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Resoconto d'Aula della Seduta n. 144 di mercoledì 13 novembre 2024
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   Presidenza del Presidente Galvagno

   Presidenza del vicepresidente Di Paola


                   La seduta è aperta alle ore 15.31

   PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta  n.   142
  del  5-6-7  novembre  2024 è posto a disposizione  degli  onorevoli
  deputati   che   intendano  prenderne  visione  ed  è   considerato
  approvato, in assenza di osservazioni in contrario, nella  presente
  seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

         Comunicazione di adesione a Intergruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che con nota indirizzata a questa Presidenza,
  datata 12 novembre 2024 e protocollata al n. 2240- PRE/2024 del  13
  novembre  successivo,  l'onorevole  Giuseppe  Geremia  Lombardo  ha
  dichiarato  di  aderire  alla   Associazione  parlamentare  per  la
  sensibilizzazione  e  promozione delle  problematiche  legate  alla
  salute  mentale , della cui costituzione si è dato  annunzio  nella
  seduta d'Assemblea n. 120 del 9 luglio 2024.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Bene, colleghi, passiamo al punto dell'ordine del giorno che è  la
  votazione e il parere sulla Nadefr.


     Sull'ordine dei lavori e sulla presentazione di un ordine del
                                giorno

   BURTONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BURTONE. Signor Presidente, intervengo per annunciare all'Aula che
  sto   presentando   un  ordine  del  giorno  che  considero   molto
  significativo  e che sto sottoponendo anche ai Capigruppo  presenti
  nel Parlamento.
   È un ordine del giorno che prende origine da quello che è accaduto
  qualche settimana fa in Iran, a Teheran, una vicenda molto grave  e
  dolorosa. Una ragazza, Presidente, lei sa, tutti i media  ne  hanno
  parlato  a livello mondiale, ha rinunciato a coprirsi con il  velo,
  anzi quando è stata ammonita dalla polizia si è denudata, è rimasta
  ferma  nel  parco  dell'Università e poi si è  spostata.  Dopodiché
  alcuni   poliziotti   dell'intelligence  di  quel   Paese   l'hanno
  prelevata;  da  quel  momento, non si hanno più notizie.  Emergence
  International ha dato notizia di un possibile trattamento sanitario
  che  la  ragazza sta avendo da parte delle autorità  dell'Iran,  un
  trattamento come ammalata psichiatrica.
   Devo  dire che dalle notizie che hanno diffuso attraverso Telegram
  i  giovani  di  quel Paese, pare che la ragazza non  avesse  queste
  patologie   e   che  tutto  quindi  venga  mosso  per   penalizzare
  un'iniziativa che ha un valore estremamente simbolico.
   Quello  che si teme però è per la vita della ragazza che  sappiamo
  ormai  essere stata prelevata e sulla quale non ci sono più  alcune
  notizie. Pertanto noi riteniamo che non si debba tacere.
   Già  in  precedenti  altri  avvenimenti  ci  sono  stati  moti  di
  protesta,  si è formata un'associazione "Donna Vita e Libertà"  che
  hanno  messo  l'accento sulle problematiche dei diritti  in  quelle
  comunità.
   Questo  è  un  Parlamento, signor Presidente, il Parlamento  della
  Regione  siciliana,  ed  è stato conquistato  con  l'impegno  delle
  nostre comunità.
   Io  credo che sia un fatto estremamente simbolico e importante che
  questo   documento   che  abbiamo  presentato  in   maniera   molto
  equilibrata  possa  essere condiviso dai  Capigruppo  e  votato  in
  questa  occasione, in occasione della presentazione  del  Documento
  economico finanziario, che trae anche spunto da quello che  avviene
  nella  comunità mondiale. Una comunità mondiale che non può  essere
  soltanto  polarizzata  sulle  questioni  economiche,  ma  che  deve
  mettere  al  centro i temi dei diritti in modo particolare  dove  i
  diritti sono negati.
   Noi temiamo, come ha detto qualche associazione importante, che la
  ragazza sia stata prelevata, picchiata e violentata. Lo dicono  nei
  tanti social i giovani di quel Paese.
   Riteniamo  che  un'iniziativa a seguito del  nostro  documento  da
  parte  della Regione siciliana, di concerto con il Ministero  degli
  Esteri,  possa  essere  significativa e  possa  portare  a  qualche
  risultato,  quanto  meno a mettere nuovamente  al  centro  un  tema
  importantissimo per i diritti di quella comunità.


     Sugli eventi meteorologici avversi occorsi in queste ore nel
                               catanese

   SAVERINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVERINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  ho  chiesto
  velocemente la parola proprio perché ho appena depositato un ordine
  del  giorno, a mia firma e di tutto il Gruppo parlamentare, ma sono
  sicura, perché non c'è stato il tempo di condividerlo con tutti gli
  altri,  proprio per il maltempo che sta distruggendo  veramente  le
  zone  e  la provincia di Catania e quella di Siracusa. E per questo
  vi chiedo appunto di poter intervenire e chiedo al Presidente della
  Regione,  così come già sta facendo - ringraziamo anche  il  grande
  lavoro  che  stanno facendo i Vigili del fuoco -, però di  seguire,
  monitorare  queste alluvioni, queste precipitazioni così importanti
  nei  comuni  di  Riposto,  Santa Venerina,  Giarre,  Acireale,  Aci
  Sant'Antonio e come dicevo prima parte del siracusano.
   Abbiamo fiumi esondati, macchine completamente avvolte dall'acqua,
  persone  che sono non solo bloccate dentro le auto ma dentro  anche
  le  case  stesse,  anche  disabili, quindi veramente  chiediamo  al
  Presidente  della  Regione di intervenire, di monitorare  prima  di
  tutto   per   mettere   in  sicurezza  tutta   la   popolazione   e
  successivamente  anche per monitorare lo stato delle  cose,  vedere
  come  poter intervenire sui corsi d'acqua e anche sullo stato degli
  argini e delle varie vie di comunicazione.
   Quindi, signor Presidente, chiedo di metterlo, penso che si  possa
  condividere tutti e quindi più che un ordine del giorno  credo  che
  sia veramente un impegno importante che dobbiamo prendere.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, io ho iscritto  in  questo
  momento  gli  onorevoli Marano, Giuffrida e Gilistro.  Se  è  sulla
  stessa  tematica, vi chiedo di intervenire diciamo... perché  siamo
  agli  interventi sull'ordine dei lavori, altrimenti sono interventi
  da fare a fine Aula.
   Quindi,  vi  chiedo  se dovete intervenire sulla  stessa  tematica
  della collega, per favore, se potete essere brevi.
   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Marano,  poi  l'onorevole
  Giuffrida  e l'onorevole Gillistro e poi iniziamo con l'ordine  del
  giorno.

   MARANO. Signor Presidente, io interverrò velocemente per lo stesso
  motivo, lo stesso motivo che ha trattato l'onorevole Saverino.
   Oggi  le  immagini  di Giarre, Riposto, Torre Archirafi,  la  zona
  appunto  dell'acese,  la  zona del siracusano  hanno  mostrato  una
  situazione  allarmante,  davvero da brivido  e  -  chiaramente  noi
  firmeremo  l'ordine  del giorno -  anche noi chiediamo  un  impegno
  concreto  del  Governo per le persone che stanno subendo  danni  in
  queste ore, perché è importante che questa Regione e questo Governo
  dimostri vicinanza assoluta a questi territori. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
   Prego, onorevole Giuffrida.

   GIUFFRIDA.  Presidente,  il momento è veramente  drammatico  nella
  nostra  provincia di Catania, quindi meritava una certa attenzione,
  anche un certo intervento che sia quanto mai necessario. Oltre  che
  la  solidarietà mia personale, ma anche del Gruppo della Democrazia
  Cristiana,  abbiamo  avuto  poc'anzi  un  gruppo  con  cui  abbiamo
  discusso,  dibattuto questa, purtroppo, drammatica  situazione  che
  merita una certa attenzione.
   Voglio  ringraziare il presidente Schifani, che  immediatamente  è
  intervenuto  insieme alla Protezione civile a fare una prima  stima
  del  calcolo dei danni che ci sono stati, ma soprattutto per essere
  concreti, Presidente, perché è giusto che questo Parlamento, magari
  in  maniera astratta, dica che ci vuole un intervento, l'intervento
  ci vuole nella prossima finanziaria, che il Presidente e il Governo
  prendano  l'impegno  che  nella prossima  finanziaria  ci  sia  uno
  stanziamento, dopo un immediato calcolo-stima dei danni, e  che  si
  venga  in  aiuto  di queste popolazioni di Santa Venerina,  Giarre,
  Torre Archirafi, Riposto ed altri.
   Questo è un monito che fa il deputato Giuffrida e il Gruppo  della
  Democrazia Cristiana con grande accorato afflato.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giuffrida.
   Prego, onorevole Gilistro.

   GILISTRO.  Grazie, Presidente, grazie Assessore, grazie  onorevoli
  colleghi,  questa  volta, Assessore Aricò, è un ringraziamento  che
  sto facendo, un ringraziamento al Governo.
   Come  sapete l'ultima volta, che ho fatto un intervento da  questo
  scranno,   praticamente   era  per  salvaguardare   la   salute   e
  l'incolumità dei nostri ragazzi a scuola; la chiusura delle  scuole
  di oggi, al di là dell'allerta rossa, dimostra  e un ringraziamento
  va  alla  Protezione civile per aver chiuso anche oggi  le  scuole,
  perché  questo  dimostra  come sia importante  il  controllo  delle
  scuole, al di là degli eventi climatici.
   Questa  è  una  cosa che dobbiamo sempre osservare, cioè  dopo  un
  evento  del  genere,  anche il giorno dopo  vanno  controllati  gli
  edifici  affinché  i  nostri ragazzi e i  nostri  studenti  possano
  entrare a scuola in assoluta sicurezza.
   Quindi,  un  grazie al Governo, alla Protezione  civile,  che  sta
  facendo questo, perché le persone non capiscono come mai oggi,  col
  bel  tempo,  ci  sia  ancora la chiusura delle  scuole,  serve  per
  l'incolumità dei nostri ragazzi.
   Ancora una volta grazie e continuiamo su questo meritorio fine che
  abbiamo.

   PRESIDENTE.    Grazie,   onorevole   Gilistro.   Poi,    colleghi,
  presenterete  l'ordine del giorno e lo metteremo,  col  parere  del
  Governo, in votazione.

   finanza regionale (NaDEFR) per gli anni 2025 - 2027

  Discussione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e
          finanza regionale (NaDEFR) per gli anni 2025 - 2027

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione della Nota di aggiornamento al Documento di economia  e
  finanza regionale (NaDEFR) per gli anni 2025-2027.
   Invito i componenti della II Commissione a prendere posto al banco
  alla medesima assegnato.
   Ha  facoltà  di parlare il presidente della Commissione  Bilancio,
  onorevole Daidone, per svolgere la relazione sulla NaDEFR.

   DAIDONE,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  com'è  noto,  il  Documento   di
  economia  e  finanza  regionale rappresenta, nel  quadro  normativo
  vigente,  il  principale  strumento della programmazione  politico-
  economica  e di bilancio di medio termine. Esso descrive,  infatti,
  gli  scenari economico-finanziari, gli obiettivi della  manovra  di
  bilancio  regionale e le politiche da adottare ed espone il  quadro
  finanziario  unitario  regionale di tutte le  risorse  disponibili,
  esplicitando gli strumenti attuativi per il periodo di riferimento.
   Il  Documento di economia e finanza regionale (DEFR) per gli  anni
  2025-2027 è stato approvato dalla Giunta regionale con delibera  n.
  231  del  28  giugno 2024 e su esso l'Assemblea si è  espressa  con
  ordine  del  giorno  n.  225 nella seduta  d'Aula  n.  130  del  17
  settembre 2024.
   La  nota  di  aggiornamento  al DEFR 2025-2027  (NaDEFR)  è  stata
  presentata  dal  Governo al fine di adeguare  tale  documento  alle
  mutate condizioni dello scenario economico di riferimento e ciò per
  la prima volta senza far riferimento alla Nota di aggiornamento del
  DEF.  Invero,  quest'anno il DEF non è stato aggiornato  poiché  il
  Governo nazionale ha provveduto direttamente a redigere, sulla base
  della nuova normativa dell'Unione europea, il Piano strutturale  di
  bilancio di medio termine.
   La NADEFR si compone di tre sezioni:
   -  nella  prima  sezione  si aggiorna il quadro  macroeconomico  e
  finanziario, ricostruendo il contesto nazionale e internazionale in
  cui  si  inserisce  quello della Regione e sulla base  dell'analisi
  così  condotta  e delle proiezioni economiche elaborate,  anche  in
  ragione della spesa attesa con l'impiego dei fondi extra-regionali,
  sono  definite  le stime di previsione di variazione  del  prodotto
  interno lordo della Regione per il periodo di riferimento;
   -  nella seconda sezione sono riportate le modifiche, rispetto  ai
  contenuti   del   DEFR,  apportate  alle  politiche   di   settore,
  distinguendole in quattro macro aree:  istituzionale',  economica',
   territorio, ambiente, urbanistica ed infrastrutture' e   sanità  e
  servizi sociali';
   -  nella  terza  sezione si procede all'analisi  della  situazione
  finanziaria della Regione.
   Circa la prima sezione del documento, il Governo aggiorna le stime
  di  crescita del PIL regionale prevedendo per il 2023 e per il 2024
  un  miglioramento  rispetto al DEFR di giugno in  ragione  di   una
  maggiore  vivacità  stimata nella dinamica degli investimenti,  dal
  lato  della  domanda,  e  del  valore prodotto  dal  settore  delle
  costruzioni e dei servizi dal lato dell'offerta .
   In  particolare, il dato regionale per il 2023 elaborato lo scorso
  giugno  e pari a +0,9% è aggiornato al rialzo a +1.5%. Le politiche
  di  sviluppo  del 2024 e quelle che saranno attivate  nei  prossimi
  anni, secondo le stime del Governo, riusciranno a far guadagnare al
  PIL  della  Sicilia ulteriori margini di crescita  secondo  i  dati
  riportati nella tabella seguente.

     Previsioni  PIL  programmatico  siciliano  a  prezzi  costanti
   (variazioni %; periodo 2024-2027)
                               2024      2025      2026      2027
    PIL   a  prezzi  costanti
  (programmatico)
    Stime  Sicilia DEFR 25-27  1,9       2,2       2,3       2,1
  di giugno (%)
    Stime Sicilia NADEFR  25-  2,2       2,2       2         2
  27 di novembre (%)

   Nella  seconda parte del documento, come accennato, sono riportate
  le novità inerenti alle politiche di settore.
   L'ultima  parte  della  NADEFR concerne la situazione  finanziaria
  della Regione.
   Per  il  2024, la stima di entrate IRPEF di spettanza regionale  è
  pari  a  6,31 miliardi di euro (dato aggiornato in aumento rispetto
  al  DEFR che invece stimava 6,185 miliardi di euro), mentre per  il
  2025  il  Governo  effettua  una  previsione  prudenziale  stimando
  un'entrata  pari  a  6,15 miliardi di euro. Per  ciò  che  riguarda
  l'IVA,  le  entrate  stimate sono pari a  2,756  miliardi  di  euro
  (aggiornato al rialzo rispetto al DEFR che prevedeva 2,496 miliardi
  di euro).
   In  tema  di debito pubblico della Regione, le previsioni  per  il
  2024  indicano  un  valore pari a 4,2 miliardi  di  euro,  con  una
  riduzione  di  100  milioni  di  euro  rispetto  al  2023   ed   un
  miglioramento del rapporto deficit/PIL che passa da 4,2% a 3,9%.
   Passando  alle  risultanze dell'esame svolto dalle Commissioni  di
  merito,   a   conclusione  dei  lavori,  la   Commissione    Affari
  istituzionali', la Commissione  Cultura, formazione e  lavoro',  la
  Commissione   Sanità'  e  la  Commissione   Unione  europea'  hanno
  espresso parere favorevole. La Commissione  Ambiente e territorio e
  mobilità' ha espresso parere contrario.
   La  Commissione   Affari istituzionali' ha formulato  le  seguenti
  proposte integrative del documento:
   al  paragrafo 2.1.2 prevedere un adeguato stanziamento finanziario
  per  l'attuazione della riforma della polizia locale  e  di  quella
  degli enti di area vasta, oggetto di disegni di legge esitati dalla
  Commissione  Affari istituzionali';
   al  paragrafo 2.4.1 prevedere un adeguato stanziamento finanziario
  volto  a garantire la parità retributiva di genere, oggetto  di  un
  disegno di legge esitato dalla Commissione  Affari istituzionali'.
   La Commissione  Sanità' ha formulato le seguenti proposte:
   con   riferimento   alla  Missione  13  "Tutela   della   Salute",
  attivazione  dei mille e duecento posti letto per i pazienti  lungo
  degenti già previsti e attualmente mancanti;
   istituzione  di borse di studio regionali a favore degli  iscritti
  alle specializzazioni in professioni sanitarie non mediche.
   Circa  il  lavoro della Commissione  Bilancio', nell'ambito  della
  discussione  svolta in sede di esame del documento, con particolare
  riferimento  alle  politiche di settore, sono  state  formulate  le
  seguenti proposte ed osservazioni:
   con  riguardo al tema della gestione dei rifiuti, nelle more della
  costruzione dei termovalorizzatori, occorre evitare che si generino
  nuovi costi straordinari per i comuni;
   è  opportuno  finanziare gli strumenti già esistenti  (articolo  9
  della  legge  regionale  n.9/2020)  e  prevedere  nuove  misure  di
  sostegno  alla  spesa delle famiglie, giacché,  come  rappresentato
  anche nella NADEFR, a fronte di incrementi del PIL regionale non si
  registrano proporzionati aumenti dei consumi;
   è  necessario  predisporre  interventi  di  aiuto  a  settori  del
  comparto  agricolo  che non sono stati oggetto delle  ultime  leggi
  regionali, fra questi, per citarne solo alcuni, le cantine  sociali
  e la produzione di olio;
   occorre   affrontare   tempestivamente   la   contrazione    degli
  investimenti  privati nell'edilizia, dovuta a  diversi  fattori  e,
  anche  in  tale ottica, per esempio, rifinanziare la  misura  della
  concessione  dei contributi a fondo perduto per l'abbattimento  dei
  tassi  di  interesse sui mutui per l'acquisto della  prima  casa  e
  quella  per  il  recupero degli edifici ubicati nei contri  storici
  rifinanziando altresì l'articolo 33 della legge regionale n.6/2009.
   La  Commissione   Bilancio'  si è quindi  espressa  favorevolmente
  sulla  NADEFR con le superiori proposte ed osservazioni  e  facendo
  proprie quelle delle Commissioni di merito come sopra riportate.

   Grazie Presidente, grazie colleghi.

   PRESIDENTE.  Grazie, Presidente Daidone.
   Assessore, io le volevo chiedere se vuole intervenire prima  della
  discussione  generale  dei  colleghi,  oppure  facciamo   fare   la
  discussione generale e poi interviene, alla fine.
   Va bene, allora, dichiaro aperta la discussione generale.
   È  iscritto a parlare l'onorevole Cateno De Luca e poi, man  mano,
  se mi date i nominativi, vi registriamo e chiuderò la registrazione
  della discussione generale alle ore 16.00.

   SUNSERI. Prima la relazione del Governo. Se non parlano loro   non
  è che può parlare solo dopo

   PRESIDENTE.   La  relazione  è stata fatta  dal  Presidente  della
  Commissione.
   Assessore, vuole illustrare?
   E poi ha un'ulteriore replica alla fine l'Assessore.
   Prego, Assessore.

   DAGNINO, assessore per l'economia. Va bene, sono stato invitato  a
  fare in quest'altro modo ed ero disponibile però, se si preferisce,
  non ho difficoltà. Va benissimo, nessun problema.
   E'  stato  già in parte anticipato - grazie, Presidente, onorevoli
  deputati  -  dal Presidente della Commissione Bilancio, sono  stati
  anticipati  i  tratti essenziali della NaDEFR, è  stato  anticipato
  anche  il  fatto  - e vorrei ribadirlo perché è un  fatto  nuovo  e
  significativo - che quest'anno la NaDEFR non è consequenziale  alla
  NaDEF, cioè lo Stato quest'anno non ha pubblicato, pur devo dire  a
  legislazione vigente, la NaDEF, pertanto il nostro documento non si
  collega  al documento analogo dello Stato, come è stato negli  anni
  passati.  Questo  perché  ci  troviamo  di  fronte  ad  un  periodo
  transitorio,  o  meglio, un periodo in cui entrando  in  vigore  la
  nuova  governance europea che rende obsoleta la NaDEF dello  Stato,
  la  Regione  siciliana, comunque, il Governo regionale ha  ritenuto
  comunque di redigere questo documento, essendo rimasta invariata la
  legislazione, la normativa di riferimento, in particolare  del  118
  che prevede la pubblicazione di questo documento che oggi siamo  ad
  esaminare.
   Peraltro,  riteniamo  che sia utile l'aggiornamento  delle  stime;
  abbiamo  di recente trattato in quest'Aula il Documento di Economia
  e Finanza Regionale e in alcuni degli interventi - ricordo - si era
  osservato perché è sempre naturalmente questo il tema da verificare
  che  l'ubi consistam - lasciatemi dire - della NaDEFR, cioè  se  le
  stime che sono state formulate in precedenza dal Governo sono state
  eccessivamente  ottimistiche oppure, al  contrario,  eccessivamente
  prudenti.
   Il  dato  essenziale, quello che spicca all'attenzione, è  che  il
  Governo  ha  assunto  delle  stime  prudenti,  in  quanto  il  Pil,
  l'andamento del Pil per il 2023, era stato stimato in misura pari a
  un   +0.9%,  mentre  il  servizio  di  statistica  dell'Assessorato
  all'Economia    ha    esaminato   l'aggiornamento    dell'andamento
  dell'economia e la stima aggiornata a un  +1,5% del Pil, quindi  il
  Pil   anziché  essere  cresciuto  dello  0,9,  come  originante   e
  prudenzialmente  stimato,  è cresciuto dell'1,5  secondo  le  stime
  aggiornate.
   Stiamo parlando sempre di stime, naturalmente, e attendiamo ancora
  il dato Istat.
   Non  dimentichiamo  -  ne  abbiamo anche discusso  in  Commissione
  Bilancio, lo sottolineo anche in questa ulteriore sede - che noi ci
  confrontiamo con un dato dello Svimez che addirittura è ancora  più
  ottimistico: 2.2%.
   Attenderemo  il  dato Istat che, secondo quanto mi viene  riferito
  dagli  uffici  dell'assessorato,  dovrebbe  essere  pubblicato  tra
  gennaio  e febbraio del 2025 e quello sarà il dato, per così  dire,
  ufficiale.
   Ad  ogni  modo, è stato doveroso ritoccare in aumento, seppur  con
  prudenza,  lo 0,9 che era l'assunzione del Documento di Economia  e
  Finanza Regionale.
   Quindi  posso  sottolineare, come rilevazione politica  di  questo
  dato, che in effetti l'economia continua a crescere, quindi c'è  un
  momento  propizio per l'economia regionale. Vi è sempre per ragioni
  di  prudenza nelle analisi relative alle successive annualità, così
  come  previsto nel documento programmatico strutturale di  bilancio
  dello  Stato, che è il documento che ha sostituito la  NaDEF  dello
  Stato,  in  coerenza  con  le nuove regole di  governance  europea,
  un'aspettativa negli anni successivi di una leggera  flessione  del
  PIL.
   Quindi,  andando  al  riflesso sulle politiche, sull'aggiornamento
  delle  politiche che trovate nella NaDEFR, questo dato ci  consente
  di  fare la valutazione nei termini che sto per enunciare,  e  cioè
  pur  esaminando, prendendo come riferimento di base la  previsione,
  la  stima  di  un incremento del PIL, anziché dello  0,9,  dell'1,5
  potrebbe  esservi,  quindi  vi  è  l'aspettativa  che  negli   anni
  successivi  possa  esservi una contrazione  successiva  del  PIL  e
  questo per una serie di cause che sono indicate succintamente nella
  NaDEFR  e  che si riflettono anche nelle stesse analoghe stime  che
  sono  contenute nel documento elaborato dallo Stato e nel documento
  strutturale di bilancio di medio termine, e cioè che la  situazione
  geopolitica   a   livello  internazionale  possa  determinare   una
  contrazione a livello globale e quindi anche a livello  europeo,  a
  livello nazionale, e naturalmente a cascata a livello regionale del
  PIL.  Quindi  una contrazione lieve, non sono stime particolarmente
  gravi, anzi assolutamente sono comunque stime in termini di aumento
  del  PIL,  ma  di  crescita  in percentuale  minore  rispetto  alle
  annualità   precedenti,  quindi  comunque  siamo   nell'ambito   di
  situazioni  che  portano comunque allo sviluppo dell'economia,  non
  certo ad una recessione.
   Ora,  di  fronte  a questo, l'idea del Governo è  quella  di  fare
  fronte a una possibile riduzione della percentuale di crescita  del
  PIL  e  quindi  delle entrate attraverso che cosa?  Attraverso  uno
  strumento che nell'economia e nella finanza pubblica viene chiamato
  "dividendo fiscale", cioè l'aspettativa e l'iniziativa del  Governo
  è  quella  di  potenziare ulteriormente le misure  a  favore  delle
  imprese - e ne abbiamo discusso e ne discuteremo anche nella  legge
  di stabilità che è prossima ad essere incardinata - l'idea quindi è
  di  fare  fronte a questa possibile flessione della percentuale  di
  incremento,  sempre  di  incremento  ribadisco  parliamo,  del  PIL
  potenziando,  aggiungendo  risorse  per  il  mondo  delle  attività
  produttive  affinché  questo mondo sia maggiormente  strutturato  e
  sempre più strutturato affinché l'economia siciliana possa maturare
  sempre di più.
   Abbiamo  discusso  già  di misure a favore delle  imprese,  alcune
  verranno  riproposte  affinché  il  Parlamento  possa  ancora   più
  proficuamente apprezzarle e altre le troverete nel disegno di legge
  di stabilità in corso di deposito credo che sarà depositato domani,
  è stato già approvato dalla Giunta, se non addirittura entro questa
  serata. Quindi l'idea è di fare fronte a questa riduzione possibile
  delle entrate, o meglio un incremento delle entrate minore rispetto
  alle originarie stime, negli anni successivi al 2023 stimolando  il
  dividendo fiscale.
   Poi   naturalmente   trovate  dei  riferimenti   sulle   politiche
  settoriali,   alcune   anche  sono  specificate   nella   nota   di
  presentazione  che io ho sottoscritto in presentazione  del  PIL  e
  l'ulteriore   dato  che  volevo  fornirvi  è  quello  che   trovate
  nell'ultima  sezione  del  documento e cioè  quello  relativo  alla
  finanza  pubblica regionale. Ora, le finanze regionali godono  devo
  dire  in  questo momento di un buono stato di salute e  questo  non
  soltanto nei dati del bilancio dello Stato, del rendiconto, pardon,
  della Regione, del rendiconto della Regione e del bilancio quindi a
  cascata della Regione, ma è anche nei dati delle agenzie di rating.
  Voi  considerate  che noi abbiamo un rapporto debito-PIL  nel  2024
  indicato in 4,2 punti percentuali, quindi è veramente un dato molto
  basso.  Si prevede nel 2024, addirittura una riduzione al  3,9  del
  debito sul PIL, quindi è evidente che con dei numeri così bassi  la
  Regione ha uno stato di salute che si può dire più che buono  delle
  entrate,  proprio  in  virtù del ridotto debito  rispetto  al  PIL,
  quindi   una  capacità  di  fronteggiare  anche  eventuali   eventi
  straordinari    che   possano   determinare,   laddove    dovessero
  verificarsi,  speriamo  di  no, delle  contrazioni  delle  entrate,
  quindi,  crediamo  che  lo stato di salute  dell'economia  e  della
  finanza   regionale  che  trova  specificazione   della   Nota   di
  aggiornamento del PIL sia uno stato di salute buono, direi più  che
  buono,  il  che -  ci auspichiamo - consentirà anche nel corso  del
  2025  di recuperare degli spazi ulteriori rispetto alla manovra  di
  finanza pubblica che andremo ad affrontare nelle prossime settimane
  e, cioè, rispetto alla legge di stabilità per il 2025.
   Ho anche sottolineato, nelle sedi precedenti, e ribadisco anche in
  questa   sede   che   il   meccanismo  di   prudenza   al   momento
  dell'approvazione  della  legge  di  stabilità  e/o  meglio   della
  presentazione  del disegno di legge di stabilità con le  successive
  integrazioni con le manovre che si susseguono nel corso dell'anno è
  un  meccanismo caratteristico delle regole attualmente  vigenti  di
  attuazione dello Statuto regionale in materia finanziaria, cioè del
  passaggio  dal  sistema  del  riscosso  al  sistema  del  maturato,
  meccanismo  che  fa  sì che lo Stato ci attribuisce  delle  risorse
  all'inizio  dell'esercizio e poi vengono  eseguiti  dei  successivi
  conguagli  che,  astrattamente, potrebbero essere  naturalmente  in
  aumento o in diminuzione ma che, grazie al favorevole andamento del
  PIL  e  dell'economia regionale, fino ad ora sono stati in  aumento
  cosa  che,  come  sapete,  la settimana scorsa  ci  ha  consentito,
  addirittura,  la manovra di cinquecentosessanta milioni  alla  fine
  dell'esercizio.
   E'  un meccanismo che ci costringe ad incrementare il numero delle
  manovre  finanziarie  in  corso d'anno,  quindi,  costringe  questo
  Parlamento  e,  naturalmente, devo  dire  anche  il  Governo  a  un
  maggiore impegno perché naturalmente, potendo fare una sola  o  due
  sole  manovre,  ci sarebbe un minore impegno, però è un  meccanismo
  che  dobbiamo  certamente ai siciliani e che credo né  Governo,  né
  l'Aula si siano sottratti dal portare avanti, come dimostrano anche
  i  tempi velocissimi dell'esame delle variazioni di bilancio,  cose
  di cui vado particolarmente orgoglioso.
   Credo   di  avere  illustrato  i  tratti  essenziali  e,   quindi,
  naturalmente  ascolterò i commenti dell'Aula e mi  riservo,  semmai
  necessaria, una breve replica finale. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore. E' iscritto a parlare  l'onorevole
  Cateno De Luca. Nel frattempo, ci sono gli ultimi cinque minuti per
  la  registrazione e poi chiudo le iscrizioni. Prego,  onorevole  De
  Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  Cateno. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,
  Assessore Dagnino, le chiedo scusa per l'intemperanza del  prossimo
  Assessore  al  bilancio che è il collega che poco  fa  ha  chiesto,
  giustamente, la sua relazione, ma non avevamo dubbi su quelle  che,
  lei l'ha confermato ora, le carenze che abbiamo avuto modo il 17 di
  settembre, durante la discussione del DEFR, di mettere in evidenza.
   Lei  aveva  preso un impegno che, essendo di nuovo conio,  avrebbe
  tenuto  conto  dei  suggerimenti di  quest'Aula  nell'ambito  della
  NaDEFR, noi abbiamo elaborato come  Sud Chiama Nord  un ordine  del
  giorno  in  quell'occasione, gliel'abbiamo consegnato e lo  abbiamo
  fatto  anche in questa occasione nella speranza che, al di  là  del
  quadro  macroeconomico che lei ci ha rappresentato, lei mi  insegna
  che poi l'andamento economico di un territorio, come in questo caso
  la   Sicilia,  condizionato  da  fattori  esogeni  quali,  appunto,
  dinamiche per le quali noi possiamo influire poco, che sono poi gli
  elementi macroeconomici e quelle endogene sulle quali, invece,  noi
  possiamo  intervenire e, anzi, sono molto condizionate da noi,  poi
  c'è  il  terzo  fattore che è il fattore "culo"  o  fortuna,  o  il
  fattore  "sfiga", o sfortuna, che sono gli eventi  calamitosi  come
  quelli  che, purtroppo, si verificano spesso, anzi, esprimo la  mia
  solidarietà  per  i territori che in questo momento,  provincia  di
  Catania e Siracusa, sono particolarmente segnati da queste vicende.
   Voglio, invece, fermarmi a un livello di politiche settoriali  per
  le  quali già avevo chiesto la sua attenzione e parto da una  prima
  riflessione, Assessore: credo che il buon padre di famiglia è colui
  che onora le proprie cambiali e i propri debiti. Ebbene, proprio su
  questo  aspetto, la Regione siciliana continua ad essere un pessimo
  esempio. E nel suo documento, nel documento di questo Governo,  non
  si  fa  cenno ad una serie di questioni incresciose, che io ora  le
  elencherò  e per le quali è necessario che lei prenda nota,  perché
  hanno  a che fare con la maggior parte delle risorse che, comunque,
  possono intervenire, rientrano in quei fattori endogeni che possono
  determinare la nostra crescita o decrescita.
   Faccio una parentesi, Assessore. Veda, noi non siamo contenti  del
  rapporto che, comunque, lei ci ha consegnato. Le società di  rating
  ci  consegnano questi dati, non è che il rapporto del 4  per  cento
  circa  tra  debito e Pil significa che siamo virtuosi,  perché  c'è
  debito buono e debito pessimo.
   Quindi  il fatto che, comunque, la Regione siciliana abbia  questo
  rapporto  non  significa, da questo punto di  vista,  che  possiamo
  utilizzarlo come un vanto. Anzi, per le questioni che le  dirò,  io
  possibilmente la penso in modo totalmente diverso.
   Rispetto a questa questione, voglio fare una riflessione puntuale,
  partendo da quello che è stato un articolo che, probabilmente, le è
  sfuggito.  E'  l'articolo 59, della prima legge  di  stabilità  del
  Governo  Schifani. Quell'articolo l'ho voluto io, in prima persona.
  Ci  siamo  battuti,  proprio, per inserirlo dopo  che,  durante  il
  dibattito proprio del DEFR con l'allora assessore Falcone,  avevamo
  affrontato la questione.
   Guardi, è breve, glielo cito: "Gli interventi, già previsti  dalla
  legislazione regionale, a valere sulle risorse extraregionali 2014-
  2020,  di  fonte  europea  e statale, non ancora  attuati,  trovano
  copertura  finanziaria  nell'ambito  delle  risorse  extraregionali
  della  programmazione  2021-2027, o  delle  riprogrammazioni  delle
  risorse  extra regionali 2014-2020, in coerenza con le finalità  di
  ogni singolo programma". Lei lo sa quante cambiali ci sono in giro,
  su  questo  argomento?  E ora gliele elenco,  quelle  più  spinose,
  perché lei deve avere un quadro chiaro Assessore. Veda, e da quelli
  che  sono i riferimenti anche nella NaDEFR, purtroppo le devo  dire
  che  a lei sfuggono. E io siccome queste analisi le faccio, in modo
  costruttivo...perché se la Regione siciliana continua ad essere  un
  cattivo  esempio, e che quindi porterà a sbattere l'intero sistema,
  e  ora  citandole alcuni fatti lei se ne renderà conto,  andiamo  a
  sbattere tutti. Qua non è una questione di essere di maggioranza  o
  d'opposizione, qua significa che alcune questioni vanno  affrontate
  in termini concreti.
   Il  caos  complessivo,  sui fondi extra regionali,  glielo  voglio
  sintetizzare con quattro o cinque esempi. Ci sono sindaci che hanno
  aggiudicato  lavori importanti, hanno proceduto alla sottoscrizione
  del  contratto  con l'aggiudicatario, ma non hanno potuto  fare  la
  consegna  dei  lavori,  perché, nel frattempo,  è  venuta  meno  la
  copertura  finanziaria. Lei ancora è un peones  perché  è  arrivato
  ora.  Non  avrà  sentito parlare della battaglia  tra  Battaglia  e
  Croce, e tra Croce e Battaglia. Lo sa chi ci è andato di mezzo,  in
  tutta  questa vicenda? Tanti sindaci, tanti comuni che hanno  avuto
  assegnate  le risorse attraverso un bando e che, poi, questa  lotta
  di  potere,  di gestione tra un assessorato e l'allora  Commissario
  per  il  contrasto  al dissesto idrogeologico,  ha  portato  quelle
  risorse  da quel dipartimento, da quell'assessorato portate  lì  in
  quella  struttura  commissariale. Poi  si  è  scoperto  che  questa
  procedura non si poteva fare.
   Guardi,  le  cito  solo  un caso, tanto per  farle  rendere  conto
  dell'entità  e della gravità del fatto di cui stiamo  parlando.  La
  linea  è il Po-Fesr 2014/2020, la famosa azione 5.1.1 "Sistemazione
  idrogeologica del torrente Agrò a difesa del centro abitato".  Zone
  R4  e  P4, zone esondazione, tanto per essere chiari e rimanere  in
  tema.
   E  di questi progetti ce ne sono decine. Solo questo è 3,4 milioni
  di  finanziamento. Oltre 100 milioni di euro di finanziamenti, oggi
  in  questo stato di cose. Ma lo sa la cosa peggiore qual è?  È  che
  ancora nessuno ha detto al sindaco o, anzi, ha scritto al sindaco e
  ai sindaci che la copertura finanziaria non c'è più.
   Ma la stessa cosa la potrei dire per la misura 7.1.4.1, per quanto
  riguarda sempre il Po-Fesr 2014/2020 per le strade. Milioni di euro
  programmati,  esattamente  nello stesso limbo.  Primo  caso,  prima
  tipologia.
   Andiamo alla seconda tipologia. Progetti a difesa delle coste. Lei
  sa quanti anni ci vogliono per fare un progetto cantierabile per la
  difesa delle coste? Se va bene 5 anni, mediamente si impiegano  7/8
  anni.  Solo per fare le indagini batimetriche se ne vanno centinaia
  di  migliaia  di  euro. Per arrivare ad appaltare  un  progetto  di
  quelli significa avere speso centinaia di migliaia di euro.
   Guardi  il caso fantozziano. Prendo sempre ad esempio Santa Teresa
  di  Riva, perché nel 2012 li ho iniziati io questi progetti e  oggi
  il  buon  Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa  di  Riva,  si
  trova  con questo cerino in mano. Ma sono tanti i sindaci in questa
  situazione.  Veda, cosa è successo qua? Ancora più  fantozziana  la
  vicenda: si fa il progetto, si spendono le risorse, viene ammesso -
  attenzione - a finanziamento; ma nel frattempo, essendo  questo  un
  progetto,  anzi una gara, che ha riguardato anche il  completamento
  della progettazione - quindi quello che in gergo viene definito  un
  appalto integrato - vengono aggiudicati i lavori, nel frattempo  si
  firma   il  contratto,  un  lavoro  da  10  milioni  di  euro,   un
  finanziamento di 10 milioni di euro; ebbene, da due anni la VIA non
  viene  data,  la  Valutazione  di  Impatto  Ambientale,  due  anni
  Progetto  appaltato. E nel frattempo, ovviamente, che succede?  Che
  l'impresa segna, perché ovvio che ci troviamo con ritardi che  sono
  al  di  là  dell'ordinario. Anche da questo punto di vista,  tenete
  conto   che   questo  appalto  era  stato  fatto  dalla   struttura
  commissariale, allora rappresentata da Croce. Quindi non è che è un
  errore che ha fatto il sindaco, che dici "bah, il sindaco che  cosa
  ha combinato?" È la stessa struttura regionale  Attenzione, che non
  parla con sé stessa
   Andiamo  a un terzo caso. Delibera di Giunta regionale che assegna
  finanziamenti  ad personam. Questa è bella. Io so che  lei  non  ci
  crede, perché lei ha una formazione radicalmente diversa. Si prenda
  questo  appunto,  Assessore. La delibera di Giunta  n.  422  del  4
  agosto  2022.   Chiù  sordi pi' tutti , una delibera  dove  vengono
  assegnati  ai  singoli  comuni centinaia di migliaia  di  euro,  di
  milioni di euro di finanziamenti. Era agosto 2022.
   Lei, giustamente, che proviene da un altro mondo, non ci crede.  E
  io  le  ho  voluto consegnare, le porto la prova:  lettera  del  18
  agosto, mandata a tutti i sindaci, 2022. Questa è indirizzata a  un
  sindaco  della provincia di Palermo, Giardinello.  Caro  Sindaco  -
  ma  su  tutto uguale attenzione, cambia soltanto l'allegato-   Caro
  Sindaco, con la deliberazione di Giunta di Governo 422 del 4 agosto
  2022,  abbiamo finanziato, tra gli altri, l'intervento  di  cui  in
  oggetto  per  l'importo di 1 milione e 200  mila  euro.  Ti  invito
  pertanto  a  raccordarti  con il competente Dipartimento  regionale
  delle   infrastrutture  -   Assessore  -    per   ogni   successivo
  adempimento   di   natura  tecnica  al  fine   di   consentire   la
  realizzazione  dell'intervento  nel  più  breve  tempo  possibile .
  Firmato  Nello Musumeci . Questo è Nello Musumeci.

   CRACOLICI. Ce ne sono altre

   DE  LUCA  Cateno.  Io ho preso la delibera più  consistente  anche
  fatta  in  un periodo un po' sospetto perché si votava a  settembre
  del 2022. Prenda nota anche di questo, Assessore.
   Andiamo avanti con le altre casistiche. Opere iniziate che ora  si
  ritrovano senza liquidità, sono ferme, perché? Perché come  lei  ha
  avuto modo di inserire nella variazione di bilancio la volta scorsa
  che  abbiamo  affrontato il caso di un finanziamento ad  Agrigento,
  quindi, un accertamento tecnico in entrata nel bilancio e si è data
  un'anticipazione  attraverso questa norma perché  non  si  potevano
  trasferire le risorse e, quindi, i lavori iniziati non si  potevano
  far fronte ai SAL.
   Ma lei lo sa di questi casi quanti ce ne sono? Gliene porto uno ad
  esempio. Porto di Tremestieri di Messina, ma di questi casi,  cioè,
  che  non  sono  state accertate in entrata le risorse  di  progetti
  appaltati per cui anche la programmazione finanziaria è andata alla
  lunga, ce ne sono decine.
   Questo lo sa cosa causa? Che per l'impresa è un tassametro, scorre
  e qualcuno dovrà pagare

   PRESIDENTE. La invito a concludere.

   DE  LUCA Cateno. Presidente, mi hanno detto che i tempi sono senza
  termini ma in ogni caso mi appello ai 30 minuti che ho

   PRESIDENTE. Senza termini? Sono 15 minuti da Regolamento e  trenta
  minuti  mi sembrano un po'. Da Regolamento sono massimo 15  minuti.
  Le  ho dato 15 minuti. Lei ha il dono della sintesi e in due o  tre
  minuti andrà a chiudere.

   DE LUCA Cateno. Presidente, parlo per tutto il Gruppo, glielo dico
  già  prima,  ma  mi ero preparato non per un'ora di  intervento  ma
  mezz'oretta.

   PRESIDENTE. Le dò un bonus di altri 5 minuti.

   DE  LUCA Cateno.  E arriviamo a 25. Va bene, Presidente, mi regolo
  sui 25. Grazie.
   Il porto di Tremestieri, anche questo -  ripeto -  un caso simbolo
  che  evidenzia  che la situazione purtroppo non l'avete  sottomano.
  Poi, questo lo chiamiamo suicidio assistito. Veda è una delibera di
  Giunta, se la segni pure questa, questa è un monumento: la 133  del
  3  aprile 2024. Questa, sono convinto che non l'hanno spiegata  nei
  dettagli al Presidente Schifani e se avrò modo gliela spiegherò io.
  Ce  l'ho  qui e c'è anche, ora spiegherò pure il motivo  che  hanno
  indotto la Giunta a fare questa delibera, lei Assessore rappresenta
  questa delibera.
   Dunque,  in  questa  delibera che cosa si  dice,  intanto  era  la
  riprogrammazione  del  POC   2014/2020. L'avete  fatta,  Assessore,
  senza  tenere conto dei pagherò che erano in circolazione,  l'avete
  fatta non tenendo conto di leggi che ha fatto questo Parlamento che
  ora  io  le esibirò, ma non solo, l'avete fatta e ve l'hanno  fatta
  fare perché i responsabili della spesa e che rappresentano anche il
  fallimento  della spesa in questa Regione avevano  bisogno  di  uno
  spunto  vostro per scrivere alle stazioni appaltanti e dire abbiamo
  scherzato.  In questa delibera, viene messo nero su bianco  che  il
  quadro  della  situazione   dei  fondi  extraregionali  sfugge   al
  controllo del Governo  Cioè, non esiste un documento unitario  dove
  si  è nelle condizioni di mettere in fila le cambiali sottoscritte
  E  lo dice l'ultima parte della delibera. Veda, a seguito di questa
  delibera di Giunta, sono arrivate le lettere d'amore, gliene prendo
  una  per caso, guardi, che è stata mandata alla città metropolitana
  di  Messina. Tenga conto di un fatto, che le risorse di cui  stiamo
  parlando, Assessore, sono state definite e assegnate nel  2020.  Il
  decreto  che assegnava in termini definitivi ai singoli comuni,  ai
  singoli  enti, è di ottobre 2023, e nel decreto di ottobre 2023  si
  imponeva,  pena  la  revoca  del finanziamento,  di  fare  la  gara
  d'appalto entro il 31 dicembre 2023  Sa com'è finita  Che a seguito
  di  quella  delibera di Giunta, sono state mandate  queste  lettere
  dicendo   ci  dispiace, ma siccome è stata riprogrammata  tutta  la
  spesa  del  POC del 2014/2020, non puoi tenere conto più di  questa
  copertura'. E nella citata riprogrammazione è stato previsto  anche
  l'intervento in oggetto, però, con un taglio, cioè hanno tolto, per
  poter  finanziare qualche opera in più, dopo che era stato definito
  l'importo, circa il 20 per cento. Non lo so se dobbiamo definire un
  pizzo.
   Poi,  le  dico l'ultima, ecco qui, Assessore, c'era pure lei,  era
  deputato, articolo 99 della legge 8 del 2018, la legge di stabilità
  che  abbiamo affrontato, la prima legge di stabilità con il Governo
  Musumeci.  Questo  Parlamento  ha programmato,  allora,  circa  400
  milioni  di  euro  per interventi importanti per quanto  riguardava
  l'emergenza  idrica, eccetera, è stata fatto una strategia  comune,
  attenzione, questa è stata pure impugnata, è stato fatto l'atto  di
  resistenza  e  ha  vinto  la Regione siciliana.  Ebbene,  questa  è
  rimasta  lettera  morta,  era esattamente  il  POC  che  voi  avete
  riprogrammato  con  quella  delibera. E,  allora,  ritorniamo  alla
  premessa, la premessa qual è? Quando noi di fronte a questa vicenda
  abbiamo  incalzato  il  Presidente Schifani  e  su  questo  aspetto
  abbiamo  preteso l'inserimento dell'articolo 59 -  che le ho  detto
  in  premessa  -   il tema oggi, Assessore, è molto  semplice.  Veda
  queste  son  tutte cambiali firmate con situazioni  anche  alquanto
  gravi,  con  obbligazioni giuridicamente vincolanti,  che  sono  lì
  appese e delle quali voi non ne state tenendo conto. Perché  io  mi
  sono  voluto  limitare solo a delle questioni puntuali,  come  sono
  abituato  a  fare?  Perché quando continuate  a  programmare  senza
  tenere  conto degli impegni che avete assunto e degli  impegni  che
  avete  fatto  assumere  e delle risorse che  sono  state  spese  in
  attuazione  di  una  programmazione,  quindi  per  fare  un   parco
  progetti,  io non capisco che affidabilità ha la Regione  siciliana
  in  questo  caso.  Lei  mi ha parlato di una crescita  del  Pil,  è
  contento,  io,  le dico che Regioni d'Europa con le stesse  risorse
  che  ha  avuto  la  Sicilia hanno avuto una  performance  migliore.
  Assessore, veda, quando si danno dei numeri e non vengono  posti  i
  parametri  di riferimento, il numero in sé in termini assoluti  può
  essere  interpretato come vogliamo, ma lei sa meglio di me - perché
  le  riconosco anche l'onestà intellettuale, ancora, della verginità
  politica con la quale ancora è qui in quest'Aula - lei sa bene  che
  la  performance della Regione siciliana rispetto ad  altre  regioni
  d'Europa a parità di fondi è pessima.
   Noi  cresciamo  poco  rispetto  ad altre  regioni,  infatti  siamo
  rimasti  tra  le  ultime regioni d'Europa per  quanto  riguarda  la
  nostra posizione.
   Per  toccare altri piccoli argomenti -  e chiudo -  c'è  ormai  la
  "Frankenstein" che incombe. Veda è stata approvata questa norma dal
  Parlamento  nazionale, noi non abbiamo visto traccia in quelle  che
  sono le politiche da fare nel breve periodo, e queste sono urgenti,
  per  far  fronte ed evitare che vada al collasso il sistema.  Oltre
  700  licenze brevi, se non si interviene subito non potranno essere
  rinnovate.  Le nuove concessioni sono paralizzate e questo  Governo
  che intende fare?
   Assessore,  a  conclusione  del mio  intervento  le  dico  proprio
  questo:  prima  di  volare  alto cerchiamo  di  renderci  conto  il
  contesto  che  abbiamo  ereditato.  Ora,  qua  non  vogliamo   fare
  assolutamente una disquisizione politica di responsabilità, però le
  riconosco  un  pragmatismo che è frutto della sua non  appartenenza
  alla  politica,  ma la metta in atto. La metta in atto,  perché  da
  quello  noi  possiamo correggere tante storture  e  consentire  che
  l'intero sistema vada meglio. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Venezia.  Ne  ha
  facoltà.
   Vi  chiedo,  onorevoli  colleghi, di  attenervi  a  massimo  dieci
  minuti, se è possibile.
   So che la sintesi è il dono di ognuno di noi.

   VENEZIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Dagnino,
  la  Nota di aggiornamento che trattiamo oggi in quest'Aula ci segna
  un  dato  importante  e cioè che rispetto alle  previsioni  il  Pil
  regionale cresce non dello 0,9 ma dell'1,5.
   Ma  analizzando bene il documento ai dati statistici che  vi  sono
  contenuti,  si  evince un contesto economico e  sociale  di  grande
  fragilità  e,  sicuramente,  il  dato  della  crescita  non  sembra
  strutturale per i prossimi anni, ma è frutto, come adesso chiarirò,
  della  contingenza del momento. Perché questo documento  non  tiene
  conto  di tre grandi questioni che, come dire, rendono tutto  molto
  più fragile e nei prossimi anni.
   Innanzitutto l'inasprimento delle tensioni geopolitiche.  Il  tema
  dei  cambiamenti climatici che con la siccità e poi con gli  eventi
  improvvisi  ed  estremi costringe fare interventi  infrastrutturali
  per  la  messa in sicurezza del territorio e tutto ciò  crea  anche
  problemi   per   alcuni  settori  nevralgici   come   per   esempio
  l'agricoltura  con  i  crolli di produzione che  abbiamo  visto  in
  quest'anno. E poi gli effetti nefasti che arriveranno nella  nostra
  Regione, Assessore, a partire dal prossimo anno, con l'applicazione
  dell'autonomia differenziata che aumenterà il divario  tra  Nord  e
  Sud e aumenterà le diseguaglianze territoriali e sociali.
   Giungono buone notizie sul fronte del disavanzo, e anche su questo
  aspetto  vorrei  concentrarmi qualche secondo per  dire  che  è  un
  risultato  frutto di una gestione oculata anzitutto  da  parte  del
  Ragioniere generale e nel complesso dell'Assessorato dell'economia,
  ma  noi  sappiamo  che il disavanzo è arrivato a  cifre  importanti
  perché  ci sono stati accantonamenti significativi da una parte  ma
  anche una parte non secondaria che ha aumentato l'accantonamento  e
  il  mancato impegno di consistenti risorse che diciamo durante  gli
  esercizi  finanziari precedenti e in particolare  quello  del  2023
  hanno  liberato risorse che poi hanno contribuito ad  abbattere  il
  disavanzo. E questo, mi sia consentito di dire, che è anche  frutto
  di  una  mancanza di programmazione e di gestione delle risorse  in
  bilancio che attraverso le variazioni possono essere utilizzati nei
  capitoli laddove ci sono più necessità.
   Vorrei   iniziare   questa  analisi  politica   citando   i   dati
  dell'export,  che  come ci dice il Documento di aggiornamento  sono
  aumentati nel 2024 dell'1,8 per cento, ma dobbiamo dire che  questa
  tendenza  positiva  è  alimentata,  come  è  stato  ribadito,  solo
  dall'aumento  delle  esportazioni dei prodotti  petroliferi  e  non
  certo  per  l'aumento  delle produzioni ma per  l'oscillazione  dei
  prezzi  delle  materie  prime sul fronte energetico  che  risentono
  delle turbolenze internazionali.
   Rispetto   a   questo,   però,  registriamo   contestualmente   la
  contrazione  delle esportazioni con percentuali molto significative
  - e direi io anche preoccupanti - per quanto riguarda, per esempio,
  il  settore  dell'elettronica che ha una perdita rispetto  all'anno
  precedente  del  49,5 per cento; il settore della farmaceutica  del
  18,6  per  cento;  della metallurgia del 41,9 per cento,  sono  dei
  settori  che  in  un  contesto economico e in  un  sistema  globale
  dovrebbero  invece avere il segno più e invece  in  Sicilia  si  va
  indietro.
   L'economia siciliana è trainata da due comparti significativi:  il
  turismo da una parte e il settore delle costruzioni dall'altra e io
  nella  mia  analisi vorrei sottolineare che né sul turismo  né  sul
  settore  delle  costruzioni vi è stato  un   impegno  programmatico
  forte, incisivo, consistente, da parte del Governo regionale perché
  il  settore delle costruzioni è stato tirato avanti in quest'ultimo
  periodo  dagli  incentivi dei bonus nazionali e dagli  investimenti
  del PNRR e di altri fondi europei statali.
   E  anche  i numeri che abbiamo su questo settore +6,5 per cento  e
  +23 per cento di occupati rischiano di dissolversi nel nulla, già a
  partire  dai prossimi mesi, perché sta per finire la lunga stagione
  dei  bonus,  l'aumento delle materie prime anche nel settore  edile
  avrà  una conseguenza negativa sugli interventi di edilizia privata
  e  a  questo  vi  è da aggiungere che, nonostante la programmazione
  delle  risorse extra regionali faccia riferimento agli  anni  2021-
  2027,  siamo alle porte del 2025 e ancora gran parte delle  risorse
  stanziate non sono state messe a regime né impegnate né tanto  meno
  spese  per stimolare l'economia attraverso gli investimenti.  E  su
  questo  io  vorrei  fornire un dato che, a mio sommesso  avviso,  è
  abbastanza eloquente.
   La  Sicilia è soggetto attuatore alla Regione siciliana e soggetto
  attuatore  di  ben  1.763 progetti nell'ambito  del  PNRR,  per  un
  ammontare  complessivo di 2 miliardi e 150 milioni di euro,  ebbene
  anche  su questo registriamo una nota dolente, sono stati impegnati
  solo  un terzo delle somme e la fine del PNRR è alle porte potremmo
  dire  soltanto  727  milioni ad oggi sono stati  impegnati  su  due
  miliardi  centocinquanta e dato ancora più negativo la  Regione  ha
  provveduto a fare liquidazioni solo per 99 milioni di euro  che  si
  riferiscono  all'anno  precedente, perché  ancora  molti  pagamenti
  relativi  al PNRR per quanto riguarda l'esercizio finanziario  2024
  non  ne  abbiamo viste e sappiamo che fra meno di un mese le  casse
  regionali verranno chiuse.
   Per  quanto  riguarda il turismo, noi segniamo un +4,7  per  cento
  rispetto  al 2023 e soprattutto più stranieri; anche su questo,  mi
  sia consentito di dire che non abbiamo visto una strategia di lungo
  periodo  da  parte  del  Governo regionale  sul  turismo,  a  parte
  l'elargizione  di lauti contributi come la stampa di questi  giorni
  ci   ricorda,  sapendo  che  l'aumento  delle  presenze  turistiche
  straniere  dipende  non  da un'attività di programmazione,  da  una
  campagna  di promozione della Sicilia, ma dal fatto che il contesto
  geo  politico  nell'area del Mediterraneo, come  dire,  esposta  ai
  flussi  turistici non tanto nel Nord Africa, in Egitto,  nel  Medio
  Oriente  ma  diciamo  avvantaggia regioni del Sud  Italia  come  la
  Sicilia.
   E  anche  su  questo  dato non esprimerei giudizi  particolarmente
  lusinghieri  perché ricordo a me stesso, al Governo e a  quest'Aula
  che  la  Sicilia per il patrimonio di beni culturali che  possiede,
  per   numero  di  siti  Unesco,  per  storia,  per  caratteristiche
  geomorfologiche  tra cui la presenza del mare su tutte  le  sponde,
  per tutta una serie di condizioni anche climatiche, dovrebbe essere
  la  prima  regione  italiana  per numero  di  turisti  e  invece  è
  solamente  all'ottavo posto dopo la Toscana, l'Emilia  Romagna,  la
  Lombardia, il Veneto, il Lazio, la Campania e il Trentino.
   Quindi, il beneficio che abbiamo avuto rispetto a queste entrate è
  frutto di contesti nazionali e internazionali rispetto ai quali non
  c'è  stata,  ad onor del vero, un'attività incisiva  da  parte  del
  Governo   regionale   con  gli  strumenti   di   pianificazione   e
  programmazione.
   Vorrei  a  questo  punto passare al contesto dell'agricoltura,  al
  comparto   agricolo,  -7%  nel  2024,  -21%  nel  2023,  Assessore.
  L'occupazione, ed è il dato più eloquente, segna -14% ciò significa
  che  le  misure  che  questo Governo, le poche  misure  che  questo
  Governo  ha  varato per contrastare la crisi del comparto  agricolo
  non hanno sortito nessun effetto positivo e nemmeno ne intravediamo
  per il prossimo futuro.
   Un   dato   drammatico  che  segna  anche  una  grande  questione:
  l'abbandono  di  ampie  porzioni delle aree  rurali  da  parte  dei
  siciliani e in particolare dei giovani che non trovano un riscontro
  economico  adeguato attraverso l'agricoltura.  E  vengo,  prima  di
  arrivare  alla  conclusione, al tema dei cambiamenti  climatici:  i
  dati  che  voi  che  voi  fornite sono  diciamo  significativi  per
  comprendere  il livello di attenzione che questo Governo  ha  avuto
  nell'ultimo  biennio  su  questo tema. Soltanto  90  milioni  su  6
  miliardi  8  per il settore idrico contenuti nel Fondo  sviluppo  e
  coesione, soltanto 43 milioni di euro nel PR FERS Sicilia 2127  per
  il  contrasto  alle  perdite idriche e gli interventi  sul  settore
  idrico, sono risorse esigue rispetto ai miliardi e miliardi di euro
  destinati agli investimenti. Avevamo denunciato la settimana scorsa
  che occorrevano segnali forti di controtendenza attraverso anche la
  riprogrammazione   di  questi  strumenti  ma  non   vediamo   nulla
  all'orizzonte.
   Vengo  al  tema povertà: "il Governo è impegnato nella definizione
  di misure di aiuto alle fasce deboli del tessuto sociale regionale"
  ha  dichiarato  il Presidente Schifani nell'introduzione  a  questa
  nota  di aggiornamento, però sappiamo che fra il 2023 e il 2024  il
  volume dei sussidi in Sicilia è sceso di un terzo, di circa il  33%
  con  l'abolizione col reddito di cittadinanza per  fasce  ampie  di
  popolazione e i 30 milioni di euro che avete destinato alla povertà
  facendo  roboanti comunicati stampa danno un messaggio  chiaro  per
  chi  sa  leggere i numeri. E' stato solo uno spot elettorale perché
  con  quei  30  milioni  di euro, riceveranno  un  sussidio  seimila
  famiglie con ISEE sotto i 5 mila euro mentre sappiamo dai dati  che
  ha pubblicato anche la CGIL che sono 345 mila le famiglie che hanno
  un  ISEE in Sicilia inferiore a 5 mila euro, quindi una misura  una
  tantum  che  non  aiuterà  certo a combattere  la  povertà,  mentre
  diecimila  famiglie si trovavano sotto procedura di  sfratto  e  il
  calo  dei  consumi, come dire, segna un altro elemento, come  dire,
  negativo su cui occorrerebbe anche riflette.
   Per  non  parlare - e concludo Presidente Di Paola - dei tagli  di
  ben  5 miliardi e 300 milioni, secondo i dati dello Svimez, che  il
  Governo nazionale si appresterà a compiere per la Sicilia e per  il
  meridione d'Italia.
   Sono   stati   tagliati  i  fondi  per  la  decontribuzione,   per
  l'occupazione,  per  le zone economiche, trasferimenti  ai  comuni.
  Ecco,  è  il  preludio di quello che succederà  con  l'applicazione
  piena dell'autonomia differenziata.
   La  legge di stabilità dovrebbe essere una risposta rispetto  alla
  diagnosi  che avete fatto con la Nota di aggiornamento.  Ieri  sera
  avete  pubblicato, nel sito della Giunta regionale, la delibera  di
  approvazione della legge di stabilità.
   Io, ieri notte, ho dato un'occhiata alle norme contenute e, fresco
  di lettura della Nota di aggiornamento, mi è saltata come dire agli
  occhi  una cosa chiarissima, che la legge di stabilità non affronta
  nessuna questione in maniera seria e concreta rispetto all'analisi,
  ai  dati, ai contenuti, alle emergenze, alle sfide che la  Nota  di
  aggiornamento ci propone.
   Quindi,  voi  volete fare una finanziaria veloce, come  lo  scorso
  anno, ma preannuncio che sarà una finanziaria senza nessuna visione
  del futuro della Sicilia e senza la risoluzione di alcun problema.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Cracolici. Ne ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, quanto detto dal  collega  Venezia,
  mio  compagno di partito e di Gruppo, mi consente di non  ritornare
  su  tutti  gli  argomenti che ha rilevato,  ha  posto  accento,  ha
  focalizzato nel suo intervento.
   Io  utilizzo soltanto la parte finale dell'intervento del  collega
  Venezia, ovvero che lui ha letto il testo della manovra della legge
  di  stabilità che è stata approntata in Giunta qualche giorno fa  e
  che  stasera  ci  ha  annunciato  l'Assessore  sarà  inoltrata   al
  Parlamento. Già questa è la prima anomalia. Normalmente,  la  legge
  di  stabilità dovrebbe essere a valle degli elementi di valutazione
  economica, proprio per mettere in campo una serie di strumenti  che
  possano,  in  qualche  modo, incidere sui  fattori  di  crisi,  sui
  fattori  di  difficoltà, sui punti per i quali la  Regione  con  la
  propria  politica economica intende mettere in campo una  strategia
  di  aggressione rispetto ai punti di crisi. Questa scissione tra la
  legge  di  stabilità,  che per la verità e  ad  essere  onesti  non
  riguarda  questo  Governo,  questo  ultimo  atto  prodotto  -   noi
  addirittura   abbiamo  avuto  leggi  di  stabilità  presentate   in
  Parlamento  a marzo/aprile con il DEF, allora si chiamava  il  DPF,
  approvato  a  novembre/dicembre, quindi con  ben  quattro  mesi  di
  distanza  tra  la  manovra proposta e il DPF  approvato  che  nulla
  avevano a che vedere i due atti.
   Perché c'è una ragione. La Regione siciliana tende a replicare ciò
  che conosce.
   Le  leggi  di  stabilità, più che di leggi  finanziarie  in  senso
  economico,  sono leggi di bilancio e - come si sa  -  le  leggi  di
  bilancio  provano  in  qualche modo  a  replicare  il  sistema  del
  bilancio  che  ha  attuato secondo il principio che  una  spesa  si
  riproduce  perché  dietro a una spesa c'è un  sistema  sociale,  un
  sistema economico, un sistema anche clientelare in questa regione.
   Allora,  io  voglio provare a rendere utile questa discussione  di
  oggi, altrimenti tutti recitiamo, tutti facciamo gli economisti.
   Assessore,  io  la  sfido  a predisporre  immediatamente  un  maxi
  emendamento - non di quelli che arrivano in Aula all'ultimo  minuto
  con  il  contributificio per Governo e Parlamento - io la  sfido  a
  presentare  immediatamente un atto che  provi  in  qualche  modo  a
  rafforzare  misure economiche in grado di rispondere  ai  nodi  che
  sono  presenti  e  che  ci  propone il DPEF  o  il  NaDEFR,  perché
  altrimenti  rischiamo  di  fare  una  discussione,  come  dire  una
  scissione tra le valutazioni economiche e le politiche concrete che
  si  possono  attuare.  Alcune di esse le sono state  suggerite,  ho
  visto  che  il presidente della Commissione ha provato  in  qualche
  modo a indicare alcuni obiettivi che possono essere utilizzati  per
  aggredire alcuni dei nodi che ci sono in Sicilia.
   Purtroppo devo dirlo - anche questo non è emerso in Commissione  -
  c'è  un  grande  buco  nella nostra economia,  che  è  la  politica
  industriale.  Una  Regione di 5 milioni  di  abitanti,  per  quanto
  possiamo  impegnarci  sul  turismo, sulle costruzioni,  cose  sulle
  quali  ha  parlato giustamente Venezia e ha posto in rilievo,  come
  dire  luci e ombre di quelli che sono oggi, quelli che appaiono,  i
  settori  più  trainanti - sulle costruzioni, in particolare,  basta
  ricordare  che noi abbiamo goduto di un percorso di crescita  anche
  grazie alle politiche di incentivo sul 110 e sulle misure sul sisma
  e l'ecobonus - così come sul turismo inevitabilmente abbiamo goduto
  delle disgrazie degli altri.
   Ma  detto  questo, noi abbiamo un grande buco che  è  la  politica
  industriale. Una Regione con 5 milioni di abitanti, dicevo, non può
  pensare  al  suo  sviluppo senza un sistema  industriale,  che  può
  essere  fatto da piccola e media impresa, ma che deve essere  fatto
  da  piccola  e  media impresa in una Regione dove non  c'è,  tranne
  alcune punte di eccellenza, noi ancora oggi parliamo della Fiat  di
  Termini   Imerese,   sono  passati  ormai  più   di   un   decennio
  dall'abbandono e parliamo di un'area di crisi dove ancora oggi  non
  è   chiaro   da  dove  si  ripartirà  per  rilanciare  la  funzione
  industriale di quell'area, così come di altre aree siciliane.
   Allora, io la sfido in questo senso: ci faccia una integrazione di
  misure economiche. Lei ha annunciato che vuole riproporre le misure
  di  aiuti  alle imprese? Lo faccia prima, in maniera  tale  che  il
  dibattito  diventi  un  dibattito serio,  altrimenti  parleremo  di
  interventi   spot,   come   quello  che   fu   fatto   ad   esempio
  sull'occupazione. Prima che lei arrivasse, Assessore, nella  scorsa
  finanziaria era stato uscito il coniglio dal cilindro: un incentivo
  di  10.000  euro  per tutte le imprese che assumevano  in  Sicilia,
  incentiviamo l'occupazione attraverso un sostegno alle imprese.
   Qualche  giorno  fa  lei  ha presentato in  quest'Aula  la  quarta
  variazione  di bilancio, che è stata finanziata, in  parte,  da  50
  milioni di euro che lei ha dovuto cancellare per quella misura  che
  non  è stata attuata. Ecco, noi assistiamo a manovre spot che nulla
  hanno  a  che  vedere poi con la condizione economica  reale,  anzi
  l'attesa  in economia o la promessa spesso costituisce  un  fattore
  distorsivo  del  sistema economico. Io quindi non  aggiungo  altro,
  potrei  parlare  della  legge  che ha citato  il  presidente  della
  Commissione,  quella sul risanamento dei centri  storici,  o  della
  legge   sul  credito  al  consumo,  perché  gliel'ha  detto   anche
  nell'introduzione,  è  vero cresce il  PIL  ma  il  PIL  non  è  un
  misuratore  di  ricchezza, da solo. Perché la stessa relazione  che
  lei  ha  presentato ci dice una cruda realtà, che a fronte  di  una
  crescita  seppure  con  qualche decimale del  PIL,  in  Sicilia  si
  riducono  i  consumi.  Sa  che  cosa vuol  dire  in  economia?  Che
  aumentano  le diseguaglianze sociali, oggi la Sicilia,  la  forbice
  tra  chi  sta meglio e chi sta meno o sta peggio si è ulteriormente
  allargata, pur essendo una Regione abituata, il popolo siciliano  è
  abituato a sopravvivere ma questo dimostra che quando si riducono i
  consumi  vuol dire che la gente spende meno anche per sopravvivere,
  allora  questo  è un tema che ha conseguenze sociali devastanti  in
  termini  di povertà diffusa anche di insicurezza sociale, aggiungo,
  anche  di  forte  emigrazione, la Destra  in  questo  Paese  ci  ha
  scatenato una campagna mediatica sulla immigrazione, il pericolo di
  essere  invaso ma quanti sono i siciliani che ogni anno vanno  via?
  Di  questo non ne parliamo mai e la politica ha o non ha il  dovere
  di  provare,  come  dire, a creare sistemi di politiche  economiche
  affinché si possa restare in Sicilia?
   Allora, io la sfido in questo senso, apprezzando il tentativo  suo
  di  nuovo  assessore di misurarsi con la sfida, con una  ambizione,
  perché  se c'è una cosa che è mancata in questa Regione e manca  da
  anni  è l'ambizione, l'ambizione di uscire dalla palude in cui oggi
  questa  Regione vive e convive, se lei farà questo discuteremo  nel
  merito,  zero uno in più, zero uno in meno, conta poco, quello  che
  conta sono le politiche affinché la Regione si candidi ad essere un
  luogo  utile  alla vita dei siciliani, tutti, non solo  di  qualche
  siciliano  o  di qualche pezzo di società siciliana più organizzata
  che  ha  maggiori  opportunità di condizionare  o  di  chiedere  in
  maniera più efficace a "mamma Regione" di elargire solo contributi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Micciché.  Ne  ha
  facoltà.

   MICCICHÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  avevo
  poi  chiesto di intervenire anche per motivi personali, ovviamente,
  dopo l'intervento, appena finiamo di votare.
   Assessore,  la manovra è, ne abbiamo viste tante in  tutti  questi
  anni,  questa in qualche occasione è scritta anche meglio  rispetto
  al  passato, però ha ragione l'onorevole Cracolici quando dice  poi
  alla  fine  "a  farina è sempre chiddra, a pasta cu  chista  farina
  s'havi   a   fari",  però  ci  sono  delle  cose  che  si   possono
  oggettivamente modificare.
   Questo è il terzo Governo a cui io faccio questo appello, oggi, la
  prego  di  andarlo  a  verificare perché sono  informazioni  che  è
  importante che abbia anche lei, oggi la Regione siciliana ha un'età
  media  dell'intera Amministrazione di sessantatré anni, età  media,
  tutti gli impiegati della Regione hanno mediamente sessantatré anni
  e,  ripeto, la prego di andarlo a verificare, chiami chi ha  queste
  carte e se le faccia dare, è sessantatré anni e lo posso garantire,
  ho le carte.
   Poi  ci  sono, tra quelli che hanno fatto il concorso, tra  quelli
  che sono entrati alla Regione attraverso concorsi l'età media è  di
  sessantatré anni, poi ci sono altri ingressi che ci sono stati  per
  motivi  di vario tipo ma per chi ha fatto concorsi, non le nascondo
  che  siamo  amici, ci sentiamo ogni tanto, dei concorsi  importanti
  che  sono  stati  fatti, l'ultimo che è entrato  in  Regione  è  il
  dottore  Cartabellotta che ha, infatti 58 o non so quanti anni.  Ma
  la media è 63.
   Ora,  io  è già da tre governi che pongo l'attenzione, e grido  un
  allarme  su  questo  argomento. Ma tre governi fa  ancora,  ancora,
  c'erano  15  anni davanti. Due governi fa, ancora,  ancora  c'erano
  dieci anni davanti. Ora non più. Perché se la media è 63 anni oggi,
  a  fine  di  questa legislatura la media è pensione. Cioé significa
  che,  nel  giro  di  qualche anno, non ci sono più  impiegati  alla
  Regione
   Noi  ancora subiamo, assessore, accordi che sono stati  fatti  nel
  passato  e che poi, onestamente in questo Governo non c'era  ancora
  lei,  c'era Falcone, avete cominciato, un minimo, a cambiare  negli
  accordi  con  lo  Stato  perché  avete  eliminato  il  divieto   di
  assunzione.  Ma oggi Roma fa una norma in cui, di fatto,  vieta  le
  assunzioni.
   Allora, tutto quello che ci siamo detti, può avere un senso se poi
  c'è   una   struttura  che  qualcosa  la  può  fare.  Noi   abbiamo
  un'amministrazione dove non si può essere promossi; dove il  premio
  di  rendimento è uguale per tutti e lo ottieni comunque, che lavori
  o   che   non   lavori;  dove  c'è  una  situazione   organizzativa
  assolutamente folle, dove ci può essere uno molto bravo che,  però,
  ha  un  ruolo  inferiore e non può toccare palla, perché  un  altro
  scarsissimo, che però è superiore nella cosa, quella cosa  la  deve
  fare   lui...  Cioè,  c'è  una  situazione  veramente,   assessore,
  aberrante   nella   Regione   siciliana   dal   punto   di    vista
  amministrativo.
   Io  lancio quest'ultimo appello, perché poi sarò in pensione  pure
  io  e  quindi  se la vedranno i giovani dopo. Lancio ancora  a  lei
  questo  appello. Chiamatevi i sindacati, chiamate l'Aran,  chiamate
  chi  volete  voi.  Incontratevi col Governo  nazionale,  perché  il
  Governo  nazionale  deve, come dire, aprire le braccia  su  qualche
  cosa  e  capire  che è un obbligo assoluto. In  più,  c'è  il  vero
  problema  dei  problemi, che è quello dell'Inps.  Cioè  la  Regione
  siciliana,  finito di pagare gli stipendi, paga anche le  pensioni.
  Quindi  non  è  che se uno va in pensione, alla Regione  siciliana,
  assumerne  un  altro non gli costa perché non paga  più  quello  di
  prima.  No, no ne paga uno in più. Questa è la situazione  che  noi
  abbiamo. Dice, ma non è che l'ho creata io. Lo so, che lei  proprio
  non  c'entra niente. Ma non lei, nemmeno la generazione sua c'entra
  niente, però bisogna affrontarla.
   Qualcuno  la  deve affrontare, qualcuno deve avere il coraggio  di
  andare al Governo nazionale, quale che esso sia, e dire dunque  che
  cosa  volete  fare? Noi dobbiamo risolvere questo problema.  Perché
  qua  si  parla  di  piccoli interventi, di piccole  cose,  lo  zero
  virgola  di  Pil, lo zero virgola di occupazione, lo  zero  virgola
  royalty  sulla benzina, sul petrolio, eccetera. Ma non si  affronta
  il  mega  argomento, che è quello che li racchiude tutti. Questo  è
  soltanto  un  appello che le faccio, e che spero che uno  come  lei
  proprio  perché,  come diceva Cracolici, non viene dalla  politica,
  quindi  un  tempo avevano l'obbligo perché la storia delle  royalty
  gliele  imponevano  da  Roma, quindi il deputato  o  il  Presidente
  regionale comunque faceva capo a Roma. Oggi lei è uno che è libero,
  da questo punto di vista, per cui può oggettivamente pretendere che
  si facciano le cose che servono a questa regione.
   Ultima  cosa, e chiuderò assolutamente nei tempi previsti.  Leggo,
  stamattina, che il presidente Galvagno - per carità, mi rendo conto
  che  c'è un momento anche di imbarazzo, per cui bisogna dire  certe
  cose - ha detto che non ci saranno più, quindi immagino nemmeno  in
  questa  manovra,  i cosiddetti contributi alle associazioni.  Però,
  anche  su  questo, vorrei dire al presidente Galvagno ben venga  il
  suo intervento, che c'è stato.
   Però c'erano, negli anni settanta ci fu -lei forse la ricorda - la
  grande  crisi  mondiale dell'eroina. Che l'eroina fu inventata  nei
  paesi  orientali, per vincere la guerra contro gli americani. Oppio
  e  poi  eroina, uguale. Ci fu un deputato che propose la  soluzione
  all'eroina:  non vendiamo più siringhe. Ora lei capisce  bene  che,
  certamente,  il  problema  non lo si  risolveva  non  vendendo  più
  siringhe. E mi pare la stessa cosa oggi di Galvagno. Cioè, ci  sono
  associazioni non meritevoli di essere finanziate, per cui non se ne
  finanziano più
   Non  è  questa  la  soluzione, la soluzione  è  finanziare  quelle
  giuste. La soluzione è avere qualcuno che controlla le cose che  si
  fanno.
   E  quindi  invito  il Presidente Galvagno non a  fare  esattamente
  quello che non serve, cioè assegnare tutti i fondi all'Assessorato,
  che non sarebbe controllato da nessuno e che, di fatto, spenderebbe
  i  soldi  così, non passando neanche dall'Assemblea, forse  peggio,
  no,  ma tenendoli in Assemblea. Che le varie Commissioni, la I,  la
  II,  quella della Cultura, quella dell'Agricoltura, quella di tutto
  quello  che  volete,  che  controlli,  contributo  per  contributo,
  emendamento  per  emendamento;  non col  passaggio  in  Commissione
  perché  è  obbligatorio,  ma  con  lo  studio  vero  nelle  singole
  Commissioni di che cosa è quel contributo, a che cosa serve, a  chi
  serve, chi sono le persone a cui questo contributo va.
   Presidente  della Commissione Bilancio, io la invito  a  fare  sua
  questa  proposta,  perché è la sua Commissione che  dovrebbe  avere
  questo incarico fondamentale, insieme a tutte quelle di merito.  Ma
  guai  se  noi le togliamo completamente al Parlamento per  mandarle
  all'Assessorato. Vi invito proprio a non fare questo,  che  sarebbe
  un errore colossale, veramente colossale.
   E  poi questa è un'Assemblea che, finché non succedono alcune cose
  di cui parleremo nell'intervento successivo che farò, è un posto di
  persone  serie, è una istituzione seria, un'istituzione  vera,  che
  certi problemi li può risolvere.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Micciché.
   È iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA Antonino. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
  siciliani, Assessore, durante le ultime variazioni di bilancio,  se
  ricorda,  durante  un confronto, io le dissi una  frase,  cioè  che
  questo  non  è il Parlamento nazionale e quindi possiamo  applicare
  teorie  di rilievo nazionale, seppure fondate; questo è il  Governo
  regionale e ci dobbiamo occupare di amministrare una Regione che  è
  la Sicilia.
   Leggendo la NaDEFR ho capito che voi non vi siete convinti neppure
  di governare l'Italia, ma probabilmente il Giappone, che - credo  -
  è  la terza economia mondiale, con una crescita di prodotto interno
  lordo  che  non  finisce  mai. Perché, leggendo  l'inizio,  outlook
  stabile  con PIL in crescita; andamento favorevole del PIL; aumento
  del  gettito  fiscale,  seppure il  maturato  e  non  il  riscosso;
  diminuzione  del  tasso di disoccupazione; mercato  immobiliare  in
  crescita;  esportazione in aumento; segnali positivi  dal  comparto
  turistico,   opinabile  visto  il  periodo;  imprese  in   aumento;
  investimenti    sulle   energie   rinnovabili;   investimenti    su
  infrastrutture e TPL

                  Presidenza del Presidente GALVAGNO

     tutto sommato, ho detto, tutto bene. Tra l'altro "interventi per
  mitigare  la  siccità, realizzati o in corso di  ultimazione  nella
  misura del 67 per cento".
   Ho  pensato che probabilmente rientrano anche interventi di natura
  condominiale, perché sembrerebbe, a leggere, che il problema  della
  siccità è stato risolto e che l'economia siciliana, anziché  essere
  asfittica  va  a gonfie vele, i ragazzi stanno bene,  non  ci  sono
  immobili vuoti in Sicilia. Una crescita incredibile
   Però, Assessore, questa è una fotografia di chi la Sicilia non  la
  vive,  magari  la  guarda,  la  vede, gli  arrivavano  dei  report,
  probabilmente anche drogati da dati che non sono, che non hanno  un
  unico  tipo  di  lettura. Perché quando dici che la  disoccupazione
  diminuisce,  la  disoccupazione  diminuisce  perché?  Perché   sono
  aumentati  i contratti part-time? Perché sono aumentati i contratti
  precari o perché è aumentato il lavoro stabile, le opportunità e  i
  contratti a tempo indeterminato?
   Quando  diciamo che ci sono meno disoccupati, è perché la gente  è
  andata via dalla Sicilia oppure perché è qui e ha trovato lavoro.
   Quando diciamo che il mercato immobiliare in Sicilia è cresciuto a
  me  viene  da  ridere, cioè in Sicilia è cresciuto  dello  0,4,  in
  Italia del 12,2. Non la scriverei questa cosa qua. Come fate a dire
  che  le cose vanno bene perché il mercato immobiliare è in crescita
  dello 0,4 quando il dato nazionale è 12,2?
   Non sta né in cielo né in terra, è una presa in giro  E' una presa
  in  giro,  come è una presa in giro dire che avete   il  67%  degli
  interventi sulla crisi idrica che sono stati completati o  sono  in
  corso di ultimazione. Ora vediamo di entrare un po' nel merito.
   Quando  dite che il turismo, il settore turismo va bene,  aumento,
  crescita. A parte che la media di permanenza in Sicilia dei turisti
  è  di  3,2  giorni,  il  che  vuol dire  che  voi  in  questi  dati
  probabilmente  mettete anche il crocierismo  cioè  la  persona  che
  scende  spende 50, 100 euro, mangia una granita, forse una pizza  e
  va  via, quindi neanche dorme  Questi dati da cosa vengono   Stiamo
  guardando  gli  ultimi  tre anni in cui  probabilmente  ci  sono  i
  milioni  di euro distribuiti anche con Sicily oppure sono  dati  di
  effettiva  crescita  del comparto. Questi turisti  se  sono  venuti
  quanti soldi hanno lasciato in Sicilia? Non è dato saperlo.
   L'Autorità  di bacino a pagina 65, scrivete che ha predisposto  da
  anni  la  strategia regionale di contrasto alla desertificazione  e
  redatto il piano di lotta alla siccità. Ma poi lo hanno dimenticato
  nel cassetto?  Ce l'hanno pronto da anni. Lo sanno da anni. Ma cosa
  è  stato  fatto  fino ad ora perché di siccità e di  interventi  ne
  stiamo  iniziando  a parlare adesso. Non ne abbiamo  parlato  negli
  anni scorsi. Non è una sua responsabilità, Assessore, perché lei  è
  arrivato  da  ultimo,  però  io  sto  cercando  di  ripetervi   per
  l'ennesima  volta  che la Sicilia non è come la descrivete  voi  in
  questi documenti, la Sicilia è fatta di persone che non hanno  casa
  nonostante  città  metropolitane come  Messina  hanno  il  26%   di
  immobili sfitti perché non riescono a comprare una casa, perché non
  riescono  ad accedere ad un mutuo, perché non riescono a pagare  un
  afflitto
   La  Sicilia  è fatta da persone che hanno l'acqua una  volta  alla
  settimana,  una  volta  ogni venti giorni, una  volta  ogni  trenta
  giorni. La Sicilia è fatta da persone nella cui casa l'acqua arriva
  un  paio  di  ore al giorno, non sempre arriva acqua potabile.   La
  Sicilia   è  una  Regione  in  cui  voi  scrivete:  aumentati   gli
  investimenti  nei  campi energetici, avete  aperto  la  Cts,  state
  esitando pratiche; non sappiamo se state controllando, se non state
  controllando, buone tutte perché da che non ne passava  nessuna  ne
  passano  tante. Allora delle due, l'una. O ha fatto male il Governo
  Musumeci o state facendo male voi o ci dovrebbe essere tecnicamente
  una  via  di mezzo che non c'è, è evidente, perché prima era  tutto
  fermo  ora  si muove tutto, normalmente la virtù sta nel mezzo.  Ma
  qua di virtù ne vedo poca, Assessore,  ripeto, non gliene faccio un
  peso  su  quello che è accaduto, lei porterà il peso di quello  che
  anche  accadrà, però dobbiamo avere chiaro quel punto  di  partenza
  perché  se  ci  convinciamo di governare il Giappone o  un'economia
  florida,  una società in cui le cose funzionano  qua voi continuate
  a scrivere e  a ripetere che avete risolto, che state risolvendo il
  problema delle liste d'attesa.
   Questa  cosa  qua la vedete solo voi, perché la gente continua  ad
  essere   rimandata  di  sei  mesi,  di  otto  mesi  per  fare   una
  mammografia, nel frattempo avete sprecato un manicomio  di  milioni
  di  euro  con una convenzione inutile col San Donato per  fare  una
  cardiochirurgia  pediatrica a Palermo che non c'è.  Perché  c'è  il
  reparto e non ci sono i pazienti e non c'è neanche il responsabile,
  neanche  il primario, c'è un chirurgo vascolare e voi date i  soldi
  al  San  Donato. Nel frattempo dite che avete risolto  il  problema
  delle liste d'attesa. Bugia, bugia, provi a telefonare al Cup prima
  di scrivere queste cose. Telefonategli e chiedetegli  me la prenota
  la   mammografia?   e  vedete quando ve la danno,   me  la  fa  una
  risonanza magnetica? , e vedete  quando ve la danno,  me la fa  una
  tac?   e  vedete  quando  ve  la danno.  Anche  salva  vita,  prima
  telefonate e poi lo scrivete
   52 interventi relativamente alla questione siccità, 20 ultimati  e
  messi in rete, 16 sono in cantiere. Se questo è il 67 per cento, 20
  ultimati su 52, voi il 67 per cento come lo calcolate? Cioè  20  su
  52  è meno del 40 per cento. Voi scrivete che avete ultimato il  67
  per cento degli interventi della rete idrica, cioè com'è che c'è la
  Sicilia  senza  acqua? 4 sono in affidamento per una  contribuzione
  idrica  e 12 in fase di approvazione e siamo arrivati a 52. Io  non
  capisco  proprio  come  li  avete fatti,  ma  ripeto  la  cosa  più
  drammatica è che voi mettete nero su bianco che da anni sapete cosa
  sta  per  succedere,  abbiamo  le dighe  vuote,  abbiamo  le  città
  senz'acqua   e   nessuno  ha  fatto  nulla,   tranne   perdere   il
  finanziamento di tutti i progetti che il Governo Musumeci -  ce  lo
  ricordiamo tutti - ha perso, tutti, senza salvare neanche uno,  non
  era facile, eh?
   Infine, l'ultima cosa, lo fate ogni anno, affidate le speranze  di
  una  rinascita  che non ci sarà alla realizzazione del  fantomatico
  Ponte  sullo  Stretto.  Oggi c'è stata  l'ultima,  questa  la  devo
  raccontare perché fa ridere e non potrà non suscitare ilarità anche
  in  un  professionista serio qual è lei, Assessore. Oggi   si  sono
  usciti  che tra le opere compensative faranno anche l'aeroporto del
  Mela,  in  provincia  di  Messina, un aeroporto;  sono  riusciti  a
  scrivere  nonostante, dico, le norme Enac e tutto il  resto,  credo
  che  ancora  valgano, sono riusciti a scrivere  che  tra  le  opere
  compensative del Ponte sullo Stretto faranno un aeroporto.  Tra  un
  po'  scriveranno  che  tra le opere compensative  del  Ponte  sullo
  Stretto  faranno anche il Ponte sullo Stretto, uno per  l'andata  e
  uno  per  il  ritorno. Cioè, lo capite che scrivere queste  cose  è
  inconcepibile?
   Io vi prego, dico tecnicamente, noi lo trattiamo come se la NaDEFR
  fosse  l'ultima  delle  stupidaggini  che  questo  Parlamento  deve
  discutere e deve votare. Invece dovrebbe essere un documento serio.
  Vi prego di affrontarlo con maggiore serietà e soprattutto, ripeto,
  non  affidatevi a tutto quello che vi arriva sul tavolo, perché non
  sempre   corrisponde  a  verità,  provate  a  fare  lo  sforzo   di
  verificarlo perché la gente comune, quella che soffre, tutta questa
  roba qua non l'ha vista mai nella sua vita.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Chinnici.  Ne  ha
  facoltà. Prima una semplice precisazione, perché ho avuto  modo  di
  poter  comunque  ascoltare,  nonostante  non  presiedessi  in  quel
  momento,  l'intervento  dell'onorevole  Micciché  circa  l'articolo
  uscito  oggi.  Il  mio ingrato compito è anche quello  di  tutelare
  l'onorabilità  di questo Parlamento e, in virtù  di  quello  che  è
  stato  un  caso assolutamente mediatico importante, che  diciamo  è
  sotto  gli  occhi di tutti, la mia è una proposta che non significa
  che  sia  una  legge, perché ricordo che questo  non  è  un  organo
  monocratico  ma  comunque  si  sceglie,  si  decide,   in   maniera
  assolutamente collegiale; nessuno è contro nessuno e so anche  bene
  che  esistono delle associazioni che sono probabilmente,  sotto  il
  profilo  della  proposta  o del lavoro che  svolgono,  migliori  di
  altre,  ma purtroppo questo Parlamento non è sempre stato in  grado
  di  essere responsabile ed essere riuscito a determinarsi su chi  è
  migliore rispetto agli altri.
   Quindi,  visto  che  è  rientrato  l'onorevole  Micciché  e  stavo
  rispondendo a quello che è stato l'intervento che lei ha fatto,  la
  proposta che io ho fatto non significa che sia, dicevo, una  legge,
  è  un'idea  che  si ha, perché questo Parlamento  purtroppo  non  è
  riuscito  a  sancire chi è migliore degli altri, specie  quando  si
  mette  tutto all'interno di un maxiemendamento dove non si  ha  una
  firma  di  chi propone quell'associazione e potrebbe anche motivare
  il perché di quell'associazione piuttosto che un'altra.
   Io  difendo  il  territorio, lo difendo sempre e non  voglio  fare
  neanche  confusione  tra  quelle che  sono  le  associazioni  e  le
  fondazioni, però mi sento ad esempio quest'anno di potermi spendere
  molto più apertamente ad esempio per le Orestiadi di Gibellina,  in
  virtù del riconoscimento che gli è stato dato, e non credo che sarà
  uno  scandalo politico difendere un esempio di eccellenza  come  il
  loro, specie in vista del risultato che hanno ottenuto e certamente
  non  ne  faccio un ragionamento di campanilismo perché non è  della
  mia provincia e poi sono sicuro che anche l'onorevole Micciché sarà
  favorevole perché si è molto battuto per Gibellina.
   La  mia  è soltanto una precisazione perché prima di tutto bisogna
  difendere l'onorabilità di questo Parlamento e se questo Parlamento
  ha  sbagliato  è  giusto  che si confronti per  trovare  il  metodo
  migliore  che  possa riaccreditarci anche agli  occhi  della  gente
  rispetto a quanto è accaduto.
   Quindi,  chiedo  scusa  all'onorevole Chinnici,  ma  certamente  i
  minuti partiranno da quando comincerà a parlare.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Chinnici. Ne ha facoltà.

   CHINNICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, certamente  poi,
  si figuri, su Gibellina saremmo tutti d'accordo, mi pare evidente.
   Ma   a  proposito  di  garantire  appunto  il  Parlamento,  signor
  Presidente, sono contenta che è rientrato perché io volevo  fare...
  non se ne vada, Presidente, è giusto?
   Perfetto,  no,  va bene, l'importante è che mi ascolta  in  questo
  perché  riguarda proprio lei e le garanzie di questo  Parlamento  e
  delle Commissioni parlamentari.
   Torno  infatti  sul discorso del prestito d'onore.  Visto  che  in
  questa nota viene giustamente ripreso in considerazione e visto che
  è  stata  modificata  di fatto la legge sul  diritto  allo  studio,
  modificando appunto la norma sul prestito d'onore.

                Presidenza del Vicepresidente Di Paola

   Ora,  signor  Presidente, forse la sera, la notte in  cui  abbiamo
  approvato l'atto non si è insistito abbastanza su una cosa che a me
  è  sembrata  grave,  un vero vulnus e vorrei che anche  l'assessore
  Dagnino  ascoltasse. Sul prestito d'onore avevano lavorato ben  due
  Commissioni:  la  V Commissione, che era quella  appunto,  la  mia,
  sull'istruzione, e la Commissione Bilancio. Entrambe le Commissioni
  si  erano  espresse e avevano votato all'unanimità e a  maggioranza
  delle  modifiche  che  erano  entrate  nell'articolo  sul  prestito
  d'onore.
   Dopodiché cosa è accaduto? Che il Governo ha ritenuto che tutto il
  lavoro fatto dalla V Commissione e dalla Commissione Bilancio fosse
  carta  straccia e ha riproposto in Aula il testo preciso e identico
  a come era arrivato prima delle Commissioni.
   Quindi,  signor  Presidente, solo per dire  questo,  cioè,  io  la
  ringrazio  perché ha ricordato che lei fa proprio  l'interesse  del
  Parlamento e quindi dei siciliani e allora, per favore,  mi  auguro
  che  una  cosa  del genere non capiti più perché significa  svilire
  completamente  il  lavoro dei parlamentari e  di  chi  ha  lavorato
  ascoltando peraltro moltissimo gli universitari. E vengo a  questo,
  signor Presidente e anche Assessore.

                  Presidenza del Presidente Galvagno

   Allora, il tema alla fine qual è? Dove voglio arrivare?
   Voglio  arrivare al tema, ho detto anche ieri all'assessore  Aricò
  parlando  dei  trasporti, che a me pare il grande  assente  da  due
  anni. Io frequento questo Palazzo solo da due anni, fortunatamente,
  o sfortunatamente non lo so, però di fatto il grande assente da due
  anni  è  il  diritto  allo studio e le politiche  giovanili  serie,
  serie.
   Ora,  lei nelle nell'intervista di oggi, signor Presidente, fa  un
  riferimento a una legge importante, il disegno di legge "liberi  di
  scegliere"  del  giudice Di Bella, che il giudice Di  Bella  ci  ha
  caldeggiato.
   E  io sono sicura che tutta l'Aula, così come è stato per la legge
  contro  il  crack, sarà favorevole al disegno di legge  "liberi  di
  scegliere".
   Chi si può opporre? Nessuno  Sono sicura che andremo spediti.
   Però, signor Presidente, il problema non è mettere i cerotti,  non
  è  fare dei disegni di legge anche belli, qualificanti e importanti
  ma  piccoli  e  ristretti che rischiano di essere cerotti  che  non
  possono  mai  sanare una piaga, come dice chi  come  il  mio  amico
  Francesco  Di  Giovanni  che da tanti anni lavora  sulle  politiche
  giovanili  nel quartiere Danisinni insieme a Fra' Mauro, insieme  a
  persone che conoscono bene la tematica di cui sto parlando.
   Quindi  quando  parliamo  di  diritto allo  studio,  cerchiamo  di
  affrontare il problema non con pannicelli caldi.
   Questa  cosa  del  prestito  d'onore  che  addirittura  qua  viene
  spacciato  come uno strumento in chiave di sviluppo delle  imprese,
  come  se fosse una cosa epocale... vi prego, no  Non è così  Non  è
  così
   Se  vogliamo  parlare di diritto allo studio  affrontiamo  i  temi
  veri, importanti.
   Il  trasporto scolastico. Noi garantiamo, lo dico anche in  ottica
  della prossima legge di bilancio, ai comuni solo 7 milioni di euro.
  Ne servirebbero almeno 20
   Quindi andiamo ai dati concreti.
   E  ancora  a  me dispiace, io non voglio offendere chi ha  scritto
  questo documento, ci mancherebbe, però ci sono dei passaggi che non
  si possono leggere.
   A  un  certo punto a pagina 74 si dice, e qua si parla della  fuga
  dei  giovani  siciliani laureati, tra l'altro  c'è  anche  oggi  un
  grosso  articolo, ci sono diversi articoli su questi dati:  "Quanto
  alla  fuga  dei  giovani siciliani laureati  si  rileva  che  è  un
  fenomeno non strettamente correlato con il programma Gol il quale è
  più rivolto a soggetti che non hanno alta qualificazione. I giovani
  hanno   una   visione  diversa  del  mondo  e  proprie  aspettative
  considerano  gli  altri paesi come opportunità  di  esperienze  per
  aumentare le loro conoscenze e non fuggono per assenza di lavoro ma
  perché  il  loro obiettivo oggi è diverso da quello che apparteneva
  alla generazione degli adulti".
   Ma  che  analisi  è,  scusate? Cioè, io mi  aspetterei  un'analisi
  seria,  un'analisi  motivata, documentata sulla fuga  dei  giovani.
  Oggi  il  giornale  riporta  che uno studente  su  due  non  fa  la
  specialistica  in  Sicilia, il 50 per cento va fuori,  lo  sappiamo
  tutti,  per esperienza, abbiamo nipoti, parenti e figli che  se  ne
  vanno al Nord.
   E   ancora  si continua "  in una terra che non ha grandi  risorse
  naturali  se non quelle storiche, culturali, architettoniche  ...",
  cioè,  che  significa una terra che non ha grandi risorse naturali,
  la Sicilia? Ma chi le scrive queste cose?  Quindi l'Etna, i Parchi,
  le  Riserve,  il mare non sono risorse naturali? La prossima  volta
  magari  qualche parte la facciamo fare all'intelligenza artificiale
  che forse può scriverla un po' meglio.
     Ma  lasciamo  stare  questo, torno velocemente,  ancora  qualche
  minuto,  torno  velocemente al discorso università e  diritto  allo
  studio,  che mi preme moltissimo, Assessore, e so che al Presidente
  Galvagno preme sicuramente. Allora, il Governo nazionale in  questo
  momento  ha  fatto un taglio di 500 milioni di euro   che  sembrano
  pochi  su  9  miliardi ma 500 milioni di euro dopo che  soprattutto
  sono  stati  definanziati interventi perequativi - che sono  quelli
  che  interessano gli atenei del Sud - significa tradotto  oggi  per
  noi, per la Sicilia, un aumento delle tasse universitarie di fatto.
   Queste  cose  non le dico io, le dice la CRUI, la  Conferenza  dei
  rettori,   le   dice   il   Consiglio  nazionale   degli   studenti
  universitari, bisogna ascoltare chi conosce e chi vive le cose, non
  è possibile che di scuola parlano tutti solo per averla frequentata
  o  perché  hanno  un figlio, una moglie che va a  scuola.  Dobbiamo
  ascoltare  le  persone  che lavorano a  scuola  e  le  persone  che
  lavorano  all'università e gli studenti e  le  studentesse  che  ci
  parlano  di  diritto  allo  studio, quindi  mi  aspetto  che  nella
  prossima finanziaria si parli seriamente di diritto allo studio, di
  politiche universitarie, di borse di studio serie.
   Mi  ricordo,  Assessore, abbiamo avuto un piccolo dibattito  sulla
  questione  del  merito,  è  facile parlare  di  merito  quando  non
  rimuoviamo  gli ostacoli; la corsa e la competizione,  se  si  deve
  fare,  si fa partendo tutti dalla stessa linea di partenza,  perché
  chi  corre  con  le scarpe firmate andrà  molto più avanti  di  chi
  corre a piedi scalzi e purtroppo molti studenti e molte studentesse
  della nostra Regione vanno a piedi scalzi.
   Quindi  contrastiamo, per favore, le linee del Governo che  stanno
  definanziando l'università e non succedeva da quasi quindici  anni,
  dai tempi della Gelmini e della Moratti che tagliarono, ahimè, nove
  miliardi di euro a scuola e università
   Da  quei  tagli  non ci siamo più ripresi, ancora sanguinano  quei
  tagli,  tempo pieno e tempo prolungato è significato il  taglio  in
  Sicilia; lo so per averci insegnato; cerchiamo di porre dei  rimedi
  concreti e non con leggi spot ma in maniera strutturale. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Chinnici. Giusto per  precisazione,
  visto  che ho ascoltato con piacere il suo intervento. Intanto  sul
  discorso delle associazioni ricordo che questo Parlamento, tutto il
  Parlamento ha votato questa norma.
   Sul Parlamento, il Parlamento è sovrano nelle proprie scelte e  lo
  è  sia quando vota queste determinate norme, sia quando si vota con
  lo  scrutinio segreto e talvolta si boccia qualche norma, così come
  magari ci si determina in maniera differente rispetto a quello  che
  è stato il lavoro condotto successivamente anche in Commissione.
   L'ultima parola spetta sempre a questo Parlamento, poi che  ognuno
  decida   in  maniera  arbitraria  e  che  magari  ci  si   dovrebbe
  interrogare  sul  perché si fanno determinate  decisioni  questa  è
  un'altra  questione, però il Parlamento è sempre  sovrano  rispetto
  alle scelte.
   Sulla  questione degli universitari ancora oggi cerco di occuparmi
  con  diverse associazioni, quindi se ci fossero delle proposte  che
  possano essere migliorative, mi troverà certamente dalla sua  parte
  e,  infine,   sul  disegno di legge "Liberi di  scegliere"  che  ha
  sottoposto il dottor Di Bella, l'ho riportato anche stamattina, non
  posso  che essere felice se fosse condiviso alla stessa maniera  di
  come  è  stato  condiviso  il disegno  di  legge  sul  crack  e  se
  possibilmente  si  potessero già stanziare le risorse,  da  mettere
  all'interno  di  questo  disegno di legge, per  poterlo  apprezzare
  magari  nella  fase  successiva  all'approvazione  della  legge  di
  stabilità.  Quindi la ringrazio per il suo intervento e mi  troverà
  al   suo   fianco  per  le  battaglie  per  quanto   concerne   gli
  universitari.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha facoltà.

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   SCHILLACI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  naturalmente  non  posso che tornare al diritto allo  studio  anche
  perché  ho  letto  le  parti che riguardano la  mia  Commissione  e
  naturalmente  nel documento viene citata la legge regionale  n.  10
  del  2019 che all'unanimità avevamo votato in quest'Aula e  in  cui
  tante speranze riposte, invece si è dimostrata una legge abbastanza
  vuota e non attuata in grandi parti di questa legge.
   Quando  si  parla di diritto allo studio, così come  viene  citato
  anche  nella nota, si fa riferimento alla dispersione scolastica  e
  noi  abbiamo  il triste primato in Sicilia, siamo la prima  Regione
  per dispersione scolastica con il 19%; naturalmente, l'obiettivo  è
  quello di livellare, di ridimensionare questa percentuale, ma io mi
  chiedo come la ridimensioniamo la percentuale del 19%? Innanzitutto
  attraverso  il  tempo  pieno.  Il  tempo  pieno,  Assessore,  viene
  quantificato a Roma perché la competenza non l'abbiamo  in  Regione
  siciliana,  quindi  è frutto di un accordo e di una  battaglia  che
  deve essere fatta in altri luoghi. Ma il tempo pieno, Assessore, da
  cosa  parte?  E  smettiamola di dire che è un  problema  culturale,
  perché  per  anni  mi  sono sentita dire in V Commissione  che  non
  realizzavamo il tempo pieno e quindi il potenziamento  degli  asili
  nido e del tempo pieno per le scuole di livello superiore perché le
  famiglie  non portavano i bambini a scuola  Ecco, non me la  voglio
  più  sentire dire questa cosa in Commissione e desidero appunto che
  la  battaglia  si  sposti a Roma e soprattutto il  tempo  pieno  si
  realizza se le nostre scuole sono adeguate per fare il tempo pieno
   Quindi  questo  significa  maggiori  mense  scolastiche  che   non
  abbiamo,  le  nostre strutture scolastiche non  sono  adeguate  per
  accogliere il tempo pieno. Quindi la prima cosa che manca in questo
  documento  e non l'ho mai letta, Assessore, è la parola "sinergia".
  Non  possiamo  risolvere problemi complessi  se  non  con  approcci
  integrati e l'approccio integrato significa fare discutere  e  fare
  sedere  allo  stesso  tavolo più assessorati  perché  non  possiamo
  risolvere il problema del tempo pieno se non risolviamo il problema
  infrastrutturale delle nostre scuole. Quindi, patrimonio scolastico
  che  fa  acqua da tutte le parti, abbiamo progetti, che sono  anche
  esecutivi,  fermi  al  palo perché mancano le risorse.  Nella  sola
  città  metropolitana di Palermo abbiamo progetti  esecutivi  per  5
  milioni  di euro che non trovano finanziamenti e che riguardano  le
  aule,  riguardano l'efficientamento energetico, riguardano la messa
  in   sicurezza   delle  aule  o  dell'agibilità   delle   palestre.
  Continuiamo  a  mandare  i nostri ragazzi  e  i  nostri  docenti  a
  rischio, non sono aule che sono agibili e che sono sicure.
   Quindi,  mi  auguro che si possa leggere nella legge di stabilità,
  ancora  non  ho  avuto modo di leggere il documento  che  è  appena
  arrivato,  mi  auguro che ci siano degli interventi sostanziali  su
  quelli che sono gli interventi che gridano vendetta.
   Assessore,  prima  di  fare cose che sono  di  Regioni  che  hanno
  superato il gap infrastrutturale, facciamo cose che servono davvero
  alla Sicilia e ai siciliani.
   Iniziamo dalle basi, dalle fondamenta  Veda, io ho riso quando  mi
  è  apparso  un emendamento, in Commissione V, sulle aule immersive.
  Bellissima iniziativa, ma questo va bene se noi abbiamo prima tutto
  il resto. Cioè, le aule immersive va bene, ma noi abbiamo ancora  i
  nostri studenti e i docenti, nella maggior parte delle scuole,  che
  fanno  lezioni con i piumini, con i piumini perché non hanno  delle
  aule calde che li possano accogliere
   Ecco perché chiedo che si possano fare degli interventi ad hoc per
  risolvere  innanzitutto il gap infrastrutturale e tornando  al  gap
  infrastrutturale non posso che citare il comparto del turismo.
   Il  turismo che fa dei numeri... diciamo che naturalmente, dopo la
  contrazione  della  stagione del Covid, abbiamo  avuto  una  grande
  ripresa  con 16 milioni di arrivi, solo nella città di  Palermo  ne
  sono  previsti altri 8 milioni ma, io mi chiedo, siamo  pronti  per
  accogliere  questo grande flusso turistico anche  da  un  punto  di
  vista infrastrutturale? Io credo di no. Noi non siamo pronti e  nel
  Documento  non ho letto grandi investimenti, si parla semplicemente
  di  mettere  a  frutto quel patrimonio e le offerte turistiche  già
  messe sul piatto ed è un documento che potrebbe essere benissimo il
  Documento della scorsa legislatura, perché di tutti i punti  e  gli
  obiettivi  che sono citati già nella scorsa legislatura, nessuno  è
  stato raggiunto.
   Primo  fra  tutti - tanto per indicarne qualcuno  -  il  biglietto
  unico, la card per l'ingresso turistico nelle grandi città. Oppure,
  la messa in rete dei grandi siti del patrimonio culturale. Se ne  è
  parlato  nella  scorsa  legislatura, se n'è parlato  all'inizio  di
  questa,  nella  nota  di programmazione dei vari  assessorati,  non
  abbiamo  visto nessun intervento. Incredibile  Ancora oggi,  questa
  nota  potrebbe essere la nota di aggiornamento anche  della  scorsa
  legislatura e quindi io mi auguro - caro Assessore - io so che  lei
  è  un  tecnico,  il  presidente Schifani l'ha voluta  fortemente  e
  quindi  io mi auguro che ci sia un'inversione di tendenza, che  non
  ci   siano  più  delle  misure  spot  per  raggiungere  determinati
  obiettivi ma che ci sia una visione, quella che purtroppo da quando
  sono all'interno di questo Parlamento, non vedo.
   Poi,  qualcuno  diceva che non sappiamo quanti ragazzi,  quanti  i
  siciliani  siano  andati  via.  No, no,  lo  sappiamo,  perché  nel
  rapporto Svimez si parla di come tre città come Enna, Caltanissetta
  e  Gela,  che  sono scomparse in termini di quantità  di  abitanti.
  Quindi, lo sappiamo bene, il rapporto Svimez parla chiaro.
   Così come si parlava delle figure, delle competenze che, da qui  a
  pochi  anni,  non avremo più nell'Amministrazione  regionale  e  su
  questo ci tengo a fare e a sottolineare una cosa.
     Il  problema  non è tanto il fatto che nel giro  di  pochi  anni
  andranno  via,  perché  qualche concorso sta facendo  capolino,  il
  problema  è molto più grave. La maggior parte dei vincitori  di  un
  concorso  che è stato fatto proprio nel suo assessorato, assessore,
  all'Assessorato  all'Economia  proprio  per  fare   entrare   nuove
  risorse,  nuove  energie, i ragazzi vincitori  del  concorso  hanno
  rinunciato.  Hanno  rinunciato   Questo  deve  essere   un   grande
  campanello  di  allarme, questo significa che la regione  siciliana
  non è più appetibile e noi invece dobbiamo lavorare affinché da ora
  in poi lo diventi.
   Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha facoltà, non la
  vedevo  onorevole,  prego. Si era intrufolato tra  i  banchi  della
  Commissione Bilancio, prego onorevole.

   CATANZARO.  Presidente la ringrazio, lì c'è  anche  il  Presidente
  Galvagno.
   Grazie Presidente, onorevoli colleghi, assessore. Innanzitutto, ci
  tenevo  ad  esprimere la solidarietà mia e del Gruppo parlamentare,
  anche  se poco fa la collega Ersilia Severino è intervenuta proprio
  su  quello  che  sta accadendo, i fatti alluvionali  nella  Sicilia
  orientale  e,  quindi,  ci tenevo proprio ad  esprimere  la  nostra
  solidarietà cercando di dire al Governo di mettere su un'attenzione
  particolare per queste giornate drammatiche.
   Andando  alla  discussione  del punto all'ordine  del  giorno,  il
  NaDEFR,  signor  Presidente, io ho cercato di  attenzionare  alcune
  tematiche  e  alcuni punti, assessore Dagnino,  perché  proprio  la
  scorsa  settimana abbiamo terminato le variazioni  di  bilancio  e,
  oggi  è notizia che il Governo ha depositato la legge di stabilità,
  e proprio negli interventi autorevoli dei componenti del mio Gruppo
  in  Commissione  Bilancio , sia di Venezia che anche di  Cracolici,
  hanno  evidenziato alcune tematiche che su questo documento,  e  mi
  permetto di dire io molto importante che si discute in Aula,  e  lo
  dico  perché a volte noi affrontiamo documenti come questo  con  un
  po'  di  superficialità e poca importanza, quasi  non  comprendendo
  che,  invece, c'è un'azione molto importante e strategica da  parte
  di un Governo regionale.
   Io  su queste evidenze, assessore Dagnino, proprio questa mattina,
  noi,  come  Commissione  I  abbiamo audìto,  partendo  proprio  dai
  comuni, che la scorsa settimana hanno lamentato, dove c'è stato  un
  intervento  finale  del  Presidente della Regione,  lamentando  che
  ovviamente ci sia poca interlocuzione o poco tempo, dove  i  comuni
  hanno  fatto  delle richieste di interlocuzione, e mi  permetto  di
  dire  io  ho  reiterato nei confronti di un Governo  regionale  che
  invece,   stamattina  l'ho  detto  in  Commissione,  è  un  Governo
  regionale  che non dà attenzione a quelli che sono i  punti  per  i
  comuni. Perché noi abbiamo, Presidente Di Paola, affrontato  alcuni
  temi  - qua c'è l'assessore Messina che era presente in Commissione
  -  e  poi  questi temi che i comuni hanno sottoposto  sono  rimasti
  tutti inascoltati; che non sono i temi soltanto della riforma - che
  non era una riforma -  assolutamente disorganica degli enti locali,
  ma sono temi che  entrano nel vivo, perché ci sono delle difficoltà
  economiche importanti di comuni in dissesto, predissesto, di comuni
  che  hanno enormi difficoltà e che per questo documento noi abbiamo
  previsto  350 milioni, quando nel 2024 se non ricordo male  avevamo
  347 milioni, cioè significa una cifra davvero irrisoria rispetto  a
  quello   che  dovrebbe  essere  invece  l'impegno  che  un  governo
  regionale  dovrebbe avere nei confronti dei comuni  che  lamentano,
  ormai  da  diversi  mesi, le difficoltà proprio  per  poter  andare
  avanti.
   Sulla siccità, io mi permetto di dire abbiamo in questa variazione
  di  bilancio,  come ho sempre, detto, accolto quello  che  sono  le
  emergenze,  però non abbiamo mai immaginato che ci deve essere  una
  strategia da parte di un governo regionale, assessore Dagnino lei è
  arrivato  adesso, però io ritengo che questo Governo regionale,  in
  continuità  con  quello passato e, quindi, il governo  Musumeci  mi
  sembra  che  una  riforma,  che ormai è  stata  più  volte  portata
  attraverso slogan di giornali, ad oggi non abbiamo nessuna  traccia
  perché  era  pronta  nello scorso governo  regionale  dove  io  ero
  addirittura  vicepresidente della Commissione Terza e  ad  oggi  la
  riforma  sui  Consorzi di bonifica mi risulta che,  in  pratica,  è
  ferma  al  palo, perché manca la volontà del Governo regionale  per
  poter incidere attraverso le risorse economiche.
   Sulla   sanità:  anche  qui,  assessore  Dagnino,  la   revisione,
  ovviamente,  della  rete ospedaliera mi sembra che  sia  ferma,  in
  queste  giornate  si  inizia a ridiscutere di quello  che  dovrebbe
  essere  la  rete  ospedaliera,  è  stato  annunciato  un  tavolo  a
  settembre  per  quelle che sono le tematiche e da  quello  che  noi
  abbiamo,  dal  report che noi abbiamo, non mi  sembra  che  abbiamo
  abbattuto   perché  noi,  come  Gruppo  parlamentare  del   Partito
  Democratico, più volte abbiamo chiesto a questo Governo  regionale,
  in  questi  due  anni, qual è l'impegno rispetto ad  un  tema,  non
  soltanto  il  tema  che viene definito sanità ma,  addirittura,  lo
  abbiamo  definito diritto alla salute e su questo tema noi  vediamo
  che  ci  sono  davvero  lacune e continuano  ad  esserci  lacune  e
  chiediamo  a  questo  Governo regionale di  intervenire  con  forza
  rispetto al tema del diritto alla salute perché io ritengo  che  su
  questo  tema  noi  siamo  non soltanto  lacunosi  come  il  Governo
  nazionale  ma lo siamo ancora di più in Sicilia perché  il  periodo
  del  Covid  è finito, perché è finito quel periodo già  da  un  bel
  pezzo  e  noi  ancora ad oggi non abbiamo dato nessuna  risposta  a
  quello che meritano i siciliani.
   Un  tema  che è quello della ZES, nella scorsa legislatura avevamo
  immaginato  di  prevedere le ZES che erano  le  ZES  della  Sicilia
  occidentale, della Sicilia orientale, poi a scoprire che il Governo
  Meloni,  come  per  incanto, quindi, il Governo  Meloni,  e  questo
  Governo  regionale è parte integrante della stessa maggioranza,  ha
  dato  un  colpo  di  spugna e ha azzerato  per  fare  un'unica  ZES
  speciale  ma,  nel  frattempo, con la legge  del  2017  ci  furono,
  addirittura, l'approvazione dei piani strategici per il 2022 e 2023
  e,  in quel periodo, mi risulta che in Sicilia orientale sono state
  rilasciate  trentatré autorizzazioni uniche per un investimento  di
  230 milioni di euro, un incremento occupazionale già c'era di quasi
  duecentosessanta unità ed un credito di imposta e, quindi, che cosa
  accade?  Che arrivato ad un certo punto, noi su questo tema abbiamo
  un  aspetto  lacunoso, da parte di questo Governo regionale  che  a
  quel punto con un colpo di spugna tutto viene cancellato.
   Un  altro  punto  che vorrei tracciare è quello  della  situazione
  finanziaria  di  questa Regione: noi rileviamo, assessore  Dagnino,
  che  è  stato appena siglato un ennesimo accordo con lo  Stato  sui
  reciproci rapporti finanziari, c'è una norma che obbliga il Governo
  a  relazionare  al  Parlamento  sul contenuto  di  questi  atti,  è
  l'articolo  15  della legge regionale del 2020, sono  obblighi  del
  Governo su schemi di norme di attuazione dello Statuto, e al  comma
  2  si  dispone  che  la  Giunta regionale assicura  un'informazione
  qualificata e tempestiva, in ordine ai negoziati per la stipula  di
  accordi  con  il Governo nazionale, ma la qualificata e  tempestiva
  informazione, chiesta dalla norma, da quello che io ho in  possesso
  come  notizie,  non  c'è  stata  e questo,  assessore  Dagnino,  ci
  dispiace,  peraltro  i  contenuti dell'accordo  hanno  dei  profili
  critici  con  riferimento  al maggiore gettito  dell'Irpef  che  la
  Sicilia  ha patito a causa della riforma fiscale varata dal Governo
  nazionale,  quindi,  vengono riconosciuti,  se  non  ricordo  male,
  settantaquattro  milioni  di euro a fronte  di  una  stima  che  ha
  valutato  la  perdita  di  gettito  in  oltre  centosessantaquattro
  milioni  per  il  2024. Mancano, all'appello, 90 milioni  di  euro.
  Questo è un dato che, ovviamente, noi vorremmo capire.
   E  poi,  assessore Dagnino, ci dobbiamo fare una  domanda.  Ma  le
  famiglie  siciliane,  rispetto a questa impostazione  del  Governo,
  come stanno? Perché mi risulta che c'è stato un ristagno importante
  del  potere di acquisto, causato dall'inflazione. E poi ci  sono  i
  primi effetti, che vengono derivati, appunto, dall'abolizione anche
  del  reddito  di cittadinanza, che ha causato un crollo  importante
  del volume dei sussidi.
   Quindi,  secondo i dati che vengono diffusi dall'Inps, è possibile
  quantificare la differenza fra il volume dei sussidi di maggio 2023
  e  quello  del maggio del 2024 che sono stimabili, in Sicilia,  con
  una riduzione del quasi 33 per cento. Per l'esattezza 32, 9. Quindi
  l'assegno  di  povertà,  che  abbiamo introdotto  noi,  adesso  con
  l'ultima variazione di bilancio, che abbiamo detto che è una  norma
  che  non  è bastevole, che non può funzionare, sicuramente non  può
  essere, come dire, questo assegno a colmare la differenza dei  dati
  che noi, ovviamente, esprimiamo.
   Quindi,  assessore  Dagnino,  su queste  puntualizzazioni  che  ho
  voluto fare, dal punto di vista tecnico, io ritengo che noi abbiamo
  il  dovere,  e  poco fa il collega Cracolici diceva bene.  Dobbiamo
  invertire un sistema. Il sistema che noi, sulla legge di stabilità,
  dobbiamo  comprendere  qual è la vera idea  del  Governo  regionale
  rispetto  ai  grandi  temi, e ai temi che vuole affrontare,  perché
  altrimenti ci ritroveremo, nelle ultime giornate dentro quest'Aula,
  a  capire  quali sono i temi che dobbiamo scegliere,  che  dobbiamo
  inserire.  Invece, sin da subito, si dovrebbe invertire l'idea  del
  Governo  regionale, inserendo quello che sono realmente  i  temi  e
  cercando  di condividere, con il Parlamento e con tutti i  deputati
  che sono presenti dentro quest'Aula.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Catanzaro. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Cambiano. Prego, onorevole.

   CAMBIANO.   Grazie,  Presidente.  La  Nota  di  aggiornamento   al
  Documento  Economia e finanza regionale della Regione siciliana,  è
  una nota, predisposta dalla Giunta regionale, che, inevitabilmente,
  dà  un indirizzo politico. E proprio quello è il tema di cui voglio
  parlare,  quella  politica  di  un  Governo  di  centrodestra,  che
  amministra  questa  Regione da sette anni, che  ha  determinato  un
  impoverimento delle famiglie siciliane.
   E'  un dato oggettivo. Poco fa veniva citata la perdita del potere
  di  acquisto. E quello che noto io, e quello che abbiamo  percepito
  come  Gruppo  parlamentare - nonostante le  rassicurazioni  di  uno
  scenario   economico   favorevole,  come  espresso   dall'assessore
  Dagnino, i dati sono confortanti rispetto a una crescita del Pil  -
  è  che ci sia uno scollamento tra quello che viene riportato in  un
  documento programmatico, e quella che poi è la vita reale.
   Perché veda, il Governo di destracentro e il Governo Meloni  hanno
  criminalizzato  misure,  quali il reddito  di  cittadinanza.  E  le
  confesso  che, quando veniva proposta quella misura, nemmeno  a  me
  convinceva. Però, poi si è determinata una misura importante, si  è
  determinata una misura fondamentale, tant'è che da quando  non  c'è
  più  questo  Governo nazionale e regionale cercano  di  correre  ai
  ripari:  si  cambia  nome,  si  va  alla  ricerca  del  reddito  di
  inclusione, del reddito di povertà.
   E  allora  che  serva  da  monito:  piuttosto  che  criminalizzare
  l'attività   politica  svolta  da  Governi   di   colore   politico
  differente,  probabilmente sarebbe stato  più  opportuno  apportare
  delle  misure  correttive, perché quel reddito di  cittadinanza  ha
  permesso  sostentamento a tanti padri e madri di famiglia che  oggi
  si ritrovano, nella nostra Regione, in condizioni drammatiche.
   Probabilmente,  andavano  combattute le  degenerazioni  di  quella
  misura;  probabilmente c'è stato chi se n'è  approfittato;  ma  non
  andava  criminalizzata quella misura, perché  quello  che  è  stato
  fatto oggi è solo cambiare nome a una misura di sostegno al reddito
  delle famiglie e cercare di correre ai ripari.
   Un  Documento di economia e finanza che lascia molto a  desiderare
  anche   rispetto  al  tema  infrastrutturale.  Un'opera  strategica
  importante,  per  cui  sono state sottratte  risorse  importanti  a
  questa  Regione: fondi di sviluppo e coesione per  il  ponte  sullo
  Stretto.  Eppure  è  notizia di ieri l'altro,  la  polemica  che  è
  montata  sulla  mancanza  di  un  parere  fondamentale  rispetto  a
  un'opera strategica importante, per la quale la Sicilia si è  vista
  privata  di  risorse  importantissime, che magari  potevano  essere
  utilizzate per una programmazione infrastrutturale differente.
   E  se nel Documento di economia e finanza si parla della Siracusa-
  Gela, non c'è alcun accenno a quel triangolo iscritto nel triangolo
  che  è la Sicilia dei suoi vertici: Trapani, Catania, Siracusa. C'è
  una  parte inferiore che necessita e ha fame di infrastrutture. Non
  si   parla   della  Castelvetrano-Gela,  che  sarebbe  la  chiusura
  dell'anello autostradale.
   Eppure    lo   sa,   Assessore,   vale   un   quarto   quell'opera
  infrastrutturale  di quanto vale il ponte sullo  Stretto.  Non  c'è
  nessun  accenno  alla  chiusura dell'anello autostradale.  Non  c'è
  nessun  accenno alla tratta ferroviaria Gela-Agrigento,  nonostante
  Agrigento  sarà Capitale della cultura 2025. Ancora per  percorrere
  60 chilometri si impiegano sette ore in treno.
   Non  c'è alcun accenno a quello che il Presidente Schifani parlava
  di  hub  nel  Mediterraneo, hub energetico,  sviluppo  del  sistema
  portuale.
   Ecco  è  un  documento  che, a nostro modo  di  vedere,  manca  di
  visione.  E  se dopo sette anni di Governo ancora non c'è  visione,
  forse qualche interrogativo ce lo dobbiamo porre. Ma soprattutto se
  lo  deve  porre il Governo, perché se dopo sette anni  di  Governo,
  cerchiamo ancora di correre ai ripari rispetto a temi quali: acqua,
  rifiuti,  energia, il tema della siccità, il tema  della  fragilità
  dei territori.
   Le   immagini   che   arrivano  dal  catanese,   dal   siracusano,
  dall'agrigentino sono impressionanti. Una fragilità del territorio,
  eppure   abbiamo  avuto  commissari,  subcommissari   al   dissesto
  geologico.  Non  siamo stati in grado di spendere  le  risorse  che
  dovevano servire per mettere in sicurezza i territori. Le porto  un
  esempio banale: ieri sono stati consegnati a Licata lavori  per  un
  sistema  antiallagamento  che  erano stati  programmati  nel  2016,
  quindi   dopo   otto   anni  interveniamo  con   programmazione   e
  riprogrammazione di fondi  e adesso abbiamo spostato dai fondi POC,
  i  fondi  della  Protezione civile, ora li abbiamo  finanziati  col
  PNRR,   Piano   nazionale  di  ripresa   e   resilienza   e   torno
  all'introduzione  che  avevo  fatto  rispetto  a  un   Governo   di
  centrodestra  che  a tutti i costi ha criminalizzato  le  politiche
  portate avanti anche dal Movimento Cinque Stelle, da questo  Gruppo
  parlamentare di cui faccio parte.
   Abbiamo  criminalizzato il reddito di cittadinanza, abbiamo  detto
  che  il  Piano  nazionale  di ripresa  e  resilienza  era  così  un
  risultatino,  oggi  ci rendiamo conto che, probabilmente,  dobbiamo
  ringraziare  quel  Governo  che  è riuscito  a  portare  dei  fondi
  strutturali importanti per i quali si stanno realizzando  messa  in
  sicurezza del territorio.
   Ecco,  Assessore, concludo dicendo che stamattina in I Commissione
  è  stata  sentita in audizione l'ANCI Sicilia. Ovviamente, il  tema
  posto  è quello dello stato finanziario dei comuni siciliani. Tanti
  comuni in dissesto e in predissesto. Il Fondo autonomie locali  che
  nella   scorsa   manovra  valeva  circa  300   milioni   di   euro,
  probabilmente insufficiente rispetto alle esigenze dei  comuni  che
  non  riescono  a garantire servizi essenziali e proprio  in  quella
  sede  è  venuto  fuori  l'articolo 37 dello Statuto,  Assessore  mi
  corregga  se  sbaglio,  per le imprese che  hanno  sede  fuori  dal
  territorio regionale e un Governo come lei ha definito liberale che
  fa   propaganda   rispetto  all'autonomia  differenziata   dovrebbe
  pretendere  che quelle aziende che fanno reddito qui  nella  nostra
  Terra  versino quanto dovuto da quell'articolo dello Statuto  della
  Regione siciliana. E probabilmente quelle risorse potrebbero essere
  indirizzate  agli  enti  locali, quegli enti  locali  che  sono  in
  sofferenza, quegli enti locali che non riescono a garantire servizi
  ai  cittadini  perché  si  parlava di  tempo  pieno,  la  refezione
  scolastica, le mense.
   Il   Governo  di  centrodestra  sostiene  la  famiglia,   sostiene
  l'occupazione  a  parole.  Nei  fatti  mancano  gli  strumenti  che
  potrebbero  essere  fondamentali ai  sindaci  per  poter  garantire
  questo  tipo  di  servizio. Ecco, io credo che  ci  sia  tempo  per
  ravvedersi e ci sia tempo per migliorare questa legge di  stabilità
  proposta dal Governo regionale perché sono sicuro che non mancherà,
  da  parte  sua e da parte del Governo, la capacità di  ascolto  per
  poter  poi  incidere  sulla carne viva e quindi  sulle  risorse  da
  stanziare in favore dei territori e dei siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cambiano.  E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Safina.
   Ne ha facoltà.

   SAFINA. Presidente, onorevoli colleghi, Assessore prima di entrare
  nel  merito vorrei lamentare una mancanza di rispetto da parte  del
  Governo   nei  confronti  di  questo  Parlamento  perché  oggi   la
  Commissione   Attività  produttive   che  ha  sempre  lavorato  con
  spirito  costruttivo, non ha potuto esprimere  alcun  parere  sulla
  Nota  d'aggiornamento perché nessun componente del Governo, nemmeno
  degli  Uffici  e dei Gabinetti, si è presentato in Commissione  per
  consentire  l'esame  delle  parti di  competenza.  Questo,  per  un
  Presidente  che  si è detto parlamentarista, è  un  vulnus  che  mi
  auguro  venga corretto al più presto e mi auguro che una  cosa  del
  genere,   anche  per  rispetto  dei  componenti  e   dello   stesso
  Presidente,  del  Presidente  della  Commissione  che   ha   sempre
  organizzato  i  lavori  con  solerzia,  anche  con  rispetto  delle
  posizioni e di tutti, è qualcosa che non deve più ripetersi.
   Entrando  nel  merito,  io  come tutti i  colleghi  che  mi  hanno
  preceduto ho guardato, ho letto con attenzione questa nota  e  devo
  dire  la  verità l'incipit mi aveva sorpreso favorevolmente  perché
  rispetto agli altri documenti programmatici, tanto il Nadefr, tanto
  i  precedenti documenti ovviamente relativi agli altri bilanci,  mi
  sembrava che ci fosse un sistema più organico nell'esame di  quelle
  che  sono  le  criticità e le soluzioni da proporre  a  favore  dei
  siciliani  e  delle  siciliane.  Senonché,  devo  dire  la  verità,
  scorrendo poi il documento, ho visto che questo intuito iniziale si
  andava   via   via  perdendo  in  analisi  poco  approfondite,   in
  valutazioni  poco, diciamo, attinenti a quella che è  la  realtà  e
  dunque in un esame che alla fine penso che produca poco rispetto  a
  quello  che  poi  dovrà  essere il successivo  percorso,  ossia  il
  bilancio  e  la  legge  di stabilità. E veda, ovviamente  in  dieci
  minuti  non  si può esaminare tutto il documento, tutto quello  che
  c'è  scritto, ma vorrei affrontare alcune questioni per evidenziare
  come  ci sono alcuni elementi che nulla hanno a che fare con quello
  che  sta accadendo in Sicilia in questi anni, che nulla hanno a che
  fare  con ciò che si sta muovendo nei rapporti per esempio  tra  le
  istituzioni  regionali. Perché ad un certo punto,  veda  Assessore,
  nel  documento  si  descrive il ruolo  che  la  Regione  ha,  tanto
  rispetto  ai  fondi  di  derivazione  comunitaria,  tanto  rispetto
  all'FSC, tanto rispetto al PNRR.
   Con  riferimento  in  particolare al PO  FESR  2021/2027,  vengono
  indicate tutta una serie di cose che si stanno facendo, però  viene
  omesso  un  dato,  che nella riunione per esempio dell'ottobre  del
  2024,  quindi qualche mese fa, un mese e mezzo fa, gli Uffici della
  programmazione,  nella riunione tenutasi presso il Ministero  della
  coesione,  hanno  candidamente ammesso che la  spesa  realizzata  o
  programmata  rispetto al PO FESR 2021/2027 è pari a  zero   E  alla
  luce  delle  norme  che regolano la spesa del  PO  FESR,  nel  2025
  avremmo   già   dovuto  rendicontare  e  invece  ci   troveremo   a
  rendicontare  poche cose col rischio di avere, in  ragione  di  una
  delle  norme  che  disciplinano il PO FESR, il  definanziamento  di
  parte  delle  misure che noi diciamo avremmo dovuto realizzare  con
  quegli interventi. E di questo nella Nota di aggiornamento non  c'è
  traccia. Non si parla di questo gravissimo ritardo, così come nella
  nota  di  aggiornamento non si parla in alcun  modo  delle  risorse
  territorializzate, le SIRU, le SNAI, le FUA, rispetto alle quali si
  attende  ancora  che  la Regione faccia il bando  per  l'assistenza
  tecnica,  l'abbiamo chiesta a gran voce, rispetto a questo  abbiamo
  presentato  come gruppo del Partito Democratico una  interrogazione
  all'inizio  di  quest'anno, non abbiamo ancora  ottenuto  risposta,
  però sappiamo diciamo informalmente che il bando ancora non è stato
  aggiudicato. E quindi, mentre la Regione ha aggiudicato per i  suoi
  dipartimenti la gara dell'assistenza tecnica al Formez per ciò  che
  riguarda il PO FESR, per le risorse territorializzate - non  se  ne
  comprende  la ragione - ha scelto di accentrarle, ma nel  frattempo
  siamo  in ritardo, ci sono alcune FUA non ancora costituite,  siamo
  in  ritardo  con l'approvazione delle strategie, siamo  in  ritardo
  ovviamente  con - evidentemente - con l'approvazione  dei  progetti
  che  dovremmo realizzare. E al contempo nei bandi che state facendo
  sul PO FESR avete fatto una scelta, che è quella di richiedere alle
  amministrazioni locali i progetti esecutivi perché l'idea  qual  è?
  Quella di scaricare i ritardi dell'Amministrazione regionale ancora
  una volta sui comuni che, nonostante la scarsità di mezzi dei quali
  dispongono,  dovranno,  per partecipare al  bando,  dotarsi  di  un
  progetto esecutivo quindi spendere risorse con il rischio  che  poi
  queste risorse non troveranno capacità di spesa perché non verranno
  finanziate.  E  tutto  questo  perché  il  ritardo  della   Regione
  siciliana deve ovviamente trovare poi qualcuno su cui scaricare  la
  responsabilità, che sono come al solito gli enti locali.
   Allora, rispetto a questo invece avremmo dovuto avere un cambio di
  passo e il documento avrebbe dovuto tracciare la strada sul come si
  può  pervenire  a  un  cambio di passo  per  questa  spesa,  perché
  rischiare  il  rifinanziamento di miliardi di euro  del  Po-Fers  è
  qualcosa  di  grave che può incidere negativamente  sullo  sviluppo
  della Regione siciliana e delle imprese siciliane e della comunità.
   Non ci sono misure, non c'è un'idea di come si possa invertire  la
  rotta rispetto a questo.
   E  sotto  questo  profilo, è chiaro che qualche collega  accennava
  alle  assunzioni. Nel 2023 il Presidente della Regione Schifani  in
  pompa  magna  annunciava  che dopo anni  -  lo  aveva  fatto  anche
  Musumeci  nel  2020,  è  tipico probabilmente  dai  governatori  di
  centrodestra annunciare in pompa magna lo sblocco delle assunzioni,
  assunzioni  che  poi  non si realizzano - ma nel  2023,  a  margine
  dell'accordo Stato Regione che interveniva sulla spesa sanitaria  e
  che  stabiliva le quote che per chiudere il contenzioso il  Governo
  italiano  avrebbe trasferito alla Regione siciliana, si  annunciava
  lo sblocco delle assunzioni e si annunciava che per il per il 2024-
  2025  le  assunzioni  sarebbero state nel  rapporto  del  125%  dei
  pensionamenti  per poi divenire pari al 100% dei pensionamenti  del
  2026.  Senonché, Assessore, queste assunzioni non si  possono  fare
  perché  voi non approvate il bilancio consuntivo. Perché  senza  il
  bilancio  consuntivo  non  si può procedere  alle  assunzioni   Hai
  voglia  l'onorevole  Micciché a dire che dobbiamo,  e  il  bilancio
  consolidato,  mi  pare chiaro, ma parlava del  bilancio  consuntivo
  perché  stavo  arrivando al punto che abbiamo i bilanci  consuntivi
  che sono stati impugnati, non sono stati parificati, e di questo su
  come  volete  arrivare all'approvazione dei bilanci consuntivi  non
  c'è traccia
   Parlate  sui giornali del fatto che state abbattendo il disavanzo,
  però  noi  lo vorremmo leggere sui documenti ufficiali il disavanzo
  quanto è, perché a chiacchiere non vale niente.
   Ci  vogliono  le  carte,  ci  vuole  il  bilancio  consuntivo  per
  sbloccare  le  assunzioni e per avere una gestione  trasparente  di
  questa  Regione  perché  è  il  bilancio  consuntivo  il  documento
  contabile  che  ci dice come abbiamo gestito le  risorse  ed  è  il
  documento  contabile  che  ci  può anche  indirizzare  su  come  le
  dovremmo gestire nel futuro. Perché se abbiamo allocato risorse  in
  dipartimenti  che non fanno spesa, vuol dire che  lì  non  conviene
  allocarli  e bisogna metterli in altri. Ma di tutto questo  non  ne
  possiamo  parlare,  Assessore,  perché  non  abbiamo  il  documento
  contabile.
   Allora, io mi sarei aspettato in questa nota di aggiornamento  che
  visto che siamo alla fine dell'anno qualcosa ci venisse detto.
   Non c'è traccia, non c'è traccia
   Dopodiché per venire al di là che in questo documento si vende  la
  pelle  dell'orso  prima di averlo catturato,  perché  si  parla  di
  misure  a  sostegno, arrivo signor Presidente, si parla di sostegno
  alle  imprese  attraverso  misure  che  questo  Parlamento  ha  poi
  sonoramente  bocciato  con  un  voto  segreto,  la  prossima  volta
  inviterei  a  redigere il documento, tenendo conto delle  cose  che
  sono  state fatte e che si faranno, non di quelle che devono essere
  approvate  prima di trattare questo documento, giusto  come  metodo
  logico, perché poi si incorre in questi scivoloni.
   Io  mi  auguro che non avvengano più, però vede, Assessore, io  la
  invito per il futuro a recuperare l'incipit di questo documento e a
  chiedere  agli  uffici e a lei di continuare  su  quell'incipit  di
  questo documento e a chiedere agli Uffici e a lei di continuare  su
  quell'incipit perché se continuassimo su quell'incipit, ci potremmo
  confrontare  su  cose  concrete e io penso che  quelli  che  stanno
  seduti  qua  dentro nell'interesse delle siciliane e dei  siciliani
  hanno interesse a confrontarsi sulle cose concrete.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Gilistro.  Ne  ha
  facoltà.

   GILISTRO.  Signor Presidente, Assessori, colleghi,  ho  già  fatto
  prima dei ringraziamenti, continuo. Oggi per voi, Presidente, è  il
  giorno  del ringraziamento o dei ringraziamenti, allora  devo  dire
  Presidente,  colleghi, che ci sono tre, ci sono molte cose  che  mi
  stanno  a  cuore  Presidente,  ma  tre  in  particolare,  assessore
  Dagnino, tre cose fondamentali che riflettono il mio modo di essere
  di vivere, la mia etica, la mia morale, la mia professione.
   La  prima assolutamente, la sanità, ho letto la NaDEFR e  ieri  ho
  fatto  un  intervento in Commissione e devo ringraziare, perché  ho
  detto  ringraziamento, perché gli Uffici e i dirigenti tutti stanno
  facendo uno sforzo enorme per poter cercare di portare la sanità  a
  un  livello  migliore di quello in cui l'abbiamo trovata all'inizio
  di  questa legislatura, Assessore, però devo dire  dal mio punto di
  vista, dal punto di vista tecnico oltre che di politico non vedo in
  questa  NaDEFR  una  visione  programmatica  per  abbattere  quelle
  situazioni  in cui versa la sanità oggi, che sono tre fondamentali:
  le  liste  d'attesa, ancora siamo in alto mare; per quanto riguarda
  la problematica dell'emergenza dei Pronto Soccorso, Presidente, che
  ancora versano in uno stato veramente loro di emergenza, perché  le
  liste di attesa in un Pronto Soccorso ormai si contano in otto ore,
  nove  ore,  dieci ore, è una situazione indecente da parte  di  chi
  arriva oggi in un Pronto Soccorso in Sicilia
   E la terza cosa importante è che la medicina territoriale oggi può
  fare  veramente,  realmente la differenza, quindi quando  parlo  di
  programmazione,  quando parlo di visione della  sanità,  in  questo
  momento,  mi  riferisco a una reale riorganizzazione  della  sanità
  territoriale insieme a quella ospedaliera, perché solo così  può  e
  possiamo  veramente fare un lavoro eccezionale per ridurre  sia  le
  liste d'attesa ma anche per dare ai nostri cittadini risposte molto
  concrete.
   La  seconda  cosa  -  e mi avete visto in questi  giorni  -  è  la
  sicurezza   delle   scuole,   la   sicurezza,   le   infrastrutture
  scolastiche, quando parlo di scuole non parlo solo di sicurezza  ma
  parlo  anche  di  efficientamento, parlo anche di  confort,  non  è
  possibile  che  solo  il  6 per cento delle  scuole  oggi  abbia  a
  disposizione un efficientamento energetico.
   Presidente,  neanche  in  Africa  in  questo  momento  esiste  una
  situazione  del genere, sei per cento  Ma perché mi  fa  arrabbiare
  ancora  di più questa situazione, perché ci sono progetti  europei,
  fondi,  tantissimi fondi milionari per questi progetti, la  cosa  è
  che oggi pochi comuni riescono a portare avanti questi progetti che
  sarebbero  oltretutto  gratuiti  per  la  nostra  Regione   e   che
  potrebbero  azzerare  completamente le  bollette  elettriche  degli
  edifici scolastici e sapete perché questa cosa non avviene?  E  che
  cosa  ho  scoperto? Ho scoperto, Presidente, che la  maggior  parte
  degli  edifici  scolastici in Sicilia è  inagibile,  cioè  noi  non
  possiamo  accedere a bandi energetici nazionali perché gli  edifici
  scolastici non sono agibili
   Allora  propongo  a  questo Governo di fare  un  censimento  degli
  edifici  scolastici  che  sono agibili e non  agibili  sia  per  la
  sicurezza degli studenti, sia per capire come fare per loro un buon
  efficientamento  energetico. Il confort dei nostri  ragazzi  e  dei
  nostri bambini è prioritario.
   La  terza problematica di cui mi voglio e mi sto occupando sono  i
  disturbi  del  neurosviluppo, i disturbi del  neurocomportamento  e
  tutti i disturbi e i disordini mentali che stanno in questo momento
  attanagliando  i nostri ragazzi e i nostri bambini,  questa  è  una
  priorità  di  questa Assemblea, perché difficilmente riusciremo  ad
  arginare questa problematica nei prossimi anni.
   E'  sotto  gli occhi di tutti quello che sta succedendo a  livello
  nazionale  su  ragazzini di 10, 11, 12, 13, 14, 15,  16,  17  anni,
  questa  è  cronaca nera che non abbiamo mai visto  prima  di  oggi,
  quindi  se  non ci occupiamo immediatamente di queste problematiche
  questo  Parlamento  non  riuscirà  a  risolvere  le  emergenze  che
  verranno dopo.
   Devo dire anche un'altra cosa, ringraziare ufficialmente i NAS,  i
  Carabinieri, che in questi giorni è notizia di questi giorni, hanno
  trovato  una  quantità di mense enorme che non  avevano  i  criteri
  dell'igienicità dei prodotti. Hanno trovato insetti, hanno  trovato
  escrementi di topi, escrementi di topi  Assessore nelle  mense  dei
  nostri bambini e dei nostri ragazzi
   Questa  è  una cosa che dobbiamo mettere sotto i nostri riflettori
  anche  nella  nostra  Regione perché questa è una  priorità  quando
  mandiamo  i  nostri ragazzi oltre che al comfort,  oltre  che  alla
  sicurezza,  devono  avere  anche la  sicurezza  alimentare.  Quindi
  dobbiamo continuare a controllare, paghiamo questi delle mense, non
  è  possibile  sentire in televisione ieri "escrementi di  topi  nel
  cibo dei nostri bambini"
   Quindi  la sfida futura, Assessore, Presidente, del nostro Governo
  deve  essere  quella  di  una  istruzione,  di  un  efficientamento
  energetico per i nostri ragazzi, di una sanità che sia prossimale e
  a  fianco di ogni cittadino. La sanità è inderogabile, questi  sono
  argomenti   non   trattabili  e  chiudo  solo  con  un   argomento,
  Presidente,  Assessore abbiamo messo dei fondi per il  caro  voli ,
  per il turismo no?
   Ma  è  possibile che se noi mettiamo fondi continuiamo  a  mettere
  fondi  e ringraziamo il Governo per quello che sta facendo  per  il
   caro   voli ,  perché  state  facendo  il  vostro  dovere   e   vi
  ringraziamo,  però  dobbiamo agire in  maniera  diversa  perché  se
  nonostante  questo 50% che mettete sul  caro voli  un volo  da  400
  euro diventa 800 euro, allora cosa vogliamo fare? Mettiamo 800 euro
  e  il volo diventa 1600 euro? Cosa dobbiamo fare per frenare questa
  ascesa  incredibile  dei prezzi? 700 euro  è  un  volo  che  va  in
  Giappone, va a Tokyo, va a New York, va a Los Angeles e la  Sicilia
  non  ha  altri  collegamenti, ancora il ponte  non  l'hanno  fatto,
  ancora non l'hanno fatto
   Lo   sapete   quanto  costa  un  biglietto  per  traghettare   tre
  chilometri, trenta minuti? 80 euro il minimo, andata e ritorno.  Un
  siciliano l'aereo non lo può prendere, deve andare in macchina, tre
  chilometri  di  tratta  80 euro. Ditemi voi  cosa  devono  fare  le
  persone?  Lo  sa  assessore  perché  le  dico,  Presidente,  questa
  situazione del  caro voli ?
   Perché  una famiglia che deve andare perché viene chiamata per  un
  intervento di urgenza in qualunque ospedale del nord e lo può  fare
  nel  momento in cui viene chiamata a tre quattro giorni,  significa
  che una famiglia deve pagare 2, 3 mila euro di aereo
   Io  mi  auguro, e voglio fare un augurio, che questo Governo possa
  veramente  realizzare  -  chiamiamolo un sogno  -  realizzare  che,
  quanto  meno,  in questi prossimi anni possa essere al  fianco  dei
  nostri  cittadini e dei nostri bambini e dei nostri ragazzi  perché
  questa,  Presidente,  e con questo chiudo, deve  essere  la  nostra
  priorità.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Burtone.  Ne  ha
  facoltà.

   BURTONE.  Signor Presidente, il primo pensiero va alle popolazioni
  colpite  dal  maltempo,  i  danni  sono  notevoli,  una  situazione
  gravissima  e  noi vogliamo intanto ringraziare chi sta  lavorando,
  ancora in questo momento, i volontari, i cittadini, i volontari  di
  Protezione  civile, i Vigili del fuoco, la Forestale, tutti  quelli
  che stanno, oltre il proprio dovere, dando prova di amore verso  le
  nostre comunità.
   L'altra  considerazione che io faccio è quella rivolta al Governo.
  Mi  auguro, spero, che il Governo - domani signor Assessore - possa
  avere una riunione in cui dichiarare lo stato di calamità perché la
  situazione  è  gravissima e il Governo nazionale prima,  e  poi  la
  Regione, debbono fare la propria parte.
   Dico  questo perché le nostre realtà di Acireale, Giarre, Riposto,
  Fiumefreddo,  Calatabiano, Mascali sono  in  una  condizione  assai
  difficile,  i  danni sono notevoli, basta guardare le immagini  che
  sono  state  trasmesse attraverso i social per capire  che  bisogna
  fare presto Assessore, non si può assolutamente aspettare.
   Ci auguriamo che il Governo nazionale non vada avanti così come ha
  fatto  per  la  siccità, perché per la siccità  abbiamo  più  volte
  reclamato  la  calamità  naturale  ma,  questa  calamità  naturale,
  l'abbiamo vista dare con il contagocce, cioè prima soltanto  per  i
  problemi  idrici  potabili, poi qualcosa per  l'agricoltura,  molto
  poco rispetto alla situazione.
   La situazione siciliana - che debbo dire Assessore, lo hanno detto
  i  colleghi che hanno parlato prima di me del Partito Democratico -
  una  situazione che ci viene rappresentata in maniera  positiva  da
  parte del Governo. Questa nota di accompagnamento, di aggiornamento
  del  Documento  Economico Finanziario dà una strada  di  ottimismo.
  L'ottimismo fa bene, non c'è dubbio, la positività alimenta  azione
  però  - Assessore, mi permetta - io ho letto le cose che voi  avete
  scritto,  mi permetto di dire che ci sono dati però che  la  Svimez
  soprattutto mette in evidenza, il Pil che viene richiamato e poi se
  è confrontato con il Pil pro-capite, si evidenzia che la situazione
  nel Mezzogiorno è molto diversa rispetto a quella dei cittadini del
  Nord  e  questo perché i nostri lavoratori hanno salari più  bassi,
  hanno  stipendi inferiori rispetto a nord. C'è un dato, che è stato
  più volte messo in evidenza al Partito Democratico, che riguarda il
  fatto  che  le  gabbie  salariali non si debbono  istituire  perché
  attualmente ci sono nella nostra realtà e quindi bisogna mettere al
  centro tutto ciò.
   Io  credo,  Assessore, che nulla togliendo alle  analisi  che  voi
  avete  fatto, il contributo che venga dall'opposizione è quello  di
  cercare  di  fare  di  più. Perché? Perché  noi  diciamo  "dobbiamo
  intanto  affrontare  le  emergenze". Io mi sono  permesso  di  dire
  "purtroppo oggi se n'è aggiunta un'altra", ma rimane quella  legata
  alla  siccità  e  per  la siccità noi auguriamo,  speriamo  che  le
  risorse  che  sono state appostate vengano subito date alle  realtà
  agricole zootecniche, perché sono realtà in difficoltà.
   La  siccità ha provocato danni alle nostre aziende ma ha provocato
  danni alle persone perché tante aziende sono state chiuse, perché è
  mancato il reddito, perché la produzione è assai più bassa rispetto
  al  passato. Una realtà quindi, quella dell'emergenza siccità,  che
  mette  in  evidenza la necessità di lavorare anche sui dissalatori,
  sui  depuratori, ma anche sulle dighe. Io ho parlato  oggi  con  un
  amico  amministratore che mi diceva "ma scusate, ma lo  sfangamento
  delle dighe quando viene fatto, visto che sono pieni di fango?"  ed
  è  necessario farlo ora, evitare che le dighe ad oggi che non hanno
  acqua,  un  domani  si  trovino in ulteriori  difficoltà  e  quindi
  necessità di operare subito.
   Così  come bisogna attivare i consorzi, io ripeto il collega Spada
  ne  ha fatto una battaglia continua, e c'è la vicenda del consorzio
  di  bonifica  di  Lentini e i lavoratori che  da  cinque  mesi  non
  vengono pagati, quindi si mobilitino subito le risorse assessore, è
  un  appello  che  facciamo a lei, al suo Assessorato  all'economia,
  finché  si  possano  subito  rendere  alcuni  servizi  alla  nostra
  comunità.
   Così come per l'industria, io credo che ci sia il dato che affiori
  da  alcune  province,  ognuno conosce la  propria  realtà,  io  per
  esempio  resto assolutamente contrariato dal fatto che  la  Pfizer,
  che  ha fatto grandissimi guadagni a livello mondiale, ancora  oggi
  ponga  il tema della diminuzione del personale, e già c'è stata  la
  mobilità di alcuni che sono dovuti andare ad Ascoli Piceno e ora si
  torna  a  parlare  di una realtà industriale che  ha  fatto  grandi
  guadagni rispetto al Covid.
   Allora  si  dica  con  chiarezza, lo dica il Governo  che  non  si
  possono   permettere   in   Sicilia   di   parlare   di   mobilità,
  assolutamente. Così come noi abbiamo segnalato, io  credo  che  nei
  prossimi giorni ci sarà in Commissione V un'audizione alla  vicenda
  della  Telecom  e  quindi  di realtà per cui  c'è  un  processo  di
  difficoltà.
   Su  questi dati noi vogliamo fare un richiamo al Governo e, mi  si
  permetta, noi speravamo molto nella ZES. Fitto, che ora è andato in
  Europa,  speriamo che non faccia gli stessi danni che ha  fatto  in
  Italia,  ha determinato questa generalizzazione della ZES  per  cui
  non  si è potuta spendere. Voi parlate di una super ZES, una  super
  ZES,  cioè  la  ZES  non si può utilizzare e  dite  che  ne  faremo
  un'altra ancora più potente, ma di che cosa parliamo assessore?  La
  prego,  rilegga  le  cose che scrive qualcuno, perché  è  una  cosa
  gravissima, quale super ZES? Se alla ZES non si è potuta  applicare
  perché è stata fatta una modifica.
   Su questi temi noi dobbiamo tornare, dobbiamo tornare anche perché
  poi  ci  sono  i  dati relativi ai servizi che sono assai  precari,
  creano  situazioni  imbarazzanti  nella  nostra  comunità  rispetto
  all'applicazione dell'articolo 34 della Costituzione, dell'articolo
  32  della Costituzione e io parto intanto dai trasporti, siccome ne
  parliamo  spesso  dei  trasporti degli studenti  e  parliamo  delle
  ferrovie.  Per le ferrovie, i trasporti regionali sono inutili.  Io
  la  prego assessore la riprenda questa situazione, perché gli orari
  che vengono applicati per i treni regionali sono inutili.
   Io, quando ero uno studente, viaggiavo per Caltagirone, si partiva
  alle  sei  e  mezzo per arrivare alle sette e mezzo  ed  entrare  a
  scuola  alle  otto. Ora il primo treno che passa al mio  paese,  la
  prima  littorina, allora erano le littorine, passa alle  dieci,  ma
  per  fare  che cosa? Per andare in un altro posto in  cui  non  c'è
  inizio scolastico. Ora, questo tema delle ferrovie regionali  è  un
  tema  delicato e importante assessore lo riprenda perché con  l'AST
  in  crisi,  con  le  difficoltà che  hanno  i  nostri  studenti  di
  muoversi,  le  ferrovie potrebbero essere utili, così  come  quando
  parliamo  dell'alta  velocità,  che  in  altre  Regioni   è   stata
  determinata  e da noi ci sarà l'alta capacità dei treni,  ma  quale
  alta  capacità  debbano avere questi treni?  L'alta  capacità.  Noi
  avremmo  voluto con i soldi che si spendono, con gli euro, migliaia
  e  milioni  di euro che sono stati appostati per queste tratte  che
  dovrebbero potenziare la situazione del collegamento tra Palermo  e
  Catania,  avremmo  dovuto  avere l'alta velocità,  altro  che  alta
  capacità, ma capace di che cosa? Capace di che cosa?
   Così  come, lo dicevo prima, c'è il tema relativo alla scuola.  Le
  colleghe  Savarino  e  Chinnici hanno fatto  una  battaglia  l'anno
  scorso, la riproponiamo, stiamo attenti con la rimodulazione perché
  quando manca un dirigente poi la dispersione scolastica va avanti.
   Così come sul tema dell'articolo 32, della sanità, noi ci torniamo
  per  dire che ora avremo oltre ai problemi che sono stati accennati
  delle   lunghe   liste   d'attesa,  della  questione   dell'urgenza
  emergenza,   ci  sarà  la  rete  territoriale  degli   ospedali   -
  Presidente, vado alla conclusione - sulla rete ospedaliera  noi  in
  Commissione ne discuteremo, come sentiamo una Radio Fante che  dice
   ma  vedete, forse ai piccoli ospedali va tolta la medicina  oppure
  la chirurgia e va accorpata ad altri ospedali , questi ospedali che
  hanno  solo  alcune  specialità e  non  in  altre,  o  chirurgia  o
  medicina,  sono ospedali che un tempo, non ora, c'erano in  Biafra;
  questi  sono  ambulatori,  gli  ospedali  devono  avere  il  Pronto
  soccorso, devono avere la Medicina, la Chirurgia e la Rianimazione,
  almeno,  e  noi  vogliamo questa base. Questo significa  che  siamo
  contro  gli  ospedali metropolitani, siamo contro la  medicina  che
  abbia solo la centralità delle aree metropolitane. Ma siamo stati i
  primi  noi,  durante la discussione della variazione,  ad  indicare
  alcuni  emendamenti che avrebbero avuto un significato nelle nostre
  realtà metropolitane.
   Per  quel che riguarda Catania avevamo parlato del Centro  per  il
  cancro,   per   l'oncologia   con  specialità   importanti,   dalla
  ginecologia  con il Garibaldi, l'Arnas del Garibaldi che  ha  delle
  professionalità   straordinarie;  avevamo   parlato   anche   della
  necessità  di  dare una risposta alle fragilità,  alla  disabilità,
  soprattutto, collegata alle patologie odontoiatriche e siamo  stati
  inascoltati, quindi, no, non c'è alcun pregiudizio tra  una  sanità
  delle  aree  metropolitane del territorio. Va affrontato  tutto  il
  tema  della  sanità  - e, concludo, Presidente -, concludo  dicendo
  questo  al Governo: diceva Bob Kennedy che quando si parla di  solo
  Pil, fatto di misura sul dato economico, ci si sbaglia; il Pil deve
  tener  conto della qualità della vita, delle esigenze delle  nostre
  comunità.  Le  nostre  comunità  in  questo  momento  sono  piegate
  rispetto  alle  difficoltà che sono state  determinate  negli  anni
  scorsi,  il  Covid sì, si è superato e il Pil sta  riprendendo,  ma
  ancora  c'è  bisogno di un sostegno vero alle nostre  comunità  che
  sono veramente in grande difficoltà.

   PRESIDENTE.   E' iscritta a parlare l'onorevole Ciminnisi.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINNISI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  i
  colleghi  hanno  un  po'  tracciato  una  panoramica  su  tutte  le
  tematiche   di  questa  Nota  di  aggiornamento,  quindi,   io   mi
  concentrerò  semplicemente  su quelli che  sono  gli  argomenti  di
  competenza  della  Quarta  Commissione  per  spiegarle,  assessore,
  perché oggi la Quarta Commissione ha bocciato la Nota. Io non credo
  che  sia  solo un dato numerico, certo, sicuramente la  maggioranza
  non  partecipa abitualmente ai lavori della Quarta Commissione, noi
  siamo  abituati a questo andazzo, i deputati di opposizione tengono
  da soli i lavori, fondamentalmente, presieduti dal Presidente Carta
  però,  diciamo,  che  la  maggioranza si mostra  sempre  abbastanza
  disattenta  per  non  dire termini che non  sono  adatti  a  questo
  Parlamento nei confronti delle tematiche della Quarta Commissione e
  la  cosa stride un po', se noi leggiamo la premessa di questa  Nota
  di  aggiornamento, quando diciamo "in continuità  con  le  attività
  avviate  dal  Governo  regionale" e già in  questo  potremmo  dirci
  ampiamente   insoddisfatti,  però  perseveriamo  nell'errore,   "le
  politiche   della  Regione  si  muoveranno  su  quattro  direttrici
  fondamentali, una delle quali è il contrasto delle emergenze", come
  se  la  Commissione  Quarta  non fosse la  Commissione  deputata  a
  trattare  gli argomenti che oggi sono tutte questioni di  emergenza
  in Sicilia.
   Parlo   dell'acqua,  parlo  dei  rifiuti,  parlo  della  questione
  energetica,  parlo  della questione infrastrutturale.  Quindi  sono
  tutte  tematiche che, in teoria, dovrebbero essere anche il  cuore.
  Io  non voglio dire che tutti i problemi della Sicilia li trattiamo
  in  IV  Commissione, ma sicuramente, in un momento di siccità  come
  quello  che stiamo vivendo, forse la IV Commissione dovrebbe  avere
  la possibilità di poter esprimere qualche giudizio in più su questi
  argomenti.   E  invece,  insomma,  ci  ritroviamo   una   nota   di
  aggiornamento in cui si parla del problema della siccità,  come  se
  fosse  una cosa di oggi. Come se la dichiarazione di emergenza  non
  fosse  intervenuta a febbraio, ma fosse un tema di oggi.  Si  parla
  così dei tre dissalatori, come se fosse la notizia del giorno.
   Questa  è  una  Nota  di  aggiornamento al DEFR.  Noi  ci  saremmo
  aspettati che qualcuno ci venisse a dire qualcosa in più, su quello
  che  è  stato  fatto sulla crisi idrica. Che stiamo  investendo  90
  milioni  di fondi FSC per i tre dissalatori, che forse non sappiamo
  nemmeno se li realizzeremo tutti e 3 - per 525 litri al secondo  in
  più d'acqua -, questo lo sapevamo già. Non ci dice nulla di nuovo.
   E  anche  sulle dighe, questa Nota di aggiornamento  non  ci  dice
  nulla  di  nuovo, e le dico perché. Perché ci dice che ci  sono  53
  interventi,  in  fase di attuazione, per un importo complessivo  di
  più  di  300  milioni di euro. Qualcuno mi sa dire quali  sono  gli
  interventi sulle dighe che sono stati fatti, e quali stanno  ancora
  per  essere  compiuti? Perché uno legge, poi, la pagina  successiva
  dice  "per  alcuni  interventi sono stati  appostati  finanziamenti
  integrativi". Quindi, oltre questi 300 milioni di soldi sulle dighe
  -  che  io, personalmente, non so dove sono stati allocati e a  che
  cosa stanno servendo, lo chiederei anche agli agricoltori siciliani
  - poi c'è scritto altro. Quindi "finanziamenti integrativi... altri
  necessitano di ulteriori risorse economiche". Ma per fare cosa?
   Ecco  noi  in Commissione IV, oggi, questa Nota l'abbiamo bocciata
  anche per questo motivo. E le dico perché l'abbiamo bocciata? Le do
  un  altro  motivo.  Noi  non  possiamo  leggere,  in  una  Nota  di
  aggiornamento, che questa Regione punta all'economia  circolare,  e
  poi leggere che l'aggiornamento sono 800 milioni di euro buttati su
  due termovalorizzatori. E nell'attesa dei termovalorizzatori, nella
  Nota  di  aggiornamento  che  cosa  ci  mettiamo?  Nell'attesa  dei
  termovalorizzatori prevediamo, nell'ottica dell'economia circolare,
  l'ampliamento di tre discariche.
   Ora  io  non so qual è l'idea di emergenze che avete voi, di  come
  volete  gestire le emergenze. Ma se quello che è scritto in  questa
  Nota  è il modo in cui volete gestire le emergenze, forse è il caso
  di  dire  che  i termovalorizzatori, sicuramente, non serviranno  a
  gestire  l'emergenza   Perché è chiaro che,  nella  migliore  delle
  ipotesi,  saranno  pronti nel 2028, forse nel 2030.  Quindi  se  il
  vostro  modo di gestire l'emergenza è ampliare tre discariche,  non
  veniteci  a  parlare di economia circolare. E  questo  è  un  altro
  motivo per cui l'abbiamo bocciato.
   Anche  perché,  ripeto,  non  è che  la  maggioranza  è  venuta  a
  difendere  l'operato  del  Governo. Ha  lasciato  che,  ovviamente,
  l'opposizione  facesse  il suo lavoro di  opposizione  e  bocciasse
  questa nota.
   E   le  dico  di  più.  Altro  argomento.  Questioni  energetiche.
  Premessa.  "La  Regione intende, inoltre, puntare ad  attrarre  gli
  investimenti, sfruttando la propria posizione nel Mediterraneo e la
  propria   caratteristica  naturale  che  la  qualifica   come   hub
  energetico nel campo delle rinnovabili".
   Ora,  non so se vi ricordate che siamo nel semestre di tempo,  che
  scade  a  fine dicembre, il trentuno dicembre, entro  il  quale  la
  Regione siciliana dovrebbe individuare le aree idonee e non  idonee
  per  le  energie rinnovabili. Ora, il fatto che non vi sia  notizia
  della legge sulle aree idonee e non idonee, e il fatto che, a parte
  questo   piccolo   trafiletto,   questa   Nota   non   dica   nulla
  sull'argomento, ci fa pensare che forse l'idea del Governo è che le
  politiche energetiche siano assolutamente ininfluenti, da un  punto
  di  vista economico. Assessore io non posso credere che lei  pensi,
  veramente,  che le politiche energetiche non abbiano alcun  impatto
  sulla  crescita economica di una regione. Il fatto che la nota  non
  ne  faccia minimo cenno, però, denota, secondo me, che qualcosa sia
  stato omesso, voglio immaginare  colposamente.
   Ed  infine,  arriviamo  alle  infrastrutture.  È  chiaro  che  non
  potevamo  votare  favorevolmente una Nota in  cui,  ovviamente,  si
  parla  delle infrastrutture e la prima cosa che si cita è il  Ponte
  sulla  Stretto   Quindi 1,3 miliardi dei fondi  Fsc  dei  siciliani
  destinati ad un Ponte sullo Stretto che ad oggi, da quello  che  ci
  risulta da notizie di stampa, non ha nemmeno i certificati sismici.
  Però,  noi  nel frattempo abbiamo ipotecato 1,3 miliardi dei  soldi
  dei  siciliani  per  i  capricci politici di  Salvini  e  compagnia
  cantante, a scapito delle infrastrutture siciliane
   E poi abbiamo un'elencazione di infrastrutture che sono per lo più
  infrastrutture che riguardano una pianificazione nazionale:  quando
  parliamo  di  Rfi  è chiaro che la Regione partecipa.  Io  lo  dico
  sempre  all'assessore Aricò che ho il sogno di venire in Parlamento
  -  guardi che sogno straordinario che ha un deputato - di venire in
  Parlamento  da Trapani a Palermo, quindi parliamo di 80 chilometri,
  col  treno. Io spero che entro la fine di questa legislatura la via
  Milo,  di  cui  non  c'è aggiornamento, ci viene sempre  detto  che
  faremo   l'ammodernamento  e  l'elettrificazione...   perché   noi,
  Assessore, deve sapere che da Trapani a Palermo abbiamo  ancora  il
  trenino a gasolio. Quando lei passa nelle campagne trapanesi ha  la
  sensazione  di fare un viaggio nel passato, lei sta  lì  dietro  il
  passaggio a livello e vede il trenino che passa, ciuf ciuf,  perché
  così  funziona  Questo è lo stato delle infrastrutture  nel  nostro
  territorio
   E  qual è l'aggiornamento rispetto a questa infrastruttura? Questa
  stessa  cosa c'era scritta nel DEFR ed era scritta anche  nel  DEFR
  passato.  Quindi  qual è l'aggiornamento, il senso  della  Nota  di
  aggiornamento,  per dare una proiezione di quelle  che  saranno  le
  politiche  economiche di questo Governo, qual è?  Io  aggiornamento
  non  ne  vedo   Vedo  un  salto nel passato, nella  migliore  delle
  ipotesi; oppure forse siamo fermi dove stiamo.
   E poi, Assessore, sa, io sono una che tende a farsi un po' un'idea
  delle  persone e non le nascondo che mi sono fatta un'idea di  lei:
  di persona estremamente preparata, professionale e meticolosa. Però
  le  chiedo  una spiegazione, perché non mi è chiara  una  frase  di
  questo  DEFR. Sempre parlando di  infrastrutture, io gliela  voglio
  leggere,  perché  vorrei che lei mi chiarisse in termini  economici
  che cosa significa questa frase, che politicamente è bellissima, ma
  in  termini economici non capisco in che cosa si traduce - è un mio
  limite,  ho  fatto giurisprudenza e non capisco di economia  -  "il
  Governo  si  impegnerà  affinché  l'aeroporto  di  Birgi  'Vincenzo
  Florio',  in  una  dinamica di offerta della destinazione  Sicilia,
  possa   qualificarsi  sul  piano  commerciale  anche  come   valida
  alternativa al vicino scalo di Palermo, secondo i modelli  presenti
  in  altre città europee e nazionali". Cosa significhi questa norma,
  io spero che lei me lo possa spiegare, perché noi è da due anni che
  chiediamo  di  conoscere quali siano le sorti  che  questo  Governo
  immagina per l'Airgest, che è la società di gestione dell'aeroporto
  di Trapani, di proprietà al 99 per cento della Regione siciliana  -
  ho  finito, Presidente, grazie - e noi vorremmo che questo Governo,
  e  in  particolare lei, Assessore, perché si parla di  partecipate.
  Vorremmo  capire  quali  sono le prospettive  che  immagina  questo
  Governo,  se  immagina  una privatizzazione, come  immagina  questo
  rapporto  con lo scalo di Palermo, perché dal DEFR non è chiaro.  E
  io  penso  che  i trapanesi in particolare, ma tutti  i  siciliani,
  abbiano il diritto di sapere qual è la strategia di gestione  degli
  aeroporti minori, e degli aeroporti in generale, che questo Governo
  immagina. Altrimenti non ha senso che parliamo di sviluppo e non ha
  senso neanche che parliamo di bonus per il caro voli. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole.
   È iscritto a parlare l'onorevole Giambona. Ne ha facoltà.

   GIAMBONA.  Grazie.  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  intervengo  su  questo argomento, permettetemi  preliminarmente  di
  fare qualche osservazione, che nasce anche da qualche rilievo fatto
  poc'anzi  dai colleghi in ordine ai lavori, di come si sono  svolti
  insomma   in  queste  ultime  settimane,  e  al  coinvolgimento   -
  Presidente - delle Commissioni.
   Io  credo  che specialmente nei lavori delle ultime variazioni  di
  bilancio,  ecco, non si sia tenuto adeguatamente conto  del  lavoro
  svolto  dalle  nostre Commissioni parlamentari, nelle  Commissioni.
  Vedo  anche  qui il Presidente della Commissione Bilancio,  persona
  assolutamente  qualificata, che pone in essere una ottima  attività
  di mediazione. Ecco, devo dire che anche la Commissione Bilancio  e
  i  lavori  che sono stati posti in essere non sono stati  presi  in
  considerazione. Stessa cosa in Commissione Affari istituzionali, in
  Commissione  Cultura.  Ebbene, oramai è  un  continuo,  cioè  tutto
  quello  che  viene  svolto  anche  in  termini  di  audizioni,   di
  confronto, di dibattito viene svilito poi dalla scelta dell'Aula. E
  da  questo punto di vista devo dire che non è l'unico, non sono gli
  unici  atti,  gli  unici  su  cui su  questo  tema,  sul  tema  del
  coinvolgimento dell'Assemblea dobbiamo ragionare.
   Assessore  Dagnino, io la invito come ho già rappresentato  a  chi
  l'ha  preceduto,  chi  l'ha preceduta nel  ruolo  di  Assessore  al
  Bilancio  su quello che prevede la legge regionale n. 26  del  2020
  sulla  informazione  tempestiva e qualificata,  Assessore  Dagnino,
  informazione  tempestiva e qualificata che  le  scelte  di  Governo
  devono  mettere  nelle condizioni e a conoscenza il Parlamento.  Mi
  riferisco  alla tematica dell'Accordo Stato - Regione  sottoscritto
  recentemente  nell'ottobre del 2024. Ebbene, la norma in  questione
  prevede  che tempestivamente il Governo regionale venga a  riferire
  di  quelli  che sono i termini degli accordi che sono assolutamente
  importanti.  Io su questo argomento ho presentato un'interrogazione
  parlamentare  perché  non  può continuare  questa,  ecco,  continua
  mortificazione  del ruolo del parlamentare ma da  questo  punto  di
  vista  e  purtroppo su questa considerazione ci tornerò più avanti,
  non  mi  ripeto  e  non voglio ripetere, Presidente dell'Assemblea,
  quelle  che  sono state le considerazioni per ordine di  tempo,  in
  ordine  di  tempo  a  quelle  che sono,  quello  che  si  è  voluto
  evidenziare sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia  e
  finanza  regionale  ma  se ne evidenzia che purtroppo  il  trend  è
  sempre  lo  stesso.  Quello  di  derubricarlo  a  mero  adempimento
  burocratico.  Io  non  vedo  mai  in  alcun  documento  di   natura
  programmatica  quelli che sono gli obiettivi strategici,  obiettivi
  strategici per riuscire a contrastare una questione sociale che mai
  appunto  viene  affrontata,  quella  della  nostra  disoccupazione.
  Abbiamo purtroppo delle percentuali allarmanti.
   Sappiamo  benissimo specialmente la disoccupazione  giovanile  che
  percentuali  assume.  Neet ovvero coloro che  non  studiano  e  non
  lavorano   In  questo documento non vediamo alcuna traccia  di  una
  rilevante  attività di sostegno alle nostre industrie, in  sostanza
  di  quella che è l'attività di miglioramento delle nostre politiche
  industriali. Un documento di economia e finanza dovrebbe entrare in
  maniera  centrale  su  quella  che è l'attività  di  ricerca  e  di
  sviluppo  per non parlare poi degli obiettivi del Green Deal  e  di
  Agenda 2000-2030.
   Non  si  parla di digitalizzazione, di come rendere i  servizi  ai
  cittadini più efficienti. Per non parlare poi della questione della
  insularità,  ecco, sulla quale oramai vengono ad utilizzarsi  delle
  risorse,  delle  soluzioni  tampone che  non  riescono  appunto  ad
  affrontare in maniera strutturale il problema per esempio del 'caro
  voli'  e della difficoltà di collegamento tra la Sicilia e le altre
  regioni d'Italia.
   E  poi  c'è  il  tema. Il tema che purtroppo noi come parlamentari
  abbiamo affrontato a più riprese. Mi riferisco alla formazione  dei
  nostri  impiegati  regionali, ai percorsi di miglioramento  appunto
  delle  performance. Attendiamo ancora ad oggi, a distanza di  oltre
  sei  anni, il rinnovo del contratto collettivo 2019/2021,  dobbiamo
  lavorare  sul  contratto  2022/2024, attendiamo  la  riforma  della
  dirigenza.
   Sembra  che sia rimasto tutto al palo senza alcun concreto,  senza
  alcun  concreto impegno nel risolvere questi problemi  fondamentali
  perché  rinnovare  il  contratto collettivo  dei  nostri  impiegati
  regionali permetterebbe in sostanza di garantire loro anche stimoli
  ulteriori  a migliorare il loro impegno nel lavoro e nel rendere  i
  servizi al cittadino.
   Assessore Dagnino, in questa Nota di aggiornamento al DEFR c'è una
  mera  elencazione di dati statistici, lo zero virgola, ma sono dati
  che  fondamentalmente, probabilmente sono quelli che convengono  ad
  una  narrazione  che  vuole  vedere una situazione  positiva  nella
  nostra  Regione  siciliana. Non sono gli zero  virgola  quelli  che
  fanno  la differenza perché si omette purtroppo di disquisire sulla
  tematica  del  gelo demografico che sta subendo la nostra  Regione.
  Ogni mese partono dalla nostra Terra cinquecento neolaureati, negli
  ultimi  vent'anni sono andati via dalla Sicilia oltre  trecentomila
  siciliani  e  da questo punto di vista alcuni leader di  partito  a
  livello  nazionale  preferiscono parlare di immigrazione  piuttosto
  che  di  un  fenomeno,  quello  della emigrazione,  ecco,  che  sta
  attanagliando quelle che sono le nostre giovani generazioni.
   E poi c'è un'altra questione: proprio andando nel merito del testo
  che  ho avuto modo di studiare, Assessore Dagnino, io credo che lei
  non  abbia messo nel conto che questo Parlamento, ecco, deve votare
  le  norme  prima di prenderle in considerazione in un documento  di
  così  rilevante importanza. Mi riferisco al fatto che lei  ha  dato
  per scontato nella Nota di aggiornamento al DEFR l'approvazione  di
  alcune  norme che erano sì nella variazione di bilancio, ma per  le
  quali poi necessitava che si esprimesse il Parlamento; mi riferisco
  all'articolo  3, per esempio, sulle aggregazioni di imprese.  Nella
  Nota  di  aggiornamento al DEFR lei dà per scontato che  sia  stato
  approvato,  ma non è così, io credo che questo sia per certi  versi
  anche   irriguardoso,   irrispettoso  nei   confronti   di   questo
  Parlamento,  perché  avrebbe  dovuto semplicemente  indicare  tutto
  quello  che  in  quel momento storico, al momento dell'approvazione
  della Nota di aggiornamento, era allo stato dell'arte e poi è ovvio
  che  l'Assemblea, i parlamentari hanno piena libertà, in scienza  e
  coscienza, di decidere quali norme debbano e possano andare avanti.
   Una  Nota di aggiornamento che dice che vuole superare quelle  che
  sono  le emergenze, ma quando e dove? Guardate, noi ci troviamo  di
  fronte  ad  eterne emergenze, la Regione siciliana deve  affrontare
  oggi,  in  aggiunta a quelle che già conoscevamo, le emergenze  sul
  dissesto,   sulla  criticità  dei  comuni,  sulla   sanità,   sulla
  Protezione civile, le emergenze sui rifiuti, oggi anche l'emergenza
  sulla questione della siccità.
   Riteniamo  che  allo stato dell'arte non ci sia alcuna  strategia,
  alcuna  concreta  strategia per superare  le  emergenze,  quasi  la
  volontà  di permanere in questa condizione, probabilmente  per  far
  lucrare qualcuno. E proprio sulle emergenze - noi lo abbiamo  detto
  più   volte,   anche  quando  c'è  stata  la  disquisizione   della
  Commissione  Antimafia  -  è lì che si annida  la  criminalità,  si
  annidano  quelle  che  sono  le  problematiche  sugli  appalti  che
  dobbiamo controllare.
   Allora  dobbiamo  tornare  alla  normalità  e  per  tornare   alla
  normalità - mi permetto di dire - dobbiamo utilizzare nel  migliore
  dei  modi  quelle  che sono le risorse messe a  disposizione  anche
  dall'Unione europea. Fino a ieri, con l'Assessore Aricò, parlando e
  disquisendo di quelle che sono le nostre infrastrutture,  ho  avuto
  modo  di  parlare  della  gestione,  io  ho  ritenuto  aggettivarla
  'inopportuna', dei fondi FSC. Qualcuno prima di me ha  parlato  per
  esempio  della nota 422 del 4 di agosto 2022, una mera attività  di
  propaganda da parte dell'ex Presidente della Regione che ha  voluto
  individuare  decine,  centinaia  di  milioni  di  euro,  ecco,   da
  impegnare  in interventi che poi alla fine inevitabilmente  non  si
  potevano   realizzare.   Ma  l'azione  di  spregiudicatezza   nella
  pianificazione  dei  fondi FSC l'abbiamo vista nell'ultimo  accordo
  con una parcellizzazione degli interventi, interventi molto spesso,
  devo  dire ahimè, che agevolano solamente quelle che sono posizioni
  di  parte,  senza  poi tenere in considerazione la  tematica  delle
  risorse  che  sono  state distolte, ovvero un miliardo  e  trecento
  milioni  per un Ponte sullo Stretto di Messina, cioè i fondi  sulla
  coesione anziché essere utilizzati per creare coerenza e coesione -
  e  vado  a  chiudere, Presidente - ecco, vengono invece  utilizzati
  come metodologie di discriminazione.
   E  allora, oggi abbiamo parlato anche della questione dei  comuni,
  comuni che sono in grave difficoltà e da questo punto di vista -  e
  mi  accingo  a  chiudere - noi non vediamo da parte del  presidente
  Schifani, assessore Dagnino, quella che è un'attenzione ai problemi
  dei  comuni  siciliani perché, guardate, e dire che Anci  ha  avuto
  abbastanza  non è una risposta che meritano, perché Anci non è  una
  organizzazione  autoreferenziale. Anci rappresenta i  comuni,  Anci
  rappresenta  i  sindaci,  rappresenta i servizi  al  cittadino  che
  purtroppo  con  le  carenze di risorse e di  trasferimenti  vengono
  costantemente ridotte.
   E   poi   c'è  anche  un'altra  questione,  cioè  nella  Nota   di
  aggiornamento si parla di quelle che saranno le risorse  che  nella
  nuova legge di stabilità verranno previste. 350 milioni di euro.
   Ma  io  faccio  un  ragionamento. Nel 2022, sto chiudendo,  signor
  Presidente,  le risorse erano di 327 milioni di euro.  Oggi  se  ne
  stanziano 350 milioni di euro. Significa grosso modo il 6,5% in più
  quando  il tasso di inflazione in quest'ultimo triennio è stato  di
  ben oltre il 17%. Quindi non riusciamo nemmeno a coprire quello che
  è l'andamento del tasso di inflazione.
   Su questo dobbiamo intervenire.
   E  allora  chiudo, dicendo all'Assessore e al presidente Schifani,
  lanciando una sfida.
   Noi  chiediamo  fondamentalmente che si  porta  in  avanti  alcuni
  obiettivi strategici. Uno, due, tre obiettivi strategici.
   Vi sfidiamo su questo su questo tavolo, sul tavolo delle politiche
  industriali, sul tavolo del welfare.
   Solamente in questo modo e naturalmente ragionando su quella che è
  una politica di lungo respiro, ecco, possiamo portare avanti quelle
  che sono le misure che possono migliorare la nostra terra,
   Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come al solito  mi
  sembra  di  disturbare, cioè la discussione sia talmente lunga  per
  votare  un  ordine  del giorno della NaDEFR... No,  devo  dire  che
  invece   l'Assessore  è  stato  molto,  molto  attento  quindi   mi
  permetterà di fare due, tre piccoli appunti riguardo alla  Nota  di
  aggiornamento del Defr.
   Assessore, potremmo discutere di alcuni dati che riguardano magari
  argomenti  che  tratto  con  più facilità,  faccio  riferimento  ad
  esempio ai fondi extraregionali.
   Leggevo   qualche  giorno  addietro  un  comunicato   stampa   del
  Presidente  della Regione dove sostanzialmente si  certificano  3,3
  miliardi negli ultimi dieci anni dei fondi Fesr e immagino che come
  opposizione,  ma  non solo come opposizione, andrebbero  analizzati
  come  sono stati spesi questi 3,3 miliardi, se è vero come  è  vero
  che nell'ultimo anno abbiamo speso e certificato 300 milioni per  i
  contributi  alle bollette, quasi 200 milioni di vaccini durante  il
  periodo   Covid,   1  miliardo  di  progetti  retrospettivi   della
  programmazione  2000-2006, poi 2007-2014 e tanto,  tanto  altro  ci
  sarebbe  da  approfondire perché di fatto, purtroppo,  nella  spesa
  soprattutto  del Fesr non c'è un'idea, non c'è una prospettiva;  le
  somme  vanno spese perché vanno spese e vanno trovate le  soluzioni
  affinché si certifichi il più velocemente possibile, più facilmente
  possibile  la spesa senza un'idea di sviluppo di questa Regione  il
  più  delle  volte. O meglio quando si è tentato di  farlo  ci  sono
  stati  dei  risultati  assolutamente non  soddisfacenti.  E  potrei
  parlare  dei  99  milioni di euro spesi del PNRR a  fronte  dei  12
  miliardi, quasi 16 se inseriamo la spesa cofinanziata del PNRR  per
  la  Sicilia, che di fatto certifica il fallimento dell'utilizzo  ad
  oggi del PNRR per la nostra Regione.
   Ma  non  mi voglio limitare ai numeri, voglio fare un ragionamento
  diverso. E lo faccio da chi ha studiato economia per tutta la vita,
  facendo riferimento a un assessore che sicuramente questi argomenti
  li  conosce  bene. Perché io non credo che oggi un siciliano  possa
  essere felice di vivere e lavorare in Sicilia, e lo dico non per me
  che  fortunatamente vivo una vita agiata, lo dico per i più giovani
  di  questa  terra. Perché, assessore, lei sa bene che  il  Pil  non
  riflette in alcun modo lo stato e l'economia di una Regione o di un
  Paese.  Non parla della distribuzione del reddito, non riflette  in
  alcun  modo il potere d'acquisto delle fasce più deboli o  comunque
  del  reddito generale. Il più delle volte somma le spese  che  sono
  riparatorie, produrrà Pil la spesa che noi effettueremo  sui  danni
  creati dalla mancanza di attività sul dissesto idrogeologico.
   Oggi piangiamo i danni di una parte del catanese, le somme che noi
  metteremo  per  rifare  quei  territori  produrrà  Pil  ma  abbiamo
  prodotto   ricchezza   per  la  nostra  Terra   o   abbiamo   messo
  semplicemente  risorse  per  recuperare  qualcosa   che   è   stato
  danneggiato per nostra mancanza?
   In  questa terra molte volte si può o si potrebbe essere agiati di
  fatto senza mai stare bene, si può dire che un siciliano può vivere
  serenamente in una terra dove c'è il sole e il mare ma che di fatto
  non vive bene né tanto meno felice.
   E  allora cosa provare a inserire? E lo dico perché lei ha davanti
  tre  anni  in  cui  presenterà il DEFR  e  presenterà  le  Note  di
  aggiornamento al DEFR, cominciamo a inserire in questi documenti  -
  che  il  più  delle volte vengono redatti dagli uffici  in  maniera
  quasi  ripetitiva - degli indicatori che ci possono far comprendere
  meglio,  così  come avviene per lo Stato, lo stato di salute  della
  nostra  Regione  e faccio riferimento, ad esempio, agli  indicatori
  ambientali e agli indicatori sociali.
   Qualche giorno addietro, il suo Governo ha portato una misura  che
  è il reddito di povertà però due giorni dopo porta una NaDEFR dove,
  sostanzialmente, dice che tutto va bene, tutto sta a posto,  allora
  delle  due  l'una: o in questo momento la povertà sta aumentando  a
  dismisura,  soprattutto  nel Mezzogiorno,  oppure  va  tutto  bene,
  allora  non aveva senso quella misura, perché veda, la ripresa  che
  tanto  enunciate  all'interno di questo documento,  non  riduce  in
  alcun  modo la povertà assoluta, non riduce in alcun modo i giovani
  che  scappano da questa Terra, perché la Sicilia, leggevo dei  dati
  poco fa proprio sul BES, su questo indicatore del benessere equo  e
  solidale è la ducentoventottesima su 228 regioni dove i giovani non
  lavorano  e  non  studiano,  siamo ultimi  tra  gli  ultimi;  siamo
  duecentotrentaquattresima  su 234 per tasso di disoccupazione
   In  questo momento ci sono evidenti criticità sulla presenza delle
  donne nei luoghi decisionali, lo abbiamo affrontato più volte anche
  negli  ultimi documenti, le donne non riescono a entrare nel  mondo
  del  lavoro,  il  tasso di occupazione femminile  sta  crollando  -
  simpatico  l'errore probabilmente del Premier Meloni  che  dice  di
  essere  felice  per  un  tasso di disoccupazione  sempre  in  forte
  aumento  soprattutto  da parte delle donne -  e  le  spese  per  la
  ricerca e l'innovazione in generale sono agli ultimi posti in tutta
  la Regione.
   E,  allora,  cominciamo a parlare, invece, di temi che possano  in
  qualche   modo  centrare  la  qualità  della  vita  dei  siciliani:
  infrastrutture, sanità, istruzione, dare la possibilità ai  giovani
  di  investire il tempo libero piuttosto che immaginare o raccontare
  alla  Sicilia  che stiamo spendendo i fondi europei -  come  dicevo
  prima non sapendo neanche come - che stiamo impegnando risorse  per
  aiutare  le  piccole  e  medie imprese, il più  delle  volte  senza
  riuscire nemmeno a rendicontarle per tempo.
   Il  messaggio  che le voglio lanciare, che vorrei che  il  Governo
  facesse proprio è: abbandoniamo questi numeri che ci dice la  Banca
  d'Italia, le agenzie di rating, siamo cresciuti dal b-- al b- o  la
  Banca  d'Italia certifica un momento del PIL dello  0,7  per  cento
  rispetto  a  quanto avevamo previsto ma cominciamo  a  valutare  la
  Sicilia dagli aspetti chiave, quindi, gli investimenti fatti  sulle
  infrastrutture,  gli  investimenti fatti  sulla  rete  viaria,  sul
  trasporto pubblico locale.
   Un  dato in Sicilia: solo il 7,2 per cento dei siciliani si sposta
  tramite  i  mezzi  pubblici, un fallimento se  guardiamo  il  resto
  d'Italia;    analizziamo   l'abbandono   scolastico,    analizziamo
  l'investimento sulla gestione dei rifiuti, fallimentare in Regione;
  parliamo  di contrasto ai cambiamenti climatici, quindi raccontiamo
  e  immaginiamo una serie di investimenti che possono migliorare  la
  qualità  di  vita dei siciliani e non parliamo di freddo  numero  o
  indicatore  come  il  PIL,  come  il  prodotto  interno  lordo,  ma
  cominciamo  a  far  parlare invece gli indicatori  che  riescono  a
  tracciare  meglio  a indicare meglio la vita dei  siciliani,  anche
  alternativi  a quelli che lei oggi ci ha enunciato all'interno  del
  suo documento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Spada.  Ne  ha
  facoltà.

   SPADA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi.  Nell'analizzare
  questa  Nota  di aggiornamento non posso non evidenziare,  come  ha
  fatto  qualche collega prima di me, due aspetti cruciali che  hanno
  interessato  l'ultima variazione di bilancio che abbiamo  approvato
  in quest'Aula.
   La  prima che riguarda questo prestito d'onore, ho avuto  modo  di
  confrontarmi  con  l'assessore Dagnino proprio perché  il  prestito
  d'onore, così come approvato, rischia di rimanere  un intervento  a
  cui non parteciperanno gli studenti per due motivi: il primo perché
  è stato messo un tetto di spesa rispetto all'ISEE di ventimila euro
  che  riteniamo  essere  un  tetto troppo  basso  che  non  consente
  l'accesso a diversi studenti che, invece, vorrebbero usufruire  del
  prestito  d'onore;  e  la  seconda  riguarda  il  fatto  di  dovere
  eventualmente restituire le somme con un preammortamento di 5 anni,
  uno  studente  dovrà  restituire anche  nel  caso  in  cui  dovesse
  svolgere uno stage retribuito.
   Sappiamo  tutti  che  in Sicilia gli stage retribuiti  al  massimo
  arrivano a 300-350 euro, quindi uno studente che accede al prestito
  d'onore  rischia  di  non  dover  fare  lo  stage  perché  dovrebbe
  eventualmente  ritornare la quota del prestito d'onore  in  maniera
  anticipata rispetto al preammortamento dei cinque anni.
   Un  altro  aspetto  che  ho avuto modo di leggere  all'interno  di
  questa Nota di aggiornamento riguarda la parte dei diritti sociali,
  politiche  sociali  e famiglia. Non c'è l'assessore  Albano,  però,
  ritengo  che  quest'Aula e che il Governo debbano modificare  se  è
  possibile  con un ordine del giorno questa Nota di aggiornamento  e
  le  spiego  perché  Si  scrive, all'interno  di  questo  documento:
  "Quanto  alla fuga dei giovani siciliani laureati: i giovani  hanno
  una  visione  diversa del mondo e proprie aspettative,  considerano
  gli  altri  Paesi come opportunità di esperienza per  aumentare  le
  loro conoscenze e non fuggono per l'assenza di lavoro ma perché  il
  loro  obiettivo  oggi  è  diverso da quello  che  apparteneva  alla
  generazione degli adulti". Allora, Presidente, siccome ritengo  che
  queste  parole  non  possano  essere il frutto  dell'Assessore  che
  conosco  bene  e  di  cui ho anche stima e che sicuramente  qualche
  ufficio avrà dato una sua interpretazione alla fuga dei giovani  da
  questa  Regione.  Ricordiamoci che i  giovani  che  abbandonano  la
  nostra  Regione ogni anno sono 30 mila, siamo arrivati a  150  mila
  giovani che abbandonano la nostra Regione non perché vogliono  fare
  un'esperienza diversa, formativa o di altra natura, perché  qui  si
  parla  di  giovani  siciliani laureati, ma perché  oggi  in  questa
  Regione  abbiamo il 50% di disoccupazione giovanile   Come  si  può
  immaginare, come si può pensare di inserire all'interno  di  questa
  Nota  di  aggiornamento  il  fatto  che  i  giovani  siciliani  non
  abbandonino questa terra perché manca il lavoro ma perché  vogliono
  fare  un altro tipo di esperienza? E' un insulto ai giovani  Queste
  frasi  che  sono  inserite all'interno di  questa  Nota  e  siccome
  ritengo  che  il  Governo  regionale e l'Aula  tutta  non  vogliono
  assolutamente   offendere  l'intelligenza  dei  giovani   siciliani
  laureati,   che   magari   una  piccola  percentuale   vuole   fare
  un'esperienza all'estero ma la maggior parte dei giovani siciliani,
  assessore,  perché siamo appunto legati a questa  terra,  hanno  il
  sogno e l'ambizione di ritornarci in questa terra, in questa nostra
  Sicilia,  perché ci vogliono vivere, perché vogliono fare famiglia.
  Ne  conosco tantissimi, quindi siccome penso che rispetto a  questo
  tema, e spero che sia veramente così
   L'intenzione  da parte della Regione non era quella  di  dire  che
  oggi  il  lavoro per i giovani siciliani c'è e che il 50 per  cento
  dei  giovani  siciliani, oggi invece non vuole andare  a  lavorare,
  perché  il  lavoro  c'è, però sono loro che  non  voglio  andare  a
  lavorare,   motivo  per  cui  abbiamo  il  50   per   cento   della
  disoccupazione  giovanile e, quindi, spero,  che  venga  modificata
  questa parte prima dell'approvazione in Aula.
   Introduco  un  altro  elemento che secondo me  è  di  fondamentale
  importanza,  non solo per tutta la nostra Regione, per il  comparto
  che  interessa  le  attività produttive, perché assessore  Dagnino,
  oggi  dalla Nota di aggiornamento noi evidenziamo come la  crescita
  del Pil della nostra Regione è collegata -  no, magari la scriviamo
  insieme  - la maggior parte del Pil della nostra Regione e, quindi,
  l'aumento del Pil della nostra Regione è collegato in maniera, come
  dire,  strategica soprattutto per  la produzione che proviene dalla
  zona industriale. E noi oggi, in provincia di Siracusa, abbiamo  il
  petrolchimico  più grande d'Europa che fattura più  di  5  miliardi
  l'anno e che, oggi, rischia di chiudere, - e lo voglio sottolineare
  -  perché la narrazione che viene fatta, anche a livello nazionale,
  sulla  contrapposizione  politica  tra  la  magistratura  e  questo
  Governo non solo non mi convince, ma non lo condivido.
   Legittime  sono le azioni che sta portando avanti la  magistratura
  sul   petrolchimico  di  Siracusa  e  non  si  possono   attribuire
  responsabilità  di  natura, giuridica o giudiziale,  rispetto  alla
  possibile   chiusura  del  polo  petrolchimico  e,   quindi   dico,
  attenzioniamo  questa vicenda, Assessore. Sono  a  rischio  più  di
  cinquemila posti di lavoro e parlo di assunzioni dirette,  per  non
  parlare  dell'indotto, rischiamo di arrivare  a  perdere  diecimila
  posti di lavoro.
   Siccome non ho letto la sentenza, e sicuramente non penso  che  il
  Ministro  Urso abbia fatto delle dichiarazioni non vere rispetto  a
  quello  che  è  stato  il dispositivo che è stato  emesso,  ritengo
  fondamentale  che  il  Governo regionale si  possa  occupare  della
  vicenda del petrolchimico di Siracusa perché, diversamente,  avremo
  sulla  coscienza non solo i diecimila lavoratori, ma  avremo  sulla
  coscienza   soprattutto  -  Assessore  Dagnino  -  il  calo   della
  produzione e del nostro Pil regionale, che oggi è rappresentato per
  il 3,4 per cento dal polo industriale siracusano. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spada.
   Ha chiesto di intervenire l'onorevole Di Paola.
   Onorevole  Spada,  per favore però, quanto meno  dialoghi  con  il
  Governo per un eventuale sub emendamento.

   DI PAOLA. Grazie, Presidente, colleghi, Governo.
   Assessore,  tantissimi  sono stati gli  interventi  dei  colleghi,
  tutti  molto  puntuali su tanti argomenti però,  Assessore,  io  le
  dico,  ma  chi  mi conosce sa che ho forte diffidenza  nei  tecnici
  prestati alla politica.
   Assessore,  lei è un tecnico prestato alla politica e  sa  perché,
  assessore,  ho forti dubbi? Perché lei rischia, se non  si  spoglia
  dei tecnicismi, di essere una vittima di questo Governo regionale e
  di  questa maggioranza. E lei la ha già testato questa cosa, ahimè,
  su  un  articolo  che è stato bocciato da questa Assemblea,  che  è
  stato  bocciato prevalentemente dalla sua maggioranza, e che poteva
  essere  una norma che in qualche modo dava un segnale ai siciliani.
  Perché  oggi,  vede assessore, perché le dico lei  può  essere  una
  vittima  di questo governo, di questo governo regionale? Perché  ad
  oggi, in questi due anni, ed ecco perché le dico di spogliarsi  dei
  tecnicismi,  in  questi due anni questo governo  regionale  non  ha
  portato  nessuna norma di visione o di scommessa nei confronti  dei
  siciliani. Perché se io le dicessi, e la invito a dirmi qual  è  la
  norma  che  in  questi  due anni, è la norma che  qualifica  questo
  governo  regionale, questa coalizione di maggioranza nei  confronti
  dei siciliani nei vari disegni di legge, nelle varie leggi che sono
  state  approvate,  lei  non  mi saprà rispondere  o  meglio,  forse
  qualcuno mi potrà rispondere.
   La  norma di visione di questo Governo regionale è stata la  norma
  sulla  povertà,  i  30 milioni sulla povertà -   30  milioni  sulla
  povertà,  assessore  -  glielo abbiamo detto  pure  in  Commissione
   Bilancio ,  e  lei deve, come dire, vigilare su questa  cosa,  che
  rischiano di creare una nuova sacca di precari, cioè se l'obiettivo
  del Governo di destra, del Governo a trazione Fratelli d'Italia,  è
  quello di creare una nuova categoria di precari siciliani, lo  dica
  pubblicamente,  perché  ad  oggi questo è  passato  come  messaggio
  rispetto alla norma dei 30 milioni di euro che è stata approvata, e
  sa   assessore  cosa  mi  aspetto?  E  noi  siamo  pronti  con   le
  opposizioni,  tantissimi  colleghi sono  intervenuti  al  riguardo,
  porti  delle  misure, porti delle norme, lei e  il  Governo,  porti
  delle norme adesso in legge di stabilità che diano una visione.
   Oggi  la  sfida è sulle tematiche ambientali, cioè sta  succedendo
  una  catastrofe  per quanto riguarda sia la siccità  e  per  quanto
  riguarda  le alluvioni, allora cerchiamo di essere politici  e  non
  tecnici,  cerchiamo  di  dare una visione  e  di  mettere  insieme,
  assessori,  tutti  i tecnici, tutti i professori  universitari,  le
  menti siciliane e capire perché la Sicilia è l'unica terra - e oggi
  parlavo con un giornalista della Finlandia che mi diceva "ma come è
  possibile  che  in Sicilia ancora oggi nel 2024 non arriva  l'acqua
  nelle case dei siciliani?", come è possibile?
   Un Governo regionale, soprattutto in questi primi due anni, perché
  a me hanno insegnato in questi anni, assessore, che le scelte forti
  si  fanno nei primi anni di Governo regionale. Siamo a due anni  di
  Governo  regionale,  manca l'ultimo, perché poi  dopo  i  tre  anni
  assessore lei vedrà che poi qui tutti saranno pronti alla  prossima
  campagna  elettorale  e  quindi qui di norme  visionarie,  dove  un
  Governo  sceglie più sulle aziende, più sulla povertà, sul sociale,
  sui  giovani,  le emergenze sono tantissime, ma il rischio  qual  è
  assessore?  Che se noi ci riempiamo di emergenze, noi  continueremo
  da  qui  ai  prossimi anni a gestire le emergenze e il ruolo  della
  politica verrà meno e il ruolo della politica lo prenderanno - e io
  spero  che  lei  si  spogli di questo - i tecnici,  perché  poi  ci
  saranno i tecnici a fare gli articoli sul giornale, a fare  i  post
  su  Facebook, i tecnici prendono il posto totalmente della politica
  perché  la  politica se non dà visione, se non fa proposte,  ma  si
  limita  solo ed esclusivamente a gestire le emergenze e  a  gestire
  l'ordinario,  noi qui possiamo chiudere completamente  i  battenti,
  perché  anche il prossimo Governo regionale che verrà, se non  sarà
  coraggioso nei primi anni, ovviamente soluzioni non ce ne  saranno,
  e  quindi  a  cosa  la invito assessore? Intanto la  invito  più  a
  guardare  all'opposizione, alle minoranze che non alla maggioranza,
  perché  tanto la maggioranza le leggi e gli articoli  qui  in  Aula
  glieli  boccerà,  ma  le dico si spogli - e magari  lei  in  questo
  momento è l'unico tecnico che c'è in questa Giunta regionale  -  si
  spogli  - e l'assessore Barbagallo all'agricoltura -  ah la sanità,
  l'avevo  dimenticata, l'assessore alla sanità, mi deve  scusare  il
  capogruppo  Assenza di Fratelli d'Italia, l'assessore alla  sanità,
  che  ovviamente salutiamo, per come è combinata la sanità,  l'avevo
  completamente     dimenticato     Allora,    assessore,     assieme
  all'assessore, all'altro assessore tecnico, Barbagallo, si  spogli,
  perché  oggi  gli  assessori  politici  che  sono  in  Giunta  sono
  diventati  tecnici,  io mi auguro che lei si spogli  del  ruolo  di
  tecnico  e  diventi  un  politico e in  questa  prossima  legge  di
  stabilità  faccia la differenza, utilizzando anche l'opposizione  e
  le  minoranze,  perché l'opposizione oggi le sta  dicendo,  e  sono
  stati tanti gli interventi, porti misure che stravolgano quello che
  ad  oggi non è stato fatto e che diano visione alla Sicilia, grazie
  Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, trovate sui vostri tablet l'ordine
  del giorno, scusate, che stiamo per mettere in votazione recante la
  numerazione 257.

   CRACOLICI. L'Assessore non parla?

   PRESIDENTE.  L'Assessore vuole rispondere agli interventi?

   DAGNINO, assessore per l'economia. Signor Presidente, sollecitato,
  brevemente, posso replicare, grazie Presidente, se mi dà la parola,
  naturalmente.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DAGNINO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  ho  ascoltato con molta attenzione,  devo  dire  che  ho
  accolto  un  tratto, ho apprezzato molto gli interventi,  ho  colto
  brevemente,  lo dico giusto per chiosare, visto che c'è  stata  una
  discussione molto ricca di contenuti e di osservazioni,  devo  dire
  ho  colto  un  tratto molto garbato di collaborazione  e  ho  molto
  apprezzato questo tratto che registro, è stato riconosciuto e mi fa
  piacere  che  sia stato colto, sono stato molto attento,  ho  preso
  appunti su tutte le osservazioni.
   Quello che colgo come elemento comune è la passione, così rispondo
  in  modo  generale  specialmente sulle  ultime  sollecitazioni  che
  venivano  da  chi ha parlato alla fine, cioè questa differenza  tra
  politica  e tecnica, mi si dice sia più politico, io credo  che  la
  politica,  l'ho detto in altre occasioni, è una parola  polisemica,
  la  parola  politica, cioè ha più significati, politica  è  chi  si
  confronta  e  ha l'onore e l'onere di confrontarsi con  l'elettore,
  questo  onore e onere non l'ho avuto e sicuramente  non è nei  miei
  programmi  averlo,  ma  politico  è  anche  chi  viene  chiamato  a
  contribuire  all'indirizzo politico e, quindi,  anche  chi  non  ha
  avuto l'onore e l'onere di confrontarsi con gli elettori può,  come
  chi  vi parla, essere chiamato ad un ruolo che è tecnico perché  la
  scelta  viene fatta tra tecnici, non tra politici nel  primo  senso
  che  ho  detto  ma  è  politico nel momento in  cui,  naturalmente,
  contribuisce  all'indirizzo politico, e io devo dire che  molti  lo
  hanno  riconosciuto e li ringrazio, ho fatto io, insieme al Governo
  naturalmente, sforzi notevoli per attribuire un'anima, una  visione
  a  questa  Nota  di  aggiornamento del DEFR, visione  che  è  stata
  condivisa  da tutti i membri del Governo, crediamo di  avere  fatto
  del  nostro meglio, sicuramente, come ho già detto anche  in  altri
  casi tutto è perfettibile e il dialogo aiuta a migliorare.
   Per  esempio,  ringrazio  in anticipo  il  parere  favorevole  del
  Governo  sull'osservazione dell'onorevole Spada in  ordine  a  quel
  tratto  che,  effettivamente, probabilmente, è  il  frutto  di  una
  superfetazione, lasciatemi dire, proveniente più dagli  Uffici  che
  non dal Governo perché il dato sulla disoccupazione in Sicilia è un
  dato  obiettivo,  quindi, non si può negare  e,  quindi,  esprimerò
  parere favorevole sull'emendamento che è stato presentato.
   Su  altri  temi,  l'articolo 3 ma anche  sull'articolo  24,  si  è
  richiamato  nel dibattito sulle variazioni di bilancio,  certamente
  il  risultato  ottimo,  l'ho già detto e lo ribadisco  che  abbiamo
  ottenuto  tutti quanti, tutta l'Aula a beneficio dei  siciliani  di
  approvare in tempi molto veloci la legge di variazione di bilancio,
  cosa che abbiamo fatto credo tutti quanti per responsabilità, senso
  di  responsabilità verso i siciliani perché prorogare quella legge,
  il  tempo  di  approvazione  di quella  legge  sarebbe  significato
  mettere  a repentaglio l'utilizzazione di quelle risorse che  tutti
  abbiamo condiviso  e dovevano essere restituite ai siciliani,  però
  questo  è costato il prezzo, soprattutto a chi vi parla e  ha  meno
  esperienza  d'Aula,  di non avere, forse, i tempi  sufficienti  per
  maturare  certe  valutazioni e per illustrare meglio  certe  norme,
  come  quella  sull'articolo 3, di cui si è citato, ma anche  quella
  contenuta nell'artico, mi sembra, 24 sul prestito d'onore.
   Ho  sentito  dall'onorevole, credo l'onorevole Chinnici richiamava
  l'esigenza  di valutare eventuali modifiche. E io credo che  questo
  lo  si  possa fare, nel dibattito che ci saranno in occasione nella
  legge  di  variazione di bilancio, pardon, nella legge di stabilità
  con la collaborazione di tutti.
   Quindi, massima apertura al dialogo, da parte del Governo.  Credo,
  e  ripeto, il tratto comune è la passione che accomuna tutti quelli
  che  hanno  parlato,  sia  la  maggioranza  che  l'opposizione.  La
  maggioranza,  oggi,  ringrazio, anche, per non avere,  al  momento,
  preso  la  parola per favorire, ulteriormente, l'approvazione.  Ma,
  naturalmente,  queste  norme  e anche  l'attività  del  Governo  è,
  ampiamente, credo, condivisa da parte della maggioranza e,  quindi,
  io  credo che il dibattito sia maturo per approvare, ecco,  mettere
  ai   voti  questo  ordine  del  giorno  con  l'auspicio  che  venga
  approvato. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Si passa all'ordine del  giorno  n.
  257, che è quello accettato dal Governo, al quale c'è l'emendamento
  a  firma dell'onorevole Spada, n. 257.1, che ha ricevuto il  parere
  favorevole da parte del Governo. Il parere della Commissione?

   DAIDONE, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Favorevole. Quindi, pongo in votazione  l'emendamento
  all'ordine del giorno, il 257.1. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 257.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   PRESIDENTE. 1Pongo in votazione i due ordini del giorno, quello  a
  firma dell'onorevole Burtone e l'altro dell'onorevole Saverino  che
  sono il 259 e il 260. Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                       (Sono approvati entrambi)

   PRESIDENTE.   Adesso,  sospendiamo  l'Aula,  per  determinare   il
  calendario dei lavori visto che stiamo entrando in fase di sessione
  di  bilancio.  Quindi, sospendiamo l'Aula per  quindici  minuti,  e
  chiedo ai Capigruppo di poter...


                          Per fatto personale

   MICCICHÈ. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Aspetti, onorevole Micciché. Se mi  sostituisce,  nel
  frattempo,  l'onorevole  Di  Paola,  e  chiedo  ai  Capigruppo   di
  maggioranza,  non  appena  finisce  -  sì,  sì  -  appena   finisce
  l'onorevole,  l'onorevole  Micciché, di  poter  sospendere.  Prego,
  onorevole.

   MICCICHÈ.  E'  una  cosa di trenta secondi. Siccome  -  scusate  -
  Presidente, non sono intervenuto formalmente, né ufficialmente,  né
  sulla  stampa - scusatemi - sul cosiddetto "Caso Auteri", né voglio
  intervenire sul problema, diciamo, giuridico di quello che  lui  ha
  fatto.  Non mi interessa niente, se la vedrà lui con il  giudice  e
  quant'altro,   ma   su  una  cosa  io  speravo   che   intervenisse
  direttamente lei.
   Il  Signor Auteri non si può permettere, oltre quello che ha detto
  a  La Vardera che è comunque gravissimo, di dichiarare ai giornali:
  "Io  non  vado  al  Gruppo Misto, perché dovrei fare  politica  con
  Micciché"  Perché la differenza che c'è tra me e lui è abissale. E,
  caso mai, sono io che avrei problemi a fare politica con lui. E  ho
  chiuso.
   Io vorrei, soltanto, che lei stesso dicesse, a questo ragazzo, che
  ci  sono  delle forme di educazione che, al di là di  tutto,  vanno
  preservate  e  vanno  rispettate. Per cui il fatto  che  lui  abbia
  detto:  "Io  al Misto non ci vado perché dovrei fare  politica  con
  Micciché e con La Vardera" bene, sappia che non è gradito al Misto.
   Prego  l'onorevole Assenza di riprenderselo lui, perché certamente
  io  cose  di questo genere, nella vita, non ne ho fatto mai   E  in
  quella  stessa manovra, i soldi che fatto avere, li ho fatto  avere
  alle   Orestiadi,   per   un  convegno   sui   diritti   civili   e
  all'Osservatorio  astronomico,  per  cui  cose  ben  diverse  dalle
  associazioni.
   Però  chiudo  qui. A me non interessa e mi dispiace  pure  doverlo
  dire.  Se  lui non avesse detto questa cosa veramente inutile,  non
  sarei mai intervenuto contro di lui.

   PRESIDENTE. Giusto, però, visto che mi ha chiamato in  causa,  ora
  le  chiedo  se  fosse  possibile quanto  meno  ascoltare.  Intanto,
  purtroppo non ho letto lo stesso articolo che ha letto lei e io  mi
  devo rifare semmai non a quello che dice la stampa, ma a quelle che
  sono  delle dichiarazioni che eventualmente lui può fare  in  Aula.
  Quindi,  non mi è capitato di leggerlo e non mi posso esprimere  in
  tal senso.
   Poi  non  so quali saranno le determinazioni del caso, se  dovesse
  andare al Misto, se andrà al Misto, queste sono questioni sue.
   Sulla  questione ritengo che io abbia condannato,  sin  dal  primo
  momento in cui ne sono venuto a conoscenza, il gesto relativo a una
  minaccia.  Non  sono mai entrato nel merito, perché  le  ricordo  -
  onorevole  Micciché  - che non è stato fatto qualcosa  che  non  si
  potesse fare. È stata votata una norma, un maxi emendamento  da  un
  intero Parlamento. Ma sulla condanna, mi pare, che la mia posizione
  sia  stata assolutamente ferma e di solidarietà anche nei confronti
  dell'onorevole La Vardera.

   MICCICHÈ.  Ha fatto una puntualizzazione assolutamente corretta  e
  io  la  ringrazio, perché era anche utile che lei  la  facesse.  Sa
  benissimo che quello che dicevo prima non era certamente riferito a
  lei,  ma  era  per enfatizzare quello che era successo.  Lei,  come
  sempre, si comporta benissimo.

   PRESIDENTE. Grazie. La seduta è sospesa per quindici minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19:32, è ripresa alle ore 20:12)

                Presidenza del Vicepresidente DI PAOLA

   PRESIDENTE. Colleghi, la seduta riprende.

   parlamentari

       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Vi comunico il calendario stabilito per la  legge  di
  stabilità dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari:
   assegnazione  del  disegno  di  legge  di  bilancio  e   stabilità
  mercoledì 13 novembre 2024, quindi oggi, a tutte le Commissioni, il
  disegno di legge è arrivato a tutte le Commissioni di merito;
   poi,  esame  nelle Commissioni di merito entro sabato 23  novembre
  2024;
   quindi,  esame  in  Commissione Bilancio entro lunedì  9  dicembre
  2024;

   iscrizione  all'ordine del giorno dell'Aula giovedì  (mattina)  12
  dicembre 2024;
   termine per gli emendamenti in Aula sabato 14 dicembre 2024,  alle
  ore 18.00;
   esame  in  Aula da mercoledì (pomeriggio) 18 dicembre 2024,  o  se
  riusciamo martedì 17 dicembre 2024, fino a conclusione dei lavori.

   regionale di controllo della Corte dei Conti

  Comunicazione relativa all'elezione di un componente della Sezione
             regionale di controllo della Corte dei Conti

      PRESIDENTE.  Comunico  che  questa  Assemblea,  inoltre,   deve
  procedere all'elezione di un componente della Sezione regionale  di
  controllo della Corte dei Conti, ai sensi dell'articolo 7, comma  8
  bis,  della legge 5 giugno 2003, n. 131 e successive modificazioni.
  A  seguito  dell'istruttoria svolta dagli Uffici sulle  candidature
  presentate,  il  26 gennaio 2024 è stato pubblicato  sul  sito  web
  istituzionale dell'Assemblea l'elenco dei nominativi dei  candidati
  ammessi all'elezione. Pertanto, in una prossima seduta, l'Assemblea
  procederà  ad  eleggere  in  conformità  alle  norme  del   proprio
  Regolamento  interno  il  componente  della  Sezione  regionale  di
  controllo  della  Corte dei Conti tra coloro i cui nominativi  sono
  inseriti nel suddetto elenco.
   A tal fine, tale elenco con i curricula dei candidati ammessi sarà
  trasmesso nella casella di posta elettronica di ciascun deputato.

   Bene,  colleghi,  c'era  l'intervento  velocissimo  della  collega
  Adorno e poi chiudo i lavori d'Aula.
   Prego, onorevole Adorno.


     Sugli eventi meteorologici avversi occorsi in queste ore nel
                               catanese

   ADORNO. Grazie, Presidente, In queste ore drammatiche per  la  mia
  terra,  io  vorrei  esprimere la solidarietà verso  le  popolazioni
  colpite  dall'alluvione  di  Torre Archirafi,  di  Riposto,  è  una
  frazione  di Riposto, di tutte le cittadine dell'acese, di  Aci  S.
  Antonio.
   Chiaramente,  ancora  una  volta, veniamo  colpiti  da  una  bomba
  d'acqua, da questo cambiamento climatico. Certamente ci sono  anche
  delle  responsabilità  da  parte della  politica,  che  nell'ultimo
  trentennio,  diciamo,  non  ha amministrato  bene  il  processo  di
  edificazione, che si è svolto, appunto, in questi tre decenni, ed è
  figlia, anche, di mancati interventi.
   Ed  è  proprio  per  questo, Presidente,  che  io  chiedo  la  sua
  attenzione  affinché  si  faccia promotore,  attraverso  la  nostra
  azione  presso  lo Stato, di una richiesta di stato  di  emergenza,
  perché  la  situazione  è  davvero grave.  Troppi  ritardi,  troppe
  assenze  di  attenzioni riguardo ai fondi che si  sarebbero  dovuti
  spendere per quello che è l'emergenza del dissesto idrogeologico.
   Io rivolgo un appello alla Presidenza, visto che uno dei membri  è
  anche  facente  parte  della  mia  provincia,  che  è  stata   così
  dolorosamente colpita, affinché una delle opere prioritarie, quella
  del canale di gronda, prenda finalmente il via.
   Chiedo, appunto, alla Regione siciliana che non si lascino soli  i
  sindaci  dei  nostri  comuni, di affiancarli in  questa  lotta,  in
  questa emergenza che continua ed è costantemente accanto a noi.
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Adorno.
   Onorevoli  colleghi,  a  questo punto, la prossima  seduta  d'Aula
  verrà  convocata  tramite e-mail, quindi,  riceverete  la  prossima
  convocazione tramite e-mail.
   La seduta è tolta.

                   La seduta è tolta alle ore 20.17

              VICESEGRETERIA GENERALE AREA ISTITUZIONALE
                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio


   1  L'ordine del giorno n. 258, a firma di vari deputati dei Gruppi
  parlamentari  d'opposizione, è pertanto da intendersi  precluso  ai
  sensi  del  medesimo comma 3 dell'articolo 73 bis.1 del Regolamento
  interno