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Resoconto d'Aula della Seduta n. 140 di martedì 29 ottobre 2024
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.20

                        Giuramento di deputato

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al I  punto  dell'ordine
  del giorno che reca: "Giuramento di deputato".
   Comunico  che con pec del 23 ottobre 2024, protocollata al  numero
  27582  di  pari data e assegnata al Servizio Lavori  d'Aula  il  24
  ottobre  successivo,  e con l'ulteriore pec del  24  ottobre  2024,
  protocollata al numero 27591 di pari data rispettivamente trasmessa
  dal  legale  di  fiducia di Adorno Erminia Lidia e  dell'Avvocatura
  distrettuale  dello Stato di Palermo, è pervenuta la  sentenza  del
  Consiglio  di  Giustizia amministrativa per la  Regione  siciliana,
  Sezione  giurisdizionale n. 810 del 2024, pubblicata il 23  ottobre
  2024,  con  la  quale, in riforma della sentenza  del  Tar  Palermo
  Sezione  prima  n.  1523  del 10 maggio 2023,  è  stata  proclamata
  deputato  regionale  Adorno Erminia Lidia, in  luogo  di  Ardizzone
  Martina.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Avverto  che,  dalla data di pubblicazione della citata  sentenza,
  decorre  il  termine  di  venti  giorni  per  la  presentazione  di
  eventuali  proteste o reclami ai sensi dell'articolo 61,  comma  3,
  della legge regionale 20 marzo del 1951 n. 29.
   Poiché l'onorevole Adorno è presente in Aula, la invito a prestare
  il giuramento prescritto dall'articolo 5 dello Statuto siciliano.
   Do  lettura della formula di giuramento stabilito dall'articolo  6
  delle   Norme  di  attuazione  dello  Statuto  siciliano,   Decreto
  legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 25 marzo del  1947
  n.  204: "Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo
  Capo,  di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione,
  di  esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
  solo  scopo  del  bene  inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana".

   ADORNO. Lo giuro.

   PRESIDENTE. Dichiaro immessa l'onorevole Adorno nelle funzioni  di
  deputato dell'Assemblea regionale siciliana. Complimenti.

                              (applausi)


                             Comunicazioni

   PRESIDENTE.   Si   passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno
  "Comunicazioni".
   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano  prenderne
  visione e sarà considerato approvato in assenza di osservazioni  in
  contrario nella presente seduta.
   Ai  sensi del comma 9 dell'articolo 127 del Regolamento interno do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento  elettronico che dovessero  aver  luogo  nel
  corso  della presente seduta. Invito pertanto i deputati a  munirsi
  per tempo della testa della personale di voto.
   Ricordo  che  anche  la richiesta di verifica del  numero  legale,
  ovvero  la  domanda di scrutinio segreto, sono effettuate  mediante
  procedimento elettronico.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico il congedo dell'onorevole  Varrica,  per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito,   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno dell'Assemblea,  saranno
  riportate nell'allegato a) al resoconto dell'odierna seduta.


                Precisazione su interrogazione n. 1006

   PRESIDENTE.  Comunico che l'interrogazione n. 1006  dell'onorevole
  Catanzaro  ed altri, annunziata nella seduta d'Aula n. 108  del  17
  aprile  2024,  è da intendersi presentata quale interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.
   L'Assemblea ne prende atto.


               Indirizzo di saluto dell'onorevole Adorno

   ADORNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADORNO.  Grazie  Presidente. Innanzitutto desideravo  ringraziarla
  per  la  celerità con la quale lei aveva e ha recepito la  sentenza
  alla prima Aula utile. Quindi volevo ringraziare lei e l'Ufficio di
  Presidenza. Volevo ringraziare i deputati per l'accoglienza.
   Oggi  essere  qui  per  me  è un grande onore,  perché  siamo  nel
  Parlamento  più  antico del mondo che è ancora in  funzione,  e  ne
  sento  tutto l'onore, ma anche tutto l'onere. Ne sento il peso,  la
  responsabilità, perché viviamo in una Terra assolutamente bella, ma
  martoriata.
   Io  vorrei  in  questa circostanza che per me è  importante,  come
  immagino capirete, esprimere qualche nota di ringraziamento.
   Innanzitutto  vorrei  ringraziare  il  Gruppo  politico  al  quale
  appartengo, e che ho sempre guardato con grande stima.  Grazie  per
  l'accoglienza.
   Poi  vorrei  ringraziare la Magistratura  per  il  lavoro  svolto,
  perché  ha  dimostrato ancora una volta che la  giustizia  prevale,
  perché  ha fatto prevalere la volontà degli elettori e i numeri  di
  ogni singolo elettore hanno prevalso e decretato la volontà.
   Desideravo  ringraziare gli avvocati e lo  studio  legale  che  ha
  assistito  tutto  questo  procedimento  per  il  grande  lavoro  di
  recepimento dei documenti, che è stato notevole, e poi desidero, se
  mi  permette, ringraziare i miei affetti più cari, la mia famiglia.
  Ad  iniziare da mio marito, senza il quale tutto questo non sarebbe
  stato  possibile, oggi io non sarei qua. A mia figlia,  che  mi  ha
  sempre  condiviso,  e  ha sempre condiviso la  sua  mamma  con  gli
  impegni  politici che sono stati innumerevoli in questo percorso  e
  che, malgrado questo, mi ha saputo regalare la gioia più grande che
  auguro  ad  ognuno  di voi, di vedere un proprio  figlio  affermato
  professionalmente  nella propria Terra, e avere  il  privilegio  di
  poter  vivere nella medesima città. Grazie figlia, mi hai  riempito
  di orgoglio.
   E vorrei anche, se mi permettete ancora, ringraziare mia madre che
  non  c'è  più,  che ho perso quando era molto giovane,  ma  che  ho
  sempre  sentito costantemente accanto, anche in questa circostanza,
  non a caso l'ultima udienza era fissata il 9 ottobre, che è la data
  del suo compleanno, e mi ha fatto sentire la sua carezza.
   Ed  infine,  ma  non per ultimi, permettetemi di  ringraziare  gli
  attivisti e i cittadini, quelli che sono qui presenti, per loro c'è
  il  mio  grande cuore, veramente li ringrazio per la  tanta  strada
  fatta,  ma  anche  quelli  che  non  sono  potuti  venire  per  gli
  innumerevoli impegni lavorativi.
   Questa  votazione  ha dimostrato e determinato  ancora  una  volta
  quanto ogni singolo voto sia prezioso. Sarebbe un bello spot contro
  l'astensionismo, perché è importante determinare la propria scelta,
  e lo si può fare, e non dobbiamo perderne l'essenza il giorno delle
  votazioni.
   Il  mio  impegno sarà massimo, cercherò di portare avanti  con  la
  massima  dedizione, ma la mia ambizione più grande sarà  quella  di
  essere uno strumento tra le mani dei cittadini in questo Palazzo, e
  lo farò sempre con rispetto e soprattutto con onore e disciplina. E
  ci tenevo a non sbagliare le parole, perché le abbiamo più volte in
  quest'ultimo  periodo  sottolineate nei nostri  passaggi  politici.
  Grazie Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie a lei.


       Seguito del disegno di legge  Disposizioni in materia di
                 urbanistica  (n. 499/A Stralcio I/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al III punto dell'ordine
  del  giorno: Seguito del disegno di legge  Disposizioni in  materia
  di urbanistica  (n. 499/A Stralcio I/A).
   Chiedo alla Commissione di potersi insediare.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Carta.

   CARTA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Presidente,
  l'altra  volta  abbiamo sospeso l'Aula per discutere in  Conferenza
  dei  Capigruppo.  Si  era discusso di rivedere  l'articolato  nella
  parte  1,  8  e  14.  Oggi  si è effettuata  una  Commissione,  tra
  virgolette, consultiva, dove si è discusso di questa parte che  era
  in discussione e si è arrivati a comprendere quali sono le idee dei
  Gruppi  parlamentari,  per l'articolo 1, per  l'articolo  8  e  per
  l'articolo  14.  Per  quello che è successo in Commissione  si  può
  iniziare a votare l'articolato e procedere ai lavori d'Aula.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta. Intanto per me è  un  piacere
  potere  sentire che ci sia stato un confronto, e che abbiate potuto
  trovare  una  sintesi migliore, magari di quella  che  non  avevate
  avuto sino a questo momento.
   Non  avendo  alcun  altro deputato chiesto  di  parlare,  dichiaro
  chiusa  la  discussione generale e pongo in votazione il  passaggio
  all'esame degli articoli.

   DE LUCA Antonino. Manca l'Assessore Savarino.

   PRESIDENTE. Aspettiamo che rientri l'Assessore Savarino e  votiamo
  poi il passaggio agli articoli.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Grazie, Presidente. Io non ho ben inteso  tutto
  ciò  che  il Presidente Carta ha detto, ma mi è sembrato di  capire
  che  in questa Commissione consultiva, che ovviamente come tale può
  esprimere  un  parere  informale, ma di certo  non  può  modificare
  l'articolato, non si sarebbe raggiunta neppure alcun tipo di intesa
  ideale, mi è sembrato di capire così.

   PRESIDENTE. Veramente ha detto l'opposto.

   DE LUCA Antonino. Infatti ho detto che non si sentiva bene, allora
  avrò  sentito  male. Può specificare, altrimenti avrei  chiesto  la
  convocazione di una Capigruppo.

   PRESIDENTE.  Il  microfono  era lontano.  Si  avvicini,  onorevole
  Carta.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Per chiarire:  sui
  tre  articoli discussi, abbiamo stabilito che il primo articolo era
  accettabile,  venendo soppresso e mantenendo il  testo  precedente,
  che  prevedeva l'uso del termine "impedire" invece di  "contenere".
  Per quanto riguarda l'articolo 8, c'era la possibilità di eliminare
  le  percentuali,  con  la  successiva  discussione  nel  PUG  sulla
  percentuale di premialità da concedere per la riqualificazione e la
  riorganizzazione dei centri storici. Infine, per il terzo articolo,
  l'articolo  14,  si attendeva in Commissione l'onorevole  Lombardo,
  perché assente, che in passato aveva presentato un emendamento  per
  il  suo Gruppo politico. Oggi ha dichiarato che si può votare senza
  problemi, quindi, se si desidera, si può sopprimere.

   DE  LUCA Antonino. Sulla scorta di quello che ha appena dichiarato
  il  Presidente  Carta,  le vorrei chiedere  se  può  convocare  una
  Capigruppo.

   PRESIDENTE.  Visto e considerato che c'è questa richiesta,  se  il
  Presidente Carta ritiene che sia più opportuno, sospendiamo  l'Aula
  per dieci minuti e convoco la Capigruppo in sala lettura.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.33, è ripresa alle ore 15.59)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Chiedo  al  Presidente della  Commissione,  onorevole
  Carta, di poter riprendere posto.
   Presidente  Carta, va bene, visto e considerato che abbiamo  fatto
  una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si è trovata
  una  sintesi  migliore rispetto alla precedente, mi pare  di  avere
  capito, pertanto, si passa ad esaminare il disegno di legge n. 499.
  Pongo  in  votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                                «Art. 1
   Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

      1. All'articolo 1 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19 la
         parola «impedire» è sostituita dalla parola «contenere».»

   Si  passa all'emendamento 1.1 soppressivo dell'articolo,  mi  pare
  che  l'intesa fosse quella di sopprimere l'articolo 1 e, così  come
  d'intesa,  mi pare di avere capito, che sull'articolo  1  ci  fosse
  l'intenzione,  non si può ritirare, si deve votare  e,  quindi,  di
  sopprimere l'articolo 1.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 1.1 soppressivo  dell'articolo.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pertanto, abbiamo soppresso l'articolo 1.

   Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:

                                «Art. 2
   Modifiche all'articolo 9 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

   1.  Al  comma 1, dell'articolo 9, della legge regionale 13  agosto
  2020, n. 19 dopo la parola «insediate» sono aggiunte le seguenti «,
  nonché   al   fine   di   limitare  il   ricorso   alle   procedure
  espropriative».

   Si  passa all'emendamento 2.1, soppressivo dell'articolo 2 a firma
  dell'onorevole De Luca Antonio e altri.
   E'  mantenuto  o  lo  ritirate?  Essendoci  solamente  emendamenti
  soppressivi, si vota semplicemente il mantenimento dell'articolo 2.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura:

                               ¡ìArt. 3
  Modifiche all'articolo 14 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

   1. Al comma 5, dell'articolo 14, dopo la lettera f), è aggiunta la
  seguente:

   «f  bis)  gestisce le procedure per l'approvazione degli strumenti
  di pianificazione territoriale e urbanistici.».

   Anche  in  questo ci sono soltanto soppressivi, pertanto, voteremo
  il mantenimento dell'articolo 3.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dall'articolo 4. Ne do lettura:

                                «Art. 4
  Modifiche all'articolo 25 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

   1.  All'articolo 25 della legge regionale 13 agosto  2020,  n.  19
  sono apportate le seguenti modificazioni:

   a)  al  comma  2 la parola «adozione» è sostituita dalla  seguente
  «approvazione»;

   b)  alla lettera r) del comma 3 dopo la parola «commerciale»  sono
  inserite le seguenti «e di tipo turistico anche».»

   Si passa all'esame dell'emendamento 4.1 a firma degli onorevoli De
  Luca Antonino ed altri. Onorevole De Luca è mantenuto o ritirato?
   E' il soppressivo, onorevole De Luca.

   DE LUCA Antonino. Ritirato

   PRESIDENTE.   Grazie.  Si  passa  all'emendamento  4.6   a   firma
  dell'onorevole Ciminnisi ed altri. Mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI. Mantenuto.

   PRESIDENTE.  E'  il  soppressivo dell'articolo.   Siccome  il  suo
  Capogruppo l'ha ritirato

   CIMINNISI. Mi deve dare il tempo di riguardarlo

   PRESIDENTE. Tutto il tempo che vuole

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  volevo
  chiedere  se ritirando, comunque, l'emendamento 4.6, chiedo,  però,
  che venga mantenuto l'emendamento 4.3.

   PRESIDENTE. L'emendamento 4.3 è successivo

   CIMINNISI. E' successivo, sì, infatti ritiro l'emendamento 4.6  ma
  mantengo l'emendamento 4.3.

   PRESIDENTE. Va bene, l'emendamento 4.2 è inammissibile.

   Si   passa   all'emendamento  4.4  che  è  sempre  suo,  onorevole
  Ciminnisi, è mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Si passa all'emendamento  4.5,  sempre  suo,
  onorevole Ciminnisi. Mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI. Mantenuto, Presidente  Perché facciamo riferimento,  in
  maniera   specifica,   alla  parola  quindi  "di   tipo   turistico
  industriale,   manifatturiero,  artigianale",  invece   andiamo   a
  specificare delle cose che, secondo me, se le lasciamo  in  maniera
  generica  è  meglio,  non  facciamo nessun  riferimento  specifico.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, qualora passasse, chiaramente,  è
  precluso l'emendamento 4.3, glielo lo sto dicendo.

   Il  parere  del  Governo?  Mi pare favorevole.  Chiedo  il  parere
  sull'emendamento 4.5.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente era più chiaro il 4.4 a firma dell'onorevole Ciminnisi.

   PRESIDENTE. L'emendamento 4.4 è stato ritirato onorevole Savarino.
  Parere del Governo sull'emendamento 4.5?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Parere della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.5, chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   L'emendamento  4.3  è  precluso,  pertanto   votiamo
  l'articolo  4  così come emendato. Chi è favorevole all'articolo  4
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                «Art. 5
          Modifiche all'articolo 26 della legge regionale 13
                            agosto 2020, 19

       1. Al comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 13
     agosto   2020,   n.  19,  sono  apportate   le   seguenti
     modificazioni:

       a)  dopo  le parole «e lo studio archeologico, redatto»
     sono aggiunte le seguenti «su scala locale»;

       b)  dopo  le  parole  «dalla  richiesta  da  parte  del
     comune.»  è  aggiunto  il seguente periodo  «Il  predetto
     studio  archeologico  può  essere,  altresì,  redatto  da
     professionista di comprovata esperienza.».

       2. Al comma 8 dell'articolo 26 della legge regionale 13
     agosto  2020,  n.  19, le parole «e  per  estratto  nella
     Gazzetta   ufficiale   della  Regione   siciliana»   sono
     soppresse.

       3.  Il  comma 11 dell'articolo 26 della legge regionale
     n. 19/2020 è sostituito dal seguente:

       «11.  Il  progetto di PUG, con i relativi elaborati  ed
     allegati,  compreso il rapporto ambientale e la  relativa
     sintesi non tecnica, è messo a disposizione degli enti  e
     soggetti  convocati mediante pubblicazione nel  sito  web
     del comune e dell'Assessorato regionale del territorio  e
     dell'ambiente  almeno quarantacinque giorni  prima  della
     data  fissata per la conferenza. Negli stessi  termini  e
     con le stesse modalità è pubblicato un avviso al pubblico
     di  cui  agli  articoli 13, comma 5,  e  14  del  decreto
     legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Entro 45 giorni  dalla
     sua  pubblicazione  chiunque può prendere  visione  della
     documentazione  e  presentare  proprie  osservazioni   in
     formato  elettronico, anche fornendo  nuovi  o  ulteriori
     elementi conoscitivi e valutativi.».

       4.  Al  comma 13 dell'articolo 26 della legge regionale
     n.  19/2020 sono apportate le seguenti modificazioni:  la
     parola  «sessanta» è sostituita dalla seguente «novanta»;
     la   parola   «trenta»   è  sostituita   dalla   seguente
     «quarantacinque»;   le  parole  «entro   quindici»   sono
     sostituite dalle seguenti «entro trenta».

       5.  Al  comma 16 dell'articolo 26 della legge regionale
     n.  19/2020  la  parola  «sessanta»  è  sostituita  dalla
     seguente «quarantacinque».

       6.  Dopo  il  comma  17 dell'articolo  26  della  legge
     regionale n. 19/2020 è aggiunto il seguente comma:

       «17   bis.  A  seguito  delle  modifiche,  che  possano
     produrre   effetti   sull'ambiente,   intervenute   nella
     Conferenza  di  pianificazione di cui  al  comma  17,  il
     responsabile    del    procedimento   provvede,    previo
     aggiornamento     del    rapporto    ambientale,     alla
     ripubblicazione  del Piano nel rispetto dell'articolo  14
     del   decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152   e
     successivamente    a   convocare   la    Conferenza    di
     pianificazione nell'ambito della quale acquisire un nuovo
     parere,  ai  sensi  dell'articolo 15 del  citato  decreto
     legislativo  n.  152/2006, prima della  trasmissione  del
     Piano per l'approvazione da parte del consiglio comunale,
     ai sensi del comma 18.».

       7.  Al  comma 18 dell'articolo 26 della legge regionale
     n.  19/2020  dopo le parole «comma 17» sono  inserite  le
     seguenti «o al comma 17 bis».

   E'  stato presentato l'emendamento 5.9 a firma degli onorevoli  De
  Luca Antonio ed altri.

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Grazie. Si passa all'emendamento 5.13 a  firma  degli
  onorevoli Ciminnisi ed altri.

   CIMINNISI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.1 a firma dell'onorevole De
  Luca ed altri.

   DE LUCA Antonino. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.   L'emendamento   5.14   è   inammissibile,    prevede
  l'approvazione  del  PUG  da parte del Consiglio  comunale  secondo
  direttive   impartite   dallo   stesso   Consiglio,   pertanto    è
  inammissibile.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  quando   l'ho
  presentato  non  vedevo motivi di inammissibilità.  Con  l'elezione
  diretta  dei  sindaci  c'è stata una maggiore rappresentatività  di
  quelle che sono le richieste dei cittadini, i poteri, però, si sono
  concentrati molto nella figura del sindaco. Proprio per questo,  si
  è cercato di dare anche un'impostazione che fosse quella di mettere
  al  centro alcune questioni al potere politico, altre questioni  al
  potere amministrativo.
   Uno dei temi spesso dibattuti è quello delegato alla questione tra
  i  poteri  della Giunta e i poteri del Consiglio. La  Giunta  viene
  nominata dal sindaco, il Consiglio è rappresentativo della città.
   Sono  sindaco, potrei dire, bene, siccome dobbiamo approntare  una
  modifica, il Piano regolatore generale noi sindaci potremmo  andare
  più  celermente  nel  lavoro utilizzando la  Giunta  per  le  linee
  direttive   del  Piano  regolatore  generale,  così   come   veniva
  denominato prima.
   Mi  permetto  di dire, però, che questa delega che  viene  passata
  alla Giunta è un qualcosa che personalmente non condivido e non  lo
  condivide   il   Partito  Democratico,  perché  la   rappresentanza
  democratica  di un paese sta in capo al Consiglio comunale,  perché
  il  sindaco  rappresenta la maggioranza, qualche  volta  può  anche
  rappresentare  come  numero di consiglieri la  minoranza,  però  il
  sindaco  eletto rappresenta la maggioranza e nomina la Giunta,  che
  in questo caso darebbe le linee direttive, ma in capo al tema della
  democrazia bisogna fare riferimento al consiglio comunale.
   Ecco  perché,  Presidente,  le chiedo  di  rivisitare  questa  sua
  decisione, se è sua, perché credo che il tema sia un tema  centrale
  nel   dibattito   stiamo   portando   avanti.   Se   parliamo    di
  pianificazione,  la pianificazione afferisce a  tutta  la  città  e
  quindi  alla rappresentanza politica di tutte le forze presenti  in
  Consiglio comunale.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Burtone. Per essere chiari,  se  le
  interessa  la risposta, è relativo a un'indicazione che chiaramente
  arriva dagli uffici. Ritengo che si possa fare una riscrittura  che
  sia  coerente  al  testo e che possa avere un  giudizio  differente
  dall'inammissibilità che è stata data sino a questo momento.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi.  Penso  che  è
  stato  sufficientemente  chiaro l'onorevole Burtone  nell'esprimere
  qual   è   il  significato  dell'emendamento,  dare  la  centralità
  all'organo   collegiale,  però,  è  vero  che,   leggendolo   nella
  complessità...

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, parli vicino al microfono perché
  hanno difficoltà anche gli stenografi.

   DIPASQUALE. ...leggendolo nella sua interezza, ovviamente entra in
  conflitto  così  come è scritto. Bisogna riscriverlo.  Quindi  noi,
  Presidente, prima che venga stralciato, ci dia un minuto di  tempo.
  Stiamo presentando un subemendamento, così lo rendiamo coerente con
  il  resto del testo. Ma la volontà la vogliamo raggiungere,  che  è
  quella espressa dall'onorevole Burtone.

   PRESIDENTE.  Ma  nessuno  vuole venire meno  alle  volontà  di  un
  Parlamento  che  si  può  esprimere  in  un  senso  piuttosto   che
  nell'altro.

   DIPASQUALE.  Sì,  abbiamo tutti ragione.  Ha  ragione  l'onorevole
  Burtone ed ha ragione lei

   PRESIDENTE.  Però, dinnanzi ad una valutazione di  inammissibilità
  non   possiamo  non  tenerne  conto.  Ha  chiesto  di   intervenire
  l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, io ho letto anche l'articolo  26  vigente,
  che  così  recita: -  assessore mi ascolti - "Il PUG è redatto  dal
  Comune,  ed è adottato ed approvato dal Consiglio comunale, secondo
  la  procedura  di  seguito  specificata, sulla  base  di  direttive
  impartite  dalla  Giunta comunale attraverso  un  proprio  atto  di
  indirizzo". Questa è la legge vigente.
   Non  capisco dove nasce  la Giunta comunale , e quindi non capisco
  l'emendamento  del  collega  Burtone che  lo  sopprime.  Perché  se
  noi...tra  l'altro  non  capisco il  giudizio  di  inammissibilità,
  perché è fuori...però, sto leggendo. Qua in diretta.
   Quindi,  mi  pare  chiaro un punto, che il PUG,  seppur  su  scala
  ridotta,  è  uno strumento urbanistico e come tale va  lasciato  il
  potere di approvazione e non di adozione, perché le procedure sono,
  come  dire,  di tipo approvativo, non adotta e approva la  Regione,
  approva l'organo comunale secondo criteri, per cui, perché dovrebbe
  essere  la  Giunta? Deve essere il Consiglio comunale  che  approva
  l'atto  del PUG. Cioè, qui la Giunta dà le direttive non dà   forse
  il collega Carta mi può dare qualche elemento...

   CARTA presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prego, onorevole Carta.

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore. Siamo in perfetta
  linea  con  l'onorevole Cracolici. E' questo il senso dell'articolo
  5.  Infatti la inammissibilità è annessa alla questione  che  è  il
  Consiglio comunale che ne detta gli indirizzi e lo approva. Quindi,
  la  parola "Giunta comunale" non è, diciamo, presente nel testo,  e
  non  c'è  nessun  documento programmatico che  passa  dalla  Giunta
  comunale.  Quindi,  in  relazione  a  quello  che  dice  Cracolici,
  l'articolo 5, se avete un momento di tempo per leggerlo, l'articolo
  5  già prevede... è già all'origine che il Consiglio comunale ne dà
  gli  indirizzi e poi lo approva. Quindi, di fatto quindi, la Giunta
  ha  poco  a  che...  E'  esattamente al  contrario.  E'  la  giunta
  che...totalmente al contrario
   Io  ho  letto,  questo dico. Secondo me, guardi, c'è  l'Assessore.
  Presidente,  se  può  fare esprimere l'Assessore,  per  favore,  su
  questa questione.

   PRESIDENTE.    Sì,   grazie  onorevole  Carta.  Prego,   assessore
  Savarino.

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'articolo  26
  va  letto  tutto,  e nel leggerlo tutto la Giunta  dà  un  atto  di
  indirizzo  ma  il documento preliminare, secondo il comma  6  dello
  stesso  articolo, viene dato al Consiglio comunale  entro  i  dieci
  giorni successivi alla definizione del documento preliminare.
   Se voi vedete, se lo leggete tutto in maniera completa - se volete
  ve lo leggo tutto, dall'inizio alla fine - il documento preliminare
  viene  predisposto  dal  Consiglio  comunale.  Quindi  c'è  già  un
  equilibrio  dei  poteri. Il punto è cercare di evitare  di  perdere
  tempo.  Quindi  c'è  un  atto di indirizzo,  ma  c'è  un  documento
  preliminare che viene dal consiglio comunale.
   Attenzione, perché scombussoliamo tutto l'iter. Quindi, io invito,
  come   giustamente   ha  fatto  il  Servizio   Studi,   al   ritiro
  dell'emendamento perché rischiamo di complicare un iter che già  ha
  un equilibrio tra giunta e consiglio comunale. Grazie.

   CARTA presidente della Commissione e relatore.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA  presidente  e  relatore. A conclusione,  poco  fa  mi  sono
  interrotto. Ed è chiaro che il Consiglio comunale, oltre ad  averlo
  diciamo  apprezzato, deve adottarlo e poi deve approvarlo.  Quindi,
  ha   cinque  passaggi  il  consiglio  comunale.  Non  ne  vedo   la
  successiva  diciamo è togliere il passaggio della Giunta che non fa
  altro  che  istruire  il piano regolatore e lo manda  in  Consiglio
  comunale  prima  per  gli indirizzi, poi per apprezzarlo,  poi  per
  adottarlo  e l'ultimo per approvarlo e poi aspetta il parere  della
  Regione e infine per fare l'ultimo passaggio autorizzativo.
   Io ho concluso.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta.
   E' stata presentata la riscrittura, la stanno caricando.
   C'è  la  riscrittura da parte dell'onorevole Burtone sul 5.14  che
  così si renderebbe coerente con il testo dove vengono sostituite le
  parole: 'sulla base delle direttive' fino ad 'un atto di indirizzo'
  che sarebbero soppresse.
   Quindi, lo carichiamo e lo mettiamo in votazione.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Carta.

   CARTA, presidente e relatore.  Per eccessivo chiarimento, nel caso
  in  cui  togliessimo  la parola 'atto di indirizzo  della  Giunta',
  tutti  i  procedimenti di indirizzo fatti dalle Giunte comunali  in
  Sicilia che hanno fatto sì di iniziare l'iter di realizzazione  del
  PUG  e  una  norma di questo Parlamento li ha finanziati,  e  altre
  norme  li  finanzieranno, vanno a decadere.  Quindi,  attenti  alla
  definizione  di  questa  norma  se  vogliamo  il  bene  dei  Comuni
  siciliani.

   PRESIDENTE.   Intanto  è  presentato  un  emendamento,   c'è   una
  riscrittura,   si   chiede  il  parere  della  Commissione   appena
  l'emendamento  sarà caricato e lei potrà leggerlo, si  chiederà  il
  parere del Governo e poi si metterà in votazione, prego.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  La linea per me è chiara. Le direttive le deve  dare  il
  Consiglio  comunale.  Non è così, guardi,  che  quando  lei  fa  un
  percorso amministrativo e la Giunta dà delle linee direttive poi la
  palla passa ai cittadini che ne discutono, fanno integrazioni e poi
  alla  fine il Consiglio comunale accetta o respinge. Io sono perché
  il  processo  venga  inverso  ma ognuno  ha  le  proprie  opinioni,
  Assessore.  Io  ho la mia opinione.  L'opinione è che  il  processo
  debba  partire  dal  Consiglio  comunale  che  è  il  centro  della
  democrazia di una comunità, basta.
   Ognuno la pensi come vuole.

   PRESIDENTE. Benissimo, l'emendamento è caricato, è il 5.14R.
    Chiedo il parere della Commissione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Scusate,  siccome parliamo di  cose  delicate,  perché
  attengono  ad un procedimento che poi ha conseguenze, diciamo,  nei
  rapporti anche con i cittadini, io sto a quello che leggo che è  la
  norma vigente.
   La  norma  vigente  parla di un documento  preliminare,  prima  di
  iniziare  qualunque  iter,  in cui sono perimetrate  le  parti  del
  territorio  comunale, nelle quali per garantire  il  raggiungimento
  degli  obiettivi  del  piano,  che  potrebbero  essere  compromesse
  dall'applicazione  delle  pregresse  previsioni   urbanistiche,   è
  sospeso  il  rilascio di titoli abilitativi, e  a  far  data  dalla
  delibera   di   adozione   del   progetto   preliminare   e    sino
  all'approvazione del PUG.
   Quindi,  c'è  un'approvazione  di  un  progetto  preliminare.   Il
  concetto che qui veniva espresso nell'articolo 26, comma 1,  è  che
  il  PUG,  che ricordiamoci è la variante moderna non più del  piano
  regolatore  generale, ma piani di regolazione per  comparto  o  per
  singole parti di territorio, ha la stessa procedura di prima.  Cioè
  è  il  consiglio  comunale che lo approva,  dove  poi  ci  sono  le
  osservazioni dei cittadini dopo l'approvazione.
   Quindi,  non  siamo  nella fase in cui ci sono,  sulle  cosiddette
  direttive, il procedimento che coinvolge i cittadini, cioè non sono
  le  direttive  approvate dalla Giunta che vengono  sottoposte  alla
  valutazione dei cittadini, le linee direttive formano il nuovo  PUG
  che dà la Giunta ma che lo approva il consiglio comunale. Questa  è
  la  legge  che  abbiamo  Ma allora dobbiamo cambiare la  legge  che
  abbiamo,  per questo non capivo questa cosa della Giunta  comunale,
  perché   la   Giunta   comunale  oggi  non   è   nel   procedimento
  dell'approvazione del PUG se non per le direttive che dà una  volta
  che  il consiglio comunale ha definito il comparto e lo spazio dove
  fare il PUG. Mi pare che funzioni un po' meglio.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, lei è  favorevole  o  contrario
  all'emendamento dell'onorevole Burtone?

   CRACOLICI. Contrario.

   PRESIDENTE.  Contrario. Perché se no sembrava non avessimo capito.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Presidente,  io voglio dare una  testimonianza.  Noi  se
  modifichiamo questa norma, molti di quelli che sono stati già  agli
  atti  di Giunta, così come diceva il Presidente Carta, praticamente
  azzeriamo  tutti  i procedimenti che sono procedimenti  lunghi.  E'
  così. Non dite altre cose. Quello che dice l'onorevole Cracolici  è
  la  realtà della legge che esiste oggi. Non possiamo modificare  in
  corso, dopo un anno, un anno e mezzo che noi abbiamo seguito alcune
  procedure e cambiarle ora con un semplice emendamento  Questa è  la
  situazione

   PRESIDENTE.  Allora,  visto e considerato  che  dobbiamo  comunque
  andare avanti e non ci possiamo impantanare per un emendamento,  si
  passa all'emendamento 5.14.R. Il parere della Commissione?

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore. Come ha accennato
  in  premessa e come ascoltato dall'onorevole Cracolici e ancora poi
  dal   Presidente  della  Commissione  Sanità,  la   Commissione   è
  contraria.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  5.3, a firma  dell'onorevole  De  Luca
  Antonino ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 5.12, a firma dell'onorevole
  Ciminnisi ed altri. È mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 5.4, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 5.11, a firma dell'onorevole
  Ciminnisi ed altri. È mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI. Ritirato.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 5.2, a firma dell'onorevole
  De Luca Antonino ed altri. È mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. I soppressivi dei commi sono tutti ritirati.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Ciminnisi,  almeno  i  soppressivi   sono
  ritirati?

   CIMINNISI.  No,  Presidente, l'emendamento 5.11 lo mantengo  anche
  perché  è  solo  una correzione testuale perché c'è un  rimando  al
  codice  dell'ambiente e va precisato che il rimando è alla  lettera
  e), a mio avviso.

   PRESIDENTE. Noi lo abbiamo chiesto.
   Non si preoccupi, noi lo superiamo questo ostacolo.

   CIMINNISI. Se andiamo così velocemente, ci sono quattro  testi  di
  legge che dobbiamo verificare, avere il tempo di verificare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciminnisi, noi siamo molto  lenti  e  diamo
  l'opportunità di leggere a tutti.
   Sono  stati,  forse,  ingolfati gli Uffici perché  ci  sono  molti
  emendamenti  che,  probabilmente, sono stati  presentati  e  che  -
  magari  -  non  erano  proprio necessari. Mi riferisco  a  tutti  i
  soppressivi.
   L'ho chiesto e lei ha fatto segno di ritirarlo.
   Cionondimeno, mettiamo in discussione il 5.11, immaginando che lei
  si  riferisse  al  5.10  che  è un altro  dei  soppressivi  da  lei
  presentato, però il tablet lo avete davanti.
   Pongo in votazione il 5.11.
   Il parere della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il 5.11. Chi è favorevole si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 5.6, a firma dell'onorevole
  De Luca, che ha detto che li ritira tutti.
   Pongo  pertanto in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   E'  approvato,  col  voto  contrario  dell'onorevole
  Burtone e di tutto il Partito Democratico.

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                «Art. 6
          Modifiche all'articolo 30 della legge regionale 13
                          agosto 2020, n. 19

       1. Al comma 1 dell'articolo 30 della legge regionale n.
     19/2020 sono apportate le seguenti modificazioni: dopo le
     parole «sulle quali il PUG» sono inserite le seguenti  «o
     lo  strumento urbanistico generale»; le parole «,  previa
     perimetrazione  da  approvarsi  da  parte  del  consiglio
     comunale  se  non  prevista dal PUG» sono  soppresse;  le
     parole  «di  cui  all'articolo 31» sono sostituite  dalle
     seguenti «di cui all'articolo 26».

       2.  Al  comma  3, alinea, dell'articolo 30 della  legge
     regionale   n.   19/2020  sono  apportate   le   seguenti
     modificazioni: dopo la parola «comune,» sono inserite  le
     seguenti  «redatta  sulla base di  una  convenzione  tipo
     approvata  dal  consiglio  comunale,»;  dopo  la   parola
     «decadenza» sono aggiunte le seguenti «del PPA».

       3. Al comma 4 dell'articolo 30 della legge regionale n.
     19/2020 sono apportate le seguenti modificazioni: dopo le
     parole  «Ove  il  PUG» sono inserite le  seguenti  «o  lo
     strumento urbanistico generale»; dopo le parole «previste
     dal  PUG»  sono  inserite le seguenti «o dallo  strumento
     urbanistico generale»; le parole «di iniziativa  privata»
     sono soppresse.

       4. Al comma 5 dell'articolo 30 della legge regionale n.
     19/2020  sono  apportate  le seguenti  modificazioni:  le
     parole «dalla data di approvazione» sono sostituite dalle
     seguenti «dalla data di stipula della convenzione»;  dopo
     le  parole  «ulteriori  cinque  anni»  sono  inserite  le
     seguenti  «,  dal  responsabile  dell'area  tecnica   del
     Comune,»; dopo le parole «vincolo scaduto» sono  inserite
     le  seguenti  «, se previste dallo strumento  urbanistico
     generale,».

       5. Al comma 7 dell'articolo 30 della legge regionale n.
     19/2020  dopo le parole «zone disciplinate dal PPA»  sono
     aggiunte le seguenti «di iniziativa pubblica».

       6. Al comma 9 dell'articolo 30 della legge regionale n.
     19/2020,  le  parole  «singoli titoli  abilitativi»  sono
     sostituite dalle seguenti «il rilascio dei singoli titoli
     abilitativi  di cui alla legge regionale 10 agosto  2016,
     n.16 e successive modificazioni,».

       7.  Al  comma 10 dell'articolo 30 della legge regionale
     n.  19/2020  le parole «, ferma restando la necessità  di
     formalizzare apposita convenzione per la quale è  esclusa
     l'approvazione in consiglio comunale» sono soppresse.

       8.  Al  comma 11 dell'articolo 30 della legge regionale
     n.  19/2020 sono apportate le seguenti modificazioni:  le
     parole «non può essere inferiore a» sono sostituite dalle
     seguenti «, di norma, è fissata in»; le parole da «se per
     documentati motivi,» fino a «10 mila metri quadrati» sono
     sostituite  dalle  seguenti «per  documentati  motivi,  è
     ammessa  un'estensione inferiore a 10 mila metri quadrati
     fino  a  mille  metri quadrati, in tal caso  le  aree  da
     cedere  al comune saranno calcolate a norma di legge,  in
     riferimento all'effettiva estensione del PPA».

       9.  Al  comma 13 dell'articolo 30 della legge regionale
     n.  19/2020 le parole «e h)» sono sostituite dalle parole
     «, h) e m)».

       10.  Al comma 14 dell'articolo 30 della legge regionale
     n. 19/2020 sono apportate le seguenti modificazioni:

       a) le lettere a), b), d), e), f), e g) sono abrogate;

       b)  alla  lettera h) le parole «e della legge regionale
     10  luglio  2015, n. 13 e successive modificazioni»  sono
     soppresse.»

   PRESIDENTE.  Sono stati presentati emendamenti tutti  soppressivi,
  anzi no, solo nella prima pagina.
   Si  passa all'emendamento 6.11. Onorevole De Luca sono ritirati  i
  soppressivi?

   DE LUCA Antonino. Sono tutti ritirati.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, i soppressivi sono ritirati?

   CIMINNISI.  Non  è ritirato perché il comma 1 fa riferimento  alla
  previa   perimetrazione  da  approvarsi,  da  parte  del  consiglio
  comunale, se non prevista dal PUG.
     Il  PUG richiedeva prima che per i PPA la perimetrazione dovesse
  approvarsi  in  consiglio comunale. E' un  ragionamento  analogo  a
  quello che in qualche modo abbiamo già fatto, quindi lo mantengo.

   PRESIDENTE. Va bene, è il soppressivo dell'intero articolo.

   CIMINNISI. Poi al comma 3 non ho fatto il soppressivo di tutta  la
  norma  ma  al  comma  3  le  parole "di  iniziativa  privata"  sono
  soppresse perché non è chiaro, guardando la norma all'articolo  30,
  a  quale  parte  del  comma 4 ci si riferisca perché  ci  sono  due
  riferimenti ai DDA di iniziativa privata.

   PRESIDENTE.  Rispetto  a quello che lei sta  dicendo,  giusto  per
  essere  precisi, per non cadere nello stesso errore  di  prima.  Il
  soppressivo  non  è  di una parte dell'articolo  ma  è  dell'intero
  articolo.
   Stiamo  parlando del 6.13, corretto? Benissimo, allora lo mantiene
  o lo ritira?

   CIMINNISI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.     Si   passa  all'emendamento  6.21,  dell'onorevole
  Venezia e altri che è mantenuto.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 6.12, a firma dell'onorevole De  Luca  e
  altri.

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. E' una riscrittura
  dell'articolo, quindi contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il 6.12.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  6.1,  a  firma  De  Luca,
  soppressivo, che è ritirato.
   Si passa all'emendamento 6.14 che è al comma 1.
   Onorevole Ciminnisi, immagino che sia mantenuto.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
   L'ho  capito,  ma la procedura sempre quella è, o è  importante...
  devo sempre chiedere alla Commissione.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. L'articolo 31  del
  testo lo prevede, quindi è un'aggiunta a un articolo già esistente.
  Quindi, parere contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  rimanga
  seduto,

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 6.2, soppressivo, a firma dell'onorevole
  De Luca. E' ritirato. L'emendamento 6.3 è ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 6.15. C'è un soppressivo  al  comma  3,
  dell'onorevole Ciminnisi.

   CIMINNISI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Sopprimere "di iniziativa privata", ok

   CIMINNISI.  L'emendamento interviene sull'articolo  30,  comma  4,
  all'interno del quale però c'è due volte il riferimento ai  PPA  di
  iniziativa  privata. Se il Governo volesse chiarire a  quale  delle
  due  frasi  si  riferisce perché non è chiaro, poiché togliendo  la
  frase,  tra  l'altro, il resto del comma non ha un  significato  in
  italiano. Quindi, la norma non avrebbe un senso comprensibile.

   PRESIDENTE.  Può  essere  che ci sia  un  refuso.  Chiedo  intanto
  all'onorevole   Carta   se   dà   parere   sull'emendamento   6.15,
  sostanzialmente  alla  soppressione  delle  parole  "di  iniziativa
  privata" che sarebbero riportate due volte all'interno del testo.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Parere favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Benissimo,  allora, pongo in votazione  l'emendamento
  6.15. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.4, che è ritirato. L'emendamento 6.5  è
  ritirato.  L'emendamento  6.6  è  ritirato.  L'emendamento  6.7   è
  ritirato.
   Si  passa all'emendamento 6.20, è il comma 7, la soppressione  del
  comma  7,  da  parte  dell'onorevole  Ciminnisi.  E'  mantenuto   o
  ritirato?

   CIMINNISI.  Lo  mantengo, signor Presidente, perché riteniamo  che
  sia   necessario   anche  nel  caso  in  cui  ci   sia   il   piano
  particolareggiato che rimanga la convenzione con il Comune.

   PRESIDENTE. Benissimo, allora, il parere del Governo?

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.   Contrario
  perché ci sono le convenzioni...

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CARTA presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  il  soppressivo  del  comma  7,
  l'emendamento 6.20. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 6.19. E' mantenuto o  ritirato?  Sempre
  dell'onorevole Ciminnisi.

   CIMINNISI. Lo mantengo perché  di norma, è fissata in , di norma è
  fissata, nell'ordinamento giuridico non funziona

   PRESIDENTE.  Prego, assessore Savarino

   SAVARINO,   assessore   per  il  territorio   e   l'ambiente.   E'
  l'emendamento 6.18 che mantiene, il 6.18 sì.

   PRESIDENTE. Siamo all'emendamento 6.19.

   SAVARINO,  assessore per il territorio e l'ambiente. L'emendamento
  6.19  è  il  soppressivo, lo puoi ritirare. Il 6.18 ci aiuta  nella
  comprensione del testo, per noi va bene.

   PRESIDENTE.   Io  non  l'ho  capito,  però,  non   l'ho   sentito.
  Emendamento 6.19, è mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI.  Ritirato.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.8, dell'onorevole De  Luca.
  E' ritirato.
   L'emendamento 6.18 è mantenuto. Il parere del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione? Onorevole Carta?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Benissimo, pongo in votazione l'emendamento 6.18.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.9. E' ritirato.
   Si  passa all'emendamento 6.16, dell'onorevole Ciminnisi ed altri.
  E' mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI.   Mantenuto, perché vorremmo che i PPA continuassero  a
  contenere le rappresentazioni cartografiche dello stato di fatto  e
  di  progetto  della  porzione di città del territorio  interessato,
  quindi  introducendo la lettera l) facciamo in modo che  continuano
  ad essere inclusi.

   PRESIDENTE.  Il  parere della Commissione sul 6.16?  Favorevole  o
  contrario?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 6.16?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  6.16.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.10, che è ritirato.
   Si   passa  all'emendamento  6.17,  dell'onorevole  Ciminnisi.  E'
  mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI.  Ritirato.

   PRESIDENTE. E' ritirato.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 6, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7.

                                «Art. 7
  Modifiche all'articolo 31 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 31 della legge regionale n.  19/2020
  sono  apportate le seguenti modificazioni: dopo le parole «conformi
  al  PUG»  sono  aggiunte le seguenti «o allo strumento  urbanistico
  generale  vigente,»; dopo le parole «varianti al PUG» sono aggiunte
  le seguenti «o allo strumento urbanistico generale vigente,».

   2.  Al  comma 2 dell'articolo 31 della legge regionale n.  19/2020
  sono apportate le seguenti modificazioni:

   a)  all'alinea, dopo la parola «PUG» sono aggiunte le seguenti  «o
  allo strumento urbanistico generale vigente,»;

   b) la lettera c) è abrogata;

   c)  alla  lettera  e),  dopo  la parola  «PUG»  sono  aggiunte  le
  seguenti «o nello strumento urbanistico generale vigente».

   3.  Al  comma 4 dell'articolo 31 della legge regionale n.  19/2020
  dopo  la  parola  «PUG»  sono aggiunte  le  seguenti  «o  strumenti
  urbanistici generali vigenti».

   4. Il comma 5 dell'articolo 31 della legge regionale n. 19/2020  è
  sostituito dal seguente:

   «5.  Il  responsabile del procedimento, entro trenta giorni  dalla
  consegna  del  progetto  definitivo  del  PPA,  di  iniziativa  sia
  pubblica,  sia privata, sia mista, conforme al PUG o allo strumento
  urbanistico generale vigente, pubblica l'avvio del procedimento  di
  formazione  dei  PPA,  nonché  il progetto  di  PPA  con  tutta  la
  documentazione,  mediante  avviso sul sito  ufficiale  del  comune.
  Nell'avviso  è  indicato  il  nome  del  responsabile   unico   del
  procedimento.».

   5.  Al  comma 6 dell'articolo 31 della legge regionale n.  19/2020
  sono  apportate  le  seguenti modificazioni: al primo  periodo,  le
  parole  «entro trenta giorni dalla consegna del progetto definitivo
  del PPA,» sono sostituite dalle seguenti «dopo almeno trenta giorni
  dalla  pubblicazione  di  cui  al comma  5,»;  le  parole  «propone
  l'indizione,  o  avendone la competenza,» sono soppresse;  dopo  le
  parole  «indice la Conferenza di pianificazione» sono  inserite  le
  seguenti «prevista dall'articolo 10»; le parole da «Alla Conferenza
  possono altresì essere invitati a partecipare» fino a «data fissata
  per la Conferenza» sono soppressi.

   6.  Dopo  il  comma  6 dell'articolo 31 della legge  regionale  n.
  19/2020 è inserito il seguente:

   «6  bis. Alla Conferenza di pianificazione per la valutazione  dei
  PPA  conformi  al  PUG  o allo strumento urbanistico  vigente,  non
  partecipa    il    rappresentante   del   Dipartimento    regionale
  dell'urbanistica.  L'Autorità  competente  in  materia   ambientale
  partecipa, previa attivazione da parte del responsabile  unico  del
  procedimento della procedura ex articolo 12 del decreto legislativo
  3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni, soltanto nel caso
  in cui lo strumento urbanistico generale vigente non sia già dotato
  di  autorizzazione  ambientale VAS ai sensi  dell'articolo  15  del
  medesimo  decreto  legislativo 3 aprile 2006, n. 152  e  successive
  modificazioni.».

   7. Il comma 7 dell'articolo 31 della legge regionale n. 19/2020  è
  sostituito dal seguente:

   «7.   Entro   dieci  giorni  dalla  chiusura  dei   lavori   della
  Conferenza,  il responsabile unico del procedimento trasmette  alla
  Giunta  comunale, per l'approvazione, il progetto di PPA su  cui  è
  stato  raggiunto l'accordo di pianificazione ai sensi dell'articolo
  11. Qualora la Giunta comunale ometta o non è in grado di approvare
  il PPA per mancanza di numero legale o per incompatibilità da parte
  di  componenti della stessa, può essere nominato un commissario  ad
  acta ai sensi dell'articolo 48.».

   8.  Al  comma 8 dell'articolo 31 della legge regionale n.  19/2020
  sono  apportate le seguenti modificazioni: le parole «dall'adozione
  da  parte  del  consiglio comunale» sono sostituite dalle  seguenti
  «dall'approvazione  da  parte della giunta  comunale,»;  le  parole
  «dell'avviso   di   adozione»   sono  sostituite   dalle   seguenti
  «dell'avviso di approvazione»; le parole «e su almeno un quotidiano
  a diffusione regionale» sono soppresse; le parole da «e al deposito
  presso» fino a «opposizioni» sono soppresse.

   9. Il comma 9 dell'articolo 31 della legge regionale n. 19/2020  è
  sostituito dal seguente:

   «9.  Il  PPA  acquista  efficacia  dalla  data  di  stipula  della
  convenzione  di  cui all'articolo 30, comma 3. Il  PPA,  insieme  a
  tutta la documentazione prodotta, è depositato presso il comune.».

   10.  I  commi  11 e 12 dell'articolo 31 della legge  regionale  n.
  19/2020 sono abrogati».

   C'è l'emendamento soppressivo dell'onorevole De Luca.
   Abbiamo  detto che sono ritirati tutti i soppressivi,  quindi,  si
  passa  all'emendamento 7.17, dell'onorevole  Ciminnisi,  che  è  un
  soppressivo. E' mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI.  Ritirato.

   PRESIDENTE.  Sono  tutti ritirati i soppressivi  oppure  no?  Così
  evito di chiederlo.

   CIMINNISI. No, per i commi alcuni li mantengo.

   PRESIDENTE. Per alcuni li mantiene, allora lo chiederò  volta  per
  volta.
   Si  passa  all'emendamento 7.20, a firma degli onorevoli  Venezia,
  Catanzaro ed altri. È mantenuto o ritirato? È mantenuto, allora  lo
  pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  7.1,  a firma dell'onorevole Antonino  De  Luca  ed
  altri, è ritirato, così come l'emendamento 7.2.
   Si  passa  all'esame dell'emendamento 7.18, a firma dell'onorevole
  Cracolici e altri. È mantenuto o ritirato?

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. Onorevole, parli al microfono.

   CRACOLICI. Se lei non me lo attiva

   PRESIDENTE. No, io non lo apro.

   CRACOLICI. Lei deve imparare ad aprirlo.

   PRESIDENTE. Io posso aprire il mio, non posso aprire il suo, sennò
  lo staccavo stavolta. Onorevole, prego.

   CRACOLICI.  Allora, siccome non comprendo perché viene esclusa  la
  possibilità   che  in  presenza  di  varianti  connesse   a   nuovi
  ritrovamenti archeologici, ecc., ecc., non si debba variare il PUG,
  non capisco perché debba essere escluso.

   PRESIDENTE. Sull'emendamento 7.18, il parere della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Gli  emendamenti  7.3,  7.4,  7.5, tutti  a  firma  dell'onorevole
  Antonino De Luca ed altri, sono ritirati.
   Si  passa  all'esame dell'emendamento 7.16, a firma dell'onorevole
  Ciminnisi ed altri. È mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI.  Signor Presidente, lo manteniamo perché riteniamo  che
  sia  più  corretto  essere  chiari  e  scrivere  "decorsi"  anziché
  l'espressione "dopo almeno".

   PRESIDENTE. Va bene. Il parere della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'emendamento  7.6,  a firma dell'onorevole Antonino  De  Luca  ed
  altri, è ritirato.
   Si  passa  all'esame dell'emendamento 7.15, a firma dell'onorevole
  Ciminnisi e altri. È mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI.  Signor  Presidente, lo manteniamo  perché  con  questo
  articolo  si esclude la partecipazione dell'autorità competente  in
  materia  ambientale  alla  conferenza  di  pianificazione   se   lo
  strumento  urbanistico  è già dotato di VAS:  in  questo  caso  noi
  riteniamo  che  ci  sia un minor controllo, quindi  le  parole  del
  disegno  di  legge  che  abbiamo  indicato  nell'emendamento  vanno
  soppresse.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CARTA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Noi   siamo
  contrari, perché va a complicare e a burocratizzare ulteriormente i
  piani di formazione e di programmazione territoriale.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il parere  del
  Governo è contrario, perché il PUG già ha la valutazione di impatto
  ambientale, quindi se non è in variante ha già avuto anche il PPA.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  7.15.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  7.7,  a firma dell'onorevole Antonino  De  Luca  ed
  altri, è ritirato.
   Si  passa  all'esame dell'emendamento 7.14. Formulo un  invito  al
  ritiro, però se lo vuole mantenere, onorevole Ciminnisi...

   CIMINNISI. Signor Presidente, lo mantengo, perché ci sono dei casi
  in  cui  il  PPA va trasmesso alla Giunta e altri in  cui  l'organo
  deliberante invece è il Consiglio comunale: vorremmo che il Governo
  ci  chiarisse se è proprio esplicita volontà quella di trasmetterlo
  alla  Giunta,  oppure  se  magari è meglio  genericamente  indicare
  l'organo  deliberante, includendo così anche i casi in  cui  va  in
  Consiglio comunale.

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente.  Il  parere  è
  negativo,  perché  comunque già è previsto dai  poteri  sostitutivi
  dell'articolo  48  della  legge  19,  quindi  il  nostro  parere  è
  negativo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Contrario, come ha
  detto il Governo.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  7.14.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  7.8, a firma dell'onorevole De  Luca  ed  altri,  è
  ritirato.
   Si  passa  all'esame dell'emendamento 7.13, a firma dell'onorevole
  Ciminnisi e altri. È mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI.  Signor  Presidente, è la stessa questione  dell'organo
  deliberante,  che a volte è il Consiglio comunale, altre  volte  la
  Giunta.  Quindi, noi stiamo deliberatamente dicendo che non  è  più
  il Consiglio comunale, che va solo in Giunta in entrambi i casi. Se
  dobbiamo  includere  anche i casi in cui va al consiglio  comunale,
  sarebbe  più  corretta l'espressione "organo deliberante",  così  a
  seconda  di  qual  è il PPA, o va in Consiglio  comunale  o  va  in
  Giunta. Se mettiamo "organo deliberante" in base alla procedura  di
  riferimento,  sarà il Consiglio comunale oppure la  Giunta,  invece
  così  stiamo  dicendo che è sempre e solo la Giunta,  il  Consiglio
  comunale resta escluso.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, vuole rispondere?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, perché nel
  caso  specifico  è la Giunta e, quindi, per omogeneità  del  testo,
  dove abbiamo detto che è la Giunta rimane  Giunta .

   PRESIDENTE.  Benissimo,  il parere è contrario.  Il  parere  della
  Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  7.13.   Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 7.9 e 7.10 sono ritirati.
   Si passa all'emendamento 7.19, degli onorevoli Cracolici ed altri.
  E' mantenuto o ritirato?

   CRACOLICI. Un attimo, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Anche più di un attimo.

   DIPASQUALE. Lo mantiene.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  lo mantiene. Il parere  della  Commissione
  sull'emendamento 7.19?

   CRACOLICI. Non si capisce perché lo abroghiamo. Perché  si  toglie
  il comma 11?

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Perché  il
  comma  11, da un approfondimento, si è visto che va in contrasto  e
  diventa  inapplicabile con la normativa che disciplina il  permesso
  di  costruire. Per questo chiediamo ora di cassarlo,  quello  è  il
  motivo,  perché  va  in  contrasto, quindi  diventa  inapplicabile,
  proprio con la normativa che disciplina permessi.

   CRACOLICI.  Ricordo quando fu fatta questa legge, che  questa  era
  una  delle  norme di semplificazione, cioè se c'è una  delibera  di
  approvazione  del  PPA,  da  parte  della  Giunta,  del   Consiglio
  comunale, a seconda di qual è l'organo, questa norma dice "ha anche
  efficacia,  valore  di  permesso di costruire  per  gli  interventi
  edilizi previsti nei progetti definitivi eventualmente allegati  al
  Ppa".   Cioè,  approviamo  un  atto  che  prevede  gli   interventi
  edificatori  allegati  al  PPA e poi dobbiamo  fare  pure  un'altra
  attività  di  permesso  di  costruire.  Scusate,  ma  non  volevamo
  semplificare? Penso che...

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Va   in
  contrasto con la normativa.

   CRACOLICI. Con quale normativa? E' una norma in contrasto  con  la
  complicazione,  però siccome si vuole tenere la complicazione  come
  modello

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI.   Grazie,   signor   Presidente,   intervengo    perché
  l'emendamento successivo va un po' credo nella stessa direzione del
  collega, perché la norma va ad abrogare i commi 11 e 12, ma se  noi
  abroghiamo il comma 12, che fa riferimento, lo leggo per  chiarezza
  dell'Aula  "per le varianti al PPA che non comportino  varianti  al
  PUG si applica il procedimento del presente articolo". Ma quindi se
  noi  abroghiamo questo comma 12, non si comprende qual è  la  norma
  che  si  applica, quindi il procedimento che si applica  quando  ci
  sono  i  PPA  che non comportano variante al PUG. Credo che  fosse,
  almeno  il senso del mio emendamento che sopprime la stessa  parte,
  non è chiaro quale poi diventa la normativa che si applica nel caso
  in cui il PPA non comporta variante al PUG.

   PRESIDENTE.  Va  bene,  se  diamo il parere,  proviamo  ad  andare
  avanti.

   CRACOLICI. Forse sarebbe utile accantonarlo un attimo e  far  fare
  un approfondimento agli Uffici per il coordinamento della norma.

   PRESIDENTE. Prego, assessore Savarino.

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Se l'onorevole
  Cracolici  vuole che noi approfondiamo, per carità,  non  ci  metto
  niente.  Però  io  ho  già  chiamato gli Uffici  e  mi  dicono  che
  assolutamente  è  come  le  ho  detto  io,  ma  accantoniamo   così
  rassereniamo anche i colleghi.

   PRESIDENTE. Accantoniamo l'emendamento 7.19.
   È  rimasto  l'emendamento 7.12. Arrivato a questo  punto...  è  lo
  stesso?
   Accantoniamo  per qualche minuto l'articolo 7. Accantoniamo  anche
  l'articolo 8.
   Si passa direttamente all'articolo 9. Ne do lettura:

   «Art. 9.
    Norme per il contenimento del degrado edilizio e del consumo di
                                suolo e
                per favorire la riqualificazione urbana

   1.  Dopo l'articolo 33 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19
  è inserito il seguente:

                                                      «Art. 33 bis
    Norma per il contenimento del degrado edilizio e del consumo di
                                 suolo

   1.  La  Regione,  al  fine di contrastare il  degrado  edilizio  e
  contenere il consumo del suolo, in coerenza con i principi  sanciti
  dalla  legislazione  europea e nazionale, favorisce  interventi  di
  riqualificazione urbana e periurbana che prevedono  la  demolizione
  parziale  o  integrale di opere incongrue o di elementi di  degrado
  nonché  di  manufatti ricadenti in aree a pericolosità idraulica  e
  geologica  con  il ripristino del suolo naturale o seminaturale  in
  qualsiasi area del territorio».

   Pongo  in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo  9.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne dò lettura:

                               «Art. 10
  Modifiche all'articolo 35 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

   1.  Al  comma 4 dell'articolo 35 della legge regionale  13  agosto
  2020,  n.  19  dopo  le  parole «forma diretta»  sono  aggiunte  le
  seguenti  «,  prevedendo  opportune aree dove  allocare  i  diritti
  edificatori  dei  proprietari  delle  aree  sottoposte  a   vincoli
  paesaggistici, idrologici e sismici».

   L'articolo 10 ha un emendamento, il 10.1, che è ritirato.
   L'emendamento  10.2,  dell'onorevole  Cracolici,  è  mantenuto   o
  ritirato?

   CRACOLICI.  È  mantenuto, su cui tra l'altro  il  Governo  si  era
  espresso anche favorevolmente perché si limita a dire che i diritti
  di  possesso  sono  in  capo, diciamo, al possessore.  Non  possono
  essere  trasferiti  per  dare  diritti  edificatori  successivi  ai
  vincoli apposti dagli organi preposti.

   PRESIDENTE. Grazie. Il parere del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il parere  del
  Governo  è  favorevole.  Non  so se  gli  Uffici  magari  vogliono,
  stilisticamente,  scriverlo meglio ma nel  senso  della  norma  sì,
  favorevole.

   PRESIDENTE. Allora, accantoniamo anche l'articolo 10, cosicché  si
  possa riscrivere nella formula più adatta.
   Si passa all'articolo11. Ne dò lettura:

                               «Art. 11
  Modifiche all'articolo 37 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 37 della legge regionale  13  agosto
  2020,  n.  19  le  parole «o trasformazione» sono sostituite  dalle
  seguenti «, trasformazione e/o conservazione».

   2.  Dopo  il  comma  2 dell'articolo 37 della legge  regionale  13
  agosto 2020, n. 19 è inserito il seguente:

   «2  bis.  Le  disposizioni di cui ai commi 1 e 2 prevalgono  sulle
  disposizioni  delle  norme tecniche di attuazione  degli  strumenti
  urbanistici generali».

   PRESIDENTE. C'è il soppressivo, l'11.3.
   Ritirati tutti.
   L'emendamento   11.4,  dell'onorevole  Venezia,  è   mantenuto   o
  ritirato?
   È ritirato. Grazie.
   L'emendamento 11.1 è ritirato.
   L'emendamento 11.5  onorevole Lombardo Giuseppe Geremia, mantenuto
  o ritirato?
   C'è una riscrittura, che è l'11.5R. È caricato... ma tanto non  lo
  metto  in  votazione se prima non è caricato, se non  viene  letto,
  quindi  è inserito tra gli emendamenti  fuori sacco , pertanto,  vi
  do  il tempo di poterlo leggere e poi eventualmente lo mettiamo  in
  votazione.
   Ha chiesto d'intervenire l'onorevole Lombardo.
   Prego, onorevole.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente, c'è una riscrittura
  su questo emendamento.

   PRESIDENTE. Stiamo parlando proprio della riscrittura.
   L'onorevole Cracolici aveva invitato al ritiro, se volesse esporre
  sulla riscrittura dell'11.5R gliene saremmo grati.

   LOMBARDO    Giuseppe    Geremia.   Sostanzialmente,    l'obiettivo
  dell'emendamento  è  quello  di rendere compatibile  l'insediamento
  produttivo  in  verde agricolo nei piccoli comuni,  ove  l'attività
  agricola e di trasformazione agroalimentare è spesso integrata  con
  quella residenziale.
   Tra  l'altro,  anche nell'ultima parte l'emendamento,  cioè  nella
  lettera g), ha l'obiettivo essenzialmente di consentire quella  che
  è  la  trasformazione delle imprese agricole in  punti  di  vendita
  attraverso  anche  l'utilizzo  di  strumenti  e  di  macchine   che
  consente, appunto, la vendita anche del punto vendita che si  trova
  nello  stesso insediamento produttivo e, in questo modo, allo stato
  attuale,  ai  sensi  della normativa vigente,  si  penalizzerebbero
  tutti quegli insediamenti produttivi che non lo potrebbero fare per
  le distanze che sono riportate, quindi, sostanzialmente è questo lo
  spirito dell'emendamento.

   PRESIDENTE. Grazie.
   Ha  chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Prego onorevole,
  ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  insisto  col collega, se facesse un'opera buona a questo Parlamento
  di  ritirare  questo  emendamento, perché è  un  emendamento  molto
  delicato,   poiché,  intanto,  introduce  il   principio   che   la
  programmazione  urbanistica diventa connessa  alla  demografia  del
  territorio, quindi, c'è sopra i tremila e sotto i tremila abitanti,
  le  distanze tra le opere pubbliche e gli edifici da duecento passa
  a cento e sotto i tremila a 50 metri; di fatto aumenta gli spazi di
  edificazione, contravvenendo al principio che abbiamo abrogato  con
  l'articolo  1,  che si voleva contenere, invece,  si  impedisce  il
  consumo di suolo, quindi, più contraddittoria di una norma che è in
  contraddizione  rispetto  all'articolo  1  che  abbiamo   abrogato,
  lasciando  impedire e di fatto aumentando la superficie edificabile
  all'interno  dei  comuni  con  una caratterizzazione,  addirittura,
  sulla   base  del  numero  degli  abitanti.  Io  lo  considero   un
  emendamento,   come  dire,  sì,  probabilmente  a  francobollo   di
  qualcosa, ma che certamente aggrava il procedimento urbanistico. Se
  non dovesse ritirarlo, io annuncio di chiedere il voto segreto.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Lombardo. Ha facoltà di intervenire.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  Governo,  in  ordine  a quanto ha obiettato l'onorevole  Cracolici,
  potremmo addivenire ad una riscrittura dell'emendamento, mantenendo
  soltanto  la  lettera  g) del subemendamento  che  ho  fatto,  cioè
  eliminare  la  modifica  della lettera f) e mantenere  soltanto  la
  lettera  g),  perché, come dicevo prima, risponde all'obiettivo  di
  salvaguardare la possibilità per le imprese agricole  di  avvalersi
  di  strumenti  di  innovazione che migliorano la redditività  delle
  imprese agricole. Soltanto questo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  visto  che  lei  ha  posto  la
  questione, ha facoltà di intervenire.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  scusate,  oggi  un'azienda  agricola può  realizzare  un  punto  di
  distribuzione dei propri prodotti all'interno della stessa azienda,
  qui  si  dice  per  consentire un punto  di  vendita  dei  prodotti
  prodotti,  scusate  il bisticcio di parole; non  capisco  l'utilità
  della  norma.  Oggi, ripeto, un'azienda agricola ancorché  fa  solo
  produzione primaria, quindi, non trasforma, può comunque  avere  un
  sito all'interno dell'azienda per la vendita del prodotto primario.
  Sono  tantissime le aziende a chilometro zero, eccetera,  eccetera.
  Non  capisco  questa  norma dove vuole andare  a  parare,  che  sia
  coltivatore diretto, che sia cooperativa non fa nessuna differenza,
  onorevole Lombardo, per cui la categoria del produttore non  cambia
  la  natura  dell'urbanistica, diciamo, se ci può essere  anche  una
  cooperativa che fa produzione agricola o un'azienda familiare  con
  sinceramente  non la capisco questa norma. Insisto col  collega  di
  ritirarla  perché  è  una  norma, ripeto, che  probabilmente  vuole
  risolvere  qualche  problema, ma stiamo parlando  di  una  fase  di
  programmazione  urbanistica, cioè noi vogliamo  far  diventare  una
  norma,  come dire, che non ha il problema di risolvere un  problema
  del  passato  ma che rischia di aprirne di tanti nuovi nel  futuro.
  Insisto sul ritiro di questa norma, altrimenti chiedo che l'Aula si
  esprima.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  è
  molto tecnico; nella prima lettura, diciamo, mi lascia indifferente
  perché  non lo vedo come una cosa negativa e credo che possa essere
  utile  per  le  imprese  agricole perché se  si  ha  un'azienda  di
  confezionamento  di prodotti agricoli, andarsene a  200  metri  dal
  centro  abitato  non  credo che abbia molto  senso,  dato  che  non
  aumenta  nemmeno  gli  spazi  di edificazione,   però  la  proposta
  dell'onorevole Lombardo, lasciando solamente la lettera g), è utile
  perché in questo momento comunque te ne devi andare a 200 metri dal
  centro  abitato,  invece con la norma che  viene  prevista  si  può
  vendere anche vicino al centro abitato e parliamo esclusivamente di
  un punto di vendita aziendale, quindi non si aumenta né la cubatura
  né  quant'altro,  pertanto, non la vedo come una cosa  negativa  se
  viene mantenuta solamente la lettera g).

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO  Giuseppe Geremia. Signor Presidente, onorevoli  colleghi
  insisto   nel  mantenimento  dell'emendamento  limitatamente   alla
  lettera  g),  quindi sopprimendo la lettera f) e poi  a  rafforzare
  quanto  detto  dall'onorevole Sunseri voglio dire  che  non  esiste
  alcun   mutamento  di  quelli  che  sono  i  diritti   edificatori,
  all'interno ovviamente dell'azienda agricola e, quindi nel contesto
  urbano   presso  cui  ricade  l'azienda  agricola,  è   attualmente
  limitante  e  penalizzante  per le aziende  agricole  che   non  si
  trovano a 200 metri di distanza dal centro abitato, svolgere questo
  tipo    di   attività.   Quindi   insisto   per   il   mantenimento
  dell'emendamento limitatamente alla lettera g).

   PRESIDENTE.  Onorevole Lombardo, per essere  maggiormente  chiari,
  dovremmo  votare  soltanto  la  lettera  g).  Preferisce  fare  una
  riscrittura? Mi dica lei cosa intende all'interno dell'emendamento.
  Se  avvicinasse  qui, nei banchi della Presidenza,  il  testo  deve
  essere coordinato, pertanto dovrebbe avvicinare qui ai banchi della
  Presidenza  e  vedere come poterlo sistemare. Quindi,  accantoniamo
  per il momento l'emendamento 11.5R, aspettando la riscrittura.
   Allora, intanto descrivo l'emendamento, onorevole Cracolici; visto
  che  le interessava, le dico la riformulazione dell'emendamento che
  prevede soltanto di votare la parte dove c'era il comma g), dove la
  differenza  sta nelle distanze di cui alla lettera f)  che  non  si
  applicano rispetto a quello che c'era scritto inizialmente.  Chiedo
  il parere della Commissione sull'emendamento 11.5R bis.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Ci rimettiamo alla
  disponibilità dell'Aula.

   PRESIDENTE. Ci rimettiamo all'Aula. Il parere del Governo?

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Si rimette all'Aula.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Allora, come si vede, non stiamo più parlando di  punto
  vendita ma di attività connesse all'attività agricola. Quindi,  sul
   connesso ,  c'è tutto e il contrario di tutto. Che  ci  siano  dei
  vincoli di rispetto delle distanze, tra l'altro in aziende agricole
  dove  spesso  i  confini costituiscono motivi  di  gravi  conflitti
  diciamo di lotto, la considero una deroga che, così fatta -  ripeto
  andrà  a regime questa deroga, non è una deroga per qualcosa o  per
  qualcuno  ma  va  a regime - determina un principio  di  differenza
  delle modalità con le quali sono apposti i vincoli di distanza.  Io
  sono contrario a questa norma. Quindi, per quanto mi riguarda,  per
  quel che conta il mio parere, ritengo sbagliato questo articolo.

   PRESIDENTE. Va bene. Pongo in votazione l'emendamento.

   CRACOLICI.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


      Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.5.R BIS

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 11.5.R bis.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti      . 61
   Votanti .     . 47
   Maggioranza    . 24
   Favorevoli     . 24
   Contrari      . 23
   Astenuti      . 2

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.2, a firma degli onorevoli
  De Luca A. ed altri. E' ritirato.
   Pongo  in  votazione l'articolo 11, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12
    Ampliamento di edifici esistenti ad uso diverso dall'abitazione

   1.  Dopo l'articolo 37 della legge regionale 13 agosto 2020, n. 19
  e successive modificazioni è inserito il seguente:

                             «Art. 37 bis
    Ampliamento di edifici esistenti ad uso diverso dall'abitazione

   1.   Previa  autorizzazione  dell'amministrazione  comunale,   per
  opifici  esistenti regolarmente autorizzati alla data  dell'entrata
  in  vigore  della  presente  legge, possono  essere  concessi,  per
  singolo permesso di costruire, ampliamenti strumentali all'attività
  produttiva  esistente, nella misura massima del 20 per cento  della
  superficie  coperta, da localizzare esclusivamente  nelle  aree  di
  pertinenza  dell'opificio industriale, nel rispetto  delle  lettere
  b),  c),  e),  f)  del comma 2, dell'articolo 37, a condizione  che
  siano  adottati sistemi che utilizzino fonti di energie rinnovabili
  che    favoriscono   l'efficientemente   energetico   dell'attività
  produttiva.

   2.   I  nuovi  interventi  in  ampliamento  sono  da  considerarsi
  estensione del manufatto principale, e possono essere costituiti da
  capannoni,  fabbricati per locali destinati al processo  produttivo
  vero  e  proprio,  uffici, spogliatoi, mense, portinerie,  impianti
  tecnici e tutto quanto necessario ad assicurare la continuità e  lo
  sviluppo dci processo produttivo.

   3.  L'altezza  massima dei fabbricati in estensione è  fissato  in
  metri  20,00,  fatta  eccezione per  le  strutture  degli  impianti
  tecnologici e silos.».

   L'emendamento soppressivo 12.1, a firma degli onorevoli De Luca A.
  ed altri è ritirato.
   Si  passa all'emendamento 12.2, a firma degli onorevoli Venezia  e
  altri, E' mantenuto o ritirato?

   VENEZIA. E' mantenuto.

   PRESIDENTE.    E'   mantenuto.   Il   parere   della   Commissione
  sull'emendamento 12.2?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Benissimo. Pongo in votazione l'emendamento 12.2.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13
  Modifiche all'articolo 41 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

   1.  All'articolo 41 della legge regionale 13 agosto 2020,  n.  19,
  dopo il comma 2 è inserito il seguente:
   «2   bis.  Nell'ambito  della  formazione  dei  piani  urbanistici
  generali,  i  comuni  prevedono aree destinate alla  produzione  di
  energia elettrica da fonti rinnovabili per soddisfare il fabbisogno
  energetico delle strutture di loro proprietà e/o gestite  dall'ente
  locale nel rispetto delle norme vigenti.».

   Essendo stati presentati solo emendamenti soppressivi, votiamo per
  il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14
     Modifiche all'articolo 46-bis della legge regionale 13 agosto
                              2020, n. 19

   1.  Alla  lettera  a), comma 1, dell'articolo 46 bis  della  legge
  regionale  13  agosto  2020,  n.  19,  dopo  le  parole  «interesse
  pubblico»  sono  aggiunte  le  seguenti  «,  ivi  compresi  i  beni
  trasferiti, per finalità istituzionali, dall'Agenzia nazionale  per
  l'amministrazione  e  la  destinazione  dei  beni   sequestrati   e
  confiscati  alla  criminalità  organizzata  (ANBSC)  al  patrimonio
  indisponibile  di  Comuni, Liberi consorzi, Città  metropolitane  e
  Regione, che abbiano dichiarato l'esistenza di prevalenti interessi
  pubblici ostativi alla loro demolizione».

   Sull'articolo  14  mi sembra ci fosse la volontà...  Sì,  dobbiamo
  mettere   però   in  votazione  comunque  il  soppressivo   che   è
  l'emendamento 14.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                             (È approvato)

   DIPASQUALE. No

   PRESIDENTE.  Infatti abbiamo soppresso l'articolo 14.  Siccome  ha
  detto   no,   ha  detto  no  lei.  Allora,  ritorniamo  un   minuto
  all'articolo 10. C'è la riscrittura dell'emendamento, 10.2.R, che è
  sul   file   dei    fuori  sacco ,  dove  la   modifica   sta   nel
  successivamente all'acquisto della proprietà.
   Vi  lascio  il  tempo  per poterlo leggere e  poi  lo  poniamo  in
  votazione.

   CRACOLICI. Stilisticamente era appropriato

   PRESIDENTE. Stilisticamente lo hanno concepito così
   Pongo in votazione l'emendamento 10.2.R.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 10 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15
  Modifiche all'articolo 48 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

   1.  Dopo  il  comma  1 dell'articolo 48 della legge  regionale  13
  agosto 2020, n. 19 sono inseriti i seguenti:
   «1 bis. Il commissario ad acta è scelto fra i funzionari direttivi
  dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente o  tra  i
  dirigenti dell'amministrazione della Regione o dello Stato,  aventi
  comprovata  professionalità  tecnica  in  materia  urbanistica,  in
  servizio  o  in  quiescenza. Al commissario  ad  acta,  insediatosi
  presso  gli enti locali per porre in essere l'attività sostitutiva,
  è  riconosciuta un'indennità di carica e di responsabilità  di  cui
  all'articolo  24,  comma 2 bis, della legge  regionale  3  dicembre
  1991,   n.   44   e  successive  modificazioni.  La  determinazione
  dell'indennità  di  carica  e di responsabilità  da  attribuire  al
  commissario ad acta insediatosi presso gli enti locali è  stabilita
  con    decreto   dell'Assessore   regionale   del   territorio    e
  dell'ambiente.
   1  ter. Gli oneri relativi ai commissari ad acta di cui al comma 1
  bis   sono   a   totale  carico  dei  bilanci  degli  enti   locali
  inadempienti.».
   2.  Il  comma 3 dell'articolo 48 della legge regionale  13  agosto
  2020, n. 19 è abrogato».

   Si  passa all'emendamento 15.3, a firma degli onorevoli De Luca A.
  ed altri che è ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 15.4, a firma degli onorevoli Ciminnisi
  ed  altri.  E' un soppressivo dell'intero articolo. E' mantenuto  o
  ritirato? E' ritirato.
   Si  passa all'emendamento 15.1, a firma degli onorevoli De Luca A.
  ed altri che è ritirato.
   Si  passa all'emendamento 15.5, a firma degli onorevoli Burtone ed
  altri.  E'  mantenuto  o ritirato? E' mantenuto.  Il  parere  della
  Commissione?
   Questo  emendamento prevede la possibilità di nominare  commissari
  ad  acta  tra  i dirigenti degli enti locali. No? No,  no  spieghi,
  spieghi allora meglio perché dagli Uffici abbiamo questa nota.  Può
  prendere la parola, onorevole Burtone?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Semplicemente questo articolo dice che tra i  dirigenti
  degli  enti  locali nominati commissari ad acta non possono  essere
  nominati  coloro  che  hanno  svolto  funzioni  nel  comune,  nella
  provincia  dove  vengono  nominati  commissari  ad  acta.  E'   una
  questione  di  neutralità  tra  la  funzione  dirigenziale  e   gli
  interessi  territoriali  per  cui è una  norma  di  buon  senso.  I
  commissari ad acta possono chiaramente essere nominati ma  evitando
  di nominare coloro che abbiano svolto funzioni in quel territorio.

   SPADA. L'onorevole Cracolici ha spiegato l'emendamento 15.6, siamo
  invece all'emendamento 15.5.

   PRESIDENTE. Appunto stiamo parlando di due cose differenti  perché
  qui  capisco,  posso  magari non capire, ma  ci  sono  altre  dieci
  persone che non capiscono. Allora era corretto l'invito al ritiro
   Il  15.5,  onorevole  Cracolici dice quello che  sostenevamo  qui.
  Quindi può ritirarlo.

   CRACOLICI. Ok.

   PRESIDENTE.   Ma  non tanto per me, più che altro per  gli  uffici
  perché se cinque capiscono.... ok

   CRACOLICI. Sono andato avanti

   PRESIDENTE.  Lei  va  sempre  avanti  perché  è  avanti  a  tutti,
  onorevole Cracolici. Per fortuna non la inquadrano
   Si  passa all'emendamento 15.6, a firma degli onorevoli Burtone ed
  altri. E' precluso.
   Si  passa all'emendamento 15.1, a firma degli onorevoli De Luca A.
  ed altri che è ritirato.
   Pongo in votazione l'articolo 15.

   CRACOLICI. C'era l'emendamento 15.6.

   PRESIDENTE.  Non  ci  sono più i dirigenti degli  enti  locali,  è
  precluso. Quindi andiamo direttamente a votare l'articolo 15.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16
  Modifiche all'articolo 52 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

   1.  Al  comma 1, lettera b) dell'articolo 52 della legge regionale
  13  agosto  2020, n. 19, le parole «su ogni attività inerente  alla
  materia urbanistica ed edilizia delegata dal giudice del TAR o  del
  CGA nonché» sono soppresse».

   E'  stato presentato soltanto un emendamento soppressivo  16.1,  a
  firma degli onorevoli De Luca A. ed altri, pertanto si vota solo il
  mantenimento dell'articolo. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17
  Modifiche all'articolo 53 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

   1.  Dopo  il  comma  1 dell'articolo 53 della legge  regionale  13
  agosto 2020, n. 19 è inserito il seguente:
   «1  bis.  I comuni che non hanno provveduto ad adottare  il  Piano
  regolatore  generale  alla data del 31 marzo 2024  sono  tenuti  ad
  avviare  le  procedure  per  la  redazione  del  piano  urbanistico
  generale (PUG).».
   2.  Dopo  il  comma  3 dell'articolo 53 della legge  regionale  13
  agosto 2020, n. 19 è aggiunto il seguente:
   «3 bis. Nelle more dell'adozione del PTR le Città metropolitane, i
  liberi  Consorzi comunali e i Comuni, singoli o associati,  possono
  procedere  all'approvazione  dei  rispettivi  piani  urbanistico  -
  territoriali.».

   Si  passa all'emendamento 17.3, a firma degli onorevoli De Luca A.
  ed altri che è ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 17.7, a firma degli onorevoli Ciminnisi
  ed  altri  che è ritirato. Si passa all'emendamento 17.1,  a  firma
  degli onorevoli De Luca A. ed altri che è ritirato.
   Si passa all'emendamento 17.5, a firma degli onorevoli Giambona ed
  altri che è ritirato. Grazie.
   Si passa all'emendamento 17.9, a firma degli onorevoli Chinnici ed
  altri.  E'  mantenuto o ritirato? Mantenuto. Benissimo.  Il  parere
  della Commissione? Onorevole Chinnici, vuole prendere la parola?
   Il  Governo  annuncia che dà parere favorevole sul 17.4  e  quindi
  sostanzialmente  si  può  ritirare il  17.9.  Corretto,  Assessore?
  Assessore Savarino, qual è il parere del Governo sul 17.9?

   SAVARINO,  assessore per il territorio e l'ambiente. A  me  sembra
  più  corretto l'emendamento 17.4, su questo tema. Cioè, noi  daremo
  tempo fino al 31 marzo 2025.

   PRESIDENTE. Quindi, quello dell'onorevole Giambona?

   SAVARINO,   assessore  per  il  territorio   e   l'ambiente.   Sì,
  esattamente.

   CHINNICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Il mio emendamento aggiungeva una cosa: cioè  il  fatto
  che  i  comuni  che avevano in corso e avevano già provveduto  alla
  redazione, eccetera, devono completare l'iter di adozione entro  il
  termine di sei mesi dall'approvazione della presente legge.  Questo
  non  c'è  nell'altro. Trascorso il quale sono tenuti ad avviare  le
  procedure per la redazione del PUG.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI. Grazie, Presidente. Intervengo perché non comprendo  il
  Governo  che ha presentato un emendamento per estendere il  termine
  al  31  dicembre,  salvo poi dare parere favorevole all'emendamento
  del  collega  Giambona,  che prolunga ulteriormente.  Questa  legge
  urbanistica è del 2020 quindi i comuni, finora, volendo, hanno  già
  avuto tantissimo tempo a disposizione. Questo termine si continua a
  rimandare,  a prorogare di volta in volta, siamo arrivati  a  marzo
  2025,  mi  sembra  che  il 31 dicembre 2024 possa  già  essere  uno
  spartiacque ragionevole per chi deve completare le procedure e  chi
  invece le deve avviare, secondo le nuove norme previste dalla legge
  urbanistica, quindi le procedure per il PUG.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTA,  presidente  della Commissione e relatore.  Presidente,  in
  riferimento all'articolo 17, sui tempi della realizzazione del PRG,
  non  è condivisibile se su una mano diamo i soldi per fare il  PRG,
  dall'altra  diamo una scadenza così repentina che non potrà  essere
  rispettata. Quindi, dico di accantonare questo articolo, in  questo
  momento,  poi facciamo una riscrittura e lo valutiamo  più  avanti,
  durante l'esecuzione di questa seduta.

   PRESIDENTE. Stiamo parlando di tutto l'articolo 17?

   CARTA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Sì,  perché
  dobbiamo  riscrivere per prorogare almeno di un  anno.  Sentita  la
  Commissione,  l'idea  è  di accantonare l'articolo  per  riscrivere
  l'emendamento e poi ripresentarlo.

   PRESIDENTE.  Accantoniamo l'articolo 17, e  mi  pare  che  abbiamo
  votato tutti gli articoli. Si ritorna all'articolo 8, in precedenza
  accantonato. Ne do lettura.

                                «Art. 8
  Modifiche all'articolo 33 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

   1.  All'articolo 33 della legge regionale 13 agosto  2020,  n.  19
  sono apportate le seguenti modificazioni:

   a)  alla  lettera  c),  comma  4, le parole  «tra  gli  interventi
  previsti   dalla  lettera  b)  possono  annoverarsi   anche»   sono
  soppresse;

   b) dopo il comma 4 è inserito il seguente:

   «4  bis. Nei casi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 4,  il
  PUG  può prevedere incrementi volumetrici fino a un massimo del  30
  per  cento del volume preesistente, realizzato con regolare  titolo
  abilitativo, a condizione che vengano perseguiti almeno  due  degli
  obiettivi di cui al comma 3.».

   Si  passa all'emendamento 8.1, a firma degli onorevoli De Luca  ed
  altri. E' ritirato.
   Si passa all'emendamento 8.5, a firma degli onorevoli Ciminnisi ed
  altri. Lo mantiene o lo ritira?

   DE LUCA Antonino. Vorrei prendere la parola. Lo manteniamo.

   PRESIDENTE. E' il soppressivo dell'articolo.

   CIMINNISI. Lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Presidente  Carta, è un soppressivo  e  lo  mantiene.
  Onorevole Carta, sull'emendamento 8.1.

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA Antonino. Noi, sull'articolo 8 chiederemo il voto segreto,
  e  quindi volevo innanzitutto anticipare questo. Dopodiché volevamo
  evidenziare  che  la formulazione dell'articolo, oltre  a  incidere
  sulle percentuali che abbiamo discusso nei giorni scorsi di aumento
  di  cubatura,  non di consumo suolo, ma di aumento di cubatura,  ha
  sotteso anche un'altra problematica che si ricollega agli obiettivi
  da  raggiungere  per ottenere le premialità, perché  a  livello  di
  normativa  nazionale  sono previste sette, otto,  nove,  premialità
  mentre per come era stato impostato basta raggiungerne un paio  per
  avere  anche la premialità di avere un aumento di cubatura, di  una
  percentuale  nei  centri storici e di un'altra  percentuale  al  di
  fuori centri storici.
   E'  un attimino da riconsiderare l'intero impianto, motivo per  il
  quale  il  Movimento  Cinque  Stelle oltre  ad  opporsi  fermamente
  chiederà il voto segreto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Luca. Il parere della Commissione
  sull'articolo 8?

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore. Per  chiarire  la
  discussione sull'articolo 8 della norma oggi in Aula, il punto  b),
  che  è  così discusso al comma 4 bis, dà il 30 per cento del volume
  preesistente realizzato con regolare titolo abitativo, a condizione
  che  vengano perseguiti almeno due degli obiettivi di cui al  comma
  3.
   Per intenderci, Presidente, l'articolo 8 permette a tutti i comuni
  della Regione siciliana di avere un documento di programmazione che
  potrebbe  dare  la possibilità di riqualificazione all'interno  dei
  centri  abitati dei comuni siciliani, a condizione  che  il  comune
  abbia uno strumento di programmazione che è il PUG.
   Quindi, il 30 per cento di premialità nasce dal fatto che,  in  un
  comparto   all'interno  della  programmazione,   si   deve   creare
  l'opportunità  in un documento di programmazione  che  deve  vedere
  all'interno dell'organizzazione della città una riqualificazione.
   La differenza fra PUG e piani regolatori è sostanzialmente questa:
  che   nei   piani  regolatori  non  è  previsto  alcun  ambito   di
  riqualificazione  invece nel PUG, per ottenere la premialità,  devi
  riqualificare.
   Riqualificare  vuol dire riorganizzare parcheggi,  area  a  verde,
  parchi, tutta una serie di attenzioni per ottenere la volumetria di
  premialità.
   Questo  lo dico perché, ad oggi, chi istituisce il PUG,  presso  i
  comuni, non ha una percentuale di limite di premialità.
   Quindi,  qualsiasi  consiglio comunale in  Sicilia  potrebbe  oggi
  adottare  il  PUG  e  dire  di concedere ai  propri  cittadini  una
  premialità al di sopra del 30 per cento, ad esempio, il 40 e 50 per
  cento, che poi tutto questo pacchetto va all'esame del Dipartimento
  urbanistica di questa Regione.
   Per  intenderci,  vedo questo articolo come un  articolo  di  buon
  senso  e  che  è  caratteristico per i comuni siciliani  perché  dà
  l'opportunità  di  riqualificare e premiare  i  cittadini  con  una
  maggiore volumetria ma soprattutto col riordino delle aree  interne
  e dei centri storici. Grazie.

   PRESIDENTE.    Grazie.  Ha  chiesto  di  intervenire   l'onorevole
  Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Onorevole Carta, quando la legge fu fatta, questa  che
  stiamo   provvedendo   a  modificare,  consentiva   solo   per   le
  riqualificazioni  urbanistiche, e non edilizie, la  possibilità  di
  aumento  di  volumetrie tant'è che c'è non  solo  un  tentativo  di
  regolare la quantità di incremento con la proposta che viene  fatta
  da  questo  testo ma di prevedere anche la lettera a) dell'articolo
  33  che  riguarda  gli interventi di qualificazione  edilizia,  che
  nulla hanno a che vedere con la riqualificazione urbanistica.
   Quindi  qui  stiamo  prevedendo che, in nome -  ho  detto  l'altro
  giorno  con  una  battuta  -   neanche  il  piano  casa  di  Silvio
  Berlusconi prevedeva un aumento di volumetrie del 30 per cento  per
  la qualificazione edilizia.
   Mi  sembra  che qui, in nome della programmazione urbanistica,  si
  stia  procedendo ad un tentativo di cementificazione,  in  assoluta
  contraddizione col principio che abbiamo espresso,  sì  di  consumo
  suolo zero, ma addirittura di aumento di volumetrie su progetti  di
  qualificazione urbanistica.
   Io,  tra l'altro, penso che sulla qualificazione edilizia  non  ci
  possa  essere alcuna ragione di incremento di volumetrie perché  si
  tratta   di   ristrutturazioni  edilizie  così  come  prevedono   i
  regolamenti   edilizi  con  ricostruzione,  demolizioni,   eccetera
  eccetera,  che  sono  già  normati e  qui,  invece,  prevedremo  di
  aumentare   la  volumetria  per  i  beni  che  vanno   demoliti   e
  ricostruiti,  quindi  in  violazione col  principio  diciamo  della
  ricostruzione.
   Ma  anche  la  lettera  b), Assessore mi sta ascoltando  lei?  No
  Assessore mi sta ascoltando? Parlo con lei, Assessore.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  La  sto
  ascoltando.

   CRACOLICI. Ripeta quello che ho detto  (sorridendo)

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. A parole mie

   CRACOLICI.   Nella  legge  avevamo  appositamente   mantenuto   un
  principio   di   incremento  volumetrico  per  le  riqualificazioni
  urbanistiche  e, solo per quelle di cui alla lettera b),  lasciando
  non ad libitum ma con regolamento comunale su progetti che hanno un
  interesse  generale che è la riqualificazione urbanistica  di  zone
  della  propria  città degradate, eccetera, eccetera,  lasciando  al
  regolamento   comunale  la  possibilità  di  prevedere   incrementi
  volumetrici  che  sono  nella logica della  accettabilità,  ma  ora
  stiamo  stabilendo, in maniera generale e astratta, che  tutti  gli
  interventi di qualificazione edilizia, per cui la legge non prevede
  incrementi   volumetrici,   e  tutti   quelli   di   qualificazione
  urbanistica,  possano  aumentare le volumetrie  del  30  per  cento
  rispetto all'esistente
   Ma  lo  capite  di  cosa stiamo parlando? Ecco perché  chiedo  che
  questo  comma  2,  il comma 2 giusto?, ebbene la lettera  b)  venga
  cassata  perché la ritengo, come dire, una norma fuori da qualunque
  norma  in  atto  vigente  nell'ordinamento  italiano  che  consente
  aumenti di edificazione al 30 per cento.
   Quindi  io  sono per cassare la lettera b) del comma  1.  Mi  sono
  confuso anch'io

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CARTA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Sì  per  un
  ulteriore chiarimento. Questa norma è una norma che premia i comuni
  che  programmano.  Quindi, di fatto, oggi  discutere  attorno  alla
  separazione dei due commi e, quindi, individuare la possibilità  di
  programmare  senza dare un limite ai comuni siciliani e  quindi  di
  potere  mettere all'interno dei propri progetti regolatori, di  PUG
  che  sono,  di  fatto, un elemento innovativo per  la  legislazione
  siciliana,  senza dare un limite, si verificherebbe che due  comuni
  limitrofi  potrebbero  avere  due limiti  totalmente  contrari.  Ad
  esempio   comune  A  e  comune  B,  in  un  comune  A  si  potrebbe
  riqualificare con una premialità del 50 per cento e in un comune  B
  si  potrebbe  riqualificare con una premialità del  30  per  cento.
  Questo  darebbe una disparità e una discriminazione sui  territori.
  Io,  nell'applicazione  del buon senso, dare  un  limite  e  tenere
  all'interno  di questo articolo il comma b), darebbe  un  limite  a
  tutti  i comuni siciliani di programmare e riqualificare i comparti
  dei  centri urbani con una massima percentuale di premialità  nella
  volumetria. Questo permetterebbe di avere comuni che non  subiscano
  alcuna discriminazione ma con un indirizzo massimo di premialità.
   Tengo a ricordare a questo Parlamento che questa premialità si può
  ottenere  esclusivamente a PUG approvato e il  PUG  approvato  vuol
  dire  determinare  tutto  un percorso burocratico  all'interno  dei
  comuni,  poi  degli enti che devono dare pareri, poi della  Regione
  siciliana,  quindi  attraverso un iter  burocratico  che  vedrà  la
  Regione  attore  come  i consigli comunali di una  riqualificazione
  programmata,  ordinata e che abbia una premialità nei confronti  di
  chi  fa  investimenti  e dà la possibilità di riordinare  i  centri
  abitati.
   Quindi,   il  mio  parere,  come  Presidente  di  Commissione   ma
  soprattutto personale, è di grande interesse verso questo articolo,
  perché  secondo  me,  potrebbe dare una  svolta  e  un'attività  di
  linearità nei comuni siciliani.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire  perché  è
  chiaro   che  su  questo  articolo,  secondo  me,  c'è  un   grande
  fraintendimento generale, perché si tende a dire alcune cose  e  ad
  ometterne altre: quando parliamo di premialità, riferendoci  ad  un
  aumento  di volumetria fino al 30 per cento, stiamo omettendo  però
  di dire che la norma di cui stiamo parlando è ancorata all'articolo
  33,   che   è   quello   che  riguarda  la  rigenerazione   urbana,
  rigenerazione   urbana   che  si  intende  conseguita   quando   si
  raggiungono  degli obiettivi ben precisi che ci possano  consentire
  di, eventualmente se vogliamo porre un limite o dare una premialità
  in  termini di volumetria aggiuntiva, dobbiamo quanto meno dire che
  tutti  gli  obiettivi di rigenerazione urbana sono stati conseguiti
  perché  se concediamo un aumento di volumetria così importante,  il
  sacrificio  deve  valere la pena, cioè deve esserci  effettivamente
  un'operazione di rigenerazione urbana.
   Qui  abbiamo un combinato disposto che è devastante, perché da  un
  lato  concediamo  volumetria  aggiuntiva  fino  al  30  per  cento,
  dall'altro   riduciamo  il  raggiungimento   degli   obiettivi   di
  rigenerazione  urbana a cui la stessa norma è ancorata.  Quindi  di
  fatto, senza fare alcuna rigenerazione urbana reale, si concede  un
  aumento   di  volumetria  per  interventi  che,  invece,   con   la
  rigenerazione  urbana non hanno proprio niente a che  fare,  perché
  abbiamo ridotto gli obiettivi ad almeno 2 di quelli previsti  dalla
  norma, quindi è un effetto devastante in termini di gestione  e  di
  governo del territorio, perché stiamo completamente abbandonando il
  principio di rigenerazione urbana dando una premialità. Ma premiamo
  che cosa? La volumetria è un premio a che cosa, nei confronti delle
  nostre città? Diamo una volumetria aggiuntiva, quando in realtà non
  c'è alcun intervento reale di rigenerazione urbana
   Per  questo manterremo l'emendamento soppressivo convintamente  su
  questa   norma,  perché  stravolge  il  significato   della   legge
  urbanistica  che  deve andare verso l'azzeramento  del  consumo  di
  suolo e la riqualificazione dei nostri centri urbani. Grazie.

   SAFINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAFINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, vede, si
  vuole  fare  passare  l'idea che la legge 19  non  contenga  alcuna
  premialità  rispetto a fenomeni di rigenerazione urbana e,  invece,
  questa premialità, peraltro per i comuni, eventualmente sarebbe una
  premialità  per i privati, non per i comuni, perché  i  comuni  non
  hanno alcuna premialità da questo.
   Ma  in  realtà  la legge 19 del 2020 è già adeguata rispetto  agli
  scopi che si intendono perseguire, perché la lettera c) del comma 4
  dell'articolo 33 prevede i casi di rigenerazione urbana  e  prevede
  gli ambiti ristretti in cui la premialità può essere applicata, che
  sono   quelli  appunto  di  interventi  dove  c'è  scarsa   densità
  abitativa,  dove  ci  sono  zone  dismesse,  zone  marginali,  aree
  degradate.
   Allora,  pensare a un recupero nei limiti di cui alla  lettera  c)
  del comma 4 dell'articolo 33 è già sufficiente, volere estendere  a
  qualsiasi intervento e in qualsiasi area della città, anche in aree
  che  già  sono densamente urbanizzate, non ha senso, è solo  volere
  attivare  processi  speculativi, dobbiamo  dare  ad  ogni  cosa  il
  proprio  nome, perché se oggi nel centro storico di Trapani  o  nel
  centro   storico  di  Palermo  o  nel  centro  storico  di  Catania
  immaginassimo la demolizione e la ricostruzione con un aumento  del
  30   per   cento  del  volume,  staremo  parlando  di   urbanizzare
  ulteriormente centri che già sono abbondantemente antropizzati. Non
  è immaginabile, non è possibile
   Allora,  penso che questa norma vada soppressa, questo articolo  8
  vada  soppresso  perché  si  vuole  raccontare  una  storia  che  è
  totalmente  diversa  dalla  realtà.  L'articolo  33,  così  come  è
  scritto, va bene.

   GIAMBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  come  abbiamo
  avuto   modo  di  vedere,  quello  che  abbiamo  rappresentato   in
  Conferenza   di   Capigruppo,  ovvero  gli  articoli   oggetto   di
  discussione  e  di approfondimento, si è visto che fondamentalmente
  erano la materia e sono la materia del contendere.
   Abbiamo visto l'articolo 1, l'articolo 14, adesso quello che è  la
  discussione sull'articolo 8, dal quale emerge devo dire una  enorme
  contraddizione, Presidente e colleghi, perché io ritengo che questa
  scrittura dell'articolo strida fortemente rispetto a quella  che  è
  la  decisione  di  questa Assemblea di andare a sopprimere  appunto
  l'articolo  1,  nel  quale  si voleva modificare  la  locuzione  ed
  impedire con quella di contenere ulteriore consumo di suolo.
   Del  resto,  hanno  già  detto  su  questo  argomento  chi  mi  ha
  preceduto,  ovvero andare a modificare quello che è l'articolo  33,
  della legge n. 19 del 2020, pare superfluo ma non solo superflua in
  alcuni  aspetti, sicuramente peggiorativo, nel senso che  la  norma
  prevede  sei  obiettivi  qualificanti per avere  questa  cosiddetta
  premialità e io ritengo, noi riteniamo che ridurre solamente a  due
  obiettivi per avere la premialità addirittura del 30 per cento  sia
  paradossale.   Del  resto  si  tratta  di  obiettivi  assolutamente
  raggiungibili,  molto  spesso  raggiunti,  da  tante  comunità  che
  riguardano  il  verde,  la  mobilità  sostenibile,  addirittura  la
  raccolta  differenziata. Quindi credo che ci sia bisogno su  questo
  argomento sicuramente maggiore austerità. Da una parte si  potrebbe
  pensare ad una riscrittura dell'articolo con una maggiore austerity
  rispetto  a quelli che sono i criteri e gli obiettivi da  garantire
  rispetto ad una rigenerazione urbana; di converso io direi che  noi
  non  possiamo che mantenere quella che è la soppressione di  questo
  articolo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, colleghi parlamentari,  l'articolo
  8,  lo  sapevamo,  era uno degli articoli che  non  avevano  visto,
  nonostante l'impegno devo dire di tutti di trovare una sintesi,  la
  possibilità di una condivisione ampia. Io penso che ci siano  tutte
  le  preoccupazioni  e i colleghi che mi hanno  preceduto  lo  hanno
  chiarito in maniera inequivocabile, cioè noi stiamo intervenendo in
  alcune   parti   dei  nostri  territori  prevedendo   nella   nuova
  programmazione la possibilità di edificazione, nuova  edificazione,
  fino al 30 per cento.
   Ora,  io non è che dico, magari in alcune realtà può essere  anche
  utile per stimolare aree particolarmente degradate, per stimolare i
  privati  a ristrutturare, ma prima di immettere tutta questa  nuova
  volumetria  noi dovremmo crearci un problema di ordine diverso,  ma
  abbiamo  bisogno un più 30 per cento di edilizia o abbiamo  bisogno
  in  queste parti più un 30 per cento di piazze, più 30 per cento di
  attività  sportive, più 30 per cento di attività di verde pubblico,
  più  30 per cento di arterie viarie? Il tema oggi nei comparti  non
  può  essere  solo questo, cioè come aumentare del 30 per  cento  il
  comparto   dove   avviene  l'intervento   di   demolizione   e   di
  ricostruzione, perché è veramente limitativo.
   Oggi  la  questione la stiamo affrontando in questi termini,  cioè
  non   attraverso  una  visione  complessiva,  dove  magari  si  può
  prevedere  un aumento e un incremento volumetrico, ma un incremento
  volumetrico  se  non viene accompagnato da un incremento  di  tutto
  quello  che  sono i servizi, le esigenze di una città  che  cresce,
  l'esigenza dei più giovani, dei bambini, delle associazioni,  degli
  anziani.   Significa  solamente  ampliare  i  quartieri  dormitori,
  solamente  questo.  Per  questo  motivo  noi  siamo  contro,  e  ci
  auguriamo  veramente di trovare una condivisione  ampia  su  questo
  articolo  perché,  veramente, rischiamo di  commettere  un  errore.
  Questa è norma che va pianificata in maniera diversa.

   PRESIDENTE.  Sia  l'onorevole Burtone che  l'onorevole  Spada  che
  hanno chiesto di intervenire.
   Prego onorevole Burtone. Ne ha facoltà.

   BURTONE.  Presidente,  qualche settimana fa abbiamo  approvato  la
  legge per la lotta contro il crack.
   Io ho sentito diversi interventi in quest'Aula, ma anche fuori dal
  Parlamento,  tutti a battersi il petto a dire "la devianza  sociale
  collegata spesso a queste città che non danno vivibilità,  che  non
  offrono  servizi,  che  sono legati spesso a queste  periferie  che
  presentano  un'urbanizzazione massiccia e la qualità della  vita  è
  molto abbassata".
   Ora  abbiamo un'occasione e, in questa occasione, si manifesta una
  linea  che è quella di dire "cerchiamo di sovraccaricare la città".
  La città presenta questa anomala costruzione devastante rispetto al
  territorio,  si  è avuto nel passato la logica "più  si  costruisce
  meglio è". Si vuole continuare. Evidentemente qualcuno ha deciso in
  questo   Parlamento  e  fuori  da  questo  Parlamento  che  bisogna
  utilizzare sempre più in maniera chiara, legata al profitto, quelle
  che  possono  essere invece scelte che possono avere  un  indirizzo
  diverso,  perché  il problema è quello di realizzare  luoghi  della
  socializzazione.  I luoghi della socializzazione debbono  essere  i
  centri  commerciali  o  possono  essere  le  piazze,  gli  impianti
  sportivi?
   Per noi é questa seconda ipotesi.
   Ecco  perché,  Presidente,  noi insistiamo  per  avere  una  linea
  chiara,  netta,  che  le  città non debbono  essere  sovraccaricate
  ulteriormente da processi di urbanizzazione.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Burtone. Prego, onorevole Spada.

   SPADA. Grazie Presidente.
   Qui  si  vuole  mascherare la modifica dell'articolo  33  con,  di
  fatto,  un  ampliamento  vero  e proprio  di  quelle  che  sono  le
  volumetrie   degli  edifici  già  esistenti  che,  in  teoria,   si
  dovrebbero riqualificare.
   Allora,  se l'intenzione del Governo, della Commissione o comunque
  di  questa  maggioranza  è  quella di consentire  la  rigenerazione
  urbana,   quindi   soffermandosi  solo   ed   esclusivamente   alla
  rigenerazione urbana, che si modifichi questo articolo inserendo ed
  eliminando dalla modifica dell'articolo 33 il comma a), la  lettera
  a),  così  come proposto dal Partito Democratico che ha visto  dove
  c'è  un  emendamento a firma dell'onorevole Chinnici ed eliminiamo,
  diciamo,  la  ristrutturazione  o  l'aumento  di  volumetria  degli
  immobili, delle palazzine perché qui pariamo una politica volta  la
  rigenerazione  dei  territori, non mascherandola  alla  generazione
  volta  diciamo  all'aumento della cubatura che fa,  come  dire,  il
  gioco  dei  palazzinari,  oppure  stiamo  prendendo  in  giro  solo
  esclusivamente chi ci guarda dall'esterno mascherando  una  riforma
  dell'articolo  33 con una vera e propria - come dire  -  operazione
  speculativa  che  noi  non  consentiremo  all'interno   di   questo
  Parlamento.
   Grazie.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Carta, a lei la parola.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Io vorrei chiarire
  alcuni  aspetti perché con tutto questo gioco di parole sembra  che
  stiamo facendo più una norma dedicata alla discriminazione che  una
  norma dedicata all'urbanistica.
   Per   precisare,  il  comma  1  dell'articolo  33  va  letto   per
  comprendere  cosa  si intende per rigenerazione urbana  nell'ambito
  delle  iniziative che la Regione persegue ai fini del  consumo  del
  suolo:  1) la Regione promuove iniziative finalizzate al consumo di
  suolo  tendente  a zero anche attraverso la rigenerazione  di  aree
  edificate  se  esse hanno perduto la loro originaria  utilizzazione
  mediante  la  riqualificazione dell'ambiente degradato,  secondo  i
  criteri  di  sostenibilità richiamati dall'articolo  5  e  mediante
  l'individuazione  di  nuove  funzioni aventi  rilevanza  strategica
  anche  in un'ottica di area vasta; per definire la lettera d),  nel
  comma 1, del TUEL numero 380/2001 prevede testualmente alla lettera
  d)  interventi di ristrutturazione edilizia, gli interventi rivolti
  a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico
  di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in
  parte  diverso  dal  precedente,  tali  interventi  comprendono  il
  ripristino   e  la  sostituzione  di  alcuni  elementi  costitutivi
  dell'edificio,  l'eliminazione, la  modifica  e  l'insediamento  di
  nuovi elementi e di impianti.
   Nell'ambito  degli  interventi di ristrutturazione  edilizia  sono
  compresi,  altresì, gli interventi di demolizione e  ricostituzione
  di  edifici  esistenti  con  diversa sagoma,  prospetti,  sedime  e
  caratteristiche planivolumetriche e tipologie, con  le  innovazioni
  necessarie   per  l'adeguamento  alla  normativa  antisismica   per
  l'applicazione     della    normativa    sull'accessibilità     per
  l'installazione  di  impianti tecnologici e  per  l'efficientemente
  energetico.
   L'intervento  può prevedere, altresì, nei soli casi  espressamente
  previsti  dalla legislazione vigente o dagli strumenti  urbanistici
  comunali, incrementi di volumetria e, ripeto, strumenti urbanistici
  comunali  incrementi di volumetria anche per promuovere  interventi
  della generazione urbana".
   Ho  letto  questi  tre  articoli, Presidente,  per  convincere  il
  Parlamento  a  terminare  questa  discussione  su  un  indirizzo  e
  l'indirizzo  è  il seguente, senza PUG, senza questo  strumento  di
  programmazione,  non  si  può rigenerare e  riqualificare,  quindi,
  possiamo  dire  tutto  quello  che vogliamo  ma  per  rigenerare  e
  riqualificare  i  comuni adesso senza questo punto  b)  si  possono
  aumentare  la  premialità come vogliono, quindi, ad oggi  si  vuole
  mettere un tetto alla capacità di rigenerare e riqualificare, se si
  vuole fare bene ai siciliani dobbiamo dare questo limite.

   CHINNICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  allora
  il problema è capirci veramente sui termini, "rigenerazione urbana"
  secondo   proprio   la   Treccani,   cioè   parliamo   non    tanto
  autoreferenzialmente delle nostre stesse leggi, l'onorevole poco fa
  parlava   di   rinnovamento  urbano  ma   rinnovamento   urbano   e
  rigenerazione urbana sono due concetti completamente  diversi,  non
  si  può  parlare di rigenerazione urbana nel caso di  aumentare  il
  volume  di  un  singolo  edificio, non è  quella  la  rigenerazione
  urbana,  noi stiamo prima di tutto dicendo questo, vogliamo abolire
  la  lettera  a)  perché  la  lettera a)  si  riferisce  a  puntuali
  interventi su singoli edifici e questa non è rigenerazione  urbana,
  questo   è   semplicissimo,  cioè  basta  chiederlo   a   qualsiasi
  architetto, all'ordine degli architetti, sono definizioni base, non
  si  fa  rigenerazione  urbana aumentando il volume  di  un  singolo
  edificio,  punto  e basta, quindi noi siamo per l'abolizione  della
  lettera a) senza se e senza ma

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che ha chiesto congedo  l'onorevole  Daidone
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                  Presidenza del Presidente Galvagno

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca è mantenuta la  richiesta  di  voto
  segreto sull'emendamento 8.1?

   DE LUCA Antonino. Si.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 8.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti ................. 62
   Votanti .................. 57
   Maggioranza   . 29
   Favorevoli ............. 26
   Contrari ................. 31
   Astenuti .................  1

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 8.5 è precluso.
   Si  passa all'emendamento 8.6 a firma degli onorevoli Chinnici  ed
  altri.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  che
  l'Aula  avesse  chiaro che questa legge che stiamo approvando  sarà
  qualificata da questa norma che, per la prima volta, estende  anche
  agli  interventi di qualificazione edilizia, che nulla hanno a  che
  vedere  con quella urbanistica, la possibilità di incremento  delle
  volumetrie al 30% di quelle esistenti. Ripeto, questo è quello  che
  qualificherà   questa  legge  con  tutte  le   conseguenze,   anche
  mediatiche, che questa legge avrà.

   PRESIDENTE.  Intanto bisogna vedere se la richiesta  è  appoggiata
  meno,  c'è una richiesta da parte dell'onorevole Cracolici di  voto
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.6.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 8.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti ................. 62
   Votanti .................. 60
   Maggioranza   . 31
   Favorevoli ............. 25
   Contrari ................. 35
   Astenuti .................  1

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.7, dell'onorevole  Lombardo  Giuseppe
  Geremia E' mantenuto o ritirato?

   LOMBARDO Giuseppe Geremia. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 8.7?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole,  anche
  perché  darebbe  l'opportunità immediatamente  di  riqualificare  i
  centri abitati.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.7.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Siamo  in  votazione. Se è indispensabile,  onorevole
  Ciminnisi la faccio intervenire.

   CIMINNISI.  Scusate, scusate sarò brevissima, solo  per  dire  che
  tutti i discorsi che abbiamo fatto sul PUG e sul fatto che dovevamo
  premiare  i comuni che avevano il PUG con questa norma, ovviamente,
  non valgono più perché stiamo estendendo anche agli altri strumenti
  urbanistici  attualmente vigenti. Quindi si smentisce  da  solo  il
  Presidente Carta. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Ciminnisi.  Chi   è   favorevole
  all'emendamento 8.7 resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento 8.2 dell'onorevole Cracolici e altri. E'
  mantenuto o ritirato?

   CRACOLICI.  Lo  mantengo perché, al punto in cui siamo,  cerco  di
  limitare i danni. Solo per questo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   SPADA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 8.2.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 8.2 a firma dell'onorevole Cracolici.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti ................. 62
   Votanti .................. 61
   Maggioranza   . 31
   Favorevoli ............. 29
   Contrari ................. 32
   Astenuti .................  0

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 8.3, degli onorevoli De Luca Antonino ed
  altri. Onorevole De Luca, è mantenuto o ritirato?

   DE LUCA Antonino. Mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   SAVARINO, assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 8.4, dell'onorevole Ciminnisi e altri. E'
  mantenuto o ritirato?

   CIMINNISI.  Lo mantengo. Un appello alla responsabilità  di  tutta
  l'Aula.  Veramente. L'articolo che stiamo votando  è  uno  scempio.
  Cerchiamo  veramente  di  riagganciare  la  norma  ai  principi  di
  rigenerazione  urbana,  che  in  questo  modo  vengono   totalmente
  calpestati  e  si  fa  speculazione  edilizia  a  discapito   della
  rigenerazione  urbana  dei  nostri  centri  abitati   E'  veramente
  necessario che ci sia uno scatto di responsabilità. Non  veniamo  a
  piangere  le  alluvioni, quando poi ci sono  i  danni  per  favore.
  Grazie. Basta ipocrisia

   DE LUCA Antonino. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, vorrei chiedere un attimino,
  visto  anche il tenore delle argomentazioni che sono state  esposte
  dai  colleghi, di invitare l'assessore a rendersi conto  di  quelle
  che sono anche le responsabilità.
   Appena  l'Assessore  finisce un attimo la  conversazione  privata,
  proseguo Presidente.
   Aspetto, non è un problema.

   PRESIDENTE. Che sia privata non lo sappiamo. Possibilmente  è  con
  gli uffici.

   DE  LUCA  Antonino. Però non è un problema. Non è  una  parolaccia
  privata.

   PRESIDENTE. Prima avete chiesto un approfondimento...

   DE  LUCA  Antonino. Una conversazione privata  non  è  che  è  una
  conversazione cattiva, brutta.
   Allora  Assessore, volevo chiedere, visto anche  il  tenore  delle
  argomentazioni che sono state esposte sinora dai colleghi su questo
  articolo  e dato che dal giudizio che lei esprimerà derivano  anche
  delle responsabilità morali per tutto quello che succederà poi  nei
  comuni  amministrati da destra, da sinistra quello che è,  però  ci
  saranno delle conseguenze per forza positive e negative.
   Io quello che le voglio chiedere Assessore quanto meno di avere la
  responsabilità di collegare questi incrementi di volume  perché  di
  questo  si tratta, quanto meno al raggiungimento, come da normativa
  nazionale,  di  tutti gli obiettivi e non di almeno due  a  scelta,
  perché questo significherebbe fondamentalmente dire ai comuni 'fate
  quello  che volete, aumentate serenamente le cubature perché  tanto
  non c'è nessuno che controlla ' e per una Regione come la nostra in
  cui  non  c'è  area  che  non  rientri  nel  tratteggio  rosso  che
  simboleggia  il  dissesto idrogeologico,  Assessore  questa  è  una
  responsabilità molto grave che lei oggi è chiamata ad assumere o  a
  rifiutare e lo dovrà fare pubblicamente dando un parere
   Per  cui  quello  che le chiediamo Assessore, da questo  punto  di
  vista, è un attimino anche se dobbiamo prenderci qualche minuto, ci
  rifletta  con attenzione, perché ricollegarla solo a due  obiettivi
  non esprimendo un parere favorevole a questo emendamento che invece
  lo  ricollega  alla  totalità degli obiettivi, della  rigenerazione
  urbana,  è  una responsabilità politica e poi, per carità,  se  lei
  deciderà  di  assumersi  ne trarremo le conseguenze  e  poi  l'Aula
  voterà. Grazie.

   PRESIDENTE.  Aveva chiesto di intervenire l'onorevole  Spada  così
  magari  raccogliamo quelle che sono le indicazioni o i suggerimenti
  eventuali.
   Ne ha facoltà.

   SPADA.  Signor  Presidente, quello che mi chiedo è perché  qui  in
  quest'Aula  sembra che la legge 19 del 2020 l'abbia  fatta  qualche
  altro Governo. Chi l'ha fatta questa riforma, Assessore?
   Questa  riforma l'avete fatta voi, questa riforma  l'ha  fatta  il
  Governo  Musumeci. Assessore, lei era Presidente della  Commissione
  Territorio  e  Ambiente e noi oggi stiamo andando in deroga  a  una
  discussione  che  abbiamo affrontato nella scorsa  legislatura  per
  limitare il consumo del suolo, per limitare i disastri a cui stiamo
  assistendo  in tutta Italia. Guardate quello che sta succedendo  in
  Emilia Romagna, guardate quello che sta succedendo quando piove  in
  questa  Regione  e  noi  che cosa facciamo? Aumentiamo  il  volume,
  aumentiamo   la   volumetria,  consentiamo  la   speculazione   dei
  palazzinari,   noi  stiamo  consentendo  di  riformare   la   legge
  urbanistica a qualcuno che non capisce nulla di urbanistica  e  che
  ha  degli  interessi specifici  Bisogna assumersi la responsabilità
  dell'azione che stiamo portando avanti oggi in quest'Aula
   Domani  sarete  sbattuti su tutti i giornali perché sarete  quelli
  che  avranno  favorito la speculazione diciamo edilizia  su  questo
  territorio, in un territorio in cui nascono sempre meno bambini, in
  cui  i  giovani  se ne vanno sempre più, e invece di  pensare  alla
  rigenerazione,  immaginiamo di eliminare  gli  obiettivi  che  sono
  stati  prefissati dalla maggioranza di Musumeci, dal Governo  della
  scorsa  legislatura,  un Governo che almeno aveva  in  questo  caso
  dimostrato  un minimo di buon senso, cosa che il Governo  Schifani,
  se dovesse passare questa riforma così come è strutturata, non avrà
  nemmeno  fatto:  vi  dovrete assumere la responsabilità  di  essere
  coloro i quali avranno consentito la speculazione edilizia e non la
  rigenerazione urbana
   Colleghi,  questo  è  un articolo su cui vi  chiedo  di  non  fare
  un'opposizione   politica  maggioranza  e  opposizione.   Leggetevi
  l'articolo e votate secondo coscienza.

   PRESIDENTE. Prima ha chiesto di intervenire l'onorevole  Catanzaro
  e poi l'onorevole La Vardera.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor Presidente, in queste ore che si  è  affrontato
  questo  disegno di legge non ho proferito parola perché i  colleghi
  Gruppo  parlamentare del Partito Democratico hanno fatto un  grande
  lavoro di buon senso in queste settimane.
   Proprio la scorsa settimana si è arrivati a prendere una settimana
  in  più  per  poter  arrivare in Aula  e  cercare  di  trovare  una
  convergenza,  come  quest'Aula e noi più volte abbiamo  cercato  di
  fare, nel disegno di legge che hanno una importanza.
   Lei, come Presidente dell'Assemblea, ha sempre garantito il lavoro
  di quest'Aula e abbiamo convenuto fino a poco fa, in Conferenza dei
  Capigruppo, dove su alcuni articoli si è detto che bisognava  avere
  un  approfondimento, alcuni li abbiamo addirittura stralciati, anzi
  non  stralciati  ma  li  abbiamo votati con il  soppressivo  mentre
  sull'articolo 8 sapevamo che c'era qualcosa che non andava.  Adesso
  abbiamo  fatto  delle  votazioni con voto segreto  per  cercare  di
  sensibilizzare  il più possibile quest'Aula su un articolo  che  di
  fatto  - i colleghi lo dicono e lo hanno detto - è un articolo  che
  poi di fatto concentra questo disegno di legge, che è un disegno di
  legge  che  su questo articolo si basa molto, perché è stato  detto
  più degli interventi.
   Adesso, Presidente Galvagno, noi è chiaro che abbiamo trovato,  da
  parte  della  maggioranza,  un muro che  non  è  un  muro  dove  le
  opposizioni  o la opposizione o tutti noi interveniamo per  cercare
  di  fare riflettere e dire "guardate che, secondo quello su cui  si
  sta andando avanti, si va a sbattere". Lo abbiamo detto in tutte le
  salse  e  lo  continuiamo a dire e cerchiamo anche fino alla  fine,
  cioè  come lo stiamo facendo adesso, di fare intervenire  anche  un
  minimo di sensibilità rispetto a quello che questo disegno di legge
  da  parte  di questa maggioranza, perché altrimenti quest'Aula,  di
  fronte ad una legge che esce con la condivisione del lavoro che c'è
  stato  all'interno della Commissione IV e all'interno  dei  Gruppi,
  purtroppo ritengo che proprio su questo articolo non sta avendo  la
  lungimiranza di potere trovare un momento di confronto  per  capire
  che forse si va verso una direzione sbagliata.
   Allora,  Presidente, lo abbiamo detto in tutte le salse, io  penso
  che  se  andiamo avanti in questo modo a questo punto noi  possiamo
  anche  annunciare che su tutto l'articolo chiediamo il voto palese-
  nominale,  proprio per fare comprendere chi è  a  favore  e  chi  è
  contro, rispetto a quello che è questo articolo.

   PRESIDENTE.   Non  ho  capito  però  se  il  Partito   Democratico
  sull'emendamento 8.4 annuncia voto palese-nominale.

   CATANZARO.  Sì, sull'emendamento 8.4 il PD annuncia  voto  palese-
  nominale.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA VARDERA. Signor Presidente, anch'io volevo sottoscrivere quanto
  detto  dal  collega  Spada,  e soprattutto  sottolineare  a  queste
  opposizioni  che questa maggioranza, colleghi dell'opposizione,  ci
  sta  dando  una grande opportunità oggi, cioè quella di  dire  alla
  Sicilia  qual è la loro visione e qual è la nostra visione. Quindi,
  col  voto  palese-nominale, così come  è  giusto  che  accada,  noi
  possiamo  dire  esattamente  qual  è  la  visione  che  ha   questa
  maggioranza  e  qual  è  la nostra visione.  Io  la  definisco  una
  "porcheria",   perché  questo  è   E  non  si  può   non   chiamare
  "porcheria"
   Ritengo  che sia in linea con quello che è il percorso  di  questo
  Governo   finora:  è  andato  sempre  avanti  non   ascoltando   le
  opposizioni, non ascoltando il buon senso dell'opposizione e allora
  in  quest'Aula dobbiamo andare a colpi di voto segreto  o  di  voto
  palese   In  questo  caso, noi dobbiamo chiedere  il  voto  palese,
  colleghi  deputati,  e  questo ci darà  la  possibilità  di  essere
  rappresentanti  di  quello  che  è  un  percorso   diverso   e   di
  differenziazione rispetto a questa maggioranza e alle porcherie che
  questa maggioranza vuole approvare in quest'Aula.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, la domanda che  sorge  assolutamente
  spontanea, visti anche gli interventi di tutti i colleghi,  è:  chi
  vuole questa norma?
   I  siciliani devono sapere chi vuole questa norma e io mi  aspetto
  che  qualcuno della maggioranza oggi intervenga in difesa di questa
  norma.
   Noi vogliamo sapere chi difende questa norma  Perché ha pensato  a
  questa norma? E perché oggi è disposto a votarla a tutti i costi?
   Qui  oggi,  come  può  ben  vedere l'atteggiamento  avuto  durante
  l'esame  e  il  voto  di  tutto  il  disegno  di  legge,  è   stato
  collaborativo, abbiamo approvato gli emendamenti della maggioranza,
  dell'opposizione, siamo andati avanti, abbiamo approvato anche  gli
  emendamenti col voto trasversale anche delle opposizioni.
   Ci  sono  degli  articoli,  e questo è esemplificativo  di  questa
  legge,  che  non  vanno  assolutamente  bene.  Abbiamo  -  e  credo
  soprattutto  i siciliani - hanno il dovere di sapere chi  oggi  sta
  andando  in direzione contraria e opposta a quello che avviene  nel
  resto d'Italia
   Mentre nel resto d'Italia si parla di rigenerazione urbana,  spazi
  verdi,  possibilità di non produrre nuovamente aumenti volumetrici,
  in Sicilia si sta facendo l'esatto opposto  E solo in Sicilia
   Allora, Presidente, la volete questa norma? C'è qualcuno che se ne
  prende la patria potestà?
   Lo dica in Aula
   Ci sia uno che si prenda la responsabilità di dire questa norma  è
  buona per queste ragioni
   Purtroppo, però, siccome molte volte dietro questa norma c'è molta
  codardia  e  ci  si  nasconde dietro il voto segreto,  il  voto  in
  un'Aula  in  cui  poi tanto i siciliani se lo dimenticano,  chi  ci
  guarda, non ci guarda con attenzione, non lo sapremo mai.
   Però,  da  parte  nostra,  da parte delle  opposizioni,  difendere
  questa  Terra, difendere la possibilità che venga realizzato  tutto
  secondo   una  norma  nazionale  che  non  prevede  questi  aumenti
  volumetrici,  credo  che  sia il minimo  segnale  di  rispetto  nei
  confronti dei siciliani che oggi ci hanno mandato qui.

   PRESIDENTE. Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli  Di  Paola,
  Chinnici, Assenza, Burtone e Carta.
   Prego, onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, colleghi, sono già intervenuti altri
  colleghi in merito a questo articolo.
   Noi,  come altri colleghi hanno detto, ci siamo presi un'ulteriore
  settimana  di  pausa  perché  c'erano delle  criticità  all'interno
  dell'articolato.
   Presidente, questo articolo è frutto, ovviamente, di una posizione
  -  se  emergerà - da parte dei partiti e delle forze politiche  che
  oggi sono al Governo della Regione siciliana.
   Presidente, però, ci tengo a dire, proprio perché so quanto  anche
  il premier Meloni e Fratelli d'Italia tenga a questi argomenti, noi
  rischiamo, con l'approvazione di questo articolo, non solo di  fare
  un  danno alla nostra Regione - e già altri colleghi hanno discusso
  e  argomentato  sul  perché - ma rischiamo di  andare  su  tutti  i
  giornali, anche a livello nazionale, perché stiamo facendo un danno
  alla  nostra  Regione  completamente in distacco  sia  dal  Governo
  nazionale  sia  dal Governo regionale precedente  che,  in  teoria,
  aveva  portato una norma, una legge sull'urbanistica e mi pare  che
  in queste settimane ci sia stata la massima collaborazione da parte
  di tutte le forze politiche per cercare di migliorare il testo.
   Ora dico, se c'è una volontà da parte di Fratelli d'Italia, che  è
  il   maggiore  azionista  del  Governo  nazionale  e  del   Governo
  regionale,  a portare avanti questo articolato, noi chiederemo  per
  il voto finale a questo articolo il voto palese.
   Chi  chiederà il voto segreto in quest'Aula sull'articolo  8  è  a
  favore dei palazzinari
   Lo  diciamo  bene  e a gran voce in maniera che  chi  è  fuori  ci
  ascolta.
   Chi chiederà il voto segreto sul voto finale di questo articolo  è
  a  favore dei palazzinari e sta facendo un danno ai siciliani  e  a
  questa Regione
   Faccio un appello, Presidente, al partito di maggioranza di questo
  Governo  perché sono convinto che è nella stessa linea e  lunghezza
  d'onda  del  Premier  Meloni e del Governo nazionale  che  non  può
  approvare questo articolo così come è stato scritto.

   PRESIDENTE. Personalmente, dico da Presidente dell'Assemblea  sono
  sempre equilibrato, ma mi rivedo perfettamente nelle posizioni  del
  Premier Meloni.
   Il  voto è un voto d'Aula che viene determinato da tutte le  forze
  politiche  che, responsabilmente, mi auguro possano votare  secondo
  coscienza.  Poi  se, a maggior ragione, riuscissero  a  votare  per
  essere  chiari  e  rispettosi  nei  confronti  dei  siciliani,  non
  nascondendosi dietro il voto segreto, questo chiaramente mi  auguro
  che possa avvenire. Però, certamente, anche io mi rivedo fermamente
  nelle posizioni del Premier.
   Ha  chiesto  di intervenire l'onorevole Chinnici. Ne  ha  facoltà.
  Dopo vi sono gli onorevoli Assenza, Burtone, Carta e Campo.

   CHINNICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  Mi
  perdonerà se mi rivolgo direttamente, in particolare, al Governo  e
  all'assessora Savarino per ricordarle che, proprio quindici  giorni
  fa  esatti, il 14 ottobre, Assessora lei ci ha invitato e, oltre  a
  me  erano  presenti  l'onorevole Giambona,  l'onorevole  Caronia  e
  l'onorevole Vitrano, forse qualcun altro non ricordo, comunque  noi
  siamo  stati  tutta  la mattinata con lei e con tanti  sindaci,  si
  ricorderà bene perché l'ha organizzato lei nel suo Assessorato.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola

   CHINNICI. Ci sono state presentate le linee del Piano territoriale
  regionale.  Ora il suo direttore generale, l'architetto Beringheli,
  ci  ha  raccontato  come la legge 19 del 2020 veniva,  addirittura,
  dalla  collazione di 12 ddl diversi  Quindi c'era stato  un  lavoro
  già  lungo  appena  quattro anni fa. Assessora, ci  terrei  che  mi
  ascoltasse. Assessora Savarino.

   PRESIDENTE. Onorevole Chinnici l'ascolto io, vada avanti.

   CHINNICI.  No,  no,  guardi  mi preme veramente  perché  poco  fa,
  giustamente,  il collega La Vardera diceva: chi è che vuole  questa
  norma?  Ora,  io il 14 ottobre ho preso diligentemente anche  degli
  appunti  perché  la  narrazione che fu  fatta  dall'Assessora,  dal
  dirigente  generale,  dagli  esperti  esterni  che  venivano  credo
  dall'Emilia Romagna e da non so quali altre Regioni civili ci hanno
  detto  che il Ptr, il Piano territoriale regionale, che si sta  per
  appunto varare, che tra 18 mesi dovrà essere approvato, si basa  su
  alcuni principi fondamentali.
   Uno,  il  primo proprio, è quello della sostenibilità  ambientale:
  entro  il  2050 l'obiettivo è del consumo del suolo  pari  a  zero,
  grazie  alla  rigenerazione urbana. Sono le  parole  del  dirigente
  generale  dell'Assessorato, per questo  mi  preme  che  l'Assessora
  ricordi  con  me quella bella mattinata. Poi ci avete  parlato  del
  principio  della partecipazione, del principio della concertazione,
  della perequazione e della semplificazione, della flessibilità.
   Come  vede, Assessora, io avevo preso appunti perché avevo fiducia
  in  lei  e  perché nel rispetto istituzionale io sono venuta  e  ho
  creduto,  così come immagino l'onorevole Giambona, lei ci ha  fatto
  fare  i  saluti  ai  sindaci, eccetera. Ora noi  con  che  coraggio
  assistiamo  qui all'esito di una norma che smentisce proprio  tutto
  quello che ci avete raccontato quindici giorni fa facendoci sognare
  su questo Ptr?
   Mi  scusi,  assessora, cioè si perde credibilità se  si  parla  di
  rigenerazione  urbana, di impatto zero, consumo del  suolo  pari  a
  zero,  e  poi  alla prima occasione aumentate del 30%  sui  singoli
  edifici
   Oh, signori, qua siamo a Palermo, la città del  sacco di Palermo
  non  è più possibile fare queste norme qui, in questo palazzo,  che
  ha sede, ripeto, nella capitale del  sacco di Palermo
   Io  penso che, veramente, lo diciamo per voi prima di tutto perché
  la  bruttissima terribile figura di fronte all'Italia e  all'Europa
  la  fate  voi  E poi perdete ai nostri occhi qualsiasi credibilità.
  La  prossima volta non mi inviti più, onorevole assessora Savarino,
  mi scusi, perché ci sentiamo presi in giro.
   Si  proiettano  delle slides meravigliose dove la Sicilia...ma  il
  Ptr...avete  parlato  voi del principio di  rigenerazione  e...meno
  male  che...lo  capisco  però, allora,  ci  aiuti  a  fare  tornare
  indietro  la  sua Commissione e la sua maggioranza  Insomma,  siete
  voi  dalla stessa parte, mi scusi assessora, qualche responsabilità
  come assessora al territorio ce l'avrà anche lei

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  allora:
  in  Italia la popolazione, dal 1950 ad oggi, è cresciuta  del  28%,
  mentre  la  cementificazione del 166%  In Sicilia  abbiamo  130.000
  immobili  sfitti, e il 42% del centro storico di Ragusa è vuoto   A
  Caltanissetta,  un edificio su cinque è vuoto,  a  Trapani  uno  su
  dieci, e noi stiamo ancora parlando di aumentare le cubature, senza
  andare  a  immaginare che tutto questo aumento di cubatura  non  fa
  altro   che  aumentare  le  tasse  in  maniera  sproporzionata   ai
  cittadini,  perché  i  cittadini,  che  sono  sempre  gli   stessi,
  andrebbero a pagare più asfalti, più illuminazioni, più scerbature,
  più  approvvigionamento idrico, e quindi tasse elevatissime per una
  città  che  cresce  con  una popolazione che  non  cresce  affatto.
  Quindi, andare a votare questa norma significa tutto questo
   Io  chiedo  a  questo Governo e a questa maggioranza  di  prendere
  coscienza  che  bocciare questa norma è un atto di  responsabilità,
  perché  significa  andare a implementare  il  tessuto  sociale  dei
  centri  storici,  far  acquistare valore agli immobili  dei  centri
  storici,  creare rigenerazione urbana e quindi rendere  più  sicuri
  gli  immobili esistenti, più sicura la vita all'interno dei  nostri
  centri  abitati.  Fare l'esatto contrario è totalmente  una  scelta
  scellerata che va contro la Sicilia e contro i cittadini siciliani,
  quindi  anche  io  mi  appello al buon senso di questa  maggioranza
  perché  questa  norma  sicuramente  non  è  nella  direzione  dello
  sviluppo  che  una  Regione  nel  2024  deve  prefiggersi.   Grazie
  Presidente.

   LOMBARDO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LOMBARDO GIUSEPPE. Signor Presidente, io mi volevo associare  alla
  richiesta  che  ha  fatto poco fa lei dal banco  dei  deputati:  su
  questo  articolo,  e  lo  richiedo come  già  l'ha  richiesto  lei,
  dobbiamo votare con il sistema palese nominale, nessuno si nasconda
  dietro il voto segreto, Presidente.
   Quindi appoggio anticipatamente la richiesta che ha fatto lei.

   BURTONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, io ho partecipato qualche mese  fa  ad
  una  riunione della Commissione urbanistica, si discuteva il  testo
  che  ancora  non era stato definito, e debbo dire che sono  rimasto
  parecchio  sorpreso, perché ho visto che su alcuni  emendamenti  la
  parola non veniva data ai parlamentari, non c'era una dichiarazione
  né  del Governo - allora credo l'assessore fosse una rappresentante
  sempre  di  Fratelli d'Italia, la Pagana, credo -  non  parlava  né
  l'Assessore nel dare il parere, né il Presidente della Commissione,
  c'era  un  consulente esterno che dava la linea:  questa  linea  io
  pensavo  che  dopo  mesi  fosse stata accantonata,  che  non  fosse
  prevalente.
   Da questo emendamento e da altri, comprendo che questa è una legge
  che è stata costruita non in Parlamento, ma fuori dal Parlamento, e
  che  ci  sono  alcuni  interessi che poi sono  riscontrabili  anche
  rispetto a quello che è stato fatto nel passato: basta fare un giro
  a  Catania o nei paesi etnei per capire come si vuole impostare  la
  nuova urbanistica in Sicilia.
   Assessore,  la prego di andare al banco del Governo, anche  perché
  non stiamo... Presidente, io posso anche rinunciare all'intervento,
  l'assessore dovrebbe ascoltare gli interventi.

   PRESIDENTE. Onorevole Burtone, si rivolga a me, non si  preoccupi,
  la ascolto con molto piacere.

   BURTONE.  Mi  rivolgo  a  lei,  ma  io  voglio  rivolgermi   anche
  all'assessore che qui ha fatto delle dichiarazioni direttamente, ha
  parlato  in  un modo che oggi smentisce, perché questo  emendamento
  non  risponde alle cose che lei ha detto qui, cercando di  prendere
  le  distanze da alcune parti della legge qualche settimana fa.  Ora
  li  legittima  tutti,  questi aspetti  deteriori  che  noi  abbiamo
  sottolineato e che condanniamo.
   Quindi, Presidente, io ripeto sono sconcertato dal modo in cui  si
  sta  procedendo, io generalmente non faccio richiesta di  avere  il
  Presidente della Regione, capisco che è impegnato in tante cose, io
  vorrei  capire se il Presidente della Regione condivida quello  che
  l'Assessore sta firmando e che sta dando titolo, rispetto a  quello
  è  stato disposto da alcuni fuori da questa Assemblea. E' una  cosa
  molto  grave,  è  stato detto da alcuni colleghi, la  rivisitazione
  urbana,  la riqualificazione non può essere assolutamente accostata
  con  un processo di cementificazione delle nostre città, nei centri
  storici,  ma  anche  nelle aree di sviluppo  c'è  la  necessità  di
  recuperare  luoghi in cui ci sia la socializzazione e non  soltanto
  cemento sopra cemento.
   Ecco perché noi siamo contrari, lo diciamo con chiarezza, rispetto
  a   questa  impostazione,  ad  un'impostazione  che  risponde  alle
  indicazioni, agli ordini che vengono da fuori

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Scusate
  colleghi, ho chiesto di intervenire, è da un po' che chiedo,  anche
  per  evitare di allungare una discussione, perché io lo avevo detto
  nella  discussione  generale e lo ribadisco  adesso:  l'ordine  dei
  lavori, così come il testo, io me lo sono ritrovato in Aula.

   BURTONE. Lo legittima

   SAVARINO,  assessore per il territorio e l'ambiente. No,  aspetta,
  fammi parlare, con tutto il rispetto. E come avevo preannunciato su
  alcuni  temi - Giovanni io ti voglio bene, ma mi devi fare  parlare
  perché  se  no diventa un monologo. Pure agli assassini  si  dà  il
  diritto  di  difesa, io neanche quello, neanche la pistola  fumante
  ho.
   Allora, come avevo detto nella discussione generale e lo ribadisco
  adesso,  questo è un testo che ci siamo ritrovati in  Aula,  che  è
  frutto sia di alcune cose volute dal Governo, sia di altre nate dal
  Parlamento,  ma  che appartengono anche a tutti i  colori  politici
  perché  alcuni  so, mi hanno informato i colleghi, che  sono  anche
  stati  proposti dalle opposizioni. L'esigenza di modificare  alcune
  norme  del testo della legge urbanistica veniva fuori: uno,  perché
  bisognava  adeguarsi ad alcune modifiche della 152 che dimezzano  i
  tempi;  due, perché in fase applicativa, si era notato  che  alcune
  cose,   come   quelle  dell'articolo  7,  erano  delle  ripetizioni
  inapplicabili e quindi andavano sistemati; altre erano  un'esigenza
  di  snellimento dell'iter. E fino a qui tutto legittimo.  Poi  sono
  state inserite altre sensibilità, fin da subito vi avevo detto  che
  l'articolo  1  io  non  lo  condividevo e  mi  pare  che  tutta  la
  maggioranza abbia votato per abrogarlo perché, l'ho detto subito  o
  è ultroneo, e quindi inutile, o ha un senso che non comprendo e che
  quindi siccome non lo comprendo non lo voto, giusto? E l'articolo 1
  lo abbiamo abrogato.
   Mi  pare  che  nel testo più volte abbiamo dato parere  favorevole
  anche  ad  emendamenti delle opposizioni che aiutavano, emendamenti
  della Ciminnisi, di Giambona, più volte, quindi mi pare che fino ad
  ora l'orientamento di questo Governo era soprattutto - visto che il
  testo  veniva fuori anche da un lavoro che era a più mani  -  molto
  laico,   molto   di  apprezzamento  anche  della  sensibilità   del
  Parlamento.  Mi  pare però, e questo è un punto in  cui  chiedo  di
  fermarci  un attimo Presidente, per questo ho chiesto di anticipare
  l'intervento, che alcune approvazioni che sono avvenute adesso,  al
  di  là  delle indicazioni che ho dato io perché io avevo detto  per
  esempio  sul 20 per cento che per me andava bene, sull'applicazione
  al PRG invece ho espresso titubanze, è venuta fuori un'approvazione
  di  un  testo  che al momento, prima ancora che venga approvato  in
  maniera  definitiva  -  peraltro,  onorevole  De  Luca  avrei   già
  preannunciato il mio parere favorevole sull'emendamento 8.4, questo
  glielo  voglio dire perché era già nei miei appunti, come in  altri
  che  ho  dato parere favorevole agli emendamenti delle opposizioni,
  che  laddove  migliorano - quel principio che ci  siamo  detti  più
  volte,  che  era il senso di questa legge, quello del  consumo  del
  suolo tendente a zero e spingere sulla rigenerazione urbana.
   L'approvazione di alcuni emendamenti mettono a rischio, ad  avviso
  mio  e  ad avviso degli Uffici, la legittimità giuridica del  testo
  stesso per cui io chiedo alla Presidenza un attimo di accantonarlo,
  vedere se attraverso una riscrittura riusciamo a salvare ciò che di
  utile  in questo articolo 8 c'è o, altrimenti, di fermarci  per  un
  momento  di riflessione perché, ripeto, ad avviso mio e  anche  dei
  miei  Uffici  viene fuori un rischio di illegittimità che  mette  a
  rischio l'articolo.

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per cinque minuti.
   Invito  l'Assessore  e  i  Capigruppo  in  Sala  lettura  con   il
  Presidente della Commissione e il Presidente dell'Assemblea.
   L'Aula è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.24, è ripresa alle ore 20.07)

                  Presidenza del Presidente Galvagno

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   La  seduta  riprende.  Ha  chiesto  di   intervenire
  l'assessore Savarino. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Sì  grazie
  Presidente,  allora, anche alla luce di alcuni approfondimenti  che
  abbiamo  fatto,  e ci conforta il fatto che nel 2014  è  stato  già
  recepito un decreto legge, il numero 70 del 2011, che disciplina la
  forma  di  riequilibrio  nelle generazioni  urbane,  riteniamo  che
  questo articolo 8 si possa stralciare, e andiamo avanti grazie

   PRESIDENTE. Prego, Presidente Carta.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
  io  mi  unisco alla richiesta dell'Assessore e dò parere favorevole
  per stralciare l'articolo 8 dall'articolato presente ora in Aula.

   PRESIDENTE.  Va bene, allora stralciamo l'articolo  8.  Ritorniamo
  all'articolo  7,  dove c'era un emendamento, se  non  ricordo  male
  dell'onorevole Cracolici, che è il 7.19, lo può dire  al  microfono
  gentilmente.

   CRACOLICI.  Il Governo mi ha illustrato la necessità  di  abrogare
  anche  il  comma  11  per la coerenza della  norma  ai  fini  della
  procedura amministrativa.

   PRESIDENTE. Pertanto ritira l'emendamento onorevole Cracolici,  si
  grazie. L'onorevole Ciminnisi?

   CIMINNISI. Io avrei voluto che il Governo lo spiegasse pure a  me,
  avendo  un  emendamento  analogo, se a questo  punto  lo  chiarisce
  all'Aula, qual è la procedura che si applica nel momento in cui  la
  variante al Pta non comporta una variante al Pug. Grazie.

   PRESIDENTE. Assolutamente sì. Prego, onorevole assessore.

   SAVARINO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Non   è
  necessario, cioè praticamente questa diventa una disciplina che  si
  va  ad  accavallare a quella già dei permessi di costruire, non  si
  può  con  una  Conferenza  di  servizi  dare  già  il  permesso  di
  costruire.
   Quando  viene  approvato  un Pta, comunque,  poi  c'è  bisogno  di
  quest'ulteriore permesso di costruire dato dagli uffici tecnici,  e
  quindi  questa  disciplina  si va ad  accavallare  con  quella  dei
  permessi  di  costruire, per questo abbiamo chiesto di  eliminarla.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciminnisi, quindi è ritirato?

   CIMINNISI. Si, grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Allora  pongo  in  votazione  l'articolo  7.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17
  Modifiche all'articolo 53 della legge regionale 13 agosto 2020, n.
                                  19

   1.  Dopo  il  comma  1 dell'articolo 53 della legge  regionale  13
  agosto 2020, n. 19 è inserito il seguente:

   «1  bis.  I comuni che non hanno provveduto ad adottare  il  Piano
  regolatore  generale  alla data del 31 marzo 2024  sono  tenuti  ad
  avviare  le  procedure  per  la  redazione  del  piano  urbanistico
  generale (PUG).».

   2.  Dopo  il  comma  3 dell'articolo 53 della legge  regionale  13
  agosto 2020, n. 19 è aggiunto il seguente:

   «3 bis. Nelle more dell'adozione del PTR le Città metropolitane, i
  liberi  Consorzi comunali e i Comuni, singoli o associati,  possono
  procedere  all'approvazione  dei  rispettivi  piani  urbanistico  -
  territoriali.».

   Passiamo   all'emendamento  soppressivo  17.1.   Ha   chiesto   di
  intervenire l'onorevole Carta. Ne ha facoltà.

   CARTA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Grazie,
  Presidente.  Sull'articolo 17 la Commissione  ha  emendato  con  un
   fuori  sacco   l'attuale articolo, per dare più  tempo  ai  comuni
  siciliani  per  le procedure di cui al piano urbanistico  generale.
  L'onorevole  Grasso  poco fa ha presentato un emendamento.  C'è  in
  Aula l'onorevole Grasso?

   PRESIDENTE.  Onorevole Grasso, l'onorevole Carta chiedeva  il  suo
  emendamento.

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore. Io l'ho  firmato,
  lo avranno gli Uffici

   PRESIDENTE.  C'è un emendamento che è messo tra i   fuori  sacco ,
  che  è  il  17.11,  dove c'è la sostituzione 31  dicembre  2025.  È
  corretto?

   CARTA,  presidente della Commissione e relatore. Sì, questa  è  la
  proposta.

   PRESIDENTE.  Benissimo. Intanto siamo all'emendamento  soppressivo
  del  comma  1.  L'onorevole  De  Luca  aveva  detto  prima  che   i
  soppressivi erano ritirati, e anche per l'onorevole Giambona  credo
  siano  ritirati. Benissimo. Si passa all'emendamento 17.11,  che  è
  caricato  tra  gli  emendamenti fuori sacco, se  voleste  leggerlo.
  Sostanzialmente, si posticipa al 31 dicembre 2025.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 17.11. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Gli   altri  emendamenti  sono  tutti  quanti  assorbiti   e   gli
  emendamenti soppressivi abbiamo detto che sono ritirati.
   Pertanto  pongo  in votazione l'articolo 17 nel testo  risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI. Mi scusi Presidente, chiedo agli Uffici un chiarimento.
  Mi  può  spiegare perché il 17.2 è assorbito dalla riscrittura  che
  abbiamo   votato?  Perché  il  17.2  riguarda  il   secondo   comma
  dell'articolo  17, e la riscrittura riguarda, invece,  soltanto  il
  primo comma, che attiene alla data che noi abbiamo stabilito.

   PRESIDENTE.   Ho  chiesto  all'inizio  dell'articolo   17   se   i
  soppressivi fossero...

   CIMINNISI.  No,  il  Capogruppo ha  specificato  che  il  17.2  lo
  mantenevamo.

   PRESIDENTE. Finora negli altri articoli l'ho chiesto all'inizio.
   Stiamo  distribuendo  l'emendamento  A.7,  che  sarebbe  il    ddl
  Salvini , così come concordato durante la Capigruppo, quindi  prima
  lo  distribuiamo  e   ci prendiamo il tempo  per  leggerlo.  È  già
  caricato tra gli emendamenti fuori sacco, prendete il tempo che  vi
  occorre  per  poter  constatare che è  così  come  è  uscito  dalla
  Commissione, e successivamente lo mettiamo in votazione.

   CIMINNISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINNISI. Grazie Presidente. Purtroppo, in merito al  salva casa
  vorrei   esprimere  il  mio  rammarico  rispetto   al   fatto   che
  quest'Assemblea  è stata, almeno in parte, almeno come  Commissione
  IV  'Ambiente,  Territorio e Mobilità', che sarebbe la  Commissione
  deputata a vagliare questo tipo di modifiche, esautorata ancora una
  volta  da  quelle  che  sono  le  proprie  funzioni  e  le  proprie
  competenze.
   Perché  in  materia  edilizia, se è vero che abbiamo  fatto  delle
  scelte  secondo  le  quali alcune norme non  hanno  bisogno  di  un
  espresso  recepimento da parte della Regione, mentre altre  vengono
  automaticamente  recepite  nel  nostro  ordinamento,  se  ci  siamo
  lasciati  l'autorità e la competenza per legiferare come  Assemblea
  Regionale   Siciliana   su   alcune  materie,   su   alcune   parti
  dell'edilizia,  è  perché questo Parlamento, in  qualche  modo,  ha
  rivendicato  una  propria autonomia, che invece in  questo  caso  è
  stata totalmente bypassata, perché il  salva casa , per quanto  sia
  un  recepimento,  è  una  norma che avrebbe necessitato  di  alcuni
  approfondimenti nella Commissione.
   Perché  recepire  una norma nazionale non significa  che  noi  non
  possiamo  o  non  dobbiamo apportare delle  modifiche,  soprattutto
  quando  si  decide  cosa  è una variazione essenziale  e  cosa  no,
  soprattutto  quando si aumentano le tolleranze costruttive  fino  a
  farle diventare quasi intollerabili, soprattutto quando si vanno  a
  sanare  degli  abusi,  e  qui  ho visto  paradossalmente  quasi  un
  rammarico  di  qualcuno  che diceva: "Mannaggia,  non  riusciamo  a
  sanare  gli  abusi  veramente grossi, possiamo sanare  solo  alcuni
  abusi",   quindi   quasi  quasi  un  dispiacere  da   parte   della
  maggioranza,  perché  non  si potevano sanare  gli  abusi  edilizi,
  quelli veri
   Quindi, vi rendete conto che, arrivare ad analizzare queste  norme
  sarebbe  stato per noi fondamentale perché come Regione  siciliana,
  una   Regione  che  è  stata  negli  anni,  nei  decenni  devastata
  dall'abusivismo edilizio di ogni misura, lasciarci come  Parlamento
  l'autonomia  di decidere anche diversamente da quello che  è  stato
  deciso  a  Roma  su una materia così delicata, come è  in  Sicilia,
  quella dell'edilizia, diventava una questione fondamentale.
   Invece  la  Conferenza dei Capigruppo, di fatto, si  è  sostituita
  alla  IV  Commissione, stabilendo che la IV Commissione non potesse
  minimamente  esprimersi perché non c'è stato, nonostante  ci  fosse
  aperto  un  termine  per  gli  emendamenti,  non  c'è  stato  alcun
  dibattito parlamentare, neanche informale, sulla legge  salva casa
  in Commissione IV.
   E  quindi  oggi,  con  un  pacchetto  all  inclusive,  prendere  o
  lasciare, siamo costretti, viene posto al voto dell'Aula un decreto
   salva casa , il recepimento di un decreto che arriva addirittura a
  concepire   la  logica  del  silenzio  assenso  su  una   normativa
  estremamente  complicata  che  sarebbe  stata  accettabile  in  una
  Regione   in  cui  le  nostre  sovrintendenze  ad  esempio  fossero
  adeguatamente  fornite  di risorse umane  per  potere  rendere  nei
  termini  anche i pareri richiesti, e invece qui si va sulla  logica
  del   silenzio   assenso,   invertendo  completamente   la   tutela
  paesaggistica in un modo che veramente, da quella che  è  stata  la
  discussione sulla legge urbanistica, è esattamente in linea con  le
  scelte  di  un  Governo di centrodestra che  ha  deciso  che  sulle
  sanatorie, e sulle scelte di Governo del territorio, si va ad occhi
  chiusi  verso  larghi risanamenti degli abusi esistenti,  e  magari
  favorendone pure qualche altro che si avvia alla conclusione.
   Quindi  per  noi  il recepimento del decreto  salva  casa ,  fosse
  anche  solo  per la compressione dei diritti parlamentari  che  c'è
  stata  su  una  norma così importante, su cui, ripeto,  la  Regione
  siciliana ha una competenza, e noi la dovremmo rivendicare,  perché
  abbiamo  tutto il diritto di legiferare in maniera differente  e  a
  maggior  tutela  di una Regione che nei decenni è  stata  devastata
  dall'abusivismo  Per cui anche il piccolo abuso, quando deve essere
  sanato, secondo me necessita di un passaggio parlamentare in cui la
  classe  politica si assume la responsabilità delle  scelte  che  si
  fanno.

   PRESIDENTE. Giusto per informazione, è stato chiesto  che  non  si
  emendasse questo disegno di legge, che uscisse e arrivasse in  Aula
  così  come  è  uscito dalla Commissione, così  come  è  uscito  dal
  Governo  nazionale. Per essere chiari, perché se no sembra che  qua
  ci sia qualcuno che decide per tutti.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, noi come Partito Democratico  questa
  norma  non  l'abbiamo  condivisa né a Roma, né  la  condividiamo  a
  Palermo   Tuttavia mi rendo assolutamente conto che, norme  che  in
  qualche  modo poi attengono a diritti soggettivi non possono  avere
  trattamenti differenziati a seconda di dove vivi.
   Ecco perché, lo dico con franchezza, pur non votando questa norma,
  comprendo  che  le  norme  che sono vigenti  nello  Stato  italiano
  debbano   essere  applicabili  anche  all'interno   della   Regione
  siciliana. Quindi, il recepimento lo considero un atto dovuto,  pur
  non condividendo il merito della norma stessa.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, per la schiettezza.
   Pongo in votazione l'emendamento A7.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Con  il  voto  contrario  del Partito Democratico,  del  Movimento
  Cinque Stelle e dell'onorevole La Vardera.
   Allora,   abbiamo   distribuito  ed  è  già  sui   vostri   tablet
  l'emendamento con i correttivi circa i refusi che hanno  ostacolato
  l'immissione  di  queste risorse che sono state votate  durante  le
  variazioni  di  Bilancio, credo di agosto.  Intanto  è  distribuito
  l'emendamento che è l'A.8, lo leggete, lo controllate, se  ci  sono
  altre correzioni da fare ci si prende del tempo.
   Prego, onorevole Carta.

   CARTA, presidente della Commissione e relatore. Al  salva casa   è
  stato  aggiunto un altro emendamento di recepimento  di  una  legge
  nazionale  sui dehors, che era un allegato alla  Io l'ho presentato
  come  Commissione,  mi  è  stato richiesto,  se  lo  vogliamo  fare
  valutare, o altrimenti si fa un'altra volta.

   PRESIDENTE. Colleghi, scusate l'emendamento è A.8, tra  i  file  è
  classificato  come   doc e altri numeri ,  lo  trovate  in  maniera
  abbastanza semplice tra i  fuori sacco .
   Prendente,  prendete  pure  il  tempo  che  vi  serve  per   poter
  controllare e successivamente lo mettiamo in votazione.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, intervengo in Aula anche perché poco
  fa,   in   Conferenza  dei  Capigruppo,  su  questo  stralcio   dei
  correttivi, che da più settimane poi abbiamo discusso su quelle che
  sono  le  modifiche  tecniche  rispetto  all'ultima  variazione  di
  bilancio, e abbiamo anche avuto la rassicurazione che dentro questo
  ddl  stralcio non c'è nulla rispetto a quelle che sono le modifiche
  tecniche, e quindi siccome ho visto qua che c'è una aggiunta

   PRESIDENTE.  No,  l'aggiunta  è tra quelli  che  non  erano  stati
  inseriti e sono stati segnalati.
   Quando abbiamo fatto la Capigruppo, se avrà sentito, c'è stato  un
  deputato  che ha detto, non si trova il mio, e lo abbiamo  aggiunto
  ma non è materia innovativa.

   CATANZARO. E siccome io ho visto che c'è una aggiunta di modifica,
  sempre attinente alla modifica tecnica rispetto ad un errore...

   PRESIDENTE. Questa è stata l'indicazione, se lei vuole  faccio  un
  ulteriore passaggio per verificare se

   CATANZARO.  Se  lei  mi  può fare un ulteriore  passaggio,  perché
  avevamo  detto così, e non vorrei che intervenissero fattori  nuovi
  all'interno  di  quello  che  erano le modifiche  tecniche  di  cui
  avevamo avuto la rassicurazione...

   PRESIDENTE. Mi pare che avessi chiamato anche gli Uffici  per  far
  sì che si potesse certificare quanto avevamo detto.

   CATANZARO.  E  se lei mi può dare una ulteriore rassicurazione  su
  questo. Grazie.

   PRESIDENTE. Lo faccio subito.
   Onorevole  Catanzaro  lei  voleva una risposta.  No,  c'erano  due
  aggiunte. Onorevole Catanzaro, se vuole sapere la risposta rispetto
  alle  due  aggiunte a penna: si tratta di  Ali Terme  che era   Ali
  Superiore , ed è quello che dovrebbe essere scritto forse in rosso,
  non mi ricordo.
   Sono  due,  e  un  altro  punto  che  tratta  di  un  restauro   e
  manutenzione che era inteso come bordo e non come vasca, invece  si
  parla di restauro integrale.
   Quindi  stiamo parlando di due aspetti tecnici, poi le ripeto,  se
  mi  hanno detto una cosa differente - ma non credo che sia  così  -
  queste sono le due questioni.
   Se  non  ci  sono altre osservazioni, pongo pertanto in  votazione
  l'emendamento A.8. Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevole  Catanzaro, mi rivolgo a lei  d'accordo,  non  essendoci
  condivisione,  unanimità  sull'A.6  lo  mettiamo   da   parte,   lo
  esamineremo in un altro momento. L'onorevole Di Paola tra  poco  mi
  sostituirà.
   Si passa all'emendamento A.5 che trovate già sui tablet.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO. Presidente, io pensavo che nella giornata di oggi, dopo
  avere  condiviso  con l'Aula un disegno di legge importante,  avere
  anche  contribuito rispetto a quelli che sono dei punti che abbiamo
  condiviso,  ribadisco,  anzi che abbiamo  affrontato  nelle  scorse
  settimane, e che ovviamente li abbiamo affrontati e votati  adesso,
  ebbene speravo che non arrivasse quello che è invece arrivato  come
  emendamento  sulle  province,  che chiede  di  posticipare  per  la
  ennesima  volta  la data già stabilita, nei primi dieci  giorni  di
  agosto, dove abbiamo fatto Aula e quest'Aula si era espressa con un
  voto  che  ha sancito 31 a 30, la finestra del voto per le elezioni
  di  secondo  grado con il recepimento di una legge in vigore,  dove
  l'unica Regione, dopo 12 anni di commissariamento, ancora non  vota
  per i Territori e quindi gli enti locali, e quindi tutto ciò che ne
  comporta.
   Perché  come  dico io, oltre al danno la beffa,  dove  un  Governo
  regionale  in  continuità politica, sia col  precedente,  ma  anche
  quello  attuale interviene su un tema delle province, lo ricordiamo
  anche  nella  scorsa  legislatura,  dove  non  c'è  stata  data  la
  possibilità  di  esprimere con l'elezione di secondo  grado  per  i
  consiglieri comunali e per i sindaci per un organo importante.
   Perché  abbiamo capito che è un organo importante, che  interviene
  sulle strade provinciali, sulle scuole, è un organo che ovviamente,
  veramente,  crea  il  vulnus,  e lo dico  Presidente  Galvagno  con
  profonda  e  grande  amarezza.  Perché  un  Governo  regionale  che
  dovrebbe prima di tutto, come noi abbiamo sempre sostenuto, mettere
  lì   le  risorse,  e  noi  come  Gruppo  parlamentare  del  Partito
  Democratico  abbiamo  anche qualche mese fa,  Presidente  Galvagno,
  siamo  intervenuti  per  dire siamo pronti  al  voto  dell'elezione
  diretta, nel momento in cui però l'elezione diretta fosse normata a
  livello  nazionale,  ma oggi non c'è nulla  che  ha  modificato  il
  dibattito d'Aula e quel voto che, ovviamente, tutti ricordiamo come
  è andata, che la stessa maggioranza ha prodotto un cortocircuito.
   E  lo  ricordiamo come è andata a finire, non è cambiato  nulla  a
  livello  nazionale,  non c'è nessuna norma del Governo  Meloni  che
  torna  indietro  sull'elezione  di secondo  grado,  però  noi  cosa
  facciamo di corsa questa mattina in Commissione Prima, che ormai  è
  diventata  la  Commissione  che non produce,  anzi  la  Commissione
  produce  i disegni di legge, ma non arrivano mai in Aula, e  quindi
  ad   essere   approvati,   cosa  produciamo  Presidente   Galvagno?
  Produciamo  la  possibilità, perché siccome c'è la maggioranza  che
  all'ultima riunione della stessa maggioranza non si mette d'accordo
  sulla  divisione  delle  poltrone nelle province,  per  non  andare
  ovviamente  a  dispiacere  i  partiti della  maggioranza,  noi  che
  facciamo? Mortifichiamo i nostri sindaci, i nostri consiglieri, non
  dando  la  possibilità di esprimersi con quella che è una legge  in
  vigore, che è la legge Delrio, con l'elezione di secondo grado.
   Presidente  Galvagno, quest'Aula questa sera davvero può  scrivere
  una pagina di vergogna che è in continuità non dando la possibilità
  di  un'espressione democratica ai consiglieri comunali e ai sindaci
  per  votare  con l'elezione di secondo grado e lo dico,  Presidente
  Galvagno,  perché  è vero che se ci fosse oggi  la  possibilità  di
  votare  con l'elezione diretta il primo io, da Capogruppo, e  penso
  che  il  mio  Gruppo parlamentare lo ha dimostrato anche  a  inizio
  legislatura,  ero pronto a votare con l'elezione diretta,  ma  oggi
  non  c'è questa possibilità, questo è un gioco di melina che questo
  Governo  regionale sta continuando a fare per non fare esprimere  i
  sindaci e i consiglieri comunali nei Territori.
   E  questo  è  un  fatto grave che quest'Aula non può assolutamente
  prendersi come responsabilità nei confronti dei nostri Territori.

   PRESIDENTE.  Quindi  lei sarebbe, onorevole Catanzaro,  favorevole
  eventualmente all'elezione diretta di primo livello?

   CATANZARO. Quando c'è la norma nazionale

   PRESIDENTE.  Io  le  ho  fatto  una  domanda,  lei  ha  fatto  una
  dichiarazione.

   CATANZARO.  Presidente,  io sono pronto a  votare  a  livello  con
  l'elezione diretta nel momento in cui ci fosse una norma nazionale,
  che non c'è.

   PRESIDENTE.  Io ho detto un'altra questione, lei se  ci  fosse  un
  disegno  di legge per l'elezione diretta, quindi di primo  livello,
  lei sarebbe favorevole come Partito Democratico?

   CATANZARO.  Presidente Galvagno, non è una domanda né può  esservi
  una risposta, l'elezione diretta ci può essere nel momento in cui a
  livello nazionale e a livello normativo non c'è più la Delrio, oggi
  non può esserci

   PRESIDENTE. Ho capito.

   LA VARDERA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA VARDERA. Diciamo che qua siamo a una serie appassionante, forse
  della   decima  puntata  di  Netflix,  abbiamo  perso  le   puntate
  precedenti  di  questo  Governo, che  è  assolutamente  isterico  e
  bipolare.  Lei  qualche  giorno  fa  -  lo  ricordo  proprio  -  ha
  utilizzato   queste  parole  rivolgendosi  a   un   collega   della
  maggioranza,  Presidente, dicendo "Ma qua c'è del  bipolarismo"  in
  qualche affermazione.
   Ora,  io  rilancio  e la ringrazio, perché lei  ha  utilizzato  il
  termine   tecnico  fondamentale,  potremmo  forse   utilizzare   lo
  psicologo  di  base,  non  per le persone comuni,  ma  per  qualche
  collega  di questa maggioranza, perché effettivamente ad  oggi  c'è
  qualcuno  che  deve  fare pace con sé stesso,  perché  bisogna  che
  faccia  pace con sé stesso, a parte ovviamente volere tirare  fuori
  degli argomenti seri.
   Ovviamente, la mia è una provocazione, qua dobbiamo capire  che  è
  evidente che questa maggioranza, che questo Governo, non è in grado
  nemmeno  di  gestire  quelli che definisce  i  propri  sindaci  nei
  Territori,  i  propri consiglieri comunali, di dare indicazioni  di
  voto e di essere compatti.
   E  quindi  avete  paura di dare indicazioni a quelli  che  sono  i
  vostri rappresentanti sui Territori, rinviate per l'ennesima  volta
  questa  opportunità  di  potere dare voce comunque  ai  consiglieri
  comunali, perché vi spaventate di questo? Cosa temete? Temete forse
  che  le  indicazioni  date  dalle  segreterie  romane  non  vengano
  rispettate  dai  vostri consiglieri comunali o dai vostri  sindaci,
  che   non  riuscite  a  trattenere  a  suon  di  politica   che   è
  assolutamente becera?
   Questo  è  il  vero  tema,  questa  è  la  dimostrazione  che  per
  l'ennesima  volta, voi ci state dicendo e state  dicendo  a  questo
  Parlamento  di non avere neppure i numeri all'interno dei  Consigli
  comunali o anche dei sindaci stessi che volete amministrare  e,  in
  maniera  così  folle, e ovviamente dico bipolare,  torneremo  a  un
  ennesimo  rinvio,  perché  semplicemente,  ditelo  chiaramente   ai
  siciliani,   che  pure  voi  stessi  all'interno  dei  partiti   di
  maggioranza continuate questo stillicidio e fratricidio di  guerra,
  lotta intestina che non vi porta a fare riforme
   Perché  la  vera notizia di questo ennesimo rinvio, al di  là  del
  fatto  che  non  si  dà  la  parola  ai  cittadini  in  primis,  ma
  soprattutto agli amministratori, è che continuate ad essere  divisi
  su  tutto,  non  avete una linea comune, non avete degli  obiettivi
  chiari,  non  avete  idee  programmatiche,  di  futuro  per  questa
  Regione, e state dicendo, effettivamente, che per l'ennesima  volta
  avete  anche paura di avere i numeri anche all'interno  dei  vostri
  stessi amministratori
   Cioè,  il dato che emerge è questo. Cosa temevate andando a votare
  il 15 dicembre?
   Effettivamente  questa maggioranza temeva che,  all'interno  delle
  amministrazioni comunali, non avevate nemmeno il sì dei consiglieri
  comunali stessi.
   Onorevole  Pellegrino, è inutile che fa così, è la  verità,  è  la
  verità,  perché comunque in questa storia evidentemente - e  questo
  lo  dica al suo Presidente, perché non è il mio Presidente Schifani
  - effettivamente avete tenuto ostaggio i siciliani.
   Allora,  noi  quello che chiediamo, come diceva  bene  il  collega
  Catanzaro,  è  che in questo momento, perché - e  mi  accingo  alla
  conclusione  -  non si voti il 15 dicembre così come avevate,  come
  dire, preventivato, perché questa ennesima piroetta?
   Noi  siamo per il voto subito il 15 dicembre, e se avete i  numeri
  all'interno ovviamente della vostra stessa maggioranza, vi misurate
  e portate a casa il risultato.
   Evidentemente, se non volete votare il 15 dicembre  è  perché  non
  avete  quei  numeri,  e  forse  non esiste  più  nemmeno  a  questa
  maggioranza

   PRESIDENTE. Va bene. Grazie.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Abbate.

   ABBATE.  Grazie  Presidente. Io intervengo, anche velocemente,  ma
  solo  per comunicare che il disegno di legge, oggi per il  voto  di
  primo   livello  che  è  stato  approvato  in  Commissione   Affari
  istituzionali,  già  nella  giornata di  domani  verrà  inviato  in
  Commissione Bilancio, il passaggio veloce in Commissione Bilancio e
  ritornare  di  nuovo  per  il  voto finale  in  Commissione  Affari
  istituzionali.
   E  lo dice chi è fermamente convinto del fatto che dare un governo
  agli  enti intermedi, le province, sappiamo che è importante,  deve
  avvenire grazie all'elezione diretta di primo livello e che  devono
  essere  i cittadini a decidere il Governo di questi enti intermedi.
  E  lo dice chi - lo sa anche l'onorevole Dipasquale - che forse  in
  provincia  di Ragusa qualche numero c'è, e li possiamo  mettere  in
  campo anche per quanto riguarda l'elezione. Quindi, caro onorevole,
  è così, guarda è così

                          (proteste in Aula)

   ABBATE.  Ora,  onorevole  Dipasquale, è bello  andare  alle  urne,
  andare alle urne e far decidere i cittadini qual è il Governo di un
  ente  quindi per questo, Presidente, penso che sia importante  dare
  la  possibilità e la chance anche perché il Governo, nel  programma
  del Governo Schifani, uno dei primi punti era quello di portare  di
  nuovo  al  voto di primo livello quelle che sono le elezioni  degli
  enti  intermedi,  e  quindi è importante  dare  la  possibilità  di
  approvarlo, anche alla luce dell'indicazione del Governo  nazionale
  che vuole andare nella direzione dell'elezione di primo livello  in
  tutte le province italiane. Grazie.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole De Luca.
   Procediamo  in  senso  alternato, uno  di  opposizione  e  uno  di
  maggioranza.
   Prego, onorevole De Luca.

   DE  LUCA  Antonino.  Presidente, io quando ho  sentito  di  questo
  assalto alla baionetta da parte della maggioranza, con cui proporre
  questo  rinvio  all'Aula, infilandola al termine  di  un  complesso
  percorso  che  vede poi concludersi il dibattito  sulla  cosiddetta
  riforma  urbanistica, mi sono domandato se il  centrodestra  avesse
  chiaro   qual   era   la   soglia  che  distingueva   il   coraggio
  dall'incoscienza  Perché si deve essere veramente incoscienti, dopo
  tutti  i  comunicati stampa che avete fatto da due  anni  a  questa
  parte; dopo che non siete riusciti, nonostante il Governo nazionale
  dello  stesso  colore,  ad  abrogare la Delrio  e  poi,  quindi,  a
  ripristinare  l'elezione  diretta degli enti  intermedi;  dopo  che
  avete  portato, accantonando anche testi di legge importanti; avete
  portato  fuori  dalla I Commissione questo ritorno  delle  elezioni
  indirette e vi siete fatti tutte le elezioni, comprese le  europee,
  prendendo  in  giro  i  vostri  stessi  colleghi  di  partito,  per
  naufragare  puntualmente. A un certo punto, ve ne  eravate  usciti,
  perché non sapevate più come dirglielo, dicendo "vabbè, ci facciamo
  il  consigliere  supplente, stai tranquillo, che  un  posticino  in
  qualche  modo te lo recuperiamo ". E oggi ve ne spuntate, dopo  che
  era stata approvata la data delle elezioni, Schifani ci aveva messo
  la faccia, vi eravate fatti quasi quasi la fotografia tutti bellini
  messi  assieme, se ora, giorno quindici, cascasse il mondo si vota,
  ve  ne  spuntate  -  veramente fa ridere questa  storia  -,  ve  ne
  spuntate  qua che non trovate un accordo, uno straccio  di  accordo
  per  spartirvi quattro enti intermedi, dicendo: "No, vabbè, sai che
  ti  dico? La rinviamo un altro pochino, butto la palla un  po'  più
  avanti,  chissà  che non voglia Dio che magari, a un  certo  punto,
  qualche  leader  nazionale acconsente a  eliminare  la  Delrio,  ad
  abrogarla  e  magari,  finalmente,  possiamo fare  queste  elezioni
  dirette    e, allora sai che ti dico  Io per non sapere né  leggere
  né scrivere, per non sbagliare, prendo in giro ancora un pochino  i
  Siciliani, quelli a cui ho promesso il collegio provinciale, quelli
  a  cui ho promesso di fare l'assessore alla provincia, quelli a cui
  ho promesso di candidarsi a presidente della provincia, e così via,
  e ribatto, ritiro di nuovo la palla in tribuna
   Però,  Presidente Galvagno, c'è un problema: questa  cosa  è  poco
  seria   È poco seria com'era poco seria la sanatoria degli immobili
  sequestrati  alla  mafia, che questo Parlamento  fortunatamente  ha
  capito  che  doveva  togliere; è poco seria  come  era  poco  serio
  approvare l'articolo 8, che questo Parlamento ha capito che era  il
  caso di eliminare; è poco seria come era poco serio l'articolo 1
   E  allora se è stato fatto comprendere a questo Parlamento che  le
  cose  poco  serie  non  vanno inserite nei  testi  di  legge  seri,
  bisognerebbe fare un piccolo sforzo e mantenere quello che è  stato
  già  deciso,  quello che è già stato votato proprio  da  quest'Aula
  tempo  fa, tanto tempo fa, e restituire una guida politica a questi
  enti  intermedi, purtroppo indiretta, fortunatamente  indiretta,  a
  prescindere  da dove stia la correttezza e la cosa  giusta,  ma  di
  sicuro è ciò che prevede la legge.
   E  non possiamo continuare a dare l'esempio di non seguire ciò che
  dice  la legge e continuare a rinviare, perché l'esempio che stiamo
  dando è poco serio anche per i cittadini. C'è una legge che dispone
  che si deve votare con determinate modalità e noi continuiamo a non
  farlo. E questo non è un bell'esempio, Presidente Galvagno,  non  è
  un  buon esempio e dobbiamo necessariamente fare una scelta di  cui
  ci rendiamo responsabili. Grazie.

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO. Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo  intanto
  per  congratularmi con l'onorevole Catanzaro, perché io ho  riletto
  tutta  la  relazione  che accompagnava il  suo  disegno  di  legge,
  laddove  era  assolutamente convinto che nel nostro ordinamento  il
  valore  della democrazia postula la preminenza del principio  della
  rappresentanza popolare attraverso le elezioni dirette degli organi
  di   governo  degli  enti  di  rilevanza  costituzionale   previsti
  dall'articolo  114.  Quindi, è stato anche  assolutamente  corretto
  nell'evidenziare  che, già nel novembre del 2022, aveva  presentato
  come primo firmatario questo disegno di legge.
   In  relazione  poi  ai  problemi che sono  stati  prospettati  dal
  collega  De  Luca,  devo  dire che la disomogeneità  legislativa  è
  prevista  dalla  nostra  dottrina, anche  se  non  disciplinata  in
  maniera  particolare, perché c'è la possibilità, costituzionalmente
  prevista  ovviamente, di una eventuale disomogeneità tra  la  legge
  regionale  e la legge nazionale. Nel senso che abbiamo uno  Statuto
  che prevede all'articolo 14 il fatto che la competenza esclusiva in
  materia  di  ordinamento degli enti locali è in capo  alla  Regione
  siciliana. Quindi, non c'è nessun conflitto normativo tra la  norma
  costituzionale  e  la  norma di rango costituzionale  perché  è  di
  riforma  sociale ed economica, la Delrio, e quanto  noi  andremo  a
  fare.
   In  effetti,  devo dire che lo Statuto siciliano  prevede  che  la
  Regione  siciliana  abbia  competenza  esclusiva   in  materia   di
  ordinamento sugli enti locali, la Corte Costituzionale, e  dico  lo
  Statuto  siciliano  è  una norma di rango costituzionale  perché  è
  stato  approvato con la legge costituzionale numero 2 del  48;  poi
  abbiamo  una  legge  superiore che è  la  legge,  che  è  la  norma
  costituzionale, la legge madre di tutte le leggi che prevede, vero,
  al  117, comma 2,  prevede che per la legge elettorale è competente
  lo  Stato,  ma  ovviamente  vi  è, sia  nella  dottrina  che  nella
  giurisprudenza,  l'assoluta previsione di una possibilità di deroga
  rispetto   e lo prevede la stessa Costituzione  D'altra parte,  non
  ci  sarebbe stata l'autonomia siciliana se non avessimo  avuto  una
  possibilità di derogare a quella che è una norma generale che poi è
  la  Costituzione. La Delrio è altra norma di rango  costituzionale,
  però  di riforma economico-sociale. Quindi, allo Stato abbiamo  tre
  norme, tutte e tre norme primarie, di rango primario, e non si  può
  dire  che  c'è conflitto tra queste norme perché abbiamo una  legge
  speciale,  una  legge  speciale che è rappresentata  dallo  Statuto
  siciliano, e abbiamo una legge sempre di rango costituzionale che è
  rappresentata dalla Delrio.
   Devo  altresì dire che per quanto riguarda  c'è il principio  "lex
  specialis  derogat generali", la legge generale  quindi,  a  questo
  punto, non mi pare che ci sia alcun conflitto normativo, così  come
  era stato dichiarato e così come era stato paventato, né vi sono le
  preoccupazioni  che  aveva  esternato l'onorevole  Cracolici  sullo
  scioglimento, eccetera, perché, intanto, una commissione formata da
  componenti  della  Camera  dei  Deputati  e  del  Senato   dovrebbe
  procedere  ad  una  verifica se c'è stata cioè  una  violazione  di
  legge,  se c'è stata una violazione delle regole, se c'è  stato  un
  attentato a quello che è lo Statuto e tutto questo non c'è; l'altra
  questione  che  aveva  anche quella era stata  paventata,  cioè  la
  questione  del  Friuli.  La questione del  Friuli  è  assolutamente
  diversa  rispetto  a  quella  della Regione  siciliana,  perché  in
  Friuli,  nel 2016 o 2017, erano state, addirittura, non  era  stato
  modificato  il  modo e la forma del voto, erano  state  abolite  le
  province.
   Quindi,  la  norma  costituzionale  è  necessaria  perché  vengano
  ripristinate le province, cosa che qui da noi non è. Perché qui  da
  noi,  nella  nostra  Regione siciliana, le province  continuano  ad
  esserci. Quindi, anche sotto questo profilo, non mi pare che ci sia
  alcuna violazione dello Statuto o delle norme dello Statuto,  delle
  norme costituzionali e delle norme di rango costituzionale.
   Quindi,  noi  riteniamo  che  la  democrazia  partecipata,  e   in
  particolare  il  voto sia la massima espressione  della  democrazia
  partecipata.  Che  ci  sia  la necessità,  in  questo  momento,  di
  distacco  e  distanza  tra  Palazzo e  piazza,  che  ci  sia  nella
  necessità di educare i nostri - ho finito, ho finito - i nostri  al
  voto, ho finito...

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino.

   PELLEGRINO.   Ho   chiuso,  ho  chiuso.  E,  quindi,   noi   siamo
  assolutamente  perché  venga approvato, non  solo  venga  approvato
  l'emendamento  che  posticipa in attesa -  come  diceva  il  nostro
  collega  Abbate -, attendiamo la Commissione Bilancio, ma chiediamo
  pure - c'è un emendamento presentato, mi pare, dalla Commissione  -
  che venga data efficacia immediata alla norma.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pellegrino.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, signor Presidente, io devo dire  che
  in  quest'Aula, in questi due anni di legislatura, ho avuto modo di
  ascoltare poche volte i colleghi della maggioranza. Perché  se  c'è
  una cosa che ha caratterizzato questa legislatura è il silenzio  di
  tantissimi  colleghi,  soprattutto i Capigruppo  che  avrebbero  il
  compito di orientare, di indirizzare, di governare anche l'Aula nei
  momenti più delicati.
   E  devo dire che oggi con, diciamo, qualche sorpresa, ascolto, per
  ultimo,   l'intervento  del  collega  Pellegrino  e,  dopo   averlo
  ascoltato - lui sa che ho, diciamo, un rapporto di simpatia con lui
  -,  dopo averlo ascoltato, mi viene in mente un proverbio, che  non
  dico in dialetto ma è forse più efficace in dialetto. Cioè, io  non
  piango mio figlio quando perde, lo piango quando si vuole rifare
   Ecco, gli argomenti che ha usato l'onorevole Pellegrino da cultore
  del  diritto, da interprete del rapporto tra Costituzione, Statuto,
  legge,  legge  di rango costituzionale è il classico intervento  di
  uno  che  si  vuole rifare. E, quindi, non avendo  seri  argomenti,
  perché la prima considerazione... ma se fosse stato come dice  lui,
  perché in questi sette anni non avete votato? In questi sette  anni
  avete, mediamente una volta l'anno, rinviato le elezioni
   Adesso  siamo a 45 giorni dal voto. Io penso che solo in  presenza
  di  fatti  clamorosi si rinviano le elezioni. C'è un terremoto,  ci
  sono  morti, c'è come dire una condizione di impraticabilità  della
  democrazia.  E di fronte a fatti eccezionali, in fondo noi  abbiamo
  rinviato  il  voto  per  il Covid di qualche mese,  proprio  perché
  eravamo in pieno Covid
   Fortunatamente non c'è il Covid, ma in Sicilia c'è una cosa che  i
  siciliani  devono sapere. Noi non stiamo votando, o voi non  volete
  che  si voti perché la legge regionale, il voto indiretto, il  voto
  diretto,  il  suffragio  universale...Tutte  chiacchiere   Voi  non
  volete votare per due ragioni, l'ho detto l'altra volta e lo ripeto
  oggi.  Primo:  non  vi siete messi d'accordo su  come  spartirvi  i
  candidati alla Presidenza dei liberi consorzi e quindi non si vota,
  che   è   una  tecnica  democratica,  diciamo,  di  questo  modello
  democratico  sperimentato da questa maggioranza   Secondo:  c'è  il
  rischio  che  sindaci  e  consiglieri comunali  che  si  mobilitano
  attorno  alle  elezioni  di secondo livello si  organizzano,  fanno
  alleanze  territoriali,  trasversali, minaccino  la  rielezione  di
  moltissimi di voi nei singoli collegi elettorali e quindi  impedire
  tutto ciò è la prima condizione per vivere, anzi per sopravvivere
   Voi  state violando un principio sacro in qualunque democrazia che
  è  il  voto  Se c'è oggi una delle democrazie, seppur malata,  come
  quella  americana,  se c'è una cosa che tutti sanno  che  il  primo
  martedì di novembre di ogni quattro anni, succeda quel che succeda,
  si  vota  per  il  Capo dello Stato americano  Non c'è  l'onorevole
  Pellegrino  lì  che  viene  a spiegare perché  la  legge  di  rango
  costituzionale, i problemi, le questioni, cioè tutti questi sofismi
  da  'azzeccagarbugli'  che  in qualche  modo  dimostrano  quanto  è
  diventata  ridicola la condizione democratica di questa Terra   Voi
  non  volete  che  ci  siano  competizioni  nei  territori  e  state
  uccidendo  una classe dirigente che comunque c'è, che  è  fatta  di
  amministratori,  che è fatta di sindaci, dove  in  tutto  il  resto
  d'Italia  si  è  votato in questi dieci anni  con  le  elezioni  di
  secondo  livello e non mi pare che ci sia stata una  violazione  di
  principi  democratici, di chissà quale grave offesa  al  principio,
  giusto  ci mancherebbe, anch'io difendo il suffragio universale  di
  fronte a qualunque tipo di elezione, ma come vi avevo suggerito  e,
  lo  ripeto e chiudo, anche se qualcuno dice lo ha suggerito  o  era
  una  sfida,  avevo  suggerito  fate fare una norma  allo  Stato  in
  Parlamento  nazionale  che  dice  in  due  righe  'La   Sicilia   è
  autorizzata  in  deroga  alla  legge numero,  la  Delrio'  a  poter
  esercitare il rinnovo degli organi sovracomunali, liberi consorzi e
  città   metropolitane   secondo  i  principi  universalistici   del
  suffragio, appunto, universale.
   Fatto  quello,  un minuto dopo, si pone la questione  della  legge
  elettorale  con  cui  dobbiamo votare, ma voi non  volete  né  fare
  quello né fare questo. L'unico problema che avete è non fare votare
  e  vi  state assumendo la grave responsabilità, ed è la prima volta
  che  avviene, a 47 giorni dal voto e a 24 giorni dal deposito delle
  liste dei candidati, di dire che il voto è annullato
   Se   guardate  l'emendamento,  è  scritta  una  cosa  che  non  ha
  precedenti, nessuna ipotesi di democrazia. Il voto è annullato e il
  voto è annullato solo in caso di colpo di Stato, quando arrivano  i
  militari,   si   prendono  il  potere  e  annullano  le   procedure
  democratiche  Ora è inutile che voi ci ridete  Guardate  che  state
  lavorando su un filo, come dire, sul filo spinato
   Io non sono, si faccia leggere  la Corte Costituzionale, onorevole
  Pellegrino.  Io non sono così sicuro che non siamo in  presenza  di
  una  grave  violazione  statutaria reiterata  e  su  cui  la  Corte
  Costituzionale  si  è  pronunciata più volte  dicendo   non  potete
  continuare a rinviare il voto  e noi, come dire, sicuri  del  fatto
  che  in fondo la Corte costituzionale che cos'è?... ma è un ufficio
  di quattro  vecchietti che esaminano le leggi, ma è un'opinione. E,
  quindi,  loro  ci dicono di non potete rinviare il voto  e  noi  lo
  rinviamo perché in Sicilia siamo autonomi, in Sicilia possiamo fare
  quello che vogliamo  Io mi auguro che questa sceneggiata che  state
  producendo abbia, questa volta sì, delle conseguenze, perché  prima
  o  poi  la  politica deve essere chiamata alle sue  responsabilità,
  anche  con  provvedimenti  traumatici  come  quelli  che  temo  nei
  confronti di questo Parlamento e di questa legislatura.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
   Ci  sono  gli ultimi quattro interventi e sono degli onorevoli  Di
  Paola, Dipasquale, Burtone e Sunseri.

   CAMPO. Signor Presidente, Giunta, colleghi deputati, ammesso e non
  concesso che le elezioni di primo livello siano nettamente migliori
  di   quelli   di   secondo  livello,  perché  più  democratiche   e
  rappresentative, ma la Corte Costituzionale, che si  è  pronunciata
  più  e più volte, è stata tranciante, ha detto chiaramente che  non
  si  può  andare ulteriormente a prorogare i commissari. E,  quindi,
  io,  di  fronte ad una proposta così drastica che questo Parlamento
  porta  in Aula in tutta fretta, mi sarei aspettata quanto  meno  un
  segnale   da  Roma,  una  rassicurazione,  una  dichiarazione   del
  Presidente  Meloni  sulla prossima abrogazione  della  Delrio,  sul
  fatto che la Delrio già è in discussione in Camera e Senato. Niente
  di tutto questo
   Quindi, noi stiamo andando probabilmente a fare un salto nel  buio
  dove   praticamente  il  Presidente  Schifani  rischia  di   essere
  commissariato  dal Governo nazionale, dal suo stesso Governo  dello
  stesso  colore  politico  Questo dopo che lo stesso Parlamento,  la
  sua  maggioranza  lo ha sconfessato, perché non  dimentichiamo  che
  Schifani  si  era già pronunciato, aveva già detto  che  si  doveva
  votare  il  15  dicembre  e  tutte le  forze  politiche  della  sua
  maggioranza  vogliono prorogare e hanno presentato  un  disegno  di
  legge  che  propone  appunto di andare al voto diretto.  Ma  questo
  sembra  più  che altro il gioco del poliziotto buono  e  poliziotto
  cattivo,  perché  Schifani cosa fa? Leggo in  una  dichiarazione  a
  mezzo  stampa  che  apre  le mani e dice: "Certo,  avrei  preferito
  sicuramente  votare le variazioni di bilancio, ma il  Parlamento  è
  sovrano,  quindi  se si deve prorogare deciderà il  Parlamento .  E
  tutto  questo giochetto di rimpallo tra Schifani, la maggioranza  e
  il  Governo nazionale silente non è altro che ammettere che  questa
  Regione  non  vuole  le  elezioni,  questa  Regione  vuole   andare
  nuovamente a prorogare commissariamenti. Noi ne prendiamo atto,  ma
  di certo non saremo partecipi di questo gioco

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevole  Dipasquale, vuole intervenire o  no?  Sono  le  nove  e
  mezza, faccia lei.

   DIPASQUALE. Ce l'ha con me oggi

   PRESIDENTE.   Assolutamente  no,  onorevole  Dipasquale,   me   ne
  guarderei molto bene

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signori  assessori,   colleghi
  parlamentari,  io penso, poveretti, a quei consiglieri  comunali  e
  qualche  sindaco che si erano comprati i vestiti per  fare  chi  il
  candidato  a  Presidente del libero consorzio, chi il  delegato  in
  Giunta e poveretti hanno speso i soldi e alla fine non riusciranno,
  anche  perché  l'investimento, come ha detto  Cracolici,  l'avevano
  fatto  per  la  previsione  poi di utilizzare  il  vestito  per  le
  regionali.
   Ma, caro onorevole Abbate, gli potevamo dare questo vantaggio?  Il
  vantaggio non glielo potevamo dare. Ed è vero, lei è stato sincero,
  vi  parlo  di chi è della provincia di Ragusa, era in una posizione
  di  vantaggio, un po' anche spregiudicato, ma questo ci sta,  aveva
  il vantaggio e però siamo qui perché vogliamo votare
   Qual è la verità? La verità è che voi avete i commissari, cioè  la
  verità  è che avete i commissari e non avete cosa farne di sindaci,
  di  consiglieri  comunali  a cui dare  conto  e  ragione  e  domani
  possibilmente trovarveli candidati nelle vostre liste o nelle liste
  in competizione  Voi avete i commissari che, ovviamente, cercate di
  utilizzare  nel migliore dei modi. Io che il film me lo sono  visto
  ormai  da tempo insieme a persone anziane, come Cracolici e qualche
  altro,  anziane di esperienza, ovviamente, noi abbiamo recepito  la
  Delrio con Crocetta ed è stato uno scandalo
   Il centrodestra ha fatto sette anni di campagne elettorali
   Mi  ricordo  Musumeci  che si strappava i vestiti  di  dosso,   io
  porterò le province  - non solo Musumeci, anche tutto l'entourage -
  Sho   interventi   fatti  nel  territorio    e   vedevano   me   in
  contrapposizione, vedevano me,  ma come tu con Crocetta  contro  le
  province e invece il centrodestra è per le province .
   Sono  passati  sette  anni  e voi avete garantito  sette  anni  di
  commissari,  di uomini che avete messo voi e che hanno  determinato
  quelle  che sono state le vostre scelte con il degrado assoluto  di
  tutti i liberi Consorzi e dei territori delle province.
   Voi  siete i responsabili di questi sette anni e la responsabilità
  non la potete trasmettere a nessuno
   In questi due anni, a questa responsabilità  perché ci siete stati
  voi  a  governare  la  Sicilia  ci sono  i  due  anni  del  Governo
  nazionale
   Perché  se  voi veramente volevate togliere, abrogare  la  Delrio,
  potevate  farlo  Il Governo nazionale è  vostro    La  norma  -  la
  Delrio - andava tolta e subito le elezioni dirette   Non la volete
   Oggi,  chi viene qui a dire  noi siamo per il voto popolare perché
  ridaremo  il voto popolare , è un imbroglione  Perché due  sono  le
  cose  -  e  il tempo è galantuomo  -, perché ad aprile,  voi  state
  raccontando  questa  favola che siete per  l'elezione  diretta,  ad
  aprile qua siamo
   O l'imbroglione sono io - e quindi ci sarà l'elezione diretta e io
  con  piacere verrò qui a chiedervi scusa - o tutti quanti voi,  che
  state  sostenendo,  che  stiamo andando verso  l'elezione  diretta,
  dovrete  chiedere scusa ai siciliani  E io già lo  preannuncio  che
  non   avverrà   nessuna  elezione  diretta  e  voi  vi   assumerete
  l'ulteriore,  l'ennesima  responsabilità  di  avere  imbrogliato  i
  siciliani
   Vi  dovete  vergognare,  veramente, profondamente   Vi  dovete   o
  cuntrario a mettere .
   Quindi,  mi  avvio - vergogna, veramente  - alle conclusioni.  Per
  fortuna il tempo è galantuomo
   Noi  siamo  d'accordo affinché si voti in maniera diretta  per  le
  province, noi siamo d'accordissimo.
   Intervenite  a livello nazionale, convincete il Governo  Meloni  a
  revocare la Delrio dopodiché andremo a votare.
   Ma  oggi,  in  queste circostanze, continuare a sostenere  che  il
  voto,  questo  voto  di  questa sera,  serve  per  l'elezione,  per
  ritornare a votare in maniera diretta il Presidente della Provincia
  è  un  bluff, è una bugia, e questo ve lo ricorderemo nei  prossimi
  mesi, da aprile in poi.
   Noi  vi  porteremo  al  punto, per questa situazione,  di  dovervi
  vergognare veramente

   PRESIDENTE. Mi rivolgo alle opposizioni, fosse per me e  fosse  un
  organo  monocratico, non so se vorrei votare domani mattina per  le
  elezioni,  perché forse talvolta gli interventi hanno  un  velo  di
  ipocrisia quando vengono fatti dinnanzi a una telecamera.
   Detto  questo,  ha chiesto di parlare l'onorevole Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

        (intervento fuori microfono dell'onorevole Dipasquale)

   Onorevole  Burtone, io ci provo, ma è il suo collega  del  Partito
  Democratico  che è sempre il più facinoroso  Onorevole  Dipasquale,
  tra  l'altro lei è Questore quindi, gentilmente, mantenga  l'ordine
  in Aula.

   BURTONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  è  da
  qualche  mese che questo Parlamento si è pronunciato sul tema,  c'è
  stata  una norma che ha, di fatto, accolto quelle che erano  e  che
  sono  le indicazioni della Corte costituzionale. Io sono sindaco  e
  vivo  nel  mio paese, un contatto diretto con i cittadini,  la  mia
  porta  dal  primo giorno in cui sono stato eletto  è  stata  sempre
  aperta, mai chiusa, e incontro tante persone.
   Devo  dire  che  non  ho  avuto alcuna riflessione  da  parte  del
  cittadino  comune, al di là delle appartenenze, al di là  del  ceto
  sociale,  al di là dell'impegno civile o politico. Certo, ho  avuto
  contatti  con  la  classe  dirigente del mio  partito,  di  partiti
  alleati, per discutere di questa elezione di secondo grado  e  devo
  dire,  ad onore del vero, che questo problema delle province non  è
  che  i siciliani se lo pongano come un fatto drammatico, non dicono
  quando  facciamo  la  provincia, quando ci muoviamo.  C'è  il  ceto
  politico che, da questo punto di vista, è abbastanza coinvolto.
   E  la  considerazione che mi viene spontanea è che una  coalizione
  così  ampia,  non solo in Assemblea, ma anche nella  nostra  realtà
  siciliana  -  devo  dire  è un momento di  raccolta  da  parte  del
  centrodestra, consiglieri comunali, altri che si pronunciano per un
  passaggio  verso  la  coalizione -, questa coalizione  così  forte,
  però,  ha  i  piedi  di  argilla perché qualche  parola  di  verità
  l'avremmo  voluta ascoltare da parte dei banchi della  maggioranza.
  Mi  permetto  di  dire  che il problema è che  c'è  una  difficoltà
  politica  e  questa  grande coalizione, nel  momento  in  cui  deve
  decidere  come  andare  avanti nelle varie province,  si  trova  in
  imbarazzo,  in difficoltà, anche perché appena annunciato  il  voto
  nelle  province ci sono stati accorpamenti, ci sono stati incontri,
  c'è  stata una movimentazione all'interno della coalizione,  gruppi
  che si sono consolidati, altri che hanno perso pezzi e, quindi,  ho
  l'impressione  che  la verità stia da questa parte,  nel  senso  di
  dover  dire  che  questo spostamento non è dettato da  una  visione
  politica,  è  dettato  da un calcolo politico,  dal  fatto  che  la
  maggioranza  non sia in grado di decidere e, allora, che  cosa  fa?
  Porta  la palla avanti, si dice noi stiamo posticipando il  voto  e
  nel contempo lavora alla riproposizione delle province.
   E   qui  mi  permetto  di  fare  una  considerazione  ai  colleghi
  parlamentari:  ricordo  i  tempi in cui  la  provincia  era  eletta
  direttamente   col  Presidente,  c'erano  consiglieri  provinciali,
  assessori  e c'era un dibattito aperto ma queste province  dobbiamo
  rivitalizzarle, dobbiamo cambiarle, così non servono,  i  cittadini
  non seguono.
   Io  non  vedo  questo  dibattito, vedo il tentativo  di  dare  una
  risposta  al ceto dirigente che può anche, in un certo qual  senso,
  essere  una motivazione ma la si dica che l'indicazione  è  questa,
  che  il  problema è di dover coprire il ceto dirigente, cercare  di
  accontentare  quadri  e  metterli  in  competizione   per   calcoli
  politici, però dire questo avrebbe un significato alto, quanto meno
  nel Parlamento verrebbe fuori la verità, invece si sta cercando  la
  scorciatoia  e  le  scorciatoie poi portano al  39  per  cento  dei
  votanti  in  Liguria;  le  scorciatoie portano  al  disimpegno  dei
  cittadini,  le  scorciatoie portano al populismo che abbiamo  visto
  fiorire nelle realtà italiane e in Sicilia in particolare.
   Allora,  credo  che  il tema sia proprio questo.  Avremmo  voluto,
  qualcuno lo ha accennato in particolare l'onorevole Dipasquale, che
  ci  fosse  uno scatto in avanti; c'è questa legge Delrio, da  tempo
  dite  che  bisogna  superarla,  ora  c'era  questa  possibilità  di
  accostare  a  un articolo riguardante il Friuli anche  la  Sicilia.
  Perché non siete andate avanti? Perché non l'avete proposto?
   Questo Governo amico, questo collegamento tra Governo nazionale  e
  regionale  continua  ad  essere un falso, un  falso  perché  questo
  dialogo  tra  voi  e il Governo nazionale non esiste.  A  noi  poco
  interessa se questo dialogo non ci sia dal punto di vista politico,
  non  c'è negli effetti perché vediamo ogni giorno quanto il Governo
  nazionale penalizzi la nostra comunità.
   So  che è in preparazione questa variazione di bilancio e pare che
  la  Presidenza  voglia mettere un fondo per la povertà,  ma  questo
  fondo per la povertà ci siamo chiesti da che cosa nasce, visto  che
  avete  parlato di una Sicilia che vola, che ha il Pil che  aumenta?
  Questo  fondo  per  la  povertà  - mi faccia  parlare,  Presidente,
  l'ultima  considerazione - nasce dal fatto  che  avete  abrogato  a
  livello  nazionale  il  reddito di cittadinanza  e  ci  sono  tanti
  disperati  che, alla fine, vanno dai sindaci, vanno nei  comuni  e,
  quindi, c'è bisogno di preparare il pacco per l'alimentazione.
   Allora,  credo che questo rapporto con Roma lo dobbiate  stabilire
  seriamente ma per chiedere cose che servono ai siciliani e  non  al
  ceto politico.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Safina.  Ne  ha
  facoltà.

   SAFINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questa  sera  ho
  ascoltato  gli interventi con la massima attenzione, in particolare
  i due interventi della maggioranza di Governo, l'onorevole Abbate e
  l'onorevole  Pellegrino. Ho scoperto che l'onorevole  Pellegrino  è
  uno  strenuo difensore dell'autonomia statutaria, però non  ricordo
  un  suo  intervento così accorato quando, spogliando dell'autonomia
  statutaria,  il  Governo nazionale ha agito e ha ridimensionato  la
  rete   scolastica   siciliana,  nonostante  l'autonomia   siciliana
  consenta  alla Regione di garantire la sua rete, perché sulla  rete
  scolastica,  l'onorevole  Turano lo sa,  l'autonomia  ci  riconosce
  ruoli  e  funzioni. Poi certo qualcuno potrebbe dire quella  è  una
  riforma che ha tagliato la spesa e dobbiamo adeguarci, ma la stessa
  cosa vale per le riforme economico-sociali. La legge Delrio è stata
  più volte riconosciuta una riforma economico-sociale.
   Io  sono  uno  di quelli che ritiene la Delrio un errore,  ritiene
  l'ablazione delle province un gravissimo errore, ritiene  i  liberi
  Consorzi un grave errore commesso dal governo Crocetta, però  vede,
  noi siamo dei legislatori e come tutti i legislatori dovremmo avere
  un  punto  fermo nell'esercizio del nostro mandato: quello  che  si
  rispetta     l'ordinamento    costituzionale    e     l'ordinamento
  costituzionale  ci  dice  che le riforme  economico-sociali  devono
  trovare  applicazione  anche  in Sicilia,  ci  dice  che  la  Corte
  costituzionale è il giudice delle leggi e quando per ben tre  volte
  decreta, anzi sancisce che la legge che prevede un commissariamento
  sine die è illegittima, noi non possiamo ulteriormente prorogare un
  commissariamento   e  non  lo  possiamo  fare,  onorevole   Abbate,
  affermando  che in Commissione è stata approvata la  riforma  delle
  province  che  introduce l'elezione di primo grado,  a)  perché  la
  Commissione  è  un  organo  interno di questa  Assemblea  e  non  è
  l'Assemblea e quindi quello che avviene in Commissione ha un valore
  ma pur sempre relativo; b) perché, lo ricordo a me stesso, non è la
  prima  volta che accade che viene esitato in Commissione il disegno
  di  legge per la reintroduzione delle elezioni di primo livello,  è
  già la seconda volta e la prima volta, quando l'abbiamo portato  in
  Aula,  l'articolo 1 di quella legge è stato bocciato e siete  stati
  costretti a riportare il disegno di legge in Commissione e  a  fare
  approvare quella norma che ha consentito di indire le elezioni  per
  il 15 dicembre del 2024.
   Ora,  la  verità  è  che  non  si  può  mortificare  lo  strumento
  legislativo  perché il centrodestra non è in condizione di mettersi
  d'accordo  e aggiungo che molto spesso sono gli stessi  partiti  al
  loro  interno  a non essere in condizione di mettersi d'accordo  su
  quale  presidenza  della  provincia  rivendicare,  perché  ci  sono
  partiti  che pur se al 5 per cento rivendicano due, tre presidenze,
  è  chiaro  che  quando  si  discute di  sei  presidenze  in  tutto,
  rivendicarne due, tre per un partito minore, è difficile ma siccome
  prima deve quadrare all'interno e poi deve quadrare all'esterno con
  tutta la coalizione è chiaro che questo giochino del dire siamo per
  le  elezioni dirette  guardate, il Partito Democratico è  stato  il
  primo   partito   a  presentare  il  disegno  di   legge   per   la
  reintroduzione delle province ma lo abbiamo detto sin  dall'inizio,
  non l'avremmo mai fatto se non dopo l'approvazione di una norma che
  modificasse  la  Delrio,  perché  non  si  può  legiferare   contro
  l'ordinamento costituzionale.
   Noi  dobbiamo essere da esempio e invece nel momento in cui questo
  Parlamento  dicesse  sì  a un ulteriore rinvio  e  sì  all'elezione
  diretta  senza la modifica della Delrio non staremmo dando un  buon
  esempio  ai nostri cittadini, perché violeremmo in primo luogo   il
  rispetto  che  ci  deve  essere tra le Istituzioni,  perché  vedete
  colleghi, è chiaro quando uno governa, governa sulla base di quelle
  che  sono  le  proprie inclinazioni, le proprie  idee,  la  propria
  visione della società, legittimo, è quello che dice il Costituente,
  ma il Costituente ci ha detto pure che le Istituzioni vengono prima
  dei  nostri  destini individuali, vengono prima dei  destini  delle
  nostre  forze  politiche,  perché se  salta  il  sistema  salta  la
  democrazia, salta la rappresentatività e poi assisteremo a fenomeni
  per  i  quali  i  cittadini non vanno più a votare  -  ho  concluso
  Presidente  - non lamentatevi se i cittadini non vanno  alle  urne,
  non  fate  coloro  i quali  dicono che vogliono  mettere  in  campo
  iniziative per riportare la gente al voto e poi tradite i cittadini
  e  le Istituzioni nello stesso momento in cui presentate l'ennesimo
  rinvio. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Safina.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Grazie   Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  immagino il cittadino che ci segue da fuori che non può che pensare
  che queste settanta persone debbano fare pace col proprio cervello,
  con chi ha più grande responsabilità, chi meno, ma c'è qualcosa che
  non  torna;  ho sentito una serie di corbellerie che sono  talmente
  facili da smontare che passa anche la voglia.
   Presidente,  il Capogruppo di Forza Italia, nonché  referente  del
  Presidente  della Regione, ha fatto una sorta di lectio magistralis
  dallo   scranno,   dimenticando  quattro   sentenze   della   Corte
  costituzionale.
   Ha  detto  una serie di pareri personali da giurista, dimenticando
  la  sentenza n. 168 del 2018, la n. 240 del 2021 e la  n.  136  del
  2023,  che  vorrei semplicemente riportare leggendo  il  comunicato
  stampa  della  Corte  costituzionale -  mi  scoccia  riprendere  la
  sentenza  -  che dice che "E' incompatibile con la Costituzione  il
  continuo  rinvio  da parte del legislatore siciliano  dell'elezione
  dei  consigli  metropolitani  e  liberi  consorzi  che  in  Sicilia
  sostituiscono  le  province. La Corte ha  osservato  che  la  norma
  dichiarata  incostituzionale era l'ultimo anello di una  catena  di
  rinvii  che  dal  2015  ad  oggi hanno  continuamente  proposto  lo
  svolgimento  di  queste  elezioni e ha annunziato  la  costituzione
  degli  organi  elettivi..., in definitiva la Corte  costituzionale,
  attraverso  la Regione e attraverso interventi puntuali e  continui
  nel corso di 8 anni  - è del 2023, quindi è passato un altro anno -
  il legislatore regionale ha di fatto impedito la costituzione degli
  enti  di  area vasta in violazione degli articoli 3, 5 e 114  della
  Costituzione .
   Ora,  al di là delle valutazioni personali e politiche che  ognuno
  di noi può fare, sentivo poco fa qualche collega che diceva che non
  si  vuole votare perché la maggioranza non ha trovato degli accordi
  dei  liberi  Consorzi per fare eleggere o meno i propri Presidenti,
  lettura politica interessante.
   A  me  quello  che  dispiace, Presidente, è il suo  atteggiamento.
  Presidente,  lei  vede  è garante di questa Assemblea  e  lei  deve
  rispettare gli emendamenti da parte di tutti e lei è molto puntuale
  quando  deve bloccare gli emendamenti di qualche collega che  hanno
  parvenza di incostituzionalità o possibile incostituzionalità.
   E  invece  lei  e  gli  Uffici, oggi, stanno  facendo  passare  un
  emendamento, l'ennesimo rinvio delle elezioni dei liberi Consorzi e
  delle  città  metropolitane che è palesemente  incostituzionale.  È
  talmente  palesemente  incostituzionale che ci  sono  tre  sentenze
  della Corte costituzionale
   Lei  oggi,  per una questione di rispetto dell'Aula e anche  delle
  sentenze  e  della  dignità di questi deputati che  ci  mettono  la
  faccia  e  fanno  questi  interventi, al di  là  della  valutazione
  personale  che  posso  avere  dei liberi  Consorzi  e  delle  città
  metropolitane,  non avrebbe dovuto mettere al  voto  una  cosa  del
  genere perché questo, vede, è un rinvio che doveva essere impugnato
  già  nella  precedente norma, che non è stato impugnato  perché  il
  Governo  ha  preso  un  impegno  -  assessore  Messina  lei   potrà
  confermare - col Governo nazionale di votare il 15 dicembre e  oggi
  io  controllerò il ditino dell'assessore Messina, che appena  venti
  giorni  fa,  insieme  al Presidente della Regione,  ha  emanato  la
  delibera di Giunta che indice le elezioni al 15 dicembre. Io voglio
  sapere  oggi  l'assessore Messina cosa vota, perché altrimenti  c'è
  qualche problema, diciamo, di visione.
   Cioè, l'Assessore venti giorni addietro fa la delibera insieme  al
  Presidente  della  Regione per l'indizione delle elezioni  e  venti
  giorni dopo vota per il rinvio delle elezioni  Qualcosa non torna
   E allora, siccome stiamo per votare una norma che - ce lo possiamo
  dire  -  è  incostituzionale e dispiace che sia  arrivata  al  voto
  avrebbe dovuto fermarla prima, Presidente, perché non si fa, perché
  lei  lo  ha  vissuto  col presidente Musumeci e con  il  presidente
  Micciché, abbiamo rinviato anno dopo anno, anno dopo anno.
   Io  stavolta  ci  credevo, ho detto "forse si  sono  convinti  che
  finalmente,  dopo  dieci,  anni si  debba  votare  come  nel  resto
  d'Italia".  Nel resto d'Italia si vota dal 2015 seguendo  la  legge
  Delrio,  l'unica  regione è la Sicilia in cui  costantemente,  ogni
  anno,   arriva  il  rinvio   Ormai  mi  passa  pure  la  voglia   a
  intervenire,  però ci tenevo a fare questa puntualizzazione  perché
  vede, Presidente, ho molto rispetto della sua Presidenza, del  modo
  in  cui  lei  interpreta il suo ruolo però, oggi,  ha  commesso  un
  errore  che non dimenticherò e ritornerò sul punto ad aprile quando
  non  voteremo  perché  in legge di bilancio  dello  Stato  non  c'è
  neanche  la  norma che stanzia le risorse per le province.  Quindi,
  noi  ad aprile non voteremo perché il governo Meloni ha deciso,  in
  legge  di  bilancio,  di non inserire nulla sulle  province  e  noi
  continueremo  a rinviare, voi continuate a nominare i commissari  e
  questa Regione si vedrà privata di organi che sono previsti  da  un
  ordinamento  nazionale  che,  purtroppo,  in  Sicilia   non   viene
  applicato.

   PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, ho ascoltato il suo intervento  con
  grandissimo interesse e ho ascoltato gli interventi di ogni singolo
  deputato  però, mi dispiace dirle in maniera assolutamente sincera,
  che c'è un grandissimo velo di ipocrisia in ognuno degli interventi
  che  ho  ascoltato  e  per  diverse ragioni,  perché  non  solo  ho
  ascoltato,  ho  cercato anche di interpretare  quello  che  dovesse
  essere  il  ruolo che ogni deputato di opposizione deve  avere  nel
  momento in cui si mette dinanzi a una telecamera. Però credo che ci
  sia poi anche un limite, sia da una parte che dall'altra.
   Questo  emendamento non cade come emendamento dell'ultimo  minuto,
  questo  emendamento è un emendamento che è stato  concordato  anche
  con  tutti  i  Capigruppo dell'opposizione che  non  hanno  firmato
  perché  è  un emendamento a firma dei Capigruppo di maggioranza.  E
  queste  stesse  osservazioni  che  lei  ha  fatto  sono  le  stesse
  osservazioni  che avrebbe potuto fare al momento opportuno  il  suo
  Capogruppo.
   E  allora, vede, dinanzi a delle decisioni, è giusto che ognuno si
  prenda le proprie responsabilità, così come quelle del voto, perché
  oggi  stiamo determinando quello che può essere un rinvio. Ci  sono
  dei deputati che hanno firmato dei Capigruppo di maggioranza perché
  hanno  dato  anche delle ragioni circa la loro interpretazione  del
  percorso  che  dovrebbe seguire - scusi onorevole De Luca,  mi  sto
  rivolgendo anche all'onorevole Sunseri rispetto all'intervento  che
  ha  fatto  -,  che  sostengono che invece si  possa  andare  avanti
  dinnanzi  ad  un percorso che possa prevedere l'elezione  di  primo
  livello.
   Ora,  non  ho elementi per poter dire se hanno torto  o  se  hanno
  ragione,  ma  come Presidente dell'Assemblea, dinanzi alla  volontà
  dei  deputati  e  dinnanzi  a  nessuna osservazione  sul  grado  di
  inammissibilità dell'emendamento, io l'emendamento  lo  metterò  in
  votazione. Poi possibilmente andrà come dice lei.
   Per  quel  che mi riguarda, dopo gli interventi che ho  ascoltato,
  avrei  votato domani mattina, neanche il 15 dicembre.  E  non  sono
  neanche  tanto  convinto che le forze di maggioranza che  governano
  oggi  questa  Regione e il Governo nazionale avessero avuto  questa
  débâcle  che  in tanti hanno annunciato in Aula, anzi possibilmente
  ne  vedrei il contrario, ma non sono una persona che ha la sfera di
  cristallo.
   Però  vi chiedo - ed è un'esortazione che faccio nei confronti  di
  tutti,  sia  dei deputati di maggioranza che di opposizione  -  che
  dinanzi  a  quello scranno si cerchi di dire anche  quello  che  si
  riporta nei corridoi, non soltanto quello che è comodo fare  vedere
  quando ripostiamo i video e diciamo "lo avevo detto", perché non  è
  corretto  neanche nei miei confronti, che probabilmente so  qualche
  verità in più rispetto a quella che voi raccontate all'esterno.
   Pertanto pongo in votazione l'emendamento A.5.

   DE  LUCA  Antonino. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento A.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 60
   Votanti                  50
   Maggioranza              26
   Favorevoli               28
   Contrari                 22
   Astenuti                 0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                               «Art. 18
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 18.1, che avete  nei
  tablet,   che  è  interamente  sostitutivo  ed  è  a  firma   della
  Commissione.  È  l'entrata in vigore della legge, a  meno  che  non
  vogliamo emendare su questo  è sull'entrata in vigore della legge.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 18.1. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

    n. 499/A Stralcio I/A

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   "Disposizioni in materia di urbanistica" (n. 499/A Stralcio I/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge "Disposizioni in materia di urbanistica"  (n.
  499/A Stralcio I/A).
   Indìco  la votazione per scrutinio nominale del disegno  di  legge
  "Disposizioni in materia di urbanistica" (n. 499/A Stralcio I/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti                 62
   Votanti                  52
   Maggioranza              27
   Favorevoli               30
   Contrari                 22
   Astenuti                  0

                         (L'Assemblea approva)

   L'Aula è rinviata a giovedì 31 ottobre 2024, alle ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 21.55 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVIII Legislatura

                        XII SESSIONE ORDINARIA


                         141a SEDUTA PUBBLICA

                  Giovedì 31 ottobre 2024 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

  - COMUNICAZIONI

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio