gli onorevoli Assenza, Burtone, Carta e Campo.
CHINNICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Mi
perdonerà se mi rivolgo direttamente, in particolare, al Governo e
all'assessora Savarino per ricordarle che, proprio quindici giorni
fa esatti, il 14 ottobre, Assessora lei ci ha invitato e, oltre a
me erano presenti l'onorevole Giambona, l'onorevole Caronia e
l'onorevole Vitrano, forse qualcun altro non ricordo, comunque noi
siamo stati tutta la mattinata con lei e con tanti sindaci, si
ricorderà bene perché l'ha organizzato lei nel suo Assessorato.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
CHINNICI. Ci sono state presentate le linee del Piano territoriale
regionale. Ora il suo direttore generale, l'architetto Beringheli,
ci ha raccontato come la legge 19 del 2020 veniva, addirittura,
dalla collazione di 12 ddl diversi Quindi c'era stato un lavoro
già lungo appena quattro anni fa. Assessora, ci terrei che mi
ascoltasse. Assessora Savarino.
PRESIDENTE. Onorevole Chinnici l'ascolto io, vada avanti.
CHINNICI. No, no, guardi mi preme veramente perché poco fa,
giustamente, il collega La Vardera diceva: chi è che vuole questa
norma? Ora, io il 14 ottobre ho preso diligentemente anche degli
appunti perché la narrazione che fu fatta dall'Assessora, dal
dirigente generale, dagli esperti esterni che venivano credo
dall'Emilia Romagna e da non so quali altre Regioni civili ci hanno
detto che il Ptr, il Piano territoriale regionale, che si sta per
appunto varare, che tra 18 mesi dovrà essere approvato, si basa su
alcuni principi fondamentali.
Uno, il primo proprio, è quello della sostenibilità ambientale:
entro il 2050 l'obiettivo è del consumo del suolo pari a zero,
grazie alla rigenerazione urbana. Sono le parole del dirigente
generale dell'Assessorato, per questo mi preme che l'Assessora
ricordi con me quella bella mattinata. Poi ci avete parlato del
principio della partecipazione, del principio della concertazione,
della perequazione e della semplificazione, della flessibilità.
Come vede, Assessora, io avevo preso appunti perché avevo fiducia
in lei e perché nel rispetto istituzionale io sono venuta e ho
creduto, così come immagino l'onorevole Giambona, lei ci ha fatto
fare i saluti ai sindaci, eccetera. Ora noi con che coraggio
assistiamo qui all'esito di una norma che smentisce proprio tutto
quello che ci avete raccontato quindici giorni fa facendoci sognare
su questo Ptr?
Mi scusi, assessora, cioè si perde credibilità se si parla di
rigenerazione urbana, di impatto zero, consumo del suolo pari a
zero, e poi alla prima occasione aumentate del 30% sui singoli
edifici
Oh, signori, qua siamo a Palermo, la città del sacco di Palermo
non è più possibile fare queste norme qui, in questo palazzo, che
ha sede, ripeto, nella capitale del sacco di Palermo
Io penso che, veramente, lo diciamo per voi prima di tutto perché
la bruttissima terribile figura di fronte all'Italia e all'Europa
la fate voi E poi perdete ai nostri occhi qualsiasi credibilità.
La prossima volta non mi inviti più, onorevole assessora Savarino,
mi scusi, perché ci sentiamo presi in giro.
Si proiettano delle slides meravigliose dove la Sicilia...ma il
Ptr...avete parlato voi del principio di rigenerazione e...meno
male che...lo capisco però, allora, ci aiuti a fare tornare
indietro la sua Commissione e la sua maggioranza Insomma, siete
voi dalla stessa parte, mi scusi assessora, qualche responsabilità
come assessora al territorio ce l'avrà anche lei
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, allora:
in Italia la popolazione, dal 1950 ad oggi, è cresciuta del 28%,
mentre la cementificazione del 166% In Sicilia abbiamo 130.000
immobili sfitti, e il 42% del centro storico di Ragusa è vuoto A
Caltanissetta, un edificio su cinque è vuoto, a Trapani uno su
dieci, e noi stiamo ancora parlando di aumentare le cubature, senza
andare a immaginare che tutto questo aumento di cubatura non fa
altro che aumentare le tasse in maniera sproporzionata ai
cittadini, perché i cittadini, che sono sempre gli stessi,
andrebbero a pagare più asfalti, più illuminazioni, più scerbature,
più approvvigionamento idrico, e quindi tasse elevatissime per una
città che cresce con una popolazione che non cresce affatto.
Quindi, andare a votare questa norma significa tutto questo
Io chiedo a questo Governo e a questa maggioranza di prendere
coscienza che bocciare questa norma è un atto di responsabilità,
perché significa andare a implementare il tessuto sociale dei
centri storici, far acquistare valore agli immobili dei centri
storici, creare rigenerazione urbana e quindi rendere più sicuri
gli immobili esistenti, più sicura la vita all'interno dei nostri
centri abitati. Fare l'esatto contrario è totalmente una scelta
scellerata che va contro la Sicilia e contro i cittadini siciliani,
quindi anche io mi appello al buon senso di questa maggioranza
perché questa norma sicuramente non è nella direzione dello
sviluppo che una Regione nel 2024 deve prefiggersi. Grazie
Presidente.
LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LOMBARDO GIUSEPPE. Signor Presidente, io mi volevo associare alla
richiesta che ha fatto poco fa lei dal banco dei deputati: su
questo articolo, e lo richiedo come già l'ha richiesto lei,
dobbiamo votare con il sistema palese nominale, nessuno si nasconda
dietro il voto segreto, Presidente.
Quindi appoggio anticipatamente la richiesta che ha fatto lei.
BURTONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, io ho partecipato qualche mese fa ad
una riunione della Commissione urbanistica, si discuteva il testo
che ancora non era stato definito, e debbo dire che sono rimasto
parecchio sorpreso, perché ho visto che su alcuni emendamenti la
parola non veniva data ai parlamentari, non c'era una dichiarazione
né del Governo - allora credo l'assessore fosse una rappresentante
sempre di Fratelli d'Italia, la Pagana, credo - non parlava né
l'Assessore nel dare il parere, né il Presidente della Commissione,
c'era un consulente esterno che dava la linea: questa linea io
pensavo che dopo mesi fosse stata accantonata, che non fosse
prevalente.
Da questo emendamento e da altri, comprendo che questa è una legge
che è stata costruita non in Parlamento, ma fuori dal Parlamento, e
che ci sono alcuni interessi che poi sono riscontrabili anche
rispetto a quello che è stato fatto nel passato: basta fare un giro
a Catania o nei paesi etnei per capire come si vuole impostare la
nuova urbanistica in Sicilia.
Assessore, la prego di andare al banco del Governo, anche perché
non stiamo... Presidente, io posso anche rinunciare all'intervento,
l'assessore dovrebbe ascoltare gli interventi.
PRESIDENTE. Onorevole Burtone, si rivolga a me, non si preoccupi,
la ascolto con molto piacere.
BURTONE. Mi rivolgo a lei, ma io voglio rivolgermi anche
all'assessore che qui ha fatto delle dichiarazioni direttamente, ha
parlato in un modo che oggi smentisce, perché questo emendamento
non risponde alle cose che lei ha detto qui, cercando di prendere
le distanze da alcune parti della legge qualche settimana fa. Ora
li legittima tutti, questi aspetti deteriori che noi abbiamo
sottolineato e che condanniamo.
Quindi, Presidente, io ripeto sono sconcertato dal modo in cui si
sta procedendo, io generalmente non faccio richiesta di avere il
Presidente della Regione, capisco che è impegnato in tante cose, io
vorrei capire se il Presidente della Regione condivida quello che
l'Assessore sta firmando e che sta dando titolo, rispetto a quello
è stato disposto da alcuni fuori da questa Assemblea. E' una cosa
molto grave, è stato detto da alcuni colleghi, la rivisitazione
urbana, la riqualificazione non può essere assolutamente accostata
con un processo di cementificazione delle nostre città, nei centri
storici, ma anche nelle aree di sviluppo c'è la necessità di
recuperare luoghi in cui ci sia la socializzazione e non soltanto
cemento sopra cemento.
Ecco perché noi siamo contrari, lo diciamo con chiarezza, rispetto
a questa impostazione, ad un'impostazione che risponde alle
indicazioni, agli ordini che vengono da fuori
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusate
colleghi, ho chiesto di intervenire, è da un po' che chiedo, anche
per evitare di allungare una discussione, perché io lo avevo detto
nella discussione generale e lo ribadisco adesso: l'ordine dei
lavori, così come il testo, io me lo sono ritrovato in Aula.
BURTONE. Lo legittima
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, aspetta,
fammi parlare, con tutto il rispetto. E come avevo preannunciato su
alcuni temi - Giovanni io ti voglio bene, ma mi devi fare parlare
perché se no diventa un monologo. Pure agli assassini si dà il
diritto di difesa, io neanche quello, neanche la pistola fumante
ho.
Allora, come avevo detto nella discussione generale e lo ribadisco
adesso, questo è un testo che ci siamo ritrovati in Aula, che è
frutto sia di alcune cose volute dal Governo, sia di altre nate dal
Parlamento, ma che appartengono anche a tutti i colori politici
perché alcuni so, mi hanno informato i colleghi, che sono anche
stati proposti dalle opposizioni. L'esigenza di modificare alcune
norme del testo della legge urbanistica veniva fuori: uno, perché
bisognava adeguarsi ad alcune modifiche della 152 che dimezzano i
tempi; due, perché in fase applicativa, si era notato che alcune
cose, come quelle dell'articolo 7, erano delle ripetizioni
inapplicabili e quindi andavano sistemati; altre erano un'esigenza
di snellimento dell'iter. E fino a qui tutto legittimo. Poi sono
state inserite altre sensibilità, fin da subito vi avevo detto che
l'articolo 1 io non lo condividevo e mi pare che tutta la
maggioranza abbia votato per abrogarlo perché, l'ho detto subito o
è ultroneo, e quindi inutile, o ha un senso che non comprendo e che
quindi siccome non lo comprendo non lo voto, giusto? E l'articolo 1
lo abbiamo abrogato.
Mi pare che nel testo più volte abbiamo dato parere favorevole
anche ad emendamenti delle opposizioni che aiutavano, emendamenti
della Ciminnisi, di Giambona, più volte, quindi mi pare che fino ad
ora l'orientamento di questo Governo era soprattutto - visto che il
testo veniva fuori anche da un lavoro che era a più mani - molto
laico, molto di apprezzamento anche della sensibilità del
Parlamento. Mi pare però, e questo è un punto in cui chiedo di
fermarci un attimo Presidente, per questo ho chiesto di anticipare
l'intervento, che alcune approvazioni che sono avvenute adesso, al
di là delle indicazioni che ho dato io perché io avevo detto per
esempio sul 20 per cento che per me andava bene, sull'applicazione
al PRG invece ho espresso titubanze, è venuta fuori un'approvazione
di un testo che al momento, prima ancora che venga approvato in
maniera definitiva - peraltro, onorevole De Luca avrei già
preannunciato il mio parere favorevole sull'emendamento 8.4, questo
glielo voglio dire perché era già nei miei appunti, come in altri
che ho dato parere favorevole agli emendamenti delle opposizioni,
che laddove migliorano - quel principio che ci siamo detti più
volte, che era il senso di questa legge, quello del consumo del
suolo tendente a zero e spingere sulla rigenerazione urbana.
L'approvazione di alcuni emendamenti mettono a rischio, ad avviso
mio e ad avviso degli Uffici, la legittimità giuridica del testo
stesso per cui io chiedo alla Presidenza un attimo di accantonarlo,
vedere se attraverso una riscrittura riusciamo a salvare ciò che di
utile in questo articolo 8 c'è o, altrimenti, di fermarci per un
momento di riflessione perché, ripeto, ad avviso mio e anche dei
miei Uffici viene fuori un rischio di illegittimità che mette a
rischio l'articolo.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per cinque minuti.
Invito l'Assessore e i Capigruppo in Sala lettura con il
Presidente della Commissione e il Presidente dell'Assemblea.
L'Aula è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.24, è ripresa alle ore 20.07)
Presidenza del Presidente Galvagno
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta riprende. Ha chiesto di intervenire
l'assessore Savarino. Ne ha facoltà.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Sì grazie
Presidente, allora, anche alla luce di alcuni approfondimenti che
abbiamo fatto, e ci conforta il fatto che nel 2014 è stato già
recepito un decreto legge, il numero 70 del 2011, che disciplina la
forma di riequilibrio nelle generazioni urbane, riteniamo che
questo articolo 8 si possa stralciare, e andiamo avanti grazie
PRESIDENTE. Prego, Presidente Carta.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
io mi unisco alla richiesta dell'Assessore e dò parere favorevole
per stralciare l'articolo 8 dall'articolato presente ora in Aula.
PRESIDENTE. Va bene, allora stralciamo l'articolo 8. Ritorniamo
all'articolo 7, dove c'era un emendamento, se non ricordo male
dell'onorevole Cracolici, che è il 7.19, lo può dire al microfono
gentilmente.
CRACOLICI. Il Governo mi ha illustrato la necessità di abrogare
anche il comma 11 per la coerenza della norma ai fini della
procedura amministrativa.
PRESIDENTE. Pertanto ritira l'emendamento onorevole Cracolici, si
grazie. L'onorevole Ciminnisi?
CIMINNISI. Io avrei voluto che il Governo lo spiegasse pure a me,
avendo un emendamento analogo, se a questo punto lo chiarisce
all'Aula, qual è la procedura che si applica nel momento in cui la
variante al Pta non comporta una variante al Pug. Grazie.
PRESIDENTE. Assolutamente sì. Prego, onorevole assessore.
SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Non è
necessario, cioè praticamente questa diventa una disciplina che si
va ad accavallare a quella già dei permessi di costruire, non si
può con una Conferenza di servizi dare già il permesso di
costruire.
Quando viene approvato un Pta, comunque, poi c'è bisogno di
quest'ulteriore permesso di costruire dato dagli uffici tecnici, e
quindi questa disciplina si va ad accavallare con quella dei
permessi di costruire, per questo abbiamo chiesto di eliminarla.
Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, quindi è ritirato?
CIMINNISI. Si, grazie Presidente.
PRESIDENTE. Allora pongo in votazione l'articolo 7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17
Modifiche all'articolo 53 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
19
1. Dopo il comma 1 dell'articolo 53 della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19 è inserito il seguente:
«1 bis. I comuni che non hanno provveduto ad adottare il Piano
regolatore generale alla data del 31 marzo 2024 sono tenuti ad
avviare le procedure per la redazione del piano urbanistico
generale (PUG).».
2. Dopo il comma 3 dell'articolo 53 della legge regionale 13
agosto 2020, n. 19 è aggiunto il seguente:
«3 bis. Nelle more dell'adozione del PTR le Città metropolitane, i
liberi Consorzi comunali e i Comuni, singoli o associati, possono
procedere all'approvazione dei rispettivi piani urbanistico -
territoriali.».
Passiamo all'emendamento soppressivo 17.1. Ha chiesto di
intervenire l'onorevole Carta. Ne ha facoltà.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Grazie,
Presidente. Sull'articolo 17 la Commissione ha emendato con un
fuori sacco l'attuale articolo, per dare più tempo ai comuni
siciliani per le procedure di cui al piano urbanistico generale.
L'onorevole Grasso poco fa ha presentato un emendamento. C'è in
Aula l'onorevole Grasso?
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, l'onorevole Carta chiedeva il suo
emendamento.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Io l'ho firmato,
lo avranno gli Uffici
PRESIDENTE. C'è un emendamento che è messo tra i fuori sacco ,
che è il 17.11, dove c'è la sostituzione 31 dicembre 2025. È
corretto?
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Sì, questa è la
proposta.
PRESIDENTE. Benissimo. Intanto siamo all'emendamento soppressivo
del comma 1. L'onorevole De Luca aveva detto prima che i
soppressivi erano ritirati, e anche per l'onorevole Giambona credo
siano ritirati. Benissimo. Si passa all'emendamento 17.11, che è
caricato tra gli emendamenti fuori sacco, se voleste leggerlo.
Sostanzialmente, si posticipa al 31 dicembre 2025.
Pongo in votazione l'emendamento 17.11. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Gli altri emendamenti sono tutti quanti assorbiti e gli
emendamenti soppressivi abbiamo detto che sono ritirati.
Pertanto pongo in votazione l'articolo 17 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Mi scusi Presidente, chiedo agli Uffici un chiarimento.
Mi può spiegare perché il 17.2 è assorbito dalla riscrittura che
abbiamo votato? Perché il 17.2 riguarda il secondo comma
dell'articolo 17, e la riscrittura riguarda, invece, soltanto il
primo comma, che attiene alla data che noi abbiamo stabilito.
PRESIDENTE. Ho chiesto all'inizio dell'articolo 17 se i
soppressivi fossero...
CIMINNISI. No, il Capogruppo ha specificato che il 17.2 lo
mantenevamo.
PRESIDENTE. Finora negli altri articoli l'ho chiesto all'inizio.
Stiamo distribuendo l'emendamento A.7, che sarebbe il ddl
Salvini , così come concordato durante la Capigruppo, quindi prima
lo distribuiamo e ci prendiamo il tempo per leggerlo. È già
caricato tra gli emendamenti fuori sacco, prendete il tempo che vi
occorre per poter constatare che è così come è uscito dalla
Commissione, e successivamente lo mettiamo in votazione.
CIMINNISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINNISI. Grazie Presidente. Purtroppo, in merito al salva casa
vorrei esprimere il mio rammarico rispetto al fatto che
quest'Assemblea è stata, almeno in parte, almeno come Commissione
IV 'Ambiente, Territorio e Mobilità', che sarebbe la Commissione
deputata a vagliare questo tipo di modifiche, esautorata ancora una
volta da quelle che sono le proprie funzioni e le proprie
competenze.
Perché in materia edilizia, se è vero che abbiamo fatto delle
scelte secondo le quali alcune norme non hanno bisogno di un
espresso recepimento da parte della Regione, mentre altre vengono
automaticamente recepite nel nostro ordinamento, se ci siamo
lasciati l'autorità e la competenza per legiferare come Assemblea
Regionale Siciliana su alcune materie, su alcune parti
dell'edilizia, è perché questo Parlamento, in qualche modo, ha
rivendicato una propria autonomia, che invece in questo caso è
stata totalmente bypassata, perché il salva casa , per quanto sia
un recepimento, è una norma che avrebbe necessitato di alcuni
approfondimenti nella Commissione.
Perché recepire una norma nazionale non significa che noi non
possiamo o non dobbiamo apportare delle modifiche, soprattutto
quando si decide cosa è una variazione essenziale e cosa no,
soprattutto quando si aumentano le tolleranze costruttive fino a
farle diventare quasi intollerabili, soprattutto quando si vanno a
sanare degli abusi, e qui ho visto paradossalmente quasi un
rammarico di qualcuno che diceva: "Mannaggia, non riusciamo a
sanare gli abusi veramente grossi, possiamo sanare solo alcuni
abusi", quindi quasi quasi un dispiacere da parte della
maggioranza, perché non si potevano sanare gli abusi edilizi,
quelli veri
Quindi, vi rendete conto che, arrivare ad analizzare queste norme
sarebbe stato per noi fondamentale perché come Regione siciliana,
una Regione che è stata negli anni, nei decenni devastata
dall'abusivismo edilizio di ogni misura, lasciarci come Parlamento
l'autonomia di decidere anche diversamente da quello che è stato
deciso a Roma su una materia così delicata, come è in Sicilia,
quella dell'edilizia, diventava una questione fondamentale.
Invece la Conferenza dei Capigruppo, di fatto, si è sostituita
alla IV Commissione, stabilendo che la IV Commissione non potesse
minimamente esprimersi perché non c'è stato, nonostante ci fosse
aperto un termine per gli emendamenti, non c'è stato alcun
dibattito parlamentare, neanche informale, sulla legge salva casa
in Commissione IV.
E quindi oggi, con un pacchetto all inclusive, prendere o
lasciare, siamo costretti, viene posto al voto dell'Aula un decreto
salva casa , il recepimento di un decreto che arriva addirittura a
concepire la logica del silenzio assenso su una normativa
estremamente complicata che sarebbe stata accettabile in una
Regione in cui le nostre sovrintendenze ad esempio fossero
adeguatamente fornite di risorse umane per potere rendere nei
termini anche i pareri richiesti, e invece qui si va sulla logica
del silenzio assenso, invertendo completamente la tutela
paesaggistica in un modo che veramente, da quella che è stata la
discussione sulla legge urbanistica, è esattamente in linea con le
scelte di un Governo di centrodestra che ha deciso che sulle
sanatorie, e sulle scelte di Governo del territorio, si va ad occhi
chiusi verso larghi risanamenti degli abusi esistenti, e magari
favorendone pure qualche altro che si avvia alla conclusione.
Quindi per noi il recepimento del decreto salva casa , fosse
anche solo per la compressione dei diritti parlamentari che c'è
stata su una norma così importante, su cui, ripeto, la Regione
siciliana ha una competenza, e noi la dovremmo rivendicare, perché
abbiamo tutto il diritto di legiferare in maniera differente e a
maggior tutela di una Regione che nei decenni è stata devastata
dall'abusivismo Per cui anche il piccolo abuso, quando deve essere
sanato, secondo me necessita di un passaggio parlamentare in cui la
classe politica si assume la responsabilità delle scelte che si
fanno.
PRESIDENTE. Giusto per informazione, è stato chiesto che non si
emendasse questo disegno di legge, che uscisse e arrivasse in Aula
così come è uscito dalla Commissione, così come è uscito dal
Governo nazionale. Per essere chiari, perché se no sembra che qua
ci sia qualcuno che decide per tutti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, noi come Partito Democratico questa
norma non l'abbiamo condivisa né a Roma, né la condividiamo a
Palermo Tuttavia mi rendo assolutamente conto che, norme che in
qualche modo poi attengono a diritti soggettivi non possono avere
trattamenti differenziati a seconda di dove vivi.
Ecco perché, lo dico con franchezza, pur non votando questa norma,
comprendo che le norme che sono vigenti nello Stato italiano
debbano essere applicabili anche all'interno della Regione
siciliana. Quindi, il recepimento lo considero un atto dovuto, pur
non condividendo il merito della norma stessa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, per la schiettezza.
Pongo in votazione l'emendamento A7.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Con il voto contrario del Partito Democratico, del Movimento
Cinque Stelle e dell'onorevole La Vardera.
Allora, abbiamo distribuito ed è già sui vostri tablet
l'emendamento con i correttivi circa i refusi che hanno ostacolato
l'immissione di queste risorse che sono state votate durante le
variazioni di Bilancio, credo di agosto. Intanto è distribuito
l'emendamento che è l'A.8, lo leggete, lo controllate, se ci sono
altre correzioni da fare ci si prende del tempo.
Prego, onorevole Carta.
CARTA, presidente della Commissione e relatore. Al salva casa è
stato aggiunto un altro emendamento di recepimento di una legge
nazionale sui dehors, che era un allegato alla Io l'ho presentato
come Commissione, mi è stato richiesto, se lo vogliamo fare
valutare, o altrimenti si fa un'altra volta.
PRESIDENTE. Colleghi, scusate l'emendamento è A.8, tra i file è
classificato come doc e altri numeri , lo trovate in maniera
abbastanza semplice tra i fuori sacco .
Prendente, prendete pure il tempo che vi serve per poter
controllare e successivamente lo mettiamo in votazione.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, intervengo in Aula anche perché poco
fa, in Conferenza dei Capigruppo, su questo stralcio dei
correttivi, che da più settimane poi abbiamo discusso su quelle che
sono le modifiche tecniche rispetto all'ultima variazione di
bilancio, e abbiamo anche avuto la rassicurazione che dentro questo
ddl stralcio non c'è nulla rispetto a quelle che sono le modifiche
tecniche, e quindi siccome ho visto qua che c'è una aggiunta
PRESIDENTE. No, l'aggiunta è tra quelli che non erano stati
inseriti e sono stati segnalati.
Quando abbiamo fatto la Capigruppo, se avrà sentito, c'è stato un
deputato che ha detto, non si trova il mio, e lo abbiamo aggiunto
ma non è materia innovativa.
CATANZARO. E siccome io ho visto che c'è una aggiunta di modifica,
sempre attinente alla modifica tecnica rispetto ad un errore...
PRESIDENTE. Questa è stata l'indicazione, se lei vuole faccio un
ulteriore passaggio per verificare se
CATANZARO. Se lei mi può fare un ulteriore passaggio, perché
avevamo detto così, e non vorrei che intervenissero fattori nuovi
all'interno di quello che erano le modifiche tecniche di cui
avevamo avuto la rassicurazione...
PRESIDENTE. Mi pare che avessi chiamato anche gli Uffici per far
sì che si potesse certificare quanto avevamo detto.
CATANZARO. E se lei mi può dare una ulteriore rassicurazione su
questo. Grazie.
PRESIDENTE. Lo faccio subito.
Onorevole Catanzaro lei voleva una risposta. No, c'erano due
aggiunte. Onorevole Catanzaro, se vuole sapere la risposta rispetto
alle due aggiunte a penna: si tratta di Ali Terme che era Ali
Superiore , ed è quello che dovrebbe essere scritto forse in rosso,
non mi ricordo.
Sono due, e un altro punto che tratta di un restauro e
manutenzione che era inteso come bordo e non come vasca, invece si
parla di restauro integrale.
Quindi stiamo parlando di due aspetti tecnici, poi le ripeto, se
mi hanno detto una cosa differente - ma non credo che sia così -
queste sono le due questioni.
Se non ci sono altre osservazioni, pongo pertanto in votazione
l'emendamento A.8. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(È approvato)
Onorevole Catanzaro, mi rivolgo a lei d'accordo, non essendoci
condivisione, unanimità sull'A.6 lo mettiamo da parte, lo
esamineremo in un altro momento. L'onorevole Di Paola tra poco mi
sostituirà.
Si passa all'emendamento A.5 che trovate già sui tablet.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Presidente, io pensavo che nella giornata di oggi, dopo
avere condiviso con l'Aula un disegno di legge importante, avere
anche contribuito rispetto a quelli che sono dei punti che abbiamo
condiviso, ribadisco, anzi che abbiamo affrontato nelle scorse
settimane, e che ovviamente li abbiamo affrontati e votati adesso,
ebbene speravo che non arrivasse quello che è invece arrivato come
emendamento sulle province, che chiede di posticipare per la
ennesima volta la data già stabilita, nei primi dieci giorni di
agosto, dove abbiamo fatto Aula e quest'Aula si era espressa con un
voto che ha sancito 31 a 30, la finestra del voto per le elezioni
di secondo grado con il recepimento di una legge in vigore, dove
l'unica Regione, dopo 12 anni di commissariamento, ancora non vota
per i Territori e quindi gli enti locali, e quindi tutto ciò che ne
comporta.
Perché come dico io, oltre al danno la beffa, dove un Governo
regionale in continuità politica, sia col precedente, ma anche
quello attuale interviene su un tema delle province, lo ricordiamo
anche nella scorsa legislatura, dove non c'è stata data la
possibilità di esprimere con l'elezione di secondo grado per i
consiglieri comunali e per i sindaci per un organo importante.
Perché abbiamo capito che è un organo importante, che interviene
sulle strade provinciali, sulle scuole, è un organo che ovviamente,
veramente, crea il vulnus, e lo dico Presidente Galvagno con
profonda e grande amarezza. Perché un Governo regionale che
dovrebbe prima di tutto, come noi abbiamo sempre sostenuto, mettere
lì le risorse, e noi come Gruppo parlamentare del Partito
Democratico abbiamo anche qualche mese fa, Presidente Galvagno,
siamo intervenuti per dire siamo pronti al voto dell'elezione
diretta, nel momento in cui però l'elezione diretta fosse normata a
livello nazionale, ma oggi non c'è nulla che ha modificato il
dibattito d'Aula e quel voto che, ovviamente, tutti ricordiamo come
è andata, che la stessa maggioranza ha prodotto un cortocircuito.
E lo ricordiamo come è andata a finire, non è cambiato nulla a
livello nazionale, non c'è nessuna norma del Governo Meloni che
torna indietro sull'elezione di secondo grado, però noi cosa
facciamo di corsa questa mattina in Commissione Prima, che ormai è
diventata la Commissione che non produce, anzi la Commissione
produce i disegni di legge, ma non arrivano mai in Aula, e quindi
ad essere approvati, cosa produciamo Presidente Galvagno?
Produciamo la possibilità, perché siccome c'è la maggioranza che
all'ultima riunione della stessa maggioranza non si mette d'accordo
sulla divisione delle poltrone nelle province, per non andare
ovviamente a dispiacere i partiti della maggioranza, noi che
facciamo? Mortifichiamo i nostri sindaci, i nostri consiglieri, non
dando la possibilità di esprimersi con quella che è una legge in
vigore, che è la legge Delrio, con l'elezione di secondo grado.
Presidente Galvagno, quest'Aula questa sera davvero può scrivere
una pagina di vergogna che è in continuità non dando la possibilità
di un'espressione democratica ai consiglieri comunali e ai sindaci
per votare con l'elezione di secondo grado e lo dico, Presidente
Galvagno, perché è vero che se ci fosse oggi la possibilità di
votare con l'elezione diretta il primo io, da Capogruppo, e penso
che il mio Gruppo parlamentare lo ha dimostrato anche a inizio
legislatura, ero pronto a votare con l'elezione diretta, ma oggi
non c'è questa possibilità, questo è un gioco di melina che questo
Governo regionale sta continuando a fare per non fare esprimere i
sindaci e i consiglieri comunali nei Territori.
E questo è un fatto grave che quest'Aula non può assolutamente
prendersi come responsabilità nei confronti dei nostri Territori.
PRESIDENTE. Quindi lei sarebbe, onorevole Catanzaro, favorevole
eventualmente all'elezione diretta di primo livello?
CATANZARO. Quando c'è la norma nazionale
PRESIDENTE. Io le ho fatto una domanda, lei ha fatto una
dichiarazione.
CATANZARO. Presidente, io sono pronto a votare a livello con
l'elezione diretta nel momento in cui ci fosse una norma nazionale,
che non c'è.
PRESIDENTE. Io ho detto un'altra questione, lei se ci fosse un
disegno di legge per l'elezione diretta, quindi di primo livello,
lei sarebbe favorevole come Partito Democratico?
CATANZARO. Presidente Galvagno, non è una domanda né può esservi
una risposta, l'elezione diretta ci può essere nel momento in cui a
livello nazionale e a livello normativo non c'è più la Delrio, oggi
non può esserci
PRESIDENTE. Ho capito.
LA VARDERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA VARDERA. Diciamo che qua siamo a una serie appassionante, forse
della decima puntata di Netflix, abbiamo perso le puntate
precedenti di questo Governo, che è assolutamente isterico e
bipolare. Lei qualche giorno fa - lo ricordo proprio - ha
utilizzato queste parole rivolgendosi a un collega della
maggioranza, Presidente, dicendo "Ma qua c'è del bipolarismo" in
qualche affermazione.
Ora, io rilancio e la ringrazio, perché lei ha utilizzato il
termine tecnico fondamentale, potremmo forse utilizzare lo
psicologo di base, non per le persone comuni, ma per qualche
collega di questa maggioranza, perché effettivamente ad oggi c'è
qualcuno che deve fare pace con sé stesso, perché bisogna che
faccia pace con sé stesso, a parte ovviamente volere tirare fuori
degli argomenti seri.
Ovviamente, la mia è una provocazione, qua dobbiamo capire che è
evidente che questa maggioranza, che questo Governo, non è in grado
nemmeno di gestire quelli che definisce i propri sindaci nei
Territori, i propri consiglieri comunali, di dare indicazioni di
voto e di essere compatti.
E quindi avete paura di dare indicazioni a quelli che sono i
vostri rappresentanti sui Territori, rinviate per l'ennesima volta
questa opportunità di potere dare voce comunque ai consiglieri
comunali, perché vi spaventate di questo? Cosa temete? Temete forse
che le indicazioni date dalle segreterie romane non vengano
rispettate dai vostri consiglieri comunali o dai vostri sindaci,
che non riuscite a trattenere a suon di politica che è
assolutamente becera?
Questo è il vero tema, questa è la dimostrazione che per
l'ennesima volta, voi ci state dicendo e state dicendo a questo
Parlamento di non avere neppure i numeri all'interno dei Consigli
comunali o anche dei sindaci stessi che volete amministrare e, in
maniera così folle, e ovviamente dico bipolare, torneremo a un
ennesimo rinvio, perché semplicemente, ditelo chiaramente ai
siciliani, che pure voi stessi all'interno dei partiti di
maggioranza continuate questo stillicidio e fratricidio di guerra,
lotta intestina che non vi porta a fare riforme
Perché la vera notizia di questo ennesimo rinvio, al di là del
fatto che non si dà la parola ai cittadini in primis, ma
soprattutto agli amministratori, è che continuate ad essere divisi
su tutto, non avete una linea comune, non avete degli obiettivi
chiari, non avete idee programmatiche, di futuro per questa
Regione, e state dicendo, effettivamente, che per l'ennesima volta
avete anche paura di avere i numeri anche all'interno dei vostri
stessi amministratori
Cioè, il dato che emerge è questo. Cosa temevate andando a votare
il 15 dicembre?
Effettivamente questa maggioranza temeva che, all'interno delle
amministrazioni comunali, non avevate nemmeno il sì dei consiglieri
comunali stessi.
Onorevole Pellegrino, è inutile che fa così, è la verità, è la
verità, perché comunque in questa storia evidentemente - e questo
lo dica al suo Presidente, perché non è il mio Presidente Schifani
- effettivamente avete tenuto ostaggio i siciliani.
Allora, noi quello che chiediamo, come diceva bene il collega
Catanzaro, è che in questo momento, perché - e mi accingo alla
conclusione - non si voti il 15 dicembre così come avevate, come
dire, preventivato, perché questa ennesima piroetta?
Noi siamo per il voto subito il 15 dicembre, e se avete i numeri
all'interno ovviamente della vostra stessa maggioranza, vi misurate
e portate a casa il risultato.
Evidentemente, se non volete votare il 15 dicembre è perché non
avete quei numeri, e forse non esiste più nemmeno a questa
maggioranza
PRESIDENTE. Va bene. Grazie.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Abbate.
ABBATE. Grazie Presidente. Io intervengo, anche velocemente, ma
solo per comunicare che il disegno di legge, oggi per il voto di
primo livello che è stato approvato in Commissione Affari
istituzionali, già nella giornata di domani verrà inviato in
Commissione Bilancio, il passaggio veloce in Commissione Bilancio e
ritornare di nuovo per il voto finale in Commissione Affari
istituzionali.
E lo dice chi è fermamente convinto del fatto che dare un governo
agli enti intermedi, le province, sappiamo che è importante, deve
avvenire grazie all'elezione diretta di primo livello e che devono
essere i cittadini a decidere il Governo di questi enti intermedi.
E lo dice chi - lo sa anche l'onorevole Dipasquale - che forse in
provincia di Ragusa qualche numero c'è, e li possiamo mettere in
campo anche per quanto riguarda l'elezione. Quindi, caro onorevole,
è così, guarda è così
(proteste in Aula)
ABBATE. Ora, onorevole Dipasquale, è bello andare alle urne,
andare alle urne e far decidere i cittadini qual è il Governo di un
ente quindi per questo, Presidente, penso che sia importante dare
la possibilità e la chance anche perché il Governo, nel programma
del Governo Schifani, uno dei primi punti era quello di portare di
nuovo al voto di primo livello quelle che sono le elezioni degli
enti intermedi, e quindi è importante dare la possibilità di
approvarlo, anche alla luce dell'indicazione del Governo nazionale
che vuole andare nella direzione dell'elezione di primo livello in
tutte le province italiane. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca.
Procediamo in senso alternato, uno di opposizione e uno di
maggioranza.
Prego, onorevole De Luca.
DE LUCA Antonino. Presidente, io quando ho sentito di questo
assalto alla baionetta da parte della maggioranza, con cui proporre
questo rinvio all'Aula, infilandola al termine di un complesso
percorso che vede poi concludersi il dibattito sulla cosiddetta
riforma urbanistica, mi sono domandato se il centrodestra avesse
chiaro qual era la soglia che distingueva il coraggio
dall'incoscienza Perché si deve essere veramente incoscienti, dopo
tutti i comunicati stampa che avete fatto da due anni a questa
parte; dopo che non siete riusciti, nonostante il Governo nazionale
dello stesso colore, ad abrogare la Delrio e poi, quindi, a
ripristinare l'elezione diretta degli enti intermedi; dopo che
avete portato, accantonando anche testi di legge importanti; avete
portato fuori dalla I Commissione questo ritorno delle elezioni
indirette e vi siete fatti tutte le elezioni, comprese le europee,
prendendo in giro i vostri stessi colleghi di partito, per
naufragare puntualmente. A un certo punto, ve ne eravate usciti,
perché non sapevate più come dirglielo, dicendo "vabbè, ci facciamo
il consigliere supplente, stai tranquillo, che un posticino in
qualche modo te lo recuperiamo ". E oggi ve ne spuntate, dopo che
era stata approvata la data delle elezioni, Schifani ci aveva messo
la faccia, vi eravate fatti quasi quasi la fotografia tutti bellini
messi assieme, se ora, giorno quindici, cascasse il mondo si vota,
ve ne spuntate - veramente fa ridere questa storia -, ve ne
spuntate qua che non trovate un accordo, uno straccio di accordo
per spartirvi quattro enti intermedi, dicendo: "No, vabbè, sai che
ti dico? La rinviamo un altro pochino, butto la palla un po' più
avanti, chissà che non voglia Dio che magari, a un certo punto,
qualche leader nazionale acconsente a eliminare la Delrio, ad
abrogarla e magari, finalmente, possiamo fare queste elezioni
dirette e, allora sai che ti dico Io per non sapere né leggere
né scrivere, per non sbagliare, prendo in giro ancora un pochino i
Siciliani, quelli a cui ho promesso il collegio provinciale, quelli
a cui ho promesso di fare l'assessore alla provincia, quelli a cui
ho promesso di candidarsi a presidente della provincia, e così via,
e ribatto, ritiro di nuovo la palla in tribuna
Però, Presidente Galvagno, c'è un problema: questa cosa è poco
seria È poco seria com'era poco seria la sanatoria degli immobili
sequestrati alla mafia, che questo Parlamento fortunatamente ha
capito che doveva togliere; è poco seria come era poco serio
approvare l'articolo 8, che questo Parlamento ha capito che era il
caso di eliminare; è poco seria come era poco serio l'articolo 1
E allora se è stato fatto comprendere a questo Parlamento che le
cose poco serie non vanno inserite nei testi di legge seri,
bisognerebbe fare un piccolo sforzo e mantenere quello che è stato
già deciso, quello che è già stato votato proprio da quest'Aula
tempo fa, tanto tempo fa, e restituire una guida politica a questi
enti intermedi, purtroppo indiretta, fortunatamente indiretta, a
prescindere da dove stia la correttezza e la cosa giusta, ma di
sicuro è ciò che prevede la legge.
E non possiamo continuare a dare l'esempio di non seguire ciò che
dice la legge e continuare a rinviare, perché l'esempio che stiamo
dando è poco serio anche per i cittadini. C'è una legge che dispone
che si deve votare con determinate modalità e noi continuiamo a non
farlo. E questo non è un bell'esempio, Presidente Galvagno, non è
un buon esempio e dobbiamo necessariamente fare una scelta di cui
ci rendiamo responsabili. Grazie.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo intanto
per congratularmi con l'onorevole Catanzaro, perché io ho riletto
tutta la relazione che accompagnava il suo disegno di legge,
laddove era assolutamente convinto che nel nostro ordinamento il
valore della democrazia postula la preminenza del principio della
rappresentanza popolare attraverso le elezioni dirette degli organi
di governo degli enti di rilevanza costituzionale previsti
dall'articolo 114. Quindi, è stato anche assolutamente corretto
nell'evidenziare che, già nel novembre del 2022, aveva presentato
come primo firmatario questo disegno di legge.
In relazione poi ai problemi che sono stati prospettati dal
collega De Luca, devo dire che la disomogeneità legislativa è
prevista dalla nostra dottrina, anche se non disciplinata in
maniera particolare, perché c'è la possibilità, costituzionalmente
prevista ovviamente, di una eventuale disomogeneità tra la legge
regionale e la legge nazionale. Nel senso che abbiamo uno Statuto
che prevede all'articolo 14 il fatto che la competenza esclusiva in
materia di ordinamento degli enti locali è in capo alla Regione
siciliana. Quindi, non c'è nessun conflitto normativo tra la norma
costituzionale e la norma di rango costituzionale perché è di
riforma sociale ed economica, la Delrio, e quanto noi andremo a
fare.
In effetti, devo dire che lo Statuto siciliano prevede che la
Regione siciliana abbia competenza esclusiva in materia di
ordinamento sugli enti locali, la Corte Costituzionale, e dico lo
Statuto siciliano è una norma di rango costituzionale perché è
stato approvato con la legge costituzionale numero 2 del 48; poi
abbiamo una legge superiore che è la legge, che è la norma
costituzionale, la legge madre di tutte le leggi che prevede, vero,
al 117, comma 2, prevede che per la legge elettorale è competente
lo Stato, ma ovviamente vi è, sia nella dottrina che nella
giurisprudenza, l'assoluta previsione di una possibilità di deroga
rispetto e lo prevede la stessa Costituzione D'altra parte, non
ci sarebbe stata l'autonomia siciliana se non avessimo avuto una
possibilità di derogare a quella che è una norma generale che poi è
la Costituzione. La Delrio è altra norma di rango costituzionale,
però di riforma economico-sociale. Quindi, allo Stato abbiamo tre
norme, tutte e tre norme primarie, di rango primario, e non si può
dire che c'è conflitto tra queste norme perché abbiamo una legge
speciale, una legge speciale che è rappresentata dallo Statuto
siciliano, e abbiamo una legge sempre di rango costituzionale che è
rappresentata dalla Delrio.
Devo altresì dire che per quanto riguarda c'è il principio "lex
specialis derogat generali", la legge generale quindi, a questo
punto, non mi pare che ci sia alcun conflitto normativo, così come
era stato dichiarato e così come era stato paventato, né vi sono le
preoccupazioni che aveva esternato l'onorevole Cracolici sullo
scioglimento, eccetera, perché, intanto, una commissione formata da
componenti della Camera dei Deputati e del Senato dovrebbe
procedere ad una verifica se c'è stata cioè una violazione di
legge, se c'è stata una violazione delle regole, se c'è stato un
attentato a quello che è lo Statuto e tutto questo non c'è; l'altra
questione che aveva anche quella era stata paventata, cioè la
questione del Friuli. La questione del Friuli è assolutamente
diversa rispetto a quella della Regione siciliana, perché in
Friuli, nel 2016 o 2017, erano state, addirittura, non era stato
modificato il modo e la forma del voto, erano state abolite le
province.
Quindi, la norma costituzionale è necessaria perché vengano
ripristinate le province, cosa che qui da noi non è. Perché qui da
noi, nella nostra Regione siciliana, le province continuano ad
esserci. Quindi, anche sotto questo profilo, non mi pare che ci sia
alcuna violazione dello Statuto o delle norme dello Statuto, delle
norme costituzionali e delle norme di rango costituzionale.
Quindi, noi riteniamo che la democrazia partecipata, e in
particolare il voto sia la massima espressione della democrazia
partecipata. Che ci sia la necessità, in questo momento, di
distacco e distanza tra Palazzo e piazza, che ci sia nella
necessità di educare i nostri - ho finito, ho finito - i nostri al
voto, ho finito...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino.
PELLEGRINO. Ho chiuso, ho chiuso. E, quindi, noi siamo
assolutamente perché venga approvato, non solo venga approvato
l'emendamento che posticipa in attesa - come diceva il nostro
collega Abbate -, attendiamo la Commissione Bilancio, ma chiediamo
pure - c'è un emendamento presentato, mi pare, dalla Commissione -
che venga data efficacia immediata alla norma.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, signor Presidente, io devo dire che
in quest'Aula, in questi due anni di legislatura, ho avuto modo di
ascoltare poche volte i colleghi della maggioranza. Perché se c'è
una cosa che ha caratterizzato questa legislatura è il silenzio di
tantissimi colleghi, soprattutto i Capigruppo che avrebbero il
compito di orientare, di indirizzare, di governare anche l'Aula nei
momenti più delicati.
E devo dire che oggi con, diciamo, qualche sorpresa, ascolto, per
ultimo, l'intervento del collega Pellegrino e, dopo averlo
ascoltato - lui sa che ho, diciamo, un rapporto di simpatia con lui
-, dopo averlo ascoltato, mi viene in mente un proverbio, che non
dico in dialetto ma è forse più efficace in dialetto. Cioè, io non
piango mio figlio quando perde, lo piango quando si vuole rifare
Ecco, gli argomenti che ha usato l'onorevole Pellegrino da cultore
del diritto, da interprete del rapporto tra Costituzione, Statuto,
legge, legge di rango costituzionale è il classico intervento di
uno che si vuole rifare. E, quindi, non avendo seri argomenti,
perché la prima considerazione... ma se fosse stato come dice lui,
perché in questi sette anni non avete votato? In questi sette anni
avete, mediamente una volta l'anno, rinviato le elezioni
Adesso siamo a 45 giorni dal voto. Io penso che solo in presenza
di fatti clamorosi si rinviano le elezioni. C'è un terremoto, ci
sono morti, c'è come dire una condizione di impraticabilità della
democrazia. E di fronte a fatti eccezionali, in fondo noi abbiamo
rinviato il voto per il Covid di qualche mese, proprio perché
eravamo in pieno Covid
Fortunatamente non c'è il Covid, ma in Sicilia c'è una cosa che i
siciliani devono sapere. Noi non stiamo votando, o voi non volete
che si voti perché la legge regionale, il voto indiretto, il voto
diretto, il suffragio universale...Tutte chiacchiere Voi non
volete votare per due ragioni, l'ho detto l'altra volta e lo ripeto
oggi. Primo: non vi siete messi d'accordo su come spartirvi i
candidati alla Presidenza dei liberi consorzi e quindi non si vota,
che è una tecnica democratica, diciamo, di questo modello
democratico sperimentato da questa maggioranza Secondo: c'è il
rischio che sindaci e consiglieri comunali che si mobilitano
attorno alle elezioni di secondo livello si organizzano, fanno
alleanze territoriali, trasversali, minaccino la rielezione di
moltissimi di voi nei singoli collegi elettorali e quindi impedire
tutto ciò è la prima condizione per vivere, anzi per sopravvivere
Voi state violando un principio sacro in qualunque democrazia che
è il voto Se c'è oggi una delle democrazie, seppur malata, come
quella americana, se c'è una cosa che tutti sanno che il primo
martedì di novembre di ogni quattro anni, succeda quel che succeda,
si vota per il Capo dello Stato americano Non c'è l'onorevole
Pellegrino lì che viene a spiegare perché la legge di rango
costituzionale, i problemi, le questioni, cioè tutti questi sofismi
da 'azzeccagarbugli' che in qualche modo dimostrano quanto è
diventata ridicola la condizione democratica di questa Terra Voi
non volete che ci siano competizioni nei territori e state
uccidendo una classe dirigente che comunque c'è, che è fatta di
amministratori, che è fatta di sindaci, dove in tutto il resto
d'Italia si è votato in questi dieci anni con le elezioni di
secondo livello e non mi pare che ci sia stata una violazione di
principi democratici, di chissà quale grave offesa al principio,
giusto ci mancherebbe, anch'io difendo il suffragio universale di
fronte a qualunque tipo di elezione, ma come vi avevo suggerito e,
lo ripeto e chiudo, anche se qualcuno dice lo ha suggerito o era
una sfida, avevo suggerito fate fare una norma allo Stato in
Parlamento nazionale che dice in due righe 'La Sicilia è
autorizzata in deroga alla legge numero, la Delrio' a poter
esercitare il rinnovo degli organi sovracomunali, liberi consorzi e
città metropolitane secondo i principi universalistici del
suffragio, appunto, universale.
Fatto quello, un minuto dopo, si pone la questione della legge
elettorale con cui dobbiamo votare, ma voi non volete né fare
quello né fare questo. L'unico problema che avete è non fare votare
e vi state assumendo la grave responsabilità, ed è la prima volta
che avviene, a 47 giorni dal voto e a 24 giorni dal deposito delle
liste dei candidati, di dire che il voto è annullato
Se guardate l'emendamento, è scritta una cosa che non ha
precedenti, nessuna ipotesi di democrazia. Il voto è annullato e il
voto è annullato solo in caso di colpo di Stato, quando arrivano i
militari, si prendono il potere e annullano le procedure
democratiche Ora è inutile che voi ci ridete Guardate che state
lavorando su un filo, come dire, sul filo spinato
Io non sono, si faccia leggere la Corte Costituzionale, onorevole
Pellegrino. Io non sono così sicuro che non siamo in presenza di
una grave violazione statutaria reiterata e su cui la Corte
Costituzionale si è pronunciata più volte dicendo non potete
continuare a rinviare il voto e noi, come dire, sicuri del fatto
che in fondo la Corte costituzionale che cos'è?... ma è un ufficio
di quattro vecchietti che esaminano le leggi, ma è un'opinione. E,
quindi, loro ci dicono di non potete rinviare il voto e noi lo
rinviamo perché in Sicilia siamo autonomi, in Sicilia possiamo fare
quello che vogliamo Io mi auguro che questa sceneggiata che state
producendo abbia, questa volta sì, delle conseguenze, perché prima
o poi la politica deve essere chiamata alle sue responsabilità,
anche con provvedimenti traumatici come quelli che temo nei
confronti di questo Parlamento e di questa legislatura.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
Ci sono gli ultimi quattro interventi e sono degli onorevoli Di
Paola, Dipasquale, Burtone e Sunseri.
CAMPO. Signor Presidente, Giunta, colleghi deputati, ammesso e non
concesso che le elezioni di primo livello siano nettamente migliori
di quelli di secondo livello, perché più democratiche e
rappresentative, ma la Corte Costituzionale, che si è pronunciata
più e più volte, è stata tranciante, ha detto chiaramente che non
si può andare ulteriormente a prorogare i commissari. E, quindi,
io, di fronte ad una proposta così drastica che questo Parlamento
porta in Aula in tutta fretta, mi sarei aspettata quanto meno un
segnale da Roma, una rassicurazione, una dichiarazione del
Presidente Meloni sulla prossima abrogazione della Delrio, sul
fatto che la Delrio già è in discussione in Camera e Senato. Niente
di tutto questo
Quindi, noi stiamo andando probabilmente a fare un salto nel buio
dove praticamente il Presidente Schifani rischia di essere
commissariato dal Governo nazionale, dal suo stesso Governo dello
stesso colore politico Questo dopo che lo stesso Parlamento, la
sua maggioranza lo ha sconfessato, perché non dimentichiamo che
Schifani si era già pronunciato, aveva già detto che si doveva
votare il 15 dicembre e tutte le forze politiche della sua
maggioranza vogliono prorogare e hanno presentato un disegno di
legge che propone appunto di andare al voto diretto. Ma questo
sembra più che altro il gioco del poliziotto buono e poliziotto
cattivo, perché Schifani cosa fa? Leggo in una dichiarazione a
mezzo stampa che apre le mani e dice: "Certo, avrei preferito
sicuramente votare le variazioni di bilancio, ma il Parlamento è
sovrano, quindi se si deve prorogare deciderà il Parlamento . E
tutto questo giochetto di rimpallo tra Schifani, la maggioranza e
il Governo nazionale silente non è altro che ammettere che questa
Regione non vuole le elezioni, questa Regione vuole andare
nuovamente a prorogare commissariamenti. Noi ne prendiamo atto, ma
di certo non saremo partecipi di questo gioco
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
Onorevole Dipasquale, vuole intervenire o no? Sono le nove e
mezza, faccia lei.
DIPASQUALE. Ce l'ha con me oggi
PRESIDENTE. Assolutamente no, onorevole Dipasquale, me ne
guarderei molto bene
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori, colleghi
parlamentari, io penso, poveretti, a quei consiglieri comunali e
qualche sindaco che si erano comprati i vestiti per fare chi il
candidato a Presidente del libero consorzio, chi il delegato in
Giunta e poveretti hanno speso i soldi e alla fine non riusciranno,
anche perché l'investimento, come ha detto Cracolici, l'avevano
fatto per la previsione poi di utilizzare il vestito per le
regionali.
Ma, caro onorevole Abbate, gli potevamo dare questo vantaggio? Il
vantaggio non glielo potevamo dare. Ed è vero, lei è stato sincero,
vi parlo di chi è della provincia di Ragusa, era in una posizione
di vantaggio, un po' anche spregiudicato, ma questo ci sta, aveva
il vantaggio e però siamo qui perché vogliamo votare
Qual è la verità? La verità è che voi avete i commissari, cioè la
verità è che avete i commissari e non avete cosa farne di sindaci,
di consiglieri comunali a cui dare conto e ragione e domani
possibilmente trovarveli candidati nelle vostre liste o nelle liste
in competizione Voi avete i commissari che, ovviamente, cercate di
utilizzare nel migliore dei modi. Io che il film me lo sono visto
ormai da tempo insieme a persone anziane, come Cracolici e qualche
altro, anziane di esperienza, ovviamente, noi abbiamo recepito la
Delrio con Crocetta ed è stato uno scandalo
Il centrodestra ha fatto sette anni di campagne elettorali
Mi ricordo Musumeci che si strappava i vestiti di dosso, io
porterò le province - non solo Musumeci, anche tutto l'entourage -
Sho interventi fatti nel territorio e vedevano me in
contrapposizione, vedevano me, ma come tu con Crocetta contro le
province e invece il centrodestra è per le province .
Sono passati sette anni e voi avete garantito sette anni di
commissari, di uomini che avete messo voi e che hanno determinato
quelle che sono state le vostre scelte con il degrado assoluto di
tutti i liberi Consorzi e dei territori delle province.
Voi siete i responsabili di questi sette anni e la responsabilità
non la potete trasmettere a nessuno
In questi due anni, a questa responsabilità perché ci siete stati
voi a governare la Sicilia ci sono i due anni del Governo
nazionale
Perché se voi veramente volevate togliere, abrogare la Delrio,
potevate farlo Il Governo nazionale è vostro La norma - la
Delrio - andava tolta e subito le elezioni dirette Non la volete
Oggi, chi viene qui a dire noi siamo per il voto popolare perché
ridaremo il voto popolare , è un imbroglione Perché due sono le
cose - e il tempo è galantuomo -, perché ad aprile, voi state
raccontando questa favola che siete per l'elezione diretta, ad
aprile qua siamo
O l'imbroglione sono io - e quindi ci sarà l'elezione diretta e io
con piacere verrò qui a chiedervi scusa - o tutti quanti voi, che
state sostenendo, che stiamo andando verso l'elezione diretta,
dovrete chiedere scusa ai siciliani E io già lo preannuncio che
non avverrà nessuna elezione diretta e voi vi assumerete
l'ulteriore, l'ennesima responsabilità di avere imbrogliato i
siciliani
Vi dovete vergognare, veramente, profondamente Vi dovete o
cuntrario a mettere .
Quindi, mi avvio - vergogna, veramente - alle conclusioni. Per
fortuna il tempo è galantuomo
Noi siamo d'accordo affinché si voti in maniera diretta per le
province, noi siamo d'accordissimo.
Intervenite a livello nazionale, convincete il Governo Meloni a
revocare la Delrio dopodiché andremo a votare.
Ma oggi, in queste circostanze, continuare a sostenere che il
voto, questo voto di questa sera, serve per l'elezione, per
ritornare a votare in maniera diretta il Presidente della Provincia
è un bluff, è una bugia, e questo ve lo ricorderemo nei prossimi
mesi, da aprile in poi.
Noi vi porteremo al punto, per questa situazione, di dovervi
vergognare veramente
PRESIDENTE. Mi rivolgo alle opposizioni, fosse per me e fosse un
organo monocratico, non so se vorrei votare domani mattina per le
elezioni, perché forse talvolta gli interventi hanno un velo di
ipocrisia quando vengono fatti dinnanzi a una telecamera.
Detto questo, ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
(intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)
Onorevole Burtone, io ci provo, ma è il suo collega del Partito
Democratico che è sempre il più facinoroso Onorevole Dipasquale,
tra l'altro lei è Questore quindi, gentilmente, mantenga l'ordine
in Aula.
BURTONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, è da
qualche mese che questo Parlamento si è pronunciato sul tema, c'è
stata una norma che ha, di fatto, accolto quelle che erano e che
sono le indicazioni della Corte costituzionale. Io sono sindaco e
vivo nel mio paese, un contatto diretto con i cittadini, la mia
porta dal primo giorno in cui sono stato eletto è stata sempre
aperta, mai chiusa, e incontro tante persone.
Devo dire che non ho avuto alcuna riflessione da parte del
cittadino comune, al di là delle appartenenze, al di là del ceto
sociale, al di là dell'impegno civile o politico. Certo, ho avuto
contatti con la classe dirigente del mio partito, di partiti
alleati, per discutere di questa elezione di secondo grado e devo
dire, ad onore del vero, che questo problema delle province non è
che i siciliani se lo pongano come un fatto drammatico, non dicono
quando facciamo la provincia, quando ci muoviamo. C'è il ceto
politico che, da questo punto di vista, è abbastanza coinvolto.
E la considerazione che mi viene spontanea è che una coalizione
così ampia, non solo in Assemblea, ma anche nella nostra realtà
siciliana - devo dire è un momento di raccolta da parte del
centrodestra, consiglieri comunali, altri che si pronunciano per un
passaggio verso la coalizione -, questa coalizione così forte,
però, ha i piedi di argilla perché qualche parola di verità
l'avremmo voluta ascoltare da parte dei banchi della maggioranza.
Mi permetto di dire che il problema è che c'è una difficoltà
politica e questa grande coalizione, nel momento in cui deve
decidere come andare avanti nelle varie province, si trova in
imbarazzo, in difficoltà, anche perché appena annunciato il voto
nelle province ci sono stati accorpamenti, ci sono stati incontri,
c'è stata una movimentazione all'interno della coalizione, gruppi
che si sono consolidati, altri che hanno perso pezzi e, quindi, ho
l'impressione che la verità stia da questa parte, nel senso di
dover dire che questo spostamento non è dettato da una visione
politica, è dettato da un calcolo politico, dal fatto che la
maggioranza non sia in grado di decidere e, allora, che cosa fa?
Porta la palla avanti, si dice noi stiamo posticipando il voto e
nel contempo lavora alla riproposizione delle province.
E qui mi permetto di fare una considerazione ai colleghi
parlamentari: ricordo i tempi in cui la provincia era eletta
direttamente col Presidente, c'erano consiglieri provinciali,
assessori e c'era un dibattito aperto ma queste province dobbiamo
rivitalizzarle, dobbiamo cambiarle, così non servono, i cittadini
non seguono.
Io non vedo questo dibattito, vedo il tentativo di dare una
risposta al ceto dirigente che può anche, in un certo qual senso,
essere una motivazione ma la si dica che l'indicazione è questa,
che il problema è di dover coprire il ceto dirigente, cercare di
accontentare quadri e metterli in competizione per calcoli
politici, però dire questo avrebbe un significato alto, quanto meno
nel Parlamento verrebbe fuori la verità, invece si sta cercando la
scorciatoia e le scorciatoie poi portano al 39 per cento dei
votanti in Liguria; le scorciatoie portano al disimpegno dei
cittadini, le scorciatoie portano al populismo che abbiamo visto
fiorire nelle realtà italiane e in Sicilia in particolare.
Allora, credo che il tema sia proprio questo. Avremmo voluto,
qualcuno lo ha accennato in particolare l'onorevole Dipasquale, che
ci fosse uno scatto in avanti; c'è questa legge Delrio, da tempo
dite che bisogna superarla, ora c'era questa possibilità di
accostare a un articolo riguardante il Friuli anche la Sicilia.
Perché non siete andate avanti? Perché non l'avete proposto?
Questo Governo amico, questo collegamento tra Governo nazionale e
regionale continua ad essere un falso, un falso perché questo
dialogo tra voi e il Governo nazionale non esiste. A noi poco
interessa se questo dialogo non ci sia dal punto di vista politico,
non c'è negli effetti perché vediamo ogni giorno quanto il Governo
nazionale penalizzi la nostra comunità.
So che è in preparazione questa variazione di bilancio e pare che
la Presidenza voglia mettere un fondo per la povertà, ma questo
fondo per la povertà ci siamo chiesti da che cosa nasce, visto che
avete parlato di una Sicilia che vola, che ha il Pil che aumenta?
Questo fondo per la povertà - mi faccia parlare, Presidente,
l'ultima considerazione - nasce dal fatto che avete abrogato a
livello nazionale il reddito di cittadinanza e ci sono tanti
disperati che, alla fine, vanno dai sindaci, vanno nei comuni e,
quindi, c'è bisogno di preparare il pacco per l'alimentazione.
Allora, credo che questo rapporto con Roma lo dobbiate stabilire
seriamente ma per chiedere cose che servono ai siciliani e non al
ceto politico.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Safina. Ne ha
facoltà.
SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa sera ho
ascoltato gli interventi con la massima attenzione, in particolare
i due interventi della maggioranza di Governo, l'onorevole Abbate e
l'onorevole Pellegrino. Ho scoperto che l'onorevole Pellegrino è
uno strenuo difensore dell'autonomia statutaria, però non ricordo
un suo intervento così accorato quando, spogliando dell'autonomia
statutaria, il Governo nazionale ha agito e ha ridimensionato la
rete scolastica siciliana, nonostante l'autonomia siciliana
consenta alla Regione di garantire la sua rete, perché sulla rete
scolastica, l'onorevole Turano lo sa, l'autonomia ci riconosce
ruoli e funzioni. Poi certo qualcuno potrebbe dire quella è una
riforma che ha tagliato la spesa e dobbiamo adeguarci, ma la stessa
cosa vale per le riforme economico-sociali. La legge Delrio è stata
più volte riconosciuta una riforma economico-sociale.
Io sono uno di quelli che ritiene la Delrio un errore, ritiene
l'ablazione delle province un gravissimo errore, ritiene i liberi
Consorzi un grave errore commesso dal governo Crocetta, però vede,
noi siamo dei legislatori e come tutti i legislatori dovremmo avere
un punto fermo nell'esercizio del nostro mandato: quello che si
rispetta l'ordinamento costituzionale e l'ordinamento
costituzionale ci dice che le riforme economico-sociali devono
trovare applicazione anche in Sicilia, ci dice che la Corte
costituzionale è il giudice delle leggi e quando per ben tre volte
decreta, anzi sancisce che la legge che prevede un commissariamento
sine die è illegittima, noi non possiamo ulteriormente prorogare un
commissariamento e non lo possiamo fare, onorevole Abbate,
affermando che in Commissione è stata approvata la riforma delle
province che introduce l'elezione di primo grado, a) perché la
Commissione è un organo interno di questa Assemblea e non è
l'Assemblea e quindi quello che avviene in Commissione ha un valore
ma pur sempre relativo; b) perché, lo ricordo a me stesso, non è la
prima volta che accade che viene esitato in Commissione il disegno
di legge per la reintroduzione delle elezioni di primo livello, è
già la seconda volta e la prima volta, quando l'abbiamo portato in
Aula, l'articolo 1 di quella legge è stato bocciato e siete stati
costretti a riportare il disegno di legge in Commissione e a fare
approvare quella norma che ha consentito di indire le elezioni per
il 15 dicembre del 2024.
Ora, la verità è che non si può mortificare lo strumento
legislativo perché il centrodestra non è in condizione di mettersi
d'accordo e aggiungo che molto spesso sono gli stessi partiti al
loro interno a non essere in condizione di mettersi d'accordo su
quale presidenza della provincia rivendicare, perché ci sono
partiti che pur se al 5 per cento rivendicano due, tre presidenze,
è chiaro che quando si discute di sei presidenze in tutto,
rivendicarne due, tre per un partito minore, è difficile ma siccome
prima deve quadrare all'interno e poi deve quadrare all'esterno con
tutta la coalizione è chiaro che questo giochino del dire siamo per
le elezioni dirette guardate, il Partito Democratico è stato il
primo partito a presentare il disegno di legge per la
reintroduzione delle province ma lo abbiamo detto sin dall'inizio,
non l'avremmo mai fatto se non dopo l'approvazione di una norma che
modificasse la Delrio, perché non si può legiferare contro
l'ordinamento costituzionale.
Noi dobbiamo essere da esempio e invece nel momento in cui questo
Parlamento dicesse sì a un ulteriore rinvio e sì all'elezione
diretta senza la modifica della Delrio non staremmo dando un buon
esempio ai nostri cittadini, perché violeremmo in primo luogo il
rispetto che ci deve essere tra le Istituzioni, perché vedete
colleghi, è chiaro quando uno governa, governa sulla base di quelle
che sono le proprie inclinazioni, le proprie idee, la propria
visione della società, legittimo, è quello che dice il Costituente,
ma il Costituente ci ha detto pure che le Istituzioni vengono prima
dei nostri destini individuali, vengono prima dei destini delle
nostre forze politiche, perché se salta il sistema salta la
democrazia, salta la rappresentatività e poi assisteremo a fenomeni
per i quali i cittadini non vanno più a votare - ho concluso
Presidente - non lamentatevi se i cittadini non vanno alle urne,
non fate coloro i quali dicono che vogliono mettere in campo
iniziative per riportare la gente al voto e poi tradite i cittadini
e le Istituzioni nello stesso momento in cui presentate l'ennesimo
rinvio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Safina. E' iscritto a parlare
l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
immagino il cittadino che ci segue da fuori che non può che pensare
che queste settanta persone debbano fare pace col proprio cervello,
con chi ha più grande responsabilità, chi meno, ma c'è qualcosa che
non torna; ho sentito una serie di corbellerie che sono talmente
facili da smontare che passa anche la voglia.
Presidente, il Capogruppo di Forza Italia, nonché referente del
Presidente della Regione, ha fatto una sorta di lectio magistralis
dallo scranno, dimenticando quattro sentenze della Corte
costituzionale.
Ha detto una serie di pareri personali da giurista, dimenticando
la sentenza n. 168 del 2018, la n. 240 del 2021 e la n. 136 del
2023, che vorrei semplicemente riportare leggendo il comunicato
stampa della Corte costituzionale - mi scoccia riprendere la
sentenza - che dice che "E' incompatibile con la Costituzione il
continuo rinvio da parte del legislatore siciliano dell'elezione
dei consigli metropolitani e liberi consorzi che in Sicilia
sostituiscono le province. La Corte ha osservato che la norma
dichiarata incostituzionale era l'ultimo anello di una catena di
rinvii che dal 2015 ad oggi hanno continuamente proposto lo
svolgimento di queste elezioni e ha annunziato la costituzione
degli organi elettivi..., in definitiva la Corte costituzionale,
attraverso la Regione e attraverso interventi puntuali e continui
nel corso di 8 anni - è del 2023, quindi è passato un altro anno -
il legislatore regionale ha di fatto impedito la costituzione degli
enti di area vasta in violazione degli articoli 3, 5 e 114 della
Costituzione .
Ora, al di là delle valutazioni personali e politiche che ognuno
di noi può fare, sentivo poco fa qualche collega che diceva che non
si vuole votare perché la maggioranza non ha trovato degli accordi
dei liberi Consorzi per fare eleggere o meno i propri Presidenti,
lettura politica interessante.
A me quello che dispiace, Presidente, è il suo atteggiamento.
Presidente, lei vede è garante di questa Assemblea e lei deve
rispettare gli emendamenti da parte di tutti e lei è molto puntuale
quando deve bloccare gli emendamenti di qualche collega che hanno
parvenza di incostituzionalità o possibile incostituzionalità.
E invece lei e gli Uffici, oggi, stanno facendo passare un
emendamento, l'ennesimo rinvio delle elezioni dei liberi Consorzi e
delle città metropolitane che è palesemente incostituzionale. È
talmente palesemente incostituzionale che ci sono tre sentenze
della Corte costituzionale
Lei oggi, per una questione di rispetto dell'Aula e anche delle
sentenze e della dignità di questi deputati che ci mettono la
faccia e fanno questi interventi, al di là della valutazione
personale che posso avere dei liberi Consorzi e delle città
metropolitane, non avrebbe dovuto mettere al voto una cosa del
genere perché questo, vede, è un rinvio che doveva essere impugnato
già nella precedente norma, che non è stato impugnato perché il
Governo ha preso un impegno - assessore Messina lei potrà
confermare - col Governo nazionale di votare il 15 dicembre e oggi
io controllerò il ditino dell'assessore Messina, che appena venti
giorni fa, insieme al Presidente della Regione, ha emanato la
delibera di Giunta che indice le elezioni al 15 dicembre. Io voglio
sapere oggi l'assessore Messina cosa vota, perché altrimenti c'è
qualche problema, diciamo, di visione.
Cioè, l'Assessore venti giorni addietro fa la delibera insieme al
Presidente della Regione per l'indizione delle elezioni e venti
giorni dopo vota per il rinvio delle elezioni Qualcosa non torna
E allora, siccome stiamo per votare una norma che - ce lo possiamo
dire - è incostituzionale e dispiace che sia arrivata al voto
avrebbe dovuto fermarla prima, Presidente, perché non si fa, perché
lei lo ha vissuto col presidente Musumeci e con il presidente
Micciché, abbiamo rinviato anno dopo anno, anno dopo anno.
Io stavolta ci credevo, ho detto "forse si sono convinti che
finalmente, dopo dieci, anni si debba votare come nel resto
d'Italia". Nel resto d'Italia si vota dal 2015 seguendo la legge
Delrio, l'unica regione è la Sicilia in cui costantemente, ogni
anno, arriva il rinvio Ormai mi passa pure la voglia a
intervenire, però ci tenevo a fare questa puntualizzazione perché
vede, Presidente, ho molto rispetto della sua Presidenza, del modo
in cui lei interpreta il suo ruolo però, oggi, ha commesso un
errore che non dimenticherò e ritornerò sul punto ad aprile quando
non voteremo perché in legge di bilancio dello Stato non c'è
neanche la norma che stanzia le risorse per le province. Quindi,
noi ad aprile non voteremo perché il governo Meloni ha deciso, in
legge di bilancio, di non inserire nulla sulle province e noi
continueremo a rinviare, voi continuate a nominare i commissari e
questa Regione si vedrà privata di organi che sono previsti da un
ordinamento nazionale che, purtroppo, in Sicilia non viene
applicato.
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, ho ascoltato il suo intervento con
grandissimo interesse e ho ascoltato gli interventi di ogni singolo
deputato però, mi dispiace dirle in maniera assolutamente sincera,
che c'è un grandissimo velo di ipocrisia in ognuno degli interventi
che ho ascoltato e per diverse ragioni, perché non solo ho
ascoltato, ho cercato anche di interpretare quello che dovesse
essere il ruolo che ogni deputato di opposizione deve avere nel
momento in cui si mette dinanzi a una telecamera. Però credo che ci
sia poi anche un limite, sia da una parte che dall'altra.
Questo emendamento non cade come emendamento dell'ultimo minuto,
questo emendamento è un emendamento che è stato concordato anche
con tutti i Capigruppo dell'opposizione che non hanno firmato
perché è un emendamento a firma dei Capigruppo di maggioranza. E
queste stesse osservazioni che lei ha fatto sono le stesse
osservazioni che avrebbe potuto fare al momento opportuno il suo
Capogruppo.
E allora, vede, dinanzi a delle decisioni, è giusto che ognuno si
prenda le proprie responsabilità, così come quelle del voto, perché
oggi stiamo determinando quello che può essere un rinvio. Ci sono
dei deputati che hanno firmato dei Capigruppo di maggioranza perché
hanno dato anche delle ragioni circa la loro interpretazione del
percorso che dovrebbe seguire - scusi onorevole De Luca, mi sto
rivolgendo anche all'onorevole Sunseri rispetto all'intervento che
ha fatto -, che sostengono che invece si possa andare avanti
dinnanzi ad un percorso che possa prevedere l'elezione di primo
livello.
Ora, non ho elementi per poter dire se hanno torto o se hanno
ragione, ma come Presidente dell'Assemblea, dinanzi alla volontà
dei deputati e dinnanzi a nessuna osservazione sul grado di
inammissibilità dell'emendamento, io l'emendamento lo metterò in
votazione. Poi possibilmente andrà come dice lei.
Per quel che mi riguarda, dopo gli interventi che ho ascoltato,
avrei votato domani mattina, neanche il 15 dicembre. E non sono
neanche tanto convinto che le forze di maggioranza che governano
oggi questa Regione e il Governo nazionale avessero avuto questa
débâcle che in tanti hanno annunciato in Aula, anzi possibilmente
ne vedrei il contrario, ma non sono una persona che ha la sfera di
cristallo.
Però vi chiedo - ed è un'esortazione che faccio nei confronti di
tutti, sia dei deputati di maggioranza che di opposizione - che
dinanzi a quello scranno si cerchi di dire anche quello che si
riporta nei corridoi, non soltanto quello che è comodo fare vedere
quando ripostiamo i video e diciamo "lo avevo detto", perché non è
corretto neanche nei miei confronti, che probabilmente so qualche
verità in più rispetto a quella che voi raccontate all'esterno.
Pertanto pongo in votazione l'emendamento A.5.
DE LUCA Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento A.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 60
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 28
Contrari 22
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 18.1, che avete nei
tablet, che è interamente sostitutivo ed è a firma della
Commissione. È l'entrata in vigore della legge, a meno che non
vogliamo emendare su questo è sull'entrata in vigore della legge.
Pongo in votazione l'emendamento 18.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
n. 499/A Stralcio I/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
"Disposizioni in materia di urbanistica" (n. 499/A Stralcio I/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge "Disposizioni in materia di urbanistica" (n.
499/A Stralcio I/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno di legge
"Disposizioni in materia di urbanistica" (n. 499/A Stralcio I/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 62
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 30
Contrari 22
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
L'Aula è rinviata a giovedì 31 ottobre 2024, alle ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 21.55 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVIII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
141a SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 31 ottobre 2024 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
- COMUNICAZIONI
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio