Presidenza del Presidente Galvagno
Presidenza del vicepresidente Di Paola
La seduta è aperta alle ore 15.31
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta n. 142
del 5-6-7 novembre 2024 è posto a disposizione degli onorevoli
deputati che intendano prenderne visione ed è considerato
approvato, in assenza di osservazioni in contrario, nella presente
seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di adesione a Intergruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che con nota indirizzata a questa Presidenza,
datata 12 novembre 2024 e protocollata al n. 2240- PRE/2024 del 13
novembre successivo, l'onorevole Giuseppe Geremia Lombardo ha
dichiarato di aderire alla Associazione parlamentare per la
sensibilizzazione e promozione delle problematiche legate alla
salute mentale , della cui costituzione si è dato annunzio nella
seduta d'Assemblea n. 120 del 9 luglio 2024.
L'Assemblea ne prende atto.
Bene, colleghi, passiamo al punto dell'ordine del giorno che è la
votazione e il parere sulla Nadefr.
Sull'ordine dei lavori e sulla presentazione di un ordine del
giorno
BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, intervengo per annunciare all'Aula che
sto presentando un ordine del giorno che considero molto
significativo e che sto sottoponendo anche ai Capigruppo presenti
nel Parlamento.
È un ordine del giorno che prende origine da quello che è accaduto
qualche settimana fa in Iran, a Teheran, una vicenda molto grave e
dolorosa. Una ragazza, Presidente, lei sa, tutti i media ne hanno
parlato a livello mondiale, ha rinunciato a coprirsi con il velo,
anzi quando è stata ammonita dalla polizia si è denudata, è rimasta
ferma nel parco dell'Università e poi si è spostata. Dopodiché
alcuni poliziotti dell'intelligence di quel Paese l'hanno
prelevata; da quel momento, non si hanno più notizie. Emergence
International ha dato notizia di un possibile trattamento sanitario
che la ragazza sta avendo da parte delle autorità dell'Iran, un
trattamento come ammalata psichiatrica.
Devo dire che dalle notizie che hanno diffuso attraverso Telegram
i giovani di quel Paese, pare che la ragazza non avesse queste
patologie e che tutto quindi venga mosso per penalizzare
un'iniziativa che ha un valore estremamente simbolico.
Quello che si teme però è per la vita della ragazza che sappiamo
ormai essere stata prelevata e sulla quale non ci sono più alcune
notizie. Pertanto noi riteniamo che non si debba tacere.
Già in precedenti altri avvenimenti ci sono stati moti di
protesta, si è formata un'associazione "Donna Vita e Libertà" che
hanno messo l'accento sulle problematiche dei diritti in quelle
comunità.
Questo è un Parlamento, signor Presidente, il Parlamento della
Regione siciliana, ed è stato conquistato con l'impegno delle
nostre comunità.
Io credo che sia un fatto estremamente simbolico e importante che
questo documento che abbiamo presentato in maniera molto
equilibrata possa essere condiviso dai Capigruppo e votato in
questa occasione, in occasione della presentazione del Documento
economico finanziario, che trae anche spunto da quello che avviene
nella comunità mondiale. Una comunità mondiale che non può essere
soltanto polarizzata sulle questioni economiche, ma che deve
mettere al centro i temi dei diritti in modo particolare dove i
diritti sono negati.
Noi temiamo, come ha detto qualche associazione importante, che la
ragazza sia stata prelevata, picchiata e violentata. Lo dicono nei
tanti social i giovani di quel Paese.
Riteniamo che un'iniziativa a seguito del nostro documento da
parte della Regione siciliana, di concerto con il Ministero degli
Esteri, possa essere significativa e possa portare a qualche
risultato, quanto meno a mettere nuovamente al centro un tema
importantissimo per i diritti di quella comunità.
Sugli eventi meteorologici avversi occorsi in queste ore nel
catanese
SAVERINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVERINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho chiesto
velocemente la parola proprio perché ho appena depositato un ordine
del giorno, a mia firma e di tutto il Gruppo parlamentare, ma sono
sicura, perché non c'è stato il tempo di condividerlo con tutti gli
altri, proprio per il maltempo che sta distruggendo veramente le
zone e la provincia di Catania e quella di Siracusa. E per questo
vi chiedo appunto di poter intervenire e chiedo al Presidente della
Regione, così come già sta facendo - ringraziamo anche il grande
lavoro che stanno facendo i Vigili del fuoco -, però di seguire,
monitorare queste alluvioni, queste precipitazioni così importanti
nei comuni di Riposto, Santa Venerina, Giarre, Acireale, Aci
Sant'Antonio e come dicevo prima parte del siracusano.
Abbiamo fiumi esondati, macchine completamente avvolte dall'acqua,
persone che sono non solo bloccate dentro le auto ma dentro anche
le case stesse, anche disabili, quindi veramente chiediamo al
Presidente della Regione di intervenire, di monitorare prima di
tutto per mettere in sicurezza tutta la popolazione e
successivamente anche per monitorare lo stato delle cose, vedere
come poter intervenire sui corsi d'acqua e anche sullo stato degli
argini e delle varie vie di comunicazione.
Quindi, signor Presidente, chiedo di metterlo, penso che si possa
condividere tutti e quindi più che un ordine del giorno credo che
sia veramente un impegno importante che dobbiamo prendere.
Grazie.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, io ho iscritto in questo
momento gli onorevoli Marano, Giuffrida e Gilistro. Se è sulla
stessa tematica, vi chiedo di intervenire diciamo... perché siamo
agli interventi sull'ordine dei lavori, altrimenti sono interventi
da fare a fine Aula.
Quindi, vi chiedo se dovete intervenire sulla stessa tematica
della collega, per favore, se potete essere brevi.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Marano, poi l'onorevole
Giuffrida e l'onorevole Gillistro e poi iniziamo con l'ordine del
giorno.
MARANO. Signor Presidente, io interverrò velocemente per lo stesso
motivo, lo stesso motivo che ha trattato l'onorevole Saverino.
Oggi le immagini di Giarre, Riposto, Torre Archirafi, la zona
appunto dell'acese, la zona del siracusano hanno mostrato una
situazione allarmante, davvero da brivido e - chiaramente noi
firmeremo l'ordine del giorno - anche noi chiediamo un impegno
concreto del Governo per le persone che stanno subendo danni in
queste ore, perché è importante che questa Regione e questo Governo
dimostri vicinanza assoluta a questi territori. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
Prego, onorevole Giuffrida.
GIUFFRIDA. Presidente, il momento è veramente drammatico nella
nostra provincia di Catania, quindi meritava una certa attenzione,
anche un certo intervento che sia quanto mai necessario. Oltre che
la solidarietà mia personale, ma anche del Gruppo della Democrazia
Cristiana, abbiamo avuto poc'anzi un gruppo con cui abbiamo
discusso, dibattuto questa, purtroppo, drammatica situazione che
merita una certa attenzione.
Voglio ringraziare il presidente Schifani, che immediatamente è
intervenuto insieme alla Protezione civile a fare una prima stima
del calcolo dei danni che ci sono stati, ma soprattutto per essere
concreti, Presidente, perché è giusto che questo Parlamento, magari
in maniera astratta, dica che ci vuole un intervento, l'intervento
ci vuole nella prossima finanziaria, che il Presidente e il Governo
prendano l'impegno che nella prossima finanziaria ci sia uno
stanziamento, dopo un immediato calcolo-stima dei danni, e che si
venga in aiuto di queste popolazioni di Santa Venerina, Giarre,
Torre Archirafi, Riposto ed altri.
Questo è un monito che fa il deputato Giuffrida e il Gruppo della
Democrazia Cristiana con grande accorato afflato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giuffrida.
Prego, onorevole Gilistro.
GILISTRO. Grazie, Presidente, grazie Assessore, grazie onorevoli
colleghi, questa volta, Assessore Aricò, è un ringraziamento che
sto facendo, un ringraziamento al Governo.
Come sapete l'ultima volta, che ho fatto un intervento da questo
scranno, praticamente era per salvaguardare la salute e
l'incolumità dei nostri ragazzi a scuola; la chiusura delle scuole
di oggi, al di là dell'allerta rossa, dimostra e un ringraziamento
va alla Protezione civile per aver chiuso anche oggi le scuole,
perché questo dimostra come sia importante il controllo delle
scuole, al di là degli eventi climatici.
Questa è una cosa che dobbiamo sempre osservare, cioè dopo un
evento del genere, anche il giorno dopo vanno controllati gli
edifici affinché i nostri ragazzi e i nostri studenti possano
entrare a scuola in assoluta sicurezza.
Quindi, un grazie al Governo, alla Protezione civile, che sta
facendo questo, perché le persone non capiscono come mai oggi, col
bel tempo, ci sia ancora la chiusura delle scuole, serve per
l'incolumità dei nostri ragazzi.
Ancora una volta grazie e continuiamo su questo meritorio fine che
abbiamo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gilistro. Poi, colleghi,
presenterete l'ordine del giorno e lo metteremo, col parere del
Governo, in votazione.
finanza regionale (NaDEFR) per gli anni 2025 - 2027
Discussione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e
finanza regionale (NaDEFR) per gli anni 2025 - 2027
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e
finanza regionale (NaDEFR) per gli anni 2025-2027.
Invito i componenti della II Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione Bilancio,
onorevole Daidone, per svolgere la relazione sulla NaDEFR.
DAIDONE, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, com'è noto, il Documento di
economia e finanza regionale rappresenta, nel quadro normativo
vigente, il principale strumento della programmazione politico-
economica e di bilancio di medio termine. Esso descrive, infatti,
gli scenari economico-finanziari, gli obiettivi della manovra di
bilancio regionale e le politiche da adottare ed espone il quadro
finanziario unitario regionale di tutte le risorse disponibili,
esplicitando gli strumenti attuativi per il periodo di riferimento.
Il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) per gli anni
2025-2027 è stato approvato dalla Giunta regionale con delibera n.
231 del 28 giugno 2024 e su esso l'Assemblea si è espressa con
ordine del giorno n. 225 nella seduta d'Aula n. 130 del 17
settembre 2024.
La nota di aggiornamento al DEFR 2025-2027 (NaDEFR) è stata
presentata dal Governo al fine di adeguare tale documento alle
mutate condizioni dello scenario economico di riferimento e ciò per
la prima volta senza far riferimento alla Nota di aggiornamento del
DEF. Invero, quest'anno il DEF non è stato aggiornato poiché il
Governo nazionale ha provveduto direttamente a redigere, sulla base
della nuova normativa dell'Unione europea, il Piano strutturale di
bilancio di medio termine.
La NADEFR si compone di tre sezioni:
- nella prima sezione si aggiorna il quadro macroeconomico e
finanziario, ricostruendo il contesto nazionale e internazionale in
cui si inserisce quello della Regione e sulla base dell'analisi
così condotta e delle proiezioni economiche elaborate, anche in
ragione della spesa attesa con l'impiego dei fondi extra-regionali,
sono definite le stime di previsione di variazione del prodotto
interno lordo della Regione per il periodo di riferimento;
- nella seconda sezione sono riportate le modifiche, rispetto ai
contenuti del DEFR, apportate alle politiche di settore,
distinguendole in quattro macro aree: istituzionale', economica',
territorio, ambiente, urbanistica ed infrastrutture' e sanità e
servizi sociali';
- nella terza sezione si procede all'analisi della situazione
finanziaria della Regione.
Circa la prima sezione del documento, il Governo aggiorna le stime
di crescita del PIL regionale prevedendo per il 2023 e per il 2024
un miglioramento rispetto al DEFR di giugno in ragione di una
maggiore vivacità stimata nella dinamica degli investimenti, dal
lato della domanda, e del valore prodotto dal settore delle
costruzioni e dei servizi dal lato dell'offerta .
In particolare, il dato regionale per il 2023 elaborato lo scorso
giugno e pari a +0,9% è aggiornato al rialzo a +1.5%. Le politiche
di sviluppo del 2024 e quelle che saranno attivate nei prossimi
anni, secondo le stime del Governo, riusciranno a far guadagnare al
PIL della Sicilia ulteriori margini di crescita secondo i dati
riportati nella tabella seguente.
Previsioni PIL programmatico siciliano a prezzi costanti
(variazioni %; periodo 2024-2027)
2024 2025 2026 2027
PIL a prezzi costanti
(programmatico)
Stime Sicilia DEFR 25-27 1,9 2,2 2,3 2,1
di giugno (%)
Stime Sicilia NADEFR 25- 2,2 2,2 2 2
27 di novembre (%)
Nella seconda parte del documento, come accennato, sono riportate
le novità inerenti alle politiche di settore.
L'ultima parte della NADEFR concerne la situazione finanziaria
della Regione.
Per il 2024, la stima di entrate IRPEF di spettanza regionale è
pari a 6,31 miliardi di euro (dato aggiornato in aumento rispetto
al DEFR che invece stimava 6,185 miliardi di euro), mentre per il
2025 il Governo effettua una previsione prudenziale stimando
un'entrata pari a 6,15 miliardi di euro. Per ciò che riguarda
l'IVA, le entrate stimate sono pari a 2,756 miliardi di euro
(aggiornato al rialzo rispetto al DEFR che prevedeva 2,496 miliardi
di euro).
In tema di debito pubblico della Regione, le previsioni per il
2024 indicano un valore pari a 4,2 miliardi di euro, con una
riduzione di 100 milioni di euro rispetto al 2023 ed un
miglioramento del rapporto deficit/PIL che passa da 4,2% a 3,9%.
Passando alle risultanze dell'esame svolto dalle Commissioni di
merito, a conclusione dei lavori, la Commissione Affari
istituzionali', la Commissione Cultura, formazione e lavoro', la
Commissione Sanità' e la Commissione Unione europea' hanno
espresso parere favorevole. La Commissione Ambiente e territorio e
mobilità' ha espresso parere contrario.
La Commissione Affari istituzionali' ha formulato le seguenti
proposte integrative del documento:
al paragrafo 2.1.2 prevedere un adeguato stanziamento finanziario
per l'attuazione della riforma della polizia locale e di quella
degli enti di area vasta, oggetto di disegni di legge esitati dalla
Commissione Affari istituzionali';
al paragrafo 2.4.1 prevedere un adeguato stanziamento finanziario
volto a garantire la parità retributiva di genere, oggetto di un
disegno di legge esitato dalla Commissione Affari istituzionali'.
La Commissione Sanità' ha formulato le seguenti proposte:
con riferimento alla Missione 13 "Tutela della Salute",
attivazione dei mille e duecento posti letto per i pazienti lungo
degenti già previsti e attualmente mancanti;
istituzione di borse di studio regionali a favore degli iscritti
alle specializzazioni in professioni sanitarie non mediche.
Circa il lavoro della Commissione Bilancio', nell'ambito della
discussione svolta in sede di esame del documento, con particolare
riferimento alle politiche di settore, sono state formulate le
seguenti proposte ed osservazioni:
con riguardo al tema della gestione dei rifiuti, nelle more della
costruzione dei termovalorizzatori, occorre evitare che si generino
nuovi costi straordinari per i comuni;
è opportuno finanziare gli strumenti già esistenti (articolo 9
della legge regionale n.9/2020) e prevedere nuove misure di
sostegno alla spesa delle famiglie, giacché, come rappresentato
anche nella NADEFR, a fronte di incrementi del PIL regionale non si
registrano proporzionati aumenti dei consumi;
è necessario predisporre interventi di aiuto a settori del
comparto agricolo che non sono stati oggetto delle ultime leggi
regionali, fra questi, per citarne solo alcuni, le cantine sociali
e la produzione di olio;
occorre affrontare tempestivamente la contrazione degli
investimenti privati nell'edilizia, dovuta a diversi fattori e,
anche in tale ottica, per esempio, rifinanziare la misura della
concessione dei contributi a fondo perduto per l'abbattimento dei
tassi di interesse sui mutui per l'acquisto della prima casa e
quella per il recupero degli edifici ubicati nei contri storici
rifinanziando altresì l'articolo 33 della legge regionale n.6/2009.
La Commissione Bilancio' si è quindi espressa favorevolmente
sulla NADEFR con le superiori proposte ed osservazioni e facendo
proprie quelle delle Commissioni di merito come sopra riportate.
Grazie Presidente, grazie colleghi.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Daidone.
Assessore, io le volevo chiedere se vuole intervenire prima della
discussione generale dei colleghi, oppure facciamo fare la
discussione generale e poi interviene, alla fine.
Va bene, allora, dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritto a parlare l'onorevole Cateno De Luca e poi, man mano,
se mi date i nominativi, vi registriamo e chiuderò la registrazione
della discussione generale alle ore 16.00.
SUNSERI. Prima la relazione del Governo. Se non parlano loro non
è che può parlare solo dopo
PRESIDENTE. La relazione è stata fatta dal Presidente della
Commissione.
Assessore, vuole illustrare?
E poi ha un'ulteriore replica alla fine l'Assessore.
Prego, Assessore.
DAGNINO, assessore per l'economia. Va bene, sono stato invitato a
fare in quest'altro modo ed ero disponibile però, se si preferisce,
non ho difficoltà. Va benissimo, nessun problema.
E' stato già in parte anticipato - grazie, Presidente, onorevoli
deputati - dal Presidente della Commissione Bilancio, sono stati
anticipati i tratti essenziali della NaDEFR, è stato anticipato
anche il fatto - e vorrei ribadirlo perché è un fatto nuovo e
significativo - che quest'anno la NaDEFR non è consequenziale alla
NaDEF, cioè lo Stato quest'anno non ha pubblicato, pur devo dire a
legislazione vigente, la NaDEF, pertanto il nostro documento non si
collega al documento analogo dello Stato, come è stato negli anni
passati. Questo perché ci troviamo di fronte ad un periodo
transitorio, o meglio, un periodo in cui entrando in vigore la
nuova governance europea che rende obsoleta la NaDEF dello Stato,
la Regione siciliana, comunque, il Governo regionale ha ritenuto
comunque di redigere questo documento, essendo rimasta invariata la
legislazione, la normativa di riferimento, in particolare del 118
che prevede la pubblicazione di questo documento che oggi siamo ad
esaminare.
Peraltro, riteniamo che sia utile l'aggiornamento delle stime;
abbiamo di recente trattato in quest'Aula il Documento di Economia
e Finanza Regionale e in alcuni degli interventi - ricordo - si era
osservato perché è sempre naturalmente questo il tema da verificare
che l'ubi consistam - lasciatemi dire - della NaDEFR, cioè se le
stime che sono state formulate in precedenza dal Governo sono state
eccessivamente ottimistiche oppure, al contrario, eccessivamente
prudenti.
Il dato essenziale, quello che spicca all'attenzione, è che il
Governo ha assunto delle stime prudenti, in quanto il Pil,
l'andamento del Pil per il 2023, era stato stimato in misura pari a
un +0.9%, mentre il servizio di statistica dell'Assessorato
all'Economia ha esaminato l'aggiornamento dell'andamento
dell'economia e la stima aggiornata a un +1,5% del Pil, quindi il
Pil anziché essere cresciuto dello 0,9, come originante e
prudenzialmente stimato, è cresciuto dell'1,5 secondo le stime
aggiornate.
Stiamo parlando sempre di stime, naturalmente, e attendiamo ancora
il dato Istat.
Non dimentichiamo - ne abbiamo anche discusso in Commissione
Bilancio, lo sottolineo anche in questa ulteriore sede - che noi ci
confrontiamo con un dato dello Svimez che addirittura è ancora più
ottimistico: 2.2%.
Attenderemo il dato Istat che, secondo quanto mi viene riferito
dagli uffici dell'assessorato, dovrebbe essere pubblicato tra
gennaio e febbraio del 2025 e quello sarà il dato, per così dire,
ufficiale.
Ad ogni modo, è stato doveroso ritoccare in aumento, seppur con
prudenza, lo 0,9 che era l'assunzione del Documento di Economia e
Finanza Regionale.
Quindi posso sottolineare, come rilevazione politica di questo
dato, che in effetti l'economia continua a crescere, quindi c'è un
momento propizio per l'economia regionale. Vi è sempre per ragioni
di prudenza nelle analisi relative alle successive annualità, così
come previsto nel documento programmatico strutturale di bilancio
dello Stato, che è il documento che ha sostituito la NaDEF dello
Stato, in coerenza con le nuove regole di governance europea,
un'aspettativa negli anni successivi di una leggera flessione del
PIL.
Quindi, andando al riflesso sulle politiche, sull'aggiornamento
delle politiche che trovate nella NaDEFR, questo dato ci consente
di fare la valutazione nei termini che sto per enunciare, e cioè
pur esaminando, prendendo come riferimento di base la previsione,
la stima di un incremento del PIL, anziché dello 0,9, dell'1,5
potrebbe esservi, quindi vi è l'aspettativa che negli anni
successivi possa esservi una contrazione successiva del PIL e
questo per una serie di cause che sono indicate succintamente nella
NaDEFR e che si riflettono anche nelle stesse analoghe stime che
sono contenute nel documento elaborato dallo Stato e nel documento
strutturale di bilancio di medio termine, e cioè che la situazione
geopolitica a livello internazionale possa determinare una
contrazione a livello globale e quindi anche a livello europeo, a
livello nazionale, e naturalmente a cascata a livello regionale del
PIL. Quindi una contrazione lieve, non sono stime particolarmente
gravi, anzi assolutamente sono comunque stime in termini di aumento
del PIL, ma di crescita in percentuale minore rispetto alle
annualità precedenti, quindi comunque siamo nell'ambito di
situazioni che portano comunque allo sviluppo dell'economia, non
certo ad una recessione.
Ora, di fronte a questo, l'idea del Governo è quella di fare
fronte a una possibile riduzione della percentuale di crescita del
PIL e quindi delle entrate attraverso che cosa? Attraverso uno
strumento che nell'economia e nella finanza pubblica viene chiamato
"dividendo fiscale", cioè l'aspettativa e l'iniziativa del Governo
è quella di potenziare ulteriormente le misure a favore delle
imprese - e ne abbiamo discusso e ne discuteremo anche nella legge
di stabilità che è prossima ad essere incardinata - l'idea quindi è
di fare fronte a questa possibile flessione della percentuale di
incremento, sempre di incremento ribadisco parliamo, del PIL
potenziando, aggiungendo risorse per il mondo delle attività
produttive affinché questo mondo sia maggiormente strutturato e
sempre più strutturato affinché l'economia siciliana possa maturare
sempre di più.
Abbiamo discusso già di misure a favore delle imprese, alcune
verranno riproposte affinché il Parlamento possa ancora più
proficuamente apprezzarle e altre le troverete nel disegno di legge
di stabilità in corso di deposito credo che sarà depositato domani,
è stato già approvato dalla Giunta, se non addirittura entro questa
serata. Quindi l'idea è di fare fronte a questa riduzione possibile
delle entrate, o meglio un incremento delle entrate minore rispetto
alle originarie stime, negli anni successivi al 2023 stimolando il
dividendo fiscale.
Poi naturalmente trovate dei riferimenti sulle politiche
settoriali, alcune anche sono specificate nella nota di
presentazione che io ho sottoscritto in presentazione del PIL e
l'ulteriore dato che volevo fornirvi è quello che trovate
nell'ultima sezione del documento e cioè quello relativo alla
finanza pubblica regionale. Ora, le finanze regionali godono devo
dire in questo momento di un buono stato di salute e questo non
soltanto nei dati del bilancio dello Stato, del rendiconto, pardon,
della Regione, del rendiconto della Regione e del bilancio quindi a
cascata della Regione, ma è anche nei dati delle agenzie di rating.
Voi considerate che noi abbiamo un rapporto debito-PIL nel 2024
indicato in 4,2 punti percentuali, quindi è veramente un dato molto
basso. Si prevede nel 2024, addirittura una riduzione al 3,9 del
debito sul PIL, quindi è evidente che con dei numeri così bassi la
Regione ha uno stato di salute che si può dire più che buono delle
entrate, proprio in virtù del ridotto debito rispetto al PIL,
quindi una capacità di fronteggiare anche eventuali eventi
straordinari che possano determinare, laddove dovessero
verificarsi, speriamo di no, delle contrazioni delle entrate,
quindi, crediamo che lo stato di salute dell'economia e della
finanza regionale che trova specificazione della Nota di
aggiornamento del PIL sia uno stato di salute buono, direi più che
buono, il che - ci auspichiamo - consentirà anche nel corso del
2025 di recuperare degli spazi ulteriori rispetto alla manovra di
finanza pubblica che andremo ad affrontare nelle prossime settimane
e, cioè, rispetto alla legge di stabilità per il 2025.
Ho anche sottolineato, nelle sedi precedenti, e ribadisco anche in
questa sede che il meccanismo di prudenza al momento
dell'approvazione della legge di stabilità e/o meglio della
presentazione del disegno di legge di stabilità con le successive
integrazioni con le manovre che si susseguono nel corso dell'anno è
un meccanismo caratteristico delle regole attualmente vigenti di
attuazione dello Statuto regionale in materia finanziaria, cioè del
passaggio dal sistema del riscosso al sistema del maturato,
meccanismo che fa sì che lo Stato ci attribuisce delle risorse
all'inizio dell'esercizio e poi vengono eseguiti dei successivi
conguagli che, astrattamente, potrebbero essere naturalmente in
aumento o in diminuzione ma che, grazie al favorevole andamento del
PIL e dell'economia regionale, fino ad ora sono stati in aumento
cosa che, come sapete, la settimana scorsa ci ha consentito,
addirittura, la manovra di cinquecentosessanta milioni alla fine
dell'esercizio.
E' un meccanismo che ci costringe ad incrementare il numero delle
manovre finanziarie in corso d'anno, quindi, costringe questo
Parlamento e, naturalmente, devo dire anche il Governo a un
maggiore impegno perché naturalmente, potendo fare una sola o due
sole manovre, ci sarebbe un minore impegno, però è un meccanismo
che dobbiamo certamente ai siciliani e che credo né Governo, né
l'Aula si siano sottratti dal portare avanti, come dimostrano anche
i tempi velocissimi dell'esame delle variazioni di bilancio, cose
di cui vado particolarmente orgoglioso.
Credo di avere illustrato i tratti essenziali e, quindi,
naturalmente ascolterò i commenti dell'Aula e mi riservo, semmai
necessaria, una breve replica finale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. E' iscritto a parlare l'onorevole
Cateno De Luca. Nel frattempo, ci sono gli ultimi cinque minuti per
la registrazione e poi chiudo le iscrizioni. Prego, onorevole De
Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
Assessore Dagnino, le chiedo scusa per l'intemperanza del prossimo
Assessore al bilancio che è il collega che poco fa ha chiesto,
giustamente, la sua relazione, ma non avevamo dubbi su quelle che,
lei l'ha confermato ora, le carenze che abbiamo avuto modo il 17 di
settembre, durante la discussione del DEFR, di mettere in evidenza.
Lei aveva preso un impegno che, essendo di nuovo conio, avrebbe
tenuto conto dei suggerimenti di quest'Aula nell'ambito della
NaDEFR, noi abbiamo elaborato come Sud Chiama Nord un ordine del
giorno in quell'occasione, gliel'abbiamo consegnato e lo abbiamo
fatto anche in questa occasione nella speranza che, al di là del
quadro macroeconomico che lei ci ha rappresentato, lei mi insegna
che poi l'andamento economico di un territorio, come in questo caso
la Sicilia, condizionato da fattori esogeni quali, appunto,
dinamiche per le quali noi possiamo influire poco, che sono poi gli
elementi macroeconomici e quelle endogene sulle quali, invece, noi
possiamo intervenire e, anzi, sono molto condizionate da noi, poi
c'è il terzo fattore che è il fattore "culo" o fortuna, o il
fattore "sfiga", o sfortuna, che sono gli eventi calamitosi come
quelli che, purtroppo, si verificano spesso, anzi, esprimo la mia
solidarietà per i territori che in questo momento, provincia di
Catania e Siracusa, sono particolarmente segnati da queste vicende.
Voglio, invece, fermarmi a un livello di politiche settoriali per
le quali già avevo chiesto la sua attenzione e parto da una prima
riflessione, Assessore: credo che il buon padre di famiglia è colui
che onora le proprie cambiali e i propri debiti. Ebbene, proprio su
questo aspetto, la Regione siciliana continua ad essere un pessimo
esempio. E nel suo documento, nel documento di questo Governo, non
si fa cenno ad una serie di questioni incresciose, che io ora le
elencherò e per le quali è necessario che lei prenda nota, perché
hanno a che fare con la maggior parte delle risorse che, comunque,
possono intervenire, rientrano in quei fattori endogeni che possono
determinare la nostra crescita o decrescita.
Faccio una parentesi, Assessore. Veda, noi non siamo contenti del
rapporto che, comunque, lei ci ha consegnato. Le società di rating
ci consegnano questi dati, non è che il rapporto del 4 per cento
circa tra debito e Pil significa che siamo virtuosi, perché c'è
debito buono e debito pessimo.
Quindi il fatto che, comunque, la Regione siciliana abbia questo
rapporto non significa, da questo punto di vista, che possiamo
utilizzarlo come un vanto. Anzi, per le questioni che le dirò, io
possibilmente la penso in modo totalmente diverso.
Rispetto a questa questione, voglio fare una riflessione puntuale,
partendo da quello che è stato un articolo che, probabilmente, le è
sfuggito. E' l'articolo 59, della prima legge di stabilità del
Governo Schifani. Quell'articolo l'ho voluto io, in prima persona.
Ci siamo battuti, proprio, per inserirlo dopo che, durante il
dibattito proprio del DEFR con l'allora assessore Falcone, avevamo
affrontato la questione.
Guardi, è breve, glielo cito: "Gli interventi, già previsti dalla
legislazione regionale, a valere sulle risorse extraregionali 2014-
2020, di fonte europea e statale, non ancora attuati, trovano
copertura finanziaria nell'ambito delle risorse extraregionali
della programmazione 2021-2027, o delle riprogrammazioni delle
risorse extra regionali 2014-2020, in coerenza con le finalità di
ogni singolo programma". Lei lo sa quante cambiali ci sono in giro,
su questo argomento? E ora gliele elenco, quelle più spinose,
perché lei deve avere un quadro chiaro Assessore. Veda, e da quelli
che sono i riferimenti anche nella NaDEFR, purtroppo le devo dire
che a lei sfuggono. E io siccome queste analisi le faccio, in modo
costruttivo...perché se la Regione siciliana continua ad essere un
cattivo esempio, e che quindi porterà a sbattere l'intero sistema,
e ora citandole alcuni fatti lei se ne renderà conto, andiamo a
sbattere tutti. Qua non è una questione di essere di maggioranza o
d'opposizione, qua significa che alcune questioni vanno affrontate
in termini concreti.
Il caos complessivo, sui fondi extra regionali, glielo voglio
sintetizzare con quattro o cinque esempi. Ci sono sindaci che hanno
aggiudicato lavori importanti, hanno proceduto alla sottoscrizione
del contratto con l'aggiudicatario, ma non hanno potuto fare la
consegna dei lavori, perché, nel frattempo, è venuta meno la
copertura finanziaria. Lei ancora è un peones perché è arrivato
ora. Non avrà sentito parlare della battaglia tra Battaglia e
Croce, e tra Croce e Battaglia. Lo sa chi ci è andato di mezzo, in
tutta questa vicenda? Tanti sindaci, tanti comuni che hanno avuto
assegnate le risorse attraverso un bando e che, poi, questa lotta
di potere, di gestione tra un assessorato e l'allora Commissario
per il contrasto al dissesto idrogeologico, ha portato quelle
risorse da quel dipartimento, da quell'assessorato portate lì in
quella struttura commissariale. Poi si è scoperto che questa
procedura non si poteva fare.
Guardi, le cito solo un caso, tanto per farle rendere conto
dell'entità e della gravità del fatto di cui stiamo parlando. La
linea è il Po-Fesr 2014/2020, la famosa azione 5.1.1 "Sistemazione
idrogeologica del torrente Agrò a difesa del centro abitato". Zone
R4 e P4, zone esondazione, tanto per essere chiari e rimanere in
tema.
E di questi progetti ce ne sono decine. Solo questo è 3,4 milioni
di finanziamento. Oltre 100 milioni di euro di finanziamenti, oggi
in questo stato di cose. Ma lo sa la cosa peggiore qual è? È che
ancora nessuno ha detto al sindaco o, anzi, ha scritto al sindaco e
ai sindaci che la copertura finanziaria non c'è più.
Ma la stessa cosa la potrei dire per la misura 7.1.4.1, per quanto
riguarda sempre il Po-Fesr 2014/2020 per le strade. Milioni di euro
programmati, esattamente nello stesso limbo. Primo caso, prima
tipologia.
Andiamo alla seconda tipologia. Progetti a difesa delle coste. Lei
sa quanti anni ci vogliono per fare un progetto cantierabile per la
difesa delle coste? Se va bene 5 anni, mediamente si impiegano 7/8
anni. Solo per fare le indagini batimetriche se ne vanno centinaia
di migliaia di euro. Per arrivare ad appaltare un progetto di
quelli significa avere speso centinaia di migliaia di euro.
Guardi il caso fantozziano. Prendo sempre ad esempio Santa Teresa
di Riva, perché nel 2012 li ho iniziati io questi progetti e oggi
il buon Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa di Riva, si
trova con questo cerino in mano. Ma sono tanti i sindaci in questa
situazione. Veda, cosa è successo qua? Ancora più fantozziana la
vicenda: si fa il progetto, si spendono le risorse, viene ammesso -
attenzione - a finanziamento; ma nel frattempo, essendo questo un
progetto, anzi una gara, che ha riguardato anche il completamento
della progettazione - quindi quello che in gergo viene definito un
appalto integrato - vengono aggiudicati i lavori, nel frattempo si
firma il contratto, un lavoro da 10 milioni di euro, un
finanziamento di 10 milioni di euro; ebbene, da due anni la VIA non
viene data, la Valutazione di Impatto Ambientale, due anni
Progetto appaltato. E nel frattempo, ovviamente, che succede? Che
l'impresa segna, perché ovvio che ci troviamo con ritardi che sono
al di là dell'ordinario. Anche da questo punto di vista, tenete
conto che questo appalto era stato fatto dalla struttura
commissariale, allora rappresentata da Croce. Quindi non è che è un
errore che ha fatto il sindaco, che dici "bah, il sindaco che cosa
ha combinato?" È la stessa struttura regionale Attenzione, che non
parla con sé stessa
Andiamo a un terzo caso. Delibera di Giunta regionale che assegna
finanziamenti ad personam. Questa è bella. Io so che lei non ci
crede, perché lei ha una formazione radicalmente diversa. Si prenda
questo appunto, Assessore. La delibera di Giunta n. 422 del 4
agosto 2022. Chiù sordi pi' tutti , una delibera dove vengono
assegnati ai singoli comuni centinaia di migliaia di euro, di
milioni di euro di finanziamenti. Era agosto 2022.
Lei, giustamente, che proviene da un altro mondo, non ci crede. E
io le ho voluto consegnare, le porto la prova: lettera del 18
agosto, mandata a tutti i sindaci, 2022. Questa è indirizzata a un
sindaco della provincia di Palermo, Giardinello. Caro Sindaco -
ma su tutto uguale attenzione, cambia soltanto l'allegato- Caro
Sindaco, con la deliberazione di Giunta di Governo 422 del 4 agosto
2022, abbiamo finanziato, tra gli altri, l'intervento di cui in
oggetto per l'importo di 1 milione e 200 mila euro. Ti invito
pertanto a raccordarti con il competente Dipartimento regionale
delle infrastrutture - Assessore - per ogni successivo
adempimento di natura tecnica al fine di consentire la
realizzazione dell'intervento nel più breve tempo possibile .
Firmato Nello Musumeci . Questo è Nello Musumeci.
CRACOLICI. Ce ne sono altre
DE LUCA Cateno. Io ho preso la delibera più consistente anche
fatta in un periodo un po' sospetto perché si votava a settembre
del 2022. Prenda nota anche di questo, Assessore.
Andiamo avanti con le altre casistiche. Opere iniziate che ora si
ritrovano senza liquidità, sono ferme, perché? Perché come lei ha
avuto modo di inserire nella variazione di bilancio la volta scorsa
che abbiamo affrontato il caso di un finanziamento ad Agrigento,
quindi, un accertamento tecnico in entrata nel bilancio e si è data
un'anticipazione attraverso questa norma perché non si potevano
trasferire le risorse e, quindi, i lavori iniziati non si potevano
far fronte ai SAL.
Ma lei lo sa di questi casi quanti ce ne sono? Gliene porto uno ad
esempio. Porto di Tremestieri di Messina, ma di questi casi, cioè,
che non sono state accertate in entrata le risorse di progetti
appaltati per cui anche la programmazione finanziaria è andata alla
lunga, ce ne sono decine.
Questo lo sa cosa causa? Che per l'impresa è un tassametro, scorre
e qualcuno dovrà pagare
PRESIDENTE. La invito a concludere.
DE LUCA Cateno. Presidente, mi hanno detto che i tempi sono senza
termini ma in ogni caso mi appello ai 30 minuti che ho
PRESIDENTE. Senza termini? Sono 15 minuti da Regolamento e trenta
minuti mi sembrano un po'. Da Regolamento sono massimo 15 minuti.
Le ho dato 15 minuti. Lei ha il dono della sintesi e in due o tre
minuti andrà a chiudere.
DE LUCA Cateno. Presidente, parlo per tutto il Gruppo, glielo dico
già prima, ma mi ero preparato non per un'ora di intervento ma
mezz'oretta.
PRESIDENTE. Le dò un bonus di altri 5 minuti.
DE LUCA Cateno. E arriviamo a 25. Va bene, Presidente, mi regolo
sui 25. Grazie.
Il porto di Tremestieri, anche questo - ripeto - un caso simbolo
che evidenzia che la situazione purtroppo non l'avete sottomano.
Poi, questo lo chiamiamo suicidio assistito. Veda è una delibera di
Giunta, se la segni pure questa, questa è un monumento: la 133 del
3 aprile 2024. Questa, sono convinto che non l'hanno spiegata nei
dettagli al Presidente Schifani e se avrò modo gliela spiegherò io.
Ce l'ho qui e c'è anche, ora spiegherò pure il motivo che hanno
indotto la Giunta a fare questa delibera, lei Assessore rappresenta
questa delibera.
Dunque, in questa delibera che cosa si dice, intanto era la
riprogrammazione del POC 2014/2020. L'avete fatta, Assessore,
senza tenere conto dei pagherò che erano in circolazione, l'avete
fatta non tenendo conto di leggi che ha fatto questo Parlamento che
ora io le esibirò, ma non solo, l'avete fatta e ve l'hanno fatta
fare perché i responsabili della spesa e che rappresentano anche il
fallimento della spesa in questa Regione avevano bisogno di uno
spunto vostro per scrivere alle stazioni appaltanti e dire abbiamo
scherzato. In questa delibera, viene messo nero su bianco che il
quadro della situazione dei fondi extraregionali sfugge al
controllo del Governo Cioè, non esiste un documento unitario dove
si è nelle condizioni di mettere in fila le cambiali sottoscritte
E lo dice l'ultima parte della delibera. Veda, a seguito di questa
delibera di Giunta, sono arrivate le lettere d'amore, gliene prendo
una per caso, guardi, che è stata mandata alla città metropolitana
di Messina. Tenga conto di un fatto, che le risorse di cui stiamo
parlando, Assessore, sono state definite e assegnate nel 2020. Il
decreto che assegnava in termini definitivi ai singoli comuni, ai
singoli enti, è di ottobre 2023, e nel decreto di ottobre 2023 si
imponeva, pena la revoca del finanziamento, di fare la gara
d'appalto entro il 31 dicembre 2023 Sa com'è finita Che a seguito
di quella delibera di Giunta, sono state mandate queste lettere
dicendo ci dispiace, ma siccome è stata riprogrammata tutta la
spesa del POC del 2014/2020, non puoi tenere conto più di questa
copertura'. E nella citata riprogrammazione è stato previsto anche
l'intervento in oggetto, però, con un taglio, cioè hanno tolto, per
poter finanziare qualche opera in più, dopo che era stato definito
l'importo, circa il 20 per cento. Non lo so se dobbiamo definire un
pizzo.
Poi, le dico l'ultima, ecco qui, Assessore, c'era pure lei, era
deputato, articolo 99 della legge 8 del 2018, la legge di stabilità
che abbiamo affrontato, la prima legge di stabilità con il Governo
Musumeci. Questo Parlamento ha programmato, allora, circa 400
milioni di euro per interventi importanti per quanto riguardava
l'emergenza idrica, eccetera, è stata fatto una strategia comune,
attenzione, questa è stata pure impugnata, è stato fatto l'atto di
resistenza e ha vinto la Regione siciliana. Ebbene, questa è
rimasta lettera morta, era esattamente il POC che voi avete
riprogrammato con quella delibera. E, allora, ritorniamo alla
premessa, la premessa qual è? Quando noi di fronte a questa vicenda
abbiamo incalzato il Presidente Schifani e su questo aspetto
abbiamo preteso l'inserimento dell'articolo 59 - che le ho detto
in premessa - il tema oggi, Assessore, è molto semplice. Veda
queste son tutte cambiali firmate con situazioni anche alquanto
gravi, con obbligazioni giuridicamente vincolanti, che sono lì
appese e delle quali voi non ne state tenendo conto. Perché io mi
sono voluto limitare solo a delle questioni puntuali, come sono
abituato a fare? Perché quando continuate a programmare senza
tenere conto degli impegni che avete assunto e degli impegni che
avete fatto assumere e delle risorse che sono state spese in
attuazione di una programmazione, quindi per fare un parco
progetti, io non capisco che affidabilità ha la Regione siciliana
in questo caso. Lei mi ha parlato di una crescita del Pil, è
contento, io, le dico che Regioni d'Europa con le stesse risorse
che ha avuto la Sicilia hanno avuto una performance migliore.
Assessore, veda, quando si danno dei numeri e non vengono posti i
parametri di riferimento, il numero in sé in termini assoluti può
essere interpretato come vogliamo, ma lei sa meglio di me - perché
le riconosco anche l'onestà intellettuale, ancora, della verginità
politica con la quale ancora è qui in quest'Aula - lei sa bene che
la performance della Regione siciliana rispetto ad altre regioni
d'Europa a parità di fondi è pessima.
Noi cresciamo poco rispetto ad altre regioni, infatti siamo
rimasti tra le ultime regioni d'Europa per quanto riguarda la
nostra posizione.
Per toccare altri piccoli argomenti - e chiudo - c'è ormai la
"Frankenstein" che incombe. Veda è stata approvata questa norma dal
Parlamento nazionale, noi non abbiamo visto traccia in quelle che
sono le politiche da fare nel breve periodo, e queste sono urgenti,
per far fronte ed evitare che vada al collasso il sistema. Oltre
700 licenze brevi, se non si interviene subito non potranno essere
rinnovate. Le nuove concessioni sono paralizzate e questo Governo
che intende fare?
Assessore, a conclusione del mio intervento le dico proprio
questo: prima di volare alto cerchiamo di renderci conto il
contesto che abbiamo ereditato. Ora, qua non vogliamo fare
assolutamente una disquisizione politica di responsabilità, però le
riconosco un pragmatismo che è frutto della sua non appartenenza
alla politica, ma la metta in atto. La metta in atto, perché da
quello noi possiamo correggere tante storture e consentire che
l'intero sistema vada meglio. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Venezia. Ne ha
facoltà.
Vi chiedo, onorevoli colleghi, di attenervi a massimo dieci
minuti, se è possibile.
So che la sintesi è il dono di ognuno di noi.
VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Dagnino,
la Nota di aggiornamento che trattiamo oggi in quest'Aula ci segna
un dato importante e cioè che rispetto alle previsioni il Pil
regionale cresce non dello 0,9 ma dell'1,5.
Ma analizzando bene il documento ai dati statistici che vi sono
contenuti, si evince un contesto economico e sociale di grande
fragilità e, sicuramente, il dato della crescita non sembra
strutturale per i prossimi anni, ma è frutto, come adesso chiarirò,
della contingenza del momento. Perché questo documento non tiene
conto di tre grandi questioni che, come dire, rendono tutto molto
più fragile e nei prossimi anni.
Innanzitutto l'inasprimento delle tensioni geopolitiche. Il tema
dei cambiamenti climatici che con la siccità e poi con gli eventi
improvvisi ed estremi costringe fare interventi infrastrutturali
per la messa in sicurezza del territorio e tutto ciò crea anche
problemi per alcuni settori nevralgici come per esempio
l'agricoltura con i crolli di produzione che abbiamo visto in
quest'anno. E poi gli effetti nefasti che arriveranno nella nostra
Regione, Assessore, a partire dal prossimo anno, con l'applicazione
dell'autonomia differenziata che aumenterà il divario tra Nord e
Sud e aumenterà le diseguaglianze territoriali e sociali.
Giungono buone notizie sul fronte del disavanzo, e anche su questo
aspetto vorrei concentrarmi qualche secondo per dire che è un
risultato frutto di una gestione oculata anzitutto da parte del
Ragioniere generale e nel complesso dell'Assessorato dell'economia,
ma noi sappiamo che il disavanzo è arrivato a cifre importanti
perché ci sono stati accantonamenti significativi da una parte ma
anche una parte non secondaria che ha aumentato l'accantonamento e
il mancato impegno di consistenti risorse che diciamo durante gli
esercizi finanziari precedenti e in particolare quello del 2023
hanno liberato risorse che poi hanno contribuito ad abbattere il
disavanzo. E questo, mi sia consentito di dire, che è anche frutto
di una mancanza di programmazione e di gestione delle risorse in
bilancio che attraverso le variazioni possono essere utilizzati nei
capitoli laddove ci sono più necessità.
Vorrei iniziare questa analisi politica citando i dati
dell'export, che come ci dice il Documento di aggiornamento sono
aumentati nel 2024 dell'1,8 per cento, ma dobbiamo dire che questa
tendenza positiva è alimentata, come è stato ribadito, solo
dall'aumento delle esportazioni dei prodotti petroliferi e non
certo per l'aumento delle produzioni ma per l'oscillazione dei
prezzi delle materie prime sul fronte energetico che risentono
delle turbolenze internazionali.
Rispetto a questo, però, registriamo contestualmente la
contrazione delle esportazioni con percentuali molto significative
- e direi io anche preoccupanti - per quanto riguarda, per esempio,
il settore dell'elettronica che ha una perdita rispetto all'anno
precedente del 49,5 per cento; il settore della farmaceutica del
18,6 per cento; della metallurgia del 41,9 per cento, sono dei
settori che in un contesto economico e in un sistema globale
dovrebbero invece avere il segno più e invece in Sicilia si va
indietro.
L'economia siciliana è trainata da due comparti significativi: il
turismo da una parte e il settore delle costruzioni dall'altra e io
nella mia analisi vorrei sottolineare che né sul turismo né sul
settore delle costruzioni vi è stato un impegno programmatico
forte, incisivo, consistente, da parte del Governo regionale perché
il settore delle costruzioni è stato tirato avanti in quest'ultimo
periodo dagli incentivi dei bonus nazionali e dagli investimenti
del PNRR e di altri fondi europei statali.
E anche i numeri che abbiamo su questo settore +6,5 per cento e
+23 per cento di occupati rischiano di dissolversi nel nulla, già a
partire dai prossimi mesi, perché sta per finire la lunga stagione
dei bonus, l'aumento delle materie prime anche nel settore edile
avrà una conseguenza negativa sugli interventi di edilizia privata
e a questo vi è da aggiungere che, nonostante la programmazione
delle risorse extra regionali faccia riferimento agli anni 2021-
2027, siamo alle porte del 2025 e ancora gran parte delle risorse
stanziate non sono state messe a regime né impegnate né tanto meno
spese per stimolare l'economia attraverso gli investimenti. E su
questo io vorrei fornire un dato che, a mio sommesso avviso, è
abbastanza eloquente.
La Sicilia è soggetto attuatore alla Regione siciliana e soggetto
attuatore di ben 1.763 progetti nell'ambito del PNRR, per un
ammontare complessivo di 2 miliardi e 150 milioni di euro, ebbene
anche su questo registriamo una nota dolente, sono stati impegnati
solo un terzo delle somme e la fine del PNRR è alle porte potremmo
dire soltanto 727 milioni ad oggi sono stati impegnati su due
miliardi centocinquanta e dato ancora più negativo la Regione ha
provveduto a fare liquidazioni solo per 99 milioni di euro che si
riferiscono all'anno precedente, perché ancora molti pagamenti
relativi al PNRR per quanto riguarda l'esercizio finanziario 2024
non ne abbiamo viste e sappiamo che fra meno di un mese le casse
regionali verranno chiuse.
Per quanto riguarda il turismo, noi segniamo un +4,7 per cento
rispetto al 2023 e soprattutto più stranieri; anche su questo, mi
sia consentito di dire che non abbiamo visto una strategia di lungo
periodo da parte del Governo regionale sul turismo, a parte
l'elargizione di lauti contributi come la stampa di questi giorni
ci ricorda, sapendo che l'aumento delle presenze turistiche
straniere dipende non da un'attività di programmazione, da una
campagna di promozione della Sicilia, ma dal fatto che il contesto
geo politico nell'area del Mediterraneo, come dire, esposta ai
flussi turistici non tanto nel Nord Africa, in Egitto, nel Medio
Oriente ma diciamo avvantaggia regioni del Sud Italia come la
Sicilia.
E anche su questo dato non esprimerei giudizi particolarmente
lusinghieri perché ricordo a me stesso, al Governo e a quest'Aula
che la Sicilia per il patrimonio di beni culturali che possiede,
per numero di siti Unesco, per storia, per caratteristiche
geomorfologiche tra cui la presenza del mare su tutte le sponde,
per tutta una serie di condizioni anche climatiche, dovrebbe essere
la prima regione italiana per numero di turisti e invece è
solamente all'ottavo posto dopo la Toscana, l'Emilia Romagna, la
Lombardia, il Veneto, il Lazio, la Campania e il Trentino.
Quindi, il beneficio che abbiamo avuto rispetto a queste entrate è
frutto di contesti nazionali e internazionali rispetto ai quali non
c'è stata, ad onor del vero, un'attività incisiva da parte del
Governo regionale con gli strumenti di pianificazione e
programmazione.
Vorrei a questo punto passare al contesto dell'agricoltura, al
comparto agricolo, -7% nel 2024, -21% nel 2023, Assessore.
L'occupazione, ed è il dato più eloquente, segna -14% ciò significa
che le misure che questo Governo, le poche misure che questo
Governo ha varato per contrastare la crisi del comparto agricolo
non hanno sortito nessun effetto positivo e nemmeno ne intravediamo
per il prossimo futuro.
Un dato drammatico che segna anche una grande questione:
l'abbandono di ampie porzioni delle aree rurali da parte dei
siciliani e in particolare dei giovani che non trovano un riscontro
economico adeguato attraverso l'agricoltura. E vengo, prima di
arrivare alla conclusione, al tema dei cambiamenti climatici: i
dati che voi che voi fornite sono diciamo significativi per
comprendere il livello di attenzione che questo Governo ha avuto
nell'ultimo biennio su questo tema. Soltanto 90 milioni su 6
miliardi 8 per il settore idrico contenuti nel Fondo sviluppo e
coesione, soltanto 43 milioni di euro nel PR FERS Sicilia 2127 per
il contrasto alle perdite idriche e gli interventi sul settore
idrico, sono risorse esigue rispetto ai miliardi e miliardi di euro
destinati agli investimenti. Avevamo denunciato la settimana scorsa
che occorrevano segnali forti di controtendenza attraverso anche la
riprogrammazione di questi strumenti ma non vediamo nulla
all'orizzonte.
Vengo al tema povertà: "il Governo è impegnato nella definizione
di misure di aiuto alle fasce deboli del tessuto sociale regionale"
ha dichiarato il Presidente Schifani nell'introduzione a questa
nota di aggiornamento, però sappiamo che fra il 2023 e il 2024 il
volume dei sussidi in Sicilia è sceso di un terzo, di circa il 33%
con l'abolizione col reddito di cittadinanza per fasce ampie di
popolazione e i 30 milioni di euro che avete destinato alla povertà
facendo roboanti comunicati stampa danno un messaggio chiaro per
chi sa leggere i numeri. E' stato solo uno spot elettorale perché
con quei 30 milioni di euro, riceveranno un sussidio seimila
famiglie con ISEE sotto i 5 mila euro mentre sappiamo dai dati che
ha pubblicato anche la CGIL che sono 345 mila le famiglie che hanno
un ISEE in Sicilia inferiore a 5 mila euro, quindi una misura una
tantum che non aiuterà certo a combattere la povertà, mentre
diecimila famiglie si trovavano sotto procedura di sfratto e il
calo dei consumi, come dire, segna un altro elemento, come dire,
negativo su cui occorrerebbe anche riflette.
Per non parlare - e concludo Presidente Di Paola - dei tagli di
ben 5 miliardi e 300 milioni, secondo i dati dello Svimez, che il
Governo nazionale si appresterà a compiere per la Sicilia e per il
meridione d'Italia.
Sono stati tagliati i fondi per la decontribuzione, per
l'occupazione, per le zone economiche, trasferimenti ai comuni.
Ecco, è il preludio di quello che succederà con l'applicazione
piena dell'autonomia differenziata.
La legge di stabilità dovrebbe essere una risposta rispetto alla
diagnosi che avete fatto con la Nota di aggiornamento. Ieri sera
avete pubblicato, nel sito della Giunta regionale, la delibera di
approvazione della legge di stabilità.
Io, ieri notte, ho dato un'occhiata alle norme contenute e, fresco
di lettura della Nota di aggiornamento, mi è saltata come dire agli
occhi una cosa chiarissima, che la legge di stabilità non affronta
nessuna questione in maniera seria e concreta rispetto all'analisi,
ai dati, ai contenuti, alle emergenze, alle sfide che la Nota di
aggiornamento ci propone.
Quindi, voi volete fare una finanziaria veloce, come lo scorso
anno, ma preannuncio che sarà una finanziaria senza nessuna visione
del futuro della Sicilia e senza la risoluzione di alcun problema.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, quanto detto dal collega Venezia,
mio compagno di partito e di Gruppo, mi consente di non ritornare
su tutti gli argomenti che ha rilevato, ha posto accento, ha
focalizzato nel suo intervento.
Io utilizzo soltanto la parte finale dell'intervento del collega
Venezia, ovvero che lui ha letto il testo della manovra della legge
di stabilità che è stata approntata in Giunta qualche giorno fa e
che stasera ci ha annunciato l'Assessore sarà inoltrata al
Parlamento. Già questa è la prima anomalia. Normalmente, la legge
di stabilità dovrebbe essere a valle degli elementi di valutazione
economica, proprio per mettere in campo una serie di strumenti che
possano, in qualche modo, incidere sui fattori di crisi, sui
fattori di difficoltà, sui punti per i quali la Regione con la
propria politica economica intende mettere in campo una strategia
di aggressione rispetto ai punti di crisi. Questa scissione tra la
legge di stabilità, che per la verità e ad essere onesti non
riguarda questo Governo, questo ultimo atto prodotto - noi
addirittura abbiamo avuto leggi di stabilità presentate in
Parlamento a marzo/aprile con il DEF, allora si chiamava il DPF,
approvato a novembre/dicembre, quindi con ben quattro mesi di
distanza tra la manovra proposta e il DPF approvato che nulla
avevano a che vedere i due atti.
Perché c'è una ragione. La Regione siciliana tende a replicare ciò
che conosce.
Le leggi di stabilità, più che di leggi finanziarie in senso
economico, sono leggi di bilancio e - come si sa - le leggi di
bilancio provano in qualche modo a replicare il sistema del
bilancio che ha attuato secondo il principio che una spesa si
riproduce perché dietro a una spesa c'è un sistema sociale, un
sistema economico, un sistema anche clientelare in questa regione.
Allora, io voglio provare a rendere utile questa discussione di
oggi, altrimenti tutti recitiamo, tutti facciamo gli economisti.
Assessore, io la sfido a predisporre immediatamente un maxi
emendamento - non di quelli che arrivano in Aula all'ultimo minuto
con il contributificio per Governo e Parlamento - io la sfido a
presentare immediatamente un atto che provi in qualche modo a
rafforzare misure economiche in grado di rispondere ai nodi che
sono presenti e che ci propone il DPEF o il NaDEFR, perché
altrimenti rischiamo di fare una discussione, come dire una
scissione tra le valutazioni economiche e le politiche concrete che
si possono attuare. Alcune di esse le sono state suggerite, ho
visto che il presidente della Commissione ha provato in qualche
modo a indicare alcuni obiettivi che possono essere utilizzati per
aggredire alcuni dei nodi che ci sono in Sicilia.
Purtroppo devo dirlo - anche questo non è emerso in Commissione -
c'è un grande buco nella nostra economia, che è la politica
industriale. Una Regione di 5 milioni di abitanti, per quanto
possiamo impegnarci sul turismo, sulle costruzioni, cose sulle
quali ha parlato giustamente Venezia e ha posto in rilievo, come
dire luci e ombre di quelli che sono oggi, quelli che appaiono, i
settori più trainanti - sulle costruzioni, in particolare, basta
ricordare che noi abbiamo goduto di un percorso di crescita anche
grazie alle politiche di incentivo sul 110 e sulle misure sul sisma
e l'ecobonus - così come sul turismo inevitabilmente abbiamo goduto
delle disgrazie degli altri.
Ma detto questo, noi abbiamo un grande buco che è la politica
industriale. Una Regione con 5 milioni di abitanti, dicevo, non può
pensare al suo sviluppo senza un sistema industriale, che può
essere fatto da piccola e media impresa, ma che deve essere fatto
da piccola e media impresa in una Regione dove non c'è, tranne
alcune punte di eccellenza, noi ancora oggi parliamo della Fiat di
Termini Imerese, sono passati ormai più di un decennio
dall'abbandono e parliamo di un'area di crisi dove ancora oggi non
è chiaro da dove si ripartirà per rilanciare la funzione
industriale di quell'area, così come di altre aree siciliane.
Allora, io la sfido in questo senso: ci faccia una integrazione di
misure economiche. Lei ha annunciato che vuole riproporre le misure
di aiuti alle imprese? Lo faccia prima, in maniera tale che il
dibattito diventi un dibattito serio, altrimenti parleremo di
interventi spot, come quello che fu fatto ad esempio
sull'occupazione. Prima che lei arrivasse, Assessore, nella scorsa
finanziaria era stato uscito il coniglio dal cilindro: un incentivo
di 10.000 euro per tutte le imprese che assumevano in Sicilia,
incentiviamo l'occupazione attraverso un sostegno alle imprese.
Qualche giorno fa lei ha presentato in quest'Aula la quarta
variazione di bilancio, che è stata finanziata, in parte, da 50
milioni di euro che lei ha dovuto cancellare per quella misura che
non è stata attuata. Ecco, noi assistiamo a manovre spot che nulla
hanno a che vedere poi con la condizione economica reale, anzi
l'attesa in economia o la promessa spesso costituisce un fattore
distorsivo del sistema economico. Io quindi non aggiungo altro,
potrei parlare della legge che ha citato il presidente della
Commissione, quella sul risanamento dei centri storici, o della
legge sul credito al consumo, perché gliel'ha detto anche
nell'introduzione, è vero cresce il PIL ma il PIL non è un
misuratore di ricchezza, da solo. Perché la stessa relazione che
lei ha presentato ci dice una cruda realtà, che a fronte di una
crescita seppure con qualche decimale del PIL, in Sicilia si
riducono i consumi. Sa che cosa vuol dire in economia? Che
aumentano le diseguaglianze sociali, oggi la Sicilia, la forbice
tra chi sta meglio e chi sta meno o sta peggio si è ulteriormente
allargata, pur essendo una Regione abituata, il popolo siciliano è
abituato a sopravvivere ma questo dimostra che quando si riducono i
consumi vuol dire che la gente spende meno anche per sopravvivere,
allora questo è un tema che ha conseguenze sociali devastanti in
termini di povertà diffusa anche di insicurezza sociale, aggiungo,
anche di forte emigrazione, la Destra in questo Paese ci ha
scatenato una campagna mediatica sulla immigrazione, il pericolo di
essere invaso ma quanti sono i siciliani che ogni anno vanno via?
Di questo non ne parliamo mai e la politica ha o non ha il dovere
di provare, come dire, a creare sistemi di politiche economiche
affinché si possa restare in Sicilia?
Allora, io la sfido in questo senso, apprezzando il tentativo suo
di nuovo assessore di misurarsi con la sfida, con una ambizione,
perché se c'è una cosa che è mancata in questa Regione e manca da
anni è l'ambizione, l'ambizione di uscire dalla palude in cui oggi
questa Regione vive e convive, se lei farà questo discuteremo nel
merito, zero uno in più, zero uno in meno, conta poco, quello che
conta sono le politiche affinché la Regione si candidi ad essere un
luogo utile alla vita dei siciliani, tutti, non solo di qualche
siciliano o di qualche pezzo di società siciliana più organizzata
che ha maggiori opportunità di condizionare o di chiedere in
maniera più efficace a "mamma Regione" di elargire solo contributi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Micciché. Ne ha
facoltà.
MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, avevo
poi chiesto di intervenire anche per motivi personali, ovviamente,
dopo l'intervento, appena finiamo di votare.
Assessore, la manovra è, ne abbiamo viste tante in tutti questi
anni, questa in qualche occasione è scritta anche meglio rispetto
al passato, però ha ragione l'onorevole Cracolici quando dice poi
alla fine "a farina è sempre chiddra, a pasta cu chista farina
s'havi a fari", però ci sono delle cose che si possono
oggettivamente modificare.
Questo è il terzo Governo a cui io faccio questo appello, oggi, la
prego di andarlo a verificare perché sono informazioni che è
importante che abbia anche lei, oggi la Regione siciliana ha un'età
media dell'intera Amministrazione di sessantatré anni, età media,
tutti gli impiegati della Regione hanno mediamente sessantatré anni
e, ripeto, la prego di andarlo a verificare, chiami chi ha queste
carte e se le faccia dare, è sessantatré anni e lo posso garantire,
ho le carte.
Poi ci sono, tra quelli che hanno fatto il concorso, tra quelli
che sono entrati alla Regione attraverso concorsi l'età media è di
sessantatré anni, poi ci sono altri ingressi che ci sono stati per
motivi di vario tipo ma per chi ha fatto concorsi, non le nascondo
che siamo amici, ci sentiamo ogni tanto, dei concorsi importanti
che sono stati fatti, l'ultimo che è entrato in Regione è il
dottore Cartabellotta che ha, infatti 58 o non so quanti anni. Ma
la media è 63.
Ora, io è già da tre governi che pongo l'attenzione, e grido un
allarme su questo argomento. Ma tre governi fa ancora, ancora,
c'erano 15 anni davanti. Due governi fa, ancora, ancora c'erano
dieci anni davanti. Ora non più. Perché se la media è 63 anni oggi,
a fine di questa legislatura la media è pensione. Cioé significa
che, nel giro di qualche anno, non ci sono più impiegati alla
Regione
Noi ancora subiamo, assessore, accordi che sono stati fatti nel
passato e che poi, onestamente in questo Governo non c'era ancora
lei, c'era Falcone, avete cominciato, un minimo, a cambiare negli
accordi con lo Stato perché avete eliminato il divieto di
assunzione. Ma oggi Roma fa una norma in cui, di fatto, vieta le
assunzioni.
Allora, tutto quello che ci siamo detti, può avere un senso se poi
c'è una struttura che qualcosa la può fare. Noi abbiamo
un'amministrazione dove non si può essere promossi; dove il premio
di rendimento è uguale per tutti e lo ottieni comunque, che lavori
o che non lavori; dove c'è una situazione organizzativa
assolutamente folle, dove ci può essere uno molto bravo che, però,
ha un ruolo inferiore e non può toccare palla, perché un altro
scarsissimo, che però è superiore nella cosa, quella cosa la deve
fare lui... Cioè, c'è una situazione veramente, assessore,
aberrante nella Regione siciliana dal punto di vista
amministrativo.
Io lancio quest'ultimo appello, perché poi sarò in pensione pure
io e quindi se la vedranno i giovani dopo. Lancio ancora a lei
questo appello. Chiamatevi i sindacati, chiamate l'Aran, chiamate
chi volete voi. Incontratevi col Governo nazionale, perché il
Governo nazionale deve, come dire, aprire le braccia su qualche
cosa e capire che è un obbligo assoluto. In più, c'è il vero
problema dei problemi, che è quello dell'Inps. Cioè la Regione
siciliana, finito di pagare gli stipendi, paga anche le pensioni.
Quindi non è che se uno va in pensione, alla Regione siciliana,
assumerne un altro non gli costa perché non paga più quello di
prima. No, no ne paga uno in più. Questa è la situazione che noi
abbiamo. Dice, ma non è che l'ho creata io. Lo so, che lei proprio
non c'entra niente. Ma non lei, nemmeno la generazione sua c'entra
niente, però bisogna affrontarla.
Qualcuno la deve affrontare, qualcuno deve avere il coraggio di
andare al Governo nazionale, quale che esso sia, e dire dunque che
cosa volete fare? Noi dobbiamo risolvere questo problema. Perché
qua si parla di piccoli interventi, di piccole cose, lo zero
virgola di Pil, lo zero virgola di occupazione, lo zero virgola
royalty sulla benzina, sul petrolio, eccetera. Ma non si affronta
il mega argomento, che è quello che li racchiude tutti. Questo è
soltanto un appello che le faccio, e che spero che uno come lei
proprio perché, come diceva Cracolici, non viene dalla politica,
quindi un tempo avevano l'obbligo perché la storia delle royalty
gliele imponevano da Roma, quindi il deputato o il Presidente
regionale comunque faceva capo a Roma. Oggi lei è uno che è libero,
da questo punto di vista, per cui può oggettivamente pretendere che
si facciano le cose che servono a questa regione.
Ultima cosa, e chiuderò assolutamente nei tempi previsti. Leggo,
stamattina, che il presidente Galvagno - per carità, mi rendo conto
che c'è un momento anche di imbarazzo, per cui bisogna dire certe
cose - ha detto che non ci saranno più, quindi immagino nemmeno in
questa manovra, i cosiddetti contributi alle associazioni. Però,
anche su questo, vorrei dire al presidente Galvagno ben venga il
suo intervento, che c'è stato.
Però c'erano, negli anni settanta ci fu -lei forse la ricorda - la
grande crisi mondiale dell'eroina. Che l'eroina fu inventata nei
paesi orientali, per vincere la guerra contro gli americani. Oppio
e poi eroina, uguale. Ci fu un deputato che propose la soluzione
all'eroina: non vendiamo più siringhe. Ora lei capisce bene che,
certamente, il problema non lo si risolveva non vendendo più
siringhe. E mi pare la stessa cosa oggi di Galvagno. Cioè, ci sono
associazioni non meritevoli di essere finanziate, per cui non se ne
finanziano più
Non è questa la soluzione, la soluzione è finanziare quelle
giuste. La soluzione è avere qualcuno che controlla le cose che si
fanno.
E quindi invito il Presidente Galvagno non a fare esattamente
quello che non serve, cioè assegnare tutti i fondi all'Assessorato,
che non sarebbe controllato da nessuno e che, di fatto, spenderebbe
i soldi così, non passando neanche dall'Assemblea, forse peggio,
no, ma tenendoli in Assemblea. Che le varie Commissioni, la I, la
II, quella della Cultura, quella dell'Agricoltura, quella di tutto
quello che volete, che controlli, contributo per contributo,
emendamento per emendamento; non col passaggio in Commissione
perché è obbligatorio, ma con lo studio vero nelle singole
Commissioni di che cosa è quel contributo, a che cosa serve, a chi
serve, chi sono le persone a cui questo contributo va.
Presidente della Commissione Bilancio, io la invito a fare sua
questa proposta, perché è la sua Commissione che dovrebbe avere
questo incarico fondamentale, insieme a tutte quelle di merito. Ma
guai se noi le togliamo completamente al Parlamento per mandarle
all'Assessorato. Vi invito proprio a non fare questo, che sarebbe
un errore colossale, veramente colossale.
E poi questa è un'Assemblea che, finché non succedono alcune cose
di cui parleremo nell'intervento successivo che farò, è un posto di
persone serie, è una istituzione seria, un'istituzione vera, che
certi problemi li può risolvere.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché.
È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.
DE LUCA Antonino. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
siciliani, Assessore, durante le ultime variazioni di bilancio, se
ricorda, durante un confronto, io le dissi una frase, cioè che
questo non è il Parlamento nazionale e quindi possiamo applicare
teorie di rilievo nazionale, seppure fondate; questo è il Governo
regionale e ci dobbiamo occupare di amministrare una Regione che è
la Sicilia.
Leggendo la NaDEFR ho capito che voi non vi siete convinti neppure
di governare l'Italia, ma probabilmente il Giappone, che - credo -
è la terza economia mondiale, con una crescita di prodotto interno
lordo che non finisce mai. Perché, leggendo l'inizio, outlook
stabile con PIL in crescita; andamento favorevole del PIL; aumento
del gettito fiscale, seppure il maturato e non il riscosso;
diminuzione del tasso di disoccupazione; mercato immobiliare in
crescita; esportazione in aumento; segnali positivi dal comparto
turistico, opinabile visto il periodo; imprese in aumento;
investimenti sulle energie rinnovabili; investimenti su
infrastrutture e TPL
Presidenza del Presidente GALVAGNO
tutto sommato, ho detto, tutto bene. Tra l'altro "interventi per
mitigare la siccità, realizzati o in corso di ultimazione nella
misura del 67 per cento".
Ho pensato che probabilmente rientrano anche interventi di natura
condominiale, perché sembrerebbe, a leggere, che il problema della
siccità è stato risolto e che l'economia siciliana, anziché essere
asfittica va a gonfie vele, i ragazzi stanno bene, non ci sono
immobili vuoti in Sicilia. Una crescita incredibile
Però, Assessore, questa è una fotografia di chi la Sicilia non la
vive, magari la guarda, la vede, gli arrivavano dei report,
probabilmente anche drogati da dati che non sono, che non hanno un
unico tipo di lettura. Perché quando dici che la disoccupazione
diminuisce, la disoccupazione diminuisce perché? Perché sono
aumentati i contratti part-time? Perché sono aumentati i contratti
precari o perché è aumentato il lavoro stabile, le opportunità e i
contratti a tempo indeterminato?
Quando diciamo che ci sono meno disoccupati, è perché la gente è
andata via dalla Sicilia oppure perché è qui e ha trovato lavoro.
Quando diciamo che il mercato immobiliare in Sicilia è cresciuto a
me viene da ridere, cioè in Sicilia è cresciuto dello 0,4, in
Italia del 12,2. Non la scriverei questa cosa qua. Come fate a dire
che le cose vanno bene perché il mercato immobiliare è in crescita
dello 0,4 quando il dato nazionale è 12,2?
Non sta né in cielo né in terra, è una presa in giro E' una presa
in giro, come è una presa in giro dire che avete il 67% degli
interventi sulla crisi idrica che sono stati completati o sono in
corso di ultimazione. Ora vediamo di entrare un po' nel merito.
Quando dite che il turismo, il settore turismo va bene, aumento,
crescita. A parte che la media di permanenza in Sicilia dei turisti
è di 3,2 giorni, il che vuol dire che voi in questi dati
probabilmente mettete anche il crocierismo cioè la persona che
scende spende 50, 100 euro, mangia una granita, forse una pizza e
va via, quindi neanche dorme Questi dati da cosa vengono Stiamo
guardando gli ultimi tre anni in cui probabilmente ci sono i
milioni di euro distribuiti anche con Sicily oppure sono dati di
effettiva crescita del comparto. Questi turisti se sono venuti
quanti soldi hanno lasciato in Sicilia? Non è dato saperlo.
L'Autorità di bacino a pagina 65, scrivete che ha predisposto da
anni la strategia regionale di contrasto alla desertificazione e
redatto il piano di lotta alla siccità. Ma poi lo hanno dimenticato
nel cassetto? Ce l'hanno pronto da anni. Lo sanno da anni. Ma cosa
è stato fatto fino ad ora perché di siccità e di interventi ne
stiamo iniziando a parlare adesso. Non ne abbiamo parlato negli
anni scorsi. Non è una sua responsabilità, Assessore, perché lei è
arrivato da ultimo, però io sto cercando di ripetervi per
l'ennesima volta che la Sicilia non è come la descrivete voi in
questi documenti, la Sicilia è fatta di persone che non hanno casa
nonostante città metropolitane come Messina hanno il 26% di
immobili sfitti perché non riescono a comprare una casa, perché non
riescono ad accedere ad un mutuo, perché non riescono a pagare un
afflitto
La Sicilia è fatta da persone che hanno l'acqua una volta alla
settimana, una volta ogni venti giorni, una volta ogni trenta
giorni. La Sicilia è fatta da persone nella cui casa l'acqua arriva
un paio di ore al giorno, non sempre arriva acqua potabile. La
Sicilia è una Regione in cui voi scrivete: aumentati gli
investimenti nei campi energetici, avete aperto la Cts, state
esitando pratiche; non sappiamo se state controllando, se non state
controllando, buone tutte perché da che non ne passava nessuna ne
passano tante. Allora delle due, l'una. O ha fatto male il Governo
Musumeci o state facendo male voi o ci dovrebbe essere tecnicamente
una via di mezzo che non c'è, è evidente, perché prima era tutto
fermo ora si muove tutto, normalmente la virtù sta nel mezzo. Ma
qua di virtù ne vedo poca, Assessore, ripeto, non gliene faccio un
peso su quello che è accaduto, lei porterà il peso di quello che
anche accadrà, però dobbiamo avere chiaro quel punto di partenza
perché se ci convinciamo di governare il Giappone o un'economia
florida, una società in cui le cose funzionano qua voi continuate
a scrivere e a ripetere che avete risolto, che state risolvendo il
problema delle liste d'attesa.
Questa cosa qua la vedete solo voi, perché la gente continua ad
essere rimandata di sei mesi, di otto mesi per fare una
mammografia, nel frattempo avete sprecato un manicomio di milioni
di euro con una convenzione inutile col San Donato per fare una
cardiochirurgia pediatrica a Palermo che non c'è. Perché c'è il
reparto e non ci sono i pazienti e non c'è neanche il responsabile,
neanche il primario, c'è un chirurgo vascolare e voi date i soldi
al San Donato. Nel frattempo dite che avete risolto il problema
delle liste d'attesa. Bugia, bugia, provi a telefonare al Cup prima
di scrivere queste cose. Telefonategli e chiedetegli me la prenota
la mammografia? e vedete quando ve la danno, me la fa una
risonanza magnetica? , e vedete quando ve la danno, me la fa una
tac? e vedete quando ve la danno. Anche salva vita, prima
telefonate e poi lo scrivete
52 interventi relativamente alla questione siccità, 20 ultimati e
messi in rete, 16 sono in cantiere. Se questo è il 67 per cento, 20
ultimati su 52, voi il 67 per cento come lo calcolate? Cioè 20 su
52 è meno del 40 per cento. Voi scrivete che avete ultimato il 67
per cento degli interventi della rete idrica, cioè com'è che c'è la
Sicilia senza acqua? 4 sono in affidamento per una contribuzione
idrica e 12 in fase di approvazione e siamo arrivati a 52. Io non
capisco proprio come li avete fatti, ma ripeto la cosa più
drammatica è che voi mettete nero su bianco che da anni sapete cosa
sta per succedere, abbiamo le dighe vuote, abbiamo le città
senz'acqua e nessuno ha fatto nulla, tranne perdere il
finanziamento di tutti i progetti che il Governo Musumeci - ce lo
ricordiamo tutti - ha perso, tutti, senza salvare neanche uno, non
era facile, eh?
Infine, l'ultima cosa, lo fate ogni anno, affidate le speranze di
una rinascita che non ci sarà alla realizzazione del fantomatico
Ponte sullo Stretto. Oggi c'è stata l'ultima, questa la devo
raccontare perché fa ridere e non potrà non suscitare ilarità anche
in un professionista serio qual è lei, Assessore. Oggi si sono
usciti che tra le opere compensative faranno anche l'aeroporto del
Mela, in provincia di Messina, un aeroporto; sono riusciti a
scrivere nonostante, dico, le norme Enac e tutto il resto, credo
che ancora valgano, sono riusciti a scrivere che tra le opere
compensative del Ponte sullo Stretto faranno un aeroporto. Tra un
po' scriveranno che tra le opere compensative del Ponte sullo
Stretto faranno anche il Ponte sullo Stretto, uno per l'andata e
uno per il ritorno. Cioè, lo capite che scrivere queste cose è
inconcepibile?
Io vi prego, dico tecnicamente, noi lo trattiamo come se la NaDEFR
fosse l'ultima delle stupidaggini che questo Parlamento deve
discutere e deve votare. Invece dovrebbe essere un documento serio.
Vi prego di affrontarlo con maggiore serietà e soprattutto, ripeto,
non affidatevi a tutto quello che vi arriva sul tavolo, perché non
sempre corrisponde a verità, provate a fare lo sforzo di
verificarlo perché la gente comune, quella che soffre, tutta questa
roba qua non l'ha vista mai nella sua vita.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha
facoltà. Prima una semplice precisazione, perché ho avuto modo di
poter comunque ascoltare, nonostante non presiedessi in quel
momento, l'intervento dell'onorevole Micciché circa l'articolo
uscito oggi. Il mio ingrato compito è anche quello di tutelare
l'onorabilità di questo Parlamento e, in virtù di quello che è
stato un caso assolutamente mediatico importante, che diciamo è
sotto gli occhi di tutti, la mia è una proposta che non significa
che sia una legge, perché ricordo che questo non è un organo
monocratico ma comunque si sceglie, si decide, in maniera
assolutamente collegiale; nessuno è contro nessuno e so anche bene
che esistono delle associazioni che sono probabilmente, sotto il
profilo della proposta o del lavoro che svolgono, migliori di
altre, ma purtroppo questo Parlamento non è sempre stato in grado
di essere responsabile ed essere riuscito a determinarsi su chi è
migliore rispetto agli altri.
Quindi, visto che è rientrato l'onorevole Micciché e stavo
rispondendo a quello che è stato l'intervento che lei ha fatto, la
proposta che io ho fatto non significa che sia, dicevo, una legge,
è un'idea che si ha, perché questo Parlamento purtroppo non è
riuscito a sancire chi è migliore degli altri, specie quando si
mette tutto all'interno di un maxiemendamento dove non si ha una
firma di chi propone quell'associazione e potrebbe anche motivare
il perché di quell'associazione piuttosto che un'altra.
Io difendo il territorio, lo difendo sempre e non voglio fare
neanche confusione tra quelle che sono le associazioni e le
fondazioni, però mi sento ad esempio quest'anno di potermi spendere
molto più apertamente ad esempio per le Orestiadi di Gibellina, in
virtù del riconoscimento che gli è stato dato, e non credo che sarà
uno scandalo politico difendere un esempio di eccellenza come il
loro, specie in vista del risultato che hanno ottenuto e certamente
non ne faccio un ragionamento di campanilismo perché non è della
mia provincia e poi sono sicuro che anche l'onorevole Micciché sarà
favorevole perché si è molto battuto per Gibellina.
La mia è soltanto una precisazione perché prima di tutto bisogna
difendere l'onorabilità di questo Parlamento e se questo Parlamento
ha sbagliato è giusto che si confronti per trovare il metodo
migliore che possa riaccreditarci anche agli occhi della gente
rispetto a quanto è accaduto.
Quindi, chiedo scusa all'onorevole Chinnici, ma certamente i
minuti partiranno da quando comincerà a parlare.
E' iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.
CHINNICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certamente poi,
si figuri, su Gibellina saremmo tutti d'accordo, mi pare evidente.
Ma a proposito di garantire appunto il Parlamento, signor
Presidente, sono contenta che è rientrato perché io volevo fare...
non se ne vada, Presidente, è giusto?
Perfetto, no, va bene, l'importante è che mi ascolta in questo
perché riguarda proprio lei e le garanzie di questo Parlamento e
delle Commissioni parlamentari.
Torno infatti sul discorso del prestito d'onore. Visto che in
questa nota viene giustamente ripreso in considerazione e visto che
è stata modificata di fatto la legge sul diritto allo studio,
modificando appunto la norma sul prestito d'onore.
Presidenza del Vicepresidente Di Paola
Ora, signor Presidente, forse la sera, la notte in cui abbiamo
approvato l'atto non si è insistito abbastanza su una cosa che a me
è sembrata grave, un vero vulnus e vorrei che anche l'assessore
Dagnino ascoltasse. Sul prestito d'onore avevano lavorato ben due
Commissioni: la V Commissione, che era quella appunto, la mia,
sull'istruzione, e la Commissione Bilancio. Entrambe le Commissioni
si erano espresse e avevano votato all'unanimità e a maggioranza
delle modifiche che erano entrate nell'articolo sul prestito
d'onore.
Dopodiché cosa è accaduto? Che il Governo ha ritenuto che tutto il
lavoro fatto dalla V Commissione e dalla Commissione Bilancio fosse
carta straccia e ha riproposto in Aula il testo preciso e identico
a come era arrivato prima delle Commissioni.
Quindi, signor Presidente, solo per dire questo, cioè, io la
ringrazio perché ha ricordato che lei fa proprio l'interesse del
Parlamento e quindi dei siciliani e allora, per favore, mi auguro
che una cosa del genere non capiti più perché significa svilire
completamente il lavoro dei parlamentari e di chi ha lavorato
ascoltando peraltro moltissimo gli universitari. E vengo a questo,
signor Presidente e anche Assessore.
Presidenza del Presidente Galvagno
Allora, il tema alla fine qual è? Dove voglio arrivare?
Voglio arrivare al tema, ho detto anche ieri all'assessore Aricò
parlando dei trasporti, che a me pare il grande assente da due
anni. Io frequento questo Palazzo solo da due anni, fortunatamente,
o sfortunatamente non lo so, però di fatto il grande assente da due
anni è il diritto allo studio e le politiche giovanili serie,
serie.
Ora, lei nelle nell'intervista di oggi, signor Presidente, fa un
riferimento a una legge importante, il disegno di legge "liberi di
scegliere" del giudice Di Bella, che il giudice Di Bella ci ha
caldeggiato.
E io sono sicura che tutta l'Aula, così come è stato per la legge
contro il crack, sarà favorevole al disegno di legge "liberi di
scegliere".
Chi si può opporre? Nessuno Sono sicura che andremo spediti.
Però, signor Presidente, il problema non è mettere i cerotti, non
è fare dei disegni di legge anche belli, qualificanti e importanti
ma piccoli e ristretti che rischiano di essere cerotti che non
possono mai sanare una piaga, come dice chi come il mio amico
Francesco Di Giovanni che da tanti anni lavora sulle politiche
giovanili nel quartiere Danisinni insieme a Fra' Mauro, insieme a
persone che conoscono bene la tematica di cui sto parlando.
Quindi quando parliamo di diritto allo studio, cerchiamo di
affrontare il problema non con pannicelli caldi.
Questa cosa del prestito d'onore che addirittura qua viene
spacciato come uno strumento in chiave di sviluppo delle imprese,
come se fosse una cosa epocale... vi prego, no Non è così Non è
così
Se vogliamo parlare di diritto allo studio affrontiamo i temi
veri, importanti.
Il trasporto scolastico. Noi garantiamo, lo dico anche in ottica
della prossima legge di bilancio, ai comuni solo 7 milioni di euro.
Ne servirebbero almeno 20
Quindi andiamo ai dati concreti.
E ancora a me dispiace, io non voglio offendere chi ha scritto
questo documento, ci mancherebbe, però ci sono dei passaggi che non
si possono leggere.
A un certo punto a pagina 74 si dice, e qua si parla della fuga
dei giovani siciliani laureati, tra l'altro c'è anche oggi un
grosso articolo, ci sono diversi articoli su questi dati: "Quanto
alla fuga dei giovani siciliani laureati si rileva che è un
fenomeno non strettamente correlato con il programma Gol il quale è
più rivolto a soggetti che non hanno alta qualificazione. I giovani
hanno una visione diversa del mondo e proprie aspettative
considerano gli altri paesi come opportunità di esperienze per
aumentare le loro conoscenze e non fuggono per assenza di lavoro ma
perché il loro obiettivo oggi è diverso da quello che apparteneva
alla generazione degli adulti".
Ma che analisi è, scusate? Cioè, io mi aspetterei un'analisi
seria, un'analisi motivata, documentata sulla fuga dei giovani.
Oggi il giornale riporta che uno studente su due non fa la
specialistica in Sicilia, il 50 per cento va fuori, lo sappiamo
tutti, per esperienza, abbiamo nipoti, parenti e figli che se ne
vanno al Nord.
E ancora si continua " in una terra che non ha grandi risorse
naturali se non quelle storiche, culturali, architettoniche ...",
cioè, che significa una terra che non ha grandi risorse naturali,
la Sicilia? Ma chi le scrive queste cose? Quindi l'Etna, i Parchi,
le Riserve, il mare non sono risorse naturali? La prossima volta
magari qualche parte la facciamo fare all'intelligenza artificiale
che forse può scriverla un po' meglio.
Ma lasciamo stare questo, torno velocemente, ancora qualche
minuto, torno velocemente al discorso università e diritto allo
studio, che mi preme moltissimo, Assessore, e so che al Presidente
Galvagno preme sicuramente. Allora, il Governo nazionale in questo
momento ha fatto un taglio di 500 milioni di euro che sembrano
pochi su 9 miliardi ma 500 milioni di euro dopo che soprattutto
sono stati definanziati interventi perequativi - che sono quelli
che interessano gli atenei del Sud - significa tradotto oggi per
noi, per la Sicilia, un aumento delle tasse universitarie di fatto.
Queste cose non le dico io, le dice la CRUI, la Conferenza dei
rettori, le dice il Consiglio nazionale degli studenti
universitari, bisogna ascoltare chi conosce e chi vive le cose, non
è possibile che di scuola parlano tutti solo per averla frequentata
o perché hanno un figlio, una moglie che va a scuola. Dobbiamo
ascoltare le persone che lavorano a scuola e le persone che
lavorano all'università e gli studenti e le studentesse che ci
parlano di diritto allo studio, quindi mi aspetto che nella
prossima finanziaria si parli seriamente di diritto allo studio, di
politiche universitarie, di borse di studio serie.
Mi ricordo, Assessore, abbiamo avuto un piccolo dibattito sulla
questione del merito, è facile parlare di merito quando non
rimuoviamo gli ostacoli; la corsa e la competizione, se si deve
fare, si fa partendo tutti dalla stessa linea di partenza, perché
chi corre con le scarpe firmate andrà molto più avanti di chi
corre a piedi scalzi e purtroppo molti studenti e molte studentesse
della nostra Regione vanno a piedi scalzi.
Quindi contrastiamo, per favore, le linee del Governo che stanno
definanziando l'università e non succedeva da quasi quindici anni,
dai tempi della Gelmini e della Moratti che tagliarono, ahimè, nove
miliardi di euro a scuola e università
Da quei tagli non ci siamo più ripresi, ancora sanguinano quei
tagli, tempo pieno e tempo prolungato è significato il taglio in
Sicilia; lo so per averci insegnato; cerchiamo di porre dei rimedi
concreti e non con leggi spot ma in maniera strutturale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Chinnici. Giusto per precisazione,
visto che ho ascoltato con piacere il suo intervento. Intanto sul
discorso delle associazioni ricordo che questo Parlamento, tutto il
Parlamento ha votato questa norma.
Sul Parlamento, il Parlamento è sovrano nelle proprie scelte e lo
è sia quando vota queste determinate norme, sia quando si vota con
lo scrutinio segreto e talvolta si boccia qualche norma, così come
magari ci si determina in maniera differente rispetto a quello che
è stato il lavoro condotto successivamente anche in Commissione.
L'ultima parola spetta sempre a questo Parlamento, poi che ognuno
decida in maniera arbitraria e che magari ci si dovrebbe
interrogare sul perché si fanno determinate decisioni questa è
un'altra questione, però il Parlamento è sempre sovrano rispetto
alle scelte.
Sulla questione degli universitari ancora oggi cerco di occuparmi
con diverse associazioni, quindi se ci fossero delle proposte che
possano essere migliorative, mi troverà certamente dalla sua parte
e, infine, sul disegno di legge "Liberi di scegliere" che ha
sottoposto il dottor Di Bella, l'ho riportato anche stamattina, non
posso che essere felice se fosse condiviso alla stessa maniera di
come è stato condiviso il disegno di legge sul crack e se
possibilmente si potessero già stanziare le risorse, da mettere
all'interno di questo disegno di legge, per poterlo apprezzare
magari nella fase successiva all'approvazione della legge di
stabilità. Quindi la ringrazio per il suo intervento e mi troverà
al suo fianco per le battaglie per quanto concerne gli
universitari.
E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
naturalmente non posso che tornare al diritto allo studio anche
perché ho letto le parti che riguardano la mia Commissione e
naturalmente nel documento viene citata la legge regionale n. 10
del 2019 che all'unanimità avevamo votato in quest'Aula e in cui
tante speranze riposte, invece si è dimostrata una legge abbastanza
vuota e non attuata in grandi parti di questa legge.
Quando si parla di diritto allo studio, così come viene citato
anche nella nota, si fa riferimento alla dispersione scolastica e
noi abbiamo il triste primato in Sicilia, siamo la prima Regione
per dispersione scolastica con il 19%; naturalmente, l'obiettivo è
quello di livellare, di ridimensionare questa percentuale, ma io mi
chiedo come la ridimensioniamo la percentuale del 19%? Innanzitutto
attraverso il tempo pieno. Il tempo pieno, Assessore, viene
quantificato a Roma perché la competenza non l'abbiamo in Regione
siciliana, quindi è frutto di un accordo e di una battaglia che
deve essere fatta in altri luoghi. Ma il tempo pieno, Assessore, da
cosa parte? E smettiamola di dire che è un problema culturale,
perché per anni mi sono sentita dire in V Commissione che non
realizzavamo il tempo pieno e quindi il potenziamento degli asili
nido e del tempo pieno per le scuole di livello superiore perché le
famiglie non portavano i bambini a scuola Ecco, non me la voglio
più sentire dire questa cosa in Commissione e desidero appunto che
la battaglia si sposti a Roma e soprattutto il tempo pieno si
realizza se le nostre scuole sono adeguate per fare il tempo pieno
Quindi questo significa maggiori mense scolastiche che non
abbiamo, le nostre strutture scolastiche non sono adeguate per
accogliere il tempo pieno. Quindi la prima cosa che manca in questo
documento e non l'ho mai letta, Assessore, è la parola "sinergia".
Non possiamo risolvere problemi complessi se non con approcci
integrati e l'approccio integrato significa fare discutere e fare
sedere allo stesso tavolo più assessorati perché non possiamo
risolvere il problema del tempo pieno se non risolviamo il problema
infrastrutturale delle nostre scuole. Quindi, patrimonio scolastico
che fa acqua da tutte le parti, abbiamo progetti, che sono anche
esecutivi, fermi al palo perché mancano le risorse. Nella sola
città metropolitana di Palermo abbiamo progetti esecutivi per 5
milioni di euro che non trovano finanziamenti e che riguardano le
aule, riguardano l'efficientamento energetico, riguardano la messa
in sicurezza delle aule o dell'agibilità delle palestre.
Continuiamo a mandare i nostri ragazzi e i nostri docenti a
rischio, non sono aule che sono agibili e che sono sicure.
Quindi, mi auguro che si possa leggere nella legge di stabilità,
ancora non ho avuto modo di leggere il documento che è appena
arrivato, mi auguro che ci siano degli interventi sostanziali su
quelli che sono gli interventi che gridano vendetta.
Assessore, prima di fare cose che sono di Regioni che hanno
superato il gap infrastrutturale, facciamo cose che servono davvero
alla Sicilia e ai siciliani.
Iniziamo dalle basi, dalle fondamenta Veda, io ho riso quando mi
è apparso un emendamento, in Commissione V, sulle aule immersive.
Bellissima iniziativa, ma questo va bene se noi abbiamo prima tutto
il resto. Cioè, le aule immersive va bene, ma noi abbiamo ancora i
nostri studenti e i docenti, nella maggior parte delle scuole, che
fanno lezioni con i piumini, con i piumini perché non hanno delle
aule calde che li possano accogliere
Ecco perché chiedo che si possano fare degli interventi ad hoc per
risolvere innanzitutto il gap infrastrutturale e tornando al gap
infrastrutturale non posso che citare il comparto del turismo.
Il turismo che fa dei numeri... diciamo che naturalmente, dopo la
contrazione della stagione del Covid, abbiamo avuto una grande
ripresa con 16 milioni di arrivi, solo nella città di Palermo ne
sono previsti altri 8 milioni ma, io mi chiedo, siamo pronti per
accogliere questo grande flusso turistico anche da un punto di
vista infrastrutturale? Io credo di no. Noi non siamo pronti e nel
Documento non ho letto grandi investimenti, si parla semplicemente
di mettere a frutto quel patrimonio e le offerte turistiche già
messe sul piatto ed è un documento che potrebbe essere benissimo il
Documento della scorsa legislatura, perché di tutti i punti e gli
obiettivi che sono citati già nella scorsa legislatura, nessuno è
stato raggiunto.
Primo fra tutti - tanto per indicarne qualcuno - il biglietto
unico, la card per l'ingresso turistico nelle grandi città. Oppure,
la messa in rete dei grandi siti del patrimonio culturale. Se ne è
parlato nella scorsa legislatura, se n'è parlato all'inizio di
questa, nella nota di programmazione dei vari assessorati, non
abbiamo visto nessun intervento. Incredibile Ancora oggi, questa
nota potrebbe essere la nota di aggiornamento anche della scorsa
legislatura e quindi io mi auguro - caro Assessore - io so che lei
è un tecnico, il presidente Schifani l'ha voluta fortemente e
quindi io mi auguro che ci sia un'inversione di tendenza, che non
ci siano più delle misure spot per raggiungere determinati
obiettivi ma che ci sia una visione, quella che purtroppo da quando
sono all'interno di questo Parlamento, non vedo.
Poi, qualcuno diceva che non sappiamo quanti ragazzi, quanti i
siciliani siano andati via. No, no, lo sappiamo, perché nel
rapporto Svimez si parla di come tre città come Enna, Caltanissetta
e Gela, che sono scomparse in termini di quantità di abitanti.
Quindi, lo sappiamo bene, il rapporto Svimez parla chiaro.
Così come si parlava delle figure, delle competenze che, da qui a
pochi anni, non avremo più nell'Amministrazione regionale e su
questo ci tengo a fare e a sottolineare una cosa.
Il problema non è tanto il fatto che nel giro di pochi anni
andranno via, perché qualche concorso sta facendo capolino, il
problema è molto più grave. La maggior parte dei vincitori di un
concorso che è stato fatto proprio nel suo assessorato, assessore,
all'Assessorato all'Economia proprio per fare entrare nuove
risorse, nuove energie, i ragazzi vincitori del concorso hanno
rinunciato. Hanno rinunciato Questo deve essere un grande
campanello di allarme, questo significa che la regione siciliana
non è più appetibile e noi invece dobbiamo lavorare affinché da ora
in poi lo diventi.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà, non la
vedevo onorevole, prego. Si era intrufolato tra i banchi della
Commissione Bilancio, prego onorevole.
CATANZARO. Presidente la ringrazio, lì c'è anche il Presidente
Galvagno.
Grazie Presidente, onorevoli colleghi, assessore. Innanzitutto, ci
tenevo ad esprimere la solidarietà mia e del Gruppo parlamentare,
anche se poco fa la collega Ersilia Severino è intervenuta proprio
su quello che sta accadendo, i fatti alluvionali nella Sicilia
orientale e, quindi, ci tenevo proprio ad esprimere la nostra
solidarietà cercando di dire al Governo di mettere su un'attenzione
particolare per queste giornate drammatiche.
Andando alla discussione del punto all'ordine del giorno, il
NaDEFR, signor Presidente, io ho cercato di attenzionare alcune
tematiche e alcuni punti, assessore Dagnino, perché proprio la
scorsa settimana abbiamo terminato le variazioni di bilancio e,
oggi è notizia che il Governo ha depositato la legge di stabilità,
e proprio negli interventi autorevoli dei componenti del mio Gruppo
in Commissione Bilancio , sia di Venezia che anche di Cracolici,
hanno evidenziato alcune tematiche che su questo documento, e mi
permetto di dire io molto importante che si discute in Aula, e lo
dico perché a volte noi affrontiamo documenti come questo con un
po' di superficialità e poca importanza, quasi non comprendendo
che, invece, c'è un'azione molto importante e strategica da parte
di un Governo regionale.
Io su queste evidenze, assessore Dagnino, proprio questa mattina,
noi, come Commissione I abbiamo audìto, partendo proprio dai
comuni, che la scorsa settimana hanno lamentato, dove c'è stato un
intervento finale del Presidente della Regione, lamentando che
ovviamente ci sia poca interlocuzione o poco tempo, dove i comuni
hanno fatto delle richieste di interlocuzione, e mi permetto di
dire io ho reiterato nei confronti di un Governo regionale che
invece, stamattina l'ho detto in Commissione, è un Governo
regionale che non dà attenzione a quelli che sono i punti per i
comuni. Perché noi abbiamo, Presidente Di Paola, affrontato alcuni
temi - qua c'è l'assessore Messina che era presente in Commissione
- e poi questi temi che i comuni hanno sottoposto sono rimasti
tutti inascoltati; che non sono i temi soltanto della riforma - che
non era una riforma - assolutamente disorganica degli enti locali,
ma sono temi che entrano nel vivo, perché ci sono delle difficoltà
economiche importanti di comuni in dissesto, predissesto, di comuni
che hanno enormi difficoltà e che per questo documento noi abbiamo
previsto 350 milioni, quando nel 2024 se non ricordo male avevamo
347 milioni, cioè significa una cifra davvero irrisoria rispetto a
quello che dovrebbe essere invece l'impegno che un governo
regionale dovrebbe avere nei confronti dei comuni che lamentano,
ormai da diversi mesi, le difficoltà proprio per poter andare
avanti.
Sulla siccità, io mi permetto di dire abbiamo in questa variazione
di bilancio, come ho sempre, detto, accolto quello che sono le
emergenze, però non abbiamo mai immaginato che ci deve essere una
strategia da parte di un governo regionale, assessore Dagnino lei è
arrivato adesso, però io ritengo che questo Governo regionale, in
continuità con quello passato e, quindi, il governo Musumeci mi
sembra che una riforma, che ormai è stata più volte portata
attraverso slogan di giornali, ad oggi non abbiamo nessuna traccia
perché era pronta nello scorso governo regionale dove io ero
addirittura vicepresidente della Commissione Terza e ad oggi la
riforma sui Consorzi di bonifica mi risulta che, in pratica, è
ferma al palo, perché manca la volontà del Governo regionale per
poter incidere attraverso le risorse economiche.
Sulla sanità: anche qui, assessore Dagnino, la revisione,
ovviamente, della rete ospedaliera mi sembra che sia ferma, in
queste giornate si inizia a ridiscutere di quello che dovrebbe
essere la rete ospedaliera, è stato annunciato un tavolo a
settembre per quelle che sono le tematiche e da quello che noi
abbiamo, dal report che noi abbiamo, non mi sembra che abbiamo
abbattuto perché noi, come Gruppo parlamentare del Partito
Democratico, più volte abbiamo chiesto a questo Governo regionale,
in questi due anni, qual è l'impegno rispetto ad un tema, non
soltanto il tema che viene definito sanità ma, addirittura, lo
abbiamo definito diritto alla salute e su questo tema noi vediamo
che ci sono davvero lacune e continuano ad esserci lacune e
chiediamo a questo Governo regionale di intervenire con forza
rispetto al tema del diritto alla salute perché io ritengo che su
questo tema noi siamo non soltanto lacunosi come il Governo
nazionale ma lo siamo ancora di più in Sicilia perché il periodo
del Covid è finito, perché è finito quel periodo già da un bel
pezzo e noi ancora ad oggi non abbiamo dato nessuna risposta a
quello che meritano i siciliani.
Un tema che è quello della ZES, nella scorsa legislatura avevamo
immaginato di prevedere le ZES che erano le ZES della Sicilia
occidentale, della Sicilia orientale, poi a scoprire che il Governo
Meloni, come per incanto, quindi, il Governo Meloni, e questo
Governo regionale è parte integrante della stessa maggioranza, ha
dato un colpo di spugna e ha azzerato per fare un'unica ZES
speciale ma, nel frattempo, con la legge del 2017 ci furono,
addirittura, l'approvazione dei piani strategici per il 2022 e 2023
e, in quel periodo, mi risulta che in Sicilia orientale sono state
rilasciate trentatré autorizzazioni uniche per un investimento di
230 milioni di euro, un incremento occupazionale già c'era di quasi
duecentosessanta unità ed un credito di imposta e, quindi, che cosa
accade? Che arrivato ad un certo punto, noi su questo tema abbiamo
un aspetto lacunoso, da parte di questo Governo regionale che a
quel punto con un colpo di spugna tutto viene cancellato.
Un altro punto che vorrei tracciare è quello della situazione
finanziaria di questa Regione: noi rileviamo, assessore Dagnino,
che è stato appena siglato un ennesimo accordo con lo Stato sui
reciproci rapporti finanziari, c'è una norma che obbliga il Governo
a relazionare al Parlamento sul contenuto di questi atti, è
l'articolo 15 della legge regionale del 2020, sono obblighi del
Governo su schemi di norme di attuazione dello Statuto, e al comma
2 si dispone che la Giunta regionale assicura un'informazione
qualificata e tempestiva, in ordine ai negoziati per la stipula di
accordi con il Governo nazionale, ma la qualificata e tempestiva
informazione, chiesta dalla norma, da quello che io ho in possesso
come notizie, non c'è stata e questo, assessore Dagnino, ci
dispiace, peraltro i contenuti dell'accordo hanno dei profili
critici con riferimento al maggiore gettito dell'Irpef che la
Sicilia ha patito a causa della riforma fiscale varata dal Governo
nazionale, quindi, vengono riconosciuti, se non ricordo male,
settantaquattro milioni di euro a fronte di una stima che ha
valutato la perdita di gettito in oltre centosessantaquattro
milioni per il 2024. Mancano, all'appello, 90 milioni di euro.
Questo è un dato che, ovviamente, noi vorremmo capire.
E poi, assessore Dagnino, ci dobbiamo fare una domanda. Ma le
famiglie siciliane, rispetto a questa impostazione del Governo,
come stanno? Perché mi risulta che c'è stato un ristagno importante
del potere di acquisto, causato dall'inflazione. E poi ci sono i
primi effetti, che vengono derivati, appunto, dall'abolizione anche
del reddito di cittadinanza, che ha causato un crollo importante
del volume dei sussidi.
Quindi, secondo i dati che vengono diffusi dall'Inps, è possibile
quantificare la differenza fra il volume dei sussidi di maggio 2023
e quello del maggio del 2024 che sono stimabili, in Sicilia, con
una riduzione del quasi 33 per cento. Per l'esattezza 32, 9. Quindi
l'assegno di povertà, che abbiamo introdotto noi, adesso con
l'ultima variazione di bilancio, che abbiamo detto che è una norma
che non è bastevole, che non può funzionare, sicuramente non può
essere, come dire, questo assegno a colmare la differenza dei dati
che noi, ovviamente, esprimiamo.
Quindi, assessore Dagnino, su queste puntualizzazioni che ho
voluto fare, dal punto di vista tecnico, io ritengo che noi abbiamo
il dovere, e poco fa il collega Cracolici diceva bene. Dobbiamo
invertire un sistema. Il sistema che noi, sulla legge di stabilità,
dobbiamo comprendere qual è la vera idea del Governo regionale
rispetto ai grandi temi, e ai temi che vuole affrontare, perché
altrimenti ci ritroveremo, nelle ultime giornate dentro quest'Aula,
a capire quali sono i temi che dobbiamo scegliere, che dobbiamo
inserire. Invece, sin da subito, si dovrebbe invertire l'idea del
Governo regionale, inserendo quello che sono realmente i temi e
cercando di condividere, con il Parlamento e con tutti i deputati
che sono presenti dentro quest'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catanzaro. E' iscritto a parlare
l'onorevole Cambiano. Prego, onorevole.
CAMBIANO. Grazie, Presidente. La Nota di aggiornamento al
Documento Economia e finanza regionale della Regione siciliana, è
una nota, predisposta dalla Giunta regionale, che, inevitabilmente,
dà un indirizzo politico. E proprio quello è il tema di cui voglio
parlare, quella politica di un Governo di centrodestra, che
amministra questa Regione da sette anni, che ha determinato un
impoverimento delle famiglie siciliane.
E' un dato oggettivo. Poco fa veniva citata la perdita del potere
di acquisto. E quello che noto io, e quello che abbiamo percepito
come Gruppo parlamentare - nonostante le rassicurazioni di uno
scenario economico favorevole, come espresso dall'assessore
Dagnino, i dati sono confortanti rispetto a una crescita del Pil -
è che ci sia uno scollamento tra quello che viene riportato in un
documento programmatico, e quella che poi è la vita reale.
Perché veda, il Governo di destracentro e il Governo Meloni hanno
criminalizzato misure, quali il reddito di cittadinanza. E le
confesso che, quando veniva proposta quella misura, nemmeno a me
convinceva. Però, poi si è determinata una misura importante, si è
determinata una misura fondamentale, tant'è che da quando non c'è
più questo Governo nazionale e regionale cercano di correre ai
ripari: si cambia nome, si va alla ricerca del reddito di
inclusione, del reddito di povertà.
E allora che serva da monito: piuttosto che criminalizzare
l'attività politica svolta da Governi di colore politico
differente, probabilmente sarebbe stato più opportuno apportare
delle misure correttive, perché quel reddito di cittadinanza ha
permesso sostentamento a tanti padri e madri di famiglia che oggi
si ritrovano, nella nostra Regione, in condizioni drammatiche.
Probabilmente, andavano combattute le degenerazioni di quella
misura; probabilmente c'è stato chi se n'è approfittato; ma non
andava criminalizzata quella misura, perché quello che è stato
fatto oggi è solo cambiare nome a una misura di sostegno al reddito
delle famiglie e cercare di correre ai ripari.
Un Documento di economia e finanza che lascia molto a desiderare
anche rispetto al tema infrastrutturale. Un'opera strategica
importante, per cui sono state sottratte risorse importanti a
questa Regione: fondi di sviluppo e coesione per il ponte sullo
Stretto. Eppure è notizia di ieri l'altro, la polemica che è
montata sulla mancanza di un parere fondamentale rispetto a
un'opera strategica importante, per la quale la Sicilia si è vista
privata di risorse importantissime, che magari potevano essere
utilizzate per una programmazione infrastrutturale differente.
E se nel Documento di economia e finanza si parla della Siracusa-
Gela, non c'è alcun accenno a quel triangolo iscritto nel triangolo
che è la Sicilia dei suoi vertici: Trapani, Catania, Siracusa. C'è
una parte inferiore che necessita e ha fame di infrastrutture. Non
si parla della Castelvetrano-Gela, che sarebbe la chiusura
dell'anello autostradale.
Eppure lo sa, Assessore, vale un quarto quell'opera
infrastrutturale di quanto vale il ponte sullo Stretto. Non c'è
nessun accenno alla chiusura dell'anello autostradale. Non c'è
nessun accenno alla tratta ferroviaria Gela-Agrigento, nonostante
Agrigento sarà Capitale della cultura 2025. Ancora per percorrere
60 chilometri si impiegano sette ore in treno.
Non c'è alcun accenno a quello che il Presidente Schifani parlava
di hub nel Mediterraneo, hub energetico, sviluppo del sistema
portuale.
Ecco è un documento che, a nostro modo di vedere, manca di
visione. E se dopo sette anni di Governo ancora non c'è visione,
forse qualche interrogativo ce lo dobbiamo porre. Ma soprattutto se
lo deve porre il Governo, perché se dopo sette anni di Governo,
cerchiamo ancora di correre ai ripari rispetto a temi quali: acqua,
rifiuti, energia, il tema della siccità, il tema della fragilità
dei territori.
Le immagini che arrivano dal catanese, dal siracusano,
dall'agrigentino sono impressionanti. Una fragilità del territorio,
eppure abbiamo avuto commissari, subcommissari al dissesto
geologico. Non siamo stati in grado di spendere le risorse che
dovevano servire per mettere in sicurezza i territori. Le porto un
esempio banale: ieri sono stati consegnati a Licata lavori per un
sistema antiallagamento che erano stati programmati nel 2016,
quindi dopo otto anni interveniamo con programmazione e
riprogrammazione di fondi e adesso abbiamo spostato dai fondi POC,
i fondi della Protezione civile, ora li abbiamo finanziati col
PNRR, Piano nazionale di ripresa e resilienza e torno
all'introduzione che avevo fatto rispetto a un Governo di
centrodestra che a tutti i costi ha criminalizzato le politiche
portate avanti anche dal Movimento Cinque Stelle, da questo Gruppo
parlamentare di cui faccio parte.
Abbiamo criminalizzato il reddito di cittadinanza, abbiamo detto
che il Piano nazionale di ripresa e resilienza era così un
risultatino, oggi ci rendiamo conto che, probabilmente, dobbiamo
ringraziare quel Governo che è riuscito a portare dei fondi
strutturali importanti per i quali si stanno realizzando messa in
sicurezza del territorio.
Ecco, Assessore, concludo dicendo che stamattina in I Commissione
è stata sentita in audizione l'ANCI Sicilia. Ovviamente, il tema
posto è quello dello stato finanziario dei comuni siciliani. Tanti
comuni in dissesto e in predissesto. Il Fondo autonomie locali che
nella scorsa manovra valeva circa 300 milioni di euro,
probabilmente insufficiente rispetto alle esigenze dei comuni che
non riescono a garantire servizi essenziali e proprio in quella
sede è venuto fuori l'articolo 37 dello Statuto, Assessore mi
corregga se sbaglio, per le imprese che hanno sede fuori dal
territorio regionale e un Governo come lei ha definito liberale che
fa propaganda rispetto all'autonomia differenziata dovrebbe
pretendere che quelle aziende che fanno reddito qui nella nostra
Terra versino quanto dovuto da quell'articolo dello Statuto della
Regione siciliana. E probabilmente quelle risorse potrebbero essere
indirizzate agli enti locali, quegli enti locali che sono in
sofferenza, quegli enti locali che non riescono a garantire servizi
ai cittadini perché si parlava di tempo pieno, la refezione
scolastica, le mense.
Il Governo di centrodestra sostiene la famiglia, sostiene
l'occupazione a parole. Nei fatti mancano gli strumenti che
potrebbero essere fondamentali ai sindaci per poter garantire
questo tipo di servizio. Ecco, io credo che ci sia tempo per
ravvedersi e ci sia tempo per migliorare questa legge di stabilità
proposta dal Governo regionale perché sono sicuro che non mancherà,
da parte sua e da parte del Governo, la capacità di ascolto per
poter poi incidere sulla carne viva e quindi sulle risorse da
stanziare in favore dei territori e dei siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cambiano. E' iscritto a parlare
l'onorevole Safina.
Ne ha facoltà.
SAFINA. Presidente, onorevoli colleghi, Assessore prima di entrare
nel merito vorrei lamentare una mancanza di rispetto da parte del
Governo nei confronti di questo Parlamento perché oggi la
Commissione Attività produttive che ha sempre lavorato con
spirito costruttivo, non ha potuto esprimere alcun parere sulla
Nota d'aggiornamento perché nessun componente del Governo, nemmeno
degli Uffici e dei Gabinetti, si è presentato in Commissione per
consentire l'esame delle parti di competenza. Questo, per un
Presidente che si è detto parlamentarista, è un vulnus che mi
auguro venga corretto al più presto e mi auguro che una cosa del
genere, anche per rispetto dei componenti e dello stesso
Presidente, del Presidente della Commissione che ha sempre
organizzato i lavori con solerzia, anche con rispetto delle
posizioni e di tutti, è qualcosa che non deve più ripetersi.
Entrando nel merito, io come tutti i colleghi che mi hanno
preceduto ho guardato, ho letto con attenzione questa nota e devo
dire la verità l'incipit mi aveva sorpreso favorevolmente perché
rispetto agli altri documenti programmatici, tanto il Nadefr, tanto
i precedenti documenti ovviamente relativi agli altri bilanci, mi
sembrava che ci fosse un sistema più organico nell'esame di quelle
che sono le criticità e le soluzioni da proporre a favore dei
siciliani e delle siciliane. Senonché, devo dire la verità,
scorrendo poi il documento, ho visto che questo intuito iniziale si
andava via via perdendo in analisi poco approfondite, in
valutazioni poco, diciamo, attinenti a quella che è la realtà e
dunque in un esame che alla fine penso che produca poco rispetto a
quello che poi dovrà essere il successivo percorso, ossia il
bilancio e la legge di stabilità. E veda, ovviamente in dieci
minuti non si può esaminare tutto il documento, tutto quello che
c'è scritto, ma vorrei affrontare alcune questioni per evidenziare
come ci sono alcuni elementi che nulla hanno a che fare con quello
che sta accadendo in Sicilia in questi anni, che nulla hanno a che
fare con ciò che si sta muovendo nei rapporti per esempio tra le
istituzioni regionali. Perché ad un certo punto, veda Assessore,
nel documento si descrive il ruolo che la Regione ha, tanto
rispetto ai fondi di derivazione comunitaria, tanto rispetto
all'FSC, tanto rispetto al PNRR.
Con riferimento in particolare al PO FESR 2021/2027, vengono
indicate tutta una serie di cose che si stanno facendo, però viene
omesso un dato, che nella riunione per esempio dell'ottobre del
2024, quindi qualche mese fa, un mese e mezzo fa, gli Uffici della
programmazione, nella riunione tenutasi presso il Ministero della
coesione, hanno candidamente ammesso che la spesa realizzata o
programmata rispetto al PO FESR 2021/2027 è pari a zero E alla
luce delle norme che regolano la spesa del PO FESR, nel 2025
avremmo già dovuto rendicontare e invece ci troveremo a
rendicontare poche cose col rischio di avere, in ragione di una
delle norme che disciplinano il PO FESR, il definanziamento di
parte delle misure che noi diciamo avremmo dovuto realizzare con
quegli interventi. E di questo nella Nota di aggiornamento non c'è
traccia. Non si parla di questo gravissimo ritardo, così come nella
nota di aggiornamento non si parla in alcun modo delle risorse
territorializzate, le SIRU, le SNAI, le FUA, rispetto alle quali si
attende ancora che la Regione faccia il bando per l'assistenza
tecnica, l'abbiamo chiesta a gran voce, rispetto a questo abbiamo
presentato come gruppo del Partito Democratico una interrogazione
all'inizio di quest'anno, non abbiamo ancora ottenuto risposta,
però sappiamo diciamo informalmente che il bando ancora non è stato
aggiudicato. E quindi, mentre la Regione ha aggiudicato per i suoi
dipartimenti la gara dell'assistenza tecnica al Formez per ciò che
riguarda il PO FESR, per le risorse territorializzate - non se ne
comprende la ragione - ha scelto di accentrarle, ma nel frattempo
siamo in ritardo, ci sono alcune FUA non ancora costituite, siamo
in ritardo con l'approvazione delle strategie, siamo in ritardo
ovviamente con - evidentemente - con l'approvazione dei progetti
che dovremmo realizzare. E al contempo nei bandi che state facendo
sul PO FESR avete fatto una scelta, che è quella di richiedere alle
amministrazioni locali i progetti esecutivi perché l'idea qual è?
Quella di scaricare i ritardi dell'Amministrazione regionale ancora
una volta sui comuni che, nonostante la scarsità di mezzi dei quali
dispongono, dovranno, per partecipare al bando, dotarsi di un
progetto esecutivo quindi spendere risorse con il rischio che poi
queste risorse non troveranno capacità di spesa perché non verranno
finanziate. E tutto questo perché il ritardo della Regione
siciliana deve ovviamente trovare poi qualcuno su cui scaricare la
responsabilità, che sono come al solito gli enti locali.
Allora, rispetto a questo invece avremmo dovuto avere un cambio di
passo e il documento avrebbe dovuto tracciare la strada sul come si
può pervenire a un cambio di passo per questa spesa, perché
rischiare il rifinanziamento di miliardi di euro del Po-Fers è
qualcosa di grave che può incidere negativamente sullo sviluppo
della Regione siciliana e delle imprese siciliane e della comunità.
Non ci sono misure, non c'è un'idea di come si possa invertire la
rotta rispetto a questo.
E sotto questo profilo, è chiaro che qualche collega accennava
alle assunzioni. Nel 2023 il Presidente della Regione Schifani in
pompa magna annunciava che dopo anni - lo aveva fatto anche
Musumeci nel 2020, è tipico probabilmente dai governatori di
centrodestra annunciare in pompa magna lo sblocco delle assunzioni,
assunzioni che poi non si realizzano - ma nel 2023, a margine
dell'accordo Stato Regione che interveniva sulla spesa sanitaria e
che stabiliva le quote che per chiudere il contenzioso il Governo
italiano avrebbe trasferito alla Regione siciliana, si annunciava
lo sblocco delle assunzioni e si annunciava che per il per il 2024-
2025 le assunzioni sarebbero state nel rapporto del 125% dei
pensionamenti per poi divenire pari al 100% dei pensionamenti del
2026. Senonché, Assessore, queste assunzioni non si possono fare
perché voi non approvate il bilancio consuntivo. Perché senza il
bilancio consuntivo non si può procedere alle assunzioni Hai
voglia l'onorevole Micciché a dire che dobbiamo, e il bilancio
consolidato, mi pare chiaro, ma parlava del bilancio consuntivo
perché stavo arrivando al punto che abbiamo i bilanci consuntivi
che sono stati impugnati, non sono stati parificati, e di questo su
come volete arrivare all'approvazione dei bilanci consuntivi non
c'è traccia
Parlate sui giornali del fatto che state abbattendo il disavanzo,
però noi lo vorremmo leggere sui documenti ufficiali il disavanzo
quanto è, perché a chiacchiere non vale niente.
Ci vogliono le carte, ci vuole il bilancio consuntivo per
sbloccare le assunzioni e per avere una gestione trasparente di
questa Regione perché è il bilancio consuntivo il documento
contabile che ci dice come abbiamo gestito le risorse ed è il
documento contabile che ci può anche indirizzare su come le
dovremmo gestire nel futuro. Perché se abbiamo allocato risorse in
dipartimenti che non fanno spesa, vuol dire che lì non conviene
allocarli e bisogna metterli in altri. Ma di tutto questo non ne
possiamo parlare, Assessore, perché non abbiamo il documento
contabile.
Allora, io mi sarei aspettato in questa nota di aggiornamento che
visto che siamo alla fine dell'anno qualcosa ci venisse detto.
Non c'è traccia, non c'è traccia
Dopodiché per venire al di là che in questo documento si vende la
pelle dell'orso prima di averlo catturato, perché si parla di
misure a sostegno, arrivo signor Presidente, si parla di sostegno
alle imprese attraverso misure che questo Parlamento ha poi
sonoramente bocciato con un voto segreto, la prossima volta
inviterei a redigere il documento, tenendo conto delle cose che
sono state fatte e che si faranno, non di quelle che devono essere
approvate prima di trattare questo documento, giusto come metodo
logico, perché poi si incorre in questi scivoloni.
Io mi auguro che non avvengano più, però vede, Assessore, io la
invito per il futuro a recuperare l'incipit di questo documento e a
chiedere agli uffici e a lei di continuare su quell'incipit di
questo documento e a chiedere agli Uffici e a lei di continuare su
quell'incipit perché se continuassimo su quell'incipit, ci potremmo
confrontare su cose concrete e io penso che quelli che stanno
seduti qua dentro nell'interesse delle siciliane e dei siciliani
hanno interesse a confrontarsi sulle cose concrete.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gilistro. Ne ha
facoltà.
GILISTRO. Signor Presidente, Assessori, colleghi, ho già fatto
prima dei ringraziamenti, continuo. Oggi per voi, Presidente, è il
giorno del ringraziamento o dei ringraziamenti, allora devo dire
Presidente, colleghi, che ci sono tre, ci sono molte cose che mi
stanno a cuore Presidente, ma tre in particolare, assessore
Dagnino, tre cose fondamentali che riflettono il mio modo di essere
di vivere, la mia etica, la mia morale, la mia professione.
La prima assolutamente, la sanità, ho letto la NaDEFR e ieri ho
fatto un intervento in Commissione e devo ringraziare, perché ho
detto ringraziamento, perché gli Uffici e i dirigenti tutti stanno
facendo uno sforzo enorme per poter cercare di portare la sanità a
un livello migliore di quello in cui l'abbiamo trovata all'inizio
di questa legislatura, Assessore, però devo dire dal mio punto di
vista, dal punto di vista tecnico oltre che di politico non vedo in
questa NaDEFR una visione programmatica per abbattere quelle
situazioni in cui versa la sanità oggi, che sono tre fondamentali:
le liste d'attesa, ancora siamo in alto mare; per quanto riguarda
la problematica dell'emergenza dei Pronto Soccorso, Presidente, che
ancora versano in uno stato veramente loro di emergenza, perché le
liste di attesa in un Pronto Soccorso ormai si contano in otto ore,
nove ore, dieci ore, è una situazione indecente da parte di chi
arriva oggi in un Pronto Soccorso in Sicilia
E la terza cosa importante è che la medicina territoriale oggi può
fare veramente, realmente la differenza, quindi quando parlo di
programmazione, quando parlo di visione della sanità, in questo
momento, mi riferisco a una reale riorganizzazione della sanità
territoriale insieme a quella ospedaliera, perché solo così può e
possiamo veramente fare un lavoro eccezionale per ridurre sia le
liste d'attesa ma anche per dare ai nostri cittadini risposte molto
concrete.
La seconda cosa - e mi avete visto in questi giorni - è la
sicurezza delle scuole, la sicurezza, le infrastrutture
scolastiche, quando parlo di scuole non parlo solo di sicurezza ma
parlo anche di efficientamento, parlo anche di confort, non è
possibile che solo il 6 per cento delle scuole oggi abbia a
disposizione un efficientamento energetico.
Presidente, neanche in Africa in questo momento esiste una
situazione del genere, sei per cento Ma perché mi fa arrabbiare
ancora di più questa situazione, perché ci sono progetti europei,
fondi, tantissimi fondi milionari per questi progetti, la cosa è
che oggi pochi comuni riescono a portare avanti questi progetti che
sarebbero oltretutto gratuiti per la nostra Regione e che
potrebbero azzerare completamente le bollette elettriche degli
edifici scolastici e sapete perché questa cosa non avviene? E che
cosa ho scoperto? Ho scoperto, Presidente, che la maggior parte
degli edifici scolastici in Sicilia è inagibile, cioè noi non
possiamo accedere a bandi energetici nazionali perché gli edifici
scolastici non sono agibili
Allora propongo a questo Governo di fare un censimento degli
edifici scolastici che sono agibili e non agibili sia per la
sicurezza degli studenti, sia per capire come fare per loro un buon
efficientamento energetico. Il confort dei nostri ragazzi e dei
nostri bambini è prioritario.
La terza problematica di cui mi voglio e mi sto occupando sono i
disturbi del neurosviluppo, i disturbi del neurocomportamento e
tutti i disturbi e i disordini mentali che stanno in questo momento
attanagliando i nostri ragazzi e i nostri bambini, questa è una
priorità di questa Assemblea, perché difficilmente riusciremo ad
arginare questa problematica nei prossimi anni.
E' sotto gli occhi di tutti quello che sta succedendo a livello
nazionale su ragazzini di 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17 anni,
questa è cronaca nera che non abbiamo mai visto prima di oggi,
quindi se non ci occupiamo immediatamente di queste problematiche
questo Parlamento non riuscirà a risolvere le emergenze che
verranno dopo.
Devo dire anche un'altra cosa, ringraziare ufficialmente i NAS, i
Carabinieri, che in questi giorni è notizia di questi giorni, hanno
trovato una quantità di mense enorme che non avevano i criteri
dell'igienicità dei prodotti. Hanno trovato insetti, hanno trovato
escrementi di topi, escrementi di topi Assessore nelle mense dei
nostri bambini e dei nostri ragazzi
Questa è una cosa che dobbiamo mettere sotto i nostri riflettori
anche nella nostra Regione perché questa è una priorità quando
mandiamo i nostri ragazzi oltre che al comfort, oltre che alla
sicurezza, devono avere anche la sicurezza alimentare. Quindi
dobbiamo continuare a controllare, paghiamo questi delle mense, non
è possibile sentire in televisione ieri "escrementi di topi nel
cibo dei nostri bambini"
Quindi la sfida futura, Assessore, Presidente, del nostro Governo
deve essere quella di una istruzione, di un efficientamento
energetico per i nostri ragazzi, di una sanità che sia prossimale e
a fianco di ogni cittadino. La sanità è inderogabile, questi sono
argomenti non trattabili e chiudo solo con un argomento,
Presidente, Assessore abbiamo messo dei fondi per il caro voli ,
per il turismo no?
Ma è possibile che se noi mettiamo fondi continuiamo a mettere
fondi e ringraziamo il Governo per quello che sta facendo per il
caro voli , perché state facendo il vostro dovere e vi
ringraziamo, però dobbiamo agire in maniera diversa perché se
nonostante questo 50% che mettete sul caro voli un volo da 400
euro diventa 800 euro, allora cosa vogliamo fare? Mettiamo 800 euro
e il volo diventa 1600 euro? Cosa dobbiamo fare per frenare questa
ascesa incredibile dei prezzi? 700 euro è un volo che va in
Giappone, va a Tokyo, va a New York, va a Los Angeles e la Sicilia
non ha altri collegamenti, ancora il ponte non l'hanno fatto,
ancora non l'hanno fatto
Lo sapete quanto costa un biglietto per traghettare tre
chilometri, trenta minuti? 80 euro il minimo, andata e ritorno. Un
siciliano l'aereo non lo può prendere, deve andare in macchina, tre
chilometri di tratta 80 euro. Ditemi voi cosa devono fare le
persone? Lo sa assessore perché le dico, Presidente, questa
situazione del caro voli ?
Perché una famiglia che deve andare perché viene chiamata per un
intervento di urgenza in qualunque ospedale del nord e lo può fare
nel momento in cui viene chiamata a tre quattro giorni, significa
che una famiglia deve pagare 2, 3 mila euro di aereo
Io mi auguro, e voglio fare un augurio, che questo Governo possa
veramente realizzare - chiamiamolo un sogno - realizzare che,
quanto meno, in questi prossimi anni possa essere al fianco dei
nostri cittadini e dei nostri bambini e dei nostri ragazzi perché
questa, Presidente, e con questo chiudo, deve essere la nostra
priorità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Burtone. Ne ha
facoltà.
BURTONE. Signor Presidente, il primo pensiero va alle popolazioni
colpite dal maltempo, i danni sono notevoli, una situazione
gravissima e noi vogliamo intanto ringraziare chi sta lavorando,
ancora in questo momento, i volontari, i cittadini, i volontari di
Protezione civile, i Vigili del fuoco, la Forestale, tutti quelli
che stanno, oltre il proprio dovere, dando prova di amore verso le
nostre comunità.
L'altra considerazione che io faccio è quella rivolta al Governo.
Mi auguro, spero, che il Governo - domani signor Assessore - possa
avere una riunione in cui dichiarare lo stato di calamità perché la
situazione è gravissima e il Governo nazionale prima, e poi la
Regione, debbono fare la propria parte.
Dico questo perché le nostre realtà di Acireale, Giarre, Riposto,
Fiumefreddo, Calatabiano, Mascali sono in una condizione assai
difficile, i danni sono notevoli, basta guardare le immagini che
sono state trasmesse attraverso i social per capire che bisogna
fare presto Assessore, non si può assolutamente aspettare.
Ci auguriamo che il Governo nazionale non vada avanti così come ha
fatto per la siccità, perché per la siccità abbiamo più volte
reclamato la calamità naturale ma, questa calamità naturale,
l'abbiamo vista dare con il contagocce, cioè prima soltanto per i
problemi idrici potabili, poi qualcosa per l'agricoltura, molto
poco rispetto alla situazione.
La situazione siciliana - che debbo dire Assessore, lo hanno detto
i colleghi che hanno parlato prima di me del Partito Democratico -
una situazione che ci viene rappresentata in maniera positiva da
parte del Governo. Questa nota di accompagnamento, di aggiornamento
del Documento Economico Finanziario dà una strada di ottimismo.
L'ottimismo fa bene, non c'è dubbio, la positività alimenta azione
però - Assessore, mi permetta - io ho letto le cose che voi avete
scritto, mi permetto di dire che ci sono dati però che la Svimez
soprattutto mette in evidenza, il Pil che viene richiamato e poi se
è confrontato con il Pil pro-capite, si evidenzia che la situazione
nel Mezzogiorno è molto diversa rispetto a quella dei cittadini del
Nord e questo perché i nostri lavoratori hanno salari più bassi,
hanno stipendi inferiori rispetto a nord. C'è un dato, che è stato
più volte messo in evidenza al Partito Democratico, che riguarda il
fatto che le gabbie salariali non si debbono istituire perché
attualmente ci sono nella nostra realtà e quindi bisogna mettere al
centro tutto ciò.
Io credo, Assessore, che nulla togliendo alle analisi che voi
avete fatto, il contributo che venga dall'opposizione è quello di
cercare di fare di più. Perché? Perché noi diciamo "dobbiamo
intanto affrontare le emergenze". Io mi sono permesso di dire
"purtroppo oggi se n'è aggiunta un'altra", ma rimane quella legata
alla siccità e per la siccità noi auguriamo, speriamo che le
risorse che sono state appostate vengano subito date alle realtà
agricole zootecniche, perché sono realtà in difficoltà.
La siccità ha provocato danni alle nostre aziende ma ha provocato
danni alle persone perché tante aziende sono state chiuse, perché è
mancato il reddito, perché la produzione è assai più bassa rispetto
al passato. Una realtà quindi, quella dell'emergenza siccità, che
mette in evidenza la necessità di lavorare anche sui dissalatori,
sui depuratori, ma anche sulle dighe. Io ho parlato oggi con un
amico amministratore che mi diceva "ma scusate, ma lo sfangamento
delle dighe quando viene fatto, visto che sono pieni di fango?" ed
è necessario farlo ora, evitare che le dighe ad oggi che non hanno
acqua, un domani si trovino in ulteriori difficoltà e quindi
necessità di operare subito.
Così come bisogna attivare i consorzi, io ripeto il collega Spada
ne ha fatto una battaglia continua, e c'è la vicenda del consorzio
di bonifica di Lentini e i lavoratori che da cinque mesi non
vengono pagati, quindi si mobilitino subito le risorse assessore, è
un appello che facciamo a lei, al suo Assessorato all'economia,
finché si possano subito rendere alcuni servizi alla nostra
comunità.
Così come per l'industria, io credo che ci sia il dato che affiori
da alcune province, ognuno conosce la propria realtà, io per
esempio resto assolutamente contrariato dal fatto che la Pfizer,
che ha fatto grandissimi guadagni a livello mondiale, ancora oggi
ponga il tema della diminuzione del personale, e già c'è stata la
mobilità di alcuni che sono dovuti andare ad Ascoli Piceno e ora si
torna a parlare di una realtà industriale che ha fatto grandi
guadagni rispetto al Covid.
Allora si dica con chiarezza, lo dica il Governo che non si
possono permettere in Sicilia di parlare di mobilità,
assolutamente. Così come noi abbiamo segnalato, io credo che nei
prossimi giorni ci sarà in Commissione V un'audizione alla vicenda
della Telecom e quindi di realtà per cui c'è un processo di
difficoltà.
Su questi dati noi vogliamo fare un richiamo al Governo e, mi si
permetta, noi speravamo molto nella ZES. Fitto, che ora è andato in
Europa, speriamo che non faccia gli stessi danni che ha fatto in
Italia, ha determinato questa generalizzazione della ZES per cui
non si è potuta spendere. Voi parlate di una super ZES, una super
ZES, cioè la ZES non si può utilizzare e dite che ne faremo
un'altra ancora più potente, ma di che cosa parliamo assessore? La
prego, rilegga le cose che scrive qualcuno, perché è una cosa
gravissima, quale super ZES? Se alla ZES non si è potuta applicare
perché è stata fatta una modifica.
Su questi temi noi dobbiamo tornare, dobbiamo tornare anche perché
poi ci sono i dati relativi ai servizi che sono assai precari,
creano situazioni imbarazzanti nella nostra comunità rispetto
all'applicazione dell'articolo 34 della Costituzione, dell'articolo
32 della Costituzione e io parto intanto dai trasporti, siccome ne
parliamo spesso dei trasporti degli studenti e parliamo delle
ferrovie. Per le ferrovie, i trasporti regionali sono inutili. Io
la prego assessore la riprenda questa situazione, perché gli orari
che vengono applicati per i treni regionali sono inutili.
Io, quando ero uno studente, viaggiavo per Caltagirone, si partiva
alle sei e mezzo per arrivare alle sette e mezzo ed entrare a
scuola alle otto. Ora il primo treno che passa al mio paese, la
prima littorina, allora erano le littorine, passa alle dieci, ma
per fare che cosa? Per andare in un altro posto in cui non c'è
inizio scolastico. Ora, questo tema delle ferrovie regionali è un
tema delicato e importante assessore lo riprenda perché con l'AST
in crisi, con le difficoltà che hanno i nostri studenti di
muoversi, le ferrovie potrebbero essere utili, così come quando
parliamo dell'alta velocità, che in altre Regioni è stata
determinata e da noi ci sarà l'alta capacità dei treni, ma quale
alta capacità debbano avere questi treni? L'alta capacità. Noi
avremmo voluto con i soldi che si spendono, con gli euro, migliaia
e milioni di euro che sono stati appostati per queste tratte che
dovrebbero potenziare la situazione del collegamento tra Palermo e
Catania, avremmo dovuto avere l'alta velocità, altro che alta
capacità, ma capace di che cosa? Capace di che cosa?
Così come, lo dicevo prima, c'è il tema relativo alla scuola. Le
colleghe Savarino e Chinnici hanno fatto una battaglia l'anno
scorso, la riproponiamo, stiamo attenti con la rimodulazione perché
quando manca un dirigente poi la dispersione scolastica va avanti.
Così come sul tema dell'articolo 32, della sanità, noi ci torniamo
per dire che ora avremo oltre ai problemi che sono stati accennati
delle lunghe liste d'attesa, della questione dell'urgenza
emergenza, ci sarà la rete territoriale degli ospedali -
Presidente, vado alla conclusione - sulla rete ospedaliera noi in
Commissione ne discuteremo, come sentiamo una Radio Fante che dice
ma vedete, forse ai piccoli ospedali va tolta la medicina oppure
la chirurgia e va accorpata ad altri ospedali , questi ospedali che
hanno solo alcune specialità e non in altre, o chirurgia o
medicina, sono ospedali che un tempo, non ora, c'erano in Biafra;
questi sono ambulatori, gli ospedali devono avere il Pronto
soccorso, devono avere la Medicina, la Chirurgia e la Rianimazione,
almeno, e noi vogliamo questa base. Questo significa che siamo
contro gli ospedali metropolitani, siamo contro la medicina che
abbia solo la centralità delle aree metropolitane. Ma siamo stati i
primi noi, durante la discussione della variazione, ad indicare
alcuni emendamenti che avrebbero avuto un significato nelle nostre
realtà metropolitane.
Per quel che riguarda Catania avevamo parlato del Centro per il
cancro, per l'oncologia con specialità importanti, dalla
ginecologia con il Garibaldi, l'Arnas del Garibaldi che ha delle
professionalità straordinarie; avevamo parlato anche della
necessità di dare una risposta alle fragilità, alla disabilità,
soprattutto, collegata alle patologie odontoiatriche e siamo stati
inascoltati, quindi, no, non c'è alcun pregiudizio tra una sanità
delle aree metropolitane del territorio. Va affrontato tutto il
tema della sanità - e, concludo, Presidente -, concludo dicendo
questo al Governo: diceva Bob Kennedy che quando si parla di solo
Pil, fatto di misura sul dato economico, ci si sbaglia; il Pil deve
tener conto della qualità della vita, delle esigenze delle nostre
comunità. Le nostre comunità in questo momento sono piegate
rispetto alle difficoltà che sono state determinate negli anni
scorsi, il Covid sì, si è superato e il Pil sta riprendendo, ma
ancora c'è bisogno di un sostegno vero alle nostre comunità che
sono veramente in grande difficoltà.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Ciminnisi. Ne ha
facoltà.
CIMINNISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, i
colleghi hanno un po' tracciato una panoramica su tutte le
tematiche di questa Nota di aggiornamento, quindi, io mi
concentrerò semplicemente su quelli che sono gli argomenti di
competenza della Quarta Commissione per spiegarle, assessore,
perché oggi la Quarta Commissione ha bocciato la Nota. Io non credo
che sia solo un dato numerico, certo, sicuramente la maggioranza
non partecipa abitualmente ai lavori della Quarta Commissione, noi
siamo abituati a questo andazzo, i deputati di opposizione tengono
da soli i lavori, fondamentalmente, presieduti dal Presidente Carta
però, diciamo, che la maggioranza si mostra sempre abbastanza
disattenta per non dire termini che non sono adatti a questo
Parlamento nei confronti delle tematiche della Quarta Commissione e
la cosa stride un po', se noi leggiamo la premessa di questa Nota
di aggiornamento, quando diciamo "in continuità con le attività
avviate dal Governo regionale" e già in questo potremmo dirci
ampiamente insoddisfatti, però perseveriamo nell'errore, "le
politiche della Regione si muoveranno su quattro direttrici
fondamentali, una delle quali è il contrasto delle emergenze", come
se la Commissione Quarta non fosse la Commissione deputata a
trattare gli argomenti che oggi sono tutte questioni di emergenza
in Sicilia.
Parlo dell'acqua, parlo dei rifiuti, parlo della questione
energetica, parlo della questione infrastrutturale. Quindi sono
tutte tematiche che, in teoria, dovrebbero essere anche il cuore.
Io non voglio dire che tutti i problemi della Sicilia li trattiamo
in IV Commissione, ma sicuramente, in un momento di siccità come
quello che stiamo vivendo, forse la IV Commissione dovrebbe avere
la possibilità di poter esprimere qualche giudizio in più su questi
argomenti. E invece, insomma, ci ritroviamo una nota di
aggiornamento in cui si parla del problema della siccità, come se
fosse una cosa di oggi. Come se la dichiarazione di emergenza non
fosse intervenuta a febbraio, ma fosse un tema di oggi. Si parla
così dei tre dissalatori, come se fosse la notizia del giorno.
Questa è una Nota di aggiornamento al DEFR. Noi ci saremmo
aspettati che qualcuno ci venisse a dire qualcosa in più, su quello
che è stato fatto sulla crisi idrica. Che stiamo investendo 90
milioni di fondi FSC per i tre dissalatori, che forse non sappiamo
nemmeno se li realizzeremo tutti e 3 - per 525 litri al secondo in
più d'acqua -, questo lo sapevamo già. Non ci dice nulla di nuovo.
E anche sulle dighe, questa Nota di aggiornamento non ci dice
nulla di nuovo, e le dico perché. Perché ci dice che ci sono 53
interventi, in fase di attuazione, per un importo complessivo di
più di 300 milioni di euro. Qualcuno mi sa dire quali sono gli
interventi sulle dighe che sono stati fatti, e quali stanno ancora
per essere compiuti? Perché uno legge, poi, la pagina successiva
dice "per alcuni interventi sono stati appostati finanziamenti
integrativi". Quindi, oltre questi 300 milioni di soldi sulle dighe
- che io, personalmente, non so dove sono stati allocati e a che
cosa stanno servendo, lo chiederei anche agli agricoltori siciliani
- poi c'è scritto altro. Quindi "finanziamenti integrativi... altri
necessitano di ulteriori risorse economiche". Ma per fare cosa?
Ecco noi in Commissione IV, oggi, questa Nota l'abbiamo bocciata
anche per questo motivo. E le dico perché l'abbiamo bocciata? Le do
un altro motivo. Noi non possiamo leggere, in una Nota di
aggiornamento, che questa Regione punta all'economia circolare, e
poi leggere che l'aggiornamento sono 800 milioni di euro buttati su
due termovalorizzatori. E nell'attesa dei termovalorizzatori, nella
Nota di aggiornamento che cosa ci mettiamo? Nell'attesa dei
termovalorizzatori prevediamo, nell'ottica dell'economia circolare,
l'ampliamento di tre discariche.
Ora io non so qual è l'idea di emergenze che avete voi, di come
volete gestire le emergenze. Ma se quello che è scritto in questa
Nota è il modo in cui volete gestire le emergenze, forse è il caso
di dire che i termovalorizzatori, sicuramente, non serviranno a
gestire l'emergenza Perché è chiaro che, nella migliore delle
ipotesi, saranno pronti nel 2028, forse nel 2030. Quindi se il
vostro modo di gestire l'emergenza è ampliare tre discariche, non
veniteci a parlare di economia circolare. E questo è un altro
motivo per cui l'abbiamo bocciato.
Anche perché, ripeto, non è che la maggioranza è venuta a
difendere l'operato del Governo. Ha lasciato che, ovviamente,
l'opposizione facesse il suo lavoro di opposizione e bocciasse
questa nota.
E le dico di più. Altro argomento. Questioni energetiche.
Premessa. "La Regione intende, inoltre, puntare ad attrarre gli
investimenti, sfruttando la propria posizione nel Mediterraneo e la
propria caratteristica naturale che la qualifica come hub
energetico nel campo delle rinnovabili".
Ora, non so se vi ricordate che siamo nel semestre di tempo, che
scade a fine dicembre, il trentuno dicembre, entro il quale la
Regione siciliana dovrebbe individuare le aree idonee e non idonee
per le energie rinnovabili. Ora, il fatto che non vi sia notizia
della legge sulle aree idonee e non idonee, e il fatto che, a parte
questo piccolo trafiletto, questa Nota non dica nulla
sull'argomento, ci fa pensare che forse l'idea del Governo è che le
politiche energetiche siano assolutamente ininfluenti, da un punto
di vista economico. Assessore io non posso credere che lei pensi,
veramente, che le politiche energetiche non abbiano alcun impatto
sulla crescita economica di una regione. Il fatto che la nota non
ne faccia minimo cenno, però, denota, secondo me, che qualcosa sia
stato omesso, voglio immaginare colposamente.
Ed infine, arriviamo alle infrastrutture. È chiaro che non
potevamo votare favorevolmente una Nota in cui, ovviamente, si
parla delle infrastrutture e la prima cosa che si cita è il Ponte
sulla Stretto Quindi 1,3 miliardi dei fondi Fsc dei siciliani
destinati ad un Ponte sullo Stretto che ad oggi, da quello che ci
risulta da notizie di stampa, non ha nemmeno i certificati sismici.
Però, noi nel frattempo abbiamo ipotecato 1,3 miliardi dei soldi
dei siciliani per i capricci politici di Salvini e compagnia
cantante, a scapito delle infrastrutture siciliane
E poi abbiamo un'elencazione di infrastrutture che sono per lo più
infrastrutture che riguardano una pianificazione nazionale: quando
parliamo di Rfi è chiaro che la Regione partecipa. Io lo dico
sempre all'assessore Aricò che ho il sogno di venire in Parlamento
- guardi che sogno straordinario che ha un deputato - di venire in
Parlamento da Trapani a Palermo, quindi parliamo di 80 chilometri,
col treno. Io spero che entro la fine di questa legislatura la via
Milo, di cui non c'è aggiornamento, ci viene sempre detto che
faremo l'ammodernamento e l'elettrificazione... perché noi,
Assessore, deve sapere che da Trapani a Palermo abbiamo ancora il
trenino a gasolio. Quando lei passa nelle campagne trapanesi ha la
sensazione di fare un viaggio nel passato, lei sta lì dietro il
passaggio a livello e vede il trenino che passa, ciuf ciuf, perché
così funziona Questo è lo stato delle infrastrutture nel nostro
territorio
E qual è l'aggiornamento rispetto a questa infrastruttura? Questa
stessa cosa c'era scritta nel DEFR ed era scritta anche nel DEFR
passato. Quindi qual è l'aggiornamento, il senso della Nota di
aggiornamento, per dare una proiezione di quelle che saranno le
politiche economiche di questo Governo, qual è? Io aggiornamento
non ne vedo Vedo un salto nel passato, nella migliore delle
ipotesi; oppure forse siamo fermi dove stiamo.
E poi, Assessore, sa, io sono una che tende a farsi un po' un'idea
delle persone e non le nascondo che mi sono fatta un'idea di lei:
di persona estremamente preparata, professionale e meticolosa. Però
le chiedo una spiegazione, perché non mi è chiara una frase di
questo DEFR. Sempre parlando di infrastrutture, io gliela voglio
leggere, perché vorrei che lei mi chiarisse in termini economici
che cosa significa questa frase, che politicamente è bellissima, ma
in termini economici non capisco in che cosa si traduce - è un mio
limite, ho fatto giurisprudenza e non capisco di economia - "il
Governo si impegnerà affinché l'aeroporto di Birgi 'Vincenzo
Florio', in una dinamica di offerta della destinazione Sicilia,
possa qualificarsi sul piano commerciale anche come valida
alternativa al vicino scalo di Palermo, secondo i modelli presenti
in altre città europee e nazionali". Cosa significhi questa norma,
io spero che lei me lo possa spiegare, perché noi è da due anni che
chiediamo di conoscere quali siano le sorti che questo Governo
immagina per l'Airgest, che è la società di gestione dell'aeroporto
di Trapani, di proprietà al 99 per cento della Regione siciliana -
ho finito, Presidente, grazie - e noi vorremmo che questo Governo,
e in particolare lei, Assessore, perché si parla di partecipate.
Vorremmo capire quali sono le prospettive che immagina questo
Governo, se immagina una privatizzazione, come immagina questo
rapporto con lo scalo di Palermo, perché dal DEFR non è chiaro. E
io penso che i trapanesi in particolare, ma tutti i siciliani,
abbiano il diritto di sapere qual è la strategia di gestione degli
aeroporti minori, e degli aeroporti in generale, che questo Governo
immagina. Altrimenti non ha senso che parliamo di sviluppo e non ha
senso neanche che parliamo di bonus per il caro voli. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.
GIAMBONA. Grazie. Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
intervengo su questo argomento, permettetemi preliminarmente di
fare qualche osservazione, che nasce anche da qualche rilievo fatto
poc'anzi dai colleghi in ordine ai lavori, di come si sono svolti
insomma in queste ultime settimane, e al coinvolgimento -
Presidente - delle Commissioni.
Io credo che specialmente nei lavori delle ultime variazioni di
bilancio, ecco, non si sia tenuto adeguatamente conto del lavoro
svolto dalle nostre Commissioni parlamentari, nelle Commissioni.
Vedo anche qui il Presidente della Commissione Bilancio, persona
assolutamente qualificata, che pone in essere una ottima attività
di mediazione. Ecco, devo dire che anche la Commissione Bilancio e
i lavori che sono stati posti in essere non sono stati presi in
considerazione. Stessa cosa in Commissione Affari istituzionali, in
Commissione Cultura. Ebbene, oramai è un continuo, cioè tutto
quello che viene svolto anche in termini di audizioni, di
confronto, di dibattito viene svilito poi dalla scelta dell'Aula. E
da questo punto di vista devo dire che non è l'unico, non sono gli
unici atti, gli unici su cui su questo tema, sul tema del
coinvolgimento dell'Assemblea dobbiamo ragionare.
Assessore Dagnino, io la invito come ho già rappresentato a chi
l'ha preceduto, chi l'ha preceduta nel ruolo di Assessore al
Bilancio su quello che prevede la legge regionale n. 26 del 2020
sulla informazione tempestiva e qualificata, Assessore Dagnino,
informazione tempestiva e qualificata che le scelte di Governo
devono mettere nelle condizioni e a conoscenza il Parlamento. Mi
riferisco alla tematica dell'Accordo Stato - Regione sottoscritto
recentemente nell'ottobre del 2024. Ebbene, la norma in questione
prevede che tempestivamente il Governo regionale venga a riferire
di quelli che sono i termini degli accordi che sono assolutamente
importanti. Io su questo argomento ho presentato un'interrogazione
parlamentare perché non può continuare questa, ecco, continua
mortificazione del ruolo del parlamentare ma da questo punto di
vista e purtroppo su questa considerazione ci tornerò più avanti,
non mi ripeto e non voglio ripetere, Presidente dell'Assemblea,
quelle che sono state le considerazioni per ordine di tempo, in
ordine di tempo a quelle che sono, quello che si è voluto
evidenziare sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e
finanza regionale ma se ne evidenzia che purtroppo il trend è
sempre lo stesso. Quello di derubricarlo a mero adempimento
burocratico. Io non vedo mai in alcun documento di natura
programmatica quelli che sono gli obiettivi strategici, obiettivi
strategici per riuscire a contrastare una questione sociale che mai
appunto viene affrontata, quella della nostra disoccupazione.
Abbiamo purtroppo delle percentuali allarmanti.
Sappiamo benissimo specialmente la disoccupazione giovanile che
percentuali assume. Neet ovvero coloro che non studiano e non
lavorano In questo documento non vediamo alcuna traccia di una
rilevante attività di sostegno alle nostre industrie, in sostanza
di quella che è l'attività di miglioramento delle nostre politiche
industriali. Un documento di economia e finanza dovrebbe entrare in
maniera centrale su quella che è l'attività di ricerca e di
sviluppo per non parlare poi degli obiettivi del Green Deal e di
Agenda 2000-2030.
Non si parla di digitalizzazione, di come rendere i servizi ai
cittadini più efficienti. Per non parlare poi della questione della
insularità, ecco, sulla quale oramai vengono ad utilizzarsi delle
risorse, delle soluzioni tampone che non riescono appunto ad
affrontare in maniera strutturale il problema per esempio del 'caro
voli' e della difficoltà di collegamento tra la Sicilia e le altre
regioni d'Italia.
E poi c'è il tema. Il tema che purtroppo noi come parlamentari
abbiamo affrontato a più riprese. Mi riferisco alla formazione dei
nostri impiegati regionali, ai percorsi di miglioramento appunto
delle performance. Attendiamo ancora ad oggi, a distanza di oltre
sei anni, il rinnovo del contratto collettivo 2019/2021, dobbiamo
lavorare sul contratto 2022/2024, attendiamo la riforma della
dirigenza.
Sembra che sia rimasto tutto al palo senza alcun concreto, senza
alcun concreto impegno nel risolvere questi problemi fondamentali
perché rinnovare il contratto collettivo dei nostri impiegati
regionali permetterebbe in sostanza di garantire loro anche stimoli
ulteriori a migliorare il loro impegno nel lavoro e nel rendere i
servizi al cittadino.
Assessore Dagnino, in questa Nota di aggiornamento al DEFR c'è una
mera elencazione di dati statistici, lo zero virgola, ma sono dati
che fondamentalmente, probabilmente sono quelli che convengono ad
una narrazione che vuole vedere una situazione positiva nella
nostra Regione siciliana. Non sono gli zero virgola quelli che
fanno la differenza perché si omette purtroppo di disquisire sulla
tematica del gelo demografico che sta subendo la nostra Regione.
Ogni mese partono dalla nostra Terra cinquecento neolaureati, negli
ultimi vent'anni sono andati via dalla Sicilia oltre trecentomila
siciliani e da questo punto di vista alcuni leader di partito a
livello nazionale preferiscono parlare di immigrazione piuttosto
che di un fenomeno, quello della emigrazione, ecco, che sta
attanagliando quelle che sono le nostre giovani generazioni.
E poi c'è un'altra questione: proprio andando nel merito del testo
che ho avuto modo di studiare, Assessore Dagnino, io credo che lei
non abbia messo nel conto che questo Parlamento, ecco, deve votare
le norme prima di prenderle in considerazione in un documento di
così rilevante importanza. Mi riferisco al fatto che lei ha dato
per scontato nella Nota di aggiornamento al DEFR l'approvazione di
alcune norme che erano sì nella variazione di bilancio, ma per le
quali poi necessitava che si esprimesse il Parlamento; mi riferisco
all'articolo 3, per esempio, sulle aggregazioni di imprese. Nella
Nota di aggiornamento al DEFR lei dà per scontato che sia stato
approvato, ma non è così, io credo che questo sia per certi versi
anche irriguardoso, irrispettoso nei confronti di questo
Parlamento, perché avrebbe dovuto semplicemente indicare tutto
quello che in quel momento storico, al momento dell'approvazione
della Nota di aggiornamento, era allo stato dell'arte e poi è ovvio
che l'Assemblea, i parlamentari hanno piena libertà, in scienza e
coscienza, di decidere quali norme debbano e possano andare avanti.
Una Nota di aggiornamento che dice che vuole superare quelle che
sono le emergenze, ma quando e dove? Guardate, noi ci troviamo di
fronte ad eterne emergenze, la Regione siciliana deve affrontare
oggi, in aggiunta a quelle che già conoscevamo, le emergenze sul
dissesto, sulla criticità dei comuni, sulla sanità, sulla
Protezione civile, le emergenze sui rifiuti, oggi anche l'emergenza
sulla questione della siccità.
Riteniamo che allo stato dell'arte non ci sia alcuna strategia,
alcuna concreta strategia per superare le emergenze, quasi la
volontà di permanere in questa condizione, probabilmente per far
lucrare qualcuno. E proprio sulle emergenze - noi lo abbiamo detto
più volte, anche quando c'è stata la disquisizione della
Commissione Antimafia - è lì che si annida la criminalità, si
annidano quelle che sono le problematiche sugli appalti che
dobbiamo controllare.
Allora dobbiamo tornare alla normalità e per tornare alla
normalità - mi permetto di dire - dobbiamo utilizzare nel migliore
dei modi quelle che sono le risorse messe a disposizione anche
dall'Unione europea. Fino a ieri, con l'Assessore Aricò, parlando e
disquisendo di quelle che sono le nostre infrastrutture, ho avuto
modo di parlare della gestione, io ho ritenuto aggettivarla
'inopportuna', dei fondi FSC. Qualcuno prima di me ha parlato per
esempio della nota 422 del 4 di agosto 2022, una mera attività di
propaganda da parte dell'ex Presidente della Regione che ha voluto
individuare decine, centinaia di milioni di euro, ecco, da
impegnare in interventi che poi alla fine inevitabilmente non si
potevano realizzare. Ma l'azione di spregiudicatezza nella
pianificazione dei fondi FSC l'abbiamo vista nell'ultimo accordo
con una parcellizzazione degli interventi, interventi molto spesso,
devo dire ahimè, che agevolano solamente quelle che sono posizioni
di parte, senza poi tenere in considerazione la tematica delle
risorse che sono state distolte, ovvero un miliardo e trecento
milioni per un Ponte sullo Stretto di Messina, cioè i fondi sulla
coesione anziché essere utilizzati per creare coerenza e coesione -
e vado a chiudere, Presidente - ecco, vengono invece utilizzati
come metodologie di discriminazione.
E allora, oggi abbiamo parlato anche della questione dei comuni,
comuni che sono in grave difficoltà e da questo punto di vista - e
mi accingo a chiudere - noi non vediamo da parte del presidente
Schifani, assessore Dagnino, quella che è un'attenzione ai problemi
dei comuni siciliani perché, guardate, e dire che Anci ha avuto
abbastanza non è una risposta che meritano, perché Anci non è una
organizzazione autoreferenziale. Anci rappresenta i comuni, Anci
rappresenta i sindaci, rappresenta i servizi al cittadino che
purtroppo con le carenze di risorse e di trasferimenti vengono
costantemente ridotte.
E poi c'è anche un'altra questione, cioè nella Nota di
aggiornamento si parla di quelle che saranno le risorse che nella
nuova legge di stabilità verranno previste. 350 milioni di euro.
Ma io faccio un ragionamento. Nel 2022, sto chiudendo, signor
Presidente, le risorse erano di 327 milioni di euro. Oggi se ne
stanziano 350 milioni di euro. Significa grosso modo il 6,5% in più
quando il tasso di inflazione in quest'ultimo triennio è stato di
ben oltre il 17%. Quindi non riusciamo nemmeno a coprire quello che
è l'andamento del tasso di inflazione.
Su questo dobbiamo intervenire.
E allora chiudo, dicendo all'Assessore e al presidente Schifani,
lanciando una sfida.
Noi chiediamo fondamentalmente che si porta in avanti alcuni
obiettivi strategici. Uno, due, tre obiettivi strategici.
Vi sfidiamo su questo su questo tavolo, sul tavolo delle politiche
industriali, sul tavolo del welfare.
Solamente in questo modo e naturalmente ragionando su quella che è
una politica di lungo respiro, ecco, possiamo portare avanti quelle
che sono le misure che possono migliorare la nostra terra,
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come al solito mi
sembra di disturbare, cioè la discussione sia talmente lunga per
votare un ordine del giorno della NaDEFR... No, devo dire che
invece l'Assessore è stato molto, molto attento quindi mi
permetterà di fare due, tre piccoli appunti riguardo alla Nota di
aggiornamento del Defr.
Assessore, potremmo discutere di alcuni dati che riguardano magari
argomenti che tratto con più facilità, faccio riferimento ad
esempio ai fondi extraregionali.
Leggevo qualche giorno addietro un comunicato stampa del
Presidente della Regione dove sostanzialmente si certificano 3,3
miliardi negli ultimi dieci anni dei fondi Fesr e immagino che come
opposizione, ma non solo come opposizione, andrebbero analizzati
come sono stati spesi questi 3,3 miliardi, se è vero come è vero
che nell'ultimo anno abbiamo speso e certificato 300 milioni per i
contributi alle bollette, quasi 200 milioni di vaccini durante il
periodo Covid, 1 miliardo di progetti retrospettivi della
programmazione 2000-2006, poi 2007-2014 e tanto, tanto altro ci
sarebbe da approfondire perché di fatto, purtroppo, nella spesa
soprattutto del Fesr non c'è un'idea, non c'è una prospettiva; le
somme vanno spese perché vanno spese e vanno trovate le soluzioni
affinché si certifichi il più velocemente possibile, più facilmente
possibile la spesa senza un'idea di sviluppo di questa Regione il
più delle volte. O meglio quando si è tentato di farlo ci sono
stati dei risultati assolutamente non soddisfacenti. E potrei
parlare dei 99 milioni di euro spesi del PNRR a fronte dei 12
miliardi, quasi 16 se inseriamo la spesa cofinanziata del PNRR per
la Sicilia, che di fatto certifica il fallimento dell'utilizzo ad
oggi del PNRR per la nostra Regione.
Ma non mi voglio limitare ai numeri, voglio fare un ragionamento
diverso. E lo faccio da chi ha studiato economia per tutta la vita,
facendo riferimento a un assessore che sicuramente questi argomenti
li conosce bene. Perché io non credo che oggi un siciliano possa
essere felice di vivere e lavorare in Sicilia, e lo dico non per me
che fortunatamente vivo una vita agiata, lo dico per i più giovani
di questa terra. Perché, assessore, lei sa bene che il Pil non
riflette in alcun modo lo stato e l'economia di una Regione o di un
Paese. Non parla della distribuzione del reddito, non riflette in
alcun modo il potere d'acquisto delle fasce più deboli o comunque
del reddito generale. Il più delle volte somma le spese che sono
riparatorie, produrrà Pil la spesa che noi effettueremo sui danni
creati dalla mancanza di attività sul dissesto idrogeologico.
Oggi piangiamo i danni di una parte del catanese, le somme che noi
metteremo per rifare quei territori produrrà Pil ma abbiamo
prodotto ricchezza per la nostra Terra o abbiamo messo
semplicemente risorse per recuperare qualcosa che è stato
danneggiato per nostra mancanza?
In questa terra molte volte si può o si potrebbe essere agiati di
fatto senza mai stare bene, si può dire che un siciliano può vivere
serenamente in una terra dove c'è il sole e il mare ma che di fatto
non vive bene né tanto meno felice.
E allora cosa provare a inserire? E lo dico perché lei ha davanti
tre anni in cui presenterà il DEFR e presenterà le Note di
aggiornamento al DEFR, cominciamo a inserire in questi documenti -
che il più delle volte vengono redatti dagli uffici in maniera
quasi ripetitiva - degli indicatori che ci possono far comprendere
meglio, così come avviene per lo Stato, lo stato di salute della
nostra Regione e faccio riferimento, ad esempio, agli indicatori
ambientali e agli indicatori sociali.
Qualche giorno addietro, il suo Governo ha portato una misura che
è il reddito di povertà però due giorni dopo porta una NaDEFR dove,
sostanzialmente, dice che tutto va bene, tutto sta a posto, allora
delle due l'una: o in questo momento la povertà sta aumentando a
dismisura, soprattutto nel Mezzogiorno, oppure va tutto bene,
allora non aveva senso quella misura, perché veda, la ripresa che
tanto enunciate all'interno di questo documento, non riduce in
alcun modo la povertà assoluta, non riduce in alcun modo i giovani
che scappano da questa Terra, perché la Sicilia, leggevo dei dati
poco fa proprio sul BES, su questo indicatore del benessere equo e
solidale è la ducentoventottesima su 228 regioni dove i giovani non
lavorano e non studiano, siamo ultimi tra gli ultimi; siamo
duecentotrentaquattresima su 234 per tasso di disoccupazione
In questo momento ci sono evidenti criticità sulla presenza delle
donne nei luoghi decisionali, lo abbiamo affrontato più volte anche
negli ultimi documenti, le donne non riescono a entrare nel mondo
del lavoro, il tasso di occupazione femminile sta crollando -
simpatico l'errore probabilmente del Premier Meloni che dice di
essere felice per un tasso di disoccupazione sempre in forte
aumento soprattutto da parte delle donne - e le spese per la
ricerca e l'innovazione in generale sono agli ultimi posti in tutta
la Regione.
E, allora, cominciamo a parlare, invece, di temi che possano in
qualche modo centrare la qualità della vita dei siciliani:
infrastrutture, sanità, istruzione, dare la possibilità ai giovani
di investire il tempo libero piuttosto che immaginare o raccontare
alla Sicilia che stiamo spendendo i fondi europei - come dicevo
prima non sapendo neanche come - che stiamo impegnando risorse per
aiutare le piccole e medie imprese, il più delle volte senza
riuscire nemmeno a rendicontarle per tempo.
Il messaggio che le voglio lanciare, che vorrei che il Governo
facesse proprio è: abbandoniamo questi numeri che ci dice la Banca
d'Italia, le agenzie di rating, siamo cresciuti dal b-- al b- o la
Banca d'Italia certifica un momento del PIL dello 0,7 per cento
rispetto a quanto avevamo previsto ma cominciamo a valutare la
Sicilia dagli aspetti chiave, quindi, gli investimenti fatti sulle
infrastrutture, gli investimenti fatti sulla rete viaria, sul
trasporto pubblico locale.
Un dato in Sicilia: solo il 7,2 per cento dei siciliani si sposta
tramite i mezzi pubblici, un fallimento se guardiamo il resto
d'Italia; analizziamo l'abbandono scolastico, analizziamo
l'investimento sulla gestione dei rifiuti, fallimentare in Regione;
parliamo di contrasto ai cambiamenti climatici, quindi raccontiamo
e immaginiamo una serie di investimenti che possono migliorare la
qualità di vita dei siciliani e non parliamo di freddo numero o
indicatore come il PIL, come il prodotto interno lordo, ma
cominciamo a far parlare invece gli indicatori che riescono a
tracciare meglio a indicare meglio la vita dei siciliani, anche
alternativi a quelli che lei oggi ci ha enunciato all'interno del
suo documento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spada. Ne ha
facoltà.
SPADA. Signor Presidente, onorevoli colleghi. Nell'analizzare
questa Nota di aggiornamento non posso non evidenziare, come ha
fatto qualche collega prima di me, due aspetti cruciali che hanno
interessato l'ultima variazione di bilancio che abbiamo approvato
in quest'Aula.
La prima che riguarda questo prestito d'onore, ho avuto modo di
confrontarmi con l'assessore Dagnino proprio perché il prestito
d'onore, così come approvato, rischia di rimanere un intervento a
cui non parteciperanno gli studenti per due motivi: il primo perché
è stato messo un tetto di spesa rispetto all'ISEE di ventimila euro
che riteniamo essere un tetto troppo basso che non consente
l'accesso a diversi studenti che, invece, vorrebbero usufruire del
prestito d'onore; e la seconda riguarda il fatto di dovere
eventualmente restituire le somme con un preammortamento di 5 anni,
uno studente dovrà restituire anche nel caso in cui dovesse
svolgere uno stage retribuito.
Sappiamo tutti che in Sicilia gli stage retribuiti al massimo
arrivano a 300-350 euro, quindi uno studente che accede al prestito
d'onore rischia di non dover fare lo stage perché dovrebbe
eventualmente ritornare la quota del prestito d'onore in maniera
anticipata rispetto al preammortamento dei cinque anni.
Un altro aspetto che ho avuto modo di leggere all'interno di
questa Nota di aggiornamento riguarda la parte dei diritti sociali,
politiche sociali e famiglia. Non c'è l'assessore Albano, però,
ritengo che quest'Aula e che il Governo debbano modificare se è
possibile con un ordine del giorno questa Nota di aggiornamento e
le spiego perché Si scrive, all'interno di questo documento:
"Quanto alla fuga dei giovani siciliani laureati: i giovani hanno
una visione diversa del mondo e proprie aspettative, considerano
gli altri Paesi come opportunità di esperienza per aumentare le
loro conoscenze e non fuggono per l'assenza di lavoro ma perché il
loro obiettivo oggi è diverso da quello che apparteneva alla
generazione degli adulti". Allora, Presidente, siccome ritengo che
queste parole non possano essere il frutto dell'Assessore che
conosco bene e di cui ho anche stima e che sicuramente qualche
ufficio avrà dato una sua interpretazione alla fuga dei giovani da
questa Regione. Ricordiamoci che i giovani che abbandonano la
nostra Regione ogni anno sono 30 mila, siamo arrivati a 150 mila
giovani che abbandonano la nostra Regione non perché vogliono fare
un'esperienza diversa, formativa o di altra natura, perché qui si
parla di giovani siciliani laureati, ma perché oggi in questa
Regione abbiamo il 50% di disoccupazione giovanile Come si può
immaginare, come si può pensare di inserire all'interno di questa
Nota di aggiornamento il fatto che i giovani siciliani non
abbandonino questa terra perché manca il lavoro ma perché vogliono
fare un altro tipo di esperienza? E' un insulto ai giovani Queste
frasi che sono inserite all'interno di questa Nota e siccome
ritengo che il Governo regionale e l'Aula tutta non vogliono
assolutamente offendere l'intelligenza dei giovani siciliani
laureati, che magari una piccola percentuale vuole fare
un'esperienza all'estero ma la maggior parte dei giovani siciliani,
assessore, perché siamo appunto legati a questa terra, hanno il
sogno e l'ambizione di ritornarci in questa terra, in questa nostra
Sicilia, perché ci vogliono vivere, perché vogliono fare famiglia.
Ne conosco tantissimi, quindi siccome penso che rispetto a questo
tema, e spero che sia veramente così
L'intenzione da parte della Regione non era quella di dire che
oggi il lavoro per i giovani siciliani c'è e che il 50 per cento
dei giovani siciliani, oggi invece non vuole andare a lavorare,
perché il lavoro c'è, però sono loro che non voglio andare a
lavorare, motivo per cui abbiamo il 50 per cento della
disoccupazione giovanile e, quindi, spero, che venga modificata
questa parte prima dell'approvazione in Aula.
Introduco un altro elemento che secondo me è di fondamentale
importanza, non solo per tutta la nostra Regione, per il comparto
che interessa le attività produttive, perché assessore Dagnino,
oggi dalla Nota di aggiornamento noi evidenziamo come la crescita
del Pil della nostra Regione è collegata - no, magari la scriviamo
insieme - la maggior parte del Pil della nostra Regione e, quindi,
l'aumento del Pil della nostra Regione è collegato in maniera, come
dire, strategica soprattutto per la produzione che proviene dalla
zona industriale. E noi oggi, in provincia di Siracusa, abbiamo il
petrolchimico più grande d'Europa che fattura più di 5 miliardi
l'anno e che, oggi, rischia di chiudere, - e lo voglio sottolineare
- perché la narrazione che viene fatta, anche a livello nazionale,
sulla contrapposizione politica tra la magistratura e questo
Governo non solo non mi convince, ma non lo condivido.
Legittime sono le azioni che sta portando avanti la magistratura
sul petrolchimico di Siracusa e non si possono attribuire
responsabilità di natura, giuridica o giudiziale, rispetto alla
possibile chiusura del polo petrolchimico e, quindi dico,
attenzioniamo questa vicenda, Assessore. Sono a rischio più di
cinquemila posti di lavoro e parlo di assunzioni dirette, per non
parlare dell'indotto, rischiamo di arrivare a perdere diecimila
posti di lavoro.
Siccome non ho letto la sentenza, e sicuramente non penso che il
Ministro Urso abbia fatto delle dichiarazioni non vere rispetto a
quello che è stato il dispositivo che è stato emesso, ritengo
fondamentale che il Governo regionale si possa occupare della
vicenda del petrolchimico di Siracusa perché, diversamente, avremo
sulla coscienza non solo i diecimila lavoratori, ma avremo sulla
coscienza soprattutto - Assessore Dagnino - il calo della
produzione e del nostro Pil regionale, che oggi è rappresentato per
il 3,4 per cento dal polo industriale siracusano. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Di Paola.
Onorevole Spada, per favore però, quanto meno dialoghi con il
Governo per un eventuale sub emendamento.
DI PAOLA. Grazie, Presidente, colleghi, Governo.
Assessore, tantissimi sono stati gli interventi dei colleghi,
tutti molto puntuali su tanti argomenti però, Assessore, io le
dico, ma chi mi conosce sa che ho forte diffidenza nei tecnici
prestati alla politica.
Assessore, lei è un tecnico prestato alla politica e sa perché,
assessore, ho forti dubbi? Perché lei rischia, se non si spoglia
dei tecnicismi, di essere una vittima di questo Governo regionale e
di questa maggioranza. E lei la ha già testato questa cosa, ahimè,
su un articolo che è stato bocciato da questa Assemblea, che è
stato bocciato prevalentemente dalla sua maggioranza, e che poteva
essere una norma che in qualche modo dava un segnale ai siciliani.
Perché oggi, vede assessore, perché le dico lei può essere una
vittima di questo governo, di questo governo regionale? Perché ad
oggi, in questi due anni, ed ecco perché le dico di spogliarsi dei
tecnicismi, in questi due anni questo governo regionale non ha
portato nessuna norma di visione o di scommessa nei confronti dei
siciliani. Perché se io le dicessi, e la invito a dirmi qual è la
norma che in questi due anni, è la norma che qualifica questo
governo regionale, questa coalizione di maggioranza nei confronti
dei siciliani nei vari disegni di legge, nelle varie leggi che sono
state approvate, lei non mi saprà rispondere o meglio, forse
qualcuno mi potrà rispondere.
La norma di visione di questo Governo regionale è stata la norma
sulla povertà, i 30 milioni sulla povertà - 30 milioni sulla
povertà, assessore - glielo abbiamo detto pure in Commissione
Bilancio , e lei deve, come dire, vigilare su questa cosa, che
rischiano di creare una nuova sacca di precari, cioè se l'obiettivo
del Governo di destra, del Governo a trazione Fratelli d'Italia, è
quello di creare una nuova categoria di precari siciliani, lo dica
pubblicamente, perché ad oggi questo è passato come messaggio
rispetto alla norma dei 30 milioni di euro che è stata approvata, e
sa assessore cosa mi aspetto? E noi siamo pronti con le
opposizioni, tantissimi colleghi sono intervenuti al riguardo,
porti delle misure, porti delle norme, lei e il Governo, porti
delle norme adesso in legge di stabilità che diano una visione.
Oggi la sfida è sulle tematiche ambientali, cioè sta succedendo
una catastrofe per quanto riguarda sia la siccità e per quanto
riguarda le alluvioni, allora cerchiamo di essere politici e non
tecnici, cerchiamo di dare una visione e di mettere insieme,
assessori, tutti i tecnici, tutti i professori universitari, le
menti siciliane e capire perché la Sicilia è l'unica terra - e oggi
parlavo con un giornalista della Finlandia che mi diceva "ma come è
possibile che in Sicilia ancora oggi nel 2024 non arriva l'acqua
nelle case dei siciliani?", come è possibile?
Un Governo regionale, soprattutto in questi primi due anni, perché
a me hanno insegnato in questi anni, assessore, che le scelte forti
si fanno nei primi anni di Governo regionale. Siamo a due anni di
Governo regionale, manca l'ultimo, perché poi dopo i tre anni
assessore lei vedrà che poi qui tutti saranno pronti alla prossima
campagna elettorale e quindi qui di norme visionarie, dove un
Governo sceglie più sulle aziende, più sulla povertà, sul sociale,
sui giovani, le emergenze sono tantissime, ma il rischio qual è
assessore? Che se noi ci riempiamo di emergenze, noi continueremo
da qui ai prossimi anni a gestire le emergenze e il ruolo della
politica verrà meno e il ruolo della politica lo prenderanno - e io
spero che lei si spogli di questo - i tecnici, perché poi ci
saranno i tecnici a fare gli articoli sul giornale, a fare i post
su Facebook, i tecnici prendono il posto totalmente della politica
perché la politica se non dà visione, se non fa proposte, ma si
limita solo ed esclusivamente a gestire le emergenze e a gestire
l'ordinario, noi qui possiamo chiudere completamente i battenti,
perché anche il prossimo Governo regionale che verrà, se non sarà
coraggioso nei primi anni, ovviamente soluzioni non ce ne saranno,
e quindi a cosa la invito assessore? Intanto la invito più a
guardare all'opposizione, alle minoranze che non alla maggioranza,
perché tanto la maggioranza le leggi e gli articoli qui in Aula
glieli boccerà, ma le dico si spogli - e magari lei in questo
momento è l'unico tecnico che c'è in questa Giunta regionale - si
spogli - e l'assessore Barbagallo all'agricoltura - ah la sanità,
l'avevo dimenticata, l'assessore alla sanità, mi deve scusare il
capogruppo Assenza di Fratelli d'Italia, l'assessore alla sanità,
che ovviamente salutiamo, per come è combinata la sanità, l'avevo
completamente dimenticato Allora, assessore, assieme
all'assessore, all'altro assessore tecnico, Barbagallo, si spogli,
perché oggi gli assessori politici che sono in Giunta sono
diventati tecnici, io mi auguro che lei si spogli del ruolo di
tecnico e diventi un politico e in questa prossima legge di
stabilità faccia la differenza, utilizzando anche l'opposizione e
le minoranze, perché l'opposizione oggi le sta dicendo, e sono
stati tanti gli interventi, porti misure che stravolgano quello che
ad oggi non è stato fatto e che diano visione alla Sicilia, grazie
Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, trovate sui vostri tablet l'ordine
del giorno, scusate, che stiamo per mettere in votazione recante la
numerazione 257.
CRACOLICI. L'Assessore non parla?
PRESIDENTE. L'Assessore vuole rispondere agli interventi?
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, sollecitato,
brevemente, posso replicare, grazie Presidente, se mi dà la parola,
naturalmente.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ho ascoltato con molta attenzione, devo dire che ho
accolto un tratto, ho apprezzato molto gli interventi, ho colto
brevemente, lo dico giusto per chiosare, visto che c'è stata una
discussione molto ricca di contenuti e di osservazioni, devo dire
ho colto un tratto molto garbato di collaborazione e ho molto
apprezzato questo tratto che registro, è stato riconosciuto e mi fa
piacere che sia stato colto, sono stato molto attento, ho preso
appunti su tutte le osservazioni.
Quello che colgo come elemento comune è la passione, così rispondo
in modo generale specialmente sulle ultime sollecitazioni che
venivano da chi ha parlato alla fine, cioè questa differenza tra
politica e tecnica, mi si dice sia più politico, io credo che la
politica, l'ho detto in altre occasioni, è una parola polisemica,
la parola politica, cioè ha più significati, politica è chi si
confronta e ha l'onore e l'onere di confrontarsi con l'elettore,
questo onore e onere non l'ho avuto e sicuramente non è nei miei
programmi averlo, ma politico è anche chi viene chiamato a
contribuire all'indirizzo politico e, quindi, anche chi non ha
avuto l'onore e l'onere di confrontarsi con gli elettori può, come
chi vi parla, essere chiamato ad un ruolo che è tecnico perché la
scelta viene fatta tra tecnici, non tra politici nel primo senso
che ho detto ma è politico nel momento in cui, naturalmente,
contribuisce all'indirizzo politico, e io devo dire che molti lo
hanno riconosciuto e li ringrazio, ho fatto io, insieme al Governo
naturalmente, sforzi notevoli per attribuire un'anima, una visione
a questa Nota di aggiornamento del DEFR, visione che è stata
condivisa da tutti i membri del Governo, crediamo di avere fatto
del nostro meglio, sicuramente, come ho già detto anche in altri
casi tutto è perfettibile e il dialogo aiuta a migliorare.
Per esempio, ringrazio in anticipo il parere favorevole del
Governo sull'osservazione dell'onorevole Spada in ordine a quel
tratto che, effettivamente, probabilmente, è il frutto di una
superfetazione, lasciatemi dire, proveniente più dagli Uffici che
non dal Governo perché il dato sulla disoccupazione in Sicilia è un
dato obiettivo, quindi, non si può negare e, quindi, esprimerò
parere favorevole sull'emendamento che è stato presentato.
Su altri temi, l'articolo 3 ma anche sull'articolo 24, si è
richiamato nel dibattito sulle variazioni di bilancio, certamente
il risultato ottimo, l'ho già detto e lo ribadisco che abbiamo
ottenuto tutti quanti, tutta l'Aula a beneficio dei siciliani di
approvare in tempi molto veloci la legge di variazione di bilancio,
cosa che abbiamo fatto credo tutti quanti per responsabilità, senso
di responsabilità verso i siciliani perché prorogare quella legge,
il tempo di approvazione di quella legge sarebbe significato
mettere a repentaglio l'utilizzazione di quelle risorse che tutti
abbiamo condiviso e dovevano essere restituite ai siciliani, però
questo è costato il prezzo, soprattutto a chi vi parla e ha meno
esperienza d'Aula, di non avere, forse, i tempi sufficienti per
maturare certe valutazioni e per illustrare meglio certe norme,
come quella sull'articolo 3, di cui si è citato, ma anche quella
contenuta nell'artico, mi sembra, 24 sul prestito d'onore.
Ho sentito dall'onorevole, credo l'onorevole Chinnici richiamava
l'esigenza di valutare eventuali modifiche. E io credo che questo
lo si possa fare, nel dibattito che ci saranno in occasione nella
legge di variazione di bilancio, pardon, nella legge di stabilità
con la collaborazione di tutti.
Quindi, massima apertura al dialogo, da parte del Governo. Credo,
e ripeto, il tratto comune è la passione che accomuna tutti quelli
che hanno parlato, sia la maggioranza che l'opposizione. La
maggioranza, oggi, ringrazio, anche, per non avere, al momento,
preso la parola per favorire, ulteriormente, l'approvazione. Ma,
naturalmente, queste norme e anche l'attività del Governo è,
ampiamente, credo, condivisa da parte della maggioranza e, quindi,
io credo che il dibattito sia maturo per approvare, ecco, mettere
ai voti questo ordine del giorno con l'auspicio che venga
approvato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Si passa all'ordine del giorno n.
257, che è quello accettato dal Governo, al quale c'è l'emendamento
a firma dell'onorevole Spada, n. 257.1, che ha ricevuto il parere
favorevole da parte del Governo. Il parere della Commissione?
DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Quindi, pongo in votazione l'emendamento
all'ordine del giorno, il 257.1. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 257. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
PRESIDENTE. 1Pongo in votazione i due ordini del giorno, quello a
firma dell'onorevole Burtone e l'altro dell'onorevole Saverino che
sono il 259 e il 260. Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati entrambi)
PRESIDENTE. Adesso, sospendiamo l'Aula, per determinare il
calendario dei lavori visto che stiamo entrando in fase di sessione
di bilancio. Quindi, sospendiamo l'Aula per quindici minuti, e
chiedo ai Capigruppo di poter...
Per fatto personale
MICCICHÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Aspetti, onorevole Micciché. Se mi sostituisce, nel
frattempo, l'onorevole Di Paola, e chiedo ai Capigruppo di
maggioranza, non appena finisce - sì, sì - appena finisce
l'onorevole, l'onorevole Micciché, di poter sospendere. Prego,
onorevole.
MICCICHÈ. E' una cosa di trenta secondi. Siccome - scusate -
Presidente, non sono intervenuto formalmente, né ufficialmente, né
sulla stampa - scusatemi - sul cosiddetto "Caso Auteri", né voglio
intervenire sul problema, diciamo, giuridico di quello che lui ha
fatto. Non mi interessa niente, se la vedrà lui con il giudice e
quant'altro, ma su una cosa io speravo che intervenisse
direttamente lei.
Il Signor Auteri non si può permettere, oltre quello che ha detto
a La Vardera che è comunque gravissimo, di dichiarare ai giornali:
"Io non vado al Gruppo Misto, perché dovrei fare politica con
Micciché" Perché la differenza che c'è tra me e lui è abissale. E,
caso mai, sono io che avrei problemi a fare politica con lui. E ho
chiuso.
Io vorrei, soltanto, che lei stesso dicesse, a questo ragazzo, che
ci sono delle forme di educazione che, al di là di tutto, vanno
preservate e vanno rispettate. Per cui il fatto che lui abbia
detto: "Io al Misto non ci vado perché dovrei fare politica con
Micciché e con La Vardera" bene, sappia che non è gradito al Misto.
Prego l'onorevole Assenza di riprenderselo lui, perché certamente
io cose di questo genere, nella vita, non ne ho fatto mai E in
quella stessa manovra, i soldi che fatto avere, li ho fatto avere
alle Orestiadi, per un convegno sui diritti civili e
all'Osservatorio astronomico, per cui cose ben diverse dalle
associazioni.
Però chiudo qui. A me non interessa e mi dispiace pure doverlo
dire. Se lui non avesse detto questa cosa veramente inutile, non
sarei mai intervenuto contro di lui.
PRESIDENTE. Giusto, però, visto che mi ha chiamato in causa, ora
le chiedo se fosse possibile quanto meno ascoltare. Intanto,
purtroppo non ho letto lo stesso articolo che ha letto lei e io mi
devo rifare semmai non a quello che dice la stampa, ma a quelle che
sono delle dichiarazioni che eventualmente lui può fare in Aula.
Quindi, non mi è capitato di leggerlo e non mi posso esprimere in
tal senso.
Poi non so quali saranno le determinazioni del caso, se dovesse
andare al Misto, se andrà al Misto, queste sono questioni sue.
Sulla questione ritengo che io abbia condannato, sin dal primo
momento in cui ne sono venuto a conoscenza, il gesto relativo a una
minaccia. Non sono mai entrato nel merito, perché le ricordo -
onorevole Micciché - che non è stato fatto qualcosa che non si
potesse fare. È stata votata una norma, un maxi emendamento da un
intero Parlamento. Ma sulla condanna, mi pare, che la mia posizione
sia stata assolutamente ferma e di solidarietà anche nei confronti
dell'onorevole La Vardera.
MICCICHÈ. Ha fatto una puntualizzazione assolutamente corretta e
io la ringrazio, perché era anche utile che lei la facesse. Sa
benissimo che quello che dicevo prima non era certamente riferito a
lei, ma era per enfatizzare quello che era successo. Lei, come
sempre, si comporta benissimo.
PRESIDENTE. Grazie. La seduta è sospesa per quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19:32, è ripresa alle ore 20:12)
Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA
PRESIDENTE. Colleghi, la seduta riprende.
parlamentari
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Vi comunico il calendario stabilito per la legge di
stabilità dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari:
assegnazione del disegno di legge di bilancio e stabilità
mercoledì 13 novembre 2024, quindi oggi, a tutte le Commissioni, il
disegno di legge è arrivato a tutte le Commissioni di merito;
poi, esame nelle Commissioni di merito entro sabato 23 novembre
2024;
quindi, esame in Commissione Bilancio entro lunedì 9 dicembre
2024;
iscrizione all'ordine del giorno dell'Aula giovedì (mattina) 12
dicembre 2024;
termine per gli emendamenti in Aula sabato 14 dicembre 2024, alle
ore 18.00;
esame in Aula da mercoledì (pomeriggio) 18 dicembre 2024, o se
riusciamo martedì 17 dicembre 2024, fino a conclusione dei lavori.
regionale di controllo della Corte dei Conti
Comunicazione relativa all'elezione di un componente della Sezione
regionale di controllo della Corte dei Conti
PRESIDENTE. Comunico che questa Assemblea, inoltre, deve
procedere all'elezione di un componente della Sezione regionale di
controllo della Corte dei Conti, ai sensi dell'articolo 7, comma 8
bis, della legge 5 giugno 2003, n. 131 e successive modificazioni.
A seguito dell'istruttoria svolta dagli Uffici sulle candidature
presentate, il 26 gennaio 2024 è stato pubblicato sul sito web
istituzionale dell'Assemblea l'elenco dei nominativi dei candidati
ammessi all'elezione. Pertanto, in una prossima seduta, l'Assemblea
procederà ad eleggere in conformità alle norme del proprio
Regolamento interno il componente della Sezione regionale di
controllo della Corte dei Conti tra coloro i cui nominativi sono
inseriti nel suddetto elenco.
A tal fine, tale elenco con i curricula dei candidati ammessi sarà
trasmesso nella casella di posta elettronica di ciascun deputato.
Bene, colleghi, c'era l'intervento velocissimo della collega
Adorno e poi chiudo i lavori d'Aula.
Prego, onorevole Adorno.
Sugli eventi meteorologici avversi occorsi in queste ore nel
catanese
ADORNO. Grazie, Presidente, In queste ore drammatiche per la mia
terra, io vorrei esprimere la solidarietà verso le popolazioni
colpite dall'alluvione di Torre Archirafi, di Riposto, è una
frazione di Riposto, di tutte le cittadine dell'acese, di Aci S.
Antonio.
Chiaramente, ancora una volta, veniamo colpiti da una bomba
d'acqua, da questo cambiamento climatico. Certamente ci sono anche
delle responsabilità da parte della politica, che nell'ultimo
trentennio, diciamo, non ha amministrato bene il processo di
edificazione, che si è svolto, appunto, in questi tre decenni, ed è
figlia, anche, di mancati interventi.
Ed è proprio per questo, Presidente, che io chiedo la sua
attenzione affinché si faccia promotore, attraverso la nostra
azione presso lo Stato, di una richiesta di stato di emergenza,
perché la situazione è davvero grave. Troppi ritardi, troppe
assenze di attenzioni riguardo ai fondi che si sarebbero dovuti
spendere per quello che è l'emergenza del dissesto idrogeologico.
Io rivolgo un appello alla Presidenza, visto che uno dei membri è
anche facente parte della mia provincia, che è stata così
dolorosamente colpita, affinché una delle opere prioritarie, quella
del canale di gronda, prenda finalmente il via.
Chiedo, appunto, alla Regione siciliana che non si lascino soli i
sindaci dei nostri comuni, di affiancarli in questa lotta, in
questa emergenza che continua ed è costantemente accanto a noi.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Adorno.
Onorevoli colleghi, a questo punto, la prossima seduta d'Aula
verrà convocata tramite e-mail, quindi, riceverete la prossima
convocazione tramite e-mail.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20.17
VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
1 L'ordine del giorno n. 258, a firma di vari deputati dei Gruppi
parlamentari d'opposizione, è pertanto da intendersi precluso ai
sensi del medesimo comma 3 dell'articolo 73 bis.1 del Regolamento
interno